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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CLASS ACTION” |
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"Task
force investigativa per far fronte all'allarme"
( da "Stampa,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
questi
incendi rappresentano un fenomeno inquietante e ritengo che sia importante
un'azione mirata a chiarirne l'origine. Penso ad una task-force investigativa
in grado di far fronte all'allarme». Il procuratore della Repubblica di
Sanremo, Roberto Cavallone, non aveva usato mezze parole, qualche giorno fa,
parlando dello stillicidio di episodi di fuoco che si verificano in Riviera.
chiude
senza preavviso il tempio dello squash - ilaria carra
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Chiusura Vico
Cenisio" dove ieri gli iscritti si attrezzavano per una possibile azione
collettiva contro il titolare della palestra. Fuori dai cancelli, il viavai di
soci e in alcuni casi freschi iscritti. «Ho aderito da un mese, e ho pagato 790
euro per un anno - racconta Fabio - ho già contattato un avvocato per fare
causa.
La
proclamazione dello sciopero è diritto collettivo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
della
qualificazione dello sciopero come diritto a titolarità individuale o
collettiva. Non è mancato chi ha subito evidenziato come questa ipotesi di
deflazione del conflitto collettivo, centrata sulla selezione dei soggetti
legittimati a proclamare lo sciopero, sia destinata a scontrarsi con il sacro
principio costituzionale della titolarità individuale del diritto di sciopero.
Le
tappe dell'accordo prima dei licenziamenti
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
licenziamento
collettivo», che si realizza se un datore intende effettuare almeno 5
licenziamenti in 120 giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità
produttive nell'ambito della stessa provincia. Prima di procedere ai
licenziamenti, occorre tuttavia avviare una complessa procedura di informazione
e consultazione sindacale che si articola in due fasi.
La
Parmalat dovrà risarcire ( da "Corriere delle Alpi"
del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ha stabilito
che la Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni ad un gruppo di
investitori stranieri - che hanno promosso una causa collettiva, non ammessa in
Italia - danneggiati dal crack dell'azienda italiana nel 2003. Il risarcimento
deciso dal giudice Lewis Kaplan è pari a 15,4 milioni di euro (1,47 euro per
azione, stando alla chiusura del titolo di Piazza Affari).
Parmalat
darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri
( da "Stampa,
La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La class
action Parmalat darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri Un giudice
della Corte distrettuale di Manhattan ha stabilito che il colosso del settore
alimentare Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni a un gruppo di
investitori stranieri danneggiati dal crac da circa 14 miliardi di euro che ha
colpito l'
smog,
piano contro la multa ue sindaci a rapporto da formigoni - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in 800
milioni: «Se così fosse, avvieremmo una class action contro gli amministratori
regionali, responsabili in solido con l´ente pubblico per il danno erariale
procurato». Se invece la Regione apparirà credibile alla Ue, la multa sarà
sospesa fino al giugno del 2011, il tempo accordato per mettersi in regola con
le emissioni.
maxi
risarcimento a investitori esteri
( da "Repubblica,
La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il Tribunale
Federale di New York ha approvato l´accordo raggiunto fra la Parmalat e un
gruppo di investitori stranieri che aveva promosso una causa collettiva (class
action) dopo il crack del 2003. Parmalat dovrà distribuire a questi investitori
10,5 milioni di sue azioni. Il risarcimento ha un valore di 15,4 milioni di
euro.
"Febbre
dell'istante" negli scatti di Roiter
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
associazione
Art Action, nell'ambito della rassegna «Exhibition Project», e la Società
Fotografica Novarese, che festeggia i 70 anni di attività, assieme
all'assessorato comunale alla Cultura. Ieri le anticipazioni a Palazzo Cabrino.
La rassegna sarà alla Barriera Albertina sino al 22: visite nei feriali ore
16-19, festivi anche 10-12,
spintoni
e minacce in statale decleva: danno di immagine
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Statale intorno
a un banchetto di Azione universitaria, nei pressi dell´Aula Magna. Gli
studenti dei collettivi hanno notato diversi militanti estranei all´università
e si sono avvicinati per chiedergli di uscire dall´ateneo. Una discussione
sempre più animata, interrotta dai funzionari della Digos e dagli agenti del
Reparto mobile che dalla mattina erano in piazza Santo Stefano.
Parmalat,
chiusa la class action Usa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
hanno avviato
una azione legale collettiva negli Usa sono state ratificate due giorni fa dal
giudice del Tribunale distrettuale di New York, Lewis Kaplan. Si tratta della
cessione di 10,5 milioni di azioni al valore nominale di un euro (meno dell'1%del
capitale) a carico del gruppo alimentare, transazione concordata lo scorso
maggio con gli investitori promotori della class action.
In
arrivo 8 milioni per la pesca ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azioni
collettive", da cui scaturiranno le prime Organizzazioni di produttori».
In vista anche aiuti per i giovanie per le cosiddette compensazioni
socioeconomiche per rottamazione naviglio. Sono aperte finoa fine aprile le
misure "classiche" per pesca e acquacoltura (budget 2009: 800mila
euro, di cui circa metà destinati alle imprese)
Studi
di settore, arriva il questionario per
Argomenti: Class Action
Abstract:
PARMALAT,
CORTE USA CHIUDE CLASS ACTION CON 15,4 MILIONI Parmalat ( nella foto il numero
uno Enrico Bondi) cederà 10,5 milioni di azioni (15,4 milioni di euro, meno di
quanto richiesto) agli investitori americani danneggiati dal crac: la giustizia
Usa ha dato il via libera alla transazione con i creditori.
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il no dei
collettivi di sinistra, interviene la polizia Raccolta firme di Azione
universitaria per controllare gli accessi in ateneo. «In un anno danni per 45
mila euro» è bastato un banchetto. Nell'atrio della Statale. Per chiedere un
accesso controllato all'università.
ancora
tensione fra gruppi di studenti in statale
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Ieri alla
facoltà di Scienze politiche in via Conservatorio si sono fronteggiati i
giovani di Azione Universitaria, che distribuivano volantini in cortile, e
quelli dei collettivi di sinistra, che li hanno avvicinati urlando lo slogan
"fuori i fascisti dalle università". Nonostante i caschi da moto che
alcuni avevano in testa, lo scontro non c´è stato.
il
volto buono del grand commis - teresa massari
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il manager
pubblico si autonomizza così da rapporti poco trasparenti con i rappresentanti
politici, mentre il fruitore dei beni collettivi da semplice utente diventa
cittadino consapevole. E si evita nel Mezzogiorno il fallimento dell´azione
pubblica e l´instaurarsi negli Enti di sistemi d´impresa illegali.
Banchetto
nella sede di Scienze politiche Ancora tensioni alla Statale, torna la polizia
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Qualcuna a
favore della protesta (Marco, studente del collettivo: ci insultano, ci
chiamano vandali e ci definiscono incivili) e qualcun'altra contro (il
vicesindaco De Corato: inaccettabili queste intimidazioni). Nel frattempo sono
state raccolte «quasi trecento firme per la petizione». Due camionette della
polizia davanti all'entrata.
Parigi,
lanci di scarpe e flash mob contro la riforma dell'università
( da "Corriere.it"
del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
insegnante di
economia e ricercatrice all'Universita di Parigi 13, presidente del collettivo
"Salviamo la Ricerca" erano insufficienti. Così abbiamo trasformato
la protesta in happening». Ecco allora il flash mob a Place Saint Michel: tutti
per strada a leggere un libro. A voce alta, tra turisti attoniti. Cinque minuti
e via tutti.
Piano
d'edilizia sociale: avviare subito i programmi
( da "Denaro,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
tempi rapidi
possono incidere positivamente nelle azioni collettive degli operatori e dei
cittadini contribuendo alla ripresa economica e alla creazione di un clima di
maggiore fiducia. Riguardo ai contenuti del decreto attuativo l'Agci abitazione
(Associazione Generale Cooperative Italiane) intende sottolineare alcuni
elementi fondanti degli obiettivi da perseguire per risolvere l'
pressing
su cammarata "non insabbi l'inchiesta" - sara scarafia
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
interesse
collettivo l´interesse di parte. Da un lato si fa cassa tagliando a man bassa
il sostegno alle categorie deboli, dall´altra si difendono i colletti bianchi».
Chiede a Cammarata di non voltare la testa dall´altra parte, anche Riccardo
Colaianni, fondatore del comitato No al muro circonvallazione: «Abbiamo diritto
di sapere la verità -
i
"colletti sporchi" della nuova mafia - salvo palazzolo
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
"Colletti
sporchi" è un´analisi di cosa è diventata la mafia oggi. Illuminanti le
parole del procuratore aggiunto Ingroia: «La mafia nell´ultimo decennio, anche
perché colpita dalle azioni di pressione dello Stato sul territorio, ha
progressivamente visto diminuire il gettito delle sue entrate.
Contratti,
clausole: tutti i rimedi ( da "Denaro, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
tutte le
azioni promosse dal sindacato a tutela di interessi collettivi facenti capo ai
lavoratori rientrano nella competenza del giudice del lavoro e ( ) alle liti di
impulso sindacale si applicano le disposizioni dettate dal legislatore del
1973"). Non solo, la violazione delle clausole obbligatorie può essere
sanzionata anche con l'
Aosta
riprende la marcia Travolto il San Lorenzo
( da "Stampa,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Al 4' è Egea
ad aprire le marcature, al termine di un'azione insistita sulla destra. Un
minuto dopo, finta dello stesso giocatore, su punizione in favore di De Lima,
che raddoppia con una gran botta. I liguri reagiscono e approfittano, all'8',
di una dormita collettiva della difesa per andare a segno con Leoni.
l'equità
sociale - lorenzo zoppoli ( da "Repubblica, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
recenti
ricerche attestano che la contrattazione collettiva è mediamente efficace
nell´attenuare le diseguaglianze salariali e che servizi pubblici estesi e
contrattazione collettiva centralizzata sono i mezzi migliori per assicurare
buone condizioni di vita diffuse, tutela contro l´inflazione e conservazione
dell´occupazione.
Arco
della Pace, class action contro la
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
contro la «movida» L oro vogliono l'isola pedonale all'Arco della Pace e il
Comune ha congelato il progetto. Le telecamere anti-traffico? «Solo promesse,
annunci...». Chiedevano una stretta sui locali, i residenti, controlli
anti-rumore e orari ridotti per i dehors: «è successo il contrario».
Arco
della Pace, abitanti in rivolta.
Argomenti: Class Action
Abstract:
«Class action
contro i danni da rumore» SEGUE DA PAGINA 1 E con questa fanno due. Dopo
l'esposto depositato in Procura dai comitati dei residenti sui Navigli, arriva
la causa collettiva degli abitanti all'Arco della Pace. è la ribellione alla
«vita notturna fuori controllo».
Travolti
dagli Animal Spirits ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Ed è un
problema di azione collettiva, nel senso che se anche un individuo o una
minoranza muta il proprio sentimento e decide di investire, se nessuno o pochi
altri lo seguono la sua azione è un suicidio. I mercati si fondano su processi
decisionali decentrati.
L'esperto
che incastra i writer ( da "Stampa, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Una specie di
class-action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima)
condanna, farà sì che l'intera operazione, in codice «Mancha» (significa
«macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché
saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in
più le spese per cancellare le scritte.
Scontri
autonomi-Fuan all'Università di Torino
( da "Corriere
delle Alpi" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Azione
universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo
universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezione dei
rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche. A riprova
di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e
polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio
guardando
con gli alunni i pianisti al lavoro - corrado augias
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
decreti sulla
sicurezza dei posti di lavoro dove ogni giorno qualcuno cade o brucia vivo,
proroga la Class Action per i diritti dei consumatori. Chissà quante altre
sedute come questa, nell'indifferenza della maggioranza che ha già deciso
altrove e dell'opposizione che ha troppe beghe interne da curare. I ragazzi mi
fanno notare che qualche pianista è al lavoro.
proteste
anti-fuan, cariche e feriti mattina di follia a palazzo nuovo - meo ponte
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il Collettivo
Universitario Autonomo. La carica della polizia che reagisce alla pressione
degli studenti è istintiva e irrefrenabile. è quasi mezzogiorno di ieri e
l´Università vive un altro giorno di follia. Difficile capire chi o che cosa
abbia originato gli scontri tra polizia, studenti, autonomi e anche qualche
dipendente universitario.
petruzzelli,
l'ultimatum al cda - raffaele lorusso
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Non risponde
al telefono" Prosegue la class action: pronto un esposto contro sindaco e
ministro RAFFAELE LORUSSO «Capisco il disappunto, ma bisogna evitare qualsiasi
conflitto». La presa di posizione del vicepresidente della Provincia, Onofrio
Sisto («rinunciamo al Teatro Petruzzelli, lasciamolo alla famiglia»), non
stupisce il sindaco.
Scontri
studenti-agenti ( da "Corriere della Sera"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
gli studenti
del Collettivo universitario autonomo hanno lanciato uova e fumogeni contro la
polizia che li separava dai giovani del Fronte universitario d'azione nazionale
impegnati nella raccolta di firme per le elezioni. Il bilancio: tre giovani
portati in Questura , di cui uno arrestato, sei agenti feriti.
L'esperto
che incastra i writer ( da "Stampaweb, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Una specie di
class-action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima)
condanna, farà sì che l?intera operazione, in codice «Mancha» (significa
«macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché
saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in
più le spese per cancellare le scritte.
"ma
il copyleft aumenta le vendite" - irene maria scalise
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
aspetti Il
collettivo Wu Ming: "Scaricano i nostri libri e poi li comprano"
"Ma il copyleft aumenta le vendite" Vogliamo conciliare riproduzione
e remunerazione dell´artista. Comunque da dieci anni i nostri lavori si possono
prendere liberamente dalla rete IRENE MARIA SCALISE I loro libri sono stati
tradotti in tutte le lingue e per loro il copyright è un concetto archiviato da
tempo:
Università,
scontri fra collettivi e giovani di An
( da "Corriere
della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
intervengano
le autorità accademiche Università, scontri fra collettivi e giovani di An
Rissa davanti al banchetto che chiedeva i «tornelli» agli ingressi Terzo giorno
di raccolta firme. Terzo scontro in università. Nel mirino sempre il banchetto
di Azione universitaria che chiede «un accesso controllato in ateneo», i
tornelli.
Città
Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An
( da "Corriere
della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
5 categoria:
REDAZIONALE Città Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An
Assalto al gazebo per la sicurezza. Il rettore Decleva: tutti devono parlare Le
tensioni in vista delle elezioni accademiche. Per il collettivo, Azione
universitaria «è un corpo estraneo all'ateneo» Alla fine lo scontro è stato
inevitabile.
ERNANI
RIMETTE IL SUO MANDATO Il soprintendente dell'Opera di Roma Francesco Ernani ha
dichi... ( da "Unita, L'"
del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
bondi
denunciato Dopo la class action procedimentale avviata quattro mesi fa perché
il teatro Petruzzelli venga dichiarato di proprietà pubblica, i due avvocati
promotori dell'iniziativa hanno chiesto alla procura della Repubblica di Bari
di indagare per «atti omissivi» sul ministro dei beni culturali, Sandro Bondi,
e sul sindaco di Bari,
Pendolari
preparano la causa ( da "Stampa, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
idea dei
pendolari esasperati è di proporre un'azione collettiva con la richiesta di un
risarcimento di danni individuali. Il lasso di tempo da «scandagliare» riguarda
gli ultimi dodici mesi, l'appuntamento con gli avvocati è l'8 aprile. «Stiamo
raccogliendo il materiale che cominceremo a vagliare prima di presentare tutto
ai legali - sottolinea Settembri -.
funerale
per i "nogelmini" stop al collettivo senza sponsor - ottavia
giustetti ( da "Repubblica, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nel frattempo
tutte le facoltà dell´Università di Torino hanno dato vita ai loro collettivi e
quelli già esistenti si sono rafforzati. Ma le strategie, le modalità d´azione
del Cua non erano più condivise, l´approccio degli anarchici (che pure avevano
accettato di mettere al voto le decisioni nel corso degli incontri) era sempre
più ingombrante.
giuristi
perplessi sui termini di scadenza e c'è chi propone l'avvio di una class action
( da "Repubblica,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è chi propone
l´avvio di una class action Il Partito socialista lancia l´idea di una causa
attivata dai cittadini. "Il danno non è stato arrecato agli azionisti ma
alla intera collettività" Penalisti e amministrativisti sono divisi sulla
possibilità tecnica che l´indagine sul falso in bilancio, che vede indagato
l´ex cda dell´Amia,
Comune
contro Trenitalia ( da "Stampa, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
In Italia la
class action non esiste ma credo sia utile verificare la possibilità di una
causa legale collettiva di risarcimento danni individuali. Il Comune sosterrà i
pendolari che stanno lavorando con un pool di avvocati: fornendo il supporto
dell'ufficio legale dell'amministrazione oppure sostenendo le spese per
l'azione».
Wind,
sentenza sui canoni "Rimborsi per 50 milioni"
( da "Repubblica.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
poiché ancora
in Italia non sono possibili class action, questa sentenza non ordina a Wind di
rimborsare gli utenti, ma spiega che hanno diritto al rimborso. Una differenza
giuridica sottile, che ha un effetto pratico: gli utenti che non ottengono
spontaneo rimborso da Wind, dovranno intentare cause separate, ma grazie a
questa sentenza non dovranno più provare l'
Cherie
Blair guida la class action contro Royal Bank of Scotland
( da "Stampa,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
LA MOGLIE
DELL'EX PREMIER Cherie Blair guida la class action contro Royal Bank of
Scotland Sarà l'avvocato più famoso del Regno Unito, Cherie Booth in Blair, la
moglie dell'ex premier Tony, a condurre la class action contro la Royal Bank of
Scotland (Rbs) intentata da due fondi pensioni statali del North Yorkshire e di
Merseyside.
Wind
condannata: risarcirà gli abbonati
( da "Stampa,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
In Italia
manca una vera legge sulla class action - spiega l'avvocato Paolo Fiorio,
legale dell'associazione - Se ci fosse, probabilmente Wind sarebbe stata
condannata al rimborso immediato». Saranno i singoli utenti, invece, a doversi
rivolgere al Giudice di pace per ottenere la restituzione di quanto speso per
un servizio mai ricevuto.
scontri
a roma tre per il libro su sandri. "feriti 4 studenti"
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
I collettivi
di sinistra di Scienze Politiche hanno denunciato: «Due dei nostri sono stati
aggrediti dagli studenti di Azione Universitaria affinché non intervenissimo,
mercoledì, alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri». Gli studenti di
destra accusano i collettivi: «Stavamo volantinando, due dei nostri sono stati
colpiti»
le
vittime - laura mari ( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sono i
giovani dei collettivi di sinistra della facoltà di Scienze Politiche di Roma
Tre, che hanno detto di essere stati «colpiti nel cortile dagli studenti di
Azione Universitaria che precedentemente ci avevano minacciato di non
interferire e non intervenire alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri
che si sarebbe svolta mercoledì in facoltà»
Sono
scesi da una Mercedes Avevano mazze e caschi
( da "Unita,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
tre ragazzi
del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al
viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche
di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già
individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì,
perché oltre ad essere iscritti qui -
Sono
scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso . Con caschi, mazze, cinte
chiodate e ... ( da "Unita, L'"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
tre ragazzi
del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al
viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche
di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già
individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì,
perché oltre ad essere iscritti qui -
Cinque
anni di tensioni visibili ( da "Unita, L'"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Quel giorno
Azione Universitaria e del Foro 753 si erano dati appuntamento a Roma Tre fin
dal mattino al motto: «Scancelliamoli». 9 febbraio 2009 Alcuni ragazzi dei
Collettivi studenteschi di Roma Tre vengono aggrediti e intimiditi mentre affiggono
i manifesti del convegno sulle Foibe con lo storico Nicola Tranfaglia.
scontri
all'università, due studenti feriti - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Secondo
quanto riferito dagli studenti dei collettivi di sinistra, in mattinata «alcuni
esponenti di Azione Universitaria sono entrati nell´aula autogestita per
intimarci e avvertirci, con violente minacce, di non intervenire alla
presentazione di un libro su "Gabbo" che si sarebbe svolta nei giorni
seguenti nell´ateneo.
la
signora blair in campo contro rbs - enrico franceschini
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Economia La
signora Blair in campo contro Rbs Guiderà la class action di due fondi
pensione: il governo risarcisca Barclays guadagna oltre il 20% alla Borsa di
Londra grazie al buon avvio del 2009 ENRICO FRANCESCHINI dal nostro
corrispondente LONDRA - Sarà un processo da prima pagina. Sul banco degli
imputati, una grande banca britannica, la Royal Bank of Scotland (Rbs),
Scontri
tra Collettivi e Azione universitaria Feriti 5 studenti all'università
Argomenti: Class Action
Abstract:
hanno
effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà». Opposta la versione
di Azione universitaria, che parla di «ennesimo episodio di odio politico e di
violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di giovani dei Collettivi,
con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito da un'aula armato di caschi e
bastoni».
Cherie
Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action»
Cherie Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour La moglie di uno
storico premier labour, Cherie Blair, contro il banchiere labour per
eccellenza, Sir Fred Goodwin. Sarà infatti l'avvocato più celebre del Regno
Unito, Cherie Booth in Blair (foto), moglie dell'ex premier Tony, a
rappresentare la class action,
Roma
Tre, scontri tra studenti: 5 feriti
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
scontri tra
studenti: 5 feriti Botte e accuse tra Collettivi e Azione universitaria, in
serata assalto a circolo An Torna la violenza all'università. Ieri mattina
cinque ragazzi, tre dei collettivi di sinistra e due dei movimenti di destra,
sono rimasti feriti a «Roma Tre» in uno scontro davanti a Scienze Politiche.
Università,
scontri e accuse ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per gli
studenti dei collettivi «è stata un'aggressione premeditata: almeno 15 fascisti
di Scienze politiche ed esterni alla stessa, con la scusa di promuovere
un'iniziativa su Gabriele Sandri, hanno effettuato un'azione squadrista
all'entrata della facoltà. Caschi e bastoni non erano lì per caso».
Più
sicurezza in città con i volontari civici
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
AZIONE Più
sicurezza in città con i volontari civici Uscita da scuola più sicura per gli
alunni valenzani. E' entrato infatti in funzione un nuovo servizio, svolto
interamente da volontari. «Fu una delle prime cose che notai quando assunsi il
comando della polizia municipale - spiega Andrea Ramondetti -: sembrava anacronistico
impiegare pattuglie davanti alle scuole per far attraversare
Raid
squadrista a Roma Tre scattano le denunce
( da "Unita,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per Azione
Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra
mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere
comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe
potuto metterci ciò che voleva».
SEGUE
DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru...
( da "Unita,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per Azione
Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra
mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere
comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe
potuto metterci ciò che voleva».
I
Collettivi accusano
Argomenti: Class Action
Abstract:
Aperto dai
collettivi di sinistra, l'armadio appartenente ai rappresentanti di Azione
Universitaria viene esaminato con costernazione anche dal preside di facoltà
professor Francesco Guida. Al pomeriggio poi, nel bagno disabili a pianterreno
del Rettorato, vengono scoperte scritte a pennarello: «Brigate rosse, partito
comunista combattente,
Per
la pesca una filiera allargata ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ammodernamento
dei pescherecci e uno per progetti pilota e azioni collettive. Nel piano
europeo rientra anche la demolizione di un certo numero di imbarcazioni: il
termine per la richiesta scade il 31 marzo, ma è ancora incerto il numero di
pescatori che farà uso di questi incentivi. CONGIUNTURA COMPLESSA Nel primo
semestre 2008 introiti giù da 15,5 a 11,6 milioni Squecco (Federcoopesca)
Formazione
gratuita per aggiornare manager e dirigenti
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
le grandi
imprese e le multinazionali annualmente programmano e mettono a budget una
serie di azioni formative indirizzate ai propri dipendenti. L'idea è che dunque
le Pmi possano approfittare del periodo di crisi, con il calo degli ordinativi,
per qualificare i loro lavoratori e colletti bianchi ed affrontare quindi con
strumenti più appropriati, tra qualche mese, la ripresa.
roma
tre, l'accusa dei collettivi: "destra con le spranghe"
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pagina III -
Roma Roma Tre, l´accusa dei collettivi: "Destra con le spranghe" «In
un armadio dell´aula autogestita dagli studenti di destra abbiamo trovato
catene, spranghe e volantini fascisti» è la denuncia dei collettivi di sinistra
di Roma Tre dopo l´aggressione di lunedì a Scienze Politiche.
blocco
studentesco sfila all'università tensione e proteste
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Diversa la
versione del Blocco che parla di «clima d´odio instaurato dai collettivi con la
loro continua "caccia al fascista"». E uno studente della lista
Unicentro, Francesco Abbate, accusa: «aggredito da un militante di Azione
Universitaria».
"roma
tre, ecco le armi della destra" - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
aggressione
fascista da parte dei militanti di Azione Universitaria e non una rissa
scatenata dalla presentazione del libro su Gabriele Sandri a cui - precisano i
collettivi - non abbiamo mai pensato di opporci». Ma gli esponenti di Azione
Universitaria non ci stanno ad essere accusati e riguardo alle spranghe e alle
catene rinvenute nell´armadietto,
Una
causa collettiva per i danni all'ambiente
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
che ha
lanciato insieme al Codacons una petizione per sondare l'interesse dei
cittadini a prendere parte a un'eventuale «class-action» contro il temuto danno
ambientale e il deprezzamento del valore degli immobili nel tratto compreso tra
Vado, Bergeggi, Valleggia e Zinola che potrebbero verificarsi a seguito
dell'entrata in funzione della nuova piattaforma contenitori e rinfuse.
i
leader dell'onda tra rabbia e protesta "ci imbavagliano, ma noi andiamo
avanti" - (segue dalla prima pagina) katia ancona
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
E venerdì
prossimo in prefettura, nell´ambito del comitato provinciale per l´ordine e la
sicurezza si discuterà di quanto avvenuto martedì all´università di Roma Tre,
dove gli studenti dei collettivi di Scienze Politiche hanno denunciato di
essere stati aggrediti da alcuni esponenti di Azione Universitaria.
Roma
Tre, la destra: La nostra spranga? Era un righello...
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Si sono
difesi così gli studenti di Azione universitaria (movimento vicino ad An)
davanti al rettore di Roma Tre, dopo il ritrovamento di mazze e catene in un
loro armadietto all'università. Le catene? «Sono per i motorini, e sono state
messe lì apposta: appartengono ai collettivi di sinistra», aggiungono i giovani
di Au.
Voto
per delega, saltano i vincoli sulle società
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sia gli
organismi di investimento collettivi, sia, soprattutto, le cooperative. Le
novità in arrivo, così, saranno operative per le società con sede in uno Stato
membro e con azioni ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato della
Ue. Tra i cardini della direttiva c'è la possibilità della record date, ovvero
la determinazione di un giorno precedente l'
Au:
mazze e catene non sono nostre ( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sono state
messe lì apposta e appartengono ai collettivi di sinistra. Abbiamo una foto di
una loro riunione che ritrae quelle stesse catene sul pavimento». Ma il clima
alla Terza università è ancora teso: lo testimonia un battibecco, che
fortunatamente non è sfociato in alcuna azione violenta, nato mentre gli
studenti Au erano dal rettore.
Un
impulso all'attività formativa ( da "Denaro, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in
"servizi collettivi". Infatti sono state sottoscritte convenzioni con
soggetti qualificati in grado di offrire ai nostri iscritti servizi gratuiti,
sostenendone i costi con proprie risorse di bilancio. L'abbonamento gratuito ad
"Europaconcorsi", riservato a tutti gli iscritti, è al quinto anno,
il cui costo pari ad â?
Tetto
del 30% per gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono
guerriglieri" ( da "Stampaweb, La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ma non
abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza» rincara il coordinamento dei
collettivi dell?università La Sapienza. «Tutto siamo meno che guerriglieri e
criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che
pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti
dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l?
Violante
Placido ora è star anche a Bollywood
( da "Corriere.it"
del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
action-hero
Akshay Kumar (già partner di Kyle Minogue in Blue). Non dovrà fare troppa
fatica: il regista gli ha chiesto di recitare nei panni (e in quel resta dei
muscoli), di se stesso senza neanche doversi spostare da casa: il film ,
infatti, racconta la storia di uno stuntman indiano a Hollywood, e sarà il
primo film bollywoodiano ad essere girato nella mecca del cinema americana.
Visite
radioguidate e multimediali nel Castello di Casale Monferrato
( da "Stampaweb,
La" del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Questo
particolare format di performing media si baserà su interazioni radio e video
per le azioni teatrali, realizzate in collaborazione con il Collettivo
Teatrale-CET di Casale Monferrato che interverrà con i suoi attori ed una
originale drammaturgia, per fare di InCASTELLamenti-civici assedi non solo uno
spettacolo teatrale ma un momento di coinvolgimento attivo.
Angoli
di città recuperati alla cultura ( da "Corriere delle Alpi"
del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Lia Cecchin è
presente alla collettiva con il suo cellulare, Carol Botto con dei dipinti che
mostrano la bellezza del volto e dello sguardo femminile, Andrea Visentini con
il suo ritratto di donna concentrata nell'azione che sta compiendo. Barbara
Taboni riflette sul rapporto uomo-donna attraverso dei busti tagliati a metà,
alcuni maschili altri femminili,
Dal
radiodramma al jazz: il suono secondo Vowinckel
( da "Unita,
L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
una sessione
d'ascolto collettiva), e a seguire una performance dal vivo per voce, organo
elettrico, percussioni e azione. Esibizioni poliedriche che dalla parola
passano attraverso il mondo dell'elettronica e la scuola acusmatica francese.
Le collaborazioni con le maggiori emittenti e la scena dell'improvvisazione
berlinese.
La
Statale: i violenti? Faremo i nomi alla polizia
( da "Corriere
della Sera" del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Gli studenti
che commettono reati «verranno segnalati alle autorità giudiziarie», spiega il
rettore Enrico Decleva. Soddisfatti i rappresentanti di Azione Universitaria.
Mentre i Collettivi studenteschi denunciano: «L'università dovrebbe essere un
luogo libero ». A PAGINA 7 Argentieri
[FIRMA]GAIA
FERRARIS CANELLI Ciak! Si gira l'Assedio . Questa volta, obiettivo...
( da "Stampa,
La" del 22-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i suoi non
hanno solo filmato i rituali collettivi della preparazione di costumi, armi e
scenografie, ma anche i momenti di «training» dei singoli che partecipano alla
kermesse. Una preparazione piena di passione e trepidazione, come quella dei
tamburini. Valla ha scelto di raccontare la storia di uno di loro, e la
lavorazione ha previsto anche alcune riprese nella sua cameretta.
"Una
forma di protesta totalmente inutile"
( da "Stampa,
La" del 23-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sostenere la
sensazione che il blitz anarchico non spaventi nessuno - tranne forse i clienti
del Cambio - c'è la collettiva alzata di spalle rispetto a una «protesta
generalista e spettacolarizzata». «Ci sono problemi ben più gravi - dice
Edoardo Piras, 35 anni - di un gruppo di persone, completamente staccate dalla
realtà, che pensano di fare chissà che con un secchiello di sterco.
"L'emotività
non aiuta i mercati" ( da "Stampa, La"
del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
gestioni
collettive, fondi pensione, assicurazioni vita, gestioni di portafoglio. Se dal
2003 al 2008 questo settore è rimasto, in termini assoluti, pressoché invariato
(1060 miliardi con una variazione dello 0, 01 per cento), in termini relativi
il suo peso sulle attività finanziarie delle famiglie italiane è invece sceso
dal 34,
"atto
dovuto l'esproprio del petruzzelli" - raffaele lorusso
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
avvocato Luigi
Paccione, che con i colleghi Alessio Carlucci e Nicola Favia ha promosso una
class action procedimentale, è però sbagliato parlare di esproprio. «Il Teatro
- spiega - è pubblico dal 1995. Da quando, cioè, è scaduta la concessione del
suolo pubblico ai privati, che per legge non può durare più di 99 anni».
cellulari,
multa antitrust per le suonerie "truffa" - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
multa
antitrust per le suonerie "truffa" I consumatori: ora serve la class
action Il Codacons: 8 siti su 10 non rispettano la normativa europea LUISA
GRION ROMA - Oltre a perforare l´udito possono avere un costo nascosto. Ci può
essere un inganno dietro le segreterie telefoniche: uno la sceglie, la scarica
e pensa che sia finita lì.
Abstract: azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione.
Argomenti: Class Action
Abstract: DA OPERAIO A «COLLETTO BIANCO» LA CAUSA DI LAVORO MARCO FILIPPI AGORDO. Ogni tre giorni presentava alla sua azienda un certificato medico che attestava una "sindrome ansioso depressiva" causata, a suo dire, da un presunto demansionamento che gli impediva di andare al lavoro e di avere normali rapporti sociali con altre persone.
Abstract:
azione
collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future.
Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati
Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel
tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le
fondamenta per la crescita della prossima generazione.
GESTORI
TELEFONICI ( da "Corriere della Sera"
del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Come al solito
paga e non vedrà indietro il becco di un quattrino. Senza l'introduzione in
Italia della class-action possiamo essere sicuri che, tra non molto, si
ritornerà sullo stesso argomento e alla solita commedia. Giorgio Mazzola
Pontesesto di Rozzano (Mi)
Class
action e testamento biologico ( da "Denaro, Il"
del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva, riforma del processo civile, intercettazioni, Adr. Sono state
queste le tematiche (al centro del dibattito politico-parlamentare) affrontate
nel corso del IV Congresso di aggiornamento professionale forense organizzato
dal Consiglio nazionale forense a Roma nei giorni scorsi, al quale ha
partecipato anche una delegazione del Consiglio dell'
The
AIDS Controversy ( da "Corriere.it"
del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
guileless
reconciliation with which the papal letter solicits the entire Church" to
avoid "perpetuating interpretations intended to make the Pope say what he
quite evidently did not say. Which is a very debatable, and even rather
insolent, way of building a position distinct from correct church action".
M. Antonietta Calabrò English translation by Giles Watson www.watson.it stampa
|
diossina,
legambiente pronta alla class action nel salento
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Legambiente
pronta alla class action nel Salento Una class action contro la Coopersalento e
tutti i "predoni della diossina". Legambiente ha lanciato ieri
un´azione collettiva "per ottenere il risarcimento da chi avvelena con la
diossina l´aria e l´acqua del Salento, non solo per i danni alle attività
economiche, fin qui reali e accertati,
Città
presidiata, il corteo lancia scarpe e vernice alle banche
( da "Unita,
L'" del 29-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
E sul
protocollo: «Il patto ha resistito, ora la Cgil lo difenda». «Siamo in 50mila»
dice Bernocchi. In piazza anche i movimenti per il diritto alla casa. Dal palco
di piazza Navona i collettivi rivendicano le «azioni antiliberiste». «Onda
spaccata? Solo falsità».
Il
gregge e il rischio delle scelte collettive
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
freno alle
conseguenze aggregate di azioni individuali che vanno in direzione opposta
rispetto alle opinioni collettive. Se a ritenere che il valore di un'azione sia
più alto del suo valore di mercato sono solo pochi compratori, la loro
decisione di acquistare l'azione farà aumentare i prezzi, in tal modo
scoraggiando l'incentivo all'acquisto da parte di altri potenziali acquirenti.
La
Siae aderisce alla class action contro Google Book Search
( da "Stampaweb,
La" del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action»
intentata negli Stati Uniti da autori ed editori nei confronti di Google Book
Search per violazione di copyright. E? Google ad aver proposto negli Usa una
transazione, che prevede tra l?altro un diritto d?autore a forfait di 60
dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale possono partecipare gli
autori e gli editori di tutto il mondo.
[FIRMA]ANNA
MASERA La Società italiana autori e editori ha comunicato ieri in una lettera
ai... ( da "Stampa, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
comunicato
ieri in una lettera ai suoi soci di avere aderito alla «class action» americana
nei confronti di Google Book Search per violazione di copyright. È Google ad
aver proposto negli Usa una transazione, che prevede tra l'altro un diritto
d'autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale
possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo.
Class
action degli autori anche la Siae contro Google
( da "Stampa,
La" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
degli autori anche la Siae contro Google I magistrati italiani hanno logorato,
in questi ultimi anni, un capitale immenso di fiducia, di credibilità, perfino
di riconoscenza che l'opinione pubblica aveva riservato al loro ruolo nella
nostra società.
Nuova
architettura per le Alpi ( da "Corriere delle Alpi"
del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per questo le
sollecitazioni straordinarie che derivano dalla mostra "Architettura
contemporanea alpina" possono fornire l'occasione per una riflessione
collettiva che superi il giudizio sui soli risultati di visibilità e di
modificazione del paesaggio per capire le azioni di comunità tenacemente
impegnate a ritrovare nella montagna le ragioni del proprio futuro».
Cento
cause contro la discarica ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
REDAZIONALE
Malagrotta Perizie sulle abitazioni e ricorso ai magistrati, i residenti
vogliono la «class action» Cento cause contro la discarica Strada aperta da
Carla Scorsoni: «La mia casa svalutata del 30%» Hanno deciso di chiedere un
risarcimento a chi ha prodotto il danno ambientale. Impugnando recenti condanne
in tribunale, i residenti di Malagrotta —
Argomenti: Class Action
Abstract:
imminente
class action contro i «danneggiatori» di Malagrotta. Ha un pilastro: la mamma
Gina, che vedova si occupa ancora del forno a Pineta Sacchetti. Anche lei vuole
vedere finire nel nulla questo sogno del fornaio Orlando. Carla Scorsoni,
commerciante a Monteverde Vecchio in elettronica, è perfino scappata per cinque
anni da questo posto costruito dal babbo nel 1968,
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
contro Malagrotta? «Chiamiamola più semplicemente causa collettiva - spiega
Apollonio - . Anche se la nostra iniziativa s'incrocerà con il varo della nuova
legge sulle class action...». Punto di riferimento generale, la perizia fatta
fare dalla famiglia Scorsoni che ha fatto quantificare il deprezzamento subito
dalla loro abitazione,
Copyright,
class action di Siae contro Google
( da "Stampaweb,
La" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
( da "Stampa, La" del
01-03-2009)
Argomenti: Class Action
INDAGINIUN FENOMENO
INQUIETANTE TRA LE PRIORITA' DELLA MAGISTRATURA "Task force investigativa
per far fronte all'allarme" Il procuratore sul fenomeno degli incendi
dolosi [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO «Tutti questi incendi
rappresentano un fenomeno inquietante e ritengo che sia importante un'azione
mirata a chiarirne l'origine. Penso ad una task-force investigativa in grado di
far fronte all'allarme». Il procuratore della Repubblica di Sanremo, Roberto
Cavallone, non aveva usato mezze parole, qualche giorno fa, parlando dello
stillicidio di episodi di fuoco che si verificano in Riviera. Una
preoccupazione reale, quella del responsabile dell'ufficio indagini, deciso
evidentemente a scoprire cosa si nasconda dietro alle notti di fuoco che, con
cadenza quasi bisettimanale, vedono finire nel mirino privati cittadini ed
aziende (soprattutto artigiane). Fino ad oggi l'attività investigativa non ha
portato a risultati in grado di dare una chiave di lettura. Gli unici crimini
smascherati hanno permesso di individuare quali moventi rivalità personali e
realtà ai confini della concorrenza sleale. La volontà della procura, in questo
momento, sembra essere quella di passare all'azione, di capire la portata
criminale del fenomeno, poco importa che mandanti ed esecutori materiali siano
o meno legati al mondo del crimine organizzato o alla delinquenza comune.
Perchè a preoccupare è anche l'allarme sociale legato ai roghi dolosi, le
ripercussioni per il cittadino (soprattutto per chi parcheggia l'auto o lo
scooter in strada la sera e lo ritrova la mattina ridotto ad un cumulo di
rottami anneriti) e il clima di omertà con il quale si confrontano spesso gli
investigatori di polizia e carabinieri. E non smascherando gli autori, anche
degli incendi isolati, anche di quei roghi che all'apparenza non
interesserebbero a nessuno, il rischio è che si alimentino da una parte
l'insicurezza della collettività e dall'altra che si inneschi una sorta di
«consapevolezza di impunità». E questo la procura, le forze dell'ordine e la
collettività intera non lo possono ammettere e concepire.
( da "Repubblica, La"
del 01-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VIII - Milano
Chiude senza preavviso il tempio dello squash Sbarrati i cancelli dei centri
fitness Vico All´ingresso una nota dell´ufficiale giudiziario. Nasce il gruppo
online dei clienti beffati ILARIA CARRA Cancelli blindati con catenaccio,
centralini che suonano a vuoto e nessuna traccia del personale. è la scena a
cui, senza preavviso, si trovano di fronte da giovedì scorso i soci del Vico
Cenisio e del Vico Squash, due centri fitness tra i più noti della città, che
da un giorno all´altro non hanno più riaperto i battenti lasciando "a
piedi" gli iscritti che ora temono di veder sfumare abbonamenti pagati
anche da pochi giorni. Dopo il Club Conti di corso Como, dove alcuni mesi fa il
passaparola su un´imminente chiusura aveva anticipato la notizia della fine di
un´era (quella della famiglia Conti) e del passaggio di gestione (alla Virgin
Active), altri due centri sportivi milanesi, di cui uno è lo storico tempio
dello squash cittadino, rischiano ora di chiudere. Operazione che sembra già compiuta
almeno in via Cenisio, data la visita giovedì scorso dell´ufficiale giudiziario
che, dopo aver rimandato a casa chi si stava allenando sul tapis roulant o in
vasca, ha messo i sigilli all´edificio a seguito di uno sfratto esecutivo per
morosità. Chiuso non si sa fino a quando, come informa un nastro informativo
pre-registrato: "Avvisiamo i gentili soci che il club è stato chiuso per
cause non dipendenti dalla nostra volontà. Allo stato non siamo in grado di
dare informazioni circa i tempi di riapertura". Le voci che il Vico
Cenisio non navigasse in ottime acque, per la verità, si rincorrevano già da
tempo. Tanto che su Facebook da mesi esiste il gruppo "Chiusura Vico Cenisio" dove ieri gli iscritti si
attrezzavano per una possibile azione collettiva contro il titolare della palestra. Fuori dai cancelli, il viavai
di soci e in alcuni casi freschi iscritti. «Ho aderito da un mese, e ho pagato
790 euro per un anno - racconta Fabio - ho già contattato un avvocato per fare
causa. Figuriamoci se un mese fa non sapevano che avrebbero chiuso». In
via Vico stessa scena, anche se qui, dietro San Vittore, in realtà lo scenario
potrebbe essere diverso. Un cartello parla di chiusura temporanea, la direzione
si starebbe organizzando per accogliere gli "appiedati" di Cenisio, e
da domani la palestra dovrebbe riaprire. Dal titolare, Lorenzo Schnur, nessuna
conferma. Certo è che il cartello dell´azienda del gas che informa dello stop
alla fornitura dal 2 marzo, appeso al cancello, non lascia ben sperare.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-01 - pag: 17 autore: ANALISI La
proclamazione dello sciopero è diritto collettivo di Michele Tiraboschi N el
condizionare la legittimità dello sciopero alla proclamazione da parte di
organizzazioni sindacali che - direttamente o a seguito di verifica
referendaria esprimano il consenso di una maggioranza qualificata di
lavoratori, il disegno di legge del Governo sulla regolamentazione dei
conflitti nel settore dei trasporti non interviene sulla rappresentanza
sindacale (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Coerentemente all'idea di
promuovere un sistema libero e responsabile di relazioni industriali, la
misurazione del grado di rappresentatività dei soggetti proclamanti è infatti
affidata a indici e criteri elaborati dalle stesse parti sociali. Le quali, con
l'accordo del 22 gennaio, si sono date tre mesi di tempo per raggiungere
un'intesa che pare oggi davvero a portata di mano. La proposta governativa
incide, semmai, su un altro aspetto nevralgico del nostro sistema di relazioni
industriali, e cioè sul tema della qualificazione dello
sciopero come diritto a titolarità individuale o collettiva. Non è mancato chi ha subito evidenziato come questa ipotesi di
deflazione del conflitto collettivo, centrata sulla selezione dei soggetti
legittimati a proclamare lo sciopero, sia destinata a scontrarsi con il sacro
principio costituzionale della titolarità individuale del diritto di sciopero.
Un vero e proprio dogma del nostro giussindacalismo, se è vero che l'articolo
40 della Costituzione si limita ad affermare che «il diritto di sciopero si
esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano». Con ciò affidando
inequivocabilmente al legislatore il compito di precisarne modalità
organizzative ed esecutive in funzione dell'obiettivo, ineludibile, di
coniugare l'interesse del gruppo collettivo con la tutela degli interessi
generali e, in particolare, di altri diritti della persona o anche dell'impresa
contemplati dalla stessa Carta costituzionale. Dopo la legge del 1990 sull'esercizio
del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è poi il segmento
centrale e più rilevante del conflitto collettivo, non può peraltro neppure
dirsi che la tesi della titolarità individuale del diritto di sciopero sia
davvero così radicata e dominante almeno tra gli addetti ai lavori. Lo
confermano i più recenti studi monografici, tutti orientati in favore della
titolarità collettiva. Nell'imporre l'atto di
proclamazione scritta e nel prevedere una serie di obblighi procedimentali e sanzioni
per la loro violazione a carico del soggetto collettivo proclamante, il
legislatore ha da tempo superato la qualificazione dello sciopero come diritto
individuale a esercizio collettivo. Quanto basta per distinguere – diversamente
da quantiancora ragionano sul presupposto implicito, ma mai dimostrato della
titolarità individuale – tra un diritto di proclamazione e un diritto di
attuazione dello sciopero regolarmente proclamato. Solo quest'ultimo diritto
spetta ai singoli lavoratori, a condizione tuttavia di svolgersi in conformità
alle modalità di esecuzione decise dalla organizzazione proclamante. è del
resto la costante giurisprudenza della Commissione di Garanzia sull'attuazione
della legge del 1990 che ora è oggetto delle modifiche avanzate dal Governo, a
confermare che l'atto di proclamazione dello sciopero è riservato alle
organizzazioni sindacali, ancorché non necessariamente operanti in un forme
associati-ve o strutturate, e non al singolo lavoratore. Già oggi, dunque, nei
servizi pubblici essenziali la titolarità del diritto di sciopero si scinde tra
il soggetto collettivo, legittimato alla proclamazione, e i singoli lavoratori,
che hanno la facoltà di attuare ma non di proclamare lo sciopero. Né più né
meno di quanto contempla ora la proposta governativa, il cui obiettivo è
identificare quelle soglie di rappresentatività qualificata che, nel
bilanciamento di interessi previsto dalla Costituzione, rendono meno soggetto a
istanze corporative il concreto contemperamento tra il diritto di sciopero e il
diritto alla libertà di circolazione delle persone. Inoltre in un settore come
quello dei trasporti caratterizzato da una polverizzazione della rappresentanza
sindacale, a essere rafforzati sono ora non solo i diritti degli utenti, ma
anche quei sindacati che, per la loro forza rappresentativa, sono attenti alla
salvaguardia degli interessi generali e maggiormente in grado di assumersi la
responsabilità delle loro azioni. RAPPRESENTATIVITà La definizione di un
livello che abilita a indire la protesta giova anche ai sindacati maggiori
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IL TEMA DELLA SETTIMANA data: 2009-03-02 - pag: 30 autore: Le
tappe dell'accordo prima dei licenziamenti Dalle consultazioni alla richiesta
di mobilità Emanuela Nespoli Le ristrutturazioni aziendali che connotano questa
fase di difficoltà del mercato sono il punto di approdo di una complessa
procedura, che coinvolge in prima fila i sindacati e si arricchisce di nuove
opzioni, come la possibilità di iscriversi alle liste di mobilità per i
lavoratori che escono da imprese con meno di 15 dipendenti. I passaggi
fondamentali delle riorganizzazioni,comunque,dividono le imprese in due platee,
a seconda della presenza o meno in organico di più di 15 dipendenti. Più di 15
dipendenti Nel primo caso, infatti, il datore di lavoro deve rispettare
l'articolata disciplina introdotta in attuazione di disposizioni comunitarie
con la legge 223/ 91. La legge ha introdotto nel nostro ordinamento la nozione
di «licenziamento collettivo», che si realizza se un datore
intende effettuare almeno 5 licenziamenti in 120 giorni in ciascuna unità
produttiva o in più unità produttive nell'ambito della stessa provincia. Prima
di procedere ai licenziamenti, occorre tuttavia avviare una complessa procedura
di informazione e consultazione sindacale che si articola in due fasi.
La prima fase può durare al massimo 45 giorni e in mancanza di un accordo con i
sindacati prosegue presso i competenti uffici della Regione o del ministero del
Lavoro per altri 30 giorni. La trattativa con i sindacati è finalizzata al raggiungimento
di un accordo che possa consentire l'attenuazione delle ricadute sul piano
sociale della riorganizzazione programmata dall'impresa. Solo una volta
raggiunto l'accordo, o esaurita la procedura in assenza dello stesso, l'impresa
può collocare in mobilità, cioè licenziare, i lavoratori in esubero comunicando
per iscritto a ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di
preavviso. In un licenziamento collettivo, il datore di lavoro non è libero di
scegliere quali lavoratori licenziare: l'individuazione deve infatti avvenire
in relazione alle esigenze tecnico-produttive e organizzative dell'azienda,
seguendo i criteri di scelta previsti dall'accordo sindacale eventualmente
raggiunto. In mancanza di accordo, deve essere rispettata una serie di criteri
previsti dalla legge, in concorso tra loro: carichi di famiglia, anzianità di
servizio ed esigenze tecnico-produttive e organizzative. La legge 223/91
stabilisce che il mancato rispetto della procedura o una sua violazione
comporta, indipendentemente dall'effettività delle ragioni che hanno portato ai
licenziamenti, l'inefficacia degli stessi con la conseguente applicazione della
tutela reale di cui all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La violazione
della procedura può inoltre esporre il datore di lavoro a un'azione del
sindacato, ex articolo 28 dello Statuto, per condotta antisindacale. I
lavoratori licenziati potranno iscriversi alle liste di mobilità e, se
l'impresa possiede i requisiti di legge,percepire l'indennità di mobilità (una
speciale indennità di disoccupazione) per un periodo di tempo variabile, a
seconda dell'anzianità anagrafica e della collocazione geografica dell'impresa,
e compreso tra i 12 e i 48 mesi. Procedure individuali Completamente diverso il
caso in cui l'impresa occupi meno di 15 dipendenti o intenda procedere,
ancorché per ragioni oggettive, a uno o più licenziamenti senza che si
realizzino i presupposti per un licenziamento collettivo. In queste ipotesi il
datore di lavoro non è obbligato a esperire alcuna procedura di consultazione
sindacale, ma può procedere ai licenziamenti individuali (ancorché plurimi)
inviando una semplice comunicazione scritta, sempre nel rispetto dei termini di
preavviso. In questo caso resta ovviamente salva la possibilità per il lavoratore
di impugnare il licenziamento e contestarne la validità. I dipendenti
licenziati in tali contesti possono comunque iscriversi, fino al 31 dicembre
2009, alle liste di mobilità, ma non hanno diritto a percepire la relativa
indennità. Resta salva la facoltà di richiedere l'indennità di disoccupazione
in presenza dei requisiti richiesti dalla legge ovvero, sempre qualora
ricorrano i presupposti, lo speciale trattamento assimilabile alla stessa
introdotto dal Dl 185 del 2008, convertito con legge 2 del 2009.
( da "Corriere delle Alpi"
del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
La Parmalat dovrà
risarcire Un giudice della Corte distrettuale di Manhattan ha
stabilito che la Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni ad un
gruppo di investitori stranieri - che hanno promosso una causa collettiva, non ammessa in Italia - danneggiati
dal crack dell'azienda italiana nel 2003. Il risarcimento deciso dal giudice
Lewis Kaplan è pari a 15,4 milioni di euro (1,47 euro per azione, stando alla
chiusura del titolo di Piazza Affari). Il processo, definito da Kaplan
sorprendentemente complesso, costoso e lungo, è cominciato nel 2004 e ha
coinvolto investitori di tutto il mondo, uniti in class action. L'azienda ha
confermato che cederà 10 milioni e mezzo di azioni entro 30 giorni da quando
l'ordine sarà definitivo.
( da "Stampa, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">La class="term">class class="term">action Parmalat darà 10,5 milioni
di azioni a investitori esteri Un giudice della Corte distrettuale di Manhattan
ha stabilito che il colosso del settore alimentare Parmalat dovrà cedere 10
milioni e mezzo di azioni a un gruppo di investitori stranieri danneggiati dal
crac da circa 14 miliardi di euro che ha colpito l'azienda italiana nel 2003.
Il risarcimento è stato deciso dal giudice Lewis Kaplan ed è pari a 15,4
milioni di euro, ovvero 1,47 euro per azione, stando alla chiusura di Piazza
Affari. Il processo - definito dal giudice Kaplan «sorprendentemente complesso,
costoso e lungo» - è iniziato nel 2004 e ha coinvolto investitori di tutto il
mondo, uniti in class="term">class class="term">action.
In un comunicato, l'azienda ha confermato che cederà 10 milioni e mezzo di
azioni entro 30 giorni da quando l'ordine sarà definitivo. La notizia del
risarcimento milionario a investitori stranieri è arrivata in tarda serata,
senza provocare danni in Borsa visto che Piazza Affari era già chiusa da tempo.
Anzi nella giornata di ieri il titolo Parmalat, spinto anche dal settore
alimentare europeo, è stato al centro degli acquisti fino a chiudere la seduta
in crescita dell'1,74% a 1,465 euro.
( da "Repubblica, La"
del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Milano
Smog, piano contro la multa Ue sindaci a rapporto da Formigoni Palazzo Marino
vara tre nuove isole pedonali e vuole limitare il traffico merci STEFANO ROSSI
Un piano di risanamento dell´aria per evitare una maximulta dall´Unione europea,
il rendiconto dei primi giorni di attività della task force per rafforzare i
controlli, forse nuovi provvedimenti d´intesa con i Comuni. Milano, in
particolare, sarebbe intenzionata a chiedere di limitare il carico e scarico
delle merci alle ore notturne. Sarà una verifica ad ampio raggio quella del
tavolo antismog convocato oggi pomeriggio dal presidente della Regione Roberto
Formigoni, al di fuori degli appuntamenti programmati, con inviti selezionati
ai Comuni ed escludendo quelli di centrosinistra più critici, come Lodi e
Mantova. L´assessore milanese alla Mobilità, Edoardo Croci, si presenterà con
un successo ottenuto proprio ieri: l´assenso di Fi e An alla istituzione delle
tre nuove isole pedonali dei Navigli, della Bocconi e di Brera. Sui Navigli l´isola
dovrebbe partire in estate, meno ampia rispetto a quella tradizionale sgradita
ai residenti, per diventare poi permanente. Per le altre due, più piccole, non
si prevedono più difficoltà, dopo che per otto mesi l´assessore si è visto
bloccato dalla sua maggioranza. Stavolta ha avuto semaforo verde e punta a
portare le tre isole all´approvazione della giunta entro un paio di settimane.
Quanto al traffico merci, limitare le consegne di furgoni e furgoncini, spesso
molto inquinanti, che riforniscono i negozi di merci darebbe un consistente
aiuto contro il Pm10. L´aula di Palazzo Marino ci ha provato con una mozione
approvata con voto bipartisan nel gennaio del 2008 e mai attuata. Occorre
superare l´opposizione dei commercianti ma il Comune spera che la Regione lo
aiuti a introdurre dei limiti in città. Facendo rientrare anche questa misura
nel piano antismog che la Lombardia entro un mese dovrà presentare all´Unione
europea. Il piano è il tentativo di fermare la procedura europea di infrazione
per avere superato i 35 giorni oltre le soglie del Pm10 dal 2005 al 2009.
Procedura avviata dal consigliere comunale verde Enrico Fedrighini che
quantifica la multa, con i parametri comunitari, class="hilite">in
800 milioni: «Se così fosse, avvieremmo una class="term">class class="term">action
contro gli amministratori regionali, responsabili in solido con l´ente pubblico
per il danno erariale procurato». Se invece la Regione apparirà credibile alla
Ue, la multa sarà sospesa fino al giugno del 2011, il tempo accordato per
mettersi in regola con le emissioni. Malgrado il tempo grigio, le
concentrazioni delle polveri sottili rimangono sopra la soglia di attenzione di
50 microgrammi per metro cubo: domenica Città Studi ha toccato quota 120, il
Verziere 114, via Senato 107. Sabato prossimo il Pd terrà, nei suoi circoli e
in gazebo allestiti per l´occasione, un referendum sull´Ecopass, «che noi -
spiega il capogruppo in Comune, Pierfrancesco Majorino - vorremmo allargato a
chiunque entra in centro e a crescere per chi inquina di più. Ma ora si
esprimano i milanesi». Il Comune rinvia all´autunno un sondaggio sul ticket e
il presidente Pd della Provincia, Filippo Penati, critica: «Si abbini al
referendum sulla legge elettorale». Penati e il consigliere regionale di
Sinistra democratica, Marco Cipriano, giudicano l´Ecopass «un fallimento» e ne
chiedono la sospensione.
( da "Repubblica, La"
del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 22 - Economia
Parmalat Maxi risarcimento a investitori esteri MILANO - class="hilite">Il
Tribunale Federale di New York ha approvato l´accordo raggiunto fra la Parmalat
e un gruppo di investitori stranieri che aveva promosso una causa collettiva (class="term">class class="term">action) dopo il crack del 2003.
Parmalat dovrà distribuire a questi investitori 10,5 milioni di sue azioni. Il
risarcimento ha un valore di 15,4 milioni di euro.
( da "Stampa, La" del
04-03-2009)
Argomenti: Class Action
"Febbre
dell'istante" negli scatti di Roiter [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA
Cento anni fa, a Novara, nasceva Paolo Monti. Ereditò dal padre, funzionario di
banca, l'amore per la fotografia. Un lavoro da dirigente lo portò nel cuore di
Venezia. Qui coltivò il suo talento per obiettivi e scatti, tra il negozio
Fotorecord dei fratelli armeni Pambakian e il celebre circolo fotografico «La
Gondola» del quale fu presidente fino al 1953. Poi lasciò Venezia per Milano e
l'attività da affermato professionista del «clic». La sua fama resta grande
anche all'estero. Monti, che morì nel 1982, fu maestro e amico di Fulvio
Roiter, veneziano di Meolo, classe 1926. Roiter è
considerato tra i più apprezzati fotografi italiani. Tanti i premi, le mostre,
i volumi, le onorificenze. Nei suoi scatti, al netto delle valutazione di
addetti ai lavori e critici specializzati, c'è anzitutto «la febbre
dell'istante» come lui ama dire. Corsi e ricorsi della fotografia. Novara
dedica a Roiter da sabato (inaugurazione alle 17) una mostra con 50 stampe in
bianco e nero. Organizzano l'class="hilite">associazione
Art Action, nell'ambito della rassegna «Exhibition Project», e la Società
Fotografica Novarese, che festeggia i 70 anni di attività, assieme
all'assessorato comunale alla Cultura. Ieri le anticipazioni a Palazzo Cabrino.
La rassegna sarà alla Barriera Albertina sino al 22: visite nei feriali ore
16-19, festivi anche 10-12, chiuso il lunedì. L'assessore Giancarlo Pessarelli:
«Andiamo a riscoprire un grande autore e espressioni artistiche alte che
stavolta, dopo mostre di pittura e scultura, vivono nella fotografia. Roiter
ebbe una vita intensa, con la bici a motore girò la Sicilia e ci consegnò
indimenticabili immagini. Oggi è ancora un punto di riferimento e siamo felici
di dedicargli questa ribalta». Vincenzo Scardigno per Art Action: «Sabato sarà
con noi anche Michele Ghigo, della Società Fotografica Novarese,
un'encicploedia vivente del clic che ci aiuterà a entrare nel mondo di Roiter».
Cinquanta gli scatti in bianco e nero che saranno esposti: «Per i 70 anni della
Sfn stiamo proponendo eventi e percorsi originali - aggiungono il presidente
Peppino Leonetti e il vice Mario Balossini -. Abbiamo in programma anche un
congresso, scambi di mostre con la città gemellata con Novara, Chalon sur
Saone, nuovi corsi e incontri. La fotografia mantiene vivi e giovani, per
sempre curiosi: Roiter ce lo insegna». Il Maestro di Meolo era già stato a
Novara anni fa. Venerdì non potrà fare il bis ma a tutti - professionisti,
dilettanti, curiosi - come sempre parleranno le sue foto.
( da "Repubblica, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina XI - Milano
Il caso Spintoni e minacce in Statale Decleva: danno di immagine Dopo le
tensioni dei mesi scorsi, si è sfiorato di nuovo lo scontro fisico in Statale intorno a un banchetto di Azione universitaria, nei pressi dell´Aula Magna. Gli studenti dei
collettivi hanno notato diversi militanti estranei all´università e si sono
avvicinati per chiedergli di uscire dall´ateneo. Una discussione sempre più
animata, interrotta dai funzionari della Digos e dagli agenti del Reparto
mobile che dalla mattina erano in piazza Santo Stefano. Subito dopo, i
ragazzi dei collettivi hanno raggiunto il rettorato e occupato simbolicamente i
locali, finché il rettore Enrico Decleva non è uscito e ha affrontato gli studenti
che gli chiedevano conto dell´ingresso in ateneo della polizia. Poi i
manifestanti hanno raggiunto in corteo Scienze politiche in via Festa del
Perdono, dietro uno striscione con la scritta "Fuori i fascisti dalle
facoltà". Commenta Decleva: «L´università con quello che è successo non
c´entra nulla, è stata usata per l´ennesima volta come teatro per opposte
sceneggiate. L´unico risultato è che l´immagine della Statale viene
danneggiata». (s. d. r.)
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-03-04 - pag: 39 autore: Inchieste.
Operazione da 15 milioni Parmalat, chiusa la class action Usa NEW YORK Le
transazioni di Parmalat, Bnl e Credit Suisse con i creditori che hanno avviato una azione legale collettiva negli Usa sono state ratificate due giorni fa dal giudice del
Tribunale distrettuale di New York, Lewis Kaplan. Si tratta della cessione di
10,5 milioni di azioni al valore nominale di un euro (meno dell'1%del capitale)
a carico del gruppo alimentare, transazione concordata lo scorso maggio con gli
investitori promotori della class action. Per i risparmiatori che
dovranno convertire le azioni al valore di mercato, l'operazione vale circa 15
milioni di euro al prezzo di chiusura di ieri di Parmalat (1,43 euro -2,9%),
una cifra quindi inferiore ai 23,4 milioni di euro di quando l'accordo era
stato raggiunto e soprattutto molto minore alla richiesta di risarcimento
avanzata dai creditori, che reclamavano 8 miliardi di dollari. Il giudice ha
anche ratificato altre due transazioni sottoscritte da Bnl e Credit Suisse
sempre con i creditori della class action per 25 milioni di euro ciascuna. Nel
dare la propria approvazione, Kaplan ha messo in evidenza come il processo,
iniziato nel 2004, è risultato «sorprendentemente lungo, costoso e complesso »
oltre a coinvolgere investitori di tutto il mondo. A sua volta, la Parmalat, in
una nota, ha precisato che cederà i 10,5 milioni di azioni «entro 30 giorni»
dal momento in cui «l'ordinanza sarà definitiva». Parmalat aveva annunciato la
chiusura del lungo contenzioso con i creditori americani e non, in larga parte
titolari di obbligazioni, nel maggio scorso prima che il giudice arrivasse alla
definizione della classe con cui in seguito ha escluso gli investitori
stranieri, tra cui gli italiani. La richiesta si riferisce alla passata
gestione fallimentare dell'epoca di Calisto Tanzi, che tuttavia, secondo il
giudice Kaplan, aveva coinvolto anche la nuova Parmalat di Enrico Bondi:
Collecchio, infatti, ha incassato i risarcimenti ancora legati ai fatti
antecedenti la fine del 2003 e il gruppo è quindi obbligato a versare, secondo
quanto stabilito dalla giustizia americana, i relativi rimborsi alle parti
lese. Inoltre, avendo la società trasformato i vecchi debiti in azioni, ha,
secondo il giudice, contestualmente consentito ad assumerne tutte le relative
responsabilità. CAUSE COLLETTIVE Le transazioni con i creditori sono state
ratificate dal giudice di New York Via libera anche agli accordi con Bnl e
Credit Suisse
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-03-04 - pag: 7 autore: Ittica. Un quarto
della dote disponibile con quattro bandi in scadenza venerdì In arrivo 8
milioni per la pesca Jada C. Ferrero GENOVA Per i comparti liguri della pesca
marittima e dell'acquacoltura scatta in concreto il nuovo periodo di
programmazione (2007-2013) del principale strumento finanziario ad hoc, il Fep
(Fondo europeo pesca), con finanziamenti pubblici globali per 8,6 milioni
(circa 3,3 di fonte Ue, 2,6 come quota del fondo di rotazione nazionale,
659mila euro dalla Regione). Un "tesoretto" cui si aggiungeranno
circa 2 milioni di investimenti privati. La bandiera a scacchi è arrivata con i
primi quattro bandi (aperti fino al 6 marzo). Il Fep, voluto dall'Europa per agevolare
l'ultima riforma della politica comune della pesca (Pcp), modulato alla ligure
è articolato in cinque assi, i primi tre portanti:l'asse 1 (1,9
milioni)concentra le misure per l'adeguamento della flotta peschereccia. L'asse
2 (il più cospicuo,3,7 milioni, ma già si stima che la dote non basterà) è
volto ad acquacoltura, pesca nelle acque interne, trasformazione e
commercializzazione. L'asse 3, «misure di interesse comune » (2,1 milioni), è
destinato a essere il più innovativo: in linea con i più recenti indirizzi Ue
verso una pesca sostenibile, un bagaglio stringente di regole, insieme a un
mercato che chiede piattaforme di concentrazione del pescato, spingerà le
imprese verso un accentuato processo di aggregazione, consorzi, organizzazioni
di filiera e piani di gestione dei comprensori dove diventerà obbligatorio
agire in pool. Di ispirazione "verde" l'asse 4, «sviluppo sostenibile
delle zone costiere di pesca» (689mila euro); infine l'asse 5, assistenza
tecnica (148mila euro). I bandi in chiusura, circa 2 milioni (annualità
2007-2009), hanno aperto i rubinetti per le prime misure dei tre assi:
investimenti a bordo dei pescherecci e selettività; acquacoltura; investimenti
per trasformazione e commercializzazione; porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca.
L'ultimo censimento attuato nel 2007 prima di varare una serie di azioni
normative in tutela, fatto dalla Regione di concerto con le tre associazioni di
categoria Agci Pesca, Federcoopesca, Legapesca, aveva registrato poco più di
550 imbarcazioni professionali ancora in attività (disseminate su 36 località
d'ormeggio), per lo più dedicate alla «piccola pesca», costiera e artigianale;
uno scenario con una trentina di lampare (acciughe e pesce azzurro), primo
anello della pesca industriale, e di quasi un centinaio di barche esercitanti
lo strascico (prendendo di tutto un po'). Solo fra 2000 e 2006 la flotta si è
ristretta di un 30% circa, mentre l'età degli addetti aumenta. Si stimano oggi
quasi 2mila operatori diretti, circa 5mila con l'indotto. Secondo le
statistiche di Irepa, l'Istituto di ricerche economiche per la pesca e
acquacoltura che le cura per conto del Ministero, nelle reti della Liguria nel
2007 sono rimaste circa 5mila tonnellate di pescato (di cui 450 circa fra
molluschi e crostacei), per un ricavo di 40,6 milioni. Poco pescoso, il mar
Ligure dà però un raccolto ittico pregiato. La produzione è del tutto
insufficiente per soddisfare la domanda locale. L'intero comparto è investito
da un conto alla rovescia: il 30 maggio 2010 entrerà in vigore il Regolamento
mediterraneo, destinato a trasformare significativamente il quadro comunitario,
con un corpus di regole all'insegna della sostenibilità dei prelievi (reti a
maglia più larga, minor vicinanza alle coste ecc.). La categoria locale, più
penalizzata di altre, sta negoziando fino all'ultimo. La Regione si è portata
avanti «inaugurando una politica della pesca a livello regionale, che non
esisteva», precisa Giancarlo Cassini,assessore ligure all'Agricoltura. Il
caposaldo è stata una legge di modifica delle norme sul Demanio marittimo del
2006, che sancisce la salvaguardia della flotta peschereccia e impone ai
progetti dei nuovi porticcioli la previsione di aree – in banchina e a terra –
attrezzate e qualificate per gli imprenditori ittici che potranno anche vendere
il pesce in loco, a chilometri zero. «Ora ci sono risorse e strumenti –
riconosce Augusto Comes, responsabile ligure di Federcoopesca –. Molto è stato
fatto, ma adesso servono le infrastrutture in banchina, in modo da poter anche
accorciare la filiera». Altri bandi entro l'estate: «In arrivo – riferisce
Mirvana Feletti, funzionaria regionale che presidia la materia Pesca – misure
per piccola pesca, ricerca e progetti- pilota per le "azioni
collettive", da cui scaturiranno le prime Organizzazioni di produttori».
In vista anche aiuti per i giovanie per le cosiddette compensazioni
socioeconomiche per rottamazione naviglio. Sono aperte finoa fine aprile le
misure "classiche" per pesca e acquacoltura (budget 2009: 800mila
euro, di cui circa metà destinati alle imprese). IL COMPARTO Sono 2mila
gli addetti diretti: la produzione annua è stimata a 5mila tonnellate per un
giro d'affari che supera i 40 milioni
( da "Corriere della Sera"
del 04-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-04 num: - pag: 33 categoria:
REDAZIONALE Panorama Studi di settore, arriva il questionario per «misurare» la
crisi I contribuenti interessati agli studi di settore hanno tempo fino a
domani per inviare il questionario per il monitoraggio della crisi. ALLIANZ:
CUCCHIANI, ITALIA TIENE Il presidente Enrico Cucchiani: utile operativo 2008 di
1 miliardo per Allianz Italia. class="hilite">PARMALAT,
CORTE USA CHIUDE CLASS ACTION CON 15,4 MILIONI Parmalat ( nella foto il numero
uno Enrico Bondi) cederà 10,5 milioni di azioni (15,4 milioni di euro, meno di
quanto richiesto) agli investitori americani danneggiati dal crac: la giustizia
Usa ha dato il via libera alla transazione con i creditori. UE: VIA LIBERA AD
ACQUISIZIONE CATTLEYA DA DE AGOSTINI E IMI La Commissione ha dato l'ok
all'acquisizione di Cattleya da parte di Nbc, De Agostini Communications e Imi
investimenti. INTESA GAZPROM-GAS NATURAL I russi forniranno gas nei mercati
dell'alleato e studieranno l'acquisto di centrali in Spagna. ENEL, NO OBBLIGO
DI OPA SU ENDESA La Consob spagnola: Enel non sarà obbligata a lanciare un'Opa
sull'8% di Endesa. ROCCA SU ISTRUZIONE TECNICA Confindustria punta sul rilancio
dell'istruzione tecnica e nel 2010 entrerà in vigore una riforma per
rafforzarla. Lo ha detto Gianfelice Rocca, vicepresidente per l'Education.
TELECOM , S&P'S CONFERMA RATING Standard & Poor's ha confermato il
rating sul credito di Telecom. L'outlook rimane stabile.
( da "Corriere della Sera"
del 04-03-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-04 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Violenze «Troppi furti e vandalismi». Agenti
antisommossa in università. Decleva: sì alle forze dell'ordine per evitare
tafferugli «Statale chiusa agli esterni». Tensione e scontri Gli studenti di
destra: tornelli alle entrate. Il no dei collettivi di
sinistra, interviene la polizia Raccolta firme di Azione universitaria per controllare gli accessi in ateneo. «In un anno
danni per 45 mila euro» è bastato un banchetto. Nell'atrio della Statale. Per
chiedere un accesso controllato all'università. è bastato quel
volantinaggio di studenti di Azione universitaria a
far scattare la scintilla. Portando alla ribalta rancori, lotte ideologiche,
diversità politiche. Sinistra contro destra. Accuse reciproche. E un presidio
dei collettivi proprio davanti a quel banchetto. Insulti e cori. Per calmare
gli animi è intervenuta la polizia in tenuta anti- sommossa, formando un
cordone tra le due fazioni. Un gruppo ha cercato di sfondare. Spintoni, calci,
urla. Gli agenti hanno respinto i ragazzi. La situazione si è calmata dopo
un'ora. Gli studenti, appartenenti a un gruppo di sinistra, sono andati a
chiedere spiegazioni al rettore Enrico Decleva, perché «la Celere non può
entrare in ateneo». Una giornata difficile quella di ieri in via Festa del
Perdono. Già dalle 10, nell'atrio davanti l'Aula magna, i giovani di An
cominciano a raccogliere firme per «far entrare gli estranei nell'ateneo solo
con un documento d'identità. Subito i tornelli o un servizio di sicurezza». è
Carlo Armeni, rappresentante degli studenti, a spiegare che «ci sono stati
furti per 35 mila euro. Danni per 10 mila. è ora di finirla ». Verso
mezzogiorno il banchetto è accerchiato. E in mezz'ora si radunano una
sessantina di ragazzi dei collettivi studenteschi. «Sono dei fascisti »,
urlano. Oppure: «Quelli non sono studenti, avranno almeno trent'anni». E la
risposta: «Siete dei vandali, state rovinando la nostra università ». Per
un'ora vanno avanti a insulti. Fino a quando interviene la Celere. Una trentina
di agenti dividono i ragazzi, anche se cercano di sfondare più il volte il
cordone. Si torna alla normalità verso le 14. Quando i ragazzi di destra se ne vanno
(«Esattamente come avevamo stabilito»), mentre gli altri, una cinquantina,
invadono e occupano gli uffici del rettore («Ha autorizzato la polizia ad
entrare»). Il confronto c'è. E Decleva è chiaro. «Non c'ero e non ho chiamato
la polizia». Poi il monito: «Questa non è terra di nessuno. Per evitare
tafferugli e scontri gli agenti possono entrare». I ragazzi sono quindi partiti
per un corteo spontaneo e in pomeriggio hanno formato un'assemblea. Ma c'è chi
promette che «l'episodio non si è chiuso». E, dal-l'altra parte, c'è chi dice
«andremo avanti». Tutto per un banchetto. Benedetta Argentieri
( da "Repubblica, La"
del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Milano
Il caso Ancora tensione fra gruppi di studenti in Statale Secondo giorno di
tensioni all´università Statale. Ieri alla facoltà di
Scienze politiche in via Conservatorio si sono fronteggiati i giovani di Azione Universitaria, che distribuivano
volantini in cortile, e quelli dei collettivi di sinistra, che li hanno
avvicinati urlando lo slogan "fuori i fascisti dalle università".
Nonostante i caschi da moto che alcuni avevano in testa, lo scontro non c´è
stato. Martedì per evitare scontri in via Festa del Perdono era arrivata
la polizia.
( da "Repubblica, La"
del 05-03-2009)
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Pagina XII - Bari Il
libro "Pubblica amministrazione e bene comune" è scritto da Waldemaro
Morgese, direttore della Teca del Mediterraneo Il volto buono del grand commis
TERESA MASSARI Quanto è cambiata e quanto deve ancora cambiare la pubblica
amministrazione per offrire ai cittadini servizi e beni collettivi? E come si
delinea in tale contesto la figura del funzionario pubblico, ormai più manager
che burocrate? Su questi temi si cimenta Waldemaro Morgese, apprezzato
dirigente della Regione Puglia, docente universitario e direttore della
Biblioteca multimediale "Teca del Mediterraneo", in un testo dal
titolo Pubblica amministrazione e bene comune, Edizioni dal Sud, 2008. Morgese
riflette sulle nuove procedure decisionali delle politiche pubbliche,
improntate alla valutazione e al risultato. Al controllo di legittimità si
aggiunge il controllo di gestione, finalizzato all´efficacia e all´efficienza.
Ma non solo: l´autore auspica, nel nuovo pregevole saggio che introduce il
volume, che le tecniche di misurazione e comparazione siano accompagnate da un
"permanente processo di produzione di identità istituzionale". Il manager pubblico si autonomizza così da rapporti poco
trasparenti con i rappresentanti politici, mentre il fruitore dei beni
collettivi da semplice utente diventa cittadino consapevole. E si evita nel
Mezzogiorno il fallimento dell´azione pubblica e l´instaurarsi negli Enti di
sistemi d´impresa illegali.
( da "Corriere della Sera"
del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-05 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Gli scontri Insulti e intimidazioni per la raccolta di
firme sulla proposta dei tornelli alle entrate Banchetto nella sede di Scienze
politiche Ancora tensioni alla Statale, torna la polizia Statale, il giorno
dopo i tafferugli. Ancora proteste e ancora tensioni. Questa volta nella sede
distaccata di Scienze politiche. Un gruppo di giovani, con tanto di caschi in
mano, si è schierato davanti al banchetto di Azione
Universitaria «per un accesso controllato in ateneo». Insulti, intimidazioni.
Da una parte e dall'altra. Così è stato di nuovo necessario l'intervento degli
agenti in borghese per evitare uno scontro tra le due fazioni. Mentre dentro e
fuori la Statale si susseguivano le dichiarazioni. Qualcuna
a favore della protesta (Marco, studente del collettivo: ci insultano, ci
chiamano vandali e ci definiscono incivili) e qualcun'altra contro (il
vicesindaco De Corato: inaccettabili queste intimidazioni). Nel frattempo sono
state raccolte «quasi trecento firme per la petizione». Due camionette della
polizia davanti all'entrata. Agenti della digos dentro la Facoltà.
«Siamo sotto scorta»», denuncia Carlo Armeni, rappresentante dei giovani di An.
Perché «senza di loro non possiamo muoverci». Dopo via Festa del Perdono, la
raccolta di firme arriva anche in via Conservatorio. E con queste nuove accuse,
nuove tensioni. Una ventina di studenti dei collettivi sono arrivati davanti al
banchetto con i caschi. Minacce e insulti. «Vi aspettiamo fuori». Oppure:
«Fascisti fuori dalla Statale». E c'è chi accusa: «Ci hanno fotografato per
seguirci». Ma dai ragazzi di sinistra la risposta è la stessa: «Falsità. Ci
chiamano vandali e imbrattatori». E anzi, «loro sono i primi a far entrare
estranei nelle università». Solo gli agenti hanno riportato la calma. «Questo
non è uno Stato di polizia», ribadiscono i collettivi. Ma il rettore Enrico
Decleva è stato chiaro: «Tutto per evitare tafferugli». Le richieste dei
giovani di destra sono le stesse: «Dobbiamo fermare i vandali che operano
nell'università». Perché secondo loro «il consiglio di amministrazione ha
conteggiato i danni dello scorso anno ». Furti e vandalismi per 35 mila euro.
«Solo la porta dell'Aula Magna scardinata durante una tentata occupazione è
costata 10 mila euro». E De Corato invita «le autorità accademiche a prendere
provvedimenti affinché sia rispettata la libertà di espressione». E le tensioni
continuano. B.Arg.
( da "Corriere.it"
del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action
in Francia studenti,
ricercatori e professori uniti nella contestazione Parigi, lanci di scarpe e
flash mob contro la riforma dell'università L'ex leader sessantottino Daniel
Cohn Bendit: «Ogni epoca contesta con i mezzi a disposizione» Uno studente durante
un'assemblea contro la riforma dell'Università (dal sito dell'Unef) PARIGI
Finiti i tempi delle barricate e dei cubetti di porfido strappati al selciato
per scagliarli contro la polizia. A Parigi, nel quartiere latino, nei dintorni
della Sorbona, teatro di scontri del maggio '68, studenti, ricercatori e
professori protestano uniti contro la riforma della ricerca e dell'università
lanciando scarpe al ministero, organizzando flash mob in piazza e lezioni in
metrò. «Ogni epoca commenta l'ex leader sessantottino Daniel Cohn Bendit
esprime la contestazione con i mezzi a disposizione». FLASH E
l'alter-contestazione è cominciata quando i ricercatori universitari, al centro
di una riforma che impone tagli di personale e stravolgimenti strutturali,
hanno intuito che le manifestazioni non bastavano più. «I nostri comunicati
stampa spiega Isabelle This-Saint-Jean, 45 anni, insegnante
di economia e ricercatrice all'Universita di Parigi 13, presidente del
collettivo "Salviamo la Ricerca" erano insufficienti. Così abbiamo
trasformato la protesta in happening». Ecco allora il flash mob a Place Saint
Michel: tutti per strada a leggere un libro. A voce alta, tra turisti attoniti.
Cinque minuti e via tutti. O ancora, appuntamento al ministero della
ricerca per il lancio di scarpe vecchie, ispirandosi al giornalista iracheno
che prese di mira George W. Bush. Con tanto di declinazione in video-game. Non
è finita. Pantheon, a due passi dalla Sorbona: professori, ricercatori e
studenti in piazza per leggere passaggi della Divina Commedia, dei libri di
Italo Calvino, Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini, Galileo Galilei. In francese e
in italiano. Oppure, lezioni improvvisate in stazione o in metrò, dandosi
appuntamento sempre via Internet, nei forum, per email o via sms. GUERRIGLIA Azioni
provocatorie che si consumano in tempi rapidi. Mordi e fuggi. Guerriglia ben
diversa da quella praticata 41 anni fa dagli studenti parigini. Li guidava
Daniel Cohn Bendit, oggi europarlamentare: «Ognuno sceglie il modo migliore per
contestare il proprio dissenso: lancio di scarpe, flash mob, sono forme di
protesta attuali. Anche loro simbolizzano un'epoca, la loro. Non spetta a me
giudicare, ma di certo noi non potevamo sfruttare un'arma efficace come
Internet». Nel '68, il dissenso passò così per la violenza. «Il nostro continua
This-Saint-Jean è un movimento più maturo. Riscopriamo l'impegno collettivo
della rivolta idealista e non ideologa. Non credo ci sia spazio per la
violenza, ma se il malessere si propagasse ad altri settori della società, come
avvenne nel 2006 per i contratti di primo impiego, allora la contestazione
potrebbe evolvere». OCCUPAZIONI I primi segnali sono già nell'aria. Accanto
alle azioni ironiche, continuano scioperi e manifestazioni classiche. Il 26
febbraio, erano in 100mila in piazza, in tutta la Francia. Gli studenti ormai
rivendicano il blocco della riforma universitaria. Il 19 febbraio, hanno
occupato la Sorbona, per qualche ora, prima dello sgombero delle forze
dell'ordine senza incidenti. «Gli happening spiega Juliette Griffond, 26 anni,
studentessa in comunicazione politica, portavoce del sindacato degli studenti
Unef servono a cadenzare un movimento duraturo. Siamo in una società di
comunicazione e sfruttiamo i mezzi a disposizione per far passare il messaggio.
Ma la manifestazione resta prioritaria per esprimere il dissenso». Insomma, la
vittoria mediatica non basta. Appuntamento quindi di nuovo in piazza, il 5 e il
19 marzo. Lo lotta continua. Alessandro Grandesso stampa |
( da "Denaro, Il" del
06-03-2009)
Argomenti: Class Action
Commenti congiuntura
Piano d'edilizia sociale: avviare subito i programmi Aldo Carbone* Nell'attuale
fase di crisi recessiva che investe in misura diversa ogni settore e determina
la riduzione generalizzata dei consumi e della produzione, il comparto edilizio
si trova a fare i conti con un progressivo peggioramento occupazionale e
necessita di pronte azioni di supporto. Tra queste occupano un posto importante
la realizzazione dei progetti delle infrastrutture e di quello del Piano Casa,
varato nell'estate dello scorso anno ma ancora in attesa del decreto attuativo
per difficoltà legate all'utilizzo delle risorse finanziarie. Il Dpcm dovrebbe
essere finalmente sottoscritto e trovare piena adesione per l' immediata
realizzazione dei programmi residenziali ed infrastrutturali previsti. Solo tempi rapidi possono incidere positivamente nelle azioni collettive
degli operatori e dei cittadini contribuendo alla ripresa economica e alla
creazione di un clima di maggiore fiducia. Riguardo ai contenuti del decreto
attuativo l'Agci abitazione (Associazione Generale Cooperative Italiane)
intende sottolineare alcuni elementi fondanti degli obiettivi da perseguire per
risolvere l'emergenza abitativa ed in particolar modo riguardo
all'edilizia sociale. Agci Abitazione, ribadisce che in presenza di una crisi
che colpisce maggiormente le fasce deboli, l'edilizia sociale, nell'
articolazione del Piano Casa e nelle sue linee di intervento, debba assumere un
significativo rilievo affinché sia perseguito l' obiettivo prioritario, cioè
dare un'adeguata risposta al fabbisogno abitativo di quei cittadini che non
hanno la possibilità di accedere al libero mercato o di quei soggetti
costantemente alla ricerca di un' abitazione in locazione a canone sostenibile.
In considerazione delle prevalenti finalità sociali che il Piano Nazionale di
Edilizia Abitativa si prefigge, si ritiene che le risorse finanziarie assegnate
all'Edilizia Sociale dovrebbero privilegiare la promozione di programmi
integrati d'iniziativa pubblica per la realizzazione di abitazioni a costi
contenuti, differenziate per tipologie, sia in locazione che in proprietà
convenzionata, utilizzando fino al loro esaurimento aree di proprietà pubblica.
Tale condizione può costituire un volàno per un notevole incremento di offerta
abitativa integrata, nella quale si combini la convergenza di risorse private,
unitamente a quelle di Fondazioni Bancarie, cofinanziamenti statali e regionali
e risorse della Cassa Depositi e Prestiti. Solo in presenza di capacità
operative e sinergiche pubblico private che rendano immediata la fattibilità
dei programmi di edilizia sociale si potrà incidere, nelle condizioni di crisi
complessiva, sulla ripresa dei processi produttivi del settore e cominciare a
risolvere l'emergenza abitativa . * presidenza nazionale Agci Abitazione con
delega per il?Mezzogiorno del 06-03-2009 num.
( da "Repubblica, La"
del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina II - Palermo
Pressing su Cammarata "Non insabbi l´inchiesta" Anche l´Mpa chiede al
sindaco di presentare la querela L´indagine sull´Amia Quattro giorni di tempo
per evitare la prescrizione del reato contestato agli ex vertici Le
associazioni "La città deve sapere di chi sono le colpe della cattiva
gestione" SARA SCARAFIA Frastornato da un coro di voci sempre più
insistenti, pressato da opposizione, associazioni, comitati e adesso anche da
un pezzo di maggioranza, il sindaco Diego Cammarata è a un bivio: non gli
restano che quattro giorni per presentare querela contro gli ex vertici
dell´Amia sotto inchiesta per falso in bilancio, pena lo stop dell´indagine per
scadenza dei termini. Se il primo cittadino ha scelto il silenzio sulla
vicenda, ieri l´Mpa, partito di maggioranza, ha deciso invece di uscire allo
scoperto. Con una nota ufficiale, firmata da Salvatore Lentini e Francesco
Musotto, il partito del governatore Raffaele Lombardo chiede al sindaco di
querelare gli ex vertici Amia: «Cammarata difende ciò che logicamente non si
può difendere. Al di là della strumentalità dell´operato delle opposizioni in
Consiglio comunale, ci sembra fuori luogo l´orientamento della giunta di voler
ignorare il danno politico e di immagine che ha rappresentato per tutta la
politica cittadina il deficit di bilancio dell´Amia». Una posizione netta, che
ricalca quella dei partiti di opposizione, Pd ed Italia dei Valori in testa,
che hanno raccolto più di duemila firme per portare in Consiglio comunale una
delibera di iniziativa popolare che spinga il primo cittadino a presentare
querela. «Un atto doveroso», anche secondo i comitati cittadini che operano in
città. Per Sandro Gulì, portavoce del comitato Spazio pubblico che si batte per
la pedonalizzazione di piazza Bellini, la decisione del sindaco non può che
essere quella di querelare: «L´Amia non è una società privata - dice - siamo
noi cittadini gli azionisti e Cammarata deve fare in modo che la città sappia
cosa è accaduto e se qualcuno ha truccato i conti». La pensa così anche Davide
Ficarra, animatore del sito internet Isolepedonali. org: «Cammarata non può
mettere al di sopra dell´interesse collettivo l´interesse
di parte. Da un lato si fa cassa tagliando a man bassa il sostegno alle
categorie deboli, dall´altra si difendono i colletti bianchi». Chiede a
Cammarata di non voltare la testa dall´altra parte, anche Riccardo Colaianni,
fondatore del comitato No al muro circonvallazione: «Abbiamo diritto di sapere
la verità - dice Colaianni - abbiamo diritto di conoscere a fondo le
contestazioni mosse dalla magistratura, che per ora capiamo solo in parte».
Pressano il sindaco perché prenda posizione e non lasci morire l´inchiesta
penale, pure Italia Nostra («è una questione di rispetto per la città», dice il
presidente Piero Longo) e le associazioni dei consumatori. Con l´Adiconsum che
annuncia che non si arrenderà: «Darò mandato all´avvocato Alessandro Palmigiano
- dice Benedetto Romano - di verificare se la nostra associazione può chiedere
il risarcimento civile come portatrice di interessi diffusi. Non dimentichiamo
che anche se il reato penale viene prescritto, quello amministrativo va
avanti». Se associazioni e comitati invitano il sindaco a querelare a gran
voce, industriali e commercianti sono più cauti. Per Roberto Helg, presidente
di Confcommercio, la decisione spetta solo al sindaco: «Non credo sia una
questione sulla quale può intervenire l´opinione pubblica - dice - deve essere
Cammarata a scegliere, assumendosene le responsabilità». Mentre per il
presidente di Assindustria Nino Salerno, il nodo centrale non è la querela «ma
il risanamento complessivo dell´azienda che deve essere ristrutturata».
( da "Repubblica, La"
del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IX - Palermo
Si presenta il libro di Luca Tescaroli I "COLLETTI SPORCHI" DELLA
NUOVA MAFIA Un´analisi sul ruolo dei manager dei boss sul fronte finanziario e
la testimonianza di Caselli sulle difficoltà di investigare negli affari tra
Cosa nostra e politica SALVO PALAZZOLO C´è una mafia che non fa notizia. Perché
non spara, e neanche chiede il pizzo. Perché non sembra preoccupare poi tanto
chi amministra la cosa pubblica, e in verità neanche la società civile è poi
così attenta. è la mafia dei colletti bianchi quella che continua a non essere
nell´agenda dell´attualità. Un motivo dovrà pur esserci. Hanno cercato di
scoprirlo due persone che per varie ragioni si sono occupate dei misteri più
reconditi dell´organizzazione mafiosa, il magistrato Luca Tescaroli e lo
scrittore Ferruccio Pinotti. Hanno deciso di fare insieme un viaggio lungo
l´Italia dei colletti bianchi. Quelli che loro hanno chiamato "Colletti
sporchi", titolo del libro che firmano per la collana "Futuro
Passato" di Bur. Il volume verrà presentato questa sera, per iniziativa
dell´associazione culturale "Falcone Borsellino", nell´aula magna
della facoltà di Giurisprudenza (ore 20.30). Quella domanda, sul perché del
silenzio attorno ai crimini commessi dai colletti bianchi, verrà girata ai
magistrati della Procura di Palermo Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia e Nino
Di Matteo, impegnati in diverse indagini e processi sulle relazioni pericolose
che legano insospettabili agli interessi mafiosi. Quella domanda verrà posta al
fratello di Paolo Borsellino, Salvatore. Poi a Giorgio Bongiovanni, direttore
della rivista "Antimafia duemila". Il dibattito è coordinato da Enzo
D´Antona, capo della redazione palermitana di Repubblica. "Colletti sporchi"
attraversa la storia professionale di Luca Tescaroli, che iniziò la sua
carriera di magistrato proprio a Caltanissetta, pochi mesi dopo le stragi del
1992. In Sicilia, ci restò sino al 2000, occupandosi del processo per la strage
di Capaci e delle inchieste sui mandanti occulti degli eccidi voluti da Riina.
Poi, Tescaroli ha proseguito il suo impegno professionale alla Procura di Roma,
dove si è occupato di lotta al riciclaggio, e ancora di delicate indagini di
mafia, come quella sull´omicidio del banchiere Roberto Calvi. Il libro non è
soltanto il racconto di una lunga esperienza sul campo. è anche una ricerca fra
i metodi utilizzati dagli insospettabili complici di Cosa nostra. Tescaroli e
Pinotti analizzano tantissimi documenti che arrivano dai processi. Poi incontrano
i protagonisti delle inchieste sui colletti bianchi. E allora il libro diventa
davvero un viaggio che guarda all´Italia che ha dimenticato la mafia. Dice Nino
Di Matteo, che oggi è sostituto procuratore a Palermo dopo aver vissuto a
Caltanissetta la difficile frontiera delle indagini e dei processi sulle
stragi: «Un primo fattore altamente problematico è la disattenzione della
politica nei confronti del fenomeno mafioso, soprattutto quello dei colletti
bianchi (�) Un atteggiamento oggettivamente grave che si manifesta nella
scelta dei partiti di continuare a candidare nelle loro liste elettorali
soggetti che - anche prescindendo dagli esiti delle indagini e dei processi ai
quali sono stati sottoposti - hanno certamente avuto significativi rapporti con
esponenti mafiosi, accettando la loro interlocuzione, anche su questioni di
rilevante interesse pubblico». Dice il procuratore Gian Carlo Caselli, oggi a
Torino: «Finché i processi riguardano i mafiosi doc, l´ala militare, non ci
sono problemi. Quando si comincia ad andare a fondo, esercitando l´azione
penale obbligatoria - secondo il principio che la legge è uguale per tutti - è
evidente che non si può non occuparsi di certi reati, ricorrendone i
presupposti. Affermare il contrario è pretestuoso: come se i rapporti fra mafia
e politica ce li fossimo inventati noi». Strano destino, ricorda Caselli:
«Questo è successo a Falcone e Borsellino, che quando cominciano a occuparsi di
Ciancimino, dei cugini Salvo e dei cosiddetti Cavalieri del lavoro di Catania,
vengono spazzati via con le stragi e i loro metodi cancellati. Succederà in
seguito anche a noi: finché ci occupiamo di Riina andiamo bene, ma quando
iniziamo a occuparci di Andreotti, Musotto, Carnevale, Contrada e in una fase
successiva di Dell´Utri, non andiamo più bene». "Colletti
sporchi" è un´analisi di cosa è diventata la mafia oggi. Illuminanti le
parole del procuratore aggiunto Ingroia: «La mafia nell´ultimo decennio, anche
perché colpita dalle azioni di pressione dello Stato sul territorio, ha progressivamente
visto diminuire il gettito delle sue entrate. Quindi si è trovata nella
necessità di dover meglio utilizzare e reinvestire i capitali che aveva, il
capitale della grande accumulazione posto a riserva nei decenni precedenti».
Ecco perché adesso chi diventa sempre più importante non è il mafioso che sta
sul territorio, ma il consulente finanziario, capace di maneggiare i soldi e
farli fruttare. Questo propone l´analisi di Ingroia a colloquio con Tescaroli e
Pinotti. A contare sempre di più è il colletto bianco. è lui il detentore dei
segreti che i padrini si sono portati in carcere.
( da "Denaro, Il" del
07-03-2009)
Argomenti: Class Action
Soldi & Imprese
Diritti & lavoro Contratti, clausole: tutti i rimedi E' ammesso il ricorso
in giudizio nell'ipotesi di non adempimento delle regole federico putaturo Il
ricorso in giudizio per la tutela dei diritti nascenti dalla parte
obbligatoria, per quanto il rapporto di diritto-obbligo intercorra tra i
soggetti stipulanti il contratto collettivo, è generalmente ammessa. Nulla
esclude infatti l'utilizzo degli strumenti di diritto comune, e in particolar
modo, ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, dell'eccezione di
inadempimento (Trib. Milano 10 marzo 1993). Il tutto con la deducibilità in
giudizio nella forma ordinaria del processo civile. Ciò perché, a seguito della
soppressione dell'ordinamento corporativo, ai sindacati, mentre è rimessa la
legittimazione a stare in giudizio per la tutela dell'esercizio della libertà e
attività sindacale ex articolo 28, legge 300/1970, non è invece riconosciuto un
interesse all'applicazione dei contratti collettivi di lavoro, né la legittimazione
ad agire, nell'ambito di una controversia collettiva,
per l'applicazione di tali contratti, che può essere chiesta solo dai singoli
lavoratori nell'ambito di una controversia individuale di lavoro. Quest'ultima
si distingue dalla collettiva (non più ipotizzabile
per le ragioni anzidette) per la causa petendi e per il petitum: mentre la
prima insorge tra i soggetti di un rapporto di lavoro (imprenditore e
lavoratore subordinato) a seguito di una domanda tesa a far valere un diritto
dipendente dal contratto e mirante a una pronuncia limitata al singolo
rapporto, la seconda (in relazione alla quale il difetto di legittimazione ad
agire è rilevabile anche d'ufficio in sede di legittimità) è dal sindacato
promossa per la tutela di un interesse di categoria e mira a una pronuncia
generale da riferirsi a tutti i componenti della categoria interessata e ai
relativi rapporti di lavoro (Cass. 6480/1983. Contra, per la possibilità di
ricondurre a controversie individuali anche le controversie inerenti posizioni
giuridiche attribuite alle parti collettive, in quanto coinvolgenti
"diritti di cui sono titolari, direttamente o indirettamente, sia i
singoli lavoratori che le loro espressioni sindacali", Pret. Milano 3
agosto 1988; con riferimento Pret.Roma 24 aprile 1983, per cui "tutte le azioni promosse dal sindacato a tutela di interessi
collettivi facenti capo ai lavoratori rientrano nella competenza del giudice
del lavoro e ( ) alle liti di impulso sindacale si applicano le disposizioni
dettate dal legislatore del 1973"). Non solo, la violazione delle clausole
obbligatorie può essere sanzionata anche con l'art. 28, Legge 300/1970.
Ove il datore di lavoro violi le clausole obbligatorie, è possibile ravvisare
in tale condotta un comportamento antisindacale sanzionabile agli effetti di
legge (Cass. n. 1598/1987, secondo cui l'articolo 28, legge 300/1979,
"reprime qualsiasi comportamento diretto, tra l'altro, ad impedire o
limitare l'esercizio dell'attività sindacale e tale può essere certamente
l'inosservanza di obblighi contrattualmente assunti ai fini dell'espletamento
di questa"). L'affermazione dell'antisindacalità del comportamento
datoriale è, tuttavia, condizionata non soltanto alla presa d'atto, sic et
simpliciter, del fatto oggettivo della violazione della clausola obbligatoria,
ma altresì alla sussistenza anche di altri presupposti. L'antisindacalità non
può sussistere ove nella condotta datoriale non sia identificabile la
deliberata finalità di screditare ed indebolire l'organizzazione sindacale. La
condotta antisindacale può ravvisarsi solo "nei fatti con i quali
l'imprenditore tenti ( ) di reprimere il conflitto con il sindacato", non
anche in quelli con i cui si muova nel conflitto, vale a dire ogniqualvolta la
violazione sia il frutto di un'azione (condotta con buona fede e sostenuta da
motivazioni oggettivamente valide) antisindacale nel senso di dialetticamente
antagonista a quella delle organizzazioni dei lavoratori, di un'azione, cioè,
che si muova nella logica di un sistema che, essendo basato sul riconoscimento
della libertà sindacale (contrapposta), per definizione è imperniato sul
contrasto delle parti (Cass.n.207/1990; Trib. Milano 10 marzo 1990; Pret.Milano
9 ottobre 1989; Pret.Roma 9 luglio 1988). Il semplice fatto della violazione
della clausola obbligatoria è sufficiente ad integrare di per sé un
comportamento antisindacale solo ove si tratti di una violazione "formale
cioè (...) disapplicazione e incondizionata negazione del diritto sindacale
contestato"; ma "non si può dire altrettanto quando la pretesa
violazione scaturisce da un legittimo dissenso sulla portata semantica della
norma (...) fondato su argomentazioni serie e reali" (Trib. Milano 28
febbraio 1994). a cura di Limatola-Avvocati del 07-03-2009 num.
( da "Stampa, La" del
08-03-2009)
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CALCIO A CINQUE.
AYMAVILLES SCONFITTA Aosta riprende la marcia Travolto il San Lorenzo Dopo la
sconfitta di sette giorni fa, costata il primo posto in classifica, l'Aosta era
attesa alla controprova contro il San Lorenzo di Genova (dove gioca l'ex Rissi).
Fermo Gomez per problemi muscolari, la squadra è stata presa per mano dal
solito eccellente Egea e ha travolto per 7-2 i liguri. Al
4' è Egea ad aprire le marcature, al termine di un'azione insistita sulla
destra. Un minuto dopo, finta dello stesso giocatore, su punizione in favore di
De Lima, che raddoppia con una gran botta. I liguri reagiscono e approfittano,
all'8', di una dormita collettiva della difesa per andare a segno con Leoni. L'Aosta non
accusa il colpo e, dopo neanche 5', Luzio mette a segno il terzo gol al termine
di un'azione da manuale. Al 16', un tiro libero di Luzio si stampa sulla
traversa e rimbalza abbondantemente al di là della linea bianca, ma l'arbitro
non è dello stesso avviso. La ripresa si apre al 3' con una splendida azione di
Egea, che, con una mezza giravolta, non lascia scampo all'estremo ospite. Passa
un minuto e Luzio va ancora a segno con una gran botta dalla distanza. All'8'
arriva la sesta rete, che porta la firma di Turelo. Al 13', Rissi, fino ad
allora inesistente, si inventa una bella punizione a fil di palo e la palla
finisce alle spalle di Faustinelli. Al 18', un gran tiro di Luzio dalla
distanza fissa il punteggio finale sul 7-2. L'Aymavilles, impegnato sul campo
della capolista Asti, si è difesa con onore, ma a metà ripresa ha abbassato la
guardia: dal 3-1, l'Asti ha chiuso sul punteggio finale di 6-1. Di Vona la rete
dei valdostani.
( da "Repubblica, La"
del 08-03-2009)
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Pagina XI - Napoli
L´EQUITà SOCIALE LORENZO ZOPPOLI a ppena l´estate scorsa, su richiesta di
Pietro Ichino, nella qualità di direttore della "Rivista italiana di
diritto del lavoro" (vedi il fascicolo 4/08), ho dovuto fare i conti con
un saggio di tre economisti americani (Autor, Katz e Kerney) dove si sosteneva
che le crescenti diseguaglianze del mercato del lavoro degli Usa, documentate
su un ventennio (1980-2000), avevano vanificato istituti come la contrattazione
collettiva e il salario minimo legale e determinato
una polarizzazione dei lavoratori ai due estremi della scala salariale, come
effetto della concorrenza mondiale e della sostituzione di lavoro umano con
tecnologie informatiche. Processi analoghi, secondo alcuni economisti e
giuslavoristi, avrebbero interessato anche altri paesi occidentali, in primis
l´Italia, determinando la sostanziale scomparsa delle classi medie e delle
tutele lavoristiche pensate per tali classi. Dinanzi a queste previsioni molti
ieri dicevano: resistere è inutile, l´unica è adeguarsi prima possibile,
rendendo il lavoro più produttivo anche a costo di smantellare tutele legali e
sindacali. Oggi questa ricetta ha perso molto del suo valore. Il mercato del
lavoro americano ha accusato con troppa immediatezza la crisi economico-finanziaria,
facendo registrare un aumento della disoccupazione di oltre il 2,5 per cento in
meno di un anno, cioè più di 4 milioni di persone. In Europa invece la
situazione è diversa: recenti ricerche attestano che la
contrattazione collettiva è
mediamente efficace nell´attenuare le diseguaglianze salariali e che servizi
pubblici estesi e contrattazione collettiva centralizzata sono i mezzi migliori per assicurare buone
condizioni di vita diffuse, tutela contro l´inflazione e conservazione
dell´occupazione. Non meraviglia allora che i primi passi di Obama
marchino una forte discontinuità proprio nella politica economica e negli
indirizzi delle politiche sociali. In occasione della presentazione del budget
federale (26 febbraio) un passo del President´s Message ha colpito i
commentatori: «Dobbiamo mettere da parte le ideologie e smetterla di chiederci
se il governo è troppo grande o troppo piccolo, se è il problema o la
soluzione. Quel che conta è solo se lavora per il popolo americano». In queste
parole c´è di sicuro una rivoluzione culturale, prima che politica (come
sottolineava Eugenio Scalfari domenica scorsa). Ma occorre capire cosa
comportino in concreto e quanto veramente il programma di Obama rechi tracce
del modello sociale europeo o, addirittura, di socialismo. Non sconvolgono le
misure contro le discriminazioni delle donne né gli aumenti dei sussidi di
disoccupazione, che rientrano nelle tradizioni americane. Invece si segnalano
forti novità in tema di sanità pubblica (da estendere a tutti), scuola (da
migliorare nella qualità media) e investimento ambientale (i green jobs),
nonché per i piani di finanziamento (aumentare le aliquote sui redditi più alti
fino al massimo del 39,6). Rimarchevoli sono anche i programmi di nuove
assunzioni nelle amministrazioni pubbliche e la destinazione di spese pubbliche
per settori che utilizzano lavoro regolamentato, con un indiretto sostegno al
sindacato. Di rilievo addirittura epocale è l´impegno a riformare la
legislazione di sostegno all´azione sindacale nei luoghi di lavoro. Ma tutto
ciò è ancora poco per dire che gli Usa si avvicinano al modello sociale
europeo. E poi a quale modello sociale europeo? Anche se questo modello, nelle
linee generali, può apparire nitido a un osservatore d´oltremanica, politiche e
regole comunitarie in materia sociale da tempo sono alle prese con problemi
assai complessi. Difficile dire se le misure per contrastare la crisi
aggiungano o tolgano qualcosa all´Europa sociale. C´è un serio rischio di
ritorno indietro rispetto al progetto di costruire un´Europa senza confini per
le imprese e per il lavoro, se quel progetto non consente di aumentare
ricchezza e tutele per tutti. Anche se è da escludere che quel progetto possa
riuscire meglio ai singoli Stati, i quali potrebbero invece dar vita a forme di
"neopatrimonialismo", ossia a «un nuovo capitalismo politico, con la
proprietà dei beni controllati dalle paretiane classi politiche» (Sapelli, La
crisi economica mondiale, Bollati Boringhieri, 2008, p. 37). Perciò la revanche
dei nazionalismi, presente anche negli Usa con gli orientamenti al "buy
american" (seppure per ora limitati, come ha detto Faux), potrebbe
significare nell´Unione europea quel che Panebianco riferiva a Obama dalle
colonne del "Corriere della Sera" del primo marzo: lo Stato-Robin
Hood sconfigge lo sceriffo di Nottingham-Ue, ma senza riuscire a realizzare più
equità sociale. Anche per questo, seguendo la complessa emersione di nuove
politiche sociali da realizzare con istituzioni e regole nuove, si apre un
altro fronte di riflessione, questa volta soprattutto giuridica. A quale
livello di governo è opportuno produrre le nuove e, si spera, più omogenee
regole a tutela della coesione sociale? Siamo sicuri che siano gli Stati
nazionali a recuperare terreno? O, piuttosto, come suggeriscono giuristi (Irti)
e sociologi (Sassen), il nuovo spazio della regolazione giuridica non sarà né
globale né nazionale, bensì un´assoluta novità?
( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-09 num: - pag: 1 autore: di
ARMANDO STELLA categoria: REDAZIONALE Comitato chiederà i danni da rumore a
Palazzo Marino Arco della Pace, class="hilite">class="term">class class="term">action contro la «movida» L oro
vogliono l'isola pedonale all'Arco della Pace e il Comune ha congelato il
progetto. Le telecamere anti-traffico? «Solo promesse, annunci...». Chiedevano
una stretta sui locali, i residenti, controlli anti-rumore e orari ridotti per
i dehors: «è successo il contrario». Sconfitti su tutta la linea, ora
tutt'insieme contro il sindaco: l'associazione ProArco Sempione avvia un'azione
legale collettiva per avere il risarcimento dei danni da movida. Non sono
bastate le ultime rassicurazioni della Commissione sicurezza, gli impegni
declinati al futuro tipo «studieremo un piano», «elimineremo le strisce blu»,
«predisporremo più controlli dei vigili...». La risposta è affidata allo studio
Preti Tosi e Andolfato: class="term">class class="term">action.
CONTINUA A PAGINA 2
( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-09 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Guerra ai locali della «movida» Arco della Pace,
abitanti in rivolta. class="hilite">«Class
class="term">action contro i danni da
rumore» SEGUE DA PAGINA 1 E con questa fanno due. Dopo l'esposto depositato in
Procura dai comitati dei residenti sui Navigli, arriva la causa collettiva
degli abitanti all'Arco della Pace. è la ribellione alla «vita notturna fuori
controllo». Questione di decibel, degrado, traffico e stress indotto. Così è
Milano, se vi pare. La movida di corso Sempione è «esplosa» negli ultimi anni,
quartiere di culto dei giovani bene accanto a corso Como e alla zone Romana e
Tortona. La sfida è ormai un classico: residenti
contro gestori dei locali. I primi chiedono l'istituzione di una zona a
traffico limitato serale per bloccare l'ingresso degli avventori dei locali e
alleggerire così il peso sul quartiere. La risposta dei gestori
dell'AscoSempione è un manifesto: «No alla desertificazione della città». Il
Comune sta nel mezzo, prova a mediare gli interessi. Incassi e insonnia,
divertimento e riposo. Armando Stella
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2009-03-08 - pag: 29 autore: Capire la crisi
/ 2 Travolti dagli Animal Spirits di Giorgio Barba Navaretti W all Street si è
ubriacata. Definizione sintetica delle cause della crisi finanziaria, secondo
George W. Bush. Ma per capire come mai la Borsa sia ubriaca e perché il Governo
americano abbia permesso che ciò avvenisse abbiamo bisogno di una buona teoria
economica. Molti contributi hanno riflettuto sull'incapacità degli economisti a
spiegare l'ecatombe di questo periodo. Il risultato è stato un dibattito a
volte un po' sterile sui meriti della mano invisibile nel generare efficienza e
crescita sostenibile. Sterile, in quanto fondato su visioni contrapposte sulla
razionalità degli attori economici, ipotesi di base del risultato di efficienza
dei mercati. è chiaro che osservando l'ottovolante dei mercati di questi giorni
e il rapidissimo mutamento delle opinioni di imprenditori, investitori,
consumatori da un'attitudine euforica a un pessimismo devastante è difficile
credere ancora nella razionalità. Ma le visioni manichee non sono in grado di
dare una sintesi adeguata su come va il mondo. Un passo avanti lo fanno George
Akerlof, professore a Berkeley e premio Nobel dell'economia nel 2001 e Robert
J. Shiller, professore a Yale e attento studioso dei mercati finanziari.
Secondo loro la razionalità spiega circa un quarto delle azioni economiche
rilevanti. Il resto è guidato dagli Animal Spirits di keynesiana memoria,
l'attitudine degli individui a flirtare con l'ambiguità, che guida le decisioni
di investimento quando l'incertezza impedisce di essere razionali. Queste
motivazioni non economiche sono umorali e soggette a mutamenti improvvisi, che
trascinano le economie verso l'alto e verso il basso. Se la razionalità è una
buona guida in tempi normali, lo è meno in situazioni di stress positivo (le
bolle speculative) o negativo (le crisi). Non abbiamo previsto la crisi, né
riusciamo a uscirne perché non teniamo conto di questo fattore. Proviamo a
essere concreti. Pensiamo ad esempio al ruolo della fiducia, interpretata sia
come speranza nel futuro (nel senso inglese di confidence) che di credere nel
prossimo ( trust). Ora, la riscoperta di Keynes ci dice che un forte aumento
della spesa pubblica dovrebbe avere un effetto moltiplicatore (appunto
keynesiano) sulla spesa privata e rilanciare la domanda e l'economia nel suo
complesso.Ma la dimensione del moltiplicatore dipende dal comportamento degli
individui. L'effetto della costruzione di un ponte dipenderà da quanto le
imprese siano disposte a investire in macchinari con i proventi dell'appalto,
quanto gli ingegneri o gli operai desiderino convertire i propri salari in
consumi e così via. E questa propensione dipende in modo cruciale dalla fiducia
che imprese, ingegneri e operai hanno sul futuro andamento dell'economia (
confidence) e nei confronti degli altri attori economici ( trust). Tanto più
bassa è la fiducia,tanto minore è il moltiplicatore degli investimenti
pubblici. La caduta dei corsi di Borsa con cui sono stati accolti i piani di
intervento di Obama e dei governi europei illustra il nesso molto preciso tra
Animal Spirits e crollo della produzione industriale e aumento della
disoccupazione. Ma anche quest'attitudine può essere razionale. Se le
previsioni sono nere, io non investo. Certo, ma meno razionale è l'oscillazione
tra ottimismo e pessimismo. Com'è possibile che oggi nessuno voglia titoli che
fino a un anno fa o poco più tutti comperavano senza chiedere un premio per il
rischio? Com'è possibile che anche i primi fondamenti su cui erano basate le
decisioni di investimento, ad esempio che l'economia continuasse a crescere,
non sono più tali e che tutti navighino in una disarmante incertezza? Nel suo
discorso inaugurale Obama ha ricordato che gli americani sono gli stessi di un
anno prima, con la stessa capacità di fare, produrre e ingegnarsi. Vero, ma gli
Animal Spirits sono cambiati. Ed è un problema di azione collettiva, nel senso che se anche un
individuo o una minoranza muta il proprio sentimento e decide di investire, se
nessuno o pochi altri lo seguono la sua azione è un suicidio. I mercati si
fondano su processi decisionali decentrati. Riprenderanno a crescere
solo quando un numero sufficiente di individui tornerà ad avere fiducia. Che
può fare lo Stato in queste condizioni? Come evitare che gli istinti si
consolidino in un tragico pessimismo auto-distruttivo? Per Shiller e Akerlof,
la soluzione passa dai mercati finanziari. Le autorità devono usare tutti gli
strumenti di cui dispongono per riattivare flussi di credito compatibili con
una crescita positiva. Una regola da buon pedagogo: sufficiente benzina per la
macchina, ma niente alcool per il guidatore. Wall Street deve tornare sobria.
Ma non dimentichiamo che per smaltire la sbornia deve cambiare il sentimento
degli individui. In un clima di fiducia depressa la mancanza di credito non è
solo imputabile all'offerta, le banche, ma anche alla domanda, le imprese, le
famiglie: a che serve il credito quando non si vuole investire né consumare?
Per questo un altro passo essenziale è eliminare dall'immaginario collettivo
gli spettri che alimentano la mancanza di fiducia, convincere il sistema che
alcuni dei buchi neri di questa crisi, ad esempio i famosi titoli tossici, sono
stati riempiti e coperti. Forse allora la razionalità riguadagnerà terreno
sugli Animal Spirits. barba@unimi.it 1 George A. Akerlof e Robert J. Shiller,
«Animal Spirits. How Human Psychology Drives the Economy and Why it Matters for
Global Capitalism», Princeton University Press, Princeton, pagg. 230, $ 24,95.
La teoria di Keynes sull'irrazionalità della finanza aggiornata dal Nobel
Akerlof e da Robert Shiller In caduta libera. Disegno della copertina del libro
«Animal Spirits» di George A. Akerlof e Robert J. Shiller
( da "Stampa, La" del
10-03-2009)
Argomenti: Class Action
il caso Una banca
dati per la guerra ai vandali dei muri Nel mondo Vercelli L'esperto che incastra
i writer Spagna, un "critico" riconosce la firma dei graffitari e li
denuncia GIAN ANTONIO ORIGHI Ragazzine scrivono «Ti amo» sul muro: multate
MADRID Tempi duri per i graffitari di Sabadell che riempiono ogni spazio libero
con i «tags», come sono chiamate in gergo le loro firme. Per la prima volta in
Europa, i seguaci di Basquiat rischiano il carcere per una geniale idea della
polizia locale. Quale? Un gruppo di certosini agenti, muniti di macchine
fotografiche, ha fotografato tutti i tags, ha creato una banca dati ad hoc e
poi l'ha passata ad un perito calligrafico del tribunale locale, che ha
identificato gli autori come se ponessero la loro firma in un documento. Poi si
sono appostati e hanno sorpreso in flagranza di tags quattro ragazzi, i più scatenati,
che sono stati denunciati alla magistratura per tutti i loro geroglifici sparsi
per la città (oltre novanta), non solo per quello che stavano siglando. Ma c'è
di più: è stato lo stesso comune di Sabadell, cittadina dell'hinterland
barcellonese situata a venti chilometri a nord-est della metropoli, con 200
mila abitanti, a presentare la denuncia poi ratificata da 70 cittadini. class="hilite">Una specie di class-class="term">action anti-writers senza
precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà sì che l'intera
operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in castigliano) non costi
un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a pagare le spese del
perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte.
Il comune che mette con le spalle al muro gli autori di coloratissimi autografi
su muri, panchine, garage, autobus è di destra? Niente affatto, è governato con
maggioranza assoluta dal partito socialista del premier Zapatero. «Da tempo
ricevevamo le proteste dei cittadini che non ne potevano più di graffiti -
spiega Joan Manau, vice-sindaco e responsabile della sicurezza urbana, 46 anni,
di professione pianista -. Le multe agli autori delle scritte sui muri, che
oscillano dai 400 ai 1.200 euro, non erano mai state efficaci e la ripulitura
ci costava ogni anno oltre 200 mila euro. Così, quando un agente ha notato che
moltissimi tags si ripetevano, è scattata l'operazione "Mancha". Un
gruppo di cinque agenti si è dedicato, dal febbraio al luglio scorso, a
fotografare tutti i tags della nostra città». La novità è stata quella di
passare il date-base fotografico ad un perito, Jesús Delgado, che li ha
analizzati. Assicura l'esperto: «Il metodo è lo stesso che utilizziamo per
l'analisi di firme o altri scritti». Una volta verificati tutti i tratti e le
inclinazioni, l'autore è stato identificato senza ombra di dubbio. Non rimaneva
che beccare i firmaioli scatenati per dare un nome ai writers. L'istruttoria è
ancora segreta, non si sa chi siano gli imputati, ma pare che la voglia pazza
della firma venisse a tutte le ore del giorno, soprattutto quando andavano a
zonzo per la città. La trovata non sarebbe stata rivoluzionaria se la
magistratura di Sabadell non avesse accettato come prove la perizia
calligrafica. Superato l'ultimo scoglio, Manau ha trionfato perché il sistema
permette di punire gli autori dei «tags» come reato continuato. Ancora:
l'operazione Mancha è costata quasi niente, perché gli agenti erano già pagati
ed il perito calligrafico, visto che era il primo caso del genere, ha chiesto
una parcella simbolica. «La democrazia significa libertà ma anche rispetto
dello spazio pubblico e privato», sentenzia sicuro il vice-sindaco zapaterista.
In una Spagna ove le 7 principali città spendono ogni anno la bellezza di 13
milioni di euro per ripulire i muri, Sabadell ha imboccato anche la strada
della (intelligente) tolleranza. «Noi differenziamo i "tags" dai
murales, o graffiti artistici - precisa orgoglioso Manau -. Basta che i writers
si rivolgano all'Assessorato alla Gioventù per sapere dove ci sono spazi
pubblici per dar sfogo alla loro vena creativa. Ne abbiamo 3 a loro
disposizione». Una strada scelta anche dalla andalusa (e socialista) Jaén, il
cui comune non solo concede spazi pubblici ai grafiteros, ma mette a loro
disposizione persino corsi di pittura murale. L'Operazione «Mancha» ha fermato
i pasdaran delle firme? «È presto per dirlo, ma sicuramente avvertiremo
l'effetto quando sarà resa pubblica la sentenza», si schermisce, prudente, il
nemico pubblico n. 1 dei taggers. Intanto, in attesa della sentenza, la mania
della firma selvaggia non demorde. Su Internet gira la sfida di siglare un
vagone della vigilatissima Tav, la preda più ambita. Il premio per il
vincitore? Ben 6 mila euro. Italia Nella nuova legge antiwriters scatta il
carcere per chi «colora» monumenti (da 3 mesi a un anno). Negli altri casi la
sanzione va da uno a 6 mesi, le multe arrivano a 1000 euro. Sentivano il
bisogno di testimoniare il loro amore per il loro ragazzo e non hanno trovato
di meglio da fare che scriverlo sui muri del deposito autocorriere di Vercelli:
una scritta lunga 40 metri su tre righe, in inchiostro nero, per dire «vorrei
tu fossi mio», «ti amo, mi manchi troppo» e simili. La discutibile impresa
romantica è stata autofilmata, ed è ovviamente finita su Youtube. Ma il bisogno
di mettersi in mostra sulla bacheca informatica di tutte le fesserie giovanili
è stata una mossa falsa. Perché la ditta delle corriere ha presentato denuncia
e la Squadra Mobile ha individuato le giovanissime graffitare proprio grazie al
Web. Le «colpevoli» sono cinque ragazzine vercellesi, di età comprese tra i 16
e i 17 anni. Quando la polizia si è presentata, le giovani hanno immediatamente
confessato e, spaventatissime, si sono dichiarate disposte a cancellare le
scritte. Sono tuttavia state denunciate al Tribunale dei minori di Torino con
l'accusa di deturpamento di muro pubblico.
( da "Corriere delle Alpi"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
La raccolta di firme
per le liste ha innescato la violenza. La polizia carica: tre giovani fermati e
sei agenti feriti Scontri autonomi-Fuan all'Università di Torino TORINO. Torna
la violenza all'Università di Torino. E' ancora la raccolta di firme per le
liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di
autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle
facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione
Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura
per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa.
Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e
lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico
ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare. Incidenti
quasi annunciati, perché era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta
firme da parte del Fuan-Azione
universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo
universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezione dei
rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche. A riprova
di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e
polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio
nell'atrio di Palazzo Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a
raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza
allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro
gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al
volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune
cosiddette «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei
giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del
Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio.
( da "Repubblica, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
C aro Augias, il 24
febbraio ho accompagnato una quinta scientifico milanese a Montecitorio. Dopo
una visita all'edificio ci siamo seduti in tribuna. Presi dallo sconforto:
numerosi assenti, molti si alzano a parlare, qualche parlamentare va su
Facebook. Per il "mille proroghe" il governo ha chiesto la fiducia, è
tutto deciso. Sento parlare di uranio impoverito, di militari che si ammalano e
muoiono per gravi forme tumorali: chissà dove sono ministri e sottosegretari
che si sono battuti per la vita di Eluana. Tra i banchi del governo c'è un
sottosegretario che sfoglia annoiato delle carte. Il tabellone in pochi secondi
comunica: votazione aperta, votazione chiusa, risultato. In pochi secondi la
Camera rimanda a chissà quando i regolamenti per risarcire famiglie di militari
morti per uranio impoverito, class="hilite">decreti
sulla sicurezza dei posti di lavoro dove ogni giorno qualcuno cade o brucia
vivo, proroga la Class Action per i diritti dei consumatori. Chissà quante
altre sedute come questa, nell'indifferenza della maggioranza che ha già deciso
altrove e dell'opposizione che ha troppe beghe interne da curare. I ragazzi mi
fanno notare che qualche pianista è al lavoro. Troppo nobile la parola
pianista. Penso alle mie rare assenze in 28 anni di lavoro nella scuola e al
fatto che sono a Roma, responsabile 24 ore su 24 dei miei allievi, senza
nemmeno un euro di diaria. I ragazzi sono disgustati. Uscendo dal Parlamento,
col magone, come diciamo a Milano, mi domando: i valori che con grande fatica
cerchiamo di trasmettere ai giovani dove sono finiti? Anna Riso
annariso@hotmail.it P arecchi mesi fa avevo già pubblicato una lettera di
contenuto simile. Altri insegnanti che avevano accompagnato i loro alunni per
mostrargli dal vivo come funziona la democrazia, erano usciti sconcertati (uso
un eufemismo) da Montecitorio. Rivolsi una domanda all'allora presidente Fausto
Bertinotti chiedendo se non fosse il caso, data la situazione, di sospendere
queste visite in fondo controproducenti proprio per la democrazia. Il
presidente rispose che andava bene così e che le visite dovevano continuare.
Ora la prof Anna Riso ripropone lo stesso problema con piena ragione. La sua
lettera era più lunga e ricca di altri episodi la cui vista, in nome della
democrazia, dovrebbe essere proibita ai minori. Certo sospendere le visite
sarebbe un gesto grave. Ma non è detto che proprio la sua gravità non potrebbe
agire come un colpo di frusta sui garretti dei distratti, degli indisciplinati,
dei troppi che dimenticano in quale aula stanno sedendo e perché. Chissà se il
presidente Fini è dello stesso parere del suo predecessore.
( da "Repubblica, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IV - Torino
Gli slogan Gli striscioni Proteste anti-Fuan, cariche e feriti mattina di
follia a Palazzo Nuovo "Fuori i fascisti!", e nell´atrio scoppia una
bomba carta Giovane in manette con l´accusa di aver spedito in ospedale un
funzionario di polizia Una serie di assalti per allontanare gli autonomi. Botte
anche a dipendenti dell´Università MEO PONTE La violenza scoppia all´improvviso
nell´atrio di Palazzo Nuovo. Bastano un lancio di uova e l´esplosione di due
grossi petardi a far ondeggiare lo schieramento degli agenti del Battaglione
Mobile che da due ore fronteggiano i ragazzi del Cua, il
Collettivo Universitario Autonomo. La carica della polizia che reagisce alla
pressione degli studenti è istintiva e irrefrenabile. è quasi mezzogiorno di
ieri e l´Università vive un altro giorno di follia. Difficile capire chi o che
cosa abbia originato gli scontri tra polizia, studenti, autonomi e anche
qualche dipendente universitario. La mattinata era iniziata sotto un
segno diverso. Polizia e carabinieri erano all´Università per impedire lo
scontro tra gli studenti dell´area antagonista e i militanti del Fuan-Azione Universitaria, il raggruppamento di destra che, per
raccogliere firme per le prossime elezioni in facoltà, aveva deciso di
allestire un banchetto proprio nell´atrio di Palazzo Nuovo. I destri diffondono
anche un volantino contro il Cda universitario accusandolo di un buco di
bilancio di trenta milioni di euro. A scaldare gli animi però basta la loro
presenza. Gli studenti reagiscono in modo diverso. Marco e altri del Collettivo
di Lettere e Filosofia rispondono con un volantino satirico: «La Digos si presenta
alle elezioni universitarie. Di sicuro avranno più candidati del Fuan...». Uno
sfottò per chi riesce a entrare a Palazzo Nuovo solo con la scorta delle forze
dell´ordine. Quelli del Cua invece la mettono giù più dura. Più tardi
illustreranno un dossier sulle organizzazioni studentesche di estrema destra ma
per ora intendono cacciare il Fuan dall´atrio. La polizia cerca di controllare
la situazione. Dalla questura l´ordine è chiaro: «Evitare disordini, non cadere
nelle provocazioni, cercare di abbassare le tensioni». Per ore si cerca di
mediare. Intervengono anche docenti come il professor Massobrio che cerca di
convincere i ragazzi del Fuan ad andarsene per evitare uno scontro che non
serve a nessuno. I destri però tengono duro: «Abbiamo il diritto di restare».
Le ore passano mentre la tensione sale. I militanti del Cua sono raccolti
dietro uno striscione inequivocabile: «Fuori i fascisti dall´Università». Dalle
ultime file parte il lancio di uova che non riesce a raggiungere il banchetto
del Fuan. Segue il lancio di un petardo mentre i militanti di destra invitano
gli avversari a farsi sotto. La pressione dietro lo striscione aumenta, i
funzionari faticano a tenere a freno i loro uomini poi inspiegabilmente parte
la prima carica. Ne seguiranno altre «di contenimento», effettuate per
sgombrare l´atrio. I bastoni non distinguono. Pierpaolo P. , un tecnico
universitario («Antifascista» precisa), riceve un colpo di manganello alla
tempia destra e spiega: «Stavo aiutando una ragazza che aveva addosso quattro agenti
e mi hanno colpito». La ragazza è Giulia M. che finisce in questura ed è
rilasciata solo dopo essere stata identificata. è dopo l´ultima carica che
qualcuno dall´esterno lancia qualcosa di più di un petardo, una bomba carta che
frastorna tutti quelli che sono ancora nell´atrio e lascia una grossa
bruciatura sul pavimento. La polizia conta quattro feriti, i carabinieri
debbono portare uno di loro all´ospedale. Anche molti studenti sono pesti e
acciaccati. è il momento degli arresti: vengono portate via tre persone. Solo
una di loro però sarà arrestata in serata. è Germano Luca, 31 anni, non è
nemmeno iscritto all´Università. è accusato di lesioni a pubblico ufficiale (è
stato riconosciuto come l´aggressore che ha colpito violentemente un giovane
funzionario di polizia spedendolo al pronto soccorso), resistenza e violenza.
Per gli stessi reati è denunciato a piede libero Andrea B., che almeno è
iscritto alla facoltà.
( da "Repubblica, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina V - Bari
Petruzzelli, l´ultimatum al cda Emiliano: "Basta divisioni. Bondi? class="hilite">Non risponde al telefono"
Prosegue la class="term">class class="term">action:
pronto un esposto contro sindaco e ministro RAFFAELE LORUSSO «Capisco il
disappunto, ma bisogna evitare qualsiasi conflitto». La presa di posizione del
vicepresidente della Provincia, Onofrio Sisto («rinunciamo al Teatro
Petruzzelli, lasciamolo alla famiglia»), non stupisce il sindaco. Per Michele
Emiliano l´origine di tutti i malumori è nella mancata riconsegna del teatro
alla fondazione. E se l´assessore regionale Silvia Godelli, che nel cda
rappresenta la Regione, dice che quella suggerita da Onofrio Sisto è una linea
possibile, il primo cittadino getta acqua sul fuoco. «Capisco tutto, ma è mio
dovere mediare fra tutte le posizioni - spiega Emiliano - Le difficoltà di
programmare la stagione lirica sono oggettive e l´elevato ostruzionismo del
ministro Sandro Bondi e, nel consiglio di amministrazione della fondazione,
dell´avvocato Mario Carrieri aumenta le difficoltà e il disagio». Il sindaco
non trascura un altro aspetto. Quello che riguarda l´orchestra. «L´ostacolo
frapposto in maniera insulsa dall´avvocato Carrieri, dal ministro e dalla
Regione al passaggio alla fondazione dell´organico orchestrale della Provincia
- spiega - non aiuta a rasserenare gli animi. Spero di riuscire a
tranquillizzare tutti». Sull´orchestra Emiliano continua a predicare buon
senso. «Da più parti si parla di principi, ma io dico che i principi devono
essere applicabili - dice - Si vuole un concorso internazionale? E con quali
soldi poi la fondazione dovrà mantenere l´orchestra? Con la soluzione che ci
viene prospettata, invece, c´è la possibilità di assorbire l´orchestra della
Provincia e di stare tranquilli per tre anni. Non si può sacrificare l´organico
che abbiamo utilizzato finora. Senza contare che non sarebbe auspicabile un
concorso in piena campagna elettorale. Forse qualcuno vuole una nuova orchestra
per creare rapporti di potere, ma questo organico è libero e indipendente».
Nonostante tutto, Michele Emiliano spera che tutto si risolva. «In questo
momento - osserva - abbiamo bisogno di tutto, ma non di conflitti». Il sindaco
attende anche segnali da Roma. Tutti i tentativi di contattare il ministero si
sono rivelati finora inutili. Emiliano attacca: «I telefoni del ministero
squillano a vuoto. Quando visualizzano il prefisso 080 non rispondono». Intanto
è pronto l´esposto in procura che i promotori della class="term">class class="term">action,
gli avvocati Alessio Carlucci e Luigi Paccione, hanno promosso per ottenere la
proprietà pubblica del teatro. I due legali avrebbero denunciato il sindaco e
il ministro per non aver compiuto atti per espropriare il politeama.
( da "Corriere della Sera"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-10 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Torino Scontri studenti-agenti TORINO — Scontri tra autonomi e
sostenitori del Fuan all'università di Torino. A Palazzo Nuovo, sede delle
facoltà umanistiche, gli studenti del Collettivo
universitario autonomo hanno lanciato uova e fumogeni contro la polizia che li
separava dai giovani del Fronte universitario d'azione nazionale impegnati
nella raccolta di firme per le elezioni. Il bilancio: tre giovani portati in
Questura , di cui uno arrestato, sei agenti feriti.
( da "Stampaweb, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action
MADRID Tempi duri
per i graffitari di Sabadell che riempiono ogni spazio libero con i «tags»,
come sono chiamate in gergo le loro firme. Per la prima volta in Europa, i
seguaci di Basquiat rischiano il carcere per una geniale idea della polizia
locale. Quale? Un gruppo di certosini agenti, muniti di macchine fotografiche,
ha fotografato tutti i tags, ha creato una banca dati ad hoc e poi lha
passata ad un perito calligrafico del tribunale locale, che ha identificato gli
autori come se ponessero la loro firma in un documento. Poi si sono appostati e hanno sorpreso
in flagranza di tags quattro ragazzi, i più scatenati, che sono stati
denunciati alla magistratura per tutti i loro geroglifici sparsi per la città
(oltre novanta), non solo per quello che stavano siglando. Ma cè
di più: è stato lo stesso comune di Sabadell, cittadina dellhinterland
barcellonese situata a venti chilometri a nord-est della metropoli, con 200
mila abitanti, a presentare la denuncia poi ratificata da 70 cittadini. Una
specie di class-class="term">action
anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà
sì che lintera operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in
castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a
pagare le spese del
perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte.
Il comune che mette con le spalle al muro gli autori di coloratissimi autografi
su muri, panchine, garage, autobus è di destra? Niente affatto, è governato con
maggioranza assoluta dal partito socialista del premier Zapatero. «Da tempo
ricevevamo le proteste dei cittadini che non ne potevano più di graffiti -
spiega Joan Manau, vice-sindaco e responsabile della sicurezza urbana, 46 anni,
di professione pianista -. Le multe agli autori delle scritte sui muri, che
oscillano dai 400 ai 1.200 euro, non erano mai state efficaci e la ripulitura
ci costava ogni anno oltre 200 mila euro. Così, quando un agente ha notato che
moltissimi tags si ripetevano, è scattata loperazione Mancha.
Un gruppo di cinque agenti si è dedicato, dal febbraio al luglio scorso, a
fotografare tutti i tags della nostra città». La novità è stata quella di
passare il date-base fotografico ad un perito, Jesús Delgado, che li ha
analizzati. Assicura lesperto:
«Il metodo è lo stesso che utilizziamo per lanalisi di firme o altri
scritti». Una volta verificati tutti i tratti e le inclinazioni, lautore
è stato identificato senza ombra di dubbio. Non rimaneva che beccare i
firmaioli scatenati per dare un nome ai writers. Listruttoria è ancora segreta, non
si sa chi siano gli imputati, ma pare che la voglia pazza della firma venisse a
tutte le ore del giorno, soprattutto quando andavano a zonzo per la città. La
trovata non sarebbe stata rivoluzionaria se la magistratura di Sabadell non avesse accettato come
prove la perizia calligrafica. Superato lultimo scoglio, Manau
ha trionfato perché il sistema permette di punire gli autori dei «tags» come
reato continuato. Ancora: loperazione Mancha è costata quasi niente, perché gli agenti erano
già pagati ed il perito calligrafico, visto che era il primo caso del genere,
ha chiesto una parcella simbolica. «La democrazia significa libertà ma anche
rispetto dello spazio pubblico e privato», sentenzia sicuro il vice-sindaco
zapaterista. In una Spagna ove le 7 principali città spendono ogni anno la
bellezza di 13 milioni di euro per ripulire i muri, Sabadell ha imboccato anche
la strada della (intelligente) tolleranza. «Noi differenziamo i tags
dai murales, o graffiti
artistici - precisa orgoglioso Manau -. Basta che i writers si rivolgano allAssessorato
alla Gioventù per sapere dove ci sono spazi pubblici per dar sfogo alla loro
vena creativa. Ne abbiamo 3 a loro disposizione». Una strada scelta anche dalla
andalusa (e
socialista) Jaén, il cui comune non solo concede spazi pubblici ai grafiteros,
ma mette a loro disposizione persino corsi di pittura murale. LOperazione
«Mancha» ha fermato i pasdaran delle firme? «È presto per dirlo, ma sicuramente
avvertiremo leffetto
quando sarà resa pubblica la sentenza», si schermisce, prudente, il nemico
pubblico n. 1 dei taggers. Intanto, in attesa della sentenza, la mania della
firma selvaggia non demorde. Su Internet gira la sfida di siglare un vagone
della vigilatissima Tav, la preda più ambita. Il premio per il vincitore? Ben 6
mila euro.
( da "Repubblica, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 31 - Cronaca
I due aspetti Il collettivo Wu Ming: "Scaricano i
nostri libri e poi li comprano" "Ma il copyleft aumenta le
vendite" Vogliamo conciliare riproduzione e remunerazione dell´artista.
Comunque da dieci anni i nostri lavori si possono prendere liberamente dalla
rete IRENE MARIA SCALISE I loro libri sono stati tradotti in tutte le lingue e
per loro il copyright è un concetto archiviato da tempo: hanno già
scelto il copyleft. Sono i Wu Ming, sono un collettivo di scrittori. Hanno
scritto libri cult come "Q" (firmandolo però «Luther Blisset») e
"54". Ma i loro nomi anagrafici non sono sconosciuti. Sul tema della
fine del copyright risponde uno di loro, Wu Ming 1. Sempre più scricchiola il
concetto di proprietà, secondo voi il concetto di copyright ha ancora un senso?
«Noi pratichiamo forme ibride, "anfibie" come il copyleft e le
Creative Commons, nate per conciliare libertà di riproduzione e remunerazione
dell´artista. In queste forme, spetta all´artista decidere se porre limiti, e
quali, alla libera riproduzione della sua opera. Noi abbiamo una dicitura
presente sui libri di Blissett/Wu Ming a partire da Q: "Si consente la
riproduzione parziale o totale dell´opera e la sua diffusione per via telematica,
purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia
riprodotta". Qual è il progetto «Wu Ming»? «La missione di Wu Ming è,
dall´inizio, raccontare storie con ogni mezzo necessario». Voi siete un
collettivo letterario ma ognuno di voi ha una sua voce. «Siamo una band, quella
band si chiama "Wu Ming", e come accade spesso nelle band, ciascun
membro ha un nome d´arte individuale: "Wu Ming 1", "Wu Ming
2". Proprio come i Ramones». Il nuovo album degli U2 è finito misteriosamente
on line prima della pubblicazione, cosa ne pensa? «Non mi viene in mente
niente, come a Karl Kraus quando pensava a Hitler». Da quanto tempo i vostri
romanzi sono scaricabili gratuitamente da internet? «Da dieci anni. E questo
aiuta le vendite anzichè danneggiarle. Chi li scarica poi li compra per sè o
per altri». L´associazione degli scrittori americani ha fatto causa a Google
perchè il motore di ricerca ha iniziato a digitalizzare libri i cui diritti
d´autore sono ancora tutelati. Una simile azione sarebbe pensabile in Italia?
«Pensabile senz´altro. Auspicabile, no. Chi volesse tentare un´impresa del
genere, non conti su di noi».
( da "Corriere della Sera"
del 11-03-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-11 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Tensione Gli antagonisti: sono legati a Forza Nuova. De Corato: intervengano le autorità accademiche Università, scontri fra
collettivi e giovani di An Rissa davanti al banchetto che chiedeva i «tornelli»
agli ingressi Terzo giorno di raccolta firme. Terzo scontro in università. Nel
mirino sempre il banchetto di Azione universitaria che chiede «un accesso controllato in ateneo», i
tornelli. Studenti dei collettivi che accusano studenti di destra. E
viceversa. Questa volta però nel dipartimento di Fisica in via Celoria la
polizia non è riuscita a impedire la rissa. Tensione nelle sedi della Statale.
E non è un caso: alle porte ci sono le elezioni universitarie. Gli studenti, a
maggio, verranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti negli organi più
importanti dell'ateneo. Il rettore Enrico Decleva interviene: «La libertà di espressione
deve essere assicurata a tutti». A PAGINA 5
( da "Corriere della Sera"
del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Città Studi, tensione e scontri tra
collettivi e studenti di An Assalto al gazebo per la sicurezza. Il rettore
Decleva: tutti devono parlare Le tensioni in vista delle elezioni accademiche.
Per il collettivo, Azione
universitaria «è un corpo estraneo all'ateneo» Alla fine lo scontro è stato
inevitabile. Studenti contro studenti. Sinistra contro destra. Al
dipartimento di Fisica in via Celoria. Una settimana dopo i tafferugli con la
polizia, il banchetto dei ragazzi di Azione
universitaria crea nuova tensione alla Statale. Calci, pugni, spintoni, caschi
usati come armi. Le fazioni sono state divise dai poliziotti. Ma gli insulti
sono continuati. «Incivili». Oppure: «Fuori i fascisti dall'università ».
Qualche ragazzo è rimasto contuso. «Niente di grave, ma così non si può
continuare », spiega Carlo Armeni, rappresentante dei giovani di An. Tensione
nelle sedi della Statale. E non è un caso: alle porte ci sono le elezioni
universitarie. Gli studenti, a maggio, verranno chiamati ad eleggere i propri
rappresentanti negli organi più importanti dell'ateneo. Dal consiglio di
amministrazione a quello di facoltà al senato accademico. Il rettore, Enrico
Decleva, ribadisce: «La libertà di espressione deve essere assicurata a tutti».
Ma i ragazzi di Azione universitaria replicano: «Non
possiamo vivere sotto scorta, le nostre richieste di accesso controllato in
università sono legittime ». Risposta dei collettivi: «Sono un corpo estraneo
all'ateneo ». E in un'assemblea a Scienze politiche sottolineano: «Sono
estremisti di destra. E hanno forti legami con Forza Nuova e il centro sociale
Cuore nero». Gli studenti di destra, quindi, «non sono ben voluti. Giocano alla
strategia della tensione». Terzo giorno di banchetto e di raccolta firme. Terzo
scontro in università. Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione universitaria, La richiesta chiede «un provvedimento
urgente. Così come con il Daspo per gli stadi, chiediamo una misura simile
all'università ». Paola Frassinetti, deputata Pdl, ha annunciato
un'interrogazione al ministro dell'Interno Roberto Maroni. «Bisogna capire
perché la polizia non ha allontanato e identificato i facinorosi di estrema
sinistra». E anche il vicesindaco Riccardo De Corato invoca «un intervento
delle autorità accademiche». Non si stupisce che «le facce di chi scatena
questi tafferugli sono le stesse che al sabato provocano cortei selvaggi e
disordini in città». Di diverso avviso è Carlotta Cossutta, iscritta a
Filosofia: «Siamo stati chiamati dagli studenti. I ragazzi di Azione universitaria stanno esagerando. Creano troppo
nervosismo». La preoccupazione serpeggia nelle facoltà. Perché se non si riesce
«a raccogliere delle firme», sarà ancora più difficile «mantenere la calma
durante la campagna elettorale ». A maggior ragione se si è studenti contro
studenti. I giovani di destra: «Chiediamo per l'università una misura simile a
quella del Daspo per gli stadi» B. Arg. A. Sac.
( da "Unita, L'" del
11-03-2009)
Argomenti: Class Action
ERNANI RIMETTE IL
SUO MANDATO Il soprintendente dell'Opera di Roma Francesco Ernani ha dichiarato
ieri che il suo contratto scade nel 2010, ma «al momento, ho rimesso il mandato
nelle mani del Consiglio di amministrazione». La fondazione lirica romana è in
gravi difficoltà e il sindaco da tempo fa pressing affinché Ernani lasci.
Petruzzelli: class="hilite">bondi
denunciato Dopo la class="term">class class="term">action
procedimentale avviata quattro mesi fa perché il teatro Petruzzelli venga dichiarato
di proprietà pubblica, i due avvocati promotori dell'iniziativa hanno chiesto
alla procura della Repubblica di Bari di indagare per «atti omissivi» sul
ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e sul sindaco di Bari, Michele
Emiliano. FRANCIA CONTRO I PIRATI La Rete francese in mobilitazione contro il
nuovo progetto di legge del ministero della cultura che prevede il taglio della
connessione a Internet per i «pirati» che scaricano illegamente file di musica
e film. Michael JACKSON, 10 CONCERTI Michael Jackson redivivo. Il cantante ha
annunciato 10 concerti all'arena O2 di Londra: dall'8 al 28 luglio. In pillole
( da "Stampa, La" del
12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pendolari preparano
la causa [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA La porta è bloccata e il treno riparte
senza che nessuno riesca a chiuderla. Il regionale delle 9,45 è soppresso,
sostituito con un bus sino a Trecate, ma per scoprirlo il viaggiatore deve
leggere l'etichetta appiccicata sulla bacheca. Storie di ordinari viaggi,
avvenuti ieri e martedì, dei pendolari novaresi tra Torino e Milano. Ma adesso
loro hanno deciso di dire basta: sono stufi di subire senza poter far nulla. E'
«partita» l'azione legale contro Trenitalia per i disagi che ogni giorno
vengono subìti dai viaggiatori. «Non solo paghiamo per un servizio che non
abbiamo ma viviamo situazioni che danneggiano la nostra vita personale,
familiare e lavorativa» sottolinea Mariano Settembri, portavoce dei pendolari
novaresi. I viaggiatori della linea Torino-Milano si sono organizzati con un
pool di avvocati novaresi ed ora la fase operativa di preparazione della causa
è entrata nel vivo. I pendolari sono invitati a preparare dettagliate tabelle
dei ritardi, film o foto di porte che non funzionano, bagni rotti, sporcizia. E
poi testimonianze: utili soprattutto quelle delle aziende che sapesso arrivano
a note di richiamo per i continui ritardi. «Siamo considerati lavoratori
inaffidabili» hanno più volte lamentato i pendolari novaresi che a volte non
riescono a garantire la puntualità a causa dei ritardi dei treni. Ben accette
anche le copie di articoli di giornali che supportino la notizia del «danno» denunciato
nella singola testimonianza. L'idea dei pendolari
esasperati è di proporre un'azione collettiva con la richiesta di un risarcimento di danni individuali. Il
lasso di tempo da «scandagliare» riguarda gli ultimi dodici mesi,
l'appuntamento con gli avvocati è l'8 aprile. «Stiamo raccogliendo il materiale
che cominceremo a vagliare prima di presentare tutto ai legali - sottolinea
Settembri -. In particolare chi vuole partecipare all'azione può inviare
una dichiarazione del danno subìto, la copia dell'abbonamento e della carta
d'identità». L'indirizzo mail di riferimento è fabio.fabiani@bestnest.it: qui i
pendolari possono spedire il materiale e chiedere informazioni su come
organizzare la raccolta di testimonianze.
( da "Repubblica, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina XIII - Torino
Ora si attende una nuova mobilitazione in vista delle elezioni studentesche
Funerale per i "NoGelmini" stop al collettivo senza sponsor Nessuno
si è presentato alla riunione di martedì OTTAVIA GIUSTETTI Non esiste più
l´assemblea NoGelmini, l´estremo tentativo di rifondarla si è consumato
martedì, a Palazzo Nuovo, dove era convocata l´ultima riunione. Ma tutti i
collettivi hanno dato forfait e oggi si può definitivamente celebrare il
funerale di quella straordinaria assemblea di studenti che ha acceso tanto
entusiasmo nei mesi dell´autunno, quando la protesta studentesca era al suo
apice. Era, lo abbiamo detto tante volte, un anomalo mix di persone e di idee,
nato dalla volontà del Cua, il Collettivo universitario autonomo, ma poi
popolato da centinaia di studenti di tutte le facoltà che rifiutavano bandiere
e partiti politici. Gli autonomi "regalarono" all´epoca agli studenti
l´esperienza della macchina organizzativa delle manifestazioni e condivisero i
loro strumenti, al contempo gli studenti diedero corpo a una mobilitazione
oltre ogni aspettativa chiedendo però che fossero stabilite regole democratiche
all´interno dell´assemblea. Cosa non ha funzionato allora? Sicuramente
l´entusiasmo della protesta è scemato con il passare dei mesi. E alle assemblee
hanno partecipato sempre meno studenti. Nel frattempo tutte
le facoltà dell´Università di Torino hanno dato vita ai loro collettivi e
quelli già esistenti si sono rafforzati. Ma le strategie, le modalità d´azione
del Cua non erano più condivise, l´approccio degli anarchici (che pure avevano
accettato di mettere al voto le decisioni nel corso degli incontri) era sempre
più ingombrante. «Penso che anche loro abbiano avuto un beneficio da
quell´esperienza straordinaria, sono usciti rafforzati dalla protesta perché
hanno raccolto molte adesioni. I ragazzi giovani che purtroppo hanno
partecipato agli scontri di lunedì a Palazzo Nuovo sono molte delle nuove
"leve" che hanno aderito in quei mesi»: racconta Marco Viola, del
collettivo di Lettere e Filosofia. Ed è proprio da questi collettivi che
nasceranno le nuove liste indipendenti per le prossime elezioni studentesche di
maggio. Nessun legame con i partiti politici, nessuna bandiera come
nell´assemblea NoGelmini. Loro hanno continuato a riunirsi e hanno deciso di
dare un futuro a quel che è rimasto dopo che è passata l´Onda. Si chiamerà
probabilmente «Studenti indipendenti» e si occuperà dei problemi concreti delle
facoltà ora che i pesanti tagli ai bilanci dei dipartimenti mette in serio
pericolo la didattica e l´attività quotidiana di studio dei ragazzi. Dalle
ceneri della NoGelmini risorgono perciò nuovi aspiranti indipendenti alle
cariche politiche di ateneo e un Cua un po´ «ingrassato» che professa la difesa
dell´antifascismo e dal Fuan e rispolvera le vecchie abitudini.
( da "Repubblica, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina II - Palermo
La procura della Repubblica ritiene che la denuncia degli attuali vertici possa
salvare l´inchiesta Giuristi perplessi sui termini di scadenza e c´class="hilite">è chi propone l´avvio di una class="term">class class="term">action Il Partito socialista
lancia l´idea di una causa attivata dai cittadini. "Il danno non è stato
arrecato agli azionisti ma alla intera collettività" Penalisti e
amministrativisti sono divisi sulla possibilità tecnica che l´indagine sul
falso in bilancio, che vede indagato l´ex cda dell´Amia, possa andare avanti
con una denuncia dell´attuale presidente dell´Amia Marcello Caruso. Dalla
Procura hanno ventilato un´ipotesi che vedrebbe, dopo il sindaco, il presidente
dell´Amia attuale titolato a presentare una querela di parte sull´indagine in
corso. Secondo i pm, Caruso avrebbe 90 giorni di tempo dal suo insediamento,
avvenuto ai primi di gennaio. Quindi, seguendo questa ipotesi, il presidente
dell´Amia avrebbe tempo fino al 31 marzo. I penalisti palermitani però sono divisi
su questa ipotesi. Alcuni sostengono che «i 90 giorni scatterebbero dalla
conoscenza dei fatti, cioè dagli avvisi di garanzia» e quindi il termine per il
prosieguo dell´indagine sarebbe comunque scaduto dopo il rifiuto di Cammarata a
sporgere querela. Altri penalisti però sostengono che i 90 giorni scatterebbero
dall´insediamento di Caruso e quindi i termini per far continuare l´indagine ci
sarebbero. Il Partito socialista propone però una terza ipotesi. Quella di una
sorta di class="term">class
class="term">action, cioè una querela
anche da parte di cittadini nei confronti degli amministratori dell´Amia. «Gli
amministratori non hanno danneggiato gli azionisti, cioè il Comune, hanno
danneggiato la collettività - sostiene Aldo Penna, consigliere nazionale del
Psi - Dunque non occorre la querela di parte per procedere. Il sindaco è solo
il titolare pro tempore del pacchetto azionario dell´Amia, dunque la sua azione
o non azione comprometterebbe anche per il futuro arrecando grave danno al
valore dell´azienda stessa qualora non procedesse. D´altronde, la Corte
costituzionale, sulla base della distinzione tra privatizzazione formale e
privatizzazione sostanziale, e dunque con riferimento al suindicato principio,
ha riconosciuto la legittimità del controllo della Corte dei conti degli enti
pubblici trasformati in società per azioni a capitale totalmente pubblico». a.
fras.
( da "Stampa, La" del
15-03-2009)
Argomenti: Class Action
NOVARA.I VIAGGIATORI
PREPARANO L'AZIONE LEGALE. INTERROGAZIONE ANCHE IN REGIONE Comune contro
Trenitalia L'amministrazione sostiene i pendolari nella causa per i disservizi
[FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Il Comune si schiera con i pendolari nella causa
contro Trenitalia. L'amministrazione novarese annuncia il suo sostegno ai
viaggiatori che stanno preparando un'azione legale per i disservizi patiti ogni
giorno. E anche in Regione la questione sarà all'ordine del giorno: il
consigliere Luca Caramella ha presentato un'interrogazione urgente invitando la
Giunta Bresso a costituirsi come parte civile e a sostenere le spese legali dei
cittadini. Tutto è partito dall'incontro organizzato dalla Prefettura tra
Trenitalia e i pendolari. Parole molte ma poi la vita dei viaggiatori è tornata
la stessa: ritardi cronici, treni soppressi, poca pulizia, materiale vecchio e
non sempre funzionante. E l'esasperazione dei pendolari è arrivata al culmine:
il Comitato dei viaggiatori ha presentato esposti alla procura di Torino e
avviato la raccolta di documentazione per proporre un'azione civile di
risarcimento. Il Comune li appoggia e sostiene contro Trenitalia: «Durante
l'incontro in prefettura mi sono reso conto della sostanziale sordità di
Trenitalia - commenta il sindaco Massimo Giordano -. class="hilite">In
Italia la class="term">class
class="term">action non esiste ma credo
sia utile verificare la possibilità di una causa legale collettiva
di risarcimento danni individuali. Il Comune sosterrà i pendolari che stanno
lavorando con un pool di avvocati: fornendo il supporto dell'ufficio legale
dell'amministrazione oppure sostenendo le spese per l'azione». Prima
dell'incontro in prefettura ha viaggiato con un treno dei pendolari: «Ho
verificato che il servizio è davvero carente - continua il sindaco - e questo
pesa in modo notevole sulla qualità della vita dei viaggiatori, sia in famiglia
che sul lavoro». Ma la rabbia dei pendolari novaresi sarà discussa anche in
Regione. Il consigliere Luca Caramella (Pdl) ha infatti presentato
un'interrogazione urgente per domandare alla Giunta Bresso un intervento sui
problemi della linea Torino-Milano: «E' indispensabile che la Giunta Bresso
smetta di trincerarsi in vaghe promesse, ma scenda in campo a fianco dei
pendolari in un'azione legale nei confronti dei gestori della rete ferroviaria.
Sarebbe quanto mai opportuno che la Regione pagasse le spese legali al comitato
pendolari novaresi e si costituisse parte civile contro Trenitalia». Caramella
ricorda i problemi dei pendolari e le pressioni, finora inascoltate, della
Regione affinchè vengano risolti: «E' indispensabile un segnale di
discontinuità, in modo da far capire chiaramente che la classe
politica non tollererà più alcun ritardo nella risoluzione delle questioni
sulla tratta Torino-Milano. I novaresi pagano un servizio, non possono
continuare a ricevere in cambio solo disagi che condizionano la loro vita
privata e che rischiano, a volte, di mettere anche a rischio il posto di
lavoro».
( da "Repubblica.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA - Un'azione
collettiva vinta dal Movimento Consumatori apre la porta a rimborsi in massa:
per i canoni corrisposti dal 2001 da utenti che avevano chiesto di passare a
Infostrada ma che poi si sono ritrovati a continuare a pagare comunque il
canone Telecom. La settimana scorsa, infatti, la Corte d'Appello di Torino ha
dato ragione all'associazione dei consumatori, in causa contro Wind, che ora
incorpora Infostrada, confermando così la sentenza di primo grado del 2006.
Sarebbero ben 130 mila gli utenti che hanno diritto al rimborso, per un totale
di circa 50 milioni di euro che Wind dovrà pagare, a quanto stima
l'associazione, anche se Wind ribatte che in realtà i numeri sono molto più
bassi. È una vicenda che ci riporta agli albori della liberalizzazione, quando
cambiare operatore per abbandonare Telecom (e il relativo canone) era un far
west persino più di adesso. Nel 2001 molti degli utenti che avevano chiesto di
passare a Infostrada (con l'offerta Solo Infostrada), che all'epoca era
un'azienda separata da Wind, avevano avuto una brutta sorpresa. A dispetto
delle promesse pubblicitarie, continuavano a pagare il canone Telecom. Di qui
la causa intentata dal Movimento Consumatori. La sentenza dice due cose:
"che gli utenti hanno diritto ai rimborsi per i canoni pagati dal 2001 e
che Wind deve informarli mandando loro una lettera", spiegano
dall'associazione. Nota bene, "class="hilite">poiché
ancora in Italia non sono possibili class="term">class class="term">action,
questa sentenza non ordina a Wind di rimborsare gli utenti, ma spiega che hanno
diritto al rimborso. Una differenza giuridica sottile, che ha un effetto
pratico: gli utenti che non ottengono spontaneo rimborso da Wind, dovranno
intentare cause separate, ma grazie a questa sentenza non dovranno più provare
l'illecito. Bensì soltanto che erano abbonati a Solo Infostrada e che avevano
pagato i canoni Telecom". OAS_RICH('Middle'); L'associazione continuerà a
stare al fianco degli utenti anche nel prosieguo. Fa sapere, infatti, che tutti
i consumatori che hanno sottoscritto Solo Infostrada si possono rivolgere alle
sedi dell'associazione "per attivare le procedure di conciliazione per
ottenere la restituzione dei canoni pagati illegittimamente alla Telecom, o,
qualora la Wind non riconoscesse integralmente quanto dovuto, per avviare
un'azione giudiziaria contro la compagnia telefonica". Wind fa sapere a
Repubblica. it che "probabilmente" andrà in Cassazione, "stiamo
valutando". C'è dissenso, però, sulle cifre degli utenti coinvolti. Le
stime dell'associazione parlano di 130 mila utenti sulla base di una sentenza
Antitrust di maggio 2002, che sanzionava Wind per pubblicità ingannevole per
quell'offerta. Dall'istruttoria dell'Antitrust, "risultava che su 138.178
contratti Solo Infostrada conclusi i consumatori che avevano ottenuto l'accesso
diretto all'ultimo miglio, e che quindi non pagavano più il canone alla
Telecom, erano solo 690", comunica l'associazione. Wind ribatte:
"stimiamo che ormai solo alcune decine di utenti sono coinvolti. Di quel
numero di utenti citato dall'Antitrust, solo una parte ha di fatto attivato il
servizio e ha quindi pagato il canone. A conferma, dopo la sentenza di primo
grado e la sua pubblicazione sui principali quotidiani nazionali, solo un
centinaio di utenti ci ha contattato per chiedere il rimborso. Casi, per altro,
che abbiamo già gestito". Wind aggiunge che al momento non c'è nessuna
causa in corso con i consumatori per vicende riguardanti la nuova proprietà
dell'azienda (che appartiene al magnate egiziano Sawiris). (16 marzo 2009
( da "Stampa, La" del
17-03-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">LA MOGLIE
DELL'EX PREMIER Cherie Blair guida la class="term">class class="term">action
contro Royal Bank of Scotland Sarà l'avvocato più famoso del Regno Unito,
Cherie Booth in Blair, la moglie dell'ex premier Tony, a condurre la class="term">class class="term">action contro la Royal Bank of
Scotland (Rbs) intentata da due fondi pensioni statali del North Yorkshire e di
Merseyside. L'ingaggio potrebbe mettere in imbarazzo il governo laburista, nel
mirino delle polemiche per non aver vigilato a sufficienza sulla governance
dell'istituto finanziario travolto dal collasso economico. «Ho deciso di
accettare l'incarico per le perdite record inflitte sui fondi pensione delle
autorità locali e su altre istituzioni del paese che avevano investito nella
RBS» ha spiegato Cherie Blair, conosciuta finora soprattutto per il suo lavoro
da avvocato nel settore dei diritti umani e del lavoro.
( da "Stampa, La" del
17-03-2009)
Argomenti: Class Action
138 MILA UTENTI Wind
condannata: risarcirà gli abbonati TORINO Cinquanta milioni di euro. Forse di
più. Wind potrebbe essere costretta a rimborsare circa 138 mila italiani che
nel 2001 sottoscrissero il contratto «Solo Infostrada». La Corte d'Appello di
Torino ha confermato la condanna emessa dal Tribunale nel 2006, dopo una causa
intentata dal Movimento Consumatori. «Basta Telecom. Basta canone». A
prometterlo è Infostrada (poi inglobata da Wind) nel 2001. Promette la fine del
canone Telecom, telefonate pagate soltanto alla concorrenza. Oltre 138 mila
persone, in Italia, aderiscono, ma appena 690 usufruiscono del servizio. Gli
altri continuano a pagare il canone. Spiega Alessandro Mostaccio del Movimento
Consumatori: «Il Tribunale ha dimostrato che l'azienda sapeva benissimo di non
essere in grado di offrire il servizio; non aveva i soldi per riscattare da
Telecom il cosidetto ultimo miglio». L'associazione, nel 2001, intenta una
causa contro Infostrada. Nel 2006 arriva la sentenza di primo grado del
Tribunale di Torino: condanna Wind a inviare una lettera a tutti gli abbonati a
«Solo Infostrada» informandoli che hanno diritto al rimborso dei canoni pagati
a Telecom. La Corte d'Appello ha confermato la condanna: l'azienda dovrà
contattare i 138 mila utenti e informarli. Ma il rimborso non è immediato. «class="hilite">In Italia manca una vera legge
sulla class="term">class
class="term">action - spiega l'avvocato
Paolo Fiorio, legale dell'associazione - Se ci fosse, probabilmente Wind
sarebbe stata condannata al rimborso immediato». Saranno i singoli utenti,
invece, a doversi rivolgere al Giudice di pace per ottenere la restituzione di
quanto speso per un servizio mai ricevuto. Se tutti gli utenti dovessero
percorrere questa strada per Wind si profilerebbe un salasso: circa 50 milioni.
Cifra ridimensionata da Wind, che parla di «qualche decina di casi» e annuncia
che probabilmente ricorrerà in Cassazione.\
( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Roma
Scontri a Roma Tre per il libro su Sandri. "Feriti 4 studenti"
Esplode la tensione tra gli studenti di Roma Tre. I
collettivi di sinistra di Scienze Politiche hanno denunciato: «Due dei nostri
sono stati aggrediti dagli studenti di Azione Universitaria affinché non intervenissimo, mercoledì, alla
presentazione di un libro su Gabriele Sandri». Gli studenti di destra accusano
i collettivi: «Stavamo volantinando, due dei nostri sono stati colpiti».
LAURA MARI A PAGINA V
( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Roma Le
vittime Il rettore Guido Fabiani "Bisogna isolare qualsiasi forma di
intolleranza" LAURA MARI «Sono scesi da una Mercedes con caschi e bastoni,
è stato un vero e proprio raid squadrista» a denunciare «un´aggressione premeditata»
da parte degli studenti di destra, sono i giovani dei
collettivi di sinistra della facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, che
hanno detto di essere stati «colpiti nel cortile dagli studenti di Azione Universitaria che precedentemente
ci avevano minacciato di non interferire e non intervenire alla presentazione
di un libro su Gabriele Sandri che si sarebbe svolta mercoledì in facoltà».
Opposta la versione dei giovani di Azione
Universitaria, che respingono ogni accusa precisando che stavano «svolgendo un
volantinaggio pacifico quando un gruppo di studenti dei collettivi ci ha
raggiunto con caschi e bastoni e infatti due di noi sono andati a farsi
medicare in ospedale». Immediata la reazione del rettore dell´ateneo Guido
Fabiani che ha espresso «la più ferma condanna per i fatti avvenuti, nonché la
volontà di procedere con il massimo rigore all´accertamento delle
responsabilità, impegnandosi ad isolare qualsiasi forma di intolleranza e
sopraffazione. L´università - ha proseguito il rettore - deve essere sempre sede
di dibattito e di libero confronto di idee». Sul caso sono intervenuti anche
gli esponenti del mondo politico. «Nessuno, né a destra né a sinistra, deve
permettersi di reintrodurre nella nostra città le violenze politiche» ha detto
il sindaco Gianni Alemanno, mentre l´assessore regionale al Bilancio Luigi
Nieri ha precisato che «la città è sempre più un laboratorio di pratiche
violente di gruppi dell´estrema destra». E mentre per Umberto Marroni,
capogruppo del Pd al consiglio comunale, «è preoccupante il clima che si sta
diffondendo in città», il consigliere del Pdl Ludovico Todini sottolinea che
«non è tollerabile che negli atenei l´essere di un opposto schieramento
politico significhi diventare oggetto di angherie e aggressioni». Nel botta e
risposta tra esponenti di destra e sinistra ha preso parola anche l´Anpi,
l´Associazione nazionale partigiani italiani: «Quanto avvenuto a Roma Tre - si
legge in una nota - è un ulteriore episodio che si aggiunge ai molti che
testimoniano della ricostituzione del partito fascista». Per Fabio Nobile,
segretario della federazione romana del Pdci, «ormai ci troviamo di fronte a
continue aggressioni, precedute da intimidazioni di tipo squadristico», mentre
il consigliere comunale del Pdl Ugo Cassone risponde precisando che «certa
sinistra mistifica la realtà. Quelli aggrediti sono stati i giovani di Azione Universitaria, ennesima dimostrazione - prosegue
Cassone - che i collettivi ancora una volta hanno tentato di imbavagliare la
libera circolazione delle idee nelle nostre università». Dello stesso avviso è
Alessandro Cochi, delegato allo Sport del Comune, rammaricato per il fatto che
«la presentazione di un libro su Gabriele Sandri possa essere stato motivo di
divisione». Riferendosi a quanto avvenuto ieri mattina nella facoltà di Scienze
Politiche di Roma Tre, la Federazione giovanile dei comunisti italiani (Fgci)
ha detto che «quest´ennesimo atto violento nei confronti di giovani militanti
di sinistra è la conseguenza della politica di sdoganamento fascista che il
sindaco e la politica nazionale stanno portando avanti», mentre l´assessore
provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio ha chiesto «al sindaco e alla
questura di non permettere che luoghi pubblici diventino teatro dell´azione
violenta di gruppi di estrema destra che sempre più spesso agiscono impuniti in
questa città». E per Dario Rossin, capogruppo del Pdl al consiglio comunale,
«gli atenei dovrebbero essere deputati al confronto democratico delle idee e
l´università deve essere sdoganata dall´ottuso attivismo politico».
( da "Unita, L'" del
17-03-2009)
Argomenti: Class Action
«Sono scesi da una
Mercedes Avevano mazze e caschi» ALESSANDRO FERRUCCI «Sono scesi dalla Mercedes
e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti
protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale
con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della
Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei,
parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose
testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui - racconta uno
dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria,
il gruppo politico che fa riferimento ad An». Dichiarazioni e riscontri così
chiari, da far cadere anche il comunicato lanciato dagli stessi: «Noi attaccati
dai soliti nostalgici. Non ci siamo fatti intimorire, continuando sulla nostra
strada, sicuri che il cambiamento in atto in Italia ed a Roma sia prossimo
anche nelle università». Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha
ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma
Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal
60% al 44,8). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto
conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno. «Erano lì, tranquilli, a
volto scoperto - prosegue un altro studente, Riccardo -. Ma armati. Gente che
da anni vediamo tutti i giorni; gente che quando ti incontra recita la parte
del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla».
Non ieri. Tutto è partito alle dieci e mezzo quando «in tre sono entrati
nell'aula del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire
"mercoledì girate a largo": avrebbero presentato un libro su Gabriele
Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è
l'argomento, anzi, ma i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l'unico
presente». Così la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono
andati a chiedere spiegazioni. L'incontro nell'androne. Due parole reciproche
«neanche dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l'arrivo della
macchina e le botte». IL FANTASMA DEGLI ANNI '70 Subito dopo si sono ritrovati
in assemblea. Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior
parte lì, perché allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente
della destra e della sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato
terribile, pensavo gli uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un
atteggiamento misto tra l'«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi
dall'Università». Un po' quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla
degli studenti di sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla
fine, si sbilancia: nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti
a Roma Tre, è possibile l'espulsione. «Ma l'importante è mantenere la calma,
non tornare agli anni '70» conclude Guida. Quando a un'azione, seguiva una
risposta. E proprio ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non
lontano da Roma Tre, alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un
pc. Pochi minuti di violenza nel momento di massimo afflusso, poco dopo
mezzogiorno. Avevano «avvertito»: domani presentiamo un libro su Gabriele
Sandri, state lontani. Il parapiglia, poi il pestaggio.
( da "Unita, L'" del
17-03-2009)
Argomenti: Class Action
«Sono scesi dalla
Mercedes e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti
protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale
con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della
Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei,
parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose
testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui - racconta uno
dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria,
il gruppo politico che fa riferimento ad An». Dichiarazioni e riscontri così
chiari, da far cadere anche il comunicato lanciato dagli stessi: «Noi attaccati
dai soliti nostalgici. Non ci siamo fatti intimorire, continuando sulla nostra
strada, sicuri che il cambiamento in atto in Italia ed a Roma sia prossimo
anche nelle università». Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha
ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma
Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal
60% al 44,8). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto
conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno. «Erano lì, tranquilli, a
volto scoperto - prosegue un altro studente, Riccardo -. Ma armati. Gente che
da anni vediamo tutti i giorni; gente che quando ti incontra recita la parte
del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla».
Non ieri. Tutto è partito alle dieci e mezzo quando «in tre sono entrati nell'aula
del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire "mercoledì
girate a largo": avrebbero presentato un libro su Gabriele Sandri, il
tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è l'argomento,
anzi, ma i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l'unico presente».
Così la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono andati a
chiedere spiegazioni. L'incontro nell'androne. Due parole reciproche «neanche
dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l'arrivo della macchina e le
botte». IL FANTASMA DEGLI ANNI '70 Subito dopo si sono ritrovati in assemblea.
Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior parte lì, perché
allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente della destra e della
sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato terribile, pensavo gli
uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un atteggiamento misto tra
l'«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi dall'Università». Un
po' quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla degli studenti di
sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla fine, si sbilancia:
nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti a Roma Tre, è
possibile l'espulsione. «Ma l'importante è mantenere la calma, non tornare agli
anni '70» conclude Guida. Quando a un'azione, seguiva una risposta. E proprio
ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non lontano da Roma Tre,
alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un pc.
( da "Unita, L'" del
17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Cinque anni di
tensioni «visibili» 13 dicembre 2004 A Roma Tre è atteso Alemanno per la
partecipazione ad un convegno sugli ogm organizzato da Azione
Universitaria. Gli studenti di sinistra hanno organizzato un sit-in di
protesta: «Fuori i fascisti dall'università». Un gruppetto di ritardatari viene
aggredito da cinque energumeni mentre si reca al sit-in. Tre di loro finiscono
all'ospedale: uno ha un braccio fratturato, un altro ha una ferita all'occhio,
un terzo se la caverà con 7 giorni di prognosi. 21 aprile 2005 due studenti di
Scienze politiche vengono aggrediti mentre attacchinano un manifesto per il
sessantesimo anniversario della Liberazione. Quel giorno Azione Universitaria e del Foro 753 si
erano dati appuntamento a Roma Tre fin dal mattino al motto: «Scancelliamoli».
9 febbraio 2009 Alcuni ragazzi dei Collettivi studenteschi di Roma Tre vengono
aggrediti e intimiditi mentre affiggono i manifesti del convegno sulle Foibe
con lo storico Nicola Tranfaglia. Cronologia
( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 17 - Cronaca
Scontri all´Università, due studenti feriti A Roma Tre volantini per un libro
su Sandri, rissa tra giovani di An e collettivi. Scoppia la polemica Alemanno:
"Nessuno deve permettersi di reintrodurre la violenza politica" LAURA
MARI ROMA - Hanno raccontato di essere stati colpiti con caschi e bastoni.
All´origine, la presentazione, da parte degli studenti di Azione
Universitaria, di un libro su Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l´11
novembre del 2007 nell´area di servizio dell´A1 di Badia del Pino. Epicentro
delle violenze, il cortile della facoltà di Scienze Politiche dell´università
di Roma Tre, nella Capitale. Secondo quanto riferito dagli
studenti dei collettivi di sinistra, in mattinata «alcuni esponenti di Azione Universitaria sono entrati
nell´aula autogestita per intimarci e avvertirci, con violente minacce, di non
intervenire alla presentazione di un libro su "Gabbo" che si sarebbe
svolta nei giorni seguenti nell´ateneo. Ma quando siamo usciti per
chiedere spiegazioni ai giovani di destra che stavano volantinando per
annunciare l´appuntamento - proseguono i collettivi - siamo stati vittima di
un´azione squadrista: cinque giovani di destra sono scesi da una Mercedes e
hanno colpito con caschi e bastoni due dei nostri, che sono stati portati al
pronto soccorso del Cto in codice giallo». Completamente opposta la versione
degli studenti di Azione Universitaria, il movimento
universitario di Alleanza Nazionale. «Mentre pubblicizzavamo un´iniziativa su
Sandri da noi organizzata e che si sarebbe dovuta svolgere mercoledì in facoltà
- hanno detto i giovani di Azione Universitaria - i
soliti nostalgici delle contrapposizioni ideologiche hanno aggredito i nostri
ragazzi e due di loro si sono fatti medicare in ospedale». Immediata la presa
di posizione del rettore di Roma Tre Guido Fabiani, che ha espresso «ferma
condanna per i fatti avvenuti e la necessità di impegnarsi per isolare
qualsiasi forma di intolleranza e sopraffazione». E mentre Cristiano Sandri,
fratello di "Gabbo", si è detto «allibito per quanto accaduto nel
terzo ateneo capitolino, anche perché tutte le iniziative che riguardano la
vicenda di Gabriele sono volte a combattere la violenza a 360 gradi», l´autore
del libro "11 novembre 2007", Maurizio Martucci, ha annunciato che il
suo volume su Gabriele Sandri non sarà presentato all´università di Roma Tre
«finché nell´ateneo non sarà ristabilito un clima civile. In questo modo - ha
proseguito Martucci - si eviteranno anche inutili strumentalizzazioni in vista
della ripresa, venerdì prossimo, del processo penale per omicidio colposo che
vede imputato l´agente Luigi Spaccarotella, che sparò e uccise Gabbo». Anche il
sindaco di Roma Gianni Alemanno è intervenuto sulla vicenda precisando che
«nessuno, né a destra né a sinistra, deve permettersi di reintrodurre a Roma la
violenza politica».
( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 21 - class="hilite">Economia La signora Blair in
campo contro Rbs Guiderà la class="term">class class="term">action
di due fondi pensione: il governo risarcisca Barclays guadagna oltre il 20%
alla Borsa di Londra grazie al buon avvio del 2009 ENRICO FRANCESCHINI dal
nostro corrispondente LONDRA - Sarà un processo da prima pagina. Sul banco
degli imputati, una grande banca britannica, la Royal Bank of Scotland (Rbs),
recentemente nazionalizzata dal governo per evitarne il collasso. Su quello
dell´accusa, Cherie Booth Blair, ex-"first lady" e uno dei cento
migliori avvocati di questo paese. L´avvocato Blair rappresenterà due fondi
pensione britannici, che hanno deciso di fare causa alla Rbs perché danneggiati
dal crollo in borsa delle sue azioni. La colpa premeditata, secondo gli
accusatori, sta nel fatto che la banca, di fronte alle ripetute richieste dei
fondi pensione sulla sicurezza dei loro investimenti, li aveva più volte
"falsamente" assicurati che i soldi erano ben protetti, quando in
realtà era di fatto già insolvente a causa di una dissennata politica di
prestiti. Si tratta di una "class="term">class class="term">action",
le azioni legali in cui coloro che si sentono danneggiati fanno causa tutti
insieme a un´azienda, per ottenere un risarcimento. Risolte in via
extragiudiziale prima del processo con un accordo fra gli avvocati delle due
parti o da un verdetto del giudice, sono diventate uno strumento giuridico
molto diffuso negli ultimi anni, specie negli Stati Uniti: ci ha scritto sopra
un romanzo perfino John Grisham, il re del "legal thriller". I due
fondi pensione britannici, North Yorkshire e Merseyside, hanno citato in
giudizio la Royal Bank of Scotland appunto negli Usa, dove le class="term">class class="term">action sono solitamente più
rapide, perché la banca ha condotto una parte di rilievo dei suoi affari in
America e perché in America hanno avuto origine molti dei problemi che l´hanno
fatta crollare. Intanto, alla Borsa di Londra, ieri il settore bancario ha
ripreso terreno, trascinato dalla Barclays, le cui azioni hanno chiuso al
rialzo del 22 per cento, dovuto a buone notizie sulle operazioni del primo trimestre
2009, a colloqui col governo per proteggere gli attivi a rischio e alla
probabile vendita del settore iShare per 6 miliardi di dollari. «Sono
disponibile a cercare di ottenere giustizia per il maggior numero di persone»,
dice Cherie Blair della causa alla Rbs. Per ora solo un fondo pensione
dell´industria metallurgica olandese si è accodato ai due fondi britannici, ma
gli azionisti danneggiati dalla Rbs sono tanti e il numero dei clienti
dell´avvocato Blair potrebbe crescere. «Ho accettato l´incarico», dice lei, che
di solito preferisce occuparsi di diritti umani, «alla luce delle pesanti
perdite inflitte ai fondi pensione locali e ad altre istituzioni che erano i
maggiori investitori della Rbs. Inoltre questa è un´occasione per proteggere
gli investitori futuri, alzando gli standard di buon governo da parte delle
società». Ma la class="term">class class="term">action
contro la Rbs, ora di proprietà del governo, chiama in causa indirettamente
anche il premier Gordon Brown, da più parti accusato di non avere fatto
abbastanza per esigere più "regulation" dal sistema bancario quando
era ministro del Tesoro. Del resto a Londra non è un segreto che Cherie detesta
Gordon per avere costretto suo marito, Tony, a dimettersi anticipatamente e
prendere il suo posto. La vendetta si consumerà in tribunale?
( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-17 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Presentazione del libro su Gabriele Sandri Scontri tra Collettivi e
Azione universitaria Feriti 5 studenti all'università
«Roma Tre» ROMA — Alta tensione all'università «Roma Tre» all'Ostiense. Alla
vigilia della presentazione di un libro sulla morte del tifoso laziale Gabriele
Sandri, tre studenti dei Collettivi di sinistra hanno denunciato di essere
stati aggrediti ieri mattina da un gruppo di ultrà di destra armati di spranghe
e manganelli. Un raid «premeditato - secondo i Collettivi - , almeno 15
fascisti di Scienze politiche e alcuni esterni con la scusa di un volantinaggio
per "Gabbo" hanno effettuato un'azione squadrista
all'entrata della facoltà». Opposta la versione di Azione universitaria, che parla di «ennesimo episodio di odio politico
e di violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di giovani dei
Collettivi, con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito da un'aula armato
di caschi e bastoni». Tre gli studenti di sinistra feriti (uno ha
riportato un trauma cranico), due i ragazzi di destra contusi. Nel pomeriggio i
Collettivi hanno organizzato un corteo nelle strade del quartiere e alla fine
hanno occupato il rettorato, chiedendo all'ateneo di costituirsi parte civile.
La polizia indaga sui tafferugli e sull'assalto di alcuni teppisti al vicino
circolo di An nei pressi di viale Marconi, avvenuto ieri pomeriggio. Cristiano
Sandri, fratello di «Gabbo», si è detto «allibito» per quello che è accaduto a
«Roma Tre», mentre il rettore Guido Fabiani ha condannato le violenze. «Nessuno
si permetta, a destra come a sinistra, di tentare di reintrodurre la violenza
politica nella nostra città», ha avvertito il sindaco Gianni Alemanno. R. Fr.
Proteste Manifestazione a Roma Tre
( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-17 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE La «class="hilite">class="term">class class="term">action» Cherie Blair andrà in aula
contro il banchiere dei labour La moglie di uno storico premier labour, Cherie
Blair, contro il banchiere labour per eccellenza, Sir Fred Goodwin. Sarà
infatti l'avvocato più celebre del Regno Unito, Cherie Booth in Blair (foto),
moglie dell'ex premier Tony, a rappresentare la class="term">class class="term">action,
in una corte newyorkese, contro la Royal Bank of Scotland (RBS), intentata dai
due fondi pensioni britannici del North Yorkshire e Merseyside. Un ingaggio che
potrebbe mettere in imbarazzo il governo labourista di Gordon Brown, nel mirino
per non aver vigilato a sufficienza. «Ho deciso di accettare l'incarico per le
perdite record inflitte ai fondi pensione a ad altre istituzioni del Paese che
avevano investito nella RBS» ha detto a The Times l'ex first lady. L'accusa si
basa sulle «ripetute rassicurazioni» fornite dai vertici della RBS, in
particolare dall'ex amministratore delegato Sir Fred Goodwin, un manager
considerato vicino ai Labour, quando l'istituto era già insolvente. R.Fi.
( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-17 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Tensione Pretesto dei tafferugli un'iniziativa su Gabriele Sandri
ma divergono le ricostruzioni. Lite Pdl-Pd Roma Tre, scontri
tra studenti: 5 feriti Botte e accuse tra Collettivi e Azione universitaria, in serata assalto
a circolo An Torna la violenza all'università. Ieri mattina cinque ragazzi, tre
dei collettivi di sinistra e due dei movimenti di destra, sono rimasti feriti a
«Roma Tre» in uno scontro davanti a Scienze Politiche. Uno di loro, di
22 anni, colpito alla testa con una spranga, ha riportato un trauma cranico.
Scambio di accuse fra i Collettivi e Azione
universitaria sui tafferugli, scoppiati alla vigilia della presentazione di un
libro sull'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. Le versioni delle
opposte fazioni divergono profondamente. In serata alcuni teppisti hanno
assaltato il circolo An Marconi. E mentre fra Pdl e Pd scoppia la lite a colpi
di dichiarazioni, il sindaco Gianni Alemanno avverte: «Nessuno si permetta di
reintrodurre la violenza politica nella nostra città». A PAGINA 5 Rinaldo
Frignani
( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-17 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Roma 3 Tensione tra i collettivi e un gruppo di giovani di destra
arrivati con una Mercedes Classe A Università, scontri e accuse Cinque studenti
feriti. «Avevano i manganelli». «Hanno iniziato loro» Ad accendere lo scontro è
stata la presentazione di un libro sulla morte di «Gabbo» Sandri, prevista per
domani In serata assalto al circolo An Caschi, spranghe e manganelli. Roventi
scambi di accuse, corteo di protesta e pacifica occupazione del piazzale
dell'ateneo e del rettorato. Un'impennata di tensione a «Roma Tre». In
mattinata cinque feriti, tre studenti dei collettivi di sinistra e due dei
movimenti di destra, in serata l'assalto al circolo di An Marconi in via
Giovanni Aldini, danneggiato da un gruppo di teppisti. La polizia indaga su
entrambi gli episodi. «Ma nessuno ha ancora sporto denuncia», hanno
sottolineato gli investigatori che, fino a tarda sera, hanno ascoltato numerose
testimonianze. Per gli studenti dei collettivi «è stata
un'aggressione premeditata: almeno 15 fascisti di Scienze politiche ed esterni
alla stessa, con la scusa di promuovere un'iniziativa su Gabriele Sandri, hanno
effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà. Caschi e bastoni non
erano lì per caso». Qualche ora prima, sempre per i giovani di sinistra,
«alcuni esponenti di destra hanno fatto irruzione in un'aula occupata della
facoltà prendendo a pugni un ragazzo e avvertendolo che non sarebbero state
tollerate interferenze alla presentazione del libro su "Gabbo", che
peraltro non erano nemmeno previste». L'appuntamento era fissato per domani,
sempre a «Roma Tre», con la partecipazione del fratello di Sandri, Cristiano.
«Rimango allibito - ha commentato - fin da subito abbiamo cercato di evitare
strumentalizzazioni di qualsiasi tipo ». Lo scontro vero e proprio è avvenuto
più tardi. Secondo alcune testimonianze 5 ragazzi, scesi da una Mercedes Classe
A, hanno aggredito i giovani dei collettivi che erano andati a chiedere
spiegazioni sulle «interferenze » a due ragazzi di destra impegnati in un
volantinaggio: «Uno indossava un casco integrale - hanno raccontato un altro
aveva un manganello, altri due hanno usato le cinghie e una spranga». Due
studenti di sinistra, di 21 e 22 anni, sono stati colpiti alla testa.
Trasportati in ambulanza al Cto, uno con trauma cranico, sono stati poi dimessi
con qualche giorno di prognosi. Ferito anche un altro giovane, mentre nel
pomeriggio due attivisti di destra si sono fatti medicare al pronto soccorso.
Opposta la versione dei rappresentanti di Azione
universitaria che hanno parlato di un «ennesimo episodio di odio politico e
violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di ragazzi dei collettivi di
Scienze Politiche, con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito dall'aula
recandosi, armato di caschi e bastoni, verso l'entrata dove stavamo svolgendo
in maniera pacifica il volantinaggio. Due nostri ragazzi sono finiti in
ospedale». Il rettore, Guido Fabiani, ha espresso «ferma condanna e la volontà
di procedere all'accertamento delle responsabilità ». «La comunità accademica
isoli qualsiasi forma di intolleranza e di sopraffazione», ha aggiunto. E il
sindaco Gianni Alemanno ha avvertito: «Nessuno si permetta di reintrodurre la
violenza politica nella nostra città». Oggi è prevista un'assemblea dei
collettivi, che hanno chiesto all'ateneo di costituirsi parte civile. R. Fr.
Ostiense L'ingresso dell'università Roma 3 presidiato ieri pomeriggio da due
agenti di polizia
( da "Stampa, La" del
18-03-2009)
Argomenti: Class Action
VALENZA. ENTRATI IN AZIONE Più sicurezza in città con i volontari civici Uscita da
scuola più sicura per gli alunni valenzani. E' entrato infatti in funzione un
nuovo servizio, svolto interamente da volontari. «Fu una delle prime cose che
notai quando assunsi il comando della polizia municipale - spiega Andrea
Ramondetti -: sembrava anacronistico impiegare pattuglie davanti alle scuole
per far attraversare le mamme con i propri figli. A qualcuno poteva
apparire uno spreco di risorse umane, che potevano essere utilizzate in modo
diverso». Tuttavia il servizio era utile e necessario alla collettività, quindi
per risolvere il problema si è puntato sulle associazioni di volontariato. «Ho
subito compreso perché nessuno era mai riuscito a organizzarsi e la mia ricerca
all'inizio è stata un fiasco - prosegue il comandante dei vigili -. Per un
motivo o per l'altro, tutte le associazioni hanno rifiutato l'invito. Quando
già disperavo, alcune splendide persone hanno chiesto di incontrarmi e in poco
tempo il progetto è decollato». E' stato indetto un corso di formazione e gli
aspiranti al servizio sono stati affiancati ai vigili, sino a quando hanno
potuto svolgere l'incarico in completa autonomia. Oggi gli aderenti, oltre una
dozzina, sono stati inseriti nel Gruppo volontari di Protezione civile comunale
e hanno ricevuto in dotazione equipaggiamento e attrezzature per operare in
totale sicurezza. Inoltre, è stata stipulata a loro favore una polizza di
copertura assicurativa. «L'intenzione è di ampliare la collaborazione fra
volontari civici e polizia locale - conclude Ramondetti -: sto redigendo un
piano che prevede l'impiego di questo personale straordinario in occasione di
manifestazioni cittadine». Aggiunge il sindaco Gianni Raselli: «E' un gruppo
che sente in modo particolare la sua appartenenza alla città, che vuole
rendersi utile anche dopo aver svolto l'attività abituale. Vedo con favore il
suo impiego anche in altri eventi che mobilitano la collettività».
( da "Unita, L'" del
18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Raid squadrista a
Roma Tre scattano le denunce MASSIMILIANO DI DIO SEGUE DA PAGINA 49 E ancora
vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e
soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si
legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma
anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi
dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per
Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova
Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice
preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per
garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il
preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci
chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo -
qualcuno dovrà risponderne». In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma
avverte: «L'università deve restare uno spazio di libertà e confronto. Non può
essere un bunker, la polizia viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la
tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno per disabili vicino al rettorato,
sono comparsi il disegno di una stella a cinque punte e una scritta: «Brigate
Rosse, Partito Comunista Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa
l'aggressione a tre giovani di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni
dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista
studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono
venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5
punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni
al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4
esponenti di Azione Universitaria in prima linea
durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra
quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per
la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE
INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi
tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i
Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala
il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto
sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che
voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il
materiale nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi.
Si cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo
danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A
dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di
bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi
dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono
i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato».
Ancora tensione nell'ateneo: gli aggrediti fanno i nomi di 4 esponenti di Azione Universitaria. Cassone (Pdl): chiunque poteva mettere
quei materiali. Nel pomeriggio stella a cinque punte in uno dei bagni.
( da "Unita, L'" del
18-03-2009)
Argomenti: Class Action
SEGUE DA PAGINA 49 E
ancora vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in
metropolitana» e soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a
Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord
dell'estrema destra ma anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche
bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina
l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di
sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il
sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie.
Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni
violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il
rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la
notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne». In ballo
espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve restare uno
spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia viene solo
se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno
per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una stella a
cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente,
morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani di sinistra da
parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi -
raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e
spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni
di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto
alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea durante l'aggressione.
Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra quelli «che ci avevano
minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per la nostra iniziativa
sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE INDAGINI La Digos diretta
da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi tra più testimonianze e
versioni. Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due
feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo
Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura.
«Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva». «Dovevamo
coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale nazifascista lo hanno
sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si cercano riscontri. Non solo
su eventuali legami con il successivo danneggiamento del circolo Marconi di An
ma soprattutto sulla Mercedes classe A dalla quale, due giorni fa a Roma Tre,
sono scesi alcuni giovani armati di bastoni. Estranei all'università, ritengono
gli inquirenti. «Si sono messi dietro a quelli di Azione
Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da
sole. Ci hanno caricato».
( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-18 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Roma Tre Dopo gli scontri di ieri mattina I Collettivi accusano
«Spranghe della destra dentro gli armadietti» Apparsa su un muro scritta Br E
il consiglio di facoltà non riesce ad approvare la messa in opera di una targa
che ripudi razzismo e fascismo Università di Roma Tre, il giorno dopo il
ferimento degli studenti. Al mattino, a Scienze Politiche, c'è la scoperta
nell'auletta degli studenti di un armadio con due catene da motocicletta e una
zampa metallica squadrata da tavolino, più adesivi fascisti (compresi Foro 753)
e scritte tipo «Le stelle ve le famo vede noi, froci» o, sgrammaticando, «Ein
folk, ein reich, ein fuhrer», con svastica. Aperto dai
collettivi di sinistra, l'armadio appartenente ai rappresentanti di Azione Universitaria viene esaminato con
costernazione anche dal preside di facoltà professor Francesco Guida. Al
pomeriggio poi, nel bagno disabili a pianterreno del Rettorato, vengono
scoperte scritte a pennarello: «Brigate rosse, partito comunista combattente,
morte al fascio». Più la stella cinque punte. Il rettore Guido Fabiani
constata: «Preoccupante, certo, abbiamo avvisato la polizia, ma non
drammatizziamo. Altrimenti facciamo il gioco di chi fa questo con precise
intenzioni...». Il malessere di Roma Tre riempie al mattino l'Aula A di Scienze
Politiche, dove trecento studenti - presenti le «madri per una città aperta» -
ascoltano la ricostruzione dell'«aggressione fascista» fatta da Luciano e Tom
dei collettivi di sinistra e il preside Guida che ha accettato d'intervenire. è
proprio lui, dopo aver ascoltato la ricostruzione sull'«aggressione» e infine
le richieste degli studenti di sinistra, a rivelare quello che succede nel
Consiglio di facoltà, l'organismo che comprende un'ottantina di docenti. «Voi
chiedete da tempo una lapide in facoltà in cui l'università ripudi ogni forma
di fascismo e di razzismo. Non vi nascondo che su questa richiesta non si è
trovato l'accordo in consiglio. La decisione va presa tutti assieme». Qualcuno
ricorda che targhe analoghe esistono non solo in facoltà della Sapienza, come a
Scienze della Comunicazione, ma nello stesso ateneo, a Lettere. Guida si limita
a ricordare le misure di emergenza adottate in facoltà: la presentazione del
libro sui Gabbo prevista per oggi è stata annullata. E per i responsabili delle
violenze si profilano misure disciplinari. Sul fatto di mettere o meno una
lapide contro fascismo e razzismo il rettore Fabiani offre un'ulteriore
spiegazione. «La richiesta è arrivata dagli studenti di Lettere e Scienze anche
nel Senato Accademico - spiega -. Ebbene, professori certamente antifascisti e
democratici hanno obiettato che non c'è bisogno di sottolineature di questo
tipo. A questo punto, però prendo atto di una nuova sensibilità, potremo
riparlarne...». Restano sul campo le versione offerte sugli episodi. I
collettivi ribadiscono l'«aggressione fascista». E che per attuarla è «stato
strumentalizzata la morte terribile di Gabriele Sandri». «Noi eravamo disarmati
- ricordano Luciano e Tom - . Quelli invece hanno cominciato subito con minacce
e schiaffi, poi quando siamo andati a chieder conto ai rappresentanti di Azione Universitaria ecco arrivare una decina armati di
cinghie, un manganello, guanti da motociclisti ». Andrea, rappresentante di Azione Universitaria, risponde: «I fatti verranno chiariti dagli
investigatori. Noi ripudiamo la violenza. Il preside garantisca un accesso
libero in facoltà». Intanto il Prefetto ha incontrato esponenti di An per
l'incursione subita dalla sezione An Marconi. Paolo Brogi
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 18-03-2009)
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Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-03-18 - pag: 6 autore: Settori. Dalla trasformazione al
pescaturismo, la Federazione delle coop punta sulle attività connesse Per la
pesca una filiera allargata Attesi nuovi spazi per l'acquacoltura - Dalla Ue
aiuti per 1,4 milioni Elisa Anzolin Chiuso il 2008 con la produzione ittica in
forte calo, i pescatori del Friuli- Venezia Giulia cercano nuove strategie per
affrontare il 2009 e puntano su acquacoltura e vendita diretta per uscire
dallacrisi,anche con l'aiuto dei finanziamenti del Fondo europeo per la pesca
2007-2013. Il primo semestre dello scorso anno ha registrato una flessione
delle catture in mare del 30%, con 2.641 tonnellate pescate, contro le 3.770
raggiunte nello stesso periodo del 2007. Il lieve aumento dei prezzi, passati
in media da 4,11 euro al chilo a 4,38, non è riuscito a compensare il calo: i
ricavi complessivi del settore, tra gennaio e giugno 2008, non sono andati
oltre gli 11,6 milioni, mentre l'anno precedente erano stati 15,5 milioni. «Gli
introiti si sono fortemente ridotti – spiega Daniele Squecco, presidente
regionale di Federcoopesca (Confcooperative) –. Il 2008 è stato un anno
anomalo, il caro gasolio ha fatto lievitare i costi e restare la barche in
porto più giorni. Ma hanno influito anche altri fattori, come l'invasione del
pescato dall'estero che ha messo in difficoltà la produzione locale». Per
arginare la crisi, Federcoopesca ha deciso di investire sulle "attività
connesse": non solo pesca quindi, ma anche trasformazione del prodotto,
vendita diretta, ristorazione e pescaturismo. «L'idea – spiega Andrea Anaclerio,
segretario regionale della federazione – è quella di valorizzare la figura del
pescatore, non solo in mare ma anche a terra. Si tratta di dare vita ad una
sorta di attività agrituristica "marittima" che dia valore alla
produzione locale anche attraverso la tradizione, la cucina tipica e la
cultura. Per questo stiamo pensando a investimenti in infrastrutture e corsi di
formazione». L'Agci Pesca regionale è stata la prima a lanciare l'idea della
commercializzazione diretta: da ottobre ad oggi ha aperto – non senza dare
luogo a polemiche – quattro punti vendita a Trieste e uno a Monfalcone, uno sta
per essere inaugurato a Gorizia e altri due dovrebbero essere realizzati entro
la primavera a Udine e a Pordenone (si legga anche l'altro articolo). In alcuni
casi si tratta di veri e propri negozi, in cui non solo si vende il pescato
delle cooperative associate ma anche prodotti freschi da fuori regione e in
alcuni casi dall'estero. «è un'iniziativa interessante – precisa Anaclerio – ma
diversa da quella che intende sviluppare Federcoopesca. Non vogliamo
trasformarci in commercianti e vendere pesce non pescato direttamente da noi,
ma solo valorizzare la nostra produzione». L'altra strada su cui Federcoopesca
vuole puntare è lo sviluppo dell'acquacoltura, e in particolare l'allevamento
di vongole veraci nell'area di Marano e Grado. Oltre al rinnovo delle
concessioni in mare (400 ettari, di cui solo 100 a pieno regime), si attende
ora la valutazione di impatto ambientale per la concessione di 900 ettari
dedicati all'acquacoltura all'interno dell'area lagunare, già assegnati in via
provvisoria. L'azione per incentivare acquacoltura e attività connesse alla
pesca ha trovato sostegno nel Fondo europea di settore, che per il 2008 ha
attribuito al FriuliVenezia Giulia 1,4 milioni. I primi due bandi si sono
chiusi lo scorso 2 marzo, assegnando circa 250mila euro ai progetti legati
all'acquacoltura e 258mila a quelli relativi alla trasformazione e alla
commercializzazione. Ad aprile dovrebbero uscire altri due bandi, per un valore
di circa 700mila euro, uno per l'ammodernamento dei
pescherecci e uno per progetti pilota e azioni collettive. Nel piano europeo
rientra anche la demolizione di un certo numero di imbarcazioni: il termine per
la richiesta scade il 31 marzo, ma è ancora incerto il numero di pescatori che
farà uso di questi incentivi. CONGIUNTURA COMPLESSA Nel primo semestre 2008
introiti giù da 15,5 a 11,6 milioni Squecco (Federcoopesca):
«Investiremo in infrastrutture e corsi di formazione»
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 18-03-2009)
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Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-03-18 - pag: 9 autore: Opportunità. I fondi
interprofessionali Formazione gratuita per aggiornare manager e dirigenti
Approfittare della crisi per promuovere la formazione in azienda a costo zero.
è il progetto al quale lavorano il Gruppo regionale triveneto di Aidp
(Associazione italiana per la direzione del personale) ed Adecco Training, con
la collaborazione delle delegazioni locali di Confindustria e di Federmanager
del Veneto. L'obiettivo è di catalizzare l'attenzione dei direttori del
personale delle aziende di Nord-Est per far conoscere il funzionamento dei
fondi interprofessionali - finora scarsamente utilizzati, soprattutto dalle
piccole e medie imprese- e coglierne le occasioni di utilizzo per finanziare la
formazione dei propri dipendenti. «In Italia esistono 16 diversi fondi interprofessionali
(come Fondimpresa- Fima, per i lavoratori delle imprese industriali o
Fondodirigenti-Fidir, per i dirigenti industriali o ancora Forte Fite, per i
lavoratori del commercio e turismo, ndr) alimentati dallo 0,30% dei contributi
versati mensilmente all'Inps da ciascuna impresa, con l'obiettivo di finanziare
la formazione di dipendenti e dirigenti delle aziende aderenti a ciascun
fondo», spiega Anna Gionfriddo, direttrice generale di Adecco Training,
divisione del gruppo Adecco che si occupa di progettazione, presentazione e
finanziamento dei piani formativi. Solo poche tra le aziende che versano i
contributi, però, sfruttano le opportunità di formazione gratuita che derivano
dall'adesione ai fondi interprofessionali (nati nel 2001 su iniziativa delle
parti sociali come associazioni di natura paritetica e dunque costituiti in
uguale misura da rappresentati di categoria ed organizzazioni sindacali). Al
contrario, le grandi imprese e le multinazionali
annualmente programmano e mettono a budget una serie di azioni formative
indirizzate ai propri dipendenti. L'idea è che dunque le Pmi possano
approfittare del periodo di crisi, con il calo degli ordinativi, per
qualificare i loro lavoratori e colletti bianchi ed affrontare quindi con
strumenti più appropriati, tra qualche mese, la ripresa. «Da un'indagine
svolta da Iard su incarico di Adecco meno di un anno fa e riguardante le
piccole e medie imprese italiane risultava che i principali ostacoli alla
formazione e qualificazione del personale fossero gli elevati carichi di lavoro
(38%) e i costi (36%)- aggiunge Gionfriddo - In questo periodo si registra un
calo produttivo e quindi il personale ha più tempo. Inoltre, grazie al ricorso
ai fondi, i costi della formazione risultano azzerati». A questo punto la
decisione spetta ai vertici delle imprese di Nord-Est, che tra l'altro
destinano alla formazione del proprio personale l'investimento più basso. «Al
Nord Italia al primo posto c'è la Lombardia, poi il Nord-Ovest, infine il
Nord-Est, dove le aziende si limitano comunque ad investire sull'aggiornamento
tecnico dei propri colletti bianchi, senza coinvolgere mai manager o
dirigenti", precisa la direttrice generale della divisione training. Per
gli imprenditori che dunque decidessero di approfittare dell'opportunità è
possibile contattare Adecco training che verificate le necessità dell'azienda,
costruisce un percorso formativo ad hoc, partecipa per conto dell'impresa ai
bandi emanati dai Fondi o richiede direttamente la disponibilità all'utilizzo
di quanto precedentemente accantonato e propone la modalità più indicata
(seminario, action learning, affiancamento, coachinng). Va. Z. www.aidp.it
www.adecco.it IL PROGETTO L'iniziativa di Adecco e del Gruppo triveneto Aidp in
collaborazione con Confindustria e Federmanager
( da "Repubblica, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina
III - Roma Roma Tre, l´accusa dei collettivi: "Destra con le
spranghe" «In un armadio dell´aula autogestita dagli studenti di destra
abbiamo trovato catene, spranghe e volantini fascisti» è la denuncia dei
collettivi di sinistra di Roma Tre dopo l´aggressione di lunedì a Scienze
Politiche. Ma Azione Universitaria risponde: «Hanno forzato l´armadio,
quel materiale non è nostro». E oggi l´Onda torna in piazza per lo sciopero
della scuola. LAURA MARI A PAGINA V
( da "Repubblica, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Roma
Tor Vergata Blocco studentesco sfila all´università tensione e proteste Scambio
di accuse tra i collettivi di Tor Vergata e gli esponenti del Blocco
Studentesco. «Circa 80 militanti dell´organizzazione collegata a Casa Pound -
raccontano i collettivi - ieri armati di caschi hanno "militarizzato"
la facoltà di Lettere e Filosofia affiggendo uno striscione con su scritto
"Basta con la discriminazione antifascista" e hanno intimidito gli
studenti in vista delle elezioni delle rappresentanze studentesche». Diversa la versione del Blocco che parla di «clima d´odio instaurato
dai collettivi con la loro continua "caccia al fascista"». E uno
studente della lista Unicentro, Francesco Abbate, accusa: «aggredito da un
militante di Azione
Universitaria».
( da "Repubblica, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Roma
"Roma Tre, ecco le armi della destra" I collettivi: nascondevano
anche simboli neo-nazi. La difesa: forzati i nostri armadi In un´aula
autogestita di Scienze Politiche trovate spranghe e catene LAURA MARI Due
catene, una spranga di ferro, gli adesivi del centro sociale di destra Foro 753
e il manifesto di Verona, con l´elenco dei 18 punti con cui, nel 1943, fu
costituita la Repubblica Sociale Italiana. E poi, sul muro, la scritta
"Nihil difficile volenti" e un cartello con lo slogan "ve le
facciamo vedere noi le stelle". Sono alcuni degli oggetti trovati ieri da
alcuni studenti dei collettivi di sinistra nell´aula autogestita dalle
organizzazioni studentesche di destra della facoltà di Scienze Politiche di
Roma Tre. «Sulle bacheche della facoltà abbiamo trovato anche gagliardetti
della X Mas e manifesti con croci celtiche e scritte inneggianti a Haider e al
FÜrer» hanno detto i portavoce dei collettivi mostrando i volantini nel corso
di una conferenza stampa organizzata nella facoltà per chiarire che, a loro
dire, quella avvenuta lunedì nel cortile di Scienze Politiche «è stata un´aggressione fascista da parte dei militanti di Azione Universitaria e non una rissa
scatenata dalla presentazione del libro su Gabriele Sandri a cui - precisano i
collettivi - non abbiamo mai pensato di opporci». Ma gli esponenti di Azione Universitaria non ci stanno ad
essere accusati e riguardo alle spranghe e alle catene rinvenute
nell´armadietto, precisano in una nota che «gli armadietti dell´aula
autogestita sono stati forzati da persone non autorizzate che hanno inventato
di sana pianta di avervi trovato spranghe e catene, sciocchezze macroscopiche -
proseguono gli esponenti di Au - che non fanno altro che alimentare una spirale
di odio e violenza che noi non auspichiamo affatto». Sulla questione è
intervenuto anche il preside della facoltà di Scienze Politiche, Francesco
Guida, che alla richiesta degli studenti di collettivi di affiggere,
all´interno dell´edificio, una targa in cui si specifica che la facoltà ripudia
ogni forma di razzismo e fascismo, ha risposto che «sulla questione non c´è
unanimità da parte del consiglio di facoltà» e «sul ritrovamento delle spranghe
faremo delle verifiche, valutando anche con attenzione quanto successo lunedì
nella facoltà. Una volta accertate le responsabilità e l´identità degli
aggressori - ha detto il preside Guida - prenderemo provvedimenti». E al
sindaco Alemanno che ha dichiarato di aver appreso «con molta preoccupazione»
del ritrovamento di armi improprie a Roma Tre, si appella la madre di Renato
Biagetti, il giovane ucciso a coltellate a Focene, che chiede al primo
cittadino di «fermare la spirale di violenza e condannare duramente le
aggressioni ai danni dei giovani di sinistra».
( da "Stampa, La" del
19-03-2009)
Argomenti: Class Action
LA LEGA NORDCONTRO
LA PIATTAFORMA MAERSK Una causa collettiva per i danni all'ambiente Una causa
collettiva per risarcire i cittadini dagli eventuali danni provocati dalla
costruzione della piattaforma Maersk di Vado Ligure. E' l'iniziativa messa in
cantiere dalla Lega Nord provinciale class="hilite">che
ha lanciato insieme al Codacons una petizione per sondare l'interesse dei
cittadini a prendere parte a un'eventuale «class-class="term">action» contro il temuto danno
ambientale e il deprezzamento del valore degli immobili nel tratto compreso tra
Vado, Bergeggi, Valleggia e Zinola che potrebbero verificarsi a seguito
dell'entrata in funzione della nuova piattaforma contenitori e rinfuse.
«L'utilizzo delle spiagge potrà essere compromesso oltre che dalla piattaforma
e dall'annesso prolungamento della diga foranea anche dai lavori di dragaggio
che renderanno le acque della rada di Vado più torbide per tutta la durata dei
lavori», sostengono i promotori dell'iniziativa che temono inoltre che la
movimentazione di circa 700 mila containers all'anno possa causare un
inquinamento acustico oltre i limiti di legge. «La compravendita degli immobili
ha già subito una pesante contrazione - si legge nella petizione - e anche chi
è in affitto nella zona sta prendendo in considerazione un eventuale trasloco».
Mercoledì 25 marzo verrà ripresa la raccolta delle firme nell'area del mercato
e in piazza Cavour a Vado Ligure.
( da "Repubblica, La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IX - Roma
Alemanno: rispettiamo il diritto di manifestare, ma dentro le regole. Il
rettore Frati: il corteo non era autorizzato I leader dell´Onda tra rabbia e
protesta "Ci imbavagliano, ma noi andiamo avanti" E venerdì il
comitato provinciale sulla sicurezza discuterà il "caso Roma Tre"
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) KATIA ANCONA (segue dalla prima di cronaca) laura
mari «Non era mai successo prima d´ora che gli studenti che volevano uscire in
corteo dalla città universitaria venissero caricati così brutalmente. I
divieti, i protocolli e le manganellate - prosegue Francesco rappresentano
l´idea di democrazia del sindaco Alemanno e del governo Berlusconi. Ma la
nostra protesta non si fermerà - avverte Brancaccio - l´Onda tornerà in piazza
il 28 marzo contro il prossimo G8 e il dissenso dei giovani studenti riempirà
le piazze». Ma a quanto avvenuto ieri mattina alla Sapienza ha suscitato le
immediate reazioni di tutto il mondo politico. «Le cariche della polizia sono
il primo frutto avvelenato del protocollo sui cortei» ha detto il segretario di
Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che già nei giorni scorsi aveva duramente
contestato il protocollo. Solidarietà bipartisan agli studenti dell´Onda è
stata espressa non solo dai collettivi di Roma Tre e dall´Unione degli
Studenti, ma anche da Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova,
che giudica «inammissibile che ad una pacifica contestazione studentesca si
risponda con la violenza». Completamente opposto il punto di vista del rettore
della Sapienza Luigi Frati, che parla di un «corteo non autorizzato» e di
«regole da rispettare». Un´opinione in linea con quanto dichiarato dal sindaco
Gianni Alemanno, che ha voluto sottolineare come «il protocollo ha il compito
di evitare la proliferazione di cortei di 300-400 persone che bloccano la
città. Rispettiamo il diritto a manifestare ma dentro le regole - ha proseguito
il primo cittadino - e invito tutti alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza
alla violenza politica». A schierarsi contro il protocollo sui cortei e il
conseguente atteggiamento adottato ieri dalle forze dell´ordine contro gli
studenti dell´Onda sono gli esponenti della sinistra capitolina. «Le nuove
regole sui cortei rappresentano un cavillo per impedire il sacrosanto diritto
di scioperare e manifestare» attacca il segretario romano del Pdci Fabio
Nobile, mentre Paolo Cento dei Verdi definisce «inaccettabili» le cariche della
polizia e l´assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri ribadisce che «la
libertà di espressione e di dissenso è più importante della cieca applicazione
di un discutibile protocollo anti-manifestazioni». E
venerdì prossimo in prefettura, nell´ambito del comitato provinciale per
l´ordine e la sicurezza si discuterà di quanto avvenuto martedì all´università
di Roma Tre, dove gli studenti dei collettivi di Scienze Politiche hanno
denunciato di essere stati aggrediti da alcuni esponenti di Azione Universitaria.
( da "Unita, L'" del
19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Roma Tre, la destra:
«La nostra spranga? Era un righello... » Le mazze nell'armadietto? Sono
righelli. Precisamente «la gamba di un tavolo di cui ci serviamo per fare gli
striscioni, per tracciare le righe delle lettere: lo testimonia il fatto che
sia sporca di vernice». Si sono difesi così gli studenti di
Azione universitaria
(movimento vicino ad An) davanti al rettore di Roma Tre, dopo il ritrovamento
di mazze e catene in un loro armadietto all'università. Le catene? «Sono per i
motorini, e sono state messe lì apposta: appartengono ai collettivi di
sinistra», aggiungono i giovani di Au. E intanto ieri è stata ancora una
giornata di tensione politica a Roma Tre. Nodo della discordia un volantino di
Au: alcuni studenti di giurisprudenza lo hanno criticato perché ricostruiva «in
modo distorto gli scontri di lunedì» e sarebbero stati presi a male parole dai
colleghi di destra. Ci sono le immagini, il rettore provvederà. IL CASO
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-19 - pag: 33 autore: Comunitaria. Arriva
il «record date» Voto per delega, saltano i vincoli sulle società Giovanni
Negri ROMA Record date anche in Italia. Meno vincoli nella raccolta delle
deleghe. Più trasparenza nello svolgimento delle assemblee. Rafforzati i
diritti degli azionisti. è su questi punti che si concentrano le principali
novità della disciplina di recepimento della direttiva comunitaria 2007/36/Ce
destinata a cambiare alcuni snodi cruciali del nostro diritto societario. Le
coordinate del futuro decreto legislativo sono tracciate dal disegno di legge
Comunitaria 2008 appena votata dal Senato e all'esame della Camera. Un
emendamento del Governo in commissione ha allargato il perimetro dei futuri
interventi sulle regole di funzionamento delle assemblee e sulla fase
preparatoria escludendo, però, malgrado le perplessità di Confindustria, sia gli organismi di investimento collettivi, sia, soprattutto,
le cooperative. Le novità in arrivo, così, saranno operative per le società con
sede in uno Stato membro e con azioni ammesse alla negoziazione su un mercato
regolamentato della Ue. Tra i cardini della direttiva c'è la possibilità della
record date, ovvero la determinazione di un giorno precedente l'assemblea
nel quale verificare il possesso delle azioni con diritto di voto. Un sistema
applicato negli Usa, ma, sinora, guardato con diffidenza da noi soprattutto
perché potrebbe consentire di votare anche a chi non è più in possesso delle
azioni. Il decreto futuro dovrà fare propria l'apertura, tenendo presente che
le eventuali vendite successive alla data di registrazione non potranno portare
a forme particolari o specifiche di limitazione della partecipazione
all'assemblea. Per permettere, in ogni caso, alla società di effettuare
verifiche verrà lasciata una "finestra" di controllo non superiore ai
30 giorni precedenti l'assemblea. Altra materia delicata è quella del voto per
delega. La direttiva comunitaria si ripromette di renderlo molto più agevole, eliminando
vincoli a livello nazionale. La conseguenza sarà, per effetto del futuro
decreto delegato, la scomparsa dei limiti quantitativi al conferimento delle
deleghe di voto previsti dal Codice civile secondo cui la stessa persona non
può rappresentare in assemblea più di 20 soci o, se si tratta di società che
fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, più di 50, 100 o 200 soci a
seconda della consistenza del capitale sociale. Chi è in possesso poi di azioni
di una stessa società depositata in più di un conto titoli potrà designare un
rappresentante in assemblea con riferimento alle azioni depositate in ciascun
conto. Resterà, però, in vigore il divieto di votare in maniera differenziata
per azioni detenute dallo stesso azionista e, inoltre, i rappresentanti
potranno essere costretti a mantenere traccia delle istruzioni di voto e a
confermare su richiesta che le istruzioni sono state rispettate. Andranno poi
identificate e regolamentate con attenzione le ipotesi di conflitto d'interessi
tra rappresentato e rappresentante. Tra la pubblicazione dell'avviso di
convocazione e la data di svolgimento dell'assemblea non dovrà passare un
periodo di tempo inferiore 21 giorni; agli azionisti viene riconosciuto il
diritto di iscrivere punti all'ordine del giorno a condizione checiascuna
richiesta sia accompagnata da motivazione e da una proposta di delibera da
adottare in assemblea. Al decreto è poi affidata la disciplina del diritto
dell'azionista di porre domande collegate all'ordine del giorno prima dell'assemblea
prevedendo che la società fornisca una risposta anche unitaria a domande con lo
stesso contenuto.
( da "Corriere della Sera"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Roma Tre Au: mazze e catene non sono nostre Gli studenti di Azione università della facoltà di Scienze politiche di Roma
Tre sono stati ricevuti ieri mattina dal rettore Guido Fabiani. I membri di Au
hanno chiesto e ottenuto l'incontro per chiarire la loro posizione
sull'episodio dell'armadietto forzato al cui interno sono stati trovati vari
tappi, una mazza e delle catene. «è una situazione assurda -ha dichiarato Luca,
portavoce di Azione universitariaHanno montato una
storia falsa. La mazza ritrovata nell'armadietto è in realtà la gamba rotta di
un tavolo di cui ci serviamo per fare gli striscioni -ha aggiunto il portavoce
Au-. La usiamo per tracciare le linee guida delle lettere e lo testimonia il
fatto che sia sporca di vernice. Le catene poi, che altro non sono che catene
per i motorini, non sono nemmeno nostre, sono state messe
lì apposta e appartengono ai collettivi di sinistra. Abbiamo una foto di una
loro riunione che ritrae quelle stesse catene sul pavimento». Ma il clima alla
Terza università è ancora teso: lo testimonia un battibecco, che fortunatamente
non è sfociato in alcuna azione violenta, nato mentre gli studenti Au erano dal
rettore. Oggetto della discordia un volantino di Azione
universitaria che ripercorreva le tappe degli scontri, e per il quale si sono
lamentati gli sudenti dei collettivi di sinistra.
( da "Denaro, Il" del
19-03-2009)
Argomenti: Class Action
Professioni speciale
bilancio Un impulso all'attività formativa Partecipazione ai corsi: un bonus
per i giovani iscritti da non oltre 5 anni Paolo Pisciotta* La proposta di
Bilancio di Previsione 2009, nel correlarsi alla profonda crisi economica che
investe trasversalmente non solo i diversi luoghi geografici, ma principalmente
le fasce sociali più deboli, non poteva che riassumere in sé un profilo più
"solidale e sociale". In questo quadro generale, il Consiglio
dell'Ordine di Napoli ha inteso offrire il proprio contributo alla complessa
azione che il Consiglio Nazionale ha avviato in materia di "Provvedimenti
anticrisi" (vedi l'articolo in queste pagine).Infatti, nel tener conto
della difficile prospettiva che oggi vivono tanti nostri colleghi, tra cui moltissimi
giovani, risultato di una continua contrazione del lavoro professionale con
pesanti riflessi sul piano occupazionale, il Consiglio ha proposto una manovra
di Bilancio di Previsione improntato sul tema della "solidarietà
sociale", non rinunciando con ciò al grande senso di responsabilità
istituzionale a cui ha conformato da sempre le proprie azioni.L'efficacia,
l'efficienza, l'economicità di una Previsione di Bilancio non può prescindere
dalla fattibilità delle azioni in esso contenute ed alla coerenza di queste con
la storicità dei risultati economici consolidatisi negli ultimi esercizi
finanziari. E' indiscutibile che questo Consiglio, forse inconsciamente o forse
spinto da un forte senso di solidarietà sociale, negli ultimi dieci anni ha
orientato le proprie azioni alle difficili dinamiche del mercato professionale.
A nessuno può sfuggire che in questi anni il Consiglio ha mantenuto congelata
la quota associativa, pur nella consapevolezza che tale decisione collocava il
nostro Ordine al terzultimo posto, per importo, nel panorama nazionale degli
Ordini. Pur nella compressione finanziaria non si sono cercati alibi per
innalzare la quota associativa, anzi ciò è stato uno stimolo per ricercare
risorse esterne che potessero consentire una sempre più costante azione di
promozione della nostra identità professionale, combinata con l'innalzamento,
non solo della quantità, ma principalmente della qualità dei servizi. Negli
ultimi anni il Consiglio si è adoperato, forte della propria immagine
istituzionale conquistata sul campo, per offrire ai propri iscritti quelle
opportunità di informazione continua che potessero favorire il loro già
difficile inserimento nel mercato del lavoro. Con ciò si è cercato di
"restituire" parte della quota associativa, trasformando
"servizi a domanda individuale" in "servizi collettivi".
Infatti sono state sottoscritte convenzioni con soggetti qualificati in grado
di offrire ai nostri iscritti servizi gratuiti, sostenendone i costi con
proprie risorse di bilancio. L'abbonamento gratuito ad
"Europaconcorsi", riservato a tutti gli iscritti, è al quinto anno,
il cui costo pari ad ⬠180,00, in assenza di convenzione,
sarebbe gravato su ogni singolo iscritto. Il numero degli iscritti aderenti a
tale iniziativa, circa 4.000, fa supporre che tale abbonamento si è rivelato un utile strumento per
l'esercizio della professione, in quanto offre informazioni sulle opportunità
di lavoro professionale che il panorama nazionale, sia pubblico che privato,
offre agli iscritti. Anche quest'anno si è riproposto l'abbonamento gratuito a
tutti gli iscritti alla banca dati giuridica "STELNET", il cui costo
individuale annuale è pari anch'esso ad ⬠180,00. L'offerta dei
servizi si è ulteriormente arricchita grazie alla convenzione sottoscritta con
l'Agenzia del
Territorio relativa al servizio "Banca dati Catastale". Tale
servizio, già in uso l'anno scorso, quest'anno si è ampliato con l'offerta di
ulteriori funzionalità agli iscritti, quali la visura ipotecaria. E' superfluo
sottolineare che il costo annuo di tale servizio, per convenzione, è pari ad â¬.60,00,
contro il costo individuale di â¬.230,00 indicato dalla stessa Agenzia
del Territorio. Inoltre non va dimenticata l'azione formativa rivolta ai
giovani avviata dal Consiglio con il partenariato dei Comuni della Provincia di Napoli.
Ad oggi, circa 40 Comuni hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa con il
nostro Ordine ed hanno avviato alla formazione circa 120 nostri giovani
attraverso la procedura degli "Stage formativi" presso gli Uffici di
Pianificazione e Tecnici dei vari Comuni. Potrebbero bastare questi pochi dati,
relativi ad una parte dell'intera e complessa azione, per affermare la bontà
delle scelte operate dal Consiglio in questi ultimi anni. E lo stesso
Consiglio, cui va tutto il mio sincero ringraziamento, ha voluto sottolineare
una maggiore solidarietà verso i giovani investendo nella loro formazione e
destinando proprie risorse nella Previsione di Bilancio 2009, spostando così il
confine del "valore sociale" della propria manovra contabile. Si è
ritenuto di offrire, infatti, ai nostri giovani iscritti da meno di 5 anni un
"bonus formativo" pari a ⬠50,00 della quota
associativa dell'Ordine di ⬠116,43 da utilizzare nell'arco
dell'esercizio finanziario, quale parte della quota di partecipazione ai corsi di formazione
a pagamento attivati dall'Ordine. Con ciò siamo consapevoli che in futuro i
nostri giovani iscritti potranno competere con lealtà, qualità, conoscenza e
competenza nel sempre più complesso mercato della professione. *presidente
Ordine Architetti P.P.C. di Napoli e provincia del 19-03-2009 num.
( da "Stampaweb, La"
del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA Il ministero
dellIstruzione «sta ragionando per introdurre un tetto intorno al
30%» della presenza degli alunni stranieri tra i banchi. Lo ha annunciato il
ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che
ciò sia possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo
ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno».
Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma.
«è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si devono impegnare
risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza della lingua
italiana». Gli insegnanti devono lavorare sullintegrazione e
non denunciare i
clandestini, ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti che le
chiedevano se fosse daccordo con liniziativa dei 101
deputati Pdl contro lemendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede
la possibilità per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli
insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso
che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso
- ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la
funzione di integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul
voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una
necessità, non una scelta». Ha detto il ministro aggiungendo che quello varato
in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la
valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il
collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà
essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti
ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche
alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella
capacità di giudizio degli insegnanti». E infine sui tagli: «Nella scuola
scenderanno da 42.000 a 18.000 grazie ai prepensionamenti», ha assicurato il
ministro. Per quanto riguarda invece gli scontri con le forze dell'ordine
avvenuti ieri alla Sapienza di Roma, è intrevento oggi il ministro Renato
Brunetta che ha bollato gli studenti dell'Onda come «guerriglieri». «E come
guerriglieri verranno trattati», ha detto il ministro della Pubblica
Amministrazione. A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella
scuola il ministro ha replicato: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto
delle azioni di guerriglia da parte dellassociazione Onda. Ma
vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti,
lOnda non esiste». Brunetta ha quindi aggiunto: «Sono un democratico e
credo molto di più al voto
che alle azioni di guerriglia». Nelle recenti elezioni degli studenti «lOnda
non lho vista - ha detto ancora Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e
verranno trattati come guerriglieri». La replica degli studenti [ immediata.
«Il ministro Brunetta
si dimetta» chiede lUnione degli Studenti che sottolinea come
«un ministro della Repubblica non dovrebbe mai permettersi di definire dei
giovani che esprimono il loro pensiero come dei guerriglieri da trattare come
tali. Ieri cè stata unaggressione di cui gli studenti sono state vittime». «Quella di
Brunetta - aggiunge lUds - è una dichiarazione degna dei
peggiori regimi sudamericani». «Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e
inaccettabili: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza» rincara il coordinamento dei
collettivi delluniversità La Sapienza. «Tutto siamo meno
che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e
centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti
inalienabili, sanciti
dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per luniversità
pubblica». «Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perchè queste
dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta
autoritaria del governo». VOTA Tetto per gli stranieri in classe, siete d'accordo? SCRIVI La scuola
delle polemiche. Dite la vostra nel forum
( da "Corriere.it"
del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action
cinema Violante
Placido sceglie Bollywood Da Stallone a Kyle Minogue tutte le star tentate
dall'India MILANO - S'intitola Barah Aana, racconta, quasi in risposta a
Slumgod Millionaire di Danny Boyle, scene di lotta di classe
Mumbai. Racconta di tre amici che vivono nella baraccopoli di Dharavi, un
anziano autista in balia dei capricci di una ricca padrona che lo accusa di
puzzare, un portinaio che si confronta con l'arroganza degli inquilini del
ricco palazzo in cui lavora e un giovane cameriere innamorato di
un'inavvicinabile straniera. Una trama abbastanza classica
per Bollywood. Ma la pellicola hindi è anche italiana. Doppiamente. Diretta da
Raja Menon, Barah Aana, che in hindi vuol dire «truffato», è prodotta da Giulia
Achilli insieme a Raj Yerasi e, nei panni della straniera Kate c'è Violante
Placido. Dal 20 marzo nelle sale indiane con la speranza, da parte dei
produttori, che esca prossimamente anche in Italia. EFFETTO MILLIONAIRE - La
figlia di Michele Placido è solo l'ultima, in ordine di tempo, tra le star
occidentali ad essere andata a cercare l'America a Bollywood. Saranno state le
otto statuette di The Millionaire, o l'annuncio che Woody Allen ha chiamato la
protagonista Freida Pinto nel cast del suo prossimo film, ma la lista dei
contagiati dalla febbre di Bollywood aumenta ogni giorno. Forse anche perché,
alla faccia della crisi, l'industria cinematografica indiana è disposta a
spendere addirittura un milione di dollari per assicurarsi una sequenza
musicale con Kyle Minogue per il kolossal Blue, commedia con ambientazione
caraibica, in cui la popstar australiana canta e balla in un nightclub. CARO
RAMBO - Alle porte di Bollywood ha bussato Sylvester Stallone, in cambio di un
compenso che, si dice, sfiora i 400 mila euro. Sly è stato scritturato per il
film d'azione Kambakkth Ishq dal regista Sajid Nadiadwala. L'ex Rambo si
troverà a combattere contro l'class="hilite">class="term">action-hero Akshay Kumar (già
partner di Kyle Minogue in Blue). Non dovrà fare troppa fatica: il regista gli
ha chiesto di recitare nei panni (e in quel resta dei muscoli), di se stesso
senza neanche doversi spostare da casa: il film , infatti, racconta la storia
di uno stuntman indiano a Hollywood, e sarà il primo film bollywoodiano ad
essere girato nella mecca del cinema americana. CERCANDO UN ALTRO MUCCINO -
Anche Will Smith si è lasciato tentare da suggestioni indiane. Alla fine di
febbraio l'attore, ormai sempre più interessato alla sua attività di
produttore, è andato a incontrare alcune personalità di Bollywood: niente di
deciso, è stato detto, ma una bella rete di contatti intessuta nell'ambito di
un'industria che sforna almeno 800 titoli all'anno. E siccome da quelle parti
lo star system è ancora una cosa seria, Smith si è presentata davanti alle
telecamere di Indian Idol a cantare canzoni in hindi (guarda il video) E, tra
una visita al Taj Mahal e un chicken tikka masala ha fatto sapere che tra i
suoi obiettivi c'è di girare un film con la star indiana più seguita in
Occidente, Aishwarya Rai. PIONIERE RAP - Uno dei pionieri è stato il rapper
Snoop Dog che mesi fa girò il video Singh is Kinng e ha fatto sapere di non
vedere l'ora di replicare. CORRENTE INVERSA - Il travaso di star funziona anche
nel senso inverso: sono sempre di più le attrici e gli attori indiani che puntano
a sfondare nel cinema occidentale, anche perché, a dispetto degli ingaggi
stratosferici il vento delle crisi inizia a lambire anche Bollywood. Abituati
in patria ai fasti di un divismo che non conosce limiti, alimentato dalla tv e
dalla stampa rosa che fatica a distinguere il vero dalla fiction come faceva
Hollywood negli anni d'oro, tutti i "bollywoodiani" coltivano un
sogno segreto: partecipare, da protagonisti, alla serata degli Oscar. Potenza
Rdel red carpet. Stefania Ulivi stampa |
( da "Stampaweb, La"
del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action
Una serie di azioni
dimpronta teatrale e multimediale, a cura della Koinè, riveleranno il passato
e il futuro del Castello di Casale Monferrato che diventerà dopo sette secoli
un nuovo spazio pubblico, luogo di memoria storica e di civiche destinazioni duso
(biblioteca ragazzi, sportello informagiovani, spazio musica, vetrina turistica del
Monferrato). Questo particolare format di performing media
si baserà su interazioni radio e video per le azioni teatrali, realizzate in
collaborazione con il Collettivo Teatrale-CET di Casale Monferrato che interverrà
con i suoi attori ed una originale drammaturgia, per fare di
InCASTELLamenti-civici assedi non solo uno spettacolo teatrale ma un momento di
coinvolgimento attivo. Gli spettatori parteciperanno alle visite
radioguidate grazie a delle cuffie connesse a piccole radio per ascoltare una
trasmissione radiofonica in modulazione di frequenza grazie a cui gli attori,
in diretta, scandiranno il percorso attraverso gli ambienti del Castello. Nel
percorso è prevista la partecipazione di alcuni studenti delle scuole di Casale
Monferrato che hanno seguito il progetto-laboratorio “Palestra di cittadinanza
attiva nella rete” per la produzione di un commentario partecipativo dellevento
sul social network facebook , sul geoblog e sul sito ufficiale del Castello del Monferrato. Lungo il percorso è
inoltre previsto lutilizzo del bluetooth e dei mobtag,
particolari codici grafici che possono essere letti dagli smart-phone (su cui
installare un apposito software) e da cui trarre dei particolari testi poetici
(tratti dalla
drammaturgia delle azioni in corso). Il 21 marzo alle ore 16 nella “manica” del
Castello si svolgerà un incontro pubblico che tratterà delle modalità
innovative della “Palestra di cittadinanza attiva nella rete” e vedrà il
collegamento web con la manifestazione nazionale contro le mafie in corso a
Napoli e promossa da Libera (associazione che ha svolto un ruolo attivo nel
progetto). Interverranno gli studenti coinvolti, giornalisti ed esperti del web
2.0, con la conduzione di Carlo Infante, libero docente di performing media. Le
visite radioguidate di sabato 21 e domenica 22 marzo si svolgeranno negli orari
indicati dal programma generale, su prenotazione. Per informazioni URP-Città di
Casale Monferrato tel. 0142-444339 urp@comune.casale-monferrato.al.it
ewww.castellodelmonferrato.it
( da "Corriere delle Alpi"
del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action
di Alessia Forzin
Angoli di città recuperati alla cultura L'esposizione a Borgo Piave è stata
vista finora da 1000 persone I Giovani Artisti Bellunesi piacciono sempre di
più. Lo testimoniano i mille visitatori che sono già transitati per il
residence San Nicolò a Borgo Piave, dove è in corso la collettiva
M-Arte organizzata nell'ambito delle manifestazioni per la festa della donna
dalla provincia di Belluno. «Abbiamo sentito tanti apprezzamenti anche dagli
abitanti del Borgo», confessa il curatore dell'allestimento Gianluca D'Incà
Levis. «Ci hanno detto che da anni questa zona della città non era così
frequentata». La scelta dello spazio espositivo non è stata casuale: i GaBLs
non sono mai banali, e nel loro obiettivo di creare eventi che vadano al di là di
un semplice "appendere dei quadri alle pareti", anche questa volta
hanno colpito nel segno. Il luogo dove è stata allestita la collettiva,
infatti, rappresenta una parte della memoria storica della città. Una zona oggi
poco conosciuta e frequentata. M-Arte acquista dunque un duplice valore,
artistico, per la presenza di opere di qualità, e sociale. Anche la Borgo Piave
Srl (che ha ristrutturato le ex concerie Colle dove è stata allestita la
mostra) è soddisfatta dell'afflusso continuo di persone: «Ci piacerebbe poter
continuare a usare questi spazi espositivi, per questo auspichiamo si possa
trovare un accordo tra la proprietà privata e un ente», spiega D'Incà Levis.
«Con il gruppo di artisti che abbiamo potremo far funzionare bene questo luogo,
con eventi di qualità che richiamano pubblico». Come M-Arte. Sono 17 gli
artisti che con i loro lavori hanno riflettuto, ciascuno seguendo il suo metodo
espressivo, sulla donna, indagandone criticamente il ruolo, la condizione, le
aspettative. Alcuni riprendono, reinterpretandoli, alcuni artisti del passato,
come Marta Mellere, che, prendendo spunto dalla "Venere allo
specchio" di Velasquez, ritrae una donna che osserva il volto di una
Barbie. Una bambola riprodotta in serie, che ricostruisce i canoni della
bellezza contemporanea, con tutto ciò che questo significa. Anche Alessandro
Pagani trae spunto dall'arte classica, trasfigurando la figura di Casanova, il
seduttore per eccellenza, in una sorta di scheletro, di marionetta felliniana.
Alessandra Guolla affronta il tema dell'infibulazione, mentre Maurizio Adamo
quello del tempo che passa, a cui il personaggio che ritrae nelle sue
fotografie, Loreta, pare non volersi assoggettare. Fabiano De Martin Topranin
riflette sui contrasti, dotando il suo busto femminile di una pistola, usata
più come sistema difensivo che offensivo. Le donne-bambine di Laetitia Calcagno
raccontano una visione problematica, con le loro acconciature elaborate, il
trucco pesante, gli sguardi fermi e desolati, mentre Federica Menin riflette
sul concetto di donna esca, attraverso delle gelatine profumate, che
attraggono, ma che somigliano a protesi al silicone, che trasformano il corpo
femminile rendendolo finto. Dimitri Giannina usa invece l'ironia del lato B,
che nella sua installazione non sta ad indicare il sedere di una donna ma un
braccio bionico, una protesi che funge da strumento e non da rimedio estetico. Lia Cecchin è presente alla collettiva con il suo cellulare, Carol Botto con dei dipinti che mostrano
la bellezza del volto e dello sguardo femminile, Andrea Visentini con il suo
ritratto di donna concentrata nell'azione che sta compiendo. Barbara Taboni
riflette sul rapporto uomo-donna attraverso dei busti tagliati a metà, alcuni
maschili altri femminili, metafora di una società in crisi nella logica
dei rapporti, Mario Tomè racconta invece il rapporto tra dare e avere, tra
madre e figlio, tra uomo e donna. L'installazione di Anna Poletti ricorda un
utero stalattitico, simbolo di fertilità e di vita che si sviluppa all'interno
dell'involucro protettivo, quella di Giacomo Roccon una donna aliena, difficile
da indagare, un'incognita. Il diciassettesimo GaBLs è un artista che giovane
non è, almeno non anagraficamente. Lo è però artisticamente, Claudio Nevyjel.
Il suo borgo ritrae uomini e donne che faticano a comunicare, a rapportarsi.
Nonostante il successo bellunese, i GaBLs non hanno intenzione di fermarsi.
Tanti i progetti all'orizzonte, tra cui una mostra a Firenze, nella Galleria
Biagiotti, per cui D'Incà Levis e il suo gruppo stanno lavorando. «Vogliamo
continuare a organizzare eventi qui, dove la gente ci dimostra sempre il suo
apprezzamento», ha detto, «ma non vogliamo accontentarci. Rapportarsi ad altre
realtà è stimolante per gli artisti, e rappresenta un'occasione di crescita».
La mostra è aperta fino al 29 marzo: martedì-domenica 10-12, 15-19.
( da "Unita, L'" del
21-03-2009)
Argomenti: Class Action
Dal «radiodramma» al
jazz: il suono secondo Vowinckel ADRIANO LANZI Il corrispettivo in lingua
tedesca del nostro «radiodramma» è «hoerspiele», che evoca più appropriatamente
una «rappresentazione per le orecchie»: può fare o non fare uso di narrativa
lineare, ma si appoggia sulla parola, sulla musica, e sull'arte sonora a vari
livelli (dall'effettistica ordinaria alla più complessa costruzione di ambienti
immaginari) in pari misura. Nata a Hagen nel '64, Antje Vowinckel, ospite
domani sera del collettivo «Iato» al «Cantiere» di via Gustavo Modena per
presentare al pubblico romano due sue opere, è un'artista tedesca che ha
maturato una competenza trasversale in tutti questi settori. Ha lavorato a
lungo come autrice dei dialoghi di radiodrammi nelle emittenti nazionali
tedesche, per arrivare col tempo ad un uso della parola meno letterario e più
sonoro; ha suonato flauto e pianoforte in orchestre da camera e gruppi jazz,
subendo allo stesso tempo il fascino della scena improvvisata berlinese, dell'elettronica
e della scuola acusmatica francese, eppure ha liberato la sua vena più
originale di compositrice solo quando l'artista acustica, che fa musica con i
suoni del quotidiano, ha prevalso sulla strumentista. i festival e l'europa Pur
continuando a ricevere commissioni dalle radio (WDR, SWR, BR) oggi firma lavori
che approdano anche ai più prestigiosi festival europei (Biennale Bonn, Prix
Italia, Musica Contemporanea Alicante) e integrano testi, musica,
installazioni, videoproiezione, performance, talvolta scompigliando con
elementi apertamente umoristici la seria molteplicità dei suoi livelli di
comunicazione. Al «Cantiere» domani sera alle ore 22 la Vowinckel presenta Call
Me Yesterday, opera registrata, basata su corsi internazionali di lingue (sarà
un «cinema mentale», una sessione d'ascolto collettiva), e a seguire una performance
dal vivo per voce, organo elettrico, percussioni e azione. Esibizioni
poliedriche che dalla parola passano attraverso il mondo dell'elettronica e la
scuola acusmatica francese. Le collaborazioni con le maggiori emittenti e la
scena dell'improvvisazione berlinese.
( da "Corriere della Sera"
del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-21 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Università La decisione del Senato Accademico La Statale: i
violenti? Faremo i nomi alla polizia Scontri alla Statale: il Senato Accademico
sceglie la linea dura. Denunce, sospensioni «fino a un anno», e possibili cause
civili «per danni materiali o morali ». Gli studenti che
commettono reati «verranno segnalati alle autorità giudiziarie», spiega il
rettore Enrico Decleva. Soddisfatti i rappresentanti di Azione Universitaria. Mentre i
Collettivi studenteschi denunciano: «L'università dovrebbe essere un luogo
libero ». A PAGINA 7 Argentieri
( da "Stampa, La" del
22-03-2009)
Argomenti: Class Action
[FIRMA]GAIA FERRARIS
CANELLI «Ciak! Si gira l'Assedio». Questa volta, obiettivo delle telecamere non
sono le scene della rievocazione storica di giugno, bensì tutto ciò che sta
prima dell'appuntamento. La troupe di Fredo Valla, piemontese, documentarista
che da qualche anno collabora con Pupi Avati, è in questi giorni a Canelli per
carpire la filosofia della manifestazione ambientata nel 1613. Le prime riprese
sono iniziate venerdì e si concluderanno oggi pomeriggio, ma Valla e i suoi
collaboratori, Luca Olivieri e Andrea Fenoglio, torneranno a Canelli nei
prossimi mesi per proseguire la loro ricerca. Il progetto a cui Valla sta
lavorando fa parte di una serie di una ventina di documentari sulle feste
storiche del Bel Paese. «Stiamo passando in rassegna le rievocazioni storiche
più originali e significative di tutta Italia - spiega Valla, uno dei quattro
registi che affiancano Pupi Avati nella realizzazione dei filmati. - e a me è
stata assegnata la zona del Nord Ovest che conosco sia per motivi personali che
professionali». Le puntate andranno in onda tra il 2009 e il 2010 su «Sat
2000», canale satellitare in chiaro della Conferenza Episcopale Italiana per
cui Avati ha già realizzato altre serie, sui Paesi dell'Est e sul sistema di
welfare europeo. «La nostra attenzione non è solo per i preparativi logistici,
ma soprattutto per quelli emotivi, per le aspettative che si creano in chi
parteciperà alla festa». Per dare risalto a queste sfumature, Valla e i suoi non hanno solo filmato i rituali collettivi della
preparazione di costumi, armi e scenografie, ma anche i momenti di «training»
dei singoli che partecipano alla kermesse. Una preparazione piena di passione e
trepidazione, come quella dei tamburini. Valla ha scelto di raccontare la
storia di uno di loro, e la lavorazione ha previsto anche alcune riprese nella
sua cameretta. Oppure quella di Orietta Gallo, ex insegnante di
Educazione artistica e responsabile di tutto il materiale artistico
dell'Assedio, come ceramiche, decorazioni e il «tiletto», lasciapassare degli
assediati ormai emblema della rievocazione. «Ciò a cui vogliamo dare risalto -
dice Valla - è il senso di coralità, l'armonia che si raggiunge attraverso
l'azione di tanti singoli». Impegnati in prima linea, Paolo Gandolfo, assessore
alle Manifestazioni, Giancarlo Ferraris, assessore al Bilancio e due dei volti
più noti della battaglia del 1613, Luigi Chiriotti e Aldo Gai, ovvero il
colonnello Taffini. L'occhio di Valla è andato alla ricerca di comparse e
protagonisti, catturando momenti di prove, da quella dei canti a quella dei
duelli, passando per l'enogastronomia dell'Assedio. In questo caso non si è
trattato di una rappresentazione, ma del rito collettivo che alla fine è il
succo della festa canellese: porchetta e agnolotti e un immancabile brindisi
con la Barbera.
( da "Stampa, La" del
23-03-2009)
Argomenti: Class Action
La gente "Una
forma di protesta totalmente inutile" [FIRMA]MONICA PEROSINO Il sole e
l'indolenza della prima domenica di primavera. Occhiali scuri, gelati, cani che
corrono sui ritagli verdi del centro. Eppure, basta scavare pochi centimetri
sotto l'ozio, per trovare tutt'altro. A poche ore dal blitz anarchico al
Cambio, che viene liquidato pressoché unanimemente come una forma «inutile di
protesta», i torinesi si scoprono a riflettere sull'atmosfera di tensione che
si respira ormai da mesi in città. Si torna a parlare di «conflitto sociale»,
di «radicalizzazione della lotta», di «borghesia e classe operaia». «Come negli
Anni 70», dice Alexandra Serghita, 20 anni, studentessa al Dams. «D'altronde il
blitz di sabato sera al Cambio è un chiaro ritorno alle forme di protesta di
quegli anni, idee vecchie. La storia si ripete, si vede ovunque, non solo nella
ribellione, ma anche nella pubblicità e nel cinema, nei campi dell'effimero che
colgono quell'atmosfera prima di tutti. Se i giovani si ribellano di nuovo,
allora, forse succederà come trent'anni fa». Alexandra, che è di origine
romena, si spinge più in là: «Ora non ci sono più solo le antiche
contrapposizioni fascisti-antifascisti, ricco-povero, ora c'è un nuovo fattore
che potrebbe peggiorare molto le cose, il conflitto straniero-italiano». La
situazione, a Torino come nel resto d'Italia e d'Europa, sembra aver subito un
cambiamento negli ultimi mesi. «E la militarizzazione della città non serve
certo a portare sicurezza, ma solo ad alimentare le tensioni, se non a crearle
- dice Massimo Papazzo, 47 anni, commerciante -. Probabilmente hanno paura
della guerra civile e stanno facendo le prove generali. Un giorno ci alzeremo,
andremo in banca e ci troveremo nella stessa situazione degli argentini».
Renata Carretta, 41 anni, avvocato, critica i fatti del Cambio perché «azioni
isolate, che creano solo scompiglio e non servono a niente. Se blocchiamo
tutto, come fanno in Francia, allora sì che possiamo sperare in qualche
risultato». C'è un sottile sapore di delusione nelle parole di chi commenta il
blitz anarchico, come se fosse più un gesto folcloristico che altro: «Muovono
un po' l'acqua, ma poco di più», dice Giuseppe Di Gioia, pensionato, mentre
Piero Bassi, invece, si arrabbia: «Credono di difendere la causa dei
clandestini, ma così non fanno che far crescere l'odio verso di loro,
imbrattando un luogo pubblico. La gente ha i nervi tesi, e queste sono azioni
balorde in un momento di crisi così». Sull'inopportunità dell'«azione» sono
d'accordo anche Valentina Longo e Vito Livigni, ingegneri trentaquattrenni:
«Sono iniziative vecchie, che ci riportano indietro di trent'anni. E non sono
servite a molto neanche allora». Valentina sembra avercela più con Brunetta che
con gli anarchici: «Esacerba gli animi, definisce perfino gli studenti
dell'Onda guerriglieri, e così finisce che li fa diventare dei guerriglieri
davvero». Altro che guerriglieri, invece, sono gli anarchici del Cambio: «Sono
solo superficiali - dice Alessio Merlicco, 21 anni -. Chi può pensare che si
possano migliorare le condizioni negli ex Cpt andando a colpire chi mangia in
un ristorante di lusso? Così non si costruisce certo il dissenso». Peggio
ancora: «Si parlerà più del gesto che di quello che ci stava dietro - dice
Emiliano Fiumara, 29 anni, educatore -. Poi mi sembra che il modo migliore per
cambiare le cose sia sempre sedersi attorno a un tavolo e discutere». A sostenere la sensazione che il blitz anarchico non spaventi
nessuno - tranne forse i clienti del Cambio - c'è la collettiva alzata di spalle rispetto a una «protesta generalista e
spettacolarizzata». «Ci sono problemi ben più gravi - dice Edoardo Piras, 35
anni - di un gruppo di persone, completamente staccate dalla realtà, che
pensano di fare chissà che con un secchiello di sterco. Che scelgono il
Cambio, un ristorante, come simbolo del lusso. Che vadano a colpire veramente i
simboli della diseguaglianza sociale, che imparino una buona volta la serietà
della lotta». Con toni meno accesi Adriana Canavotto, insegnante, si rammarica
della risposta con cui la città sta rispondendo alla crisi sociale: «Non ci
sono proteste "buone", serie, sentite e partecipate - dice -, sembra
un po' tutto lasciato al caso, tra indifferenza e decadimento dei valori. Il
risultato sono una serie di azioni sciocche e sterili che rischiano di essere
il prologo di conflitti pesantissimi, ma poco controllati».
( da "Stampa, La" del
24-03-2009)
Argomenti: Class Action
L'ANALISI DELL'AD DI
CESARE PONTI PRIVATE BANKING "L'emotività non aiuta i mercati"
Rispetto agli altri Paesi l'Italia ha tenuto anche se il regime fiscale è
ancora svantaggioso «Servono soluzioni razionali e senza paura per affrontare e
superare il momento difficile» Nei momenti di tempesta è sempre preferibile
rimanere al coperto, ben sapendo che, non uscendo di casa, non potremo
certamente scoprire nuovi orizzonti. Ovvero: in periodi di grande turbolenza e
volatilità dei mercati è infatti opportuno rimanere «liquidi» ma dobbiamo
essere consapevoli che non potremo aspettarci rendimenti a due cifre ma, al
contrario, ritorni vicini al risk free, quindi prossimi all'1%. Questa
perifrasi aiuta a spiegare l'atteggiamento degli investitori di queste ultime
settimane, orientati a non comperare - se non addirittura a vendere - titoli
azionari che, intuitivamente, risultano «convenienti», avendo perso tra il 50%
e l'80% e più del loro valore rispetto ai livelli massimi di due anni orsono.
Stessa sorte anche per alcune emissioni obbligazionarie corporate, subordinate
o perpetual, sulle quali addirittura il mercato è "sparito". E' una
costante del mondo finanziario: quando il mercato è fortemente depresso, gli
outlook e i target price peggiorano sensibilmente e la paura primeggia e
offusca ogni razionale di investimento. Quando il mercato è effervescente, al
contrario, gli obiettivi di prezzo sono costantemente rivisti al rialzo e si
tende a non valutare il rischio degli investimenti. E' in questi risvolti che
trova valore il Private Banking, il cui compito primario è quello di aiutare a
ridurre l'emotività delle scelte di investimento tramite una pianificazione
condivisa dell'acquisizione di rischio. Il processo di investimento parte
dall'interpretazione dei reali bisogni di investimento dei clienti e porta alla
costruzione di un portafoglio costituito dalla somma di singole «classi di
investimento», ciascuna delle quali soddisfa un singolo bisogno elementare: il
«bisogno di liquidità» sarà soddisfatto da investimenti risk free ed avrà
orizzonti di investimento molto brevi; il «bisogno di accumulo» sarà
soddisfatto da diverse tipologie di investimento, tutti effettuati con una
logica di lungo periodo; il «bisogno di decumulo» sarà soddisfatto con classi
di investimento che consentano di produrre flussi finanziari a scadenze
predeterminate e, infine, il «bisogno" di speculazione» sarà soddisfatto
con prodotti con maggiore grado di rischio, che, a fronte di ipotesi di
guadagno elevate, potrebbero generare, nel breve periodo, variazioni negative
del patrimonio. La scelta consapevole dei differenti profili di
rischio/rendimento/orizzonte temporale e la conseguente corretta
interpretazione dei bisogni di investimento soggettivi, porta ad affrontare
fasi negative di mercato, tra le quali rientra a pieno titolo quella che ormai
da molti mesi viviamo, con minore ansia, in funzione della valutazione di lungo
periodo che viene a priori attribuita alle asset class più volatili (e più
penalizzate) quali per esempio le azioni. Lo stesso approccio consente inoltre
oggi di effettuare analisi più serene sui mercati e di guardare ad alcuni
titoli azionari e obbligazionari come opportunità di investimento e non come
pericoli da cui rifuggire in modo aprioristico. Andrea Ragaini A.d. Banca Cesare
Ponti Il 2008 è stato un anno difficile per i «Paperoni» italiani, anche se a
loro è andata un po' meglio rispetto a quanto è capitato globalmente nel
settore del private banking. È quanto emerge da una serie di stime elaborate
dal professor Giacomo Carlo Neri, docente di strategia e politica aziendale
all'università Cattolica di Milano e partner responsabile del settore servizi
finanziari della Pricewaterhouse Coopers. Dati contenuti in uno studio
presentato recentemente in occasione di un convegno nella sede milanese
dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana). Le cifre in questione parlano
chiaro: nel corso del 2008 si è registrata un'importante inversione di tendenza
nel mercato italiano degli investitori più ricchi (patrimonio minimo 500mila
euro) che è passato dagli 829 miliardi di euro del 2007 ai circa 740 dei dodici
mesi successivi. Una diminuzione, dunque, pari all'11 per cento. Più in
generale, il peso delle attività finanziarie (azioni, obbligazioni, depositi,
fondi comuni, titoli di Stato) all'interno del portafoglio della famiglia
italiana è passato dal 42 per cento del 2003 al 38 per cento del 2008. Per
contro, è invece aumentato (dal 52 al 57 per cento) il peso del patrimonio
immobiliare (abitazioni, fabbricati, terreni). «Si tratta - osserva Neri - di
frenate causate dal rallentamento dell'economia globale, dall'abbassamento dei
corsi azionari e dal processo di finanziarizzazione dell'economia». E il
rallentamento, nel 2008, si è fatto sentire anche sul fronte della redditività
dell'industria italiana del private banking: i ricavi sono scesi di circa 1,4
miliardi di euro, mentre gli utili risultano essere diminuiti di 0,3 miliardi.
D'altronde, a livello mondiale, è andata peggio: nel 2008, infatti, lo studio
stima una diminuzione della ricchezza private attestata sul 14,7 per cento. E
dire che il settore, in termini globali, era cresciuto dal 2002 al 2007 con un
tasso del 7,4 per cento annuo. Già nel 2007 una prima importante riduzione
della crescita (solo + 1 per cento), poi, la bufera innescata dai mutui
subprime con l'approdo finale a quella flessione del (quasi) 15 per cento. Uno
stop che l'anno scorso ha portato anche, parliamo sempre del sistema-mondiale,
una inevitabile diminuzione della redditività delle banche con i ricavi scesi
di 55 miliardi di euro e gli utili calati di altri 12 miliardi. Dati e
indicazioni che suggeriscono alcune valutazioni. «Nel nostro Paese - ragiona il
professor Neri - il segmento del private banking mostra comunque una tenuta
relativamente buona rispetto alle traversie dei mercati. Il periodo 2003-2008 -
prosegue Neri - ha visto crescere la ricchezza finanziaria della clientela
private del 3,1 per cento, nello stesso periodo le attività finanziarie
detenute dalle famiglie italiane sono cresciute del 2,1 per cento». Insomma,
secondo Neri, il mercato italiano del private mantiene «buone potenzialità di
crescita" e nonostante le difficoltà e la crescente competizione
internazionale resta un settore "interessante». Un settore che si presenta
frammentato (in termini assoluti) ma con una tendenza ad esserlo un po' di
meno: nel 2008 i primi dieci operatori italiani detenevano il 32 per cento del
mercato (una percentuale che risultava essere del 30 per cento nel 2007 e del
23 per cento nel 2006). Il motivo della tradizionale frantumazione del mercato
private italiano? L'autore dello studio ritiene che la clientela, grazie al
forte potere contrattuale, possa permettersi di essere decisamente
"sofisticata". Ecco, allora, che l'offerta segue, per così dire, la
domanda adeguandosi alle richieste degli investitori ricchi. Si spiega così la
presenza di un'offerta territorialmente differenziata da regione a regione,
molto eterogenea sotto il profilo dei modelli di business e di quelli di
servizio. Ma la crisi dei mercati, va da sé, ha colpito anche il mercato del
risparmio gestito: gestioni collettive, fondi pensione,
assicurazioni vita, gestioni di portafoglio. Se dal 2003 al 2008 questo settore
è rimasto, in termini assoluti, pressoché invariato (1060 miliardi con una
variazione dello 0, 01 per cento), in termini relativi il suo peso sulle
attività finanziarie delle famiglie italiane è invece sceso dal 34, 4
per cento al 31,1. In particolare lo studio segnala come l'andamento delle
gestioni collettive e di portafoglio sia stato positivo nel periodo 2003-2007 e
come abbia poi subito un autentico tracollo (meno 21 per cento) proprio nel
2008. In altre parole si stima che l'industria italiana del risparmio gestito
abbia subìto nel 2008 una diminuzione dei ricavi di circa tre miliardi di euro,
associata ad un calo degli utili intorno ai 0,4 miliardi. Un effetto delle
bufere finanziare, d'accordo. Ma non solo. L'analisi in questione, infatti,
punta il dito anche su macrofattori di natura strutturale. Vengono citati il
regime fiscale sfavorevole rispetto a quello di altri Paesi (la tassazione
italiana è focalizzata sul valore maturato in portafoglio) e il preponderante
collocamento da parte delle aziende di credito di obbligazioni bancarie o
assicurazioni piuttosto che prodotti di risparmio gestito. Un settore
caratterizzato da un significativo grado di concentrazione, concentrazione che
comincia a registrare un leggero calo: nel 2006 i primi dieci operatori si
prendevano il 76 per cento del mercato, nel 2008 la quota scendeva ai 73 punti
percentuali. In ogni caso tra i primi dieci player non risultano esserci
operatori indipendenti, ossia non appartenenti a gruppi bancari o assicurativi.
Quali, a questo punto, le possibili prospettive? Gli analisti PriceWaterhouse
Coopers ritengono che tanto nel mercato private quanto nell'industria del
risparmio gestito, assisteremo a una ridefinizione dei modelli di business
sempre più orientati verso una maggiore specializzazione. «Ciò che sarà davvero
essenziale - conclude Neri - è il recupero dello svantaggio fiscale e
regolamentare che finora ha penalizzato l'Italia».
( da "Repubblica, La"
del 24-03-2009)
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Pagina V - Bari
"Atto dovuto l´esproprio del Petruzzelli" Godelli incalza il ministro
Bondi. E Di Cagno Abbrescia attacca il sindaco Il parlamentare del Pdl: capisco
che Emiliano si trovi a suo agio in ambito giudiziario, ma invece di sollevare
sospetti parli chiaro, dica quello che sa RAFFAELE LORUSSO «Il sindaco non
vuole politicizzare la vicenda del Teatro Petruzzelli? Ma chi ha piazzato
orologi in piazza, annunciato date di inaugurazione, partecipato all´esproprio,
condividendolo, arrivando a impegnare 16,5 milioni del bilancio comunale?».
Simeone Di Cagno Abbrescia non ci sta e contrattacca. «La riapertura del teatro
non è un problema mio, ma sono obbligato a difendermi dalle illazioni - attacca
il deputato del Pdl - Emiliano evoca pareri dell´Avvocatura dello Stato e
provvedimenti della Corte dei Conti. Capisco che si trovi a suo agio in ambito
giudiziario, ma anziché sollevare sospetti parli chiaro: dica quello che sa».
Di Cagno Abbrescia non ha dubbi: tocca al ministero per i Beni culturali
stabilire quando e come riaprire il Petruzzelli. «Di certo - insiste - non si
può seguire la strada indicata dal sindaco perché inaugurare un´opera senza che
ci siano le necessarie autorizzazioni significa violare la legge». Per il candidato
sindaco del Pdl il protocollo d´intesa del 2002 «era l´unico atto per mettere
fine alle ostilità. Fu approvato all´unanimità dal consiglio comunale, dal
consiglio provinciale e dalla giunta regionale. Lo sciagurato esproprio, però,
ha eliminato il collegamento fra la fondazione e il teatro. Come pensa il
sindaco di riaprirlo senza una norma giuridica che lo consenta? La verità è che
Emiliano agisce come se fosse il padrone della fondazione». Intanto, la Regione
non ha rinunciato a invocare l´esproprio. L´assessore Silvia Godelli, che ieri
sera ha partecipato ad un dibattito all´Università organizzato dal Comitato
contro gli sprechi e i privilegi e l´Archeoclub, ribadisce: «Il ministro per i
Beni culturali continua ad omettere un atto dovuto, ossia l´esproprio del
Teatro Petruzzelli, applicando una legge dello Stato. è però necessario
riaprire, creando un collegamento fra fondazione e teatro». Per l´class="hilite">avvocato Luigi Paccione, che con
i colleghi Alessio Carlucci e Nicola Favia ha promosso una class="term">class class="term">action
procedimentale, è però sbagliato parlare di esproprio. «Il Teatro - spiega - è
pubblico dal 1995. Da quando, cioè, è scaduta la concessione del suolo pubblico
ai privati, che per legge non può durare più di 99 anni».
( da "Repubblica, La"
del 24-03-2009)
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Pagina 22 - Economia
Cellulari, class="hilite">multa antitrust
per le suonerie "truffa" I consumatori: ora serve la class="term">class class="term">action Il Codacons: 8 siti su 10
non rispettano la normativa europea LUISA GRION ROMA - Oltre a perforare
l´udito possono avere un costo nascosto. Ci può essere un inganno dietro le
segreterie telefoniche: uno la sceglie, la scarica e pensa che sia finita lì.
Invece no: l´ignaro consumatore, senza volerlo, ha sottoscritto un abbonamento
e il costo della «musichetta» sarà decurtato settimana dopo settimana dal
credito della sua scheda. Amatissime dagli adolescenti le suonerie telefoniche
sono finite nel mirino dell´Antitrust. L´indagine sulla mancata chiarezza
fornita ai consumatori che le richiedono, era partita la scorsa primavera, e
ieri - con quattro provvedimenti ad hoc pubblicati sul Bollettino - per
altrettanti operatori e per le società fornitrici del servizio è arrivata una
multa dal valore complessivo di 2,2 milioni di euro. Fra le più colpite Telecom
Italia (640 mila euro) e Vodafone (560 mila), ma anche Wind dovrà versare 480
mila euro e H3G 155 mila. Più contenute le sanzioni per i fornitori del
servizio: 125 mila per Dada, 115 mila per Buongiorno (che ritiene le accuse
«del tutto infondate» e annuncia un ricorso al Tar), 95 mila per Zed e 55 mila
per Zeng. L´Antitrust motiva la sentenza: i messaggi di spiegazione inviati
dagli operatori multati sono ingannevoli - spiega - non chiariscono che,
attraverso la richiesta del servizio, non solo si scarica la singola suoneria,
ma si sottoscrive appunto un abbonamento. Non solo: l´indicazione dei costi è
poco chiara e disattivare il servizio risulta lungo e difficile. Applausi, per
la decisione dell´Antitrust, da tutto il mondo delle associazioni di
consumatori che fanno notare come l´inganno sia particolarmente scorretto
perché volto ad una platea, i giovanissimi, facilmente raggirabile. Secondo un
rapporto del Movimento Difesa del Cittadino, l´84 per cento dei ragazzi di età
compresa fra gli 8 e i 15 anni ha un cellulare e il 41,3%, senza rendersi del
tutto conto di quello che stava facendo, ha chiamato un numero che lo ha
abbonato ad un servizio di loghi e suonerie. Codacons stima che il giro d´affari
del settore sia attorno agli 800 milioni di euro e sottolinea che «8 siti
Internet su 10 specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili, non
rispettano la normativa europea». Adiconsum, chiede una class="term">class class="term">action
per risarcire gli utenti, Adoc vuole le multe proporzionate al fatturato. Per
Adusbef e Federconsumatori «è una vergogna che la concorrenza fra i pochi
gestori si sviluppi spesso a danno degli utenti, contro ogni esigenza di
trasparenza del mercato». Ora, va detto, non è la prima volta che l´ Authority
interviene sulle suonerie: solo lo scorso ottobre il Garante aveva assegnato
multe per un totale di 1,16 milioni di euro sempre a Telecom, Vodafone, Wind,
H3G e Neomobile e molte associazioni - vista la ricchezza del mercato - temono
che questa appena comminata non basti.
(
da "Corriere della Sera"
del 24-03-2009)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-03-24 num: - pag: 36 autore: di BARACK OBAMA categoria: REDAZIONALE IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI «Così usciremo dall'emergenza» SEGUE DALLA PRIMA Non solo: questa azione potrà anche spianare la strada a una nuova era di impegno economico per scongiurare il ripetersi di una simile crisi in futuro. Nessuno può negare la situazione di emergenza in cui viviamo. La crisi del credito e della fiducia ha travolto i confini nazionali e fa sentire le sue ripercussioni in ogni angolo del pianeta. Per la prima volta in questa generazione, assistiamo alla contrazione dell'economia globale e alla riduzione degli scambi commerciali. Sono stati bruciati trilioni di dollari, le banche non concedono prestiti e decine di milioni di persone perderanno il posto di lavoro in tutto il mondo. Sono in pericolo la prosperità di ogni singola nazione, la stabilità dei governi e la sopravvivenza delle popolazioni nelle regioni più svantaggiate della terra. Una volta per tutte, abbiamo imparato che il successo dell'economia americana è strettamente collegato all'economia globale. Non esistono distinzioni tra gli interventi che riavvieranno la crescita nella nostra nazione e quelli che la sosterranno altrove. Se i consumatori di altri Paesi non sono più in grado di spendere, i mercati si prosciugano e oggi assistiamo al calo delle esportazioni americane più drammatico degli ultimi quarant'anni, che ha immediatamente provocato la perdita di posti di lavoro nel nostro Paese. E se consentiremo alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di agire in modo irresponsabile e senza scrupoli, resteremo intrappolati in una spirale di bolle che si succedono alle crisi. Per questo motivo, il prossimo vertice di Londra è di importanza cruciale per la nostra ripresa. Il mio messaggio è chiaro: gli Stati Uniti sono pronti a rimettersi alla guida e noi chiamiamo a raccolta i nostri partner per fare uno sforzo comune, verso un obiettivo comune. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. La nostra leadership è fondata su una semplice premessa: agiremo con coraggio per risollevare dalla crisi l'economia americana e riformare i nostri meccanismi di controllo, ma tali azioni risulteranno rafforzate, se accompagnate da un intervento complementare all'estero. Grazie al nostro esempio, gli Stati Uniti saranno in grado di promuovere la ripresa globale e ricostruire la fiducia in tutto il mondo. Se il vertice di Londra saprà galvanizzare l'azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione. Altri membri del G20 hanno avviato misure di stimolo fiscale, ma tali interventi dovranno essere robusti e sostenuti fino alla completa risalita della domanda. Nel far questo, occorre partecipare all'impegno collettivo di incoraggiare il libero mercato e gli investimenti, e resistere alla tentazione del protezionismo, che non può che aggravare la crisi. Secondo, è necessario rimettere in moto il credito, essenziale per le aziende e per i consumatori. In America, stiamo lavorando alacremente per stabilizzare il nostro sistema finanziario. Grazie anche a una corretta valutazione dei bilanci delle nostre banche principali, si otterrà lo sblocco dei prestiti che aiuteranno gli americani ad acquistare beni, a restare nelle loro case e ad espandere le loro attività imprenditoriali. Questa azione dovrà essere amplificata dagli interventi dei nostri partner del G20. Tutti insieme potremo concordare su una struttura comune fondata sulla trasparenza, la responsabilità e il ripristino del credito, che rappresenta la linfa vitale alla crescita dell'economia globale. E il G20, assieme alle istituzioni multilaterali, sarà in grado di fornire finanziamenti al mercato per far risalire le esportazioni e creare posti di lavoro. Terzo, abbiamo l'obbligo morale ed economico — oltre che di sicurezza nazionale — di tendere la mano ai Paesi in difficoltà. Se gireremo loro le spalle, le sofferenze causate dalla crisi si aggraveranno e la nostra stessa ripresa sarà rallentata, perché i mercati si contrarranno ancora e altri americani perderanno il lavoro. Il G20 dovrà mettere in campo celermente tutte le risorse disponibili per stabilizzare i mercati emergenti, rafforzare con contributi sostanziosi le riserve di emergenza del Fondo monetario internazionale e aiutare le banche regionali allo sviluppo ad accelerare la concessione dei prestiti. Nel frattempo, l'America si impegna a varare nuovi investimenti mirati per la sicurezza alimentare, che aiuteranno le nazioni più povere a superare il momento sfavorevole. Se queste azioni ci aiuteranno a uscire dalla crisi, è tuttavia impensabile tornare alla situazione antecedente. Occorre mettere fine alle speculazioni insensate e alle spese che vanno oltre le nostre possibilità; occorre dire basta al credito cattivo, alle banche che hanno abusato della leva finanziaria, all'assenza di controlli che ci condannano a subire bolle destinate a scoppiare. Solo un'azione coordinata a livello internazionale potrà impedire il ripetersi di operazioni irresponsabili e rischiose che hanno innescato questa crisi. Per questo motivo mi impegno a cogliere quest'occasione per portare avanti le riforme strutturali dei nostri istituti normativi e di vigilanza. Le istituzioni finanziarie — a Wall Street come nel resto del mondo — hanno bisogno di controlli attenti e di regole credibili. Tutti i mercati devono disporre di standard di stabilità e meccanismi di vigilanza. Una forte struttura di regole per il capitale ci proteggerà da future crisi. Occorre smantellare i paradisi fiscali e debellare il riciclaggio di denaro sporco; con trasparenza, rigore e responsabilità dovremo intercettare ogni abuso; e sono ormai finiti i giorni delle remunerazioni al di fuori di ogni controllo. Invece di misure parziali che rischiano di risultare inefficaci, occorre fornire incentivi chiari per i comportamenti virtuosi che ci spingono a competere verso l'eccellenza. So benissimo che l'America ha le sue responsabilità per il caos in cui ci dibattiamo. Ma so anche che la scelta non è tra un capitalismo caotico e spietato, da un lato, e un'economia statale oppressiva dall'altro. Questa è una falsa alternativa, che non produrrà alcun beneficio per il nostro Paese, né per gli altri. L'incontro del G20 costituisce il forum di un nuovo concetto di cooperazione economica globale. E' venuto il momento di lavorare insieme per ristabilire una crescita gagliarda, assicurata da mercati aperti e stabili che sanno imbrigliare l'innovazione, sostenere l'imprenditorialità e moltiplicare le opportunità. Le nazioni della terra hanno interessi comuni e gli Stati Uniti sono pronti a unirsi a questo sforzo globale per una crescita sostenibile e la ripresa dell'occupazione. Insieme, sapremo trarre insegnamento dalla crisi attuale e creare una nuova prosperità, sicura e duratura, per il ventunesimo secolo. traduzione di Rita Baldassarre
(
da "Corriere delle Alpi"
del 25-03-2009)
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(
da "Corriere.it"
del 25-03-2009)
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IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI «Così usciremo dall'emergenza» Obama: «I leader del G20 hanno la responsabilità di intraprendere un'azione coraggiosa, ampia e coordinata» Viviamo in un'epoca di sfide economiche a livello globale che non si risolveranno con mezze misure né con gli sforzi isolati delle singole nazioni. Oggi i leader del G20 hanno la responsabilità di intraprendere un'azione coraggiosa, ampia e coordinata che potrà riavviare la ripresa economica. Non solo: questa azione potrà anche spianare la strada a una nuova era di impegno economico per scongiurare il ripetersi di una simile crisi in futuro. Nessuno può negare la situazione di emergenza in cui viviamo. La crisi del credito e della fiducia ha travolto i confini nazionali e fa sentire le sue ripercussioni in ogni angolo del pianeta. Per la prima volta in questa generazione, assistiamo alla contrazione dell'economia globale e alla riduzione degli scambi commerciali. Sono stati bruciati trilioni di dollari, le banche non concedono prestiti e decine di milioni di persone perderanno il posto di lavoro in tutto il mondo. Sono in pericolo la prosperità di ogni singola nazione, la stabilità dei governi e la sopravvivenza delle popolazioni nelle regioni più svantaggiate della terra. Una volta per tutte, abbiamo imparato che il successo dell'economia americana è strettamente collegato all'economia globale. Non esistono distinzioni tra gli interventi che riavvieranno la crescita nella nostra nazione e quelli che la sosterranno altrove. Se i consumatori di altri Paesi non sono più in grado di spendere, i mercati si prosciugano e oggi assistiamo al calo delle esportazioni americane più drammatico degli ultimi quarant'anni, che ha immediatamente provocato la perdita di posti di lavoro nel nostro Paese. E se consentiremo alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di agire in modo irresponsabile e senza scrupoli, resteremo intrappolati in una spirale di bolle che si succedono alle crisi. Per questo motivo, il prossimo vertice di Londra è di importanza cruciale per la nostra ripresa. Il mio messaggio è chiaro: gli Stati Uniti sono pronti a rimettersi alla guida e noi chiamiamo a raccolta i nostri partner per fare uno sforzo comune, verso un obiettivo comune. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. La nostra leadership è fondata su una semplice premessa: agiremo con coraggio per risollevare dalla crisi l'economia americana e riformare i nostri meccanismi di controllo, ma tali azioni risulteranno rafforzate, se accompagnate da un intervento complementare all'estero. Grazie al nostro esempio, gli Stati Uniti saranno in grado di promuovere la ripresa globale e ricostruire la fiducia in tutto il mondo. Se il vertice di Londra saprà galvanizzare l'>azione
(
da "Corriere della Sera"
del 25-03-2009)
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(
da "Denaro, Il"
del 25-03-2009)
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(
da "Corriere.it"
del 25-03-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 26-03-2009)
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(
da "Unita, L'"
del 29-03-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Stampaweb, La"
del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Stampa, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Stampa, La"
del 31-03-2009)
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(
da "Corriere delle Alpi"
del 31-03-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 31-03-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 31-03-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 31-03-2009)
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(
da "Stampaweb, La"
del 31-03-2009)
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