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DOSSIER “CLASS ACTION”

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T ARTICOLI DEL  7-16 gennaio 2009       #TOP



Report "Class action"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Class action (35)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Desenzano I pendolari arrabbiati vanno sul web ( da "Giornale di Brescia" del 07-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: organizzazione ed il coordinamento di azioni collettive di protesta e rivendicazione civili per i tanti, troppi, disagi e disservizi subiti dai clienti delle Ferrovie. Il sito è nato su iniziativa del giornalista Roberto Borghi che vive a Manerba del Garda e che ogni giorno, come moltissimi altri compagni di viaggio, sale sul treno per raggiungere il posto di lavoro a Milano.

Comuni in dissesto Le merchant bank pronte alla guerra ( da "Riformista, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è il fatto che la controparte contro cui gli enti locali vorrebbero dar vita a una sorta di class action hanno nomi roboanti: JP Morgan, Deutsche Bank, Nomura (la banca giapponese che ha rilevato il ramo di investment banking di Lehman Brothers a Londra), Ubs, Merrill Lynch e Barclays. Insomma, il gotha della finanza internazionale.

Decreto milleproroghe 2008: federalismo, p.a., difesa, class action, istruzione, gpl ( da "AltaLex" del 07-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action, istruzione, gpl Decreto Legge 30.12.2008 n° 207 , G.U. 31.12.2008 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Pubblicato in Gattezza Ufficiale 31 dicembre 2008, n. 304 il c.d. "Milleproroghe" (decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207) con il quale vengono prorogati alcuni termini previsti da disposizioni legislative in materia di difesa,

PASQUALE ESPOSITO UN LIBRO DI RACCONTI, ANEDDOTI, DESCRIZIONI, UN REPORTAGE FOTOGRAFICO PER IMPRI... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 07-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma incapace di concepire e di realizzare grandi azioni collettive, grandi imprese, grandi progetti, De Crescenzo ha dedicato la propria attenzione con assidua e affettuosa intelligenza, consegnandoci un documento antropologico che, piaccia o no all'intellighentsia accademica, resterà accanto ai migliori libri di Mastriani, alle migliori tragicommedie di Viviani,

MDC, l'accordo Eni-Consumatori è un primo passo. Ora tocca alle altre aziende del gas ( da "e-gazette" del 07-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: accordo si configura come la prima class action atipica che è stata realizzata in collaborazione con la più grande azienda italiana?. Commenta così il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) l?accordo Eni-Associazioni dei consumatori firmato nei giorni scorsi. ?L?operazione è molto positiva, perché per la prima volta una grande azienda di servizi confrontandosi con le associazioni,

Anche Assoedilizia punta il dito sullo scalo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: non debbono essere solo le ragioni economiche a ispirare la gestione dei servizi di interesse collettivo, soprattutto di quelli che si esplicano attraverso un radicamento al territorio e che presuppongono investimenti infrastrutturali di base ai fini della loro migliore funzionalità (fra i quali certamente rientra il servizio di trasporto aereo)».

ATTI GIUDIZIARI SEGUIRONO, IN MOLTI CASI SENZA CONCLUSIONI POSITIVE, CONTRO ESPONENTI DEL DOROTEISMO... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: nella ricerca di interessi particolari e contro la soddisfazione di interessi collettivi. Si creano le premesse oggettive per reati, che a volte si accertano anche, ma che sono più difficili da accertare: perché si confondono oggettivamente tra loro la dimensione dell'azione politica, la sua influenza sull'amministrazione e gli interessi economici delle imprese coinvolte.

Enti locali, i controlli fanno acqua ( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: compiuto controllo di gestione e un adeguato controllo strategico a garanzia dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa; - un meccanismo di valutazione dei dirigenti che non si fermi a una semplice formalità ma vada realmente a incidere nell'azione degli stessi o dei titolari di posizione organizzativa e che preveda la terzietà dei valutatori rispetto ai valutati;

Il caso Acea rischia richieste di rimborsi milionari ( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: associazione di consumatori per una class action nei confronti di Acea. L'azienda idrica ha già ricevuto una diffida da parte del Codacons a sospendere dalla prossima fatturazione gli addebiti agli utenti. «Dall'Acea, alla quale abbiamo anche chiesto un quadro delle zone coperte dal servizio di depurazione in città, non abbiamo avuto risposta - dice Simona Zacchei,

Hsbc e Ubs nel ciclone Madoff ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Alcuni sono già partiti con richieste risarcitorie e azioni collettive, o class action. Il primo bersaglio è stato ovviamente Madoff e la sua casa d'investimento. Un gradino più in basso, sono stati colpiti i cosiddetti feeder fund, i fondi che alimentavano la catena di Madoff, come Tremont e Fairfield.

Digitale terrestre-flop l'Adiconsum fa causa alla Rai ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Cisl del Sulcis ha annunciato una causa pilota (una sorta di class action) contro la Televisione di Stato colpevole di non assicurare la fornitura di un servizio pubblico a pagamento di qualità. Da quando, in autunno, il sistema di trasmissione del segnale televisivo è passato dall'analogico a quello più moderno digitale è il caos totale.

Telefoni ancora muti ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: nonostante vari reclami ed annunci di azioni collettive per i risarcimenti danni presentate da parte di alcune associazioni di tutela dei consumatori. L'ultima segnalazione in ordine di tempo arriva dalla frazione tolmezzina di Imponzo dove in particolare 15 famiglie, utenti Telecom, dal 24 dicembre 2008 non hanno più collegamento telefonico.

Contatori pazzi famiglie senza gas e al freddo da mesi ( da "Stampa, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Minacce di class action, lettere al vetriolo, lamentele, esposti annunciati - ma poche volte - concretizzati. Sui siti internet delle associazioni in difesa del consumatore, il problema dei tempi lunghi per l'allacciamento di un nuovo utente è uno dei punti più discussi.

In Sicilia si minaccia: <Class action subito> ( da "Riformista, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: i delusi In Sicilia si minaccia: «Class action subito» «Io questi 40 euro non li voglio spendere. Posso metterli via per il mio funerale?». Benedetto Romano dell'Associazione Adiconsum di Palermo, si è sentito chiedere anche questo: «Era una signora molto anziana, che si è presentata da noi per provare a capirci qualcosa, di questa Social card».

imposto un processo di amnesia collettiva ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: STORIA E MEMORIA Imposto un processo di amnesia collettiva Sono passati più di sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla caduta dei regimi nazionalfascisti, ma, come scrive il signor Cellante, questo non sembra essersi rivelato un tempo sufficiente per una memoria storica condivisa.

BANCHE, ASSICURAZIONI E SGR : ANTITRUST, INTRECCI PERSONALI E AZIONARI FRA CONCORRENTI SENZA PARAGONI IN EUROPA. L'80% DEI GRUPPI ESAMINATI HA NEI PROPRI ORGANISMI SOGGETTI CON INC ( da "marketpress.info" del 12-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: quindi consentano di innescare meccanismi virtuosi anche in termini di recupero della reputazione individuale e collettiva del sistema bancario. Infine, data la loro presenza in più operatori bancari, rileva la necessità, anche su tale profilo, di aumentare la chiarezza informativa sulle modalità operative nella vita societaria, evitando quel rischio di compresenze che creino legami ?

CLASS ACTION: ULTERIORE PROROGA ( da "marketpress.info" del 12-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Lunedì 12 Gennaio 2009 CLASS ACTION: ULTERIORE PROROGA Il Consiglio dei Ministri n. 31 del 18 dicembre 2008 ha approvato il Decreto legge che proroga alcuni termini in scadenza previsti da disposizioni di legge (cd. Decreto milleproroghe). L?art. 22 del provvedimento modifica l?

Pendolari, c'è la conciliazione Gli utenti bresciani ormai esausti per le disavventure lungo la linea Brescia-Milano possono puntare sullo strumento gratuito e di certo più rapido ( da "Giornale di Brescia" del 13-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: intraprendere azioni collettive, mentre se ne sente un gran bisogno, per molte tematiche. Personalmente mi metto a disposizione, anche per studiare la via della conciliazione». La «class action», azione risarcitoria collettiva per un danno che colpisce diversi soggetti, è prevista da una legge che di rinvio in rinvio tarda ad entrare in vigore ed è ora slittata al prossimo 30 giugno.

marchio fasullo la camera vince la causa ( da "Nuova Venezia, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il legale aggiunge che lo scopo era da un lato quello di impedire l'uso e l'abuso del nome della Camera di commercio per spacciare i propri prodotti come prodotti di qualità, dall'altro per difendere e tutelare i prodotti tipici, come il vetro di Murano e il marchio collettivo regionale «Promovetro».

Lehman, 140 padovani con il Comune per la class action ( da "Corriere del Veneto" del 13-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvocato Moretti Lo studio Greenberg di New York si occuperà dell'azione legale contro il colosso bancario statunitense PADOVA – Class action contro Lehman Brothers, l'azione di causa collettiva contro il colosso bancario statunitense parte ufficialmente il 15 gennaio. Capofila il Comune di Padova, che nel crac ha perso 4 milioni investiti in obbligazioni e 140 padovani,

Conguaglio contatori, stretta di mano tra Eni e consumatori ( da "e-gazette" del 13-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è la prima class action atipica?. Roma, 12 gennaio ? Trovato l?accordo. È stato firmato il protocollo d?intesa tra l?Eni e le associazioni che rappresentano i consumatori. Il motivo del contendere erano i conguagli per i contatori domestici. A mettere le firme da una parte c?

Padova Sindaco e cittadini contro la Lehman ( da "Riformista, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il sipario sulla "class action", la causa collettiva che coinvolgerà anche Londra e Amsterdam, si alzerà il 15 gennaio. E proprio dalla città del Santo è partita l'iniziativa. L'amministrazione guidata da Flavio Zanonato nel crac targato Lehman ha perso 4 milioni di euro investiti in titoli obbligazionari.

Pioneer: 800 milioni nei fondi Madoff Unicredit, nuovo vertice sulle nomine ( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action che gli investitori stanno presentando per ora soprattutto negli Usa contro più soggetti, dalla stessa società di Madoff alle banche depositarie. Un'azione contro Bank Medici, nel frattempo commissariata dal governo, e tutti i suoi azionisti (compreso Unicredit che in virtù di quel 25% è tra l'altro rappresentata nel consiglio di sorveglianza dal vicepresidente Gianfranco

DDL SVILUPPO: EMENDAMENTO GOVERNO RISCRIVE CLASS ACTION ( da "Virgilio Notizie" del 14-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Industria del Senato riscrive le norme sulla class action, per la difesa dei diritti di una pluralita' di consumatori, sollevando le dure critiche da parte del senatore dell'Idv Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef: ''Il governo - ha detto Lannutti - riscrive le norme sulla class action sotto dettatura della banche , delle assicurazioni, della Confindustria e dei poteri forti,

Oltre cento professionisti hanno partecipato all'incontro illustrativo della Camera di commercio ( da "Cittadino, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: dirigente della Camera di commercio -, oltre a un'iniziativa sull'arbitrato e una dedicato all'azione collettiva per gruppi di consumatori lesi in una medesima circostanza. Per noi questi strumenti non sono solo una competenza che ci è stata affidata dal legislatore: l'interesse alla soluzione della lite è pubblico e collettivo».Al.Be.

Sui fondi c'è lo spettro di Satyam ( da "Finanza e Mercati" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma anche i piccoli risparmiatori: negli Stati Uniti è stata già avviata una class action, coordinata dallo studio legale Spector Roseman Kodroff & Willis. In Italia, anche in attesa della legge che regolamenterà le azioni collettive, alcuni investitori privati hanno avviato le prime consultazioni legali per capire quale azione intraprendere.

Class action Lehman, creditori da tutta Europa con i 500 padovani ( da "Corriere del Veneto" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una grande causa collettiva per ottenere un risarcimento dei soldi persi, affidata a un avvocato di New York, ma originario di Padova, Christian Moretti. «Lehman è il più grande crac della storia finanziaria, non ha precedenti negli Usa». Lo afferma mentre prepara la sua strategia per la class action l'avvocato Christian Moretti,

600 padovani travolti dal crac ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva estesa a tutti coloro che in qualche modo si sono trovati da un giorno all'altro con il classico cerino in mano, con un fascio di obbligazioni emesse da Lehman brothers prive di valore. Scade oggi il termine fissato dal comune per il monitoraggio delle manifestazioni di interesse da parte di cittadini-risparmiatori traditi da quanti,

Gomorra-film non vince l'Oscar ma non è il caso di piangerci sopra ( da "Denaro, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivo internazionale, conta ben poco che il film di Garrone non abbia vinto l'Oscar. Non era questo il momento della verifica, e della verità, per quanto riguarda Roberto Saviano. Certo, un film aiuta a sensibilizzare l'opinione pubblica su problemi drammatici come la malavita organizzata, ma i film passano e per molti costituiscono solo un momento fugace di conoscenza e di

Così potremo perseguire una piena condivisione degli obiettivi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: perché ciascuno con la propria azione contribuisca a realizzarli. Un Piano strategico implica, inoltre, un costante monitoraggio delle azioni messe in campo, dal governo regionale ma anche dagli soggetti che interagiscono sul risultato, per valutare lo scostamento dall'obiettivo finale e rivalutare tempo per tempo le scelte fatte e la necessità di rivederle e riaggiustarle.

Coca-Cola: class action in corso ( da "Finanza.com" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Coca-Cola: class action in corso (15 Gennaio 2009 - 18:27) MILANO (Finanza.com) - E? di questi minuti la notizia dell?accusa ad uno spot della Coca Cola, ritenuto pubblicità ingannevole. A questo proposito, il gruppo di difesa dei consumatori Center for Science ha dato inizio ad una class action nei confronti di Coca-Cola.

USA: SALUTE, CLASS ACTION CONTRO COCA COLA PER BEVANDA ALLE VITAMINE ( da "Adnkronos" del 15-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: USA: SALUTE, CLASS ACTION CONTRO COCA COLA PER BEVANDA ALLE VITAMINE PUBBLICITA' INGANNEVOLE SU PRODOTTO BASE DI ACQUA E ZUCCHERO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ESTERI ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 19:08

<Si mettono in gioco, buon segnale Ora cambi l'etica del capitalismo> ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: attenzione anche a beni collettivi come il lavoro». Potrebbe aggiungere la formazione o l'ambiente, Pezzotta. Invece si limita a insistere: la grande crisi segna la sconfitta del modello americano, centrato sulla finanza e sui presunti interessi degli azionisti. Dopo anni di crescita zero in Italia, non militerà anche Pezzotta nel partito degli orgogliosi di essere rimasti indietro?

Class Action, validità solo per Lehman Brothers (MF) ( da "Soldionline" del 16-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: applicabilità della class action a partire dal giugno del 2008. In questo modo dall?azione collettiva resteranno esclusi i crack di Cirio e Parmalat, oltre al default della repubblica Argentina. Al contrario, la class action sarà valida per il fallimento di Lehman Brothers.

Ancora l'ombra Madoff su Unicredit ( da "Soldionline" del 16-01-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva nei confronti di due società del gruppo Unicredit sempre nell?ambito del caso Madoff. Nella giornata di ieri è arrivata la bocciatura di Hsbc, che ha abbassato a “neutrale” dal precedente “overweight”


Articoli

Desenzano I pendolari arrabbiati vanno sul web (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 07-01-2009)

Argomenti: Class Action

Edizione: 07/01/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia Desenzano I pendolari arrabbiati vanno sul web All'indirizzo http://pendolaridese.splinder.com si raccolgono proteste per i disagi e i recenti disservizi di Trenitalia Binario 1 alla stazione di Desenzano del Garda DESENZANOI mille e più pendolari che fanno capo alla stazione ferroviaria di Desenzano ed ai servizi di Trenitalia vanno sul web. Con il nuovo anno è nato infatti il sito dedicato ai pendolari che ogni giorno, per lavoro o studio, prendono il treno dalla stazione gardesana. Il sito «Pendolari di Desenzano» si trova all'indirizzo http://pendolaridese.splinder.com. ed ha come principale obiettivo lo scambio di informazioni sul servizio fornito da Trenitalia, l'organizzazione ed il coordinamento di azioni collettive di protesta e rivendicazione civili per i tanti, troppi, disagi e disservizi subiti dai clienti delle Ferrovie. Il sito è nato su iniziativa del giornalista Roberto Borghi che vive a Manerba del Garda e che ogni giorno, come moltissimi altri compagni di viaggio, sale sul treno per raggiungere il posto di lavoro a Milano. «Ho aperto il blog Pendolaridese.splinder.com - dice Borghi - per creare un coordinamento tra le centinaia di persone, lavoratori e studenti, stanchi di subire da Trenitalia un trattamento punitivo e inaccettabile per un Paese civile e, in particolare, per un territorio, quello dell'area del Garda, che produce e lavora creando tanta ricchezza e veicolando importanti flussi turistici. È un modo per far sentire il grido di battaglia dei pendolari di Desenzano che, dai recenti cambiamenti introdotti da Trenitalia, hanno subito forti penalizzazioni economiche (tariffe e abbonamenti più cari) e di servizio, come, ad esempio, la scomparsa di alcuni treni nelle fasce orarie più utilizzate da chi lavora». L'invito è a segnalare (alla e-mail pendolaridesenzano@gmail.com oppure inserendo un commento direttamente sul sito web) problemi e criticità da denunciare in modo coordinato e massiccio, così da massimizzarne gli effetti. A poche ore di distanza dalla pubblicazione sono già arrivate numerose segnalazioni di disservizi. Tra le prime apparse troviamo l'aumento ingiustificato dei prezzi di biglietti e abbonamenti a fronte di un servizio che ha fortemente penalizzato chi arriva e parte da Desenzano, la necessità di ripristinare alcuni treni da e per Desenzano e dei monitor che permettano a tutti (e non solo a chi sale al binario 1) di avere il quadro della situazione. E ancora, personale minimamente preparato ed educatamente disponibile nei confronti delle legittime interrogazioni dei clienti.

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Comuni in dissesto Le merchant bank pronte alla guerra (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Class Action

Comuni in dissesto Le merchant bank pronte alla guerra DERIVATI. Guai in vista per 18 regioni, 50 province e 500 comuni: hanno stipulato contratti per 35,6 miliardi di euro. La bomba sta per esplodere. La strategia degli istituti è accusare gli amministratori di leggerezza. di Mauro Bottarelli Londra. Ormai è questione di giorni e la tempesta si scatenerà in tutta la sua virulenza. Si tratta della sfida tra le banche d'investimento londinesi e molte amministrazioni locali italiane per lo scandalo dei contratti derivati di swap che hanno inguaiato - e non poco - i conti di comuni, province e regioni, rei di aver stipulato negli ultimi anni contratti per ben 35,6 miliardi di euro in derivati, molto spesso più per ottenere liquidità a breve termine che per ristrutturare il proprio indebitamento. Oggi con i tassi che ballano e puntano al ribasso fisso, i nodi rischiano di venire al pettine per chi ha scommesso sulla variazione fisso-variabile in una riedizione finanziaria della roulette russa de Il cacciatore. Solo Milano ha una perdita teorica sul suo swap da 1,8 miliardi di oltre 200 milioni mentre tanti piccoli comuni hanno maturato voragini pari a diversi anni del loro intero bilancio. Insomma, un disastro. Il dato ufficiale del Tesoro a fine 2007 parla di 36 miliardi di euro di derivati in essere per poco meno di 600 enti locali. Per la precisione: 18 regioni su 20, la metà delle province e 500 comuni da piccolissimi a 50 capoluoghi. Praticamente tutta Italia, da Milano a Roma, da Torino alla Regione Liguria fino a piccoli comuni come Boschi, 2.700 abitanti in provincia di Perugia, per il quale chiudere il contratto per evitare altri costi significherebbe dover sborsare 250 mila euro di penale. E a rendere il quadro ancora più fosco c'class="hilite">è il fatto che la controparte contro cui gli enti locali vorrebbero dar vita a una sorta di class="term">class class="term">action hanno nomi roboanti: JP Morgan, Deutsche Bank, Nomura (la banca giapponese che ha rilevato il ramo di investment banking di Lehman Brothers a Londra), Ubs, Merrill Lynch e Barclays. Insomma, il gotha della finanza internazionale. Che, tra l'altro, ha già cominciato a preparare le contromosse - a quanto risulta al Riformista - addirittura con il beneplacito del Treasury, terrorizzato dal fatto che in un momento come questo gli istituti britannici e la piazza finanziaria londinese in generale possa pagare un altro pesante prezzo in termini di credibilità e anche di eventuali risarcimenti. La strategia inglese è chiara: trasformare lo scandalo derivati degli enti locali in un nuovo caso Parmalat, ovvero far passare l'accaduto per l'ennesima truffa all'italiana contro i risparmiatori (in questo caso i cittadini) utilizzando la strategia psicologica di caricare la responsabilità su chi ha voluto giocare con soldi pubblici a un gioco rischioso e che non conosceva. Il vecchio adagio del comportamento da buon padre di famiglia, caposaldo del diritto, potrebbe quindi trasformarsi in una potente arma di difesa: tanto più che quest'anno è prevista una tornata elettorale amministrativa e l'argomento rischia di trasformarsi in un pericoloso mantra. Inoltre a Londra fanno affidamento sul fatto che per denunciare penalmente il danno questo debba essere precisamente quantificato ma visto che il contratto è ancora in essere per la gran parte degli enti interessati questa operazione non è possibile e ci si limita, come accaduto per il comune di Milano, alla denuncia del sovrapprezzo già pagato alle banche. Già, Milano. Qui il Comune ha sottoscritto il più grande contratto di interest rate swap d'Europa, 1,7 miliardi di euro, con le cinque banche internazionali di cui abbiamo parlato prima. Alla firma del contratto, il 27 giugno del 2005, le banche avevano già incassato 100 miliardi delle vecchie lire di plusvalenza, visto che l'operazione era proposta al Comune a un prezzo più alto di quello di mercato. E in tre anni hanno raddoppiato. In cambio Palazzo Marino ha ricevuto 100 milioni di euro di liquidità, peccato che ora il successore dell'allora sindaco Gabriele Albertini si ritrova con 400 milioni di euro di perdita. E visto che la leva di quasi tutti i contratti (l'80 per cento circa) cominciava ad andare in perdita per la danza dei tassi, in molti si sono lanciati sui credit default swaps come strumento di difesa. In sostanza, hanno stipulato un'assicurazione con le banche sull'insolvenza della Repubblica italiana: le perdite nominali se le accollava la banca e il Comune assicurava che lo Stato non fallirà. Con costi notevoli. Geniale, visto che gli enti italiani si troveranno ora a fare le pulci alle istituzioni di un paese dove dal 1991 gli enti locali non possono contrarre per legge contratti swap poiché speculativi. Chissà quale sarà il foro competente a dirimere la controversia, sempre che ci si arrivi, visto che parliamo di un mondo in cui la Sec per otto volte non è stata in grado di fermare la mega-truffa di Bernard Madoff. 07/01/2009

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Decreto milleproroghe 2008: federalismo, p.a., difesa, class action, istruzione, gpl (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 07-01-2009)

Argomenti: Class Action

Decreto milleproroghe 2008: federalismo, p.a., difesa, class="hilite">class="term">class class="term">action, istruzione, gpl Decreto Legge 30.12.2008 n° 207 , G.U. 31.12.2008 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Pubblicato in Gattezza Ufficiale 31 dicembre 2008, n. 304 il c.d. "Milleproroghe" (decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207) con il quale vengono prorogati alcuni termini previsti da disposizioni legislative in materia di difesa, riforme per il federalismo, beni e attività culturali, lavoro, salute, università, infrastrutture e trasporti, pubbliche amministrazioni, agricoltura e pesca, sviluppo economico, affari esteri e interno. In particolare il provvedimento dispone la proroga dei seguenti termini: al 31 marzo 2009 l'adozione del regolamento che individua le misure a sostegno di militari e civili affetti da tumore a causa dell'esposizione e dell'utilizzo di materiale radioattivo; al 19 maggio 2009 l?obbligo di comunicare all?INAIL i dati relativi agli infortuni sul lavoro con assenza dal lavoro di almeno 1 giorno e il divieto delle c.d. visite mediche preassuntive; al 30 giugno 2009 l'operatività della class="term">class class="term">action; al 31 dicembre 2009 l'adeguamento degli impianti di distribuzione stradale di Gpl per autotrazione alla normativa prevista dal D.P.R. 24 ottobre 2003, n. 340; al 1° gennaio 2010 l'obbligo del certificato di buona fabbricazione per i medicinali preparati con materie prime provenienti da Paesi terzi. (Altalex, 7 gennaio 2009) DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2008, n. 207 Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti. (GU n. 304 del 31-12-2008) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di provvedere alla proroga di termini previsti da disposizioni legislative, al fine di consentire una piu' concreta e puntuale attuazione dei correlati adempimenti conseguire una maggiore funzionalita' delle pubbliche amministrazioni, nonche' di prevedere interventi di riassetto relativamente a disposizioni di carattere finanziario; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 dicembre 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per i rapporti con il Parlamento e del Ministro dell'economia e delle finanze; Emana il seguente decreto-legge: CAPO I PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Art. 1. Servizi radiotelevisivi 1. Fino alla ratifica del nuovo accordo di collaborazione in campo radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e comunque non oltre il 31 dicembre 2009, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e' autorizzato ad assicurare, nell'ambito delle risorse finanziarie del bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la prosecuzione della fornitura dei servizi previsti dalla apposita convenzione con la RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A.. CAPO II RIFORME PER IL FEDERALISMO Art. 2. Proroga dei termini di cui all'articolo 2, commi 22 e 23, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 1. All'articolo 2, comma 22, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, le parole: «1° gennaio 2008» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2010». 2. All'articolo 2, comma 23, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, le parole: «1° gennaio 2007» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2010». CAPO III PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE Art. 3. Accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni 1. All'articolo 35, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». Art. 4. Taglia-enti 1. All'alinea del comma 634 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 marzo 2009». Art. 5. Validita' delle graduatorie delle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni 1. Il termine di cui all'articolo 1, comma 100, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e' prorogato al 31 dicembre 2009 e si applica alle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato approvate successivamente al 1° gennaio 2001 relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni. Art. 6. Concorsi con riserva di posti per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni 1. Le facolta' di cui all'articolo 3, comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, possono essere applicate alle procedure concorsuali avviate entro il 30 giugno 2009. Art. 7. Societa' di rilevazione statistica dell'ISTAT 1. All'articolo 10-bis, comma 5, quinto periodo, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2009». Art. 8. Accantonamento di risorse per previdenza complementare in favore dei dipendenti della P.A. 1. Le risorse di cui all'articolo 74, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamento relativo all'anno 2009, possono essere utilizzate anche ai fini del finanziamento delle spese di avvio dei fondi di previdenza complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. CAPO IV AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO Art. 9. Versamento delle sanzioni e comandi di personale 1. Il termine per il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai decreti legislativi 2 agosto 2007, n. 145, e 2 agosto 2007, n. 146, irrogate nell'anno 2008 dall'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, e' prorogato di trenta giorni. Gli importi da pagare per le suddette sanzioni, anche irrogate negli anni successivi, sono versati fino all'importo di 50.000 euro per ciascuna sanzione, sul conto di tesoreria intestato all'Autorita', da destinare a spese di carattere non continuativo e non obbligatorio; la parte di sanzione eccedente il predetto importo e' versata al bilancio dello Stato per le destinazioni previste dalla legislazione vigente. L' importo di 50.000 euro puo' essere ridotto o incrementato ogni sei mesi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, avente natura non regolamentare, in relazione a specifiche esigenze dell'Autorita'. 2. I comandi di personale previsti da specifiche disposizioni di legge presso l'Autorita' sono annualmente prorogati con provvedimento dell'Autorita' stessa, con imputazione della relativa spesa secondo i criteri di cui all'articolo 9, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215. CAPO V AFFARI ESTERI Art. 10. Elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero 1. Le elezioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero (COMITES) e conseguentemente del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) sono rinviate rispetto alla scadenza prevista dall'articolo 8 della legge 23 ottobre 2003, n. 286. Tali elezioni avranno luogo entro il 31 dicembre 2010. 2. Gli attuali componenti dei Comitati degli italiani all'estero restano in carica fino alla data di entrata in funzione dei nuovi Comitati. CAPO VI INTERNO Art. 11. Contrasto al terrorismo internazionale 1. All'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, le parole : «fino al 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2009». Art. 12. Mantenimento in bilancio delle disponibilita' finanziarie concernenti l'istituzione di uffici periferici dello Stato nelle nuove province, nonche' requisiti di servizio previsti per la promozione a viceprefetto 1. In applicazione dell'articolo 4-bis, comma 4, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le disponibilita' finanziarie recate dalle leggi 11 giugno 2004, n. 146, 11 giugno 2004, n. 147, e 11 giugno 2004, n. 148, ed esistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2008 nella pertinente unita' previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'interno, nell'ambito della missione Fondi da ripartire al programma Fondi da assegnare, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. 2. All'articolo 36, comma 5, secondo periodo, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, le parole: «1° gennaio 2009,» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2011,». CAPO VII DIFESA Art. 13. Emanazione del regolamento in materia di cause di servizio e indennizzi 1. Il termine per l'emanazione del regolamento di cui all'articolo 2, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' prorogato al 31 marzo 2009. 2. Il regolamento di cui al comma 1, inteso a disciplinare, entro il limite massimo di spesa stabilito nell'articolo 2, comma 78, della predetta legge n. 244 del 2007, termini e modalita' per il riconoscimento della causa di servizio e di adeguati indennizzi in favore dei soggetti indicati nel medesimo comma, e' emanato, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno e del lavoro, della salute e delle politiche sociali. 3. Le somme iscritte in bilancio, in applicazione dell'articolo 2, comma 78, della predetta legge n. 244 del 2007, non impegnate al 31 dicembre 2008, sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Art. 14. Proroga di termini per l'Amministrazione della difesa 1. All'articolo 60-ter, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, le parole: «fino all'anno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «fino all'anno 2015». 2. All'articolo 61 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, le parole: «fino al 2009» sono sostituite dalle seguenti: «fino all'anno 2015»; b) al comma 4-bis, le parole: «fino all'anno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «fino all'anno 2015»; c) al comma 5-bis, le parole: «fino all'anno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «fino all'anno 2015». 3. Dall'applicazione dei commi 1, 2 e 8 non devono derivare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. 4. All'articolo 26, comma 1, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, le parole: «al 2008» sono sostituite dalle seguenti: «al 2009». 5. Al comma 4 dell'articolo 2 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2009», sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2011». 6. L'Agenzia industrie difesa, di cui all'articolo 22 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e' autorizzata a prorogare fino al 31 dicembre 2011 i contratti di lavoro stipulati ai sensi dell'articolo 13, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 2000, n. 424. 7. Per le strutture periferiche del Ministero della difesa, l'applicazione dell'articolo 3, comma 83, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' differita al 31 dicembre 2009. 8. Il periodo transitorio di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165, e successive modificazioni, e' prorogato di 2 anni. Art. 15. Proroga di termini in materia di accantonamenti 1. Le quote che risultano accantonate al 31 dicembre 2008 ai sensi dell'articolo 1, comma 758, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. 2. Le somme conservate nel conto residui, ai sensi dell'articolo 22, comma 13, della legge 27 dicembre 2006, n. 298, non utilizzate nell'anno 2008, sono ulteriormente conservate nel conto residui per essere utilizzate nell'esercizio finanziario 2009. CAPO VIII SVILUPPO ECONOMICO Art. 16. Proroga dei termini di cui al codice delle assicurazioni 1. All'articolo 354, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come modificato dall'articolo 4, comma 8, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, le parole: «e comunque non oltre dodici mesi dopo il termine previsto dal comma 2 dell'articolo 355» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque non oltre diciotto mesi dopo il termine previsto dal comma 2 dell'articolo 355». Art. 17. Proroga dei termini per l'impegno delle risorse di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 1. Le risorse di cui all'articolo 148 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, riassegnate nell'anno 2008 e non impegnate al termine dell'esercizio, permangono per l'anno 2009 nelle disponibilita' del fondo di cui al comma 2 del citato articolo 148, iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dello sviluppo economico. 2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 18. Liquidazione coatta amministrativa dei consorzi agrari 1. I termini di cui all'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, relativi alla chiusura delle procedure di liquidazione coatta amministrativa dei consorzi agrari, nonche' relativi al termine per l'adeguamento degli statuti dei consorzi agrari medesimi, sono prorogati al 31 dicembre 2009. Art. 19. Class class="term">action 1. All'articolo 2, comma 447, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dall'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: «decorso un anno» sono sostituite dalle seguenti: «decorsi diciotto mesi». Art. 20. Proroga dei termini per il riordino ed il riassetto delle partecipazioni societarie dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. 1. All'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2009». Art. 21. Differimento di termini in materia di distributori stradali di gas di petrolio liquefatto per autotrazione (GPL) 1. Il termine di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340, per l'adeguamento degli impianti esistenti di distribuzione stradale di GPL per autotrazione, la cui capacita' complessiva resti limitata fino a 30 m3, e' differito al 31 dicembre 2009. CAPO IX POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI Art. 22. Disposizioni in materia di pesca 1. All'articolo 2, comma 4, della legge 21 maggio 1998, n. 164, le parole: «fino al 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2009». 2. Nel decreto-legge 3 novembre 2008, n. 171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008, n. 205, e' soppresso il numero 3) della lettera c) del comma 1 dell'articolo 1, e sono abrogati gli articoli 4-quater e 4-septiesdecies. Art. 23. Disposizioni relative all'Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria di Puglia, Basilicata ed Irpinia - EIPLI 1. All'articolo 26, comma 6, secondo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «fino al 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 30 giugno 2009». CAPO X INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Art. 24. Limitazioni alla guida 1. All'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni, le parole: «1° gennaio 2009» sono sostituite dalle seguenti: «1° gennaio 2010». Art. 25. Canoni per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria nazionale 1. All'articolo 17, comma 10, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, come da ultimo modificato dall'articolo 17 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «e comunque non oltre il 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque non oltre il 31 dicembre 2009». Art. 26. Proroghe convenzioni Tirrenia 1. Al fine di pervenire alla completa liberalizzazione del settore del cabotaggio marittimo attraverso il completamento, entro il 31 dicembre 2009, del processo di privatizzazione delle societa' esercenti i servizi di collegamento ritenuti essenziali per le finalita' di cui all'articolo 8 della legge 20 dicembre 1974, n. 684, e agli articoli 1 e 8 della legge 19 maggio 1975, n. 169, e successive modificazioni, a condizioni che assicurino la migliore valorizzazione delle suddette societa', le convenzioni attualmente in vigore sono prorogate fino al 31 dicembre 2009, nei limiti degli stanziamenti di bilancio in essere. Conseguentemente al comma 999 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: «le convenzioni», ovunque ricorrenti, sono sostituite dalle seguenti: «le nuove convenzioni». Art. 27. Indagine conoscitiva sui servizi ferroviari 1. Ai fini della prosecuzione dei contratti di servizio e degli accordi in essere, il termine di cui all'articolo 2, comma 253, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dal comma 2 dell'articolo 17 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e' differito al 30 giugno 2009. Art. 28. Diritti aeroportuali 1. All'articolo 21-bis del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». Art. 29. Concessioni aeroportuali 1. All'articolo 18, comma 1, lettera b), del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». CAPO XI LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI Art. 30. Delimitazione delle aree di balneabilita' delle acque 1. All'articolo 17, comma 4, del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 116, le parole: «entro il 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2009». Art. 31. Sostanze attive utilizzate come materia prima per la produzione di medicinali 1. All'articolo 54, comma 3-bis, del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, le parole: «dal 1° gennaio 2009» sono sostituite dalle seguenti: «dal 1° gennaio 2010». Art. 32. Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 1. Le disposizioni di cui agli articoli 18, comma 1, lettera r), e 41, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 16 maggio 2009. 2. Il termine di cui all'articolo 306, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, e' prorogato al 16 maggio 2009. Art. 33. Commercializzazione di medicinali veterinari omeopatici 1. All'articolo 24 del decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». Art. 34. Proroga in materia di farmaci 1. La disposizione di cui all'articolo 9, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e' prorogata fino al 31 dicembre 2009. Con successiva determinazione dell'Agenzia italiana del farmaco, da approvarsi entro il 31 gennaio 2009, sono definiti gli aspetti applicativi. Art. 35. Personale degli enti di ricerca 1. Limitatamente agli enti di ricerca, l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel testo modificato dall'articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successivamente dall'articolo 46, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' prorogata al 30 giugno 2009. CAPO XII ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA Art. 36. Procedure di nomina in ruolo del personale docente 1. Limitatamente all'anno scolastico 2009/2010, il termine di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333, e' prorogato al 31 agosto 2009. Art. 37. Proroga di termini in materia di istruzione 1. All'articolo 27, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, le parole: «a decorrere dall'anno scolastico e formativo 2009-2010» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dall'anno scolastico e formativo 2010-2011». 2. E' abrogato il comma 8 dell'articolo 1 della legge 12 luglio 2006, n. 228, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 maggio 2006, n. 173; all'articolo 13, comma 1-quater, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, il secondo periodo e' soppresso. CAPO XIII BENI E ATTIVITA' CULTURALI Art. 38. Autorizzazione paesaggistica 1. All'articolo 159, comma 1, primo, secondo e quarto periodo, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2009». Art. 39. Compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi 1. All'articolo 71-septies, comma 2, della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, le parole: «entro il 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti «entro il 31 dicembre 2009». Art. 40. Enti culturali 1. I termini di durata del Presidente dell'ente di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, e del Presidente dell'ente di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 273, sono prorogati fino al 31 dicembre 2010. 2. I termini di durata degli organi nominati ai sensi dell'articolo 21, comma 2, del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, sono comunque prorogabili fino al 31 dicembre 2010. CAPO XIV DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA FINANZIARIA Art. 41. Proroghe di termini in materia finanziaria 1. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell'anno 2007, di cui all'articolo 1, commi 523 e 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e' prorogato al 31 dicembre 2009 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 30 giugno 2009. 2. Il termine per procedere alle stabilizzazioni di personale relative alle cessazioni verificatesi nell'anno 2007, di cui all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e' prorogato al 30 giugno 2009 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 marzo 2009. 3. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato di cui all'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e' prorogato al 30 settembre 2009 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 30 giugno 2009. 4. Il termine per effettuare le assunzioni di personale gia' autorizzate per l'anno 2008 ai sensi dell'articolo 3, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' prorogato al 30 giugno 2009. 5. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 74, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 6. Il divieto di cui all'articolo 1, comma 132, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e' prorogato anche per gli anni successivi al 2008. 7. Le disposizioni dell'articolo 36 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, cosi' come interpretate dall'articolo 3, comma 73, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono prorogate per gli anni 2009 e 2010. Conseguentemente, a decorrere dall'anno 2011 le indennita' e i compensi di cui al primo periodo possono essere aggiornati, secondo le modalita' stabilite dalle disposizioni istitutive, con riferimento alle variazioni del costo della vita intervenute rispetto all'anno 2010, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili in base alla legislazione vigente e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. 8. All'articolo 8, comma 1, lettera c), terzo periodo, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2009». 9. All'articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». 10. Il potere di adozione da parte dei Ministeri degli atti applicativi delle riduzioni degli assetti organizzativi di cui all'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' differito al 31 maggio 2009, ferma la facolta' per i predetti Ministeri di provvedere alla riduzione delle dotazioni organiche con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro il medesimo termine. Conseguentemente, al fine di consentire il rispetto del termine di cui al primo periodo, semplificando il procedimento di organizzazione dei Ministeri, all'articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 4, dopo le parole: «dei relativi compiti» sono inserite le seguenti: «, nonche' la distribuzione dei predetti uffici tra le strutture di livello dirigenziale generale,»; b) dopo il comma 4, e' inserito il seguente: «4-bis. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche in deroga alla eventuale distribuzione degli uffici di livello dirigenziale non generale stabilita nel regolamento di organizzazione del singolo Ministero.». 11. Al fine di assicurare alla regione Friuli-Venezia Giulia previsioni finanziare certe per il bilancio di previsione relativo al triennio 2009-2011, le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, sono prorogate per l'anno 2011 nella misura di 30 milioni di euro. Gli interventi in favore della minoranza slovena di cui all'articolo 16 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, sono prorogati per l'anno 2008 e conseguentemente e' autorizzata la spesa di un milione di euro per l'anno 2008, da assegnare alla regione Friuli-Venezia Giulia. All'onere derivante dal presente comma, si provvede, quanto a 1 milione di euro per l'anno 2008, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008-2010, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca; quanto a 30 milioni di euro per l'anno 2011, mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, come integrato dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 12. Le attivita' conseguenti alla disposizione di cui all'articolo 9, comma 1-bis, lettera c), ultimo periodo, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, proseguono fino al 30 giugno 2009 e fino a tale data restano efficaci gli atti convenzionali di applicazione della predetta disposizione. 13. I provvedimenti di comando del personale appartenente a Fintecna Spa, gia' dipendente dell'IRI, presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale da almeno cinque anni senza soluzione di continuita', sono prorogati fino alla conclusione delle procedure di inquadramento nei ruoli dell'INPS da effettuare ai sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei limiti dei posti in organico e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2009 e nell'ambito delle facolta' assunzionali previste dall'articolo 66, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. 14. Il termine di un anno per l'adempimento del dovere di alienazione di cui all'articolo 30, comma 2, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e' differito fino ad un anno qualora il superamento del limite previsto dalla predetta disposizione derivi da operazioni di concentrazione tra banche oppure fra investitori. 15. All'Ente italiano montagna (EIM) e' concesso, per l'anno finanziario 2009, un contributo di euro 2.800.000 a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, come determinato dalla tabella C della legge 22 dicembre 2008, n. 203, (legge finanziaria 2009). Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 16. Il termine per effettuare le stabilizzazioni del personale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 febbraio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2007, adottato ai sensi dell'articolo 1, commi 247 e 249, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dell'articolo 1, comma 521, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' prorogato al 30 giugno 2009, fermi restando i limiti finanziari di cui al predetto comma 251. Nelle more del completamento delle procedure di stabilizzazione e, comunque non oltre il 30 giugno 2009, le amministrazioni interessate possono continuare ad avvalersi, nei predetti limiti finanziari, del personale destinatario delle procedure di cui al presente comma. Art. 42. Differimento di termini in materia fiscale 1. Al comma 120 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009». 2. Il termine di decorrenza stabilito nel mese di gennaio 2009 dal comma 1 dell'articolo 44-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e' prorogato al mese di gennaio 2010. Conseguentemente, nel predetto comma, dopo le parole: «per il calcolo dei contributi,» sono inserite le seguenti: «per la rilevazione della misura della retribuzione e dei versamenti eseguiti,». 3. Per l'anno 2006, i termini di cui agli articoli 39-bis, comma 1, e 39-ter, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono prorogati rispettivamente al 30 giugno 2009 ed al 30 giugno 2010. 4. Per l'anno 2006, il termine di cui all'articolo 14-ter, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e' fissato al 30 giugno 2009. Conseguentemente i termini di cui all'articolo 14-quater, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sono fissati rispettivamente al 30 giugno 2010 ed al 30 giugno 2011. 5. Al fine di assicurare la pronta definizione delle procedure di riparto delle somme relative al 5 per mille inerenti agli anni finanziari 2006 e 2007, e' prorogato al 2 febbraio 2009 il termine di integrazione documentale delle domande regolarmente presentate dai soggetti interessati ai sensi dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2006 e dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 marzo 2007, pubblicati, rispettivamente, nelle Gazzette Ufficiali n. 22 del 27 gennaio 2006 e n. 71 del 26 marzo 2007. La proroga non si applica nei riguardi delle posizioni amministrative definite ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 3 giugno 2008. 6. Il termine per l'adozione del decreto di cui all'articolo 10, comma 3, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, e' prorogato al 31 marzo 2009. Alla copertura degli oneri recati dal presente comma, quantificati in 1.730 milioni di euro, si provvede mediante versamento per pari importo all'entrata del bilancio dello Stato di quota parte delle risorse disponibili sulla contabilita' speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di Bilancio». 7. In attesa della approvazione parlamentare del disegno di legge recante delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, il termine di cui all'articolo 1, comma 43, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' prorogato al 1° gennaio 2010. Art. 43. Importo massimo di emissione di titoli pubblici 1. Tenuto conto delle maggiori esigenze di finanziamento originate dalla crisi economico-finanziaria manifestatasi con particolare intensita' nel quarto trimestre 2008, il limite di cui all'articolo 2, comma 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 245, non si applica fino al 31 dicembre 2008. 2. Per l'anno 2009, per assicurare la necessaria flessibilita' gestionale delle risorse preordinate con la legge di bilancio e corrispondere alle sopravvenute indifferibili occorrenze delle Amministrazioni statali per la realizzazione dei relativi programmi, entro il 30 giugno dello stesso anno il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad effettuare, con propri decreti da comunicare alle Commissione parlamentari e alla Corte dei conti, variazioni compensative in termini di competenza e di cassa tra gli stanziamenti dei Fondi previsti dagli articoli 7, 9 e 9-ter della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. 3. Copia dei decreti di cui al comma 2 viene allegata alla legge di approvazione del rendiconto generale dello Stato. Art. 44. Disposizioni in materia di tutela della riservatezza 1. All'elenco n. 1, paragrafo 2, allegato alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: «Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, articolo 166» sono soppresse. 2. All'articolo 161, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le parole da: «tremila euro a diciottomila euro» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «da seimila euro a trentaseimila euro». 3. L'articolo 162 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e' cosi' modificato: a) al comma 1, le parole: «da cinquemila euro a trentamila euro» sono sostituite dalle seguenti: «da diecimila euro a sessantamila euro»; b) al comma 2, le parole: «da cinquecento euro a tremila euro» sono sostituite dalle seguenti: «da mille euro a seimila euro»; c) dopo il comma 2, sono aggiunti, in fine, i seguenti: «2-bis. In caso di trattamento di dati personali effettuato in violazione delle misure indicate nell'articolo 33 o delle disposizioni indicate nell'articolo 167 e' altresi' applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro. Nei casi di cui all'articolo 33 e' escluso il pagamento in misura ridotta. 2-ter. In caso di inosservanza dei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie o di divieto di cui, rispettivamente, all'articolo 154, comma 1, lettere c) e d), e' altresi' applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da trentamila euro a centottantamila euro.». 4. All'articolo 162-bis, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le parole: «, che puo' essere aumentata» fino alla fine del comma sono soppresse. 5. All'articolo 163, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le parole: «da diecimila euro a sessantamila euro» sono sostituite dalle seguenti: «da ventimila euro a centoventimila euro» e le parole: «e con la sanzione amministrativa accessoria» fino alla fine del comma sono soppresse. 6. All'articolo 164, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le parole: «da quattromila euro a ventiquattromila euro» sono sostituite dalle seguenti: «da diecimila euro a sessantamila euro». 7. Dopo l'articolo 164 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e' inserito il seguente: «Art. 164-bis (Casi di minore gravita' e ipotesi aggravate). 1. Se taluna delle violazioni di cui agli articoli 161, 162, 163 e 164 e' di minore gravita', avuto altresi' riguardo alla natura anche economica o sociale dell'attivita' svolta, i limiti minimi e massimi stabiliti dai medesimi articoli sono applicati in misura pari a due quinti. 2. In caso di piu' violazioni di un'unica o di piu' disposizioni di cui al presente Capo, a eccezione di quelle previste dagli articoli 162, comma 2, 162-bis e 164, commesse anche in tempi diversi in relazione a banche di dati di particolare rilevanza o dimensioni, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinquantamila euro a trecentomila euro. Non e' ammesso il pagamento in misura ridotta. 3. In altri casi di maggiore gravita' e, in particolare, di maggiore rilevanza del pregiudizio per uno o piu' interessati, ovvero quando la violazione coinvolge numerosi interessati, i limiti minimo e massimo delle sanzioni di cui al presente Capo sono applicati in misura pari al doppio. 4. Le sanzioni di cui al presente Capo possono essere aumentate fino al quadruplo quando possono risultare inefficaci in ragione delle condizioni economiche del contravventore.». 8. All'articolo 165, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, le parole: «161, 162 e 164» sono sostituite dalle seguenti: «del presente Capo» ed e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La pubblicazione ha luogo a cura e spese del contravventore.». 9. L'articolo 169 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e' cosi' modificato: a) nel comma 1, sono soppresse le parole da: « o con l'ammenda da» fino alla fine del comma; b) nel comma 2, le parole: «quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione» sono sostituite dalle seguenti: «quarto del massimo della sanzione stabilita per la violazione amministrativa». 10. All'articolo 62, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, le parole: «da euro cinquecentosedici a euro cinquemilacentosessantacinque» sono sostituite da: «da tremila euro a diciottomila euro». 11. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a euro 299.000 a decorrere dal 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come determinata dalla tabella C della legge 22 dicembre 2008, n. 203, (legge finanziaria 2009), in favore del Garante per la protezione dei dati personali, a decorrere dall'esercizio 2009. Art. 45. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 30 dicembre 2008 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Alfano Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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PASQUALE ESPOSITO UN LIBRO DI RACCONTI, ANEDDOTI, DESCRIZIONI, UN REPORTAGE FOTOGRAFICO PER IMPRI... (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 07-01-2009)

Argomenti: Class Action

Pasquale Esposito Un libro di racconti, aneddoti, descrizioni, un reportage fotografico per imprimere sulla pagina - con le immagini oltre che con le parole - il microcosmo che rappresentava la quotidianità di una città, il suo vissuto, la sua antropologia, per molti versi la sua storia. Sono passati trent'anni dalla pubblicazione di quel libro, La Napoli di Bellavista, che ora Marzio Grimaldi rimanda in libreria in una edizione numerata e per bibliofili, raffinata e preziosa (con il titolo Napoli ti voglio bene, pagg.155, euro 115) per la cura editoriale, la carta e l'impaginazione, arricchita da una introduzione di Domenico De Masi che è un vero e proprio saggio sulla storia di Napoli, le ragioni della sua decadenza economica dopo l'Unità d'Italia, le fasi che l'hanno vista assumere e svolgere un ruolo di grande capitale fino ai momenti attuali che sono - come la cronaca impietosamente ci ricorda - poco esaltanti. Per questo affresco di circa trenta racconti e centocinquanta fotografie c'è chi paragonò, e tuttora lo fa, De Crescenzo - autore vendutissimo, baciato da una successo editoriale che inserisce da tempo i suoi libri, venticinque, nella lista di quelli che hanno venduto molti milioni di copie (18) e tradotti in venticinque Paesi - a Francesco de Bourcard, scrittore ed editore napoletano che nel 1857 pubblicò Usi e costumi di Napoli e dintorni, poi riedito per Longanesi. Cent'anni dopo - Così parlò Bellavista (Mondadori) è del 1977, La Napoli di Bellavista di due anni dopo - De Crescenzo rifà questo percorso, una sorta di punto della situazione e dà libera espressione ad una antica passione, la fotografia, attraversando la città antica in lungo ed in largo con l'occhio attento della modernità e con il cuore antico di chi se ne sente figlio, ne conosce la storia e le vicende che si rappresentano sul suo palcoscenico (sul doppio registro drammatico-ironico e tragico-umoristico), le sue strade, le piazze, i monumenti, i vicoli. Quella Napoli di trent'anni fa è in parte scomparsa, come alcuni o molti dei suoi personaggi, in parte continua a essere presente là dove la modernità non è arrivata: quello che resta è il fondo della narrazione, per immagini e per scrittura, due linguaggi che descrivono in simbiosi l'affetto con cui l'autore guarda alle vicende di Napoli e dei napoletani e che sono alla base della sua maniera di raccontare la città, preferendo il garbo alla denuncia, l'ironia alla invettiva. Di affetto parla anche De Masi nella sua documentata analisi nel corso della quale il sociologo ricorda anche come Così parlò Bellavista e poi il sucessivo reportage andavano in netta controtendenza rispetto a tutta la storia degli anni Settanta. «Luciano De Crescenzo procedeva imperterrito per la sua via, aggrappandosi alle persone antiche del suo universo ancestrale, popolato di portinai, di facchini, di capère, di tifosi, di filosofi e poeti estemporanei, di genitori, di nonni, di zii, di posteggiatori, di venditori ambulanti, di pettegolezzi caserecci e di liti domestiche». Un mondo in estinzione, al quale De Crescenzo dava voce, affettuosamente. «A questo popolo brulicante, sgangherato nel corpo e nella mente, capace di sorprendere con sprazzi di inattesa genialità spicciola, ma incapace di concepire e di realizzare grandi azioni collettive, grandi imprese, grandi progetti, De Crescenzo ha dedicato la propria attenzione con assidua e affettuosa intelligenza, consegnandoci un documento antropologico che, piaccia o no all'intellighentsia accademica, resterà accanto ai migliori libri di Mastriani, alle migliori tragicommedie di Viviani, alle migliori commedie di Eduardo, alle migliori regie di Martone, di Garrone e di Sorrentino. E ai migliori film di Totò, con cui condivide i frequenti rinvii alla cultura "alta", senza mutuarne l'intollerabile spocchia e la noiosa magniloquenza». De Masi sottolinea anche l'invidia da parte degli intellettuali nei confronti di questo autore baciato dal successo di vendite dei suoi libri: «E l'invidia si è tradotta in silenzio snob: niente riconoscimenti ufficiali, niente premi, niente recensioni sulle terze pagine. E mentre Atene, nel 1994, gli conferiva la cittadinanza onoraria per la meritevole divulgazione della filosofia greca, il Comune di Napoli si guardava bene dall'insignire quest'ultimo napoletano autentico e il Premio Napoli si guardava bene dal conferirgli un suo riconoscimento». Qui De Masi tocca un tasto dolente, anche se occorre ricordare che in una lontana edizione del Premio Napoli a De Crescenzo fu attribuito un riconoscimento, quello dei «Napoletani illustri» (ma De Masi si riferisce alla sua cifra di scrittore, tout court): il Comune, si sa, è in tutt'altre faccende affaccendato, ma non sarebbe male se si trovasse il modo di celebrare questo autore, che ha festeggiato il 18 agosto scorso gli ottanta anni, in un bagno di folla nella piazza di Lacco Ameno. Quando sarà tornato il sereno a Palazzo San Giacomo non guasterebbe una cerimonia, una medaglia, una targa per ripagare Luciano De Crescenzo dell'attenzione affettuosa che ha sempre dedicato alla città.

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MDC, l'accordo Eni-Consumatori è un primo passo. Ora tocca alle altre aziende del gas (sezione: Class action)

( da "e-gazette" del 07-01-2009)

Argomenti: Class Action

MDC, l?accordo Eni-Consumatori è un primo passo. Ora tocca alle altre aziende del gas Roma, 7 gennaio - Dopo l?avvenuto accordo tra Eni e consumatori sui rimborsi da riconoscere a seguito di letture contatori sovrastimate, il Movimento Difesa del Cittadino ha chiesto pubblicamente ad altre aziende del gas di seguire l?esempio. ?Questo accordo si configura come la prima class="term">class class="term">action atipica che è stata realizzata in collaborazione con la più grande azienda italiana?. Commenta così il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) l?accordo Eni-Associazioni dei consumatori firmato nei giorni scorsi. ?L?operazione è molto positiva, perché per la prima volta una grande azienda di servizi confrontandosi con le associazioni, restituisce agli utenti in maniera generalizzata una parte di bollette indebitamente riscosse per consumi sovrafatturati?. ?Naturalmente - conclude MDC - chiederemo a tutte le altre aziende del gas di seguire l?esempio dell?Eni e restituire agli utenti la stessa quota di bolletta. Se ci saranno nei prossimi mesi calcoli diversi accertati dall?Autorità dell?Energia o da inchieste giudiziarie torneremo al confronto con l?Eni per chiedere eventuali ulteriori rimborsi?. E-GAZETTE - 07/01/2009 e-gazette.it -->

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Anche Assoedilizia punta il dito sullo scalo (sezione: Class action)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-01-2009)

Argomenti: Class Action

MILANO ATTUALITA' pag. 8 Anche Assoedilizia punta il dito sullo scalo L?APPELLO ? MILANO ? ASSEDILIZIA si schiera a favore di Malpensa ricordando, in una nota, come il trasporto aereo debba essere «al servizio dell?interesse del Paese e non il Paese al servizio degli interessi del vettore aereo». Secondo i presidente Achille Colombo Clerici «non debbono essere solo le ragioni economiche a ispirare la gestione dei servizi di interesse collettivo, soprattutto di quelli che si esplicano attraverso un radicamento al territorio e che presuppongono investimenti infrastrutturali di base ai fini della loro migliore funzionalità (fra i quali certamente rientra il servizio di trasporto aereo)». «Purtroppo - dice Colombo Clerici - le ragioni dell?interesse privato non sempre vanno a braccetto con quelle dell?interesse pubblico. E dobbiamo constatare che la Compagnia Cai (e la vicenda di Malpensa sta a dimostrarlo) sembra non sfuggire a questa regola. È una riflessione che a questo punto si impone: perchè oggi tocca alle linee aeree, domani toccherà a quelle ferroviarie e di autolinee e via di questo passo. E per andare in treno da Milano a Venezia si dovrà passare per Zurigo e Salisburgo». «Lo vede chiunque -aggiunge Colombo Clerici- che trascurare e sacrificare l?aeroporto di Malpensa, una struttura creata per essere un hub al servizio del bacino di utenza largamente più importante d?Italia, dove peraltro esiste la maggior concentrazione dell?apparato produttivo ed economico del Paese non solo è un non senso, ma è altresi contrario agli interessi italiani». «Siamo convinti - conclude Colombo Clerici- che i migliori interpreti degli interessi della collettività radicati al territorio siano e debbano essere gli enti territoriali: Comuni, Province e Regioni. Cosi, nella vicenda Malpensa, riteniamo si debba dare piena adesione alla azione, di sostegno al nostro aeroporto, condotta dalla Regione Lombardia, dalla Provincia e dal Comune di Milano».

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ATTI GIUDIZIARI SEGUIRONO, IN MOLTI CASI SENZA CONCLUSIONI POSITIVE, CONTRO ESPONENTI DEL DOROTEISMO... (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-01-2009)

Argomenti: Class Action

Atti giudiziari seguirono, in molti casi senza conclusioni positive, contro esponenti del doroteismo locale e, dopo mani pulite, anche dei suoi leader nazionali. Responsabilità, personali e penali, non furono sempre accertate con sentenze passate in giudizio. Ma una netta separazione tra la responsabilità personale, di ognuno, e la dinamica dei comportamenti collettivi, che disegnano i processi sociali ed economici, permetteva di tenere separato il giudizio politico dall'amministrazione della giustizia. Torniamo alla cronaca e cerchiamo di spiegare come e perché la dilatazione della spesa pubblica, in assenza di una dinamica degli investimenti privati, e la utilizzazione di regole - che deformano il mercato mentre pretendono di farne l'imitazione - crea una miscela detonante che alimenta la scomparsa delle responsabilità personali ed una ambigua sovrapposizione tra il funzionamento della giustizia e la dinamica politica locale. Conseguenze, entrambe, di una deformazione dell'economia locale. La nuova retorica delle regole ha progressivamente imposto un regime di gare per accedere agli appalti dei servizi pubblici ed alla realizzazione di opere di pubblica utilità. Ci sono due errori logici dietro questo approccio: ritenere che l'amministrazione pubblica possa essere un banditore terzo e disinteressato; affidare le opere in questione sulla base del prezzo più vantaggioso e sulla presunzione che chi ha già realizzato grandi appalti analoghi possa garantire meglio sulla efficienza degli stessi e sui risultati da ottenere. La prima condizione, le massaie lo sanno bene, non garantisce risultati efficienti: il risparmio non è mai un guadagno. La seconda limita l'innovazione e la competizione che l'ingresso di nuove imprese, più giovani o meno famose, alimenterebbe: ottenendo risultati migliori per le opere da realizzare. L'amministrazione pubblica non può essere terza, tra i bisogni ed ai cittadini e le aspirazioni delle imprese che intendono soddisfare quei bisogni. Perché deve poter rispondere ai cittadini di quello che ottiene dalle imprese. Se si trasformano le amministrazioni in banditori, che devono regolare il mercato per aste competitive, si sottrae loro la possibilità di creare un lecito legame fiduciario con le imprese: per ottenere proprio il risultato che si intende perseguire. Si allenta la loro responsabilità verso i cittadini e si crea, simmetricamente, una latente opportunità alla collusione: nella ricerca di interessi particolari e contro la soddisfazione di interessi collettivi. Si creano le premesse oggettive per reati, che a volte si accertano anche, ma che sono più difficili da accertare: perché si confondono oggettivamente tra loro la dimensione dell'azione politica, la sua influenza sull'amministrazione e gli interessi economici delle imprese coinvolte. Se ci fosse una chiara assunzione della responsabilità da parte della politica nella selezione dei propri fornitori si avrebbero solo tre "uscite". I politici scelgono imprese incapaci di realizzare gli obiettivi. Per l'impresa è una colpa, che può avere conseguenze sul piano civile o su quello penale. Per il politico è l'inizio del suo fallimento nelle successive elezioni. Il politico e l'impresa colludono ed, in questo caso, si apre la strada della responsabilità penale di entrambi: purché la cosa sia accertata in punto di singola circostanza e non in chiave «ambientale». Orrenda espressione nella quale il reato diventa il tratto del sistema e non quello del comportamento deviante di singoli individui. Se i traguardi, infine, sono soddisfacenti per la collettività, i politici vengono rieletti ed i cittadini sono soddisfatti: le imprese, se ci riescono, guadagnano. Il sistema funziona perché sono più chiare le responsabilità di ognuno dei suoi attori e se ne possono valutare i singoli comportamenti. Cosa bisognerebbe fare per ritrovare equilibrio e normalità? Ridurre lo spazio invasivo della spesa pubblica, e creare le condizioni per una ripresa della spesa privata su traguardi di mercato. Se il mercato è solo la domanda pubblica, come avviene a Napoli e nel Mezzogiorno, vince chi è più bravo nell'accaparrasi gli appalti e non chi offre servizi migliori. Ma allora molte cose devono tornare al mercato, allo scambio tra privati, mentre la pubblica amministrazione deve arretrare dalla interposizione sistematica tra bisogni collettivi e servizi delle imprese private. E quando la pubblica amministrazione affida a terzi le sue funzioni - senza confusioni e collusioni - dovrebbe sopprimere le proprie strutture dedicate a quelle finalità. Riducendo la sua spesa interna a fronte della spesa trasferita ai privati. Regole simili mostrerebbero che, in molti casi, il pubblico deve gestire in proprio, e con una chiara responsabilità del risultato, i propri compiti. Le imprese tornerebbero a produrre per i consumatori privati quello che i consumatori vogliono e possono comprare. Ed anche i giudici potrebbero sanzionare reati e frodi, sul mercato e nella pubblica amministrazione, con maggiore efficacia. Massimo Lo Cicero

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Enti locali, i controlli fanno acqua (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi Numero 007  pag. 33 del 9/1/2009 | Indietro Enti locali, i controlli fanno acqua DOTTORI COMMERCIALISTI Di Sandro Anedda proboviro Ungdcec L'Ungdcec pronta a contribuire a una riforma che risponda alle esigenze di p.a. e collettività Servono verifiche reali, valutazione dei dirigenti, aziendalismo Il dl 154/2008 recante disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali, prevede all'art.2 comma 6, che l'organo di revisione debba sottoscrivere, congiuntamente al responsabile del servizio finanziario e al segretario, la certificazione attestante la diminuzione di gettito che l'ente ha subito per effetto dell'eliminazione dell' Ici sull'abitazione principale. Sarà questa un'ulteriore scadenza a cui l'organo di revisione dovrà far fronte. Scadenza, che si ricorda, è fissata al prossimo 30 aprile. Non solo, la legge di conversione, la 189/2008, ha poi previsto due ulteriori adempimenti, a carico dei revisori. Il primo, ancorché contingente, richiederà un grosso impegno: l'art. 2-quater al comma 7 prevede che i revisori dovranno asseverare l'attestazione a firma del responsabile del servizio finanziario che certifica il minor gettito dell'imposta comunale sugli immobili, derivante dai fabbricati del gruppo catastale D per ciascuno degli anni 2005 e precedenti. E' evidente che quanto sopra non potrà esaurirsi in un mero controllo formale ma si dovrà attentamente analizzare la regolarità e veridicità dei dati forniti dall'ente. Considerato poi che la certificazione dovrà essere inviata entro il 31 gennaio prossimo e dovranno essere esaminati i dati dal 2001 al 2005 è facilmente comprensibile come sarà estremamente gravoso il compito che attende i revisori. Ma ciò che maggiormente preoccupa è il secondo adempimento previsto dal comma 5 dell'art.2-quater della legge di conversione, che va a modificare l'art. 161 del Tuel. Nella sua nuova formulazione prevede infatti che le certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e del rendiconto debbano essere sottoscritte anche dal collegio dei revisori, che sarà quindi di fatto chiamato ad asseverare tutte le certificazioni rilasciate dal responsabile dei servizi finanziari, attività che evidentemente va oltre il controllo di legittimità e regolarità contabile amministrativa. Ma queste sopra evidenziate non sono che le ultime disposizioni che hanno, negli ultimi anni, comportato un moltiplicarsi di adempimenti e responsabilità a cui si è dovuto far fronte nell'espletamento dell'attività di revisione negli enti locali. Si badi bene però, che non preoccupa il maggior carico di responsabilità, preoccupa il doverlo affrontare in un contesto legislativo e regolamentare che ha portato il sistema dei controlli interni degli enti locali al fallimento. Non è comprensibile che da un lato si continuino ad attribuire sempre maggiori funzioni e poi allo stesso tempo prevedere, con un intervento legislativo poco lungimirante anche dal punto di vista del contenimento della spesa pubblica, l'eliminazione dell'organo collegiale nei comuni tra i 5.000 e 15.000 abitanti. Si spende meno tagliando i controlli, o garantendo controlli adeguati sulla spesa di ogni singolo ente? Non è comprensibile l'assenza di una qualsivoglia norma che dia organicità tra i vari controlli interni e fra questi ultimi e i controlli esterni, oggi esercitati principalmente dalle sezioni di controllo della Corte dei conti. Il sistema dei controlli interni non funziona. Il legislatore deve prenderne atto e porre rimedio attraverso interventi precisi e organici. L'auspicio è che nell'ambito della ormai prossima riforma del codice delle autonomie locali, si ridisegni un sistema di controlli per gli enti locali che non rimanga solo sulla carta, ma possa garantire una sua effettiva e concreta applicazione. In questa ottica si ritiene non si possa rimandare: - la modifica ai criteri di nomina, slegando la stessa dall'organo politico a garanzia dell'indipendenza degli attori del controllo; - il ripristino dell'organo collegiale per gli enti locali con popolazione superiore ai 5.000 abitanti; - la previsione di norme che rendano effettivo il controllo strategico e di gestione, individuando anche le figure professionali che abbiano un'alta competenza specifica in materia. Se si vuole imprimere una svolta di tipo aziendalistico all'amministrazione degli enti locali, non si può prescindere da un compiuto controllo di gestione e un adeguato controllo strategico a garanzia dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa; - un meccanismo di valutazione dei dirigenti che non si fermi a una semplice formalità ma vada realmente a incidere nell'azione degli stessi o dei titolari di posizione organizzativa e che preveda la terzietà dei valutatori rispetto ai valutati; - la previsione di norme che diano organicità ai controlli sia interni sia esterni (corte dei conti, Ragioneria dello stato etc) affinché gli stessi nel loro complesso possano effettivamente dare origine a un “sistema”; - l'eliminazione di tutti gli adempimenti inutili che spesso sottostanno all'azione amministrativa , che distraggono competenze e risorse. L'attività di audit non può risolversi come troppo spesso accade oggi, in un moltiplicarsi di adempimenti formali ma poco significativi e spesso oltretutto ripetuti da chi è preposto al controllo esterno. Nel percorso di riforma sarà fondamentale la partecipazione attiva dei dottori commercialisti che attraverso il Consiglio Nazionale e le Associazioni diano il loro contributo per realizzare il più possibile una riforma che risponda alle esigenze degli Enti Locali e della collettività tutta. L'Ungdcec cercherà sicuramente di apportare il proprio contributo.

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Il caso Acea rischia richieste di rimborsi milionari (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Class Action

n. 8 del 2009-01-09 pagina 2 Il caso Acea rischia richieste di rimborsi milionari di Redazione Una valanga di richieste di rimborso per milioni di euro potrebbe presto sommergere gli uffici Acea di piazzale Ostiense. A scatenarla è una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 335/2008) che ha stabilito che non è dovuto, da parte di quei cittadini che vivono in zone sprovviste di depuratori, il pagamento della voce all'interno della tariffa idrica relativa appunto al servizio di depurazione. Una situazione, sostengono associazioni di consumatori ed esponenti politici municipali, che riguarda decine di migliaia di Romani. «Almeno 15mila persone solo nella zona Nord di Roma, sulla Cassia, avrebbero diritto al rimborso di quanto pagato in questi anni - dice Marco Petrelli (Pdl), presidente della commissione Urbanistica del municipio XX -. Si tratta dei residenti della Storta, Isola Farnese, la Cerquetta che ancora oggi scaricano nei fossi senza depurazione in quanto l'impianto previsto a Isola Farnese non è stato mai realizzato». Cittadini che avrebbero «indebitamente pagato all'Acea», stima Petrelli, «circa 150 euro l'anno», e che ora potrebbero chiedere indietro queste somme versate negli ultimi 5 anni. «L'Acea - calcola Petrelli - potrebbe dover rimborsare solo ai cittadini di questa zona di Roma oltre 10 milioni di euro». Il Codacons, che ha già annunciato un'azione legale «a tutela dei cittadini del Lazio», ha preso contatti con un comitato di Vitinia, al quale aderiscono un migliaio di cittadini, che sta valutando se dare mandato all'class="hilite">associazione di consumatori per una class="term">class class="term">action nei confronti di Acea. L'azienda idrica ha già ricevuto una diffida da parte del Codacons a sospendere dalla prossima fatturazione gli addebiti agli utenti. «Dall'Acea, alla quale abbiamo anche chiesto un quadro delle zone coperte dal servizio di depurazione in città, non abbiamo avuto risposta - dice Simona Zacchei, legale Codacons -. Ci sono tutti gli estremi per procedere nei confronti dell'azienda e per far rimborsare ai romani quanto hanno pagato per un servizio di fatto inesistente». Ma l'associazione di consumatori si spinge anche oltre: «Anche se la sentenza della Corte costituzionale non ne parla espressamente - conclude l'avvocato Zacchei - crediamo che in queste stesse zone non servite da depuratore i cittadini non debbano neanche pagare quella voce della tariffa relativa alla fognatura. Si tratterebbe di due azioni legali diverse, ma i cittadini potrebbero recuperare migliaia di euro sborsati inutilmente in questi anni». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Hsbc e Ubs nel ciclone Madoff (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-01-09 - pag: 2 autore: Hsbc e Ubs nel ciclone Madoff Le due banche, che agivano da depositarie, rischiano cause per 3 miliardi di euro Claudio Gatti NEW YORK. Dal nostro inviato Per la truffa Madoff sui conti economici di Hsbc e Ubs c'è il rischio che si abbatta un colpo di scure da tre miliardi di euro. Se non di più. Per anni i due istituti europei hanno agito da banca depositaria, e cioè custode dei cespiti di alcuni dei fondi che alimentavano la gigantesca catena di Sant'Antonio messa in piedi da Bernard Madoff. E poiché quei cespiti sono apparentemente svaniti nel nulla, le due banche potrebbero adesso ricevere costosissime richieste di risarcimento da chi aveva investito nei fondi. Per Ubs l'esposizione potrebbe essere di 1,4 miliardi di euro. Per Hsbc di almeno 1,6 miliardi di euro, che però si andrebbero ad aggiungere al miliardo di dollari di potenziale perdita già dichiarata. Nella frenetica corsa al risarcimento ormai partita sia negli Usa che in Europa, è chiaro che colossi quali Hsbc e Ubs costituiscono un bersaglio estremamente appetibile per gli avvocati di gestori e investitori consapevoli del fatto che né il liquidatore di Madoff né i fondi che lo alimentavano abbiano oggi la tenuta finanziaria per rimborsare tutte le perdite. La questione dell'attuale valore dei fondi i cui capitali erano dati in gestione a Bernard L. Madoff Investment Securities è ancora irrisolta. I fondi non non hanno per ora inviato comunicazioni ufficiali. Ma è logico aspettarsi che il valore venga completamente azzerato. A Il Sole 24 Ore risulta infatti che, nella propria contabilità interna molte grandi banche, incluso la stessa Hsbc, lo abbiano già portato a zero. Con gli investitori e i gestori in trepida attesa di capire comeo quando saranno rimborsati, è dunque partita la corsa al risarcimento. Una corsa all'ultimo dollaro. O euro. Tutti contro tutti. Molti si stanno posizionando ai blocchi di partenza giudiziari. Alcuni sono già partiti con richieste risarcitorie e azioni collettive, o class action. Il primo bersaglio è stato ovviamente Madoff e la sua casa d'investimento. Un gradino più in basso, sono stati colpiti i cosiddetti feeder fund, i fondi che alimentavano la catena di Madoff, come Tremont e Fairfield. Quindi si è arrivati ai loro revisori dei conti, vedi Ernst & Young. Adesso stanno per essere messe sotto tiro le banche depositarie. Un bersaglio estremamente appetibile perché capace di reggere la forza d'urto di una domanda che si preannuncia di gran lunga superiore alle disponibilità sia del liquidatore di Madoff Securities che dei fondi. La prima salva è partita dalla Deminor, società specializzata nell'assistenza degli azionisti di minoranza, che ieri ha annunciato l'intenzione di fare causa a Hsbc, Ubs e altre banche depositarie per «non aver mai verificato la vera natura degli investimenti fatti da Madoff». «Quando si parla di fondi di fondi, oppure hedge fund registrati alle Cayman o alle Bermuda, la questione della responsabilità ultima sui cespiti è aperta a varie interpretazioni», spiega un gestore che opera in Svizzera e ci chiede l'anonimato. «Ma nel caso di fondi registrati in Europa e armonizzati, che cioè in base alle normative comunitarie possono essere venduti per la gestione patrimoniale in qualsiasi paese europeo, sia i prospetti che la normative non lasciano margine al dubbio: la responsabilità ultima ricade sulla banca depositaria». Il Sole 24 Ore ha individuato almeno tre fondi armonizzati i cui denari sono finiti a Madoff: il Thema International, creato dalla famiglia svizzera Benbassat di Genevalor, Bebassat & Cie ma gestito da Bank Medici, l'Herald Lux Sicav, creato il 18 febbraio 2008 dalla stessa Bank Medici, e il Luxalpha Sicav, creato il 5 febbraio 2004 dalla Ubs. Tutti e tre appartengono alla categoria di fondi Ucits, acronimo di Undertakings for collective investment in trasferable securities, che indica un fondo di investimento regolamentato da un'authority della comunità europea che può quindi essere venduto liberalmente in qualsiasi paese comunitario. Thema e Herald Lux, con un totale di 1,6 miliardi in Madoff Securities, avevano come banche depositarie due sussidiarie del gruppo Hsbc, la prima irlandese e la seconda lussemburghese. Il fondo Luxalpha, con 1,4 miliardi in Madoff Securities, aveva invece Ubs come depositaria. «Nel prospetto del fondo Thema, che io ho comprato, c'è scritto chiaramente che Hsbc è responsabile della custodia dei beni », ci dice il gestore. Per questa attività di custodia, Hsbc veniva ovviamente pagata. Nel caso dei fondi Thema e Herald Lux, sulla base dei rispettivi prospetti, abbiamo calcolato che Hsbc incassava quasi 1 milione di euro all'anno su un totale custodito di 1,6 miliardi. Il Sole 24 Ore ha contattato Hsbc per chiedere un commento sulla questione dei suoi compensi e più in generale delle sue responsabilità di banca depositaria. L'istituto inglese si è limitato a dire di «non ritenere che gli accordi di custodia possano creare problemi di esposizione per il gruppo». Ubs ci ha invece solo ripetuto il testo di una dichiarazione di alcuni giorni fa, in cui diceva semplicemente che «su Luxalpha Ubs supportato propri clienti creando la struttura del fondo su loro richiesta». Abbiamo perciò deciso di rivolgersi direttamente alle due autorità di controllo competenti, la Commission de surveillance du secteur financier in Lussemburgo e il Financial Regulator in Irlanda. Alla Cssf abbiamo citato il caso di Herald Lux e chiesto se la sua banca depositaria sia da ritenere responsabile dei suoi cespiti. La risposta è stata: «Sulla base della legge del 20 dicembre 2002, la banca depositaria è responsabile con i sottoscrittori di qualsiasi perdita subita in seguito alla colpevole mancata osservanza dei propri obblighi». La risposta della autorità irlandese è stata forse ancora più specifica: «Thema International Fund ha dato incarico di banca depositaria a HSBC Institutional Trust Services (Ireland) Limited, e la normativa Ucit prevede che la banca depositaria sia parte responsabile nei confronti di Thema International Fund e dei suoi investitori per qualsiasi perdita dovuta a un'ingiustificata mancata osservanza dei propri obblighi. Tale responsabilità non viene meno se i cespiti vengono dati in sottocustodia ad altri». In altre parole, secondo le autorità di controllo lussemburghesi e irlandesi, i garanti finali dei beni sono le banche depositarie. La notizia non potrà che far piacere agli investitori. «Noi abbiamo investito il 15% circa del fondo che gestiamo su Thema ed Herald, proprio perché erano entrambi armonizzati, e quindi sicuri per quanto riguarda la reale esistenza dei titoli presso le depositarie », dice un altro gestore che opera in Svizzera e chiede l'anonimato. «Poiché le clausole in merito alle responsabilità delle banche depositarie sono chiare e vincolanti, mi aspetto che ci venga rimborsato il denaro al più presto. In caso contrario verrebbe messa in discussione la stabilità dell'intero settore dei fondi armonizzati europei». Per Hsbc, le cattive notizie non finiscono qui.Un'altra rivendicazione potrebbe arrivare anche dal Banco Santander, proprietario attraverso una sussidiaria irlandese di Optimal Multiadvisors e Optimal Strategic, due fondi che che hanno perso 2,33 miliardi di euro nella truffa di Madoff. In un suo comunicato stampa, Santander ha espressamente citato Hsbc Institutional Trust Services, la sussidiaria irlandese del Gruppo Hsbc, come "custode" dei cespiti dei fondi Optimal dicendo di essere pronta a «intraprendere qualsiasi azione legale a difesa degli interessi dei suoi clienti». cgatti@ilsole24ore.us CIFRE DA CAPOGIRO Per gli svizzeri l'esposizione potrebbe essere di 1,4 miliardi di euro, per gli inglesi di almeno 1,6 miliardi IL BERSAGLIO GROSSO Nè il liquidatore né gli strumenti collocati hanno oggi la tenuta finanziaria per rimborsare tutte le perdite del raggiro Crack da 50 miliardi. Bernard Madoff ( al centro nella foto) lascia la Corte distrettuale di Manhattan lo scorso 5 gennaio scortato da funzionari della polizia AP/LAPRESS

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Digitale terrestre-flop l'Adiconsum fa causa alla Rai (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-01-2009)

Argomenti: Class Action

Prov Sulcis Pagina 2018 Carbonia Digitale terrestre-flop l'Adiconsum fa causa alla Rai Carbonia --> Tutti contro la Rai e il digitale terrestre. L'Adiconsum-class="hilite">Cisl del Sulcis ha annunciato una causa pilota (una sorta di class="term">class class="term">action) contro la Televisione di Stato colpevole di non assicurare la fornitura di un servizio pubblico a pagamento di qualità. Da quando, in autunno, il sistema di trasmissione del segnale televisivo è passato dall'analogico a quello più moderno digitale è il caos totale. Si sono moltiplicati sia i canali televisivi a disposizione che i fastidi per i telespettatori. «Gli abbonati sono esasperati - spiega Giancarlo Cancedda, presidente provinciale dell'Adiconsum - da quando in autunno si è verificato lo switch off (spegnimento del segnale analogico), guardare i programmi televisisi è diventato una corsa ad ostacoli». Il segnmale arriva a intermittenza. Così capita che sul più bello di un film giallo la trasmissione si interrompa oppure che lo schermo incominci a coprirsi di quadretti colorati. Per qualche settimana gli abbonati hanno sopportato i fastidi più o meno di buon grado. «Però ora non è possibile tollerare oltre. Stiamo raccogliendo le adesioni per denunciare la Rai», annuncia Cancedda che spiega: «Pensiamo di intentare una causa pilota per chiedere un risarcimento danni alla Rai». Chi vuole aderire può farlo presentandosi agli sportelli dell'Adiconsum. NARCAO La mobilitazione anti-Rai si sta estendendo anche nell'hinterland. A Narcao i canali Rai sono quasi scomparsi dall'etere, quelli Mediaset si vedono a singhiozzo. Per gli abbonati il digitale terrestre si è rivelato un flop. Tanto da indurre i cittadini a promuovere una petizione affinché «venga garantito un servizio per il quale paghiamo puntualmente un abbonamento», come ha sottolineato Lidia Fenza, ex presidente dell'Associazione anziani, che da ieri ha cominciato a raccogliere le firme in calce alla petizione da inviare alla Rai, alla Regione, alla Provincia e persino al Presidente della Repubblica. (m. v.) (m. lo.)

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Telefoni ancora muti (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-01-2009)

Argomenti: Class Action

Telefoni ancora muti Nuovi disservizi, stavolta a Imponzo: monta la protesta Venerdì 9 Gennaio 2009, Tolmezzo Si susseguono in Carnia i disservizi nelle utenze telefoniche dei cittadini, nonostante vari reclami ed annunci di azioni collettive per i risarcimenti danni presentate da parte di alcune associazioni di tutela dei consumatori. L'ultima segnalazione in ordine di tempo arriva dalla frazione tolmezzina di Imponzo dove in particolare 15 famiglie, utenti Telecom, dal 24 dicembre 2008 non hanno più collegamento telefonico. «Le 48 ore previste per riparazione del guasto sono ampiamente superate e nessuno è intervenuto per risolvere il caso - denuncia il consigliere comunale Adriano Rainis - La gentilezza delle signorine filtro del 187 non riesce a placare l'ira dei cittadini defraudati di un servizio pubblico, nè la promessa del pagamento di una piccola penale può bastare». Nelle settimane scorse i primi a richiedere interventi erano stati vari residenti del comune di Prato Carnico, per tre settimane con le linee telefoniche non funzionanti, a seguire anche alcuni albergatori di Forni di Sopra e diverse attività commerciali della Valle del But; nei giorni scorsi poi le proteste si sono fatte sentire anche dagli abitanti, 27 utenze nello specifico, della frazione di Valpicetto di Rigolato che dal 15 dicembre sono isolati dal mondo. In questa circostanza i residenti si sono rivolti con una lettera-esposto al prefetto e alle autorità territoriali locali, Comunità montana della Carnia, ai carabinieri e naturalmente alla stessa Telecom, per chiedere il ripristino del servizio che in talune circostanze, soprattutto per gli anziani, riveste un'importanza fondamentale. In soccorso di questi cittadini si era offerta nelle settimane scorse l'Associazione Europea per la Tutela del Cittadino Contribuente che ha istituito il "Comitato utenti danneggiati da disservizi gestori telefonici", pensato per promuovere delle richieste danni, anche collettive, per quanti siano rimasti vittime dei gravi malfunzionamenti". Per informarsi è stato messo a disposizione il sito internet www.tutelare.it. «Serve meno gentilezza e più efficienza da parte di una ditta che spende milioni in pubblicità per i suoi articoli - invita ancora Rainis - si potrebbe denunciare per interruzione di pubblico servizio la Telecom e le ditte che da essa prendono i lavori. Non è possibile che i cittadini delle frazioni e delle località più periferiche siano considerati di seconda categoria» David Zanirato

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Contatori pazzi famiglie senza gas e al freddo da mesi (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Class Action

In breve ODISSEA INVERNALE CONSUMATORI 90 La storia Tra le vittime una mamma con neonato Da cento giorni la coppia vive con cibi precotti e lavandosi dai parenti Malfunzionamento a Moncalieri e Torino Sono online le lamentele degli utenti giorni senza acqua calda Contatori pazzi famiglie senza gas e al freddo da mesi GIUSEPPE LEGATO MONCALIERI Rivoli Dieci gradi in istituto a casa gli studenti Ancora un giorno al freddo all'Itis Giulio Natta. Ieri mattina i ragazzi hanno trovato le aule gelide. «C'è stato un nuovo guasto all'impianto» ammette il preside Vincenzo Nicolosi. Vinovo Cimitero innevato Proteste dei cittadini «Cimitero abbandonato e inaccessibile per la neve». Si lamentano i cittadini di Vinovo, per le pessime condizioni dei viali, tanto da impedire l'accesso alle tombe. Nonostante i disagi per la neve, le sepolture si sono svolte regolarmente. Candiolo Scuole chiuse Genitori in rivolta Proteste, ieri mattina, per la mancata revoca da parte del sindaco dell'ordinanza di chiusura delle scuole per l'emergenza neve. La notizia della riapertura degli istituti in Torino e provincia ha disorientato le famiglie. Collegno Un concerto per Fabrizio L'associazione Agamus ha organizzato per questa sera alle 21, nella parrocchia San Giuseppe in via Venaria 11 a Collegno, un concerto in attesa di poter riabbracciare Fabrizio Catalano, il ragazzo sparito nel nulla quattro anni fa mentre era ad Assisi. Ivrea I sindacati attaccano Eutelia I sindacati denunciano «il gravissimo comportamento di Eutelia» . Motivo? Anzichè informare i sindacati sulla gestione della crisi e sulle eventuali misure da adottare per la sua risoluzione si è presentata all'incontro di ieri annunciando la dismissione di tutto il settore IT. Trofarello Piazza Duca d'Aosta verso il restauro È stato approvato il progetto definitivo per la riqualificazione di piazza Duca d'Aosta. I lavori costeranno 600 mila euro di cui 300 mila dalla regione e altrettanti dal Comune. class="hilite">Minacce di class="term">class class="term">action, lettere al vetriolo, lamentele, esposti annunciati - ma poche volte - concretizzati. Sui siti internet delle associazioni in difesa del consumatore, il problema dei tempi lunghi per l'allacciamento di un nuovo utente è uno dei punti più discussi. Tra le lettere più significative c'è quella del signor Luigi Russo, che ha scritto una letterina alla Befana per chiederle gentilmente «un pasto decente e una doccia calda». Nel suo alloggio il contratto di fornitura è stato sottoscritto il 1° dicembre, ma il contatore ha i sigilli e qualcuno deve rimuoverli. «Finora non è venuto nessuno - ha scritto il signor Russo nella sua imperdibile lettera alla Befana - nonostante i miei venti tentativi con il call-center e il servizio clienti della compagnia energetica». Michela Troilo ha dato alla luce il suo primo figlio il 3 gennaio. Era in ospedale per fortuna, perché a casa non avrebbe avuto né l'acqua calda per fargli il primo bagnetto, né la possibilità di riscaldare il latte. Michela e suo marito non hanno gas dal 20 ottobre. Ecco la loro storia: il 20 ottobre 2008 entrano in affitto in un alloggio di via Bellini a Moncalieri, borgo san Pietro, dichiarando all'Eni gas che il contatore è stato portato via prima del loro arrivo a causa delle disdetta fatta dal precedente inquilino. Michela allora era incinta e sapeva che a febbraio avrebbe dovuto partorire. A tutto pensava tranne che, fino a ieri, nessuno le risolvesse il problema. La giovane coppia di Moncalieri ha trascorso un centinaio di giorni da autentica odissea. Mangiano soltanto cibi precotti comprati in rosticceria e al take-away: pizza, sushi a volte o cibi secchi. «In alternativa ci rivolgiamo alle nostre famiglie e ci appoggiamo a loro sia per il pranzo e per la cena che per la doccia», spiega il marito della donna. Cosa è successo? C'è stato un cosiddetto problema di allineamento. Ovvero: alle decine di telefonate fatte dai signori Troilo e dalla suocera Anna Iuliano ai centralini dell'Eni Piemonte hanno spiegato che, «Sì, è vero che c'è un problema di fornitura, ma questo accade perché secondo i loro computer a casa nostra c'era ancora il contatore», racconta imbufalita la signora Iuliano. E aggiunge: «Dopo tutte le telefonate in cui li abbiamo invitati a verificare di persona come il contatore non ci fosse, non sono mai venuti». Michela Troilo, ieri pomeriggio, è stata dimessa dall'ospedale. Suo figlio è nato con un parto cesareo e - visto che ha deciso di arrivare con un po' di anticipo - resterà ancora qualche giorno in ospedale. Michela ha fatto l'amara scoperta di non avere ancora il contatore. Proprio ieri è arrivata una telefonata alla signora Iuliano: «Tutto a posto, finalmente i computer "vedono" che non c'è il contatore. Fra dieci giorni lavorativi (due settimane più o meno ndr) verremmo a fare l'allaccio». Il problema è che Troilo-junior arriverà a casa tra cinque giorni. Problemi enormi, ma caso al contrario per gli inquilini dell'abitazione di via Genova 59, a Torino. Qui abita una coppia di ragazzi romeni dal 20 novembre. E anche loro sono senza gas ancora oggi. In quest'alloggio invece il contatore c'è eccome, «ma l'Eni - spiega Luisella Minola proprietaria - non lo riconosce. È come se non ci fosse». Marito e moglie sono letteralmente accampati in cucina con pacchi di grissini, tonno, maionese e prosciutto crudo. «Non possiamo cucinare, ma nemmeno lavarci. Andiamo avanti cosi da due mesi. Chiamiamo l'Eni e ci rispondono che c'è un problema tecnico». Anche in questo caso, spiegazioni a rate: «Ci hanno detto che il precedente inquilino non aveva pagato una bolletta da 384 euro. E l'abbiamo pagata in tempo, 16 giorni prima della scadenza. Ma non è cambiato nulla». Alla fine alla signora Minola è stato spiegato il problema: «Il contatore non risulta registrato». Peccato che sul contascatti installato sul balcone della cucina ci sia anche il numero di matricola e che nell'ultima bolletta si fa riferimento all'affittuario precedente della coppia romena con tanto di importo e numero del contratto/cliente.

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In Sicilia si minaccia: <Class action subito> (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">i delusi In Sicilia si minaccia: «Class class="term">action subito» «Io questi 40 euro non li voglio spendere. Posso metterli via per il mio funerale?». Benedetto Romano dell'Associazione Adiconsum di Palermo, si è sentito chiedere anche questo: «Era una signora molto anziana, che si è presentata da noi per provare a capirci qualcosa, di questa Social card». Non è stata l'unica. La Sicilia, infatti, secondo una proiezione dell'ufficio studi dei Caf Acli, è la regione con il numero più alto di dichiarazioni Isee sotto i 6mila euro. Quella, dunque, con il bacino maggiore di potenziali beneficiari della Carta acquisti. Forse per questo da lì sono arrivate le più accese proteste per disagi, ritardi, disinformazione. La deputata del Pd Alessandra Siragusa il 18 dicembre ha presentato un'interrogazione parlamentare, ancora senza risposta: «Le associazioni palermitane dei consumatori e i sindacati dei pensionati minacciano una class="term">class class="term">action». Tra i vari problemi, anche questo: in alcuni quartieri di Palermo si fa fatica anche a spenderla, la Carta. Infatti i negozi (piccoli alimentari, panifici, mercati rionali) non hanno il pos o non sono abilitati per il circuito Mastercard, l'unico convenzionato. Confesercenti conferma che tra i suoi iscritti palermitani, uno solo ha attivato la convenzione che da diritto allo sconto del 5%. A Catania, un uomo è finito in coma per un litigio su come si ottiene la Social card. Un episodio limite, certo, ma che segnala la grande attesa nell'isola per l'aiuto del governo. «In tutto il mese di dicembre - dice Benedetto Romano - si sono viste lunghe file alle poste. 40 euro al mese sono comodi, ma la delusione è tanta. Soprattutto quando si scopre che li si può spendere per comprare caviale al supermercato, ma non per le medicine o i pannolini. E neanche per il proprio funerale". S.M. 10/01/2009

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imposto un processo di amnesia collettiva (sezione: Class action)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Class Action

STORIA E MEMORIA Imposto un processo di amnesia collettiva Sono passati più di sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla caduta dei regimi nazionalfascisti, ma, come scrive il signor Cellante, questo non sembra essersi rivelato un tempo sufficiente per una memoria storica condivisa. Ernest Renan diceva che l'essenza di una nazione sta nel fatto che tutti i suoi individui condividono un patrimonio comune, ma anche nel fatto che tutti dimenticano molte altre cose. In Italia è successo esattamente questo: si è imposto un processo di amnesia collettiva, per cui la maggioranza della popolazione e i suoi governanti preferirono dimenticare i fatti spiacevoli di una guerra malamente perduta, e sostituirli con l'agiografia di una valorosa lotta di liberazione contro l'occupante germanico. Da tempo però, attraverso le opere di alcuni storici come De Felice e, più recentemente, di Pansa, quella costruzione monolitica è stata sgretolata, e si sono finalmente messi in luce anche i lati oscuri della lotta di liberazione, che come tutte le guerre civili non poté non avere risvolti iniqui e tragici. Purtroppo questo ha messo in luce come appunto si sia molto lontani da una visione distaccata e matura di quei fatti. Da una parte infatti si sono levati gli strali dei "guardiani della memoria", pronti a tacciare di revisionismo qualunque rivalutazione critica di quel periodo. Dall'altra si è riproposto il tentativo di mettere tutto sullo stesso piano, cercando di equiparare in nome della tragedia comune chi rischiò e perse la vita per imporre un regime dittatoriale e antidemocratico (e anche nelle file della resistenza ci fu chi combatté con in mente questo obiettivo), a chi lo fece con lo scopo di potere vivere in un paese più libero per tutti. Signor Cellante, io non credo affatto che tutti coloro che allora misero in gioco la propria vita meritino pari dignità. Io penso che la responsabilità individuale, che non è mai uguale per tutti, e la consapevolezza del fine delle proprie azioni contino più della buona fede, quando si giudicano le azioni di una persona. Visto che le peggiori iniquità e barbarie umane sono spesso state perpetrate in perfetta "buona fede". Poi si può provare uguale pietà per i morti dell'una o dell'altra parte, soprattutto quando a morire furono poveracci spesso inconsapevoli di quello che gli stava capitando. Ma la considerazione più dolorosa è pensare al sacrificio di tutte quelle vite, vedere oggi il nostro paese, e sentire nascere da dentro la domanda: ne è valsa davvero la pena? Michele Gardini Tavagnacco

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BANCHE, ASSICURAZIONI E SGR : ANTITRUST, INTRECCI PERSONALI E AZIONARI FRA CONCORRENTI SENZA PARAGONI IN EUROPA. L'80% DEI GRUPPI ESAMINATI HA NEI PROPRI ORGANISMI SOGGETTI CON INC (sezione: Class action)

( da "marketpress.info" del 12-01-2009)

Argomenti: Class Action

Lunedì 12 Gennaio 2009 BANCHE, ASSICURAZIONI E SGR : ANTITRUST, INTRECCI PERSONALI E AZIONARI FRA CONCORRENTI SENZA PARAGONI IN EUROPA. L?80% DEI GRUPPI ESAMINATI HA NEI PROPRI ORGANISMI SOGGETTI CON INCARICHI IN CONCORRENTI. RIVEDERE LA GOVERNANCE PER AUMENTARE LA TRASPARENZA E RECUPERARE LA FIDUCIA NECESSARIA PER SUPERARE LA CRISI. OCCORRONO INTERVENTI REGOLATORI E AUTOREGOLATORI Roma, 12 gennaio 2009 - Un azionariato, anche per le società quotate, spesso concentrato in capo a pochi soggetti e legato da patti, nonché una gestione caratterizzata da incarichi personali doppi o addirittura multipli in società concorrenti e da intrecci del tutto peculiari rispetto al resto d?Europa. È il quadro del settore finanziario italiano che emerge dall?indagine conoscitiva sui rapporti tra concorrenza e corporate governance conclusa dall?Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dopo oltre un anno di lavoro. L?indagine ricostruisce, in più di duecento pagine, ricche di dati e tabelle, il quadro aggiornato degli assetti di governo societario di banche, compagnie assicurative e società di gestione del risparmio, quotate e non quotate, in Italia, evidenziando i punti di forza e i punti di debolezza del settore e suggerendo, anche alla luce dell?attuale crisi, i necessari interventi. Secondo l?Autorità la situazione attuale impone un?attenzione alta sulla corporate governance: occorre, infatti, esaminare ancora più criticamente i rischi impliciti che il fenomeno dei legami azionari e di incroci personali possono produrre. Da un lato, si tratta di potenziali effetti domino: l?instabilità di alcuni azionisti può investire le imprese nelle quali è detenuto il capitale, e ciò a maggior ragione quando sono coinvolte più società concorrenti. Dall?altro gli interessi ?incrociati? e non sempre lineari tra soggetto finanziato e soggetto finanziatore, tra soggetto partecipato e soggetto azionista possono disincentivare l?esigenza di chiarire al mercato l?assetto patrimoniale e i rischi assunti. Se gli interventi statali a sostegno del settore bancario appaiono una misura necessaria nell?immediato, gli spunti dell?indagine sembrano dunque utili per guardare ?oltre?, ossia a come riprendersi dalla crisi di fiducia e credibilità del sistema, proprio ripartendo da nuovi assetti di governance. L?autorità auspica che l?indagine possa costituire un utile momento di approfondimento, con l?obbiettivo di individuare, pur nella fase attuale di turbamento dei mercati finanziari, le aree dove si potrebbero ravvisare problemi di natura concorrenziale connessi ad aspetti di governance nonché possibili soluzioni, sia di carattere normativo/regolamentare, nel rispetto dei ruoli attribuiti alle istituzioni preposte alla vigilanza sui mercati finanziari - in particolare Banca d?Italia, Consob, Isvap -, che in termini di raccomandazioni al mercato. I risultati emersi impongono infatti, secondo l?Antitrust, l?esigenza di un nuovo processo - di regolazione, autoregolazione e di modifiche statutarie - che innovi, ad esempio, sotto il profilo della trasparenza nei processi decisionali, della chiarezza nella attribuzione delle funzioni e responsabilità dei vari organi/comitati, nella eliminazione dei cumuli di ruoli e incarichi tra concorrenti, nonché nella definizione più puntuale dei requisiti per figure rilevanti come gli amministratori indipendenti. È altresì necessaria una completa informazione sull?assetto dell?azionariato, soprattutto laddove caratterizzato da partecipazioni tra concorrenti (sotto il limite Consob del 2% per le partecipazioni di rilievo). Per aumentare il livello di trasparenza, necessario per restituire fiducia nel sistema, occorre maggiore chiarezza nella modalità di azione delle società nei processi di nomina, stesura dei bilanci, scelte di investimento da parte di azionisti essenziali quali le fondazioni. Occorre infine individuare i necessari incentivi allo sviluppo di investitori istituzionali veri come i fondi comuni, e introdurre le più volte ventilate modifiche normative per la figura giuridica delle popolari, soprattutto le quotate, con riferimento ai diritti di voto, ai limiti alle partecipazioni, alle clausole di gradimento. L?indagine si è concentrata su quattro aree di analisi: i modelli di governance, i legami tra concorrenti, il ruolo delle fondazioni bancarie, le banche popolari e le banche di credito cooperativo Bcc. 1) Modelli Di Governance Più Trasparenti - Il quadro che emerge dall?indagine è estremamente complesso: il grado di concentrazione dell?azionariato spesso ravvisabile in capo ad un nucleo circoscritto di soci, talvolta legati da patti, appare molto alto anche per le società quotate. A ciò si associa la capacità di tale nucleo, anche con l?uso delle deleghe, di ?guidare? la partecipazione dei soci in alcuni momenti essenziali della vita sociale, quali l?approvazione del bilancio e la nomina del management. In questo contesto secondo l?Antitrust non esiste un modello da privilegiare tra quello tradizionale o quello duale: ciò che conta è invece la chiara ripartizione delle funzioni, quindi degli incentivi, tra azionisti, organi di gestione e organi strategici/di controllo. L?adozione di modelli di governance chiari emerge dunque come priorità anche in termini di recupero di reputazione del sistema. Un focus sulle principali banche, che rappresentano il 53% degli sportelli bancari attivi in Italia, ha poi evidenziato una pluralità di modelli proprietari che variano dalla presenza di banche quotate e non quotate, a banche che appartengono ad un grande gruppo internazionale, fino a quelle riconducibili ad un nucleo familiare. In tutti i casi esaminati, tuttavia, è stato evidenziato un indice di concentrazione dell?azionariato piuttosto elevato che porta a constatare un assetto del settore in esame scarsamente aperto in termini di contendibilità; ciò, se da un lato può garantire una maggiore continuità negli assetti delle società, dall?altro riduce la possibilità che vi siano cambiamenti negli assetti di governance in grado di raggiungere una maggiore efficienza. Da qui la necessità che gli assetti di governance assicurino, al tempo stesso, autonomia alle scelte del management e corretti incentivi alla trasparenza nel processo decisionale rispetto agli azionisti. L?azionariato delle banche esaminate si caratterizza inoltre per una scarsa presenza di investitori istituzionali e, in specie, dei fondi comuni di investimento mentre appaiono ancora significativamente presenti le fondazioni bancarie. 2) Ridurre I Legami Tra Concorrenti - Con riferimento ai legami personali, l?analisi indica come l?80% dei gruppi esaminati (pari al 96% dell?attivo totale del campione) presentino nei propri organismi di governance soggetti con incarichi in concorrenti. Il fenomeno riguarda, sia pur con percentuali diversificate, società quotate e non quotate, e società bancarie, assicurative e sgr. (vedi tabelle n. 1 e n. 2). Inoltre, tale condizione non riguarda 1 o 2 esponenti della governance ma può arrivare a coinvolgere anche un numero notevole di individui, fino a 16. L?entità del fenomeno è confermata dal numero di individui con posizioni di interlocking directorates: 325 dei 2876 incarichi svolti negli organi di governance dei gruppi/imprese analizzate sono ricoperti da individui presenti anche nella governance di imprese concorrenti. Di questi 325 incarichi, 150 sono svolti nelle società quotate e 175 in quelle non quotate. Con riferimento alle sole società quotate, 49 dei 150 incarichi svolti da esponenti della governance di più società riguardano gli amministratori indipendenti secondo il Tuf o il codice di autodisciplina delle società quotate. L?anomalia rilevata in termini di incroci di ruoli rappresenta una peculiarità tutta italiana: è inesistente per le imprese quotate sulla borsa spagnola e su Euronext-amsterdam, interessa solo il 26,7% delle società quotate su Euronext-parigi, il 43,8% di quelle su Deutsche Borse e il 47,1% di quelle su London Stock Exchange. Il corrispondente dato per le società italiane quotate su Borsa Italiana si attesta, come detto, intorno all?80%. (vedi tabella n. 3) Anche i legami attraverso partecipazioni azionarie mostrano criticità non irrilevanti laddove emerge la presenza di competitors nell?azionariato di varie società del settore finanziario per circa il 42,3% dell?attivo totale del campione considerato. Tali legami raggiungono valori particolarmente significativi soprattutto per le società quotate (oltre il 60%) e, a livello di settore, per le banche (oltre il 47%) (vedi tabelle n. 4 e n. 5). Il tema dei legami tra concorrenti costituisce dunque, secondo l?Autorità, un?area suscettibile di miglioramento, nella prospettiva di incentivare piene dinamiche competitive nel settore finanziario. L?analisi giuridica ha infatti evidenziato che il fenomeno non trova una disciplina adeguata. Ad esempio, il divieto di concorrenza di cui all?art. 2390 c. C. È agevolmente derogato da un?autorizzazione preventiva dell?assemblea. Anche la disciplina vigente in materia di conflitti di interesse e amministratori indipendenti non appare idonea a risolvere i problemi concorrenziali derivanti dai legami fra concorrenti. Si tratta di un quadro normativo che non è, ad oggi, compensato da una autoregolamentazione e da una prassi statutaria soddisfacente. Sarebbero quindi necessarie modifiche statutarie volte a garantire l?assenza di legami personali. Poche, infatti, sono le società che adottano regole di governance tese ad affrontare efficacemente il tema qui in esame. 3) Per Fondazioni Bancarie Ruolo Da Investitori - Passando alla natura di alcuni azionisti, l?indagine ha rilevato che le fondazioni sono ancora oggi un azionista determinante in molte banche: esse sono presenti in 26 banche sulle 83 del campione; talvolta con un ruolo di controllo, almeno di fatto, altre volte con quote del capitale tali da assicurare la maggioranza relativa o comunque una posizione di assoluto rilievo, sebbene di minoranza. A ciò si aggiunga che la loro funzione appare sempre più strategica, sia in termini di partecipazione alle nomine sia nell?adesione a patti, basti vedere l?andamento delle assemblee. Tra l?altro, lo stesso ruolo di azionista è centrale: l?investimento nella banca rappresenta anche il 90% del valore a bilancio della partecipazione di varie fondazioni e non mancano casi dove sono azionista comune in società concorrenti. A sua volta, più fondazioni sono talvolta e simultaneamente azioniste di rilievo in una stessa banca. La loro centralità per la stabilità, soprattutto oggi, deve quindi necessariamente essere bilanciata da una nuova e trasparente modalità d?azione. La valutazione su questa tipologia di azionista non può che essere articolata. Infatti, se, da un lato, si riscontrano criticità che si ritiene opportuno superare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo di un mercato del controllo, dall?altro, soprattutto in questa fase di crisi, la fondazione può, più di altre tipologie di azionista, esporre la società partecipata a minori rischi di instabilità. Sarebbe, inoltre, auspicabile che le fondazioni si avvicinassero ancora di più alla figura di veri e propri investitori istituzionali adottando standard elevati di trasparenza e benchmark proiettati versi rapporti adeguati di rendimento/rischio, che quindi consentano di innescare meccanismi virtuosi anche in termini di recupero della reputazione individuale e collettiva del sistema bancario. Infine, data la loro presenza in più operatori bancari, rileva la necessità, anche su tale profilo, di aumentare la chiarezza informativa sulle modalità operative nella vita societaria, evitando quel rischio di compresenze che creino legami ?problematici? sotto il profilo concorrenziale. 4) Sulle Popolari Quotate Riprendere Processo Di Riforma - L?indagine analizza le specifiche forme giuridiche presenti nel settore bancario, in particolare le banche popolari e le Banche di Credito Cooperativo. Le popolari quotate appaiono sempre più assimilabili a Spa, come tali ormai prive delle peculiarità - di legame con il territorio, di circoscrizione dell?attività a livello locale e con attività rivolta ai soci -, che ne giustificavano la forma assunta e le specificità in termini, ad esempio, di ?voto a testa?. Per questo occorre introdurre le più volte ventilate modifiche normative con riferimento ai diritti di voto, ai limiti alle partecipazioni, alle clausole di gradimento. Le Bcc e le popolari non quotate presentano, invece, elementi di differenziazione - per dimensione, destinazione degli utili, strategie degli impieghi - che tuttavia vanno valutati alla luce della loro operatività a livello federativo/associativo orientata alla concorrenza a livello inter-bancario più che intra-Bcc. Tabella 1: Legami personali - Società che presentano nei propri organi di governance soggetti con cumuli di incarichi in concorrenti. Distinzione tra società quotate e non quotate su Borsa Italiana Società quotate Società non quotate % di società con legami personali (in n°) 89,2 62,3 % di società con legami personali (in termine di attivo totale) 97,3 71,3 % di società senza legami personali (in n°) 10,8 37,7 % di società senza legami personali (in termine di attivo totale) 2,7 28,7 Fonte: Elaborazioni Agcm su dati Infocamere e Consob Tabella 2: Legami personali ? Società che presentano nei propri organi di governance soggetti con cumuli di incarichi in concorrenti. Distinzione tra banche, assicurazioni e sgr Imprese incluse nel campione Imprese con legami personali con altre imprese incluse nel campione Imprese con legami personali con altre imprese incluse nel campione della stessa tipologia N° di imprese N° di imprese % dell?attivo totale del settore N° di imprese % dell?attivo totale del settore Banche 53 43 96,0 32 89,4 Assicurazioni 31 26 93,9 22 86,9 Sgr 17 12 84,9 4 7,0 Totale 101 81 58 Fonte: Elaborazioni Agcm su dati Infocamere Tabella 3: Legami personali - N° di società quotate che presentano nei propri organi di governance soggetti con cumuli di incarichi in per paese europeo Paese N° di imprese analizzate N° di imprese con legami personali % N° di banche con legami personali con N° di assicurazioni con legami personali con altre imprese altre banche altre imprese altre assicurazioni Germania 16 7 43,8 2 0 5 3 Francia 30 8 26,7 5 4 3 2 Olanda 6 0 0 0 0 0 0 Spagna 16 0 0 0 0 0 0 Regno Unito 17 8 47,1 4 0 4 0 Italia 29 23 79,3 16 14 7 4 Fonte: Elaborazioni Agcm su dati disponibili sui siti internet di London Stock Exchange, Euronext, Deutsche Borse, Bolsa de Madrid e Reuters e delle rispettive società incluse nel campione ed informazioni fornite dalla società Sodali. Com. Tabella 4: Legami azionari - Società nel cui azionariato figurano società concorrenti. Distinzione tra imprese quotate e non quotate su Borsa Italiana Società quotate Società non quotate % di società con concorrenti nell?azionariato (in n°) 60,9 13,7 % di società con concorrenti nell?azionariato (in termine di attivo totale) 67,3 5,4 % di società senza concorrenti nell?azionariato (in n°) 39,1 86,3 % di società senza concorrenti nell?azionariato (in termine di attivo totale) 32,7 94,6 Fonte: Elaborazioni Agcm su dati Consob e Cerved Tabella 5: Legami azionari - Società nel cui azionariato figurano società concorrenti per settore Società incluse nel campione Società con 1 o + competitors nel proprio azionariato Società con 1 o + competitors nel proprio azionariato della stessa tipologia N° di società Attivo totale (%) N° di società Attivo totale (%) Banche 83 18 47,5 12 7,0 Assicurazioni 41 6 21,3 2 17,8 Sgr 20 3 13,2 - - Fonte: Elaborazioni Agcm su dati Consob e Cerved . . <<BACK

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CLASS ACTION: ULTERIORE PROROGA (sezione: Class action)

( da "marketpress.info" del 12-01-2009)

Argomenti: Class Action

Lunedì 12 Gennaio 2009 CLASS ACTION: ULTERIORE PROROGA Il Consiglio dei Ministri n. 31 del 18 dicembre 2008 ha approvato il Decreto legge che proroga alcuni termini in scadenza previsti da disposizioni di legge (cd. Decreto milleproroghe). L?art. 22 del provvedimento modifica l?art. 2, comma 447, della legge Finanziaria 2008, già emendato dall?art. 38 della Legge n. 133/08 (art. 36) di conversione del Decreto legge n. 112/08 (cd. Manovra economica 2009), prevedendo che le norme, con cui era stata introdotta nel nostro ordinamento l?azione collettiva risarcitoria, diverranno efficaci decorsi 18 mesi dall?entrata in vigore della Finanziaria 2008, vale a dire a partire dal 1° luglio 2009. Questa è la seconda proroga all?entrata in vigore dell?azione collettiva, dopo quella disposta proprio nel Decreto legge n. 112/08, che aveva posticipato l?efficacia di tali norme dal 29 Giugno 2008 al 1° Gennaio 2009. Questo ulteriore rinvio è motivato dal fatto che il Governo non ha ancora predisposto per l?iter parlamentare le modifiche al testo vigente, nonostante l?ampia riflessione già compiuta sui contenuti dell?azione collettiva risarcitoria. <<BACK

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Pendolari, c'è la conciliazione Gli utenti bresciani ormai esausti per le disavventure lungo la linea Brescia-Milano possono puntare sullo strumento gratuito e di certo più rapido (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 13-01-2009)

Argomenti: Class Action

Edizione: 13/01/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Pendolari, c'è la conciliazione Gli utenti bresciani ormai esausti per le disavventure lungo la linea Brescia-Milano possono puntare sullo strumento gratuito e di certo più rapido rispetto alle vie legali di un vagone con pendolari costretti a viaggiare in piedi" title="Scena di ordinario superaffollamento all'interno di un vagone con pendolari costretti a viaggiare in piedi" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090113/foto/full_brescia_209.jpg',600,789)"> Scena di ordinario superaffollamento all'interno di un vagone con pendolari costretti a viaggiare in piedi Le quotidiane disavventure fra ritardi cronici, treni soppressi e vetture coi segni del tempo sono causa di inconvenienti nel lavoro e di stress ripetuti. Come tutelarsi, rispetto a un servizio che non garantisce standard accettabili? Adiconsum e Federconsumatori aprono i loro uffici ai pendolari bresciani che, stanchi dei sistematici disservizi delle ferrovie, sono interessati a valutare la formula della Conciliazione, rapida e gratuita, in alternativa alla causa civile che pure si è dimostrata nel passato recente una via percorribile con esito favorevole. Le stesse Ferrovie dello Stato hanno sottoscritto a settembre un'intesa con dodici associazioni nazionali dei consumatori, per sperimentare nel corso del 2009 la procedura di composizione delle controversie affidata a una commissione nominata di comune accordo, ma in questa fase potranno avvalersene soltanto i viaggiatori dei treni di media e lunga percorrenza sulla linea Milano-Napoli. A Brescia si può contare sul servizio di conciliazione della Camera di commercio, attivo dal 2006 e in costante crescita per la semplicità del percorso e per i buoni esiti che riesce a dare. Danni non solo economici Violazione di diritti riconosciuti dalla Carta Costituzionale e delle norme antitrust con «probabile abuso di posizione dominante», violazione di accordi pubblicamente sottoscritti e disagi inenarrabili: tutto questo rientra negli addebiti che l'associazione dei pendolari bresciani «In Orario» ha segnalato alle organizzazioni dei consumatori. «Qualche anno di vita il Gruppo Ferrovie dello Stato ce l'ha davvero rubato ed il danno esistenziale è concreto ed esteso a migliaia di cittadini, alle loro famiglie e ai loro amici», si legge nell'appello con cui si chiede «un supporto, per valutare insieme l'avvio di azioni volte alla tutela dei diritti di migliaia di pendolari». «Il rapporto con Trenitalia è gestito a livello regionale - fa presente il responsabile dell'Adiconsum bresciana, Cesare Reboni -, noi contribuiamo presentando le lamentele che vengono raccolte nel nostro ambito territoriale: lo sportello è aperto ogni giorno dalle 15 alle 18 e il telefono (030.3844700/702) è sempre caldo. Su fatti specifici possiamo coinvolgere l'ufficio legale, che è attivo il giovedì. Purtroppo bisogna attendere altri sei mesi per poter intraprendere azioni collettive, mentre se ne sente un gran bisogno, per molte tematiche. Personalmente mi metto a disposizione, anche per studiare la via della conciliazione». La «class action», azione risarcitoria collettiva per un danno che colpisce diversi soggetti, è prevista da una legge che di rinvio in rinvio tarda ad entrare in vigore ed è ora slittata al prossimo 30 giugno. Oggi dev'essere il singolo viaggiatore a mettersi in causa per i danni subìti. Con prospettive peraltro incoraggianti: hanno avuto esito positivo sia l'azione avanzata a suo tempo dall'avvocato bresciano Sandro Redaelli De Zinis, sia l'iniziativa di un legale di Piacenza che ha visto di recente riconosciuto il «danno esistenziale» per i quotidiani disagi subiti negli spostamenti in ferrovia. Le vie per avere tutela «Molti casi presentati individualmente, per i danni subìti ad opera di un unico soggetto, potrebbero di fatto configurare una specie di azione collettiva - osserva il responsabile di Federconsumatori, Fausto Filippini - e la sentenza del Giudice di pace di Piacenza può costituire un utile precedente: l'associazione può fare da tramite per la procedura di conciliazione, posso impegnarmi in tal senso se i singoli utenti sollecitano un intervento. Non si può parlare dei problemi del lavoro trascurando un aspetto che causa disagi notevolissimi e che merita certamente un impegno più deciso». Ai numeri dell'ufficio (030.3729251/252) Filippini aggiunge anche il suo personale (3389333040), nell'attesa di segnalazioni che possano aprire un «fronte bresciano» della vertenza con Trenitalia. L'assessore regionale a Infrastrutture e mobilità, Raffaele Cattaneo, annuncia alcune correzioni ai nuovi orari, in risposta a richieste dei viaggiatori: relativamente alla nostra provincia, sulla linea Brescia-Bergamo per favorire il proseguimento verso Milano si segnala un anticipo dei tempi del treno 4908 e viene istituito un nuovo treno, con arrivo a Bergamo alle 7.48. Le altre correzioni interessano i viaggiatori bergamaschi, cremonesi e comaschi. «L'impegno di Regione Lombardia per risolvere le criticità che si erano presentate con l'introduzione del nuovo orario invernale sta dando progressivamente dei frutti positivi, anche se la situazione non è ancora pienamente soddisfacente», ammette l'assessore spiegando i ritardi registrati ieri mattina dopo le 8 con la rottura di una rotaia a Lambrate, a causa del ghiaccio. Il quotidiano resoconto dei viaggiatori registra considerevoli ritardi. Elisabetta Nicoli

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marchio fasullo la camera vince la causa (sezione: Class action)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Class Action

CONTRO UNA VETRERIA Marchio fasullo la «Camera» vince la causa MURANO. Il giudice veneziano Francesco Spaccasassi ha proibito ad una rivendita di vetri a due passi da piazza San Marco di utilizzare il marchio the Venice Chamber of Commerce per commercializzare gli oggetti in vendita e il suo titolare è stato condannato a pagare 500 euro di multa ogni volta che lo userà. A chiedere il provvedimento con rito urgente gli avvocati Mario Feltrin e Fabrizio Seno per conto della Camera di commercio di Venezia. A segnalare l'utilizzo di quel logo fasullo (la Camera di commercio non ha un marchio che garantisce la provenienza degli oggetti in vetro, esiste solo quello promosso dalla Regione, «Promovetro») alcuni funzionari regionali, i quali avevano notato nella vetrina del negozio i talloncini con quella strana scritta a loro del tutto sconosciuta applicati a bicchieri ed altri oggetti. La Camera di commercio ha subito avviato un'azione legale per abuso della sua denominazione e per concorrenza sleale. «Si tratta di un importante risultato - spiega l'avvocato Feltrin - ottenuto grazie all'azione che la Camera di Commercio di Venezia svolge e porta avanti per tutelare i prodotti veneziani». Il legale aggiunge che lo scopo era da un lato quello di impedire l'uso e l'abuso del nome della Camera di commercio per spacciare i propri prodotti come prodotti di qualità, dall'altro per difendere e tutelare i prodotti tipici, come il vetro di Murano e il marchio collettivo regionale «Promovetro».

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Lehman, 140 padovani con il Comune per la class action (sezione: Class action)

( da "Corriere del Veneto" del 13-01-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2009-01-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Controffensiva L'Adiconsum prepara un fronte europeo Lehman, 140 padovani con il Comune per la class action Parte la battaglia delle vittime del crac La causa affidata all'avvocato Moretti Lo studio Greenberg di New York si occuperà dell'azione legale contro il colosso bancario statunitense PADOVA – Class action contro Lehman Brothers, l'azione di causa collettiva contro il colosso bancario statunitense parte ufficialmente il 15 gennaio. Capofila il Comune di Padova, che nel crac ha perso 4 milioni investiti in obbligazioni e 140 padovani, insieme a Adiconsum. Al loro fianco anche un fronte europeo per scalfire il gigante della finanza: «Nella class action con Padova ci saranno anche Londra e Amsterdam: il proposito è attaccare Lehman anche se non siamo creditori residenti negli Usa», dice l'Adiconsum. Dopo il 15 gennaio il plico con tutti i documenti raccolti dalle associazioni dei consumatori, con il sigillo di palazzo Moroni, capofila per i padovani nell'azione legale, volerà a New York per essere messo nelle mani dell'avvocato Christian Moretti, che avrà il mandato per rappresentare i padovani contro Lehman nel tribunale della «Big Apple ». Moretti è un legale laureato in giurisprudenza a Padova con un master alla Columbia University, socio dello studio di avvocati Greenberg Traurig Llp di New York City, uno dei quattro grandi negli Usa specializzati in business finanziari. Sarà il brillante avvocato trasferitosi a New York a cercare di recuperare i soldi del Comune e dei risparmiatori, finiti nel buco nero del terremoto finanziario dell'ottobre scorso. «Spuntano nuovi titoli dappertutto, ogni giorno da noi arrivano almeno 5 persone che chiedono come recuperare i soldi Lehman. Al momento sono 140 i padovani coinvolti nel crac – spiega Roberto Nardo, segretario Adiconsum di Padova – . C'è chi ha perso da 10 mila fino a un milione di euro». Contro il colosso Lehman non ci si può scagliare direttamente, spiegano gli avvocati, perché commissariato. «Dovremo recuperare i crediti intentando causa contro le agenzie di rating e quelle che hanno approvato i bilanci della banca che erano tutte in conflitto di interessi - prosegue Nardo - , perché soci di Lehman, promuovevano ai consumatori prodotti non sicuri, spacciandoli per garantiti ». Nella rete della bolla speculativa è finito anche un dentista padovano, che si è rivolto all'Adiconsum per riuscire a ottenere un risarcimento: «Spero di riacquisire i miei 40mila euro – spiega il professionista – avevo anche azioni Merril Lynch che fortunatamente è stata salvata. I pacchetti finanziari me li hanno consigliati alla banca Antonveneta che fa però orecchie da mercante». E questo è un altro fronte su cui sta lavorando l'associazione dei consumatori. «Dobbiamo lavorare anche sulle banche italiane e verificare se hanno rispettato la normativa in vigore per la sicurezza finanziaria in caso contrario ci rivarremo anche su di loro», dice il segretario Adiconsum. Il prossimo 29 gennaio ci sarà l'assemblea dei comitati dei 7 maggiori azioni di Lehman a New York dove si decideranno le sorti della ex banca tra le più importanti d'America. Martino Galliolo

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Conguaglio contatori, stretta di mano tra Eni e consumatori (sezione: Class action)

( da "e-gazette" del 13-01-2009)

Argomenti: Class Action

Conguaglio contatori, stretta di mano tra Eni e consumatori Mdc: ?è la prima class="term">class class="term">action atipica?. Roma, 12 gennaio ? Trovato l?accordo. È stato firmato il protocollo d?intesa tra l?Eni e le associazioni che rappresentano i consumatori. Il motivo del contendere erano i conguagli per i contatori domestici. A mettere le firme da una parte c?erano l?amministratore delegato dell?Eni, Paolo Scaroni, e quello dell?Italgas, Domenico Elefante; dall?altra le associazioni dei consumatori. Il protocollo nasce dalla volontà di tutelare le utenze dopo le verifiche, promosse dall?Italgas, sull?affidabilità nel tempo della misura dei contatori domestici. ?Questo accordo si configura come la prima class="term">class class="term">action atipica che è stata realizzata in collaborazione con la più grande azienda italiana?, gongola il Movimento difesa del cittadino (Mdc) in un comunicato. ?L?operazione è molto positiva perché per la prima volta una grande azienda di servizi, confrontandosi con le associazioni, restituisce agli utenti in maniera generalizzata una parte di bollette indebitamente riscosse per consumi sovrafatturati - continua il comunicato. - Naturalmente chiederemo a tutte le altre aziende del gas di seguire l?esempio e restituire agli utenti la stessa quota di bolletta?. Le associazioni degli utenti hanno condiviso i risultati ai quali è giunta la Seconda università degli Studi di Napoli, che aveva individuato un campione di contatori in rappresentanza dei misuratori domestici installati dall?Italgas sul territorio nazionale. L?ateneo si è avvalso per le verifiche di un laboratorio accreditato dal Nmi (Nederland meetinstituut, l?Istituto di metrologia legale olandese) che ha interessato sia i contatori a membrana animale sia quelli costruiti con membrana sintetica. I test hanno evidenziato, per i contatori a membrana animale, scostamenti rispetto alle quantità tollerate dalla normativa solo per quelli più vecchi di vent?anni. Per questo, Italgas si è impegnata ad accelerare il piano volontario di sostituzione, da tempo adottato, con l?obiettivo di rimpiazzare entro la primavera del 2011 i contatori ?over venti?, circa il 20% dell?installato. Nel frattempo, ai clienti ai quali ai quali non è stato ancora sostituito il contatore a membrana animale, la divisione Gas & power dell?Eni riconoscerà in bolletta uno sconto pari all?1,31%, sino al momento della sostituzione del contatore, e un conguaglio riferito ai consumi degli ultimi due anni, anch?esso pari all?1,31% per anno. Inoltre, l?accordo stabilisce di riconoscere, ai clienti ai quali invece è stato sostituito il contatore nel corso dell?ultimo anno, un conguaglio pari all?1,31% calcolato sui consumi dell?anno precedente. E-GAZETTE - 13/01/2009 e-gazette.it -->

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Padova Sindaco e cittadini contro la Lehman (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Class Action

Padova Sindaco e cittadini contro la Lehman Padova. Tutti contro Lehman Brothers. Il colosso bancario americano dovrà fari i conti, in tutti i sensi, con enti locali e risparmiatori. A guidare la crociata contro l'economia di carta, in prima fila c'è il Comune di Padova con oltre un centinaio di cittadini e Adiconsum. class="hilite">Il sipario sulla "class="term">class class="term">action", la causa collettiva che coinvolgerà anche Londra e Amsterdam, si alzerà il 15 gennaio. E proprio dalla città del Santo è partita l'iniziativa. L'amministrazione guidata da Flavio Zanonato nel crac targato Lehman ha perso 4 milioni di euro investiti in titoli obbligazionari. L'ammissione del buco causato dal default statunitense qualche mese fa giunse come una doccia fredda. A pochi mesi dalle amministrative, l'effetto Lehman avrebbe potuto trasformarsi in un pericoloso boomerang. Il primo cittadino, però, ha dimostrato la sua buonafede. Risultato: sindaco, cittadini e Adiconsum oggi fanno fronte comune per avere giustizia. Domani la documentazione sarà inviata a New York sulla scrivania di Christian Moretti, il legale che rappresenterà Padova contro Lehman. Il principe del foro laureatosi a Padova, da tempo esercita a New York. Socio di uno dei più importanti studi legali della "Grande Mela", Moretti ha motivi e competenze per recuperare i soldi dei risparmiatori. Antonella Benanzato 14/01/2009

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Pioneer: 800 milioni nei fondi Madoff Unicredit, nuovo vertice sulle nomine (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-14 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Piazza Cordusio Il gruppo: esposizione dello 0,5%, nessun fondo di diritto italiano Pioneer: 800 milioni nei fondi Madoff Unicredit, nuovo vertice sulle nomine Comba: resta il consiglio a 23. Convocato il comitato governance Il debito complessivo di Piazza Cordusio sul crac del finanziere americano è di 75 milioni MILANO — è di 805 milioni l'esposizione indiretta sul crac di Bernard Madoff della Pioneer Alternative Investment Management, la società specializzata in fondi hedge che fa capo alla Pioneer del gruppo Unicredit. Lo ha confermato la stessa banca milanese nel prospetto informativo sull'aumento di capitale pubblicato a fine anno. Nel documento viene ribadito che i fondi gestiti dall'ex presidente del Nasdaq che ha messo al tappeto, con una frode da 50 miliardi di dollari, parte dell'aristocrazia finanziaria internazionale, «non sono presenti in alcun portafoglio dei fondi di fondi hedge di diritto italiano ». A pagare il conto di questi 800 milioni sono i grandi investitori istituzionali e internazionali. La gran parte dei fondi in questione sono firmati Primeo (Primeo Select Fund e Primeo Executive Fund), gestione che fa capo a Bank Austria portata in dote dalla controllante tedesca Hvb alla capogruppo Unicredit. Nel dettaglio, Primeo è stata acquisita da Pioneer nell'aprile 2007 in seguito alla razionalizzazione delle attività di asset management infragruppo varata dopo la fusione con Hvb. L'esposizione rappresenta lo 0,5% del patrimonio complessivo di Pioneer (160 miliardi) e circa il 13% di quello di Pioneer Alternative Investments (6 miliardi). La banca viennese si è rivelata una fonte di guai non indifferente per Piazza Cordusio, almeno in relazione al caso Madoff e almeno sul piano dell'immagine, poiché l'esposizione di Unicredit spa resta contenuta ai 75 milioni dichiarati alla Consob a metà dicembre. Attraverso Bank Austria il gruppo milanese è azionista di minoranza, col 25%, di Bank Medici, la boutique finanziaria di Sonja Kohn travolta dal crac Madoff con un coinvolgimento da 2,1 miliardi di dollari. Un'esposizione che, in Europa, è seconda solo a quella del Santander (2,87 miliardi di dollari o 2,33 miliardi di euro) ed è di gran lunga superiore a quelle della belga Fortis (1,35 miliardi di dollari), della britannica Hsbc (1 miliardo), o svizzera Union Bancaire Privee (700 milioni). Anche in questo caso, sul piano finanziario, gli azzardi della signora Kohn, punto di riferimento dell'alta borghesia viennese e in rapporti di lunga data di Madoff, ai cui fondi l'istituto aveva affidato quasi tutto il patrimonio in gestione, hanno un impatto minimo per Milano. «Il book value di Banca Medici sui nostri conti è di 1,5 milioni», aveva detto l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, lo scorso dicembre. Il problema, semmai, potrebbe essere rappresentato dalle rappresaglie legali, con le cause di risarcimento e le class="hilite">class="term">class class="term">action che gli investitori stanno presentando per ora soprattutto negli Usa contro più soggetti, dalla stessa società di Madoff alle banche depositarie. Un'azione contro Bank Medici, nel frattempo commissariata dal governo, e tutti i suoi azionisti (compreso Unicredit che in virtù di quel 25% è tra l'altro rappresentata nel consiglio di sorveglianza dal vicepresidente Gianfranco Gutty) sarebbe stata annunciata da un investitore con sede alle British Vergin Islands, chiamato Repex Ventures, secondo quanto riportato ieri da Reuters. A Milano, intanto, proseguono le consultazioni in vista dell'assemblea che a fine aprile dovrà rinnovare l'intero consiglio. Le principali fondazioni si riuniranno di nuovo nei prossimi giorni, mentre per martedì 20 gennaio è convocato il comitato governance del quale fanno parte, oltre al presidente Dieter Rampl (al quale fanno capo proprio i temi del governo societario), Profumo, Gutty, Vincenzo Calandra Buonaura, Francesco Giacomin, Friedrich Kadrnoska e Luigi Maramotti. Dieter Rampl di Unicredit Paola Pica

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DDL SVILUPPO: EMENDAMENTO GOVERNO RISCRIVE CLASS ACTION (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 14-01-2009)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 14 gen - Un emendamento del governo all'art.30 del ddl energia all'esame della commissione class="hilite">Industria del Senato riscrive le norme sulla class="term">class class="term">action, per la difesa dei diritti di una pluralita' di consumatori, sollevando le dure critiche da parte del senatore dell'Idv Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef: ''Il governo - ha detto Lannutti - riscrive le norme sulla class="term">class class="term">action sotto dettatura della banche , delle assicurazioni, della Confindustria e dei poteri forti, sottraendo la possibilita' risarcitoria ad un milione di risparmiatori truffati ai quali le banche hanno dato titoli avariati come quelli della Cirio, Bond Argentini e Parmalat. Le nuove norme svuotano l'azione risarcitoria collettiva - ha aggiunto Lannutti - e impediscono il corretto funzionamento del mercato perche' le imprese serie non hanno nulla da temere dalla class="term">class class="term">action che avrebbe dovuto partire dal primo loglio 2008. I consumatori sono doppiamente truffati: prima da banche, assicurazioni e poteri forti e poi dal governo che, soprattutto in una fase di crisi come quella attuale, avrebbe il dovere di tutelare i consumatori''.

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Oltre cento professionisti hanno partecipato all'incontro illustrativo della Camera di commercio (sezione: Class action)

( da "Cittadino, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Conciliazione, la lite rientra in fretta Prova pratica per uno strumento che riduce i contenziosi n Una "lite" simulata, e felicemente ricomposta, per dimostrare l'utilità della conciliazione. È con questo espediente, brillantemente messo in scena al Parco Tecnologico Padano, che la Camera di commercio di Lodi ha cercato di dimostrare davanti ad avvocati, imprenditori e semplici curiosi l'efficacia di uno degli strumenti più rapidi (circa 30 giorni), meno costosi ma anche meno noti per la soluzione di controversie di carattere economico. Seppure in crescita (18 casi depositati nel 2008, 5 in più rispetto all'anno precedente), la conciliazione resta infatti ancora poco diffusa. A ricorrervi, nella metà dei casi, sono soprattutto consumatori in lite con le grandi compagnie telefoniche per disguidi legati a servizi e contratti vari, seguiti dai bisticci tra privati e imprese sulla bontà dei lavori edili (ristrutturazioni in testa) e da quelli tra cittadini e tinto lavanderie per qualche capo di abbigliamento danneggiato. Ma le possibilità di "conflitto", sulla carta, sono infinite: è un eccellente esempio, in tal senso, è stato fornito dalla succitata simulazione organizzata dall'Associazione Equilibrio, che per la Camera di commercio ha già curato la formazione di alcuni dei suoi 8 conciliatori. Ispirata a una storia vera, la rappresentazione ha posto di fronte al conciliatore del caso (Giuliana Romualdi, docente all'università di Siena) i due soci in rotta di un fantomatico pastificio; il primo, proprietario del 60 per cento delle quote, deputato alla promozione dei prodotti e alla stesura del bilancio; il secondo, erede di una lunga tradizione di famiglia, responsabile della produzione del pastificio. I due finti soci (realisticamente interpretati dai conciliatori Roberto Cesarano e Moris Facchini) hanno duellato attorno alle rispettive esigenze (quelle del socio di minoranza, determinato a nuovi investimenti per circa 500mila euro, e quelle del "partner", frenato da vicende personali), "costringendo" il conciliatore a utilizzare tutte le proprie abilità comunicative e strategiche per portare i contendenti a una soluzione soddisfacente per entrambi. Infine, il lieto epilogo: tra scambi di quote e responsabilità, i due soci hanno trovato la formula per soddisfare i reciproci desideri e proseguire assieme l'avventura ai vertici del pastificio. L'eccellente risposta del pubblico (oltre 100 partecipanti) ha soddisfatto la Camera di commercio, pronta a promuovere nuovamente la conciliazione con altre iniziative originali «In futuro faremo un altro evento con tecniche teatrali e attori veri e propri - conferma la dottoressa Paola Esposito, dirigente della Camera di commercio -, oltre a un'iniziativa sull'arbitrato e una dedicato all'azione collettiva per gruppi di consumatori lesi in una medesima circostanza. Per noi questi strumenti non sono solo una competenza che ci è stata affidata dal legislatore: l'interesse alla soluzione della lite è pubblico e collettivo».Al.Be.

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Sui fondi c'è lo spettro di Satyam (sezione: Class action)

( da "Finanza e Mercati" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Sui fondi c'è lo spettro di Satyam da Finanza&Mercati del 15-01-2009 Dopo Madoff, scoppia la «Enron indiana» per i fondi indicizzati. Le società di gestione, infatti, rischiano di essere tra le vittime della maxi-frode di Satyam, il colosso del software indiano accusato di falso in bilancio e presente nei panieri di riferimento dei gestori che seguono i benchmark. Nella lista degli scottati, anche questa volta, potrebbe esserci Pioneer, la sgr di Piazza Cordusio, con un investimento originariamente facente capo al fondo lussemburghese Capitalia Investement Management (ridenominato dallo scorso aprile Pioneer Cim) pari a 1,361 milioni di euro al 30 giugno 2008. Si tratta, in particolare, di 87.500 azioni Satyam, comprate a un prezzo complessivo di 1,144 milioni di euro e in seguito rivalutate. La cifra è contenuta. E potrebbe anche essere stata limata nei mesi successivi. Tuttavia, il caso Pioneer - visto il suo recente coinvolgimento nella frode (assai più consistente) di Bernard Madoff - è indicativo delle piccole bombe a orologeria nascoste nei listini mondiali (anche nei benchmark più solidi) e attivate dalla recente bufera finanziaria. Peraltro, oltre alla Sgr del gruppo guidato da Alessandro Profumo, è possibile che il plotone dei fondi coinvolti in Satyam sia piuttosto nutrito. Per esempio, anche Consultinvest Sgr, joint venture tra il gruppo Consultinvest e la Cassa di Risparmio di Ravenna, potrebbe essere colpita dalla truffa indiana, seppur per una cifra modesta. La società ha un'esposizione su Satyam al 30 giugno 2008, attraverso il fondo Consultinvest Mercati Emergenti, pari a 15.582 euro. Ad aver investito nel gigante di Mumbai è stata anche, a suo tempo, Bipitalia Gestioni, la società di gestione del risparmio dell'allora Banca Popolare Italiana, che a seguito della fusione con il Banco Popolare di Verona e Novara ha trasferito le attività di gestioni a Gestielle, la società di gestione del Banco Popolare. L'esposizione su Satyam al 29 dicembre 2006, attraverso il fondo Bipitalia Henderson Paesi Emergenti, era pari a 753.169 dollari, pari a 41.360 azioni. Tra le vittime del gigante indiano non ci sono solo gli investitori istituzionali, ma anche i piccoli risparmiatori: negli Stati Uniti è stata già avviata una class action, coordinata dallo studio legale Spector Roseman Kodroff & Willis. In Italia, anche in attesa della legge che regolamenterà le azioni collettive, alcuni investitori privati hanno avviato le prime consultazioni legali per capire quale azione intraprendere.

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Class action Lehman, creditori da tutta Europa con i 500 padovani (sezione: Class action)

( da "Corriere del Veneto" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2009-01-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Class action Lehman, creditori da tutta Europa con i 500 padovani Oggi scade il termine per aderire all'azione legale L'avvocato: comitato di vittime anche dall'estero Christian Moretti: «C'è un professionista locale che ha perso un milione di euro in obbligazioni» PADOVA - Scade oggi il termine per i padovani che vogliono aderire alla «class action » di Comune e Adiconsum contro il crac Lehman. Una grande causa collettiva per ottenere un risarcimento dei soldi persi, affidata a un avvocato di New York, ma originario di Padova, Christian Moretti. «Lehman è il più grande crac della storia finanziaria, non ha precedenti negli Usa». Lo afferma mentre prepara la sua strategia per la class action l'avvocato Christian Moretti, laureato in giurisprudenza a Padova, che dopo il master alla Columbia Univesrsity lavora per lo studio legale Greenberg Traurig di New York. «Lehman Brother è sotto il chapter 11, che equivale al commissariamento delle imprese in fallimento in Italia – spiega l'avvocato Moretti – una strada possibile sarà chiedere al commissario di formare un comitato dei creditori italiani». E' in attesa di ricevere da Padova tutti gli incartamenti per mettere in piedi l'azione legale contro il colosso Lehman Brother. Un fronte padovano contro Lehman che potrebbe diventare europeo, se si alleasse con le piazze giuridiche di Londra e Amsterdam. «Ci sono creditori per migliaia di milioni di dollari sparsi in tutto il mondo», spiega dal suo studio di Park Avenue nella Grande Mela. Oggi appunto è il giorno in cui scade il termine per aderire alla class action e hanno già risposto 500 padovani, fornendo tutta la documentazione e l'ammontare del capitale perduto. C'è chi ha investito anche un milione di euro in obbligazioni, come nel caso di un professionista padovano. Oltre ai 4 milioni in obbligazioni Lehman del Comune di Padova investiti tramite la holding Aps finanziaria e dissolti nel nulla nello tsunami economico che ha portato al collasso la banca statunitense. «Il Comune mi ha incaricato di predisporre un piano di tutela dei propri diritti nelle varie procedure facenti capo al gruppo Lehman che sono state attivate negli Stati Uniti e in Europa - spiega l'avvocato Moretti - e valutare ulteriori azioni potenzialmente esperibili nei confronti di società emittente, amministratori e agenzie di rating nei vari fori competenti». L'azione non potrà intaccare direttamente il patrimonio Lehman che è sotto commissariato giuridico, ma dovrà passare per azioni legali contro le società che ne hanno certificato bilanci e rating, che garantivano la sicurezza della banca nel mercato finanziario. «Parte della strategia legale sarà quella di valutare le iniziative del Comune e dei risparmiatori padovani – dice l'avvocato Moretti - in seno al procedimento di amministrazione controllata della capogruppo Lehman Brothers Holdings Inc. ai sensi del Chapter 11 del US Bankruptcy Code che pende presso il tribunale fallimentare federale del Southern District di New York». L'attività del commissario è a protezione dei consumatori, spiega l'avvocato padovano del Greenberg Traurig. «A maggiore tutela degli obbligazionisti il procedimento prevede il blocco delle azioni esecutive dei creditori e la custodia e amministrazione dei beni del patrimonio della società, che sono stati posti sotto la supervisione di un curatore pubblico nominato dal tribunale e dal comitato dei creditori». Il prossimo 29 gennaio ci sarà l'assemblea dei maggiori 7 creditori di Lehman Brother che si riuniranno a New York City, dopo quella data si potrà capire meglio cosa è rimasto del capitale del colosso bancario. «A questo proposito, non e' ancora stata fissato il termine per la presentazione, da parte dei creditori, della domanda di ammissione al passivo – aggiunge Moretti - Una possibilità che stiamo valutando in tale contesto è di richiedere al commissario di ammettere un comitato ad hoc di creditori italiani se il numero delle adesioni risultasse sufficiente in termini di importo complessivo dei crediti». Martino Galliolo Class action L'assessore Sirone. A destra l'avvocato Moretti

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600 padovani travolti dal crac (sezione: Class action)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Dissesto Lehman. Solo il Comune ha già raccolto 300 adesioni per 21 milioni di euro reclamati 600 PADOVANI TRAVOLTI DAL CRAC L'Adiconsum: «Pronti ad agire anche contro le banche» Lo chiamano già «l'esercito di Lehman», sono quelle migliaia di risparmiatori, piccoli e grandi, rimasti coinvolti nel crack della grande e storica casa d'investimento americana. Padova paga il suo obolo, è pronta a schierare almeno 600 persone, stima l'assessore al Bilancio Gaetano Sirone che sta tirando le fila di un'uniziativa finora unica in Italia. Quella, cioè, di aver posto l'amministrazione comunale capofila di un'azione collettiva estesa a tutti coloro che in qualche modo si sono trovati da un giorno all'altro con il classico cerino in mano, con un fascio di obbligazioni emesse da Lehman brothers prive di valore. Scade oggi il termine fissato dal comune per il monitoraggio delle manifestazioni di interesse da parte di cittadini-risparmiatori traditi da quanti, tra banche e finanziarie, hanno proposto loro quei titoli perché «a basso rischio e quindi a bassa remunerazione». Solo le adesioni raccolte a Padova dall'amministrazione, afferma Sirone, sono 270 per un volume di titoli pari a 15 milioni di euro. Verosimilmente arriveranno presto a 300 le adesioni alle quali andranno aggiunti i 140 nominativi già raccolti da Adiconsum e gli altri intercettati da Federconsumatori e da Adoc, le tre associazioni con le quali il comune di Padova aveva stretto un accordo per avviare l'azione comune. Ai 15 milioni di euro indicati da Sirone vanno quindi aggiunti i denari che porteranno in dote gli altri e naturalmente i 6 milioni di euro di obbligazioni categoria «senior» emesse sempre da Lehman, sottoscritte dal comune di Padova. «E' una massa di denaro imponente - afferma Sirone - anche perché a noi sono giunte richieste di adesione da altre città, perfino da promotori per conto di propri clienti». Roberto Nardo, segretario generale di Adiconsum Padova è già un passo avanti. «Noi siamo pronti perché i nostri 140 nominativi hanno consegnato la documentazione solitamente richiesta per questo genere di azioni - afferma Nardo -. Non si tratta quindi di semplici manifestazioni di interesse. Abbiamo contattato anche un legale specializzato che proporremo al prossimo tavolo comune». Il consulente individuato è Christian Moretti, un padovano laureato al Bo, specializzato nel 2000 in Studi internazionali «costretto» a emigrare per trovare lavoro. Preso un master alla Columbia University, Moretti il lavoro lo ha trovato come associato nello studio Greenberg & Traurig a New York, struttura legale a livello mondiale con 1.800 avvocati e 32 sedi. «L'incarico non è stato ancora dato ufficialmente - spiega l'assessore Sirone - perché prima abbiamo voluto eseguire le verifiche sulla situazione negli Stati Uniti. Noi abbiamo fornito le linee guida: intendiamo agire cioè contro coloro che hanno certificato i bilanci di Lehman, contro le agenzie di rating e in Italia anche contro il consorzio «Patti chiari» che ha inserito il titolo tra quelli a basso rischio e a basso rendimento. Le strategie saranno definite poi dai legali». Questa iniziativa è a costo zero per i risparmiatori in quanto l'onere verrà sostenuto da Cassa di Padova e Rovigo. Ma resta esclusa l'azione individuale che ciascuno, qualora lo ritenga opportuno, potrà effettuare nei confronti del proprio istituto di credito che ha venduto i titoli. Di questo aspetto il Comune non ne se occupa, sottolinea Sirone, perché molto diverse sono le situazioni individuali. Possono farsene carico però le associazioni dei consumatori. «Nella documentazione che abbiamo raccolto come Adiconsum - spiega Nardo - abbiamo verificato grosse responsabilità da parte delle banche per comportamenti omissivi sia verso le normative del Testo unico bancario, sia rispetto alla recente Mifid». Qualcosa comunque, dovrebbe essere recuperato in un modo o nell'altro. «I più pessimisti dicono che al massimo si recupererà il 30%, i più ottimisti il 70% - afferma ancora Sirone - lo spazio di manovra quindi c'è. Vigileremo inoltre anche sul riparto del patrimonio Lehman perché se è vero che gli americani l'hanno abbandonata al suo destino perché tra le banche in difficoltà era quella che aveva maggiori capitali esteri rispetto alle altre, allora è bene verificare il rispetto delle priorità e dei privilegi. I possessori di obbligazioni senior, riservate agli investitori istituzionali, come il comune di Padova, hanno maggiori tutele che devono però essere rispettate». Ma non è solo sul fronte americano che l'azione di rivalsa verrà avanzata in quanto Lehman ha collocato propri titoli attraverso altri veicoli societari a Londra e ad Amsterdam. Negli Usa, dove la cosiddetta class action è normata, il primo appuntamento è stato fissato dall'US Trustee (una sorta di commissario straordinario) per il 29 gennaio con la prima adunanza dei sette maggiori creditori dell'investment bank. In questa sede si aprirà di fatto il procedimento, si costituirà un comitato dei maggiori creditori che consente l'avvio della procedura per la class action. Ma sono moltissimi gli studi legali che hanno chiesto l'insinuazione al passivo per acquisire il diritto al riparto che deriverà dalla dismissione delle attività patrimoniali. Anche molti investitori istituzionali italiani, che per varie ragioni non intendono apparire direttamente, si potranno inserire in un secondo momento attraverso i propri studi legali. Sul fronte dismissioni, infine, poco si sa ancora. Barclays e la giapponese Nomura hanno subito rilevato i rami d'azienda di Lehman rispettivamente negli Stati Uniti e in Europa. Ora in base alla procedura americana «Chapter 11» per la dichiarazione d'insolvenza, dovrebbe essere presentato a breve un piano di ristrutturazione del debito.

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Gomorra-film non vince l'Oscar ma non è il caso di piangerci sopra (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Commenti cultura e societa' Gomorra-film non vince l'Oscar ma non è il caso di piangerci sopra Ermanno Corsi Gomorra-film (di Matteo Garrone) non figura tra i nove finalisti di Hollywood, non sarà fra la cinquina in gara, è fuori dagli Oscar per la serie "migliore film straniero". Non vince, non avrà la celebre statuetta, ma non è il caso di versare lacrime. Conviene, e non per fare diplomaticamente buon visto a cattivo gioco, seguire la presa d'atto, ispirata da buon senso, di Matteo Garrone ("Oscar e Golden Globe sono competizioni. Vanno presi per quello che sono. Se si vincono danno soddisfazione, se si perdono non è un dramma"). Alla luce di questa "lezione" di buon senso, appaiono eccessive alcune reazioni indignate (fra queste quella di Valerio Caprara che parla di "scandaloso ostracismo" e ritiene di dover denunciare "il gusto bolso e conformista delle potenti corporazioni hollywoodiane"). Sostanzialmente, per tutto quello che il libro "Gomorra" contiene e che ormai rappresenta nell'immaginario collettivo internazionale, conta ben poco che il film di Garrone non abbia vinto l'Oscar. Non era questo il momento della verifica, e della verità, per quanto riguarda Roberto Saviano. Certo, un film aiuta a sensibilizzare l'opinione pubblica su problemi drammatici come la malavita organizzata, ma i film passano e per molti costituiscono solo un momento fugace di conoscenza e di indignazione. Per fortuna i libri restano e diventano, nel tempo, la coscienza collettiva di una fase storica. La cinematografia è fatta di sequenze che anche quando vanno in profondità per la loro carica suscitatrice di forti emozioni e di scattante reattività, debbono cedere il passo ad altre sequenze e queste ad altre ancora. Accade così tutti i giorni. I Romani dicevano "verba volant, scripta manent". Le immagini, anche quelle che impressionano più vistosamente, sono un po' come le parole latine. Gli scritti sono invece come i libri: la loro azione agisce in profondità, crea una cultura che si consolida nel tempo e orienta in maniera efficace la società. Gomorra-film segna il passo?. Importante che Gomorra-libro continui a camminare, a conquistare lettori in tutti i Paesi in cui è stato tradotto. Di questo c'è bisogno perché quello che Roberto Saviano ha scritto, e documentato, su Casal di Principe, vale per gran parte del mondo. E' importante che, sull'esempio di Saviano, molti altri osservino e studino la società in cui vivono, conoscano bene il "proprio spazio" e non abbiano mai paura di avere coraggio. La malavita sistema oppure antiStato è un fenomeno globale; anche le azioni di contrasto debbono scaturire da una coalizione internazionale di intenti. Questa azione è ancora molto lenta. Proprio da Casal di Principe viene un ulteriore allarme con la vicenda, davvero grottesca, del boss superlatitante che si sottrae alla cattura scappando attraverso le fogne. Aveva una personale via di fuga proprio dentro casa sua. Nei locali pubblici ci sono le uscite di sicurezza: Giuseppe Setola aveva sotto il letto la botola della propria salvezza. Vi si infila, si sporca un po' di fango, ma spunta dove non ci sono carabinieri. Nessuno aveva pensato che potesse esistere un'urbanistica criminale fatta di "appartamenti nascosti sotto pavimenti o dietro una parete". La malavita sfrutta il teatro: organizza le proprie abitazioni in modo da poter cambiare scene e quadri secondo le esigenze. Sfrutta anche le tecnologie dell'autodifesa come porte blindate, schermi al plasma, videosorveglianza. Su questo piano a volte i boss sono più avanti della forza pubblica, come ai tempi dello scontro, nell'area napoletana, fra marsigliesi e siciliani. Questi avevano rice-trasmittenti potentissime in grado di collegarsi con mezzo mondo; carabinieri e poliziotti non riuscivano a collegarsi nemmeno con le loro sedi più vicine, a pochi metri di distanza. L'episodio di Setola dimostra che anche il sottosuolo (cunicoli, gallerie, condotte fognarie) va continuamente esplorato attraverso una aggiornata "carta dei servizi". Il sottosuolo acquista, ovviamente, anche il valore e il significato di una metafora: nel senso che il "sistema" della illegalità criminale non conosce limiti e va colpito in tutte le direzioni. Solo così, come scrive Roberto Saviano, si potranno sconfiggere le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan. A Casal di Principe, terra casertana, come in tutti i "Casal di Principe" esistenti altrove. del 15-01-2009 num.

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Così potremo perseguire una piena condivisione degli obiettivi (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

«Così potremo perseguire una piena condivisione degli obiettivi» di Sandra Savino* Giovedì 15 Gennaio 2009, Perché un Piano strategico? Perché serve a produrre un risultato complessivo per il sistema regionale (Ente Regione e tutta la costellazione di enti, istituzioni, aziende, persone, famiglie) che sia maggiore della somma dei risultati individuali. Ciò significa che la Regione, con una chiara definizione della propria strategia, si propone di coinvolgere sul perseguimento di obiettivi condivisi il sistema regionale, perché ciascuno con la propria azione contribuisca a realizzarli. Un Piano strategico implica, inoltre, un costante monitoraggio delle azioni messe in campo, dal governo regionale ma anche dagli soggetti che interagiscono sul risultato, per valutare lo scostamento dall'obiettivo finale e rivalutare tempo per tempo le scelte fatte e la necessità di rivederle e riaggiustarle. Un terzo aspetto riguarda l'informazione e la comunicazione verso i portatori di interesse e più in generale verso la comunità tutta degli obiettivi perseguiti, cosa che consentirà ai medesimi di valutare meglio i risultati realizzati. Cos'è il Programma legislativo? Le leggi sono strumenti dell'azione di governo, che servono a regolare le attività della collettività. Quindi darsi degli obiettivi strategici richiede di progettare anche gli strumenti più appropriati per raggiungerli (regole, risorse economiche, risorse umane e culturali, eccetera). La funzione principale della Regione è quella di regolazione e di pianificazione: ciò significa che la Regione, nel perseguire i propri obiettivi strategici, usa principalmente gli strumenti delle regole (leggi e regolamenti) e dei piani e programmi, ai quali sono associati flussi di risorse finanziarie che vengono utilizzate da enti, aziende, famiglie e persone. Quindi darsi un Programma legislativo significa costruire un programma di lavoro di predisposizione delle regole (nuove o di modificazione di quelle esistenti) funzionali a realizzare determinati obiettivi strategici. Naturalmente questa programmazione riguarda le proposte di iniziativa della Giunta regionale, che dovranno poi trovare condivisione da parte dell'organo legislativo. (*) Assessore alle Risorse finanziarie Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

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Coca-Cola: class action in corso (sezione: Class action)

( da "Finanza.com" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

Coca-Cola: class="term">class class="term">action in corso (15 Gennaio 2009 - 18:27) MILANO (Finanza.com) - E? di questi minuti la notizia dell?accusa ad uno spot della Coca Cola, ritenuto pubblicità ingannevole. A questo proposito, il gruppo di difesa dei consumatori Center for Science ha dato inizio ad una class="term">class class="term">action nei confronti di Coca-Cola. Dalle fonti si apprende come il processo sia stato aperto presso una corte della California e faccia preciso riferimento al gruppo di prodotti VitaminWater. Il titolo, quotato al Nyse, si trova nella giornata odierna, nei pressi della parità facendo segnare un minimo intraday a quota 42,40 dollari. (Riproduzione riservata)

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USA: SALUTE, CLASS ACTION CONTRO COCA COLA PER BEVANDA ALLE VITAMINE (sezione: Class action)

( da "Adnkronos" del 15-01-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">USA: SALUTE, CLASS ACTION CONTRO COCA COLA PER BEVANDA ALLE VITAMINE PUBBLICITA' INGANNEVOLE SU PRODOTTO BASE DI ACQUA E ZUCCHERO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ESTERI ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 19:08

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<Si mettono in gioco, buon segnale Ora cambi l'etica del capitalismo> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-01-16 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'intervista Savino Pezzotta: allora la situazione dell'economia non è così tragica «Si mettono in gioco, buon segnale Ora cambi l'etica del capitalismo» MILANO — «A queste condizioni non è mica difficile rischiare, sa. Lo sanno fare tutti, quando ci si può permettere di perdere qualcosa perché tanto si è ricchi comunque. Un lavoratore a 1.200 euro al mese ha molta meno voglia di rischiare: non può permettersi di perdere nulla». Basta accennare al tema e Savino Pezzotta parte in quarta. Ai ricchi il coraggio di arricchirsi viene facile, manda a dire l'ex segretario generale della Cisl. L'ex operaio tessile cresciuto sindacalista e da poco eletto deputato per l'Unione di Centro quasi urla nella folla di Fiumicino. Sta per imbarcarsi per Parma. «Il volo dura un'oretta: provi a richiamare più tardi, anche se di questi tempi non si sa mai», fa in tempo a dire. Ma l'aereo stavolta è puntuale e sessanta minuti hanno tirato fuori il vecchio Pezzotta. Meno tagliente, più raziocinante: «Tutto sommato — osserva dall'aeroporto di Parma — se gli imprenditori tornano a puntare e investire nelle loro stesse imprese, la mia impressione è positiva». Possibile che passare da Roma all'Emilia dei distretti faccia un'impressione del genere anche a un uomo così esperto? «è un segnale che va colto con attenzione — continua Pezzotta —. Vuol dire che la situazione della nostra economia tutto sommato non è così disastrosa come ci viene dipinta». Non che Pezzotta sia tipo da credere nell'altruismo della classe imprenditrice italiana. «Nessuno fa niente per niente, tantomeno questi signori — dice —. Se investono nelle loro imprese, vuol dire che hanno una speranza concreta e voglia di mettersi in gioco. Potrebbero tenersi neutrali, restare alla finestra. Invece si impegnano. Di un capitalismo che non sa rischiare, non sappiamo cosa farcene». Con chi un tempo sedeva alla parte opposta dei tavoli negoziali, Pezzotta bada al sodo. Poco gli importa che qualche grande manager, più d'uno in effetti, nel 2008 abbia dimostrato ben poco appetito per i propri stessi titoli in Borsa. O che altri vi abbiano investito tutto sommato poco, in rapporto alle ampie tasche che si ritrovano. Ciò che preme a Pezzotta, adesso, è quella che chiama «l'etica del capitalismo» e come essa stia cambiando. «Con questa crisi si è rotta una concezione dell'attività economica, quella concentrata sulla tensione esclusiva a guadagnare di più e aumentare il valore azionario. Quest'ipotesi è schiantata», affonda i colpi l'ex leader della Cisl. Per poi sterzare bruscamente: «Sull'etica dei politici facciamo scorrere fiumi d'inchiostro, di quella imprenditoriale nel nostro Paese invece quasi non si parla: non conta solo il desiderio di guadagnare di più individualmente, bisogna prestare attenzione anche a beni collettivi come il lavoro». Potrebbe aggiungere la formazione o l'ambiente, Pezzotta. Invece si limita a insistere: la grande crisi segna la sconfitta del modello americano, centrato sulla finanza e sui presunti interessi degli azionisti. Dopo anni di crescita zero in Italia, non militerà anche Pezzotta nel partito degli orgogliosi di essere rimasti indietro? Saggia o meno, la «Schadenfreude» — la gioia per le disgrazie altrui — è oggi molto diffusa nel Paese. «Se guardo alla realtà italiana, elementi drammatici come negli Stati Uniti non ne vedo— dice Pezzotta —. Il manifatturiero era considerato un peso da eliminare, invece si è capito che nella sua lentezza a modernizzarsi l'Italia ha mantenuto caratteristiche utili. Occorre un equilibrio fra settore terziario e industria ». Il contropiede insomma non è solo di chi compra azioni mentre le Borse crollano. è anche di chi, come Pezzotta, vuole aggiornare il modello dell'economia di mercato: «Non ho nulla contro il capitalismo. Ma la crisi mostra che se non evolve verso forme di democrazia economica, andrà sempre incontro a dei rischi eccessivi. La democratizzazione lo può salvare da se stesso». Democrazia economica: non sarà mica l'ennesimo slogan? «No, è un concetto preciso — incalza l'ex leader della Cisl —. Per esempio, se i modelli contrattuali fossero partecipativi e legati al reddito d'impresa, l'informazione e la trasparenza ne guadagnerebbero. Tutta la collettività sarebbe interessata a capire se bisogna investire, quanto e quando». \\ Se investono nei loro gruppi vuol dire che hanno una speranza concreta \\ Gli imprenditori devono fare attenzione anche a beni collettivi come il lavoro F. Fub.

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Class Action, validità solo per Lehman Brothers (MF) (sezione: Class action)

( da "Soldionline" del 16-01-2009)

Argomenti: Class Action

16-01-2009 08:43 di Redazione MF di venerdì 16 gennaio scrive che il governo ha presentato un emendamento con cui si dispone l?applicabilità della class action a partire dal giugno del 2008. In questo modo dall?azione collettiva resteranno esclusi i crack di Cirio e Parmalat, oltre al default della repubblica Argentina. Al contrario, la class action sarà valida per il fallimento di Lehman Brothers.

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Ancora l'ombra Madoff su Unicredit (sezione: Class action)

( da "Soldionline" del 16-01-2009)

Argomenti: Class Action

16-01-2009 10:45 di Redazione Non si spegne l?eco della vicenda Madoff, che penalizza particolarmente Unicredit. La truffa dell?ex presidente del Nasdaq, che ha raggirato numerosi investitori con una frode da 50 miliardi di dollari basata sul metodo Ponzi, potrebbe causare una prima vittima nel gruppo guidato da Alessandro Profumo. Secondo indiscrezioni di stampa, riportate dal Sole24Ore, il governo austriaco sarebbe sul punto di chiudere Bank Medici, istituto controllata al 25% da Unicredit attraverso Bank Austria. La banca, che vantava un?esposizione di 2,1 miliardi di euro nei confronti degli strumenti di Bernard Madoff, è in queste ore sotto il controllo degli ispettori, che avrebbero riscontrato “criticità e deficienze”. Così, il Governo di Vienna sarebbe interessato a “salvaguardare il prestigio della sua piazza finanziaria” e nel giro di qualche settimana potrebbe liquidare l?istituto per mancanza di clientela e di business. La chiusura di Bank Medici, che operava quasi esclusivamente con i fondi dell?ex presidente del Nasdaq, non dovrebbe pesare sui bilanci di Unicredit. L?istituto è di dimensioni decisamente piccole, con 16 dipendenti, commissioni di 5 milioni e un utile (nel 2007) da 0,8 milioni di euro. Il 25% in possesso di Bank Austria è iscritto a un valore di libro di 1,5 milioni di euro. Non è escluso, però, che le perdite potenziali possano arrivare dalle eventuali class action promosse dalla clientela invischiata nel caso Madoff. A proposito di class action, tra l?altro, nelle scorse ore il quotidiano MF indicava che Repex Ventures, società con sede nelle Isole Vergini britanniche, avrebbe depositato al Tribunale di New York una citazione per un?azione collettiva nei confronti di due società del gruppo Unicredit sempre nell?ambito del caso Madoff. Nella giornata di ieri è arrivata la bocciatura di Hsbc, che ha abbassato a “neutrale” dal precedente “overweight” (sovrappesare) il suo rating e tagliato da 2,2 a 1,9 euro il target price. Gli esperti hanno anche tagliato l?utile per azione per il biennio 2009-2010, abbassandolo del 15% e del 7%. Le difficoltà della società dureranno anche nel 2009. In precedenza, Exane ha abbassato a “underperform” (sottopesare) dal precedente “neutrale” il suo giudizio, con un prezzo obiettivo ridotto a 1,4 euro dai precedenti 2,9 euro. Il momento no dei bancari, però, continua. Soprattutto per colpa delle notizie negative in arrivo dagli Stati Uniti da Bank of America e Citigroup. Il circolo vizioso è stato spiegato chiaramente da Centrosim. Gli esperti evidenziano che l'emergere di nuove svalutazioni “riaccende i timori degli investitori sulla sostenibilità dei coefficienti patrimoniali e sull'adeguatezza delle ricapitalizzazioni effettuate nei mesi scorsi”. -->

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