HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  11-12 giugno 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (35)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Il "taglio" degli stipendi salverà il bilancio 2008 ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: degli stipendi salverà il bilancio 2008 Con il taglio dello stipendio del sindaco Italo Panizza, dei gettoni di presenza dei Consiglieri comunali e di un piccolo contributo alla Pro loco il Comune di Balestrino risparmierà circa 14 mila euro sufficienti a chiudere in pareggio il bilancio 2008. Il 25 giugno prossimo il preventivo sarà discusso dal Consiglio comunale.

Basta con gli stipendi d'oro ( da "Arena, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiediamo che venga ridiscussa tutta la partita e che l'amministrazione comunale dia un segnale univoco di riduzione dei costi della politica, anche attraverso la diminuzione dei componenti i Consigli di amministrazione che potrebbero benissimo passare da sette a tre". L'assessore regionale di An, tuttavia, assicura che la sua non è una battaglia personale,

Orrù va all'opposizione e sparge veleno sulla pace ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la conferenza dei capigruppo è iniziata puntuale ed è durata poco, un paio di consiglieri sono arrivati a tempo scaduto. E oltre a non avere partecipato, hanno perso il gettone di presenza. Dopo la mozione di sfiducia di alcuni mesi fa (mai discussa), non è escluso che una fetta di opposizione tenti il bis. Ma l'Udc si fa da parte.

Solo 16 dipendenti regionali ceduti a province e comuni ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I presidenti hanno infatti deciso di rinunciare alla loro indennità come rappresentanti dell'Upi mentre sarà salvaguardato il gettone di presenza per gli altri rappresentanti dell'Unione. La proposta dovrà essere recepita dal comitato direttivo dell'organismo. (m.mi.).

Pegoraro-interporto, ricorsi ritirati ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i membri di giunta un'indennità annua di 4.653 euro oltre a un gettone di presenza di 144 euro sempre lordi. Le riunioni sono circa una al mese. I consiglieri invece percepiscono 234 euro di gettone (mediamente sono sei all'anno le riunioni di consiglio).

Province, gorizia chiede tagli alle indennità ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: da parte di qualche collega, anche perché era emersa l'ipotesi di operare dei tagli anche ai gettoni di presenza degli altri componenti degli organismi di gestione dell'Upi, intervento che potrebbe non essere condiviso da tutti. Anche per questo motivo, quindi, si è deciso di presentare la proposta di revisione al direttivo.

I burocrati della provincia figli di un dio minore "ma non è un carrozzone" - sandra rizza ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Una vorticosa girandola di denaro pubblico che pur finanziando iniziative utili, non riesce a produrre un ritorno di immagine significativo per l'istituzione. Ma perché? è tutta colpa della politica? Un'idea diffusa è che la Provincia sia una sorta di "palestra" per politici in erba, una specie di Corrida per dilettanti allo sbaraglio.

<BISOGNA ridurre i costi della politica, salvaguardando i consiglieri comuna ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il mio ordine del giorno punta quindi a rivedere i costi, rendendoli più uniformi e sicuramente salvaguardando quelli dei consiglieri comunali". MARCHETTI ricorda infatti che i tagli della finanziaria non hanno riguardato né gli assessori, né il sindaco e neppure i presidenti dei consigli comunali.

Club e Zanelli insieme per altri due anni ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La difesa è il punto di forza del cesenate, settimo assoluto per presenze in bianconero (85 gettoni), ottavo in classifica per punti messi a segno (729). A Rimini, ormai prossimo alla partenza per le vacanze americane, "Zanna" è contento di essere rimasto al Club: "La mia conferma non era ormai più un segreto - le prime parole del giocatore -

Baiutti: il comitato di controllo avvierà una verifica sul debito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Ritengo che il Comitato di controllo possa svolgere nel migliore dei modi una verifica puntuale che il presidente Tondo avrebbe voluto affidare a due tecnici esterni, mantenendo invece all'interno delle istituzioni consiliari una funzione da assolvere di concerto con i dirigenti e funzionari del competente assessorato.

D'accordo che il sindaco Giulio Marini ha tolto i telefonini ai consiglieri comunali. D'a ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo ("Non lo sopporto. Faccio politica da tredici anni e ho vinto ben sei elezioni da solo, votato dai cittadini. Quindi nessuno può additarmi come un soggetto della casta"). D'accordo che, in ordine agli sprechi della politica "a Viterbo c'era bisogno di lanciare un messaggio chiaro" e che pertanto è venuto "

Il più "ricco" è il presidente di Aspes Spa Davide Rugoletti con un compenso lor ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non poteva mancare la società che gestisce i parcheggi a Pesaro, la Pesaro Parcheggi, che negli ultimi anni ha visto cambiare più volte la presidenza. Ora c'è Barbara Lisi, che guadagna 15 mila euro l'anno oltre a 200 euro di gettone di presenza nel cda. Per i due consiglieri Adriano Piccinini e Mario Bianconi 200 euro a seduta. T.D.

L'epidemia dei conti in rosso delle società partecipate contagia anche Pesaro. L&# ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di quei Comuni che non possono disporre di inceneritori sul territorio, Pesaro compresa. Le cause dei conti in rosso sono da rintracciare negli alti costi della gestione politica di queste società, dai gettoni di presenza, alle poltrone in numero eccessivo, alle assunzioni spesso inutili e al mantenimento in vita di aziende pubbliche che avrebbero dovuto chiudere i battenti da anni.

Tutti un passo indietro ( da "Tempo, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di rinuncia a doppi incarichi e a gettoni di presenza, di corsa estrema alle poltrone e di ambigui pastrocchi di potere con l'Udc. Da sciogliere ci sono i nodi della rivalità tra An e Forza Italia nella corsa alla leadership del futuro partito unico, con le elezioni provinciali come test intermedio, vicende che toccano da vicino gli equilibri nella stessa amministrazione provinciale

<Basta con gli stipendi d'oro> ( da "Arena.it, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiediamo che venga ridiscussa tutta la partita e che l'amministrazione comunale dia un segnale univoco di riduzione dei costi della politica, anche attraverso la diminuzione dei componenti i Consigli di amministrazione che potrebbero benissimo passare da sette a tre". L'assessore regionale di An, tuttavia, assicura che la sua non è una battaglia personale,

Calcio Vicenza. I fratelli Rigoni al centro del mercato ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: senza rischiare di ricorrere alle buste. Con qualche possibile sorpresa.I FRATELLI RIGONI - Se il fratello Nicola è destinato alla Juventus, che potrebbe girare in cambio il difensore Giuseppe Rizza (quest'anno alla Juve Stabia 27 gettoni e 2 gol) o il centrocampista Dario Venitucci (reduce da una stagione al Treviso con 30 presenze e 2 reti)

Il compenso dei consiglieri ( da "Giornale di Brescia" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Io vi posso dire che il mio reddito 2007 è stato di 162,00 lordi annui, e all'incirca a questa entità corrisponde anche quello degli altri (sia di maggioranza che di opposizione), legato a gettoni di presenza; diversa è la situazione per sindaco ed assessori, che ricevono un'indennità di carica dovuta anche al maggior onere che ovviamente compete loro,

NEO - DEM Le riforme condivise partano dalle regole per la Casta ( da "Italia Oggi" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sull'uso prudente delle garanzie parlamentari, la migliore disciplina dei conflitti di interesse, la revisione delle norme sul finanziamento dei partiti e della stampa, la disciplina legale degli statuti dei partiti politici.Occorrono, in sostanza, le "regole per la casta", passando dall'antipolitica alla buona politica,

<Era come la catena di montaggio> ( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono pervenute in procura e il conto delle morti è salito a 25. Altre cliniche sono nel mirino della Guardia di Finanza. I difensori dei medici indagati sono partiti al contrattacco. L'avvocato Giuseppe Cannella, uno dei difensori del primario Brega Massone, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame e affidato a consulenti di parte "l'esame delle carte sulle quali è basata l'

Circoscrizioni, la ricetta del Pd <Centro storico diviso in due> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ripartiti in media con lo stesso numero di abitanti. Così come i consiglieri: premesso che non percepiranno più gettoni di presenza, crediamo ad un loro aumento, fino a 20 o 21. Sarebbero un centinaio al massimo". E sul presidente? "Non è tanto questione di come debba essere eletto, quanto piuttosto sulle competenze.

Rischia di avere una vita breve ( da "Arena, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo, si legge: "Quella era l'Italia appena uscita dalla guerra. Un Paese dove fino al 1961, come ricorda la scena della retata di emigranti alla stazione Termini di Roma nel film. Il cammino della speranza, di Pietro Germi, era ancora in vigore una legge fascista del 1931 che vietava di spostarsi anche all'interno dei confini nazionali a meno di poter dimostrare -

Di ROBERTO GRIMALDI <CALDANA non deve assolutamente dimettersi. Sul proce ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E un malcostume che c'è ? ha spiegato ? E un tema ineludibile. Ci sono casi in cui i colleghi entrano alle 17 ed escono alle 17,15 incassando il gettone di presenza di 100 euro lordi. Per questo io credo che servirebbe la doppia firma di entrata e di uscita".

Goldman Sachs mette un gettone sul mkt immobiliare tedesco ( da "SpyStocks" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per 787 milioni di euro in cash. Lo Stato settentrionale è una delle regioni più densamente popolate ed uno dei centri industriali e imprenditoriali più dinamici d'Europa. L'operazione, valutata circa 3,4 miliardi di euro includendo il debito, sarà finanziata dai fondi immobiliari di GS Whitehall, secondo quanto comunicato dal ministro delle Finanze della Regione Helmut Linssen.

Moggi: "Calciopoli non èfinita, comandano sempre loro" ( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si vincono cinque scudetti di fila...". Non ha grande considerazione dell'operato degli arbitri italiani. "Gli arbitri si comprano da soli, se fai una buona direzione con le grandi hai la strada spianata. Gli arbitri hanno un gettone di presenza che cambia: conviene arbitrare in serie A piuttosto che in serie B.

Il Pd: <AVerona la casta-Tosi costa 500mila euro l'anno> ( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I conti li fa il Partito democratico, sommando gli aumenti dei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, ma anche degli incarichi ad hoc e dei costi delle circoscrizioni. "Altro che tagli ai costi della politica – tuona il Pd - La Lega e la destra a Roma e in televisione parlano di riduzione della spesa e di efficienza della Pubblica Amministrazione,

FANO - La giunta di centrodestra ha scelto di aumentarsi lo stipendio, eliminando il taglio ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: breve tempo è prevedibile il ritorno in auge di due temi sempre caldi: le consulenze in Comune (l'elenco dettagliato, i compensi percepiti) e i gettoni di presenza per i consiglieri. Si vorrebbero sedute senza compensi almeno quando si tratta di grandi questioni, come le giornate delle Foibe o della Shoah, oppure di formare uno spirito civico, come nel caso del Consiglio dei bambini.

Politici <pianisti>, nazione malata PASQUALE PROFITI ( da "Adige, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 2) la necessità di trovare uno strumento di tutela contro i parlamentari "pianisti", vale a dire i senatori e deputati che votano anche per gli assenti, in tal modo alterando l'esito delle votazioni e, soprattutto, consentendo all'assente di percepire il gettone delle presenze.

Politici <pianisti>, nazione malata PASQUALE PROFITI ( da "Adige, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza mi parve subito un segno di degrado irrimediabile, l'emblema di un'illegalità italiana tanto diffusa e pervicace da accompagnare quell'organo che rappresentava la nazione. Una nazione che vede i suoi rappresentanti abbandonarsi non in maniera episodica a condotte inaccettabili nella massima espressione della sovranità deve trovare un anticorpo potente ed efficace:

Una commissione per l'efficienza ( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra: anche i consiglieri nelle commissioni a volte restano 15 minuti per incassare il gettone di presenza (100 euro), firmano ed escono". E, fuori, ha confermato: "Sono casi sporadici, ma ci sono, sarebbe il caso di istituire anche qui dei controlli".

Il Fiori Barp a tavola In partenza De Nard ( da "Corriere delle Alpi" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pressochè certa la partenza di Antonio De Nard. Già lo scorso anno il capitano aveva espresso il desiderio di cambiare, poi si era convinto a restare per la settima stagione in arancioverde. De Nard, arrivato a Mas non ancora diciottenne, ha collezionato 169 gettoni di presenza in campionati di Prima e Seconda categoria.

BREVI PROSTITUZIONE Maxi operazione controlli a Trento E' arrivata fino a Trento la maxi operazione ... ( da "Trentino" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: oltre all'indennità di carica già prevista per i componenti del consiglio d'amministrazione, è stata deliberata la corresponsione di un gettone di presenza di 200 euro a seduta". Il consigliere manifesta la sua contrarietà anche sui tempi che hanno accompagnato l'entrata in vigore nei nuovi gettoni di presenza più onerosi.

Doppi gettoni all'ex sindaco una denuncia in Procura ( da "Stampa, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stata depositata ieri in Procura ad Asti dai vigili del Pianalto Astigiano una denuncia nei confronti di Marco Versè, ex sindaco di San Paolo Solbrito, ora assessore provinciale al Bilancio (in quota An). L'esponente politico è accusato di aver cumulato indebitamente le indennità derivanti dalla carica di sindaco e di consigliere dell'Unione collinare.

Il comune adotta la ragazza seviziata - maria rosa tomasello ( da "Centro, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Di Giacomo, che oggi, in consiglio, presenterà la proposta. "Io chiedo che il gettone di presenza dei consiglieri, così come del sindaco e degli assessori sia devoluto a favore della ragazza che ha subito le torture, e chiedo anche al consiglio di conferire a Maria (il nome è di fantasia, ndr), considerata la sua strenua resistenza ad accettare le terribili richieste dei suoi aguzzini,

La pattuglia di lele domenicali festeggia la c1 ( da "Tirreno, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E la colonia di ex nerazzurri è arricchita da Eddy Baggio che in questa stagione ha raccolto cinque presenze, Matias Cuffa con trentuno gettoni, Salvatore Giardina con 25 e Andrea Federici con 34 presenze. In rosa anche il nerazzurro mancato Levacovich. Per il mister di Ferrara è la seconda promozione dalla C2 alla C1 e sempre ai play off. La prima fu ottenuta con il Gela.

Un vortice continuodi incontri e confronti ( da "Sicilia, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizza alla iniziativa di Roberto Visentin e Nicola Bono che gli hanno offerto un posto di assessore comunale. Plaude e motiva il plauso con la esigenza che egli avverte di una migliore rappresentanza per i cattolici. Ma poi conclude: "Voglio rassicurare i miei amici in lista per i consigli di quartiere e per i consigli comunali che gli impegni assunti nei loro confronti personali


Articoli

Il "taglio" degli stipendi salverà il bilancio 2008 (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

BALESTRINO NIENTE RIMBORSI AI CONSIGLIERI Il "taglio" degli stipendi salverà il bilancio 2008 Con il taglio dello stipendio del sindaco Italo Panizza, dei gettoni di presenza dei Consiglieri comunali e di un piccolo contributo alla Pro loco il Comune di Balestrino risparmierà circa 14 mila euro sufficienti a chiudere in pareggio il bilancio 2008. Il 25 giugno prossimo il preventivo sarà discusso dal Consiglio comunale. La precedente votazione, a fine maggio, era "saltata" dopo una presa di posizione della minoranza guidata dall'ex sindaco Ubaldo Pastorino. Per questo motivo il Comune ha dovuto rinunciare all'addizionale Irpef perchè questa doveva in ogni caso, come prevede la legge, essere approvata entro il 31 maggio. Da qui la necessità perentoria di coprire il previsto gettito Irpef (circa 14 mila euro). La giunta municipale, con un bilancio già ridotto all'osso, non ha trovato altra soluzione che cancellare l'indennità di carica del primo cittadino (circa 6 mila euro lordi l'anno), i gettoni di presenza dei consiglieri ed altre spese minori per far quadrare i conti. Balestrino ha da tempo serie difficoltà di bilancio. Non è un caso isolato. I piccoli Comuni dell'entroterra con ridotte entrate tributarie (Ici, Tarsu ed altre) devono sempre fare i salti mortali per chiudere i conti in pareggio a prescindere da quelle che sono le scelte politiche fatte dagli amministratori. Nel caso specifico va ricordato che è sempre più aspro il confronto-scontro fra l'attuale maggioranza del sindaco Panizza e l'opposizione guidata dall'ex Pastorino. Lunedì sera il Consiglio di Balestrino ha approvato i lavori per la rete del gas che sarà realizzata da privati con tre bomboloni a gas gpl. Le tre cisterne saranno posizionate in frazione Cuneo, località Poggio e località Bergalla. L'intervento costerà circa 380 mila euro. "Da un primo sondaggio fatto le utenze dovrebbero essere circa 280. Non ci saranno costi per il Comune", puntualizza il sindaco Italo Panizza. Il Consiglio ha anche approvato il servizio per il campo solare e l'adesione allo Sportello unico comprensoriale della Comunità montana Pollupice. Per motivi familiari si è dimesso l'assessore Liviana Camerini.\.

Torna all'inizio


Basta con gli stipendi d'oro (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA POLEMICA. L'assessore regionale e presidente provinciale di An attacca gli aumenti delle indennità negli enti pubblici. E le scelte di Tosi "Basta con gli stipendi d'oro" MASSIMO GIORGETTI di Enrico Santi "Basta con le nomine partitocratiche a prescindere dalle capacità". Batte i pugni sul tavolo Massimo Giorgetti, presidente provinciale di Alleanza nazionale, prima di lanciare il suo siluro contro Palazzo Barbieri: "La misura è colma e lo scandalo dei megastipendi di presidenti, direttori generali e manager di aziende ed enti pubblici deve cessare". L'assessore regionale promette battaglia e fa sapere che il suo partito non avallerà nuovi "adeguamenti delle indennità di carica", a partire da quella del presidente Agec, Giuseppe Venturini e del suo Cda predisposto dall'assessore alle aziende, Sandro Sandri, ma bloccato in settima commissione consiliare - presieduta da Stefano Zaninelli, consigliere leghista ex presidente dell'Amt e ora direttore generale dell'Atv - dalla capogruppo della Lega, Barbara Tosi, su richiesta dello stesso sindaco Flavio Tosi. "Dopo l'aumento dei compensi per presidente e Cda dell'Amia", esclama Giorgetti, "ponemmo il problema politico e chiedemmo spiegazioni su fatturati, carichi di lavoro, funzioni del presidente per capire come mai si debba essere pagati così profumatamente per guidare un'azienda che raccoglie spazzatura e muove quattro camion, operando, tra l'altro, in regime di monopolio". Il presidente di An scuote la testa: "Viste le difficoltà economiche e soprattutto per rispetto della gente, i compensi vanno diminuiti, non certo aumentati, perché il buongoverno e la sobrietà di un'amministrazione comunale sono temi importanti, almeno quanto quello della sicurezza, sul quale il sindaco Flavio Tosi si sta dimostrando molto efficace". [\FIRMA]IL "CASO SERIT". Giorgetti afferma di aver già sollevato il problema al tavolo della maggioranza: "Ne ho parlato con il commissario di Forza Italia, Enrico Pianetta, e con il segretario della Lega, Matteo Bragantini, perché bisogna mettere un freno a questo andazzo e non parlo solo dei presidenti ma anche di direttori che prendono più di 200mila euro di compenso più benefit". Un esempio? "Il direttore dell'Amia, Maurizio Alfeo, passato alla Serit per far posto a Gian Pietro Cigolini". La Serit è un'azienda di proprietà dell'Amia che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in 53 Comuni veronesi, dove l'Amia non può operare direttamente, e sino a febbraio era guidata dall'amministratore delegato Ennio Cozzolotto. "Il bel risultato", commenta sarcastico il presidente provinciale di An, "è che ora la Serit ha 100mila euro di costi aggiuntivi alla faccia del risparmio e soprattutto della decenza. Per non parlare di aziende che hanno addirittura due direttori generali. E pensare che sul mercato ci sarebbero fior fiore di professionisti disposti a lavorare per qualche 10mila euro in meno, tutti soldi che potrebbero servire per finanziare opere o associazioni. E invece", continua, "strapaghiamo dei pensionati, che forse grandi motivazioni non ne hanno, per fare i direttori generali di Agsm (Alfonso Ercole) o del Comune (Renato Piccoli), ma gli enti pubblici non sono alternative ai parchi". Giorgetti giura che "la misura è colma". E aggiunge: "Dopo il caso Amia avevamo pensato a un incidente di percorso, invece, pochi giorni fa, la stessa cosa è accaduta per Veronamercato, quindi, temo che stia diventando un vizio". E annuncia: "In Consiglio comunale An non voterà ulteriori aumenti di compensi negli enti. Anzi", sottolinea, "chiediamo che venga ridiscussa tutta la partita e che l'amministrazione comunale dia un segnale univoco di riduzione dei costi della politica, anche attraverso la diminuzione dei componenti i Consigli di amministrazione che potrebbero benissimo passare da sette a tre". L'assessore regionale di An, tuttavia, assicura che la sua non è una battaglia personale, ma politica: "L'occupazione partitocratica di enti e aziende, magari solo per accontentare questa o quella corrente, è l'aspetto peggiore della politica e anche il più rischioso perché le aziende sono un patrimonio dei cittadini". TRAMVIA E GOLDIN. Giorgetti non risparmia critiche nemmeno su altre questioni spinose per Palazzo Barbieri. "Sulla tramvia", afferma, "vedo una gara a chi la spara più grossa, non un progetto condiviso". E sull'incarico a Marco Goldin per la mostra, del Louvre, per ora naufragata: "Non sono contro un uso intelligente delle politiche culturali per promuovere il turismo, ma vorrei capire se ciò significa bloccare i capitoli di spesa degli assessori. La scelta di Goldin", avverte, "l'abbiamo appresa dai giornali, ma qualcuno non pensi di farne pagare i costi a chi non è stato coinvolto".

Torna all'inizio


Orrù va all'opposizione e sparge veleno sulla pace (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Dopo la crisi, nuovo stop per la maggioranza: ritirato il rendiconto di gestione 2007 Orrù va all'opposizione e sparge veleno sulla pace Attacco pesante a Cao: "La sua fiducia durerà tre mesi". Contestato il presidente Spanedda SASSARI. Prende la parola per dare l'annuncio che tutti aspettavano. La novità è il mix di veleno e ironia con il quale spiega le cose non dette. Marcello Orrù, ex Udeur, da ieri pomeriggio è il diciassettesimo componente della minoranza di centrodestra. Un istante dopo il salto della barricata, fa i complimenti al sindaco Ganau "che è riuscito a incassare la fiducia di tutti, in particolare del consigliere Manfredi Cao. Uno che quando fa le promesse le mantiene sino in fondo. Riparliamone fra tre mesi, quando l'Mpa inizierà a fare campagna elettorale. Sarà allora che Cao dimostrerà la sua fiducia al centrosinistra". Il consiglio comunale, il primo dopo la crisi esplosa e subito rientrata, è un pentolone in ebollizione. La minoranza è in fibrillazione, vuole parlare del fine settimana di passione, pretende dal sindaco un chiarimento su quanto è accaduto. L'argomento non è all'ordine del giorno, l'opposizione gridano allo scandalo e si augurano che trovi posto nel prossimo: la richiesta di convocazione urgente è già protocollata. La minoranza cresce. Ci pensa Orrù a mettere un paio di puntini sulle I. Comunica il passaggio nel gruppo misto di minoranza, probabile preludio al trasloco nel Pdl. E apre uno squarcio almeno su una parte delle ragioni che giovedì sera hanno fatto saltare la maggioranza. Manfredi Cao è una statua di sale quando Orrù lo accusa molto poco implicitamente di incoerenza. Lascia intendere che la sua firma nel documento di maggioranza (quello con il quale la coalizione di centrosinistra ha confermato il sostegno al sindaco), avrà valore al massimo tre mesi. Manfredi Cao di recente non ha mai nascosto le sue simpatie verso il Movimento per l'Autonomia: secondo Orrù, quando il partito di centrodestra inizierà a fare campagna elettorale in vista delle Regionali, la sua collocazione politica diventerà chiarissima. E quando sottolinea "Cao è uno che quando fa le promesse le mantiene sino in fondo", fa capire che la rottura è fresca. Può essere che Orrù e Cao avessero un progetto in comune, è possibile che le valigie dovessero farle insieme. E che fossero disposti a disfarle soltanto in cambio di una resa del sindaco Ganau. Cioè, un assessorato. Quello che gli ex Udeur reclamano dall'inizio della legislatura. Ipotesi, solo congetture, dal momento che Orrù precisa subito di non essere mai stato interessato "nè alle poltrone nè a fare fuori qualche assessore. Ho solo chiesto alla giunta di velocizzare l'intervento di completamento del mercato e di avere maggiore considerazione per i quartieri abbandonati". Poi l'affondo verso Ganau, che suona meno graffiante: "Per rassegnare le dimissioni ci vuole coraggio, per tornare a casa servono attributi. Voi avete paura perchè siete attaccati alle poltrone". La replica del sindaco. Cao rimane in silenzio, Ganau no. Dice a Orrù che le dimissioni non sono state necessarie "perchè ci sono 23 firme che dimostrano che la maggioranza è solida. Per fortuna, visto che la città attraversa un momento delicatissimo, con interventi importanti da realizzare e da programmare. Ma stia certo che se si fosse determinata una situazione di ingovernabilità, sarei andato immediatamente a casa". Ritirato il rendiconto. Il caos, giovedì scorso, era scoppiato sul rendiconto di gestione 2007, con la chiusura della seduta per mancanza del numero legale. Ieri non è andata meglio. Antonio Cossu (Udc) ha chiesto notizie "dell'elenco degli incarichi di progettazione, direzione lavori e controllo sicurezza. La legge regionale 5 del 2007 dice che devono essere allegati al conto consuntivo". Il presidente Monica Spanedda chiede una breve sospensione per verificare. Dopo cinque minuti comunica che la pratica deve essere "sospesa perchè gli accertamenti richiedono più tempo". Poi aggiunge che l'allegato non c'è e "gli uffici accerteranno se sia necessario". La minoranza ne approfitta. Carta (An) chiede subito le dimissioni dell'assessore Chessa: "Prima la Sogeaal, poi due pratiche ritirate in un mese". Presidente nel mirino. è un copione già visto. Il presidente Monica Spanedda è da sempre il bersaglio preferito dell'opposizione. Anche ieri è finita nel mirino. Motivo: la conferenza dei capigruppo è iniziata puntuale ed è durata poco, un paio di consiglieri sono arrivati a tempo scaduto. E oltre a non avere partecipato, hanno perso il gettone di presenza. Dopo la mozione di sfiducia di alcuni mesi fa (mai discussa), non è escluso che una fetta di opposizione tenti il bis. Ma l'Udc si fa da parte. La raccolta dei rifiuti. Quando si parla di nettezza urbana, l'assemblea si scalda sempre. Più due ore di discussione se le porta via una variazione al bilancio annuale e pluriennale che prevede lo stanziamento di 500mila euro alla Gesenu per alcuni servizi aggiuntivi. La minoranza si scaglia contro "la gestione pessima della ditta appaltatrice". La variazione passa a maggioranza: 22 si, 6 no, 1 astenuto.

Torna all'inizio


Solo 16 dipendenti regionali ceduti a province e comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

VERTICE DEI QUATTRO PRESIDENTI CHE CHIEDONO MAGGIORI POTERI IN CAMPO URBANISTICO Solo 16 dipendenti regionali ceduti a Province e Comuni Gherghetta protesta: "Ci hanno dato 53 nuove competenze ma non hanno trasferito il personale necessario" TRIESTE Crescono le competenze ma non il personale e così le Province - l'intento è di coinvolgere anche i Comuni - vanno a battere cassa in Regione. "A fronte di 53 nuove competenze - spiega il presidente isontino Enrico Gherghetta - tra province e comuni, sono state trasferite complessivamente dalla Regione solamente 16 dipendenti. Del tutto insufficienti". I numeri sono bassi perché il criterio adottato è stato quello della volontarietà per cui si sono trasferiti solo i dipendenti che lo desideravano. La situazione più critica la registrano le province di Udine e Trieste. "Mi è arrivato solo un dipendente in più - dice il presidente friulano Pietro Fontanini - e noi siamo la provincia più grande. La situazione va rivista". Un solo dipendente anche a Trieste "dove ne servirebbero almeno una ventina - spiega la presidente Maria Teresa Bassa Poropat - per fare fronte alle necessità dello sportello del Lavoro, già in difficoltà, e dei nuovi servizi che ci sono stati assegnati". Competenze in materia di ambiente, energia, ma anche sociali. Il problema "è stato ereditato dalla precedente amministrazione regionale - ci tiene a precisare il presidente pordenonese, Alessandro Ciriani -. Chiederemo alla nuova giunta di aiutarci a risolverlo e chiederemo anche che il trasferimento, contrariamente a quanto avvenuto finora, sia a costo zero". Quella del personale non è l'unica istanza che gli enti di area vasta presenteranno alla nuova giunta regionale. L'elenco della spesa, nutrito, è stato elaborato nel corso della riunione dell'Unione delle province (Upi) tenutasi ieri a Gorizia. Pur con un problema di carenza di organico, le Province vogliono contare di più: "Chiederemo una riforma della legge urbanistica - spiegano i presidenti - in modo da ottenere l'affidamento della pianificazione cogente". L'effetto immediato, anche se le Province non lo dicono esplicitamente, sarebbe l'abolizione degli Aster e l'identificazione tra Ato e Province. Viabilità, acqua, ambiente, sarebbero in mano agli enti intermedi "ma opereremmo attraverso una pianificazione negoziata con i comuni" precisa Ciriani. "Nessuno scontro con i comuni" aggiungono Gherghetta e Poropat "ma un miglior coordinamento". In questa direzione anche gli altri desiderata: "L'abolizione di Friuli Venezia Giulia strade e quindi il trasferimento alle Province delle competenze prima di Anas" e una modifica del piano regionale dei rifiuti. "Faremo un incontro con l'assessore Vanni Lenna - precisa Gherghetta - e chiederemo l'istituzione di un Ato per provincia e nello stesso tempo che sia definito un unico ambito regionale all'interno del quale organizzare la politica dei rifiuti". Le Province chiedono molto ma sono disposte anche a dare. I presidenti hanno infatti deciso di rinunciare alla loro indennità come rappresentanti dell'Upi mentre sarà salvaguardato il gettone di presenza per gli altri rappresentanti dell'Unione. La proposta dovrà essere recepita dal comitato direttivo dell'organismo. (m.mi.).

Torna all'inizio


Pegoraro-interporto, ricorsi ritirati (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Pegoraro-Interporto, ricorsi ritirati Camera di commercio: la futura giunta rinuncia ai gettoni NOMINE Pendenze chiuse per il posto in Cda Fatto il consiglio di Interporto, ora la Camera di commercio sta pensando alla giunta. Il neo presidente Roberto Furlan si è preso tempo (il consiglio è fissato per il 27 giugno) per proporre una squadra che oltre ad essere rappresentativa delle categorie valorizzi anche le specifiche competenze di ciascun membro di giunta. I nodi non mancheranno tuttavia. Una dimostrazione di apertura verso il gruppo di Assimpresa Furlan l'ha fatta subito nel Cda di Interporto l'altro ieri, con l'inserimento di Olga Pegoraro. La quale, in cambio, due giorni prima aveva ritirato il ricorso nei confronti di Confcooperative che, inspiegabilmente, era rimasto ancora in piedi. Questo passo ha convinto le categorie storiche ad accettare Olga Pegoraro nel cda in quota Camera di commercio. Verosimilmente il numero dei componenti la giunta dell'ente dovrebbe essere fissato a 11. La decisione è autonoma e il meccanismo di voto prevede, in questo caso, l'indicazione di tre preferenze per ogni consigliere. Fosse presa la decisione di limitare la giunta a 9 membri le preferenze sarebbero due. Inoltre le principali categorie (agricoltori, commercianti, artigiani e industriali) di diritto devono avere assegnato un posto. Si sta facendo inoltre strada l'ipotesi, partita dal presidente dell'Ascom Fernando Zilio e probabile vice presidente della Camera, di rinunciare alle indennità previste. Il suo invito è stato raccolto subito dal presidente dei costruttori e dagli altri membri di Confindustria che vorrebbero, con l'adozione di questa linea estesa a tutti i membri di giunta, dare un segno di discontinuità con il passato. A cosa rinuncerebbero? Non a molto in verità, in quanto il posto in Camera di commercio offre poco, offre piuttosto in prospettiva per le tante cariche che vengono assegnate altrove. Il presidente percepisce 42.300 euro lordi all'anno; i membri di giunta un'indennità annua di 4.653 euro oltre a un gettone di presenza di 144 euro sempre lordi. Le riunioni sono circa una al mese. I consiglieri invece percepiscono 234 euro di gettone (mediamente sono sei all'anno le riunioni di consiglio). Nel gioco della giunta peserà tuttavia anche il nodo del posto non assegnato ancora in consiglio a Sergio Giordani. Il quale in realtà non va assolutamente in cerca di poltrone. Tuttavia il suo nome rientrava nell'accordo tra Coordinamento e Assimpresa. "Io chiedo il rispetto di quell'intesa, non mi interessa come verrà risolto il problema. Ma Giordani rappresenta un'associazione, non una sedia da occupare", ha ribadito ieri il coordinatore del Coordinamento Sergio Gelain. Per dimostrare la sua correttezza, visto che si era esposto direttamente, il portavoce di Assimpresa, Ruggero Go ha messo sul tavolo anche le sue dimissioni per liberare il posto. Appare più verosimile che l'accorpamento con l'Usarci, che ha candidato Claudio Bilato e non Giordani, venga annullato e che la Regione provveda ad assegnare comunque ai commercianti il seggio vacante. (Mauro Pertile).

Torna all'inizio


Province, gorizia chiede tagli alle indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente isontino Gherghetta coinvolge nella proposta i colleghi Fontanini, Poropat e Ciriani. Chiesto un nuovo piano regionale dei rifiuti Province, Gorizia chiede tagli alle indennità La rinuncia al gettone di presenza nell'Upi garantirà un risparmio di 5 mila euro il mese GORIZIA. I presidenti delle quattro Province del Friuli Venezia Giulia hanno deciso di dare un contributo al taglio dei costi della politica. Incontratisi ieri a Gorizia, hanno concordato di rinunciare all'indennità di carica che percepiscono per la loro presenza nell'Upi, l'Unione province italiane. Il risparmio sarà di 5000 euro al mese, considerando che il presidente di questo organismo percepisce 2000 euro al mese mentre gli altri componenti ne incassano 1000. Ad avanzare la proposta è stato Enrico Gherghetta, alla guida dell'ente goriziano che già aveva precedentemente rinunciato a questo compenso, proposta che ha trovato concordi i colleghi di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, di Udine, Pietro Fontanini e di Pordenone, Alessandro Ciriani. Prima di essere concretata, l'ipotesi di revisione di questa indennità dovrà passare il vaglio del direttivo dell'Upi. "Sono contento che anche gli altri presidenti abbiano convenuto sull'opportunità di rinunciare a questi compensi - questo il commento di Gherghetta al termine della riunione, perché ritengo si tratti di un segnale importante che viene dato alla gente. Noi percepiamo già un'indennità, dovuta alla carica che ci è stata assegnata dagli elettori e ritengo che questa copra anche il nostro impegno nell'Upi". Sembra, in realtà, che ci sia stata qualche resistenza, durante l'incontro, da parte di qualche collega, anche perché era emersa l'ipotesi di operare dei tagli anche ai gettoni di presenza degli altri componenti degli organismi di gestione dell'Upi, intervento che potrebbe non essere condiviso da tutti. Anche per questo motivo, quindi, si è deciso di presentare la proposta di revisione al direttivo. Nel corso della riunione, peraltro, sono stati affrontati anche diversi altri argomenti e in particolare sull'opportunità di conferire direttamente alle Province alcune competenze, a partire dalla gestione dei rifiuti e dell'acqua, integrando, per quanto riguarda quest'ultima, direttamente le Ato negli enti. In merito ai rifiuti, "è stata anche rimarcata la necessità di rivisitare il piano regionale che deve contenere effettivamente una programmazione riguardante tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, consentendo così un'ottimizzazione dell'utilizzo degli impianti". E' stato anche concertato di trasferire alle Province le competenze sulle strade e sull'urbanistica e si chiederà anche alla Regione, "di rivedere il ruolo delle Aster e delle Comunità montane cercando di capire se, effettivamente, sono efficaci". Patrizia Artico.

Torna all'inizio


I burocrati della provincia figli di un dio minore "ma non è un carrozzone" - sandra rizza (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo I burocrati della Provincia figli di un dio minore "Ma non è un carrozzone" Il reportage Viaggio tra i dipendenti: "I politici usano l'ente per fare apprendistato" SANDRA RIZZA Una donna di Palermo muore e si presenta al cospetto di San Pietro: "Vorrei riabbracciare mio marito, trapassato quando ero giovane". Il Santo si mette a cercare il defunto. Lo cerca in paradiso: non c'è. Lo cerca in purgatorio: non c'è. Lo cerca all'inferno: non c'è. La donna trasecola: "Ma dove può essere finito?". San Pietro riflette, poi chiede: "Che lavoro faceva tuo marito da vivo?". La donna: "Lavorava alla Provincia". E il santo: "Aaaahh? allora te lo trovo subito. Deve essere giù al bar". Che risate. Tra gli stucchi dorati del settecentesco Palazzo Comitini, sede della Provincia di Palermo, l'autoironia è il migliore antidoto alla delusione. Nel suo ufficio dai soffitti affrescati, Renata Buzzetta, funzionaria della Segreteria generale, racconta la barzelletta ma difende i suoi trent'anni passati nel palazzo di via Maqueda: "Questo dell'assenteismo è un luogo comune, ma è un sintomo del problema di immagine che ci affligge. Oggi la gente si chiede: a che serve un ente come la Provincia? è solo un carrozzone clientelare? Se ne potrebbe fare a meno?". Si ride per non piangere, insomma. Perché la domanda da cento punti, quella sulla reale utilità della Cenerentola tra gli enti locali, se la pongono ormai un po' tutti in questa campagna elettorale giunta al capolinea. Se la pongono gli elettori, che subiscono infastiditi la terza chiamata alle urne nel giro di due mesi. Se la pongono in alto loco gli appassionati di riforme istituzionali, che sbandierano ai quattro venti l'esigenza di economizzare i costi della politica. E se la pongono con un brivido i quasi 1.600 dirigenti, funzionari, impiegati, uscieri, cantonieri, che non passano il tempo al bar (come insinua la maliziosa barzelletta), ma si sbracciano per far funzionare una complessa macchina amministrativa in un labirinto di uffici sparsi tra vecchia e nuova Palermo: tra i gattopardeschi saloni di via Maqueda, oppure nel moderno Centro direzionale di San Lorenzo, (il cosiddetto ''Pirellone''), o nel Palazzo delle Ferrovie di via Roma. è un amletico quesito, quello sulla reale incisività della Provincia, sul quale si arrovellano, implicitamente, pure i due candidati in lizza per la conquista della presidenza, Giovanni Avanti dell'Udc e Franco Piro del Pd, promettendo all'unisono l'immancabile "rilancio dell'ente". Non è proprio Piro che dice di voler creare "una Provincia utile alla gente"? "Ma io tutto questo interrogarsi sull'utilità della Provincia non lo capisco", riflette Enzo Sucato, responsabile dell'ufficio Formazione. "Ci chiedono: ma che fate? Non producete niente! Ma non è vero. Noi ci occupiamo di cose indispensabili: una su tutte, le scuole superiori. Quante scuole superiori ha aperto la Provincia nei piccoli comuni? Quanta istruzione superiore ha garantito a studenti che non avrebbero potuto trasferirsi in città per proseguire gli studi? Quanti nuovi edifici ha costruito, contribuendo a chiudere la stagione degli affitti d'oro?". La Provincia, chi ci lavora, la racconta così. C'è la delusione per una istituzione poco visibile e quasi sconosciuta, ma c'è anche l'orgoglio di chi è convinto di contribuire col proprio lavoro allo sviluppo della Sicilia. "Forse parlare di orgoglio è un po' esagerato - confessa Bina Bongiovì, della Cabina di regia di Palazzo Comitini - ma certamente non ci sentiamo inferiori agli altri funzionari, e l'idea di essere considerati inutili è veramente deludente". Anche Peppe Fazio, coordinatore delle Risorse umane, difende il ruolo istituzionale della Provincia, pur non rinunciando a una critica tagliente. "La Provincia ha un ruolo importantissimo, ma questo dipende dall'iniziativa politica, che non c'è". E cioè? Per Fazio "basta pensare alle sue competenze nella tutela dell'ambiente che oggi è un tema fondamentale. L'immagine sbiadita della Provincia è da attribuire agli errori politici. Negli ultimi anni Musotto ha rilanciato un po' l'immagine? ma i fatti? A parte l'ottimo lavoro sull'edilizia scolastica, non c'è da stare allegri: la viabilità delle strade provinciali è scarsa, la proliferazione dei contributi per sport e spettacoli spesso non viene fuori da una seria programmazione, sull'ambiente siamo riusciti a ritagliarci solo un ruolo di controllo? Così, alla fine, la gente si interroga solo sugli sprechi". Risultato? A pochi giorni dall'appuntamento alle urne per il rinnovo del consiglio provinciale, nel rush finale di una campagna elettorale di cui non si è accorto (quasi) nessuno, sui blog si rincorre una domanda provocatoria: e se, con un tocco di bacchetta magica, sparissero le Province italiane? Se sparisse in un magico soffio la Provincia di Palermo, che ne sarebbe dei suoi 82 comuni, dei suoi 2.400 chilometri di strade provinciali, dei suoi 210 milioni di euro di spesa previsti nell'ultimo programma triennale per le opere pubbliche? "Credo che se la Provincia sparisse, non se ne accorgerebbe nessuno, tranne noi che ci lavoriamo", sbotta Laura Zarcone, funzionario al Personale. Ma che vuol dire? Che la Provincia non serve a nessuno? "Al contrario. Io credo che il ruolo e i compiti della Provincia siano indispensabili. Ma su di noi pesa un grosso problema di visibilità: in un mondo dominato dall'apparenza, noi ci occupiamo di cose che si vedono poco. La viabilità delle strade provinciali, per esempio, è uno strumento indispensabile allo sviluppo dell'agricoltura. Ma chi se ne accorge?". La Provincia, chi ci lavora, la racconta così. Come un mastodonte a due facce. Da una parte c'è la grande macchina tecnico-amministrativa in grado di progettare, appaltare e realizzare strade, scuole, palestre, piscine, con interventi mirati sul territorio. Dall'altra c'è la gigantesca fabbrica di sprechi e clientele attorno alla quale ruotano cifre astronomiche: come i 448 milioni di euro di spesa segnati nel bilancio di previsione del 2008. Una vorticosa girandola di denaro pubblico che pur finanziando iniziative utili, non riesce a produrre un ritorno di immagine significativo per l'istituzione. Ma perché? è tutta colpa della politica? Un'idea diffusa è che la Provincia sia una sorta di "palestra" per politici in erba, una specie di Corrida per dilettanti allo sbaraglio. Come ammette Renata Buzzetta: "Niente più che un tirocinio della rappresentanza istituzionale, nel quale pochi emergenti si impegnano e lasciano un segno del loro passaggio". Ma non solo. Qualcuno tira fuori la vecchia storia della concorrenza tra enti che contendono alla Provincia spazi di intervento: c'è la Regione che tiene per sé le competenze dei centri per l'impiego e la gestione della formazione professionale, che altrove sono attribuite alle Province. C'è la progressiva esternalizzazione dei servizi che, nella logica della privatizzazione, rosicchia competenze e poteri. "E c'è anche di peggio", confessa Silvana Dominici, da 14 anni a Palazzo Comitini. "Poca meritocrazia e molte raccomandazioni, con il conseguente crollo delle motivazioni in coloro che fanno bene il proprio lavoro". Ma per riconquistare un briciolo di appeal, la Provincia che può fare? Qui il coro è unanime: dai burosauri dei piani alti ai custodi in guardiola, i lavoratori della Provincia chiedono alle segreterie politiche un maggiore investimento. Più moralizzazione, meno incarichi esterni, più controllo sulle spese. Basta coi debuttanti della politica mandati a far pratica in consiglio provinciale. "Il nostro ruolo istituzionale è forte - conclude Peppe Fazio - il problema è riuscire a esercitarlo, e per far questo ci vuole una classe politica adeguata e competente".

Torna all'inizio


<BISOGNA ridurre i costi della politica, salvaguardando i consiglieri comuna (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

PIETRASANTA pag. 10 "BISOGNA ridurre i costi della politica, salvaguardando i consiglieri comuna... "BISOGNA ridurre i costi della politica, salvaguardando i consiglieri comunali". E' il messaggio del presidente del consiglio Gabriele Marchetti in merito all'ordine del giorno da lui presentato e discusso stasera alle 21 durante la nuova seduta. Il documento è infatti uno dei cavalli di battaglia del neonato coordinamento dei consigli comunali della Provincia e prende spunto dai tagli dell'ultima finanziaria. "La legge dell'ex-governo Prodi ha ridotto i già bassi gettoni dei consiglieri ed eliminato le somme forfettarie a loro assegnate ogni mese. Il mio ordine del giorno punta quindi a rivedere i costi, rendendoli più uniformi e sicuramente salvaguardando quelli dei consiglieri comunali". MARCHETTI ricorda infatti che i tagli della finanziaria non hanno riguardato né gli assessori, né il sindaco e neppure i presidenti dei consigli comunali. "Coinvolgeremo l'Associazione nazionale dei comuni e l'Unione delle province italiane affinché i consiglieri non siano penalizzati. E' quello il primo gradino da cui una persona inizia a far politica. Bisogna incentivare chi aspira ad occuparsi dei problemi della comunità, anche perché se la remunerazione non è dignitosa si ottiene solo un ulteriore distacco dei cittadini dalla politica". D.M.

Torna all'inizio


Club e Zanelli insieme per altri due anni (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Lorenzo Montanari Club e Zanelli insieme per altri due anni Ieri l'atteso rinnovo contrattuale "Tanta fiducia mi rende felice" FERRARA. Avevamo visto giusto, come data di conferma e durata del contratto. Il patron bianconero Roberto Mascellani e Fabio Zanelli hanno siglato ieri mattina un contratto biennale per le annate 2008/2009 e 2009/2010, con grande soddisfazione da ambo le parti. "I risultati parlano a favore di Fabio, che abbiamo voluto nuovamente con noi per un biennio", ha dichiarato Mascellani. "E' un giocatore dal rendimento continuo. Tra l'altro - ha proseguito il presidente - Zanelli ha già maturato importanti esperienze in serie A, a Rimini, Pesaro, Roma ed Avellino". Giovedì scorso l'incontro tra il gm Sandro Crovetti, coach Giorgio Valli e "Zanna" ha fugato ogni dubbio circa la conferma della guardia, che avrà un ruolo da protagonista, come cambio degli esterni americani, soprattutto in chiave difensiva. La difesa è il punto di forza del cesenate, settimo assoluto per presenze in bianconero (85 gettoni), ottavo in classifica per punti messi a segno (729). A Rimini, ormai prossimo alla partenza per le vacanze americane, "Zanna" è contento di essere rimasto al Club: "La mia conferma non era ormai più un segreto - le prime parole del giocatore -, devo dire che sono davvero molto contento anche perché, dopo il colloquio avuto con Sandro e Giorgio (Crovetti e Valli; ndr), ero rimasto già molto soddisfatto, in più c'è la conferma per un'annata ulteriore: sono contentissimo della fiducia che hanno riposto in me". Al primo anno di massima serie, il sodalizio bianconero guarda al gruppo esistente con fiducia incondizionata. Nessuna rivoluzione, dunque, ma acquisti mirati e mantenimento del nucleo ormai storico: "E' molto importante tutto ciò - dice Zanelli -, conoscendoci bene ed aggiungendo i due americani è molto più facile inserire pochi giocatori che cambiare tutto. Ottimo il lavoro compiuto dalla società". Parte per le vacanze tranquillo, dopo il rinnovo biennale con il Club... "Parto soddisfatto e tranquillo, contento di disputare a Ferrara il campionato di serie A dopo esserci sudati la promozione dalla Legadue". Resterà con un ruolo importante: "Volevo rimanere per giocare nella massima serie a Ferrara. La chiacchierata è servita per parlare dell'annata alle porte, è la conferma ulteriore della fiducia reciproca che c'è e del rapporto che in questi anni si è instaurato fra me e la società. Infine, rivolgendomi ai tifosi ferraresi, voglio dire loro che, per questa importante nuova sfida in serie A, avremo bisogno più che mai del loro fortissimo calore". Intanto, nella stanza dei bottoni di corso Giovecca, il gm Crovetti è al lavoro per la conferma di Jamison che, certamente, non tarderà ad arrivare.

Torna all'inizio


Baiutti: il comitato di controllo avvierà una verifica sul debito (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione Baiutti: il comitato di controllo avvierà una verifica sul debito UDINE. "Proporrò al Comitato regionale per il controllo, la legislazione e la valutazione, di affrontare la questione della presunta impennata dell'indebitamento della Regione, lamentato dal centro-destra durante e dopo la campagna elettorale". L'affondo è del consigliere regionale del Pd, Giorgio Baiutti, tra l'altro neo presidente del Comitato regionale per il controllo, la legislazione e la valutazione, organo di garanzia del Consiglio con una rappresentanza prioritaria tra maggioranza e opposizione. "Ritengo che il Comitato di controllo possa svolgere nel migliore dei modi una verifica puntuale che il presidente Tondo avrebbe voluto affidare a due tecnici esterni, mantenendo invece all'interno delle istituzioni consiliari una funzione da assolvere di concerto con i dirigenti e funzionari del competente assessorato. Del resto - continua Baiutti - il Comitato per il controllo nella precedente legislatura, sotto la presidenza Dressi, aveva avviato un'indagine sul numero e sui costi delle consulenze esterne affidate dalla giunta Illy". "La seconda problematica che potrebbe essere affrontata, e che mi riservo di sottoporre alla valutazione della commissione, è quella relativa al personale assunto a tempo determinato e interinale". (mi.ma.).

Torna all'inizio


D'accordo che il sindaco Giulio Marini ha tolto i telefonini ai consiglieri comunali. D'a (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ccordo che la decisione anti-sprechi nasce dal fatto che "il Comune versa in condizioni economiche a dir poco precarie e questi tagli fanno parte di una linea di condotta morigerata che mira a dare un segnale forte alla cittadinanza". D'accordo che, a chi gli ha chiesto come sia possibile che un taglia-spese possa esser uno e trino (deputato, sindaco, consigliere provinciale), ha risposto: "Ero senatore ben prima di fare il sindaco. Senza contare che le liste per la Camera sono state presentate prima di quelle per le elezioni comunali e della mia decisione di candidarmi: spero che la giunta delle elezioni possa riconoscere che, nel mio caso, il principio di incompatibilità non è applicabile". D'accordo che ha spiegato che il partito gli "ha chiesto un impegno su più fronti", riconoscendogli dedizione e "buon operato". D'accordo che sta "facendo il sindaco a costo zero" perché il suo stipendio "rimane nelle casse del Comune", e che ogni volta che deve andare a Roma, a Montecitorio, parte "al volante della Fiat 500, nuovo modello". D'accordo che non ha letto il libro "La Casta" di Stella e Rizzo ("Non lo sopporto. Faccio politica da tredici anni e ho vinto ben sei elezioni da solo, votato dai cittadini. Quindi nessuno può additarmi come un soggetto della casta"). D'accordo che, in ordine agli sprechi della politica "a Viterbo c'era bisogno di lanciare un messaggio chiaro" e che pertanto è venuto "il momento di stringere la cinta". Di più: che "è l'ora di calzare i sandali e indossare il saio come i francescani". D'accordo tutto, ma un dubbio è lecito: a quali sandali e a quale saio di quali francescani, si riferisce, il sindaco? A quelli dell'Ordine dei Frati Minori? O dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali? O a quelli dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini? Merlino.

Torna all'inizio


Il più "ricco" è il presidente di Aspes Spa Davide Rugoletti con un compenso lor (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Do annuo di 32 mila euro. I guadagni più magri, invece, vanno ai consiglieri del cda della stessa Aspes Spa (8000 euro). Sono quattro le principali società partecipate del Comune di Pesaro, nelle quali sono stati distribuiti quindici consiglieri di nomina pubblica, esclusi i componenti del collegio sindacale. Un piccolo adeguamento c'è stato, con la Finanziaria che ha ridotto di due unità il cda di nomina pubblica dell'Ami. Due i consiglieri di Marche Multiservizi: Giovanna Cecconi e Fabrizio Tartaglia, il cui compenso annuo è fissato a 15.494 euro. Passando all'Aspes Spa, società interamente pubblica, 32 mila euro per il presidente Davide Rugoletti e 8 mila euro a testa per i quattro consiglieri del cda: Paolo Emilio Comandini, Marzia Mencarelli, Vittorio Panzieri e Roberto Spadacini. Cinque membri pubblici anche nel cda di Ami spa, confluita in Adriabus: il presidente Maurizio Mazzoli (28.111 euro), i due vice presidenti Riccardo Battisti e Giuliano Marino con 18 mila e 593 euro cadauno e i due consiglieri Giancarlo Galletti e Giancarlo Sacchi (11.156 euro a testa). Non poteva mancare la società che gestisce i parcheggi a Pesaro, la Pesaro Parcheggi, che negli ultimi anni ha visto cambiare più volte la presidenza. Ora c'è Barbara Lisi, che guadagna 15 mila euro l'anno oltre a 200 euro di gettone di presenza nel cda. Per i due consiglieri Adriano Piccinini e Mario Bianconi 200 euro a seduta. T.D.

Torna all'inizio


L'epidemia dei conti in rosso delle società partecipate contagia anche Pesaro. L&# (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di THOMAS DELBIANCO L'epidemia dei conti in rosso delle società partecipate contagia anche Pesaro. L'indagine del "Sole24Ore" sulle perdite che gli enti e società con quote pubbliche hanno comportato per i Comuni italiani negli ultimi anni è impietosa anche per l'amministrazione guidata da Ceriscioli. Pesaro naviga nei bassifondi della classifica, al 51° posto su 69 Comuni capoluoghi presi come oggetto della classifica. Nel 2006 per le casse comunali, 329 mila euro di proventi ed un calo netto del 48,63% nel periodo 2004/06. Irrisoria la quota degli introiti delle società partecipate da utilizzare per i cittadini pesaresi: 3,6 euro per ogni abitante, con solo lo 0,45% di incidenza sulle entrate correnti. Anche se nel panorama generale la situazione è deficitaria, con una perdita complessiva di 115 milioni di euro per i Comuni, per i quali i costi delle aziende municipalizzate sono maggiori dei benefici, ci sono delle eccezioni, soprattutto al nord. Vedi Bergamo, che può contare su 63 milioni di euro di proventi all'anno e Milano con addirittura 89 milioni. "Questi Comuni del Nord hanno alte entrate garantite dagli inceneritori, in questo caso ci sono reali vantaggi per i cittadini", dice Alessandro Bettini, presidente pesarese della commissione partecipate. Gli analisti del Sole, però, non giustificano le perdite di quei Comuni che non possono disporre di inceneritori sul territorio, Pesaro compresa. Le cause dei conti in rosso sono da rintracciare negli alti costi della gestione politica di queste società, dai gettoni di presenza, alle poltrone in numero eccessivo, alle assunzioni spesso inutili e al mantenimento in vita di aziende pubbliche che avrebbero dovuto chiudere i battenti da anni. Il Comune di Pesaro si è adeguato alla Finanziaria 2006, tagliando i consiglieri di nomina pubblica in eccesso. Ma le società restano troppe, 19, nonostante, rispetto al periodo di Giovanelli e al proliferare delle società di scopo negli anni'90, ci sia stato un ridimensionamento. Il dibattito sui costi della politica negli ultimi mesi si è acceso anche a Pesaro, ma alle parole sono seguiti pochi fatti. "La logica delle società partecipate non deve essere quella del profitto, ma quella dell'interesse verso i cittadini - continua Bettini - I proventi di queste società sono giusti se derivano da un'attività efficiente con tariffe per cittadini che non siano sovrastimate". Qui si apre un altro fronte legato alle società partecipate del Comune di Pesaro. La discesa dei proventi negli anni recenti non è giustificata nemmeno da un abbassamento delle tariffe di servizi gestiti dalle partecipate, anzi. La fusione di Aspes e Megas in Marche Multiservizi, nella quale il Comune pesarese detiene il 34,4% di quote, non ha portato a nessun ritocco verso il basso della bolletta idrica. E dietro l'angolo sembra, invece, che ci siano rincari. Nell'ultimo bilancio di previsione di Pesaro, l'unica tariffa aumentata oltre al livello di inflazione, è quella per la concessione di loculi ed ossari (12,5%), gestita da Aspes Spa. C'è poi la Pesaro Parcheggi, che dall'estensione della sosta a pagamento in zona mare, ricaverà, attraverso i ticket pagati dai cittadini, un milione e 350 mila euro annui complessivi, con un aumento rispetto all'anno passato di 224 mila euro.

Torna all'inizio


Tutti un passo indietro (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa Il commento tutti un passo indietro In linea di coerenza con quanto sta maturando a livello nazionale, sarebbe davvero utile che un segnale importante arrivasse anche da Latina. Potrebbe essere questa provincia, insomma, capace di consensi plebiscitari al Pdl, a dare il buon esempio nella direzione che va verso il partito unico, in un percorso intriso di rinuncia a doppi incarichi e a gettoni di presenza, di corsa estrema alle poltrone e di ambigui pastrocchi di potere con l'Udc. Da sciogliere ci sono i nodi della rivalità tra An e Forza Italia nella corsa alla leadership del futuro partito unico, con le elezioni provinciali come test intermedio, vicende che toccano da vicino gli equilibri nella stessa amministrazione provinciale e nel Comune di Formia. Partendo, cioè, della sopravvalutazione degli uomini di Casini a via Costa, con conseguente ridondante compagine di assessori, e della necessità da parte del sindaco di Formia, Michele Forte, di farsi da parte alla presidenza del Consiglio provinciale. è vero, manca solo un anno alla fine del mandato ma tanto meglio, il segnale sarebbe ancora più forte. Con iniziative di tale portata il Pdl pontino dimostrerebbe di mettere a frutto il consenso ricevuto, acquisendo credito e peso nei palazzi romani. Se così non fosse, allora, non ci sarebbe poi da meravigliarsi se le decisioni importanti, dalle candidature alle infrastrutture, continuassero a dipendere esclusivamente dalla volontà romana, lasciando cittadini e amministratori pontini a piangersi addosso per la presunta sottomissione alla capitale.

Torna all'inizio


<Basta con gli stipendi d'oro> (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA POLEMICA. L'assessore regionale e presidente provinciale di An attacca gli aumenti delle indennità negli enti pubblici. E le scelte di Tosi "Basta con gli stipendi d'oro" Massimo Giorgetti: "I compensi di certi dirigenti delle aziende comunali sono scandalosi" Sulla tramvia non c'è progetto e su Goldin siamo informati solo dai giornali MASSIMO GIORGETTI PRESIDENTE AN   IL "CASO SERIT". Giorgetti afferma di aver già sollevato il problema al tavolo della maggioranza: "Ne ho parlato con il commissario di Forza Italia, Enrico Pianetta, e con il segretario della Lega, Matteo Bragantini, perché bisogna mettere un freno a questo andazzo e non parlo solo dei presidenti ma anche di direttori che prendono più di 200mila euro di compenso più benefit". Un esempio? "Il direttore dell'Amia, Maurizio Alfeo, passato alla Serit per far posto a Gian Pietro Cigolini". La Serit è un'azienda di proprietà dell'Amia che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in 53 Comuni veronesi, dove l'Amia non può operare direttamente, e sino a febbraio era guidata dall'amministratore delegato Ennio Cozzolotto. "Il bel risultato", commenta sarcastico il presidente provinciale di An, "è che ora la Serit ha 100mila euro di costi aggiuntivi alla faccia del risparmio e soprattutto della decenza. Per non parlare di aziende che hanno addirittura due direttori generali. E pensare che sul mercato ci sarebbero fior fiore di professionisti disposti a lavorare per qualche 10mila euro in meno, tutti soldi che potrebbero servire per finanziare opere o associazioni. E invece", continua, "strapaghiamo dei pensionati, che forse grandi motivazioni non ne hanno, per fare i direttori generali di Agsm (Alfonso Ercole) o del Comune (Renato Piccoli), ma gli enti pubblici non sono alternative ai parchi". Giorgetti giura che "la misura è colma". E aggiunge: "Dopo il caso Amia avevamo pensato a un incidente di percorso, invece, pochi giorni fa, la stessa cosa è accaduta per Veronamercato, quindi, temo che stia diventando un vizio". E annuncia: "In Consiglio comunale An non voterà ulteriori aumenti di compensi negli enti. Anzi", sottolinea, "chiediamo che venga ridiscussa tutta la partita e che l'amministrazione comunale dia un segnale univoco di riduzione dei costi della politica, anche attraverso la diminuzione dei componenti i Consigli di amministrazione che potrebbero benissimo passare da sette a tre". L'assessore regionale di An, tuttavia, assicura che la sua non è una battaglia personale, ma politica: "L'occupazione partitocratica di enti e aziende, magari solo per accontentare questa o quella corrente, è l'aspetto peggiore della politica e anche il più rischioso perché le aziende sono un patrimonio dei cittadini". TRAMVIA E GOLDIN. Giorgetti non risparmia critiche nemmeno su altre questioni spinose per Palazzo Barbieri. "Sulla tramvia", afferma, "vedo una gara a chi la spara più grossa, non un progetto condiviso". E sull'incarico a Marco Goldin per la mostra, del Louvre, per ora naufragata: "Non sono contro un uso intelligente delle politiche culturali per promuovere il turismo, ma vorrei capire se ciò significa bloccare i capitoli di spesa degli assessori. La scelta di Goldin", avverte, "l'abbiamo appresa dai giornali, ma qualcuno non pensi di farne pagare i costi a chi non è stato coinvolto".   Enrico Santi "Basta con le nomine partitocratiche a prescindere dalle capacità". Batte i pugni sul tavolo Massimo Giorgetti, presidente provinciale di Alleanza nazionale, prima di lanciare il suo siluro contro Palazzo Barbieri: "La misura è colma e lo scandalo dei megastipendi di presidenti, direttori generali e manager di aziende ed enti pubblici deve cessare". L'assessore regionale promette battaglia e fa sapere che il suo partito non avallerà nuovi "adeguamenti delle indennità di carica", a partire da quella del presidente Agec, Giuseppe Venturini e del suo Cda predisposto dall'assessore alle aziende, Sandro Sandri, ma bloccato in settima commissione consiliare - presieduta da Stefano Zaninelli, consigliere leghista ex presidente dell'Amt e ora direttore generale dell'Atv - dalla capogruppo della Lega, Barbara Tosi, su richiesta dello stesso sindaco Flavio Tosi. "Dopo l'aumento dei compensi per presidente e Cda dell'Amia", esclama Giorgetti, "ponemmo il problema politico e chiedemmo spiegazioni su fatturati, carichi di lavoro, funzioni del presidente per capire come mai si debba essere pagati così profumatamente per guidare un'azienda che raccoglie spazzatura e muove quattro camion, operando, tra l'altro, in regime di monopolio". Il presidente di An scuote la testa: "Viste le difficoltà economiche e soprattutto per rispetto della gente, i compensi vanno diminuiti, non certo aumentati, perché il buongoverno e la sobrietà di un'amministrazione comunale sono temi importanti, almeno quanto quello della sicurezza, sul quale il sindaco Flavio Tosi si sta dimostrando molto efficace".

Torna all'inizio


Calcio Vicenza. I fratelli Rigoni al centro del mercato (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Rizza o Venitucci dalla Juventus in cambio di Nicola. Il Chievo indeciso su Luca. Rientrano Pietribiasi, Spironelli e Venditozzi Vicenza, c'è da risolvere il nodo comproprietà. Praticamente ufficializzata la conferma in panchina di Angelo Gregucci (che potrebbe avere come nuovo vice l'ex compagno di squadra Cristiano Bergodi, già suo assistente al Lecce, con Luciano Miani alla guida della Primavera), entro il prossimo 25 giugno la società biancorossa dovrà definire la situazione dei giocatori attualmente in compartecipazione, senza rischiare di ricorrere alle buste. Con qualche possibile sorpresa.I FRATELLI RIGONI - Se il fratello Nicola è destinato alla Juventus, che potrebbe girare in cambio il difensore Giuseppe Rizza (quest'anno alla Juve Stabia 27 gettoni e 2 gol) o il centrocampista Dario Venitucci (reduce da una stagione al Treviso con 30 presenze e 2 reti), il Chievo dovrà versare al Vicenza Calcio una cifra tra i 700 mila e gli 800 mila euro per assicurarsi la seconda metà del cartellino di Luca Rigoni; altrimenti verrà rinnovata automaticamente la comproprietà.CAVALLI - Non si può certo affermare che sia stata negativa la stagione in Puglia di Simone Cavalli, autore di 8 reti in 27 incontri. Ma il Bari non sembra in ogni caso intenzionato a riscattarlo o a rinnovare la comproprietà con il Vicenza, cui l'attaccante è comunque legato da un contratto in scadenza nel giugno 2009. Si parla di un interessamento del Sassuolo neopromosso in C1.SGRIGNA E TESTINI - Al termine del mercato di gennaio sembrava scontato che l'esterno sinistro Emiliano Testini fosse destinato a vestire biancorosso da luglio: il Vicenza ne aveva rilevato infatti la metà del cartellino, lasciandolo alla Triestina (27 presenze e 2 gol) fino a giugno. Notizie degli ultimi giorni danno invece per probabile il ritorno da Trieste di Alessandro Sgrigna, autore di ben 8 reti in 35 incontri alla corte del suo "maestro" Rolando Maran, con il rinnovo delle due comproprietà e la permanenza nel club giuliano di Testini. E la Triestina si sarebbe fatta avanti anche per il difensore Francesco Scardina, in scadenza di contratto con il Vicenza.PERRULLI E VITIELLO - Due le situazioni da sbrigare con l'Ascoli: riguardano il mediano Leandro Vitiello, 8 presenze nella Sambenedettese in C1 nella seconda parte della stagione, e l'esterno Giampietro Perrulli, che non ha certo entusiasmato nella dozzina di occasioni che Gregucci gli ha concesso nel girone di ritorno.GLI ALTRI RITORNI - Molti i ritorni alla base previsti. Oltre a quelli diMatteo Serafini dal Piacenza (3 gol in 17 gare per lui), di Riccardo Fissore dall'Atalanta (2 sole presenze per lui) e di David Giubilato dal Bologna, dove pure ha contributo con 11 presenze alla promozione dei rossoblu in serie A, interessano diversi giovani. Tornerà in biancorosso l'esterno mancino Valerio Foglio, autore di una stagione molto positiva al Legnano in C1 (29 presenze e 6 gol). Reduci dalla C2 Nicola Dal Bosco, 8 presenze e 2 reti da gennaio a giugno nel Mezzocorona e Stefano Pietribiasi, girato nella seconda metà della stagione dal Pavia alla Pro Vercelli, dove ha totalizzato 9 gettoni e un solo gol.Riprenderanno infine la strada di casa il difensore Mattia Venditozzi dalla Massese in C1 (una sola apparizione per lui) e il portiere Nicola Spironelli dal Castelsanpietro.A.L.

Torna all'inizio


Il compenso dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 12/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE BOVEZZO Il compenso dei consiglieri Il lavoro dei Consiglieri comunali solitamente passa inosservato ed in genere i cittadini percepiscono la loro attività nell'Amministrazione comunale o da rapporti personali con gli stessi o dalla pubblicizzazione di eventi all'interno della comunità, da opere effettuate, da fatti positivi o negativi evidenti o evidenziati dai mass media. I Consiglieri comunali di Bovezzo, oltre alla partecipazione ai Consigli ordinari e straordinari, sono impegnatati anche in tre Commissioni consiliari (Territorio, Bilancio, Servizi alla persona e alla Comunità). Ma quanto percepiscono in soldoni i Consiglieri comunali? Io vi posso dire che il mio reddito 2007 è stato di 162,00 lordi annui, e all'incirca a questa entità corrisponde anche quello degli altri (sia di maggioranza che di opposizione), legato a gettoni di presenza; diversa è la situazione per sindaco ed assessori, che ricevono un'indennità di carica dovuta anche al maggior onere che ovviamente compete loro, ma che, vi assicuro, non li compensa certamente per l'impegno che devono elargire nelle deleghe di propria competenza. Ma allora perché un cittadino si dedica alla politica, soprattutto a livello locale? Una sola è la risposta: la passione, che spesso viene ripagata da qualche soddisfazione e da molte delusioni, da battaglie accese da contrapposizioni dovute agli ideali di ciascuno, ma stando attenti a non entrare nella sfera personale e cercando il più possibile di rispettare le idee altrui; diceva Voltaire: "Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo"... Posso affermare, in qualità di presidente della commissione "Gestione e servizi del territorio e beni comunali" (mi sforzo di essere super partes nel mio ruolo istituzionale, anche se, lo confesso, a volte non ci riesco, appartenendo all'opposizione) che il lavoro che ivi viene svolto ci vede tutti attivi in un sereno confronto, alla ricerca di soluzioni condivise per il bene del paese piuttosto che di difesa di pacchetti preconfezionati. Ovviamente è difficile trovare l'accordo su ogni argomento e la maggioranza fa valere i propri numeri come previsto in una democrazia, mentre l'opposizione svolge la propria funzione propositiva e di controllo, come è giusto che sia. Anche se talvolta veniamo coinvolti in accese discussioni per far passare alcune proposte per ognuno di noi importanti ma contrastanti politicamente e tecnicamente, devo rilevare che tutto ciò viene svolto in un clima di correttezza reciproca e di rispetto ognuno del proprio ruolo, e come presidente ciò mi gratifica. Nel breve spazio concesso posso accennare che in questo contesto abbiamo trattato di viabilità e traffico cercando risposte alle richieste dei cittadini, abbiamo ampiamente discusso del Piano di recupero del Residence Prealpino e degli interventi urbanistici richiesti, i programmi integrati e le bozze di convenzione urbanistica, il verde pubblico e gli interventi stradali, i servizi alla Comunità e l'importante tema dell'asilo Passerini, il necessario piano cimiteriale, l'aggiornamento della zonizzazione acustica, il documento di inquadramento, il piano dei servizi e quello paesistico, stiamo rivisitando il Regolamento edilizio... e tanti altri temi preludio alla discussione in Consiglio Comunale. Spero possiamo raggiungere sempre più l'obiettivo di "prestare a tutti il nostro orecchio, più che la nostra voce", lavorando con la coscienza e l'umiltà che dovrebbero caratterizzare l'operato di ogni pubblico amministratore. ROBERTO FAGANELLO Presidente Commissione gestione e servizi del territorio e beni comunali Comune di Bovezzo.

Torna all'inizio


NEO - DEM Le riforme condivise partano dalle regole per la Casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 139, pag. 4 del 12/6/2008 Autore: di Pierluigi Mantini Visualizza la pagina in PDF     NEO - DEM Le riforme condivise partano dalle regole per la Casta Dinanzi alla roboante invettiva di Antonio Di Pietro, dai banchi della Camera, contro i parlamentari "pianisti" accusati di truffa, e contro lo stesso presidente di turno, colpevole di "concorso nel reato per omissione", agli ex deputati Flavio Bonafini e Paolo Togini saranno certo fischiate le orecchie.Si, perchè sono stati proprio loro che, votando per altri due deputati assenti nella seduta del 16 maggio 1995, hanno dato l'opportunità alla Corte Costituzionale di riaffermare il principio dell'autodichia delle Camere, una parola antica ma dagli effetti assai attuali.Il principio di eguaglianza dinanzi alla legge, stabilisce la Corte Costituzionale nella sentenza 379 del 1996, "non si spinge fino al punto di postulare l'attitudine della legge penale a penetrare in ogni ambito della vita parlamentare". Ad una visione "onnipervasiva del diritto penale", prosegue la Corte, "si oppone il principio dell'autonomia delle Camere e la correlativa garanzia della non interferenza della giurisdizione nell'attività delle istituzioni rappresentative".Lo statuto di garanzia delle Assemblee parlamentari risulta infatti definito, e al tempo stesso delineato quanto alla sua operatività, da un unitario e sistematico insieme di disposizioni costituzionali (in specie artt. 64, 68 e 72 Cost., n.d.r.) . che riservano ai regolamenti parlamentari, votati a maggioranza assoluta da ciascuna Camera, "l'organizzazione interna e, rispettivamente, la disciplina del procedimento legislativo per la parte non direttamente regolata dalla Costituzione (...)". Per la Consulta è "l'autonomia delle funzioni delle Camere il bene protetto" e "questa sfera di libertà non si atteggia come un privilegio del ceto politico", ma come "tutela della autonomia delle istituzioni parlamentari orientata a sua volta alla protezione di un'area di libertà della rappresentanza politica". E così i "pianisti" Bonafini e Togini, assurti agli onori della giurisprudenza costituzionale, furono sollevati dall'accusa di falso mossa dalla Procura di Roma, che non può procedere per via penale nelle condotte parlamentari tipiche. Intendiamoci, solo in quelle condotte proprie dell'esercizio delle funzioni parlamentari, perché per i reati comuni, dopo l'abolizione dell'autorizzazione a procedere nel 1993, la magistratura è libera di indagare. Non è reato, ma è chiaro che il comportamento di chi vota per due è grave e disdicevole. Occorrono mezzi più efficaci di quelli attuali per garantire i controlli e già impazzano le soluzioni: sedie che fischiano come per le cinture di sicurezza delle auto, impronte digitali, controlli video, sistema di voto che impegna entrambe le mani.Ma il tema è più vasto e riguarda l'etica pubblica che è necessaria per la serietà e la credibilità della politica e delle istituzioni. "Quando il potere si afferma come solutus a lege hominum si arriva facilmente a credersi solutus a lege Dei, cioè superiore alla morale" (Luigi Sturzo, Politica e morale, 1938). Ma non c'è solo l'etica religiosa, c'è e deve esserci anche l'etica civile, democratica e costituzionale, che concorre nel formare l'etica pubblica. è un tema fondamentale della nostra società, come ricordato nel dialogo tra Ratzinger e Habermas, sull'equiordinazione tra fede e ragione. Perciò occorre andare oltre il giro di vite sui "pianisti", occorre un indirizzo comune (che oggi non c'è) sull'uso prudente delle garanzie parlamentari, la migliore disciplina dei conflitti di interesse, la revisione delle norme sul finanziamento dei partiti e della stampa, la disciplina legale degli statuti dei partiti politici.Occorrono, in sostanza, le "regole per la casta", passando dall'antipolitica alla buona politica, dal "grillismo" all'etica pubblica.Senza demagogia nè populismo, con serietà ed equilibrio. Ma di questo impegno si sono perse le tracce mentre invece dovrebbe essere parte essenziale di una comune agenda delle riforme. Speriamo che l'occasione dei "pianisti" sia solo un'ouverture.

Torna all'inizio


<Era come la catena di montaggio> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Era come la catena di montaggio" la "clinica degli orrori" Interrogati gli anestesisti. Sospesi i medici. E l'ex contabile accusa: "Bustarella ai politici" Milano. Si apre un secondo fronte nell'inchiesta sulla clinica Santa Rita dove - secondo l'accusa - si operava per denaro, senza necessità, provocando lesioni e persino la morte dei pazienti. Un testimone, Domenico Lopriore, ex contabile della clinica Santa Rita, racconta di "alcune buste preparate dalla segretaria del notaio" (Francesco Paolo Pipitone, proprietario della clinica, finito agli arresti domiciliari, oggi sarà interrogato, ndr). Una di queste buste, ricorda Lopriore, "avrebbe dovuto contenere circa cento milioni di lire necessari per finanziare Alleanza Nazionale, probabilmente nelle elezioni politiche del 2003". Nel 2003 si svolsero le elezioni amministrative e dunque è su quella pista che si indirizzano le ricerche degli investigatori. La procura non ha aperto alcun fascicolo, ma potrebbe risentire il testimone, il quale però fa parte delle proprie affermazioni de relato, ovvero riferisce notizie appresa da altre persone. Se fosse aperto, il fascicolo prevederebbe i reati di illecito finanziamento ai partiti e corruzione. Il sottosegetario al Welfare con delega alla salute, Ferruccio Fazio, ha concordato un'azione congiunta con la Regione Lombardia, e ha inviato a Milano due ispettori ministeriali. Fazio osserva che occorre un programma di rivisitazione del rapporto pubblico-privato che "fornisca comunque un'offerta complessiva di servizi sanitari aderente al numero di abitanti". L'assessore lombardo alla sanità, Luciano Bresciani, in consiglio regionale ha ricordato che procedimenti penali riguardano, oltre alla Santa Rita, altre strutture sanitarie: l'Ospedale San Giuseppe, la Casa di cura San Pio X, l'istituto San Raffaele, la Casa di cura San Carlo. I procedimenti in corso "valgono" dieci milioni di euro in due anni, su un totale di risorse di circa dieci miliardi di euro. L'importo annuo dei ricoveri è pari a 4,7 miliardi di euro, dei quali il 30% (circa 1,425 miliardi) è destinato alla remunerazione dei ricoveri nelle strutture private. Entrata come teste nel'ufficio dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, una anestesista ne è uscita indagata. Avrebbe preso parte ad alcuni interventi chirurgici effettuati dal primario di chirurgia toracica, Pier Paolo Brega Massone, in carcere con l'accusa di omicidio aggravato da motivi di crudeltà. L'anestesista è indagata, oltre che di omicidio volontario, di lesioni in relazione ad operazioni eseguite senza necessità. Sono circa 90 i casi di lesioni gravi o gravissime riscontrati dalle indagini. Ieri quattro anestesisti sono stati ascoltati in procura come testi, le loro deposizioni secretate. Uno di loro, prima di entrare nell'ufficio del giudice, si è sfogato con i giornalisti: "Brega Massone era il fiore all'occhiello del titolare (Pipitone, ndr) ma all'interno della clinica non era ben visto. Degli omicidi non si sapeva niente, mentre girava la voce dei Drg (i rimborsi) gonfiati. Voci che circolano nei corridoi di tutta la sanità e che riguardano sia il pubblico che il privato". Il medico ha raccontato: "Ci sembrava di essere in fabbrica, partecipavamo a talmente tanti interventi che non ci accorgevamo di quanto accadeva. Facevamo il nostro lavoro, addormentare i pazienti, poi non potevamo sapere come operavano i medici". L'accusa ritiene invece che una diffusa omertà favorisse il piano criminoso. I pm sospettano che le morti, indicate in cinque, siano molte di più. Decine di nuove denunce infatti sono pervenute in procura e il conto delle morti è salito a 25. Altre cliniche sono nel mirino della Guardia di Finanza. I difensori dei medici indagati sono partiti al contrattacco. L'avvocato Giuseppe Cannella, uno dei difensori del primario Brega Massone, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame e affidato a consulenti di parte "l'esame delle carte sulle quali è basata l'accusa, anche se la condanna mediatica al nostro assistito è già stata inflitta". L'Ordine dei Medici ha deciso la sospensione di tutti i sanitari coinvolti nell'inchiesta. "Successivamente alla sentenza definitiva, se reati di tale gravità dovessero essere confermati, verranno presi durissimi provvedimenti di natura definitiva". Cioè la radiazione dall'albo. L'Ordine dei Medici si costituirà parte civile a difesa della dignità e del decoro dell'immagine dei medici. Roberto Tersigni, presidente dell'Associazione italiana dei Chirurghi, si è augurato "una rapidissima conclusione dell'inchiesta... esigendo, dopo l'accertamento completo dei fatti, una condanna esemplare per gli autori di crimini così infamanti". Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 12/06/2008.

Torna all'inizio


Circoscrizioni, la ricetta del Pd <Centro storico diviso in due> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PERUGIA pag. 7 Circoscrizioni, la ricetta del Pd "Centro storico diviso in due" Oggi in giunta la modifica dello Statuto: da 13 si passa a 5 LE RIUNIONI e gli incontri si sprecano. La partita sulle circoscrizioni potrebbe chiudersi prima dell'estate. Oggi, ad esempio, in giunta, arriverà la modifica dello Statuto comunale, dagli articoli 24 fino al 30, proprio i sei in cui si parla di circoscrizioni. Linee generali, che saranno precisate nel regolamento. Ma intanto la maggioranza affila le armi. L'altra sera a Ponte San Giovanni riunione dei Socialisti, ieri della commissione di maggioranza, non prima di un vertice dell'assessore Monia Ferranti con i dirigenti di Palazzo dei Priori. Un lavoro oscuro quello dell'assessore, che alla fine dovrebbe produrre i frutti sperati. I "territori", infatti, è bene non scordarselo, sono una fetta elettorale che fa gola: sono candidati che lavorano, che raccolgono consensi. E non a caso anche il Partito democratico ha istituito un gruppo di lavoro, pronto a mettere in campo le sue proposte. Che cerca di esplicitare il coordinatore comunale, Giacomo Leonelli. "Crediamo nel livello decentrato, fatto naturalmente con un giusto equilibrio ? spiega Leonelli ?. Siamo convinti, insomma, che le circoscrizioni debbano avere funzioni non solo di ausilio, ma di governo decentrato, con competenze specifiche distinte da quelle del Comune. Oggi c'è un po' di confusione che crea appesantimento nella macchina burocratica". Uno dei temi è la ripartizione territoriale: "Quella di ripartire Perugia a spicchi o a raggi ? aggiunge ?, a partire dall'acropoli, non è percorribile. Forse quella di dividere in due il centro storico ci pare ragionevole. Ma su questo non facciamo barricate. Siamo interessati prima di tutto alle funzioni". Leonelli entra infine nel vivo, che vuol dire numero di consiglieri, numero di circoscrzioni, sistema elettivo. "Pensiamo che cinque sia il numero necessario per i 'territori', ripartiti in media con lo stesso numero di abitanti. Così come i consiglieri: premesso che non percepiranno più gettoni di presenza, crediamo ad un loro aumento, fino a 20 o 21. Sarebbero un centinaio al massimo". E sul presidente? "Non è tanto questione di come debba essere eletto, quanto piuttosto sulle competenze. Per noi sarebbe auspicabile avere due presidenti: uno di circoscrzione, l'altro dell'assemblea elettiva. Insomma pesi e contrappesi". M.N.

Torna all'inizio


Rischia di avere una vita breve (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

ABOLIZIONE ICI Rischia di avere una vita breve "Non esiste una sana politica finanziaria diversa da quella tradizionale: essa è buona per tutti i tempi e per tutti i Paesi. I suoi principi sono come le leggi della meccanica pratica, contenere le spese, moderare i tributi, difendere gli avanzi di bilancio..". Questo è uno brevissimo stralcio della presentazione del "Bilancio dello Stato e la Politica del Tesoro", illustrata alla Camera il 2 giugno 1925 da Alberto De Stefani, ministro delle Finanze e del Tesoro, convinto fautore di una politica delle liberalizzazioni, professore universitario, squadrista della prima ora. Tanti anni dopo, un altro ministro delle Finanze, altrettanto preparato e liberista, per ottemperare alle molteplici promesse elettorali , ha iniziato dalla abolizione dell'ICI sulla prima casa. Lo sconto sulle imposte comunali sulla prima casa, rischia però di avere vita breve, con la revisione degli estimi e il passaggio ai Comuni delle funzioni catastali, c'è la concreta possibilità di una nuova imminente stangata. Cinque milioni di euro, a tanto ammonterebbero le mancate entrate ai comuni che il Governo ha promesso di implementare con trasferimenti aggiuntivi. Il Ministro Tremoni comincerà ad intaccare dal solito indecoroso "decreto mille proroghe" che nemmeno il governo Prodi ha saputo fare a meno, sembra in questo caso che le più tartassate siano le api o meglio gli apicoltori che vedrebbero svanire un sostanzioso quanto proficuo contributo, ma non sono sufficienti i fondi del decreto e quindi si avvarrà del "tesoretto" che Padoa Schioppa gli ha lasciato in eredità, semmai saranno i sindaci a rimanere con il fiato in sospeso fino a che non vedranno arrivare nelle casse comunali, le entrate mancanti . Per De Stefani, il discorso riportato in alto, fu l'ultimo da ministro, infatti venne sostituito da Mussolini con il conte veneziano Volpi che contribuì invece con la sua politica, "all'avvicinamento dei capitalisti al fascismo". Tremonti, per evitare incidenti di percorso, si è premurato di assimilare anche la politica del conte Volpi, infatti si legge nel suo ultimo libro che è per una rivolta "gandhiana" del fisco: tasse basse, dazi alti, quindi i capitalisti, come un tempo, possono stare tranquilli. "Il futuro della politica non è nel materiale, gli interessi urlati, gli egoismi esibiti cederanno il passo al ritorno dei valori" si continua a leggere, intanto viene portato avanti dal Governo, il decreto per il reato di immigrazione clandestina, un bell'esempio di futuro valoriale. Nel libro "La Deriva" di Stella e Rizzo, si legge: "Quella era l'Italia appena uscita dalla guerra. Un Paese dove fino al 1961, come ricorda la scena della retata di emigranti alla stazione Termini di Roma nel film. Il cammino della speranza, di Pietro Germi, era ancora in vigore una legge fascista del 1931 che vietava di spostarsi anche all'interno dei confini nazionali a meno di poter dimostrare - di esservi obbligato dalla carica, dall'impiego, dalla professione o di essersi assicurata una proficua occupazione stabile nel comune di immigrazione, pena il reimpatrio d'autorità ai luoghi di provenienza". Il Presidente della Repubblica, certi comportamenti li definisce : "a rischio di regressione civile", che sia poi vero? Giancarlo Frigo Verona.

Torna all'inizio


Di ROBERTO GRIMALDI <CALDANA non deve assolutamente dimettersi. Sul proce (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

MODENA PRIMO PIANO pag. 4 di ROBERTO GRIMALDI "CALDANA non deve assolutamente dimettersi. Sul proce... di ROBERTO GRIMALDI "CALDANA non deve assolutamente dimettersi. Sul procedimento disciplinare contro la dirigente accusata di assenteismo invece, vogliamo andare avanti". Il presidente della Provincia Emilio Sabattini, al termine di un consiglio provinciale in cui è stato ripetutamente bersagliato dal centrodestra, ha sintetizzato così la sua posizione sul caso che sta tenendo banco nel palazzo di viale Martiri: una dirigente indagata per assentesismo e l'assessore Alberto Caldana che ha firmato, senza prima leggerla, una lettera di economio che la stessa dipendente gli aveva presentato. "La nostra volontà ? ha spiegato Sabattini ? sostenuta dal parere dei nostri consulenti, è che l'ufficio per i provvedimenti disciplinari possa portare avanti la valutazione del caso in questione, pur in presenza di un'indagine giudiziaria. Rimaniamo tuttavia in attesa ? ha aggiunto ? che la magistratura ci fornisca la documentazione necessaria a completare la valutazione, documentazione che è stata richiesta dal nostro legale e che per ora non è ancora disponibile". Intanto la commissione disciplinare si riunirà domani. Tra le sanzioni previste in questi casi, l'assegnazione a un incarico con una retribuzione inferiore, la sospensione dall'incarico per almeno due anni e il licenziamento. "Ritengo poi che ci debba essere un livello di garanzia pari tra amministrazione e dirigente, come avviene nel settore priviato ? ha aggiunto Sabattini ? Oggi non è così". SUL futuro controllo dei dirigenti, l'assessore al Personale Stefano Vaccari ha fornito ulteriori garanzie: "Come Provincia aderiamo alla lettera del ministro della Funzione pubblica Brunetta: metteremo sul sito Internet presenze, stipendi e curriculum di tutti i nostri dirigenti". Dai banchi dell'opposizione, come previsto sono arrivati strali: "Da quello che si è capito dalla vicenda ? ha detto il consigliere di An Cesare Falzoni ? non è chiaro chi controlla i dirigenti. Si sa però chi li nomina: il presidente Sabattini. Se un dirigente dovesse risultare colpevole di truffa, allora è Sabattini che deve dimettersi". "Questa giunta ha dimostrato di non essere in grado di dialogare ? ha detto il consigliere di Forza Italia Dante Mazzi ? Una dirigente era indagata, nessuno lo sapeva. E' l'intera giunta quindi, che ha dimostrato di essere sfilacciata, che deve dimettersi". Non è mancata un'accusa agli stessi consiglieri, arrivata da Tommaso Taliani dell'Udc: "Anche i consiglieri nelle commissioni a volte restano dieci minuti per incassare il gettone di presenza, firmano ed escono. E' un malcostume che c'è ? ha spiegato ? E' un tema ineludibile. Ci sono casi in cui i colleghi entrano alle 17 ed escono alle 17,15 incassando il gettone di presenza di 100 euro lordi. Per questo io credo che servirebbe la doppia firma di entrata e di uscita".

Torna all'inizio


Goldman Sachs mette un gettone sul mkt immobiliare tedesco (sezione: Costi dei politici)

( da "SpyStocks" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

(12 Giugno 2008 - 07:12) MILANO (Finanza.com) - Il colosso finanziario americano Goldman Sachs corre in aiuto del mercato immobiliare tedesco. La merchant bank Usa ha raggiunto un accordo per acquisire circa 93,000 appartamenti dallo stato tedesco della Renania del Nord-Vesfalia per 787 milioni di euro in cash. Lo Stato settentrionale è una delle regioni più densamente popolate ed uno dei centri industriali e imprenditoriali più dinamici d'Europa. L'operazione, valutata circa 3,4 miliardi di euro includendo il debito, sarà finanziata dai fondi immobiliari di GS Whitehall, secondo quanto comunicato dal ministro delle Finanze della Regione Helmut Linssen. (Micaela Osella - Riproduzione riservata).

Torna all'inizio


Moggi: "Calciopoli non èfinita, comandano sempre loro" (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa i forum de il tempo Moggi: "Calciopoli non è finita, comandano sempre loro" E' arrivato nella sede de Il Tempo accompagnato dall'amico storico Nello De Nicola: Luciano Moggi è sempre lo stesso, con l'agenda piena di appuntamenti e il fido autista Armandino. L'ex dg della Juventus parla a 360 gradi: dalle intercettazioni alla nazionale di Donadoni, da Calciopoli allo scudetto dell'Inter maturato grazie ai favori arbitrali ottenuti dai nerazzurri ai danni della Roma. Sa darsi una spiegazione per il crollo degli Azzurri nella sfida d'esordio contro l'Olanda? "è stato un incidente di percorso grave, ma andrei piano, non darei per morta questa squadra. Siamo pur sempre i campioni del mondo in carica. Tuttavia sono stati fatti errori di valutazione: sono stati sopravvalutati alcuni giocatori e sottovalutati altri. In questo momento Gattuso non è un giocatore proponibile, non è da nazionale: è fuori condizione, sbaglia i tempi d'entrata, non riesce a rilanciare la manovra. Tenere in panchina De Rossi vuol dire rinunciare a un incontrista e allo stesso tempo a una fonte di gioco. Donadoni ha lasciato fuori il giocatore che più di tutti serviva a questa nazionale. Ma la sconfitta non è soltanto racchiusa nelle scelte del tecnico. Servono anche gli stimoli dei calciatori: al Mondiale c'era la spinta arrivata da Calciopoli, tutti volevano dimostrare il proprio valore. Qui abbiamo fatto il contrario, ci siamo presentati in campo per dimostrare a tutti che siamo i campioni del mondo. Questo c'ha tolto gli stimoli. Siamo stati travolti per novanta minuti dagli olandesi che non hanno una formazione superiore alla nostra, anche se hanno elementi molto validi come Van der Vart". Quale formazione manderebbe in campo contro la Romania? "Toglierei Barzagli e Materazzi cambiando quasi tutta la difesa: i due centrali che abbiamo visto contro l'Olanda in questo momento sono improponibili. Meglio Panucci e Chiellini. Inserirei De Rossi e farei giocare Del Piero al posto di Di Natale". L'Italia sta pagando l'assenza di Totti? "Totti pur essendo un talento non ha mai fatto grandi prestazioni con la nazionale: al mondiale tedesco abbiamo giocato con dieci uomini e mezzo". L'intero Paese è contro il ct Donadoni: lo confermerebbe? "Ha sbagliato formazione, ma bisogna solo aspettare. E' come le pere, quando sono mature cadono da sole...". Chi vincerà il prossimo Europeo? "Il Portogallo. é una squadra molto forte, ha un gioco simile a quello della Roma ma ha il vantaggio di avere giocatori di maggiore qualità e non parlo soltanto di Cristiano Ronaldo, ma ci sono anche Deco, Moutinho, Nani. Mi piace molto anche la Germania: avrei potuto prendere Podolski con meno di un milione di euro quando non lo conosceva nessuno. Non ha accettato di venire in Italia". In Italia ha vinto l'Inter: è stato uno scudetto meritato? "No, assolutamente. Meritava di vincere la Roma, la squadra di Moratti ha avuto tantissimi aiuti da parte degli arbitri. Con i vantaggi arbitrali che ha avuto l'Inter nell'ultimo anno, si vincono cinque scudetti di fila...". Non ha grande considerazione dell'operato degli arbitri italiani. "Gli arbitri si comprano da soli, se fai una buona direzione con le grandi hai la strada spianata. Gli arbitri hanno un gettone di presenza che cambia: conviene arbitrare in serie A piuttosto che in serie B. Il primo anno di Collina a capo del settore è stato un disastro". Ancora Collina, non sarà per via della famosa partita di Perugia in cui la Juventus perse lo scudetto? "Quando Zambrotta venne espulso in quell'acquitrino, capiì che non avremmo mai potuto ottenere un risultato positivo: ce l'avessero detto prima, non avremmo sporcato di fango la divisa da gioco". Perchè dopo un'ora di attesa, la Juventus non salì sul pullman per tornare a Torino? "Perchè siamo educati (e si mette a ridere...). La Juventus era vista come una società arrogante, ma ci mettevano i piedi in testa. Ed eravamo considerati una società ricca anche quando non avevamo una lira". Ma quella di Perugia era una Juventus cotta, due settimane prima aveva perso contro il Verona già retrocesso. "Noi eravamo cotti, ma tra essere cotti e farsi cuocere c'è una bella differenza". Veniamo a un argomento molto attuale: cosa pensa delle intercettazioni? "Io sono favorevole alle intercettazioni... Sono stato una vittima delle intercettazioni, manderei in galera chi le utilizza. Sarei favorevole soltanto per le cose serie, quando si parla di mafia o terrorismo, ma non per mandare i magistrati a fare passerella in tv. Mettere in piazza colloqui privati che non hanno niente a che vedere con fatti penali è una cosa vergognosa: ha ragione Berlusconi a chiedere la detenzione per chi utilizza questi mezzi. Le intercettazioni sono inaccettabili, soprattutto quando tirano in ballo aspetti personali che non hanno nulla a che vedere con le indagini. Sono cose che si possono capire soltanto quando si è tirati in ballo in prima persona. Quando ho avuto le prime avvisaglie non mi rendevo conto, poi ho vissuto un mese della mia vita terribile: per andare avanti mi sono aggrappato alla fede. La seconda serie di intercettazioni non ha motivo d'essere: io sono un libero cittadino, pago le tasse e parlo con chi voglio. Mi chiedo quanto costino allo Stato italiano queste intercettazioni: c'è qualcuno che dovrebbe vergognarsi, nessuno si vergogna, eppure sono cose che hanno fatto". Ha mai pensato di entrare in politica? "Qualcuno me lo ha chiesto, ma sono del parere che ognuno debba fare ciò che è capace di fare". Ci può dire quale partito avrebbe voluto candidarla? "Non me lo ricordo... Ho vissuto un momento di celebrità politica, come quando andai a trovare Berlusconi a Palazzo Grazioli". Qualcuno ha sostenuto che da quell'incontro iniziarono i problemi di Moggi. "Non ne sono sicuro, ma certamente non è stato per colpa di Berlusconi. La cosa strana è che dopo un po' è venuto fuori un bel pasticcio. C'ho riflettuto su, ma son pensieri che tengo per me. Al momento opportuno li tirerò fuori. Intanto mi sono messo dall'altra parte, provo a fare il critico: è più divertente e certamente più facile". Se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto ciò che ha fatto? "Penalmente non c'è niente, non ho nulla da rimproverarmi. Tutti siamo pronti a dire più del normale, a farsi più grandi del normale. Ho fatto il "gigione" in questo senso, ma altre cose non ne ho fatte. Ho curato gli interessi della mia società, sono stato attento alla gestione, nonostante non avessimo soldi abbiamo sempre vinto, nonostante non ci desse nulla la società, la gestione è sempre stata positiva. Di più non si poteva fare. Io ho soltanto creato i presupposti per una difesa. Avevo capito, chiaro chiaro, che contro la Juventus c'era qualcosa che non funzionava. Le intercettazioni successive mi hanno dato ragione: avevo percepito certe cose, stavo appresso a delle persone per capir bene l'idea loro. Alla luce di questi fatti non avevo sbagliato". Cosa è cambiato dopo Calciopoli? "Niente. Lo ha detto anche Guido Rossi prima di andare via. Chi comandava prima continua a comandare anche oggi". Quali sono i personaggi che comandano nel calcio italiano? "Franco Carraro e Gianni Petrucci". Quindi le banche e la politica. "Questo lo state dicendo voi...". Si sente il capro espiatorio di Calciopoli? "La verità è che le intercettazioni bisogna leggerle tutte: così facendo ci si rende conto che Moggi, Giraudo e compagni erano soltanto sulla difensiva per quello che facevano altri". A un certo punto si è addirittura iniziato a parlare di Moggiopoli. Come ha vissuto quei momenti? "é stato un piacere perchè ho querelato tutti quelli che hanno usato questa terminologia presentando una richiesta per danni". E quando dicevano che Moggi era il padrone del calcio? "All'inizio godevo, successivamente mi son chiesto alcune cose, poi ho inziato a preoccuparmi: sono quelli che ti dicono bravo e ti danno le pacche sulle spalle che poi ti fanno lo sgambetto". L'ha delusa l'atteggiamento della Juventus? "Voi avete mai visto una persona che uccide una persona e si dichiara colpevole? La Juve si è presentata al processo chiedendo la serie B con penalizzazione. Poi ha fatto il ricorso al Tar cambiando totalmente la versione. Poi ha ritirato il ricorso al Tar. C'è un deferimento che lascia il tempo che trova: io non sono più giudicabile (dopo le dimissioni dalla Juve non è più un tesserato) e la società sembra intenzionata a percorrere la strada del patteggiamento. Patteggiamento di cosa? Non lo so. Questa è un'altra pietra miliare che si aggiunge al primo processo in cui era stata chiesta la penalizzazione. Noi, nel frattempo, siamo rimasti soli mentre il presidente della Juventus continua a dire in giro di aver vinto 29 scudetti: non si capisce bene se bisogna prendere per buona la prima o la seconda versione. la verità è che gran parte di quei trofei che stanno in bacheca sono frutto del nostro lavoro. Così come il parco giocatori che ha conquistato il terzo posto è per gran parte quello che avevamo portato noi. Non parliamo degli acquisti perchè è meglio non parlarne...". Quindi non è Lei che fa il mercato della Juve. "Questa la potrei considerare un'offesa. Con i soldi che la società sta mettendo a disposizione potrei vincere scudetto e Champions League per due anni di fila. Con 50-60 milioni di euro si può fare un gran mercato". Eppure, non sempre chi vince ha ragione. Come si spiega il divorzio tra Moratti e Mancini? "Quando un uomo che non è il presidente diventa un punto di riferimento per i media, l'azionista di riferimento si può anche innervosire e avere attacchi di gelosia. La realtà è che tra Moratti e Mancini è finito un amore. Ma i tifosi della Roma dovrebbero come minimo essere nervosi per come è andato questo campionato: andatevi a vedere Inter-Parma, Inter-Palermo, Inter-Empoli e Catania-Inter. Poi ne riparliamo". Che idea si è fatto dell'interessamento di Soros per rilevare la Roma? "Bisogna vedere come sta la famiglia Sensi economicamente. Secondo me, sarà difficile togliere la Roma a Sensi. Ero nella Roma, con Mezzaroma, quando Sensi iniziò quest'avventura. Mi disse: questo sarà il mio giocattolo della vecchiaia. Il presidente Sensi ha dato la vita per questo giocattolo, ha dato anche troppo. Difficilmente la Roma potrà ritrovare un presidente come Sensi". Se domani dovesse tornare nel mondo del calcio, quale allenatore sceglierebbe? "Uno tra Lippi, Capello e Ancelotti: sono i più bravi in circolazione. Ma vedrei anche i giocatori a disposizione e capire la dimensione della squadra che si ha in mano". Ma in una squadra di calcio, è più importante il presidente o l'allenatore? "Il presidente, senza dubbio". Gli imprenditori che entrano nel mondo del calcio, ci guadagnano? "Un presidente di calcio ci rimette, sempre. Alcuni hanno dei benefici indiretti, gli altri inevitabilmente ci perdono". La sua figura non è amata in una città come Roma. "Dopo Calciopoli il consenso è aumentato. Prima l'ostilità per la Juve la faceva da padrone. Appena è andato via Baldini i rapporti si sono normalizzati. Questo signore ha detto qualcosa di troppo anche in sedi non sportive: nel processo Gea ha parlato più del normale. Poi ne pagherà le conseguenze. Parlare per sentito dire come fa lui credo che sia una cosa improduttiva. Dispetti alla Roma? Ero un dirigente della Juve, facevo gli interessi della Juve". Le polemiche di mercato non sono mai mancate: neppure con l'Inter per l'acquisto di Cannavaro. "Era l'Inter che voleva cedere il giocatore: Carini aveva un legamento crociato malandato, eppure hanno voluto chiudere comunque la trattativa prendendo un calciatore che all'epoca non era integro. In questo modo si spiegano le mancate vittorie dell'Inter in campionato". Ma l'Inter ha iniziato a vincere. Le dispiace? "No. E' la conferma della bontà del mio lavoro. I loro uomini chiave sono Vieira e Ibrahimovic. E quando non hanno avuto questi due giocatori, hanno rischiato di perdere lo scudetto. Ibrahimovic è il calciatore più forte del mondo. Se la Roma avesse Ibrahimovic, o Toni, vincerebbe lo scudetto per cinque anni consecutivi. Alla Roma basterebbe uno dei due per fare il salto di qualità". Nel suo ultimo giorno da dirigente disse che qualcuno le aveva rubato l'anima: ha focalizzato il volto di chi lo ha fatto? "I loro volti li ho ben impressi in mente, ve l'ho già detto a voi. Prima non era facile mettere a fuoco la situazione, ora ce l'ho ben chiara". Il calcio sta progettando stadi nuovi. "In Italia siamo indietro, servono impianti nuovi. Ma bisogna abituare le persone a frequentare gli stadi anche nei giorni feriali. Oltre ai giocatori alla Juve abbiamo lasciato in eredità anche Mondo Juve". Qual è stato l'affare della vita? "Sicuramente Zidane: il Real Madrid ha sborsato 150 miliardi". E il miglior giocatore che ha avuto alle sue dipendenze? "Maradona resta inarrivabile". Il giocatore che voleva acquistare ma che non è riuscito a tesserare? "Non ce ne sono". Kakà non lo avrebbe mai acquistato per via del nome. "Quella era semplicemente una battuta: quando ero a Roma ci massacravano perchè avevamo comprato Pellegrini, figuratevi cosa sarebbe potuto accadere se il brasiliano fosse stato un flop...". Alla Juve lasciò andare il francese Henry che si è rivelato un campione. "Quando arrivò da noi era un bambino, il tecnico non lo vedeva, aveva bisogno di avere 30 metri davanti a sè per esprimersi al meglio. L'ho comprato per 20 miliardi, ho trovato chi me ne ha dati dieci in più. E con quei soldi ho comprato dall'Atalanta un certo Pippo Inzaghi...". Ci dica un colpo che non è andato a segno. "Avevo messo gli occhi su De Rossi e Aquilani nella trattativa che avrebbe dovuto portare Davids alla Roma. Ho chiesto 15 miliardi e i due giovani ragazzi della Primavera. Se avessi chiesto 5 miliardi in meno a quest'ora i due nazionali sarebbero due giocatori della Juventus. Quella volta ho esagerato nelle richieste". Che ne pensa dello svincolo unilaterale consentito dall'articolo 17 della Fifa? "é una possibilità in più per i giocatori. é una strada che percorrerei. Io ad esempio ho preso Mutu quando non lo voleva nessuno. Lo stesso Cannavaro, se non lo avessi preso io, avrebbe vissuto una seconda parte di carriera meno esaltante. nella vita bisogna anche rischiare: se fossi rimasto alla Juve, il primo giocatore che avrei preso sarebbe stato Cassano". Chi comanda oggi nel calciomercato? "Continuano a dettar legge quelli che comandavano anche prima: ci sono procuratori padri e procuratori figli da tutte le parti. In Italia servirebbero regole uguali per tutti. invece è uguale per alcuni e un po' meno per altri". Chi è l'uomo più potente del calcio mondiale? "Blatter". Il club più blasonato del pianeta? "E' il Real Madrid. Ma come qualità e organizzazione è il Manchester United che ha meno visibilità ma più sostanza". Quante verità sono emerse con Calciopoli? "La vera storia di Calciopoli è da riscrivere: almeno per il 60%".

Torna all'inizio


Il Pd: <AVerona la casta-Tosi costa 500mila euro l'anno> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-12 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il Pd: "AVerona la casta-Tosi costa 500mila euro l'anno" Stipendi d'oro, il primo cittadino nel mirino dell'opposizione A scatenare il Partito democratico il recente raddoppio degli emolumenti nel Cda di Agec. "Ma non c'è solo quello" VERONA - La "casta Tosi " costa 500mila euro ogni anno. I conti li fa il Partito democratico, sommando gli aumenti dei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, ma anche degli incarichi ad hoc e dei costi delle circoscrizioni. "Altro che tagli ai costi della politica – tuona il Pd - La Lega e la destra a Roma e in televisione parlano di riduzione della spesa e di efficienza della Pubblica Amministrazione, ma poi, dove governano spendono e spandono più di chiunque altro. Non vorremmo che il giusto ed auspicabile federalismo fiscale servisse proprio a finanziare le “Caste” locali delle amministrazioni di Centrodestra". L'incipit Tutto era iniziato con gli stipendi del cda dell'Amia: il presidente (il leghista Enrico Toffali) passato da 45mila e 65mila euro, i consiglieri di amministrazione da 15mila a 24mila. Poi era toccato a VeronaMercato: il presidente (Riccardo Caccia, Forza Italia), passato da 50mila a 60mila euro, i consiglieri da 4.500 euro a 15mila. Infine, Agec, da sempre la cenerentola delle aziende pubbliche in quanto a stipendi. La proposta di aumento (approvata dalla giunta, non ancora dal consiglio comunale) è, per il presidente (Giuseppe Venturini, Forza Italia), da 17.693 euro a 35.387 euro, per i consiglieri da 7.077 a 14.154 euro. Il Pd rileva che "parte del costo di questi aumenti viene scaricato direttamente sui cittadini di Verona, tramite la crescita della Tia (tassa sui rifiuti) che sale del 7% per le famiglie e del 15% per le imprese, e la proposta di maggiorazione del costo dei biglietti per gli autobus ". Nel centrodestra, il presidente provinciale di An Massimo Giorgetti ha criticato duramente gli aumenti dei compensi. Una presa di posizione accolta con sollievo da Giancarlo Montagnoli, ex assessore alle Partecipate e consigliere comunale del Pd, che pur tuttavia si chiede: "Ma non glielo avevano detto all'assessore Giorgetti i rappresentanti del suo partito negli enti interessati che avrebbero fatto la proposta di aumentarsi il compenso? ". I conti Per arrivare a quantificare i 500mila euro di spese in più, il centrosinistra chiama in causa anche "gli stipendi esorbitanti di alcuni stretti collaboratori di Tosi", come i 58mila euro per una "figura di sostegno mai conosciuta prima e dalla non facile comprensione di competenza: un fantomatico “Addetto allo staff del sindaco”" (ovvero, l'avvocato Fabio Salvadori). Allo stesso modo, vengono segnalati i doppi incarichi: quelli dei consiglieri comunali leghisti Zaninelli, Soardi e Pisa (rispettivamente direttore e presidente di Atv e consigliere della Fondazione Arena), o di Fantoni della lista Tosi (vicepresidente Atv). "Nelle circoscrizioni sono state moltiplicate le commissioni e quasi tutti i consiglieri di maggioranza, a differenza di quelli di minoranza, partecipano a tutte, così moltiplicando i gettoni di presenza – aggiunge il comunicato del Pd - . Si sono pure inventati nuove commissioni, come quella “sanità” dell'ottava pur non avendo la circoscrizione nessuna competenza in merito". Alessio Corazza L'accusa Gli esponenti del Pd criticano gli aumenti degli stipendi dei cda delle aziende pubbliche.

Torna all'inizio


FANO - La giunta di centrodestra ha scelto di aumentarsi lo stipendio, eliminando il taglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di OSVALDO SCATASSI FANO - La giunta di centrodestra ha scelto di aumentarsi lo stipendio, eliminando il taglio del 10 per cento risalente alla Finanziaria 2006. La decisione, presa all'unanimità, vale a partire dall'inizio di questo mese e per il Comune di Fano comporterà una maggiore spesa di oltre 21.500 euro nel solo 2008, che poi aumenterà a 37.000 euro per ognuno dei due anni successivi. La relativa delibera spiega che il taglio del 10 per cento è da ritenere decaduto, "alla luce della Finanziaria 2008" e di quanto sostenuto sia dall'associazione Anci sia dalla Corte dei conti. Tutto in regola, dunque. I mugugni contro l'atto della giunta fanese sono semmai di carattere politico e possono essere riassunti così: "Nessuno obbliga sindaci e assessori a eliminare un risparmio di denaro pubblico. Appena hanno potuto, e in silenzio, i componenti della giunta fanese si sono invece aumentati l'indennità a loro favore". Tutti presenti al momento di votare, fatta eccezione per l'assessore al Bilancio, Mirco Carloni. Prima del taglio alle indennità, entrato in vigore dal primo gennaio 2006 e recepito due mesi dopo dall'esecutivo fanese, il sindaco percepiva 4.130 euro al mese, il vice sindaco 3.100 e gli assessori poco meno di 2.500. Sono queste, quindi, le cifre ripristinate dalla recente delibera con il parere favorevole di due dirigenti. Il tema dei costi determinati dalla politica tiene la scena da un paio di anni. L'accentuata pressione fiscale sul contribuente e le risorse sempre più magre a disposizione degli enti pubblici richiedono risparmi e scelte oculate. A Fano un terreno di frequenti scontri tra maggioranza e opposizione di centrosinistra. Qualche mal di pancia nella stessa Amministrazione, evidenziato per esempio dal recente dibattito sul ruolo della patrimoniale Aset Holding. Struttura utile oppure inutile doppione della gestione Aset spa? Salomonica la risposta del sindaco Stefano Aguzzi, ma la tensione fra le due società resta. A suo tempo fu polemica sull'aumento dei consiglieri nel Cda della Holding, da tre a cinque, che quasi sembrava pareggiare il taglio nella stanza dei bottoni Spa, dove le poltrone passarono da sette a cinque. Contestata la scelta di una giunta con dieci assessori, che sembra fin troppo corposa per una città dalle dimensioni di Fano. Il primo effetto, sostengono i critici, sono alcune deleghe piuttosto inconsistenti. E nel giro di breve tempo è prevedibile il ritorno in auge di due temi sempre caldi: le consulenze in Comune (l'elenco dettagliato, i compensi percepiti) e i gettoni di presenza per i consiglieri. Si vorrebbero sedute senza compensi almeno quando si tratta di grandi questioni, come le giornate delle Foibe o della Shoah, oppure di formare uno spirito civico, come nel caso del Consiglio dei bambini.

Torna all'inizio


Politici <pianisti>, nazione malata PASQUALE PROFITI (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Legalità Politici "pianisti", nazione malata PASQUALE PROFITI N el palinsesto di radio e telegiornali si sono affacciate casualmente, nel medesimo giorno, due notizie apparentemente prive di connessioni: 1) la paventata stretta sulle intercettazioni che potrebbe colpire anche i reati dei colletti bianchi; 2) la necessità di trovare uno strumento di tutela contro i parlamentari "pianisti", vale a dire i senatori e deputati che votano anche per gli assenti, in tal modo alterando l'esito delle votazioni e, soprattutto, consentendo all'assente di percepire il gettone delle presenze. La casualità temporale è, questa volta, un prezioso spunto di riflessione. Quando alcuni parlamentari mi descrissero la prassi dei pianisti ne rimasi fortemente colpito per due ordini di motivi: il primo derivava dall'abitudine a ragionare secondo schemi giuridici. Possibile che una condotta che, ove commessa da qualunque altro pubblico funzionario... CONTINUA A PAGINA 59 12/06/2008.

Torna all'inizio


Politici <pianisti>, nazione malata PASQUALE PROFITI (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'Italia, i giudici e la legalità Politici "pianisti", nazione malata PASQUALE PROFITI (segue dalla prima pagina) ... od incaricato di pubblico servizio sarebbe punita penalmente, non determina alcuna conseguenza giuridica sui parlamentari, se non una possibile blanda sanzione "disciplinare", che sostanzialmente nulla toglie in termini di status ai "colpevoli"? Il secondo motivo era più profondo, da cittadino. Il parlamento esprime la sovranità popolare. Da ragazzo studiando Educazione civica i parlamentari mi apparivano come figure istituzionalmente "sacre", i rappresentanti della collettività, il meglio in termini soprattutto etici che il popolo elettore potesse e dovesse avere. E sebbene le cronache giudiziarie, anche quelle relative alle mie indagini, avessero disvelato episodi di illiceità anche tra gli eletti, inconsciamente non avevo abbandonato l'idea che si trattava comunque di eccezioni, destinate a risolversi a pochi casi ed in un arco temporale storico ristretto. Quest'ultimo pensiero cadde miseramente proprio apprendendo, qualche anno fa, da confidenza di alcuni parlamentari quanto diffusa e trasversale fosse questa prassi, che veniva non solo tollerata, ma, addirittura, oggetto di ironia e condivisione acritica. Alterare l'esito delle votazioni parlamentari, della massima espressione del potere democratico (costituente a parte) per il gettone di presenza mi parve subito un segno di degrado irrimediabile, l'emblema di un'illegalità italiana tanto diffusa e pervicace da accompagnare quell'organo che rappresentava la nazione. Una nazione che vede i suoi rappresentanti abbandonarsi non in maniera episodica a condotte inaccettabili nella massima espressione della sovranità deve trovare un anticorpo potente ed efficace: il controllo di legalità. Negli stati democratici è affidato alla magistratura, organo indipendente ed imparziale. In una democrazia eticamente malata come quella italiana, la magistratura ha bisogno di strumenti e persone talmente efficaci da evitare che la malattia evolva fino a livelli di non ritorno. Le persona vi sono già: la polizia giudiziaria e le forze dell'ordine protagoniste di sforzi encomiabili; tra gli strumenti non può rinunziarsi alla cosiddetta under covert surveillance, principalmente costituita dai vari di tipi di "intercettazione". Massime garanzie nell'utilizzo di tali strumenti di indagine. La nostra normativa è risultata immune da censure della corte di Strasburgo per i diritti umani. Salvaguardiamo maggiormente i diritti degli innocenti, ma per la salvaguardia della salute democratica della nazione non possiamo abbandonare le intercettazioni e la tecnologia nella difesa della legalità anche nei confronti dei colletti bianchi. Pasquale Profiti È Pubblico ministero presso la Procura di Trento 12/06/2008.

Torna all'inizio


Una commissione per l'efficienza (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Andrea Marini Una commissione per l'efficienza Proposto un gruppo che verifichi i sistemi di controllo dei dipendenti Sulla vicenda della dirigente accusata di assenteismo, la Provincia ha fatto tutto quello che, fino a questo momento, era in suo potere. Ovvero trasferirla in attesa dell'indagine penale. I meccanismi di controllo anche dei dirigenti ci sono ma, in effetti, devono essere rivisitati in modo rigoroso. Detto questo, non c'è motivo di far dimettere l'assessore Alberto Caldana nè, tantomeno, il presidente Emilio Sabattini. Con queste motivazioni ieri Giunta e maggioranza hanno alzato un muro davanti alla richiesta dell'opposizione che, agguerrita, chiedeva un'assunzione di responsabilità alla Giunta dopo la figuraccia politica rimediata con la singolare vicenda della dipendente sospettata di andarsene in piscina durante l'orario di lavoro. Ma la vicenda giudiziaria della dipendente ieri è passata in secondo piano. Lì tutti attendono il responso delle indagini della magistratura prima di chiedere, in caso di assoluzione, il reintegro o, in caso di condanna, il licenziamento in tronco. Ieri a tenere banco è stata soprattutto la gestione della vicenda da parte della Giunta e, per quanto riguarda Caldana, la sua "ingenuità" nel firmare senza leggerla - come ha ammesso - la lettera a lui proposta dalla dirigente del suo settore, nella quale è stato scritto che appreso dell'indagine della magistratura, si sentiva di esprimere giudizi positivi circa il suo operato e il rispetto di quelle che sono le regole del suo lavoro. Una ingenuità ritenuta errore gravissimo dall'opposizione. "Siamo di fronte ad un assessore che ha firmato senza leggere una lettera che conteneva i riferimenti dell'indagine - ha sostenuto Claudia Severi di Fi-. Quali e quanti documenti sono stati firmati nelle stesse condizioni? Servono le dimissioni della giunta". E Giorgio Barbieri della Lega ha ricordato "La firma dell'assessore rappresenta 640mila modenesi", passando poi a chiedere l'istituzione di una commissione d'inchiesta, attraverso la commissione controllo e garanzia, che si occupi di analizzare i modi per applicare sanzioni e premiare il merito dei dipendenti della Provincia. Una richiesta che ha visto possibilista Demos Malavasi capogruppo Pd, ma ritenuta inutile dal presidente Sabattini. La decisione spetterà al presidente del consiglio Luca Gozzoli (Pd) e a quello della commissione controllo e garanzia Cesare Falzoni (An). L'altro aspetto su cui l'opposizione ha molto insistito sono stati i controlli. "Il caso è politico - ha spiegato Luca Caselli di An - Se è la giunta che deve controllare i dirigenti, la giunta ha fallito". E qui l'assessore al personale Stefano Vaccari, oltre a ripercorrere tutte le fasi, dal momento in cui si è appreso dell'apertura dell'inchiesta, ha spiegato che "i controlli ci sono attraverso le verifiche sui cartellini, il nucleo valutazione e il rapporto tra assessori e dirigenti" ha ricordato le conseguenze disciplinari, non appena l'indagine penale sarà conclusa. Venerdì si costituirà l'ufficio per i procedimenti disciplinare, che al momento non potrà fare altro in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Tra l'altro, al momento, il legale dell'ente non ha ancora potuto ottenere gli atti dal magistrato in quanto coperti da segreto istruttorio. "La nostra volontà - ha spiegato in merito il presidente Sabattini - è che l'ufficio possa portare avanti la valutazione pur in presenza dell'indagine giudiziaria". E il presidente, a proposito dei dipendenti, ha ricordato il proprio auspicio "di arrivare ad una modifica degli strumenti contrattuali dei dirigenti, così da aumentare le garanzie per la pubblica amministrazione. Siamo pronti a confrontarci con l'opposizione su questo tema, così come ad affrontare la questione della valutazione dei dirigenti premiando il merito", E si è detto disponibile sul salario di risultato: "Se emergerà in futuro che tutti i dirigenti hanno il punteggio massimo non avremo raggiunto il nostro scopo". Alberto Caldana ha seguito in silenzio il dibattito che, in gran parte, lo ha riguardato. Si è mostrato sereno, dimostrando autoironia in alcuni passaggi del dibattito, ma non è intervenuto, in quanto il regolamento, in questo caso, non lo prevede. Ha così potuto ascoltare Sabattini ribadire che "l'assessore aveva offerto la sua disponibilità a dimettersi. Io non ho voluto questo passo e me ne assumo la responsabilità. Caldana ha commesso un errore e ne ha preso atto". E ancor più piacere gli avrà fatto ascoltare il capogruppo del Pd Demos Malavasi che, dopo la freddezza della scorsa settimana, ha spiegato che "Caldana ha commesso una leggerezza, che non potrà certo cancellare i 4 anni di ottimo lavoro svolto con serietà, impegno, responsabilità e onestà". E nel corso del dibattito a chi criticava comportamenti sbagliati di Caldana o dell'assenteista ha fornito un appoggio il consigliere Ppl Tommaso Taliani. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra: anche i consiglieri nelle commissioni a volte restano 15 minuti per incassare il gettone di presenza (100 euro), firmano ed escono". E, fuori, ha confermato: "Sono casi sporadici, ma ci sono, sarebbe il caso di istituire anche qui dei controlli".

Torna all'inizio


Il Fiori Barp a tavola In partenza De Nard (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Seconda categoria Il Fiori Barp a tavola In partenza De Nard ROBERTO BONA MAS. La tradizionale festa di fine stagione sportiva del Fiori Barp Sospirolo si terrà sabato, alle 20, nella palestra di Mas. Il momento conviviale è aperto a tutti i giocatori, i collaboratori, i sostenitori e gli sponsor del club presieduto da Arone Roni, con particolare riguardo al settore giovanile. "La cena sociale - spiega Roni - è per noi un momento significativo della nostra attività attraverso il quale vogliamo porgere un sentito ringraziamento a tutti quelli che, in qualsiasi modo, hanno contribuito all'ottima stagione". La festa in palestra ha sempre riscosso una massiccia partecipazione ed assicurato, oltre alla cucina casalinga, la possibilità di ripercorrere in un paio d'ore di allegria ben dieci mesi di calcio. Confermato "Charles". La notizia non è freschissima, ma il rinnovo dell'accordo di collaborazione con il tecnico Giancarlo Paulon rappresenta il primo, importante tassello da cui partire per costruire il nuovo Fiori Barp Sospirolo. Paulon, Santel e Roni si stanno da tempo muovendo alla ricerca degli elementi giusti. Cambia il graduato. Pressochè certa la partenza di Antonio De Nard. Già lo scorso anno il capitano aveva espresso il desiderio di cambiare, poi si era convinto a restare per la settima stagione in arancioverde. De Nard, arrivato a Mas non ancora diciottenne, ha collezionato 169 gettoni di presenza in campionati di Prima e Seconda categoria. Val Fontana Seven. Ci sono ancora alcuni posti per l'appuntamento di fine giugno e inizio luglio con il torneo organizzato dalla società. La manifestazione, che mette in palio un fornitissimo montepremi in natura, si giocherà sul campo di allenamento perfettamente illuminato. Info e iscrizioni al 328 7655660. Vicini ad Amilcare. E' morta la madre di Amilcare Colferai. Roni, dirigenti e giocatori si stringono allo storico masseur.

Torna all'inizio


BREVI PROSTITUZIONE Maxi operazione controlli a Trento E' arrivata fino a Trento la maxi operazione ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

BREVI PROSTITUZIONE Maxi operazione controlli a Trento E' arrivata fino a Trento la maxi operazione effettuata dalla guardia di finanza di Rovigo che si è conclusa ieri. L'indagine ha portato in tutta Italia al sequestro di mensili per adulti e siti internet e alla denuncia di 37 persone per favoreggiamento della prostituzione. A Trento è stato perquito un appartamento, abitato da una cittadina brasiliana, ma lì gli inquirenti sostengono di non aver trovato materiale utile per lo sviluppo delle indagini. Per venti dei denunciati l'indagine ha portato anche alla contestazione di reati fiscali. Il giro d'affari ricostruito dalle Fiamme gialle ammonta a 7 milioni di euro di ricavi non dichiarata. I siti web e i mensili "per adulti" avrebbero coperto in realtà un'attività di favoreggiamento del sesso a pagamento. LEGA NORD Interrogazione su Fondazione Mach Il consigliere provinciale Erminio Boso ha inviato un'interrogazione al presidente della giunta Dellai per sapere per quale motivo "con il passaggio da istituto a fondazione l'indennità di carica del presidente da 25 mila euro a 70 mila annui". Boso chiede anche "per quale motivo ai componenti del comitato esecutivo, oltre all'indennità di carica già prevista per i componenti del consiglio d'amministrazione, è stata deliberata la corresponsione di un gettone di presenza di 200 euro a seduta". Il consigliere manifesta la sua contrarietà anche sui tempi che hanno accompagnato l'entrata in vigore nei nuovi gettoni di presenza più onerosi.

Torna all'inizio


Doppi gettoni all'ex sindaco una denuncia in Procura (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

SAN PAOLO SOLBRITO Doppi gettoni all'ex sindaco una denuncia in Procura Dopo le polemiche dei giorni scorsi arriva uno sviluppo importante sulla vicenda che chima in causa l'assessore al Bilanciodella Provincia. E' stata depositata ieri in Procura ad Asti dai vigili del Pianalto Astigiano una denuncia nei confronti di Marco Versè, ex sindaco di San Paolo Solbrito, ora assessore provinciale al Bilancio (in quota An). L'esponente politico è accusato di aver cumulato indebitamente le indennità derivanti dalla carica di sindaco e di consigliere dell'Unione collinare. Si tratta, in tutto, di 63.200 euro circa, percepiti tra il 2002 e il 2007, di cui 27.800 per la carica di sindaco, 35. 400 incassati dal Pianalto Astigiano. Secondo il regolamento, l'ex sindaco di San Paolo Solbrito avrebbe dovuto rinunciare a una delle due indennità, o percepire la metà di entrambe. La questione è stata sollevata dallo stesso Comune di San Paolo, guidato ora dal sindaco Carlo Alberto Goria, mentre il neo assessore ha sempre sostenuto la correttezza della sua posizione. Dopo una delibera di giunta, il Comune è ora in causa con l'ex sindaco che ha già dichiaro di voler restituire le somme. Il caso era rimbalzato anche nel primo Consiglio provinciale. Il consigliere Quaglia aveva risposto alle perplessità del Pd annunciando che Versé era pronto a sanare il contenzioso.

Torna all'inizio


Il comune adotta la ragazza seviziata - maria rosa tomasello (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pescara Il Comune "adotta" la ragazza seviziata La mozione dell'Udc in consiglio: "Non deve ricordarci come luogo di dolore" Proposta dell'assessore Mimmo Di Giacomo "Doniamo il "gettone"" MARIA ROSA TOMASELLO MONTESILVANO. La città adotterà Maria, la ragazza romena strappata alla sua famiglia con l'inganno, costretta a prostituirsi, ferocemente seviziata. "Non vogliamo che ricordi Montesilvano solo come il luogo triste delle sue sofferenze, ma anche per la vicinanza che la comunità ha saputo manifestarle" dice l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo, che oggi, in consiglio, presenterà la proposta. "Io chiedo che il gettone di presenza dei consiglieri, così come del sindaco e degli assessori sia devoluto a favore della ragazza che ha subito le torture, e chiedo anche al consiglio di conferire a Maria (il nome è di fantasia, ndr), considerata la sua strenua resistenza ad accettare le terribili richieste dei suoi aguzzini, il titolo di "figlia adottiva della città di Montesilvano", perché dalla sua storia emerge una forte vocazione allo svolgimento di un lavoro dignitoso". Con queste motivazioni, Mimmo Di Giacomo si presenterà alle 18 di oggi in aula, sostenuto dal gruppo dell'Udc, che ha fatto propria la mozione. Un appello ai consiglieri per sostenere con un piccolo gesto concreto Maria nel suo percorso di guarigione, ma anche con un gesto simbolico: una "adozione" formalizzata con una pergamena in cui la giovane donna viene dichiarata "figlia" della città in cui è stata umiliata, ridotta in schiavitù, mutilata. "La sua è una storia che impressiona" sottolinea Di Giacomo, "perché la sua unica colpa è stata quella di non volere sottostare alle richieste dei suoi aguzzini. In questi mesi di governo della città, sono state effettuate numerose azioni repressive, grazie all'eccellente operato delle forze dell'ordine, nella consapevolezza che, dietro al problema sociale, esiste un forte radicamento di organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di immigrate". Ma per Montesilvano, sottolinea l'assessore, è arrivato il momento di rilanciare la propria immagine di città turistica "aperta all'accoglienza, alla solidarietà e con una forte vocazione sociale". Da queste considerazioni nasce la proposta di aiutare Maria, che a quasi un mese dal giorno in cui fu torturata, resta in ospedale. Nel suo letto ha appreso due giorni fa che i suoi sfruttatori sono stati arrestati a Venezia: Petrit Gega, 26 anni, albanese, e Cornelia Ciudin, 28 anni, romena, la donna che l'aveva reclutata in Romania con la promessa di un matrimonio e di un lavoro. Sarebbe stata lei, nella notte di venerdì 17 maggio a seviziarla in un appartamento di via Adda perché l'incasso della serata, 300 euro, non era sufficente: bruciature e colpi di tacco sulla schiena, la pelle strappata dalle ginocchia, l'orecchio tagliato con una pinza. A pezzi nel corpo e nell'anima, Maria venne rispedita in strada la notte seguente, quando un provvidenziale controllo dei carabinieri mentre si trovava con un cliente in un parcheggio dietro la pineta mise fine al suo strazio. Per catturare i suoi persecutori, i carabinieri guidati dal capitano Enzo Marinelli hanno perso il sonno, si sono spinti fino in Veneto per indagare, perché le ferite di Maria bruciavano anche addosso a chi l'aveva salvata. Se il consiglio voterà sì, la somma offerta dagli amministratori, a cui in queste ore si vanno aggiungendo le donazioni di altri componenti dello staff (ma la raccolta fondi è aperta a tutti) sarà consegnata alla ragazza nei prossimi giorni in ospedale da una delegazione guidata dal sindaco Pasquale Cordoma, prima che Maria venga dimessa.

Torna all'inizio


La pattuglia di lele domenicali festeggia la c1 (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa La pattuglia di Lele Domenicali festeggia la C1 Con lui ci sono Eddy Baggio, Giambruno, Giardina, Cuffa e Federici PISA. I nerazzurri non sono riusciti a centrare l'obiettivo della serie A, consoliamoci con gli ottimi risultati raccolti da molti ex nerazzurri. Primo piano per Lele Domenicali che centra l'ennesima promozione dopo una finale epica. Infatti solo una prodezza di Marco Giambruno permette al Portogruaro di salire in C1 grazie al rigore parato. Grande prova per il portiere palermitano che dimostra il suo valore (in verità intravisto pure a Pisa). E la colonia di ex nerazzurri è arricchita da Eddy Baggio che in questa stagione ha raccolto cinque presenze, Matias Cuffa con trentuno gettoni, Salvatore Giardina con 25 e Andrea Federici con 34 presenze. In rosa anche il nerazzurro mancato Levacovich. Per il mister di Ferrara è la seconda promozione dalla C2 alla C1 e sempre ai play off. La prima fu ottenuta con il Gela. Altra promozione anche in D con il Borgosesia oltre ad un'ottima salvezza ad Isernia sempre in C2. Sfortunata la sua parentesi pisana. Ed i ragazzi di Domenicali hanno avuto la meglio del Bassano di Zattarin, Lorenzini e Dalle Nogare. Giacomo Lorenzini è entrato al 36' minuto del secondo tempo e dopo due minuti ha fatto gol, ma era troppo tardi. Per l'attaccante cecinese la soddisfazione di aver vinto la classifica dei cannonieri con quattordici reti. E sempre in C2 vince la finale il Lumezzane di Cazzarò nonostante la sua espulsione. In C1 festeggia la coppia Fialdini-Anaclerio che con la maglia dell'Ancona battono il Taranto e portano i dorici in serie B. La seconda rete la segna proprio Jimmy Fialdini in gran forma. Quindi il prossimo anno ci troveremo di fronte la squadra dorica dove ha militato Zavagno e dove Petrachi ha mosso i primi passi da uomo mercato. Per quanto riguarda il Taranto niente da fare per altri due ex nerazzurri come Carrozza e De Falco. Si.Mar.

Torna all'inizio


Un vortice continuodi incontri e confronti (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Un vortice continuo di incontri e confronti salvatore maiorca Plaude Titta Rizza alla iniziativa di Roberto Visentin e Nicola Bono che gli hanno offerto un posto di assessore comunale. Plaude e motiva il plauso con la esigenza che egli avverte di una migliore rappresentanza per i cattolici. Ma poi conclude: "Voglio rassicurare i miei amici in lista per i consigli di quartiere e per i consigli comunali che gli impegni assunti nei loro confronti personali restano". Titta Rizza ricorda il disagio sofferto per la esclusione di Rino Piscitello dalle liste nazionali. A livello locale critica quella che definisce "la spartizione a tre del Pd". Afferma infine che "non si può rifiutare un invito che ti viene rivolto quale rappresentante di un'area". Ma, aggiunge, "con una specificazione: un colloquio con tutti gli amici cattolici popolari per valutare la possibilità di un nome diverso da sottoporre a Visentin". Però alla domanda se questo nome non sia quello di Rino Piscitello precisa: "No. Dev'essere un cattolico di tradizione popolare e militante". Un po' di suspence a fine campagna elettorale non guasta. Intanto sulla vicenda Piscitello interviene Roberto Fai del Pd. "Esauritasi irreversibilmente la sua stella "parlamentare", conquistata e difesa saltellando qua e là tra diversi schieramenti, ? afferma Fai ? l'on. Rino Piscitello non smette di stupirci con prese di posizione poco "onorevoli". Dopo il suo annunciato passaggio all'MPA, l'ultima sortita sta nell'invito rivolto ai moderati e ai "cattolici" di votare per lo schieramento di centrodestra: Visentin al Comune e Bono alla Provincia. Sarei tentato di dire che suo padre, l'on. Nino Piscitello, la cui storia è consegnata alla memoria della migliore tradizione del PCI siracusano, si rivolterebbe nella tomba al solo pensiero del triste e patetico epilogo politico del figlio, ma sentimenti di rispetto per i legami familiari mi impediscono di insistere su questo punto. Il tentativo di Rino Piscitello di invitare al voto a favore dei due candidati del centrodestra non è affatto maldestro: è solo patetico. Non consegniamo Siracusa alla cultura del valzer delle cavallette che Rino Piscitello oramai incarna senza alcun pudore".

Torna all'inizio