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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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#top          ARTICOLI DEL 10-2-2008        #TOP



Prosegue presentazione del bilancio nei quartieri ( da "Stampa, La" del 10-02-2008)

Abstract: In attesa di chiarimenti il Comune ha sospeso l'erogazione dei gettoni di presenza e delle indennità. Si registra anche l'intervento di un ex presidente del quartiere, Maurizio Gavioli, ora consigliere comunale: "Di fronte alla necessità di decentrare i servizi per essere più vicini ai cittadini, ecco che a tutti i livelli ricompaiono i mai sopiti rigurgiti del centralismo.

Nel terminal Maersk solo mezzi elettrici ( da "Stampa, La" del 10-02-2008)

Abstract: aveva anche rinunciato a percepire il gettone di presenza che spetta ai consiglieri. Prima delle elezioni, Novaro aveva proposto di diminuire lo stipendio dei presidenti e di rivedere il numero delle circoscrizioni: "Molti hanno irriso a questa mia proposta, ma era evidente che prima o poi si sarebbe arrivati ad affrontare il problema dei costi della politica e dei suoi apparati,

Ecco i tagli ai costi della politica ( da "Alto Adige" del 10-02-2008)

Abstract: dei privilegi di cui gode la classe politica italiana. Adesso vorrebbe far qualcosa di concreto, per quanto nei suoi poteri, per ridurre i costi della politica. Ieri ha presentato in una conferenza stampa una mozione in cui si impegna il consiglio comunale a chiedere alla Regione di modificare la legge è ridurre innanzitutto il gettone di presenza dei consiglieri da 120 a 100 euro

Un milione di contributi alle materne private ( da "Arena, L'" del 10-02-2008)

Abstract: Luigi e Stella Mariotto" di Alpo, "Maria Goretti" di Pizzoletta, "San Gaetano" di Rizza, "Don Geremia Cordioli" di Rosegaferro e l'asilo infantile "Ebe ed Aleardo Franchini" di Quaderni. Il contributo comunale segue la convenzione triennale in vigore fino alla fine dell'anno scorso: la quota per ciascun bambino varia dai 694 ai 751 euro,

Manovra, il via libera vale 400 milioni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-02-2008)

Abstract: infanzia e 15 milioni per l'indennizzo dei danni causati da vaccinazioni. Progetti di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro verranno finanziati con una quota fissa delle sanzioni comminate alle aziende, mentre viene destinato un fondo di 500 mila euro per contributi di solidarietà alle famiglie delle vittime di incidenti sul lavoro.

Venezia, se anche nascere diventa una gran fatica ( da "Corriere del Veneto" del 10-02-2008)

Abstract: sottopone ai controlli previsti durante la gravidanza costa al sistema sanitario, in un arco di tempo di media durata, immensamente di meno di un anziano che, nel corso della sua lunga, e normalmente serena vecchiaia, si sottopone inevitabilmente a un buon numero di controlli, di interventi, e di prestazioni di cui in gran parte usufruisce pagando un prezzo ben inferiore a quello reale,

Proposta Baratta <Tagli alle indennità> Spagnolli scettico ( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)

Abstract: REDAZIONALE Costi della politica MUNICIPIO Proposta Baratta "Tagli alle indennità" Spagnolli scettico di FRANCESCO CLEMENTI BOLZANO - Portare da 120 a 100 euro il gettone di presenza per i consiglieri comunali e ridurre del 5% l'indennità delle principali cariche, dal sindaco in giù. è la proposta di Silvano Baratta (Udc) per tagliare i costi della politica.

Baratta: <Ridurre i gettoni e le indennità> ( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)

Abstract: Abbassare da 120 a 100 euro il gettone di presenza del consiglio comunale. Ridurre del 5% l'indennità del sindaco, con effetto a cascata sulle altre cariche. Sono le proposte avanzate da Silvano Baratta (Udc) per ridurre i costi della politica nel capoluogo: "Il risparmio - afferma - sarebbe di 160-180mila euro all'anno".

Colle, conti e trasparenza La svolta che è solo un inizio ( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

Abstract: Sergio Rizzo Gian Antonio Stella I dati online è un primo passo importante dopo anni di aumento degli organici. E da quest'anno i dati vengono messi online sul sito della presidenza A Londra Della casa reale inglese si sa tutto: ad esempio che la regina Elisabetta oggi dispone di 5 centralinisti, la metà di certe Asl.

I costi della politica ( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE I costi della politica Napolitano disse: diamo l'esempio La casa degli italiani Subito dopo il suo insediamento nel maggio del 2006 Napolitano disse: "La casa degli italiani deve dare il buon esempio non a parole,

La giunta finisca di fare promesse ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-02-2008)

Abstract: si tratta cioè di uno studio di fattibilità. La commissione consiliare, che avrebbe dato disco verde al progetto, era una conferenza stampa senza alcun potere decisionale né d'indirizzo. Quanto al gettone di presenza,corrisposto o meno, che avrebbe causato la mia assenza al suddetto incontro sono convinta che chi ragiona secondo parametri meramente utilitaristici (

Privatizzare il mercato nuovo: sì della Giunta ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-02-2008)

Abstract: a causa delle sempre minori disponibilità economiche comunali per affrontare cantieri e interventi di questo tipo. Gallo è apparso categorico su un altro punto: "No alla nascita di inutile carrozzoni", riferendosi a società appesantite da consigli di amministrazione e gettoni di presenza. Al mercato ci sarà una gestione snella.  .

L'arteria costa 200 milioni e sarà finanziata per la parte restante con il <project financing> e il pedaggio ( da "Arena.it, L'" del 10-02-2008)

Abstract: dovrà sostenere il resto delle spese, ma avrà diritto a riscuotere il pedaggio dei veicoli in transito. Dovrebbe essere inoltre prevista l'esenzione del pagamento per i residenti, almeno per un determinato numero di anni. Una soluzione diversa da quella proposta inizialmente dal comitato dei sindaci scaligeri e padovani, dalle Province,

Commissioni "affollate", è polemica ( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)

Abstract: di delegare un consigliere e di fargli prendere il gettone, ma non ho notato abusi di presenze almeno fino a questo momento". "Mi sento invece di dire - e qui Giovanni Zinni torna al suo ruolo meramente politico di capogruppo di Alleanza Nazionale - che ho fatto delle domande al presidente di Anconambiente durante la commissione ma sono stato profondamente deluso delle risposte che

Le scelte? Facciamole insieme ( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)

Abstract: delle strutture amministrative, di contenimento dei costi collegati al funzionamento degli apparati politici, nonché di rafforzamento dell'accountability (rendicontazione) delle istituzioni vanno assunti senza scorciatoie demagogiche, nella consapevolezza che le sofferenze della finanza pubblica dipendono per gran parte della loro entità soprattutto da fattori di politica economica

Partecipazione addio, chiudono le circoscrizioni ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-02-2008)

Abstract: Non si chiamavano così e non erano istituzionalizzate: erano i comitati di quartiere, nati sull'onda della protesta per le condizioni di vita dei suoi abitanti e contro le scelte che il Comune stava attuando con la costruzione del Peep est, dove di lì a poco sarebbero stati "esiliati". Niente liste, niente gettoni di presenza.

Caro-energia ( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)

Abstract: si rivolge indirettamente anche a Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, gli autori del libro che fa le pulci alle spese dei Palazzi. Nel confronto tra le spese dell'Eliseo, di Buckingham Palace e del Quirinale, l'Italia risulta essere la più sprecona, almeno in termini assoluti. Il Colle, però, contesta le conclusioni a cui sono arrivati i due giornalisti.

Corte dei contiScure sui costidella politica ( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)

Abstract: E invece, ha spiegato il numero uno della Procura contabile, "numerose sono state le consulenze affidate in carenza dei presupposti ormai chiaramente individuai dalla vigente normativa". Ma tra i "costi della politica" Carlino annovera anche quelli per le partecipazioni societarie.


Articoli

Prosegue presentazione del bilancio nei quartieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 10-02-2008)

 

COMUNE Prosegue presentazione del bilancio nei quartieri Prosegue la presentazione dle bilancio comunale nei quartieri della città. Il vicesindaco Silvana Moscatelli domani sera alle 21 sarà al centro, martedì al Nord, mercoledì al Nord Est, giovedì a Sant'Agabio e venerdì a San Martino. La settimana prossima si ricomincia lunedì al Sud, martedì al Sacro Cuore, mercoledì a Santa Rita e giovedì a Porta Mortara. Intanto continua il dibattito nato in città dopo l'approvazione della Finanziaria che ridurrebbe a tre i tredici quartieri della città. In attesa di chiarimenti il Comune ha sospeso l'erogazione dei gettoni di presenza e delle indennità. Si registra anche l'intervento di un ex presidente del quartiere, Maurizio Gavioli, ora consigliere comunale: "Di fronte alla necessità di decentrare i servizi per essere più vicini ai cittadini, ecco che a tutti i livelli ricompaiono i mai sopiti rigurgiti del centralismo. Quello che allora era l'obiettivo, ma credo ancora oggi, è sempre stata la necessità di ridare slancio ai quartieri riproponendoli come fulcro dell'attività sul territorio, attribuendogli maggiori responsabilità effettive ed oggettive, con procedure più snelle e maggiori competenze".

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Nel terminal Maersk solo mezzi elettrici (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 10-02-2008)

 

INTESA DI MASSIMA FRA PORT AUTHORITY E COMUNE DI VADO Costi della politica Nel terminal Maersk solo mezzi elettrici Novaro: "Avevo proposto l'idea delle Circoscrizioni senza gettone" Per ridurre rumori e inquinamento della piattaforma [FIRMA]ANTONIO AMODIO VADO LIGURE Nuovo incontro ieri mattina sul piano per la realizzazione della piattaforma multipurpose della Maersk. Il sindaco Carlo Giacobbe e il neo assessore Bovero, i vertici della Provincia (Roberto Peluffo) e il presidente dell'Autorità portuale Rino Canavese, hanno discusso a lungo sugli aspetti ambientali ed economici del terminal raggiungendo un'intesa di massima che verrà poi affinata la prossima settimana. Al breefing di ieri mattina era presente anche il neo assessore Pietro Bovero, che ha manifestato la volontà sua ma anche dell'Amministrazione di andare fino in fondo per cercare una soluzione al problema: "Non possiamo ancora entrare nel dettaglio - ha spiegato Bovero - ma ieri mattina abbiamo lavorato ininterrottamente su prospettive di modifiche importanti anche se non si tratta di cambiamenti radicali in merito al progetto per la piattaforma Multipurpose. Stiamo cercando anche di ottenere tutte quelle garanzie di tipo ambientale, occupazionale e di altra natura che ancora non sono ben delineate. Il lavoro che abbiamo portato avanti è già molto consistente e credo, a breve, saremo in grado di poter chiarire punto per punto la questione con soddisfazione per la cittadinanza. Sia chiaro comunque che non ci fermeremo in questa opera che riteniamo decisiva per lo sviluppo di Vado e del comprensorio. Spero che questo consenta di svelenire il clima esasperato che purtroppo abbiamo sperimentato nell'ultimo Consiglio". Una delle novità emerse è quella dell'abbattimento dei rumori e dell'inquinamento perchè la Port Authority ha stabilito che nel terminal lavoreranno solo mezzi elettrici. Con il Comune si è parlato anche di un canone annuale di circa 500 mila euro per Vado e del forte coinvolgimento che verrà garantito alle imprese locali nella costruzione del terminal.Nel dibattito innescato dalla "cancellazione" delle circoscrizioni comunali prevista dalla legge Finanziaria si leva una voce fuori dal coro. E' quella di Giuseppe Novaro, consigliere della Terza circoscrizione, che non è stato colto di sorpresa dalle disposizioni della Finanziaria: "Ho sempre affermato l'esistenza problema della sostenibilità delle cinque Circoscrizioni in una città piccola come Savona", commenta Novaro che, lo scorso anno, aveva anche rinunciato a percepire il gettone di presenza che spetta ai consiglieri. Prima delle elezioni, Novaro aveva proposto di diminuire lo stipendio dei presidenti e di rivedere il numero delle circoscrizioni: "Molti hanno irriso a questa mia proposta, ma era evidente che prima o poi si sarebbe arrivati ad affrontare il problema dei costi della politica e dei suoi apparati, dal numero dei deputati al trattamento economico dei consiglieri regionali, provinciali e delle circoscrizioni".

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Ecco i tagli ai costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 10-02-2008)

 

BOLZANO. A Natale il presidente del consiglio comunale Silvano Baratta ha regalato ai capigruppo una copia del bestseller "La Casta", il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che racconta dei privilegi di cui gode la classe politica italiana. Adesso vorrebbe far qualcosa di concreto, per quanto nei suoi poteri, per ridurre i costi della politica. Ieri ha presentato in una conferenza stampa una mozione in cui si impegna il consiglio comunale a chiedere alla Regione di modificare la legge è ridurre innanzitutto il gettone di presenza dei consiglieri da 120 a 100 euro lordi a seduta. L'importo è stato più che raddoppiato dalla Regione nel 2006. Si chiede inoltre di ridurre l'indennità del sindaco del 5% - quella di Spagnolli è di 12 mila e 400 euro al mese sempre lordi -; il taglio avrebbe delle ricadute anche su quelle di vicesindaco, assessori e presidente del consiglio che percepiscono rispettivamente il 75%, 50 e 25. Il risparmio previsto dovrebbe essere di 170-180 mila euro l'anno. "Se poi come auspico - ha detto Baratta - altri Comuni seguissero l'esempio di Bolzano, il risparmio sarebbe enorme". Favorevole alla riduzione dei costi della politica proposta da Baratta, anche il consigliere di Sd Guido Margheri che invita il sindaco a intervenire, per abolire le indennità relative ai consigli d'amministrazione.

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Un milione di contributi alle materne private (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 10-02-2008)

 

VILLAFRANCA Un milione di contributi alle materne private Rinnovati i contributi per il sostegno economico alle otto scuole materne paritarie convenzionate del villafranchese. Questi istituti, gestiti da comitati di genitori, accolgono al loro interno l'85 per cento dei bambini di età compresa tra i due anni e mezzo e i sei del comprensorio villafranchese. Solo il 15 per cento dei bambini riesce ad accedere agli istituti statali. Le otto scuole materne che hanno avuto il contributo sono: "San Giuseppe, Paolina e Sante Trentin", l'istituto Canossiano, entrambe di Villafranca, "Maria Zoccatelli" di Dossobuono, "Luigi e Stella Mariotto" di Alpo, "Maria Goretti" di Pizzoletta, "San Gaetano" di Rizza, "Don Geremia Cordioli" di Rosegaferro e l'asilo infantile "Ebe ed Aleardo Franchini" di Quaderni. Il contributo comunale segue la convenzione triennale in vigore fino alla fine dell'anno scorso: la quota per ciascun bambino varia dai 694 ai 751 euro, a seconda del numero di sezioni della scuola: più alto è il numero delle classi e minore è l'importo dei fondi comunali. Un'altra quota va a ciascuna sezione ed è calcolata sulla base dello stesso criterio. L'importo varia dai 9.829 ai 17.472 euro per sezione. A questi importi, va aggiunto un contributo di 13.800 euro a titolo di una tantum per le spese di trasporto delle due scuole che effettuano questo servizio. L'ammontare totale della spesa è di 936.800 euro. Un ulteriore contributo di 1.405 euro a bambino residente è stato erogato ai quattro isituti (Alpo, Quaderni, Rosegaferro e Rizza) che forniscono anche servizio di nido integrato. Lo stanziamento totale è di 80 mila euro. "Abbiamo ritenuto indispensabile approvare anche per il 2008", dice il commissario Elio Faillaci, "lo schema di convenzioni già in atto lo scorso anno per consentire alle otto scuole paritarie di continuare la loro preziosa opera a favore dei bambini villafranchesi. Non abbiamo prorogato i fondi per il prossimo biennio: la decisione spetterà alla prossima amministrazione".

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Manovra, il via libera vale 400 milioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-02-2008)

 

Di Simonetta Zanetti Manovra, il via libera vale 400 milioni Il voto ieri all'alba: emendamenti pesanti Ne guadagnano i capitoli delle infrastrutture Confermati i 19,8 miliardi di euro stanziati dalla giuna VENEZIA. Alle 6.52 di ieri mattina, finalmente, il consiglio ha visto la luce. Non quella dell'alba sul Canal Grande, ma quella alla fine del tunnel imboccato poco più di un mese fa, con la tempesta scatenata dalla nomina dei manager delle usl. Complice anche la lontananza di Giancarlo Galan - in vacanza - il parlamento veneto è stato capace, con una seduta di quasi 20 ore (una quindicina effettive), di votare finalmente Bilancio&Finanziaria, restituendo alla Regione dignità e libertà di spesa. Il Bilancio 2008 è destinato comunque a stabilire un precedente nella storia del governo veneto, poiché per la prima volta il documento prodotto dalla giunta è stato pesantemente modificato da una manovra emendativa da 400 milioni. Confermata la dimensione finanziaria complessiva contenuta nel ddl da 19,8 miliardi di euro della giunta. Nessuna variazione sul fronte delle entrate e poco significativa è risultata anche l'incidenza della manovra sulla spesa a destinazione vincolata (il 90% del documento finanziario). I numerosi emendamenti presentati da maggioranza e opposizione hanno invece modificato notevolmente la parte di spesa a libera destinazione (2.019,71 milioni). A guadagnarne sono i capitoli delle infrastrutture, che passano da 436 a 536 milioni, le politiche per la casa, (+ 20 milioni), quelle per la sicurezza (15 milioni) e i capitoli per la disabilità, la non autosufficienza e l'infanzia, ai quali il nuovo testo ha assegnato ulteriori 40 milioni, elevando complessivamente la posta per il settore sociale a 595 milioni. Confermati invece i capitoli destinati allo sviluppo economico e produttivo (280 milioni) e quelli relativi alla tutela, alla gestione del territorio e alle politiche per l'ecologia (180 milioni). Nessuna significativa variazione, neppure per quanto riguarda i fondi destinati alle attività istituzionali (48,7 milioni di euro, comprensivi dei finanziamenti per la cultura e per i comuni di montagna e di confine) e al funzionamento della macchina regionale (518 milioni). Per quanto riguarda la Finanziaria, (da 30 a un centinaio di articoli) le poste più consistenti sono dedicate alle infrastrutture: 200 milioni di euro in 10 anni per l'acquisto di nuovo materiale rotabile e altri 200 milioni, sempre in dieci anni, per la viabilità regionale e in particolare per il completamento della strada regionale 10 Padana Inferiore (40 milioni). A favore delle famiglie 25,5 milioni di euro per contributi in conto interesse per i mutui prima casa e per il rinvio delle azioni esecutive intraprese dalle banche nei confronti dei clienti che non riescono a sostenere il caro mutui. In materia sociale la Finanziaria istituisce dal primo luglio 2008 il fondo regionale per la non autosufficienza; stanziati inoltre quasi 27 milioni di euro per l'assistenza personalizzata alle persone con disabilità grave, 5 milioni per l'attivazione di servizi innovativi per l'infanzia e 15 milioni per l'indennizzo dei danni causati da vaccinazioni. Progetti di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro verranno finanziati con una quota fissa delle sanzioni comminate alle aziende, mentre viene destinato un fondo di 500 mila euro per contributi di solidarietà alle famiglie delle vittime di incidenti sul lavoro. In materia ambientale la legge approvata stanzia 10 milioni di euro per il depuratore di Cà Nordio di Padova e 4 milioni per gli impianti di depurazione di San Donà di Piave e Noventa di Piave, finanzia interventi per la bonifica dell'amianto, gli sportelli per il risparmio energetico, la produzione di energia da impianti privati alimentati da energia rinnovabile (3 milioni di euro). Per l'agricoltura inseriti 10 milioni di euro per adeguare gli allevamenti della regione alla direttiva europea sui nitrati e 500 mila euro nel biennio a favore del settore vinicolo. E ancora, approvato un contributo di 500 mila euro alla Clinica di oncoematologia pediatrica di Padova e 300 mila euro nel triennio 2008-2010 per un progetto di prevenzione e cura delle malattie metaboliche al dipartimento di Pediatria dell'Azienda ospedaliera di Padova. La legge approvata recepisce inoltre le disposizioni della Finanziaria nazionale in materia di costi della politica, stabilendo che dal primo gennaio 2008 i costi dell'assicurazione per l'esercizio del mandato sono integralmente a carico dei consiglieri regionali e non più dell'assemblea regionale. In materia di personale, infine, inserita anche la stabilizzazione di un'ottantina di precari, 50 in servizio presso la giunta e 27 in consiglio. Tra i 30 articoli del testo originario della Finanziaria i più significativi per impegno economico sono il finanziamento di 3.300.000 euro per l'avvio sperimentale di un servizio ferroviario diretto tra Chioggia-Venezia e di un servizio metropolitano tra Mira Buse e Venezia, la progettazione preliminare della tratta veneta della linea ferroviaria ad alta velocità-alta capacità Venezia-Trieste (2 milioni di euro) e lo stanziamento di 120 milioni di euro in dieci anni per il secondo stralcio del sistema ferroviario metropolitano regionale.

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Venezia, se anche nascere diventa una gran fatica (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 10-02-2008)

 

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-02-10 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE L'intervento/2 Venezia, se anche nascere diventa una gran fatica di LORENZO TOMASIN Qualche giorno fa, da un agguerrito comitato di quarantenni decisi a salvare Venezia dall'inarrestabile caduta verso la senescenza e la gerontocrazia, è partito un appello acché nel Centro storico del capoluogo non si ripeta ciò che è accaduto, di recente, senza che quasi nessuno battesse ciglio: la sospensione del servizio di monitoraggio per le donne incinte, con relativo invito alle signore di recarsi all'Ospedale di Mestre per i controlli prenatali. Il fatto in sé, pur grave, non merita di essere drammatizzato, anche se è forse utile trarne una riflessione che non riguarda solo Venezia e il suo acciaccato Centro storico (in cui, è bene ricordarlo, simili episodi non fanno che favorire l'esodo verso la Terraferma e accelerare la progressiva degradazione del tessuto sociale). Travolti da una interpellanza in Consiglio comunale, i responsabili ospedalieri si sono, in effetti, affrettati a precisare che il problema era transitorio e dipendeva da una deprecabile carenza di personale. Resta il fatto che questa circostanza rivela inequivocabilmente che un servizio come l'assistenza prenatale non è ritenuto indispensabile. In un sistema sanitario in cui gli oneri di gran lunga maggiori a carico della collettività riguardano le prestazioni a pazienti di altro tipo, ad essere sacrificati sembrano dunque essere i soggetti più "leggeri" in termini assistenziali e al tempo stesso più sovraccaricati dal punto di vista contributivo. In parole semplici: una donna gravida - poniamo venticinque- trentenne - che si sottopone ai controlli previsti durante la gravidanza costa al sistema sanitario, in un arco di tempo di media durata, immensamente di meno di un anziano che, nel corso della sua lunga, e normalmente serena vecchiaia, si sottopone inevitabilmente a un buon numero di controlli, di interventi, e di prestazioni di cui in gran parte usufruisce pagando un prezzo ben inferiore a quello reale, o addirittura non pagando nulla. Scaricandone, cioè, il costo, sulla solidarietà dei più giovani, che sono anche più sani, e più tassati. Oltre che sempre meno numerosi. Se dunque in un momento di debolezza del sistema a farne le spese è, dei due, il soggetto più virtuoso in termini gestionali, significa che qualcosa scricchiola nell'edificio apparentemente solido della nostra sanità. Piccoli ma significativi incidenti di percorso come quello accaduto al reparto di ginecologia dell'Ospedale civile di Venezia portano a galla le contraddizioni della sanità pubblica italiana - e in particolare della sua ammirata variante settentrionale - che ama pensare a sé stesso come un modello di equilibrio fra solidarietà ed efficienza. Fra equità sociale e rendimento. Tuttavia, in una società in preda all'invecchiamento- non solo quello della sua classe dirigente, contro la quale i rampanti quarantenni veneziani sferrano il loro assalto - è forse giunta l'ora di chiedersi se l'apparente perfezione di simili equilibri non nasconda ingiustizie capaci di minare, assieme al rapporto di mutua solidarietà fra generazioni, la stessa tenuta della nostra coesione sociale. Difficilmente i bambini spiati dai monitoraggi prenatali di oggi potranno contare sulla disponibile assistenza di cui attualmente godono i loro nonni.

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Proposta Baratta <Tagli alle indennità> Spagnolli scettico (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)

 

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-02-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Costi della politica MUNICIPIO Proposta Baratta "Tagli alle indennità" Spagnolli scettico di FRANCESCO CLEMENTI BOLZANO - Portare da 120 a 100 euro il gettone di presenza per i consiglieri comunali e ridurre del 5% l'indennità delle principali cariche, dal sindaco in giù. è la proposta di Silvano Baratta (Udc) per tagliare i costi della politica. Freddo Spagnolli: "L'effetto mediatico c'è, ma sono altri i settori chiave per il risparmio". A PAGINA 5.

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Baratta: <Ridurre i gettoni e le indennità> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)

 

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-02-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La "casta" bolzanina Il presidente dell'assemblea cittadina: allucinante il part-time per i dirigenti. Pasquali (Pd): diritto da difendere Baratta: "Ridurre i gettoni e le indennità" Costi della politica, proposta dell'Udc. Spagnolli: i settori dove tagliare sono ben altri Le forbici colpirebbero anche il promotore dell'iniziativa, ma An punge "Guarda caso, la carica ora passa a Benedikter" BOLZANO - Abbassare da 120 a 100 euro il gettone di presenza del consiglio comunale. Ridurre del 5% l'indennità del sindaco, con effetto a cascata sulle altre cariche. Sono le proposte avanzate da Silvano Baratta (Udc) per ridurre i costi della politica nel capoluogo: "Il risparmio - afferma - sarebbe di 160-180mila euro all'anno". E sempre sul tema di costi per la pubblica amministrazione, il presidente del consiglio comunale chiede una decisa sterzata sulla gestione del personale: "Assurdo il part time per i dirigenti". I tagli Gli attuali compensi per i rappresentanti del Comune sono determinati dal regolamento approvato dalla giunta regionale nel giugno del 2006. In quell'occasione, i gettoni dei consiglieri comunali erano più che raddoppiati: da 51 a 120 euro, con in più la possibilità di cumulare le partecipazioni a diverse commissioni in una stessa giornata. Baratta propone un parziale ritorno al passato, con la riduzione del gettone a 100 euro. L'altra parte della proposta riguarda una riduzione del 5% da applicare all'indennità del sindaco (Spagnolli attualmente percepisce un compenso lordo di 12.434 euro mensili). "Tale riduzione - spiega Baratta - si estenderebbe automaticamente anche alle indennità di vicesindaco, assessori e presidente del consiglio, cioè il sottoscritto ". In base alla norma, infatti, queste cariche percepiscono rispettivamente il 75, il 50 e il 25% dell'indennità del sindaco. Proposta elettoralistica, a pochi mesi dalle Provinciali? "Direi proposta intelligente dal punto di vista elettorale - sorride Baratta -, ma ricordo che già a Natale ho regalato ai colleghi una copia del libro "La Casta"". La proposta di Baratta è sottoforma di mozione: se approvata dal consiglio comunale, servirà comunque un'iniziativa presso la giunta regionale, competente in materia. Il dibattito Aperto sostegno arriva da Sd: "L'iniziativa - osserva Guido Margheri - toglie alibi a quanti finora hanno resistito ad ogni riduzione dei costi: faceva parte anche delle nostre proposte presentate recentemente al sindaco". Ma proprio Spagnolli si mostra perplesso. "Iniziative come questa - ragiona - hanno un certo effetto mediatico, ma sono ben altri i settori dove si giocano i risparmi: la cosa decisiva è garantire l'efficienza della macchina comunale. Tecnicamente, poi, dovremmo prima trovare l'accordo con gli altri Comuni". Punge Maria Teresa Tomada (An): "Bene i tagli, ma perché Baratta si sveglia giusto ora che sta per cedere la carica di presidente dell'assemblea a Rudy Benedikter?". Fredda Luisa Gnecchi. "In Regione valuteremo eventuali iniziative dei Comuni. Ma il gettone più che raddoppiato, meno di due anni fa, non ce lo siamo inventati noi: evidentemente i Comuni erano d'accordo... ". Il part time Intanto il "caso Cagol" riaccende la discussione sul part time per i dirigenti, ammesso (al 75%) in Comune e in altri enti come la Provincia. "Allucinante, un dirigente dev'essere disponibile a tempo pieno - attacca Baratta -. Le mamme-direttrici? Possono pagarsi una baby-sitter". DI avviso opposto l'assessora Chiara Pasquali: "Lavoro con una direttrice al 75% e mi trovo benissimo: i diritti vanno difesi ". E Tomada definisce "maschilista " la frase sulle baby-sitter: "Meno male che l'Udc pensa alla famiglia...". Francesco Clementi Confronto Il leader dell'Udc Silvano Baratta (qui sopra) propone di tagliare i compensi del consiglio comunale e del sindaco (a sinistra).

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Colle, conti e trasparenza La svolta che è solo un inizio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Numeri e costi Colle, conti e trasparenza La svolta che è solo un inizio SEGUE DALLA PRIMA Ottocento mila euro, su un bilancio di circa 240 milioni. E c'è chi dirà che si tratta di poco più del 3 per mille. Ma perfino un criticone come il liberal- forzista Raffaele Costa, da anni battagliero sui costi della politica, si è sentito in dovere di concedere che anche se "non pienamente soddisfacenti ", le notizie dal Colle sono "un primo passo avanti nella direzione d'una gestione attenta invocata dagli italiani ". Di più: per la prima volta i dati essenziali del bilancio vengono messi online sul sito della presidenza. Certo, mancano i dettagli che caratterizzano ad esempio la totale trasparenza della monarchia inglese, che spiega perfino quante bottiglie ci sono in cantina. Per non dire della precisione con cui vengono elencati i vari compiti dei dipendenti, precisione che ci consente di sapere che la Regina d'Inghilterra ha oggi a Buckingham Palace un totale di 5 centralinisti. La metà di quelli presenti in certe Asl. Ma sarebbe scorretto non riconoscere a Giorgio Napolitano e al segretario generale Donato Marra di avere marcato una svolta rispetto ai tempi in cui i conti, salvo i costi complessivi e lo stipendio del capo dello Stato (lodevolmente bloccato fin dal suo ingresso da Carlo Azeglio Ciampi a 218 mila euro, mai adeguati), erano tutti top secret. Né si può negare una svolta, dopo anni di aumento degli organici dovuto anche alla scelta di rompere un andazzo e contenere i "distacchi" (lo smistamento al Quirinale di dipendenti formalmente a carico di altri pezzi dello Stato), nella riduzione del personale e delle residenze secondarie, la napoletana Villa Rosebery e la tenuta di Castelporziano. Calano a 1.907, con una riduzione di 177 (compresi 30 Corazzieri) le persone a disposizione, tra personale civile e militari di vari corpi addetti alla sicurezza. Un taglio che, sia pure al prezzo di un aumento della spesa pensionistica (che già rappresentava un allarmante 31,4% delle spese generali e sale a un mostruoso 32,3%) consente un risparmio di circa un milione. Consola infine sapere che Castelporziano, dei 13 milioni di euro che costa, ne recupera 200 mila "a carico dell'Unione europea destinati all'azienda agricola" e altri 300 mila "derivanti dagli allevamenti e produzioni di agricoltura biologica certificata, realizzate peraltro a scopo prevalentemente scientifico e largamente destinate a enti assistenziali ". Meglio che niente. Di più ancora: nonostante il percorso fosse obbligato dalla scelta decisa con Camera e Senato per evitare brutte sorprese da un emendamento alla Finanziaria di Massimo Villone e Cesare Salvi, il nuovo punto di riferimento dell'inflazione e non più del "pil nominale" (la somma dell'aumento del Pil previsto e dell'inflazione programmata, che consentiva agli organi istituzionali di aumentare le spese vantandosi di avere tagliato) comincia a dare frutti. Un risparmio di 3,5 milioni su quanto due anni fa si pensava di spendere nel 2008 non è da buttare. Anzi. Detto questo, tuttavia, occorre altrettanto onestamente aggiungere alcune cose. La prima è che il peso di decenni di riservatezza, riaffermata ancora l'anno scorso, è tale che nonostante la buona volontà rivendicata dal Colle e nonostante i tempi fossero come mai favorevoli a una rottura netta con il passato (se non ora, quando?) è stata confermata la decisione di offrire solo tracce, importantissime ma tracce, di un bilancio davvero trasparente. Il che impedisce il primo esercizio di una sana democrazia: la possibilità che ogni cittadino dovrebbe avere di fare paragoni. Quanto costa questo in Francia? Quanto costa questo in Germania? Quanto costa questo in Finlandia? Il che, se il Quirinale è certo come è di potere dimostrare di avere buoni motivi per costare il doppio dell'Eliseo, otto volte più della presidenza tedesca e ventisei volte più di quella finlandese, avrebbe spazzato via i dubbi una volta per tutte. è verissimo che, come eccepisce il Colle un po' piccato verso "certa pubblicistica ", la comparazione "tra istituzioni di ordinamenti giuridici diversi, per essere corretta e significativa, presuppone l'assoluta omogeneità dei dati che si mettono a confronto". Ma certo, ogni Paese, ogni monarchia, ogni presidenza ha la sua storia. E non occorre essere laureati in belle arti per sapere che il palazzo del Quirinale trabocca di tesori che altri se li sognano e quindi richiede più manutenzione. Ma se questo si può dimo-strare, perché non dare tutti i numeri? D'accordo, è "anche" un museo ed è stato visitato nel 1997 da 64 mila visitatori più 200 mila per le mostre internazionali ma è irrispettoso far notare che il solo Castello di Windsor ha avuto nell'ultimo anno 1.010.000 turisti paganti con un incasso di 2,4 milioni di euro, impiegato per "abbattere i costi di manutenzione" delle residenze reali? D'accordo: il Colle necessita di più addetti, ma è lecito sottolineare un punto. E cioè che ognuno dei 331 dipendenti a carico della Civil list è costato, nell'ultimo bilancio, 38.237 euro lordi l'anno. Se si calcolano pure i 108 addetti alle residenze reali, il costo pro capite sale a 40.739 euro l'anno. Il costo medio per ogni persona impiegata al Quirinale invece, anche presupponendo che tutta la spesa dei distaccati sia a carico del Colle (non lo sappiamo: il bilancio resta nel vago) è stato invece di 73.256 euro. Quasi il doppio. Per non dire dei dirigenti più in vista. Il più pagato tra gli inglesi è Sir Alan Reid, il Custode del Tesoro della Corona, che nel 2006 ha ricevuto, al cambio attuale, 252 mila euro. Quasi la metà dei segretari generali dei due rami del Parlamento. Meno di uno stenografo del Senato, ai cui stipendi il Colle dice di essersi rapportato fino a ieri. è irrispettoso chiedere quanto guadagnerebbe in Quirinale? Non basta. Concesso che i paragoni siano rischiosi e che certi tagli sia più arduo farli qui da noi, coi nostri sindacati e le nostre regole, che in Inghilterra, una sproporzione notevole resta: l'ultimo bilancio della Royal Crown si vanta, a ragione, d'aver ridotto dal 1992 in qua le spese del 61% in termini reali, al di là dell'inflazione, scendendo da 128.350.000 a 50.100.000 euro. Ammettiamolo: sarà anche vero che la Regina, come ha raccontato il banchiere Mario d'Urso, fa mangiare gli amici stretti coi tovaglioli di carta, ma i suoi tagli si notano un po' di più. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella I dati online è un primo passo importante dopo anni di aumento degli organici. E da quest'anno i dati vengono messi online sul sito della presidenza A Londra Della casa reale inglese si sa tutto: ad esempio che la regina Elisabetta oggi dispone di 5 centralinisti, la metà di certe Asl.

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I costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE I costi della politica Napolitano disse: diamo l'esempio La casa degli italiani Subito dopo il suo insediamento nel maggio del 2006 Napolitano disse: "La casa degli italiani deve dare il buon esempio non a parole, con i fatti" Organico ridimensionato Organico ridotto di 177 unità: oggi al Colle lavorano 945 dipendenti di ruolo (-42), 97 fra comandati e a contratto (-11), 962 addetti alla sicurezza (-124).

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La giunta finisca di fare promesse (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-02-2008)

 

GIRONCOLI "La giunta finisca di fare promesse" "Realizzeremo il centro commerciale urbano in via Boccaccio, dando attuazione al progetto di trasformazione dell'area del mercato coperto con la formula del project financing. Spero che il tutto possa andare in porto entro la fine del mio mandato, cioè entro cinque anni". Non sono parole mie, ma la dichiarazione del sindaco Romoli rilasciata a un quotidiano locale l'11 agosto. Evidentemente già allora il nostro primo cittadino non aveva voluto sbilanciarsi sui tempi dell'opera (assolutamente necessaria per dare fiato all'economia malata di Gorizia). E dire che il sindaco quest'estate era ancora ottimista e convinto di poter agevolmente, grazie alla sua esperienza e alla fitta rete di conoscenze, accelerare l'iter burocratico-amministrativo di qualsiasi progetto in agenda. Ora, lo ha dichiarato lui stesso nell'ultima seduta del consiglio comunale, con quella spontaneità che assieme all'indubbio garbo lo rendono simpatico: "La situazione di piazza Vittoria (l'unica grande opera in fase di realizzazione) è divenuta un rebus" e "Gorizia è una città che va studiata dal punto di vista sociologico perché non si vuole che nulla cambi". Quello che mi sta a cuore, che sto chiedendo incessantemente da mesi e che continuerò a fare, è che l'amministrazione in carica smetta di fare promesse (sono di oggi le proteste di Cuore amico per l'immobilità del sindaco e dell'assessore Romano di fronte alle loro legittime richieste). I goriziani hanno il diritto di conoscere i fatti per quello che sono: il progetto Leonardo, attinente alla riqualificazione della zona mercato coperto-via Santa Chiara, è a uno stadio assolutamente iniziale: si tratta cioè di uno studio di fattibilità. La commissione consiliare, che avrebbe dato disco verde al progetto, era una conferenza stampa senza alcun potere decisionale né d'indirizzo. Quanto al gettone di presenza,corrisposto o meno, che avrebbe causato la mia assenza al suddetto incontro sono convinta che chi ragiona secondo parametri meramente utilitaristici (che siano di carattere economico o d'immagine) lo possa pensare, perché è questo il solo modo in cui è capace di concepire l'attività politica. Quindi continui pure a farlo e sogni d'oro. Donatella Gironcoli.

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Privatizzare il mercato nuovo: sì della Giunta (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 10-02-2008)

 

IL PROGETTO Privatizzare il mercato nuovo: sì della Giunta   Nuovo passo in avanti del progetto di "privatizzare" il mercato ortofrutticolo. Le virgolette sono obbligatorie perché il piano elaborato dall'assessore allo Sviluppo economico Ernesto Gallo prevede che ad essere ceduta ai privati sia la gestione del complesso, non la struttura, che rimane di proprietà del Comune. Soddisfatto l'assessore, che a questo punto si prepara a lanciare il bando di gara per assegnare la gestione del mercato ortofrutticolo, per la quale si è già candidata la cooperativa AgroVi, nella quale si sono consorziati molti degli operatori, che una volta completata la privatizzazione non dovranno più corrispondere il canone di affitto. In cambio, si prenderanno cura della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabili. I problemi agli stabili sono numerosi, come più volte segnalato dall'assessore in passato: sono state addirittura notate erosioni ai cavi elettrici dei cancelli, a dimostrazione della necessità di interventi anche radicali. Il Comune punta in questo modo a rilanciare la struttura, che non ha goduto in questi anni di particolari attenzioni finanziarie da parte di palazzo Trissino: e se i bilanci sono sempre stati in pareggio (con entrate e uscite per 350 mila euro), è vero anche che la manutenzione dei fabbricati è sempre stata un rebus, a causa delle sempre minori disponibilità economiche comunali per affrontare cantieri e interventi di questo tipo. Gallo è apparso categorico su un altro punto: "No alla nascita di inutile carrozzoni", riferendosi a società appesantite da consigli di amministrazione e gettoni di presenza. Al mercato ci sarà una gestione snella.  .

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L'arteria costa 200 milioni e sarà finanziata per la parte restante con il <project financing> e il pedaggio (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 10-02-2008)

 

LEGNAGO. Approvato alle 4 di ieri in Regione l'emendamento che stanzia 60 milioni di euro per aprire il cantiere Venezia concede di notte il denaro per la variante L'arteria costa 200 milioni e sarà finanziata per la parte restante con il "project financing" e il pedaggio     Alberto Cogo La variante alla regionale 10 da Legnago a Este si farà. Così ha deciso, venerdì in piena notte il consiglio regionale accogliendo un emendamento alla Finanziaria che prevede circa 120 milioni di euro in più per la viabilità. Una soluzione condivisa da maggioranza e minoranza con la quale la Regione si impegna a finanziare parte del progetto (si ipotizza che da Venezia arriveranno circa 60 milioni, cioé un terzo, degli oltre 200 necessari per l'opera) che verrà poi completato con un project financing. Chi costruirà la strada, nel tratto che da San Vito di Legnago arriva fino a Carceri in provincia di Padova, dovrà sostenere il resto delle spese, ma avrà diritto a riscuotere il pedaggio dei veicoli in transito. Dovrebbe essere inoltre prevista l'esenzione del pagamento per i residenti, almeno per un determinato numero di anni. Una soluzione diversa da quella proposta inizialmente dal comitato dei sindaci scaligeri e padovani, dalle Province, dagli operatori economici e dagli stessi consiglieri regionali di minoranza che avevano chiesto tutti i 200 milioni necessari per completare l'opera. Ma, rispetto all'importanza della nuova strada, le modalità di realizzazione e di finanziamento ora passano in secondo piano e l'emendamento, votato alle 4 di venerdì notte, accontenta tutti. "È una grande soddisfazione", commenta il consigliere regionale Franco Bonfante, che ha divulgato ieri mattina la notizia dell'accordo, "soprattutto perché la variante verrà realizzata in un'unica soluzione, senza lo stillicidio degli stralci e ulteriori perdite di tempo". Un traguardo al quale va dato merito soprattutto ai sindaci dei territori del tracciato da Legnago ad Este i quali, nei primi mesi del 2007, avevano formato un comitato con operatori economici, banche, associazioni industriali e sindacati per far pressing a Venezia. E nella città lagunare infine avevano incontrato alcuni rappresentanti regionali motivando le richieste dei territori veronesi e padovani. "La Transpolesana ha risolto i problemi di comunicazione nella direttrice nord-sud di Legnago", dice Silvio Gandini, sindaco di Legnago, "per questo il nostro impegno si era concentrato sull'altra linea, quella est-ovest. La variante alla regionale 10 farà di Legnago uno snodo infrastrutturale importante per tutto il sud del Veneto". Il nuovo tracciato della 10 infatti andrà a intercettare la Transpolesana proprio a Legnago, l'autostrada in corso di realizzazione Valdastico Sud a Santa Margherita d'Adige per poi terminare sullo svincolo di Monselice con la A13 Padova-Bologna. Senza dimenticare la prevista realizzazione della Nogara Mare. A dicembre il comitato capeggiato dai primi cittadini di Legnago, Este e Montagnana aveva siglato un documento da presentare in Regione per il completamento della variante alla regionale 10 su cui ogni giorno transitano 13mila veicoli che attraversano diversi centri urbani. Il documento era stato poi presentato nei consigli di una ventina di Comuni padovani e veronesi e infine portato in Regione. La realizzazione della nuova strada richiederà alcuni anni anche se, da Venezia, con un po' di ottimismo, alcuni ipotizzano che il bando di gara possa essere già pronto a cavallo tra il 2008 e il 2009.

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Commissioni "affollate", è polemica (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)

 

Cinti (Prc): "Mi è sembrato stucchevoleil proliferare di presenze dopo il cambio della normativa"Zinni (An): "Il guadagno non c'entra e in realtà le cose a livello economico non sono cambiate poi così tanto" Gettoni ai capigruppo e delegati, botta e risposta tra i consiglieri all'ultima seduta del bilancio Commissioni "affollate", è polemica ANCONA - Sulle commissioni comunali molto affollate' scoppia la polemica. Il riferimento del consigliere comunale di Rifondazione Ruggero Cinti, sulla presenza consistente di consiglieri comunali durante l'ultima commissione bilancio, ha sorpreso parte dei commissari alcuni dei quali si sono anche un po' offesi per le sue affermazioni. Questo perché Cinti ha sottolineato la presenza di diversi consiglieri comunali delegati dai titolari del posto in commissione. Un 'fiorire' un po' strano, secondo Cinti, di commissari avvenuto in coincidenza con il cambiamento della normativa sull'indennizzo dei consiglieri comunali che prendono un gettone per la loro presenza in commissione (58 euro lordi sia per il semplice consigliere comunale che per il capogruppo). Non sembra essere cambiato molto rispetto a prima ma forse la possibilità di delegare ad un altro consigliere comunale la presenza in commissione ha fatto insospettire Cinti che ha detto la sua. Nella commissione in questione erano assenti Giorgio Pavani, sostituito da Massimo Mengani, Maurizio Cesarini, sostituito da Adrio Francella, ed erano presenti come capogruppo Giovanni Zinni (An), Daniele Tagliacozzo (Verdi) e Letizia Perticaroli (Udeur). "Ho solo osservato che mi sembrava abbastanza stucchevole vedere un proliferare di presenze dopo il cambiamento della normativa - precisa Ruggero Cinti -. Non era un attacco nei confronti di qualcuno in particolare ma è stata una pura e semplice constatazione, una riflessione a voce alta che non voleva essere certamente una lezione a qualcuno da parte mia. Non mi permetterei mai, non voglio dare lezioni a nessuno. Dico tutto questo premettendo che non sono d'accordo con la normativa delle indennità e ricordando che certamente non sono questi i costi della politica anche perché, a mio avviso, la politica si fa per altri motivi certamente non per i soldi". Nel momento di dibattere la cosa è sembrato duro lo scambio sulla questione tra Cinti e Zinni (nella foto) che però dà la sua interpretazione del confronto. "Lo scontro - dice - era tra il consigliere comunale di Rifondazione (Cinti; ndr) e gli esponenti del Pd. Io sono intervenuto nel dibattito soltanto per precisare la mia posizione perché mi sembrava doveroso ed ho detto che già prima, se avessi voluto, potevo guadagnare di più ma non ho voluto per ovvi motivi. Per quello che riguarda la commissione bilancio ci vado due volte l'anno, sempre per questioni politiche, e non devo dar conto a nessuno. Vorrei poi ricordare che con la nuova normativa non è che siano cambiate granché le cose a livello economico. C'è la possibilità di delegare un consigliere e di fargli prendere il gettone, ma non ho notato abusi di presenze almeno fino a questo momento". "Mi sento invece di dire - e qui Giovanni Zinni torna al suo ruolo meramente politico di capogruppo di Alleanza Nazionale - che ho fatto delle domande al presidente di Anconambiente durante la commissione ma sono stato profondamente deluso delle risposte che mi sono state date". Una querelle che non sembra voler perdere battute. Tutto ha avuto inizio dalla Finanziaria, che ha cancellato le indennità ripristinando i vecchi gettoni, alle stesse cifre, perché non è possibile aumentarli. Quindi si tratta di 117 euro lordi per le sedute del consiglio comunale e di 58 euro lordi per le sedute di commissione, che spetterebbero anche ai capigruppo che non fanno parte dell'organismo a cui partecipano. LUCA FREZZOTTI,.

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Le scelte? Facciamole insieme (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)

 

LAVORO, inteso come occupazione non precaria e giustamente remunerata; politica sanitaria, rivendicata come offerta di servizi più appropriati e finanziariamente sostenibili; tassazione, concepita come strumento non oppressivo per finanziare la spesa pubblica, sono al centro del dibattito politico della nostra regione, trattandosi di temi che investono pienamente le condizioni di vita e di lavoro dei marchigiani. Se lo slogan "meno sprechi, meno tasse", lanciato nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, riassume efficacemente le richieste di soggetti economici e sociali importanti come le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, il partito democratico non può che essere d'accordo. Non solo le condizioni economiche in tendenziale peggioramento, ma le stesse esigenze di recupero di efficacia e funzionalità da parte della Pubblica amministrazione impongono l'affermazione sempre più forte di una linea di massimo rigore in una logica solidaristica di redistribuzione delle risorse. Ci sembra che la Regione abbia predisposto, in materia di "lotta agli sprechi" e di riduzione dei costi politico-amministrativi, un piano in grado di contenere le spese della rappresentanza e di assicurare la massima trasparenza nell'adozione di ogni decisione idonea a determinare conseguenze di carattere finanziario, per i cittadini e le imprese. Gli obiettivi di razionalizzazione delle strutture amministrative, di contenimento dei costi collegati al funzionamento degli apparati politici, nonché di rafforzamento dell'accountability (rendicontazione) delle istituzioni vanno assunti senza scorciatoie demagogiche, nella consapevolezza che le sofferenze della finanza pubblica dipendono per gran parte della loro entità soprattutto da fattori di politica economica che si sono affermati per decenni nel nostro Paese. Per quanto riguarda il rigore, nelle ultime settimane, il presidente Gian Mario Spacca, il vicepresidente Luciano Agostini e gli assessori hanno avuto modo di fornire le cifre del risparmio realizzato in voci di spesa (funzionamento, personale, incarichi esterni, ecc.) su cui si è puntata giustamente l'attenzione dei cittadini; sulla strada intrapresa, penso che la Regione non solo debba tendere avanti con decisione, ma si è impegnata a introdurre forme veramente innovative di partecipazione preventiva alla formazione delle scelte regionali, a partire da quelle finanziarie del bilancio, come anticipate dall'assessore al Bilancio Pietro Marcolini. Per quanto riguarda la pressione fiscale la politica della Regione, dopo un primo triennio (2002-2004) di indispensabile inasprimento per far fronte ai disavanzi della sanità, si è attestata su una linea irreversibile di alleggerimento sia dell'Irap sia soprattutto dell'Irpef. Le Marche, come pressione tributaria complessiva, nel panorama nazionale si collocano ormai nel gruppo delle seconde dieci. Le parti sociali sanno bene che la questione salariale è un problema nazionale e a quel livello va prontamente affrontata, pur accompagnandola con misure regionali (ad esempio la costituzione dell'Osservatorio Regionale sui Prezzi) e locali in grado di contribuire alla difesa del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti. E' per perseguire queste finalità che si rende necessaria quanto prima la ripresa di un confronto e di lavoro comune. SARA GIANNINI* ,* SEGRETARIA REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO,.

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Partecipazione addio, chiudono le circoscrizioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-02-2008)

 

LA CJACARADE Partecipazione addio, chiudono le circoscrizioni di Andrea ValcicCampane a morto per le circoscrizioni udinesi. Il rapido susseguirsi delle decisioni elettorali, farà sì che il progetto di riordino amministrativo locale, non superi l'aula del consiglio regionale e quindi nemmeno passi l'ipotizzata istituzione di due nel capoluogo friulano. Non ci interessa qui far notare come Trieste dovrebbe averne cinque. Se la regola del numero degli abitanti va rispettata, il rapporto è giusto matematicamente, forse un po' meno dal punto di vista politico. Ne sentiremo la mancanza? Sono state definite i "parlamentini", il trampolino di lancio verso il Consiglio comunale, che in effetti imitavano, per campagna elettorale, per schieramenti e mutamenti di alleanze. Per queste ultime però contavano anche i personalismi o le vicende condominiali che potevano influire più di una cena ad Arcore. Che invece incidessero poco sulle scelte dell'amministrazione di Palazzo d'Aronco lo si era notato da molti anni e con tutti i tipi di giunta. Che avessero esaurito lo slancio propositivo e di partecipazione, era quindi noto da tempo. Del resto il concetto di democrazia partecipativa, intesa anche come organizzazione formale, ha abbandonato la vita pubblica, affidando unicamente all'elezione del sindaco il residuo fascino della diretta.Ora che il requiem ne copre il ricordo, tornano alla mente ben altri entusiasmi, quando la voglia di contare sulle scelte cittadine, prorompeva dalle assemblee di Sant'Osvaldo, San Rocco, Borgo Villalta. Era il 1970. Via Superiore, via Villalta appunto, via Baldissera, Anton Lazzaro Moro non erano certo i gioiellini di oggi: l'umidità delle case raggiungeva il 90\%. Borghi proletari e malfamati, in cui il ricordo del vecchio, neanche tanto, bordello si mescolava all'odore del luppolo proveniente dalla fabbrica di birra Dormisch, al fumo e al vino dei locali, ai rumori dell'officina di Benito Pessi, dietro il cortile del bar Cita. Chissà se il nome di quella che è stata forse la più famosa osteria udinese, volesse onorare la scimmia di Tarzan oppure si chiamasse così dal nome del primo proprietario. Quello che però sui può affermare con certezza è che qui nacquero le circoscrizioni. Non si chiamavano così e non erano istituzionalizzate: erano i comitati di quartiere, nati sull'onda della protesta per le condizioni di vita dei suoi abitanti e contro le scelte che il Comune stava attuando con la costruzione del Peep est, dove di lì a poco sarebbero stati "esiliati". Niente liste, niente gettoni di presenza. Voglia di contare, di esserci tanta. Sono passati più di 30 anni, non ci restano nemmeno le circoscrizioni.

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Caro-energia (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)

 

Caro-energia Anna Rita Rapetta Roma. Il Quirinale dà una bella sforbiciata alle spese. Rispetto al bilancio di previsione per il triennio 2007-2009, per quest'anno ha messo in conto una richiesta di 227,8 milioni di euro. 3,5 milioni in meno rispetto al previsto. Una tendenza che ha iniziato a prendere piede l'anno scorso quando, per la prima volta, si è registrata una consistente riduzione della spesa complessiva: si è attestata sui 240,8 milioni con un risparmio di 800mila euro. Tagli al personale: dagli storici corazzieri (con un meno 10% subiscono l'intervento più consistente e passano 267 a 237 unità) agli amministrativi. Tagli alle retribuzioni: da 139,7 milioni di euro spesi nel 2007 ai 138,7 del 2008. Tagli alle spese per beni e servizi: è il settore che registra, in percentuale, la stretta più serrata: meno 7,5%, passando da 25,8 a 23,9 milioni. Non si tratta di misure una tantum, ma di un intervento strutturale sul bilancio della Presidenza della Repubblica che avrà effetti anche negli anni a venire. E' la risposta concreta del Colle alla domanda di sobrietà delle istituzioni che arriva dall'opinione pubblica stanca dei privilegi della "Casta". Non a caso, nella nota illustrativa del bilancio di previsione dell'amministrazione per il 2008, il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, si rivolge indirettamente anche a Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, gli autori del libro che fa le pulci alle spese dei Palazzi. Nel confronto tra le spese dell'Eliseo, di Buckingham Palace e del Quirinale, l'Italia risulta essere la più sprecona, almeno in termini assoluti. Il Colle, però, contesta le conclusioni a cui sono arrivati i due giornalisti. Un confronto con i bilanci di omologhe amministrazioni di altri Paesi è impraticabile, spiega la Presidenza della Repubblica, perché le voci di spesa comprese nei bilanci delle amministrazioni prese in considerazione (la Francia e il Regno Unito) non sono le stesse. Nel bilancio dell'Eliseo, per esempio, non sono riportate tutte le voci di spesa della presidenza della Repubblica che ricadono anche sotto altre amministrazioni, specie per quanto riguarda la gestione delle residenze a disposizione del Presidente. Lo stesso vale per Buckingham Palace: i dati tratti dalla Civil List, a cui attinge in genere la pubblicistica, si riferiscono esclusivamente agli stanziamenti erogati dal Parlamento per coprire le spese della Regina e del Duca di Edimburgo, e non i fondi stanziati, tra le altre cose, per la manutenzione delle residenze reali. Non è un aspetto secondario visto che nel bilancio del Quirinale rientrano quasi tutte le spese, comprese quelle per il sistema pensionistico, i cui pagamenti pesano per circa un terzo sul bilancio. Per non parlare delle spese per la gestione dei beni in dotazione Presidenziale. 34 milioni di euro, il 14 per cento della spesa complessiva. Non è una cifra trascurabile, ma il presidente della Repubblica esclude qualunque ipotesi di dismissione che sarebbe irrilevante per la finanza pubblica. Il patrimonio rappresentato dal Palazzo del Quirinale (dove è custodita la più grande collezione di arazzi al mondo e che l'anno scorso ha registrato più di 64mila visite), di Villa Rosebery e della Tenuta di Castel Porziano (un parco naturale di 6.000 ettari che nel 2007 ha avuto 20mila visitatori), ha invece un valore inestimabile dal punto di vista storico.

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Corte dei contiScure sui costidella politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)

 

Corte dei conti Scure sui costi della politica Palermo. Consulenze d'oro e oneri finanziari per la partecipazione a società miste. Ma anche debiti fuori bilancio riconosciuti con troppa leggerezza, sanità, appalti pubblici, uso di fondi comunitari, gestione delle risorse umane e dei beni pubblici. Sono i maggiori canali di spesa sui quali la Procura regionale della Corte dei conti vuole vederci chiaro per individuare eventuali sprechi e irregolarità. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Guido Carlino, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario allo Steri. Carlino ha poi sottolineato come dalle inchieste svolte dalla Procura contabile emergano "numerose vicende di colpevole trascuratezza dei doveri di ufficio e di cattiva gestione della cosa pubblica che trovano terreno fertile in un'amministrazione in taluni casi permeata da insufficienti livelli di legalità ed efficienza, condizionata dal perseguimento di interessi personali o da logiche clientelari e, purtroppo, anche da infiltrazioni della criminalità mafiosa". Per quanto riguarda le consulenze, il procuratore generale ha rilevato che "gli interventi del legislatore aventi come obiettivo principale il rigoroso contenimento della spesa pubblica, indicano che il ricorso ai conferimenti esterni deve costituire l'eccezione e non la regola cui improntare l'azione amministrativa". E invece, ha spiegato il numero uno della Procura contabile, "numerose sono state le consulenze affidate in carenza dei presupposti ormai chiaramente individuai dalla vigente normativa". Ma tra i "costi della politica" Carlino annovera anche quelli per le partecipazioni societarie. "Lo svolgimento di attività economiche attraverso lo strumento della costituzione di società per azione a partecipazione pubblica - spiega il procuratore regionale - è fenomeno di grande rilievo, soprattutto nell'ambito dei servizi pubblici, per la consistente entità delle risorse impiegate che incidono pesantemente sui bilanci degli enti ed influenzano gli stessi equilibri della finanza pubblica". Per Carlino "molteplici sono stati gli sprechi e, spesso, l'incremento della spesa è stato determinato dalla necessità di remunerare ingiustificati aumenti di compensi ad organi associativi o gli oneri derivanti dall'assunzione di personale con procedure assolutamente prive dei requisiti di legittimità e trasparenza". La Procura indaga sulle modalità con le quali sono stati assunti 23 giornalisti dell'ufficio stampa della Presidenza della Regione con la qualifica di redattore capo. La Procura della Corte dei conti avrebbe infatti aperto un fascicolo proprio dopo la pubblicazione di alcuni servizi giornalistici. Antonio Di Giovanni.

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