HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
#top ARTICOLI DEL
10-2-2008 #TOP
Prosegue
presentazione del bilancio nei quartieri
( da "Stampa,
La" del 10-02-2008)
Abstract:
In attesa di
chiarimenti il Comune ha sospeso l'erogazione dei gettoni di presenza e delle
indennità. Si registra anche l'intervento di un ex presidente del quartiere,
Maurizio Gavioli, ora consigliere comunale: "Di fronte alla necessità di
decentrare i servizi per essere più vicini ai cittadini, ecco che a tutti i
livelli ricompaiono i mai sopiti rigurgiti del centralismo.
Nel
terminal Maersk solo mezzi elettrici
( da "Stampa,
La" del 10-02-2008)
Abstract:
aveva anche
rinunciato a percepire il gettone di presenza che spetta ai consiglieri. Prima
delle elezioni, Novaro aveva proposto di diminuire lo stipendio dei presidenti
e di rivedere il numero delle circoscrizioni: "Molti hanno irriso a questa
mia proposta, ma era evidente che prima o poi si sarebbe arrivati ad affrontare
il problema dei costi della politica e dei suoi apparati,
Ecco
i tagli ai costi della politica ( da "Alto Adige"
del 10-02-2008)
Abstract:
dei privilegi
di cui gode la classe politica italiana. Adesso vorrebbe far qualcosa di
concreto, per quanto nei suoi poteri, per ridurre i costi della politica. Ieri
ha presentato in una conferenza stampa una mozione in cui si impegna il
consiglio comunale a chiedere alla Regione di modificare la legge è ridurre
innanzitutto il gettone di presenza dei consiglieri da
Un
milione di contributi alle materne private
( da "Arena,
L'" del 10-02-2008)
Abstract:
Luigi e
Stella Mariotto" di Alpo, "Maria Goretti" di Pizzoletta,
"San Gaetano" di Rizza, "Don Geremia Cordioli" di
Rosegaferro e l'asilo infantile "Ebe ed Aleardo Franchini" di
Quaderni. Il contributo comunale segue la convenzione triennale in vigore fino
alla fine dell'anno scorso: la quota per ciascun bambino varia dai 694 ai 751
euro,
Manovra,
il via libera vale 400 milioni ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 10-02-2008)
Abstract:
infanzia e 15
milioni per l'indennizzo dei danni causati da vaccinazioni. Progetti di
prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro verranno finanziati con una quota
fissa delle sanzioni comminate alle aziende, mentre viene destinato un fondo di
500 mila euro per contributi di solidarietà alle famiglie delle vittime di
incidenti sul lavoro.
Venezia,
se anche nascere diventa una gran fatica
( da "Corriere
del Veneto" del 10-02-2008)
Abstract:
sottopone ai
controlli previsti durante la gravidanza costa al sistema sanitario, in un arco
di tempo di media durata, immensamente di meno di un anziano che, nel corso
della sua lunga, e normalmente serena vecchiaia, si sottopone inevitabilmente a
un buon numero di controlli, di interventi, e di prestazioni di cui in gran
parte usufruisce pagando un prezzo ben inferiore a quello reale,
Proposta
Baratta <Tagli alle indennità> Spagnolli scettico
( da "Corriere
Alto Adige" del 10-02-2008)
Abstract:
REDAZIONALE
Costi della politica MUNICIPIO Proposta Baratta "Tagli alle
indennità" Spagnolli scettico di FRANCESCO CLEMENTI BOLZANO - Portare da
Baratta:
<Ridurre i gettoni e le indennità>
( da "Corriere
Alto Adige" del 10-02-2008)
Abstract:
Abbassare da
Colle,
conti e trasparenza La svolta che è solo un inizio
( da "Corriere
della Sera" del 10-02-2008)
Abstract:
Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella I dati online è un primo passo importante dopo anni di
aumento degli organici. E da quest'anno i dati vengono messi online sul sito
della presidenza A Londra Della casa reale inglese si sa tutto: ad esempio che
la regina Elisabetta oggi dispone di 5 centralinisti, la metà di certe Asl.
I
costi della politica ( da "Corriere della Sera"
del 10-02-2008)
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE I costi della politica Napolitano disse: diamo l'esempio
La casa degli italiani Subito dopo il suo insediamento nel maggio del 2006
Napolitano disse: "La casa degli italiani deve dare il buon esempio non a
parole,
La
giunta finisca di fare promesse ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-02-2008)
Abstract:
si tratta
cioè di uno studio di fattibilità. La commissione consiliare, che avrebbe dato
disco verde al progetto, era una conferenza stampa senza alcun potere
decisionale né d'indirizzo. Quanto al gettone di presenza,corrisposto o meno,
che avrebbe causato la mia assenza al suddetto incontro sono convinta che chi
ragiona secondo parametri meramente utilitaristici (
Privatizzare
il mercato nuovo: sì della Giunta
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 10-02-2008)
Abstract:
a causa delle
sempre minori disponibilità economiche comunali per affrontare cantieri e
interventi di questo tipo. Gallo è apparso categorico su un altro punto:
"No alla nascita di inutile carrozzoni", riferendosi a società
appesantite da consigli di amministrazione e gettoni di presenza. Al mercato ci
sarà una gestione snella. .
L'arteria
costa 200 milioni e sarà finanziata per la parte restante con il <project
financing> e il pedaggio ( da "Arena.it, L'"
del 10-02-2008)
Abstract:
dovrà
sostenere il resto delle spese, ma avrà diritto a riscuotere il pedaggio dei
veicoli in transito. Dovrebbe essere inoltre prevista l'esenzione del pagamento
per i residenti, almeno per un determinato numero di anni. Una soluzione
diversa da quella proposta inizialmente dal comitato dei sindaci scaligeri e
padovani, dalle Province,
Commissioni
"affollate", è polemica
( da "Corriere
Adriatico" del 10-02-2008)
Abstract:
di delegare
un consigliere e di fargli prendere il gettone, ma non ho notato abusi di
presenze almeno fino a questo momento". "Mi sento invece di dire - e
qui Giovanni Zinni torna al suo ruolo meramente politico di capogruppo di
Alleanza Nazionale - che ho fatto delle domande al presidente di Anconambiente
durante la commissione ma sono stato profondamente deluso delle risposte che
Le
scelte? Facciamole insieme ( da "Corriere Adriatico"
del 10-02-2008)
Abstract:
delle
strutture amministrative, di contenimento dei costi collegati al funzionamento
degli apparati politici, nonché di rafforzamento dell'accountability
(rendicontazione) delle istituzioni vanno assunti senza scorciatoie demagogiche,
nella consapevolezza che le sofferenze della finanza pubblica dipendono per
gran parte della loro entità soprattutto da fattori di politica economica
Partecipazione
addio, chiudono le circoscrizioni
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 10-02-2008)
Abstract:
Non si
chiamavano così e non erano istituzionalizzate: erano i comitati di quartiere,
nati sull'onda della protesta per le condizioni di vita dei suoi abitanti e
contro le scelte che il Comune stava attuando con la costruzione del Peep est,
dove di lì a poco sarebbero stati "esiliati". Niente liste, niente
gettoni di presenza.
Caro-energia
( da "Sicilia,
La" del 10-02-2008)
Abstract:
si rivolge
indirettamente anche a Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, gli autori del libro
che fa le pulci alle spese dei Palazzi. Nel confronto tra le spese dell'Eliseo,
di Buckingham Palace e del Quirinale, l'Italia risulta essere la più sprecona,
almeno in termini assoluti. Il Colle, però, contesta le conclusioni a cui sono
arrivati i due giornalisti.
Corte
dei contiScure sui costidella politica
( da "Sicilia,
La" del 10-02-2008)
Abstract:
E invece, ha
spiegato il numero uno della Procura contabile, "numerose sono state le
consulenze affidate in carenza dei presupposti ormai chiaramente individuai
dalla vigente normativa". Ma tra i "costi della politica"
Carlino annovera anche quelli per le partecipazioni societarie.
( da "Stampa, La" del 10-02-2008)
COMUNE Prosegue presentazione del bilancio nei quartieri
Prosegue la presentazione dle bilancio comunale nei quartieri della città. Il
vicesindaco Silvana Moscatelli domani sera alle 21 sarà al centro, martedì al
Nord, mercoledì al Nord Est, giovedì a Sant'Agabio e venerdì a San Martino. La
settimana prossima si ricomincia lunedì al Sud, martedì al Sacro Cuore,
mercoledì a Santa Rita e giovedì a Porta Mortara. Intanto continua il dibattito
nato in città dopo l'approvazione della Finanziaria che ridurrebbe a tre i
tredici quartieri della città. In attesa di chiarimenti il
Comune ha sospeso l'erogazione dei gettoni di presenza e delle indennità. Si registra anche l'intervento di un ex
presidente del quartiere, Maurizio Gavioli, ora consigliere comunale: "Di
fronte alla necessità di decentrare i servizi per essere più vicini ai
cittadini, ecco che a tutti i livelli ricompaiono i mai sopiti rigurgiti del
centralismo. Quello che allora era l'obiettivo, ma credo ancora oggi, è
sempre stata la necessità di ridare slancio ai quartieri riproponendoli come
fulcro dell'attività sul territorio, attribuendogli maggiori responsabilità
effettive ed oggettive, con procedure più snelle e maggiori competenze".
( da "Stampa, La" del 10-02-2008)
INTESA DI MASSIMA FRA PORT AUTHORITY E COMUNE DI VADO
Costi della politica Nel terminal Maersk solo mezzi elettrici Novaro:
"Avevo proposto l'idea delle Circoscrizioni senza gettone" Per
ridurre rumori e inquinamento della piattaforma [FIRMA]ANTONIO AMODIO VADO
LIGURE Nuovo incontro ieri mattina sul piano per la realizzazione della
piattaforma multipurpose della Maersk. Il sindaco Carlo Giacobbe e il neo
assessore Bovero, i vertici della Provincia (Roberto Peluffo) e il presidente
dell'Autorità portuale Rino Canavese, hanno discusso a lungo sugli aspetti
ambientali ed economici del terminal raggiungendo un'intesa di massima che
verrà poi affinata la prossima settimana. Al breefing di ieri mattina era
presente anche il neo assessore Pietro Bovero, che ha manifestato la volontà
sua ma anche dell'Amministrazione di andare fino in fondo per cercare una
soluzione al problema: "Non possiamo ancora entrare nel dettaglio - ha
spiegato Bovero - ma ieri mattina abbiamo lavorato ininterrottamente su
prospettive di modifiche importanti anche se non si tratta di cambiamenti
radicali in merito al progetto per la piattaforma Multipurpose. Stiamo cercando
anche di ottenere tutte quelle garanzie di tipo ambientale, occupazionale e di
altra natura che ancora non sono ben delineate. Il lavoro che abbiamo portato
avanti è già molto consistente e credo, a breve, saremo in grado di poter
chiarire punto per punto la questione con soddisfazione per la cittadinanza.
Sia chiaro comunque che non ci fermeremo in questa opera che riteniamo decisiva
per lo sviluppo di Vado e del comprensorio. Spero che questo consenta di
svelenire il clima esasperato che purtroppo abbiamo sperimentato nell'ultimo
Consiglio". Una delle novità emerse è quella dell'abbattimento dei rumori
e dell'inquinamento perchè la Port Authority ha stabilito che nel terminal
lavoreranno solo mezzi elettrici. Con il Comune si è parlato anche di un canone
annuale di circa 500 mila euro per Vado e del forte coinvolgimento che verrà
garantito alle imprese locali nella costruzione del terminal.Nel dibattito
innescato dalla "cancellazione" delle circoscrizioni comunali
prevista dalla legge Finanziaria si leva una voce fuori dal coro. E' quella di
Giuseppe Novaro, consigliere della Terza circoscrizione, che non è stato colto
di sorpresa dalle disposizioni della Finanziaria: "Ho sempre affermato
l'esistenza problema della sostenibilità delle cinque Circoscrizioni in una
città piccola come Savona", commenta Novaro che, lo scorso anno, aveva anche rinunciato a percepire il gettone di presenza che spetta ai consiglieri. Prima delle elezioni, Novaro aveva
proposto di diminuire lo stipendio dei presidenti e di rivedere il numero delle
circoscrizioni: "Molti hanno irriso a questa mia proposta, ma era evidente
che prima o poi si sarebbe arrivati ad affrontare il problema dei costi della
politica e dei suoi apparati, dal numero dei deputati al trattamento
economico dei consiglieri regionali, provinciali e delle circoscrizioni".
( da "Alto Adige" del 10-02-2008)
BOLZANO. A Natale il presidente del consiglio comunale
Silvano Baratta ha regalato ai capigruppo una copia del bestseller "La
Casta", il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che racconta dei privilegi di cui
gode la classe politica italiana. Adesso vorrebbe far qualcosa di concreto, per quanto
nei suoi poteri, per ridurre i costi della politica. Ieri ha
presentato in una conferenza stampa una mozione in cui si impegna il consiglio
comunale a chiedere alla Regione di modificare la legge è ridurre innanzitutto
il gettone di presenza dei consiglieri da
( da "Arena, L'" del 10-02-2008)
VILLAFRANCA Un milione di contributi alle materne private
Rinnovati i contributi per il sostegno economico alle otto scuole materne
paritarie convenzionate del villafranchese. Questi istituti, gestiti da
comitati di genitori, accolgono al loro interno l'85 per cento dei bambini di
età compresa tra i due anni e mezzo e i sei del comprensorio villafranchese.
Solo il 15 per cento dei bambini riesce ad accedere agli istituti statali. Le
otto scuole materne che hanno avuto il contributo sono: "San Giuseppe,
Paolina e Sante Trentin", l'istituto Canossiano, entrambe di Villafranca,
"Maria Zoccatelli" di Dossobuono, "Luigi e Stella Mariotto" di Alpo, "Maria Goretti" di Pizzoletta,
"San Gaetano" di Rizza, "Don Geremia Cordioli" di
Rosegaferro e l'asilo infantile "Ebe ed Aleardo Franchini" di
Quaderni. Il contributo comunale segue la convenzione triennale in vigore fino
alla fine dell'anno scorso: la quota per ciascun bambino varia dai 694 ai 751
euro, a seconda del numero di sezioni della scuola: più alto è il numero
delle classi e minore è l'importo dei fondi comunali. Un'altra quota va a
ciascuna sezione ed è calcolata sulla base dello stesso criterio. L'importo
varia dai 9.829 ai 17.472 euro per sezione. A questi importi, va aggiunto un
contributo di 13.800 euro a titolo di una tantum per le spese di trasporto
delle due scuole che effettuano questo servizio. L'ammontare totale della spesa
è di 936.800 euro. Un ulteriore contributo di 1.405 euro a bambino residente è
stato erogato ai quattro isituti (Alpo, Quaderni, Rosegaferro e Rizza) che
forniscono anche servizio di nido integrato. Lo stanziamento totale è di 80
mila euro. "Abbiamo ritenuto indispensabile approvare anche per il
2008", dice il commissario Elio Faillaci, "lo schema di convenzioni
già in atto lo scorso anno per consentire alle otto scuole paritarie di
continuare la loro preziosa opera a favore dei bambini villafranchesi. Non
abbiamo prorogato i fondi per il prossimo biennio: la decisione spetterà alla
prossima amministrazione".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-02-2008)
Di Simonetta Zanetti Manovra, il via libera vale 400
milioni Il voto ieri all'alba: emendamenti pesanti Ne guadagnano i capitoli
delle infrastrutture Confermati i 19,8 miliardi di euro stanziati dalla giuna
VENEZIA. Alle 6.52 di ieri mattina, finalmente, il consiglio ha visto la luce.
Non quella dell'alba sul Canal Grande, ma quella alla fine del tunnel imboccato
poco più di un mese fa, con la tempesta scatenata dalla nomina dei manager
delle usl. Complice anche la lontananza di Giancarlo Galan - in vacanza - il
parlamento veneto è stato capace, con una seduta di quasi 20 ore (una
quindicina effettive), di votare finalmente Bilancio&Finanziaria,
restituendo alla Regione dignità e libertà di spesa. Il Bilancio 2008 è
destinato comunque a stabilire un precedente nella storia del governo veneto,
poiché per la prima volta il documento prodotto dalla giunta è stato
pesantemente modificato da una manovra emendativa da 400 milioni. Confermata la
dimensione finanziaria complessiva contenuta nel ddl da 19,8 miliardi di euro
della giunta. Nessuna variazione sul fronte delle entrate e poco significativa
è risultata anche l'incidenza della manovra sulla spesa a destinazione
vincolata (il 90% del documento finanziario). I numerosi emendamenti presentati
da maggioranza e opposizione hanno invece modificato notevolmente la parte di spesa
a libera destinazione (2.019,71 milioni). A guadagnarne sono i capitoli delle
infrastrutture, che passano da
( da "Corriere del Veneto" del 10-02-2008)
Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO -
data: 2008-02-10 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE L'intervento/2 Venezia,
se anche nascere diventa una gran fatica di LORENZO TOMASIN Qualche giorno fa,
da un agguerrito comitato di quarantenni decisi a salvare Venezia
dall'inarrestabile caduta verso la senescenza e la gerontocrazia, è partito un
appello acché nel Centro storico del capoluogo non si ripeta ciò che è accaduto,
di recente, senza che quasi nessuno battesse ciglio: la sospensione del
servizio di monitoraggio per le donne incinte, con relativo invito alle signore
di recarsi all'Ospedale di Mestre per i controlli prenatali. Il fatto in sé,
pur grave, non merita di essere drammatizzato, anche se è forse utile trarne
una riflessione che non riguarda solo Venezia e il suo acciaccato Centro
storico (in cui, è bene ricordarlo, simili episodi non fanno che favorire
l'esodo verso la Terraferma e accelerare la progressiva degradazione del
tessuto sociale). Travolti da una interpellanza in Consiglio comunale, i
responsabili ospedalieri si sono, in effetti, affrettati a precisare che il
problema era transitorio e dipendeva da una deprecabile carenza di personale.
Resta il fatto che questa circostanza rivela inequivocabilmente che un servizio
come l'assistenza prenatale non è ritenuto indispensabile. In un sistema sanitario in cui gli oneri di gran lunga maggiori a carico
della collettività riguardano le prestazioni a pazienti di altro tipo, ad
essere sacrificati sembrano dunque essere i soggetti più "leggeri" in
termini assistenziali e al tempo stesso più sovraccaricati dal punto di vista
contributivo. In parole semplici: una donna gravida - poniamo venticinque-
trentenne - che si sottopone ai controlli previsti durante
la gravidanza costa al sistema sanitario, in un arco di tempo di
media durata, immensamente di meno di un anziano che, nel corso della sua
lunga, e normalmente serena vecchiaia, si sottopone inevitabilmente a un buon
numero di controlli, di interventi, e di prestazioni di cui in gran parte
usufruisce pagando un prezzo ben inferiore a quello reale, o addirittura
non pagando nulla. Scaricandone, cioè, il costo, sulla solidarietà dei più
giovani, che sono anche più sani, e più tassati. Oltre che sempre meno
numerosi. Se dunque in un momento di debolezza del sistema a farne le spese è,
dei due, il soggetto più virtuoso in termini gestionali, significa che qualcosa
scricchiola nell'edificio apparentemente solido della nostra sanità. Piccoli ma
significativi incidenti di percorso come quello accaduto al reparto di
ginecologia dell'Ospedale civile di Venezia portano a galla le contraddizioni
della sanità pubblica italiana - e in particolare della sua ammirata variante settentrionale
- che ama pensare a sé stesso come un modello di equilibrio fra solidarietà ed
efficienza. Fra equità sociale e rendimento. Tuttavia, in una società in preda
all'invecchiamento- non solo quello della sua classe dirigente, contro la quale
i rampanti quarantenni veneziani sferrano il loro assalto - è forse giunta
l'ora di chiedersi se l'apparente perfezione di simili equilibri non nasconda
ingiustizie capaci di minare, assieme al rapporto di mutua solidarietà fra
generazioni, la stessa tenuta della nostra coesione sociale. Difficilmente i
bambini spiati dai monitoraggi prenatali di oggi potranno contare sulla
disponibile assistenza di cui attualmente godono i loro nonni.
( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA -
data: 2008-02-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Costi
della politica MUNICIPIO Proposta Baratta "Tagli alle indennità"
Spagnolli scettico di FRANCESCO CLEMENTI BOLZANO - Portare da
( da "Corriere Alto Adige" del 10-02-2008)
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV
- data: 2008-02-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La "casta"
bolzanina Il presidente dell'assemblea cittadina: allucinante il part-time per
i dirigenti. Pasquali (Pd): diritto da difendere Baratta: "Ridurre i gettoni e le indennità" Costi della politica, proposta
dell'Udc. Spagnolli: i settori dove tagliare sono ben altri Le forbici
colpirebbero anche il promotore dell'iniziativa, ma An punge "Guarda caso,
la carica ora passa a Benedikter" BOLZANO - Abbassare
da
( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-02-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Numeri e costi Colle,
conti e trasparenza La svolta che è solo un inizio SEGUE DALLA PRIMA Ottocento
mila euro, su un bilancio di circa 240 milioni. E c'è chi dirà che si tratta di
poco più del 3 per mille. Ma perfino un criticone come il liberal- forzista
Raffaele Costa, da anni battagliero sui costi della politica, si è sentito in
dovere di concedere che anche se "non pienamente soddisfacenti ", le
notizie dal Colle sono "un primo passo avanti nella direzione d'una
gestione attenta invocata dagli italiani ". Di più: per la prima volta i
dati essenziali del bilancio vengono messi online sul sito della presidenza.
Certo, mancano i dettagli che caratterizzano ad esempio la totale trasparenza
della monarchia inglese, che spiega perfino quante bottiglie ci sono in
cantina. Per non dire della precisione con cui vengono elencati i vari compiti
dei dipendenti, precisione che ci consente di sapere che la Regina
d'Inghilterra ha oggi a Buckingham Palace un totale di 5 centralinisti. La metà
di quelli presenti in certe Asl. Ma sarebbe scorretto non riconoscere a Giorgio
Napolitano e al segretario generale Donato Marra di avere marcato una svolta
rispetto ai tempi in cui i conti, salvo i costi complessivi e lo stipendio del
capo dello Stato (lodevolmente bloccato fin dal suo ingresso da Carlo Azeglio
Ciampi a 218 mila euro, mai adeguati), erano tutti top secret. Né si può negare
una svolta, dopo anni di aumento degli organici dovuto anche alla scelta di
rompere un andazzo e contenere i "distacchi" (lo smistamento al
Quirinale di dipendenti formalmente a carico di altri pezzi dello Stato), nella
riduzione del personale e delle residenze secondarie, la napoletana Villa
Rosebery e la tenuta di Castelporziano. Calano a 1.907, con una riduzione di
177 (compresi 30 Corazzieri) le persone a disposizione, tra personale civile e
militari di vari corpi addetti alla sicurezza. Un taglio che, sia pure al
prezzo di un aumento della spesa pensionistica (che già rappresentava un
allarmante 31,4% delle spese generali e sale a un mostruoso 32,3%) consente un
risparmio di circa un milione. Consola infine sapere che Castelporziano, dei 13
milioni di euro che costa, ne recupera 200 mila "a carico dell'Unione
europea destinati all'azienda agricola" e altri 300 mila "derivanti
dagli allevamenti e produzioni di agricoltura biologica certificata, realizzate
peraltro a scopo prevalentemente scientifico e largamente destinate a enti
assistenziali ". Meglio che niente. Di più ancora: nonostante il percorso
fosse obbligato dalla scelta decisa con Camera e Senato per evitare brutte
sorprese da un emendamento alla Finanziaria di Massimo Villone e Cesare Salvi,
il nuovo punto di riferimento dell'inflazione e non più del "pil
nominale" (la somma dell'aumento del Pil previsto e dell'inflazione
programmata, che consentiva agli organi istituzionali di aumentare le spese
vantandosi di avere tagliato) comincia a dare frutti. Un risparmio di 3,5
milioni su quanto due anni fa si pensava di spendere nel 2008 non è da buttare.
Anzi. Detto questo, tuttavia, occorre altrettanto onestamente aggiungere alcune
cose. La prima è che il peso di decenni di riservatezza, riaffermata ancora
l'anno scorso, è tale che nonostante la buona volontà rivendicata dal Colle e
nonostante i tempi fossero come mai favorevoli a una rottura netta con il
passato (se non ora, quando?) è stata confermata la decisione di offrire solo
tracce, importantissime ma tracce, di un bilancio davvero trasparente. Il che
impedisce il primo esercizio di una sana democrazia: la possibilità che ogni
cittadino dovrebbe avere di fare paragoni. Quanto costa questo in Francia?
Quanto costa questo in Germania? Quanto costa questo in Finlandia? Il che, se
il Quirinale è certo come è di potere dimostrare di avere buoni motivi per
costare il doppio dell'Eliseo, otto volte più della presidenza tedesca e
ventisei volte più di quella finlandese, avrebbe spazzato via i dubbi una volta
per tutte. è verissimo che, come eccepisce il Colle un po' piccato verso
"certa pubblicistica ", la comparazione "tra istituzioni di
ordinamenti giuridici diversi, per essere corretta e significativa, presuppone
l'assoluta omogeneità dei dati che si mettono a confronto". Ma certo, ogni
Paese, ogni monarchia, ogni presidenza ha la sua storia. E non occorre essere
laureati in belle arti per sapere che il palazzo del Quirinale trabocca di tesori
che altri se li sognano e quindi richiede più manutenzione. Ma se questo si può
dimo-strare, perché non dare tutti i numeri? D'accordo, è "anche" un
museo ed è stato visitato nel 1997 da 64 mila visitatori più 200 mila per le
mostre internazionali ma è irrispettoso far notare che il solo Castello di
Windsor ha avuto nell'ultimo anno 1.010.000 turisti paganti con un incasso di
2,4 milioni di euro, impiegato per "abbattere i costi di
manutenzione" delle residenze reali? D'accordo: il Colle necessita di più
addetti, ma è lecito sottolineare un punto. E cioè che ognuno dei 331
dipendenti a carico della Civil list è costato, nell'ultimo bilancio, 38.237
euro lordi l'anno. Se si calcolano pure i 108 addetti alle residenze reali, il
costo pro capite sale a 40.739 euro l'anno. Il costo medio per ogni persona
impiegata al Quirinale invece, anche presupponendo che tutta la spesa dei
distaccati sia a carico del Colle (non lo sappiamo: il bilancio resta nel vago)
è stato invece di 73.256 euro. Quasi il doppio. Per non dire dei dirigenti più
in vista. Il più pagato tra gli inglesi è Sir Alan Reid, il Custode del Tesoro
della Corona, che nel
( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE I
costi della politica
Napolitano disse: diamo l'esempio La casa degli italiani Subito dopo il suo
insediamento nel maggio del 2006 Napolitano disse: "La casa degli italiani
deve dare il buon esempio non a parole, con i fatti" Organico
ridimensionato Organico ridotto di 177 unità: oggi al Colle lavorano 945
dipendenti di ruolo (-42), 97 fra comandati e a contratto (-11), 962 addetti
alla sicurezza (-124).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-02-2008)
GIRONCOLI "La giunta finisca di fare promesse"
"Realizzeremo il centro commerciale urbano in via Boccaccio, dando
attuazione al progetto di trasformazione dell'area del mercato coperto con la
formula del project financing. Spero che il tutto possa andare in porto entro
la fine del mio mandato, cioè entro cinque anni". Non sono parole mie, ma
la dichiarazione del sindaco Romoli rilasciata a un quotidiano locale l'11
agosto. Evidentemente già allora il nostro primo cittadino non aveva voluto
sbilanciarsi sui tempi dell'opera (assolutamente necessaria per dare fiato
all'economia malata di Gorizia). E dire che il sindaco quest'estate era ancora
ottimista e convinto di poter agevolmente, grazie alla sua esperienza e alla
fitta rete di conoscenze, accelerare l'iter burocratico-amministrativo di
qualsiasi progetto in agenda. Ora, lo ha dichiarato lui stesso nell'ultima
seduta del consiglio comunale, con quella spontaneità che assieme all'indubbio
garbo lo rendono simpatico: "La situazione di piazza Vittoria (l'unica
grande opera in fase di realizzazione) è divenuta un rebus" e
"Gorizia è una città che va studiata dal punto di vista sociologico perché
non si vuole che nulla cambi". Quello che mi sta a cuore, che sto
chiedendo incessantemente da mesi e che continuerò a fare, è che l'amministrazione
in carica smetta di fare promesse (sono di oggi le proteste di Cuore amico per
l'immobilità del sindaco e dell'assessore Romano di fronte alle loro legittime
richieste). I goriziani hanno il diritto di conoscere i fatti per quello che
sono: il progetto Leonardo, attinente alla riqualificazione della zona mercato
coperto-via Santa Chiara, è a uno stadio assolutamente iniziale: si tratta cioè di uno studio di fattibilità. La commissione
consiliare, che avrebbe dato disco verde al progetto, era una conferenza stampa
senza alcun potere decisionale né d'indirizzo. Quanto al gettone di presenza,corrisposto o meno, che avrebbe causato la mia assenza al
suddetto incontro sono convinta che chi ragiona secondo parametri meramente
utilitaristici (che siano di carattere economico o d'immagine) lo possa
pensare, perché è questo il solo modo in cui è capace di concepire l'attività
politica. Quindi continui pure a farlo e sogni d'oro. Donatella Gironcoli.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
10-02-2008)
IL PROGETTO Privatizzare il mercato nuovo: sì della Giunta
Nuovo passo in avanti del progetto di "privatizzare" il
mercato ortofrutticolo. Le virgolette sono obbligatorie perché il piano
elaborato dall'assessore allo Sviluppo economico Ernesto Gallo prevede che ad
essere ceduta ai privati sia la gestione del complesso, non la struttura, che
rimane di proprietà del Comune. Soddisfatto l'assessore, che a questo punto si
prepara a lanciare il bando di gara per assegnare la gestione del mercato
ortofrutticolo, per la quale si è già candidata la cooperativa AgroVi, nella quale
si sono consorziati molti degli operatori, che una volta completata la
privatizzazione non dovranno più corrispondere il canone di affitto. In cambio,
si prenderanno cura della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabili.
I problemi agli stabili sono numerosi, come più volte segnalato dall'assessore
in passato: sono state addirittura notate erosioni ai cavi elettrici dei
cancelli, a dimostrazione della necessità di interventi anche radicali. Il
Comune punta in questo modo a rilanciare la struttura, che non ha goduto in
questi anni di particolari attenzioni finanziarie da parte di palazzo Trissino:
e se i bilanci sono sempre stati in pareggio (con entrate e uscite per 350 mila
euro), è vero anche che la manutenzione dei fabbricati è sempre stata un rebus,
a causa delle sempre minori disponibilità economiche
comunali per affrontare cantieri e interventi di questo tipo. Gallo è apparso
categorico su un altro punto: "No alla nascita di inutile
carrozzoni", riferendosi a società appesantite da consigli di
amministrazione e gettoni di presenza. Al mercato ci sarà una gestione snella. .
( da "Arena.it, L'" del 10-02-2008)
LEGNAGO. Approvato alle 4 di ieri in Regione l'emendamento
che stanzia 60 milioni di euro per aprire il cantiere Venezia concede di notte
il denaro per la variante L'arteria costa 200 milioni e sarà finanziata per la
parte restante con il "project financing" e il pedaggio
Alberto Cogo La variante alla regionale 10 da Legnago a Este si farà. Così ha
deciso, venerdì in piena notte il consiglio regionale accogliendo un
emendamento alla Finanziaria che prevede circa 120 milioni di euro in più per
la viabilità. Una soluzione condivisa da maggioranza e minoranza con la quale
la Regione si impegna a finanziare parte del progetto (si ipotizza che da
Venezia arriveranno circa 60 milioni, cioé un terzo, degli oltre 200 necessari
per l'opera) che verrà poi completato con un project financing. Chi costruirà
la strada, nel tratto che da San Vito di Legnago arriva fino a Carceri in
provincia di Padova, dovrà sostenere il resto delle spese,
ma avrà diritto a riscuotere il pedaggio dei veicoli in transito. Dovrebbe
essere inoltre prevista l'esenzione del pagamento per i residenti, almeno per
un determinato numero di anni. Una soluzione diversa da quella proposta
inizialmente dal comitato dei sindaci scaligeri e padovani, dalle Province,
dagli operatori economici e dagli stessi consiglieri regionali di minoranza che
avevano chiesto tutti i 200 milioni necessari per completare l'opera. Ma,
rispetto all'importanza della nuova strada, le modalità di realizzazione e di
finanziamento ora passano in secondo piano e l'emendamento, votato alle 4 di
venerdì notte, accontenta tutti. "È una grande soddisfazione",
commenta il consigliere regionale Franco Bonfante, che ha divulgato ieri
mattina la notizia dell'accordo, "soprattutto perché la variante verrà
realizzata in un'unica soluzione, senza lo stillicidio degli stralci e
ulteriori perdite di tempo". Un traguardo al quale va dato merito
soprattutto ai sindaci dei territori del tracciato da Legnago ad Este i quali,
nei primi mesi del 2007, avevano formato un comitato con operatori economici,
banche, associazioni industriali e sindacati per far pressing a Venezia. E
nella città lagunare infine avevano incontrato alcuni rappresentanti regionali
motivando le richieste dei territori veronesi e padovani. "La
Transpolesana ha risolto i problemi di comunicazione nella direttrice nord-sud
di Legnago", dice Silvio Gandini, sindaco di Legnago, "per questo il
nostro impegno si era concentrato sull'altra linea, quella est-ovest. La
variante alla regionale 10 farà di Legnago uno snodo infrastrutturale
importante per tutto il sud del Veneto". Il nuovo tracciato della 10
infatti andrà a intercettare la Transpolesana proprio a Legnago, l'autostrada
in corso di realizzazione Valdastico Sud a Santa Margherita d'Adige per poi
terminare sullo svincolo di Monselice con la A13 Padova-Bologna. Senza
dimenticare la prevista realizzazione della Nogara Mare. A dicembre il comitato
capeggiato dai primi cittadini di Legnago, Este e Montagnana aveva siglato un
documento da presentare in Regione per il completamento della variante alla
regionale 10 su cui ogni giorno transitano 13mila veicoli che attraversano
diversi centri urbani. Il documento era stato poi presentato nei consigli di
una ventina di Comuni padovani e veronesi e infine portato in Regione. La
realizzazione della nuova strada richiederà alcuni anni anche se, da Venezia,
con un po' di ottimismo, alcuni ipotizzano che il bando di gara possa essere
già pronto a cavallo tra il 2008 e il 2009.
( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)
Cinti (Prc): "Mi è sembrato stucchevoleil proliferare
di presenze dopo il cambio della normativa"Zinni (An): "Il guadagno
non c'entra e in realtà le cose a livello economico non sono cambiate poi così
tanto" Gettoni ai capigruppo e delegati, botta e risposta tra i
consiglieri all'ultima seduta del bilancio Commissioni "affollate", è
polemica ANCONA - Sulle commissioni comunali molto affollate' scoppia la
polemica. Il riferimento del consigliere comunale di Rifondazione Ruggero
Cinti, sulla presenza consistente di consiglieri
comunali durante l'ultima commissione bilancio, ha sorpreso parte dei
commissari alcuni dei quali si sono anche un po' offesi per le sue
affermazioni. Questo perché Cinti ha sottolineato la presenza
di diversi consiglieri comunali delegati dai titolari del posto in commissione.
Un 'fiorire' un po' strano, secondo Cinti, di commissari avvenuto in coincidenza
con il cambiamento della normativa sull'indennizzo dei consiglieri comunali che
prendono un gettone per la loro presenza in
commissione (58 euro lordi sia per il semplice consigliere comunale che per il
capogruppo). Non sembra essere cambiato molto rispetto a prima ma forse la
possibilità di delegare ad un altro consigliere comunale la presenza
in commissione ha fatto insospettire Cinti che ha detto la sua. Nella
commissione in questione erano assenti Giorgio Pavani, sostituito da Massimo
Mengani, Maurizio Cesarini, sostituito da Adrio Francella, ed erano presenti
come capogruppo Giovanni Zinni (An), Daniele Tagliacozzo (Verdi) e Letizia
Perticaroli (Udeur). "Ho solo osservato che mi sembrava abbastanza
stucchevole vedere un proliferare di presenze dopo il cambiamento della
normativa - precisa Ruggero Cinti -. Non era un attacco nei confronti di
qualcuno in particolare ma è stata una pura e semplice constatazione, una
riflessione a voce alta che non voleva essere certamente una lezione a qualcuno
da parte mia. Non mi permetterei mai, non voglio dare lezioni a nessuno. Dico
tutto questo premettendo che non sono d'accordo con la normativa delle
indennità e ricordando che certamente non sono questi i costi della politica
anche perché, a mio avviso, la politica si fa per altri motivi certamente non
per i soldi". Nel momento di dibattere la cosa è sembrato duro lo scambio
sulla questione tra Cinti e Zinni (nella foto) che però dà la sua
interpretazione del confronto. "Lo scontro - dice - era tra il consigliere
comunale di Rifondazione (Cinti; ndr) e gli esponenti del Pd. Io sono
intervenuto nel dibattito soltanto per precisare la mia posizione perché mi
sembrava doveroso ed ho detto che già prima, se avessi voluto, potevo
guadagnare di più ma non ho voluto per ovvi motivi. Per quello che riguarda la
commissione bilancio ci vado due volte l'anno, sempre per questioni politiche,
e non devo dar conto a nessuno. Vorrei poi ricordare che con la nuova normativa
non è che siano cambiate granché le cose a livello economico. C'è la
possibilità di delegare un consigliere e di fargli prendere
il gettone, ma non ho notato abusi di presenze almeno fino a questo
momento". "Mi sento invece di dire - e qui Giovanni Zinni torna al
suo ruolo meramente politico di capogruppo di Alleanza Nazionale - che ho fatto
delle domande al presidente di Anconambiente durante la commissione ma sono
stato profondamente deluso delle risposte che mi sono state date".
Una querelle che non sembra voler perdere battute. Tutto ha avuto inizio dalla
Finanziaria, che ha cancellato le indennità ripristinando i vecchi gettoni, alle stesse cifre, perché non è possibile
aumentarli. Quindi si tratta di 117 euro lordi per le sedute del consiglio
comunale e di 58 euro lordi per le sedute di commissione, che spetterebbero
anche ai capigruppo che non fanno parte dell'organismo a cui partecipano. LUCA
FREZZOTTI,.
( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)
LAVORO, inteso come occupazione non precaria e giustamente
remunerata; politica sanitaria, rivendicata come
offerta di servizi più appropriati e finanziariamente sostenibili; tassazione,
concepita come strumento non oppressivo per finanziare la spesa pubblica, sono
al centro del dibattito politico della nostra regione, trattandosi di temi che
investono pienamente le condizioni di vita e di lavoro dei marchigiani. Se lo
slogan "meno sprechi, meno tasse", lanciato nella piattaforma di
Cgil, Cisl e Uil, riassume efficacemente le richieste di soggetti economici e
sociali importanti come le associazioni di categoria e le organizzazioni
sindacali dei lavoratori, il partito democratico non può che essere d'accordo.
Non solo le condizioni economiche in tendenziale peggioramento, ma le stesse
esigenze di recupero di efficacia e funzionalità da parte della Pubblica
amministrazione impongono l'affermazione sempre più forte di una linea di
massimo rigore in una logica solidaristica di redistribuzione delle risorse. Ci
sembra che la Regione abbia predisposto, in materia di "lotta agli
sprechi" e di riduzione dei costi politico-amministrativi, un piano in
grado di contenere le spese della rappresentanza e di assicurare la massima
trasparenza nell'adozione di ogni decisione idonea a determinare conseguenze di
carattere finanziario, per i cittadini e le imprese. Gli obiettivi di
razionalizzazione delle strutture amministrative, di
contenimento dei costi collegati al funzionamento degli apparati politici,
nonché di rafforzamento dell'accountability (rendicontazione) delle istituzioni
vanno assunti senza scorciatoie demagogiche, nella consapevolezza che le
sofferenze della finanza pubblica dipendono per gran parte della loro entità
soprattutto da fattori di politica economica che si
sono affermati per decenni nel nostro Paese. Per quanto riguarda il rigore,
nelle ultime settimane, il presidente Gian Mario Spacca, il vicepresidente
Luciano Agostini e gli assessori hanno avuto modo di fornire le cifre del
risparmio realizzato in voci di spesa (funzionamento, personale, incarichi esterni,
ecc.) su cui si è puntata giustamente l'attenzione dei cittadini; sulla strada
intrapresa, penso che la Regione non solo debba tendere avanti con decisione,
ma si è impegnata a introdurre forme veramente innovative di partecipazione
preventiva alla formazione delle scelte regionali, a partire da quelle
finanziarie del bilancio, come anticipate dall'assessore al Bilancio Pietro
Marcolini. Per quanto riguarda la pressione fiscale la politica
della Regione, dopo un primo triennio (2002-2004) di indispensabile
inasprimento per far fronte ai disavanzi della sanità, si è attestata su una
linea irreversibile di alleggerimento sia dell'Irap sia soprattutto dell'Irpef.
Le Marche, come pressione tributaria complessiva, nel panorama nazionale si
collocano ormai nel gruppo delle seconde dieci. Le parti sociali sanno bene che
la questione salariale è un problema nazionale e a quel livello va prontamente
affrontata, pur accompagnandola con misure regionali (ad esempio la
costituzione dell'Osservatorio Regionale sui Prezzi) e locali in grado di
contribuire alla difesa del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti. E' per
perseguire queste finalità che si rende necessaria quanto prima la ripresa di
un confronto e di lavoro comune. SARA GIANNINI* ,* SEGRETARIA REGIONALE DEL
PARTITO DEMOCRATICO,.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-02-2008)
LA CJACARADE Partecipazione addio, chiudono le
circoscrizioni di Andrea ValcicCampane a morto per le circoscrizioni udinesi.
Il rapido susseguirsi delle decisioni elettorali, farà sì che il progetto di
riordino amministrativo locale, non superi l'aula del consiglio regionale e
quindi nemmeno passi l'ipotizzata istituzione di due nel capoluogo friulano.
Non ci interessa qui far notare come Trieste dovrebbe averne cinque. Se la
regola del numero degli abitanti va rispettata, il rapporto è giusto
matematicamente, forse un po' meno dal punto di vista politico. Ne sentiremo la
mancanza? Sono state definite i "parlamentini", il trampolino di
lancio verso il Consiglio comunale, che in effetti imitavano, per campagna
elettorale, per schieramenti e mutamenti di alleanze. Per queste ultime però
contavano anche i personalismi o le vicende condominiali che potevano influire
più di una cena ad Arcore. Che invece incidessero poco sulle scelte dell'amministrazione
di Palazzo d'Aronco lo si era notato da molti anni e con tutti i tipi di
giunta. Che avessero esaurito lo slancio propositivo e di partecipazione, era
quindi noto da tempo. Del resto il concetto di democrazia partecipativa, intesa
anche come organizzazione formale, ha abbandonato la vita pubblica, affidando
unicamente all'elezione del sindaco il residuo fascino della diretta.Ora che il
requiem ne copre il ricordo, tornano alla mente ben altri entusiasmi, quando la
voglia di contare sulle scelte cittadine, prorompeva dalle assemblee di
Sant'Osvaldo, San Rocco, Borgo Villalta. Era il 1970. Via Superiore, via
Villalta appunto, via Baldissera, Anton Lazzaro Moro non erano certo i
gioiellini di oggi: l'umidità delle case raggiungeva il 90\%. Borghi proletari
e malfamati, in cui il ricordo del vecchio, neanche tanto, bordello si
mescolava all'odore del luppolo proveniente dalla fabbrica di birra Dormisch,
al fumo e al vino dei locali, ai rumori dell'officina di Benito Pessi, dietro
il cortile del bar Cita. Chissà se il nome di quella che è stata forse la più
famosa osteria udinese, volesse onorare la scimmia di Tarzan oppure si
chiamasse così dal nome del primo proprietario. Quello che però sui può
affermare con certezza è che qui nacquero le circoscrizioni. Non si chiamavano così e non erano istituzionalizzate: erano i
comitati di quartiere, nati sull'onda della protesta per le condizioni di vita
dei suoi abitanti e contro le scelte che il Comune stava attuando con la
costruzione del Peep est, dove di lì a poco sarebbero stati
"esiliati". Niente liste, niente gettoni di presenza. Voglia di contare, di esserci tanta. Sono passati più di
30 anni, non ci restano nemmeno le circoscrizioni.
( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)
Caro-energia Anna Rita Rapetta Roma. Il Quirinale dà una
bella sforbiciata alle spese. Rispetto al bilancio di previsione per il
triennio 2007-2009, per quest'anno ha messo in conto una richiesta di 227,8
milioni di euro. 3,5 milioni in meno rispetto al previsto. Una tendenza che ha
iniziato a prendere piede l'anno scorso quando, per la prima volta, si è
registrata una consistente riduzione della spesa complessiva: si è attestata
sui 240,8 milioni con un risparmio di 800mila euro. Tagli al personale: dagli
storici corazzieri (con un meno 10% subiscono l'intervento più consistente e
passano
( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)
Corte dei conti Scure sui costi della politica
Palermo. Consulenze d'oro e oneri finanziari per la partecipazione a società
miste. Ma anche debiti fuori bilancio riconosciuti con troppa leggerezza,
sanità, appalti pubblici, uso di fondi comunitari, gestione delle risorse umane
e dei beni pubblici. Sono i maggiori canali di spesa sui quali la Procura
regionale della Corte dei conti vuole vederci chiaro per individuare eventuali
sprechi e irregolarità. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei
conti per la Sicilia, Guido Carlino, nella sua relazione per l'inaugurazione
dell'anno giudiziario allo Steri. Carlino ha poi sottolineato come dalle
inchieste svolte dalla Procura contabile emergano "numerose vicende di
colpevole trascuratezza dei doveri di ufficio e di cattiva gestione della cosa pubblica
che trovano terreno fertile in un'amministrazione in taluni casi permeata da
insufficienti livelli di legalità ed efficienza, condizionata dal perseguimento
di interessi personali o da logiche clientelari e, purtroppo, anche da
infiltrazioni della criminalità mafiosa". Per quanto riguarda le
consulenze, il procuratore generale ha rilevato che "gli interventi del
legislatore aventi come obiettivo principale il rigoroso contenimento della
spesa pubblica, indicano che il ricorso ai conferimenti esterni deve costituire
l'eccezione e non la regola cui improntare l'azione amministrativa". E invece, ha spiegato il numero uno della Procura contabile,
"numerose sono state le consulenze affidate in carenza dei presupposti
ormai chiaramente individuai dalla vigente normativa". Ma tra i
"costi della politica" Carlino annovera anche quelli per le partecipazioni
societarie. "Lo svolgimento di attività economiche attraverso lo
strumento della costituzione di società per azione a partecipazione pubblica -
spiega il procuratore regionale - è fenomeno di grande rilievo, soprattutto
nell'ambito dei servizi pubblici, per la consistente entità delle risorse
impiegate che incidono pesantemente sui bilanci degli enti ed influenzano gli
stessi equilibri della finanza pubblica". Per Carlino "molteplici
sono stati gli sprechi e, spesso, l'incremento della spesa è stato determinato
dalla necessità di remunerare ingiustificati aumenti di compensi ad organi
associativi o gli oneri derivanti dall'assunzione di personale con procedure
assolutamente prive dei requisiti di legittimità e trasparenza". La
Procura indaga sulle modalità con le quali sono stati assunti 23 giornalisti
dell'ufficio stampa della Presidenza della Regione con la qualifica di
redattore capo. La Procura della Corte dei conti avrebbe infatti aperto un
fascicolo proprio dopo la pubblicazione di alcuni servizi giornalistici.
Antonio Di Giovanni.