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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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tARTICOLI DEL  1-8 ottobre 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (123)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Con il vecchio Sonetti ecco il Brescia più giovane ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 5 gettoni, debuttante, promosso dalla Primavera) e l'attaccante Caputo (19, uguale numero di presenze. Ora Nedo ha schierato quattro under 21 insieme in una sola gara, facendo di necessità virtù. LA SQUADRA, fresca e intraprendente, ha corso per un'ora, lottando su ogni pallone, fronteggiando i timidi tentativi del Parma,

In fumo 2,5 milioni per la gestione ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se il progetto è stato inviato solo due mesi fa, i costi di gestione della società sono lievitati a 2,5 milioni di euro, tra parcelle e gettoni: 30 mila euro lordi l'anno costa il presidente Massinelli, 6 mila il vice di turno e 250 euro a presenza vengono distribuiti ai consiglieri, per circa 10 sedute l'anno.

Ex stallette ( da "Tirreno, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di prendere il gettone di presenza ed il permesso lavorativo, equivale a far credere all'opinione pubblica che questo risulta l'unico scopo per il quale ci si riunisce. Un danno d'immagine che colpisce tutti, compresa la stessa consigliera. Far credere, poi, che i consiglieri lavoratori dipendenti possano partecipare ai lavori di commissione senza permesso lavorativo oltre ad essere

Federalismo, Comuni in campo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: più probabile che arrivi l'ok dell'Economia sul decreto con le risorse per compensare i minori introiti dovuti a taglio Ici, Ici rurale e riduzione ai costi della politica. Un sì da 1,5 miliardi di euro. BOSSI "Se passa il riassetto dureremo cinque anni" Dopo l'aut aut dei municipi probabile decreto per restituire 1,5 miliardi.

Politica-finanza, l'intreccio fatale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 11 autore: Politica-finanza, l'intreccio fatale Il consenso ad accumulare debiti privati e pubblici negoziato con liquidità a basso costo di Carlo Bastasin u Continua da pagina 1 I l dibattito sulle conseguenze democratiche della crisi per ora ruota attorno alla distinzione tra le responsabilità del mercato e dello Stato.

Un gigante che spende 29 milioni di euro ( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è il gettone di presenza. "Io sono vicepresidente e ho uno stipendio di 520 euro al mese lordi, dei quali me ne restano la metà. Non ho benefit, il celluare è mio, la benzina me la pago. Insomma, diciamo che sto facendo volontariato". Con i suoi settant'anni Giovanni Fontana è un capitano di lungo corso della montagna e degli enti locali dove ha lavorato per tutta la vita.

Inchiesta archiviata per il sindaco di Calderara ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a prendere la retribuzione dall'ente in cui lavoravo e lavoro (l 'Inpdap di Bologna) , mentre dalle casse comunali percepisco 800 euro netti. I miei assessori poi guadagnano circa 450 euro mensili, mentre i gettoni di presenza, per i consiglieri, ammontano a poco più di 19 euro a seduta". Pierluigi Trombetta.

Sbagliato prendere di mira le Comunità montane ( da "Giornale di Brescia" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accordo nel porre la questione della razionalizzazione dei servizi e dei costi della politica, ma in questo modo si prende di mira l'anello più debole di una catena di enti". Il riferimento è alle dichiarazioni del sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, che si è recentemente schierato a favore dell'eliminazione delle Comunità montane.

Incarico esterno per milano, gettone di 10 mila euro ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Udine Incarico esterno per Milano, gettone di 10 mila euro NUCLEO DI VALUTAZIONE L'ex assessore comunale al Bilancio, Ferdinando Milano, promotore del Partito democratico in città, lo stesso che ha sostenuto, impegnandosi direttamente, la candidatura Honsell, è uno dei componenti esterni del nuovo Nucleo di valutazione del Comune.

Abolizione ICI: minori entrate nei comuni sardi ( da "Sardegna oggi" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In particolare sono state quantificate le minori entrate nelle città capoluogo e si tratta delle stime sull'effetto dei mancati trasferimenti per la stretta sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e della mancata copertura dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale (complessivamente in Italia mancherebbero ai sindaci 1,45 miliardi di euro).

Comunità montane, via ai tagli ( da "Denaro, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ai componenti del consiglio spetta un gettone di presenza per le sedute nella misura del quaranta per cento di quella fissata dal comma 2 dell'articolo 82 del decreto legislativo 267/2000 (testo unico enti locali). Al presidente della comunità montana e agli assessori spetta anche un'indennità di funzione.

Arrivano altre tasse! Comunali pag.3 ( da "Affari Italiani (Online)" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. Finché non ci sarà questa certezza l'Anci preannuncia che non parteciperà alle riunioni della conferenza unificata". < < pagina precedente.

FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI ( da "Agi" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) - Roma, 1 ottobre.

Ato Rifiuti, in vistail commissariamento ( da "Sicilia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: effetto immediato del risparmio di decine di gettoni di presenza per i componenti dei consigli di amministrazione. Contestualmente, i commissari potranno sbloccare i pagamenti. Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato anche Andrea Piraino e Michele Mongiovì, rispettivamente segretario generale dell'Anci e dell'Urps, il presidente della Regione ha illustrato l'

COMUNE, DEBITI DA 35 MILIONI TRA LE SPESE DOPPI RIMBORSI E WC ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sul posto di lavoro in quanto presi dall'impegno istituzionale. Per il quale percepiscono anche i gettoni di presenza. Poi: "132mila euro per locazione di apparecchiature informatiche", si tratta dei computer di Palazzo San Giacomo. Nuovamente i bagni: "100mila euro per cofinanziamento di servizi igienici e 240mila euro per grandi eventi"

IL COMMISSARIO RIVUOLE I GETTONI D'ORO ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: commissario rivuole i gettoni d'oro SABATO LEO Battipaglia. Continua ad essere al centro delle discussioni la "querelle" dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali che é finita nel mirino della Procura della Repubblica. Come é noto, infatti, il pm Massimo Lo Mastro ha ipotizzato le ipotesi di reato di abuso di ufficio e di truffa nei confronti di trentatre ex consiglieri comunali.

Federalismo, una Camera per le Regioni ( da "Giornale.it, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma anche il federalismo fiscale ha bisogno di una Camera delle regioni, che segnerà la fine del bicameralismo perfetto". Ridurre i costi della politica Il ministro ha osservato, inoltre, che con la riforma costituzionale "ne approfitteremo anche per ridurre il numero dei componenti il parlamento e i costi della politica".

##Federalismo/ Sanità e Ici, si cerca accordo con Regioni e ( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ici rurale del 2007 e taglio dei costi della politica). E il Presidente dell'Anci è durissimo: "In questa situazione è perfettamente inutile discutere di federalismo fiscale". Tuttavia Roberto Calderoli ha dato la disponibilità ad incontrare l'Anci "per illustrare i contenuti del decreto che verrà portato venedì al Consiglio dei Ministri",

Il ministro si è rifiutato di incontrare le Regioni ( da "Gazzetta di Reggio" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Solidarietà anche dal capogruppo di maggioranza a Guastalla Enrico Benassi (che proporrà al consiglio di versare il gettone di presenza) e dal sindaco di Gualtieri, che ha sospeso i fuochi d'artificio della fiera, devolvendo l'equivalente ai lavoratori. "Fin qui si è operato bene, con identità di vedute tra amministrazioni e sindacati - dichiara Renzo Bergamini,

Frieri e i costi della politica Risparmiamo solo 69mila euro ( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Frieri e i costi della politica "Risparmiamo solo 69mila euro" Costi della politica, il Comune denuncia: "In ottemperanza alle disposizioni della legge finanziaria 2007, riusciamo a risparmiare appena 69mila 473 euro". Nello specifico "si tratta di riduzioni sui contributi agli amministratori locali in aspettativa retribuita,

La deriva a Castenedolo ( da "Giornale di Brescia" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Circolo Culturale Aldo Moro" per parlare del libro suo (e di Sergio Rizzo) sulla politica ed i politici italiani. Domani, venerdì 3, alle 20,45, sarà di nuovo nella Sala dei Disciplini, stavolta per discutere sull'ultimo libro (scritto sempre a quattro mani con Rizzo): "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli editore).

Gettone dimezzato per i consiglieri assenteisti ( da "Trentino" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: su una spesa complessiva di 500 mila euro tra consiglio e commissioni. Ma il taglio dei gettoni di presenza ai consiglieri (50% in meno per chi partecipa a meno della metà della seduta) è un segnale importante perché - dopo il ticket sui parcheggi - è il primo che faticosamente arriva in porto a palazzo Thun.

Mini-enti, due indennità al sindaco-onorevole ( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in tema di incumulabilità di indennità e gettoni di presenza, rilevando, nel corpus normativo della Finanziaria, una sorta di "vuoto legislativo", cui però si potrebbe porre rimedio con analogo provvedimento di legge. La questione posta al collegio della magistratura contabile lombarda è stata formulata dal sindaco del comune pavese di San Genesio ed Uniti (

Scontro in aula sui conti pubblici ( da "Libertà" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e di vedute sulle scelte politiche attuate dal centro sinistra e messe sotto la lente d'ingrandimento da parte di tutte le opposizioni (Pdl, Lega Nord e Partito comunista dei lavoratori). Le minoranze sono state fortemente critiche sull'attuale andamento delle finanze comunali, mettendo il dito nella piaga e denunciando errori di previsione soprattutto nel settore delle entrate.

Grazie, Chievo SuperMario in Nazionale ? ( da "Arena, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta.

Sono a posto i conti di ponte san nicolò ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ossia dei trasferimenti correnti. Che dire poi del taglio dell'Ici? Per Ponte San Nicolò sono più di 100 mila euro in meno nel 2008. Questione aperta poi i risparmi derivanti dalla riduzione dei costi della politica come disposto dalla Finanziaria: nel nostro caso un taglio di 41 mila euro su una reale minore spesa prevista di circa 3.

Innovazione, primato del veneto - alessandra carini ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quanto a sviluppo dei brevetti negli ultimi anni, ai primi posti e nella graduatoria Padova tra i sistemi locali, con un aumento del 23% è fra i primi. Ma dove sono queste aziende innovative? Che cosa fanno? E quali problemi presenta una politica di finanziamento che, da sempre, è sempre sembrata avara nel distribuire fondi per la ricerca e per l'

Nella scuola italiana ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo, La deriva, Rizzoli 2008, II). In alternativa, possono essere incaricate apposite imprese di pulizia, con minori oneri, rigidità e vincoli per lo Stato. Lo Stato deve avere il controllo, ma non il monopolio della gestione scolastica, la quale va aperta alla competizione, che stimola a migliorare: alla famiglia dello studente va rilasciato il "

Cinquantamila euro per i consiglieri ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assegno previsto per i rappresentanti dei cittadini Da gennaio il gettone di presenza era stato dimezzato --> Da gennaio il gettone di presenza era stato dimezzato Il gettone di presenza per il consigliere comunale vale 70 euro e non 36; ora il Comune dovrà pagare tutti gli arretrati. I consiglieri riavranno i loro soldi: il Comune dovrà restituire loro circa 50 mila euro.

FEDERALISMO: DOMENICI, COMUNI A RISCHIO FALLIMENTO STOP A ( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: risparmi che si ipotizzava si sarebbero ottenuti con le norme sui costi della politica, nonche' della cancellazione dell'Ici sulla prima casa''. Se questa e' la situazione ''disastrosa'' dei Comuni, ''frutto di errori che partono dal governo Prodi e si compiono con Berlusconi'', adesso ''verranno sottratti servizi essenziali alle famiglie gia' in difficolta' ad arrivare a fine mese''.

Per Yepes si tratterebbe di un ritorno, dopo 56 presenze. Due gli impegni previsti, col Paraguay e col Brasile a metà ottobre ( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta.

PRIMO PIANO. È UNA DELLE NOTE PIÙ LIETE DI QUESTO AVVIO DI STAGIONE. IL DIFENSORE COLOMBIANO DOVREBBE ESSERE CONVOCATO OGGI ( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta.

Il ciclone-Stella arriva a Brescia con <La deriva> ( da "Brescia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: questa è l'Italia raccontata e denunciata da Stella e Rizzo. Questi sono i temi su cui attendiamo il confronto fra il giornalsita e interlocutori di primissimo piano". Sotto la lente di Stella, Martinazzoli, Zichichi, Tronchetti Provera e Diamanti, insomma, finirà "un Paese che non sa più progettare e prendere decisioni forti".

Domenici: <Comuni al fallimento, stop alla riforma> ( da "Giorno, Il (Varese)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In cassa manca quasi un miliardo e mezzo di euro a causa della mancata copertura dei tagli effettuati ai trasferimenti statali per effetto del cosiddetto 'decreto Visco' sugli immobili ex rurali, della analoga sovrastima dei risparmi che si ipotizzava si sarebbero ottenuti con le norme sui 'costi della politica', nonché della cancellazione dell'Ici sulla prima casa".

Federalismo, il Governo dice sì alle Regioni: i soldi ci sono, niente ticket ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Domani in consiglio approderà un decreto che metterà a disposizione dei Comuni 585 milioni per supplire ai mancati introiti dell'Ici rurale e altri 100 milioni per compensare i tagli, imposti ai Comuni nel 2007 (mai realizzati) ai costi della politica. "Voglio incontrare i sindaci per esporgli questo", avverte Calderoli. An.Co.

<DALLA Casta alla Deriva> è il titolo dell'incontro di domani ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rappresentanza della Cassa di Risparmio di Cento con Sergio Rizzo, autore dei libri-inchiesta con Gian Antonio Stella "La Casta" e "La deriva". L'autore sarà intervistato da Pierluigi Masini, vicedirettore del Resto del Carlino. Giornalista e scrittore, Rizzo è nato a Ivrea ed è responsabile della redazione economica romana del Corriere della Sera, in passato ha lavorato per Milano Finanza,

<In aula abbiamo dato una lezione di politica> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il ruolo dei consiglieri è venire alle sedute per prendere il gettone di presenza?". Bimbatti, invece, guardando alle parole di Stefano Bellinazzi che chiede al partito di fare chiarezza su chi rappresenti davvero in consiglio Forza Italia, afferma che "la chiarezza deve farla chi è uscito dal Pdl e rifondato il gruppo di Forza Italia.

Un gettone di presenza per l'esecutivo ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: perchè vengano riconosciute le indennità ai delegati Un gettone di presenza per l'esecutivo (gi.gim.) Garantire un gettone di presenza ai delegati delle Municipalità per le sedute dell'Esecutivo quale riconoscimento del loro lavoro sul territorio. I consiglieri di Marghera, nei giorni scorsi, hanno sollecitato l'amministrazione comunale a muoversi concretamente in questa direzione.

Messi in sicurezzagli alberi nel piazzale ( da "Sicilia, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ogni anziano è chiamato a un impegno giornaliero di circa quattro ore e viene ricambiato con un simbolico gettone di presenza per ogni ora di servizio prestato. "L'obiettivo dell'iniziativa -spiega l'assessore Torrisi - è quello di garantire un'assistenza continua e attenta a scolari e studenti acesi, grazie alla disponibilità e all'esperienza dei nostri anziani.

PREMI: FERRARA, SABATO IL VINCITORE DELL''ESTENSE' ( da "Adnkronos" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli), i quattro libri finalisti del Premio Estense 2008, promosso da Unindustria Ferrara. Il volume vincitore sara' premiato il 4 ottobre alle ore 17 presso il teatro comunale di Ferrara. I volumi tra i quali sara' scelto il vincitore dell'"Estense", in questi mesi sono stati sottoposti al vaglio e alla lettura della giuria popolare composta da 40 cittadini

Comune Roma/ Alemanno: Su progetti Marzano deciderà ( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alemanno ha ribadito che la Commissione "non è un organismo politico ma uno strumento per dare voce alla società civile, un luogo dove si può ragionare più serenamente del futuro lontani dalla polemica quotidiana". La Commissione, ha precisato Alemanno, non costerà nulla ai contribuenti: "Avrà una sede propria e non sarà previsto alcun gettone di presenza".

##Federalismo/ Governo cerca accordo con Comuni, si tratta ( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Oggetto dello scontro, le risorse per il rimborso integrale del taglio dell'Ici, per l'Ici rurale e per il taglio dei costi della politica, rispetto alle quali i sindaci vogliono garanzie precise dal premier Silvio Berlusconi prima di dare il via libera al Ddl Calderoli.

Federalismo/ Accordo Governo-Comuni, Anci va all'Unificata ( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 100 milioni per i costi della politica, e 260 milioni per l'Ici prima casa del 2008: in totale 945 milioni che potrebbero essere sbloccati già domani con l'approvazione di un decreto in Consiglio dei Ministri. Inoltre l'Esecutivo si è impegnato a reperire ulteriori 700 milioni per l'Ici rurale 2008.

Sabato il vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara ( da "Sestopotere.com" del 02-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed. Rizzoli. Il Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara, nasce nel lontano 1965 per iniziativa dell'allora Presidente degli industriali ferraresi, Cavaliere del Lavoro dottor Giorgio Piacentini, che intendeva istituire un premio che rivelasse l'interesse degli imprenditori ferraresi per l'arte e la cultura,

E io mi compro la capra ( da "Trentino" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In un contesto in cui gli sprechi, le consulenze e gli appalti truccati sono all'ordine del giorno ricordando tanto i dieci dellaiani anni di vacche grasse, serve un'inversione di tendenza fatta di morigeratezza contro i costi della politica ed i finanziamenti mirati solo ed esclusivamente a parenti e cooperative di amici".

Comuni, la promessa di Berlusconi ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei comuni per i tagli (Ici prima casa, Ici rurale e costi della politica) non ancora rimborsati e il conseguente rischio di mandare gambe all'aria il federalismo fiscale. Delusa per le mancate risposte del governo su entità e tempistica delle compensazioni, l'Anci ha deciso di disertare la Conferenza unificata convocata nel pomeriggio per dare il via libera alla bozza Calderoli.

Federalismo: Roma promette 1,5 milioni di euro ai Comuni ( da "Giornale di Brescia" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anci le risultanze dei lavori del tavolo istituito presso la conferenza Stato-città per la verifica dei risultati dei bilanci comunali". "Ci sono passi in avanti, c'è un accordo politico di indirizzo, ora andiamo a discutere in conferenza unificata", afferma il Presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il Governo.

Ici, accordo governo-comuni ( da "Centro, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. "Ci aspettiamo che oggi il governo ratifiche questi finanziamenti" ha commentato Domenici. Le richieste dell'Anci erano state sostenuta anche dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni che si è riunita in mattianta ed ha definito "giusta, fondata e motivata",

Accordo governo-comuni ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alla domanda se nella seduta di oggi il Consiglio dei ministri approverà il decreto in cui si ratificano questi finanziamenti, Domenici ha detto: "Noi ci aspettiamo che ci siano". "Sono soddisfatto, abbiamo trovato i soldi per i comuni che prima non c'erano". Lo afferma il leader della Lega Nord Umberto Bossi, a margine del ricevimento organizzato dall'ambasciata tedesca,

Rivolta bipartisan contro i fondi per Catania e Roma ( da "Unita, L'" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: perché il governo finanzia i buchi dei Comuni di Catania e Roma e tarda, invece, a coprire i buchi di bilancio di tutti gli altri, dovuti del resto al taglio dell'Ici? Proprio nel giorno in cui l'Anci, l'associazione dei Comuni, condiziona il suo sì alla discussione con il governo sul federalismo fiscale al rimborso dei tagli Ici,

Sarà Laterza l'ospite dell'Estense ( da "Nuova Ferrara, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vecchi e potenti" di Nunzia Penelope, edizione Baldini Castoldi Dalai, "La Deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, edizione Rizzoli. Nel corso della cerimonia in teatro comunale alle 17 sarà consegnato anche il Riconoscimento "Gianni Granzotto - Uno stile dell'informazione", quest'anno assegnato al giornalista Enrico Mentana.

Tagli ai costi delle asp ci rimettono i membri del cda ( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: decurtazione si fa sentire soprattutto per i membri del Consiglio di amministrazione. Da settembre scorso, in base a una delibera regionale, i membri del Cda dell'Asp Poveri Vergognosi, ad esempio, hanno visto scendere il loro compenso da un'indennità di 20 mila euro all'anno a un gettone di 150 euro vincolato alla presenza alla riunione del consiglio, per un massimo di 24 sedute all'anno.

Comune: conti in rosso, rischio tagli ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costa: "No ai derivati, sì ai buoni postali" RISCHIANO di andare in tilt i conti del Comune. Tutta colpa dei mancati trasferimenti dell'Ici sulla prima casa, di quelli sugli ex immobili rurali e dei tagli sui costi della politica. Le previsioni di sofferenza economica, che euro più euro meno, si attestano sui 5,

Di CRISTINA LORENZI CARRARA SE IL PRESIDENTE ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e al taglio dei costi della politica (387 mila euro). IN SOSTANZA, spicciolo più spicciolo meno, mancherebbero all'appello due milioni tondi tondi che, aggiunti ai già noti problemi di squilibrio di bilancio derivati dalle sbavature sulla tassa marmi, potrebbero davvero mandare a gambe all'aria i conti di piazza Due Giugno.

Governo-Comuni, raggiunto un primo accordo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: milioni per i costi della politica 2007; c'è anche un impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. I Comuni si aspettano che il decreto che ratifichi questi finanziamenti sia approvato oggi. L'altra sera era stato invece trovato l'accordo con la Conferenza delle Regioni sempre in un incontro con Berlusconi definito dal presidente Vasco Errani "

Di TOMMASO GALLIGANI SAN LORENZO, i piani di recupero della piazza messi in c ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che, una volta realizzato, potrebbe essere dato in gestione agli investitori del project. La parte "pubblica" del programma prevede infine la ristrutturazione dell'ex convento di San Lorenzo, dell'oratorio di Sant'Ansano e la rimessa a nuovo dei porticati e l'ampliamento degli spazi verdi della zona.

Fondazione Arena, veleno su conti e politica ( da "Arena.it, L'" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il quale peraltro ha dichiarato di aver avvisato per tempo che non avrebbe potuto presenziare. Per il vicepresidente della commissione Lorenzo Fontana della Lega. si è trattato di "un'audizione burla", una vicenda "farsesca" e non risparmia critiche, senza mai nominarla, alla presidente di An Lucia Cametti.

TG territorio ( da "Denaro, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come il gettone di presenza). Il risparmio complessivo, secondo il vicepresidente della Giunta Antonio Valiante, firmatario del provvedimento, supera i 3 milioni di euro. Tre zone franche Napoli Est, Torre Annunziata e Mondragone sono le tre "zone franche urbane" selezionate dal Ministero dello Sviluppo Economico per la Campania.

A Viareggio l'Italia che cambia ( da "Denaro, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: circa 26 miliardi di euro mentre la convergenza sui costi standard dovrebbe pesare circa 15 miliardi, un punto percentuale di PIL che dovrebbe pesare meno sulla spesa delle Regioni. La vera partita si giocherà sulla definizione dei costi standard dei livelli essenziali, sulla coesione sociale e la tenuta dell'ordinamento e, in definitiva, sul difficile equilibrio tra spinta all'

Il giorno della riforma ( da "Opinione, L'" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dai rimborsi per il mancato gettito dell'Ici, ai trasferimenti erariali chiesti in relazione al decreto Visco sulle Ici rurali e alle risorse legate ai tagli sui costi della politica. Il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, è stato chiaro sul motivo del rinvio della conferenza unificata: "Chiediamo risposte chiare", ha detto, il tutto da stabilire nell'

Federalismo fiscale, sì <condizionato> dalle autonomie ( da "Gazzettino, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i mancati risparmi previsti dal provvedimento del governo Prodi sui costi della politica (circa 300 milioni) e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Quest'ultimo rimborso, secondo il Dpef vigente, sarà integrale sulla base delle certificazioni dei Comuni stessi entro il 30 aprile del 2009. I 2,6 miliardi già stanziati, dicono all'Anci, certo non basteranno.

Milioni di euro per le scuoleComune ( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: avviare bracci di ferro con l'Enac ottenendo esclusivamente l'ennesimo no". Pendolino ha proposto l'istituzione di una commissione per trovare una soluzione ai problemi che però "non preveda gettoni di presenza in modo da individuare e distinguere chi realmente ama questa terra ed è disposto ad impegnarsi in prima persona per il suo sviluppo da chi persegue solo interessi personali"

JESOLO Niente da fare, nemmeno in Coppa: il ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 29 anni compiuti proprio martedì, veneziano di Marghera: ha giocato nelle ultime stagioni ad Andria (C2, 9 presenze e zero reti), Pisa (C1, 15 gettoni ed 1 gol), nel 2004-2005 super stagione a Pavia (C1, 34 presenze e 18 reti), famoso per aver vestito in passato anche le maglie di Triestina, Venezia e Sandonà.

Sindaco e giunta, ecco gli stipendi ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Crescono di numero infatti i titolari di associazioni e enti che percepiscono un compenso - può essere chiamato pudicamente gettone di presenza - per le loro prestazioni di carica. Anche là dove, un tempo, tutto era rigorosamente gratuito. E' anche questo un segno dei tempi cambiati e dell'impegno crescente a governare gli uomini e le situazioni,

<Impossibile lo scalo di Agrigento: meglio utilizzare i fondi in altre opere> ( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aeroporto dopo più di dieci anni ha prodotto solo carte e gettoni di presenza. "Secondo me, ci sono delle soluzioni alternative che possono essere utili. Si potrebbe realizzare un'aviosupeficie che non avrebbe le caratteristiche e i vincoli di un aeroporto per fare atterrare i charter e costerebbe anche poco, circa 5 milioni (ma c'è l'imprenditore Moncada che ha un progetto del genere,

Berlusconi: basta sprechi e privilegi ( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiesto garanzie dirette dal premier per i nodi ancora da sciogliere dei rimborsi per i mancati introiti dall'imposta comunale sugli immobili, dei trasferimenti erariali chiesti in relazione al decreto Visco sulle Ici rurali, delle risorse legate ai tagli sui costi della politica. L'incontro dunque tra governi e Comuni potrebbe tenersi al più tardi stamane prima della riunione del Cdm.

Dalla Provincia di Rimini bando concessione contributi aziende private per sistemi gestione ambientale e marchio Ecolabel ( da "Sestopotere.com" del 03-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: approvato con Decisione della Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel (esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II). Le domande dovranno essere indirizzate al Servizio Ambiente –

E garantire, a rafforzamento della fiducia medesima, che Governo e Autorità preposte ( da "Alto Adige" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è che è di entrambe che il Ministro delle Finanze ha riferito al Parlamento. Tuttavia, vi sono pure delle altre interrelazioni, forse anche più insidiose. Le quali, a partire dalle polemiche contro il "mercatismo" - oggi politicamente oggettivamente rafforzate dalla polemica contro la "crisi liberista del denaro", possono indurre a forme di protezionismo anti-

Ieri sera a Castenedolo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno presentato il loro libro La deriva da tutto esaurito Grande partecipazione di pubblico ( da "Giornale di Brescia" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il libro di Stella e Rizzo, che segue il precedente "La Casta", sempre scritto a quattro mani dai due colleghi. "Siamo qui a chiacchierare con un punto di partenza, il libro. Ma il tema è appunto quello del rischio di declino per il nostro Paese", ha detto l'inviato ed editorialista del Corriere, introducendo la discussione.

Piscina, sindaco in minoranza ( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: messo in difficoltà con due ordini del giorno su gettoni di presenza e mercato coperto in piazza Seminario), sarà al centro di un vertice, convocato per questa mattina, alle 9, nella sede del Pd, in via Roma, dei rappresentanti della coalizione di centrosinistra che sostiene Valmaggia. Nella discussione dell'ordine del giorno contro l'equiparazione tra partigiani e repubblichini,

I gettoni d'oro dei consiglieri ( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dipendenti consiglieri comunali e per pagare la benzina ai componenti di Sala delle Lapidi residenti fuori città. Una cifra raddoppiata nel giro di due anni - nel 2006 il costo era di appena 335 mila euro - per consiglieri che poco prima di essere rieletti hanno cambiato lavoro passando da funzionari a dirigenti, oppure da titolari di imprese sono diventati dipendenti di se stessi.

Premio Estense, in 4 a caccia dell'Aquila ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La Deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed Rizzoli. Il Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara, nasce nel lontano 1965 per iniziativa dell'allora Presidente degli industriali ferraresi, cavaliere del Lavoro Giorgio Piacentini, che intendeva istituire un premio che rivelasse l'interesse degli imprenditori ferraresi per l'arte e la cultura,

FERRARA Cerimonia di premiazione oggi pomeriggio, al Comunale di Ferrara, del vincitore del P ( da "Giorno, Il (Como)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si tratta de La primavera di Praga di Enzo Bettiza, Eseguendo la sentenza di Giovanni Bianconi, Vecchi e potenti di Nunzia Penelope, La Deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Nel corso della cerimonia sarà consegnato anche il riconoscimento 'Gianni Granzotto - uno stile dell'informazione' che quest'anno va al giornalista Enrico Mentana.

SCIOPERO di pubblici ministeri e giudici onorari contro il taglio dei compensi de ( da "Nazione, La (Umbria)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: l'indice è puntato sulla circolare ministeriale di agosto che di fatto ne riduce fortemente i compensi. I pm non togati ricevevano infatti un gettone di presenza per le udienze ordinarie e un doppio gettone per quelle straordinarie, indennità quest'ultima che sarebbe stata "cassata" in tronco dal ministero.

Vincerà il giornalismo d'inchiesta ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli). Il libro vincitore del Premio Estense 2008, promosso da Unindustria Ferrara, sarà quindi premiato nel corso della cerimonia in programma alle 17 al Teatro Comunale durante la quale verrà consegnato anche il Riconoscimento 'Gianni Granzotto - Uno stile nell'informazione',

Giannotti: <A ogni università il suo Ersu> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di stralciare dalla proposta di legge concernente il riordino degli enti e delle agenzie operanti in materie di competenza regionale la parte relativa alla soppressione dei consigli di amministrazione degli Ersu. "La motivazione alla base della nostra richiesta ? spiega Roberto Giannotti che a tal proposito ieri ha presentato una mozione ?

PESCARA - Caro Pd, bisogna tagliare i costi della politica subito! : è quanto afferm ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prendiamo atto -scrivono i tre in una nota- dell'intenzione di cominciare a mettere ordine nella giungla dei privilegi e degli sprechi della politica e della pubblica amministrazione regionale. Ci fa piacere perché si tratta di una battaglia che ci ha visto spesso scontrarci proprio con le logiche di potere del ceto politico del Pd.

Spese di giustizia al riordino ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di amministrazione; g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali. 12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari.

Come diceva Flaiano, Roma è una grande capitale e una città di provincia </I ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quale sarà stato il gettone di presenza? Tra gli addetti ai lavori circola più di una indiscrezione, si fanno le ipotesi più esplosive: fino a cinquecentomila euro (ci sarebbe da scendere in piazza). Ma l'ufficio stampa dell'Isola azzera le indiscrezioni e fa sapere che il compenso della Marini è misero, cinquantamila euro per due puntate,

Un Consiglio comunalee tante decisioni prese ( da "Sicilia, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: trovare posto i giovani volontari nelle torrette di avvistamento e lungo i percorsi e i sentieri boschivi. Il civico consesso, nel corso della riunione, inoltre, ha approvato l'attribuzione dei gettoni di presenza per consiglieri, presidente e vicepresidente, il piano triennale delle opere pubbliche per il periodo 2008-2010, la salvaguardia degli equilibri del bilancio finanziario e l'

Quasi cinque milioni di euro incassati in nove anni, dal ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: passati dai 393 del 2000 ai 599 di quest'anno.Con un'evoluzione delle tipologie delle presenze. Se, infatti, gli abbonamenti diurni nel 2000 erano 364, i giornalieri 22 e quelli dei residenti soltanto sette, oggi nell'anno di grazia 2008 si è praticamente capovolta la situazione, con 180 diurni e 396 giornalieri.

Il Pdl ripropone le circoscrizioni ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: certo non si può dire che risparmiare un gettone di presenza di 10 euro o giù di lì a seduta sia tagliare spese inutili. Bisogna infatti considerare - conclude - l'importanza che rivestono istituti come questo che da un lato incentivano la democrazia partecipata e avvicinano la politica ai cittadini e dall'altro svolgono un'importante ruolo di filtro tra le istanze della gente e l'

Enzo Bettiza vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara ( da "Sestopotere.com" del 04-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed. Rizzoli. Durante la cerimonia di premiazione in Teatro Comunale verrà consegnato anche il Premio Granzotto (riconoscimento destinato a una personalità italiana che si è particolarmente distinta per correttezza, impegno e professionalità) a Enrico Mentana, giornalista, ideatore e conduttore della trasmissione Matrix.

Sciopero generale contro la Gelmini ( da "Alto Adige" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: contro il ritorno al maestro unico ROBERTA RIZZO MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso, lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma.

Scuola, anche la Cisl minaccia lo sciopero ( da "Libertà" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta". Poi una battuta velenosa, "Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico". E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Roberta Rizzo 05/10/2008.

Il pd critica la provincia: pronet, un fallimento ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I fatti stanno smentendo i proclami di Casarin. Anche la telesorveglianza sono è mai decollata: sono stati spesi decine di migliaia di euro per la centrale operativa nella Cittadella della Stanga, inattiva da anni. Nel frattempo la società ha pagato gettoni di presenza e indennità al presidente Ado Scantamburlo di Forza Italia.

Foscarini ci crede e' la strada giusta serve solo il gol ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: al suo primo gettone di presenza stagionale tra i pali: "Sarebbe meglio iniziare a giocare male facendo qualche punticino in più - sorride amaro il numero uno -. E' difficile commentare un incontro del genere. Poteva essere una bella giornata ed invece siamo qui a raccontare una sconfitta nonostante la squadra abbia giocato benissimo.

Pass, telefono, stadio gratis la vita facile dei consiglieri - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: acquisto di 50 computer portatili, che sono stati consegnati ai cinquanta eletti a Sala delle Lapidi. Per il presidente Campagna, comunque, si tratta alla fine di spese contenute: "Ricordo a tutti che il Consiglio comunale di Palermo è stato uno dei pochi in Sicilia a ridurre il costo dei gettoni di presenza", dice Campagna.

<E' un baratro> La Valdelsa stringe la cinghia ( da "Nazione, La (Siena)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assessore alle finanze ? Anche perché ci vengono imputati i cosiddetti "costi della politica" che in realtà Colle non ha: abbiamo presentato la certificazione in questo senso, ma intanto ci hanno tolto parecchie decine di migliaia di euro. Non aumenteremo nessuna tariffa, ma se la situazione non si sblocca dovremo varare una manovra correttiva che punti su ulteriori risparmi di spesa"

Casalguidi, apre lavanderia a gettone ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: apre lavanderia a gettone SONO MOLTE le iniziative che fervono nella sezione soci di Pistoia della Coop-Unicoop Firenze, da poco presieduta da Dora Donarelli. Nei prossimi giorni, dal 9 al 25 ottobre, ci saranno due mostre in contemporanea con le opere realizzate da artisti dotati di grande sensibilità.

Ma così difficile la scelta Giurie divise da Bianconi ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Poi Rizzo e Stella in la Deriva che in tono scanzonato ci raccontano questo nostro disgraziato paese. Non con qualunquismo ma realismo e mandano a dire a questa repubblica paralizzata da lacci e lacciuoli: "attenta, guarda come sei ridotta, così vai alla deriva".

L'Aquila porta in volo Enzo Bettiza ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 1 per Penelope e 7 per Stella/Rizzo. Un altro giro di opinioni ha visto protagonista il giornalista Aldo Forbice che ha espresso il suo parere favorevole per "La deriva" di Stella e Rizzo (peraltro penalizzati lo scorso anno dal regolamento); lo stesso Forbice, però, ha indicato una preferenza per Bettiza.

Mentana scherza su amici e Vespa ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si ride amaro con Stella-Rizzo "Con Mentana non ci si annoia". La conduttrice del galà al Comunale, Cesara Buonamici, ha lavorato per tredici anni col fondatore del Tg5 e parlava per esperienza diretta. Ma, si può allargare il concetto, con questo Premio Estense non appassionarsi è difficile.

<Questo Premio è un'eccellenza nazionale> E Mentana affascina con il suo stile ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono avvicendati sul palco per rispondere alle domande rivolte loro da un componente della giuria tecnica (rispettivamente Giancarlo Mazzucca, Laura Laurenzi, Aldo Forbice e Bianca Stancanelli) e dalla brava giornalista del Tg5 Cesara Buonamici, alla sua quinta conduzione dell'Estense,

Manca solo la cittadinanza onoraria> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli) e 1 a 'Vecchi e potenti' (Baldini Castoldi Dalai) di Nunzia Penelope. Nel secondo, invece, in testa 21 a 19 Bettiza, quasi timidamente in attesa in un angolo del bar del Circolo Negozianti. "Resto nascosto per non mettere in difficoltà mia moglie (Laura Laurenzi, ndr) che fa parte della giuria tecnica e che non vuole si pensi che mi favorisce.

Mercoledì sera Fiorentina e Milan di allora in campo contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di oggi e di ieri) scenderanno in campo al Franchi alle 20,30 per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche Stefano Borgonovo. I consiglieri comunali Massimo Pieri (Pdl) e Dario Nardella (Pd) propongono di devolvere il gettone di presenza della prossima assise.

<Tutti per Stefano Borgonovo> Mercoledì la partita benefica ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I consiglieri comunali di Firenze hanno deciso di devolvere un gettone di presenza e la stessa iniziativa sarà probabilmente ripetuta in Regione e Provincia. Le maglie di tutti i calciatori ? fra questi anche Antognoni e Baggio ? saranno poi messe in vendita all'asta su E Bay.

Sciopero generale contro la gelmini - roberta rizzo ( da "Tirreno, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: contro il ritorno al maestro unico ROBERTA RIZZO MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso, lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma.

Volano tasse e tariffe, a picco gli investimenti ( da "Centro, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In compenso aumentano i costi "per l'attività istituzionale", cresce il peso dei debiti e tasse e tariffe raggiungono "livelli da record". E' questa la fotografia dei conti della Regione scattata dalla Uil. Il sindacato ha messo a confronto i dati di bilancio di quest'anno con quelli del 2007 raffrontandoli anche con la media italiana.

Scuola verso lo sciopero generale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, il ddl Gelmini imbarbarisce il Paese, e la senatrice Mariapia Garavaglia si scaglia contro il ministro dell'Istruzione per via del latino reso "facoltativo" nei licei scientifici. Roberta Rizzo.

Circoscrizioni, una proposta di legge pdl per ripristinarle ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I costi della politica - spiega il coordinatore cittadino azzurro- non - non andavano cercati nelle circoscrizioni cittadine dove presidenti e consiglieri si mettono a disposizione della comunità pressoché gratuitamente e certo non si può dire che risparmiare un gettone di presenza di 10 euro o giù di lì a seduta sia tagliare spese inutili.

Calciatori in tv? Più richiesti di un attore, Totti ( da "Virgilio Notizie" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 200mila euro circa il 'gettone' di presenza per il calciatore: "Una star del cinema sfiora i 100mila euro mentre un campione olimpico non va oltre i 25mila euro. A differenza di un'artista che ha bisogno di farsi vedere - prosegue la Bronzetti - un calciatore non ha bisogno di riflettori perché li ha puntati ogni domenica.

Schiratti: <Scelta delle 12 componenti fatta sulla base di criteri discutibili> Pari opportunità, Idv contro le nomine ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che hanno presentato il curriculum per i 12 posti disponibili (senza gettone di presenza), ma secondo Schiratti non c'è stato il tempo per analizzarli e la scelta è stata compiuta "sulla base di criteri molto discutibili". Per la precisione tre, posti "senza nessuna discussione preventiva". Il primo prevede di far parte di associazioni femminili, ordini professionali, sindacati,

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: isteria della Borsa italiana, Silvio Berlusconi ha detto che in Italia non si può mai verificare quanto accaduto negli Stati Uniti, perché da noi il mercato dei mutui si basa sulla copertura solo del 50-60% del costo degli immobili. Viene quindi confermato quel luogo comune per cui le banche prestano i soldi a chi li ha già: un vecchio esercizio di realismo in economia,

I film ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pordenone I FILM xBELLY OF THE BEAST ULTIMA MISSIONE con Steven Seagal, Byron Mann, Monica Lo, Tom Wu, Sarah Malukul Lane, di Siu Tung Ching Azione (2003) Un ex agente della Cia indagando sul rapimento di sua figlia scopre un intrigo politico di corruzione e tradimenti. Ma per salvarla è disposto a correre qualsiasi rischio. Alle 21.10. Rete 4.

L'impero Cgil <fattura> 1 miliardo di euro ( da "Giornale.it, Il" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la web radio di Epifani. Ci sono le società partecipate dalla Cgil che offrono servizi ai Caf. A voler essere cattivi si potrebbero conteggiare anche i gettoni di presenza che percepiscono i sindacalisti. Se fossero asset di una azienda, ma anche emanazioni di un partito politico potremmo pesare tutte queste attività.

Dalla Pellegrini a Montano l'olimpionico ora è catodico ( da "Giornale.it, Il" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 10-06 pagina 11 Dalla Pellegrini a Montano l'olimpionico ora è catodico di Paolo Bracalini Che facciano scherma, nuoto, canoa, pugilato, sci, lancio delle freccette o tiro al piccione, una volta superata la soglia della popolarità finiscono lì, in tv, a fare i concorrenti di reality o gli ospiti con gettone di presenza.

Collegato Competitività: processo civile, sviluppo economico, semplificazione ( da "AltaLex" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di amministrazione; g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali. 12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari.

Lo scrittore Bettiza si aggiudica il Premio Estense ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, edito da Rizzoli. Durante la cerimonia di premiazione, condotta da Cesara Buonamici, al Teatro Comunale è stato consegnato anche il Premio Granzotto (riconoscimento destinato a una personalità italiana che si è particolarmente distinta per correttezza, impegno e professionalità) a Enrico Mentana,

Circoscrizione 1, il Pdl se ne va ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di suddette circoscrizioni sono sperpero di denaro pubblico pagato per i gettoni di presenza e carta straccia le sue deliberazioni, per cui si deduce che le circoscrizioni sono inutili e non contano palesemente nulla". I consiglieri del centrodestra, minacciando di dimettersi definitivamente, osservano che ormai il consiglio della Circoscrizione 1 non è più rappresentantivo e rimproverano

Costi politica/ R.Lombardia: inutile abolire Comunità ( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Interno attribuisce risorse ponendo tutte le Regioni sullo stesso piano, la riclassificazione dei Comuni montani in base a criteri e parametri oggettivi e la richiesta di riconoscimento europeo dello status di territorio montano, condizione indispensabile per usufruire dei finanziamenti specifici da parte dell'Unione Europea.

Agordo domani , stagione al via col giornalista Stella ( da "Corriere delle Alpi" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stagione al via col giornalista Stella AGORDO. Il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella inaugurerà l'attività stagionale del movimento "Agordo Domani - Cultura e società". Il famoso giornalista del Corriere della Sera, che ha scritto assieme al collega Sergio Rizzo i best sellers "La casta" e "La deriva", sarà infatti ospite venerdì alle 20,

Porfido, si riapre lo scontro con le Asuc ( da "Trentino" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha annunciato una causa di lavoro immediata". Il presidente Marco Avi, dopo aver manifestato piena solidarietà al collega Massimo Sighel ha annunciato: "Lo sosterremo in tutte le sedi comunali e provinciali,i compreso anche una rinuncia ai gettoni di presenza per le spese della causa iniziata da Sighel".

Così i grandi del passato si ritrovano a fin di bene ( da "Libertà" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: collezionato un solo gettone di presenza in panchina al Chievo, ma non demordo e la salvezza ce la possiamo giocare"), presenti a bordo campo anche i doriani Hugo Campagnaro e Marco Padalino. "Sto rimettendomi da un guaio muscolare - spiega il difensore, idolo dei tifosi blucerchiati - e non vedo l'ora di rientrare per dare manforte ad una Samp che certo può fare molto di più in campionato.

Il vip a gettone della domenica pomeriggio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vip assoldati a lauto gettone (su tutti Alba Parietti) schierati in formazione se la raccontano cercando di fomentare la discordia. L'ospite dovrebbe rappresentare un momento, non l'assoluto. La nuova versione di Buona domenica - come già abbiamo detto - ha quasi sradicato il varietà per piantare semi di cronaca, nera o rosa fa lo stesso.

CI SONO delle occasioni in cui è meglio tacere prima di fare f ( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: cervellotici che alla fine ottengono l'unico risultato di impedire che il gettone di presenza della seduta di ieri sia destinato alla lotta alla sla. Cento euro lordi. Moltiplicati per 46 consiglieri. La proposta bipartisan era arrivata da Dario Nardella (Pd) e da Massimo Pieri (Pdl), carica di buone intenzioni, crediamo, non politicizzabili.

DANIELE FERRARI BASELGA DI PINÉ - <Licenziato con effetto immediato per grave crisi congiunturale di mercato> ( da "Adige, L'" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza di tutti i comitati frazionali di Baselga e sull'appoggio dell'intera comunità di Miola. "È un vero colpo alla democrazia nella nostra comunità - precisa anche Roberto Giovannini , capofrazione di Rizzolaga e rappresentante di tutte le Asuc pinetane nell'associazione provinciale - siamo pronti ad una battaglia molto dura ed a difendere sino in fondo i nostri diritti

Marcon e virtus lido si fanno valere scivola il litorale nord ( da "Nuova Venezia, La" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Arbitri: Bagarolo (Cadoneghe) e Rizzato (Vigodarzere). Parziali: 25-24, 43-39, 60-55. Salzano 03-Cardioli&C. Valeggio 47-51 Salzano 03: Andriolo 2, Michielin 3, S. Colombo 18, Roncali 5, O. Donadel, Rigato 1, Tessari n.e., A. Cappelletto 7, Fanton 2, Valle, Impronti 9. Allenatore: Guzzo.

Una raffica di consulenze per i dipendenti pubblici medici e ingegneri al top - claudio malfitano ( da "Mattino di Padova, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fondazione che si occupa di assistenza e ospitalità a orfani e persone disagiate. Un'attività che "frutta" 5 mila euro di gettoni di presenza. Tra i dirigenti invece, quasi tutti hanno incarichi esterni. Carlo De Simoni, ex avvocato capo da poco in pensione, ha svolto nel 2007 consulenze per il ministero delle finanze, guadagnando 3 mila e 668 euro.

Mancano i dieci voti necessariniente modifiche allo statuto ( da "Sicilia, La" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Iudica Mancano i dieci voti necessari niente modifiche allo statuto Dibattute, per diverse ore, dal Consiglio comunale, nei giorni scorsi, le modifiche da apportare ai quattro articoli dello statuto municipale (indennità di funzione e gettoni di presenza, soppressione funzioni al consigliere più giovane a poter sostituire in Consiglio limitatamente agli argomenti urgenti il segretario

La spesa AUTOMATIZZATA ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i bon bons che mamme e nonne compravano a numero, per smettere di sentirsi tirar la gonna da figli e nipoti. C'era una volta la cabina telefonica col gettone rigato color rame che si usava anche come moneta di scambio. C'era una volta la distribuzione sciolta e affidata a una persona che sapeva spesso consigliare cosa scegliere.

BORGONOVO ( da "TGCom" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Di sicuro domani al "Franchi" nessuno farà mancare il proprio gettone di presenza. Con i campioni delle due squadre di ieri e di oggi (tra gli altri sono attesi Baggio, Antognoni, Gullit, Van Basten) a sfidarsi per ricordare Stefano e per incitarlo a lottare contro il morbo di Lou Gehring.

Colpo al Famila Schio ingaggiata la Antibe al posto della Dupree Wnba, Braxton regina ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-10-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nella tarda serata di ieri la società campione d'Italia in carica ha annunciato l'ingaggio della pivot francese di colore Nicole Antibe, come quarta straniera. In sostituzione, forse a gettone, della statunitense Candice Dupree (ala, classe '84), bloccata negli States da problemi per il rilascio del passaporto, necessario per arrivare in Italia e giocare per il Famila.


Articoli

Con il vecchio Sonetti ecco il Brescia più giovane (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL DATO. L'ALLENATORE PIÙ ANZIANO DEL CAMPIONATO HA SCELTO DI PUNTARE SULLA "LINEA VERDE" AL RITORNO SULLA PANCHINA BIANCAZZURRA Con il "vecchio" Sonetti ecco il Brescia più giovane di Sergio Zanca L'allenatore più anziano della serie B è tornato sulla panchina biancazzurra schierando il Brescia più giovane della stagione. Originario di Piombino, ma tempo residente a Gorle, in provincia di Bergamo, Nedo Sonetti è nato il 25 febbraio '41, e, per via dell'età, guarda dall'alto in basso tutti i suoi colleghi attualmente in panchina, sia di A che di B. Ai posti d'onore, sul podio: Edy Reja del Napoli (ottobre '45) e Giampietro Ventura del Pisa (gennaio '48). IL TEMPO di effettuare i primi allenamenti e di rendersi conto della situazione, e Sonetti ha deciso di adottare la linea verde. Una scelta sulla quale ha peraltro influito il gran numero di infortunati: Possanzini, Baronio, Zambelli, Caracciolo, Bega, Dallamano, Jadid. Fatto sta che, contro un Parma esperto, guidato da quel marpione di Cristiano Lucarelli, sono scesi in campo numerosi ragazzi. Nsereko è dell'89, Vass e Berardi dell'88, De Maio dell'87, Zambrella e Feczesin dell'86, Viviano dell'85, Mareco e Maccan dell'84. Nella categoria dei fratelli maggiori: Taddei ('80), Zoboli e Gorzegno ('81), Martinez ('79). I 13 giocatori schierati avevano un'età media di 23 anni e mezzo. Si tratta del primato stagionale. Abbassato, infatti, il record precedente, che apparteneva alla prima giornata (2-2 a Empoli) e alla quarta (2-1 contro l'Ascoli), con 24 anni. L'unica volta in cui Serse Cosmi ha superato il tetto dei 25 è stato col Treviso. Nel '99-2000, durante la stagione che consentì al Brescia di conquistare la promozione in A, Sonetti disponeva di giocatori esperti, come i gemelli Filippini, Hubner, il portiere Bodart, Filippo Galli, Zanoncelli, Cerbone, Kozminski. Utilizzò appena quattro under 21: l'attaccante Bonazzoli, 35 presenze su 38 (20 anni), il centrocampista Javorcic (stessa età, 23 gare), il difensore Bonera (18 anni, 5 gettoni, debuttante, promosso dalla Primavera) e l'attaccante Caputo (19, uguale numero di presenze. Ora Nedo ha schierato quattro under 21 insieme in una sola gara, facendo di necessità virtù. LA SQUADRA, fresca e intraprendente, ha corso per un'ora, lottando su ogni pallone, fronteggiando i timidi tentativi del Parma, ripartendo in velocità. Nel finale ha cominciato a perdere le distanze tra i reparti, allungandosi troppo e prestando il fianco a qualche incursione degli avversari. Il pubblico ha apprezzato la prova, tanto da sottolineare con vigorosi applausi l'uscita dei giocatori. Tra le riserve, che sono rimaste in panchina, il belga con genitori marocchini El Kaddouri (classe '90), il polacco Salamon ('91), che ha imparato l'italiano con la stessa rapidità di un fulmine, un centrocampista capace di muoversi in campo a testa alta, il terzino Rispoli ('88) e l'attaccante Caon ('90). Il più anziano: il portiere Arcari ('78). In assenza di Possanzini, il capitano designato, e di Caracciolo, il vice, Sonetti ha affidato la fascia al più anziano, Martinez, che, per inciso, proprio oggi compirà 29 anni. Ma è il più giovane, Nsereko, ad avere giocato di più: 540 minuti. Nella gara col Treviso, però, Cosmi lo ha tolto al 90', impedendogli di disputare il recupero, altrimenti l'ugandese di passaporto tedesco sarebbe l'unico a essere rimasto in campo dal 1' di Empoli-Brescia all'ultimo istante della gara col Parma.

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In fumo 2,5 milioni per la gestione (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Palermo La società Aavt presieduta da Marcello Massinelli sarà liquidata. "Costi ripagati da operazioni finanziarie" In fumo 2,5 milioni per la gestione Tredici anni di annunci, poi il progetto dello scalo ora bocciato Per gli elaborati tecnici sono stati spesi 360 mila euro Il sito vicino ai luoghi sciasciani L'AAVT, LA SOCIETA' che doveva realizzare l'aeroporto è nata nel '95. Ma all'Enac il progetto, ora tramontato, è stato consegnato solo due mesi fa. Il presidente del Cda dell'Aavt (acronimo di Aeroporto Agrigento Valle dei Templi), Marcello Massinelli, a lungo consulente economico di Salvatore Cuffaro, alla bocciatura replica dicendo che non c'è mai stato un confronto con i vertici dell'ente nazionale. "L'Enac non ci ha mai contattati per chiederci dei chiarimenti. è evidente che si tratta di rilievi politici e non di rilievi di natura tecnica, sui quali avremo potuto dare una risposta. A questo punto - dichiara Massinelli - a rispondere all'Enac deve essere la classe politica agrigentina. Il problema oggi non è sciogliere la società ma mortificare per sempre il territorio". La Aavt viene costituita ad hoc dalla Camera di Commercio di Agrigento per progettare e realizzare lo scalo. Nel novembre 2001 la Provincia, guidata dal forzista Vincenzo Fontana, mette sul piatto 3,5 milioni di euro ed entra nella società. Nello stesso mese viene bandita una gara da 360 mila euro per la progettazione dello scalo. Il primo progetto prevede una spesa, per realizzare lo scalo, di 36 milioni. L'Enac non ci sta e fin da allora contesta il progetto, che calcola un traffico di 700 mila passeggeri l'anno, neonati compresi. Anche la larghezza della pista non viene considerata regolamentare. L'Aavt chiede un nuovo elaborato alla società incaricata del progetto, la Adr engineering di Roma, che guida un raggruppamento di imprese di cui fa parte anche lo studio di Nino Bevilacqua (ex consulente di Diego Cammarata e presidente dell'Autorità portuale). L'Adr prepara il nuovo progetto, da 70 milioni di euro di spesa per realizzare piste, hangar, check in. Un progetto che, in pieno territorio di Racalmuto, insiste nelle zone delle memorie sciasciane, sulla collina dove si trovava la casa di campagna di Leonardo Sciascia. La Fondazione intestata allo scrittore è tra le prime a insorgere e a opporsi al piano. Se il progetto è stato inviato solo due mesi fa, i costi di gestione della società sono lievitati a 2,5 milioni di euro, tra parcelle e gettoni: 30 mila euro lordi l'anno costa il presidente Massinelli, 6 mila il vice di turno e 250 euro a presenza vengono distribuiti ai consiglieri, per circa 10 sedute l'anno. "Tutti i costi sostenuti sono stati negli anni ripagati da operazioni finanziarie - spiega Massinelli - Attendiamo i compensi del 2008: ci siamo autosospesi ancora prima dell'insediamento del presidente della Provincia. Il punto non è sciogliere l'Aavt, che a oggi è a costo zero. Ma il problema è accettare politicamente la morte del territorio agrigentino. Noi abbiamo creduto al progetto dello scalo sul serio. E siamo pronti a continuare". a. r.

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Ex stallette (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pisa EX STALLETTE EX STALLETTE Non esiste alcuna auto blu di servizio La consigliera Chincarini in due articoli pubblicati dalla stampa locale esprime la propria contrarietà all'iniziativa promossa, ai primi di agosto, da parte della prima commissione controllo e volta ad effettuare un sopralluogo nell'area detta delle "ex stallette". La consigliera ha tutto il diritto di manifestare, anche pubblicamente, la propria contrarietà ad iniziative promosse dalla 1ª commissione controllo. Tuttavia, quello che francamente diventa inaccettabile è la trasformazione di una legittima polemica politica in dichiarazioni non corrispondenti alla realtà. Alludere, infatti, che il sopralluogo alle "ex stallette" è stato organizzato al solo scopo di prendere il gettone di presenza ed il permesso lavorativo, equivale a far credere all'opinione pubblica che questo risulta l'unico scopo per il quale ci si riunisce. Un danno d'immagine che colpisce tutti, compresa la stessa consigliera. Far credere, poi, che i consiglieri lavoratori dipendenti possano partecipare ai lavori di commissione senza permesso lavorativo oltre ad essere una evidente sfida alle leggi della natura, che al momento impediscono il dono dell'ubiquità ai comuni mortali, trasferisce, in tutta evidenza, anche ai consiglieri comunali l'appellativo di "fannulloni" dando dignità e legittimazione al solo lavoro esterno al Comune, ampliando, di fatto, il coro populista, antidemocratico ed antistituzionale. Tutto questo rappresenta un inutile gioco al massacro. Infine, la consigliera sa benissimo che il citato sopralluogo fu effettuato utilizzando le proprie auto e la propria benzina e, ciò nonostante, continua a far pubblicare la propria lettera nella quale si adombra un fantasioso utilizzo dell'auto blu, con tanto d'autista, ovviamente mai avvenuto. La commissione di controllo esercita le proprie funzioni, anche in pieno agosto come in questo caso, per un ruolo riconosciuto dalla legge e dalla stessa costituzione italiana. Comprimerne o limitarne l'attività sarebbe un venir meno ad un mandato che i cittadini le hanno conferito al momento del voto. Per questo, in tutta coscienza, continueremo nonostante tutto nella nostra azione, certi che questo, e non altro, è quanto ci viene giustamente richiesto. Paolo Cognetti presidente 1ª commissione Maurizio Bini Luca Titoni commissari SCUOLA/1 Non siamo dei vagabondi Ho letto nella pagina dedicata ai commenti di domenica 7 settembre l'intervento del signor Pierluigi Visci sulle nuove riforme scolastiche varate dal ministro della pubblica istruzione, in conclusione del quale ha ribadito ancora una volta il ritornello, che ormai ci sentiamo sempre più frequentemente ripetere, che i docenti della scuola italiana non si impegnano a sufficienza nell'attività di insegnamento e che se vogliono ottenere miglioramenti nella loro retribuzione economica è necessario che inizino a fare quello che a suo parere finora non hanno fatto, cioè lavorare seriamente. Bé, vorrei rispondere al signor Visci, che forse è giunto il momento di smettere di trinciare giudizi con troppa faciloneria sugli insegnanti, e incominciare a distinguere, ci sono insegnanti poco seri è vero, ma anche molti che hanno dato e continuano a dare tanto al loro mestiere, alla scuola, in energie, impegno ed intelligenza, facendo in alcuni casi anche di più quanto venga loro richiesto in cambio di una retribuzione che è la più bassa d'Europa e di scarsi riconoscimenti, impiegando del tempo e pagando di propria tasca per l'aggiornamento e la propria foramzione professionale. Il problema non sta qui, nel fatto cioè che gli insegnanti sono stati in passato e lo sono tuttora poco pagati, perché non lavorano come dovrebbero, sono malpagati perché si è sempre voluto risparmiare sulla scuola, in finanziamenti e stipendi come se la scuola non rivestisse quel ruolo fondamentale che in realtà ha nella società, nel contempo si è caricata la scuola di oneri sempre più gravosi, a cui i docenti hanno dovuto far fronte mettendo a frutto le loro competenze e le loro capacità, ma soprattutto la buona volontà, accontentandosi delle scarse risorse che avevano a disposizione, nonostante le quali sono ugualmente riusciti a far funzionare al meglio le cose. Penso che per questo abbiano diritto ad non esser accomunati tutti in un'astratta categoria di docenti vagabondi, ma ad una maggiore considerazione da parte della società e ad una gratificazione economica, che sia giustamente corrispondente a quanto hanno dato e continuano a dare per la formazione della nostra gioventù. M.C.C. SCUOLA/2 Non pensiamo solo a risparmiare Il nostro consiglio direttivo non può condividere il metodo di incidere su aspetti fondamentali della scuola senza un'adeguata consultazione e senza una motivazione pedagogica, se il solo criterio adottato è quello del risparmio; ritiene immotivata e ingiusta l'accusa che la scuola sia divenuta fonte ingiustificata di occupazione: dirigenti, docenti, personale amministrativo e ausiliario sono stati assunti in presenza di effettive necessità, determinate dalla legislazione scolastica che si è succeduta nel tempo. Ovvero inserimento dei portatori di handicap, introduzione di moduli e del tempo pieno, scuola nelle carceri e negli ospedali, educazione degli adulti..., nel tentativo di rendere più adeguato, diffuso e capillare il servizio scolastico; nel merito dei provvedimenti considera positivamente il ritorno ad una maggior attenzione al comportamento da tenersi nella scuola in quanto istituzione chiamata ad educare la persona nella sua integralità. Si interroga sui problemi attualmente esistenti in questo ambito per valutare se, oltre al voto in condotta, siano necessarie proposte volte a far crescere gli studenti in responsabilità e partecipazione alla vita della scuola intesa come bene comune; valuta altresì in modo positivo l'insegnamento specifico della Costituzione e delle norme finalizzate ad una cittadinanza più consapevole, pur ritenendo che tale processo debba essere trasversale, a fondamento di tutto il curricolo e non limitato ad un'ora la settimana; esprime profonda perplessità sulla reintroduzione per decreto legge, senza adeguata consultazione né convincenti motivazioni pedagogiche, del maestro unico nella scuola primaria e la soppressione, senza coinvolgimento degli enti locali, delle piccole scuole nei luoghi decentrati; non può inoltre tacere sull' oggettivo discredito che pronunciamenti ministeriali e valutazioni estemporaneo di "merito geografico" riversano sulla classe docente e in generale sul personale della scuola, che ha sostenuto sulle proprie spalle e fatto fronte alle difficoltà che la scuola stessa ha incontrato e incontra tuttora, in presenza di una politica contraddittoria e non disposta a investire sull'istruzione, considerata voce negativa di bilancio; conferma la disponibilità al confronto sia a livello nazionale sia in sede locale per migliorare il sistema scolastico e rivedere anche la legislazione vigente, che non ritiene immodificabile, ma che può essere migliorata, in base a motivazioni culturali e pedagogiche, in un serio confronto col personale della scuola, alunni e famiglie, confronto peraltro auspicato dal ministro all'inizio del suo mandato. Consiglio direttivo Uciim di Pisa.

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Federalismo, Comuni in campo (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-01 - pag: 20 autore: Riforme. Il ministro apre sulle compartecipazioni, ma l'Anci insiste su perequazione statale e risorse per compensare l'Ici Federalismo, Comuni in campo Calderoli: venerdì il via del Governo - Regioni oggi a Palazzo Chigi, intesa in vista Eugenio Bruno ROMA Il federalismo fiscale è ormai in dirittura d'arrivo. Almeno secondo il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli che ha annunciato per venerdì il varo del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri. Conferenza unificata di domani permettendo. E qui il fronte di Regioni e Comuni si presenta fra-stagliato: i governatori saranno ricevuti stasera dal premier Silvio Berlusconi per ottenere garanzie sulla sanità; per i Comuni è pronto il decreto legge con tutti (o quasi) gli 1,5 miliardi di euro che mancano all'appello per chiudere i consuntivi 2007 ma resta il "nodo" sulla perequazione. è un Calderoli ottimista sul buon esito della "contesa" quello che ha partecipato al convegno sul federalismo fiscale organizzato ieri al Senato dai gruppi parlamentari del Pdl e a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, e i ministri dell'Economia Giulio Tremonti (che però non è intervenuto), del Welfare Maurizio Sacconi, delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi, e degli Affari regionali Raffaele Fitto. "Domani (oggi, ndr) Berlusconi incontrerà i presidenti delle Regioni per discutere sulla sanità. Dopodomani ci sarà la conferenza unificata Stato-Regioni sul federalismo e il Consiglio dei ministri se ne occuperà venerdì prossimo" ha elencato il ministro leghista. Parole a cui ha fatto eco il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, secondo il quale durante l'incontro di stasera a Palazzo Chigi "si troverà un punto di convergenza". Insomma, per il Governo, la "quadra" sul fisco federale è stata trovata. Tant'è che il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ha dichiarato: "Se passa il federalismo, l'Esecutivo dura cinque anni". A ogni modo, la bozza emendata con le richieste delle autonomie locali è pronta. A quanto si apprende, oltre alle misure già anticipate dal Sole 24 Ore nei giorni scorsi – compartecipazione all'Irpef per i Comuni (che dovranno però sottostare ai costi standard sulle funzioni fondamentali), razionalizzazione dell'imposizione sulle auto per le Province e aliquota riservata Irpef alle Regioni più compartecipazione alle accise per tutte ( e non solo per quelle speciali) – dovrebbero esserci altre modifiche care a Regioni e Comuni. Le prime vedranno accolta la richiesta che, in caso di divergenza tra il gettito stimato e quello effettivo, sia lo Stato a colmare la differenza. Purché sia stato un errore di calcolo a determinare lo scostamento e non un'inefficienza della Regione stessa. Per i municipi, invece, è stato deciso che, in attesa di conoscere la lista delle funzioni fondamentali contenuta nel Codice delle autonomie, si vedranno finanziate quelle previste nei bilanci odierni, fatta salva l'autonomia regionale di rimodulare una parte dei fondi. Niente modifiche alla perequazione però. A gestire i fondi statali per Comuni e Province saranno ancora le Regioni. Ma su questo punto l'Anci non è disposta a rinunciare e potrebbe farne una nuova "linea del Piave". Ammesso che l'intervento di Berlusconi sblocchi la partita sui fondi sanitari (anche se ieri Sacconi ha ribadito che "pensare a risorse aggiuntive per il 2009 non è compatibile con la Finanziaria"), infatti, sono proprio i Comuni gli enti più perplessi. Il vicepresidente Anci Osvaldo Napoli ha invocato "pari trattamento per Comuni e Province" e ha chiesto un incontro, prima della Conferenza unificata di domani, ai ministri Fitto e Calderoli "che altrimenti si sentirebbero umiliate sotto l'aspetto della dialettica istituzionale".Difficile che l'incontro ci sia; più probabile che arrivi l'ok dell'Economia sul decreto con le risorse per compensare i minori introiti dovuti a taglio Ici, Ici rurale e riduzione ai costi della politica. Un sì da 1,5 miliardi di euro. BOSSI "Se passa il riassetto dureremo cinque anni" Dopo l'aut aut dei municipi probabile decreto per restituire 1,5 miliardi.

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Politica-finanza, l'intreccio fatale (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 11 autore: Politica-finanza, l'intreccio fatale Il consenso ad accumulare debiti privati e pubblici negoziato con liquidità a basso costo di Carlo Bastasin u Continua da pagina 1 I l dibattito sulle conseguenze democratiche della crisi per ora ruota attorno alla distinzione tra le responsabilità del mercato e dello Stato. A chi denuncia i fallimenti del mercato e quindi giustifica l'intervento dello Stato, risponde chi sostiene che gli errori del mercato sono stati provocati da una cattiva regolazione politica. Ma si tratta di semplificazioni. L'intreccio tra finanza e politica è stato inestricabile e in parte estraneo al controllo democratico. La politica ha usato la finanza e altrettanto la finanza ha usato la politica. I mercati dei capitali hanno consentito alla politica economica americana di accumulare debiti privati e pubblici senza pagarne il prezzo per anni, così come alcuni derivati hanno ridotto gli squilibri di fluttuazioni macroscopiche del dollaro necessarie a prolungare la fase della Grande Moderazione dell'economia americana. Allo stesso tempo gli eccessi nella creazione di moneta di Greenspan non sono dovuti alla domanda di finanziamenti del governo, come in passato, bensì alla richiesta di Wall Street di liquidità a basso costo per sostenere la spirale delle attività finanziarie. Così negli ultimi dieci anni non c'è stata distinzione tra convenienze politiche e autoregolazione finanziaria. Rischi e costi - fondamentali nelle valutazioni di una democrazia - sono stati occultati o spostati in avanti fin tanto che era possibile, producendo le ingiustizie attuali a carico di azionisti e contribuenti. In tal senso l'irrazionale comportamento dei membri del Congresso nonè che una reazione alle irrazionalità del sistema politico-finanziario. In un tale scontro tra forme diverse di radicalismo, la crisi ha assunto valenza ideologica. La riunione dell'Assemblea generale dell'Onu la settimana scorsa ha enfatizzato l'analogia tra la crisi di Wall Street e la critica alla globalizzazione, aprendo un nuovo terreno minato per la democrazia. La crisi ridurrà il ruolo geopolitico e militare americano nei prossimi anni, aprendo nuovi scenari per le potenze emergenti. Lo sviluppo di grandi economie illiberali, come Cina e Russia, aveva già sollevato il problema del futuro della democrazia. Se oggi il G7 è interamente composto da Stati democratici, la maggioranza delle future grandi economie ha una struttura autocratica, un modello attraente per un grande numero di governi non democratici in Africa e Asia. Queste nuove economie non solo seguono procedure di governo non trasparenti, ma per la loro natura autocratica, sono difficili da integrare in iniziative di governance globale.La crisi in corso d'altronde rischia di alimentare anche in Occidente le tentazioni a isolarsi. Il ruolo dello Stato come azionista nel sistema finanziario in America, Gran Bretagna, Belgio e Germania sta ricostruendo un profilo nazionale al potere economico. Le regole del mercato unico europeoe la libertà d'azione globale dei mercati sono sotto accusa in molti Paesi. Sarkozy ha usato toni insoliti nel discorso a Tolone il 25 settembre, così come hanno fatto negli stessi giorni Angela Merkel e il suo ministro delle Finanze SteinbrÜck. Il cambiamento di tono è avvenuto con l'obiettivo di essere "più vicini ai cittadini", cioè agli elettori nazionali. La restrizione dei confini è già sensibile in altre economie in difficoltà, come ha dimostrato Silvio Berlusconi considerando vitale il carattere nazionale di una compagnia aerea. Ma corrisponde anche a un sentimento nell'elettorato radicale che si è espresso nelle proteste localiste degli elettori in Austria e Baviera dove il sinonimo crisi-globalizzazione sollecita istinti populisti nella politica. Le prossime scelte del Congresso determineranno due scenari opposti che condizioneranno la democrazia in tutto il mondo. Senza consenso per un piano di salvataggio, l'incertezza aumenterà, crescerà il processo di deleverage e saliranno i costi del credito, le decisioni di investimento saranno sospese e le famiglie freneranno i consumi. Con l'aumento dei costi di finanziamento e dei credit default swaps, le imprese preferiranno ripagare i debiti piuttosto che finanziare nuovi impianti. Questo scenario prevede una recessione globale, disoccupazione in rapido aumentoe una catena di reazioni politiche nazionaliste in tutto il mondo. Il secondo scenario richiede una rapida approvazione del piano di salvataggio finanziario, il ritorno della fiducia nel sistema del credito, nuovi stimoli fiscali che rilancino consumi e investimenti con un coordinamento globale che riscriva le regole del sistema finanziario. Perché questo avvenga Europa e Stati Uniti dovranno condividere una nuova visione dell'economia che evitiradicali ingiustizie in modo da delegittimare radicalismi politici. I segni perché lo scenario ottimista possa avvenire sono già tutti presenti: il Congresso può tornare a riunirsi e a rivotare, responsabilizzato dai capi di governo di tutto l'Occidente. Una nuova amministrazione americana ridisegnerà il sistema finanziario di cui controllerà una fetta importante. Gli europei stanno imparando l'importanza di condividere il governo della propria economia e di avere peso politico. Non deve sorprendere questo scenario ottimista: la democrazia infatti non è il sistema politico migliore per essere infallibili, non dà garanzia alcuna di non commettere errori politici, ma è pur sempre il sistema politico migliore per correggere i propri errori. carlo.bastasin@ilsole24ore.com " La democrazia è ancora il sistema migliore per governare le crisi finanziarie? ILLUSTRAZIONE DI ANNA GODEASSI.

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Un gigante che spende 29 milioni di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Bilanci ai raggi X Fontana (Belluno-Ponte nelle Alpi): "Abbiamo fallito un obiettivo: la fusione dei servizi" Un gigante che spende 29 milioni di euro Pascoli, malghe, sentieri: le uscite annue delle 19 comunità venete VENEZIA - Hanno sistemato alcune malghe, alcuni prati, alcuni pascoli; hanno riassettato un paio di zone destinate alla pastorizia, hanno sfalciato l'erba in varie aree e recuperato un reticolo di strade boschive e di sentieri di montagna e altro. E poi hanno sfornato una serie di piccoli contributi a pioggia per attività culturali e sportive: Athletic Club Belluno, Aero Club Belluno, Volley Edelweiss, Federazione Italia Bocce e altre 14 fra cui l'Associazione nazionale marinai d'Italia che di montano non ha un granché: "Contributo per completare il monumento ai Caduti del mare". Ma si tratta comunque di somme residuali (6.407 euro per le associazioni). In tutto fa 2 milioni e 410 mila euro. Sono queste le spese sostenute nel corso del 2007 dalla Comunità montana Belluno - Ponte nelle Alpi, quella più a rischio di chiusura delle 19 venete. Una piccola fetta rispetto ai circa 29 milioni usciti dalle casse delle Comunità montane venete. Così le uscite di cassa. Le entrate, cioè i finanziamenti pubblici arrivati da Stato, Regione e altri enti più il resto (tariffe, alienazione beni e incassi da servizi) sono invece ammontati a 2 milioni e 24 mila euro, che fanno parte di una torta veneta molto più ampia. Da questi calcoli sono esclusi gli stipendi del personale e gli emolumenti dei 19 presidenti, del centinaio di assessori e dei 527 consiglieri. I quali non hanno comunque retribuzioni principesche. Al massimo 1.300 euro i primi, fino a 650 gli assessori e per i consiglieri c'è il gettone di presenza. "Io sono vicepresidente e ho uno stipendio di 520 euro al mese lordi, dei quali me ne restano la metà. Non ho benefit, il celluare è mio, la benzina me la pago. Insomma, diciamo che sto facendo volontariato". Con i suoi settant'anni Giovanni Fontana è un capitano di lungo corso della montagna e degli enti locali dove ha lavorato per tutta la vita. Con lui, che è anche assessore al bilancio della Belluno-Ponte nelle Alpi, abbiamo dunque fatto il punto su incassi e spese dei queste strutture. Con una premessa: "Non ho più niente da chiedere né al lavoro né alla politica e quindi posso permettermi di dire quello che penso della gestione delle risorse. E che tu mi citi o meno, francamente, me ne fotto". Partiamo, dunque, da quelle gestite male, naturalmente a suo parere: "Le comunità montane erano nate per erogare servizi ai Comuni di riferimento ed essere propedeutiche a una fusione di comuni. Da questo punto di vista hanno fallito il loro scopo. Alcune, per la verità, hanno erogato e stanno erogando servizi, certamente a costi di gran lunga inferiori a quelli che avrebbero concesso i comuni. Altre, come la nostra, da questo punto di vista non sono state eccellenti ". Qualche esempio concreto di inefficienza? "Belluno e Ponte nelle Alpi sono un'unica comunità montana. Eppure Belluno ha la sua casa di riposo e così pure Ponte nelle Alpi. Rifiuti solidi urbani: Belluno ha la sua società e Ponte nelle Alpi anche. Capito? Hanno difeso le parrocchie, non c'è stata fusione e quindi risparmio. Un fallimento". E venendo alle spese, ci sono sprechi? "Non si spreca molto in montagna. Ma a volte è successo. Mi riferisco, per esempio, all'investimento che è stato fatto a Pian Longhi, per quel centro sportivo con campo da calcio, piastra polifunzionale, spogliatoi, bar ristorante, circa due milioni di euro. Per me se ne potevano spendere la metà. L'impianto è costato il doppio di quello che poteva costare. Ma questo è solo il mio pensiero, sia chiaro". Queste le cose che non vanno. Dov'è invece che è stato centrato l'obiettivo? "Nella valorizzazione del territorio, è stata realizzata con successo. Fra le cose positive metterei anche i costi di amministrazione, di molto inferiori a quelli di tutti gli altri enti, senza parlare di quelli inutili. Le nostre indennità servono a malapena a coprire le spese vive". In definitiva, è da sopprimere o no questa comunità? "Io sono per la fusione perché credo che non si possano lasciare aree montane scoperte. Tutti i bandi regionali e comunitari ai quali ci riferiamo per avere finanziamenti che migliorino la qualità della vita dei nostri concittadini di montagna, che hanno una vita ben diversa da quelli della pianura, privilegiano la continuità anche territoriale. Se, per esempio, il comune di Belluno fosse escluso si andrebbe a interrompere la continuità. Succederebbe che se devo fare una pista ciclabile che parte dall'Alpago e arriva a Feltre, si dovrebbe interrompere a Belluno dove non sono previsti finanziamenti. Manca la logica ". Andrea Pasqualetto.

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Inchiesta archiviata per il sindaco di Calderara (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PIANURA pag. 21 Inchiesta archiviata per il sindaco di Calderara UTILIZZO DEI BUONI PASTO ? CALDERARA ? SI È CHIUSA con l'archiviazione l'inchiesta giudiziaria sul sindaco di Calderara, Matteo Prencipe (nella foto). Che era stato iscritto nel registro degli indagati per uso improprio dei buoni pasto. L'altra sera, il primo cittadino ha informato il consiglio comunale dell'avvenuta archiviazione. Il procedimento a carico di Prencipe si era aperto nel 2004, dopo la denuncia di un funzionario comunale che imputava al sindaco e alla sua giunta l'uso di buoni pasto comunali senza averne il diritto. A ciò aveva fatto seguito una seconda denuncia da parte di due consiglieri comunali d'opposizione. "Tutto bene quel che finisce bene ? dice emozionato Prencipe ?, anche se gli attacchi a fini politici e strumentali legati a questa vicenda hanno certamente inciso sulla mia persona. Mi congratulo con la magistratura per i tempi celeri con cui il procedimento si è concluso, nonché con la giunta, con i consiglieri e con i cittadini che mi sono stati vicini, dimostrandomi pienamente appoggio, solidarietà e fiducia. Tutti mi hanno esortato ad andare avanti per fare chiarezza e dimostrare la mia innocenza". PRENCIPE ha poi ricordato la scelta fatta all'indomani delle elezioni del '99, quando - divenuto primo cittadino di Calderara - decise di non chiedere l'aspettativa dovuta per svolgere il mandato politico amministrativo. Ma di proseguire nel suo lavoro, facendo risparmiare al Comune circa 300mila euro in dieci anni. "Ho continuato ? aggiunge il sindaco ? a prendere la retribuzione dall'ente in cui lavoravo e lavoro (l 'Inpdap di Bologna) , mentre dalle casse comunali percepisco 800 euro netti. I miei assessori poi guadagnano circa 450 euro mensili, mentre i gettoni di presenza, per i consiglieri, ammontano a poco più di 19 euro a seduta". Pierluigi Trombetta.

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Sbagliato prendere di mira le Comunità montane (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 01/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' IL PD DOPO L'ANNUNCIO DEL SOTTOSEGRETARIO MOLGORA "Sbagliato prendere di mira le Comunità montane" Tutto ebbe inizio con "La Casta". Nel libro dei giornalisti Stella e Rizzo, tra i vari sprechi stigmatizzati, c'era una parte dedicata alle Comunità montane. Il simbolo dell'inutilità di alcune di loro era costituito da Palagiano, (Taranto), una Comunità montana per un paese 86 metri sopra il livello del mare. "È vero che ci sono Comunità montane inutili - commenta il segretario provinciale del Pd, Franco Tolotti - ma questo non vuol dire che vadano abolite tutte: lo stesso Stella ha poi modificato il tiro. Sono d'accordo nel porre la questione della razionalizzazione dei servizi e dei costi della politica, ma in questo modo si prende di mira l'anello più debole di una catena di enti". Il riferimento è alle dichiarazioni del sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, che si è recentemente schierato a favore dell'eliminazione delle Comunità montane. Ipotesi che Tolotti e i rappresentanti della comunità montane camune e triumpline vedono come fortemente negativa. "Le Regioni hanno attuato una riforma interna che ha già ridimensionato il numero delle comunità da 350 a 220. Se si deve procedere a una ulteriore riforma, chiediamo che sia selettiva: vanno individuati parametri per giudicare gli enti che svolgono una funzione importante per il territorio". Così Fabio Ferraglio, presidente della Comunità montana della Val Trompia, che si è detto favorevole a un controllo effettivo delle attività degli enti territoriali: "È sufficiente andare a veder chi fa che cosa. Chi sta al di sotto di determinati parametri può essere tolto di mezzo". A difesa delle comunità montane è stato evocato il loro ruolo di coordinamento di servizi che i singoli comuni non sarebbero in grado di garantire a un livello adeguato. "La gestione associata di servizi sociali, culturale e ambientali è una nostra specifica - prosegue Ferraglio - che la Regione finanzia come obiettivo strategico. La stessa Lombardia è contraria alla prospettiva del taglio". Anche il vicepresidente della comunità della Val Trompia, Paolo Pagani, rimarca l'utilità di un ente "che salvaguarda l'identità dei piccoli comuni e garantisce servizi di livello elevato". In realtà, non c'è solo l'ipotesi dell'abolizione a rendere grigio il futuro delle Comunità montane. La manovra d'estate ha tagliato di 90 milioni le risorse assegnate dallo Stato, oltre ai 33,4 milioni già sforbiciati dall'ultima Finanziaria per il 2008 e 2009. Dati alla mano, i fondi passerebbero dagli attuali 154 milioni di euro, a 90 del 2009, 60 nel 2010 e 30 nel 2011. In pratica, la chiusura dei rubinetti sarebbe drastica e secondo l'Ucem costringerebbe molti enti a dichiarare il dissesto. "La Comunità montana della Val Trompia costa all'anno 800.000 euro e genera un bilancio di 10 milioni, dove starebbe lo scandalo dei costi eccessivi?" conclude Ferraglio. "È un'operazione mediatica, in netto contrasto coi tanto sbandierati principi del federalismo fiscale". Emanuele Galesi.

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Incarico esterno per milano, gettone di 10 mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Incarico esterno per Milano, gettone di 10 mila euro NUCLEO DI VALUTAZIONE L'ex assessore comunale al Bilancio, Ferdinando Milano, promotore del Partito democratico in città, lo stesso che ha sostenuto, impegnandosi direttamente, la candidatura Honsell, è uno dei componenti esterni del nuovo Nucleo di valutazione del Comune. Al suo fianco siederà il secondo componente esterno, vale a dire il docente di Economia aziendale dell'università di Bologna, Luca Mazzara. Entrambi percepiranno un compenso pari a 10 mila euro lordi l'anno. Il compenso dei componenti esterni del Nucleo di valutazione viene stabilito applicando una percentuale fissa al compenso dei revisori dei conti. Lo stesso non vale per il segretario generale del Comune, Carmine Cipriano, componente interno del nuovo Nucleo di valutazione. "La nomina di Milano tiene conto delle sue competenze maturate in qualità di ex assessore comunale al Bilancio" ha sottolineato il sindaco, Furio Honsell, nell'evidenziare anche le esperienze maturate da Mazzara nell'ambito dei Nuclei di valutazione di altri enti pubblici. Tra le priorità del nuovo Nucleo di valutazione di palazzo D'Aronco, nominato ieri dalla giunta Honsell, c'è anche la revisione dei parametri di risultato e di servizio applicati per valutare i 20 dirigenti che prestano servizio in Comune. Allo stesso modo, ha confermato l'assessore al Controllo di gestione, Paolo Coppola, saranno revisionati gli strumenti utilizzati finora per il controllo di gestione, soprattutto per quanto riguarda l'avanzamento dei lavori in corso. L'obiettivo dell'amministrazione è quello di avere in tempo reale il quadro sulla prosecuzione delle opere pubbliche anche per dare risposte precise ai cittadini.

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Abolizione ICI: minori entrate nei comuni sardi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sardegna oggi" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Se Roma e Napoli (con oltre 70 milioni di euro ciascuna) potrebbero avere un buco rilevante a causa dell'Ici anche i maggiori Comuni sardi avranno delle minori entrate, anche se generalmente si avranno effetti più contenuti nelle Regioni a statuto speciale. E' quanto ha concluso l'inchiesta pubblicata dal quotidiano Il Sole-24 Ore con stime ottenute calcolando la mancata copertura in misura proporzionale alle spettanze ed al gettito Ici in ogni città. -->CAGLIARI - In particolare sono state quantificate le minori entrate nelle città capoluogo e si tratta delle stime sull'effetto dei mancati trasferimenti per la stretta sugli immobili ex rurali, sui costi della politica locale e della mancata copertura dell'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale (complessivamente in Italia mancherebbero ai sindaci 1,45 miliardi di euro). Nei giorni scorsi un allarme in tal senso è stato lanciato anche dall'Anci Sardegna. Cagliari registrerebbe, secondo l'elaborazione, tagli per 5 milioni e 751 mila euro (2,878 milioni per l'Ici rurale, 1,039 per i costi della politica e 1,834 per l'Ici prima casa); Sassari 3,559 milioni euro (1,781 milioni per Ici rurale, 643 mila per i costi della politica e 1,135 per Ici prima casa); Nuoro 1,143 milioni (572 mila per Ici rurale, 206 mila per costi della politica e 364 mila per l'Ici prima casa); Carbonia 891 mila (446 mila per Ici rurale, 161 mila per i costi della politica e 284 mila per l'Ici prima casa); Oristano 839 mila euro (420 mila per Ici rurale, 152 mila per costi politica e 268 mila per l'Ici prima casa); Olbia 755 mila euro (378 mila per Ici rurale, 136 mila per politica e 241 mila per l'Ici prima casa). -->.

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Comunità montane, via ai tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Campania enti locali Comunità montane, via ai tagli Giro di vite per consiglieri e assessori: il risparmio previsto è di 3,76 milioni Maratona nella notte ieri e lotta contro il tempo per approvare il ddl che riorganizza le Comunità montane in Campania e scongiurare il rischio dell'intervento sostitutivo dello Stato previsto nella Finanziaria 2008. Dei 120 emendamenti iniziali, l'aula ne ha dovuti esaminare un centinaio dopo il ritiro delle modifiche firmate Pd. La legge regionale riduce il numero delle Comunità montane da 27 a 20, prevedendo un consistente smaltimento del numero dei componenti degli organismi di gestione (da 1.208 a 263 consiglieri, da 223 a 54 assessori, da 27 a 20 i presidenti). Il risparmio stimato è di 3,76 milioni di euro. Antonella Autero Un risparmio che sfiora i 4 milioni di euro: è l'effetto della riorganizzazione e dell'accorpamento delle ventisette Comunità montane della Regione Campania. Tagli che passano per l'inclusione dei soli comuni montani e parzialmente montani, l'esclusione dei comuni interclusi, di quelli limitrofi e di quelli costieri, nonché degli enti con popolazione superiore ai 25 mila abitanti. E ancora per la previsione di un solo rappresentante per comune nei Consigli generali delle Comunità montane Oltre a funzioni di difesa del suolo e dell'ambiente, il ddl assegna alle Comunità montane anche un ruolo di primo piano nello sviluppo socio-economico del territorio: spetta a questi enti l'attuazione dei piani pluriennali di sviluppo , dei programmi annuali operativie di progetti integrati di intervento speciale per la montagna. Per accedere ai contributi erogati dalla Regione a sostegno dell'esercizio associato di funzioni e servizi, i comuni appartenenti a una comunità montana possono partecipare alle selezioni esclusivamente attraverso l'organismo di appartenenza. Tra le previsioni più controverse della legge, c'è quella che riguarda il consiglio generale, organo di indirizzo e controllo politico e amministrativo. E' composto da un numero di consiglieri pari al numero dei comuni che costituiscono la Comunità montana, incrementato del 25 per cento. Ogni comune elegge all'interno del rispettivo consiglio un proprio rappresentante che avrà diritto a fare un nome solo: verrà proclamato eletto chi ha raccolto il maggior numero di voti. A parità di voti la spunta il più giovane di età. Alle minoranze spetta il restante 25 per cento: le opposizioni di tutti i comuni riunite in assemblea eleggono propri rappresentanti sulla base di liste separate con metodo proporzionale. Ai componenti del consiglio spetta un gettone di presenza per le sedute nella misura del quaranta per cento di quella fissata dal comma 2 dell'articolo 82 del decreto legislativo 267/2000 (testo unico enti locali). Al presidente della comunità montana e agli assessori spetta anche un'indennità di funzione. Le cifre Le comunità montane passano da 27 a 20 Vengono esclusi 102 comuni Il risparmio stimato è di 3,76 milioni di euro I consiglieri scendono da 1.208 a 263 gli assessori scendono da 223 a 54 i presidenti da 27 a 20 Il risparmio previsto sfiora i 4 mld 20 organismi al posto di 27 1) Monte Santa Croce 2) Matese 3) Monte Maggiore 4) Titerno e Alto Tammaro (accorpa Zona del Titernoe Zona Alto Tammaro) 5) Taburno 6) Fortore 7) Partenio-Valle Di lauro (accorpa le comunità Zona Partenio, Zona Vallo di Lauro e Baianese e Zona Montedonico Tribucco) 8) Ufita 9) Alta Irpinia 10) Terminio Cervialto 11) Irno-Solofrana 12) Monti Piacentini 13) Tanagro-Alto e medio Sele (accorpa Zona del tanagro e Zona Alto e Medio Sele) 14) Alburni 15) Calore Salernitano 16) Vallo di Diano 17) Gelbison e Cervati 18) Alento Monte Sella 19) Bussento-Lambro e Mingardo (accorpa le comunità Zona Bussento e Zona Lambro e Mingardo) 20) Monti Lattari (accorpa Zona Penisola Sorrentina e Zona Penisola Amalfitana) Viene soppressa la Comunità montana Zona Serinese Solofrana, i cui comuni vengono ripartiti tra tre diverse comunità Montane (Partenio- Valle Di Lauro ì, Irno-Solofrana, Terminio Cervialto) Il diktat della Finanziaria La Finanziaria 2008 (commi da 16 a 22 dell'articolo 2) affida alle Regioni il compito di provvedere con legge, al riordino delle Comunità montane. A regime, questa azione di razionalizzazione dovrebbe comportare, in ciascuna Regione, la riduzione della spesa corrente per il finanziamento delle Comunità montane per un importo pari ad 1/3 della quota loro destinata del Fondo ordinario. Il risparmio deve essere conseguito attraverso la riduzione: del numero complessivo delle Comunità montane del numero dei componenti degli organi e delle indennità ad essi spettanti. In caso di inerzia delle Regioni la Finanziaria 2008 ha disposto l'intervento surrogatorio dello Stato attraverso: * la soppressione automatica delle Comunità montane che non corrispondono a precisi criteri altimetrici e di quelle costituite da meno di 5 Comuni; * la decadenza dalla partecipazione alle Comunità dei Comuni capoluogo, di quelli costieri e di quelli con più di 20mila abitanti; * la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori In caso di mancata approvazione della legge regionale sarebbe scattato l'intervento sostitutivo dello Stato attraverso, tra l'altro, la soppresione automatica di Comunità montane con meno di cinque comuni. del 01-10-2008 num.

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Arrivano altre tasse! Comunali pag.3 (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ecco il nuovo testo sul federalismo fiscale pronto per il via libera del governo Mercoledí 01.10.2008 11:52 Ma ci sono anche altre novità. Il Governo ha inserito nella nuova versione del ddl anche l'emendamento delle Regioni a statuto speciale, in particolare per la parte riguardante le accise. "A fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle Regioni a Statuto speciale - si legge nel nuovo articolo 20 - così come alle Regioni a Statuto ordinario, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui all'articolo 2 definiranno le modalita' di finanziamento attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise". La parola però ora passa all'arcipelago delle autonomie locali. Domani, infatti, è atteso in conferenza unificata un loro parere formale. Ma ancora prima le regioni avranno tra mercoledì e giovedì un doppio appuntamento, per verificare le posizioni da assumere. Ma all'ordine del giorno non mancherà un'analisi sulle garanzie che chiedono sul fronte delle risorse per la sanità. E' previsto un incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e una delegazione di presidenti di regione. Ma non sarà l'unico problema che si presentera' sul tavolo della conferenza unificata. Anche i comuni, infatti, l'Associazione nazionale dei comuni italiani torna a chiedere che nel prossimo Consiglio dei Ministri venga approvato il decreto per il rimborso, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. Finché non ci sarà questa certezza l'Anci preannuncia che non parteciperà alle riunioni della conferenza unificata". < < pagina precedente.

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FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

SI ATTENDE L'OK DEGLI ENTI LOCALI FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI Quotidiani online Difesa oggiPolizia oggiStato oggi Stretta finale sul federalismo fiscale. Lo schema di ddl, messo a punto dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli attende ora di conoscere il parere formale di regioni, province e comuni nella conferenza unificata calendarizzata per domani. Sara' poi la riunione dell'esecutivo previsto per dopodomani ad aprirgli le porte delle aule parlamentari. Nel nuovo testo molte delle proposte emendative che nei giorni scorsi l'arcipelago delle autonomie avevava sottolineato sono state accolte. In particolare, i Comuni avranno la compartecipazione all'Irpef, l'addizionale, tributi propri e un fondo perequativo. Quanto alle Province, ci sara' una razionalizzazione delle tasse sull'auto che sara' interamente sostitutiva delle imposte attualmente esistenti. Nel provvedimento ci sara' anche l'attenzione per le richieste avanzate delle regioni a statuto speciale, nel quale si specifica che a fronte dell'assegnazione di nuove funzioni, si definiranno modalita' di finanziamento attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali propri e alle accise. Ma sull'avallo di Regioni, Province e Comuni ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Garanzie sulle risorse per la sanita', come chiesto dai presidenti di regione. E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) - Roma, 1 ottobre.

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Ato Rifiuti, in vistail commissariamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ato Rifiuti, in vista il commissariamento Palermo. Per gli Ato rifiuti è iniziato il conto alla rovescia. Nelle more che venga approvato il disegno di legge per la riduzione da 27 a 10 (uno per ogni provincia, più uno per le isole minori), infatti, scatterà il commissariamento. E' questa la tendenza emersa nel corso dell'incontro avvenuto ieri, a Palazzo d'Orleans, tra il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e l'assessore regionale alla Famiglia, Francesco Scoma, e il presidente dell'Anci, Diego Cammarata, e il presidente dell'Urps, Franco Antoci. Con il commissariamento si avrà l'effetto immediato del risparmio di decine di gettoni di presenza per i componenti dei consigli di amministrazione. Contestualmente, i commissari potranno sbloccare i pagamenti. Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato anche Andrea Piraino e Michele Mongiovì, rispettivamente segretario generale dell'Anci e dell'Urps, il presidente della Regione ha illustrato l'ipotesi di riforma degli Ato rifiuti che ha al primo punto la "restituzione" delle competenze ai sindaci che dovranno fare fronte alle spese con i proventi della tassa sui rifiuti. Dovranno essere scovati gli evasori, anche con controlli incrociati. Il coordinamento delle attività, invece, sarà affidato ai presidenti delle singole Province poiché i confini dei nuovi Ato rifiuti rifiuti coincideranno con quelli provinciali. Per i sindaci e i presidenti di Provincia non è prevista alcun compenso. "Ho assicurato - ha detto il presidente della Regione, Lombardo - il mio sostegno ai rappresentanti di sindaci e presidenti di Provincia, al fine di poter affrontare insieme le molte complessità che coinvolgono gli enti locali dell'Isola, convinto come sono che occorre dare sempre più peso e rilievo alle autonomie locali, così da poter garantire un corretto e autonomo sviluppo di tutto il territorio regionale". Tra gli altri, è stato affrontato anche il problema del contenimento della spesa degli enti locali e dei trasferimenti regionali e statali. Questi ultimi sono condizionati da una norma della finanziaria nazionale che prevede stanziamenti inversamente proporzionali al numero dei componenti delle giunte comunali e provinciali: maggiore è il numero degli assessori, minori saranno i trasferimenti. Una norma che tende a ridurre drasticamente le spese. Il taglio dovrebbe essere di circa il 25%. Per esempio, una grande città ha potuto avere finora anche 16 assessori, mentre con le nuove regole dovrà fermarsi a 12. Sindaci e presidenti di Provincia, se lo vorranno, potranno anche superare la soglia massima prevista, ma diminuirà l'entità dei trasferimenti. Gli assessori in sovrannumero li pagheranno i cittadini. L. M.

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COMUNE, DEBITI DA 35 MILIONI TRA LE SPESE DOPPI RIMBORSI E WC (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA MANOVRA LUIGI ROANO Un milione di euro per "installazione di servizi igienici sul territorio cittadino" ovvero i wc. E ancora: "722mila euro per rimborso arretrati datori di lavoro consiglieri Municipalità". Vale a dire lo stipendio degli eletti che una volta assicuratisi lo scranno nei parlamentini continuano a riceverlo pur non recandosi, nella maggior parte dei casi, sul posto di lavoro in quanto presi dall'impegno istituzionale. Per il quale percepiscono anche i gettoni di presenza. Poi: "132mila euro per locazione di apparecchiature informatiche", si tratta dei computer di Palazzo San Giacomo. Nuovamente i bagni: "100mila euro per cofinanziamento di servizi igienici e 240mila euro per grandi eventi". Sono questi alcuni dati della manovra di assestamento di bilancio presentata ieri in Consiglio comunale dall'assessore competente Enrico Cardillo. Una manovra pesante il cui "impatto - si legge nella relazione dell'assessore - cioè in termini di nuove e maggiori spese è pari a 34 milioni e 295mila euro". Per l'approvazione se ne riparlerà il 9 ottobre quando il Consiglio si riunirà nuovamente sull'argomento. Per il momento basta considerare un altro dato per capire quante siano grosse le difficoltà nel far quadrare il cerchio. Si tratta di quello dei debiti fuori bilancio. Vale a dire spese che trovano copertura ma che non erano state previste, e che costano a Palazzo San Giacomo anche un richiamo dei Revisori dei conti. "Il valore complessivo dei debiti fuori bilancio - scrive Cardillo - da sottoporre al riconoscimento da parte del Consiglio è pari a 58 milioni e 349mila euro; di tale importo circa 24 milioni e 54mila euro già trovano copertura con gli stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2008". A cosa sono serviti i debiti fuori bilancio? È sempre l'assessore a spiegare: "Per Napoli servizi, 23 milioni e mezzo, ma la nostra attenzione non può che concentrarsi su quei debiti che costituiscono maggiori spese per il bilancio e sono determinati da sentenze per circa 23 milioni e 424mila euro. I debiti per sentenze sono il 68 per cento del totale. Una dimensione preoccupante". L'assessore annuncia quindi le contromosse del Comune che si svilupperanno su due linee, in entrambi i casi a finire nel mirino sono i dirigenti di Palazzo San Giacomo che materialmente erogano il debito fuori bilancio: "Il carattere degli interventi sarà sanzionatorio quando ci saranno le condizioni e anche preventivo con un nuovo regolamento". Cardillo si concentra sul contenzioso, sulle cause che perde il Comune, ovvero sul secondo step: "Stiamo avviando - dice - un'incisiva riforma di questo importante servizio con il contributo decisivo dell'assessore Luigi Scotti", l'ex Guardasigilli. Sul fronte dei debiti fuori bilancio l'assessore ieri ha stralciato quello che riguarda gli sfollati o presunti tali. Stop a pagamenti per 3,3 milioni. Una decisione presa sulla scorta dell'operazione svolta dalla Guardia di Finanza e dai Vigili urbani dove si è scoperto che su 260 persone alloggiate in 5 alberghi, solo in 31 avevano diritto a quei fondi. Il Comune eroga complessivamente per sostegno ai senzatetto o a coloro che sono stati colpiti da calamità 5,5 milioni di euro. Fra gli investimenti da segnalare i 3 milioni per l'adeguamento sedi dei vigili urbani.

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IL COMMISSARIO RIVUOLE I GETTONI D'ORO (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il commissario rivuole i gettoni d'oro SABATO LEO Battipaglia. Continua ad essere al centro delle discussioni la "querelle" dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali che é finita nel mirino della Procura della Repubblica. Come é noto, infatti, il pm Massimo Lo Mastro ha ipotizzato le ipotesi di reato di abuso di ufficio e di truffa nei confronti di trentatre ex consiglieri comunali. Mentre, quindi, va avanti l'inchiesta penale, si è in attesa del verdetto del Tribunale amministrativo regionale che é stato investito da alcuni interessati. Il responso, in sede cautelare, del Tar (2^ sezione) dovrebbe arrivare il 16 ottobre. Intanto, il commissario prefettizio, Alfonso Noce, ha depositato al Tar la memoria difensiva del Comune. I ricorsi hanno per oggetto la restituzione di somme percepite negli anni 2003, 2004 e 2005 a titolo di indennità di funzione. Secondo Palazzo di Città la somma da recuperare nei confronti dei consiglieri ammonta a ben 450mila euro. Nell'atto di costituzione dell'Amministrazione comunale presso il Tribunale Amministrativo Regionale, i ricorsi sono definiti "pretestuosi" e del tutto "infondati" per una serie di considerazioni giuridiche svolte dall'avvocato Giuseppe Lullo, dirigente del servizio Avvocatura. Palazzo di Città, inoltre, si oppone all'accoglimento, da parte dei giudici amministrativi, della domanda sospensiva, presentata nei ricorsi per "insussistenza del cosiddetto "fumus boni iuris" (apparenza di buone ragioni) e del danno grave ed irreparabile". Secondo la memoria difensiva, con gli atti del servizio Finanziario non sarebbe stata intrapresa alcuna azione pregiudizievole per i ricorrenti ma sarebbe stata solo notificata una costituzione in mora con effetti interruttivi della eventuale prescrizione. In via pregiudiziale, poi, il Comune solleva il difetto di giurisdizione del Tar in quanto il provvedimenti impugnati ricadrebbe nella competenza del Giudice ordinario (Tribunale civile). Finora si sono rivolti al Tar gli ex consiglieri Salvatore Anzalone, Pasquale Milano e Giovanni Capodanno (difesi dagli avvocati Franco Massimo Lanocita, Getano Paolino e Marisa Annunziata), Piero Rocco (avvocato Italo Rocco) ed Antonio Carbone ed Enrico Garofalo (avvocato Domenico De Sio). Milano, tra l'altro, ha devoluto l'indennità in beneficenza. Nei prossimi giorni, arriveranno senz'altro altri ricorsi, magari dopo che ci sarà stato il primo verdetto favorevole del TAR. Sotto accusa é finito il servizio Finanziario che, anche sulla base di un parere del ministero dell'Interno, ha effettuato i conguagli sulle somme percepite indebitamente. Ciascun consigliere dovrebbe restituire circa 15mila per il triennio. Nel 2003 il Consiglio comunale fissava 37,96 euro il gettone di presenza e 650,74 euro l'indennità di funzione. Detti importi venivano confermati per il 2004 e ridotti, però, nel 2005, rispettivamente, a 36,87 euro e 632,14 euro. Alcuni ex consiglieri evitano di presentare ricorso e preferiscono pagare per non generare una situazione di lite pendente con il Comune. La qualcosa comporta per chi ricorre la sicura incompatibilità, se eletto. A meno che, prima della presentazione della candidatura, non intervenga la rinunzia al ricorso e, conseguentemente, il versamento nelle casse comunali di quanto richiesto dalla dirigente dell'Ufficio Ragioneria, marina Fronda.

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Federalismo, una Camera per le Regioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 235 del 2008-10-01 pagina 0 Federalismo, una Camera per le Regioni di Redazione Bossi: "L'esame del provvedimento inizierà al Senato". Il ministro Calderoli: "Non può esserci federalismo senza federalismo fiscale, ma anche il federalismo fiscale ha bisogno di una Camera delle regioni, che segnerà la fine del bicameralismo perfetto" Roma - Bossi ha annunciato che l'iter del ddl sul federalismo fiscale - che sarà varato dal governo venerdì prossimo - partirà dal Senato. La Lega è fermamente intenzionata a portare a casa il risultato. "Siamo venuti a vedere come incardinare in parlamento il provvedimento che inizierà qui a Palazzo Madama", dice il ministro delle Riforme e leader della Lega Umberto Bossi, parlando con i giornalisti al termine della colazione di lavoro a palazzo Giustiniani con il presidente del Senato Renato Schifani. Alla domanda se si tratti di una vittoria storica della Lega, il Senatùr ostenta cautela: "Speriamo di andare fino in fondo". A chi gli chiede, invece, un commento alle critiche di Massimo D'Alema e dell'opposizione su un progetto ancora privo di contenuti, Bossi replica: "Stiano tranquilli". Una Camera per le Regioni Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli prevede un'iniziativa legislativa del governo in materia di riforma costituzionale in senso federalista. "Credo che ci sarà una proposta del governo", ha detto Calderoli. I decreti legislativi relativi al federalismo fiscale e al federalismo costituzionale "dovrebbero arrivare a compimento quasi insieme", ha detto. "Non può esserci federalismo senza federalismo fiscale, ma anche il federalismo fiscale ha bisogno di una Camera delle regioni, che segnerà la fine del bicameralismo perfetto". Ridurre i costi della politica Il ministro ha osservato, inoltre, che con la riforma costituzionale "ne approfitteremo anche per ridurre il numero dei componenti il parlamento e i costi della politica". Da sinistra critiche strumentali "Le leggi delega prevedono solo dei principi, in seguito con i decreti legislativi si riempiono di numeri. Quindi, è evidente che, se l'eccezione è questa, è strumentale, di chi non vuole contribuire a questo cammino". Così Calderoli replica alle critiche del centrosinistra al federalismo fiscale, del quale, in particolare il Pd, chiede di poter vedere le cifre. "Per fortuna - aggiunge Calderoli - tanti amministratori dell'opposizione dimostrano un atteggiamento positivo e propositivo". Per quanto riguarda, poi, il clima sul provvedimento in parlamento, il ministro sottolinea: "Ci aspettiamo che il medesimo clima che c'è stato fino ad oggi venga utilizzato in parlamento intorno a quel testo, che può essere migliorato, su cui possono dare ulteriori contributi tutti quelli che vogliono fare la loro parte". Federalismo fiscale Aliquota riservata sull'irpef alle regioni, compartecipazione all'irpef ai comuni per finanziare le funzioni fondamentali, razionalizzazione dell'imposizione fiscale sugli autoveicoli in favore delle province. Sono queste le principali novità del disegno di legge sul federalismo fiscale del ministro Calderoli, che venerdì approderà in consiglio dei ministri. Sanità, assistenza e istruzione "La riserva di aliquota sull'imposta regionale sui redditi delle persone fisiche o dell'addizionale regionale" all'irpef, prevista dall'articolo 6 del testo, sarà destinata a finanziare i livelli essenziali delle prestazioni delle regioni in sanità, assistenza e istruzione. Per i comuni l'articolo 10 stabilisce che le funzioni fondamentali sono finanziate dal gettito derivante dalla compartecipazione e dall'addizionale irpef, dai tributi propri disciplinati dalla legge statale e dal fondo perequativo e che "la manovrabilità dell'addizionale all'irpef è stabilita tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce". L'articolo 9 prevede che siano i decreti delegati a definire le modalità con cui le spese per le funzioni non fondamentali "sono finanziate con il gettito dei tributi propri e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale". Tributi comunali e provinciali Ci sarà inoltre "un tributo proprio comunale e uno provinciale che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca ai comuni e alle province la facoltà di applicarli in riferimento a particolari scopi e per finanziare oneri derivanti da eventi o opere particolari relativi alle loro funzioni istituzionali". In relazione agli obiettivi di finanza pubblica, l'articolo 15 introduce in favore degli enti più virtuosi e meno virtuosi "un sistema, rispettivamente premiante e sanzionatorio, che porti per i primi a modificazioni della aliquota di un tributo erariale commisurate allo scostamento tra i risultati" attesi e raggiunti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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##Federalismo/ Sanità e Ici, si cerca accordo con Regioni e (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Comuni Decisivi incontri Premier-governatori e Calderoli-Sindaci postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - Fondi per la sanità e rimborso dell'Ici: sono i due macigni che sbarrano ancora la strada al federalismo fiscale. Alla vigilia della Conferenza Unificata che dovrà dare il parere sul federalismo fiscale, è tutto da raggiungere l'accordo con le Regioni e i Comuni, che nelle ultime ore hanno alzato di parecchio i toni. Il futuro del ddl è appeso all'esito dell'incontro di stasera tra le Regioni e il premier Silvio Berlusconi, e di quello di domani mattina tra Roberto Calderoli e l'Anci. Il testo del ddl, nell'ultima versione preparata da Roberto Calderoli, accoglie molte richieste delle autonomie locali, ma restano da sciogliere i nodi delle risorse. Il primo appuntamento decisivo è per stasera a palazzo Chigi: sul tavolo dell'incontro tra Silvio Berlusconi e le Regioni ci saranno la sottostima del fondo sanitario per il biennio 2010-2011 (7 miliardi di euro) e i fondi per evitare il ritorno dei ticket (440 milioni). Se le Regioni non avranno dal premier risposte positive, l'accordo sul federalismo fiscale con i governatori potrebbe saltare. Ma anche i Comuni sono sul piede di guerra: i sindaci hanno in ballo 1,5 miliardi di euro (mancata copertura del taglio Ici, Ici rurale del 2007 e taglio dei costi della politica). E il Presidente dell'Anci è durissimo: "In questa situazione è perfettamente inutile discutere di federalismo fiscale". Tuttavia Roberto Calderoli ha dato la disponibilità ad incontrare l'Anci "per illustrare i contenuti del decreto che verrà portato venedì al Consiglio dei Ministri", prima della Conferenza Unificata che i sindaci sono pronti a disertare. A quanto si apprende, il governo è pronto a mettere sul piatto 685 milioni da subito, per coprire Ici rurale e costi della politica, e ad assumere l'impegno a verificare in aprile, quando saranno disponibili i dati, l'eventuale necessità di compensare ulteriormente il taglio dell'Ici sulla prima casa. Sulla parte normativa, Calderoli ha fatto ogni sforzo per venire incontro alle richieste di Regioni, Comuni e Province, ritenendo fondamentale il consenso delle autonomie locali al Ddl. E così, nell'ultima versione del testo, inviata ieri dal ministro, le Regioni hanno una aliquota Irpef riservata che insieme all'addizionale e al fondo perequativo finanzi integralmente i livelli essenziali delle prestazioni delle Regioni su sanità, assistenza e istruzione. Non solo: le Regioni avranno la garanzia che l'eventuale differenziale tra i dati previsionali e l'effetivo gettito dei tributi sarà coperto, e la garanzia che "la somma delle nuove entrate regionali sia, per il complesso delle Regioni, non inferiore" agli stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi di personale e di funzionamento, che vengono contemporaneamente cancellati. Insomma, le Regioni hanno la certezza di non prendere meno soldi di quanti non ne ricevano ora come trasferimento dallo Stato. Confermata infine, all'articolo 20, l'estensione a tutte le Regioni di "forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise" a fronte dell'assegnazione di nuove funzioni, come chiesto dalla Conferenza dei governatori. Quanto ai Comuni, l'articolo 10 del ddl Calderoli mette nero su bianco la garanzia del "finanziamento integrale in base al fabbisogno standard" delle funzioni fondamentali. Le funzioni non fondamentali "sono finanziate con il gettito dei tributi propri e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale". Ci sarà inoltre "un tributo proprio comunale e uno provinciale che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca ai Comuni e alle Province la facoltà di applicarli in riferimento a particolari scopi e per finanziare oneri derivanti da eventi o opere particolari relativi alle loro funzioni istituzionali". Garanzie anche per lafase di passaggio dalla spesa storica ai costi standard. L'articolo 17 stabilisce che sul gettito delle nuove entrate regionali ci sarà "una verifica, concordata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, dell'adeguatezza e della congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite". L'articolo 18 concede agli enti locali 5 anni per il passaggio ai costi standard in riferimento sia alle funzioni fondamentali che alle altre spese. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni per l'individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali "il fabbisogno delle funzioni di Comuni e Province è finanziato considerando in modo forfetario l'80% di esse come fondamentali ed il 20% di esse come non fondamentali". Fatta salva l'autonomia delle Regioni e con esclusione dei fondi erogati da queste agli enti locali e dei finanziamenti Ue, nello stesso periodo, il finanziamento delle funzioni, fondamentali e non, di Comuni e Province è riferito nella fase di avvio all'insieme delle rispettive funzioni" così come indicate nei rendiconti "dell'ultimo anno antecedente alla data di entrata in vigore della presente legge".

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Il ministro si è rifiutato di incontrare le Regioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLEMICHE CONTRO IL GOVERNO Il ministro si è rifiutato di incontrare le Regioni GUALTIERI. Molti gli interventi durante il consiglio comunale: "La situazione è davvero buia - aggiunge il consigliere Pietro Teodori - Dobbiamo valutare seriamente la possibilità per Tecnogas di staccarsi da Merloni ed essere autonoma, ma non so se sarà fattibile". Coglie l'invito di Bondi alla solidarietà materiale Enrico Ragni, segretario Prc a Gualtieri: "Il nostro circolo di Rifondazione mette a disposizione 500 euro a favore dei dipendenti Tecnogas; la crisi ci serva a capire quanto poco si è fatto per il lavoro "umile" e quanto poco lo si conosce". Solidarietà anche dal capogruppo di maggioranza a Guastalla Enrico Benassi (che proporrà al consiglio di versare il gettone di presenza) e dal sindaco di Gualtieri, che ha sospeso i fuochi d'artificio della fiera, devolvendo l'equivalente ai lavoratori. "Fin qui si è operato bene, con identità di vedute tra amministrazioni e sindacati - dichiara Renzo Bergamini, capogruppo di maggioranza a Gualtieri - Dovrebbe vergognarsi chi, nelle file del Popolo delle Libertà, ha detto che cavalchiamo la vicenda a fini elettorali". Più duro il consigliere luzzarese Franco Scardova: "Sono gli esponenti economici e politici di centrodestra che, con la crisi Tecnogas, vogliono punire il nostro territorio". Le dichiarazioni hanno provocato la replica di Fausto Fontanesi, capogruppo Pdl a Gualtieri: "Come si può dire che speculiamo sulla crisi? E' un atteggiamento puerile". "Ho chiesto spiegazioni alla proprietà sul futuro dell'azienda e non ho ricevuto risposta - dice con fermezza Antoine Van De Putte, belga a lungo collaboratore di Tecnogas per i rapporti con l'estero - La Tecnogas non ha bisogno di nessuno, solo di tornare operativa da mattino a sera". (g.m.).

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Frieri e i costi della politica Risparmiamo solo 69mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Frieri e i costi della politica "Risparmiamo solo 69mila euro" Costi della politica, il Comune denuncia: "In ottemperanza alle disposizioni della legge finanziaria 2007, riusciamo a risparmiare appena 69mila 473 euro". Nello specifico "si tratta di riduzioni sui contributi agli amministratori locali in aspettativa retribuita, di tagli sulla commissione elettorale, di eliminazione di indennità di trasferta per assessori e presidenti di circoscrizione e di risparmio sui gettoni per i consiglieri. Tale risparmio dovrebbe "andare a coprire la riduzione del contributo ordinario del governo agli enti locali previsto dall'articolo 2 della legge finanziaria. Un taglio che, a livello nazionale, risulta essere di 313 milioni di euro e che per Modena raggiunge quasi 940 mila euro". Questo provoca al Comune "un ammanco probabile di circa 870 mila euro rispetto a quanto previsto dal contributo ordinario negli anni precedenti". In merito l'assessore al Bilancio, Frieri, parla di "una sensazione di instabilità avvalorata dai tagli e dalle riduzioni che le amministrazioni locali si trovano ad affrontare". Per Frieri "rispettando le indicazioni della legge si ottiene un risparmio irrisorio paragonato al taglio atteso dalla nostra amministrazione. Inoltre vorrei aggiungere che il bilancio del Comune è di circa 200 milioni di euro. Una cifra che rende quanto mai irrisori i 70 mila euro di risparmio".

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La deriva a Castenedolo (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 02/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BASSA BRESCIANA DOMANI IL LIBRO DI STELLA "La deriva" a Castenedolo Martinazzoli e Gian Antonio Stella a Castenedolo nel 2007 CASTENEDOLO - Dopo "La casta" ecco "La deriva". L'inviato del Corriere della Sera Gian Antonio Stella torna a Castenedolo un anno dopo. Alla fine del mese di settembre del 2007 fu ospite del "Circolo Culturale Aldo Moro" per parlare del libro suo (e di Sergio Rizzo) sulla politica ed i politici italiani. Domani, venerdì 3, alle 20,45, sarà di nuovo nella Sala dei Disciplini, stavolta per discutere sull'ultimo libro (scritto sempre a quattro mani con Rizzo): "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli editore). Con il giornalista autore ci saranno uno scienziato, un sociologo, un esponente della finanza ed un politico, vale a dire il prof. Antonino Zichichi, il prof. Ilvo Diamanti, Marco Tronchetti Provera (presidente di Pirelli e vice presidente di Mediobanca), l'on. Mino Martinazzoli. Tutti chiamati a commentare le tesi di Stella, secondo le opinioni personali e le angolature professionali. Il padrone di casa, per il Circolo Aldo Moro, sarà Gianbattista Groli. L'iniziativa di domani sera rientra nell'ambito delle manifestazioni promosse dal Circolo Culturale per ricordare i 30 anni dall'omicidio dello statista e presidente della Dc.

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Gettone dimezzato per i consiglieri assenteisti (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pronta la delibera, risparmio fino a 20 mila euro. Pattini: "Segnale etico della politica" Chi partecipa a meno della metà della durata della seduta guadagnerà 60 euro anziché 120 (30 euro i consiglieri circoscrizionali). Provvedimento in aula a fine mese CHIARA BERT TRENTO. Il risparmio stimato per le casse comunali è poca cosa: circa 20 mila euro, su una spesa complessiva di 500 mila euro tra consiglio e commissioni. Ma il taglio dei gettoni di presenza ai consiglieri (50% in meno per chi partecipa a meno della metà della seduta) è un segnale importante perché - dopo il ticket sui parcheggi - è il primo che faticosamente arriva in porto a palazzo Thun. La delibera è stata inviata ieri alle circoscrizioni e a fine mese approderà in aula. Dopo un anno di discussione e polemiche, il percorso a questo punto dovrebbe essere in discesa. Lunedì la conferenza dei capigruppo ha dato parere positivo all'unanimità al provvedimento: trattandosi di una modifica allo statuto comunale, per essere approvata alla prima votazione la delibera dovrà ottenere la maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri. Ma prima di arrivare in aula, dovranno dire la loro le circoscrizioni, direttamente coinvolte dalla novità. Il taglio al gettone riguarda infatti sia il consiglio comunale che i parlamentini di quartiere: la riduzione del 50% scatterà per chi partecipa a meno della metà della durata della seduta, che di solito è di tre ore per il consiglio e di un'ora e mezza per le commissioni. Per i consiglieri comunali significa una decurtazione sul gettone da 120 a 60 euro, per i consiglieri circoscrizionali da 60 a 30 euro. La proposta di una riduzione era stata lanciata più di un anno fa da Trento democratica, all'interno di un pacchetto di proposte per ridurre i costi della politica, dalla riduzione del numero delle sedute di consiglio e delle commissioni all'abolizione del fondo per i gruppi. In molti, anche tra le fila della maggioranza, insorsero: "Non è il Comune il luogo dei privilegi". L'allora assessore al bilancio Maurizio Postal ipotizzò di sostituire i gettoni con un'indennità fissa a scalare e di istituire budget fissi per consiglio, commissioni e circoscrizioni. Poi arrivò il gruppo di lavoro bipartisan e l'accordo fu trovato sulla proposta di dimezzare il gettone per chi partecipa a meno della metà della seduta. Dai conteggi effettuati dagli uffici comunali rispetto al trend degli ultimi anni, il taglio - su un totale di 500 mila euro stimati di spesa complessiva - porterà ad un risparmio tra i 10 e i 20 mila euro: 10 mila per il consiglio, quasi altrettanti per le commissioni. "Il risparmio è relativo - avverte il presidente del consiglio Alberto Pattini - ma questo passaggio ha soprattutto un valore etico, è un segnale di responsabilità della classe politica. I casi di consiglieri che arrivano sistematicamente in grave ritardo, o vanno via molto prima della fine della seduta, si contano sulle dita. Ma questo sarà uno stimolo per tutti ad essere più partecipi". I costi del Comune sono da anni in costante aumento (vedi tabella nella pagina, ndr), in tre anni nelle circoscrizioni la spesa è triplicata. E ogni anno, puntualmente (è accaduto due settimane fa), a settembre palazzo Thun è costretto a stanziare nuovi fondi oltre a quelli preventivati a inizio anno perché le sedute sono state più del previsto. "Si poteva fare di più, ma sulla riforma delle commissioni ci sono state delle prevedibili resistenze", ammette Pattini, "i gruppi hanno paura di perdere posti di rappresentanza". Intanto arriva il taglio dei gettoni, che non è poi così traumatico: 60 euro restano pur sempre 9 euro in più di quanto i consiglieri incassavano fino al 2005 (prima della riforma Amistadi che ha raddoppiato il compenso) e molto più di quanto guadagna per esempio un consigliere comunale a Bologna (36 euro).

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Mini-enti, due indennità al sindaco-onorevole (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali e Stato Numero 234, pag. 44 del 2/10/2008 Autore: Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF     Mini-enti, due indennità al sindaco-onorevole I sindaci dei comuni con popolazione inferiore a cinque mila abitanti, che rivestono contemporaneamente la carica di parlamentare, potranno liberamente cumulare le due indennità, in quanto il legislatore nazionale, modificando nella legge finanziaria 2008 l'articolo 83 del Tuel, non si è occupato delle altre ipotesi, nelle quali per taluni e più ridotti ambiti non sussistono incompatibilità. Lo ha chiarito la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la regione Lombardia, nel testo della deliberazione n.69 depositata il 22 settembre 2008, con la quale ha affrontato la portata del nuovo testo dell'articolo 83 del Tuel, riformato dalla legge finanziaria 2008, in tema di incumulabilità di indennità e gettoni di presenza, rilevando, nel corpus normativo della Finanziaria, una sorta di "vuoto legislativo", cui però si potrebbe porre rimedio con analogo provvedimento di legge. La questione posta al collegio della magistratura contabile lombarda è stata formulata dal sindaco del comune pavese di San Genesio ed Uniti (il senatore della Lega Nord, Roberto Mura), in ordine alla possibilità o meno, per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a cinque mila abitanti, eletti in parlamento, di cumulare l'indennità di carica di sindaco con quelle connesse al mandato parlamentare. Una richiesta chiarificatrice, quella espressa dal primo cittadino del comune pavese, che si è resa dovuta per effetto degli interventi operati sul testo del citato articolo 83 del Tuel, da parte dell'articolo 2, comma 26 della legge n.244/2007. Norma questa che prevede il divieto di cumulo tra i gettoni di presenza corrisposti ai consiglieri degli enti territoriali e le indennità parlamentari e che ha generato i dubbi relativi alla cumulabilità delle funzioni connesse al mandato sindacale. Un quesito, ha ammesso la Corte lombarda, che rientra "lato sensu" nella disciplina dettata dal cosiddetto contenimento dei costi della politica, dai limiti di ammissibilità di indennità percepibili e, a monte, dagli ambiti di incompatibilità tra funzioni pubbliche elettive. Ma gli interventi legislativi, ha rilevato la Corte nel testo dell'interessante parere, sono stati indirizzati a limitare i cosiddetti costi della politica indirizzandosi verso "le più ricorrenti ipotesi nelle quali non si verificano casi di incompatibilità e nelle quali sussisterebbe, in astratto, il diritto a percepire l'indennità per ciascuna delle due cariche". Ora, si ammette nel parere in esame, l'articolo 2, comma 26 della legge finanziaria 2008, modificando radicalmente il testo dell'articolo 83 del Tuel, ha previsto il divieto di cumulo tra i gettoni di presenza corrisposti ai consiglieri degli enti territoriali e le indennità parlamentari. Una ratio giusta, quella della norma nazionale, che ha inteso così evitare che vengano percepite ambedue le indennità spettanti sia per gli incarichi elettivi parlamentari che quelle previste per egli enti locali. Ma il legislatore, bacchetta il collegio lombardo, "non si è invece occupato delle altre ipotesi nelle quali, per taluni e più ridotti ambiti, non sussistono incompatibilità". Il riferimento del collegio va a rivestire contemporaneamente la funzione di sindaco di un comune con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti e l'incarico parlamentare. Ipotesi che, rimarca la Corte, si presentano obiettivamente "in controtendenza" rispetto all'indirizzo generale di contenere la spesa e di cui ne è piena la manovra finanziaria del 2008 (si pensi alla riduzione del numero degli assessori, al drastico taglio delle comunità montane, al divieto di erogare gettoni ai consiglieri circoscrizionali e ai componenti la commissione elettorale comunale). Pertanto, ha rilevato la Corte lombarda, è pacifico che i limiti di incompatibilità (così come quelli di cumulabilità), costituendo principi di "remunerazione nella forma indennitaria di incarichi pubblici", possono essere fissati solamente dalla legge. Auspicando in sottofondo un intervento legislativo sul punto, la Corte ha concluso che il legislatore non ha precluso ai sindaci dei comuni con popolazione inferiore a cinque mila abitanti, la facoltà, per chi esercita la funzione parlamentare, di cumulare l'indennità di deputato o senatore con quella di sindaco, spettategli nella misura fissata dalla legge per la classe di appartenenza del comune.

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Scontro in aula sui conti pubblici (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il sindaco Pagani: "Provvisorio il blocco delle opere pubbliche" Casale - Lo stato di salute dei conti pubblici è stato l'argomento principe della seduta di consiglio comunale di martedì sera che aveva tra i primi punti all'ordine del giorno la variazione al bilancio di previsione 2008 e la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Ma non solo: l'analisi attuale dei conti comunali è stata contestuale all'approfondimento delle strategie amministrative e dell'attuazione del programma da parte dell'esecutivo guidato dal sindaco Angelo Pagani. Non sono mancati scambi di opinioni e di vedute sulle scelte politiche attuate dal centro sinistra e messe sotto la lente d'ingrandimento da parte di tutte le opposizioni (Pdl, Lega Nord e Partito comunista dei lavoratori). Le minoranze sono state fortemente critiche sull'attuale andamento delle finanze comunali, mettendo il dito nella piaga e denunciando errori di previsione soprattutto nel settore delle entrate. L'esecutivo di centro sinistra, però, ha alzato le barricate ribadendo che le difficoltà sono sopraggiunte a seguito della soppressione dell'Ici, aggravate da minori introiti sugli oneri di urbanizzazione. Sia il sindaco Pagani che l'assessore Marco Minoia hanno replicato agli strali dell'opposizione difendendo la scelta di spostare i soldi del capitolo investimenti al settore delle spese correnti. Una scelta provvisoria, hanno sottolineato, in attesa che entrino gli oneri di urbanizzazione e, soprattutto, che si sblocchino i fondi statali. Di fatto quindi, almeno per ora, il pacchetto di opere pubbliche, fatta eccezione per gli impianti sportivi a Zorlesco, il primo tratto di pista ciclabile per Vittadone e, ovviamente, opere già in essere come la casa di riposo e la copertura del colatore Brembiolo, è stato "congelato". L'opposizione ha incalzato puntando l'indice su alcune situazioni, anche pregresse, ritenute causa prima delle attuali criticità: gli esponenti di Forza Italia, in particolare, hanno censurato gli alti costi della politica e i troppi oneri dovuti per progettazioni (rifacimento di piazza del Popolo e nuova casa di riposo). Flavio Parmesani (Lega Nord) ha giudicato eccessivo l'onere di 320mila euro per gli spogliatoi a Zorlesco. Leopoldo Cattaneo (Partito comunista dei lavoratori) ha puntato il dito contro l'esecutivo per ribadire che, in materia di politiche ambientali e di viabilità, è calato il silenzio, mentre ha sottolineato che, sotto il profilo amministrativo, "siamo al fallimento della politica della maggioranza". Cattaneo, in apertura di seduta aveva chiesto un consiglio comunale aperto per discutere sui provvedimenti adottati dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, mentre il leghista Parmesani, sempre in avvio dei lavori consiliari, aveva esortato la maggioranza a promuovere accertamenti sugli stranieri che si spacciano per "falsi poveri", pur essendo proprietari di abitazioni nei loro paesi d'origine. Matteo Spagnoli 02/10/2008.

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Grazie, Chievo SuperMario in Nazionale ? (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO. È UNA DELLE NOTE PIÙ LIETE DI QUESTO AVVIO DI STAGIONE. IL DIFENSORE COLOMBIANO DOVREBBE ESSERE CONVOCATO OGGI Grazie, Chievo SuperMario in Nazionale ? di Raffaele Tomelleri Il Chievo ti cambia la vita. A volte la rende più bella. Basta indossare una maglia, mettersi a pigliar palloni che spiovono dal cielo, e dall'altra parte dell'Oceano tornano a parlare di te. Di più: tornano a considerarti un pezzo grosso. La storia bella è quella di Mario Yepes. Il centrale difensivo promosso a titolare da Beppe Iachini oggi vivrà una giornata di forti emozioni. Da Bogotà, infatti, il giocatore colombiano dovrebbe ricevere la "chiamata alle armi" da parte del selezionatore Eduardo Lara Lozano. In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta. Alle 18 italiane, le 11 a Bogotà, verrà resa ufficiale la lista dei convocati per il 'concentramento' che vedrà impegnata la Colombia l'11 ottobre a Bogotà contro il Paraguay e il 15 a Rio de Janeiro contro il Brasile. Certo, se Mario parte, Iachini dovrà fare di necessità virtù, e perdere per un po' di tempo un giocatore che da subito aveva conferito esperienza e solidità al reparto difensivo. In attesa della chiamata, SuperMario parla del presente, del suo approccio con il mondo Chievo, della sfida salvezza e dell'impatto con il calcio italiano. "Il calcio italiano è difficile, molto difficile. Basta guardare la classifica delle prime giornate per vedere che anche qualche 'big' si trova lontano dalle piazze nobili della classifica. Qui non regala niente nessuno". E il mondo Chievo? "Mi sto ambientando bene, l'impatto è buono, ho imparato tante cose. Sul piano tattico ho lavorato molto, e i risultati fin qui sono stati gratificanti". La stazza, però, impone di rischiare, di provare ad andare in avanscoperta. Yepes, infatti, potrebbe diventare valore aggiunto sui calci piazzati. Uno come lui ci arriva sempre sulle palle più velenose. "Proverò anche questo. Ma l'ho detto: piano piano mi sto inserendo nei meccanismi della squadra. Voglio fare tutto nel modo migliore". Non a caso, vasta guardare il curriculum, è uno di quei difensori che ogni tanto ci mette la firma. Finora 25 gol per lui, record personale di 6 ai tempi belli del Deportivo di Calì e della maglia biancoverde. Iachini lo ha fatto ambientare giusto il tempo per mandarlo nella mischia con i gradi di titolare. "Ma è solo l'inizio- dice il colombiano- e ogni partita rappresenterà una conferma. Non c'è mai niente di sicuro. Dovrò gestirmi sempre ai massimi livelli". Chievo è presente. Il passato ha visto Yepes vestire le maglie di club blasonati. Prima, la partenza nel Calcio Cortulua, giusto per capire chi era. Poi ha giocato con il Deportivo Calì, società della sua città, quindi è passato al River Plate, prima del grande salto in Europa. "Non giochi nel River plate se sei uno qualunque" diceva giorni fa Marco Pacione. SuperMario è rimasto per sei anni in Francia, dove ha onorato le maglie di Nantes e Paris Saint Germain. E col PSG ha vinto una Coppa di Francia (e un'altra l'ha persa in finale), raggiungendo pure due finali di Supercoppa. Un baluardo, una garanzia. Senza contare che con la maglia della Nazionale aveva vinto una Coppa America, scusate se è poco. Lui, piazzato là in mezzo, sguardo da duro e paura di niente. A trentadue anni, s'è scoperto addosso la voglia di riprovarci. Di rimettersi in discussione. Lo volevano in Francia, lo cercavano in Spagna, in patria avrebbero fatto carte false per averlo. Lui aveva voglia di iniziare una storia tutta nuova. "Quando m'ha chiamato il Chievo non ho avuto dubbi. Il segreto- ha ammesso- è mettersi sempre in discussione. Ripartire da zero, cercare di spingersi sempre più in là". Al Chievo pare esserci riuscito fin da subito. Contro Samp, Toro e Catania sono arrivate prestazioni importanti. La Fiorentina, ormai alle porte, diventa banco di prova severo anche per lui, "Partita severa, di quelle giuste per capire chi siamo". Prova del fuoco. Yepes ci mette la mano. Non ha paura di bruciarsi.

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Sono a posto i conti di ponte san nicolò (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia Sono a posto i conti di Ponte San Nicolò PONTE SAN NICOLò. A conti fatti l'amministrazione comunale tira un sospiro di sollievo: dopo un attento esame Olindo Morello, assessore al Bilancio di Ponte San Nicolò, può affermare con soddisfazione che non è necessaria alcuna operazione di riequilibrio di gestione: "Abbiamo rispettato le previsioni relative al bilancio per la realizzazione dei programmi". Morello ha previsto poi entrate extra, pari a 130 mila euro, derivanti dall'addizionale Irpef, dall'imposta comunale sulla pubblicità, dalle violazioni al codice della strada (è attesa un'entrata complessiva di 125 mila euro) e da contributi regionali. Denaro che verrà completamente reinvestito: stipendi, fornitura di calore agli edifici pubblici, trasporti. Prevista poi la realizzazione di un progetto di integrazione di alcune banche dati al fine di migliorare l'attività di lotta all'evasione fiscale, che costerà 30 mila euro. "Con la quota rimanente dell'avanzo di amministrazione, 442 mila euro, e con una parte dei proventi delle concessioni edilizie, 197 mila euro, finanzieremo un progetto di sicurezza e manutenzione delle strade di cui il nostro territorio sente il bisogno - sottolinea Morello -. Ci è stato anche assegnato un contributo regionale per la sistemazione della ex sede comunale di 200 mila euro: permetterà di finanziare le spese di sistemazione delle aree all'esterno dell'edificio". Gli unici grattacapi arrivano direttamente da Roma: "Il ministero dell'Interno non ci ha ancora reso note le spettanze del fondo ordinario, ossia dei trasferimenti correnti. Che dire poi del taglio dell'Ici? Per Ponte San Nicolò sono più di 100 mila euro in meno nel 2008. Questione aperta poi i risparmi derivanti dalla riduzione dei costi della politica come disposto dalla Finanziaria: nel nostro caso un taglio di 41 mila euro su una reale minore spesa prevista di circa 3.200 euro". (Fabiana Pesci).

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Innovazione, primato del veneto - alessandra carini (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia Innovazione, primato del Veneto C'è un sistema industriale regionale che punta ai brevetti e all'alta tecnologia I risultati di una ricerca che ha analizzato le funzioni dei distretti La maggiore capacità tecnologica delle aziende è legata al maggiore numero dei brevetti ALESSANDRA CARINI VENEZIA. C'è un Veneto che innova, che brevetta i suoi prodotti, che è presente con le sue fabbriche nel settore della media e alta tecnologia. Un Veneto che, per importanza e innovazione, si colloca ai primi posti tra le Regioni più sviluppate dell'Europa. Non sono, queste affermazioni, frutto di un'ennesima analisi intuitiva sulla vitalità del sistema industriale italiano e sulle sue capacità di ristrutturarsi. Sono invece la conclusione di una ricerca fatta a colpi di numeri che misurano l'entità dei brevetti ottenuti in Italia. La ricerca, la prima del genere in Italia, è stata presentata al tradizionale appuntamento di Artimino a Prato tra gli economisti che si occupano di distretti industriali. Il tema scelto quest'anno è stato proprio l'innovazione nell'industria italiana. Un tema quasi misterioso perché nessuno ha saputo finora rispondere con i fatti ad una domanda che è corsa in questi anni di ristrutturazione dell'industria italiana, piccola, media o grande che sia: come si fa a vincere sui mercati mondiali con un'industria piazzata nei settori tradizionali, alle prese con una concorrenza feroce dei paesi emergenti? La risposta corrente è stata quella di sempre: la fantasia, la capacità di innovare prodotti, insomma il puro animal spirit dei nostri imprenditori. Ma adesso la ricerca, condotta da Carlo Trigilia e Francesco Ramella, quantifica un aspetto finora sconosciuto e comunque finora non misurato: la capacità di innovazione dell'industria italiana. Come unità di misura gli studiosi dell'Università di Firenze e di Urbino hanno preso proprio il numero dei brevetti. Ed ecco i risultati per molti aspetti clamorosi. Il primo. In Italia non sono pochi i brevetti: sono circa 28.000 per il 90% concentrati nelle Regioni del Centro Nord. Il 46.7% è nelle Regioni del Nordovest, il 43,3% nelle Regioni della Terza Italia, cioè il centro e la fascia adriatica più sviluppata industrialmente. Secondo. La classifica delle Regioni più innovative, sotto questo punto di vista, vede sul podio con la medaglia d'oro la Lombardia, con 9223 brevetti, seconda, con quella d'argento, l'Emilia Romagna con 4655 e terzo il Veneto con 3479. Se dalle prime tre Regioni si passa alle prime sei, e cioè si aggiunge Piemonte Toscana e Lazio che seguono a ruota, si arriva a concentrare in pugno di Regioni l'86% dei brevetti italiani. Ma un ruolo importante, dal punto di vista della capacità tecnologica e della raccolta dei brevetti lo giocano le grandi città: Milano in primo luogo, città terziaria per eccellenza che da sola è circa un quinto del totale. Ma anche le città medio grandi, cioè quelle sopra i centomila abitanti hanno un ruolo non secondario con circa un terzo dei brevetti. Nell'uno e nell'altro caso il territorio, cioè l'insieme dei servizi e delle infrastrutture economiche e formative che esso può offrire, giocano un ruolo determinante. Nei territori che brevettano di più ci sono più infrastrutture rispetto al resto del Paese. Insomma le imprese più innovative si concentrano dove il territorio gli è amico e le facilita con servizi, Università (presenti soprattutto nelle zone dell'alta tecnologia), o istituti tecnici efficienti (predominanti in quelli della media tecnologia), reti infrastrutturali. Terzo. Oltre la metà di questi brevetti si colloca nell'area dei cosiddetti settori a medio alta tecnologia dove la meccanica fa la parte del leone, con circa un terzo dei brevetti ottenuti, che salgono a quasi il 40% se a questi si aggiunge il settore dell'automobile. Innovare fa bene non solo al Paese ma anche, ovviamente, alle aziende. Un sondaggio condotto su quelle che innovano di più, cioè che hanno presentato domanda per uno o più brevetti europei, mostra che sono imprese solide, non necessariamente grandi (anzi per tre quarti sono di media e piccola dimensione) e investendo ricavano risultati economici di tutto rispetto: quasi il 40% del fatturato realizzato deriva, alla fine di una complessa interrelazione economica, da prodotti coperti da brevetto. Quarta. La posizione dell'Italia rivista secondo questa analisi cambia e di molto se invece di prendere il Paese nel suo complesso, si confrontano le Regioni europee. E qui il risultato è, se si vuole, esaltante ma sconfortante allo stesso tempo: se si esclude il Sud dal conto nazionale, l'Italia, nelle classifiche internazionali, sale al nono posto in Europa per brevetti per abitante e al settimo per quelli raggiunti nella media tecnologia. E se si confrontano le Regioni europee più evolute il Veneto balza addirittura ai primi posti: per addetti complessivi sale al sesto posto in Europa, prima di molte zone della Germania. Se si prendono zone interregionali omogenee, il Nordest nel suo complesso (prendendo le sole tre Regioni e non anche l'Emilia Romagna che in genere l'Istat aggrega come nordest) è, per numero di addetti nei settori dell'alta tecnologia, prima della Regione di Londra. Quinto. Lungi dall'essere ferma l'innovazione in Italia cammina: tra il 2000 e il 2004 le domande di brevetto sono state superiori a quelle del quinquennio di fine anni novanta. Il Centro Italia è l'area (grazie anche all'Emilia) che è cresciuta di più (+ 41%). Ma se si prendono i dati regionali, il Veneto è, quanto a sviluppo dei brevetti negli ultimi anni, ai primi posti e nella graduatoria Padova tra i sistemi locali, con un aumento del 23% è fra i primi. Ma dove sono queste aziende innovative? Che cosa fanno? E quali problemi presenta una politica di finanziamento che, da sempre, è sempre sembrata avara nel distribuire fondi per la ricerca e per l'innovazione? Anche sotto questo aspetto le analisi presentate e il dibattito che si è dipanato intorno ad esse tra economisti, industriali, rappresentanti di Regione e esponenti europei presenta numerose novità. Prima di tutto per togliere alcuni luoghi comuni. Il primo è che l'Italia e per essa le Regioni spendono poco in ricerca e sviluppo. Ma è altrettanto vero, e meno noto, che l'Italia, in Europa, è il Paese che da più soldi alle singole imprese: limitandosi alle aziende che l'Europa definisce innovative l'Italia dà finanziamenti al 44% di esse, contro il 20% della Francia e il 14% della Germania. Insomma disperde a pioggia, quel poco che destina all'innovazione, su un grande numero di imprese: poco a molti e con esiti assai dubbi se non c'è alcuna correlazione tra chi riceve finanziamenti e chi innova o brevetta. "Ma bisogna stare attenti - dice Enzo Rullani, uno degli economisti che ha preso parte alle discussioni -. Fino a poco tempo fa l'innovazione non costava perché era il territorio a costituire una grossa piattaforma di conoscenza accessibile: oggi il vecchio nido del distretto, che proteggeva anche i perdenti, non c'è più. Ed è il territorio che deve tornare ad investire". Insomma invece di spalmare finanziamenti un po' a caso per con tentare tutti si dovrebbe cambiare completamente la formula: fare sì che le Regioni investano sul territorio dando ad esso quelle condizioni che fanno crescere l'innovazione (scuole, formazione universitaria avanzata, promozione di reti fra soggetti per l'innovazione etc) e lasciando alla finanza specializzata, venture capital o private equity che sia, il compito di trovare le iniziative più adatte. E' un "sacrificio" che la politica e le aziende dovrebbero compiere rinunciando ad un po' di controllo e di "potere" sui fondi, per modernizzare il territorio e lasciare al mercato valutare le iniziative più valide.

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Nella scuola italiana (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Altre Nella scuola italiana Nella scuola italiana premiare la professionalità Il personale scolastico è eterogeneo: accanto a eccellenze, professionalità, meriti e dedizioni, vi sono mediocrità. Fra gli insegnanti, oltre la metà è priva di laurea; il 50% è stato arruolato senza concorso pubblico. Il rapporto di 9,3 docenti - ogni 100 allievi - è notevolmente superiore alla media Ocse di 5,9. Gli insegnanti di sostegno sono ben il 10% del totale docenti, a fronte del 2% di studenti portatori di handicap. Eccessivi sono i 167.000 bidelli. In Giappone, Finlandia, Spagna e altri Paesi, tale figura non esiste: la pulizia degli ambienti scolatici compete agli allievi (Stella e Rizzo, La deriva, Rizzoli 2008, II). In alternativa, possono essere incaricate apposite imprese di pulizia, con minori oneri, rigidità e vincoli per lo Stato. Lo Stato deve avere il controllo, ma non il monopolio della gestione scolastica, la quale va aperta alla competizione, che stimola a migliorare: alla famiglia dello studente va rilasciato il "buono scuola", con libertà di scelta dell'istituto (pubblico o privato). La scuola dovrebbe costituire l'"ascensore sociale" per i figli dei poveri. Tuttavia l'Italia continua ad avere scarsa mobilità fra le classi: lo studente universitario - appartenente a ceti benestanti - paga tasse scolastiche pari al 15% del costo dei suoi studi, per cui l'85% è sostenuto dalla fiscalità generale. La scuola è importante; più ancora contano l'originalità, il coraggio, l'autodidattica, la fantasia, l'audacia, la capacità, l'impegno, il merito, l'iniziativa e lo studio dei singoli. Illustri ed eccellenti personaggi non sono laureati: Giuliano Ferrara, Fausto Bertinotti (perito industriale), Francesco Rutelli (maturità classica), Walter Veltroni (diplomato cineoperatore), Maurizio Gasparri (maturità classica), Altero Matteoli (ragioniere), Stefania Prestigiacomo (diplomata in lingue straniere), Umberto Bossi (diplomato al liceo scientifico e specializzato in elettronica) e altri (G. Floris, La fabbrica degli ignoranti, Rizzoli 2008, pp. 215-216). Altri valorosi si sono affermati in settori diversi dagli studi compiuti: Gianni Alemanno è ingegnere; Eugenio Montale - che fu poeta, Nobel 1975 e senatore a vita - aveva compiuto semplici studi tecnici. Gianfranco Nìbale C'è chi ha aiutato Pippo e chi è rimasto a guardare Sul mattino di ieri, 1/10, è stata pubblicata una lettera di risposta alla mia del 28/09 riguardo Pippo, cagnolino investito su via del Plebiscito. Una tale Angela mi accusa di essere una bugiarda, per aver scritto cose non vere, e per aver fatto di testa mia tentando di salvare Pippo. Allora cara Angela, hai un bel coraggio ad accusarmi di dire il falso. Proprio voi del distributore. Quando tuo papà ha attraversato la strada perchè io mi ero fermata, mi ha chiesto cosa fosse successo perchè non si era accorto di niente. E non mi ha aiutato proprio in niente a parte guardare. Ti giuro che mi viene nausea a leggere quello che dici "il cane non doveva essere tirato in parte..." Ma se le auto schivavano me, cosa pensi avrebbero fatto di quel povero corpicino in mezzo alla strada? Il paraurti e il fanale c'erano ancora quando me ne sono andata, quindi sei solo tu a dire che è stato tuo papà a fare tutto. E la telefonata alla polizia ti sei messa a farla quando io stavo portando via il cane, non prima. Quindi racconta tu la verità e non sta accusare gli altri. Quello stesso giorno sono stata contattata dalla Asl e mi hanno detto che ho fatto bene a tentare di salvare il cane portandolo dal veterinario, perchè ora che arrivava qualcuno magari era troppo tardi. E' stato comunque troppo tardi perchè la veterinaria mi ha detto che era già morto per un'emorragia interna e se io sentivo il cuore battere era solo per gli spasmi post mortem. Se tu veramente ti fossi accorta di qualcosa stando dentro casa, e se veramente avessi chiamato subito qualcuno, forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più. Voi della stazione Tamoil ve ne siete rimasti a guardare, quindi fai più bella figura a stare zitta che non ad accusare chi ha cercato di fare del bene a quel povero cagnolino. Monica.

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Cinquantamila euro per i consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Carbonia Pagina 2021 Il Comune dovrà pagare per intero l'assegno previsto per i rappresentanti dei cittadini Cinquantamila euro per i consiglieri Il Comune dovrà pagare per intero l'assegno previsto per i rappresentanti dei cittadini Da gennaio il gettone di presenza era stato dimezzato --> Da gennaio il gettone di presenza era stato dimezzato Il gettone di presenza per il consigliere comunale vale 70 euro e non 36; ora il Comune dovrà pagare tutti gli arretrati. I consiglieri riavranno i loro soldi: il Comune dovrà restituire loro circa 50 mila euro. Sono gli arretrati del gettone di presenza per le riunioni di Consiglio e delle commissioni consiliari permanenti che non hanno percepito dal gennaio di quest'anno ad oggi. Una nota vincolante diffusa dall'Anci pochi giorni fa ha, infatti, spazzato ogni dubbio: il compenso per i consiglieri non è di 36 euro ma di 70. Ciò significa che ai quaranta consiglieri-commissari occorre restituire quanto sinora era rimasto congelato da gennaio. Da quando cioè il Comune aveva recepito ed applicato precauzionalmente le disposizione della finanziaria 2006 che aveva dapprima limato del 10 per cento il compenso (passato a 63 euro), poi lo aveva dimezzato (36 euro) perché agli enti delle dimensioni di Carbonia era stata negata in sostanza la possibilità di adeguare autonomamente il valore degli emolumenti. Alcuni giorni fa, la svolta: l'Anci si esprime ufficialmente ed afferma chiaramente che il Comune aveva la potestà di adeguare i gettoni. Nel frattempo, la precedente sforbiciata del 10 per cento è stata abrogata. Tradotto: si passa da 36 a 63 e si torna ai 70 euro di gettone per ogni seduta di Consiglio comunale o di Commissione consiliare permanente. Ma i rappresentanti politici passeranno all'incasso degli arretrati, perché sino ad oggi il Comune aveva riconosciuto loro il gettone da 36 euro. Da adesso in poi si ritorna a quello di 70, ma occorre anche recuperare le somme non erogate. La cifra si aggira intorno ai 50 mila euro. per i consiglieri si tratterebbe di somme che spettavano in origine, anche se tutto sarebbe dipeso dal pronunciamento dell'Anci. L'associazione dei Comuni si è espressa e l'amministrazione municipale non potrà non tenerne conto. L'accreditamento delle somme arretrate scatterà già nelle prossime settimane. Per l'ultimo trimestre del 2008 la situazione, invece, procederà a regime. Insomma, il Comune restituisce ma non rischia certo il dissesto: aveva infatti accantonato la cifra nell'ipotesi (verificatasi) in cui prima o poi avrebbe dovuto restituire ai consiglieri municipali i compensi dimezzati e trattenuti in tutti questi mesi. Resta il fatto, tuttavia, che il Comune deve abbandonare l'idea di risparmiare notevoli somme alla voce "costi della democrazia". Ogni anno la spesa media per le riunioni di Consiglio e di Commissione è di circa 200 mila euro. ANDREA SCANO.

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FEDERALISMO: DOMENICI, COMUNI A RISCHIO FALLIMENTO STOP A (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

RIFORMA postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Firenze, 2 ott - ''I Comuni rischiano il fallimento'' e a queste condizioni il tavolo sul federalismo fiscale ''non si fa''. A dirlo e' il sindaco di Firenze e presidente dell'Anci Leonardo Domenici, in una intervista al 'Quotidiano nazionale'. ''Anzi - aggiunge - non se ne parla proprio piu' finche' non si chiudono le partite aperte che gravano sulle teste dei cittadini. In altri termini gli 8.100 comuni italiani non hanno piu' soldi e cominceranno a tagliare i servizi primari alla gente''. In cassa, spiega Domenici, manca quasi un miliardo e mezzo di euro, ''a causa della mancata copertura dei tagli effettuati ai trasferimenti statali per effetto del cosiddetto 'decreto Visco' sugli immobili ex rurali, della analoga sovrastima dei risparmi che si ipotizzava si sarebbero ottenuti con le norme sui costi della politica, nonche' della cancellazione dell'Ici sulla prima casa''. Se questa e' la situazione ''disastrosa'' dei Comuni, ''frutto di errori che partono dal governo Prodi e si compiono con Berlusconi'', adesso ''verranno sottratti servizi essenziali alle famiglie gia' in difficolta' ad arrivare a fine mese''. Domenici denuncia problemi anche per la sanita'. ''Il governo - spiega - deve dire la verita': ha tolto il 50% dei fondi per evitare i ticket e a giugno le Regioni saranno costrette a rimetterli. Ma c'e' anche il problema del finanziamento del servizio sanitario per gli anni 2010 e 2011, perche' mancano sette miliardi di euro e senza questi fondi non reggeranno nemmeno le Regioni virtuose''. Dunque stop al dialogo sul federalismo fiscale: ''Niente dialogo - assicura il presidente dell'Anci - finche' il governo non toglie il cappio allacciato al collo dei cittadini''.

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Per Yepes si tratterebbe di un ritorno, dopo 56 presenze. Due gli impegni previsti, col Paraguay e col Brasile a metà ottobre (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO. È UNA DELLE NOTE PIÙ LIETE DI QUESTO AVVIO DI STAGIONE. IL DIFENSORE COLOMBIANO DOVREBBE ESSERE CONVOCATO OGGI Grazie, Chievo SuperMario in Nazionale ? Per Yepes si tratterebbe di un ritorno, dopo 56 presenze. Due gli impegni previsti, col Paraguay e col Brasile a metà ottobre     Raffaele Tomelleri Il Chievo ti cambia la vita. A volte la rende più bella. Basta indossare una maglia, mettersi a pigliar palloni che spiovono dal cielo, e dall'altra parte dell'Oceano tornano a parlare di te. Di più: tornano a considerarti un pezzo grosso. La storia bella è quella di Mario Yepes. Il centrale difensivo promosso a titolare da Beppe Iachini oggi vivrà una giornata di forti emozioni. Da Bogotà, infatti, il giocatore colombiano dovrebbe ricevere la "chiamata alle armi" da parte del selezionatore Eduardo Lara Lozano. In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta. Alle 18 italiane, le 11 a Bogotà, verrà resa ufficiale la lista dei convocati per il 'concentramento' che vedrà impegnata la Colombia l'11 ottobre a Bogotà contro il Paraguay e il 15 a Rio de Janeiro contro il Brasile. Certo, se Mario parte, Iachini dovrà fare di necessità virtù, e perdere per un po' di tempo un giocatore che da subito aveva conferito esperienza e solidità al reparto difensivo. In attesa della chiamata, SuperMario parla del presente, del suo approccio con il mondo Chievo, della sfida salvezza e dell'impatto con il calcio italiano. "Il calcio italiano è difficile, molto difficile. Basta guardare la classifica delle prime giornate per vedere che anche qualche 'big' si trova lontano dalle piazze nobili della classifica. Qui non regala niente nessuno". E il mondo Chievo? "Mi sto ambientando bene, l'impatto è buono, ho imparato tante cose. Sul piano tattico ho lavorato molto, e i risultati fin qui sono stati gratificanti". La stazza, però, impone di rischiare, di provare ad andare in avanscoperta. Yepes, infatti, potrebbe diventare valore aggiunto sui calci piazzati. Uno come lui ci arriva sempre sulle palle più velenose. "Proverò anche questo. Ma l'ho detto: piano piano mi sto inserendo nei meccanismi della squadra. Voglio fare tutto nel modo migliore". Non a caso, vasta guardare il curriculum, è uno di quei difensori che ogni tanto ci mette la firma. Finora 25 gol per lui, record personale di 6 ai tempi belli del Deportivo di Calì e della maglia biancoverde. Iachini lo ha fatto ambientare giusto il tempo per mandarlo nella mischia con i gradi di titolare. "Ma è solo l'inizio- dice il colombiano- e ogni partita rappresenterà una conferma. Non c'è mai niente di sicuro. Dovrò gestirmi sempre ai massimi livelli". Chievo è presente. Il passato ha visto Yepes vestire le maglie di club blasonati. Prima, la partenza nel Calcio Cortulua, giusto per capire chi era. Poi ha giocato con il Deportivo Calì, società della sua città, quindi è passato al River Plate, prima del grande salto in Europa. "Non giochi nel River plate se sei uno qualunque" diceva giorni fa Marco Pacione. SuperMario è rimasto per sei anni in Francia, dove ha onorato le maglie di Nantes e Paris Saint Germain. E col PSG ha vinto una Coppa di Francia (e un'altra l'ha persa in finale), raggiungendo pure due finali di Supercoppa. Un baluardo, una garanzia. Senza contare che con la maglia della Nazionale aveva vinto una Coppa America, scusate se è poco. Lui, piazzato là in mezzo, sguardo da duro e paura di niente. A trentadue anni, s'è scoperto addosso la voglia di riprovarci. Di rimettersi in discussione. Lo volevano in Francia, lo cercavano in Spagna, in patria avrebbero fatto carte false per averlo. Lui aveva voglia di iniziare una storia tutta nuova. "Quando m'ha chiamato il Chievo non ho avuto dubbi. Il segreto- ha ammesso- è mettersi sempre in discussione. Ripartire da zero, cercare di spingersi sempre più in là". Al Chievo pare esserci riuscito fin da subito. Contro Samp, Toro e Catania sono arrivate prestazioni importanti. La Fiorentina, ormai alle porte, diventa banco di prova severo anche per lui, "Partita severa, di quelle giuste per capire chi siamo". Prova del fuoco. Yepes ci mette la mano. Non ha paura di bruciarsi.

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PRIMO PIANO. È UNA DELLE NOTE PIÙ LIETE DI QUESTO AVVIO DI STAGIONE. IL DIFENSORE COLOMBIANO DOVREBBE ESSERE CONVOCATO OGGI (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Grazie, Chievo SuperMario in Nazionale ? Per Yepes si tratterebbe di un ritorno, dopo 56 presenze. Due gli impegni previsti, col Paraguay e col Brasile a metà ottobre     Raffaele Tomelleri Il Chievo ti cambia la vita. A volte la rende più bella. Basta indossare una maglia, mettersi a pigliar palloni che spiovono dal cielo, e dall'altra parte dell'Oceano tornano a parlare di te. Di più: tornano a considerarti un pezzo grosso. La storia bella è quella di Mario Yepes. Il centrale difensivo promosso a titolare da Beppe Iachini oggi vivrà una giornata di forti emozioni. Da Bogotà, infatti, il giocatore colombiano dovrebbe ricevere la "chiamata alle armi" da parte del selezionatore Eduardo Lara Lozano. In ballo la qualificazione al mondiale di Sudafrica 2010. Yepes non è all'esordio. Con la maglia "tricolor" ha già collezionato qualcosa come una sessantina di gettoni presenza. Però, SuperMario, mancava da un po' nella lista dei nazionali. Il Chievo, l'Italia, l'aria buona di Veronello, ed un nuovo cittì forse hanno permesso a Yepes di tornare di diritto nel giro che conta. Alle 18 italiane, le 11 a Bogotà, verrà resa ufficiale la lista dei convocati per il 'concentramento' che vedrà impegnata la Colombia l'11 ottobre a Bogotà contro il Paraguay e il 15 a Rio de Janeiro contro il Brasile. Certo, se Mario parte, Iachini dovrà fare di necessità virtù, e perdere per un po' di tempo un giocatore che da subito aveva conferito esperienza e solidità al reparto difensivo. In attesa della chiamata, SuperMario parla del presente, del suo approccio con il mondo Chievo, della sfida salvezza e dell'impatto con il calcio italiano. "Il calcio italiano è difficile, molto difficile. Basta guardare la classifica delle prime giornate per vedere che anche qualche 'big' si trova lontano dalle piazze nobili della classifica. Qui non regala niente nessuno". E il mondo Chievo? "Mi sto ambientando bene, l'impatto è buono, ho imparato tante cose. Sul piano tattico ho lavorato molto, e i risultati fin qui sono stati gratificanti". La stazza, però, impone di rischiare, di provare ad andare in avanscoperta. Yepes, infatti, potrebbe diventare valore aggiunto sui calci piazzati. Uno come lui ci arriva sempre sulle palle più velenose. "Proverò anche questo. Ma l'ho detto: piano piano mi sto inserendo nei meccanismi della squadra. Voglio fare tutto nel modo migliore". Non a caso, vasta guardare il curriculum, è uno di quei difensori che ogni tanto ci mette la firma. Finora 25 gol per lui, record personale di 6 ai tempi belli del Deportivo di Calì e della maglia biancoverde. Iachini lo ha fatto ambientare giusto il tempo per mandarlo nella mischia con i gradi di titolare. "Ma è solo l'inizio- dice il colombiano- e ogni partita rappresenterà una conferma. Non c'è mai niente di sicuro. Dovrò gestirmi sempre ai massimi livelli". Chievo è presente. Il passato ha visto Yepes vestire le maglie di club blasonati. Prima, la partenza nel Calcio Cortulua, giusto per capire chi era. Poi ha giocato con il Deportivo Calì, società della sua città, quindi è passato al River Plate, prima del grande salto in Europa. "Non giochi nel River plate se sei uno qualunque" diceva giorni fa Marco Pacione. SuperMario è rimasto per sei anni in Francia, dove ha onorato le maglie di Nantes e Paris Saint Germain. E col PSG ha vinto una Coppa di Francia (e un'altra l'ha persa in finale), raggiungendo pure due finali di Supercoppa. Un baluardo, una garanzia. Senza contare che con la maglia della Nazionale aveva vinto una Coppa America, scusate se è poco. Lui, piazzato là in mezzo, sguardo da duro e paura di niente. A trentadue anni, s'è scoperto addosso la voglia di riprovarci. Di rimettersi in discussione. Lo volevano in Francia, lo cercavano in Spagna, in patria avrebbero fatto carte false per averlo. Lui aveva voglia di iniziare una storia tutta nuova. "Quando m'ha chiamato il Chievo non ho avuto dubbi. Il segreto- ha ammesso- è mettersi sempre in discussione. Ripartire da zero, cercare di spingersi sempre più in là". Al Chievo pare esserci riuscito fin da subito. Contro Samp, Toro e Catania sono arrivate prestazioni importanti. La Fiorentina, ormai alle porte, diventa banco di prova severo anche per lui, "Partita severa, di quelle giuste per capire chi siamo". Prova del fuoco. Yepes ci mette la mano. Non ha paura di bruciarsi.

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Il ciclone-Stella arriva a Brescia con <La deriva> (sezione: Costi dei politici)

( da "Brescia Oggi" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL DIBATTITO. Domani a Castenedolo Il ciclone-Stella arriva a Brescia con "La deriva" Con lui Martinazzoli, Zichichi Diamanti e Tronchetti Provera   Con "La Casta" ha sbancato per mesi le classifiche di vendita dei libri, ha riscritto il lessico nazionale, ha intercettato e alimentato gli umori e i malumori del Belpaese verso una intera classe politica. Con "La deriva" ha concesso il bis mettendo alla berlina un Paese inceppato, incapace di modernizzarsi, sull'orlo del declino nel sistema formativo, nell'approvvigionamento energetico, nella dotazione infrastrutturale, nel costume civile. Gian Antonio Stella, "firma" del Corriere della Sera, coautore dei due best-seller con Sergio Rizzo, torna ancora una volta a Brescia a portare la sua verve polemica, il suo linguaggio caustico, la sua capacità di indignarsi e di scuotere le coscienze dei lettori. Stella sarà domani, venerdì, a Castenedolo per presentare appunto "La deriva - Perchè l'Italia rischia il naufragio" alle 20.45 nell'ex chiesa dei Disicplini. L'iniziativa rientra, manco a dirlo, negli appuntamenti di "Castenedolo incontra" organizzati dal circolo "Aldo Moro" del Comune dell'hinterland. Con lui ci saranno naturalmente Mino Martinazzoli, opsite fisso degli incontri castenedolesi, e poi lo scienziato Antonino Zichichi, che dovrebbe soffermarsi sui problemi energetici e sui costi della mancata scelta nucleare; il sociologo Ilvo Diamanti che dovrebbe approfondire la trasformazione del tessuto sociale italiano; e l'imprenditore Marco Tronchetti Provera, voce di un mondo imprenditoriale che soffre, con particolare acutezza, gli effetti della "deriva". IL PRESIDENTE del circolo "Moro", Gian Battista Groli, ricorda i problemi sollevati dal libro di Stella e Rizzo: "Dalle ifnrastrutture bloccate da lacci e lacciuoli di ogni genere all'attività legislativa farraginosa, dai ritardi nell'informatica che ci fanno arrancare dietro alla Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dal declino delle Università-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni, dalle ottusità sindacali ai primari nominati dai partiti: questa è l'Italia raccontata e denunciata da Stella e Rizzo. Questi sono i temi su cui attendiamo il confronto fra il giornalsita e interlocutori di primissimo piano". Sotto la lente di Stella, Martinazzoli, Zichichi, Tronchetti Provera e Diamanti, insomma, finirà "un Paese che non sa più progettare e prendere decisioni forti". M.TE.

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Domenici: <Comuni al fallimento, stop alla riforma> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA pag. 12 Domenici: "Comuni al fallimento, stop alla riforma" L'INTERVISTA IL PRESIDENTE ANCI: "SENZA UNA SOLUZIONE, NON CI SEDIAMO AL TAVOLO SUL DDL CALDEROLI" di ILARIA ULIVELLI ? FIRENZE ? "I COMUNI rischiano il fallimento". Poche parole, e ultimative, quelle che il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, nei panni di presidente dell'associazione dei Comuni italiani, rimbalza al governo. Poi fa "putupum". E ci tiene a ripeterlo due o tre volte il verso onomatopeico del tavolo che cade e che si rompe. Quale tavolo? Quello del tanto auspicato dialogo sul federalismo fiscale. "Stop. A queste condizioni non si fa ? dice ? anzi, non se ne parla proprio più finché non si chiudono le partite aperte che gravano sulle teste dei cittadini. In altri termini, gli 8100 comuni italiani non hanno più soldi e cominceranno a tagliare i servizi primari alla gente. Dallo scuolabus alle mense. Putupum. Non ce n'è più per nessuno". I comuni taglieranno. E il problema ricadrà pesantemente sulle famiglie. "E' il problema più grave. Non solo i comuni rischiano il fallimento, ma verranno sottratti servizi essenziali alle famiglie già in difficoltà ad arrivare a fine mese. Insomma, in una situazione economica del Paese complicata, quella dei Comuni è davvero disastrosa. Frutto di errori che partono dal governo Prodi e si compiono con Berlusconi. Problema dei problemi, il taglio dell'Ici". I soldi dovevano arrivare lo stesso. Non ci sono? "In queste condizioni i Comuni non hanno nessuna possibilità di chiudere i bilanci in pari. In cassa manca quasi un miliardo e mezzo di euro a causa della mancata copertura dei tagli effettuati ai trasferimenti statali per effetto del cosiddetto 'decreto Visco' sugli immobili ex rurali, della analoga sovrastima dei risparmi che si ipotizzava si sarebbero ottenuti con le norme sui 'costi della politica', nonché della cancellazione dell'Ici sulla prima casa". Eppure c'era un impegno preciso da parte del governo. Non le sembra un po'drastico parlare di fallimento? "Drastico ma realista. I conti continuano a non tornare. Il governo aveva promesso un rimborso totale del mancato ingresso del tesoretto Ici, ma i 2 miliardi e 600 milioni che sono stati destinati alle casse comunali sono una cifra clamorosamente sottostimata delle entrate che avrebbe prodotto il gettito dell'imposta comunale sugli immobili". Quanto manca ai comuni per pareggiare i conti? "Ci sono difficoltà oggettive a compilare i bilanci. Anche perché il gettito Ici era stato inserito nei bilanci di previsione. Queste entrate non ci sono state. Le spese sono state previste e fatte. Logica conseguenza, il rischio di fallimento. La questione è nota ma la soluzione non c'è". Mancano soldi pure per la sanità. "Il governo deve dire la verità, ha tolto il 50% dei fondi per evitare i ticket e a giugno le regioni saranno costrette a rimetterli. Ma c'è anche il problema del finanziamento del servizio sanitario per gli anni 2010 e 2011, perché mancano sette miliardi di euro e senza questi fondi non reggeranno nemmeno le regioni virtuose". Niente federalismo fiscale? "Senza queste premesse non si va da nessuna parte. Niente dialogo finché il governo non toglie il cappio allacciato al collo dei cittadini. E putupum".

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Federalismo, il Governo dice sì alle Regioni: i soldi ci sono, niente ticket (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA pag. 12 Federalismo, il Governo dice sì alle Regioni: i soldi ci sono, niente ticket LA TRATTATIVA SULLA SANITA' ? ROMA ? PER TENERE alta la tensione, Calderoli ci tiene a seminare dubbi. E' ottimista sull'esito della contesa con le Regioni? "Lo sarò dopo aver raggiunto l'obiettivo" risponde mentre sta recandosi al vertice notturno da Berlusconi. Lasciando immaginare un durissimo negoziato: in realtà, stando alle voci da Palazzo Chigi, cade la prima pregiudiziale dei governatori sulla sanità. Sì, perchè il premier rassicura Errani & co. che non ci sarà bisogno di far pagare il ticket ai cittadini per far quadrare i bilanci: garantisce lui i 434 milioni mancanti. Sul resto delle richieste si lavora ancora a trovare fondi tra le pieghe di bilancio: c'è una disponibilità del governo a rivedere il piano della salute "assieme ai governatori", a garantire che gli investimenti Ue non faranno parte del piano di stabilità e ad aprire un tavolo sul piano casa. Fondamentale per ottenere il disco verde dalle Regioni, il documento che stamani il governo presenterà loro, prima dell'incontro in Conferenza unificata Stato-Regioni. Riunione che sarà preceduta da vertice dei direttivi degli enti locali per il parere sul federalismo fiscale dell'esecutivo, nonchè da un faccia a faccia di Calderoli con gli stessi comuni. E domani, se tutto va come previsto, il Consiglio dei ministri varerà il provvedimento. Che prevede la compartecipazione all'Irpef e tasse di scopo per i Comuni, per le Province una tassa sugli autoveicoli che razionalizzi quelle esistenti e tasse di scopo, e per le Regioni forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise. Critica l'opposizione, ("si tratta solo di principi") ma la Lega con Bossi fa spallucce e in un pranzo con il presidente del Senato Schifani prepara la strada in Parlamento. Complice la sessione di bilancio alla Camera, la legge delega partirà da Palazzo Madama e Calderoli non ha dubbi: arriverà al traguardo insieme alla riforma federale dello Stato. "E' vero che il federalismo fiscale lo presenteremo domani, mentre il federalismo costituzionale arriverà a Palazzo Chigi a gennaio, ma nel lasso di tempo necessario per fare i decreti attuativi procederemo con le riforme costituzionali", spiega il responsabile della Semplificazione normativa. Che, per tutto il giorno, ha lavorato per superare le resistenze degli enti locali sulla scarsità di risorse. Per questo, 450 sindaci del Veneto scendono nella capitale per protestare: per tirare avanti ? avvertono ? ci serve una compartecipazione del 20% dell'Irpef. Una rivendicazione che, nota il centro studi della Cgia di Mestre, porterebbe l'Erario a sborsare 10,5 miliardi l'anno. Si capisce perchè Tremonti ? incontrando una delegazione ? si tenga sul vago: il criterio di compartecipazione all'Irpef è quello scelto per finanziare i comuni, ma "per essere preciso sui numeri devo avere una situazione chiara sottomano". Il governo sarebbe pronto a mettere sul piatto 685 milioni da subito, e l'impegno a coprire integralmente il taglio dell'Ici quando, ad aprile, ci saranno i dati dell'autocertificazione. Domani in consiglio approderà un decreto che metterà a disposizione dei Comuni 585 milioni per supplire ai mancati introiti dell'Ici rurale e altri 100 milioni per compensare i tagli, imposti ai Comuni nel 2007 (mai realizzati) ai costi della politica. "Voglio incontrare i sindaci per esporgli questo", avverte Calderoli. An.Co.

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<DALLA Casta alla Deriva> è il titolo dell'incontro di domani (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PERSONE & FATTI pag. 10 "DALLA Casta alla Deriva" è il titolo dell'incontro di domani... "DALLA Casta alla Deriva" è il titolo dell'incontro di domani sera alle 18 al Salone di Rappresentanza della Cassa di Risparmio di Cento con Sergio Rizzo, autore dei libri-inchiesta con Gian Antonio Stella "La Casta" e "La deriva". L'autore sarà intervistato da Pierluigi Masini, vicedirettore del Resto del Carlino. Giornalista e scrittore, Rizzo è nato a Ivrea ed è responsabile della redazione economica romana del Corriere della Sera, in passato ha lavorato per Milano Finanza, Il Mondo e Il Giornale. Il suo libro-inchiesta sul mondo politico italiano "La casta", che con oltre un milione di copie e ben 22 edizioni è stato uno dei volumi di maggior successo del 2007 e ha aperto un vasto dibattito sulla qualità della classe dirigente nazionale e sul suo rapporto con i cittadini-elettori.

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<In aula abbiamo dato una lezione di politica> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il gruppo del Pdl soddisfatto dell'accordo con la maggioranza "In aula abbiamo dato una lezione di politica" (l.g.) Il Pdl cerca di tracciare il proprio solco, ma tira fuori la spada per difenderlo. Così la delegazione del gruppo con il capo Andrea Bimbatti, Aldo Guarnieri, Flavio Mancin e Matteo Zangirolami parla dell'intesa trovata in aula martedì con la maggioranza sul bilancio, ma ribatte anche alle parole degli avversari in casa, Paolo Avezzù e Nicola Settini."Meglio trovatelli che servi", parte Guarnieri di rimando a Settini, aggiungendo di ricordargli che "il dovere dei consiglieri in aula è intervenire a parlare dei problemi della città. In cinque anni mai si è sentita la sua voce: il ruolo dei consiglieri è venire alle sedute per prendere il gettone di presenza?". Bimbatti, invece, guardando alle parole di Stefano Bellinazzi che chiede al partito di fare chiarezza su chi rappresenti davvero in consiglio Forza Italia, afferma che "la chiarezza deve farla chi è uscito dal Pdl e rifondato il gruppo di Forza Italia. Noi abbiamo democraticamente cambiato il capogruppo, mentre non commento le offese di Settini: siamo stati eletti dai rodigini, altro che trovatelli. Il gruppo è questo e indietro non si torna".Guarnieri riprende sottolineando che "in consiglio abbiamo dato una lezione di politica, cercando un accordo con la maggioranza dov'era possibile. Solo il nostro gruppo ha presentato emendamenti, nessun altro, e abbiamo dimostrato che gli accordi si fanno nelle sedi istituzionali, mentre altri li fanno clandestinamente, in privato".Di nuovo Bimbatti prende parola per dirsi soddisfatto del risultato della seduta consiliare ribadendo quanto detto da Guarnieri, con in più il ricordare che l'assessore Nadia Romeo si è impegnata a cercare finanziamenti per un parco nella golena di Boara come proposto. Mancin si allaccia evidenziando che "non era facile fare emendamenti trovando capitoli di spesa compatibili. Per la prima volta, poi, la maggioranza ha dato segnali di disponibilità, seppure resti il nostro giudizio negativo sul bilancio in sé, che si sostiene solo sulle multe e con previsioni che cambiano ogni mese".Zangirolami è sulla stessa linea, ringraziando il disgelo offerto dall'assessore Angelo Milan. "È vero che l'emendamento nato è solo da trentamila euro, ma sono temi a noi cari, come la prevenzione della droga a scuola, l'aiuto alle famiglie e alle società sportive. Abbiamo avuto anche l'impegno dell'assessore a che 200mila euro che stanno sopraggiungendo di entrate vengano usati per la sicurezza e le manutenzioni. Certo il bilancio lo valutiamo negativamente, retto com'è su alienazioni che poi non si fanno".

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Un gettone di presenza per l'esecutivo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

MARGHERA La Municipalità preme verso Ca' Farsetti perchè vengano riconosciute le indennità ai delegati Un gettone di presenza per l'esecutivo (gi.gim.) Garantire un gettone di presenza ai delegati delle Municipalità per le sedute dell'Esecutivo quale riconoscimento del loro lavoro sul territorio. I consiglieri di Marghera, nei giorni scorsi, hanno sollecitato l'amministrazione comunale a muoversi concretamente in questa direzione. L'impegno costituisce il fulcro di un documento approvato all'unanimità dai consiglieri della Municipalità di Marghera, in occasione del voto per la modifica degli articoli 4 bis e 22 dello Statuto Comunale. Ca' Farsetti ha dovuto, infatti, cambiare lo statuto in conformità alle disposizioni della legge 244 del dicembre 2007 che ha tagliato l'indennità di funzione ai delegati confermandola solo per il presidente della Municipalità. Sta di fatto che i consiglieri di Marghera hanno contestato, nel documento, questa modifica che grava come una sorta di ipoteca sul funzionamento degli organi di decentramento in relazione alla qualità e quantità dei servizi dedicati alla popolazione residente. Di fatto - si legge nell'ordine del giorno, approvato nella città giardino - viene delegittimato come organo della Municipalità l'Esecutivo, mettendo in discussione l'impianto istituzionale e l'ordinamento stesso delle Municipalità.Da Marghera, inoltre, è partito l'atto d'accusa alla legge 244 che non incide sulla riduzione dei costi della politica, lasciando invariate le strutture ove davvero è possibile contrarre in misura significativa i costi ed individua negli Enti locali i soggetti su cui far gravare i tagli di costo, trascurando il tema della riforma complessiva dei servizi pubblici. La legge, oltre a non riuscire nell'intento sperato di contenere la spesa pubblica dal momento che colpisce le piccole spese a sostegno del Decentramento e non le grandi a vantaggio, ad esempio, del sistema parlamentare, tradirebbe un pregiudizio politico e culturale nei confronti delle autonomie locali che, sovente, erogano servizi di eccellenza a diretto contatto col territorio. Di qui, la richiesta di un impegno al Comune a lavorare per riconoscere lo stato giuridico dei delegati, attribuendo loro almeno il gettone di presenza per le sedute dell'esecutivo.

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Messi in sicurezzagli alberi nel piazzale (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Aci s. antonio: cimitero Messi in sicurezza gli alberi nel piazzale Ha preso il via già da qualche giorno l'attività integrativa per gli anziani, programmata dall'assessorato ai servizi sociali retto da Giuseppe Torrisi. Un'attività svolta da venti soggetti che, per tre mesi, saranno presenti dinanzi alle scuole elementari e medie del territorio negli orari di entrata e uscita di scolari e studenti, vigilando sulla loro sicurezza in strada, soprattutto in occasione degli attraversamenti pedonali. Ogni anziano è chiamato a un impegno giornaliero di circa quattro ore e viene ricambiato con un simbolico gettone di presenza per ogni ora di servizio prestato. "L'obiettivo dell'iniziativa -spiega l'assessore Torrisi - è quello di garantire un'assistenza continua e attenta a scolari e studenti acesi, grazie alla disponibilità e all'esperienza dei nostri anziani. Si pone così una particolare attenzione verso le fasce più deboli, aspetto ritenuto di prioritaria importanza dall'amministrazione". Il servizio proseguirà fino al prossimo 23 dicembre anche se è intenzione dell'amministrazione di prorogarlo, fondi permettendo, fino alla chiusura dell'anno scolastico. A. C.

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PREMI: FERRARA, SABATO IL VINCITORE DELL''ESTENSE' (sezione: Costi dei politici)

( da "Adnkronos" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA Ferrara, 2 ott. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Sono "La primavera di Praga" di Enzo Bettiza (Mondadori), "Eseguendo la sentenza" di Giovanni Bianconi, (Einaudi), "Vecchi e potenti" di Nunzia Penelope (Baldini Castoldi Dalai), e "La Deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli), i quattro libri finalisti del Premio Estense 2008, promosso da Unindustria Ferrara. Il volume vincitore sara' premiato il 4 ottobre alle ore 17 presso il teatro comunale di Ferrara. I volumi tra i quali sara' scelto il vincitore dell'"Estense", in questi mesi sono stati sottoposti al vaglio e alla lettura della giuria popolare composta da 40 cittadini ferraresi, che si affiancheranno alla giuria tecnica per assegnare congiuntamente l'"Aquila d'Oro". Tra gli ospiti della cerimonia, in rappresentanza di Confindustria, interverra' il presidente della commissione Cultura, Alessandro Laterza. A presentare la manifestazione, per il quinto anno consecutivo, ci sara' la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici. Nel corso della cerimonia di sabato, inoltre, sara' consegnato anche il riconoscimento "Gianni Granzotto - Uno stile dell'informazione", che quest'anno e' stato assegnato al giornalista Enrico Mentana. Il Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara, e' nato nel lontano 1965 per iniziativa dell'allora presidente degli industriali ferraresi, il Cavaliere del Lavoro Giorgio Piacentini, con l'intento di istituire un riconoscimento che rivelasse l'interesse degli imprenditori ferraresi per l'arte e la cultura, in linea con cio' che la citta' estense ha rappresentato nel Rinascimento.

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Comune Roma/ Alemanno: Su progetti Marzano deciderà (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Campidoglio Commissione elaborerà ipotesi ma ultima parola spetterà a Giunta postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 2 ott. (Apcom) - Il lavoro della Commissione per il futuro di Roma Capitale non si sovrapporrà in alcun modo con il Consiglio comunale, la Giunta e gli altri organismi del Campidoglio. Lo ha assicurato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, spiegando che il nuovo organismo presieduto da Antonio Marzano, avrà il compito di elaborare una serie di ipotesi per lo sviluppo futuro della città "con metodo inclusivo, non con scelte nette e radicali". Saranno poi il Consiglio e la Giunta, ha assicurato il sindaco, a scegliere e decidere che cosa andrà realizzato. La Commissione dovrà consegnare il proprio lavoro entro marzo 2009. A quel punto inizierà il lavoro del Campidoglio e Alemanno conta di presentare un primo "piano strategico di sviluppo" entro luglio, "in concomitanza con la presentazione da parte di Palazzo Chigi del Dpef". Con l'aiuto della Commissione, Alemanno conta di arrivare alla costruzione di una banca progetti in grado di attirare investimenti privati sul territorio. Il tentativo è quello di "dare un impulso reale alla città sviluppando tutte le potenzialità del territorio". Per riuscirci, ha precisato il sindaco, saranno riesaminati anche i progetti che nel corso degli anni sono stati ipotizzati ma mai realizzati. Alemanno ha ribadito che la Commissione "non è un organismo politico ma uno strumento per dare voce alla società civile, un luogo dove si può ragionare più serenamente del futuro lontani dalla polemica quotidiana". La Commissione, ha precisato Alemanno, non costerà nulla ai contribuenti: "Avrà una sede propria e non sarà previsto alcun gettone di presenza".

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##Federalismo/ Governo cerca accordo con Comuni, si tratta (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Su Ici Slittata Conferenza Unificata, forse in serata postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 2 ott. (Apcom) - Dopo l'intesa raggiunta ieri con le Regioni, il Governo cerca l'accordo con i Comuni per avere il via libera al Ddl sul federalismo fiscale. Oggetto dello scontro, le risorse per il rimborso integrale del taglio dell'Ici, per l'Ici rurale e per il taglio dei costi della politica, rispetto alle quali i sindaci vogliono garanzie precise dal premier Silvio Berlusconi prima di dare il via libera al Ddl Calderoli. Già oggi l'Associazione dei Comuni ha fatto slittare la Conferenza Unificata che deve dare il parere sul Ddl per permettere al Consiglio dei Ministri di varare in via definitiva il testo nella riunione convocata per domani alle 9,30. Per cercare di sbloccare la situazione il governo, rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta e dai ministri Giulio Tremonti, Roberto Calderoli e Raffaele Fitto, sta incontrando a palazzo Chigi i vertici dell'Anci. Non solo: mentre è in corso l'incontro, è stato anche integrato l'ordine del giorno del Cdm di domani, prevedendo espressamente l'esame del decreto legge recante "disposizioni urgenti per il riequilibrio economico-finanziario delle regioni e degli enti locali". Ovvero il decreto ad hoc che i Comuni attendono per avere la garanzia delle risorse a compensazione dell'Ici rurale e del taglio dei costi della politica. Sui contenuti del decreto si sta discutendo a palazzo Chigi. L'ultima versione conosciuta del dl, preparata ieri, prevedeva la disponibilità immediata di 685 milioni: 585 milioni di euro per supplire ai mancati introiti dell'Ici rurale e altri 100 milioni per compensare i tagli, imposti ai Comuni nel 2007 ma mai realizzati, ai costi della politica. Anche se i risparmi non sono stati realizzati, infatti, lo Stato ha comunque tagliato i trasferimenti ai Comuni nella misura della cifra attesa. Quanto all'altra partita in ballo, ovvero il rimborso integrale del taglio dell'Ici sulla prima casa, il governo si impegnava alla verifica e al conguaglio: ma bisognerà aspettare aprile, quando saranno disponibili i dati dell'autocertificazione. Se nell'incontro di palazzo Chigi si dovesse trovare l'intesa tra Regioni e Comuni, potrebbe essere riconvocata già nella serata di oggi la Conferenza Unificata, che a quel punto dovrebbe dare parere favorevole al Ddl sul federalismo fiscale. Le modifiche al testo apportate da Roberto Calderoli sono infatti venute incontro alle richieste delle autonomie locali, e dal punto di vista normativo non ci dovrebbero essere problemi. Le Regioni hanno invece già risolto a loro favore le questioni aperte: l'incontro di ieri a palazzo Chigi ha infatti prodotto l'accordo sulla sanità. Il governo si è impegnato a mettere a disposizione altri 434 milioni per coprire integralmente l'abolizione dei ticket sanitari, e si è impegnato anche a ridiscutere il fabbisogno sanitario per il biennio 2010-2011, che le Regioni considerano sottostimato per circa 7 miliardi.

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Federalismo/ Accordo Governo-Comuni, Anci va all'Unificata (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Esecutivo mette sul piatto 945 milioni per coprire Ici postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 2 ott. (Apcom) - Raggiunto l'accordo tra Governo e Comuni sulle risorse per coprire l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, le modifiche all'Ici rurale e i costi della politica. L'Anci prenderà dunque parte alla Conferenza Unificata convocata alle 21 e che a questo punto dovrebbe dare parere favorevole al Ddl sul federalismo fiscale. Il Governo si è infatti impegnato a mettere a disposizioni dei Comuni altri 945 milioni, con l'impegno a verificare nel 2009 la necessità di ulteriori risorse per coprire integralmente l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. L'accordo prevede 585 milioni per l'Ici rurale a valere sul 2007, 100 milioni per i costi della politica, e 260 milioni per l'Ici prima casa del 2008: in totale 945 milioni che potrebbero essere sbloccati già domani con l'approvazione di un decreto in Consiglio dei Ministri. Inoltre l'Esecutivo si è impegnato a reperire ulteriori 700 milioni per l'Ici rurale 2008. Tra le questioni aperte, il rimborso del taglio ai costi della politica: per l'Anci i 100 milioni messi a disposizione dal governo sono "insufficienti". Il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, al termine dell'incontro spiega: "Ci sono ancora delle questioni aperte, mancano ancora risorse importanti, ma sono stati fatti dei passi avanti. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato in prima persona, soprattutto a valutare l'impatto dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa sui bilanci comunali. Non abbiamo ancora concluso, ma c'è un accordo politico e speriamo che al più presto verranno approvati gli atti necessari. C'è un'assunzione diretta di responsabilità da parte del premier che dovremo verificare nel corso del tempo". Comunque, annuncia Domenici, "ora andiamo alla Conferenza Unificata sul federalismo fiscale".

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Sabato il vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 02-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara (2/10/2008 21:11) | (Sesto Potere) - Ferrara - 2 ottobre 2008 -Sarà premiato sabato 4 ottobre, alle 17, al teatro Comunale di Ferrara, il libro vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara. Tra gli ospiti della cerimonia, in rappresentanza di Confindustria, il presidente della commissione Cultura, Alessandro Laterza. Presenterà la manifestazione, per il quinto anno consecutivo, la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici. La prestigiosa Aquila d'Oro sarà assegnata a uno dei quattro volumi finalisti, già selezionati dalla giuria tecnica nel giugno scorso tra una rosa di 29 volumi: si tratta de “La primavera di Praga” di Enzo Bettiza, ed. Mondadori, “Eseguendo la sentenza” di Giovanni Bianconi, ed. Einaudi, “Vecchi e potenti” di Nunzia Penelope, ed Baldini Castoldi Dalai, “La Deriva” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed. Rizzoli. Il Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara, nasce nel lontano 1965 per iniziativa dell'allora Presidente degli industriali ferraresi, Cavaliere del Lavoro dottor Giorgio Piacentini, che intendeva istituire un premio che rivelasse l'interesse degli imprenditori ferraresi per l'arte e la cultura, in linea con ciò che la città estense ha rappresentato nel Rinascimento. I quattro libri selezionati, tra i quali sarà scelto il vincitore, in questi mesi sono stati sottoposti al vaglio e alla lettura della giuria popolare composta da 40 cittadini ferraresi, che si affiancheranno alla giuria tecnica per assegnare congiuntamente l'Aquila d'Oro. Sabato alle 10, infatti, proprio la giuria tecnica presieduta da Ferruccio De Bortoli e composta da Aldo Forbice, Laura Laurenzi, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli, Pierluigi Visci, si riunirà in seduta pubblica insieme alla giuria popolare, a Palazzo Roverella-Circolo Negozianti e voterà per l'assegnazione dell'Aquila d'Oro. Nel corso della cerimonia al teatro Comunale sarà consegnato anche il Riconoscimento “Gianni Granzotto – Uno stile dell'informazione”, quest'anno assegnato al giornalista Enrico Mentana.

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E io mi compro la capra (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

"E io mi compro la capra" TRENTO. Se il presidente Dellai si compra una mucca, Federico Secchi (candidato di An nella lista del Popolo della libertà) commenta che si tratta di un buon investimento ("vista la presenza di magnadore sul territorio") ma annuncia che lui acquisterà una capra: "E' il simbolo di quella rurale parsimonia tipica della nostra terra, fatta di aspre rupi che ritagliano fazzoletti di terreno fertile che le nostre genti hanno da sempre fatto fruttare al meglio. In un contesto in cui gli sprechi, le consulenze e gli appalti truccati sono all'ordine del giorno ricordando tanto i dieci dellaiani anni di vacche grasse, serve un'inversione di tendenza fatta di morigeratezza contro i costi della politica ed i finanziamenti mirati solo ed esclusivamente a parenti e cooperative di amici".

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Comuni, la promessa di Berlusconi (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 235, pag. 17 del 3/10/2008 Autore: di Francesco Cerisano Visualizza la pagina in PDF       Dopo l'incontro con il premier l'Anci va in Conferenza unificata. Via libera alla bozza Calderoli Comuni, la promessa di Berlusconi Ai sindaci 1,5 mld per coprire i buchi Ici e i tagli di Visco L'Ici come l'Alitalia. Il taglio ai trasferimenti come l'emergenza rifiuti a Napoli. C'è voluto l'intervento in prima persona del premier, Silvio Berlusconi, per sciogliere una matassa divenuta via via sempre più complicata nella giornata di ieri: la protesta dei comuni per i tagli (Ici prima casa, Ici rurale e costi della politica) non ancora rimborsati e il conseguente rischio di mandare gambe all'aria il federalismo fiscale. Delusa per le mancate risposte del governo su entità e tempistica delle compensazioni, l'Anci ha deciso di disertare la Conferenza unificata convocata nel pomeriggio per dare il via libera alla bozza Calderoli. E ha chiesto di parlare direttamente con il premier per "avere la garanzia diretta e personale del presidente del consiglio prima di dare parere favorevole al testo sul federalismo fiscale". A questo punto al ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, non è restato altro che mandare giù il rospo e rinviare l'Unificata alla sera nella speranza che, nel frattempo, l'incontro con Berlusconi potesse far tornare all'Anci la voglia di parlare della bozza Calderoli. Così è stato. Berlusconi si è impegnato a mettere a disposizione dei comuni 1 miliardo e 545 milioni, con l'impegno a verificare nel 2009 la necessità di ulteriori risorse per coprire integralmente l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. La cifra sarà sbloccata oggi con l'approvazione in consiglio dei ministri dell'atteso decreto legge salva-bilanci (si veda ItaliaOggi di ieri e dell'1/10/2008). Ecco i contenuti dell'intesa. L'accordo prevede: 1) l'integrazione dell'Ici rurale 2007 già finanziata nel bilancio di assestamento dello stato 2008, per un totale di 585 milioni; 2) la rideterminazione della quota convenzionale di competenza dell'Ici rurale 2008 in attuazione del disposto della legge finanziaria 2008, e dunque senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico (700 milioni circa); 3) L'integrazione della quota di competenza 2008 dell'Ici prima casa che viene quantificata in 260 milioni di euro e viene finanziata attraverso riduzione di altre voci di spesa pubblica. Presso la Conferenza stato-città sarà inoltre istituito un tavolo di lavoro per la verifica dei bilanci comunali. Berlusconi ha promesso che ne valuterà le risultanze assieme all'Anci. Previsti inoltre interessi passivi a carico dello stato fino ad un massimo di 6 milioni di euro sulle anticipazioni di tesoreria per l'Ici rurale 2008. L'accordo ha soddisfatto l'Anci, anche se, come ha sottolineato il presidente Leonardo Domenici, rimangono ancora questioni aperte. Per esempio il rimborso dei tagli ai costi della politica. Per l'Anci i 100 milioni messi a disposizione dal governo sono "insufficienti". "Sono stati fatti passi avanti", ha commentato il sindaco di Firenze, "il presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è impegnato in prima persona, soprattutto a valutare l'impatto dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa sui bilanci comunali". "C'è un'assunzione diretta di responsabilità da parte del premier che dovremo verificare nel corso del tempo", ha aggiunto, "ora andiamo alla Conferenza Unificata sul federalismo fiscale". Le reazioni. Il primo a tirare un sospiro di sollievo per l'intesa Berlusconi-Domenici è stato il ministro Fitto, consapevole che dopo il sì dei comuni il cammino del ddl delega sul federalismo fiscale sarebbe stato tutto in discesa. "Sono molto soddisfatto", ha detto il ministro, "ora andiamo in Unificata per varare il fisco federale". Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro per le riforme, Umberto Bossi. "Sono contento", ha detto, "perché oggi abbiamo trovato i soldi per i comuni che prima non c'erano". Un grazie a Berlusconi è arrivato dal sindaco di Milano, Letizia Moratti. "Ringrazio il presidente del consiglio per l'attenzione con cui ha risposto all'appello dei comuni e dell'Anci. Un'attenzione che ha portato ad anticipare a questa sera la riunione chiesta dall'Associazione dei comuni, dando rapidamente seguito alla sollecitazione fatta questa mattina (ieri ndr) dal presidente Leonardo Domenici".

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Federalismo: Roma promette 1,5 milioni di euro ai Comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 03/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Federalismo: Roma promette 1,5 milioni di euro ai Comuni Il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici ROMA Intesa raggiunta tra governo e Comuni in vista del Consiglio dei ministri di questa mattina che dovrà licenziare il provvedimento sul federalismo fiscale. L'accordo, firmato in prima persona da Silvio Berlusconi, prevede complessivamente risorse per i Comuni per circa 1,5 milioni di euro. Il documento siglato ieri stabilisce che l'integrazione della quota di competenza dell'Ici sulla prima casa per il 2008 è quantificata in 260 milioni di euro e sarà finanziata attraverso la riduzione di altre voci di spesa. L'integrazione dell'Ici rurale 2007, si legge nell'accordo, già finanziata nel bilancio di assestamento dello Stato 2008 ammonta a 585 milioni di euro. L'intesa stabilisce inoltre che un articolo del decreto legge che sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri, dovrà rideterminare la quota convenzionale di competenza dell'Ici rurale 2008 attuando quanto già previsto dalla finanziaria e quindi senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico: si tratta di una somma pari a 700 milioni circa di euro. Previsti inoltre interessi passivi a carico dello Stato fino ad un massimo di 6 milioni di euro sulle anticipazioni di tesoreria per l'Ici rurale 2008. Il documento infine stabilisce che il presidente del Consiglio "valuterà con l'Anci le risultanze dei lavori del tavolo istituito presso la conferenza Stato-città per la verifica dei risultati dei bilanci comunali". "Ci sono passi in avanti, c'è un accordo politico di indirizzo, ora andiamo a discutere in conferenza unificata", afferma il Presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con il Governo. Domenici aggiunge: "C'è stato un impegno del premier per quanto riguarda i rimborsi per il mancato gettito Ici sulla prima casa. Ci sono stati riconosciuti 260 milioni di euro relativi all'Ici sulla prima casa per il 2008 e per la somma restante verrà effettuata una ulteriore verifica. Inoltre sono stati riconosciuti 585 milioni di euro sull'Ici rurale 2007 ed un impegno per altri 700 milioni di euro sull'Ici rurale 2008". Sui costi della politica Domenici ritiene "insufficienti i 100 milioni finora messi sul piatto" dal Governo. "Questa questione va ancora affrontata, ma lo faremo quando avremo le verifiche sugli importi effettivi". A proposito dell'Ici sulla prima casa si dovrà compiere un aggiornamento che copra l'intero importo: "Riguardo a questo gettito c'è l'impegno a valutare quelle che saranno le verifiche - ha detto ancora Domenici - sui bilanci comunali dell'impatto sul mancato gettito. Ritengo comunque che un passo avanti importante sia stato fatto grazie all'assunzione diretta di impegno e di responsabilità da parte di Berlusconi, che dovremo verificare nelle settimane e nei mesi a venire". "Molto soddisfatto" si dichiara Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Regionali, "perché si è raggiunto un accordo con i comuni firmato dal premier Silvio Berlusconi e dal presidente dell'Anci Leonardo Domenici. Ora terremo la conferenza unificata Stato-Regioni". Esulta il leader della Lega Nord, Umberto Bossi: "Sono soddisfatto, abbiamo trovato i soldi per i comuni che prima non c'erano". A chi gli chiede se oggi quindi ci sarà il via libera al ddl nella riunione del Consiglio dei ministri, il Senatur risponde sicuro con un "sì".

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Ici, accordo governo-comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il sindaco Domenici (Anci): ci aspettiamo che oggi Palazzo Chigi vari le risorse per decreto Ici, accordo governo-comuni Garantiti 945 milioni di rimborsi, impegni per altri 700 Il governatore della Lombardia Formigoni critica i fondi per 640 milioni concessi a Roma e Catania ROMA. Il primo via libera del governo al federalismo fiscale dovrebbe arrivare oggi. Il disegno di legge delega messo a punto dal ministro Roberto Calderoli sarà infatti all'esame del consiglio dei ministri che si riunisce in mattinata. La maggioranza arriva all'appuntamento più atteso dalla Lega dopo l'intesa raggiunta con le Regioni, che ottengono i 434 milioni di euro sostitutivi del ticket sanitario, il tavolo per la definizione del nuovo Patto per la salute 2010-2012 e la gestione del piano-casa. Con i Comuni, invece, il governo ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro. E dopo una giornata interamente spesa a cercare un difficile accordo, in serata è stato raggiunto un accordo per il rimborso Ici. Privati degli introiti derivanti dall'Ici, i sindaci avevavo infatti puntato i piedi e ieri mattina, in attesa di incontrare il presidente del consiglio, avevano disertato la Conferenza unificata che doveva dare l'ok al provvedimento e che si è riunita in serata. "I Comuni, al momento, non sono in grado di esprimere il parere sulla legge delega. Prima di poterlo fare, vogliono avere certezze sul recupero degli introiti che sono stati loro sottratti: Ici sulla prima casa (circa 1,5 miliardi di euro), Ici sugli ex immobili rurali (610 milioni), costi della politica (380 milioni)" ha spiegato il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che in serata ha incontrato il premier e nel pomeriggio aveva annunciato che in assenza di precise garanzie "dirette e personali" da parte di Berlusconi, l'Anci non avrebbe partecipato alla Conferenza unificata. Alla fine, è stata raggiunta una intesa parziale. I Comuni, che già nella scorsa settimana avevano chiesto assicurazione sull'approvazione da parte del governo di un decreto legge che saldasse i conti pregressi, potranno contare su 945 milioni di euro (260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i costi della politica 2007. E c'è anche l'impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. "Ci aspettiamo che oggi il governo ratifiche questi finanziamenti" ha commentato Domenici. Le richieste dell'Anci erano state sostenuta anche dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni che si è riunita in mattianta ed ha definito "giusta, fondata e motivata", la posizione dei Comuni. Ma le proteste ieri hanno riguardato anche le Province. "In un clima in cui non c'è certezza di risorse non si può parlare di federalismo" ha spiegato il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, che ha rivendicato anche per le Province una "compartecipazione" ad un grande tributo erariale. A far discutere sono stati anche i fondi concessi ai Comuni di Catania (140 milioni di euro) e Roma (500 milioni). Una misura che è stata definita "sorprendente" dal presidente della LombardiaFormigoni. Il timore è che i 640 milioni destinati a risanare i bilanci delle due città potessero essere sottratti alle risorse che il Tesoro sta individuando per i comuni. A difendere la misura ci ha pensato Alemanno: "Abbiamo sempre detto che senza l'aiuto del governo il Comune di Roma non sarebbe riuscito a controllare il debito ereditato dalle precedenti gestioni" precisa il sindaco della capitale. (g.r.).

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Accordo governo-comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Riunione a Palazzo Chigi tra l'esecutivo (presente anche Berlusconi) e l'Anci Accordo governo-Comuni Sull'Ici l'intesa garantisce agli enti locali 945 milioni ROMA. Accordo raggiunto, anche se parziale, tra governo e Comuni che ieri sera si sono riuniti a Palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi. Lo ha detto al termine dell'incontro il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, il quale ha detto che complessivamente sono stati garantiti 945 milioni di euro di cui 260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici per i fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i costi della politica 2007; c'è anche un impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. A questo punto il presidente dell'Anci ha confermato che i Comuni parteciperanno alla Conferenza unificata anche se l'accordo raggiunto fino a ieri non soddisfa tutte le richieste che i Comuni hanno fatto. Alla domanda se nella seduta di oggi il Consiglio dei ministri approverà il decreto in cui si ratificano questi finanziamenti, Domenici ha detto: "Noi ci aspettiamo che ci siano". "Sono soddisfatto, abbiamo trovato i soldi per i comuni che prima non c'erano". Lo afferma il leader della Lega Nord Umberto Bossi, a margine del ricevimento organizzato dall'ambasciata tedesca, rispondendo ai cronisti che gli chiedono un commento sull'intesa di Palazzo Chigi tra il governo e i comuni. A chi gli chiede se domani quindi ci sarà il via libera al ddl nella riunione del consiglio dei ministri Bossi risponde: "Sì".

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Rivolta bipartisan contro i fondi per Catania e Roma (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Andrea Carugati/ Roma Ormai è un coro bipartisan di sindaci e governatori di destra e di sinistra: perché il governo finanzia i buchi dei Comuni di Catania e Roma e tarda, invece, a coprire i buchi di bilancio di tutti gli altri, dovuti del resto al taglio dell'Ici? Proprio nel giorno in cui l'Anci, l'associazione dei Comuni, condiziona il suo sì alla discussione con il governo sul federalismo fiscale al rimborso dei tagli Ici, esplode la polemica sui 140 milioni di euro concessi al disastrato municipio di Catania per evitare la bancarotta e anche per i 500 milioni per tamponare il deficit di bilancio della Capitale. Mercoledì avevano protestato i deputati Pd del Nord, al grido di "soldi a Catania e Roma, è questo il federalismo fiscale di Bossi e Calderoli?". Anche D'Alema e Bersani avevano criticato il governo. "Importante che operazioni di questo tipo non siano discrezionali o amicali", per l'ex vicepremier. Ieri, in concomitanza con la dura trattativa governo-Comuni su oltre 1,4 miliardi di euro che i sindaci devono ricevere dallo Stato, la protesta è dilagata. Una delle più arrabbiate era la milanese Letizia Moratti: "Finora sono stati premiati i Comuni che hanno fatto male, come Catania e Roma, adesso bisogna premiare i Comuni che hanno fatto bene...". Decisamente perplesso anche il governatore lombardo Formigoni: "Finanziamenti sorprendenti, sono curioso di sapere in quale modo saranno sottoposti al Parlamento. Ci sono anche altri comuni che hanno manifestato difficoltà...". Molto duro il sindaco di Torino Chiamparino (Pd), che è intervenuto al direttivo Anci che ha deciso lo stop al dialogo sul federalismo in attesa dello sblocco dei fondi: "È vergognoso stanziare questi fondi per Catania e Roma prima che tutti gli altri Comuni abbiano il dovuto". E il presidente Anci Domenici, sindaco di Firenze, ha parlato di una "incongruità" nella decisione del governo di sistemare prima Roma e Catania. Domenici ha parlato di una "diffusa perplessità" tra i sindaci, ma era un eufemismo. Il sospetto dei sindaci era questo: che i 640 milioni concessi a Roma e Catania fossero parte integrante dei soldi previsti per tutti i Comuni per compensare i tagli Ici. Dura anche la Lega: "I soldi per Catania stridono con il federalismo fiscale", ha detto il deputato Giacomo Stucchi. Dopo la riforma ogni Comune dovrà pensare a sé: e chi sbaglia pagherà". E Filippo Penati, presidente Pd della Provincia di Milano: "Come facciamo a fidarci di un governo che stanzia 140 milioni per Catania, una cifra maggiore di quella prevista da qui al 2011 per l'Expo di Milano?". Una vera insurrezione. Tanto che a sera, durante l'incontro a palazzo Chigi con l'Anci, Berlusconi ha mostrato notevole imbarazzo: "Su Catania mi sono dovuto mettere una mano sul cuore, come facevo a lasciarla andare alla deriva?". In compenso i Comuni, prima di entrare alle 21 alla Conferenza unificata con il governo e le Regioni per l'ultimo esame al testo del ddl sul federalismo fiscale (che sarà approvato stamattina dal Consiglio dei ministri) hanno strappato qualcosa: sempre oggi il Cdm dovrebbe (d'obbligo il condizionale) approvare un decreto che destina ai Comuni 945 milioni: 260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i tagli ai costi della politica locale. Con un impegno a reperire i 700 milioni mancanti per la tranche 2008 dell'Ici ex rurali. Insomma, per i vertici dell'Anci una cifra sufficiente per entrare alla riunione sul federalismo. "Un passo avanti", ha detto Domenici, "c'è un accordo politico e Berlusconi si è impegnato in prima persona a valutare l'impatto dell'abolizione Ici sui bilanci comunali. Ma 100 milioni di rimborsi per i tagli ai costi della politica non sono sufficienti". "Sono soddisfatto, abbiamo trovato i soldi per i comuni che prima non c'erano", esulta Bossi, che annuncia per oggi l'agognato via libera al ddl sul federalismo. La Conferenza unificata era ancora in corso alla chiusura di questo giornale, ma le Regioni avevano già risolto gran parte dei loro contenziosi economici con il governo in un incontro mercoledì sera: palazzo Chigi si è impegnato a stanziare 434 milioni per evitare il ritorno dei ticket sulla diagnostica e a ridiscutere il fabbisogno sanitario per il biennio 2010-2011, che le Regioni considerano sottostimato di circa 7 miliardi.

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Sarà Laterza l'ospite dell'Estense (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Domani il premio in Teatro Sarà Laterza l'ospite dell'Estense Sarà premiato domani, alle ore 17, al teatro Comunale di Ferrara, il libro vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara. Tra gli ospiti della cerimonia, in rappresentanza di Confindustria, il presidente della commissione Cultura, Alessandro Laterza. Presenterà la manifestazione, per il quinto anno consecutivo, la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici. La prestigiosa Aquila d'Oro sarà assegnata a uno dei quattro volumi finalisti, già selezionati dalla giuria tecnica nel giugno scorso tra una rosa di 29 volumi: si tratta de "La primavera di Praga" di Enzo Bettiza, edizione Mondadori, "Eseguendo la sentenza" di Giovanni Bianconi, edizione Einaudi, "Vecchi e potenti" di Nunzia Penelope, edizione Baldini Castoldi Dalai, "La Deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, edizione Rizzoli. Nel corso della cerimonia in teatro comunale alle 17 sarà consegnato anche il Riconoscimento "Gianni Granzotto - Uno stile dell'informazione", quest'anno assegnato al giornalista Enrico Mentana.

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Tagli ai costi delle asp ci rimettono i membri del cda (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VI - Bologna Decurtati pesantemente i compensi di consiglieri e presidenti Tagli ai costi delle Asp ci rimettono i membri del Cda Una "sforbiciata" vigorosa al costo di gestione delle Asp, aziende di servizi alla persona nate dalle ex Ipab, ma la decurtazione si fa sentire soprattutto per i membri del Consiglio di amministrazione. Da settembre scorso, in base a una delibera regionale, i membri del Cda dell'Asp Poveri Vergognosi, ad esempio, hanno visto scendere il loro compenso da un'indennità di 20 mila euro all'anno a un gettone di 150 euro vincolato alla presenza alla riunione del consiglio, per un massimo di 24 sedute all'anno. Stesso trattamento per il vice presidente, che prendeva 30 mila euro di indennità. Al Giovanni XXIII il taglio lascia ai membri del Cda 200 euro a seduta, mentre prima si trattava di un mensile di 600 euro. La situazione di Iride è più complessa, perché nasce dalla fusione di molte realtà diverse, di cui la più grande, Progetti educativi, prevedeva un compenso per i membri del consiglio di 320 euro mensili, contro il gettone di 100 euro lordi stabilito oggi. Le cariche di presidente e direttore generale delle istituzioni, invece, sono parametrate al compenso del Sindaco, ma in alcuni casi questa voce ha registrato anche un piccolo aumento. "Nel nostro caso il presidente è passato da 38 mila a 42 mila euro all'anno - spiega il direttore generale della Poveri Vergognosi - mentre la mia carica prevede un compenso di 68 mila euro all'anno, come un dirigente comunale di fascia B". (e.c.).

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Comune: conti in rosso, rischio tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LA SPEZIA pag. 4 Comune: conti in rosso, rischio tagli Sos swap anche per Levanto. Costa: "No ai derivati, sì ai buoni postali" RISCHIANO di andare in tilt i conti del Comune. Tutta colpa dei mancati trasferimenti dell'Ici sulla prima casa, di quelli sugli ex immobili rurali e dei tagli sui costi della politica. Le previsioni di sofferenza economica, che euro più euro meno, si attestano sui 5,1 milioni. Una voragine, se nel frattempo non verrà posto rimedio, che potrebbe significare a breve termine il taglio di alcuni servizi e in prospettiva l'inasprimento delle tasse comunali. E' preoccupatissima l'assessore al bilancio Paola Michelini: "Il Comune della Spezia ha iscritto in bilancio per l'Ici prima casa la somma di 7 milioni e 200 mila euro e ad oggi ne mancano all'appello 3 milioni e 600mila. A tutto ciò si aggiunga che non abbiamo notizie sul milione di euro venuto a mancare alle casse comunali con la vicenda degli edifici ex rurali per il 2009 mentre sarà restituito quello per il 2008. L'Amministrazione ritiene inaccettabili queste scelte. Per questo è mobilitata con gli altri Comuni italiani, anche di diverso colore politico, attraverso Anci". In più ci sono da conteggiare 500mila euro dei tagli del governo sulla politica. "Riguardano ? aggiunge la Michelini ? l'eliminazione delle Circoscrizioni. Mi fa piacere che siano rimaste, ma dovevano restare anche le risorse per mantenerle". Il rischio di disavanzo è ora una prospettiva tutt'altro che remota. C'è inoltre l'incubo-derivati. Il Comune di Spezia non è ancora fra le vittime degli swap, debiti gestiti attraverso contratti bancari. L'andamento sfavorevole dei tassi lo posiziona a oggi a +400mila euro. La speranza è in una ripresa della situazione economica e finanziaria. I contratti erano stati attivati nel 2005. NELLA SOLITA situazione si trova il Comune di Levanto che aveva contratto swap su mutui per 6milioni. A oggi, a quanto risulta, i conti sugli interessi sarebbero ancora favorevoli per 200mila euro. Il sindaco Maurizio Moggia assicura che la situazione è sotto controllo. Fino a quando? Lo è anche per i debiti contratti da 1,5 milioni e per le difficoltà di cassa che nel 2005 ammontavano a 2 milioni. "Stiamo riequilibrando ? afferma Moggia ? dieci anni di forti investimenti per rilanciare il turismo. Abbiamo previsto manovre, tagli alle spese e recupero dell'evasione per uscire definitivamente dai conti in rosso". NON HA l'incudo-swap il comune di Beverino. "Una banca ? osserva il sindaco Andrea Costa ? aveva offerto anche a noi un'operazione di derivati tre anni fa. Avremmo avuto anche un cash iniziale. Ma abbiamo detto no. Quando parliamo di denaro pubblico, l'elemento certezza è fondamentale". Beverino ha preferito investire i suoi soldi nei classici buoni postali anche per dare impulso all'ufficio decentrato delle Poste. Costa punta l'indice anche sul mare di debiti che molti comuni spezzini hanno nei confronti di Acam: "Prima o poi andranno pagati. E' un'anomalia e un'ingiustizia nei confronti di chi come noi ha sempre fatto fronte alle spese verso l'azienda consortile". NAVIGA in acque abbastanza tranquille anche il comune di Lerici. "Abbiamo un bilancio sano ? sottolinea il sindaco Emanuele Fresco ?. Servizi e investimenti sono andati avanti di pari passo con le nostre possibilità. Non ci siamo avventurati nei derivati. C'è una sofferenza momentanea di cassa, ma aspettiamo fiduciosi i trasferimenti statali. Nel frattempo abbiamo posto attenzione ai pagamenti verso i fornitori". Fresco giudica virtuosi i progetti di finanza che hanno consentito la realizzazione delle mense e ora la costruzione di parcheggi. Manrico Parma.

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Di CRISTINA LORENZI CARRARA SE IL PRESIDENTE (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA CARRARA pag. 9 di CRISTINA LORENZI ? CARRARA ? SE IL PRESIDENTE dell'Anci grida al fallimento, da noi non si può certo dormire sonni tranquilli. Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e capo dell'Associazione dei Comuni, ha lanciato il grido di allarme contro il Governo intenzionato a un deciso colpo di mannaia ai trasferimenti previsti per i municipi. "Così si va dritti verso il fallimento". E la notizia ha fatto girare i pallottolieri di piazza Due Giugno dove l'assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli ha subito messo mano a conti e bilanci per capire cosa succederà se lo Stato non metterà mano ai mancati introiti derivanti dall'Ici per gli immobili ex rurali (un milione e 100 mila più 785 dello scorso anno già messi a bilancio) e al taglio dei costi della politica (387 mila euro). IN SOSTANZA, spicciolo più spicciolo meno, mancherebbero all'appello due milioni tondi tondi che, aggiunti ai già noti problemi di squilibrio di bilancio derivati dalle sbavature sulla tassa marmi, potrebbero davvero mandare a gambe all'aria i conti di piazza Due Giugno. "Il Governo ? spiega Andreazzoli, che la notizia non ha trovato impreparata ? aveva stimato per il nostro Comune entrate dai beni rurali per 785 mila euro. Da noi questa voce è stata sovrastimata, non essendoci beni rurali e avendo racimolato dal capitolo appena 20 mila euro. Lo stesso per i costi della politica: secondo Roma avremmo dovuto risparmiare 387 mila euro, mentre le nostre riduzioni sono arrivate a 30 mila. Insomma da un primo calcolo a bilancio potrebbero mancare, se il Governo non trova una soluzione, circa 2 milioni che certo non possono essere ripescati da una maggiore pressione fiscale, che ci viene impedita anche dalla Finanziaria". Così salve le tasse dei cittadini, se il Governo non prevede una solenne marcia indietro da un provvedimento che si annuncia drastico per tutto il Paese, le soluzioni non sono poi molte. O SI METTE MANO ai servizi essenziali, ma le spese vive di Palazzo non lasciano margine a molte manovre contenitive, o si dovrà procedere alla vendita dei gioielli di famiglia. E in questo caso torna in ballo, attuale più che mai la vendita di Area, che una vecchia stima calcolava sui 10 milioni di euro, ma il cui valore andrà aggiornato. "Tuttavia ? spiega Andreazzoli ? il problema è talmente generico che coinvolge 8.100 Comuni in Italia. Penso che prima di temere la strada del fallimento si potrà puntare sulla soluzione degli accertamenti convenzionali (un meccanismo contabile per compensare la riduzione dei trasferimenti erariali per ogni singolo ente: il Governo consente di scrivere le entrate a bilancio, ma poi mancano in cassa), che potrebbe essere una valida via d'uscita. Sono fiduciosa che una soluzione venga trovata a livello nazionale perché non credo si possano mettere in ginocchio i Comuni di tutta Italia".

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Governo-Comuni, raggiunto un primo accordo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO 03-10-2008 FEDERALISMO FISCALE INCONTRO A PALAZZO CHIGI PER LE GARANZIE SUI RIMBORSI DELL'ICI Governo-Comuni, raggiunto un primo accordo ROMA Marina Maresca II Il braccio di ferro tra i Comuni e il governo per il rimborso dei mancati introiti dell'Ici rallenta il rush finale del federalismo fiscale verso il primo via libera del governo. Ieri i vertici dell'Anci, preoccupati per le casse delle amministrazioni locali se non arriveranno gli indispensabili fondi per evitare il dissesto, hanno deciso di disertare la Conferenza unificata Regioni-governo che è stata quindi rinviata alle 21. Il presidente dell'Anci Leonardo Domenici ha chiesto "una garanzia diretta e personale del presidente del Consiglio Berlusconi prima di dare parere favorevole al testo sul federalismo fiscale". Al governo sollecitano un decreto che saldi i conti con i Comuni: con il taglio dell'Ici ammontano complessivamente a 1 miliardo e mezzo di euro. Il premier ha quindi deciso di incontrare i rappresentanti dei Comuni ieri sera a Palazzo Chigi per cercare un accordo. Nell'incontro (oltre a Berlusconi vi hanno preso parte i ministri Raffaele Fitto e Roberto Calderoli e per i Comuni oltre Domenici il sindaco di Roma Gianni Alemanno), è stato raggiunto un accordo, anche se parziale. Domenici ha detto che complessivamente sono stati garantiti 945 milioni di euro di cui 260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici per i fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i costi della politica 2007; c'è anche un impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici ex rurali per il 2008. I Comuni si aspettano che il decreto che ratifichi questi finanziamenti sia approvato oggi. L'altra sera era stato invece trovato l'accordo con la Conferenza delle Regioni sempre in un incontro con Berlusconi definito dal presidente Vasco Errani "di segno positivo". Il premier aveva garantito l'impegno per il finanziamento dei 434 milioni di euro che mancano alla copertura dei ticket sanitari 2009 e ieri mattina è stato firmato un documento nel quale vengono assicurati i finanziamenti. L'intesa con le Regioni prevede di avviare da subito il tavolo per la definizione del nuovo Patto per la salute 2010-2012. La bozza Calderoli dovrebbe quindi approdare al Consiglio dei ministri per il primo via libera del governo prima del passaggio in Parlamento. Leghista Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. FOTO ANSA.

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Di TOMMASO GALLIGANI SAN LORENZO, i piani di recupero della piazza messi in c (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 6 di TOMMASO GALLIGANI SAN LORENZO, i piani di recupero della piazza messi in c... di TOMMASO GALLIGANI SAN LORENZO, i piani di recupero della piazza messi in cantiere da Palazzo di Giano stavano rischiando di naufragare, ma la Giunta non ci sta e tenta il tutto per tutto per salvarli. Dopo il niet della commissione tecnica comunale alle due offerte giunte in risposta all'avviso per il project financing bandito dall'amministrazione (due le ditte ad averle presentate: una fiorentina, l'altra pistoiese), l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni annuncia di aver chiesto, su indirizzo dell'esecutivo, "una consulenza a Toscana Fidi, che ci ha seguito fin dall'inizio nello sviluppo di questo progetto, per capire se è possibile andare andare avanti con la pratica anche dopo la bocciatura della commissione tecnica". In che modo? "Chiedendo alle due imprese - spiega l'assessore - di adeguare le loro offerte al piano di fattibilità che abbiamo prospettato, anziché dover ripartire da capo, allungando di almeno due anni i tempi della procedura e costringendoci a destinarvi nuove risorse finanziarie". Il costo della consulenza sarà di 14mila euro ? spiega l'assessore - "e contiamo di aver, già nelle prossime settimane, tutte le risposte necessarie ad appurare se esistono spazi di manovra per continuare l'iter del rilancio di piazza San Lorenzo". MA PERCHÈ la commissione ha respinto le proposte delle due ditte? "Nella formulazione dei loro prospetti, non venivano rispettati alcuni requisiti imposti dal bando ? spiega l'architetto Marco Marlazzi, dirigente dell'area tecnica di Palazzo di Giano ? semplificando, si può dire che alcune porzioni dell'area interessata, in base alle offerte delle due imprese, avrebbero dovuto essere destinate ad uso residenziale, mentre il nostro piano di fattibilità ne prevede l'irrinunciabile sviluppo a funzione pubblica". CONCETTO, questo, rimarcato anche da Ginanni, che mette in chiaro come l'amministrazione non intenda "trasformare San Lorenzo in una nuova Villettopoli"; ma, aggiunge subito, "nel loro complesso i progetti erano buoni, ed è per questo che ci siamo attivati con Toscana Fidi per capire se, con aggiustamenti, potrebbero essere salvati". Piatto forte del piano di recupero della storica piazza ? 19mila i metri quadrati interessati dall'intervento ? sarà la costruzione di un parcheggio interrato da svariate centinaia di posti auto, completamente meccanizzato, che, una volta realizzato, potrebbe essere dato in gestione agli investitori del project. La parte "pubblica" del programma prevede infine la ristrutturazione dell'ex convento di San Lorenzo, dell'oratorio di Sant'Ansano e la rimessa a nuovo dei porticati e l'ampliamento degli spazi verdi della zona.

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Fondazione Arena, veleno su conti e politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

LIRICA NELLA BUFERA. Infuriano i contrasti sulle gestioni di Orazi e Girondini e sull'assenza di Nastasi in Comune Fondazione Arena, veleno su conti e politica Alcuni esposti sulla gestione sono al vaglio dei magistrati. Schinaia: nessuna inchiesta Scontro sulla commissione Non sappiamo se ci sono fatti che costituiscono reato, sono solo accertamenti MARIO GIULIO SCHINAIA PROCURATORE CAPO Si sapeva che il commissario non sarebbe venuto, ci siamo esposti al ridicolo LORENZO FONTANA VICE COMMISSIONE CULTURA   Sulla Fondazione Arena continua la bufera politica che va dai conti in rosso al commissariamento. Conti in rosso che da tempo hanno provocato circostanziati esposti alla Procura e alla Corte dei Conti e che ora sono al vaglio dei magistrati. "Si tratta per il momento di atti non costituenti reato, stiamo solo facendo accertamenti su tre segnalazioni che ci sono pervenute in procura", spiega il procuratore Mario Giulio Schinaia che sgombera subito il campo da equivoci su una presunta apertura formale di un'inchiesta sui conti della Fondazione Arena. Non c'è dunque alcuna inchiesta, ma si stanno svolgendo accertamenti su tre "dossier", arrivati in procura nei giorni scorsi. Ora il plico è nelle mani del pool di magistrati competenti in questa delicata materia, coordinati dal sostituto procuratore Marco Zenatelli. "Non abbiamo fatto alcuna acquisizione di atti nella sede della Fondazione", aggiunge Schinaia, "anche perchè prima dobbiamo controllare se nelle segnalazioni, arrivate in procura, ci sono fatti che integrano reato". Per il momento, quindi, è presto per capire se nascerà un'indagine, con ipotesi di reato precise e indagati. Le lettere sono firmate ma i nomi non sono stati resi noti. Sono state inviate i procura dopo il commissariamento della Fondazione e riguardano gli ultimi anni di gestione, sia con il sovrintendente Claudio Orazi che con Girondini. Il sindaco Flavio Tosi, presidente della Fondazione, comunque ha fatto sapere che un'approfondita inchiesta su come è stata gestita la Fondazione Arena in passato sarebbe ben gradita. "Meglio tardi che mai. Anch'io, in passato, ho presentato diversi esposti sulla cattiva gestione della Fondazione Arena: a noi fa solo piacere che la magistratura effettui questa verifica per accertare responsabilità che risalgono alla precedente gestione e che anche noi avevamo segnalato". "Devo dare atto al nuovo Procuratore della Repubblica ? conclude Tosi ? che la sua iniziativa, per quanto dovuta, rappresenta comunque un bel segnale di trasparenza ai fini di accertare se vi siano anche responsabilità penali nella realizzazione del deficit". La polemica infuria anche sulla commissione cultura che si è svolta l'altro giorno, nella quale era atteso il commissario Nastasi, il quale peraltro ha dichiarato di aver avvisato per tempo che non avrebbe potuto presenziare. Per il vicepresidente della commissione Lorenzo Fontana della Lega. si è trattato di "un'audizione burla", una vicenda "farsesca" e non risparmia critiche, senza mai nominarla, alla presidente di An Lucia Cametti. "Mi pare evidente", dice Fontana, "che Salvatore Nastasi non ha alcuna responsabilità. Sarà bene che in futuro prima di convocare persone esterne al Comune in commissione, ci si premuri di contattarli prima di spedire la convocazione della seduta della commissione. Altrettanto evidente mi sembra un'altra cosa: se non esiste certezza che la persona invitata possa partecipare o come nel caso in questione vi sia addirittura la certezza della sua impossibilità a partecipare, occorre disdire la riunione senza far perdere tempo ai consiglieri ed esporli al ridicolo". E far perdere soldi al Comune per i gettoni.  .

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TG territorio (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini Il Dtv TG territorio Comunità montane Venti enti al posto degli attuali 27, 263 comuni (di cui 174 totalmente montani e 89 solo parzialmente) anziché 365, un taglio secco alla compagine degli organismi di gestione con i consigli generali che scendono da 1.208 a 263 componenti. Queste le principali novità introdotte dalla nuova legge sulle Comunità montane approvata dal Consiglio regionale della Campania. Il testo rivede gli ambiti territoriali (vengono eliminati i Comuni costieri e quelli con popolazione superiore ai 20mila abitanti), gli organi (la giunta sarà formata dal presidente e massimo 2 assessori) e le indennità (ridotte del 40 per cento, come il gettone di presenza). Il risparmio complessivo, secondo il vicepresidente della Giunta Antonio Valiante, firmatario del provvedimento, supera i 3 milioni di euro. Tre zone franche Napoli Est, Torre Annunziata e Mondragone sono le tre "zone franche urbane" selezionate dal Ministero dello Sviluppo Economico per la Campania. La notizia è stata ufficializzata dal ministro Claudio Scajola. Le zone franche urbane avranno diritto a incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, per una cifra pari a 50 milioni l'anno, per nuove attività economiche, soprattutto piccole e micro imprese costituite entro il 2009. Il provvedimento verrà sottoposto ora alla valutazione del Cipe. Undici casi di eccellenza Undici casi di amministrazione pubblica efficiente, anzi "eccellente" come le definisce il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta. Sono gli enti campani che lavorano bene e che compaiono sul sito ministeriale. Si va dal progetto "Ospedale Ospitale" del Azienda ospedaliera Cotugno di Napoli al "Sistema di registrazione degli eventi sul territorio" realizzato dal Comune di Napoli. del 03-10-2008 num.

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A Viareggio l'Italia che cambia (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini legautonomie A Viareggio l'Italia che cambia La tradizionale "due giorni" quest'anno assume un significato speciale Nando Morra Martedì a Viareggio, un passaggio importante del mondo delle Autonomie sul Federalismo. La classica due giorni di Legautonomie. Colloca al centro del dibattito il progetto federalista per rilanciare il paese. A tenere banco sarà il disegno di legge del Governo sul federalismo fiscale, dopo il sostanziale anticipo della manovra finanziaria a giugno. Nel titolo c'è una nota nuova, un auspicio: che il 2008 sia davvero l'anno di svolta per la piena attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e che sia accompagnato dall'indispensabile approvazione della "Carta delle Autonomie". Sarà così, dopo anni in cui i tanti tasselli separati non sono riusciti a fondersi in un disegno organico e coerente? L'interrogativo è legittimo. Si parla da tempo, infatti, di Federalismo ma non ancora è possibile, per Istituzioni, studiosi e parti sociali confrontarsi con un disegno organico. Si va avanti per "pezzi". Il testo del Governo è stato accolto fin qui da giudizi contrastanti. C'è chi lo ritiene equilibrato e capace di garantire responsabilità della spesa e solidarietà e chi lo trova ambiguo e carente su diversi punti: l'identificazione degli ambiti d'imposta di Comuni e Province, la scelta dei criteri per la perequazione fiscale, la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno. Per Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie: "il dibattito sul federalismo fiscale rischia di essere una coperta che occulta la situazione reale in cui si trovano enti locali e Regioni. Ai Comuni mancano 690 milioni di ICI della riclassificazione degli edifici rurali e circa 300 milioni impossibili da risparmiare con i tagli ai "costi della politica", per cui si aggiunge la pesante sottostima del mancato gettito ICI sulla prima casa che non si sa e quando verrà colmata. Le Regioni, poi, devono fare i conti nel prossimo triennio con 7 miliardi in meno per la sanità". E' solo un problema tra i tanti che emergono. In particolare, per il Mezzogiorno non ci siamo. Confondere e connettere la "politica per il Mezzogiorno" con un fondo risorse sommatoria di Fondi U.E. e interventi ordinari significa, nei fatti, abbandonare ogni idea di impulso all'economia ed allo sviluppo dei territori meridionali. Già il gap è diventato abissale. Nel futuro potrebbe essere la sanzione di una frattura Nord-Sud. Si apre, dunque, una sfida lunga e difficile per tutto il sistema paese. C'è il rischio di andare incontro a una babele di rivendicazioni territoriali e perdere di vista il disegno riformatore di un federalismo che serve anzitutto a unire il Paese, anche se in maniera diversa rispetto al passato, con autonomie forti e responsabili e un centro altrettanto forte e responsabile nei suoi pochi ma rilevanti compiti. Il Forum di Viareggio, cui partecipano centinaia di amministratori locali provenienti da tutt'Italia ed i vertici ANCI, UPI e UNCEM, darà in concreto la misura dell'accoglimento e della problematicità della riforma. Il primo punto da ribadire è l'urgenza di dare un definitivo assetto federalista alla repubblica, così come si è andato definendo con la revisione costituzionale realizzata con la LC n. 3 del 2001. i nodi da sciogliere sono tanti per un reale assetto federalista del paese. Alcuni notevoli. Primo. Il processo di riforma deve garantire, in modo armonico e secondo i principi di leale collaborazione, il rafforzamento di ogni livello istituzionale e della sua capacità decisionale attraverso l'allocazione e il decentramento delle funzioni ad ogni livello di governo. Secondo. La semplificazione della pubblica amministrazione locale, la realizzazione del federalismo fiscale con l'assegnazione di tributi propri e autonomia finanziaria ai territori. Terzo. La riforma delle sedi della concertazione istituzionale. Quarto. La definitiva realizzazione del Senato federale e, in attesa della sua costituzione, l'integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti dei territori. Dalle soluzioni dipenderà non solo il "modello" ma la "qualità" del federalismo italiano. Alcune questioni sono rilevanti. Il modello di federalismo fiscale deve essere realizzato secondo i principi fondamentali di autonomia e responsabilità di entrata e di spesa per tutti i livelli di governo; garantire la copertura integrale dei costi per il godimento dei diritti civili e sociali in tutto il Paese; semplificare gli adempimenti fiscali per i cittadini e stabilire una chiara correlazione tra funzioni effettivamente esercitate, prelievo fiscale e benefici ottenuti dal territorio, anche attraverso sistemi di rendicontazione che possono palesare la qualità del governo locale; superare la spesa storica a vantaggio dei costi standard; consentire flessibilità e manovrabilità delle imposizioni tributarie e definire strumenti di premialità per gli enti virtuosi. In questo quadro, è significativo lo sforzo del Governo di pervenire in tempi rapidi ad un testo condiviso dal disegno di legge delega per l'attuazione dell'art. 119 della Costituzione. Rileva che così ancora non è per altri importanti aspetti dell'attuazione del titolo V della Costituzione, in particolare per quanto riguarda la definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali e di un nuovo Codice delle Autonomie. Si tratta di due parti significative che devono procedere di pari passo. L'autonomia impositiva deve essere funzione delle potestà amministrative fondamentali, proprie o attribuite e queste a loro volta legate alle effettive capacità organizzative e all'adeguatezza strutturale e dimensionale del sistema delle autonomie. La promozione di forme di associazionismo tra i piccoli Comuni sia nelle forme delle unioni sia in quelle delle comunità montane ovvero di veri e propri processi di fusione, sono condizioni essenziali per un efficiente esercizio dell'autonomia finanziaria ed impositiva con il conferimento di solide basi imponibili a sostegno degli obiettivi politico-programmatici e collegati alle funzioni di spesa. Si tratta di principi tanto più validi per le città metropolitane la cui istituzione è rimandata alla riforma dell'ordinamento e a favore delle quali è prevista l'attribuzione di specifici tributi connessi alle loro funzioni fondamentali ancora appunto da definire. Il federalismo fiscale dovrà essere funzionale all'obiettivo di dare certezza al sistema delle istituzioni repubblicane disegnato dall'art. 114 della Costituzione sottraendolo ad un centralismo paradossalmente sempre più invadente. Occorre rendere più trasparenti le politiche pubbliche, definire più chiaramente le responsabilità di chi queste politiche deve deciderle e attuarle. Si tratta anche di avvicinare il prelievo fiscale alla responsabilità di spesa, dettando un insieme di regole nuove per disciplinare la responsabilità fiscale dei livelli costituzionali. In sostanza, a dare nuove e più solide basi al principio della rappresentanza. Proprio per questo appare eccessivamente lungo il periodo di ventiquattro mesi per l'esercizio delle deleghe, soprattutto considerando che poi dovrebbe scattare il percorso, dai tempi indefiniti, per la convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard dei contenuti finanziari dei livelli essenziali delle prestazioni sociali e delle funzioni fondamentali degli enti locali. Inoltre, è da definire l'utilizzo dei criteri per la determinazione e il riparto del fondo perequativo alle Regioni. Stime attendibili di fonte governativa sulle risorse che dovranno essere mobilitate non ve ne sono. Il fondo perequativo dovrebbe "pesare" circa 26 miliardi di euro mentre la convergenza sui costi standard dovrebbe pesare circa 15 miliardi, un punto percentuale di PIL che dovrebbe pesare meno sulla spesa delle Regioni. La vera partita si giocherà sulla definizione dei costi standard dei livelli essenziali, sulla coesione sociale e la tenuta dell'ordinamento e, in definitiva, sul difficile equilibrio tra spinta all'efficienza, decisiva in una politica di risanamento con l'obiettivo di azzeramento del deficit nel 2011 ed efficacia e adeguatezza dei servizi sociali, della sanità e dell'istruzione. Il punto politico ed economico è sulla pressione fiscale, su quanto cioè si farà pagare ai cittadini per adeguati servizi di welfare. Appare chiaro che la determinazione del periodo di convergenza verso i costi standard sarà essenzialmente rimessa a una valutazione politica. Va sottolineato come nel disegno di legge non vi sia una norma di chiusura che disciplini il potere sostitutivo del governo in attuazione dell'art. 120 della Costituzione, nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione, quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali. Una tale previsione è utile anche al fine di tutelare le prerogative di Regioni ed enti locali soprattutto considerando che questi ultimi non hanno accesso diretto alla Corte Costituzionale. Tuttavia il disegno di legge delega appare lacunoso e sbilanciato rispetto alle previsioni effettuate per le Regioni. In particolare, nell'individuazione delle regole e delle forme di finanziamento anche differenziate delle corrispondenti funzioni degli enti locali. Per le Regioni definire le modalità e i criteri di finanziamento delle funzioni connesse ai livelli essenziali delle prestazioni sociali, sanità e assistenza sociale, e del sistema dei trasporti (sostanzialmente equiparato ai livelli essenziali) significa coprire l'80 90 % dei bilanci regionali. Così non è per il sistema delle autonomie locali. E' giusto ritenere che possano essere specificati gli ambiti o materie alle quali riferire le funzioni fondamentali. Per gli Enti Locali, si tratta di rafforzare la garanzia di previsioni di finanziamento stabili, basate sul fabbisogno standard, dinamiche ed integrali attraverso l'individuazione di ambiti materiali di riferimento anche al fine di agevolare l'individuazione altrimenti complessa delle stesse funzioni e delle forme di copertura rispetto alle altre funzioni per le quali non sono esplicitate le modalità di finanziamento. Abbiamo rappresentato soltanto alcuni passaggi che dovranno trovare risposte. Ci sono tanti altri nodi strutturali da approfondire. E' l'impegno per interventi successivi. del 03-10-2008 num.

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Il giorno della riforma (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Ven, 03 Ott 2008 Edizione 209 del 03-10-2008 Dopo le discussioni di ieri, il federalismo approda in Consiglio dei Ministri Il giorno della riforma di Barbara Alessandrini Alla fine, questa mattina, il ddl Calderoli sul federalismo fiscale approderà in Consiglio dei ministri. Ieri erano in molti ad essere fiduciosi sull'esito del vertice governativo. In realtà la fiducia è stata stemperata dal rinvio della conferenza unificata dei comuni in cui gli stessi enti si sarebbero dovuti esprimere proprio sul ddl delega. La priorità è avere prima garanzie dal premier sulle misure che interessano proprio i comuni, dai rimborsi per il mancato gettito dell'Ici, ai trasferimenti erariali chiesti in relazione al decreto Visco sulle Ici rurali e alle risorse legate ai tagli sui costi della politica. Il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, è stato chiaro sul motivo del rinvio della conferenza unificata: "Chiediamo risposte chiare", ha detto, il tutto da stabilire nell'incontro che Calderoli si è adoperato di fissare con Berlusconi questa mattina prima del Cdm, "in cui ci venga data la garanzia sul fatto che sarà approvato il decreto". Questa la pregiudiziale allo svolgimento della Conferenza unificata e, dopo il via libera delle autonomie locali, al passaggio in Consiglio dei ministri del testo. Agli steccati messi dall'Anci si sono aggiunte le istanze dei piccoli Comuni montani sui quali il presidente dell'Uncem dal calzante nome Enrico Borghi, oltre a chiedere un incontro anche lui col premier, ha invitato alla discussione "in sede istituzionale" per evitare "un accordo di vertice tra stato, regioni e grandi città in cui il tema e le ragioni delle piccole realtà viene lasciato fuori dal tavolo". Il problema sul tavolo è chiaro: I piccoli comuni montani sono in preda al panico da dissesto finanziario perché è su di loro che verranno scaricati i costi dell'abbandono delle cugine comunità Montane. Per un ammontare di oltre tremila gestioni associate e di 12.000 dipendenti dal 1 gennaio del 2009. Altro capitolo quello dell'Ici rurale per cui , puntualizza Borghi " non si è sin qui considerato che in moltissimi Comuni montani quei fabbricati non sono fonte di reddito, ma esattamente il contrario". La richiesta? Una norma ponte di finanziamento erariale alle Comunità Montane per i servizi gestiti a favore dei Comuni. E' un tempo rappreso, dunque, quello che precede il Cdm di questa mattina ed in cui verranno raggrumate le richieste di tutti i comuni italiani. La cui prospettiva, però, ieri, non ha stemperato la fiducia del ministro per i Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, fiducioso per la mancanza di difficoltà con le regioni sul teso di legge. Mentre "Berlusconi ha dato delle risposte precise e delle garanzie in merito ad alcune questioni che erano rimaste in sospeso rispetto alla manovra economica". Già ieri interveniva sulle questioni, più economiche che federaliste, aperte con i comuni con un "ci si sta lavorando così come si è fatto prima con le regioni". Naturalmente in una delicata fase preparatoria come quella in atto sul federalismo non potevano mancare le polemiche contro la capitale. E nello spazio di qualche ora l'impegno del sindaco di Roma Gianni Alemanno sull'articolo del ddl sul federalismo fiscale che riguarda i poteri di Roma Capitale, ("Non si può governare Roma con i poteri di un semplice comune") e sulla annunciata trasformazione di municipi in Comuni metropolitani, ha mandato su tutte le furie il sindaco di Torino che non accetta il canale privilegiato concesso dal governo a Roma e Catania. "Mentre i Comuni italiani tentano ad avere risposte sui loro problemi di cassa - è stato lo strepito di Chiamparino durante il direttivo Anci - il governo ha deciso di fare un intervento diretto, per la somma totale di circa 650mln di euro, a favore di due Comuni, Roma e Catania. Prima sarebbe necessario dare precise garanzie a tutti i Comuni". Certo è che l'interesse generale a mandare in porto la manovra sul federalismo fiscale e poi istituzionale è imponente dato che la posta politica in gioco di questa partita, quando mai dovesse chiudersi in positivo per la maggioranza, è l'entrata della Lega nel Pdl. Già ieri il coordinatore di FI Denis Verdini. Ragionava in prospettiva sul possibile ingresso del partito di Bossi nel partito unico: "Me lo posso augurare - ha detto - la Lega Nord nasce per raggiungere alcuni obiettivi, ma poi i partiti politici si consolidano. Dipende da loro". Prima del rush finale pre Cdm, però, il condizionale resta d'obbligo.

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Federalismo fiscale, sì <condizionato> dalle autonomie (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Federalismo fiscale, sì "condizionato" dalle autonomie Ici, il governo ci mette 945 milioni e la protesta dei sindaci rientra. Soddisfatto il friulano Tondo: fiscalità di vantaggio per le Regioni di confine RomaIl governo trova l'accordo con i Comuni per i rimborsi dell'Ici, e i Comuni, soddisfatta la condizione che avevano posto, accettano di sedersi a discutere della bozza Calderoli sul federalismo fiscale. E a notte fonda la conferenza unificata si conclude con un sì condizionato alla bozza: via libera dalle Regioni, sì anche da Comuni e Province purchè oggi il Consiglio dei ministri accolga gli emendamenti presentati ieri sera. Le Province otterranno, come le Regioni, compartecipazioni a tributi erariali per cui la tassa sui veicoli non costituirà più il loro finanziamento. Oggi dunque, come ricorda Roberto Formigoni, sarà il "D-Day", con il voto in Consiglio dei ministri sulla delega per il federalismo fiscale. Intanto il Friuli Venezia Giulia ottiene la "fiscalità di vantaggio" per la quale si era battuto, e il presidente Renzo Tondo può dirsi soddisfatto. Tutto bene, dunque. Ma la vigilia è stata a dir poco tormentata. Placate a stento le Regioni, il governo è riuscito solo in serata a far rientrare la protesta dei Comuni che chiedevano garanzie sulla compensazione dei tagli all'Ici. Tutto ciò per incassare, nella forma più ampia possibile, il sospirato via libera della conferenza unificata Stato-Regioni-città al ddl sul federalismo fiscale. "Un testo condiviso da tutti", aveva assicurato il ministro Ignazio La Russa, reggente di An.Dopo il vertice nella notte di mercoledì, le Regioni hanno sottoscritto ieri mattina il documento del governo che risponde ai quattro punti sollevati dai Governatori: primo, "piena copertura dei 434 milioni di euro sostitutivi del ticket sanitario per il 2009 senza aumenti di pressione fiscale, ricorrendo a riduzioni di spesa pubblica che non incidano sul comparto delle Regioni". Secondo, avvio immediato di un tavolo per la definizione del nuovo Patto per la Salute 2010-2012, che dovrà accertare la "sottostima" del fabbisogno per la Sanità lamentata dalle Regioni. Terzo, impegno del governo a escludere dal patto di stabilità i fondi comunitari per gli investimenti. Infine "Governo e Regioni concordano di attivare un tavolo per la definizione e la gestione del "Piano casa", nel rispetto delle rispettive competenze". Via libera dunque al testo Calderoli da parte delle Regioni.Soddisfatto soprattutto il Governatore friulano Renzo Tondo. "La proposta di legge presentata da Calderoli sul federalismo ci convince", dice quest'ultimo. "In particolare - aggiunge Tondo - siamo soddisfatti per l'articolo 20 della bozza, che riguarda i trasferimenti delle competenze e delle risorse, e per l'articolo 14 grazie al quale le Regioni di confine potranno applicare la fiscalità di vantaggio nell'ambito delle proprie risorse". I Comuni invece hanno puntato i piedi, disertando, alle 13, la prima convocazione della conferenza unificata. Chiedevano "direttamente al presidente del Consiglio" garanzie sul contenuto del decreto che dovrebbe ripianare i buchi di bilancio generati da tre provvedimenti governativi: il decreto Visco-Bersani sull'Ici rurale 2007-2008 (1,3 miliardi di euro in meno), i mancati risparmi previsti dal provvedimento del governo Prodi sui costi della politica (circa 300 milioni) e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Quest'ultimo rimborso, secondo il Dpef vigente, sarà integrale sulla base delle certificazioni dei Comuni stessi entro il 30 aprile del 2009. I 2,6 miliardi già stanziati, dicono all'Anci, certo non basteranno. Ce ne vorranno almeno 3,3. Si vedrà. "Intanto - aveva ripetuto Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell'Anci - chiediamo l'impegno e l'individuazione della copertura necessaria". L'Anci ottiene udienza da Berlusconi verso le 19 e il confronto finisce con un accordo parziale. L'esecutivo garantisce 945 milioni di euro, di cui 260 per l'Ici prima casa 2008, 585 per l'Ici per i fabbricati ex rurali 2007 e 100 milioni per i costi della politica 2007, con l'impegno a reperire i 700 milioni della seconda tranche dell'Ici rurale per il 2008. "Sono soddisfatto - commenta il ministro Umberto Bossi - abbiamo trovato i soldi per i Comuni che prima non c'erano".

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Milioni di euro per le scuoleComune (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Proficua missione romana dell'assessore ai Lavori pubblici, Buscaglia Il presidente dell'Aavt, Marcello Massinelli, ha convocato per oggi pomeriggio una riunione del Consiglio di amministrazione della società. All'ordine del giorno vi sono "le comunicazioni del presidente" ma è chiaro che si parlerà del parere negativo dell'Enac al progetto per lo scalo di Racalmuto. Massinelli comunque sembra non avere perduto le speranze anche se in ambienti politici di Agrigento si grida l'ipotesi che il no dell'Enac sia politico e non tecnico (non a caso ieri in una nota Ivan Paci e Mario Lazzano sottolineavano che l'ultima parola "spetta al ministro"). Lo stesso Vito Riggio ha precisato che sono stati i tecnici in autonomia a studiare quel progetto ed ha anche spiegato che bastere costruire un'aviosuperficie che permetterebbe l'atterraggio dei charter e che costerebbe dieci volte di meno. Intanto non si placano i commenti dopo la decisione dell'Enac di bocciare il progetto. Secondo il Pdl l'Enac ha solo chiesto di rivedere il progetto con l'accorciamento della pista da 2,2 a 2 km e che, appunto, "l'ultima parola spetta al ministro Altero Matteoli"."Nell'esprimere apprezzamento nei confronti dei parlametari intervenuti sulla vicenda ? scrivono Ivan Paci e Mario Lazzano ? invitiamo il ministro Angelino Alfano e tutti i parlamentari nazionali e regionali a non abbassare la guardia seguendo passo passo l'iter che deve concludersi con una vittoria degli agrigentini". Il capogruppo Pdl Paci ha parlato di un consiglio straordinario aperto, con Carmelo D'Angelo, consigliere ed ex assessore provinciale che ha chiesto che vengano invitati sia Massinelli che i responsabili dell'Enac. Sulla vicenda è intervenuta anche la Confartigianato. "Assistere ai soliti teatrini della politica, ? scrive il segretario provinciale Rosa Rizzo Pinna ? fatta di annunci e rimpalli di responsabilità, senza che si affrontino i nodi reali del fallimento di scelte ormai decennali, è cosa che ci preoccupa seriamente". Confartigianato ha invitato il presidente D'Orsi a continuare nel percorso intrapreso a difesa delle speranze di "chi crede che un buon Amministratore deve pretendere che le risorse pubbliche vanno usate per il bene di tutti e non di pochi". Durissimo anche il presidente del Consorzio Turistico Valle dei Templi, Gaetano pendolino: "Il Presidente Eugenio D'Orsi, che ha mostrato fin dall'insediamento una particolare attenzione per la riduzione degli sprechi, certamente saprà operare per prendere atto dell'assoluta inefficienza dell'attuale presidenza dell'Aavt che piuttosto che cercare soluzioni alternative si è intestardita nell'avviare bracci di ferro con l'Enac ottenendo esclusivamente l'ennesimo no". Pendolino ha proposto l'istituzione di una commissione per trovare una soluzione ai problemi che però "non preveda gettoni di presenza in modo da individuare e distinguere chi realmente ama questa terra ed è disposto ad impegnarsi in prima persona per il suo sviluppo da chi persegue solo interessi personali". f.r.

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JESOLO Niente da fare, nemmeno in Coppa: il (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

JESOLONiente da fare, nemmeno in Coppa: il Città di Jesolo fallisce il primo obiettivo stagionale e si ferma al secondo turno della competizione. Va avanti la Sacilese, che, con il gol segnato allo scadere condanna i nerazzurri all'ennesimo boccone amaro, dopo gli ultimi inghiottiti in campionato.Non fa ancora effetto, dunque, la cura Tedino: con lui lo Jesolo non ha ancora vinto (2 pareggi in campionato e appunto la recente sconfitta in Coppa), oltre a far una fatica immane a trovare la via del gol, e nelle prossime due partite affronterà rispettivamente una squadra in gran forma, l'Eurotezze (reduce da due vittorie firmate anche dall'ex attaccante jesolano Zane) e poi il delicato derby interno contro il Chioggia Sottomarina del 12 ottobre.Nel frattempo, continua la metamorfosi anche in seno all'organico, con altri arrivi in corsa: martedì è stato perfezionato l'accordo con due giocatori, un attaccante esperto ed un altro terzino destro giovane del '90.Il primo è Francesco Ciullo, 29 anni compiuti proprio martedì, veneziano di Marghera: ha giocato nelle ultime stagioni ad Andria (C2, 9 presenze e zero reti), Pisa (C1, 15 gettoni ed 1 gol), nel 2004-2005 super stagione a Pavia (C1, 34 presenze e 18 reti), famoso per aver vestito in passato anche le maglie di Triestina, Venezia e Sandonà. Proprio a Sandonà con Rocchi in panchina (1998-99) in C2 ha totalizzato 32 presenze e 10 gol, mentre l'anno prima era stato con Tedino, ma aveva giocato solo una volta in Coppa Italia, prima di essere rispedito a Venezia. Ciullo era in prova ad Albignasego (sempre in D) ma non è rimasto poichè la società nutriva dubbi sulla tenuta fisica del giocatore, reduce da una pulizia al ginocchio e da un intervento ai crociati. Assieme a Ciullo, arriva anche Oscar Perron, classe '90, terzino destro, ruolo dove lo Jesolo ha abbondanza avendo già Pavani, Sapone, Casanova e Romano. A mister Tedino ora l'arduo compito di continuare l'amalgama in una stagione davvero nata storta e che i tifosi sperano possa raddrizzarsi in fretta.Federico Biondo.

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Sindaco e giunta, ecco gli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CALALZO Gli amministratori alzano il velo e rendono pubbliche nel sito Internet del Comune le proprie retribuzioni Sindaco e giunta, ecco gli stipendi Operazione "trasparenza" per garantire al cittadino il massimo di informazione Calalzo Quanto costano gli amministratori ai cittadini, in termini di compensi e indennità? E' una domanda che si sente fare in giro e il cittadino molto spesso non ha una nozione chiara delle indennità percepite dal sindaco e dalla giunta del suo Comune. Nel panorama della diffusa "riservatezza" sulla questione, c'è una lodevole eccezione: la giunta di Calalzo ha deciso di alzare i veli e di dire a tutti quanto si "guadagna" a stare nel palazzo; sul sito telematico che ognuno può intercettare si può così rilevare che il sindaco Piermario Fop fruisce di una indennità di carica mensile di 715.82 euro lordi, ma in tasca gli vanno poco più di mezzo migliaio di euro, per l'esattezza 513,25; che il vicesindaco Maurizio Giacomelli percepisce una indennità di 143.17 euro lordi, cui corrispondono 86.89 euro netti; che all'assessore Lionello Bertagnin il Comune liquida 214.74 euro lordi, netti 153.96, e che l'altro assessore, Letizia Lonzi, incassa 107.347 euro lordi, cui corrispondono 81,28 euro netti. Poi ci sono i gettoni per tutti i componenti del consiglio che prendono parte alle sedute: sono 17,9 euro lordi, netti 13.55 (ma i componenti della giunta sono esclusi da questa indennità). Detto questo (che rende merito agli amministratori comunali di Calalzo che l'hanno fatto sapere, se non altro per ragioni di trasparenza), sarebbe interessante che ogni Comune del Cadore, e mettiamoci pure anche le comunità montane, rendessero pubblica l'entità delle somme liquidate al sindaco, al presidente e agli assessori, anche perchè il cittadino possa farsi una idea di come viene considerato dalla legge, in termini finanziari, il rapporto carica / tempo dedicato / compenso; se un sindaco trascorrere tutte le ore del santo giorno in ufficio "servendo" il Comune, è giusto che venga retribuito, e su questo non ci piove; è quando un sindaco, o un amministratore importante, non si trova mai in Comune, per cento ragioni, anche giustificate, che può dare fastidio e suscitare dubbi sull'equità del compenso "meritato"; per cui è non è rara l'etichetta di inerzia ("no i fa gnente") che il cittadino attacca volentieri addosso agli amministratori pubblici. E' una questione, quella dei compensi al presidente, che, nel suo complesso, sta interessando anche molti enti pubblici e privati al di fuori degli enti istituzionali. Crescono di numero infatti i titolari di associazioni e enti che percepiscono un compenso - può essere chiamato pudicamente gettone di presenza - per le loro prestazioni di carica. Anche là dove, un tempo, tutto era rigorosamente gratuito. E' anche questo un segno dei tempi cambiati e dell'impegno crescente a governare gli uomini e le situazioni, ma al cittadino farebbe sicuramente piacere leggere sulla stampa se è vero, o meno, che uno insegue la carica anche per il denaro (legittimo!) che gli viene corrisposto. A volte, non sempre. Ma chi comincia a dire quanto?Bortolo De Vido.

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<Impossibile lo scalo di Agrigento: meglio utilizzare i fondi in altre opere> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Impossibile lo scalo di Agrigento: meglio utilizzare i fondi in altre opere" Tony Zermo "I tempi sono cambiati - dice il presidente dell'Enac, Vito Riggio -. La vicenda dell'Alitalia deve pur insegnare che non si possono gonfiare gli organici a dismisura, perché poi si arriva al fallimento. Ora c'è la Cai con una cordata di imprenditori di buona volontà, ma è necessario che entri subito un partner, sia Air France o sia Lufthansa, che ne capisca di management aeroportuale e sia in grado di staccare i biglietti e far volare gli aerei. Altrimenti come parte a novembre la Cai in un periodo di bassa stagione? Con gli aerei vuoti? Ha bisogno di un socio che sia competente, altrimenti c'è il rischio di un grosso buco". La Cai dovrebbe avere comunque il 60% del mercato nazionale. "Mi auguro di sì. Resta il 40%, che è una quota molto importante. Se quelli di Wind Jet e di Blue Panorama si concentrano e prendono anche Livingston possono avere delle ottime chances. Però debbono avere costi bassi e soldi per affrontare la prima fase. Noi abbiamo un sistema di sorveglianza sulle compagnie italiane e sono tutte con il bollino rosso, chi più, chi meno". Anche la Sicilia non è messa tanto bene. "Ad Agrigento insistono sull'aeroporto, anche se i tecnici mi dicono che non è possibile realizzarlo in quel sito perché bisogna sbancare due colline e due milioni di metri cubi di terra. C'è tra l'altro il problema dei venti che è stato calcolato male e il rapporto costi/ricavi che non consente di tenere in piedi quell'aeroporto. Questo mi dicono le relazioni dei miei tecnici. Io non sono contro l'aeroporto di Agrigento, tra l'altro la mia famiglia è originaria di Burgio, dico solo che in queste condizioni non si può fare". Eppure Cuffaro, quando era presidente della Regione, fece stanziare 35 milioni. Il consorzio dell'aeroporto dopo più di dieci anni ha prodotto solo carte e gettoni di presenza. "Secondo me, ci sono delle soluzioni alternative che possono essere utili. Si potrebbe realizzare un'aviosupeficie che non avrebbe le caratteristiche e i vincoli di un aeroporto per fare atterrare i charter e costerebbe anche poco, circa 5 milioni (ma c'è l'imprenditore Moncada che ha un progetto del genere, ndr). Con il resto si potrebbero realizzare infrastrutture al porto di Porto Empedocle. E' vero che la società del progettato rigassificatore si è impegnata a dragare i fondali e a prolungare il molo, ma ci saranno altre operare da fare, banchine, depositi e quant'altro. Un aeroporto come lo vorrebbero gli agrigentini non si può fare, non starebbe in piedi e si risolverebbe in un altro sogno fallito. Meglio impiegare quei 35 milioni in altre opere, prima che Tremonti si riprenda la somma inutilizzata. E' un suggerimento che mi sento di fare anche perché amo Agrigento e vorrei che si potesse sviluppare adeguatamente". Il fatto è che un aeroporto deve avere una conduzione manageriale in grado di tenere i bilanci in ordine. L'aeroporto di Fontanarossa ha sì sei milioni di passeggeri l'anno e potrebbe raddoppiare nel giro di un quinquennio, ma il costo del personale sembra sia eccessivo. "Anche questo è un problema da risolvere. Noi abbiamo dato la concessione quarantennale in base ad una convenzione con precisi paletti. Se questi paletti non sono rispettati possiamo anche revocare la concessione. Non è una minaccia, ma abbiamo il dovere di controllare che i patti sottoscritti vengano rispettati". Se c'è un bilancio in rosso come ci se ne esce? "O i soci ricapitalizzano, oppure si fa un bando mettendo all'asta le quote azionarie. Oppure ancora, si fa un piano di rientro mettendo in cassa integrazione il personale in esubero, come hanno fatto per l'Alitalia. Conviene di più pagare la cassa integrazione che affossare un'azienda. Anche perché l'azienda si può risollevare e offrire nuovi posti di lavoro. Finora in Italia c'è stata troppa allegria, ora è un periodo di magra per tutti, non è più lecito sbagliare i conti anche perché poi nessuno è più in grado di poterli pagare per te. Fontanarossa è un bell'aeroporto, ma non ha sufficienti posteggi, non ha facili strade di accesso, gli manca tutto il contorno e deve incorporare la vecchia aerostazione in quella nuova. Ci vuole denaro fresco e non è pensabile che con questi chiari di luna ci pensi lo Stato. Anche Palermo è nelle stesse condizioni. Il sindaco Cammarata lo ha detto chiaro: me ne voglio andare dalla società perché non ho i soldi per ricapitalizzare. Tra l'altro, superata una certa soglia di passeggeri, la ricapitalizzazione è obbligatoria. I due aeroporti di Catania e Palermo sono sottocapitalizzati già adesso, ma rispetto al piano previsto questi capitali sono assolutamente insufficienti. Siccome io debbo verificare sia questo rapporto di legge, sia l'attendibilità dell'attuazione del piano, lo farò con degli accertamenti sul programma degli investimenti. E non mi possono rispondere: "Stiamo facendo degli investimenti pubblici", perché quelli sono soldi dello Stato e dell'Unione europea. Ci vogliono soldi loro, altrimenti mi ripiglio gli aeroporti e li vendo al miglior offerente, perché anche lo Stato ha le casse vuote".

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Berlusconi: basta sprechi e privilegi (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il premier invita a cambiare i regolamenti di Camera e Senato per sveltire l'approvazione delle leggi LAURA CAPUTO Roma. A meno di 24 ore dal d-day per il federalismo fiscale targato Calderoli, i Comuni hanno raggiunto un accordo sulla copertura dei rimborsi Ici e sui mancati risparmi sui costi della politica che porterà ai sindaci circa 945 milioni. Stamattina il varo da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Ieri, infatti, la Conferenza unificata Stato-Regioni che doveva esprimere un parere sul provvedimento è slittata proprio per la decisione dei Comuni di rinviare il parere finché Berlusconi non avesse dato le necessarie garanzie. Ed ecco che, in serata a Palazzo Chigi l'incontro "chiarificatore" tra il governo e l'Anci guidato da Domenici ha sciolto le riserve dei Comuni. Una battuta d'arresto ma poi il confronto con il premier in serata per arrivare a licenziare il disegno di legge delega. Il parere degli enti locali è stato l'ultimo scoglio prima del varo del Cdm del progetto "rivoluzionario", voluto dalla Lega. Il cammino del provvedimento, fin qui abbastanza spedito dopo un primo via libera l'11 settembre a Palazzo Chigi, ha subìto un rallentamento proprio nelle ultime ore quando l'esito del confronto tra governo ed enti locali sembrava avviato ad una conclusione positiva. La corsa del disegno di legge delega che sancisce autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni è stata frenata dai Comuni preoccupati per le ripercussioni sulle casse delle amministrazioni dal mancato gettito dell'Ici e non solo. Ecco perché i vertici dell'Anci, prima di esprimere il loro parere sul ddl, hanno chiesto garanzie dirette dal premier per i nodi ancora da sciogliere dei rimborsi per i mancati introiti dall'imposta comunale sugli immobili, dei trasferimenti erariali chiesti in relazione al decreto Visco sulle Ici rurali, delle risorse legate ai tagli sui costi della politica. L'incontro dunque tra governi e Comuni potrebbe tenersi al più tardi stamane prima della riunione del Cdm. Del resto la "diplomazia" è già al lavoro per preparare il terreno all'incontro che precederà il sì dell'esecutivo al ddl. La Conferenza delle Regioni, che definisce "giusta, fondata e motivata con gli stessi principi del ddl delega del governo la posizione dell'Anci", sembra viaggiare più spedita verso il sì al provvedimento. Qualcosa di più di un cauto ottimismo dopo l'incontro dell'altro ieri con il premier che ha garantito il proprio impegno per il finanziamento di 434 milioni di euro che mancano alla copertura integrale del ticket. Nel documento di intesa tra governo e Regioni si legge che "il governo assicura la piena copertura dei 434 milioni di euro sostitutivi del ticket sanitario per il 2009 senza effetti di incremento del deficit e/o incremento della pressione fiscale, ricorrendo a riduzioni di spesa pubblica che non incidano sul comparto delle regioni". Con il documento è previsto l'avvio "fin da subito di un tavolo per la definizione del nuovo patto per la salute 2010-2012. L'esito dell'incontro a Palazzo Chigi, ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Errani, è stato "di segno positivo". E passi avanti sono stati compiuti anche sul patto di stabilità interno e sul piano casa per il quale è stata decisa l'istituzione di un tavolo per il confronto. Positivo il giudizio del governatore della Lombardia Formigoni e soddisfatto anche quello della Sicilia Lombardo che ha espresso "convintamente il nostro sì a questa rivoluzione federalista". Se verranno dissipate le preoccupazioni dei Comuni, il ddl avrà tempi brevi per la sua conversione in legge.

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Dalla Provincia di Rimini bando concessione contributi aziende private per sistemi gestione ambientale e marchio Ecolabel (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 03-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

(3/10/2008 17:09) | (Sesto Potere) - Rimini - 3 ottobre 2008 - La Provincia di Rimini indice un bando per l'assegnazione di contributi alle aziende private aventi unità operativa nel territorio riminese, che introducano Sistemi di Gestione Ambientale secondo la norma internazionale ISO 14001:2004 e/o il Regolamento CE 19 marzo 2001 n° 761/01 (EMAS II) o che vogliano acquisire il marchio Ecolabel europeo per il servizio di ricettività turistica, approvato con Decisione della Commissione U.E. n. 287/2003. Il contributo coprirà fino al 50% dei costi di consulenza, con inclusione dei costi di assegnazione del marchio Ecolabel (esclusi i costi di certificazione ISO 14001 e di registrazione EMAS II). Le domande dovranno essere indirizzate al Servizio Ambiente – Via Dario Campana n° 64 - 47900 Rimini, entro il giorno 22 dicembre 2008.

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E garantire, a rafforzamento della fiducia medesima, che Governo e Autorità preposte (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

E garantire, a rafforzamento della fiducia medesima, che Governo e Autorità preposte sono in "stato di allerta"; ed pronte in ambito di Eurolandia a riforme più efficaci contro l'azzardo finanziario. Insomma, quello del Ministro è un ottimismo che è anche dovere d'ufficio. Anche se c'è qualche dubbio su cosa "riposi" nel ventre delle nostre istituzioni creditizie è lecito. Cui aggiungere le preoccupazioni per il fatto che lo sviluppo del Paese appaia, e da un bel po', fermo, quasi fosse sotto anestesia. Naturalmente, si tratta di due aspetti della vicenda economica italiana da tenere distinti. Perché la "curva piatta" del nostro sviluppo economico è di lungo periodo (come testimonia l'annoso dibattito sul "declino") mentre l'attuale ansia da "risparmio tradito" segue i tempi, più ravvicinati, dei "mutui vissuti pericolosamente". Di più, a separare la crisi finanziaria dalla stasi italica è la geoeconomia: globale la prima; a forti componenti locali l'altra. Il che non esclude reciproche influenze; potenzialmente drammatiche se avvenisse il meltdown (fusione) del "cuore monetario" del capitalismo. Tant'è che è di entrambe che il Ministro delle Finanze ha riferito al Parlamento. Tuttavia, vi sono pure delle altre interrelazioni, forse anche più insidiose. Le quali, a partire dalle polemiche contro il "mercatismo" - oggi politicamente oggettivamente rafforzate dalla polemica contro la "crisi liberista del denaro", possono indurre a forme di protezionismo anti-mercato ulteriormente depressive dell'economia della Penisola. Il rischio, così, è che si blocchino tutte quelle liberalizzazioni (lo sviluppo in stile Bersani) capaci di mobilitare risorse per la crescita. Come sembra fare il Governo, che il liberismo lo sostiene "solo" nel mercato del lavoro industriale (di suo già immerso nel mercato dalla competizione globale); mentre,, all'opposto, nulla fa in tutti quei settori (che pure incidono sui costi d'impresa) a bassa esposizione rispetto alla concorrenza internazionale. E lo stesso vale per Confindustria, prudente nel pretendere concorrenza, oltre che dalle tute blu, anche dai colletti bianchi dei servizi: finanza e servizi che siano. Comunque, è di questo che c'è bisogno. Ma l'anti mercatismo suggerito dalla crisi di Wall Street spinge in senso opposto. Il Ministro delle Finanze resta fedele all'impostazione di stimolare l'economia tagliando le imposte. Si tratta di un'idea un po' keynesiana (risorse liberate per la domanda interna) ed un po' da economia dell'offerta (meno oneri fiscali equivalgono a più propensione al lavoro, dunque a più beni sul mercato); ma comunque di difficile attuazione per la crisi finanziaria - qui il legame con l'economia reale italiana è evidente -; per l'entità del nostro debito pubblico; ma pure per la bomba ad orologeria fiscale dei costi del federalismo. Di più c'è il deficit pubblico che incombe. Per questo, meglio forse l'altra strada: più mercato nei settori protetti (difficile come mostra la taxi story); privatizzazione del settore pubblico locale (cioè meno costi della politica). Ma il Governo va per altra strada. Francesco Morosini.

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Ieri sera a Castenedolo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno presentato il loro libro La deriva da tutto esaurito Grande partecipazione di pubblico (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 04/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Ieri sera a Castenedolo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno presentato il loro libro "La deriva" da tutto esaurito Grande partecipazione di pubblico Paola Gregorio L'Italia è un Paese "straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare". È la tesi che Gian Antonio Stella, nel libro scritto a quattro mani con il collega del Corriere della Sera, Sergio Rizzo, "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio". Di questi pericoli "di naufragio che il nostro Paese corre", Stella ha parlato ieri sera, nella Sala civica dei Disciplini di Castenedolo, con un parterre d'eccezione: Mino Martinazzoli, il professor Antonino Zichichi, illustre fisico italiano, Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli&C Spa e il politologo e sociologo Ilvo Diamanti. Punto di partenza del dibattito, il libro di Stella e Rizzo, che segue il precedente "La Casta", sempre scritto a quattro mani dai due colleghi. "Siamo qui a chiacchierare con un punto di partenza, il libro. Ma il tema è appunto quello del rischio di declino per il nostro Paese", ha detto l'inviato ed editorialista del Corriere, introducendo la discussione. "Io e Rizzo siamo innamorati dell'Italia - ha aggiunto - per questo siamo furibondi per la situazione nella quale si trova. Così come si può esserlo con la donna che ami se ti tradisce". Ne "La deriva" gli ambiti esplorati sono molteplici, dalle infrastrutture al nucleare, dagli ordini professionali all'università e alla giustizia. "Con "La Casta" - ha sottolineato Martinazzoli, stimolato come gli altri interlocutori dai quesiti di Stella - la politica era il colpevole. Con "La deriva" sembra che la colpa sia diffusa a più ambiti, più settori. Ma la domanda che mi pongo è "Questa deriva è costante? Alla base vi sono le ragioni di sempre oppure sono nuove?"". "La deriva", "è in un certo senso il secondo capitolo de "La Casta"", ha commentato Diamanti, che si è chiesto "come mai, solo in certi momenti, denunce come quelle contenute nel libro citato, producano nella gente reazioni pari ad un'esplosione nucleare". "A volte si accettano alcune cose - ha proseguito - solo perché è scomodo sottolinearle. Certe cose le sapevamo già. La casta esiste perché siamo una società di casta, come dimostrano anche i cognomi ricorrenti in alcune categorie, ad esempio avvocati e medici. Certo, i problemi ci sono, ma attenzione alla retorica del declino". In questo panorama, "cosa si deve chiedere alla classe dirigente di un Paese?". "Indubbiamente - ha sottolineato Tronchetti Provera - c'è un Paese che va a due velocità. Ci sono regioni che hanno saputo cogliere opportunità straordinarie. La gente, in Italia, se ha motivazioni adeguate, opera e porta a casa risultati straordinari. Quello che stiamo vivendo oggi è un passaggio importante, non è solo una crisi finanziaria ma di sistema. È un momento in cui è necessario che la classe dirigente abbia il senso dell'emergenza. Ovvero che metta in campo le risorse per affrontarla e risolverla. Da un lato il declino c'è, ma vi è pure la possibilità di cambiare la situazione". Tra i temi toccati nel libro c'è anche quello dell'energia nucleare. "Il fuoco nucleare di pace - ha ricordato Zichichi - è una delle più grandi scoperte del genere umano. Noi apparteniamo ai privilegiati che hanno a disposizione una grande quantità di energia, ma siamo schiavi di chi ce la fornisce. La tecnologia nucleare è sicura se viene messa in mano a persone competenti e non a raccomandati politici come avvenne per il reattore quattro di Chernobyl". Da che parte si può cominciare per arginare questo declino? "Mi pongo questa domanda - ha detto Martinazzoli -. Certamente non ho soluzioni, ma bisogna tornare a chiedere alla politica che ci dica qualcosa sul nostro destino e alla classe dirigente di prendere decisioni non legate al guadagno del momento ma ponderate nella prospettiva dello sviluppo futuro".

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Piscina, sindaco in minoranza (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CUNEO. CONSIGLIO COMUNALE Polo canoistico Piscina, sindaco in minoranza Dopo la spaccatura nella maggioranza convocato un vertice questa mattina Sbarramento mobile sullo Stura [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO Sindaco in minoranza su un ordine del giorno emendato dal consigliere di maggioranza Beppe Tassone (Pd). Il "pasticcio", l'altra sera, durante la discussione di un documento, primo firmatario Fabio Di Stefano (gruppo misto), che invitava la giunta a individuare, nel progetto della nuova piscina, anche spazi per la fisioterapia. Tassone, nonostante i dubbi del sindaco Alberto Valmaggia e di altri colleghi di schieramento, ha proposto di sostituire la parola "invitare" con "impegnare". L'emendamento è passato con 20 "sì" e "15" no. Tra i favorevoli tutta l'opposizione e quattro consiglieri di maggioranza: Tassone, Riccardo Bergese (Pd), Imelda Massa (Moderati), Chiaffredo Laugero (Cuneo Domani). "Nessuno scontro politico - spiega Tassone -. Il Consiglio comunale ha solo voluto rimarcare il proprio ruolo decisionale: se si fa una spesa, come quella in programma per la nuova piscina, è giusto pensare anche a chi ha necessità di curarsi con la fisioterapia in acqua". "Non si può impegnare il Comune in un settore, come quello della fisioterapia riabilitativa, che spetta all'Asl - precisa il primo cittadino -. Altra cosa è riservare in una normale piscina spazi per acquaticità a bassa intensità". Nel votare l'ordine del giorno emendato, la maggioranza si è in parte ricompattata. Il documento è passato con 27 "sì" e "6" no. La spaccatura nella maggioranza dopo l'ennesimo "strappo" (nei mesi scorsi il sindaco era già stato messo in difficoltà con due ordini del giorno su gettoni di presenza e mercato coperto in piazza Seminario), sarà al centro di un vertice, convocato per questa mattina, alle 9, nella sede del Pd, in via Roma, dei rappresentanti della coalizione di centrosinistra che sostiene Valmaggia. Nella discussione dell'ordine del giorno contro l'equiparazione tra partigiani e repubblichini, fatta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è stata invece la minoranza a dividersi. Il documento, primo firmatario Fabio Panero (Rifondazione), chiedeva la convocazione urgente del Comitato antifascista (riunione fissata per il 10 ottobre alle 17,30). "Ordine del giorno strumentale e fazioso - ha detto Anna Maria Romano (An), che ha votato contro -. Manca obiettività nel ricostruire la storia d'Italia dell'900". Favorevole, invece, il Pdl. "L'equiparazione è assurda - ha ribadito Nello Streri, capogruppo, ex partigiano -, non si può confondere chi combatteva per la libertà e chi stava dall'altra parte. Viva la Resistenza. Viva le formazioni partigiane del Cuneese".Uno sbarramento mobile sullo Stura, rimovibile in caso di piena o altre emergenze. Potrebbe essere questa la soluzione per realizzare il polo canoistico nelle vicinanze del ponte Vassallo, il cui progetto originario è stato bocciato dall'assessorato regionale alla Difesa del suolo. L'ipotesi è stata discussa in un incontro a Torino, organizzato dal consigliere regionale Elio Rostagno, tra l'assessore Bruna Sibille, l'assessore comunale Guido Lerda e il dirigente Luca Gautero. \.

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I gettoni d'oro dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina I - Palermo Mille stratagemmi per ingrossare le indennità. La spesa è raddoppiata in due anni: ora è a quota 688 mila euro I gettoni d'oro dei consiglieri Al Comune maxistipendi e residenza fuori città per avere i rimborsi Il Comune che non ha fondi per i senza casa e l'assistenza sociale spende 688 mila euro all'anno per rimborsare le aziende che hanno fra i loro dipendenti consiglieri comunali e per pagare la benzina ai componenti di Sala delle Lapidi residenti fuori città. Una cifra raddoppiata nel giro di due anni - nel 2006 il costo era di appena 335 mila euro - per consiglieri che poco prima di essere rieletti hanno cambiato lavoro passando da funzionari a dirigenti, oppure da titolari di imprese sono diventati dipendenti di se stessi. ANTONIO FRASCHILLA A PAGINA II.

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Premio Estense, in 4 a caccia dell'Aquila (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stamattina voto delle giurie la consegna nel pomeriggio Sarà premiato oggi alle 17, al teatro Comunale di Ferrara, il libro vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara. Tra gli ospiti della cerimonia, in rappresentanza di Confindustria, il presidente della commissione Cultura, Alessandro Laterza. Presenterà il premio, per il quinto anno consecutivo, la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici. La prestigiosa Aquila d'Oro sarà assegnata a uno dei quattro volumi finalisti, già selezionati dalla giuria tecnica nel giugno scorso tra una rosa di 29 volumi: si tratta de La primavera di Praga di Enzo Bettiza, ed Mondadori, Eseguendo la sentenza di Giovanni Bianconi, ed Einaudi, Vecchi e potenti di Nunzia Penelope, ed Baldini Castoldi Dalai, La Deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed Rizzoli. Il Premio Estense, promosso da Unindustria Ferrara, nasce nel lontano 1965 per iniziativa dell'allora Presidente degli industriali ferraresi, cavaliere del Lavoro Giorgio Piacentini, che intendeva istituire un premio che rivelasse l'interesse degli imprenditori ferraresi per l'arte e la cultura, in linea con ciò che la città estense ha rappresentato nel Rinascimento. I quattro libri selezionati, tra i quali sarà scelto il vincitore, in questi mesi sono stati sottoposti al vaglio e alla lettura della giuria popolare composta da 40 cittadini ferraresi, che si affiancheranno alla giuria tecnica per assegnare congiuntamente l'Aquila d'Oro. Oggi alle 10, infatti, proprio la giuria tecnica presieduta da Ferruccio De Bortoli e composta da Aldo Forbice, Laura Laurenzi, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli, Pierluigi Visci, si riunirà in seduta pubblica insieme alla giuria popolare, a Palazzo Roverella-Circolo Negozianti e voterà per l'assegnazione dell'Aquila d'Oro. Nel corso della cerimonia in teatro comunale alle 17 sarà consegnato anche il Riconoscimento "Gianni Granzotto, Uno stile dell'informazione", quest'anno assegnato al giornalista Enrico Mentana. Nel 2001 l'Unione Industriali ha sottoscritto, con la Biblioteca Ariostea, una convenzione che ha portato a riunire, nella sede di Palazzo Paradiso, l'intera raccolta dei volumi partecipanti a tutte le edizioni del Premio Estense. Un patrimonio che gli industriali ferraresi hanno voluto mettere a disposizione dell'intera città e soprattutto delle giovani generazioni, perché possa diventare strumento per una maggiore conoscenza delle vicende e degli autori protagonisti della storia recente. Nella collezione, ospitata nella Sala del Falcone, ci sono infatti tutte le più importanti firme del giornalismo italiano, una galleria di grandissimo prestigio che Carlo Lanzoni e Leopoldo Santini, curatori della mostra, hanno raccontato in una miriade di documenti, appunti, corrispondenza e fotografie selezionati fra il materiale raccolto in 37 anni negli archivi dell'Unione Industriali.

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FERRARA Cerimonia di premiazione oggi pomeriggio, al Comunale di Ferrara, del vincitore del P (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Como)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CULTURA & SOCIETA' pag. 32 FERRARA ? Cerimonia di premiazione oggi pomeriggio, al Comunale di Ferrara, del vincitore del P... FERRARA ? Cerimonia di premiazione oggi pomeriggio, al Comunale di Ferrara, del vincitore del Premio Estense 2008, promosso da Unindustria Ferrara. "L'Aquila d'oro" verrà assegnata a uno dei quattro volumi finalisti, già selezionati dalla giuria tecnica a giugno tra una rosa di 29 volumi. Si tratta de La primavera di Praga di Enzo Bettiza, Eseguendo la sentenza di Giovanni Bianconi, Vecchi e potenti di Nunzia Penelope, La Deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Nel corso della cerimonia sarà consegnato anche il riconoscimento 'Gianni Granzotto - uno stile dell'informazione' che quest'anno va al giornalista Enrico Mentana.

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SCIOPERO di pubblici ministeri e giudici onorari contro il taglio dei compensi de (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA TERNI pag. 19 SCIOPERO di pubblici ministeri e giudici onorari contro il taglio dei compensi de... SCIOPERO di pubblici ministeri e giudici onorari contro il taglio dei compensi deciso dal Ministero della Giustizia. L'astensione dal lavoro interesserà tutta la prossima settimana, a cominciare da lunedì. Dieci i magistrati non togati, in servizio al Palazzo di Giustizia di Terni, che aderiranno allo sciopero, deciso a livello nazionale dall'associazione di categoria. Cinque pubblici ministeri e altrettanti giudici onorari a Terni non presenzieranno quindi alle udienze dal 6 all'11. Non è ancora chiaro se saranno sostituiti nelle loro funzioni dai magistrati di ruolo, è facile comunque ipotizzare che processi e procedimenti vari faranno i conti con inevitabili rallentamenti, che andranno ad in incidere su un'amministrazione della giustizia certamente già non rapida. Per quanto riguarda in particolare i pm onorari, l'indice è puntato sulla circolare ministeriale di agosto che di fatto ne riduce fortemente i compensi. I pm non togati ricevevano infatti un gettone di presenza per le udienze ordinarie e un doppio gettone per quelle straordinarie, indennità quest'ultima che sarebbe stata "cassata" in tronco dal ministero. Da qui protesta e sciopero.

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Vincerà il giornalismo d'inchiesta (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 Vincerà il giornalismo d'inchiesta E' infatti questo il fil rouge che lega i quattro libri in gara per l'Aquila d'oro di ISABELLA CATTANIA A VINCERE SARÀ comunque il giornalismo d'inchiesta. E' infatti a questo filone che si possono ricondurre i quattro libri finalisti del Premio Estense selezionati nel giugno scorso, tra 29 concorrenti, dalla giuria tecnica presieduta da Ferruccio De Bortoli e composta da Aldo Forbice, Laura Laurenzi, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli, Pierluigi Visci. Questa stessa giuria oggi alle 10, a palazzo Roverella - Circolo Negozianti, si riunirà in seduta pubblica insieme a quella popolare (composta da 40 cittadini ferraresi) per decidere a chi assegnare l'Aquila d'oro tra 'La primavera di Praga' di Enzo Bettiza (Mondadori), 'Eseguendo la sentenza' di Giovanni Bianconi (Einaudi), 'Vecchi e potenti' di Nunzia Penelope (Baldini Castoldi Dalai) e 'La Deriva' di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli). Il libro vincitore del Premio Estense 2008, promosso da Unindustria Ferrara, sarà quindi premiato nel corso della cerimonia in programma alle 17 al Teatro Comunale durante la quale verrà consegnato anche il Riconoscimento 'Gianni Granzotto - Uno stile nell'informazione', quest'anno assegnato ad Enrico Mentana. SUL PALCO ? per il quinto anno consecutivo la manifestazione sarà condotta dalla giornalista del Tg5 Cesara Buonamici ? saliranno anche i ragazzi che si sono classificati nei primi tre posti del Premio Estense Scuola. Tra i diversi ospiti della cerimonia ci sarà, in rappresentanza di Confindustria, il presidente della Commissione cultura Alessandro Laterza. "IL PREMIO ESTENSE 2008 ? afferma il presidente di Unindustria Ferrara Piero Puglioli ? presenta novità significative, prima fra tutte la nuova presidenza della giuria tecnica, affidata a Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore". Oltre all'arrivo di De Bortoli che subentra a Sergio Zavoli, quest'anno ci sono sono stati anche gli ingressi del direttore di 'QN' e 'Il Resto del Carlino' Pierluigi Visci e, per la prima volta, di due donne: Laura Laurenzi e Bianca Stancanelli. Alla luce del nuovo regolamento si è poi potuto segnalare un libro scritto da più di un autore. "Un'altra novità importante ? prosegue Puglioli ? è che si tratta della prima edizione promossa ufficialmente da Unindustria Ferrara, la nuova associazione degli industriali ferraresi nata a settembre di quest'anno. Un'associazione che, pur rinnovandosi, non rinuncia a valorizzare i propri punti fermi e le proprie vocazioni, fra i quali c'è sicuramente l'attenzione alla cultura. Un legame che storicamente ha trovato molte forme di espressione, ma che nel Premio Estense vede, per noi, a Ferrara, la sua massima rappresentazione".

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Giannotti: <A ogni università il suo Ersu> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE MARCHE pag. 19 Giannotti: "A ogni università il suo Ersu" MOZIONE IN REGIONE ? ANCONA ? DIRITTO allo studio? Diritto ad avere amministratori. La premessa è la richiesta del gruppo consiliare regionale di Fi-Pdl alla giunta, di stralciare dalla proposta di legge concernente il riordino degli enti e delle agenzie operanti in materie di competenza regionale la parte relativa alla soppressione dei consigli di amministrazione degli Ersu. "La motivazione alla base della nostra richiesta ? spiega Roberto Giannotti che a tal proposito ieri ha presentato una mozione ? si fonda sul presupposto che la politica del diritto allo studio è strettamente correlata alla politica universitaria ed al territorio sul quale gli atenei marchigiani insistono. Pertanto le decisioni circa gli interventi per il diritto allo studio non possono essere effettuati in ambiti diversi da quelli propri, pena lo svuotamento di significato dell'art. 33 della Costituzione in materia di autonomia universitaria". LA PROPOSTA di riordino degli enti e delle agenzie, ad iniziativa dell'esecutivo regionale, oltre ad aver creato parecchi malumori, in special modo proprio negli ambienti studenteschi universitari, aveva già determinato la durissima presa di posizione di Forza Italia che ha espresso "contrarietà rispetto ad un'operazione che, dietro il paravento della razionalizzazione e del risparmio, nasconde in verità la volontà di realizzare un nuovo centralismo ed organismi di controllo e concentrazione di potere". Nel denunciare, inoltre, "le spese folli ed inutili, relative alle tante consulenze, e le numerose consulenze attivate dalla giunta regionale", il gruppo di Fi aveva avuto occasione di "richiamare i rischi di minor partecipazione democratica che l'approvazione di tale proposta di riordino comporterebbero".

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PESCARA - Caro Pd, bisogna tagliare i costi della politica subito! : è quanto afferm (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PESCARA - "Caro Pd, bisogna tagliare i costi della politica subito!": è quanto afferma Rifondazione comunista con i suoi dirigenti Marco Gelmini, segretario regionale, Daniela Santroni, capogruppo regionale, e Maurizio Acerbo, della direzione nazionale. "Prendiamo atto -scrivono i tre in una nota- dell'intenzione di cominciare a mettere ordine nella giungla dei privilegi e degli sprechi della politica e della pubblica amministrazione regionale. Ci fa piacere perché si tratta di una battaglia che ci ha visto spesso scontrarci proprio con le logiche di potere del ceto politico del Pd. Riteniamo però che non sia serio rimandare a domani quello che si può fare oggi. Da anni si parla di questi temi e poi non si combina nulla di buono. Gli impegni che il PD annuncia di voler assumere rischiano di apparire un'operazione di puro marketing elettorale se non si traducono in atti concreti immediati". Per Rifondazione "in questo momento il centrosinistra ha la maggioranza in Consiglio regionale ed è nelle condizioni di concretizzare la svolta etica di cui parla piuttosto tardivamente il Pd, a partire dalla riduzione drastica di indennità, diaria e vitalizi dei consiglieri e degli assessori regionali. Rifondazione Comunista sta predisponendo una proposta di emendamento alla prossima variazione di bilancio. Chiediamo al Pd, all'IdV e alle altre forze del centrosinistra di sottoscrivere e votare nel prossimo Consiglio un emendamento che rappresenti il primo passo per la riforma della politica in Abruzzo. Attendiamo risposte". Oggi, intanto, a Pescara, Rifondazione terrà dalle ore 9,30 alle 15, nella sala Figlia di Jorio della Provincia, il "Cantiere del programma". Gelmini: "Restano la richiesta di "liste pulite" e di un candidato presidente condiviso, condizioni necessarie per realizzare la coalizione di centrosinistra ma, avvicinandosi la data delle elezioni, occorre con urgenza definire un programma, le buone cose da fare per l'Abruzzo, da presentare ai cittadini come impegno per il governo regionale".

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Spese di giustizia al riordino (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI DOCUMENTI data: 2008-10-04 - pag: 32 autore: Spese di giustizia al riordino d) alla parte VII, titolo II, la rubrica è sostituita dalla seguente: "Disposizioni generali per le spese nel processo amministrativo, contabile e tributario"; e) all'articolo 205 (L) sono apportate le seguenti modificazioni: 1) la rubrica è sostituita dalla seguente: "Recupero intero, forfettizzato e per quota"; 2) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "1. Le spese del processo penale anticipate dall'erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988,n. 400. L'ammontare degli importi può essere rideterminato ogni anno. 2. Il decreto di cui al comma 1 determina la misura del recupero con riferimento al grado di giudizio e al tipo di processo. Il giudice, in ragione della complessità delle indagini e degli atti compiuti, nella statuizione di condanna al pagamento delle spese processuali può disporre che gli importi siano aumentati sino al triplo. Sono recuperate per intero, oltre quelle previste dal comma 2-bis, le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 32, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326"; 3) dopo il comma 2-ter sono aggiunti i seguenti: "2-quater. Gli importi di cui al comma 2-bis, nonché le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi di cui al comma 2, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta in base al decreto di cui al comma 1, senza vincolo di solidarietà. 2-quinquies.Il contributo unificato e l'imposta di registro prenotati a debito per l'azione civile nel processo penale sono recuperati nei confronti di ciascun condannato al risarcimento del danno in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta, senza vincolo di solidarietà. 2-sexies. Gli oneri tributari relativi al sequestro conservativo di cui all'articolo 316 del Codice di procedura penale sono recuperati nei confronti del condannato a carico del quale è stato disposto il sequestro conservativo"; f) all'articolo 208 (R), il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Se non diversamente stabilito in modo espresso, ai fini delle norme che seguono e di quelle cui si rinvia,l'ufficio incaricato della gestione delle attività connesse alla riscossione è così individuato: a) per il processo civile, ammini-strativo, contabile e tributario è quello presso il magistrato, diverso dalla Corte di cassazione, il cui provvedimento è passato in giudicato o presso il magistrato il cui provvedimento è divenuto definitivo; b) per il processo penale è quello presso il giudice dell'esecuzione (L)"; g) all'articolo 212 (R) sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, le parole: "o, per le spese di mantenimento, cessata l'espiazione della pena in istituto " sono soppresse; 2) al comma 2, le parole: "o dalla cessazione dell'espiazione della pena in istituto" sono soppresse; g) il capo VI-bis del titolo II della parte VII è sostituito dal seguente: "Titolo II-bis - Disposizioni generali per spese di mantenimento in carcere, spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni amministrative pecuniarie e sanzioni pecuniarie processuali nel processo civile e penale - Capo I Riscossione mediante ruolo - articolo 227-bis (L)- Quantificazione dell'importo dovuto - 1. La quantificazione dell'importo dovuto è effettuata secondo quanto disposto dall'articolo 211. A essa provvede l'ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa. Articolo 227-ter (L) - Riscossione mediante ruolo. 1. Entro un mese dalla data del passaggio in giudicato della sentenza o dalla data in cui è divenuto definitivo il provvedimento da cui sorge l'obbligo o, per le spese di mantenimento, cessata l'espiazione in istituto, l'ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa procede all'iscrizione a ruolo. Articolo 227-quater (L) - Norme applicabili. 1. Alle attività previste dal presente titolo si applicano gli articoli 214, 215, 216, 218, comma 2, e 220". 6. Fino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 205 (L), comma 1, del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come sostituito dal presente articolo, il recupero delle spese avviene secondo le norme anteriormente vigenti. 7. L'articolo 208, comma 1 (L), del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come sostituito dal presente articolo, si applica ai procedimenti definiti dopo la data di entrata in vigore della presente legge. 8. All'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni: a)all'alinea,dopo le parole:"conseguenti ai provvedimenti passati in giudicato o divenuti definitivi a decorrere dal 1Ú gennaio 2008" sono inserite le seguenti: "o relative al mantenimento in carcere,per condanne per le qualisia cessata l'espiazione della pena in istituto a decorrere dalla stessa data"; b) la lettera a) è sostituita dalla seguente: a) acquisizione dei dati anagrafici del debitore e quantificazione del credito, nella misura stabilita dal decreto del ministro della Giustizia adottato a norma dell'articolo 205 del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni c) la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) iscrizione a ruolo del credito"; d) la lettera c) è abrogata. ARTICOLO 64 Abrogazioni e modificazione di norme 1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge: a)l'articolo 25 (L)del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, è abrogato; b) al comma 1 dell'articolo 243 (R) del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: "e le somme relative ai diritti di cui all'articolo 25" sono soppresse; c) l'articolo 1, comma 372, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è abrogato. ARTICOLI 65-67 Soppressi ARTICOLO 68 Rimedi giustiziali contro la pubblica amministrazione 1. All'articolo 13, primo comma, alinea, del decreto del presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "Se ritiene che il ricorso non possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende l'espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione, ordina alla segreteria l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai soggetti ivi indicati". 2. All'articolo 14 del decreto del presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", conforme al parere del Consiglio di Stato " e il secondo periodo è soppresso; b) il secondo comma è abrogato. Capo IX Privatizzazioni ARTICOLO 69 Patrimonio dello Stato Spa 1. All'articolo 7, comma 10, del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo periodo, dopo le parole: "iscrizione dei beni" sono inserite le seguenti: "e degli altri diritti costituiti a favore dello Stato"; b) dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "La pubblicazione nella "Gazzetta Ufficiale" del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze che dispone il trasferimento dei crediti dello Stato e le modalità di realizzo dei medesimi produce gli effetti del primo comma dell'articolo 1264 del Codice civile". ARTICOLO 70 Soppresso ARTICOLO 71 Società pubbliche 1. All'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 12 è sostituito dai seguenti: "12. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, commi 459, 460, 461, 462 e 463, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero da eventuali disposizioni speciali, gli statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del Codice civile, si adeguano alle seguenti disposizioni: a) ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette. I compensi deliberati ai sensi dell'articolo 2389, primo comma, del Codice civile sono ri-dotti, in sede di prima applicazione delle presenti disposizioni, del 25 per cento rispetto ai compensi precedentemente deliberati per ciascun componente dell'organo di amministrazione; b) prevedere che al presidente possano essere attribuite deleghe operative con delibera dell'assemblea dei soci; c) sopprimere la carica di vicepresidente eventualmente contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa sia mantenuta esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza dare titolo a compensi aggiuntivi; d) prevedere che l'organo di amministrazione possa delegare proprie attribuzioni a un solo componente, al quale soltanto possono essere riconosciuti compensi ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del Codice civile; e) prevedere, in deroga a quanto previsto dalla lettera d), la possibilità che l'organo di amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche ad altri membri dell'organo stesso, a condizione che non siano previsti compensi aggiuntivi; f) prevedere che la funzione di controllo interno riferisca all'organo di amministrazione o, fermo restando quanto previsto dal comma 12-bis, a un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di amministrazione; g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali. 12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari. Per il caso di loro costituzione, in deroga a quanto previsto dal comma 12, lettera d), può essere riconosciuta a ciascuno dei componenti di tali comitati una remunerazione complessivamente non superiore al 30 per cento del compenso deliberato per la carica di componente dell'organo amministrativo"; b) al comma 27, le parole: "o indirettamente " sono soppresse; c) dopo il comma 27 è inserito il seguente: "27-bis. Per le amministrazioni dello Stato restano ferme le competenze del ministero dell'Economia e delle finanze già previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di costituzione di società che producono servizi di interesse generale e di assunzione di partecipazioni in tali società, le relative partecipazioni sono attribuite al ministero dell'Economia e delle finanze, che esercita i diritti dell'azionista di concerto con i Ministeri competenti per materia"; d) dopo il comma 28 è inserito il seguente: "28-bis. Per le amministrazioni dello Stato, l'autorizzazione è data con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente per materia, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze"; e) al comma 29, le parole: "Entro diciotto mesi" sono sostituite dalle seguenti: "Entro trentasei mesi " ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per le società partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni di legge in materia di alienazione di partecipazioni "; f) dopo il comma 32 sono inseriti i seguenti: "32-bis. Il comma 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che non può essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali. 32-ter. Le disposizioni dei commi da 27 a 31 non si applicano per le partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati". TITOLO II Stabilizzazione della finanza pubblica ARTICOLO 72 Soppresso ARTICOLO 73 Attuazione del federalismo 1. Per lo studio delle problematiche connesse all'effettiva attuazione della riforma federalista, assicurando un contesto di stabilità e piena compatibilità finanziaria con gli impegni europei e internazionali assunti, è stanziata la somma di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede, per gli anni 2008 e 2009, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del programma"Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del ministero dell'Economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al ministero della Salute, e, a decorrere dall'anno 2010, a valere sulle risorse derivanti dall'attuazione dell'articolo 45, comma 3, del decret legge 25 giugno 2008, n. 112. 2. Il ministro dell'Economia e dellefinanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. ARTICOLO 74 Clausola di salvaguardia 1. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai principi contenuti nella presente legge nell'esercizio delle potestà loro attribuite dallo Statuto di autonomia. 2 u Fine.

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Come diceva Flaiano, Roma è una grande capitale e una città di provincia </I (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Come diceva Flaiano, Roma è una grande capitale e una città di provincia IL CARTONE animato più famoso d'Italia sbarca sull'Isola e Simona Ventura può tirare un sospirino di sollievo, perché la Bionda extralarge una aggiustina gliel'ha data agli ascolti (scadenti). Del resto è proprio per sollevare l'Auditel che Simona ce l'ha messa tutta per convincere Valeria a prendere l'aereo e raggiungere i naufraghi. Ma quanto avrà pianto il cassiere della produzione, quale sarà stato il gettone di presenza? Tra gli addetti ai lavori circola più di una indiscrezione, si fanno le ipotesi più esplosive: fino a cinquecentomila euro (ci sarebbe da scendere in piazza). Ma l'ufficio stampa dell'Isola azzera le indiscrezioni e fa sapere che il compenso della Marini è misero, cinquantamila euro per due puntate, poi a casa: davvero un piatto di lenticchie, fosse vero. Viene in mente che Katia Ricciarelli per partecipare alla Fattoria si sarebbe messa in tasca ottocentomila euro. E che Valeria è meno di Katia? Semmai il contrario, di sicuro il Cartone animato attizza di più la platea nazionalpopolare dei reality, non fosse altro per il suo mastodontico sedere. E comunque, non s'è svenduta, giurateci. Valeria è una abilissima imprenditrice (di se stessa). SARKOZY? GRAZIE NO Oggi a Parigi la Giornata dello Sport Europeo, indetta dal Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy. Ma il nostro pluridecorato portabandiera olimpico a Pechino Antonio Rossi non ci sarà: nonostante Sarko' l'avesse invitato in rappresentanza dell'Italia. Eh sì, monsieur le président aveva ufficialmente avanzato la richiesta al Coni che l'aveva subito girata all'interessato che però non si è dichiarato interessato. Pare sia intervenuto il presidente del Coni in persona Gianni Petrucci per convincerlo che sarebbe stata politicamente scorretto rifiutare un invito così alto. Ma Antonio Rossi ha ribadito: grazie no, a Parigi non ci vado: vado da Antonella Clerici. Comeee? Sì, stasera Antonio Rossi sarà ospite della Clerici a "Tutti pazzi per la tv". Ma si può fare una scortesia a un Capo di Stato per una ospitata? Sì. E' la televisione bellezza! MEGLIO TINTO Gli anni passano per tutti, anche per Antonio Bassolino: ma i capelli bianchi no, fanno troppo nonno. E allora da poco 'o guaglione s'è fatto una volta castano Baudo, una volta castano scuro Jucas Casella, una volta nero Banderas: preside' vulimmo decide un colore fisso? Sennò provi anche il biondo Carrà.

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Un Consiglio comunalee tante decisioni prese (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Burgio Un Consiglio comunale e tante decisioni prese BURGIO e.m.). Il consiglio comunale di Burgio, convocato dal presidente Andrea Puleo ha approvato all'unanimità il regolamento per l'istituzione e il funzionamento del gruppo comunale dei volontari della protezione civile. Si tratta di un atto amministrativo importante per la comunità e per la sua economia perchè i giovani volontari, che aderiranno all'iniziativa, potranno essere utilizzati in diversi periodi dell'anno per il controllo delle vaste aree forestali, al fine di scongiurare eventuali incendi. Una tale proposta era venuta fuori la settimana scorsa durante la seduta straordinaria del civico consesso, quando alla presenza delle autorità istituzionali preposte al controllo e alla salvaguardia dei boschi, l'indicazione è sembrata accettabile a molti operatori del settore. Dunque, accanto agli operai della forestale addetti alla vigilanza boschiva, potranno trovare posto i giovani volontari nelle torrette di avvistamento e lungo i percorsi e i sentieri boschivi. Il civico consesso, nel corso della riunione, inoltre, ha approvato l'attribuzione dei gettoni di presenza per consiglieri, presidente e vicepresidente, il piano triennale delle opere pubbliche per il periodo 2008-2010, la salvaguardia degli equilibri del bilancio finanziario e l'elezione della commissione elettorale comunale composta da tre membri, due della maggioranza ed uno della minoranza. Una sedita decisamente intensa e proficua sotto vari punti di vista.

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Quasi cinque milioni di euro incassati in nove anni, dal (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Quasi cinque milioni di euro incassati in nove anni, dal 2000 al 2008 compreso, dal parcheggio di Lambioi. Per l'esattezza, 4.887.910 euro. Il successo del megapark cittadino, dovuto soprattutto alla possibilità di accesso in centro con le scale mobili, è certificato dai numeri in possesso dal Comune di Belluno.Dei quasi 5 milioni di euro, dieci miliardi delle vecchie lire, visto che ai tempi dell'entrata in funzione di posteggio e scale meccaniche c'era ancora il vecchio conio, 1.617.085 sono dovuti agli abbonamenti, 3.270.825 dai veicoli occasionali, quelli per intenderci che prendono il gettone alla macchinetta ed escono pagando alle casse automatiche. In nove anni, però, gli incassi dovuti agli abbonamenti sono più che raddoppiati, passando dai quasi 119.000 euro del 2000 a quasi 137.000 del 2008.Ed oggi per entrare in possesso di un abbonamento per il park di Lambioi bisogna mettersi in fila ed attendere che qualcuno lo disdica. In aumento anche gli incassi per i posteggiatori occasionali, passati dai 303.296 dall'anno 2000 agli attuali 441.398. E, anche esaminando il totale degli incassi di Lambioi, si scopre che in nove anni tra abbonamenti e posteggi occasionali si è passati dai 422.131 agli odierni 678.134 euro. Quasi 250.000 euro in più rispetto agli albori della struttura. La prova del nove del successo del grande posteggio in riva al Piave è però data dal numero degli abbonati, passati dai 393 del 2000 ai 599 di quest'anno.Con un'evoluzione delle tipologie delle presenze. Se, infatti, gli abbonamenti diurni nel 2000 erano 364, i giornalieri 22 e quelli dei residenti soltanto sette, oggi nell'anno di grazia 2008 si è praticamente capovolta la situazione, con 180 diurni e 396 giornalieri. Ed anche i residenti che hanno scelto Lambioi per mettere in sosta la propria vettura sono saliti a 12. Il totale degli abbonamenti, quindi, in nove anni, è di 4563, di cui 1967 diurni, 2510 giornalieri e 86 residenti. E in tutti questi anni il trend degli abbonati è sempre stato praticamente in continuo aumento. Insomma, il posteggio di Lambioi gode di perfetta salute: le stesse scale mobili, oggetto qualche mese fa di un meticoloso servizio di manutenzione in occasione dei dieci anni di vita, non hanno rilevato grossi malanni. La Mobel, società che gestisce l'impianto, se l'è cavata con poche migliaia di euro. Ha speso di più, circa 40.000 euro, per sostituire i punti luce ai 119 lampioni che illuminano il megaposteggio.Maurizio Dorigo.

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Il Pdl ripropone le circoscrizioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Proposta firmata da tutti i consiglieri Il Pdl ripropone le circoscrizioni "Facoltà ai Comuni di ripristinarle" UdineCon le firme di tutti i consiglieri regionali del Popolo della Libertà è stato depositato in Consiglio Regionale il progetto di legge che reintroduce nuovamente le circoscrizioni di per i capoluoghi di Provincia. Ciò significa che anche a Udine e Pordenone potranno essere re-introdotti gli enti di decentramento che erano stati aboliti in seguito alle disposizioni della Legge Finanziaria del 2008. Sarà scelta di ogni singolo Comune poter avvalersi o meno di questa opportunità."Rilanciamo le circoscrizioni come strumento di partecipazione dei cittadini al governo della città" spiega il consigliere regionale udinese Massimo Blasoni."Negli anni in cui sono state operative, infatti, le circoscrizioni non hanno rappresentato, soltanto uno strumento di decentramento amministrativo: il loro ruolo, infatti, non si esauriva nella sola presenza di alcuni uffici a cui poter rivolgersi sul territorio"."La vera forza delle circoscrizioni di decentramento stava nei consiglieri che si impegnavano sul territorio come cinghia di trasmissione tra il Comune e i cittadini. In un momento storico - continua il segretario cittadino di Forza Italia caratterizzato da un progressivo allontanamento dei cittadini dalla politica, l'abolizione dei consigli circoscrizionali ha tolto un'ulteriore spazio di partecipazione, annullando nei fatti la possibilità per chi si avvicina alla politica di partecipare"."Aver abolito questi organi con l'intento di tagliare i costi della politica - prosegue Blasoni- è stato un atto demagogico a cui poniamo rimedio in sede regionale con questa proposta di legge. I costi della politica- spiega ancora il consigliere regionale - non andavano cercati nelle circoscrizioni cittadine, dove presidenti e consiglieri si mettono a disposizione della comunità pressoché gratuitamente e certo non si può dire che risparmiare un gettone di presenza di 10 euro o giù di lì a seduta sia tagliare spese inutili. Bisogna infatti considerare - conclude - l'importanza che rivestono istituti come questo che da un lato incentivano la democrazia partecipata e avvicinano la politica ai cittadini e dall'altro svolgono un'importante ruolo di filtro tra le istanze della gente e l'amministrazione comunale fungendo anche da freno al rischio di degrado che corrono sempre più spesso le nostre periferie".

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Enzo Bettiza vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 04-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

(4/10/2008 20:00) | (Sesto Potere) - Ferrara - 4 ottobre 2008 - E' Enzo Bettiza, con “La primavera di Praga”, ed. Mondadori, il vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara. Il giornalista si aggiudica per la seconda volta il premio, dopo averlo vinto anche nel 1966 con l'opera “La nuova cultura tedesca”. La giuria tecnica presieduta da Ferruccio De Bortoli e la giuria popolare del Premio hanno assegnato la prestigiosa Aquila d'Oro alla terza votazione dopo la discussione avvenuta in seduta pubblica a Palazzo Roverella-Circolo Negozianti di Ferrara. Il riconoscimento sarà consegnato oggi pomeriggio, alle 17, nel corso della cerimonia nel Teatro Comunale che vedrà tra gli ospiti, in rappresentanza di Confindustria, il presidente della commissione Cultura, Alessandro Laterza. Presenterà la manifestazione, per il quinto anno consecutivo, la giornalista del Tg5 Cesara Buonamici. La giuria tecnica presieduta da Ferruccio De Bortoli e composta da Aldo Forbice, Laura Laurenzi, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli, Pierluigi Visci, si è confrontata in seduta pubblica con la giuria popolare composta da 40 cittadini ferraresi, che hanno letto i volumi formandosi un'opinione molto precisa e articolata. Come tutti i libri vincitori del Premio Estense, …. sarà ora proposto come lettura nelle scuole superiori di Ferrara. Gli altri libri in gara, già selezionati dalla giuria tecnica nel giugno scorso tra una rosa di 29 volumi, erano: “Eseguendo la sentenza” di Giovanni Bianconi, ed. Einaudi, “Vecchi e potenti” di Nunzia Penelope, ed Baldini Castoldi Dalai, “La Deriva” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ed. Rizzoli. Durante la cerimonia di premiazione in Teatro Comunale verrà consegnato anche il Premio Granzotto (riconoscimento destinato a una personalità italiana che si è particolarmente distinta per correttezza, impegno e professionalità) a Enrico Mentana, giornalista, ideatore e conduttore della trasmissione Matrix. “Il Premio Estense 2008 – ha detto Piero Puglioli, presidente di Unindustria Ferrara - presenta novità significative, prima fra tutte la nuova presidenza della giuria tecnica, affidata a Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore. L'altra novità importante è che si tratta della prima edizione promossa ufficialmente da Unindustria Ferrara, la nuova associazione degli industriali ferraresi nata a settembre di quest'anno. Abbiamo poi riscontrato una massiccia partecipazione di autori, con ben 29 volumi in concorso, anche grazie alle modifiche apportate al regolamento. Come sempre, la discussione della giuria tecnica e popolare è stata appassionante, decretando un vincitore di grande valore che bissa il successo del 1966”. SCHEDA – “La primavera di Praga” di Enzo Bettiza, ed. Mondadori Il 5 gennaio 1968 Alexander Dubcek viene eletto segretario generale del partito comunista cecoslovacco: si inaugura così una stagione di riforme assolutamente unica nella storia dei Paesi satelliti dell'Unione Sovietica. Dubcek inizia un lento e inesorabile processo di destalinizzazione della Cecoslovacchia, rinnovando il partito comunista e aprendo alla libertà di stampa e di espressione. La "Primavera di Praga" prende avvio in un clima di ritrovata speranza. I sovietici non tardano ad avvertire il pericolo della secessione e, dopo un mese di incontri ed estenuanti trattative, la notte del 20 agosto 1968 truppe sovietiche occupano l'aeroporto della capitale mentre una colonna di carri armati irrompe a Praga, tra lo sgomento dei cittadini. "Ho vissuto queste quarantott'ore correndo per strade spaventate, guardando i primi e smarriti carristi russi col mezzo busto fuori della torretta, occultandomi dove sentivo qualche sparo isolato, contattando di sfuggita colleghi ed esponenti della "Primavera" in preda al panico e alla disperazione." Così annota nel suo diario Enzo Bettiza, inviato del "Corriere della Sera" che visse in prima persona, sul posto, quei tragici momenti. L'autore ci consegna il racconto appassionato di un periodo tra i più fervidi e controversi della storia contemporanea: un resoconto puntuale che si intreccia con informazioni al tempo non pubblicabili, restituendoci le immagini vivide di un Paese "sospeso sugli imponderabili automatismi della storia".

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Sciopero generale contro la Gelmini (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sindacati uniti, il ministro invita a riflettere: il confronto è aperto Bonanni (Cisl) rompe gli indugi Soddisfazione di Epifani: bisogna reagire. Studenti in piazza a Roma Trentamila in corteo a Torino contro il ritorno al maestro unico ROBERTA RIZZO MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso, lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma. Bonanni ha lanciato l'aut-aut al governo Berlusconi: "Se non si vuole che la Cisl faccia sciopero il governo si faccia sentire con un nuovo programma. La scuola deve essere di tutti". Soddisfazione per la decisione dello sciopero unitario è stata espressa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Bisogna reagire. C'è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori della scuola come dimostrano le manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane, compresa Torino dove hanno partecipato 30.000 persone". Anche il segretario della Cisl (comparto scuola) Francesco Scrima, ha confermato l'adesione: "Lo sciopero è lo sbocco naturale ed inevitabile della grande mobilitazione che da tempo contesta e contrasta l'odiosa manovra del governo". E le proteste degli studenti si sono fatte sentire, tra le manifestazioni che si sono svolte ieri, quella di Roma ha visto la forte partecipazione di studenti i quali, sotto la pioggia, hanno contestato il ministro Gelmini. I giovani della "Rete" hanno distribuito il kit "Antiballismo" con il decalogo delle bugie, che il ministro starebbe raccontando. Poi è stata volta delle "Grembiuline" le quali hanno messo in scena la piece dal titolo: "Sotto il grembiulino niente..." Conteporaneamente, in ben cento città, i ragazzi della Fgci hanno dato vita all'iniziativa "Tagliagelmini.it". A Genova la protesta ha coinvolto anche il 48º Salone Nautico internazionale: più di cento insegnanti e genitori hanno manifestato davanti all'ingresso della Fiera con blocchi del traffico auto, girotondi e canti a difesa della scuola pubblica. A Torino mamme e bambini, anche di 3-4 anni, hanno sfilato con fischietti in bocca e cartelli in mano. Gli insegnanti brandivano striscioni ironici: "Vendesi maestra bionda ben tenuta", e anche "La scuola la fanno i maestri e non i ministri". I genitori avevano cartelli dai toni coloriti: "A loro i grembiuli a voi la camicia di forza". Anche a Pontedera si è svolto un corteo di protesta e gli slogan più gridati erano contro il ministro: "Gelmini go home" e "Non si risparmia sui bambini". A Bologna i manifestanti hanno dato vita ad una protesta vivace e molto partecipata. Ma il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, ha dichiarato che due suoi sostenitori che distribuivano volantini sulla legislazione europea in materia del maestro unico, sarebbero stati insultati e aggrediti verbalmente dagli anti-Gelmini. Le reazioni politiche all'annuncio dello sciopero generale non si sono fatte attendere. La prima è proprio del ministro Mari Stella Gelmini: "Mi auguro che la Cisl rifletta e si possa evitare uno sciopero che non sarebbe utile al Paese a fronte di sondaggi che vedono e registrano il parere positivo della maggioranza dei cittadini. Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta". Poi una battuta velenosa, "Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico". E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, il ddl Gelmini imbararisce il Paese, e la senatrice Mariapia Garavaglia si scaglia contro il ministro dell'Istruzione per via del latino reso "facoltativo" nei licei scientifici.

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Scuola, anche la Cisl minaccia lo sciopero (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sindacati uniti contro la riforma Gelmini, in diverse città manifestazioni di studenti MILANO - Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma. Bonanni ha lanciato l'aut-aut al governo Belusconi: "Se non si vuole che la Cisl faccia sciopero il governo si faccia sentire con un nuovo programma. La scuola deve essere di tutti". Soddisfazione per la decisione dello sciopero unitario è stata espressa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Bisogna reagire. C'è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori della scuola come dimostrano le manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane, compresa Torino dove hanno partecipato 30.000 persone". Anche il segretario della Cisl (comparto scuola) Francesco Scrima, ha confermato l'adesione: "Lo sciopero è lo sbocco naturale ed inevitabile della grande mobilitazione che da tempo contesta e contrasta l'odiosa manovra del governo". E le proteste degli studenti si sono fatte sentire, tra le manifestazioni che si sono svolte ieri, quella di Roma ha visto la forte partecipazione di studenti i quali, sotto la pioggia, hanno contestato il ministro Gelmini. I giovani della "Rete" hanno distribuito il kit "Antiballismo" con il decalogo delle bugie, che il ministro starebbe raccontando. Poi è stata volta delle "Grembiuline" le quali hanno messo in scena la piece dal titolo: "Sotto il grembiulino niente...". Conteporaneamente, in ben cento città, i ragazzi della Fgci hanno dato vita all'iniziativa "Tagliagelmini.it". A Genova la protesta ha coinvolto anche il 48mo Salone Nautico internazionale: più di cento insegnanti e genitori hanno manifestato davanti all'ingresso della Fiera con blocchi del traffico auto, girotondi e canti a difesa della scuola pubblica. A Torino mamme e bambini, anche di 3-4 anni, hanno sfilato con fischietti in bocca e cartelli in mano. Gli insegnanti brandivano striscioni ironici: "Vendesi maestra bionda ben tenuta", e anche "La scuola la fanno i maestri e non i ministri". Anche a Pontedera si è svolto un corteo di protesta e gli slogan più gridati erano contro il ministro: "Gelmini go home" e "Non si risparmia sui bambini". A Bologna i manifestanti hanno dato vita ad una protesta vivace e molto partecipata. Ma il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, ha dichiarato che due suoi sostenitori che distribuivano volantini sulla legislazione europea in materia del maestro unico, sarebbero stati insultati e aggrediti verbalmente dagli anti-Gelmini. Le reazioni politiche all'annuncio dello sciopero generale non si sono fatte attendere. La prima è proprio del ministro Maria Stella Gelmini: "Mi auguro che la Cisl rifletta e si possa evitare uno sciopero che non sarebbe utile al Paese a fronte di sondaggi che vedono e registrano il parere positivo della maggioranza dei cittadini. Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta". Poi una battuta velenosa, "Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico". E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Roberta Rizzo 05/10/2008.

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Il pd critica la provincia: pronet, un fallimento (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA POLEMICA Il Pd critica la Provincia: Pronet, un fallimento "Se decine di migliaia di padovani non possono ancora usare internet veloce lo si deve anche al sostanziale fallimento della diffusione della banda larga nel territorio ad opera della Pronet, società controllata dalla Provincia". Il segretario del Pd Fabio Rocco e il consigliere della Provincia Mariano Schiavon ricordano che Padova è una delle province con la più alta percentuale di Comuni non raggiunti dall'Adsl, quasi uno su tre, il 32% contro la media regionale del 28%. "Eppure", aggiungono Rocco e Schiavon "nel 2001 l'amministrazione Casarin aveva dato vita a Pronet per portare la banda larga in tutto il territorio entro il 2007. Grandi progetti, grandi promesse, voli pindarici che hanno portato a risultati modestissimi. Stando al conto economico in sette anni la società avrebbe dovuto fatturare 85 milioni invece ad oggi si è fermata a 200 mila euro". Pronet ha stretto un accordo con Infracom, la società di telecomunicazioni proprietaria della dorsale in fibra ottica che corre lungo l'autostrada. Da alcuni punti, soprattutto nella Bassa e nell'Alta Padovana, meno serviti dall'Adsl tradizionali, un cavo viene collegato ad un'antenna che irradia il segnale della banda larga attraverso dei ripetitori, posti anche sulle torri dell'acquedotto. All'utente finale è sufficiente una piccola parabola per ricevere il segnale e navigare in internet ad alta velocità. "Alcune antenne sono state installate ma nulla si sa della loro operatività e delle zone raggiunte", continuano gli esponenti del Pd "quello che sappiamo è che molte imprese, ma anche amministrazioni e cittadini, hanno dovuto rivolgersi a delle società private per poter collegarsi alla banda larga. I fatti stanno smentendo i proclami di Casarin. Anche la telesorveglianza sono è mai decollata: sono stati spesi decine di migliaia di euro per la centrale operativa nella Cittadella della Stanga, inattiva da anni. Nel frattempo la società ha pagato gettoni di presenza e indennità al presidente Ado Scantamburlo di Forza Italia. Ora si parla della fusione di Pronet con Telerete. Ci auguriamo l'operazione vada in porto il prima possibile". (n.sti.).

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Foscarini ci crede e' la strada giusta serve solo il gol (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Altre FOSCARINI CI CREDE "E' la strada giusta Serve solo il gol" L'AMAREZZA DEL DEBUTTANTE PIEROBON "Botta l'ha presa di punta e l'ha messa dentro Mi chiedo ancora come sia riuscito a farlo" TREVISO. "E' andata anche peggio di sette giorni fa - scuote la testa Claudio Foscarini -. Lì avevamo tenuto per un'ora, qui per tutta la partita. Sarei stato deluso anche se avessimo pareggiato, figurarsi per una sconfitta maturata in questa maniera. Ci stiamo facendo male da soli. Perdere così è una cosa inammissibile". Già perché ancora una volta bel gioco e occasioni per rimpolpare la casella reti segnate non sono mancate. "Prestazione e buona volontà non sono mancate. Soltanto che se si sbagliano reti davanti e poi magari si perde alla prima disattenzione la situazione inizia a diventare pesante. Stiamo pagando a caro prezzo tutti i nostri errori. Non so come ma bisogna iniziare a cambiare registro". Tra le nubi d'amarezza che aleggiano attorno ai pensieri di Foscarini la chiave di volta per girare pagina si materializza poco dopo: "La strada è quella giusta, settimana dopo settimana stiamo crescendo. Ma bisogna assolutamente rompere nuovamente il ghiaccio - profetizza -. Evidentemente il gol col Treviso non è bastato. Ci serve solo quello. Sono convinto che ce la faremo". Se lo augura anche il tutt'altro che allo sbaraglio debuttante Andrea Pierobon, al suo primo gettone di presenza stagionale tra i pali: "Sarebbe meglio iniziare a giocare male facendo qualche punticino in più - sorride amaro il numero uno -. E' difficile commentare un incontro del genere. Poteva essere una bella giornata ed invece siamo qui a raccontare una sconfitta nonostante la squadra abbia giocato benissimo. Resta solo tanta amarezza". Anche per come si è materializzata la palla in rete alle sue spalle sul tramonto del match: "Io e Turato siamo andati a chiudere, Botta l'ha presa di punta e l'ha messa dentro. Mi chiedo ancora come abbia fatto". Sul fronte opposto chi si gode la terza scorpacciata consecutiva è l'ex di turno Alessandro Sgrigna: "Per noi è una vittoria molto sofferta ma fantastica. Portare a casa il massimo risultato giocando non benissimo è un segnale importante. Dispiace per i miei ex compagni. Il Cittadella è la squadra che ci ha impegnato di più ma questo è il calcio. Se consolerò Cherubin con una bella pescata domani? No, dobbiamo allenarci, ma magari in serata ci vediamo lo stesso". (Alessandro Mazzon).

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Pass, telefono, stadio gratis la vita facile dei consiglieri - antonio fraschilla (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina II - Palermo Pass, telefono, stadio gratis la vita facile dei consiglieri Il pc l'ultimo benefit. Fino a 5 mila euro per un viaggio Missione record di Giovanni Greco ad Atlantic City per un incontro fra italiani all'estero ANTONIO FRASCHILLA Ingresso gratuito allo stadio per le partite del Palermo. Ingresso gratuito e prenotazione al teatro Massimo e al Biondo. Telefonino con 15 numeri gratuiti e il resto delle telefonate a tariffa ridotta. Corsie preferenziali garantite e rimborso di viaggi in Italia e all'estero legati ad appuntamenti istituzionali e di aggiornamento. Per non parlare del posteggio gratuito anche sulle strisce blu. Sono i benefit della vita da consigliere comunale, agevolazioni che spettano ai 50 inquilini di Sala delle Lapidi, che hanno ricevuto l'ultimo "regalo" qualche settimana fa: un computer ciascuno, per un costo complessivo di 40 mila euro. Tutti benefit che alla fine pesano sulle casse già disastrate di Palazzo delle Aquile: a partire dai viaggi, per i quali sono stati stanziati 117 mila euro. Soldi che si aggiungono ai 2,1 milioni di euro all'anno per i gettoni delle sedute dei consiglieri. Da settembre 2007 a luglio 2008 per viaggi e missioni sono stati spesi 63 mila euro. Decine le richieste di rimborso arrivate sul tavolo del presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna. "Le valuto caso per caso, chiaramente devono essere inviti per convegni o viaggi che hanno come scopo appuntamenti istituzionali, nei ministeri piuttosto che all'Anci", dice Campagna. Il rimborso prevede il pagamento dell'aereo e dell'albergo, più 60 euro al giorno per il vitto in città italiane, che diventano quasi cento all'estero. Tra i consiglieri giramondo c'è Elio Bonfanti, che però fa parte del comitato nazionale dell'Anci sul turismo. "Ho partecipato a vari incontri per l'Anci, di cui sono delegato", dice Bonfanti che ha presentato richieste di rimborso per 9.406 euro, per viaggi a Madrid (alla fiera del turismo), Roma, Milano, Brescia, Riva del Garda e Mogliano Veneto. Circa 11 mila euro è costato invece il viaggio a Bruxelles dei consiglieri Manfredi Agnello, Rino Mineo, Nunzio Moschetti e Angelo Ribaudo. Un rimborso da 5.208 euro lo hanno presentato Filippo Fraccone e Salvatore Mirabile per un viaggio a Parigi. La stessa cifra che ha speso Giovanni Greco per un incontro tra gli italiani all'estero che si è tenuto ad Atlantic City, negli Stati Uniti. Il presidente del consiglio, Campagna, ha avuto rimborsati 4.800 euro per quattro viaggi a Roma e uno a Madrid. Il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, è andato in missione a Roma, Milano e Berlino presentando un rimborso da 3.165 euro. I consiglieri Salvatore Palma, Salvatore Orlando e Gerlando Inzerillo hanno avuto rimborsati circa 2 mila euro a testa per aver partecipato a una fiera del turismo a Berlino. Maurizio Pellegrino ha invece speso 5.970 euro per viaggi a Roma, Napoli, Torino e Sofia, per partecipare a convegni vari, sul tema del tram o sul verde nelle città europee. Il presidente della commissione Bilancio, Sebastiano Drago, è volato 3 volte a Roma per una spesa di 2.977 euro. Il rimborso più veloce è stato però quello del consigliere Vincenzo Tanania, subentrato ad Alessandra Siragusa, eletta alla Camera: il giorno dopo il suo insediamento ha presentato un rimborso da 382 euro per una missione a Roma. Piccoli e grandi benefit, che rendono più agevole la vita per chi mette piede a Sala delle Lapidi. Oltre ai viaggi c'è il telefono, con 15 numeri telefonici gratuiti e una tariffa agevolata, con la Wind, grazie a un contratto che l'azienda telefonica ha firmato con il Comune. Oltre al telefonino il consigliere comunale ha poi diritto a un posto gratuito nella tribuna dello stadio durante le partite dei rosanero, e a un posto per i concerti e gli eventi in programma nei teatri cittadini, Massimo e Biondo. Quattro mesi fa, inoltre, la presidenza del consiglio ha indetto una gara di 40 mila euro per l'acquisto di 50 computer portatili, che sono stati consegnati ai cinquanta eletti a Sala delle Lapidi. Per il presidente Campagna, comunque, si tratta alla fine di spese contenute: "Ricordo a tutti che il Consiglio comunale di Palermo è stato uno dei pochi in Sicilia a ridurre il costo dei gettoni di presenza", dice Campagna.

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<E' un baratro> La Valdelsa stringe la cinghia (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Siena)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 "E' un baratro" La Valdelsa stringe la cinghia di ALESSANDRO VANNETTI ? VALDELSA ? "AMMINISTRARE un Comune in questa situazione è un continuo esercizio di equilibrismo: si cammina sul filo e da una parte e dall'altra c'è il baratro". La frase di Bruno Valentini, sindaco di Monteriggioni, è una sintesi efficacissima delle difficiltà che gli amministratori incontrano nel mandare avanti le attività dei Comuni valdelsani. La Valdelsa non fa eccezione, naturalmente, ma per le sue caratteristiche economiche e sociali risente forse più di altre zone del senese delle difficoltà finanziarie del momento. E più di altre teme per il futuro. I trasferimenti statali in caduta libera da anni, il rimborso dell'ici abolita che non arriva, la pressione degli oneri finanziari, certi vincoli normativi che impediscono di spendere soldi che pure sono in cassa, costringono sindaci e assessori alle finanze a fare e rifare mille volte gli stessi conti, per reperire nelle piaghe dei bilanci i risparmi che consentano di far fronte alle necessità. "DOBBIAMO fare i conti con tagli sempre più pesanti alle risorse e una situazione finanziaria preoccupante ? spiega Luca Rugi, sindaco di Poggibonsi ? Il nostro Comune, ad esempio, subirà come gli altri le conseguenze dell'eccessiva variabilità dei tassi di interesse. I nostri conti sono in buona salute ma, l'avanzo di amministrazione che l'anno scorso fu destinato ad opere pubbliche, è stato usato per abbattere l'indebitamento e diminuire il peso degli oneri finanziare". "LA SITUAZIONE ? va ancora avanti il primo cittadini di Poggibonsi ? è sempre più complessa anche perché servirebbero più risorse per investimenti e per richieste sempre più importanti di servizi e sostegno all'economia, ma il governo taglia i trasferimenti e non rimborsa il mancato gettito dell'ici. Senza novità dovremo fare un'ulteriore selezione delle priorità, per capire dove spendere le nostre sempre minori risorse". ANCHE A COLLE la situazione delle più sorridenti, come spiega il titolare della finanze in seno alla giunta comunale, Massimo Bartalucci. "Abbiamo appena raggiunto l'equilibrio di bilancio dopo un lungo periodo di deficit, ma fra Ici non rimborsata e altri tagli, ci sono venuti a mancare circa 200.000 euro ? commenta assessore alle finanze ? Anche perché ci vengono imputati i cosiddetti "costi della politica" che in realtà Colle non ha: abbiamo presentato la certificazione in questo senso, ma intanto ci hanno tolto parecchie decine di migliaia di euro. Non aumenteremo nessuna tariffa, ma se la situazione non si sblocca dovremo varare una manovra correttiva che punti su ulteriori risparmi di spesa". "SCONTIAMO perfino un blocco tecnico che ci impedisce di usare soldi che abbiamo in cassa ? chiude Valentini, il sindaco di Monteriggioni ? Cerchiamo di ovviare in termini di risparmio, separando oculatamente le risorse per investimenti da quelle per la spesa corrente, cercando di trasformare il turismo in risorsa e contrastando l'evasione fiscale, ma la prospettiva di non poter rispettare le previsioni di bilancio è una minaccia seria".

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Casalguidi, apre lavanderia a gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

24 ORE PISTOIA pag. 7 Casalguidi, apre lavanderia a gettone SONO MOLTE le iniziative che fervono nella sezione soci di Pistoia della Coop-Unicoop Firenze, da poco presieduta da Dora Donarelli. Nei prossimi giorni, dal 9 al 25 ottobre, ci saranno due mostre in contemporanea con le opere realizzate da artisti dotati di grande sensibilità. Il titolo sarà "Pensieri e...colori" e insieme alle opere ci saranno anche delle piccole presentazioni in poesia. La serie di iniziative culturali e artistiche è stata inaugurata proprio questa estate con le fotografie del socio Enrico Giaconelli dal titolo "Donna fulcro del mondo" e "Osservando il sud-est asiatico". Uno dei due artisti che sarà protagonista della nuova esposizione è Walter Castaldo, originario di Asmara, Eritrea, di nazionalità italiana, che è grafico, scrittore, ed autore del libro "Eritrea". Presenterà due serie di foto. Una sulla natura imprigionata, ma esplosiva ed essenziale attorno al viale Adua e l'altra, assai suggestiva, dedicata ai figuranti del corteo storico "Che non sanno ? ci scrive Dora ? quanto lui, con la sua arte, li abbia resi eterni come quella storia che rappresentano...e sarà una corsa alla Coop per riconoscersi!". (info tel.0573-401516.). LA SECONDA esposizione sarà allestita con le opere di Valeriano Savino, pittore e sculture del marmo. La sua mostra si intitolerà "Foglie, fiori, coloro, profumi...vita". "La sua espressione artistica ? fa sapere la presidente ? cammina tra il fantastico e il surreale". Le poesie che accompagneranno le presentazioni delle due mostre sono invece di un giovane poeta piestoiese, Leonardo Magnani, di 29 anni, che ha pubblicato alcuni suoi versi in antologie per giovani poeti e ha pubblicato due raccolte: "Urlo pisano disumanissimo" (2004) e "Il prima e il dopo" (2007). A CURARE la locandina delle due mostre contemporanee sarà Andrea Daly, studente d'architettura, con un disegno particolare che illustra la disperazione dell'uomo, impotente e consapevole davanti a una natura che soffre. "Ritengo ? fa sapere Dora Donarelli ? che anche attraverso queste esperienze artistiche possa essere trasmesso un messaggio importante". Probabilmente alcune di queste opere saranno poi messe all'asta per contribuire al progetto "Un cuore si scioglie".

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Ma così difficile la scelta Giurie divise da Bianconi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

GLI ALTRI FINALISTI Ma così difficile la scelta Giurie divise da Bianconi "Comunque vada - ha detto ieri mattina uno dei giurati "popolari- vincerà un buon libro". Mai è stato vero come quest'anno con 4 libri finalisti ben fatti, di qualità, ciascuno nel proprio campo, quello della memoria o quello della ricerca. Già era stato complesso scegliere fra i 29 libri partecipanti al premio di quest'anno, quando dalla rosa sfuggirono nomi come quello di Arrigo Petacco (L'ultima crociata) o di Aldo Capitani (Impuniti), figurarsi ieri alla stretta finale: alla fine, alla terza votazione, per 22 a 20 l'ha spuntata Bettiza. Nunzia Penelope ci ha offerto uno spaccato del nostro paese, paradiso della gerontologia, con "Vecchi e potenti", contenti e vincenti, con i giovani colpevolmente alla finestra, con meno stimoli e meno capacità, forse, nei confronti di questi miti viventi, inamovibili. Poi Rizzo e Stella in la Deriva che in tono scanzonato ci raccontano questo nostro disgraziato paese. Non con qualunquismo ma realismo e mandano a dire a questa repubblica paralizzata da lacci e lacciuoli: "attenta, guarda come sei ridotta, così vai alla deriva". Infine Giovanni Bianconi con "Eseguendo la sentenza", che ricostruisce i 55 giorni più angosciosi della nostra Repubblica. Una quantità incredibile di documenti, diari, testimonianze, atti dinchiesta, verbali di polizia, vengono messi lì in fila e raccontano. Ciò che impressiona è questa sconfinata scena sulla quale Bianconi fa muovere comparse e protagonisti di questo dramma, e non solo. Nessuno viene dimenticato, nessun particolare è trascurato. Tutti i personaggi vanno in scena con i propri sentimenti, con il proprio progetto, con la propria impotenza. Per il rigore del racconto, per la documentazione ricchissima proposta, per lo stile che avvince come un bel giallo, pur dal finale conosciuto nella sua tragicità, per tutto questo e altro ancora molti della giuria, soprattutto popolare, lo hanno scelto come loro candidato.

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L'Aquila porta in volo Enzo Bettiza (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Vince con "La Primavera di Praga" alla terza votazione L'aquila estense, torna, per la seconda volta a distanza di quarantadue anni, a Enzo Bettiza che, con la sua opera "La primavera di Praga" si è aggiudicato, alla terza votazione, l'Aquila d'oro del Premio Estense. L'opera ha vinto dopo un avvincente testa a testa con l'opera di Bianconi "Eseguendo la sentenza" ed a fianco di "Vecchi e Potenti" di Nunzia Penelope e "La Deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. "La Primavera" vince, così, l'edizione 2008 del premio promosso da Unindustria Ferrara; un'edizione, questa, che può essere ricordata per le molte novità. Innanzitutto al regolamento, che è stato modificato per dare la possibilità di partecipare anche ad opere scritte a quattro mani. Nuova regola, questa, introdotta dopo che, lo scorso anno, erano stati esclusi Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo con il loro libro campione di vendite "La Casta". Altra novità di quest'anno è stata una giuria tecnica in parte rinnovata: neo presidente Ferruccio De Bortoli ed alcune new entry: Bianca Stancanelli, Laura Laurenzi e Pierluigi Visci accanto ad Aldo Forbice, Valentino Pesci, Giancarlo Mazzuca e Folco Quilici. Come nelle precedenti edizioni, fin dalle prime battute, ieri mattina, è risultato abbastanza chiaro, agli occhi di tutti, come la giuria popolare avesse le idee ben definite. La sfida, infatti, si sarebbe giocata tutta tra Enzo Bettiza e Giovanni Bianconi. Opere, entrambe, frutto di un giornalismo vissuto, di ricerca, personale. Resoconto, il primo, dei servizi che Bettiza inviava quotidianamente al Corriere della Sera, per il quale era inviato speciale durante uno dei periodi più controversi della storia contemporanea; ricostruzione, il secondo, degli accadimenti e del clima dei 55 giorni che hanno cambiato per sempre la storia ed il cammino dell'Italia repubblicana: quelli del rapimento ed omicidio di Aldo Moro. Dopo il saluto del presidente di Unindustria Ferrara, Puglioli, Ferruccio De Bortoli ha ricordato come i quattro libri finalisti rappresentassero a pieno il momento politico, sociale ed economico che stiamo vivendo. La giuria popolare, dal canto suo, ha riconosciuto il valore di tutte e quattro le opere, con una spiccata tendenza a preferire le opere di Bianconi e Bettiza. Questa valutazione, espressa con evidenti apprezzamenti alla lucida analisi di Bianconi ed alla scrittura pulita e chiara di Bettiza, ha portato nel corso della prima votazione (il vincitore avrebbe dovuto aggiudicarsi 27 voti su 40) a 15 voti per Bettiza, 17 per Bianconi, 1 per Penelope e 7 per Stella/Rizzo. Un altro giro di opinioni ha visto protagonista il giornalista Aldo Forbice che ha espresso il suo parere favorevole per "La deriva" di Stella e Rizzo (peraltro penalizzati lo scorso anno dal regolamento); lo stesso Forbice, però, ha indicato una preferenza per Bettiza. Preferenza che ha visto in accordo anche altri membri della giuria tecnica. Alla terza votazione, poco prima di mezzogiorno (vincitore per maggioranza semplice), Bettiza, con 22 voti su 40 (18 a Bianconi, zero per gli altri) si è aggiudicato il premio. Una nota di cronaca rosa: tra i giurati tecnici era presente Laura Laurenzi, nota giornalista e moglie di Bettiza. Michele Govoni.

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Mentana scherza su amici e Vespa (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cerimonia frizzante con impegni importanti. Puglioli (Unindustria): momento difficile, avanti con la cultura Mentana scherza su amici e Vespa L'ex Tg5: Porta a Porta non lo vedo mai. Si ride amaro con Stella-Rizzo "Con Mentana non ci si annoia". La conduttrice del galà al Comunale, Cesara Buonamici, ha lavorato per tredici anni col fondatore del Tg5 e parlava per esperienza diretta. Ma, si può allargare il concetto, con questo Premio Estense non appassionarsi è difficile. La compassata platea ha rumoreggiato, riso, perfino vibrato sugli spunti del palco. Nunzia Penelope ha sfiorato inauditi dissensi, affermando che "dobbiamo sperare negli attuali adolescenti, con internet si stanno costruendo una rete di rapporti. I 30-50enni diamoli persi". Giovani come gli autori dei filmati sul libro vincitore 2007: le classi 1ª e 5ª D del liceo sociopedagogico e 5ª A e 5ª B dello scientifico "Guido Monaco" di Pomposa; 1ª A dell'Ariosto; e IVª P e Q del "Taddia" di Cento. L'introduzione di Laura Laurenzi, in via Fani 30 anni fa in tempo per vedere "il sangue ancora correre", ha brutalmente materializzato l'omicidio Moro, così che non volava una mosca durante l'intervista di Giovanni Bianconi: "La vedova Moro credo si porti dentro un po' di rammarico per come la famiglia è stata trattata. Con il br Moretti disse al telefono "ci tengono prigionieri". E a Moro si è fatto un torto dicendo che non era lui a scrivere le lettere dalla prigionia". Il vincitore dell'Aquila, Enzo Bettiza, è passato dalla storia alla cronaca viva nell'arco di due domande, procurando qualche brivido agli spettatori: "La Russia di Putin vuole tornare ai confini dello Zar: Ucraina, Georgia e anche un pezzo di Polonia. Obama o McCain? Conta non solo l'atteggiamento dei bianchi contro i neri ma anche dei neri contro un altro nero...". Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella avrebbero stravinto l'anno scorso, con La Casta, ma hanno fatto buon viso all'accoglienza tiepida alla Deriva dandone loro stessi una spiegazione: "E' facile scaricare sulla politica tutti i guai, e la gente si è poi concentrata sulla sinistra spazzandola via (non era tutta colpa sua, oggi si vede). La Deriva invece dà la colpa a tutti, sindacati, professioni ecc. E allora...". Se la platea si è risollevata e preparata per il gran finale, però, è merito di alcuni loro irresistibili aneddoti: tipo la storia del becchino friulano sempre brillo, licenziato dal suo Comune ma reintegrato dal giudice perchè "troppo ubriaco per poter portare il certificato medico". Nel frattempo Mentana scendeva dalla scaletta dell'areo da Napoli e copriva la Bologna Marconi-Ferrara in 40', materializzandosi nemmeno spiegazzato all'istante giusto. Impagabile il duetto con la sua ex-conduttrice, risposte a raffica improntate alle qualità ("immediato, essenziale, vena ironica e autoironica, indipendenza") riconosciutegli da Ferruccio De Bortoli. "Il giornalismo italiano è giù? Inviterei ad andare magari in Norvegia. E' vero che è legato alla politica, ma è un vizio tutto nazionale". Floris? "Ha inventato un modo di confronto civile nell'era maggioritaria". Lerner? "Un aristocratico dell'approfondimento". Santoro? "Forte e piccante, il Di Pietro del giornalismo tv". Vespa? "Non vedo mai Porta a Porta... Scherzo, è il benchmarck, il riferimento di chi vuole fare quel tipo di programmi". Teatro coinvolto e vivo, quindi, non a caso Alessandro Laterza (Confindustria) ha rivendicato "l'Estense come una eccellenza non di Ferrara, ma almeno a livello nazionale". Bettiza ha buttato lì che "ora mi manca solo la cittadinanza onoraria". E il presidente Piero Puglioli ha bagnato il primo Estense di Unindustria unificata con la promessa di "non rinunciare all'apporto culturale, pur in mesi che i segnali delle nostre aziende ci preannuncia come più difficili degli ultimi anni". (s.c.).

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<Questo Premio è un'eccellenza nazionale> E Mentana affascina con il suo stile (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 "Questo Premio è un'eccellenza nazionale" E Mentana affascina con il suo stile AL TEATRO COMUNALE PUBBLICO DELLE GRANDI occasioni ieri pomeriggio al Comunale per un appuntamento, appunto il premio Estense, che conferma l'attenzione di Unindustria Ferrara per la cultura e vede nel Premio stesso, ha ricordato il presidente Piero Puglioli, la massima espressione di questa attenzione. Ed è, ha aggiunto l'editore Alessandro Laterza, nell'occasione del ruolo di presidente della commissione Cultura di Confindustria, "un'istituzione non solo ferrarese ma una nostra eccellenza di livello nazionale". Nessuno dei protagonisti è voluto mancare: dai ragazzi vincitori del Premio Estense Scuola agli autori dei quattro libri che formavano la rosa dei finalisti. COSÌ ENZO BETTIZA, Gianni Bianconi, Nunzia Penelope, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono avvicendati sul palco per rispondere alle domande rivolte loro da un componente della giuria tecnica (rispettivamente Giancarlo Mazzucca, Laura Laurenzi, Aldo Forbice e Bianca Stancanelli) e dalla brava giornalista del Tg5 Cesara Buonamici, alla sua quinta conduzione dell'Estense, che in apertura di manifestazione ha ammesso che "con tutto il rispetto per la televisione è sempre bello parlare di libri". QUATTRO INTERVISTE che hanno arricchito e per cerTi versi stupito. Chi avrebbe mai pensato (ma forse qualche giurato popolare c'era invece arrivato) che Nunzia Penelope ritiene che, cassando gli attuali trentenni, quarantenni e cinquantenni, "la prossima classe dirigente la troveremo solo negli adolescenti di oggi". E ancora: Stella e Rizzo, hanno sostenuto convincendo, amano la politica nonostante 'La casta' e l'Italia nonostante 'La deriva'. INFINE DAVVERO un dulcis in fundo con il sospirato arrivo (alle 18.25, dopo aver preso un aereo da Napoli dove aveva moderato un convegno) di Enrico Mentana, scelto quest'anno per il Riconoscimento Gianni Granzotto - Uno stile dell'informazione. Tante le doti del giornalista televisivo elencate da De Bortoli: naturalezza, immediatezza, ironia e autoironia, indipendenza, capacità di reinventarsi. Imperdibili i venti minuti di 'botta e risposta' con la Buonamici che sono seguiti: gradevoli per chiunque (l'intensità degli applausi l'ha confermato) e figuriamoci per chi fa il loro stesso mestiere. Una domanda e una risposta che rendono l'idea dell'intervista: "Il giornalista deve dire o scrivere tutto quello che sa?". Pronto Mentana: "No, ma di sicuro deve sapere tutto quello che dice". is.cat.

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Manca solo la cittadinanza onoraria> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 manca solo la cittadinanza onoraria" vinto nel 1966 e ricevuto il 'Gianni Granzotto' nel 1995 di ISABELLA CATTANIA L'APPLAUSO RIEMPE il salone di palazzo Roverella quando mancano quattro voti allo scrutinio della terza votazione e 15 minuti a mezzogiorno. 'La primavera di Praga' (Mondadori) di Enzo Bettiza ha superato il muro dei 21 voti, quelli necessari per aggiudicarsi la cosidetta maggioranza semplice (metà dei 40 votanti più uno) sufficiente dopo le prime due votazioni che avevano comunque già delineato che il testa a testa sarebbe stato tra il saggio di Bettiza e 'Eseguendo la sentenza' di Giovanni Bianconi (Einaudi). Era stato a favore di quest'ultimo il primo round (dove era però richiesto il consenso di due terzi dei 40 votanti) finito 17 a 15 più 7 voti a 'La deriva' di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (Rizzoli) e 1 a 'Vecchi e potenti' (Baldini Castoldi Dalai) di Nunzia Penelope. Nel secondo, invece, in testa 21 a 19 Bettiza, quasi timidamente in attesa in un angolo del bar del Circolo Negozianti. "Resto nascosto per non mettere in difficoltà mia moglie (Laura Laurenzi, ndr) che fa parte della giuria tecnica e che non vuole si pensi che mi favorisce. Mi ha confidato che il suo sogno sarebbe potersi astenere". Cosa che, per la cronaca, non ha potuto fare evitando però, per correttezza, assicura il presidente della giuria Ferruccio De Bortoli, di votare il marito. E' DUNQUE ALLA terza votazione che arrivano i voti (alla fine saranno 22 contro i 18 ottenuti dal libro di Bianconi sul caso Moro) necessari per acchiappare l'Aquila d'oro, la seconda messa in 'carniere' del grande giornalista già vincitore dell'Estense nel 1966 con 'La nuova cultura tedesca' (Longanesi). Un trionfo che aveva preceduto di due anni i fatti narrati e vissuti in prima persona da Bettiza nel volume che ieri l'ha riportato come vincitore sul palco del Comunale dove era salito anche nel 1995 per ritirare il 'Granzotto'. A questo punto, commenta, non mi resta che fare con poker con la cittadinanza onoraria di Ferrara". QUANTO AL RECENTE libro "nasce dalla volontà di celebrare i 40 anni trascorsi dalle vicende accadute a Praga a mio avviso messe da parte a scapito di una maggior attenzione per l'anniversario dei fatti della Sorbona ? confida emozionato il vincitore dell'Estense ?. Ho così deciso di cercare negli archivi del giornale e raccogliere i circa 70 articoli che all'epoca scrissi come inviato del 'Corriere della sera', aggiungendo note tratte dal mio diario personale dell'epoca che allora non avevo potuto rendere pubbliche per salvaguardare i miei amici cecoslovacchi e anche me stesso". UNA SCELTA che a questo punto è stata condivisa oltre che dalla giuria tecnica ? composta, oltre che dai già citati Ferruccio De Bortoli (direttore del Sole 24 Ore) e da Laura Laurenzi, da Aldo Forbice, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli e Pierluigi Visci, direttore di QN e del resto del Carlino ?, anche da quella popolare, di cui fanno parte 40 cittadini ferraresi, nove dei quali ieri erano assenti alla votazione. Fin dai primi interventi di quelli che vi hanno invece partecipato si è subito capito che il duello finale sarebbe stato tra Bettiza e Bianconi, autori, a detta dei loro sostenitori, di due opere, ciascuna per il tema trattato, che fanno luce su momenti importanti della storia contemporanea. Per questo, è stato suggerito a più riprese, prima ancora che si sapesse quale sarebbe stato tra i due libri il vincitore, sarebbe opportuna una loro diffusione nelle scuole. E SE BETTIZA ha deciso di scrivere il suo saggio perché "il '68 non venga ricordato solo come la contestazione dei giovani occidentali, per lo più benestanti", Giovanni Bianconi, anche lui in attesa del verdetto in una sala di palazzo Roverella, ha invece confidato che il suo 'Eseguendo la sentenza', e il relativo interesse al caso Moro, è legato a un episodio indimenticabile di quando era ancora studente e non pensava che un giorno sarebbe diventato un cronista di giudiziaria. "Frequentavo la quarta liceo scientifico e una mattina decisi di saltare le lezioni per andare in Parlamento ad assistere al voto sul governo. Era la mattina che rapirono Moro".

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Mercoledì sera Fiorentina e Milan di allora in campo contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

LUCI DELLA CITTA' FIRENZE pag. 34 Mercoledì sera Fiorentina e Milan di allora in campo contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica MERCOLEDÌ Fiorentina e Milan (di oggi e di ieri) scenderanno in campo al Franchi alle 20,30 per raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che ha colpito anche Stefano Borgonovo. I consiglieri comunali Massimo Pieri (Pdl) e Dario Nardella (Pd) propongono di devolvere il gettone di presenza della prossima assise.

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<Tutti per Stefano Borgonovo> Mercoledì la partita benefica (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT pag. 42 "Tutti per Stefano Borgonovo" Mercoledì la partita benefica L'INIZIATIVA FIORENTINA E MILAN ? FIRENZE ? MERCOLEDÌ sera alle 20.30 ci sarà l'evento "Tutti per Stefano Borgonovo", amichevole benefica in programma allo stadio Franchi fra ex giocatori di Fiorentina e Milan. Il ricavato verrà devoluto in beneficenza per finanziare le ricerche sul morbo di Lou Gherig. Molte le iniziative a contorno del match, a conferma che si è aperta una vera e propria gara di soliderietà per aiutare la ricerca contro la malattia Sla. I consiglieri comunali di Firenze hanno deciso di devolvere un gettone di presenza e la stessa iniziativa sarà probabilmente ripetuta in Regione e Provincia. Le maglie di tutti i calciatori ? fra questi anche Antognoni e Baggio ? saranno poi messe in vendita all'asta su E Bay.

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Sciopero generale contro la gelmini - roberta rizzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità Sciopero generale contro la Gelmini Sindacati uniti, il ministro invita a riflettere: il confronto è aperto Bonanni (Cisl) rompe gli indugi Soddisfazione di Epifani: bisogna reagire. Studenti in piazza a Roma Trentamila in corteo a Torino contro il ritorno al maestro unico ROBERTA RIZZO MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso, lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma. Bonanni ha lanciato l'aut-aut al governo Berlusconi: "Se non si vuole che la Cisl faccia sciopero il governo si faccia sentire con un nuovo programma. La scuola deve essere di tutti". Soddisfazione per la decisione dello sciopero unitario è stata espressa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Bisogna reagire. C'è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori della scuola come dimostrano le manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane, compresa Torino dove hanno partecipato 30.000 persone". Anche il segretario della Cisl (comparto scuola) Francesco Scrima, ha confermato l'adesione: "Lo sciopero è lo sbocco naturale ed inevitabile della grande mobilitazione che da tempo contesta e contrasta l'odiosa manovra del governo". E le proteste degli studenti si sono fatte sentire, tra le manifestazioni che si sono svolte ieri, quella di Roma ha visto la forte partecipazione di studenti i quali, sotto la pioggia, hanno contestato il ministro Gelmini. I giovani della "Rete" hanno distribuito il kit "Antiballismo" con il decalogo delle bugie, che il ministro starebbe raccontando. Poi è stata volta delle "Grembiuline" le quali hanno messo in scena la piece dal titolo: "Sotto il grembiulino niente..." Conteporaneamente, in ben cento città, i ragazzi della Fgci hanno dato vita all'iniziativa "Tagliagelmini.it". A Genova la protesta ha coinvolto anche il 48º Salone Nautico internazionale: più di cento insegnanti e genitori hanno manifestato davanti all'ingresso della Fiera con blocchi del traffico auto, girotondi e canti a difesa della scuola pubblica. A Torino mamme e bambini, anche di 3-4 anni, hanno sfilato con fischietti in bocca e cartelli in mano. Gli insegnanti brandivano striscioni ironici: "Vendesi maestra bionda ben tenuta", e anche "La scuola la fanno i maestri e non i ministri". I genitori avevano cartelli dai toni coloriti: "A loro i grembiuli a voi la camicia di forza". Anche a Pontedera si è svolto un corteo di protesta e gli slogan più gridati erano contro il ministro: "Gelmini go home" e "Non si risparmia sui bambini". A Bologna i manifestanti hanno dato vita ad una protesta vivace e molto partecipata. Ma il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, ha dichiarato che due suoi sostenitori che distribuivano volantini sulla legislazione europea in materia del maestro unico, sarebbero stati insultati e aggrediti verbalmente dagli anti-Gelmini. Le reazioni politiche all'annuncio dello sciopero generale non si sono fatte attendere. La prima è proprio del ministro Mari Stella Gelmini: "Mi auguro che la Cisl rifletta e si possa evitare uno sciopero che non sarebbe utile al Paese a fronte di sondaggi che vedono e registrano il parere positivo della maggioranza dei cittadini. Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta". Poi una battuta velenosa, "Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico". E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, il ddl Gelmini imbararisce il Paese, e la senatrice Mariapia Garavaglia si scaglia contro il ministro dell'Istruzione per via del latino reso "facoltativo" nei licei scientifici.

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Volano tasse e tariffe, a picco gli investimenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Gennaro Della Monica Volano tasse e tariffe, a picco gli investimenti La Uil analizza i dati del bilancio regionale: in aumento i costi della politica "Debiti sempre più soffocanti Sacrificata la spesa per l'ambiente Rallentano i servizi alla persona" PESCARA. Pochi soldi per sviluppo e territorio, sotto la media nazionale la spesa per i servizi alla persona e scarsissimo spazio al sociale. In compenso aumentano i costi "per l'attività istituzionale", cresce il peso dei debiti e tasse e tariffe raggiungono "livelli da record". E' questa la fotografia dei conti della Regione scattata dalla Uil. Il sindacato ha messo a confronto i dati di bilancio di quest'anno con quelli del 2007 raffrontandoli anche con la media italiana. "La situazione di eccezionale difficoltà che sta vivendo l'Abruzzo", spiega Roberto Campo, segretario regionale della Uil, "risalta in maniera evidente dalla lettura delle cifre e dal paragone con le altre regioni italiane. INVESTIMENTI. La spesa per lo sviluppo economico cresce, rispetto al 2007, meno della media nazionale (+9,7% Abruzzo; +24,3% Italia). "Sulla carta, solo tre Regioni spendono meno dell'Abruzzo per lo sviluppo", osserva Campo, "ma nel caso della Lombardia il dato basso delle spese previste sul capitolo dello sviluppo economico è ampiamente compensato dalle poste alte di un fondo speciale istituito sempre a fini di sviluppo. Nel caso delle Marche, il dato non è strutturale, ma deriva dalla peculiarità del bilancio preventivo 2008. Il dato abruzzese, invece, è probabilmente davvero il più basso d'Italia". AMBIENTE E SERVIZI. Anche la spesa per la tutela del territorio vede l'Abruzzo nelle ultime posizioni, con una riduzione del 28,5% rispetto al 2007 (media nazionale +0,7%). I servizi alla persona crescono meno che nella media nazionale (+12,9% in regione contro il +15% in Italia) e sono fortemente sbilanciati sulla sanità, mentre il sociale è gravemente trascurato. "Ciò compromette alla radice", fa notare il sindacato, "la possibilità di riorganizzare il servizio abbattendo gli usi impropri dell'ospedale in favore dello sviluppo dell'assistenza socio-sanitaria territoriale. COSTI DELLA POLITICA. Ciò che cresce molto più della media nazionale è la spesa per l'attività istituzionale, contenitore anche delle voci inerenti il costo della politica: +22,4%, in controtendenza con il dato nazionale dove scende dello 0,7%. "Tolte le Regioni a statuto speciale", prosegue Campo, "solo Lombardia, Molise e Calabria spendono di più in percentuale". IL PESO DEI DEBITI. Un terzo delle spese dell'Abruzzo è destinata ad "altri oneri", comprensivi dei debiti. E' il dato più alto d'Italia: 34,6% del totale delle spese. "Un'ulteriore prova che è illusorio pensare di salvarsi dalle tasse contraendo ancora nuovi debiti", spiega Campo, "la sola via seria è la riorganizzazione e razionalizzazione di conti pubblici e servizi". LA SPESA PRO CAPITE. Indica la necessità di una "rigorosa stagione di riforme" anche il dato della spesa pro capite: 3.430 euro, un po' sotto la media nazionale (3.560). "Il futuro però non si gioca solo a livello locale", afferma il sindacalista, "saranno decisive le scelte sul federalismo e sulla programmazione. La rigidità del bilancio regionale impone che si spendano bene i fondi europei e nazionali, cosa che non sta accandendo, e che si trovino soluzioni valide per il dopo 2013". LE ENTRATE. Tra i dati messi a confronto dalla Uil spicca l'aumento, nel corso dell'ultimo anno, delle entrate extra-tributarie: +201,5, contro un dato medio nazionale di +3,7. "Con questa impennata", osserva Campo, "l'Abruzzo, che aveva tariffe sotto la media nazionale, si è portato sopra la media. La giunta regionale è andata in direzione opposta alla piattaforma sindacale non solo sulle tasse, ma anche sulle tariffe. Il rifiuto del confronto è stato di sostanza, non solo formale". Secondo il sindacato è ancora molto alta la voce "avanzo finanziario", che raccoglie i residui passivi. "Si sono fatti passi avanti rispetto al recente passato, grazie alla riprogrammazione di parte di queste risorse", conclude il segretario regionale del sindacato, "ma il dato è ancora il più alto tra le regioni a statuto ordinario".

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Scuola verso lo sciopero generale (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il ministro Gelmini: andremo avanti egualmente. La Garavaglia protesta per il latino reso facoltativo allo scientifico Scuola verso lo sciopero generale La Gilda ha proposto il 31 ottobre. Sindacati uniti contro la riforma MILANO. Scuola nel caos e i sindacati sono sempre più orientati verso lo sciopero generale. Con Gilda che propone come data il 31 ottobre. I sindacati sono compatti contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini. Lo ha ribadito il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la manifestazione che si è tenuta a Roma. Bonanni ha lanciato l'aut-aut al governo Belusconi: "Se non si vuole che la Cisl faccia sciopero il governo si faccia sentire con un nuovo programma. La scuola deve essere di tutti". Soddisfazione per la decisione dello sciopero unitario è stata espressa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Bisogna reagire. C'è una grande aspettativa di famiglie, studenti e lavoratori della scuola come dimostrano le manifestazioni che si sono svolte in molte città italiane, compresa Torino dove hanno partecipato 30.000 persone". Anche il segretario della Cisl (comparto scuola) Francesco Scrima, ha confermato l'adesione: "Lo sciopero è lo sbocco naturale ed inevitabile della grande mobilitazione che da tempo contesta e contrasta l'odiosa manovra del governo". E le proteste degli studenti si sono fatte sentire, tra le manifestazioni che si sono svolte ieri, quella di Roma ha visto la forte partecipazione di studenti i quali, sotto la pioggia, hanno contestato il ministro Gelmini. I giovani della "Rete" hanno distribuito il kit "Antiballismo" con il decalogo delle bugie, che il ministro starebbe raccontando. Poi è stata volta delle "Grembiuline" le quali hanno messo in scena la piece dal titolo: "Sotto il grembiulino niente..." Contemporaneamente, in ben cento città, i ragazzi della Fgci hanno dato vita all'iniziativa "Tagliagelmini.It". A Genova la protesta ha coinvolto anche il 48o Salone Nautico internazionale: più di cento insegnanti e genitori hanno manifestato davanti all'ingresso della Fiera con blocchi del traffico auto, girotondi e canti a difesa della scuola pubblica. A Torino mamme e bambini, anche di 3-4 anni, hanno sfilato con fischietti in bocca e cartelli in mano. Gli insegnanti brandivano striscioni ironici: "Vendesi maestra bionda ben tenuta", e anche "La scuola la fanno i maestri e non i ministri". I genitori avevano cartelli dai toni coloriti: "A loro i grembiuli a voi la camicia di forza". Anche a Pontedera si è svolto un corteo di protesta e gli slogan più gridati erano contro il ministro: "Gelmini go home" e "Non si risparmia sui bambini". A Bologna i manifestanti hanno dato vita a una protesta vivace e molto partecipata. Ma il deputato di Forza Italia, Fabio Garagnani, ha dichiarato che due suoi sostenitori che distribuivano volantini sulla legislazione europea in materia del maestro unico, sarebbero stati insultati e aggrediti verbalmente dagli anti-Gelmini. Le reazioni politiche all'annuncio dello sciopero generale non si sono fatte attendere. La prima è proprio del ministro Mari Stella Gelmini: "Mi auguro che la Cisl rifletta e si possa evitare uno sciopero che non sarebbe utile al Paese a fronte di sondaggi che vedono e registrano il parere positivo della maggioranza dei cittadini. Ci sono frange che preferiscono la protesta alla proposta". Poi una battuta velenosa: "Un tempo la sinistra si batteva per la pace nel mondo, contro la guerra nel Vietnam, ora le è rimasto il maestro unico". E ha spiegato che "nonostante gli insulti la riforma continuerà". Per il segretario del Prc, Paolo Ferrero, il ddl Gelmini imbarbarisce il Paese, e la senatrice Mariapia Garavaglia si scaglia contro il ministro dell'Istruzione per via del latino reso "facoltativo" nei licei scientifici. Roberta Rizzo.

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Circoscrizioni, una proposta di legge pdl per ripristinarle (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Circoscrizioni, una proposta di legge Pdl per ripristinarle Con le firme di tutti i consiglieri regionali del Pdl è stato depositato in Consiglio regionale il Progetto di legge che reintroduce le circoscrizioni per i capoluoghi di Provincia. La norma interessa dunque anche Udine. "Rilanciamo le circoscrizioni come strumento di partecipazione dei cittadini al governo della città - spiega il consigliere regionale udinese Massimo Blasoni -; negli anni in cui sono state operative, infatti, le circoscrizioni non hanno rappresentato soltanto uno strumento di decentramento amministrativo: il loro ruolo, infatti, non si esauriva nella sola presenza di alcuni uffici a cui poter rivolgersi sul territorio". Per Blasoni, la vera forza delle circoscrizioni di decentramento "stava nei consiglieri che si impegnavano sul territorio come cinghia di trasmissione tra il Comune e i cittadini. Aver abolito questi organi con l'intento di tagliare i costi della politica è stato un atto demagogico a cui poniamo rimedio in sede regionale con questa Proposta di legge". I costi della politica - spiega il coordinatore cittadino azzurro- non - non andavano cercati nelle circoscrizioni cittadine dove presidenti e consiglieri si mettono a disposizione della comunità pressoché gratuitamente e certo non si può dire che risparmiare un gettone di presenza di 10 euro o giù di lì a seduta sia tagliare spese inutili.

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Calciatori in tv? Più richiesti di un attore, Totti (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Superstar L'agente Bronzetti svela a Repubblica i cachet degli atleti postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 5 ott. (Apcom) - "Oggi un divo del pallone non ha rivali". Secondo Ellida Bronzetti, titolare dell'agenzia "Red Carpet Sport&Management", che gestisce la presenza in televisione di molti atleti, l'ospite più richiesto oggi nelle trasmissioni di maggiore successo è lo sportivo. "Con certi calciatori - spiega la Bronzetti nell'intervista pubblicata su "La Repubblica" - l'inpennata di ascolti è sicura. Soprattutto con quelli campioni del mondo, Totti fa sempre ascolti super, Gattuso e Materazzi pure. Anche perché i calciatori hanno imparato a giocare con se stessi, con autoironia, come Totti con la barzelletta". 200mila euro circa il 'gettone' di presenza per il calciatore: "Una star del cinema sfiora i 100mila euro mentre un campione olimpico non va oltre i 25mila euro. A differenza di un'artista che ha bisogno di farsi vedere - prosegue la Bronzetti - un calciatore non ha bisogno di riflettori perché li ha puntati ogni domenica. Quindi è un ottimo testimonial. E' difficile trovare il momento giusto per il contatto: non dopo un incontro perso e non prima di un appuntamento importante perché sono nervosi. Poi ci sono i problemi legati a chi appartiene alle Forze Armate o ai Corpi di Stato, vedi Granbassi e Vezzali". Sul caso sollevato dalla presenza della prima ad "Annozero", la Bronzetti ha le idee chiare: "Ma magari con quasi 5 milioni di spettatori, qualche ragazza in più alla scherma la porta... ".

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Schiratti: <Scelta delle 12 componenti fatta sulla base di criteri discutibili> Pari opportunità, Idv contro le nomine (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Schiratti: "Scelta delle 12 componenti fatta sulla base di criteri discutibili" Pari opportunità, Idv contro le nomine (A.L.) Voto contrario, per il metodo e il merito. La consigliera provinciale d'opposizione Paola Schiratti (Idv) tuona così contro la scelta delle dodici donne che faranno parte della nuova commissione Pari opportunità dell'ente, operata il 3 ottobre in seno alla Commissione consiliare competente presieduta da Stefano Della Pietra (Pdl).45 le candidate che hanno presentato il curriculum per i 12 posti disponibili (senza gettone di presenza), ma secondo Schiratti non c'è stato il tempo per analizzarli e la scelta è stata compiuta "sulla base di criteri molto discutibili". Per la precisione tre, posti "senza nessuna discussione preventiva". Il primo prevede di far parte di associazioni femminili, ordini professionali, sindacati, categorie economiche, di commissioni comunali di pari opportunità; il secondo di aver fatto parte della passata commissione provinciale; il terzo di possedere "un'esperienza significativa presso enti di rappresentanza istituzionale". Se il primo "è condivisibile sostiene Schiratti -, non lo sono gli altri. Il secondo perché si vuole premiare la continuità con l'operato dell'epoca Strassoldo a fronte di un rapporto generico e superficiale; il terzo perché ha escluso donne che hanno sviluppato progetti in ambiti non istituzionali".Inoltre, racconta Schiratti, i curriculum e il resoconto dell'attività degli anni scorsi sono stati consegnati ai membri della Commissione che doveva operare la scelta all'atto della seduta, per altro convocata nell'ultimo giorno utile per presentare al presidente Fontanini i nominativi. "Ho espresso apertura e disponibilità a collaborare con la Giunta su un tema così importante come quello delle pari opportunità sostiene Schiratti -, ma l'operato dell'assessore di riferimento, Elena Lizzi, e della maggioranza non è improntato alla collaborazione". La conseguenza è che i tempi e i modi per indicare i membri della commissione Pari opportunità "non hanno permesso di valutare quanti e quali competenze ogni candidata possedesse conclude la consigliera dell'Idv -, escludendone aprioristicamente molte di gran valore ed esperienza".

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LETTERE (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lettere Basta privilegi aiutiamo i pensionati Giuseppe Valencich - ROMA Eureka! La legge è uguale per tutti. I pensionati ed i pubblici dipendenti esultano, pensando di poter richiedere il trattamento riservato ai magistrati, cioè l'aggancio automatico della pensione alla retribuzione e la carriera amministrativa, che consente di raggiungere il trattamento economico del vertice della carriera. Illusi, certi trattamenti sono riservati solo ai superprivilegiati ed alle caste. Al Cavaliere, dopo gli innegabili successi (Napoli, sicurezza, Alitalia, ecc.), chiediamo di por mano alla riforma delle pensioni, ordinarie e di reversibilità, con la rivalutazione delle stesse nella misura dell'1,50% per ogni anno dalla data di collocamento in quiescenza. Per la copertura finanziaria, un taglio netto dei privilegi e degli sperperi: a) la immediata riduzione delle auto blu, applicando il comma 122, articolo 2 della legge 662/1966: "Tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi titolo e che sono cessati dalla carica perdono il diritto all'uso dell'autovettura"; b) l'abolizione delle pensioni concesse a più di 40.000 personaggi (legge 252/1974). Tra i destinatari i vertici dell'italico sindacalismo e tanti politici; c) l'abolizione della doppia pensione ai sindacalisti; d) l'abolizione del vitalizio e della indennità di fine mandato dei parlamentari, illegali perché stabiliti da una delibera dell'ufficio di Presidenza, in contrasto con l'articolo 69 della Costituzione: "I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge". L'art.4 della legge 1261/1965, stabilisce: "Il periodo trascorso in aspettativa per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio ed è computato per intero ai fini della progressione di carriera, dell'attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza". Un vitalizio, una pensione e due indennità di fine rapporto non possono essere tollerati. Tanti altri privilegi e sperperi dovrebbero essere ridimensionati (finanziamento dei partiti, Authority, Agenzie, Garanti, Comitati, Commissioni, Consulenti, Enti Previdenziali, riduzione dei parlamentari (250 sarebbero anche troppi), ma riteniamo che quelli sopra indicati sarebbero più che sufficienti per rivalutare le pensioni e per risolvere tanti altri problemi. On. Berlusconi, non deluda i pensionati, molti dei quali, a parità di servizio, e qualifica, collocati in quiescenza 20-25 anni fa, percepiscono meno della metà dei colleghi andati in pensione in questi ultimi anni. Rinascita artistica cessa l'attività Gino Cappa - NAPOLI La rinascita artistica, un sodalizio diretto dal tenore Lino Cavallaro, la cui finalità era protesa alla diffusione della canzone e della poesia napoletana, ha cessato l'attività. Questa associazione organizzava mensilmente (l'ultimo lunedì del mese) una manifestazione rievocativa di un autore scomparso o vivente di canzoni o poesie napoletane. Purtroppo, a Napoli le lodevoli iniziative sono destinate fatalmente a finire, confermando la validità del motto coniato da Eduardo De Filippo: "Vulite fa 'na cosa a Napule? Fuitevenne!". La rinascita artistica, che aveva sede presso il teatro della chiesa dell'Immacolata al Vomero, era un punto d'incontro di artisti ed amanti dell'arte poetica e canora napoletana, per ravvivare negli anziani il ricordo delle canzoni antiche di successo, nonché i loro autori; ai giovani invece far conoscere questa forma d'arte. Massiccia l'affluenza di pubblico composto da soggetti anziani che avevano superato e di molto, gli "anta", nonché di tanti giovani. Un oratore in genere, uno scrittore o giornalista come Pietro Gargano o Mimmo Liguoro tratteggiavano la figura e l'opera dell'autore da rievocare, le sue canzoni interpretate da cantanti come Antonio Basurto, purtroppo scomparso, Mimmo di Francia, Nora Palladino, Enrico Mosiello, Mario Maglione, Mario Thomas, Simone Cuomo, Carla Buonerba e altri. Le poesie venivano recitate in genere da un attore. L'ultimo incontro è avvenuto il 26 maggio con la rievocazione di Roberto Murolo. Purtroppo questo gradevole ed istruttivo svago per i napoletani è venuto a finire. Probabilmente si saranno presentati problemi di natura finanziaria. Le istituzioni locali (Regione, Provincia e Comune) in tal caso, potrebbero intervenire per consentire la ripresa dell'attività di questo sodalizio per i napoletani e specialmente per i vomeresi. ambini strumentalizzati Francesco Castracani - NAPOLI Dopo l'indecoroso spettacolo dei drappi e delle fasce di lutto alle finestre e al braccio delle maestre elementari, a Bologna, genitori e maestre, hanno portato i bambini a dormire per due notti nelle palestre delle stesse scuole e a sfilare in corteo contro la "riforma Gelmini". A prescindere dalle questioni socio-economico-pedagogiche, due considerazioni sono scaturite nella mia mente: a) la sensibilità e il rispetto per l'infanzia dimostrate da queste signore maestre non differisce moralmente da quella dimostrata dal defunto impiccato dittatore iracheno Saddam Hussein, quando, dopo avere invaso il Kuwait nel 1991, in manifesta inferiorità militare contro quasi tutti i Paesi del mondo (compreso il nostro, quando caddero prigionieri degli iracheni gli indimenticati piloti Bellini e Cocciolone), fece legare i bambini sui carri armati per accusare poi americani e alleati di sparare sui bambini; b) mi aguro che fra gli ideatori, organizzatori e manifestanti di questa miserabile strumentalizzazione dei bambini, non ci sia nessuno che si proclami cattolico, altrimenti bisognerebbe dedurne che essi non conoscono neppure i più noti precetti evangelici, ed in particolare, per il caso specifico, quello dei "sepolcri imbiancati", relativo agli ipocriti, ma soprattutto quello ancora più noto dello scandalo che si dà ai bambini. In futuro il Vomero senza mezzi pubblici Sabino Genovese - NAPOLI Solo oggi abbiamo avuto la possibilità di vedere come sarà la Ztl del Vomero e di conseguenza il rivoluzionamento delle linee di trasporto Anm. La perplessità maggiore è che ci saranno tantissime strade del quartiere che non saranno più servite dai mezzi pubblici per cui saranno penalizzate innanzitutto le persone anziane che per un percorso di pochi chilometri saranno soggette a trasbordare da un bus all'altro. Inoltre non si riesce ad immaginare ad esempio come il C30, lungo circa 12 mt proveniente da via Cilea imbocchi via M.Preti per poi svoltare a sinistra su via Cimarosa, la stessa cosa vale per il C31( basta un auto ferma all'incrocio di via Preti con via Cimarosa e andrà in tilt l'intera circolazione ). Considerato che la totalità dei mezzi Anm transiterà nel tratto di via Gemito (da via Ribera a via Cilea), prevediamo in questa strada il blocco totale della circolazione che và ad aggiungersi all'inferno quotidiano della viabiltà di via Cilea/Belvedere/S.M. Libera. Infine ci chiediamo per quale motivo non è stata presa in considerazione una vecchia proposta di far arrivare le linee C31, C33 e 181 a Largo Europa e trasbordare i passeggeri su bus di piccole dimensioni che possano attraversare facilmente tutte le strade del quartiere compreso anche via Luca Giordano (in altre città anche in presenza di isole pedonali transitano piccoli bus). Lo stesso discorso potrebbe essere valido per il C30 senza farlo attraversare tutto il Vomero. Camorrista non imprenditore Lidio Tuccio - NAPOLI Nel corso di un servizio andato in onda sul Tg1 dedicato all'arresto di uno dei tanti camorristi di spicco venivano descritte le attività economico affaristiche di questa persona. È stato filmato dalle telecamere mentre veniva portato via in manette dalle forze dell'ordine, è stato definito imprenditore, il suo core business era il traffico di armi, di droga ed estorsione. Un sentito grazie dai milioni di imprenditori, quelli veri che ogni mattina si recano nella loro azienda per lavorare onestamente e che dopo essere stati definiti evasori fiscali dalla passata maggioranza obnubilata dalle ideologie, ora vengono accostati a camorristi, mafiosi e altri malfattori dei quali faremmo volentieri a meno. Crisi finanziaria e mutui immobiliari Massimo Coppa Zenari - NAPOLI Berlusconi si è compiaciuto che da noi le banche finanzino solo il 50-60% del valore degli immobili. Il disastro dei mutui immobiliari toglie ogni speranza a chi non ha una casa. In un tentativo di frenare l'isteria della Borsa italiana, Silvio Berlusconi ha detto che in Italia non si può mai verificare quanto accaduto negli Stati Uniti, perché da noi il mercato dei mutui si basa sulla copertura solo del 50-60% del costo degli immobili. Viene quindi confermato quel luogo comune per cui le banche prestano i soldi a chi li ha già: un vecchio esercizio di realismo in economia, a cui tuttavia si sperava si potesse porre fine anche grazie alla lezione morale di quei nuovi economisti provenienti dal Terzo Mondo che puntano sulla redistribuzione delle risorse e sull'umanizzazione del capitalismo. Invece, oggi, addirittura un capo di governo si compiace del fatto che per comprare una casa le persone come me devono avere in tasca già la metà del suo valore, altrimenti devono rinunciare. La disastrosa gestione americana significa che in Italia non si proseguirà sulla strada del finanziamento totale dell'acquisto? Si continueranno a dare soldi solo a chi ne ha già? Lo stesso discorso, immagino, varrà sempre più per chi volesse inventarsi imprenditore. La favola della persona comune che, dotata di capacità, può diventare un grande industriale è destinata a rimanere tale senza l'accesso al credito Rifiuti, chi provvede all'ordinario Salvatore Giannini - NAPOLI Che il dottor Bertolaso dovesse gestire l'emergenza rifiuti in Campania è un fatto oramai noto a tutto il mondo civile, che lo abbia fatto o come lo abbia fatto può essere fonte di dibattito, ma oggi chi deve gestire l'ordinario? Chi deve pulire giornalmente piazza Dante, piazzale Tecchio, piazza Nazionale, il Centro Direzionale, via Toledo ecc.? Forse dobbiamo aspettare che diventino delle discariche così ci pensa il dottor Bertolaso?.

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I film (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone I FILM xBELLY OF THE BEAST ULTIMA MISSIONE con Steven Seagal, Byron Mann, Monica Lo, Tom Wu, Sarah Malukul Lane, di Siu Tung Ching Azione (2003) Un ex agente della Cia indagando sul rapimento di sua figlia scopre un intrigo politico di corruzione e tradimenti. Ma per salvarla è disposto a correre qualsiasi rischio. Alle 21.10. Rete 4.

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L'impero Cgil <fattura> 1 miliardo di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 40 del 2008-10-06 pagina 5 L'impero Cgil "fattura" 1 miliardo di euro di Antonio Signorini È questa la stima sul volume d'affari della sigla guidata da Epifani fra tesseramento, Caf, patronati e formazione professionale Non esiste un bilancio unico: per conoscere tutte le voci bisogna consultare più di 2.500 documenti da Roma È il sacro Graal del giornalismo d'inchiesta e sindacale. E proprio come il calice dell'ultima cena, il "bilancio consolidato" della Cgil ha assunto un alone mistico, si è smaterializzato per diventare simbolo, non tanto degli ideali e degli obiettivi irraggiungibili, quanto dell'opacità e del potere sindacale. Chi conosce anche il più remoto cantuccio della confederazione guidata da Guglielmo Epifani giura che - al pari di quelli delle altre centrali sindacali - il bilancio della Cgil nel suo complesso in realtà non esiste. E che per pesare tutte le attività economiche della Corso d'Italia Spa ci si debba rassegnare a spulciare la bellezza di 2.500 documenti contabili. Ogni categoria ha il suo. E ogni livello centrale di una federazione va moltiplicato per le mille stratificazioni territoriali Tutti i dati ovviamente confluiscono alla centrale romana, ma la sintesi è conservata gelosamente come il peggiore dei segreti. Non è nemmeno messa nero su bianco per evitare fughe di notizie. Perché è nota la resistenza dei sindacati a qualsiasi tentativo di rendere pubblica la loro contabilità. "Profitti" in tempi di crisi. È meno conosciuto, invece, il piglio aziendale con il quale il primo sindacato del Paese gestisce le sue risorse economiche. Un'amministrazione oculata che, per fare un esempio recente, ha portato l'ultimo bilancio confederale - quello, tanto per intenderci, che riguarda solo il palazzo di Corso d'Italia, non tutto il sindacato - in attivo per 643mila euro. Un piccolo "profitto" per la testa del sindacato, firmato dal riservatissimo tesoriere Lodovico Sgritta, contro un rosso che l'anno precedente era di 560mila euro, realizzato in tempi decisamente grami per famiglie e imprese. Epifani come Bombassei. Nonostante tutto non è impossibile farsi un'idea di quanto valgono le attività economiche di Corso d'Italia e delle sue controllate. Un miliardo all'anno è una delle ultime stime, mai smentita. Tanto per farsi un'idea è quanto fattura una multinazionale del made in Italy come la Brembo di Alberto Bombassei, delegato alle relazioni industriali per Confindustria, controparte di Epifani in più di una trattativa. Solo che la Cgil non produce sofisticati sistemi di frenaggio. Vende tessere. Poi fornisce servizi per conto dello Stato, pagati profumatamente dal contribuente. Si serve di "lavoro" pagato dalla pubblica amministrazione attraverso i distacchi retribuiti. Infine sfrutta ogni possibilità di finanziamento pubblico: dai fondi per l'editoria, al cinque per mille passando per i "gettoni" di presenza in vari organismi pubblici. Il caro tessera. A sostenere il primo sindacato italiano sono soprattutto i 5.604.741 aderenti (dato 2007). Il costo della tessera che pagano al momento dell'iscrizione e le trattenute che ogni mese si ritrovano in busta paga. La percentuale per il momento varia da categoria a categoria, ma presto potrebbe essere uniformato e, per molti, aumentare. Nella relazione dell'ultima conferenza di organizzazione è scritto chiaramente. Per il 2008 è in agenda "la realizzazione dell'obiettivo di generalizzare la quota dell'1% di contribuzione per chi si iscrive alla Cgil". In questo modo al sindacato arriverebbero circa 600 milioni. Per il momento la confederazione si deve accontentare di una cifra che si dovrebbe aggirare intorno ai 400 milioni di euro l'anno; 250 milioni che provengono dai 2,7 milioni di lavoratori attivi iscritti e altri 140 milioni dai 2,8 milioni di pensionati che pagano quote di iscrizione e contributi sindacali più bassi. Come un commercialista. Non c'è vertice organizzativo della Cgil dedicato alla pecunia, al quale non partecipi anche "l'area servizi". Perché il sindacato che più si oppone all'idea del sindacato di servizio, cara invece alla Cisl, è in realtà quello che incassa la fetta più consistente di risorse pubbliche per svolgere compiti dello Stato in sussidiarietà. Ad esempio dal Fisco. Perché ormai non c'è dichiarazione dei redditi che non possa passare dai Centri di assistenza fiscale. Ai Caf di Epifani, secondo le stime fatte da Giuliano Cazzola, vanno 38 milioni sui 186 milioni totali che i centri, generalmente emanazione di un sindacato o di un'associazione, incassano. Poi c'è il "contributo volontario" che l'interessato versa ai Caf, che può arrivare a 25 euro, nel caso in cui non sia iscritto al sindacato, e che ha portato ai centri circa 175 milioni di euro. Se le proporzioni sono rispettate alla Cgil toccano circa una trentina di milioni. Un'altra decina vanno invece per la compilazione del cosiddetto redditometro (l'Ise e l'Isee) per le famiglie che hanno diritto a prestazioni sociali, per il quale lo stato versa nel complesso circa 45 milioni di euro l'anno. Monopolio sui pensionati. C'è poi il capitolo patronati, che presidiano il ricchissimo mercato dell'assistenza per le pratiche con gli istituti previdenziali, l'Inps in primo luogo. E che si occupano anche di sanità. Le scartoffie per richiedere la pensione passano praticamente tutte da questi centri di assistenza. Una torta da 400 milioni l'anno, della quale la Cgil, tramite il suo patronato che si chiama Inca, si aggiudicherebbe circa 80 milioni l'anno. Lavoro gratis. Non poteva mancare nella "Cgil corporate", una gestione più che efficiente delle risorse umane. Il sindacato di Epifani spicca anche nella classifica dei distacchi retribuiti nella pubblica amministrazione. Un diritto che, una volta "monetizzato", si trasforma in un affare milionario per i sindacati che possono contare su forza lavoro gratuita. O meglio, a spese del contribuente. In tutto i distaccati della Cgil sono circa 1.134. E le giornate lavorative "sottratte" agli uffici dove lavoravano circa 330mila. Approssimativamente, dei 120 milioni l'anno che lo Stato "paga" ogni anno per i distacchi sindacali (senza contare i permessi retribuiti), la Cgil si aggiudica un bonus-lavoro gratis da 32 milioni di euro. Varie ed eventuali. Insomma, se si materializzasse il bilancio della Cgil, tutte questa voci di finanziamento, pubblico e privato, sarebbero le più pesanti. Perché valgono più di 600 milioni di euro. Ma poi ce ne sarebbero molte altre. Ad esempio tutto il capitolo della formazione. Con i fondi europei e le trattenute in busta paga dello 0,30 per cento. Qualche decina di milioni in quota Cgil, visto che nel complesso la partita della formazione vale 200 milioni di euro. I contributi all'editoria delle società controllate che editano la galassia dei media targati Cgil, dalla gloriosa Rassegna sindacale alla nuovissima Articolo uno, la web radio di Epifani. Ci sono le società partecipate dalla Cgil che offrono servizi ai Caf. A voler essere cattivi si potrebbero conteggiare anche i gettoni di presenza che percepiscono i sindacalisti. Se fossero asset di una azienda, ma anche emanazioni di un partito politico potremmo pesare tutte queste attività. Un obbligo alla trasparenza che riguarda tutti, tranne i sindacati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dalla Pellegrini a Montano l'olimpionico ora è catodico (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 40 del 2008-10-06 pagina 11 Dalla Pellegrini a Montano l'olimpionico ora è catodico di Paolo Bracalini Che facciano scherma, nuoto, canoa, pugilato, sci, lancio delle freccette o tiro al piccione, una volta superata la soglia della popolarità finiscono lì, in tv, a fare i concorrenti di reality o gli ospiti con gettone di presenza. Il fisico ce l'hanno, il tempo anche perché in fondo le Olimpiadi sono ogni quattro anni, e allora eccoli passare dalle pedane di Pechino all'Isola dei famosi come se niente fosse. Tutti appartengono a un'arma ma nessuno di loro finora ha avuto problemi a ottenere il lasciapassare dal comando, tranne Valentina Vezzali e Margherita Granbassi. Sarà stata la famosa battuta della fiorettista con il premier a Porta a porta, o il fatto di esordire in un programma politicamente non neutrale come Annozero per la Granbassi, ad aver creato problemi che altrimenti mai si verificano. Perché se il criterio fosse l'opportunità che un militare (per quanto sui generis) partecipi a uno show televisivo non si spiegherebbe come abbia fatto Aldo Montano nel 2006 a ottenere il placet delle Fiamme gialle per vestirsi da contadino e andare a raccogliere sterco nella Fattoria insieme ai cugini di Campagna, Leopoldo Mastelloni e Katia Ricciarelli. Ecco, Montano. Gli storici della tv indicano proprio nello schermidore livornese, noto frequentatore di riviste gossip, il vero antesignano degli olimpionici-vip da piccolo schermo. Per lui si parlò anche di un ingaggio stratosferico con Mediaset, voci da un milione di euro però mai confermate. In realtà prima di Montano già altri si erano buttati nella mischia. Come il nuotatore Domenico Fioravanti, concorrente nella prima Fattoria, nel 2004, che però si era appena ritirato dall'agonismo per via di un problema cardiaco e si stava quindi inventando una seconda carriera in tv (infatti ora lavora a RaiSport). Oppure il canoista Antonio Rossi, squadra delle Fiamme gialle, che lasciati i remi si è imbarcato nel reality Circus con Valeria Marini e Ciccio Graziani. Ma loro erano ex olimpionici. Montano e gli altri invece sono la nuova generazione di atleti perfettamente anfibi tra agonismo e cazzeggio televisivo. Le ragazze in più possono aggiungere l'ingrediente sexy o quello del sesso debole che si afferma. La più brava di tutte in questo è la nuotatrice Federica Pellegrini che appena tornata dalla Cina ha posato per un servizio in topless su Fox Uomo e ha sfilato per Armani alla settimana della moda. Ovviamente contatta per partecipare all'Isola dei famosi ha detto di no, perché per ora in tv ci va come ospite, stasera sarà protagonista di uno sketch comico a Zelig (circa 5mila euro di gettone), l'altra settimana era da Gene Gnocchi ad Artù. All'Isola invece ci sono andati eccome due olimpionici del nuoto come Filippo Magnini e Leonardo Tumiotto, il secondo come naufrago l'altro addirittura come inviato di Simona Ventura (ingaggio che si aggira intorno ai 100mila euro). Tumiotto però a Pechino non c'era, colpe altrui - dice lui - ("il mio team mi ha fatto cambiare tre allenatori nell'ultimo anno"), per cui ecco l'occasione per rifarsi o per trovare fortuna fuori da una piscina. Ambizione o avidità anche altri due atleti si sono dati al reality: Matteo Tagliariol, squadra dell'Aeronautica dal 2002, campione olimpico di spada e Clemente Russo, Fiamme oro (polizia) per meriti straordinari. Insieme sono in partenza per Durban, Sudafrica, dove si svolgerà l'edizione 2008 della Talpa. Per entrambi il compenso dovrebbe sfiorare i 100mila euro. Ma non è solo il reality lo sbocco degli olimpionici esibizionisti. La pattinatrice Carolina Kostner per esempio si è data alla pubblicità e ha prestato il suo visetto angelico per lo spot della Cepu. Il ginnasta Jury Chechi invece ha fatto anche di più: due anni fa era lui il maestro di ginnastica artistica degli Amici di Maria De Filippi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Collegato Competitività: processo civile, sviluppo economico, semplificazione (sezione: Costi dei politici)

( da "AltaLex" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Disegno di legge approvato dalla Camera dei Deputati il 02.10.2008 n° 1441-bis Stampa La Camera dei Deputati ha approvato il 2 ottobre 2008 il Disegno di Legge n. 1441-bis recante "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile" e collegato alla Finanziaria 2009. In particolare, il provvedimento - che passa ora all'esame del Senato - contiene: riforma del processo civile (modifiche al codice di procedura civile); delega al Governo per l'adozione di norme istitutive della mediazione e della conciliazione in materia civile e commerciale; misure a favore della diffusione della banda larga (dotazione di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013); piano industrizla per la pubblica amministrazione (norme per favorire efficienza dell'azione amministrativa e trasparenza, trasferimento di risorse e funzioni agli enti territoriali, eliminazione degli sprechi, delega al Governo per la modifica del codice dell'amministrazione digitale, diffusione del Voip e del Sistema pubblico di connettività). (Altalex, 6 ottobre 2008) DISEGNO DI LEGGE 1441-bis Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile TITOLO I SVILUPPO ECONOMICO, SEMPLIFICAZIONE E COMPETITIVITÀ Capo I IMPRESA (Articolo 1-13 soppressi) Capo II INNOVAZIONE Art. 14. (Banda larga) 1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni, individua un programma di interventi infrastrutturali nelle aree sottoutilizzate necessari per facilitare l'adeguamento delle reti di comunicazione elettronica pubbliche e private all'evoluzione tecnologica e alla fornitura dei servizi avanzati di informazione e di comunicazione del Paese. Nell'individuare le infrastrutture di cui al presente comma, il Governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico tra le aree del territorio nazionale. Il Governo individua e sottopone al CIPE per l'approvazione nel programma le risorse necessarie, che integrano i finanziamenti pubblici, comunitari e privati allo scopo disponibili. Al relativo finanziamento si provvede con una dotazione di 800 milioni di euro per il periodo 2007-2013 a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. 2. La progettazione e la realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1 nelle aree sottoutilizzate possono avvenire mediante finanza di progetto ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni. Nell'ambito dei criteri di valutazione delle proposte o delle offerte va indicata come prioritaria la condizione che i progetti nelle soluzioni tecniche e di assetto imprenditoriale contribuiscano allo sviluppo di un sistema di reti aperto alla concorrenza nel rispetto dei principi e delle norme comunitarie. 3. A valere sul fondo di cui al comma 1 sono finanziati gli interventi che, nelle aree sottoutilizzate, incentivino la razionalizzazione dell'uso delle spettro radio al fine di favorire l'accesso radio a larghissima banda e la completa digitalizzazione delle reti di diffusione, a tal fine prevedendo il sostegno ad interventi di ristrutturazione dei sistemi di trasmissione e collegamento anche utilizzati dalle amministrazioni civili e militari dello Stato, favorendo altresì la liberazione delle bande di frequenza utili ai sistemi avanzati di comunicazione. 4. È attribuito al Ministero dello sviluppo economico il coordinamento dei progetti di cui al comma 2 anche attraverso la previsione di stipulazioni di accordi di programma con le regioni interessate. Il Ministero dello sviluppo economico nella sua funzione di coordinamento si avvale del parere dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che viene rilasciato avuto riguardo al rispetto degli obiettivi di cui al comma 2 e degli articoli 4 e 13 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259. 5. All'articolo 2 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente: "15-bis. Per gli interventi di installazione di reti ed impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, la profondità minima dei lavori di scavo, anche in deroga a quanto stabilito dalla normativa vigente, può essere ridotta previo accordo con l'ente proprietario della strada." 6. All'articolo 231, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante il nuovo codice della strada, il primo periodo è sostituito dal seguente: "In deroga a quanto previsto dal capo I del titolo II, si applicano le disposizioni di cui al capo V, titolo II, disposizioni relative a reti ed impianti, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante codice delle comunicazioni elettroniche." 7. Le disposizioni di cui all'articolo 2-bis, comma 13, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, si applicano anche alle innovazioni condominiali relative ai lavori di ammodernamento necessari al passaggio dei cavi in fibra ottica. Capo III ENERGIA (Articoli 15-18 sopressi) Capo IV CASA E INFRASTRUTTURE Art. 19. (Centrali di committenza) 1. All'articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "3-bis. Al fine di assicurare più effettivi e penetranti strumenti di controllo a tutela della trasparenza e della legalità dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, le amministrazioni regionali e CONSIP Spa possono svolgere, per conto e su richiesta degli enti locali siti nei relativi territori, diversi dai comuni metropolitani, le attività di centrali di committenza, anche avvalendosi delle province, dei provveditorati alle opere pubbliche e della collaborazione delle prefetture-uffici territoriali del Governo. Resta ferma, per gli enti locali diversi dai comuni metropolitani, la facoltà di costituire centrali di committenza associandosi o consorziandosi, ai sensi del comma 1. 3-ter. I soggetti che fungono da centrali di committenza ai sensi del comma 3-bis e l'Osservatorio predispongono capitolati prestazionali e prezzari di riferimento per prestazioni standardizzate o comunque comparabili, nell'osservanza dei valori espressi nelle convenzioni stipulate da CONSIP Spa ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, e dei relativi parametri qualità-prezzo, nonché sulla base della media dei prezzi praticati alle amministrazioni aggiudicatrici negli ultimi tre anni, ridotti del 5 per cento. Dei capitolati prestazionali e dei prezzari così rilevati è data evidenza pubblica mediante pubblicazione sul sito internet istituzionale di CONSIP Spa ovvero di ciascuna centrale di committenza e sul sito dell'Osservatorio. 3-quater. I contratti di lavori, servizi o forniture per gli enti locali che si avvalgono delle procedure di cui al comma 3-bis sono stipulati prendendo a riferimento i prezzari di cui al comma 3-ter. Nel caso in cui, a seguito delle procedure di affidamento, il corrispettivo di ciascun contratto sia inferiore rispetto a quello determinato ai sensi del comma 3-ter, un importo non superiore alla differenza tra il prezzo di riferimento determinato ai sensi del comma 3-ter e il minore corrispettivo pagato dall'amministrazione derivante dal ricorso alle procedure di cui al comma 3-bis può essere ripartito, in misura convenzionalmente pattuita, tra l'ente locale interessato e CONSIP Spa ovvero la centrale di committenza, per essere destinato alla copertura delle spese necessarie ad assicurare il rispetto degli obblighi di pubblicità delle procedure, nonché a finalità di incentivazione e di miglioramento degli interventi di vigilanza e di controllo di cui al comma 5 dell'articolo 6 sui contratti di cui al presente articolo, anche nella relativa fase di esecuzione. 3-quinquies. Gli enti locali che si avvalgono delle centrali di committenza e le centrali di committenza di cui al presente articolo non sono tenuti al pagamento del contributo previsto ai sensi dell'articolo 1, comma 67, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni. 3-sexies. In sede di programmazione degli interventi infrastrutturali a carico del bilancio dello Stato, ai fini della ripartizione degli stessi su scala regionale, è assicurata una quota premiale delle relative risorse finanziarie in favore delle regioni che abbiano introdotto nella loro legislazione disposizioni volte a rendere effettivo il ricorso alle procedure gestite da centrali di committenza per gli enti locali siti all'interno del territorio regionale, in maniera tale da assicurare minori oneri in termini di fabbisogno e di indebitamento netto, per effetto del ricorso alle procedure di cui al comma 3-bis, rispetto all'anno precedente. L'ammontare di tale quota premiale è stabilito annualmente con il Documento di programmazione economico-finanziaria. 3-septies. Le amministrazioni locali che non si avvalgono delle procedure di cui al comma 3-bis sono tenute a motivarne specificamente le ragioni tecniche e di opportunità economica, con obbligo di trasmissione degli atti alle competenti sezioni regionali di controllo della Corte dei conti. In tale caso, il contratto non può essere stipulato prima di trenta giorni dalla data di trasmissione degli atti ai competenti uffici della Corte dei conti. 3-octies. Nel caso di contratto stipulato dagli enti locali senza il ricorso alle procedure di cui al comma 3-bis, in mancanza di adeguata motivazione delle ragioni tecniche e di opportunità economica, ferma ogni eventuale ulteriore pretesa erariale, dell'eventuale maggiore corrispettivo pagato dall'amministrazione rispetto a quelli determinati ai sensi del comma 3-ter rispondono comunque, a titolo personale e solidale, il pubblico ufficiale che ha stipulato il contratto e i componenti degli organi deputati all'eventuale approvazione o degli organi di controllo competenti secondo l'ordinamento delle singole amministrazioni che non hanno rilevato preventivamente il fatto. 3-novies. In caso di mancato ricorso alle procedure di cui al comma 3-bis, i trasferimenti ordinari a carico del bilancio dello Stato sono stabilmente ridotti di un importo pari al maggiore onere sostenuto dalle amministrazioni rispetto a quanto sarebbe derivato dall'affidamento alle centrali di committenza, tenuto conto dei corrispettivi fissati ai sensi del comma 3-ter. 3-decies. Le amministrazioni locali che, per la realizzazione di opere pubbliche, non si avvalgano delle procedure di cui al comma 3-bis non possono fare ricorso per il relativo finanziamento all'imposta di scopo di cui all'articolo 1, commi 145 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Gli stessi enti non possono procedere a variazioni in aumento di aliquote di tributi e di imposte propri o di compartecipazione a tributi statali o regionali per i successivi cinque esercizi, né possono prevedere, per lo stesso periodo, aumenti degli oneri concessori per la realizzazione di attività edilizie o di altre tariffe locali. 3-undecies. Ai fini del concorso delle autonomie locali al rispetto degli obblighi comunitari della Repubblica, al rispetto del patto di stabilità interno e alla realizzazione degli obblighi di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, nonché al fine di realizzare le migliori condizioni per l'acquisizione di lavori, beni e servizi nel rispetto dei princìpi di tutela della concorrenza, le disposizioni del presente articolo costituiscono princìpi di coordinamento della finanza pubblica". (Articolo 20 soppresso) Capo V LIBERALIZZAZIONI E DEREGOLAZIONE (Articoli 21-24 soppressi) Capo VI SEMPLIFICAZIONI Art. 25. (Chiarezza dei testi normativi) 1. Ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe indica espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate. 2. Ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione deve contestualmente indicare, in forma integrale ovvero in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare. 3. Le disposizioni del presente articolo costituiscono princìpi generali per la chiarezza dei testi normativi e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito. Art. 25-bis. (Misure per la semplificazione della gestione amministrativa e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli Uffici consolari) 1. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro degli affari esteri e del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono disciplinati i procedimenti in materia di autonomia gestionale e finanziaria delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari di I categoria, di cui all'articolo 18, comma 2-bis, del decreto-legge 1o ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, nell'osservanza dei princìpi di cui all'articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché dei seguenti criteri: a) semplificazione e accelerazione dei procedimenti relativi ai trasferimenti finanziari all'estero e alla loro gestione; b) semplificazione e razionalizzazione della struttura e della gestione del bilancio delle sedi all'estero, ai fini della razionalizzazione della spesa; c) garanzia di opportune procedure di verifica e controllo delle attività svolte nell'ambito dell'autonomia gestionale e finanziaria di cui al presente comma, con particolare riferimento alla gestione contabile delle risorse umane. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al comma 1, sono abrogati: a) l'articolo 1, comma 15, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80; b) gli articoli 1, 3, 4, 8 e 9 del decreto legislativo 15 dicembre 2006, n. 307; c) l'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni; d) i commi 1318, 1320 e 1321 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296; e) il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n. 120, e successive modificazioni. Art. 26. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: 0a) all'articolo 1, al comma 1, dopo le parole: di efficacia sono aggiunte le seguenti:, di imparzialità e, al comma 1-ter, dopo le parole: il rispetto sono aggiunte le seguenti: dei criteri e; a) l'articolo 2 è sostituito dal seguente: "Art. 2. - (Conclusione del procedimento). - 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo, mediante l'adozione di un provvedimento espresso. 2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni. 3. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. 4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa delibera del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana. 5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2. 8. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini per la conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, può essere proposto anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai commi 2 o 3 del presente articolo. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. È fatta salva la riproponibilità dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. 9. La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale"; b) dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: "Art. 2-bis. - (Conseguenze per il ritardo dell'amministrazione nella conclusione del procedimento). - 1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. (Commi 2-3 soppressi) 4. Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni"; c) il comma 5 dell'articolo 20 è sostituito dal seguente: "5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis". 2. Il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un elemento di valutazione dei dirigenti; di esso si tiene conto al fine della corresponsione della retribuzione di risultato. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, adotta le linee di indirizzo per l'attuazione del presente articolo e per i casi di grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun procedimento. 3. In sede di prima attuazione della presente legge gli atti o provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo sostituito dal comma 1, lettera a), del presente articolo, sono adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano di avere effetto a decorrere dalla scadenza del termine di cui al primo periodo. Continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini non superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti. La disposizione di cui al comma 2 del citato articolo 2 della legge n. 241 del 1990 si applica dallo scadere del termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le regioni e gli enti locali si adeguano ai termini di cui ai commi 3 e 4 del citato articolo 2 della legge n. 241 del 1990 entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Per tutti i procedimenti di verifica o autorizzativi concernenti i beni storici, architettonici, culturali, archeologici, artistici e paesaggistici restano fermi i tempi stabiliti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. Art. 27. (Certezza dei tempi in caso di attività consultiva e valutazioni tecniche) 01) al comma 1, primo periodo, la parola: "quarantacinque" è sostituita dalla seguente: "venti". 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo modificata dall'articolo 26 della presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 16: 1) al comma 1, dopo le parole: "sarà reso" sono aggiunte le seguenti: ", che comunque non può superare i venti giorni dal ricevimento della richiesta"; 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'espressione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma"; 3) al comma 4, le parole: "il termine di cui al comma 1 può essere interrotto" sono sostituite dalle seguenti: "i termini di cui al comma 1 possono essere interrotti"; 4) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici"; 5) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6-bis. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 127 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni"; b) soppressa c) all'articolo 25, comma 4, dopo le parole: "Nei confronti degli atti delle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27" sono inserite le seguenti: "nonché presso l'amministrazione resistente". Art. 28. (Conferenza di servizi e silenzio assenso) 1. All'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e può svolgersi per via telematica"; (comma 2 soppresso) 3. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dopo le parole: "all'immigrazione," sono inserite le seguenti: "alla cittadinanza,". Al comma 4 dell'articolo 20 della stessa legge n. 241 del 1990, le parole: "e l'immigrazione" sono sostituite dalle seguenti: ", l'immigrazione e la cittadinanza". 4. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso in cui la dichiarazione di inizio attività abbia ad oggetto l'esercizio di attività di impianti produttivi di beni e di servizi e di prestazione di servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, compresi gli atti che dispongono l'iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o comunque a tale fine eventualmente richiesta, il termine per l'inizio dell'attività decorre dalla data della presentazione della dichiarazione all'amministrazione competente". 5. Al comma 3, primo periodo, dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dopo le parole: "dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2," sono inserite le seguenti: "o, nei casi di cui all'ultimo periodo del citato comma 2, nel termine di trenta giorni,". 6. Al comma 5 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall'articolo 20". 7. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 29. (Tutela degli interessati nei procedimenti amministrativi di competenza di regioni ed enti locali) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo modificata dalla presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 22, il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza"; b) all'articolo 29: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6, nonché quelle del capo IV-bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche"; 2) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: "2-bis. Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell'interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato e di assicurare l'accesso alla documentazione amministrativa nonché quelle relative alla durata massima dei procedimenti. 2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, le disposizioni della presente legge concernenti la dichiarazione di inizio attività e il silenzio assenso, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano. 2-quater. Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela. 2-quinquies. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione". Art. 30. (Disposizioni concernenti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati all'individuazione di nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria erogati dalle farmacie pubbliche e private nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) assicurare, nel rispetto di quanto previsto dai singoli piani regionali socio-sanitari, la partecipazione delle farmacie al servizio di assistenza domiciliare integrata a favore dei pazienti residenti nel territorio della sede di pertinenza di ciascuna farmacia, a supporto delle attività del medico di medicina generale, anche con l'obiettivo di garantire il corretto utilizzo dei medicinali prescritti e il relativo monitoraggio, al fine di favorire l'aderenza dei malati alle terapie mediche; b) collaborare ai programmi di educazione sanitaria della popolazione realizzati a livello nazionale e regionale; c) realizzare campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale, anche effettuando analisi di laboratorio di prima istanza nei limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, restando in ogni caso esclusa l'attività di prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe; d) consentire la prenotazione in farmacia di visite ed esami specialistici presso le strutture pubbliche e private convenzionate, anche prevedendo la possibilità di pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e di ritiro del referto in farmacia; e) prevedere da parte del Servizio sanitario nazionale forme di remunerazione delle attività di cui al presente comma entro il limite dei minori oneri accertati derivanti, per il Servizio sanitario nazionale, per le regioni e per gli enti locali, dallo svolgimento da parte delle farmacie delle suddette attività, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; f) rivedere i requisiti di ruralità di cui agli articoli 2 e seguenti della legge 8 marzo 1968, n. 221, al fine di riservare la corresponsione dell'indennità annua di residenza prevista dall'articolo 115 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, in presenza di situazioni di effettivo disagio in relazione alla localizzazione delle farmacie e all'ampiezza del territorio servito. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi del presente comma, ciascuno dei quali corredato di relazione tecnica sugli effetti finanziari delle disposizioni in esso contenute, sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei medesimi schemi di decreto. Decorso il termine di cui al periodo precedente, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. 3. Al fine di semplificare l'ordinamento finanziario nei comuni di piccole dimensioni, al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 151, comma 2, dopo le parole: "Il bilancio" sono inserite le seguenti: "degli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; b) all'articolo 170, comma 1, dopo le parole: "enti locali" sono inserite le seguenti: "con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; c) all'articolo 170, comma 8, dopo le parole: "per tutti gli enti" sono inserite le seguenti: "con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; d) all'articolo 171, comma 1, dopo le parole: "enti locali" sono inserite le seguenti: "con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; e) all'articolo 172, comma 1, lettera d), dopo le parole: "di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109" sono aggiunte le seguenti: ", per gli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; f) all'articolo 197, comma 1, dopo le parole: "dei comuni" sono inserite le seguenti: "con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; g) all'articolo 229, comma 2, dopo le parole: "è redatto" sono inserite le seguenti: "dagli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti"; h) all'articolo 233, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: "4-bis. Per i comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti non si applicano le disposizioni di cui al presente articolo". 4. Nel regolamento di cui al comma 5 sono individuati gli adempimenti sostitutivi per i comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti. 5. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è emanato un regolamento a norma dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, recante modelli e schemi contabili semplificati per i comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti, in deroga all'articolo 160 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo volto alla razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione di una sede di segreteria comunale unificata cui fanno riferimento più comuni la cui popolazione complessiva sia pari almeno a 15.000 abitanti ovvero con popolazione inferiore, a condizione che ad essa facciano riferimento almeno quattro comuni; b) riordino dei compiti e delle funzioni del segretario comunale in servizio presso la sede unificata di cui alla lettera a); c) ampliamento delle responsabilità del segretario comunale in servizio presso la sede unificata; d) attribuzione al segretario comunale in servizio presso la sede unificata di funzioni di controllo interno e di gestione nonché di legittimità sugli atti. 7. All'articolo 2, comma 28, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: "30 settembre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "1° marzo 2009". 7-bis. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dal comma 28 dell'articolo 2 della legge n. 244 del 2007 fino alla data di entrata in vigore della presente legge. (Articoli 31-32 soppressi) Art. 33. (Cooperazione allo sviluppo internazionale) 1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative e contrattuali riguardanti: a) gli interventi di cooperazione a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi indicati dal decreto-legge 31 gennaio 2008, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 2008, n. 45; b) gli interventi nelle ulteriori aree individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, finalizzati al superamento delle criticità di natura umanitaria, sociale o economica. 2. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabiliti, in particolare: a) le modalità di approvazione degli interventi, in conformità all'articolo 11, comma 3, della legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni, e all'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 1o luglio 1996, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 426; b) le specifiche e motivate deroghe alle norme di contabilità generale dello Stato; c) i presupposti per il ricorso ad esperti e a consulenti tecnici e giuridici; d) le modalità di svolgimento delle procedure negoziate. 3. Nell'individuazione delle aree di intervento di cui al comma 1, lettera b), è data priorità ai Paesi che hanno sottoscritto accordi di rimpatrio o di collaborazione nella gestione dei flussi dell'immigrazione clandestina ovvero diretti ad agevolare l'esecuzione delle pene detentive delle persone condannate in Italia presso gli istituti esistenti nei luoghi di origine delle medesime. 4. Lo schema del decreto di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario. Il termine per l'espressione del parere è stabilito in trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente il predetto termine il decreto può essere emanato. 5. Oltre alla dotazione finanziaria assegnata da parte del Ministero degli affari esteri, le sedi all'estero possono disporre di somme erogate da parte della Commissione europea o di altri Stati membri dell'Unione europea per la realizzazione di interventi di cooperazione allo sviluppo per conto degli stessi donatori. I finanziamenti di cui al presente comma sono gestiti e rendicontati secondo la normativa prevista dalla Commissione europea relativamente al trasferimento di fondi agli Stati membri. Art. 34. (Trasparenza dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e del Fondo per le aree sottoutilizzate) 1. Per prevenire l'indebito utilizzo delle risorse stanziate nell'ambito della programmazione unitaria della politica regionale per il periodo 2007-2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, sono definite le modalità e le procedure necessarie a garantire l'effettiva tracciabilità dei flussi finanziari relativi all'utilizzo, da parte dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, delle risorse pubbliche e private impiegate per la realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento a valere sui Fondi strutturali comunitari e sul Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono tenute, nell'utilizzo delle risorse dei predetti Fondi loro assegnate, ad applicare le modalità e le procedure definite dal decreto di cui al periodo precedente. Art. 35. (Misure in tema di concorrenza e tutela degli utenti nel settore postale) 1. All'articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: "espletamento del servizio universale" sono aggiunte le seguenti: "e adotta i provvedimenti necessari ad assicurare la continuità della fornitura di tale servizio anche in considerazione della funzione di coesione economica, sociale e territoriale che esso riveste". 2. All'articolo 2, comma 2, lettera h), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: "rete postale pubblica" sono inserite le seguenti: "e ad alcuni elementi dei servizi postali, quali il sistema di codice di avviamento postale,". 3. All'articolo 2, comma 2, lettera l), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, le parole: "del servizio universale" sono sostituite dalle seguenti: "dei servizi postali". 4. All'articolo 3, comma 3, lettera c), del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: "criteri di ragionevolezza" sono inserite le seguenti: "e in considerazione della funzione di coesione sociale e territoriale del servizio e della relativa rete postale,". 5. La rubrica dell'articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, è sostituita dalla seguente: "Reclami e rimborsi". 6. L'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, è sostituito dal seguente: "1. Relativamente al servizio universale, compresa l'area della riserva, sono previste dal fornitore del servizio universale, nella carta della qualità di cui all'articolo 12, comma 1, procedure trasparenti, semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, con particolare riferimento ai casi di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio, comprese le procedure per determinare l'attribuzione della responsabilità qualora sia coinvolto più di un operatore. È fissato anche il termine per la trattazione dei reclami medesimi e per la comunicazione del loro esito all'utente". 7. Dopo il comma 1 dell'articolo 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, come sostituito dal comma 6 del presente articolo, è inserito il seguente: "1-bis. Le procedure per la gestione dei reclami di cui al comma 1 comprendono le procedure conciliative in sede locale nonché le procedure extragiudiziali per la risoluzione delle controversie, uniformate ai princìpi comunitari in materia". 8. All'articolo 14, comma 5-bis, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole: "titolari di licenza individuale" sono inserite le seguenti: "e di autorizzazione generale". Capo VII PIANO INDUSTRIALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Art. 36. (Efficienza dell'azione amministrativa) 1. Le disposizioni del presente capo sono dirette a restituire efficienza all'azione amministrativa, a ridurre le spese di funzionamento delle amministrazioni pubbliche nonché ad incrementare le garanzie per i cittadini, nel rispetto dell'articolo 97 della Costituzione, dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dell'articolo 197 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. 2. Per le finalità di cui al comma 1, le disposizioni del presente capo recano le misure concernenti il riordino e la razionalizzazione delle funzioni amministrative, la semplificazione e la riduzione degli oneri burocratici, la trasparenza e la tempestività nei procedimenti amministrativi e nell'erogazione dei servizi pubblici, nonché la diffusione delle nuove tecnologie nel settore pubblico. (Articolo 37-39 soppressi) Art. 40. (Trasparenza sulle retribuzioni e sulle collaborazioni autonome) 1. Ciascuna delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ha l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale. 2. Al comma 52-bis dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'alinea, le parole: "31 ottobre 2008" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2008"; b) la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) obbligo per la singola amministrazione o società che conferisca nel medesimo anno allo stesso soggetto incarichi che superino il limite massimo, di assegnare l'incarico medesimo secondo i princìpi del merito e della trasparenza, dando adeguatamente conto, nella motivazione dell'atto di conferimento, dei requisiti di professionalità e di esperienza del soggetto in relazione alla tipologia di prestazione richiesta e alla misura del compenso attribuito". Art. 41. (Spese di funzionamento) 1. Dopo l'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è inserito il seguente: "Art. 6-bis. - (Misure in materia di organizzazione e razionalizzazione della spesa di funzionamento delle pubbliche amministrazioni). - 1. Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato sono autorizzati, nel rispetto dei princìpi di concorrenza e trasparenza, ad acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale e di dotazione organica. 2. Relativamente alla spesa per il personale e alle dotazioni organiche le amministrazioni interessate dai processi di cui al presente articolo provvedono al congelamento dei posti e alla temporanea riduzione dei fondi della contrattazione, fermi restando i conseguenti processi di riduzione e di rideterminazione delle dotazioni organiche nel rispetto dell'articolo 6 nonché i conseguenti processi di riallocazione e di mobilità del personale. 3. I collegi dei revisori dei conti e gli organi di controllo interno delle amministrazioni che attivano i processi di cui al comma 1 vigilano sull'applicazione del presente articolo, dando evidenza, nei propri verbali, dei risparmi derivanti dall'adozione dei provvedimenti in materia di organizzazione e di personale, anche ai fini della valutazione del personale con incarico dirigenziale di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286". Art. 42. (Trasferimento delle risorse e delle funzioni agli enti territoriali) 1. All'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 2 è abrogato; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Per le finalità di cui al comma 1, e comunque ai fini del trasferimento delle occorrenti risorse, sulla base degli accordi con le regioni e con le autonomie locali, da concludere in sede di Conferenza unificata, diretti in particolare all'individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessari per l'esercizio delle funzioni e dei compiti da conferire, il Governo, su proposta del Ministro per le riforme per il federalismo e del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze, può avviare i trasferimenti dei suddetti beni e risorse mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, tenendo conto delle previsioni di spesa risultanti dal bilancio dello Stato e del patto di stabilità interno. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 3, 7, commi 8, 9, 10 e 11, e 8 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Gli schemi di decreto, ciascuno dei quali deve essere corredato di idonea relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione. Dalle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica"; c) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 3 o da quella diversa indicata negli stessi, le regioni o gli enti locali provvedono all'esercizio delle funzioni relative ai beni e alle risorse trasferiti dalla medesima. Dalla medesima data sono soppressi gli uffici delle amministrazioni statali precedentemente preposti all'esercizio delle predette funzioni, con le corrispondenti quote organiche di personale". 2. I comuni e le province favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività e di servizi di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, individuando, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i servizi la cui erogazione è affidata ai privati anche a livello territoriale più ampio, mediante accordi di programma, consorzi e altre forme associative di erogazione di servizi. 3. In attuazione dei princìpi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, i comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti svolgono le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata in modo che la popolazione complessiva dei comuni associati sia almeno pari a 20.000 abitanti. Art. 43. (Mobilità delle funzioni amministrative e uso ottimale degli immobili pubblici) 1. Le amministrazioni pubbliche, tenuto conto della missione principale loro affidata, individuano tra le proprie fun zioni quelle che possono essere esercitate temporaneamente, in modo più efficace o più economico, da altri soggetti pubblici o privati. 2. Nel proporre il trasferimento dell'esercizio delle funzioni ciascuna amministrazione ne specifica gli effetti finanziari e organizzativi, con particolare riguardo al risparmio di spesa e alla riallocazione delle risorse umane e strumentali, nonché ai conseguenti processi di mobilità. Dal trasferimento non possono, in ogni caso, derivare maggiori oneri per la finanza pubblica. 3. La proposta è presentata a un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, e del quale fanno parte il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, il Ministro per i rapporti con le regioni, il Ministro per le riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa nonché i Ministri di volta in volta competenti in ordine alle funzioni interessate. Il comitato, qualora presenti la proposta all'approvazione del Consiglio dei ministri, indica lo strumento giuridico di diritto pubblico o privato idoneo ad assicurare il migliore esercizio della funzione. 4. Le amministrazioni pubbliche favoriscono ogni iniziativa volta a realizzare, in armonia con le finalità istituzionali fissate dai rispettivi ordinamenti, l'obiettivo della piena utilizzazione e fruizione dei propri edifici da parte dei cittadini. Alle predette iniziative si provvede con le ordinarie risorse strumentali e finanziarie disponibili in sede di bilancio. Art. 44. (Diffusione delle buone prassi nelle pubbliche amministrazioni e tempi per l'adozione dei provvedimenti o per l'erogazione dei servizi al pubblico) 1. Le amministrazioni pubbliche statali, individuati nel proprio ambito gli uffici che provvedono con maggiore tempestività ed efficacia all'adozione di provvedimenti o all'erogazione di servizi, che assicurano il contenimento dei costi di erogazione delle prestazioni, che offrono i servizi di competenza con modalità tali da ridurre significativamente il contenzioso e che assicurano il più alto grado di soddisfazione degli utenti, adottano le opportune misure al fine di garantire la diffusione delle relative buone prassi tra gli altri uffici. 2. Le prassi individuate ai sensi del comma 1 sono pubblicate nei siti telematici istituzionali di ciascuna amministrazione e comunicate alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica. 3. L'elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione dei dirigenti e del personale. 4. In sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono conclusi accordi tra lo Stato, le regioni e gli enti locali per l'individuazione e la diffusione di buone prassi per le funzioni e i servizi degli enti territoriali. 5. Al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a decorrere dal 1o gennaio 2009 ogni amministrazione pubblica determina e pubblica, con cadenza annuale, nel proprio sito internet o con altre forme idonee: a) un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato "indicatore di tempestività dei pagamenti"; b) i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all'esercizio finanziario precedente. 6. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione dell'obbligo informativo di cui al comma 5, lettera a), avuto riguardo all'individuazione dei tempi medi ponderati di pagamento con riferimento, in particolare, alle tipologie contrattuali, ai termini contrattualmente stabiliti e all'importo dei pagamenti. (Articolo 45 soppresso) Articolo 46. (Riorganizzazione del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, del Centro di formazione studi e della Scuola superiore della pubblica amministrazione) 1. Al fine di realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei pubblici dipendenti, della riqualificazione del lavoro pubblico, dell'aumento della sua produttività, del miglioramento delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese, della misurazione dei risultati e dei costi dell'azione pubblica, nonché della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo finalizzati al riordino del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), del Centro di formazione studi (FORMEZ) e della Scuola superiore della pubblica amministrazione (SSPA), secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) ridefinizione delle missioni e delle competenze e riordino degli organi, in base a princìpi di efficienza, efficacia ed economicità, anche al fine di assicurare un sistema coordinato e coerente nel settore della formazione e della reingegnerizzazione dei processi produttivi della pubblica amministrazione centrale e delle amministrazioni locali; b) raccordo con le altre strutture, anche di natura privatistica, operanti nel settore della formazione e dell'innovazione tecnologica; c) riallocazione delle risorse umane e finanziarie in relazione alla riorganizzazione e alla razionalizzazione delle competenze. 2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Alle attività previste dal presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste dalla legislazione vigente. Art. 46-bis. (Disposizioni relative alle sedi diplomatiche e consolari) 1. All'articolo 60 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente: "15-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 15, il Ministero degli affari esteri, per le spese connesse al funzionamento e alla sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari nonché agli interventi di emergenza per la tutela dei cittadini italiani all'estero, può assumere impegni superiori a quanto previsto dal predetto comma, nel rispetto, in ogni caso, del limite complessivo anche a valere sulle altre unità previsionali di base del bilancio del medesimo Ministero". Art. 47. (Tutela non giurisdizionale dell'utente dei servizi pubblici) 1. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che erogano servizi pubblici o di pubblica utilità contengono la previsione della possibilità, per l'utente o per la categoria di utenti che lamenti la violazione di un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di promuovere la risoluzione non giurisdizionale della controversia, che avviene entro i trenta giorni successivi alla richiesta; esse prevedono, altresì, l'eventuale ricorso a meccanismi di sostituzione dell'amministrazione o del soggetto inadempiente. 2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le autorità amministrative che svolgono la propria attività nelle materie contemplate dal codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, nell'autonomia garantita dai rispettivi ordinamenti, nonché, per i servizi pubblici o di pubblica utilità non regolati dalle medesime autorità, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, nonché con il Ministro per gli affari regionali relativamente ai servizi pubblici locali, emanano un decreto che individua uno schema-tipo di procedura conciliativa ai sensi del comma 1, da recepire nelle singole carte dei servizi entro il termine di novanta giorni dalla data della sua adozione. Art. 48. (Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea) 1. Gli obblighi di pubblicazione di atti e di provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione da parte delle amministrazioni e dei soggetti obbligati nei propri siti informatici. 2. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuati i casi per i quali, allo scopo di garantire la massima conoscibilità, resta fermo l'obbligo di assicurare la pubblicità di atti e provvedimenti mediante pubblicazione degli stessi nei giornali. 3. Gli adempimenti di cui al comma 1 possono essere attuati mediante l'utilizzo di siti informatici di altri soggetti obbligati, ovvero di loro associazioni. 4. Al fine di garantire e di facilitare l'accesso alle pubblicazioni di cui al comma 1 il CNIPA realizza e gestisce un Portale di accesso ai siti di cui al medesimo comma 1. 5. A decorrere dal 1o gennaio 2011 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale. 5. Agli oneri derivanti dalla realizzazione delle attività di cui al comma 1 del presente articolo si provvede a valere sulle risorse finanziarie assegnate ai sensi dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e successive modificazioni, con decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 22 luglio 2005 al progetto "PC alle famiglie" non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 49. (Delega al Governo per la modifica del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) 1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità e i princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi volti a modificare il codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l'erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni del codice; b) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l'incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione; c) modificare la normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l'adozione e l'uso da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese; d) prevedere il censimento e la diffusione delle applicazioni informatiche realizzate o comunque utilizzate dalle pubbliche amministrazioni e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti; e) introdurre specifiche disposizioni volte a rendere la finanza di progetto strumento per l'accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l'utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali; f) prevedere l'utilizzo del web nelle comunicazioni tra le amministrazioni e i propri dipendenti; g) prevedere la pubblicazione nei siti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, di indicatori di prestazioni, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Art. 50. (VOIP e Sistema pubblico di connettività) 1. Al fine di consentire l'attuazione di quanto previsto all'articolo 78, comma 2-bis, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il CNIPA provvede alla realizzazione e alla gestione di un nodo di interconnessione per i servizi VOIP per il triennio 2009-2011, in conformità all'articolo 83 del medesimo codice. 2. All'attuazione del comma 1 si provvede nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, assegnate al progetto "Lotta agli sprechi" dal decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 24 febbraio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 2005, non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché utilizzando le economie derivanti dalla realizzazione del Sistema pubblico di connettività di cui al decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie 27 ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 29 dicembre 2004. 3. Al fine di accelerare la diffusione del Sistema pubblico di connettività disciplinato dal citato codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, presso le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nel rispetto dei princìpi di economicità e di concorrenza del mercato, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione predispone, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un programma triennale atto ad assicurare, entro il 31 dicembre 2011, l'adesione di tutte le citate amministrazioni al predetto Sistema, la realizzazione di progetti di cooperazione tra i rispettivi sistemi informativi e la piena interoperabilità delle banche dati, dei registri e delle anagrafi, al fine di migliorare la qualità e di ampliare la tipologia dei servizi, anche on line, erogati a cittadini e a imprese, nonché di aumentare l'efficacia e l'efficienza dell'amministrazione pubblica. 4. All'attuazione del programma di cui al comma 3 del presente articolo sono prioritariamente destinate le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, assegnate a programmi per lo sviluppo della società dell'informazione, e non ancora programmate. 5. All'articolo 2 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: "2-bis. Tulle le disposizioni previste dal presente codice per le pubbliche amministrazioni si applicano, ove possibile tecnicamente e a condizione che non si producano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ovvero, direttamente o indirettamente, aumenti di costi a carico degli utenti, anche ai soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative". Art. 51. (Riallocazione di fondi) 1. Le somme di cui all'articolo 2-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge sono destinate al cofinanziamento dei progetti di sviluppo di reti di connettività, anche con tecnologie senza fili (wireless), e di servizi innovativi di tipo amministrativo e didattico presentati dalle università. 2. Al fine di favorire le iniziative di creazione di imprese nei settori innovativi promosse da giovani ricercatori, la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca definisce un programma di incentivi e di agevolazioni, attuati in regime de minimis, dando priorità a progetti in grado di contribuire al miglioramento qualitativo e alla razionalizzazione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione. All'attuazione del presente comma si provvede nel limite delle risorse finanziarie disponibili, assegnate, ai sensi dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, al progetto "Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese" con decreto dei Ministri delle attività produttive e per l'innovazione e le tecnologie 15 giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2004, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge. 3. Le risorse finanziarie assegnate al Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri e al CNIPA con delibere del CIPE adottate ai sensi dell'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge e non destinate all'attuazione di accordi di programma quadro di cui all'articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, possono essere riprogrammate dal CIPE in favore degli interventi proposti dallo stesso Dipartimento. Possono altresì essere destinate alle finalità di cui al periodo precedente le risorse finanziarie per l'anno 2009 di cui all'articolo 1, comma 892, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non ancora programmate. 4. All'articolo 27, comma 1, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, dopo le parole: "può inoltre promuovere e finanziare progetti" sono inserite le seguenti: ", anche di carattere internazionale,". Art. 51-bis. (Modifica all'articolo 48 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in materia di risparmio energetico) 1. All'articolo 48, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la parola: "statali" è sostituita dalla seguente: "centrali". Capo VIII GIUSTIZIA Art. 52. (Modifiche al libro primo del codice di procedura civile) 1. All'articolo 7 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: "lire cinque milioni" sono sostituite dalle seguenti: "cinquemila euro"; b) al secondo comma, le parole: "lire trenta milioni" sono sostituite dalle seguenti: "ventimila euro". 2. L'articolo 38 del codice di procedura civile è sostituito del seguente: "Art. 38. - (Incompetenza). - L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L'eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Fuori dei casi previsti dall'articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all'indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo. L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall'articolo 28 sono rilevate d'ufficio non oltre l'udienza di cui all'articolo 183. Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall'eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni". 3. All'articolo 39 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo comma è sostituito dal seguente: "Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d'ufficio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la cancellazione della causa dal ruolo"; b) al secondo comma, la parola: "sentenza" è sostituita dalla seguente: "ordinanza"; c) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le parole: "ovvero dal deposito del ricorso". 4. Agli articoli 40, primo comma, 42, 44, 45, 47 e 49 del codice di procedura civile, la parola: "sentenza", ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: "ordinanza". 5. All'articolo 43 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: "La sentenza" sono sostituite dalle seguenti: "Il provvedimento" e la parola: "impugnata" è sostituita dalla seguente: "impugnato"; b) al terzo comma, la parola: "sentenza" è sostituita dalla seguente: "ordinanza". 6. Al primo comma dell'articolo 50 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola: "sentenza", ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: "ordinanza"; b) le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi". 7. soppresso 8. All'articolo 54 del codice di procedura civile, il terzo comma è sostituito dal seguente: "Il giudice, con l'ordinanza con cui dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione, provvede sulle spese e può condannare la parte che l'ha proposta ad una pena pecuniaria non superiore a euro 250". 9. All'articolo 67, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: "non superiore a euro 10" sono sostituite dalle seguenti: "da euro 250 a euro 500". 10. All'articolo 83, terzo comma, primo periodo, del codice di procedura civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", o della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato". 11. Al primo comma dell'articolo 91 del codice di procedura civile, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "Se accoglie la domanda in misura non superiore all'eventuale proposta conciliativa tempestivamente formulata., condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo, salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 92". 12. All'articolo 92, secondo comma, del codice di procedura civile, le parole: "o concorrono altri giusti motivi, esplicitamente indicati nella motivazione," sono sostituite dalle seguenti: "o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione,". 13. All'articolo 96 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: "In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell'articolo 91, il giudice, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, non inferiore a mille euro e non superiore a ventimila euro.". 14. All'articolo 101 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Se ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d'ufficio, il giudice riserva la decisione, assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti e non superiore a quaranta giorni dalla comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione". 15. Al primo comma dell'articolo 115 del codice di procedura civile sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", nonché i fatti ammessi o non contestati". 16. All'articolo 118, terzo comma, del codice di procedura civile, le parole: "non superiore a euro 5" sono sostituite dalle seguenti: "da euro 250 a euro 1.500". 17. All'articolo 120 del codice di procedura civile, il primo comma è sostituito dal seguente: "Nei casi in cui la pubblicità della decisione di merito può contribuire a riparare il danno, compreso quello derivante per effetto di quanto previsto all'articolo 96, il giudice, su istanza di parte, può ordinarla a cura e spese del soccombente, mediante inserzione per estratto, ovvero mediante comunicazione, nelle forme specificamente indicate, in una o più testate giornalistiche, radiofoniche o televisive o in siti internet da lui designati". 18. Al secondo comma dell'articolo 132 del codice di procedura civile, il numero 4) è sostituito dal seguente: "4) la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione". 19. All'articolo 153 del codice di procedura civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: "La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini. Il giudice provvede a norma dell'articolo 294, secondo e terzo comma". Art. 53. (Modifiche al libro secondo del codice di procedura civile) 1. All'articolo 285 del codice di procedura civile, le parole: "primo e terzo comma" sono soppresse, e all'articolo 330, primo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: "si notifica" sono inserite le seguenti: ", ai sensi dell'arti-colo 170,". 2. Il secondo comma dell'articolo 182 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l'assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L'osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione". 3. Al sesto comma, alinea, dell'articolo 183 del codice di procedura civile, le parole: "il giudice concede", sono sostituite dalle seguenti: "il giudice, ove sussistano gravi motivi, può concedere". 4. L'articolo 184-bis del codice di procedura civile è abrogato. 5. Il primo comma dell'articolo 191 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire". 6. Il terzo comma dell'articolo 195 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Il giudice fissa il termine entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione e il termine, comunque anteriore alla successiva udienza, entro il quale le parti possono depositare memorie contenenti osservazioni alla relazione del consulente". 7. Al libro secondo, titolo I, capo II, sezione II, paragrafo 8, del codice di procedura civile, dopo l'articolo 257 è aggiunto il seguente: "Art. 257-bis. - (Testimonianza scritta). - Il giudice, sentite le parti e tenuto conto di ogni circostanza, può disporre, avuto particolare riguardo all'oggetto della causa, di assumere la deposizione chiedendo al testimone, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 203, di fornire, per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato. Il giudice, con il provvedimento di cui al primo comma, dispone che la parte che ha richiesto l'assunzione predisponga il modello di testimonianza in conformità agli articoli ammessi e lo faccia notificare al testimone. Il testimone rende la deposizione compilando il modello di testimonianza in ogni sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti, e precisa quali sono quelli cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione. Il testimone sottoscrive la deposizione apponendo la propria firma autenticata su ciascuna delle facciate del foglio di testimonianza, che spedisce in busta chiusa con plico raccomandato o consegna alla cancelleria del giudice. Quando il testimone si avvale della facoltà di astensione di cui all'articolo 249, ha l'obbligo di compilare il modello di testimonianza, indicando le complete generalità e i motivi di astensione. Quando il testimone non spedisce o non consegna le risposte scritte nel termine stabilito, il giudice può condannarlo alla pena pecuniaria di cui all'articolo 255, primo comma. Il giudice, esaminate le risposte, può sempre disporre che il testimone sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato". 8. All'articolo 279 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo comma è sostituito dal seguente: "Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all'istruzione della causa, senza definire il giudizio, nonché quando decide soltanto questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa"; b) al secondo comma, numero 1), le parole: "o di competenza" sono soppresse. 9. L'articolo 296 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Il giudice istruttore, su istanza di tutte le parti, ove sussistano giustificati motivi, può disporre, per una sola volta, che il processo rimanga sospeso per un periodo non superiore a tre mesi, fissando l'udienza per la prosecuzione del processo medesimo". 10. All'articolo 297, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi". 11. All'articolo 305 del codice di procedura civile le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi". 12. All'articolo 307 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: "del secondo comma" sono soppresse e le parole: "un anno" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi"; b) al terzo comma, la parola: "sei" è sostituita dalla seguente: "tre"; c) il quarto comma è sostituito dal seguente: "L'estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d'ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio". 13. All'articolo 327, primo comma, del codice di procedura civile, le parole: "decorso un anno" sono sostituite dalle seguenti: "decorsi sei mesi" 14. All'articolo 345, terzo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: "nuovi mezzi di prova" sono inserite le seguenti: "e non possono essere prodotti nuovi documenti". 15. All'articolo 353 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) la rubrica è sostituita dalla seguente: "Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione"; b) al secondo comma, le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi". 16. All'articolo 385 del codice di procedura civile, il quarto comma è abrogato. 17. Al primo comma dell'articolo 392 del codice di procedura civile, le parole: "un anno" sono sostituite dalle seguenti: "tre mesi". Art. 53-bis. (Ulteriori modifiche al libro secondo del codice di procedura civile) (Comma 1 soppresso) 2. Dopo l'articolo 360 del codice di procedura civile è inserito il seguente: "Art. 360-bis. - (Ammissibilità del ricorso). - Il ricorso è dichiarato ammissibile: a) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo difforme da precedenti decisioni della Corte; b) quando il ricorso ha per oggetto una questione nuova o una questione sulla quale la Corte ritiene di pronunciarsi per confermare o mutare il proprio orientamento ovvero quando esistono contrastanti orientamenti nella giurisprudenza della Corte; c) quando appare fondata la censura relativa a violazione dei princìpi regolatori del giusto processo; d) quando ricorrono i presupposti per una pronuncia ai sensi dell'articolo 363. Non è dichiarato ammissibile il ricorso presentato ai sensi dell'articolo 360, primo comma, numero 5), avverso la sentenza di appello che ha confermato quella di primo grado. Sull'ammissibilità del ricorso la Corte decide in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile resa da un collegio di tre magistrati. Se il collegio ritiene inammissibile il ricorso, anche a norma dell'articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5), seconda parte, il relatore deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni che giustificano la dichiarazione di inammissibilità. Si applica l'articolo 380-bis, commi secondo, terzo e quarto. L'ordinanza che dichiara l'inammissibilità è comunicata alle parti costituite con biglietto di cancelleria, ovvero mediante telefax o posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa a tali forme di comunicazione degli atti giudiziari. Il ricorso dichiarato ammissibile è assegnato a una sezione della Corte di cassazione per la sua trattazione. Se il ricorso è dichiarato inammissibile, il provvedimento impugnato passa in giudicato; l'ordinanza provvede sulle spese a norma dell'articolo 385, quarto comma". 3. L'articolo 366-bis del codice di procedura civile è abrogato. 4. All'articolo 375, primo comma, numero 5), del codice di procedura civile, le parole: "o per difetto dei requisiti previsti dall'articolo 366-bis" sono soppresse. Art. 54. (Modifiche al libro terzo del codice di procedura civile) 1. Al libro terzo, titolo IV, del codice di procedura civile, dopo l'articolo 614 è aggiunto il seguente: "Art. 614-bis. - (Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare). - Con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento. La disposizione di cui al presente comma non si applica alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo 409. Il giudice determina l'ammontare della somma di cui al primo comma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile, delle condizioni personali e patrimoniali delle parti, e di ogni altra circostanza utile". 2. All'articolo 616 del codice di procedura civile, l'ultimo periodo è soppresso. 3. All'articolo 624 del codice di procedura civile, i commi terzo e quarto sono abrogati. Art. 55. (Modifica al libro quarto del codice di procedura civile) 01. Il terzo comma dell'articolo 669-septies del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "La condanna alle spese è immediatamente esecutiva". 1. All'articolo 669-octies del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il sesto comma è inserito il seguente: "Il giudice, quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell'inizio della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare"; b) al settimo comma, le parole: "primo comma" sono sostituite dalle seguenti: "sesto comma". Art. 56. (Procedimento sommario di cognizione) 1. Dopo il capo III del titolo I del libro quarto del codice di procedura civile è inserito il seguente: "Capo III-bis DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE Art. 702-bis. -(Forma della domanda. Costituzione delle parti). Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell'articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5) e 6) e l'avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell'articolo 163. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento. Il giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell'udienza; il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione. Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, nonché formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d'ufficio. Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma. Art. 702-ter. -(Procedimento). Il giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza. Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell'articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale. Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un'istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l'udienza di cui all'articolo 183. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un'istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione. Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande. L'ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione. Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti. Art. 702-quater. -(Appello). L'ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell'articolo 702-ter produce gli effetti di cui all'articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene rilevanti ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio può delegare l'assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio". Art. 57. (Modifiche alle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368) 01. Al primo comma dell'articolo 23 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie sono aggiunte, in fine, le parole: "in modo tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in misura superiore al dieci per cento di quelli affidati dall'ufficio, e garantisce che sia assicurata l'adeguata trasparenza del conferimento degli incarichi anche a mezzo di strumenti informatici". 1. Dopo l'articolo 103 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, di seguito denominate "disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile", è inserito il seguente: "Art. 103-bis. - (Modello di testimonianza). - La testimonianza scritta è resa su di un modulo conforme al modello approvato con decreto del Ministro della giustizia che individua anche le istruzioni per la sua compilazione, da notificare unitamente al modello. Il modello, sottoscritto in ogni suo foglio dalla parte che ne ha curato la compilazione, deve contenere, oltre all'indicazione del procedimento e dell'ordinanza di ammissione da parte del giudice procedente, idonei spazi per l'inserimento delle complete generalità del testimone, dell'indicazione della sua residenza, del suo domicilio e, ove possibile, di un suo recapito telefonico. Deve altresì contenere l'ammonimento del testimone ai sensi dell'articolo 251 del codice e la formula del giuramento di cui al medesimo articolo, oltre all'avviso in ordine alla facoltà di astenersi ai sensi degli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale, con lo spazio per la sottoscrizione obbligatoria del testimone, nonché le richieste di cui all'articolo 252, primo comma, del codice, ivi compresa l'indicazione di eventuali rapporti personali con le parti, e la trascrizione dei quesiti ammessi, con l'avvertenza che il testimone deve rendere risposte specifiche e pertinenti a ciascuna domanda e deve altresì precisare se ha avuto conoscenza dei fatti oggetto della testimonianza in modo diretto o indiretto. Al termine di ogni risposta è apposta, di seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sottoscrizione da parte del testimone. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da un segretario comunale o dal cancelliere di un ufficio giudiziario. L'autentica delle sottoscrizioni è in ogni caso gratuita nonché esente dall'imposta di bollo e da ogni diritto". 2. Il primo comma dell'articolo 104 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile è sostituito dal seguente: "Se la parte senza giusto motivo non fa chiamare i testimoni davanti al giudice, questi la dichiara, anche d'ufficio, decaduta dalla prova, salvo che l'altra parte dichiari di avere interesse all'audizione". 3. Dopo il terzo comma dell'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile è inserito il seguente: "Nel caso di domande manifestamente fondate o infondate la sentenza è succintamente motivata e la motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo, ovvero, se del caso, a un precedente conforme di una giurisdizione superiore". Art. 58. (Abrogazione dell'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, e disposizioni transitorie) 1. L'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, è abrogato. 2. Alle controversie disciplinate dall'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al libro secondo, titolo IV, capo I, del codice di procedura civile. La disposizione di cui al presente comma non si applica ai giudizi introdotti con il rito ordinario e per i quali alla data di entrata in vigore della presente legge non è stata ancora disposta la modifica del rito ai sensi dell'articolo 426 del codice di procedura civile. Art. 59. (Notificazione a cura dell'Avvocatura dello Stato) 1. L'Avvocatura dello Stato può eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, e successive modificazioni. 2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Avvocatura generale dello Stato e ciascuna avvocatura distrettuale dello Stato si dotano di un apposito registro cronologico conforme alla normativa, anche regolamentare, vigente. 3. La validità dei registri di cui al comma 2 è subordinata alla previa numerazione e vidimazione, in ogni mezzo foglio, rispettivamente, da parte dell'Avvocato generale dello Stato, o di un avvocato dello Stato allo scopo delegato, ovvero dell'avvocato distrettuale dello Stato. 4. Dall'attuazione dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 59-bis. (Modifica all'articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205) 1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Se, in assenza dell'avviso di cui al primo periodo, è comunicato alle parti l'avviso di fissazione dell'udienza di discussione nel merito, i ricorsi sono decisi qualora almeno una parte costituita dichiari, anche in udienza a mezzo del proprio difensore, di avere interesse alla decisione; altrimenti sono dichiarati perenti dal presidente del collegio con decreto, ai sensi dell'articolo 26, settimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034". (Articolo 60 soppresso) Art. 61. (Disposizioni transitorie) 1. Fatto salvo quanto previsto dai commi successivi, le disposizioni della presente legge che modificano il codice di procedura civile e le disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile si applicano ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore. 2. Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano gli articoli 132, 345 e 616 del codice di procedura civile e l'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, come modificati dalla presente legge. 3. Le disposizioni di cui ai commi quinto e sesto dell'articolo 155 del codice di procedura civile si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 1o marzo 2006. Art. 61-bis. (Decisione delle questioni di giurisdizione) 1. Il giudice che, in materia civile, amministrativa, contabile, tributaria o di giudici speciali, dichiara il proprio difetto di giurisdizione indica altresì, se esistente, il giudice nazionale che ritiene munito di giurisdizione. La pronuncia sulla giurisdizione resa dalle Sezioni unite della Corte di cassazione è vincolante per ogni giudice e per le parti anche in altro processo. 2. Se, entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia di cui al comma 1, la domanda è riproposta al giudice ivi indicato, nel successivo processo le parti restano vincolate a tale indicazione e sono fatti salvi gli effetti sostanziali e processuali che la domanda avrebbe prodotto se il giudice di cui è stata dichiarata la giurisdizione fosse stato adito sin dalla instaurazione del primo giudizio, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute. Ai fini del presente comma la domanda si ripropone con le modalità e secondo le forme previste per il giudizio davanti al giudice adito in relazione al rito applicabile. 3. Se sulla questione di giurisdizione non si sono già pronunciate, nel processo, le Sezioni unite della Corte di cassazione, il giudice davanti al quale la causa è riassunta può sollevare d'ufficio, con ordinanza, tale questione davanti alle medesime Sezioni unite della Corte di cassazione, fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito. Restano ferme le disposizioni sul regolamento preventivo di giurisdizione. 4. L'inosservanza dei termini fissati ai sensi del presente articolo per la riassunzione o per la prosecuzione del giudizio comporta l'estinzione del processo, che è dichiarata anche d'ufficio alla prima udienza, e impedisce la conservazione degli effetti sostanziali e processuali della domanda. 5. In ogni caso di riproposizione della domanda davanti al giudice di cui al comma 1, le prove raccolte nel processo davanti al giudice privo di giurisdizione possono essere valutate come argomenti di prova. (Articolo 62 soppresso) Capo VIII-bis DELEGA AL GOVERNO PER L'ADOZIONE DI NORME ISTITUTIVE DELLA MEDIAZIONE E DELLA CONCILIAZIONE IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE Art. 62-bis. (Delega al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale. 2. La riforma adottata ai sensi del comma 1, nel rispetto e in coerenza con la normativa comunitaria e in conformità ai princìpi e criteri direttivi di cui al comma 3, realizza il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti. I decreti legislativi previsti dal comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e successivamente trasmessi al Parlamento, ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal comma 1 o successivamente, la scadenza di quest'ultimo è prorogata di sessanta giorni. 3. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l'accesso alla giustizia; b) prevedere che la mediazione sia svolta da organismi professionali e indipendenti, stabilmente destinati all'erogazione del servizio di conciliazione; c) disciplinare la mediazione, nel rispetto della normativa comunitaria, anche attraverso l'estensione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni, e in ogni caso attraverso l'istituzione, presso il Ministero della giustizia, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di un Registro degli organismi di conciliazione, di seguito denominato "Registro", vigilati dal medesimo Ministero; d) prevedere che i requisiti per l'iscrizione nel Registro e per la sua conservazione siano stabiliti con decreto del Ministro della giustizia; e) prevedere la possibilità, per i consigli degli ordini degli avvocati, di istituire, presso i tribunali, organismi di conciliazione che, per il loro funzionamento, si avvalgono del personale degli stessi consigli; f) prevedere che gli organismi di conciliazione istituiti presso i tribunali siano iscritti di diritto nel Registro; g) prevedere, per le controversie in particolari materie, la facoltà di istituire organismi di conciliazione presso i consigli degli Ordini professionali; h) prevedere che gli organismi di conciliazione di cui alla lettera g) siano iscritti di diritto nel Registro; i) prevedere che gli organismi di conciliazione iscritti nel Registro possano svolgere il servizio di mediazione anche attraverso procedure telematiche; l) per le controversie in particolari materie, prevedere la facoltà del conciliatore di avvalersi di esperti, iscritti all'albo dei consulenti e dei periti presso i tribunali, i cui compensi sono previsti dai decreti legislativi attuativi della delega di cui al comma 1 anche con riferimento a quelli stabiliti per le consulenze e per le perizie giudiziali; m) prevedere che le indennità spettanti ai conciliatori, da porre a carico delle parti, siano stabilite, anche con atto regolamentare, in misura maggiore per il caso in cui sia stata raggiunta la conciliazione tra le parti; m-bis) prevedere il dovere dell'avvocato di informare il cliente prima dell'instaurazione del giudizio della possibilità di avvalersi dell'istituto della conciliazione, nonché di ricorrere agli organismi di conciliazione; n) prevedere, a favore delle parti, forme di agevolazione di carattere fiscale, assicurando, al contempo, l'invarianza del gettito attraverso gli introiti derivanti al Ministero della giustizia, a decorrere dall'anno precedente l'introduzione della norma e successivamente con cadenza annuale, dal Fondo unico giustizia di cui all'articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143; o) prevedere, nei casi in cui il provvedimento che chiude il processo corrisponda interamente al contenuto dell'accordo proposto in sede di procedimento di conciliazione, che il giudice possa escludere la ripetizione delle spese sostenute dal vincitore che ha rifiutato l'accordo successivamente alla proposta dello stesso, condannandolo altresì, e nella stessa misura, al rimborso delle spese sostenute dal soccombente, salvo quanto previsto dagli articoli 92 e 96 del codice di procedura civile, e, inoltre, che possa condannare il vincitore al pagamento di un'ulteriore somma a titolo di contributo unificato ai sensi dell'articolo 9 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 115; p) prevedere che il procedimento di conciliazione non possa avere una durata eccedente i quattro mesi; q) prevedere che il verbale di conciliazione abbia efficacia esecutiva per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e costituisca titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Art. 63. (Misure urgenti per il recupero di somme afferenti al bilancio della giustizia e per il contenimento e la razionalizzazione delle spese di giustizia) 1. All'articolo 36, secondo comma, del codice penale, le parole: "in uno o più giornali designati dal giudice" sono sostituite dalle seguenti: "nel sito internet del Ministero della giustizia. La durata della pubblicazione è stabilita dal giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di quindici giorni". 2. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 535, comma 1, le parole: "relative ai reati cui la condanna si riferisce" sono soppresse e il comma 2 è abrogato; b) all'articolo 536, comma 1, le parole: "e designa il giornale o i giornali in cui deve essere inserita" sono soppresse; 3. Al comma 4 dell'articolo 171-ter della legge 21 aprile 1941, n. 633, la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'articolo 36, secondo comma, del codice penale". 4. All'articolo 18, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, le parole da: "in uno o più giornali indicati dal giudice" fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "nel sito internet del Ministero della giustizia. La sentenza è altresì pubblicata mediante affissione nel comune ove l'ente ha sede principale. La durata della pubblicazione è stabilita dal giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di quindici giorni". 5. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 13 (L), dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, oltre al contributo unificato, è dovuto un importo pari all'imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari"; a-bis) al comma 2 dell'articolo 52 (L), le parole: "di un quarto" sono sostituite dalle seguenti: "di un terzo"; b) all'articolo 73 (R), dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. I provvedimenti della Corte di cassazione sono esenti dall'obbligo della registrazione"; c) alla parte II, dopo il titolo XIV è aggiunto il seguente: "Titolo XIV-bis REGISTRAZIONE DEGLI ATTI GIUDIZIARI NEL PROCESSO PENALE Art. 73-bis (L). (Termini per la richiesta di registrazione). 1. La registrazione della sentenza di condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti costituenti reato deve essere richiesta entro cinque giorni dal passaggio in giudicato. Art. 73-ter (L). (Procedura per la registrazione degli atti giudiziari). 1. La trasmissione della sentenza all'ufficio finanziario è curata dal funzionario addetto all'ufficio del giudice dell'esecuzione"; d) alla parte VII, titolo II, la rubrica è sostituita dalla seguente: "Disposizioni generali per le spese nel processo amministrativo, contabile e tributario"; e) all'articolo 205 (L) sono apportate le seguenti modificazioni: 1) la rubrica è sostituita dalla seguente: "Recupero intero, forfettizzato e per quota"; 2) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: "1. Le spese del processo penale anticipate dall'erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. L'ammontare degli importi può essere rideterminato ogni anno. 2. Il decreto di cui al comma 1 determina la misura del recupero con riferimento al grado di giudizio e al tipo di processo. Il giudice, in ragione della complessità delle indagini e degli atti compiuti, nella statuizione di condanna al pagamento delle spese processuali può disporre che gli importi siano aumentati sino al triplo. Sono recuperate per intero, oltre quelle previste dal comma 2-bis, le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 32, comma 12, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326"; 3) dopo il comma 2-ter sono aggiunti i seguenti: "2-quater. Gli importi di cui al comma 2-bis, nonché le spese per la consulenza tecnica e per la perizia, le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi di cui al comma 2, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta in base al decreto di cui al comma 1, senza vincolo di solidarietà. 2-quinquies. Il contributo unificato e l'imposta di registro prenotati a debito per l'azione civile nel processo penale sono recuperati nei confronti di ciascun condannato al risarcimento del danno in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta, senza vincolo di solidarietà. 2-sexies. Gli oneri tributari relativi al sequestro conservativo di cui all'articolo 316 del codice di procedura penale sono recuperati nei confronti del condannato a carico del quale è stato disposto il sequestro conservativo"; f) all'articolo 208 (R), il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Se non diversamente stabilito in modo espresso, ai fini delle norme che seguono e di quelle cui si rinvia, l'ufficio incaricato della gestione delle attività connesse alla riscossione è così individuato: a) per il processo civile, amministrativo, contabile e tributario è quello presso il magistrato, diverso dalla Corte di cassazione, il cui provvedimento è passato in giudicato o presso il magistrato il cui provvedimento è divenuto definitivo; b) per il processo penale è quello presso il giudice dell'esecuzione (L)"; g) all'articolo 212 (R) sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al comma 1, le parole: "o, per le spese di mantenimento, cessata l'espiazione della pena in istituto" sono soppresse; 2) al comma 2, le parole: "o dalla cessazione dell'espiazione della pena in istituto" sono soppresse; g) il capo VI-bis del titolo II della parte VII è sostituito dal seguente: "TITOLO II-bis DISPOSIZIONI GENERALI PER SPESE DI MANTENIMENTO IN CARCERE, SPESE PROCESSUALI, PENE PECUNIARIE, SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE E SANZIONI PECUNIARIE PROCESSUALI NEL PROCESSO CIVILE E PENALE Capo I RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLO Art. 227-bis (L). (Quantificazione dell'importo dovuto). 1. La quantificazione dell'importo dovuto è effettuata secondo quanto disposto dall'articolo 211. Ad essa provvede l'ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa. Art. 227-ter (L). (Riscossione mediante ruolo). 1. Entro un mese dalla data del passaggio in giudicato della sentenza o dalla data in cui è divenuto definitivo il provvedimento da cui sorge l'obbligo o, per le spese di mantenimento, cessata l'espiazione in istituto, l'ufficio ovvero, a decorrere dalla data di stipula della convenzione prevista dall'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e per i crediti ivi indicati, la società Equitalia Giustizia Spa procede all'iscrizione a ruolo. Art. 227-quater (L). (Norme applicabili). 1. Alle attività previste dal presente titolo si applicano gli articoli 214, 215, 216, 218, comma 2, e 220". 7. L'articolo 208, comma 1 (L), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, come sostituito dal presente articolo, si applica ai procedimenti definiti dopo la data di entrata in vigore della presente legge. 8. All'articolo 1, comma 367, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'alinea, dopo le parole: "conseguenti ai provvedimenti passati in giudicato o divenuti definitivi a decorrere dal 1o gennaio 2008" sono inserite le seguenti: "o relative al mantenimento in carcere, per condanne per le quali sia cessata l'espiazione della pena in istituto a decorrere dalla stessa data"; "a) acquisizione dei dati anagrafici del debitore e quantificazione del credito, nella misura stabilita dal decreto del Ministro della giustizia adottato a norma dell'articolo 205 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni"; b) la lettera a) è sostituita dalla seguente: c) la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) iscrizione a ruolo del credito"; d) la lettera c) è abrogata. Articolo 64. (Abrogazioni e modificazione di norme) 1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge: a) l'articolo 25 (L) del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, è abrogato; b) al comma 1 dell'articolo 243 (R) del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: "e le somme relative ai diritti di cui all'articolo 25" sono soppresse; c) l'articolo 1, comma 372, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è abrogato. (Articoli 65-67 soppressi) Articolo 68. (Rimedi giustiziali contro la pubblica amministrazione) 1. All'articolo 13, primo comma, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "Se ritiene che il ricorso non possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende l'espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione, ordina alla segreteria l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai soggetti ivi indicati". 2. All'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", conforme al parere del Consiglio di Stato" e il secondo periodo è soppresso; b) il secondo comma è abrogato. Capo IX PRIVATIZZAZIONI Articolo 69. (Patrimonio dello Stato Spa) 1. All'articolo 7, comma 10, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al secondo periodo, dopo le parole: "iscrizione dei beni" sono inserite le seguenti: "e degli altri diritti costituiti a favore dello Stato"; b) dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze che dispone il trasferimento dei crediti dello Stato e le modalità di realizzo dei medesimi produce gli effetti del primo comma dell'articolo 1264 del codice civile". (Articolo 70 soppresso) Art. 71. (Società pubbliche) 1. All'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 12 è sostituito dai seguenti: "12. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1, commi 459, 460, 461, 462 e 463, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero da eventuali disposizioni speciali, gli statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile, si adeguano alle seguenti disposizioni: a) ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette. I compensi deliberati ai sensi dell'articolo 2389, primo comma, del codice civile sono ridotti, in sede di prima applicazione delle presenti disposizioni, del 25 per cento rispetto ai compensi precedentemente deliberati per ciascun componente dell'organo di amministrazione; b) prevedere che al presidente possano essere attribuite deleghe operative con delibera dell'assemblea dei soci; c) sopprimere la carica di vicepresidente eventualmente contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa sia mantenuta esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del presidente in caso di assenza o impedimento, senza dare titolo a compensi aggiuntivi; d) prevedere che l'organo di amministrazione possa delegare proprie attribuzioni a un solo componente, al quale soltanto possono essere riconosciuti compensi ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile; e) prevedere, in deroga a quanto previsto dalla lettera d), la possibilità che l'organo di amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche ad altri membri dell'organo stesso, a condizione che non siano previsti compensi aggiuntivi; f) prevedere che la funzione di controllo interno riferisca all'organo di amministrazione o, fermo restando quanto previsto dal comma 12-bis, a un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di amministrazione; g) prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali. 12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari. Per il caso di loro costituzione, in deroga a quanto previsto dal comma 12, lettera d), può essere riconosciuta a ciascuno dei componenti di tali comitati una remunerazione complessivamente non superiore al 30 per cento del compenso deliberato per la carica di componente dell'organo amministrativo"; b) al comma 27, le parole: "o indirettamente" sono soppresse; c) dopo il comma 27 è inserito il seguente: "27-bis. Per le amministrazioni dello Stato restano ferme le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze già previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di costituzione di società che producono servizi di interesse generale e di assunzione di partecipazioni in tali società, le relative partecipazioni sono attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze, che esercita i diritti dell'azionista di concerto con i Ministeri competenti per materia"; d) dopo il comma 28 è inserito il seguente: "28-bis. Per le amministrazioni dello Stato, l'autorizzazione è data con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente per materia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze"; e) al comma 29, le parole: "Entro diciotto mesi" sono sostituite dalle seguenti: "Entro trentasei mesi" ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Per le società partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni di legge in materia di alienazione di partecipazioni"; f) dopo il comma 32 sono inseriti i seguenti: "32-bis. Il comma 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si interpreta nel senso che non può essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali. 32-ter. Le disposizioni dei commi da 27 a 31 non si applicano per le partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati". Art. 73. (Attuazione del federalismo) 1. Per lo studio delle problematiche connesse all'effettiva attuazione della riforma federalista, assicurando un contesto di stabilità e piena compatibilità finanziaria con gli impegni europei e internazionali assunti, è stanziata la somma di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede, per gli anni 2008 e 2009, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute, e, a decorrere dall'anno 2010, a valere sulle risorse derivanti dall'attuazione dell'articolo 45, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 74. (Clausola di salvaguardia) 1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai principi contenuti nella presente legge nell'esercizio delle potestà loro attribuite dallo Statuto di autonomia.

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Lo scrittore Bettiza si aggiudica il Premio Estense (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-10-05 - pag: 20 autore: Cultura. Con "La primavera di Praga" Lo scrittore Bettiza si aggiudica il Premio Estense FERRARA è Enzo Bettiza, con "La primavera di Praga", edito dalla Mondadori, il vincitore del Premio Estense 2008 promosso da Unindustria Ferrara. Il giornalista si aggiudica per la seconda volta il premio, dopo averlo vinto anche nel 1966 con l'opera "La nuova cultura tedesca ". La giuria tecnica presieduta da Ferruccio de Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, e la giuria popolare del Premio hanno assegnato la prestigiosa Aquila d'Oro alla terza votazione dopo la discussione avvenuta in seduta pubblica a Palazzo Roverella- Circolo Negozianti di Ferrara. Il riconoscimento è stato consegnato ieri pomeriggio nel corso della cerimonia nel Teatro Comunale di Ferrara a cui era presente anche Alessandro Laterza, presidente della Commissione cultura di Confindustria. La giuria tecnica era composta da Aldo Forbice, Laura Laurenzi, Mauro Mazza, Giancarlo Mazzuca, Valentino Pesci, Folco Quilici, Bianca Stancanelli, Pierluigi Visci e si è confrontata in seduta pubblica con la giuria popolare composta da 40 cittadini ferraresi, che hanno letto i volumi formandosi un'opinione molto precisa e articolata. Come tutti i libri vincitori del Premio Estense, "La primavera di Praga" sarà ora proposto come lettura nelle scuole superiori di Ferrara. Gli altri libri in gara, già selezionati dalla giuria tecnica nel giugno scorso tra una rosa di 29 volumi, erano: "Eseguendo la sentenza" di Giovanni Bianconi, edito da Einaudi, "Vecchi e potenti" di Nunzia Penelope, edito da Baldini Castoldi Dalai, "La Deriva" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, edito da Rizzoli. Durante la cerimonia di premiazione, condotta da Cesara Buonamici, al Teatro Comunale è stato consegnato anche il Premio Granzotto (riconoscimento destinato a una personalità italiana che si è particolarmente distinta per correttezza, impegno e professionalità) a Enrico Mentana, giornalista, ideatore e conduttore della trasmissione Matrix. "Il Premio Estense 2008 – ha detto Piero Puglioli, presidente di Unindustria Ferrara – presenta novità significative, prima fra tutte la nuova presidenza della giuria tecnica, affidata de Bortoli. L'altra novità importante è che si tratta della prima edizione promossa ufficialmente da Unindustria Ferrara, la nuova associazione degli industriali ferraresi nata a settembre di quest'anno. Abbiamo poi riscontrato una massiccia partecipazione di autori, con ben 29 volumi in concorso, anche grazie alle modifiche apportate al regolamento. Come sempre, la discussione della giuria tecnica e popolare è stata appassionante, decretando un vincitore di grande valore che bissa il successo del 1966". IL "GRANZOTTO" A Enrico Mentana il riconoscimento destinato a una personalità che si è distinta per correttezza, impegno e professionalità.

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Circoscrizione 1, il Pdl se ne va (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA FORLI' pag. 26 Circoscrizione 1, il Pdl se ne va I CONSIGLIERI di centrodestra della Circoscrizione 1 del centro storico si sono 'autosospesi' dalle funzioni per protestare contro l'accorpamento dell'ente nell'ambito della riorganizzazione delle circoscrizioni decisa dalla giunta. I consiglieri sottolineano che le deliberazioni contro l'accorpamento ? prese all'unanimità ? non sono state minimamente ascoltate dall'amministrazione comunale " per cui ? affermano ? le riunioni di suddette circoscrizioni sono sperpero di denaro pubblico pagato per i gettoni di presenza e carta straccia le sue deliberazioni, per cui si deduce che le circoscrizioni sono inutili e non contano palesemente nulla". I consiglieri del centrodestra, minacciando di dimettersi definitivamente, osservano che ormai il consiglio della Circoscrizione 1 non è più rappresentantivo e rimproverano ai colleghi di sinistra di aver "abbassato la testa" dinanzi ai diktat del partito.

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Costi politica/ R.Lombardia: inutile abolire Comunità (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Montane Pirellone le ha accorpate in 23 da 30, fondi invariati a 19 mln postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Milano, 6 ott. (Apcom) - A poche settimane dall'avvio della discussione in Parlamento sul Codice delle Autonomie, la Regione Lombardia interviene sull'ipotesi di abolizione delle Comunità montane definendola "inutile, penalizzante e anti economica". Una posizione confermata dallo stanziamento regionale di 19 milioni di euro, cifra invariata rispetto allo scorso anno, a favore di questi enti pubblici che nel frattempo sono stati ridotti in Lombardia, per accorpamento, da 30 a 23. Un'iniziativa frutto della Finanziaria 2008 che aveva delegato alle Regioni il compito di rivedere la disciplina delle Comunità montane per ridurne i costi di funzionamento. In questo caso il Pirellone stima che i risparmi siano, a regime, pari a 4,345 milioni di euro. "E' necessario pensare - ha detto il presidente lombardo Roberto Formigoni -, a livello nazionale, ad una strategia di rilancio della montagna: in primo luogo con la definizione di parametri precisi e logici attraverso i quali definire i criteri di montanità; in secondo luogo con l'annullamento degli sprechi e con il sostegno alle insostituibili funzioni delle Comunità montane (quali ad esempio la prevenzione del rischio idrogeologico, lo sviluppo e tutela del territorio, la prevenzione di incendi boschivi, l'organizzazione di squadre antincendio oltre ad altre attività legate all'agricoltura e alle foreste)". In questa fase di ridefinizione del quadro normativo delle Comunità montane anche a livello nazionale, secondo la Lombardia i punti fondamentali da tenere in considerazione sono la regionalizzazione del Fondo per la Montagna, superando così le attuali sperequazioni per effetto delle quali il ministero dell'Interno attribuisce risorse ponendo tutte le Regioni sullo stesso piano, la riclassificazione dei Comuni montani in base a criteri e parametri oggettivi e la richiesta di riconoscimento europeo dello status di territorio montano, condizione indispensabile per usufruire dei finanziamenti specifici da parte dell'Unione Europea.

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Agordo domani , stagione al via col giornalista Stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA RASSEGNA "Agordo domani", stagione al via col giornalista Stella AGORDO. Il giornalista e scrittore Gian Antonio Stella inaugurerà l'attività stagionale del movimento "Agordo Domani - Cultura e società". Il famoso giornalista del Corriere della Sera, che ha scritto assieme al collega Sergio Rizzo i best sellers "La casta" e "La deriva", sarà infatti ospite venerdì alle 20,45 in sala "Don Tamis" ad Agordo per una serata che si preannuncia interessante. Stella, innamorato della sua CaracÓi-Cimai, sopra Santa Maria delle Grazie, dove spesso ritorna, ha già entusiasmato le platee agordine di Alleghe, Selva, Cencenighe e Falcade. Venerdì toccherà dunque ad Agordo saggiare dal vivo il suo giornalismo d'inchiesta in quello che sarà solo il primo degli appuntamenti del programma culturale di Agordo Domani. "Il ciclo che si svolgerà da ottobre a marzo - spiegano dall'associazione - ci vedrà impegnati su due piani paralleli: da un lato incontri con relatori prestigiosi e su tematiche di rilievo, dall'altro eventi meno impegnativi, ma sempre su argomenti di interesse emersi all'interno del gruppo". Il sodalizio si è già distinto nelle ultime stagioni nel proporre alla cittadinanza agordina un percorso di formazione e informazione in ambito socio-culturale che ha avuto buoni riscontri, tali da spingere l'associazione a far proseguire l'attività lungo questi binari. "A fine novembre - annuncia poi Agordo Domani - sarà presente padre Bernardo Cervellera, missionario e direttore di Asia News, la nota agenzia di stampa cattolica a diffusione mondiale, prestigiosa per la sua indipendenza e importanza nel panorama informativo, soprattutto dell'Estremo Oriente. Il terzo incontro si terrà invece a Marzo 2009 in occasione della "Festa della donna", con la dottoressa De Marchi che da anni dedica il suo impegno alla tutela delle donne e alla lotta contro la violenza di cui sono vittime nel Bellunese". Agordo Domani ha messo inoltre in programma altre tre serate, i cui temi e relativi relatori sono ancora in corso di elaborazione e saranno comunicati quindi durante il corso della stagione. Con esse il movimento si propone di incontrare in modo più familiare la popolazione e di offrire un contributo significativo alla stagione culturale agordina. Dunque due piani paralleli - incontri con personaggi di rilievo da un lato, serate meno impegnative dall'altro - ma sempre incentrati su argomenti di interessi emersi dal confronto all'interno del gruppo. "Per questo - dicono gli organizzatori della rassegna - invitiamo tutti alla presenza e al libero confronto, spirito che ci ha sempre caratterizzati dalla nostra nascita nell'ormai lontano 1995". Gianni Santomaso.

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Porfido, si riapre lo scontro con le Asuc (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Piné. La denuncia degli Usi civici: "Basta agli sfruttamenti intensivi per arricchire pochi speculatori sulle spalle degli operai" Porfido, si riapre lo scontro con le Asuc Licenziato il presidente di Miola. La Cgil: porteremo il caso in tribunale PINE'. "Massimo Sighel è stato licenziato, perché ha correttamente operato come rappresentante della comunità". La denuncia nei confronti della Tecno Porfidi è dei presidenti delle Asuc dell'Altopiano di Piné, che assieme al segretario ed a Roberto Giovannini, loro rappresentante in seno al Comitato provinciale, si sono radunati per esprimere solidarietà al presidente dell'Asuc di Miola, Massimo Sighel appunto, lavoratore del porfido, licenziato dalla sua ditta. "Con una lettera datata 2 ottobre 2008 - sottolineano i dirigenti delle Asuc pinetane - la Tecno Porfidi srl, che fa capo a Giuliano e Silvano Giovannini, ha licenziato Massimo Sighel con effetto immediato causa grave crisi di mercato. Massimo Sighel, era già entrato nell'occhio del ciclone dei proprietari dell'azienda, al momento del blocco delle Cave da parte dell'Asuc di Tressilla in perfetto accordo con tutte le Asuc di Baselga di Piné". "Già, allora - accusano i presidente delle asuc - il lavoratore era stato declassato da operatore alla pala a lavoratore ai cubetti e gli era stato creato intorno un clima talmente pesante da provocargli una grave malattia nervosa, certificata fino al 29 settembre. Al rientro la sorpresa del licenziamento, che non poteva essere effettuato in base all'accordo firmato da tutte le parti quando, proprio per tutelare i lavoratori, l'Asuc di Tressilla aveva ritirato il blocco delle cave e le aziende si erano impegnate per iscritto a non licenziare e a non declassare i lavoratori". Ma l'accusa va oltre e riapre i contenziosi. "Fino ad ora, nessuna richiesta di scavo è stata presentata alle Asuc e le ditte dal 15 maggio stanno operando sul nostro territorio senza il nostro consenso", afferma Marco Avi presidente Asuc. "Ad oggi - prosegue - oltre a questo, si sono verificati altri licenziamenti contravvenendo a quanto sottoscritto. Il sindacato ed in particolare la Cgil prontamente avvertita, ha annunciato una causa di lavoro immediata". Il presidente Marco Avi, dopo aver manifestato piena solidarietà al collega Massimo Sighel ha annunciato: "Lo sosterremo in tutte le sedi comunali e provinciali,i compreso anche una rinuncia ai gettoni di presenza per le spese della causa iniziata da Sighel". Ed aggiungono: "è ora di finirla con lo sfruttamento intensivo del nostro territorio per arricchire pochi speculatori che, poi licenziano anche i nostri operai. Siamo in possesso di prove documentate che molte ditte, quelle più feroci nei nostri confronti scavano "tout venant" che poi danno a lavorare a piccole ditte artigiane, quando ciò è proibito dalla legge. E cosa ancora più grave abbiamo prove che gli stessi rappresentanti dei cavatori contravvengono alla regola del "tout venant" e sono gli stessi che lamentano la crisi del settore, che aggravano, importando prodotto dal Sud America e dalla Cina". Tutti i presidenti presenti hanno espresso la loro massima solidarietà, compreso Roberto Giovannini, che ha affermato "porterò davanti al Comitato provinciale il problema Sighel" ed ha stigmatizzato con parole decise che "esiste una consorteria di interessi che caratterizza il settore, in una sorta di unione che accomuna anche tutto il consiglio comunale e la Provincia, per privare le Asuc dei loro legittimi diritti".

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Così i grandi del passato si ritrovano a fin di bene (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Piovani: orgoglioso del mio legame col Piace e con la città Giovannino Stroppa, sempre in forma: un onore essere qui piacenza - Il cuore di Piacenza è in fondo un po' anche il loro. Al di là del forte e stretto legame di amicizia che li lega a filo doppio con Jimmy Bottigelli, è naturale che tanti ex campioni in biancorosso rispondano sempre presente alla Partita del cuore, occasione anche per una gradita rimpatriata. Per Piovani, poi, tuttora in attività nelle file della Nuova Veronese (serie D), l'ormai consueto appuntamento è coinciso con qualcosa di speciale, visto che è stato proprio lui a fregiarsi dell'assegnazione del primo "Premio del Cuore". "Un motivo in più per essere orgoglioso del mio legame con Piacenza e col Piacenza - afferma il "Pio" -, una città e una squadra che hanno segnato felicemente la mia vita. Mi sono appena rimesso in sesto da un noioso infortunio al ginocchio e certo non potevo mancare a questa iniziativa. Il Piace l'ho visto all'opera direttamente col Livorno, quando, nella ripresa, mi fece un'ottima impressione". Rino Gandini, da otto anni fedele collaboratore di mister Novellino, è in attesa di una nuova chiamata. "Non si profilano novità in tempi brevi - spiega -, ma nel nostro mestiere non si può mai sapere. Nel frattempo sto facendo il "casalingo", andando ad aggiornarmi un po' ovunque. Il Piace? Mi sembra una buona squadra, che persegue giustamente la politica dei giovani. La salvezza è alla portata dei ragazzi del mio ex compagno Pioli. Con lui e col suo vice Murelli, stagione '83-'84, vincemmo un campionato di serie C con la casacca del Parma". Giovannino Stroppa, al di là dei 15 chili di troppo che dichiara di aver preso, è sempre in forma smagliante e resta alla guida dei Giovanissimi del Milan. "Mi diverto di più ora rispetto a quando giocavo - osserva - e in futuro conto di allenare ragazzi più grandicelli. È sempre un piacere e un onore essere qui". Paolo Tramezzani, fisico sempre scolpito nella roccia, appese le scarpette al chiodo è ora passato dall'altra parte della barricata, diventando opinionista per qualche Tv privata e per Sky. "Inoltre - spiega - sto facendo un corso per agenti Fifa. Il nuovo ruolo mi diverte. Seguo sempre attentamente il Piace, che mi sembra un'ottima realtà della B". Valtolina sta muovendo i passi per diventare allenatore, Mangone lo è già, del Pavia, dove ha tra gli altri alle proprie dipendenze due piacentini, il portiere Marco Serena e l'attaccante Marcello Campolonghi. "Entrambi stanno facendo bene", assicura. Con Patrascu ("sin qui ho collezionato un solo gettone di presenza in panchina al Chievo, ma non demordo e la salvezza ce la possiamo giocare"), presenti a bordo campo anche i doriani Hugo Campagnaro e Marco Padalino. "Sto rimettendomi da un guaio muscolare - spiega il difensore, idolo dei tifosi blucerchiati - e non vedo l'ora di rientrare per dare manforte ad una Samp che certo può fare molto di più in campionato. In Coppa Uefa abbiamo fatto bene nel primo turno, ma in verità gli avversari non erano certo all'altezza delle squadre che affrontiamo nei nostri confini". Padalino, pur frenato da uno stiramento debellato di recente, si sta ritagliando il suo spazio nella compagine di Mazzarri. "La concorrenza di Stankevicius non è roba da poco, ma sto cercando di sfruttare al meglio le occasioni che mi offre il mister. Frattanto, dopo otto mesi, giovedì scorso ho giocato in Coppa Uefa una partita per intero, con buoni riscontri. Cassano? Un leader, divertente e molto assiduo. Sogno un gol nel derby col Genoa per diventare un beniamino dei tifosi blucerchiati. Del Piace so tutto, mi sento spesso con Cassano, Olivi e Iorio. Al di là dell'ultimo scivolone, può far bene". Marco Villaggi 07/10/2008.

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Il vip a gettone della domenica pomeriggio (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e spettacoli Il vip a gettone della domenica pomeriggio TELERACCONTO Che si fa la domenica pomeriggio se grandina? Sarebbe buona cosa aprire un libro, ma non sempre ti va di sforzarti e finisci lì, inevitabilmente lì davanti al rettangolo illuminato. Questa domenica e Domenica in hanno ripreso a marciare in sintonia con la caduta delle foglie. In entrambi è sovrana la chiacchiera salottiera. Vip assoldati a lauto gettone (su tutti Alba Parietti) schierati in formazione se la raccontano cercando di fomentare la discordia. L'ospite dovrebbe rappresentare un momento, non l'assoluto. La nuova versione di Buona domenica - come già abbiamo detto - ha quasi sradicato il varietà per piantare semi di cronaca, nera o rosa fa lo stesso. Non che Luca Laurenti o Massimo Lopez conciati da orsi o da papere facessero palpitare la Nazione, ma era un modo per allontanarsi dalla scaletta del Tigì. La comicità, poi, si può esprimere in mille modi. Quello non ti faceva sussultare, ecco. Ci si poteva sforzare. Che le uniche due trasmissioni-contenitore fluviali adottino la stessa tattica della favella ad oltranza, non ci sembra idea geniale. Sono nemici e fanno che gli pare. Ben sapendo le strategie degli avversari ci si poteva dividere la piazza. La tv ha la fobia dell'approfondimento. L'ansia di dover comunicare all'Italia necessariamente tutto. Non siamo più nel 1954. Allora sì l'obiettivo primario del mezzo era addomesticare l'italietta del dopo guerra, ma adesso l'accanimento è grottesco. Ti basta un doppio clic sul computer per sapere ogni cosa, più in fretta e senza mediatori. E non dite non ce l'ho: pure i clochard ne hanno uno. Se fuori grandina hai anche Quelli che il calcio a disposizione, sempre se il libro rimane dov'è. Ma il pallone è sparito, si baba anche là, Gnocchi non c'è e metà trasmissione è risucchiata dai naufraghi dell'Isola. E la Marini di domenica non fa primavera. polesini-udine.blogautore. repubblica.it.

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CI SONO delle occasioni in cui è meglio tacere prima di fare f (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA FIRENZE pag. 6 CI SONO delle occasioni in cui è meglio tacere prima di fare f... CI SONO delle occasioni in cui è meglio tacere prima di fare figuracce. Specialmente se l'oggetto del contendere è un gesto di solidarietà. Ecco il punto: mentre molti fiorentini si preparano ad andare allo stadio, domani sera, per assistere alla partita di calcio nata dalla generosità di chi vuole aiutare Stefano Borgonovo, ex calciatore viola colpito da una terribile malattia, alcuni rappresentanti della città in consiglio comunale - quelli dai quali ti aspetteresti il buon esempio, senza tanti discorsi - si avventurano in equilibrismi socio-cervellotici che alla fine ottengono l'unico risultato di impedire che il gettone di presenza della seduta di ieri sia destinato alla lotta alla sla. Cento euro lordi. Moltiplicati per 46 consiglieri. La proposta bipartisan era arrivata da Dario Nardella (Pd) e da Massimo Pieri (Pdl), carica di buone intenzioni, crediamo, non politicizzabili. Poi la riunione dei capigruppo che ha preceduto la seduta del consiglio comunale, non solo ha impedito il dibattito pubblico nel salone de' Dugento ma ha di fatto bloccato il proposito di devolvere un po' di soldi pubblici (l'indennità dei consiglieri) per un nobile fine. Il motivo? Il capogruppo del Pd Alberto Formigli, la capogruppo del Prc Anna Nocentini e la vicepresidente del consiglio comunale Rosa Maria Di Giorgi (Pd) hanno convenuto che non fosse opportuno dirottare l'indennità di una seduta verso un caso specifico, ignorandone tanti altri. Meglio concentrare gli sforzi per pubblicizzare l'avvenimento. E' una rispettabile opinione che però non doveva costituire un ostacolo (o un alibi?) per una iniziativa di condivisa generosità. Fra aiutare tutti o aiutare nessuno è stata preferita la seconda strada. Sarebbe stato meglio, pensiamo, far diventare la mobilitazione per la malattia dell'ex calciatore viola, un esempio da imitare. A proposito: ricordiamo a chi fosse animato da uno spirito di solidarietà più spiccato e meno ideologico di quello in dote a qualche consigliere comunale - siamo sicuri che saranno in parecchi - che la partita fra Fiorentina e Milan per Borgonovo e contro la sla, si giocherà domani alle 20,30 allo stadio. Con i campioni delle due squadre di oggi e di ieri (Baggio, Antognoni, Gullit, Van Basten). L'esempio al consiglio comunale è pronta a darlo la città. Marcello Mancini.

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DANIELE FERRARI BASELGA DI PINÉ - <Licenziato con effetto immediato per grave crisi congiunturale di mercato> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

DANIELE FERRARI BASELGA DI PINÉ - "Licenziato con effetto immediato per grave crisi congiunturale di mercato" DANIELE FERRARI BASELGA DI PINÉ - "Licenziato con effetto immediato per grave crisi congiunturale di mercato". Non lascia dubbi la raccomandata inviata giovedì scorso 2 ottobre a Massimo Sighel , presidente del comitato frazionale Asuc di Miola, dalla Tecnoporfidi Srl dei fratelli Giuliano e Silvano Giovannini . Una vicenda che, come è stato spiegato ieri in una riunione che ha visto attorno allo stesso tavolo tutti i nove presidenti delle Asuc pinetane, nasconde in realtà dei rapporti ben più complessi tra frazioni, amministrazione comunale e titolari dei lotti cave di San Mauro. Una situazione esplosa lo scorso mese di febbraio quando la frazione di Tressilla si è opposta al rinnovo delle concessioni da parte dell'amministrazione comunale ai vari titolari dei lotti cave, bloccando per alcuni giorni l'attività estrattiva. "In quei giorni sono stato convocato dal mio datore di lavoro - spiega Massimo Sighel - che ha minacciato di licenziarmi in quanto il mio ruolo di presidente Asuc di Miola incrinava i rapporti di fiducia e lealtà con la ditta. Avrei dovuto inoltre impegnarmi per convincere il capofrazione di Tressilla, Marco Avi (a destra nella foto ), a desistere dalla sua battaglia a difesa della titolarità della proprietà e dell'uso civico su vari lotti cave". Da allora Sighel è stato declassato dalle sue mansioni di palista e costretto ad occuparsi della cernita, subendo inoltre una serie di insulti e vessazioni da parte dei suoi stessi colleghi di lavoro "Lo scorso 27 maggio ho avuto una grave crisi nervosa - spiega ancora Sighel - e ho dovuto ricorrere alle cure di un neurologo e di un psicologo, passando alcuni mesi davvero difficili. Dopo aver goduto di alcuni giorni di ferie mi sono ripresentato al lavoro lo scorso 29 settembre, ma il 2 ottobre è giunta la lettera di licenziamento, senza alcun preavviso o segnale". Una vicenda che ha scosso profondamente tutti gli amministratori delle Asuc pinetane, da tempo impegnati contro amministrazione comunale e concessionari nelle difesa dei loro terreni frazionali e nella rivendicazione dei loro diritti d'uso civico. "Massimo Sighel sta pagando per una colpa non sua - ha spiegato Marco Avi capofrazione di Tressilla - la protesta contro il rinnovo delle concessioni è stata condotta dalla frazione di Tressilla, mentre l'Asuc di Miola si è limitata a rivendicare la titolarità come ente capofila di un terreno appartenente alla Comunità Pinetana. Un licenziamento che viola inoltre l'articolo uno del protocollo d'intesa siglato tra Asuc, Comune di Baselga, Confindustria e sindacati e che ha consentito la ripresa nei vari lotti a patto di mantenere gli stessi livelli occupazionali e le stesse mansioni tra le maestranze del settore. Nessuno nega che il settore porfido è in crisi, ma mentre le ditte vendono il tout-venant (la roccia grezza) dall'altro licenziano i loro dipendenti". Sighel, che si è già affidato ad un avvocato e darà il via ad una causa sindacale attraverso Fillea Cgil, potrà contare sulle indennità ed i gettoni di presenza di tutti i comitati frazionali di Baselga e sull'appoggio dell'intera comunità di Miola. "È un vero colpo alla democrazia nella nostra comunità - precisa anche Roberto Giovannini , capofrazione di Rizzolaga e rappresentante di tutte le Asuc pinetane nell'associazione provinciale - siamo pronti ad una battaglia molto dura ed a difendere sino in fondo i nostri diritti d'uso civico, dimostrando anche la nostra piena titolarità sulla controversa particella 2454/2 (che coincide con i lotti due e tre)". Le Asuc dell'Altopiano, pur non volendo assumere per ora decisioni clamorose nel periodo elettorale, annunciando di interrompere qualsiasi dialogo con amministrazione comunale e provinciale, e di non presentarsi alla prossima conferenza dei servizi prevista per il prossimo 28 ottobre. 07/10/2008.

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Marcon e virtus lido si fanno valere scivola il litorale nord (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

BASKET SERIE D Marcon e Virtus Lido si fanno valere Scivola il Litorale Nord Solesino-Punta Gialla Litorale Nord 64-61 Solesino: Tamiazzo, Rossi 4, Amicucci 16, Martini, Boscolo 8, Quaglia n.e., Gambarotto 3, Schiavon 14, Cavatton 1, Mazzon 19. Allenatore: Paperini. Punta Gialla Lit.Nord: Vanin, Targhetta n.e., Franzo 3, Dinon 23, Codato 2, Dainese 6, Bacchin 2, Bragato 19, Lucchetta 6, Roma, Scarpa. Allenatore: Franceschetto. Arbitri: Bertin (Conselve) e Pasquetto (Ponte S.Nicolò). Parziali: 19-17, 30-27, 43-46. Virtus Lido-Fabbian Virtus Resana 77-69 Virtus Lido: Giulietti, Perricone 17, Forte 1, Zago 4, De Gaspari 16, Valentini 2, Cardani, Leopardi 7, Fameli, Pilla 2, Turchetto 10, Tagliapietra 18. Allenatore: Hartz. Fabbian Virtus Resana: Pizzinato 18, Alessio, Zago, Nave 13, Zanesco, Forato, Boldo 15, Pavan, Scapin 2, Bottero, Marcato 14, Rebellato 7. Allenatore: Padovani. Arbitri: Bagarolo (Cadoneghe) e Rizzato (Vigodarzere). Parziali: 25-24, 43-39, 60-55. Salzano 03-Cardioli&C. Valeggio 47-51 Salzano 03: Andriolo 2, Michielin 3, S. Colombo 18, Roncali 5, O. Donadel, Rigato 1, Tessari n.e., A. Cappelletto 7, Fanton 2, Valle, Impronti 9. Allenatore: Guzzo. Cardioli&C. Valeggio: Quaglia 2, N. Barbieri 12, G. Martari 3, Zizzoli 1, Gasparini 10, Meneghelli 4, Botto n.e., F. Martari 10, Serpelloni, Ferraboschi 8, Cordioli, Salorni 1. Allenatore: Baciga. Arbitri: Quaggia (Fossò) e Saccoman (Spinea). Parziali: 5-21, 15-37, 34-45. Pizeta-Triv.Network Mirano 71-64 Pizeta Express Summano: Reginato 12, Dal Zotto 2, Zecchinati 11, Zavagnin 4, Valente 16, Sperotto 2, Panni 13, Girardi n.e., Maistro n.e., Pegoraro, Rubino 3, Stella 8. Allenatore: Milan. TriventaNetwork Mirano: Costantini 3, Lizza 4, Pastore 5, Bovo 2, Zamarin 4, Michielli 15, Bortoletti, Casarin 17, Aliberti 4, Turchetto, Noè 10. Allenatore: Minincleri. Arbitri: Incastori (Romano d'Ezzelino) e Covallero (Bolzano Vicentino). Parziali: 14-11, 33-33, 51-46. Marcon-Caerano 72-59 Marcon: Emmerich, Marchetto, Marton 18, 18, Burigana 14, Scattolin 3, Pasqualetto, Gomirato 13, Venturini, Pilutti, Nordio, Voltolina 14, Vendrame 10. Allenatore: Greco. Caerano: Garbuio 8, White-Lindow 12, F. Girotto 9, P. Girotto 6, Pieri 6, Bresciani 4, Rizzardo 4, Battistella 10, Castellani. Allenatore: Perussato. Arbitri: Scarpa (Venezia) e Caldon (Vigonovo). Parziali: 28-14, 39-27, 53-33.

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Una raffica di consulenze per i dipendenti pubblici medici e ingegneri al top - claudio malfitano (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Una raffica di consulenze per i dipendenti pubblici Medici e ingegneri al top Il ministro Brunetta prosegue nell'operazione trasparenza: elenchi pubblicati nel sito CLAUDIO MALFITANO Dipendenti pubblici con incarichi esterni, a volte per diverse migliaia di euro. L'altra faccia delle consulenze l'ha voluta svelare il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ancora una volta con l'"operazione trasparenza". E su Internet sono finiti con nome e cognome tutti coloro che oltre al lavoro in un ente pubblico svolgono anche altre mansioni. A Padova i più "ricchi" sono i medici legali dell'università ingaggiati dalla procura per le consulenze tecniche: Massimo Montisci è pagato 135 mila euro. Senza di loro non si potrebbero celebrare i processi. E le retribuzioni arrivano con un anno di ritardo. Tra i dipendenti comunali è boom tra i capisettore: Umberto Rovini, ex delle infrastrutture, raccoglie 36 mila euro per la direzione di Aps Holding. E anche tra i dipendenti provinciali non mancano gli incarichi esterni: il più alto è quello di Sabina Bertoncello, oltre che a palazzo Santo Stefano lavora anche all'Autorità d'ambito Brenta, per 14 mila euro l'anno. Tra le consulenze si trova anche il nome di Antonio Foresta, capogruppo "ribelle" della Pdl. Foresta è dipendente provinciale ma è stato anche docente per la "Consulenze internazionali sas", ex scuola Spiandorello, ente di formazione professionale privato che organizza corsi di estetista, riconosciuti dalla Regione: per Foresta due incarichi per un totale di oltre 5 mila euro. Anche Giorgio Tocchetto, dipendente dell'ufficio caccia di palazzo Santo Stefano, vanta diversi incarichi esterni, tutti nel suo settore di competenza: effettua docenze per la federazione italiana caccia e per la Federcaccia del Veneto, e consulenze tecniche per altri privati. Passando invece a palazzo Moroni si trovano invece incarichi non elevati, ma distribuiti tra molte più persone. Su oltre 2 mila dipendenti comunali, più di 100 hanno anche incarichi esterni. Tra questi anche Paolo Manfrin, conosciuto come coordinatore del comitato Stanga: da dipendente comunale ha anche l'incarico di consigliere d'amministrazione dell'Irpea, gli istituti riuniti padovani di educazione e assistenza, fondazione che si occupa di assistenza e ospitalità a orfani e persone disagiate. Un'attività che "frutta" 5 mila euro di gettoni di presenza. Tra i dirigenti invece, quasi tutti hanno incarichi esterni. Carlo De Simoni, ex avvocato capo da poco in pensione, ha svolto nel 2007 consulenze per il ministero delle finanze, guadagnando 3 mila e 668 euro. Alberto Marescotti, architetto del settore mobilità, ha una consulenza da oltre 7 mila euro con l'azienda trasporti di Bologna. Mentre Maria Novello, caposettore statistica, collabora anche col comune di Mira come componente del nucleo di valutazione, per oltre 5 mila euro. Umberto Rovini, ex caposettore infrastrutture, vanta oltre ad Aps Holding anche collaborazioni retribuite con il comune di Stra, il consorzio Zip, AcegasAps e l'immobiliare Sabbiadoro, azienda del gruppo "Sostero costruzioni" che realizza edifici ma effettua anche lavori stradali di urbanizzazioni. Gianfranco Zulian, caposettore dell'Urbanistica, invece ha lavorato lo scorso anno anche per l'Ater: una consulenza tecnica da 7.300 euro. E sotto la scure del ministro Brunetta cadono anche i dipendenti dell'università, "torchiati" nei loro incarichi esterni. Molti, come Massimo Montisci, Franca Castagna e Luciana Caneazzo sono professori che svolgono incarichi di medico legale anche per la procura, con retribuzioni di decine di migliaia di euro. Ma nell'elenco c'è anche Sabino Iliceto, famoso cardiologo e direttore della scuola di specializzazione della facoltà di Medicina: ha una consulenza tecnica da 50 mila euro, per un periodo di tre anni, con la "Sigma Tau spa", uno dei più importanti gruppi farmaceutici italiani. E ancora Leontino Battistin, direttore del dipartimento di Neuroscienze, collabora con il San Camillo di Venezia per 45 mila euro. Molti professori insegnano, con docenze a contratto, in altre università o collaborano con istituti di ricerca. L'attenzione sulle consulenze però è ancora alta, e l'ormai "ministro della trasparenza" Renato Brunetta porta avanti l'operazione più mediatica: nei prossimi giorni saranno pubblicati le consulenze dei dipendenti della sanità pubblica, di tutti gli enti e ministeri.

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Mancano i dieci voti necessariniente modifiche allo statuto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Castel di Iudica Mancano i dieci voti necessari niente modifiche allo statuto Dibattute, per diverse ore, dal Consiglio comunale, nei giorni scorsi, le modifiche da apportare ai quattro articoli dello statuto municipale (indennità di funzione e gettoni di presenza, soppressione funzioni al consigliere più giovane a poter sostituire in Consiglio limitatamente agli argomenti urgenti il segretario comunale in caso di impedimento, composizione Giunta municipale e sostituzione dizione di dirigenti con capisettore), ma non hanno trovato i dieci voti favorevoli per l'approvazione. Adesso, però, scatta il meccanismo per cui, entro trenta giorni, bastano soli otto voti del consesso per superare lo scoglio dell'approvazione. L'assise civica, altresì, ha verificato lo stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio dell'esercizio finanziario 2008 ed ha approvato, anche, delle variazioni dello strumento contabile e contestualmente degli storni di fondi. Un ulteriore rinnovo, di due mesi, è stato, inoltre, deciso per la convenzione con la ditta delle sorelle Privitera, per il sollevamento dell'acqua dal pozzo "Scutari" ricadente nel territorio di Biancavilla, che serve per l'approvvigionamento idrico della popolazione iudicense. Il Consiglio, infine, ha adottato, nei confronti del piano di rimodulazione del 118 da parte dell'assessorato regionale alla Sanità, una mozione di protesta. SALVATORE AGATI.

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La spesa AUTOMATIZZATA (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prendono sempre più piede i distributori di prodotti di ogni genere e le "macchinette" vengono in soccorso anche nell'accesso a servizi tagliando i tempi e i costi ma riducendo pure i contatti umani di Paola TreppoC'era una volta la vecchia bottega di paese dove la pasta, il riso e la farina venivano venduti a peso e consegnati al cliente avvolti in una carta marrone. C'erano una volta le caramelle conservate dentro grandi barattoli in vetro, messe in bella vista sul bancone della drogheria per attirare l'attenzione dei bambini: i bon bons che mamme e nonne compravano a numero, per smettere di sentirsi tirar la gonna da figli e nipoti. C'era una volta la cabina telefonica col gettone rigato color rame che si usava anche come moneta di scambio. C'era una volta la distribuzione sciolta e affidata a una persona che sapeva spesso consigliare cosa scegliere. Non c'erano sprechi, non si produceva immondizia, non si eccedeva e si coltivavano buoni rapporti sociali in paese. Nei decenni, dal dopoguerra a oggi, molto è cambiato. Pian piano larga parte delle vendite si sono, per così dire, automatizzate. Oggi si può far la spesa senza neanche passare in cassa e senza scambiar due parole con un'altra persona. I distributori intelligenti ma muti, che funzionano 24 ore al giorno, comodi ma senza personalità, ci circondano più di quanto crediamo. Da quello che offre schede telefoniche, accendini, tabacchi (la notte), riviste, dvd e videocassette, a quello che propone un litro di latte fresco.La mattina spazio al bar della macchinetta, sia sul posto di lavoro che nei grandi e piccoli uffici. Si trova di tutto: dal caffé semplice a quello decaffeinato senza zucchero, alla cioccolata calda al the. Nelle stazioni ferroviarie, in quelle delle autocorriere e nelle sale d'aspetto degli ospedali o degli ambulatori medici c'è la scelta più ampia: gelati, bibite di tutti i generi, succhi di frutta, acqua minerale (nelle varie taglie), merendine, snack dolci e salati, brioches, tavolette di cioccolata, tramezzini e panini confezionati. Al volo, insomma, si può pranzare. Unico problema il pagamento (solo con spiccioli) ma i più organizzati si sono muniti anche di cambia banconote in monete installati in loco. Si può fare benzina e gasolio al distributore automatico, noleggiare un film in dvd per una serata usando una scheda prepagata, ma anche pagare l'autostrada (con tanto di resto del contante e voce che ringrazia) e chiedere informazioni stradali per raggiungere una località usando l'ormai diffusissimo navigatore per l'automobile che, tra l'altro, oggi, è ormai economicamente alla portata di tutti. L'automatismo non è arrivato ancora alla vendita dei quotidiani come però accade nei vicini Paesi d'oltre confine come l'Austria dove si preleva il giornale dalla cassetta in plexiglass e si lascia una moneta in pagamento nell'apposito alloggiamento. Ma poco ci manca. Lo stesso denaro viene distribuito automaticamente dai bancomat dove si possono pagare pure bollette, ricaricare il telefonino e verificare i propri movimenti in entrata e uscita senza mai entrare in contatto con un operatore in carne e ossa. Automatiche anche le casse continue. Tutti servizi comodi e utili, come quelli che distribuiscono preservativi favorendo la protezione dalle malattie e contribuendo a far maturare un atteggiamento responsabile verso i rapporti sessuali (specialmente tra i ragazzi). Ma che tolgono il contatto umano e che isolano.Anche per i bambini c'è l'automatismo: nelle palline dei giochi che si comprano con una moneta da uno o due euro, nei parchi giochi dove mamme e papà si devono riempire le tasche di gettoni per mettere in moto moderni e colorati dischi volanti, cavallucci, automobili e giostre rigorosamente a un posto e per una sola corsa. Non solo nelle località balneari dove il divertimento la fa da padrone in ogni salsa e soluzione ma anche nei centri commerciali dove l'angolo dei piccoli è completamente automatizzato.E restando sul megamarket coperto che tanto si è diffuso in questi anni non si può non notare la presenza di isole di automatismo dedicate ai ritratti fotografici (da mettere in cornice e da usare per i documenti di identità). Ci si può anche far ritrarre dalle macchine con effetti a tratto di matita, pseudo-artistici, e farsi stampare centinaia di biglietti da visita. Per lavare l'auto basta una moneta o una carta da cinque euro. Anche per aspirare gli interni. Lo stesso per acquistare deodoranti, spray per cristalli, nero gomme e lucida cruscotto: c'è sempre la magica macchinetta. Le guide dei musei stanno diventando sempre più virtuali con postazioni web gratuite, auricolari, audioguide da noleggiare a pagamento. Nei parchi c'è il distributore automatico di palette e sacchetti per pulire i ricordini. Pure per lavare la biancheria si sono moltiplicate, negli ultimi anni, le lavanderie automatiche: grandi macchine anche per trapunte e piumini dove basta infilare un gettone, il detersivo e aspettare qualche decina di minuti, naturalmente bevendo un caffé al distributore automatico. E le macchinette per the ed espresso adesso vengono proposte pure a casa con promozioni a cura di testimonial di grido, tanto che i più pigri possono permettersi di mandare in pensione la caffettiera. Non sono più in circolazione, invece, la mitiche distribuisci arachidi e noccioline. La frutta secca sciolta è passata di moda o forse non rende più come una volta.

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BORGONOVO (sezione: Costi dei politici)

( da "TGCom" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

Borgonovo, beneficenza negata Firenze, i politici non si tassano Ha colpito tutti la storia di Stefano Borgonovo, ex attaccante di Milan e Fiorentina, costretto a lottare contro la Sla. Una vicenda commovente per tutti, un po' meno per il Consiglio Comunale di Firenze. Due consiglieri (Dario Nardella del Pd e Massimo Pieri del Pdl) avevano proposto di donare il gettone di presenza della seduta del Consiglio (100 euro lordi) a favore della Fondazione Borgonovo. Risposta? "No". Dopo le immagini che hanno fatto il giro delle tv italiane, con Stefano Borgonovo costretto su una sedia a rotelle, con la possibilità di parlare solo attraverso un computer sbattendo una ciglia (come il protagonista del libro "Lo scafandro e la farfalla"), era cominciata una vera e propria gara di solidarietà. Il cui evento clou è fissato per domani sera allo stadio "Artemio Franchi" di Firenze dove Fiorentina e Milan (le due squadre in cui Borgonovo ha vissuto i periodi migliori) si sfideranno in una gara benefica. Prima della gara, però è arrivata una proposta assolutamente bipartisan, per sensibilizzare il mondo politico, oltre che la città di Firenze. Un consigliere del Pd e uno del Pdl chiedono di donare 100 euro (quelli del gettone di presenza) dei 46 politici del Consiglio Comunale. La riunione dei capigruppo che ha preceduto la seduta del Consiglio non solo ha impedito il dibattito pubblico nel salone de' Dugento, ma ha di fatto bloccato il proposito di devolvere quei soldi per la fondazione per la lotta alla Sla della "Fondazione Stefano Borgonovo". Il capogruppo del Pd, Alberto Formigli, la capogruppo del Prc Anna Nocentini e la VicePresidente del Consiglio Comunale Rosa Maria Di Giorni (Pd) hanno convenuto che non fosse opportuno dirottare l'indennità dei consiglieri verso un caso specifico, finendo per ignorarne molti altri. Opinione legittima, ma che non trova d'accordo la gente di Firenze, che sta già spiegando il proprio disappunto e l'amarezza su forum e blog on line. Di sicuro domani al "Franchi" nessuno farà mancare il proprio gettone di presenza. Con i campioni delle due squadre di ieri e di oggi (tra gli altri sono attesi Baggio, Antognoni, Gullit, Van Basten) a sfidarsi per ricordare Stefano e per incitarlo a lottare contro il morbo di Lou Gehring. Forse la risposta di Firenze, per l'attaccante che faceva coppia con il codino Baggio, sarà un po' diversa da quella del Consiglio Comunale. Mirko Nuzzolo Invia ad un amico.

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Colpo al Famila Schio ingaggiata la Antibe al posto della Dupree Wnba, Braxton regina (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-10-2008)

Argomenti: Costi della politica

BASKET A1 DONNE Colpo al Famila Schio ingaggiata la Antibe al posto della Dupree Wnba, Braxton regina (Vi.Be.) Clamoroso in casa Famila Schio. Nella tarda serata di ieri la società campione d'Italia in carica ha annunciato l'ingaggio della pivot francese di colore Nicole Antibe, come quarta straniera. In sostituzione, forse a gettone, della statunitense Candice Dupree (ala, classe '84), bloccata negli States da problemi per il rilascio del passaporto, necessario per arrivare in Italia e giocare per il Famila. La lungaggine, indefinibile, per dare il benvenuto a Dupree ha spinto la società del patron Marcello Cestaro a risolvere con forza il problema, trovando la disponibilità di una stella del basket europeo, che conosce Schio e il campionato italiano. Con il Famila Nicole Antibe ha giocato nella stagione 2003-04, con tecnico Santino Coppa, vincendo la Coppa Italia. Nelle due successive stagioni ha giocato a Napoli, per vincere lo scudetto 2007, e vivere la scorsa stagione in Spagna, nel Rivas Futura Madrid. Nata a Parigi l'11 aprile 1974, longilinea, 1.87, Nicole Antibe è attesa al Palacampagnola in mattinata, per un primo contatto con la squadra. Difficile che possa giocare domani sera nella partita che vale la Supercoppa 2008 contro l'Umana Venezia, al Palacampagnola (20.30). Probabile che possa esordire sabato a Roma, nella prima di campionato contro il Pozzuoli. Sul rapido sì all'offerta Famila ha pesato in Antibe la conoscenza dell'ambiente di Schio e la presenza come direttore generale di Claudio Bagnoli, suo dirigente a Napoli. Il nodo su Dupree sarà sciolto nelle prossime ore da parte della società arancione, non è escluso che il contratto firmato da mesi possa essere sciolto. La giocatrice potrebbe accasarsi in Russia. Dalla pessima notizia dagli Usa su Candice Dupree a quella splendida su Kara Braxton. La pivot di 1.98, 25 anni, ha vinto l'altra sera il campionato Wnba con Detroit, potrebbe arrivare a Schio lunedì.

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