HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER     

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

    TUTTI I DOSSIER


 

Report "Costi dei politici"  1-3 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Ct Trento salvo: 4 a 0 al Loano ( da "Adige, L'" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: doveva sbancare Trento per garantirsi il doppio di spareggio: le probabilità di successo erano talmente risicate che i liguri devono aver pensato di risparmiare il gettone di presenza per i migliori. E così per il Leveghi Trento è stata una passeggiata: basti pensare che Cesare Gallo, che ha lasciato sette giochi a Michelis, è stato il trentino che ha concesso più giochi ai liguri.

Vaccolino - Real Estense: 1 - 0 ( da "Nuova Ferrara, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzati, Sangiorgi, E. Ferragutti. All. G. Ferraguti Arbitro: Matani di Ferrara Note: ammoniti Ferri (V), Pasquesi, Accorsi (RE). Espulso: 87' Bertoni (RE) per proteste. Spettatori: 150 circa. Giornata nuvolosa, terreno in buone condizioni TRESIGALLO.

Al cronista che domanda differenze e similitudini di Usa e Italia risponde divertito: La grand... ( da "Gazzettino, Il" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nei primi decenni del secolo scorso ci fu una reazione popolare contro corruzione politica ed economica e nacque un movimento per valutare l'opportunità di introdurre il referendum che avrebbe dovuto prevedere preposte di legge e mutamenti di costituzione a livello statale. O per estromettere qualcuno da un posto dove era indegno».

Per i ferraresi sempre più caffè a gettoni ( da "Sestopotere.com" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per i ferraresi sempre più caffè a gettoni (1/6/2009 15:36) | (Sesto Potere) - Ferrara - 1 giugno 2009 -Non si vive di solo caffè e bibite. Se inizialmente i prodotti venduti dai distributori automatici erano esclusivamente alimentari, oggi è possibile trovare di tutto, dai jeans agli articoli sanitari, giocattoli, fiori, dvd e cellulari ma anche libri.

Ato promette soldi a operaifermata la protesta di utenti ( da "Sicilia, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pianoforte) Rizzo (flauto), Cristaudo (chitarra), Almirante (violino), Di Maggio (violino). Gli studenti della media, 13 al violino, 14 al pianoforte, 9 al flauto, 14 alla chitarra, hanno suonato pezzi di Vinciguerra(Lucien e Piccolo Cabaret) ;Lehar( Valzer), Mozart( Piccola Canzone), Schubert (Scozzese), Behr (Barcarolle),

BERLUSCONI/ DONADI: DA IDV ANCHE MOZIONE PER LIMITARE VOLI STATO ( da "Wall Street Italia" del 01-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si deve immediatamente tornare alle norme del governo Prodi e ridurre drasticamente l'uso degli aerei di Stato. Per questo motivo abbiamo presentato una mozione. Non solo tutta l'opposizione dovrebbe votarla, ma anche il centrodestra, altrimenti tutti i proclami sul taglio dei costi della politica saranno solo chiacchiere".

Software antisprechi pubblici ( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa. Quello di gestione, che deve verificare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità per consentire ai dirigenti di ottimizzare il rapporto tra costi e risultati. E ancora: la valutazione dei dirigenti e il controllo strategico, che è un controllo a lungo termine e ha lo scopo di verificare,

Inaccettabile diminuire il numero dei consiglieri comunali ( da "Trentino" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ad una disaffezione verso gli strumenti della democrazia rappresentativa molto rischiosa per la tenuta complessiva di una società e potenzialmente foriera di conflittualità. La democrazia ha dei costi che non sono spreco ma garanzia di pluralismo. Per questo chiediamo alle forze politiche locali, a partire dal Pd, di non proseguire su questa strada deleteria e politicamente miope.

elezioni comunali 2009 - san colombano L'ex vice del sindaco Rugginenti ora punta a Palazzo Patigno ( da "Cittadino, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un ripensamento dei ruoli del Valsasino?«Premesso che il Valsasino ha i suoi organismi, il comune ha comunque voce in capitolo e noi cercheremo di farla valere su diversi aspetti, a partire ancora dai costi della politica. Il consiglio d'amministrazione oggi costa 50 mila euro l'anno, dopo le riduzioni degli ultimi anni.

ecco come governerò ( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo un'attenta verifica della situazione darò priorità al miglioramento dei servizi come fognature e viabilità. Ciabatti: Ripristinare il parcheggio di piazza Gherardini. Quanto costa la sua campagna elettorale. E da chi è finanziata? Pellegrini: Circa 8mila euro, finanziati dal partito, dai candidati e dal sottoscritto.

di GUIDO BANDERA LODI IN UNA DELLE campagne elettorali pi ... ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre pensando alle spese, dalla parte di Felissari, invece, si sa di un'autotassazione dei politici, dei rappresentanti istituzionali e di coloro che siedono (con gettone) nei consigli di amministrazione delle partecipate. LA CAMPAGNA degli altri candidati, senza dubbio, è stata più al risparmio.

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che il comune verrà commissariato e spenderemo una barca di soldi. Non è vero, perché anche gli amministratori prendono le indennità, i gettoni di presenza quindi i costi ci sono comunque. Non bisogna proprio votare per il comune perché le schede bianche e le nulle servono a raggiungere comunque il 50% dei votanti.

Zingales, la politica riconquisti lo spazio rubato dalla finanza ( da "Milano Finanza (MF)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: devono essere indicate nei bilanci con la doppia valutazione, cioè anche al costo storico. E serve una politica forte: se ci fosse stata, non avrebbe consentito la diffusione dei subprime, che cioè si indebitassero anche le famiglie non in grado di pagare. «Serve un antitrust politico sulla finanza. Perché se diventi troppo grande prendi anche troppo potere».

Catricalà chiede gare per le ferrovie ( da "Milano Finanza (MF)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: minimizzare i costi per la collettività e garantire la qualità dell'offerta. «È urgente una distinzione chiara tra il servizio ferroviario universale finanziato da Stato e Regioni, che garantisca la mobilità dei passeggeri, e i servizi di mercato redditizi, aperti alla concorrenza», spiega l'Agcm. Il garante punta il dito contro «la parziale e opaca distinzione» tra i servizi cosiddetti «

( da "Nazione, La (Lucca)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: forme di ampia partecipazione dei cittadini». «PORRÒ le scuole al centro dell'iniziativa comunale con provvedimenti immediati per quanto riguarda libri gratuiti al 50% dei ragazzi della scuola media e finanziamento dei Piani dell'Offerta Formativa. Lavorerò immediatamente ad un piano a breve medio termine per l'installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici scolatici (>

vomero, qui il voto è un business - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Da lì ha combattuto una battaglia per la trasparenza dei gettoni di presenza in consiglio e in commissione. Ora dice: «Ho scoperto che lo stesso pacchetto viene offerto a più di un candidato. Ma mi preoccupa di più il presidio promesso nei seggi elettorali. è il punto su cui chiedo maggiormente attenzione».

unione dei democratici cristiani e di centro ( da "Repubblica, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina III - Milano Unione dei democratici cristiani e di centro 1 Finanziare i bandi per la costruzione di nuovi alloggi per le forze dell´ordine. Ci vuole poi una radicale riforma della polizia provinciale, destinando le risorse e gli uomini a tutela della sicurezza dei lavoratori dei cantieri così da contrastare il lavoro nero.

Sassuolo DEI TANTI possibili record che un finale al rallentatore (dei playoff si sa, ma... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni per meno di 1200'), poco per gli acquisti di gennaio (solo 700' per Martinetti), poco per Pagani ed Erpen, l'onere e l'onore di puntellare, ogni volta che ce n'è stato bisogno, le necessità neroverdi è toccato quasi sempre a tre uomini, ovvero Fusani (14 subentri), Pensalfini (12) e Masucci, uno dei pochi del gruppo storico sul quale Piazza Risorgimento sembra deciso a puntare

prostituzione nei night, dieci arresti ( da "Nuova Venezia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: entrati per accertare che vi fosse una vera e propria attività di prostituzione. Come in centinaia di locali della nostra provincia anche in questi tre le ragazze che vi lavorano dentro oltre al gettone di presenza, cinquanta euro a sera, prendevano soldi vendendosi. Stando a quanto accertato dai carabinieri ogni prestazione costava al cliente dai centocinquanta ai duecento euro.

Sprechi e inefficienze. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le indebite intromissioni della politica, per tutti gli oneri impropri che le sono stati addossati come i milioni di euro buttati nella supertrasferta a Dubai per partecipare a una gara persa in partenza. Una storiaccia che è costato il posto al direttore generale, Orazio Colimberti, cacciato sabato scorso.

Drink e notti di sesso nei privé In manette 10 gestori di club ( da "Corriere del Veneto" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: circa 300 euro settimanali che le giovani ricevevano come gettone di presenza dai gestori dei locali. Notti all'insegna del sesso proibito che però sono state interrotte da un blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Mestre che hanno chiuso tre locali - nella rete sono finiti il «Rio Music bar» e il «Cikala club» di Quarto D'Altino e il «Flamingo club» di Pegolotte di Cona -

Stl, chiusura sempre più vicina ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: se il posto nel consiglio di amministrazione fosse stato retribuito con indennità e gettoni di presenza, sono sicuro che l'atteggiamento di molti sarebbe stato di interesse e non di ostilità. A questo punto, però, non siamo disposti ad attendere oltre le risposte che devono arrivare dalla politica».

arzergrande. le notti del piacere nei club privati veneziani finiscono con dieci arresti ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: erano entrati per accertare che vi fosse una vera e propria attività di prostituzione. Come in centinaia di locali del genere, anche in questi le tre ragazze che vi lavoravano, oltre al gettone di presenza di 50 euro a sera, guadagnavano anche vendendo il loro corpo. Stando a quanto accertato dai carabinieri ogni prestazione costava al cliente dai 150 ai 200 euro.

CORSI ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 1 Da Mastella ad Apicella CORSI E RICORSI DEI PRIVILEGI di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA «T empo di rumba, tempo di te / Ballo e non ballo: ma perché?», si chiede Mariano Apicella in una canzone. Pare ora per quelle foto che lo mostrano mentre scende da un volo-blu, dei giudici potrebbero farlo «ballare» sul serio.

Aerei blu, corsi e ricorsi dei privilegi ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: corsi e ricorsi dei privilegi di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA SEGUE DALLA PRIMA È esattamente ciò che disse Clemente Mastella, nel settembre 2007, dopo essere stato denunciato dall'Espresso mentre saliva col figlio sul volo di Stato che portava Francesco Rutelli a Monza per il Gran premio di F1: «Mio figlio non lo vedo mai, che male c'è se l'ho portato al Gran premio?

( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: davanti mettiamo il risanamento del bilancio della Provincia super indebitata, la riduzione dei costi della politica, la tutela del lavoro e il futuro dei giovani». DIEGO PELI e i candidati del Partito democratico alle prossime amministrative, dunque, respingono l'intenzione ostentata dal ministro La Russa di mandare l'esercito, come respingono il pattugliamento delle ronde.

Roma NOSTRA REDAZIONE Dopo l'indignazione, alla notizia che Berlusconi avrebbe utilizza... ( da "Gazzettino, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altrimenti tutti i proclami sul taglio dei costi della politica saranno solo chiacchiere». Insorge anche il Pdci, a parere del quale «il governo Berlusconi, gossip a parte, con tanto di voli di Stato ad personam, di cui come cittadini avremmo fatto benissimo a meno, è il peggior governo della storia repubblicana».

Notti veneziane a luci rosse, tre locali sotto sequestro e dieci arresti ( da "Gazzettino, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: più un gettone di presenza settimanale che oscillava fra i 50 e i 60 euro. «Quando abbiamo fatto irruzione, dopo che alcuni carabinieri erano già entrati come normali avventori - spiega il capitano Enrico Risottino che ha guidato il blitz - nei tre locali aperti da circa un'ora c'erano complessivamente circa sessanta clienti.

Ecco gli insigniti dell'Ordine al Merito ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ruggero Ranzato, Padova; Ivano Rizzato, San Giorgio delle Pertiche; Augusto Ruggero, Padova; primo maresciallo Giuseppe Samele, Pernumia; Giuliano Tresoldi, Pozzonovo; Aimo Trolese, Piove di Sacco; Luigi Vasoin De Prosperi, Padova; Raffaele Zordanazzo, Cittadella.

C'è MALCONTENTO TRA GLI ASSESSORI E I CONSIGLIERI COMUNALI DELL'AMMINISTRAZIONE PETTE... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministrazione Petteruti per la mancata corresponsione del gettone di presenza. Da circa otto mesi, infatti, nessuno di loro ha percepito il compenso spettante per i lavori in commissione, in giunta e in consiglio. Circa Un milione di euro, questa la somma che nel complesso il Comune dovrebbe erogare a sessanta tra consiglieri, assessori, revisori dei conti e i difensori civici (

ELIO ZANNI SPEGNERE LE LUCI ELETTRICHE, SEMPRE, QUANDO BASTA QUELLA DIFFUSA DAL SOLE E USCENDO DA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza degli amministratori pubblici. L'operazione, che sembra uscita da un racconto di Gulliver mentre si avventura nel più classico degli sfondi lillipuziani, si chiama «ricostruzione del bilancio». Già, perché quando si parla di crisi e di priorità nella gestione di un ente comunale i problemi sembrano acuirsi in maniera inversamente proporzionale alla grandezza dell'

GLI SFREGI, IL DEGRADO, GLI SPRECHI, L'ILLEGALITà, I FURTI S'INCREMENTANO CON IMPRESS... ( da "Mattino, Il (City)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il degrado, gli sprechi, l'illegalità, i furti s'incrementano con impressionante cadenza senza che alcuno muova un dito o faccia qualcosa di realmente incisivo per frenarli. Il Comune - a proposito del caso delle cappelle di Totò e Caruso - dice che non può controllare tutto: ma perché, cosa controlla?

GLI ULULATORI DEI BOSCHI E GLI SPRECHI DEI PALAZZI FRANCESCO MARIA MANTERO - NAPOLI IN ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di queste ricerche sono destinate a difendere questo patrimonio sottovalutato dell'Umanità. Andiamo a vedere dove sono i veri sprechi..seguendo le «tracce» forse arriveremo dritti dritti in certi... Palazzi. Il verbo «arrassare» Alfredo Imperatore - NAPOLI Arrassà o arrassare è un vero transitivo e riflessivo il cui significato corrisponde all'italiano allontanare, allontanarsi,

Grande entusiasmo a GelaTuccio chiama a raccolta i tifosi per la gara di domenica. ( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Schiacciatori: Luca Coniglio, Carmelo Sicurello, Cristian Rizzo, Peppe Aiera. Opposti: Rosario Arcudi e Alessio Montante. Centrali: Dario Cavallaro, Totò Aletta, Pier Paolo Bonanno. Libero: Andrea Patti, Ivan Branciforte. Ds: Pietro Mammana. Team manager: Lucio Tomasella. Coach: Nanni Di Mario. Presidente: Claudio Palazzolo.

No alla leva fiscale: è meglio ridurre i costi della politica ( da "Stampa, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: BILANCIO IN CRISI PER I GIOVANI «No alla leva fiscale: è meglio ridurre i costi della politica» «Offrire più occasioni di lavoro e adeguate facoltà universitarie»

Corridoio 5, a rischio 30 milioni dall'Europa ( da "Arena, L'" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: su decisioni fantasma del Cipe in merito alle tratte della Tav nel Nordest, a Bruxelles il Corridoio 5 rischia di perdere 30 milioni dell'Unione europea per la tratta Mestre-Trieste. Motivo: non essendo ancora pronti i progetti, la Ue non finanzia. Se con l'annuncio dell'inizio dei lavori del tunnel del Brennero, fissati entro il 2014, il Corridoio 1 dell'alta velocità (Berlino-

unire ambiente e sviluppo ( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sobrietà dei costi della politica senza limiti alla democrazia sono gli strumenti che intendiamo utilizzare per raggiungere i tre obiettivi. Assumiamo questi impegni dinanzi agli elettori a cui chiediamo il consenso convinti che sia ancora possibile scrivere insieme il nostro futuro, portando al governo della Provincia competenze,

i premiati ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ivano Rizzato, San Giorgio delle Pertiche; Augusto Ruggero, Padova; primo maresciallo Giuseppe Samele, Pernumia; Giuliano Tresoldi, Pozzonovo; Aimo Trolese, Piove di Sacco; dottor Luigi Vasoin De Prosperi, Padova; Raffaele Zordanazzo, Cittadella.

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: delle proposte che ha citato comportano maggiori investimenti. Le casse comunali come possono reperire tali risorse? «Tramite una potatura drastica dei costi della politica. Ci sono troppe società partecipate, troppi assessorati. Risorse notevoli poi devono essere ricavate dall'evasione e dall'elusione fiscale: non dimentichiamo che in Europa il nostro Paese ha un record veramente

virtus villafranca 6 ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzato, Saonara (Franco, Pernechele), Dallavalle, Morandi. All. Gambarota. ARBITRO: Franco. RETI: st 12' Dallavalle, 17' Pinna. VIRTUS VILLAFRANCA 1 TREBASELEGHE 2 VIRTUS: Segalina, Matteazzi (Schiavon R.), Ragazzo, Peraro, Schiavon A., Bettin (Zaggia), Seljimi (Millan), Padovan (Guerra), Tessari (Francescato),

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alla faccia della sbandierata autonomia impositiva». Mingazzini aveva proposto anche l'azzeramento delle consulenze: «Il candidato Mingazzini arriva tardi: già oggi il costo delle consulenze per il Comune di Dozza è pari a zero e le uniche spese che abbiamo sono legate a prestazioni professionali, cosa diversa dalle consulenze».>

guerra e corruzione costano 5 trilioni di dollari - cristina raschio ( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Economia I dati del terzo Global Peace Index dell´Economist Guerra e corruzione costano 5 trilioni di dollari CRISTINA RASCHIO ROMA - Più di 4,8 trilioni di dollari all´anno. E´ quanto costa all´economia mondiale la mancanza di pace nel mondo. Un´assenza dovuta non solo alle guerre e ai conflitti che purtroppo dilaniano alcuni Paesi della terra,

pulzetti indica la strada ( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: partecipò ai playoff promozione di serie C1, benché da comprimario avendo accumulato quell'anno (da giovane promessa del vivaio bianconero) solo tre gettoni di presenza. «Anche allora però in semifinale ci toccò un derby, quello contro il Rimini, la squadra della mia città - ricorda il centrocampista - vincemmo noi, e alla fine malgrado tutte le tensioni esistenti fra le due tifoserie,

al bar della piscina ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: interno della cassa ed erano stati letteralmente divelte le basi di due gettoniere per i giochi da bambini oltre che quella di un gioco. Sembra che per spaccare la vetrata siano state usati le basi in marmo degli ombrelloni ed un tavolo che si trovava nel punto di ristoro esterno. Addirittura una delle gettoniere è stata ritrovata dai gestori appena dietro il lavaggio di viale Gentile.

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: già inchiodata da Rizzo e Stella. O dei sindacalisti, denunciata l'anno scorso da Stefano Livadiotti. Al cosiddetto «terzo potere» intoccabile e incensato dalle giaculatorie sulla «sacra indipendenza dei giudici» ancora Livadiotti dedica ora un pamphlet: «Magistrati, l'ultracasta» (edito da Bompiani, pp.

MILANO Un juke box a gettone. Che prima racconta, poi si pente e corregge la rotta. G... ( da "Messaggero, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi di CLAUDIA GUASCO MILANO Un juke box a gettone. Che prima racconta, poi si pente e corregge la rotta. «Gino si è inventato la qualunque», afferma senza incertezze Noemi Letizia. Le rivelazioni dell'ex fidanzato Gino Flaminio sui rapporti della ragazza di Portici con Silvio Berlusconi, le telefonate del premier,

Fondi e ritardi, Giorgetti al Comune ( da "Corriere del Veneto" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: prima di entrare in piscina semmai speriamo non sia un modo originale per ridurre i costi della politica ». Così evidentemente non è stato perché l'avventura con i pesci si è conclusa nel migliore dei modi per il sindaco di San Donà. Con la classica carezza sulla pinna e con una battuta. «C'era scritto 'mangiatori di uomini' ha scherzato Zaccariotto un problema al nostro progetto».

Imposta di trascrizione ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A Parma costi record» II «Di tutte le segnalazioni sui pesanti costi della politica e il primato nazionale sulla pressione fiscale dei cittadini, che caratterizzano l'Amministrazione provinciale, e le nostre proposte di porvi rimedio, l'unica cosa su cui il candidato del centrosinistra ha da controbattere è su una "presunta e infondata errata lettura"

italia dei valori: rivedere i costi delle bollette ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quella che ci sarebbe stata una diminuzione della tariffa». I costi sempre più alti sono di solito addebitati a vari fattori. Venendo alle ricette, i due si affidano a considerazioni generali, puntando sui cosiddetti costi politici: «Bisogna cominciare - spiegano Bruscia e Gasparini - con l'eliminare i costi speculativi, tagliare tutte le spese improprie,

prostituzione a quarto, tutti scarcerati ( da "Nuova Venezia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tutte in Italia con regolare permesso di soggiorno. I carabinieri avevano individuato i tre locali già dall'ottobre dello scorso anno. Come in centinaia di locali della nostra provincia anche in questi le ragazze che vi lavorano, oltre al gettone di presenza, cinquanta euro a sera, prendevano soldi vendendosi.

FULVIO SCARLATA SOSTEGNO A VILLANI, SOLIDARIETà AD APICELLA E AI MAGISTRATI LA CUI UNI... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dell'illegalità che diventa prepotenza e menefreghismo. I bulli delle scuole sono i figli di questa cultura dell'illegalità di cui Berlusconi dà continui esempi». Il leader dell'Idv si sofferma a lungo su quanto sta avvenendo in Italia, sugli aerei militari destinati a servire il capo del Governo utilizzati «per trasportare menestrelli e ballerine per il piacere del Nerone nostrano»

Si spende poco e si spreca troppo...">La Casta Ue ci costa 136 miliardi di â Si spende poco e si spreca troppo... ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-06-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Politica La Casta Ue ci costa 136 miliardi di â?
. Si spende poco e si spreca troppo Mercoledí 03.06.2009 16:06 Di Antonio Galdo -da www.nonsprecare.it Quanto costa l'Europa? Il budget complessivo dell'Unione è di 136 miliardi di euro, meno dell'uno per cento del Pil dei 27 paesi membri, 109 euro per ogni cittadino italiano.


Articoli

Ct Trento salvo: 4 a 0 al Loano (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

PLayout serie B Ct Trento salvo: 4 a 0 al Loano TRENTO - La sconfitta casalinga dell'andata ha letteralmente disilluso le aspettative dei liguri del Tc Loano, che si sono presentati ieri sui campi in terra rossa di piazza Venezia con una formazione largamente rimaneggiata. Per intenderci: due giocatori di terza categoria (un 3.1 e un 3.5) e due di quarta categoria (un 4.2 e un 4.5). è pur vero che le classifiche alle volte non sono veritiere, ma sembra davvero poco per uno spareggio per rimanere in serie B. D'altronde il Loano doveva sbancare Trento per garantirsi il doppio di spareggio: le probabilità di successo erano talmente risicate che i liguri devono aver pensato di risparmiare il gettone di presenza per i migliori. E così per il Leveghi Trento è stata una passeggiata: basti pensare che Cesare Gallo, che ha lasciato sette giochi a Michelis, è stato il trentino che ha concesso più giochi ai liguri. Wolf, Schütt e Carraro hanno spazzato via gli altri per la B anche nel 2010. Leveghi Ct Trento - Tc Loano 4-0: Wolf (T) b. Marlocci (L) 6-0 6-1, Gallo (T) b. Michelis (L) 6-3 6-4, Schütt (T) b. Zizzini (L) 6-0 6-2, Carraro (T) b. Fusco (L) 6-0 6-2. (Ni. P.) 01/06/2009

Torna all'inizio


Vaccolino - Real Estense: 1 - 0 (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Vaccolino - Real Estense: 1 - 0 Vaccolino - Real Estense: 1 - 0 Marcatore: 36' Chinarelli Vaccolino: A. Cavallari, Ferri, L. Cavallari, Bertarelli, Stella, Luciani, Chinarelli (86' Leccioli), Gadda (31' Bugnoli), Rossi (79' Pandini), Rachedi, Manfrini. A disp. Russo, Trasforini. All. Crivellari Real Estense: Vandini, Pasquesi (63' Giatti), Marchetti, Malacarne, Bertoni, Massari, Squerzoni (60' Marzocchi), Accorsi, Signani, Toso, Gallerani. A disp. Rizzati, Sangiorgi, E. Ferragutti. All. G. Ferraguti Arbitro: Matani di Ferrara Note: ammoniti Ferri (V), Pasquesi, Accorsi (RE). Espulso: 87' Bertoni (RE) per proteste. Spettatori: 150 circa. Giornata nuvolosa, terreno in buone condizioni TRESIGALLO. Porta bene al Vaccolino il neutro di Tresigallo: grazie ad un ottima prima frazione, la squadra di Crivellari stacca il pass per la finale del "Torneo Tavolini" a spese di un Real Estense che, specie nella seconda parte di gara, le ha tentate tutte per raddrizzare la gara. Subito aggressive le squadre, ma le difese non corrono rischi significativi. Al 24' piazzato per il Vaccolino dal piede di L. Cavallari per la testa di Stella, che però alza troppo. Al 27' folata del Real Estense con Squerzoni, che la difesa dei rivieraschi rimedia con difficoltà. Al 36', ecco il gol partita: gran percussione di Stella, che dalla sinistra suggerisce in area piccola dove Chinarelli insacca con relativa facilità. Al 38' arriva la risposta del Real Estense, che con Accorsi semina un paio di avversari ma però sbaglia l'appoggio e tutto sfuma. Cerca subito il pari la squadra di Ferraguti nella ripresa, ma l'estremo Cavallari è vigile e non corre pericoli. Opportunità per il raddoppio per il Vaccolino al 52', ma Rossi dopo una pregevole giocata mette fuori di poco. Al 72', nella costante pressione del Real Estense, L. Cavallari atterra in area Gallerani ma per l'arbitro tutto può continuare. Da questo momento si assiste ad un vero assalto alla porta del Vaccolino, che all'85' chiama l'estremo Cavallri a smanacciare provvidenzialmente in angolo una forte conclusione del pungente Gallerani. Finale tutto di marca Real Estense, che mette alle corde la difesa del Vaccolino. Che, seppur con tanto, affanno resiste e stacca l'importante biglietto per la finale di domenica prossima. Emanuele Pandini

Torna all'inizio


Al cronista che domanda differenze e similitudini di Usa e Italia risponde divertito: La grand... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 1 Giugno 2009, Al cronista che domanda differenze e similitudini di Usa e Italia risponde divertito: «La grande differenza? Il cibo. Per mangiare male in Italia occorre fare una ricerca. E un'altra: in Italia dei politici si dice solo male, nel mio paese non è così. Io sono del partito democratico, e non andavo d'accordo con la politica repubblicana: ma quando venivo in Italia a parlare della politica americana dicevo sempre "Il mio presidente, il nostro presidente". In Italia chiunque vada a Palazzo Chigi diventa presidente di metà del Paese». Eccolo Joseph La Palombara, ottant'anni passati, già presidente di Scienza politica a Yale, ora docente emerito, uno dei massimi studiosi americani dei sistemi politici comparati, intensi rapporti con il nostro paese dal 1953. E' stato lui, praticamente, a far arrivare negli Usa nel 1978 Giorgio Napolitano. Un "comunista" a tenere conferenze negli Usa quando nessun iscritto al Pci poteva metterci piede (se non con delegazioni di governo). Con Luigi Tivelli, consigliere parlamentare alla Camera dei deputati, politologo, saggista ha pubblicato "Stati Uniti? Italia e Usa a confronto" (Rubbettino, 14 euro) un saggio di sociologia e di politica che è una delle letture da non mancare. Un ping pong di due qualificati interpreti delle tensioni e dei problemi di Usa e Italia, densissimo di dati, curiosità, storie. Non un testo per politologi ma per tutti, dai tratti divertenti con una ricetta conclusiva - dei due intellettuali liberal - per uscire dalle crisi: "Servirà più Stato e meno mercato agli Usa" (La Palombara), "Recuperare i valori tradizionali per l'Italia" (Tivelli). Italiani e americani simili in cosa? «I cittadini dei due paesi sono capaci di esprimere saggezze che vanno al di là di ogni politico e di ogni partito. Io sono meno preoccupato di qualche italiano dell'attuale situazione del vostro Paese. L'Italia è vissuta in un sistema brutalmente non democratico: impensabile che faccia scelte simili una seconda volta». Lei e Tivelli ispezionate molte storie della moderna politica. «Ho già scritto che nel paese più socialista d'Europa c'era un socialismo fatto da "ash tank", cioè deve buttano l'immondizia. E l'Italia, con gli interventi statali costruì un sistema pesantemente condizionato dalla politica». Strada diversa negli Usa. «In America è molto difficile ogni tipo di socialismo. Ogni qualvolta Obama cerca di risanare certe cose andate a male qualcuno ora grida al socialismo: da ridere perché in Obama non c'è una goccia di sangue che si possa definire socialista». Lei viene in Italia da 50 anni e... «Vedo un paese che dice solo male dalla classe dirigente e non si rende conto che l'Italia è il primo paese al mondo per i progressi effettuati. C'è una dimensione seria della politica italiana che non viene riflessa come dovrebbe». Tipo... «Da giorni leggo un giornale serio, ora pieno di pettegolezzi, e che sta facendo una campagna contro il capo del governo. Non si fa così». Scrive che in Usa, con le lobby, sono in pratica, "in vendita" i posti in politica. «Ogni democrazia ha problemi e difetti. La malattie delle politiche Usa e Italia sono le grandissime lobbies che massicciamente condizionano la politica. Attaccato a tutto questo in Usa c'è il sistema elettorale basato sul denaro. Il denaro fa la politica». Anche adesso con Obama? «Il numero due al nostro dipartimento della difesa è uno dei più vecchi, potentissimi lobbysti di Washington nel settore delle armi. Clinton e Bush avevano firmato un decreto contro la libera vendita di armi portatili devastanti. Obama non firma. Per via delle lobbies». Mica troppo bene negli Usa la pubblica amministrazione, vero? «Ho ripetuto frase di Max Weber sulla "mano morta della burocrazia": ogni tanto qualche neoeletto presidente vorrebbe riformarla. A Johnson qualcuno qualcuno suggerì una commissione nazionale per la riforma burocratica: rise ma fece in modo di svuotare di potere le vecchie strutture affiancandone di nuove ed efficienti». Però quando scrive che negli Usa alcune amministrazioni compravano martelli da 9 mila dollari l'uno e tazze da wc da 6 mila. «Tutto il mondo è così. Visto che accade nella Gran Bretagna con i rimborsi spese? Quello che si fa lì con il denaro pubblico è roba più che oscena». L'immigrazione è un forte problema per Italia e Usa. «Premessa: gli europei sono influenzati dal diritto romano che non permette strutture non ufficialmente riconosciute. Da noi questo non c'è. Abbiamo problemi di confine come in Italia e i controlli sono difficili tanto che non si sa di preciso se gli immigrati illegali negli Usa siano 4 o 12 milioni: ma abbiamo capito che, senza, la nostra economia non funzionerebbe. Per questo alcune città come Chicago, New York e Washington hanno leggi che favoriscono gli immigrati illegali: non averli creerebbe problemi spaventosi. Contemporaneamente altre autorità locali puniscono quell'illegalità». Se pronuncio la parola "federalismo"? «Io non sono così favorevole al vostro federalismo che ha due grandi problemi. Il primo è l'ineguaglianza garantita. Il secondo è che a mano a mano che un sistema avrà possibilità di indebitarsi troverà sempre più problemi col centro. Ci sono lati positivi, ma sono ancora da pesare i negativi. E poi: come funzionerà il federalismo fiscale?». Preoccupato delle classi dirigenti? «Sono entusiasta più di ieri che di oggi. Dal dopoguerra cambiato come dal giorno alla notte. Ora la differenza è sostanziale da quella classe che passò l'esperienza fascista; influenzata, in certo, modo dagli esisti della Grande Guerra. C'era un senso dello Stato che ora è venuto meno. La degenerazione si vede; anche se in Italia ho amici bravissimi». Negli Usa mica è andato tutto così bene coi politici. «Abbiamo avuto momenti difficili. Ora mi sembra che anche nel Congresso questa nuova generazione sia molto incoraggiante e creativa. Mi dispiace dirlo ma non trovo rassicurante la capacità della classe al potere in Italia». Negli Usa i giornali controllano (o controllavano) da vicino potere e partiti. «I nostri grandi giornali oggi sono in difficoltà economiche spaventose e tutti pensano che ne resteranno pochi. Dico che se sparisse la carta stampata la democrazia sarebbe in grossissima difficoltà. Non basta l'idea che si possa leggere sul pc: la carta stampata è insostituibile». Dopo le europee qui si vota per un referendum. Negli Usa esiste? «A livello nazionale no. Nei primi decenni del secolo scorso ci fu una reazione popolare contro corruzione politica ed economica e nacque un movimento per valutare l'opportunità di introdurre il referendum che avrebbe dovuto prevedere preposte di legge e mutamenti di costituzione a livello statale. O per estromettere qualcuno da un posto dove era indegno». Ora come funziona? «Che 23 stati su 50 hanno il referendum. Proprio in questo giorni i cittadini della California hanno respinto l'iniziativa che prevedeva di risanare (leggermente) la situazione economica drammatica: la California rischia un deficit di 42 miliardi di dollari». Giudizio della politica di Obama? «Effetto molto positivo, anche di immagine in tutto il mondo. Dopo otto anni dell'ultima amministrazione eravamo in basso. Il neo eletto Obama è riuscito a mutare questa immagine che verrà ancora rinforzata, in Europa, in particolare. E' un presidente pragmatico, che equilibra aspettative e possibilità. Da non sottovalutare che un presidente di pelle nera è il primo passo veramente impressionante della volontà del mio Paese di superare la piaga terribile dello schiavismo». Comprerebbe una Fiat? «È manovra impressionante quella di Marchionne: spero sia capace di rovesciare i due precedenti fallimenti che la Fiat ebbe nel mercato Usa. Marchionne ha una certa esperienza dell'altra sponda dell'Atlantico e per noi è benvenuta l'auto verde, "green" cioè all'avanguardia tecnologica».

Torna all'inizio


Per i ferraresi sempre più caffè a gettoni (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Per i ferraresi sempre più caffè a gettoni (1/6/2009 15:36) | (Sesto Potere) - Ferrara - 1 giugno 2009 -Non si vive di solo caffè e bibite. Se inizialmente i prodotti venduti dai distributori automatici erano esclusivamente alimentari, oggi è possibile trovare di tutto, dai jeans agli articoli sanitari, giocattoli, fiori, dvd e cellulari ma anche libri. Da momento di pausa e di incontro in ufficio, il distributore automatico è diventato un servizio diffuso nei luoghi di passaggio ed attesa come aeroporti e stazioni ferroviarie ed inizia a comparire nelle città accanto al tradizionale negozio di vicinato. Il settore a Ferrara conta 21 imprese attive nei primi tre mesi del 2009, registrando una crescita del 19% in un anno, circa il doppio della media nazionale (+ 9,2%). La Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione di imprese del settore, con 392 attività rappresenta il 15,5% del totale nazionale. Al secondo posto il Lazio con 312 aziende (12,3%) mentre terza è la Sicilia (234 imprese, 9,3%). Le regioni che in termini percentuali crescono di più in un anno sono la Basilicata (+26,7%), il Lazio (+23,8%) e la Valle d’Aosta (+20%). L’identikit dell’imprenditore: a Ferrara, le imprese del settore vendita tramite distributori automatici sono per il 54,3% ditte individuali il cui titolare per il 96% è nato in Italia. Il 44% ha un titolare con meno di quarant’anni e una su quattro (24,9%) un titolare donna. Emerge da un’elaborazione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio sui dati del Registro delle imprese al primo trimestre 2009 e 2008.

Torna all'inizio


Ato promette soldi a operaifermata la protesta di utenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Agira Ato promette soldi a operai fermata la protesta di utenti Catenanuova. Celebrato ieri nella sala convegni dell'istituto, il concerto di fine anno scolastico con l'esibizione dell'orchestra del comprensivo "Fermi", diretta dai docenti: Valenti (pianoforte) Rizzo (flauto), Cristaudo (chitarra), Almirante (violino), Di Maggio (violino). Gli studenti della media, 13 al violino, 14 al pianoforte, 9 al flauto, 14 alla chitarra, hanno suonato pezzi di Vinciguerra(Lucien e Piccolo Cabaret) ;Lehar( Valzer), Mozart( Piccola Canzone), Schubert (Scozzese), Behr (Barcarolle),Trombone( Gavotta, Danza campestre), Kuffner(Lezione), Anonimo (Canto tradizionale gallese), Sor (studio op.31), Anonimo (Bella Stella-Boogie-Danza Boema), Bach (minuetto n°1 e n°6), Diabelli (Minuetto Op39). Negli'intervalli delle varie esibizioni, dall'orchestra sono stati eseguiti 4 brani molto conosciuti, Yesterday dei Beatles, The Deum (Charpentier), La Vita è bella di Nicola Piovani e Tarantella di anonimo. Carmelo Di Marco

Torna all'inizio


BERLUSCONI/ DONADI: DA IDV ANCHE MOZIONE PER LIMITARE VOLI STATO (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 01-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Berlusconi/ Donadi: Da Idv anche mozione per limitare voli Stato di Apcom "Spreco scandaloso, firmino opposizione e centrodestra" -->Roma, 1 giu. (Apcom) - "Stop ai privilegi della Casta e allo sperpero di denaro pubblico". E' per raggiungere questo obiettivo che Italia dei valori ha "depositato un'interrogazione per chiedere spiegazioni sull'uso disinvolto degli aerei di Stato e soprattutto una mozione per impegnare il governo a limitarne l'uso alle sole alte cariche e a ritornare alla normativa precedente, che aveva dimezzato i costi". Lo spiega il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi. "Quello che è successo - prosegue Donadi - è offensivo ed immorale. Berlusconi deve rispondere dell'aumento dei costi a carico dei cittadini per voli che conducevano veline e cantastorie alle sue feste private. Deve dire al Parlamento chi e perché ne ha beneficiato. Mentre le persone comuni faticano ad arrivare alla fine del mese, il capo del governo usa gli aerei dell'aeronautica come autobus per le sue feste. In altri Paesi un comportamento del genere non sarebbe tollerato". "Questo spreco di soldi pubblici - conclude il capogruppo Idv - è scandaloso. Si deve immediatamente tornare alle norme del governo Prodi e ridurre drasticamente l'uso degli aerei di Stato. Per questo motivo abbiamo presentato una mozione. Non solo tutta l'opposizione dovrebbe votarla, ma anche il centrodestra, altrimenti tutti i proclami sul taglio dei costi della politica saranno solo chiacchiere".

Torna all'inizio


Software antisprechi pubblici (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

AMMINISTRAZIONE REGIONALE. SISTEMA ADOTTATO DALLA GIUNTA Software antisprechi pubblici Il segretario Luigi Malfa «La finalità non è quella di sanzionare ma di trovare soluzioni» [FIRMA]LAURA SECCI AOSTA «Ridurre i costi della politica, razionalizzare il sistema pubblico e i suoi rapporti con il privato, in un'ottica di riduzione di spesa. Concretizzare la riduzione delle indennità degli eletti regionali, collocando in un apposito fondo di bilancio le somme così recuperate, da destinarsi al sostegno delle fasce deboli». Sono alcuni dei punti espressi nel programma politico con cui il governo regionale in carica si è presentato alle elezioni e in base al quale è stato votato. Ma chi controlla che le promesse fatte vengano poi mantenute? Esiste una forma di comparazione tra gli obiettivi politici espressi e le attività amministrative intraprese? Fino a poco tempo fa la risposta sarebbe stata negativa, si sarebbe dovuto aspettare la fine della legislatura per valutare le azioni del governo regionale. Oggi c'è uno strumento metodologico che, grazie a un software, si propone di valutare lo stato di attuazione degli obiettivi espressi a inizio mandato. «Basta inserire il singolo obiettivo riferito a uno specifico assessorato nella colonna a sinistra e le azioni fatte per raggiungerlo nella colona di destra. Il software evidenzierà l'eventuale scostamento - ha spiegato Luigi Malfa, segretario generale della Regione, nel corso di un seminario sul sistema dei controlli nelle aziende pubbliche promosso dalla facoltà di Scienze dell'economia dell'Università della Valle d'Aosta -. Il sistema dei controlli interni all'amministrazione regionale, che il presidente della Regione ha voluto promuovere, non ha l'obiettivo di sanzionare eventuali mancanze, ma è piuttosto un'azione propositiva». Il sistema si articola in quattro tipi di controllo. Quello di regolarità amministrativo-contabile, che deve garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa. Quello di gestione, che deve verificare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità per consentire ai dirigenti di ottimizzare il rapporto tra costi e risultati. E ancora: la valutazione dei dirigenti e il controllo strategico, che è un controllo a lungo termine e ha lo scopo di verificare, ai vari livelli, l'efficacia dell'attivazione delle strategie aziendali. «Sono forme di controllo molto diverse tra loro - spiega Malfa -. Io mi occupo del controllo di gestione e di quello strategico, mentre il controllo amministrativo viene svolto dalla segreteria di giunta e quello contabile dal dipartimento delle finanze». Quali sono i principali ostacoli che possono impedire una corretta valutazione delle attività del governo? «Gli obiettivi. Spesso non sono espressi con chiarezza. Vanno estrapolati dal programma e decodificati. Per riuscire a fare un buon lavoro di valutazione devono avere le seguenti caratteristiche: chiari, misurabili per ampiezza e tempi, raggiungibili, coerenti tra loro, coerenti con missione, risorse e contesto esterno e condivisi all'interno». La verifica dei risultati inseriti e analizzati dal software misura se ciascuna unità organizzativa ha conseguito gli obiettivi assegnati. «In caso contrario - continua Malfa - si fornisce una guida, si indirizza coloro che sono a capo di quell'area in modo che colmino le lacune nell'attività svolta finora». Come in una vera e propria gestione manageriale. «L'aspetto interessante è proprio quest'impostazione manageriale - precisa Elisa Pintus, docente di Economia e gestione aziendale all'ateneo valdostano -. E' la prima volta che si cerca di tradurre un programma politico in obiettivi direzionali».

Torna all'inizio


Inaccettabile diminuire il numero dei consiglieri comunali (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA PROPOSTA DI RIFORMA Inaccettabile diminuire il numero dei consiglieri comunali La proposta dell'assessore regionale del Pd Margherita Cogo in merito alla drastica riduzione dei consiglieri comunali nei comuni della Regione è totalmente inaccettabile. Va di pari passo con la proposta del ministro Calderoli a livello nazionale, proposte entrambe sciagurate. La presunta controproposta della Svp non si discosta di molto da questo approccio. Con la scusa e il pretesto totalmente ideologico di un presunto risparmio sui costi della politica si lede in maniera gravissima il principio della rappresentanza democratica. Di fronte ad una società complessa, dove diversi sono gli interessi in gioco, si vuole brutalmente semplificare il quadro politico escludendo dalla rappresentanza forze politiche che rappresentano parti, interessi e aspettative non trascurabili della società. La riduzione dei consiglieri comunali si configura nei fatti come una maxi soglia di sbarramento, tanto più grave quando essa si applica al livello più vicino al cittadino e ai suoi bisogni immediati, il livello della democrazia comunale. Nei piccoli comuni della nostra provincia si porrebbero oltretutto problemi molto seri di rappresentanza dei gruppi linguistici. Nella città capoluogo, Bolzano, la proposta prevede che si passi da 50 consiglieri a 30! Nei fatti rimarrebbero in consiglio solo 3 partiti politici amputando la dialettica democratica. In una città capoluogo di provincia con oltre 100 mila abitanti, 50 consiglieri comunali non ci sembrano affatto troppi; ricordiamo che le funzioni del consiglio comunale sono di indirizzo e di controllo politico amministrativo; ora, che 50 persone su 100 mila svolgano questo compito non ci sembra per nulla un' esagerazione ma un corretto rapporto fra elettori e eletti. In generale bisogna avere presente che chiudere sempre di più gli spazi di rappresentanza e partecipazione porta ad una disaffezione verso gli strumenti della democrazia rappresentativa molto rischiosa per la tenuta complessiva di una società e potenzialmente foriera di conflittualità. La democrazia ha dei costi che non sono spreco ma garanzia di pluralismo. Per questo chiediamo alle forze politiche locali, a partire dal Pd, di non proseguire su questa strada deleteria e politicamente miope. Patrizia Trincanato Luigi Gallo e Stefano Pagani assessori Comune di Bolzano Wally Rungger, Oreste Galletti, Helmut Moroder, Guido Margheri, Annamaria Ferremi, Rudi Benedikter consiglieri comune Bolzano

Torna all'inizio


elezioni comunali 2009 - san colombano L'ex vice del sindaco Rugginenti ora punta a Palazzo Patigno (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Belloni azzera i costi della politica locale «Tagliando le indennità risparmieremo 250mila euro in 5 anni» La lista San Colombano domani ha nel nome e nel simbolo, una famiglia che cammina tenendosi per mano, l'indicazione di quello a cui vuole tendere: un cambiamento forte della comunità che possa gettare le basi per un futuro diverso. La candidatura di Pasqualino Belloni non è chiaramente riconducibile a uno schieramento: ex vicesindaco dell'ultima giunta Rugginenti di Forza Italia, ha il sostegno quasi completo degli attuali gruppi di minoranza, raccolti attorno all'idea di fare il bene del comune. Quale sarà la prima operazione per dare un segno di discontinuità?«L'attuale giunta costava 123 mila euro nel 2004, ridotti obbligatoriamente nel corso degli anni fino ad arrivare oggi a 99 mila euro l'anno. La politica costa troppo a San Colombano: noi arriveremo a 50 mila euro l'anno di spesa per la giunta, e come sindaco sarò il primo a non prendere l'indennità. In questo modo avremo 50 mila euro di risparmio l'anno, 250 mila in un mandato amministrativo: soldi veri con cui potere fare dell'altro».È un momento di crisi che si sente anche a San Colombano?«Sì, e per questo bisognerà mettere in piedi un pacchetto anticrisi pensato per agevolare i lavoratori in difficoltà o comunque una serie di iniziative ad hoc, Prima di tutto, però, cercheremo di capire quali sono i reali problemi dei banini nell'ambito del sociale e la loro entità, perché finora ci sembra che non si abbia una mappatura precisa dei bisogni della comunità».Ci sono aziende in crisi? «Ci sono alcune situazioni di difficoltà, e in particolare è preoccupante quanto sta accadendo al Fatebenefratelli con 62 esuberi indicati. Noi faremo sentire il peso di tutta San Colombano nei confronti della regione perché faccia chiarezza sulle risorse che può destinare al Fatebenefratelli. Chi auspicava e si vantava di una filiera politica interamente di centrodestra, comune, provincia, regione, governo, intervenga ora per fare qualcosa di concreto».Che interventi prevedete sulle scuole?«La nuova materna non convince, ma la utilizzeremo a pieno ritmo appena possibile, e il suo trasferimento si porterà dietro l'adeguamento degli spazi delle elementari. Poi bisognerà ricostituire tutti quei servizi che si sono persi negli anni, per esempio la guardiania degli edifici con le figure dei custodi: alle elementari questo comporterà il recupero dell'alloggio, lasciato in abbandono negli ultimi anni. Sui progetti didattici, invece, seguiremo le richieste del corpo docente».Che posizione avrete sull'asilo parificato Rosalinda?«Il comune dovrà fare di più per gli utenti. L'ipotesi della scuola a luglio deve essere valutata per tempo e programmata, non improvvisata quando ormai è tardi per gli utenti. Come amministrazione cercheremo di innalzare il contributo pubblico al Valsasino per calmierare le rette. Infine c'è una riflessione da fare sull'edificio, che non è sfruttato a dovere. In ogni caso, il Rosalinda deve essere tolto dalle condizioni di incertezza futura. Deve essere il comune, e non l'Asp, a garantire il servizio di materna, e il Rosalinda è funzionale a dare il servizio a tutti gli utenti di San Colombano».Un ripensamento dei ruoli del Valsasino?«Premesso che il Valsasino ha i suoi organismi, il comune ha comunque voce in capitolo e noi cercheremo di farla valere su diversi aspetti, a partire ancora dai costi della politica. Il consiglio d'amministrazione oggi costa 50 mila euro l'anno, dopo le riduzioni degli ultimi anni. Prevedendo invece una formula a gettone di presenza, si riuscirebbe a spendere la metà, risparmiando 25 mila euro circa. Soldi che potrebbero essere usati per contenere il costo delle rette dell'asilo, per esempio». Dove volete portare San Colombano?«Oggi c'è una tendenza a rientrare nel centro abitato, dobbiamo favorirla e dobbiamo portare fuori i servizi, a partire dal campo di calcio. L'intenzione è di portare lo stadio "Riccardi" fuori dal centro abitato, magari in zona Boccaccio, operazione da costruire con le società sportive. In futuro, potrebbe essere l'abbozzo di un centro sportivo più complesso. Operazione peraltro a costo zero perché l'area che si libererebbe su via Steffenini per completamento residenziale darebbe un grosso contributo alle casse comunali».E il turismo?«Il turismo di giornata, e il commercio, hanno bisogno di essere sostenuti da iniziative costanti, a partire dal mercatino d'antiquariato domenicale per proseguire con il ritorno di manifestazioni storiche che si sono perse nel tempo: i kart in discesa dalla Collada, il Gran Premio Colli Banini di bici, e poi anche nuove idee. E poi partire subito con le operazioni non costose: segnaletica in collina per individuare percorsi e sentieri. E poi c'è da valorizzare il castello».In che modo?«Bisogna entrare in un circuito turistico più ampio, che contempli monumenti di Lodi o Pavia. Poi bisogna riempirlo di contenuti, anche questa operazione poco onerosa: oltre al museo paleontologico, in paese abbiamo raccolte straordinarie e poco conosciute, una di fisarmoniche, un'altra di attrezzi agricoli. Bisogna coinvolgere la gente e creare dei musei tematici, e si può pensare a un museo della vite e del vino, che abbia anche momenti dimostrativi di vendemmia e pigiatura di una volta».Una presenza commerciale come l'Osteria del Castello ci deve essere?«Secondo noi sì, e anche per la vicenda della veranda da togliere bisogna parlare chiaramente con la Sovrintendenza: che siano loro a dire come farla, ma che ci debba stare non può essere messo in dubbio».Isola pedonale in centro e progetto di parcheggio a pagamento: che fare?«La piazza vorremmo gestirla come fatto finora, chiusa alle auto, mentre la chiusura di via Mazzini sarà automatica per il gran numero di iniziative messe in campo. Il parcheggio a pagamento invece non lo vogliamo. Il disco orario è sufficiente al ricambio, ma i vigili dovranno monitorare la questione e sanzionare».Il parchetto dei bambini di Campasso sarà venduto?«Da parte nostra no, ritireremo l'ipotesi di alienazione, e cercheremo anche di dare una soluzione definitiva al problema del fosso delle Carrettine, mettendolo in sicurezza».Come valorizzare collina e vino?«In collina proporremo il nostro supporto per avviare nuove pratiche agricole legate alle produzioni tradizionali ormai perse, dalle ciliegie alle nocciole ai fichi. Confermeremo tutto il supporto al Consorzio Doc, ma i produttori dovranno parlare molto chiaramente tra di loro ed entrare nell'associazione. Poi lotteremo contro le piccole discariche abusive e le situazioni di degrado purtroppo ancora presenti».Farete l'isola ecologica?«Per noi è una priorità e vorremmo farla entro un anno dall'insediamento. Sappiamo che c'è il patto di stabilità da mantenere, ma al tempo stesso non possiamo tenere il paese ingessato senza sviluppo, e l'isola ecologica è fondamentale, al pari del potenziamento della differenziata con l'introduzione dell'umido».Che atteggiamento terrete nei confronti degli immigrati?«I regolari sono una risorsa, anche perché spesso fanno lavori che gli italiani ormai non considerano più. Quelli irregolari rischiano di essere un problema, anche per la sicurezza. Il primo passaggio è quello di conoscere bene la situazione, e per questo pensiamo a uno sportello comunale di carattere informativo».Che provvedimenti prenderete per aumentare la sicurezza?«Di sicuro avvieremo un sistema di videosorveglianza nei punti nevralgici del paese anche grazie ai contributi degli enti superiori e poi ci sarà un assessore preposto che potrà interfacciarsi con i cittadini. Faremo poi convenzioni con società private per il pattugliamento notturno, mentre le ronde non ci convincono. Resteremo con gli occhi bene aperti sui problemi di questo tipo».Andrea Bagatta

Torna all'inizio


ecco come governerò (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Montescudaio. Scontro serrato fra i tre aspiranti sindaco «Ecco come governerò» Nei programmi viabilità, servizi, fognature MONTESCUDAIO. è sfida a tre a Montescudaio. Oltre al sindaco uscente Aurelio Pellegrini, della lista Democratici per Montescudaio, ci sono Tommaso Cotronei della lista Montescudaio Insieme per cambiare e Manuele Ciabatti per Uniti per Montescudaio e Fiorino. Ecco le nostre domande. Per chi ha votato l'ultima volta alle comunali? Pellegrini: Pd. Cotronei: Ho votato a Cecina, per Paolo Pacini. Ciabatti: Per la lista civica di Pellegrini, ma perché non c'erano alternative. Precedenti incarichi amministrativi. Pellegrini: Sindaco di Montescudaio dal 1980 al 1988 e dal 2004 a oggi. Assessore provinciale alla cultura dal 1999 al 2004. Cotronei: Vicesindaco di Montescudaio dal 1990 al 1992, dal 1992 al 2004 sindaco. Ciabatti: Nessuno. Il personaggio politico a cui si ispira. Pellegrini: Non ce n'è uno in particolare. Cotronei: Potrei dire Barak Obama oppure Ciampi, ma sono solo un libero professionista prestato alla gestione di un piccolo paese. Ciabatti: Alcide De Gasperi. Il suo programma in tre concetti. Pellegrini: Continuare a lavorare per fare di Montescudaio un "paese da vivere". Cotronei: Trasparenza, partecipazione, efficienza. Ciabatti: è un programma snello, chiaro e concreto. Un motivo per votarla. Pellegrini: Perché la gente mi conosce. Cotronei: Per garantire i valori, le radici, l'identità del territorio, per una crescita naturale e progressiva, mantenendo i valori di una piccola comunità. Ciabatti: La mia squadra è il nuovo della politica montescudaina. Cosa ne pensa dei suoi avversari? Pellegrini: Che stanno facendo quello che sto facendo io, ma con idee diverse dalle mie. Cotronei: Abbiamo programmi, priorità e obiettivi diversi in ordine alla gestione del territorio e della cosa pubblica. Ciabatti: Rispetto i miei avversari. La prima cosa che farà quando sarà eletta? Pellegrini: Prendere una settimana di vacanza per andare a vedere tre o quattro mostre che sto perdendo. Cotronei: Se sarò mai eletto, concedetemi la scaramanzia in fondo sono napoletano, dopo un'attenta verifica della situazione darò priorità al miglioramento dei servizi come fognature e viabilità. Ciabatti: Ripristinare il parcheggio di piazza Gherardini. Quanto costa la sua campagna elettorale. E da chi è finanziata? Pellegrini: Circa 8mila euro, finanziati dal partito, dai candidati e dal sottoscritto. Cotronei: 850 euro, finanziato in parti uguali da ma e dagli altri candidati consiglieri. Ciabatti: Autofinanziamento. Perché si è candidato? Pellegrini: Per terminare ciò che ho cominciato. Cotronei: Dopo la mia precedente esperienza di sindaco, la via più facile sarebbe stata quella di restarmene in disparte e vivere tranquillamente e serenamente. Ho ritrovato lo stimolo a rimettermi in gioco per dare voce a tutte quelle persone, le più indifese e semplici che con affetto mi hanno chiesto di candidarmi. Ciabatti: Per dare un'alternativa seria e valida a Montescudaio. Il problema del suo Comune che giudica più importante. E come intende risolverlo Pellegrini: Garantire un equilibrio tra l'esistente e ciò che va riqualificato. Per farlo è necessario attuare il Piano paesaggistico per la campagna e il Piano di riqualificazione del centro storico. Cotronei: Innanzitutto dare servizi e qualità a Fiorino, valorizzare il territorio ed i suoi prodotti, in particolare il vino, che sta vivendo una fase di decadenza, offrire maggiori opportunità ai giovani, sia lavorative che del tempo libero. La ricetta non è immediata e già pronta, ma va trovata con il lavoro e la cooperazione di tutti. Ciabatti: è necessario terminare le opere già iniziate nel più breve tempo possibile e contemporaneamente occuparci della ristrutturazione del sistema fognario, portando il depuratore a Montescudaio.

Torna all'inizio


di GUIDO BANDERA LODI IN UNA DELLE campagne elettorali pi ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 di GUIDO BANDERA LODI IN UNA DELLE campagne elettorali pi ... di GUIDO BANDERA LODI IN UNA DELLE campagne elettorali più sottotono degli ultimi anni, i due principali contendenti, centrosinistra e centrodestra, si combattono per il controllo di Palazzo San Cristoforo a colpi di manifesti, rari eventi pubblici e dichiarazioni sui giornali. Mancano sei giorni al voto, quattro alla chiusura della campagna elettorale e finora di fuochi artificiali non se ne sono visti. Il confronto è stato fin troppo civile, basato più che altro su due strategie divergenti. DA UN LATO Osvaldo Felissari, partito per primo con la campagna mentre ancora Pdl e Lega studiavano la via per scegliere un nome, ha puntato tutto sui risultati «istituzionali» dei cinque anni appena conclusi. Maxi foto di San Domenico, la nuova sede appena restaurata, libri sul mandato e sulle «grandi opere» dell'Amministrazione. Parallelamente, è partita una grande campagna di affissioni. Il faccione di Felissari spiccava da manifesti azzurri e verdi, senza simboli di partito. Lo slogan: «Io con voi». Da mesi un camper recuperato dalla pressa e rimesso in servizio batte a tappeto i piccoli comuni per portare la propaganda nel cuore della provincia. Mentre nei primi giorni l'affissione negli spazi regolari (e gratuiti) ha languito un po'. In compenso, in giro per la Provincia, si sono visti diversi camion pubblicitari con enormi manifesti. Uno è anche piazzato a Codogno, davanti alla casa dell'avversario. FORONI, al contrario, necessariamente è partito un po' in ritardo, visto che la sua investitura ufficiale è di venerdì 17 maggio. A far tardare ulteriormente l'affissione dei manifesti è stato invece il qui pro quo accaduto intorno alla lista della Dc. Il simbolo è stato prima rifiutato dal tribunale, poi modificato in corsa. Solo alla fine la tipografia ha potuto stampare i manifesti, completi del simbolo dei democristiani. Lo slogan: «Una provincia utile». Via poi, alle sfilate delle «star» della politica. In tutti i campi. L'ultima presenza attesa è quella di Bossi, domani.Ma c'è già anche un'idea sulle deleghe. «Agricoltura e attività produttive sono settori chiave. Anche se ci sarà un assessore me ne occuperò direttamente», spiega Foroni. Il Pdl ha fatto pochi manifesti. Il faccione sorridente del premier Silvio Berlusconi, questa volta, non si è visto. Ma resta nel simbolo, sulla scheda. La spesa, in entrambi i campi, è stata oculata. Sarà stato il periodo di crisi, ma nessuno ha investito cifre alte. Foroni ha detto: «In questi anni la Lega ha risparmiato molto, ora stiamo investendo, ma non facciamo debiti». L'unica iniziativa atipica è il decollo di un aereo (pare dall'alta Lombardia) con striscione per lanciare la campagna elettorale di Foroni. I passaggi erano tutti su Lodi, trasformata un po' nella spiaggia di Riccione. A questo, si sono aggiunti, negli ultimi giorni 400mila manifestini diffusi nelle case dalla Lega in 3 diversi lotti. Sempre pensando alle spese, dalla parte di Felissari, invece, si sa di un'autotassazione dei politici, dei rappresentanti istituzionali e di coloro che siedono (con gettone) nei consigli di amministrazione delle partecipate. LA CAMPAGNA degli altri candidati, senza dubbio, è stata più al risparmio. Gianmario Invernizzi, per Forza Nuova, ha fatto discutere con i manifesti che parlavano apertamente di «razzismo». Nando Mascherpa, per i Riformisti, ha semplicemente usato il simbolo di lista per le affissioni, mentre Giacomo Arcaini e l'Udc stanno usando soprattutto manifesti, volantini e tanti banchetti elettorali, divisi territorialmente a sostegno dei candidati di collegio. A parte un riaccendersi dei toni, tipico delle ultime ore di campagna elettorale, nessun tema, neppure l'ambiente, è sembrato dominare. Si spera almeno nella risata con il comico Diego Parassole, che chiuderà la campagna Pd.

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

VALTELLINA VALCHIAVENNA pag. 9 «Non votate per il Comune A Chiuro c'è una lista sola» Gabrieli: «Scelta democratica, non c'è alternativa» di PARIDE DIOLI CHIURO LA PRESENZA di un solo schieramento per le elezioni comunali sta sollevando non poche perplessità tra i cittadini che non hanno alcuna alternativa al listone unico. Così, oltre ai sostenitori del candidato unico, Tiziano Maffezzini, che puntano a raggiungere almeno il quorum del 50% dei votanti, ci sono anche i «dissidenti» che esortano la gente a non votare «neanche scheda bianca o nulla in quanto mancano le garanzie democratiche», ma di recarsi al seggio per ritirare solo le schede delle elezioni europee e provinciali. Ma non quella comunale. Di fatto il comune sta per passare il testimone dal sindaco Guido Melé, personaggio notissimo in Provincia, dov'è funzionario, al suo delfino, Tiziano Maffezzini, candidato nell'unica lista «Rinnovamento e continuità». Maffezzini 43 anni, pure funzionario presso la Provincia, è assessore uscente al Bilancio, Lavori pubblici e Urbanistica. «In questi 10 anni il paese è cresciuto sia in termini sociali che strutturali spiega Maffezzini e nessun campo dell'attività comunale è stato trascurato per consentire uno sviluppo complessivo ed omogeneo del paese. Naturalmente il nostro ringraziamento va innanzitutto al sindaco uscente Guido Melè che con impegno e dedizione, ha saputo guidare con determinazione l'amministrazione». Però mancherà un vero dibattito democratico, in assenza di una lista alternativa, come affronterete questo problema, chiediamo? «Ciò ci carica di una grande responsabilità: quella di coinvolgere la popolazione nelle scelte, quindi, più comunicazione e attenzione nel saper cogliere le esigenze che emergono. Abbiamo chiesto alla cittadinanza di darci fiducia e di partecipare attivamente alla votazione per scongiurare anche il minimo rischio di una paralisi dell'attività comunale in vista dell approvazione del nuovo Piano per il Governo del Territorio. L'opera più significativa poi, è stata individuata nella possibile realizzazione del nuovo plesso scolastico che verrà ubicato in adiacenza al centro sportivo». Il brusìo che percorre le contrade riguarda invece il fatto che alcuni candidati della lista che si stava formando in alternativa, sarebbero stati «consigliati» a non presentarsi per creare le condizioni favorevoli al «listone». QUESTO FATTO ha sollevato forti dubbi anche tra i più moderati. Stefania Gabrieli, tra i promotori della prima ora della lista alternativa, sostiene che «autorevoli personalità del nostro comune, in luoghi non idonei alla campagna elettorale, sollecitano i cittadini ad andare a votare. I sostenitori della lista dicono che non votando ci sarebbe una "catastrofe" , che il comune verrà commissariato e spenderemo una barca di soldi. Non è vero, perché anche gli amministratori prendono le indennità, i gettoni di presenza quindi i costi ci sono comunque. Non bisogna proprio votare per il comune perché le schede bianche e le nulle servono a raggiungere comunque il 50% dei votanti. In questo caso, in mancanza di alternativa, il non-voto è una scelta democratica, in attesa di ritornare alle urne dando finalmente la possibilità alla gente di scegliere». Image: 20090602/foto/6416.jpg

Torna all'inizio>


Zingales, la politica riconquisti lo spazio rubato dalla finanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

MF sezione: Primo Piano data: 02/06/2009 - pag: 4 autore: di Fabrizio Massaro L'economista della University of Chicago propone più regolamentazione. Le fusioni bancarie sono state fatte solo per motivi di potere Zingales, la politica riconquisti lo spazio rubato dalla finanza Le grandi fusioni che hanno ridisegnato il volto del settore finanziario non sono state fatte per motivi economici, ma solo per acquisire maggior potere, con il quale influenzare, per non dire corrompere, la politica affinché liberalizzasse sempre più il sistema, fino al collasso al quale abbiamo assistito. Non usa mezzi termini Luigi Zingales, l'economista italiano della University of Chicago, fra le teste più lucide e polemiche dei nostri tempi e star indiscussa al Festival dell'Economia di Trento (atteso, alla fine della lezione, da gruppi di ragazze imploranti foto e autografi: «Siamo fan italiane e pensanti!»). Per Zingales, alla base della crisi c'è il cortocircuito tra finanza e potere politico. La finanza ha la colpa morale e ideologica di avere voluto conquistare potere politico, ma la responsabilità ultima della crisi è della politica, che ha abdicato al suo ruolo. Ed è normale che ciò sia accaduto, perché i più bravi fra i giovani sono stati attratti dalle prospettive di carriera e di reddito più che sproporzionato offerte dalla finanza negli ultimi 20 anni. Ed è da quel bacino che la politica ha attinto la classe dirigente. Ma quando l'uomo di finanza passa in politica, continua ad avere un occhio di riguardo per quel mondo. «Quando Henry Paulson (l'ex ministro al Tesoro del governo Bush, già ceo di Goldman Sachs) disse al Congresso: datemi 700 milioni o il mondo muore, lui pensava al suo mondo, che infatti è morto». Zingales non butta via il bambino con l'acqua sporca: la finanza serve nel mondo sviluppato, e se viene a mancare tutto si ferma. Nell'agosto 2008 le previsioni del Fmi davano l'economia mondiale in crescita del 3,8% per il 2009, mentre oggi, dopo la paralisi di ottobre del sistema, la stima è di un misero +0,1%, che corrisponde a 3 mila miliardi di dollari di ricchezza non creata, senza contare gli effetti di lungo periodo. Ma serve una finanza responsabile eticamente, che non agisca più come il barista che continua a servire alcol a un ubriaco. E responsabile politicamente: l'azione di lobbying «è stata ed è ancora oggi pesante» per eliminare i vincoli sul capitale delle banche, e cercare di impedire che aumenti il numero di derivati scambiati su listini ufficiali, «per evitare qualsiasi regolamentazione». Invece è proprio questo quello che va fatto, e il messaggio non poteva essere più chiaro, mentre il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sta preparando la bozza del «global legal standard» per il G8 che vorrebbe rifondare le regole dell'economia mondiale. Secondo Zingales è dannoso cedere al populismo, a un sentimento anti-finanza che «rischia di bloccare lo sviluppo dell'economia per i prossimi trent'anni». È necessario invece trovare correttivi che non turbino il mercato stesso. Servono sistemi di pre-allarme sul patrimonio delle istituzioni finanziarie, uno scambio regolamentato dei derivati, l'accesso degli investitori istituzionali ai cda, oggi nominati dagli stessi board (l'Italia è più avanzata, grazie al consigliere di minoranza). Gli hedge fund dovrebbero rendere noti i loro modelli subito all'authority e dopo 18-24 mesi al mercato, «in modo da giudicare se hanno lavorato bene o hanno assunto troppi rischi». Il mark-to-market non va abbandonato, ma tutte le poste, e non solo alcune a discrezione, devono essere indicate nei bilanci con la doppia valutazione, cioè anche al costo storico. E serve una politica forte: se ci fosse stata, non avrebbe consentito la diffusione dei subprime, che cioè si indebitassero anche le famiglie non in grado di pagare. «Serve un antitrust politico sulla finanza. Perché se diventi troppo grande prendi anche troppo potere».

Torna all'inizio


Catricalà chiede gare per le ferrovie (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

MF sezione: Denaro & Politica data: 02/06/2009 - pag: 7 autore: di Alessandro Conte nuova segnalazione dell'antitrust Catricalà chiede gare per le ferrovie Antitrust nuovamente in campo per chiedere maggiore trasparenza nel settore ferroviario. L'Authority garante della concorrenza e del mercato questa volta ha inviato una segnalazione a Governo, Parlamento e Regioni in cui chiede di utilizzare lo strumento delle gare per l'affidamento del servizio universale, per minimizzare i costi per la collettività e garantire la qualità dell'offerta. «È urgente una distinzione chiara tra il servizio ferroviario universale finanziato da Stato e Regioni, che garantisca la mobilità dei passeggeri, e i servizi di mercato redditizi, aperti alla concorrenza», spiega l'Agcm. Il garante punta il dito contro «la parziale e opaca distinzione» tra i servizi cosiddetti «di mercato» e quelli «a contribuzione» e l'affidamento di questi ultimi senza le gare. Un contesto, spiegano gli sceriffi di piazza Verdi, «che lascia spazi a possibili distorsioni sia in termini di tutela del consumatore sia di tutela della concorrenza». Da qui la richiesta di rivedere la normativa, che ha ampliato i margini di manovra degli enti locali per l'affidamento diretto dei servizi ferroviari locali. L'Authority guidata da Antonio Catricalà, si legge nella segnalazione, «chiede alle Regioni di non ricorrere a questa scorciatoia, che le priverebbe dei vantaggi conseguibili attraverso le procedure di gara e limiterebbe il loro già debole potere contrattuale sulle condizioni di offerta da parte dell'impresa affidataria». Faro acceso anche sui tempi di realizzazione delle gare, che «dovranno essere tali da consentire a tutti i potenziali concorrenti di reperire il materiale rotabile, a oggi risorsa scarsa e nella quasi totale disponibilità di Trenitalia». La segnalazione riguarda il servizio passeggeri a media e lunga percorrenza, quello locale e il trasporto merci. Nel primo caso l'Agcm segnala come Trenitalia potrebbe sia «spostare parte dei sussidi sui servizi aperti al mercato», distorcendo la concorrenza, sia «trasferire, a parità di sussidi ricevuti, una parte della domanda dei viaggiatori dall'area del servizio universale a quella di mercato, redditizia». Per quanto riguarda il trasporto locale, l'Autorità ha chiesto «una politica di finanziamento» in cui i fondi stanziati a livello centrale «siano messi nella disponibilità delle Regioni senza alcun vincolo di destinazione a favore di Trenitalia».

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

CAPANNORI PIANA pag. 11 «Diamo un taglio ai costi della politica» Ecco i punti fondamentali di Pierotti PROGETTO COMUNE Alfredo Pierotti CINQUE necessità, emergenze, problemi da risolvere nei prossimi cinque anni, in caso di elezione a sindaco di Capannori. Alla domanda risponde direttamente il candidato sindaco per la lista civica di centrosinistra «Progetto Comune», Alfredo Pierotti. «NEI PRIMI TRE mesi afferma visiterò tutti i paesi e incontrerò i cittadini per valutare le tre priorità che migliorino qualità della vita e ambiente di ogni frazione, costruendo insieme forme continuative di democrazia partecipata come i comitati o le assemblee di zona. Inizierò, poi, col dare immediata attuazione, attraverso specifici provvedimenti, ai tagli ai costi della politica, alle consulenze esterne e alle spese di immagine come dichiarato nel programma, prevedendo altresì l'utilizzo degli sponsor per opere di utilità sociale permanente. L'insieme di questi provvedimenti consente un risparmio di circa un milione di euro l'anno che saranno destinati al Fondo Crisi per le famiglie in difficoltà, al lavoro giovanile e in spese di investimento, con percorsi decisionali che coinvolgano i cittadini». «RISOLVERÒ in modo definitivo aggiunge Pierotti la questione del Supercinema e del Mattaccio. Nel primo, attraverso varianti al progetto, l'insediamento della Biblioteca Comunale e di una sala o spazio polivalente a disposizione anche delle scuole. Al Mattaccio sorgeranno la Casa delle Associazioni, laboratori per giovani, attività teatrali e di animazione culturale, biblioteca di paese, luoghi di ritrovo. La mia idea è quella di fare del Supercinema e del Mattaccio, due facce della stessa medaglia, una sorta di Versiliana della Piana', utilizzando al Mattaccio anche gli spazi all'aperto e affidandolo in gestione, attraverso una Convenzione chiara e trasparente con rigorose verifiche semestrali e annuali». «AVVIERÒ l'attuazione del piano Marlia città-paese' va avanti . In particolare sono pronto a impegnarmi per dare immediate risposte, alla situazione dei cittadini di viale Europa, all'area della chiesa, le cui criticità ho verificato personalmente nelle scorse settimane, alla zona del mercato e all'avvio del parco. Già nei sei mesi successivi al voto, i cittadini di Marlia inizieranno a vedere concretamente i primi risultati». «LAVORERÒ da subito spiega ancora Pierotti per risposte definitive ai danneggiati dalla variante urbanistica accogliendo le richieste che non sono in palese contrasto con le norme ed eliminando le ingiustizie che si sono verificate. Subito dopo porrò l'attenzione a strumenti che favoriscano le ristrutturazioni e i piccoli ampliamenti, salvaguardando il territorio e stoppando il suo consumo, con forme di ampia partecipazione dei cittadini». «PORRÒ le scuole al centro dell'iniziativa comunale con provvedimenti immediati per quanto riguarda libri gratuiti al 50% dei ragazzi della scuola media e finanziamento dei Piani dell'Offerta Formativa. Lavorerò immediatamente ad un piano a breve medio termine per l'installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici scolatici (e anche su quelli pubblici) sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi interni ed esterni, delle palestre e sulla messa a norma». Image: 20090602/foto/3845.jpg

Torna all'inizio


vomero, qui il voto è un business - angelo carotenuto (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Napoli Vomero, qui il voto è un business Il consigliere Gallo: pacchetti di preferenze in vendita a 3mila euro Stamane l´esponente di "Decidiamo insieme" va in Procura ANGELO CAROTENUTO Chiedono fra i duemila e i tremila euro in cambio di sostegno elettorale. A quattro giorni dal voto, un´ombra si allunga sulle provinciali al Vomero. C´è chi in queste ore avvicina candidati di collegio per offrire un servizio di distribuzione di lettere e di materiale elettorale casa per casa. Offrono un servizio di affissione manifesti nelle strade del quartiere. Offrono l´organizzazione di feste e di appuntamenti pre-voto. Offrono finanche persone di fiducia di cui disporre come rappresentanti di lista nei seggi, sabato e domenica. E soprattutto, a proporre tutto questo, ci sarebbero pure consiglieri di municipalità, che si qualificano come portavoti, a tutti gli effetti certificati dalla loro elezione nei "parlamentini" di quartiere. è quanto denuncia Norberto Gallo, insegnante, 38 anni, candidato per la lista Nicolais, blogger assai stimato nel mondo politico napoletano con il suo "Napolionline. org". Dice: «C´è qualcuno che offre questo tipo di pacchetto. Personalmente, sono stato avvicinato tre volte da consiglieri municipali, una delle quali da una persona che si presentava a nome di un intero gruppo consiliare». Gallo presenterà oggi un esposto in Procura sul caso. «I nomi di chi mi ha avvicinato? Li farò al giudice se e quando verrò ascoltato. So che le offerte partono sia da rappresentanti del centrodestra sia del centrosinistra». Gli elettori del Vomero, per le elezioni provinciali, sono divisi in due collegi: il numero 10 (con una parte dell´Arenella) e il numero 11 (con una parte di Fuorigrotta). Le municipalità interessate al caso sono dunque due: la quinta (Vomero-Arenella) e la decima (Fuorigrotta-Bagnoli). Lo stesso Norberto Gallo è consigliere al Vomero. Tre anni fa raccolse 2.376 voti come candidato alla presidenza di "Decidiamo Insieme", il movimento che aveva per leader Marco Rossi-Doria. Avendo superato lo sbarramento del 3 per cento, Gallo restò in consiglio, unico della sua lista a esserci riuscito in tutta Napoli. Da lì ha combattuto una battaglia per la trasparenza dei gettoni di presenza in consiglio e in commissione. Ora dice: «Ho scoperto che lo stesso pacchetto viene offerto a più di un candidato. Ma mi preoccupa di più il presidio promesso nei seggi elettorali. è il punto su cui chiedo maggiormente attenzione».

Torna all'inizio


unione dei democratici cristiani e di centro (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Milano Unione dei democratici cristiani e di centro 1 Finanziare i bandi per la costruzione di nuovi alloggi per le forze dell´ordine. Ci vuole poi una radicale riforma della polizia provinciale, destinando le risorse e gli uomini a tutela della sicurezza dei lavoratori dei cantieri così da contrastare il lavoro nero. E presidi fissi della polizia provinciale davanti alle scuole superiori contro lo spaccio e il bullismo. 2 Subito l´attuazione del patto sociale del Milanese con aiuti concreti e strategici per le piccole medie imprese e le famiglie. Case popolari per le famiglie e un nuovo piano di spazi in affitto a canone sociale per le imprese e per i professionisti. 3 Si tratta di ripensare l´Expo in tempo di crisi. Questo non significa che possa essere un di meno; anzi immaginare un nuovo format può essere la carta vincente. Per farlo è indispensabile il coinvolgimento dei cittadini. Per questo condivido l´iniziativa lanciata da Formigoni per gli stati generali dell´Expo. 4 L´Ecopass va ripensato. Non ha risolto alcuna emergenza. Anzi. è stato un tentativo onesto di affrontare un problema, che però è rimasto tale e quale. Bisogna trarne le conseguenze. 5 Occorre dare la casa a tutti, soprattutto a chi ne ha urgente bisogno. Ma tutti i nuovi alloggi e i nuovi uffici dovranno essere a impatto e consumo zero. Dovrà essere una città bellissima, pulita verso il cittadino. Nessuno spazio alla speculazione edilizia. 6 Il governo più nordista del Dopoguerra ha fallito su Malpensa e a pagare sono i viaggiatori, i dipendenti Sea, gli obbligazionisti e le imprese che sono state gabbate. Malpensa e Linate dovranno vivere di nuova energia e di nuova capacità gestionale. 7 Sì e dobbiamo entro due anni attivare la Città metropolitana, così da abbattere i costi della politica. 8 Aver deciso di escludere, forse un po´ tardi, l´estrema sinistra. Altra buona cosa è stata la partecipazione al successo di assegnazione dell´Expo. 9 L´approvazione immediata e la sigla collettiva del Patto sociale del Milanese. E l´immediata convocazione degli Stati generali della solidarietà. 10 Resterò e concorro per l´Oscar delle presenze in aula. Sarò il presidente ombra, presentando un´interrogazione al giorno.

Torna all'inizio


Sassuolo DEI TANTI possibili record che un finale al rallentatore (dei playoff si sa, ma... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

MODENA SPORT pag. 9 Sassuolo DEI TANTI possibili record che un finale al rallentatore (dei playoff si sa, ma... Sassuolo DEI TANTI possibili record che un finale al rallentatore (dei playoff si sa, ma fino a novembre i neroverdi erano la squadra che aveva vinto di più, e fino a gennaio avevano il miglior attacco della B) ha tolto al Sassuolo, la fine della stagione ne ha lasciato solo uno, dove c'è forse anche una delle ragioni principali della frenata concretizzatasi tra aprile e maggio, ovvero quello del minor numero di giocatori utilizzati. Venticinque i giocatori mandati in campo da Mandorlini: la rosa più esigua della B, alla quale i consuntivi di fine stagione aggiungono criticità ben evidenti, già palesatesi, peraltro, nel momento in cui infortuni (Andreolli e Donazzan prima, Rea e Piccioni poi) e squalifiche hanno tolto al tecnico tre quarti della difesa titolare, regalando solo a Donazzan e Anselmi più di 30 gettoni stagionali. Se venticinque giocatori da alternare sui quasi cinquanta impegni ufficiali sono pochi in assoluto, basta considerare come in questo numero siano compresi anche elementi utilizzati con il contagocce (da Jidayi, ceduto a gennaio, a Pomini, ma anche a Filkor, Della Rocca e Selva, poco più di 500' in tre) per capire come la carretta neroverde l'abbiano tirata meno di venti elementi, arrivati inevitabilmente spremuti alla fase decisiva della stagione. Così, se il più presente risulta Bressan (41 gare su 42, per lui) saltano agli occhi, alla casella stakanovisti, Salvetti (non proprio un ragazzino, ma con 39 gare su 42), Noselli e Zampagna (37 e 36) e Magnanelli, che conferma la sua indispensabilità nello scacchiere neroverde con il minutaggio (3280' in 36 gare), più alto della rosa. Segno che la campagna acquisti ha portato a Piazza Risorgimento uomini che hanno dato al gruppo storico quel quid di tecnica ed esperienza che serviva per fare una buona B, ma segno anche che i ricambi di rado sono stati all'altezza. Poco spazio per le seconde linee (di Della Rocca e Filkor si è detto, ma anche Girelli e Bastrini fanno complessivamente quattordici gettoni per meno di 1200'), poco per gli acquisti di gennaio (solo 700' per Martinetti), poco per Pagani ed Erpen, l'onere e l'onore di puntellare, ogni volta che ce n'è stato bisogno, le necessità neroverdi è toccato quasi sempre a tre uomini, ovvero Fusani (14 subentri), Pensalfini (12) e Masucci, uno dei pochi del gruppo storico sul quale Piazza Risorgimento sembra deciso a puntare anche per la prossima stagione e anche il giocatore più sostituito nel corso della stagione, richiamato in panchina diciassette volte sulle trentadue in cui ha cominciato la gara nell'undici di partenza. Stefano Fogliani

Torna all'inizio


prostituzione nei night, dieci arresti (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Blitz dei carabinieri al Cikala Club, al Rio Music Club e al Flamingo Club. Le persone sono accusate di associazione per delinquere Prostituzione nei night, dieci arresti Coinvolti i gestori di due locali a Quarto d'Altino e uno a Pegolotte di Cona Venivano fatte prostituire trenta ragazze fra i 20 e 30 anni tutte straniere QUARTO D'ALTINO. Le notti del piacere nei club privati del Veneziano finiscono con dieci arresti e tre locali sequestrati. E mentre una trentina di ragazze erano al lavoro vendendo il proprio corpo, a Quarto d'Altino come a Pegolotte di Cona sono arrivati i carabinieri del Nucleo Operativo del Comando provinciale. I dieci finiti in manette, otto italiani e due stranieri, devono rispondere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I locali chiusi avevano come copertura l'iscrizione ad associazioni sportive o culturali presenti a livello nazionale. Una decina di gestori di night arrestati in flagranza per favoreggiamento della prostituzione e sfruttamento di una trentina di straniere: ragazze di età compresa tra i 20 e i 29 anni. Tutte dell'Est Europa e tutte con regolare permesso di soggiorno. Si è concluso così il proseguo di «Notti veneziane», l'operazione del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Mestre del marzo scorso, contro lo sfruttamento dell prostituzione. Tre locali notturni sono stati sequestrati: due a Quarto D'Altino, il «Music Club» e il «Cikala Club», e uno a Pegolotte di Cona, il «Flamingo Club». Gli arrestati sono l'agente di commercio, Gustavo Fregonese, 55 anni, di Quarto d'Altino, il marmista Sandro Favaro (42) di Mestre, i tre imprenditori Luigi Dusi (59) di Marcon, Matteo Vendramello (37) di Jesolo, Lorenzo Borga (60) di San Donà di Piave, i baristi Nicola Alessandro (49) di Castiglione delle Stiviere (Mantova), Valeria Cickova (30) slovacca residente a Pontelongo (Padova), Peter Bednar (35) slovacco residente a Cavarzere e Luciano Guzzon (66) di Cavarzere, ed infine un libero professionista, Salvatore Barbato (49) di Arzergrande (Padova), pregiudicato. Ai dieci viene contestato sia lo sfruttamento che il favoreggiamento della prostituzione ma pure l'organizzazione criminale. Quest'ultimo reato molto probabilmente decadrà. Nei night lavoravano ragazze romene, colombiane, cubane, ceche e ungheresi, tutte in Italia regolarmente. I carabinieri avevano individuato i tre locali già dall'ottobre dello scorso anno. In diverse occasioni, fingendosi clienti, erano entrati per accertare che vi fosse una vera e propria attività di prostituzione. Come in centinaia di locali della nostra provincia anche in questi tre le ragazze che vi lavorano dentro oltre al gettone di presenza, cinquanta euro a sera, prendevano soldi vendendosi. Stando a quanto accertato dai carabinieri ogni prestazione costava al cliente dai centocinquanta ai duecento euro. Circa la metà andava alla ragazza il resto ai gestori del locale. Il cliente si appartava nei privè che si trovano dietro ai banconi e in gran parte realizzati in genere con delle tende. Finita la prestazione il cliente pagava al gestore il dovuto. Al momento dell'irruzione, venerdì notte, i carabinieri hanno trovato nei tre locali una sessantina di clienti e sequestrato complessivamente seimila euro. Molte delle ragazze sono state sorprese mentre erano appartate col cliente. Trovata una quantità infinita di preservativi. Interrogate dagli investigatori, con l'aiuto delle mediatrici culturali del «Free Woman Project» del Comune di Venezia, le giovani hanno ribadito di prostituirsi per scelta. Quasi tutte si sono dette rammaricate perchè per colpa dell'operazione dei carabinieri hanno perso il lavoro. L'operazione, condotta dal pubblico ministero Carlo Nordio, è stata supportata dalle Compagnie Carabinieri di Venezia, Mestre, Chioggia, San Donà e Portogruaro. Verifiche in corso anche da parte dell'ispettorato del lavoro.

Torna all'inizio


Sprechi e inefficienze. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-06-02 - pag: 16 autore: Sprechi e inefficienze. La società ha 100 milioni di debiti finanziari a fronte di 50 milioni di patrimonio Incognita Amia sul bilancio del Comune di Giuseppe Oddo C hi l'ha visto? Del bilancio dell'Amia si sono perse le tracce. Palermo sprofonda nel pattume, è a un passo dalla rivolta sociale perché l'impresa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è di nuovo in crisi di liquidità: non ha soldi a sufficienza per pagare i fornitori e garantire lo straordinario ai dipendenti per rimuovere dalle strade le cataste di immondizia. Eppure dei conti della società interamente posseduta dal Comune nessuno sa niente di preciso. La sua situazione economico- finanziaria è come un segreto di stato. Il bilancio al 31 dicembre 2008 non è ancora stato approvato dal consiglio e sui rendiconti dei primi due trimestri del 2009 è buio fitto. Si sa comunque che la gestione della società è ancora in profondo rosso. L'azienda oggi presieduta da Marcello Caruso, uomo del Pdl in quota al presidente del Senato, Renato Schifani, perde all'incirca 2 milioni di euro al mese contro i 3,5 di fine 2008, e il 70% dei ricavi vengono divorati dai 3 mila dipendenti del gruppo, tra cui i 900 ex lavoratori socialmente utili addossati dal Comune all'Amia Spazzamento Manuale. Il nuovo consiglio d'amministrazione designato a fine 2008 dal Sindaco, Diego Cammarata, ha messo a punto un piano di riduzione dei costi. I tagli previsti ammontano a 5-6 milioni di euro l'anno e dovrebbero aumentare tra il 2010 e il 2012. La società ha anche onorato una serie di debiti previdenziali e di debiti Irpef pregressi e ha corrisposto lo stipendio ai dipendenti fino al 31 maggio scorso. Ma che ne sarà d'ora in avanti? Entro questo mese va approvato il bilancio 2008 per il quale il Cda è in attesa della valutazione dell'Amia Servizi, una società collegata, di cui è già stata deliberata la fusione nella capogruppo. Ma il problema è la crisi di liquidità che attanaglia il gruppo Amia: 100 milioni di debiti finanziari a fronte di un patrimonio netto che a fine 2008 era all'incirca di 50 milioni e che in questi mesi potrebbe essersi deteriorato. Questo stato di cose desta allarme nella giunta di centro-destra, su cui grava la responsabilità di non aver esercitato i dovuti controllo sull'Amia e di aver lasciato spazio, durante la presidenza del senatore del Pdl Vincenzo Galioto, a una gestione clientelare. Non è solo il mancato adeguamento del contratto di servizio con il Comune ad aver creato un buco nel bilancio. Se la società boccheggia è anche per le consulenze, gli appalti, le spese di comunicazione, le indebite intromissioni della politica, per tutti gli oneri impropri che le sono stati addossati come i milioni di euro buttati nella supertrasferta a Dubai per partecipare a una gara persa in partenza. Una storiaccia che è costato il posto al direttore generale, Orazio Colimberti, cacciato sabato scorso. La situazione è tanto più grave in quanto l'Amia ha beneficiato soltanto a fine 2008 di un massiccio trasferimento di denaro pubblico senza il quale gli ammi-nistratori avrebbero portato i libri in Tribunale. Con i buoni uffici di Schifani, che ha avuto l'appoggio del governo, l'azienda ha ricevuto – via decreto milleproroghe – 80 milioni di euro, di cui 30 contabilizzati nel 2008, altri 30 previsti per il 2009 e i rimanenti 20 per il 2010. Con questa iniezione di mezzi l'Amia ha ricostituito il capitale e abbattuto le perdite del 2008. Ma i problemi vengono anche dal lato dei crediti, che ammontano a circa 90 milioni di euro. Quanti di questi sono effettivamente esigibili? La società sta mettendocela tutta per riscuotere i mancati pagamenti. Con magri risultati. Il consiglio – riferisce una fonte – vorrebbe anche presentare istanza di fallimento contro gli Ato Rifiuti che non pagano l'Amia.«Ma la situazione non si sblocca – aggiunge – e intanto i debiti crescono e si corre il rischio di non riuscire più a garantire la gestione ordinaria del gruppo». Come se non bastasse, sull'azionista Comune stanno fioccando richieste di pignoramento per 10 milioni di euro da parte di fornitori dell'Amia: un importo che configura una sorta di un debito pregresso, in aggiunta a quello esistente. Uno dei modi per far fronte ai pignoramenti sarebbe di non trasferire all'Amia 7,5 milioni di euro relativi alla quota di giugno del contratto di servizio. Ma da una misura del genere la società ne uscirebbe a pezzi. Tanto più che la Giunta non è riuscita a far passare in Consiglio l'aumento della Tarsu (l'imposta per la riscossione dei rifiuti). E come ne uscirebbe il Comune? Questo è il punto più dolente della storia. Sul bilancio consolidato della città di Palermo la crisi finanziaria dell'Amia e il suo possibile crack allungano ombre sinistre. E non è solo l'Amia a mettere in discussione l'equilibrio di bilancio di Palazzo delle Aquile. Sirene d'allarme arrivano da altre controllate comunali: la Gesip (giardinaggio e assistenza ai disabili) e in modo particolare l'Amat (la società dei trasporti), che con la vendita dei biglietti ripaga meno del 20% dei costi. «Amia, Amat e Gesip, con contratti di servizio inadeguati ai rispettivi livelli di spesa, rischiano di portare al dissesto il comune di Palermo», dice Davide Faraone, capogruggo del Partito democratico. Il mancato salvataggio di queste aziende sarebbe un duro colpo per gli equilibri del centro-destra in Sicilia, già messi a dura prova dalla recente crisi aperta in Regione da Raffele Lombardo. Bisogna vedere a quanto ammonta il buco di bilancio e in che misura il governo riuscirà a reperire nuovi fondi per ripianarlo. I nodi prima o poi vengono al pettine (purché vi sia il pettine). © RIPRODUZIONE RISERVATA IL PARADOSSO L'azienda ambientale vanta anche 90 milioni di crediti molti dei quali devono arrivare dagli Ambiti territoriali

Torna all'inizio


Drink e notti di sesso nei privé In manette 10 gestori di club (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto sezione: REGIONE data: 02/06/2009 - pag: 7 Drink e notti di sesso nei privé In manette 10 gestori di club Fino a 200 euro per qualche ora con ragazze bellissime e sfruttate Divani come letti, tende per pareti. L'accusa è di favoreggiamento MESTRE - Per passare qualche ora di trasgressione erano disposti a pagare fino a 200 euro. Soldi che consegnavano al gestore del bar che concordava le prestazioni sessuali «sicure» all'interno dei privè del suo locale. I clienti erano numerosi, stranieri, ma per lo più italiani del posto che con la scusa di andare a bere un drink dopo cena passavano alcune ore di sesso con bellissime ragazze ventenni romene, cubane, colombiane, ceche e ungheresi. Ogni incontro proibito corrispondeva in denaro a metà del prezzo pattuito tra il gestore e il cliente. Soldi che si aggiungevano ai circa 300 euro settimanali che le giovani ricevevano come gettone di presenza dai gestori dei locali. Notti all'insegna del sesso proibito che però sono state interrotte da un blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Mestre che hanno chiuso tre locali - nella rete sono finiti il «Rio Music bar» e il «Cikala club» di Quarto D'Altino e il «Flamingo club» di Pegolotte di Cona - e arrestato 10 persone. Tra loro i titolari e i gestori dei bar: per tutti l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione aggravata. Gli arrestati Accuse che arrivano dopo numerosi appostamenti e indagini svolte in abiti civili dai carabinieri di Mestre che per alcuni mesi si sono camuffati da clienti in cerca di compagnia. In carcere sono finti i gestori del «Cikala Club», Gustavo Fregonese, di 55 anni di Quarto D'Altino, Sandro Favaro e Luigi Dusi di 42 e 59 anni, rispettivamente di Venezia e Marcon. In carcere anche Matteo Vendramello, 37enne di Jesolo, Lorenzo Borga, 60enne di San Donà di Piave e Nicola Alessandro di 49 anni di Castiglione delle Stiviere (Mantova), gestori del locale notturno «Rio Music club» di via della Resistenza di Quarto D'Altino. Stessa sorte è toccata a Valeria Cickova, 30enne e Peter Bednar di 35 anni entrambi originari della Repubblica Slovacca ma residenti rispettivamente a Pontelongo e a Cavarzere, Luciano Guzzon, di 66 anni di Cavarzere e Salvatore Barbato di 49 anni, anche loro gestori del «Flamingo ». L'indagine L'indagine dei militari, coordinata dal pm veneziano Carlo Nordio, è iniziata lo scorso ottobre sulla scia della chiusura di alcune case chiuse di ragazze cinesi. Gli uomini del maggiore Luca Pettinato e del capitano Enrico Risottino hanno iniziato a seguire delle piste, dando il via nel contempo a controlli e verifiche di quello che accadeva all'interno di una decina di Night Club e bar della provincia veneziana. E tre di questi non erano in regola. Quello che accadeva all'interno era del tutto illegale. I carabinieri hanno accertato che i clienti oltre a un bicchiere di vino potevano avere molto altro. In cambio di 150 - 200 euro, che consegnavano direttamente ai gestori, potevano scegliere una ragazza e passare alcune ore a luci rosse con lei. I letti erano divani, le pareti delle tende. Decine le confezioni di profilattici trovate. Il giro era ben strutturato. Durante il blitz scattato venerdì scorso gli uomini di Pettinato hanno identificato in tutto 60 clienti e sentito a verbale 30 ragazze, oltre a sequestrare 6 mila euro in contanti. La tessera Al Cikala club di via Abate Tommaso di Quarto D'Altino i gestori avevano pensato a tutto. Per entrare bisognava diventare soci del locale: fare la tessera significava consegnare la carta di identità e rispondere a delle domande ben precise sulle motivazioni dell'iscrizione. Al piano terra c'era un buttafuori, all'esterno dello stabile telecamere. Precauzioni che però non hanno messo in salvo i gestori, finiti nella trappola dei carabinieri che sono riusciti ad infiltrarsi. Giorgia Gallina Sesso nei locali Gestori di club privé accusati di favoreggiamento

Torna all'inizio


Stl, chiusura sempre più vicina (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Prov Gallura Pagina 8039 Il caso. Verso il fallimento del Sistema turistico locale, e Giovannelli chiede la presidenza per Olbia Stl, chiusura sempre più vicina Il caso.. Verso il fallimento del Sistema turistico locale, e Giovannelli chiede la presidenza per Olbia L'accusa: «Con i gettoni sarebbe stato diverso» --> L'accusa: «Con i gettoni sarebbe stato diverso» Ancora tre settimane per approvare il bilancio, poi toccherà al commissario sancire l'ingloriosa fine del Sistema turistico locale gallurese. Nel frattempo è un continuo scambio di accuse e di pretese tra i soggetti coinvolti nella Stl a vario titolo. Ci sono tre settimane di tempo per evitare il funerale della Stl (Sistema turistico locale). Spazi di manovra quasi inesistenti, atteggiamento ostile da parte dei politici galluresi, veti incrociati e guerra permanente tra Comune di Olbia e Provincia sembrano però avere già strangolato l'ente che avrebbe dovuto rilanciare e sostenere il comparto turistico del Nord-Est. Il quadro è simile a quello dell'ex Cines. Da una parte, infatti, c'è il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli che chiede il pieno rispetto degli accordi assunti tempo fa, cioè, un presidente olbiese della società. Dall'altra, la Giunta provinciale, in particolare la presidente Pietrina Murrighile, decisa a far saltare lo schema gradito agli amministratori comunali olbiesi. La vittima è la Stl, ormai prossima al commissariamento e alla fine ingloriosa della sua breve e travagliata esperienza. Fanno da parafulmine i “politici” membri del consiglio di amministrazione, Gigi Astore e Franco Anziani. «La verità - dice Astore, assessore al turismo di Arzachena - è che questo ente per molti amministratori, è stato scambiato per uno strumento di potere e raccolta di consensi. Così qualcuno ha male interpretato le funzioni e gli obiettivi della Stl. La gara è stata a sparare sulla società. Certo, se il posto nel consiglio di amministrazione fosse stato retribuito con indennità e gettoni di presenza, sono sicuro che l'atteggiamento di molti sarebbe stato di interesse e non di ostilità. A questo punto, però, non siamo disposti ad attendere oltre le risposte che devono arrivare dalla politica». La società è controllata dai rappresentanti dei Comuni e della Provincia e sono loro a dover trovare un'intesa. Accordo difficile, però, sul presidente e sul Cda. «Il Comune di Olbia - spiega Giovannelli - non può non chiedere quanto gli spetta per il suo ruolo e la sua importanza. Un atteggiamento diverso, in questa fase, non sarebbe giustificato e spiegabile. Ci sono dei passaggi già acquisiti, noi ci muoviamo in questo ambito». Ossia, l'accordo che prevede per Olbia il presidente e per Arzachena la sede mai entrata in funzione. «Io spero - dice il sindaco di Tempio Antonello Pintus - che l'accordo venga raggiunto perché sarebbe una sconfitta per tutti non chiudere positivamente questa vicenda». Aggiunge il sindaco di Arzachena Piero Filigheddu: «La colpa è la nostra se si è arrivati a questo punto. Adesso è il momento di voltare pagina». Certo, ma per che cosa. Gli ultimi mesi sono stati devastanti per la società. Il direttore Tomaso Giagoni ha fatto anche lui da parafulmine diventando il bersaglio preferito di molti politici. Gli stessi che ora ammettono di non avere svolto il ruolo che competeva alla parte pubblica dentro la Stl lasciando sulle spalle del braccio operativo tutte le tensioni e i problemi. Gli imprenditori guardano con diffidenza e fastidio a questa situazione. Tra l'altro la società ha lavorato con importanti operatori e ora deve anche portare avanti gli impegni assunti con i privati. Le scadenze a questo punto sono due, la seduta dell'assemblea fissata per il 20 giugno è l'ultimo termine utile per l'approvazione del bilancio, il 30. Dopo di che, senza un accordo politico, l'Stl andrà in archivio. ANDREA BUSIA

Torna all'inizio


arzergrande. le notti del piacere nei club privati veneziani finiscono con dieci arresti ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 26 - Provincia ARZERGRANDE. Le notti del piacere nei club privati veneziani finiscono con dieci arresti ... ARZERGRANDE. Le notti del piacere nei club privati veneziani finiscono con dieci arresti e tre locali sequestrati. E mentre una trentina di ragazze erano al lavoro vendendo il proprio corpo, a Quarto d'Altino come a Pegolotte di Cona, sono arrivati i carabinieri del Nucleo Operativo. I dieci finiti in manette, otto italiani e due stranieri, devono rispondere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I locali chiusi avevano come copertura l'iscrizione ad associazioni sportive o culturali presenti a livello nazionale. Una decina di gestori di night arrestati in flagranza per favoreggiamento della prostituzione e sfruttamento di una trentina di straniere: ragazze di età compresa tra i 20 e i 29 anni. Tutte dell'Est Europa e con regolare permesso di soggiorno. Tre locali notturni sono stati sequestrati: due a Quarto D'Altino, il «Music Club» e il «Cikala Club», e uno a Pegolotte di Cona, il «Flamingo Club». Gli arrestati sono l'agente di commercio, Gustavo Fregonese, 55 anni di Quarto d'Altino, il marmista Sandro Favaro (42) di Mestre, i tre imprenditori Luigi Dusi (59) di Marcon, Matteo Vendramello (37) di Jesolo, Lorenzo Borga (60) di San Donà di Piave, i baristi Nicola Alessandro (49) di Castiglione delle Stiviere (Mantova), Valeria Cickova (30) slovacca, residente a Pontelongo, Peter Bednar (35) slovacco, residente a Cavarzere, e Luciano Guzzon (66) di Cavarzere, ed infine un libero professionista, Salvatore Barbato (49) di Arzergrande. Nei night lavoravano ragazze rumene, colombiane, cubane, ceche e ungheresi, tutte in Italia regolarmente. I carabinieri avevano individuato i tre locali già dall'ottobre dello scorso anno. In diverse occasioni, fingendosi clienti, erano entrati per accertare che vi fosse una vera e propria attività di prostituzione. Come in centinaia di locali del genere, anche in questi le tre ragazze che vi lavoravano, oltre al gettone di presenza di 50 euro a sera, guadagnavano anche vendendo il loro corpo. Stando a quanto accertato dai carabinieri ogni prestazione costava al cliente dai 150 ai 200 euro. Circa la metà andava alla ragazza, il resto ai gestori del locale. Il cliente si appartava nei privè dietro ai banconi e in gran parte realizzati con delle tende. Finita la prestazione, il cliente pagava al gestore il dovuto. Al momento dell'irruzione, venerdì notte, i carabinieri hanno trovato nei tre locali una sessantina di clienti e sequestrato complessivamente seimila euro. Molte ragazze sono state sorprese mentre erano appartate col cliente. Trovata una quantità infinita di preservativi. Interrogate dagli investigatori, con l'aiuto delle mediatrici culturali del «Free Woman Project» del Comune di Venezia, le giovani hanno ribadito di prostituirsi per scelta. Quasi tutte si sono dette rammaricate perchè ora hanno perso il lavoro. (c.m.)

Torna all'inizio


CORSI (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 02/06/2009 - pag: 1 Da Mastella ad Apicella CORSI E RICORSI DEI PRIVILEGI di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA «T empo di rumba, tempo di te / Ballo e non ballo: ma perché?», si chiede Mariano Apicella in una canzone. Pare ora per quelle foto che lo mostrano mentre scende da un volo-blu, dei giudici potrebbero farlo «ballare» sul serio. Tanto più che in un'intervista a Claudio Sabelli Fioretti il menestrello del Cavaliere confidava già tutto: «Quando lui ha bisogno mi telefona Marinella, la segretaria: "Mariano, se non hai problemi il dottore ti vorrebbe stasera". Io vado a Roma, poso la macchina a Ciampino e parto con lui sull'aereo presidenziale. Quasi sempre per la Sardegna, qualche volta per Milano». A spese dei cittadini. Si dirà: che c'entra? L'aereo pubblico partirebbe lo stesso e un passeggero in più non incide di un centesimo! CONTINUA A PAGINA 8

Torna all'inizio


Aerei blu, corsi e ricorsi dei privilegi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 02/06/2009 - pag: 8 IL CASO DEI VOLI DI STATO Aerei blu, corsi e ricorsi dei privilegi di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA SEGUE DALLA PRIMA È esattamente ciò che disse Clemente Mastella, nel settembre 2007, dopo essere stato denunciato dall'Espresso mentre saliva col figlio sul volo di Stato che portava Francesco Rutelli a Monza per il Gran premio di F1: «Mio figlio non lo vedo mai, che male c'è se l'ho portato al Gran premio? Tanto, se in aereo eravamo 10 o 15 non cambiava niente». Eh, no, è una questione di principio, titolò la Padania: «L'inGiustizia vola al Gran Premio ». Il Giornale berlusconiano rincarò: «Non dicevano di voler tagliare i costi della politica? Forse usare l'aereo di Stato più faraonico che ci sia per assistere al Gp di Monza non è il miglior modo di risparmiare. O no? Per dire: il Gran premio lo trasmettevano pure su RaiUno, il cui segnale, ci risulta, dovrebbe arrivare fino a Ceppaloni». E Alessandra Mussolini, furente: «Ho messo sul sito gli indirizzi e-mail di Rutelli e Mastella per consentire a tutti i cittadini di coprirli di "Vergogna!"» Dice oggi Palazzo Chigi che i «passaggi» offerti al cantautore personale del Cavaliere («Mi disse: "Vorrei avere qualcuno che mi fa un po' rilassare nei fine settimana"») sono assolutamente legittimi: «La disciplina dell'impiego degli aerei di Stato è stabilità dalla Direttiva 25 luglio 2008, regolarmente registrata alla Corte dei Conti, che ne detta le regole per tutte le Autorità ammesse ad usufruirne». E cosa dice questa legge, che spazzò via quella più restrittiva fatta dal governo Prodi per arginare un andazzo che nel 2005 aveva visto impiegare i voli di Stato per 37 ore al giorno con una spesa di 65 milioni di euro pari al costo di 2.241 (duemiladuecentoquarantuno) biglietti andata e ritorno al giorno (al giorno!) da Milano a Londra con la Ryanair? Dice quella legge (bollata allora da Libero con il titolo «Onorevoli e vip: Silvio allarga gli aerei blu» sotto l'occhiello: «Voli di Stato: la Casta mette le ali») che quelli che Luigi Einaudi chiamava «i padreterni» possono imbarcare persone estranee «purché accreditate al seguito della stessa, su indicazione dell'Autorità, anche in relazione alla natura del viaggio e al rango rivestito dalle personalità trasportate ». Di più: «L'imbarco di persone estranee alla delegazione non comporta quindi alcun aggravio degli oneri comunque a carico dell'erario ». Appunto: la tesi di Mastella. Obiezioni? Ma per carità: la legge è legge. E non ci permettiamo di dubitare che sia stata rispettata fino in fondo. Un conto è il rispetto delle regole formali, però (tanto più se queste sono state cambiate apposta) e un altro è l'opportunità. È probabile che lo stesso Berlusconi avesse tutti i diritti mesi fa di prendere l'elicottero della protezione civile per andare a farsi un massaggio alla beauty farm di Mességué in Umbria, come documentò un filmato del TG3. L'opportunità, però è un'altra cosa. E dispiace che anche questi episodi, gravi o secondari che li si consideri, confermino una certa «rilassatezza» sui costi e i privilegi della politica. Come se la rovinosa sconfitta della sinistra alle elezioni dell'aprile 2008 avesse già saldato il conto tra la politica e i cittadini indignati. Che la sinistra, incapace di capire l'insofferenza montante, meritasse la batosta, lo hanno ormai ammesso in tanti. Compreso Fausto Bertinotti, finito nel mirino proprio per i voli blu: «I nostri gruppi dirigenti? Sganciati e lontani dalla realtà dei lavoratori, autoreferenziali, così si è venuta formando anche a sinistra una vera e propria casta, un ceto politico interessato solo alla propria sopravvivenza». Sarebbe davvero un peccato se la destra, che in gran parte cavalcò quei sentimenti di indignazione e oggi, secondo il Pd, triplica (da 150 a oltre 400 ore medie al mese) quei voli blu che ieri bollava con parole di fuoco, pensasse che la grande ondata di insofferenza si sia allontanata per sempre. Peggio ancora se pensasse che non c'è più bisogno di una robusta moralizzazione del sistema. Certo, alcune misure sono state prese. La Camera e il Quirinale, quest'anno, dovrebbero costare meno dell'anno scorso. Ma già al Senato, ad esempio, non sarà così. E molti episodi rivelano una sconfortante indifferenza nei confronti dei tagli e soprattutto delle riforme ancora necessari. Basti pensare alla recentissima denuncia dei «portaborse» secondo i quali i presidenti delle Camere, dopo avere «annunciato solennemente un giro di vite radicale contro lo scandalo dei collaboratori parlamentari assunti in nero», hanno riciclato «parola per parola, i contenuti di una missiva analoga spedita il 28 marzo 2007» e da loro stessi giudicati «inadeguati». O all'assenteismo dei nostri europarlamentari, 10 dei quali sono tra gli ultimi 20 nella classifica. O alla decisione di varare l'area metropolitana di Reggio Calabria nonostante sia per abitanti al 44º posto tra gli agglomerati urbani perfino dietro Aversa, Varese, Chiari, Vigevano. O ancora alla timidezza nel prendere di petto temi politicamente spinosi come la gestione di carrozzoni quali la Tirrenia o l'Amia, la società che dovrebbe occuparsi dei rifiuti da cui è sommersa a Palermo e i cui capi (tra i quali il presidente, promosso a senatore) andavano negli Emirati Arabi a «vendere» la raccolta differenziata «alla palermitana» spendendo anche 500 euro a pasto.

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Brescia Oggi" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

«Sicurezza, no a soldati e ronde» PERCEPITA O REALE? Il candidato del Partito Democratico attacca il centrodestra: «Usa lo spettro del rischio criminalità per coprire altri problemi» Peli: «Non abbiamo bisogno di sceriffi, meglio potenziare le forze dell'ordine. Compiti originari per la Provinciale» 02/06/2009 rss e-mail print Una agente si esercita al tiro: il Pd propone che la Polizia Provinciale torni alle funzione originarie FOTOLIVE Gli pare strano. C'è qualcosa che non torna al candidato del Pd alla presidenza della provincia, Diego Peli. «Sento sceriffi e vicesceriffi del centrodestra come Rolfi in Comune e Bonomelli in Broletto ripetere che i cittadini sono insicuri, che c'è pericolo a vivere in questa provincia. Li sento annunciare l'arrivo dei soldati nelle strade e la creazione di ronde. Poi leggo che i reati sono da tempo in calo e che al governo c'è proprio il centrodestra, quello che lancia l'allarme». Cos'è che non convince Peli: «Che il centrodestra batte sul problema sicurezza come fosse all'opposizione, evocando paure e alimentando il conflitto all'interno delle comunità». «Ma è al governo», insorge Peli. Questo per dire che non è cambiata la politica della destra, che sia al governo o no, «è sempre fatta a colpi di slogan e mette sempre in prima fila la sicurezza, perche è facile ed è comodo per coprire altri problemi». «Per noi invece - confessa - è importante, ma non è prioritaria in questo momento: davanti mettiamo il risanamento del bilancio della Provincia super indebitata, la riduzione dei costi della politica, la tutela del lavoro e il futuro dei giovani». DIEGO PELI e i candidati del Partito democratico alle prossime amministrative, dunque, respingono l'intenzione ostentata dal ministro La Russa di mandare l'esercito, come respingono il pattugliamento delle ronde. Insomma, bocciano questa sicurezza «fai da te», dove gli enti locali affidano ai vigili urbani o ad ex guardie giurate in pensione o alla polizia provinciale compiti di ordine pubblico che «dovrebbero invece essere esclusiva di polizia di Stato e carabinieri». I quali basterebbe «non dico - osserva Peli - che fossero potenziate, che sarebbe l'ottimo, ma che solo non fossero indebolite. Poichè è questo che sta facendo il centrodestra: taglia i finanziamenti alle forze di Stato e manda nelle strade chi dovrebbe occuparsi di traffico, caccia, pesca, ma soprattutto di lotta ai reati ambientali, di cui c'è un gran bisogno». Ma non solo: «Mi spieghino i partiti di Governo - nota Peli - perchè la sicurezza sul lavoro è invece trascurata: agli ispettorati sono ridotte le risorse e si assiste a controlli in cantieri e aziende diradati anche di decine e decine di anni». SECONDO SOFIA DAVOLIO, candidata del centro città, «quello che fanno Pdl e Lega Nord è creare un effetto inverso alle intenzioni: con slogan e proclami che aumentano le paure, acuiscono il conflitto e l'insicurezza». Anche Matteo Belloni sottolinea come il centrodestra faccia della questione sicurezza un tema di propaganda a prescindere dalla realtà di un'emergenza «solo evocata»: «I governi delle città di centrosinistra dimostrano che si possono ottenere risultati senza mettere in campo esercito e ronde, ma con atti concreti - dice -. E non levando risorse a chi dà più garanzie, come polizia e carabinieri». Carla Bisleri evoca anche lei le ronde e i medici spia, indicandole come «un modo di mettere i cittadini uno contro l'altro: e questo è pericoloso». Finirà, dicono, che si chiederà ai vicini di pianerottolo di fare i delatori, come capitava in tempi bui. Eugenio Barboglio Eugenio Barboglio

Torna all'inizio


Roma NOSTRA REDAZIONE Dopo l'indignazione, alla notizia che Berlusconi avrebbe utilizza... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 2 Giugno 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Dopo l'indignazione, alla notizia che Berlusconi avrebbe utilizzato voli di Stato per accompagnare i suoi ospiti in Sardegna, a villa Certosa, seguono le interrogazioni e anche le denunce. Il Codacons, ieri, ha presentato una denuncia sull'uso «improprio» dei voli di Stato alla Procura della Repubblica Roma, che aprirà un fascicolo, come atto dovuto, non appena l'esposto sarà all'attenzione del procuratore e che, secondo quanto si apprende, potrebbe decidere di esaminare anche la normativa che regolamenta l'uso degli aerei dell'Aeronautica per motivi istituzionali. L'associazione dei consumatori ha infatti deciso di costituirsi parte civile nel procedimento in rappresentanza della collettività e degli utenti, «evidentemente danneggiati da un eventuale uso improprio del denaro pubblico». Alla Camera, il Pd ha presentato una interrogazione firmata, tra gli altri, dai vicepresidenti Marina Sereni e Gianclaudio Bressa, per sapere «se corrisponde al vero che i voli di Stato della Presidenza del Consiglio sarebbero stati utilizzati per trasportare persone prive di incarichi pubblici invitate a partecipare ad eventi privati» e «quali siano i criteri e le regole che la Presidenza del Consiglio ha adottato per determinare modalità e limiti nell'uso dei suddetti voli di Stato». A sua volta, Antonio Di Pietro (Idv) conferma la presentazione di una interrogazione parlamentare «contro i privilegi della casta» e sull'utilizzo dei voli di Stato «per portare veline e cantastorie nelle ville private, a rallegrare le serate di questo o quel satrapo di turno» e osserva: «Ci sembra una offesa a tante famiglie che non arrivano a fine mese e a tanti operai a casa in cassa integrazione o che purtroppo non hanno proprio più il lavoro». In più, chiarisce il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, i dipietristi hanno presentato una mozione per impegnare il governo a limitare l'uso degli aerei di Stato «alle sole alte cariche e a ritornare alla normativa precedente, che aveva dimezzato i costi». Quello che è successo, aggiunge Donadi, «è offensivo ed immorale. Il capo del governo usa gli aerei dell'aeronautica come autobus per le sue feste. In altri Paesi un comportamento del genere non sarebbe tollerato. Questo spreco di soldi pubblici è scandaloso. Si deve immediatamente tornare alle norme del governo Prodi e ridurre drasticamente l'uso degli aerei di Stato. Per questo motivo abbiamo presentato una mozione. Non solo tutta l'opposizione dovrebbe votarla, ma anche il centrodestra, altrimenti tutti i proclami sul taglio dei costi della politica saranno solo chiacchiere». Insorge anche il Pdci, a parere del quale «il governo Berlusconi, gossip a parte, con tanto di voli di Stato ad personam, di cui come cittadini avremmo fatto benissimo a meno, è il peggior governo della storia repubblicana». C.G.

Torna all'inizio


Notti veneziane a luci rosse, tre locali sotto sequestro e dieci arresti (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Notti veneziane a luci rosse, tre locali sotto sequestro e dieci arresti Martedì 2 Giugno 2009, Mestre Oltre al drink e alla compagnia di belle ragazze, offrivano anche prestazioni "extra". Bastava spostarsi dal bar ai privé ricavati con dei divanetti a fondo sala e riparati con dei semplici tendaggi, complici le luci abbassate: le tariffe variavano dai 150 a i 200 euro con pagamento all'uscita ai gestori dei night. Dieci le persone arrestate nell'ambito dell'operazione "Notti Veneziane" coordinata dal sostituto procuratore Carlo Nordio, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione: di fatto sono i responsabili dei tre locali a luci rosse, il Rio Music Club e il Cikala Club di Quarto d'Altino e del Flamingo Club di Pegolotte di Cona nel Veneziano, che i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale del maggiore Luca Pettinato hanno posto sequestro a seguito di un blitz avvenuto in simultanea all'alba di sabato scorso. In cella, insospettabili e pregiudicati: nove uomini e una donna, quest'ultima barista slovacca, finita nei guai insieme a un connazionale con precedenti residenti da tempo a Pontelongo (Pd). Gli altri sono tutti veneziani, tranne un padovano e un mantovano, alcuni coniugati, altri separati, altri celibi: imprenditori, liberi professionisti, marmisti. Un "giro" di una trentina di rumene, colombiane, cubane, ceche, ungheresi con un'età compresa fra i venti e i trent'anni che venivano assunte come "figuranti di sala" oppure come cameriere, ma che di fatto esercitavano come entreneuse: per loro una percentuale del 40% per ogni cliente, più un gettone di presenza settimanale che oscillava fra i 50 e i 60 euro. «Quando abbiamo fatto irruzione, dopo che alcuni carabinieri erano già entrati come normali avventori - spiega il capitano Enrico Risottino che ha guidato il blitz - nei tre locali aperti da circa un'ora c'erano complessivamente circa sessanta clienti. Alcuni sorpresi mentre stavano consumando quanto pattuito». Monica Andolfatto

Torna all'inizio


Ecco gli insigniti dell'Ordine al Merito (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Ecco gli insigniti dell'Ordine al Merito Martedì 2 Giugno 2009, In occasione della tradizionale cerimonia del 2 giugno oggi in piazza dei Signori saranno schierati i plotoni di rappresentanza dei Corpi militari e civili. Dopo l'alzabandiera solenne e gli interventi delle autorità cittadine, il sottosegretario alla Giustizia, senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il Prefetto di Padova, Michele Lepri Gallerano, consegneranno le onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite dal Capo dello Stato il 27 dicembre scorse. Grande Ufficiale: Giampiero Beltotto, Padova. Commendatore: Antonio Rodà, Padova. Ufficiale: Arsenio Facciolo, Ospedaletto Euganeo; Salvatore Ferrucci, Padova, Pietro Giorgi, Ponso; Ivano Maccani, Padova; Guglielmo Monti, Padova; Bruno Stella, Cittadella; Elvio Turlon, Montegrotto Terme; Valter Violato, Padova. Cavaliere: Manuela Battan, Ponte San Nicolò; Giancarlo Bellanti, Padova; Severino Beo, Padova; Pietro Bertazzo, Pozzonovo; tenente colonnello Daniele Del Conte, Padova; Fernando Di Citto, Saccolongo; Armido Fabian, Albignasego; Carlo Ferri, Padova; primo maresciallo Giuseppe Fioriello, Albignasego; Stefano Gallo, Ospedaletto Euganeo; Livio Gamba, Campodarsego; tenente colonnello Sergio Gaudenzio, Padova; primo maresciallo Santo La Rocca, Padova; Lorenzo Lunardon, Padova; Antonio Lupatin, Mestrino; Francesco Luxardo, Padova; Pierpaolo Menini, Albignasego; Marcello Mezzasalma, Fontaniva; Adriano Pinton, Gazzo Padovano; tenente colonnello Antonio Podestà, Selvazzano Dentro; Ruggero Ranzato, Padova; Ivano Rizzato, San Giorgio delle Pertiche; Augusto Ruggero, Padova; primo maresciallo Giuseppe Samele, Pernumia; Giuliano Tresoldi, Pozzonovo; Aimo Trolese, Piove di Sacco; Luigi Vasoin De Prosperi, Padova; Raffaele Zordanazzo, Cittadella.

Torna all'inizio


C'è MALCONTENTO TRA GLI ASSESSORI E I CONSIGLIERI COMUNALI DELL'AMMINISTRAZIONE PETTE... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

C'è malcontento tra gli assessori e i consiglieri comunali dell'amministrazione Petteruti per la mancata corresponsione del gettone di presenza. Da circa otto mesi, infatti, nessuno di loro ha percepito il compenso spettante per i lavori in commissione, in giunta e in consiglio. Circa Un milione di euro, questa la somma che nel complesso il Comune dovrebbe erogare a sessanta tra consiglieri, assessori, revisori dei conti e i difensori civici (quello attuale, Filippo Ferrucci, e il predecessore Adolfo Russo). Il compenso di un assessore si aggira sui 1.900 euro al mese, un consigliere percepisce poco più di mille euro, mentre per i tre revisori il Comune versa complessivamente 56mila euro lordi all'anno. «Questo atteggiamento è indice della scarsa considerazione che l'amministrazione ha nei confronti del consiglio comunale - dice il consigliere di An, Del Gaudio - non capisco perché un super dirigente che lavora a Palazzo Castropignano senza aver neanche superato un concorso pubblico e che guadagna anche seimila euro al mese debba essere regolarmente pagato mentre un amministratore eletto dal popolo che percepisce un quinto della paga di un tecnico non debba essere ricompensato per il lavoro svolto». «Il fatto che non si riesca neanche a pagare il gettone agli amministratori - dice l'indipendente Spirito - testimonia le gravi difficoltà economiche in cui versa il Comune che dovrebbe decidersi a dichiarare il dissesto finanziario». Stessa linea anche per il consigliere del Pd, Barbieri, per il quale il dissesto avrebbe dovuto essere dichiarato nel 2006: «Se fosse stato fatto probabilmente avremmo evitato lo stillicidio dei debiti che ingessano il bilancio e ostacolano ogni attività dell'Ente». da.vo.

Torna all'inizio


ELIO ZANNI SPEGNERE LE LUCI ELETTRICHE, SEMPRE, QUANDO BASTA QUELLA DIFFUSA DAL SOLE E USCENDO DA... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

ELIO ZANNI Spegnere le luci elettriche, sempre, quando basta quella diffusa dal sole e uscendo dalle stanze del Municipio. Allineare in maniera certosina l'accensione della pubblica illuminazione con l'alba e il tramonto, senza più sbavature. E poi ancora: sostituire i rubinetti delle fontane pubbliche che gocciolano, ritoccare la tassa sui rifiuti e rivedere i gettoni di presenza degli amministratori pubblici. L'operazione, che sembra uscita da un racconto di Gulliver mentre si avventura nel più classico degli sfondi lillipuziani, si chiama «ricostruzione del bilancio». Già, perché quando si parla di crisi e di priorità nella gestione di un ente comunale i problemi sembrano acuirsi in maniera inversamente proporzionale alla grandezza dell'ente. Più la realtà è piccola, ristretta, maggiormente si acuiscono certi problemi. Infatti, per la città Roccamonfina, 3.800 anime arroccate sul fianco meridionale del monte Santa Croce, la parola d'ordine è risparmiare. A tutti i costi. «Conservando, nei limiti del possibile e nel rispetto della dignità e del decoro, il livello esistente dei servizi al cittadino»: come riferisce il sindaco Maria Cristina Tari. Un anno e mezzo di esperienza amministrativa alle spalle dopo aver ribaltato, alla testa di una lista civica, lo status quo della precedente decennale Giunta guidata da Ludovico Feole. La Tari, che poco distante dagli scranni comunali, nella città di Teano, è la rispettata responsabile dell'ufficio territoriale per l'impiego, quando ha scoperto il buco in bilancio non si è persa d'animo. Ha accettato la sfida. Ha posto in essere una certosina opera di analisi delle voci in bilancio, a caccia di spese, uscite e passività. Certo, come pure confessa, appena varcata la soglia del Comune non immaginava di doversi cimentare con le voci più elementari dello strumento economico dell'ente che, adesso, le appare come lo specchio opaco di una realtà ben diversa: tanto amena quanto di belle speranze. Pieno di attrattori turistici, invidiata in Campania. Come il Santuario Santa Maria dei Lattani dei Frati Minori Francescani meta di migliaia di pellegrini e l'appartenenza alla Comunità Montana Monte Santa Croce. E per il fatto di essere l'emblema del Parco Roccamonfina - Foce Garigliano, gestito dal presidente Raffaele Aveta. Ma tant'è, da manager, prima ancora che da sindaco, ha accettato la sfida con una contingenza che per i più pessimisti è in grado di mettere in forse anche l'attesa kermesse dell'estate roccana.

Torna all'inizio


GLI SFREGI, IL DEGRADO, GLI SPRECHI, L'ILLEGALITà, I FURTI S'INCREMENTANO CON IMPRESS... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (City)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gli sfregi, il degrado, gli sprechi, l'illegalità, i furti s'incrementano con impressionante cadenza senza che alcuno muova un dito o faccia qualcosa di realmente incisivo per frenarli. Il Comune - a proposito del caso delle cappelle di Totò e Caruso - dice che non può controllare tutto: ma perché, cosa controlla? Se c'è una sensazione chiara di chi la città la vive è che tutto sia fuori controllo. Gli unici commenti che giungono da Palazzo San Giacomo, anche in questa occasione, sono di impotenza e sdegno, come se a prendere le misure necessarie toccasse ad altri. Dovunque degrado e abbandono, paralisi della vita cittadina, assenza di controlli e di programmazione e, in tanto sfacelo, la solita ridda elettorale. Si dice: «I giovani non si controllano più, sono distanti dall'anima della città, le famiglie non sanno educarli.». Certo, ci si può appellare a teorie sociologiche ma, per essere concreti almeno nelle lamentele, cerchiamo, senza ricorrere ad analisi complesse, di guardare la realtà che ci circonda ed essere onesti nel tirare le somme. L'educazione e la civiltà di un popolo non nascono dal basso, ma per gran parte dall'alto: chi ha strumenti e potere decisionale deve dare modelli adeguati e creare un circuito virtuoso di comportamenti sani. In una logica di eterno lassismo e rinvio dei problemi, la classe dirigente e le istituzioni locali hanno lasciato che i bambini e i giovani vivessero perlopiù in contesti degradati. Gli stessi spesso hanno illuso e tenuto a bada i disoccupati con una falsa formazione in attesa di impieghi fittizi; hanno trascurato i nuclei sani delle attività lecite e produttive, spingendo gli onesti tra imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti ad abbandonare il campo andando altrove; hanno gestito il potere senza mai dare reali risposte adeguate, limitandosi a sostenere un'immagine di efficienza con alcune «cattedrali» nel deserto che hanno ancor più compromesso finanze e vivibilità. Poi, quando capita qualcosa di eclatante che scuote l'opinione pubblica, episodi - grandi o piccoli - che portano Napoli (in negativo) sulle prime pagine dei giornali, ecco l'indignazione. Certo, non tutto può essere addebitato alla classe dirigente e politica, ma ci sono responsabilità precise (non solo di mero ordine pubblico) che non possono essere eluse. È vero che soprattutto i giovani non mostrano rispetto per niente e per nessuno, ma quali strategie sono state messe in campo per educarli a quel rispetto, aiutandoli a divenire dei giovani europei, orgogliosi della propria città? Raffaele Aragona

Torna all'inizio


GLI ULULATORI DEI BOSCHI E GLI SPRECHI DEI PALAZZI FRANCESCO MARIA MANTERO - NAPOLI IN ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gli ululatori dei boschi e gli sprechi dei Palazzi Francesco Maria Mantero - NAPOLI In un articolo su La Stampa del 28 maggio «Il dialogo Ricolfi-Brunetta. Ululatori del bosco andate a lavorare!», di Luca Ricolfi ricompare la storia degli sprechi nella pubblica amministrazione, impersonati, guarda caso, da consulenze nel settore della conservazione ambientale. Si parla infatti di «ululatori nei boschi», e all'inizio della vicenda si è persino detto che qualcuno era stato pagato per simulare l'ululato del lupo a fini turistici. Poi si è scoperto che si tratta della tecnica del wolf howling (o metodo dell'ululato indotto), per il monitoraggio delle popolazioni di lupo appenninico. Una ricerca che si fa in tutta la parte del pianeta dove esiste questa specie. Per quanto riguarda lo «scandalo» del «contatore di cormorani» o del sottopasso per i rospi mi viene in mente che possano esserci analoghe valutazioni alla leggera di normali routine in campo faunistico o di gestione degli habitat. Specifico: non so quanto siano costati questi studi e se detti costi siano congruenti con il loro piano di lavoro, personalmente conosco ricercatori che fanno questi mestieri con sudate lauree, che lavorano e lavorano duramente: li vogliamo mandare all'estero perchè «sprecano» troppi soldi? Piccolo particolare: il 2010 sarà l'Anno Mondiale per la Biodiversità e molte di queste ricerche sono destinate a difendere questo patrimonio sottovalutato dell'Umanità. Andiamo a vedere dove sono i veri sprechi..seguendo le «tracce» forse arriveremo dritti dritti in certi... Palazzi. Il verbo «arrassare» Alfredo Imperatore - NAPOLI Arrassà o arrassare è un vero transitivo e riflessivo il cui significato corrisponde all'italiano allontanare, allontanarsi, ma che si usa principalmente nella locuzione errassusia= stesse lontano, quando si vuole scongiurare un male o una disgrazia. In «Storie e leggende napoletane» Benedetto Croce ci ricorda l'iscrizione infissa nel muro dell'Ospedale della Pace, dal lato che guarda il vicolo di San Nicola dei Caserti. In caratteri che sembrano risalire al secolo XVI, «Dio m'arrassa da invidia canina da mali vicini, et da bugia d'homo da bene». Ma da dove è venuta fuori questa parola? Sulla sua origine sono state prospettate numerose ipotesi che la fanno risalire di volta in volta allo spagnolo, al latino, all'arabo ecc. N. De Blasi e L. Imperatore ne «Il napoletano parlato e scritto», a proposito della variazione consonanantica, scrivono che: «Le consonanti del napoletano possono essere pronunciate in due modi diversi, in relazione alla diversa sequenza fonetica (o contesto fonetico) in cui sono inserite». In buona sostanza, la variazione consonantica, è frequente in molte nostre parole, e specialmente la g ne va soggetta; ad es. grosso -ruosso, grotta-rotta, un grillo -'na rilla in latino, per dire «andare frettolosamente», si usava il verbo: grassor, e ritengo sia proprio questo il verbo da cui è germogliato il nostro «arrassare»; difatti, facendo procedere questo verbo dalla proposizione ad, che indica direzione, si ha ad-(g)rassu(m)-arrassà. E per concludere ricordiamo questa cantilena che sembra essere molto efficace contro il malocchio: «Agli e fravaglie e furtuna ca nun quaglia, nun quaglia e s'arrassasse (arrassusia=stesse lontano) vie via satanasso, asso e contra asso, cu' tutt'e contrabasse». Flegrei-Mergellina senza treni eurostar Pompeo Sorice - NAPOLI Siamo un numero notevole di utenti che, pur apprezzando la politica di Trenitalia tesa a migliorare il servizio, anche se a scapito delle tariffe (!), non non condivide recenti scelte organizzative riguardando le suddette stazioni. Come è noto, negli ultimi anni erano stati investiti svariati milioni di euro per ammodernare e rendere più funzionali le stazioni le stazioni di Mergellina e Campi Flegrei che, specie per molti utenti pendolari su Roma, rappresentavano un'ottima alternativa alla caoticità ed al caos storico della Stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Fino a pochi anni orsono, transitavano fino ad 8-9 eurostar, nei due sensi che soddisfacevano ottimamente le esigenze della numerosa clientela. Da aprile Trenitalia, pur confermando il transito per le suddette stazioni degli ultimi eurostar rimasti, non consente le fermate, costringendo i passeggeri all'unico stop di piazza Garibaldi prima di prendere la metropolitana fino a Mergellina o campi Flegrei. Ovviamente ciò crea notevoli disagi per cambi di binario e trasbordo di valigia, nonché perdite di tempo fino a 60 minuti rapportato ad una tratta su Roma di poco più di 100 minuti (!), compensato, secondo Trenitalia, da un ipotetico miglioramento di percorrenza della metropolitana cittadina, impercettibile, dato il numero e la frequenza dei treni. È possibile ripristinare le fermate degli eurostar da e per Roma, visto che comunque transitano per le suddette stazioni, o bisogna sottostare alla politica della alta velocità, per la quale bisogna transitare tutti per la Stazione Centrale di Piazza Garibaldi? Attendiamo fiduciosi una risposta di Trenitalia. Quale ripresa con i tassi alti Giuseppe Diotto - TORINO Vado in banca a chiedere un prestito e se sono fortunato lo ottengo: il tasso d'interesse che dovrò pagare sarà del 15%, o forse qualche punto in meno. Vado in banca a depositare/prestare i miei soldi e l'interesse che mi viene corrisposto un mortificante interesse dello 0,02%, se mi va bene magari riesco ad ottenere uno stiracchiato 0,5%, a seconda della giacenza mensile. Ora, la disparità tra i due trattamenti è scandalosa per usare un eufemismo. La banca in sua difesa potrebbe obiettare che in cambio mi offre dei «servizi»: certo, ma a quale prezzo? Salatissimo. Mi sta bene il fatto che la banca deve guadagnarci ma in modo così spudorato è davvero un furto legalizzato. Se si vuole far ripartire l'economia con questi tassi, allora scordiamoci la ripresa in tempi brevi. Palazzo della Posta lumi anneriti Nicola Campoli - NAPOLI Giorni fa sono stato all'interno del palazzo della Posta centrale in piazza Matteotti. Mi sono intrattenuto per alcune operazioni postali negli ampi saloni. Ho notato che in entrambi gli spazi aperti al pubblico ci sono ancora dei tavoli originali in marmo rosso con gli annessi sgabelli. Volendo tralasciare la questione della pulizia degli ambienti che non mi è apparsa delle più consone allo storico luogo, segnalo la disfunzione in parte dei bellissimi lumi originali degli anni Trenta posti sulle basi dei tavoli. Non tutti sono in perfette condizioni, alcuni mancano dell'impianto elettrico e dei neon all'interno, altri hanno una stabilità precaria al punto di rischiare di rompersi, pochi invece continuano a resistere. L'edificio progettato dall'architetto bolognese Giuseppe Vaccaro, rappresenta un'importante opera monumentale degli anni Quaranta di indubbio interesse artistico. La salvaguardia dei particolari interni del palazzo, come nel caso dei lumi in ottone ormai del tutto anneriti dall'incuria del tempo, rappresenta qualcosa cui dare particolare attenzione ripristinandone la funzionalità, visto che gli stessi tavoli sono parecchio utilizzati dalle persone da appoggio per scrivere moduli e bollettini vari. Le risorse reperite per il terremoto Aldo Ricca - SAN PRISCO (CE) Nel ricordare con tristezza la sciagura che si è abbattuta sulle popolazioni dell'Abruzzo, vorrei che non si dimenticasse che nel settembre del 1992, in occasione di un avvenimento di cui non ne ricordo l'attribuzione, il presidente del Consiglio Amato impose agli Italiani una tassa patrimoniale che al sottoscritto costò lire 3.036.286. Fu una vera vessazione. L'attuale governo pare non abbia ritenuto necessario ricorrere a tali mezzi, trovando invece le risorse per fronteggiare l'emergenza. Ho ricordato all'inizio la terribile sciagura che ha travolto quella fiera e dignitosa popolazione a cui va tutta la mia solidarietà. Mi si lasci, però, fare una osservazione. Ho sentito da più parti, specie in diverse trasmissioni televisive, rivolgere tanti ringraziamenti, ben meritati, agli eroici vigili del fuoco, ai volontari della Protezione civile, alle forze dell'ordine, ai volontari della Croce Rossa. Purtroppo da nessuno, ripeto da nessuno ho sentito rivolgere un riconoscimento agli sforzi profusi dalle istituzioni, prima nel programmare tempestivamente i soccorsi di ogni genere ed adeguate sistemazioni a quella sfortuna gente, poi nel varare provvedimenti e nel reperire risorse per una sollecita ricostruzione di tutto quanto è andato distrutto. San Giacomo dei Capri rischioso doppio senso Mario Crisci - NAPOLI Sono un abitante di via San Giacomo dei Capri, 125 Fab. Calipso, zona confinante con il Rione Alto. Ho 72 anni. Sottopongo alla vostra attenzione una incresciosa situazione interessante il tratto di strada in questione di ampiezza circa sei metri e percorso in entrambi i sensi da auto, moto, camion e pedoni privo di marciapiede, divenuto nel tempo sempre più pericoloso a causa della ristrettezza della strada. La strada ha una lunga storia bene a conoscenza dell'ufficio tecnico di codesto comune. In breve riassumo i punti salienti: quantunque esista la potenziale possibilità di allargamento su di un tratto stradale adiacente che viene considerato di proprietà privata dagli occupanti, gli edifici prospicienti su di esso, che per il passato è stato oggetto di esproprio per la realizzazione di un progetto con accorpamento e quindi allargamento dell'attuale strada munita di marciapiede a destra e a sinistra, nulla fino ad oggi (oltre quaranta anni) è stato concluso. Eppure se ne sono interessati a fasi alterne personalità politiche di tutti gli schieramenti. Mi auguro ardentemente che questa mia denuncia/segnalazione possa sortire qualche effetto. Se la matematica è un'opinione errata Vittorio Scuderi - NAPOLI Spesso mi è capitato di comprare prodotti che mi sono stati offerti, ad esempio, a 7,90 euro, a 12,90, o a 199 euro. Vorrei confessare che anch'io sono caduto in questa trovata psicologica convinto - ed era solo una mia opinione sbagliata - di comprare a 7 euro, a 12, e addirittura a 100 euro e qualcosa, ciò che in realtà ho pagato 8, 13, e ben 200 euro. Faccio un altro esempio e stavolta considero il significato dell8 per 1000. Indicato in questa maniera sembra qualcosa di scarso significato, quel piccolo otto, che scatta solo ogni mille volte. Ma non è così: anche questa trovata psicologica, ancora una volta, trae in inganno. Se si considera, solo per un momento, invece dell'otto per mille, un dieci per mille, e cioè qualcosa con un valore appena più grande, ecco che immediatamente ci si rende conto che quel dieci per mille, è in realtà lo stesso che dire l'uno per cento. Eh, già, è così! Fin qui ho dimostrato, che contrariamente a quanto si crede la matematica è veramente un'opinione! E ancora peggio, un'opinione sbagliata! E a questo punto è anche chiaro, quod in alterum dicere paratus est, e cioè cosa altro voglio dire in quello che ho sottoscritto: Non ce ne eravamo accorti, ma anche in questo tempo di crisi, sul magro reddito di molti italiani, c'è un socio a cui diamo l'un per cento sull'importo delle tasse da pagare all'Erario. Credo che il signor Robert Musil sapesse che un giorno ci saremmo «necessariamente» incontrati. Ecco che cosa scrive nel suo «L'uomo senza qualità»: «Quasi tutti gli uomini oggi si rendono ben conto che la matematica è entrata come un demone in tutte le applicazioni della vita. Forse non tutti credono alla storia del diavolo a cui si può vendere l'anima, ma quelli che di anima devono intendersene, perchè in qualità di preti, storici a artisti ne traggono lauti guadagni, attestano che la vita è stata rovinata dalla matematica». Affermare, che in fondo, l'otto per mille è uguale all'un per cento, non è la solita «opinione sbagliata», perchè stavolta è una... «opinione reale». È una di quelle opinioni, che spesso valgono più dei fatti, in questo nostro tempo nel quale il rendimento dei Bot è all'uno per cento. Corrispondenza sempre in ritardo Gino Cappa - NAPOLI Da tempo si registrano sensibili ritardi nella ricezione della corrispondenza. Cito un caso: un biglietto augurale impostato nella apposita cassetta annessa all'Ufficio postale di Via Suarez (Napoli), il giorno 20 aprile è giunto a destinazione Lecce il 30 aprile, dopo ben 10 giorni dall'impostazione. Un'altra volta una busta recante a tergo l'indicazione del mittente è stata rimessa a quest'ultimo anzichè al destinatario. Quindi si è dovuta impostarla di nuovo, con la sottolineatura del destinatario. Ritardi si registrano pure nella ricezione delle cartoline di ricevimento delle raccomandate. Infatti una raccomandata Ar spedita il 02/05 u.s. la cartolina di ricevimento è pervenuta al mittente il 13 maggio u.s. Eppure, affrancando la corrispondenza ordinaria con cent. 15 in più quale posta prioritaria, non si registra un servizio più celere. In conseguenza ho la sensazione che il servizio di posta prioritaria appare un espediente per aumentare di cent. 15 il porto della posta ordinaria.

Torna all'inizio


Grande entusiasmo a GelaTuccio chiama a raccolta i tifosi per la gara di domenica. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Grande entusiasmo a GelaTuccio chiama a raccolta i tifosi per la gara di domenica. Preoccupa l'infortunio di Cecere E' proprio il caso di dire che, quello della Nissa Volley, è un….Look vincente. La squadra del presidente Claudio Palazzolo ha conquistato la storica promozione in serie B2 consentendo al suo sestetto di ottenere un successo superlativo non solo sul piano tecnico, ma anche su quello organizzativo. Tre successi in altrettanti match disputati nella finale a 4 di Modica contro Carini (3-1), Tremestieri (3-1) e Pallavolo Messina (3-0) hanno consacrato la Look Nissa Volley stella della pallavolo siciliana. Un sestetto, quello di coach Nanni Di Mario, che ha saputo indossare al momento giusto i panni del protagonista. I nisseni, infatti, forti di una condizione invidiabile, ma anche di una coesione di gruppo incredibile, proprio nel momento topico della stagione, sono riusciti a tirare fuori dal loro cilindro alcune prestazioni eccezionali che gli hanno permesso, dopo tantissimi anni, di approdare in serie B2. Un traguardo che significa tanto per il presidente Claudio Palazzolo, che dopo 18 anni di presidenza, ha finalmente raggiunto questo importante obiettivo, ma anche per la pallavolo nissena che torna a riassaporare in campo maschile il fascino della B2. Insomma, tanti i motivi per un successo che la Look Nissa Volley ha saputo costruire prima di tutto con un gruppo che, forte dei vari Sicurello, Pisana, Arcudi, Cavallaro e Aletta, è riuscito a trovare dentro di sé la molla giusta per conquistare una promozione per altro non facile. «Una grandissima gioia che mi sento di condividere non solo con coach Nanni Di Mario e con i ragazzi, ma anche con i nostri tifosi e con tutta la città di Caltanissetta», ha affermato il presidente Claudio Palazzolo, che ha aggiunto: «A questo punto, ottenuta la promozione in B2, guardiamo anche alla finale di Coppa Sicilia; speriamo di conquistare anche questo traguardo e di regalare alla Look un'accoppiata da favola in questa stagione già indimenticabile». In effetti, il prossimo weekend la Look Nissa Volley sarà impegnata a Prizzi nell'ambito della finale a quattro della Coppa Sicilia. Un altro importante appuntamento per un sestetto che, anche in terra palermitana, promette di fare bene come in quel di Modica. Insomma, un momento magico per la pallavolo maschile nissena, culminato in una promozione che la proietta in ambito nazionale. «Il prossimo non sarà un campionato facile; spero che la città risponda al nostro progetto, ma soprattutto l'auspicio è di riuscire a portare la Look Nissa Volley ad una tranquilla salvezza». Questo infine l'organico della Look Nissa Volley 2008/2009: Palleggiatori: Augustin Pisana e Giorgio Palazzolo. Schiacciatori: Luca Coniglio, Carmelo Sicurello, Cristian Rizzo, Peppe Aiera. Opposti: Rosario Arcudi e Alessio Montante. Centrali: Dario Cavallaro, Totò Aletta, Pier Paolo Bonanno. Libero: Andrea Patti, Ivan Branciforte. Ds: Pietro Mammana. Team manager: Lucio Tomasella. Coach: Nanni Di Mario. Presidente: Claudio Palazzolo. Carmelo Locurto

Torna all'inizio


No alla leva fiscale: è meglio ridurre i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

BILANCIO IN CRISI PER I GIOVANI «No alla leva fiscale: è meglio ridurre i costi della politica» «Offrire più occasioni di lavoro e adeguate facoltà universitarie»

Torna all'inizio


Corridoio 5, a rischio 30 milioni dall'Europa (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 03 Giugno 2009 CRONACA Pagina 15 ALTA VELOCITÀ. Mentre in Italia l'attenzione e le polemiche sono concentrate sui finanziamenti del Cipe, dalla Ue arrivano notizie preoccupanti Corridoio 5, a rischio 30 milioni dall'Europa Se entro pochi mesi non saranno aperti i cantieri sulla Mestre-Trieste, Bruxelles non erogherà i contributi. E mancano addirittura i progetti Mentre in Italia si rincorrono voci e polemiche su decisioni fantasma del Cipe in merito alle tratte della Tav nel Nordest, a Bruxelles il Corridoio 5 rischia di perdere 30 milioni dell'Unione europea per la tratta Mestre-Trieste. Motivo: non essendo ancora pronti i progetti, la Ue non finanzia. Se con l'annuncio dell'inizio dei lavori del tunnel del Brennero, fissati entro il 2014, il Corridoio 1 dell'alta velocità (Berlino-Verona-Napoli) può dirsi il figliolo ritrovato delle rete ferroviaria veneta, il corridoio 5 (Lione-Trieste) rischia di divenire quello perduto. Non solo lo stato di attuazione di questo corridoio versa in alto mare (190 km su 1688 totali, poco più del 10%), ma in alcuni punti non si sa ancora con chiarezza dove farlo passare. È appunto il caso della tratta da Mestre a Trieste, per la quale la Regione Veneto e quella Friuli Venezia Giulia, mentre si stracciano le vesti perché il Cipe non avrebbe dato finanziamenti (ma come ha detto l'assessore Chisso, i finanziamenti non ci sono) rischiano concretamente di perdere i 30 milioni di euro di finanziamento dall'Europa. Bruxelles, infatti, straccerà l'assegno se entro il 2010 i cantieri non saranno aperti in questo tratto. Apertura quantomai lontana visto che, a detta della stessa Regione Veneto, non c'è nemmeno un progetto per questo tratto. Il motivo? Manca l'accordo tra le due regioni sul percorso della linea ferroviaria. O meglio un accordo c'era, fino al 2006, quando si pensava di far passare l'alta capacità vicino all'autostrada A4. Ipotesi scartata visto l'ampliamento da 4 a 6 corsie della stessa - lavori assegnati a marzo 2009 - e la successiva richiesta di Palazzo Balbi di «verificare la fattibilità di un tracciato più prossimo alla costa rispetto a quello precedentemente concordato» per il tratto Mestre-Portogruaro. Per quanto riguarda il tratto Portogruaro-Ronchi sud è stata invece la Regione Friuli Venezia Giulia a parlare di «necessità di variare parzialmente il tracciato». Infatti, vista la lunghezza complessiva del Corridoio 5 (1688 km) la sua realizzazione, e il conseguente finanziamento da parte dell'Unione Europea, avviene per lotti, piccoli tratti sui quali a presentare i progetti è RFI (Rete Ferroviaria Italiana), ma sui quali le Regioni hanno ampi poteri di rettifica. Fatto sta che quando esponenti delle due regioni, del ministero dei Trasporti e della Commissione Europea si siederanno attorno ad un tavolo per fare il punto sullo stato dei lavori, il mancato accordo sul tratto Mestre-Trieste costerà caro: 30 milioni di euro. Una pessima notizia, vista anche la carenza cronica di fondi da Roma lamentata dalla Regione Veneto per l'alta velocità. E dire che questi 30 milioni di euro erano stati stanziati dall'Ue proprio vista l'importanza internazionale riconosciuta al Corridoio 5. Lo stesso Enzo Cipolletta, direttore delle Ferrovie dello Stato, ammette che se i lavori del corridoio 5 rimarranno in alto mare sia ad est (Meste-Trieste) che ad ovest (Torino-Lione) «con l'Europa tutto diventa più complicato». Senza contare gli altri problemi del Corridoio, ad esempio nel tratto Verona-Padova, dove è ancora aperta la questione fermata o non fermata a Vicenza. Unico tratto già attivo è quello tra Padova e Mestre (25 km). L'unica nuova tratta finanziata (in parte) è la Treviglio-Brescia. Nel complesso il Corridoio paneuropeo multimodale 5, fortemente voluto dal mondo delle imprese come ribadito più volte anche da Andrea Tomat presidente di Confindustria Veneto che non ha risparmiato critiche per i ritardi della Tav nel Nordest, si sviluppa lungo una direttrice principale ovest-est che collega l'Italia nord-orientale all'Ucraina, attraverso la Slovenia e l'Ungheria, dalla quale si diramano tre assi secondari che interessano a nord la Slovacchia, a sud l'area settentrionale della Croazia e la Bosnia. Il costo totale del Corridoio 5 è stimato sui 61 miliardi di euro.  

Torna all'inizio


unire ambiente e sviluppo (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Grosseto «Unire ambiente e sviluppo» Barocci (Prc). No alla Tirrenica e all'inceneritore Sulla caccia: «Gli Atc non vanno aboliti» «Sui danni dei lupi indennizzi immediati e le carcasse deve smaltirle l'Asl» TURISMO 1) Per il suo carattere di offerta di beni e servizi, legati alle diverse qualità dei beni ambientali e ai diversi valori artistici e paesaggistici, il turismo richiede da parte della Provincia due azioni. La prima è una attenta e costante azione di promozione, con i moderni mezzi informatici, di un'offerta di soggiorno articolata in pacchetti turistici flessibili per durata e diversificati per stagione e per interessi, coincidenti ad eventi programmati e sostenuti dalla Provincia: dalle attività sul mare alla gastroenologia; dal trekking a piedi o a cavallo all'archeologia.... Per assicurare questa azione serve che l'aeroporto sia usabile per voli civili e serve avere un diverso ministro della Difesa, il quale non può subordinare l'uso civile dell'aeroporto alle sue attività muscolari, poiché non c'è da "rompere le reni" proprio a nessuno. La seconda azione è una difesa coerente delle qualità ambientali del territorio, come esempio valga la presenza di arsenico nell'acqua potabile, in deroga alle leggi comunitarie, e le vergognose mancate bonifiche delle falde idriche inquinate da arsenico, che sono da realizzare da 15 anni con tanti ringraziamenti dall'Eni. TRASPORTI E AUTOSTRADA 2) Mentre andrebbe collegata meglio questa provincia con quella di Perugia e Terni, i cui residenti raggiungono la costa adriatica in un'ora, il Centrodestra e Centrosinistra hanno scelto la Tirrenica. Diverse aziende agricole, che esportano ortaggi di qualità, verranno attraversate e perderanno la possibilità della attuale certificazione di prodotto biologico, con il conseguente licenziamento di un centinaio di operai agricoli. Gli studi comparativi di analisi costi/benefici del Politecnico di Milano, hanno dimostrato invano che la messa in sicurezza dell'Aurelia, come da noi sostenuta, avrebbe ottenuto lo stesso risultato di sicurezza e velocità di transito, con molti minori danni all'economia locale e che l'autostrada progettata è un esempio di malgoverno clientelare, pagato con esosi pedaggi. Allo stesso tempo, le Ferrovie tagliano fermate, treni e manutenzione: a giorni altri quattro Intercity salteranno le fermate di Orbetello e Follonica. RIFIUTI 3) Solo le liste che mi sostengono hanno presentato un Piano dettagliato e alternativo a quello esistente, sulla base di realizzazioni già praticate altrove, con l'abbandono dell'incenerimento e della produzione del cdr. Generalizzando la raccolta differenziata porta a porta, con un impianto di trattamento a freddo della quota residua indifferenziata e con un impianto di selezione e recupero del differenziato da noi proposti, si riduce, rispetto al Piano attuale, sostenuto da Marras, anche il conferimento in discarica e si consente un risparmio ai cittadini del 23% delle tariffe, garantendo più occupazione e senza diffondere tumori, bruciando rifiuti. Antichi, nel suo programma, loda l'incenerimento, che continua a millantare come "termovalorizzazione" e, furbescamente, chiede una moratoria di sei mesi, fingendo di non conoscere le tecnologie di trattamento a freddo dei rifiuti. Sia Antichi, sia Marras nulla dicono nei loro programmi sulla eliminazione dell'impianto di produzione di cdr delle Strillaie, ritenendolo necessario. Antichi ha affermato che non si può imporre la raccolta differenziata porta a porta, perché violerebbe la libertà dei cittadini, confermando la insostenibilità economica di smaltire ancora grandi quantità di indifferenziato. CACCIA 4) Abolire gli Ambiti Territoriali di Caccia, come richiede il Centrodestra, è sbagliato: mentre agricoltori e allevatori denunciano un sistema inadeguato di indennizzi e chiedono più impegno per essere risarciti dai danni subiti, gli stessi agricoltori, con i cacciatori e gli ambientalisti, possono concorrere negli Atc a migliori definizione dei problemi, conservazione della natura e difesa delle attività agricole. Sui danni da lupi, ad esempio, si deve ottenere l'immediata liquidazione dell'indennizzo sia del danno immediato, sia dei danni indiretti e le carcasse dovrebbero essere smaltite a carico delle Asl. Anche l'abbattimento degli ungulati può essere meglio regolamentato con monitoraggi più puntuali conoscendo bene, ad esempio, gli effetti dei "governi" artificiali, che oltre a spostare gli animali, opera selezione naturale. La stessa LAV ha chiesto la piena applicazione della legge 157, che è stata ritenuta una buona legge anche dal mondo venatorio. AGRICOLTURA 5) Per ridurre gli effetti della crisi si deve fare quello che non si è voluto fare in passato con i finanziamenti statali, erogati tramite i Patti Territoriali: orientare gli investimenti per favorire la crescita dell'occupazione, del lavoro e dei redditi di quelle categorie economiche, che vivendo sul territorio, spendono tali redditi in provincia; sostenere l'artigianato, il terziario e il commercio e, in primo luogo, sostenere i redditi dei lavoratori in agricoltura, favorendo l'industria di conservazione, trasformazione e commercio dei prodotti agricoli. Questo settore, che conserva, trasforma e commercializza i nostri prodotti di qualità, fuori provincia, assorbe oggi l'80% del valore di mercato degli alimenti prodotti, lasciando all'agricoltore locale solo il 20% di tale valore. Quindi l'obiettivo è riportare nell'Amiata e in Maremma questo 80% del valore intascato altrove. Per questo occorre assicurare l'acqua, oggi carente, agli agricoltori e alle industrie di trasformazione, realizzando i laghetti collinari. L'APPELLO 6) E' necessario lavorare per promuovere un'economia che produca reddito e non accumulo di ricchezza, che produca lavoro buono, stabile e tutelato, ma allo stesso tempo va garantito un ambiente salubre e naturale come anche il pieno esercizio dei diritti e delle libertà individuali. Tenere assieme queste tre grandi questioni è l'obiettivo dell'alleanza, costruito negli anni da Rifondazione comunista. Rafforzamento dell'interesse pubblico, garanzia di partecipazione, sobrietà dei costi della politica senza limiti alla democrazia sono gli strumenti che intendiamo utilizzare per raggiungere i tre obiettivi. Assumiamo questi impegni dinanzi agli elettori a cui chiediamo il consenso convinti che sia ancora possibile scrivere insieme il nostro futuro, portando al governo della Provincia competenze, onestà e rigore.

Torna all'inizio


i premiati (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 20 - Cronaca I PREMIATI L'ELENCO DEGLI INSIGNITI Grande Ufficiale: dottor Giampiero Beltotto, Padova. Commendatore: Antonio Rodà, Padova. Ufficiale: Arsenio Facciolo, Ospedaletto Euganeo; Salvatore Ferrucci, Padova; Pietro Giorgi, Ponso; colonnello Ivano Maccani, Padova; architetto Guglielmo Monti, Padova; Bruno Stella, Cittadella, su proposta dello stesso Comune; Elvio Turlon, Montegrotto Terme; Valter Violato, Padova. Cavaliere: Manuela Battan, Ponte San Nicolò, su indicazione del suo Comune; Giancarlo Bellanti, Padova; Severino Beo, Padova; Pietro Bertazzo, Pozzonovo; tenente colonello Daniele Del Conte, Padova; Fernando Di Cicco, Saccolongo; Armido Fabian, Albignasego, segnalato dal Comune d'appartenenza; dottor Carlo Ferri, Padova; primo maresciallo Giuseppe Fioriello, Albignasego; Stefano Gallo, Ospedaletto Euganeo; Livio Gamba, Campodarsego; tenente-colonnello Sergio Gaudenzio, Padova; primo maresciallo Santo La Rocca, Padova; dottor Lorenzo Lunardon, Padova; Antonio Lupatin, Mestrino; dottor Francesco Luxardo, Padova; Pierpaolo Menini, Albignasego; Marcello Mezzasalma, Fontaniva; Adriano Pinton, Gazzo Padovano; tenente-colonnello Antonio Podestà, Selvazzano Destro. Ed ancora: Ruggero Ranzato, Padova; Ivano Rizzato, San Giorgio delle Pertiche; Augusto Ruggero, Padova; primo maresciallo Giuseppe Samele, Pernumia; Giuliano Tresoldi, Pozzonovo; Aimo Trolese, Piove di Sacco; dottor Luigi Vasoin De Prosperi, Padova; Raffaele Zordanazzo, Cittadella.

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

FORLÌŒ CRONACA pag. 4 «L'asse del centrosinistra si è spostato a destra: solo noi siamo coerenti» Denis Loris Valenti (Pdci) contesta Pd e alleati CHI PENSA che la falce e martello sia un simbolo politico in via di sparizione, quando vedrà la scheda elettorale per le comunali, dovrà ricredersi. Ci sono addirittura tre partiti che conservano l'effigie che venne sventolata già sulle barricate parigine del 1848. A Forlì Rifondazione comunista appoggia Roberto Balzani, il partito comunista dei lavoratori presenta Gianluca Pezzi e corre da solo anche il Pdci. I comunisti italiani cinque anni fa sostennero la maggioranza della Masini, poi se ne andarono durante la legislatura. E hanno confermato in campagna elettorale la frattura col centrosinistra. Denis Loris Valenti, cominciamo da qui. Perché avete deciso di prendere le distanze dalla coalizione che sostiene Balzani? «Per la prima volta da decenni non vediamo un candidato sindaco che proviene dalla storia politica e dalla tradizione culturale del Pci. Questo lo consideriamo uno spostamento a destra dell'asse del centrosinistra. Il tema delle alleanze va completamente rivisto». Se le primarie del Pd fossero state vinte da Nadia Masini il ragionamento sarebbe cambiato? «Direi di no. La nascita del Pd non mi convince, inoltre vogliamo assolutamente contrastare l'idea bipolare della politica». Altri partiti e liste hanno fatto una campagna elettorale innovativa, senza trascurare le solite cene e gli incontri coi personaggi più o meno blasonati. Voi andate fuori dalle fabbriche e dai supermercati: perché? «La sinistra classica deve recuperare il rapporto con la propria gente. Abbiamo notato molto interesse e purtroppo una grande solitudine deli operai. Ci sono tante persone che stentano ad arrivare alla fine del mese e che vedono la politica come distante, lontana da questi temi che sono invece il cuore di tutto. Lavoro, disoccupazione, crisi. Durante questi incontri abbiamo toccato con mano il bisogno di socialità, di luoghi di confronto, di recuperare il senso della comunità». Da soli potete ragionevolmente puntare a un seggio in consiglio comunale. E' complicato aspirare a qualcosa di più. «Le previsioni sono sempre difficili da fare, anche se le sensazioni sono positive. Ci vorranno 2 mila voti circa per essere eletti, ce la possiamo fare». Per quali ragioni gli elettori dovrebbero mettere la crocetta sul simbolo del Pdci? «Abbiamo messo a punto un programma di 23 pagine che tocca tutti i temi, dai servizi sociali alla sanità, dalla partecipazione alle politiche giovanili. Il punto fondamentale è che davanti a una crisi economica e sociale devastante, per prima cosa occorre un taglio netto alle politiche di privatizzazione dei servizi pubblici essenziali. Tra parentesi, è quello che stanno facendo Obama negli Usa e la Merkel in Germania. Si deve partire da Hera, il cui consiglio di amministrazione va sciolto, poi si deve procedere a una ripubblicizzazione della società, con tariffe più popolari e minori sprechi. Occorrono poi un rilancio dell'istruzione e dell'edilizia pubblica e un incremento dei servizi socio-assistenziali. Non vogliamo certo che lo Stato faccia i panettoni, ma i soldi pubblici alle scuole private non sono accettabili». Molte delle proposte che ha citato comportano maggiori investimenti. Le casse comunali come possono reperire tali risorse? «Tramite una potatura drastica dei costi della politica. Ci sono troppe società partecipate, troppi assessorati. Risorse notevoli poi devono essere ricavate dall'evasione e dall'elusione fiscale: non dimentichiamo che in Europa il nostro Paese ha un record veramente preoccupante. A livello comunale, basta un efficiente controllo elettronico per evitare che non si paghi l'Ici. Infine il taglio alle costose società partecipate permetterà di recuperare molti fondi. Hera ha prodotto un aumento dei costi per i cittadini, nel frattempo le tariffe sono cresciute in modo ingiustificato rispetto ai servizi erogati». Una delle questioni più dibattute in questa campagna elettorale è stata la sicurezza. Come la pensa il candidato del Pdci? «Una premessa: il problema del rapporto con l'altro c'è sempre stato. Il dato di fatto da cui partire è che siamo già una società multietnica, non solo in Italia ma nell'intera Europa. Di sicurezze poi bisogna parlare al plurale: luoghi di lavoro, strade, inquinamento. Invece si tende a prendere solo l'aspetto connesso all'immigrazione, perché fa comodo alle battaglie dei partiti di destra. Gli stranieri sono una risorsa, purché si apra un dialogo e si permetta un accesso paritario, sotto questo profilo la scuola è un formidabile controllore sociale. A Forlì il centro storico risente di una certa pressione, che non si risolve certo facendo la guerra ai kebab. Bisogna dire che sono sorte troppe banche al posto dei piccoli esercizi e che molti forlivesi scelgono di stare di fronte alla tv invece che incontrarsi in centro. Soluzioni: ricostruire una rete di negozi specializzati e promuovere molte iniziative culturali e sportive per attirare persone nelle piazze e nella strade. Il centro deve tornare un'agorà». Se ci fosse un secondo turno, fra Balzani e Rondoni con chi starete? «Siamo alternativi anche al centrosinistra, ma non potremmo certo aiutare la destra». In Comune contro Balzani, in Provincia a sostegno di Bulbi: non c'è contraddizione? «In effetti c'è. Ma il problema non riguarda solo noi, quanto l'intera sinistra classica che è ormai polverizzata, come risultato di una sconfitta storica. Basta pensare che per le Europee siamo assieme a Rifondazione, insomma bisogna onestamente ammettere che c'è una certa confusione. Il processo di unità purtroppo è lungo: sarebbe opportuno ricostruire l'idea comunista, poi capire come riaggregare la sinistra, quindi le alleanze nell'ambito del centrosinistra». Fabio Gavelli

Torna all'inizio


virtus villafranca 6 (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 39 - Altre VIRTUS VILLAFRANCA 6 VIRTUS VILLAFRANCA 6 ATLETICO 2000 5 (dopo i rigori) VIRTUS VILLAFRANCA: Gambato (Visentin), Bergamo, Cazzoli, Grasu, Filotto, Calgaro, Pollastro, Pesclevei (Giusti), Pinna, Scanferla, Fortuna. All. Zanotto. ATLETICO 2000: Di Pietro, Beverini, Ponchia, Kusstatsher, Fincato, Lorenzi, Barsotti (Pittarello), Rizzato, Saonara (Franco, Pernechele), Dallavalle, Morandi. All. Gambarota. ARBITRO: Franco. RETI: st 12' Dallavalle, 17' Pinna. VIRTUS VILLAFRANCA 1 TREBASELEGHE 2 VIRTUS: Segalina, Matteazzi (Schiavon R.), Ragazzo, Peraro, Schiavon A., Bettin (Zaggia), Seljimi (Millan), Padovan (Guerra), Tessari (Francescato), Tuccillo (Varotto), Stellato. All. Donà. TREBASELEGHE: Bortolato, Marazzato C., Pesce R. (Cazzaro), Gatti, Favaretto, Gomiero (Marazzato M.), Pesce N. (Barbato), Spolaor, Fragomeni, Barbaro (Piccinin), Pastrello. All. Milanesi. ARBITRO: Toninello. RETI: pt 6' Tuccillo, 11' Pesce N., st 39' Favaretto.

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

IMOLA pag. 2 «Mingazzini promette cose impossibili L'addizionale Irpef non si può abbassare» DOZZA BORGHI REPLICA ALLA CANDIDATA DELL'OPPOSIZIONE «DIMEZZARE l'addizionale Irpef è uno degli obiettivi concreti che vuole realizzare il candidato sindaco Mingazzini? Non è proprio possibile». Il primo cittadino di Dozza Antonio Borghi, in corsa per la rielezione, replica con decisione alla promessa avanzata ieri dalla sua avversaria: «L'addizionale afferma è stata bloccata dalle Finanziarie del governo, quindi i Comuni non possono fare nulla per cambiarla, alla faccia della sbandierata autonomia impositiva». Mingazzini aveva proposto anche l'azzeramento delle consulenze: «Il candidato Mingazzini arriva tardi: già oggi il costo delle consulenze per il Comune di Dozza è pari a zero e le uniche spese che abbiamo sono legate a prestazioni professionali, cosa diversa dalle consulenze».>Altro punto toccato dalla Mingazzini era la mensa scolastica, che la candidata proponeva di riportare interamente a Dozza: «Non è pensabile ribatte Borghi . Con solo 600 - 700 pasti al giorno non si regge una mensa pubblica, tanto più se si deve assumere il personale necessario, cosa che non è nemmeno possibile, dal momento che la Finanziaria impone il blocco delle assunzioni». Borghi poi affronta un altro tema caldo, quello delle infrastrutture: «Abbiamo realizzato tutti gli investimenti previsti nel precedente programma elettorale e quindi ci presentiamo al prossimo voto con la consapevolezza di avere prodotto fatti concreti. Non a caso abbiamo scelto come slogan dell'attuale campagna elettorale Per noi parlano i fatti'. E voglio sottolineare che fra i punti chiave del nostro programma abbiamo inserito proprio la costruzione di infrastrutture per potenziare lo sviluppo del territorio e per aumentare la sicurezza. A questo proposito, fra gli altri interventi prevediamo di separare il traffico di attraversamento lungo la via Emilia da quello locale. Per farlo, abbiamo previsto la costruzione del casello autostradale a Toscanella, in corrispondenza della provinciale Trentola e la creazione di un corridoio alternativo a nord della via Emilia, una sorta di circonvallazione di Toscanella».

Torna all'inizio


guerra e corruzione costano 5 trilioni di dollari - cristina raschio (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 22 - Economia I dati del terzo Global Peace Index dell´Economist Guerra e corruzione costano 5 trilioni di dollari CRISTINA RASCHIO ROMA - Più di 4,8 trilioni di dollari all´anno. E´ quanto costa all´economia mondiale la mancanza di pace nel mondo. Un´assenza dovuta non solo alle guerre e ai conflitti che purtroppo dilaniano alcuni Paesi della terra, ma anche alla corruzione e alla recente crisi finanziaria che, poco ma sicuro, non hanno contribuito a rendere il clima più disteso. A sostenerlo è il terzo rapporto annuale del Global Peace Index - l´indice che rileva il livello di pace dei Paesi - redatto in collaborazione con la divisione analisi commerciale dell´Economist. Dalla classifica, che vede l´Italia solo al 36esimo posto su un totale di 144 Paesi esaminati, si deduce quindi che la pace non solo fa bene al cuore e alla serenità dei popoli, ma anche alle tasche dei governi e delle imprese. «Non si può fare business in un contesto fragile e frazionato», ha dichiarato durante la presentazione dello studio Sir Moody Stuart, presidente di Anglo American e partner del Global Peace Index. «Le attività produttive», ha sottolineato, «traggono grandi vantaggi da condizioni ambientali non violente e forse è venuto il momento per le aziende di riflettere sul fatto che pratiche trasparenti ed etiche possano giocare un ruolo più ampio nell´ottenere pace e stabilità». Esiste quindi un forte legame tra quella che è la cultura di pace di un Paese e il suo benessere economico. Proprio ai primi posti della classifica si piazzano infatti Nuova Zelanda, Danimarca e Norvegia, paesi che quasi non sono stati toccati dalla crisi globale. Interessante anche un altro dato: più un Paese avanza in classifica di dieci posizioni, più aumenta la qualità di vita dei suoi cittadini (3.100 dollari di Pil pro capite). Anche la stabilità politica gioca però un ruolo fondamentale nella determinazione della pacificità o meno di un Paese. E lo testimonia proprio l´Islanda che perde la maglia rosa dell´anno scorso piazzandosi così al quarto posto. Seguono a ruota Austria, Svezia, Giappone, Canada e Finlandia. Ottantatreesima e 136esima posizione rispettivamente per Usa e Russia. Meno pacifici e, quindi, meno prosperi Sudan, Israele, Somalia, Afghanistan e Iraq. Presenza o meno di guerre, buon vicinato tra popoli, alto livello di scolarizzazione, rispetto per i diritti umani e, non ultima, libertà di stampa sono stati fattori fondamentali nell´elaborazione della classifica.

Torna all'inizio


pulzetti indica la strada (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 13 - Livorno Pulzetti indica la strada «Non dovremo pensare che ci basta il pareggio...» Il centrocampista si dice soddisfatto della propria stagione ma non si fida del Grosseto «In campo per vincere senza fare tabelle» LIVORNO. «Credo che la mia stagione in fondo sia stata abbastanza positiva. Non certo come quella scorsa, quando avevo disputato un torneo di A molto buono. Stavolta ci sono stati più alti e bassi durante l'arco del campionato, però la cosa che maggiormente mi premeva era confermare sul campo le mie caratteristiche di gioco». Nico Pulzetti, nonostante la stagione di B ancora non sia finita con i playoff che incombono, traccia un piccolo bilancio della sua seconda annata in maglia amaranto. «Alle voci e ai discorsi non faccio caso - prosegue - so bene che solo a sprazzi quest'anno sono riuscito a far vedere quello che sono veramente, però il campionato di B è davvero lungo ed è difficile tenere gli stessi livelli per undici mesi. Ma io sono ugualmente orgoglioso di ciò che ho dato e fiducioso per il futuro della squadra». Derby. Non ha grandi esperienze di spareggi, Pulzetti. Anche se alla fine del campionato 2003/04, con la maglia del Cesena, partecipò ai playoff promozione di serie C1, benché da comprimario avendo accumulato quell'anno (da giovane promessa del vivaio bianconero) solo tre gettoni di presenza. «Anche allora però in semifinale ci toccò un derby, quello contro il Rimini, la squadra della mia città - ricorda il centrocampista - vincemmo noi, e alla fine malgrado tutte le tensioni esistenti fra le due tifoserie, fu una partita tranquilla. Bisogna arrivarci in maniera positiva, con serenità, credo sia questo il segreto. Il caos invece scoppiò in finale, quando arrivò la rissa ai supplementari con il Lumezzane. Ma quella è un altra storia...». Playoff. Guarda avanti Pulzetti, con determinazione. «Dovevamo raggiungere almeno l'obiettivo terzo posto e ce l'abbiamo fatta. Adesso bisogna continuare, e il traguardo più grande è lì che aspetta solo noi». La condizione fisica sarà fondamentale. «Sì, noi stiamo bene, lavoriamo tutti i giorni con grande intensità, perché sappiamo che in queste quattro finali dovremo essere al top. E meno male che giocheremo di sera e non con il caldo afoso incontrato con AlbinoLeffe e Ascoli. Il fresco ci farà mantenere la condizione». Con mister Ruotolo. Di una cosa però il numero 7 amaranto non si fida. «Meglio non pensare al fatto che con quattro pareggi saremmo in serie A. Conterà cercare di vincere ogni incontro, non possiamo rischiare di affidarci solo a questo piccolo vantaggio. Dovremo affrontare i playoff con lo spirito giusto». E Ruotolo infatti sta lavorando proprio su questo, sull'aspetto mentale per consentire al gruppo di avvicinarsi nel miglior modo possibile alla lotteria. «Il mister è già avvantaggiato, perché è con noi da un anno e ci conosce bene - chiude Pulzetti - sta trasmettendo carattere e passione ed è questa la via da seguire». Jimmy Morrone

Torna all'inizio


al bar della piscina (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 12 «Spaccata» al bar della piscina FURTO MAGGIORI I DANNI PROCURATI ALLE STRUTTURE CHE IL BOTTINO NON SEMBRA trovare pace la piscina comunale di Montecatini. Dopo che nei giorni scorsi era stata al centro dell'attenzione per un' aggressione che aveva visto coinvolto un padre di famiglia, mandato all'ospedale con il volto tumefatto, nella notte fra lunedì e martedì ad essere preso di mira è stato il bar dell' impianto. Ieri mattina i proprietari quando sono arrivati ad aprire si sono trovati di fronte una scena incredibile. Una vetrata che da sul lato estivo era stata totalmente «spaccata» e all'interno tutto era all'aria. Erano stati portati via gli spiccioli all'interno della cassa ed erano stati letteralmente divelte le basi di due gettoniere per i giochi da bambini oltre che quella di un gioco. Sembra che per spaccare la vetrata siano state usati le basi in marmo degli ombrelloni ed un tavolo che si trovava nel punto di ristoro esterno. Addirittura una delle gettoniere è stata ritrovata dai gestori appena dietro il lavaggio di viale Gentile. I danni alle strutture sono apparsi subito notevoli anche perchè oltre alla vetrata mandata in frantumi è stato divelto un pannello divisorio che ha permesso ai ladri di entrare all'interno del bar ed agire in maniera indisturbata dopo aver tolto l'alimentazione all' allarme interno. «Non è la prima volta che subiamo una cosa del genere dicono i gestori ma questa volta si è veramente superato il limite. I danni alla struttura che da sul lato estivo sono davvero tanti e vanifica tutti gli sforzi che in questi anni abbiamo fatto per dare un servizio ottimale alla clientela». E da parte degli stessi gestori parte un appello verso gli amministratori: «E' il momento di intervenire proseguono perchè siamo solo ad inizio della stagione e questo potrebbe essere solo un campanello dall'allarme».

Torna all'inizio


(sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/06/2009 - pag: 21 Il libro Un magistrato sorpreso a molestare un ragazzino fu assolto perché momentaneamente «incapace» «L'ultracasta dei giudici: rimosso lo 0,065%» MILANO Aiuto, fermate le caste prima che ci mandino a fondo. Non soltanto quella dei politici, già inchiodata da Rizzo e Stella. O dei sindacalisti, denunciata l'anno scorso da Stefano Livadiotti. Al cosiddetto «terzo potere» intoccabile e incensato dalle giaculatorie sulla «sacra indipendenza dei giudici» ancora Livadiotti dedica ora un pamphlet: «Magistrati, l'ultracasta» (edito da Bompiani, pp. 246, ¬ 17). Sgomberiamo il campo da un dubbio: l'autore non è in odore di berlusconismo né insegue «grumi eversivi» annidati nella magistratura. La sua è invece una delle firme più note dell'«Espresso», legata al giornalismo d'inchiesta, e dunque colpisce con maggiore forza. Una vicenda, simbolica quanto autentica, dà il tono al libro: è il caso di un magistrato sorpreso nel 1973 in un cinema romano di periferia, mentre insidia un ragazzetto di quattordici anni. Segue denuncia per atti osceni e corruzione di minore, una brutta storia che avrebbe chiuso per sempre la carriera di un appartenente a qualsiasi altra casta diversa da quella dei giudici. I vari gradi di giudizio, ricostruiti da Livadiotti attraverso le carte processuali, testimoniano la mite condiscendenza dei colleghi giudicanti, che accompagnano amorevolmente il «corruttore» fino all'assoluzione con estinzione del reato. Il culmine viene raggiunto in seguito dal Consiglio superiore della magistratura in cui siedono tra gli altri Giovanni Conso, futuro ministro della giustizia ed Ettore Gallo, destinato alla presidenza della Corte Costituzionale. Sulla base di improbabili testimonianze, i «giudici dei giudici» giungono alla conclusione che l'imputato debba essere assolto: «Non punibile avendo agito in istato di transeunte incapacità di volere al momento del fatto». Seguirà non solo il reintegro in servizio, ma anche per il «principio di trascinamento » una congrua serie di scatti di stipendio. E ingiustizia sarà fatta. Ma il Csm non dovrebbe essere, casi come questo a parte, l'organo di autogoverno e autodisciplina della magistratura? Nel corso del libro Livadiotti chiarisce che statisticamente giudici e pubblici ministeri hanno solo 2,1 possibilità su cento di incappare in una sanzione, e nell'arco di otto anni quelli che hanno perso la poltrona sono stati lo 0,065%. Non contento, l'autore sciorina altre inquietanti verità: toghe con le paghe più alte di tutta l'Europa continentale, che arrotondano lo stipendio da un aumento del 26 per cento sugli stipendi negli ultimi cinque anni; protezioni assicurate dal sindacato di categoria, l'Anm, in quanto «azionista di maggioranza» del Csm, che assicura la spartizione delle poltrone interne in base alle correnti politiche. Non a caso, la categoria risulta poco stimata dai cittadini (nel 69% dei casi, secondo l'Eurobarometro). È un pamphlet duro, quello di Stefano Livadiotti, che pure paventa una possibile ingerenza «esterna» della politica, e preferisce puntare su un'«autoriforma » dell'«ultracasta». Il che lo esporrà, prevedibilmente, al fuoco incrociato sia dei suoi difensori che degli avversari. Dario Fertilio Pamphlet La copertina del libro-inchiesta del giornalista Stefano Livadiotti «Magistrati, l'ultracasta» edito da Bompiani Maltempo Allarme a Sarno Ondata di maltempo in Campania: a Sarno scatta il preallarme. A Napoli allagata la Galleria (foto)

Torna all'inizio


MILANO Un juke box a gettone. Che prima racconta, poi si pente e corregge la rotta. G... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi di CLAUDIA GUASCO MILANO Un juke box a gettone. Che prima racconta, poi si pente e corregge la rotta. «Gino si è inventato la qualunque», afferma senza incertezze Noemi Letizia. Le rivelazioni dell'ex fidanzato Gino Flaminio sui rapporti della ragazza di Portici con Silvio Berlusconi, le telefonate del premier, le feste. Gino è stato prodigo di dettagli, e non a caso secondo la bionda diciottenne. «Non credo che l'abbia fatto gratis», getta il sasso in un'intervista a "Chi". Se Gino sostiene di essere stato strumentalizzato da coloro che volevano in realtà attaccare «l'uomo del popolo», per l'ex fidanzata la verità è un'altra. Dietro la sua loquacità, dice, c'è un interesse economico. Il ragazzo l'ha delusa ma non ci saranno strascichi legali: come ha informato ieri sera la famiglia Letizia in una lettera firmata da papà Benedetto, mamma Anna Palumbo e Noemi, le pubbliche scuse di Gino sono considerate una sufficiente riparazione allo schiaffo dell'intervista. Insomma, la vita va avanti anche se per Noemi è tutto terribilmente difficile. Nemmeno l'incontro con il nuovo fidanzato Domenico Cozzolino ha portato un po' di serenità. «Con Domenico abbiamo litigato. Si è presentato ai provini per il Grande fratello», fa sapere la giovane di Portici. «Non c'è niente di male, ma in un periodo così tormentato forse sarebbe stato più giusto aspettare. Già sono tanti quelli che hanno "marciato" sul mio nome». Dalla festa di compleanno alla quale ha partecipato Berlusconi tutto è cambiato e purtroppo in peggio, nota Noemi. «Hanno clonato le mie password, ho anche paura di parlare al telefono perché mi sento sotto controllo. A diciotto anni mi ritrovo a vivere come una sorvegliata speciale». Accerchiata, spiata e pure privata dell'affettuoso nomignolo di «papi» con cui era solita rivolgersi al premier. «L'ha inventato Renata, velina milanista, durante una trasmissione di calcio», rivela Elisa Alloro, 32 anni, valletta, showgirl, candidata Pdl a Reggio Emilia dopo il corso di formazione per l'europarlamento. «Ora molte ragazze lo chiamano in quel modo. Forse è il frutto di un tacito accordo, una specie di nome in codice deciso, magari, per l'atavico timore di essere intercettate», dice l'Alloro, da domani in libreria con «Noi, le ragazze di Silvio». Lo ha scritto sotto forma di lettera a Veronica Lario, respingendo al mittente le accuse di «ciarpame» e difendendo il Cavaliere: «E' una miniera di saggezza. Ogni minuto trascorso con lui l'ho sempre considerato alla stregua di un dono divino». La bella Alloro è solo l'ultima della lista di soubrette, candidate e onorevoli che si schierano al fianco di Berlusconi o che, dritte al punto come Daniela Santanché e Lara Comi, raccontano della presunta liaison tra Veronica Lario e il suo bodyguard Alberto Orlandi. Una voce che in realtà circola da quando spuntò il pettegolezzo di una (inesistente) relazione tra la moglie di Berlusconi e Massimo Cacciari. «Macché, l'amante è la sua guardia del corpo», dissero i soliti bene informati. E due giorni fa la Santanché l'ha rilanciata: «Ho fatto un'intervista da italiana, perché non voglio che il nostro Paese, la nostra patria faccia queste figure con il resto del mondo».

Torna all'inizio


Fondi e ritardi, Giorgetti al Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto sezione: REGIONE data: 03/06/2009 - pag: 9 Le provinciali Cene e gran manifesti per il rush finale, ma le spese sono scese rispetto a cinque anni fa Fondi e ritardi, Giorgetti al Comune «Sul filobus Castelli mi ha dato ragione» L'appello e gli squali Venezia, la sfida low cost Il sottosegretario: fuori luogo le dichiarazioni della Lega. Zoggia spende 150 mila euro, Zaccariotto 90 «Tav, il buco di Verona colpa Alta Velocità Si allarga la polemica sulla tratta La candidata con gli squali JESOLO Si è immersa nella vasca con gli squali allo Shark Expo di Jesolo Francesca Zaccariotto, candidata presidente alla Provincia di Venezia. Domenica lo farà anche Davide Zoggia VENEZIA L'appello per Zoggia, gli squali per la Zaccariotto e i primi conti da pagare. Ultimi fuochi elettorali per centrosinistra e centrodestra a tre giorni dal voto. Se il presidente uscente mostra i muscoli attraverso una sottoscrizione di 240 firme «rappresentative» della città, l'esponente della Lega mostra il proprio coraggio immergendosi nella vasca degli squali a Jesolo. Tutti e due ormai si trovano però a dover fare i conti con il budget. In questo caso Zoggia batte Zaccariotto. VERONA «La lettera della CAV sulla filovia per Verona? Sono esattamente le cose che io avevo detto qualche settimana fa». Il sottosegretario alle Finanze, Alberto Giorgetti, commenta così il testo del documento ufficiale in cui la Commissione di Alta Vigilanza scrive che «le ripetute rivisitazioni progettuali proposte dal Comune (di Verona)» hanno «notevolmente protratto i tempi dell'assegnazione dei contributi». Proprio Alberto Giorgetti, in un'intervista al Corriere, quando sembrava che i finanziamenti per il filobus dovessero essere dirottati in Abruzzo, aveva detto che «Verona ha sistematicamente cambiato i progetti, i percorsi, le modalità le richieste: se questo non fosse venuto - aveva detto Giorgetti - adesso non ci troveremmo in queste condizioni». Dichiarazioni che avevano aperto una dura polemica, con prese di posizione da parte di diversi esponenti della Lega contro il sottosegretario. Che adesso si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Mi pare - dice Giorgetti - che sia la Cav che lo stesso viceministro Roberto Castelli, nell'intervista che ha dato venerdì scorso proprio al vostro giornale, dicano più o meno le stesse cose che avevo detto io. E proprio il viceministro Castelli conferma come la mia analisi dei fatti sia stata assolutamente corretta. Ecco perché una serie di affermazioni fatte da esponenti leghisti nei giorni scorsi sono state del tutto fuori luogo». Una polemica, quella del Carroccio, che Giorgetti definisce anche «finalizzata esclusivamente ad inasprire i toni di una campagna elettorale che secondo me dovrebbe vertere esclusivamente sulle proposte concrete, sulle scelte amministrative, sulle cose da fare e su quelle da non fare, e non dovrebbe invece incentrarsi su questioni personalistiche che non servono a niente e a nessuno ». Ricordiamo che il ministro Castelli aveva dichiarato al nostro giornale che Per lui 150 mila euro di campagna (non tutti ancora spesi, precisa), per lei 90 mila. Tagli in entrambi i casi: il sindaco di San Donà rifà il trucco alle locandine della scorsa campagna elettorale, l'ex presidente riduce di 50 mila euro il portafoglio rispetto alle scorse Provinciali. La crisi c'è, e si fa sentire anche tra spot televisivi e manifesti. Mancano comunque tre giorni e il tesoriere ha ormai i conti fatti. Anche per via dell'anticipo con cui è sceso in campo, Zoggia alla fine della campagna spenderà qualcosa come 150 mila euro. L'altra volta ne aveva spesi 200. La fetta più grossa va alle affisioni che da tempo ormai hanno tappezzato autobus, pannelli e plance elettorali. Il primo piano su fondo arancione con lo slogan «Per il tuo futuro io ci metto la faccia» è costato infatti 40 mila euro. Altre spese consistenti quelle per il camper, mentre grandi tagli sono stati effettuati sugli spot televisivi (limitati al minimo indispensabile) sulle pubblicità sui giornali e anche sull'agenzia che la volta scorsa affiggeva i manifesti. per le Provinciali 2009 si torna all'antico con il classico volontariato di Il progetto Auto e camper partito. Idem per la sede elettorale: oggi Zoggia utilizza una del Pd, nel 2004 affittò un «negozio» in centro. Più contenute le spese della candidata del centrodestra Francesca Zaccariotto. Novantamila Francesca Zaccariotto e Davide Zoggia con i loro «mezzi elettorali» Il Comune ha cambiato il precedente progetto della tramvia proposto da Zanotto. E vuole il filobus Allo Shark Expo di Jesolo VERONA Di chi è la colpa se i supertreni ad alta velocità rischiano di non arrivare a Verona per mancanza di soldi? Sul tema si registra un nuovo botta e risposta a distanza dai toni molto aspri. Paolo Costa, presidente della Commissione Trasporti dell'Europarlamento, spiega che «abbiano ottenuto una grande priorità europea e rischiamo di perderla ». Colpa di chi? Secondo Costa «nei bandi europei scaduti a maggio, né le Ferrovie italiane né la Regione Veneto hanno presentato qualsivoglia proposta per la Brescia-Padova». Diametralmente opposta l'analisi di Giancarlo Galan. Il Governatore veneto «l'utilizzazione immediata dei finanziamenti (per il filobus di Verona) ci sono dei problemi perché il progetto iniziale è stato profondamente modificato e rischia, quindi, di non essere finanziabile è infatti sceso in campo, sparando a zero contro il presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta, accusandolo di essere un «eccesso della sinistra» per aver dichiarato, in polemica col governo, che «l'ottimismo di regime è l'ottimismo dell'ignoranza e della prevaricazione ». E come è suo costume, Galan è andato giù duro, rivolgendosi direttamente a Cipolletta per chiedergli: «Ma con che faccia tosta parli tu che presiedi il massimo degli Soldi in bilico dal Cipe». La lettera della Cav, a sua volta, dopo la premessa sulle modifiche progettuali, si concludeva dicendo che «la commissione rimette al CIPE la valutazione finale». Da noi sentito, peraltro, il sindaco Flavio Tosi ha spiegato di avere personalmente parlato della vicenda col ministro Castelli, e di essere assolutamente tranquillo, visto che «è chiaro che il Cipe dipende dalle indicazioni che riceve dal governo. E poiché - ha aggiunto Tosi - proprio in questi giorni abbiamo parlato più e più volte con Castelli di questo argomento, siamo assolutamente sereni». L'assessore Corsi, infine, ha detto di aver avuto «più di un colloquio con l'ingegner Di Giambattista, del ministero dei Trasporti, che ha assicurato che non esiste alcun tipo di problema, senza contare che lo stesso ministro Matteoli ha dato la sua valutazione positiva gli euro investiti in totale e nel suo caso a farla da padrone sono gli spot televisivi, costati 25 mila euro. Le affissioni fatte in casa («sono contraria alle agenzie di comunicazione») non sono però da meno: 20 mila gli euro per i manifesti con il suo volto in primo piano. Come per Zoggia, anche per Zaccariotto nemmeno un cent per l'affitto della sede, prestata da un sostenitore. Lo stesso locale in centro a San Donà con cui vinse le Amministrative di 2003 e 2008. Gratis e portafortuna, perché cambiare? Conti a parte, ieri i due candidati si sono sfidati su due piani opposti. Il presidente uscente ha giocato la carta dell'appello fatto da 240 cittadini. Nella lunga lista numerosi docenti universitari (da Mario Geymonat a Pierfrancesco Ghetti, Franca Baratto e Carlo Magnani), presidenti di società sportive come Gianfranco Formentin (Volley Mestre), Renato Marin (Coppi Gazzera) e Aldo Ducceschi (Bissuola Nuoto), artisti quali Serena Nono, Ottavia Piccolo, Alessandro Bressanello, Salvatore Esposito, Giannantonio De Vincenzo, Luigi Gardenal, Damiano Michieletto, avvocati come Angelo Pozzan e Roberto Pea. E ancora il fondatore di Emergency Gino Strada, il cardiologo Piero Pascotto, lo psichiatra Fabrizio Ramaciotti, l'amministratore delegato della Venezia- Padova Lino Brentan, l'ad di Vento di Venezia Alberto Sonino, il dirigente sportivo Giuseppe Ruzza e l'architetto Guido Zordan. Ai nomi della sottoscrizione per «Davide Zoggia presidente della Provincia di Venezia» Zaccariotto ha risposto ieri pomeriggio con il coraggio. Quello di immergersi nella vasca dello Shark Expo di Jesolo. Con la candidata del centrodestra due squali dello Zambesi di tre metri. «Questi squali sono nulla di fronte a quelli che si incontrano in politica dice Zaccariotto prima di entrare in piscina semmai speriamo non sia un modo originale per ridurre i costi della politica ». Così evidentemente non è stato perché l'avventura con i pesci si è conclusa nel migliore dei modi per il sindaco di San Donà. Con la classica carezza sulla pinna e con una battuta. «C'era scritto 'mangiatori di uomini' ha scherzato Zaccariotto un problema al nostro progetto». L.A. non finanziata di Cipolletta» sfascio infrastrutturale del pianeta? O è forse un altro - ha aggiunto Galan - colui che presiede le Ferrovie? E a proposito di Cipolletta - ha sottolineato il Governatore -non c'è dubbio che è sua la colpa se l'Alta capacità-alta velocità ferroviaria proprio tra Verona e Trieste conosce il suo gigantesco buco nero». Nei giorni scorsi Andrea Tomat aveva messo sotto accusa il governo per la mancata assegnazione di fondi alla tratta Brescia-Padova. I ministri Brunetta e Sacconi gli avevano risposto con una lettera, assicurando che quei fondi arriveranno. altri candidati». Massimiliano Cortivo C.V.

Torna all'inizio


Imposta di trascrizione (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 03-06-2009 PROVINCIA LAVAGETTO REPLICA A BERNAZZOLI Imposta di trascrizione «A Parma costi record» II «Di tutte le segnalazioni sui pesanti costi della politica e il primato nazionale sulla pressione fiscale dei cittadini, che caratterizzano l'Amministrazione provinciale, e le nostre proposte di porvi rimedio, l'unica cosa su cui il candidato del centrosinistra ha da controbattere è su una "presunta e infondata errata lettura" sull'applicazione dell'addizionale provinciale IPT (Imposta provinciale di trascrizione)». Così il candidato alla Provincia Giampaolo Lavagetto commenta le affermazioni, pubblicate ieri, del presidente della Provincia uscente Vincenzo Bernazzoli. «Premesso che "chi tace acconsente", e che quindi su tutto il resto il presidente uscente ammette la grave situazione, su questa imposta provinciale di trascrizione egli cade prima nell'errore e poi nell'equivoco - continua Lavagetto - Con circolare del 24 aprile 2009, infatti, il Ministero dell'Economia e finanze ha fissato fino ad un massimo del 30% l'addizionale sull'IPT. La nostra proposta si propone appunto di togliere del 50% l'addizionale applicata dalla Provincia sull'IPT che a Parma risulta ora essere al limite massimo consentito dalle legge». «In realtà - prosegue Lavagetto - il taglio di questa tassa irritante è già avvenuto in altre Province, come ad esempio a Roma per diverse categorie, dimostrando, come noi sosteniamo da tempo, la possibilità di dimagrimento dei pesanti enti burocratici che sono ora le Province».

Torna all'inizio


italia dei valori: rivedere i costi delle bollette (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 10 - Pordenone Italia dei valori: rivedere i costi delle bollette SAN VITO. Critica dei gruppi dell'Italia dei valori di Casarsa e San Vito sui costi della bolletta sui rifiuti e conseguente "ricetta" per diminuirli. «Nell'ambito dell'organizzazione del coordinamento della raccolta differenziata dei rifiuti, la Provincia svolge un ruolo fondamentale», premettono Andrea Bruscia e Fabio Gasparini, candidati Idv alle provinciali rispettivamente a Casarsa e a San Vito. «La futura amministrazione provinciale - affermano - dovrà porsi un obiettivo preciso, volto alla razionalizzazione e alla riduzione dei costi di raccolta e smaltimento». La riduzione dei costi in bolletta sarebbe una delle priorità, per i dipietristi, segnalate dai cittadini di san Vito, Casarsa e Valvasone. «L'avvio e lo sviluppo del servizio di raccolta differenziata - continuano - è avvenuto con discreto successo, ma adesso bisogna rispettare l'altra promessa fatta alla gente: quella che ci sarebbe stata una diminuzione della tariffa». I costi sempre più alti sono di solito addebitati a vari fattori. Venendo alle ricette, i due si affidano a considerazioni generali, puntando sui cosiddetti costi politici: «Bisogna cominciare - spiegano Bruscia e Gasparini - con l'eliminare i costi speculativi, tagliare tutte le spese improprie, a cominciare dalle grosse indennità e dall'eccessivo proliferare di cariche e poltrone che nel corso di questi anni si sono creati intorno a questo servizio. Nel momento difficile che affrontano tante famiglie - concludono - è impensabile che si continui a caricare sulle spalle dei cittadini indennità troppo alte e sprechi di incarichi, così come va fatta pulizia su ogni possibile intreccio tra affari e politica». (a.s.)

Torna all'inizio


prostituzione a quarto, tutti scarcerati (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Escono di prigione i sei arrestati del «Rio Music Club» e del «Cikala Club». Per il giudice indizi insufficienti per l'associazione a delinquere Prostituzione a Quarto, tutti scarcerati Secondo il gip le accuse valide sono solo favoreggiamento e sfruttamento Oggi saranno interrogati i quattro del «Flamingo Club» di Pegolotte di Cona VENEZIA. Tutti scarcerati, almeno quelli interrogati ieri. Oggi toccherà ai quattro del «Flamingo Club» di Pegolotte. Per il giudice venziano Stefano Manduzio, al quale il pubblico ministero Carlo Nordio aveva chiesto di convalidare gli arresti, non solo mancavano le esigenze cautelari per tenerli in carcere, ma addirittura erano insufficienti gli indizi per l'accusa più grave mossa dai carabinieri, quella di associazione a delinquere. I sei del «Rio Music Club» e del «Cikala Club» di Quarto d'Altino finiti dietro le sbarre per due giorni sono tornati nelle loro case e rimangono indagati, ma per il giudice delle indagini preliminari l'unica accusa che può reggere è quella di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L'agente di commercio di Quarto d'Altino Gustavo Fregonese, il marmista veenziano Sandro Favaro, l'imprenditore di Marcon Luigi Dusi, gli imprenditori di Jesolo Matteo Vendramello e di San Donà Lorenzio Borgia, il barista mantovano Nicola Alessandro erano difesi dagli avvocati Rodolfo Marigonda, Giovanni Seno, Igor Zornetta e Luigi Fadalti, ieri, hanno preferito non rispondere alle domande del giudice, avvalendosi della facoltà di tacere. Il magistrato, dunque, ha deciso sulla base della carte che il rappresentante della Procura gli aveva passato e delle istanze dei difensori, i quali hanno puntato da un lato a dimostrare che non c'era alcuna esigenza cautelare, visto che i tre locali sono stati chiusi dagli uomini dell'Arma e non possono inquinare le prove, dall'altro a contestare il reato più grave, quello dell'associazione a delinquere. Le prove raccolte dagli inquirenti si sarebboro basate, oltre che sulle segnalazioni degli abitanti di Quarto, sulle relazioni dei carabinieri che, fingendosi semplici clienti, hanno frequentato i due locali di Quarto d'Altino. Il magistrato, nel suo provvedimento, non mette in dubbio che al «Rio Music» e al «Cikala» le ragazze esercitassero la prostituzione e che una parte di quello che guadagnavano (un rapporto veniva pagato 200 euro, dei quali cento andavano alla ragazza, il resto a chi gestiva i locali) finisse nelle tasche degli indagati, ma avrebbe scarcerato i sei ritenendo che il carcere non sia la misura proporzionata ai reati commessi. Oggi, potrebbero ottenere la libertà anche il professionista padovano Salvatore Barbato, il baista di cavarzere Luciano Guzzo, gli slovacchi Valeria Cikova e Peter Bednar, che gestivano a Pegolotte un altro club, il «Flamingo». Il giudice Manduzio li interrogherà stamane. Nei tre night lavoravano ragazze romene, colombiane, cubane, ceche e ungheresi, tutte in Italia con regolare permesso di soggiorno. I carabinieri avevano individuato i tre locali già dall'ottobre dello scorso anno. Come in centinaia di locali della nostra provincia anche in questi le ragazze che vi lavorano, oltre al gettone di presenza, cinquanta euro a sera, prendevano soldi vendendosi. Il cliente si appartava nei privè che si trovano dietro ai banconi e in gran parte realizzati in genere con delle tende. Finita la prestazione il cliente pagava al gestore il dovuto.

Torna all'inizio


FULVIO SCARLATA SOSTEGNO A VILLANI, SOLIDARIETà AD APICELLA E AI MAGISTRATI LA CUI UNI... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

FULVIO SCARLATA «Sostegno a Villani, solidarietà ad Apicella e ai magistrati la cui unica colpa è stata aver voluto fare il proprio dovere». Antonio Di Pietro chiude la campagna elettorale dell'Italia dei Valori a Salerno con un messaggio preciso. E con l'ambizione di rinnovare la politica: «Sono arrivato in Campania ed ho trovato di nuovo De Mita candidato - dice il presidente dell'Idv - Ha cambiato partito. Ma non è cambiando partito che si cambia l'Italia, ma cambiando gli uomini, specialmente se sono quelli che hanno contribuito a dissestare le casse dello Stato». All'hotel Mediterranea c'è lo stato maggiore dell'Idv campana, per l'arrivo di Antonio Di Pietro. In prima fila i candidati salernitani alla Provincia Giulia Formosa, Fernando Starace, Sandro Ragone, Graziano Carafa, l'uscente Enzo Botta, Vincenzo Russo che spiega: «Siamo giovani, vogliamo cambiare le istituzioni nel segno della legalità». «Con Villani c'è un accordo programmatico sul potenziamento delle infrastrutture e il sostegno alle imprese locali - dice Viviana Caponigro, candidata per l'Europa - Avremo un posto nel governo della Provincia e forse anche la vicepresidenza». «Ho sempre sperato nella capacità di reazione della società civile - dice il sociologo Pino Arlacchi - In questi mesi però ho scoperto che c'è una società incivile forte e organizzata che ha trovato in Berlusconi la sua espressione politica compiuta. Ma non sono la maggioranza. È tempo che la società civile torni a esprimersi come maggioranza del Paese». «L'Italia dei valori vuole mettere insieme libertà con solidarietà e legalità - attacca Di Pietro - Non siamo contro le imprese, ma contro l'arbitrio di chi usa la sabbia nel cemento, la corruzione per vincere le gare d'appalto, non rispetta i contratti dei lavoratori e poi evade le tasse. La questione legalità è centrale anche nei rapporti con il Pd perché c'è un partito trasversale alle coalizioni, un virus berlusconiano dell'illegalità che diventa prepotenza e menefreghismo. I bulli delle scuole sono i figli di questa cultura dell'illegalità di cui Berlusconi dà continui esempi». Il leader dell'Idv si sofferma a lungo su quanto sta avvenendo in Italia, sugli aerei militari destinati a servire il capo del Governo utilizzati «per trasportare menestrelli e ballerine per il piacere del Nerone nostrano», sull'«irrisione dei bisogni della collettività» per cui, di fronte alla necessità di creare lavoro al Sud, il Governo usa i miliardi di euro dei fondi Fas per le aree sottosviluppate per la «spesa corrente, per l'Alitalia, per pagare l'Ici dei ricchi o le multe delle quote latte degli allevatori del Nord o per il ponte di Messina: questo Governo toglie ai poveri per dare ai ricchi». L'ultimo passaggio di Di Pietro tocca la politica locale: «Con Villani sto girando il salernitano da tre giorni, ci sono accordi programmatici - spiega - Noi vogliamo costruire l'alternativa nel 2013, cominciamo da queste elezioni. Sul caso De Magistris abbiamo visto l'ingiustizia di chi viene perseguitato per fare il proprio dovere. L'ho subito io da magistrato, come Luigi De Magistris, come i magistrati salernitani che hanno provato a far valere la legalità. La mia solidarietà va ad Apicella, un uomo che tutti conoscono come mite, e a tutti i magistrati di Salerno che non si sono lasciati intimidire».

Torna all'inizio


Si spende poco e si spreca troppo...">La Casta Ue ci costa 136 miliardi di â Si spende poco e si spreca troppo... (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-06-2009)

Argomenti: Costi della politica

Politica La Casta Ue ci costa 136 miliardi di €. Si spende poco e si spreca troppo Mercoledí 03.06.2009 16:06 Di Antonio Galdo -da www.nonsprecare.it Quanto costa l'Europa? Il budget complessivo dell'Unione è di 136 miliardi di euro, meno dell'uno per cento del Pil dei 27 paesi membri, 109 euro per ogni cittadino italiano. Il nanismo politico dell'Europa è già in questi numeri, assolutamente insufficienti rispetto all'ambizione di essere un interlocutore alla pari con gli Stati Uniti e con le potenti economie dei paesi emergenti. Nel budget europeo (assorbito per il 41 per cento dai fondi destinati all'agricoltura) sono compresi anche i costi (1,53 miliardi di euro) per il funzionamento del Parlamento che rinnoveremo con il voto del 6 giugno. Spese non sempre comprensibili per la loro entità: come il rimborso per ogni europarlamentare di 15,496 euro per pagarsi il portaborse, o i 120 milioni di euro che volano sotto la voce "trasferte" degli euroburocrati per le riunioni a Strasburgo. Forse anche in Europa si spende poco e si spreca troppo. tags: elezioni europee Strasburgo

Torna all'inizio