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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  1-4 gennaio 2009      #TOP


IN EVIDENZA

Viaggio nell'aeroporto fantasma di Salerno. Dopo appena 4 mesi dall'avvio sospesi tutti voli di linea (Il Corriere della Sera 4-1-2009)

 

Tutti gli scontri e i dissidi tra consorzi, società e compagnie che ne hanno paralizzato l'attività

 

SALERNO - Lo scorso agosto, all'indomani del decollo del primo volo commerciale, stampa e politici locali lo avevano salutato come il nuovo «volano dell'economia campana» e il presidente della provincia di Salerno Angelo Villani era andato anche oltre dichiarando che lo scalo avrebbe assunto velocemente una «funzione strategica in un'ottica di attrattività del sistema turistico a livello nazionale e internazionale». Ma a soli quattro mesi da queste dichiarazioni entusiaste, «l'Aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi» ha sospeso tutte le tratte commerciali e ad atterare sullo scalo situato nel comune di Pontecagnano-Faiano nelle ultime due settimane sono stati solo jet privati e piccoli charter. A causare l'attuale sospensione dei voli sono gli scontri e i dissidi tra il Consorzio Aeroporto Salerno (compagnia che gestisce lo scalo, formata da importanti enti locali del territorio e che possiede il 91 % delle azioni della «Società Aeroporto di Salerno Spa»), la Gan (Global aviation network), società di Fiumicino che fino a poche settimane fa organizzava i voli di linea e la Orion Air, compagnia aerea spagnola alla quale la Gan si è rivolta per il noleggio degli aerei.

UNA STRUTTURA FANTASMA - Lo scalo salernitano in questi giorni è una struttura fantasma: a differenza di quanto accade negli altri aeroporti italiani, affollati di gente che torna dalle vacanze natalizie, qui il silenzio regna sovrano ed è difficile incrociare anche i dipendenti dell'aeroporto. La spiegazione di questa singolare atmosfera è presto spiegata: lo scorso 18 dicembre la Gan con un duro comunicato stampa ha annunciato di sospendere tutti i voli di linea e le tratte commerciali. Risultato? Oltre 3.000 persone che avevano prenotato i biglietti per le vacanze natalizie sono rimaste a terra e innumerevoli proteste sono fioccate contro lo scalo salernitano. Senza passeggeri e con qualche sparuto volo charter, il «Salerno-Costa d'Amalfi», difficilmente raggiungibile a causa di una carente segnaletica stradale e per le vie strette e mal asfaltate, assomiglia sempre di più ad una «cattedrale nel deserto» che spunta in un territorio dove si vedono solo campi agricoli e tanta campagna. Appena entriamo nello scalo notiamo che il display che annuncia gli aerei in arrivo è in funzione. Ma naturalmente nessun volo di linea è in programma. La sola zona della struttura che all'apparenza non trasmette un senso di vuoto è quella che circonda l'unico «bar» dell'aeroporto. Ma è solo una momentanea illusione. Avvicinandoci, non solo notiamo che ai tavolini non vi è seduto nessuno, ma invece del comune bancone da bar, vi sono distributori automatici che offrono snack e bibite.

CRONOSTORIA - Come racconta il sito ufficiale dell'aeroporto, lo scalo nasce nel lontano 1926 come campo di fortuna creato dal Genio Aeronautico di Napoli. Fino all'anno scorso è stato utilizzato per lo più dalle scuole di volo e paracadutismo e da piccoli jet privati. Il primo volo di linea, Salerno-Milano Malpensa, è decollato il 2 agosto del 2008 e per quattro mesi dal «Salerno-Costa d'Amalfi» sono partiti e atterrati in media 33 voli settimanali. La tratta quotidiana verso Malpensa è sempre stata la più affollata, mentre le vendite dei biglietti per le altre destinazioni come Barcellona, Bucarest e Torino risultavano oscillanti. In meno di 150 giorni d'attività lo scalo è riuscito a conquistare oltre 20.000 passeggeri, cifra più che soddisfacente per un aeroporto con una pista che supera di poco i 1600 metri e sulla quale possono atterrare solo aerei con una capienza complessiva non superiore ai 100 posti. In realtà sono stati stanziati come fondi europei 49 milioni di euro per l'allungamento della pista, ma i lavori saranno portati a termine nei prossimi anni.

GLI SCONTRI - Dopo la decisione della Gan di bloccare i voli, gli attori principali di questa vicenda hanno cominciato ad accusarsi reciprocamente. La compagnia low-cost «Orion Air» sostiene che la Gan ha contratto nei suoi confronti ingenti debiti e dichiara che, finchè questi crediti che vanta non saranno pagati, è costretta a sospendere il servizio. Il tour operator di Fiumicino invece afferma che la Orion Air è la principale colpevole dei numerosi disagi lamentati dai passeggeri nei 4 mesi di attività: la cattiva manutenzione dei velivoli e i continui ritardi accumulati dagli aerei della società spagnola avrebbero fatto perdere credibilità e centinaia di utenti all'aeroporto campano. Tuttavia le bordate più dure la Gan le indirizza contro il sistema politico: come dichiara il comunicato stampa del tour operator, la politica locale «è stata così capace di influire negativamente sul destino dell'aeroporto da rendere la cosa del tutto inspiegabile agli occhi di una società che si stava impegnando con tutte le sue risorse, finanziarie, tecniche e umane, per fare funzionare i voli».

ACCUSE AI POLITICI - Guglielmo Rapicano, amministratore della Gan, si dichiara molto amareggiato per come, nei primi mesi di attività, è stato gestito l'aeroporto di Salerno e critica fermamente la politica locale: «Dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca fino all'ultimo degli amministratori locali, sono tanti i politici che hanno influenzato negativamente la gestione dello scalo» dichiara Rapicano. «Poi le promesse non mantenute sono innumerevoli. Ad esempio il consorzio ci aveva garantito la creazione nell'aeroporto di un deposito carburante fiscale, una struttura sotterranea che avrebbe permesso alla nostra società di avere benefici fiscali e pagare il petrolio a metà prezzo. Naturalmente non è stato fatto, ma gli aerei hanno continuato ad essere riforniti con il servizio autobotti, molto più oneroso. Inoltre da quando sono partite le tratte commerciali, il Comune di Salerno non ha speso nemmeno un euro per pubblicizzare il nuovo scalo». Secondo Rapicano l'unico modo per ridare vita all'aeroporto è creare una cordata di imprenditori e banche meridionali realmente interessate allo sviluppo del territorio che s'impegnino a finanziare una piccola compagnia aerea meridionale.

FUTURO - I dirigenti dell'aeroporto invece non sembrano affatto preoccupati per la sospensione dei voli e non accettano le critiche di Rapicano. Antonio Dattolo, direttore operativo dello scalo, dichiara di aver assunto l'incarico solo da qualche giorno, ma sottolinea di essere sicuro che fra non molte settimane l'attività dell'aeroporto riprenderà. Più esplicito Giovanni Basso, coordinatore amministrativo dello scalo, che si dichiara più che ottimista: «Più di una società si è già fatta avanti e ha dichiarato di voler lavorare nell'aeroporto. Dobbiamo valutare qual è l'offerta migliore. Le accuse rivolte contro di noi sono infondate: la Gan probabilmente non aveva le capacità per gestire un aeroporto in start-up. Tuttavia i numeri parlano chiaro: l'aeroporto di Salerno attira migliaia di passeggeri. Adesso bisogna solo farlo ripartire».

Francesco Tortora



Report "Costi dei politici"

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Costi dei politici (38)


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Sezione principale: Costi dei politici

REGIONE MOLISE: PD, PIU' FONDI AD ESU CON TAGLI COSTI POLITICA ( da "Agi" del 01-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: COSTI POLITICA (AGI) - Campobasso, 1 gen. - I giovani del Pd accusano la maggioranza di centro destra alla regione Molise di non volere i tagli ai costi della politica, per aumentare i sostegni all'universita'. "Il consiglio - riporta una nota - ha respinto i nostri tre emendamenti al bilancio, con i quali chiedevamo di aumentare di 1 mln di euro le dotazioni di spesa per finanziare

No alla proposta di calare stipendi a giunta e consiglio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per i gettoni di presenza dei consiglieri, ridurre di 10mila euro il capitolo per le indennità di carica (sindaco e assessori) da 28mila a 18mila euro. Il sindaco, Maria Regina Brun, nella sua relazione ha ricordato che sulle indennità di carica degli amministratori «la giunta ha accettato, a suo tempo, il minimo dell'indennità prevista con una ulteriore riduzione del 10%

Enti, rimborsi spese sotto controllo ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rimborsi spese sotto controllo ENTI LOCALI Di Pagina a cura di Matteo Esposito Fissate con decreto interministeriale le cifre da corrispondere agli amministratori locali Gettoni fino a 230 . Riduzione del 5% nei comuni deficitari Fissate le misure forfettarie per il rimborso delle spese diverse da quelle di viaggio per gli amministratori locali,

l'occupazione della sanità ( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: inversione di tendenza nella cementificazione di città e coste, che non sarà ancora il blocco totale che auspicavamo, ma è sulla buona strada. Ha iniziato a ridurre i costi della politica, sia pure dalla prossima legislatura e senza quel ridimensionamento forte delle partecipate e degli incarichi di sottogoverno che avevamo sognato e che resta necessario e urgente;

Il lavoro di noi amministratori va soltanto rispettato ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a favore della realizzazione di orti sociali. Una provocazione che la Benea giudica «populista» e alla quale replica per punti. «Come assessori percepiamo 940 euro netti al mese, meno di un operaio - chiarisce Benea -, non abbiamo gettoni di presenza nè orari. In più siamo per così dire a tempo determinato, perché scaduto il mandato il nostro ruolo si esaurisce»

IL SISTEMA politico, malato di 'poltronite' cronica, è inquinato dal proprio ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è una questione morale è come non ricordare la pratica delle mazzette della Prima Repubblica. L?esigenza prioritaria è quella di cambiare rotta con regole etiche per rimediare e porre un freno alla diffusa illegalità e corruzione. Purtroppo i partiti antepongono sempre gli interessi di bottega a quelli generali.

Caduta la proposta di raddoppiare il valore del gettone di presenza che spetta ai consiglieri comuna... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sul tentativo di approvazione del raddoppio del valore del gettone di presenza (fissato nel 2001) si sono quindi levati gli strali di una parte dell'opposizione, ovvero Serafino Di Palma e Antonio Vitelli, che hanno accusato la maggioranza di aver tessuto un accordo sottobanco con il resto della minoranza.

L'AQUILA - L'Ufficio elettorale centrale regionale della Corte d'Appello dell'Aquila ha no... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a nome del Comitato promotore dei cinque referendum abrogativi di costi e sprechi della politica e degli enti strumentali, di tener fede agli impegni che tutti i consiglieri hanno assunto all'atto dell'approvazione del nuovo Statuto della Regione e delle leggi attuative in materia di procedimento referendario e del Collegio per le garanzie statutarie.

Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: Non saremo mai favorevoli ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Venerdì 02 Gennaio 2009 Chiudi Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: «Non saremo mai favorevoli»

<Le mie riflessioni di assessore regionale circondato da lupi, volpi e avvoltoi> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ancora più modeste sono le decisioni di tagliare i costi della politica: spese ridotte per le autoblu e per le consulenze ma le indennità e i vantaggi accessori come le pensioni concessi ai consiglieri e agli assessori sono rimasti in definitiva intatti. Il bilancio che è stato approvato, è insomma condizionato da vincoli e limiti invalicabili: scarse risorse,

Il 2008 anno delle bolle politiche ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la riduzione dei costi della politica e le misure per contrastare la crisi finanziaria, che contagia sempre più l'economia reale. Si paventano addirittura l'«inciucio » e la «melassa» fra i due schieramenti, ma il primo incontro Berlusconi-Veltroni, a metà maggio, sancisce già le distanze su Rai, Alitalia e fisco.

Ciarlo: <Costi della politica ridotti, ma potevamo fare qualcosa in più> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Abbiamo eliminato la commissione tecnica sul federalismo fiscale che costava centinaia di migliaia di euro all'anno». In aula il finanziamento della mostra dei presepi in Russia ha spaccato la maggioranza. Cosa è successo? «Era diventato un affare di Stato. Eppure stiamo parlando di uno stanziamento di 100 mila euro per portare, se non erro a San Pietroburgo, presepi artistici,

Pd/ Tabacci: Sbagliata pretesa superiorita' morale sinistra ( da "Virgilio Notizie" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: (Apcom) - La corruzione è un fatto diffuso e profondo e non riguarda un solo settore della politica: lo afferma Bruno Tabacci dell'Udc, intervistato a 'Faccia a faccia' su Radiotre. "La corruzione - avverte l'esponente centrista - è un fatto trasversale e non è riconducibile a un versante particolare.

Alla Croce Gialla i gettoni dei consiglieri ( da "Corriere Adriatico" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alla Croce Gialla i gettoni dei consiglieri FALCONARA Ieri mattina i consiglieri comunali hanno offerto i loro gettoni di presenza del 2008 alla Croce Gialla Falconara. All'iniziativa, promossa dal gruppo del Pdl, hanno aderito anche i rappresentanti delle altre forze politiche (Pd e Udc) che siedono nell'assemblea cittadina e il consigliere della lista civile Cittadini in Comune.

PAOLO MAINIERO ABOLITI I RIMBORSI CHILOMETRICI E FERROVIARI; TAGLIATE LE AUTO BLU; RIDOTTE LE CON... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sul taglio dei costi della politica la battaglia tra chi spingeva per cancellare i privilegi e chi si adoperava per conservarli è stata per i primi più ardua del previsto. Ma alla fine è stata vinta. Anche se con qualche imbarazzante retromarcia. Come è stato per i rimborsi ferroviari.

<Alla Provincia ridotte anche le spese per i telefonini> ( da "Sicilia, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i tagli ai costi della politica. Si parla tanto degli sprechi della politica italiana, questa amministrazione ha voluto imprimere un forte giro di vite, riducendo e razionalizzando le spese. La riduzione degli assessori da 15 ad 11, e presto a 9, con la contestuale diminuzione del numero di dipartimenti e del personale dirigente - ha proseguito -

SCONTRO SUL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA: ELIMINATE AUTO BLU, RIDOTTE LE CONSULENZE, STOP AI BONUS FORFETTARI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Scontro sul taglio dei costi della politica: eliminate auto blu, ridotte le consulenze, stop ai bonus forfettari

Benestare al preventivo Gli alloggi fra le priorità ( da "Alto Adige" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: interramento della linea di media tensione sopra l'abitato di Trodena. Le spese correnti ammontano a circa 2 milioni di euro, il 25% dei quali a carico del personale e 70 mila per amministratori e gettoni di presenza per consiglieri. 48 mila euro di spese sono previsti per la gestione della scuola materna di Trodena, 13 mila per la materna di Fontanefredde,

rapagnà: riforme disattese ( da "Centro, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della democrazia diretta e della partecipazione popolare, ma non ha tagliato neppure alcuni dei tantissimi e ingiustificabili costi della politica e non ha ridotto, neanche minimamente, gli sprechi degli enti strumentali e delle strutture. Le due omissioni più gravi però sono state quelle di non avere messo a disposizione dei Cittadini promotori di referendum di un organo indispensabile

I costi della politica sono un volano di corruzione ( da "Secolo XIX, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è quasi impossibile che vincano partiti di centro-destra per il prossimo decennio. Il refrain dei responsabili amministrativi di partito era il seguente: il finanziamento pubblico copre solo un terzo delle spese sostenute. E' l'esistenza di onerose strutture fisse che rappresenta il vero vulnus del sistema;

la fantasia è al potere in toscana ( da "Tirreno, Il" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ventisettenne che sta disputando un campionato eccellente nel Pisa di Ventura. Ha assaporato la A nell'Ancona, vanta 128 presenze in B (Monza, Piacenza, Messina) con 28 gol all'attivo, sta prendendo in mano il gioco del Pisa. Locatelli e gli altri. Chi sa far le cose per bene è indubbiamente Locatelli (32 anni).

Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 13 Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto POVERTÀ IN QUESTI giorni giornali e tv, assieme alle notizie dei gravi scandali di corruzione riguardanti diversi personaggi di regioni italiane, ci pongono finalmente il problema, che non è poi nuovo, della povertà dilagante.

Copione già scritto: presto la questione morale si eclisserà ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anno passato sotto lo spirare del successo a valanga riscosso dal libro-inchiesta dei giornalisti Rizzo e Stella, «La Casta», che ha aperto gli occhi degli italiani sui privilegi dei loro politici, l'onda del malcontento ha trovato negli ultimi mesi nuova energia nelle inchieste giudiziarie sugli amministratori locali di diverse parti d'Italia.

<In Italia un potere senza etica> ( da "Adige, L'" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della crisi economica. È anche l'anno in cui è tornata prepotentemente in primo piano nelle cronache la «questione morale» italiana, con gli intrecci perversi tra politica e affari. Corruzione e mafia come elementi costitutivi del potere in Italia è la sintesi proposta da «Il ritorno del Principe», un libro - intervista del giornalista Saverio Lodato al sostituto procuratore di Palermo

Le spese della politica: ecco quanto ci costano sindaco e assessori ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre ciascun consigliere (sono venti) ha un costo pubblico di 612,72 euro. A disposizione dei gruppi consiliari vi sono annualmente 4.900 euro per il funzionamento delle attività del consiglio. Va specificato che le mensilità sono dodici e che il gettone lordo dei consiglieri per la presenza alle sedute è di 32,53 euro.

Ma quanto costa la politica? Dopo l'intervento sui costi sostenuti nel Consorzio bacini imbrife... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: insolita presenza di consiglieri a una seduta di routine - spiega Dominici - mi sono chiesto quanto costasse, oltre i gettoni e i rimborsi spese, la presenza in aula di dipendenti delle poste, del Cotral, di grosse aziende private. Presenza cui si aggiungono gli oneri impropri derivanti dalla mancata attività lavorativa dei dipendenti pubblici che,

Ronghi: bilancio sobrio grazie a Mpa ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pressioni al ritiro della norma provenute da esponenti del centrosinistra — ha evidenziato — il nostro movimento ha ritenuto di portarla avanti affinché questo bilancio si caratterizzasse per la riduzione dei costi della politica e ha ritenuto di accettare la mediazione del centrosinistra pur di giungere all'approvazione del provvedimento affinché esso divenisse norma dell'

Fondo di solidarietà con i gettoni di giunta e Consiglio comunale ( da "Stampa, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: idea di costituire un ''Fondo di solidarietà'' in cui confluiranno i gettoni di presenza dei consiglieri ed una parte degli emolumenti della giunta. Non si tratterà di una grossa cifra ma, fermi restando gli interventi del Servizio sociale, rappresenta una fonte per iniziative immediate, come il pagamento di una bolletta in scadenza.

Tariffe basse e servizi certi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pur avendo avuto un aumento da parte di Hera; nel 2007 sono state aumentate le isole ecologiche di base, i cassonetti della raccolta differenziata distribuiti sul territorio e, quindi, in qualche modo, si sono presentati dei costi che hanno necessitato di un supporto. Mettendo insieme tutto questo, aggiunto all'inflazione e dovendo mantenere il servizio alla copertura del 100%

chiodi: niente nuove tasse ma tanti sacrifici ( da "Centro, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nei tagli ai costi della politica è prevista anche una revisione del sistema pensionistico dei consiglieri regionali. CASO D'ALFONSO. Alla domanda se al posto di Luciano D'Alfonso (il sindaco dimissionario di Pescara arrestato a metà dicembre e dopo pochi giorni rimesso in libertà) confermerebbe o meno le dimissioni da primo cittadino Chiodi ha risposto con un secco «

le nostre nomine? basate sul merito - claudio burlando claudio montaldo* ( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quanto ai costi della politica, gli stipendi dei consiglieri sono già diminuiti in questa legislatura e ora si applica una ulteriore decurtazione, mentre già la Finanziaria dello scorso anno tagliava radicalmente le consulenze e le spese superflue. *presidente Regione Liguria e Assessore regionale alla Salute SEGUE A PAGINA XII

<La città ha bisogno di progetti seri> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il gettone di presenza per ogni seduta è di 33 euro lordi, sia per il Consiglio che per le nove commissioni permanenti. «IL 2008 - dice Camela - è stato per Ascoli un anno orribile sotto il profilo economico ed occupazionale. Il Consiglio comunale non trascurerà questo aspetto e nella predisposizione del bilancio di previsione del 2009 darà un preciso segnale alla città,

<Gli stradini paghiamoli noi> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: adozione di una delibera per integrare il fondo con il gettone di presenza dei rappresentanti di maggioranza e di minoranza». L?ESPONENTE DI AN ha depositato ieri un?interrogazione con la quale punta il dito sulla precaria situazione vissuta nel primo giorno del 2009. «Alle 19 di giovedì ? spiega ?

Signori da un milione (di copie) ( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella & Rizzo, che il milione di copie con La casta (uscito nel 2007 e ancora in classifica) se lo sono già lasciato alle spalle, ora provano il bis con La deriva (Rizzoli), che sfiora le 600mila copie. Bestseller, sia pure datato — è del 2006—

LA MORALE DEL MORALISTA ( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: salvo poi rimuoverlo non appena ha avuto notizia dell'indagine in corso. E qui c'è il primo giallo. Da chi Di Pietro ha saputo che Mautone era nel mirino dei magistrati? «Dalle agenzie di stampa», ha risposto Di Pietro. Ma al momento della rimozione dall'incarico nessuna agenzia - né tantomeno nessun giornale - aveva scritto mezza riga.

Caro Pannella basta insultare anche Napolitano ( da "Tempo, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quasi un decano della politica italiana, a darci lezioni di anti-machiavellismo: lui che, a proposito anche di finanziamento dei partiti, o comunque di rapporto fra partiti e soldi, stipulò accordi con Berlusconi una quindicina d'anni fa con minuziose clausole economiche, facendogli poi causa per pretesa inadempienza contrattuale.

e c'è anche il "mistero" delle caserme dismesse ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica e poi, quando si tratta di assumere una decisione che, in qualche modo, affronti concretamente il problema, non si riesca mai a prenderla. Tutti "piangono", indipendentemente dallo schieramento politico, perché non ci sono più risorse pubbliche e, intanto, si fanno marcire beni che potrebbero o sarebbero potuti essere venduti a privati incassando qualche soldo.

LA DELUSIONE CHE PERVADE OGGI I GIOVANI NAPOLETANI MI INDUCE A CREDERE CHE A NESSUN ALTRO PIù C... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: debole della camorra e della corruzione, spettri che stanno oscurando l'alba di una nuovo corso politico che stenta a sorgere. La fama di cui gode Napoli nel mondo rischia di essere compromessa per sempre. Mai come in questi ultimi anni la città è stata vetrina di un degrado morale, civile e istituzionale, di cui l'emergenza rifiuti e lo scempio che tutto il mondo ha visto è solo l'


Articoli

REGIONE MOLISE: PD, PIU' FONDI AD ESU CON TAGLI COSTI POLITICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 01-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGIONE MOLISE: PD, PIU' FONDI AD ESU CON TAGLI COSTI POLITICA (AGI) - Campobasso, 1 gen. - I giovani del Pd accusano la maggioranza di centro destra alla regione Molise di non volere i tagli ai costi della politica, per aumentare i sostegni all'universita'. "Il consiglio - riporta una nota - ha respinto i nostri tre emendamenti al bilancio, con i quali chiedevamo di aumentare di 1 mln di euro le dotazioni di spesa per finanziare il diritto allo studio universitario e di 600 mila euro le spese per l'acquisto di libri di testo e le borse di studio per gli studenti della scuola dell'obbligo e delle secondarie superiori. Tutto questo dovev essere finanziato riducendo i fondi per le spese dei Presidenti di giunta e di consiglio, degli assessori esterni, delle auto-blu e delle consulenze esterne. Nonostsnte Iorio avesse promesso un aumento di 300 mila euro delle borse di studio, i fondi destinati all'Ente per il diritto allo studio sono gli stessi dell'anno scorso".

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No alla proposta di calare stipendi a giunta e consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Castel D'Ario. Vivace dibattito No alla proposta di calare stipendi a giunta e consiglio CASTEL D'ARIO. La maggioranza ha respinto, nell'ultimo consiglio comunale, gli emendamenti al bilancio presentati da Paolo Bonfante (Castel d'Ario Nuova) e Angela Vincenzi (Acm) per dimezzare lo stanziamento (2mila euro) per i gettoni di presenza dei consiglieri, ridurre di 10mila euro il capitolo per le indennità di carica (sindaco e assessori) da 28mila a 18mila euro. Il sindaco, Maria Regina Brun, nella sua relazione ha ricordato che sulle indennità di carica degli amministratori «la giunta ha accettato, a suo tempo, il minimo dell'indennità prevista con una ulteriore riduzione del 10% dal 2007. Stiamo inoltre valutando la possibilità di riportare la giunta a quattro assessori, oltre al sindaco, al posto dei sei attuali». Ha poi sottolineato che sull'emendamento per recuperare somme per acquistare libri per le medie «ci sono già fondi dalla Regione mentre, per i sevrizi socio-assistenziali, ci si avvale degli stanziamenti del Consorzio dei Piani di zona distrettuali». Per Bonfante «stavolta potremmo aumentare gli stanziamenti noi direttamente». Secondo Sandro Correzzola (capogruppo di Alternativa) gli emendamenti dovrebbero essere accolti «per dar un segnale di un nuovo metodo di affrontare e discutere il bilancio». Ha poi apprezzato il lavoro dei due consiglieri «anche perché si vanno a recuperare somme in capitoli non fondamentali del bilancio». Anche Cosimo Tamburello (Fi) si è detto favorevole agli emendamenti ricordando che già lui stesso, a suo tempo, aveva fatto analoghe proposte. A questo punto è intervenuto l'ex vice sindaco Massimiliano Fontana cercando di mediare le posizioni. Secondo Fontana, mentre per i libri «ci sono già i fondi della Regione» sull'emendamento per recuperare fondi per i servizi sociali «è giusto affrontare il tema insieme alle varie istituzioni. Penso che si possa accettare la proposta della minoranza con la costituzione di un tavolo di lavoro con i capigruppo, trasformando gli emendamenti in un atto di indirizzo sui problemi sociali e propongo al sindaco di attivare il Cda del Consorzio per prendere provvedimenti concreti in merito». Lino Fontana

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Enti, rimborsi spese sotto controllo (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Numero 001  pag. 13 del 2/1/2009 | Indietro Enti, rimborsi spese sotto controllo ENTI LOCALI Di Pagina a cura di Matteo Esposito Fissate con decreto interministeriale le cifre da corrispondere agli amministratori locali Gettoni fino a 230 . Riduzione del 5% nei comuni deficitari Fissate le misure forfettarie per il rimborso delle spese diverse da quelle di viaggio per gli amministratori locali, relative a missioni istituzionali. Possibilità di rideterminare in diminuzione le suddette misure. Questi i contenuti del decreto interministeriale (Interno-Economia) che il 3 dicembre ha incassato il benestare da parte della Conferenza Stato-città e autonomie locali. Come si ricorderà, l'art. 84 del tuel 267/2000, novellato integralmente dall'art. 2, comma 27, della legge n. 244/2007 (finanziaria 2008), prevede che agli amministratori che, in ragione del loro mandato, si recano fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente sono dovuti esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute, nonché un rimborso forfetario onnicomprensivo per le altre spese, nella misura fissata con decreto del Ministro dell'interno e del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Ambito soggettivo. Le disposizioni contenute nel decreto interministeriale trovano applicazione nei confronti degli amministratori locali che in ragione del proprio mandato politico, si recano fuori dal comune capoluogo del comune in cui ha sede l'ente presso cui vengono svolte le funzioni pubbliche. Per la definizione di amministratore locale occorre far riferimento all'art. 77, comma 2, tuel 267/2000 in base al quale si intendono i sindaci, i presidenti delle province, i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti, i consiglieri e gli assessori delle comunità montane, i componenti degli organi delle unioni di comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché i componenti degli organi di decentramento. Le misure forfettarie. Il decreto differenzia le misure di rimborso tra missioni istituzionali svolte nel territorio nazionale, fuori del comune in cui ha sede l'ente di appartenenza dell'amministratore locale, e missioni svolte fuori dal territorio nazionale. Nel primo caso, all'amministratore locale spetta il seguente rimborso forfettario: a) 230,00 per giorno di missione fuori sede con pernottamento; b) 200,00 per missioni fuori sede che non superino 18 ore e che prevedano un pernottamento; c) 65,00 per missioni fuori sede di durata non inferiore a 6 ore; d) 35,00 per missioni di durata inferiore a 6 ore, in luoghi distanti almeno 60 km dalla sede dell'ente di appartenenza. Inoltre si prevede che le suddette misure non sono cumulabili tra loro, mentre la durata della missione include anche i tempi occorrenti per il viaggio. Invece, in caso di missioni istituzionali all'estero, le suddette misure possono essere incrementate, con specifico atto deliberativo dell'ente locale, fino ad un massimo del 15 per cento. Questo incremento non trova applicazione nei confronti degli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità per l'anno precedente, degli enti dissestati (art. 244 tuel) e degli enti in condizione di deficitarietà strutturale (art. 242 tuel), anche in presenza del previsto atto deliberativo. In mancanza di specifica deliberazione, trovano applicazione le stesse misure previste per le missioni svolte in ambito nazionale. Autonomia regolamentare. Il decreto, infine, rinvia all'autonomia regolamentare degli enti locali la possibilità di rivedere in diminuzione le misure forfettarie dei rimborsi, mentre gli enti dissestati e gli enti in condizione di deficitarietà strutturale sono tenuti ad applicare una riduzione di almeno il 5% degli importi dei rimborsi previsti.

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l'occupazione della sanità (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina I - Genova L´occupazione della Sanità All´inizio del 2008 avevamo fatto, su queste colonne, un sogno sul governo ideale della nostra Regione e ora, ad anno concluso, possiamo confrontarlo con la realtà. In un certo senso, i risultati sono stati migliori di quelli che lo stesso Claudio Burlando, rispondendoci allora un po´ risentito, poteva promettere. La Regione ha avviato un´inversione di tendenza nella cementificazione di città e coste, che non sarà ancora il blocco totale che auspicavamo, ma è sulla buona strada. Ha iniziato a ridurre i costi della politica, sia pure dalla prossima legislatura e senza quel ridimensionamento forte delle partecipate e degli incarichi di sottogoverno che avevamo sognato e che resta necessario e urgente; ma è già qualcosa. Ha finalmente deciso di finanziare la ricerca, ancorché solo quella applicata (università + industria), con una decisione comprensibile anche se non del tutto condivisibile, per altro tipica dell´odierna, frettolosa tecnocrazia, che trascura la ricerca teorica e le scienze umane. Ma anche qui è una bella novità, dopo una lunga latitanza. Insomma, Burlando e compagnia si sono dati da fare. Potevano fare meglio e di più, ma qualcosa hanno fatto. Sarebbe ingiusto negarlo. Solo in un settore ci hanno offerto un risveglio amaro dal sogno del gennaio 2008: quello della sanità. SEGUE A PAGINA VII

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Il lavoro di noi amministratori va soltanto rispettato (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bondeno. La replica della Benea «Il lavoro di noi amministratori va soltanto rispettato» BONDENO. Timbrare il cartellino, con l'orario di entrata e di uscita, come fanno ogni giorno i dipendenti comunali. Questo, secondo l'assessore all'Ambiente e alla Sicurezza, Brunella Benea, dovrebbero fare gli amministratori. Il cui numero non va diminuito ma il cui lavoro va senz'altro rispettato. Una proposta, quella di Benea, che vale come risposta al bocciato emendamento al bilancio di previsione 2009 presentato dal consigliere Idv, Gino Alberghini, che chiedeva la riduzione dell'indennità di sindaco e assessori - che secondo Alberghini dovrebbero passare da 6 a 3 - a favore della realizzazione di orti sociali. Una provocazione che la Benea giudica «populista» e alla quale replica per punti. «Come assessori percepiamo 940 euro netti al mese, meno di un operaio - chiarisce Benea -, non abbiamo gettoni di presenza nè orari. In più siamo per così dire a tempo determinato, perché scaduto il mandato il nostro ruolo si esaurisce». E ad Alberghini che sostiene che a Ferrara, seguendo le proporzioni matildiche, dovrebbero esserci 70 assessori anziché 14, Benea rilancia: «Il suo è un esempio vergognoso per due motivi. Il primo, è che si sa che per legge c'è un numero massimo di assessori per Giunta. Il secondo, è che i nostri colleghi ferraresi percepiscono diverse migliaia di euro al mese. Se moltiplichiamo le loro indennità per il loro numero, è come se già Ferrara ne avesse una settantina». E ancora, ad Alberghini, che parla di attività politica come volontariato, Benea fa presente che «l'apporto politico è importante per il funzionamento di un Ente. Quella di assessore è una funzione seria. E chi vi si dedica, non può farlo nel tempo libero. E' un lavoro che noi svolgiamo per passione, nell'interesse della collettività e non per arricchirci, come le nostre stesse indennità dimostrano». Sull'ipotizzato risparmio di 50mila euro annui da destinare ad orti sociali, Benea ricorda «che esiste un regolamento, fatto per dare disciplina a coltivazioni'autonome' che venivano fatte quando a governare non eravamo noi. Si sta attendendo il termine dei lavori di urbanizzazione della zona ovest per conservare una parte di terreno da destinare a queste piccole attività».

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IL SISTEMA politico, malato di 'poltronite' cronica, è inquinato dal proprio ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 35 IL SISTEMA politico, malato di ?poltronite? cronica, è inquinato dal proprio ... IL SISTEMA politico, malato di ?poltronite? cronica, è inquinato dal proprio tornaconto. Non ammettere che c?è una questione morale è come non ricordare la pratica delle mazzette della Prima Repubblica. L?esigenza prioritaria è quella di cambiare rotta con regole etiche per rimediare e porre un freno alla diffusa illegalità e corruzione. Purtroppo i partiti antepongono sempre gli interessi di bottega a quelli generali. P. V., Ferrara

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Caduta la proposta di raddoppiare il valore del gettone di presenza che spetta ai consiglieri comuna... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 02 Gennaio 2009 Chiudi di CHRISTIAN CAPUANI Caduta la proposta di raddoppiare il valore del gettone di presenza che spetta ai consiglieri comunali, non si ferma a Sezze la polemica a riguardo. Lo schema di rideterminazione per i compensi spettanti ai componenti del Consiglio avrebbe previsto il passaggio da 25 euro lordi a 50 per ogni presenza in aula o in commissione, ma il "ritocco" - desiderato da qualcuno dopo l'eliminazione, un anno fa, dell'indennità di carica - era vietato dalla Finanziaria 2008. Sull'atto presentato nell'ultima seduta di Consiglio, nonostante i riscontri fatti al ministero degli Interni e in Corte dei Conti, erano perciò giunti i pareri negativi del segretario comunale e dei due dirigenti dei settori interessati. Sul tentativo di approvazione del raddoppio del valore del gettone di presenza (fissato nel 2001) si sono quindi levati gli strali di una parte dell'opposizione, ovvero Serafino Di Palma e Antonio Vitelli, che hanno accusato la maggioranza di aver tessuto un accordo sottobanco con il resto della minoranza. Il centrosinistra ha respinto le critiche e ritirato la proposta, con il plauso dell'altra frangia dell'opposizione: «Il nostro consenso su un provvedimento del genere - afferma il portavoce del Pdl Sandro Petrianni - nella situazione attuale, non ci sarà mai. Grave se qualcuno in sedi ufficiose ha riferito posizioni diverse da queste e se qualcuno della maggioranza gli ha creduto, pensando che il Pdl sia una sorta di circus». Difficile ritenere, a questo punto, che la proposta possa tornare sui banchi del Consiglio.

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L'AQUILA - L'Ufficio elettorale centrale regionale della Corte d'Appello dell'Aquila ha no... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 02 Gennaio 2009 Chiudi L'AQUILA - L'Ufficio elettorale centrale regionale della Corte d'Appello dell'Aquila ha notificato nella tarda mattinata del 31 dicembre, agli uffici della Direzione degli Affari generali della Giunta regionale,la proclamazione di Gianni Chiodi quale presidente della Giunta a seguito delle elezioni del 14 e 15 dicembre scorsi. L'Ufficio centrale si è pronunciato per la sola lista regionale, proclamando dunque eletti come consiglieri regionali tutti i componenti del listino regionale abbinato al nome del candidato presidente del centrodestra, appunto Gianni Chiodi: Federica Chiavaroli, Gianfranco Giuliante, Giuseppe Tagliente, Antonio Del Corvo, Berardo Rabbuffo, Alessandra Petri e Ricardo Chiavaroli. Per quanto riguarda invece la proclamazione dei consiglieri regionali eletti con metodo proporzionale si dovranno attendere le decisioni delle commissioni elettorali insediate nei tribunali deelle città capoluogo di provincia, cui facevano riferimento i quattro collegi elettorali. Dette procedure dovrebbero essere completate lunedì 5 gennaio o subito dopo l'Epifania. Rapagnà protesta ROSETO - Protesta l'ex parlamentare Pio Rapagnà: «Avevo chiesto al Consiglio regionale, a nome del Comitato promotore dei cinque referendum abrogativi di costi e sprechi della politica e degli enti strumentali, di tener fede agli impegni che tutti i consiglieri hanno assunto all'atto dell'approvazione del nuovo Statuto della Regione e delle leggi attuative in materia di procedimento referendario e del Collegio per le garanzie statutarie. Il Consiglio non solo non ha onorato i propri doveri statutari ed istituzionali, ma non ha tagliato neppure i costi della politica, nè ha ridotto gli sprechi degli enti strumentali. Decido quindi di sospendere il digiuno e annuncio che riproporrò la stessa iniziativa referendaria sui costi della politica.

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Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: Non saremo mai favorevoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 02 Gennaio 2009 Chiudi Sezze, raddoppio del gettone di presenza Il Pdl: «Non saremo mai favorevoli»

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<Le mie riflessioni di assessore regionale circondato da lupi, volpi e avvoltoi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2009-01-02 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE DOPO L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO «Le mie riflessioni di assessore regionale circondato da lupi, volpi e avvoltoi» di MARIANO D'ANTONIO * C aro direttore, nei giorni scorsi sono stato alle prese col bilancio della Regione Campania che il Consiglio era chiamato ad approvare entro la fine dell'anno. è stata per me un'esperienza istruttiva. Ne ho ricavato appunti, sentimenti, riflessioni, che voglio trasmettere mescolando considerazioni politiche e umane che si affollano nella mente. Comincio dalle chiese. Quanti emendamenti alla spesa per finanziare lavori di restauro, ripristino, ricostruzione degli edifici di culto diroccati o in cattive condizioni. Le proposte di riparare le chiese venivano da consiglieri di qualunque parte politica: centro, destra, sinistra. Un'ondata di devozione religiosa sembrava che avesse colto tanti consiglieri regionali. Erano forse tutti preoccupati del destino della loro anima? Forse qualcuno lo era ma la preoccupazione dominante dei consiglieri era la conquista di voti grazie alla benevolenza del parroco e all'apprezzamento della popolazione una volta strappati i quattrini per la chiesa. Siamo o non siamo un popolo di praticanti dei riti religiosi più che di credenti? Le fortune dei consiglieri e degli assessori. Si è chiuso in Campania un ciclo politico durato dieci o quindici anni, il ciclo definito bassolinismo. Ma non si è ancora aperto localmente un nuovo ciclo. I due schieramenti prevalenti che si fronteggiano per la gestione futura degli enti locali, sono al loro interno frammentati: il centrosinistra non ha nel Pd un punto di forte aggregazione né di sicura attrazione; ugualmente nel centrodestra si muovono i frammenti di antiche formazioni politiche come Alleanza nazionale con una tradizione visibile, congiunte con più recenti aggregazioni come Forza Italia dove convivono culture politiche eterogenee. Al contorno si muovono e si agitano gli emarginati come i Verdi, i residui socialisti, i seguaci di Mastella, gli ex comunisti, a loro volta dispersi tra Rifondazione e Sinistra democratica. Tutti questi aspettano smarriti di confluire in improbabili, nuovi partiti. In questa situazione i più cercano di consolidare i voti che hanno finora ricevuto, che sono una dote per la loro collocazione futura. Su tutto rischia poi di prevalere l'istinto di sopravvivenza che porta a prolungare l'esistenza del Consiglio regionale fino alla scadenza della primavera del 2010. Chi tra i politici ancora in carriera e tra i consiglieri e gli assessori destinati ad uscire dalla scena può dirsi disposto a rinunciare ad una generosa indennità di 18.000 euro lordi mensili, ad una pensione reversibile e cumulabile, ad altri benefici connessi alla funzione di capogruppo, di presidente di una commissione, di un'altra carica distintiva? Tirare a campare o puntare più in alto da qui alle elezioni? La domanda l'ha posta esplicitamente Bassolino quando, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre, ha tirato le fila della discussione generale che si era svolta sui lavori della Commissione bilancio del Consiglio regionale chiamata a riscrivere la legge finanziaria proposta dalla giunta. Nei lavori faticosi, a volte convulsi, si sono presentate di volta in volta tre alternative: annullare la discussione ritenendola infruttuosa e passare all'esercizio provvisorio del bilancio; oppure blindare le proposte della giunta lasciando scarsi margini alle modifiche proposte dai consiglieri; oppure ancora rimettere in discussione la legge finanziaria che nelle intenzioni della giunta si presentava corposa (ben 67 articoli) asciugandola pur mantenendo alcuni punti fermi della proposta originaria. La giunta e la maggioranza consiliare di centrosinistra hanno scartato l'idea dell'esercizio provvisorio perché non solo esautorava il Consiglio della sua potestà legislativa e preludeva allo scioglimento anticipato dell'assemblea bensì avrebbe anche avuto sulla finanza regionale due conseguenze negative: intaccava il rating delle agenzie di valutazione finanziaria assegnato alla Regione Campania ancora pesantemente indebitata, e al tempo stesso impediva d'introdurre alcune novità significative nella politica di bilancio. è stata perciò scelta la soluzione di asciugare la legge finanziaria. Ne è venuta fuori una proposta più agile (32 articoli) varata dalla Commissione, perciò più aperta a emendamenti e modifiche. A questa procedura non sono mancate le critiche dell'opposizione di centrodestra che ci ha visto la rinuncia della giunta, in particolare dell'assessore al bilancio, ad esercitare la sua funzione di governo e di guida. Se rinuncia c'è stata, benvenuta essa sia come disponibilità ad un confronto aperto in Commissione e in Consiglio, come abbandono di posizioni arroganti in altre occasioni rimproverate alla giunta, come esercizio di umiltà e di rispetto della sovranità consiliare. La legge finanziaria così riscritta assegna, infatti, al Consiglio e alle sue Commissioni funzioni di controllo e di verifica dell'operato della giunta nell'attuazione delle norme approvate, evitando quel difetto di «cesarismo» che è stato rimproverato in passato al governo regionale e accresce la fiducia di tutti i consiglieri nei loro compiti, contribuisce a dare dignità al loro ruolo, esalta un lavoro comune. Insomma, anche per questo i consiglieri potranno evitare, se lo vogliono, il rischio di Mariano D'Antonio tirare a campare in attesa delle elezioni. Ma nella sostanza che c'è di nuovo nella politica di bilancio regionale? Le novità per il 2009 sono sostanzialmente tre. La spesa sociale sarà sostenuta con il reddito di cittadinanza (spendere i 65 milioni di euro ancora inutilizzati e assegnare altri 12 milioni di euro) e soprattutto con il finanziamento dell'assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili (23 milioni). Lo sviluppo sarà sostenuto favorendo l'accesso delle imprese al credito d'esercizio, individuando e attrezzando i nuovi distretti produttivi in sostituzione delle vecchie aree di sviluppo industriale, investendo nell'agricoltura, specie nella produzione di vini. Le opere pubbliche nei Comuni con meno di 50.000 abitanti saranno finanziate con 170 milioni di euro aggiuntivi rinvenienti dai fondi europei del passato ciclo di programmazione 2000-2006. I Comuni inoltre si avvantaggeranno di un nuovo veicolo finanziario, una società pubblica alla quale saranno assegnati 130 milioni di euro per fronteggiare i debiti comunali. Ancora più modeste sono le decisioni di tagliare i costi della politica: spese ridotte per le autoblu e per le consulenze ma le indennità e i vantaggi accessori come le pensioni concessi ai consiglieri e agli assessori sono rimasti in definitiva intatti. Il bilancio che è stato approvato, è insomma condizionato da vincoli e limiti invalicabili: scarse risorse, una spesa sanitaria ancora dominante su tutto, poche spese libere per finanziare operazioni innovative, il debito ereditato dal passato che ha raggiunto un tetto insuperabile. Perciò la politica finanziaria dovrà essere necessariamente severa, oltremodo selettiva. L'assessore al bilancio dovrà fare il cane da guardia ai consiglieri e agli altri assessori, abbaiando e mostrando agli impenitenti spendaccioni i pochi denti che gli rimangono. Il futuro è affidato all'investimento dei fondi europei se si riuscirà a spenderli presto e bene evitando la vecchia tentazione di dare un poco a tutti che poi si risolve nell'assegnare nulla di significativo a nessuno. Riti, fatti e piccoli misfatti. Il rito dell'approvazione del bilancio alla fine dell'anno gratifica ormai pochi protagonisti e mortifica quei consiglieri e quegli assessori che tengono alla loro dignità. Le riunioni delle Commissioni e infine del Consiglio si svolgono in un'atmosfera allucinante. Ore ed ore trascorse ad accapigliarsi, non solo in metafora, su dettagli della spesa. Telefonini che intanto trillano in continuazione. Discorsi interminabili di quanti, anche per l'età, non sempre riescono a tenere la lingua collegata col cervello. Furbacchioni che provano a far passare emendamenti con piccoli benefici ermeticamente nascosti, da assegnare ai loro protetti. Questi riti si spiegano dicendo in qualche caso che sono prezzi fisiologici da pagare alla democrazia; in altri casi si accetta senza dirlo che sono fatiche da sostenere per giustificare le funzioni di consiglieri e assessori e i relativi, generosi compensi percepiti. Infine, un dilemma personale. Che ci sta a fare tra lupi, volpi, avvoltoi e qualche sparuta pattuglia di idealisti, uno come me che non ha ambizioni politiche e rappresenta solo se stesso? Una risposta me la darò col nuovo anno. L'oroscopo, per i nati come me sotto il segno della Vergine, prevede che nel 2009 dovrò dire sì o no ad alcune domande fondamentali sulla mia condizione professionale, dovrò chiarire se sono pronto a un cambiamento. * Assessore regionale al Bilancio

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Il 2008 anno delle bolle politiche (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-02 - pag: 12 autore: Promesse in soffitta. Nel secondo semestre già logori le intese sulle riforme e il reato di clandestinità - Si salva il federalismo Il 2008 anno delle bolle politiche «Tesoretto», bioetica e legge elettorale i temi agitati dai poli e subito sgonfiati Fabio Carducci ROMA Si formano e crescono sempre di più come le bolle finanziarie. Ma quando scoppiano fanno meno danni. Almeno in apparenza. Potremmo chiamarle "bolle politiche": difficile dire se della politica siano l'indispensabile lubrificante, o al contrario una forma di attrito che spreca energia. Anche il 2008 ha avuto la sua dote, dalla bioetica alla giustizia, dall'economia alle riforme istituzionali: tutti temi essenziali, perché, finché durano, le bolle si mimetizzano benissimo tra le iniziative destinate a cambiare la vita dei cittadini. L'anno comincia, è il caso di dirlo, con la "A" maiuscola. La legge sull'aborto non ha mai smesso di dividere i partiti e la società italiana, maa gennaio sono i vescovi a riaccendere il confronto fra laici e cattolici di entrambi gli schieramenti. Innescando una guerra di trincea che si protrarrà per tutto l'anno, senza esito. Una scaramuccia, nonostante la delicatezza del tema, se confrontata con la guerra di religione sulla riforma elettorale che divampa pochi giorni dopo fra i partiti. Destra contro sinistra, piccoli contro grandi, molti (ma non tutti) contro il referendum elettorale che vuole rimettere agli elettori la sorte del «Porcellum»: ma la legge sul voto ereditata dal precedente governo Berlusconi si rivelerà più forte dei suoi disuniti avversari. Intanto, fra modelli francesi e tedeschi, bozze e controbozze, il premier Romano Prodi fatica a ricondurre l'attenzione della sua maggioranza sui temi "concreti": l'economia, i salari, l'emergenza rifiuti in Campania. Sembra uno spillo, ma si rivelerà un missile quello che in un colpo solo disintegra la bolla della riforma elettorale e affonda il governo Prodi: gli arresti domiciliari per la moglie del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, fanno precipitare la situazione. La riforma elettorale è spacciata, i tentativi di rianimarla in articulo mortis, con l'incarico a Marini durante la crisi, si riveleranno inutili. Umberto Bossi spara: «Alle urne o "ciapum el canun"». Parte la campagna elettorale, humus ideale per le bolle politiche. Emerge il tormentone del «Tesoretto», l'extra gettito fiscale che potrebbe dare sostanza agli annunci programmatici del vincitore. Sfortunatamente il miraggio svanirà in primavera come neve sull'asfalto bollente della crisi globale. Si parla anche di larghe intese fra i poli: nessuno immagina ancora come finirà. Ma è nell'imminenza del voto, fissato al 13-14 aprile, che il clima si fa davvero effervescente. Accanto a due bolle "evergreen" come l'allarme brogli e la polemica sulle schede elettorali, a un certo punto si materializza addirittura il fantasma del rinvio delle elezioni, per effetto di un ricorso della Dc di Giuseppe Pizza, inizialmente non ammessa. Il miracolo-governabilità, sfumato al tavolo delle riforme, riesce grazie all'unica vera innovazione del voto: la decisione di Veltroni di «andare da solo » con il Pd e quella di Berlusconi di imitarlo dando vita al Pdl. Il «Porcellum» metabolizza i 35 "candidati premier" (potenzialmente tutti i capilista) e le 177 liste presentate per "partorire" appena sei gruppi parlamentari in ciascuna Camera. Fuori Comunisti, socialisti, Verdi. Ma la drastica razionalizzazione dello schieramento non impedisce l'immediato riformarsi di una maxi-bolla: quella del dialogo sulle riforme. Che nelle buone intenzioni del postvoto dovrebbe inglobare la Costituzione (governo e Parlamento) e il federalismo fiscale, la legge elettorale europea e i regolamenti parlamentari, la riduzione dei costi della politica e le misure per contrastare la crisi finanziaria, che contagia sempre più l'economia reale. Si paventano addirittura l'«inciucio » e la «melassa» fra i due schieramenti, ma il primo incontro Berlusconi-Veltroni, a metà maggio, sancisce già le distanze su Rai, Alitalia e fisco. La luna di miele non supera il mese e mezzo: alla fine di giugno le scelte del governo Berlusconi sull'immunità per le alte cariche dello Stato (ribattezzata dall'opposizione "Salva premier"), la norma blocca-processi ( anche se poi depotenziata a "indicazione delle priorità processuali"), l'innovativa manovra triennale di Tremonti (nonostante misure come la "Robin Hood tax" a carico dei petrolieri, banche e assicurazioni per finanziare interventi sociali) seppelliscono definitivamente il dialogo, fatto salvo un ritorno di fiamma Fini- D'Alema sulle riforme all'inizio di novembre. Ad alimentare le bolle del secondo semestre è soprattutto la dinamica interna alla maggioranza. Come accade sull'immigrazione e sul "reato di clandestinità", inizialmente punito con il carcere, poi derubricato ad ammenda dopo un lungo e infuocato confronto. E come rischia di accadere sul Ddl intercettazioni, varato dal Governo a metà giugno e ancora in attesa degli emendamenti che recepiscano il sofferto accordo tra Forza Italia e Lega. Fra i traguardi concreti, la maggioranza può vantare il federalismo fiscale varato dal Governo a fine settembre e ora all'esame del Senato, il decreto scuola approvato a fine ottobre nonostante le forti tensioni con sindacati, studenti e opposizione, il decreto anti-crisi che però deve completare la sua navigazione a Montecitorio. Diploma di bolla ad honorem invece per il presidenzialismo, riproposto e subito rinviato a tempi migliori dal suo stesso promotore, il premier Berlusconi. Mentre a forte rischio-evaporazione, nel campo avversario, è il dibattito sulla "questione morale" scaturito dalle inchieste che hanno coinvolto esponenti del Pd. C'è da sperare, salutando questo effervescente 2008 della politica, che non sia solo l'ultima bolla di fine anno l'innalzamento dell'età previdenziale per le donne. Ma la Lega ha già pronto lo spillone. ANNUNCI A RISCHIO Cammino difficile anche per alcune questioni rilanciate in questi giorni: intercettazioni, giustizia, presidenzialismo e questione morale

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Ciarlo: <Costi della politica ridotti, ma potevamo fare qualcosa in più> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Ciarlo: «Costi della politica ridotti, ma potevamo fare qualcosa in più» NAPOLI — «Abbiamo dimezzato il testo che avevano proposto gli assessori. Se nessuno tra loro ha protestato, è evidente che avevano realizzato un documento troppo ampio, forse eccessivamente sensibile alle esigenze particolaristiche di ogni componente della giunta». Pietro Ciarlo, il capogruppo Pd in consiglio regionale, bacchetta la squadra di Antonio Bassolino, 24 ore dopo l'approvazione della legge finanziaria regionale, che alle 6.30 del 31 dicembre è passata con 34 voti favorevoli e 18 contrari. Solitamente accade che sia l'esecutivo a varare un testo più contenuto e che l'assemblea tenti poi di ampliarlo, inserendo in esso norme ad hoc, anche dietro pressione del bacino elettorale di ciascun parlamentare o consigliere. Stavolta è accaduto l'opposto: i 67 articoli elaborati dalla giunta sono diventati 31 in consiglio. Cosa è successo? «Ci siamo resi conto che la finanziaria proposta dalla giunta era troppo ampia e difficilmente gestibile. Abbiamo redatto un nuovo testo, conservando le parti che avevano attinenza con la finanziaria in quanto tale e tagliando le norme incluse, che non avevano a che fare con la finanziaria stessa. Lo abbiamo preparato prima nel gruppo Pd, poi lo abbiamo portato in conferenza dei capigruppo di maggioranza. Quindi il testo è andato in commissione e infine in aula». Cosa avete eliminato, rispetto alle proposte di giunta? «Molte norme sul personale; una mezza riforma del turismo; una commissione tecnica per il federalismo fiscale. Mettere tutto in finanziaria avrebbe creato grandi difficoltà all'approvazione della stessa». La finanziaria regionale a quanto ammonta? «Siamo su un bilancio di circa 18 miliardi, come l'anno scorso. Considerando, però, i tassi di inflazione, c'è una restrizione di tre o quattro punti». L'opposizione e perfino alcuni esponenti della maggioranza denunciano lo scarso impegno di questa finanziaria per limitare i costi della politica «Sicuramente si poteva fare di più. Le autoriforme sono sempre difficili da attuare. Si tratta di capire, però, se la bottiglia sia mezza piena o mezza vuota. C'è un taglio di 15 o 20 auto blu, sono limitate o soppresse le indennità di trasporto e ferroviarie. Sono ridotte del 30% le consulenze, rispetto al consuntivo del 2007. Una disposizione prevede la soppressione dell'Ente funzionale per l'innovazione e lo sviluppo regionale, che costava moltissimo ed aveva dato pessima prova. Anche la digitalizazzione del bollettino ufficiale, che non sarà più pubblicato su carta, permetterà di risparmiare. Abbiamo eliminato la commissione tecnica sul federalismo fiscale che costava centinaia di migliaia di euro all'anno». In aula il finanziamento della mostra dei presepi in Russia ha spaccato la maggioranza. Cosa è successo? «Era diventato un affare di Stato. Eppure stiamo parlando di uno stanziamento di 100 mila euro per portare, se non erro a San Pietroburgo, presepi artistici, alcuni dei quali settecenteschi. è una iniziativa tra il culturale e il religioso della Curia. Una cifra irrisoria, ma la discussione si è avvitata su se stessa. L'aspetto simbolico è prevalso su quello concreto». Quali sono i provvedimenti che reputa più significativi? «Il primo articolo reca misure a favore dei figli delle vittime sul lavori (700 mila). Nell'ambito della spesa sociale, poi, il proseguimento dell'esperienza del reddito di cittadinanza. Trecentocinquanta euro al mese, per famiglie che versano in condizioni economiche disagiate, sono essenziali». Dia i voti di fine anno a questa maggioranza «Come nel gioco dell'oca, c'è stato un ritorno alla casella di partenza» . Ovvero? «Preferisco parlare della finanziaria, oggi. Per il resto ci sarà tempo». Fabrizio Geremicca Il capogruppo Pietro Ciarlo

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Pd/ Tabacci: Sbagliata pretesa superiorita' morale sinistra (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Roma, 2 gen. (Apcom) - La corruzione è un fatto diffuso e profondo e non riguarda un solo settore della politica: lo afferma Bruno Tabacci dell'Udc, intervistato a 'Faccia a faccia' su Radiotre. "La corruzione - avverte l'esponente centrista - è un fatto trasversale e non è riconducibile a un versante particolare. E la sinistra ha sbagliato a ritenersi superiore dal punto di vista morale perché non era così". Secondo Tabacci, "l'accentuarsi delle inchieste verso le amministrazioni di sinistra, dipende dalla legge dei grandi numeri". In questi anni la maggior parte delle regioni e tre quarti degli enti locali "erano in mano alla sinistra, quindi è naturale, se il fenomeno corruzione è tutt'altro che debellato anzi vive in profondità, se le amministrazioni sono prevalentemente nelle mani della sinistra, che questo tenda a evidenziare una responsabilità di quel mondo". Ma queste considerazioni, precisa Tabacci, "non fanno venire meno il giudizio critico rispetto a qualche iniziativa della magistratura, ma da qui a dire che la politica è purificata c'è molta strada". Rispetto ai tempi di Tangentopoli, spiega, "i partiti costano più di prima" grazie ai rimborsi elettorali e nonostante ciò "la corruzione è continuata e il grado di intermediazione dei partiti nella pubblica amministrazione è insopportabile. In più, non c'è il filtro dei grandi partiti, per cui sembrano tutti potentati personali". La corruzione è un fatto di costume, argomenta Tabacci, che ricorda come in Italia ci sia "un trenta per cento di economia in nero" e che se "uno si arricchisce con l'insider trading, cioè grazie all'abuso di informazioni riservate, è considerato uno da imitare". Insomma, "il nostro Paese vive una crisi di sistema dal punto di vista etico molto profondo".

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Alla Croce Gialla i gettoni dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Alla Croce Gialla i gettoni dei consiglieri FALCONARA Ieri mattina i consiglieri comunali hanno offerto i loro gettoni di presenza del 2008 alla Croce Gialla Falconara. All'iniziativa, promossa dal gruppo del Pdl, hanno aderito anche i rappresentanti delle altre forze politiche (Pd e Udc) che siedono nell'assemblea cittadina e il consigliere della lista civile Cittadini in Comune. Una rappresentanza dei consiglieri (presenti Marco Menotti e Maria Ambrogini per il Pd, Paolo Donati per l'Udc, Clemente Rossi, Raimondo Baia, Luca Cappanera, Ivano Astolfi e Sandro Barchiesi per il Pdl e il vice sindaco Gilberto Baldassarri) è stata accolta dal presidente della Croce Gialla che ha ricevuto i 420 euro, comprensivi del gettone del sindaco Brandoni, e ha mostrato la sede della pubblica assistenza. "Mi fa molto piacere che abbiamo aderito tutti - osserva il presidente del consiglio Marco Giacanella - perché questo significa che ci sono valori e ideali trasversali che vanno al di là e al di sopra delle appartenenze politiche. In questo caso particolare abbiamo voluto aiutare la Croce Gialla che questi valori di solidarietà e di sostegno al prossimo li rende concreti con la sua azione quotidiana". Meno di due settimane fa la Croce Gialla ha celebrato, con una grande festa, i 25 anni dalla fondazione della sede autonoma di Falconara. In quella occasione il sindaco Brandoni ha inaugurato il nuovo pulmino destinato al trasporto dei disabili, acquistato e attrezzato grazie alla campagna di sensibilizzazione "1 euro per un pulmino" e con il contributo di alcuni sponsor privati.

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PAOLO MAINIERO ABOLITI I RIMBORSI CHILOMETRICI E FERROVIARI; TAGLIATE LE AUTO BLU; RIDOTTE LE CON... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

PAOLO MAINIERO Aboliti i rimborsi chilometrici e ferroviari; tagliate le auto blu; ridotte le consulenze. Ma anche misure a sostegno delle famiglie, delle fasce più deboli, dei piccoli comuni. Il consiglio regionale ha approvato la finanziaria 2009 con 34 voti della maggioranza. Il centrodestra ha votato contro. La manovra è passata dopo una maratona di due giorni non privi di tensione. Sul taglio dei costi della politica la battaglia tra chi spingeva per cancellare i privilegi e chi si adoperava per conservarli è stata per i primi più ardua del previsto. Ma alla fine è stata vinta. Anche se con qualche imbarazzante retromarcia. Come è stato per i rimborsi ferroviari. Una manina ha infilato nell'articolo sulle misure urbanistiche un comma che prevedeva per i consiglieri regionali il rimborso forfettario mensile calcolato su 3000 chilometri anche senza presentazione del titolo di viaggio. In sostanza, si codificava una prassi riparando ad una equivoca norma legislativa. Parlandone con i giornalisti a margine del Consiglio, Bassolino ha intuito che qualcosa non quadrava. Il governatore ha consultato il suo vice Valiante, ha parlato con il capo dell'opposizione D'Ercole, ha chiesto notizie al capogruppo del Pd Pietro Ciarlo, poi è rientrato in aula ed è intervenuto. «Ho colto nel testo una incongruenza che va assolutamente soppressa», ha ammonito. Subito è stato predisposto un emendamento abrogativo che l'aula ha votato (contrario il solo Rosania del Prc) inserendolo nell'articolo 31 che prevede gli altri tagli ai costi della politica. Tra questi, i rimborsi chilometrici per i trasferimenti dei consiglieri dal luogo di residenza alla sede del Consiglio. Due mesi fa un'inchiesta del Mattino mise in evidenza che sulla base di tariffe d'oro i consiglieri precepivano rimborsi anche fino a 3000 euro al mese. L'inchiesta scoprì anche che alcuni consiglieri avevano comunicato una diversa residenza rispetto a quella effettiva per allungare la distanza dalla propria abitazione al centro direzionale. Sul caso la Procura ha aperto un'inchiesta che presto potrebbe avere i primi sviluppi. È stato Salvatore Ronghi (Mpa) a proporre l'abolizione dei rimborsi (non votata da Romano e Passariello di Forza Italia). «Il Consiglio ha avuto uno scatto di dignità» ha commentato il vicepresidente del Consiglio. Per il resto, è passata anche la riduzione del 30 per cento delle consulenze e la stretta sulle auto blu che sarà assegnata in uso esclusivo solo al presidente del Consiglio. «Il contenimento dei costi della politica è un segnale di sobrietà e responsabilità nei confronti di una comunità alle prese con difficoltà e incertezze», ha commentato Bassolino. L'aula ha infine affidato all'Ufficio di presidenza il compito di preparare una proposta complessiva di regolamentazione dello status dei consiglieri. C'è il rischio che ciò che è uscito dalla porta rientri dalla finestra? «Non avverrà», garantisce Ronghi. Quanto alle altre misure, confermata la proroga di un anno del reddito di cittadinanza (77 milioni). Rafforzata l'assistenza domiciliare ai disabili e agli anziani (23 milioni); si incentiva la formazione e l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro; si introduce il credito agevolato di imposta per le imprese che favoriscono il rientro dei cervelli. Tra le misure a favore dei piccoli comuni c'è un fondo triennale di 9 milioni (il 50 per cento ai centri sotto i 5mila abitanti) per lo sviluppo rurale. Infine, accogliendo la richiesta che il cardinale Sepe formulò nella sua visita ufficiale in Consiglio, l'aula ha votato una legge (dando mandato alla giunta per la regolamentazione) per la promozione degli oratori. Soddisfatta la Lonardo: «In condizioni non facili è stato fatto un ottimo lavoro», ha detto il presidente del consiglio regionale.

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<Alla Provincia ridotte anche le spese per i telefonini> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente castiglione torna sul Bilancio approvato ed elogia il lavoro del Consiglio «Alla Provincia ridotte anche le spese per i telefonini» Tre giorni dopo l'approvazione el Bilancio 2009 (la notizia è riportata sul nostro giornale del 31) il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, torna sul traguardo raggiunto: «È la prima volta nella storia dell'amministrazione che viene approvato il bilancio entro il 30 dicembre. Un fatto che dovrebbe essere ordinario, ciononostante la Provincia è stata l'unica in Sicilia, e fra le pochissime in tutto il sud Italia, ad aver rispettato i tempi previsti dalla normativa». Castiglione non nasconde la sua soddisfazione in una conferenza stampa che ha indetto per il 31, con accanto tutti i capigruppo del Consiglio provinciale. «E' un grande risultato politico - spiega - reso possibile grazie ad un Consiglio che ha lavorato alacremente, senza sosta. Quanto è avvenuto in aula è il simbolo di un'amministrazione sana, che ha cura e attenzione nei confronti dei cittadini, e vuole lanciare un forte segnale all'opinione pubblica sulla vitalità dell'Ente provincia». «L'approvazione del Bilancio - ha aggiunto i presidente - consentirà sin dai primi giorni di gennaio il pieno svolgimento delle attività programmate. Nonostante la ristrettezza delle risorse dovute alla riduzione di 9 milioni di euro dalle entrate correnti, il bilancio, garantirà tutti i servizi e consentirà il pieno svolgimento delle "politiche" ritenute prioritarie per il sostegno delle attività produttive e per il rafforzamento degli investimenti sulle infrastrutture. Ciò è stato possibile anche grazie ad un altro esempio di buon governo che abbiamo messo in atto sin dall'insediamento: i tagli ai costi della politica. Si parla tanto degli sprechi della politica italiana, questa amministrazione ha voluto imprimere un forte giro di vite, riducendo e razionalizzando le spese. La riduzione degli assessori da 15 ad 11, e presto a 9, con la contestuale diminuzione del numero di dipartimenti e del personale dirigente - ha proseguito - ha permesso un risparmio di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Siamo stata l'unica Provincia a voler dare questo segnale di allineamento alla nuova legge regionale. Non solo abbiamo ridotto i costi della politica e dell'apparato burocratico nel suo complesso - ha annunciato Castiglione - ma abbiamo imposto una diminuzione sostanziale all'uso di beni strumentali, con particolare riferimento a cellulari e telefonia fissa, attraverso una radicale revisione delle abilitazioni. Quanto sta avvenendo - ha aggiunto - rappresenta un modo nuovo di amministrare e di fare politica».

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SCONTRO SUL TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA: ELIMINATE AUTO BLU, RIDOTTE LE CONSULENZE, STOP AI BONUS FORFETTARI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Scontro sul taglio dei costi della politica: eliminate auto blu, ridotte le consulenze, stop ai bonus forfettari

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Benestare al preventivo Gli alloggi fra le priorità (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Trodena. Una sola astensione in consiglio comunale Benestare al preventivo Gli alloggi fra le priorità TRODENA. Con un'unica astensione è stato approvato il bilancio di previsione 2009 del Comune di Trodena nel Parco Naturale: ammonta a 5,3 milioni di euro. 2,5 milioni saranno a disposizione per diversi investimenti: 900 mila per la realizzazione delle infrastrutture per le due nuove zone per l'edilizia agevolata, una nel capoluogo ed una a San Lugano, 700 mila euro serviranno per l'esproprio della zona artigianale di San Lugano, 375 mila verranno investiti in lavori per la sicurezza stradale, 95 mila per l'ampliamento della rete idrica, 50 mila per la decorazione artistica della parete centrale della nuova cappella mortuario da parte dei due artisti locali Gotthard Bonell e Robert Bosisio, 50 mila euro per l'interramento della linea di media tensione sopra l'abitato di Trodena. Le spese correnti ammontano a circa 2 milioni di euro, il 25% dei quali a carico del personale e 70 mila per amministratori e gettoni di presenza per consiglieri. 48 mila euro di spese sono previsti per la gestione della scuola materna di Trodena, 13 mila per la materna di Fontanefredde, 47 mila per la elementare di Trodena, 34 mila per la elementare di San Lugano, 14 mila per la biblioteca, 54 mila per la casa del parco naturale. Fra le entrate risaltano il contributo provinciale per la gestione ordinaria per un ammontare di circa 500 mila euro, il contributo per la realizzazione delle due zone per l'edilizia abitativa agevolata di 543 mila euro, l'Ici per 97.400 euro, l'Irap per 30.848 euro, l'addizionale sul consumo energetico di 11.369 euro e le entrate derivanti da sanzioni per la violazione delle norme del codice della strada per un milione di euro. Le tariffe dell'acqua potabile, delle acque reflue, nonché per la raccolta dei rifiuti, vengono incrementate per poter coprire almeno il 90 per cento dei relativi costi. Sono dunque previste entrate dai rispettivi servizi per 60 mila euro per l'acqua, 60.500 per le fognature e 61.500 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti.

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rapagnà: riforme disattese (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 15 - Regione Rapagnà: «Riforme disattese» TERAMO. «Come Cittadino ed ex Parlamentare avevo chiesto al Consiglio regionale, a nome e per conto del Comitato promotore dei 5 referendum regionali abrogativi di alcuni aspetti dei costi e degli sprechi della politica e degli enti strumentali, di mantenere fede agli impegni legislativi e statutari». Pio Rapagnà, ex parlamentare è ancora in prima linea contro le «dimenticanze» della Regione nel dar vita alle riforme taglia sprechi. «Promesse che tutti i Consiglieri hanno assunto nell'atto della discussione e approvazione del nuovo Statuto della Regione Abruzzo e delle Leggi attuative in materia di procedimento referendario e del Collegio per le garanzie statutarie. Il Consiglio», dice Rapagnà, «non solo non ha onorato i propri doveri statutari ed istituzionali in materia referendario e degli strumenti della democrazia diretta e della partecipazione popolare, ma non ha tagliato neppure alcuni dei tantissimi e ingiustificabili costi della politica e non ha ridotto, neanche minimamente, gli sprechi degli enti strumentali e delle strutture. Le due omissioni più gravi però sono state quelle di non avere messo a disposizione dei Cittadini promotori di referendum di un organo indispensabile quale il Collegio per le garanzie statutarie e di non avere risposto alle domande del Comitato promotore, nemmeno fornendo una semplice "interpretazione autentica" delle norme referendarie e statutarie»

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I costi della politica sono un volano di corruzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

I costi della politica sono un volano di corruzione giorgio oldoini Una rivista che combatte strenue battaglie per la morale negli affari e nella politica, da oltre vent'anni sopravvive grazie alle presenze pubblicitarie riconducibili ad uno schieramento politico. Queste contribuzioni non sono giustificate dalla tiratura e per lo stesso fatto, all'epoca di Mani pulite, alcuni magistrati avevano ipotizzato il reato di "finanziamento illecito". Non ho riportato l'episodio per stigmatizzare comportamenti all'insegna del vecchio adagio del "predica bene e razzola male", ma solo per rilevare che anche i giacobini più accesi sono costretti ad adeguarsi al sistema; in tal modo la "questione morale" diventa una sigla di comodo come il partito della "birra" polacco. Nella generalità dei casi, se un centro d'opinione o un'organizzazione qualsiasi si mantengono in vita quando le entrate provenienti dal "mercato" o dagli "iscritti" sono inadeguate ci si trova dinnanzi a un'entità al servizio di interessi particolari. Proprio per evitare che i gruppi dei "ricchi" prevalgano sugli altri e per mantenere un sistema di democrazia, è previsto che la mano pubblica garantisca le spese per il mantenimento dei partiti. Tuttavia, se a tali finanziamenti si aggiungono i contributi "volontari" di cittadini ed enti, è molto difficile separare il sacro dal profano: la differenza tra il contributo elettorale e un atto di corruzione è grande quanto un capello. Le campagne elettorali americane sono emblematiche di questa situazione, ma la società americana accetta quel sistema e non si scandalizza se un magnate versa milioni in cambio di utilità dirette, che il candidato promette alla luce del sole. Tuttavia, una volta finita la campagna elettorale, le strutture fisse dei partiti si riducono al livello di un sostanziale volontariato. Non concordo sulla trasparenza come "valore etico": un individuo che percepisce una remunerazione immeritata, resta un profittatore anche se dichiara all'erario fino all'ultimo euro. Prendiamo la legge sul finanziamento illecito ai partiti e sul falso in bilancio; il Parlamento della Seconda Repubblica ha depenalizzato la prima legge e ridimensionato in radice la seconda ed oggi nessuno può essere arrestato con questi strumenti. Possiamo affermare che gli attuali uomini politici sono per questo più onesti dei loro predecessori? Durante la guerra fredda che metteva in competizione le ideologie planetarie, le coop avevano a libro paga funzionari, deputati e sindacalisti senza alcuna utilità diretta per il datore di lavoro. I dipendenti comunali che vincevano i concorsi grazie a una militanza in organizzazioni che si erano impossessate dell'istituzione, trasmettevano il posto sicuro a figli o nipoti come un tempo si trasferiva il titolo nobiliare o il feudo. Questo può spiegare perché in una città come Genova, con una massa elettorale di dipendenti pubblici molto elevata, è quasi impossibile che vincano partiti di centro-destra per il prossimo decennio. Il refrain dei responsabili amministrativi di partito era il seguente: il finanziamento pubblico copre solo un terzo delle spese sostenute. E' l'esistenza di onerose strutture fisse che rappresenta il vero vulnus del sistema; non è possibile che qualunque capetto locale senta il bisogno di farsi una corrente di amici fidati in cambio di consulenze o posti nei consigli di amministrazione. Gli yes men incompetenti non possono andare a formare una classe dirigente preparata ed utile al Paese, come dimostrano le società controllate da enti locali. E' dunque necessario fermare le organizzazioni politiche,per numero e dimensioni, entro la misura consentita dal finanziamento statale. I leader che agitano la questione morale senza ridurre gli attuali costi della "democrazia", avranno sempre bisogno di incaricati disposti a sporcarsi le mani. Abbiano almeno il buon gusto di non prendersela con i magistrati che svolgono doverose indagini. Giorgio Oldoini è manager d'impresa. 03/01/2009

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la fantasia è al potere in toscana (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 18 - Sport La fantasia è al potere in Toscana Diamanti e Vannucchi sono i numeri dieci più appetiti dal mercato Sono quotati anche Degano e Consonni Tengono bene gli esperti Ricchiuti (Rimini) Salvetti pezzo pregiato del Sassuolo La fantasia al potere in serie B. Quando per fantasia s'intende talento e colpi di classe genuina, ma pure di gol segnati per risolvere le partite più intricate ed assicurare alle rispettive squadre punti fondamentali. Abbiamo costruito una «top ten» dei migliori, miscelando i più bravi in assoluto a vecchie conferme del campionato ed a giovani emergenti. Il più bravo di tutti, oggi, è sicuramente il livornese Diamanti, sei reti all'attivo. Assist e colpi di genio in fase di rifinitura, calci piazzati che sono l incubo dei portieri avversari, gol quasi sempre decisivi segnati con mix di potenza, astuzia, precisione. Il suo crescendo stagionale è elettrizzante. Su di lui si stanno indirizzando consensi unanimi. Un giudizio che li riassume tutti? Quello di Bruno Bolchi: «Diamanti è un giocatore sprecato per la serie B. Il suo posto, attualmente, sarebbe quello di protagonista in un collettivo della serie A medio-alta. è un calciatore completo, pratico, bello a vedersi». Ricchiuti e Vannucchi. Ai posti d'onore, in un ipotetico palco dedicato ai valori più significativi del campionato, vanno doverosamente inseriti il riminese Ricchiuti e l'empolese Vannucchi. L'italo-argentino Ricchiuti compirà 31 anni il prossimo 30 giugno. Alle sue spalle una carriera eccellente sul piano tecnico, ricca di episodi importanti e qualificanti. Da otto anni nel Rimini, dove è diventato il giocatore-simbolo. Un fantasista di eccelse virtù è senza alcun dubbio Ighli Vannucchi, capitano dell Empoli. Col passar degli anni il pratese ha ampliato la sua visione del gioco fino a divenire anche centrocampista autentico. Avrà 32 anni nel prossimo ottobre, ma nella «top ten» del campionato occupa un posto di assoluto rilievo. Ha lui pure la «punizione» facile, la triangolazione rapida ed essenziale, lo scatto bruciante sottomisura. Fra i fantasisti della B è certamente il più referenziato. Protagonisti doc. In A coi colori di Verona e Bologna, ha giocato 86 partite anche Salvetti, attuale uomo-squadra della rivelazione Sassuolo. Esperto nocchiero nei mari procellosi della B (250 gettoni, tutti col Cesena), il trentacinquenne Emiliano (ha compiuto gli anni il primo gennaio), è un altro che sa organizzare la manovra, azzeccare l ultimo passaggio, segnare con bella frequenza (54 reti in B). Più centrocampista autentico è senza dubbio il grossetano Consonni, 32 anni il prossimo febbraio. In B da 103 partite (prima di Grosseto ha frequentato Pistoiese, Cosenza, Salernitana). Come costruttore di gioco è sicuramente uno dei migliori del campionato. Ancora da valorizzarsi compiutamente nel ruolo di rifinitura, invece, è Degano, ventisettenne che sta disputando un campionato eccellente nel Pisa di Ventura. Ha assaporato la A nell'Ancona, vanta 128 presenze in B (Monza, Piacenza, Messina) con 28 gol all'attivo, sta prendendo in mano il gioco del Pisa. Locatelli e gli altri. Chi sa far le cose per bene è indubbiamente Locatelli (32 anni). Da due stagioni a Mantova sta nobilitando il suo personalissimo blasone. La sua qualità non si discute e per questo campionato Thomas è certamente un valore aggiunto. Così come il triestino Allegretti (31 anni a febbraio) ormai vessillifero degli alabardati.

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Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE & COMMENTI pag. 13 Costi della politica: forse è il momento di tagliarli di netto POVERTÀ IN QUESTI giorni giornali e tv, assieme alle notizie dei gravi scandali di corruzione riguardanti diversi personaggi di regioni italiane, ci pongono finalmente il problema, che non è poi nuovo, della povertà dilagante. Sono notizie, interviste, scene, quelle che ci giungono, che riempiono l?animo di tristezza e soprattutto di sdegno se si pensa all?aumento esagerato di certe ricchezze nelle mani di pochi ed allo sperpero incontrollato del pubblico denaro, cioè di quella ricchezza che, col loro lavoro, la loro capacità, il loro rispetto per le leggi, i cittadini onesti versano allo Stato perché i suoi rappresentanti lo impieghino con saggezza. E lo sdegno aumenta se si pensa che in Italia buona parte (la metà o quasi) del denaro pubblico serve per gli stipendi, le prebende, i privilegi, le pensioni dei 945 signori del Parlamento e del loro vasto stuolo di segretari, portaborse ecc. C?è da chiedersi se tra le molte impellenti, o a lungo termine, riforme promesse, non sia il caso di inserire con urgenza quella costituzionale di dimezzare il numero degli eletti. Non eravamo stati interpellati sui costi della politica? Ci vuole tanto a dar seguito al responso popolare?. L. D.

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Copione già scritto: presto la questione morale si eclisserà (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Copione già scritto: presto la questione morale si eclisserà Roberto Chiarini Com'è inevitabile quando un appuntamento ufficiale si ritualizza, anche il recente messaggio di fine anno del capo dello Stato è stato sufficientemente nel vago per essere coralmente accettato da tutte le forze politiche. Compreso delle responsabilità della carica che ricopre, il presidente della repubblica ha toccato, sì, un po' tutti i temi scottanti dell'attualità, cercando però di infondere fiducia a un Paese, non a torto, già fin troppo preoccupato. Ha richiamato perciò anche la questione morale, ma senza enfasi e soprattutto senza soffiare sul fuoco di un malcontento piuttosto acceso. Quasi in contemporanea, si è sgonfiata l'inchiesta di Potenza. Il giudice delle indagini preliminari che aveva comminato gli arresti domiciliari all'amministratore delegato della Total e ad alcuni politici e amministratori della regione, accusati di aver costituito «un comitato d'affari», ha ritirato la precedente ordinanza ridimensionando in tal modo la vicenda. Potenza come Pescara. Il Pd tira un respiro di sollievo. Toccato sul vivo, anche il partito di Veltroni ha cominciato a nutrire seri dubbi sulla bontà della sua precedente linea filo-giustizialista e si avvia a non fare, probabilmente, la faccia feroce al governo in tema di riforma della giustizia. Ci sono tutte le premesse perché si reciti un copione già fin troppe volte visto. E cioè che la questione morale, dopo essersi imposta come un'emergenza nazionale, scompaia lentamente dalle prime pagine dei giornali senza lasciare traccia di sé e, quel che più conta, senza che nulla cambi. Gonfiatasi l'anno passato sotto lo spirare del successo a valanga riscosso dal libro-inchiesta dei giornalisti Rizzo e Stella, «La Casta», che ha aperto gli occhi degli italiani sui privilegi dei loro politici, l'onda del malcontento ha trovato negli ultimi mesi nuova energia nelle inchieste giudiziarie sugli amministratori locali di diverse parti d'Italia. Diversamente della stagione di Tangentopoli di un quindicennio fa, al presente, però, non potendo alcuna forza politica considerarsi immacolata, nessuna (da ultima, nemmeno l'Idv dell'intemerato Tonino) ha potuto cogliere la ghiotta occasione di lanciare lo scandalo contro gli avversari. Risultato: tutti si sono scoperti interessati a gettare acqua sul fuoco. Non si rischia molto ad ipotizzare che sull'annunciato progetto di riforma della giustizia, l'opposizione non farà le barricate. Bene o male, qualche modifica dell'attuale ordinamento verrà introdotta per arginare lo strapotere dei procuratori e dei magistrati inquirenti, almeno per quanto riguarda la possibilità di emettere provvedimenti restrittivi della libertà personale degli indagati, ed ecco fatto: la questione giustizia avrà oscurato la questione morale. Nulla di sostanziale sarà modificato del sistema di leggi e leggine (numero dei parlamentari, finanziamento pubblico dei partiti, soprattutto legge elettorale senza scelta da parte del cittadino elettore dei candidati e degli eletti), dei piccoli e grandi privilegi di cui gode la classe politica: motivo non solo di crescente distacco dal Paese dai suoi rappresentanti politici, stante la loro totale dipendenza dai vertici romani dei vari partiti, ma ancor più di latente, ancor più preoccupante, crisi delle istituzioni rappresentative, ridotte a cassa di risonanza di chi mena le danze della politica. Auguriamoci di sbagliare previsione. Sarebbe il segno che ci aspetta un bel anno nuovo.

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<In Italia un potere senza etica> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

«In Italia un potere senza etica» Jacopo Valenti I l 2008 non è stato solo l'anno della crisi economica. È anche l'anno in cui è tornata prepotentemente in primo piano nelle cronache la «questione morale» italiana, con gli intrecci perversi tra politica e affari. Corruzione e mafia come elementi costitutivi del potere in Italia è la sintesi proposta da «Il ritorno del Principe», un libro - intervista del giornalista Saverio Lodato al sostituto procuratore di Palermo Roberto Scarpinato , magistrato in prima linea nella lotta alla mafia che ha fatto parte del pool di Falcone e Borsellino ed è stato uno dei pm al processo Andreotti. Il volume (Chiarelettere, 347 pagine, 15,60 euro) nel crescendo di cronaca degli ultimi mesi ha fatto discutere parecchio (in agosto, fresco di stampa, fu presentato anche a Lavarone): racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica, e piega le leggi ai propri interessi. Ne abbiamo parlato con l'autore. Lodato, che cosa intendete dire con titolo del libro? «Il Principe non è un'entità determinata, ma un filo che percorre la storia d'Italia dall'Unità ad oggi. Il principio è che, come scriveva Machiavelli, "il fine giustifica i mezzi" e questa è la negazione di qualsiasi etica in politica. Il tentativo di questo libro non è fotografare la classe politica italiana ma di tracciarne la storia attraverso una serie di avvenimenti e cercare di dare una risposta al perché oggi sia fatta così». Una delle tesi portanti del volume è la presenza, in Italia, di una corruzione diffusa, sistemica, che si è trasformata nel corso del tempo. «Secondo noi ci sono tre importanti passaggi di fase che hanno determinato sostanziali salti di qualità. Il primo può essere definito come "progressiva democratizzazione della corruzione", e si verifica nella transizione tra lo stato monarchico e quello repubblicano. Il codice culturale della corruzione si è popolarizzato ed è divenuto trasversale ai partiti di governo e opposizione. Il secondo passaggio inizia durante la prima Repubblica e prosegue fino ai giorni nostri e i centri decisionali passano dal circuito pubblico a quello privato. Nell'inventario dei passaggi che hanno aperto varchi al dilagare della corruzione va ricordata anche la riforma dei reati contro la pubblica amministrazione del '97. In sostanza vengono depenalizzate tutta una serie di condotte finalizzate alla gestione clientelare del potere». Nel libro si sostiene che dopo Maastricht, siamo nel '92, la corruzione è cambiata. Come? «Le modalità di sfruttamento classiche, per esempio dilatando la spesa pubblica e l'inflazione, hanno lasciato il posto a nuove forme più pericolose. Come lo smantellamento dello stato sociale e il trasferimento delle risorse a potentati e lobby. La speranza è che i parametri riducano la corruzione, anche se sono tanti gli esempi di fondi europei dilapidati o spariti nel nulla». Perché rispetto ad altri Paesi europei che hanno vissuto periodi di corruzione diffusa e li hanno superati, come l'Inghilterra del ?700, in Italia sembriamo non avere gli anticorpi? «Per due ragioni: ci siamo liberati tardi dal feudalesimo, basti pensare che in Sicilia è durato praticamente fino agli anni '40; e perché l'eredità della Controriforma cattolica ha ritardato l'arrivo dell'Illuminismo. Ci sono poi tre grandi declinazioni del potere che accompagnano la storia del nostro Paese: siamo, a quanto dicono le classifiche, il Paese con tassi di corruzione fra i più alti al mondo, e i dati ci avvicinano più a realtà di tipo sudamericano o estremo orientale che a parametri europei. Soffriamo la presenza di un fenomeno come la mafia, che nonostante i colpi inferti è sempre riuscita a sopravvivere. Non esiste nessun Paese in Europa in cui un'organizzazione criminale esercita il suo dominio su oltre un terzo del territorio nazionale, Infine lo stragismo. Da Portella della Ginestra in poi si è protratto in una scia ininterrotta di delitti anche eccellenti come il presidente dell'Eni Enrico Mattei, il giornalista Mauro De Mauro, il banchiere Michele Sindona?». Una visione decisamente pessimistica. O no ? «Non ci sono soltanto ombre, c'è anche qualche spiraglio di luce come la Resistenza, il periodo di Tangentopoli, quello del pool antimafia di Palermo.Ma sono state esperienze, anche sotto il profilo temporale, assai brevi a fronte di una storia pesante che riesce sempre ad avere il suo sopravvento riuscendo a soffocare ogni parentesi di novità. Tutto, infatti, è stato richiuso dal Principe. Spesso ci illudiamo che la nostra storia nazionale progredisca in meglio da una fase all'altra. Ora vanno di moda la Prima, la Seconda la Terza repubblica... In questo libro invece abbiamo provato a leggere la Storia dell'Italia dall' unità a oggi come un continuum ininterrotto. E i risultati - a nostro giudizio - sono sorprendenti». La mafia, sia quella militare che quella dei cosiddetti colletti bianchi, sembra avere avuto un ruolo a volte decisivo nelle vicende italiane. Perché? «Almeno sino alla caduta del muro di Berlino, il dichiarato anticomunismo di Cosa Nostra e dei mafiosi faceva comodo al blocco moderato e conservatore, persino alla stessa Chiesa cattolica; prova ne sia che si preferiva ignorare il fenomeno, se non addirittura negarne l'esistenza. Con la fine dei blocchi contrapposti, gli Stati Uniti dichiararono guerra al traffico internazionale degli stupefacenti. E ciò in Italia ebbe pesanti ricadute proprio sul fronte della lotta alla mafia. Per tutta risposta la mafia, dopo le stragi in Sicilia del 1992, e a Roma, Firenze e Milano nel 1993, scelse di inabissarsi accantonando la strategia della contrapposizione frontale allo Stato, caratterizzata da delitti eccellenti ed escalation stragista. E di fronte a un nemico dello Stato che aveva messo da parte le armi, non furono pochi quelli che si convinsero che il fenomeno criminale fosse ormai in via di veloce superamento. Oggi sappiamo che non è così. Cosa Nostra ha ancora una volta cambiato pelle, ma è presente sul territorio. E non ha alcuna intenzione di arrendersi. Ma va anche dato atto alle forze dell'ordine, da un anno a questa parte, di essere riuscite - come mai era accaduto in passato - a infliggere pesanti colpi repressivi al racket delle estorsioni, coadiuvate dal nuovo spirito di ribellione che va diffondendosi fra commercianti, imprenditori, associazioni di categoria e società civile nel suo complesso». Lei segue da trent'anni i fatti di mafia e ne ha scritto molto nei suoi libri. Pensa che l'Italia un giorno potrà liberarsi dei suoi scheletri? «Il grande nodo resta quello politico. Almeno in un paio di occasioni, la vittoria dello Stato era a portata di mano. Ma le opportunità vennero sprecate perché evidentemente qualcuno, di questo convitato di pietra, non riesce a fare a meno. Non saprei rispondere alla domanda se e quando l'Italia riuscirà a liberarsi dei suoi scheletri. In giro non vedo molta voglia di fare pulizia. E troppi scheletri». 03/01/2009

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Le spese della politica: ecco quanto ci costano sindaco e assessori (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

SCANDIANO E ZONA DELLE CERAMICHE pag. 23 Le spese della politica: ecco quanto ci costano sindaco e assessori SCANDIANO RESI PUBBLICI GLI ?STIPENDI? DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI ? SCANDIANO ? QUANTO costa la pubblica amministrazione locale? Il comune di Scandiano ha reso noti i compensi degli amministratori, dal sindaco fino ai consiglieri comunali. Il primo cittadino Angelo Giovannetti «costa» poco più di 56 mila euro, per un lordo annuale di 37 mila ed un netto di 26 mila, con un guadagno netto mensile di 2.185 euro. Il vicesindaco riceve 1.273 euro netti al mese, per un costo totale lordo annuo di 22 mila euro. Ai sei assessori (che ricevono ognuno 533 euro netti al mese) competono costi annui lordi per novemila euro. Simile la somma spesa per il presidente del consiglio comunale, mentre ciascun consigliere (sono venti) ha un costo pubblico di 612,72 euro. A disposizione dei gruppi consiliari vi sono annualmente 4.900 euro per il funzionamento delle attività del consiglio. Va specificato che le mensilità sono dodici e che il gettone lordo dei consiglieri per la presenza alle sedute è di 32,53 euro. Per le commissioni consiliari è invece parti a 25,82 euro a seduta. La spesa per i consiglieri è stata stimata in misura media con riferimento al numero dei consigli comunali del 2007 (10), commissioni consiliari (25) e conferenze capigruppo (10). La spesa complessiva totale annuale 2007 ammonta a 11.294,35 euro e l?effettivo costo per ogni singolo consigliere varia a seconda delle presenze in consiglio, così come per i componenti delle commissioni. Infine, non tutti i nuovi enti comportano nuovi costi della politica: presidente, componenti della giunta e consiglieri dell?Unione dei comuni Tresinaro Secchia, ad esempio, non percepiscono indennità e neppure gettoni di presenza. Image: 20090103/foto/6515.jpg

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Ma quanto costa la politica? Dopo l'intervento sui costi sostenuti nel Consorzio bacini imbrife... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 03 Gennaio 2009 Chiudi Ma quanto costa la politica? Dopo l'intervento sui costi sostenuti nel Consorzio bacini imbriferi montani, il sindaco di Paganico Sabino, Clemente Dominici, torna sull'argomento. Questa volta oggetto del suo intervento è la Comunità montana del Turano il cui presidente, Dante D'Angeli, ha convocato il consiglio in giornata feriale. «Colpito dall'insolita presenza di consiglieri a una seduta di routine - spiega Dominici - mi sono chiesto quanto costasse, oltre i gettoni e i rimborsi spese, la presenza in aula di dipendenti delle poste, del Cotral, di grosse aziende private. Presenza cui si aggiungono gli oneri impropri derivanti dalla mancata attività lavorativa dei dipendenti pubblici che, come si sa, non grava sugli enti ma sul bilancio dei rispettivi datori di lavoro». Dominici se lo è chiesto e ha quindi girato immediatamente la domanda al presidente D'Angeli con una interrogazione. Dopo aver sollecitato la fornitura dei dati relativi ai consiglieri che hanno chiesto l'attestazione di presenza, documento che normalmente va inviato ai rispettivi datori di lavoro per giustificare l'assenza dal servizio, Dominici ha chiesto «se non sia il caso convocare le prossime riunioni degli organi collegiali nelle giornate di sabato. I risparmi - dice Dominici - potrebbero essere utilizzati in favore di iniziative per il mondo giovanile, al nuovo organismo istituito dai Comuni della Valle, il consiglio sovracomunale dei giovani, che senza fondi adeguati, rischia di non svolgere appieno il ruolo per il quale è stato costituito».

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Ronghi: bilancio sobrio grazie a Mpa (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il consigliere Ronghi: bilancio sobrio grazie a Mpa NAPOLI — Il taglio dei rimborsi ferroviari e chilometrici ai consiglieri regionali; quello alle auto blu e alle consulenze è il frutto di una battaglia del gruppo dei Mpa- Nuovo Partito socialista», lo afferma il consigliere Salvatore Ronghi. «Mi stupisce che alcuni consiglieri di maggioranza se me prendano il merito — dice — in verità, l'unico che ci ha dato una mano e Michele Caiazzo del Pd e non altri». Ronghi ieri in una conferenza stampa ha voluto mettere le cose in chiaro. «Nonostante le forti pressioni al ritiro della norma provenute da esponenti del centrosinistra — ha evidenziato — il nostro movimento ha ritenuto di portarla avanti affinché questo bilancio si caratterizzasse per la riduzione dei costi della politica e ha ritenuto di accettare la mediazione del centrosinistra pur di giungere all'approvazione del provvedimento affinché esso divenisse norma dell'intero Consiglio regionale». Il consigliere Ronghi tale battaglia di «sobrietà» intende proseguirla. «Adesso mi aspetto — ha concluso — che il presidente Bassolino con un proprio decreto vieti l'utilizzo delle auto blu ai presidenti delle società miste della Regione. Perché è lì che si realizzano i maggiori sprechi». Pa. Man.

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Fondo di solidarietà con i gettoni di giunta e Consiglio comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

OCCHIEPPO INFERIORE. BILANCIO Fondo di solidarietà con i gettoni di giunta e Consiglio comunale [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO OCCHIEPPO INFERIORE Il bilancio di previsione è stato approvato con un «però»: tutti gli investimenti previsti sono legati alle risorse regionali in quanto per il Comune è impossibile fare altre economie. Con uno sguardo alle prossime elezioni amministrative, la giunta Ansermino è così impegnata a concludere i progetti messi in cantiere, ossia l'appalto e la rotonda su via Martiri e l'avvio della riqualificazione della pubblica illuminazione, presumibilmente ad inizio primavera. «Sono soddisfatto - spiega il sindaco Osvaldo Ansermino - che l'intero Consiglio abbia accettato l'idea di costituire un ''Fondo di solidarietà'' in cui confluiranno i gettoni di presenza dei consiglieri ed una parte degli emolumenti della giunta. Non si tratterà di una grossa cifra ma, fermi restando gli interventi del Servizio sociale, rappresenta una fonte per iniziative immediate, come il pagamento di una bolletta in scadenza. Insomma un segno concreto di compartecipazione a situazioni difficili legati alla contingenza economica generale. Saranno responsabili di questo Fondo un consigliere di maggioranza ed uno di minoranza». Per il corrente anno gli investimenti in conto capitale sono: 200.000 euro per gli spogliatoi del campo sportivo, 160.000 per acquisto arredi urbani, 51.160 per la manutenzione degli immobili comunali, 30.000 per la manutenzione straordinaria alla pubblica illuminazione e 9400 per quella cimiteriale. Nel 2010 le voci più importanti sono - sempre legate ai fondi regionali - 300.000 euro per interventi sulla scuola media e 200.000 per il parco fluviale «La spina verde», un impegno finanziario di circa 5 mila euro. Quest'ultimo progetto, condiviso con Mongrando, è finalizzato al turismo: è studiato in modo da sfruttare al meglio un tratto spondale del torrente Elvo lungo circa 6 chilometri con una larghezza media di 160 metri. Tra le opere previste una passerella riservata a pedoni e ciclisti per transitare da una sponda all'altra; ci saranno poi un centro ittico in cui saranno immesse e protette le specie autoctone, aree attrezzate ed un parco giochi per le famiglie, con la possibilità di godere anche dei percorsi di trekking che partono proprio da San Clemente e infine la «spiaggia urbana». Senza dimenticare - a Mongrando - un osservatorio per l'avifauna, non lontano dall'area didattica per lo studio e la ricerca storica dell'antico procedimento per la macerazione della canapa che richiama l'attività tipica del paese ed il «Laghetto Paradiso» per la riproduzione dei pesci autoctoni, incentivando al tempo stesso la pesca sportiva soprattutto tra i giovani. Il tutto sfruttando, dopo un adeguato recupero, gli antichi sentieri. Il potenziale complessivo dell'utenza su quella che viene definita «città diffusa» ossia Biella e Cossato, è di circa 90.000 persone, oltre ai 12.000 residenti nella Comunità montana.

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Tariffe basse e servizi certi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

«Tariffe basse e servizi certi» Il sindaco illustra il bilancio del Comune per il 2009 CASTELVETRO Maleti soddisfatto: siamo virtuosi ANTONELLA TROPEA CASTELVETRO. Varato il bilancio di previsione per il 2009 anche per il Comune di Castelvetro. «L'amministrazione comunale prosegue con una politica rivolta a migliorare la qualità della vita dei cittadini - afferma il sindaco Roberto Maleti - E' stata fatta una politica di recupero dell'evasione fiscale, particolarmente sull'Ici e sulla Tarsu, oltre all'impegno svolto nel recupero di risorse economiche, attività che hanno portato il Comune di Castelvetro ad essere tra i più virtuosi, essendo anche il comune con la più bassa pressione fiscale: l'Ici è al 4,5 per mille e l'addizionale Irpef va allo 0,2 per cento, tutto ciò senza intaccare i servizi. L'addizionale Irpef è stata istituita nel 2007 - prosegue Maleti - con 5 anni di differenza rispetto agli altri comuni. La scelta d'istituirla è stata obbligata, ma è comunque tra le aliquote più basse della provincia di Modena. Riguardo la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, è stato fatto un raffronto delle tariffe, nei vari anni, tra i Comuni dell'Unione Terre di Castelli, dal quale è emerso che Castelvetro ha sempre avuto le tariffe più basse per qualsiasi categoria di locali dal 2004 ad oggi. Nel 2007 non era stata ritoccata, pur avendo avuto un aumento da parte di Hera; nel 2007 sono state aumentate le isole ecologiche di base, i cassonetti della raccolta differenziata distribuiti sul territorio e, quindi, in qualche modo, si sono presentati dei costi che hanno necessitato di un supporto. Mettendo insieme tutto questo, aggiunto all'inflazione e dovendo mantenere il servizio alla copertura del 100%, in due anni abbiamo aumentato del 6%; questo, diviso per due annualità, 2007 e 2008, fa circa il 3%. Riguardo l'ambiente - prosegue il sindaco - Castelvetro ha ottenuto la certificazione Iso 14001 nel dicembre 2006 e l'amministrazione ha lavorato per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e, in particolar modo, per il raggiungimento nel 2008 della registrazione Emas, che consiste nell'adesione a un modello di eccellenza ambientale, disciplinato da un regolamento della Comunità Europea, che ha come obiettivo la promozione di miglioramenti continui delle prestazioni ambientali delle organizzazioni. Dal 2004 al 2008 abbiamo ridotto l'indebitamento, che era di 1.800.000 euro, del 10% sulla spesa corrente, finanziato in parte con alienazioni Hera e in parte con avanzi dell'amministrazione. Tale operazione ha permesso di risparmiare circa 400.000 euro di interessi passivi. A fine mandato presenterò un resoconto, sperando possa servire come utile spunto di riflessione per proseguire una politica rivolta al miglioramento della qualità della vita dei castelvetresi». (antonella tropea)

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chiodi: niente nuove tasse ma tanti sacrifici (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Giustino Parisse Chiodi: niente nuove tasse ma tanti sacrifici Il neo presidente della giunta: finito il tempo delle cicale, soldi solo a chi li merita Il settore più colpito dai tagli sarà quello della cultura. Gli enti strumentali ridotti o accorpati L'AQUILA. Il primo dolore da presidente della giunta regionale gli è stato causato dalla scrivania un po' troppo bassa tanto che ha rischiato di farsi male alle ginocchia. Il secondo dolore, per il nuovo presidente della giunta regionale Gianni Chiodi, è stato quando in conferenza stampa ha annunciato un 2009 di lacrime e sangue per gli abruzzesi. «E finito il tempo delle cicale» ha detto. Poco prima aveva firmato anche la legge che cancella la stabilizzazione di mille "portaborse". Gianni Chiodi è arrivato ieri mattina a Palazzo Centi, all'Aquila, sede ufficiale della giunta regionale alle 10,30. Venerdì sera era tornato da una vacanza di 7 giorni in Egitto trascorsa insieme alla famiglia. Una rapida presa di possesso della stanza presidenziale, qualche firma sui documenti e poi conferenza stampa per illustrare le prime mosse. SANITA' E TASSE. Il commissario alla sanità abruzzese, Gino Redigolo, in una intervista al Centro non aveva escluso l'aumento delle tasse per far fronte alla voragine dei conti della sanità. Gianni Chiodi su questo è stato prudente: «Farò di tutto per evitare di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma se ci saranno sacrifici da fare li faremo, lo dobbiamo alle nuove generazioni». Insomma, ha tenuto a sottolineare il presidente, è finito il tempo delle cicale che consumano e spesso sprecano più di quello che hanno. Chiodi ha fatto chiaramente intendere che l'alternativa a nuove tasse sono i tagli alla spesa pubblica. Ma dove tagliare? Sicuramente ci saranno meno soldi per le associazioni culturali. «Premieremo le iniziative di qualità» come per dire stop a soldi a pioggia a sagre, feste paesane, giochi popolari, improbabili spettacoli musicali. Soldi che in passato sono serviti più alla campagna elettorale dei consiglieri regionali che alla crescita culturale della Regione. Il neo presidente ha escluso la chiusura dei piccoli ospedali ma ha detto che non potranno più esserci reparti doppione a qualche decina di chilometri di distanza uno dall'altro. IL SOCIALE. Chiodi ha parlato di meritocrazia anche nel sociale. «Va sostenuto chi ha veramente bisogno. Trovo strano» ha sottolineato il presidente «che in Abruzzo ci sia una così alta percentuale di invalidi, forse in passato c'è stata un po' di manica larga». Dunque anche i viaggi gratis sui bus pubblici per gli invalidi per ora non saranno ripristinati anche se Chiodi ha lasciato uno spiraglio «valuterò attentamente la situazione e i costi, poi vedremo». ENTI DA ACCORPARE. Altra sforbiciata alla spesa sarà possibile con la riduzione dei cosiddetti enti strumentali in particolare Ater (case popolari) a Ato (acqua). Chiodi favorirà «l'ingresso dei privati nella proprietà delle aziende di trasporto». Il tutto con l'obiettivo di far diventare gli enti strumentali «non centri di potere per politici più o meno disinvolti» ma società in grado di fornire servizi adeguati ai cittadini e di produrre reddito e quindi risorse aggiuntive. RIFIUTI E AMBIENTE. Dopo aver confermato il suo no al Centro oli, Chiodi ha detto sì alla realizzazione dei termovalorizzatori anche se ha tenuto a precisare che «prima bisognerà arrivare ad almeno il 40 per cento della raccolta differenziata». La Regione intende anche puntare sulla produzione di energia rinnovabile e a basso costo. ASSUNZIONI. Dopo il caso dei mille precari assunti agli sgoccioli della legislatura e poi "licenziati" con un provvedimento del consiglio regionale di fine anno, Chiodi ha assicurato che le assunzioni «avverrano, salvo casi del tutto eccezionali, attraverso concorsi pubblici». CODICE ETICO. Le vicende giudiziarie che hanno travolto la giunta regionale Del Turco hanno riproposto la questione morale nella pubblica amministrazione e Chiodi ha annunciato che sta predisponendo il codice etico a cui naturalmente lui per primo si atterrà ma chiederà che tutti gli attori della politica regionale «facciano altrettanto, gli abruzzesi poi ci giudicheranno fra cinque anni». DIRIGENTI. Il messaggio più esplicito Chiodi lo ha lanciato alla burocrazia regionale. Non ci sarà spazio per i perdigiorno e per chi pensa di aver ormai acquisito certezze e privilegi. Ha promesso una riforma della macchina organizzativa «che vada nella direzione di rendere la Regione più moderna e funzionale. «Valuteremo il merito e non il fatto che i dirigenti abbiamo lavorato con una amministrazione di diverso colore politico, così come la contiguità politica non assicura il premio o la deroga al merito. I dirigenti che non si sono accorti che il mondo sta cambiando e molto velocemente, non hanno un grande futuro». Chiodi ha anche fatto un esempio: «Non tutti gli enti sono inutili, alcune volte però lo sono perché mettiamo persone inutili e dirigerli». PASSO INDIETRO. Il presidente è stato deciso anche su un altro punto. «Ho un programma da rispettare, ci sono sacrifici da fare e anche i politici dovranno farli. Se un giorno mi dovessi accorgere di essere prigioniero di vecchie logiche non esiterei un attimo a fare un passo indietro, la mia dignità di uomo vale molto di più di una poltrona anche se prestigiosa». Nei tagli ai costi della politica è prevista anche una revisione del sistema pensionistico dei consiglieri regionali. CASO D'ALFONSO. Alla domanda se al posto di Luciano D'Alfonso (il sindaco dimissionario di Pescara arrestato a metà dicembre e dopo pochi giorni rimesso in libertà) confermerebbe o meno le dimissioni da primo cittadino Chiodi ha risposto con un secco «Sì». L'AQUILA CAPOLUOGO. Un po' freddo Chiodi è apparso sulla possibilità di portare avanti la legge per l'Aquila capoluogo «Vedremo» ha detto «ma è ora che si guardi a un Abruzzo unito, basta campanilismi».

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le nostre nomine? basate sul merito - claudio burlando claudio montaldo* (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina I - Genova LA POLEMICA LE NOSTRE NOMINE? BASATE SUL MERITO CLAUDIO BURLANDO CLAUDIO MONTALDO* DOBBIAMO ringraziare il professor Coletti per l´attenzione che rivolge alla politica della Regione Liguria nell´articolo scritto venerdì ("L´occupazione della Sanità") su Repubblica. Siamo anche molto contenti che scriva di aver colto mutamenti positivi nell´azione regionale, in campo ambientale, sui costi della politica, nel sostegno alla ricerca. è importante che si sia aperto un canale di comunicazione. Tutti dobbiamo volere una valutazione obiettiva di ciò che la politica promette e di quello che mantiene. Certo, avremmo anche voglia di fare alcune puntualizzazioni. Sul tema del cemento, per esempio, più che di una nostra "´inversione di tendenza" ci permetteremmo di parlare di correzione di un giudizio affrettato. Erano state attribuite alla giunta regionale scelte in realtà mai compiute. Quanto ai costi della politica, gli stipendi dei consiglieri sono già diminuiti in questa legislatura e ora si applica una ulteriore decurtazione, mentre già la Finanziaria dello scorso anno tagliava radicalmente le consulenze e le spese superflue. *presidente Regione Liguria e Assessore regionale alla Salute SEGUE A PAGINA XII

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<La città ha bisogno di progetti seri> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 «La città ha bisogno di progetti seri» Il presidente Camela fa il punto sull?attività del Consiglio e parla del futuro L?ANNO DELL?ARENGO SOTTO I RIFLETTORI di EMANUELA ASTOLFI NEL 2008 i 41 consiglieri comunali di Ascoli si sono riuniti nella Sala della Ragione trenta volte. Ottantasette sono state le delibere votate. Non hanno mancato neppure una seduta il primo cittadino Piero Celani, il presidente del Consiglio, Valeriano Camela, e i consiglieri Tosti Guerra, Mariotti, Babini, Cameli, Regnicoli, Ciabattoni, Celani, Rocchi e Censori. Ma per misurare il grado di ?partecipazione? dei consiglieri ai lavori dell?Amministrazione, il presidente del civico consesso, Camela, suggerisce di adottare come parametro di valutazione il numero di delibere che ogni consigliere ha votato. «Spesso infatti - spiega Camela - capita che un consigliere sia presente all?appello, ma si assenti subito dopo. L?anno scorso, in 25 hanno partecipato almeno a due terzi delle deliberazioni, un trend che negli anni è aumentato». Il gettone di presenza per ogni seduta è di 33 euro lordi, sia per il Consiglio che per le nove commissioni permanenti. «IL 2008 - dice Camela - è stato per Ascoli un anno orribile sotto il profilo economico ed occupazionale. Il Consiglio comunale non trascurerà questo aspetto e nella predisposizione del bilancio di previsione del 2009 darà un preciso segnale alla città, che potrà servire da esempio ad altre amministrazioni locali». Tra le novità che si concretizzeranno nel nuovo anno, Camela annuncia che la Sala della Ragione sarà dotata di aria condizionata. «Un impianto di climatizzazione che in estate renderà confortevole lo svolgimento dei lavori del Consiglio e tutte le manifestazioni che sisvolgono nella Sala. Inoltre, alcune attività dei gruppi consiliari saranno trasferite all?interno del Palazzo Arengo e il locale dei gruppi consiliari, inaugurato nell?aprile dei 2006, che si trova nella palazzina ex Enel di piazza Roma, verrà ceduto al Cup per la propria attività universitaria». DOPO sette anni alla presidenza del Consiglio comunale, Camela tira le somme e non nasconde la volontà di fare un passo in avanti al termine del secondo mandato del sindaco Celani. «Mi proporrò con fiducia alla città nella consapevolezza che ci sono tanti problemi da risolvere. Il 2009 dovrà essere l?anno di iniziative certe per il polo universitario, per il sistema sanitario ascolano e per il decollo del turismo». Image: 20090104/foto/323.jpg

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<Gli stradini paghiamoli noi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA METROPOLI pag. 15 «Gli stradini paghiamoli noi» Porretta sotto la neve. An propone una colletta ai consiglieri di GIACOMO CALISTRI ?PORRETTA? LA POLEMICA cova sotto la neve. Lo si capisce dalla proposta che An ha lanciato come un guanto di sfida per disagi provocati dal maltempo: «Gli stradini non puliscono bene perché forse mancano i soldi? Sosteniamoli con una colletta da raccogliere fra tutti noi, consiglieri comunali». Nel gelo di questi giorni, a scaldare l?ambiente ci pensano dunque le scintille fra maggioranza e opposizione sui presunti disservizi dello sgombero di neve e ghiaccio dalle vie e piazze. Michele Facci, componente del gruppo di opposizione di An in municipio, afferma di avere raccolto numerose lamentele dai cittadini e lancia la provocazione: «Poiché riteniamo che questo capitolo di spesa sia stato sottostimato dall?amministrazione comunale, proporremo nella prima assemblea l?adozione di una delibera per integrare il fondo con il gettone di presenza dei rappresentanti di maggioranza e di minoranza». L?ESPONENTE DI AN ha depositato ieri un?interrogazione con la quale punta il dito sulla precaria situazione vissuta nel primo giorno del 2009. «Alle 19 di giovedì ? spiega ? soltanto via Mazzini risultava ripulita dalla neve. Non si può dire la stessa cosa per diverse zone del centro come l?area dell?ospedale, piazza Garibaldi, via Roma, la zona del ponte della stazione ed il viale del monumento ai Caduti. Numerose persone si sono lamentate anche su come è stato sparso il sale nelle frazioni, chiediamo di conoscere come è stato organizzato questo servizio». ALLA PRESA DI POSIZIONE di Facci, replica l?assessore ai lavori pubblici, Cesare Palmieri il quale, con il supporto del geometra capo dell?ufficio tecnico Massimo Ghelardoni, boccia innanzitutto la provocatoria sottoscrizione: «Quanto lamentato non dipende da una sottostima dei costi di pulitura e di scongelamento delle strade. Non servono integrazioni di carattere economico». In merito al servizio per l?eliminazione del ghiaccio, Palmieri precisa che «si deve tenere presente la pessima situazione meteorologica dei primi giorni dell?anno. La temperatura è scesa di 6-7 gradi sotto lo zero e nelle zone in ombra non è mai salita sopra di un grado. Questo ha influito negativamente sulle condizioni del fondo stradale impedendo il disgelo nonostante il cloruro di sodio. Ne abbiamo sparsi 35 quintali per ogni giorno». L?ASSESSORE RICORDA che tutto il centro abitato viene sgomberato dalla neve dallo stesso operatore. «Questo incaricato ? dice ? tratta le strade come fanno i cantonieri del Comune. E? evidente che le piccole differenze del fondo sono causate dalle diverse esposizioni e da una diversa risposta al traffico. Quando la circolazione è intensa è chiaro che il sale lavora meglio. Da non dimenticare, infine, che la maggiore altimetria delle frazioni peggiora la situazione». Palmieri conclude restituendo sarcasmo per sarcasmo: «Almeno per il momento, possiamo fare a meno dei gettoni di presenza dei componenti dell?assemblea». Image: 20090104/foto/888.jpg

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Signori da un milione (di copie) (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2009-01-04 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE Classifiche I trionfi di Giordano, Meyer e Larsson. Chi ha vinto e chi ha perso in libreria nel 2008 Signori da un milione (di copie) Duelli: Barbery batte Pennac, Augias meglio di Socci, Pansa supera Bocca di SEVERINO COLOMBO P aolo Giordano: è lui il Signor Bonaventura che può andarsene a spasso felice con un assegno da un milione sotto il braccio. Non di lire si tratta, però, come per il personaggio di Sergio Tofano, ma di copie vendute. Il suo romanzo La solitudine dei numeri primi (Mondadori) ha tagliato il traguardo a metà dicembre ed è diventato il libro più venduto in Italia del 2008. Per raggiungere la stessa cifra Stephenie Meier, 35enne del Connecticut, ha dovuto mettere insieme i quattro titoli (usciti per Fazi) della saga horror-romantic-fantasy: il primo, Twilight, complice l'uscita del film, da solo è arrivato a 540mila copie; l'ultimo, Breaking Dawn, a 300mila; l'intera tetralogia vampiresca nella settimana di Natale ha superato le 100mila. Chi si candida a raggiungere in breve il medesimo traguardo è lo scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson (1954-2004). Dopo un anno ai piani alti della classifica con Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco è in uscita — il prossimo 9 gennaio — l'ultimo atto della trilogia «Millennium», La regina dei castelli di carta (Marsilio). Stella & Rizzo, che il milione di copie con La casta (uscito nel 2007 e ancora in classifica) se lo sono già lasciato alle spalle, ora provano il bis con La deriva (Rizzoli), che sfiora le 600mila copie. Bestseller, sia pure datato — è del 2006— resta anche quest'anno il romanzo-inchiesta Gomorra di Roberto Saviano, stabile intorno alle 800mila copie annue. Negli Stranieri la sfida, tutta francese, è tra il veterano Daniel Pennac e Muriel Barbery, esordiente di ritorno: già in libreria nel 2001 con Una golosità, ha raggiunto il successo con L'eleganza del riccio (E/O), che ha doppiato le 300mila copie di Diario di scuola (Feltrinelli) e riportato in classifica il volume precedente a suo tempo snobbato da critica e lettori con un nuovo titolo: Estasi culinarie. Con Paulo Coelho, alias mister cento milioni di copie nel mondo, lontano dai tempi felici de L'Alchimista (l'atteso Brida si «accontenta» di 400mila copie), la vera novità dall'estero è un esordiente 68enne, Sam Savage, papà del roditore Firmino (Einaudi): il topo mangiatore di libri trova in Italia più fortuna che in ogni altro Paese e si attesta, nel 2008, sulle 450mila copie. Nella narrativa ragazzi, alti e bassi per la regina J.K. Rowling che nella prima metà dell'anno ha fatto il pieno con Harry Potter e i doni della morte (Salani), mentre il natalizio Le fiabe di Beda il Bardo, al confronto, è stato un mezzo flop; il suo più accreditato «rivale» Chistopher Paolini, con Brisingr (Rizzoli) uscito in autunno, arriva a 400mila; meglio di tutti fa però il vecchio caro Piccol oPrincipe (Bompiani) di Saint- Exupéry, longseller da un milione e trecento mila copie. Nella Varia il duello calcistico tutto in casa Rizzoli tra Antonio Cassano ( Dico tutto) e Gigi Buffon ( Numero Uno) è vinto di misura dall'attaccante (100mila copie in due settimane). Tra le donne, dietro Oriana Fallaci (500mila copie) brillano Melania G. Mazzucco, Benedetta Cibrario (ognuna intorno alle 100mila copie) e Margaret Mazzantini, il cui romanzo pare destinato a restare a lungo in classifica. Le sorprese più interessanti arrivano, però, curiosando tra i Saggi. La rivalità tra i due grandi vecchi del giornalismo nostrano, Giorgio Bocca e Giampaolo Pansa, si risolve a favore di quest'ultimo: I treni della paura (Rizzoli) ha venduto tre volte più di è la stampa bellezza (Feltrinelli). Tra i libri che esplorano fede e religione, l'inchiesta di Augias- Cacitti ha la meglio (230mila copie) sul ritratto di Gesù di Socci; il campione, inatteso, del Natale, è però il cardinale Martini con Conversazioni notturne a Gerusalemme (Mondadori) sui rischi della fede. Dalla religione alla politica: in evidenza il Viaggio in un'Italia diversa di Bruno Vespa (240mila copie, Mondadori), che paga un po' le elezioni americane e la crisi economica; e il saggio del ministro Tremonti La paura e la speranza sui rischi della globalizzazione (che tanto ha fatto discutere la politica: 120mila copie). A sinistra non c'è quasi gara tra Edmondo Berselli (50mila copie con i Sinistrati, Mondadori) e la «iena» Riccardo Barenghi; infine, nell'inedita categoria dei saggi che sono andati via come il pane si guadagnano un posto L'ospite inquietante del filosofo Umberto Galimberti (Feltrinelli, 200mila copie) e il visionario La folie Baudelaire (Adelphi) di Roberto Calasso, una sorta di «storia segreta» della letteratura che ha venduto 50mila copie. Come un romanzo. Saggi In evidenza il ministro Tremonti con la sua analisi sui rischi della globalizzazione e i «Sinistrati» raccontati da Edmondo Berselli Bestseller Mezzo milione di copie per Oriana Fallaci con il suo «Cappello pieno di ciliege», 400 mila per «Brida» del veterano Paulo Coehlo

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LA MORALE DEL MORALISTA (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 4 del 2009-01-04 pagina 1 LA MORALE DEL MORALISTA di Michele Brambilla Il «caso Di Pietro», come tutti i «casi», sta scatenando innocentisti e colpevolisti. Tutti dicono la loro - giornalisti, politici, magistrati - e ci mancherebbe altro: ciascuno ha diritto di parola. Ci pare però che non sia stata ancora colta l'essenza profonda della questione. Cerchiamo di metterla a fuoco. Cominciando, naturalmente, con il ricapitolare i fatti. A Di Pietro vengono contestate essenzialmente due cose. La prima. Nel corso di un'inchiesta della Procura di Napoli, suo figlio Cristiano è stato intercettato mentre - secondo un costume magari non illecito ma molto italiano - «raccomandava» alcuni professionisti all'ex provveditore delle Opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, poi finito agli arresti domiciliari. Mautone era un uomo di fiducia di Di Pietro senior, che gli aveva dato un incarico al ministero, salvo poi rimuoverlo non appena ha avuto notizia dell'indagine in corso. E qui c'è il primo giallo. Da chi Di Pietro ha saputo che Mautone era nel mirino dei magistrati? «Dalle agenzie di stampa», ha risposto Di Pietro. Ma al momento della rimozione dall'incarico nessuna agenzia - né tantomeno nessun giornale - aveva scritto mezza riga. Seconda cosa. Un'inchiesta dei nostri Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica ha reso nota una singolare procedura adottata da Di Pietro nella gestione dei rimborsi elettorali che lo Stato concede a tutti i partiti. Invece che dall'Italia dei Valori, i quaranta milioni di euro di denaro pubblico sono stati incassati da un'associazione di cui fanno parte Di Pietro medesimo, sua moglie Susanna Mazzoleni e il deputato Silvana Mura. Sono un reato, la prima e la seconda cosa? Non lo sappiamo. Può benissimo darsi che non lo siano. Di Pietro sostiene che l'atteggiamento di suo figlio Cristiano «è stato assolutamente non corretto», un atteggiamento «che noi dell'Italia dei Valori non condividiamo». «Però», ha aggiunto, Cristiano «non ha commesso nulla di penalmente rilevante» (intervista a Guido Ruotolo, La Stampa, 24 dicembre). Quanto alla gestione dei rimborsi elettorali, l'ex pm sostiene che la magistratura e la Camera sul punto gli hanno già dato ragione, e sarà senz'altro vero. Ma proprio qui veniamo a quell'essenza profonda di cui parlavamo. Di Pietro, in politica, porta avanti un solo valore: l'onestà al mille per cento, una diversità antropologica rispetto all'Italia dei furbetti, il disinteresse assoluto verso qualsiasi potere o privilegio, una luterana concezione del denaro come sterco del demonio, un'immacolata concezione. Non c'è altro, nel pensiero di Di Pietro. Non un'ideologia, non una strategia economica, non una visione sulla politica internazionale, sulla scuola, sulla cultura, su qualsiasi questione etica che non attenga al settimo comandamento. Onestà, onestà, onestà, ripete quest'uomo, per onestà intendendo appunto solo il non prendere tangenti, il non interferire sugli appalti. Un'onestà di cui egli stesso si dice paladino, se non addirittura incarnazione. «Noi», ama ripetere, «siamo l'Italia dalle mani pulite». E dunque. Quando un uomo - anzi, un politico - esige la purezza assoluta dagli altri, non può sottrarsi a che la sua condotta sia passata al setaccio con la più severa intransigenza. Ma lui pretende che no, su di lui non si avanzino dubbi, addirittura che di lui non si parli; dice che noi del Giornale lo attacchiamo per spirito servile nei confronti di Berlusconi, però anche i media non berlusconiani danno spazio alle inchieste su suo figlio, e allora lui risponde stizzito che invece non se ne dovrebbe scrivere, perché sono «una non notizia» (La Stampa, 24 dicembre). «Una non notizia». Non bisogna parlarne. «C'è il sospetto», gli ha chiesto Ruotolo della Stampa, «che lei fu avvisato sulle indagini in corso e per questo impose a Cristiano di troncare i rapporti con Mautone». Risposta di Di Pietro: «È una puttanata mostruosa». Così, senza aggiungere altro. Lo stesso quesito glielo ha poi rivolto Francesco Bei di Repubblica (giornale berlusconiano?) il 28 dicembre, e lui: «È una stupidaggine mostruosa sostenere che qualcuno mi abbia rivelato segreti d'ufficio. Chi ha fatto il mio mestiere annusa l'aria». A voi paiono spiegazioni esaurienti? Una puttanata. Una stupidaggine. Un'annusata all'aria. Chiuso il discorso, per Di Pietro. E invece no, c'è qualcuno che da un uomo pubblico - per giunta con l'autopatente di integerrimo - pretenderebbe risposte un po' più articolate. La rivelazione di segreti d'ufficio è «penalmente rilevante», per usare l'unico metro di giudizio caro a Di Pietro. Non ha commesso alcun reato? Nessuno dalla Procura gli ha spifferato nulla? Benissimo. Gli crediamo. Ma non se si limita a dire che è una puttanata o una stupidaggine. Soprattutto perché la prima risposta che aveva dato («L'ho saputo dalle agenzie») non è risultata vera. Vuole chiarire, per favore, senatore Di Pietro? È stato lei, e non altri, a dire che aveva saputo delle indagini in corso. Come lo ha saputo? Ieri Libero ha pubblicato un'ampia intervista nella quale Di Pietro ha replicato alla nostra inchiesta sui rimborsi elettorali. Come mai quei rimborsi non finiscono al partito ma a un'associazione sua, di sua moglie e di una persona di loro fiducia? «O benedetto Signore», ha risposto Di Pietro, «ma sono la stessa cosa! Che lo chiami associazione o movimento sempre quelli siamo». Ne è sicuro, senatore Di Pietro? Facciamo un esempio. I rimborsi elettorali del Pd vanno al Pd. Il cui segretario è Walter Veltroni. Ammettiamo che al prossimo congresso Veltroni finisca in minoranza e al suo posto venga eletto, che so, D'Alema o Bersani. La cassa rimane al Pd o a un'associazione di cui fanno parte l'ormai ex segretario Veltroni, sua moglie e un altro deputato? Caro senatore Di Pietro, non la stiamo accusando di aver rubato quei soldi, o di farne un uso che non sia il finanziamento del partito. Ma ammetterà che la procedura è singolare, tanto che alcuni suoi ex compagni di avventura le hanno fatto causa. Lei non ha commesso nulla di «penalmente rilevante»? Meglio per tutti. Ma il giudizio degli italiani, grazie al cielo, non si fonda solo sul «penalmente rilevante», e a qualcuno può far specie che un politico metta al riparo la cassa da un'eventuale messa in minoranza nel partito. Anche questo non lo diciamo noi, l'ha fatto intendere lei: «Noi ci siamo garantiti così e ci sentiamo tranquilli dalle rivendicazioni di qualche guastafeste», ha detto a Libero, facendo l'esempio dei «litigi dentro il Pd tra ex Margherita ed ex Ds sul patrimonio» e a quelli possibili, fra breve, tra Forza Italia e An. «Voglio stare tranquillo e voglio vederci sempre chiaro, io», ha aggiunto. «I quattrini destinati dallo Stato alla politica in generale sono troppi e ingiustificati: non soltanto quelli incamerati dall'Italia dei Valori e dal suo fondatore», ha scritto ieri su Libero Vittorio Feltri. Che ha aggiunto: «La scorpacciata di Di Pietro stupisce, ma occorre precisare che lui ha chiesto l'eliminazione del finanziamento, non sappiamo dire con quanta convinzione». Così fan tutti, insomma. Vero. Ma Di Pietro vive e prospera proprio perché dai «tutti» ha sempre preso indignate distanze. E allora. Chi chiede l'abolizione del finanziamento pubblico già è un po' contraddittorio se il finanziamento lo incassa; se poi lo incassa con un'associazione di famiglia, lo è ancor di più. Per lo stesso metro di giudizio, chi si fa paladino dell'autonomia della magistratura rispetto alla politica deve chiarire meglio come ha saputo di un'inchiesta che riguarda (anche) suo figlio. Di Pietro, si dice, ricorda i giacobini. Non sappiamo se sia al corrente che anche Robespierre finì sulla ghigliottina, e che da quei tempi ogni moralista ha sempre trovato qualcuno più moralista di lui. Non sappiamo neppure se sappia che, per finire sul patibolo, durante il Terrore bastava non mostrare sufficiente entusiasmo per la Rivoluzione. Il che non è «penalmente rilevante». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Caro Pannella basta insultare anche Napolitano (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Ieri mattina a Radio Radicale un intervento da cancellare Caro Pannella basta insultare anche Napolitano Francesco Damato Il troppo stroppia, anche se porta la voce o la firma di un uomo come Marco Pannella. Al quale, anche quando capita - e può accadere spesso - di dissentire da lui, va riconosciuto il merito di avere saputo e voluto condurre nella sua ormai lunghissima militanza politica battaglie sacrosante di democrazia e libertà. Come quella condotta a metà degli anni Settanta con le armi pacifiche della politica, non certo con quelle adoperate dai terroristi, contro il progetto berlingueriano di «compromesso storico» fra democristiani e comunisti. Ieri mattina però egli ha veramente superato ogni soglia di guardia, esondando come non è riuscito a fare nei giorni scorsi il Tevere. In una irruzione mattutina nella sua Radio Radicale, appena finita la storica e sempre stimolante rassegna di «stampa e regime», egli ha strapazzato come assolutamente non merita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestandone «l'imparzialità». Ha inoltre mandato «affanculo» in diretta un direttore di giornale che aveva osato lamentare contenuto e modalità del finanziamento pubblico percepito da «tutti i partiti», senza escludere quello radicale. Egli ha infine rivendicato il merito di avere preferito nella scorsa legislatura, contribuendo a farli vincere di stretta misura nelle elezioni del 2006, «i buoni a nulla» di Romano Prodi ai «disposti a tutto» di Silvio Berlusconi. No, Marco, a questo punto basta. Bisogna che tu ti dia una regolata perché la tua - ripeto - lunghissima militanza politica non finisca come non merita: per esempio, in una brutta copia del grillismo, per quanto lodevolmente povera in arnese, non potendo tu contare sui guadagni stratosferici del comico moralista di Genova. Ti abbiamo stimato troppo per fare finta di nulla e per non chiederti di fermarti sulla soglia di una strada senza ritorno, se non l'hai già superata. Se la colpa di Napolitano, come tu hai detto, è di non poter chiedere ai politici di «cambiare costume», fornendo egli copertura con la sua pretesa imparzialità ad una «partitocrazia» che sarebbe di per sé «malcostume», i radicali non possono considerarsi fuori rivendicando una loro «diversità». Che è, peraltro, l'errore compiuto anche da Enrico Berlinguer per opporre i comunisti a tutti gli altri, dopo il fallimento dei tentativi di alleanza con la Dc. La diversità dei radicali, come quella pretesa allora dai comunisti, e ancora reclamata da alcuni di essi che oggi si chiamano in altro modo, potrebbe avere una sua credibilità solo se essi veramente rifiutassero di partecipare al sistema cosiddetto partitocratico, che Pannella denuncia come il male assoluto. Nel momento in cui essi accettano di stare in un polo piuttosto che nell'altro, finiscono per accettarne la comune logica, e i relativi inconvenienti. Ieri Prodi e oggi Veltroni, con il cui partito i radicali hanno preferito schierarsi, partecipando peraltro agli stessi gruppi parlamentari, non sono geneticamente o moralmente diversi dai loro avversari. Ammesso e non concesso che Berlusconi e i suoi alleati siano «disposti a tutto», e perciò moralmente ricusabili in partenza, e che Prodi, Veltroni e compagni siano soltanto dei «buoni a nulla», per questo preferiti dai radicali come una specie di male minore, non è per niente detto che in politica gli uni siano peggiori degli altri. Machiavelli, per esempio, direbbe il contrario. E non venga ora Pannella, quasi un decano della politica italiana, a darci lezioni di anti-machiavellismo: lui che, a proposito anche di finanziamento dei partiti, o comunque di rapporto fra partiti e soldi, stipulò accordi con Berlusconi una quindicina d'anni fa con minuziose clausole economiche, facendogli poi causa per pretesa inadempienza contrattuale. O ricordiamo male? Anche a proposito del tanto contestato e contestabile finanziamento pubblico dei partiti, abolito con un referendum popolare promosso proprio dai radicali ma ripristinato furbescamente dal Parlamento con la formula del «rimborso», cerchiamo di essere seri ed onesti. Non ho personali simpatie per Vittorio Feltri, che è il direttore di giornale mandato «affanculo» in diretta da Pannella via radio, ma non mi sembra francamente che possano essere scambiati per finanziamenti privati i soldi che - meritatamente, per carità - si guadagna dallo Stato con tanto di convenzione Radio Radicale. Che sta al partito di Pannella come il braccio alla mente. E di cui apprezzo spesso servizi e collegamenti, come capita a tanti altri - penso - che non si riconoscono sempre, o addirittura si riconoscono di rado, nelle posizioni del leader di un partito che del radicalismo non ha solo i pregi, ma anche i difetti. I radicali sono un pò come le buone intenzioni, delle quali si sa che è lastricata la via dell'inferno. Essa non appartiene naturalmente alla toponomastica dell'amico ultralaico Pannella.

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e c'è anche il "mistero" delle caserme dismesse (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 1 - Gorizia E c'è anche il "mistero" delle caserme dismesse Lo Stato, inteso nel suo complesso, ovvero anche nelle sue varie ramificazioni territoriali, non pare davvero un buon gestore delle sue proprietà e non soltanto a Gorizia, ovviamente. Diversi dei tanti edifici in elenco sono chiusi da diversi anni e il problema del loro abbandono era stato sollevato, a suo tempo, proprio dai ragazzi del centro sociale autogestito "Clandestino" che aveva occupato, in tempi diversi, più immobili evidenziando che così «almeno vengono utilizzati». Il "messaggio", però, non sembra essere arrivato a destinazione, visto che, anche dopo la loro uscita dall'edificio di via Ponte del Torrione, nulla è cambiato e la situazione è tornata alla "normalità", ovvero all'abbandono degli immobili pubblici. Senza contare che nel "cestone" degli edifici in via di degrado vanno inserite anche le caserme dismesse di Gorizia che, peraltro, non si riesce mai a capire quante siano: di certo la Pecorari di "Lucinico" e quella del "Fante" di via Trieste. È davvero incredibile che si parli tanto di sprechi e di costi della politica e poi, quando si tratta di assumere una decisione che, in qualche modo, affronti concretamente il problema, non si riesca mai a prenderla. Tutti "piangono", indipendentemente dallo schieramento politico, perché non ci sono più risorse pubbliche e, intanto, si fanno marcire beni che potrebbero o sarebbero potuti essere venduti a privati incassando qualche soldo. Il massimo, poi, è quando si programmano progetti faraonici di recupero di qualche immobile, naturalmente da finanziare con risorse pubbliche che nessuno tirerà mai fuori, com'è accaduto per l'aeroporto. Ma non è molto plausibile neppure che, in presenza di immobili pubblici che cadono a pezzi, se ne acquistino addirittura altri, com'è accaduto anche a Gorizia, spendendo ulteriori soldi, prima per l'acquisto, poi per la ristrutturazione e, quindi, continuamente per la gestione e la manutenzione. Forse perché non si tratta di soldi propri, ma, appunto, pubblici. (p.a.)

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LA DELUSIONE CHE PERVADE OGGI I GIOVANI NAPOLETANI MI INDUCE A CREDERE CHE A NESSUN ALTRO PIù C... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

La delusione che pervade oggi i giovani napoletani mi induce a credere che a nessun altro più che al Capo dello Stato io possa rivolgermi in un momento in cui le istituzioni locali sono colte da una cecità e sordità politica senza precedenti nella storia repubblicana. Il presidente Napolitano, nel discorso di fine anno, ha citato un famoso aforisma di Roosevelt: «L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa». Ecco, il punto è che noi giovani napoletani siamo pervasi da una profonda paura che non conosce allo stato attuale dei fatti nessun antidoto. Nonostante tutto, la mia età mi spinge a credere che la speranza non possa essere offuscata dallo sgomento, l'onestà non deve essere sconfitta dalla corruzione. Le istituzioni nazionali alle quali è rivolto questo appello devono aiutare noi giovani napoletani a credere che lo Stato non è morto, combatte per noi e tutela le nostre aspettative di giustizia e legalità, pena il radicamento di organizzazioni illegali che hanno già messo radici nella società della nostra città. Senza alcun tipo di scrupolo, tali organizzazioni, reclutano nuove leve proprio tra i giovani delusi e privi di prospettive future. Per tale ragione rivendichiamo una maggiore presenza dello Stato nella nostra città. Questa imbarazzante collusione con la malavita, di cui si sono resi protagonisti innumerevoli politici nostrani di ogni schieramento, ci spinge ad invocare, oltre all'aiuto di Dio per chi crede, anche quello del presidente della Repubblica Napolitano per imporre, attraverso ogni mezzo di cui dispone, un repentino «cambio di rotta» delle politiche della nostra città per non dare spazio allo scoraggiamento nelle provate coscienze dei cittadini. Non auguro a nessun cittadino italiano di essere pervaso da un senso di abbandono come quello che si prova nella nostra terra. Questa volta la denuncia non viene da un intellettuale navigato ma da un ventiduenne come me, stanco, deluso, che non vorrebbe essere costretto a credere che lo Stato è più debole della camorra e della corruzione, spettri che stanno oscurando l'alba di una nuovo corso politico che stenta a sorgere. La fama di cui gode Napoli nel mondo rischia di essere compromessa per sempre. Mai come in questi ultimi anni la città è stata vetrina di un degrado morale, civile e istituzionale, di cui l'emergenza rifiuti e lo scempio che tutto il mondo ha visto è solo l'esempio più clamoroso. Mi viene da indignarmi, da gridare con tutto l'orgoglio e la dignità che mi è rimasta: Napoli non è solo questo. Inoltre intendo assolutamente denunciare che si sta consolidando una pericolosa idea nell'opinione pubblica della nazione: Napoli come un peso, macigno che l'intera Italia si porta dietro. E no! Questo non possiamo tollerarlo più. Si pensi che nella sola storia repubblicana sono stati innumerevoli i «geniali» napoletani in tutti i campi del progresso culturale, politico e civile della nazione. Napoli non è solo degrado ma un meraviglioso mosaico di realtà vive e produttive, anche dal punto di vista intellettuale e culturale. I problemi restano ma altresì dalle nostre parti la speranza è l'imperativo categorico: senza di essa finiremo alla morte e allo smantellamento di ogni libertà. Giovani come me vogliono rendere pubblica testimonianza della loro vicinanza a chi, come Roberto Saviano, ha coraggiosamente interpretato la volontà dei cittadini onesti che riescono a malapena a sopravvivere in questo territorio. Spero che il Presidente ci aiuti a realizzare il nostro diritto a «vivere» e non sopravvivere nella città di Napoli. Lo Stato ha il dovere di non lasciare solo chi rivendica diritti chiaramente sanciti dalla Costituzione. E per quanto riguarda noi giovani napoletani, cerchiamo di fare nostre ancora una volta le parole del presidente americano Roosevelt: «Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei». Alessandro Iovino - Napoli

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