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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

 

I 30 Corazzieri e i tagli del Quirinale ( da "Corriere.it" del 11-02-2008)

Abstract: 100.000 euro. Ammettiamolo: sarà anche vero che la Regina, come ha raccontato il banchiere Mario d'Urso, fa mangiare gli amici stretti coi tovaglioli di carta, ma i suoi tagli si notano un po' di più. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |.

Lega boccia la riforma Decentrare i servizi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-02-2008)

Abstract: delle pulizie delle circoscrizioni e 46 mila per i gettoni di presenza dei consiglieri. "Crediamo - aggiunge il segretario cittadino - che i cittadini non abbiano bisogno di parlamentini di quartiere, ma di servizi decentrati. Qualcuno ha definito le circoscrizioni come scuole politiche per amministratori, ma si tratta di scuole politiche troppo costose che gravano sulla comunità.

Piccoli Comuni, fondi a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 11-02-2008)

Abstract: Infatti esso è alimentato da una quota delle economie, stimate in 313 milioni di euro, derivanti dalla cosiddetta riduzione dei costi della politica a livello locale (articolo 2, commi da 23 a 29 della legge 244/07). Ora, dai primi, pur sommari, calcoli effettuati dagli enti locali, la riduzione di spesa di 313 milioni di euro appare largamente sovrastimata.

CHIETI - Con l'elezione, avvenuta ieri, degli organi statutari, è nato uffialmente il ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-02-2008)

Abstract: i rispettivi coordinatori che faranno parte di diritto dell'assemblea comunale a cui spetterà l'elezione del segretario politico cittadino. Al momento I più gettonati sono Giancarlo Gardellin, presidente dei "Patti Territoriali"; Maria Rosaria La Morgia, consigliere regionale; Francesco Piccirilli, esponente regionale dei giovani del partito.

(ACR) NARDIELLO (PDCI):OSPEDALE VENOSA ESEMPIO BUONA SANITÀ LUCANA ( da "Basilicanet.it" del 11-02-2008)

Abstract: apprezzata e qualificata attività specialistica dellâ??U.O. Oculistica dellâ??ospedale di Venosa riesce a soddisfare non solo unâ??utenza regionale, ma persino extraregionale, a riprova che il nostro sistema sanitario può² tamponare la cosiddetta emigrazione sanitaria, che ha un costo alto e drena risorse da destinare alle nostre strutture sanitarie,

"Sanità, serve uno scatto d'orgoglio" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)

Abstract: approvazione del Piano sanitario e del Piano sociale - prosegue la lettera - segnerebbe la sconfitta della democrazia e la totale sfiducia dei Calabresi nei confronti della politica. È diffuso e radicato il convincimento che ormai da troppo tempo il Sistema sanitario della Calabria non riesce a dare, in modo omogeneo, risposte di salute ed invece,

Oltre il Giardino ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-02-2008)

Abstract: non solo con i compagni alla guida di Province, ma anche con gran parte dei cittadini, che vogliono ridurre i costi della politica, ma quando si prospetta una soppressione di enti a loro vicini fanno le barricate. Così, poco a poco, i programmi elettorali dei due schieramenti in elaborazione tendono a smagrire, presi da progressiva anoressia.

"Quelle perplessità destano stupore" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)

Abstract: che mettono in relazione le inefficienze del settore pubblico con la qualità delle strutture a gestione privata, generando - me lo consenta - non poche preoccupazioni. Nell'incontro che abbiamo avuto il 29 gennaio - continua la missiva - ho messo a disposizione Sua e della Commissione tutti i dati disponibili sul sistema sanitario calabrese, nelle due componenti pubblico-privato,


Articoli

I 30 Corazzieri e i tagli del Quirinale (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 11-02-2008)

 

Numeri e costi I 30 Corazzieri e i tagli del Quirinale Evviva: per la prima volta nella storia il Quirinale costerà meno dell'anno prima. Ottocento mila euro, su un bilancio di circa 240 milioni. E c'è chi dirà che si tratta di poco più del 3 per mille. Ma perfino un criticone come il liberal- forzista Raffaele Costa, da anni battagliero sui costi della politica, si è sentito in dovere di concedere che anche se "non pienamente soddisfacenti ", le notizie dal Colle sono "un primo passo avanti nella direzione d'una gestione attenta invocata dagli italiani ". Di più: per la prima volta i dati essenziali del bilancio vengono messi online sul sito della presidenza. Certo, mancano i dettagli che caratterizzano ad esempio la totale trasparenza della monarchia inglese, che spiega perfino quante bottiglie ci sono in cantina. Per non dire della precisione con cui vengono elencati i vari compiti dei dipendenti, precisione che ci consente di sapere che la Regina d'Inghilterra ha oggi a Buckingham Palace un totale di 5 centralinisti. La metà di quelli presenti in certe Asl. Ma sarebbe scorretto non riconoscere a Giorgio Napolitano e al segretario generale Donato Marra di avere marcato una svolta rispetto ai tempi in cui i conti, salvo i costi complessivi e lo stipendio del capo dello Stato (lodevolmente bloccato fin dal suo ingresso da Carlo Azeglio Ciampi a 218 mila euro, mai adeguati), erano tutti top secret. Né si può negare una svolta, dopo anni di aumento degli organici dovuto anche alla scelta di rompere un andazzo e contenere i "distacchi" (lo smistamento al Quirinale di dipendenti formalmente a carico di altri pezzi dello Stato), nella riduzione del personale e delle residenze secondarie, la napoletana Villa Rosebery e la tenuta di Castelporziano. Calano a 1.907, con una riduzione di 177 (compresi 30 Corazzieri) le persone a disposizione, tra personale civile e militari di vari corpi addetti alla sicurezza. Un taglio che, sia pure al prezzo di un aumento della spesa pensionistica (che già rappresentava un allarmante 31,4% delle spese generali e sale a un mostruoso 32,3%) consente un risparmio di circa un milione. Consola infine sapere che Castelporziano, dei 13 milioni di euro che costa, ne recupera 200 mila "a carico dell'Unione europea destinati all'azienda agricola" e altri 300 mila "derivanti dagli allevamenti e produzioni di agricoltura biologica certificata, realizzate peraltro a scopo prevalentemente scientifico e largamente destinate a enti assistenziali ". Meglio che niente. Di più ancora: nonostante il percorso fosse obbligato dalla scelta decisa con Camera e Senato per evitare brutte sorprese da un emendamento alla Finanziaria di Massimo Villone e Cesare Salvi, il nuovo punto di riferimento dell'inflazione e non più del "pil nominale" (la somma dell'aumento del Pil previsto e dell'inflazione programmata, che consentiva agli organi istituzionali di aumentare le spese vantandosi di avere tagliato) comincia a dare frutti. Un risparmio di 3,5 milioni su quanto due anni fa si pensava di spendere nel 2008 non è da buttare. Anzi. Detto questo, tuttavia, occorre altrettanto onestamente aggiungere alcune cose. La prima è che il peso di decenni di riservatezza, riaffermata ancora l'anno scorso, è tale che nonostante la buona volontà rivendicata dal Colle e nonostante i tempi fossero come mai favorevoli a una rottura netta con il passato (se non ora, quando?) è stata confermata la decisione di offrire solo tracce, importantissime ma tracce, di un bilancio davvero trasparente. Il che impedisce il primo esercizio di una sana democrazia: la possibilità che ogni cittadino dovrebbe avere di fare paragoni. Quanto costa questo in Francia? Quanto costa questo in Germania? Quanto costa questo in Finlandia? Il che, se il Quirinale è certo come è di potere dimostrare di avere buoni motivi per costare il doppio dell'Eliseo, otto volte più della presidenza tedesca e ventisei volte più di quella finlandese, avrebbe spazzato via i dubbi una volta per tutte. È verissimo che, come eccepisce il Colle un po' piccato verso "certa pubblicistica ", la comparazione "tra istituzioni di ordinamenti giuridici diversi, per essere corretta e significativa, presuppone l'assoluta omogeneità dei dati che si mettono a confronto". Ma certo, ogni Paese, ogni monarchia, ogni presidenza ha la sua storia. E non occorre essere laureati in belle arti per sapere che il palazzo del Quirinale trabocca di tesori che altri se li sognano e quindi richiede più manutenzione. Ma se questo si può dimo-strare, perché non dare tutti i numeri? D'accordo, è "anche" un museo ed è stato visitato nel 1997 da 64 mila visitatori più 200 mila per le mostre internazionali ma è irrispettoso far notare che il solo Castello di Windsor ha avuto nell'ultimo anno 1.010.000 turisti paganti con un incasso di 2,4 milioni di euro, impiegato per "abbattere i costi di manutenzione" delle residenze reali? D'accordo: il Colle necessita di più addetti, ma è lecito sottolineare un punto. E cioè che ognuno dei 331 dipendenti a carico della Civil list è costato, nell'ultimo bilancio, 38.237 euro lordi l'anno. Se si calcolano pure i 108 addetti alle residenze reali, il costo pro capite sale a 40.739 euro l'anno. Il costo medio per ogni persona impiegata al Quirinale invece, anche presupponendo che tutta la spesa dei distaccati sia a carico del Colle (non lo sappiamo: il bilancio resta nel vago) è stato invece di 73.256 euro. Quasi il doppio. Per non dire dei dirigenti più in vista. Il più pagato tra gli inglesi è Sir Alan Reid, il Custode del Tesoro della Corona, che nel 2006 ha ricevuto, al cambio attuale, 252 mila euro. Quasi la metà dei segretari generali dei due rami del Parlamento. Meno di uno stenografo del Senato, ai cui stipendi il Colle dice di essersi rapportato fino a ieri. È irrispettoso chiedere quanto guadagnerebbe in Quirinale? Non basta. Concesso che i paragoni siano rischiosi e che certi tagli sia più arduo farli qui da noi, coi nostri sindacati e le nostre regole, che in Inghilterra, una sproporzione notevole resta: l'ultimo bilancio della Royal Crown si vanta, a ragione, d'aver ridotto dal 1992 in qua le spese del 61% in termini reali, al di là dell'inflazione, scendendo da 128.350.000 a 50.100.000 euro. Ammettiamolo: sarà anche vero che la Regina, come ha raccontato il banchiere Mario d'Urso, fa mangiare gli amici stretti coi tovaglioli di carta, ma i suoi tagli si notano un po' di più. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |.

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Lega boccia la riforma Decentrare i servizi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 11-02-2008)

 

CIRCOSCRIZIONI Lega boccia la riforma "Decentrare i servizi" "Il tempo per fare una riforma delle circoscrizioni è stato molto lungo e non si è mai avuta la volontà politica di farla. Adesso per la Lega Nord il tempo è scaduto". Il partito del Carroccio ribadisce il suo "no" alla proposta di riforma delle circoscrizioni. Lo fa con una nota firmata da Alessio Sandoli, segretario cittadino, che contesta "la corsa contro il tempo di questi ultimi giorni". Secondo la Lega, "così come concepite le circoscrizioni rappresentano una spesa inutile a carico del cittadino". Una spesa che è quantificata da Sandoli in 1,5 milioni di euro, di cui 157 mila come indennità ai presidenti, 686 mila per il funzionamento, 84 mila per le spese delle pulizie delle circoscrizioni e 46 mila per i gettoni di presenza dei consiglieri. "Crediamo - aggiunge il segretario cittadino - che i cittadini non abbiano bisogno di parlamentini di quartiere, ma di servizi decentrati. Qualcuno ha definito le circoscrizioni come scuole politiche per amministratori, ma si tratta di scuole politiche troppo costose che gravano sulla comunità. Noi crediamo - scrive Sandoli - che si debbano potenziare i servizi per avvicinarli al cittadino: pensiamo ad esempio all'ufficio anagrafe decentrato oppure al potenziamento del vigile di quartiere oppure a servizi per l'infanzia e per gli anziani". La Lega Nord vorrebbe dunque rimandare al "prossimo sindaco" le decisioni sul tema circoscrizioni: "se attivarle, come attivarle e che competenze affidare loro".

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Piccoli Comuni, fondi a rischio (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 11-02-2008)

 

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-02-11 - pag: 50 autore: Manovra 2008. Se i tagli non frutteranno i 313 milioni stimati la copertura finanziaria salterà Piccoli Comuni, fondi a rischio Il finanziamento è legato ai risparmi sui costi della politica Massimo Pollini La legge Finanziaria per il 2008 (legge 244/07) corregge gli effetti distorsivi derivati ai piccoli Comuni dall'applicazione dell'articolo 1, comma 703, della legge Finanziaria 2007 (Legge 296/06). La manovra di bilancio dello scorso anno, infatti, per ciascuno degli esercizi 2007, 2008 e 2009, ha concesso due speciali contributi ai Comuni fino a 5mila abitanti: - Il primo, per un totale di 55 milioni di euro, rivolto ai Comuni nei quali il rapporto tra la popolazione residente ultrasessantacinquenne e la popolazione residente complessiva è superiore al 30 per cento; - Il secondo, pari a 71 milioni di euro, destinato ai Comuni nei quali il rapporto tra la popolazione residente di età inferiore a cinque anni e la popolazione residente complessiva è superiore al 5 per cento. Questo meccanismo ha provocato vistose e ingiustificate sperequazioni tra enti che sono rientrati per pochi abitanti nei parametri prefissati e altri che, sempre per pochi abitanti, non vi sono rientrati: ai primi è stato concesso il contributo, anche in misura consistente, ai secondi invece non è stata assegnata alcuna somma. Come se, ad esempio, la presenza di 200 anziani e 50 bambini comportasse al Comune 250 problemi, mentre la presenza di 198 anziani e 49 bambini non creasse alcun problema. La legge Finanziaria 2008 è intervenuta con due disposizioni correttive: la prima (contenuta all'articolo 2, comma 10), abbassando dal 30% al 25% il rapporto riguardante la popolazione anziana, consente di partecipare al beneficio a un maggior numero di Comuni. La seconda (articolo 2, comma 31), assegnando un contributo di 100 milioni di euro ai Comuni che non rientrano in nessuno dei due parametri sopra indicati (rispettivamente 25% per la popolazione anziana e 5% per i bambini), è invece da ripartire in proporzione alla popolazione residente complessiva. Quest'ultimo contributo, che ha una forte valenza perequativa, mostra tuttavia alcune potenziali criticità, legate alla sua copertura finanziaria. Infatti esso è alimentato da una quota delle economie, stimate in 313 milioni di euro, derivanti dalla cosiddetta riduzione dei costi della politica a livello locale (articolo 2, commi da 23 a 29 della legge 244/07). Ora, dai primi, pur sommari, calcoli effettuati dagli enti locali, la riduzione di spesa di 313 milioni di euro appare largamente sovrastimata. è evidente che se, dalle certificazioni che i singoli enti dovranno trasmettere entro il 30 giugno 2008 al ministero dell'Economia e delle finanze (articolo 2, comma 32, della legge 244/07), tale fenomeno fosse confermato, si creerebbe una situazione di spesa priva di copertura finanziaria. Ed in questo caso, secondo l'opinione di molti esperti, la situazione di maggior debolezza sarebbe sopportata proprio dai 100 milioni di euro da erogare ai piccoli Comuni, considerato che i restanti 213 milioni di euro sono destinati a parziale copertura degli oneri derivanti dall'abrogazione del ticket sanitario, che è già in essere dal 1Ú gennaio scorso e che nessuno pensa di revocare. Per il momento ai Comuni non resta che applicare rigorosamente le riduzioni dei costi della politica, come richiesto dal già citato comma 32. Alla copertura della probabile minore economia rispetto ai 313 milioni di euro scritti nella legge Finanziaria 2008, su stima dei ministeri competenti, è giuridicamente tenuto lo Stato. Il guaio sta nella circostanza che gli enti locali hanno già avuto i tagli dei trasferimenti per l'intero importo (si veda da ultimo Il Sole 24 Ore del 21 gennaio), mentre il finanziamento della più che probabile minore economia è tutto da costruire. AL SICURO è certo l'ampliamento dei contributi per i municipi in cui il 25% della popolazione ha più di 65 anni IL RIEQUILIBRIO I nuovi interventi nascono per superare le diseguaglianze create dai meccanismi previsti nella Finanziaria 2007.

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CHIETI - Con l'elezione, avvenuta ieri, degli organi statutari, è nato uffialmente il (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-02-2008)

 

Di ADRIANO CICCARONE e MARIO GIANCRISTOFARO CHIETI - Con l'elezione, avvenuta ieri, degli organi statutari, è nato uffialmente il Pd teatino. 700 cittadini - un quarto circa del popolo delle primarie - costituiscono i primi iscritti al nuovo soggetto politico. "Il numero ridotto rispetto alla consultazione del 14 ottobre 2007 si spiega - commenta Chiara Zappalorto, candidata a segretario cittadino - col fatto che quelle precedenti erano elezioni generali di partecipazione, mentre queste sono di adesione al Pd". Sono stati eletti i componenti di quattro Circoli, del coordinamento cittadino (94 persone) e del coordinamento provinciale. In quest'ultimo, composto di 35 membri di cui 12 donne, figurano, tra gli altri, l'assessore Paolo Tamburro, i consiglieri comunali Di Paolo, Raimondi, D'Aurelio, Salvatore della "Città del domani", Giammarino, Iacobitti, Marrone, Viani, il segretario della Uil Antonio Cardo, il presidente dell'Ater Paolo Sperduti. I segretari dei Circoli saranno Enrico Raimondi (ex Ds), Gianni Di Paolo (Alleanza socialista), Teresa Giammarino (ex Margherita) e Gabriele Salvatore (Città del domani). E buona, per numero di presenze e intensità di partecipazione, la prima "uscita" anche a Lanciano: ieri mattina, alla Casa di Conversazione, eletto gli organismi di gestione. Al tavolo della presidenza gli ormai ex dirigenti della Margherita e dei Ds: Silvio Paolucci, Pasquale Sasso, Maria Rosaria La Morgia, Franco Ferrante, Rosetta Madonna. In tutti gli interventi, massima approvazione per la scelta del segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, di "correre" da soli alle prossime elezioni politiche. Tante anche le richieste di rinnovamento. Su liste unitarie concordate, sono stati eletti 30 componenti per ciascuno dei tre Circoli territoriali, che ricalcano la composizione dei tre collegi provinciali; 60 per l'assemblea comunale; 20 delegati all'assemblea provinciale. I Circoli eleggeranno, poi, i rispettivi coordinatori che faranno parte di diritto dell'assemblea comunale a cui spetterà l'elezione del segretario politico cittadino. Al momento I più gettonati sono Giancarlo Gardellin, presidente dei "Patti Territoriali"; Maria Rosaria La Morgia, consigliere regionale; Francesco Piccirilli, esponente regionale dei giovani del partito.

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(ACR) NARDIELLO (PDCI):OSPEDALE VENOSA ESEMPIO BUONA SANITÀ LUCANA (sezione: Costi dei politici)

( da "Basilicanet.it" del 11-02-2008)

 

NARDIELLO (PDCI):OSPEDALE VENOSA ESEMPIO BUONA SANITÀ? LUCANA 11/02/2008 10.06.51 [Basilicata] (ACR) - â??I dati estremamente positivi diffusi oggi sullâ??attività  dellâ??Unità  Operativa Oculistica dellâ??ospedale di Venosa, unâ??attività  che si è¨ dimostrata particolarmente rilevante per la quantità  e la qualità  delle prestazioni erogate, dimostrano quello che i Comunisti Italiani vanno ripetendo da tempo e cioè¨ che i cosiddetti piccoli ospedali possono svolgere un ruolo importante allâ??interno del sevizio sanitario regionale a condizione che non siano dei semplici poliambulatori e si proceda ad una diversificazione delle prestazioni sanitarie sul territorioâ?. Eâ?? quanto afferma il capogruppo del Pdci in Consiglio regionale Giacomo Nardiello. â??Nello specifico â?" aggiunge Nardiello - lâ??apprezzata e qualificata attività  specialistica dellâ??U.O. Oculistica dellâ??ospedale di Venosa riesce a soddisfare non solo unâ??utenza regionale, ma persino extraregionale, a riprova che il nostro sistema sanitario può² tamponare la cosiddetta emigrazione sanitaria, che ha un costo alto e drena risorse da destinare alle nostre strutture sanitarie, ma anche intercettare la domanda di unâ??utenza extraregionale per lo più¹ campana, pugliese e calabrese. Per lâ??Ospedale di Venosa â?" afferma â?" si tratta, dunque, di riprendere pazientemente e con responsabilità  il dialogo e il confronto con i cittadini, lâ??Asl di Venosa, lâ??Amministrazione comunale e la Conferenza dei Sindaci Vulture-Melfese, partendo da questo aspetto della â??buona sanità  lucanaâ?? che troppo spesso è¨ offuscata dai casi, purtroppo esistenti, di â??malasanità â?? che vanno decisamente contrastatiâ?. â??Lo stato di mobilitazione che perdura da troppo tempo a Venosa in difesa della struttura ospedaliera cittadina â?" dice Nardiello â?" si supera attuando con maggiore speditezza la politica dei servizi sanitari territoriali e distrettuali senza privare il territorio di servizi socio-sanitari essenziali e anche con il rigore necessario per riorganizzare il servizio sanitario regionale. Prima di pensare a tagli di spesa per gli ospedali â?" conclude il capogruppo del Pdci â?" è¨ necessario però² pensare a tagliare le Asl riducendone il numeroâ?. (dt ).

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"Sanità, serve uno scatto d'orgoglio" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)

 

CATANZARO. "La grave emergenza sanitaria della Calabria impone uno scatto di dignità e di responsabilità del Consiglio regionale". È quanto si afferma in una lettera che il comitato esecutivo della federazione pensionati della Cisl ha scritto al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. "Un ulteriore rinvio nell'approvazione del Piano sanitario e del Piano sociale - prosegue la lettera - segnerebbe la sconfitta della democrazia e la totale sfiducia dei Calabresi nei confronti della politica. È diffuso e radicato il convincimento che ormai da troppo tempo il Sistema sanitario della Calabria non riesce a dare, in modo omogeneo, risposte di salute ed invece, anche in relazione alla clamorosa, recente inchiesta della Dda di Reggio Calabria, ha messo in luce ulteriori ed angoscianti fenomeni, come il perverso intreccio dello stesso sistema sanitario con le lobby politiche e clientelari ed una evidente collusione con la criminalità organizzata". Nella lettera i pensionati della Cisl manifestano "rammarico per l'eccessiva sovraesposizione, in termini negativi, della sanità calabrese, con pesanti ricadute d'immagine a livello nazionale" ed esprimono "la propria indignazione e forte sconcerto per il degrado morale e per l'incapacità della classe politica ad imprimere una svolta seria, coerente e definitiva, ponendo al centro l'esigibilità piena del diritto alla salute da parte dei cittadini calabresi". "La federazione dei pensionati Cisl della Calabria - sottolinea il segretario generale, Giuseppe Mercurio - è fortemente motivata a mobilitarsi, chiamando a raccolta i propri associati, al fine di vigilare costantemente sulla capacità della politica nel ritrovare la giusta via, quella di programmare e legiferare, evitando ogni ulteriore e sterile atteggiamento di deleterio rinvio, ma soprattutto riducendo gli spazi agli equivoci, alle indebite interferenze, al diffuso malaffare, alle impunità".

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Oltre il Giardino (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-02-2008)

 

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 11 Febbraio 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO --> PRIMO PIANO pag. 10 OLTRE IL GIARDINO Nei programmi elettorali il taglio delle Province non ci sarà DI ALBERTO STATERA Mai più 281 pagine come il mega programma di Prodi del 2006, ci si può scommettere. E forse neanche 20 pagine come il mini programma di Berlusconi della precedente tornata elettorale. Stavolta niente "fabbriche", come quella che il leader uscente di centrosinistra aveva impiantato a Bologna, niente commissioni multiformi, ma ristrette task force per redigere documenti asciuttissimi, quasi scarni, in modo da evitare di rimanerci impiccati, com'è capitato a Prodi nella legislatura appena sciolta e anche a Berlusconi, nella precedente, con il continuo rimbrotto per non aver onorato il "Contratto con gli italiani". Per il Partito Democratico è al lavoro piuttosto solitariamente Enrico Morando, che si dice produrrà tre capitoletti su "efficienza", "equità" e "democrazia decidente". Per il Partito del Popolo berlusconiano sta distillando le pillole, forse non più di 810 pagine, Giulio Tremonti, coadiuvato da Renato Brunetta e pochi altri. Ma anche l'asciuttezza può nascondere spine. Ne sa qualcosa Maurizio Sacconi, ex socialista, già sottosegretario al Lavoro nel secondo governo Berlusconi che, rivelando di lavorare con Tremonti e Brunetta, ha incautamento annunciato che nel programma di governo berlusconiano, nella parte riservata alle riforme istituzionali, sarà contemplata anche l'abolizione delle Province. Mal gliene incolse. Tutti, a destra e a sinistra, concordano a parole sul fatto che bisogna semplificare la "catena democratica" e ridurre gli enti elettivi che non si sa bene cosa facciano, moltiplicano le spese, e producono iperfetazione della Casta. Ma quando Sacconi ha annunciato l'inserimento della rasoiata nel programma di governo per le elezioni del prossimo aprile gli si è sollevata contro mezza Forza Italia, a cominciare dal Veneto, la regione dove è nato e dove è stato eletto. "Di enti superflui in Italia ce ne sono tantissimi ha replicato il presidente della Provincia di Verona Elio Mosele, cominciamo a tagliare questi. Le Regioni sono nate dopo il '47, le Province risalgono a Napoleone e tutto il vivere civile è organizzato su base provinciale. Altro che abolizione, sono semmai per un'esaltazione del nostro ruolo, come previsto dal Titolo V della Costituzione". Vittorio Casarin, anche lui forzista e presidente della Provincia di Padova, ha accusato Sacconi di propalare pure "scemenze" perché "tagliare l'unico soggetto che coordina una dimensione sovracomunale, dagli insediamenti produttivi al commercio, sarebbe una follia". E Attilio Schneck, presidente leghista di Vicenza, si è lamentato che "in giro c'è tanta gente che non capisce nulla, non conosce il territorio e come Sacconi non ha mai amministrato neppure un Comune. Le Province costano 110 milioni, il Parlamento 2 miliardi e 300 milioni, c'è ben altro da tagliare". Stessa musica a sinistra e nel resto d'Italia. Pochi giorni fa il presidente dell'Unione delle Province Italiane Fabio Melilli, del Partito Democratico, ha promosso e naturalmente sottoscritto un documento che ne rivaluta il ruolo. Se nel programma elettorale Tremonti pensava di cominciare la riforma dello Stato sforbiciando le Province, sarà probabilmente costretto a fare marcia indietro. Quanto a Morando, se i titoli del documento sono quelli ventilati, volerà ben alto, in modo da non bruciarsi, non solo con i compagni alla guida di Province, ma anche con gran parte dei cittadini, che vogliono ridurre i costi della politica, ma quando si prospetta una soppressione di enti a loro vicini fanno le barricate. Così, poco a poco, i programmi elettorali dei due schieramenti in elaborazione tendono a smagrire, presi da progressiva anoressia. a.statera@repubblica.it.

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"Quelle perplessità destano stupore" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-02-2008)

 

Il presidente nazionale dell'Aiop, Paolini, sulle critiche alla sanità privata da parte del prefetto Serra CATANZARO. Il presidente nazionale dell'Aiop, Enzo Paolini, ha diffuso il testo di una lettera invia al prefetto Achille Serra, presidente della commissione d'indagine sulla sanità calabrese. "Gli organi di informazione - scrive Paolini - riportano alcune Sue dichiarazioni che mettono in relazione le inefficienze del settore pubblico con la qualità delle strutture a gestione privata, generando - me lo consenta - non poche preoccupazioni. Nell'incontro che abbiamo avuto il 29 gennaio - continua la missiva - ho messo a disposizione Sua e della Commissione tutti i dati disponibili sul sistema sanitario calabrese, nelle due componenti pubblico-privato, come punto di partenza per tutti gli approfondimenti ritenuti necessari. Aggiungevo, inoltre, che per le strutture a gestione privata associate all'Aiop restavo e resto a Sua disposizione per fornirLe tutti i chiarimenti che possono facilitare il lavoro della Commissione. Nelle dichiarazioni richiamate - scrive Paolini - ho avuto modo di leggere, con comprensibile stupore, che Lei e la Commissione siete attraversati da perplessità alle quali sarebbe bene dare subito delle risposte, non fosse altro per non correre il rischio che, dopo le impietose constatazioni sul degrado in cui versa l'ospedalità pubblica, le perplessità della Commissione finiscano per screditare anche l'ospedalità privata alla quale sia Lei che la Commissione avete riconosciuto caratteristiche di qualità sia sotto il profilo delle strutture e degli ambienti che per le attrezzature e le tecnologie disponibili. Se si vuole ipotizzare, in attesa di teoremi più complessi, che l'ospedalità privata si avvantaggia delle inefficienze e delle disfunzioni dell'ospedalità pubblica, ci si ferma all'evidenza. Se, invece, si vuole andare più a fondo nella individuazione delle cause del degrado - aggiunge - bisogna mettere sotto osservazione i costi e le gestioni degli ospedali, gli sprechi e l'impiego delle risorse umane, le carriere ed i curricula professionali e, certamente non per ultimo, le interferenze della politica. Vedrà, sig. Prefetto, che molte delle perplessità che Le producono turbamento troveranno risposta. Quanto all'ospedalità privata e più precisamente alle 36 strutture associate all'AIOP, siamo a Sua disposizione per fornire tutti i chiarimenti necessari a sciogliere e risolvere le perplessità della Commissione. Detto questo - prosegue Paolini - La preghiamo vivamente di non indugiare nelle perplessità poiché, così come sono state riportate della stampa, producono danno anche se dovessero risultare infondate. Resto a completa disposizione Sua e della Commissione e valuti Lei l'opportunità di avere nell'AIOP l'interfaccia necessario per chiarire sul nascere ogni perplessità".

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