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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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IN EVIDENZA

A MASTELLA 300 MILA EURO di FRANCESCO RUGGERI (Libero 12-3-2008)

Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo è lo Stato, attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano, se a beneficiarne fosse un gruppo di disadattati o ex tossici appena dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell'assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli (...) segue a pagina 10 ::: segue dalla prima FRANCESCO RUGGERI (...) che non sono stati (o non si sono) ricandidati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti. A loro - nonostante il reddito extra parlamentare, da quando mettono piede nell'emi ciclo, cresca del 51% - spetterà una somma pari all'80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorrere dall'inizio del primo mandato.   continua...


 

Report "Costi dei politici"

Via il contributo fisso ai partiti ( da "Alto Adige" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Oggi intanto la commissione legislativa si occuperà del disegno di legge che prevede l'abolizione dei vitalizi. Ieri si è riunita anche la giunta regionale; tra le diverse delibere è stato deciso un finanziamento di 125 milioni in favore delle associazioni di rappresentanza delle Ipab: Upipa per il Trentino e Associazione delle Case di riposo dell'Alto Adige.

Gettone alla consulta e la questione mercato ( da "Alto Adige" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre i Verdi proporranno poi di pagare ai membri della consulta dei cittadini stranieri un gettone di presenza identico a quello garantito ai consiglieri comunali. Sempre i Verdi chiederanno al consiglio di modificare lo statuto comunale laddove prevede il sistema di nomina dei propri rappresentanti nelle società partecipate dal Comune.

SI È SVOLTO l'altra sera il consiglio comunale straordinario a Vicopisa ( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ultima una campagna di raccolta alimentare". I gettoni di presenza dei consiglieri della seduta del 10 marzo verrà devoluta ai 120 lavoratori, insieme a una somma stanziata dal Comune di Vicopisano che si sta muovendo anche per trovare appoggio in alcune associazioni locali e per far aprire un conto corrente postale dove riunire versamenti in favore di questa causa.

L'assessore Ponti difende la Provincia dagli avvoltoi ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di sicuro nel tentativo di raccattare qualche voto in più fra i "delusi dalla politica") "l'utilità delle Province". E con la scusa del "taglio dei costi della politica" in molti hanno preso le forbici e (a parole, poi nei fatti, dopo le elezioni, sarà tutta un'altra cosa) hanno cominciato un'opera di découpage verso le "Province inutili".

Verolavecchia, in un anno quasi ottomila amici della biblioteca ( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella. Tra i vari eventi organizzati nel 2007 da ricordare l'incontro per i ragazzi delle elementari con la scrittrice Anna Vivarelli e la collaborazione con la Cooperativa 020. Quest'ultima ha anche animato la giornata dell'Open Day il 22 aprile 2007, e ha realizzato per gli studenti delle medie gli incontri "

A loro i gettoni di presenza ( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: istituzione di un commissario e la Cassa integrazione "A loro i gettoni di presenza" Il sindaco Malloggi si mobilita: la situazione è gravissima VICOPISANO. I gettoni di presenza dei consiglieri della seduta del 10 marzo verranno devoluti ai 120 lavoratori, insieme a una somma stanziata dal Comune di Vicopisano che si sta muovendo in favore dei dipendenti a rischio dell'

Comunità montana, ok allo statuto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Caccia che Adriano Lazzaretti hanno criticamente sottolineato l'uscita di alcuni Comuni, i quali hanno scelto la Setco come società smaltitrice, disaggregandosi così dalla Comunità montana per il servizio. Si è discusso anche dei gettoni di presenza: l'assemblea ha deciso che i singoli consiglieri d'ora in poi decideranno se ricevere o meno la cifra spettante di 15 euro a seduta.

Speravamo in buone liste ma hanno vinto i diktat romani ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non mancano certo uomini e donne di valore nelle diverse liste, persone che non vivono lucrando un'indennità o un gettone di presenza, ma prevalgono coloro che, anziché alzarsi presto la mattina per studiare o svolgere o cercare un lavoro, trascorrono il loro tempo fra trame e manovre in cordata coi leaders nazionali.

Ai tempi dell'amag era diverso - carlo alberto ferrari ( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: diecine di amministratori tutti ben pagati e tutti figli della casta politica. In sintesi si è voluto l'aumento delle spese e l'aumento dei costi. Un esempio: se un cittadino ha bisogno di chiedere l'allaccio all'acqua e al gas, egli deve fare domanda a due società. Queste devono fare due sopralluoghi, poi fare due preventivi e infine intervenire separati, addebitando due costi,

Vitalizi e gruppi, via libera ai tagli ( da "Corriere Alto Adige" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: L'emendamento presentato dal partito ecologista che puntava a ridurre i finanziamenti ai grandi gruppi consiliari è stato però bocciato anche se avrebbe consentito di risparmiare molto di più. I Verdi hanno comunque votato a favore del provvedimento annunciando però nuove iniziative per tagliare i costi della politica.

Polemiche o si riforma o meglio chiuderlo ( da "Riformista, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un destino di inconsistenza intellettuale, rissosa politicizzazione e pubblica inutilità. Se tutto funzionasse a meraviglia, del resto, non si capirebbe perché Palazzo Chigi ha lasciato il comitato in uno stato di abbandono: i membri non ricevono gettoni di presenza, i rimborsi spese sono un terno al lotto e l'attività di ricerca procede a stento visto che la segreteria tecnica,

UNA NUOVA RICERCA MOSTRA IN CHE MODO LE PERSONE COOPERANO PER IL BENE COMUNE, E COSA ACCADE IN CASO DI FALLIMENTO ( da "marketpress.info" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: comportamento è però radicalmente mutato quando sono stati resi noti i contributi di ciascun partecipante, a cui è stata offerta la possibilità di punire gli altri giocatori togliendo loro dei gettoni. Come avevano dimostrato gli studi precedenti, i giocatori erano disposti a sacrificare un gettone per punire chi aveva investito poco o gli scrocconi che avevano sfruttato gli altri.

MANTOVA: INTERNAZIONALIZZAZIONE: LE NUOVE INIZIATIVE PER IL 2008 ( da "marketpress.info" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 500 euro da scontare sul costo della consulenza ricevuta. I due bandi sono del tipo "a sportello", quindi è possibile accedervi con precedenza in ordine cronologico fino ad esaurimento dei fondi. La Camera di Commercio di Mantova rende disponibili con il raddoppio di risorse da parte della Regione, contributi a voucher per 200.

Regime dei minimi, molto fumo e poco arrosto ( da "Italia Oggi" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consulente un regime in cui bisogna avere dimestichezza con istituti complicati come la rettifica della detrazione, lo scorporo dell'Iva etc? Si è detto che il regime dei minimi avrebbe determinato degli abbattimenti nei costi di consulenza fiscale, che finalmente si sarebbero liberati i contribuenti più piccoli dal "giogo" di dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro.

Le circoscrizioni restano care ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la Finanziaria 2008 che lascia come indennità solo il gettone di presenza Le circoscrizioni restano care A Palermo avviata la riduzione del 50% delle indennità di funzione Alessandra Ferraro PALERMO La legge finanziaria nazionale azzera le indennità di funzione per i consiglieri di circoscrizione pur mantenendo il gettone di presenza ma in Sicilia i Comuni non applicano la norma.

Per i consiglieri comunali in vigore il taglio del 10% ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ambito dei poteri statali in materia di coordinamento della finanza pubblica". Ancora dopo, tuttavia, il Cga ha sostenuto che lo Stato ha introdotto un vincolo riduttivo per finalità che riguardano la riduzione dei costi della politica e che vanno al di là del mero riequilibrio finanziario e "delle valutazioni discrezionalidi ogni ambito regionale e autonomistico "

Provincia, le spese aumentano di un milione ( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: parte della Regione. Per le entrate statali viene, invece, confermata la partecipazione del 2007, ad eccezione di una leggera riduzione della compartecipazione Irpef che è correlata alla manovra di contrazione dei costi della politica. Tra i dati più significativi e non certamente confortanti, c'è quello relativo alle entrate correnti destinate a finanziare gli investimenti che nel

Imprudente attacca Cialente: <piano triennale senza novità. E' solo propaganda> ( da "PrimaDaNoi.it" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il consigliere definisce "singolari" i gettoni di presenza e prebende varie per alcune strutture, "che fanno nascere più di una perplessità. 10mila euro per la commissione fitti, 40mila euro per l'Asi (società partecipata che non si riesce a capire quale valore aggiunto abbia portato e porterà al Comune) e ?

CARPI, AUMENTANO LE INDENNITA' DEGLI AMMINISTRATORI ( da "Sestopotere.com" del 12-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di funzione dei colleghi. Rimane fermo invece per il momento l'ammontare del gettone di presenza riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di prevedere un prossimo adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un assessore a tempo pieno)


Articoli

Via il contributo fisso ai partiti (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il consiglio regionale approva la proposta della Svp contestata dai partiti minori Via il contributo fisso ai partiti Previsto un risparmio annuo di quasi 300 mila euro BOLZANO. Trecento mila euro di risparmio annuo. è quanto si aspetta il consiglio regionale dopo l'abolizione del contributo fisso ai gruppi consiliari deciso nella seduta di ieri. Viene soppresso il contributo fisso di 1.550 euro mensili che vengono corrisposti ai gruppi presenti in consiglio. La proposta - presentata dalla Svp - dà esecuzione ad una delle linee guida sul taglio ai costi della politica approvata lo scorso febbraio. Esulta Seppl Lamprecht, capogruppo della Stella Alpina in regione: "Nessuno si aspettava che potessimo realizzare così in fretta i nostri propositi. Invece la nuova normativa diventerà esecutiva dalla prossima legislatura e quindi già a partire da ottobre". La discussione in aula è stata piuttosto animata con la maggioranza formata da Svp, Margherita e Ds a difendere il provvedimento contestato invece dai partiti minori che considerano lesiva della loro attività politica la proposta. Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ha parlato di norma "punisci-minoranza" ed ha presentato un emendamento correttivo che intendeva conseguire un risparmio ancora maggiore agendo sia sul contributo fisso sia su quello pro capite (930 euro per ogni consigliere; Dello Sbarba chiedeva di portarlo a 600 euro): "Si risparmierebbe di più senza andare a gravare solo sui piccoli partiti". I Verdi hanno comunque votato a favore, spiegando che in ogni caso un taglio ai costi della politica veniva ottenuto. Voto contrario invece da parte di Alleanza Nazionale con il capogruppo Mauro Minniti che ha parlato di "gioco della demagogia" contestando il metodo seguito dalla maggioranza, colpevole a suo dire di accanirsi su un solo capitolo di spesa mantenendo inalterati sperperi più vistosi. Sulla stessa lunghezza d'onda Pino Morandini dell'Udc: "Delibera dal sapore elettoralistico che rischia di minare la possibilità di lavoro e documentazione dei gruppi". Pius Leitner (Freiheitlichen) ha parlato di "atto punitivo". Contrari anche Eva Klotz (SÜdtiroler Freiheit), Erminio Boso (Lega Nord) e Donato Seppi (Unitalia). Oggi intanto la commissione legislativa si occuperà del disegno di legge che prevede l'abolizione dei vitalizi. Ieri si è riunita anche la giunta regionale; tra le diverse delibere è stato deciso un finanziamento di 125 milioni in favore delle associazioni di rappresentanza delle Ipab: Upipa per il Trentino e Associazione delle Case di riposo dell'Alto Adige.

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Gettone alla consulta e la questione mercato (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Domani sera riunione del consiglio comunale Gettone alla consulta e la questione mercato MERANO. Serata dedicata alle mozioni presentate dai partiti di opposizione, quella di consiglio comunale convocata dal presidente Giorgio Balzarini per domani sera a partire dalle ore 19.15. L'ordine del giorno prevede la trattazione di una serie di argomenti che vanno dalla viabilità ai consigli d'amministrazione. Il consigliere Carmelo Genovese (Forza Italia) proporrà di discutere sulla carenza di collegamenti ferroviari e di coincidenze ferroviarie sulle grandi distanze e sulla riduzione dei consigli d'amministrazione delle società partecipate dal Comune. I Verdi chiederanno di potenziare i servizi offerti dallo sportello/biglietteria Sasa di Ponte Teatro, consentendo agli utenti di avere informazioni ferroviarie e prenotare biglietti del treno per percorrenze nazionali e internazionali. Sempre i Verdi proporranno poi di pagare ai membri della consulta dei cittadini stranieri un gettone di presenza identico a quello garantito ai consiglieri comunali. Sempre i Verdi chiederanno al consiglio di modificare lo statuto comunale laddove prevede il sistema di nomina dei propri rappresentanti nelle società partecipate dal Comune. La proposta vuole garantire a entrambe i sessi una partecipazione minima del 30% e la presenza delle minoranze politiche anche nei cda delle società di capitale e non sono negli enti pubblici e nelle fondazioni. Il sindaco dovrà anche valutare la richiesta presentata da Forza Italia, con la quale si chiede all'amministrazione di riferire all'inizio del consiglio sull'attuale situazione in merito al trasferimento del mercato del venerdì, soprattutto alla luce del ricorso presentato al Tar da parte di trenta ambulanti, contrari al trasloco.

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SI È SVOLTO l'altra sera il consiglio comunale straordinario a Vicopisa (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

No per valutare la situazione dei 120 lavoratori della Scm 2000 di Caprona e per cercare modalità che attenuino la grave situazione nella quale si trovano. L'imprenditore non corrisponde la retribuzione dovuta ai propri dipendenti da più di tre mesi e, di fronte ai problemi aziendali, non ha attivato alcuna procedura per tutelare la condizione dei propri lavoratori, né ha esplorato le possibilità di una loro ricollocazione occupazionale. Pur non essendo intenzionato a corrispondere i salari dovuti, il titolare non ha per esempio contemplato la voce licenziamento. "CON il consiglio comunale non vogliamo limitarci a esprimere solidarietà e sostegno ai lavoratori di un'azienda sul nostro territorio ? commenta il sindaco Antonella Malloggi anche a nome della giunta. Diamo la nostra disponibilità a collaborare con i sindacati e le altre istituzioni pubbliche interessate per predisporre tutte le iniziative utili a risolvere l'enorme problema creatosi e tutte le misure sociali che possono essere attivate". Oltre al consiglio al completo e ai lavoratori in questione, erano presenti alla seduta i rappresentanti dei sindacati, alcuni amministratori dei Comuni limitrofi, l'assessore provinciale Anna Romei. E' stato sottoscritto un documento che chiede, con la massima urgenza, al presidente del Tribunale di Pisa un commissario e che venga attivata la cassa integrazione al fine di garantire ai lavoratori almeno un minimo sostegno economico per il mantenimento delle proprie famiglie; e che ufficializza l'intenzione ad aprire un tavolo provinciale che si occupi di favorire una ricollocazione occupazionale dei dipendenti Scm 2000. "NEI prossimi giorni contatterò personalmente i sindaci dei Comuni dove sono residenti i lavoratori di Caprona per chiedere anche il loro sostegno; così come le Banche e le Finanziarie dove molti di loro hanno attivato mutui per la casa o la macchina, beni che oggi rischiano di perdere ? continua il sindaco ? . La situazione di queste 120 famiglie è gravissima. Per difenderne la sopravvivenza stiamo attivando tutto quanto ci è possibile, non un'ultima una campagna di raccolta alimentare". I gettoni di presenza dei consiglieri della seduta del 10 marzo verrà devoluta ai 120 lavoratori, insieme a una somma stanziata dal Comune di Vicopisano che si sta muovendo anche per trovare appoggio in alcune associazioni locali e per far aprire un conto corrente postale dove riunire versamenti in favore di questa causa. Non appena il conto sarà attivo, il Comune provvederà a pubblicizzarlo. Nel frattempo, per arginare un minino la crisi, verrà subito attivata anche la raccolta alimentare. Per informazioni: segreteria comunale 050 796509. - -->.

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L'assessore Ponti difende la Provincia dagli avvoltoi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA E POLEMICHE L'assessore Ponti difende la Provincia dagli avvoltoi ? MONZA ? "LA BRIANZA si è conquistata la sua Provincia e adesso non si torna più indietro". A scacciare gli "avvoltoi" che nell'ultimo periodo hanno incominciato a volteggiare intorno all'ente ci ha provato ieri Gigi Ponti, assessore all'Attuazione della nuova Provincia. Da quando infatti è cominciata la campagna elettorale (con il suo inevitabile corollario di promesse) in molti hanno messo in dubbio (a desta e a sinistra, a torto o a ragione, di sicuro nel tentativo di raccattare qualche voto in più fra i "delusi dalla politica") "l'utilità delle Province". E con la scusa del "taglio dei costi della politica" in molti hanno preso le forbici e (a parole, poi nei fatti, dopo le elezioni, sarà tutta un'altra cosa) hanno cominciato un'opera di découpage verso le "Province inutili". Inevitabile che dunque l'ultima (in senso cronologico) delle Province (votata in Parlamento nel 2004) e non ancora "politicamente formata" (le elezioni si svolgeranno l'anno prossimo) finisse nel mirino. "La Provincia di Monza e Brianza non è una Provincia sulla carta, ma un'istituzione che esiste già da 4 anni, pronta a staccarsi da Milano nel 2009, dopo aver concluso la fase di rodaggio attualmente in corso", ha spiegato Ponti durante il convegno di presentazione dell'Annuario statistico 2007. "La Brianza si è conquistata e si merita una Provincia propria che va difesa non con campanilismo, ma perché è un'istituzione che merita rispetto, e non lo stillicidio mediatico che siamo costretti a subire tutti i giorni. La Provincia è un ente vicino, un alleato dei cittadini e delle imprese", ha aggiunto Ponti che ha poi parlato della "possibilità, allo studio nelle ultime settimane, di alienare parte del patrimonio immobiliare della Provincia di Milano (almeno 7 milioni di euro nel 2008) per finanziare investimenti destinati al territorio. Nel bilancio 2008, che il Consiglio provinciale sta esaminando in queste settimane, sono previsti 10,4 milioni di euro per le attività legate al Progetto Monza e Brianza. Sedi, investimenti, patrimonio personale di questo è fatta la provincia nuova che stiamo costruendo. La dote che la Brianza riceverà da Milano sarà completa: non verrà sottratto nemmeno un euro". L'assessore ha poi difeso il metodo adottato per costruirla. "A quanti mi accusano di avere aperto troppi "tavoli", indetto troppe riunioni, moltiplicato le occasioni di studio in questi anni, io rispondo che ho creduto e continuo a credere in questo metodo di lavoro. Resto convinto che la Brianza si meriti un gioco al rialzo, una Provincia che ha tutti i numeri per essere fra le più dinamiche del Paese". F.Lomb. - -->.

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Verolavecchia, in un anno quasi ottomila amici della biblioteca (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 12/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BASSA BRESCIANA PRESTITI IN AUMENTO Verolavecchia, in un anno quasi ottomila amici della biblioteca La biblioteca di Verolavecchia: i prestiti sono in costante aumento VEROLAVECCHIA - È ottimo il bilancio della biblioteca di Verolavecchia, che negli ultimi tre anni ha visto aumentare il numero dei prestiti raggiungendo quota 7.901 nel 2007. Da questo punto di vista sono interessanti i risultati del prestito interbibliotecario realizzato grazie al servizio di ricerca sul catalogo provinciale e richiesta automatizzata, che ha permesso alla biblioteca di fare 807 prestiti in uscita e riceverne 418 in entrata. Fondamentale per l'aumento dei prestiti agli utenti è stata, come afferma il presidente della biblioteca Federico Brunelli, l'attività di promozione alla lettura. Il patrimonio librario ha raggiunto i 14.752 volumi grazie alle 941 acquisizioni del 2007. Per la precisione sono 775 i libri comprati e 166 quelli donati. Entrando nella biblioteca ogni lettore può soddisfare le sue esigenze scegliendo tra i 9.509 libri di letteratura che spaziano dai classici italiani, inglesi, francesi e americani, ai romanzi storici per passare ai gialli, al genere horror e al fantasy. Numerosi, ben 3.657, i volumi dedicati alla saggistica. Chi fosse interessato alla storia bresciana può scegliere fra i 624 libri che formano tale sezione, senza dimenticare gli altri materiali che si possono consultare, tra cui enciclopedie, videocassette e dvd. La biblioteca di Verolvecchia ha anche una piccola sezione multiculturale nella quale si possono trovare libri in lingua albanese, rumena e indiana. Ma quali sono i libri più letti? I bambini e i giovani apprezzano le collane di Pimpa, di Stilton, Il Re è occupato di Mario Ramos e il maghetto Harry Potter della scrittrice inglese Rowling. I libri più richiesti dagli adulti sono stati "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini, "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones, "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, "Il signore del falco" di Valeria Montaldi, "Gomorra" di Roberto Saviano e "La Casta" di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella. Tra i vari eventi organizzati nel 2007 da ricordare l'incontro per i ragazzi delle elementari con la scrittrice Anna Vivarelli e la collaborazione con la Cooperativa 020. Quest'ultima ha anche animato la giornata dell'Open Day il 22 aprile 2007, e ha realizzato per gli studenti delle medie gli incontri "Sui sentieri del cuore" basato sul tema dell'amore adolescenziale e "Il mondo in Giallo" per aiutare i ragazzi a conoscere l'omonimo genere letterario. Interessante lo spettacolo per bambini "Il Magico viaggio" realizzato dal gruppo teatrale Cara ...Mella, che nel 2007 ha anche curato per Verolavecchia gli eventi relativi alla Giornata della Memoria 2007. Per il 2008 la biblioteca, in collaborazione con l'Assessorato alla cultura, ha realizzato la giornata dedicata alla Memoria e sta progettando nuovi incontri con scrittori. (v. f.).

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A loro i gettoni di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sottoscritto un documento per chiedere l'istituzione di un commissario e la Cassa integrazione "A loro i gettoni di presenza" Il sindaco Malloggi si mobilita: la situazione è gravissima VICOPISANO. I gettoni di presenza dei consiglieri della seduta del 10 marzo verranno devoluti ai 120 lavoratori, insieme a una somma stanziata dal Comune di Vicopisano che si sta muovendo in favore dei dipendenti a rischio dell'azienda Scm2000. Così hanno deciso, maggioranza e minoranza vicarese. Il sindaco Antonella Malloggi ripercorre le tappe della crisi Scm2000 di Caprona, per cercare modalità che attenuino la grave situazione nella quale si trovano a causa del comportamento scorretto e anomalo dell'imprenditore titolare dell'azienda. L'imprenditore non corrisponde la retribuzione dovuta ai propri dipendenti da più di tre mesi e, di fronte ai problemi aziendali, non ha attivato nessuna procedura per tutelare la condizione dei propri lavoratori, né ha esplorato le possibilità di una loro ricollocazione occupazionale. Pur non essendo intenzionato a corrispondere i salari dovuti, il titolare non ha per esempio contemplato la voce licenziamento. "Con il consiglio comunale non vogliamo limitarci a esprimere solidarietà e sostegno ai lavoratori di un'azienda sul nostro territorio - commenta ancora - diamo la nostra disponibilità a collaborare con gli organismi sindacali e le altre istituzioni pubbliche interessate per predisporre tutte le iniziative utili a risolvere l'enorme problema creatosi e tutte le misure sociali che possono essere attivate". Oltre al consiglio al completo e ai lavoratori in questione, erano presenti alla seduta del 10 marzo i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, il segretario provinciale Paolo Graziani, alcuni amministratori dei Comuni limitrofi a Vicopisano, l'assessore alle politiche al lavoro Anna Romei della Provincia di Pisa. Gli intervenuti hanno sottoscritto un documento: che chiede, con la massima urgenza, al Presidente del tribunale di Pisa un commissario e che venga attivata la cassa integrazione al fine di garantire ai lavoratori almeno un minimo sostegno economico per il mantenimento delle proprie famiglie; e che ufficializza l'intenzione ad aprire un tavolo provinciale che si occupi di favorire una ricollocazione occupazionale dei dipendenti Scm 2000. "Nei prossimi giorni contatterò personalmente i sindaci dei Comuni dove sono residenti i lavoratori di Caprona per chiedere anche il loro sostegno; così come le banche e le finanziarie dove molti di loro hanno attivato mutui per la casa o la macchina, beni che oggi rischiano di perdere. Ancora non sono chiare le modalità con le quali saranno messe in atto queste inziative. Per informazioni la segreteria del Comune 050796509".

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Comunità montana, ok allo statuto (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Valbondione Si è svolta a Valbondione l'assemblea della Comunità montana della Valle Seriana superiore che, tra l'altro, ha dato il via libero (non definitivo) al nuovo statuto. Si sono discusse le interrogazioni formulate dal capogruppo della Lega Yvan Caccia. La prima sui ritardi nei lavori lungo la pista ciclopedonale nel tratto Ponte Nossa-Clusone. L'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Seghezzi, ha giustificato il fatto ricordando che dapprima la Provincia ha steso lungo il percorso le fibre ottiche della banda larga, e che poi i lavori per la metanizzazione hanno causato ritardi nelle operazioni. I lavori dovranno comunque completarsi entro il 21 aprile, perché un ritardo ulteriore comporterebbe pene pecuniarie per la ditta appaltatrice. Caccia ha quindi fortemente criticato il numero unico "Alto Serio", a suo avviso scialbo e redatto con troppi errori. Ha anche chiesto il motivo per cui l'opuscolo non è stato distribuito a tutte le famiglie. L'assessore Francesco Moioli, dopo aver informato sul costo del giornale, ha ricordato che lo stesso è stato distribuito nei comuni da ben 10 incaricati. Si è passati poi a discutere di sanità in alta Valle Seriana. "Non mi riferisco ? ha tra l'altro affermato Yvan Caccia ? al nuovo ospedale di Groppino, che prima o dopo sarà ultimato, ma ai servizi del San Biagio di Clusone. Pare infatti che dal 15 settembre scorso lì non ci sia più la copertura ventiquattr'ore su ventiquattro della Guardia attiva e questo per il fatto che ci vorrebbero 8 medici anestesisti mentre ve ne solo 7. Sembra che dalla metà di gennaio risulti ufficialmente chiusa anche la terapia intensiva e che la motivazione di questi gravi disservizi stia nel fatto che i medici anestesisti debbano seguire un corso specialistico di cui non si ha notizia". A Caccia ha risposto l'assessore ai Servizi sociali, Giorgio Capovilla. Il quale ha riferito come il direttore dell'Azienda ospedaliera Bolognini Amedeo Amadeo abbia affermato come l'Azienda abbia sempre avuto per il San Biagio, inserito nei primi 9 ospedali di frontiera della Regione, la massima attenzione. Tanto è vero che mentre nel 2003 i medici erano 47 e i paramedici e infermieri professionali 250, ora i medici sono 59 e i paramedici e infermieri professionali 260. L'assemblea ha quindi approvato a maggioranza e in forma virtuale il nuovo statuto della Comunità montana, predisposto da una commissione presieduta da Eli Perdetti. L'approvazione definitiva slitta alla prossima riunione in quanto non erano presenti 40 componenti l'assemblea, necessari per l'approvazione. Ha votato decisamente contro lo statuto Gianni Gaiti il quale ha dichiarato che si tratta di "un mostro giuridico che porterebbe l'esecutivo a rappresentare il 40% dell'assemblea e che, riducendo i membri dell'assemblea a 20 contro gli attuali 60, non si terrebbero in alcun conto i diritti delle minoranze". Anche il consigliere Augusto Bonardo ha votato contro, sostenendo che il nuovo statuto non prevede una equa distribuzione delle risorse. Sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha relazionato l'assessore Carlo Seghezzi, illustrando la nuova convenzione che si andrà a firmare con la ditta che, per un anno, si aggiudicherà l'appalto. Sia Yvan Caccia che Adriano Lazzaretti hanno criticamente sottolineato l'uscita di alcuni Comuni, i quali hanno scelto la Setco come società smaltitrice, disaggregandosi così dalla Comunità montana per il servizio. Si è discusso anche dei gettoni di presenza: l'assemblea ha deciso che i singoli consiglieri d'ora in poi decideranno se ricevere o meno la cifra spettante di 15 euro a seduta. Lo scorso anno i consiglieri avevano rinunciato a tale compenso. Enzo Valenti.

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Speravamo in buone liste ma hanno vinto i diktat romani (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Andrea Pubusa Speravamo in buone liste ma hanno vinto i diktat romani Siccome andiamo ad elezioni con una legge di dubbia legittimità costituzionale, che c'impedisce di scegliere i nostri rappresentanti, abbiamo sperato in buone liste. Paventando il ricorso al vecchio trucco (non c'è tempo, primarie e procedure democratiche alla prossima volta), abbiamo chiesto un coinvolgimento rapido, ma serio. Che so? Assemblee di cittadini per discutere criteri e corrispondenza ad essi delle candidature. Ora, a liste fatte, possiamo dire che questo sia avvenuto? La risposta è dolorosamente negativa. I segretari dei partiti e pochi altri hanno deciso la composizione del futuro Parlamento con buona pace del principio democratico posto a fondamento della Repubblica italiana dalla Costituzionale. Ai cittadini rimane solo da determinare le percentuali con cui i diversi partiti o raggruppamenti formano il Parlamento. Una vera eversione del dettato della Carta costituzionale! Abbiamo sperato in una sorta di codice deontologico, nella prefissione di alcuni criteri di scelta dei candidati. Il Pd ci aveva illuso, adottando uno statuto che prevede un limite di tre mandati. Analogamente hanno fatto PdL e Sinistra Arcobaleno. Ma possiamo dire ch'esso sia stato applicato, viste le numerose deroghe e non solo per i primissimi dirigenti nazionali? O è stato anch'esso uno strumento per liquidare alcuni personaggi ormai indeboliti nei rapporti di forza interni a favore dei forti? Cade Emanuele Sanna, ma non Cabras e Fadda o Siro Marroccu, anch'essi con più mandati. Cade il plurieletto Cogodi, ma viene imposta dall'esterno Elettra Diana, sarda solo d'origine. Abbiamo chiesto a tutti i partiti di formare liste con presenza e chances in pari misura per uomini e donne. E lo abbiamo fatto con una visione sostanziale, ossia nell'intento di creare una dirigenza sostanzialmente pari fra generi. Ma possiamo dire che le donne in lista soddisfino, per qualità, questa esigenza? Ora a guardare le liste sarde, sembra incontestabile che il criterio adottato segua i due seguenti principi: anzitutto, decisione ristretta ai vertici romani; secondariamente, formazione delle liste secondo criteri di fedeltà ai centri nazionali di comando. Questo è sempre stato manifesto nel PdL, che rimane un partito azienda di Berlusconi. Ma, seppure in modo diverso, è palese anche nel Pd: fatta eccezione per Parisi, che è personalità di rilievo nazionale, Cabras e Fadda vengono "derogati" per la loro fedeltà ai vertici romani nella battaglia di contrasto a Soru nella corsa alla segreteria regionale. Marroccu per la sua fedeltà a Soru e di questi a Letta. Francesco Sanna per la fedeltà a Letta e a Soru. Elettra Diana per il suo particolare rapporto con Bertinotti. Elias Vacca per la sua fedeltà a Di Liberto. E che dire della Sbarbati nelle liste al Senato del Pd? Sconcertante è anche la posizione di un intellettuale del calibro di Guido Melis, messo in lista "in quota Soru" dopo i vari Calvisi e Siro Marroccu, secondo pesi e bilanciamenti interni. In conclusione: possiamo dire che da queste liste viene un segnale contro il formarsi della casta? Non mancano certo uomini e donne di valore nelle diverse liste, persone che non vivono lucrando un'indennità o un gettone di presenza, ma prevalgono coloro che, anziché alzarsi presto la mattina per studiare o svolgere o cercare un lavoro, trascorrono il loro tempo fra trame e manovre in cordata coi leaders nazionali. Insomma, la faccia della nostra rappresentanza non cambia. Non avremo due Camere formate in prevalenza di persone normali che vengono dal mondo del lavoro (inteso in senso lato) e delle professioni, con una piccola percentuale di alti e sperimentati dirigenti dei partiti. Cosa rimane a noi normali elettori democratici? O il ricorso estremo al diritto di resistenza, disertando il seggio, contro la violazione di nostri fondamentali diritti costituzionali o, più ragionevolmente, turarci il naso e votare la lista che c'indigna di meno. La riforma istituzionale e morale alla prossima volta.

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Ai tempi dell'amag era diverso - carlo alberto ferrari (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA LETTERA Ai tempi dell'Amag era diverso CARLO ALBERTO FERRARI C'era una volta l'Amag, l'azienda municipale acquedotto e gas che sovrintendeva ai servizi di erogazione dell'acqua e del gas e provvedeva anche a riscuotere le relative bollette, rispettando le tariffe approvate dal consiglio comunale. Il cittadino, nella semplicità del rapporto e nella velocità delle risposte aveva un unico interlocutore, fra l'altro controllato dall'amministrazione comunale, cioè dagli stessi cittadini. La sua struttura amministrativa era costituita da un consiglio di amministrazione, da un presidente e da un direttore oltre i dipendenti necessari. Il costo politico degli amministratori era bel lontano da quello sostenuto dalla comunità viareggina oggi. Che tempi lontani quelli, quando gli utili dell'Amag venivano trasferiti nelle casse del Comune. Oggi si è voluto e attuato un allargamento delle competenze territoriali, si sono create numerose società e relativi apparati politico-amministrativi. Il risultato è quello del frazionamento, dell'aumento della burocrazia, delle sedi e di varie diecine di amministratori tutti ben pagati e tutti figli della casta politica. In sintesi si è voluto l'aumento delle spese e l'aumento dei costi. Un esempio: se un cittadino ha bisogno di chiedere l'allaccio all'acqua e al gas, egli deve fare domanda a due società. Queste devono fare due sopralluoghi, poi fare due preventivi e infine intervenire separati, addebitando due costi, cioè due volte lo scavo, due volte il riempimento, due volte il ripristino dell'asfaltatura. Ai tempi dell'Amag si interveniva una sola volta facendo i lavori in simultanea, dimezzando i costi (che non sono leggeri). Ho riferito un solo caso, ma ci sarebbe da dire tante e tante altre cose e fatti. E non è tutto. Purtroppo i cittadini non protestano, tutti si lamentano, anzi mugugnano e poi pagano. Sarebbe invece opportuno che il cittadino "suddito" si svegliasse e cominciasse a valutare questi cambiamenti, entrasse più nel merito eppoi cominciasse a dire basta. Basta a questa politica che produce danni e un forte depauperamento della già misere finanze familiari. Cominciasse a intraprendere anche una legittima lotta contro lo spreco delle spese dalla pubblica amministrazione e se lo ricordasse quando va a votare, bocciando chi amministra male. Il mio è un grido di allarme e di protesta. Mi auguro che si alzi anche un coro di protesta di tutti i cittadini e che uniti ci si ribelli per non essere tartassati né depredati e mal serviti. è stato sindaco di Viareggio.

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Vitalizi e gruppi, via libera ai tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-03-12 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Costi della politica Risparmi per 2,6 milioni l'anno. A pagare saranno soprattutto i partiti più piccoli Vitalizi e gruppi, via libera ai tagli Passa la proposta di Svp e Margherita. L'opposizione: norma ingiusta Il provvedimento votato a larga maggioranza Lamprecht soddisfatto "Passo importante" An e Verdi protestano BOLZANO - Dalla prossima legislatura basta contributi ai gruppi consiliari regionali. La proposta dell'ufficio di Presidenza è passata con 36 voti a favore ma l'opposizione ha duramente contestato il provvedimento giudicandolo "punitivo " per le formazioni più piccole i cui bilanci verranno drasticamente ridotti. La mozione approvata nell'ultima seduta si è subito trasformata in legge: il contributo fisso di 1.550 euro mensili dalla prossima legislatura non vi sarà più. Tagliato anche il contributo della regione al fondo per finanziare i vitalizi agli ex consiglieri. In tutto il risparmio per le Casse delle Regione dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,6 milioni di euro all'anno. Punizione In alto il verdeRiccardo Dello Sbarba. Sopra: Mauro Minniti di An Fino ai ieri ciascun gruppo (in tutto ce ne sono 15 visto che Forza Italia e il Patt hanno pensato bene di sdoppiarsi per incassare di più) riceveva 1.550 euro al mese più 930 euro per ogni consigliere iscritto. Il provvedimento approvato ieri taglia solo il contributo fisso e dunque penalizza soprattutto i piccoli gruppi, per quelli come l'Svp e la Margherita invece cambia poco o nulla. Il verde Riccardo Dello Sbarba ha parlato di norma "punisci minoranza" parlando di una vera e propria " ritorsione nei confronti di coloro che hanno osato chiedere una riforma della legislazione sui vitalizi. L'emendamento presentato dal partito ecologista che puntava a ridurre i finanziamenti ai grandi gruppi consiliari è stato però bocciato anche se avrebbe consentito di risparmiare molto di più. I Verdi hanno comunque votato a favore del provvedimento annunciando però nuove iniziative per tagliare i costi della politica. Sulla stessa linea Agostino Catalano di Rifondazione comunista che pur annunciando voto favorevole ha chiesto la maggioranza di tagliare anche le indennità dei Segretari questori che portano a casa mille euro al mese più dei consiglieri. Critico il capogruppo di An Mauro Minniti che ha accusato la maggioranza di demagogia. "Ci si accanisce solo su un capitolo di spesa mentre sperperi molto più vistosi rimangono inalterati" accusa. Duro anche il trentino Denis Bertolini di Valli Unite secondo cui "invece di tagliare i contributi ai piccoli gruppi sarebbe il caso di mettere mano alle laute indennità degli assessori regionali ormai privi di competenze ". Pino Morandini dell'Udc ha accusato la maggioranza di comportarsi come "un Robin Hood alla rovescia" sottolineando che le nuove regole rischiano di compromettere "la possibilità di lavoro e documentazione " dei gruppi. Il capogruppo della Svp Seppl Lamprecht però ha difeso a spada tratta la "sua" proposta ricordando l'anomala proliferazione dei gruppi, nati solo per poter riscuotere il contributo mensile. M. An.

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Polemiche o si riforma o meglio chiuderlo (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Polemiche o si riforma o meglio chiuderlo Corbellini lascia il Comitato di bioetica Il Comitato nazionale di bioetica ha perso un altro pezzo venerdì scorso, con le dimissioni di Gilberto Corbellini. L'addio dello storico della medicina e bioeticista è l'ultimo episodio di una lunga serie di incidenti che testimoniano lo stato di degenerazione progressiva del comitato. Durante la presidenza Casavola, l'organo alle dipendenze di Palazzo Chigi ha fatto parlare di sé più per le tensioni interne che per i contributi in materia di bioetica. "Se il prossimo governo non avvia una riforma, allora tanto vale chiuderlo. Così non serve a niente. O, meglio, serve solo a chi si prefigge di brandire la bioetica contro la libertà di ricerca e l'autodeterminazione", sostiene Corbellini. Lo studioso della Sapienza, che è anche copresidente dell'Associazione Coscioni, se n'è andato con una breve lettera indirizzata a Romano Prodi e Francesco Casavola, senza cercare clamore. "Non ho intenzione di usare il Cnb come palcoscenico" spiega. Appare sollevato, come tutti quelli che decidono di lasciarsi una brutta esperienza alle spalle, ed è probabile che lo stesso sentimento abbia fatto sospirare Casavola nel momento in cui ha letto la missiva. Secondo indiscrezioni il costituzionalista avrebbe delegato da tempo compiti e decisioni ad altri (Adriano Bompiani e Lorenzo D'Avack) e ora potrà vivere questo ultimo scampolo di presidenza formale con una voce scomoda in meno in plenaria. Probabilmente la scelta di un ex presidente della Corte costituzionale, per succedere a un giurista fortemente radicato nell'area cattolica come Francesco D'Agostino, doveva servire a gettare acqua sul fuoco delle polemiche tra laici e cattolici. Ma le cose sono andate diversamente. Casavola ha inanellato un errore dopo l'altro, alimentando un clima di tensioni crescenti e arrivando a essere tentato lui stesso dalle dimissioni. Quindi in ottobre, per cercare di riaffermare la propria autorità, aveva proceduto a dimissionare - tramite decreto della Presidenza del Consiglio - i tre vicepresidenti Cinzia Caporale, Elena Cattaneo e Luca Marini. Ma si è trattato di una manovra maldestra e difficile da difendere sul piano giuridico, come ha dimostrato la sentenza sospensiva del Tar che qualche giorno prima di Natale ha imposto il reintegro di Marini vendicando anche le ragioni delle due colleghe. Cattaneo, figura simbolo della ricerca con le cellule staminali, però non era rimasta ad attendere: alla fine di novembre ha lasciato il Cnb, per tornare a dedicarsi a tempo pieno a ricerca e insegnamento nell'Università di Milano. Corbellini ha deciso di fare altrettanto. "Mi sono reso conto che la mia presenza era inutile. Il comitato lavora in modo tale da sancire le divisioni ed esacerbare i conflitti. Proprio il contrario di quello che dovrebbe fare". Qualcosa del genere - sostiene - è accaduto anche in occasione dell'ultimo parere, quello sulla rianimazione dei nati prematuri. Il testo, di cui i vertici del Cnb hanno fatto trapelare alcune anticipazioni, sostiene che ai fini della rianimazione non è determinante l'età gestazionale dei piccoli e neppure il consenso dei genitori. "L'idea di fondo è condivisibile perché lo sviluppo fetale non è prevedibile come la tabella di marcia di un treno ed è evidente che bisogna procedere caso per caso", spiega Corbellini. Ma poi arrivano le critiche. Il documento, pur riconoscendo la necessità di evitare interventi inutili, fornisce un'interpretazione pericolosamente restrittiva di questo concetto. E non prende nemmeno in considerazione la natura sperimentale della rianimazione sotto le 22 settimane, quando l'impegno dei neonatologi è più utile al progresso della medicina che al prematuro stesso, perciò non dovrebbe andare contro il parere dei genitori. Le regole del gioco prevedono che chi non è d'accordo con le posizioni della maggioranza possa stilare un documento di minoranza e così hanno fatto Neri, Flamigni, Mancina, Toraldo di Francia e Zuffa. Corbellini, invece, ha preferito chiamarsi fuori: "In Parlamento si vota e si vede chi vince, ma noi non siamo stati eletti e un comitato di bioetica dovrebbe servire ad altro: dovrebbe offrire l'intero spettro delle opinioni per arricchire il dibattito pubblico, non affermare una posizione a discapito delle altre". Il problema che pone non è nuovo: lo statuto del Cnb ha 18 anni e sono in tanti a credere che vada ripensato e riscritto, se non si vuole condannare il comitato a un destino di inconsistenza intellettuale, rissosa politicizzazione e pubblica inutilità. Se tutto funzionasse a meraviglia, del resto, non si capirebbe perché Palazzo Chigi ha lasciato il comitato in uno stato di abbandono: i membri non ricevono gettoni di presenza, i rimborsi spese sono un terno al lotto e l'attività di ricerca procede a stento visto che la segreteria tecnica, già carente, è stata recentemente dimezzata. Oggi conta solo due persone, a fronte della sterminata platea di membri (40). "Meglio sarebbe seguire l'esempio del comitato francese, che è un luogo di analisi e presenta proposte di grande respiro. O magari il modello inglese: al posto di un comitato bioetico nazionale, lì si fanno authority e comitati ad hoc su problemi specifici", sostiene Corbellini. Altrimenti sarà difficile scacciare il sospetto che questa degenerazione, in fondo, faccia comodo a qualcuno. Magari perché la bioetica interessa solo in chiave di scontro politico e un comitato in agonia è più facile da manovrare. 12/03/2008.

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UNA NUOVA RICERCA MOSTRA IN CHE MODO LE PERSONE COOPERANO PER IL BENE COMUNE, E COSA ACCADE IN CASO DI FALLIMENTO (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bruxelles, 12 marzo 2008 - In un articolo apparso su Science, i ricercatori affermano di avere scoperto che la vendetta è più comune nelle società tradizionalmente non democratiche, fondate su istituzioni sociali autoritarie e ristrette, dove i cittadini ritengono accettabile evadere le tasse o aggirare le leggi perché questi atti criminali restano spesso impuniti. Lo studio internazionale, condotto in 16 paesi, ha analizzato in che misura gl'individui sono pronti a sacrificare il vantaggio personale a beneficio di una più ampia collettività, mentre gli 'scrocconi' tentano di profittare della loro generosità. In precedenti lavori gli scienziati avevano escogitato un gioco finanziario in cui i partecipanti dovevano decidere se aggiungere le proprie risorse (gettoni) a un fondo comune, o tenerle per sé e trarre vantaggio dallo spirito comunitario degli altri. In mancanza di una punizione finanziaria dei partecipanti che non facevano investimenti con spirito comunitario e continuavano a sfruttare la natura generosa degli altri, la cooperazione spariva rapidamente. Basandosi su questo gioco, il professor Simon Gaechter e il Dr. Benedikt Herrmann dell'università di Nottingham, e il Dr. Christian Thoni dell'università di San Gallo (Svizzera), hanno studiato il comportamento d'individui di 16 città in tutto il mondo, da Boston, Bonn e Riyadh fino a Minsk, Nottingham, Seul e altre ancora. 'Per quel che ne sappiamo, si tratta del più importante studio interculturale sui giochi sperimentali mai condotto nel mondo industrializzato', ha dichiarato il prof. Gaechter. Il livello di cooperazione si è dimostrato notevolmente simile in tutte le 16 città, hanno constatato i ricercatori. Contro ogni previsione formulata dagli economisti, il comportamento è però radicalmente mutato quando sono stati resi noti i contributi di ciascun partecipante, a cui è stata offerta la possibilità di punire gli altri giocatori togliendo loro dei gettoni. Come avevano dimostrato gli studi precedenti, i giocatori erano disposti a sacrificare un gettone per punire chi aveva investito poco o gli scrocconi che avevano sfruttato gli altri. Ma quando gli scrocconi sono stati puniti per aver anteposto il proprio interesse personale al bene comune, sono emerse sensibili differenze a livello nazionale. In paesi come gli Usa, la Svizzera o il Regno Unito, gli scrocconi hanno accettato la punizione, sono diventati più cooperativi, e gli utili sono aumentati col tempo. In paesi come la Grecia e la Russia, invece, gli scrocconi hanno voluto reagire e vendicarsi di coloro che li avevano puniti, anche dei cittadini modello che avevano pagato al loro posto. La cooperazione per il bene comune è scesa quindi a picco. Nelle società in cui la moderna etica della cooperazione con estranei è meno diffusa e il ruolo della legge viene considerato debole, la vendetta è più comune e la cooperazione ne soffre, ha commentato il Dr. Herrmann. L'aspetto affascinante del comportamento nei giochi è il parallelo tra le regole di cooperazione civica e le norme giuridiche fatto dai ricercatori sociali, ha detto il Dr. Herrmann. Le regole coprono l'atteggiamento generale verso la legge, ad esempio se i cittadini ritengono o meno accettabile evadere le tasse o aggirare le leggi. 'Nelle società in cui la cooperazione pubblica è radicata e la gente ha fiducia nelle istituzioni che fanno rispettare le leggi, la vendetta è generalmente bandita', ha spiegato il Dr. Herrmann. 'Nelle società in cui la moderna etica della cooperazione con estranei è meno familiare e il ruolo della legge è debole, la vendetta è invece più comune'. Gli economisti sono ansiosi di capire i processi decisionali alla base della cooperazione, dato che lavorare assieme per il bene comune è considerato cruciale per il progresso di qualsiasi società, non ultimo per affrontare efficacemente grandi problemi quali il riciclaggio e la gestione del cambiamento climatico. Secondo il Dr. Herrmann, 'nella vita quotidiana esistono numerosi esempi di situazioni in cui la cooperazione è la migliore alternativa, ma c'è una forte spinta ad agire da soli, come il riciclaggio, la cura del quartiere, il voto, la salvaguardia dell'ambiente locale, la gestione del cambiamento climatico, e così via. Dobbiamo capire perché la gente si comporta in questo modo, dato che la cooperazione è fortemente inibita in presenza di punizioni antisociali'. Per maggiori informazioni, visitare: http://www. Nottingham. Ac. Uk/ Journal Science: http://www. Sciencemag. Org/ . <<BACK.

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MANTOVA: INTERNAZIONALIZZAZIONE: LE NUOVE INIZIATIVE PER IL 2008 (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mantova, 12 maarzo 2008 - La Camera di Commercio di Mantova si presenta nel 2008 con un programma ricco di iniziative per promuovere le imprese sui mercati esteri. Partecipazione a fiere, organizzazione di missioni economiche sui mercati esteri, progetti di settore di particolare significato e valenza per il territorio. " Essere presenti sui mercati internazionali ? spiega il Presidente Ercole Montanari ? oggi è una priorità irrinunciabile per le imprese che debbono poter contare su capitale umano preparato, su politiche di supporto e di promozione del sistema Paese da parte delle istituzioni e su un dinamico sistema creditizio in grado di assistere gli imprenditori con strumenti ad hoc per regolare le transazioni internazionali". E su formazione e promozione l'ente camerale intende giocare il proprio ruolo, all'interno di logiche di partenariato che recentemente la vedono impegnata insieme con la Provincia di Mantova, Confindustria di Mantova e il Consorzio Mantova Export. La scelta di una strategia unica e di una proposta condivisa sono la strada che anche nel 2008 la Camera di Commercio intende perseguire, offrendo, insieme ai partner citati, servizi e opportunità messe a disposizione dal recente Accordo di Programma siglato tra Regione Lombardia e sistema camerale lombardo, che prevede un asse specificamente dedicato all'internazionalizzazione dell'impresa, sul quale l'ente camerale ha investito e investirà significative risorse che per il meccanismo di addizionalità dell'Accordo stesso vengono raddoppiate e sono fruibili da parte degli operatori del territorio. Quali iniziative, per quali mercati e per quali settori? Per il 2008 Mantova punta dritto verso l'Est Europa: già nei primi due mesi dell'anno, prima a Kiev in gennaio e quindi a Berlino in febbraio, due gruppi di imprese, della meccanica agricola e dell'ortofrutticolo, hanno partecipato a due importanti manifestazioni specialistiche di settore; a giorni la Camera di Commercio sarà impegnata a Izmir (Turchia) a fianco del Centro Servizi al Florovivaismo in supporto a un gruppo d'imprese del comparto florovivaistico. Nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno, sarà la volta della Bielorussia, con un'iniziativa di settore (una sfilata di moda) organizzata in collaborazione con l'Ambasciata italiana di Minsk per promuovere il settore abbigliamento e accessori; quindi seguirà una missione economica plurisettoriale in maggio, con incontri d'affari tra una dozzina di imprese mantovane e interlocutori commerciali bielorussi. A chiudere, in giugno, dieci imprese della meccanica agricola esporranno alla fiera internazionale dell'agricoltura di Minsk . A luglio, in collaborazione con la D. G. Agricoltura della Regione Lombardia, saranno ospiti a Mantova gruppi di buyers da alcuni Paesi di nuovo ingresso nell'Unione Europea (Polonia, Romania, . ) per il settore alimentare. Sono previste sessioni di incontri bilaterali per allacciare rapporti di tipo commerciale. In settembre alle imprese dell'agroalimentare sarà data opportunità di partecipare alla rassegna fieristica "Polagra" di Poznan, in Polonia, uno degli appuntamenti di riferimento sul mercato polacco per le specialità alimentari. Per il secondo semestre è prevista, inoltre, una missione economica sul mercato indiano, in collaborazione con Promos ? Camera di Commercio di Milano. Le opportunità sono diverse, tutte riconducibili ai due bandi regionali attualmente aperti, che permettono alle imprese del territorio, rispettivamente: di scegliere tra diverse manifestazioni fieristiche internazionali, che si svolgono in Italia o all'estero, o di optare per missioni economiche con incontri d'affari in diversi Stati del mondo, con la possibilità di fruire di voucher (contributi a fondo perduto) in grado di abbattere sensibilmente i costi di adesione; oppure: di soddisfare le proprie necessità in termini di assistenza specialistica da parte di soggetti accreditati (le Camere di Commercio stesse, i consorzi export, le associazioni, società di consulenza,?), selezionando tra una serie di servizi tecnici che questi soggetti forniranno con oneri scontati dai voucher "multiservizi" messi a disposizione dal sistema camerale e regionale. In pratica: per consulenze di valore minimo di 4. 000 euro annui, l'azienda riceverà un voucher pari a 2. 500 euro da scontare sul costo della consulenza ricevuta. I due bandi sono del tipo "a sportello", quindi è possibile accedervi con precedenza in ordine cronologico fino ad esaurimento dei fondi. La Camera di Commercio di Mantova rende disponibili con il raddoppio di risorse da parte della Regione, contributi a voucher per 200. 000 euro su fiere e missioni, mentre per i voucher multiservizi sono attualmente disponibili 80. 000 euro. Le informazioni sui bandi e l'elenco delle fiere e delle missioni agevolate dai voucher sono reperibili sul sito: www. Lombardiapoint. It . Per assistere le imprese nel procedimento di accesso e di richiesta dei contributi, fruibili unicamente attraverso una procedura on-line, è a disposizione il Lombardiapoint/ufficio commercio estero della Camera di Commercio di Mantova, ai seguenti recapiti: 0376 234320 ? 234421. . <<BACK.

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Regime dei minimi, molto fumo e poco arrosto (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Imposte e Tasse Numero 061, pag. 42 del 12/3/2008 Autore: di Maurizio Leo* *Responsabile per le politiche fiscali di Alleanza nazionale Visualizza la pagina in PDF       L'intervento Regime dei minimi, molto fumo e poco arrosto Il battage pubblicitario appare ingiustificato perché i benefici per i contribuenti sono quasi nulli Il regime dei contribuenti minimi, introdotto con la Finanziaria 2008, nelle intenzioni (per la verità confuse) del legislatore, avrebbe dovuto unire, a una certa convenienza in termini di carico impositivo, una forte semplificazione amministrativa. L'intenzione, lodevole, è stata però tradita dai fatti. Il regime è stato accompagnato da un battage pubblicitario che, però, appare francamente ingiustificato. I benefici sono in alcuni casi ridotti e, ancora più spesso, nulli. La novità. Il regime consiste nell'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'Irpef nella misura del 20%, nell'esenzione dall'Irap e nell'applicazione di una franchigia Iva (in pratica, viene meno il diritto a detrarre l'imposta pagata "a monte" e la medesima non può più essere riaddebitata sui propri clienti). Applicabilità. Evidentemente, non tutti potranno accedervi, ma è necessario rispettare una serie di requisiti. I principali sono i seguenti: occorre non aver conseguito ricavi o percepito compensi, nell'anno precedente, per un ammontare eccedente i 30 mila e bisogna non aver acquisito beni strumentali per un valore superiore a 15 mila nei tre anni, compreso il canone di locazione. Inoltre, è necessario non aver sostenuto spese per dipendenti e collaboratori. Mi chiedo allora se il regime dei minimi trovi applicazione nei confronti dei "veri" imprenditori, che notoriamente sono coloro che coordinano capitale e lavoro. Molti, probabilmente troppi, contribuenti di ridotte dimensioni rimarranno fuori. Convenienza. Anche la convenienza del regime è tutta da verificare. In primo luogo, va notato che l'aliquota dell'imposta sostitutiva è poco più bassa della prima aliquota applicabile ai contribuenti "ordinari" (23%). Ma c'è di più: chi aderisce al regime dei minimi e non ha altre tipologie di reddito (se non quella sulla quale la sostitutiva viene applicata) perderà il diritto a fruire delle differenti detrazioni previste dal Tuir. In pratica, niente sconti per carichi di famiglia e niente sconti sulla produzione dei redditi di lavoro autonomo. Altro vantaggio derivante dall'applicazione del regime dei minimi consiste nell'esenzione dall'Irap. è bene, però, domandarsi se questo sia un vantaggio effettivo o "solo" fumo negli occhi. Sul punto non può non osservarsi come, con tutta probabilità, i lavoratori autonomi che hanno caratteristiche per rientrare nel regime dei minimi non avrebbero dovuto comunque pagare l'imposta regionale. Un ulteriore vantaggio consiste nella non applicazione degli studi di settore. Qui niente da dire, si tratta certo di un vantaggio. Va osservato, però, che siamo arrivati al paradosso che gli studi di settore, nati proprio per i soggetti di ridotte dimensioni, non saranno applicabili ai contribuenti minimi ma a tutti coloro che conseguono ricavi fino a 7,5 milioni di euro (!), con tanto di contabilità ordinaria. Semplificazioni. è semplice un regime che, per essere spiegato, richiede ben 22 commi della Finanziaria 2008, un decreto ministeriale, tre circolari esplicative? Può essere gestito dai contribuenti senza l'ausilio di alcun consulente un regime in cui bisogna avere dimestichezza con istituti complicati come la rettifica della detrazione, lo scorporo dell'Iva etc? Si è detto che il regime dei minimi avrebbe determinato degli abbattimenti nei costi di consulenza fiscale, che finalmente si sarebbero liberati i contribuenti più piccoli dal "giogo" di dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro. Ancora una volta emerge, chiara, una idea fondante della sinistra italiana che vede i professionisti come il fumo negli occhi senza comprendere che, invece, essi hanno un ruolo importante anche per indirizzare i comportamenti dei contribuenti e favorire il corretto assolvimento delle imposte. Evoluzioni normative future. Si parla della possibilità di elevare il plafond dei ricavi da 30 mila a 50 mila . La scelta appare, però, viziata ab origine. Al riguardo, va osservato che la direttiva 2006/112/CE del Consiglio dell'Unione europea relativa al sistema comune dell'imposta sul valore aggiunto, all'art. 285, stabilisce che gli stati membri dell'Ue possono concedere un regime della franchigia ai soggetti con un volume d'affari al massimo di euro 5 mila. Peraltro, e questo non è certo un dettaglio, non è neppure chiaro se il regime dei minimi, con i limiti attualmente in vigore, sia stato comunicato formalmente alle competenti autorità europee. Manovre elusive. In ogni caso il nuovo regime dei contribuenti minimi presta il fianco a manovre elusive di non poco conto. Non è difficile immaginare che si potrebbero realizzare dei fenomeni di sottofatturazione al solo scopo di rientrare in tale regime e per godere di alcuni vantaggi che esso pure contiene (in primis la non applicazione degli studi di settore). Un altro serio rischio è che il regime non venga applicato dai "veri" lavoratori autonomi o imprenditori, ma da coloro che di fatto sono dipendenti o pensionati e che per ragioni varie lavorano, come si dice, "a partita Iva". Conclusioni. In effetti, è evidente che un problema italiano sia rappresentato dal fatto che, in genere, si trattano allo stesso modo soggetti con strutture produttive differenti: non è possibile applicare lo stesso complicato sistema di regole all'impresa multinazionale e alla piccola srl. Tuttavia, la strada scelta non sembra assolutamente risolutiva dei problemi attualmente in campo. Occorre un intervento organico che finalmente distingua le pmi dalle grandi imprese, che ne riconosca l'importanza nel nostro sistema produttivo e che realmente determini un fisco su misura in grado di valorizzarle. In ogni caso, la scelta di fondo non deve consistere nella imposizione di rigorosi tetti al conseguimento dei ricavi, ma nella previsione di sconti sulla crescita.

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Le circoscrizioni restano care (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-03-12 - pag: 15 autore: SICILIA. Rimane poco applicata la Finanziaria 2008 che lascia come indennità solo il gettone di presenza Le circoscrizioni restano care A Palermo avviata la riduzione del 50% delle indennità di funzione Alessandra Ferraro PALERMO La legge finanziaria nazionale azzera le indennità di funzione per i consiglieri di circoscrizione pur mantenendo il gettone di presenza ma in Sicilia i Comuni non applicano la norma. L'obiezione è che nell'isola, Statuto alla mano, secondo alcune interpretazioni non si applicano le norme sugli Enti locali varate dal Parlamento nazionale. Lo sostiene, per esempio, il dirigente generale dell'assessorato regionale alle Autonomie locali Rosolino Greco in una circolare emanata qualche settimana fa nella quale ribadisce la competenza esclusiva della Regione siciliana in materia di Enti locali. Alla luce di questa interpretazione e in assenza di una specifica norma regionale la legge nazionale non si applica: sempre con la Finanziaria 2008 è stato previsto che si possano istituire circoscrizione nei comuni che hanno una popolazione tra i 100mila e i 250mila abitanti e che ogni singola circoscrizione non debba avere meno di 30mila abitanti. Sicché non sono e non saranno toccate le 65 circoscrizioni della regione (da Villalba in provincia di Enna, a Vittoria in provincia di Ragusa a Monreale attaccato a Palermo) che impegnano 782 consiglieri (presidenti compresi). Se poniamo un'indennità media per seduta di 100 euro vediamo che (ma è solo una stima) questo esercito di "rappresentanti del popolo" costa quasi 12 milioni l'anno. Il calcolo, come si vede. E il conto è fatto veramente per difetto. Dall'analisi fatta sui tre maggiori comuni dell'isola emerge che Palermo ha fatto un passo avanti prevedendo la riduzione delle indennità dei consiglieri mentre i Comuni di Catania e Messina sono fermi. A Palermo il costo complessivo delle otto circoscrizioni, con 120 consiglieri - 15 per ogni sede - è stato nel 2007 di 3,5 milioni e per il 2008 dovrebbe dunque subire un taglio drastico. "Solo per indennità - spiega il dirigente coordinatore del settore Servizi alla Collettività del comune di Palermo, Maurizio Pedicone - si spendevano circa 2,5 milioni di euro all'anno. Cifra ridimensionata del 50% dopo l'attuazione della finanziaria 2008". Sino a un anno fa, infatti, nel capoluogo i consiglieri circoscrizionali percepivano un gettone di 120,80 euro lordi a seduta che moltiplicato per 13 (la media di sedute mensili) un consigliere di circoscrizione riusciva portare a casa un'indennità di circa 1.300 euro netti. Per non parlare del presidente, il cui cedolino ammontava a 4.744 euro lordi. Ed è così che si arriva, secondo il Comune, alla cifra elaborata dal presidente nazionale del comitato scientifico Andc (Associazione nazionale difensori civici) Lino Buscemi, secondo cui la spesa complessiva è di 3 milioni l'anno. Nessun cambiamento, invece, a Catania e Messina. Nel comune etneo, dove le municipalità sono addirittura dieci con 150 consiglieri che assorbono una spesa complessiva di circa tre milioni l'anno, "a tutt'oggi non risulta essere stata recepita la norma riportata dalla legge finanziaria 2008" sostiene il direttore dei Servizi demografici e decentramento, Antonino Consoli. All'ombra dell'Etna i consiglieri non hanno gettoni di presenza ma percepiscono i due terzi del compenso del presidente di municipalità, che a sua volta è pari al 40 per cento dello stipendio di un assessore. In cifre: i 148 consiglieri guadagnano 1.581 euro al mese e i presidenti un'indennità di 2.372 euro. A Messina, infine, le circoscrizioni sono "solo" sei e costano circa 1,5 milioni l'anno. I 102 consiglieri incassano 1.109,38 euro al mese e i sei presidenti 1.664,08 euro.

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Per i consiglieri comunali in vigore il taglio del 10% (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-03-12 - pag: 15 autore: Circolare dell'assessorato regionale alle Autonomie locali Per i consiglieri comunali in vigore il taglio del 10% Orazio Vecchio PALERMO Anche in Sicilia indennità e gettoni di presenza degli ammini-stratori degli enti locali devono essere ridotti del 10 per cengto. A sciogliere i dubbi sull'applicabilità della norma contenuta nella legge finanziaria per il 2006 (legge 266/2005, articolo 1, comma 54) è stato l'assessorato regionale alle Autonomie locali, con una circolare che porta la data del 29 febbraio. L'incertezza sulla validità della norma derivava dalla previsione secondo la quale le disposizioni in questione sono applicabili nelle regioni a statuto speciale "compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti" e "costituiscono norme di coordinamento della finanza pubblica per gli enti territoriali". Investito della questione, il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, nel marzo 2007, ha considerato "la disposizione in oggetto direttamente applicabile anche all'ambito regionale autonomo siciliano e locale". Successivamente, però, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 157 del maggio 2007, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 del comma 54 della Finanziaria, poiché, nella parte in cui fissa la riduzione delle indennità corrisposte ai titolari degli organi politici regionali, "pone un precetto specifico e puntuale, comprimendo l'autonomia finanziaria regionale ed eccedendo dall'ambito dei poteri statali in materia di coordinamento della finanza pubblica". Ancora dopo, tuttavia, il Cga ha sostenuto che lo Stato ha introdotto un vincolo riduttivo per finalità che riguardano la riduzione dei costi della politica e che vanno al di là del mero riequilibrio finanziario e "delle valutazioni discrezionalidi ogni ambito regionale e autonomistico ". Di qui l'obbligo per gli enti di adeguare le indennitàe i gettoni di presenza degli amministratori, che devono provvedere – scrive l'assessorato –"alla relativa compensazione con le nuove misure minime, quali risulteranno dagli aggiornamenti a seguito dell'applicazione degli indici Istat ".L'ente dovrà considerare "come punto di riferimento la misura dell'indennità attribuita dalla normativa come base ovvero l'incremento deliberato dall'ente, mentre tale riduzione non opera nel caso in cui l'ente ha già deliberato autonomamente, anche prima del settembre 2005, una riduzione di almeno il 10% della misura della indennità o del gettone di presenza". A ulteriore chiarimento, la Regione che il taglio deve essere effettuato sulle singole indennità e non sul complesso della spesa. L'INTERPRETAZIONE Si riteneva che la norma nazionale del 2005 non si dovesse applicare per la competenza prevista dallo Statuto speciale.

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Provincia, le spese aumentano di un milione (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

In calo le entrate tributarie mentre si registra una flessione degli investimenti Provincia, le spese aumentano di un milione Tutte le anticipazioni sul bilancio di previsione che oggi va all'approvazione del Consiglio ASCOLI - Aumento delle spese correnti, contenimento della spesa per il personale, calo delle entrate tributarie e flessione delle spese per gli investimenti. Questi, in sintesi, gli elementi caratteristici del bilancio di previsione del 2008 della Provincia, che, oggi, andrà all'esame del consiglio provinciale insieme a una serie di emendamenti, che da un punto di vista qualitativo non dovrebbero modificare in maniera significativa il documento contabile di palazzo S. Filippo. Sul versante della spesa corrente si registra un aumento di circa 1.100.000 euro rispetto al bilancio di previsione del 2007. Un aumento che nella relazione programmatica viene motivato, soprattutto, da un incremento delle spese di gestione e degli interessi passivi. Sempre per rimanere sul fronte delle spese, quelle relative agli investimenti, cioè, le spese per la realizzazione di opere pubbliche, subiscono, rispetto al 2007, una forte contrazione che sfiora i due milioni di euro, per effetto, come si legge nella relazione programmatica, "della necessità di ridurre il ritmo di crescita dell'indebitamento, percorso, del resto, già iniziato nel 2007". Il bilancio di previsione di palazzo S. Filippo, registra, invece, un contenimento della spesa per il personale, uno degli elementi di rigidità del bilancio stesso, rispetto al bilancio consuntivo. Questo, per garantire l'assoluta invarianza di spesa, un compito facilitato dal fatto che una parte del personale a tempo determinato viene finanziato non con risorse proprie, ma con quelle del Fondo sociale europeo. Per le entrate tributarie si prevede un calo, rispetto al bilancio del 2007, flessione prevista di poco superiore al milione di euro e determinata da un calo dell'addizionale per l'energia elettrica, dell'imposta provinciale sulle trascrizioni e dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile. Per le entrate derivanti dai trasferimenti (statali e regionali), si registra una posta di bilancio positiva di 800.000 euro, frutto di un trasferimento una-tantum (valido solo per il 2008), da parte della Regione. Per le entrate statali viene, invece, confermata la partecipazione del 2007, ad eccezione di una leggera riduzione della compartecipazione Irpef che è correlata alla manovra di contrazione dei costi della politica. Tra i dati più significativi e non certamente confortanti, c'è quello relativo alle entrate correnti destinate a finanziare gli investimenti che nel 2008 si riducono in maniera drastica, attestandosi a quasi 190.000 euro, rispetto a 1.817.000 euro dell'anno precedente. Cifre che confermano come i margini di manovra nel compilare il bilancio di previsione per il 2008, sono pressocchè inesistenti, determinando quella, che in termini tecnici viene definita rigidità. Una ulteriore conferma a questa analisi viene anche da quanto scritto nella relazione programmatica, laddove si legge che "nel 2008 aumenta la rigidità complessiva della parte corrente per l'aumento dell'incidenza della spesa per il personale, riferita sia sulle entrate che sulle spese correnti, nonché per l'incidenza delle rate di mutuo sulle entrate correnti rispetto al 2007". Da qui la proposta, contenuta nella relazione programmatica "della necessità di analizzare a fondo alcune spese di funzionamento apparentemente rigide, ma che, al contrario, presentano margini di razionalizzazione, come la gestione del servizio calore, dello sgombro neve e del parco autoveicoli". NINO ORREA ,.

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Imprudente attacca Cialente: <piano triennale senza novità. E' solo propaganda> (sezione: Costi dei politici)

( da "PrimaDaNoi.it" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'AQUILA. "Il bilancio votato in solitaria unicamente dalla maggioranza tutto è, tranne che innovativo e capace di rispondere alle esigenze della città". Ci va giù pesante il consigliere d'opposizione Emanuele Imprudente (gruppo Idc-Mpa) che parla di "problemi non risolti" e "esigue risorse a disposizione dell'ente". "E' uno strumento finanziario di mera propaganda", insiste Imprudente, "i cui effetti reali ? molti dei quali negativi ? si vedranno presto. E a pagarne le conseguenze, purtroppo, saranno i cittadini, che si accorgeranno come le cifre snocciolate dall'Esecutivo e dalla maggioranza di centro sinistra non corrispondono all'effettiva realtà". Il consigliere si sofferma innanzitutto sulle entrate: "sono stati inseriti 500mila euro in più, rispetto allo scorso anno, nel capitolo delle multe. In altri termini, l'amministrazione attiva intende operare un vero e proprio prelievo dalla tasche dei cittadini attraverso le contravvenzioni". Per quanto riguarda la paventata riorganizzazione e la riduzione delle società partecipate Imprudente è ancora scettico: "tante chiacchiere in aula, niente di concreto nei documenti". Sul fronte dei trasferimenti da altri enti, "non ci sono fondi, se non quelli consolidati negli anni" e anche gli investimenti e le spese "non possono soddisfare". Il Piano triennale delle opere pubbliche "non contiene novità, ma rappresenta una continuazione di quanto messo in cantiere nel precedente mandato". Altro, "triste" capitolo, quello di staff e consulenze: "la spesa per lo staff non scende affatto, anzi lievita leggermente, e gli incarichi professionali sono ben presenti: 40mila euro per quelli delle attività istituzionali, 27mila per il settore economico finanziario, 30mila per progettazioni e studi delle opere pubbliche, 40mila per quello urbanistico, altrettanto per Informagiovani". Il consigliere definisce "singolari" i gettoni di presenza e prebende varie per alcune strutture, "che fanno nascere più di una perplessità. 10mila euro per la commissione fitti, 40mila euro per l'Asi (società partecipata che non si riesce a capire quale valore aggiunto abbia portato e porterà al Comune) e ? dulcis in fundo ? altri 40mila per una commissione che dovrebbe occuparsi dei vincoli decaduti. Difficile dire quale sia lo scopo di questo organismo, che costerà alla collettività 80 milioni di vecchie lire". 12/03/2008 12.26.

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CARPI, AUMENTANO LE INDENNITA' DEGLI AMMINISTRATORI (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 12-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

(17:33) (12/3/2008 17:09) | CARPI, AUMENTANO LE INDENNITA' DEGLI AMMINISTRATORI (Sesto Potere) - Carpi - 12 marzo 2008 - La Giunta comunale di Carpi nella seduta di lunedì 10 marzo ha deciso di adeguare i valori delle indennità di funzione di Sindaco, vicesindaco e assessori e 'tagliate' nel 2006-2007 del 10%, recependo così le indicazioni della Legge Finanziaria 2008, che indicava questi tagli come temporanei e che dunque rende possibile incrementare le stesse con delibera di Giunta. Queste indennità di funzione, ferme dal 2000, recependo sempre una possibilità di legge (data ai Comuni che hanno una percentuale di entrate proprie sul totale del Bilancio superiore alla media regionale) verranno inoltre integrate del 3% Ogni assessore percepirà dunque dal 2008 (il provvedimento è retroattivo dal primo gennaio) 2681 euro lordi ogni trenta giorni (per dodici mensilità, senza tredicesima e senza oneri pensionistici), mentre il Sindaco arriverà a 4468 euro lordi e il vicesindaco a 3351 euro sempre lordi. Ricordiamo che al netto la cifra corrisposta ai componenti della Giunta e al Sindaco viene decurtata del 30-35% circa.Da sottolineare anche che l'unico componente part time della Giunta (l'assessore a Giovani e Pari Opportunità Marcella Valentini) ovviamente continuerà a percepire poco meno del 50% dell'indennità di funzione dei colleghi. Rimane fermo invece per il momento l'ammontare del gettone di presenza riservato ai consiglieri comunali (38 euro lordi, 24 netti) in attesa di prevedere un prossimo adeguamento: con questa delibera della Giunta aumenta invece l'indennità del Presidente del Consiglio comunale (pari a quella di un assessore a tempo pieno) e quella del Difensore Civico (pari a 1206 euro lordi al mese). La Giunta comunale di lunedì 10 marzo ha poi definito, in sede di revisione biennale della pianta organica delle farmacie della provincia di Modena (visto l'aumento della popolazione cittadina e la nuova distribuzione della stessa nei quartieri), una modifica dei confini territoriali della pianta organica stessa. In seguito a questa la Giunta ha deliberato la richiesta all'amministrazione provinciale di istituzione di una nuova sede di farmacia a Carpi, la diciassettesima presente sul territorio comunale.

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