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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli

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DOSSIER “CLASS ACTION”

 

 

 

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Report "Class action"   1 – 31 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

"Task force investigativa per far fronte all'allarme" ( da "Stampa, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: questi incendi rappresentano un fenomeno inquietante e ritengo che sia importante un'azione mirata a chiarirne l'origine. Penso ad una task-force investigativa in grado di far fronte all'allarme». Il procuratore della Repubblica di Sanremo, Roberto Cavallone, non aveva usato mezze parole, qualche giorno fa, parlando dello stillicidio di episodi di fuoco che si verificano in Riviera.

chiude senza preavviso il tempio dello squash - ilaria carra ( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Chiusura Vico Cenisio" dove ieri gli iscritti si attrezzavano per una possibile azione collettiva contro il titolare della palestra. Fuori dai cancelli, il viavai di soci e in alcuni casi freschi iscritti. «Ho aderito da un mese, e ho pagato 790 euro per un anno - racconta Fabio - ho già contattato un avvocato per fare causa.

La proclamazione dello sciopero è diritto collettivo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: della qualificazione dello sciopero come diritto a titolarità individuale o collettiva. Non è mancato chi ha subito evidenziato come questa ipotesi di deflazione del conflitto collettivo, centrata sulla selezione dei soggetti legittimati a proclamare lo sciopero, sia destinata a scontrarsi con il sacro principio costituzionale della titolarità individuale del diritto di sciopero.

Le tappe dell'accordo prima dei licenziamenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: licenziamento collettivo», che si realizza se un datore intende effettuare almeno 5 licenziamenti in 120 giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell'ambito della stessa provincia. Prima di procedere ai licenziamenti, occorre tuttavia avviare una complessa procedura di informazione e consultazione sindacale che si articola in due fasi.

La Parmalat dovrà risarcire ( da "Corriere delle Alpi" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ha stabilito che la Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni ad un gruppo di investitori stranieri - che hanno promosso una causa collettiva, non ammessa in Italia - danneggiati dal crack dell'azienda italiana nel 2003. Il risarcimento deciso dal giudice Lewis Kaplan è pari a 15,4 milioni di euro (1,47 euro per azione, stando alla chiusura del titolo di Piazza Affari).

Parmalat darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La class action Parmalat darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri Un giudice della Corte distrettuale di Manhattan ha stabilito che il colosso del settore alimentare Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni a un gruppo di investitori stranieri danneggiati dal crac da circa 14 miliardi di euro che ha colpito l'

smog, piano contro la multa ue sindaci a rapporto da formigoni - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: in 800 milioni: «Se così fosse, avvieremmo una class action contro gli amministratori regionali, responsabili in solido con l´ente pubblico per il danno erariale procurato». Se invece la Regione apparirà credibile alla Ue, la multa sarà sospesa fino al giugno del 2011, il tempo accordato per mettersi in regola con le emissioni.

maxi risarcimento a investitori esteri ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Tribunale Federale di New York ha approvato l´accordo raggiunto fra la Parmalat e un gruppo di investitori stranieri che aveva promosso una causa collettiva (class action) dopo il crack del 2003. Parmalat dovrà distribuire a questi investitori 10,5 milioni di sue azioni. Il risarcimento ha un valore di 15,4 milioni di euro.

"Febbre dell'istante" negli scatti di Roiter ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: associazione Art Action, nell'ambito della rassegna «Exhibition Project», e la Società Fotografica Novarese, che festeggia i 70 anni di attività, assieme all'assessorato comunale alla Cultura. Ieri le anticipazioni a Palazzo Cabrino. La rassegna sarà alla Barriera Albertina sino al 22: visite nei feriali ore 16-19, festivi anche 10-12,

spintoni e minacce in statale decleva: danno di immagine ( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Statale intorno a un banchetto di Azione universitaria, nei pressi dell´Aula Magna. Gli studenti dei collettivi hanno notato diversi militanti estranei all´università e si sono avvicinati per chiedergli di uscire dall´ateneo. Una discussione sempre più animata, interrotta dai funzionari della Digos e dagli agenti del Reparto mobile che dalla mattina erano in piazza Santo Stefano.

Parmalat, chiusa la class action Usa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: hanno avviato una azione legale collettiva negli Usa sono state ratificate due giorni fa dal giudice del Tribunale distrettuale di New York, Lewis Kaplan. Si tratta della cessione di 10,5 milioni di azioni al valore nominale di un euro (meno dell'1%del capitale) a carico del gruppo alimentare, transazione concordata lo scorso maggio con gli investitori promotori della class action.

In arrivo 8 milioni per la pesca ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni collettive", da cui scaturiranno le prime Organizzazioni di produttori». In vista anche aiuti per i giovanie per le cosiddette compensazioni socioeconomiche per rottamazione naviglio. Sono aperte finoa fine aprile le misure "classiche" per pesca e acquacoltura (budget 2009: 800mila euro, di cui circa metà destinati alle imprese)

Studi di settore, arriva il questionario per la crisi ( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: PARMALAT, CORTE USA CHIUDE CLASS ACTION CON 15,4 MILIONI Parmalat ( nella foto il numero uno Enrico Bondi) cederà 10,5 milioni di azioni (15,4 milioni di euro, meno di quanto richiesto) agli investitori americani danneggiati dal crac: la giustizia Usa ha dato il via libera alla transazione con i creditori.

. Tensione e scontri ( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il no dei collettivi di sinistra, interviene la polizia Raccolta firme di Azione universitaria per controllare gli accessi in ateneo. «In un anno danni per 45 mila euro» è bastato un banchetto. Nell'atrio della Statale. Per chiedere un accesso controllato all'università.

ancora tensione fra gruppi di studenti in statale ( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ieri alla facoltà di Scienze politiche in via Conservatorio si sono fronteggiati i giovani di Azione Universitaria, che distribuivano volantini in cortile, e quelli dei collettivi di sinistra, che li hanno avvicinati urlando lo slogan "fuori i fascisti dalle università". Nonostante i caschi da moto che alcuni avevano in testa, lo scontro non c´è stato.

il volto buono del grand commis - teresa massari ( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il manager pubblico si autonomizza così da rapporti poco trasparenti con i rappresentanti politici, mentre il fruitore dei beni collettivi da semplice utente diventa cittadino consapevole. E si evita nel Mezzogiorno il fallimento dell´azione pubblica e l´instaurarsi negli Enti di sistemi d´impresa illegali.

Banchetto nella sede di Scienze politiche Ancora tensioni alla Statale, torna la polizia ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Qualcuna a favore della protesta (Marco, studente del collettivo: ci insultano, ci chiamano vandali e ci definiscono incivili) e qualcun'altra contro (il vicesindaco De Corato: inaccettabili queste intimidazioni). Nel frattempo sono state raccolte «quasi trecento firme per la petizione». Due camionette della polizia davanti all'entrata.

Parigi, lanci di scarpe e flash mob contro la riforma dell'università ( da "Corriere.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: insegnante di economia e ricercatrice all'Universita di Parigi 13, presidente del collettivo "Salviamo la Ricerca" erano insufficienti. Così abbiamo trasformato la protesta in happening». Ecco allora il flash mob a Place Saint Michel: tutti per strada a leggere un libro. A voce alta, tra turisti attoniti. Cinque minuti e via tutti.

Piano d'edilizia sociale: avviare subito i programmi ( da "Denaro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: tempi rapidi possono incidere positivamente nelle azioni collettive degli operatori e dei cittadini contribuendo alla ripresa economica e alla creazione di un clima di maggiore fiducia. Riguardo ai contenuti del decreto attuativo l'Agci abitazione (Associazione Generale Cooperative Italiane) intende sottolineare alcuni elementi fondanti degli obiettivi da perseguire per risolvere l'

pressing su cammarata "non insabbi l'inchiesta" - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: interesse collettivo l´interesse di parte. Da un lato si fa cassa tagliando a man bassa il sostegno alle categorie deboli, dall´altra si difendono i colletti bianchi». Chiede a Cammarata di non voltare la testa dall´altra parte, anche Riccardo Colaianni, fondatore del comitato No al muro circonvallazione: «Abbiamo diritto di sapere la verità -

i "colletti sporchi" della nuova mafia - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: "Colletti sporchi" è un´analisi di cosa è diventata la mafia oggi. Illuminanti le parole del procuratore aggiunto Ingroia: «La mafia nell´ultimo decennio, anche perché colpita dalle azioni di pressione dello Stato sul territorio, ha progressivamente visto diminuire il gettito delle sue entrate.

Contratti, clausole: tutti i rimedi ( da "Denaro, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: tutte le azioni promosse dal sindacato a tutela di interessi collettivi facenti capo ai lavoratori rientrano nella competenza del giudice del lavoro e ( ) alle liti di impulso sindacale si applicano le disposizioni dettate dal legislatore del 1973"). Non solo, la violazione delle clausole obbligatorie può essere sanzionata anche con l'

Aosta riprende la marcia Travolto il San Lorenzo ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Al 4' è Egea ad aprire le marcature, al termine di un'azione insistita sulla destra. Un minuto dopo, finta dello stesso giocatore, su punizione in favore di De Lima, che raddoppia con una gran botta. I liguri reagiscono e approfittano, all'8', di una dormita collettiva della difesa per andare a segno con Leoni.

l'equità sociale - lorenzo zoppoli ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: recenti ricerche attestano che la contrattazione collettiva è mediamente efficace nell´attenuare le diseguaglianze salariali e che servizi pubblici estesi e contrattazione collettiva centralizzata sono i mezzi migliori per assicurare buone condizioni di vita diffuse, tutela contro l´inflazione e conservazione dell´occupazione.

Arco della Pace, class action contro la L oro ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action contro la «movida» L oro vogliono l'isola pedonale all'Arco della Pace e il Comune ha congelato il progetto. Le telecamere anti-traffico? «Solo promesse, annunci...». Chiedevano una stretta sui locali, i residenti, controlli anti-rumore e orari ridotti per i dehors: «è successo il contrario».

Arco della Pace, abitanti in rivolta. ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: «Class action contro i danni da rumore» SEGUE DA PAGINA 1 E con questa fanno due. Dopo l'esposto depositato in Procura dai comitati dei residenti sui Navigli, arriva la causa collettiva degli abitanti all'Arco della Pace. è la ribellione alla «vita notturna fuori controllo».

Travolti dagli Animal Spirits ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ed è un problema di azione collettiva, nel senso che se anche un individuo o una minoranza muta il proprio sentimento e decide di investire, se nessuno o pochi altri lo seguono la sua azione è un suicidio. I mercati si fondano su processi decisionali decentrati.

L'esperto che incastra i writer ( da "Stampa, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una specie di class-action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà sì che l'intera operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte.

Scontri autonomi-Fuan all'Università di Torino ( da "Corriere delle Alpi" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche. A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio

guardando con gli alunni i pianisti al lavoro - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: decreti sulla sicurezza dei posti di lavoro dove ogni giorno qualcuno cade o brucia vivo, proroga la Class Action per i diritti dei consumatori. Chissà quante altre sedute come questa, nell'indifferenza della maggioranza che ha già deciso altrove e dell'opposizione che ha troppe beghe interne da curare. I ragazzi mi fanno notare che qualche pianista è al lavoro.

proteste anti-fuan, cariche e feriti mattina di follia a palazzo nuovo - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: il Collettivo Universitario Autonomo. La carica della polizia che reagisce alla pressione degli studenti è istintiva e irrefrenabile. è quasi mezzogiorno di ieri e l´Università vive un altro giorno di follia. Difficile capire chi o che cosa abbia originato gli scontri tra polizia, studenti, autonomi e anche qualche dipendente universitario.

petruzzelli, l'ultimatum al cda - raffaele lorusso ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Non risponde al telefono" Prosegue la class action: pronto un esposto contro sindaco e ministro RAFFAELE LORUSSO «Capisco il disappunto, ma bisogna evitare qualsiasi conflitto». La presa di posizione del vicepresidente della Provincia, Onofrio Sisto («rinunciamo al Teatro Petruzzelli, lasciamolo alla famiglia»), non stupisce il sindaco.

Scontri studenti-agenti ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: gli studenti del Collettivo universitario autonomo hanno lanciato uova e fumogeni contro la polizia che li separava dai giovani del Fronte universitario d'azione nazionale impegnati nella raccolta di firme per le elezioni. Il bilancio: tre giovani portati in Questura , di cui uno arrestato, sei agenti feriti.

L'esperto che incastra i writer ( da "Stampaweb, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una specie di class-action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà sì che l?intera operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte.

"ma il copyleft aumenta le vendite" - irene maria scalise ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: aspetti Il collettivo Wu Ming: "Scaricano i nostri libri e poi li comprano" "Ma il copyleft aumenta le vendite" Vogliamo conciliare riproduzione e remunerazione dell´artista. Comunque da dieci anni i nostri lavori si possono prendere liberamente dalla rete IRENE MARIA SCALISE I loro libri sono stati tradotti in tutte le lingue e per loro il copyright è un concetto archiviato da tempo:

Università, scontri fra collettivi e giovani di An ( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: intervengano le autorità accademiche Università, scontri fra collettivi e giovani di An Rissa davanti al banchetto che chiedeva i «tornelli» agli ingressi Terzo giorno di raccolta firme. Terzo scontro in università. Nel mirino sempre il banchetto di Azione universitaria che chiede «un accesso controllato in ateneo», i tornelli.

Città Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An ( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Città Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An Assalto al gazebo per la sicurezza. Il rettore Decleva: tutti devono parlare Le tensioni in vista delle elezioni accademiche. Per il collettivo, Azione universitaria «è un corpo estraneo all'ateneo» Alla fine lo scontro è stato inevitabile.

ERNANI RIMETTE IL SUO MANDATO Il soprintendente dell'Opera di Roma Francesco Ernani ha dichi... ( da "Unita, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: bondi denunciato Dopo la class action procedimentale avviata quattro mesi fa perché il teatro Petruzzelli venga dichiarato di proprietà pubblica, i due avvocati promotori dell'iniziativa hanno chiesto alla procura della Repubblica di Bari di indagare per «atti omissivi» sul ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e sul sindaco di Bari,

Pendolari preparano la causa ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: idea dei pendolari esasperati è di proporre un'azione collettiva con la richiesta di un risarcimento di danni individuali. Il lasso di tempo da «scandagliare» riguarda gli ultimi dodici mesi, l'appuntamento con gli avvocati è l'8 aprile. «Stiamo raccogliendo il materiale che cominceremo a vagliare prima di presentare tutto ai legali - sottolinea Settembri -.

funerale per i "nogelmini" stop al collettivo senza sponsor - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nel frattempo tutte le facoltà dell´Università di Torino hanno dato vita ai loro collettivi e quelli già esistenti si sono rafforzati. Ma le strategie, le modalità d´azione del Cua non erano più condivise, l´approccio degli anarchici (che pure avevano accettato di mettere al voto le decisioni nel corso degli incontri) era sempre più ingombrante.

giuristi perplessi sui termini di scadenza e c'è chi propone l'avvio di una class action ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è chi propone l´avvio di una class action Il Partito socialista lancia l´idea di una causa attivata dai cittadini. "Il danno non è stato arrecato agli azionisti ma alla intera collettività" Penalisti e amministrativisti sono divisi sulla possibilità tecnica che l´indagine sul falso in bilancio, che vede indagato l´ex cda dell´Amia,

Comune contro Trenitalia ( da "Stampa, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: In Italia la class action non esiste ma credo sia utile verificare la possibilità di una causa legale collettiva di risarcimento danni individuali. Il Comune sosterrà i pendolari che stanno lavorando con un pool di avvocati: fornendo il supporto dell'ufficio legale dell'amministrazione oppure sostenendo le spese per l'azione».

Wind, sentenza sui canoni "Rimborsi per 50 milioni" ( da "Repubblica.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: poiché ancora in Italia non sono possibili class action, questa sentenza non ordina a Wind di rimborsare gli utenti, ma spiega che hanno diritto al rimborso. Una differenza giuridica sottile, che ha un effetto pratico: gli utenti che non ottengono spontaneo rimborso da Wind, dovranno intentare cause separate, ma grazie a questa sentenza non dovranno più provare l'

Cherie Blair guida la class action contro Royal Bank of Scotland ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: LA MOGLIE DELL'EX PREMIER Cherie Blair guida la class action contro Royal Bank of Scotland Sarà l'avvocato più famoso del Regno Unito, Cherie Booth in Blair, la moglie dell'ex premier Tony, a condurre la class action contro la Royal Bank of Scotland (Rbs) intentata da due fondi pensioni statali del North Yorkshire e di Merseyside.

Wind condannata: risarcirà gli abbonati ( da "Stampa, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: In Italia manca una vera legge sulla class action - spiega l'avvocato Paolo Fiorio, legale dell'associazione - Se ci fosse, probabilmente Wind sarebbe stata condannata al rimborso immediato». Saranno i singoli utenti, invece, a doversi rivolgere al Giudice di pace per ottenere la restituzione di quanto speso per un servizio mai ricevuto.

scontri a roma tre per il libro su sandri. "feriti 4 studenti" ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: I collettivi di sinistra di Scienze Politiche hanno denunciato: «Due dei nostri sono stati aggrediti dagli studenti di Azione Universitaria affinché non intervenissimo, mercoledì, alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri». Gli studenti di destra accusano i collettivi: «Stavamo volantinando, due dei nostri sono stati colpiti»

le vittime - laura mari ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono i giovani dei collettivi di sinistra della facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, che hanno detto di essere stati «colpiti nel cortile dagli studenti di Azione Universitaria che precedentemente ci avevano minacciato di non interferire e non intervenire alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri che si sarebbe svolta mercoledì in facoltà»

Sono scesi da una Mercedes Avevano mazze e caschi ( da "Unita, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui -

Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso . Con caschi, mazze, cinte chiodate e ... ( da "Unita, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui -

Cinque anni di tensioni visibili ( da "Unita, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Quel giorno Azione Universitaria e del Foro 753 si erano dati appuntamento a Roma Tre fin dal mattino al motto: «Scancelliamoli». 9 febbraio 2009 Alcuni ragazzi dei Collettivi studenteschi di Roma Tre vengono aggrediti e intimiditi mentre affiggono i manifesti del convegno sulle Foibe con lo storico Nicola Tranfaglia.

scontri all'università, due studenti feriti - laura mari ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Secondo quanto riferito dagli studenti dei collettivi di sinistra, in mattinata «alcuni esponenti di Azione Universitaria sono entrati nell´aula autogestita per intimarci e avvertirci, con violente minacce, di non intervenire alla presentazione di un libro su "Gabbo" che si sarebbe svolta nei giorni seguenti nell´ateneo.

la signora blair in campo contro rbs - enrico franceschini ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Economia La signora Blair in campo contro Rbs Guiderà la class action di due fondi pensione: il governo risarcisca Barclays guadagna oltre il 20% alla Borsa di Londra grazie al buon avvio del 2009 ENRICO FRANCESCHINI dal nostro corrispondente LONDRA - Sarà un processo da prima pagina. Sul banco degli imputati, una grande banca britannica, la Royal Bank of Scotland (Rbs),

Scontri tra Collettivi e Azione universitaria Feriti 5 studenti all'università ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: hanno effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà». Opposta la versione di Azione universitaria, che parla di «ennesimo episodio di odio politico e di violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di giovani dei Collettivi, con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito da un'aula armato di caschi e bastoni».

Cherie Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action» Cherie Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour La moglie di uno storico premier labour, Cherie Blair, contro il banchiere labour per eccellenza, Sir Fred Goodwin. Sarà infatti l'avvocato più celebre del Regno Unito, Cherie Booth in Blair (foto), moglie dell'ex premier Tony, a rappresentare la class action,

Roma Tre, scontri tra studenti: 5 feriti ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: scontri tra studenti: 5 feriti Botte e accuse tra Collettivi e Azione universitaria, in serata assalto a circolo An Torna la violenza all'università. Ieri mattina cinque ragazzi, tre dei collettivi di sinistra e due dei movimenti di destra, sono rimasti feriti a «Roma Tre» in uno scontro davanti a Scienze Politiche.

Università, scontri e accuse ( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per gli studenti dei collettivi «è stata un'aggressione premeditata: almeno 15 fascisti di Scienze politiche ed esterni alla stessa, con la scusa di promuovere un'iniziativa su Gabriele Sandri, hanno effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà. Caschi e bastoni non erano lì per caso».

Più sicurezza in città con i volontari civici ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: AZIONE Più sicurezza in città con i volontari civici Uscita da scuola più sicura per gli alunni valenzani. E' entrato infatti in funzione un nuovo servizio, svolto interamente da volontari. «Fu una delle prime cose che notai quando assunsi il comando della polizia municipale - spiega Andrea Ramondetti -: sembrava anacronistico impiegare pattuglie davanti alle scuole per far attraversare

Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva».

SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru... ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva».

I Collettivi accusano ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Aperto dai collettivi di sinistra, l'armadio appartenente ai rappresentanti di Azione Universitaria viene esaminato con costernazione anche dal preside di facoltà professor Francesco Guida. Al pomeriggio poi, nel bagno disabili a pianterreno del Rettorato, vengono scoperte scritte a pennarello: «Brigate rosse, partito comunista combattente,

Per la pesca una filiera allargata ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ammodernamento dei pescherecci e uno per progetti pilota e azioni collettive. Nel piano europeo rientra anche la demolizione di un certo numero di imbarcazioni: il termine per la richiesta scade il 31 marzo, ma è ancora incerto il numero di pescatori che farà uso di questi incentivi. CONGIUNTURA COMPLESSA Nel primo semestre 2008 introiti giù da 15,5 a 11,6 milioni Squecco (Federcoopesca)

Formazione gratuita per aggiornare manager e dirigenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: le grandi imprese e le multinazionali annualmente programmano e mettono a budget una serie di azioni formative indirizzate ai propri dipendenti. L'idea è che dunque le Pmi possano approfittare del periodo di crisi, con il calo degli ordinativi, per qualificare i loro lavoratori e colletti bianchi ed affrontare quindi con strumenti più appropriati, tra qualche mese, la ripresa.

roma tre, l'accusa dei collettivi: "destra con le spranghe" ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Pagina III - Roma Roma Tre, l´accusa dei collettivi: "Destra con le spranghe" «In un armadio dell´aula autogestita dagli studenti di destra abbiamo trovato catene, spranghe e volantini fascisti» è la denuncia dei collettivi di sinistra di Roma Tre dopo l´aggressione di lunedì a Scienze Politiche.

blocco studentesco sfila all'università tensione e proteste ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Diversa la versione del Blocco che parla di «clima d´odio instaurato dai collettivi con la loro continua "caccia al fascista"». E uno studente della lista Unicentro, Francesco Abbate, accusa: «aggredito da un militante di Azione Universitaria».

"roma tre, ecco le armi della destra" - laura mari ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: aggressione fascista da parte dei militanti di Azione Universitaria e non una rissa scatenata dalla presentazione del libro su Gabriele Sandri a cui - precisano i collettivi - non abbiamo mai pensato di opporci». Ma gli esponenti di Azione Universitaria non ci stanno ad essere accusati e riguardo alle spranghe e alle catene rinvenute nell´armadietto,

Una causa collettiva per i danni all'ambiente ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: che ha lanciato insieme al Codacons una petizione per sondare l'interesse dei cittadini a prendere parte a un'eventuale «class-action» contro il temuto danno ambientale e il deprezzamento del valore degli immobili nel tratto compreso tra Vado, Bergeggi, Valleggia e Zinola che potrebbero verificarsi a seguito dell'entrata in funzione della nuova piattaforma contenitori e rinfuse.

i leader dell'onda tra rabbia e protesta "ci imbavagliano, ma noi andiamo avanti" - (segue dalla prima pagina) katia ancona ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: E venerdì prossimo in prefettura, nell´ambito del comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza si discuterà di quanto avvenuto martedì all´università di Roma Tre, dove gli studenti dei collettivi di Scienze Politiche hanno denunciato di essere stati aggrediti da alcuni esponenti di Azione Universitaria.

Roma Tre, la destra: La nostra spranga? Era un righello... ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Si sono difesi così gli studenti di Azione universitaria (movimento vicino ad An) davanti al rettore di Roma Tre, dopo il ritrovamento di mazze e catene in un loro armadietto all'università. Le catene? «Sono per i motorini, e sono state messe lì apposta: appartengono ai collettivi di sinistra», aggiungono i giovani di Au.

Voto per delega, saltano i vincoli sulle società ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sia gli organismi di investimento collettivi, sia, soprattutto, le cooperative. Le novità in arrivo, così, saranno operative per le società con sede in uno Stato membro e con azioni ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato della Ue. Tra i cardini della direttiva c'è la possibilità della record date, ovvero la determinazione di un giorno precedente l'

Au: mazze e catene non sono nostre ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono state messe lì apposta e appartengono ai collettivi di sinistra. Abbiamo una foto di una loro riunione che ritrae quelle stesse catene sul pavimento». Ma il clima alla Terza università è ancora teso: lo testimonia un battibecco, che fortunatamente non è sfociato in alcuna azione violenta, nato mentre gli studenti Au erano dal rettore.

Un impulso all'attività formativa ( da "Denaro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: in "servizi collettivi". Infatti sono state sottoscritte convenzioni con soggetti qualificati in grado di offrire ai nostri iscritti servizi gratuiti, sostenendone i costi con proprie risorse di bilancio. L'abbonamento gratuito ad "Europaconcorsi", riservato a tutti gli iscritti, è al quinto anno, il cui costo pari ad â?

Tetto del 30% per gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza» rincara il coordinamento dei collettivi dell?università La Sapienza. «Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l?

Violante Placido ora è star anche a Bollywood ( da "Corriere.it" del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: action-hero Akshay Kumar (già partner di Kyle Minogue in Blue). Non dovrà fare troppa fatica: il regista gli ha chiesto di recitare nei panni (e in quel resta dei muscoli), di se stesso senza neanche doversi spostare da casa: il film , infatti, racconta la storia di uno stuntman indiano a Hollywood, e sarà il primo film bollywoodiano ad essere girato nella mecca del cinema americana.

Visite radioguidate e multimediali nel Castello di Casale Monferrato ( da "Stampaweb, La" del 20-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Questo particolare format di performing media si baserà su interazioni radio e video per le azioni teatrali, realizzate in collaborazione con il Collettivo Teatrale-CET di Casale Monferrato che interverrà con i suoi attori ed una originale drammaturgia, per fare di InCASTELLamenti-civici assedi non solo uno spettacolo teatrale ma un momento di coinvolgimento attivo.

Angoli di città recuperati alla cultura ( da "Corriere delle Alpi" del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Lia Cecchin è presente alla collettiva con il suo cellulare, Carol Botto con dei dipinti che mostrano la bellezza del volto e dello sguardo femminile, Andrea Visentini con il suo ritratto di donna concentrata nell'azione che sta compiendo. Barbara Taboni riflette sul rapporto uomo-donna attraverso dei busti tagliati a metà, alcuni maschili altri femminili,

Dal radiodramma al jazz: il suono secondo Vowinckel ( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: una sessione d'ascolto collettiva), e a seguire una performance dal vivo per voce, organo elettrico, percussioni e azione. Esibizioni poliedriche che dalla parola passano attraverso il mondo dell'elettronica e la scuola acusmatica francese. Le collaborazioni con le maggiori emittenti e la scena dell'improvvisazione berlinese.

La Statale: i violenti? Faremo i nomi alla polizia ( da "Corriere della Sera" del 21-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Gli studenti che commettono reati «verranno segnalati alle autorità giudiziarie», spiega il rettore Enrico Decleva. Soddisfatti i rappresentanti di Azione Universitaria. Mentre i Collettivi studenteschi denunciano: «L'università dovrebbe essere un luogo libero ». A PAGINA 7 Argentieri

[FIRMA]GAIA FERRARIS CANELLI Ciak! Si gira l'Assedio . Questa volta, obiettivo... ( da "Stampa, La" del 22-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: i suoi non hanno solo filmato i rituali collettivi della preparazione di costumi, armi e scenografie, ma anche i momenti di «training» dei singoli che partecipano alla kermesse. Una preparazione piena di passione e trepidazione, come quella dei tamburini. Valla ha scelto di raccontare la storia di uno di loro, e la lavorazione ha previsto anche alcune riprese nella sua cameretta.

"Una forma di protesta totalmente inutile" ( da "Stampa, La" del 23-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sostenere la sensazione che il blitz anarchico non spaventi nessuno - tranne forse i clienti del Cambio - c'è la collettiva alzata di spalle rispetto a una «protesta generalista e spettacolarizzata». «Ci sono problemi ben più gravi - dice Edoardo Piras, 35 anni - di un gruppo di persone, completamente staccate dalla realtà, che pensano di fare chissà che con un secchiello di sterco.

"L'emotività non aiuta i mercati" ( da "Stampa, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: gestioni collettive, fondi pensione, assicurazioni vita, gestioni di portafoglio. Se dal 2003 al 2008 questo settore è rimasto, in termini assoluti, pressoché invariato (1060 miliardi con una variazione dello 0, 01 per cento), in termini relativi il suo peso sulle attività finanziarie delle famiglie italiane è invece sceso dal 34,

"atto dovuto l'esproprio del petruzzelli" - raffaele lorusso ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvocato Luigi Paccione, che con i colleghi Alessio Carlucci e Nicola Favia ha promosso una class action procedimentale, è però sbagliato parlare di esproprio. «Il Teatro - spiega - è pubblico dal 1995. Da quando, cioè, è scaduta la concessione del suolo pubblico ai privati, che per legge non può durare più di 99 anni».

cellulari, multa antitrust per le suonerie "truffa" - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: multa antitrust per le suonerie "truffa" I consumatori: ora serve la class action Il Codacons: 8 siti su 10 non rispettano la normativa europea LUISA GRION ROMA - Oltre a perforare l´udito possono avere un costo nascosto. Ci può essere un inganno dietro le segreterie telefoniche: uno la sceglie, la scarica e pensa che sia finita lì.

( da "Corriere della Sera" del 24-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione.

Il lavoratore depresso faceva il rappresentante ( da "Corriere delle Alpi" del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: DA OPERAIO A «COLLETTO BIANCO» LA CAUSA DI LAVORO MARCO FILIPPI AGORDO. Ogni tre giorni presentava alla sua azienda un certificato medico che attestava una "sindrome ansioso depressiva" causata, a suo dire, da un presunto demansionamento che gli impediva di andare al lavoro e di avere normali rapporti sociali con altre persone.

( da "Corriere.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione.

GESTORI TELEFONICI ( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Come al solito paga e non vedrà indietro il becco di un quattrino. Senza l'introduzione in Italia della class-action possiamo essere sicuri che, tra non molto, si ritornerà sullo stesso argomento e alla solita commedia. Giorgio Mazzola Pontesesto di Rozzano (Mi)

Class action e testamento biologico ( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, riforma del processo civile, intercettazioni, Adr. Sono state queste le tematiche (al centro del dibattito politico-parlamentare) affrontate nel corso del IV Congresso di aggiornamento professionale forense organizzato dal Consiglio nazionale forense a Roma nei giorni scorsi, al quale ha partecipato anche una delegazione del Consiglio dell'

The AIDS Controversy ( da "Corriere.it" del 25-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: guileless reconciliation with which the papal letter solicits the entire Church" to avoid "perpetuating interpretations intended to make the Pope say what he quite evidently did not say. Which is a very debatable, and even rather insolent, way of building a position distinct from correct church action". M. Antonietta Calabrò English translation by Giles Watson www.watson.it stampa |

diossina, legambiente pronta alla class action nel salento ( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Legambiente pronta alla class action nel Salento Una class action contro la Coopersalento e tutti i "predoni della diossina". Legambiente ha lanciato ieri un´azione collettiva "per ottenere il risarcimento da chi avvelena con la diossina l´aria e l´acqua del Salento, non solo per i danni alle attività economiche, fin qui reali e accertati,

Città presidiata, il corteo lancia scarpe e vernice alle banche ( da "Unita, L'" del 29-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: E sul protocollo: «Il patto ha resistito, ora la Cgil lo difenda». «Siamo in 50mila» dice Bernocchi. In piazza anche i movimenti per il diritto alla casa. Dal palco di piazza Navona i collettivi rivendicano le «azioni antiliberiste». «Onda spaccata? Solo falsità».

Il gregge e il rischio delle scelte collettive ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: freno alle conseguenze aggregate di azioni individuali che vanno in direzione opposta rispetto alle opinioni collettive. Se a ritenere che il valore di un'azione sia più alto del suo valore di mercato sono solo pochi compratori, la loro decisione di acquistare l'azione farà aumentare i prezzi, in tal modo scoraggiando l'incentivo all'acquisto da parte di altri potenziali acquirenti.

La Siae aderisce alla class action contro Google Book Search ( da "Stampaweb, La" del 30-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action» intentata negli Stati Uniti da autori ed editori nei confronti di Google Book Search per violazione di copyright. E? Google ad aver proposto negli Usa una transazione, che prevede tra l?altro un diritto d?autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo.

[FIRMA]ANNA MASERA La Società italiana autori e editori ha comunicato ieri in una lettera ai... ( da "Stampa, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: comunicato ieri in una lettera ai suoi soci di avere aderito alla «class action» americana nei confronti di Google Book Search per violazione di copyright. È Google ad aver proposto negli Usa una transazione, che prevede tra l'altro un diritto d'autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo.

Class action degli autori anche la Siae contro Google ( da "Stampa, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action degli autori anche la Siae contro Google I magistrati italiani hanno logorato, in questi ultimi anni, un capitale immenso di fiducia, di credibilità, perfino di riconoscenza che l'opinione pubblica aveva riservato al loro ruolo nella nostra società.

Nuova architettura per le Alpi ( da "Corriere delle Alpi" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per questo le sollecitazioni straordinarie che derivano dalla mostra "Architettura contemporanea alpina" possono fornire l'occasione per una riflessione collettiva che superi il giudizio sui soli risultati di visibilità e di modificazione del paesaggio per capire le azioni di comunità tenacemente impegnate a ritrovare nella montagna le ragioni del proprio futuro».

Cento cause contro la discarica ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: REDAZIONALE Malagrotta Perizie sulle abitazioni e ricorso ai magistrati, i residenti vogliono la «class action» Cento cause contro la discarica Strada aperta da Carla Scorsoni: «La mia casa svalutata del 30%» Hanno deciso di chiedere un risarcimento a chi ha prodotto il danno ambientale. Impugnando recenti condanne in tribunale, i residenti di Malagrotta —

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: imminente class action contro i «danneggiatori» di Malagrotta. Ha un pilastro: la mamma Gina, che vedova si occupa ancora del forno a Pineta Sacchetti. Anche lei vuole vedere finire nel nulla questo sogno del fornaio Orlando. Carla Scorsoni, commerciante a Monteverde Vecchio in elettronica, è perfino scappata per cinque anni da questo posto costruito dal babbo nel 1968,

a Malagrotta i residenti chiedono i danni ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action contro Malagrotta? «Chiamiamola più semplicemente causa collettiva - spiega Apollonio - . Anche se la nostra iniziativa s'incrocerà con il varo della nuova legge sulle class action...». Punto di riferimento generale, la perizia fatta fare dalla famiglia Scorsoni che ha fatto quantificare il deprezzamento subito dalla loro abitazione,

Copyright, class action di Siae contro Google ( da "Stampaweb, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract:


Articoli

"Task force investigativa per far fronte all'allarme" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Class Action

INDAGINIUN FENOMENO INQUIETANTE TRA LE PRIORITA' DELLA MAGISTRATURA "Task force investigativa per far fronte all'allarme" Il procuratore sul fenomeno degli incendi dolosi [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO «Tutti questi incendi rappresentano un fenomeno inquietante e ritengo che sia importante un'azione mirata a chiarirne l'origine. Penso ad una task-force investigativa in grado di far fronte all'allarme». Il procuratore della Repubblica di Sanremo, Roberto Cavallone, non aveva usato mezze parole, qualche giorno fa, parlando dello stillicidio di episodi di fuoco che si verificano in Riviera. Una preoccupazione reale, quella del responsabile dell'ufficio indagini, deciso evidentemente a scoprire cosa si nasconda dietro alle notti di fuoco che, con cadenza quasi bisettimanale, vedono finire nel mirino privati cittadini ed aziende (soprattutto artigiane). Fino ad oggi l'attività investigativa non ha portato a risultati in grado di dare una chiave di lettura. Gli unici crimini smascherati hanno permesso di individuare quali moventi rivalità personali e realtà ai confini della concorrenza sleale. La volontà della procura, in questo momento, sembra essere quella di passare all'azione, di capire la portata criminale del fenomeno, poco importa che mandanti ed esecutori materiali siano o meno legati al mondo del crimine organizzato o alla delinquenza comune. Perchè a preoccupare è anche l'allarme sociale legato ai roghi dolosi, le ripercussioni per il cittadino (soprattutto per chi parcheggia l'auto o lo scooter in strada la sera e lo ritrova la mattina ridotto ad un cumulo di rottami anneriti) e il clima di omertà con il quale si confrontano spesso gli investigatori di polizia e carabinieri. E non smascherando gli autori, anche degli incendi isolati, anche di quei roghi che all'apparenza non interesserebbero a nessuno, il rischio è che si alimentino da una parte l'insicurezza della collettività e dall'altra che si inneschi una sorta di «consapevolezza di impunità». E questo la procura, le forze dell'ordine e la collettività intera non lo possono ammettere e concepire.

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chiude senza preavviso il tempio dello squash - ilaria carra (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VIII - Milano Chiude senza preavviso il tempio dello squash Sbarrati i cancelli dei centri fitness Vico All´ingresso una nota dell´ufficiale giudiziario. Nasce il gruppo online dei clienti beffati ILARIA CARRA Cancelli blindati con catenaccio, centralini che suonano a vuoto e nessuna traccia del personale. è la scena a cui, senza preavviso, si trovano di fronte da giovedì scorso i soci del Vico Cenisio e del Vico Squash, due centri fitness tra i più noti della città, che da un giorno all´altro non hanno più riaperto i battenti lasciando "a piedi" gli iscritti che ora temono di veder sfumare abbonamenti pagati anche da pochi giorni. Dopo il Club Conti di corso Como, dove alcuni mesi fa il passaparola su un´imminente chiusura aveva anticipato la notizia della fine di un´era (quella della famiglia Conti) e del passaggio di gestione (alla Virgin Active), altri due centri sportivi milanesi, di cui uno è lo storico tempio dello squash cittadino, rischiano ora di chiudere. Operazione che sembra già compiuta almeno in via Cenisio, data la visita giovedì scorso dell´ufficiale giudiziario che, dopo aver rimandato a casa chi si stava allenando sul tapis roulant o in vasca, ha messo i sigilli all´edificio a seguito di uno sfratto esecutivo per morosità. Chiuso non si sa fino a quando, come informa un nastro informativo pre-registrato: "Avvisiamo i gentili soci che il club è stato chiuso per cause non dipendenti dalla nostra volontà. Allo stato non siamo in grado di dare informazioni circa i tempi di riapertura". Le voci che il Vico Cenisio non navigasse in ottime acque, per la verità, si rincorrevano già da tempo. Tanto che su Facebook da mesi esiste il gruppo "Chiusura Vico Cenisio" dove ieri gli iscritti si attrezzavano per una possibile azione collettiva contro il titolare della palestra. Fuori dai cancelli, il viavai di soci e in alcuni casi freschi iscritti. «Ho aderito da un mese, e ho pagato 790 euro per un anno - racconta Fabio - ho già contattato un avvocato per fare causa. Figuriamoci se un mese fa non sapevano che avrebbero chiuso». In via Vico stessa scena, anche se qui, dietro San Vittore, in realtà lo scenario potrebbe essere diverso. Un cartello parla di chiusura temporanea, la direzione si starebbe organizzando per accogliere gli "appiedati" di Cenisio, e da domani la palestra dovrebbe riaprire. Dal titolare, Lorenzo Schnur, nessuna conferma. Certo è che il cartello dell´azienda del gas che informa dello stop alla fornitura dal 2 marzo, appeso al cancello, non lascia ben sperare.

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La proclamazione dello sciopero è diritto collettivo (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-01 - pag: 17 autore: ANALISI La proclamazione dello sciopero è diritto collettivo di Michele Tiraboschi N el condizionare la legittimità dello sciopero alla proclamazione da parte di organizzazioni sindacali che - direttamente o a seguito di verifica referendaria esprimano il consenso di una maggioranza qualificata di lavoratori, il disegno di legge del Governo sulla regolamentazione dei conflitti nel settore dei trasporti non interviene sulla rappresentanza sindacale (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Coerentemente all'idea di promuovere un sistema libero e responsabile di relazioni industriali, la misurazione del grado di rappresentatività dei soggetti proclamanti è infatti affidata a indici e criteri elaborati dalle stesse parti sociali. Le quali, con l'accordo del 22 gennaio, si sono date tre mesi di tempo per raggiungere un'intesa che pare oggi davvero a portata di mano. La proposta governativa incide, semmai, su un altro aspetto nevralgico del nostro sistema di relazioni industriali, e cioè sul tema della qualificazione dello sciopero come diritto a titolarità individuale o collettiva. Non è mancato chi ha subito evidenziato come questa ipotesi di deflazione del conflitto collettivo, centrata sulla selezione dei soggetti legittimati a proclamare lo sciopero, sia destinata a scontrarsi con il sacro principio costituzionale della titolarità individuale del diritto di sciopero. Un vero e proprio dogma del nostro giussindacalismo, se è vero che l'articolo 40 della Costituzione si limita ad affermare che «il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano». Con ciò affidando inequivocabilmente al legislatore il compito di precisarne modalità organizzative ed esecutive in funzione dell'obiettivo, ineludibile, di coniugare l'interesse del gruppo collettivo con la tutela degli interessi generali e, in particolare, di altri diritti della persona o anche dell'impresa contemplati dalla stessa Carta costituzionale. Dopo la legge del 1990 sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, che è poi il segmento centrale e più rilevante del conflitto collettivo, non può peraltro neppure dirsi che la tesi della titolarità individuale del diritto di sciopero sia davvero così radicata e dominante almeno tra gli addetti ai lavori. Lo confermano i più recenti studi monografici, tutti orientati in favore della titolarità collettiva. Nell'imporre l'atto di proclamazione scritta e nel prevedere una serie di obblighi procedimentali e sanzioni per la loro violazione a carico del soggetto collettivo proclamante, il legislatore ha da tempo superato la qualificazione dello sciopero come diritto individuale a esercizio collettivo. Quanto basta per distinguere – diversamente da quantiancora ragionano sul presupposto implicito, ma mai dimostrato della titolarità individuale – tra un diritto di proclamazione e un diritto di attuazione dello sciopero regolarmente proclamato. Solo quest'ultimo diritto spetta ai singoli lavoratori, a condizione tuttavia di svolgersi in conformità alle modalità di esecuzione decise dalla organizzazione proclamante. è del resto la costante giurisprudenza della Commissione di Garanzia sull'attuazione della legge del 1990 che ora è oggetto delle modifiche avanzate dal Governo, a confermare che l'atto di proclamazione dello sciopero è riservato alle organizzazioni sindacali, ancorché non necessariamente operanti in un forme associati-ve o strutturate, e non al singolo lavoratore. Già oggi, dunque, nei servizi pubblici essenziali la titolarità del diritto di sciopero si scinde tra il soggetto collettivo, legittimato alla proclamazione, e i singoli lavoratori, che hanno la facoltà di attuare ma non di proclamare lo sciopero. Né più né meno di quanto contempla ora la proposta governativa, il cui obiettivo è identificare quelle soglie di rappresentatività qualificata che, nel bilanciamento di interessi previsto dalla Costituzione, rendono meno soggetto a istanze corporative il concreto contemperamento tra il diritto di sciopero e il diritto alla libertà di circolazione delle persone. Inoltre in un settore come quello dei trasporti caratterizzato da una polverizzazione della rappresentanza sindacale, a essere rafforzati sono ora non solo i diritti degli utenti, ma anche quei sindacati che, per la loro forza rappresentativa, sono attenti alla salvaguardia degli interessi generali e maggiormente in grado di assumersi la responsabilità delle loro azioni. RAPPRESENTATIVITà La definizione di un livello che abilita a indire la protesta giova anche ai sindacati maggiori

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Le tappe dell'accordo prima dei licenziamenti (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IL TEMA DELLA SETTIMANA data: 2009-03-02 - pag: 30 autore: Le tappe dell'accordo prima dei licenziamenti Dalle consultazioni alla richiesta di mobilità Emanuela Nespoli Le ristrutturazioni aziendali che connotano questa fase di difficoltà del mercato sono il punto di approdo di una complessa procedura, che coinvolge in prima fila i sindacati e si arricchisce di nuove opzioni, come la possibilità di iscriversi alle liste di mobilità per i lavoratori che escono da imprese con meno di 15 dipendenti. I passaggi fondamentali delle riorganizzazioni,comunque,dividono le imprese in due platee, a seconda della presenza o meno in organico di più di 15 dipendenti. Più di 15 dipendenti Nel primo caso, infatti, il datore di lavoro deve rispettare l'articolata disciplina introdotta in attuazione di disposizioni comunitarie con la legge 223/ 91. La legge ha introdotto nel nostro ordinamento la nozione di «licenziamento collettivo», che si realizza se un datore intende effettuare almeno 5 licenziamenti in 120 giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell'ambito della stessa provincia. Prima di procedere ai licenziamenti, occorre tuttavia avviare una complessa procedura di informazione e consultazione sindacale che si articola in due fasi. La prima fase può durare al massimo 45 giorni e in mancanza di un accordo con i sindacati prosegue presso i competenti uffici della Regione o del ministero del Lavoro per altri 30 giorni. La trattativa con i sindacati è finalizzata al raggiungimento di un accordo che possa consentire l'attenuazione delle ricadute sul piano sociale della riorganizzazione programmata dall'impresa. Solo una volta raggiunto l'accordo, o esaurita la procedura in assenza dello stesso, l'impresa può collocare in mobilità, cioè licenziare, i lavoratori in esubero comunicando per iscritto a ciascuno di essi il recesso, nel rispetto dei termini di preavviso. In un licenziamento collettivo, il datore di lavoro non è libero di scegliere quali lavoratori licenziare: l'individuazione deve infatti avvenire in relazione alle esigenze tecnico-produttive e organizzative dell'azienda, seguendo i criteri di scelta previsti dall'accordo sindacale eventualmente raggiunto. In mancanza di accordo, deve essere rispettata una serie di criteri previsti dalla legge, in concorso tra loro: carichi di famiglia, anzianità di servizio ed esigenze tecnico-produttive e organizzative. La legge 223/91 stabilisce che il mancato rispetto della procedura o una sua violazione comporta, indipendentemente dall'effettività delle ragioni che hanno portato ai licenziamenti, l'inefficacia degli stessi con la conseguente applicazione della tutela reale di cui all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La violazione della procedura può inoltre esporre il datore di lavoro a un'azione del sindacato, ex articolo 28 dello Statuto, per condotta antisindacale. I lavoratori licenziati potranno iscriversi alle liste di mobilità e, se l'impresa possiede i requisiti di legge,percepire l'indennità di mobilità (una speciale indennità di disoccupazione) per un periodo di tempo variabile, a seconda dell'anzianità anagrafica e della collocazione geografica dell'impresa, e compreso tra i 12 e i 48 mesi. Procedure individuali Completamente diverso il caso in cui l'impresa occupi meno di 15 dipendenti o intenda procedere, ancorché per ragioni oggettive, a uno o più licenziamenti senza che si realizzino i presupposti per un licenziamento collettivo. In queste ipotesi il datore di lavoro non è obbligato a esperire alcuna procedura di consultazione sindacale, ma può procedere ai licenziamenti individuali (ancorché plurimi) inviando una semplice comunicazione scritta, sempre nel rispetto dei termini di preavviso. In questo caso resta ovviamente salva la possibilità per il lavoratore di impugnare il licenziamento e contestarne la validità. I dipendenti licenziati in tali contesti possono comunque iscriversi, fino al 31 dicembre 2009, alle liste di mobilità, ma non hanno diritto a percepire la relativa indennità. Resta salva la facoltà di richiedere l'indennità di disoccupazione in presenza dei requisiti richiesti dalla legge ovvero, sempre qualora ricorrano i presupposti, lo speciale trattamento assimilabile alla stessa introdotto dal Dl 185 del 2008, convertito con legge 2 del 2009.

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La Parmalat dovrà risarcire (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-03-2009)

Argomenti: Class Action

La Parmalat dovrà risarcire Un giudice della Corte distrettuale di Manhattan ha stabilito che la Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni ad un gruppo di investitori stranieri - che hanno promosso una causa collettiva, non ammessa in Italia - danneggiati dal crack dell'azienda italiana nel 2003. Il risarcimento deciso dal giudice Lewis Kaplan è pari a 15,4 milioni di euro (1,47 euro per azione, stando alla chiusura del titolo di Piazza Affari). Il processo, definito da Kaplan sorprendentemente complesso, costoso e lungo, è cominciato nel 2004 e ha coinvolto investitori di tutto il mondo, uniti in class action. L'azienda ha confermato che cederà 10 milioni e mezzo di azioni entro 30 giorni da quando l'ordine sarà definitivo.

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Parmalat darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">La class="term">class class="term">action Parmalat darà 10,5 milioni di azioni a investitori esteri Un giudice della Corte distrettuale di Manhattan ha stabilito che il colosso del settore alimentare Parmalat dovrà cedere 10 milioni e mezzo di azioni a un gruppo di investitori stranieri danneggiati dal crac da circa 14 miliardi di euro che ha colpito l'azienda italiana nel 2003. Il risarcimento è stato deciso dal giudice Lewis Kaplan ed è pari a 15,4 milioni di euro, ovvero 1,47 euro per azione, stando alla chiusura di Piazza Affari. Il processo - definito dal giudice Kaplan «sorprendentemente complesso, costoso e lungo» - è iniziato nel 2004 e ha coinvolto investitori di tutto il mondo, uniti in class="term">class class="term">action. In un comunicato, l'azienda ha confermato che cederà 10 milioni e mezzo di azioni entro 30 giorni da quando l'ordine sarà definitivo. La notizia del risarcimento milionario a investitori stranieri è arrivata in tarda serata, senza provocare danni in Borsa visto che Piazza Affari era già chiusa da tempo. Anzi nella giornata di ieri il titolo Parmalat, spinto anche dal settore alimentare europeo, è stato al centro degli acquisti fino a chiudere la seduta in crescita dell'1,74% a 1,465 euro.

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smog, piano contro la multa ue sindaci a rapporto da formigoni - stefano rossi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Milano Smog, piano contro la multa Ue sindaci a rapporto da Formigoni Palazzo Marino vara tre nuove isole pedonali e vuole limitare il traffico merci STEFANO ROSSI Un piano di risanamento dell´aria per evitare una maximulta dall´Unione europea, il rendiconto dei primi giorni di attività della task force per rafforzare i controlli, forse nuovi provvedimenti d´intesa con i Comuni. Milano, in particolare, sarebbe intenzionata a chiedere di limitare il carico e scarico delle merci alle ore notturne. Sarà una verifica ad ampio raggio quella del tavolo antismog convocato oggi pomeriggio dal presidente della Regione Roberto Formigoni, al di fuori degli appuntamenti programmati, con inviti selezionati ai Comuni ed escludendo quelli di centrosinistra più critici, come Lodi e Mantova. L´assessore milanese alla Mobilità, Edoardo Croci, si presenterà con un successo ottenuto proprio ieri: l´assenso di Fi e An alla istituzione delle tre nuove isole pedonali dei Navigli, della Bocconi e di Brera. Sui Navigli l´isola dovrebbe partire in estate, meno ampia rispetto a quella tradizionale sgradita ai residenti, per diventare poi permanente. Per le altre due, più piccole, non si prevedono più difficoltà, dopo che per otto mesi l´assessore si è visto bloccato dalla sua maggioranza. Stavolta ha avuto semaforo verde e punta a portare le tre isole all´approvazione della giunta entro un paio di settimane. Quanto al traffico merci, limitare le consegne di furgoni e furgoncini, spesso molto inquinanti, che riforniscono i negozi di merci darebbe un consistente aiuto contro il Pm10. L´aula di Palazzo Marino ci ha provato con una mozione approvata con voto bipartisan nel gennaio del 2008 e mai attuata. Occorre superare l´opposizione dei commercianti ma il Comune spera che la Regione lo aiuti a introdurre dei limiti in città. Facendo rientrare anche questa misura nel piano antismog che la Lombardia entro un mese dovrà presentare all´Unione europea. Il piano è il tentativo di fermare la procedura europea di infrazione per avere superato i 35 giorni oltre le soglie del Pm10 dal 2005 al 2009. Procedura avviata dal consigliere comunale verde Enrico Fedrighini che quantifica la multa, con i parametri comunitari, class="hilite">in 800 milioni: «Se così fosse, avvieremmo una class="term">class class="term">action contro gli amministratori regionali, responsabili in solido con l´ente pubblico per il danno erariale procurato». Se invece la Regione apparirà credibile alla Ue, la multa sarà sospesa fino al giugno del 2011, il tempo accordato per mettersi in regola con le emissioni. Malgrado il tempo grigio, le concentrazioni delle polveri sottili rimangono sopra la soglia di attenzione di 50 microgrammi per metro cubo: domenica Città Studi ha toccato quota 120, il Verziere 114, via Senato 107. Sabato prossimo il Pd terrà, nei suoi circoli e in gazebo allestiti per l´occasione, un referendum sull´Ecopass, «che noi - spiega il capogruppo in Comune, Pierfrancesco Majorino - vorremmo allargato a chiunque entra in centro e a crescere per chi inquina di più. Ma ora si esprimano i milanesi». Il Comune rinvia all´autunno un sondaggio sul ticket e il presidente Pd della Provincia, Filippo Penati, critica: «Si abbini al referendum sulla legge elettorale». Penati e il consigliere regionale di Sinistra democratica, Marco Cipriano, giudicano l´Ecopass «un fallimento» e ne chiedono la sospensione.

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maxi risarcimento a investitori esteri (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 22 - Economia Parmalat Maxi risarcimento a investitori esteri MILANO - class="hilite">Il Tribunale Federale di New York ha approvato l´accordo raggiunto fra la Parmalat e un gruppo di investitori stranieri che aveva promosso una causa collettiva (class="term">class class="term">action) dopo il crack del 2003. Parmalat dovrà distribuire a questi investitori 10,5 milioni di sue azioni. Il risarcimento ha un valore di 15,4 milioni di euro.

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"Febbre dell'istante" negli scatti di Roiter (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

"Febbre dell'istante" negli scatti di Roiter [FIRMA]MARIA PAOLA ARBEIA NOVARA Cento anni fa, a Novara, nasceva Paolo Monti. Ereditò dal padre, funzionario di banca, l'amore per la fotografia. Un lavoro da dirigente lo portò nel cuore di Venezia. Qui coltivò il suo talento per obiettivi e scatti, tra il negozio Fotorecord dei fratelli armeni Pambakian e il celebre circolo fotografico «La Gondola» del quale fu presidente fino al 1953. Poi lasciò Venezia per Milano e l'attività da affermato professionista del «clic». La sua fama resta grande anche all'estero. Monti, che morì nel 1982, fu maestro e amico di Fulvio Roiter, veneziano di Meolo, classe 1926. Roiter è considerato tra i più apprezzati fotografi italiani. Tanti i premi, le mostre, i volumi, le onorificenze. Nei suoi scatti, al netto delle valutazione di addetti ai lavori e critici specializzati, c'è anzitutto «la febbre dell'istante» come lui ama dire. Corsi e ricorsi della fotografia. Novara dedica a Roiter da sabato (inaugurazione alle 17) una mostra con 50 stampe in bianco e nero. Organizzano l'class="hilite">associazione Art Action, nell'ambito della rassegna «Exhibition Project», e la Società Fotografica Novarese, che festeggia i 70 anni di attività, assieme all'assessorato comunale alla Cultura. Ieri le anticipazioni a Palazzo Cabrino. La rassegna sarà alla Barriera Albertina sino al 22: visite nei feriali ore 16-19, festivi anche 10-12, chiuso il lunedì. L'assessore Giancarlo Pessarelli: «Andiamo a riscoprire un grande autore e espressioni artistiche alte che stavolta, dopo mostre di pittura e scultura, vivono nella fotografia. Roiter ebbe una vita intensa, con la bici a motore girò la Sicilia e ci consegnò indimenticabili immagini. Oggi è ancora un punto di riferimento e siamo felici di dedicargli questa ribalta». Vincenzo Scardigno per Art Action: «Sabato sarà con noi anche Michele Ghigo, della Società Fotografica Novarese, un'encicploedia vivente del clic che ci aiuterà a entrare nel mondo di Roiter». Cinquanta gli scatti in bianco e nero che saranno esposti: «Per i 70 anni della Sfn stiamo proponendo eventi e percorsi originali - aggiungono il presidente Peppino Leonetti e il vice Mario Balossini -. Abbiamo in programma anche un congresso, scambi di mostre con la città gemellata con Novara, Chalon sur Saone, nuovi corsi e incontri. La fotografia mantiene vivi e giovani, per sempre curiosi: Roiter ce lo insegna». Il Maestro di Meolo era già stato a Novara anni fa. Venerdì non potrà fare il bis ma a tutti - professionisti, dilettanti, curiosi - come sempre parleranno le sue foto.

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spintoni e minacce in statale decleva: danno di immagine (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina XI - Milano Il caso Spintoni e minacce in Statale Decleva: danno di immagine Dopo le tensioni dei mesi scorsi, si è sfiorato di nuovo lo scontro fisico in Statale intorno a un banchetto di Azione universitaria, nei pressi dell´Aula Magna. Gli studenti dei collettivi hanno notato diversi militanti estranei all´università e si sono avvicinati per chiedergli di uscire dall´ateneo. Una discussione sempre più animata, interrotta dai funzionari della Digos e dagli agenti del Reparto mobile che dalla mattina erano in piazza Santo Stefano. Subito dopo, i ragazzi dei collettivi hanno raggiunto il rettorato e occupato simbolicamente i locali, finché il rettore Enrico Decleva non è uscito e ha affrontato gli studenti che gli chiedevano conto dell´ingresso in ateneo della polizia. Poi i manifestanti hanno raggiunto in corteo Scienze politiche in via Festa del Perdono, dietro uno striscione con la scritta "Fuori i fascisti dalle facoltà". Commenta Decleva: «L´università con quello che è successo non c´entra nulla, è stata usata per l´ennesima volta come teatro per opposte sceneggiate. L´unico risultato è che l´immagine della Statale viene danneggiata». (s. d. r.)

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Parmalat, chiusa la class action Usa (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-03-04 - pag: 39 autore: Inchieste. Operazione da 15 milioni Parmalat, chiusa la class action Usa NEW YORK Le transazioni di Parmalat, Bnl e Credit Suisse con i creditori che hanno avviato una azione legale collettiva negli Usa sono state ratificate due giorni fa dal giudice del Tribunale distrettuale di New York, Lewis Kaplan. Si tratta della cessione di 10,5 milioni di azioni al valore nominale di un euro (meno dell'1%del capitale) a carico del gruppo alimentare, transazione concordata lo scorso maggio con gli investitori promotori della class action. Per i risparmiatori che dovranno convertire le azioni al valore di mercato, l'operazione vale circa 15 milioni di euro al prezzo di chiusura di ieri di Parmalat (1,43 euro -2,9%), una cifra quindi inferiore ai 23,4 milioni di euro di quando l'accordo era stato raggiunto e soprattutto molto minore alla richiesta di risarcimento avanzata dai creditori, che reclamavano 8 miliardi di dollari. Il giudice ha anche ratificato altre due transazioni sottoscritte da Bnl e Credit Suisse sempre con i creditori della class action per 25 milioni di euro ciascuna. Nel dare la propria approvazione, Kaplan ha messo in evidenza come il processo, iniziato nel 2004, è risultato «sorprendentemente lungo, costoso e complesso » oltre a coinvolgere investitori di tutto il mondo. A sua volta, la Parmalat, in una nota, ha precisato che cederà i 10,5 milioni di azioni «entro 30 giorni» dal momento in cui «l'ordinanza sarà definitiva». Parmalat aveva annunciato la chiusura del lungo contenzioso con i creditori americani e non, in larga parte titolari di obbligazioni, nel maggio scorso prima che il giudice arrivasse alla definizione della classe con cui in seguito ha escluso gli investitori stranieri, tra cui gli italiani. La richiesta si riferisce alla passata gestione fallimentare dell'epoca di Calisto Tanzi, che tuttavia, secondo il giudice Kaplan, aveva coinvolto anche la nuova Parmalat di Enrico Bondi: Collecchio, infatti, ha incassato i risarcimenti ancora legati ai fatti antecedenti la fine del 2003 e il gruppo è quindi obbligato a versare, secondo quanto stabilito dalla giustizia americana, i relativi rimborsi alle parti lese. Inoltre, avendo la società trasformato i vecchi debiti in azioni, ha, secondo il giudice, contestualmente consentito ad assumerne tutte le relative responsabilità. CAUSE COLLETTIVE Le transazioni con i creditori sono state ratificate dal giudice di New York Via libera anche agli accordi con Bnl e Credit Suisse

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In arrivo 8 milioni per la pesca (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-03-04 - pag: 7 autore: Ittica. Un quarto della dote disponibile con quattro bandi in scadenza venerdì In arrivo 8 milioni per la pesca Jada C. Ferrero GENOVA Per i comparti liguri della pesca marittima e dell'acquacoltura scatta in concreto il nuovo periodo di programmazione (2007-2013) del principale strumento finanziario ad hoc, il Fep (Fondo europeo pesca), con finanziamenti pubblici globali per 8,6 milioni (circa 3,3 di fonte Ue, 2,6 come quota del fondo di rotazione nazionale, 659mila euro dalla Regione). Un "tesoretto" cui si aggiungeranno circa 2 milioni di investimenti privati. La bandiera a scacchi è arrivata con i primi quattro bandi (aperti fino al 6 marzo). Il Fep, voluto dall'Europa per agevolare l'ultima riforma della politica comune della pesca (Pcp), modulato alla ligure è articolato in cinque assi, i primi tre portanti:l'asse 1 (1,9 milioni)concentra le misure per l'adeguamento della flotta peschereccia. L'asse 2 (il più cospicuo,3,7 milioni, ma già si stima che la dote non basterà) è volto ad acquacoltura, pesca nelle acque interne, trasformazione e commercializzazione. L'asse 3, «misure di interesse comune » (2,1 milioni), è destinato a essere il più innovativo: in linea con i più recenti indirizzi Ue verso una pesca sostenibile, un bagaglio stringente di regole, insieme a un mercato che chiede piattaforme di concentrazione del pescato, spingerà le imprese verso un accentuato processo di aggregazione, consorzi, organizzazioni di filiera e piani di gestione dei comprensori dove diventerà obbligatorio agire in pool. Di ispirazione "verde" l'asse 4, «sviluppo sostenibile delle zone costiere di pesca» (689mila euro); infine l'asse 5, assistenza tecnica (148mila euro). I bandi in chiusura, circa 2 milioni (annualità 2007-2009), hanno aperto i rubinetti per le prime misure dei tre assi: investimenti a bordo dei pescherecci e selettività; acquacoltura; investimenti per trasformazione e commercializzazione; porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca. L'ultimo censimento attuato nel 2007 prima di varare una serie di azioni normative in tutela, fatto dalla Regione di concerto con le tre associazioni di categoria Agci Pesca, Federcoopesca, Legapesca, aveva registrato poco più di 550 imbarcazioni professionali ancora in attività (disseminate su 36 località d'ormeggio), per lo più dedicate alla «piccola pesca», costiera e artigianale; uno scenario con una trentina di lampare (acciughe e pesce azzurro), primo anello della pesca industriale, e di quasi un centinaio di barche esercitanti lo strascico (prendendo di tutto un po'). Solo fra 2000 e 2006 la flotta si è ristretta di un 30% circa, mentre l'età degli addetti aumenta. Si stimano oggi quasi 2mila operatori diretti, circa 5mila con l'indotto. Secondo le statistiche di Irepa, l'Istituto di ricerche economiche per la pesca e acquacoltura che le cura per conto del Ministero, nelle reti della Liguria nel 2007 sono rimaste circa 5mila tonnellate di pescato (di cui 450 circa fra molluschi e crostacei), per un ricavo di 40,6 milioni. Poco pescoso, il mar Ligure dà però un raccolto ittico pregiato. La produzione è del tutto insufficiente per soddisfare la domanda locale. L'intero comparto è investito da un conto alla rovescia: il 30 maggio 2010 entrerà in vigore il Regolamento mediterraneo, destinato a trasformare significativamente il quadro comunitario, con un corpus di regole all'insegna della sostenibilità dei prelievi (reti a maglia più larga, minor vicinanza alle coste ecc.). La categoria locale, più penalizzata di altre, sta negoziando fino all'ultimo. La Regione si è portata avanti «inaugurando una politica della pesca a livello regionale, che non esisteva», precisa Giancarlo Cassini,assessore ligure all'Agricoltura. Il caposaldo è stata una legge di modifica delle norme sul Demanio marittimo del 2006, che sancisce la salvaguardia della flotta peschereccia e impone ai progetti dei nuovi porticcioli la previsione di aree – in banchina e a terra – attrezzate e qualificate per gli imprenditori ittici che potranno anche vendere il pesce in loco, a chilometri zero. «Ora ci sono risorse e strumenti – riconosce Augusto Comes, responsabile ligure di Federcoopesca –. Molto è stato fatto, ma adesso servono le infrastrutture in banchina, in modo da poter anche accorciare la filiera». Altri bandi entro l'estate: «In arrivo – riferisce Mirvana Feletti, funzionaria regionale che presidia la materia Pesca – misure per piccola pesca, ricerca e progetti- pilota per le "azioni collettive", da cui scaturiranno le prime Organizzazioni di produttori». In vista anche aiuti per i giovanie per le cosiddette compensazioni socioeconomiche per rottamazione naviglio. Sono aperte finoa fine aprile le misure "classiche" per pesca e acquacoltura (budget 2009: 800mila euro, di cui circa metà destinati alle imprese). IL COMPARTO Sono 2mila gli addetti diretti: la produzione annua è stimata a 5mila tonnellate per un giro d'affari che supera i 40 milioni

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Studi di settore, arriva il questionario per la crisi (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-04 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Panorama Studi di settore, arriva il questionario per «misurare» la crisi I contribuenti interessati agli studi di settore hanno tempo fino a domani per inviare il questionario per il monitoraggio della crisi. ALLIANZ: CUCCHIANI, ITALIA TIENE Il presidente Enrico Cucchiani: utile operativo 2008 di 1 miliardo per Allianz Italia. class="hilite">PARMALAT, CORTE USA CHIUDE CLASS ACTION CON 15,4 MILIONI Parmalat ( nella foto il numero uno Enrico Bondi) cederà 10,5 milioni di azioni (15,4 milioni di euro, meno di quanto richiesto) agli investitori americani danneggiati dal crac: la giustizia Usa ha dato il via libera alla transazione con i creditori. UE: VIA LIBERA AD ACQUISIZIONE CATTLEYA DA DE AGOSTINI E IMI La Commissione ha dato l'ok all'acquisizione di Cattleya da parte di Nbc, De Agostini Communications e Imi investimenti. INTESA GAZPROM-GAS NATURAL I russi forniranno gas nei mercati dell'alleato e studieranno l'acquisto di centrali in Spagna. ENEL, NO OBBLIGO DI OPA SU ENDESA La Consob spagnola: Enel non sarà obbligata a lanciare un'Opa sull'8% di Endesa. ROCCA SU ISTRUZIONE TECNICA Confindustria punta sul rilancio dell'istruzione tecnica e nel 2010 entrerà in vigore una riforma per rafforzarla. Lo ha detto Gianfelice Rocca, vicepresidente per l'Education. TELECOM , S&P'S CONFERMA RATING Standard & Poor's ha confermato il rating sul credito di Telecom. L'outlook rimane stabile.

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. Tensione e scontri (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 04-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-04 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Violenze «Troppi furti e vandalismi». Agenti antisommossa in università. Decleva: sì alle forze dell'ordine per evitare tafferugli «Statale chiusa agli esterni». Tensione e scontri Gli studenti di destra: tornelli alle entrate. Il no dei collettivi di sinistra, interviene la polizia Raccolta firme di Azione universitaria per controllare gli accessi in ateneo. «In un anno danni per 45 mila euro» è bastato un banchetto. Nell'atrio della Statale. Per chiedere un accesso controllato all'università. è bastato quel volantinaggio di studenti di Azione universitaria a far scattare la scintilla. Portando alla ribalta rancori, lotte ideologiche, diversità politiche. Sinistra contro destra. Accuse reciproche. E un presidio dei collettivi proprio davanti a quel banchetto. Insulti e cori. Per calmare gli animi è intervenuta la polizia in tenuta anti- sommossa, formando un cordone tra le due fazioni. Un gruppo ha cercato di sfondare. Spintoni, calci, urla. Gli agenti hanno respinto i ragazzi. La situazione si è calmata dopo un'ora. Gli studenti, appartenenti a un gruppo di sinistra, sono andati a chiedere spiegazioni al rettore Enrico Decleva, perché «la Celere non può entrare in ateneo». Una giornata difficile quella di ieri in via Festa del Perdono. Già dalle 10, nell'atrio davanti l'Aula magna, i giovani di An cominciano a raccogliere firme per «far entrare gli estranei nell'ateneo solo con un documento d'identità. Subito i tornelli o un servizio di sicurezza». è Carlo Armeni, rappresentante degli studenti, a spiegare che «ci sono stati furti per 35 mila euro. Danni per 10 mila. è ora di finirla ». Verso mezzogiorno il banchetto è accerchiato. E in mezz'ora si radunano una sessantina di ragazzi dei collettivi studenteschi. «Sono dei fascisti », urlano. Oppure: «Quelli non sono studenti, avranno almeno trent'anni». E la risposta: «Siete dei vandali, state rovinando la nostra università ». Per un'ora vanno avanti a insulti. Fino a quando interviene la Celere. Una trentina di agenti dividono i ragazzi, anche se cercano di sfondare più il volte il cordone. Si torna alla normalità verso le 14. Quando i ragazzi di destra se ne vanno («Esattamente come avevamo stabilito»), mentre gli altri, una cinquantina, invadono e occupano gli uffici del rettore («Ha autorizzato la polizia ad entrare»). Il confronto c'è. E Decleva è chiaro. «Non c'ero e non ho chiamato la polizia». Poi il monito: «Questa non è terra di nessuno. Per evitare tafferugli e scontri gli agenti possono entrare». I ragazzi sono quindi partiti per un corteo spontaneo e in pomeriggio hanno formato un'assemblea. Ma c'è chi promette che «l'episodio non si è chiuso». E, dal-l'altra parte, c'è chi dice «andremo avanti». Tutto per un banchetto. Benedetta Argentieri

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ancora tensione fra gruppi di studenti in statale (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Milano Il caso Ancora tensione fra gruppi di studenti in Statale Secondo giorno di tensioni all´università Statale. Ieri alla facoltà di Scienze politiche in via Conservatorio si sono fronteggiati i giovani di Azione Universitaria, che distribuivano volantini in cortile, e quelli dei collettivi di sinistra, che li hanno avvicinati urlando lo slogan "fuori i fascisti dalle università". Nonostante i caschi da moto che alcuni avevano in testa, lo scontro non c´è stato. Martedì per evitare scontri in via Festa del Perdono era arrivata la polizia.

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il volto buono del grand commis - teresa massari (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina XII - Bari Il libro "Pubblica amministrazione e bene comune" è scritto da Waldemaro Morgese, direttore della Teca del Mediterraneo Il volto buono del grand commis TERESA MASSARI Quanto è cambiata e quanto deve ancora cambiare la pubblica amministrazione per offrire ai cittadini servizi e beni collettivi? E come si delinea in tale contesto la figura del funzionario pubblico, ormai più manager che burocrate? Su questi temi si cimenta Waldemaro Morgese, apprezzato dirigente della Regione Puglia, docente universitario e direttore della Biblioteca multimediale "Teca del Mediterraneo", in un testo dal titolo Pubblica amministrazione e bene comune, Edizioni dal Sud, 2008. Morgese riflette sulle nuove procedure decisionali delle politiche pubbliche, improntate alla valutazione e al risultato. Al controllo di legittimità si aggiunge il controllo di gestione, finalizzato all´efficacia e all´efficienza. Ma non solo: l´autore auspica, nel nuovo pregevole saggio che introduce il volume, che le tecniche di misurazione e comparazione siano accompagnate da un "permanente processo di produzione di identità istituzionale". Il manager pubblico si autonomizza così da rapporti poco trasparenti con i rappresentanti politici, mentre il fruitore dei beni collettivi da semplice utente diventa cittadino consapevole. E si evita nel Mezzogiorno il fallimento dell´azione pubblica e l´instaurarsi negli Enti di sistemi d´impresa illegali.

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Banchetto nella sede di Scienze politiche Ancora tensioni alla Statale, torna la polizia (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Gli scontri Insulti e intimidazioni per la raccolta di firme sulla proposta dei tornelli alle entrate Banchetto nella sede di Scienze politiche Ancora tensioni alla Statale, torna la polizia Statale, il giorno dopo i tafferugli. Ancora proteste e ancora tensioni. Questa volta nella sede distaccata di Scienze politiche. Un gruppo di giovani, con tanto di caschi in mano, si è schierato davanti al banchetto di Azione Universitaria «per un accesso controllato in ateneo». Insulti, intimidazioni. Da una parte e dall'altra. Così è stato di nuovo necessario l'intervento degli agenti in borghese per evitare uno scontro tra le due fazioni. Mentre dentro e fuori la Statale si susseguivano le dichiarazioni. Qualcuna a favore della protesta (Marco, studente del collettivo: ci insultano, ci chiamano vandali e ci definiscono incivili) e qualcun'altra contro (il vicesindaco De Corato: inaccettabili queste intimidazioni). Nel frattempo sono state raccolte «quasi trecento firme per la petizione». Due camionette della polizia davanti all'entrata. Agenti della digos dentro la Facoltà. «Siamo sotto scorta»», denuncia Carlo Armeni, rappresentante dei giovani di An. Perché «senza di loro non possiamo muoverci». Dopo via Festa del Perdono, la raccolta di firme arriva anche in via Conservatorio. E con queste nuove accuse, nuove tensioni. Una ventina di studenti dei collettivi sono arrivati davanti al banchetto con i caschi. Minacce e insulti. «Vi aspettiamo fuori». Oppure: «Fascisti fuori dalla Statale». E c'è chi accusa: «Ci hanno fotografato per seguirci». Ma dai ragazzi di sinistra la risposta è la stessa: «Falsità. Ci chiamano vandali e imbrattatori». E anzi, «loro sono i primi a far entrare estranei nelle università». Solo gli agenti hanno riportato la calma. «Questo non è uno Stato di polizia», ribadiscono i collettivi. Ma il rettore Enrico Decleva è stato chiaro: «Tutto per evitare tafferugli». Le richieste dei giovani di destra sono le stesse: «Dobbiamo fermare i vandali che operano nell'università». Perché secondo loro «il consiglio di amministrazione ha conteggiato i danni dello scorso anno ». Furti e vandalismi per 35 mila euro. «Solo la porta dell'Aula Magna scardinata durante una tentata occupazione è costata 10 mila euro». E De Corato invita «le autorità accademiche a prendere provvedimenti affinché sia rispettata la libertà di espressione». E le tensioni continuano. B.Arg.

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Parigi, lanci di scarpe e flash mob contro la riforma dell'università (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 05-03-2009)

Argomenti: Class Action

in Francia studenti, ricercatori e professori uniti nella contestazione Parigi, lanci di scarpe e flash mob contro la riforma dell'università L'ex leader sessantottino Daniel Cohn Bendit: «Ogni epoca contesta con i mezzi a disposizione» Uno studente durante un'assemblea contro la riforma dell'Università (dal sito dell'Unef) PARIGI Finiti i tempi delle barricate e dei cubetti di porfido strappati al selciato per scagliarli contro la polizia. A Parigi, nel quartiere latino, nei dintorni della Sorbona, teatro di scontri del maggio '68, studenti, ricercatori e professori protestano uniti contro la riforma della ricerca e dell'università lanciando scarpe al ministero, organizzando flash mob in piazza e lezioni in metrò. «Ogni epoca commenta l'ex leader sessantottino Daniel Cohn Bendit esprime la contestazione con i mezzi a disposizione». FLASH E l'alter-contestazione è cominciata quando i ricercatori universitari, al centro di una riforma che impone tagli di personale e stravolgimenti strutturali, hanno intuito che le manifestazioni non bastavano più. «I nostri comunicati stampa spiega Isabelle This-Saint-Jean, 45 anni, insegnante di economia e ricercatrice all'Universita di Parigi 13, presidente del collettivo "Salviamo la Ricerca" erano insufficienti. Così abbiamo trasformato la protesta in happening». Ecco allora il flash mob a Place Saint Michel: tutti per strada a leggere un libro. A voce alta, tra turisti attoniti. Cinque minuti e via tutti. O ancora, appuntamento al ministero della ricerca per il lancio di scarpe vecchie, ispirandosi al giornalista iracheno che prese di mira George W. Bush. Con tanto di declinazione in video-game. Non è finita. Pantheon, a due passi dalla Sorbona: professori, ricercatori e studenti in piazza per leggere passaggi della Divina Commedia, dei libri di Italo Calvino, Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini, Galileo Galilei. In francese e in italiano. Oppure, lezioni improvvisate in stazione o in metrò, dandosi appuntamento sempre via Internet, nei forum, per email o via sms. GUERRIGLIA Azioni provocatorie che si consumano in tempi rapidi. Mordi e fuggi. Guerriglia ben diversa da quella praticata 41 anni fa dagli studenti parigini. Li guidava Daniel Cohn Bendit, oggi europarlamentare: «Ognuno sceglie il modo migliore per contestare il proprio dissenso: lancio di scarpe, flash mob, sono forme di protesta attuali. Anche loro simbolizzano un'epoca, la loro. Non spetta a me giudicare, ma di certo noi non potevamo sfruttare un'arma efficace come Internet». Nel '68, il dissenso passò così per la violenza. «Il nostro continua This-Saint-Jean è un movimento più maturo. Riscopriamo l'impegno collettivo della rivolta idealista e non ideologa. Non credo ci sia spazio per la violenza, ma se il malessere si propagasse ad altri settori della società, come avvenne nel 2006 per i contratti di primo impiego, allora la contestazione potrebbe evolvere». OCCUPAZIONI I primi segnali sono già nell'aria. Accanto alle azioni ironiche, continuano scioperi e manifestazioni classiche. Il 26 febbraio, erano in 100mila in piazza, in tutta la Francia. Gli studenti ormai rivendicano il blocco della riforma universitaria. Il 19 febbraio, hanno occupato la Sorbona, per qualche ora, prima dello sgombero delle forze dell'ordine senza incidenti. «Gli happening spiega Juliette Griffond, 26 anni, studentessa in comunicazione politica, portavoce del sindacato degli studenti Unef servono a cadenzare un movimento duraturo. Siamo in una società di comunicazione e sfruttiamo i mezzi a disposizione per far passare il messaggio. Ma la manifestazione resta prioritaria per esprimere il dissenso». Insomma, la vittoria mediatica non basta. Appuntamento quindi di nuovo in piazza, il 5 e il 19 marzo. Lo lotta continua. Alessandro Grandesso stampa |

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Piano d'edilizia sociale: avviare subito i programmi (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Class Action

Commenti congiuntura Piano d'edilizia sociale: avviare subito i programmi Aldo Carbone* Nell'attuale fase di crisi recessiva che investe in misura diversa ogni settore e determina la riduzione generalizzata dei consumi e della produzione, il comparto edilizio si trova a fare i conti con un progressivo peggioramento occupazionale e necessita di pronte azioni di supporto. Tra queste occupano un posto importante la realizzazione dei progetti delle infrastrutture e di quello del Piano Casa, varato nell'estate dello scorso anno ma ancora in attesa del decreto attuativo per difficoltà legate all'utilizzo delle risorse finanziarie. Il Dpcm dovrebbe essere finalmente sottoscritto e trovare piena adesione per l' immediata realizzazione dei programmi residenziali ed infrastrutturali previsti. Solo tempi rapidi possono incidere positivamente nelle azioni collettive degli operatori e dei cittadini contribuendo alla ripresa economica e alla creazione di un clima di maggiore fiducia. Riguardo ai contenuti del decreto attuativo l'Agci abitazione (Associazione Generale Cooperative Italiane) intende sottolineare alcuni elementi fondanti degli obiettivi da perseguire per risolvere l'emergenza abitativa ed in particolar modo riguardo all'edilizia sociale. Agci Abitazione, ribadisce che in presenza di una crisi che colpisce maggiormente le fasce deboli, l'edilizia sociale, nell' articolazione del Piano Casa e nelle sue linee di intervento, debba assumere un significativo rilievo affinché sia perseguito l' obiettivo prioritario, cioè dare un'adeguata risposta al fabbisogno abitativo di quei cittadini che non hanno la possibilità di accedere al libero mercato o di quei soggetti costantemente alla ricerca di un' abitazione in locazione a canone sostenibile. In considerazione delle prevalenti finalità sociali che il Piano Nazionale di Edilizia Abitativa si prefigge, si ritiene che le risorse finanziarie assegnate all'Edilizia Sociale dovrebbero privilegiare la promozione di programmi integrati d'iniziativa pubblica per la realizzazione di abitazioni a costi contenuti, differenziate per tipologie, sia in locazione che in proprietà convenzionata, utilizzando fino al loro esaurimento aree di proprietà pubblica. Tale condizione può costituire un volàno per un notevole incremento di offerta abitativa integrata, nella quale si combini la convergenza di risorse private, unitamente a quelle di Fondazioni Bancarie, cofinanziamenti statali e regionali e risorse della Cassa Depositi e Prestiti. Solo in presenza di capacità operative e sinergiche pubblico private che rendano immediata la fattibilità dei programmi di edilizia sociale si potrà incidere, nelle condizioni di crisi complessiva, sulla ripresa dei processi produttivi del settore e cominciare a risolvere l'emergenza abitativa . * presidenza nazionale Agci Abitazione con delega per il?Mezzogiorno del 06-03-2009 num.

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pressing su cammarata "non insabbi l'inchiesta" - sara scarafia (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina II - Palermo Pressing su Cammarata "Non insabbi l´inchiesta" Anche l´Mpa chiede al sindaco di presentare la querela L´indagine sull´Amia Quattro giorni di tempo per evitare la prescrizione del reato contestato agli ex vertici Le associazioni "La città deve sapere di chi sono le colpe della cattiva gestione" SARA SCARAFIA Frastornato da un coro di voci sempre più insistenti, pressato da opposizione, associazioni, comitati e adesso anche da un pezzo di maggioranza, il sindaco Diego Cammarata è a un bivio: non gli restano che quattro giorni per presentare querela contro gli ex vertici dell´Amia sotto inchiesta per falso in bilancio, pena lo stop dell´indagine per scadenza dei termini. Se il primo cittadino ha scelto il silenzio sulla vicenda, ieri l´Mpa, partito di maggioranza, ha deciso invece di uscire allo scoperto. Con una nota ufficiale, firmata da Salvatore Lentini e Francesco Musotto, il partito del governatore Raffaele Lombardo chiede al sindaco di querelare gli ex vertici Amia: «Cammarata difende ciò che logicamente non si può difendere. Al di là della strumentalità dell´operato delle opposizioni in Consiglio comunale, ci sembra fuori luogo l´orientamento della giunta di voler ignorare il danno politico e di immagine che ha rappresentato per tutta la politica cittadina il deficit di bilancio dell´Amia». Una posizione netta, che ricalca quella dei partiti di opposizione, Pd ed Italia dei Valori in testa, che hanno raccolto più di duemila firme per portare in Consiglio comunale una delibera di iniziativa popolare che spinga il primo cittadino a presentare querela. «Un atto doveroso», anche secondo i comitati cittadini che operano in città. Per Sandro Gulì, portavoce del comitato Spazio pubblico che si batte per la pedonalizzazione di piazza Bellini, la decisione del sindaco non può che essere quella di querelare: «L´Amia non è una società privata - dice - siamo noi cittadini gli azionisti e Cammarata deve fare in modo che la città sappia cosa è accaduto e se qualcuno ha truccato i conti». La pensa così anche Davide Ficarra, animatore del sito internet Isolepedonali. org: «Cammarata non può mettere al di sopra dell´interesse collettivo l´interesse di parte. Da un lato si fa cassa tagliando a man bassa il sostegno alle categorie deboli, dall´altra si difendono i colletti bianchi». Chiede a Cammarata di non voltare la testa dall´altra parte, anche Riccardo Colaianni, fondatore del comitato No al muro circonvallazione: «Abbiamo diritto di sapere la verità - dice Colaianni - abbiamo diritto di conoscere a fondo le contestazioni mosse dalla magistratura, che per ora capiamo solo in parte». Pressano il sindaco perché prenda posizione e non lasci morire l´inchiesta penale, pure Italia Nostra («è una questione di rispetto per la città», dice il presidente Piero Longo) e le associazioni dei consumatori. Con l´Adiconsum che annuncia che non si arrenderà: «Darò mandato all´avvocato Alessandro Palmigiano - dice Benedetto Romano - di verificare se la nostra associazione può chiedere il risarcimento civile come portatrice di interessi diffusi. Non dimentichiamo che anche se il reato penale viene prescritto, quello amministrativo va avanti». Se associazioni e comitati invitano il sindaco a querelare a gran voce, industriali e commercianti sono più cauti. Per Roberto Helg, presidente di Confcommercio, la decisione spetta solo al sindaco: «Non credo sia una questione sulla quale può intervenire l´opinione pubblica - dice - deve essere Cammarata a scegliere, assumendosene le responsabilità». Mentre per il presidente di Assindustria Nino Salerno, il nodo centrale non è la querela «ma il risanamento complessivo dell´azienda che deve essere ristrutturata».

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i "colletti sporchi" della nuova mafia - salvo palazzolo (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina IX - Palermo Si presenta il libro di Luca Tescaroli I "COLLETTI SPORCHI" DELLA NUOVA MAFIA Un´analisi sul ruolo dei manager dei boss sul fronte finanziario e la testimonianza di Caselli sulle difficoltà di investigare negli affari tra Cosa nostra e politica SALVO PALAZZOLO C´è una mafia che non fa notizia. Perché non spara, e neanche chiede il pizzo. Perché non sembra preoccupare poi tanto chi amministra la cosa pubblica, e in verità neanche la società civile è poi così attenta. è la mafia dei colletti bianchi quella che continua a non essere nell´agenda dell´attualità. Un motivo dovrà pur esserci. Hanno cercato di scoprirlo due persone che per varie ragioni si sono occupate dei misteri più reconditi dell´organizzazione mafiosa, il magistrato Luca Tescaroli e lo scrittore Ferruccio Pinotti. Hanno deciso di fare insieme un viaggio lungo l´Italia dei colletti bianchi. Quelli che loro hanno chiamato "Colletti sporchi", titolo del libro che firmano per la collana "Futuro Passato" di Bur. Il volume verrà presentato questa sera, per iniziativa dell´associazione culturale "Falcone Borsellino", nell´aula magna della facoltà di Giurisprudenza (ore 20.30). Quella domanda, sul perché del silenzio attorno ai crimini commessi dai colletti bianchi, verrà girata ai magistrati della Procura di Palermo Roberto Scarpinato, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, impegnati in diverse indagini e processi sulle relazioni pericolose che legano insospettabili agli interessi mafiosi. Quella domanda verrà posta al fratello di Paolo Borsellino, Salvatore. Poi a Giorgio Bongiovanni, direttore della rivista "Antimafia duemila". Il dibattito è coordinato da Enzo D´Antona, capo della redazione palermitana di Repubblica. "Colletti sporchi" attraversa la storia professionale di Luca Tescaroli, che iniziò la sua carriera di magistrato proprio a Caltanissetta, pochi mesi dopo le stragi del 1992. In Sicilia, ci restò sino al 2000, occupandosi del processo per la strage di Capaci e delle inchieste sui mandanti occulti degli eccidi voluti da Riina. Poi, Tescaroli ha proseguito il suo impegno professionale alla Procura di Roma, dove si è occupato di lotta al riciclaggio, e ancora di delicate indagini di mafia, come quella sull´omicidio del banchiere Roberto Calvi. Il libro non è soltanto il racconto di una lunga esperienza sul campo. è anche una ricerca fra i metodi utilizzati dagli insospettabili complici di Cosa nostra. Tescaroli e Pinotti analizzano tantissimi documenti che arrivano dai processi. Poi incontrano i protagonisti delle inchieste sui colletti bianchi. E allora il libro diventa davvero un viaggio che guarda all´Italia che ha dimenticato la mafia. Dice Nino Di Matteo, che oggi è sostituto procuratore a Palermo dopo aver vissuto a Caltanissetta la difficile frontiera delle indagini e dei processi sulle stragi: «Un primo fattore altamente problematico è la disattenzione della politica nei confronti del fenomeno mafioso, soprattutto quello dei colletti bianchi (�) Un atteggiamento oggettivamente grave che si manifesta nella scelta dei partiti di continuare a candidare nelle loro liste elettorali soggetti che - anche prescindendo dagli esiti delle indagini e dei processi ai quali sono stati sottoposti - hanno certamente avuto significativi rapporti con esponenti mafiosi, accettando la loro interlocuzione, anche su questioni di rilevante interesse pubblico». Dice il procuratore Gian Carlo Caselli, oggi a Torino: «Finché i processi riguardano i mafiosi doc, l´ala militare, non ci sono problemi. Quando si comincia ad andare a fondo, esercitando l´azione penale obbligatoria - secondo il principio che la legge è uguale per tutti - è evidente che non si può non occuparsi di certi reati, ricorrendone i presupposti. Affermare il contrario è pretestuoso: come se i rapporti fra mafia e politica ce li fossimo inventati noi». Strano destino, ricorda Caselli: «Questo è successo a Falcone e Borsellino, che quando cominciano a occuparsi di Ciancimino, dei cugini Salvo e dei cosiddetti Cavalieri del lavoro di Catania, vengono spazzati via con le stragi e i loro metodi cancellati. Succederà in seguito anche a noi: finché ci occupiamo di Riina andiamo bene, ma quando iniziamo a occuparci di Andreotti, Musotto, Carnevale, Contrada e in una fase successiva di Dell´Utri, non andiamo più bene». "Colletti sporchi" è un´analisi di cosa è diventata la mafia oggi. Illuminanti le parole del procuratore aggiunto Ingroia: «La mafia nell´ultimo decennio, anche perché colpita dalle azioni di pressione dello Stato sul territorio, ha progressivamente visto diminuire il gettito delle sue entrate. Quindi si è trovata nella necessità di dover meglio utilizzare e reinvestire i capitali che aveva, il capitale della grande accumulazione posto a riserva nei decenni precedenti». Ecco perché adesso chi diventa sempre più importante non è il mafioso che sta sul territorio, ma il consulente finanziario, capace di maneggiare i soldi e farli fruttare. Questo propone l´analisi di Ingroia a colloquio con Tescaroli e Pinotti. A contare sempre di più è il colletto bianco. è lui il detentore dei segreti che i padrini si sono portati in carcere.

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Contratti, clausole: tutti i rimedi (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Class Action

Soldi & Imprese Diritti & lavoro Contratti, clausole: tutti i rimedi E' ammesso il ricorso in giudizio nell'ipotesi di non adempimento delle regole federico putaturo Il ricorso in giudizio per la tutela dei diritti nascenti dalla parte obbligatoria, per quanto il rapporto di diritto-obbligo intercorra tra i soggetti stipulanti il contratto collettivo, è generalmente ammessa. Nulla esclude infatti l'utilizzo degli strumenti di diritto comune, e in particolar modo, ai sensi dell'articolo 1460 del codice civile, dell'eccezione di inadempimento (Trib. Milano 10 marzo 1993). Il tutto con la deducibilità in giudizio nella forma ordinaria del processo civile. Ciò perché, a seguito della soppressione dell'ordinamento corporativo, ai sindacati, mentre è rimessa la legittimazione a stare in giudizio per la tutela dell'esercizio della libertà e attività sindacale ex articolo 28, legge 300/1970, non è invece riconosciuto un interesse all'applicazione dei contratti collettivi di lavoro, né la legittimazione ad agire, nell'ambito di una controversia collettiva, per l'applicazione di tali contratti, che può essere chiesta solo dai singoli lavoratori nell'ambito di una controversia individuale di lavoro. Quest'ultima si distingue dalla collettiva (non più ipotizzabile per le ragioni anzidette) per la causa petendi e per il petitum: mentre la prima insorge tra i soggetti di un rapporto di lavoro (imprenditore e lavoratore subordinato) a seguito di una domanda tesa a far valere un diritto dipendente dal contratto e mirante a una pronuncia limitata al singolo rapporto, la seconda (in relazione alla quale il difetto di legittimazione ad agire è rilevabile anche d'ufficio in sede di legittimità) è dal sindacato promossa per la tutela di un interesse di categoria e mira a una pronuncia generale da riferirsi a tutti i componenti della categoria interessata e ai relativi rapporti di lavoro (Cass. 6480/1983. Contra, per la possibilità di ricondurre a controversie individuali anche le controversie inerenti posizioni giuridiche attribuite alle parti collettive, in quanto coinvolgenti "diritti di cui sono titolari, direttamente o indirettamente, sia i singoli lavoratori che le loro espressioni sindacali", Pret. Milano 3 agosto 1988; con riferimento Pret.Roma 24 aprile 1983, per cui "tutte le azioni promosse dal sindacato a tutela di interessi collettivi facenti capo ai lavoratori rientrano nella competenza del giudice del lavoro e ( ) alle liti di impulso sindacale si applicano le disposizioni dettate dal legislatore del 1973"). Non solo, la violazione delle clausole obbligatorie può essere sanzionata anche con l'art. 28, Legge 300/1970. Ove il datore di lavoro violi le clausole obbligatorie, è possibile ravvisare in tale condotta un comportamento antisindacale sanzionabile agli effetti di legge (Cass. n. 1598/1987, secondo cui l'articolo 28, legge 300/1979, "reprime qualsiasi comportamento diretto, tra l'altro, ad impedire o limitare l'esercizio dell'attività sindacale e tale può essere certamente l'inosservanza di obblighi contrattualmente assunti ai fini dell'espletamento di questa"). L'affermazione dell'antisindacalità del comportamento datoriale è, tuttavia, condizionata non soltanto alla presa d'atto, sic et simpliciter, del fatto oggettivo della violazione della clausola obbligatoria, ma altresì alla sussistenza anche di altri presupposti. L'antisindacalità non può sussistere ove nella condotta datoriale non sia identificabile la deliberata finalità di screditare ed indebolire l'organizzazione sindacale. La condotta antisindacale può ravvisarsi solo "nei fatti con i quali l'imprenditore tenti ( ) di reprimere il conflitto con il sindacato", non anche in quelli con i cui si muova nel conflitto, vale a dire ogniqualvolta la violazione sia il frutto di un'azione (condotta con buona fede e sostenuta da motivazioni oggettivamente valide) antisindacale nel senso di dialetticamente antagonista a quella delle organizzazioni dei lavoratori, di un'azione, cioè, che si muova nella logica di un sistema che, essendo basato sul riconoscimento della libertà sindacale (contrapposta), per definizione è imperniato sul contrasto delle parti (Cass.n.207/1990; Trib. Milano 10 marzo 1990; Pret.Milano 9 ottobre 1989; Pret.Roma 9 luglio 1988). Il semplice fatto della violazione della clausola obbligatoria è sufficiente ad integrare di per sé un comportamento antisindacale solo ove si tratti di una violazione "formale cioè (...) disapplicazione e incondizionata negazione del diritto sindacale contestato"; ma "non si può dire altrettanto quando la pretesa violazione scaturisce da un legittimo dissenso sulla portata semantica della norma (...) fondato su argomentazioni serie e reali" (Trib. Milano 28 febbraio 1994). a cura di Limatola-Avvocati del 07-03-2009 num.

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Aosta riprende la marcia Travolto il San Lorenzo (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Class Action

CALCIO A CINQUE. AYMAVILLES SCONFITTA Aosta riprende la marcia Travolto il San Lorenzo Dopo la sconfitta di sette giorni fa, costata il primo posto in classifica, l'Aosta era attesa alla controprova contro il San Lorenzo di Genova (dove gioca l'ex Rissi). Fermo Gomez per problemi muscolari, la squadra è stata presa per mano dal solito eccellente Egea e ha travolto per 7-2 i liguri. Al 4' è Egea ad aprire le marcature, al termine di un'azione insistita sulla destra. Un minuto dopo, finta dello stesso giocatore, su punizione in favore di De Lima, che raddoppia con una gran botta. I liguri reagiscono e approfittano, all'8', di una dormita collettiva della difesa per andare a segno con Leoni. L'Aosta non accusa il colpo e, dopo neanche 5', Luzio mette a segno il terzo gol al termine di un'azione da manuale. Al 16', un tiro libero di Luzio si stampa sulla traversa e rimbalza abbondantemente al di là della linea bianca, ma l'arbitro non è dello stesso avviso. La ripresa si apre al 3' con una splendida azione di Egea, che, con una mezza giravolta, non lascia scampo all'estremo ospite. Passa un minuto e Luzio va ancora a segno con una gran botta dalla distanza. All'8' arriva la sesta rete, che porta la firma di Turelo. Al 13', Rissi, fino ad allora inesistente, si inventa una bella punizione a fil di palo e la palla finisce alle spalle di Faustinelli. Al 18', un gran tiro di Luzio dalla distanza fissa il punteggio finale sul 7-2. L'Aymavilles, impegnato sul campo della capolista Asti, si è difesa con onore, ma a metà ripresa ha abbassato la guardia: dal 3-1, l'Asti ha chiuso sul punteggio finale di 6-1. Di Vona la rete dei valdostani.

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l'equità sociale - lorenzo zoppoli (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina XI - Napoli L´EQUITà SOCIALE LORENZO ZOPPOLI a ppena l´estate scorsa, su richiesta di Pietro Ichino, nella qualità di direttore della "Rivista italiana di diritto del lavoro" (vedi il fascicolo 4/08), ho dovuto fare i conti con un saggio di tre economisti americani (Autor, Katz e Kerney) dove si sosteneva che le crescenti diseguaglianze del mercato del lavoro degli Usa, documentate su un ventennio (1980-2000), avevano vanificato istituti come la contrattazione collettiva e il salario minimo legale e determinato una polarizzazione dei lavoratori ai due estremi della scala salariale, come effetto della concorrenza mondiale e della sostituzione di lavoro umano con tecnologie informatiche. Processi analoghi, secondo alcuni economisti e giuslavoristi, avrebbero interessato anche altri paesi occidentali, in primis l´Italia, determinando la sostanziale scomparsa delle classi medie e delle tutele lavoristiche pensate per tali classi. Dinanzi a queste previsioni molti ieri dicevano: resistere è inutile, l´unica è adeguarsi prima possibile, rendendo il lavoro più produttivo anche a costo di smantellare tutele legali e sindacali. Oggi questa ricetta ha perso molto del suo valore. Il mercato del lavoro americano ha accusato con troppa immediatezza la crisi economico-finanziaria, facendo registrare un aumento della disoccupazione di oltre il 2,5 per cento in meno di un anno, cioè più di 4 milioni di persone. In Europa invece la situazione è diversa: recenti ricerche attestano che la contrattazione collettiva è mediamente efficace nell´attenuare le diseguaglianze salariali e che servizi pubblici estesi e contrattazione collettiva centralizzata sono i mezzi migliori per assicurare buone condizioni di vita diffuse, tutela contro l´inflazione e conservazione dell´occupazione. Non meraviglia allora che i primi passi di Obama marchino una forte discontinuità proprio nella politica economica e negli indirizzi delle politiche sociali. In occasione della presentazione del budget federale (26 febbraio) un passo del President´s Message ha colpito i commentatori: «Dobbiamo mettere da parte le ideologie e smetterla di chiederci se il governo è troppo grande o troppo piccolo, se è il problema o la soluzione. Quel che conta è solo se lavora per il popolo americano». In queste parole c´è di sicuro una rivoluzione culturale, prima che politica (come sottolineava Eugenio Scalfari domenica scorsa). Ma occorre capire cosa comportino in concreto e quanto veramente il programma di Obama rechi tracce del modello sociale europeo o, addirittura, di socialismo. Non sconvolgono le misure contro le discriminazioni delle donne né gli aumenti dei sussidi di disoccupazione, che rientrano nelle tradizioni americane. Invece si segnalano forti novità in tema di sanità pubblica (da estendere a tutti), scuola (da migliorare nella qualità media) e investimento ambientale (i green jobs), nonché per i piani di finanziamento (aumentare le aliquote sui redditi più alti fino al massimo del 39,6). Rimarchevoli sono anche i programmi di nuove assunzioni nelle amministrazioni pubbliche e la destinazione di spese pubbliche per settori che utilizzano lavoro regolamentato, con un indiretto sostegno al sindacato. Di rilievo addirittura epocale è l´impegno a riformare la legislazione di sostegno all´azione sindacale nei luoghi di lavoro. Ma tutto ciò è ancora poco per dire che gli Usa si avvicinano al modello sociale europeo. E poi a quale modello sociale europeo? Anche se questo modello, nelle linee generali, può apparire nitido a un osservatore d´oltremanica, politiche e regole comunitarie in materia sociale da tempo sono alle prese con problemi assai complessi. Difficile dire se le misure per contrastare la crisi aggiungano o tolgano qualcosa all´Europa sociale. C´è un serio rischio di ritorno indietro rispetto al progetto di costruire un´Europa senza confini per le imprese e per il lavoro, se quel progetto non consente di aumentare ricchezza e tutele per tutti. Anche se è da escludere che quel progetto possa riuscire meglio ai singoli Stati, i quali potrebbero invece dar vita a forme di "neopatrimonialismo", ossia a «un nuovo capitalismo politico, con la proprietà dei beni controllati dalle paretiane classi politiche» (Sapelli, La crisi economica mondiale, Bollati Boringhieri, 2008, p. 37). Perciò la revanche dei nazionalismi, presente anche negli Usa con gli orientamenti al "buy american" (seppure per ora limitati, come ha detto Faux), potrebbe significare nell´Unione europea quel che Panebianco riferiva a Obama dalle colonne del "Corriere della Sera" del primo marzo: lo Stato-Robin Hood sconfigge lo sceriffo di Nottingham-Ue, ma senza riuscire a realizzare più equità sociale. Anche per questo, seguendo la complessa emersione di nuove politiche sociali da realizzare con istituzioni e regole nuove, si apre un altro fronte di riflessione, questa volta soprattutto giuridica. A quale livello di governo è opportuno produrre le nuove e, si spera, più omogenee regole a tutela della coesione sociale? Siamo sicuri che siano gli Stati nazionali a recuperare terreno? O, piuttosto, come suggeriscono giuristi (Irti) e sociologi (Sassen), il nuovo spazio della regolazione giuridica non sarà né globale né nazionale, bensì un´assoluta novità?

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Arco della Pace, class action contro la L oro (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-09 num: - pag: 1 autore: di ARMANDO STELLA categoria: REDAZIONALE Comitato chiederà i danni da rumore a Palazzo Marino Arco della Pace, class="hilite">class="term">class class="term">action contro la «movida» L oro vogliono l'isola pedonale all'Arco della Pace e il Comune ha congelato il progetto. Le telecamere anti-traffico? «Solo promesse, annunci...». Chiedevano una stretta sui locali, i residenti, controlli anti-rumore e orari ridotti per i dehors: «è successo il contrario». Sconfitti su tutta la linea, ora tutt'insieme contro il sindaco: l'associazione ProArco Sempione avvia un'azione legale collettiva per avere il risarcimento dei danni da movida. Non sono bastate le ultime rassicurazioni della Commissione sicurezza, gli impegni declinati al futuro tipo «studieremo un piano», «elimineremo le strisce blu», «predisporremo più controlli dei vigili...». La risposta è affidata allo studio Preti Tosi e Andolfato: class="term">class class="term">action. CONTINUA A PAGINA 2

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Arco della Pace, abitanti in rivolta. (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Guerra ai locali della «movida» Arco della Pace, abitanti in rivolta. class="hilite">«Class class="term">action contro i danni da rumore» SEGUE DA PAGINA 1 E con questa fanno due. Dopo l'esposto depositato in Procura dai comitati dei residenti sui Navigli, arriva la causa collettiva degli abitanti all'Arco della Pace. è la ribellione alla «vita notturna fuori controllo». Questione di decibel, degrado, traffico e stress indotto. Così è Milano, se vi pare. La movida di corso Sempione è «esplosa» negli ultimi anni, quartiere di culto dei giovani bene accanto a corso Como e alla zone Romana e Tortona. La sfida è ormai un classico: residenti contro gestori dei locali. I primi chiedono l'istituzione di una zona a traffico limitato serale per bloccare l'ingresso degli avventori dei locali e alleggerire così il peso sul quartiere. La risposta dei gestori dell'AscoSempione è un manifesto: «No alla desertificazione della città». Il Comune sta nel mezzo, prova a mediare gli interessi. Incassi e insonnia, divertimento e riposo. Armando Stella

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Travolti dagli Animal Spirits (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2009-03-08 - pag: 29 autore: Capire la crisi / 2 Travolti dagli Animal Spirits di Giorgio Barba Navaretti W all Street si è ubriacata. Definizione sintetica delle cause della crisi finanziaria, secondo George W. Bush. Ma per capire come mai la Borsa sia ubriaca e perché il Governo americano abbia permesso che ciò avvenisse abbiamo bisogno di una buona teoria economica. Molti contributi hanno riflettuto sull'incapacità degli economisti a spiegare l'ecatombe di questo periodo. Il risultato è stato un dibattito a volte un po' sterile sui meriti della mano invisibile nel generare efficienza e crescita sostenibile. Sterile, in quanto fondato su visioni contrapposte sulla razionalità degli attori economici, ipotesi di base del risultato di efficienza dei mercati. è chiaro che osservando l'ottovolante dei mercati di questi giorni e il rapidissimo mutamento delle opinioni di imprenditori, investitori, consumatori da un'attitudine euforica a un pessimismo devastante è difficile credere ancora nella razionalità. Ma le visioni manichee non sono in grado di dare una sintesi adeguata su come va il mondo. Un passo avanti lo fanno George Akerlof, professore a Berkeley e premio Nobel dell'economia nel 2001 e Robert J. Shiller, professore a Yale e attento studioso dei mercati finanziari. Secondo loro la razionalità spiega circa un quarto delle azioni economiche rilevanti. Il resto è guidato dagli Animal Spirits di keynesiana memoria, l'attitudine degli individui a flirtare con l'ambiguità, che guida le decisioni di investimento quando l'incertezza impedisce di essere razionali. Queste motivazioni non economiche sono umorali e soggette a mutamenti improvvisi, che trascinano le economie verso l'alto e verso il basso. Se la razionalità è una buona guida in tempi normali, lo è meno in situazioni di stress positivo (le bolle speculative) o negativo (le crisi). Non abbiamo previsto la crisi, né riusciamo a uscirne perché non teniamo conto di questo fattore. Proviamo a essere concreti. Pensiamo ad esempio al ruolo della fiducia, interpretata sia come speranza nel futuro (nel senso inglese di confidence) che di credere nel prossimo ( trust). Ora, la riscoperta di Keynes ci dice che un forte aumento della spesa pubblica dovrebbe avere un effetto moltiplicatore (appunto keynesiano) sulla spesa privata e rilanciare la domanda e l'economia nel suo complesso.Ma la dimensione del moltiplicatore dipende dal comportamento degli individui. L'effetto della costruzione di un ponte dipenderà da quanto le imprese siano disposte a investire in macchinari con i proventi dell'appalto, quanto gli ingegneri o gli operai desiderino convertire i propri salari in consumi e così via. E questa propensione dipende in modo cruciale dalla fiducia che imprese, ingegneri e operai hanno sul futuro andamento dell'economia ( confidence) e nei confronti degli altri attori economici ( trust). Tanto più bassa è la fiducia,tanto minore è il moltiplicatore degli investimenti pubblici. La caduta dei corsi di Borsa con cui sono stati accolti i piani di intervento di Obama e dei governi europei illustra il nesso molto preciso tra Animal Spirits e crollo della produzione industriale e aumento della disoccupazione. Ma anche quest'attitudine può essere razionale. Se le previsioni sono nere, io non investo. Certo, ma meno razionale è l'oscillazione tra ottimismo e pessimismo. Com'è possibile che oggi nessuno voglia titoli che fino a un anno fa o poco più tutti comperavano senza chiedere un premio per il rischio? Com'è possibile che anche i primi fondamenti su cui erano basate le decisioni di investimento, ad esempio che l'economia continuasse a crescere, non sono più tali e che tutti navighino in una disarmante incertezza? Nel suo discorso inaugurale Obama ha ricordato che gli americani sono gli stessi di un anno prima, con la stessa capacità di fare, produrre e ingegnarsi. Vero, ma gli Animal Spirits sono cambiati. Ed è un problema di azione collettiva, nel senso che se anche un individuo o una minoranza muta il proprio sentimento e decide di investire, se nessuno o pochi altri lo seguono la sua azione è un suicidio. I mercati si fondano su processi decisionali decentrati. Riprenderanno a crescere solo quando un numero sufficiente di individui tornerà ad avere fiducia. Che può fare lo Stato in queste condizioni? Come evitare che gli istinti si consolidino in un tragico pessimismo auto-distruttivo? Per Shiller e Akerlof, la soluzione passa dai mercati finanziari. Le autorità devono usare tutti gli strumenti di cui dispongono per riattivare flussi di credito compatibili con una crescita positiva. Una regola da buon pedagogo: sufficiente benzina per la macchina, ma niente alcool per il guidatore. Wall Street deve tornare sobria. Ma non dimentichiamo che per smaltire la sbornia deve cambiare il sentimento degli individui. In un clima di fiducia depressa la mancanza di credito non è solo imputabile all'offerta, le banche, ma anche alla domanda, le imprese, le famiglie: a che serve il credito quando non si vuole investire né consumare? Per questo un altro passo essenziale è eliminare dall'immaginario collettivo gli spettri che alimentano la mancanza di fiducia, convincere il sistema che alcuni dei buchi neri di questa crisi, ad esempio i famosi titoli tossici, sono stati riempiti e coperti. Forse allora la razionalità riguadagnerà terreno sugli Animal Spirits. barba@unimi.it 1 George A. Akerlof e Robert J. Shiller, «Animal Spirits. How Human Psychology Drives the Economy and Why it Matters for Global Capitalism», Princeton University Press, Princeton, pagg. 230, $ 24,95. La teoria di Keynes sull'irrazionalità della finanza aggiornata dal Nobel Akerlof e da Robert Shiller In caduta libera. Disegno della copertina del libro «Animal Spirits» di George A. Akerlof e Robert J. Shiller

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L'esperto che incastra i writer (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

il caso Una banca dati per la guerra ai vandali dei muri Nel mondo Vercelli L'esperto che incastra i writer Spagna, un "critico" riconosce la firma dei graffitari e li denuncia GIAN ANTONIO ORIGHI Ragazzine scrivono «Ti amo» sul muro: multate MADRID Tempi duri per i graffitari di Sabadell che riempiono ogni spazio libero con i «tags», come sono chiamate in gergo le loro firme. Per la prima volta in Europa, i seguaci di Basquiat rischiano il carcere per una geniale idea della polizia locale. Quale? Un gruppo di certosini agenti, muniti di macchine fotografiche, ha fotografato tutti i tags, ha creato una banca dati ad hoc e poi l'ha passata ad un perito calligrafico del tribunale locale, che ha identificato gli autori come se ponessero la loro firma in un documento. Poi si sono appostati e hanno sorpreso in flagranza di tags quattro ragazzi, i più scatenati, che sono stati denunciati alla magistratura per tutti i loro geroglifici sparsi per la città (oltre novanta), non solo per quello che stavano siglando. Ma c'è di più: è stato lo stesso comune di Sabadell, cittadina dell'hinterland barcellonese situata a venti chilometri a nord-est della metropoli, con 200 mila abitanti, a presentare la denuncia poi ratificata da 70 cittadini. class="hilite">Una specie di class-class="term">action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà sì che l'intera operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte. Il comune che mette con le spalle al muro gli autori di coloratissimi autografi su muri, panchine, garage, autobus è di destra? Niente affatto, è governato con maggioranza assoluta dal partito socialista del premier Zapatero. «Da tempo ricevevamo le proteste dei cittadini che non ne potevano più di graffiti - spiega Joan Manau, vice-sindaco e responsabile della sicurezza urbana, 46 anni, di professione pianista -. Le multe agli autori delle scritte sui muri, che oscillano dai 400 ai 1.200 euro, non erano mai state efficaci e la ripulitura ci costava ogni anno oltre 200 mila euro. Così, quando un agente ha notato che moltissimi tags si ripetevano, è scattata l'operazione "Mancha". Un gruppo di cinque agenti si è dedicato, dal febbraio al luglio scorso, a fotografare tutti i tags della nostra città». La novità è stata quella di passare il date-base fotografico ad un perito, Jesús Delgado, che li ha analizzati. Assicura l'esperto: «Il metodo è lo stesso che utilizziamo per l'analisi di firme o altri scritti». Una volta verificati tutti i tratti e le inclinazioni, l'autore è stato identificato senza ombra di dubbio. Non rimaneva che beccare i firmaioli scatenati per dare un nome ai writers. L'istruttoria è ancora segreta, non si sa chi siano gli imputati, ma pare che la voglia pazza della firma venisse a tutte le ore del giorno, soprattutto quando andavano a zonzo per la città. La trovata non sarebbe stata rivoluzionaria se la magistratura di Sabadell non avesse accettato come prove la perizia calligrafica. Superato l'ultimo scoglio, Manau ha trionfato perché il sistema permette di punire gli autori dei «tags» come reato continuato. Ancora: l'operazione Mancha è costata quasi niente, perché gli agenti erano già pagati ed il perito calligrafico, visto che era il primo caso del genere, ha chiesto una parcella simbolica. «La democrazia significa libertà ma anche rispetto dello spazio pubblico e privato», sentenzia sicuro il vice-sindaco zapaterista. In una Spagna ove le 7 principali città spendono ogni anno la bellezza di 13 milioni di euro per ripulire i muri, Sabadell ha imboccato anche la strada della (intelligente) tolleranza. «Noi differenziamo i "tags" dai murales, o graffiti artistici - precisa orgoglioso Manau -. Basta che i writers si rivolgano all'Assessorato alla Gioventù per sapere dove ci sono spazi pubblici per dar sfogo alla loro vena creativa. Ne abbiamo 3 a loro disposizione». Una strada scelta anche dalla andalusa (e socialista) Jaén, il cui comune non solo concede spazi pubblici ai grafiteros, ma mette a loro disposizione persino corsi di pittura murale. L'Operazione «Mancha» ha fermato i pasdaran delle firme? «È presto per dirlo, ma sicuramente avvertiremo l'effetto quando sarà resa pubblica la sentenza», si schermisce, prudente, il nemico pubblico n. 1 dei taggers. Intanto, in attesa della sentenza, la mania della firma selvaggia non demorde. Su Internet gira la sfida di siglare un vagone della vigilatissima Tav, la preda più ambita. Il premio per il vincitore? Ben 6 mila euro. Italia Nella nuova legge antiwriters scatta il carcere per chi «colora» monumenti (da 3 mesi a un anno). Negli altri casi la sanzione va da uno a 6 mesi, le multe arrivano a 1000 euro. Sentivano il bisogno di testimoniare il loro amore per il loro ragazzo e non hanno trovato di meglio da fare che scriverlo sui muri del deposito autocorriere di Vercelli: una scritta lunga 40 metri su tre righe, in inchiostro nero, per dire «vorrei tu fossi mio», «ti amo, mi manchi troppo» e simili. La discutibile impresa romantica è stata autofilmata, ed è ovviamente finita su Youtube. Ma il bisogno di mettersi in mostra sulla bacheca informatica di tutte le fesserie giovanili è stata una mossa falsa. Perché la ditta delle corriere ha presentato denuncia e la Squadra Mobile ha individuato le giovanissime graffitare proprio grazie al Web. Le «colpevoli» sono cinque ragazzine vercellesi, di età comprese tra i 16 e i 17 anni. Quando la polizia si è presentata, le giovani hanno immediatamente confessato e, spaventatissime, si sono dichiarate disposte a cancellare le scritte. Sono tuttavia state denunciate al Tribunale dei minori di Torino con l'accusa di deturpamento di muro pubblico.

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Scontri autonomi-Fuan all'Università di Torino (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

La raccolta di firme per le liste ha innescato la violenza. La polizia carica: tre giovani fermati e sei agenti feriti Scontri autonomi-Fuan all'Università di Torino TORINO. Torna la violenza all'Università di Torino. E' ancora la raccolta di firme per le liste universitarie a innescare la miccia, come due anni fa: un centinaio di autonomi, infatti, ieri mattina, voleva impedire a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà Umanistiche, l'operazione ai militanti del Fuan-Azione Universitaria. Il bilancio dei tafferugli è di tre giovani portati in Questura per essere identificati e sei agenti Digos feriti, uno dei quali alla testa. Dei tre studenti, uno di 31 anni è stato arrestato per violenza, resistenza e lesioni e un altro è stato denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Una terza ragazza è stata identificata e poi lasciata andare. Incidenti quasi annunciati, perché era chiaro da tempo come l'operazione di raccolta firme da parte del Fuan-Azione universitaria avrebbe scatenato la reazione dei militanti del Cua (Collettivo universitario autonomo), come era successo alle precedenti elezione dei rappresentanti degli studenti a Palazzo Nuovo, Facoltà Umanistiche. A riprova di ciò, era stato allestito un nutrito servizio d'ordine con carabinieri e polizia a protezione del banchetto di raccolta firme posizionato proprio nell'atrio di Palazzo Nuovo. I manifestanti, un centinaio, non riuscendo a raggiungere i rappresentanti del Fuan a causa del cordone di sicurezza allestito dalle forze dell'ordine, hanno cominciato a lanciare oggetti contro gli agenti e anche due bombe carta, una delle quali è scoppiata davanti al volto di un poliziotto. Le forze dell'ordine hanno risposto con alcune cosiddette «cariche di alleggerimento», per disperdere almeno una parte dei giovani che si trovavano all'interno dell'edificio, compresi i militanti del Fuan che raccoglievano le firme, fatti uscire dall'atrio.

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guardando con gli alunni i pianisti al lavoro - corrado augias (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

C aro Augias, il 24 febbraio ho accompagnato una quinta scientifico milanese a Montecitorio. Dopo una visita all'edificio ci siamo seduti in tribuna. Presi dallo sconforto: numerosi assenti, molti si alzano a parlare, qualche parlamentare va su Facebook. Per il "mille proroghe" il governo ha chiesto la fiducia, è tutto deciso. Sento parlare di uranio impoverito, di militari che si ammalano e muoiono per gravi forme tumorali: chissà dove sono ministri e sottosegretari che si sono battuti per la vita di Eluana. Tra i banchi del governo c'è un sottosegretario che sfoglia annoiato delle carte. Il tabellone in pochi secondi comunica: votazione aperta, votazione chiusa, risultato. In pochi secondi la Camera rimanda a chissà quando i regolamenti per risarcire famiglie di militari morti per uranio impoverito, class="hilite">decreti sulla sicurezza dei posti di lavoro dove ogni giorno qualcuno cade o brucia vivo, proroga la Class Action per i diritti dei consumatori. Chissà quante altre sedute come questa, nell'indifferenza della maggioranza che ha già deciso altrove e dell'opposizione che ha troppe beghe interne da curare. I ragazzi mi fanno notare che qualche pianista è al lavoro. Troppo nobile la parola pianista. Penso alle mie rare assenze in 28 anni di lavoro nella scuola e al fatto che sono a Roma, responsabile 24 ore su 24 dei miei allievi, senza nemmeno un euro di diaria. I ragazzi sono disgustati. Uscendo dal Parlamento, col magone, come diciamo a Milano, mi domando: i valori che con grande fatica cerchiamo di trasmettere ai giovani dove sono finiti? Anna Riso annariso@hotmail.it P arecchi mesi fa avevo già pubblicato una lettera di contenuto simile. Altri insegnanti che avevano accompagnato i loro alunni per mostrargli dal vivo come funziona la democrazia, erano usciti sconcertati (uso un eufemismo) da Montecitorio. Rivolsi una domanda all'allora presidente Fausto Bertinotti chiedendo se non fosse il caso, data la situazione, di sospendere queste visite in fondo controproducenti proprio per la democrazia. Il presidente rispose che andava bene così e che le visite dovevano continuare. Ora la prof Anna Riso ripropone lo stesso problema con piena ragione. La sua lettera era più lunga e ricca di altri episodi la cui vista, in nome della democrazia, dovrebbe essere proibita ai minori. Certo sospendere le visite sarebbe un gesto grave. Ma non è detto che proprio la sua gravità non potrebbe agire come un colpo di frusta sui garretti dei distratti, degli indisciplinati, dei troppi che dimenticano in quale aula stanno sedendo e perché. Chissà se il presidente Fini è dello stesso parere del suo predecessore.

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proteste anti-fuan, cariche e feriti mattina di follia a palazzo nuovo - meo ponte (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina IV - Torino Gli slogan Gli striscioni Proteste anti-Fuan, cariche e feriti mattina di follia a Palazzo Nuovo "Fuori i fascisti!", e nell´atrio scoppia una bomba carta Giovane in manette con l´accusa di aver spedito in ospedale un funzionario di polizia Una serie di assalti per allontanare gli autonomi. Botte anche a dipendenti dell´Università MEO PONTE La violenza scoppia all´improvviso nell´atrio di Palazzo Nuovo. Bastano un lancio di uova e l´esplosione di due grossi petardi a far ondeggiare lo schieramento degli agenti del Battaglione Mobile che da due ore fronteggiano i ragazzi del Cua, il Collettivo Universitario Autonomo. La carica della polizia che reagisce alla pressione degli studenti è istintiva e irrefrenabile. è quasi mezzogiorno di ieri e l´Università vive un altro giorno di follia. Difficile capire chi o che cosa abbia originato gli scontri tra polizia, studenti, autonomi e anche qualche dipendente universitario. La mattinata era iniziata sotto un segno diverso. Polizia e carabinieri erano all´Università per impedire lo scontro tra gli studenti dell´area antagonista e i militanti del Fuan-Azione Universitaria, il raggruppamento di destra che, per raccogliere firme per le prossime elezioni in facoltà, aveva deciso di allestire un banchetto proprio nell´atrio di Palazzo Nuovo. I destri diffondono anche un volantino contro il Cda universitario accusandolo di un buco di bilancio di trenta milioni di euro. A scaldare gli animi però basta la loro presenza. Gli studenti reagiscono in modo diverso. Marco e altri del Collettivo di Lettere e Filosofia rispondono con un volantino satirico: «La Digos si presenta alle elezioni universitarie. Di sicuro avranno più candidati del Fuan...». Uno sfottò per chi riesce a entrare a Palazzo Nuovo solo con la scorta delle forze dell´ordine. Quelli del Cua invece la mettono giù più dura. Più tardi illustreranno un dossier sulle organizzazioni studentesche di estrema destra ma per ora intendono cacciare il Fuan dall´atrio. La polizia cerca di controllare la situazione. Dalla questura l´ordine è chiaro: «Evitare disordini, non cadere nelle provocazioni, cercare di abbassare le tensioni». Per ore si cerca di mediare. Intervengono anche docenti come il professor Massobrio che cerca di convincere i ragazzi del Fuan ad andarsene per evitare uno scontro che non serve a nessuno. I destri però tengono duro: «Abbiamo il diritto di restare». Le ore passano mentre la tensione sale. I militanti del Cua sono raccolti dietro uno striscione inequivocabile: «Fuori i fascisti dall´Università». Dalle ultime file parte il lancio di uova che non riesce a raggiungere il banchetto del Fuan. Segue il lancio di un petardo mentre i militanti di destra invitano gli avversari a farsi sotto. La pressione dietro lo striscione aumenta, i funzionari faticano a tenere a freno i loro uomini poi inspiegabilmente parte la prima carica. Ne seguiranno altre «di contenimento», effettuate per sgombrare l´atrio. I bastoni non distinguono. Pierpaolo P. , un tecnico universitario («Antifascista» precisa), riceve un colpo di manganello alla tempia destra e spiega: «Stavo aiutando una ragazza che aveva addosso quattro agenti e mi hanno colpito». La ragazza è Giulia M. che finisce in questura ed è rilasciata solo dopo essere stata identificata. è dopo l´ultima carica che qualcuno dall´esterno lancia qualcosa di più di un petardo, una bomba carta che frastorna tutti quelli che sono ancora nell´atrio e lascia una grossa bruciatura sul pavimento. La polizia conta quattro feriti, i carabinieri debbono portare uno di loro all´ospedale. Anche molti studenti sono pesti e acciaccati. è il momento degli arresti: vengono portate via tre persone. Solo una di loro però sarà arrestata in serata. è Germano Luca, 31 anni, non è nemmeno iscritto all´Università. è accusato di lesioni a pubblico ufficiale (è stato riconosciuto come l´aggressore che ha colpito violentemente un giovane funzionario di polizia spedendolo al pronto soccorso), resistenza e violenza. Per gli stessi reati è denunciato a piede libero Andrea B., che almeno è iscritto alla facoltà.

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petruzzelli, l'ultimatum al cda - raffaele lorusso (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Bari Petruzzelli, l´ultimatum al cda Emiliano: "Basta divisioni. Bondi? class="hilite">Non risponde al telefono" Prosegue la class="term">class class="term">action: pronto un esposto contro sindaco e ministro RAFFAELE LORUSSO «Capisco il disappunto, ma bisogna evitare qualsiasi conflitto». La presa di posizione del vicepresidente della Provincia, Onofrio Sisto («rinunciamo al Teatro Petruzzelli, lasciamolo alla famiglia»), non stupisce il sindaco. Per Michele Emiliano l´origine di tutti i malumori è nella mancata riconsegna del teatro alla fondazione. E se l´assessore regionale Silvia Godelli, che nel cda rappresenta la Regione, dice che quella suggerita da Onofrio Sisto è una linea possibile, il primo cittadino getta acqua sul fuoco. «Capisco tutto, ma è mio dovere mediare fra tutte le posizioni - spiega Emiliano - Le difficoltà di programmare la stagione lirica sono oggettive e l´elevato ostruzionismo del ministro Sandro Bondi e, nel consiglio di amministrazione della fondazione, dell´avvocato Mario Carrieri aumenta le difficoltà e il disagio». Il sindaco non trascura un altro aspetto. Quello che riguarda l´orchestra. «L´ostacolo frapposto in maniera insulsa dall´avvocato Carrieri, dal ministro e dalla Regione al passaggio alla fondazione dell´organico orchestrale della Provincia - spiega - non aiuta a rasserenare gli animi. Spero di riuscire a tranquillizzare tutti». Sull´orchestra Emiliano continua a predicare buon senso. «Da più parti si parla di principi, ma io dico che i principi devono essere applicabili - dice - Si vuole un concorso internazionale? E con quali soldi poi la fondazione dovrà mantenere l´orchestra? Con la soluzione che ci viene prospettata, invece, c´è la possibilità di assorbire l´orchestra della Provincia e di stare tranquilli per tre anni. Non si può sacrificare l´organico che abbiamo utilizzato finora. Senza contare che non sarebbe auspicabile un concorso in piena campagna elettorale. Forse qualcuno vuole una nuova orchestra per creare rapporti di potere, ma questo organico è libero e indipendente». Nonostante tutto, Michele Emiliano spera che tutto si risolva. «In questo momento - osserva - abbiamo bisogno di tutto, ma non di conflitti». Il sindaco attende anche segnali da Roma. Tutti i tentativi di contattare il ministero si sono rivelati finora inutili. Emiliano attacca: «I telefoni del ministero squillano a vuoto. Quando visualizzano il prefisso 080 non rispondono». Intanto è pronto l´esposto in procura che i promotori della class="term">class class="term">action, gli avvocati Alessio Carlucci e Luigi Paccione, hanno promosso per ottenere la proprietà pubblica del teatro. I due legali avrebbero denunciato il sindaco e il ministro per non aver compiuto atti per espropriare il politeama.

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Scontri studenti-agenti (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-10 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Torino Scontri studenti-agenti TORINO — Scontri tra autonomi e sostenitori del Fuan all'università di Torino. A Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, gli studenti del Collettivo universitario autonomo hanno lanciato uova e fumogeni contro la polizia che li separava dai giovani del Fronte universitario d'azione nazionale impegnati nella raccolta di firme per le elezioni. Il bilancio: tre giovani portati in Questura , di cui uno arrestato, sei agenti feriti.

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L'esperto che incastra i writer (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Class Action

MADRID Tempi duri per i graffitari di Sabadell che riempiono ogni spazio libero con i «tags», come sono chiamate in gergo le loro firme. Per la prima volta in Europa, i seguaci di Basquiat rischiano il carcere per una geniale idea della polizia locale. Quale? Un gruppo di certosini agenti, muniti di macchine fotografiche, ha fotografato tutti i tags, ha creato una banca dati ad hoc e poi l’ha passata ad un perito calligrafico del tribunale locale, che ha identificato gli autori come se ponessero la loro firma in un documento. Poi si sono appostati e hanno sorpreso in flagranza di tags quattro ragazzi, i più scatenati, che sono stati denunciati alla magistratura per tutti i loro geroglifici sparsi per la città (oltre novanta), non solo per quello che stavano siglando. Ma c’è di più: è stato lo stesso comune di Sabadell, cittadina dell’hinterland barcellonese situata a venti chilometri a nord-est della metropoli, con 200 mila abitanti, a presentare la denuncia poi ratificata da 70 cittadini. Una specie di class-class="term">action anti-writers senza precedenti e che, in caso di (probabilissima) condanna, farà sì che l’intera operazione, in codice «Mancha» (significa «macchia» in castigliano) non costi un centesimo ai contribuenti, perché saranno i taggers a pagare le spese del perito calligrafico, del processo e in più le spese per cancellare le scritte. Il comune che mette con le spalle al muro gli autori di coloratissimi autografi su muri, panchine, garage, autobus è di destra? Niente affatto, è governato con maggioranza assoluta dal partito socialista del premier Zapatero. «Da tempo ricevevamo le proteste dei cittadini che non ne potevano più di graffiti - spiega Joan Manau, vice-sindaco e responsabile della sicurezza urbana, 46 anni, di professione pianista -. Le multe agli autori delle scritte sui muri, che oscillano dai 400 ai 1.200 euro, non erano mai state efficaci e la ripulitura ci costava ogni anno oltre 200 mila euro. Così, quando un agente ha notato che moltissimi tags si ripetevano, è scattata l’operazione “Mancha”. Un gruppo di cinque agenti si è dedicato, dal febbraio al luglio scorso, a fotografare tutti i tags della nostra città». La novità è stata quella di passare il date-base fotografico ad un perito, Jesús Delgado, che li ha analizzati. Assicura l’esperto: «Il metodo è lo stesso che utilizziamo per l’analisi di firme o altri scritti». Una volta verificati tutti i tratti e le inclinazioni, l’autore è stato identificato senza ombra di dubbio. Non rimaneva che beccare i firmaioli scatenati per dare un nome ai writers. L’istruttoria è ancora segreta, non si sa chi siano gli imputati, ma pare che la voglia pazza della firma venisse a tutte le ore del giorno, soprattutto quando andavano a zonzo per la città. La trovata non sarebbe stata rivoluzionaria se la magistratura di Sabadell non avesse accettato come prove la perizia calligrafica. Superato l’ultimo scoglio, Manau ha trionfato perché il sistema permette di punire gli autori dei «tags» come reato continuato. Ancora: l’operazione Mancha è costata quasi niente, perché gli agenti erano già pagati ed il perito calligrafico, visto che era il primo caso del genere, ha chiesto una parcella simbolica. «La democrazia significa libertà ma anche rispetto dello spazio pubblico e privato», sentenzia sicuro il vice-sindaco zapaterista. In una Spagna ove le 7 principali città spendono ogni anno la bellezza di 13 milioni di euro per ripulire i muri, Sabadell ha imboccato anche la strada della (intelligente) tolleranza. «Noi differenziamo i “tags” dai murales, o graffiti artistici - precisa orgoglioso Manau -. Basta che i writers si rivolgano all’Assessorato alla Gioventù per sapere dove ci sono spazi pubblici per dar sfogo alla loro vena creativa. Ne abbiamo 3 a loro disposizione». Una strada scelta anche dalla andalusa (e socialista) Jaén, il cui comune non solo concede spazi pubblici ai grafiteros, ma mette a loro disposizione persino corsi di pittura murale. L’Operazione «Mancha» ha fermato i pasdaran delle firme? «È presto per dirlo, ma sicuramente avvertiremo l’effetto quando sarà resa pubblica la sentenza», si schermisce, prudente, il nemico pubblico n. 1 dei taggers. Intanto, in attesa della sentenza, la mania della firma selvaggia non demorde. Su Internet gira la sfida di siglare un vagone della vigilatissima Tav, la preda più ambita. Il premio per il vincitore? Ben 6 mila euro.

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"ma il copyleft aumenta le vendite" - irene maria scalise (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 31 - Cronaca I due aspetti Il collettivo Wu Ming: "Scaricano i nostri libri e poi li comprano" "Ma il copyleft aumenta le vendite" Vogliamo conciliare riproduzione e remunerazione dell´artista. Comunque da dieci anni i nostri lavori si possono prendere liberamente dalla rete IRENE MARIA SCALISE I loro libri sono stati tradotti in tutte le lingue e per loro il copyright è un concetto archiviato da tempo: hanno già scelto il copyleft. Sono i Wu Ming, sono un collettivo di scrittori. Hanno scritto libri cult come "Q" (firmandolo però «Luther Blisset») e "54". Ma i loro nomi anagrafici non sono sconosciuti. Sul tema della fine del copyright risponde uno di loro, Wu Ming 1. Sempre più scricchiola il concetto di proprietà, secondo voi il concetto di copyright ha ancora un senso? «Noi pratichiamo forme ibride, "anfibie" come il copyleft e le Creative Commons, nate per conciliare libertà di riproduzione e remunerazione dell´artista. In queste forme, spetta all´artista decidere se porre limiti, e quali, alla libera riproduzione della sua opera. Noi abbiamo una dicitura presente sui libri di Blissett/Wu Ming a partire da Q: "Si consente la riproduzione parziale o totale dell´opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta". Qual è il progetto «Wu Ming»? «La missione di Wu Ming è, dall´inizio, raccontare storie con ogni mezzo necessario». Voi siete un collettivo letterario ma ognuno di voi ha una sua voce. «Siamo una band, quella band si chiama "Wu Ming", e come accade spesso nelle band, ciascun membro ha un nome d´arte individuale: "Wu Ming 1", "Wu Ming 2". Proprio come i Ramones». Il nuovo album degli U2 è finito misteriosamente on line prima della pubblicazione, cosa ne pensa? «Non mi viene in mente niente, come a Karl Kraus quando pensava a Hitler». Da quanto tempo i vostri romanzi sono scaricabili gratuitamente da internet? «Da dieci anni. E questo aiuta le vendite anzichè danneggiarle. Chi li scarica poi li compra per sè o per altri». L´associazione degli scrittori americani ha fatto causa a Google perchè il motore di ricerca ha iniziato a digitalizzare libri i cui diritti d´autore sono ancora tutelati. Una simile azione sarebbe pensabile in Italia? «Pensabile senz´altro. Auspicabile, no. Chi volesse tentare un´impresa del genere, non conti su di noi».

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Università, scontri fra collettivi e giovani di An (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Tensione Gli antagonisti: sono legati a Forza Nuova. De Corato: intervengano le autorità accademiche Università, scontri fra collettivi e giovani di An Rissa davanti al banchetto che chiedeva i «tornelli» agli ingressi Terzo giorno di raccolta firme. Terzo scontro in università. Nel mirino sempre il banchetto di Azione universitaria che chiede «un accesso controllato in ateneo», i tornelli. Studenti dei collettivi che accusano studenti di destra. E viceversa. Questa volta però nel dipartimento di Fisica in via Celoria la polizia non è riuscita a impedire la rissa. Tensione nelle sedi della Statale. E non è un caso: alle porte ci sono le elezioni universitarie. Gli studenti, a maggio, verranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti negli organi più importanti dell'ateneo. Il rettore Enrico Decleva interviene: «La libertà di espressione deve essere assicurata a tutti». A PAGINA 5

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Città Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Città Studi, tensione e scontri tra collettivi e studenti di An Assalto al gazebo per la sicurezza. Il rettore Decleva: tutti devono parlare Le tensioni in vista delle elezioni accademiche. Per il collettivo, Azione universitaria «è un corpo estraneo all'ateneo» Alla fine lo scontro è stato inevitabile. Studenti contro studenti. Sinistra contro destra. Al dipartimento di Fisica in via Celoria. Una settimana dopo i tafferugli con la polizia, il banchetto dei ragazzi di Azione universitaria crea nuova tensione alla Statale. Calci, pugni, spintoni, caschi usati come armi. Le fazioni sono state divise dai poliziotti. Ma gli insulti sono continuati. «Incivili». Oppure: «Fuori i fascisti dall'università ». Qualche ragazzo è rimasto contuso. «Niente di grave, ma così non si può continuare », spiega Carlo Armeni, rappresentante dei giovani di An. Tensione nelle sedi della Statale. E non è un caso: alle porte ci sono le elezioni universitarie. Gli studenti, a maggio, verranno chiamati ad eleggere i propri rappresentanti negli organi più importanti dell'ateneo. Dal consiglio di amministrazione a quello di facoltà al senato accademico. Il rettore, Enrico Decleva, ribadisce: «La libertà di espressione deve essere assicurata a tutti». Ma i ragazzi di Azione universitaria replicano: «Non possiamo vivere sotto scorta, le nostre richieste di accesso controllato in università sono legittime ». Risposta dei collettivi: «Sono un corpo estraneo all'ateneo ». E in un'assemblea a Scienze politiche sottolineano: «Sono estremisti di destra. E hanno forti legami con Forza Nuova e il centro sociale Cuore nero». Gli studenti di destra, quindi, «non sono ben voluti. Giocano alla strategia della tensione». Terzo giorno di banchetto e di raccolta firme. Terzo scontro in università. Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione universitaria, La richiesta chiede «un provvedimento urgente. Così come con il Daspo per gli stadi, chiediamo una misura simile all'università ». Paola Frassinetti, deputata Pdl, ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Interno Roberto Maroni. «Bisogna capire perché la polizia non ha allontanato e identificato i facinorosi di estrema sinistra». E anche il vicesindaco Riccardo De Corato invoca «un intervento delle autorità accademiche». Non si stupisce che «le facce di chi scatena questi tafferugli sono le stesse che al sabato provocano cortei selvaggi e disordini in città». Di diverso avviso è Carlotta Cossutta, iscritta a Filosofia: «Siamo stati chiamati dagli studenti. I ragazzi di Azione universitaria stanno esagerando. Creano troppo nervosismo». La preoccupazione serpeggia nelle facoltà. Perché se non si riesce «a raccogliere delle firme», sarà ancora più difficile «mantenere la calma durante la campagna elettorale ». A maggior ragione se si è studenti contro studenti. I giovani di destra: «Chiediamo per l'università una misura simile a quella del Daspo per gli stadi» B. Arg. A. Sac.

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ERNANI RIMETTE IL SUO MANDATO Il soprintendente dell'Opera di Roma Francesco Ernani ha dichi... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 11-03-2009)

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ERNANI RIMETTE IL SUO MANDATO Il soprintendente dell'Opera di Roma Francesco Ernani ha dichiarato ieri che il suo contratto scade nel 2010, ma «al momento, ho rimesso il mandato nelle mani del Consiglio di amministrazione». La fondazione lirica romana è in gravi difficoltà e il sindaco da tempo fa pressing affinché Ernani lasci. Petruzzelli: class="hilite">bondi denunciato Dopo la class="term">class class="term">action procedimentale avviata quattro mesi fa perché il teatro Petruzzelli venga dichiarato di proprietà pubblica, i due avvocati promotori dell'iniziativa hanno chiesto alla procura della Repubblica di Bari di indagare per «atti omissivi» sul ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, e sul sindaco di Bari, Michele Emiliano. FRANCIA CONTRO I PIRATI La Rete francese in mobilitazione contro il nuovo progetto di legge del ministero della cultura che prevede il taglio della connessione a Internet per i «pirati» che scaricano illegamente file di musica e film. Michael JACKSON, 10 CONCERTI Michael Jackson redivivo. Il cantante ha annunciato 10 concerti all'arena O2 di Londra: dall'8 al 28 luglio. In pillole

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Pendolari preparano la causa (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pendolari preparano la causa [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA La porta è bloccata e il treno riparte senza che nessuno riesca a chiuderla. Il regionale delle 9,45 è soppresso, sostituito con un bus sino a Trecate, ma per scoprirlo il viaggiatore deve leggere l'etichetta appiccicata sulla bacheca. Storie di ordinari viaggi, avvenuti ieri e martedì, dei pendolari novaresi tra Torino e Milano. Ma adesso loro hanno deciso di dire basta: sono stufi di subire senza poter far nulla. E' «partita» l'azione legale contro Trenitalia per i disagi che ogni giorno vengono subìti dai viaggiatori. «Non solo paghiamo per un servizio che non abbiamo ma viviamo situazioni che danneggiano la nostra vita personale, familiare e lavorativa» sottolinea Mariano Settembri, portavoce dei pendolari novaresi. I viaggiatori della linea Torino-Milano si sono organizzati con un pool di avvocati novaresi ed ora la fase operativa di preparazione della causa è entrata nel vivo. I pendolari sono invitati a preparare dettagliate tabelle dei ritardi, film o foto di porte che non funzionano, bagni rotti, sporcizia. E poi testimonianze: utili soprattutto quelle delle aziende che sapesso arrivano a note di richiamo per i continui ritardi. «Siamo considerati lavoratori inaffidabili» hanno più volte lamentato i pendolari novaresi che a volte non riescono a garantire la puntualità a causa dei ritardi dei treni. Ben accette anche le copie di articoli di giornali che supportino la notizia del «danno» denunciato nella singola testimonianza. L'idea dei pendolari esasperati è di proporre un'azione collettiva con la richiesta di un risarcimento di danni individuali. Il lasso di tempo da «scandagliare» riguarda gli ultimi dodici mesi, l'appuntamento con gli avvocati è l'8 aprile. «Stiamo raccogliendo il materiale che cominceremo a vagliare prima di presentare tutto ai legali - sottolinea Settembri -. In particolare chi vuole partecipare all'azione può inviare una dichiarazione del danno subìto, la copia dell'abbonamento e della carta d'identità». L'indirizzo mail di riferimento è fabio.fabiani@bestnest.it: qui i pendolari possono spedire il materiale e chiedere informazioni su come organizzare la raccolta di testimonianze.

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funerale per i "nogelmini" stop al collettivo senza sponsor - ottavia giustetti (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina XIII - Torino Ora si attende una nuova mobilitazione in vista delle elezioni studentesche Funerale per i "NoGelmini" stop al collettivo senza sponsor Nessuno si è presentato alla riunione di martedì OTTAVIA GIUSTETTI Non esiste più l´assemblea NoGelmini, l´estremo tentativo di rifondarla si è consumato martedì, a Palazzo Nuovo, dove era convocata l´ultima riunione. Ma tutti i collettivi hanno dato forfait e oggi si può definitivamente celebrare il funerale di quella straordinaria assemblea di studenti che ha acceso tanto entusiasmo nei mesi dell´autunno, quando la protesta studentesca era al suo apice. Era, lo abbiamo detto tante volte, un anomalo mix di persone e di idee, nato dalla volontà del Cua, il Collettivo universitario autonomo, ma poi popolato da centinaia di studenti di tutte le facoltà che rifiutavano bandiere e partiti politici. Gli autonomi "regalarono" all´epoca agli studenti l´esperienza della macchina organizzativa delle manifestazioni e condivisero i loro strumenti, al contempo gli studenti diedero corpo a una mobilitazione oltre ogni aspettativa chiedendo però che fossero stabilite regole democratiche all´interno dell´assemblea. Cosa non ha funzionato allora? Sicuramente l´entusiasmo della protesta è scemato con il passare dei mesi. E alle assemblee hanno partecipato sempre meno studenti. Nel frattempo tutte le facoltà dell´Università di Torino hanno dato vita ai loro collettivi e quelli già esistenti si sono rafforzati. Ma le strategie, le modalità d´azione del Cua non erano più condivise, l´approccio degli anarchici (che pure avevano accettato di mettere al voto le decisioni nel corso degli incontri) era sempre più ingombrante. «Penso che anche loro abbiano avuto un beneficio da quell´esperienza straordinaria, sono usciti rafforzati dalla protesta perché hanno raccolto molte adesioni. I ragazzi giovani che purtroppo hanno partecipato agli scontri di lunedì a Palazzo Nuovo sono molte delle nuove "leve" che hanno aderito in quei mesi»: racconta Marco Viola, del collettivo di Lettere e Filosofia. Ed è proprio da questi collettivi che nasceranno le nuove liste indipendenti per le prossime elezioni studentesche di maggio. Nessun legame con i partiti politici, nessuna bandiera come nell´assemblea NoGelmini. Loro hanno continuato a riunirsi e hanno deciso di dare un futuro a quel che è rimasto dopo che è passata l´Onda. Si chiamerà probabilmente «Studenti indipendenti» e si occuperà dei problemi concreti delle facoltà ora che i pesanti tagli ai bilanci dei dipartimenti mette in serio pericolo la didattica e l´attività quotidiana di studio dei ragazzi. Dalle ceneri della NoGelmini risorgono perciò nuovi aspiranti indipendenti alle cariche politiche di ateneo e un Cua un po´ «ingrassato» che professa la difesa dell´antifascismo e dal Fuan e rispolvera le vecchie abitudini.

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giuristi perplessi sui termini di scadenza e c'è chi propone l'avvio di una class action (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina II - Palermo La procura della Repubblica ritiene che la denuncia degli attuali vertici possa salvare l´inchiesta Giuristi perplessi sui termini di scadenza e c´class="hilite">è chi propone l´avvio di una class="term">class class="term">action Il Partito socialista lancia l´idea di una causa attivata dai cittadini. "Il danno non è stato arrecato agli azionisti ma alla intera collettività" Penalisti e amministrativisti sono divisi sulla possibilità tecnica che l´indagine sul falso in bilancio, che vede indagato l´ex cda dell´Amia, possa andare avanti con una denuncia dell´attuale presidente dell´Amia Marcello Caruso. Dalla Procura hanno ventilato un´ipotesi che vedrebbe, dopo il sindaco, il presidente dell´Amia attuale titolato a presentare una querela di parte sull´indagine in corso. Secondo i pm, Caruso avrebbe 90 giorni di tempo dal suo insediamento, avvenuto ai primi di gennaio. Quindi, seguendo questa ipotesi, il presidente dell´Amia avrebbe tempo fino al 31 marzo. I penalisti palermitani però sono divisi su questa ipotesi. Alcuni sostengono che «i 90 giorni scatterebbero dalla conoscenza dei fatti, cioè dagli avvisi di garanzia» e quindi il termine per il prosieguo dell´indagine sarebbe comunque scaduto dopo il rifiuto di Cammarata a sporgere querela. Altri penalisti però sostengono che i 90 giorni scatterebbero dall´insediamento di Caruso e quindi i termini per far continuare l´indagine ci sarebbero. Il Partito socialista propone però una terza ipotesi. Quella di una sorta di class="term">class class="term">action, cioè una querela anche da parte di cittadini nei confronti degli amministratori dell´Amia. «Gli amministratori non hanno danneggiato gli azionisti, cioè il Comune, hanno danneggiato la collettività - sostiene Aldo Penna, consigliere nazionale del Psi - Dunque non occorre la querela di parte per procedere. Il sindaco è solo il titolare pro tempore del pacchetto azionario dell´Amia, dunque la sua azione o non azione comprometterebbe anche per il futuro arrecando grave danno al valore dell´azienda stessa qualora non procedesse. D´altronde, la Corte costituzionale, sulla base della distinzione tra privatizzazione formale e privatizzazione sostanziale, e dunque con riferimento al suindicato principio, ha riconosciuto la legittimità del controllo della Corte dei conti degli enti pubblici trasformati in società per azioni a capitale totalmente pubblico». a. fras.

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Comune contro Trenitalia (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Class Action

NOVARA.I VIAGGIATORI PREPARANO L'AZIONE LEGALE. INTERROGAZIONE ANCHE IN REGIONE Comune contro Trenitalia L'amministrazione sostiene i pendolari nella causa per i disservizi [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Il Comune si schiera con i pendolari nella causa contro Trenitalia. L'amministrazione novarese annuncia il suo sostegno ai viaggiatori che stanno preparando un'azione legale per i disservizi patiti ogni giorno. E anche in Regione la questione sarà all'ordine del giorno: il consigliere Luca Caramella ha presentato un'interrogazione urgente invitando la Giunta Bresso a costituirsi come parte civile e a sostenere le spese legali dei cittadini. Tutto è partito dall'incontro organizzato dalla Prefettura tra Trenitalia e i pendolari. Parole molte ma poi la vita dei viaggiatori è tornata la stessa: ritardi cronici, treni soppressi, poca pulizia, materiale vecchio e non sempre funzionante. E l'esasperazione dei pendolari è arrivata al culmine: il Comitato dei viaggiatori ha presentato esposti alla procura di Torino e avviato la raccolta di documentazione per proporre un'azione civile di risarcimento. Il Comune li appoggia e sostiene contro Trenitalia: «Durante l'incontro in prefettura mi sono reso conto della sostanziale sordità di Trenitalia - commenta il sindaco Massimo Giordano -. class="hilite">In Italia la class="term">class class="term">action non esiste ma credo sia utile verificare la possibilità di una causa legale collettiva di risarcimento danni individuali. Il Comune sosterrà i pendolari che stanno lavorando con un pool di avvocati: fornendo il supporto dell'ufficio legale dell'amministrazione oppure sostenendo le spese per l'azione». Prima dell'incontro in prefettura ha viaggiato con un treno dei pendolari: «Ho verificato che il servizio è davvero carente - continua il sindaco - e questo pesa in modo notevole sulla qualità della vita dei viaggiatori, sia in famiglia che sul lavoro». Ma la rabbia dei pendolari novaresi sarà discussa anche in Regione. Il consigliere Luca Caramella (Pdl) ha infatti presentato un'interrogazione urgente per domandare alla Giunta Bresso un intervento sui problemi della linea Torino-Milano: «E' indispensabile che la Giunta Bresso smetta di trincerarsi in vaghe promesse, ma scenda in campo a fianco dei pendolari in un'azione legale nei confronti dei gestori della rete ferroviaria. Sarebbe quanto mai opportuno che la Regione pagasse le spese legali al comitato pendolari novaresi e si costituisse parte civile contro Trenitalia». Caramella ricorda i problemi dei pendolari e le pressioni, finora inascoltate, della Regione affinchè vengano risolti: «E' indispensabile un segnale di discontinuità, in modo da far capire chiaramente che la classe politica non tollererà più alcun ritardo nella risoluzione delle questioni sulla tratta Torino-Milano. I novaresi pagano un servizio, non possono continuare a ricevere in cambio solo disagi che condizionano la loro vita privata e che rischiano, a volte, di mettere anche a rischio il posto di lavoro».

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Wind, sentenza sui canoni "Rimborsi per 50 milioni" (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 16-03-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA - Un'azione collettiva vinta dal Movimento Consumatori apre la porta a rimborsi in massa: per i canoni corrisposti dal 2001 da utenti che avevano chiesto di passare a Infostrada ma che poi si sono ritrovati a continuare a pagare comunque il canone Telecom. La settimana scorsa, infatti, la Corte d'Appello di Torino ha dato ragione all'associazione dei consumatori, in causa contro Wind, che ora incorpora Infostrada, confermando così la sentenza di primo grado del 2006. Sarebbero ben 130 mila gli utenti che hanno diritto al rimborso, per un totale di circa 50 milioni di euro che Wind dovrà pagare, a quanto stima l'associazione, anche se Wind ribatte che in realtà i numeri sono molto più bassi. È una vicenda che ci riporta agli albori della liberalizzazione, quando cambiare operatore per abbandonare Telecom (e il relativo canone) era un far west persino più di adesso. Nel 2001 molti degli utenti che avevano chiesto di passare a Infostrada (con l'offerta Solo Infostrada), che all'epoca era un'azienda separata da Wind, avevano avuto una brutta sorpresa. A dispetto delle promesse pubblicitarie, continuavano a pagare il canone Telecom. Di qui la causa intentata dal Movimento Consumatori. La sentenza dice due cose: "che gli utenti hanno diritto ai rimborsi per i canoni pagati dal 2001 e che Wind deve informarli mandando loro una lettera", spiegano dall'associazione. Nota bene, "class="hilite">poiché ancora in Italia non sono possibili class="term">class class="term">action, questa sentenza non ordina a Wind di rimborsare gli utenti, ma spiega che hanno diritto al rimborso. Una differenza giuridica sottile, che ha un effetto pratico: gli utenti che non ottengono spontaneo rimborso da Wind, dovranno intentare cause separate, ma grazie a questa sentenza non dovranno più provare l'illecito. Bensì soltanto che erano abbonati a Solo Infostrada e che avevano pagato i canoni Telecom". OAS_RICH('Middle'); L'associazione continuerà a stare al fianco degli utenti anche nel prosieguo. Fa sapere, infatti, che tutti i consumatori che hanno sottoscritto Solo Infostrada si possono rivolgere alle sedi dell'associazione "per attivare le procedure di conciliazione per ottenere la restituzione dei canoni pagati illegittimamente alla Telecom, o, qualora la Wind non riconoscesse integralmente quanto dovuto, per avviare un'azione giudiziaria contro la compagnia telefonica". Wind fa sapere a Repubblica. it che "probabilmente" andrà in Cassazione, "stiamo valutando". C'è dissenso, però, sulle cifre degli utenti coinvolti. Le stime dell'associazione parlano di 130 mila utenti sulla base di una sentenza Antitrust di maggio 2002, che sanzionava Wind per pubblicità ingannevole per quell'offerta. Dall'istruttoria dell'Antitrust, "risultava che su 138.178 contratti Solo Infostrada conclusi i consumatori che avevano ottenuto l'accesso diretto all'ultimo miglio, e che quindi non pagavano più il canone alla Telecom, erano solo 690", comunica l'associazione. Wind ribatte: "stimiamo che ormai solo alcune decine di utenti sono coinvolti. Di quel numero di utenti citato dall'Antitrust, solo una parte ha di fatto attivato il servizio e ha quindi pagato il canone. A conferma, dopo la sentenza di primo grado e la sua pubblicazione sui principali quotidiani nazionali, solo un centinaio di utenti ci ha contattato per chiedere il rimborso. Casi, per altro, che abbiamo già gestito". Wind aggiunge che al momento non c'è nessuna causa in corso con i consumatori per vicende riguardanti la nuova proprietà dell'azienda (che appartiene al magnate egiziano Sawiris). (16 marzo 2009

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Cherie Blair guida la class action contro Royal Bank of Scotland (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">LA MOGLIE DELL'EX PREMIER Cherie Blair guida la class="term">class class="term">action contro Royal Bank of Scotland Sarà l'avvocato più famoso del Regno Unito, Cherie Booth in Blair, la moglie dell'ex premier Tony, a condurre la class="term">class class="term">action contro la Royal Bank of Scotland (Rbs) intentata da due fondi pensioni statali del North Yorkshire e di Merseyside. L'ingaggio potrebbe mettere in imbarazzo il governo laburista, nel mirino delle polemiche per non aver vigilato a sufficienza sulla governance dell'istituto finanziario travolto dal collasso economico. «Ho deciso di accettare l'incarico per le perdite record inflitte sui fondi pensione delle autorità locali e su altre istituzioni del paese che avevano investito nella RBS» ha spiegato Cherie Blair, conosciuta finora soprattutto per il suo lavoro da avvocato nel settore dei diritti umani e del lavoro.

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Wind condannata: risarcirà gli abbonati (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

138 MILA UTENTI Wind condannata: risarcirà gli abbonati TORINO Cinquanta milioni di euro. Forse di più. Wind potrebbe essere costretta a rimborsare circa 138 mila italiani che nel 2001 sottoscrissero il contratto «Solo Infostrada». La Corte d'Appello di Torino ha confermato la condanna emessa dal Tribunale nel 2006, dopo una causa intentata dal Movimento Consumatori. «Basta Telecom. Basta canone». A prometterlo è Infostrada (poi inglobata da Wind) nel 2001. Promette la fine del canone Telecom, telefonate pagate soltanto alla concorrenza. Oltre 138 mila persone, in Italia, aderiscono, ma appena 690 usufruiscono del servizio. Gli altri continuano a pagare il canone. Spiega Alessandro Mostaccio del Movimento Consumatori: «Il Tribunale ha dimostrato che l'azienda sapeva benissimo di non essere in grado di offrire il servizio; non aveva i soldi per riscattare da Telecom il cosidetto ultimo miglio». L'associazione, nel 2001, intenta una causa contro Infostrada. Nel 2006 arriva la sentenza di primo grado del Tribunale di Torino: condanna Wind a inviare una lettera a tutti gli abbonati a «Solo Infostrada» informandoli che hanno diritto al rimborso dei canoni pagati a Telecom. La Corte d'Appello ha confermato la condanna: l'azienda dovrà contattare i 138 mila utenti e informarli. Ma il rimborso non è immediato. «class="hilite">In Italia manca una vera legge sulla class="term">class class="term">action - spiega l'avvocato Paolo Fiorio, legale dell'associazione - Se ci fosse, probabilmente Wind sarebbe stata condannata al rimborso immediato». Saranno i singoli utenti, invece, a doversi rivolgere al Giudice di pace per ottenere la restituzione di quanto speso per un servizio mai ricevuto. Se tutti gli utenti dovessero percorrere questa strada per Wind si profilerebbe un salasso: circa 50 milioni. Cifra ridimensionata da Wind, che parla di «qualche decina di casi» e annuncia che probabilmente ricorrerà in Cassazione.\

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scontri a roma tre per il libro su sandri. "feriti 4 studenti" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Roma Scontri a Roma Tre per il libro su Sandri. "Feriti 4 studenti" Esplode la tensione tra gli studenti di Roma Tre. I collettivi di sinistra di Scienze Politiche hanno denunciato: «Due dei nostri sono stati aggrediti dagli studenti di Azione Universitaria affinché non intervenissimo, mercoledì, alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri». Gli studenti di destra accusano i collettivi: «Stavamo volantinando, due dei nostri sono stati colpiti». LAURA MARI A PAGINA V

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le vittime - laura mari (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Roma Le vittime Il rettore Guido Fabiani "Bisogna isolare qualsiasi forma di intolleranza" LAURA MARI «Sono scesi da una Mercedes con caschi e bastoni, è stato un vero e proprio raid squadrista» a denunciare «un´aggressione premeditata» da parte degli studenti di destra, sono i giovani dei collettivi di sinistra della facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, che hanno detto di essere stati «colpiti nel cortile dagli studenti di Azione Universitaria che precedentemente ci avevano minacciato di non interferire e non intervenire alla presentazione di un libro su Gabriele Sandri che si sarebbe svolta mercoledì in facoltà». Opposta la versione dei giovani di Azione Universitaria, che respingono ogni accusa precisando che stavano «svolgendo un volantinaggio pacifico quando un gruppo di studenti dei collettivi ci ha raggiunto con caschi e bastoni e infatti due di noi sono andati a farsi medicare in ospedale». Immediata la reazione del rettore dell´ateneo Guido Fabiani che ha espresso «la più ferma condanna per i fatti avvenuti, nonché la volontà di procedere con il massimo rigore all´accertamento delle responsabilità, impegnandosi ad isolare qualsiasi forma di intolleranza e sopraffazione. L´università - ha proseguito il rettore - deve essere sempre sede di dibattito e di libero confronto di idee». Sul caso sono intervenuti anche gli esponenti del mondo politico. «Nessuno, né a destra né a sinistra, deve permettersi di reintrodurre nella nostra città le violenze politiche» ha detto il sindaco Gianni Alemanno, mentre l´assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri ha precisato che «la città è sempre più un laboratorio di pratiche violente di gruppi dell´estrema destra». E mentre per Umberto Marroni, capogruppo del Pd al consiglio comunale, «è preoccupante il clima che si sta diffondendo in città», il consigliere del Pdl Ludovico Todini sottolinea che «non è tollerabile che negli atenei l´essere di un opposto schieramento politico significhi diventare oggetto di angherie e aggressioni». Nel botta e risposta tra esponenti di destra e sinistra ha preso parola anche l´Anpi, l´Associazione nazionale partigiani italiani: «Quanto avvenuto a Roma Tre - si legge in una nota - è un ulteriore episodio che si aggiunge ai molti che testimoniano della ricostituzione del partito fascista». Per Fabio Nobile, segretario della federazione romana del Pdci, «ormai ci troviamo di fronte a continue aggressioni, precedute da intimidazioni di tipo squadristico», mentre il consigliere comunale del Pdl Ugo Cassone risponde precisando che «certa sinistra mistifica la realtà. Quelli aggrediti sono stati i giovani di Azione Universitaria, ennesima dimostrazione - prosegue Cassone - che i collettivi ancora una volta hanno tentato di imbavagliare la libera circolazione delle idee nelle nostre università». Dello stesso avviso è Alessandro Cochi, delegato allo Sport del Comune, rammaricato per il fatto che «la presentazione di un libro su Gabriele Sandri possa essere stato motivo di divisione». Riferendosi a quanto avvenuto ieri mattina nella facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, la Federazione giovanile dei comunisti italiani (Fgci) ha detto che «quest´ennesimo atto violento nei confronti di giovani militanti di sinistra è la conseguenza della politica di sdoganamento fascista che il sindaco e la politica nazionale stanno portando avanti», mentre l´assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio ha chiesto «al sindaco e alla questura di non permettere che luoghi pubblici diventino teatro dell´azione violenta di gruppi di estrema destra che sempre più spesso agiscono impuniti in questa città». E per Dario Rossin, capogruppo del Pdl al consiglio comunale, «gli atenei dovrebbero essere deputati al confronto democratico delle idee e l´università deve essere sdoganata dall´ottuso attivismo politico».

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Sono scesi da una Mercedes Avevano mazze e caschi (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

«Sono scesi da una Mercedes Avevano mazze e caschi» ALESSANDRO FERRUCCI «Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui - racconta uno dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria, il gruppo politico che fa riferimento ad An». Dichiarazioni e riscontri così chiari, da far cadere anche il comunicato lanciato dagli stessi: «Noi attaccati dai soliti nostalgici. Non ci siamo fatti intimorire, continuando sulla nostra strada, sicuri che il cambiamento in atto in Italia ed a Roma sia prossimo anche nelle università». Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal 60% al 44,8). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno. «Erano lì, tranquilli, a volto scoperto - prosegue un altro studente, Riccardo -. Ma armati. Gente che da anni vediamo tutti i giorni; gente che quando ti incontra recita la parte del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla». Non ieri. Tutto è partito alle dieci e mezzo quando «in tre sono entrati nell'aula del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire "mercoledì girate a largo": avrebbero presentato un libro su Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è l'argomento, anzi, ma i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l'unico presente». Così la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono andati a chiedere spiegazioni. L'incontro nell'androne. Due parole reciproche «neanche dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l'arrivo della macchina e le botte». IL FANTASMA DEGLI ANNI '70 Subito dopo si sono ritrovati in assemblea. Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior parte lì, perché allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente della destra e della sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato terribile, pensavo gli uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un atteggiamento misto tra l'«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi dall'Università». Un po' quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla degli studenti di sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla fine, si sbilancia: nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti a Roma Tre, è possibile l'espulsione. «Ma l'importante è mantenere la calma, non tornare agli anni '70» conclude Guida. Quando a un'azione, seguiva una risposta. E proprio ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non lontano da Roma Tre, alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un pc. Pochi minuti di violenza nel momento di massimo afflusso, poco dopo mezzogiorno. Avevano «avvertito»: domani presentiamo un libro su Gabriele Sandri, state lontani. Il parapiglia, poi il pestaggio.

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Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso . Con caschi, mazze, cinte chiodate e ... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

«Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell'androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell'ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti qui - racconta uno dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria, il gruppo politico che fa riferimento ad An». Dichiarazioni e riscontri così chiari, da far cadere anche il comunicato lanciato dagli stessi: «Noi attaccati dai soliti nostalgici. Non ci siamo fatti intimorire, continuando sulla nostra strada, sicuri che il cambiamento in atto in Italia ed a Roma sia prossimo anche nelle università». Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal 60% al 44,8). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno. «Erano lì, tranquilli, a volto scoperto - prosegue un altro studente, Riccardo -. Ma armati. Gente che da anni vediamo tutti i giorni; gente che quando ti incontra recita la parte del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla». Non ieri. Tutto è partito alle dieci e mezzo quando «in tre sono entrati nell'aula del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire "mercoledì girate a largo": avrebbero presentato un libro su Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è l'argomento, anzi, ma i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l'unico presente». Così la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono andati a chiedere spiegazioni. L'incontro nell'androne. Due parole reciproche «neanche dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l'arrivo della macchina e le botte». IL FANTASMA DEGLI ANNI '70 Subito dopo si sono ritrovati in assemblea. Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior parte lì, perché allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente della destra e della sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato terribile, pensavo gli uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un atteggiamento misto tra l'«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi dall'Università». Un po' quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla degli studenti di sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla fine, si sbilancia: nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti a Roma Tre, è possibile l'espulsione. «Ma l'importante è mantenere la calma, non tornare agli anni '70» conclude Guida. Quando a un'azione, seguiva una risposta. E proprio ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non lontano da Roma Tre, alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un pc.

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Cinque anni di tensioni visibili (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Cinque anni di tensioni «visibili» 13 dicembre 2004 A Roma Tre è atteso Alemanno per la partecipazione ad un convegno sugli ogm organizzato da Azione Universitaria. Gli studenti di sinistra hanno organizzato un sit-in di protesta: «Fuori i fascisti dall'università». Un gruppetto di ritardatari viene aggredito da cinque energumeni mentre si reca al sit-in. Tre di loro finiscono all'ospedale: uno ha un braccio fratturato, un altro ha una ferita all'occhio, un terzo se la caverà con 7 giorni di prognosi. 21 aprile 2005 due studenti di Scienze politiche vengono aggrediti mentre attacchinano un manifesto per il sessantesimo anniversario della Liberazione. Quel giorno Azione Universitaria e del Foro 753 si erano dati appuntamento a Roma Tre fin dal mattino al motto: «Scancelliamoli». 9 febbraio 2009 Alcuni ragazzi dei Collettivi studenteschi di Roma Tre vengono aggrediti e intimiditi mentre affiggono i manifesti del convegno sulle Foibe con lo storico Nicola Tranfaglia. Cronologia

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scontri all'università, due studenti feriti - laura mari (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 17 - Cronaca Scontri all´Università, due studenti feriti A Roma Tre volantini per un libro su Sandri, rissa tra giovani di An e collettivi. Scoppia la polemica Alemanno: "Nessuno deve permettersi di reintrodurre la violenza politica" LAURA MARI ROMA - Hanno raccontato di essere stati colpiti con caschi e bastoni. All´origine, la presentazione, da parte degli studenti di Azione Universitaria, di un libro su Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l´11 novembre del 2007 nell´area di servizio dell´A1 di Badia del Pino. Epicentro delle violenze, il cortile della facoltà di Scienze Politiche dell´università di Roma Tre, nella Capitale. Secondo quanto riferito dagli studenti dei collettivi di sinistra, in mattinata «alcuni esponenti di Azione Universitaria sono entrati nell´aula autogestita per intimarci e avvertirci, con violente minacce, di non intervenire alla presentazione di un libro su "Gabbo" che si sarebbe svolta nei giorni seguenti nell´ateneo. Ma quando siamo usciti per chiedere spiegazioni ai giovani di destra che stavano volantinando per annunciare l´appuntamento - proseguono i collettivi - siamo stati vittima di un´azione squadrista: cinque giovani di destra sono scesi da una Mercedes e hanno colpito con caschi e bastoni due dei nostri, che sono stati portati al pronto soccorso del Cto in codice giallo». Completamente opposta la versione degli studenti di Azione Universitaria, il movimento universitario di Alleanza Nazionale. «Mentre pubblicizzavamo un´iniziativa su Sandri da noi organizzata e che si sarebbe dovuta svolgere mercoledì in facoltà - hanno detto i giovani di Azione Universitaria - i soliti nostalgici delle contrapposizioni ideologiche hanno aggredito i nostri ragazzi e due di loro si sono fatti medicare in ospedale». Immediata la presa di posizione del rettore di Roma Tre Guido Fabiani, che ha espresso «ferma condanna per i fatti avvenuti e la necessità di impegnarsi per isolare qualsiasi forma di intolleranza e sopraffazione». E mentre Cristiano Sandri, fratello di "Gabbo", si è detto «allibito per quanto accaduto nel terzo ateneo capitolino, anche perché tutte le iniziative che riguardano la vicenda di Gabriele sono volte a combattere la violenza a 360 gradi», l´autore del libro "11 novembre 2007", Maurizio Martucci, ha annunciato che il suo volume su Gabriele Sandri non sarà presentato all´università di Roma Tre «finché nell´ateneo non sarà ristabilito un clima civile. In questo modo - ha proseguito Martucci - si eviteranno anche inutili strumentalizzazioni in vista della ripresa, venerdì prossimo, del processo penale per omicidio colposo che vede imputato l´agente Luigi Spaccarotella, che sparò e uccise Gabbo». Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno è intervenuto sulla vicenda precisando che «nessuno, né a destra né a sinistra, deve permettersi di reintrodurre a Roma la violenza politica».

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la signora blair in campo contro rbs - enrico franceschini (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 21 - class="hilite">Economia La signora Blair in campo contro Rbs Guiderà la class="term">class class="term">action di due fondi pensione: il governo risarcisca Barclays guadagna oltre il 20% alla Borsa di Londra grazie al buon avvio del 2009 ENRICO FRANCESCHINI dal nostro corrispondente LONDRA - Sarà un processo da prima pagina. Sul banco degli imputati, una grande banca britannica, la Royal Bank of Scotland (Rbs), recentemente nazionalizzata dal governo per evitarne il collasso. Su quello dell´accusa, Cherie Booth Blair, ex-"first lady" e uno dei cento migliori avvocati di questo paese. L´avvocato Blair rappresenterà due fondi pensione britannici, che hanno deciso di fare causa alla Rbs perché danneggiati dal crollo in borsa delle sue azioni. La colpa premeditata, secondo gli accusatori, sta nel fatto che la banca, di fronte alle ripetute richieste dei fondi pensione sulla sicurezza dei loro investimenti, li aveva più volte "falsamente" assicurati che i soldi erano ben protetti, quando in realtà era di fatto già insolvente a causa di una dissennata politica di prestiti. Si tratta di una "class="term">class class="term">action", le azioni legali in cui coloro che si sentono danneggiati fanno causa tutti insieme a un´azienda, per ottenere un risarcimento. Risolte in via extragiudiziale prima del processo con un accordo fra gli avvocati delle due parti o da un verdetto del giudice, sono diventate uno strumento giuridico molto diffuso negli ultimi anni, specie negli Stati Uniti: ci ha scritto sopra un romanzo perfino John Grisham, il re del "legal thriller". I due fondi pensione britannici, North Yorkshire e Merseyside, hanno citato in giudizio la Royal Bank of Scotland appunto negli Usa, dove le class="term">class class="term">action sono solitamente più rapide, perché la banca ha condotto una parte di rilievo dei suoi affari in America e perché in America hanno avuto origine molti dei problemi che l´hanno fatta crollare. Intanto, alla Borsa di Londra, ieri il settore bancario ha ripreso terreno, trascinato dalla Barclays, le cui azioni hanno chiuso al rialzo del 22 per cento, dovuto a buone notizie sulle operazioni del primo trimestre 2009, a colloqui col governo per proteggere gli attivi a rischio e alla probabile vendita del settore iShare per 6 miliardi di dollari. «Sono disponibile a cercare di ottenere giustizia per il maggior numero di persone», dice Cherie Blair della causa alla Rbs. Per ora solo un fondo pensione dell´industria metallurgica olandese si è accodato ai due fondi britannici, ma gli azionisti danneggiati dalla Rbs sono tanti e il numero dei clienti dell´avvocato Blair potrebbe crescere. «Ho accettato l´incarico», dice lei, che di solito preferisce occuparsi di diritti umani, «alla luce delle pesanti perdite inflitte ai fondi pensione locali e ad altre istituzioni che erano i maggiori investitori della Rbs. Inoltre questa è un´occasione per proteggere gli investitori futuri, alzando gli standard di buon governo da parte delle società». Ma la class="term">class class="term">action contro la Rbs, ora di proprietà del governo, chiama in causa indirettamente anche il premier Gordon Brown, da più parti accusato di non avere fatto abbastanza per esigere più "regulation" dal sistema bancario quando era ministro del Tesoro. Del resto a Londra non è un segreto che Cherie detesta Gordon per avere costretto suo marito, Tony, a dimettersi anticipatamente e prendere il suo posto. La vendetta si consumerà in tribunale?

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Scontri tra Collettivi e Azione universitaria Feriti 5 studenti all'università (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-17 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Presentazione del libro su Gabriele Sandri Scontri tra Collettivi e Azione universitaria Feriti 5 studenti all'università «Roma Tre» ROMA — Alta tensione all'università «Roma Tre» all'Ostiense. Alla vigilia della presentazione di un libro sulla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, tre studenti dei Collettivi di sinistra hanno denunciato di essere stati aggrediti ieri mattina da un gruppo di ultrà di destra armati di spranghe e manganelli. Un raid «premeditato - secondo i Collettivi - , almeno 15 fascisti di Scienze politiche e alcuni esterni con la scusa di un volantinaggio per "Gabbo" hanno effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà». Opposta la versione di Azione universitaria, che parla di «ennesimo episodio di odio politico e di violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di giovani dei Collettivi, con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito da un'aula armato di caschi e bastoni». Tre gli studenti di sinistra feriti (uno ha riportato un trauma cranico), due i ragazzi di destra contusi. Nel pomeriggio i Collettivi hanno organizzato un corteo nelle strade del quartiere e alla fine hanno occupato il rettorato, chiedendo all'ateneo di costituirsi parte civile. La polizia indaga sui tafferugli e sull'assalto di alcuni teppisti al vicino circolo di An nei pressi di viale Marconi, avvenuto ieri pomeriggio. Cristiano Sandri, fratello di «Gabbo», si è detto «allibito» per quello che è accaduto a «Roma Tre», mentre il rettore Guido Fabiani ha condannato le violenze. «Nessuno si permetta, a destra come a sinistra, di tentare di reintrodurre la violenza politica nella nostra città», ha avvertito il sindaco Gianni Alemanno. R. Fr. Proteste Manifestazione a Roma Tre

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Cherie Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-17 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE La «class="hilite">class="term">class class="term">action» Cherie Blair andrà in aula contro il banchiere dei labour La moglie di uno storico premier labour, Cherie Blair, contro il banchiere labour per eccellenza, Sir Fred Goodwin. Sarà infatti l'avvocato più celebre del Regno Unito, Cherie Booth in Blair (foto), moglie dell'ex premier Tony, a rappresentare la class="term">class class="term">action, in una corte newyorkese, contro la Royal Bank of Scotland (RBS), intentata dai due fondi pensioni britannici del North Yorkshire e Merseyside. Un ingaggio che potrebbe mettere in imbarazzo il governo labourista di Gordon Brown, nel mirino per non aver vigilato a sufficienza. «Ho deciso di accettare l'incarico per le perdite record inflitte ai fondi pensione a ad altre istituzioni del Paese che avevano investito nella RBS» ha detto a The Times l'ex first lady. L'accusa si basa sulle «ripetute rassicurazioni» fornite dai vertici della RBS, in particolare dall'ex amministratore delegato Sir Fred Goodwin, un manager considerato vicino ai Labour, quando l'istituto era già insolvente. R.Fi.

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Roma Tre, scontri tra studenti: 5 feriti (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Tensione Pretesto dei tafferugli un'iniziativa su Gabriele Sandri ma divergono le ricostruzioni. Lite Pdl-Pd Roma Tre, scontri tra studenti: 5 feriti Botte e accuse tra Collettivi e Azione universitaria, in serata assalto a circolo An Torna la violenza all'università. Ieri mattina cinque ragazzi, tre dei collettivi di sinistra e due dei movimenti di destra, sono rimasti feriti a «Roma Tre» in uno scontro davanti a Scienze Politiche. Uno di loro, di 22 anni, colpito alla testa con una spranga, ha riportato un trauma cranico. Scambio di accuse fra i Collettivi e Azione universitaria sui tafferugli, scoppiati alla vigilia della presentazione di un libro sull'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. Le versioni delle opposte fazioni divergono profondamente. In serata alcuni teppisti hanno assaltato il circolo An Marconi. E mentre fra Pdl e Pd scoppia la lite a colpi di dichiarazioni, il sindaco Gianni Alemanno avverte: «Nessuno si permetta di reintrodurre la violenza politica nella nostra città». A PAGINA 5 Rinaldo Frignani

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Università, scontri e accuse (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 17-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-17 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Roma 3 Tensione tra i collettivi e un gruppo di giovani di destra arrivati con una Mercedes Classe A Università, scontri e accuse Cinque studenti feriti. «Avevano i manganelli». «Hanno iniziato loro» Ad accendere lo scontro è stata la presentazione di un libro sulla morte di «Gabbo» Sandri, prevista per domani In serata assalto al circolo An Caschi, spranghe e manganelli. Roventi scambi di accuse, corteo di protesta e pacifica occupazione del piazzale dell'ateneo e del rettorato. Un'impennata di tensione a «Roma Tre». In mattinata cinque feriti, tre studenti dei collettivi di sinistra e due dei movimenti di destra, in serata l'assalto al circolo di An Marconi in via Giovanni Aldini, danneggiato da un gruppo di teppisti. La polizia indaga su entrambi gli episodi. «Ma nessuno ha ancora sporto denuncia», hanno sottolineato gli investigatori che, fino a tarda sera, hanno ascoltato numerose testimonianze. Per gli studenti dei collettivi «è stata un'aggressione premeditata: almeno 15 fascisti di Scienze politiche ed esterni alla stessa, con la scusa di promuovere un'iniziativa su Gabriele Sandri, hanno effettuato un'azione squadrista all'entrata della facoltà. Caschi e bastoni non erano lì per caso». Qualche ora prima, sempre per i giovani di sinistra, «alcuni esponenti di destra hanno fatto irruzione in un'aula occupata della facoltà prendendo a pugni un ragazzo e avvertendolo che non sarebbero state tollerate interferenze alla presentazione del libro su "Gabbo", che peraltro non erano nemmeno previste». L'appuntamento era fissato per domani, sempre a «Roma Tre», con la partecipazione del fratello di Sandri, Cristiano. «Rimango allibito - ha commentato - fin da subito abbiamo cercato di evitare strumentalizzazioni di qualsiasi tipo ». Lo scontro vero e proprio è avvenuto più tardi. Secondo alcune testimonianze 5 ragazzi, scesi da una Mercedes Classe A, hanno aggredito i giovani dei collettivi che erano andati a chiedere spiegazioni sulle «interferenze » a due ragazzi di destra impegnati in un volantinaggio: «Uno indossava un casco integrale - hanno raccontato un altro aveva un manganello, altri due hanno usato le cinghie e una spranga». Due studenti di sinistra, di 21 e 22 anni, sono stati colpiti alla testa. Trasportati in ambulanza al Cto, uno con trauma cranico, sono stati poi dimessi con qualche giorno di prognosi. Ferito anche un altro giovane, mentre nel pomeriggio due attivisti di destra si sono fatti medicare al pronto soccorso. Opposta la versione dei rappresentanti di Azione universitaria che hanno parlato di un «ennesimo episodio di odio politico e violenza ai danni dei nostri militanti: un gruppo di ragazzi dei collettivi di Scienze Politiche, con alcuni esponenti dei centri sociali, è uscito dall'aula recandosi, armato di caschi e bastoni, verso l'entrata dove stavamo svolgendo in maniera pacifica il volantinaggio. Due nostri ragazzi sono finiti in ospedale». Il rettore, Guido Fabiani, ha espresso «ferma condanna e la volontà di procedere all'accertamento delle responsabilità ». «La comunità accademica isoli qualsiasi forma di intolleranza e di sopraffazione», ha aggiunto. E il sindaco Gianni Alemanno ha avvertito: «Nessuno si permetta di reintrodurre la violenza politica nella nostra città». Oggi è prevista un'assemblea dei collettivi, che hanno chiesto all'ateneo di costituirsi parte civile. R. Fr. Ostiense L'ingresso dell'università Roma 3 presidiato ieri pomeriggio da due agenti di polizia

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Più sicurezza in città con i volontari civici (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

VALENZA. ENTRATI IN AZIONE Più sicurezza in città con i volontari civici Uscita da scuola più sicura per gli alunni valenzani. E' entrato infatti in funzione un nuovo servizio, svolto interamente da volontari. «Fu una delle prime cose che notai quando assunsi il comando della polizia municipale - spiega Andrea Ramondetti -: sembrava anacronistico impiegare pattuglie davanti alle scuole per far attraversare le mamme con i propri figli. A qualcuno poteva apparire uno spreco di risorse umane, che potevano essere utilizzate in modo diverso». Tuttavia il servizio era utile e necessario alla collettività, quindi per risolvere il problema si è puntato sulle associazioni di volontariato. «Ho subito compreso perché nessuno era mai riuscito a organizzarsi e la mia ricerca all'inizio è stata un fiasco - prosegue il comandante dei vigili -. Per un motivo o per l'altro, tutte le associazioni hanno rifiutato l'invito. Quando già disperavo, alcune splendide persone hanno chiesto di incontrarmi e in poco tempo il progetto è decollato». E' stato indetto un corso di formazione e gli aspiranti al servizio sono stati affiancati ai vigili, sino a quando hanno potuto svolgere l'incarico in completa autonomia. Oggi gli aderenti, oltre una dozzina, sono stati inseriti nel Gruppo volontari di Protezione civile comunale e hanno ricevuto in dotazione equipaggiamento e attrezzature per operare in totale sicurezza. Inoltre, è stata stipulata a loro favore una polizza di copertura assicurativa. «L'intenzione è di ampliare la collaborazione fra volontari civici e polizia locale - conclude Ramondetti -: sto redigendo un piano che prevede l'impiego di questo personale straordinario in occasione di manifestazioni cittadine». Aggiunge il sindaco Gianni Raselli: «E' un gruppo che sente in modo particolare la sua appartenenza alla città, che vuole rendersi utile anche dopo aver svolto l'attività abituale. Vedo con favore il suo impiego anche in altri eventi che mobilitano la collettività».

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Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce MASSIMILIANO DI DIO SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne». In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato». Ancora tensione nell'ateneo: gli aggrediti fanno i nomi di 4 esponenti di Azione Universitaria. Cassone (Pdl): chiunque poteva mettere quei materiali. Nel pomeriggio stella a cinque punte in uno dei bagni.

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SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne». In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato».

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I Collettivi accusano (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-18 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Roma Tre Dopo gli scontri di ieri mattina I Collettivi accusano «Spranghe della destra dentro gli armadietti» Apparsa su un muro scritta Br E il consiglio di facoltà non riesce ad approvare la messa in opera di una targa che ripudi razzismo e fascismo Università di Roma Tre, il giorno dopo il ferimento degli studenti. Al mattino, a Scienze Politiche, c'è la scoperta nell'auletta degli studenti di un armadio con due catene da motocicletta e una zampa metallica squadrata da tavolino, più adesivi fascisti (compresi Foro 753) e scritte tipo «Le stelle ve le famo vede noi, froci» o, sgrammaticando, «Ein folk, ein reich, ein fuhrer», con svastica. Aperto dai collettivi di sinistra, l'armadio appartenente ai rappresentanti di Azione Universitaria viene esaminato con costernazione anche dal preside di facoltà professor Francesco Guida. Al pomeriggio poi, nel bagno disabili a pianterreno del Rettorato, vengono scoperte scritte a pennarello: «Brigate rosse, partito comunista combattente, morte al fascio». Più la stella cinque punte. Il rettore Guido Fabiani constata: «Preoccupante, certo, abbiamo avvisato la polizia, ma non drammatizziamo. Altrimenti facciamo il gioco di chi fa questo con precise intenzioni...». Il malessere di Roma Tre riempie al mattino l'Aula A di Scienze Politiche, dove trecento studenti - presenti le «madri per una città aperta» - ascoltano la ricostruzione dell'«aggressione fascista» fatta da Luciano e Tom dei collettivi di sinistra e il preside Guida che ha accettato d'intervenire. è proprio lui, dopo aver ascoltato la ricostruzione sull'«aggressione» e infine le richieste degli studenti di sinistra, a rivelare quello che succede nel Consiglio di facoltà, l'organismo che comprende un'ottantina di docenti. «Voi chiedete da tempo una lapide in facoltà in cui l'università ripudi ogni forma di fascismo e di razzismo. Non vi nascondo che su questa richiesta non si è trovato l'accordo in consiglio. La decisione va presa tutti assieme». Qualcuno ricorda che targhe analoghe esistono non solo in facoltà della Sapienza, come a Scienze della Comunicazione, ma nello stesso ateneo, a Lettere. Guida si limita a ricordare le misure di emergenza adottate in facoltà: la presentazione del libro sui Gabbo prevista per oggi è stata annullata. E per i responsabili delle violenze si profilano misure disciplinari. Sul fatto di mettere o meno una lapide contro fascismo e razzismo il rettore Fabiani offre un'ulteriore spiegazione. «La richiesta è arrivata dagli studenti di Lettere e Scienze anche nel Senato Accademico - spiega -. Ebbene, professori certamente antifascisti e democratici hanno obiettato che non c'è bisogno di sottolineature di questo tipo. A questo punto, però prendo atto di una nuova sensibilità, potremo riparlarne...». Restano sul campo le versione offerte sugli episodi. I collettivi ribadiscono l'«aggressione fascista». E che per attuarla è «stato strumentalizzata la morte terribile di Gabriele Sandri». «Noi eravamo disarmati - ricordano Luciano e Tom - . Quelli invece hanno cominciato subito con minacce e schiaffi, poi quando siamo andati a chieder conto ai rappresentanti di Azione Universitaria ecco arrivare una decina armati di cinghie, un manganello, guanti da motociclisti ». Andrea, rappresentante di Azione Universitaria, risponde: «I fatti verranno chiariti dagli investigatori. Noi ripudiamo la violenza. Il preside garantisca un accesso libero in facoltà». Intanto il Prefetto ha incontrato esponenti di An per l'incursione subita dalla sezione An Marconi. Paolo Brogi

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Per la pesca una filiera allargata (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-03-18 - pag: 6 autore: Settori. Dalla trasformazione al pescaturismo, la Federazione delle coop punta sulle attività connesse Per la pesca una filiera allargata Attesi nuovi spazi per l'acquacoltura - Dalla Ue aiuti per 1,4 milioni Elisa Anzolin Chiuso il 2008 con la produzione ittica in forte calo, i pescatori del Friuli- Venezia Giulia cercano nuove strategie per affrontare il 2009 e puntano su acquacoltura e vendita diretta per uscire dallacrisi,anche con l'aiuto dei finanziamenti del Fondo europeo per la pesca 2007-2013. Il primo semestre dello scorso anno ha registrato una flessione delle catture in mare del 30%, con 2.641 tonnellate pescate, contro le 3.770 raggiunte nello stesso periodo del 2007. Il lieve aumento dei prezzi, passati in media da 4,11 euro al chilo a 4,38, non è riuscito a compensare il calo: i ricavi complessivi del settore, tra gennaio e giugno 2008, non sono andati oltre gli 11,6 milioni, mentre l'anno precedente erano stati 15,5 milioni. «Gli introiti si sono fortemente ridotti – spiega Daniele Squecco, presidente regionale di Federcoopesca (Confcooperative) –. Il 2008 è stato un anno anomalo, il caro gasolio ha fatto lievitare i costi e restare la barche in porto più giorni. Ma hanno influito anche altri fattori, come l'invasione del pescato dall'estero che ha messo in difficoltà la produzione locale». Per arginare la crisi, Federcoopesca ha deciso di investire sulle "attività connesse": non solo pesca quindi, ma anche trasformazione del prodotto, vendita diretta, ristorazione e pescaturismo. «L'idea – spiega Andrea Anaclerio, segretario regionale della federazione – è quella di valorizzare la figura del pescatore, non solo in mare ma anche a terra. Si tratta di dare vita ad una sorta di attività agrituristica "marittima" che dia valore alla produzione locale anche attraverso la tradizione, la cucina tipica e la cultura. Per questo stiamo pensando a investimenti in infrastrutture e corsi di formazione». L'Agci Pesca regionale è stata la prima a lanciare l'idea della commercializzazione diretta: da ottobre ad oggi ha aperto – non senza dare luogo a polemiche – quattro punti vendita a Trieste e uno a Monfalcone, uno sta per essere inaugurato a Gorizia e altri due dovrebbero essere realizzati entro la primavera a Udine e a Pordenone (si legga anche l'altro articolo). In alcuni casi si tratta di veri e propri negozi, in cui non solo si vende il pescato delle cooperative associate ma anche prodotti freschi da fuori regione e in alcuni casi dall'estero. «è un'iniziativa interessante – precisa Anaclerio – ma diversa da quella che intende sviluppare Federcoopesca. Non vogliamo trasformarci in commercianti e vendere pesce non pescato direttamente da noi, ma solo valorizzare la nostra produzione». L'altra strada su cui Federcoopesca vuole puntare è lo sviluppo dell'acquacoltura, e in particolare l'allevamento di vongole veraci nell'area di Marano e Grado. Oltre al rinnovo delle concessioni in mare (400 ettari, di cui solo 100 a pieno regime), si attende ora la valutazione di impatto ambientale per la concessione di 900 ettari dedicati all'acquacoltura all'interno dell'area lagunare, già assegnati in via provvisoria. L'azione per incentivare acquacoltura e attività connesse alla pesca ha trovato sostegno nel Fondo europea di settore, che per il 2008 ha attribuito al FriuliVenezia Giulia 1,4 milioni. I primi due bandi si sono chiusi lo scorso 2 marzo, assegnando circa 250mila euro ai progetti legati all'acquacoltura e 258mila a quelli relativi alla trasformazione e alla commercializzazione. Ad aprile dovrebbero uscire altri due bandi, per un valore di circa 700mila euro, uno per l'ammodernamento dei pescherecci e uno per progetti pilota e azioni collettive. Nel piano europeo rientra anche la demolizione di un certo numero di imbarcazioni: il termine per la richiesta scade il 31 marzo, ma è ancora incerto il numero di pescatori che farà uso di questi incentivi. CONGIUNTURA COMPLESSA Nel primo semestre 2008 introiti giù da 15,5 a 11,6 milioni Squecco (Federcoopesca): «Investiremo in infrastrutture e corsi di formazione»

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Formazione gratuita per aggiornare manager e dirigenti (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-03-18 - pag: 9 autore: Opportunità. I fondi interprofessionali Formazione gratuita per aggiornare manager e dirigenti Approfittare della crisi per promuovere la formazione in azienda a costo zero. è il progetto al quale lavorano il Gruppo regionale triveneto di Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale) ed Adecco Training, con la collaborazione delle delegazioni locali di Confindustria e di Federmanager del Veneto. L'obiettivo è di catalizzare l'attenzione dei direttori del personale delle aziende di Nord-Est per far conoscere il funzionamento dei fondi interprofessionali - finora scarsamente utilizzati, soprattutto dalle piccole e medie imprese- e coglierne le occasioni di utilizzo per finanziare la formazione dei propri dipendenti. «In Italia esistono 16 diversi fondi interprofessionali (come Fondimpresa- Fima, per i lavoratori delle imprese industriali o Fondodirigenti-Fidir, per i dirigenti industriali o ancora Forte Fite, per i lavoratori del commercio e turismo, ndr) alimentati dallo 0,30% dei contributi versati mensilmente all'Inps da ciascuna impresa, con l'obiettivo di finanziare la formazione di dipendenti e dirigenti delle aziende aderenti a ciascun fondo», spiega Anna Gionfriddo, direttrice generale di Adecco Training, divisione del gruppo Adecco che si occupa di progettazione, presentazione e finanziamento dei piani formativi. Solo poche tra le aziende che versano i contributi, però, sfruttano le opportunità di formazione gratuita che derivano dall'adesione ai fondi interprofessionali (nati nel 2001 su iniziativa delle parti sociali come associazioni di natura paritetica e dunque costituiti in uguale misura da rappresentati di categoria ed organizzazioni sindacali). Al contrario, le grandi imprese e le multinazionali annualmente programmano e mettono a budget una serie di azioni formative indirizzate ai propri dipendenti. L'idea è che dunque le Pmi possano approfittare del periodo di crisi, con il calo degli ordinativi, per qualificare i loro lavoratori e colletti bianchi ed affrontare quindi con strumenti più appropriati, tra qualche mese, la ripresa. «Da un'indagine svolta da Iard su incarico di Adecco meno di un anno fa e riguardante le piccole e medie imprese italiane risultava che i principali ostacoli alla formazione e qualificazione del personale fossero gli elevati carichi di lavoro (38%) e i costi (36%)- aggiunge Gionfriddo - In questo periodo si registra un calo produttivo e quindi il personale ha più tempo. Inoltre, grazie al ricorso ai fondi, i costi della formazione risultano azzerati». A questo punto la decisione spetta ai vertici delle imprese di Nord-Est, che tra l'altro destinano alla formazione del proprio personale l'investimento più basso. «Al Nord Italia al primo posto c'è la Lombardia, poi il Nord-Ovest, infine il Nord-Est, dove le aziende si limitano comunque ad investire sull'aggiornamento tecnico dei propri colletti bianchi, senza coinvolgere mai manager o dirigenti", precisa la direttrice generale della divisione training. Per gli imprenditori che dunque decidessero di approfittare dell'opportunità è possibile contattare Adecco training che verificate le necessità dell'azienda, costruisce un percorso formativo ad hoc, partecipa per conto dell'impresa ai bandi emanati dai Fondi o richiede direttamente la disponibilità all'utilizzo di quanto precedentemente accantonato e propone la modalità più indicata (seminario, action learning, affiancamento, coachinng). Va. Z. www.aidp.it www.adecco.it IL PROGETTO L'iniziativa di Adecco e del Gruppo triveneto Aidp in collaborazione con Confindustria e Federmanager

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roma tre, l'accusa dei collettivi: "destra con le spranghe" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Roma Roma Tre, l´accusa dei collettivi: "Destra con le spranghe" «In un armadio dell´aula autogestita dagli studenti di destra abbiamo trovato catene, spranghe e volantini fascisti» è la denuncia dei collettivi di sinistra di Roma Tre dopo l´aggressione di lunedì a Scienze Politiche. Ma Azione Universitaria risponde: «Hanno forzato l´armadio, quel materiale non è nostro». E oggi l´Onda torna in piazza per lo sciopero della scuola. LAURA MARI A PAGINA V

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blocco studentesco sfila all'università tensione e proteste (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Roma Tor Vergata Blocco studentesco sfila all´università tensione e proteste Scambio di accuse tra i collettivi di Tor Vergata e gli esponenti del Blocco Studentesco. «Circa 80 militanti dell´organizzazione collegata a Casa Pound - raccontano i collettivi - ieri armati di caschi hanno "militarizzato" la facoltà di Lettere e Filosofia affiggendo uno striscione con su scritto "Basta con la discriminazione antifascista" e hanno intimidito gli studenti in vista delle elezioni delle rappresentanze studentesche». Diversa la versione del Blocco che parla di «clima d´odio instaurato dai collettivi con la loro continua "caccia al fascista"». E uno studente della lista Unicentro, Francesco Abbate, accusa: «aggredito da un militante di Azione Universitaria».

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"roma tre, ecco le armi della destra" - laura mari (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Roma "Roma Tre, ecco le armi della destra" I collettivi: nascondevano anche simboli neo-nazi. La difesa: forzati i nostri armadi In un´aula autogestita di Scienze Politiche trovate spranghe e catene LAURA MARI Due catene, una spranga di ferro, gli adesivi del centro sociale di destra Foro 753 e il manifesto di Verona, con l´elenco dei 18 punti con cui, nel 1943, fu costituita la Repubblica Sociale Italiana. E poi, sul muro, la scritta "Nihil difficile volenti" e un cartello con lo slogan "ve le facciamo vedere noi le stelle". Sono alcuni degli oggetti trovati ieri da alcuni studenti dei collettivi di sinistra nell´aula autogestita dalle organizzazioni studentesche di destra della facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. «Sulle bacheche della facoltà abbiamo trovato anche gagliardetti della X Mas e manifesti con croci celtiche e scritte inneggianti a Haider e al FÜrer» hanno detto i portavoce dei collettivi mostrando i volantini nel corso di una conferenza stampa organizzata nella facoltà per chiarire che, a loro dire, quella avvenuta lunedì nel cortile di Scienze Politiche «è stata un´aggressione fascista da parte dei militanti di Azione Universitaria e non una rissa scatenata dalla presentazione del libro su Gabriele Sandri a cui - precisano i collettivi - non abbiamo mai pensato di opporci». Ma gli esponenti di Azione Universitaria non ci stanno ad essere accusati e riguardo alle spranghe e alle catene rinvenute nell´armadietto, precisano in una nota che «gli armadietti dell´aula autogestita sono stati forzati da persone non autorizzate che hanno inventato di sana pianta di avervi trovato spranghe e catene, sciocchezze macroscopiche - proseguono gli esponenti di Au - che non fanno altro che alimentare una spirale di odio e violenza che noi non auspichiamo affatto». Sulla questione è intervenuto anche il preside della facoltà di Scienze Politiche, Francesco Guida, che alla richiesta degli studenti di collettivi di affiggere, all´interno dell´edificio, una targa in cui si specifica che la facoltà ripudia ogni forma di razzismo e fascismo, ha risposto che «sulla questione non c´è unanimità da parte del consiglio di facoltà» e «sul ritrovamento delle spranghe faremo delle verifiche, valutando anche con attenzione quanto successo lunedì nella facoltà. Una volta accertate le responsabilità e l´identità degli aggressori - ha detto il preside Guida - prenderemo provvedimenti». E al sindaco Alemanno che ha dichiarato di aver appreso «con molta preoccupazione» del ritrovamento di armi improprie a Roma Tre, si appella la madre di Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate a Focene, che chiede al primo cittadino di «fermare la spirale di violenza e condannare duramente le aggressioni ai danni dei giovani di sinistra».

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Una causa collettiva per i danni all'ambiente (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

LA LEGA NORDCONTRO LA PIATTAFORMA MAERSK Una causa collettiva per i danni all'ambiente Una causa collettiva per risarcire i cittadini dagli eventuali danni provocati dalla costruzione della piattaforma Maersk di Vado Ligure. E' l'iniziativa messa in cantiere dalla Lega Nord provinciale class="hilite">che ha lanciato insieme al Codacons una petizione per sondare l'interesse dei cittadini a prendere parte a un'eventuale «class-class="term">action» contro il temuto danno ambientale e il deprezzamento del valore degli immobili nel tratto compreso tra Vado, Bergeggi, Valleggia e Zinola che potrebbero verificarsi a seguito dell'entrata in funzione della nuova piattaforma contenitori e rinfuse. «L'utilizzo delle spiagge potrà essere compromesso oltre che dalla piattaforma e dall'annesso prolungamento della diga foranea anche dai lavori di dragaggio che renderanno le acque della rada di Vado più torbide per tutta la durata dei lavori», sostengono i promotori dell'iniziativa che temono inoltre che la movimentazione di circa 700 mila containers all'anno possa causare un inquinamento acustico oltre i limiti di legge. «La compravendita degli immobili ha già subito una pesante contrazione - si legge nella petizione - e anche chi è in affitto nella zona sta prendendo in considerazione un eventuale trasloco». Mercoledì 25 marzo verrà ripresa la raccolta delle firme nell'area del mercato e in piazza Cavour a Vado Ligure.

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i leader dell'onda tra rabbia e protesta "ci imbavagliano, ma noi andiamo avanti" - (segue dalla prima pagina) katia ancona (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina IX - Roma Alemanno: rispettiamo il diritto di manifestare, ma dentro le regole. Il rettore Frati: il corteo non era autorizzato I leader dell´Onda tra rabbia e protesta "Ci imbavagliano, ma noi andiamo avanti" E venerdì il comitato provinciale sulla sicurezza discuterà il "caso Roma Tre" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) KATIA ANCONA (segue dalla prima di cronaca) laura mari «Non era mai successo prima d´ora che gli studenti che volevano uscire in corteo dalla città universitaria venissero caricati così brutalmente. I divieti, i protocolli e le manganellate - prosegue Francesco rappresentano l´idea di democrazia del sindaco Alemanno e del governo Berlusconi. Ma la nostra protesta non si fermerà - avverte Brancaccio - l´Onda tornerà in piazza il 28 marzo contro il prossimo G8 e il dissenso dei giovani studenti riempirà le piazze». Ma a quanto avvenuto ieri mattina alla Sapienza ha suscitato le immediate reazioni di tutto il mondo politico. «Le cariche della polizia sono il primo frutto avvelenato del protocollo sui cortei» ha detto il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che già nei giorni scorsi aveva duramente contestato il protocollo. Solidarietà bipartisan agli studenti dell´Onda è stata espressa non solo dai collettivi di Roma Tre e dall´Unione degli Studenti, ma anche da Lotta Studentesca, formazione giovanile di Forza Nuova, che giudica «inammissibile che ad una pacifica contestazione studentesca si risponda con la violenza». Completamente opposto il punto di vista del rettore della Sapienza Luigi Frati, che parla di un «corteo non autorizzato» e di «regole da rispettare». Un´opinione in linea con quanto dichiarato dal sindaco Gianni Alemanno, che ha voluto sottolineare come «il protocollo ha il compito di evitare la proliferazione di cortei di 300-400 persone che bloccano la città. Rispettiamo il diritto a manifestare ma dentro le regole - ha proseguito il primo cittadino - e invito tutti alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza alla violenza politica». A schierarsi contro il protocollo sui cortei e il conseguente atteggiamento adottato ieri dalle forze dell´ordine contro gli studenti dell´Onda sono gli esponenti della sinistra capitolina. «Le nuove regole sui cortei rappresentano un cavillo per impedire il sacrosanto diritto di scioperare e manifestare» attacca il segretario romano del Pdci Fabio Nobile, mentre Paolo Cento dei Verdi definisce «inaccettabili» le cariche della polizia e l´assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri ribadisce che «la libertà di espressione e di dissenso è più importante della cieca applicazione di un discutibile protocollo anti-manifestazioni». E venerdì prossimo in prefettura, nell´ambito del comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza si discuterà di quanto avvenuto martedì all´università di Roma Tre, dove gli studenti dei collettivi di Scienze Politiche hanno denunciato di essere stati aggrediti da alcuni esponenti di Azione Universitaria.

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Roma Tre, la destra: La nostra spranga? Era un righello... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

Roma Tre, la destra: «La nostra spranga? Era un righello... » Le mazze nell'armadietto? Sono righelli. Precisamente «la gamba di un tavolo di cui ci serviamo per fare gli striscioni, per tracciare le righe delle lettere: lo testimonia il fatto che sia sporca di vernice». Si sono difesi così gli studenti di Azione universitaria (movimento vicino ad An) davanti al rettore di Roma Tre, dopo il ritrovamento di mazze e catene in un loro armadietto all'università. Le catene? «Sono per i motorini, e sono state messe lì apposta: appartengono ai collettivi di sinistra», aggiungono i giovani di Au. E intanto ieri è stata ancora una giornata di tensione politica a Roma Tre. Nodo della discordia un volantino di Au: alcuni studenti di giurisprudenza lo hanno criticato perché ricostruiva «in modo distorto gli scontri di lunedì» e sarebbero stati presi a male parole dai colleghi di destra. Ci sono le immagini, il rettore provvederà. IL CASO

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Voto per delega, saltano i vincoli sulle società (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-19 - pag: 33 autore: Comunitaria. Arriva il «record date» Voto per delega, saltano i vincoli sulle società Giovanni Negri ROMA Record date anche in Italia. Meno vincoli nella raccolta delle deleghe. Più trasparenza nello svolgimento delle assemblee. Rafforzati i diritti degli azionisti. è su questi punti che si concentrano le principali novità della disciplina di recepimento della direttiva comunitaria 2007/36/Ce destinata a cambiare alcuni snodi cruciali del nostro diritto societario. Le coordinate del futuro decreto legislativo sono tracciate dal disegno di legge Comunitaria 2008 appena votata dal Senato e all'esame della Camera. Un emendamento del Governo in commissione ha allargato il perimetro dei futuri interventi sulle regole di funzionamento delle assemblee e sulla fase preparatoria escludendo, però, malgrado le perplessità di Confindustria, sia gli organismi di investimento collettivi, sia, soprattutto, le cooperative. Le novità in arrivo, così, saranno operative per le società con sede in uno Stato membro e con azioni ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato della Ue. Tra i cardini della direttiva c'è la possibilità della record date, ovvero la determinazione di un giorno precedente l'assemblea nel quale verificare il possesso delle azioni con diritto di voto. Un sistema applicato negli Usa, ma, sinora, guardato con diffidenza da noi soprattutto perché potrebbe consentire di votare anche a chi non è più in possesso delle azioni. Il decreto futuro dovrà fare propria l'apertura, tenendo presente che le eventuali vendite successive alla data di registrazione non potranno portare a forme particolari o specifiche di limitazione della partecipazione all'assemblea. Per permettere, in ogni caso, alla società di effettuare verifiche verrà lasciata una "finestra" di controllo non superiore ai 30 giorni precedenti l'assemblea. Altra materia delicata è quella del voto per delega. La direttiva comunitaria si ripromette di renderlo molto più agevole, eliminando vincoli a livello nazionale. La conseguenza sarà, per effetto del futuro decreto delegato, la scomparsa dei limiti quantitativi al conferimento delle deleghe di voto previsti dal Codice civile secondo cui la stessa persona non può rappresentare in assemblea più di 20 soci o, se si tratta di società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, più di 50, 100 o 200 soci a seconda della consistenza del capitale sociale. Chi è in possesso poi di azioni di una stessa società depositata in più di un conto titoli potrà designare un rappresentante in assemblea con riferimento alle azioni depositate in ciascun conto. Resterà, però, in vigore il divieto di votare in maniera differenziata per azioni detenute dallo stesso azionista e, inoltre, i rappresentanti potranno essere costretti a mantenere traccia delle istruzioni di voto e a confermare su richiesta che le istruzioni sono state rispettate. Andranno poi identificate e regolamentate con attenzione le ipotesi di conflitto d'interessi tra rappresentato e rappresentante. Tra la pubblicazione dell'avviso di convocazione e la data di svolgimento dell'assemblea non dovrà passare un periodo di tempo inferiore 21 giorni; agli azionisti viene riconosciuto il diritto di iscrivere punti all'ordine del giorno a condizione checiascuna richiesta sia accompagnata da motivazione e da una proposta di delibera da adottare in assemblea. Al decreto è poi affidata la disciplina del diritto dell'azionista di porre domande collegate all'ordine del giorno prima dell'assemblea prevedendo che la società fornisca una risposta anche unitaria a domande con lo stesso contenuto.

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Au: mazze e catene non sono nostre (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Roma Tre Au: mazze e catene non sono nostre Gli studenti di Azione università della facoltà di Scienze politiche di Roma Tre sono stati ricevuti ieri mattina dal rettore Guido Fabiani. I membri di Au hanno chiesto e ottenuto l'incontro per chiarire la loro posizione sull'episodio dell'armadietto forzato al cui interno sono stati trovati vari tappi, una mazza e delle catene. «è una situazione assurda -ha dichiarato Luca, portavoce di Azione universitariaHanno montato una storia falsa. La mazza ritrovata nell'armadietto è in realtà la gamba rotta di un tavolo di cui ci serviamo per fare gli striscioni -ha aggiunto il portavoce Au-. La usiamo per tracciare le linee guida delle lettere e lo testimonia il fatto che sia sporca di vernice. Le catene poi, che altro non sono che catene per i motorini, non sono nemmeno nostre, sono state messe lì apposta e appartengono ai collettivi di sinistra. Abbiamo una foto di una loro riunione che ritrae quelle stesse catene sul pavimento». Ma il clima alla Terza università è ancora teso: lo testimonia un battibecco, che fortunatamente non è sfociato in alcuna azione violenta, nato mentre gli studenti Au erano dal rettore. Oggetto della discordia un volantino di Azione universitaria che ripercorreva le tappe degli scontri, e per il quale si sono lamentati gli sudenti dei collettivi di sinistra.

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Un impulso all'attività formativa (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

Professioni speciale bilancio Un impulso all'attività formativa Partecipazione ai corsi: un bonus per i giovani iscritti da non oltre 5 anni Paolo Pisciotta* La proposta di Bilancio di Previsione 2009, nel correlarsi alla profonda crisi economica che investe trasversalmente non solo i diversi luoghi geografici, ma principalmente le fasce sociali più deboli, non poteva che riassumere in sé un profilo più "solidale e sociale". In questo quadro generale, il Consiglio dell'Ordine di Napoli ha inteso offrire il proprio contributo alla complessa azione che il Consiglio Nazionale ha avviato in materia di "Provvedimenti anticrisi" (vedi l'articolo in queste pagine).Infatti, nel tener conto della difficile prospettiva che oggi vivono tanti nostri colleghi, tra cui moltissimi giovani, risultato di una continua contrazione del lavoro professionale con pesanti riflessi sul piano occupazionale, il Consiglio ha proposto una manovra di Bilancio di Previsione improntato sul tema della "solidarietà sociale", non rinunciando con ciò al grande senso di responsabilità istituzionale a cui ha conformato da sempre le proprie azioni.L'efficacia, l'efficienza, l'economicità di una Previsione di Bilancio non può prescindere dalla fattibilità delle azioni in esso contenute ed alla coerenza di queste con la storicità dei risultati economici consolidatisi negli ultimi esercizi finanziari. E' indiscutibile che questo Consiglio, forse inconsciamente o forse spinto da un forte senso di solidarietà sociale, negli ultimi dieci anni ha orientato le proprie azioni alle difficili dinamiche del mercato professionale. A nessuno può sfuggire che in questi anni il Consiglio ha mantenuto congelata la quota associativa, pur nella consapevolezza che tale decisione collocava il nostro Ordine al terzultimo posto, per importo, nel panorama nazionale degli Ordini. Pur nella compressione finanziaria non si sono cercati alibi per innalzare la quota associativa, anzi ciò è stato uno stimolo per ricercare risorse esterne che potessero consentire una sempre più costante azione di promozione della nostra identità professionale, combinata con l'innalzamento, non solo della quantità, ma principalmente della qualità dei servizi. Negli ultimi anni il Consiglio si è adoperato, forte della propria immagine istituzionale conquistata sul campo, per offrire ai propri iscritti quelle opportunità di informazione continua che potessero favorire il loro già difficile inserimento nel mercato del lavoro. Con ciò si è cercato di "restituire" parte della quota associativa, trasformando "servizi a domanda individuale" in "servizi collettivi". Infatti sono state sottoscritte convenzioni con soggetti qualificati in grado di offrire ai nostri iscritti servizi gratuiti, sostenendone i costi con proprie risorse di bilancio. L'abbonamento gratuito ad "Europaconcorsi", riservato a tutti gli iscritti, è al quinto anno, il cui costo pari ad € 180,00, in assenza di convenzione, sarebbe gravato su ogni singolo iscritto. Il numero degli iscritti aderenti a tale iniziativa, circa 4.000, fa supporre che tale abbonamento si è rivelato un utile strumento per l'esercizio della professione, in quanto offre informazioni sulle opportunità di lavoro professionale che il panorama nazionale, sia pubblico che privato, offre agli iscritti. Anche quest'anno si è riproposto l'abbonamento gratuito a tutti gli iscritti alla banca dati giuridica "STELNET", il cui costo individuale annuale è pari anch'esso ad € 180,00. L'offerta dei servizi si è ulteriormente arricchita grazie alla convenzione sottoscritta con l'Agenzia del Territorio relativa al servizio "Banca dati Catastale". Tale servizio, già in uso l'anno scorso, quest'anno si è ampliato con l'offerta di ulteriori funzionalità agli iscritti, quali la visura ipotecaria. E' superfluo sottolineare che il costo annuo di tale servizio, per convenzione, è pari ad €.60,00, contro il costo individuale di €.230,00 indicato dalla stessa Agenzia del Territorio. Inoltre non va dimenticata l'azione formativa rivolta ai giovani avviata dal Consiglio con il partenariato dei Comuni della Provincia di Napoli. Ad oggi, circa 40 Comuni hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa con il nostro Ordine ed hanno avviato alla formazione circa 120 nostri giovani attraverso la procedura degli "Stage formativi" presso gli Uffici di Pianificazione e Tecnici dei vari Comuni. Potrebbero bastare questi pochi dati, relativi ad una parte dell'intera e complessa azione, per affermare la bontà delle scelte operate dal Consiglio in questi ultimi anni. E lo stesso Consiglio, cui va tutto il mio sincero ringraziamento, ha voluto sottolineare una maggiore solidarietà verso i giovani investendo nella loro formazione e destinando proprie risorse nella Previsione di Bilancio 2009, spostando così il confine del "valore sociale" della propria manovra contabile. Si è ritenuto di offrire, infatti, ai nostri giovani iscritti da meno di 5 anni un "bonus formativo" pari a € 50,00 della quota associativa dell'Ordine di € 116,43 da utilizzare nell'arco dell'esercizio finanziario, quale parte della quota di partecipazione ai corsi di formazione a pagamento attivati dall'Ordine. Con ciò siamo consapevoli che in futuro i nostri giovani iscritti potranno competere con lealtà, qualità, conoscenza e competenza nel sempre più complesso mercato della professione. *presidente Ordine Architetti P.P.C. di Napoli e provincia del 19-03-2009 num.

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Tetto del 30% per gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA Il ministero dell’Istruzione «sta ragionando per introdurre un tetto intorno al 30%» della presenza degli alunni stranieri tra i banchi. Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma. «è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si devono impegnare risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza della lingua italiana». Gli insegnanti devono lavorare sull’integrazione e non denunciare i clandestini, ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti che le chiedevano se fosse d’accordo con l’iniziativa dei 101 deputati Pdl contro l’emendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede la possibilità per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Ha detto il ministro aggiungendo che quello varato in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». E infine sui tagli: «Nella scuola scenderanno da 42.000 a 18.000 grazie ai prepensionamenti», ha assicurato il ministro. Per quanto riguarda invece gli scontri con le forze dell'ordine avvenuti ieri alla Sapienza di Roma, è intrevento oggi il ministro Renato Brunetta che ha bollato gli studenti dell'Onda come «guerriglieri». «E come guerriglieri verranno trattati», ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione. A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella scuola il ministro ha replicato: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti, l’Onda non esiste». Brunetta ha quindi aggiunto: «Sono un democratico e credo molto di più al voto che alle azioni di guerriglia». Nelle recenti elezioni degli studenti «l’Onda non l’ho vista - ha detto ancora Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». La replica degli studenti [ immediata. «Il ministro Brunetta si dimetta» chiede l’Unione degli Studenti che sottolinea come «un ministro della Repubblica non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei guerriglieri da trattare come tali. Ieri c’è stata un’aggressione di cui gli studenti sono state vittime». «Quella di Brunetta - aggiunge l’Uds - è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani». «Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e inaccettabili: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza» rincara il coordinamento dei collettivi dell’università La Sapienza. «Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l’università pubblica». «Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perchè queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo». VOTA Tetto per gli stranieri in classe, siete d'accordo? SCRIVI La scuola delle polemiche. Dite la vostra nel forum

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Violante Placido ora è star anche a Bollywood (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 20-03-2009)

Argomenti: Class Action

cinema Violante Placido sceglie Bollywood Da Stallone a Kyle Minogue tutte le star tentate dall'India MILANO - S'intitola Barah Aana, racconta, quasi in risposta a Slumgod Millionaire di Danny Boyle, scene di lotta di classe Mumbai. Racconta di tre amici che vivono nella baraccopoli di Dharavi, un anziano autista in balia dei capricci di una ricca padrona che lo accusa di puzzare, un portinaio che si confronta con l'arroganza degli inquilini del ricco palazzo in cui lavora e un giovane cameriere innamorato di un'inavvicinabile straniera. Una trama abbastanza classica per Bollywood. Ma la pellicola hindi è anche italiana. Doppiamente. Diretta da Raja Menon, Barah Aana, che in hindi vuol dire «truffato», è prodotta da Giulia Achilli insieme a Raj Yerasi e, nei panni della straniera Kate c'è Violante Placido. Dal 20 marzo nelle sale indiane con la speranza, da parte dei produttori, che esca prossimamente anche in Italia. EFFETTO MILLIONAIRE - La figlia di Michele Placido è solo l'ultima, in ordine di tempo, tra le star occidentali ad essere andata a cercare l'America a Bollywood. Saranno state le otto statuette di The Millionaire, o l'annuncio che Woody Allen ha chiamato la protagonista Freida Pinto nel cast del suo prossimo film, ma la lista dei contagiati dalla febbre di Bollywood aumenta ogni giorno. Forse anche perché, alla faccia della crisi, l'industria cinematografica indiana è disposta a spendere addirittura un milione di dollari per assicurarsi una sequenza musicale con Kyle Minogue per il kolossal Blue, commedia con ambientazione caraibica, in cui la popstar australiana canta e balla in un nightclub. CARO RAMBO - Alle porte di Bollywood ha bussato Sylvester Stallone, in cambio di un compenso che, si dice, sfiora i 400 mila euro. Sly è stato scritturato per il film d'azione Kambakkth Ishq dal regista Sajid Nadiadwala. L'ex Rambo si troverà a combattere contro l'class="hilite">class="term">action-hero Akshay Kumar (già partner di Kyle Minogue in Blue). Non dovrà fare troppa fatica: il regista gli ha chiesto di recitare nei panni (e in quel resta dei muscoli), di se stesso senza neanche doversi spostare da casa: il film , infatti, racconta la storia di uno stuntman indiano a Hollywood, e sarà il primo film bollywoodiano ad essere girato nella mecca del cinema americana. CERCANDO UN ALTRO MUCCINO - Anche Will Smith si è lasciato tentare da suggestioni indiane. Alla fine di febbraio l'attore, ormai sempre più interessato alla sua attività di produttore, è andato a incontrare alcune personalità di Bollywood: niente di deciso, è stato detto, ma una bella rete di contatti intessuta nell'ambito di un'industria che sforna almeno 800 titoli all'anno. E siccome da quelle parti lo star system è ancora una cosa seria, Smith si è presentata davanti alle telecamere di Indian Idol a cantare canzoni in hindi (guarda il video) E, tra una visita al Taj Mahal e un chicken tikka masala ha fatto sapere che tra i suoi obiettivi c'è di girare un film con la star indiana più seguita in Occidente, Aishwarya Rai. PIONIERE RAP - Uno dei pionieri è stato il rapper Snoop Dog che mesi fa girò il video Singh is Kinng e ha fatto sapere di non vedere l'ora di replicare. CORRENTE INVERSA - Il travaso di star funziona anche nel senso inverso: sono sempre di più le attrici e gli attori indiani che puntano a sfondare nel cinema occidentale, anche perché, a dispetto degli ingaggi stratosferici il vento delle crisi inizia a lambire anche Bollywood. Abituati in patria ai fasti di un divismo che non conosce limiti, alimentato dalla tv e dalla stampa rosa che fatica a distinguere il vero dalla fiction come faceva Hollywood negli anni d'oro, tutti i "bollywoodiani" coltivano un sogno segreto: partecipare, da protagonisti, alla serata degli Oscar. Potenza Rdel red carpet. Stefania Ulivi stampa |

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Visite radioguidate e multimediali nel Castello di Casale Monferrato (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 20-03-2009)

Argomenti: Class Action

Una serie di azioni d’impronta teatrale e multimediale, a cura della Koinè, riveleranno il passato e il futuro del Castello di Casale Monferrato che diventerà dopo sette secoli un nuovo spazio pubblico, luogo di memoria storica e di civiche destinazioni d’uso (biblioteca ragazzi, sportello informagiovani, spazio musica, vetrina turistica del Monferrato). Questo particolare format di performing media si baserà su interazioni radio e video per le azioni teatrali, realizzate in collaborazione con il Collettivo Teatrale-CET di Casale Monferrato che interverrà con i suoi attori ed una originale drammaturgia, per fare di InCASTELLamenti-civici assedi non solo uno spettacolo teatrale ma un momento di coinvolgimento attivo. Gli spettatori parteciperanno alle visite radioguidate grazie a delle cuffie connesse a piccole radio per ascoltare una trasmissione radiofonica in modulazione di frequenza grazie a cui gli attori, in diretta, scandiranno il percorso attraverso gli ambienti del Castello. Nel percorso è prevista la partecipazione di alcuni studenti delle scuole di Casale Monferrato che hanno seguito il progetto-laboratorio “Palestra di cittadinanza attiva nella rete” per la produzione di un commentario partecipativo dell’evento sul social network facebook , sul geoblog e sul sito ufficiale del Castello del Monferrato. Lungo il percorso è inoltre previsto l’utilizzo del bluetooth e dei mobtag, particolari codici grafici che possono essere letti dagli smart-phone (su cui installare un apposito software) e da cui trarre dei particolari testi poetici (tratti dalla drammaturgia delle azioni in corso). Il 21 marzo alle ore 16 nella “manica” del Castello si svolgerà un incontro pubblico che tratterà delle modalità innovative della “Palestra di cittadinanza attiva nella rete” e vedrà il collegamento web con la manifestazione nazionale contro le mafie in corso a Napoli e promossa da Libera (associazione che ha svolto un ruolo attivo nel progetto). Interverranno gli studenti coinvolti, giornalisti ed esperti del web 2.0, con la conduzione di Carlo Infante, libero docente di performing media. Le visite radioguidate di sabato 21 e domenica 22 marzo si svolgeranno negli orari indicati dal programma generale, su prenotazione. Per informazioni URP-Città di Casale Monferrato tel. 0142-444339 urp@comune.casale-monferrato.al.it ewww.castellodelmonferrato.it

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Angoli di città recuperati alla cultura (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 21-03-2009)

Argomenti: Class Action

di Alessia Forzin Angoli di città recuperati alla cultura L'esposizione a Borgo Piave è stata vista finora da 1000 persone I Giovani Artisti Bellunesi piacciono sempre di più. Lo testimoniano i mille visitatori che sono già transitati per il residence San Nicolò a Borgo Piave, dove è in corso la collettiva M-Arte organizzata nell'ambito delle manifestazioni per la festa della donna dalla provincia di Belluno. «Abbiamo sentito tanti apprezzamenti anche dagli abitanti del Borgo», confessa il curatore dell'allestimento Gianluca D'Incà Levis. «Ci hanno detto che da anni questa zona della città non era così frequentata». La scelta dello spazio espositivo non è stata casuale: i GaBLs non sono mai banali, e nel loro obiettivo di creare eventi che vadano al di là di un semplice "appendere dei quadri alle pareti", anche questa volta hanno colpito nel segno. Il luogo dove è stata allestita la collettiva, infatti, rappresenta una parte della memoria storica della città. Una zona oggi poco conosciuta e frequentata. M-Arte acquista dunque un duplice valore, artistico, per la presenza di opere di qualità, e sociale. Anche la Borgo Piave Srl (che ha ristrutturato le ex concerie Colle dove è stata allestita la mostra) è soddisfatta dell'afflusso continuo di persone: «Ci piacerebbe poter continuare a usare questi spazi espositivi, per questo auspichiamo si possa trovare un accordo tra la proprietà privata e un ente», spiega D'Incà Levis. «Con il gruppo di artisti che abbiamo potremo far funzionare bene questo luogo, con eventi di qualità che richiamano pubblico». Come M-Arte. Sono 17 gli artisti che con i loro lavori hanno riflettuto, ciascuno seguendo il suo metodo espressivo, sulla donna, indagandone criticamente il ruolo, la condizione, le aspettative. Alcuni riprendono, reinterpretandoli, alcuni artisti del passato, come Marta Mellere, che, prendendo spunto dalla "Venere allo specchio" di Velasquez, ritrae una donna che osserva il volto di una Barbie. Una bambola riprodotta in serie, che ricostruisce i canoni della bellezza contemporanea, con tutto ciò che questo significa. Anche Alessandro Pagani trae spunto dall'arte classica, trasfigurando la figura di Casanova, il seduttore per eccellenza, in una sorta di scheletro, di marionetta felliniana. Alessandra Guolla affronta il tema dell'infibulazione, mentre Maurizio Adamo quello del tempo che passa, a cui il personaggio che ritrae nelle sue fotografie, Loreta, pare non volersi assoggettare. Fabiano De Martin Topranin riflette sui contrasti, dotando il suo busto femminile di una pistola, usata più come sistema difensivo che offensivo. Le donne-bambine di Laetitia Calcagno raccontano una visione problematica, con le loro acconciature elaborate, il trucco pesante, gli sguardi fermi e desolati, mentre Federica Menin riflette sul concetto di donna esca, attraverso delle gelatine profumate, che attraggono, ma che somigliano a protesi al silicone, che trasformano il corpo femminile rendendolo finto. Dimitri Giannina usa invece l'ironia del lato B, che nella sua installazione non sta ad indicare il sedere di una donna ma un braccio bionico, una protesi che funge da strumento e non da rimedio estetico. Lia Cecchin è presente alla collettiva con il suo cellulare, Carol Botto con dei dipinti che mostrano la bellezza del volto e dello sguardo femminile, Andrea Visentini con il suo ritratto di donna concentrata nell'azione che sta compiendo. Barbara Taboni riflette sul rapporto uomo-donna attraverso dei busti tagliati a metà, alcuni maschili altri femminili, metafora di una società in crisi nella logica dei rapporti, Mario Tomè racconta invece il rapporto tra dare e avere, tra madre e figlio, tra uomo e donna. L'installazione di Anna Poletti ricorda un utero stalattitico, simbolo di fertilità e di vita che si sviluppa all'interno dell'involucro protettivo, quella di Giacomo Roccon una donna aliena, difficile da indagare, un'incognita. Il diciassettesimo GaBLs è un artista che giovane non è, almeno non anagraficamente. Lo è però artisticamente, Claudio Nevyjel. Il suo borgo ritrae uomini e donne che faticano a comunicare, a rapportarsi. Nonostante il successo bellunese, i GaBLs non hanno intenzione di fermarsi. Tanti i progetti all'orizzonte, tra cui una mostra a Firenze, nella Galleria Biagiotti, per cui D'Incà Levis e il suo gruppo stanno lavorando. «Vogliamo continuare a organizzare eventi qui, dove la gente ci dimostra sempre il suo apprezzamento», ha detto, «ma non vogliamo accontentarci. Rapportarsi ad altre realtà è stimolante per gli artisti, e rappresenta un'occasione di crescita». La mostra è aperta fino al 29 marzo: martedì-domenica 10-12, 15-19.

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Dal radiodramma al jazz: il suono secondo Vowinckel (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Class Action

Dal «radiodramma» al jazz: il suono secondo Vowinckel ADRIANO LANZI Il corrispettivo in lingua tedesca del nostro «radiodramma» è «hoerspiele», che evoca più appropriatamente una «rappresentazione per le orecchie»: può fare o non fare uso di narrativa lineare, ma si appoggia sulla parola, sulla musica, e sull'arte sonora a vari livelli (dall'effettistica ordinaria alla più complessa costruzione di ambienti immaginari) in pari misura. Nata a Hagen nel '64, Antje Vowinckel, ospite domani sera del collettivo «Iato» al «Cantiere» di via Gustavo Modena per presentare al pubblico romano due sue opere, è un'artista tedesca che ha maturato una competenza trasversale in tutti questi settori. Ha lavorato a lungo come autrice dei dialoghi di radiodrammi nelle emittenti nazionali tedesche, per arrivare col tempo ad un uso della parola meno letterario e più sonoro; ha suonato flauto e pianoforte in orchestre da camera e gruppi jazz, subendo allo stesso tempo il fascino della scena improvvisata berlinese, dell'elettronica e della scuola acusmatica francese, eppure ha liberato la sua vena più originale di compositrice solo quando l'artista acustica, che fa musica con i suoni del quotidiano, ha prevalso sulla strumentista. i festival e l'europa Pur continuando a ricevere commissioni dalle radio (WDR, SWR, BR) oggi firma lavori che approdano anche ai più prestigiosi festival europei (Biennale Bonn, Prix Italia, Musica Contemporanea Alicante) e integrano testi, musica, installazioni, videoproiezione, performance, talvolta scompigliando con elementi apertamente umoristici la seria molteplicità dei suoi livelli di comunicazione. Al «Cantiere» domani sera alle ore 22 la Vowinckel presenta Call Me Yesterday, opera registrata, basata su corsi internazionali di lingue (sarà un «cinema mentale», una sessione d'ascolto collettiva), e a seguire una performance dal vivo per voce, organo elettrico, percussioni e azione. Esibizioni poliedriche che dalla parola passano attraverso il mondo dell'elettronica e la scuola acusmatica francese. Le collaborazioni con le maggiori emittenti e la scena dell'improvvisazione berlinese.

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La Statale: i violenti? Faremo i nomi alla polizia (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 21-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Università La decisione del Senato Accademico La Statale: i violenti? Faremo i nomi alla polizia Scontri alla Statale: il Senato Accademico sceglie la linea dura. Denunce, sospensioni «fino a un anno», e possibili cause civili «per danni materiali o morali ». Gli studenti che commettono reati «verranno segnalati alle autorità giudiziarie», spiega il rettore Enrico Decleva. Soddisfatti i rappresentanti di Azione Universitaria. Mentre i Collettivi studenteschi denunciano: «L'università dovrebbe essere un luogo libero ». A PAGINA 7 Argentieri

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[FIRMA]GAIA FERRARIS CANELLI Ciak! Si gira l'Assedio . Questa volta, obiettivo... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 22-03-2009)

Argomenti: Class Action

[FIRMA]GAIA FERRARIS CANELLI «Ciak! Si gira l'Assedio». Questa volta, obiettivo delle telecamere non sono le scene della rievocazione storica di giugno, bensì tutto ciò che sta prima dell'appuntamento. La troupe di Fredo Valla, piemontese, documentarista che da qualche anno collabora con Pupi Avati, è in questi giorni a Canelli per carpire la filosofia della manifestazione ambientata nel 1613. Le prime riprese sono iniziate venerdì e si concluderanno oggi pomeriggio, ma Valla e i suoi collaboratori, Luca Olivieri e Andrea Fenoglio, torneranno a Canelli nei prossimi mesi per proseguire la loro ricerca. Il progetto a cui Valla sta lavorando fa parte di una serie di una ventina di documentari sulle feste storiche del Bel Paese. «Stiamo passando in rassegna le rievocazioni storiche più originali e significative di tutta Italia - spiega Valla, uno dei quattro registi che affiancano Pupi Avati nella realizzazione dei filmati. - e a me è stata assegnata la zona del Nord Ovest che conosco sia per motivi personali che professionali». Le puntate andranno in onda tra il 2009 e il 2010 su «Sat 2000», canale satellitare in chiaro della Conferenza Episcopale Italiana per cui Avati ha già realizzato altre serie, sui Paesi dell'Est e sul sistema di welfare europeo. «La nostra attenzione non è solo per i preparativi logistici, ma soprattutto per quelli emotivi, per le aspettative che si creano in chi parteciperà alla festa». Per dare risalto a queste sfumature, Valla e i suoi non hanno solo filmato i rituali collettivi della preparazione di costumi, armi e scenografie, ma anche i momenti di «training» dei singoli che partecipano alla kermesse. Una preparazione piena di passione e trepidazione, come quella dei tamburini. Valla ha scelto di raccontare la storia di uno di loro, e la lavorazione ha previsto anche alcune riprese nella sua cameretta. Oppure quella di Orietta Gallo, ex insegnante di Educazione artistica e responsabile di tutto il materiale artistico dell'Assedio, come ceramiche, decorazioni e il «tiletto», lasciapassare degli assediati ormai emblema della rievocazione. «Ciò a cui vogliamo dare risalto - dice Valla - è il senso di coralità, l'armonia che si raggiunge attraverso l'azione di tanti singoli». Impegnati in prima linea, Paolo Gandolfo, assessore alle Manifestazioni, Giancarlo Ferraris, assessore al Bilancio e due dei volti più noti della battaglia del 1613, Luigi Chiriotti e Aldo Gai, ovvero il colonnello Taffini. L'occhio di Valla è andato alla ricerca di comparse e protagonisti, catturando momenti di prove, da quella dei canti a quella dei duelli, passando per l'enogastronomia dell'Assedio. In questo caso non si è trattato di una rappresentazione, ma del rito collettivo che alla fine è il succo della festa canellese: porchetta e agnolotti e un immancabile brindisi con la Barbera.

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"Una forma di protesta totalmente inutile" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 23-03-2009)

Argomenti: Class Action

La gente "Una forma di protesta totalmente inutile" [FIRMA]MONICA PEROSINO Il sole e l'indolenza della prima domenica di primavera. Occhiali scuri, gelati, cani che corrono sui ritagli verdi del centro. Eppure, basta scavare pochi centimetri sotto l'ozio, per trovare tutt'altro. A poche ore dal blitz anarchico al Cambio, che viene liquidato pressoché unanimemente come una forma «inutile di protesta», i torinesi si scoprono a riflettere sull'atmosfera di tensione che si respira ormai da mesi in città. Si torna a parlare di «conflitto sociale», di «radicalizzazione della lotta», di «borghesia e classe operaia». «Come negli Anni 70», dice Alexandra Serghita, 20 anni, studentessa al Dams. «D'altronde il blitz di sabato sera al Cambio è un chiaro ritorno alle forme di protesta di quegli anni, idee vecchie. La storia si ripete, si vede ovunque, non solo nella ribellione, ma anche nella pubblicità e nel cinema, nei campi dell'effimero che colgono quell'atmosfera prima di tutti. Se i giovani si ribellano di nuovo, allora, forse succederà come trent'anni fa». Alexandra, che è di origine romena, si spinge più in là: «Ora non ci sono più solo le antiche contrapposizioni fascisti-antifascisti, ricco-povero, ora c'è un nuovo fattore che potrebbe peggiorare molto le cose, il conflitto straniero-italiano». La situazione, a Torino come nel resto d'Italia e d'Europa, sembra aver subito un cambiamento negli ultimi mesi. «E la militarizzazione della città non serve certo a portare sicurezza, ma solo ad alimentare le tensioni, se non a crearle - dice Massimo Papazzo, 47 anni, commerciante -. Probabilmente hanno paura della guerra civile e stanno facendo le prove generali. Un giorno ci alzeremo, andremo in banca e ci troveremo nella stessa situazione degli argentini». Renata Carretta, 41 anni, avvocato, critica i fatti del Cambio perché «azioni isolate, che creano solo scompiglio e non servono a niente. Se blocchiamo tutto, come fanno in Francia, allora sì che possiamo sperare in qualche risultato». C'è un sottile sapore di delusione nelle parole di chi commenta il blitz anarchico, come se fosse più un gesto folcloristico che altro: «Muovono un po' l'acqua, ma poco di più», dice Giuseppe Di Gioia, pensionato, mentre Piero Bassi, invece, si arrabbia: «Credono di difendere la causa dei clandestini, ma così non fanno che far crescere l'odio verso di loro, imbrattando un luogo pubblico. La gente ha i nervi tesi, e queste sono azioni balorde in un momento di crisi così». Sull'inopportunità dell'«azione» sono d'accordo anche Valentina Longo e Vito Livigni, ingegneri trentaquattrenni: «Sono iniziative vecchie, che ci riportano indietro di trent'anni. E non sono servite a molto neanche allora». Valentina sembra avercela più con Brunetta che con gli anarchici: «Esacerba gli animi, definisce perfino gli studenti dell'Onda guerriglieri, e così finisce che li fa diventare dei guerriglieri davvero». Altro che guerriglieri, invece, sono gli anarchici del Cambio: «Sono solo superficiali - dice Alessio Merlicco, 21 anni -. Chi può pensare che si possano migliorare le condizioni negli ex Cpt andando a colpire chi mangia in un ristorante di lusso? Così non si costruisce certo il dissenso». Peggio ancora: «Si parlerà più del gesto che di quello che ci stava dietro - dice Emiliano Fiumara, 29 anni, educatore -. Poi mi sembra che il modo migliore per cambiare le cose sia sempre sedersi attorno a un tavolo e discutere». A sostenere la sensazione che il blitz anarchico non spaventi nessuno - tranne forse i clienti del Cambio - c'è la collettiva alzata di spalle rispetto a una «protesta generalista e spettacolarizzata». «Ci sono problemi ben più gravi - dice Edoardo Piras, 35 anni - di un gruppo di persone, completamente staccate dalla realtà, che pensano di fare chissà che con un secchiello di sterco. Che scelgono il Cambio, un ristorante, come simbolo del lusso. Che vadano a colpire veramente i simboli della diseguaglianza sociale, che imparino una buona volta la serietà della lotta». Con toni meno accesi Adriana Canavotto, insegnante, si rammarica della risposta con cui la città sta rispondendo alla crisi sociale: «Non ci sono proteste "buone", serie, sentite e partecipate - dice -, sembra un po' tutto lasciato al caso, tra indifferenza e decadimento dei valori. Il risultato sono una serie di azioni sciocche e sterili che rischiano di essere il prologo di conflitti pesantissimi, ma poco controllati».

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"L'emotività non aiuta i mercati" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Class Action

L'ANALISI DELL'AD DI CESARE PONTI PRIVATE BANKING "L'emotività non aiuta i mercati" Rispetto agli altri Paesi l'Italia ha tenuto anche se il regime fiscale è ancora svantaggioso «Servono soluzioni razionali e senza paura per affrontare e superare il momento difficile» Nei momenti di tempesta è sempre preferibile rimanere al coperto, ben sapendo che, non uscendo di casa, non potremo certamente scoprire nuovi orizzonti. Ovvero: in periodi di grande turbolenza e volatilità dei mercati è infatti opportuno rimanere «liquidi» ma dobbiamo essere consapevoli che non potremo aspettarci rendimenti a due cifre ma, al contrario, ritorni vicini al risk free, quindi prossimi all'1%. Questa perifrasi aiuta a spiegare l'atteggiamento degli investitori di queste ultime settimane, orientati a non comperare - se non addirittura a vendere - titoli azionari che, intuitivamente, risultano «convenienti», avendo perso tra il 50% e l'80% e più del loro valore rispetto ai livelli massimi di due anni orsono. Stessa sorte anche per alcune emissioni obbligazionarie corporate, subordinate o perpetual, sulle quali addirittura il mercato è "sparito". E' una costante del mondo finanziario: quando il mercato è fortemente depresso, gli outlook e i target price peggiorano sensibilmente e la paura primeggia e offusca ogni razionale di investimento. Quando il mercato è effervescente, al contrario, gli obiettivi di prezzo sono costantemente rivisti al rialzo e si tende a non valutare il rischio degli investimenti. E' in questi risvolti che trova valore il Private Banking, il cui compito primario è quello di aiutare a ridurre l'emotività delle scelte di investimento tramite una pianificazione condivisa dell'acquisizione di rischio. Il processo di investimento parte dall'interpretazione dei reali bisogni di investimento dei clienti e porta alla costruzione di un portafoglio costituito dalla somma di singole «classi di investimento», ciascuna delle quali soddisfa un singolo bisogno elementare: il «bisogno di liquidità» sarà soddisfatto da investimenti risk free ed avrà orizzonti di investimento molto brevi; il «bisogno di accumulo» sarà soddisfatto da diverse tipologie di investimento, tutti effettuati con una logica di lungo periodo; il «bisogno di decumulo» sarà soddisfatto con classi di investimento che consentano di produrre flussi finanziari a scadenze predeterminate e, infine, il «bisogno" di speculazione» sarà soddisfatto con prodotti con maggiore grado di rischio, che, a fronte di ipotesi di guadagno elevate, potrebbero generare, nel breve periodo, variazioni negative del patrimonio. La scelta consapevole dei differenti profili di rischio/rendimento/orizzonte temporale e la conseguente corretta interpretazione dei bisogni di investimento soggettivi, porta ad affrontare fasi negative di mercato, tra le quali rientra a pieno titolo quella che ormai da molti mesi viviamo, con minore ansia, in funzione della valutazione di lungo periodo che viene a priori attribuita alle asset class più volatili (e più penalizzate) quali per esempio le azioni. Lo stesso approccio consente inoltre oggi di effettuare analisi più serene sui mercati e di guardare ad alcuni titoli azionari e obbligazionari come opportunità di investimento e non come pericoli da cui rifuggire in modo aprioristico. Andrea Ragaini A.d. Banca Cesare Ponti Il 2008 è stato un anno difficile per i «Paperoni» italiani, anche se a loro è andata un po' meglio rispetto a quanto è capitato globalmente nel settore del private banking. È quanto emerge da una serie di stime elaborate dal professor Giacomo Carlo Neri, docente di strategia e politica aziendale all'università Cattolica di Milano e partner responsabile del settore servizi finanziari della Pricewaterhouse Coopers. Dati contenuti in uno studio presentato recentemente in occasione di un convegno nella sede milanese dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana). Le cifre in questione parlano chiaro: nel corso del 2008 si è registrata un'importante inversione di tendenza nel mercato italiano degli investitori più ricchi (patrimonio minimo 500mila euro) che è passato dagli 829 miliardi di euro del 2007 ai circa 740 dei dodici mesi successivi. Una diminuzione, dunque, pari all'11 per cento. Più in generale, il peso delle attività finanziarie (azioni, obbligazioni, depositi, fondi comuni, titoli di Stato) all'interno del portafoglio della famiglia italiana è passato dal 42 per cento del 2003 al 38 per cento del 2008. Per contro, è invece aumentato (dal 52 al 57 per cento) il peso del patrimonio immobiliare (abitazioni, fabbricati, terreni). «Si tratta - osserva Neri - di frenate causate dal rallentamento dell'economia globale, dall'abbassamento dei corsi azionari e dal processo di finanziarizzazione dell'economia». E il rallentamento, nel 2008, si è fatto sentire anche sul fronte della redditività dell'industria italiana del private banking: i ricavi sono scesi di circa 1,4 miliardi di euro, mentre gli utili risultano essere diminuiti di 0,3 miliardi. D'altronde, a livello mondiale, è andata peggio: nel 2008, infatti, lo studio stima una diminuzione della ricchezza private attestata sul 14,7 per cento. E dire che il settore, in termini globali, era cresciuto dal 2002 al 2007 con un tasso del 7,4 per cento annuo. Già nel 2007 una prima importante riduzione della crescita (solo + 1 per cento), poi, la bufera innescata dai mutui subprime con l'approdo finale a quella flessione del (quasi) 15 per cento. Uno stop che l'anno scorso ha portato anche, parliamo sempre del sistema-mondiale, una inevitabile diminuzione della redditività delle banche con i ricavi scesi di 55 miliardi di euro e gli utili calati di altri 12 miliardi. Dati e indicazioni che suggeriscono alcune valutazioni. «Nel nostro Paese - ragiona il professor Neri - il segmento del private banking mostra comunque una tenuta relativamente buona rispetto alle traversie dei mercati. Il periodo 2003-2008 - prosegue Neri - ha visto crescere la ricchezza finanziaria della clientela private del 3,1 per cento, nello stesso periodo le attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane sono cresciute del 2,1 per cento». Insomma, secondo Neri, il mercato italiano del private mantiene «buone potenzialità di crescita" e nonostante le difficoltà e la crescente competizione internazionale resta un settore "interessante». Un settore che si presenta frammentato (in termini assoluti) ma con una tendenza ad esserlo un po' di meno: nel 2008 i primi dieci operatori italiani detenevano il 32 per cento del mercato (una percentuale che risultava essere del 30 per cento nel 2007 e del 23 per cento nel 2006). Il motivo della tradizionale frantumazione del mercato private italiano? L'autore dello studio ritiene che la clientela, grazie al forte potere contrattuale, possa permettersi di essere decisamente "sofisticata". Ecco, allora, che l'offerta segue, per così dire, la domanda adeguandosi alle richieste degli investitori ricchi. Si spiega così la presenza di un'offerta territorialmente differenziata da regione a regione, molto eterogenea sotto il profilo dei modelli di business e di quelli di servizio. Ma la crisi dei mercati, va da sé, ha colpito anche il mercato del risparmio gestito: gestioni collettive, fondi pensione, assicurazioni vita, gestioni di portafoglio. Se dal 2003 al 2008 questo settore è rimasto, in termini assoluti, pressoché invariato (1060 miliardi con una variazione dello 0, 01 per cento), in termini relativi il suo peso sulle attività finanziarie delle famiglie italiane è invece sceso dal 34, 4 per cento al 31,1. In particolare lo studio segnala come l'andamento delle gestioni collettive e di portafoglio sia stato positivo nel periodo 2003-2007 e come abbia poi subito un autentico tracollo (meno 21 per cento) proprio nel 2008. In altre parole si stima che l'industria italiana del risparmio gestito abbia subìto nel 2008 una diminuzione dei ricavi di circa tre miliardi di euro, associata ad un calo degli utili intorno ai 0,4 miliardi. Un effetto delle bufere finanziare, d'accordo. Ma non solo. L'analisi in questione, infatti, punta il dito anche su macrofattori di natura strutturale. Vengono citati il regime fiscale sfavorevole rispetto a quello di altri Paesi (la tassazione italiana è focalizzata sul valore maturato in portafoglio) e il preponderante collocamento da parte delle aziende di credito di obbligazioni bancarie o assicurazioni piuttosto che prodotti di risparmio gestito. Un settore caratterizzato da un significativo grado di concentrazione, concentrazione che comincia a registrare un leggero calo: nel 2006 i primi dieci operatori si prendevano il 76 per cento del mercato, nel 2008 la quota scendeva ai 73 punti percentuali. In ogni caso tra i primi dieci player non risultano esserci operatori indipendenti, ossia non appartenenti a gruppi bancari o assicurativi. Quali, a questo punto, le possibili prospettive? Gli analisti PriceWaterhouse Coopers ritengono che tanto nel mercato private quanto nell'industria del risparmio gestito, assisteremo a una ridefinizione dei modelli di business sempre più orientati verso una maggiore specializzazione. «Ciò che sarà davvero essenziale - conclude Neri - è il recupero dello svantaggio fiscale e regolamentare che finora ha penalizzato l'Italia».

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"atto dovuto l'esproprio del petruzzelli" - raffaele lorusso (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Bari "Atto dovuto l´esproprio del Petruzzelli" Godelli incalza il ministro Bondi. E Di Cagno Abbrescia attacca il sindaco Il parlamentare del Pdl: capisco che Emiliano si trovi a suo agio in ambito giudiziario, ma invece di sollevare sospetti parli chiaro, dica quello che sa RAFFAELE LORUSSO «Il sindaco non vuole politicizzare la vicenda del Teatro Petruzzelli? Ma chi ha piazzato orologi in piazza, annunciato date di inaugurazione, partecipato all´esproprio, condividendolo, arrivando a impegnare 16,5 milioni del bilancio comunale?». Simeone Di Cagno Abbrescia non ci sta e contrattacca. «La riapertura del teatro non è un problema mio, ma sono obbligato a difendermi dalle illazioni - attacca il deputato del Pdl - Emiliano evoca pareri dell´Avvocatura dello Stato e provvedimenti della Corte dei Conti. Capisco che si trovi a suo agio in ambito giudiziario, ma anziché sollevare sospetti parli chiaro: dica quello che sa». Di Cagno Abbrescia non ha dubbi: tocca al ministero per i Beni culturali stabilire quando e come riaprire il Petruzzelli. «Di certo - insiste - non si può seguire la strada indicata dal sindaco perché inaugurare un´opera senza che ci siano le necessarie autorizzazioni significa violare la legge». Per il candidato sindaco del Pdl il protocollo d´intesa del 2002 «era l´unico atto per mettere fine alle ostilità. Fu approvato all´unanimità dal consiglio comunale, dal consiglio provinciale e dalla giunta regionale. Lo sciagurato esproprio, però, ha eliminato il collegamento fra la fondazione e il teatro. Come pensa il sindaco di riaprirlo senza una norma giuridica che lo consenta? La verità è che Emiliano agisce come se fosse il padrone della fondazione». Intanto, la Regione non ha rinunciato a invocare l´esproprio. L´assessore Silvia Godelli, che ieri sera ha partecipato ad un dibattito all´Università organizzato dal Comitato contro gli sprechi e i privilegi e l´Archeoclub, ribadisce: «Il ministro per i Beni culturali continua ad omettere un atto dovuto, ossia l´esproprio del Teatro Petruzzelli, applicando una legge dello Stato. è però necessario riaprire, creando un collegamento fra fondazione e teatro». Per l´class="hilite">avvocato Luigi Paccione, che con i colleghi Alessio Carlucci e Nicola Favia ha promosso una class="term">class class="term">action procedimentale, è però sbagliato parlare di esproprio. «Il Teatro - spiega - è pubblico dal 1995. Da quando, cioè, è scaduta la concessione del suolo pubblico ai privati, che per legge non può durare più di 99 anni».

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cellulari, multa antitrust per le suonerie "truffa" - luisa grion (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 22 - Economia Cellulari, class="hilite">multa antitrust per le suonerie "truffa" I consumatori: ora serve la class="term">class class="term">action Il Codacons: 8 siti su 10 non rispettano la normativa europea LUISA GRION ROMA - Oltre a perforare l´udito possono avere un costo nascosto. Ci può essere un inganno dietro le segreterie telefoniche: uno la sceglie, la scarica e pensa che sia finita lì. Invece no: l´ignaro consumatore, senza volerlo, ha sottoscritto un abbonamento e il costo della «musichetta» sarà decurtato settimana dopo settimana dal credito della sua scheda. Amatissime dagli adolescenti le suonerie telefoniche sono finite nel mirino dell´Antitrust. L´indagine sulla mancata chiarezza fornita ai consumatori che le richiedono, era partita la scorsa primavera, e ieri - con quattro provvedimenti ad hoc pubblicati sul Bollettino - per altrettanti operatori e per le società fornitrici del servizio è arrivata una multa dal valore complessivo di 2,2 milioni di euro. Fra le più colpite Telecom Italia (640 mila euro) e Vodafone (560 mila), ma anche Wind dovrà versare 480 mila euro e H3G 155 mila. Più contenute le sanzioni per i fornitori del servizio: 125 mila per Dada, 115 mila per Buongiorno (che ritiene le accuse «del tutto infondate» e annuncia un ricorso al Tar), 95 mila per Zed e 55 mila per Zeng. L´Antitrust motiva la sentenza: i messaggi di spiegazione inviati dagli operatori multati sono ingannevoli - spiega - non chiariscono che, attraverso la richiesta del servizio, non solo si scarica la singola suoneria, ma si sottoscrive appunto un abbonamento. Non solo: l´indicazione dei costi è poco chiara e disattivare il servizio risulta lungo e difficile. Applausi, per la decisione dell´Antitrust, da tutto il mondo delle associazioni di consumatori che fanno notare come l´inganno sia particolarmente scorretto perché volto ad una platea, i giovanissimi, facilmente raggirabile. Secondo un rapporto del Movimento Difesa del Cittadino, l´84 per cento dei ragazzi di età compresa fra gli 8 e i 15 anni ha un cellulare e il 41,3%, senza rendersi del tutto conto di quello che stava facendo, ha chiamato un numero che lo ha abbonato ad un servizio di loghi e suonerie. Codacons stima che il giro d´affari del settore sia attorno agli 800 milioni di euro e sottolinea che «8 siti Internet su 10 specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili, non rispettano la normativa europea». Adiconsum, chiede una class="term">class class="term">action per risarcire gli utenti, Adoc vuole le multe proporzionate al fatturato. Per Adusbef e Federconsumatori «è una vergogna che la concorrenza fra i pochi gestori si sviluppi spesso a danno degli utenti, contro ogni esigenza di trasparenza del mercato». Ora, va detto, non è la prima volta che l´ Authority interviene sulle suonerie: solo lo scorso ottobre il Garante aveva assegnato multe per un totale di 1,16 milioni di euro sempre a Telecom, Vodafone, Wind, H3G e Neomobile e molte associazioni - vista la ricchezza del mercato - temono che questa appena comminata non basti.

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(sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 24-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-03-24 num: - pag: 36 autore: di BARACK OBAMA categoria: REDAZIONALE IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI «Così usciremo dall'emergenza» SEGUE DALLA PRIMA Non solo: questa azione potrà anche spianare la strada a una nuova era di impegno economico per scongiurare il ripetersi di una simile crisi in futuro. Nessuno può negare la situazione di emergenza in cui viviamo. La crisi del credito e della fiducia ha travolto i confini nazionali e fa sentire le sue ripercussioni in ogni angolo del pianeta. Per la prima volta in questa generazione, assistiamo alla contrazione dell'economia globale e alla riduzione degli scambi commerciali. Sono stati bruciati trilioni di dollari, le banche non concedono prestiti e decine di milioni di persone perderanno il posto di lavoro in tutto il mondo. Sono in pericolo la prosperità di ogni singola nazione, la stabilità dei governi e la sopravvivenza delle popolazioni nelle regioni più svantaggiate della terra. Una volta per tutte, abbiamo imparato che il successo dell'economia americana è strettamente collegato all'economia globale. Non esistono distinzioni tra gli interventi che riavvieranno la crescita nella nostra nazione e quelli che la sosterranno altrove. Se i consumatori di altri Paesi non sono più in grado di spendere, i mercati si prosciugano e oggi assistiamo al calo delle esportazioni americane più drammatico degli ultimi quarant'anni, che ha immediatamente provocato la perdita di posti di lavoro nel nostro Paese. E se consentiremo alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di agire in modo irresponsabile e senza scrupoli, resteremo intrappolati in una spirale di bolle che si succedono alle crisi. Per questo motivo, il prossimo vertice di Londra è di importanza cruciale per la nostra ripresa. Il mio messaggio è chiaro: gli Stati Uniti sono pronti a rimettersi alla guida e noi chiamiamo a raccolta i nostri partner per fare uno sforzo comune, verso un obiettivo comune. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. La nostra leadership è fondata su una semplice premessa: agiremo con coraggio per risollevare dalla crisi l'economia americana e riformare i nostri meccanismi di controllo, ma tali azioni risulteranno rafforzate, se accompagnate da un intervento complementare all'estero. Grazie al nostro esempio, gli Stati Uniti saranno in grado di promuovere la ripresa globale e ricostruire la fiducia in tutto il mondo. Se il vertice di Londra saprà galvanizzare l'azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione. Altri membri del G20 hanno avviato misure di stimolo fiscale, ma tali interventi dovranno essere robusti e sostenuti fino alla completa risalita della domanda. Nel far questo, occorre partecipare all'impegno collettivo di incoraggiare il libero mercato e gli investimenti, e resistere alla tentazione del protezionismo, che non può che aggravare la crisi. Secondo, è necessario rimettere in moto il credito, essenziale per le aziende e per i consumatori. In America, stiamo lavorando alacremente per stabilizzare il nostro sistema finanziario. Grazie anche a una corretta valutazione dei bilanci delle nostre banche principali, si otterrà lo sblocco dei prestiti che aiuteranno gli americani ad acquistare beni, a restare nelle loro case e ad espandere le loro attività imprenditoriali. Questa azione dovrà essere amplificata dagli interventi dei nostri partner del G20. Tutti insieme potremo concordare su una struttura comune fondata sulla trasparenza, la responsabilità e il ripristino del credito, che rappresenta la linfa vitale alla crescita dell'economia globale. E il G20, assieme alle istituzioni multilaterali, sarà in grado di fornire finanziamenti al mercato per far risalire le esportazioni e creare posti di lavoro. Terzo, abbiamo l'obbligo morale ed economico — oltre che di sicurezza nazionale — di tendere la mano ai Paesi in difficoltà. Se gireremo loro le spalle, le sofferenze causate dalla crisi si aggraveranno e la nostra stessa ripresa sarà rallentata, perché i mercati si contrarranno ancora e altri americani perderanno il lavoro. Il G20 dovrà mettere in campo celermente tutte le risorse disponibili per stabilizzare i mercati emergenti, rafforzare con contributi sostanziosi le riserve di emergenza del Fondo monetario internazionale e aiutare le banche regionali allo sviluppo ad accelerare la concessione dei prestiti. Nel frattempo, l'America si impegna a varare nuovi investimenti mirati per la sicurezza alimentare, che aiuteranno le nazioni più povere a superare il momento sfavorevole. Se queste azioni ci aiuteranno a uscire dalla crisi, è tuttavia impensabile tornare alla situazione antecedente. Occorre mettere fine alle speculazioni insensate e alle spese che vanno oltre le nostre possibilità; occorre dire basta al credito cattivo, alle banche che hanno abusato della leva finanziaria, all'assenza di controlli che ci condannano a subire bolle destinate a scoppiare. Solo un'azione coordinata a livello internazionale potrà impedire il ripetersi di operazioni irresponsabili e rischiose che hanno innescato questa crisi. Per questo motivo mi impegno a cogliere quest'occasione per portare avanti le riforme strutturali dei nostri istituti normativi e di vigilanza. Le istituzioni finanziarie — a Wall Street come nel resto del mondo — hanno bisogno di controlli attenti e di regole credibili. Tutti i mercati devono disporre di standard di stabilità e meccanismi di vigilanza. Una forte struttura di regole per il capitale ci proteggerà da future crisi. Occorre smantellare i paradisi fiscali e debellare il riciclaggio di denaro sporco; con trasparenza, rigore e responsabilità dovremo intercettare ogni abuso; e sono ormai finiti i giorni delle remunerazioni al di fuori di ogni controllo. Invece di misure parziali che rischiano di risultare inefficaci, occorre fornire incentivi chiari per i comportamenti virtuosi che ci spingono a competere verso l'eccellenza. So benissimo che l'America ha le sue responsabilità per il caos in cui ci dibattiamo. Ma so anche che la scelta non è tra un capitalismo caotico e spietato, da un lato, e un'economia statale oppressiva dall'altro. Questa è una falsa alternativa, che non produrrà alcun beneficio per il nostro Paese, né per gli altri. L'incontro del G20 costituisce il forum di un nuovo concetto di cooperazione economica globale. E' venuto il momento di lavorare insieme per ristabilire una crescita gagliarda, assicurata da mercati aperti e stabili che sanno imbrigliare l'innovazione, sostenere l'imprenditorialità e moltiplicare le opportunità. Le nazioni della terra hanno interessi comuni e gli Stati Uniti sono pronti a unirsi a questo sforzo globale per una crescita sostenibile e la ripresa dell'occupazione. Insieme, sapremo trarre insegnamento dalla crisi attuale e creare una nuova prosperità, sicura e duratura, per il ventunesimo secolo. traduzione di Rita Baldassarre

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Il lavoratore depresso faceva il rappresentante (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il lavoratore depresso faceva il rappresentante Un pool di investigatori assunto da una nota azienda smaschera il «furbetto» DA OPERAIO A «COLLETTO BIANCO» LA CAUSA DI LAVORO MARCO FILIPPI AGORDO. Ogni tre giorni presentava alla sua azienda un certificato medico che attestava una "sindrome ansioso depressiva" causata, a suo dire, da un presunto demansionamento che gli impediva di andare al lavoro e di avere normali rapporti sociali con altre persone. Il punto è che, mentre era in malattia, svolgeva con disinvoltura un secondo lavoro. Da operaio a impeccabile "colletto bianco", ossia rappresentante per una ditta di Verona. E di relazioni con gli altri ne aveva. Eccome. A scoprirlo è stato un pool di investigatori privati, ingaggiato dall'azienda agordina (assistita dall'avvocato Stefano Bettiol), che si sono messi alle costole dell'uomo, dopo che aveva intentato una causa di lavoro perché gli venisse riconosciuto un livello superiore con relativo aumento dello stipendio. Il fatto più curioso della vicenda risale al 14 novembre scorso quando l'operaio, in piena causa di lavoro, deve presentarsi a Longarone dal perito incaricato dal giudice Anna Travia di verificare il suo stato di salute. Un fatto filmato dagli stessi investigatori. Il lavoratore "depresso" arriva in macchina a Longarone in giacca e cravatta. Posteggia la sua automobile, scende e va dietro ad un cespuglio. Lì si libera del doppiopetto d'ordinanza e s'infila una tuta da lavoro verde. Si scompiglia i capelli per accentuare il suo aspetto trasandato ed entra nello studio medico dove deve recitare la parte del lavoratore che non ha relazioni con nessuno, che alla mattina non ha voglia di alzarsi e che prova disinteresse per i diversi ambiti della vita dopo la frattura con il datore di lavoro. Col risultato finale che il giudice del lavoro prima e il tribunale in sede di appello poi (la sentenza ora è inoppugnabile) respingono il ricorso dell'operaio con cui chiedeva il reintegro con le mansioni da "caposquadra" con relativo aumento del livello, condannandolo a pagare quasi 6000 euro di spese di lite. La vicenda inizia nell'ottobre del 2006, quando il lavoratore in questione, un 45enne bellunese, viene assunto da una nota azienda agordina con le mansioni di caposquadra (4º livello). Per un periodo il lavoratore coordina un "team" di una trentina di operai in un cantiere. Dopo qualche mese torna nella sede centrale, ma a quanto pare qui il lavoro non lo appaga più. Nel maggio 2008 non si presenta al lavoro e manda un certificato medico nel quale si attesta una presunta "sindrome ansioso depressiva". è l'inizio di una lunga malattia che si protrae a tutt'oggi. L'operaio presenta regolarmente, ogni tre giorni, i certificati medici e nell'ottobre 2008 intenta un ricorso d'urgenza contro la sua azienda, chiedendo il reintegro come "caposquadra" (con relativo adeguamento economico), giustificando il suo stato di "depressione" con un presunto demansionamento. Il ricorso d'urgenza è giustificato dal fatto che i tempi lunghi di una normale causa di lavoro avrebbero aggravato il suo stato di salute. Nel corso della prima udienza il giudice del Lavoro, Anna Travia, incarica un medico legale di Longarone di verificare se il lavoratore sia effettivamente depresso e, nell'ipotesi che lo sia, se lo stato depressivo sia da ricondurre al presunto demansionamento. Nel frattempo l'azienda (che gli aveva offerto un adeguamento a 5º livello pur di evitare la causa) non sta a guardare e incarica un'agenzia di investigatori privata di pedinare l'operaio per verificare il suo comportamento nel periodo in cui risulta in malattia. è a quel punto che si scopre che l'operaio svolge un secondo lavoro. Gira in automobile e incontra manager e imprenditori. Un brillante rappresentante. Altro che uomo depresso e privo di relazioni con altri. Il culmine della vicenda avviene appunto il 14 novembre 2008, giorno in cui l'operaio ha la visita nello studio medico del perito di Longarone, che deve stabilire se sia effettivamente depresso a causa del demansionamento subito. Il lavoratore viene fotografato dagli investigatori privati mentre arriva davanti allo studio medico in giacca e cravatta e ci entra in tuta da lavoro, con capelli accuratamente scompigliati, dopo essersi cambiato dietro ad una siepe. Tutto il materiale fotografico è stato poi prodotto dal consulente di parte dell'azienda per avvalorare la tesi che si tratta di una persona tutt'altro che depressa. Nonostante il perito del giudice, inconsapevole dei retroscena a conoscenza degli investigatori, abbia ammesso nella sua relazione che l'operaio era affetto da una lieve sindrome depressiva e che non costituisce "reato" il fatto che un lavoratore in malattia coltivi un secondo lavoro, purché questo migliori il suo stato di salute, alla fine il giudice, con sentenza del 5 dicembre scorso, ha rigettato il ricorso del lavoratore, condannandolo a rifondere alla sua azienda 4.800 euro per le spese legali sostenute nella causa. Una sentenza confermata anche dal collegio del tribunale (presidente Umberto Giacomelli, a latere Carlo Sciavicco e Gabriella Zanon) il 5 febbraio scorso con ulteriore condanna a pagare altri 1200 euro per le spese legali sostenute dall'azienda. Ora l'azienda sta valutando la possibilità di presentare un esposto in procura per un'eventuale azione penale.

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(sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 25-03-2009)

Argomenti: Class Action

IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI «Così usciremo dall'emergenza» Obama: «I leader del G20 hanno la responsabilità di intraprendere un'azione coraggiosa, ampia e coordinata» Viviamo in un'epoca di sfide economiche a livello globale che non si risolveranno con mezze misure né con gli sforzi isolati delle singole nazioni. Oggi i leader del G20 hanno la responsabilità di intraprendere un'azione coraggiosa, ampia e coordinata che potrà riavviare la ripresa economica. Non solo: questa azione potrà anche spianare la strada a una nuova era di impegno economico per scongiurare il ripetersi di una simile crisi in futuro. Nessuno può negare la situazione di emergenza in cui viviamo. La crisi del credito e della fiducia ha travolto i confini nazionali e fa sentire le sue ripercussioni in ogni angolo del pianeta. Per la prima volta in questa generazione, assistiamo alla contrazione dell'economia globale e alla riduzione degli scambi commerciali. Sono stati bruciati trilioni di dollari, le banche non concedono prestiti e decine di milioni di persone perderanno il posto di lavoro in tutto il mondo. Sono in pericolo la prosperità di ogni singola nazione, la stabilità dei governi e la sopravvivenza delle popolazioni nelle regioni più svantaggiate della terra. Una volta per tutte, abbiamo imparato che il successo dell'economia americana è strettamente collegato all'economia globale. Non esistono distinzioni tra gli interventi che riavvieranno la crescita nella nostra nazione e quelli che la sosterranno altrove. Se i consumatori di altri Paesi non sono più in grado di spendere, i mercati si prosciugano e oggi assistiamo al calo delle esportazioni americane più drammatico degli ultimi quarant'anni, che ha immediatamente provocato la perdita di posti di lavoro nel nostro Paese. E se consentiremo alle istituzioni finanziarie di tutto il mondo di agire in modo irresponsabile e senza scrupoli, resteremo intrappolati in una spirale di bolle che si succedono alle crisi. Per questo motivo, il prossimo vertice di Londra è di importanza cruciale per la nostra ripresa. Il mio messaggio è chiaro: gli Stati Uniti sono pronti a rimettersi alla guida e noi chiamiamo a raccolta i nostri partner per fare uno sforzo comune, verso un obiettivo comune. Molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. La nostra leadership è fondata su una semplice premessa: agiremo con coraggio per risollevare dalla crisi l'economia americana e riformare i nostri meccanismi di controllo, ma tali azioni risulteranno rafforzate, se accompagnate da un intervento complementare all'estero. Grazie al nostro esempio, gli Stati Uniti saranno in grado di promuovere la ripresa globale e ricostruire la fiducia in tutto il mondo. Se il vertice di Londra saprà galvanizzare l'>azione collettiva, potremo garantire una ripresa sicura e scongiurare crisi future. Innanzitutto occorre agire rapidamente per stimolare la crescita. Già gli Stati Uniti hanno varato una legge per la ripresa e i nuovi investimenti, nel tentativo deciso di incentivare la creazione di posti di lavoro e gettare le fondamenta per la crescita della prossima generazione. Altri membri del G20 hanno avviato misure di stimolo fiscale, ma tali interventi dovranno essere robusti e sostenuti fino alla completa risalita della domanda. Nel far questo, occorre partecipare all'impegno collettivo di incoraggiare il libero mercato e gli investimenti, e resistere alla tentazione del protezionismo, che non può che aggravare la crisi. Secondo, è necessario rimettere in moto il credito, essenziale per le aziende e per i consumatori. In America, stiamo lavorando alacremente per stabilizzare il nostro sistema finanziario. Grazie anche a una corretta valutazione dei bilanci delle nostre banche principali, si otterrà lo sblocco dei prestiti che aiuteranno gli americani ad acquistare beni, a restare nelle loro case e ad espandere le loro attività imprenditoriali. Questa azione dovrà essere amplificata dagli interventi dei nostri partner del G20. Tutti insieme potremo concordare su una struttura comune fondata sulla trasparenza, la responsabilità e il ripristino del credito, che rappresenta la linfa vitale alla crescita dell'economia globale. E il G20, assieme alle istituzioni multilaterali, sarà in grado di fornire finanziamenti al mercato per far risalire le esportazioni e creare posti di lavoro. Terzo, abbiamo l'obbligo morale ed economico oltre che di sicurezza nazionale di tendere la mano ai Paesi in difficoltà. Se gireremo loro le spalle, le sofferenze causate dalla crisi si aggraveranno e la nostra stessa ripresa sarà rallentata, perché i mercati si contrarranno ancora e altri americani perderanno il lavoro. Il G20 dovrà mettere in campo celermente tutte le risorse disponibili per stabilizzare i mercati emergenti, rafforzare con contributi sostanziosi le riserve di emergenza del Fondo monetario internazionale e aiutare le banche regionali allo sviluppo ad accelerare la concessione dei prestiti. Nel frattempo, l'America si impegna a varare nuovi investimenti mirati per la sicurezza alimentare, che aiuteranno le nazioni più povere a superare il momento sfavorevole. Se queste azioni ci aiuteranno a uscire dalla crisi, è tuttavia impensabile tornare alla situazione antecedente. Occorre mettere fine alle speculazioni insensate e alle spese che vanno oltre le nostre possibilità; occorre dire basta al credito cattivo, alle banche che hanno abusato della leva finanziaria, all'assenza di controlli che ci condannano a subire bolle destinate a scoppiare. Solo un'azione coordinata a livello internazionale potrà impedire il ripetersi di operazioni irresponsabili e rischiose che hanno innescato questa crisi. Per questo motivo mi impegno a cogliere quest'occasione per portare avanti le riforme strutturali dei nostri istituti normativi e di vigilanza. Le istituzioni finanziarie a Wall Street come nel resto del mondo hanno bisogno di controlli attenti e di regole credibili. Tutti i mercati devono disporre di standard di stabilità e meccanismi di vigilanza. Una forte struttura di regole per il capitale ci proteggerà da future crisi. Occorre smantellare i paradisi fiscali e debellare il riciclaggio di denaro sporco; con trasparenza, rigore e responsabilità dovremo intercettare ogni abuso; e sono ormai finiti i giorni delle remunerazioni al di fuori di ogni controllo. Invece di misure parziali che rischiano di risultare inefficaci, occorre fornire incentivi chiari per i comportamenti virtuosi che ci spingono a competere verso l'eccellenza. So benissimo che l'America ha le sue responsabilità per il caos in cui ci dibattiamo. Ma so anche che la scelta non è tra un capitalismo caotico e spietato, da un lato, e un'economia statale oppressiva dall'altro. Questa è una falsa alternativa, che non produrrà alcun beneficio per il nostro Paese, né per gli altri. L'incontro del G20 costituisce il forum di un nuovo concetto di cooperazione economica globale. E' venuto il momento di lavorare insieme per ristabilire una crescita gagliarda, assicurata da mercati aperti e stabili che sanno imbrigliare l'innovazione, sostenere l'imprenditorialità e moltiplicare le opportunità. Le nazioni della terra hanno interessi comuni e gli Stati Uniti sono pronti a unirsi a questo sforzo globale per una crescita sostenibile e la ripresa dell'occupazione. Insieme, sapremo trarre insegnamento dalla crisi attuale e creare una nuova prosperità, sicura e duratura, per il ventunesimo secolo. Barack Obama (traduzione di Rita Baldassarre) stampa |

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GESTORI TELEFONICI (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 25-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-03-25 num: - pag: 35 categoria: BREVI GESTORI TELEFONICI Il balletto delle multe A qualche settimana dall'ultima multa, l'Antitrust sanziona nuovamente gli operatori di telefonia mobile, questa volta per scorrettezze su loghi e suonerie. Il gioco delle parti continua: chi ha emesso la multa (2,2 milioni di euro) si libera la coscienza, le società fanno finta di protestare, pagano e intanto brindano ai ben più sostanziosi guadagni già accantonati. Si stima infatti in 1.100 milioni di euro all'anno il giro d'affari su loghi e suonerie. E il consumatore? class="hilite">Come al solito paga e non vedrà indietro il becco di un quattrino. Senza l'introduzione in Italia della class-class="term">action possiamo essere sicuri che, tra non molto, si ritornerà sullo stesso argomento e alla solita commedia. Giorgio Mazzola Pontesesto di Rozzano (Mi)

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Class action e testamento biologico (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 25-03-2009)

Argomenti: Class Action

Professioni aggiornamento Class action e testamento biologico Le ultime novità in materia di diritto analizzate in un congresso del Cnf Biagio Salvati Testamento biologico, azione collettiva, riforma del processo civile, intercettazioni, Adr. Sono state queste le tematiche (al centro del dibattito politico-parlamentare) affrontate nel corso del IV Congresso di aggiornamento professionale forense organizzato dal Consiglio nazionale forense a Roma nei giorni scorsi, al quale ha partecipato anche una delegazione del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Elio Sticco. Argomenti a cuore dell'organismo forense sammaritano che punta sempre più, grazie anche ai corsi della Scuola di Formazione F.e.s.t., alla qualificazione professionale degli avvocati. La convinzione che anima questo lavoro secondo il Consiglio forense sammaritano - è che la qualificazione professionale dell'avvocato appartenga non solo ai fondamenti della deontologia professionale, ma integri anche un fattore di sviluppo delle potenzialità e di espansione dei settori di attività, e ne costituisca elemento di intrinseca vitalità. Per il presidente Sticco, l'esperienza dei corsi maturata quest' anno deve, necessariamente portare all'aggiornamento degli avvocati inteso come cultura separato dai cosiddetti crediti formativi ai quali spesso sono subordinati e dal mercimonio che ruota attorno a questo settore. Anzi, nell'ottica del Consiglio, molto presto potrebbero essere predisposti corsi dai costi simbolici grazie alla collaborazione di tutte le parti interessate. Intanto il presidente Sticco risponde anche a chi dice che i consigli hanno introdotto una valu?tazione preventiva (non previ?sta dalla legge Bersani) alla pubblicità che un iscrit?to volesse fare a se stesso. «Non è vero precisa il presidente Sticco - la pubblicità degli avvocati non è sottoposta a controllo preventivo ma solo, successivo». La massima carica di uno dei più grandi ordini forensi italiani fa notare che «lo si può verificare leggen?do il testo dell'articolo 17 del codice nazionale forense. Sulla concorrenza fra i compensi dei legali Sticco ricorda che quella dell'avvocato «è l'unica professione? veramente liberale. Fra tut?te quelle disciplinate da Ordini, la professione di avvocato è l'unica i cui il rapporto dl lavoro dipendente è escluso. Però, mentre i lavoratori subordinati sono garantiti da contratti collettivi, agli avvocati la leg?ge Bersani ha tolto l'unica tute?la che avevano, la tariffa mini?ma obbligatoria». «Ci sono avvocati prosegue Sticco - che per colpa della legge Bersani sono costret?ti, se vogliono lavorare, ad accet?tare compensi così bassi da vio?lato la dignità e Il decoro della professione. E noi, in teoria, do?vremmo aprire del provvedimenti disciplinari contro questi avvocati, costretti a parcelle al di sotto dei minimi consigliati. Bersani conclude il presidente dell'organismo sammaritano - ha fatto un grosso favore alle assicurazioni, alle banche, alle imprese, ai trust che hanno la forza dl dire all'avvocato; o accetti un com?penso interiore ai minimi o non lavori più». Le perplessità sulla legge Bersani, erano state sollevate Anche da Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, a conclusione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario dello scorso gennaio. «La legge Bersani - aveva detto - ha violato la Costituzione e la normativa europea. Il Parlamento europeo e la Corte di giustizia europea hanno più volte riconosciuto l'alta funzione sociale, l'indipendenza, il segreto e la confidenzialità quali valori fondamentali della professione di avvocato, considerandoli di pubblico interesse, e hanno, inoltre, sottolineato la necessità di regole finalizzate alla protezione di questi valori. Bersani ha, invece, ignorato questi principi sancendo norme ispirate ad un criterio di concorrenza dei prezzi, inapplicabili al mondo professionale, che finisce per ridurre la qualità del servizio a scapito dei consumatori. L'abolizione delle tariffe e dei minimi degli onorari è un intollerabile intervento legislativo che va subito rimosso, anche perchè in contrasto con i più recenti indirizzi del Parlamento europeo, in quanto non risulta imposto da un'esigenza di adeguamento al diritto comunitario. La legge Bersani va immediatamente abrogata anche per un'altra ragione: fissa la nullità delle norme deontologiche in contrasto con la stessa legge, con ciò ignorando che i codici deontologici hanno un fondamento costituzionale». del 25-03-2009 num.

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The AIDS Controversy (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 25-03-2009)

Argomenti: Class Action

The AIDS Controversy Bishops call for halt to mockery of Pope ROME "Mockery and vulgarity" have been directed at the Pope. The president of the Italian bishops' conference (CEI), Angelo Bagnasco, defended Benedict XVI in the clash over AIDS and condoms, which "frankly had no reason to exist", overshadowing "right from the start" Benedict XVI's visit to Africa "in the attention of westerners". The Osservatore Romano takes a similar line. Regarding biological wills, the CEI president called for an "unequivocal legal instrument" to be approved "without delay or hesitation" to safeguard Italy against more Eluana Englaros. For the CEI, the Englaro case represents a rupture in Italy's civil and judicial culture, as well as being "an operation intended to affirm a new, macabre right of freedom", the "right to die", in other words "to die and procure death in certain situations to be defined". Currently, lay Catholics are being mobilised against this drift towards euthanasia in an initiative similar to the Family Day and Law 40 events. According to Cardinal Bagnasco, the media have manipulated the Pope's remarks on AIDS and served them up to anyone who, on the basis of the reports, has decreed "an ostracism that exceeds the canons of secularity" against the pontiff. Some of those responsible are identified: "the prejudicial insistence of international agencies" and "the statements by some politicians in Europe and in supranational bodies, the class which by role and responsibility should eschew superficiality in its analyses and haste in its judgements". The reprimand is directed mainly at France, Germany and the European Commission, which are accused of overstepping "free dissent" and going as far as "ostracism that exceeds the canons of secularity". In this, as in other similar cases recently, "by reason of the devious forms it sometimes assumes, and also for the astonishing support it enjoys", Cardinal Bagnasco continued, "lies one of the indications that lead us to identify the most marked feature of our time, which is secularism". He went on: "Those who some time ago feared a clash of civilisations, tracing them back in part to divergent religious backgrounds, today face a very different situation". "Essentially, two cultures, both deriving from the use of reason, face each other", two different anthropological visions: one which sees in man "something irreducible with respect to matter"; and the other the fruit of an "exasperated, unilateral interpretation" of Darwinism that could lead to a "blithe, triumphant nihilism". The CEI president made no secret of the fact that in the case of the revocation of excommunication of the Lefebvrian bishops and the Holocaust denier Williamson, some within the Church had with "attitudes and words" fuelled "systematically alarmist interpretations and diffident behaviour towards the hierarchy". The Pope, however, wrote a letter to bishops which, in the cardinal's opinion, "highlighted in contrast the candour of one who has nothing to hide about his own real, concrete intentions". The cardinal continued: "With firm, concrete conviction, we make our appeal to the genuine, class="hilite">guileless reconciliation with which the papal letter solicits the entire Church" to avoid "perpetuating interpretations intended to make the Pope say what he quite evidently did not say. Which is a very debatable, and even rather insolent, way of building a position distinct from correct church class="term">action". M. Antonietta Calabrò English translation by Giles Watson www.watson.it stampa |

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diossina, legambiente pronta alla class action nel salento (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Bari L´impianto inquinante nel mirino degli ecologisti dopo l´allarme lanciato sul latte Diossina, class="hilite">Legambiente pronta alla class="term">class class="term">action nel Salento Una class="term">class class="term">action contro la Coopersalento e tutti i "predoni della diossina". Legambiente ha lanciato ieri un´azione collettiva "per ottenere il risarcimento da chi avvelena con la diossina l´aria e l´acqua del Salento, non solo per i danni alle attività economiche, fin qui reali e accertati, ma anche a quelli plausibili e ancora da accertare alla salute umana". A presentare l´iniziativa è stato il Centro di azione giuridica dell´associazione ambientalista che ha intenzione di "ottenere l´applicazione piena del principio giuridico del chi inquina paga, finora raramente applicato in Italia". Il meccanismo scelto da Legambiente è quello della class="term">class class="term">action, strumento non ancora riconosciuto dalla normativa nazionale che consente alle associazioni riconosciute come rappresentanti dei pubblici interessi di costituirsi per il risarcimento degli individui o categorie colpiti da azioni illecite. «I danni sotto l´aspetto epidemiologico e sanitario - spiegano i legali verdi - potrebbero essere ingenti e, proprio per fare chiarezza sulla situazione reale e giungere ad una quantificazione, che stiamo avviando le azioni legali opportune». La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto Legambiente a questa iniziativa è il sequestro della Coopersalento, la fabbrica di Maglie chiusa con un´ordinanza urgente a causa delle sue emissioni nocive. (p. rus.)

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Città presidiata, il corteo lancia scarpe e vernice alle banche (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 29-03-2009)

Argomenti: Class Action

Città presidiata, il corteo lancia scarpe e vernice alle banche PAOLA NATALICCHIO SEGUE DALLA PAGINA 49 «Certo, siamo in piazza perché condividiamo la piattaforma dei sindacati di base contro la crisi, i tagli alla scuola, la precarietà sul lavoro», ripete Aliosha, felpa col cappuccio e accento meridionale, giovanissimo studente di Lettere, mentre tra la fontana e l'edicola, iniziano a radunarsi i manifestanti. «Ma partiamo da piazzale Aldo Moro soprattutto perché vogliamo difendere la libertà dei movimenti, contro un protocollo che limita la democrazia», incalza. Mentre parla, un applauso accoglie l'arrivo di un pullman di universitari di Padova e Venezia. «Siamo partiti all'alba, per portare la nostra solidarietà agli studenti de La Sapienza. Anche noi abbiamo subito cariche in università il 10 febbraio scorso, durante una manifestazione contro le Foibe. L'Onda non si ferma con i manganelli». È sempre il protocollo ad essere nel mirino degli altri tre blocchi «non autorizzati» scesi in piazza ieri, quelli di Action, Blocco Precario Metropolitano e Coordinamento dei comitati di lotta per la casa, confluiti a La Sapienza da via De Lollis, Piazza Porta Pia e Stazione Tiburtina. «La città è nostra. Non saranno i metodi repressivi di questo Prefetto a impedirci di passare», scandiscono i megafoni. In realtà, quando il troncone di studenti, militanti dei movimenti di lotta per la casa e migranti parte verso piazza della Repubblica, tra botti e fumogeni, nessuno li blocca in alcun modo. A fare da scorta, solo agenti in borghese e qualche pattuglia della polizia municipale. Tanto da arrivare al paradosso che la temuta sfilata dell'Onda verso il corteo dei Cobas resterà la parte più pacifica dell'intera giornata. A darsi appuntamento direttamente a piazza della Repubblica, era stato, invece, lo «Spezzone unitario degli studenti e dei lavoratori della formazione». Una serie di sigle (tra cui i collettivi di Tor Vergata e Roma Tre, ma anche molte organizzazioni studentesche de La Sapienza) considerate alla vigila colpevoli di una «spaccatura» nel movimento. «Una versione inaccettabile», protesta Lorenzo, mentre distribuisce i suoi volantini. «Abbiamo solo deciso di unirci con forza e da subito ai lavoratori, perché è questa la ragione principale per cui oggi si scende in piazza». VERSO PIAZZA NAVONA Da via Cavour a piazza Venezia, il clima della piazza, intanto, cambia. Fino a farsi molto teso all'altezza di piazza Santa Maria Maggiore. Soprattutto dallo spezzone dei movimenti per il diritto all'abitare, infatti, si staccano piccoli gruppi di manifestanti che iniziano a imbrattare i muri di slogan contro il G8 e contro le forze dell'ordine. Da lì prende il via una serie di «azioni dimostrative» con lancio di vernice rossa, uova e in qualche caso pietre e bottiglie contro le sedi di banche e compagnie assicurative. Il momento di massima tensione arriva a piazza dell'Esquilino, davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore, in direzione di via Nazionale. Un gruppo di manifestanti incappucciati fa esplodere alcuni petardi e fumogeni davanti alla sede della Fata, sfiorando il contatto con un gruppo di agenti in tenuta antisommossa appostati a pochi metri. L'episodio resta isolato e, anche quando il corteo passa da una Piazza Venezia blindata e militarizzata su ogni lato, con slogan pesanti e qualche lancio di oggetti, in particolare contro la Guardia di Finanza, la tensione non si traduce mai in scontri. Ultimo blitz, prima dell'arrivo a Piazza Navona, quello davanti alla sede del Ministero della Funzione pubblica, a due passi da piazza Argentina. Lancio di scarpe e, ancora, fumogeni e petardi, contro il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Dal palco di piazza Navona, gli studenti e i movimenti rivendicano tutte le «azioni dimostrative anti-liberiste» promosse durante il percorso, mentre Piero Bernocchi dei Cobas parla di «successo quantitativo, con 50 mila partecipanti» e battezza la nascita di «una nuova alleanza sociale tra lavoratori, studenti, migranti e e movimenti per la casa», che «chiude definitivamente la grottesca vicenda del protocollo». Ma il sindaco Alemanno, in serata, protesta: «Ci sono state delle intemperanze che gli organizzatori potevano evitare». E sul protocollo: «Il patto ha resistito, ora la Cgil lo difenda». «Siamo in 50mila» dice Bernocchi. In piazza anche i movimenti per il diritto alla casa. Dal palco di piazza Navona i collettivi rivendicano le «azioni antiliberiste». «Onda spaccata? Solo falsità».

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Il gregge e il rischio delle scelte collettive (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-03-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-03-29 - pag: 11 autore: Il gregge e il rischio delle scelte collettive di Francesco Daveri N el primo trimestre 2009, più di 250 operazioni hanno portato all'emissione di corporate bond per la cifra record di 332 miliardi di dollari. Anche le Borse hanno reagito bene alle buone notizie provenienti dal mercato immobiliare americano dopo mesi di numeri negativi. All'improvviso e in modo disordinato, così come era scomparsa, la liquidità - e un po' di fiducia - è ora ritornata sui mercati. Il sistematico alternarsi di ondate di pessimismo e di ottimismo sui mercati finanziari ha enormi implicazioni sociali e richiede dunque una spiegazione. L'economista Roland Benabou (http://www. princeton.edu/~rbenabou) ne offre una nel suo recente lavoro ( Groupthink: collective delusions in organizations and markets) in cui si discute dell'importanza del "pensiero collettivo" (appunto, il "groupthink") come meccanismo per propagare ondate di pessimismo o di ottimismo a fronte di cattive o buone notizie. Benabou parte dall'osservazione che, di regola, il meccanismo dei prezzi mette un freno alle conseguenze aggregate di azioni individuali che vanno in direzione opposta rispetto alle opinioni collettive. Se a ritenere che il valore di un'azione sia più alto del suo valore di mercato sono solo pochi compratori, la loro decisione di acquistare l'azione farà aumentare i prezzi, in tal modo scoraggiando l'incentivo all'acquisto da parte di altri potenziali acquirenti. Le cose possono però andare molto diversamente. Se chi prende la decisione è un operatore particolare (Warren Buffett) e in giro c'è molta incertezza su che cosa sia conveniente fare, oppure se chi prende le decisioni (ad esempio, Bernard Madoff) lo fa per conto di altri meno informati, la decisione di pochi (o uno solo!) influenzerà le opinioni collettive, generando un "effetto gregge". Accade così che la decisione di qualcuno di acquistare incoraggia anche altri ad effettuare la stessa operazione più e più volte con decrescente riguardo verso la plausibilità delle aspettative incorporate negli acquisti. L'effetto gregge è più probabile se l'economia si trova in una situazione di " new era thinking", cioè in una fase di attesa di un nuovo mondo. Viene subito in mente la new economy, un mondo in cui sembrava legittimo aspettarsi valori immobiliari sempre crescenti, un costo del denaro sotto zero in termini reali e valori di Borsa sempre in rialzo indipendentemente dai livelli di redditività delle società dotcom. In una situazione di questo tipo, quella di negare l'evidenza di fronte alle cattive notizie può diventare l'unica strategia conveniente da parte di agenti che avrebbero solo da perderci dall'atteggiamento opposto cioè quello del realismo di chi accetta le cattive notizie e toglie i soldi dalla Borsa o chiude i mutui troppo rischiosi. Per un senior executive di una banca d'investimento - anche se consapevole di trovarsi nel mezzo di una bolla -l'opzione più conveniente era quella di continuare il gioco per almeno due ragioni: l'enormità dei guadagni di breve periodo e della buonuscita (che rendevano poca cosa il rischio di essere licenziato) e, più sottilmente, il rischio di peggiorare il curriculum, apparendo come un manager incapace di sfruttare le occasioni. E se uno comincia a negare l'evidenza e ci guadagna, ecco che lo faranno anche gli altri, in modo "esuberante". Speriamo che il ritorno di liquidità e i guadagni di Borsa di questi giorni non siano un altro giro sulla ruota della fortuna del "groupthink".

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La Siae aderisce alla class action contro Google Book Search (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 30-03-2009)

Argomenti: Class Action

La Siae ha comunicato oggi in una lettera ai suoi soci (autori ed editori) che parteciperà alla «class="term">class class="term">action» intentata negli Stati Uniti da autori ed editori nei confronti di Google Book Search per violazione di copyright. E’ Google ad aver proposto negli Usa una transazione, che prevede tra l’altro un diritto d’autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo. Gli interessati, che devono aderire individualmente, hanno tempo fino al 5 maggio per firmare l’accordo. «In generale sono per la libera circolazione delle idee sulla rete e per quanto mi riguarda sono ben felice se le mie idee trovano larga eco sul Web. Personalmente, quindi, non farei mai un’azione legale di recupero crediti. Cosa diversa è se si muove un editore o il mio editore in particolare» è il commento a caldo di Gianni Vattimo, uno degli autori chiamati in causa. Di diversa opinione, per citarne altri due, Marcello Veneziani e Francesco Alberoni, secondo cui «quello che fa Google senza rispettare il diritto d’autore non è altro che un furto». I libri attualmente presenti su Google Books provengono dalle biblioteche Usa che hanno già stretto partnership con il colosso numero uno al mondo per il suo motore di ricerca digitale. Grazie all’accordo, Google potrà digitalizzare le opere di pubblico dominio senza chiedere il permesso ad autori ed editori. Attualmente su Google Books i titoli italiani - presi tra quelli disponibili nelle biblioteche americane e presenti già da qualche anno - sono limitati e la consultazione è parziale, perchè in pochi hanno abilitato strumenti di acquisto. Tra questi, il vocabolario della lingua italiana Zingarelli, ma anche vari best-seller di contemporanei nostrani: oltre ai già citati, Angelo Panebianco, Ernesto Galli Della Loggia, Tullio De Mauro, Tiziano Terzani, Stefano Rodotà, Indro Montanelli, Sergio Romano, Giorgio Bocca. Ma anche politici come Romano Prodi, Giuliano Urbani, Giuliano Amato, Arturo Parisi, Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini. Alla lettera ai suoi associati la Siae ha allegato le regole per aderire alla transazione che, «se approvata dal Tribunale, autorizzerà Google ad eseguire la scansione di libri e contenuti di libri protetti da copyright negli Stati Uniti e a gestire un database elettronico di libri. Tramite un registro dei diritti dei libri, Google pagherà ai possessori dei diritti il 63% di tutti i guadagni provenienti da tali usi». Il motore di ricerca inoltre, prosegue la Siae, «pagherà 34,5 milioni di dollari per costruire e finanziare le operazioni iniziali del Registro e per i costi di amministrazione della notifica e della transazione nonchè un minimo di 45 milioni di dollari per i pagamenti in contanti agli aventi diritto dei libri e dei contenuti che Google sottopone a scansione prima della scadenza dell’eventuale rinuncia alla transazione». Gli editori e gli scrittori interessati hanno a disposizione quattro possibilità, spiega la Siae: restare nell’ambito della transazione e quindi vincolati dalle regole stabilite dal tribunale, opporsi alla transazione o commentarla (entro il 5 maggio), rinunciare alla transazione e mantenere così il diritto di citare in giudizio Google individualmente (rinuncia che deve essere formulata per iscritto entro il 5 maggio), presentare una rivendicazione per un pagamento in contanti (entro il 5 gennaio 2010). + Ebook, il Sony Reader si accorda con Google e sfida Kindle di Amazon SCRIVI Discuti la notizia con Anna Masera nel blog Web Notes

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[FIRMA]ANNA MASERA La Società italiana autori e editori ha comunicato ieri in una lettera ai... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

[FIRMA]ANNA MASERA La Società italiana autori e editori ha class="hilite">comunicato ieri in una lettera ai suoi soci di avere aderito alla «class="term">class class="term">action» americana nei confronti di Google Book Search per violazione di copyright. È Google ad aver proposto negli Usa una transazione, che prevede tra l'altro un diritto d'autore a forfait di 60 dollari per ogni titolo digitalizzato, alla quale possono partecipare gli autori e gli editori di tutto il mondo. Gli interessati hanno tempo fino al 5 maggio per firmare - individualmente - l'accordo. «In generale sono per la libera circolazione delle idee sulla rete, e per quanto mi riguarda sono ben felice se le mie idee trovano larga eco sul Web. Personalmente, quindi, non farei mai un'azione legale di recupero crediti. Cosa diversa è se si muove il mio editore»: è il commento a caldo di Gianni Vattimo, uno degli autori coinvolti. Di diversa opinione, per citarne altri due, Marcello Veneziani e Francesco Alberoni, secondo i quali «quello che fa Google non è altro che un furto». I libri attualmente presenti su Google Books provengono dalle biblioteche Usa che hanno già stretto un rapporto di partnership con il colosso numero uno al mondo per il suo motore di ricerca digitale. Grazie all'accordo, Google potrà digitalizzare le opere di pubblico dominio senza chiedere il permesso ad autori e editori. Attualmente su Google Books i titoli italiani - presi tra quelli disponibili nelle biblioteche americane e presenti già da qualche anno - sono limitati e la consultazione è parziale, perché in pochi hanno abilitato strumenti di acquisto. Tra questi, il vocabolario della lingua italiana Zingarelli, ma anche vari bestseller di contemporanei nostrani. Alla lettera ai suoi associati la Siae ha allegato le regole per aderire alla transazione che, se approvata dal Tribunale, autorizzerà Google a eseguire la scansione di volumi e contenuti protetti da copyright negli Stati Uniti e a gestire un database elettronico di libri. www.lastampa.it/masera

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Class action degli autori anche la Siae contro Google (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Class class="term">action degli autori anche la Siae contro Google I magistrati italiani hanno logorato, in questi ultimi anni, un capitale immenso di fiducia, di credibilità, perfino di riconoscenza che l'opinione pubblica aveva riservato al loro ruolo nella nostra società. Anche perché ostinate difese corporative, clamorosi errori giudiziari, lotte correntizie e vanità personali hanno sicuramente agevolato l'attacco che una parte della classe politica ha rivolto alla categoria nel tentativo di ridimensionare il loro potere. Un potere che, dopo l'epopea di Mani pulite alla fine del secolo scorso, era sembrato alterare l'equilibrio nei rapporti tra le istituzioni dello Stato. Così, un po' per il naturale scolorire della memoria, un po' per il venir meno di quel rispetto reverenziale per il lavoro di chi deve amministrare la giustizia, si è appannato il ricordo di un fenomeno unico nella recente storia delle democrazie occidentali: lo straordinario tributo di sangue versato in Italia dai magistrati. Al di là del sacrificio di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, che ancora sopravvive nella coscienza dei nostri concittadini, sorprende, infatti, la macabra contabilità che elenca ben 27 caduti nell'adempimento della loro funzione di custodi della legge. Molto utile, perciò, è lo «Spoon River» di queste vittime, privo di retorica ma pieno di comprensione umana, compiuto da Paride Leporace raccogliendo le loro storie e, quando possibile, quelle dei loro assassini. Il libro, edito da Newton Compton, si intitola Toghe rosso sangue e colleziona, con brio giornalistico, vicende non solo di eroi, ma anche di personaggi discussi, come il magistrato siciliano Pietro Scaglione e, persino, di caduti per caso, come Agostino Pianta, ucciso, per una vendetta sbagliata, da un improbabile Montecristo di provincia. Colpiscono, nella varietà del campionario umano e professionale che l'autore presenta alla riflessione del lettore, i particolari di esistenze che si ostinano, pur nella eccezionalità delle situazioni e nella drammaticità dei conflitti che si trovano ad affrontare, a rivendicare il diritto alla normalità della loro vita e a quella dei loro familiari. Come nel caso del procuratore torinese Bruno Caccia, uno dei più schivi e rigorosi servitori dello Stato, ucciso sotto casa per mano della 'ndrangheta, una mano lunga e spietata che lo raggiunge fuori dal territorio di suo dominio. La morte di Caccia è dovuta, infatti, alla ribellione del magistrato contro la prigionia della scorta. La sua scelta di gridare all'innocenza di una solitaria passeggiata serale con il cagnolino è la più commuovente testimonianza di come il vero eroismo sia la consapevole sfida alla barbarie dell'animo umano.

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Nuova architettura per le Alpi (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

Saranno esposti nell'Auditorium 32 progetti frutto di un concorso. Una riflessione collettiva Nuova architettura per le Alpi Convegni e mostra a Lozzo per parlare dello sviluppo Architettura contemporanea alpina. E' il titolo di un duplice evento organizzato dal Forum per l'architettura, dall'ordine degli architetti del Bellunese e dal comune di Lozzo di Cadore. L'evento si divide in due momenti, venerdì con l'inaugurazione di una mostra e un convengo, il 24 aprile con un altro convegno su «Progetto e valorizzazione dell'ambiente alpino». La mostra si intitola «Nuova architettura alpina» e comprende 32 progetti realizzati nelle Alpi, illustrati in 170 pannelli fotografici. Si tratta della selezione della giuria dell'omonimo premio, nell'ultima edizione che risale al 2006. Sesto Cultura è l'associazione che ha promosso la manifestazione, e dopo Sesto Pusteria, la mostra è stata esposta in molte altre città e località delle Alpi, da Bolzano a Klagenfurt, da Salisburgo a Courmayeur. Ora arriva a Lozzo di Cadore, nell'Auditorium da poco inaugurato. E dopo Lozzo la mostra itinerante continuerà il suo percorso di conoscenza andando a Stoccarda e in molte altre città europee che l'hanno già prenotata. Il premio «Nuova architettura alpina» ha avuto finora quattro edizioni, a partire dal 1992. La vernice della mostra è fissata per le 14.30 di venerdì all'interno del convegno che ha lo stesso titolo «Nuova architettura nelle Alpi». Moderatore dell'incontro sarà il giornalista Rai Giuseppe Casagrande. Interverranno il sindaco di Lozzo, Mario Manfreda, Arnelio Bortoluzzi, presidente del Forum per l'architettura della provincia di Belluno, Franco Frison, presidente dell'Ordine degli architetti, Renzo Marangon, assessore all'urbanistica, Oscar De Bona, assessore regionale ai flussi migratori. E poi gli architetti Cristoph Mayr Fingerle, Dietger Wissounig, Michele Merlo, Bruno Reichlin. La mostra resterà aperta fino al 24 aprile. E in quella occasione ci sarà un altro incontro di approfondimento dal titolo «Progetto e valorizzazione dell'ambiente alpino». Moderatore sarà l'architetto Franco Posocco. Dopo i saluti del sindaco, di Bortoluzzi e Frison, ci saranno gli interventi di Giovanni Piccoli, presidente del Consorzio Bim, Luigi Girardini, della Sovrintendenza, Davide Cinalli, filosofo, Luciano Pilati, docente universitario a Trento, Michele Cassol, naturalista. In conclusione una tavola rotonda dal titolo «Costruire in montagna». Si parlerà di urbanistica e edilizia, ma anche e soprattutto di sviluppo economico e opportunità di un futuro per il Cadore. Lozzo e il resto dell'area vivono un periodo economico particolare, con il declino del distretto dell'occhiale e le prospettive ancora incerte del turismo. Ma il turismo come componente economica non nasce all'improvviso. Occorre, dicono gli organizzatori dell'evento di Lozzo, creare la giusta mentalità, formare gli addetti, fare scelte infrastrutturali adeguate. Le potenzialità di Lozzo e del Cadore sono simili a quelle del resto dell'arco alpino. «Per questo le sollecitazioni straordinarie che derivano dalla mostra "Architettura contemporanea alpina" possono fornire l'occasione per una riflessione collettiva che superi il giudizio sui soli risultati di visibilità e di modificazione del paesaggio per capire le azioni di comunità tenacemente impegnate a ritrovare nella montagna le ragioni del proprio futuro».

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Cento cause contro la discarica (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Malagrotta Perizie sulle abitazioni e ricorso ai magistrati, i residenti vogliono la «class="term">class class="term">action» Cento cause contro la discarica Strada aperta da Carla Scorsoni: «La mia casa svalutata del 30%» Hanno deciso di chiedere un risarcimento a chi ha prodotto il danno ambientale. Impugnando recenti condanne in tribunale, i residenti di Malagrotta — da Massimina a Ponte Galeria — stanno affilando le armi per i loro ricorsi contro i gestori della più grande discarica d'Europa. Sono già un centinaio, ma il numero dei proprietari d'immobile, che sono convinti di aver subito un deprezzamento delle loro case a causa della vicina discarica, è destinato a crescere. Presso una parrocchia di Massimina sarà fatto, a giorni, il punto sulla class="term">class class="term">action. A sostegno dei richiedenti una perizia fatta fare tempo fa da una residente sul suo immobile. Secondo un ingegnere la casa, costruita 40 anni fa, vale oggi il 30% in meno. Controversa La discarica di Malagrotta è da tempo al centro delle proteste dei residenti e delle polemiche politiche ( foto Proto) A PAGINA 3 Paolo Brogi

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(sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La storia I consulenti hanno stimato un danno di 240 milioni «Perso un terzo del valore, lo dice la perizia sulla casa» Via Casale Lumbroso, 205, quadrante nord ovest di Roma oltre il Raccordo. Sulla strada passano i camion pieni di rifiuti. Vanno a Ma-lagrotta, front-line brullo e puzzolente che si erge sopra valle Galeria. La casa ideata dal fornaio Orlando Scorsoni, una villa quadrifamiliare come i suoi quattro figli, è lì circondata da margheritine. Ma i figli sono quasi tutti scappati altrove, due a Pineta Sacchetti e uno al Torrino. Resiste Carla Scorsoni, di 53 anni, col marito e due figli di 21 e 18 anni. è lei il primo tassello dell'class="hilite">imminente class="term">class class="term">action contro i «danneggiatori» di Malagrotta. Ha un pilastro: la mamma Gina, che vedova si occupa ancora del forno a Pineta Sacchetti. Anche lei vuole vedere finire nel nulla questo sogno del fornaio Orlando. Carla Scorsoni, commerciante a Monteverde Vecchio in elettronica, è perfino scappata per cinque anni da questo posto costruito dal babbo nel 1968, quando la discarica era ancora agli inizi. Col marito, egiziano, Carla Scorsoni si era spostata al Cairo. Da due anni è tornata. «Anche là c'era un grande inquinamento», dice sconsolata. Tornata ha ripreso la battaglia che era iniziata nel duemila, quando gli Scorsoni unici nel circondario si sono costituiti parte civile nel processo penale contro i gestori di Malagrotta. In primo grado i gestori furono condannati a due mesi di reclusione e a 20 milioni di multa. In appello la condanna fu confermata. In Cassazione tutto finì prescritto. Ma era solo il primo anello di una lunga storia, che nel novembre scorso ha registrato non solo la condanna del gestore ingegnere Francesco Rando ma anche una motivazione secca di «danno ambientale». Gli Scorsoni avevano fatto già un passo ulteriore in avanti: nel 2000 hanno provato a quantificare il danno. La perizia è dell'ingegnere Stefano Cerea: «Dica il consulente quale sia la diminuzione del valore dell'immobile, con annesso terreno, per effetto della vicinanza con la discarica di Malagrotta». E Cerea, fatti conti e conteggi, ricavati i 276 metri quadri di superficie commerciabile e un valore teorico dell'immobile di 801 milioni di lire, ha stimato un danno di 240 milioni. Risultato? Quella casa vale solo 560 milioni «per effetto della vicinanza della discarica». «Vede - spiega Carla Scorsoni, affiancata dalla mamma Gina e da una sorella - il danno è quantificabile. E poi io qui ne ho subite di tutte. Smisi di allattare la mia secondogenita, era il '91, perché avevo preso il tifo e il paratifo. Era contaminata l'acqua che usavamo per lavare le verdure o fare il caffè. Batteri coliformi. Da dove pensate che uscissero?». La mamma Gina spiega: «Sei mesi fa è morto di tumore ai polmoni il fondatore del Comitato, Alberto Lilli. Due mesi fa la stessa sorte è toccata a Gerardo Ferrante, promotore del comitato Pisana 64. Certo, chi fa causa dovrà sborsare 300 euro più Iva e poi altri 800 per le perizie sugli immobili. Ma che alternative ci sono per chi vive in questa parte della città?». \\ Carla Scorzoni Papà, fornaio, fece costruire nel '68 questa casa per i quattro figli. Ora ci sono rimasta solo io e tempo fa mi ci sono ammalata... Ricorso Carla Scorsoni, davanti alla sua casa P. Br.

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a Malagrotta i residenti chiedono i danni (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE «Class class="term">action» a Malagrotta i residenti chiedono i danni Sono un centinaio, per adesso, ad aver firmato la causa Intorno all'area della discarica abitano trentamila persone Da Massimina a Spallette preferiscono chiamarla «causa collettiva», per danni ricevuti dalla discarica di Malagrotta intorno alla quale vivono. Sta per scattare una «class="term">class class="term">action», a sostenerla finora un centinaio di residenti, ma il numero dei ricorrenti è in crescita Li chiamano «malagrottini». Vivono lì intorno, alla più grande discarica d'Europa. Con ville e villette, molte nate quando la discarica destinata a ingoiare 60 milioni di tonnellate di rifiuti era ancora agli inizi. Vivono tutti sotto vento, quelli di Massimina colpiti dal maestrale di mare, Ponte Galeria preoccupata dalla tramontana. Il gran mucchio di rifiuti puzzolenti è lì che rumina, giorno e notte, proroga dopo proroga. Ma ora i malagrottini dicono basta. O almeno chiedono i danni. Sta per essere avviata una class="term">class class="term">action: da una parte i proprietari di ville e villini disseminati intorno al «bubbone Malagrotta», dall'altra i responsabili della discarica. In mezzo alcune sentenze, l'ultima in autunno che riconosce il danno ambientale prodotto. «In quanti siamo pronti a chiedere danni per Malagrotta? Un centinaio di residenti, al momento, ma sono numeri destinati a crescere...». Sergio Apollonio, pensionato con la passione per le lingue (ne parla parecchie) e l'Africa (in cui ha lavorato a lungo con l'Undp delle Nazioni Unite), motore del Comitato Malagrotta, sta preparando il manifesto di convocazione dell'incontro per la «causa collettiva ». Quartier generale, la parrocchia di Madonna di Fatima a Massimina, grazie all'accoglienza dei due padri, don Cristoforo e don Piotr. class="hilite">Class class="term">action contro Malagrotta? «Chiamiamola più semplicemente causa collettiva - spiega Apollonio - . Anche se la nostra iniziativa s'incrocerà con il varo della nuova legge sulle class="term">class class="term">action...». Punto di riferimento generale, la perizia fatta fare dalla famiglia Scorsoni che ha fatto quantificare il deprezzamento subito dalla loro abitazione, un buon 30% in meno. Il tam tam corre da tempo per le collinette saliscendi che circondano Malagrotta, tra la borgata di Massimina e la distesa di villette dislocate tra Santa Cecila, Piana del Sole, Ponte Galeria, Spallette, Casale Lumbroso. Sono trentamila i residenti di questa cintura intorno al bubbone Malagrotta, cinquantamila tracciando un diametro più largo. In cento hanno già aderito all'appello, per primi quelli che abitano di fronte a Testa di Cane, la propaggine più recente del bubbone verso Massimina. Con richieste tra i 50 mila euro e i 100 mila euro il ricorso si preannuncia «pesante ». «Ci conforta anche il recente processo di Firenze per danni ambientali causati dai lavori per l'alta velocità tra Firenze e Bologna - spiega Apollonio -. La sentenza riporta 27 condanne e un risarcimento danni di oltre 150 milioni di euro. Il giudice ha riconosciuto 50 milioni di risarcimento rispettivamente a ministero dell'ambiente, regione Toscana e provincia di Firenze. E per cifre da 5 a 25 mila euro per altre 5 parti civili costituite da comuni e province interessate ai lavori». «Nel nostro caso è importante la sentenza di primo grado dello scorso novembre su Malagrotta - prosegue Apollonio - . Il gestore della discarica è stato condannato per danno ambientale ». L'avvocato Francesca Romana Fragale aggiunge: «I principi generali del danno sono disciplinati dal codice civile: chi compie un danno doloso o colposo è obbligato al risarcimento, le emissioni fuorilegge moleste per le persone obbligano a risarcire ». Discarica Carabinieri della Tutela Ambiente, durante un controllo, davanti all'ingresso di Malagrotta Paolo Brogi

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Copyright, class action di Siae contro Google (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Class Action

Nel mirino delle Siae di tutto il mondo c'è il servizio "Book Search". L'accusa è violazione di copyright, ma l'opinione pubblica è divisa. Leggete l'articolo e commentate qui. commenti (0) scrivi

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