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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  11-12 novembre 2008      #TOP


IN EVIDENZA

Il Corriere della Sera 12-11-2008

 

I costi della politica: più 100 milioni.

le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni.

Colpa dei nuovi vitalizi.

I Palazzi del potere hanno aumentato le spese. 

Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi

 

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella

 

(Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)



Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.

Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.

Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».

Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento.

Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.

Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.

Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.

C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta...

Bene: non è andata così. Nell'assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l'aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.


Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (24)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Consulenti per le pari opportunità ( da "Italia Oggi" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quanti lavoratori che ne hanno diritto utilizzano le ore di permesso previste, ed il relativo costo medio complessivo per le casse dello stato. Un significativo numero di consulenti del lavoro ha inoltre fornito la percentuale di quanti sono quelli che rispetto alla totalità dei dipendenti assistiti , richiedono l'applicazione della legge 104/92;

i deputati con i parenti nella segreteria ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ruggirello aveva denunciato il tentativo di due parlamentari dell´Udc di inserire nel sistema informatico, a seduta d´aula già chiusa, la loro presenza. Un´operazione che i due deputati avrebbero voluto compiere, per intascare il gettone di presenza di 129 euro, attraverso un tecnico della ditta che gestisce i computer a Sala d´Ercole.

TERAMO - Mai pensato che Del Turco abbia preso tangenti . Così attacca Francesco Rut... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con i tagli ai costi della politica, una sforbiciata alle pensioni dei consiglieri regionali, i privilegi sindacali, e con tanto altro ancora, passando però questa volta attraverso la rete, il web, che verrà utilizzato per una forma di governance cittadina che sorvegli come un cane da guardia lo svolgimento dei lavori in aula,

I PREMI pagati dai quiz tv sono corrisposti in gettoni d'oro. Non tutti s... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 000 euro di Iva e 150.000 di tasse su reddito per un totale nelle casse dello stato di 250.000 euro. Nel caso di un premio di 120.000 euro, detto importo si divide in due parti 100.000 di imponibile e 20.000 di Iva. Cosa cambia? L?Iva da versare non sarà più di 100.

FABRIANO BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all'A... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all?A... ? FABRIANO ? BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all?Asur fabrianese. ?Troppo il milione e mezzo di euro speso per gli incarichi esterni dall?Asur 6? secondo il consigliere regionale di An, Guido Castelli, a cui replica con decisione il direttore generale dell?

Con il taglio del gettone, aiutianche per il riscaldamento ( da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Con il taglio del gettone, aiutianche per il riscaldamento la giunta di millesimo PRIMA è toccato agli studenti di elementari, medie e superiori, per le spese scolastiche (libri), poi agli anziani del paese (riscaldamento) usufruire dei contributi economici del Comune (bonus sociale), messi a disposizione grazie al taglio delle indennità degli amministratori della giunta comunale,

cura dimagrante sui costi della politica scoma: "subito la legge o fondi ridotti" ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica Scoma: "Subito la legge o fondi ridotti" RIDUZIONE dei costi della politica: i partiti hanno ancora una settimana di tempo, fino a martedì prossimo, per presentare i loro emendamenti. Poi il disegno di legge che impone tagli anche del 50 per cento alle remunerazioni dei politici, una delle medicine amare imposte dalla finanziaria nazionale a cui la Sicilia avrebbe

Arriva la stangatasui bigliettiper andare a teatro ( da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Le strade sono comunque il contenimento della spesa (ma i margini sono minimi, perché già ampiamente attuato negli scorsi anni) e il taglio dei costi della politica: «Un segno di rigore - dice Martino - dovrà sicuramente essere dato». Quanto alle tariffe, non saranno toccate quelle sociali (asili nido in primis).

<La Casta> I nuovi casi ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I nuovi casi Esce oggi in libreria la nuova edizione aggiornata de «La Casta», il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che, nelle sue 32 edizioni, ha già venduto un milione e 250 mila copie. «Così i politici italiani sono diventati intoccabili. E continuano ad esserlo», recita il sottotitolo del libro. «Non ci avevano promesso una politica più sobria?

Pusteria, nuovo portiere ( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma che sino ad ora non è stato in grado di compiere il definitivo salto di qualità. In carriera Nissinen ha comunque collezionato 131 gettoni di presenza in SM-Liiga, la serie A del paese scandinavo, tra Ilves Tampere, ÄssÄt e KalPa Kuopio, squadra con la quale ha disputato 14 partite nello scorso campionato prima di terminare la stagione nell'Örebro, in prima divisione svedese.

PER NON RISCHIARE di parlar di niente (avviene, quando tutti si avventano su un a... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fargli raggiungere la centralità che gli spetterebbe in qualsiasi decorosa società della conoscenza (la nostra non lo è). Mi fa anche specie, Le dirò serenamente, che di altri sprechi non si abbia più traccia. Non è per parlar d?altro, ma la famosa casta, i costi della politica e del suo bieco sottobosco, e l?impresentabilità della finanza, ce li siamo inventati, sono spariti d?

HOCKEY, NISSINEN IN PUSTERIA ( da "Alto Adige" del 12-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In carriera Nissinen ha comunque collezionato 131 gettoni di presenza in SM-Liiga, la serie A del paese scandinavo, tra Ilves Tampere, ÄssÄt e KalPa Kuopio, squadra con la quale ha disputato 14 partite nello scorso campionato prima di terminare la stagione nell'Örebro, in prima divisione svedese.

Addio al vecchio Casic delle poltrone ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Assemblea a nove posti, CdA a cinque, gettoni di presenza ridotti: «Adesso comandano i territori» Addio al vecchio Casic delle poltrone Assemblea a nove posti, CdA a cinque, gettoni di presenza ridotti: «Adesso comandano i territori» Milia: «Il presidente è Emanuele Sanna ma i partiti non c'entrano»

La Casta non cede, anzi costa di più ( da "Corriere.it" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.

Consiglio deserto 3 mila euro buttati ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: utile comunque a far scattare il gettone di presenza pari a 120 euro lordi a consigliere: «Una brutta pagina per tutti» commenta il capogruppo del Pdci, Mimmo Gallo. Quando la decina di consiglieri del centrodestra s'è accorta che tutti insieme i colleghi della maggioranza non raggiungevano quota 26 utile a tenere aperta la seduta, hanno chiesto la verifica del numero legale.

Acquistato il portiere Paoletti ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: esordio in serie A nel suggestivo palcoscenico di San Siro: 5-1 del Milan sui friulani il 6 novembre 2005. In tutto 8 presenze in campionato più 7 in Coppa Italia. Nel gennaio 2007 il passaggio al Messina, sempre nella massima categoria. In una stagione e mezzo 14 gettoni. Poi il fallimento del Messina e Paoletti resta svincolato.

Indennità Asm, esposto alla Finanza ( da "Provincia Pavese, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: insiste nella richiesta della riduzione del 40% dei costi della politica: «Si risparmierebbero 300mila euro in città, che potrebbero essere investiti utilmente in altre attività - affermano le due liste - come il sostegno alle persone in difficoltà economica o l'installazione di pannelli fotovoltaici su molti edifici pubblici,

Gli anticorpi del riformatore ( da "Opinione, L'" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo; degli ottimi libri sul sindacato di Liviadiotti; sulla giustizia di Ferrarella e Tinti; sui giornalisti di Lopez; sul Vaticano di Maltese, Pontesilli e Turco. Quello che si vuole garantire, è la possibilità di poter ?conoscere per deliberare?

Il fantasma della Sardegna al premio Solinas ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aveva iniziato finanziando il Premio con 30 milioni di lire, da distribuire tra vincenti e menzionati, ma ovviamente c'era da concorrere alle altre spese (organizzazione, segreteria, trasferte a La Maddalena, gettoni di presenza) cifra che annualmente finì per toccare i 200 milioni di lire, alla quale contribuivano anche il Comune di La Maddalena e il Ministero dello Spettacolo.

Il biglietto del Chiabrera aumenterà del 20-30% ( da "Stampa, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I tagli ai costi della politica potranno essere decisi solo dal Consiglio mentre i prezzi dei biglietti del Chiabrera verranno certamente aggiornati. Le tariffe del servizio sono ferme al 1996 e necessitano di un aggiornamento. E' vero infatti che fra entrate e uscite del teatro esiste un divario di circa 500 mila euro.

Raccolta rifiuti, crescono a seii canoni dovuti e non pagati ( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 26 mila servizio di assistenza domiciliare agli anziani; 5 mila contributi a famiglie bisognose; 20 mila gettoni di presenza consiglieri e indennità presidente e vice; 18 mila assistenza malati di Alzheimer; 9500 iniziative per il Natale; 8 mila attività culturali.

Sono in arrivo diciotto nuovi alloggi ( da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dopo il voto del consiglio comunale, ultimo atto dell'iter burocratico, si dovrà attendere solo l'erogazione dei finanziamenti da parte della Provincia che girerà a Civitanova fondi regionali. Quindi si potrà iniziare la costruzione dei 18 appartamenti su un'area di 5.000 metri quadri già di proprietà del Comune.

<Conosci il fungo>, lezioniper aspiranti raccoglitori ( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: approvazione del nuovo regolamento di polizia mortuaria, dello statuto comunale, del regolamento per l'attività lavorativa degli anziani e per l'applicazione delle agevolazioni della Tia; la rideterminazione dei gettoni di presenza e delle indennità dei consiglieri comunali; la prima variazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio pluriennale 2008/

"Da Palermo esca una linea marcata delle Regioni" ( da "Adnkronos" del 12-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: razionalizzando la governance degli enti sub regionali, ha portato alla riduzione di oltre il 30% dei componenti dei consigli di amministrazione, degli esecutivi e dei vari organismi di gestione. Il tutto accompagnato da una riduzione dei gettoni di presenza e degli emolumenti dei presidenti e dei consiglieri rimasti in carica.


Articoli

Consulenti per le pari opportunità (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Consulenti del Lavoro Numero 268, pag. 53 del 11/11/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Il 12 novembre confronto su rai 3 Consulenti per le pari opportunità All'opera per l'integrazione dei diversamente abili Appuntamento per il 12 novembre ore 11 su Rai 3. L'argomento? L'assistenza ai diversamente abili. Gli esperti della fondazione studi nel corso della trasmissione «Cominciamo bene» risponderanno ai quesiti dei telespettatori sulle modalità di applicazione della legge 104/92. La legge nata per garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona diversamente abile, ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società. Il legislatore ha posto come base della legge la finalità di rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona diversamente abile alla vita della collettività, e la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali. Il fine perseguito è il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali, cercando di assicurare i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, e la tutela giuridica ed economica della persona handicappata. Si sono inoltre predisposti interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata. Nel corso della trasmissione sarà anche presentata un'indagine condotta dalla fondazione studi che illustrerà, analizzando un campione di 800 aziende, come la legge viene applicata a livello nazionale. L'indagine evidenzia in un arco temporale che va da gennaio a settembre 2008, quanti lavoratori che ne hanno diritto utilizzano le ore di permesso previste, ed il relativo costo medio complessivo per le casse dello stato. Un significativo numero di consulenti del lavoro ha inoltre fornito la percentuale di quanti sono quelli che rispetto alla totalità dei dipendenti assistiti , richiedono l'applicazione della legge 104/92; si tratta dell'1,85% del campione dei dipendenti analizzati. Ma non solo , altro dato interessante emerso dal campione dei consulenti del lavoro che hanno risposto è che nel periodo gennaio-settembre 2008 oltre 176 mila sono state le ore riconosciute ai dipendenti (circa l'8% delle ore lavorabili). Tutti elementi questi che si raccordano con la media di ore al mese per dipendente pari 18,90, equivalenti a 21,26 giorni di assenza al mese. Particolarmente interessante è la proiezione statistica fatta su base annuale, tenendo conto dell'intero panorama di aziende e dipendenti assistiti dai consulenti del lavoro; infatti, il costo complessivo per la finanza pubblica si potrebbe attestare a circa 276 milioni di euro.

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i deputati con i parenti nella segreteria (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo Tre membri del consiglio di presidenza di Palazzo dei Normanni hanno chiamato stretti congiunti a fare parte dei loro staff I deputati con i parenti nella segreteria Ruggirello, che aveva denunciato i pianisti, ha dato un posto alla moglie e alla figlia Nella bufera anche Giuseppe Gennuso dell´Mpa e Edoardo Leanza del Pdl Alla famiglia tengono anche loro, chi osava dubitarne? Insomma, poteva il virus di parentopoli risparmiare i deputati regionali? Non poteva. E infatti mogli e figli di parlamentari hanno preso d´assalto i piani alti di Palazzo dei Normanni. Sono entrati nelle stanze del consiglio di presidenza. E anche chi in questi giorni ha issato il vessillo del moralizzatore deve fare i conti con questa "febbre": Paolo Ruggirello, il deputato questore dell´Mpa che ha denunciato pubblicamente tentativi di truffa nella registrazione delle presenze in aula, ha assunto nella sua segreteria non uno ma due stretti congiunti. Ovvero la moglie Maria Concetta Triscari e la figlia Lucia. Per loro un posto da esterni in uno staff che può contare fino a sette addetti non dipendenti dell´amministrazione dell´Ars. Le indennità non sono da capogiro: per pagare tutti i suoi collaboratori, un deputato questore ha a disposizione 14 mila euro lordi ogni mese. Ma Ruggirello ama, evidentemente, essere circondato da persone di fiducia. Di casa. Anche due deputati segretari hanno voluto al loro fianco i parenti. Giuseppe Gennuso, altro esponente dell´Mpa, deputato siracusano che nella scorsa legislatura si incatenò all´interno del Palazzo per sollecitare il completamento del tratto autostradale Cassibile-Rosolini, ha ingaggiato come collaboratore, a spese dell´Ars, il figlio Salvatore. Ed Edoardo Leanza, parlamentare ennese del Pdl, lo ha imitato: assunto il figlio Biagio. Circostanze che spostano lo scenario di parentopoli dagli uffici di gabinetto della Regione (dove tutto ha avuto inizio con le dimissioni della figlia dell´assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda) a quelli del Parlamento più antico d´Europa. Un´Assemblea che proprio nei giorni scorsi era stata scossa dall´inusitato invito alla trasparenza lanciato da Ruggirello. Mai, almeno in tempi recenti, si era ascoltato un deputato questore lanciare un´accusa così pesante: Ruggirello aveva denunciato il tentativo di due parlamentari dell´Udc di inserire nel sistema informatico, a seduta d´aula già chiusa, la loro presenza. Un´operazione che i due deputati avrebbero voluto compiere, per intascare il gettone di presenza di 129 euro, attraverso un tecnico della ditta che gestisce i computer a Sala d´Ercole. In seguito alla denuncia, Ruggirello era stato convocato a Palazzo di giustizia dal sostituto Sergio De Montis e la Procura aveva aperto un fascicolo sulla vicenda. Poi il presidente dell´Ars Francesco Cascio è andato personalmente a trovare il procuratore capo Francesco Messineo per consegnargli i documenti relativi alle presenze d´aula. E il consiglio di presidenza, mercoledì scorso, aveva approvato una relazione dei responsabili della società che gestisce il sistema informatico: attesterebbe che il computer non può più accendersi a seduta conclusa. Ma nessuno è in grado di provare che il tentativo di modificare il file delle presenze si sia consumato. E su questa strada potrebbero proseguire le indagini giudiziarie. e. la.

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TERAMO - Mai pensato che Del Turco abbia preso tangenti . Così attacca Francesco Rut... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 11 Novembre 2008 Chiudi di MAURIZIO DI BIAGIO TERAMO - «Mai pensato che Del Turco abbia preso tangenti». Così attacca Francesco Rutelli a Teramo sotto l'incandescenza delle telecamere. «Ho fiducia nella magistratura» è il refrain di sempre. «Ci vogliono le appropriate garanzie» approfondisce proprio quando viene strattonato perché allungasse un saluto a due ragazzine timide e ad una signora in ritardo. C'è il pienone nella sala polifunzionale di via Comi. Il senatore abbozza un ghigno e ripassa il verbo dell'Abruzzo martoriato: «E' giusto che a questo punto entri in scena Costantini per il rinnovamento sperato». Parla di terra meravigliosa scalfita da una crisi che fu anche di centrodestra, per «una Sanitopoli che in fondo ha creato solo disservizi». Ma è fiducioso: sa di che pasta son fatti gli abruzzesi. Nella presentazione dei candidati teramani Pd per uno scranno in regione, si parte da quei sondaggi che poi alla fine, come dice Costantini, sono fatti a uso e consumo del centrodestra: «Bisogna vedere quali domande sono state sottoposte al pubblico», rinforza la tesi il candidato presidente, che con una smorfia rigetta al mittente il gap di alcuni punti con l'altro competitor che trapela dai sondaggi. «Serve ad alimentare le loro speranze» chiude. A microfoni accessi, ha un'esitazione: «Se vi fornisco la soluzione di questo problema, poi Chiodi mi copierà» sghignazza di gusto. L'agone politico pare essere la sua quint'essenza. Va a caccia di sfide. Quello in vantaggio pare lui. Poi serve sul piatto una domanda ai giornalisti: «Alla luce degli ultimi prestiti concessi dal Governo da spalmare in diversi anni, cui il centrodestra ha risposto picche, sarei proprio curioso di sapere cos'intende fare Chiodi con gli ospedali piccoli?». Frattanto, il boato in sala è per un giubilante Angelo Sperandio, ex sindaco di Teramo per due volte e anch'egli candidato, «l'unico ad aver sempre battuto Chiodi» aggiunge Manola Di Pasquale. E a proposito di Teramo, la consigliera uscente Stefania Misticoni prende la palla al balzo per contestare il tanto chiacchierato "modello" della città, «evidentemente altrove non si conosce a fondo la realtà locale -chiarisce- , ma c'è da dire che esso si basa su due principi: l'aver tagliato i nastri delle opere progettate e finanziate tutte dal centrosinistra e l'aver sfondato il patto di stabilità». Ritorna Costantini, immancabile tocco di vestito blu, e la questione morale che riprende corpo, con i tagli ai costi della politica, una sforbiciata alle pensioni dei consiglieri regionali, i privilegi sindacali, e con tanto altro ancora, passando però questa volta attraverso la rete, il web, che verrà utilizzato per una forma di governance cittadina che sorvegli come un cane da guardia lo svolgimento dei lavori in aula, e questo attraverso le web cam. «Per un controllo diretto migliore».

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I PREMI pagati dai quiz tv sono corrisposti in gettoni d'oro. Non tutti s... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 35 I PREMI pagati dai quiz tv sono corrisposti in gettoni d?oro. Non tutti s... I PREMI pagati dai quiz tv sono corrisposti in gettoni d?oro. Non tutti sanno che parte dei premi sono corrisposti direttamente da noi, perché pagando i premi si risparmia sulle tasse. Un esempio: una tv che incassa un milione di euro e fa spese per 500mila; su questi importi grava l?Iva nella misura del 20 per cento, per cui avrà un introito di Iva di 200mila euro e un esborso di 100mila. Inoltre pagherà tasse sul reddito sull?utile di 500.000 euro che ipotizziamo nella misura del 30%. Stando così le cose questa tv verserà 100.000 euro di Iva e 150.000 di tasse su reddito per un totale nelle casse dello stato di 250.000 euro. Nel caso di un premio di 120.000 euro, detto importo si divide in due parti 100.000 di imponibile e 20.000 di Iva. Cosa cambia? L?Iva da versare non sarà più di 100.000 euro ma di 80.000 mentre l?utile scenderà a 400.000 euro con una tassa di 120.000 euro contro i 50.000, per cui nelle casse dell?erario entrano 200.000 euro con una perdita secca per lo Stato, cioè noi, di 50.000 euro. Come ovviare? Semplice: i premi non siano detraibili ai fini Iva e fiscali. Giancarlo Vicentini, Ferrara

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FABRIANO BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all'A... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

FABRIANO pag. 13 ? FABRIANO ? BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all?A... ? FABRIANO ? BOTTA E RISPOSTA sui costi delle consulenze all?Asur fabrianese. ?Troppo il milione e mezzo di euro speso per gli incarichi esterni dall?Asur 6? secondo il consigliere regionale di An, Guido Castelli, a cui replica con decisione il direttore generale dell?ente Guido Papiri. ?Non esistono consulenze d?oro ? dice Papiri ? ma solo prestazioni d?opera o collaborazioni professionali affidate, come avviene nelle altre Zone, per far fronte ad imprescindibili esigenze di servizio. Non è vero che il sottoscritto sia responsabile delle risorse umane dell?Asur, incarico da sempre affidato ad un dirigente amministrativo. Circa, poi, presunti trattamenti di riguardo pro Fabriano, nel finanziamento 2008, la nostra Asur si trova al penultimo posto su scala regionale con un importo di 560 mila euro preceduta da numerose Zone con importi a sei zeri?.

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Con il taglio del gettone, aiutianche per il riscaldamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Con il taglio del gettone, aiutianche per il riscaldamento la giunta di millesimo PRIMA è toccato agli studenti di elementari, medie e superiori, per le spese scolastiche (libri), poi agli anziani del paese (riscaldamento) usufruire dei contributi economici del Comune (bonus sociale), messi a disposizione grazie al taglio delle indennità degli amministratori della giunta comunale, sindaco più assessori. Il 72% delle famiglie aventi diritto ha riscosso il contributo-scuola messo a disposizione dagli amministratori che si erano decurtati l'indennità del 15% dal loro insediamento sino ad oggi (mandato 2004/2009). Una cifra complessiva accantonata pari a circa 31 mila euro. La quota rimanente di 8 mila euro è stato deciso dalla giunta di riutilizzarla sempre a fini sociali. Dopo una prima ipotesi di tirare a sorte gli ulteriori beneficiati al di là dei criteri di reddito, è stato deciso dal sindaco Mauro Righello di destinare la quota agli anziani come contributo una tantum per le spese di riscaldamento, in vista dell'arrivo dell'inverno. Il valore del bonus devoluto alle famiglie è stato fissato in 60 euro per ogni bambino che frequenta le elementari, 80 euro per chi va alle scuole medie, e 150 per chi frequenta le superiori. Il progetto, come ha fatto sapere il Comune, ha coinvolto ben 315 famiglie residenti a Millesimo. E in particolare 123 famiglie con i figli dai 6 ai 12 anni, 73 nuclei-famiglia dai 12 ai 15 anni, e 119 dai 16 ai 20 anni. Sono passate così alla "cassa" per il ritiro del bonus ben 225 famiglie (il 72% degli aventi diritto). Il tetto del reddito complessivo familiare lordo, annuale, per avere diritto al contributo era stato fissato in 50 mila euro. La giunta nell'annunciare il provvedimento del bonus scuola aveva reso noto anche gli stipendi "già tagliati" degli amministratori. Una tabella che andava dai 1200 euro netti del primo cittadino, a tempo pieno, al centinaio di euro degli assessori part-time. A. P. 11/11/2008

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cura dimagrante sui costi della politica scoma: "subito la legge o fondi ridotti" (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo L´assessore chiede all´Ars di approvare la norma imposta dalla Finanziaria Cura dimagrante sui costi della politica Scoma: "Subito la legge o fondi ridotti" RIDUZIONE dei costi della politica: i partiti hanno ancora una settimana di tempo, fino a martedì prossimo, per presentare i loro emendamenti. Poi il disegno di legge che impone tagli anche del 50 per cento alle remunerazioni dei politici, una delle medicine amare imposte dalla finanziaria nazionale a cui la Sicilia avrebbe dovuto da mesi adeguarsi, approderà in aula, probabilmente giovedì prossimo. Una politica di rigore, quella prevista nel ddl varato a settembre dalla giunta Lombardo, che adesso attende il passaggio più delicato, l´approvazione all´Ars, con imboscate possibili e levate di scudi che da più parti si temono. E per questo che l´assessore regionale per la Famiglia, le Politiche sociali e le Autonomie locali Francesco Scoma ieri ha rivolto un appello sia alla commissione Affari istituzionali (che torna a riunirsi una settimana) chiedendo parere favorevole al ddl, sia ai deputati. «Il disegno di legge sulla riduzione dei costi delle giunte comunali e provinciali, all´esame della prima commissione dell´Ars, è decisivo per la sopravvivenza degli stessi enti locali - ha detto Scoma - Ho chiesto che la commissione esprima parere favorevole al ddl che ho presentato. In caso contrario lo Stato taglierebbe risorse ingenti agli enti locali». «Il Parlamento è sovrano - aggiunge Scoma - Ma io confido anche nel buonsenso dei deputati di Sala d´Ercole. Il ddl lo impone la Finanziaria dello Stato. La Sicilia doveva adeguarsi ai tagli entro giugno 2008. Abbiamo ottenuto una proroga ma entro la fine di quest´anno dovremo adeguarci. Se ciò non accadrà i fondi che lo Stato eroga direttamente agli enti locali subiranno una decurtazione del 3 per cento circa». Il disegno di legge prevede la riduzione degli stipendi per i consiglieri di comuni e province. Niente più indennità aggiuntive ai vice presidenti di consigli provinciali e comunali (a Palermo era di 3.700 euro). Prevista cura dimagrante sul numero di assessori: a Palermo non potranno più essere più di 12. Nei comuni con meno di 100 mila abitanti, gli assessori scenderanno da 10 a 7, fino ai piccoli centri in cui non potranno essere più di 4. Il disegno di legge prevede, inoltre, che i vice presidenti dei consigli comunali e provinciali perdano l´indennità aggiuntiva e tornino a essere pagati come semplici consiglieri. Nei comuni medi il gettone per i consiglieri sarà di 50 euro e il limite è sempre un quarto dello stipendio del sindaco. Nei piccoli comuni il gettone sarà di 30 euro. Per i consiglieri delle circoscrizioni nessuna retribuzione. a. r.

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Arriva la stangatasui bigliettiper andare a teatro (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Arriva la stangatasui bigliettiper andare a teatro aumenteranno tra il 20 e il 30% Lo ha annunciato l'assessore Martino: «Sono fermi da 12 anni». Il disavanzo del Chiabrera è di 500 mila euro Savona. I biglietti per gli spettacoli del teatro Chiabrera aumenteranno tra il 20 e il 30%. Lo ha annunciato ieri pomeriggio l'assessore al bilancio Luca Martino, in risposta ad una interpellanza del consigliere Vincenzo Delfino. L'iniziativa rientrerà in una più vasta manovra per far quadrare il bilancio: un'operazione di grande delicatezza a fronte di tagli dallo Stato che nel caso di Savona ammontano per il 2009 ad oltre un milione di euro tra sforbiciata ai trasferimenti complessivi e mancata compensazione dell'intero gettito un tempo derivante dall'Ici. A tutto ciò va aggiunto un altro milione da reperire per far fronte alle ricapitalizzazione delle società partecipate Acts e Ata che, secondo recenti indicazioni della Corte dei conti, dovranno essere inserite nella voce di spesa corrente e non più in quella degli investimenti. La cifra non cambia rispetto allo scorso anno (sempre di un milione si trattava), ma la differenza tra spesa corrente e investimenti (finanziabili per altre strade) è grande. Come dire, la coperta è sempre più corta e dal centro si scarica sulla periferia l'obbligo di operare la "stretta" ai bilanci. Il tutto mentre la gigantesca crisi che attanaglia il primo mondo suggerisce agli specialisti un drastico cambio di rotta: ovvero il ritorno ad una politica di massiccia spesa pubblica per sostenere l'economia in apnea. Questa è la strada che si accinge, ad esempio, a imboccare il neoeletto presidente Usa Obama. Una strada che l'Italia non si può permettere per un debito pubblico già di suo stratosferico, anche se l'Unione europea sta riflettendo sulla opportunità di allentare i vincoli di Mastricht. Nel caso dell'amministrazione Berruti, il punto intoccabile intorno al quale verrà costruita l'ipotesi di quadratura di bilancio è la volontà di non intaccare la spesa sociale. Così come di sostenere lo sviluppo turistico-culturale. Le strade sono comunque il contenimento della spesa (ma i margini sono minimi, perché già ampiamente attuato negli scorsi anni) e il taglio dei costi della politica: «Un segno di rigore - dice Martino - dovrà sicuramente essere dato». Quanto alle tariffe, non saranno toccate quelle sociali (asili nido in primis). Dell'aumento della Tarsu già si è detto (12%). Il Chiabrera rappresenta un caso a sè: le tariffe sono ferme da 12 anni. E lo squilibrio annuo tra spesa e introiti è di 500 mila euro. «Anche in condizioni di bilancio non così difficili - spiega Martino - un adeguamento sarebbe opportuno, per una questione generale di equità. È giusto che chi usufruisce del teatro sia chiamato a compensarne almeno in parte, le spese». L'aumento - pur consistente - non basterà tuttavia a colmare il gap di 500 mila euro: «Ma pretendere questo non sarebbe nè possibile nè giusto: ci sono servizi che il Comune deve sostenere, l'offerta culturale tra questi». Per la cronaca: il biglietto per il singolo spettacolo della stagione di prosa (la più onerosa) costa oggi 24 euro (18 la galleria numerata). Ridotti, rispettivamente, a 14 e 11 euro per i giovani sotto i 26 anni. L'abbonamento alla stagione per nove spettacoli costa invece 210 euro (145 la galleria numerata). 100 e 70 euro per i giovani. An. Gran. 12/11/2008 Ciao nonno Alberto Sei sempre stato un grande, ti ho voluto molto bene e ti ho ammirato. Porto con orgoglio il tuo nome e i tuoi consigli mi seguiranno ovunque. Tuo nipote Alberto Grondona. 12/11/2008

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<La Casta> I nuovi casi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-11-12 num: - pag: 11 categoria: BREVI «La Casta» I nuovi casi Esce oggi in libreria la nuova edizione aggiornata de «La Casta», il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che, nelle sue 32 edizioni, ha già venduto un milione e 250 mila copie. «Così i politici italiani sono diventati intoccabili. E continuano ad esserlo», recita il sottotitolo del libro. «Non ci avevano promesso una politica più sobria?», si chiedono i due autori.

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Pusteria, nuovo portiere (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

SERIE A Pusteria, nuovo portiere Domani sera Tuomas Nassinen sarà già in campo BOLZANO. GÜnther Hell resta a spasso. Come previsto, non sarà lui il sostituto del canadese Kelly Guard a difesa della porta del Val Pusteria. La società del presidente Roman Erlacher, infatti, ha preferito imitare il Bolzano e scegliere la pista finlandese: il nuovo goalie dei lupi sarà infatti il 25enne Tuomas Nissinen. Si tratta di un portiere piuttosto talentuoso, tanto da meritarsi diverse convocazioni nelle nazionali giovanili finlandesi e una chiamata al terzo giro del draft Nhl 2001 da St. Louis, ma che sino ad ora non è stato in grado di compiere il definitivo salto di qualità. In carriera Nissinen ha comunque collezionato 131 gettoni di presenza in SM-Liiga, la serie A del paese scandinavo, tra Ilves Tampere, ÄssÄt e KalPa Kuopio, squadra con la quale ha disputato 14 partite nello scorso campionato prima di terminare la stagione nell'Örebro, in prima divisione svedese. Il nuovo portiere dei red orange arriverà già quest'oggi a Brunico, e scenderà dunque sul ghiaccio domani sera nel match di campionato contro il Pontebba. Nissinen ha firmato un try-out di un mese con l'opzione di rinnovo per tutta la stagione. Nei giorni scorsi, oltre alla trattativa sfumata con Hell, il Val Pusteria era stato ad un passo dal 33enne Markus Korhonen, anch'egli finlandese, il cui ingaggio è sfumato davvero di poco. Michele Bolognini

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PER NON RISCHIARE di parlar di niente (avviene, quando tutti si avventano su un a... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

AGENDA pag. 16 PER NON RISCHIARE di parlar di niente (avviene, quando tutti si avventano su un a... PER NON RISCHIARE di parlar di niente (avviene, quando tutti si avventano su un argomento, e si produce rumore e poca chiarezza; consultare un qualsiasi manuale di comunicazione per saperlo) e per non buttarla ? da ambo le parti ? in cagnara, credo che un punto fermo bisognerà averlo. Ritenere che in questi anni la nostra scuola si sarebbe ingrassata di sovvenzioni e di fondi, fino a diventare l?obeso paradiso dei professori fannulloni e degli alunni fannulloni, è una pericolosa stortura; così come è semplicistico dichiarare che tutti studiano, che è ora di finirla con tutti questi che fanno l?università, e ignorare ? ecco il problema ? che siamo in coda in Europa per percentuale di laureati in rapporto alla popolazione. Lei ha ragione quando si augura che i risparmi ottenuti sul sistema universitario potrebbero essere utilmente dirottati a favore di attrezzature scolastiche e ricerca. Ma il punto è proprio qui. All?origine della legge Gelmini (il numero 133), vi è il famoso decreto 112, emanato il 25 giugno scorso dal governo su iniziativa del ministro dell?economia Tremonti. E quel decreto è, di base, un insieme di tagli (non mi soffermo sull?ipotesi della trasformazione privatistica degli atenei in fondazioni) solo in piccolissima parte compensati da reinvestimenti. Va benissimo il solerte invito a premiare il merito e le università virtuose. Ma, per fare l?esempio dell?Alma Mater (conti in ordine, spese per il personale entro i limiti di legge, rapporto numerico docenti-studenti pari a un quinto di quello che si verifica a Cambridge o ad Harvard), nel 2010 subirà una sforbiciata di 40 milioni di euro, che ammonterà a 90 nei successivi 5 anni. Dio salvi i nostri ricercatori. Vedo, insomma, poche prospettive di sviluppo, di pianificazione (perché la parola dovrebbe disturbare?) del nostro insegnamento accademico in grado di fargli raggiungere la centralità che gli spetterebbe in qualsiasi decorosa società della conoscenza (la nostra non lo è). Mi fa anche specie, Le dirò serenamente, che di altri sprechi non si abbia più traccia. Non è per parlar d?altro, ma la famosa casta, i costi della politica e del suo bieco sottobosco, e l?impresentabilità della finanza, ce li siamo inventati, sono spariti d?incanto o hanno fatto un bagno di virtù e meritocrazia di cui io non mi sono accorto? cesare.sughi@ilcarlino.net

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HOCKEY, NISSINEN IN PUSTERIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 12-11-2008)
Pubblicato anche in: (Trentino)

Argomenti: Costi della politica

HOCKEY, NISSINEN IN PUSTERIA GÜnther Hell resta a spasso. Come previsto, non sarà lui il sostituto del canadese Kelly Guard a difesa della porta del Val Pusteria. La società del presidente Roman Erlacher, infatti, ha preferito imitare il Bolzano e scegliere la pista finlandese: il nuovo goalie dei lupi sarà infatti il 25enne Tuomas Nissinen (nella foto). Si tratta di un portiere talentuoso, tanto da meritarsi diverse convocazioni nelle nazionali giovanili finlandesi e una chiamata al terzo giro del draft Nhl 2001 da St. Louis, ma che sino ad ora non è stato in grado di compiere il definitivo salto di qualità. In carriera Nissinen ha comunque collezionato 131 gettoni di presenza in SM-Liiga, la serie A del paese scandinavo, tra Ilves Tampere, ÄssÄt e KalPa Kuopio, squadra con la quale ha disputato 14 partite nello scorso campionato prima di terminare la stagione nell'Örebro, in prima divisione svedese. Il nuovo portiere giocherà già domani in campionato. (bolo)

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Addio al vecchio Casic delle poltrone (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Assemblea a nove posti, CdA a cinque, gettoni di presenza ridotti: «Adesso comandano i territori» Addio al vecchio Casic delle poltrone Assemblea a nove posti, CdA a cinque, gettoni di presenza ridotti: «Adesso comandano i territori» Milia: «Il presidente è Emanuele Sanna ma i partiti non c'entrano» --> Milia: «Il presidente è Emanuele Sanna ma i partiti non c'entrano» Fra i consiglieri d'amministrazione Nino Granara, Rossana Sulis e i sindaci di Sarroch e Capoterra Mauro Cois e Giorgio Marongiu. Il Casic, con le sue 57 poltrone in assemblea le otto in Consiglio d'amministrazione, è roba del passato: il presente si chiama Consorzio industriale provinciale di Cagliari, ha un'assemblea composta da nove persone e un CdA a cinque posti. Sessantun poltrone in meno e gettoni di presenza pari alla metà di quelli dei consiglieri provinciali. Ma la novità disegnata dalle legge regionale approvata l'estate scorsa, assicura il presidente della Provincia Graziano Milia, da ieri ex presidente del Casic, è il passaggio dalla logica della spartizione dei posti fra partiti a quella della rappresentanza del territorio: in assemblea sono rappresentati i sette Comuni in cui rientra l'area industriale (Cagliari, Sarroch, Capoterra, Uta, Assemini, Elmas e Sestu), la Camera di commercio e la Provincia. «Ognuno risponde ai suoi rappresentati e non è più possibile ragionare in base alla tessera che si ha in tasca». VECCHIO E NUOVO Proprio per controbilanciare l'innovazione, spiega Milia, la scelta per il nuovo presidente è caduta («all'unanimità») su Emanuele Sanna, uno degli esponenti più in vista del Pd sardo con decenni di militanza politica targata Pci-Pds-Ds, ex parlamentare ed ex presidente del Consiglio regionale: non proprio un nome nuovo, né un simbolo del superamento di vecchie logiche. «Serviva una scelta nel segno dell'esperienza e dell'autorevolezza», dichiara il presidente della Provincia, che nega di aver discusso della questione con la segreteria del partito. Nella stessa direzione va la conferma del direttore generale del Consorzio, Oscar Serci. Il quale, dal canto suo, garantisce che sotto il profilo strettamente operativo non cambierà nulla: «Le nostre finalità sono immutate» e, in attesa che la Regione proponga lo schema del nuovo, resta in vigore il vecchio statuto. ASSETTI DI POTERE Il 30 per cento delle quote è del Comune di Cagliari, un altro 30 è diviso fra gli altri sei Comuni e il restante 40 è nelle mani della Provincia, che nel vecchio assetto contava per il 7 per cento. Poiché l'ente ha superato il limite del 20 per cento delle quote, il presidente non poteva più essere il presidente del Consorzio. L'aver affrontato subito la questione della suddivisione, secondo il direttore generale Serci, ha fatto sì che il Consorzio del Cagliaritano non abbia conosciuto, sulla strada della sua ristrutturazione, le difficoltà e gli scontri che hanno caratterizzato altri Consorzi sardi. Per Milia e Serci «non vi è mai stato un rischio di commissariamento». I CONSIGLIERI Nel Consiglio di amministrazione entrano Rossana Sulis in rappresentanza della Camera di commercio, Nino Granara per il Comune di Cagliari e, per gli altri Comuni che entreranno a turno, due per volta, nel Cda, i sindaci di Sarroch, Mauro Cois, e di Capoterra, Giorgio Marongiu. L'ADDIO Milia, che alle 13 ha salutato il personale del Consorzio a Macchiareddu e presentato il nuovo presidente, ha rivendicato i risultati ottenuti in questo periodo: gestione dei rifiuti campani, ricucitura dei rapporti con il sistema imprenditoriale locale e capacità di attrazione di aziende esterne, recupero del rapporto col ministero dell'Ambiente e con la Regione e rilancio del porto canale. MARCO NOCE

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La Casta non cede, anzi costa di più (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi I costi della politica: più 100 milioni I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore. Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese. Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida». Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento. Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine. Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno. Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane. C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta... Bene: non è andata così. Nell'assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l'aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto. (Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata) Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella stampa |

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Consiglio deserto 3 mila euro buttati (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

il caso Salta di nuovo il numero legale RIUNIONE EXTRA La seduta in Sala Rossa dura un minuto Consiglio deserto 3 mila euro buttati BEPPE MINELLO Convocata per smaltire cinquantanove mozioni e 19 ordini del giorno Tremila euro buttati, vale a dire il costo di 29 consiglieri comunali per un minuto di inutile «lavoro». Chiamatelo il prezzo della democrazia se volete, più probabilmente è scarsa serietà. Come definire altrimenti il colpo a vuoto di ieri della Sala Rossa che, per l'ennesima volta (è persino difficile tenere il conto esatto), ha visto fallire il consiglio comunale per mancanza del numero legale. Per ironia della sorte è abortita una seduta straordinaria convocata per smazzare un bel po' delle 59 mozioni e 19 ordini del giorno accumulatisi nel corso dei mesi. E anche su questo aspetto si potrebbero trarre conclusioni non proprio positive: le mozioni e gli ordini del giorno sono lo strumento principe delle forze di maggioranza e opposizione che formano il Consiglio, sorta di «parlamento» locale, per indirizzare la politica cittadina. Che senso ha ammucchiarli tutti insieme per smaltirne il più possibile? Interessano realmente a qualcuno? Interrogativi anch'essi inutili: il consiglio si è aperto e chiuso nel minuto che dicevamo, utile comunque a far scattare il gettone di presenza pari a 120 euro lordi a consigliere: «Una brutta pagina per tutti» commenta il capogruppo del Pdci, Mimmo Gallo. Quando la decina di consiglieri del centrodestra s'è accorta che tutti insieme i colleghi della maggioranza non raggiungevano quota 26 utile a tenere aperta la seduta, hanno chiesto la verifica del numero legale. Telefonate, fuggi fuggi dalla bouvette, ma niente da fare: complice pare anche un errore di voto del capogruppo dell'Italia dei Valori, Galasso, la conta s'è fermata a 25 perché l'opposizione s'è ben guardata dal segnare la propria presenza a dispetto delle tante dichiarazioni sul rispetto dei superiori interesi della città. Sull'altro fronte, a sottolineare l'ennesima Waterloo della maggioranza, l'assenza del capogruppo del Pd, Andrea Giorgis. Assenza più che giustificata (era a Roma), ma tanto è bastato ad alcuni consiglieri del Pd per «tagliare» la seduta. Un atteggiamento che la dice lunga sui non facili rapporti all'interno del partito del sindaco (anche lui nella capitale) dove si stanno affilando i coltelli in vista di metà dicembre quando si dovranno rinnovare le cariche istituzionali. Non è un mistero che Giorgis punti a sostituire il presidente della Sala Rossa, il rifondarolo Castronovo. Un'operazione che ha qualche probabilità di riuscita se avverrà all'interno di un rimpasto di giunta che permetta di accontentare i tanti appetiti della maggioranza e quindi trovare un accordo per far confluire i voti necessari su Giorgis. C'è l'Italia dei Valori che, ad esempio, continua a pretendere un assessorato, così come una poltrona nel governo cittadino la chiedono consiglieri di lungo corso come Gioacchino Cuntrò e Gavino Olmeo. Un assessorato o, in subordine, l'incarico lasciato libero da Giorgis che non dispiacerebbe al giovane Stefano Lo Russo coadiuvato da una vice come Giuliana Tedesco la qual cosa significherebbe, va da sè, trovare una compensazione per l'attuale numero due, Lorenzo Gentile. Insomma, un puzzle da mille pezzi.

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Acquistato il portiere Paoletti (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT AREZZO pag. 15 Acquistato il portiere Paoletti EX UDINESE E MESSINA L? AREZZO acquista un portiere, peraltro di buona caratura. E? Gabriele Paoletti, 30 anni (nato a Roma l?11 aprile 1978). Estremo difensore esperto, alto 1,86 x 83 kg. attualmente era svincolato, ecco il motivo per cui la società ha potuto ingaggiarlo prima di gennaio. Cresciuto nelle giovanili del Torino, ha esordito tra i professionisti nel Modena in C1, disputando due campionati dal ?98 al 2000 con 34 presenze complessive, quindi l?Aquila sempre in C1 nel 2000-2001 con 33 gettoni. Nel 2001-2002 al Torino ma solo una presenza in Coppa Italia, quindi al Lanciano, stagione 2002-2003, 21 partite in C1 e nello stesso campionato, 36 sfide nella Viterbese allenata dall?aretino Guido Carboni che sfiorò la B. Carboni ha stima di Paoletti. Nel 2004-2005 altro torneo da protagonista alla Reggiana, che arrivò fino ai play-off, perdendo in semifinale con l?Avellino che poi volò tra i cadetti. Su di lui mise gli occhi l?Udinese che lo acquistò. L?esordio in serie A nel suggestivo palcoscenico di San Siro: 5-1 del Milan sui friulani il 6 novembre 2005. In tutto 8 presenze in campionato più 7 in Coppa Italia. Nel gennaio 2007 il passaggio al Messina, sempre nella massima categoria. In una stagione e mezzo 14 gettoni. Poi il fallimento del Messina e Paoletti resta svincolato. Le strade infinite del calcio e del destino lo portano ora ad Arezzo dopo l?infortunio di Marconato. Già oggi Paoletti svolgerà il primo allenamento con la casacca amaranto e già domenica prossima col Pescara dovrebbe essere a disposizione visto che il contratto è stato depositato ieri sera. Poi se giocherà lui o Lancini spetterà ovviamente al tecnico Cari. Fausto Sarrini

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Indennità Asm, esposto alla Finanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

La posizione di Semplici e Consiglieri: «Devono essere parametrate su quanto prende effettivamente il sindaco che ha un emolumento ridotto» Indennità Asm, esposto alla Finanza La lista civica contesta gli stipendi di presidenti e consigli di amministrazione VIGEVANO. La lista civica «Semplici» ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza di Pavia, cui chiede di verificare le indennità di funzione percepite dai presidenti di Asm Vigevano e Lomellina e Asm Isa, in rapporto a quella percepita dal sindaco. Secondo il consigliere comunale Daniele Semplici, e il segretario della lista civica Davide Consiglieri, i vertici delle due Asm stanno percependo più del dovuto. Lo hanno spiegato in una conferenza stampa per annunciare la presentazione dell'esposto. «Per legge - affermano - i presidenti e i componenti delle società partecipate dai Comuni non possono percepire compensi lordi superiori all'80% (per i presidenti) e al 70% (per gli altri componenti del consiglio di amministrazione) dell'indennità di funzione lorda annua del sindaco». Semplici e Consiglieri affermano che il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino «percepisce un'indennità di funzione lorda mensile pari a 23.550,48 euro» (1.962,54 euro per 12) e non 49.579,8 euro (4.131,66 per 12 mensilità) perché, in quanto preside dell'istituto professionale Roncalli, ha una riduzione dell'indennità per la carica pubblica che ricopre. I presidenti di Asm Vigevano e Lomellina, Dario Invernizzi, e di Asm Isa, Rosario Mandoliti, percepiscono invece rispettivamente 33.600 euro lordi annui. «Quindi, non prendono l'80% dei 23.550,48 euro del sindaco, ma molto di più - è la posizione di Semplici e Consiglieri - e su questo aspetto noi chiediamo una verifica alla Guardia di Finanza, perché secondo noi, avendo il sindaco un'indennità ridotta, la riduzione deve riguardare presidenti e consiglieri di Asm». A sostegno della loro tesi, Consiglieri e Semplici portano il caso del Comune di Genova «dove il sindaco della città ha investito della questione la sezione di controllo della Corte dei Conti della regione Liguria, secondo cui è di tutta evidenza che il parametro cui il legislatore ha voluto far riferimento, per i compensi degli amministratori delle società interamente partecipate dal Comune, sia quello relativo alla misura dell'indennità effettivamente e concretamente fissata per il sindaco e non quella ricavabile in astratto». Inoltre, la lista civica, assieme a Lombardia Autonoma, insiste nella richiesta della riduzione del 40% dei costi della politica: «Si risparmierebbero 300mila euro in città, che potrebbero essere investiti utilmente in altre attività - affermano le due liste - come il sostegno alle persone in difficoltà economica o l'installazione di pannelli fotovoltaici su molti edifici pubblici, che eviterebbero la costruzione di centrali elettriche».

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Gli anticorpi del riformatore (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mer, 12 Nov 2008 Edizione 243 del 12-11-2008 Marco Pannella Le ?visioni? del radicale che spesso anticipa la realtà Leggi illiberali, un regime che imploderà Candidarsi come alternativa non violenta Gli anticorpi del riformatore di Valter Vecellio Quasi mai generosa, la stampa italiana, nei confronti dei radicali e di Marco Pannella in particolare; la conferma si è avuta in occasione del recente congresso di Chianciano: rari gli articoli, ricchi sempre di glamour a un tanto al chilo; e la ?notizia? regolarmente non colta. Dimitri Buffa prima, Alessandro Litta Modignani poi, hanno già svolto considerazioni e riflessioni su quel che si agita attorno e dentro il ?mondo? radicale. Proverò a situarmi sulla loro scia. Intanto, subito, la novità non colta. Non solo a Chianciano, ma anche al successivo congresso della Destra di Francesco Storace e in numerosi interventi a ?Radio Radicale?, Pannella ha elaborato una ?riflessione? rimasta clandestina. Pannella sostiene che esiste una sorta di continuità tra regime fascista-mussoliniano e regime ?fascista?-sfascista degli antifascisti. Una continuità fatta di leggi illiberali che contrastano con la Costituzione, e che tuttavia sono state lasciate in vita perché tornavano comunque utili contro l?avversario; di altre leggi ?post-fasciste?, ma non meno illiberali e autoritarie delle fasciste; del non rispetto della legalità, della sistematica e programmatica violazione della Costituzione e della ?parola data?. Non è una novità, Pannella la propone da almeno quarant?anni. C?è però una ?piccola? novità. Il leader radicale infatti sostiene che questo ?regime? è destinato molto probabilmente ad ?implodere?, e con conseguenze non prevedibili, certamente non facilmente controllabili. Dunque, dice Pannella, occorre prepararsi, attrezzarsi per candidarsi come alternativa riformatrice non violenta. Questo è il compito del riformatore, che prefigura l?alternativa all?esistente, la prepara e si candida a un ?governo? altro delle cose. Ora si può benissimo liquidare questa analisi come il ?delirio? di un visionario. Ma ne siamo sicuri? L?esperienza del passato consiglia prudenza. E? accaduto altre volte che le ?follie? pannelliane si siano rivelate la cosa più saggia e più giusta. Non è la prima volta che Pannella con rabdomantica capacità coglie in anticipo scricchiolii e segnali che da più parti arrivano, e ne ricava quel ?giusto senso? che poi un po? tutti riconoscono. Ricordate quel frammento di Eraclito che dice ?Se non speri l?Insperabile, non lo scoprirai, perché è chiuso alla ricerca, e ad esso non conduce nessuna strada?? C?è qualcun altro, nel mondo politico italiano, che più e come Pannella non cessa un momento di ?sperare? l?insperabile e per questo lo ha potuto ?scoprire?? E? tuttavia sconcertante la quantità di luoghi comuni vomitati in questi anni. Se ne potrebbe ricavare un?antologia da far invidia al flaubertiano catalogo di Bouvard e Pécuchet. Non tanto, o solo, l?insulto. Piuttosto è la rinunzia a cercare di capire, l?avvilente limitarsi a guardare senza vedere, a parlare senza dire nulla... Quante volte hanno sostenuto che Pannella e i radicali erano finiti? Dicono che i radicali sono una setta; in cinquant?anni, non uno dei tanti che studiano la forma partito che abbia studiato lo statuto radicale, analizzato la strana ?cosa? costituita a una ?setta? senza probiviri; che per regola si ?costringe? ad accogliere l?iscritto, senza poterlo respingere o espellere. Una ?setta? che favorisce le iscrizioni plurime; una ?setta? che prefigura un?organizzazione aperta, federativa; che, a differenza delle altre organizzazioni centralistiche e burocratiche (tutte fallite), sfida ogni legge di ?gravità? e vive da mezzo secolo; una setta che vanta un patrimonio politico unanimemente riconosciuto unico al mondo. Dicono che Marco Pannella produce e forma classe dirigente, che poi distrugge. Ancora un luogo comune: quello di Crono che divora i suoi figli. E? vero: Pannella ha creato e forgiato una classe politica. Sa essere esigente, rigoroso, oltre che generoso e comprensivo; essere radicali non è facile. C?è chi sa e riesce ad esserlo sempre; c?è chi lo è per un periodo della sua vita, poi sceglie altro. Sarebbe interessante realizzare una ?mappatura?: ci sono una quantità di ex radicali un po? ovunque, e l?impronta? spesso si indovina loro malgrado. Non interessa qui discutere le loro scelte, i loro percorsi. Conta piuttosto smentire il luogo comune. E? Pannella che viene azzannato, o almeno c?è chi ci prova; anche questa incapacità di ?leggere? una realtà che pure è evidente, è la cifra della situazione in cui ci si viene a trovare. La ?colpa? di Pannella ? di autentica colpa si tratta ? è quella di esaltare il dissenso, aiutarlo ad emergere. Naturalmente quando ritiene sia il caso di farlo, lo combatte con durezza. Ma si può negare che le ?fortune? di molti ?ex? sono diventate tali appunto nel momento in cui hanno scelto di ?dissentire?, di essere ?ex?? Chi volesse ripercorrere la storia del Partito Radicale, si accorgerà che ha saputo superare molti momenti difficili perché ha respinto le tentazioni di chiusura, ha combattuto la logica del clan e ha accettato le sfide ?aprendosi?, facendo esplodere contraddizioni anche al suo interno. Ogni volta che questo è accaduto e che questo processo si è realizzato, la ?cosa? radicale ha trovato anche gli anticorpi che hanno consentito di superare le crisi. Questo è probabilmente il patrimonio più importante dei radicali. Ed è lezione che vale anche per l?oggi. A questo proposito può essere utile un?iniziativa ancora non valorizzata per come merita, quella per l?anagrafe degli eletti. C?è una bella pagina de ?Il Giorno della civetta?, di Leonardo Sciascia; quella dove il capitano Bellodi è tentato di applicare contro il capomafia quei mezzi al di là e al di sopra della legge che applicò Cesare Mori negli anni del fascismo; tentazione momentanea, che subito respinge, per arrivare alla conclusione che bisogna piuttosto seguire la pista del denaro, dei patrimoni illeciti. E qui viene la polpa della questione: ?Tutte quelle volpi, vecchie e nuove, che stanno a sprecare il loro fiuto dietro le idee politiche o le tendenze, o gli incontri dei membri più inquieti di quella Grande Famiglia che è il regime e dietro i vicini di casa della famiglia, sarebbe meglio si mettessero ad annusare intorno alle ville, le automobili fuori serie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi, e a tirarne il giusto senso?. Il ?giusto senso? che si può tirare se si ha a disposizione uno strumento di conoscenza come appunto ?l?anagrafe degli eletti?. E? insomma una risposta in ?positivo?, e politica nel senso più alto, alle denunce de ?La Casta? di Stella e Rizzo; degli ottimi libri sul sindacato di Liviadiotti; sulla giustizia di Ferrarella e Tinti; sui giornalisti di Lopez; sul Vaticano di Maltese, Pontesilli e Turco. Quello che si vuole garantire, è la possibilità di poter ?conoscere per deliberare?, come diceva un grande liberale, Luigi Einaudi; significa garantire la possibilità di poter conoscere con facilità non solo l?attività svolta dai vari enti, ma anche quei dati inerenti l?attività degli eletti. Per dire: quante volte sono presenti e assenti; come e se lavorano; con quali metodi ed espedienti; se sono assenteisti o se votano e come votano; quali e quanti strumenti regolamentare usano. Qual è la loro situazione patrimoniale, immobiliare, finanziaria, fiscale, societaria, quali sono i loro incarichi remunerati?Si tratta, insomma, di restituire al cittadino gli strumenti di controllo e di vigilanza, di conoscenza dell?operato dei suoi rappresentanti a ogni livello, nazionale e locale. Oggi la moderna tecnologia, internet in particolare, offre gli strumenti che consentono di mettere tutti questi dati a disposizione di tutti; strumenti, informazioni che possono aiutarci a individuare i migliori, i più idonei, i più capaci, i più onesti. Non è davvero poco, e su questo ?hic Rhodus?, sarebbe auspicabile e opportuno si misurassero sia il centro-destra che il centro-sinistra. Non foss?altro per cercare di limitare i danni di una possibile ?implosione? che se non probabile è comunque possibile.

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Il fantasma della Sardegna al premio Solinas (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura Pagina 345 Il fantasma della Sardegna al premio Solinas Quattro Mori assenti alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori torna il sereno --> Quattro Mori assenti alla manifestazione anche se tra Regione e organizzatori torna il sereno DAL NOSTRO INVIATO SERGIO NAITZA Roma. Non c'erano sardi, quest'anno, nella cinquina finalista del Premio Solinas. Ma non c'era neppure la Sardegna, neppure il logo della Regione con i quattro mori infilato nella cartella stampa a tenere vivo un legame che ormai non esiste più. Dal 2002, anno in cui il Premio dedicato al grande sceneggiatore e scrittore sardo Franco Solinas - autore di memorabili copioni per Pontecorvo, Losey, Maselli - lasciò l'arcipelago di La Maddalena per approdare nella penisola, prima tappa Bologna, e ora a Roma. Peccato, anzi che rabbia: il Solinas figura tra le occasioni perse - dalla miopia culturale e politica isolana - per dare stabilità e progetti ad un concorso che aveva tante frecce vincenti nel suo arco. Il rilancio di un mestiere, quello dello sceneggiatore, allora in ombra; una giuria composta da mezza storia del cinema italiano; il nome di Solinas da spendere e non tradire, ovvero la garanzia di un intellettuale sardo di peso internazionale schivo, rigoroso, armato di passione politica e onestà morale. E la possibilità, se ne parlava oltre 23 anni fa quando venne istituito il Premio, di fondare in Sardegna una scuola di cinema. Invece, tutto a carte quarantotto. Ieri, nella cornice asettica del cinema L'Aquila di Roma, durante la premiazione aleggiava lo spirito severo di Solinas e la convivialità della manifestazione - gruppone di giurati, finalisti e gente dello spettacolo - aveva le stimmate della festa romana, nulla dell'atmosfera sospesa e magica di La Maddalena che dal 1985 al 2001 aveva ospitato il concorso. Dunque sono sette anni che il Solinas non abita più nell'Isola. Il concorso è lo stesso, anzi ha aggiunto altre sezioni (storie e documentari), la giuria non ha più un parterre di maestri però è formata da solidi professionisti. La presidentessa del Premio, Francesca Solinas, vorrebbe tornare in Sardegna, «non per rifare la festa ma per lavorare ad un progetto culturale ed editoriale che stimoli energie e talenti locali». C'era l'idea di inserirlo nel circuito ?Isola del cinema? e non se n'è fatto nulla. Ma ieri una luce s'è accesa: la Regione Sarda, che solo nel 2007 finanziò il Premio, adesso tende la mano. Dice l'assessore alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu: «Saremo felici di riaverlo a casa. Il prossimo bando della legge sul cinema contemplerà anche i premi. E non ci sarà più la discriminante della sede legale, basterà che la Sardegna abbia il rilievo richiesto». Se son rose fioriranno, finora la storia ha detto il contrario. Bisogna schiacciare il tasto rewind, rivedere rapidamente il film dell'idillio spezzato tra la Sardegna e il Premio Solinas per capirne ragioni e colpe. Lo sceneggiatore scomparve nel 1982 a 55 anni ma per fortuna non venne messo nel dimenticatoio. Ci pensò il critico Felice Laudadio, prima con una monografia al festival Europacinema, poi con l'idea del concorso. Idea che covava anche in Sardegna grazie al giornalista Giuseppe Podda che spinse perché la Regione si desse da fare per onorare un suo figlio così illustre. Le due proposte coincisero e, anche per merito di Gian Maria Volontè (che con Solinas divideva il buen retiro dell'arcipelago) fu organizzato un convegno dedicato allo sceneggiatore sardo e lanciata l'idea di un Premio per la migliore sceneggiatura inedita italiana. Era il 1985 e l'anno dopo arrivò la prima edizione, battezzata da una giuria al di sopra di ogni sospetto: Franco Cristaldi, Giorgio Arlorio, Leo Benvenuti, Ugo Pirro, Gillo Pontecorvo, Gian Maria Volontè, Salvatore Mannuzzu, Ignazio Delogu, Gian Mario Feletti, Felice Laudario e la figlia di Solinas, Francesca, destinata negli anni e ancora oggi a prendere il Premio in mano, farlo crescere e difenderlo dai rapaci. Subito il concorso si distinse per due direttrici fondamentali: scoprire nuovi autori (qualche nome: Archibugi, Monteleone, Calopresti, Zaccaro, Sorrentino, Mazzacurati, Capuano) e ridare ossigeno, cioè idee, al cinema italiano.Una missione che allora - gli anni Ottanta della crisi più acuta - pareva impossibile ma il Solinas ci riuscì diventando ogni anno, ai primi di giugno, un irrinunciabile appuntamento per autori vecchi e nuovi del cinema italiano. La Sardegna aveva finalmente una importante ribalta ma nelle intenzioni degli organizzatori il Premio non doveva essere solo ospitato a La Maddalena, doveva mettere in moto un laboratorio di cinema in Sardegna e per la Sardegna, dove insegnare e coltivare le professioni del cinema, visto il ben di Dio che c'era in giuria, tutti sceneggiatori, registi, produttori, attori pronti - nel nome dell'amico Franco - ad aiutare una terra depressa culturalmente a crescere. La Regione Sarda aveva iniziato finanziando il Premio con 30 milioni di lire, da distribuire tra vincenti e menzionati, ma ovviamente c'era da concorrere alle altre spese (organizzazione, segreteria, trasferte a La Maddalena, gettoni di presenza) cifra che annualmente finì per toccare i 200 milioni di lire, alla quale contribuivano anche il Comune di La Maddalena e il Ministero dello Spettacolo. C'era l'intenzione di aprire i cordoni della borsa, sapendo che questi soldi erano ben investiti, un giorno sarebbero rientrati con le lezioni dei grandi del cinema. Invece, un giorno (era il 2002), qualcosa si ruppe. Definitivamente. Il Solinas emigrò a Bologna, perché la Regione Emilia Romagna e la Cineteca offrirono un solido appoggio triennale, quello che la Sardegna non era stata capace di dare in 16 anni. Perché ogni anno il cardiopalma causato da lentezze decisionali politiche ingrippate nei labirinti della burocrazia aveva spinto gli organizzatori a cercare partner affidabili. In sostanza quelli del Premio dovevano sempre predisporre domandina di richiesta di contributi, aspettare trepidanti, come un questuante qualsiasi, di ricevere una risposta che arrivava sempre sul filo di lana, causando ritardi nell'organizzazione e anche possenti limate al cartellone quando i soldi erano meno della cifra agognata. Nel 1995 si era a un passo dalla Fondazione, necessaria per avviare il sogno della scuola di cinema, e per rafforzare il legame con l'Isola venne nominato come responsabile per la Sardegna il regista Gianfranco Cabiddu. L'obiettivo era consentire al Premio serenità e progettualità: ma tutto finì nelle sabbie mobili dell'incapacità, dell'instabilità politica, delle accuse di romanocentrismo (tanto che nacque l'Associazione Amici di Franco Solinas che la Regione finanziò con 100 milioni di lire, soldi mai usati per attività di cinema in Sardegna). Tredici anni dopo, oggi, il Premio potrebbe tornare a La Maddalena. Basta sedersi ad un tavolo e discuterne, soprattutto per non fargli fare la fine tipica dell'emigrato sardo: che è andato sul continente per crescere e, salvo visite di cortesia, non vuole tornare più.

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Il biglietto del Chiabrera aumenterà del 20-30% (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'ANNUNCIO DELL'ASSESSORE ALLE FINANZE MARTINO Il biglietto del Chiabrera aumenterà del 20-30% SAVONA Sarà un bilancio lacrime e sangue. Lo ha ribadito ieri sera in Consiglio comunale l'assessore alle Finanze Luca Martino che ha confermato l'aumento della tassa sulla spazzatura e ha annunciato l'incremento del costo dei biglietti del Chiabrera oltre all'ennesima riduzione delle spese generali. Una manovra complessa, che Martino ha anticipato al Consiglio per rispondere a un'interrogazione del consigliere di opposizione Vincenzo Delfino. «Si annuncia un bilancio difficile - ha spiegato Martino -. Il consigliere Delfino ha citato una serie di voci che saranno sicuramente oggetto di intervento. Le spese generali le abbiamo tagliate in passato e lo faremo ulteriormente. I tagli ai costi della politica potranno essere decisi solo dal Consiglio mentre i prezzi dei biglietti del Chiabrera verranno certamente aggiornati. Le tariffe del servizio sono ferme al 1996 e necessitano di un aggiornamento. E' vero infatti che fra entrate e uscite del teatro esiste un divario di circa 500 mila euro. A differenza di altri servizi di natura sociale, riteniamo che gli spettatori del Chiabrera dovranno contribuire a coprire i costi del servizio». L'aumento ipotizzato è del 20-30% del costo del biglietto. L'assessore Martino ha spiegato inoltre che la misura si renderà necessaria per la congiuntura particolarmente sfavorevole: «L'abolizione dell'Ici sulla prima casa e il taglio dei contributi del governo del 7% comporteranno una riduzione dei trasferimenti di un milione. Un altro milione dovremo pagarlo per ripianare le perdite di Acts e Ata». \

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Raccolta rifiuti, crescono a seii canoni dovuti e non pagati (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

dusty Raccolta rifiuti, crescono a sei i canoni dovuti e non pagati La civica assise ha proceduto, nella seduta di lunedì sera, ad esitare le variazioni di bilancio. Prima di entrare nel vivo dei lavori, Francesco Arangio si è dichiarato indipendente, non riconoscendosi più nella linea politica di Italia dei Valori. Il consigliere ha confermato comunque il suo sostegno al sindaco Savarino, essendo vicino alle linee programmatiche del primo cittadino e del gruppo consiliare del Pdl con cui ha intrapreso un «percorso condiviso». E' stato poi prelevato ed approvato il punto inerente la presa d'atto del D.Dir. n. 478 del 29.07.08, di approvazione della variante al Prg che prevede modifiche della commissione edilizia e delle norme tecniche di attuazione, correlate all'adeguamento normativo per l'abolizione delle barriere architettoniche. In sostanza ai diversamente abili sarà consentito di effettuare cambi di destinazione d'uso per rendere più fruibili le proprie abitazioni. Si è quindi passati ad esaminare una variazione di bilancio che contempla in entrata circa 57 mila euro derivanti dall'imposta comunale sugli immobili e1678 come contributo della Regione a favore degli allevatori per lo smaltimento delle carcasse. Tra le spese figurano invece 40 mila euro per organi istituzionali e riprese radiofoniche, 86 mila circa di interessi sui mutui, 65 mila di interessi di tesoreria, 45 mila per le parcelle dei legali e quasi 24 mila per la progettazione interna del Prg. Inoltre 90 mila euro di economie del settore servizi sociali sono stati destinati all'asilo nido. A questa variazione è stato presentato un emendamento da Tricomi, Arangio, Santocono, Incatasciato, Giannì e Spatola che prevede di applicare l'avanzo di amministrazione del conto consuntivo 2007 di 273 mila euro spalmandolo su varie voci tra cui: 5 mila euro integrazione ausiliari del traffico; 5 mila iniziative e progetti nelle scuole; 5 mila divulgazione cultura; 8 mila contributi ad allevatori per smaltimento carcasse; 26 mila servizio di assistenza domiciliare agli anziani; 5 mila contributi a famiglie bisognose; 20 mila gettoni di presenza consiglieri e indennità presidente e vice; 18 mila assistenza malati di Alzheimer; 9500 iniziative per il Natale; 8 mila attività culturali. La variazione di bilancio, così emendata, è stata approvata con l'astensione di Sparacino e Gerratana del Pd secondo i quali vi sarebbero spese discrezionali scandalose» come quelle per progetti scolastici, iniziative culturali e Natale. Il consiglio, infine, ha approvato la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e il riequilibrio della gestione per l'esercizio finanziario 2008. Cecilia Galizia

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Sono in arrivo diciotto nuovi alloggi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Un intervento pubblico di oltre tre milioni di euro per l'edilizia sovvenzionata e agevolata Sono in arrivo diciotto nuovi alloggi Verranno realizzati nella città alta. Interessata la zona dell'ex Tirassegno CIVITANOVA - Altri 18 alloggi per far fronte all'emergenza casa. Il consiglio comunale si appresta ad approvare la localizzazione e i progetti esecutivi per la realizzazione di alloggi in edilizia agevolata e sovvenzionata. Sorgeranno nell'area dell'ex Tirassegno a Civitanova Alta e fanno parte del Piano provinciale di edilizia residenziale pubblica. Un intervento pubblico di oltre 3 milioni di euro che metterà a disposizione 12 alloggi in edilizia sovvenzionata e 6 alloggi in edilizia agevolata. Già predisposti i bandi (in fase di scadenza) che vedono in prima linea l'Erp (cioè l'ex Istituto autonomo case popolari). Dopo il voto del consiglio comunale, ultimo atto dell'iter burocratico, si dovrà attendere solo l'erogazione dei finanziamenti da parte della Provincia che girerà a Civitanova fondi regionali. Quindi si potrà iniziare la costruzione dei 18 appartamenti su un'area di 5.000 metri quadri già di proprietà del Comune. Una zona (sotto il Pincio della città alta) che era inserita nel piano peep del precedente piano regolatore ma mai utilizzata da privati e cooperative. Quindi, con una modifica, il Comune ha optato per l'intervento pubblico. Gli appartamenti avranno un'estensione media di 70 metri quadri ognuno. Per i 12 alloggi in edilizia agevolata, è previsto un finanziamento di un milione e 560 mila euro dalla Provincia, cui si deve aggiungere altri 500 mila euro che dovrà tirar fuori il Comune per le opere di urbanizzazione. Dovrà essere realizzata una nuova viabilità nell'area, oltre a parcheggi e ad una zona di verde attrezzato. Ammonta invece a 780 mila euro il contributo per i 6 alloggi di edilizia agevolata che copre metà dell'intervento.la restante parte sarà a carico dell'Erp. Infatti i 6 alloggi saranno assegnati in base alla graduatoria delle case popolari (a Civitanova conta 226 domande). Per gli alloggi in edilizia sovvenzionata, invece, dovrà essere approvato (è già stato redatto) un apposito regolamento comunale sulla base del quale sarà stilata un'altra graduatoria. In questo caso, la priorità sarà data a chi ha subito uno sfratto esecutivo. Tutti gli alloggi saranno assegnati in locazione. Costo massimo per la realizzazione, 130.000 euro ad appartamento. "Con quest'intervento spiega il sindaco Massimo Mobili diamo una risposta concreta all'emergenza casa, che si è acuita negli ultimi tempi con la crisi finanziaria che ha colpito chi ha un mutuo o chi, attualmente, non se ne può permettere uno per acquistare una casa. Con il voto in aula, approveremo non solo la modifica al Prg ma anche i progetti esecutivi. Dunque dovremo solo attendere l'erogazione dei finanziamenti per poter partire". Un intervento che costituisce l'attuazione del programma elettorale, sottolinea il primo cittadino". Aspetto ribadito anche dall'assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai. "Siamo già partiti con la realizzazione di 27 alloggi di edilizia sovvenzionata a Fontespina spiega Carassai entro giugno l'Erp consegnerà i lavori. Toccherà poi al Comune, che per le opere di urbanizzazione ha speso 600.000 euro, assegnare gli alloggi sempre in base al regolamento che privilegerà le fasce deboli e gli sfrattati. Inoltre, prima dell'estate, partirà un altro intervento pubblico nel quartiere Risorgimento: altri 34 alloggi, con canoni di locazione abbassati rispetto alle tabelle, tra via Lelli e via Marchetti. Senza dimenticare il piano Peep. Abbiamo dato mandato all'ufficio tecnico di predisporre il piano attuativo della prima zona entro la fine dell'anno; quello per le restanti zone (previsti qualcosa come 1.000 alloggi in tutti i quartieri) deve essere pronto entro la prossima estate". EMANUELE PAGNANINI,

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<Conosci il fungo>, lezioniper aspiranti raccoglitori (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pedara «Conosci il fungo», lezioni per aspiranti raccoglitori Pedara Allaccio abusivo: denunciati gestore e tre soci di un club privè I militari della stazione di Pedara hanno deferito all'autorità giudiziaria il gestore nonché 3 soci del Club «Privè Associato Entes», ubicato in via Delle Ginestre a Pedara, per furto aggravato di energia elettrica. I militari hanno proceduto a un controllo ai locali del club unitamente agli ispettori dell'Enel. Il controllo ha permesso di riscontrare che l'impianto elettrico era stato abusivamente allacciato alla linea elettrica generale. MISTERBIANCO In Consiglio si parla di indennità Convocato dal presidente, Maria Antonia Buzzanca, si riunità stasera alle 19 il Consiglio comunale. All'ordine del giorno, interrogazioni e interpellanze; la discussione della mozione «Salvare il Carnevale»; l'approvazione del nuovo regolamento di polizia mortuaria, dello statuto comunale, del regolamento per l'attività lavorativa degli anziani e per l'applicazione delle agevolazioni della Tia; la rideterminazione dei gettoni di presenza e delle indennità dei consiglieri comunali; la prima variazione al bilancio di previsione 2008 e al bilancio pluriennale 2008/2010. Pedara Domande per soggiorno climatico a.n.) L'assessore alle Politiche sociali, Sebastiano Di Prima, e il sindaco, Anthony Barbagallo, hanno organizzato, dal 23 al 28 novembre, un soggiorno climatico ricreativo in Puglia e Abruzzo, al quale potranno prendere parte ben 130 anziani. Gli anziani (possono partecipare coloro che hanno raggiunto i 55 anni di età, se donne, e i 60 anni, se uomini, in base al reddito certificato dal modello Isee) saranno anche accompagnati da animatori e da medici specializzati. Oggi ultimo giorno per presentare la domanda S. AGATA LI BATTIATI Conferenza su sicurezza a scuola p.n.) Oggi alle 11,30, nell'aula consiliare del palazzo municipale, avrà luogo la conferenza stampa sul tema «Pianificazione protezione civile e sicurezza a scuola». Intereverranno, tra gli altri, il sindaco di Battiati, avv. Carmelo Galati e l'ing. Spampinato, direttore del dipartimento regionale di protezione civile per la Sicilia Orientale. S. AGATA LI BATTIATI Commemorazione Caduti Nassiriya p.n.) Oggi alle ore 11, nella sala convegni della Biblioteca comunale «Maria Grazia Cutuli», avrà luogo la commemorazione dei Caduti di Nassiriya in occasione del quinto anniversario della strage. le farmacie di turno ACITREZZA: via Pantolla 1; GRAVINA: via Gramsci 71; MASCALUCIA: corso San Vito 120; MISTERBIANCO: via Garibaldi 380, strada S. G. Galermo 91/a (Poggio Lupo); MOTTA: via V. Emanuele 292; PEDARA: corso Ara di Giove 70 (solo diurno); S. AGATA LI BATTIATI: via Bellini 51; S. PIETRO CLARENZA: via Umberto 113; TRECASTAGNI: piazza Marconi 4; VALVERDE: via V. Emanuele 188.

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"Da Palermo esca una linea marcata delle Regioni" (sezione: Costi dei politici)

( da "Adnkronos" del 12-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

“Da Palermo esca una linea marcata delle Regioni” Il presidente della Regione Molise, Michele Iorio: ''Giochiamo la partita del Federalismo trovando una posizione comune sulla riforma''. Il modello molisano: ''Così abbiamo razionalizzato la governance e tagliato gli sprechi'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 5 nov. (Ign) - Presidente, il 7 novembre a Palermo Lei parteciperà alla Conferenza sul Federalismo, in un confronto importante con le altre Regioni. Cosa si aspetta da questo incontro? In un momento così importante come quello che stiamo vivendo sia a livello nazionale sia internazionale, è giusto che le Regioni, a prescindere dalla loro collocazione territoriale e dalla diversa cromatura economico-sociale che le caratterizza, trovino un punto di incontro comune sulle tematiche più rilevanti. L?Italia si appresta a fronteggiare le difficoltà mettendo mano a una serie di riforme, prima tra tutte quella del Federalismo Fiscale. Una sfida basilare per il prossimo futuro, che ha già visto noi Regioni esprimere pareri comuni, seppure con diverse sfaccettature. Era un parere sulle linee generali della riforma, ora dobbiamo andare al particolare. Un percorso complesso che richiude disponibilità al dialogo e al confronto operativo di tutti i soggetti coinvolti, primo tra tutti lo Stato centrale e poi le singole realtà regionali. L?augurio è che dall?incontro di Palermo esca una linea marcata di quella che è la posizione delle Regioni sui punti più pregnanti della riforma, per quel che riguarda la parte attuativa, i livelli essenziali di assistenza e i servizi minimi da assicurare ai cittadini. Ritiene che la ?scommessa? del Federalismo sia un fatto individuale del Mezzogiorno o invece possa risultare vincente la sfida delle alleanze tra le Regioni del Sud per vincere una partita che su alcuni terreni si presenta anche rischiosa? Il Federalismo può e deve essere una sfida per i territori e per i loro governi, per sviluppare le proprie particolarità e i propri punti di forza. Una sfida che, però, per essere vinta necessita di mettere tutti i “concorrenti” nelle condizioni di poter giocare la “partita” dello sviluppo. Strade, porti, aeroporti, interscali e piattaforme logistiche, rappresentano la precondizione per uno sviluppo reale e moderno. Purtroppo è evidente che questi elementi, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, sono carenti. Occorrono investimenti nella infrastrutturazione materiale e immateriale di questa parte del Paese e un sistema di Federalismo Fiscale basato innanzitutto sul principio di responsabilità ed efficienza ma anche su quello dell?equità di accesso ai servizi essenziali. Un Federalismo giusto non può che essere solidale e orientato a ridurre al minimo i divari tra Nord e Sud. E? perciò necessario che nei documenti di programmazione economica nazionale ricompaia, con sempre maggiore ripetitività, la parola Mezzogiorno. Verso un decentramento vero: che disponibilità c?è da parte della sua Regione? Rigore, risorse, regole e responsabilità: nel nuovo percorso di cambiamento della gestione della spesa pubblica, siete preparati a svolgere nuove funzioni e a reperire risorse per i compiti che il progetto federalista richiede all?autogestione regionale? Come governo regionale abbiamo già da tempo intrapreso una strada virtuosa tendente a rivedere la macchina amministrativo-burocratica della Regione per renderla più efficiente nel servizio a cittadini e imprese. Parallelamente abbiamo varato un programma che, razionalizzando la governance degli enti sub regionali, ha portato alla riduzione di oltre il 30% dei componenti dei consigli di amministrazione, degli esecutivi e dei vari organismi di gestione. Il tutto accompagnato da una riduzione dei gettoni di presenza e degli emolumenti dei presidenti e dei consiglieri rimasti in carica. A ciò abbiamo aggiunto la riduzione del 50% delle comunità montane e, prima ancora, il passaggio da quattro a una sola Azienda Sanitaria. Siamo convinti che il Federalismo può essere, se ben gestito, un momento di esaltazione dell?autonomia gestionale assicurando responsabilmente crescita economica e sociale. La strada è ancora lunga, ma il percorso è delineato. Il Federalismo non è una lotta di poveri contro i ricchi o di Nord contro Sud, ma un?opportunità per il Mezzogiorno. Da più parti si rimarca la necessità di riforme strutturali soprattutto in alcuni settori quali sanità, trasporto pubblico e infrastrutture, ma occorrono anche politiche di investimenti per dare una risposta forte al sistema economico del Sud. Sul federalismo fiscale, il governo ha assicurato che ci saranno garanzie per il Meridione: perequazione su sanità, assistenza e istruzione, vale a dire il 90% della spesa regionale. Qual è la sua posizione e soprattutto: come evitare tagli alle politiche sociali? Abbiamo accettato la sfida del federalismo consapevoli delle necessarie responsabilità che ne derivano in termini di riduzione dei costi dei servizi inefficienti e di elevazione della qualità. Occorre adeguare i nostri sistemi regionali a standard di efficienza migliori. E' il meccanismo dei costi standard che muove dall'esperienza dei livelli essenziali della sanità: migliorare tutti con un percorso transitorio. Chi ha bisogno di risorse aggiuntive per garantire servizi su territori con particolari esigenze va garantito dalla perequazione verticale dello Stato. Su questo punto di equilibrio si gioca la reale possibilità di realizzare un sistema federale moderno e al tempo stesso capace di garantire la coesione nazionale. Cosa pensa della proposta avallatta anche dal ministro Calderoli di sostituire, magari gradualmente, la filosofia dei fondi infrastrutturali con quella di una fiscalità di vantaggio, per aiutare e garantire lo sviluppo economico al Sud? Se il principio a cui si riferisce è sostituire gli incentivi con un sistema di fiscalità di vantaggio, siamo in linea di principio favorevoli. Da tempo il sistema delle imprese chiede un fisco più leggero per liberare risorse utili per lo sviluppo. Ma per evitare distorsioni lo strumento va costruito bene. Assieme valuteremo l'esperienza della fiscalità di vantaggio avviata con le Zone Franche Urbane. Abbiamo, in Molise, candidato ed ottenuto la Zona Franca di Campobasso, una delle 18 nazionali. Auspichiamo generi nuove attività imprenditoriali in tessuti urbani meno favoriti. Domani potremo immaginare lo stesso modello per risolvere problemi ai quali siamo molto sensibili, come quello del rafforzamento degli esercizi commerciali e artigianali nelle aree interne e montane. Riuscire a realizzare con la fiscalità di vantaggio una maggiore capacità di attrazione verso il nostro territorio, significa creare condizioni di riequilibrio, in armonia con quanto previsto dall'art.119 V comma della Costituzione. Sul federalismo, ha avuto modo di riscontrare che l?umore dei suoi cittadini è positivo o registra invece preoccupazioni e resistenze che, forse, sono frutto di una visione assistenzialista del Sud e possono dunque frenare questa sfida? Credo che i molisani abbiano compreso l?importanza del processo federale, come pure penso che le giuste preoccupazioni per il futuro possano e debbano essere fugate dalla garanzia che alcuni diritti fondamentali, quello alla salute, alla scuola, ai trasporti, siano garantiti con logiche perequative. Logiche che, evidentemente, non debbono certo trascurare il fatto che, accanto alla garanzia finanziaria da parte dello Stato per assicurare tali diritti di cittadinanza italiana, venga riconosciuto chiaro e forte l?impegno alla responsabilità di gestione dei singoli governi regionali e locali. Dunque nessuna logica assistenzialista dietro le perplessità sulla riforma federale, ma solo la richiesta - costituzionalmente garantita - di vedersi prestati i servizi di cui si ha diritto nei modi e nelle forme assicurate alle Regioni del Nord. Il ministro dell?Interno Roberto Maroni ha annunciato in tempi brevissimi la riforma del Codice delle autonomie locali, per la quale i comuni fanno pressing perché vengano definite le competenze dei livelli istituzionali, evitando ?funzioni fisarmonica?. Quali sono a suo giudizio le difficoltà di questa partita? Funzioni e risorse sono due facce della stessa medaglia. Ragionare delle une senza tener conto delle altre è un modo di procedere zoppo. Accelerare la discussione sulla riforma del codice delle Autonomie è necessario, oltre che urgente. E? bene quindi andare avanti assieme sui due fronti e fra livelli istituzionali diversi.

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