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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
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tARTICOLI DEL 1-4 gennaio 2009 #TOP
IN EVIDENZA
Viaggio
nell'aeroporto fantasma di Salerno. Dopo appena 4 mesi dall'avvio sospesi tutti voli
di linea (Il Corriere della Sera 4-1-2009)
Tutti gli scontri e i dissidi tra consorzi, società
e compagnie che ne hanno paralizzato l'attività
SALERNO - Lo scorso agosto, all'indomani del
decollo del primo volo commerciale, stampa e politici locali lo avevano
salutato come il nuovo «volano dell'economia campana» e il presidente della
provincia di Salerno Angelo Villani era andato anche oltre dichiarando che lo
scalo avrebbe assunto velocemente una «funzione strategica in un'ottica di
attrattività del sistema turistico a livello nazionale e internazionale». Ma a
soli quattro mesi da queste dichiarazioni entusiaste, «l'Aeroporto
Salerno-Costa d'Amalfi» ha sospeso tutte le tratte commerciali e ad atterare
sullo scalo situato nel comune di Pontecagnano-Faiano nelle ultime due
settimane sono stati solo jet privati e piccoli charter. A causare l'attuale
sospensione dei voli sono gli scontri e i dissidi tra il Consorzio Aeroporto
Salerno (compagnia che gestisce lo scalo, formata da importanti enti locali del
territorio e che possiede il 91 % delle azioni della «Società Aeroporto di
Salerno Spa»), la Gan (Global aviation network), società di Fiumicino che fino
a poche settimane fa organizzava i voli di linea e la Orion Air, compagnia
aerea spagnola alla quale la Gan si è rivolta per il noleggio degli aerei.
UNA STRUTTURA FANTASMA - Lo scalo salernitano in
questi giorni è una struttura fantasma: a differenza di quanto accade negli
altri aeroporti italiani, affollati di gente che torna dalle vacanze natalizie,
qui il silenzio regna sovrano ed è difficile incrociare anche i dipendenti
dell'aeroporto. La spiegazione di questa singolare atmosfera è presto spiegata:
lo scorso 18 dicembre la Gan con un duro comunicato stampa ha annunciato di
sospendere tutti i voli di linea e le tratte commerciali. Risultato? Oltre
3.000 persone che avevano prenotato i biglietti per le vacanze natalizie sono
rimaste a terra e innumerevoli proteste sono fioccate contro lo scalo
salernitano. Senza passeggeri e con qualche sparuto volo charter, il
«Salerno-Costa d'Amalfi», difficilmente raggiungibile a causa di una carente
segnaletica stradale e per le vie strette e mal asfaltate, assomiglia sempre di
più ad una «cattedrale nel deserto» che spunta in un territorio dove si vedono
solo campi agricoli e tanta campagna. Appena entriamo nello scalo notiamo che
il display che annuncia gli aerei in arrivo è in funzione. Ma naturalmente
nessun volo di linea è in programma. La sola zona della struttura che
all'apparenza non trasmette un senso di vuoto è quella che circonda l'unico
«bar» dell'aeroporto. Ma è solo una momentanea illusione. Avvicinandoci, non
solo notiamo che ai tavolini non vi è seduto nessuno, ma invece del comune
bancone da bar, vi sono distributori automatici che offrono snack e bibite.
CRONOSTORIA - Come racconta il sito
ufficiale dell'aeroporto, lo scalo nasce nel lontano 1926 come campo di
fortuna creato dal Genio Aeronautico di Napoli. Fino all'anno scorso è stato
utilizzato per lo più dalle scuole di volo e paracadutismo e da piccoli jet
privati. Il primo volo di linea, Salerno-Milano Malpensa, è decollato il 2
agosto del 2008 e per quattro mesi dal «Salerno-Costa d'Amalfi» sono partiti e
atterrati in media 33 voli settimanali. La tratta quotidiana verso Malpensa è
sempre stata la più affollata, mentre le vendite dei biglietti per le altre
destinazioni come Barcellona, Bucarest e Torino risultavano oscillanti. In meno
di 150 giorni d'attività lo scalo è riuscito a conquistare oltre 20.000
passeggeri, cifra più che soddisfacente per un aeroporto con una pista che
supera di poco i
GLI SCONTRI - Dopo la decisione della Gan di
bloccare i voli, gli attori principali di questa vicenda hanno cominciato ad
accusarsi reciprocamente. La compagnia low-cost «Orion Air» sostiene che la Gan
ha contratto nei suoi confronti ingenti debiti e dichiara che, finchè questi
crediti che vanta non saranno pagati, è costretta a sospendere il servizio. Il
tour operator di Fiumicino invece afferma che la Orion Air è la principale
colpevole dei numerosi disagi lamentati dai passeggeri nei 4 mesi di attività:
la cattiva manutenzione dei velivoli e i continui ritardi accumulati dagli
aerei della società spagnola avrebbero fatto perdere credibilità e centinaia di
utenti all'aeroporto campano. Tuttavia le bordate più dure la Gan le indirizza
contro il sistema politico: come dichiara il comunicato stampa del tour
operator, la politica locale «è stata così capace di influire negativamente sul
destino dell'aeroporto da rendere la cosa del tutto inspiegabile agli occhi di
una società che si stava impegnando con tutte le sue risorse, finanziarie,
tecniche e umane, per fare funzionare i voli».
ACCUSE AI POLITICI - Guglielmo Rapicano, amministratore
della Gan, si dichiara molto amareggiato per come, nei primi mesi di attività,
è stato gestito l'aeroporto di Salerno e critica fermamente la politica locale:
«Dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca fino all'ultimo degli amministratori
locali, sono tanti i politici che hanno influenzato negativamente la gestione
dello scalo» dichiara Rapicano. «Poi le promesse non mantenute sono
innumerevoli. Ad esempio il consorzio ci aveva garantito la creazione
nell'aeroporto di un deposito carburante fiscale, una struttura sotterranea che
avrebbe permesso alla nostra società di avere benefici fiscali e pagare il
petrolio a metà prezzo. Naturalmente non è stato fatto, ma gli aerei hanno
continuato ad essere riforniti con il servizio autobotti, molto più oneroso.
Inoltre da quando sono partite le tratte commerciali, il Comune di Salerno non
ha speso nemmeno un euro per pubblicizzare il nuovo scalo». Secondo Rapicano
l'unico modo per ridare vita all'aeroporto è creare una cordata di imprenditori
e banche meridionali realmente interessate allo sviluppo del territorio che
s'impegnino a finanziare una piccola compagnia aerea meridionale.
FUTURO - I dirigenti dell'aeroporto invece non
sembrano affatto preoccupati per la sospensione dei voli e non accettano le
critiche di Rapicano. Antonio Dattolo, direttore operativo dello scalo,
dichiara di aver assunto l'incarico solo da qualche giorno, ma sottolinea di
essere sicuro che fra non molte settimane l'attività dell'aeroporto riprenderà.
Più esplicito Giovanni Basso, coordinatore amministrativo dello scalo, che si
dichiara più che ottimista: «Più di una società si è già fatta avanti e ha
dichiarato di voler lavorare nell'aeroporto. Dobbiamo valutare qual è l'offerta
migliore. Le accuse rivolte contro di noi sono infondate: la Gan probabilmente
non aveva le capacità per gestire un aeroporto in start-up. Tuttavia i numeri
parlano chiaro: l'aeroporto di Salerno attira migliaia di passeggeri. Adesso
bisogna solo farlo ripartire».
Francesco Tortora
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Articoli
Costi dei politici (38)
REGIONE MOLISE: PD, PIU' FONDI AD ESU CON TAGLI COSTI
POLITICA ( da "Agi"
del 01-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: COSTI POLITICA (AGI) - Campobasso, 1 gen. - I giovani del Pd accusano la maggioranza di centro destra alla regione Molise di non volere i tagli ai costi della politica, per aumentare i sostegni all'universita'. "Il consiglio - riporta una nota - ha respinto i nostri tre emendamenti al bilancio, con i quali chiedevamo di aumentare di 1 mln di euro le dotazioni di spesa per finanziare
No
alla proposta di calare stipendi a giunta e consiglio
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per i gettoni di presenza dei consiglieri, ridurre di 10mila euro il capitolo per le indennità di carica (sindaco e assessori) da 28mila a 18mila euro. Il sindaco, Maria Regina Brun, nella sua relazione ha ricordato che sulle indennità di carica degli amministratori «la giunta ha accettato, a suo tempo, il minimo dell'indennità prevista con una ulteriore riduzione del 10%
Enti,
rimborsi spese sotto controllo ( da "Italia Oggi (Enti Locali)"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rimborsi spese sotto controllo ENTI LOCALI Di Pagina a cura di Matteo Esposito Fissate con decreto interministeriale le cifre da corrispondere agli amministratori locali Gettoni fino a 230 . Riduzione del 5% nei comuni deficitari Fissate le misure forfettarie per il rimborso delle spese diverse da quelle di viaggio per gli amministratori locali,
l'occupazione
della sanità ( da "Repubblica, La"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: inversione di tendenza nella cementificazione di città e coste, che non sarà ancora il blocco totale che auspicavamo, ma è sulla buona strada. Ha iniziato a ridurre i costi della politica, sia pure dalla prossima legislatura e senza quel ridimensionamento forte delle partecipate e degli incarichi di sottogoverno che avevamo sognato e che resta necessario e urgente;
Il
lavoro di noi amministratori va soltanto rispettato
( da "Nuova
Ferrara, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a favore della realizzazione di orti sociali. Una provocazione che la Benea giudica «populista» e alla quale replica per punti. «Come assessori percepiamo 940 euro netti al mese, meno di un operaio - chiarisce Benea -, non abbiamo gettoni di presenza nè orari. In più siamo per così dire a tempo determinato, perché scaduto il mandato il nostro ruolo si esaurisce»
IL
SISTEMA politico, malato di 'poltronite' cronica, è inquinato dal proprio ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è una questione morale è come non ricordare la pratica delle mazzette della Prima Repubblica. L?esigenza prioritaria è quella di cambiare rotta con regole etiche per rimediare e porre un freno alla diffusa illegalità e corruzione. Purtroppo i partiti antepongono sempre gli interessi di bottega a quelli generali.
Caduta
la proposta di raddoppiare il valore del gettone di presenza che spetta ai
consiglieri comuna... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sul tentativo di approvazione del raddoppio del valore del gettone di presenza (fissato nel 2001) si sono quindi levati gli strali di una parte dell'opposizione, ovvero Serafino Di Palma e Antonio Vitelli, che hanno accusato la maggioranza di aver tessuto un accordo sottobanco con il resto della minoranza.
L'AQUILA
- L'Ufficio elettorale centrale regionale della Corte d'Appello dell'Aquila ha
no... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a nome del Comitato promotore dei cinque referendum abrogativi di costi e sprechi della politica e degli enti strumentali, di tener fede agli impegni che tutti i consiglieri hanno assunto all'atto dell'approvazione del nuovo Statuto della Regione e delle leggi attuative in materia di procedimento referendario e del Collegio per le garanzie statutarie.
Sezze,
raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: Non saremo mai favorevoli
( da "Messaggero,
Il (Latina)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Venerdì 02 Gennaio 2009 Chiudi Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: «Non saremo mai favorevoli»
<Le
mie riflessioni di assessore regionale circondato da lupi, volpi e avvoltoi>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ancora più modeste sono le decisioni di tagliare i costi della politica: spese ridotte per le autoblu e per le consulenze ma le indennità e i vantaggi accessori come le pensioni concessi ai consiglieri e agli assessori sono rimasti in definitiva intatti. Il bilancio che è stato approvato, è insomma condizionato da vincoli e limiti invalicabili: scarse risorse,
Il
2008 anno delle bolle politiche ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la riduzione dei costi della politica e le misure per contrastare la crisi finanziaria, che contagia sempre più l'economia reale. Si paventano addirittura l'«inciucio » e la «melassa» fra i due schieramenti, ma il primo incontro Berlusconi-Veltroni, a metà maggio, sancisce già le distanze su Rai, Alitalia e fisco.
Ciarlo:
<Costi della politica ridotti, ma potevamo fare qualcosa in più>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Abbiamo eliminato la commissione tecnica sul federalismo fiscale che costava centinaia di migliaia di euro all'anno». In aula il finanziamento della mostra dei presepi in Russia ha spaccato la maggioranza. Cosa è successo? «Era diventato un affare di Stato. Eppure stiamo parlando di uno stanziamento di 100 mila euro per portare, se non erro a San Pietroburgo, presepi artistici,
Pd/
Tabacci: Sbagliata pretesa superiorita' morale sinistra
( da "Virgilio
Notizie" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: (Apcom) - La corruzione è un fatto diffuso e profondo e non riguarda un solo settore della politica: lo afferma Bruno Tabacci dell'Udc, intervistato a 'Faccia a faccia' su Radiotre. "La corruzione - avverte l'esponente centrista - è un fatto trasversale e non è riconducibile a un versante particolare.
Alla
Croce Gialla i gettoni dei consiglieri
( da "Corriere
Adriatico" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Alla Croce Gialla i gettoni dei consiglieri FALCONARA Ieri mattina i consiglieri comunali hanno offerto i loro gettoni di presenza del 2008 alla Croce Gialla Falconara. All'iniziativa, promossa dal gruppo del Pdl, hanno aderito anche i rappresentanti delle altre forze politiche (Pd e Udc) che siedono nell'assemblea cittadina e il consigliere della lista civile Cittadini in Comune.
PAOLO
MAINIERO ABOLITI I RIMBORSI CHILOMETRICI E FERROVIARI; TAGLIATE LE AUTO BLU;
RIDOTTE LE CON... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sul taglio dei costi della politica la battaglia tra chi spingeva per cancellare i privilegi e chi si adoperava per conservarli è stata per i primi più ardua del previsto. Ma alla fine è stata vinta. Anche se con qualche imbarazzante retromarcia. Come è stato per i rimborsi ferroviari.
<Alla
Provincia ridotte anche le spese per i telefonini>
( da "Sicilia,
La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i tagli ai costi della politica. Si parla tanto degli sprechi della politica italiana, questa amministrazione ha voluto imprimere un forte giro di vite, riducendo e razionalizzando le spese. La riduzione degli assessori da 15 ad 11, e presto a 9, con la contestuale diminuzione del numero di dipartimenti e del personale dirigente - ha proseguito -
SCONTRO
SUL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA: ELIMINATE AUTO BLU, RIDOTTE LE CONSULENZE,
STOP AI BONUS FORFETTARI ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Scontro sul taglio dei costi della politica: eliminate auto blu, ridotte le consulenze, stop ai bonus forfettari
Benestare
al preventivo Gli alloggi fra le priorità
( da "Alto
Adige" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: interramento della linea di media tensione sopra l'abitato di Trodena. Le spese correnti ammontano a circa 2 milioni di euro, il 25% dei quali a carico del personale e 70 mila per amministratori e gettoni di presenza per consiglieri. 48 mila euro di spese sono previsti per la gestione della scuola materna di Trodena, 13 mila per la materna di Fontanefredde,
rapagnà:
riforme disattese ( da "Centro, Il"
del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della democrazia diretta e della partecipazione popolare, ma non ha tagliato neppure alcuni dei tantissimi e ingiustificabili costi della politica e non ha ridotto, neanche minimamente, gli sprechi degli enti strumentali e delle strutture. Le due omissioni più gravi però sono state quelle di non avere messo a disposizione dei Cittadini promotori di referendum di un organo indispensabile
I
costi della politica sono un volano di corruzione
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è quasi impossibile che vincano partiti di centro-destra per il prossimo decennio. Il refrain dei responsabili amministrativi di partito era il seguente: il finanziamento pubblico copre solo un terzo delle spese sostenute. E' l'esistenza di onerose strutture fisse che rappresenta il vero vulnus del sistema;
la
fantasia è al potere in toscana ( da "Tirreno, Il"
del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ventisettenne che sta disputando un campionato eccellente nel Pisa di Ventura. Ha assaporato la A nell'Ancona, vanta 128 presenze in B (Monza, Piacenza, Messina) con 28 gol all'attivo, sta prendendo in mano il gioco del Pisa. Locatelli e gli altri. Chi sa far le cose per bene è indubbiamente Locatelli (32 anni).
Costi
della politica: forse è il momento di tagliarli di netto
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 13 Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto POVERTÀ IN QUESTI giorni giornali e tv, assieme alle notizie dei gravi scandali di corruzione riguardanti diversi personaggi di regioni italiane, ci pongono finalmente il problema, che non è poi nuovo, della povertà dilagante.
Copione
già scritto: presto la questione morale si eclisserà
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anno passato sotto lo spirare del successo a valanga riscosso dal libro-inchiesta dei giornalisti Rizzo e Stella, «La Casta», che ha aperto gli occhi degli italiani sui privilegi dei loro politici, l'onda del malcontento ha trovato negli ultimi mesi nuova energia nelle inchieste giudiziarie sugli amministratori locali di diverse parti d'Italia.
<In
Italia un potere senza etica> ( da "Adige, L'"
del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della crisi economica. È anche l'anno in cui è tornata prepotentemente in primo piano nelle cronache la «questione morale» italiana, con gli intrecci perversi tra politica e affari. Corruzione e mafia come elementi costitutivi del potere in Italia è la sintesi proposta da «Il ritorno del Principe», un libro - intervista del giornalista Saverio Lodato al sostituto procuratore di Palermo
Le
spese della politica: ecco quanto ci costano sindaco e assessori
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: mentre ciascun consigliere (sono venti) ha un costo pubblico di 612,72 euro. A disposizione dei gruppi consiliari vi sono annualmente 4.900 euro per il funzionamento delle attività del consiglio. Va specificato che le mensilità sono dodici e che il gettone lordo dei consiglieri per la presenza alle sedute è di 32,53 euro.
Ma
quanto costa la politica? Dopo l'intervento sui costi sostenuti nel Consorzio
bacini imbrife... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: insolita presenza di consiglieri a una seduta di routine - spiega Dominici - mi sono chiesto quanto costasse, oltre i gettoni e i rimborsi spese, la presenza in aula di dipendenti delle poste, del Cotral, di grosse aziende private. Presenza cui si aggiungono gli oneri impropri derivanti dalla mancata attività lavorativa dei dipendenti pubblici che,
Ronghi:
bilancio sobrio grazie a Mpa ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: pressioni al ritiro della norma provenute da esponenti del centrosinistra — ha evidenziato — il nostro movimento ha ritenuto di portarla avanti affinché questo bilancio si caratterizzasse per la riduzione dei costi della politica e ha ritenuto di accettare la mediazione del centrosinistra pur di giungere all'approvazione del provvedimento affinché esso divenisse norma dell'
Fondo
di solidarietà con i gettoni di giunta e Consiglio comunale
( da "Stampa,
La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: idea di costituire un ''Fondo di solidarietà'' in cui confluiranno i gettoni di presenza dei consiglieri ed una parte degli emolumenti della giunta. Non si tratterà di una grossa cifra ma, fermi restando gli interventi del Servizio sociale, rappresenta una fonte per iniziative immediate, come il pagamento di una bolletta in scadenza.
Tariffe
basse e servizi certi ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: pur avendo avuto un aumento da parte di Hera; nel 2007 sono state aumentate le isole ecologiche di base, i cassonetti della raccolta differenziata distribuiti sul territorio e, quindi, in qualche modo, si sono presentati dei costi che hanno necessitato di un supporto. Mettendo insieme tutto questo, aggiunto all'inflazione e dovendo mantenere il servizio alla copertura del 100%
chiodi:
niente nuove tasse ma tanti sacrifici
( da "Centro,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nei tagli ai costi della politica è prevista anche una revisione del sistema pensionistico dei consiglieri regionali. CASO D'ALFONSO. Alla domanda se al posto di Luciano D'Alfonso (il sindaco dimissionario di Pescara arrestato a metà dicembre e dopo pochi giorni rimesso in libertà) confermerebbe o meno le dimissioni da primo cittadino Chiodi ha risposto con un secco «
le
nostre nomine? basate sul merito - claudio burlando claudio montaldo*
( da "Repubblica,
La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Quanto ai costi della politica, gli stipendi dei consiglieri sono già diminuiti in questa legislatura e ora si applica una ulteriore decurtazione, mentre già la Finanziaria dello scorso anno tagliava radicalmente le consulenze e le spese superflue. *presidente Regione Liguria e Assessore regionale alla Salute SEGUE A PAGINA XII
<La
città ha bisogno di progetti seri>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il gettone di presenza per ogni seduta è di 33 euro lordi, sia per il Consiglio che per le nove commissioni permanenti. «IL 2008 - dice Camela - è stato per Ascoli un anno orribile sotto il profilo economico ed occupazionale. Il Consiglio comunale non trascurerà questo aspetto e nella predisposizione del bilancio di previsione del 2009 darà un preciso segnale alla città,
<Gli
stradini paghiamoli noi> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: adozione di una delibera per integrare il fondo con il gettone di presenza dei rappresentanti di maggioranza e di minoranza». L?ESPONENTE DI AN ha depositato ieri un?interrogazione con la quale punta il dito sulla precaria situazione vissuta nel primo giorno del 2009. «Alle 19 di giovedì ? spiega ?
Signori
da un milione (di copie) ( da "Corriere della Sera"
del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella & Rizzo, che il milione di copie con La casta (uscito nel 2007 e ancora in classifica) se lo sono già lasciato alle spalle, ora provano il bis con La deriva (Rizzoli), che sfiora le 600mila copie. Bestseller, sia pure datato — è del 2006—
LA
MORALE DEL MORALISTA ( da "Giornale.it, Il"
del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: salvo poi rimuoverlo non appena ha avuto notizia dell'indagine in corso. E qui c'è il primo giallo. Da chi Di Pietro ha saputo che Mautone era nel mirino dei magistrati? «Dalle agenzie di stampa», ha risposto Di Pietro. Ma al momento della rimozione dall'incarico nessuna agenzia - né tantomeno nessun giornale - aveva scritto mezza riga.
Caro
Pannella basta insultare anche Napolitano
( da "Tempo,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quasi un decano della politica italiana, a darci lezioni di anti-machiavellismo: lui che, a proposito anche di finanziamento dei partiti, o comunque di rapporto fra partiti e soldi, stipulò accordi con Berlusconi una quindicina d'anni fa con minuziose clausole economiche, facendogli poi causa per pretesa inadempienza contrattuale.
e
c'è anche il "mistero" delle caserme dismesse
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi della politica e poi, quando si tratta di assumere una decisione che, in qualche modo, affronti concretamente il problema, non si riesca mai a prenderla. Tutti "piangono", indipendentemente dallo schieramento politico, perché non ci sono più risorse pubbliche e, intanto, si fanno marcire beni che potrebbero o sarebbero potuti essere venduti a privati incassando qualche soldo.
LA
DELUSIONE CHE PERVADE OGGI I GIOVANI NAPOLETANI MI INDUCE A CREDERE CHE A
NESSUN ALTRO PIù C... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: debole della camorra e della corruzione, spettri che stanno oscurando l'alba di una nuovo corso politico che stenta a sorgere. La fama di cui gode Napoli nel mondo rischia di essere compromessa per sempre. Mai come in questi ultimi anni la città è stata vetrina di un degrado morale, civile e istituzionale, di cui l'emergenza rifiuti e lo scempio che tutto il mondo ha visto è solo l'
( da "Agi" del 01-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGIONE MOLISE: PD, PIU'
FONDI AD ESU CON TAGLI COSTI POLITICA (AGI) - Campobasso, 1
gen. - I giovani del Pd accusano la maggioranza di centro destra alla regione
Molise di non volere i tagli ai costi della politica, per
aumentare i sostegni all'universita'. "Il consiglio - riporta una nota -
ha respinto i nostri tre emendamenti al bilancio, con i quali chiedevamo di
aumentare di 1 mln di euro le dotazioni di spesa per finanziare il
diritto allo studio universitario e di 600 mila euro le spese per l'acquisto di
libri di testo e le borse di studio per gli studenti della scuola dell'obbligo
e delle secondarie superiori. Tutto questo dovev essere finanziato riducendo i
fondi per le spese dei Presidenti di giunta e di consiglio, degli assessori
esterni, delle auto-blu e delle consulenze esterne. Nonostsnte Iorio avesse
promesso un aumento di 300 mila euro delle borse di studio, i fondi destinati
all'Ente per il diritto allo studio sono gli stessi dell'anno scorso".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Castel D'Ario.
Vivace dibattito No alla proposta di calare stipendi a giunta e consiglio
CASTEL D'ARIO. La maggioranza ha respinto, nell'ultimo consiglio comunale, gli
emendamenti al bilancio presentati da Paolo Bonfante (Castel d'Ario Nuova) e
Angela Vincenzi (Acm) per dimezzare lo stanziamento (2mila euro) per i gettoni
di presenza dei consiglieri, ridurre di
10mila euro il capitolo per le indennità di carica (sindaco e assessori) da
28mila a 18mila euro. Il sindaco, Maria Regina Brun, nella sua relazione ha
ricordato che sulle indennità di carica degli amministratori «la giunta ha accettato,
a suo tempo, il minimo dell'indennità prevista con una ulteriore riduzione del
10% dal 2007. Stiamo inoltre valutando la possibilità di riportare la
giunta a quattro assessori, oltre al sindaco, al posto dei sei attuali». Ha poi
sottolineato che sull'emendamento per recuperare somme per acquistare libri per
le medie «ci sono già fondi dalla Regione mentre, per i sevrizi
socio-assistenziali, ci si avvale degli stanziamenti del Consorzio dei Piani di
zona distrettuali». Per Bonfante «stavolta potremmo aumentare gli stanziamenti
noi direttamente». Secondo Sandro Correzzola (capogruppo di Alternativa) gli
emendamenti dovrebbero essere accolti «per dar un segnale di un nuovo metodo di
affrontare e discutere il bilancio». Ha poi apprezzato il lavoro dei due consiglieri
«anche perché si vanno a recuperare somme in capitoli non fondamentali del
bilancio». Anche Cosimo Tamburello (Fi) si è detto favorevole agli emendamenti
ricordando che già lui stesso, a suo tempo, aveva fatto analoghe proposte. A
questo punto è intervenuto l'ex vice sindaco Massimiliano Fontana cercando di
mediare le posizioni. Secondo Fontana, mentre per i libri «ci sono già i fondi
della Regione» sull'emendamento per recuperare fondi per i servizi sociali «è
giusto affrontare il tema insieme alle varie istituzioni. Penso che si possa
accettare la proposta della minoranza con la costituzione di un tavolo di
lavoro con i capigruppo, trasformando gli emendamenti in un atto di indirizzo
sui problemi sociali e propongo al sindaco di attivare il Cda del Consorzio per
prendere provvedimenti concreti in merito». Lino Fontana
( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi Numero
001 pag. 13 del 2/1/2009 | Indietro Enti, rimborsi spese sotto controllo ENTI LOCALI Di Pagina a cura di
Matteo Esposito Fissate con decreto interministeriale le cifre da corrispondere
agli amministratori locali Gettoni fino a 230 . Riduzione del 5% nei comuni
deficitari Fissate le misure forfettarie per il rimborso delle spese diverse da
quelle di viaggio per gli amministratori locali, relative a missioni
istituzionali. Possibilità di rideterminare in diminuzione le suddette misure.
Questi i contenuti del decreto interministeriale (Interno-Economia) che il 3
dicembre ha incassato il benestare da parte della Conferenza Stato-città e
autonomie locali. Come si ricorderà, l'art. 84 del tuel 267/2000, novellato
integralmente dall'art. 2, comma 27, della legge n. 244/2007 (finanziaria
2008), prevede che agli amministratori che, in ragione del loro mandato, si
recano fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente sono
dovuti esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente
sostenute, nonché un rimborso forfetario onnicomprensivo per le altre spese,
nella misura fissata con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro
dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed
autonomie locali. Ambito soggettivo. Le disposizioni contenute nel decreto
interministeriale trovano applicazione nei confronti degli amministratori
locali che in ragione del proprio mandato politico, si recano fuori dal comune
capoluogo del comune in cui ha sede l'ente presso cui vengono svolte le
funzioni pubbliche. Per la definizione di amministratore locale occorre far
riferimento all'art. 77, comma 2, tuel 267/2000 in base al quale si intendono i
sindaci, i presidenti delle province, i consiglieri e gli assessori comunali e
provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti, i
consiglieri e gli assessori delle comunità montane, i componenti degli organi
delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché i componenti
degli organi di decentramento. Le misure forfettarie. Il decreto differenzia le
misure di rimborso tra missioni istituzionali svolte nel territorio nazionale,
fuori del comune in cui ha sede l'ente di appartenenza dell'amministratore
locale, e missioni svolte fuori dal territorio nazionale. Nel primo caso,
all'amministratore locale spetta il seguente rimborso forfettario: a) 230,00
per giorno di missione fuori sede con pernottamento; b) 200,00 per missioni
fuori sede che non superino 18 ore e che prevedano un pernottamento; c) 65,00
per missioni fuori sede di durata non inferiore a 6 ore; d) 35,00 per missioni
di durata inferiore a 6 ore, in luoghi distanti almeno
( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina I - Genova
L´occupazione della Sanità All´inizio del 2008 avevamo fatto, su queste
colonne, un sogno sul governo ideale della nostra Regione e ora, ad anno
concluso, possiamo confrontarlo con la realtà. In un certo senso, i risultati
sono stati migliori di quelli che lo stesso Claudio Burlando, rispondendoci
allora un po´ risentito, poteva promettere. La Regione ha avviato un´inversione di tendenza nella cementificazione di città e coste,
che non sarà ancora il blocco totale che auspicavamo, ma è sulla buona strada.
Ha iniziato a ridurre i costi della politica, sia pure
dalla prossima legislatura e senza quel ridimensionamento forte delle
partecipate e degli incarichi di sottogoverno che avevamo sognato e che resta
necessario e urgente; ma è già qualcosa. Ha finalmente deciso di
finanziare la ricerca, ancorché solo quella applicata (università + industria),
con una decisione comprensibile anche se non del tutto condivisibile, per altro
tipica dell´odierna, frettolosa tecnocrazia, che trascura la ricerca teorica e
le scienze umane. Ma anche qui è una bella novità, dopo una lunga latitanza.
Insomma, Burlando e compagnia si sono dati da fare. Potevano fare meglio e di
più, ma qualcosa hanno fatto. Sarebbe ingiusto negarlo. Solo in un settore ci
hanno offerto un risveglio amaro dal sogno del gennaio 2008: quello della
sanità. SEGUE A PAGINA VII
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bondeno. La replica
della Benea «Il lavoro di noi amministratori va soltanto rispettato» BONDENO.
Timbrare il cartellino, con l'orario di entrata e di uscita, come fanno ogni giorno
i dipendenti comunali. Questo, secondo l'assessore all'Ambiente e alla
Sicurezza, Brunella Benea, dovrebbero fare gli amministratori. Il cui numero
non va diminuito ma il cui lavoro va senz'altro rispettato. Una proposta,
quella di Benea, che vale come risposta al bocciato emendamento al bilancio di
previsione 2009 presentato dal consigliere Idv, Gino Alberghini, che chiedeva
la riduzione dell'indennità di sindaco e assessori - che secondo Alberghini
dovrebbero passare da
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
02-01-2009)
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LETTERE E COMMENTI
pag. 35 IL SISTEMA politico, malato di ?poltronite? cronica, è inquinato dal
proprio ... IL SISTEMA politico, malato di ?poltronite? cronica, è inquinato
dal proprio tornaconto. Non ammettere che c?è una questione morale è come non
ricordare la pratica delle mazzette della Prima Repubblica. L?esigenza
prioritaria è quella di cambiare rotta con regole etiche per rimediare e porre
un freno alla diffusa illegalità e corruzione.
Purtroppo i partiti antepongono sempre gli interessi di bottega a quelli
generali. P. V., Ferrara
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
02-01-2009)
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Venerdì 02 Gennaio
2009 Chiudi di CHRISTIAN CAPUANI Caduta la proposta di raddoppiare il valore
del gettone di presenza che spetta ai consiglieri
comunali, non si ferma a Sezze la polemica a riguardo. Lo schema di
rideterminazione per i compensi spettanti ai componenti del Consiglio avrebbe
previsto il passaggio da 25 euro lordi a 50 per ogni presenza
in aula o in commissione, ma il "ritocco" - desiderato da qualcuno
dopo l'eliminazione, un anno fa, dell'indennità di carica - era vietato dalla
Finanziaria 2008. Sull'atto presentato nell'ultima seduta di Consiglio,
nonostante i riscontri fatti al ministero degli Interni e in Corte dei Conti,
erano perciò giunti i pareri negativi del segretario comunale e dei due
dirigenti dei settori interessati. Sul tentativo di
approvazione del raddoppio del valore del gettone di presenza (fissato
nel 2001) si sono quindi levati gli strali di una parte dell'opposizione,
ovvero Serafino Di Palma e Antonio Vitelli, che hanno accusato la maggioranza
di aver tessuto un accordo sottobanco con il resto della minoranza. Il
centrosinistra ha respinto le critiche e ritirato la proposta, con il plauso
dell'altra frangia dell'opposizione: «Il nostro consenso su un provvedimento
del genere - afferma il portavoce del Pdl Sandro Petrianni - nella situazione
attuale, non ci sarà mai. Grave se qualcuno in sedi ufficiose ha riferito
posizioni diverse da queste e se qualcuno della maggioranza gli ha creduto,
pensando che il Pdl sia una sorta di circus». Difficile ritenere, a questo
punto, che la proposta possa tornare sui banchi del Consiglio.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-01-2009)
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Venerdì 02 Gennaio 2009
Chiudi L'AQUILA - L'Ufficio elettorale centrale regionale della Corte d'Appello
dell'Aquila ha notificato nella tarda mattinata del 31 dicembre, agli uffici
della Direzione degli Affari generali della Giunta regionale,la proclamazione
di Gianni Chiodi quale presidente della Giunta a seguito delle elezioni del 14
e 15 dicembre scorsi. L'Ufficio centrale si è pronunciato per la sola lista
regionale, proclamando dunque eletti come consiglieri regionali tutti i
componenti del listino regionale abbinato al nome del candidato presidente del
centrodestra, appunto Gianni Chiodi: Federica Chiavaroli, Gianfranco Giuliante,
Giuseppe Tagliente, Antonio Del Corvo, Berardo Rabbuffo, Alessandra Petri e
Ricardo Chiavaroli. Per quanto riguarda invece la proclamazione dei consiglieri
regionali eletti con metodo proporzionale si dovranno attendere le decisioni
delle commissioni elettorali insediate nei tribunali deelle città capoluogo di
provincia, cui facevano riferimento i quattro collegi elettorali. Dette
procedure dovrebbero essere completate lunedì 5 gennaio o subito dopo
l'Epifania. Rapagnà protesta ROSETO - Protesta l'ex parlamentare Pio Rapagnà:
«Avevo chiesto al Consiglio regionale, a nome del Comitato
promotore dei cinque referendum abrogativi di costi e sprechi della politica e degli enti strumentali, di tener fede agli impegni che tutti i
consiglieri hanno assunto all'atto dell'approvazione del nuovo Statuto della
Regione e delle leggi attuative in materia di procedimento referendario e del
Collegio per le garanzie statutarie. Il Consiglio non solo non ha
onorato i propri doveri statutari ed istituzionali, ma non ha tagliato neppure
i costi della politica, nè ha ridotto gli sprechi degli enti strumentali. Decido quindi di sospendere
il digiuno e annuncio che riproporrò la stessa iniziativa referendaria sui
costi della politica.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 02-01-2009)
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Venerdì
02 Gennaio 2009 Chiudi Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: «Non
saremo mai favorevoli»
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2009-01-02 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE DOPO L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO «Le mie riflessioni di
assessore regionale circondato da lupi, volpi e avvoltoi» di MARIANO D'ANTONIO
* C aro direttore, nei giorni scorsi sono stato alle prese col bilancio della
Regione Campania che il Consiglio era chiamato ad approvare entro la fine
dell'anno. è stata per me un'esperienza istruttiva. Ne ho ricavato appunti,
sentimenti, riflessioni, che voglio trasmettere mescolando considerazioni politiche
e umane che si affollano nella mente. Comincio dalle chiese. Quanti emendamenti
alla spesa per finanziare lavori di restauro, ripristino, ricostruzione degli
edifici di culto diroccati o in cattive condizioni. Le proposte di riparare le
chiese venivano da consiglieri di qualunque parte politica:
centro, destra, sinistra. Un'ondata di devozione religiosa sembrava che avesse
colto tanti consiglieri regionali. Erano forse tutti preoccupati del destino
della loro anima? Forse qualcuno lo era ma la preoccupazione dominante dei
consiglieri era la conquista di voti grazie alla benevolenza del parroco e
all'apprezzamento della popolazione una volta strappati i quattrini per la
chiesa. Siamo o non siamo un popolo di praticanti dei riti religiosi più che di
credenti? Le fortune dei consiglieri e degli assessori. Si è chiuso in Campania
un ciclo politico durato dieci o quindici anni, il ciclo definito bassolinismo.
Ma non si è ancora aperto localmente un nuovo ciclo. I due schieramenti
prevalenti che si fronteggiano per la gestione futura degli enti locali, sono
al loro interno frammentati: il centrosinistra non ha nel Pd un punto di forte
aggregazione né di sicura attrazione; ugualmente nel centrodestra si muovono i
frammenti di antiche formazioni politiche come Alleanza nazionale con una
tradizione visibile, congiunte con più recenti aggregazioni come Forza Italia
dove convivono culture politiche eterogenee. Al contorno si muovono e si
agitano gli emarginati come i Verdi, i residui socialisti, i seguaci di Mastella,
gli ex comunisti, a loro volta dispersi tra Rifondazione e Sinistra
democratica. Tutti questi aspettano smarriti di confluire in improbabili, nuovi
partiti. In questa situazione i più cercano di
consolidare i voti che hanno finora ricevuto, che sono una dote per la loro
collocazione futura. Su tutto rischia poi di prevalere l'istinto di
sopravvivenza che porta a prolungare l'esistenza del Consiglio regionale fino
alla scadenza della primavera del 2010. Chi tra i politici ancora in carriera e
tra i consiglieri e gli assessori destinati ad uscire dalla scena può dirsi
disposto a rinunciare ad una generosa indennità di 18.000 euro lordi mensili,
ad una pensione reversibile e cumulabile, ad altri benefici connessi alla
funzione di capogruppo, di presidente di una commissione, di un'altra carica
distintiva? Tirare a campare o puntare più in alto da qui alle elezioni? La
domanda l'ha posta esplicitamente Bassolino quando, nella notte tra il 29 e il
30 dicembre, ha tirato le fila della discussione generale che si era svolta sui
lavori della Commissione bilancio del Consiglio regionale chiamata a riscrivere
la legge finanziaria proposta dalla giunta. Nei lavori faticosi, a volte
convulsi, si sono presentate di volta in volta tre alternative: annullare la
discussione ritenendola infruttuosa e passare all'esercizio provvisorio del
bilancio; oppure blindare le proposte della giunta lasciando scarsi margini
alle modifiche proposte dai consiglieri; oppure ancora rimettere in discussione
la legge finanziaria che nelle intenzioni della giunta si presentava corposa
(ben 67 articoli) asciugandola pur mantenendo alcuni punti fermi della proposta
originaria. La giunta e la maggioranza consiliare di centrosinistra hanno
scartato l'idea dell'esercizio provvisorio perché non solo esautorava il
Consiglio della sua potestà legislativa e preludeva allo scioglimento
anticipato dell'assemblea bensì avrebbe anche avuto sulla finanza regionale due
conseguenze negative: intaccava il rating delle agenzie di valutazione
finanziaria assegnato alla Regione Campania ancora pesantemente indebitata, e
al tempo stesso impediva d'introdurre alcune novità significative nella politica di bilancio. è stata perciò scelta la soluzione di
asciugare la legge finanziaria. Ne è venuta fuori una proposta più agile (32
articoli) varata dalla Commissione, perciò più aperta a emendamenti e
modifiche. A questa procedura non sono mancate le critiche dell'opposizione di
centrodestra che ci ha visto la rinuncia della giunta, in particolare
dell'assessore al bilancio, ad esercitare la sua funzione di governo e di
guida. Se rinuncia c'è stata, benvenuta essa sia come disponibilità ad un
confronto aperto in Commissione e in Consiglio, come abbandono di posizioni
arroganti in altre occasioni rimproverate alla giunta, come esercizio di umiltà
e di rispetto della sovranità consiliare. La legge finanziaria così riscritta
assegna, infatti, al Consiglio e alle sue Commissioni funzioni di controllo e
di verifica dell'operato della giunta nell'attuazione delle norme approvate,
evitando quel difetto di «cesarismo» che è stato rimproverato in passato al
governo regionale e accresce la fiducia di tutti i consiglieri nei loro
compiti, contribuisce a dare dignità al loro ruolo, esalta un lavoro comune.
Insomma, anche per questo i consiglieri potranno evitare, se lo vogliono, il
rischio di Mariano D'Antonio tirare a campare in attesa delle elezioni. Ma
nella sostanza che c'è di nuovo nella politica di
bilancio regionale? Le novità per il 2009 sono sostanzialmente tre. La spesa
sociale sarà sostenuta con il reddito di cittadinanza (spendere i 65 milioni di
euro ancora inutilizzati e assegnare altri 12 milioni di euro) e soprattutto
con il finanziamento dell'assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili (23
milioni). Lo sviluppo sarà sostenuto favorendo l'accesso delle imprese al
credito d'esercizio, individuando e attrezzando i nuovi distretti produttivi in
sostituzione delle vecchie aree di sviluppo industriale, investendo
nell'agricoltura, specie nella produzione di vini. Le opere pubbliche nei
Comuni con meno di 50.000 abitanti saranno finanziate con 170 milioni di euro
aggiuntivi rinvenienti dai fondi europei del passato ciclo di programmazione
2000-2006. I Comuni inoltre si avvantaggeranno di un nuovo veicolo finanziario,
una società pubblica alla quale saranno assegnati 130 milioni di euro per
fronteggiare i debiti comunali. Ancora più modeste sono le
decisioni di tagliare i costi della politica: spese
ridotte per le autoblu e per le consulenze ma le indennità e i vantaggi accessori
come le pensioni concessi ai consiglieri e agli assessori sono rimasti in
definitiva intatti. Il bilancio che è stato approvato, è insomma condizionato
da vincoli e limiti invalicabili: scarse risorse, una spesa sanitaria
ancora dominante su tutto, poche spese libere per finanziare operazioni
innovative, il debito ereditato dal passato che ha raggiunto un tetto
insuperabile. Perciò la politica finanziaria dovrà
essere necessariamente severa, oltremodo selettiva. L'assessore al bilancio
dovrà fare il cane da guardia ai consiglieri e agli altri assessori, abbaiando
e mostrando agli impenitenti spendaccioni i pochi denti che gli rimangono. Il
futuro è affidato all'investimento dei fondi europei se si riuscirà a spenderli
presto e bene evitando la vecchia tentazione di dare un poco a tutti che poi si
risolve nell'assegnare nulla di significativo a nessuno. Riti, fatti e piccoli
misfatti. Il rito dell'approvazione del bilancio alla fine dell'anno gratifica
ormai pochi protagonisti e mortifica quei consiglieri e quegli assessori che
tengono alla loro dignità. Le riunioni delle Commissioni e infine del Consiglio
si svolgono in un'atmosfera allucinante. Ore ed ore trascorse ad accapigliarsi,
non solo in metafora, su dettagli della spesa. Telefonini che intanto trillano
in continuazione. Discorsi interminabili di quanti, anche per l'età, non sempre
riescono a tenere la lingua collegata col cervello. Furbacchioni che provano a
far passare emendamenti con piccoli benefici ermeticamente nascosti, da
assegnare ai loro protetti. Questi riti si spiegano dicendo in qualche caso che
sono prezzi fisiologici da pagare alla democrazia; in altri casi si accetta
senza dirlo che sono fatiche da sostenere per giustificare le funzioni di
consiglieri e assessori e i relativi, generosi compensi percepiti. Infine, un
dilemma personale. Che ci sta a fare tra lupi, volpi, avvoltoi e qualche
sparuta pattuglia di idealisti, uno come me che non ha ambizioni politiche e
rappresenta solo se stesso? Una risposta me la darò col nuovo anno. L'oroscopo,
per i nati come me sotto il segno della Vergine, prevede che nel 2009 dovrò
dire sì o no ad alcune domande fondamentali sulla mia condizione professionale,
dovrò chiarire se sono pronto a un cambiamento. * Assessore regionale al
Bilancio
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-02 - pag: 12 autore: Promesse in soffitta. Nel
secondo semestre già logori le intese sulle riforme e il reato di clandestinità
- Si salva il federalismo Il 2008 anno delle bolle politiche «Tesoretto»,
bioetica e legge elettorale i temi agitati dai poli e subito sgonfiati Fabio
Carducci ROMA Si formano e crescono sempre di più come le bolle finanziarie. Ma
quando scoppiano fanno meno danni. Almeno in apparenza. Potremmo chiamarle
"bolle politiche": difficile dire se della politica
siano l'indispensabile lubrificante, o al contrario una forma di attrito che
spreca energia. Anche il
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-02 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'intervista Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale
Ciarlo: «Costi della politica ridotti, ma potevamo
fare qualcosa in più» NAPOLI — «Abbiamo dimezzato il testo che avevano proposto
gli assessori. Se nessuno tra loro ha protestato, è evidente che avevano
realizzato un documento troppo ampio, forse eccessivamente sensibile alle
esigenze particolaristiche di ogni componente della giunta». Pietro Ciarlo, il
capogruppo Pd in consiglio regionale, bacchetta la squadra di Antonio
Bassolino, 24 ore dopo l'approvazione della legge finanziaria regionale, che
alle 6.30 del 31 dicembre è passata con 34 voti favorevoli e 18 contrari.
Solitamente accade che sia l'esecutivo a varare un testo più contenuto e che
l'assemblea tenti poi di ampliarlo, inserendo in esso norme ad hoc, anche
dietro pressione del bacino elettorale di ciascun parlamentare o consigliere.
Stavolta è accaduto l'opposto: i 67 articoli elaborati dalla giunta sono
diventati
( da "Virgilio Notizie" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 2 gen. (Apcom) - La corruzione è un fatto diffuso e
profondo e non riguarda un solo settore della politica: lo
afferma Bruno Tabacci dell'Udc, intervistato a 'Faccia a faccia' su Radiotre.
"La corruzione - avverte l'esponente centrista - è un fatto trasversale e non è
riconducibile a un versante particolare. E la sinistra ha sbagliato a
ritenersi superiore dal punto di vista morale perché non era così".
Secondo Tabacci, "l'accentuarsi delle inchieste verso le amministrazioni
di sinistra, dipende dalla legge dei grandi numeri". In questi anni la
maggior parte delle regioni e tre quarti degli enti locali "erano in mano
alla sinistra, quindi è naturale, se il fenomeno corruzione
è tutt'altro che debellato anzi vive in profondità, se le amministrazioni sono
prevalentemente nelle mani della sinistra, che questo tenda a evidenziare una
responsabilità di quel mondo". Ma queste considerazioni, precisa Tabacci,
"non fanno venire meno il giudizio critico rispetto a qualche iniziativa
della magistratura, ma da qui a dire che la politica è
purificata c'è molta strada". Rispetto ai tempi di Tangentopoli, spiega,
"i partiti costano più di prima" grazie ai rimborsi elettorali e
nonostante ciò "la corruzione è continuata e il
grado di intermediazione dei partiti nella pubblica amministrazione è
insopportabile. In più, non c'è il filtro dei grandi partiti, per cui sembrano
tutti potentati personali". La corruzione è un
fatto di costume, argomenta Tabacci, che ricorda come in Italia ci sia "un
trenta per cento di economia in nero" e che se "uno si arricchisce
con l'insider trading, cioè grazie all'abuso di informazioni riservate, è
considerato uno da imitare". Insomma, "il nostro Paese vive una crisi
di sistema dal punto di vista etico molto profondo".
( da "Corriere Adriatico" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Alla
Croce Gialla i gettoni dei
consiglieri FALCONARA Ieri mattina i consiglieri comunali hanno offerto i loro gettoni
di presenza del 2008 alla Croce Gialla Falconara. All'iniziativa,
promossa dal gruppo del Pdl, hanno aderito anche i rappresentanti delle altre
forze politiche (Pd e Udc) che siedono nell'assemblea cittadina e il
consigliere della lista civile Cittadini in Comune. Una rappresentanza dei consiglieri
(presenti Marco Menotti e Maria Ambrogini per il Pd, Paolo Donati per l'Udc,
Clemente Rossi, Raimondo Baia, Luca Cappanera, Ivano Astolfi e Sandro Barchiesi
per il Pdl e il vice sindaco Gilberto Baldassarri) è stata accolta dal
presidente della Croce Gialla che ha ricevuto i 420 euro, comprensivi del
gettone del sindaco Brandoni, e ha mostrato la sede della pubblica assistenza.
"Mi fa molto piacere che abbiamo aderito tutti - osserva il presidente del
consiglio Marco Giacanella - perché questo significa che ci sono valori e
ideali trasversali che vanno al di là e al di sopra delle appartenenze
politiche. In questo caso particolare abbiamo voluto aiutare la Croce Gialla
che questi valori di solidarietà e di sostegno al prossimo li rende concreti
con la sua azione quotidiana". Meno di due settimane fa la Croce Gialla ha
celebrato, con una grande festa, i 25 anni dalla fondazione della sede autonoma
di Falconara. In quella occasione il sindaco Brandoni ha inaugurato il nuovo
pulmino destinato al trasporto dei disabili, acquistato e attrezzato grazie
alla campagna di sensibilizzazione "1 euro per un pulmino" e con il
contributo di alcuni sponsor privati.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
PAOLO MAINIERO Aboliti
i rimborsi chilometrici e ferroviari; tagliate le auto blu; ridotte le
consulenze. Ma anche misure a sostegno delle famiglie, delle fasce più deboli,
dei piccoli comuni. Il consiglio regionale ha approvato la finanziaria 2009 con
34 voti della maggioranza. Il centrodestra ha votato contro. La manovra è
passata dopo una maratona di due giorni non privi di tensione. Sul taglio dei costi della politica la
battaglia tra chi spingeva per cancellare i privilegi e chi si adoperava per
conservarli è stata per i primi più ardua del previsto. Ma alla fine è stata
vinta. Anche se con qualche imbarazzante retromarcia. Come è stato per i
rimborsi ferroviari. Una manina ha infilato nell'articolo sulle misure
urbanistiche un comma che prevedeva per i consiglieri regionali il rimborso
forfettario mensile calcolato su
( da "Sicilia, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il presidente
castiglione torna sul Bilancio approvato ed elogia il lavoro del Consiglio «Alla
Provincia ridotte anche le spese per i telefonini» Tre giorni dopo
l'approvazione el Bilancio 2009 (la notizia è riportata sul nostro giornale del
31) il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, torna sul traguardo
raggiunto: «È la prima volta nella storia dell'amministrazione che viene
approvato il bilancio entro il 30 dicembre. Un fatto che dovrebbe essere
ordinario, ciononostante la Provincia è stata l'unica in Sicilia, e fra le
pochissime in tutto il sud Italia, ad aver rispettato i tempi previsti dalla
normativa». Castiglione non nasconde la sua soddisfazione in una conferenza
stampa che ha indetto per il 31, con accanto tutti i capigruppo del Consiglio
provinciale. «E' un grande risultato politico - spiega - reso possibile grazie
ad un Consiglio che ha lavorato alacremente, senza sosta. Quanto è avvenuto in
aula è il simbolo di un'amministrazione sana, che ha cura e attenzione nei
confronti dei cittadini, e vuole lanciare un forte segnale all'opinione
pubblica sulla vitalità dell'Ente provincia». «L'approvazione del Bilancio - ha
aggiunto i presidente - consentirà sin dai primi giorni di gennaio il pieno
svolgimento delle attività programmate. Nonostante la ristrettezza delle
risorse dovute alla riduzione di 9 milioni di euro dalle entrate correnti, il
bilancio, garantirà tutti i servizi e consentirà il pieno svolgimento delle
"politiche" ritenute prioritarie per il sostegno delle attività
produttive e per il rafforzamento degli investimenti sulle infrastrutture. Ciò
è stato possibile anche grazie ad un altro esempio di buon governo che abbiamo
messo in atto sin dall'insediamento: i tagli ai costi della
politica. Si parla tanto degli sprechi della politica italiana, questa amministrazione ha voluto imprimere un forte giro
di vite, riducendo e razionalizzando le spese. La riduzione degli assessori da
15 ad 11, e presto a 9, con la contestuale diminuzione del numero di
dipartimenti e del personale dirigente - ha proseguito - ha permesso un
risparmio di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Siamo stata l'unica Provincia a
voler dare questo segnale di allineamento alla nuova legge regionale. Non solo
abbiamo ridotto i costi della politica e dell'apparato
burocratico nel suo complesso - ha annunciato Castiglione - ma abbiamo imposto
una diminuzione sostanziale all'uso di beni strumentali, con particolare
riferimento a cellulari e telefonia fissa, attraverso una radicale revisione
delle abilitazioni. Quanto sta avvenendo - ha aggiunto - rappresenta un modo
nuovo di amministrare e di fare politica».
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Scontro
sul taglio dei costi della politica: eliminate
auto blu, ridotte le consulenze, stop ai bonus forfettari
( da "Alto Adige" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Trodena. Una sola astensione
in consiglio comunale Benestare al preventivo Gli alloggi fra le priorità
TRODENA. Con un'unica astensione è stato approvato il bilancio di previsione
2009 del Comune di Trodena nel Parco Naturale: ammonta a 5,3 milioni di euro.
2,5 milioni saranno a disposizione per diversi investimenti: 900 mila per la
realizzazione delle infrastrutture per le due nuove zone per l'edilizia
agevolata, una nel capoluogo ed una a San Lugano, 700 mila euro serviranno per
l'esproprio della zona artigianale di San Lugano, 375 mila verranno investiti
in lavori per la sicurezza stradale, 95 mila per l'ampliamento della rete
idrica, 50 mila per la decorazione artistica della parete centrale della nuova
cappella mortuario da parte dei due artisti locali Gotthard Bonell e Robert
Bosisio, 50 mila euro per l'interramento della linea di
media tensione sopra l'abitato di Trodena. Le spese correnti ammontano a circa
2 milioni di euro, il 25% dei quali a carico del personale e 70 mila per
amministratori e gettoni
di presenza per consiglieri. 48 mila euro di
spese sono previsti per la gestione della scuola materna di Trodena, 13 mila
per la materna di Fontanefredde, 47 mila per la elementare di Trodena,
34 mila per la elementare di San Lugano, 14 mila per la biblioteca, 54 mila per
la casa del parco naturale. Fra le entrate risaltano il contributo provinciale
per la gestione ordinaria per un ammontare di circa 500 mila euro, il
contributo per la realizzazione delle due zone per l'edilizia abitativa
agevolata di 543 mila euro, l'Ici per 97.400 euro, l'Irap per 30.848 euro,
l'addizionale sul consumo energetico di 11.369 euro e le entrate derivanti da
sanzioni per la violazione delle norme del codice della strada per un milione
di euro. Le tariffe dell'acqua potabile, delle acque reflue, nonché per la
raccolta dei rifiuti, vengono incrementate per poter coprire almeno il 90 per
cento dei relativi costi. Sono dunque previste entrate dai rispettivi servizi
per 60 mila euro per l'acqua, 60.500 per le fognature e 61.500 euro per il
servizio di smaltimento dei rifiuti.
( da "Centro, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 15 - Regione
Rapagnà: «Riforme disattese» TERAMO. «Come Cittadino ed ex Parlamentare avevo
chiesto al Consiglio regionale, a nome e per conto del Comitato promotore dei 5
referendum regionali abrogativi di alcuni aspetti dei costi e degli sprechi della politica e degli enti
strumentali, di mantenere fede agli impegni legislativi e statutari». Pio
Rapagnà, ex parlamentare è ancora in prima linea contro le «dimenticanze» della
Regione nel dar vita alle riforme taglia sprechi.
«Promesse che tutti i Consiglieri hanno assunto nell'atto della discussione e
approvazione del nuovo Statuto della Regione Abruzzo e delle Leggi attuative in
materia di procedimento referendario e del Collegio per le garanzie statutarie.
Il Consiglio», dice Rapagnà, «non solo non ha onorato i propri doveri statutari
ed istituzionali in materia referendario e degli strumenti della
democrazia diretta e della partecipazione popolare, ma non ha tagliato neppure
alcuni dei tantissimi e ingiustificabili costi della politica e non ha
ridotto, neanche minimamente, gli sprechi degli enti
strumentali e delle strutture. Le due omissioni più gravi però sono state
quelle di non avere messo a disposizione dei Cittadini promotori di referendum
di un organo indispensabile quale il Collegio per le garanzie statutarie
e di non avere risposto alle domande del Comitato promotore, nemmeno fornendo
una semplice "interpretazione autentica" delle norme referendarie e
statutarie»
( da "Secolo XIX, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
I costi della politica sono un volano di corruzione
giorgio oldoini Una rivista che combatte strenue battaglie per la morale negli
affari e nella politica, da oltre vent'anni sopravvive
grazie alle presenze pubblicitarie riconducibili ad uno schieramento politico.
Queste contribuzioni non sono giustificate dalla tiratura e per lo stesso
fatto, all'epoca di Mani pulite, alcuni magistrati avevano ipotizzato il reato
di "finanziamento illecito". Non ho riportato l'episodio per
stigmatizzare comportamenti all'insegna del vecchio adagio del "predica
bene e razzola male", ma solo per rilevare che anche i giacobini più
accesi sono costretti ad adeguarsi al sistema; in tal modo la "questione
morale" diventa una sigla di comodo come il partito della
"birra" polacco. Nella generalità dei casi, se un centro d'opinione o
un'organizzazione qualsiasi si mantengono in vita quando le entrate provenienti
dal "mercato" o dagli "iscritti" sono inadeguate ci si
trova dinnanzi a un'entità al servizio di interessi particolari. Proprio per
evitare che i gruppi dei "ricchi" prevalgano sugli altri e per
mantenere un sistema di democrazia, è previsto che la mano pubblica garantisca
le spese per il mantenimento dei partiti. Tuttavia, se
a tali finanziamenti si aggiungono i contributi "volontari" di
cittadini ed enti, è molto difficile separare il sacro dal profano: la
differenza tra il contributo elettorale e un atto di corruzione
è grande quanto un capello. Le campagne elettorali americane sono emblematiche
di questa situazione, ma la società americana accetta quel sistema e non si
scandalizza se un magnate versa milioni in cambio di utilità dirette, che il
candidato promette alla luce del sole. Tuttavia, una volta finita la campagna
elettorale, le strutture fisse dei partiti si riducono
al livello di un sostanziale volontariato. Non concordo sulla trasparenza come
"valore etico": un individuo che percepisce una remunerazione
immeritata, resta un profittatore anche se dichiara all'erario fino all'ultimo
euro. Prendiamo la legge sul finanziamento illecito ai partiti
e sul falso in bilancio; il Parlamento della Seconda Repubblica ha
depenalizzato la prima legge e ridimensionato in radice la seconda ed oggi
nessuno può essere arrestato con questi strumenti. Possiamo affermare che gli
attuali uomini politici sono per questo più onesti dei loro predecessori?
Durante la guerra fredda che metteva in competizione le ideologie planetarie,
le coop avevano a libro paga funzionari, deputati e sindacalisti senza alcuna
utilità diretta per il datore di lavoro. I dipendenti comunali che vincevano i
concorsi grazie a una militanza in organizzazioni che si erano impossessate
dell'istituzione, trasmettevano il posto sicuro a figli o nipoti come un tempo
si trasferiva il titolo nobiliare o il feudo. Questo può spiegare perché in una
città come Genova, con una massa elettorale di dipendenti pubblici molto
elevata, è quasi impossibile che vincano partiti di centro-destra per il prossimo decennio. Il refrain dei
responsabili amministrativi di partito era il seguente: il finanziamento
pubblico copre solo un terzo delle spese sostenute. E' l'esistenza di onerose strutture
fisse che rappresenta il vero vulnus del sistema; non è possibile che
qualunque capetto locale senta il bisogno di farsi una corrente di amici fidati
in cambio di consulenze o posti nei consigli di amministrazione. Gli yes men
incompetenti non possono andare a formare una classe dirigente preparata ed
utile al Paese, come dimostrano le società controllate da enti locali. E'
dunque necessario fermare le organizzazioni politiche,per numero e dimensioni,
entro la misura consentita dal finanziamento statale. I leader che agitano la
questione morale senza ridurre gli attuali costi della "democrazia",
avranno sempre bisogno di incaricati disposti a sporcarsi le mani. Abbiano
almeno il buon gusto di non prendersela con i magistrati che svolgono doverose
indagini. Giorgio Oldoini è manager d'impresa. 03/01/2009
( da "Tirreno, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 18 - Sport La
fantasia è al potere in Toscana Diamanti e Vannucchi sono i numeri dieci più
appetiti dal mercato Sono quotati anche Degano e Consonni Tengono bene gli
esperti Ricchiuti (Rimini) Salvetti pezzo pregiato del Sassuolo La fantasia al
potere in serie B. Quando per fantasia s'intende talento e colpi di classe
genuina, ma pure di gol segnati per risolvere le partite più intricate ed
assicurare alle rispettive squadre punti fondamentali. Abbiamo costruito una
«top ten» dei migliori, miscelando i più bravi in assoluto a vecchie conferme
del campionato ed a giovani emergenti. Il più bravo di tutti, oggi, è
sicuramente il livornese Diamanti, sei reti all'attivo. Assist e colpi di genio
in fase di rifinitura, calci piazzati che sono l incubo dei portieri avversari,
gol quasi sempre decisivi segnati con mix di potenza, astuzia, precisione. Il
suo crescendo stagionale è elettrizzante. Su di lui si stanno indirizzando
consensi unanimi. Un giudizio che li riassume tutti? Quello di Bruno Bolchi: «Diamanti
è un giocatore sprecato per la serie B. Il suo posto, attualmente, sarebbe
quello di protagonista in un collettivo della serie A medio-alta. è un
calciatore completo, pratico, bello a vedersi». Ricchiuti e Vannucchi. Ai posti
d'onore, in un ipotetico palco dedicato ai valori più significativi del
campionato, vanno doverosamente inseriti il riminese Ricchiuti e l'empolese
Vannucchi. L'italo-argentino Ricchiuti compirà 31 anni il prossimo 30 giugno.
Alle sue spalle una carriera eccellente sul piano tecnico, ricca di episodi
importanti e qualificanti. Da otto anni nel Rimini, dove è diventato il
giocatore-simbolo. Un fantasista di eccelse virtù è senza alcun dubbio Ighli
Vannucchi, capitano dell Empoli. Col passar degli anni il pratese ha ampliato
la sua visione del gioco fino a divenire anche centrocampista autentico. Avrà
32 anni nel prossimo ottobre, ma nella «top ten» del campionato occupa un posto
di assoluto rilievo. Ha lui pure la «punizione» facile, la triangolazione
rapida ed essenziale, lo scatto bruciante sottomisura. Fra i fantasisti della B
è certamente il più referenziato. Protagonisti doc. In A coi colori di Verona e
Bologna, ha giocato 86 partite anche Salvetti, attuale uomo-squadra della
rivelazione Sassuolo. Esperto nocchiero nei mari procellosi della B (250 gettoni, tutti col Cesena), il trentacinquenne Emiliano (ha
compiuto gli anni il primo gennaio), è un altro che sa organizzare la manovra,
azzeccare l ultimo passaggio, segnare con bella frequenza (54 reti in B). Più
centrocampista autentico è senza dubbio il grossetano Consonni, 32 anni il
prossimo febbraio. In B da 103 partite (prima di Grosseto ha frequentato
Pistoiese, Cosenza, Salernitana). Come costruttore di gioco è sicuramente uno
dei migliori del campionato. Ancora da valorizzarsi compiutamente nel ruolo di
rifinitura, invece, è Degano, ventisettenne che sta
disputando un campionato eccellente nel Pisa di Ventura. Ha assaporato la A
nell'Ancona, vanta 128 presenze in B (Monza, Piacenza, Messina) con 28 gol
all'attivo, sta prendendo in mano il gioco del Pisa. Locatelli e gli altri. Chi
sa far le cose per bene è indubbiamente Locatelli (32 anni). Da due
stagioni a Mantova sta nobilitando il suo personalissimo blasone. La sua
qualità non si discute e per questo campionato Thomas è certamente un valore
aggiunto. Così come il triestino Allegretti (31 anni a febbraio) ormai
vessillifero degli alabardati.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE &
COMMENTI pag. 13 Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto POVERTÀ IN QUESTI giorni
giornali e tv, assieme alle notizie dei gravi scandali di corruzione riguardanti diversi personaggi di regioni italiane, ci pongono
finalmente il problema, che non è poi nuovo, della povertà dilagante.
Sono notizie, interviste, scene, quelle che ci giungono, che riempiono l?animo
di tristezza e soprattutto di sdegno se si pensa all?aumento esagerato di certe
ricchezze nelle mani di pochi ed allo sperpero incontrollato del pubblico
denaro, cioè di quella ricchezza che, col loro lavoro, la loro capacità, il
loro rispetto per le leggi, i cittadini onesti versano allo Stato perché i suoi
rappresentanti lo impieghino con saggezza. E lo sdegno aumenta se si pensa che
in Italia buona parte (la metà o quasi) del denaro pubblico serve per gli
stipendi, le prebende, i privilegi, le pensioni dei 945 signori del Parlamento
e del loro vasto stuolo di segretari, portaborse ecc. C?è da chiedersi se tra
le molte impellenti, o a lungo termine, riforme promesse, non sia il caso di
inserire con urgenza quella costituzionale di dimezzare il numero degli eletti.
Non eravamo stati interpellati sui costi della politica?
Ci vuole tanto a dar seguito al responso popolare?. L. D.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Copione già scritto:
presto la questione morale si eclisserà Roberto Chiarini Com'è inevitabile
quando un appuntamento ufficiale si ritualizza, anche il recente messaggio di
fine anno del capo dello Stato è stato sufficientemente nel vago per essere
coralmente accettato da tutte le forze politiche. Compreso delle responsabilità
della carica che ricopre, il presidente della repubblica ha toccato, sì, un po'
tutti i temi scottanti dell'attualità, cercando però di infondere fiducia a un
Paese, non a torto, già fin troppo preoccupato. Ha richiamato perciò anche la
questione morale, ma senza enfasi e soprattutto senza soffiare sul fuoco di un
malcontento piuttosto acceso. Quasi in contemporanea, si è sgonfiata
l'inchiesta di Potenza. Il giudice delle indagini preliminari che aveva
comminato gli arresti domiciliari all'amministratore delegato della Total e ad
alcuni politici e amministratori della regione, accusati di aver costituito «un
comitato d'affari», ha ritirato la precedente ordinanza ridimensionando in tal
modo la vicenda. Potenza come Pescara. Il Pd tira un respiro di sollievo.
Toccato sul vivo, anche il partito di Veltroni ha cominciato a nutrire seri
dubbi sulla bontà della sua precedente linea filo-giustizialista e si avvia a
non fare, probabilmente, la faccia feroce al governo in tema di riforma della
giustizia. Ci sono tutte le premesse perché si reciti un copione già fin troppe
volte visto. E cioè che la questione morale, dopo essersi imposta come
un'emergenza nazionale, scompaia lentamente dalle prime pagine dei giornali
senza lasciare traccia di sé e, quel che più conta, senza che nulla cambi.
Gonfiatasi l'anno passato sotto lo spirare del successo a
valanga riscosso dal libro-inchiesta dei giornalisti Rizzo e Stella, «La Casta», che ha aperto gli occhi degli italiani sui privilegi dei loro
politici, l'onda del malcontento ha trovato negli ultimi mesi nuova energia nelle
inchieste giudiziarie sugli amministratori locali di diverse parti d'Italia.
Diversamente della stagione di Tangentopoli di un quindicennio fa, al presente,
però, non potendo alcuna forza politica considerarsi immacolata, nessuna (da
ultima, nemmeno l'Idv dell'intemerato Tonino) ha potuto cogliere la ghiotta
occasione di lanciare lo scandalo contro gli avversari. Risultato: tutti si
sono scoperti interessati a gettare acqua sul fuoco. Non si rischia molto ad
ipotizzare che sull'annunciato progetto di riforma della giustizia,
l'opposizione non farà le barricate. Bene o male, qualche modifica dell'attuale
ordinamento verrà introdotta per arginare lo strapotere dei procuratori e dei
magistrati inquirenti, almeno per quanto riguarda la possibilità di emettere
provvedimenti restrittivi della libertà personale degli indagati, ed ecco
fatto: la questione giustizia avrà oscurato la questione morale. Nulla di
sostanziale sarà modificato del sistema di leggi e leggine (numero dei
parlamentari, finanziamento pubblico dei partiti, soprattutto legge elettorale
senza scelta da parte del cittadino elettore dei candidati e degli eletti), dei
piccoli e grandi privilegi di cui gode la classe politica: motivo non solo di
crescente distacco dal Paese dai suoi rappresentanti politici, stante la loro
totale dipendenza dai vertici romani dei vari partiti, ma ancor più di latente,
ancor più preoccupante, crisi delle istituzioni rappresentative, ridotte a
cassa di risonanza di chi mena le danze della politica. Auguriamoci di sbagliare
previsione. Sarebbe il segno che ci aspetta un bel anno nuovo.
( da "Adige, L'" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
«In Italia un potere
senza etica» Jacopo Valenti I l 2008 non è stato solo l'anno della crisi economica. È anche l'anno in cui è tornata
prepotentemente in primo piano nelle cronache la «questione morale» italiana,
con gli intrecci perversi tra politica e affari. Corruzione e
mafia come elementi costitutivi del potere in Italia è la sintesi proposta da
«Il ritorno del Principe», un libro - intervista del giornalista Saverio Lodato
al sostituto procuratore di Palermo Roberto Scarpinato , magistrato in
prima linea nella lotta alla mafia che ha fatto parte del pool di Falcone e
Borsellino ed è stato uno dei pm al processo Andreotti. Il volume
(Chiarelettere, 347 pagine, 15,60 euro) nel crescendo di cronaca degli ultimi
mesi ha fatto discutere parecchio (in agosto, fresco di stampa, fu presentato
anche a Lavarone): racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e
non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica,
e piega le leggi ai propri interessi. Ne abbiamo parlato con l'autore. Lodato,
che cosa intendete dire con titolo del libro? «Il Principe non è un'entità
determinata, ma un filo che percorre la storia d'Italia dall'Unità ad oggi. Il
principio è che, come scriveva Machiavelli, "il fine giustifica i
mezzi" e questa è la negazione di qualsiasi etica in politica.
Il tentativo di questo libro non è fotografare la classe politica
italiana ma di tracciarne la storia attraverso una serie di avvenimenti e
cercare di dare una risposta al perché oggi sia fatta così». Una delle tesi
portanti del volume è la presenza, in Italia, di una corruzione
diffusa, sistemica, che si è trasformata nel corso del tempo. «Secondo noi ci
sono tre importanti passaggi di fase che hanno determinato sostanziali salti di
qualità. Il primo può essere definito come "progressiva democratizzazione
della corruzione", e si verifica nella
transizione tra lo stato monarchico e quello repubblicano. Il codice culturale
della corruzione si è popolarizzato ed è divenuto
trasversale ai partiti di governo e opposizione. Il secondo passaggio inizia
durante la prima Repubblica e prosegue fino ai giorni nostri e i centri
decisionali passano dal circuito pubblico a quello privato. Nell'inventario dei
passaggi che hanno aperto varchi al dilagare della corruzione
va ricordata anche la riforma dei reati contro la pubblica amministrazione del
'
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
SCANDIANO E ZONA
DELLE CERAMICHE pag. 23 Le spese della politica: ecco quanto ci costano sindaco
e assessori SCANDIANO RESI PUBBLICI GLI ?STIPENDI? DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI
? SCANDIANO ? QUANTO costa la pubblica amministrazione locale? Il comune di
Scandiano ha reso noti i compensi degli amministratori, dal sindaco fino ai
consiglieri comunali. Il primo cittadino Angelo Giovannetti «costa» poco più di
56 mila euro, per un lordo annuale di 37 mila ed un netto di 26 mila, con un
guadagno netto mensile di 2.185 euro. Il vicesindaco riceve 1.273 euro netti al
mese, per un costo totale lordo annuo di 22 mila euro. Ai sei assessori (che
ricevono ognuno 533 euro netti al mese) competono costi annui lordi per
novemila euro. Simile la somma spesa per il presidente del consiglio comunale, mentre ciascun consigliere (sono venti) ha un costo pubblico di
612,72 euro. A disposizione dei gruppi consiliari vi sono annualmente 4.900
euro per il funzionamento delle attività del consiglio. Va specificato che le
mensilità sono dodici e che il gettone lordo dei consiglieri per la presenza alle sedute è di 32,53 euro. Per le commissioni
consiliari è invece parti a 25,82 euro a seduta. La spesa per i consiglieri è
stata stimata in misura media con riferimento al numero dei consigli comunali
del 2007 (10), commissioni consiliari (25) e conferenze capigruppo (10). La spesa
complessiva totale annuale 2007 ammonta a 11.294,35 euro e l?effettivo costo
per ogni singolo consigliere varia a seconda delle presenze in consiglio, così
come per i componenti delle commissioni. Infine, non tutti i nuovi enti
comportano nuovi costi della politica: presidente, componenti della giunta e
consiglieri dell?Unione dei comuni Tresinaro Secchia, ad esempio, non
percepiscono indennità e neppure gettoni di presenza.
Image: 20090103/foto/6515.jpg
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato 03 Gennaio 2009
Chiudi Ma quanto costa la politica? Dopo l'intervento sui costi sostenuti nel
Consorzio bacini imbriferi montani, il sindaco di Paganico Sabino, Clemente
Dominici, torna sull'argomento. Questa volta oggetto del suo intervento è la
Comunità montana del Turano il cui presidente, Dante D'Angeli, ha convocato il
consiglio in giornata feriale. «Colpito dall'insolita presenza di consiglieri a una seduta di routine - spiega Dominici - mi
sono chiesto quanto costasse, oltre i gettoni e i
rimborsi spese, la presenza in aula di dipendenti delle poste, del Cotral, di grosse aziende
private. Presenza cui si aggiungono gli oneri impropri derivanti dalla mancata
attività lavorativa dei dipendenti pubblici che, come si sa, non grava
sugli enti ma sul bilancio dei rispettivi datori di lavoro». Dominici se lo è
chiesto e ha quindi girato immediatamente la domanda al presidente D'Angeli con
una interrogazione. Dopo aver sollecitato la fornitura dei dati relativi ai
consiglieri che hanno chiesto l'attestazione di presenza,
documento che normalmente va inviato ai rispettivi datori di lavoro per
giustificare l'assenza dal servizio, Dominici ha chiesto «se non sia il caso
convocare le prossime riunioni degli organi collegiali nelle giornate di
sabato. I risparmi - dice Dominici - potrebbero essere utilizzati in favore di
iniziative per il mondo giovanile, al nuovo organismo istituito dai Comuni
della Valle, il consiglio sovracomunale dei giovani, che senza fondi adeguati,
rischia di non svolgere appieno il ruolo per il quale è stato costituito».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Mezzogiorno
- CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-03 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il consigliere Ronghi: bilancio sobrio grazie a Mpa NAPOLI — Il
taglio dei rimborsi ferroviari e chilometrici ai consiglieri regionali; quello
alle auto blu e alle consulenze è il frutto di una battaglia del gruppo dei
Mpa- Nuovo Partito socialista», lo afferma il consigliere Salvatore Ronghi. «Mi
stupisce che alcuni consiglieri di maggioranza se me prendano il merito — dice
— in verità, l'unico che ci ha dato una mano e Michele Caiazzo del Pd e non
altri». Ronghi ieri in una conferenza stampa ha voluto mettere le cose in
chiaro. «Nonostante le forti pressioni al ritiro della norma provenute da
esponenti del centrosinistra — ha evidenziato — il nostro movimento ha ritenuto
di portarla avanti affinché questo bilancio si caratterizzasse per la riduzione
dei costi della politica e ha ritenuto di accettare la
mediazione del centrosinistra pur di giungere all'approvazione del
provvedimento affinché esso divenisse norma dell'intero Consiglio regionale».
Il consigliere Ronghi tale battaglia di «sobrietà» intende proseguirla. «Adesso
mi aspetto — ha concluso — che il presidente Bassolino con un proprio decreto
vieti l'utilizzo delle auto blu ai presidenti delle società miste della
Regione. Perché è lì che si realizzano i maggiori sprechi».
Pa. Man.
( da "Stampa, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
OCCHIEPPO INFERIORE.
BILANCIO Fondo di solidarietà con i gettoni di giunta
e Consiglio comunale [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO OCCHIEPPO INFERIORE Il bilancio
di previsione è stato approvato con un «però»: tutti gli investimenti previsti
sono legati alle risorse regionali in quanto per il Comune è impossibile fare
altre economie. Con uno sguardo alle prossime elezioni amministrative, la
giunta Ansermino è così impegnata a concludere i progetti messi in cantiere,
ossia l'appalto e la rotonda su via Martiri e l'avvio della riqualificazione
della pubblica illuminazione, presumibilmente ad inizio primavera. «Sono
soddisfatto - spiega il sindaco Osvaldo Ansermino - che l'intero Consiglio
abbia accettato l'idea di costituire un ''Fondo di
solidarietà'' in cui confluiranno i gettoni di presenza dei consiglieri ed una parte degli emolumenti della giunta. Non
si tratterà di una grossa cifra ma, fermi restando gli interventi del Servizio
sociale, rappresenta una fonte per iniziative immediate, come il pagamento di
una bolletta in scadenza. Insomma un segno concreto di compartecipazione
a situazioni difficili legati alla contingenza economica generale. Saranno
responsabili di questo Fondo un consigliere di maggioranza ed uno di
minoranza». Per il corrente anno gli investimenti in conto capitale sono:
200.000 euro per gli spogliatoi del campo sportivo, 160.000 per acquisto arredi
urbani, 51.160 per la manutenzione degli immobili comunali, 30.000 per la
manutenzione straordinaria alla pubblica illuminazione e 9400 per quella
cimiteriale. Nel 2010 le voci più importanti sono - sempre legate ai fondi
regionali - 300.000 euro per interventi sulla scuola media e 200.000 per il
parco fluviale «La spina verde», un impegno finanziario di circa 5 mila euro.
Quest'ultimo progetto, condiviso con Mongrando, è finalizzato al turismo: è
studiato in modo da sfruttare al meglio un tratto spondale del torrente Elvo
lungo circa
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
«Tariffe basse e servizi
certi» Il sindaco illustra il bilancio del Comune per il 2009 CASTELVETRO
Maleti soddisfatto: siamo virtuosi ANTONELLA TROPEA CASTELVETRO. Varato il
bilancio di previsione per il 2009 anche per il Comune di Castelvetro.
«L'amministrazione comunale prosegue con una politica
rivolta a migliorare la qualità della vita dei cittadini - afferma il sindaco
Roberto Maleti - E' stata fatta una politica di
recupero dell'evasione fiscale, particolarmente sull'Ici e sulla Tarsu, oltre
all'impegno svolto nel recupero di risorse economiche, attività che hanno
portato il Comune di Castelvetro ad essere tra i più virtuosi, essendo anche il
comune con la più bassa pressione fiscale: l'Ici è al 4,5 per mille e
l'addizionale Irpef va allo 0,2 per cento, tutto ciò senza intaccare i servizi.
L'addizionale Irpef è stata istituita nel 2007 - prosegue Maleti - con 5 anni
di differenza rispetto agli altri comuni. La scelta d'istituirla è stata
obbligata, ma è comunque tra le aliquote più basse della provincia di Modena.
Riguardo la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, è stato fatto un
raffronto delle tariffe, nei vari anni, tra i Comuni dell'Unione Terre di
Castelli, dal quale è emerso che Castelvetro ha sempre avuto le tariffe più
basse per qualsiasi categoria di locali dal 2004 ad oggi. Nel 2007 non era
stata ritoccata, pur avendo avuto un aumento da parte di
Hera; nel 2007 sono state aumentate le isole ecologiche di base, i cassonetti
della raccolta differenziata distribuiti sul territorio e, quindi, in qualche
modo, si sono presentati dei costi che hanno necessitato di un supporto.
Mettendo insieme tutto questo, aggiunto all'inflazione e dovendo mantenere il
servizio alla copertura del 100%, in due anni abbiamo aumentato del 6%;
questo, diviso per due annualità, 2007 e 2008, fa circa il 3%. Riguardo
l'ambiente - prosegue il sindaco - Castelvetro ha ottenuto la certificazione
Iso 14001 nel dicembre 2006 e l'amministrazione ha lavorato per il
raggiungimento degli obiettivi prefissati e, in particolar modo, per il raggiungimento
nel 2008 della registrazione Emas, che consiste nell'adesione a un modello di
eccellenza ambientale, disciplinato da un regolamento della Comunità Europea,
che ha come obiettivo la promozione di miglioramenti continui delle prestazioni
ambientali delle organizzazioni. Dal 2004 al 2008 abbiamo ridotto
l'indebitamento, che era di 1.800.000 euro, del 10% sulla spesa corrente,
finanziato in parte con alienazioni Hera e in parte con avanzi
dell'amministrazione. Tale operazione ha permesso di risparmiare circa 400.000
euro di interessi passivi. A fine mandato presenterò un resoconto, sperando
possa servire come utile spunto di riflessione per proseguire una politica rivolta al miglioramento della qualità della vita
dei castelvetresi». (antonella tropea)
( da "Centro, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Giustino Parisse Chiodi:
niente nuove tasse ma tanti sacrifici Il neo presidente della giunta: finito il
tempo delle cicale, soldi solo a chi li merita Il settore più colpito dai tagli
sarà quello della cultura. Gli enti strumentali ridotti o accorpati L'AQUILA.
Il primo dolore da presidente della giunta regionale gli è stato causato dalla
scrivania un po' troppo bassa tanto che ha rischiato di farsi male alle
ginocchia. Il secondo dolore, per il nuovo presidente della giunta regionale
Gianni Chiodi, è stato quando in conferenza stampa ha annunciato un 2009 di
lacrime e sangue per gli abruzzesi. «E finito il tempo delle cicale» ha detto.
Poco prima aveva firmato anche la legge che cancella la stabilizzazione di
mille "portaborse". Gianni Chiodi è arrivato ieri mattina a Palazzo
Centi, all'Aquila, sede ufficiale della giunta regionale alle 10,30. Venerdì
sera era tornato da una vacanza di 7 giorni in Egitto trascorsa insieme alla
famiglia. Una rapida presa di possesso della stanza presidenziale, qualche
firma sui documenti e poi conferenza stampa per illustrare le prime mosse.
SANITA' E TASSE. Il commissario alla sanità abruzzese, Gino Redigolo, in una
intervista al Centro non aveva escluso l'aumento delle tasse per far fronte
alla voragine dei conti della sanità. Gianni Chiodi su questo è stato prudente:
«Farò di tutto per evitare di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma se
ci saranno sacrifici da fare li faremo, lo dobbiamo alle nuove generazioni».
Insomma, ha tenuto a sottolineare il presidente, è finito il tempo delle cicale
che consumano e spesso sprecano più di quello che hanno. Chiodi ha fatto
chiaramente intendere che l'alternativa a nuove tasse sono i tagli alla spesa
pubblica. Ma dove tagliare? Sicuramente ci saranno meno soldi per le
associazioni culturali. «Premieremo le iniziative di qualità» come per dire
stop a soldi a pioggia a sagre, feste paesane, giochi popolari, improbabili
spettacoli musicali. Soldi che in passato sono serviti più alla campagna
elettorale dei consiglieri regionali che alla crescita culturale della Regione.
Il neo presidente ha escluso la chiusura dei piccoli ospedali ma ha detto che
non potranno più esserci reparti doppione a qualche decina di chilometri di
distanza uno dall'altro. IL SOCIALE. Chiodi ha parlato di meritocrazia anche nel
sociale. «Va sostenuto chi ha veramente bisogno. Trovo strano» ha sottolineato
il presidente «che in Abruzzo ci sia una così alta percentuale di invalidi,
forse in passato c'è stata un po' di manica larga». Dunque anche i viaggi
gratis sui bus pubblici per gli invalidi per ora non saranno ripristinati anche
se Chiodi ha lasciato uno spiraglio «valuterò attentamente la situazione e i
costi, poi vedremo». ENTI DA ACCORPARE. Altra sforbiciata alla spesa sarà
possibile con la riduzione dei cosiddetti enti strumentali in particolare Ater
(case popolari) a Ato (acqua). Chiodi favorirà «l'ingresso dei privati nella
proprietà delle aziende di trasporto». Il tutto con l'obiettivo di far
diventare gli enti strumentali «non centri di potere per politici più o meno disinvolti»
ma società in grado di fornire servizi adeguati ai cittadini e di produrre
reddito e quindi risorse aggiuntive. RIFIUTI E AMBIENTE. Dopo aver confermato
il suo no al Centro oli, Chiodi ha detto sì alla realizzazione dei
termovalorizzatori anche se ha tenuto a precisare che «prima bisognerà arrivare
ad almeno il 40 per cento della raccolta differenziata». La Regione intende
anche puntare sulla produzione di energia rinnovabile e a basso costo.
ASSUNZIONI. Dopo il caso dei mille precari assunti agli sgoccioli della
legislatura e poi "licenziati" con un provvedimento del consiglio
regionale di fine anno, Chiodi ha assicurato che le assunzioni «avverrano,
salvo casi del tutto eccezionali, attraverso concorsi pubblici». CODICE ETICO.
Le vicende giudiziarie che hanno travolto la giunta regionale Del Turco hanno
riproposto la questione morale nella pubblica amministrazione e Chiodi ha
annunciato che sta predisponendo il codice etico a cui naturalmente lui per
primo si atterrà ma chiederà che tutti gli attori della politica
regionale «facciano altrettanto, gli abruzzesi poi ci giudicheranno fra cinque
anni». DIRIGENTI. Il messaggio più esplicito Chiodi lo ha lanciato alla
burocrazia regionale. Non ci sarà spazio per i perdigiorno e per chi pensa di
aver ormai acquisito certezze e privilegi. Ha promesso una riforma della
macchina organizzativa «che vada nella direzione di rendere la Regione più
moderna e funzionale. «Valuteremo il merito e non il fatto che i dirigenti
abbiamo lavorato con una amministrazione di diverso colore politico, così come
la contiguità politica non assicura il premio o la
deroga al merito. I dirigenti che non si sono accorti che il mondo sta
cambiando e molto velocemente, non hanno un grande futuro». Chiodi ha anche
fatto un esempio: «Non tutti gli enti sono inutili, alcune volte però lo sono
perché mettiamo persone inutili e dirigerli». PASSO INDIETRO. Il presidente è
stato deciso anche su un altro punto. «Ho un programma da rispettare, ci sono
sacrifici da fare e anche i politici dovranno farli. Se un giorno mi dovessi
accorgere di essere prigioniero di vecchie logiche non esiterei un attimo a
fare un passo indietro, la mia dignità di uomo vale molto di più di una
poltrona anche se prestigiosa». Nei tagli ai costi della politica è prevista anche una revisione del sistema pensionistico dei
consiglieri regionali. CASO D'ALFONSO. Alla domanda se al posto di Luciano
D'Alfonso (il sindaco dimissionario di Pescara arrestato a metà dicembre e dopo
pochi giorni rimesso in libertà) confermerebbe o meno le dimissioni da primo
cittadino Chiodi ha risposto con un secco «Sì». L'AQUILA CAPOLUOGO. Un
po' freddo Chiodi è apparso sulla possibilità di portare avanti la legge per
l'Aquila capoluogo «Vedremo» ha detto «ma è ora che si guardi a un Abruzzo unito,
basta campanilismi».
( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina I - Genova LA
POLEMICA LE NOSTRE NOMINE? BASATE SUL MERITO CLAUDIO BURLANDO CLAUDIO MONTALDO*
DOBBIAMO ringraziare il professor Coletti per l´attenzione che rivolge alla politica della Regione Liguria nell´articolo scritto venerdì
("L´occupazione della Sanità") su Repubblica. Siamo anche molto
contenti che scriva di aver colto mutamenti positivi nell´azione regionale, in
campo ambientale, sui costi della politica, nel
sostegno alla ricerca. è importante che si sia aperto un canale di
comunicazione. Tutti dobbiamo volere una valutazione obiettiva di ciò che la politica promette e di quello che mantiene. Certo, avremmo
anche voglia di fare alcune puntualizzazioni. Sul tema del cemento, per
esempio, più che di una nostra "´inversione di tendenza" ci
permetteremmo di parlare di correzione di un giudizio affrettato. Erano state
attribuite alla giunta regionale scelte in realtà mai compiute. Quanto ai costi della politica, gli
stipendi dei consiglieri sono già diminuiti in questa legislatura e ora si
applica una ulteriore decurtazione, mentre già la Finanziaria dello scorso anno
tagliava radicalmente le consulenze e le spese superflue. *presidente Regione
Liguria e Assessore regionale alla Salute SEGUE A PAGINA XII
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ASCOLI PRIMO PIANO pag.
2 «La città ha bisogno di progetti seri» Il presidente Camela fa il punto
sull?attività del Consiglio e parla del futuro L?ANNO DELL?ARENGO SOTTO I
RIFLETTORI di EMANUELA ASTOLFI NEL 2008 i 41 consiglieri comunali di Ascoli si
sono riuniti nella Sala della Ragione trenta volte. Ottantasette sono state le
delibere votate. Non hanno mancato neppure una seduta il primo cittadino Piero
Celani, il presidente del Consiglio, Valeriano Camela, e i consiglieri Tosti
Guerra, Mariotti, Babini, Cameli, Regnicoli, Ciabattoni, Celani, Rocchi e
Censori. Ma per misurare il grado di ?partecipazione? dei consiglieri ai lavori
dell?Amministrazione, il presidente del civico consesso, Camela, suggerisce di
adottare come parametro di valutazione il numero di delibere che ogni
consigliere ha votato. «Spesso infatti - spiega Camela - capita che un
consigliere sia presente all?appello, ma si assenti subito dopo. L?anno scorso,
in 25 hanno partecipato almeno a due terzi delle deliberazioni, un trend che
negli anni è aumentato». Il gettone di presenza per ogni seduta è di 33 euro lordi, sia per il Consiglio che per
le nove commissioni permanenti. «IL 2008 - dice Camela - è stato per Ascoli un
anno orribile sotto il profilo economico ed occupazionale. Il Consiglio
comunale non trascurerà questo aspetto e nella predisposizione del bilancio di
previsione del 2009 darà un preciso segnale alla città, che potrà
servire da esempio ad altre amministrazioni locali». Tra le novità che si
concretizzeranno nel nuovo anno, Camela annuncia che la Sala della Ragione sarà
dotata di aria condizionata. «Un impianto di climatizzazione che in estate
renderà confortevole lo svolgimento dei lavori del Consiglio e tutte le
manifestazioni che sisvolgono nella Sala. Inoltre, alcune attività dei gruppi
consiliari saranno trasferite all?interno del Palazzo Arengo e il locale dei
gruppi consiliari, inaugurato nell?aprile dei 2006, che si trova nella
palazzina ex Enel di piazza Roma, verrà ceduto al Cup per la propria attività
universitaria». DOPO sette anni alla presidenza del Consiglio comunale, Camela
tira le somme e non nasconde la volontà di fare un passo in avanti al termine
del secondo mandato del sindaco Celani. «Mi proporrò con fiducia alla città
nella consapevolezza che ci sono tanti problemi da risolvere. Il 2009 dovrà
essere l?anno di iniziative certe per il polo universitario, per il sistema
sanitario ascolano e per il decollo del turismo». Image: 20090104/foto/323.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA METROPOLI
pag. 15 «Gli stradini paghiamoli noi» Porretta sotto la neve. An propone una
colletta ai consiglieri di GIACOMO CALISTRI ?PORRETTA? LA POLEMICA cova sotto
la neve. Lo si capisce dalla proposta che An ha lanciato come un guanto di
sfida per disagi provocati dal maltempo: «Gli stradini non puliscono bene
perché forse mancano i soldi? Sosteniamoli con una colletta da raccogliere fra
tutti noi, consiglieri comunali». Nel gelo di questi giorni, a scaldare
l?ambiente ci pensano dunque le scintille fra maggioranza e opposizione sui
presunti disservizi dello sgombero di neve e ghiaccio dalle vie e piazze.
Michele Facci, componente del gruppo di opposizione di An in municipio, afferma
di avere raccolto numerose lamentele dai cittadini e lancia la provocazione:
«Poiché riteniamo che questo capitolo di spesa sia stato sottostimato
dall?amministrazione comunale, proporremo nella prima assemblea l?adozione di
una delibera per integrare il fondo con il gettone di presenza
dei rappresentanti di maggioranza e di minoranza». L?ESPONENTE DI AN ha
depositato ieri un?interrogazione con la quale punta il dito sulla precaria
situazione vissuta nel primo giorno del 2009. «Alle 19 di giovedì ? spiega ?
soltanto via Mazzini risultava ripulita dalla neve. Non si può dire la stessa
cosa per diverse zone del centro come l?area dell?ospedale, piazza Garibaldi,
via Roma, la zona del ponte della stazione ed il viale del monumento ai Caduti.
Numerose persone si sono lamentate anche su come è stato sparso il sale nelle
frazioni, chiediamo di conoscere come è stato organizzato questo servizio».
ALLA PRESA DI POSIZIONE di Facci, replica l?assessore ai lavori pubblici,
Cesare Palmieri il quale, con il supporto del geometra capo dell?ufficio
tecnico Massimo Ghelardoni, boccia innanzitutto la provocatoria sottoscrizione:
«Quanto lamentato non dipende da una sottostima dei costi di pulitura e di scongelamento
delle strade. Non servono integrazioni di carattere economico». In merito al
servizio per l?eliminazione del ghiaccio, Palmieri precisa che «si deve tenere
presente la pessima situazione meteorologica dei primi giorni dell?anno. La
temperatura è scesa di 6-7 gradi sotto lo zero e nelle zone in ombra non è mai
salita sopra di un grado. Questo ha influito negativamente sulle condizioni del
fondo stradale impedendo il disgelo nonostante il cloruro di sodio. Ne abbiamo
sparsi 35 quintali per ogni giorno». L?ASSESSORE RICORDA che tutto il centro
abitato viene sgomberato dalla neve dallo stesso operatore. «Questo incaricato
? dice ? tratta le strade come fanno i cantonieri del Comune. E? evidente che
le piccole differenze del fondo sono causate dalle diverse esposizioni e da una
diversa risposta al traffico. Quando la circolazione è intensa è chiaro che il
sale lavora meglio. Da non dimenticare, infine, che la maggiore altimetria
delle frazioni peggiora la situazione». Palmieri conclude restituendo sarcasmo
per sarcasmo: «Almeno per il momento, possiamo fare a meno dei gettoni di presenza dei componenti dell?assemblea». Image:
20090104/foto/888.jpg
( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2009-01-04 num: - pag: 31
categoria: REDAZIONALE Classifiche I trionfi di Giordano, Meyer e Larsson. Chi
ha vinto e chi ha perso in libreria nel 2008 Signori da un milione (di copie)
Duelli: Barbery batte Pennac, Augias meglio di Socci, Pansa supera Bocca di
SEVERINO COLOMBO P aolo Giordano: è lui il Signor Bonaventura che può andarsene
a spasso felice con un assegno da un milione sotto il braccio. Non di lire si
tratta, però, come per il personaggio di Sergio Tofano, ma di copie vendute. Il
suo romanzo La solitudine dei numeri primi (Mondadori) ha tagliato il traguardo
a metà dicembre ed è diventato il libro più venduto in Italia del 2008. Per
raggiungere la stessa cifra Stephenie Meier, 35enne del Connecticut, ha dovuto
mettere insieme i quattro titoli (usciti per Fazi) della saga
horror-romantic-fantasy: il primo, Twilight, complice l'uscita del film, da
solo è arrivato a 540mila copie; l'ultimo, Breaking Dawn, a 300mila; l'intera
tetralogia vampiresca nella settimana di Natale ha superato le 100mila. Chi si
candida a raggiungere in breve il medesimo traguardo è lo scrittore e
giornalista svedese Stieg Larsson (1954-2004). Dopo un anno ai piani alti della
classifica con Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco
è in uscita — il prossimo 9 gennaio — l'ultimo atto della trilogia
«Millennium», La regina dei castelli di carta (Marsilio). Stella
& Rizzo, che il milione di copie con La casta
(uscito nel 2007 e ancora in classifica) se lo sono già lasciato alle spalle,
ora provano il bis con La deriva (Rizzoli), che sfiora
le 600mila copie. Bestseller, sia pure datato — è del 2006— resta anche
quest'anno il romanzo-inchiesta Gomorra di Roberto Saviano, stabile intorno
alle 800mila copie annue. Negli Stranieri la sfida, tutta francese, è tra il
veterano Daniel Pennac e Muriel Barbery, esordiente di ritorno: già in libreria
nel 2001 con Una golosità, ha raggiunto il successo con L'eleganza del riccio
(E/O), che ha doppiato le 300mila copie di Diario di scuola (Feltrinelli) e
riportato in classifica il volume precedente a suo tempo snobbato da critica e
lettori con un nuovo titolo: Estasi culinarie. Con Paulo Coelho, alias mister
cento milioni di copie nel mondo, lontano dai tempi felici de L'Alchimista
(l'atteso Brida si «accontenta» di 400mila copie), la vera novità dall'estero è
un esordiente 68enne, Sam Savage, papà del roditore Firmino (Einaudi): il topo
mangiatore di libri trova in Italia più fortuna che in ogni altro Paese e si
attesta, nel 2008, sulle 450mila copie. Nella narrativa ragazzi, alti e bassi
per la regina J.K. Rowling che nella prima metà dell'anno ha fatto il pieno con
Harry Potter e i doni della morte (Salani), mentre il natalizio Le fiabe di
Beda il Bardo, al confronto, è stato un mezzo flop; il suo più accreditato
«rivale» Chistopher Paolini, con Brisingr (Rizzoli)
uscito in autunno, arriva a 400mila; meglio di tutti fa però il vecchio caro
Piccol oPrincipe (Bompiani) di Saint- Exupéry, longseller da un milione e
trecento mila copie. Nella Varia il duello calcistico tutto in casa Rizzoli tra Antonio Cassano ( Dico tutto) e Gigi Buffon (
Numero Uno) è vinto di misura dall'attaccante (100mila copie in due settimane).
Tra le donne, dietro Oriana Fallaci (500mila copie) brillano Melania G.
Mazzucco, Benedetta Cibrario (ognuna intorno alle 100mila copie) e Margaret
Mazzantini, il cui romanzo pare destinato a restare a lungo in classifica. Le
sorprese più interessanti arrivano, però, curiosando tra i Saggi. La rivalità
tra i due grandi vecchi del giornalismo nostrano, Giorgio Bocca e Giampaolo
Pansa, si risolve a favore di quest'ultimo: I treni della paura (Rizzoli) ha venduto tre volte più di è la stampa bellezza
(Feltrinelli). Tra i libri che esplorano fede e religione, l'inchiesta di
Augias- Cacitti ha la meglio (230mila copie) sul ritratto di Gesù di Socci; il
campione, inatteso, del Natale, è però il cardinale Martini con Conversazioni
notturne a Gerusalemme (Mondadori) sui rischi della fede. Dalla religione alla
politica: in evidenza il Viaggio in un'Italia diversa di Bruno Vespa (240mila
copie, Mondadori), che paga un po' le elezioni americane e la crisi economica;
e il saggio del ministro Tremonti La paura e la speranza sui rischi della
globalizzazione (che tanto ha fatto discutere la politica: 120mila copie). A
sinistra non c'è quasi gara tra Edmondo Berselli (50mila copie con i
Sinistrati, Mondadori) e la «iena» Riccardo Barenghi; infine, nell'inedita
categoria dei saggi che sono andati via come il pane si guadagnano un posto
L'ospite inquietante del filosofo Umberto Galimberti (Feltrinelli, 200mila
copie) e il visionario La folie Baudelaire (Adelphi) di Roberto Calasso, una
sorta di «storia segreta» della letteratura che ha venduto 50mila copie. Come
un romanzo. Saggi In evidenza il ministro Tremonti con la sua analisi sui
rischi della globalizzazione e i «Sinistrati» raccontati da Edmondo Berselli
Bestseller Mezzo milione di copie per Oriana Fallaci con il suo «Cappello pieno
di ciliege», 400 mila per «Brida» del veterano Paulo Coehlo
( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 4 del 2009-01-04
pagina 1 LA MORALE DEL MORALISTA di Michele Brambilla Il «caso Di Pietro», come
tutti i «casi», sta scatenando innocentisti e colpevolisti. Tutti dicono la
loro - giornalisti, politici, magistrati - e ci mancherebbe altro: ciascuno ha
diritto di parola. Ci pare però che non sia stata ancora colta l'essenza
profonda della questione. Cerchiamo di metterla a fuoco. Cominciando,
naturalmente, con il ricapitolare i fatti. A Di Pietro vengono contestate
essenzialmente due cose. La prima. Nel corso di un'inchiesta della Procura di
Napoli, suo figlio Cristiano è stato intercettato mentre - secondo un costume
magari non illecito ma molto italiano - «raccomandava» alcuni professionisti
all'ex provveditore delle Opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone,
poi finito agli arresti domiciliari. Mautone era un uomo di fiducia di Di
Pietro senior, che gli aveva dato un incarico al ministero, salvo poi rimuoverlo non appena ha avuto notizia dell'indagine in
corso. E qui c'è il primo giallo. Da chi Di Pietro ha saputo che Mautone era
nel mirino dei magistrati? «Dalle agenzie di stampa», ha risposto Di Pietro. Ma
al momento della rimozione dall'incarico nessuna agenzia - né tantomeno nessun
giornale - aveva scritto mezza riga. Seconda cosa. Un'inchiesta dei
nostri Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica ha reso nota una singolare
procedura adottata da Di Pietro nella gestione dei rimborsi elettorali che lo
Stato concede a tutti i partiti. Invece che
dall'Italia dei Valori, i quaranta milioni di euro di denaro pubblico sono
stati incassati da un'associazione di cui fanno parte Di Pietro medesimo, sua
moglie Susanna Mazzoleni e il deputato Silvana Mura. Sono un reato, la prima e
la seconda cosa? Non lo sappiamo. Può benissimo darsi che non lo siano. Di
Pietro sostiene che l'atteggiamento di suo figlio Cristiano «è stato
assolutamente non corretto», un atteggiamento «che noi dell'Italia dei Valori
non condividiamo». «Però», ha aggiunto, Cristiano «non ha commesso nulla di
penalmente rilevante» (intervista a Guido Ruotolo, La Stampa, 24 dicembre).
Quanto alla gestione dei rimborsi elettorali, l'ex pm sostiene che la
magistratura e la Camera sul punto gli hanno già dato ragione, e sarà senz'altro
vero. Ma proprio qui veniamo a quell'essenza profonda di cui parlavamo. Di
Pietro, in politica, porta avanti un solo valore:
l'onestà al mille per cento, una diversità antropologica rispetto all'Italia
dei furbetti, il disinteresse assoluto verso qualsiasi potere o privilegio, una
luterana concezione del denaro come sterco del demonio, un'immacolata
concezione. Non c'è altro, nel pensiero di Di Pietro. Non un'ideologia, non una
strategia economica, non una visione sulla politica
internazionale, sulla scuola, sulla cultura, su qualsiasi questione etica che
non attenga al settimo comandamento. Onestà, onestà, onestà, ripete quest'uomo,
per onestà intendendo appunto solo il non prendere tangenti, il non interferire
sugli appalti. Un'onestà di cui egli stesso si dice paladino, se non
addirittura incarnazione. «Noi», ama ripetere, «siamo l'Italia dalle mani
pulite». E dunque. Quando un uomo - anzi, un politico - esige la purezza
assoluta dagli altri, non può sottrarsi a che la sua condotta sia passata al
setaccio con la più severa intransigenza. Ma lui pretende che no, su di lui non
si avanzino dubbi, addirittura che di lui non si parli; dice che noi del
Giornale lo attacchiamo per spirito servile nei confronti di Berlusconi, però
anche i media non berlusconiani danno spazio alle inchieste su suo figlio, e
allora lui risponde stizzito che invece non se ne dovrebbe scrivere, perché
sono «una non notizia» (La Stampa, 24 dicembre). «Una non notizia». Non bisogna
parlarne. «C'è il sospetto», gli ha chiesto Ruotolo della Stampa, «che lei fu
avvisato sulle indagini in corso e per questo impose a Cristiano di troncare i
rapporti con Mautone». Risposta di Di Pietro: «È una puttanata mostruosa».
Così, senza aggiungere altro. Lo stesso quesito glielo ha poi rivolto Francesco
Bei di Repubblica (giornale berlusconiano?) il 28 dicembre, e lui: «È una
stupidaggine mostruosa sostenere che qualcuno mi abbia rivelato segreti
d'ufficio. Chi ha fatto il mio mestiere annusa l'aria». A voi paiono
spiegazioni esaurienti? Una puttanata. Una stupidaggine. Un'annusata all'aria.
Chiuso il discorso, per Di Pietro. E invece no, c'è qualcuno che da un uomo
pubblico - per giunta con l'autopatente di integerrimo - pretenderebbe risposte
un po' più articolate. La rivelazione di segreti d'ufficio è «penalmente
rilevante», per usare l'unico metro di giudizio caro a Di Pietro. Non ha
commesso alcun reato? Nessuno dalla Procura gli ha spifferato nulla? Benissimo.
Gli crediamo. Ma non se si limita a dire che è una puttanata o una
stupidaggine. Soprattutto perché la prima risposta che aveva dato («L'ho saputo
dalle agenzie») non è risultata vera. Vuole chiarire, per favore, senatore Di
Pietro? È stato lei, e non altri, a dire che aveva saputo delle indagini in
corso. Come lo ha saputo? Ieri Libero ha pubblicato un'ampia intervista nella
quale Di Pietro ha replicato alla nostra inchiesta sui rimborsi elettorali.
Come mai quei rimborsi non finiscono al partito ma a un'associazione sua, di
sua moglie e di una persona di loro fiducia? «O benedetto Signore», ha risposto
Di Pietro, «ma sono la stessa cosa! Che lo chiami associazione o movimento
sempre quelli siamo». Ne è sicuro, senatore Di Pietro? Facciamo un esempio. I
rimborsi elettorali del Pd vanno al Pd. Il cui segretario è Walter Veltroni.
Ammettiamo che al prossimo congresso Veltroni finisca in minoranza e al suo
posto venga eletto, che so, D'Alema o Bersani. La cassa rimane al Pd o a
un'associazione di cui fanno parte l'ormai ex segretario Veltroni, sua moglie e
un altro deputato? Caro senatore Di Pietro, non la stiamo accusando di aver
rubato quei soldi, o di farne un uso che non sia il finanziamento del partito.
Ma ammetterà che la procedura è singolare, tanto che alcuni suoi ex compagni di
avventura le hanno fatto causa. Lei non ha commesso nulla di «penalmente
rilevante»? Meglio per tutti. Ma il giudizio degli italiani, grazie al cielo,
non si fonda solo sul «penalmente rilevante», e a qualcuno può far specie che
un politico metta al riparo la cassa da un'eventuale messa in minoranza nel
partito. Anche questo non lo diciamo noi, l'ha fatto intendere lei: «Noi ci
siamo garantiti così e ci sentiamo tranquilli dalle rivendicazioni di qualche
guastafeste», ha detto a Libero, facendo l'esempio dei «litigi dentro il Pd tra
ex Margherita ed ex Ds sul patrimonio» e a quelli possibili, fra breve, tra
Forza Italia e An. «Voglio stare tranquillo e voglio vederci sempre chiaro,
io», ha aggiunto. «I quattrini destinati dallo Stato alla politica
in generale sono troppi e ingiustificati: non soltanto quelli incamerati dall'Italia
dei Valori e dal suo fondatore», ha scritto ieri su Libero Vittorio Feltri. Che
ha aggiunto: «La scorpacciata di Di Pietro stupisce, ma occorre precisare che
lui ha chiesto l'eliminazione del finanziamento, non sappiamo dire con quanta
convinzione». Così fan tutti, insomma. Vero. Ma Di Pietro vive e prospera
proprio perché dai «tutti» ha sempre preso indignate distanze. E allora. Chi
chiede l'abolizione del finanziamento pubblico già è un po' contraddittorio se
il finanziamento lo incassa; se poi lo incassa con un'associazione di famiglia,
lo è ancor di più. Per lo stesso metro di giudizio, chi si fa paladino
dell'autonomia della magistratura rispetto alla politica
deve chiarire meglio come ha saputo di un'inchiesta che riguarda (anche) suo
figlio. Di Pietro, si dice, ricorda i giacobini. Non sappiamo se sia al
corrente che anche Robespierre finì sulla ghigliottina, e che da quei tempi
ogni moralista ha sempre trovato qualcuno più moralista di lui. Non sappiamo
neppure se sappia che, per finire sul patibolo, durante il Terrore bastava non
mostrare sufficiente entusiasmo per la Rivoluzione. Il che non è «penalmente
rilevante». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tempo, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Ieri mattina
a Radio Radicale un intervento da cancellare Caro Pannella basta insultare
anche Napolitano Francesco Damato Il troppo stroppia, anche se porta la voce o
la firma di un uomo come Marco Pannella. Al quale, anche quando capita - e può
accadere spesso - di dissentire da lui, va riconosciuto il merito di avere
saputo e voluto condurre nella sua ormai lunghissima militanza politica battaglie sacrosante di democrazia e libertà. Come
quella condotta a metà degli anni Settanta con le armi pacifiche della politica, non certo con quelle adoperate dai terroristi,
contro il progetto berlingueriano di «compromesso storico» fra democristiani e
comunisti. Ieri mattina però egli ha veramente superato ogni soglia di guardia,
esondando come non è riuscito a fare nei giorni scorsi il Tevere. In una
irruzione mattutina nella sua Radio Radicale, appena finita la storica e sempre
stimolante rassegna di «stampa e regime», egli ha strapazzato come
assolutamente non merita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
contestandone «l'imparzialità». Ha inoltre mandato «affanculo» in diretta un
direttore di giornale che aveva osato lamentare contenuto e modalità del
finanziamento pubblico percepito da «tutti i partiti»,
senza escludere quello radicale. Egli ha infine rivendicato il merito di avere
preferito nella scorsa legislatura, contribuendo a farli vincere di stretta
misura nelle elezioni del 2006, «i buoni a nulla» di Romano Prodi ai «disposti
a tutto» di Silvio Berlusconi. No, Marco, a questo punto basta. Bisogna che tu
ti dia una regolata perché la tua - ripeto - lunghissima militanza politica non finisca come non merita: per esempio, in una
brutta copia del grillismo, per quanto lodevolmente povera in arnese, non
potendo tu contare sui guadagni stratosferici del comico moralista di Genova.
Ti abbiamo stimato troppo per fare finta di nulla e per non chiederti di
fermarti sulla soglia di una strada senza ritorno, se non l'hai già superata.
Se la colpa di Napolitano, come tu hai detto, è di non poter chiedere ai
politici di «cambiare costume», fornendo egli copertura con la sua pretesa
imparzialità ad una «partitocrazia» che sarebbe di per sé «malcostume», i
radicali non possono considerarsi fuori rivendicando una loro «diversità». Che
è, peraltro, l'errore compiuto anche da Enrico Berlinguer per opporre i
comunisti a tutti gli altri, dopo il fallimento dei tentativi di alleanza con
la Dc. La diversità dei radicali, come quella pretesa allora dai comunisti, e
ancora reclamata da alcuni di essi che oggi si chiamano in altro modo, potrebbe
avere una sua credibilità solo se essi veramente rifiutassero di partecipare al
sistema cosiddetto partitocratico, che Pannella denuncia come il male assoluto.
Nel momento in cui essi accettano di stare in un polo piuttosto che nell'altro,
finiscono per accettarne la comune logica, e i relativi inconvenienti. Ieri
Prodi e oggi Veltroni, con il cui partito i radicali hanno preferito
schierarsi, partecipando peraltro agli stessi gruppi parlamentari, non sono
geneticamente o moralmente diversi dai loro avversari. Ammesso e non concesso
che Berlusconi e i suoi alleati siano «disposti a tutto», e perciò moralmente
ricusabili in partenza, e che Prodi, Veltroni e compagni siano soltanto dei
«buoni a nulla», per questo preferiti dai radicali come una specie di male
minore, non è per niente detto che in politica gli uni
siano peggiori degli altri. Machiavelli, per esempio, direbbe il contrario. E
non venga ora Pannella, quasi un decano della politica italiana, a darci lezioni di anti-machiavellismo: lui che, a
proposito anche di finanziamento dei partiti, o
comunque di rapporto fra partiti e soldi, stipulò accordi con Berlusconi una quindicina d'anni fa
con minuziose clausole economiche, facendogli poi causa per pretesa
inadempienza contrattuale. O ricordiamo male? Anche a proposito del
tanto contestato e contestabile finanziamento pubblico dei partiti,
abolito con un referendum popolare promosso proprio dai radicali ma
ripristinato furbescamente dal Parlamento con la formula del «rimborso»,
cerchiamo di essere seri ed onesti. Non ho personali simpatie per Vittorio
Feltri, che è il direttore di giornale mandato «affanculo» in diretta da
Pannella via radio, ma non mi sembra francamente che possano essere scambiati
per finanziamenti privati i soldi che - meritatamente, per carità - si guadagna
dallo Stato con tanto di convenzione Radio Radicale. Che sta al partito di
Pannella come il braccio alla mente. E di cui apprezzo spesso servizi e
collegamenti, come capita a tanti altri - penso - che non si riconoscono
sempre, o addirittura si riconoscono di rado, nelle posizioni del leader di un
partito che del radicalismo non ha solo i pregi, ma anche i difetti. I radicali
sono un pò come le buone intenzioni, delle quali si sa che è lastricata la via
dell'inferno. Essa non appartiene naturalmente alla toponomastica dell'amico
ultralaico Pannella.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 1 - Gorizia E
c'è anche il "mistero" delle caserme dismesse Lo Stato, inteso nel
suo complesso, ovvero anche nelle sue varie ramificazioni territoriali, non
pare davvero un buon gestore delle sue proprietà e non soltanto a Gorizia,
ovviamente. Diversi dei tanti edifici in elenco sono chiusi da diversi anni e
il problema del loro abbandono era stato sollevato, a suo tempo, proprio dai
ragazzi del centro sociale autogestito "Clandestino" che aveva
occupato, in tempi diversi, più immobili evidenziando che così «almeno vengono
utilizzati». Il "messaggio", però, non sembra essere arrivato a
destinazione, visto che, anche dopo la loro uscita dall'edificio di via Ponte
del Torrione, nulla è cambiato e la situazione è tornata alla
"normalità", ovvero all'abbandono degli immobili pubblici. Senza
contare che nel "cestone" degli edifici in via di degrado vanno
inserite anche le caserme dismesse di Gorizia che, peraltro, non si riesce mai
a capire quante siano: di certo la Pecorari di "Lucinico" e quella
del "Fante" di via Trieste. È davvero incredibile che si parli tanto
di sprechi e di costi della politica e poi, quando si tratta di assumere una decisione che, in
qualche modo, affronti concretamente il problema, non si riesca mai a
prenderla. Tutti "piangono", indipendentemente dallo schieramento
politico, perché non ci sono più risorse pubbliche e, intanto, si fanno marcire
beni che potrebbero o sarebbero potuti essere venduti a privati incassando
qualche soldo. Il massimo, poi, è quando si programmano progetti
faraonici di recupero di qualche immobile, naturalmente da finanziare con
risorse pubbliche che nessuno tirerà mai fuori, com'è accaduto per l'aeroporto.
Ma non è molto plausibile neppure che, in presenza di immobili pubblici che
cadono a pezzi, se ne acquistino addirittura altri, com'è accaduto anche a
Gorizia, spendendo ulteriori soldi, prima per l'acquisto, poi per la
ristrutturazione e, quindi, continuamente per la gestione e la manutenzione.
Forse perché non si tratta di soldi propri, ma, appunto, pubblici. (p.a.)
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
La delusione che
pervade oggi i giovani napoletani mi induce a credere che a nessun altro più
che al Capo dello Stato io possa rivolgermi in un momento in cui le istituzioni
locali sono colte da una cecità e sordità politica
senza precedenti nella storia repubblicana. Il presidente Napolitano, nel
discorso di fine anno, ha citato un famoso aforisma di Roosevelt: «L'unica cosa
di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa». Ecco, il punto è che noi
giovani napoletani siamo pervasi da una profonda paura che non conosce allo
stato attuale dei fatti nessun antidoto. Nonostante tutto, la mia età mi spinge
a credere che la speranza non possa essere offuscata dallo sgomento, l'onestà
non deve essere sconfitta dalla corruzione. Le
istituzioni nazionali alle quali è rivolto questo appello devono aiutare noi
giovani napoletani a credere che lo Stato non è morto, combatte per noi e
tutela le nostre aspettative di giustizia e legalità, pena il radicamento di
organizzazioni illegali che hanno già messo radici nella società della nostra
città. Senza alcun tipo di scrupolo, tali organizzazioni, reclutano nuove leve
proprio tra i giovani delusi e privi di prospettive future. Per tale ragione
rivendichiamo una maggiore presenza dello Stato nella nostra città. Questa
imbarazzante collusione con la malavita, di cui si sono resi protagonisti
innumerevoli politici nostrani di ogni schieramento, ci spinge ad invocare,
oltre all'aiuto di Dio per chi crede, anche quello del presidente della
Repubblica Napolitano per imporre, attraverso ogni mezzo di cui dispone, un
repentino «cambio di rotta» delle politiche della nostra città per non dare
spazio allo scoraggiamento nelle provate coscienze dei cittadini. Non auguro a
nessun cittadino italiano di essere pervaso da un senso di abbandono come
quello che si prova nella nostra terra. Questa volta la denuncia non viene da
un intellettuale navigato ma da un ventiduenne come me, stanco, deluso, che non
vorrebbe essere costretto a credere che lo Stato è più debole
della camorra e della corruzione, spettri che stanno oscurando l'alba di una nuovo corso politico
che stenta a sorgere. La fama di cui gode Napoli nel mondo rischia di essere
compromessa per sempre. Mai come in questi ultimi anni la città è stata vetrina
di un degrado morale, civile e istituzionale, di cui l'emergenza rifiuti e lo
scempio che tutto il mondo ha visto è solo l'esempio più clamoroso. Mi
viene da indignarmi, da gridare con tutto l'orgoglio e la dignità che mi è
rimasta: Napoli non è solo questo. Inoltre intendo assolutamente denunciare che
si sta consolidando una pericolosa idea nell'opinione pubblica della nazione:
Napoli come un peso, macigno che l'intera Italia si porta dietro. E no! Questo
non possiamo tollerarlo più. Si pensi che nella sola storia repubblicana sono
stati innumerevoli i «geniali» napoletani in tutti i campi del progresso
culturale, politico e civile della nazione. Napoli non è solo degrado ma un
meraviglioso mosaico di realtà vive e produttive, anche dal punto di vista
intellettuale e culturale. I problemi restano ma altresì dalle nostre parti la
speranza è l'imperativo categorico: senza di essa finiremo alla morte e allo
smantellamento di ogni libertà. Giovani come me vogliono rendere pubblica
testimonianza della loro vicinanza a chi, come Roberto Saviano, ha
coraggiosamente interpretato la volontà dei cittadini onesti che riescono a
malapena a sopravvivere in questo territorio. Spero che il Presidente ci aiuti
a realizzare il nostro diritto a «vivere» e non sopravvivere nella città di Napoli.
Lo Stato ha il dovere di non lasciare solo chi rivendica diritti chiaramente
sanciti dalla Costituzione. E per quanto riguarda noi
giovani napoletani, cerchiamo di fare nostre ancora una volta le parole del
presidente americano Roosevelt: «Fai quello che puoi, con quello che hai, nel
posto in cui sei». Alessandro Iovino - Napoli