HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
top ARTICOLI DELL’ 11-2-2008 #TOP
I 30 Corazzieri e i tagli
del Quirinale
( da "Corriere.it"
del 11-02-2008)
Abstract: 100.000 euro. Ammettiamolo: sarà anche vero che la Regina, come ha raccontato il banchiere Mario d'Urso, fa mangiare gli amici stretti coi tovaglioli di carta, ma i suoi tagli si notano un po' di più. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |.
Lega boccia la riforma
Decentrare i servizi
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-02-2008)
Abstract: delle pulizie delle circoscrizioni e 46 mila per i gettoni di presenza dei consiglieri. "Crediamo - aggiunge il segretario cittadino - che i cittadini non abbiano bisogno di parlamentini di quartiere, ma di servizi decentrati. Qualcuno ha definito le circoscrizioni come scuole politiche per amministratori, ma si tratta di scuole politiche troppo costose che gravano sulla comunità.
Piccoli Comuni, fondi a
rischio ( da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 11-02-2008)
Abstract: Infatti esso è
alimentato da una quota delle economie, stimate in 313 milioni di euro,
derivanti dalla cosiddetta riduzione dei costi della politica a livello locale
(articolo 2, commi da
CHIETI - Con l'elezione,
avvenuta ieri, degli organi statutari, è nato uffialmente il ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-02-2008)
Abstract: i rispettivi coordinatori che faranno parte di diritto dell'assemblea comunale a cui spetterà l'elezione del segretario politico cittadino. Al momento I più gettonati sono Giancarlo Gardellin, presidente dei "Patti Territoriali"; Maria Rosaria La Morgia, consigliere regionale; Francesco Piccirilli, esponente regionale dei giovani del partito.
(ACR) NARDIELLO
(PDCI):OSPEDALE VENOSA ESEMPIO BUONA SANITÀ LUCANA ( da "Basilicanet.it" del 11-02-2008)
Abstract: apprezzata e qualificata attività specialistica dellâ??U.O. Oculistica dellâ??ospedale di Venosa riesce a soddisfare non solo unâ??utenza regionale, ma persino extraregionale, a riprova che il nostro sistema sanitario può² tamponare la cosiddetta emigrazione sanitaria, che ha un costo alto e drena risorse da destinare alle nostre strutture sanitarie,
"Sanità, serve uno
scatto d'orgoglio"
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)
Abstract: approvazione del Piano sanitario e del Piano sociale - prosegue la lettera - segnerebbe la sconfitta della democrazia e la totale sfiducia dei Calabresi nei confronti della politica. È diffuso e radicato il convincimento che ormai da troppo tempo il Sistema sanitario della Calabria non riesce a dare, in modo omogeneo, risposte di salute ed invece,
Oltre il Giardino ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-02-2008)
Abstract: non solo con i compagni alla guida di Province, ma anche con gran parte dei cittadini, che vogliono ridurre i costi della politica, ma quando si prospetta una soppressione di enti a loro vicini fanno le barricate. Così, poco a poco, i programmi elettorali dei due schieramenti in elaborazione tendono a smagrire, presi da progressiva anoressia.
"Quelle perplessità
destano stupore"
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)
Abstract: che mettono in relazione le inefficienze del settore pubblico con la qualità delle strutture a gestione privata, generando - me lo consenta - non poche preoccupazioni. Nell'incontro che abbiamo avuto il 29 gennaio - continua la missiva - ho messo a disposizione Sua e della Commissione tutti i dati disponibili sul sistema sanitario calabrese, nelle due componenti pubblico-privato,
( da "Corriere.it" del 11-02-2008)
Numeri e costi I 30 Corazzieri e i tagli del Quirinale
Evviva: per la prima volta nella storia il Quirinale costerà meno dell'anno
prima. Ottocento mila euro, su un bilancio di circa 240 milioni. E c'è chi dirà
che si tratta di poco più del 3 per mille. Ma perfino un criticone come il
liberal- forzista Raffaele Costa, da anni battagliero sui costi della politica,
si è sentito in dovere di concedere che anche se "non pienamente
soddisfacenti ", le notizie dal Colle sono "un primo passo avanti
nella direzione d'una gestione attenta invocata dagli italiani ". Di più:
per la prima volta i dati essenziali del bilancio vengono messi online sul sito
della presidenza. Certo, mancano i dettagli che caratterizzano ad esempio la
totale trasparenza della monarchia inglese, che spiega perfino quante bottiglie
ci sono in cantina. Per non dire della precisione con cui vengono elencati i
vari compiti dei dipendenti, precisione che ci consente di sapere che la Regina
d'Inghilterra ha oggi a Buckingham Palace un totale di 5 centralinisti. La metà
di quelli presenti in certe Asl. Ma sarebbe scorretto non riconoscere a Giorgio
Napolitano e al segretario generale Donato Marra di avere marcato una svolta
rispetto ai tempi in cui i conti, salvo i costi complessivi e lo stipendio del
capo dello Stato (lodevolmente bloccato fin dal suo ingresso da Carlo Azeglio
Ciampi a 218 mila euro, mai adeguati), erano tutti top secret. Né si può negare
una svolta, dopo anni di aumento degli organici dovuto anche alla scelta di
rompere un andazzo e contenere i "distacchi" (lo smistamento al
Quirinale di dipendenti formalmente a carico di altri pezzi dello Stato), nella
riduzione del personale e delle residenze secondarie, la napoletana Villa
Rosebery e la tenuta di Castelporziano. Calano a 1.907, con una riduzione di
177 (compresi 30 Corazzieri) le persone a disposizione, tra personale civile e
militari di vari corpi addetti alla sicurezza. Un taglio che, sia pure al
prezzo di un aumento della spesa pensionistica (che già rappresentava un
allarmante 31,4% delle spese generali e sale a un mostruoso 32,3%) consente un
risparmio di circa un milione. Consola infine sapere che Castelporziano, dei 13
milioni di euro che costa, ne recupera 200 mila "a carico dell'Unione
europea destinati all'azienda agricola" e altri 300 mila "derivanti
dagli allevamenti e produzioni di agricoltura biologica certificata, realizzate
peraltro a scopo prevalentemente scientifico e largamente destinate a enti
assistenziali ". Meglio che niente. Di più ancora: nonostante il percorso
fosse obbligato dalla scelta decisa con Camera e Senato per evitare brutte
sorprese da un emendamento alla Finanziaria di Massimo Villone e Cesare Salvi,
il nuovo punto di riferimento dell'inflazione e non più del "pil
nominale" (la somma dell'aumento del Pil previsto e dell'inflazione
programmata, che consentiva agli organi istituzionali di aumentare le spese
vantandosi di avere tagliato) comincia a dare frutti. Un risparmio di 3,5
milioni su quanto due anni fa si pensava di spendere nel 2008 non è da buttare.
Anzi. Detto questo, tuttavia, occorre altrettanto onestamente aggiungere alcune
cose. La prima è che il peso di decenni di riservatezza, riaffermata ancora
l'anno scorso, è tale che nonostante la buona volontà rivendicata dal Colle e
nonostante i tempi fossero come mai favorevoli a una rottura netta con il
passato (se non ora, quando?) è stata confermata la decisione di offrire solo
tracce, importantissime ma tracce, di un bilancio davvero trasparente. Il che
impedisce il primo esercizio di una sana democrazia: la possibilità che ogni
cittadino dovrebbe avere di fare paragoni. Quanto costa questo in Francia?
Quanto costa questo in Germania? Quanto costa questo in Finlandia? Il che, se
il Quirinale è certo come è di potere dimostrare di avere buoni motivi per
costare il doppio dell'Eliseo, otto volte più della presidenza tedesca e
ventisei volte più di quella finlandese, avrebbe spazzato via i dubbi una volta
per tutte. È verissimo che, come eccepisce il Colle un po' piccato verso
"certa pubblicistica ", la comparazione "tra istituzioni di
ordinamenti giuridici diversi, per essere corretta e significativa, presuppone
l'assoluta omogeneità dei dati che si mettono a confronto". Ma certo, ogni
Paese, ogni monarchia, ogni presidenza ha la sua storia. E non occorre essere
laureati in belle arti per sapere che il palazzo del Quirinale trabocca di
tesori che altri se li sognano e quindi richiede più manutenzione. Ma se questo
si può dimo-strare, perché non dare tutti i numeri? D'accordo, è
"anche" un museo ed è stato visitato nel 1997 da 64 mila visitatori
più 200 mila per le mostre internazionali ma è irrispettoso far notare che il
solo Castello di Windsor ha avuto nell'ultimo anno 1.010.000 turisti paganti
con un incasso di 2,4 milioni di euro, impiegato per "abbattere i costi di
manutenzione" delle residenze reali? D'accordo: il Colle necessita di più
addetti, ma è lecito sottolineare un punto. E cioè che ognuno dei 331
dipendenti a carico della Civil list è costato, nell'ultimo bilancio, 38.237
euro lordi l'anno. Se si calcolano pure i 108 addetti alle residenze reali, il
costo pro capite sale a 40.739 euro l'anno. Il costo medio per ogni persona
impiegata al Quirinale invece, anche presupponendo che tutta la spesa dei
distaccati sia a carico del Colle (non lo sappiamo: il bilancio resta nel vago)
è stato invece di 73.256 euro. Quasi il doppio. Per non dire dei dirigenti più
in vista. Il più pagato tra gli inglesi è Sir Alan Reid, il Custode del Tesoro
della Corona, che nel
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-02-2008)
CIRCOSCRIZIONI Lega boccia la riforma "Decentrare i
servizi" "Il tempo per fare una riforma delle circoscrizioni è stato
molto lungo e non si è mai avuta la volontà politica di farla. Adesso per la
Lega Nord il tempo è scaduto". Il partito del Carroccio ribadisce il suo
"no" alla proposta di riforma delle circoscrizioni. Lo fa con una
nota firmata da Alessio Sandoli, segretario cittadino, che contesta "la
corsa contro il tempo di questi ultimi giorni". Secondo la Lega,
"così come concepite le circoscrizioni rappresentano una spesa inutile a
carico del cittadino". Una spesa che è quantificata da Sandoli in 1,5
milioni di euro, di cui 157 mila come indennità ai presidenti, 686 mila per il
funzionamento, 84 mila per le spese delle pulizie delle
circoscrizioni e 46 mila per i gettoni di presenza dei
consiglieri. "Crediamo - aggiunge il segretario cittadino - che i
cittadini non abbiano bisogno di parlamentini di quartiere, ma di servizi
decentrati. Qualcuno ha definito le circoscrizioni come scuole politiche per
amministratori, ma si tratta di scuole politiche troppo costose che gravano
sulla comunità. Noi crediamo - scrive Sandoli - che si debbano
potenziare i servizi per avvicinarli al cittadino: pensiamo ad esempio
all'ufficio anagrafe decentrato oppure al potenziamento del vigile di quartiere
oppure a servizi per l'infanzia e per gli anziani". La Lega Nord vorrebbe
dunque rimandare al "prossimo sindaco" le decisioni sul tema
circoscrizioni: "se attivarle, come attivarle e che competenze affidare
loro".
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-02-2008)
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA
data: 2008-02-11 - pag: 50 autore: Manovra 2008. Se i tagli non frutteranno i
313 milioni stimati la copertura finanziaria salterà Piccoli Comuni, fondi a
rischio Il finanziamento è legato ai risparmi sui costi della politica Massimo Pollini La legge Finanziaria per il 2008
(legge 244/07) corregge gli effetti distorsivi derivati ai piccoli Comuni
dall'applicazione dell'articolo 1, comma 703, della legge Finanziaria 2007
(Legge 296/06). La manovra di bilancio dello scorso anno, infatti, per ciascuno
degli esercizi 2007, 2008 e
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-02-2008)
Di ADRIANO CICCARONE e MARIO GIANCRISTOFARO CHIETI - Con
l'elezione, avvenuta ieri, degli organi statutari, è nato uffialmente il Pd
teatino. 700 cittadini - un quarto circa del popolo delle primarie -
costituiscono i primi iscritti al nuovo soggetto politico. "Il numero
ridotto rispetto alla consultazione del 14 ottobre 2007 si spiega - commenta
Chiara Zappalorto, candidata a segretario cittadino - col fatto che quelle
precedenti erano elezioni generali di partecipazione, mentre queste sono di
adesione al Pd". Sono stati eletti i componenti di quattro Circoli, del
coordinamento cittadino (94 persone) e del coordinamento provinciale. In
quest'ultimo, composto di 35 membri di cui 12 donne, figurano, tra gli altri,
l'assessore Paolo Tamburro, i consiglieri comunali Di Paolo, Raimondi,
D'Aurelio, Salvatore della "Città del domani", Giammarino, Iacobitti,
Marrone, Viani, il segretario della Uil Antonio Cardo, il presidente dell'Ater
Paolo Sperduti. I segretari dei Circoli saranno Enrico Raimondi (ex Ds), Gianni
Di Paolo (Alleanza socialista), Teresa Giammarino (ex Margherita) e Gabriele
Salvatore (Città del domani). E buona, per numero di presenze e intensità di
partecipazione, la prima "uscita" anche a Lanciano: ieri mattina,
alla Casa di Conversazione, eletto gli organismi di gestione. Al tavolo della
presidenza gli ormai ex dirigenti della Margherita e dei Ds: Silvio Paolucci,
Pasquale Sasso, Maria Rosaria La Morgia, Franco Ferrante, Rosetta Madonna. In tutti
gli interventi, massima approvazione per la scelta del segretario nazionale del
Pd, Walter Veltroni, di "correre" da soli alle prossime elezioni
politiche. Tante anche le richieste di rinnovamento. Su liste unitarie
concordate, sono stati eletti 30 componenti per ciascuno dei tre Circoli
territoriali, che ricalcano la composizione dei tre collegi provinciali; 60 per
l'assemblea comunale; 20 delegati all'assemblea provinciale. I Circoli
eleggeranno, poi, i rispettivi coordinatori che faranno
parte di diritto dell'assemblea comunale a cui spetterà l'elezione del
segretario politico cittadino. Al momento I più gettonati sono Giancarlo
Gardellin, presidente dei "Patti Territoriali"; Maria Rosaria La
Morgia, consigliere regionale; Francesco Piccirilli, esponente regionale dei
giovani del partito.
( da "Basilicanet.it" del 11-02-2008)
NARDIELLO (PDCI):OSPEDALE VENOSA ESEMPIO BUONA SANITÀ?
LUCANA 11/02/2008 10.06.51 [Basilicata] (ACR) - â??I dati estremamente positivi
diffusi oggi sullâ??attività dellâ??Unità Operativa Oculistica
dellâ??ospedale di Venosa, unâ??attività che si è¨ dimostrata
particolarmente rilevante per la quantità e la qualità delle
prestazioni erogate, dimostrano quello che i Comunisti Italiani vanno ripetendo
da tempo e cioè¨ che i cosiddetti piccoli ospedali possono svolgere un ruolo
importante allâ??interno del sevizio sanitario
regionale a condizione che non siano dei semplici poliambulatori e si proceda
ad una diversificazione delle prestazioni sanitarie sul territorioâ?. Eâ?? quanto afferma il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale
Giacomo
Nardiello. â??Nello specifico â?" aggiunge Nardiello - lâ??apprezzata e
qualificata attività specialistica dellâ??U.O. Oculistica dellâ??ospedale
di Venosa riesce a soddisfare non solo unâ??utenza regionale, ma persino
extraregionale, a riprova che il nostro sistema sanitario
può² tamponare la cosiddetta emigrazione sanitaria, che ha un costo alto e
drena risorse da destinare alle nostre strutture sanitarie, ma anche
intercettare la domanda di unâ??utenza extraregionale per lo più¹ campana,
pugliese e calabrese. Per lâ??Ospedale di Venosa â?" afferma â?" si
tratta, dunque, di riprendere pazientemente e con responsabilità il
dialogo e il confronto con i cittadini, lâ??Asl di Venosa, lâ??Amministrazione
comunale e la Conferenza dei Sindaci Vulture-Melfese, partendo da questo
aspetto della â??buona sanità lucanaâ?? che troppo spesso è¨ offuscata
dai casi, purtroppo esistenti, di â??malasanità â?? che vanno decisamente
contrastatiâ?. â??Lo stato di mobilitazione che
perdura da troppo tempo a Venosa in difesa della struttura ospedaliera
cittadina â?" dice Nardiello â?" si supera attuando con maggiore
speditezza la politica dei servizi sanitari
territoriali e distrettuali senza privare il territorio di servizi
socio-sanitari essenziali e anche con il rigore necessario per riorganizzare il
servizio sanitario regionale. Prima di pensare a tagli
di spesa per gli ospedali â?" conclude il capogruppo del Pdci â?" è¨
necessario però² pensare a tagliare le Asl riducendone il numeroâ?. (dt ).
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)
CATANZARO. "La grave emergenza sanitaria della
Calabria impone uno scatto di dignità e di responsabilità del Consiglio
regionale". È quanto si afferma in una lettera che il comitato esecutivo
della federazione pensionati della Cisl ha scritto al presidente del Consiglio
regionale, Giuseppe Bova. "Un ulteriore rinvio nell'approvazione
del Piano sanitario e del Piano sociale - prosegue la lettera - segnerebbe la
sconfitta della democrazia e la totale sfiducia dei Calabresi nei confronti
della politica. È diffuso e radicato il convincimento che ormai da troppo tempo
il Sistema sanitario della Calabria non riesce a dare, in modo omogeneo, risposte di
salute ed invece, anche in relazione alla clamorosa, recente inchiesta
della Dda di Reggio Calabria, ha messo in luce ulteriori ed angoscianti
fenomeni, come il perverso intreccio dello stesso sistema sanitario
con le lobby politiche e clientelari ed una evidente collusione con la
criminalità organizzata". Nella lettera i pensionati della Cisl
manifestano "rammarico per l'eccessiva sovraesposizione, in termini
negativi, della sanità calabrese, con pesanti ricadute d'immagine a livello nazionale" ed esprimono "la propria indignazione e
forte sconcerto per il degrado morale e per l'incapacità della classe politica ad imprimere una svolta seria, coerente e
definitiva, ponendo al centro l'esigibilità piena del diritto alla salute da
parte dei cittadini calabresi". "La federazione dei pensionati Cisl
della Calabria - sottolinea il segretario generale, Giuseppe Mercurio - è
fortemente motivata a mobilitarsi, chiamando a raccolta i propri associati, al
fine di vigilare costantemente sulla capacità della politica
nel ritrovare la giusta via, quella di programmare e legiferare, evitando ogni
ulteriore e sterile atteggiamento di deleterio rinvio, ma soprattutto riducendo
gli spazi agli equivoci, alle indebite interferenze, al diffuso malaffare, alle
impunità".
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
11-02-2008)
SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 11
Febbraio 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO --> PRIMO PIANO pag. 10
OLTRE IL GIARDINO Nei programmi elettorali il taglio delle Province non ci sarà
DI ALBERTO STATERA Mai più 281 pagine come il mega programma di Prodi del 2006,
ci si può scommettere. E forse neanche 20 pagine come il mini programma di
Berlusconi della precedente tornata elettorale. Stavolta niente
"fabbriche", come quella che il leader uscente di centrosinistra
aveva impiantato a Bologna, niente commissioni multiformi, ma ristrette task
force per redigere documenti asciuttissimi, quasi scarni, in modo da evitare di
rimanerci impiccati, com'è capitato a Prodi nella legislatura appena sciolta e
anche a Berlusconi, nella precedente, con il continuo rimbrotto per non aver
onorato il "Contratto con gli italiani". Per il Partito Democratico è
al lavoro piuttosto solitariamente Enrico Morando, che si dice produrrà tre
capitoletti su "efficienza", "equità" e "democrazia
decidente". Per il Partito del Popolo berlusconiano sta distillando le
pillole, forse non più di 810 pagine, Giulio Tremonti, coadiuvato da Renato
Brunetta e pochi altri. Ma anche l'asciuttezza può nascondere spine. Ne sa
qualcosa Maurizio Sacconi, ex socialista, già sottosegretario al Lavoro nel
secondo governo Berlusconi che, rivelando di lavorare con Tremonti e Brunetta,
ha incautamento annunciato che nel programma di governo berlusconiano, nella
parte riservata alle riforme istituzionali, sarà contemplata anche l'abolizione
delle Province. Mal gliene incolse. Tutti, a destra e a sinistra, concordano a
parole sul fatto che bisogna semplificare la "catena democratica" e
ridurre gli enti elettivi che non si sa bene cosa facciano, moltiplicano le
spese, e producono iperfetazione della Casta. Ma quando Sacconi ha annunciato
l'inserimento della rasoiata nel programma di governo per le elezioni del
prossimo aprile gli si è sollevata contro mezza Forza Italia, a cominciare dal
Veneto, la regione dove è nato e dove è stato eletto. "Di enti superflui
in Italia ce ne sono tantissimi ha replicato il presidente della Provincia di
Verona Elio Mosele, cominciamo a tagliare questi. Le Regioni sono nate dopo il
'47, le Province risalgono a Napoleone e tutto il vivere civile è organizzato
su base provinciale. Altro che abolizione, sono semmai per un'esaltazione del
nostro ruolo, come previsto dal Titolo V della Costituzione".
Vittorio Casarin, anche lui forzista e presidente della Provincia di Padova, ha
accusato Sacconi di propalare pure "scemenze" perché "tagliare
l'unico soggetto che coordina una dimensione sovracomunale, dagli insediamenti
produttivi al commercio, sarebbe una follia". E Attilio Schneck,
presidente leghista di Vicenza, si è lamentato che "in giro c'è tanta
gente che non capisce nulla, non conosce il territorio e come Sacconi non ha
mai amministrato neppure un Comune. Le Province costano 110 milioni, il
Parlamento 2 miliardi e 300 milioni, c'è ben altro da tagliare". Stessa
musica a sinistra e nel resto d'Italia. Pochi giorni fa il presidente
dell'Unione delle Province Italiane Fabio Melilli, del Partito Democratico, ha
promosso e naturalmente sottoscritto un documento che ne rivaluta il ruolo. Se
nel programma elettorale Tremonti pensava di cominciare la riforma dello Stato
sforbiciando le Province, sarà probabilmente costretto a fare marcia indietro.
Quanto a Morando, se i titoli del documento sono quelli ventilati, volerà ben
alto, in modo da non bruciarsi, non solo con i compagni
alla guida di Province, ma anche con gran parte dei cittadini, che vogliono
ridurre i costi della politica, ma quando si prospetta una soppressione di enti a loro vicini
fanno le barricate. Così, poco a poco, i programmi elettorali dei due
schieramenti in elaborazione tendono a smagrire, presi da progressiva
anoressia. a.statera@repubblica.it.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)
Il presidente nazionale dell'Aiop,
Paolini, sulle critiche alla sanità privata da parte del prefetto Serra
CATANZARO. Il presidente nazionale dell'Aiop, Enzo
Paolini, ha diffuso il testo di una lettera invia al prefetto Achille Serra,
presidente della commissione d'indagine sulla sanità calabrese. "Gli
organi di informazione - scrive Paolini - riportano alcune Sue dichiarazioni che mettono in relazione le inefficienze del settore pubblico con
la qualità delle strutture a gestione privata, generando - me lo consenta - non
poche preoccupazioni. Nell'incontro che abbiamo avuto il 29 gennaio - continua
la missiva - ho messo a disposizione Sua e della Commissione tutti i dati
disponibili sul sistema sanitario calabrese, nelle due componenti pubblico-privato, come
punto di partenza per tutti gli approfondimenti ritenuti necessari. Aggiungevo,
inoltre, che per le strutture a gestione privata associate all'Aiop restavo e
resto a Sua disposizione per fornirLe tutti i chiarimenti che possono
facilitare il lavoro della Commissione. Nelle dichiarazioni richiamate - scrive
Paolini - ho avuto modo di leggere, con comprensibile stupore, che Lei e la
Commissione siete attraversati da perplessità alle quali sarebbe bene dare
subito delle risposte, non fosse altro per non correre il rischio che, dopo le
impietose constatazioni sul degrado in cui versa l'ospedalità pubblica, le
perplessità della Commissione finiscano per screditare anche l'ospedalità
privata alla quale sia Lei che la Commissione avete riconosciuto
caratteristiche di qualità sia sotto il profilo delle strutture e degli
ambienti che per le attrezzature e le tecnologie disponibili. Se si vuole
ipotizzare, in attesa di teoremi più complessi, che l'ospedalità privata si
avvantaggia delle inefficienze e delle disfunzioni dell'ospedalità pubblica, ci
si ferma all'evidenza. Se, invece, si vuole andare più a fondo nella
individuazione delle cause del degrado - aggiunge - bisogna mettere sotto
osservazione i costi e le gestioni degli ospedali, gli sprechi e l'impiego
delle risorse umane, le carriere ed i curricula professionali e, certamente non
per ultimo, le interferenze della politica. Vedrà,
sig. Prefetto, che molte delle perplessità che Le producono turbamento
troveranno risposta. Quanto all'ospedalità privata e più precisamente alle 36
strutture associate all'AIOP, siamo a Sua disposizione per fornire tutti i
chiarimenti necessari a sciogliere e risolvere le perplessità della
Commissione. Detto questo - prosegue Paolini - La preghiamo vivamente di non
indugiare nelle perplessità poiché, così come sono state riportate della
stampa, producono danno anche se dovessero risultare infondate. Resto a
completa disposizione Sua e della Commissione e valuti Lei l'opportunità di
avere nell'AIOP l'interfaccia necessario per chiarire sul nascere ogni
perplessità".