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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  1°-5-2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (13)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Le imprese allontanino chi viola le norme sicurezza - pietro cerrito ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: espressione utilizzata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo per la politica, intitola un libro di Stefano Livadiotti. Il rischio insito nel clima che ne deriva è un attacco più che alla struttura del sindacato, al potere contrattuale dei lavoratori. Rischio tanto più grave perché cade in un momento che chiede minore conflittualità e maggiore apertura ad accordi anche innovativi,

L'UFFICIO di presidenza del consiglio comunale si è riunito, come tutte ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche a proposito di quanto riportato nei giorni scorsi dal nostro giornale, che non solo non sono aumentati "ma in realtà - si legge nella nota diffusa ieri ? si sono ridotti esattamente alla metà di quelli dell'anno precedente: il totale dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri ammonta per il periodo gennaio-aprile 2008,

Senza numero legale, niente Consiglio ( da "Nuova Ferrara, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: proposta di versare il gettone di presenza sul conto corrente "Il volo di Martina". Il voto unanime ne dà la conferma. Fatto quindi questo ennesimo gesto di solidarietà da parte degli argentani, il presidente si appresta a presentare il primo punto all'ordine del giorno, ma a quel punto scatta il blitz della opposizione: i cinque consiglieri del Pdl si alzano ed escono dalla sala.

Cura dimagrante alla regione - mario lancisi ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: popolare per i privilegi denunciati nel libro La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine di aprile del 2008, a ridurre il numero dei consiglieri regionali e degli assessori, a rafforzare i poteri del consiglio, a riorganizzare gli enti regionali (tagli e accorpamenti) e a rivedere "il sistema degli incarichi esterni".

<La deriva> in libreria da venerdì 2 maggio ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-30 num: - pag: 15 categoria: ALTRI ... ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l'hanno. Noi invece… Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (3 - Continua) LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.

Afragola, Bari-Napoli e <Nasa>: c'era una volta l'alta velocità ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il punto ma, soprattutto, i conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti - prevede lungo la linea 15 stazioni per 146 chilometri. Una ogni dieci. Il costo complessivo sarà di 5.297 milioni di euro, 36 milioni a chilometro.

<Emergenza> e le leggi si aggirano ( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ", chiese Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva la Commissione parlamentare d'inchiesta. E il sindaco: "Ce l'ha chiesto la Ferrero per farci lo stabilimento. Dice che lassù le merendine lievitano meglio". Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella stampa |.

"Basta assenze in Consiglio o mi dimetto" ( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Così sono deciso a chiedere che per chi è assente il gettone vada in beneficenza". Altrimenti? "Sono pronto a mettere in discussione il mio ruolo di presidente che fino ad oggi ho svolto con impegno e responsabilità: ma se c'è qualcuno che non condivide il mio modo di agire è ora che si faccia avanti".

Compensi in Consiglio Il taglio non passa ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Giuseppe Verdicchizzi hanno lanciato la proposta a tutto il consiglio comunale di rinunciare ai gettoni di presenza come segnale di un nuovo modo di fare politica. Se l'invito fosse stato accolto il Comune avrebbe messo nel proprio salvadanaio 300 mila euro. Una proposta che l'amministrazione era pronta ad accettare di buon grado a fronte, come ha specificato l'assessore al Bilancio,

(m.m.) Sono 15 i trevigiani che ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Luigino Rizzo di Paese, impiegato al Consorzio Agrario di Treviso e Belluno di Castagnole (36);Giulio Ros di S. Pietro di Feletto, operaio alla Moreno Ali di Mareno (36);Ivan Giovanni Ruoso di S. Vendemiano, operaio alla F.lli Pedol di Conegliano (46);

Otto sedute per il bilancio Uno spreco di 40mila euro ( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Addirittura più di Milano a cui ne sono bastate sei. Ma alla perdita di tempo corrisponde anche una perdita di denaro. Le otto sedute sono costate circa 40mila euro alle casse comunali, tra gettoni di presenza per i consiglieri e stipendi per il personale. Qualcuno parlerebbe di spreco, più che di perdita.

È una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un gettone che poteva ( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: È una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un gettone che poteva essere risparmiato Pasquale Buono 01/05/2008.


Articoli

Le imprese allontanino chi viola le norme sicurezza - pietro cerrito (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XII - Napoli LE IMPRESE ALLONTANINO CHI VIOLA LE NORME SICUREZZA PIETRO CERRITO Q uest'anno il primo maggio arriva in un momento delicato. Per la condizione dei salari, per il problema enorme della sicurezza sul lavoro e, ancora, per la fase delicata che attraversano le istituzioni locali e il cambiamento in atto sul piano nazionale. Anche per chi rappresenta i lavoratori è un momento particolare. Che il sindacato abbia ancora in corso un processo di cambiamento e rinnovamento importante è un fatto noto. Né è segreto l'impegno in questa direzione. Basterebbe riprendere l'apertura del nostro segretario nazionale, Raffaele Bonanni, al leader della Cgil, Guglielmo Epifani nei giorni prima delle elezioni politiche per averne scienza. Che un contributo critico, magari mosso dalle migliori intenzioni, venga anche dall'esterno è cosa che può essere uno stimolo e un elemento di ulteriore riflessione. Purché non si risolva in una critica generica e ingenerosa. Come è stata a Torino, le scorse settimane, quella del presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo, che tuttavia ha poi un po' corretto il tiro. Così rischia di essere anche per chi si ferma a considerare il sindacato "l'altra casta" come, cavalcando l'espressione utilizzata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo per la politica, intitola un libro di Stefano Livadiotti. Il rischio insito nel clima che ne deriva è un attacco più che alla struttura del sindacato, al potere contrattuale dei lavoratori. Rischio tanto più grave perché cade in un momento che chiede minore conflittualità e maggiore apertura ad accordi anche innovativi, purché capaci di conciliare le esigenze dei lavoratori con quelle più ampie dei territori. In questo contesto l'intesa raggiunta in Campania con il Protocollo per la programmazione negoziata 2007-2013 è un buon approdo. Specie dopo le difficoltà che abbiamo avuto anche nei mesi scorsi a veder riconoscere appieno il ruolo che il sindacato esprime nella società. Ruolo che cambia, certo. Che richiede uno sforzo ulteriore per interpretare al meglio le istanze della società, ma che non può essere liquidato con una battuta a fine mandato, né con un titolo a effetto. Anche perché è un ruolo che cresce (gli iscritti alla Cisl, per esempio, hanno fatto registrare un aumento di 84 mila persone in un anno sul piano nazionale e 70 mila tra loro sono cosiddetti "attivi"). Ed è un ruolo che non è rimasto bloccato come si tende a far credere. Si prenda l'esperienza dei lavoratori extracomunitari, per esempio. Il sindacato ha svolto e svolge un ruolo importante e spesso sottovalutato non solo di rappresentanza, ma anche di volano per la buona integrazione. La Cisl è il sindacato che conta più extracomunitari iscritti (300 mila in Italia). E non è un caso che il copresidente nazionale dell'Anolf (l'Associazione nazionale oltre le frontiere), l'espressione della Cisl dedicata ai lavoratori stranieri, sia il "nostro", ormai napoletano, Mohamed Saady. E sul fronte dei giovani molte sono le iniziative strutturali che a Napoli, in Campania e sul piano nazionale stiamo mettendo su e di cui presto avremo modo di parlare pubblicamente. Molto, moltissimo resta da fare, ma non con le invettive, piuttosto con il confronto. Per questa ragione alle parole di Montezemolo non risponderemo che la Confindustria è un centro d'affari, con le grandi industrie che continuano a privatizzare gli utili e socializzare le perdite, perché è un percorso che non porta da nessuna parte. Chiederemo invece di affrontare assieme le urgenze, cercando tutte le volte che è possibile un accordo. E chiederemo con forza di intervenire sulla questione della sicurezza sul lavoro. Abbiamo tutti apprezzato l'iniziativa partita dagli industriali siciliani contro il racket. Se tutte le associazioni di categoria, magari partendo dal piano regionale campano, adottassero una linea per cui le aziende per le quali vengano accertate gravi violazioni delle norme per la salute e la sicurezza sul lavoro sono automaticamente (almeno) sospese dall'associazione di appartenenza sarebbe un segnale propositivo - non risolutivo, naturalmente, ma importante - e che guarda al futuro. Molto più che frasi sparate per far fare i titoli ai giornali. Buon primo maggio. L'autore è segretario generale Cisl Campania.

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L'UFFICIO di presidenza del consiglio comunale si è riunito, come tutte (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PESARO pag. 4 L'UFFICIO di presidenza del consiglio comunale si è riunito, come tutte... L'UFFICIO di presidenza del consiglio comunale si è riunito, come tutte le settimane, oltre che per programmare i lavori dell'assemblea, per esaminarne l'andamento dell'attività nel primo quadrimestre del 2008. Per quanto riguarda i costi per il consiglio comunale si è rilevato, anche a proposito di quanto riportato nei giorni scorsi dal nostro giornale, che non solo non sono aumentati "ma in realtà - si legge nella nota diffusa ieri ? si sono ridotti esattamente alla metà di quelli dell'anno precedente: il totale dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri ammonta per il periodo gennaio-aprile 2008, a 55.000 euro circa contro i 106.000 corrisposti nello stesso periodo del 2007 a titolo di indennità". E' AUMENTATA invece l'attività, cioè il numero delle sedute del consiglio e delle riunioni delle commissioni. "Ciò è correlato al fatto ? rileva il Comune ? che il consiglio comunale è l'organo che ha importanti funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo sulle attività di sindaco, giunta e struttura burocratica dell'ente. Il regolamento approvato a luglio dello scorso anno esalta il ruolo del consiglio comunale e disciplina funzioni e prerogative delle commissioni consiliari, organi insostituibili per rendere più efficaci e consapevoli le decisioni del consiglio. NEL PERIODO gennaio-aprile 2008 si sono tenute 57 sedute delle commissioni consiliari rispetto alle 35 dello stesso periodo dello scorso anno; così nel 2008 le sedute consiliari sono state 13, mentre nel 2007 nello stesso periodo si sono tenute 9 sedute consiliari (10 nel 2006). Il numero delle deliberazioni (50 nel 2008 rispetto alle 33 nel 2007), degli ordini del giorno e delle mozioni (17 nel 2008, 13 nel 2007) e delle interrogazioni ed interpellanze (39 nel 2008 rispetto alle 27 dello stesso periodo nel 2007) è complessivamente aumentato del 45 per cento. Si rileva quindi ? si legge ancora nella nota ? un aumento di produttività del consiglio comunale di Pesaro frutto del maggior numero di sedute dei suoi organi. A fronte di tutto ciò, ogni consigliere ha avuto dimezzata l'indennità che fino al 31.12.2007 era stabilita in 697,00 euro lorde, mentre nel periodo gennaio-aprile 2008 la media mensile del totale dei gettoni di presenza percepiti da ciascun consigliere comunale ammonta a 350 euro lordi (220 euro netti)".

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Senza numero legale, niente Consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Argenta, Pdl e Ar lasciano l'aula. Salta anche il punto sulla sanità Il tecnico Ausl giunto in paese appositamente ha dovuto fare ritorno a casa ARGENTA. Mancando il numero legale in consiglio comunale, il presidente Giuseppe Toschi ha sciolto la seduta e ha mandato tutti a casa. E' accaduto ad Argenta martedì sera. Occorre andare molto indietro negli anni per ricordare un consiglio comunale in cui la maggioranza non avesse il numero sufficiente di consiglieri per gestire e far approvare un ordine del giorno. Su 13 consiglieri (di cui 12 del Partito Democratico e uno di Rifondazione Comunista), al momento dell'appello erano presenti sette consiglieri di maggioranza (più il sindaco Giorgio Bellini) e sette dell'opposizione (Pdl e Ar). Totale: 15 rappresentanti eletti. Al via dei lavori, il vicesegretario comunale Piero Buzzi ha fatto l'appello e confermato il numero legale. S'inizia. Si parte con il presidente Giuseppe Toschi che plaude gli argentani e la stampa per aver messo in atto il gesto di solidarietà nei confronti di Martina. "Questa - ha affermato Toschi - è l'Argenta in cui mi riconosco". Da quest'affermazione, Toschi (anche sulla base degli accordi presi in sede di conferenza di capigruppo) passa poi alla proposta di versare il gettone di presenza sul conto corrente "Il volo di Martina". Il voto unanime ne dà la conferma. Fatto quindi questo ennesimo gesto di solidarietà da parte degli argentani, il presidente si appresta a presentare il primo punto all'ordine del giorno, ma a quel punto scatta il blitz della opposizione: i cinque consiglieri del Pdl si alzano ed escono dalla sala. Il numero legale a quel momento è di sette consiglieri del Pd (più il sindaco), più i consiglieri Azzalli e Brunazzi (Argenta Rinnovamento): totale dieci. Manca il numero legale, anche perchè la sostituzione del dimissionario consigliere Giancarlo Penazzi (Pd) con Sabrina Mingozzi (già componente della commissione sicurezza) sarebbe avvenuta successivamente. Ancora qualche istante di tentennamenti ed i due consiglieri di Argenta Rinnovamento escono anche loro proprio mentre entra in sala il consigliere Adello Vanni che avrebbe consentito il numero legale di undici presenti. A quel punto, nonostante l'arrivo del consigliere Vanni, di fatto la maggioranza ha otto consiglieri presenti (più il sindaco): un numero che non è sufficiente per procedere con i lavori. Allora, il vicesegretario Buzzi si alza in piedi, verifica fra i banchi e fa nuovamente l'appello. Constatato che non c'è il numero legale, dichiara che la seduta deve essere sospesa. E così è, tant'è che il presidente Toschi sospende i lavori per 15 minuti. I consiglieri della opposizione sono fuori sotto il porticato e non hanno nessuna intenzione di rientrare. In questo lasso di tempo, a qualcuno in sala consigliare saltano i nervi per aver confidato in una "ciambella di salvataggio" di almeno due componenti della opposizione che, a detta della maggioranza consigliare, avrebbero assicurato la permanenza in Consiglio. Infatti, se due consiglieri della opposizione fossero rimasti in sala, più i sette già presenti e il "ritardatario" Adello Vanni, il numero sarebbe stato perfetto: 10 (più il sindaco). E invece, tutti a casa. E così è dovuto ritornare a casa anche il tecnico dell'Ausl giunto appositamente ad Argenta per parlare (e quindi ricevere l'approvazione) del piano di zona 2005/2007 e del programma attuattivo per il 2008 per la zona sociale Sud Est della Provincia di Ferrara. La nuova convocazione sarebbe prevista per il 5 maggio oppure per il 7 maggio; a quel punto non serve più una presenza di 10 consiglieri, ma ne basteranno quattro. Giorgio Carnaroli.

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Cura dimagrante alla regione - mario lancisi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Toscana Cura dimagrante alla Regione I consiglieri da 65 a 50, gli assessori da 14 a 10 La commissione anti-casta ha concluso i lavori: risparmio di 4-5 milioni di euro. Ma spunta lo scontro sulla legge elettorale: i partiti grandi ci rimettono di più MARIO LANCISI FIRENZE. La casta regionale si autoriduce: diciannove poltrone in meno. Nel prossimo parlamento toscano (le elezioni regionali ci saranno fra due anni) i consiglieri scenderanno da 65 a 50 e gli assessori da 14 a 10. Quattro, forse cinque i milioni di euro che risparmieranno le casse regionali. Questo almeno è l'orientamento emerso, con non pochi distinguo (che vedremo più avanti), nella commissione speciale del consiglio regionale, istituita nel giugno del 2007 e che ha concluso i lavori. Ora la palla passa al consiglio, che entro la fine dell'anno dovrebbe approvare la modifica dello statuto regionale per ridurre il numero dei consiglieri e degli assessori. Commissione anti-casta. Tutto è cominciato il 27 giugno scorso quando il parlamentino toscano, sull'onda anche dell'indignazione popolare per i privilegi denunciati nel libro La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine di aprile del 2008, a ridurre il numero dei consiglieri regionali e degli assessori, a rafforzare i poteri del consiglio, a riorganizzare gli enti regionali (tagli e accorpamenti) e a rivedere "il sistema degli incarichi esterni". Enti e consulenze. Su questi due ultimi punti torneremo nei prossimi giorni. Si tratta del piano Martini per razionalizzare, accorpare e tagliare la miriade di enti regionali: dagli Ato alle agenzie per il diritto allo studio, dall'Irpet all'Arsia. Obiettivo: 10 milioni di risparmio e oltre 200 poltrone tagliate. Sulle consulenze, la commissione speciale, presieduta da Marco Remaschi, ha registrato che in quattro anni la Regione è passata da 15 a 3 milioni. Il pomo della discordia. I primi due punti dell'ordine del giorno approvato nel giugno scorso riguardavano la rappresentanza politica: consiglieri e assessori. L'orientamento emerso in commissione è favorevole alla riduzione. La discussione è ancora aperta sul numero esatto del taglio: per il consiglio la forbice oscilla tra dieci e quindici consiglieri e per la giunta tra quattro e sei. Il vero pomo della discordia, che la commissione non ha risolto e soltanto in aula sarà chiarito, riguarda la modifica dell'attuale legge regionale. Al taglio di consiglieri e assessori soprattutto i partiti maggiori, Pd, Forza Italia e An, intendono aggiungere anche la revisione dell'attuale legge elettorale. I piccoli invece frenano. E la ragione è semplice. L'attuale legge stabilisce all'1,5% la soglia per avere un consigliere purché un partito sia collegato ad un candidato presidente che abbia superato la soglia del 5%. Se una lista arriva all'1,8% può realisticamente aspirare ad avere due seggi. Chi perde seggi. Il meccanismo di ripartizione dei seggi favorisce quindi i piccoli partiti. Le simulazioni operate sui dati del 2005 evidenziano che i tagli dei consiglieri (vedi tabella) penalizzanno soprattutto i partiti più grandi. Pur con l'approssimazione dovuta al fatto che dal 2005 ad oggi la geografia politica è molto cambiata, si può ragionevolmente prevedere che il Pd potrebbe perdere nove consiglieri, il Pdl quattro, Prc e Udc uno ciascuno. Prendiamo il caso dei democratici. Alle politiche in Toscana hanno preso oltre il 47% ma il Pd rischia di trovarsi meno del 40% dei membri dell'assemblea, con invece liste che hanno preso il 3% dei voti e ottengono l'8% dei consiglieri. Il taglio degli assessorati. Per quanto riguarda il taglio degli assessori, tutto dipenderà ovviamente dal prossimo presidente della Regione, che potrà accorpare le deleghe come meglio crede. Ad esempio un assessorato nuovo come quello per la pace potrebbe essere il primo ad essere tagliato, ma il prossimo governatore potrebbe decidere di mantenerlo, magari aggiungendo la sicurezza sociale, o anche la cultura. Un'ipotesi che circola negli ambienti regionali prevede il taglio di questi assessorati: ricerca, università e casa Baronti, Prc), difesa del suolo (Betti, Verdi), riforme e enti locali (Fragai, Pd) e pace e cooperazione (Toschi, indipendente). Naturalmente queste competenze non verrebbero cancellate, ma accorpate con gli assessorati chiave del bilancio, ambiente, agricoltura, cultura, sanità, infrastrutture e lavoro. Nell'ipotesi di una riduzione degli assessorati a otto, l'agricoltura potrebbe passare alle attività produttive e il sociale alla sanità. (1 - continua).

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<La deriva> in libreria da venerdì 2 maggio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-30 num: - pag: 15 categoria: ALTRI ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-30 num: - pag: 15 categoria: ALTRI OGGETTI dall'Algeria, petrolio da più parti). Risultato finale: l'energia elettrica prodotta in Italia costa il 60% più della media europea, due volte quella francese e tre volte quella svedese. Si pensi che per produrre elettricità, spiega l'Aie, l'Italia brucia in un anno tanto olio combustibile quanto l'India in un anno e mezzo. Per l'esattezza in 551 giorni. E tanto gas quanto tutta l'America Latina in 439 giorni. Va da sé che siamo il Paese europeo che (nonostante il gas naturale copra ormai la metà del settore) dipende di più dal petrolio. Nel solo 2005 ne abbiamo consumato nelle centrali circa 6 milioni e mezzo di tonnellate, pari a 32 superpetroliere come la Exxon Valdez che anni fa affondò in Alaska causando un disastro ecologico. Sei volte di più che la Germania o la Francia, dodici volte più che il Regno Unito. Una "bolletta" pazzesca. Di oltre 30 miliardi di euro l'anno. (…) Un Paese serio, davanti a un quadro così fosco di dissesto energetico e alla minaccia di blackout come quello che paralizzò ore e ore l'Italia il 28 settembre del 2003 per un guasto dovuto alla caduta in un albero in Svizzera, non si darebbe pace nella ricerca di vie d'uscita. Nucleare o solare, eolica o geotermica: ma una soluzione. La cronaca di questi anni, invece, è un impasto di veti, controveti, velleitarismi, fughe in avanti, viltà e retromarce. Nel caos più totale. (…) Se abbiano ragione o torto, ad avere tanta fiducia nel nucleare, non lo sappiamo. Lo stesso Carlo Rubbia, in un'intervista ad "Arianna editrice", conferma che "il nucleare di oggi produce scorie radioattive da far paura" e che "in realtà avevamo il modo per produrre energia bruciando proprio le scorie, anzi l'Italia era leader nel mondo in questa tecnologia" ma ora "ce la stanno copiando i giapponesi ". Insomma, la questione è aperta. E non ha senso, tanto più dopo aver visto le reazioni sconvolte sul tema delle scorie a Scanzano Jonico o in Sardegna, andarsi a impiccare in discussioni nelle quali sono spaccati gli stessi scienziati. Ma resta il tema: o facciamo qualcosa o restiamo appesi, con le nostre fabbriche e le nostre lampadine, ai capricci degli stranieri che ci tengono in pugno. Ed è lì che si vede la disastrosa incapacità della nostra classe dirigente, non solo dei "signor no" dell'ambientalismo talebano, di fare delle scelte. Anche gli svedesi, per dire, votarono a favore del progressivo abbandono del nucleare. Molto prima di noi, nel 1980. Ma dandosi scadenze lunghe lunghe. Per spegnere completamente la centrale di BarsebÄck hanno aspettato venticinque anni e l'ultima chissà quando la chiuderanno davvero dato che tutti i sondaggi dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini ha cambiato idea: piuttosto che finire ostaggio degli stranieri, meglio il nucleare. In ogni caso, si sono mossi. Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l'hanno. Noi invece… Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (3 - Continua) LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.

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Afragola, Bari-Napoli e <Nasa>: c'era una volta l'alta velocità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-04-30 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Trasporti La stazione griffata Zaha Hadid non sarà completata per tempo, la linea per la Puglia diventa un caso nazionale, treni rapidi per Salerno mai partiti Afragola, Bari-Napoli e "Nasa": c'era una volta l'alta velocità Cascetta: "La colpa dei ritardi è delle Ferrovie Tirreno-Adriatica? Un buon progetto, ecco perché" Per coprire la linea Napoli-Salerno si utilizzeranno i nuovi treni Vivalto. la Regione ne ha già uno, un altro è in arrivo NAPOLI - Il triangolo del trasporto ferroviario, stazione di Afragola dell'Alta velocità, linea Napoli-Bari dell'Alta capacita e direttissima Napoli-Salerno hanno ingoiato tutto. Nel trilatero delle caserecce Bermuda meridionali sono finiti progetti, collegamenti, passeggeri e, quando e se sarà, una montagna di quattrini. Che fine ha fatto, allora, l'Alta velocità? Bloccata in alcuni casi; mai partita in altri; a rischio in altri ancora. Andiamo con ordine. Elencando dapprima i vertici del nostro ipotetico triangolo, dopo le "difese ", o le repliche se preferite, dei diretti interessati. La Regione Campania in primis ed anche l'unica, ché Fs ha inteso non rispondere ("scrivete anche senza la nostra posizione", è il laconico invito recapitato via mail, ore 20,09). La stazione di Afragola La struttura il cui progetto è firmato da Zaha Hadid traballa prim'ancora di vedere la luce per quattro ragioni: la gara per l'avvio del cantiere si deve ripetere perché l'impresa vincitrice ha praticato un ribasso di costi che l'avrebbe soffocata e il secondo, che poteva subentrare, non se l'è sentita per gli stessi motivi; il cantiere della stazione aprirà, nella migliore delle ipotesi, tra dodici-sedici mesi e la consegna è prevista tra cinque anni, nel 2013. Per un'opera che doveva essere funzionante nel 2008 è un bilancio mortificante; con la stazione slittano anche i progetti di bonifica e di collegamento della stazione -porta con la Circumvesuviana e l'intero sistema ferroviario campano; a causa dei rinvii, i prezzi della commessa sono lievitati: si partì da 59 milioni di euro, oggi siamo a 79. La stazione di Afragola apre il capitolo della Tav Napoli- Bari. L'Ac verso la Puglia L'Alta capacità Napoli-Bari finisce al centro delle polemiche nazionali. Un articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il punto ma, soprattutto, i conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti - prevede lungo la linea 15 stazioni per 146 chilometri. Una ogni dieci. Il costo complessivo sarà di 5.297 milioni di euro, 36 milioni a chilometro. Venti in più di quanto costerebbe una linea veloce in Francia o Spagna. Scommettiamo? Non si farà mai". Il caso della "Nasa" L'agenzia spaziale statunitense non c'entra nulla. La "Nasa" è la direttissima Napoli- Salerno. Nel dicembre del 2007 l'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta annuncia che "a febbraio 2008 le due città saranno collegate in 35 minuti (e a una sola ora da Napoli fino a Eboli), grazie a 10 nuove corse al giorno che saranno effettuate sulla nuova linea ''a monte del Vesuvio'' ". Anche i treni avevano previsto, i nuovissimi Vivalto, dotati di ogni comfort. Siamo ad aprile, dopo due mesi la linea non è "commercialemnte attiva". Semplicemente non c'è. Le parole di Cascetta L'assessore interviene distribuendo responsabilità, chiarendo alcuni punti. Sul nodo di Afragola afferma: "Faccio pressing asfissiante sulle Ferrovie quotidianamente e alla fine la spunteremo e realizzeremo tutti i progetti. Noi la nostra parte la stiamo facendo, dobbiamo solo sperare che le Ferrovie mettano in moto l'intero meccanismo ". Assessore, l'Alta capacità Napoli-Bari ha una stazione ogni 15 chilometri circa. Che velocità è? "Che ci siano 15 stazioni non vuol dire che certi treni si fermino ad ognuna di esse. Chiariamo. Su una linea ad alta capacità ci passeranno i treni veloci (Intercity ed Eurostar), i treni merci e i convogli regionali fino a 180 chilometri l'ora, che serviranno tutti a dare servizi al territorio. I 54 treni veloci non toccheranno tutte le stazioni ma solo quelle più grandi: Napoli, Afragola, Caserta, Benevento, Irpinia, Foggia e Bari). In tutte le stazioni, anche quelle piccole, faranno tappa i 144 treni regionali giornalieri e alcuni dei 20 merci. Da Napoli a Bari arriveremo in due ore; da Napoli a Benevento 40 minuti". Il costo sembrerebbe esorbitante, soprattutto se paragonato ad opere simili in altri Paesi. "Il progetto è di Fs, i conti sono di Fs. La responsabilità è la loro. Tuttavia, occorre tener presente che quella verso la Puglia è una linea del 1893, va ammodernata, bisogna scavalcare gli Appennini, sanare un terreno franoso. Una linea di quel genere non si fa un tanto al chilo. Forse in Spagna o Francia non hanno i nostri problemi. Pensate che la linea ad Alta capacità al nostro territorio è molto più utile di una Tav che avrebbe avuto, invece, costi maggiori". Veniamo alla Napoli- Salerno, qui il ritardo è già consumato. Doveva partire a febbraio di quest'anno. "Anche qui il problema è di Ferrovie, solo loro possono darci il via libera. Noi siamo pronti. Stiamo sollecitando Trenitalia e immagino che nel giro di qualche settimana avremo una risposta. Quella linea ha superato tutte le prove". Ma non siete stati voi a fissare una data così netta? "Noi l'abbiamo fissata in base alle assicurazioni che Fs ci aveva dato. Forse occorre sapere che la linea è di Rfi (Rete ferroviaria italiana è la società del-l'infrastruttura, controllata al 100% dal gruppo Ferrovie dello Stato, ndr), sono loro che la gestiscono e quindi solo loro potevano e possono darci il via libera". I famosi treni Vivalto, al top per comfort, ci sono già? Sono a vostra disposizione? "I famosi Vivalto uno c'è, un altro lo stiamo per avere con un cofinanziamento delle Ferrovie". Perché allora questo ritardo? "E' una domanda che deve fare alle Ferrovie". E'colpa loro quindi? "E' colpa di Trenitalia, anche se stiamo parlando di un ritardo di due mesi. Noi aspettiamo solo che le promesse di Ferrovie si trasformino in fatti". Patrizio Mannu L'assessore / 1 "Stiamo facendo un lavoro di pressing nei confronti del gruppo Fs" L'assessore / 2 "Ho annunciato la tempistica della Nasa su indicazione di Rfi" L'assessore Ennio Cascetta.

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<Emergenza> e le leggi si aggirano (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il paese degli sprechi "Emergenza" e le leggi si aggirano Dai restauri ai vertici ci pensa la Protezione civile Duecentomila euro il restauro del David di Donatello li vale tutti. Ma perché li abbia dovuti tirare fuori la Protezione civile non si sa. La pesante statua in bronzo rischiava di crollare improvvisamente al suolo mettendo a rischio l'incolumità dei visitatori del museo fiorentino del Bargello? No, era solo il modo più rapido per trovare i soldi. Direte: d'accordo, ma l'"emergenza"? Non ci vuole un'emergenza per decretare un'emergenza? Certo. Infatti l'ordinanza firmata nell'estate 2006 da Romano Prodi spiegava che il "contributo straordinario" alla Sovrintendenza per il David era necessario "per il proseguimento delle iniziative finalizzate al recupero del patrimonio storico-artistico danneggiato dagli eventi alluvionali che hanno colpito Firenze il 4 novembre del 1966". Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci sarebbe da ridere, se non fosse ormai la prassi. In un Paese dove fare ogni cosa, dall'asfaltare una strada a organizzare una gara podistica, è un'impresa, la Protezione civile è diventata un grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti alla paralisi dovuta al mostruoso traboccare di norme e cavilli, risse ideologiche e veti sindacali, cambierebbe le regole. Da noi no: scorciatoia all'italiana. Lo Stato che fotte le regole dello Stato. Geniale. Così l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto in Irpinia e la tragedia di Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata dall'agonia di Alfredino che non esisteva neppure una lista di chi aveva questo o quel mezzo di soccorso per aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la chiave per fare in fretta e aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama "emergenza". Anche la ricostruzione della cattedrale di Noto, gravemente danneggiata dal terremoto del 1998, è finita nell'elenco delle opere fatte grazie ai soldi (e alle deroghe) della Protezione civile. E tutto sommato, viste le condizioni in cui si trovavano le strutture della chiesa dopo il sisma, ci potrebbe anche stare. Se al commissario per l'emergenza non fosse stato affidato anche, testuale, "il restauro delle vetrate artistiche, degli oggetti e dei corredi sacri, delle sculture e delle opere lignee, dei metalli e argenti, dei dipinti su tela e su carta, delle pale d'altare; il restauro conservativo degli altari della navata e del transetto sinistri, del fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle cappelle di San Corrado, del SS. Sacramento e della Madonna con Bambino; il restauro della scalinata e del portone in bronzo della navata centrale...". Tolta la salvaguardia dei merletti di Burano, dei torroncini messinesi e della foca monaca di Capo Carbonara, non c'è problema che non sia stato affrontato negli ultimi anni con la dichiarazione dello stato di emergenza, l'affido formale alla struttura diretta dal 2001 dal padovan- romano Guido Bertolaso e la nomina di un commissario straordinario. Prendete Napoli. Scriveva Donatien-Alphonse- François marchese de Sade a proposito di via Toledo: "Questa strada sarebbe, senza dubbio, una delle più belle che sia dato vedere in una qualunque città europea, se non ci fossero a guastarla le botteghe che si allungano fin quasi alla metà della via, tanto più che si tratta in genere di botteghe di macelleria e di altri generi commestibili, che la rendono fetida e sudicia. (...) Le carrozze vi stanno in perpetuo su due o tre file; i calessi e i piccoli cabriolets, leggerissimi, che a Napoli sono usati come vetture pubbliche, si sono moltiplicati all'infinito; e tutti questi veicoli s'incrociano ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti e del traffico infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni Settanta del Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura, anche per il caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a sorpresa un meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo 2007 un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e "l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il "potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale ". (.) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per "delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia. Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena insediato nel 2001 a Palazzo Chigi, pragmatico com'è, capì al volo le potenzialità del "grimaldello". E dopo il disastroso G8 di Genova, cancellata quella che allora si chiamava Agenzia della Protezione civile, riportò tutte le competenze a un dipartimento di Palazzo Chigi. Per averla sottomano e affidarle appunto tutti i nuovi compiti aggiuntivi, assai distanti da quelli istituzionali di aiutare la popolazione in caso di calamità naturali e rischi di varia natura. La visita del papa ad Assisi? Emergenza. Il pellegrinaggio di Sua Santità a Loreto costato 3 milioni di euro? Emergenza. Il vertice italo-russo di Bari? Emergenza. E via così. Tutte "emergenze": la presidenza italiana del G8 nel 2009 per la quale la "Protezione" prevede anche l'assunzione degli interpreti. I Giochi del Mediterraneo. I Mondiali di nuoto. Quelli di ciclismo a Varese. Perfino le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, di cui si conosce l'arrivo da decenni, sembrano invece affacciarsi del tutto inaspettate come l'apparizione del marito cornuto nella camera della moglie traditrice: "Cielo, l'anniversario!". Emergenze, emergenze, emergenze. (.) Sempre così, da noi: non riusciamo a fare nulla di "normale ". Ci serve sempre uno stimolo straordinario. Oggi l'emergenza, ieri la "data catenaccio". Ricordate Gianni De Michelis? Ai tempi in cui era ministro degli Esteri e si batteva per portare l'Expo 2000 a Venezia, ne aveva fatto una teoria: "Punto primo: sappiamo che in questo Paese ci sono delle cose da fare. Punto secondo: sappiamo che è un Paese paralizzato dalla burocrazia, dai veti incrociati, dalla cultura del rinvio. Punto terzo: sappiamo che in questo Paese occorre uscire da questa paralisi. Dunque è necessaria una data catenaccio. Che ci costringa a fare le cose nei tempi stabiliti". (.) L'emergenza giustifica sempre tutto. Come giustificò a suo tempo, dopo il terremoto in Irpinia, l'allungamento abnorme dei comuni "danneggiati dal sisma" e quindi ammessi alle provvidenze: alla prima conta erano 36, all'ultima 687. Il sindaco di Castellabate, un paese sul mare del Cilento, spiegò al Mattino: "Ci accusano di sciacallaggio sostenendo che non abbiamo avuto danni dal sisma. Facciamo conto che ciò sia vero, per comodità di discorso. Ma mi dica lei però chi ci avrebbe salvato dall'accusa di omissione di atti d'ufficio per non aver fatto ottenere al paese quello che la legge gli concede". Tra i mille episodi indimenticabili, basti ricordare quello dell'area industriale di Balvano, in provincia di Potenza, costruita incredibilmente a mille metri d'altezza con un ulteriore spreco di soldi per fare la strada di accesso. "Come mai lassù in cima?", chiese Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva la Commissione parlamentare d'inchiesta. E il sindaco: "Ce l'ha chiesto la Ferrero per farci lo stabilimento. Dice che lassù le merendine lievitano meglio". Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella stampa |.

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"Basta assenze in Consiglio o mi dimetto" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'ultimatum del presidente Silvano Paradisi che striglia la maggioranza: una situazione intollerabile "Basta assenze in Consiglio o mi dimetto" SENIGALLIA - O i consiglieri diventano più responsabili, oppure il presidente del Consiglio si dimetterà per protesta. L'altolà di Silvano Paradisi arriva alla vigilia della festa dei lavoratori, in una mattinata grigia come l'umore del presidente uscito indenne da una proposta di revoca del mandato avanzata dalla minoranza, ma decisamente infuriato dopo l'ennesimo Consiglio saltato per mancanza del numero legale. Le assenze ingiustificate cominciano a pesare... "E' una situazione che non tollero più, soprattutto da parte dei consiglieri della maggioranza, che dovrebbero assicurare i lavori dell'Assise". E invece... "Invece si fa fatica a mantenere il numero legale fino alla fine del dibattito. Nello scorso Consiglio avremmo dovuto ascoltare la relazione del difensore civico, un momento importante a mio parere per capire quali sono gli argomenti più delicati per i cittadini e che possono servire da spunto per venire incontro alle necessità dei senigalliesi. Risultato: l'Assise è stata rinviata perchè all'appello ne mancavano troppi. E dire che durante questo metà mandato ho scritto lettere su lettere per chiedere massima collaborazione ed attenzione ai lavori consiliari. E' un impegno che ci siamo assunti con gli elettori e che non possiamo prendere alla leggera". Quindi? "Ho chiamato a raccolta i consiglieri, specialmente quelli del Pd, ed ho chiesto loro presenza e massima puntualità. C'è poca consapevolezza del ruolo che si ricopre che non è solo di controllo ma anche e soprattutto di indirizzo delle azioni della giunta. E se questo indirizzo viene dilatato nei tempi anche la gestione della cosa pubblica rischia di subire grossi e gravi ritardi. Non credo che dietro a certe assenze ci sia un problema politico: dagli incontri che si stanno facendo tra gli esponenti del Pd non è emerso niente che possa far supporre tensioni interne o malumori di sorta". Si è anche rivolto alla giunta? "Certo, al sindaco e agli assessori. Ma anche ai presidenti delle commissioni, ai commissari, ai capigruppo e ai segretari di partito. Tutti sono coinvolti nell'amministrazione di una città che ha bisogno di risposte concrete e la macchina comunale non si può fermare solo perchè ci sono inammissibili ritardi nell'esaminare le pratiche da discutere e approvare in Consiglio. Devo dire che da tutta la giunta ho ricevuto la massima disponibilità a collaborare: ora mi aspetto che dalle parole si passi ai fatti". Quanto costa una seduta consiliare? "Anche questo è il punto: ogni Consiglio costa mille euro e non sono certo noccioline. Così sono deciso a chiedere che per chi è assente il gettone vada in beneficenza". Altrimenti? "Sono pronto a mettere in discussione il mio ruolo di presidente che fino ad oggi ho svolto con impegno e responsabilità: ma se c'è qualcuno che non condivide il mio modo di agire è ora che si faccia avanti". M. TERESA BIANCIARDI,.

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Compensi in Consiglio Il taglio non passa (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il confronto a Pordenone Compensi in Consiglio Il taglio non passa PordenoneI consiglieri del Gruppo delle Libertà, Francesco Giannelli, Pietro Tropeano e Giuseppe Verdicchizzi hanno lanciato la proposta a tutto il consiglio comunale di rinunciare ai gettoni di presenza come segnale di un nuovo modo di fare politica. Se l'invito fosse stato accolto il Comune avrebbe messo nel proprio salvadanaio 300 mila euro. Una proposta che l'amministrazione era pronta ad accettare di buon grado a fronte, come ha specificato l'assessore al Bilancio, Chiara Mio, di una lettera a firma di tutti i consiglieri. Ma la coraggiosa sollecitazione della triade delle Libertà è caduta nel vuoto. L'unica voce fuori dal muto coro quella della consigliera di An, Elena Coiro disponibile alla rinuncia: "Non solo avevo già chiesto in altre occasioni di poter rinunciare al gettone di presenza, ma di poter fare la riunione dei capigruppo nello stesso giorno del consiglio per evitare il doppio gettone: una proposta che non è mai andata a buon fine. In alcuni casi ho preferito senza mai renderlo pubblico, fare della beneficenza".La cifra se pur modesta, pari a 100 euro lordi a presenza che diventano 70 netti, sono in pochi disposti a cederla. "Credo opportuno istituire - ha rimarcato Coiro - un fondo per le donazioni, una strada più facilmente percorribile".Il gettone di presenza non sarebbe l'unica somma da mettere in "musigna" per poi essere reinvestita in sicurezza - leggasi incremento delle forze di polizia municipale con estensione del pattugliamento nelle ore serali e notturne - ma anche quella relativa agli incarichi professionali, all'acquisto di giornali, riviste, abbonamenti. "Venticinquemila euro per la manutenzione dei cervelli di tutto l'ente non si toccano" ha prontamente ribattuto l'assessore Mio, come i 20 mila euro di incarichi per tenere aperte le farmacie che a Pordenone rimangono chiuse solo due settimane l'anno. Le forze di centro destra per contro hanno risposto: è preferibile un aumento degli stipendi dei vigili urbani piuttosto che di riviste e giornali. Morale: organico, attrezzature e mezzi dell'amministrazione Bolzonello non verranno toccati e, tanto meno il gettone di presenza ai consigli comunali.Sara Carnelos.

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(m.m.) Sono 15 i trevigiani che (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

(m.m.) Sono 15 i trevigiani che saranno insigniti della decorazione della "Stella al merito del lavoro" con il titolo di maestro del lavoro. Premiazioni che come tradizione si svolgono oggi a Venezia nella Scuola Grande S. Giovanni Evangelista alle 10,30. Ecco i 15 trevigiani insigniti della "Stella al merito" con relativa residenza, azienda di lavoro ed anni di anzianità. Mario Baliviera di Villorba, impiegato all'Electrolux Professional di Conegliano (42 anni);Flavio Barichello di Vedelago, Quadro alla Banca di Credito Cooperativo Trevigiano di Vedelago (35);Silvano Cimetta di Treviso, Quadro all'Electrolux Products Italy di Porcia (41);Silvana Crozzolin di Roncade, impiegata alla Serramenti Botter di Roncade (37);Roberto Cusinato di Castelfranco, Quadro alla Castel Mac di Castelfranco (44);Enrico Dell'Andrea di Oderzo, dirigente all'Electrolux Home Products di Porcia (34);Mario Gottardi di Fontanelle, impiegato alla Serenissima di Mansuè (34);Rinaldo Manzardo di Carbonera, impiegato alla Cartiera Burgo di Treviso (36);Alfio Meneghindi Vittorio Veneto, dirigente alla Inoxveneta di Vittorio Veneto (30);Maurizio Morandin di Treviso, dirigente al Consorzio Agrario di Treviso e Belluno di Castagnole (35);Luigino Rizzo di Paese, impiegato al Consorzio Agrario di Treviso e Belluno di Castagnole (36);Giulio Ros di S. Pietro di Feletto, operaio alla Moreno Ali di Mareno (36);Ivan Giovanni Ruoso di S. Vendemiano, operaio alla F.lli Pedol di Conegliano (46);Claudio Simioni di Vedelago, operaio alla Fanton di Istrana (39);Antonio Valentidi Treviso, impiegato alla Esso Italiana di Padova (38).

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Otto sedute per il bilancio Uno spreco di 40mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Record negativo per il Comune: a Milano lo hanno approvato in sei riunioni Protesta anche la maggioranza. Ennesimo rinvio, si riparte lunedì prossimo Sprechi. Il grande tema che sta infuocando le discussioni nell'aula del consiglio comunale. Peccato che proprio il consiglio (tutto) sia imputabile di spreco di soldi dei cittadini. Colpa dell'eccessiva lentezza. Non sono bastate sette sedute per approvare il bilancio di previsione 2008. Sarà necessaria un'ottava seduta, quella di lunedì prossimo, per metterlo finalmente ai voti. Una vera e propria odissea, fatta di discussioni, dichiarazioni di voto, ordini del giorno, emendamenti e sub emendamenti. La solita politica che procede a rilento? Non proprio la solita. Il caso del consiglio comunale di Como, infatti, è un'eccezione (negativa) tra tutti i Comuni lombardi. Palazzo Cernezzi ha il record assoluto per essere il Comune capoluogo ad avere impiegato più tempo ad approvare il bilancio. Addirittura più di Milano a cui ne sono bastate sei. Ma alla perdita di tempo corrisponde anche una perdita di denaro. Le otto sedute sono costate circa 40mila euro alle casse comunali, tra gettoni di presenza per i consiglieri e stipendi per il personale. Qualcuno parlerebbe di spreco, più che di perdita. Il che ha davvero del paradossale se si pensa che nella seduta dell'altra sera un'ora abbondante è stata spesa a discutere sull'opportunità o meno di votare e approvare due ordini del giorno (documenti che hanno solo un valore di indirizzo nei confronti della giunta e del sindaco, ma che non hanno alcuna immediata ed effettiva conseguenza) che avevano come tema proprio il taglio degli sprechi e del personale in esubero in forze a Palazzo Cernezzi. A nulla è valso l'appello di Arturo Arcellaschi (Forza Italia) di continuare la discussione sul bilancio a oltranza per chiudere il capitolo nella scorsa seduta. Il consiglio ha, infatti, scelto di concludere i lavori lunedì prossimo. MAGLIA NERA - Otto sedute per approvare il bilancio fanno di Palazzo Cernezzi il Comune ?lumaca?. A Brescia è bastata una sola seduta (una anche per Sondrio, ma non fa testo essendo un ente commissariato). Due sedute per Cremona, Lecco, Lodi, Mantova e Pavia. Tre, invece, per Bergamo. La grande metropoli milanese ha richiesto 6 sedute, come pure Varese dove, però, tre riunioni sono andate deserte e quindi, a conti fatti, ha richiesto solo 3 sedute effettive. La peggiore è Como con otto. "Dati che fanno sicuramente pensare - dichiara il presidente del consiglio Mario Pastore -. La revisione del regolamento del consiglio e dello statuto è già allo studio di una commissione speciale. Far finta che a Como non ci sia qualcosa che va quantomeno analizzato, sarebbe nascondersi davanti all'evidenza". L'altra sera Arcellaschi ha provato ad accelerare i tempi, chiedendo di rimanere fino a notte fonda per chiudere il discorso bilancio. Ma su 31 consiglieri presenti solo 11 hanno votato a favore di questa proposta. "È una vergogna - ha tuonato Pasquale Buono (FI) - si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo così un gettone di presenza che poteva essere risparmiato". GLI SPRECHI - Tutti d'accordo sul fatto che si debba limitare gli sprechi? Non proprio. L'ordine del giorno presentato da alcuni esponenti di Forza Italia (primi firmatari Stefano Rudilosso e Roberto Rallo) con il quale si chiedeva al sindaco di invitare ogni assessore "a provvedere alla riduzione della spesa del proprio assessorato attraverso l'individuazione di sprechi e la compressione delle spese" è stato approvato, ma non senza polemiche soprattutto da parte di Alleanza Nazionale e di parte della Lega. Claudio Corengia (An) ha definito il documento presentato da Rudilosso e colleghi ?aria fritta?: "Spetta al consiglio comunale individuare gli sprechi anche in sede di discussione e approvazione del bilancio". Per il lumbard Emanuele Lionetti l'ordine del giorno non è proprio aria fritta ma poco ci manca: "Bisogna avere il coraggio di dire quali e dove sono gli sprechi, altrimenti non ha senso questo documento". Dario Alemanno 01/05/2008.

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È una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un gettone che poteva (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

È una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un gettone che poteva essere risparmiato Pasquale Buono 01/05/2008.

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