HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
tARTICOLI DEL 1°-5-2008 #TOP
·
Articoli
Costi dei politici (13)
Le imprese allontanino chi viola le norme sicurezza -
pietro cerrito ( da "Repubblica, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: espressione utilizzata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo per la politica, intitola un libro di Stefano Livadiotti. Il rischio insito nel clima che ne deriva è un attacco più che alla struttura del sindacato, al potere contrattuale dei lavoratori. Rischio tanto più grave perché cade in un momento che chiede minore conflittualità e maggiore apertura ad accordi anche innovativi,
L'UFFICIO
di presidenza del consiglio comunale si è riunito, come tutte
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anche a proposito di quanto riportato nei giorni scorsi dal nostro giornale, che non solo non sono aumentati "ma in realtà - si legge nella nota diffusa ieri ? si sono ridotti esattamente alla metà di quelli dell'anno precedente: il totale dei gettoni di presenza da corrispondere ai consiglieri ammonta per il periodo gennaio-aprile 2008,
Senza
numero legale, niente Consiglio ( da "Nuova Ferrara, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: proposta di versare il gettone di presenza sul conto corrente "Il volo di Martina". Il voto unanime ne dà la conferma. Fatto quindi questo ennesimo gesto di solidarietà da parte degli argentani, il presidente si appresta a presentare il primo punto all'ordine del giorno, ma a quel punto scatta il blitz della opposizione: i cinque consiglieri del Pdl si alzano ed escono dalla sala.
Cura
dimagrante alla regione - mario lancisi
( da "Tirreno,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
popolare per
i privilegi denunciati nel libro La casta di Gian Antonio Stella e Sergio
Rizzo, approvò un ordine del giorno in cui si impegnava, entro la fine di
aprile del
<La
deriva> in libreria da venerdì 2 maggio
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-30 num: - pag: 15
categoria: ALTRI ... ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l'hanno. Noi invece… Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (3 - Continua) LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.
Afragola,
Bari-Napoli e <Nasa>: c'era una volta l'alta velocità
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Un articolo
di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il
punto ma, soprattutto, i conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti -
prevede lungo la linea 15 stazioni per
<Emergenza>
e le leggi si aggirano ( da "Corriere.it"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ", chiese Oscar Luigi Scalfaro, che presiedeva la Commissione parlamentare d'inchiesta. E il sindaco: "Ce l'ha chiesto la Ferrero per farci lo stabilimento. Dice che lassù le merendine lievitano meglio". Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella stampa |.
"Basta
assenze in Consiglio o mi dimetto"
( da "Corriere
Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Così sono deciso a chiedere che per chi è assente il gettone vada in beneficenza". Altrimenti? "Sono pronto a mettere in discussione il mio ruolo di presidente che fino ad oggi ho svolto con impegno e responsabilità: ma se c'è qualcuno che non condivide il mio modo di agire è ora che si faccia avanti".
Compensi
in Consiglio Il taglio non passa ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Giuseppe Verdicchizzi hanno lanciato la proposta a tutto il consiglio comunale di rinunciare ai gettoni di presenza come segnale di un nuovo modo di fare politica. Se l'invito fosse stato accolto il Comune avrebbe messo nel proprio salvadanaio 300 mila euro. Una proposta che l'amministrazione era pronta ad accettare di buon grado a fronte, come ha specificato l'assessore al Bilancio,
(m.m.)
Sono 15 i trevigiani che ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Luigino Rizzo di Paese, impiegato al Consorzio Agrario di Treviso e Belluno di Castagnole (36);Giulio Ros di S. Pietro di Feletto, operaio alla Moreno Ali di Mareno (36);Ivan Giovanni Ruoso di S. Vendemiano, operaio alla F.lli Pedol di Conegliano (46);
Otto
sedute per il bilancio Uno spreco di 40mila euro
( da "Provincia
di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Addirittura più di Milano a cui ne sono bastate sei. Ma alla perdita di tempo corrisponde anche una perdita di denaro. Le otto sedute sono costate circa 40mila euro alle casse comunali, tra gettoni di presenza per i consiglieri e stipendi per il personale. Qualcuno parlerebbe di spreco, più che di perdita.
È
una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un
gettone che poteva ( da "Provincia di Como, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: È una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un gettone che poteva essere risparmiato Pasquale Buono 01/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina XII - Napoli
LE IMPRESE ALLONTANINO CHI VIOLA LE NORME SICUREZZA PIETRO CERRITO Q uest'anno
il primo maggio arriva in un momento delicato. Per la condizione dei salari,
per il problema enorme della sicurezza sul lavoro e, ancora, per la fase
delicata che attraversano le istituzioni locali e il cambiamento in atto sul
piano nazionale. Anche per chi rappresenta i lavoratori è un momento
particolare. Che il sindacato abbia ancora in corso un processo di cambiamento
e rinnovamento importante è un fatto noto. Né è segreto l'impegno in questa
direzione. Basterebbe riprendere l'apertura del nostro segretario nazionale,
Raffaele Bonanni, al leader della Cgil, Guglielmo Epifani nei giorni prima
delle elezioni politiche per averne scienza. Che un contributo critico, magari
mosso dalle migliori intenzioni, venga anche dall'esterno è cosa che può essere
uno stimolo e un elemento di ulteriore riflessione. Purché non si risolva in
una critica generica e ingenerosa. Come è stata a Torino, le scorse settimane,
quella del presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo, che
tuttavia ha poi un po' corretto il tiro. Così rischia di essere anche per chi
si ferma a considerare il sindacato "l'altra casta" come, cavalcando
l'espressione utilizzata da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo per la politica, intitola un libro di Stefano Livadiotti. Il
rischio insito nel clima che ne deriva è un attacco più che alla struttura del
sindacato, al potere contrattuale dei lavoratori. Rischio tanto più grave
perché cade in un momento che chiede minore conflittualità e maggiore apertura
ad accordi anche innovativi, purché capaci di conciliare le esigenze dei
lavoratori con quelle più ampie dei territori. In questo contesto l'intesa
raggiunta in Campania con il Protocollo per la programmazione negoziata
2007-2013 è un buon approdo. Specie dopo le difficoltà che abbiamo avuto anche
nei mesi scorsi a veder riconoscere appieno il ruolo che il sindacato esprime
nella società. Ruolo che cambia, certo. Che richiede uno sforzo ulteriore per
interpretare al meglio le istanze della società, ma che non può essere
liquidato con una battuta a fine mandato, né con un titolo a effetto. Anche
perché è un ruolo che cresce (gli iscritti alla Cisl, per esempio, hanno fatto
registrare un aumento di 84 mila persone in un anno sul piano nazionale e 70
mila tra loro sono cosiddetti "attivi"). Ed è un ruolo che non è
rimasto bloccato come si tende a far credere. Si prenda l'esperienza dei
lavoratori extracomunitari, per esempio. Il sindacato ha svolto e svolge un
ruolo importante e spesso sottovalutato non solo di rappresentanza, ma anche di
volano per la buona integrazione. La Cisl è il sindacato che conta più
extracomunitari iscritti (300 mila in Italia). E non è un caso che il
copresidente nazionale dell'Anolf (l'Associazione nazionale oltre le
frontiere), l'espressione della Cisl dedicata ai lavoratori stranieri, sia il
"nostro", ormai napoletano, Mohamed Saady. E sul fronte dei giovani
molte sono le iniziative strutturali che a Napoli, in Campania e sul piano
nazionale stiamo mettendo su e di cui presto avremo modo di parlare
pubblicamente. Molto, moltissimo resta da fare, ma non con le invettive,
piuttosto con il confronto. Per questa ragione alle parole di Montezemolo non risponderemo
che la Confindustria è un centro d'affari, con le grandi industrie che
continuano a privatizzare gli utili e socializzare le perdite, perché è un
percorso che non porta da nessuna parte. Chiederemo invece di affrontare
assieme le urgenze, cercando tutte le volte che è possibile un accordo. E
chiederemo con forza di intervenire sulla questione della sicurezza sul lavoro.
Abbiamo tutti apprezzato l'iniziativa partita dagli industriali siciliani
contro il racket. Se tutte le associazioni di categoria, magari partendo dal
piano regionale campano, adottassero una linea per cui le aziende per le quali
vengano accertate gravi violazioni delle norme per la salute e la sicurezza sul
lavoro sono automaticamente (almeno) sospese dall'associazione di appartenenza
sarebbe un segnale propositivo - non risolutivo, naturalmente, ma importante -
e che guarda al futuro. Molto più che frasi sparate per far fare i titoli ai
giornali. Buon primo maggio. L'autore è segretario generale Cisl Campania.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
PESARO pag.
( da "Nuova Ferrara, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Argenta, Pdl e Ar
lasciano l'aula. Salta anche il punto sulla sanità Il tecnico Ausl giunto in
paese appositamente ha dovuto fare ritorno a casa ARGENTA. Mancando il numero
legale in consiglio comunale, il presidente Giuseppe Toschi ha sciolto la
seduta e ha mandato tutti a casa. E' accaduto ad Argenta martedì sera. Occorre
andare molto indietro negli anni per ricordare un consiglio comunale in cui la
maggioranza non avesse il numero sufficiente di consiglieri per gestire e far
approvare un ordine del giorno. Su 13 consiglieri (di cui 12 del Partito
Democratico e uno di Rifondazione Comunista), al momento dell'appello erano
presenti sette consiglieri di maggioranza (più il sindaco Giorgio Bellini) e
sette dell'opposizione (Pdl e Ar). Totale: 15 rappresentanti eletti. Al via dei
lavori, il vicesegretario comunale Piero Buzzi ha fatto l'appello e confermato
il numero legale. S'inizia. Si parte con il presidente Giuseppe Toschi che
plaude gli argentani e la stampa per aver messo in atto il gesto di solidarietà
nei confronti di Martina. "Questa - ha affermato Toschi - è l'Argenta in
cui mi riconosco". Da quest'affermazione, Toschi (anche sulla base degli
accordi presi in sede di conferenza di capigruppo) passa poi alla proposta di versare il gettone di presenza sul conto
corrente "Il volo di Martina". Il voto unanime ne dà la conferma.
Fatto quindi questo ennesimo gesto di solidarietà da parte degli argentani, il
presidente si appresta a presentare il primo punto all'ordine del giorno, ma a
quel punto scatta il blitz della opposizione: i cinque consiglieri del Pdl si
alzano ed escono dalla sala. Il numero legale a quel momento è di sette
consiglieri del Pd (più il sindaco), più i consiglieri Azzalli e Brunazzi
(Argenta Rinnovamento): totale dieci. Manca il numero legale, anche perchè la
sostituzione del dimissionario consigliere Giancarlo Penazzi (Pd) con Sabrina
Mingozzi (già componente della commissione sicurezza) sarebbe avvenuta
successivamente. Ancora qualche istante di tentennamenti ed i due consiglieri
di Argenta Rinnovamento escono anche loro proprio mentre entra in sala il
consigliere Adello Vanni che avrebbe consentito il numero legale di undici
presenti. A quel punto, nonostante l'arrivo del consigliere Vanni, di fatto la
maggioranza ha otto consiglieri presenti (più il sindaco): un numero che non è
sufficiente per procedere con i lavori. Allora, il vicesegretario Buzzi si alza
in piedi, verifica fra i banchi e fa nuovamente l'appello. Constatato che non
c'è il numero legale, dichiara che la seduta deve essere sospesa. E così è,
tant'è che il presidente Toschi sospende i lavori per 15 minuti. I consiglieri
della opposizione sono fuori sotto il porticato e non hanno nessuna intenzione di
rientrare. In questo lasso di tempo, a qualcuno in sala consigliare saltano i
nervi per aver confidato in una "ciambella di salvataggio" di almeno
due componenti della opposizione che, a detta della maggioranza consigliare,
avrebbero assicurato la permanenza in Consiglio. Infatti, se due consiglieri
della opposizione fossero rimasti in sala, più i sette già presenti e il
"ritardatario" Adello Vanni, il numero sarebbe stato perfetto: 10
(più il sindaco). E invece, tutti a casa. E così è dovuto ritornare a casa
anche il tecnico dell'Ausl giunto appositamente ad Argenta per parlare (e
quindi ricevere l'approvazione) del piano di zona 2005/2007 e del programma
attuattivo per il 2008 per la zona sociale Sud Est della Provincia di Ferrara.
La nuova convocazione sarebbe prevista per il 5 maggio oppure per il 7 maggio;
a quel punto non serve più una presenza di 10
consiglieri, ma ne basteranno quattro. Giorgio Carnaroli.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Toscana Cura
dimagrante alla Regione I consiglieri da
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in
libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà
presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-30 num: - pag: 15 categoria: ALTRI
OGGETTI dall'Algeria, petrolio da più parti). Risultato finale: l'energia
elettrica prodotta in Italia costa il 60% più della media europea, due volte
quella francese e tre volte quella svedese. Si pensi che per produrre
elettricità, spiega l'Aie, l'Italia brucia in un anno tanto olio combustibile
quanto l'India in un anno e mezzo. Per l'esattezza in 551 giorni. E tanto gas
quanto tutta l'America Latina in 439 giorni. Va da sé che siamo il Paese
europeo che (nonostante il gas naturale copra ormai la metà del settore)
dipende di più dal petrolio. Nel solo 2005 ne abbiamo consumato nelle centrali
circa 6 milioni e mezzo di tonnellate, pari a 32 superpetroliere come la Exxon
Valdez che anni fa affondò in Alaska causando un disastro ecologico. Sei volte
di più che la Germania o la Francia, dodici volte più che il Regno Unito. Una
"bolletta" pazzesca. Di oltre 30 miliardi di euro l'anno. (…) Un Paese
serio, davanti a un quadro così fosco di dissesto energetico e alla minaccia di
blackout come quello che paralizzò ore e ore l'Italia il 28 settembre del 2003
per un guasto dovuto alla caduta in un albero in Svizzera, non si darebbe pace
nella ricerca di vie d'uscita. Nucleare o solare, eolica o geotermica: ma una
soluzione. La cronaca di questi anni, invece, è un impasto di veti, controveti,
velleitarismi, fughe in avanti, viltà e retromarce. Nel caos più totale. (…) Se
abbiano ragione o torto, ad avere tanta fiducia nel nucleare, non lo sappiamo.
Lo stesso Carlo Rubbia, in un'intervista ad "Arianna editrice",
conferma che "il nucleare di oggi produce scorie radioattive da far
paura" e che "in realtà avevamo il modo per produrre energia
bruciando proprio le scorie, anzi l'Italia era leader nel mondo in questa
tecnologia" ma ora "ce la stanno copiando i giapponesi ".
Insomma, la questione è aperta. E non ha senso, tanto più dopo aver visto le
reazioni sconvolte sul tema delle scorie a Scanzano Jonico o in Sardegna,
andarsi a impiccare in discussioni nelle quali sono spaccati gli stessi
scienziati. Ma resta il tema: o facciamo qualcosa o restiamo appesi, con le
nostre fabbriche e le nostre lampadine, ai capricci degli stranieri che ci
tengono in pugno. Ed è lì che si vede la disastrosa incapacità della nostra
classe dirigente, non solo dei "signor no" dell'ambientalismo
talebano, di fare delle scelte. Anche gli svedesi, per dire, votarono a favore
del progressivo abbandono del nucleare. Molto prima di noi, nel 1980. Ma
dandosi scadenze lunghe lunghe. Per spegnere completamente la centrale di
BarsebÄck hanno aspettato venticinque anni e l'ultima chissà quando la
chiuderanno davvero dato che tutti i sondaggi dicono che la stragrande
maggioranza dei cittadini ha cambiato idea: piuttosto che finire ostaggio degli
stranieri, meglio il nucleare. In ogni caso, si sono mossi. Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto
tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce
l'hanno. Noi invece… Sergio Rizzo Gian Antonio Stella (3 - Continua) LEGGI le puntate precedenti su www.corriere.it.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-04-30 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Trasporti La stazione griffata Zaha Hadid non sarà
completata per tempo, la linea per la Puglia diventa un caso nazionale, treni
rapidi per Salerno mai partiti Afragola, Bari-Napoli e "Nasa": c'era
una volta l'alta velocità Cascetta: "La colpa dei ritardi è delle Ferrovie
Tirreno-Adriatica? Un buon progetto, ecco perché" Per coprire la linea
Napoli-Salerno si utilizzeranno i nuovi treni Vivalto. la Regione ne ha già
uno, un altro è in arrivo NAPOLI - Il triangolo del trasporto ferroviario,
stazione di Afragola dell'Alta velocità, linea Napoli-Bari dell'Alta capacita e
direttissima Napoli-Salerno hanno ingoiato tutto. Nel trilatero delle caserecce
Bermuda meridionali sono finiti progetti, collegamenti, passeggeri e, quando e
se sarà, una montagna di quattrini. Che fine ha fatto, allora, l'Alta velocità?
Bloccata in alcuni casi; mai partita in altri; a rischio in altri ancora.
Andiamo con ordine. Elencando dapprima i vertici del nostro ipotetico
triangolo, dopo le "difese ", o le repliche se preferite, dei diretti
interessati. La Regione Campania in primis ed anche l'unica, ché Fs ha inteso
non rispondere ("scrivete anche senza la nostra posizione", è il
laconico invito recapitato via mail, ore 20,09). La stazione di Afragola La
struttura il cui progetto è firmato da Zaha Hadid traballa prim'ancora di vedere
la luce per quattro ragioni: la gara per l'avvio del cantiere si deve ripetere
perché l'impresa vincitrice ha praticato un ribasso di costi che l'avrebbe
soffocata e il secondo, che poteva subentrare, non se l'è sentita per gli
stessi motivi; il cantiere della stazione aprirà, nella migliore delle ipotesi,
tra dodici-sedici mesi e la consegna è prevista tra cinque anni, nel 2013. Per
un'opera che doveva essere funzionante nel 2008 è un bilancio mortificante; con
la stazione slittano anche i progetti di bonifica e di collegamento della
stazione -porta con la Circumvesuviana e l'intero sistema ferroviario campano;
a causa dei rinvii, i prezzi della commessa sono lievitati: si partì da 59
milioni di euro, oggi siamo a 79. La stazione di Afragola apre il capitolo
della Tav Napoli- Bari. L'Ac verso la Puglia L'Alta capacità Napoli-Bari
finisce al centro delle polemiche nazionali. Un articolo di
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il punto ma, soprattutto, i
conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti - prevede lungo la linea 15
stazioni per
( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il paese degli
sprechi "Emergenza" e le leggi si aggirano Dai restauri ai vertici ci
pensa la Protezione civile Duecentomila euro il restauro del David di Donatello
li vale tutti. Ma perché li abbia dovuti tirare fuori la Protezione civile non
si sa. La pesante statua in bronzo rischiava di crollare improvvisamente al
suolo mettendo a rischio l'incolumità dei visitatori del museo fiorentino del
Bargello? No, era solo il modo più rapido per trovare i soldi. Direte:
d'accordo, ma l'"emergenza"? Non ci vuole un'emergenza per decretare
un'emergenza? Certo. Infatti l'ordinanza firmata nell'estate 2006 da Romano
Prodi spiegava che il "contributo straordinario" alla Sovrintendenza
per il David era necessario "per il proseguimento delle iniziative
finalizzate al recupero del patrimonio storico-artistico danneggiato dagli
eventi alluvionali che hanno colpito Firenze il 4 novembre del 1966".
Un'emergenza di quarant'anni prima. Ci sarebbe da ridere, se non fosse ormai la
prassi. In un Paese dove fare ogni cosa, dall'asfaltare una strada a organizzare
una gara podistica, è un'impresa, la Protezione civile è diventata un
grimaldello. Certo, uno Stato serio davanti alla paralisi dovuta al mostruoso
traboccare di norme e cavilli, risse ideologiche e veti sindacali, cambierebbe
le regole. Da noi no: scorciatoia all'italiana. Lo Stato che fotte le regole
dello Stato. Geniale. Così l'istituto nato nel 1982 dopo il terremoto in
Irpinia e la tragedia di Vermicino, quando l'Italia scoprì traumatizzata
dall'agonia di Alfredino che non esisteva neppure una lista di chi aveva questo
o quel mezzo di soccorso per aiutare un bambino caduto in un pozzo, ora è la
chiave per fare in fretta e aprire ogni porta. La bacchetta magica si chiama
"emergenza". Anche la ricostruzione della cattedrale di Noto, gravemente
danneggiata dal terremoto del 1998, è finita nell'elenco delle opere fatte
grazie ai soldi (e alle deroghe) della Protezione civile. E tutto sommato,
viste le condizioni in cui si trovavano le strutture della chiesa dopo il
sisma, ci potrebbe anche stare. Se al commissario per l'emergenza non fosse
stato affidato anche, testuale, "il restauro delle vetrate artistiche,
degli oggetti e dei corredi sacri, delle sculture e delle opere lignee, dei
metalli e argenti, dei dipinti su tela e su carta, delle pale d'altare; il
restauro conservativo degli altari della navata e del transetto sinistri, del
fonte battesimale e dell'acquasantiera, delle cappelle di San Corrado, del SS.
Sacramento e della Madonna con Bambino; il restauro della scalinata e del
portone in bronzo della navata centrale...". Tolta la salvaguardia dei
merletti di Burano, dei torroncini messinesi e della foca monaca di Capo
Carbonara, non c'è problema che non sia stato affrontato negli ultimi anni con
la dichiarazione dello stato di emergenza, l'affido formale alla struttura
diretta dal 2001 dal padovan- romano Guido Bertolaso e la nomina di un
commissario straordinario. Prendete Napoli. Scriveva Donatien-Alphonse-
François marchese de Sade a proposito di via Toledo: "Questa strada
sarebbe, senza dubbio, una delle più belle che sia dato vedere in una qualunque
città europea, se non ci fossero a guastarla le botteghe che si allungano fin
quasi alla metà della via, tanto più che si tratta in genere di botteghe di
macelleria e di altri generi commestibili, che la rendono fetida e sudicia.
(...) Le carrozze vi stanno in perpetuo su due o tre file; i calessi e i
piccoli cabriolets, leggerissimi, che a Napoli sono usati come vetture
pubbliche, si sono moltiplicati all'infinito; e tutti questi veicoli s'incrociano
ininterrottamente". Insomma: il problema dei rifiuti e del traffico
infernale con parcheggi in terza fila c'era già negli anni Settanta del
Settecento. Due secoli fa. Eppure, oltre che per la spazzatura, anche per il
caos nelle strade è stata dichiarata, manco fosse cascato a sorpresa un
meteorite, l'emergenza. E la Protezione civile ha emanato nel marzo 2007
un'ordinanza nominando il sindaco Rosa Russo Iervolino commissario
straordinario con poteri speciali per "individuare misure efficaci per la
disciplina del traffico, della viabilità, del controllo della sosta", ma
anche per "la realizzazione di parcheggi, anche a tariffa" e
"l'incremento dei livelli di sicurezza stradale" e il
"potenziamento dell'efficacia operativa del Corpo di polizia municipale
". (.) Sempre lì si finisce: perché affaticarsi a cambiare le regole, se
si possono aggirare? Ed ecco che si ricorre all'"emergenza" per
completare i lavori all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro
Spallanzani di Roma e all'ospedale Sacco di Milano. Per
"delocalizzare" gli sfasciacarrozze nel territorio capitolino. Per
rimuovere il relitto della nave Margaret, affondata nel golfo di La Spezia.
Fino all'organizzazione dei Grandi eventi. Un'idea di Berlusconi. Che appena
insediato nel
( da "Corriere Adriatico" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'ultimatum del
presidente Silvano Paradisi che striglia la maggioranza: una situazione
intollerabile "Basta assenze in Consiglio o mi dimetto" SENIGALLIA -
O i consiglieri diventano più responsabili, oppure il presidente del Consiglio
si dimetterà per protesta. L'altolà di Silvano Paradisi arriva alla vigilia
della festa dei lavoratori, in una mattinata grigia come l'umore del presidente
uscito indenne da una proposta di revoca del mandato avanzata dalla minoranza,
ma decisamente infuriato dopo l'ennesimo Consiglio saltato per mancanza del
numero legale. Le assenze ingiustificate cominciano a pesare... "E' una
situazione che non tollero più, soprattutto da parte dei consiglieri della
maggioranza, che dovrebbero assicurare i lavori dell'Assise". E invece...
"Invece si fa fatica a mantenere il numero legale fino alla fine del
dibattito. Nello scorso Consiglio avremmo dovuto ascoltare la relazione del
difensore civico, un momento importante a mio parere per capire quali sono gli
argomenti più delicati per i cittadini e che possono servire da spunto per
venire incontro alle necessità dei senigalliesi. Risultato: l'Assise è stata
rinviata perchè all'appello ne mancavano troppi. E dire che durante questo metà
mandato ho scritto lettere su lettere per chiedere massima collaborazione ed
attenzione ai lavori consiliari. E' un impegno che ci siamo assunti con gli
elettori e che non possiamo prendere alla leggera". Quindi? "Ho
chiamato a raccolta i consiglieri, specialmente quelli del Pd, ed ho chiesto
loro presenza e massima puntualità. C'è poca
consapevolezza del ruolo che si ricopre che non è solo di controllo ma anche e
soprattutto di indirizzo delle azioni della giunta. E se questo indirizzo viene
dilatato nei tempi anche la gestione della cosa pubblica rischia di subire
grossi e gravi ritardi. Non credo che dietro a certe assenze ci sia un problema
politico: dagli incontri che si stanno facendo tra gli esponenti del Pd non è
emerso niente che possa far supporre tensioni interne o malumori di
sorta". Si è anche rivolto alla giunta? "Certo, al sindaco e agli
assessori. Ma anche ai presidenti delle commissioni, ai commissari, ai
capigruppo e ai segretari di partito. Tutti sono coinvolti nell'amministrazione
di una città che ha bisogno di risposte concrete e la macchina comunale non si
può fermare solo perchè ci sono inammissibili ritardi nell'esaminare le
pratiche da discutere e approvare in Consiglio. Devo dire che da tutta la
giunta ho ricevuto la massima disponibilità a collaborare: ora mi aspetto che
dalle parole si passi ai fatti". Quanto costa una seduta consiliare?
"Anche questo è il punto: ogni Consiglio costa mille euro e non sono certo
noccioline. Così sono deciso a chiedere che per chi è
assente il gettone vada in beneficenza". Altrimenti? "Sono pronto a
mettere in discussione il mio ruolo di presidente che fino ad oggi ho svolto
con impegno e responsabilità: ma se c'è qualcuno che non condivide il mio modo
di agire è ora che si faccia avanti". M. TERESA BIANCIARDI,.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il confronto a
Pordenone Compensi in Consiglio Il taglio non passa PordenoneI consiglieri del
Gruppo delle Libertà, Francesco Giannelli, Pietro Tropeano e Giuseppe Verdicchizzi hanno lanciato la proposta a tutto il
consiglio comunale di rinunciare ai gettoni di presenza come segnale di un nuovo modo di fare politica. Se l'invito
fosse stato accolto il Comune avrebbe messo nel proprio salvadanaio 300 mila
euro. Una proposta che l'amministrazione era pronta ad accettare di buon grado
a fronte, come ha specificato l'assessore al Bilancio, Chiara Mio, di
una lettera a firma di tutti i consiglieri. Ma la coraggiosa sollecitazione
della triade delle Libertà è caduta nel vuoto. L'unica voce fuori dal muto coro
quella della consigliera di An, Elena Coiro disponibile alla rinuncia:
"Non solo avevo già chiesto in altre occasioni di poter rinunciare al
gettone di presenza, ma di poter fare la riunione dei
capigruppo nello stesso giorno del consiglio per evitare il doppio gettone: una
proposta che non è mai andata a buon fine. In alcuni casi ho preferito senza
mai renderlo pubblico, fare della beneficenza".La cifra se pur modesta,
pari a 100 euro lordi a presenza che diventano 70
netti, sono in pochi disposti a cederla. "Credo opportuno istituire - ha
rimarcato Coiro - un fondo per le donazioni, una strada più facilmente
percorribile".Il gettone di presenza non sarebbe
l'unica somma da mettere in "musigna" per poi essere reinvestita in
sicurezza - leggasi incremento delle forze di polizia municipale con estensione
del pattugliamento nelle ore serali e notturne - ma anche quella relativa agli
incarichi professionali, all'acquisto di giornali, riviste, abbonamenti.
"Venticinquemila euro per la manutenzione dei cervelli di tutto l'ente non
si toccano" ha prontamente ribattuto l'assessore Mio, come i 20 mila euro
di incarichi per tenere aperte le farmacie che a Pordenone rimangono chiuse
solo due settimane l'anno. Le forze di centro destra per contro hanno risposto:
è preferibile un aumento degli stipendi dei vigili urbani piuttosto che di
riviste e giornali. Morale: organico, attrezzature e mezzi dell'amministrazione
Bolzonello non verranno toccati e, tanto meno il gettone di presenza
ai consigli comunali.Sara Carnelos.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
(m.m.) Sono 15 i
trevigiani che saranno insigniti della decorazione della "Stella al merito del lavoro" con il titolo di maestro del
lavoro. Premiazioni che come tradizione si svolgono oggi a Venezia nella Scuola
Grande S. Giovanni Evangelista alle 10,30. Ecco i 15 trevigiani insigniti della
"Stella al merito" con relativa residenza,
azienda di lavoro ed anni di anzianità. Mario Baliviera di Villorba, impiegato
all'Electrolux Professional di Conegliano (42 anni);Flavio Barichello di
Vedelago, Quadro alla Banca di Credito Cooperativo Trevigiano di Vedelago
(35);Silvano Cimetta di Treviso, Quadro all'Electrolux Products Italy di Porcia
(41);Silvana Crozzolin di Roncade, impiegata alla Serramenti Botter di Roncade
(37);Roberto Cusinato di Castelfranco, Quadro alla Castel Mac di Castelfranco
(44);Enrico Dell'Andrea di Oderzo, dirigente all'Electrolux Home Products di
Porcia (34);Mario Gottardi di Fontanelle, impiegato alla Serenissima di Mansuè
(34);Rinaldo Manzardo di Carbonera, impiegato alla Cartiera Burgo di Treviso
(36);Alfio Meneghindi Vittorio Veneto, dirigente alla Inoxveneta di Vittorio
Veneto (30);Maurizio Morandin di Treviso, dirigente al Consorzio Agrario di
Treviso e Belluno di Castagnole (35);Luigino Rizzo di Paese, impiegato al Consorzio Agrario di Treviso e Belluno di
Castagnole (36);Giulio Ros di S. Pietro di Feletto, operaio alla Moreno Ali di
Mareno (36);Ivan Giovanni Ruoso di S. Vendemiano, operaio alla F.lli Pedol di
Conegliano (46);Claudio Simioni di Vedelago, operaio alla Fanton di
Istrana (39);Antonio Valentidi Treviso, impiegato alla Esso Italiana di Padova
(38).
( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Record negativo per il
Comune: a Milano lo hanno approvato in sei riunioni Protesta anche la
maggioranza. Ennesimo rinvio, si riparte lunedì prossimo Sprechi. Il grande
tema che sta infuocando le discussioni nell'aula del consiglio comunale.
Peccato che proprio il consiglio (tutto) sia imputabile di spreco di soldi dei
cittadini. Colpa dell'eccessiva lentezza. Non sono bastate sette sedute per
approvare il bilancio di previsione 2008. Sarà necessaria un'ottava seduta,
quella di lunedì prossimo, per metterlo finalmente ai voti. Una vera e propria
odissea, fatta di discussioni, dichiarazioni di voto, ordini del giorno,
emendamenti e sub emendamenti. La solita politica che procede a rilento? Non
proprio la solita. Il caso del consiglio comunale di Como, infatti, è
un'eccezione (negativa) tra tutti i Comuni lombardi. Palazzo Cernezzi ha il
record assoluto per essere il Comune capoluogo ad avere impiegato più tempo ad
approvare il bilancio. Addirittura più di Milano a cui ne
sono bastate sei. Ma alla perdita di tempo corrisponde anche una perdita di
denaro. Le otto sedute sono costate circa 40mila euro alle casse comunali, tra gettoni di presenza per i consiglieri e stipendi per il personale. Qualcuno
parlerebbe di spreco, più che di perdita. Il che ha davvero del paradossale
se si pensa che nella seduta dell'altra sera un'ora abbondante è stata spesa a
discutere sull'opportunità o meno di votare e approvare due ordini del giorno
(documenti che hanno solo un valore di indirizzo nei confronti della giunta e
del sindaco, ma che non hanno alcuna immediata ed effettiva conseguenza) che
avevano come tema proprio il taglio degli sprechi e del personale in esubero in
forze a Palazzo Cernezzi. A nulla è valso l'appello di Arturo Arcellaschi
(Forza Italia) di continuare la discussione sul bilancio a oltranza per
chiudere il capitolo nella scorsa seduta. Il consiglio ha, infatti, scelto di
concludere i lavori lunedì prossimo. MAGLIA NERA - Otto sedute per approvare il
bilancio fanno di Palazzo Cernezzi il Comune ?lumaca?. A Brescia è bastata una
sola seduta (una anche per Sondrio, ma non fa testo essendo un ente
commissariato). Due sedute per Cremona, Lecco, Lodi, Mantova e Pavia. Tre,
invece, per Bergamo. La grande metropoli milanese ha richiesto 6 sedute, come
pure Varese dove, però, tre riunioni sono andate deserte e quindi, a conti
fatti, ha richiesto solo 3 sedute effettive. La peggiore è Como con otto.
"Dati che fanno sicuramente pensare - dichiara il presidente del consiglio
Mario Pastore -. La revisione del regolamento del consiglio e dello statuto è
già allo studio di una commissione speciale. Far finta che a Como non ci sia
qualcosa che va quantomeno analizzato, sarebbe nascondersi davanti
all'evidenza". L'altra sera Arcellaschi ha provato ad accelerare i tempi,
chiedendo di rimanere fino a notte fonda per chiudere il discorso bilancio. Ma
su 31 consiglieri presenti solo 11 hanno votato a favore di questa proposta.
"È una vergogna - ha tuonato Pasquale Buono (FI) - si è scelto di rinviare
l'approvazione del bilancio spendendo così un gettone di presenza
che poteva essere risparmiato". GLI SPRECHI - Tutti d'accordo sul fatto
che si debba limitare gli sprechi? Non proprio. L'ordine del giorno presentato
da alcuni esponenti di Forza Italia (primi firmatari Stefano Rudilosso e
Roberto Rallo) con il quale si chiedeva al sindaco di invitare ogni assessore
"a provvedere alla riduzione della spesa del proprio assessorato
attraverso l'individuazione di sprechi e la compressione delle spese" è
stato approvato, ma non senza polemiche soprattutto da parte di Alleanza
Nazionale e di parte della Lega. Claudio Corengia (An) ha definito il documento
presentato da Rudilosso e colleghi ?aria fritta?: "Spetta al consiglio
comunale individuare gli sprechi anche in sede di discussione e approvazione
del bilancio". Per il lumbard Emanuele Lionetti l'ordine del giorno non è
proprio aria fritta ma poco ci manca: "Bisogna avere il coraggio di dire
quali e dove sono gli sprechi, altrimenti non ha senso questo documento".
Dario Alemanno 01/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
È
una vergogna, si è scelto di rinviare l'approvazione del bilancio spendendo un
gettone che poteva essere risparmiato Pasquale Buono 01/05/2008.