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tARTICOLI DEL 1-7-2008 #TOP
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Articoli
Dei propri mali. Confidano, per questo, nel binomio
Berlusconi-Bossi. Come lo dimostrano alcuni
( da "Corriere
delle Alpi" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che denuncia come "una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata un'oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana". Infine, a "L'altra Casta" di Stefano Livadiotti, un libello antisindacale che, tuttavia, illustra inverosimili e assurdi privilegi nel settore del pubblico impiego,
Costi
della politica la bozza non è arrivata
( da "Trentino"
del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: PATTINI "Costi della politica la bozza non è arrivata" TRENTO. Dopo l'intervento di Marchesi (Td) che lamentava quanto poco si è fatto per tagliare i costi della politica, il presidente del consiglio Alberto Pattini si chiama fuori da eventuali addebiti.
Parliamoci
meno addosso, nelle commissioni ( da "Trentino"
del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: funzionamento del Consiglio Comunale di Trento sui temi dell'efficacia, dell'efficienza e della diminuzione dei costi. L'ordine del giorno sul pagamento dei parcheggi occupati dai consiglieri, approvato a larga maggioranza, è stato presentato dal gruppo consiliare di Rifondazione Comunista ed è sicuramente l'inizio di un percorso di maggior consapevolezza su quanto ciascuno di noi,
La
rivoluzione di tremonti ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che disperdeva in mille rivoli i soldi dei contribuenti. Lo strumento correttivo scelto dal titolare dell'Economia è stato di presentare il Dpef assieme a un provvedimento legislativo che, anticipando la Finanziaria, dà al Dpef medesimo una nuova sostanza politicamente impegnativa per l'esecutivo che lo presenta alle Camere.
Cisl:
isolati i fondi neri Ial Ora al setaccio 2,4 miliardi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: acquisto di auto di lusso o nel finanziamento di partiti politici. A ricostrure l'accaduto, su cui si è soffermata anche Repubblica due giorni fa, è Graziano Trerè, amministratore unico dello Ial-Cisl nazionale. Che fa una premessa: "Se di scandalo si tratta lo abbiamo voluto noi, scegliendo di ricorrere alla magistratura dinanzi a cadute etiche non giustificabili "
Si
delibera che ( da "Adige, L'"
del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rimborsi spese di viaggio, indennità chilometrica, gettoni di presenza per la commissione organizzativa (500); compenso onnicomprensivo (compenso lavoro preparatorio e di studio, rimborsi spese viaggio, indennità chilometrica, gettoni di presenza, pasti) per la commissione certificato di abilitazione (25.
Caro
amico ti scrivo ( da "AprileOnline.info"
del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e il rischio di farsi dettare passivamente l'agenda dell'opposizione La lettera di Antonio Di Pietro inviata alla redazione de "L'Unità", per farla recapitare al "Carissimo Walter" (così l'incipit"), è un'altra mossa della strategia messa a punto dal leader dell'Italia dei valori in questi due mesi, che scuote non poco le già provate certezze del Pd.
( da "Corriere delle Alpi" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Dei propri mali.
Confidano, per questo, nel binomio Berlusconi-Bossi. Come lo dimostrano alcuni
... dei propri mali. Confidano, per questo, nel binomio Berlusconi-Bossi. Come
lo dimostrano alcuni sondaggi e salvo qualche mugugno leghista, i loro elettori
sono assolutamente indifferenti o addirittura approvano Berlusconi quando si
pone apertamente in conflitto con la Magistratura in difesa dei suoi interessi
personali. Oppure quando fa adottare dalla sua maggioranza parlamentare, provvedimenti
destinati ad impedire processi a proprio carico per presunti comportamenti
delittuosi nella gestione dei suoi affari. Provvedimenti materialmente
predisposti dai suoi stessi legali che ha fatto eleggere al Parlamento. Sono
stati convinti che il tutto sia opera di elementi della sinistra infiltrati
nella Magistratura e non la conseguenza di un conflitto d'interessi. Sui
problemi che gli elettori del Nord considerano prioritari, eravamo tutti più o
meno consapevoli. Tuttavia, tre libri andati a ruba hanno scosso quell'Italia
che segue da vicino la vita politica. Mi riferisco a "Gomorra" di
Roberto Saviano, definito un viaggio sconvolgente nel mondo affaristico e
criminale della camorra, in barba allo Stato. A "La Casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che denuncia come "una certa politica, o meglio la sua
caricatura obesa e ingorda, sia diventata un'oligarchia insaziabile e abbia
allagato l'intera società italiana". Infine, a "L'altra Casta"
di Stefano Livadiotti, un libello antisindacale che, tuttavia, illustra
inverosimili e assurdi privilegi nel settore del pubblico impiego, che
finora nessuno ha smentito. Il Partito Democratico vive un momento di
smarrimento, non solo per l'ampiezza della sconfitta, ma anche perché cosciente
che quei problemi che la larga maggioranza dell'elettorato considera
prioritari, sono piuttosto complessi. Implicano che deve studiare il modo di
convincere quei lavoratori del Nord che hanno scelto di votare la Lega, o che
non sono andati alle urne, che il problema di garantire la massima sicurezza,
va distinto da quello degli immigrati. Non tutti sono dei delinquenti. Bisogna
creare un clima di fiducia nei valori che distinguono una società democratica e
che non ammette l'intolleranza e l'esclusione. Quelli che delinquono vanno
puniti, ma quelli che cercano solo un onesto lavoro, devono essere accolti con
rispetto. Studiare sul come convincerli che, quando si parla di Federalismo
fiscale, questo deve essere "solidale e unitario" come lo invoca il
Capo dello Stato. Studiare sul come persuaderli che combattere l'inefficienza
dell'apparato statale, non significa fare di ogni erba un fascio considerando
tutti gli impiegati pubblici dei fannulloni. Tuttavia, Il PD deve pur esprimere
una posizione chiara sui problemi, quelli veri, indicati da Stefano Livadiotti
nel suo libro "L'altra Casta" e riguardanti il pubblico impiego. I
quotidiani nazionali hanno riportato con enfasi la benedizione impartita dal
parroco del quartiere Prati di Roma, Mons. Giovanni Celi, al ministro della
funzione pubblica, Renato Brunetta, che "In questi giorni ci fa vedere in
tv quanta gente non lavora, non va in ufficio, intrallazza". Piaccia a no,
è una convinzione molto diffusa, soprattutto al Nord. I lavoratori del Nord che
hanno voltato le spalle al PD per votare la Lega, l'alta percentuale
d'astensionismo tra gli elettori del centrosinistra nelle ultime elezioni
politiche e amministrative, le sedie vuote alla recente assemblea organizzativa
del PD e le laboriose discussioni che accompagnano la sua gestazione, sono
segni di quello smarrimento di cui parlavo prima. Con tutta probabilità, sarà
Berlusconi stesso a scuotere il centrosinistra dal suo torpore, visto che sta
ampiamente confermando di non essere un uomo di Stato e di non saper onorare le
promesse fatte agli elettori. Ha già dichiarato finito il dialogo con
l'opposizione, rea di aver criticato l'adozione della norma blocca processi.
Dialogo indispensabile per apportare quelle modifiche alla Costituzione che
possono rendere lo Stato più efficace e funzionale. Un sano regime democratico
ha bisogno di una maggioranza parlamentare che governa, ma anche di un partito
d'opposizione coeso, ispirato unicamente dagli interessi del Paese e capace di
presentarsi come un'alternativa valida alla guida del Paese. Enzo Friso.
( da "Trentino" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
PATTINI
"Costi della politica la bozza non è
arrivata" TRENTO. Dopo l'intervento di Marchesi (Td) che lamentava quanto
poco si è fatto per tagliare i costi della politica, il presidente
del consiglio Alberto Pattini si chiama fuori da eventuali addebiti. "Non ho ricevuto nessun
documento da parte della commissione statuto", afferma. "La bozza di
modifica regolamentare doveva essere inviata a tutti i capigruppo, cosa che ho
appreso solo oggi dal segretario della commissione. Lo ho sollecitato perché mi
mandi una copia dell'elaborato, essendo io il responsabile del tavolo di lavoro
e anche dell'assemblea. Quando avrò in mano la bozza, sarà mia premura
predisporre subito la delibera da portare in aula".
( da "Trentino" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
I COSTI DELLA
POLITICA Parliamoci meno addosso, nelle commissioni LUCIA COPPOLA Vorrei
aggiungere qualche veloce considerazione alle sollecitazioni, per larga parte
condivisibili, del capogruppo di Trento Democratica Michelangelo Marchesi,
circa il buon funzionamento del Consiglio Comunale di
Trento sui temi dell'efficacia, dell'efficienza e della diminuzione dei costi.
L'ordine del giorno sul pagamento dei parcheggi occupati dai consiglieri,
approvato a larga maggioranza, è stato presentato dal gruppo consiliare di
Rifondazione Comunista ed è sicuramente l'inizio di un percorso di maggior
consapevolezza su quanto ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare per
eliminare sprechi e privilegi. Certo non dispiacerebbe
che anche a livelli istituzionali superiori, la dove i costi della politica sono davvero ingenti, si facesse qualcosa di
davvero significativo e sostanziale. Ma, per tornare al Comune, la questione
relativa alle commissioni, diffusamente discussa nel gruppo di lavoro creato ad
hoc, si è rivelata più complessa di quanto il consigliere Marchesi lasci
intendere. Infatti non è pensabile, a mio avviso, che tutti gli argomenti
trattati, alcuni davvero importanti per la città, vengano discussi nelle
commissioni e poi arrivino in Consiglio per essere ratificati con una semplice
dichiarazione di voto. Non dimentichiamo che l'assemblea del consiglio comunale
è organo sovrano e l'approfondita discussione al suo interno è un caposaldo
della democrazia. Le commissioni inoltre, irrinunciabili strumenti di lavoro,
hanno al loro interno solo una parte dei consiglieri, che vi prendono parte
proporzionalmente sulla base della consistenza numerica del partito di
appartenenza. Dunque, non tutti i gruppi sono rappresentati in tutte le
commissioni e perciò l'impossibilità di intervenire compiutamente nelle sedute
consiliari determinerebbe un vulnus democratico, in particolare per le
minoranze e per i gruppi meno consistenti. L'idea, sorta nel gruppo di lavoro,
di far partecipare tutti i consiglieri che lo vogliono a tutte le commissioni,
senza diritto di voto e senza gettone di presenza,
sarebbe inoltre discriminante nei confronti di chi ne fa parte a pieno titolo.
E renderebbe i gruppi di lavoro ingestibili e inutili. Aumenterebbe inoltre a
dismisura il carico di lavoro che già allo stato attuale è piuttosto pesante.
Quello che sicuramente sin da ora si poteva fare era ridiscutere tutte le
commissioni e dove possibile accorparle, riscrivendo appartenenze, equilibri
numerici fra minoranza e maggioranza e, all'interno di queste, tra i vari
gruppi. Tutto ciò avrebbe comportato però il blocco momentaneo dei lavori per
un tempo significativo. Un tempo che da taluni è stato considerato eccessivo,
stante l'urgenza di alcuni temi su cui la città si deve confrontare.
Naturalmente tutto si può fare e si può tornare a discutere di questa
eventualità. Nel frattempo è certamente possibile diminuire il gettone di presenza a chi partecipa solo ad una parte degli incontri
consiliari, ma, a conti fatti, si tratterà di cifre irrisorie di risparmio
perché la stragrande maggioranza dei consiglieri è massicciamente presente
dall'inizio alla fine delle riunioni. Usare meglio il tempo degli incontri è
senz'altro auspicabile e su ciò pesa la capacità dei presidenti delle
commissioni nella gestione ottimale delle stesse, nel riunirle quando
effettivamente necessario, nel presiederle con fermezza pur nel rispetto di
tutti e di tutte le opinioni, e l'impegno dei consiglieri nel limitare il tempo
degli interventi, nell'arrivare preparati, nell'essere il più possibile
sintetici e meno dispersivi. Nel non parlarsi addosso. Lavorare in modo poco
professionale infatti, oltre ad essere uno spreco di denaro per la collettività
è anche uno spreco di tempo della nostra vita, dal momento che oltre ad essere
politici siamo persone. E forse le donne sono le più interessate, dati i
carichi di lavoro familiari e lavorativi che si aggiungono a quelli
istituzionali. Assistere ad alcuni incontri del Consiglio, ripresi dalla
televisione e trasmessi il giorno successivo, potrebbe essere educativo per
tutti noi che abbiamo a che fare con una politica per
lo più "parlata", che determina però l'assetto materiale, politico,
sociale e culturale della nostra città e la qualità della vita di chi ci abita.
Le nostre parole dunque non possono essere parole in libertà, così come i voti
con cui approviamo o non approviamo le singole delibere. Attribuire valore al
nostro lavoro nelle istituzioni significa rivendicarne con forza la dignità, la
fatica e la responsabilità ma anche tenere presente gli obblighi e i doveri che
ci siamo assunti davanti ai nostri elettori. capogruppo indipendente in
Rifondazione Comunista.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
IL DPEF E LA MANOVRA
LA RIVOLUZIONE DI TREMONTI di FRANCESCO MOROSINI Il Comitato strategico per lo
sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia è una
novità di rilievo della manovra economica del governo. Che così riconosce che
la "sicurezza economica nazionale" può perfino trascendere la logica
del mercato; specie in settori (difesa, energia, trasporti, comunicazioni) di
sensibilità politica. Inoltre, è un segnale della
filosofia finanziaria dell'esecutivo. E di cui il Dpef (Documento di
programmazione economico-finanziaria) fa da perno alla strategia del ministro
dell'Economia e delle finanze Tremonti. Che, come testimonia la nascita del
Comitato strategico stesso, è attenta, oltre ai benefici, pure agli errori del
mercato. E questo nella convinzione che la dinamica economica, se lasciati
totalmente liberi gli animal spirits del capitalismo, possa perfino minare con
la sicurezza la stabilità dello Stato. Insomma, è una politica
economica attenta alle ragioni del nazionalismo economico. Ragionevole. Anche
se, guardando al "caso Alitalia", con i suoi 300 ml di euro già
pagati dal contribuente, emerge il rischio che il patriottismo economico possa
esprimere, invece che governance, fuga dal mercato. D'altronde, la sicurezza
economica, come dimostra il "pronto soccorso pubblico" dinanzi ai
crac bancari/finanziari, è ormai considerata in Occidente un dovere per un
esecutivo. Tuttavia, le vere novità vengono dalla riorganizzazione delle
procedure parlamentari della politica economica. Qui
Tremonti innova veramente avendo dato alla manovra economica una forma
giuridica che dovrebbe consentire al Parlamento di confrontarsi su di essa in
modo più consono alla dialettica bipolare uscita dalle elezioni. E,
conseguentemente, portare il governo a una più decisa assunzione di
"responsabilità fiscale" dinanzi al Parlamento. Per farlo, l'idea del
ministro è stata di rivoluzionare il rapporto tra Dpef, finora una mera mappa
programmatica delle possibili scelte triennali dell'esecutivo, e Finanziaria
(presentata a fine settembre) cui per prassi ormai consolidata si affidava la
vera politica del denaro pubblico (priorità, tagli di
spesa, incrementi di imposizione fiscale) sia del governo che, soprattutto,
delle lobby trasversali agli schieramenti parlamentari. L'esito, contro cui si
è impegnato Tremonti, era un mostro giuridico, una vera palude normativa
(drammaticamente senza "padri responsabili" perché gli accordi di
lobby cancellavano i confini di maggioranza e opposizione) che
disperdeva in mille rivoli i soldi dei contribuenti. Lo strumento correttivo
scelto dal titolare dell'Economia è stato di presentare il Dpef assieme a un
provvedimento legislativo che, anticipando la Finanziaria, dà al Dpef medesimo
una nuova sostanza politicamente impegnativa per l'esecutivo che lo presenta alle Camere.
Il modello, di matrice britannica, è: il governo in Parlamento con la sua
maggioranza contro l'opposizione. Difficile negare che sia un progresso
rispetto al consociativismo delle vecchie politiche di bilancio. All'opposto,
la manovra di finanza pubblica del Berlusconi IV è tradizionale relativamente
ai suoi più specifici contenuti economici. Nel senso che si lavora più sul
fisco che sulla spesa: perché qui la resistenza sociale è più organizzata e
incidente in termini di voti. Difatti, i tagli d'imposta annunciati prima delle
elezioni svaniscono. Con la conseguenza che, fondamentalmente, la pressione
fiscale permane invariata. Il che vuol dire che al massimo si avranno
redistribuzioni del carico fiscale tra i gruppi sociali: è il caso della Robin
tax sull'energia. In prima battuta cresce la pressione sulle imprese; che, a
loro volta, la traslano sui consumatori finali sotto forma di aumenti di
bollette, in ciò facilitate dal fatto che i prezzi dell'energia sono liberi da
vincoli amministrativi. In più c'è il tradizionale taglio delle spese in conto
capitale: cioè gli investimenti. E, come di consueto, a soffrirne sono le Forze
armate, sebbene siano per l'Italia una chance nel contesto internazionale
potenzialmente utile anche sul terreno economico. Perché quello che conta è che
sono un soggetto debole del mercato politico. Insomma, sotto questo profilo, la
manovra si annuncia in perfetto italian style: pochi tagli e tante tasse, anche
nuove come la Robin tax. Insomma, qui non vi è alcuna traccia delle novità
viceversa presenti nelle procedure di bilancio. Che però in nulla sono da
sottovalutare; anche perché, modificando i meccanismi politici della finanza
pubblica, potrebbero fare da battistrada a innovazioni di sostanza economica.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-01 - pag: 15 autore: Sindacato.
L'amministratore Trerè: ci siamo rivolti noi ai giudici Cisl: isolati i fondi
neri Ial Ora al setaccio 2,4 miliardi Eugenio Bruno ROMA Un episodio isolato.
Così i rappresentanti degli enti formativi delle organizzazioni sindacali
giudicano le vicende giudiziarie che stanno interessando lo Ial-Cisl di Abruzzo
e Molise. Con venti milioni di euro di fondi pubblici, in origine destinati
all'accrescimento professionale di studenti e lavoratori e, in vece, finiti tra
il 2002 e il 2006 nell'acquisto di auto di lusso o nel
finanziamento di partiti politici. A ricostrure l'accaduto, su cui si è soffermata anche
Repubblica due giorni fa, è Graziano Trerè, amministratore unico dello Ial-Cisl
nazionale. Che fa una premessa: "Se di scandalo si tratta lo abbiamo
voluto noi, scegliendo di ricorrere alla magistratura dinanzi a cadute etiche
non giustificabili ". E ciò per sottolineare come sia stato proprio
lui, nel maggio
( da "Adige, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il quotidiano del
giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> provincia Si delibera che CORSO PER
SEGRETARIO La giunta provinciale ha approvato il preventivo di spesa per
l'organizzazione del corso abilitante alle funzioni di segretario comunale per
il biennio 2008-2009. Il preventivo ammonta a 354.000 euro e prevede le
seguenti voci: compenso, rimborso spese viaggio, pernottamento e coordinamento
docenti (70.000 euro); assegno di studio agli allievi (180.000); stage-rimborso
spese viaggio tirocinanti (24.000); stage-compenso ai segretari comunali
(30.000); materiale didattico (acquisto testi, ristampe, cancelleria) ed oneri
generali (25.000); rimborsi spese di viaggio, indennità
chilometrica, gettoni
di presenza per la commissione organizzativa
(500); compenso onnicomprensivo (compenso lavoro preparatorio e di studio,
rimborsi spese viaggio, indennità chilometrica, gettoni di presenza, pasti) per la commissione certificato di abilitazione (25.000).
SERVIZIO CIVILE La giunta provinciale ha autorizzato di assegnare all'Ufficio
nazionale per il servizio civile 91.680 euro che, aggiunti ai 110.000,00 euro
ancora a disposizione da un precedente provvedimento, consentono di poter
disporre di 201.680,00 euro per finanziare progetti di servizio civile proposti
da enti iscritti all'Albo provinciale esclusi dal finanziamento statale. Gli
enti promotori sono: Associazione Ubalda Bettini Girella; Villa S. Ignazio;
Associazione Valle Aperta; Museo tridentino di scienze naturali; Gsh onlus;
Università di Trento; Mart; Comune di Trento; Azienda provinciale per i servizi
sanitari; Associazione provinciale per i minori; Opera Romani; Fondazione
Famiglia Materna; Villa Maria; Comune di Dro; Villaggio del Fanciullo Sos;
Atas; Gruppo trentino volontariato onlus; Comune di Romallo; Opera
Universitaria di Trento; Comune di Borgo Valsugana; Oratorio Sant'Antonio;
Associazione Prodigio; Comune di Brentonico; Casa Zambiasi; Comune di Rovereto;
Comune di Lavis. RAPPORTO TERRITORIO La Provincia ha affidato all'Inu (Istituto
nazionale di urbanistica) una consulenza tecnica per predisporre un fascicolo
denominato "Rapporto dal Territorio 2007" sullo stato della pianificazione
urbanistica in Provincia di Trento. Ne saranno stampate 2.000 copie. Il
compenso sarà di 16.260 euro. 01/07/2008.
( da "AprileOnline.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Costi della politica
E.S., 01 luglio
2008, 18:15 Politica In una lettera indirizzata a "l'Unità" Di Pietro
invita ufficialmente Veltroni a partecipare alla manifestazione di Piazza
Navona il prossimo otto luglio, ottenendo però risposta negativa. Tra i
plausibili motivi del rifiuto del segretario Pd l'appuntamento "di
piazza" già fissato dai democrat nell'autunno, e il
rischio di farsi dettare passivamente l'agenda dell'opposizione La lettera di
Antonio Di Pietro inviata alla redazione de "L'Unità", per farla
recapitare al "Carissimo Walter" (così l'incipit"), è un'altra
mossa della strategia messa a punto dal leader dell'Italia dei valori in questi
due mesi, che scuote non poco le già provate certezze del Pd. Se infatti
per alcuni l'ex magistrato non è nient'altro che "un uomo di destra che
piace alla sinistra" (Lusetti), c'è invece chi, come il deputato Furio
Colombo (già direttore del foglio fondato da Gramsci ai tempi dei girotondi
morettiani) non esita a far conoscere al partito la propria adesione alla
manifestazione in programma martedì otto luglio a Piazza Navona, nel corso di
una riunione del gruppo alla Camera (lunedì), segnata dall'intervento
categorico del segretario ("Stiamo andando nella direzione giusta"),
oltre che dalle assenze di D'Alema e altri parlamentari, particolarmente vicini
al riconfermato vicepresidente dell'Internazionale socialista dopo il battesimo
della sua ultima creatura, "Red". Nel corso della giornata è lo
stesso Veltroni a rendere noto il suo "no" all'invito, appena
preceduto da una dichiarazione di Marco Minniti, ministro "ombra"
dell'Interno: "Il Pd ha già da tempo fissato una grande manifestazione
nazionale in autunno. E' giusto mobilitarsi sulle grandi questioni sociali, sui
salari e sui prezzi. Noi vorremmo che il premier invece di occuparsi dei suoi
problemi personali guardasse al fatto che gli italiani non riescono ad arrivare
alla fine del mese". Di Pietro commenta: "Mi dispiace che non ci sia
Veltroni. Ma che non ci siano gli elettori del Pd non ci credo. Io mi auguro
che ce ne siano moltissimi a manifestare con noi contro questo governo, perché
si tratta di una manifestazione contro le modalità dell'azione di governo ma
anche per lanciare proposte concrete per intervenire sul rilancio dell'economia
e per aiutare i salari". Analizzando le circostanze, appare abbastanza
evidente il rischio da parte di Veltroni di veder proiettata negli occhi
dell'opinione pubblica l'immagine di chi insegue una linea politica
d'opposizione scandita, nei modi e nei tempi, da qualcun altro. E questo, al di
là di qualsiasi valutazione, non può essere elemento trascurabile per il leader
di un partito che comunque rappresenta un terzo del paese. Ma il passaggio
della lettera di Di Pietro, laddove si sottolinea l'importanza e la delicatezza
del momento, viste le scorribande berlusconiane su temi a lui (e solo a lui)
molto cari, al di là della previsione-anatema lanciata all'ex magistrato dalla
giornalista Lucia Annunziata nel corso dell'intervista di domenica in
"Mezz'ora" ("Non rischiate di essere davvero pochi?"),
potrebbe invece attrarre a Piazza Navona più di qualche elettore veltroniano.
Come un'altra riflessione contenuta nella missiva, "...La difesa della
libertà e della democrazia non ha colore, né bandiere, ha solo la forza delle
idee e il coraggio di non tirarsi indietro. Il Paese ha bisogno di
un'opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile
primogenitura". Intanto, sul fronte opposto, c'è chi inizia a preoccuparsi
della tipologia e l'eventuale efficacia in termini di consensi che potrebbe
rivelare l'azione dipietrista, il cui partito viene dato in ulteriore seppur
leggera crescita rispetto al voto del 13 e 14 aprile. Uno di questi è Raffaele
Fitto, che in una intervista rilasciata al settimanale "Tempi";
legato al "Giornale" berlusconiano, cerca di seminare zizzania:
"Il Pd non può sfuggire al problema: deve uscire dall'ambiguità e assumere
una posizione seria, esplicita, di rigetto dell'estremismo dipietrista e di
dialogo su una giustizia che, con l'uso delle intercettazioni, la gogna
mediatica, gli infiniti ostacoli e i costi che il cittadino trova nel
difendersi, è fuori da ogni parametro di civiltà". E se lo dice Fitto,
indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento
ai partiti, possiamo dormire sonni tranquilli.