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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DELL’ 11-4-2008       #TOP


IN EVIDENZA

   Aperta inchiesta a Reggio Calabria. Il senatore di Forza Italia: "Letta sui giornali" "Ho solo parlato con una persona che voleva occuparsi del voto degli italiani all'estero"La 'ndrangheta traffica in voti Dell'Utri: 'Non ho avvisi di garanzia'. Amato: "Si tratta di materia coperta da segreto istruttorio. Il Viminale è una casa di vetro" di GIUSEPPE BALDESSARRO (La Repubblica 11-4-2008)

 

 

Ha tre condanne per omicidio e l'Ateneo gli offre la cattedra DAL nostro inviato JENNER MELETTI  (La Repubblica 11-4-2008)

 


Aperta inchiesta a Reggio Calabria. Il senatore di Forza Italia: "Letta sui giornali" "Ho solo parlato con una persona che voleva occuparsi del voto degli italiani all'estero"La 'ndrangheta traffica in voti Dell'Utri: 'Non ho avvisi di garanzia'. Amato: "Si tratta di materia coperta da segreto istruttorio. Il Viminale è una casa di vetro" di GIUSEPPE BALDESSARRO (La Repubblica 11-4-2008)

 

 

REGGIO CALABRIA - E' Marcello Dell'Utri il parlamentare coinvolto nell'inchiesta sull'intervento della 'ndrangheta sul voto degli italiani all'estero: "Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia" ha detto all'Ansa. Dell'inchiesta "ho letto sui giornali".
Poi ha spiegato: "Non conosco personalmente Aldo Micchichè ma l'ho sentito per telefono" e l'ho messo in contatto con Barbara Contini perché "lui si è offerto di occuparsi dei voti degli italiani all'estero". Barbara Contini è l'ex governatore di Nassiriya, candidata per il Pdl al Senato in Campania.
Dell'Utri respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento in vicende di presunti brogli: "Stiamo scherzando? Stiamo dando i numeri! Se vogliono sollevare un polverone elettorale, io questo putroppo non lo posso impedire. Ma - ripete - stiamo dando i numeri".
Sul merito, Dell'Utri aggiunge: "Con Micciché ero entrato in contatto qualche mese fa per ragioni di energia. Lui in Venezuela si occupa di forniture di petrolio. Io ero in contatto con una società russa che ha sede anche in Italia, per cui - spiega Dell'Utri - conoscendo questi russi ho fatto da tramite".
"Questo signore si è interessato di organizzare il voto degli italiani all'estero come si sono attivate tutte le persone di tutti i partiti e di tutte le latitudini. Quindi non vedo dove sia la materia del contendere".
Miccichè - prosegue il senatore di Forza Italia - "non lo conosco fisicamente. E' un personaggio peraltro notissimo in Italia. E' stato amministratore della Dc negli anni '60-'70. Credo che a suo tempo abbia avuto delle vicende giudiziare legate a Tangentopoli. Per il resto è un cittadino che vive da molti anni in Venezuela, con famiglia. Non vedo cosa ci sia di strano".
La sconcertante ipotesi dell'intervento sulle elezioni delle cosche calabresi sulla quale sta lavorando la Dda di Reggio Calabria, nasce da un'intercettazione nella quale si fa esplicito riferimento alla possibilità di "controllare" cinquantamila voti, in cambio di una contropartita in denaro di 200 mila euro.


L'inchiesta di Reggio. I magistrati reggini avrebbero ascoltato una conversazione tra esponenti della cosca Piromalli ed il parlamentare siciliano candidato al Parlamento Italiano. Nell'inchiesta è coinvolto un uomo d'affari, Aldo Micciché, da tempo residente in America Latina.
Il tentativo d'inquinamento del voto avrebbe mirato a condizionare l'esito della consultazione elettorale facendo risultare come votate circa 50mila schede bianche.
Un meccanismo piuttosto semplice. Corrompendo le persone giuste al posto giusto, infatti, i clan avevano intenzione di apporre sulla scheda un segno di preferenza proprio a vantaggio del partito dell'esponente politico siciliano. Un lavoro "pulito" quindi, che non avrebbe lasciato tracce grazie a "manine amiche" che avrebbero barrato le schede di ritorno.
Un piano che evidentemente avrebbe potuto falsare l'esito elettorale. Pochi i dettagli sull'inchiesta. E' certo che gli investigatori stavano controllando alcuni telefoni sulle tracce dei soldi dei Piromalli, per cercare di capire come la cosca riuscisse a riciclare i milioni di euro del traffico di stupefacenti. Da qui la scoperta.
Micciché, da tempo residente in Venezuela, parla con il politico definito "un pezzo grosso". Oggetto del colloquio è la mobilitazione dei consoli onorari, che avrebbero avuto un ruolo determinante nel controllo del voto.
La notizia è stata confermata dal procuratore della Repubblica facente funzioni, Francesco Scuderi, che non ha inteso però fornire ulteriori particolari. "Il momento, visto che siamo ad appena due giorni dal voto - ha detto Scuderi - è delicatissimo, anche perché negli articoli riportati sui giornali ci sono molti dettagli che avrebbero dovuto rimanere riservati, e sarebbe irresponsabile da parte nostra in questo momento rivelare ulteriori particolari".
"Dopo il voto - ha aggiunto Scuderi - potremo fornire qualche notizia in più. Al momento non è il caso di dire alcunché".
Nei giorni scorsi lo stesso Scuderi ed il pm della Dda Roberto Di Palma, titolare dell'inchiesta, avevano incontrato il ministro dell'Interno Giuliano Amato per informarlo sulle risultanze dell'inchiesta.
Come si ricorderà, già alle scorse elezioni furono segnalati alcuni casi di brogli legati proprio alle schede del voto estero.

Amato: "Il Viminale sarà una casa di vetro". Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell'Interno Giuliano Amato. "Nei giorni scorsi ho ricevuto una comunicazione da parte della Procura di Reggio Calabria su tentativo di broglio per il voto all'estero". "Si tratta di materia coperta dal segreto istruttorio. Dopo aver ricevuto la notizia ho subito attivato il ministero degli Esteri che ha provveduto con particolare attenzione a garantire che quelle schede non vengano mai perse di vista". Sapere, ha aggiunto, "che ci sono persone che scambiano denaro per il voto non è mai una soddisfazione, ma le misure adottate dal ministero degli Esteri possono aver prevenuto il danno". Il ministero ha allertato i consolati.
Amato ne ha approfittato per dire che durante le operazioni di voto "il Viminale sarà una casa di vetro". "A questo proposito ho invitato gli ex ministri come Maroni, Scajola, Pisanu ed Enzo Bianco.

(11 aprile 2008)

 


Ha tre condanne per omicidio e l'Ateneo gli offre la cattedra DAL nostro inviato JENNER MELETTI  (La Repubblica 11-4-2008)
Isernia, bufera su Cristiano Huscher: "Ma sono il nuovo Tortora" Chiamato senza bando: "E' un professionista di chiara fama"

 

ISERNIA - Lo avevano chiamato, senza bando, perché era "un professionista di chiara fama". Gli avevano offerto la direzione dell'Unità operativa complessa di chirurgia dell'ospedale Veneziale. Avevano messo nel piatto anche una cattedra nella neonata facoltà di Medicina dell'università del Molise (500.000 euro per un progetto di insegnamento e di ricerca).

Ma adesso il professor Cristiano Huscher è una patata bollente che scotta le mani di chi l'ha chiamato: il presidente della Regione Michele Iorio, l'assessore alla sanità Ulisse Di Giacomo, i dirigenti dell'Asl regionale. Anche nel settembre 2006, quando il dottore è arrivato e si è presentato come "umile chirurgo al servizio del Molise", non ci furono grandi feste. Bastava cliccare il nome su Internet per scoprire che su di lui c'erano inchieste e rinvii a giudizio, un licenziamento e polemiche infinite. E dopo i tuoni sono arrivati i fulmini: i primi processi sono arrivati in aula (a Roma) e i giudici hanno emesso tre condanne a complessivi 6 anni e 8 mesi di reclusione per omicidi colposi. "Sono il nuovo caso Tortora", dice il professore.

La sentenza con la quale la corte d'Assise di Roma, il 12 novembre 2007, ha condannato Cristiano Huscher, non è lettura consigliata a chi deve entrare in un ospedale. "Appena arrivato al San Giovanni di Roma - dichiara uno dei 14 medici che hanno denunciato il chirurgo - assicurò che ci sarebbe stato un certo numero di Dcpa, duodenocefalopancreasectomia, che è l'intervento più costoso, difficile e demolitivo nel campo della chirurgia gastroduodenale. Fece molti di questi interventi. Alla paziente R. A., ricoverata per calcolosi della colecisti, il primario - chiamato in sala operatoria dagli aiuti perché c'erano delle aderenze - diagnosticò immediatamente un cancro alla colicisti e si apprestò a una Dcpa con asportazione anche di parte dello stomaco e del fegato". In questi casi, prima di tagliare, si sospende l'operazione e si fa subito l'esame su un campione di tessuti. Il risultato arriva dopo pochi minuti. "Telefonarono in sala dicendo che si trattava non di cancro, ma di una colicisti antegranulomatosa, cioè una semplice infiammazione che sarebbe guarita quasi spontaneamente. Dissi al primario di fermarsi perché si trattava di un intervento assurdo, lui mi disse che non capivo nulla. Anche l'esame istologico successivo confermò la diagnosi di colecisti solo infiammata, ma sulla cartella clinica venne refertato "cancro della colecisti". Il primario ha sempre ragione. "So io cosa devo fare", "Voi siete solo dei coglioni": queste le risposte a chi si permetteva di obiettare".

Solo alcuni di questi casi portano alla condanna. F. T., una donna, ha un linfoma che deve essere curato solo medicalmente. Il dottor Huscher - dicono i giudici - effettua invece "con urgenza e in assenza di diagnosi certa, un intervento aggressivo, altamente demolitivo, con asportazione di organi vitali fra cui l'intestino". La donna morirà dopo 36 giorni. M. E., un'altra donna, viene operata di colicistectomia. "Husher e altri tre medici, per colpa consistente in imprudenza, negligenza ed imperizia, causavano la morte di M. E. perché proseguendo l'intervento per via laparoscopica, nonostante la constatata difficoltà all'introduzione di ulteriori cannule di lavoro a causa della presenza di numerose aderenze... provocavano la perforazione di un'ansa ileale". Per F. T. 3 anni e 6 mesi di reclusione, per M. E. 1 anno e 6 mesi. Il giudizio sul chirurgo è pesantissimo. "Huscher diagnosticava cancri inesistenti e demoliva organi, contro il parere di altri chirurghi... Tenendo conto che la tariffa regionale di rimborso per una Dcpa, senza considerare i giorni di ricovero, era di 11.811,89 euro, è lecito ipotizzare che le costose operazioni tanto praticate dall'Huscher siano state scelte per ragioni economiche e non cliniche, assicurando all'azienda ospedaliera notevoli guadagni".

Molto prima delle condanne Ernesto Giannini, presidente dell'associazione Altiero Spinelli, aveva chiesto a gran voce e con scarso successo alle istituzioni quale fosse la "chiara fama" che aveva portato il chirurgo in ospedale e in cattedra senza concorsi. "Ci sono le garanzie per gli accusati, ma non bisogna dimenticare quelle dei malati. Per questo, dopo tante denunce cadute nel silenzio, l'altro giorno sono andato in piazza a leggere ampi stralci della sentenza romana". La sospensione del medico, oltre che dall'associazione Spinelli, è stata chiesta anche dal senatore del Pd Augusto Massa e dal vice segretario regionale del Pd, Danilo Leva.

Il professor Huscher si dichiara sicuro della propria innocenza. "Sono stato licenziato dal San Giovanni di Roma perché avevo detto che l'ospedale era sporco e pieno di medici che non lavoravano. Io sto in ospedale 15 ore al giorno, i colleghi che mi hanno accusato pensano al tennis. Io sono di Bergamo, ho lavorato lì e in altre città. A Milano ho fatto 1.300 interventi e non ho avuto nessuna denuncia. Al Nord non ho mai avuto problemi, al Sud mi attaccano. Anche a Isernia chi lavora mi vuole molto bene, chi non lavora mi vuole molto male. Le condanne? Tutte di primo grado. In appello, se saranno sentiti testi come gli altri primari finora non ascoltati, sarò assolto. Andate a vedere quanti interventi fanno, in un mese, i colleghi che mi hanno accusato. Io sono uno che accetta anche chi viene mandato via dagli altri ospedali. Se c'è una speranza, io opero. Perché sono a Isernia? Mi ha chiamato il presidente Iorio, mi ha detto che voleva rilanciare la sanità regionale. Io volevo un concorso, lui ha chiesto il mio curriculum, lo ha passato al rettore dell'università e mi hanno dato anche la cattedra. Il figlio di Iorio? L'ho conosciuto al San Giovanni, è un medico bravo. Per questo l'ho fatto assumere nella mia équipe a Isernia. Se uno nasce figlio di presidente, non è che vada castrato. Ora è in un ospedale americano per diventare ancor più bravo".

Il presidente Iorio, interpellato, sceglie il silenzio. Anche l'assessore regionale Di Giacomo si fa di nebbia. Dall'azienda regionale sanitaria una breve dichiarazione del direttore generale Sergio Florio. "Ho inviato al professor Huscher una lettera perché mi informi di tutte le vicende di rilevanza penale che lo riguardano, al fine di tutelare l'azienda e soprattutto i pazienti". Per il professore arrivato da Bergamo, questa forse non è una buona notizia.

(11 aprile 2008)


Report "Costi dei politici"

Nel suo ultimo romanzo ha esplorato le relazioni tra italiani e stranieri ( da "Cittadino, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: da una componente della giuria che gli raccontò di non aver ricevuto il suo gettone di presenza e di essere interessata al suo manoscritto. Così arrivò alla pubblicazione del suo primo "lavoro letterario", che credo fosse una raccolta di poesie.In un secondo momento della sua vita ha raccolto una parte dei pensieri scritti nei suoi appunti e ne è nato un libro in forma di diario:

Le liste si pungono a distanza ( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Io ho chiesto da giorni di vedere dei progetti". Stempera la polemica ringraziando Losso "per gli apprezzamenti e la disponibilità espressi al termine dell'incotro pubblico sui costi della politica", salvo poi tornare all'attacco sulla giunta uscente. "Hanno convocato un consiglio comunale con 12 punti in piena campagna elettorale", afferma Mazzucco,

La Lega: Ecco i nostri dieci punti per ridurre i costi della Loggia ( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Banca popolare etica e Società Funivie della Maddalena sono solamente le prime partecipazioni comunali inutili che andranno cancellate". Fra gli altri punti del decalogo emergono anche la proposta di eliminazione dell'ufficio stampa del sindaco, la riduzione dei gemellaggi, il potenziamento dei servizi tecnologici e il ridimensionamento dei viaggi e delle missioni.

Revisori alla ricerca di certezze ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presidente Ancrel Club dei revisori Visualizza la pagina in PDF Le richieste dell'Ancrel-Club agli schieramenti politici in vista delle elezioni di domenica Revisori alla ricerca di certezze Da rivedere composizione dell'organo e criteri di selezione Per i revisori degli enti locali sono tante le questioni aperte che necessitano di soluzione.

Province al bivio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I COSTI DELLA POLITICA PROVINCE AL BIVIO di LEOPOLDO COEN Il presidente nazionale dell'Upi (Unione delle Province italiane) è intervenuto la scorsa settimana su una questione piuttosto controversa e sulla quale si misurano opinioni notevolmente divergenti.

Edilizia scolastica: 22 milioni a udine e 15 per l'isontino ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: impegno da parte del presidente Pezzetta "a che d'ora in avanti il Consiglio delle Autonomie assuma un ruolo sempre più attivo nei confronti degli Organi di controllo, dello Stato e della Regione. In materia di riduzione dei costi della politica - ha concluso -, non ci sentiamo indagati e sapremo difendere la nostra azione amministrativa che è trasparente".

Buzzetti e i "bresciani"la corda si è spezzata ( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: offerta contro la Biellese dai nerazzurri fanno sperare che almeno l'ultimo posto utile dei play-out sia, comunque, alla portata della squadra di Boni. Alla partitella del giovedì hanno partecipato anche il "bomber" a gettone Alberto Francesconi e il centrale Giusti che potrebbe sostituire al centro della difesa Spiaggi nel caso in cui il capitano non ce la facesse a scendere in campo.

Sugli scudi esordienti e pulcini del navacchio ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 98 GIOVANILE NAVACCHIO STELLA ROSSA Giovanile Navacchio: Rizza, Cicciarella, Sbranti, Micheletti, Mostacciuolo, Burelli, Reggioli. All. A. Nuti. Altra grande prestazione e tante reti anche nella seconda partita dei Pulcini 98 della Giovanile Navacchio contro un avversario per niente facile da affrontare visto i precedenti.

Le trenta partite dell'Arezzo in numeri. ALLENATORI. De Paola ha resistito per dieci giornat ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di cui 6 ceduti. Solo il portiere Marconato è sceso in campo in tutte le partite, ma ha saltato uno spezzone in casa col Gallipoli. PRESENZE. Marconato 30, Ranocchia 28, Bondi 27, Goretti 25, Beati 24, Martinetti 23, Conte e Bricca 22, Lanzara 20, Togni 18, Myrtaj e Savi 17, Cazzola, Mezzanotti e Cavagna 16,

SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrati ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 41 SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrati... SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa italiana. Si tenga conto che nel 1937 i dipendenti pubblici erano meno di 600.000 che amministravano 41.000.

<Vincere a Ravenna? Io punto al bis...> Bianchi: vogliamo ripetere l'exploit di agosto in Coppa Italia ( da "Libertà" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tom promette un Piace aggressivo e affamato di punti fino all'ultima giornata "Vincere a Ravenna? Io punto al bis..." Bianchi: vogliamo ripetere l'exploit di agosto in Coppa Italia piacenza - Altro gettone di presenza, con tanto di lode, collezionato dal promettente centrocampista biancorosso, Tommaso Bianchi (classe '88) nella nazionale Under 20 del ct Piscedda,

Di SANDRA NISTRI DOPO il "car sharing" a Sesto arriva anche il ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il comitato si riunirà per la prima volta nei prossimi giorni ed esaminerà una serie di progetti da presentare per accedere ai finanziamenti regionali. Il lavoro dei membri del comitato di gestione sarà esclusivamente a titolo volontario: per loro, infatti, non è prevista alcuna indennità o gettone di presenza.

Il miracolo? si può fare ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ridurre il numero dei Consiglieri comunali e provinciali. Se il Parlamento ne riducesse del 20 per cento il numero, a regime il risparmio si aggirerebbe sui 200 milioni annui. 9. Trasparenza per i contratti della e nella politica. Non diminuiscono i costi reali ma aumenta la riduzione di quelli percepiti, oltre che la moralizzazione della politica.

Conversazione parla l'ex leader della Cisl ( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Capisco che si voglia sfruttare il successo di Rizzo e Stella. Ma il sindacato non è una casta. Anche se c'è stato qualche episodio castale, come la vendita di enti pubblici che ha riguardato qualche sindacalista". Ma, dal suo punto di vista, muove una critica ugualmente pesante: "I grandi apparati sono per loro natura conservatori, autoreferenziali.

L'imprenditore Scagliarini accusa in aula i politici <Così prendevano tangenti> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stato un fiume in piena Luca Scagliarini alla sbarra degli imputati nel corso del processo rispondendo alle domande dei pubblici ministeri Adele Ferraro e Giuseppe De Nozza. L'imprenditore ha raccontato di aver elargito all'ex sindaco di Brindisi tra i 150 e i 200 milioni delle vecchie lire in occasione delle provinciali del '99 e per le politiche del 2001.

Cdc più generose per lo sviluppo ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: definito obiettivi precisi di spesa, per evitare dispersioni di risorse, e avviato un processo per contenere i costi; per esempio abbiamo ridotto le commissioni di lavoro (i partecipanti beneficiavano di gettoni di presenza) e ridefinito i contratti forniture, cosa oggi più semplice perché con il passaggio da contabilità finanziaria a economica è possibile il controllo di gestione"

Veltroni: <Noi siamo il nuovo Con i fucili di Bossi non si governa> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 25mila euro e poi prendiamo un provvedimento per i tre milioni di famiglie più povere, un buono mensile che vada dai 200 euro per i singoli a un massimo di 600 in base al reddito". Confermato anche l'impegno alla riduzione della spesa pubblica e del costo della politica e la diminuzione della pressione fiscale di un punto percentuale l'anno. Pd Il segretario Walter Veltroni. FOTO AP.

ELEZIONI: CALDEROLI, OBBLIGATORIO RIDURRE COSTI POLITICA ( da "ADN Kronos" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Milano, 11 apr. (Adnkronos) - "Ridurre i costi della politica e' obbligatorio. In caso contrario il Paese non puo' piu' andare avanti". A sostenerlo nello 'Speciale Elezioni 2008' dell'ADNKRONOS e' l'ex ministro delle riforme, il leghista Roberto Calderoli.

Travaglio, abolire la Vigilanza ( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Semmai è stata una stagione vivace, caratterizzata dal libro di Stella-Rizzo "La casta" e da Grillo. Per questo nei vari salotti si sono trattati temi più maturi. Tempo di elezioni. Come ritiene che i mass media stiano affrontando la competizione elettorale? Alla solita maniera: a rimorchio della politica!

<Via le Province, taglio alle Comunità incentivando l'unione dei Comuni> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e soprattutto ridurre i costi della politica. "Un turn over della pubblica amministrazione che preveda 1 solo assunto ogni 8 che vanno in pensione, ma anche una riduzione dei livelli istituzionali". Quindi, in pratica, l'eliminazione delle Province con passaggio dei dipendenti verso altri Enti.

LETTERE E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Bisogna dunque riconoscere al sindaco capacità e tempismo per aver saputo cogliere molte (o troppe) delle opportunità offerte.Però i cittadini devono sapere che se per finanziare un'opera o una manifestazione si ricevono contribuiti del 50-60-70 per cento del costo, la rimanenza dev'essere messa dal Comune sotto forma di finanziamento diretto o tramite l'assunzione di un mutuo.

Comune Lecco: UIL F.P.L. critica sulle consulenze ( da "Merateonline.it" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Siamo contrari a questa politica delle consulenze- ha concluso Pino Bolognesi, segretario regionale della UIL F.P.L. - perché potrebbero essere un nuovo modo non trasparente di finanziamento dei partiti". Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 11/4/2008 alle 18.

(m.na.) <I costi erano già esorbitanti all'epoca. Per questo si decise di proseguire per lotti. Il p ( da "Provincia di Sondrio, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ripercorre le fasi iniziali dei lavori del nuovo centro sportivo, che sarebbe dovuto sorgere sul lungo Adda e che, invece, a distanza di 13 anni, non solo non è ancora stato ultimato, ma anche la parte finora realizzata rischia di cadere a pezzi. "Nel '99, l'ultimo anno che ricoprii la carica di sindaco, partirono i lavori del bocciodromo ?

Salvi e le donne di sinistra La Stampa ha pubblicato ieri un trafiletto nel quale mi viene ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non è solo il libro di Stella e Rizzo) e c'è tutt'ora. Questa ondata di antipolitica dovrebbe aver delegittimato parlamentari e senatori. Il paese è a crescita zero, a rischio di recessione economica e loro sono ancora là, con la faccia tosta, attaccati alle loro poltrone, in litigio per Cuffaro, Ciarrapico, il bacio alla Costituzione e i soldi alle casalinghe.

Buche della Posta: il caso di Vado ( da "Stampa, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lettera firmata ALASSIO Gettoni di presenza spesso una miseria Sulla Stampa di ieri si è distorto il mio "ironico" intervento sul gettone di presenza percepito dal consigliere Distilo apparso fugacemente al Consiglio Comunale di martedì, per le note ragioni. Non si è precisato quello che era il vero obiettivo della mia affermazione: far rispondere,


Articoli

Nel suo ultimo romanzo ha esplorato le relazioni tra italiani e stranieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Allunaggio" alla Cagnola Incontro con lo scrittore Mircea Butcovan Il 27 marzo scorso ci è stato presentato un libro, Allunaggio di un immigrato innamorato, direttamente dall'autore Mihai Mircea Butcovan, un romeno arrivato in Italia nel 1991 e che oggi lavora come educatore professionista e scrive per diletto. È stato un incontro molto interessante al quale hanno partecipato numerosi detenuti insieme alla direttrice, al vicecomandante ed alle nostre amiche volontarie Michela Sfondrini e Francesca Riboni, "i nostri cari angeli".Sono state loro a programmare quest'incontro, all'interno delle nostre mura. L'autore è stato molto bravo nel descriversi e nel raccontarci come è arrivato alla pubblicazione del libro. Tutto è nato dalla sua voglia di scrivere tutti i pensieri che gli venivano in mente, di tenere un diario. Desiderava imprimerli su qualcosa affinché ne rimanesse traccia. Tutto ciò che gli capitava fra le mani, poteva servire allo scopo: tovaglioli di carta, scontrini, biglietti della metropolitana etc....Un giorno ha partecipato ad un concorso di poesie e racconti e con sua grande sorpresa ha vinto il primo premio di 1000 euro e la promessa di pubblicazione del lavoro presentato. In realtà non ha mai visto né il premio in denaro né tanto meno la pubblicazione. Più tardi venne contattato da una componente della giuria che gli raccontò di non aver ricevuto il suo gettone di presenza e di essere interessata al suo manoscritto. Così arrivò alla pubblicazione del suo primo "lavoro letterario", che credo fosse una raccolta di poesie.In un secondo momento della sua vita ha raccolto una parte dei pensieri scritti nei suoi appunti e ne è nato un libro in forma di diario: il diario di questo suo amore impossibile, con una ragazza padana con padre padano, madre padana, fratello padano, zio padano, zia padana, nonno padano, nonna padana e credo anche cane padano. Con molta ironia e profondità di contenuti, ha affrontato il complesso mondo delle relazioni tra italiani e stranieri. Il suo è sostanzialmente un racconto per immagini, nelle quali, con poche parole riesce a tracciare il contorno grottesco di una società divisa fra l'accoglienza e il rifiuto dell'altro, specie se è uno straniero e per di più "romeno".L'incontro è stato molto piacevole, anche perché lo scrittore si è dimostrato alquanto alla mano ed ilare su tutto ciò che gli è accaduto nella sua vita "italiana" nei 17 anni vissuti insieme a noi.Lo salutiamo e gli diamo un arrivederci al prossimo libro, sperando di portargli fortuna. A proposito, compratelo perché ne vale la pena. È veramente una lettura scorrevole e divertente nella quale l'autore descrive lo strano amore fra un romeno ed una leghista. Walter.

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Le liste si pungono a distanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Castellavazzo, scambi di accuse tra i candidati CASTELLAVAZZO. Il confronto è saltato, ma si pungono a distanza le liste in corsa per governare il municipio Castellavazzo. L'ultimo duello è coinvolge Mazzucco, Losso e Salvador. Il candidato sindaco di "Al centro del nostro impegno", Marcello Mazzucco, replica all'attuale vicesindaco Alessandro Losso. "Dice che dimostriamo di non sapere che il comune è certificato", afferma, "non è vero, noi vogliamo verificare che la certificazione sia praticata e magari migliorata. Va dimostrata con i fatti. Io ho chiesto da giorni di vedere dei progetti". Stempera la polemica ringraziando Losso "per gli apprezzamenti e la disponibilità espressi al termine dell'incotro pubblico sui costi della politica", salvo poi tornare all'attacco sulla giunta uscente. "Hanno convocato un consiglio comunale con 12 punti in piena campagna elettorale", afferma Mazzucco, "anche i lavori in corso sanno di campagna. Potevano essere fatti prima e meglio". Sulla cultura rileva: "La biblioteca è chiusa da anni e i libri sono negli scantinati. E' stata eliminata per far posto al museo degli scalpellini. Non è questo il modo di fare cultura". Sul parco tecnologico di Roa: "Quei soldi andavano spesi per cose più urgenti, come la salvaguardia dei centri storici, dove ci sono edifici pericolanti". Parla di "pressioni scorrette sui proprietari della Gardona per ottenere gratis la torre" e di un bilancio "non florido". "La campagna elettorale dovrebbe essere fatta di buoni propositi e programmi seri e concreti per la popolazione di Castellavazzo", dice l'assessore ricandidato Mirko Salvador (lista "per Voi" del sindaco Franco Roccon), "Ritengo un'offesa personale sentir dire che tutti i soldi che l'amministrazione uscente ha ricevuto sono frutto di sporchi imbrogli della politica. Forse ci si dimentica che per ottenere i finanziamenti è necessario presentare progetti. Lavoro dimenticato da qualcuno. Va invece un plauso al personale che ci ha affiancati. Offensivo è anche dire che l'attività non si sia svolta al di sopra del pensiero politico. A me, come agli altri della lista, non è nemmeno mai stata chiesta l'appartenenza politica. Auspico che si possa parlare di un futuro costruttivo e non di attacchi assurdi. La popolazione ha potuto vedere con i propri occhi l'attività svolta in cinque anni". (e.c.).

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La Lega: Ecco i nostri dieci punti per ridurre i costi della Loggia (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 11/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' ACCORPAMENTO DELLE MUNICIPALIZZATE, RIDUZIONE DELLE CONSULENZE, ELIMINAZIONE DELL'UFFICIO STAMPA La Lega: "Ecco i nostri dieci punti per ridurre i costi della Loggia" Fabio Rolfi e Simona Bordonali La Lega presenta il decalogo degli interventi per ridurre gli sprechi Amministrativi. "Questa tematica - spiega il segretario cittadino del Carroccio Fabio Rolfi - è uno dei punti cardine della nostra visione politica. La Lega, fin dalle origini, si è battuta per l'eliminazione degli sprechi e degli eccessi di chi governa. A questo proposito abbiamo elaborato un elenco di proposte e di azioni che, in caso di vittoria del candidato Adriano Paroli, intendiamo applicare nella nostra Amministrazione. In primis puntiamo alla riduzione e all'accorpamento delle municipalizzate: è inutile che a Brescia ci siano più società, più direttori, più consigli di amministrazione per gestire gli stessi ambiti. In secondo luogo ci proponiamo di ridurre drasticamente il numero delle consulenze esterne, che sono costate ai cittadini circa 3 milioni di euro all'anno. Al contrario, intendiamo valorizzare le professionalità interne al Comune e, nel caso di eventuali incarichi esterni, pubblicheremo con la massima trasparenza la consistenza ed i risultati delle consulenze". Non solo. La Lega punta all'eliminazione delle auto blu comunali e delle partecipazioni non strategiche del Comune in Consorzi, Fondazioni e società. "Alleggerire questa presenza - si legge nel programma - permetterà di risparmiare quattrini riducendo posti e posticini di sottogoverno. Centro teatrale bresciano, Azienda servizi Valtrompia, Banca popolare etica e Società Funivie della Maddalena sono solamente le prime partecipazioni comunali inutili che andranno cancellate". Fra gli altri punti del decalogo emergono anche la proposta di eliminazione dell'ufficio stampa del sindaco, la riduzione dei gemellaggi, il potenziamento dei servizi tecnologici e il ridimensionamento dei viaggi e delle missioni. "I cittadini - spiega Rolfi - hanno speso 170mila euro l'anno per pagare gli stipendi degli addetti stampa di Corsini. Noi pensiamo che un'Amministrazione debba lavorare per soddisfare i bisogni e non per autocelebrarsi. Inoltre bisogna mettere un freno ai vari viaggi, feste di gemellaggio e missioni di piacere all'estero. Per ultimo, per risparmiare è necessaria una riorganizzazione della macchina burocratica in senso tecnologico". "Questi interventi - conclude il consigliere comunale Simona Bordonali - non rispondono solo al buonsenso ma saranno anche necessari vista l'infelice eredità lasciata dalla Giunta Corsini. I costi della metropolitana hanno creato un debito enorme, che sarà difficile sanare, inoltre se la ricchezza di Brescia arrivava dal tesoretto dell'Asm, è difficile prevedere come si metteranno le cose dopo l'avvento di A2A. È un momento critico che va affrontato con la necessaria consapevolezza". Ilaria Rossi.

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Revisori alla ricerca di certezze (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Revisori Enti locali Numero 087, pag. 23 del 11/4/2008 Autore: di Antonino Borghi * * presidente Ancrel Club dei revisori Visualizza la pagina in PDF       Le richieste dell'Ancrel-Club agli schieramenti politici in vista delle elezioni di domenica Revisori alla ricerca di certezze Da rivedere composizione dell'organo e criteri di selezione Per i revisori degli enti locali sono tante le questioni aperte che necessitano di soluzione. Il prossimo anno scade il triennio di nomina e le proposte della nostra associazione poste da mesi all'attenzione del governo e del parlamento, seppure ampiamente condivise, non hanno ottenuto alcuna risposta. Lo stato di limbo attuale non serve a nessuno. Non dà prospettive al professionista che ha dedicato la sua attività al controllo degli enti locali, non aiuta gli enti a organizzare un sistema di controlli adeguato e utile e porta qualcuno a ritenere, senza un pronto rimedio, preferibile la soppressione dell'organo di revisione negli enti locali. Per gli enti locali sono tanti i problemi che il nuovo governo dovrà affrontare, alcuni sono complessi con riflessi di compatibilità finanziaria, altri richiedono solo un adeguamento normativo sulla base di un chiaro indirizzo e di idonee scelte degli obiettivi di miglioramento che si intendono conseguire per il futuro del nostro paese. Rientrano in quest'ultimi gli obiettivi di semplificazione, di razionalizzazione, di innovazione e anche di chiarezza sugli attori e il ruolo di un moderno e utile sistema di controllo. La veridicità dei bilanci e il rispetto della regolarità contabile e amministrativa sono temi che investono la democrazia di un paese. Per garantire e favorire l'autonomia di enti che per entità e tipologia di servizi erogati direttamente o con organismi partecipati sono una parte consistente della spesa pubblica occorre il massimo rispetto della legalità e della corretta informazione al cittadino utente e contribuente. L'innovazione del nostro sistema pubblico non è rinviabile. Occorre ridurre le tante duplicazioni che hanno seguito una logica incrementale senza un chiaro obiettivo. I numerosi controlli introdotti, spesse volte solo formali, hanno prodotto un eccesso di vigilanza sulle procedure senza assicurare il rispetto della legalità, né maggiore speditezza, economicità ed efficacia, finendo per aggravare inutilmente l'azione amministrativa e soffocare l'innovazione e l'autonomia dei singoli enti. La direzione non può che essere quella di combinare la maggiore autonomia degli enti locali a una maggiore responsabilità e a controlli più incisivi, più sostanziali e utili. Vediamo le principali questioni aperte. Composizione dell'organo di revisione. Il comma 732 dell'art. 1 della legge 296/06, che prevede la figura del revisore unico in tutti i comuni con meno di 15.000 abitanti, contraddice la generale richiesta di una maggiore responsabilizzazione dell'organo di revisione che ne garantisca la terzietà e la professionalità. L'intervento "spot" fortemente criticato in quanto non inserito in un quadro organico e assurdamente motivato come taglio ai costi della politica, nonostante le promesse, non ha trovato rimedio nella legge finanziaria 2008. è infatti dubbia la fattibilità di un controllo affidato a un revisore unico nei comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti, visto che le funzioni affidate dal legislatore sono simili a quelle degli enti maggiori e sono state peraltro ampliate a dismisura negli ultimi anni. Sono inoltre certamente i centri minori ad avere maggiori esigenze di supporto e collaborazione. Occorre quindi, come abbiamo proposto, lasciare all'autonomia degli enti da 5.000 a 10.000 abitanti la scelta fra revisore unico e collegio e ripristinare il collegio per gli enti superiori a 10.000 abitanti. Non è una difesa corporativa, siamo da tempo consapevoli del quadro finanziario complessivo e della necessità di ridurre e riqualificare le spese del settore pubblico e siamo aperti a esaminare tutte le possibilità di riduzione di costi inutili. Criteri di selezione. Sulla necessità di rivedere le attuali modalità di nomina c'è un generale consenso. La doppia preferenza disposta dall'art. 234 del Tuel non lascia, fra l'altro, la possibilità alla minoranza consiliare di esprimere il proprio candidato. Occorre risolvere il problema dell'indipendenza e della capacità professionale, stabilendo criteri di selezione e dare trasparenza alle nomine. Pur mantenendo la nomina in capo al Consiglio la scelta potrebbe essere fatta sulla base di un elenco o albo, tenuto dalla sezione regionale della Corte dei conti, in cui siano iscritti coloro che hanno i requisiti professionali e di credito formativo per adempiere alla complessa e delicata funzione di controllo di legalità e collaborativo. Rielezione. Occorre lasciare la possibilità al revisore di esse nominato, dopo un adeguato lasso di tempo, presso lo stesso ente superando l'attuale strana limitazione che prefigura un esilio a vita per chi ha ricoperto in passato l'incarico. Le professionalità dedicate al controllo negli enti locali sono aumentate in questi anni e rappresentano una risorsa che deve essere utilizzata e non limitata da assurdi divieti. Occorre dare spazio e prospettive a chi in questi anni ha conseguito una specializzazione nel settore. Sulla durata e rielezione il documento approvato nella nostra assemblea indica: "L'organo di revisione dura in carica tre anni dall'accettazione della carica e cessa dopo la presentazione della relazione al rendiconto dell'ultimo esercizio ricadente nel triennio. Il revisore è rieleggibile consecutivamente per una volta. è possibile una nuova elezione presso lo stesso ente decorso un periodo almeno pari a quello del precedente incarico". Funzioni. Occorre ampliare la tipologia dei pareri obbligatori per coinvolgere maggiormente l'organo di revisione nelle decisioni fondamentali dell'ente. Non è più sufficiente il solo parere obbligatorio sulla proposta di bilancio e sulle sue variazioni. L'organo di revisione deve essere quantomeno coinvolto con pareri obbligatori anche su: a) strumenti di programmazione economico-finanziaria; b) sulle modalità di gestione dei servizi e sulle proposte di costituzione o di partecipazione a organismi esterni; c) sulle proposte di ricorso all'indebitamento; d) sulle proposte di utilizzo di strumenti di finanza innovativa; e) sulle proposte di regolamento di contabilità, economato e di applicazione dei tributi locali. La collaborazione deve essere prestata, secondo lo statuto e i regolamenti dell'ente a chi sostanzialmente decide. Compensi. Occorrono regole tali da evitare le nomine "al ribasso", che alcuni enti hanno deliberato. Affidare l'incarico a chi si offre per il compenso più basso va certamente a scapito della qualità. Resta irrisolto il compenso per il revisore unico nei comuni da 5.000 a 15.000 abitanti. Si ritiene che l'ente locale debba stabilire il compenso spettante ai revisori con la delibera di nomina entro i limiti minimi e massimi stabiliti con decreto del ministero dell'interno sentito il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili e che nel corso del mandato il Consiglio possa integrare il compenso per affidamento di nuove funzioni e per la modifica dei limiti stabiliti dal decreto di cui sopra. Un controllo portato a sistema che superi le attuali autonome recite (controllo strategico, di gestione, di valutazione, di revisione ecc.) prive di regia potrà essere sostanziale e utile ed evitare spreco di risorse. Nel riordino della disciplina dei controlli occorre sviluppare l'integrazione avviata tra organo di revisione e sezioni regionali di controllo della Corte dei conti. è la consapevolezza della necessità di superare l'attuale fase d'incertezza che ci guida a richiedere prima della scadenza dei mandati triennali la soluzione alle tante questioni aperte.

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Province al bivio (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

I COSTI DELLA POLITICA PROVINCE AL BIVIO di LEOPOLDO COEN Il presidente nazionale dell'Upi (Unione delle Province italiane) è intervenuto la scorsa settimana su una questione piuttosto controversa e sulla quale si misurano opinioni notevolmente divergenti. L'autorevolezza dell'intervento e l'invito a proseguire il dibattito meritano una risposta analitica, seppure in uno spazio limitato. Innanzi tutto è pienamente condivisibile l'idea che i costi della politica non si riducono né abolendo un ente né procedendo a tagli indiscriminati. La questione va posta invece in termini di eliminazione o riduzione delle inefficienze dell'amministrazione. Ma proprio a questo riguardo occorre essere chiari, affrontando alcuni nodi del sistema complessivo delle autonomie locali, proprio al fine di evitare soluzioni allo stesso tempo difficilmente realizzabili e che costituirebbero al più semplici palliativi. Se si vuole trattare del ruolo della provincia nell'ordinamento istituzionale, è invece obbligatorio assumere un punto di vista fortemente innovativo, libero da retaggi ancorati a slogan ormai appartenenti al passato, inadatti a tradursi in progetto politico. È del tutto inutile, per esempio, vagheggiare un sistema di riparto delle funzioni tra gli enti territoriali (Regione inclusa) in cui i confini siano nettamente definiti, in modo tale per cui ogni livello di governo si possa preoccupare esclusivamente del proprio pezzetto di competenza. Pensare di costruire un sistema basato su questo modello significa aver già perso in partenza: lo indicano lo stato dei fatti e il quadro normativo post riforma costituzionale del 2001. In linea di fatto, le decisioni che l'amministrazione deve assumere sono sempre più complesse e implicano il bilanciamento contestuale di interessi che fanno capo ad ambiti assai diversificati: basti pensare ai provvedimenti di localizzazione di impianti, pur di modeste dimensioni. Sul piano tecnico-giuridico, lo ha ribadito più volte la giurisprudenza costituzionale, il meccanismo adatto ad assumere decisioni complesse si ritrova nel principio di leale collaborazione, piuttosto che nella predisposizione di regole rigide (e fragili) sul riparto delle competenze. È il principio di sussidiarietà e di adeguatezza a esigere un processo di assunzione delle decisioni che coinvolga tutti gli enti che, a diverso titolo, sono i portatori degli interessi toccati in concreto. Proprio per questo motivo, anziché disciplinare procedimenti amministrativi in forma lineare, che avanzano cioè un passo dopo l'altro, nel rispetto di competenze minuziosamente disciplinate, conviene fare ricorso a procedure innovative (ma già collaudate) di tipo negoziale e partecipativo, in cui tutti gli attori possono far valere contestualmente e in modo trasparente il proprio punto di vista. Non ha perciò senso rivendicare alle Province una maggior quantità di competenze quando le stesse possono essere esercitate in modo egualmente efficiente da parte dei Comuni (enti di prossimità per i cittadini e le imprese) collegati tra loro nelle forme associative, in grado di garantirne perciò l'adeguatezza. Un'amministrazione di prestazioni su base territoriale di area vasta appartiene naturalmente già al livello comunale associato: sarebbe perciò fonte di inefficienze doppiarla a livello provinciale. Alla Provincia si richiede invece una grande capacità di stabilire relazioni cooperative virtuose con il sistema degli enti locali, esaltando le sue caratteristiche di ente intermedio tra questi e la Regione, nei confronti della quale andrebbe abbandonata una volta per tutte la contrapposizione pregiudiziale che ha contraddistinto le amministrazioni che si sono avvicendate negli ultimi tempi. Le risorse che la Provincia può mettere a disposizione del territorio si giocano infatti sulle capacità di esprimere capacità di elaborazione progettuale e politica, anziché nella rivendicazione di funzioni di natura burocratico-gestionale. È una sfida che la provincia, in primo luogo chi si candida a governarla, deve saper raccogliere, pena relegarla a un progressivo declino, destinato tra l'altro a riflettersi negativamente sull'intero sistema degli enti territoriali.

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Edilizia scolastica: 22 milioni a udine e 15 per l'isontino (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia Edilizia scolastica: 22 milioni a Udine e 15 per l'Isontino UDINE. Saranno 33 milioni di euro i finanziamenti della Regione a favore dell'edilizia scolastica: il Consiglio delle Autonomie locali, che si è riunito ieri a Udine, ha approvato all'unanimità, con 15 voti a favore su altrettanti votanti, due pareri sugli schemi di protocollo d'intesa tra le Province di Udine e di Gorizia e le amministrazioni comunali dei rispettivi territori (più di cinquanta Comuni) per il finanziamento di interventi di edilizia scolastica. I fondi stanziati, 21 milioni di euro in quindici anni per il territorio provinciale di Udine, e 12 milioni di euro (sempre in quindici anni) per quello di Gorizia, sono destinati a lavori edili, di adeguamento impiantistico correlati a sicurezza e salute, e per il superamento delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda la provincia di Udine, il protocollo stanzia 1 milione e 400mila euro l'anno, suddivisi a metà tra l'amministrazione provinciale e i Comuni al sotto dei 3.000 abitanti. Per la provincia di Gorizia, i fondi ammontano a 800 mila euro l'anno, suddivisi a metà tra l'amministrazione provinciale e i comuni. Sulla necessità di ulteriori finanziamenti è intervenuto il presidente del Consiglio delle Autonomie, Mario Pezzetta, che ha rivolto un appello alla Giunta regionale: "Per quanto riguarda la provincia di Udine restano inevase richieste dei Comuni sopra i 3 mila abitanti - ha spiegato Mario Pezzetta - pari a un fabbisogno di altri 25 milioni di euro. Sull'edilizia scolastica non si può assolutamente lesinare". Approvato all'unanimità anche un parere sulle modifiche al regolamento per determinare i criteri e le modalità per il concorso degli enti locali agli obiettivi di finanza pubblica adottati con l'adesione al patto di stabilità Stato-Regione. Ampio dibattito finale intorno al tema dei controlli cui sono sottoposte le finanze degli enti locali, con l'impegno da parte del presidente Pezzetta "a che d'ora in avanti il Consiglio delle Autonomie assuma un ruolo sempre più attivo nei confronti degli Organi di controllo, dello Stato e della Regione. In materia di riduzione dei costi della politica - ha concluso -, non ci sentiamo indagati e sapremo difendere la nostra azione amministrativa che è trasparente". Nelle prossime riunioni, ha annunciato Pezzetta, saranno affrontati i temi dei fondi derivati e le problematiche connesse all'applicazione del patto di stabilità. Mirco Mastrorosa.

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Buzzetti e i "bresciani"la corda si è spezzata (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Imperia a un passo dal baratro societario diego david LA SCONFITTA per 5 a 2 (reti rossoblu firmate da Paoli e Grillo) patita nella gara di andata ad opera del Grf Rapallo, mette a serio rischio la qualificazione alle semifinali del campionato di serie C di calcio a cinque del Dolceacqua, atteso sabato (nell'anticipo in programma in val Nervia, alle ore 17) ad un immediato riscatto. Tuttavia, il torneo diventa sempre più avvincente, continuando a richiamare la presenza di moltissimi spettatori: segno che questa disciplina sportiva ha fatto definitivamente breccia tra gli appassionati. Ma anche tra coloro, sempre più numerosi, che oltre ad assistere alla partite, il calcio a 5 lo praticano. Ma torniamo all'esito delle gare di campionato. "Restiamo comunque fiduciosi. La sconfitta è rimediabile - afferma, convinto, il coach del Dolceacqua, Fabio Costanzo - A Rapallo, dove abbiamo subito un trattamento non proprio ortodosso, abbiamo commesso errori che in casa saremo sicuramente in rado di evitare". Nell'altra sfida dei "quarti" il Mavela Marmi si è imposto di misura (4-3) sul Via San Vincenzo. La gara di ritorno è in programma lunedì. Già qualificate per le semifinali (in programma il 21 ed il 28 aprile) attendono gli esiti delle gare di ritorno dei quarti, Tigullio Calcio a Cinque e Santo Stefano 2005. La doppia finale per la promozione in serie B è in calendario il 5 ed il 12 maggio. Il 21 (andata) ed il 28 aprile (ritorno) sono in programma le sfide tra Pietra Ligure e O' Vin Pignone per stabilire l'unico posto vacante per l'accesso alla C1, torneo al quale risultano già ammesse le imperiesi Carlin's Boys, Dolcedo, Dolceacqua e Santo Stefano 2005 (queste ultime due ancora in corsa per la B). In tema di play-out le società classificate al 10°, 11° e 12° posto di ogni girone formano un nuovo raggruppamento (con gare di andata e ritorno) mantenendo i punti acquisiti negli scontri diretti della stagione regolare con le avversarie del girone. Al termine del "mini-torneo a tre" la squadra classificata all'ultimo posto retrocederà in serie D. Il girone ponentino è formato da Golfoscogliera, San Biagio e Santa Cecilia Albisola. Lunedìè in programma la prima sfida tra Santa Cecilia e San Biagio. Sono scattati lunedì anche i quarti di finale per l'attribuzione della promozione alla serie C. Questi gli esiti delle gare di andata: Val Steria - Olimpia Imperia 7-6 con reti di Recupero (3), Barberis (2), Terrizzano e Dorio per i vincitori e Dessimoni maggior marcatore per gli ospiti; Torrione - Riviera Pontedassio 9-12 con reti per i padroni di casa di Pistone, Carnesecca e Calza e per gli imperiesi di Servetti (5), Mangraviti (2), Abbo (2), Croce, Troiani e Medici; Laigueglia - Città Finale 4-8 e Toirano - Pro Costa 6-6 (in gol per il Pro Costa: Marenco (5) e Davigo). D.D.G. .x/11/0804 I rossoblu di Costanzo battuti 5-2 dal Rapallo. Ma il coach resta fiducioso per il ritorno: "Abbiamo i mezzi per riscattarci" .x/11/0804 ALL'INTERNO dell'Imperia si fa sempre più profonda la spaccatura tra il presidente Mirco Buzzetti e i finanziatori bresciani gli imprenditori del mattone Claudio Gallina e Domenico Guidoni, che, attraverso il portavoce Lamberto Zamperlini, hanno fatto sapere voler addirittura tenere nascosto a Buzzetti il nome del ristorante nel quale la squadra si recherà a mangiare per evitare ogni contatto. Intanto in piazza d'Armi si stanno raccogliendo le forze per affrontare la trasferta di dopodomani a Novi Ligure. La gara del "Costante Girardengo"è una partita delicata soprattutto per i padroni di casa, che ambiscono ad evitare la lotteria dei play-out, mentre per i nerazzurri si tratta di una ulteriore tappa di avvicinamento agli spareggi salvezza. Anche se, infatti, dovesse materializzarsi il fantasma della penalizzazione di altri cinque punti (ieri avrebbe era il giorno della fatidica scadenza) il margine di vantaggio sul Vado e la prestazione offerta contro la Biellese dai nerazzurri fanno sperare che almeno l'ultimo posto utile dei play-out sia, comunque, alla portata della squadra di Boni. Alla partitella del giovedì hanno partecipato anche il "bomber" a gettone Alberto Francesconi e il centrale Giusti che potrebbe sostituire al centro della difesa Spiaggi nel caso in cui il capitano non ce la facesse a scendere in campo. L'arrivo di Marsiglia è atteso forse per domani, mentre si allontanano le possibilità di rivedere in maglia nerazzurra Fabio Barison che chiede garanzie (soldi) che, evidentemente, i nuovi "padroni" dell'Imperia non vogliono o possono soddisfare. In seno alla società si continua, infatti, a litigare a distanza: il plenipotenziario della cordata bresciana Lamberto Zamperlini ha confermato di non voler assolutamente sedersi a un tavolo (tantomeno da pranzo) con chi formalmente ricopre la carica di presidente, ovvero Mirco Buzzetti "per evitare - ha detto Zamperlini spiegando i motivi della "blindatura" della squadra sottratta dopo ai giornalisti e ai blogger anche al presidente - che i giocatori vedendolo si innervosiscano e magari gli mettano le mani addosso prima di una partita così importante. E poi se vuole venire a mangiare con noi, visto che è il presidente, paghi il conto". Mirco Buzzetti non fa una piega e replica: "Io andrò a Novi Ligure a vedere la partita come presidente perché sono l'unico titolato a farlo. Voglio vedere come faranno a comprare se non si vogliono confrontare con me. E poi se vogliono continuare a prendersi responsabilità come quella di pagare in nero giocatori e fornitori continuino pure a farlo?". Comunque ieri sera in piazza d'Armi non si erano ancora visti i soldi per pagare il pullman della trasferta di Novi Ligure, il che la dice lunga sulle prospettive che attendono i colori nerazzurri - e in particolare i tifosi - in questa stagione tutta da dimenticare. .x/11/0804.

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Sugli scudi esordienti e pulcini del navacchio (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa Sugli scudi esordienti e pulcini del Navacchio PISA. I risultati delle squadre giovanili del Navacchio. Pulcini'98 GIOVANILE STAFFOLI GIOVANILE NAVACCHIO B Giovanile Navacchio: Cremone, Milano, Paolucci, Pellegrini, Rossi, Pardini, Virguti. All.: Ciulli. NAVACCHIO. Pioggia di gol a Staffoli da parte della squadra diretta da Ciulli. Apre le marcature Rossi che solo davanti al portiere non perdona. Raddoppia Paolucci con un bel tiro di sinistro a fil di palo. In seguito inizia lo show di Virguti che realizza 4 reti tutte di pregevole fattura e di Pellegrini che sigla una tripletta. Un'autorete aumenta il passivo. Pulcini'98 GIOVANILE NAVACCHIO STELLA ROSSA Giovanile Navacchio: Rizza, Cicciarella, Sbranti, Micheletti, Mostacciuolo, Burelli, Reggioli. All. A. Nuti. Altra grande prestazione e tante reti anche nella seconda partita dei Pulcini 98 della Giovanile Navacchio contro un avversario per niente facile da affrontare visto i precedenti. Il solito Reggioli sblocca il risultato, bissata poco dopo da un tiro da fuori di Burelli. Nel secondo e terzo tempo il Navacchio affonda l'avversario con Reggioli autore di altre tre reti. Stella Rossa riduce il passivo ma subisce poi anche due sfortunate autoreti. Pulcini'97 NUOVA PRIMAVERA GIOVANILE NAVACCHIO Giovanile Navacchio: Noccioli, Benedetti, Cei,Lottini, Barsacchi,Allegri,Iadevaia, Santino, Moranti, Manetti. All. Sergio Alessandro. Trasferta prodigiosa per i ragazzi di Mister Sergio che ottengono un risultato importante contro una squadra che di talento, tecnica e grinta ne ha da vendere. Nel primo tempo il Navacchio passa in vantaggio con un pallonetto di Santino dal limite. Nel secondo e terzo tempo la squadra di casa tenta di reagire senza esito. Esordienti B 96 PORTA A LUCCA GIOVANILE NAVACCHIO Giovanile Navacchio: Mammarella, Battaglia, Cremone, Rossi, Giordano, Baratti, Cirillo, Pistoia, Bartalini, Catarsi, Esposito, Lami, Milano, all. F. Nuti. Ultima partita di campionato giocata in maniera perfetta da parte dei ragazzi della Giovanile Navacchio, in vantaggio già nella prima frazione di gioco con Bartalini. Nel secondo tempo i padroni di casa provavano ad aggredire gli avversari, ma i giocatori di Nuti amministravano bene la partita e nel terzo raddoppiavano.

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Le trenta partite dell'Arezzo in numeri. ALLENATORI. De Paola ha resistito per dieci giornat (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SPORT pag. 21 Le trenta partite dell'Arezzo in numeri. ALLENATORI. De Paola ha resistito per dieci giornat... Le trenta partite dell'Arezzo in numeri. ALLENATORI. De Paola ha resistito per dieci giornate in cui ha raccolto 12 punti. Per Cuoghi 32 nelle successive venti. ROSA. Utilizzati 28 giocatori, di cui 6 ceduti. Solo il portiere Marconato è sceso in campo in tutte le partite, ma ha saltato uno spezzone in casa col Gallipoli. PRESENZE. Marconato 30, Ranocchia 28, Bondi 27, Goretti 25, Beati 24, Martinetti 23, Conte e Bricca 22, Lanzara 20, Togni 18, Myrtaj e Savi 17, Cazzola, Mezzanotti e Cavagna 16, Miglietta 9 Rivas e Chianese 8, Lopez e Grillo 7, Falsini 4, Nicoletti 1. CEDUTI. Roselli (16) al Foggia, Falomi (15) al Pescara, Vigna (10) al Verona, Kroupi (6) al Brest, Croce (1) al Cesena, Baclet (1) alla Juve Stabia. EX. Miglietta in tre stagioni tra C2 e C1 ha collezionato 58 presenze (play-out compresi) e 6 gol, Goretti 13 gettoni in A nel 2003-'04. RETI. Sono 34. Martinetti (quattro rigori) 11, Myrtaj (un rigore) 6, Chianese (un rigore) 5, Falomi, Kroupi e Rivas 2, Togni, Bondi, Vigna, Cavagna, Miglietta. Più autorete di Mancini (Taranto). RIGORI. Sei a favore, tutti trasformati. Martinetti ha fatto centro in casa contro Lanciano e Crotone e due volte a Salerno. Myrtaj è andato a segno in casa col Potenza, Chianese in casa col Pescara. ESPULSI. Appena tre. Con Sorrento, Pescara e Taranto è una delle squadre più "buone". Cartellini rossi per Conte in casa con la Pistoiese, Bricca a Pistoia e Goretti a Sorrento. PAREGGITE. Con Lucchese e Lanciano è la squadra che ha impattato di più (14 volte, 6 in casa e 8 fuori). DIFESA. In casa è la migliore, con 5 reti incassate in 15 partite, alla media di una ogni tre. Vale la pena di ricordare quei pochi che sono riusciti a lasciare la firma sul campo amaranto: Fragiello (Sorrento), Cocco (Pistoiese), La Fortezza (Sangiovannese), Vastola e Russo (Gallipoli). AL "CITTA' DI AREZZO". Il bottino è di 8 vittorie, 6 pareggi e 1 sconfitta, con 18 gol fatti ed appunto 5 subiti. La sconfitta risale addirittura alla prima giornata (1-0) con il Sorrento. Era il 26 agosto. Hanno invece portato via un punto Taranto (0-0), Samb (0-0), Sangiovannese (1-1), Juve Stabia (0-0), Salernitana (0-0) e Lucchese (0-0). Hanno perso Pistoiese (2-1), Lanciano (2-0), Martina (2-0), Crotone (3-0), Potenza (3-0), Perugia (1-0), Pescara (1-0), e Gallipoli (3-2).

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SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrati (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 41 SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrati... SI PARLA tanto di ridurre i costi della politica e della macchina amministrativa italiana. Si tenga conto che nel 1937 i dipendenti pubblici erano meno di 600.000 che amministravano 41.000.000 abitanti; nel 1970 i dipendenti pubblici erano cresciuti a 1.500.000, ma questa cifra è salita fino a 3.000.000 nel 2007 che ne amministrano 59.000.000 milioni. A fronte di un aumento della popolazione del 44% in 70 anni la macchina amministrativa ha visto crescere l'organico del 600% ! Questo primato è dovuto alla nascita delle Regioni che, anziché favorire un decentramento delle funzioni del governo, spesso sono un inutile duplicazione, ma fruttano lucrosi centri di potere con poltrone bene remunerate. Basti pensare che i consiglieri della Regione Sicilia hanno un stipendio più alto dei parlamentari. Le Province sono cresciute di numero ed una ventina di centri sono in attesa; per non parlare della miriade di Comuni sotto i 500 abitanti che hanno costose amministrazioni autonome e che dovrebbero essere accorpati per decreto consentendo non indifferenti risparmi. Niccolò Rocco di Torrepadula, Bologna.

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<Vincere a Ravenna? Io punto al bis...> Bianchi: vogliamo ripetere l'exploit di agosto in Coppa Italia (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

29 SPORT venerdì 11 aprile 2008 "Gasato" per la maglia azzurra Under 20, Tom promette un Piace aggressivo e affamato di punti fino all'ultima giornata "Vincere a Ravenna? Io punto al bis..." Bianchi: vogliamo ripetere l'exploit di agosto in Coppa Italia piacenza - Altro gettone di presenza, con tanto di lode, collezionato dal promettente centrocampista biancorosso, Tommaso Bianchi (classe '88) nella nazionale Under 20 del ct Piscedda, impegnata ormai solo a ben figurare nel torneo delle Quattro nazioni, dove, causa le brucianti sconfitte interne patite per mano di Germania ed Austria, la vittoria finale è affare di altre rappresentative. Mercoledì scorso, peraltro, Tommaso (che ha avuto pure l'onore di indossare la fascia da capitano negli ultimi 20') e compagni hanno colto un bel pari in Germania. "E' stato davvero stupendo - afferma Bianchi - giocare una buonissima partita di fronte a un pubblico tanto numeroso (c'erano circa ottomila persone a vederci) quanto entusiasta. Siamo entrati ed usciti dal rettangolo verde passando tra le ali della folla, con cui ci siamo scambiati il "cinque". Qualcosa di inimmaginabile nel nostro calcio, ma anche qualcosa che, in caso contrario, potrebbe contribuire a renderlo ancora più amato dalla gente". Prossima e ultima tappa con l'Under 20 in Austria, il 30 aprile. In che ruolo viene impiegato Tom Bianchi quando ha indosso la casacca azzurra? "Per lo più nelle vesti di mezz'ala destra, mentre l'altro giorno, nel contesto del 4-2-3-1, il ct mi ha schierato nel tandem in mediana, davanti alla difesa. I compagni più in vista? Di Gennaro, Candreva, Ceravolo e Musacci, oltre all'esterno Barillà, di proprietà della Reggina ma che ci ritroveremo di fronte sabato a Ravenna, dove attualmente è in prestito". Nel frattempo ha pensato a cosa vorrà fare da "Over 20"? "Ho le idee chiarissime: spero di rimanere in biancorosso il più a lungo possibile. Sto a Piacenza da cinque anni, dove adesso mi sono anche iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Cattolica. Piacenza è, insomma, la mia seconda città. Ci vivo benissimo e altrettanto bene mi trovo nella "famiglia" del Piacenza calcio. In biancorosso ho altri quattro anni di contratto che conto di far fruttare al meglio, crescendo cioè il più possibile e diventando grande con indosso questa maglia. Il massimo ovvio, sarebbe fare il grande salto col Piace". "Ma è bene - aggiunge tornando con i piedi ben piantati a terra - restare alla realtà, mia e della squadra. Personalmente, grazie alla fiducia accordatami dal tecnico, sto compiendo i primi passi in un torneo difficile quale è la serie B, dove ho ancora tutto da imparare per potermi davvero affermare. In che ruolo? Non ha importanza. L'essenziale è giocare e farlo bene. Con la squadra, per queste ultime otto giornate, ci siamo posti l'obiettivo di dare il massimo e di cercare di vincere ovunque, tirando poi alla fine le somme. Di certo c'è che il Piacenza non si presenterà mai "moscio". Certo, non abbiamo particolari motivazioni legate alla classifica, ma ci teniamo comunque a terminare la stagione in crescendo". Ravenna, dunque, avvisato. Al "Benelli" tenterete di ripetere la bella prova nella prima fase di Coppa Italia, all'alba di una stagione che sembrava promettere molto di più? "Sicuro che ci proveremo. Bel ricordo, in effetti, legato a quella sfida, quando vincemmo in rimonta giocando un gran bel calcio. Ma quelle erano le prime schermaglie di Coppa: in campionato, poi, la storia si è fatta più dura?". Tornando al tema dei giovani: quali i suoi coetanei, o quasi, in biancorosso che hanno tutto per ritagliarsi uno spazio importante in questo finale di torneo? "Non è un certo un azzardo sponsorizzare ragazzi del calibro di Nainggolan, che già ha fatto vedere qualcosa di interessante in prima squadra, o di Cuciula, che ricordo ottimo protagonista nella sfida di Coppa Italia con la Reggina. O giovani come Bini, che ha doti fisiche straordinarie e che sta facendo bene da diverso tempo nella Primavera". Le sue favorite per la promozione in A? "Chievo su tutte, poi il Bologna. Non credo che queste due si faranno sfuggire la promozione diretta. Ai play off, poi, occhio alle sorprese Albinoleffe e Pisa". Marco Villaggi © LIBERTA' Tommaso Bianchi in azione con la maglia del Piacenza Foto Spreafico © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Di SANDRA NISTRI DOPO il "car sharing" a Sesto arriva anche il (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

SESTO FIORENTINO pag. 16 di SANDRA NISTRI DOPO il "car sharing" a Sesto arriva anche il ... di SANDRA NISTRI DOPO il "car sharing" a Sesto arriva anche il "bike sharing" ovvero la possibilità di noleggiare, attraverso una tessera magnetica, biciclette sistemate in luoghi 'strategici' della città. Il progetto è contenuto all'interno del cosiddetto "Pac", il corposo piano comunale antismog variato in parte nell'ultima seduta della giunta comunale, e dovrebbe concretizzzarsi a breve: a gestirlo sarà la cooperativa Onlus Ulisse. Per l'iniziativa, che ricalca quella in atto con successo in tante città europee come Vienna, Parigi e Barcellona ed in ponte anche a Firenze, è stato stanziato un finanziamento totale di 31.160 euro: per il momento il progetto contempla una sola postazione per il noleggio delle due ruote prevista all'esterno della stazione di piazza Galvani ma in futuro, soprattutto se l'iniziativa dovesse ottenere gli auspicati riscontri, dovrebbe allargarsi anche ad altri spazi del territorio sestese. La scelta del primo punto di distribuzione sembra comunque chiara, almeno nell'ottica della possibile integrazione fra 'mezzi di trasporto': la bicicletta potrebbe essere utilizzata infatti per brevi spostamenti da chi è arrivato in treno ma anche, ad esempio, dagli studenti diretti al polo scientifico universitario non molto distante che potrebbero così evitare l'attesa di un autobus o una camminata a piedi. Senza contare poi l'obiettivo di migliorare la mobilità ciclabile e di ridurre, in questo modo, l'inquinamento. Sempre in chiave ambientale la giunta comunale ha approvato nella sua ultima seduta un importante atto che riguarda l'Anpil Querciola, la prima porzione del cosiddetto Parco della Piana a Sesto, nominando il nuovo comitato di gestione dell'area naturale protetta. L'ORGANISMO che dovrà sovrintendere a tutto quello che riguarda il parco è composto dall'assessore all'ambiente Marta Billo, da Simone Guidotti del circolo sestese di Legambiente e da Roberto Borchi dell'Associazione sportiva Lago di Padule. Il comitato si riunirà per la prima volta nei prossimi giorni ed esaminerà una serie di progetti da presentare per accedere ai finanziamenti regionali. Il lavoro dei membri del comitato di gestione sarà esclusivamente a titolo volontario: per loro, infatti, non è prevista alcuna indennità o gettone di presenza.

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Il miracolo? si può fare (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO il miracolo? si può fare di edmondo berselli Il successo del tour elettorale. La scelta finale degli indecisi. La proposta di tagli alla politica per un miliardo. Il leader del Pd punta sulla vittoria colloquio con walter veltroni A poche ore dal voto il candidato Walter Veltroni, leader del Partito democratico, è sereno, tranquillo, rilassato. Come sta? "Benissimo. Godo di una forma fisica inspiegabile". Eppure ha completato il tour delle cento province, ha preso parte a riunioni su riunioni, ha inseguito Silvio Berlusconi per un match televisivo che il capo del Pdl non aveva nessuna voglia di fare: insomma, avrebbe il diritto di essere esausto. Oltretutto, i sondaggi danno una situazione statica delle preferenze degli italiani. Se il Pd avesse davvero finito la benzina, si andrebbe verso una soluzione elettorale scontata. Un esito fisiologico, prevedibile, previsto, senza sorprese. Solo che Veltroni non ci crede. Veltroni è fiducioso. Anche in questi ultimissimi giorni di campagna, Veltroni è andato diritto per la sua strada, senza prestare orecchio a cassandre e annunci funebri. Perché è convinto che si possa ricostituire un rapporto con la politica. Nel nome della razionalizzazione della spesa pubblica, di costi politici dal volto umano. Candidato Veltroni, lei combatte non solo contro la destra, ma anche contro la ventata di antipolitica, di delusione, di disincanto che minaccia di tenere gli elettori lontani dalle urne. "Facciamola diventare ragionevole, la politica italiana. In base al nostro 'decalogo' vediamo che si può risparmiare un miliardo di euro, riducendo il numero di parlamentari, tagliando le retribuzioni a un livello europeo, segnalando anche simbolicamente la fine dei privilegi. Dopo di che, si tratterà di vedere se a destra ci sono progetti simili o solo chiacchiere. E quindi affidare la valutazione su questi progetti ai cittadini elettori, fuori dalle astrazioni dei sondaggi". Però ce lo deve spiegare, perché non crede ai sondaggi. "Non è che non ci credo. Solo che a ogni elezione i sondaggi sbagliano, dopo di che ci si dimentica che hanno sbagliato e su che cosa hanno sbagliato. Le indagini demoscopiche si basano su una scienza quantitativa, deterministica, ma in ogni espressione del consenso c'è un margine di imponderabilità. La politica smuove settori profondi della società e delle percezioni collettive, dando luogo a spostamenti che non sono sempre registrabili con nitidezza". Ragionevole, ma di qui a negare che il Pdl sia apparso in vantaggio netto e stabile fino al canonico blackout sondaggistico delle ultime due settimane. "E che cosa dicevano gli ultimi sondaggi prima delle elezioni del 2006? Che il centrosinistra era in vantaggio di sei punti, per tutti i sondaggisti all'unisono. In realtà i sondaggi non riescono a intercettare una diffusa stanchezza per i lessici del passato, e quindi l'apprezzamento per il nuovo". Dove il nuovo sarebbe il Pd e il passato Berlusconi? "Provi lei a spiegare perché tanta gente è venuta nelle piazze e nei teatri, costringendoci a uscire dalle sedi prefissate. La ragione per cui abbiamo incontrato tanto entusiasmo, tanta simpatia, e suscitato tanta attenzione. Nel Nord, nel Sud, dappertutto. Commenti unanimi, mai vista tanta gente. A Varese e a Milano come a Lecce o a Matera". Si è sentita echeggiare molte volte la sentenza di Pietro Nenni, "Piazze piene, urne vuote". "Vorrei sapere che cosa avrebbero detto, gli antipatizzanti, se ci fossero state le piazze vuote. Ci avrebbero garantito urne ancora più vuote? No, c'è stata una mobilitazione significativa perché è stata percepita la novità della nostra campagna. Lo abbiamo visto negli spazi occupati dai simpatizzanti, dalla gente comune nelle città, ma anche nelle dimostrazioni spontanee, nei piazzali degli autogrill, davanti al pullman". Che bilancio si può trarre allora della decisione di correre da soli? Si è trattato di una innovazione politica che interrompeva lo schema precedente, e che poteva risultare traumatica. "Avevo cercato di fare un calcolo sugli effetti di quella decisione, valutandone costi e benefici. Ciò che non avevo previsto è stato il senso di liberazione che ciò ha determinato. Come se l'andare da soli, con un proprio programma, sulla scorta delle proprie idee consentisse finalmente di fare ciò che prima non era riuscito, di recidere mediazioni estenuanti, di andare dritti al punto". Probabilmente perdendo una parte di elettorato tradizionale, quello sicuramente di sinistra. "Sarà un caso, ma non appena abbiamo chiuso il rapporto con la sinistra radicale le piazze si sono riempite di giovani. E gli applausi più convinti sono sempre venuti sulle parti del programma dove parliamo con maggiore severità: sulla sicurezza, sui doveri". I critici più a sinistra la considererebbero la prova che il Pd è un partito di centro. "Siamo un partito riformista, come in altri Paesi europei. Ed è proprio questa caratteristica che innova l'ambiente politico del nostro paese". Per la verità Berlusconi negli ultimi giorni dice che siete rimasti gli stessi e ha rispolverato l'armamentario anticomunista. "Per la verità è la destra a essere rimasta senza armi. Ci ha provato, a ritirare fuori la polemica contro il fattore K, contro Stalin, la menzogna rossa, le doppie verità dei comunisti: ma non funziona, è solo un dagherrotipo, non la fotografia della situazione reale". E nel paese reale che cosa rappresenta il Pd? "Diciamo in primo luogo che con la decisione di correre da soli noi abbiamo realizzato, esclusivamente con la politica, un pezzo di riforma istituzionale. Il governo che uscirà dalle elezioni sarà un governo di tipo europeo, in grado di governare per la legislatura. In più si è realizzato un passaggio generazionale: io ho l'età che hanno mediamente i leader politici europei. E questo è un elemento politico, non solo anagrafico". Questa bisogna spiegarla, perché non è intuitiva. "All'Italia in tutti questi anni, tranne che nel 1996, è mancata l'idea e la prospettiva di elezioni capaci di aprire un ciclo politico. Quello che è avvenuto con Reagan, la Thatcher, Clinton, Blair. Quando si va a votare e si capisce che non si vota solo per un uomo, ma per aprire una fase". Lei vuole insinuare che non si va da nessuna parte con un leader come Berlusconi che a fine legislatura avrebbe 77 anni. "Voglio dire che dobbiamo uscire dalla condizione frustrante in cui l'alternanza significa la coazione a votare contro il governo uscente. Perché il lavoro da fare sull'Italia è impressionante, richiede anni di impegno, dato che ci sono da smantellare poteri illegali, assetti corporativi, barriere, protezioni, rendite, privilegi. E quindi è bene che la politica abbia davanti a sé un orizzonte temporale adeguato". Alcuni sostengono che la linea del Pd sarebbe stata più efficace se il 'correre da soli' fosse stato vero fino in fondo. Cioè senza l'accordo con Antonio Di Pietro e l'Italia dei valori. "No, non capisco. L'Idv ha sottoscritto e firmato un programma, e nel prossimo Parlamento ci sarà un gruppo parlamentare unico. Questo è un cambiamento reale. Nella legislatura scorsa c'erano 14 partiti. Un gruppo unico significa: niente anticaglie compromissorie come i vertici di maggioranza, niente cerimonie, liturgie, mediazioni; quindi linearità rispetto alla volontà degli elettori. Tanto per dire, Di Pietro ha firmato un programma in cui si dice che si possono certamente disporre le intercettazioni telefoniche, per ragioni di sicurezza, ai fine delle indagini, ma il magistrato che le dispone è responsabile che non finiscano sui giornali. è garantismo questo o no?". Vediamo quali sono i punti davvero critici per il Pd. Lei ha fatto un ampio viaggio nel Nord del paese. Dove non si direbbe che l'atteggiamento verso la sinistra sia proprio favorevole. "La mia impressione è invece che sia caduto un muro. Vede, Romano Prodi ha fatto un grandissimo lavoro: è un uomo di Stato, ha risanato i conti pubblici per la seconda volta. Chi nega questo risultato fa della propaganda. Il suo problema è che non aveva una maggioranza riformista coerente. C'era una parte dell'Unione il cui obiettivo era poter dire 'anche i ricchi piangono', in seguito alle tasse. Invece il nostro compito consiste nell'investire su chi produce ricchezza: la piccola e media impresa, l'agricoltura, l'artigianato e il commercio. Questa parte di paese vuole un paese più semplice e dinamico. Vuole uno Stato più rapido e più lieve". A proposito di punti deboli, anche la classe operaia si orienta in maggioranza a destra, dicono le ricerche. "Cerchiamo innanzitutto di sfuggire ai luoghi comuni. Secondo alcune interpretazioni i lavoratori erano orientati a una politica conflittuale, contestativa: e poi si è visto che all'80 per cento hanno votato sì al pacchetto del welfare. Non ci vuole molto a capire che nelle aree più dinamiche del paese imprenditori e lavoratori dipendenti condividono lo stesso modello culturale, si sentono vicini, magari si scontrano sui casi concreti ma trovano soluzioni funzionali allo sviluppo delle imprese. Per questo oggi ci vuole un patto tra i produttori e occorre estendere la concertazione alle piccole e medie imprese". Nella realtà c'è la precarietà del lavoro. "Il primo provvedimento legislativo che presenteremo sarà proprio orientato a intervenire su questo problema. Che viene spesso sottovalutato come una specie di fattore fisiologico del mercato del lavoro: fino a quando non capita, come è capitato a me, di incontrare una signora, con ottime qualità culturali e professionali, una donna che ha alle spalle 27 anni di contratti da precaria. E allora non c'è liberalizzazione che tenga, ci sono drammi personali, difficoltà esistenziali. Sarà il caso di affrontare anche questa sfera della modernizzazione, o no?". Quali sono i punti di maggiore importanza incontrati e verificati durante questa campagna elettorale, nella consapevolezza dei cittadini? "Il primo punto è che ci troviamo davanti un gigantesco problema nel sistema formativo, che non funziona. Perfino l'edilizia delle scuole è ottocentesca, la scuola è concepita burocraticamente come un ufficio, non si è diffusa l'idea dell'educazione permanente, in quanto continuo adattamento a condizioni mutate. Vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di usare la scuola come uno strumento flessibile, tale da migliorare le loro qualità di base, oppure al contrario come uno strumento livellatore, in cui se sei bravo in scienze ti castighiamo in storia? Il fatto è che non serve una scuola punitiva, serve una scuola capace di selezionare i talenti e svilupparli". Il fatto è che abbiamo visto riforme adottate e poi smantellate a ogni cambio di governo. Come il caso dell'esame di maturità che a forza di cambiamenti estemporanei è diventato una lotteria. "Vero, è diventato un terno al lotto. Non si possono riformare le riforme a ogni legislatura. Ma per restare ai grandi temi generali, insieme al sistema dell'istruzione c'è in primo piano il tema della riconversione ambientale dell'economia. Non sono esoterismi: sono cose che riguardano la vita della gente, che ne è cosciente. Energia, fonti alternative, qualità dell'aria, impronta ecologica dello sviluppo, la nuova agricoltura come sistema delle imprese agricole su un territorio da rispettare e da valorizzare: fanno già parte del nostro orizzonte di comportamenti politici". Intanto però il territorio è devastato, basti pensare alla tragedia dei rifiuti a Napoli. E sull'intero paese incombe la questione del Sud, che continua a divaricarsi dal resto del paese. "Anche il Mezzogiorno è un gigante imbrigliato, ma dobbiamo evitare di collocarlo sotto una etichetta che lo fissa per sempre. Anche il Sud cambia. Oggi gli imprenditori denunciano il pizzo, e le associazioni imprenditoriali sanzionano con l'espulsione chi lo paga: la società è più strutturata, anche se è ancora compressa dal potere criminale. Per questo ho drammatizzato l'appello rivolgendomi ai mafiosi: non votate per noi perché noi vogliamo distruggervi. Un'espressione troppo forte, ha commentato qualcuno. Ma come si fa, ragionevolmente, a far crescere il Sud senza distruggere la mafia?". Qualcuno le rimprovera un atteggiamento troppo morbido. Walter deve cominciare finalmente a menare, è il senso di molti discorsi. Come quello che ha fatto Pier Luigi Bersani. "Se si vuole un giudizio sulla destra, è presto detto. La destra non può governare. L'ha già fatto, ha governato e non ha fatto nulla, se non alcuni puntuali provvedimenti di interesse personale. Quanto all'alleanza in sé, il Pdl più la Lega è un impasto di culture che non possono stare insieme. Secessionisti e nazionalisti, liberisti e protezionisti. Logico che vengano fuori pasticci su tutto, dall'Alitalia al voto agli immigrati. Anche con aspetti grotteschi, come Umberto Bossi che minaccia per l'ennesima volta di imbracciare le armi, a cui risponde Raffaele Lombardo, candidato alla presidenza della Regione Sicilia, dichiarando che anche i siciliani caricheranno i loro fucili". Con la copertura di Berlusconi che fa da garante. La gente guarda lui, non i suoi alleati. "Ma nella realtà questa destra che cosa offre? Minacce, tensione, totale assenza di senso delle istituzioni. Lo spettacolo di due alleati che minacciano fucilate, forse reciproche, verrebbe da pensare, è il lato bizzarro di una inadeguatezza civile, oltre che di contraddizioni politiche insanabili". Conclusione, lei è convinto che si può vincere. "Guardi, al 'Democratic Day' nei gazebo sono venuti sei milioni di persone. è stata una mobilitazione grandissima, simile a quella delle primarie. Le indagini demoscopiche hanno mostrato l'esistenza di un terzo di indecisi e astensionisti, che tuttavia in maggioranza sono tendenzialmente dalla nostra parte. E, soprattutto, il paese sente che non può continuare così. Sì, possiamo farcela". n Promesse in cifre Non sempre le offerte 'last minute' sono le più economiche. Certo non lo è quella di Berlusconi a sette giorni dal voto: abbassare l'aliquota massima Irpef al 33 per cento. Costo previsto: 20 miliardi. Forse per questo non è scritta nel programma Pdl. Che peraltro già prevede tagli alle tasse per 45-50 miliardi: un calcolo basato su ipotesi prudenti. Così come prevede l'abolizione dell'Irap e l''Iva per cassa': pagare quando si incassa e non quando si fattura. Progetto da 20 miliardi (ma una tantum, solo al primo anno) che deve avere l'ok della Ue, non molto probabile. Così come è necessario l'ok europeo sulla riduzione dell'Iva sul turismo. Sia Pdl che Pd l'hanno messa in programma, prevedendo 3-4 miliardi di perdita di gettito. Anche in casa Pd la parte del leone la fanno i tagli fiscali, ma il conto è dimezzato: 19-23 miliardi, che saliranno quando entrerà a regime il taglio Irpef e la dote fiscale per i figli. La proposta forte del Pd, salario minimo per i precari, sembra a costo zero: lo pagano i privati. Però qualcosa costerà se si vorranno allineare ai mille euro netti al mese anche i cococo pubblici: 193 milioni l'anno. la casta si taglia in dieci mosse Ecco il decalogo per il contenimento dei costi della politica stilato da Walter Veltroni. Il risparmio previsto è di un miliardo di euro all'anno. 1. Ridurre i parlamentari: 470 deputati e 100 senatori e, parallelamente, stipulare un patto con le regioni per ridurre consiglieri e assessori. 2. Limiti tassativi alla formazione di gruppi parlamentari (almeno il 5 per cento della Camera o del Senato, dovranno corrispondere a liste presenti alle elezioni). La riduzione di circa il 40 per cento dei parlamentari e il diverso equilibrio tra stipendi dei singoli e servizi dei gruppi comporta un abbattimento di costi non inferiore a 135 milioni annui. 3. Riforma dei criteri di finanziamento dei partiti, favorendo le aggregazioni. Il finanziamento pubblico andrebbe ridotto di almeno il 30 per cento: il risparmio annuo ammonterebbe a circa 60 milioni. 4. Uniformare il calcolo delle pensioni dei parlamentari a quello previsto per la generalità dei lavoratori. Considerando la riduzione dei parlamentari, tale modificazione, a regime, può portare a un'ulteriore minore spesa intorno ai 100 milioni all'anno. 5. Finanziare solo la stampa veramente di partito: avranno accesso solo coloro che disporranno di un gruppo parlamentare ordinario. Risparmio di circa 30 milioni annui. 6. Unificare le strutture amministrative di Camera e Senato e ridurre i costi non fissi delle assemblee legislative. Risparmio annuo di circa 390 milioni. 7. Ridurre la sovrapposizione dei livelli di governo, a partire dall'abolizione delle Province, laddove vengano costituite le Città metropolitane. Risparmio annuo per l'eliminazione di 185 assessori provinciali: circa 6 milioni; per l'eliminazione di 369 consiglieri provinciali: circa 9 milioni. 8. Ridurre il numero dei Consiglieri comunali e provinciali. Se il Parlamento ne riducesse del 20 per cento il numero, a regime il risparmio si aggirerebbe sui 200 milioni annui. 9. Trasparenza per i contratti della e nella politica. Non diminuiscono i costi reali ma aumenta la riduzione di quelli percepiti, oltre che la moralizzazione della politica. 10. Divieti di cumulo di cariche e di indennità ai vari livelli di rappresentanza (regionale, locale, nazionale). I costI del programma del Pd Tagli fiscali Aumento detrazioni per il lavoro dipendente (1) 4,5 miliardi di cui: Buoni spesa per poveri (2) 1,5 miliardi Riduzione aliquote Irpef (3) 6-7 miliardi nel 2009, 18-21 miliardi a regime (nel 2011) Aliquota secca 20% su affitti 2-2,3 miliardi Bonus fiscale per inquilini (4) 2 miliardi Aumento detrazioni interessi sui mutui (5) 600 milioni Dote fiscale 2500 euro a figlio (6) 1 miliardo nel 2008, 8 miliardi a regime (nel 2023) Sconti fiscali per mamme lavoratrici (7) 600-700 milioni Riduzione tasse sul salario aziendale (8) 500 mln-1 miliardo Allargamento del forfettone 100-150 milioni Riduzione dell'Iva sul turismo (9) 3-4 miliardi Piani di spesa Tav Torino-Lione-Trieste 20-25 miliardi 100.000 nuove case 3 miliardi Asili nido per il 25% bambini (10) 700 milioni all'anno per cinque anni Aumento indennità accompagnamento (11) 800 milioni Fondo solidarietà mutui prima casa 10 milioni all'anno per tre anni Assicurazione gratis per le casalinghe 5 milioni Fondo per efficienza energetica 100 milioni all'anno per tre anni Fondi per ferrovie urbane e treni pendolari 600 milioni all'anno per tre anni (1) 350 euro medi all'anno; (2) media 460 euro a famiglia per 3 milioni di famiglie; (3) un punto in meno all'anno per tre anni; (4) detrazioni del 19% con tetto di 1.000 euro; (5) solo per la prima casa, tetto interessi detraibili da 4.000 a 8.000; (6) a cominciare dalla coorte 0-3 anni, fino a 18 anni; (7) detraibilità spese per baby sitter e cura anziani, media 400 euro; (8) 23% fino a 2.500 euro; (9) dimezzamento aliquote per strutture ricettive; (10) ipotesi di 180mila nuovi posti-nido; (11) da 455 a 600 euro, per un terzo dei beneficiari I costi del programma del Pdl Tagli fiscali Detassazione degli straordinari (1) 1,5-2,3 miliardi Detassazione tredicesima 7-8 miliardi Quoziente familiare (2) 5-6 miliardi Pagamento dell'Iva per cassa (3) 20 miliardi, una tantum Progressiva abolizione dell'Irap (4) 5-6 miliardi nel 2008, 33 a regime (nel 2013) Eliminazione Ici prima casa 1,6-2 miliardi Abolizione tasse su successioni e donazioni 250-300 milioni Aliquota secca 20% su affitti 2 miliardi Riduzione dell'Iva sul turismo (5) 3-4 miliardi Riduzione aliquota massima Irpef al 33% 20 miliardi Riduzione dell'Iva su latte e alimenti infanzia 100-150 milioni Detassazione degli utili reinvestiti in ricerca 1 miliardo Piani di spesa Tav Lione-Torino-Trieste 20-25 miliardi Ponte sullo Stretto 6-8 miliardi Pedemontane lombarda e veneta 6 miliardi Piano casa (6) 20-25 miliardi Bonus bebè (7) 500-1 miliardo Libri gratis fino a 18 anni per meno abbienti (8) 300 milioni (1) ipotesi di tassazione al 10%; (2) ipotesi Pdl; (3) l'ammanco di cassa c'è solo il primo anno; (4) prima su costo del lavoro poi sul totale; (5) dimezzamento aliquote su alberghi, ristoranti, campeggi. etc; (6) finanziato con la vendita del patrimonio ex Iacp; (7) 1000-2000 euro per neonato; (8) medie e superiori, ipotesi aventi diritto: un terzo degli studenti.

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Conversazione parla l'ex leader della Cisl (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Conversazione parla l'ex leader della Cisl Carniti accusa: sindacalismo da salotto "Non va fatto un uso smodato della concertazione, come è accaduto in questi anni. Se c'è un problema di salari, come c'è, si va dai padroni, non dal governo". Suona quasi come un je accuse nei confronti di un sindacalismo arrendevole e un po' troppo di palazzo il ragionamento che Pierre Carniti affida a una conversazione col Riformista . Spiega l'ex segretario della Cisl: "I sindacati, in questi anni, hanno contrattato poco. La concertazione va adottata non come regola ma solo quando non c'è altra soluzione per perseguire un obiettivo. Negli anni Ottanta era il contenimento dell'inflazione, negli anni Novanta il risanamento. Ma non può essere la quotidianità, come oggi. Un sindacato deve partire da una piattaforma rivendicativa. Il padre del sindacalismo americano Samuel Gompers riassumeva il mestiere del sindacato in tre parole: "more and more", ovvero "di più e ancora di più"". Nell'analizzare lo stato del sindacalismo italiano, Carniti parte da lontano: "Gli accordi del '93 hanno garantito l'ingresso in Europa. Il bilancio pubblico era sull'orlo del baratro e il risanamento si è fatto grazie una politica di lacrime e sangue che ha colpito i redditi fissi". E ora? "Ora anche Bankitalia dice che c'è un'emergenza salariale". Quindi, per Carniti, la triplice dovrebbe cambiare passo: "C'è un problema distributivo che evidenzia le carenze contrattuali. È ovvio che meno si contratta e meno si distribuisce". Che cosa è successo dopo il risanamento? "Il modello contrattuale del '93 ha funzionato poco e male. Basti vedere a quanti contratti non sono stati rinnovati alla loro scadenza. Ma soprattutto quel sistema, per sua natura, è troppo centralizzato. In questo quindicennio si è contrattato poco a livello di azienda. Con la conseguenza che le aziende hanno guadagnato in profitti ma non sono aumentati i salari". Eppure i sindacati stanno discutendo sulla riforma del modello contrattuale. Taglia corto Carniti: "Mi pare una discussione sul sesso degli angeli. Il sindacato deve contrattare, non parlare di contrattazione". Carniti critica anche l'agenda dei confederali. Capitolo detassazione degli straordinari: "Le ore di straordinario non devono costare meno di quelle ordinarie. Così aumentano i rischi di incidenti sul lavoro e si disincentivano le imprese ad assumere". Capitolo fisco: "È improprio che per far pesare di meno il fisco sul lavoro dipendente si debbano detassare gli aumenti legati alla contrattazione aziendale, che peraltro riguarda una minoranza dei lavoratori. Perché si devono dare incentivi affinché il sindacato faccia il suo mestiere?". Capitolo salari legati alla produttività: "Andrebbe prima fatto un discorso sul nostro capitalismo. Il 70 per centro delle aziende ha meno di dieci dipendenti, il 55 meno di tre. Siamo un unicum al mondo. In questo quadro legare i salari alla produttività è pura retorica". L'ex numero uno della Cisl però non ci sta a definire il sindacato una casta: "Il libro di Liviadotti? Capisco che si voglia sfruttare il successo di Rizzo e Stella. Ma il sindacato non è una casta. Anche se c'è stato qualche episodio castale, come la vendita di enti pubblici che ha riguardato qualche sindacalista". Ma, dal suo punto di vista, muove una critica ugualmente pesante: "I grandi apparati sono per loro natura conservatori, autoreferenziali. E i dirigenti, sia a livello centrale che periferico, si vogliono assicurare un rilievo pubblico e sociale. Fanno parte di questo le cerimonie a Palazzo Chigi o le presenze nei programmi di Vespa e Floris. Molti si sentono gratificati da questi riti inutili o dannosi, che danno la sensazione di appartenere all'élite del potere e al salotto buono". Avverte Carniti: "Serve un rinnovamento non solo nelle cariche e nei ruoli ma anche nei linguaggi e negli obiettivi". Sul rapporto con la politica l'ex segretario della Cils afferma: "Più che di complicità con la politica, direi che pasticciano assieme. Spesso il governo non assolve la sua funzione e il sindacato non fa il suo mestiere". Alitalia è una metafora delle relazioni industriali del paese? "No, - dice Carniti - visto che la nostra bilancia dei pagamenti, al netto dell'energia, è in attivo su manufatti e servizi. Esportiamo, infatti, più di quanto importiamo. Certo il nostro è un capitalismo eclettico, intrecciato con banche e politica, ma il dato è questo". E Alitalia? "È stata gestita con i piedi dai sindacati. Un accordo è un compromesso, mica la presa del Palazzo d'Inverno".

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L'imprenditore Scagliarini accusa in aula i politici <Così prendevano tangenti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-04-11 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il processo Interrogato dai pm Ferraro e De Nozza L'imprenditore Scagliarini accusa in aula i politici "Così prendevano tangenti" Ritorna nel mirino l'ex sindaco Antonino Coinvolto nell'inchiesta, ha parlato di campagne elettorali finanziate anche a Carbonella, Dipietrangelo e Marchionna BRINDISI - Finanziamenti per le campagne elettorali di Giovanni Antonino, Giovanni Carbonella, Carmine Dipietrangelo, Pino Marchionna, ma anche di altri personaggi del centrosinistra. Luca Scagliarini all'attacco del suo ex amico e socio Giovanni Antonino, nell'ambito del processo su politica e affari svoltosi di fronte alla seconda sezione penale collegiale del tribunale di Brindisi presieduta dal giudice Gabriele Perna. E' stato un fiume in piena Luca Scagliarini alla sbarra degli imputati nel corso del processo rispondendo alle domande dei pubblici ministeri Adele Ferraro e Giuseppe De Nozza. L'imprenditore ha raccontato di aver elargito all'ex sindaco di Brindisi tra i 150 e i 200 milioni delle vecchie lire in occasione delle provinciali del '99 e per le politiche del 2001. Fondi stanziati attingendo direttamente al proprio patrimonio riferisce sotto il fuoco di fila delle domande dei giudici. Altri 100-150 milioni sono stati stanziati in periodi differenti sia ad Antonino sia ad altri personaggi del centro sinistra quali il parlamentare Giovanni Carbonella - per il quale non è stato precisato un ammontare definito - e Carmine Dipietrangelo al quale, per le campagne del 2001 e del 2002, avrebbe consegnato 40 milioni. Scagliarini racconta di aver pagato anche 20 milioni a Pino Marchionna per uno studio logistico sullo smaltimento dei rifiuti, la cui fattura sarebbe stata gonfiata per destinare una quota alla campagna elettorale del 2002. Una richiesta di 2 mila euro gli sarebbe poi pervenuta anche da Gaetano Lapomarda della lista civica di Antonino (e presidente della Società Brindisi Turismo) in favore del quale stanziò solo 1.000 euro. Sul finire della prima parte dell'udienza i magistrati hanno passato al setaccio - attraverso l'interrogatorio dell'imprenditore - i rapporti tra Antonino e l'avvocato Giovanni Faggiano che, secondo Scagliarini, sarebbe stato consapevole del contenuto di una busta, consegnata proprio dal legale all'ex sindaco, contenente 10 mila euro per un contratto per la movimentazione del carbone. Stando a quanto riferito in aula, i D'Oriano che avevano ottenuto l'appalto, avrebbero così, attraverso quella busta, onorato un impegno morale. Nella seconda parte del processo i pubblici ministeri Adele Ferraro e Giuseppe De Nozza hanno chiamato al banco degli imputati l'ex presidente del consiglio comunale Marco Pezzuto, che ha risposto, in particolare sugli incontri svoltisi a Malta con Mario Salucci, ex amministratore della Brindisi Terminal Italia che avrebbe dovuto costruire un terminal container a Imputato L'imprenditore Luca Scagliarini in aula durante l'interrogatorio, ha parlato del danaro che avrebbe consegnato ai politici Brindisi. Pezzuto, incalzato dalla pubblica accusa, ha riferito in particolare dell'ormai famigerato incontro in una camera d'albergo a Malta dove Salucci afferma gli venne chiesto un miliardo delle vecchie lire proprio da Antonino. L'ex presidente del consiglio comunale, ha invece riferito che all'incontro, al quale erano anche presenti Marchionna e Roveda, gli è sembrato che Antonino avesse domandato all'ex patron del Brindisi Calcio 500 milioni delle vecchie lire. Somma definita in molti modi, nonostante un serrato confronto sulla terminologia con i pubblici ministeri. L'ex consigliere regionale ha parlato di ricadute in termini di costi politici" o "ricadute per il territorio", o ancora "dazioni", ma mai l'ex presidente del consiglio comunale ha utilizzato la parola "tangente". Il prossimo atto del processo sugli intrecci tra politica e affari si terrà il prossimo 27 aprile. Dopo aver ascoltato gli ultimi testi entrerà in scena la difesa. Antonio Portolano.

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Cdc più generose per lo sviluppo (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 3 autore: Cdc più generose per lo sviluppo Va in promozione quasi il 41% del bilancio contro la media nazionale del 35% Andrea Lanzarini L'anno scorso le Camere di commercio del Centro-Nord hanno investito per lo sviluppo del territorio oltre 109 milioni (102 in media nel triennio), al netto delle partecipazioni societarie: il che significa che per ogni euro pagato per il diritto annuale le imprese hanno ricevuto quasi 60 centesimi in servizi di promozione. Che rappresentano la prima voce di spesa delle Cdc, assorbendo il 41% delle entrate correnti (contro una media nazionale del 35%): più dei costi del personale che valgono il 30% delle entrate; più dei costi di funzionamento, che comprendono anche la tenuta del Registro imprese. I due terzi delle entrate delle Cdc dipendono dal diritto annuale – a seguire, i diritti di segreteria – che nel 2007 ha toccato, al netto del fondo svalutazione crediti, i 182,26 milioni. Alcune Camere hanno adottato la possibilità di incrementare la quota del diritto annuale fino al 20% per sostenere investimenti sul territorio. Nell'area sono 8 le Cdc che l'hanno fatto: Ravenna e Rimini in Emilia-Romagna; Firenze, Livorno, Massa Carrara, Pisa, Prato e Siena in Toscana. Nelle Marche e in Umbria solo da quest'anno qualcuno ha colto questa possibilità: Perugia e Macerata, per finanziare investimenti in infrastrutture (in particolare, per il Quadrilatero). Sono le Camere umbre nel triennio- con l'avvertenza che i dati 2007 sono tratti dal preventivo assestato, mentre quelle di 2006 e 2005 da consuntivo - ad aver speso di più in promozione in rapporto alle entrate da diritto annuale (59,5%). A chiudere le Marche (51%). A livello provinciale, si segnalano Siena (che però ha beneficiato di ulteriori risorse dal fondo provinciale di sviluppo economico), Arezzo e Perugia. "Restituire ciò che prendiamo dal territorio, visto che non beneficiamo di trasferimenti pubblici - spiega il segretario generale della Cdc perugina, Andrea Sammarco- è fondamentale. Per farlo abbiamo definito obiettivi precisi di spesa, per evitare dispersioni di risorse, e avviato un processo per contenere i costi; per esempio abbiamo ridotto le commissioni di lavoro (i partecipanti beneficiavano di gettoni di presenza) e ridefinito i contratti forniture, cosa oggi più semplice perché con il passaggio da contabilità finanziaria a economica è possibile il controllo di gestione". Ci sono anche Camere con percentuali più basse. è il caso di Massa Carrara: "Negli ultimi anni- spiega il neo segretario generale, Alessandro Beverini- abbiamo utilizzato parte delle entrate per investimenti, per esempio per il restauro di una palazzina di nostra proprietà nella quale collocheremo la nostra Azienda speciale. Senza questo investimento, l'anno scorso, la percentuale delle spese per promozione sulle entrate da diritto annuale sarebbe salita a oltre il 70 per cento". Nell'area le Aziende speciali sono 24: alcune svolgono proprio compiti promozionali. Si può parlare, dunque, di due modelli: c'è chi fa promozione in proprio (buona parte delle Cdc emiliano-romagnole, a eccezione di Modena e Ravenna che hanno sportelli per l'internazionalizzazione) e chi con un soggetto esterno (tutte le marchigiane). Tra le prime Bologna, che ha due Aziende ma non per la promozione: "Abbiamo scelto di costituirle – spiega il segretario generale, Luigi Litardi – per quelle funzioni, come la formazione, che richiedono particolari professionalità. Certo, poi, la decisione di fare un Azienda speciale o di non farla, su un tema piuttosto che su un altro, dipende anche dalle figure professionali che si hanno nelle Camere. Noi abbiamo ritenuto di poter fare la promozione in house ". Chi invece ha scelto un modello diverso è Ancona: "Facciamo promozione –dice il presidente Giampaolo Giampaoli – innanzitutto con gli uffici dell'Area sviluppo economico, diffondendo la cultura d'impresa, supportando lo sviluppo sostenibile e valorizzando il territorio e le sue tipicità. Ma la complessità delle azioni promozionali e la necessità di un intervento capillare e dedicato su settori strategici hanno portato all'istituzione di specifiche Aziende preposte a supportare le imprese nelle attività internazionali, consentire alle realtà del settore orafo-argentiero di ottenere la certificazione aggiuntiva dei prodotti e promuovere le azioni necessarie allo sviluppo dei settori pesca e agricoltura". La questione delle Aziende speciali ha anche ripercussioni sulle spese per il personale, che nel 2007 hanno superato gli 82 milioni: poiché esse sono enti autonomi il costo dei loro dipendenti non è nel bilancio delle Camere. In tre anni i dipendenti di ruolo delle Cdc sono diminuiti di 80 unità, arrivando a 1.905. Mentre le spese – restringendo il campo a 2005 e 2006 –sono aumentate del 9 per cento. E questo perché nel 2006 c'è stato un rinnovo contrattuale. "C'è stato uno sforzo del sistema camerale - dice Fabrizio Schiavoni, segretario generale della Cdc di Pesaro - per contenere gli oneri di funzionamento e di personale. Va inoltre tenuto presente che le Camere svolgono funzioni statali ( come la tenuta del Registro imprese) che assorbono risorse professionali e finanziarie e che, con un bilancio "sano", le Camere contribuiscono al fondo perequativo nazionale a favore di chi ha un bilancio in rigidità: noi versiamo circa 300mila euro, computati nelle spese di funzionamento. Comunque ci sono margini per economie di scala, razionalizzando a livello regionale servizi, come la formazione, o alcune forniture". ESTERNALIZZAZIONI Si amplia il ruolo delle 24 aziende speciali che rappresentano un'alternativa ai servizi in house.

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Veltroni: <Noi siamo il nuovo Con i fucili di Bossi non si governa> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA 11-04-2008 PD DA PIAZZA DUOMO A MILANO IL SEGRETARIO ANNUNCIA: "SUBITO GLI AUMENTI SUI SALARI" Veltroni: "Noi siamo il nuovo Con i fucili di Bossi non si governa" MILANO Sul palco, con Colaninno "senior" e le sorelle Biagi, c'era anche Afef II Ultimi fuochi della campagna elettorale per Walter Veltroni che dopo aver macinato oltre 20 mila chilometri con il pullman in giro per le province italiane chiuderà oggi a Roma in piazza del Popolo. Ieri ha parlato in piazza Duomo a Milano affiancato sul palco anche da personaggi dello spettacolo e della finanza da Gino e Michele a Roberto Vecchioni a Linus, da Roberto Colaninno, padre di Matteo Colaninno, capolista alla Camera in Lombardia 1, Afef Jnifen e le sorelle Bice e Carla Biagi. "Il Pdl non può rispondere ai problemi del Paese", ha ripetuto ancora una volta ieri il candidato premier del Pd che non si stanca di denunciare le contraddizioni di un eventuale governo guidato da Berlusconi. "Per gli elettori di An - ha detto Veltroni - sentire dire da un alleato che con il Tricolore ci si può fare la carta igienica e che l'Inno non si canta è quanto di più incompatibile e siccome la Lega avrà le chiavi in mano del governo, è chiaro che il Pdl è da un lato scivolato più a destra e dall'altro ha dentro di sé forze secessioniste e quindi non può rispondere ai problemi del Paese". Veltroni, come del resto Berlusconi, nega sdegnosamente l'esistenza del "Veltrusconi", ossi che Partito democratico e Pdl sarebbero sostanzialmente intercambiabili e rifiuta l'ipotesi di larghe intese. "è una cosa che non esiste. Guardando le settimane scorse la copertina di Newsweek con i due volti sovrapposti ho provato orrore ed è la prova che si tratta di qualcosa di innaturale che non si vedrà mai perché io e il leader del Pdl siamo rigorosamente alternativi", ha assicurato il leader del Pd affermando che governerà chi avrà anche un solo voto di vantaggio. "Chi avrà la maggioranza, per quanto risicata, dovrà assumersi la responsabilità di governare". A suo parere però occorre superare il clima di rissa e da attaccabrighe che rimprovera a Berlusconi. "Io cerco di non rispondergli mai", ha sottolineato, "e lo faccio proprio per cercare di liberare l'Italia da questo modo di far politica urlando. Quello che io mi auguro è insomma che il 14 aprile il Paese volti pagina". Basta, ha detto il leader del Pd, con gli attacchi al capo dello Stato, i fucili di Bossi e quant'altro. Dai microfoni di "Uno Mattina " e di "Canale 5" Veltroni ha ricordato le misure proposte per contrastare questo ciclo economico negativo e far riprendere la domanda sostenendo i redditi. "Ci sono 4 miliardi di extragettito dei primi tre mesi, mettiamoli immediatamente per aumentare i salari e gli stipendi per dare immediatamente un sollievo", ha detto ricordando che il governo Prodi "aveva fatto una specie di 14esima mensilità per le pensioni fino a 8mila euro, facciamolo anche fino a 25mila euro e poi prendiamo un provvedimento per i tre milioni di famiglie più povere, un buono mensile che vada dai 200 euro per i singoli a un massimo di 600 in base al reddito". Confermato anche l'impegno alla riduzione della spesa pubblica e del costo della politica e la diminuzione della pressione fiscale di un punto percentuale l'anno. Pd Il segretario Walter Veltroni. FOTO AP.

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ELEZIONI: CALDEROLI, OBBLIGATORIO RIDURRE COSTI POLITICA (sezione: Costi dei politici)

( da "ADN Kronos" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Milano, 11 apr. (Adnkronos) - "Ridurre i costi della politica e' obbligatorio. In caso contrario il Paese non puo' piu' andare avanti". A sostenerlo nello 'Speciale Elezioni 2008' dell'ADNKRONOS e' l'ex ministro delle riforme, il leghista Roberto Calderoli.

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Travaglio, abolire la Vigilanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Ven, 11 Apr 2008 Edizione 71 del 11-04-2008 Travaglio, abolire la Vigilanza di Francesca Fiocchi Marco Travaglio, facciamo un bilancio di questa annata tv ad Annozero dove lei è stato, ed è, un opinion leader a volte scomodo. . . E' andata oltre ogni aspettativa, ancora meglio dell'anno scorso. Il risultato d'ascolto si aggira intorno al 15% di share. Ottimo in una rete che in genere è sotto il 10%, con in più il traino bassissimo del Tg2 e senza ricorrere al trucchetto delle anteprime di cui Ballarò è maestro. Francamente il dato Auditel non mi interessa più di tanto perché non sempre connota un buon programma. La qualità dipende da tanti fattori, non è un numero. Annozero ogni settimana ti dà un'inchiesta, chiama la politica a confrontarsi con la realtà, spesso scomoda. Proprio perché il giornalismo è di per sé scomodo... si vede dalle grandi assenze. Fuori i nomi... Dopo due anni di messa in onda non si sono ancora visti i cosiddetti "grandi": Berlusconi, D'Alema, Fini, così pure Veltroni, hanno preferito disertare. Qualcosa vorrà pur dire. Ci toccherà chiamare "Chi l'ha visto". Forse hanno paura delle domande. Dei fatti. Noi di certo non le mandiamo a dire. Anche perché abbiamo una naturale avversione per le frottole: l'informazione non deve essere al servizio del politico di turno, ma del cittadino. E lo slittamento al lunedì? E' temporaneo. La Commissione di Vigilanza ha deciso di concentrare su Rai Due le noiosissime Tribune politiche, per via delle elezioni. Marano comunque si è comportato bene: ha deciso di salvare almeno una settimana della nostra assenza. Già, la Commissione di Vigilanza... Andrebbe abolita. Non si capisce perché il Parlamento debba controllare la Tv. Nelle democrazie serie, è la Tv a controllare il parlamento. Beatrice Borromeo ha superato l'esame? Migliora sempre di più. E dire che ha solo vent'anni. Ora si trova gli ospiti e prepara le interviste da sola. Molto brava. E' comunque stato un anno dove il giornalismo ha spopolato nei programmi Tv. Tutto questo giornalismo non l'ho visto, se escludo Report. Semmai è stata una stagione vivace, caratterizzata dal libro di Stella-Rizzo "La casta" e da Grillo. Per questo nei vari salotti si sono trattati temi più maturi. Tempo di elezioni. Come ritiene che i mass media stiano affrontando la competizione elettorale? Alla solita maniera: a rimorchio della politica! Si limitano a seguire i leader. Aprono i microfoni e via alla chiacchiera. Non si fa un'azione di controllo e un'analisi rigorosa delle "cose" che vengono dette. Non si forniscono strumenti di conoscenza ai cittadini: Tv e molti giornali sono solo una cassa di risonanza. Chi racconta più bugie vince. C'è di che rimanere allibiti pensando a Gianni Riotta, direttore del Tg1, silente di fronte a Berlusconi che ha detto di aver fatto di tutto per trattenere Enzo Biagi alla Rai. Quando invece sappiamo come sono andati i fatti. Ebbene, nessuna replica. Mutismo assoluto. Quindi, a cosa serve l'informazione? Cos'è un telegiornale? All'estero per una bugia ti giochi la carriera. Qui diventi premier. Azzardiamo un pronostico... Vince Berlusconi. Al Senato però è a rischio. Lo si evince dal comportamento degli avversari: Veltroni evita di attaccarlo su cose importanti, quali il conflitto di interessi, evidentemente perché già sa che dopo il Cavaliere avrà bisogno di un aiutino. Spero che Di Pietro prenda molti voti, è l'unico antidoto all'inciucio. E gli indecisi? In genere si dividono a metà tra i due partiti maggiori. Stavolta magari qualcuno in più al leader più giovane e meno déjà-vu, cioè Veltroni. Ma molti fuggiranno verso la Lega e verso Di Pietro. Che dire di ex magistrati oggi in politica? E' pieno di ex magistrati. Personalmente non mi piace così come non mi piacciono i giornalisti che scendono in politica. La legge oggi non vieta a un ex magistrato di candidarsi né potrebbe farlo visto che siamo in un paese democratico. Semmai è la magistratura, al suo interno, che dovrebbe stabilire regole deontologiche. Di Pietro il magistrato lo ha fatto bene, anzi è la cosa che ha fatto meglio. Proprio allora Berlusconi lo avrebbe voluto come ministro. Siamo un Paese di smemorati. Mi dica tre priorità che dovrà affrontare il nuovo governo. Il conflitto di interessi, che non riguarda solo Berlusconi, ma il suo è diventato un alibi per tutti gli altri: banche, giornali, Tv, Asl, per fare alcuni esempi. Poi un sistema giudiziario che funzioni. Non si riesce più a mettere dentro i colpevoli a meno che siano dei poveracci. La lentezza dei processi rappresenta il fallimento del processo penale e civile. Da ultimo, ma non meno importante, occorrono nuove regole per il mercato del lavoro. Il precariato a vita è una vergogna.

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<Via le Province, taglio alle Comunità incentivando l'unione dei Comuni> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

URSO (AN) "Via le Province, taglio alle Comunità incentivando l'unione dei Comuni" "Il Nordest, locomotiva economica dell'Italia, deve diventare anche la locomotiva politica". Lo ha detto Adolfo Urso di Alleanza nazionale, tornato a Belluno per presentare il programma dei primi 100 giorni del Pdl. "Detassazione degli straordinari, Iva da pagare a fattura incassata, graduale riduzione dell'Irap, riduzione dell'Iva sul turismo, incentivi alle imprese che stabilizzano i precari. Ma anche l'aumento delle pensioni minime, agganciandole al costo reale della va con un paniere per i pensionati". Per coprire i costi di queste operazioni, Urso propone la vendita di immobili non necessari, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e soprattutto ridurre i costi della politica. "Un turn over della pubblica amministrazione che preveda 1 solo assunto ogni 8 che vanno in pensione, ma anche una riduzione dei livelli istituzionali". Quindi, in pratica, l'eliminazione delle Province con passaggio dei dipendenti verso altri Enti. Ma anche una razionalizzazione delle Comunità Montane. "Soprattutto nelle zone meno vocate a territorio montano, ma incentiveremo anche l'unione dei Comuni, destinando i soldi risparmiati dalla gestione al finanziamento dei servizi alla popolazione". Per Urso, accompagnato a Belluno da Katia Polidori, candidata di An e presidente nazionale dei giovani di Confapi, c'è la necessaità di un governo stabile. "E competente - afferma - e noi nelle liste del Pdl abbiamo persone che conoscono bene e hanno fatto l'economia del Veneto. Perchè vogliamo portare a Roma la cultura del lavoro".M.D.

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LETTERE E OPINIONI (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Grazie a tutti quelliche mi hanno aiutatosulla statale 203Sono l'automobilista che domenica alle 16 ha avuto un incidente alle porte di Agordo. Sono carambolato con la mia macchina lungo la scarpata che affianca la strada regionale 203. Per circa sei metri io e la mia macchina siamo volati tra sassi e alberi e alla fine della carambola miracolosamente senza gravi ferite sono stato liberato dalle lamiere dell'auto completamente distrutta.Sento il bisogno morale di ringraziare, attraverso le righe di questo giornale, tutti quelli che sono intervenuti in mio soccorso: gli automobilisti che, visto il mio incidente, si sono fermati per chiamare i soccorsi arrivati tempestivamente sul posto; i vigili del fuoco di Agordo che mi hanno tirato fuori dalle lamiere sano e salvo; i carabinieri di Agordo per il prezioso servizio che sanno sempre dare a chi si trova in queste situazioni; infine un particolare grazie al personale dell'ambulanza e del pronto soccorso dell'ospedale di Agordo per le cure prestatemi con grande professionalità e umanità.Grazie a tutti con riconoscenza.Antonio BarbiniVeneziaConti a postoa Castellavazzo:è merito mioÈ tempo di elezioni a Castellavazzo e, come si sa, in periodi come questi la caccia al voto si fa serrata e per certi versi senza esclusioni di colpi e proprio perché mi sento ferito da affermazioni fatte pubblicamente da Franco Roccon, giacché io non vivo di politica e l'unica cosa cui realmente tengo è la mia dignità di uomo ex amministratore, vorrei potermi difendere tramite il suo giornale.Premetto questo: Franco Roccon è diventato sindaco di questo comune perché democraticamente eletto dai miei concittadini. Egli è poi stato eletto altrettanto democraticamente presidente del Bim-Gsp perché la componente politica che lo ha proposto evidentemente gli ha riconosciuto capacità e meriti per farlo e l'assemblea dei sindaci lo ha votato a grande maggioranza. La cosa può non piacermi ma democraticamente l'accetto. Se poi quanto esposto diventa fonte di pettegolezzo di ripicche politiche o di malcontenti la cosa non mi riguarda giacché io, con la politica attiva e quanto a essa collegato, ho chiuso.Quello che però non accetto, dopo sei anni dalla mia uscita di scena, con un intermezzo commissariale di un anno da considerarsi garanzia di trasparenza e legittimità, è che per vantare meriti Franco Roccon si senta in dovere di affermare che ha risanato il bilancio comunale dopo la mia gestione.L'amministrazione di Franco Roccon in questi cinque anni ha realizzato opere e manifestazioni di grandi interessi e di grandi costi, parte delle quali non da tutti condivise perché ritenute inutili per la comunità, che, tuttavia, sono sotto gli occhi e nella memoria della cittadinanza. Bisogna dunque riconoscere al sindaco capacità e tempismo per aver saputo cogliere molte (o troppe) delle opportunità offerte.Però i cittadini devono sapere che se per finanziare un'opera o una manifestazione si ricevono contribuiti del 50-60-70 per cento del costo, la rimanenza dev'essere messa dal Comune sotto forma di finanziamento diretto o tramite l'assunzione di un mutuo. E allora, se tutte le opere realizzate dal sindaco Franco Roccon sono state finanziate in parte o totalmente con fondi propri, significa che il Comune aveva nelle casse i soldi necessari e disponeva delle garanzie economiche per assumere i mutui: in cinque anni non si fanno le opere realizzate, che altri Comuni di dimensioni molto maggiori si sognano, se non si dispone di basi economiche solide. In buona sostanza in cinque anni non si "risana" il bilancio e si fanno opere per 3 o 4 milioni di euro come risulta dal prospetto riepilogativo distribuito dal sindaco.Voglio poi ricordare a chi se ne fosse dimenticato che l'amministrazione che ho guidato dal 1995 al 2002 ha realizzato opere e interventi per sette miliardi di vecchie lire, e che dopo la chiusura della vicenda Vajont, oltre a lasciare congrue somme non impegnate, aveva azzerato tutti i mutui in essere, mettendo chi veniva dopo nella condizione di assumerne di nuovi e sostanziosi. Inoltre, parte delle opere da me inserite nei piani pluriennali sono state realizzate o completate negli ultimi cinque anni, altre invece sono state stralciate (cito per esempio l'urbanizzazione dell'area a sud del municipio) e le somme stanziate utilizzate per altre cose.Non può inoltre passare sotto silenzio che i "colleghi dissidenti" della mia compagine amministrativa, parte dei quali confluiti in quella di Franco Roccon, oltre ad avermi definito fino all'ultimo un "buon sindaco" (ho un loro documento firmato marzo 2002), abbiano sempre approvato all'unanimità bilanci, consuntivi, piani delle opere pubbliche e assunzioni varie portate alla valutazione del Consiglio Comunale e precedentemente approvate dagli uffici e dal Revisore dei Conti. Non credo dunque che coloro che si sono "ricandidati" nel 2003 lo abbiano fatto per spirito masochistico se le casse comunali erano vuote.In conclusione voglio far presente a Franco Roccon, che non posso entrare nel merito e ribattere a proposito di tutte le questioni e dei cambiamenti intervenuti in Comune negli ultimi sei anni. Posso però riconoscere dopo tanto tempo alcuni errori commessi, seppur in buona fede, ma non sono "scappato con la cassa" come qualche cialtrone servile ha vergognosamente lasciato intendere dall'aprile 2002 in poi.Giorgio Rocconex sindaco di Castellavazzo.

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Comune Lecco: UIL F.P.L. critica sulle consulenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Merateonline.it" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca >> Cronache lecchesi 11 / 4 / 2008 Comune Lecco: UIL F.P.L. critica sulle consulenze Da sinistra, Pino Bolognesi, Italo Bonacina e Davide Ballabio "Ma siamo proprio sicuri che tutti questi consulenti siano necessari?" si sono chiesti alla UIL F.P.L. riferendosi alla situazione del Comune di Lecco, dove nel 2008 ben 288.000 euro verranno destinati a consulenze. I sindacalisti della Uil, in una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di oggi, venerdì 11 aprile, hanno affermato di essere scesi in campo per tutelare la posizione del loro assistito, il vice comandante della Polizia Locale di Lecco Marco Baffa, e accertare che non ne vengano lesi gli interessi qualora l'Amministrazione Comunale decidesse di assumere un consulente che collabori "con il direttore di sezione per la riorganizzazione del corpo e per rendere più efficace e funzionale il servizio". "La normativa è molto precisa- ha sottolineato il segretario generale della UIL F.P.L. Italo Bonacina- e l'ultima finanziaria ha ristretto ancora di più le possibilità per le consulenze che sono consentite in caso di assoluta necessità e se all'interno dell'Ente non sono presenti professionalità che possano ricoprire tali incarichi. La normativa prevede inoltre che gli incarichi possono essere conferiti esclusivamente ad esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria, nonché entro certi limiti di età anagrafica. Se l'Amministrazione non si attenesse a queste prescrizioni potrebbe incorrere in sanzioni, lo stesso vale per i dirigenti che sottoscrivano i pareri che attestano la mancanza di professionalità, come quello firmato dal dirigente Falbo il 1° aprile e che sottoscrive la necessità di una consulenza esterna per quanto riguarda la Polizia Locale". In comune sono già presenti 11 dirigenti e 26 quadri che costano in totale circa 2 milioni di euro "a che pro tutti questi ufficiali se poi l'Amministrazione deve attingere così frequentemente all'esterno per compiti complessi?". Infatti le consulenze che il Comune intende richiedere non si limitano a quella relativa alla Polizia Locale. Innanzi tutto il più vociferato, il contratto di 5.500€ mensili del curatore dell'immagine del sindaco nonché esperto di comunicazione, mentre 3.000€ è il compenso per il docente che terrà una giornata di formazione dei funzionari di Pubblica Amministrazione a maggio, "quando il segretario generale Mario Moschetti, che percepisce 110.000 € annui, è considerato uno dei massimi esperti di diritto amministrativo". "78.000 € andranno agli esperti del settore ambientale,e si sa che purtroppo spesso i lavori prodotti in tali ambiti non vengono utilizzati, 64.000 euro sono destinati ai 3 revisori dei conti ma nonostante ciò si è ricorsi ad un esterno esperto in materia fiscale, continuano inoltre le consulenze legali e le spese del nucleo di valutazione, il cui intervento non sembra essere visibile". Tornando a Baffa, il segretario generale della UIL F.P.L. si chiede se "il presunto consulente di cui è apparso il nome sui giornali ( n.d.r. il generale Campa) ha il prerequisito del percorso universitario specialistico? Veramente all'interno del Comune non esistono figure in grado di espletare i compiti propri previsti dall'incarico? E se così fosse, sarebbe sbagliato dedurre che l'amministrazione ha lasciato in questi anni il corpo dei vigili allo sbaraglio?Non è che forse esistano interessi diversi da quelli puramente organizzativi/ amministrativi che concorrono all'assegnazione dell'incarico?" Il comandante Baffa, hanno infatti sottolineato i sindacalisti, si laureerà entro l'anno e comunque dirige da molto tempo il corpo che sembra funzioni, infine a coordinare il suo lavoro c'è comunque il dirigente Falbo. La UIL F.P.L., sia nell'interesse del suo iscritto Marco Baffa che in quello del bene pubblico, onde evitare di sprecare importanti risorse che potrebbero essere destinate a settori più importanti e bisognosi, si riserva il diritto di ricorrere a tutte le istanze adeguate nelle sedi competenti al ne di accertare eventuali comportamenti legalmente perseguibili. "Siamo contrari a questa politica delle consulenze- ha concluso Pino Bolognesi, segretario regionale della UIL F.P.L. - perché potrebbero essere un nuovo modo non trasparente di finanziamento dei partiti". Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 11/4/2008 alle 18.36.

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(m.na.) <I costi erano già esorbitanti all'epoca. Per questo si decise di proseguire per lotti. Il p (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

(m.na.) "I costi erano già esorbitanti all'epoca. Per questo si decise di proseguire per lotti. Il p... (m.na.) "I costi erano già esorbitanti all'epoca. Per questo si decise di proseguire per lotti. Il primo, partito nel '95, si fermava alla struttura e venne finanziato in parte con un contributo legato ancora ai Mondiali '90, in parte tramite il Credito sportivo, che dà la possibilità agli enti locali di accendere mutui a condizioni agevolate, per la costruzione di impianti sportivi". Così Flavio Poluzzi, sindaco di Tirano dal '90 al '99, ripercorre le fasi iniziali dei lavori del nuovo centro sportivo, che sarebbe dovuto sorgere sul lungo Adda e che, invece, a distanza di 13 anni, non solo non è ancora stato ultimato, ma anche la parte finora realizzata rischia di cadere a pezzi. "Nel '99, l'ultimo anno che ricoprii la carica di sindaco, partirono i lavori del bocciodromo ? ricorda Poluzzi -. Per quanto riguarda l'altra parte, invece, il progetto iniziale prevedeva di fare un bowling. Poi si pensò a una sala polifunzionale con tribune". Ma né l'una, né l'altra ipotesi sono andate in porto. Entrambe le amministrazioni comunali che si sono succedute, infatti, rette dal '99 al 2004 da Giordano Rossi e, dal 2004, da Pietro Del Simone (rispettivamente assessore allo Sport e assessore ai Lavori pubblici nella giunta Poluzzi), hanno preferito fare altre scelte. "Per completare i lavori servono dal milione e 500mila al milione e 700mila euro" ha dichiarato nell'ultimo consiglio comunale Pietro Del Simone, rispondendo proprio a una sollecitazione del suo predecessore Giordano Rossi, che ha definito il completamento dei lavori del centro sportivo "una priorità", se non si vuole che la struttura "cada a pezzi, diventando un danno per il patrimonio del comune". "Sono numeri impegnativi, che al momento sono fuori dalla nostra portata ? ha continuato Del Simone -. Potrebbero diventare raggiungibili qualora si aprissero canali di finanziamento ad hoc". Impossibile strappare un commento all'ex sindaco Poluzzi, che si limita a un augurio. "Come tutti i tiranesi, spero che i lavori finiscano". 11/04/2008.

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Salvi e le donne di sinistra La Stampa ha pubblicato ieri un trafiletto nel quale mi viene (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attribuita la seguente frase: "Le donne di sinistra sono brave a letto". La Stampa è incolpevole, perché la frase mi era stata attribuita da alcune agenzie di stampa. Ci tengo però a far sapere alle lettrici ed ai lettori de La Stampa che non ho mai detto nulla del genere. Chi vuole accertarsene può controllare agevolmente dal momento che l'affermazione è stata resa in una mia intervista a Klaus Davi che è disponibile sul sito www.youtube.com/klauscondicio. Ci tengo molto: il mio stile di vita ed il mio pensiero si esprimono in un profondo rispetto per le donne, a cominciare da mia moglie. CESARE SALVI Impariamo a voltar pagina Un appello agli uomini che, per ragioni diverse, vengono lasciati dalle loro consorti o fidanzate: non insistete, quando le donne dicono no, è no. Per me è inutile anche strapparsi i capelli o tentare il tutto per il tutto: la cosa migliore è voltare pagina, dando uno sguardo malinconico ma responsabile alla storia amorosa appena conclusasi, ovvero cercando di prendere la cosa con filosofia, facendosi una ragione dell'accaduto. E andare avanti, perché indugiare e rimuginare è una tattica perdente, secondo me. MATTEO COGORNO, RIVA TRIGOSO (GE) Un certificato per gli eleggendi Veramente nauseata dall'eccesso mediatico degli eleggendi, vorrei pregarli, a nome degli italiani di cui spesso si fanno portavoce senza realmente conoscerli, di sventolare pubblicamente anche un Certificato medico credibile che li riguardi, di sanità mentale o quantomeno di non senescenza. Purtroppo la Storia la dice lunga dei guai causati dai folli al potere, mentre gli inermi stanno a guardare, soffrire e spesso a morirne. INES BALMA Perché recarsi alle urne? Perché recarsi domenica alle urne? La degenerazione della politica ha raggiunto tali livelli che gli elettori oramai sono in preda allo sconforto; ci vorrebbe non tanto lo psichiatra per i pm, ma l'assistente spirituale per i 47 milioni di votanti. Il cittadino comune, lontano da qualunquismo e indifferenza, non crede più a questi nostri onorevoli, checché loro ne dicano. Quello che è successo in questi ultimi anni è senza precedenti. Non è un ciclico "è sempre stato così": c'è stata "la casta" (non è solo il libro di Stella e Rizzo) e c'è tutt'ora. Questa ondata di antipolitica dovrebbe aver delegittimato parlamentari e senatori. Il paese è a crescita zero, a rischio di recessione economica e loro sono ancora là, con la faccia tosta, attaccati alle loro poltrone, in litigio per Cuffaro, Ciarrapico, il bacio alla Costituzione e i soldi alle casalinghe. Se gli italiani il 13 aprile andassero al mare, potrebbero mandare a casa tutti questi signori, avviando così un "rinascimento italiano". SERGIO BENETT, DUEVILLE (VI) Quel nome non si addice L'intervista rilasciata da Marcello Dell'Utri a Klaus Davi è l'ennesima prova di quanto poco si addica allo schieramento di centro-destra il nome di Popolo della Libertà. Come può erigersi a difensore di tale valore chi vorrebbe imporre la propria visione della storia, offendendo la memoria dei tanti coraggiosi, morti per difendere proprio la nostra libertà? Chi uccide due volte le vittime di Cosa nostra, definendo eroe Vittorio Mangano, condannato per mafia e omicidio? E con che coraggio Silvio Berlusconi, che controlla metà dei mezzi di comunicazione italiani e che da presidente del Consiglio ha fatto cacciare dalla Rai chiunque osasse criticarlo, continua a parlare di libertà? MARCO CERRANO, MONCALVO Una camera all'opposizione Mi ha vivamente addolorato sentire l'on. Berlusconi, al quale intendo dare il mio voto, rimangiarsi la promessa di affidare la presidenza di una delle due Camere ad un esponente dell'opposizione. Ciò tanto più che non tutti i nostri Capi di Stato si sono comportati così signorilmente come l'on. Napolitano. A chi si scandalizza, però, ricordo che dobbiamo alla coalizione presieduta dall'on. Prodi anche l'interruzione della cinquantennale tradizione di eleggere un esponente dell'opposizione alla presidenza di una delle due Assemblee: in piena guerra fredda la Camera fu più di una volte presieduta dalla compagna dello stalinista Togliatti. Ricordo altresì che il primo Presidente (provvisorio) della Repubblica fu il monarchico De Nicola. VITTORIO A. FARINELLI I magistrati candidati Ancora una tornata elettorale con diversi magistrati candidati ad un posto in Parlamento. Del tutto legittima la candidatura, un po' meno - dopo una legislatura da parlamentari "di parte" - la disinvolta ripresa dell'attività giudiziaria che presuppone, al contrario, una sostanziale "terzietà". Sarebbe troppo chiedere, al momento dell'ingresso nell'agone politico, di lasciare definitivamente la magistratura? ENRICO PAGANO, MILANO La guerra sui segni Dopo il pasticcio delle schede elettorali anche il pasticcio della circolare del Viminale ai prefetti. Cosa vuol dire "nel caso di segno tracciato su più simboli, che il voto debba essere attribuito alla lista su cui insiste la parte prevalente del segno"? Vuol dire che sarà guerra tra presidenti di seggio e rappresentanti di lista che insisteranno per contestare tutti i voti che, per legge, dovrebbero essere considerati nulli. È ora di finirla di scaricare sul personale dei seggi elettorali tutte le ambiguità e la poca chiarezza delle norme che riguardano le consultazioni elettorali. Il ministero si assuma la responsabilità di dare indicazioni chiarissime al riguardo. MAURIZIO ROSONI, PISA.

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Buche della Posta: il caso di Vado (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

La parola ai lettori Buche della Posta: il caso di Vado Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Nella lettera "Vado, che fine ha fatto la buca delle lettere?",un lettore segnala la rimozione di alcune cassette di impostazione. Nell'ambito di un piano di razionalizzazione della distribuzione delle cassette, che prevedeva la rimozione di quelle poco utilizzate e l'installazione di nuove buche in aree non servite, nell'estate del 2005 sono state rimosse le cassette di via Cavour e via San Giovanni. Le buche attive in città e distribuite in modo da presidiare l'intero territorio sono attualmente 11, un numero congruo alle esigenze del Comune e ai volumi di traffico. E' compresa fra queste la buca dell'ufficio di via Cadorna, che ora risulta chiusa per lavori. Ricordando ai clienti che la corrispondenza da spedire può essere consegnata direttamente all'ufficio postale, segnaliamo che è comunque disponibile a poco più di 150 metri la cassetta di impostazione di via Ferraris. A. SGROI POSTE ITALIANE Risponde Ivo Pastorino: "Spiegazioni tecnicamente esaurienti, ma che non tengono conto delle abitudini dell'utenza, specie quella anziana per cui anche 150 metri rappresentano un disagio". Alassio, nell'ex Lux una cassiera gentile Questa mia per segnalare la fine di un'epoca. Mi riferisco alla chiusura a distanza di pochi mesi degli unici due cinema di Alassio. A parte che, con un po' di interessamento degli amministratori, si poteva evitare questa brutale coincidenza. Adesso se ho ben capito, e se va tutto bene per due anni, Alassio non avrà una sala cinematografica; non è un bel servizio per il turismo. Ma mi interessa segnalare un'altra realtà. La cassiera del Ritz, ho sentito per caso, che andrà in pensione. Ebbene io, semplice cittadino, appassionato di cinema momentaneamente occupato ad Alassio, sento il dovere di ringraziarla a nome di tutti per la gentilezza, l'umanità del suo modo di proporsi. In questo mondo alienato e alienante è giusto ricordare e ringraziare chi, per carattere e vocazione, con semplicità riesce a trovare un sorriso per tutti. Lettera firmata ALASSIO Gettoni di presenza spesso una miseria Sulla Stampa di ieri si è distorto il mio "ironico" intervento sul gettone di presenza percepito dal consigliere Distilo apparso fugacemente al Consiglio Comunale di martedì, per le note ragioni. Non si è precisato quello che era il vero obiettivo della mia affermazione: far rispondere, senza polemica ma per onore della verità, al presidente del Consiglio Papalia che un consigliere comunale per 4/6 ore di presenza in Consiglio, per lo studio della materia del contendere (con pratiche anche di notevole difficoltà) e il suo impegno, percepisce un gettone di 21 euro a seduta. Quest'anno il sottoscritto come tutti gli altri consiglieri ha ricevuto "uno stipendio annuo" di 236 euro. I cittadini devono sapere quali sono i reali costi della politica locale (ho verificato che la maggioranza crede che percepiamo 300-400 euro al mese). Un assessore comunale, a tempo pieno, prende uno stipendio di 1000 euro mensili, e il nostro sindaco Tabb , che lavora dalle 8 alle 14 ore al giorno 2500 euro mensili! Questi sono i costi della politica locale, della politica "vera" intesa come servizio alla comunità. Questo dobbiamo dire alle persone a tre giorni dalle votazioni, a chi non vuole andare a votare nauseato, forse anche giustamente dalla politica nazionale, da un sistema elettorale vergognoso che ha tolto il voto di preferenza e quindi il diritto democratico di decidere i candidati, tutti catapultati da Roma. La democrazia nella comunità locale è a costi bassissimi e comporta un impegno non indifferente a chi la segue attivamente. CARLO TONARELLI ALBENGA.

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