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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA” |
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Nizza
investirà 360 mila euro per avere strade migliori
( da "Stampa,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Altri 2 milioni 230 mila euro
escono nella voce «prestazione servizi»: sono, ad esempio, le bollette di luce
e telefono, le indennità degli amministratori (il sindaco percepisce uno
stipendio netto mensile di 2 mila euro; il vice 620 euro; 490 gli assessori) e
i gettoni di presenza dei consiglieri (è di 25 euro lordi per ogni seduta
consiliare).
Su
quella pingue consulenza ci vorrebbe ben altra trasparenza
( da "Trentino"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ssa Franch
faccia la parte di chi non si sporca le mani con il denaro delle consulenze,
indennità e gettoni di presenza di Mamma Provincia e di papà Comune di Trento,
visto che il suo nome appare nelle delibere di consulenze anche della Provincia
e nelle designazioni di nomine politiche di consigli di amministrazione, come
il MART, con annessi gettoni di presenza.
I
costi della politica, l'ascensore di Feltre e i buckminsterfullereni
( da "Corriere
delle Alpi" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Più basso dei costi della politica,
anche considerando l'alto consumo energetico per spedire i politici nello
spazio: in condizioni normali il costo dell'ascensione era riequilibrato dalla
produzione di energia durante la discesa, ma non era sufficiente a pareggiare
il costo della politica.
<Appena
laureato e disoccupato incasso solo gettoni di presenza>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 2 «Appena laureato e disoccupato
incasso solo gettoni di presenza» IL PIÙ POVERO ANDREA ROSSI (RIFONDAZIONE
COMUNISTA) MAIRAGO SOTTO LA VOCE redditi, ha scritto zero. Andrea Rossi,
consigliere provinciale per Rifondazione comunista, 29 anni, nel 2007 non ha
guadagnato un euro. E neppure l'anno dopo.
Modifica
al regolamento la parola ai capigruppo
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rispetto alla Provincia e ad altri
capoluoghi di simili dimensioni, questi redditi sono assai più modesti. Un
assessore incassa poco più di 1.300 euro al mese. I consiglieri, invece,
ricevono un gettone di presenza (qualche decina di euro lordi) ogni volta che
partecipano a un Consiglio o a una riunione di commissione.
Il
diktat del deputato teramano Idv Augusto Di Stanislao
è netto: Se al tavolo de... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 80 per cento delle proprie risorse
solo in gettoni di presenza. Da parte sua, ha portato all'attenzione del
Parlamento nazionale il problema della viabilità teramana, per la quale ha
presentato anche un'interrogazione. Non va giù il lavarsi di mani sul IV lotto
della Teramo mare ormai fantasma, sulla Pedemontana e «su quelle statali - per
dirla con le parole di Cecè D'
Acqua,
costi della politica, teatro, pulizia della città, lavori pubblici: il coordinatore
citt...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Domenica 01 Marzo
2009 Chiudi Acqua, costi della politica, teatro, pulizia della città, lavori
pubblici: il coordinatore cittadino dell'Udeur Federico Gallucci
ha sparato a zero sull'amministrazione Ricci «alla vigilia di un momento
politico molto importante come l'approvazione del bilancio di previsione».
<Campania,
la casta resiste> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dice Scarfizzi,
«e per settori come la sanità il dato più preoccupante è legato alla difficoltà
di accertare l'effettiva massa debitoria». Anche sui tagli ai costi della
politica lamagistratura contabile campana si mostra
scettica: «Nessun cambio di marcia, la casta è sempre in piedi». A PAGINA 3 Geremicca
Il
polverone sollevato dall'assemblea del consorzio <Rovereto In Centro> di
giovedì sera non ha lasciato interdetto, com'era facilmente intuibile,
l'assessore provinciale al commer
( da "Adige,
L'" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Al di là dell'impegno dei
consiglieri, che comunque lavorano in assoluto regime di volontarietà e quindi
senza retribuzione (nemmeno un gettone di presenza), il nuovo presidente avrà
maggiori poteri decisionali e, di fatto, potrà scegliere autonomamente come
spendere i soldi della Provincia.
<Dimenticata>
la legge sulle invalidità ( da "Corriere della Sera"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: attivazione di una procedura
burocratica inutile ha un costo — sottolinea Calsabianca
—. Ogni volta che si riunisce la Commissione per le invalidità, costituita
presso l'Asl, i componenti percepiscono un gettone di presenza». Aggiunge Carlo
Giacobini della Federazione italiana superamento handicap: «Ad
oggi non abbiamo dati precisi di quanto costi la macchina burocratica.
Tagli
ai gettoni: crollano le presenze ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: POCHE PRESENZE Da quattro mesi per
raggiungere il limite massimo di gettoni incassabili bastano cinque sedute:
ogni presenza vale (al lordo delle tasse) 23,24 euro. E pochi, lasciando da parte lo
spirito di servizio, scelgono di partecipare alle commissioni dopo aver toccato
il tetto di retribuzione. Morale: se prima molti riuscivano a portare a casa
ben 22 riunioni mensili,
Poltrone
pagate profumatamente ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Continuano ad aumentare i costi
dell'acqua. E poi abbiamo queste situazioni. E i sindaci? Per ogni seduta hanno
diritto ad un gettone di presenza di cento euro! E' doveroso
che i nostri amministratori rispondano pubblicamente su questi aumenti".
Silvano Bordignon
( da "Stampa, La" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE.ILLUSTRATO IL BILANCIO DI
PREVISIONE Nizza investirà 360 mila euro per avere strade migliori Nessun
rincaro per le tasse. Il personale «brucia» il 30% delle risorse Si spenderanno
oltre 360 mila per migliorare strade e viabilità di Nizza e frazioni: è questo
l'investimento più consistente per il 2009 previsto dall'Amministrazione
comunale. Ieri, il sindaco Maurizio Carcione, insieme
al ragioniere capo Domenico Fragalà, ha offerto un
primo assaggio del bilancio di previsione che lunedì 9 marzo approderà in
Consiglio. Il giro d'affari del Comune nicese ammonta a 7 milioni 800 mila euro
per la parte corrente. Da segnalare, quest'anno, un «taglio» dei
trasferimenti statali deciso dal Governo: nelle casse comunali,
arriveranno 115 mila euro in meno rispetto al 2008. Tornando al bilancio, la
spesa più rilevante riguarda il personale: per i 67 tra impiegati e dirigenti,
si spende circa il 30% delle risorse, pari a 2 milioni e 450 mila euro. Altri 2 milioni 230 mila euro escono nella voce «prestazione
servizi»: sono, ad esempio, le bollette di luce e telefono, le indennità degli
amministratori (il sindaco percepisce uno stipendio netto mensile di 2 mila
euro; il vice 620 euro; 490 gli assessori) e i gettoni di presenza dei consiglieri (è di 25 euro lordi per ogni seduta consiliare).
Le tasse garantiscono invece, la maggior entrata: 4 milioni 200 mila euro, di
cui un milione 350 mila di Tarsu
e un milione 250 mila di Ici. Anche se, ha assicurato il sindaco, «le tasse non
subiranno ritocchi». Curiosando tra i capitoli di spesa, si trovano 90 mila
euro per attrezzare piazzale Fitteria, l'area dove
dovrebbe spostarsi il Luna park. L'anno scorso erano
120 mila euro, ma il Comune ha già fatto installare la cabina Enel. Nel 2009,
si sposterà anche il peso pubblico: da piazza Garibaldi sarà trasferito nella
zona industriale di strada Canelli. L'intervento costerà 75 mila euro. In zona Campolungo, arriverà il metano (zona verso la collina del Bricco): si spenderanno poco meno di 35 mila euro. E
ancora: un nuovo parcheggio in strada Colania (22
mila), il completamento del campo sportivo (30 mila euro), l'arredo urbano in
via Roma e piazza della verdura (20 euro). \
( da "Trentino" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
IL PIANO TURISTICO DI TRENTO Su quella pingue consulenza ci vorrebbe ben altra
trasparenza NICOLA GIULIANO La professoressa Franch,
consulente esterna scelta dall'assessore Maestri per la redazione del Piano
Turistico del Comune di Trento, si è offesa perché alcuni consiglieri comunali
si sono permessi di criticare l'inutile consulenza d'oro (72 mila euro),
assegnata - senza alcun confronto concorrenziale, benché previsto dalla legge -
al Dipartimento di informatica dell'Università ma, sostanzialmente, alla Franch ed al gruppetto di ricercatori da essa coordinati.
La prof. nella sua lezioncina si permette di correggere con la matita rossa presunti
"errori" in cui sarebbe incorso il sottoscritto, ma lo fa a
sproposito ed a torto. Anzitutto non è un errore parlare di
consulenza affidata a lei, anche come coordinatrice del gruppetto di
consulenti: la delibera parla chiaro, quindi la Franch
si rassegni a sorbirsi oneri e onori connessi al suo ruolo di primo piano,
senza sottilizzare sui formalismi della convenzione: è più interessante la
sostanza. Peraltro non è il caso che la prof.ssa Franch faccia la parte di chi non si sporca le mani con il
denaro delle consulenze, indennità e gettoni di presenza di Mamma Provincia e di papà Comune di Trento, visto che il suo
nome appare nelle delibere di consulenze anche della Provincia e nelle
designazioni di nomine politiche di consigli di amministrazione, come il MART, con annessi gettoni di presenza. E,
comunque, il rendiconto della Franch circa la
destinazione dei 72 mila euro pagati dal Comune di Trento è fittizio: favella
parla di spese di fax e di spese per e-mail (?!),
elogia l'attività del gruppo, ma alla fine si guarda bene dal dire quanti di
quei 72 mila euro sono finiti nelle tasche dell'uno, dell'altro, dicendo chi
sono, e soprattutto nelle sue. Rilevo ancora che il "grossolano
errore" che avrei commesso è quello di chiedere informazioni sulle
competenze di chi ha ricevuto una pingue consulenza, e poi di affermare che si
dovrebbe uscire da questa autoreferenzialità e da questo provincialismo,
guardare all'Europa, cercare semmai eccellenze vere, sempre che sia davvero è
indispensabile una consulenza esterna (ma lo è? Oggi sarebbe molto meglio
risparmiare e far pagare meno l'asilo nido, le bollette della Trenta o i
parcheggi alle famiglie). Ma soprattutto si dovrebbe
rispettare la legge. La legge provinciale 23/1990 prevede che sia obbligatorio
fare un confronto concorrenziale prima di affidare una consulenza come questa,
e come molte altre. E non è stato fatto, accampando le solite scuse. E'
scandaloso che questa amministrazione comunale di centro sinistra, nella quasi
indifferenza generale, continui a dimostrare una pericolosa allergia a gare e
confronti concorrenziali. Lo dico a voce alta e senza timore: questo è il
metodo su cui si regge il sistema della magnadora,
del clientelismo, dei favoritismi, del malgoverno. Quanto sia radicato questo
sistema è dimostrato dal fatto che un consulente come la Franch
ha avuto il coraggio, dalle pagine del giornale, di osteggiare il diritto di
critica dell'opposizione, specie nel campo delle consulenze che dovrebbe essere
il primo ad essere tagliato pesantemente di questi tempi di vacche magre,
facendo lavorare gli uffici dell'Amministrazione, all'interno dei quale vi sono
mezzi e professionalità assolutamente in grado di elaborare piani come quello
in questione (anzi, sicuramente migliori). Tanto va detto per essere fedeli al
dovere istituzionale di controllo politico amministrativo che incombe su un
consigliere comunale. Lo prevedono lo Statuto del Comune e la Legge, le regole
della democrazia, con buona pace della professoressa - consulente. Se subissimo
passivamente questo genere di sortite sarebbe il funerale della politica e
della democrazia. Cons. Comunale di Trento e presidente Commissione Statuto del
Comune
( da "Corriere delle Alpi" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
I costi della politica, l'ascensore di Feltre e i buckminsterfullereni
Costi della politica abnormi. Nel mirino auto blu e giunte locali (La Repubblica, 17 maggio 2007). I consiglieri provinciali della Svp si
tagliano lo stipendio: mille euro al mese in meno: «Tutti ci criticano, ci
indicano a dito. E' la nostra risposta alle giuste richieste della gente» (Alto Adige, 21 febbraio 2009). Feltre, gli ascensori si
fermano durante l'inaugurazione: bloccati i politici che stavano salendo
(Corriere delle Alpi, 22 febbraio 2009). di Nino Stria
Alla fine ci si accorse che onorevoli, ministri e sottosegretari, sindaci,
assessori e presidenti costavano troppo. Si scoprì perfino il caso di un
presidente di comunità montana che si era versato addosso della colla (lui
diceva per caso) ed era rimasto attaccato alla sedia anche dopo che il palazzo
era stato abbattuto per fare posto a una rotonda sul mare. L'indennità di sedia
era rimasta incollata anch'essa, ma poi era di fatto raddoppiata perché lui
aveva chiesto i danni materiali e morali: materiali perché i tre anni passati
incollato alla poltrona sulla spiaggia a lanciare di quando in quando uno jodel per ingannare i passanti gli avevano procurato una
fastidiosa raucedine; morali perché i bagnanti lo indicavano a dito e lui ci
aveva sofferto molto. L'abbondanza di poltrone piccole e grandi aveva
moltiplicato anche i partiti. Particolarmente ambiti i
posti di presidente di società per azioni per il bene pubblico di diritto
privato. Si lavorava tanto, circa un'ora alla settimana, ma si guadagnava
indefessamente. Scoppiarono risse e tafferugli, in nome dei valori e dei
principi, della patria e della religione e del Papa Re. Siccome c'era il
sistema maggioritario e anche un voto era determinante, bastava quello per
conquistare una sedia. Tizio si accordò con il cognato e fondò un partito. Caio
fondò il partito di se stesso. Sempronio ne pensò una migliore: in nome del
diritto costituzionale alla libera circolazione fondò un partito con girello
dove tutti fuoriuscivano e dentroentravano, talvolta
sbattendo la porta girevole, talaltra sbattendo contro la porta girevole. Ma
nel 2009 si trovò il rimedio, grazie a una rivoluzionaria scoperta scientifica:
il C60 e i buckminsterfullereni. L'idea geniale di
costruire un ascensore per lo spazio era già stata sperimentata, senza successo,
dai feltrini che all'inaugurazione ci erano rimasti
chiusi dentro. Evento provvidenziale perché, aspettando che lo aggiustassero,
costituirono una think tank,
ci fu un brain storm con sturm und drang e donnerwetter:
bastava sparare un satellite geostazionario, che viaggiasse cioè a 42 mila
chilometri all'ora, la stessa velocità della rotazione della terra, poi
collegarlo con un ascensore a un punto fisso della superficie terrestre. Il
problema, fino al 2009, era rappresentato dal costo perché l'ascensore, per
resistere, doveva essere costruito in diamante. Costi
astronomici, quasi quanto quelli della politica. Così
non se n'era fatto niente, finché non si scoprì come sintetizzare una forma del
carbonio altrettanto resistente del diamante, il C60 con varianti collegate, i buckminsterfullereni. Fu a quel punto che il costo
dell'ascensore spaziale diventò competitivo. Più basso dei
costi della politica, anche considerando l'alto consumo energetico per spedire i
politici nello spazio: in condizioni normali il costo dell'ascensione era
riequilibrato dalla produzione di energia durante la discesa, ma non era
sufficiente a pareggiare il costo della politica.
Divenne conveniente quando aumentò il peso medio dei politici e quello
sostenuto dalla sanità pubblica per ricoveri, cerotti, anestetici e tinture di
iodio consumati per curare le ossa rotte nei talk show in Tv. Furono dunque i feltrini, esperti in ascensori e che già possedevano il sai-come, a progettare per primi l'ascensore spaziale. In
corrispondenza della stazione di arrivo si costruì una grande sala consiliare,
dotata di tutti i comfort, compresa una cassetta di pronto
soccorso portatile. In rapida successione vennero spediti i politici più
in vista, poi quelli di seconda fila, poi i peones e
alla fine anche Vaccari e la claque. Si risparmiarono bei soldoni.
Il programma prevedeva anche un gioco di ruolo. Così lassù continuarono a
baruffare tra loro per conquistare auto blu e presidenze, vicoli stretti e
vicoli larghi, spendendo moneta virtuale e progettando altri utili ascensori.
Poi qualcuno ebbe un'idea: si potrebbe costruire un ascensore per la luna...
( da "Giorno, Il (Lodi)" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2 «Appena laureato e disoccupato incasso solo gettoni di presenza» IL PIÙ POVERO ANDREA ROSSI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) MAIRAGO
SOTTO LA VOCE redditi, ha scritto zero. Andrea Rossi, consigliere provinciale
per Rifondazione comunista, 29 anni, nel 2007 non ha guadagnato un euro. E
neppure l'anno dopo. Il motivo? «Mi sono
laureato un anno e mezzo fa, sono disoccupato. L'unico reddito sono i gettoni delle sedute in Consiglio: 90 euro lorde, un anno fa
erano 100». Come si è accesa la scintilla per la politica? «Ho
cominciato nel partito - senza cariche istituzionali - a vent'anni. Passione di
famiglia: mio padre, operaio, si è sempre occupato di politica, senza mai avere
cariche istituzionali». Dove si è laureato? «Al
Politecnico di Milano in Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale.
Voto di 97/100». E ora: politica o lavoro in azienda? «L'obiettivo è trovare un posto di lavoro per misurarmi,
dopo anni di studi e sacrifici miei e della mia famiglia. L'impegno politico
rimarrà, nel tempo che resterà a disposizione». Quanto la impegna la politica
oggi? «Parecchio, mezza giornata. Sono anche
consigliere comunale a Mairago». Il lavoro dei sogni?
«In una struttura pubblica di medie dimensioni. Così
riuscirei a fare lavori di una certa qualità...» E
potrebbe risolvere i mali del Lodigiano. A proposito, quali sono? «L'eccessivo consumo del suolo, visto che tutti ormai si
riempiono la bocca di questa parola. Ho sempre avuto una idea:
bisogna superare la logica localistica e arrivare a consorzi di più Comuni, che
così possono tenere in piedi uffici tecnici adeguati. Oggi invece tanti esperti
lavorano "a scavalco", per più Comuni. Avremmo più efficienza e
risparmi. Di questi tempi, non è poco...». F.Lu.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
Modifica al regolamento la parola ai capigruppo «TRASPARENZA» IN COMUNE LODI
ERA NOVEMBRE dello scorso anno, quando arrivò l'ultima rassicurazione sulla
rapida introduzione della modifica di regolamento per adeguarsi alla vecchia
legge del 1982 che impone di depositare i redditi percepiti dai consiglieri. A
Palazzo Broletto se ne discute tuttora e (prima o poi) il tema sarà anche
affrontato durante la riunione dei capigruppo. Certo è che nessuno, neppure i
privati cittadini, ama far sapere al vicino di casa quanto ha incassato
nell'ultimo anno. L'assenza di sanzioni per l'inadempienza fa il resto. La
richiesta pende dal lontano 1995, però, e resta inevasa. «Ogni consigliere
comunale provvede a presentare annualmente copia della propria dichiarazione
dei redditi, nonché una dichiarazione concernente la situazione patrimoniale come
previsto dalla legge. Tale obbligo è esteso al sindaco
ed agli assessori». QUESTA È LA legge. «Ci adegueremo a breve», aveva fatto
sapere il presidente del Consiglio comunale, Gianpaolo Colizzi.
Ad accorgersi, ormai quasi tre anni fa, che la norma era disattesa fu il
consigliere Domenico Ossino, che rimase solo, il
primo anno, a lasciare all'ufficio di presidenza. redditi.
L'ultima volta che i dati sui redditi dei politici lodigiani furono
pubblicamente e facilmente consultabili fu lo scorso anno: poco prima del
crollo del Governo Prodi, il ministro Visco pubblicò i dati di tutte le
dichiarazioni dei redditi degli italiani. Fra queste, anche quelle dei
politici. Il file pubblicato sul sito del ministero fu rimosso in un
battibaleno. Qualcosa però resto: fra i redditi lordi più alti, quello di
Vittorio Sala (FI) con 92mila euro e 30mila di tasse pagate, Mauro Rossi,
87mila, di cui 27mila in tasse e il sindaco Guerini,
con 58mila lordi. Molti, però, con famiglia e più di un figlio a carico. MA
COME funziona il sistema degli «stipendi» politici a livello locale?
Semplicemente, a ricevere uno stipendio, sono solo il sindaco e gli assessori.
Fra l'altro, a Palazzo Broletto, rispetto alla Provincia e
ad altri capoluoghi di simili dimensioni, questi redditi sono assai più
modesti. Un assessore incassa poco più di 1.300 euro al mese. I consiglieri,
invece, ricevono un gettone di presenza (qualche decina di euro
lordi) ogni volta che partecipano a un Consiglio o a una riunione di
commissione. In più, hanno diritto a permessi retribuiti dal lavoro,
qualora ce l'abbiano, che vengono anticipati dall'azienda e poi rifusi dalle
casse di Palazzo Broletto. E qui, spesso, il costo supera quello dei gettoni. Ma sono pochi i consiglieri ad usufruire di questi
permessi concessi dalla legge.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 01 Marzo 2009 Chiudi di MAURIZIO DI
BIAGIO Il diktat del deputato teramano Idv Augusto Di
Stanislao è netto: «Se al tavolo delle trattative il Pd avanza il nome di Ernino D'Agostino o di Giulio Sottanelli,
noi ci alziamo e ce ne andiamo». Il messaggio da far passare è quello di una
politica "nuova", scevra da untuosi tatticismi: il vibratiano non ammette il «vecchio massacrante gioco allo
sfinimento dei Democratici sui due nomi», un film già visto. E la giaculatoria contro
la Provincia non finisce qui; per Di Stanislao è una delle più costose d'Italia
e le sue spese («14 miliardi») sono indirizzate prevalentemente «a far
sopravvivere sé stessa». Si scaglia contro Agena e i
suoi costi, e contro il Bim che utilizza l'80 per cento delle proprie risorse solo in gettoni di presenza. Da parte sua, ha portato all'attenzione del Parlamento
nazionale il problema della viabilità teramana, per la quale ha presentato
anche un'interrogazione. Non va giù il lavarsi di mani sul IV lotto della
Teramo mare ormai fantasma, sulla Pedemontana e «su quelle statali - per dirla
con le parole di Cecè D'Alessandro - ridotte
in condizioni inaccettabili: i teramani devono circolare su strade sicure»
s'infiamma. «I progetti esecutivi e definitivi devono essere finanziati,
altrimenti si bypassa lo sviluppo della nostra provincia, e tutto questo con il
silenzio assordante dei parlamentari teramani che su questo non fanno nulla».
L'Idv cittadino stilerà un programma sui problemi del
capoluogo da sottoporre all'attenzione di un'assemblea pubblica. I dipietristi si considerano ormai "ago della
bilancia" delle prossime amministrative, sono coscienti della loro forza e
la faranno pesare sul tavolo delle trattative con gli alleati: «E' finito il
tempo del servilismo» tuona il senatore Alfonso Mascitelli,
non esiste più sudditanza dal Pd, si tratta alla pari. In provincia si vuole
cambiare registro senza più stringere patti col vecchio metodo del «torcicollismo, ora si recita un ruolo da protagonisti».
Molte delle future indicazioni su Teramo ed anche su Pescara, usciranno dalla
prossima assemblea programmatica che si terrà a Francavilla nei prossimi
giorni, presente lo stesso Antonio Di Pietro. All'Udc si suggerisce di fare
scelte «trasparenti e alla luce del sole - continua Mascitelli
- basta con la politica dei due forni, altrimenti si chiuderanno intese
future». Nei grandi comuni come Teramo, l'Idv - «ora
più partito che movimento» -sconsiglia nel calderone delle alleanze grandi
ammucchiate».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica
01 Marzo 2009 Chiudi Acqua, costi della politica, teatro,
pulizia della città, lavori pubblici: il coordinatore cittadino dell'Udeur
Federico Gallucci ha sparato a zero
sull'amministrazione Ricci «alla vigilia di un momento politico molto
importante come l'approvazione del bilancio di previsione». Gallucci
ha chiesto cosa ne sarà del problema acqua e perché non è stato costitutito il dipartimento di Protezione Civile; ha
giudicato inutile in questo momento la nomina del city manager del Comune «una
figura - ha detto - che appesantisce economicamente la macchina comunale»; ha
chiesto di capire chi ha causato l'indebitamento del teatro Marrucino
e perché la città è sporca e la raccolta differenziata non viene fatta in
maniera organica. Quanto ai lavori pubblici Gallucci
ha evidenziato «che la città è piena di buche» definendo «un'approssimazione politica il fatto che alla Villa comunale i lavori si siano
bloccati perchè mancavano le autorizzazioni». Infine
un messaggio di chiaro stampo elettorale: «Dove starà Coletti - ha concluso Gallucci - non staremo noi e questo lo dico anche a nome del segretario provinciale dell'Udeur Di Marco, del
vice presidente del Consiglio comunale di Vasto Riccardo Alinovi
oltre che dell'Udeur di Chieti». (A.D'A.)
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2009-03-01 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Sprechi, impietosa relazione del procuratore
regionale Martucci di Scarfizzi
«Campania, la casta resiste» Rifiuti, sanità, derivati: la Corte dei conti
accusa «Un'illegalità diffusa, tanti piccoli e grandi sprechi
per una pubblica amministrazione malata». Impietoso il quadro degli sprechi in Campania disegnato dal procuratore regionale
della Corte dei Conti Arturo Martucci di Scarfizzi all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sotto la
lente, soprattutto 15 anni d'emergenza rifiuti, il deficit della sanità, la
finanza derivata cui sempre più spesso le pubbliche amministrazioni ricorrono
in un modo giudicato rischioso per i contribuenti. «Si spreca ancora troppo», dice Scarfizzi, «e per settori come la
sanità il dato più preoccupante è legato alla difficoltà di accertare
l'effettiva massa debitoria». Anche sui tagli ai costi della politica lamagistratura contabile campana si
mostra scettica: «Nessun cambio di marcia, la casta è sempre in piedi». A
PAGINA 3 Geremicca
( da "Adige, L'" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il polverone
sollevato dall'assemblea del consorzio «Rovereto In Centro» di giovedì sera non
ha lasciato interdetto, com'era facilmente intuibile, l'assessore provinciale
al commercio Alessandro Olivi Il polverone sollevato dall'assemblea del
consorzio «Rovereto In Centro» di giovedì sera non ha lasciato interdetto,
com'era facilmente intuibile, l'assessore provinciale al commercio Alessandro
Olivi. Che, per inciso, ha cercato fin da venerdì di mettersi in contatto con
il presidente dimissionario Giulio Prosser per
convincerlo a continuare nell'opera iniziata, letteralmente dal nulla, tre anni
fa. Olivi non entra nel merito delle accuse di golpe operate da Prosser e Tomio nei confronti
dell'Unione commercio e turismo ma sa perfettamente che la posta in gioco è
alta. «Certo, perché nella manovra finanziaria della
Provincia abbiamo messo un significativo aumento dei contributi proprio ai
consorzi che valorizzano e rilanciano i centri storici. Per noi è una questione
prioritaria la rivitalizzazione dei centri storici dal punto
di vista commerciale ma non solo. È chiaro che d'ora in avanti il
gestore del consorzio avrà un ruolo strategico. Perché la scelta della
Provincia è di aiutare anche economicamente i centri commerciali naturali come,
appunto, il centro storico di Rovereto. Come amministratori pubblici, però, ci
limitiamo a finanziare i consorzi ma poi sono loro, o meglio il gestore, a
decidere cosa fare e come spendere e investire le risorse». Essere a capo di
«Rovereto In Centro», dunque, d'ora in avanti conterà e non poco. Al di là dell'impegno dei consiglieri, che comunque lavorano in
assoluto regime di volontarietà e quindi senza retribuzione (nemmeno un gettone
di presenza), il nuovo presidente avrà maggiori poteri decisionali e, di
fatto, potrà scegliere autonomamente come spendere i soldi della Provincia.
La conferma, come detto, arriva dallo stesso assessore al commercio di palazzo
Trentini: «Il consorzio diventa l'elemento esclusivo che deciderà il da farsi».
Olivi, comunque, va oltre la disputa interna al consorzio. «Purtroppo
a Rovereto mancano la borghesia e le parti economiche che si occupino della
città. Purtroppo non si investe abbastanza su chi si mette a disposizione per
valorizzare, come in questo caso, il centro storico. Rovereto deve togliersi
questa brutta abitudine di litigare sempre e guardare sempre al proprio
orticello. La città ha bisogno anche di categorie economiche più forti, più
coinvolte e più disponibili a lavorare assieme». N. G. 01/03/2009
( da "Corriere della Sera" del
01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2009-03-01 num:
- pag: 59 categoria: REDAZIONALE Indagine Dati
sorprendenti sull'applicazione di norme anti-burocrazia: la maggioranza delle
Asl le ignora «Dimenticata» la legge sulle invalidità Spesso chi ha una
menomazione permanente subisce inutili verifiche Lo spirito della legge 80 del
2006 è chiaro: evitare visite di revisione accertando l'invalidità una volta
per tutte «Soffro di sclerosi multipla e ho un'invalidità permanente. Ho
ricevuto la convocazione per la visita periodica: è vero che esiste una legge
che mi esonera? ». Risposta dell'Asl: «Non conosciamo questa legge, lei deve
rifare la visita». Accade in quasi tutte le regioni alla maggior parte dei
pazienti con invalidità permanente. Lo rileva un'indagine condotta, su oltre
180 Uffici invalidi delle Asl italiane, dall'Anio,
Associazione nazionale infezioni osteoarticolari, in collaborazione con Cittadinanzattiva e 18 associazioni di pazienti. «Eppure lo
spirito della legge 80 del 2006 è chiaro: evitare ai
pazienti visite di revisione inutili, accertando l'invalidità permanente una
volta per tutte, senza più dover ripetere periodicamente esami e controllo per
continuare a usufruire dei benefici previsti — afferma Tonino Aceti del
Coordinamento nazionale Associazioni dei malati cronici-Cittadinanzattiva
— . Il Decreto ministeriale del 2 agosto 2007, poi, ha individuato un elenco di
12 menomazioni e patologie gravi e croniche per le quali si prevede l'esonero
dai controlli». Ma, aggiunge Girolamo Calsabianca,
presidente di Anio: «A quasi 2 anni dall'entrata in
vigore del decreto emanato per semplificare la vita dei disabili gravi, le Asl
conoscono e applicano poco la legge». Nell'indagine, gli invalidi o volontari
delle associazioni hanno telefonato alle Asl chiedendo informazioni. Risultato:
un'Asl su 4 non ha risposto al telefono o non ha dato informazioni; poco meno
della metà degli uffici che hanno risposto ha dichiarato di non conoscere la
legge; tra quelli che hanno detto di conoscerla, 1 su 3 non la applica. Così in
4 Asl su 5 i pazienti sono richiamati, anche quando non è necessario, a visita
periodica. E, nel frattempo, vedono sospesi i sussidi economici: dalla pensione
di invalidità, all'indennità di accompagnamento, all'indennità di comunicazione
(per i sordi). Tra le regioni "virtuose" si distinguono Veneto e
Sardegna, le più informatizzate; la maglia nera spetta alla Sicilia. Anche
l'INPS con 2 circolari, l'ultima del 3 giugno
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca di Cagliari
Pagina 1020 Inchiesta. Anche i dati delle sedute consiliari confermano il forte
calo della frequenza Tagli ai gettoni: crollano le
presenze Inchiesta.. Anche i dati delle sedute
consiliari confermano il forte calo della frequenza Tetto di 116 euro, i
consiglieri disertano le circoscrizioni --> Tetto di 116 euro, i consiglieri
disertano le circoscrizioni Nel bimestre novembre-dicembre, presenze in caduta
libera: meno 50%, o quasi, per una buona fetta degli ex comitati di quartiere.
Un calo era prevedibile: con il tetto stabilito a fine ottobre 2008 (116 euro
al mese per ogni consigliere), tanti avevano pronosticato una rapida
disaffezione a sedute consiliari e commissioni infrasettimanali. «A nessuno
piace lavorare gratis», aveva detto il presidente della quinta circoscrizione
Paolo Truzzu. I numeri lo hanno confermato. Nel
bimestre novembre-dicembre, presenze in caduta libera: meno 50%, o quasi, per
una buona fetta degli ex comitati di quartiere. Solo la circoscrizione 4 riesce
a contenere l'emorragia di consiglieri: meno 24%. POCHE
PRESENZE Da quattro mesi per raggiungere il limite massimo di gettoni incassabili bastano cinque sedute: ogni presenza vale (al lordo delle tasse) 23,24 euro. E pochi, lasciando da
parte lo spirito di servizio, scelgono di partecipare alle commissioni dopo
aver toccato il tetto di retribuzione. Morale: se prima molti riuscivano a
portare a casa ben 22 riunioni mensili, ora si fermano a una decina. La
circoscrizione
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 01-03-2009)
Argomenti: Costi della politica
Poltrone pagate
profumatamente Flavio Nichele: «Da