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DOSSIER “CLASS ACTION”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL 5-8-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Dalla Relazione annuale del governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi . (31-5-2008)

Pag. 112

 […]

 

È stata introdotta l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori (cosiddetta class action; legge 24 dicembre 2007, n. 244). L’entrata in vigore della disciplina è prevista per il 29 giugno 2008. Se, in generale, la class action contribuisce a migliorare l’efficienza dei mercati, risolvendo problemi di azione collettiva e consentendo l’internalizzazione di esternalità, le modalità con le quali lo strumento è stato recepito nel nostro ordinamento rischiano di comprometterne la funzionalità.

 

I principali problemi riguardano: la mancanza di criteri puntuali in base ai quali individuare

le associazioni legittimate ad agire; la mancata previsione di sistemi di governance e controlli interni o esterni per i soggetti (associazioni dei consumatori e avvocati) chiamati a rappresentare gli interessi dei consumatori; la mancata individuazione di giudici specializzati; l’assenza di coordinamento tra l’azione collettiva e i sistemi di composizione stragiudiziale delle controversie.


Report "Class action"

04/06/2008 23:01 New Research Lifts the Lid on Cookery Lessons in Primary Schools ( da "ITnews.it" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: action to improve cookery lessons in school, 99% of teachers believe teaching children how to choose and prepare healthy food is essential to good health. To help put healthy eating at the heart of the classroom, the Flora team is launching Cooking with Schools, an initiative that will offer free cooking equipment to all primary schools across the UK and Ireland and provide teachers

Letture di diritto ( da "Italia Oggi (La Legge)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Paolo Buzzelli Titolo - Obiettivo Class Action: l'azione collettiva risarcitoria Casa editrice - Ipsoa, Milano, 2008, pagg. 337 Prezzo - Euro 46 Argomento - Attraverso la legge finanziaria per il 2008 è stata introdotta anche nel nostro ordinamento la Class Action, ovvero l'azione collettiva risarcitoria.

I Piccoli proprietari propongono maxi-causa contro il ritardo degli sfratti ( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Azione legale collettiva PROPRIETARI senza tutele in caso di sfratto, inquilini che ricorrono a escamotage per posticipare la data dell'esecuzione. La soluzione a tutti i mali la propone l'Associazione dei Piccoli Proprietari di Case (Appc), che assieme ad Assoutenti ha lanciato ieri un'inedita iniziativa che si propone di mettere insieme per una maxi-

<GLI ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi C ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: articolo 6 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dell'azienda precedente, fa ricorso al Tribunale di Ascoli. Con sentenza depositata in cancelleria il 6 maggio 2008, il giudice emette sentenza a favore della reintegrazione lavorativa della donna, condannando la resistente a rifondere le spese del giudizio liquidate in 4.

La <banda dello spray> è tornata in azione ad Arco ( da "Adige, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: è tornata in azione ad Arco La "banda dello spray" è tornata in azione ad Arco. Ed ha imbrattato i muri dell'asilo nido comunale di via Donatori di Sangue oltre ad una targa del vicino "Giardino della pace". Scritte oscene, uguali a quelle apparse tempo fa sulla sede della polizia municipale o nel sottopasso di viale Santoni o ancora al Circolo Pensionati di viale delle Palme.

Mamiani, gavettoni della destra e l'agguato finisce su youtube - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione è stata portata avanti in grande stile, acqua, uova e farina l'hanno fatta da padrone. Ci dispiace solo per gli studenti del Mamiani che non hanno nulla a che fare con il collettivo antifascista e magari sono stati colpiti anche loro dallo scherzo, ma di questo devono ringraziare i loro 'compagni' di scuola che la scorsa settimana si erano dimostrati così '

Il comitato non si arrende "Illegali le bollette rifiuti" ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Molti sognano un'azione di massa, una "class action" contro il Covar. In più, i comitati accolgono come sfida gli ultimatum lanciati dei giorni scorsi dal presidente del consorzio, Giuseppe Massimo, sull'avvio delle procedure coattive per perseguire chi non paga le bollette per intero.

Caro tasse, tornano i collettivi ( da "Corriere di Bologna" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tornano i collettivi Una manifestazione in piazza Verdi per proseguire la protesta contro il rincaro delle tasse universitarie, cominciata due giorni fa con l'occupazione del Senato accademico. è stata convocata da Spazio sociale studentesco e dai collettivi universitari Crash e Cua, per stasera alle 18.

La probabilità della qualità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: perché se l'azione collettiva viene dal consenso, l'agenda è troppo spesso indirizzata dalla ripetizione di concetti facili e predigeriti, mentre il ragionamento controllato è più raro e difficile. C'è chi pensa che tutto questo si possa correggere facendo leva solo sulla riforma spontanea del sistema dei mezzi di comunicazione.

La musica salva Piazza San Marco ( da "Corriere del Veneto" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la tutela e la salvaguardia dei monumenti sono una azione collettiva". Concretamente, significa che con i 200.000 euro di fisso legati a Smsvenice, si potrà aprire il cantiere pilota con tre arcate della Procuratie Nuove per il restauro della pavimentazione a quadrotti bianchi e rossi, le volte dei sottoportici e gli elementi lapidei.

Piazza verdi, fischi e insulti agli agenti - carlo gulotta ( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione eclatante" per riqualificare la zona universitaria. Opposta la versione dei ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco sulla baruffa. Dice Stefano Biosa del Collettivo: "quando la polizia è arrivata in piazza Verdi, alle 19,30, si sono levati cori e fischi, e un ispettore ci ha ordinato di spegnere subito la musica altrimenti "

Sospensione degli sfratti: parte una class action ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: parte una class action I piccoli proprietari di casa della Liguria, insieme ad Assoutenti, hanno annunciato un'azione collettiva di risarcimento danni contro il Ministero di Grazia a Giustizia. All'origine di questa "class action" ci sono le numerose sospensioni degli sfratti concessi dal Tribunale di Genova agli inquilini morosi.

Rette e caro-affitti strozzano gli universitari ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il caso La class action studentesca Rette e caro-affitti strozzano gli universitari MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie"

Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La notizia di un'imminente class action contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti: "Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio dell'ateneo".

P.A.: BRUNETTA,STO PENSANDO DI ESTENDERE CLASS ACTION A SETTORE PUBBLICO ( da "Asca" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action al settore pubblico dove chi perde va a casa''. Lo ha detto il ministro della P.A., Renato Brunetta, interpellato dai giornalisti a margine dell'audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera. ''Si tratta di regole per dare forza e responsabilita' ai datori di lavoro - ha detto - e sono convinto che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato'

SICUREZZA/ EMENDAMENTI VIZZINI-BERSELLI A DL PER CONTRASTO ( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: nella tutela degli interessi collettivi, possono essere aggrediti anche nel caso della morte del presunto proprietario degli stessi. 2. Il potere per l'Autorità giudiziaria di disporre anche la confisca dei beni sequestrati dal valore sproporzionato rispetto al reddito dell'indagato e di cui questi non sia in grado di giustificarne la provenienza.

FAO/ ONG: SOLO IMPEGNI VECCHI IN DOCUMENTO FINALE, NIENTE ( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: istituire una commissione sulla sovranità alimentare sotto gli auspici delle Nazioni unite costituita da rappresentanti dei governi e organizzazioni di pescatori, contadini e pastori per individuare strategie collettive per risolvere la crisi". Il documento individua poi un piano in otto azioni per affontare la crisi. (Segue).

BANCHE. Parlamento Ue chiede più concorrenza e meno costi nei servizi bancari ai clienti ( da "HelpConsumatori" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: accesso a nuove forme equilibrate di azione collettiva per la risoluzione delle controversie transfrontaliere attinenti a prodotti finanziari al dettaglio e, in proposito, propone di valutare l'impatto dei sistemi creati recentemente a livello nazionale. I deputati riconoscono l'importante ruolo svolto dagli intermediari dei servizi finanziari,

Conti pubblici, ecco le previsioni: serviranno 36 miliardi in tre anni ( da "TgFin.it" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION PER PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Fra le ipotesi anche l'estensione della class action al settore pubblico. "Chi perde non deve pagare il danno - ha aggiunto Brunetta - ma va a casa". La misura, che potrebbe essere inserita nel pacchetto Tremonti, rappresenta un modo "per dare voce ai cittadini" e rendere più efficiente la Pubblica amministrazione.

Ateneo, tasse troppo alte class action studentesca ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tasse troppo alte class action studentesca "Nessuno di noi andrà via dal fiume" L'esercito di terracotta Il generale Giuliani "Meno reati, siamo tutti più sicuri" Hotel al Sestriere assolto Vaciago Maddalena ricorre Via dal centro cinquecento parcheggi La rivolta delle mogli dei nuovi pornodipendenti Servizi L'avvocato Bonetti: "Azioni anche sul caro affitto"

Brunetta: <Per la manovra 2009-2011 ( da "Corriere.it" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION - La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico, ha detto il ministro, "dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno, ma va a casa. Se i cittadini vedono che un ospedale non funziona, una scuola non funziona, fanno un'azione giuridico-amministrativa e in breve tempo se i dirigenti e i politici competenti

E' la class action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvocato "E' la class action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa" La Germania dovrà risarcire i prigionieri italiani utilizzati come schiavi durante la seconda guerra mondiale. Lo ha stabilito ieri la Cassazione, che ha ritenuto legittime le cause contro Berlino intentate da alcuni ex deportati.

La Pubblica rivoluzione di Brunetta ( da "AprileOnline.info" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action" nei confronti del settore pubblico: "Sto cercando di dare una voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro con l'estensione della class action". "Si tratta -per il ministro- di regole per dare forza e responsabilità ai datori di lavoro, e sono convinto -ha detto- che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato"

Approvazione dello statuto dell'Ente italiano montagna (EIM) ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: delle proprieta' collettive e di ogni altra materia ad esse connessa; f) promuove, coordina e svolge attivita' di ricerca in relazione alla valorizzazione, alla conservazione e alla diffusione del patrimonio storico, scientifico, ambientale, antropologico, artistico, archeologico, documentario e librario, della montagna italiana;

Regolamento recante condizioni e modalita' di amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittim ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 31 marzo 2008; Vista la comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. DAGL/10.2.2.1/17/2008 del 22 aprile 2008;

Tasse troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo ( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il caso La class action universitaria L'avvocato: "Azioni anche sul caro affitti" Tasse troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti.

IL PARERE DI EUGENIO BORGNA ( da "Azione, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Credo che il nodo stia in una indifferenza collettiva verso la malattia psichica. Della follia ci si disinteressa. Un malato psichico abbandonato non conta niente, non interessa a nessuno (...) Un problema di fondo è la formazione attuale degli psichiatri. Escono dall'università preparati soltanto a somministrare psicofarmaci, e si trovano a gestire una legge che esige un'

Brunetta: <La manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi> ( da "KataWeb News" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: com - 0 commenti Si pensa di estendere la class action al settore pubblico. I primi fannulloni nella Pubblica amministrazione, ha detto il ministro, sono i datori di lavoro che lasciano i lavoratori allo sbando. Martedì nuovo incontro con i sindacati... Nicoletta Cottone.

Google denunciata per pubblicità ingannevole ( da "Punto Informatico" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la donna sta cercando di far assurgere a class action la propria denuncia. La battaglia legale di Google è appena iniziata: c'è chi suggerisce che BigG non abbia di che temere, c'è chi ricorda come nell'ufficio del Procuratore Generale della Florida sia in corso un'indagine per debellare il business dei servizi gonfiabolletta agendo sui publisher di contenuti sul web,

Alla festa per il 194esimo anniversario dell'Arma anche la ricompensa ai militari ( da "Cittadino, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Un elogio collettivo è stato consegnato invece alle compagnie di Lodi e Codogno e al nucleo investigativo di Lodi, per aver risolto, in pochi giorni, il giallo dell'omicidio Dedè e aver assicurato alla giustizia l'assassino. "L'Arma dei carabinieri - ha detto il comandante Clementi nel suo discorso - è una organizzazione aperta alla società,

La class action sul binario morto ( da "Milano Finanza (MF)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le azioni risarcitorie collettive, come previsto dall'ultima Finanziaria, possono scattare infatti da fine mese. Una scadenza che sta allarmando il mondo delle imprese, preoccupate da un lato per l'indeterminatezza della legge, ritenuta lacunosa e poco chiara in molti punti, dall'altro per l'annuncio di una raffica di class action in cantiere nelle associazioni dei consumatori.

Prodotti finanziari uniformi ( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: e sollecita la Commissione nella ricerca di forme di azione collettiva. Si incoraggiano poi i clienti privati e le piccole imprese ad approfittare dei vantaggi offerti dai servizi finanziari transfrontalieri e, in proposito, si ritiene che "la piena armonizzazione" di alcuni elementi chiave, soprattutto per quanto riguarda l'informazione, rappresenti "l'approccio appropriato"

Carabinieri, oltre cento feriti in azione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: oltre cento feriti in azione Il generale Lavagi: "Violenza utilizzata anche per risolvere piccole questioni" di ANNA ROSSO "I carabinieri friulani non solo combattono con risultati lusinghieri la criminalità, ma si trovano ogni giorno ad affrontare la violenza intesa come abitudine comportamentale utilizzata per risolvere questioni da poco e affermare a tutti i costi il proprio io.

Ztl notturna, rivolta a trastevere - laura mari ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: e daremo il via ad una class action contro il Comune presentando anche un dossier in cui dimostreremo che i locali notturni non hanno subito perdite economiche". Non si placano, inoltre, le polemiche sull'abolizione delle strisce blu e il presidente del XVII Municipio Antonella De Giusti ieri ha presentato in consiglio un ordine del giorno per chiedere "

Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: aspettativa non retribuita per chi si trasferisce dal pubblico al privato Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni Bonanni (Cisl): basta con le minacce di licenziamento, serve il contratto ROMA - "Sto pensando di estendere la class action anche al settore pubblico", annuncia Renato Brunetta.

Telecom vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata di fusioni e acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e Verizon e Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia sottovalutato.

Localismo, un freno allo sviluppo SILVIO GOGLIO ( da "Adige, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni pubbliche e collettive al fine di produrre entro attività locali economie esterne (cioè di sistema) positive, o di limitare la produzione di economie negative. In questa ottica compito dell'azione collettiva in generale, non solo dell'amministrazione pubblica, è sapere influenzare comportamenti singoli ad aderire a regole formali e informali che evitino comportamenti predatori

Azioni sinergiche e intersettoriali ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: nelle parole espresse dalla sua Provincia, ha ben chiara l'importanza di sinergie su più fronti, per il perfetto assestamento di una città votata a un miglioramento collettivo e a una collettiva soddisfazione. Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste Walter Godina, vicepresidente provinciale.

<Conti pubblici, una manovra da 36 miliardi> ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ipotesi class-action anche per il pubblico impiego ROMA - Il ministro Renato Brunetta conferma le indiscrezioni. "La manovra di correzione per il prossimo triennio sarà di circa 36 miliardi di euro, il decreto sarà pronto il 18 di giugno e conterrà antibiotici e vitamine per correggere i conti che sono in peggioramento".

I presidi: fate causa contro il caro libri ( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: dichiarazione dei singoli cittadini di voler far parte della class action. Se l'associazione consumatori è agguerrita, gli editori non lo sono meno. Nei giorni scorsi il presidente dell'Associazione italiana editori, Federico Motta, aveva bollato la class action dell'Adoc "ai limiti della fantascienza", smentendo le stime di aumenti del 10-15% all'anno e contrapponendo i dati dell'

Sempre più antagonisti ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: indomani dello scontro alla Sapienza tra i collettivi e i neofascisti di Forza Nuova, si parla di sindacalismo metropolitano, precariato, emergenza casa, in mezzo a due eventi epocali. La scomparsa della sinistra dal Parlamento, che ora accomuna tutti, notabili rifondaroli e ragazzi rasta, sotto l'etichetta di extraparlamentari.

La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, ( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro".

ÉTIENNE BALIBAR: GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI ( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono.

Per gli statali Brunetta vuole la class action ( da "Libero" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 2008 Per gli statali Brunetta vuole la class action Class action in vista anche per il settore pubblico. È questa l'idea del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che, a margine di un'audizione alla Camera, ha annunciato: "Stiamo riflettendo sull'estensione della class action anche al settore pubblico dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno,

<Forse è solo stanchezza cronica. E il caso> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dimenticanze del genere sono all'ordine del giorno, soprattutto quando si compiono azioni di routine, ossia quelle azioni per le quali la soglia di attenzione è bassa. E' quello che viene chiamato 'atto mancato'". Lo psicologo parmigiano si sofferma piuttosto sulla "psicologia collettiva " che cerca di dare una "causa" a questi avvenimenti.

Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof ( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: interno Pioggia di adesioni alla class action Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof Tornano gli autovelox fantasma Un colpo alla schiena albanese grave al Giovanni Bosco Contro i superaffitti studenti nelle case Atc con gli anziani "La Tav vale 500 milioni all'anno" Con carte clonate acquistava abiti di lusso in piazza San Carlo Raphaël Zanotti Il preside del Galfer:

L'Europa DELL'APARTHEID ( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono.

Concorso pubblico, per esami, a ottanta posti per l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruo ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995 e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007 relativo al personale del comparto ministeri, per il quadriennio normativo 2006 - 2009 e biennio economico 2006 -

Concorso pubblico, per esami, a centoquindici posti, per l'accesso al profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995, e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007, relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-

Ecco da chi è costituito il Comitato RomaPride 2008. La lista ( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Associazione Radicali Certi Diritti Associazione Roman Volley Azione Gay e Lesbica Firenze Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli CGIL Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti Collettivo La Mela di Eva Comitato Gay e Lesbiche Prato Coordinamento Collettivi universitari Coordinamento Facciamo Breccia COMOG - Coordinamento Moto Gay e Lesbiche Epicentro Ursino Romano Famiglie Arcobaleno GAM -

Brunetta: ''Il vero fannullone è il datore di lavoro'' ( da "ADN Kronos" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: prosegue Brunetta che ribadisce la necessità di creare una class action dei cittadini anche per quel che riguarda i servizi pubblici. E per fare un esempio cita il drammatico problema dei rifiuti a Napoli. "Bassolino è un datore di lavoro pubblico che ha fallito, le ragioni le troverà la politica, spero, e non altri soggetti.

Fumo, domani picchetto alla Ducati. Autori un malato di cancro e il suo medico ( da "Redattore sociale" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: L'iniziativa si inserisce nel programma sociale finalizzato a costituire una rete per la messa al bando del tabacco, che tra i suoi obiettivi ha anche la promozione di class action per il risarcimento delle vittime della produzione mondiale. (DIRE).

Vogliamo un maxi risarcimento ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una azione collettiva di centinaia di famiglie che intenteranno una azione legale per il possibile danno arrecato al valore degli immobili (case e terreni) da infrastrutture ritenute di notevole impatto, quali il mega deposito gas di Rivara, ma anche la Cispadana (50mila automezzi previsti al giorno) e il reticolo di tangenziali previste.

Le pagine gialle del diritto, dell'economia per professionisti e manager ( da "ItaliaOggi Sette" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: società in nome collettivo e in accomandita semplice) e i soggetti equiparati;in quanto, in queste ipotesi, le eventuali cessioni delle partecipazioni danno origine a componenti positivi di reddito (plusvalenze) o a componenti negativi di reddito (minusvalenze) che concorrono alla formazione del risultato economico complessivo o reddito d'

Da parigi arriva la stilista andrea crews ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che propone un vero e proprio evento collettivo, in cui lo stilismo di moda s'intreccia con i linguaggi dell'arte e con l'attenzione al sociale. Oltre ad essere presente nel sistema della moda - con punti vendita in Francia, Giappone, Usa, Russia, Danimarca e Grecia - la stilista è infatti solita presentare la sua attività nei centri d'arte,

Un vertice per la sicurezza sulle tensioni all'università - lorenza pleuteri ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: togliere spazi al Collettivo universitario autonomo" e smantellare "le basi logistiche dei violenti". Marco Calgaro, stessi incarichi, casacca Pd, invoca "chiarezza sulla presenza, al momento dell'aggressione, di persone con bandiere dei partiti della maggioranza in consiglio" e ripete che "non è tollerabile che quattro faziosi impediscano ad una studentessa di sostenere gli esami"

"l'esame? poteva darlo liberamente" lei replica: "mi sono sacrificata" - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: presidio del collettivo, fuori dai cancelli della palazzina Einaudi di corso Regina, è cominciato soltanto alle nove e mezza. Vittima per strategia politica? Le ragazze del Cua parlano di "favoletta ben costruita" e mostrano le foto di Augusta Montaruli scaricate da internet, dove la ragazza del Fuan è accanto alla croce celtica o ha il braccio teso per il saluto romano a Predappio.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione dei governanti locali. Per un verso provvedimenti vessatori nei confronti dei cittadini, per altro politiche clientelari per gli "amici" che si concretizzano nella stabilizzazione dei precari in seno alle aziende, consulenze spesso inutili, moltiplicazione di tali società secondo il sistema delle scatole cinesi e inevitabile aumento dei costi di gestione di servizi carenti.

Guidi: <Il contratto? Tagliato ( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione ai veri protagonisti del contratto, imprenditori e lavoratori e mandare in soffitta gli standard convenzionali e la massificazione che hanno fatto da base all'utopia del contratto collettivo. Certo, la sfida che Federica Guidi definisce un "salto culturale" non significa cancellare del tutto i contratti di categoria ma togliere loro il peso eccessivo economico e normativo,

AZIONE COMUNE CONTRO LE FS SE TAGLIANO I TRENI PENDOLARI ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: danno dei pendolari noi proclameremo delle class action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo": lo sostengono in una nota Adusbef e Federconsumatori protestando contro il mancato trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni, per la conclusione dei contratti di servizio (250 milioni) e contro i tagli dei servizi ferroviari per i pendolari.

La giovane Guidi sogna i contratti individuali Dalla tribuna di Santa Margherita si ripetono gli attacchi ai sindacati e ai pubblici dipendenti ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Tra una settimana porterò un pacchetto di misure - annuncia - Già ho detto della class action estesa anche al pubblico. Tra le altre misure anche quella di rendere pubblici i tassi di ritardo con cui le pubbliche amministrazioni erogano i pagamenti. Altro punto sarà la tracciabilità di tutte le procedure per gli appalti e le gare".

Chi vuole far slittare la class action ? ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action"? Angelo De Mattia Entrerà in vigore, come prescritto, fra 22 giorni - il 29 giugno - la class action, l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, disciplinata dalla legge finanziaria 2008? Il dubbio è legittimo perché si stanno diffondendo voci su di un possibile slittamento - senza o con sostanziali modifiche -

Nessuna intenzione di impedire il regolare svolgimento degli esami, tanto più a chi non poteva ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dopo le tensioni di ieri all'università di Torino, il Collettivo universitario autonomo (Cua) replica così alle accuse di Augusta Montaruli, la studentessa di Azione universitaria-Fuan a cui sarebbe stato impedito di partecipare all'appello di Procedura Penale. "Un esame - è la versione del Cua - a cui non era neanche iscritta".

Dagli junior di Confindustria no al contratto collettivo ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: presidenza del Consiglio fino ai livelli locali e class action per la rimozione degli amministratori incapaci. E poi trasparenza a tutti i livelli: dalla pubblicazione dei compensi e dei tassi di assenteismo alla tracciabilità su Internet delle procedure di pagamento. "La tensione con i sindacati, che si alzano e si risiedono, è il piccolo folklore di chi non ha capito la posta in gioco"

Basta contratto collettivo , i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale ( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class action anche nel pubblico.

Treni pendolari a rischio ( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Verso una class action Treni pendolari a rischio Moretti, amministratore Fs: "Ci hanno tagliato i fondi" Antonio Sciotto ROMA Treni locali a rischio, messi a repentaglio dalla passata finanziaria (opera del governo Prodi) ma anche dall'insensibilità dell'attuale esecutivo.

È ora di contratti su misura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: lo standard collettivo impoverisce, centrare il modello sull'individuo Nicoletta Picchio SANTA MARGHERITA LIGURE Dal nostro inviato Ripete più di una volta che la sua non è una "ricetta", ma una "proposta culturale". Sta di fatto che il modello di relazioni industriali tratteggiato da Federica Guidi si spinge molto avanti,

SANTA MARGHERITA LIGURE Renato Brunetta superstar in riva al Tigullio. Infiamma la platea d ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: una class action che diventa lo strumento per rimuovere il dirigente o il politico irresponsabile o incapace. Una norma che sarà contenuta in un pacchetto di interventi che - promette il ministro - sarà presentato entro 10 giorni. "Penso anche alla pubblicazione internet dei ritardi con i quali lo Stato rimborsa i creditori o alla tracciabilità degli appalti,

Brunetta: "Una manovra da 36 milardi in tre anni" ( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro".

<Amministratori fannulloni? Licenzio pure loro> ( da "Libero" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Brunetta ha anche confermato di avere allo studio una sorta di "class action" per il settore pubblico. Il clima della giornata è assolutamente "bipartisan". Così il ministro offre un riconoscimento a Pietro Ichino che ha proposto i contratti macroregionali. Forse più caotico - ammette - "ma più capace di rispondere all'impatto differenziato della tecnologia sulle imprese".

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

<Basta contratto collettivo>, i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale ( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class action anche nel pubblico.

"Non ci sono stati blocchi È solo lotta antifascista" ( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Franca e una decina di studenti del Collettivo autonomo hanno convocato una conferenza stampa per raccontare la loro versione del nuovo scontro con i giovani di Azione Universitaria. Spiegano: "Abbiamo organizzato questo presidio perché alcuni studenti ci hanno segnalato un continuo volantinaggio di fascisti".

Economia e politica, senza amore che miserevoli mestieri ( da "Corriere Adriatico" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: dimostrarono che la ricerca del benessere individuale porta al benessere collettivo. Un "amore di sé" che non esclude l'altro, dunque. Peccato che non funzioni. La cosiddetta "economia del benessere" è un modello virtuoso che vale in teoria, ma non in pratica. Perché il soggetto che compie l'azione spesso persegue il suo fine anche a costo di danneggiare la collettività (in politica,

La Marcegaglia si augura uno spirito di pragmatismo e concretezza tra le parti ( da "Rai News 24" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ha precisato Class action "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi piu' tempo sulla legge sulla class action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La legge rischia di essere "penalizzante per tutti". "E' un problema serio in un Paese che ha una giustizia di questo tipo".

"Troppe tensioni nell'Università" ( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli.

<Recupero del centro storico con azioni condivise e incisive>Il consigliere Territo ( da "Sicilia, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: centro storico con azioni condivise e incisive"Il consigliere Territo chiede una voce specifica nel bilancio 2008 del Comune Ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle elezioni provinciali. Oltre che per il rinnovo del Consiglio, il 15 e 16 giugno si voterà per scegliere il nuovo presidente, per la cui carica - come è noto - sono in lista un esponente del centrodestra (

"Palazzo Nuovo e i centri sociali un problema di sicurezza" ( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli.

Ex Stamperia occupata e sgomberata ( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: poi interviene la polizia in forze Il Cam - Collettivo Autonomo Modenese, associazione di sinistra che s'ispira all'"autonomia operaia" - ha occupato nella notte tra venerdì e ieri l'ex Stamperia del Comune in via Monza. Ieri pomeriggio l'edificio è stato sgomberato con un blitz degli agenti di Polizia della Digos e 4 pattuglie in assetto antisommossa,

Lavoro, la parola d'ordine è deregulation Sacconi all'attacco delle regole. Epifani: dissenso radicale. Marcegaglia: no alla class action ( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: no alla class action di Bianca Di Giovanni inviata a S.Margherita Ligure ATTACCO Emma Marcegaglia sa che stavolta può farcela a scardinare le resistenze del sindacato sui contratti, a liberare le imprese dai vincoli indesiderati (regole sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla tutela dei consumatori) e magari anche a difendersi dalla Cina.

<Ecco perché abbiamo vinto> ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la partecipazione ai lavori per la Amp e altre azioni, anche di carattere minore, che quotidianamente ci hanno visti e ci vedono impegnati sul territorio e per il territorio". "IN MOLTI casi ? va avanti Feri ? abbiamo affrontato temi impopolari e politicamente poco appaganti, ma questa, caso mai, dovrebbe essere una ragione in più, da parte della gente,

Dal nostro inviato SANTA MARGHERITA LIGURE Tutto bene?...Tutto bene... ( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class action. Una legge che rischia di essere penalizzante per tutti". Punto e a capo. La verifica sarà quella del tavolo. Il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ancora da Santa Margherita, lancia un invito: "Il sindacato dimostri che è cambiato perchè nel frattempo il mondo è cambiato".

Lega delle democrazie, pia illusione ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: è falso sostenere che l'azione collettiva di un gruppo di democrazie (qualora l'Onu non possa agire) goda di una legittimità internazionale. Le democrazie assumono legittimità dal consenso di chi è governato; quando queste agiscono fuori dei propri confini, tale legittimazione non ha valore.

<Va rivista la legge sulla class action Si rischia la paralisi> ( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Va rivista la legge sulla class action Si rischia la paralisi" di Redazione "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo intervento a chiusura del convegno dei Giovani imprenditori, a Santa Margherita Ligure.

Grande attesa per la Febbre del sabato sera ( da "Corriere Adriatico" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: immaginario collettivo di mezzo mondo. La parabola del proletario Toni Manero semplice commesso in un negozio di Brooklyn di giorno, protagonista indiscusso all'Odissea 2001, invece, di notte torna dunque a rivivere nei panni (completo bianco d'ordinanza, camicia con colletto a punta e vistosi pantaloni a zampa d'elefante) di Stefano Scaramucci,

L'INCHIESTA SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA MAXIPERIZIA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.

Adusbef e Federconsumatori : "Class action contro Trenitalia" ( da "Sestopotere.com" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Federconsumatori proclameranno delle class action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo. è evidente che con un'inflazione che va oltre il 3,6%, il costo della benzina a 1,53 € al litro, uno Stato previdente e responsabile porrebbe il tema dello sviluppo ferroviario, urbano ed interurbano, al centro delle sue strategie economiche e sociali.


Articoli

04/06/2008 23:01 New Research Lifts the Lid on Cookery Lessons in Primary Schools (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

LONDON, June 5 /PRNewswire/ -- LONDON, June 5 /PRNewswire/ -- - Flora Launches 'Cooking With Schools' Initiative to Help Put Healthy Eating at the Heart of the Classroom Research released by Flora today reveals 93% of primary school teachers want the Government to take more class="hilite">class="term">action to improve cookery lessons in school, 99% of teachers believe teaching children how to choose and prepare healthy food is essential to good health. To help put healthy eating at the heart of the classroom, the Flora team is launching Cooking with Schools, an initiative that will offer free cooking equipment to all primary schools across the UK and Ireland and provide teachers with comprehensive resource packs. - Timing is everything: 88% of primary school teachers want more cookery lessons to take place at their school with a third (34%) of all primary schools in the UK having a cookery lesson once a term or less - Tools of the trade: Almost three quarters (72%) of primary school teachers stated they need more equipment to provide effective cookery lessons. Over a third (37%) of teachers rated the cookery equipment as poor or below average with a quarter (25%) stating equipment is over 10 years old. A third of schools (33%) have fewer than 5 wooden spoons per class! - Insufficient instruction: Over two thirds (69%) of teachers feel they are currently not getting enough guidance or support from the Government to deliver stimulating cookery lessons - A recipe for success: As well as providing knowledge of food preparation and good health, 92% of primary school teachers believe cookery lessons are a valuable way of teaching children core maths skills and two thirds (68%) say they also teach children about geography and provenance - The seeds of good health: Over two thirds (69%) of primary school teachers do not think, at present, children are leaving primary school with a good understanding of how to choose and prepare healthy food Ed Balls, Children, Schools and Families Secretary, has stressed the importance of teaching children how to cook, "Simple cooking is a fundamental skill that every young person should master - it is at the heart of tackling obesity and will enable future generations to understand food, diet and nutrition; and put together healthy meals for their entire lives." The Flora team is committed to making the nation's hearts healthier by helping to reduce current overconsumption of saturated fat. By switching from butter to Flora, we could reduce our intake of saturated fat significantly to help meet the Government's recommended daily allowance, and help the nation live healthier for longer. To register tokens from Flora packs for your child's school go to http://www.cookingwithschools.com Notes to Editors: Flora's Cooking with Schools tokens are worth at least 20p each and just one large pack would provide your school with GBP1 to spend. Tokens are available on all Flora packs including Flora Original, Flora Light, Flora Extra Light, Flora No Salt, Flora Buttery, Flora Omega 3 and Flora White. The research was carried out by Tickbox.net between 31.03.08 and 08.04.08 amongst a nationally representative sample of 530 Primary School Teachers. For further information, please contact the Flora press office: +44-20-7331-5435, florapressoffice@uk.cohnwolfe.com.

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Letture di diritto (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi (La Legge)" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - La Legge Numero 133, pag. 19 del 5/6/2008 Autore: Anita Scorza a cura di Francesco Romano Visualizza la pagina in PDF     Letture di diritto Autori - Claudio Consolo, Marco Bona, Paolo Buzzelli Titolo - Obiettivo Class Action: l'azione collettiva risarcitoria Casa editrice - Ipsoa, Milano, 2008, pagg. 337 Prezzo - Euro 46 Argomento - Attraverso la legge finanziaria per il 2008 è stata introdotta anche nel nostro ordinamento la Class Action, ovvero l'azione collettiva risarcitoria. La novella normativa ha come obiettivo principe quello di innalzare il livello di tutela di un particolare contribuente debole, il consumatore, in funzione dello scopo dei suoi acquisti. In realtà, quella italiana, è, come fa notare Vincenzo Carbone nella prefazione all'ottimo lavoro in recensione, solamente una disposizione di principio a carattere prevalentemente processuale (inserita nel codice del consumatore con l'art. 140-bis) e non una meditata regolamentazione alla cui mancanza dovrà supplire l'interpretazione giurisprudenziale. Il testo scritto da Consolo, Bona e Buzzelli pone una prima, ma attenta e accurata, riflessione dell'istituto dell'azione collettiva risarcitoria. In particolare esamina i soggetti legittimati alla proposizione, la tipologia di cause che possono essere collettivamente gestite; i requisiti per la proposizione di questa azione; le modalità di partecipazione dei consumatori al processo collettivo; le prospettive risarcitorie; gli effetti della prescrizione dei diritti dei singoli danneggiati; i profili procedurali e processuali dell'azione. In definitiva, l'opera fornisce un indispensabile approfondimento per quanti vorranno utilizzare questo nuovissimo strumento di tutela collettiva. Autori - A cura di Luigi Viola Titolo - I danni cagionati dallo Stato, dalla Pubblica Amministrazione e dal Fisco Casa editrice - Halley editrice, Macerata, 2008, pagg. 766 Prezzo - Euro 32 Argomento - Nell'ampio panorama del risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla lesione di un interesse costituzionalmente tutelato, si inserisce anche l'evoluzione concernente il risarcimento dei danni causati dai cosiddetti poteri forti. Al rafforzamento della tutela del cittadino di fronte alla pubblica amministrazione ha contribuito in particolare la sentenza Sez. Un. del 1999 n. 500, in cui il giudice di legittimità ha espressamente ammesso la risarcibilità degli interessi legittimi. Il presente lavoro, dal taglio prettamente pratico, offre una disamina organica del risarcimento dei danni cagionati dai "soggetti" pubblici. Il libro è diviso in tre parti, nella prima gli autori esaminano i danni derivanti dalla mancata attuazione delle direttive comunitarie da parte dello stato e quelli causati dall'esercizio della funzione giudiziaria. La seconda è dedicata alle ipotesi di responsabilità in cui può incorrere la pubblica amministrazione (da contatto, contrattuale, precontrattuale) e ai tipi di danni risarcibili. L'ultima parte, invece, ha a oggetto la responsabilità del Fisco, ovvero dell'amministrazione finanziaria, riconosciuta per la prima volta nel 1999 con la sentenza Sez. Un. n. 722. Autori - A cura di A. Nicita, G.B. Ramello, F. Silva Titolo - La nuova televisione. Economia, mercato, regole Casa editrice - il Mulino, Bologna, 2008, pp. 392 Prezzo - Euro 29 Argomento - La rivoluzione tecnologica del settore delle comunicazioni, avviata durante gli anni Novanta, si manifesta oggi in tutta la sua portata. Con il fenomeno della convergenza tecnologica si sono moltiplicate le piattaforme trasmissive attraverso le quali è possibile veicolare uno stesso contenuto multimediale. Le modalità di fruizione dei contenuti audiovisivi sono cambiate, ridefinendo in modo sostanziale la geografia e i confini della televisione tradizionale, non solo come "prodotto", ma anche come modello di business. Questo processo ripropone i noti e irrisolti dilemmi regolatori del panorama televisivo italiano, nella transizione dai vecchi ai nuovi modelli televisivi. Di particolare rilievo, inoltre, l'analisi sulla possibile disciplina, non solo in chiave antitrust, dei mercati internazionali dei diritti sui contenuti televisivi. Problema, questo, sempre più complesso in ragione delle molteplici forme di fruizione dell'opera audiovisiva rese possibili dallo sviluppo tecnologico. Il volume affronta, secondo una prospettiva interdisciplinare alla frontiera tra economia e diritto, i diversi problemi posti dalla nuova tv: dall'evoluzione del mercato e dei suoi modelli di consumo alle dinamiche concorrenziali; dai recenti mutamenti del quadro normativo a livello nazionale ed europeo agli scenari di mercato e concorrenziali frutto della rivoluzione digitale. Autori - Armando Roncher, Giorgia Demozzi, Domenica Ferraro Titolo - L'ammortamento. Disciplina civilistica e tributaria Casa editrice - Seac, Trento, 2008, pagg. 523 Prezzo - Euro 25 Argomento - L'ammortamento è un procedimento tecnico-contabile con il quale il valore del bene strumentale viene ripartito nei diversi esercizi in proporzione al deperimento, all'obsolescenza e al consumo subito dallo stesso nell'attività produttiva. Per effetto dei recenti provvedimenti legislativi sono entrate in vigore, con decorrenze differenziate, importanti novità relative ai beni ammortizzabili, materiali e immateriali e al relativo processo di ammortamento. Il testo, che fornisce opportuna distinta evidenziazione di aspetti civilistici e aspetti fiscali, analizza la disciplina dell'ammortamento dei beni materiali e immateriali acquisiti dall'impresa e dall'esercente arti e professioni, anche alla luce delle novità emanate in materia dal legislatore e dei chiarimenti forniti mediante prassi amministrativa. Fra i numerosi argomenti presi in esame, si citano le spese di manutenzione e riparazione su beni di terzi, il software, l'imputazione dei contributi in conto capitale, in conto impianti o in conto esercizio. A chiusura della pubblicazione sono, infine, riportate, oltre alla principale normativa/prassi dettata in materia, le tabelle ministeriali aggiornate dei coefficienti di ammortamento.

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I Piccoli proprietari propongono maxi-causa contro il ritardo degli sfratti (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Azione legale collettiva PROPRIETARI senza tutele in caso di sfratto, inquilini che ricorrono a escamotage per posticipare la data dell'esecuzione. La soluzione a tutti i mali la propone l'Associazione dei Piccoli Proprietari di Case (Appc), che assieme ad Assoutenti ha lanciato ieri un'inedita iniziativa che si propone di mettere insieme per una maxi-causa di risarcimento comune tutti i proprietari di case danneggiati da un provvedimento di esecuzione di sfratto eseguito con ritardo. "Vogliamo fare un appello a tutti i proprietari che si trovano in questa situazione - dice Gatto - A Genova ogni dieci sfratti due vengono sospesi in modo arbitrario". Un secondo fronte verrà aperto su un problema interpretativo del "decreto Mille Proroghe" che permetterebbe il rinvio dello sfratto a coloro che dimostrino un reddito inferiore ai 27 mila euro. "È solo uno dei requisiti - precisa Marco Evangelisti, presidente Appc - vanno aggiunti anche l'età e altri disagi legati a malattie o a persone handicappate a carico". 05/06/2008.

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<GLI ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi C (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

ASCOLI pag. 4 "GLI ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi C... "GLI ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi Comunali non possono ricadere sulle tasche dei cittadini che provvedono al pagamento della Tarsu. L'azienda? denuncia Pino Marcucci, segretario provinciale dell'Unione Generale del Lavoro? partecipata al 100% dal comune, disperde risorse finanziarie per rispondere agli atti censurabili di chi non rispetta le regole giuridiche, umane e professionali". L'azione legale della signora Rosella Guerrieri prosegue:senza lavoro dal gennaio 2007, dopo il subentro dell'Ascoli Servizi Comunali alla Formula Ambiente, e in seguito alla mancata riassunzione, prevista in base all'articolo 6 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dell'azienda precedente, fa ricorso al Tribunale di Ascoli. Con sentenza depositata in cancelleria il 6 maggio 2008, il giudice emette sentenza a favore della reintegrazione lavorativa della donna, condannando la resistente a rifondere le spese del giudizio liquidate in 4.975 euro, ai quali andrà eventualmente aggiunto un risarcimento per i tempi di inattività, dichiarando costituito il rapporto lavorativo dal primo gennaio 2007. Data l'immediata disponibilità a prendere servizio, la signora incontra, il funzionario responsabile Censori e il consulente del lavoro Mariani, alla presenza del Presidente dell'Ascoli Sevizi Comunali. La proposta fatta alla lavoratrice prevede un demansionamenrto di 4 gradi, dal livello 6A al 2A, offrendo alla ricorrente, dapprima impiegata nell'area tecnico-amministrativa con stipendio netto di 1.500 euro, il posto alternativo come operatrice ecologica, imponendole, in modo implicito, il venir meno della propria professionalità. La Signora Rosella prosegue la protesta presentandosi, nei giorni successivi, nella sede dell' Ascoli Servizi Comunali, con la disponibilità a prendere servizio negli uffici. Il 3 giugno riceve un telegramma e una lettera raccomandata avente ad oggetto la risoluzione del rapporto di lavoro con effetto immediato causato dal rifiuto della donna all'adempimento dello svolgimento lavorativo. " Faremo ricorso velocemente? assicura il segratario provinciale dell'Ugl? abbiamo le ragioni per vincerlo: è un procedimento inefficace per mancato rispetto delle norme sul licenziamento previste dallo Statuto dei lavoratori". Federica Andolfi.

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La <banda dello spray> è tornata in azione ad Arco (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

La "banda dello spray" è tornata in azione ad Arco La "banda dello spray" è tornata in azione ad Arco. Ed ha imbrattato i muri dell'asilo nido comunale di via Donatori di Sangue oltre ad una targa del vicino "Giardino della pace". Scritte oscene, uguali a quelle apparse tempo fa sulla sede della polizia municipale o nel sottopasso di viale Santoni o ancora al Circolo Pensionati di viale delle Palme. Non si tratta di fatti recenti, ma solo ieri - come riferiamo a parte - l'assessore comunale al patrimonio Mauro Ottobre ha preso posizione dando mandato al legale del Comune, l'avvocato Barbara Zampiero, di procedere con una denuncia contro ignoti per danneggiamenti. Del resto anche se c'è qualche sospetto sugli autori dell'ennesimo atto vandalico in questi casi, si sa, è essenziale per l'avvio dell'azione penale cogliere in flagranza di reato i teppisti. Resta però il fatto che sistematicamente in città edifici comunali vengono presi di mira. E il ripristino è a carico alla fine della collettività. L'assessore Ottobre ieri ha preannunciato un'azione decisa, anche nelle scuole, per sensibilizzare studenti, insegnanti, genitori su quello che sta veramente diventando un problema oltre che un fenomeno incomprensibile. Tolleranza zero insomma d'ora in poi per chi fosse colto sul fatto o comunque ritenuto responsabile di questi danneggiamenti al patrimonio comunale. 05/06/2008.

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Mamiani, gavettoni della destra e l'agguato finisce su youtube - tea maisto (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XI - Roma Blocco studentesco contro gli studenti di sinistra Mamiani, gavettoni della destra e l'agguato finisce su YouTube La settimana scorsa erano stati i giovani dei collettivi a colpire i rivali politici TEA MAISTO Studenti antifascisti del classico Mamiani da una parte, esponenti di Blocco Studentesco (vicini a Casa Pound) dall'altra: le distanze ideologiche si combattono anche con i gavettoni. La settimana scorsa i ragazzi del classico avevano tirato acqua contro un gruppo di studenti di destra che stava distribuendo il loro giornale davanti all'istituto di Prati e la risposta non si è fatta attendere. Ieri esponenti di Blocco Studentesco sono arrivati con auto e motorini: hanno accesso un fumogeno, gettato acqua, uova e farina contro gli studenti e hanno ripreso poi il tutto con la telecamera. Il video è in rete su You Tube. "Prendendo spunto dalla simpatia dei ragazzi del collettivo antifascista del Mamiani, i quali la scorsa settimana avevano pensato bene di bagnare un paio di ragazzi mentre distribuivano un giornalino - scrive in un comunicato Blocco Studentesco - oggi (ieri per chi legge) all'entrata circa trenta militanti di Blocco hanno deciso di rispondere organizzando una grande 'gavettonata'. L'azione è stata portata avanti in grande stile, acqua, uova e farina l'hanno fatta da padrone. Ci dispiace solo per gli studenti del Mamiani che non hanno nulla a che fare con il collettivo antifascista e magari sono stati colpiti anche loro dallo scherzo, ma di questo devono ringraziare i loro 'compagni' di scuola che la scorsa settimana si erano dimostrati così 'simpatici' ". Anche gli studenti del Mamiani, dove oggi pomeriggio sarà proiettato il film NaziRock, rispondono con un comunicato: " Sembra che costoro, profondamente colpiti nel loro orgoglio virile e italico abbiano sentito la necessità di provare a cercare, senza successo, una surreale 'rivincita'. Vediamo nel video, che si erano caricati in macchina uova, pomodori, farina in quantità, che però non hanno usato e probabilmente serviva solo a fare scena per il patetico video di propaganda". "Una ragazza è anche caduta dal motorino - spiega uno studente - Per colpa del fumogeno non riusciva a vedere nulla. Per fortuna non si è fatta male seriamente".

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Il comitato non si arrende "Illegali le bollette rifiuti" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

NICHELINO PROTESTA CONTRO IL CONSORZIO COVAR Il comitato non si arrende "Illegali le bollette rifiuti" [FIRMA]MASSIMILIANO PEGGIO NICHELINO Non si arrende il comitato "anti-Covar" di Nichelino, determinato a promuovere i ricorsi contro l'Iva nelle bollette rifiuti. "Pagare il 10 per cento dell'Iva sugli importi delle bollette è illegale. Lo dice una sentenza della Cassazione" tuona Bruno Baldini, portavoce del comitato, annunciando nuove iniziative. Una protesta non nuova, sollevata da altri comitati in guerra contro il "porta a porta", in merito al concetto tra tariffa e imposta. class="hilite">Molti sognano un'azione di massa, una "class="term">class class="term">action" contro il Covar. In più, i comitati accolgono come sfida gli ultimatum lanciati dei giorni scorsi dal presidente del consorzio, Giuseppe Massimo, sull'avvio delle procedure coattive per perseguire chi non paga le bollette per intero. I crediti ammontano ad oltre 20 milioni di euro, e Nichelino è il Comune più "indisciplinato", soprattutto nel settore produttivo. "La nostra - aggiunge Baldini - è una protesta contro l'incapacità del presidente Massimino, contro il carrozzone del Covar e contro il Comune che non tutela i cittadini". Dall'altro fronte invece si replica alle invettive dei comitati evidenziando le possibili ripercussioni contabili dei ricorsi. Lo ha fatto il Covar 14 e lo ripete l'assessore Renato Marando, confrontando numeri e interpretazioni legali. Afferma: "La questione Iva è complessa e può diventare un boomerang per i cittadini. In teoria chi fa ricorso ha buone possibilità di vincere ma non avrà benefici, perché la quota Iva diventerà una voce di costo. Basta dire che se tutti i cittadini di Nichelino vincessero il ricorso, il costo complessivo della raccolta rifiuti aumenterà di circa 800 mila euro l'anno. Il gioco non vale la candela".

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Caro tasse, tornano i collettivi (sezione: Class action)

( da "Corriere di Bologna" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-05 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Stasera la protesta Caro tasse, tornano i collettivi Una manifestazione in piazza Verdi per proseguire la protesta contro il rincaro delle tasse universitarie, cominciata due giorni fa con l'occupazione del Senato accademico. è stata convocata da Spazio sociale studentesco e dai collettivi universitari Crash e Cua, per stasera alle 18. "Abbiano occupato il Senato - spiega il collettivo - per sottolineare che non contribuiremo con un euro in più a mantenere questa università. La risposta del rettore è stata quella di ordinare lo sgombero. Dopo anni, le forze dell'ordine sono tornate ad usare la forza all'interno l'Università. Ma la palese provocazione non è stata e non sarà colta. Tutto ciò non distoglierà l'attenzione da quella che è la sostanza politica della nostra azione e del provvedimento contro il quale era rivolta". La manifestazione, che potrebbe tradursi in un mini corteo in via Zamboni, è anche contro l'ordinanza antibivacco.

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La probabilità della qualità (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-06-05 - pag: 9 autore: CROSSROADS SULLA STRADA DEI NUOVI MEDIA DI LUCA DE BIASE La probabilità della qualità S crive Roberto Vacca nel suo celebre Anche tu matematico, saggio di divulgazione della scienza dei numeri, che la matematica serve innanzitutto per ridurre le probabilità di farsi imbrogliare. Per la verità, allo stesso scopo servirebbe conoscere oltre ai numeri anche il senso delle parole. E, generalizzando, in questo periodo di grande transizione culturale, nel quale la gran parte delle definizioni è messa in discussione, il vero problema è associare tutte le scienze e le pratiche dell'approfondimento in una grande iniziativa di divulgazione partecipata, per combattere l'oscurantismo degli slogan e dei preconcetti. è un programma liberatorio e democratico, sicuramente strategico: perché se l'azione collettiva viene dal consenso, l'agenda è troppo spesso indirizzata dalla ripetizione di concetti facili e predigeriti, mentre il ragionamento controllato è più raro e difficile. C'è chi pensa che tutto questo si possa correggere facendo leva solo sulla riforma spontanea del sistema dei mezzi di comunicazione. Perché alcuni media, come la televisione, sarebbero più compatibili con la gestione del consenso attraverso gli slogan, mentre i media sociali, come i blog, porterebbero all'insieme un maggiore approfondimento. Può essere vero. Ma non dipende dai media: dipende dal modo di utilizzarli. Perché si può anche fare tv di qualità e blog di banalità. Il che è tutt'altro che improbabile. Ma quali sono le dinamiche che possono favorire la qualità? Di certo la tecnologia è un'opportunità. Ma non più di questo. La profondità del dibattito intorno alle questioni rilevanti per l'agenda delle decisioni prioritarie di una popolazione dipende dalla qualità delle informazioni che sono a disposizione delle persone e, insieme, dalla loro capacità di interpretarle criticamente. Mentre la forza con la quale le decisioni vengono perseguite dipende dalla quantità di persone che hanno accesso a quelle informazioni e concordano sulle interpretazioni. Insomma: il risultato finale è tanto migliore quanto maggiore è la collaborazione tra gli specialisti orientati a condividere e divulgare il loro sapere e coloro che partecipano alla costruzione delle dinamiche del consenso e dell'azione collettiva: dai leader culturali all'insieme composito del pubblico attivo. Che cosa può favorirne la collaborazione? L'approccio a una soluzione dipende dalla visione del futuro adottata dai leader culturali e dal pubblico attivo. E dunque, che cosa può portare a una visione condivisa che indirizza costoro verso un'azione comune? Ovviamente non è realistico rispondere in poche righe. Ma un punto è chiaro. Lo spontaneismo dei cultori del "bottom up" non è sufficiente a incentivare l'approfondimento e la diffusione di ragionamenti controllati. Ma è vero anche che non si può rispondere in chiave meramente "top down": qualcuno certamente immagina di poter ancora controllare i processi con la comunicazione, alternativamente puntando sull'eccesso di informazione oppure impedendo la diffusione di informazione. Come mostrano Charlene Li e Josh Bernoff, di Forrester Research, autori di Groundswell - Winning in a world transformed by social technologies, ogni strategia basata sul controllo rischia di fallire per la complessità dell'ecosistema dell'informazione che si vorrebbe, appunto, comandare a bacchetta. Molto più realistico puntare sull'ascolto, il servizio e la profondità della proposta intellettuale che si porta al pubblico attivo. Una strategia di manipolazione rischia di condannare chi la persegue a impiegare tutte le sue energie per difenderla incessantemente. In questo contesto, è probabile che chi scommette sulla qualità sia favorito. lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com {.

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La musica salva Piazza San Marco (sezione: Class action)

( da "Corriere del Veneto" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-06-05 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La musica salva Piazza San Marco Quattro concerti: ogni sms inviato accende una luce e contribuisce ai restauri Mara Venier madrina dell'iniziativa. Obiettivo: un milione di euro per cominciare, ma sarà replicata ogni anno VENEZIA - Più di un milione di euro, solo per iniziare. Questo l'obbiettivo più ambizioso di Sms Venice (Saint Mark Square), un "minifestival deluxe " in cui la musica salva i marmi di piazza San Marco e ci mette lo zampino anche la tecnologia del "messaggino" con cui, durante tutto il mese di luglio si potrà donare un euro per i restauri dei monumenti marciani. Poche date, quattro e concentrate nel mese di luglio e un palcoscenico d'eccezione, piazza San Marco. Una piazza per cui il traguardo di una manutenzione ordinaria ma costante è ancora lontano. Il futuro prossimo, ha ricordato ieri alla presentazione dell'iniziativa l'architetto Renata Codello, sovrintendente veneziana, è ancora costellato di restauri radicali e onerosi. Milioni di euro che non possono arrivare né dallo Stato né dal Comune. I concerti Così la missione impossibile è stata affidata a Fran Tomasi, il manager di eventi che porterà in piazza, nell'ordine, i Momix (8 luglio con un Best of), Elton John (il giorno seguente con un concerto solo piano) che si esibisce a titolo gratuito per la città dove ha preso casa, Giovanni Allevi (14 luglio) con un'orchestra di trenta elementi per presentare il nuovo album e, per finire, Gilberto Gil (15 luglio), padre nobile della Bossa Nova, nonché ministro della cultura brasiliano con un duetto sperimentale prima con Mart' Nalia e poi con Venezia Suona Big Band. Nomi di spicco del panorama internazionale che, tradotti in aride cifre significano un incasso minimo per l'amministrazione e la sovrintendenza, alla voce restauri, di 200.000 euro. Una cifra certa comunque vada. E destinata a crescere secondo le variabili della bigliettazione, della presenza di sponsor e dell'sms solidale. Sms e pixel Il principio dell'sms è un po' quello che ha fatto la fortuna di manifestazioni come Telethon per la ricerca. Milioni di piccoli contributi che potrebbero diventare un appuntamento fisso. "L'amministrazione non può farcela da sola - ha ricordato il sindaco Massimo Cacciari - ecco che allora iniziative come questa diventano fondamentali ". Pure Mara Venier ha preso a cuore l'iniziativa diventandone la madrina. "Per 20 giorni - ha spiegato l'organizzatore, Fran Tomasi - in piazza San Marco ci sarà un palco con, ai lati, sulle torri delay, una riproduzione in pixel di Palazzo Ducale, un simbolo di San Marco. E ad ogni sms si accenderà un pixel in tempo reale". La campagna di sensibilizzazione si appoggerà anche ad un sito con tanto di blogger per veneziani e turisti che vogliano scrivere (www.smsvenice.com). I cantieri "Chi ama questa città deve poter contribuire - spiega l'architetto Codello - la tutela e la salvaguardia dei monumenti sono una azione collettiva". Concretamente, significa che con i 200.000 euro di fisso legati a Smsvenice, si potrà aprire il cantiere pilota con tre arcate della Procuratie Nuove per il restauro della pavimentazione a quadrotti bianchi e rossi, le volte dei sottoportici e gli elementi lapidei. L'altro intervento in programma, fondi permettendo, è il restauro della Bocca di Piazza San Gimignan per cui occorrono 400.000 euro e la facciata dell'Ascension, il "retro" dell'ala napoleonica che richiede un impegno di 6-700.000 euro. Intanto procedono i lavori sponsorizzati da quello che è ormai il main sponsor della piazza, la britannica Plakativ Media Limited che ha già finanziato il restauro della facciata della Marciana che sarà finito per il 31 luglio. Sponsor e cantiere si spostano lungo altre 6 arcate delle Procuratie Nuove finanziate, però, anche dal Ministero per i Beni Culturali. Gli altri conntieri in programma sono la doppia serata di Emergency, il 22 luglio con Joan Baez e Vinicio Capossela e, con ogni probabilità, per il "Concerto per la pace" che quest'anno, dopo Morricone, dovrebbe essere assegnato ad Andrea Bocelli "ingaggiato" (con un cachet, si dice, di circa 700.000 euro) dal Casinò dopo che erano sfumate le trattative "solidali" fra Tomasi e il cantante. Martina Zambon.

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Piazza verdi, fischi e insulti agli agenti - carlo gulotta (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Bologna Piazza Verdi, fischi e insulti agli agenti Notte di tensione con due denunce. E oggi sfilano i collettivi Assediato l'ufficio dei vigili per protestare contro l'identificazione di un ragazzo CARLO GULOTTA FISCHI e insulti agli agenti, il tentativo della "piazza" di sottrarre un ragazzo all'identificazione, fermato per aver ripreso col telefonino le proteste contro l'anti-bivacco, l'ufficio dei vigili sotto assedio, una bottiglia che s'infrange contro la vetrata, due denunce, un "contatto" cogli agenti schierati a difesa della polizia municipale. Una notte difficile in piazza Verdi a poche ore dal presidio dei collettivi universitari che oggi alle 18 si ritroveranno qui per protestare contro il caro-tasse all'Ateneo e la nuova "tolleranza zero" che punisce con le multe anti-bivacco anche a chi in piazza sta seduto soltanto a bere una birra. Dicono i ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco: "Oggi ci riprenderemo la piazza, se avremo le forze per farlo sfileremo in corteo in via Zamboni e faremo un'azione di disobbedienza contro l'anti-bivacco. No alla piazza militarizzata". Insomma, dopo una notte di tensione, quella fra martedì e mercoledì, s'annuncia un'altra giornataccia nel cuore della cittadella universitaria. E come spesso accade, su quanto è accaduto l'altra notte bisogna registrare due diverse "verità": i ragazzi dello Spazio Sociale e del Cua, presenti dopo l'occupazione, lo sgombero del Rettorato e, in serata, un mini corteo spontaneo partito da Giurisprudenza, dicono che i poliziotti hanno messo mano ai manganelli e che qualcuno è rimasto contuso. La Questura, che pure ammette il "contatto" fra i giovani e gli agenti con caschi e scudi davanti all'ufficio dei vigili, sostiene invece che non ci sono state cariche e che i manganelli non sono stati usati. Di certo c'è che un ragazzo è stato portato a forza nella sede dei vigili per aver filmato col telefonino le prime fasi della protesta, verso le 19,30, quando i blindati della polizia sono entrati in piazza Verdi per il servizio notturno. Che i "compagni", alcune decine, secondo la polizia hanno cercato di sottrarlo al controllo e che due giovani dell'area antagonista sono stati denunciati: minacce e resistenza per un giovane di 21 anni, noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e "getto pericoloso di cose", resistenza e favoreggiamento per la ragazza, 23 anni (precedenti di polizia per resistenza e occupazione di edifici) accusati dalla Questura di aver aizzato la folla nel tentativo di "salvare" l'amico nelle mani dei vigili. Nessuna multa anti bivacco, in una notte di tensione che fa emergere una volta di più il controllo di piazza Verdi come una questione di ordine pubblico. E dove ognuno vuol dire la sua: stamattina l'associazione studentesca "Altra Babele" annuncia nella vicina piazza Rossini un' "azione eclatante" per riqualificare la zona universitaria. Opposta la versione dei ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco sulla baruffa. Dice Stefano Biosa del Collettivo: "quando la polizia è arrivata in piazza Verdi, alle 19,30, si sono levati cori e fischi, e un ispettore ci ha ordinato di spegnere subito la musica altrimenti "sarebbe andata a finire molto male". Abbiamo chiesto l'intervento della Digos, non volevamo che la tensione salisse, ci è stato risposto che "non ci sono mediazioni su piazza Verdi". Il resto è storia: un ragazzo fermato in modo "ruvido" solo per aver filmato col telefonino le prime fasi della protesta (gli agenti l'hanno circondato e gli hanno ordinato di cancellare le immagini in loro presenza) i due denunciati e le botte davanti all'ufficio dei vigili, fra mezzanotte e l'una. Io c'ero, assieme ad altri compagni: i manganelli sono stati usati ed è volato pure qualche cazzotto". Di com'è andata, ieri mattina s'è discusso ai piani alti della Questura, e il questore Merolla ha ascoltato il funzionario che era di turno l'altra sera per l'ordine pubblico. Che sia stata una serata d'emergenza lo conferma anche il tipo di intervento fatto dalla polizia per individuare i due giovani che avrebbero aizzato la folla, individuati e denunciati in tempi successivi, dopo una battuta in via San Vitale, quando ormai la cittadella universitaria s'era svuotata: una tattica per evitare i rischi di una reazione incontrollabile.

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Sospensione degli sfratti: parte una class action (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

DAI PROPRIETARI Sospensione degli sfratti: class="hilite">parte una class="term">class class="term">action I piccoli proprietari di casa della Liguria, insieme ad Assoutenti, hanno annunciato un'azione collettiva di risarcimento danni contro il Ministero di Grazia a Giustizia. All'origine di questa "class="term">class class="term">action" ci sono le numerose sospensioni degli sfratti concessi dal Tribunale di Genova agli inquilini morosi. "La sospensione per morosità non è prevista - ha spiegato Paolo Gatto, consigliere nazionale Appc -. La normativa nazionale prevede la sospensione degli sfratti solo per terminata locazione". Malgrado ciò, in Liguria molti morosi continuano a depositare istanze di sospensione. "Istanze spazzature", vengono definite dai piccoli proprietari. Poi il giudice può decidere di respingere la sospensione ma per rimettere in piedi la pratica di sfratto occorrono almeno tre mesi. Tanto che, è stato calcolato, su dieci sfratti richiesti, due mediamente vengono sospesi, dicono i piccoli proprietari, "in modo completamente arbitrario". La richiesta collettiva di risarcimento nasce dal fatto che i proprietari si ritengono danneggiati dal Ministero della Giustizia non solo per la violazione della legge, ma anche perché la decisione è la conseguenza di un'istanza "abnorme, presentata al di fuori dei tempi e dei modi della legge". All'origine di questo problema, che sembra essere specificatamente ligure, ci sarebbe l'interpretazione della normativa nazionale adottata dal Sunia Liguria, il sindacato degli inquilini, secondo cui lo sfratto può essere sospeso a soggetti che dimostrino un reddito annuale inferiore ai 27 mila euro. "Ma questo è solo uno dei requisiti - ha ricordato Marco Evangelisti presidente Nazionale Appc - al quale vanno aggiunti anche l'età (65 anni) e altri disagi legati a malattie o a persone handicappate a carico. Noi non ce l'abbiamo con il Sunia, ma certo questa loro interpretazione ha spinto molti morosi a presentare istanza di sospensione".\.

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Rette e caro-affitti strozzano gli universitari (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Il caso La class="term">class class="term">action studentesca Rette e caro-affitti strozzano gli universitari MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da tasse - ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli studenti li rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la violazione del decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza chi ha un reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi passati gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica, in vista del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su tutta la linea. "Nel 2007 l'ateneo ha incassato 65 milioni di tasse, 6 in più del tetto massimo - spiega Costanza Mottino, dell'Udu -: è come se, in media, ogni studente avesse pagato 95 euro più del dovuto". C'è di più: agli studenti proprio non piace che ogni anno "nei bilanci di previsione l'Università stimi 4 o 5 milioni di tasse in meno di quanto incasserà - dice Orsi -; così, sottostimando le entrate, si chiedono più soldi del dovuto". L'Udu ha presentato una documentata e approfondita bozza di un nuovo regolamento e, contestualmente, una campagna contro il caro-affitti, l'altra spina nel fianco dell'economia studentesca: "In tre anni gli affitti sono aumentati del 150% - dice Alessandro Orsi -, il 250% in più nelle "zone rosse", quelle vicino alle facoltà, come il Centro e la zona attorno al Politecnico". L'azione legale cercherà di colpire chi specula sulla difficoltà degli studenti di trovare posti letto convenienti e per periodi limitati: agenzie private che promettono aiuto in cambio di quote d'iscrizione che si aggirano sui 200 euro e che, spesso, non portano a nulla. Un bel giro d'affari, considerando che almeno il 20% degli studenti torinesi è un fuori sede. La notizia di un'imminente class="term">class class="term">action contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti: "Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio dell'ateneo". La proposta di creare un sistema di tassazione personalizzata per ogni singolo studente è, invece, "impraticabile: si imporrebbe a tutti di presentare l'Isee. Anzi sarebbe interessante capire come mai il 50% degli studenti l'Isee non lo presentano per niente...". Il rettore ribadisce che, da anni, le tasse non vengono neanche adeguate all'inflazione e le fasce sono tarate sulla base di uno studio dell'Osservatorio Regionale, e che "il prossimo anno si rientrerà sicuramente nel 20%".

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Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da tasse - ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli studenti li rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la violazione del decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza chi ha un reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi passati gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica, in vista del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su tutta la linea. "Nel 2007 l'ateneo ha incassato 65 milioni di tasse, 6 in più del tetto massimo - spiega Costanza Mottino, dell'Udu -: è come se, in media, ogni studente avesse pagato 95 euro più del dovuto". C'è di più: agli studenti proprio non piace che ogni anno "nei bilanci di previsione l'Università stimi 4 o 5 milioni di tasse in meno di quanto incasserà - dice Orsi -; così, sottostimando le entrate, si chiedono più soldi del dovuto". L'Udu ha presentato una documentata e approfondita bozza di un nuovo regolamento e, contestualmente, una campagna contro il caro-affitti, l'altra spina nel fianco dell'economia studentesca: "In tre anni gli affitti sono aumentati del 150% - dice Alessandro Orsi -, il 250% in più nelle "zone rosse", quelle vicino alle facoltà, come il Centro e la zona attorno al Politecnico". L'azione legale cercherà di colpire chi specula sulla difficoltà degli studenti di trovare posti letto convenienti e per periodi limitati: agenzie private che promettono aiuto in cambio di quote d'iscrizione che si aggirano sui 200 euro e che, spesso, non portano a nulla. Un bel giro d'affari, considerando che almeno il 20% degli studenti torinesi è un fuori sede. class="hilite">La notizia di un'imminente class="term">class class="term">action contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti: "Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio dell'ateneo". La proposta di creare un sistema di tassazione personalizzata per ogni singolo studente è, invece, "impraticabile: si imporrebbe a tutti di presentare l'Isee. Anzi sarebbe interessante capire come mai il 50% degli studenti l'Isee non lo presentano per niente...". Il rettore ribadisce che, da anni, le tasse non vengono neanche adeguate all'inflazione e le fasce sono tarate sulla base di uno studio dell'Osservatorio Regionale, e che "il prossimo anno si rientrerà sicuramente nel 20%".

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P.A.: BRUNETTA,STO PENSANDO DI ESTENDERE CLASS ACTION A SETTORE PUBBLICO (sezione: Class action)

( da "Asca" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 5 giu - ''Sto cercando di dare una voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro con l'estensione della class="hilite">class="term">class class="term">action al settore pubblico dove chi perde va a casa''. Lo ha detto il ministro della P.A., Renato Brunetta, interpellato dai giornalisti a margine dell'audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera. ''Si tratta di regole per dare forza e responsabilita' ai datori di lavoro - ha detto - e sono convinto che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato''. ram/mcc/bra.

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SICUREZZA/ EMENDAMENTI VIZZINI-BERSELLI A DL PER CONTRASTO (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

MAFIA Misure finalizzare a potenziare giudici e colpire patrimoni postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 5 giu. (Apcom) - Carlo Vizzini e Filippo Berselli, Presidenti della Commissione Affari costituzionali e della Giustizia al Senato, hanno presentato un pacchetto di emendamenti al decreto legge sulla sicurezza, in tema di lotta alla criminalità organizzata, volto a contrastare in maniera decisa ogni forma di economia illegale comunque riconducibile alle mafie. Si tratta, informa una nota, di norme strumentali per potenziare l'attività dell'Autorità giudiziaria e che mirano a colpire in maniera radicale i patrimoni mafiosi e scardinare le cassaforti della criminalità organizzata. Gli interventi riguardano: 1. l'applicazione disgiunta delle misure di prevenzione personali e patrimoniali previste dalla legislazione antimafia . In tal modo si possono aggredire patrimoni di dubbia provenienza anche laddove non ricorrano gli estremi per la restrizione della libertà personale dell'indagato. Questi patrimoni di dubbia provenienza, nella tutela degli interessi collettivi, possono essere aggrediti anche nel caso della morte del presunto proprietario degli stessi. 2. Il potere per l'Autorità giudiziaria di disporre anche la confisca dei beni sequestrati dal valore sproporzionato rispetto al reddito dell'indagato e di cui questi non sia in grado di giustificarne la provenienza. 3. Il potere per l'Autorità giudiziaria di colpire con il sequestro o la confisca anche il denaro o beni di valore equivalente in caso di distrazione, dispersione, occultamento o svalutazione dei beni di valore dell'indagato. A fini antielusvi è prevista, inoltre, la confisca dei beni già confiscati che siano tornati, direttamente o indirettamente, nella disponibilità del soggetto. Inoltre il magistrato che conduce le indagini può dichiarare la nullità degli atti con cui si è fittizziamente disposto il trasferimento di detti beni. 4. La confisca per valori equivalenti, in caso di reati di mafia,ossia la possibilità di colpire il patrimonio liquido riconducibile all'indagato per un valore pari al danno stimato, può avvenire anche per i reati di estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e ricettazione nonché per il reato di trasferimento fraudolento di valori, di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanza stupefacenti e di associazione finalizzata la traffico di dette sostanze. Vizzini, nel presentare gli emendamenti ha sottolineato "di aver preso spunto dall'auspicio formulato in più occasioni pubbliche dal Presidente del Senato, Renato Schifani, per un intervento rapido ed incisivo contro le mafie". Si tratta, ha aggiunto, "di un impegno che riprende e potenzia quello assunto dal Governo. L'obiettivo è quello di fornire alla magistratura quegli strumenti che possano consentire di unire ai successi ottenuti nella cattura dei grandi latitanti e nell'azione di disarticolazione della struttura storica delle più pericolose mafie anche la reale possibilità di restituire allo Stato ed alla collettività tutti i proventi delle attività criminali prevenendo il dilagare dei reati tipici della nuova mafia degli affari come il riciclaggio. Così come i provvedimenti del passato sono serviti a colpire ed a fermare la componente militare delle mafie queste misure sono rivolte nei confronti della componente economico - finanziaria che oggi ha nell'organizzazione un ruolo fondamentale".

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FAO/ ONG: SOLO IMPEGNI VECCHI IN DOCUMENTO FINALE, NIENTE (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

NOVITA' "Agricoltori citati solo 3 volte, ignorata la speculazione" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 5 giu. (Apcom) - La bozza del documento finale della Conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare sul quale sono in corso i negoziati "ripete soltanto ogni singolo impegno preso nel passato, limitandosi a delegare le azioni alla task force" composta dalle agenzie delle Nazioni unite e da Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio. E' la denuncia lanciata, nel corso di una conferenza stampa nella sede Fao, da Terra Preta, il forum alternativo delle organizzazioni non governative che in questi giorni si è tenuto a Roma parallelamente a quello dell'agenzia delle Nazioni unite. Per il forum delle ong "governi, agenzie multilaterali e istituzioni finanziarie stanno suggerendo proposte che avranno solo l'effetto di aggravare questa crisi". Nel testo, aggiungono, "gli agricoltori sono citati solo 3 volte", mentre "è ignorato il problema della speculazione. Siamo disgustati - ha sottolineato Fabio Valenti dell'organizzazione brasiliana Fian - nel vedere che la crisi alimentare viene usata per portare avanti quelle stesse politiche che ci hanno portato alle attuali condizioni". "Una crisi alimentare simile - ricorda il documento finale del forum di Terra Preta - colpì il mondo nel 1974. I programmi di aggiustamento strutturale messi a punto da Banca mondiale e Fondo monetario internazionale misero le condizioni per ricorrenti crisi alimentari attraverso politiche di liberalizzazione che minarono la capacità locale e nazionale di autosufficienza alimentare". Da allora, prosegue, il documento, le crisi alimentari "sono state sfruttate da compagnie agroindustriali" che "oggi sono più potenti di trenta anni fa e controllano larga parte del mercato alimentare globale e di quello energetico". Per Terra Preta sono due le iniziative da adottare immediatamente: "portare a giudizio attraverso procedimenti penali corporazioni e istituzionile cui azioni hanno negato alle comunità il loro diritto al cibo trando profitto da input e prodotti agricoli" e "istituire una commissione sulla sovranità alimentare sotto gli auspici delle Nazioni unite costituita da rappresentanti dei governi e organizzazioni di pescatori, contadini e pastori per individuare strategie collettive per risolvere la crisi". Il documento individua poi un piano in otto azioni per affontare la crisi. (Segue).

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BANCHE. Parlamento Ue chiede più concorrenza e meno costi nei servizi bancari ai clienti (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

News BANCHE. Parlamento Ue chiede più concorrenza e meno costi nei servizi bancari ai clienti 05/06/2008 - 16:30 Approvate oggi dal Parlamento Ue in seduta Plenaria due relazioni per una maggiore concorrenza nel settore bancario. La relazione della deputata Othmar Karas chiede maggiore concorrenza transfrontaliera nei servizi finanziari al dettaglio, a tutto vantaggio del consumatore. La premessa della proposta è quella che una sana concorrenza tra fornitori di servizi finanziari, oltre a fornire un'offerta più vasta e di maggiore qualità, abbasserebbe i prezzi. Per garantire una concorrenza effettiva serve "un elevato numero di operatori che competono a parità di condizioni e di flusso costante di informazioni rilevanti per i consumatori". Per questo è necessario uniformare le norme comunitarie ed applicare il "mutuo riconoscimento delle diverse normative nazionali" per gli elementi che non si possono armonizzare, e, talvolta anche l'autoregolamentazione dei servizi finanziari potrebbe rivelarsi efficace. Secondo gli eurodeputati un'importante operazione da agevolare è il cambio di fornitore: i consumatori devono essere liberi di cambiare in qualsiasi momento, con costi e ostacoli giuridici minimi e clausole contrattuali trasparenti. La relazione chiede poi che i consumatori abbiano accesso a meccanismi extragiudiziali alternativi per la risoluzione delle controversie in caso di problemi nel campo dei servizi finanziari al dettaglio, sia a livello nazionale che a livello transfrontaliero. La Commissione dovrebbe promuovere le migliori prassi in materia anche se il contenzioso giudiziario tradizionale "rimarrà un importante meccanismo di risoluzione delle controversie". Il Parlamento Ue appoggia inoltre la ricerca di una soluzione coerente a livello europeo, che offra ai consumatori l'accesso a nuove forme equilibrate di azione collettiva per la risoluzione delle controversie transfrontaliere attinenti a prodotti finanziari al dettaglio e, in proposito, propone di valutare l'impatto dei sistemi creati recentemente a livello nazionale. I deputati riconoscono l'importante ruolo svolto dagli intermediari dei servizi finanziari, nei riguardi soprattutto della clientela privata e delle Piccole e Medie Imprese. Anche il ruolo delle compagnie d'assicurazioni mutualistiche contribuisce molto alla stabilità del mercato finanziario europeo: esse forniscono servizi a più di 230 milioni di cittadini ed hanno bisogno di nuovi strumenti, che siano più compatibili con l'attività svolta. Mediante la loro modalità di gestione che coinvolge direttamente i clienti, queste compagnie di assicurazione mutualistiche rafforzano la fiducia generale dei consumatori nel mercato finanziario dell'Ue; il Parlamento propone uno statuto della mutua europea che dia a tutti le stesse condizioni. L'altra relazione approvata dal Parlamento Ue, con 562 voti favorevoli, è quella dell'eurodeputato italiano Gianni Pittella che chiede di agevolare il trasferimento dei conti bancari con procedure più rapide e commissioni solo pienamente giustificate "rafforzando in tal modo una sana concorrenza tra i fornitori". La relazione chiede, inoltre, che ai clienti sia fornita, prima dell'apertura di un conto, un documento unico di sintesi che indichi in dettaglio tutti i costi, compresi gli eventuali costi di chiusura, in modo comparabile in tutta l'UE. I deputati raccomandano poi la creazione di uno standard unico europeo in base al quale i prestatori forniscono al cliente informazioni sui loro prodotti base e i relativi costi e condizioni, "per rendere possibile un confronto agevole e trasparente che i prodotti associati attualmente non permettono". La relazione propone, infine, di creare un motore di ricerca europeo che consenta un confronto transfrontaliero facile e gratuito. Gli Stati membri dovrebbero esaminare la possibilità di istituire, a livello nazionale, un difensore civico indipendente competente per i servizi finanziari. Il Parlamento chiede poi alla Commissione di chiarire le regole per il calcolo delle commissioni interbancarie per i pagamenti con carte bancomat e con mezzi diversi dalle carte. 2008 - redattore: GA.

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Conti pubblici, ecco le previsioni: serviranno 36 miliardi in tre anni (sezione: Class action)

( da "TgFin.it" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

"Manovre da 36 mld nel 2009-11" Brunetta: serviranno 12 miliardi l'anno Ci saranno manovre finanziarie correttive da 36 miliardi nel prossimo triennio, tra il 2009 e il 2011. L'annuncio è stato fatto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta all'uscita da un'audizione parlamentare. Il ministro aveva in precedenza detto che la manovra correttiva supererà i 10 miliardi l'anno. Probabilmente si arriverà dunque a 12 miliardi di euro l'anno a partire dal 2009. L'obiettivo, ha chiarito il ministro, è quello di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011, secondo il percorso tracciato dal governo Prodi con la Ue. Brunetta ha poi sottolineato che il suo intento è quello di "partecipare" al decreto del ministro Tremonti che sarà presentato il prossimo 18 giugno, accompagnandolo con un Ddl e un Ddl delega. "Un pacchetto - ha aggiunto - per un piano industriale e di riforma del lavoro pubblico e dei contratti". CURA DI ANTIBIOTICI E VITAMINE "Il tutto deve procedere in maniera convergente per eliminare gli sprechi del settore e rilanciarlo" ha ribadito il titolare della Funzione pubblica. Quella che si sta mettendo a punto, ha scherzato il ministro, sarà una cura di "antibiotici e vitamine" in grado di rimettere in senso la malferma salute della finanza pubblica. Tra i punti più rilevanti, oltre ai tagli, ci sono anche privatizzazioni e liberalizzazioni, a cominciare dalle public utilities. E poi - ha ribadito il ministro- si punterà sulle manovre fiscali e contributive, come il superamento del divieto di cumulo, premi e incentivi "per ottenere una pubblica amministrazione più efficiente". Ma la cura non finirà qui: accanto al decreto ci saranno "altre vitamine", che daranno i loro risultati a medio-lungo termine. "Si è cercato in tanti modi di portare dentro le regole del mercato" il settore pubblico, ha ricordato il ministro; i problemi però permangono, soprattutto perchè "manca il datore di lavoro, o meglio c'è ma è anomalo, è storicamente assenteista o fannullone". "SERVONO REGOLE PRECISE PER IL SETTORE" "La pubblica amministrazione soffre perchè ha regole spesso non finalizzate alla produzione ottimale di beni pubblici ma di autoreferenziali, di connivenza fra datori di lavoro e lavoratori. Sarebbe come se nel settore privato tutto il tempo del datore di lavoro e dei lavoratori si buttasse non per produrre bulloni, ma per produrre regole per produrre bulloni" ha detto Brunetta. Il risultato è un ministro "travolto per il 90% del suo tempo da discussioni sindacali non per produrre meglio, ma per fare regole spesso anacronistiche, autoreferenziali, astratte". "Non penso che i dipendenti pubblici siano antropologicamente nè diversi nè peggiori, tutt'altro, servono regole precise. Poi bisogna misurare la soddisfazione dei clienti finali, cioè dei cittadini" ha affermato il ministro. class="hilite">CLASS ACTION PER PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Fra le ipotesi anche l'estensione della class="term">class class="term">action al settore pubblico. "Chi perde non deve pagare il danno - ha aggiunto Brunetta - ma va a casa". La misura, che potrebbe essere inserita nel pacchetto Tremonti, rappresenta un modo "per dare voce ai cittadini" e rendere più efficiente la Pubblica amministrazione. Allo studio del governo ci sono anche i meccanismi per incentivare gli esodi. "Si sta pensando - ha spiegato il ministro - alla possibilità di usufruire di aspettative non retribuite per lavorare nel privato, se va bene si chiude, se no si torna". Brunetta ha poi ribadito, inoltre, che si interverrà "a partire dai dirigenti" sia con i premi che con le sanzioni. GLI ALTRI ARTICOLI L'Ocse dimezza le stime di crescita Conti pubblici: fabbisogno migliora VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Passeggeri in fuga dall'Alitalia Dagli ultimi dati un calo del 25% Conti pubblici, ecco le previsioni: serviranno 36 miliardi in tre anni Lottomatica riconquista "appeal" La Jp Morgan rivede il giudizio Via al fondo per finanziare le piccole imprese Gli stranieri potranno chiedere fino a 30mila euro GRAFICHE.

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Ateneo, tasse troppo alte class action studentesca (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

LA SPECULAZIONE IL CASOOGNI ISCRITTO AVREBBE PAGATO NOVANTACINQUE EURO IN PIÙ DEL DOVUTO VIAGGIO TRA LE FAMIGLIE CHE VIVONO LUNGO GLI ARGINI MOSTRA DALL'11 LUGLIO FESTA DELL'ARMA LA SENTENZA IPNOTIZZATI DAI SITI HARD SU INTERNET All'interno Posti letto a peso d'oro aumenti fino al 250% Ateneo, class="hilite">tasse troppo alte class="term">class class="term">action studentesca "Nessuno di noi andrà via dal fiume" L'esercito di terracotta Il generale Giuliani "Meno reati, siamo tutti più sicuri" Hotel al Sestriere assolto Vaciago Maddalena ricorre Via dal centro cinquecento parcheggi La rivolta delle mogli dei nuovi pornodipendenti Servizi L'avvocato Bonetti: "Azioni anche sul caro affitto" Grazia Longo Alberto Gaino Tagli da via Roma a via Po dove arriva anche una corsia riservata ai bus Beppe Minello Un'altra class="term">class class="term">action a Torino dopo quella per il caro-libri. Questa volta sono gli studenti a fare causa all'Università, colpevole, a loro avviso, di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che hanno intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da tasse imposto dai decreti ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (6 milioni di euro in più, con un costo a studente di 95 euro). Spiega l'avvocato Michele Bonetti: "Certo non lo facciamo per i soldi, ma per stabilire un precedente e ribadire un principio". Nel mirino degli universitari anche il rincaro indiscrimnato degli affitti. Monica Perosino ALLE PAGINE 56 E 57 "Il fiume è nostro e ce lo teniamo". Viaggio lungo gli argini di Po, Dora, Pellice e Chisone, dove la gente, centinaia di famiglie, vive con fatalismo anche le frane e le esondazioni. "Magari l'acqua si può portare via un pioppo con tutte le radici, ma di sicuro non le nostre e la nostra storia". La richiesta ai politici che come Bresso avevano invitato la popolazione a cercare case in zone più sicure è netta: "Aiutateci piuttosto a ripensare il fiume". Che cosa significa? "Capire che un fiume che scende a 40 all'ora non è la cartolina che vedete in pianura". Marco Neirotti ALLE PAGINE 68 E 69Dall'11 luglio al 16 novembre nella cavea degradante del Teatro Romano, Torino ospiterà la spettacolare mostra "Il Celeste Impero, dall'esercito di terracotta alla via della Seta". Lupo A PAGINA 75In America la chiamano "XXX Generation". In Italia, pornodipendenti. C'è chi dice che dietro questo nome si nasconda una nuova patologia, fatta di ore trascorse davanti a uno schermo. Cesare Guerreschi, un medico che lavora sul campo da quasi vent'anni, stima che il sei per cento della popolazione adulta soffra di pornodipendenza. In una città come Torino significa quasi 50 mila persone. Ci sono centri di recupero e anche le mogli che si rvoltano. Andrea Rossi ALLE PAGINE 60 E 61.

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Brunetta: <Per la manovra 2009-2011 (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il decreto correttivo che arriverà il 18 giugno sarà un "mix di antibiotici e vitamine" "La manovra 2009-11 sarà di 36 miliardi" Brunetta alla Camera: "La manovra correttiva strutturale arriverà a 12 miliardi l'anno per il triennio" ROMA - La manovra triennale 2009-11 sarà di circa 36 miliardi di euro. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, nel corso di un'audizione alla Camera. "La manovra correttiva strutturale sarà eccedente i 10 miliardi alll'anno per tre anni. Probabilmente si arriverà a 12 miliardi annui per il triennio in ragione del peggioramento della congiuntura prevista prevista che vede previsioni di crescita ridotte". Brunetta ha detto che la manovra correttiva seguirà il percorso tracciato dal governo Prodi con la Ue per arrivare al pareggio di bilancio nel 2011. DECRETO CORRETTIVO - Il decreto correttivo che arriverà il 18 giugno sarà un mix di antibiotici e vitamine, ha annunciato il ministro. In arrivo tagli, ma anche liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. "Il decreto sarà di antibiotici e vitamine. Antibiotici per correggere le dinamiche di finanza pubblica che sono in peggioramento e vitamine perché non basta dare solo antibiotici". Poi, accanto al decreto, che sarà accompagnato da un disegno di legge e una delega, "ci saranno anche altre vitamine: dalla semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e della contrattazione", ha aggiunto il ministro. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Il ministro Brunetta ha riferito che l'obiettivo del suo ministero è di "partecipare al decreto di correzione strutturale della finanza pubblica" che sta mettendo a punto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "e accompagnarlo con un disegno di legge e un ddl delega: un pacchetto per un piano industriale e di riforma del lavoro pubblico e dei contratti. Il tutto", ha spiegato Brunetta, "deve procedere in maniera coesa e convergente per la eliminazione degli sprechi del settore e per il suo rilancio" in modo da risparmiare 40 miliardi in 3-5 anni. STATALI - Brunetta ha annunciato per martedì prossimo un incontro con i sindacati confederali e le categorie "per discutere e approfondire il lavoro che stiamo facendo sulla riforma della pubblica amministrazione. Il rapporto con i sindacati è continuo". class="hilite">CLASS ACTION - La possibilità di fare ricorso alla class="term">class class="term">action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico, ha detto il ministro, "dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno, ma va a casa. Se i cittadini vedono che un ospedale non funziona, una scuola non funziona, fanno un'azione giuridico-amministrativa e in breve tempo se i dirigenti e i politici competenti perdono, vengono commissariati e vanno a casa". stampa |.

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E' la class action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'class="hilite">avvocato "E' la class="term">class class="term">action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa" La Germania dovrà risarcire i prigionieri italiani utilizzati come schiavi durante la seconda guerra mondiale. Lo ha stabilito ieri la Cassazione, che ha ritenuto legittime le cause contro Berlino intentate da alcuni ex deportati. Grande la soddisfazione dell'avvocato Luca Procacci, che da alcuni anni si batte al fianco degli "schiavi di Hitler": "Una vittoria importante e non scontata, perchè la procura generale si era schierata per l'immunità della Germania. Ora -prosegue il legale - sarà il tribunale di Torino a decidere. Questa è una class="term">class class="term">action delle vittime del Reich". Gli ex prigionieri chiedono un milione a testa, che non verranno pagati dalla Mercedes Benz (allora Daimler), la cui posizione è stata stralciata.

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La Pubblica rivoluzione di Brunetta (sezione: Class action)

( da "AprileOnline.info" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

Jacopo Matano, 05 giugno 2008, 19:02 Politica Il ministro della Funzione Pubblica annuncia la manovra estiva: 36 miliardi al posto dei 30 prefigurati da Tremonti, e la ristrutturazione della Pa. Tagli, ma soprattutto liberalizzazioni e privatizzazioni, e un turn over creativo. Martedì il tavolo con i sindacati, ma il ministro non si monta la testa: "Penso di essere Napoleone? Probabilmente" La manovra si ingrassa e la burocrazia dimagrisce. Queste le due linee direttrici del governo presentate dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta nell'audizione alla commissione Affari Costituzionali. Un piano a doppia mandata: da una parte il ministro corregge al rialzo le stime di Tremonti riguardo la manovra finanziaria, dall'altra annuncia la "rivoluzione della pubblica amministrazione". DICA TRENTASEI - Saranno trentasei, infatti, e non più trenta, i miliardi di euro necessari per la manovra correttiva per il triennio 2009-2011, "superiore i 10 miliardi l'anno per tre anni", da attestarsi "probabilmente" intorno ai 12. Un'operazione più pesante del previsto (il titolare dell'economia, infatti, si era fermato a 30 miliardi), per arrivare al pareggio di bilancio nel 2011. Previsioni al rialzo, dovute -dichiara il ministro- al "peggioramento della congiuntura prevista per il triennio 2008-2010". DAL PUBBLICO AL MERCATO - Il decreto correttivo con la manovra di stabilizzazione di Tremonti sarà varato il 18 giugno, accompagnato da un collegato pacchetto di ddl e deleghe. Si tratterà di un mix, ha spiegato Brunetta, di "antibiotici e vitamine", in modo da "correggere la dinamica dei conti pubblici in peggioramento". Tagli si, ma anche e soprattutto liberalizzazioni e privatizzazioni, specialmente nel settore delle "public utilities", ovvero i servizi pubblici locali. Per Brunetta, "nel settore pubblico non esiste il mercato: si è cercato di portare dentro il mercato ma oggettivamente e' una 'missione impossibile'". Nel pacchetto del 18 giugno troveremo anche manovre fiscali e contributive (come il superamento del divieto di cumulo). E poi un turn over "creativo" per i dipendenti pubblici, a cui il ministro sta lavorando, "perché i blocchi da soli non bastano". Per il ministro, si tratta "da un lato di bloccare o incentivare le uscite, dall'altro di migliorare qualitativamente le entrate, in modo tale che ci sia un rinnovo del capitale umano della p.a.". Inoltre, annuncia anche l'introduzione di "aspettative non retribuite per lavorare nel settore privato", oltre a "esodi incentivati con un decalage di retribuzione". In gergo, è il "rinnovo del capitale umano", ma a costo zero. DATORI FANNULLONI - I fannulloni, ovviamente, vanno a casa. Ma su questo passaggio Brunetta ha una sua visione, diversa dai due colleghi del Tesoro, l'attuale ed il precedente: "i primi fannulloni -dichiara- sono i datori di lavoro". Che lasciano i dipendenti allo sbando. Motivo per cui il titolare della Funzione Pubblica starebbe pensando ad una "class="hilite">class="term">class class="term">action" nei confronti del settore pubblico: "Sto cercando di dare una voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro con l'estensione della class="term">class class="term">action". "Si tratta -per il ministro- di regole per dare forza e responsabilità ai datori di lavoro, e sono convinto -ha detto- che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato". REAZIONI - A chi gli chiede se ce la farà, il revolutionnaire Brunetta risponde sicuro: "Sono matto? Probabilmente. Penso di essere Napoleone? Probabilmente". Il primo impatto della manovra si avrà, in ogni caso, martedì, al confronto tra il ministro e i sindacati. Nel frattempo, la reazione di Bonanni (Cisl) è positiva sui "datori fannulloni" e cauta sul resto: "Spero che con Brunetta sia finita la sequela dei ministri che hanno fatto surfing sul precipizio della pubblica amministrazione. Noi siamo al fianco di chi vuole fare le cose serie e se il ministro c'è batta un colpo visto che le cose che ha detto oggi mi convincono molto". Anche il suo corrispettivo-ombra, Linda Lanzillotta, è d'accordo con con lui sulle linee guida. "Il problema -per lo pseudoministro del Pd- sarà trasformarle in azioni concrete". "Per rendere efficace un'azione di riforma della pubblica amministrazione non basta fare nuove leggi: negli ultimi quindici anni -conclude la Lanzillotta- sono stati molti gli interventi legislativi volti a modernizzare e rendere più efficiente l'amministrazione, quello che è mancato è stata la capacità di applicarli". D'accordo sul merito, dubbioso nel metodo è anche Paolo Nerozzi, senatore dei democratici ed ex dirigente della Cgil: "c'è una differenza profonda tra la nostra impostazione come Partito Democratico e quella finora espressa dal Governo", afferma Nerozzi. "Su un punto siamo certamente d'accordo: coloro che non compiono il loro dovere e che non rispettano le norme previste dai contratti devono essere puniti perchè, con il loro non lavoro o con il loro non rispetto delle regole, recano un danno ai propri colleghi e soprattutto ai cittadini e al Paese". Ma c'è un ma: "ci sono -aggiunge Nerozzi - due gravi assenze nella questione posta dal governo". La prima è la non applicazione dei contratti "ai tanti che lavorano in situazioni difficili come coloro che svolgono la loro occupazione nei settori della scuola e della sanità: è sbagliato - per l'esponente del Pd- non retribuire con salari adeguati chi fa il proprio dovere e più del proprio dovere". "La seconda questione - osserva ancora Nerozzi - è che il Pd chiede una pubblica amministrazione più efficiente, più servizi per i cittadini e non meno". "Quando si discuterà del turn over -conclude- sarà necessario distinguere tra gli uffici che hanno perso competenze e tendono ad avere un non ruolo" e strutture dove il lavoro è oberante, "come gli ospedali, dove medici ed infermieri sono spesso pochi, costretti a fare straordinari su straordinari perchè le risorse per assumere altro personale sono insufficienti".

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Approvazione dello statuto dell'Ente italiano montagna (EIM) (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 marzo 2008 Approvazione dello statuto dell'Ente italiano montagna (EIM). Pag. 4 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni; Visto il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, concernente le disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma dell'art. 11, comma 1, lettera d), della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto l'art. 1, comma 1279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)", che istituisce, sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Ente italiano montagna (EIM) finalizzato al supporto delle politiche ed allo sviluppo socio-economico e culturale dei territori montani; Visto l'art. 1, commi 1280 e 1281, della richiamata legge finanziaria; Considerato che l'art. 1, comma 1283, della medesima legge prevede la nomina di un commissario per garantire l'ordinaria amministrazione e lo svolgimento delle attivita' istituzionali fino all'effettivo avvio dell'EIM; Visti i propri decreti in data 7 marzo 2007 e 21 dicembre 2007, rispettivamente, di nomina e proroga dell'on. Luigi Olivieri a commissario per l'avvio delle attivita' istituzionali dell'EIM; Vista la relazione con la quale il commissario riferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri sull'attivita' svolta e formula indicazioni sulla configurazione statutaria del nuovo Ente; Rilevata la necessita' di adottare il nuovo statuto dell'Ente italiano montagna; Sentito il Ministro per gli affari regionali; Decreta: Art. 1. 1. E' approvato il testo di statuto dell'Ente italiano montagna (EIM), allegato al presente decreto e del quale e' parte integrante. Roma, 20 marzo 2008 p. Il Presidente: Letta Allegato STATUTO DELL'ENTE ITALIANO MONTAGNA - EIM Art. 1. Denominazione, natura giuridica e finalita' 1. L'Ente Italiano Montagna (di seguito EIM), con sede in Roma, e' ente pubblico di ricerca finalizzato al supporto delle politiche e allo sviluppo socioeconomico e culturale dei territori montani, sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e punto di riferimento delle amministrazioni pubbliche per il territorio montano. 2. L'EIM opera secondo le disposizioni previste dal presente statuto, sulla base degli indirizzi generali definiti dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro delegato ad esercitare le funzioni governative in materia di salvaguardia e valorizzazione delle zone montane (di seguito, Ministro delegato). Art. 2. Funzioni e compiti 1. L'EIM: a) promuove, nel campo della scienza e della tecnologia, l'attivita' di ricerca, quale fattore strategico per la realizzazione di politiche pubbliche nazionali, regionali e locali di promozione dei territori montani; b) promuove la cooperazione scientifica e tecnica con istituzioni ed enti di altri Paesi al fine di contribuire alla realizzazione di una dimensione europea e internazionale per le politiche della montagna; c) promuove, coordina e realizza progetti di ricerca nazionali e internazionali relativi alle tematiche della pianificazione territoriale, della programmazione economica e della gestione dei processi di trasformazione e sviluppo dei territori montani, anche con riferimento agli aspetti economici e finanziari; d) promuove e realizza progetti multidisciplinari di ricerca nei diversi settori economici di interesse per la montagna, anche in riferimento alle tecnologie innovative della comunicazione e dell'informazione, in grado di ridurre il divario strutturale con il resto del territorio; e) promuove, coordina e svolge attivita' di ricerca sulla specifica disciplina giuridica dei territori montani, delle proprieta' collettive e di ogni altra materia ad esse connessa; f) promuove, coordina e svolge attivita' di ricerca in relazione alla valorizzazione, alla conservazione e alla diffusione del patrimonio storico, scientifico, ambientale, antropologico, artistico, archeologico, documentario e librario, della montagna italiana; g) promuove e realizza, in collaborazione con gli enti preposti, studi diretti a proteggere, conservare e migliorare il territorio montano, anche attraverso l'aggiornamento e la certificazione della banca dati territoriale, economica, sociale e culturale dei territori montani; h) realizza e diffonde modelli di valutazione delle ricadute territoriali delle programmazioni strategiche e settoriali a valenza territoriale sia in termini aggregati, sia considerando la distribuzione degli effetti sul territorio; i) elabora e propone, con cadenza triennale e in collaborazione con tutti i soggetti interessati, un piano d'azione nazionale per lo sviluppo dei territori montani; j) svolge, su richiesta delle amministrazioni statali e degli enti locali e territoriali, attivita' di valutazione dei progetti d'investimento promossi da soggetti pubblici e privati, in forma singola o associata, aventi la finalita' di promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori montani; k) promuove e certifica i processi dello sviluppo sostenibile e dei singoli piani d'investimento promossi dagli Enti territoriali e locali; l) svolge attivita' di assistenza tecnica agli enti locali necessaria alla preparazione di progetti e programmi nazionali e internazionali di sviluppo attraverso azioni formative connesse allo sviluppo e alla promozione della competitivita' dei territori montani; m) stipula convenzioni e contratti di collaborazione, di studio e di ricerca con enti pubblici o soggetti privati altamente qualificati; n) puo', per il raggiungimento degli scopi istitutivi, conservare le partecipazioni attualmente esistenti, anche di minoranza, in apposite societa', enti, consorzi aventi scopi analoghi o affini ai propri, riferendo annualmente al Ministro per gli affari regionali sulla consistenza e sull'utilita' del loro mantenimento nel patrimonio dell'ente. Art. 3. Organizzazione 1. L'EIM e' dotato di autonomia scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile. 2. L'organizzazione e il funzionamento dell'EIM sono definiti con regolamento, nel rispetto del principio di separazione tra funzioni di indirizzo, programmazione e controllo e funzioni di gestione. 3. Il rapporto di lavoro del personale dell'ente e' disciplinato dal contratto collettivo nazionale concernente il personale degli enti di ricerca. 4. In relazione a particolari esigenze per l'esecuzione di specifici programmi di ricerca e di altre attivita' di cui all'art. 2 del presente Statuto, l'ente puo' ricorrere a personale esterno, anche di cittadinanza straniera, con le modalita' stabilite nel regolamento di cui al comma 2. Art. 4. O r g a n i 1. Sono organi dell'EIM: a) il presidente; b) il consiglio direttivo; c) il comitato scientifico; d) il collegio dei revisori dei conti. 2. Il presidente, il consiglio direttivo e il collegio dei revisori dei conti sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Con lo stesso decreto sono definiti, tenuto conto della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 gennaio 2001, i compensi spettanti ai componenti dei medesimi organi. Art. 5. Il presidente 1. Il presidente e' nominato, su proposta del Ministro delegato, tra esperti delle discipline giuridiche e della realta' socio-economica dei territori montani, in possesso di alta, riconosciuta e documentata professionalita'. 2. Il presidente rimane in carica quattro anni e puo' essere confermato una sola volta. 3. Il presidente: a) ha la rappresentanza legale dell'ente, convoca e presiede il consiglio direttivo, stabilisce l'ordine del giorno e ne dirige i lavori; b) sovrintende all'andamento dell'ente e vigila sul corretto funzionamento delle strutture, assicurandone l'unita' operativa e di indirizzo; c) definisce gli obiettivi programmatici da inserire nei piani triennali di cui all'art. 10 e nei relativi aggiornamenti annuali e verifica la rispondenza dei risultati conseguiti agli indirizzi impartiti. Presenta annualmente al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro delegato ed alla Conferenza unificata, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, una relazione sull'attivita' svolta; d) cura i rapporti istituzionali e la comunicazione esterna dell'ente; e) nomina, su indicazione del consiglio direttivo, il direttore generale e ne determina il trattamento economico commisurato alla specifica qualificazione professionale, tenuto conto della temporaneita' del rapporto e delle condizioni di mercato riferite alle specifiche competenze professionali e delle normative vigenti. Art. 6. Il consiglio direttivo 1. Il consiglio direttivo e' composto di tre membri, compreso il presidente dell'ente che lo presiede. I componenti del consiglio direttivo, diversi dal presidente dell'ente, sono nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, tra soggetti dotati di elevata qualificazione professionale, culturale e manageriale nei settori d'interesse, in possesso di requisiti scientifici e culturali di livello accademico. Il consiglio direttivo dura in carica quattro anni e ciascun componente puo' essere confermato una sola volta. Qualora un componente sia nominato ad integrazione del consiglio o in sostituzione di altro componente, scade insieme agli altri componenti gia' in carica. 2. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti e, in caso di parita', prevale il voto del presidente. Alle riunioni puo' partecipare, senza diritto di voto ma con facolta' di proposta, il direttore generale. 3. Il consiglio direttivo: a) delibera i piani di programmazione triennale di cui all'art. 10, nonche' i relativi aggiornamenti annuali, riguardanti le attivita' istituzionali dell'ente, sulla base degli indirizzi definiti dal presidente; b) delibera il bilancio di previsione e le eventuali variazioni, nonche' il conto consuntivo; c) delibera, su proposta del direttore generale, i regolamenti interni dell'ente; d) delibera, a maggioranza assoluta, le modifiche allo statuto dell'ente, da sottoporre all'approvazione del Presidente del Consiglio dei Ministri; e) esprime parere sulle relazioni periodiche del direttore generale concernenti l'attivita' scientifica, tecnica e amministrativa dell'ente; f) esprime la valutazione sull'attivita' svolta dal direttore generale, anche ai fini dell'eventuale rinnovo del contratto. Art. 7. Il comitato scientifico 1. Il comitato scientifico e' composto di tre membri, nominati uno, con funzioni di presidente, dal Ministro per gli affari regionali e due dal Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta, rispettivamente, del Ministro medesimo e dell'Unione nazionale comuni, Comunita', Enti montani (UNCEM). I membri del Comitato scientifico sono scelti tra soggetti dotati di elevata qualificazione professionale in possesso di requisiti scientifici e culturali di livello accademico in discipline inerenti la montagna. Ai membri del comitato scientifico e' corrisposto un compenso definito tenuto conto della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 gennaio 2001. Il comitato scientifico resta in carica quattro anni e puo' essere confermato una sola volta. 2. Il comitato scientifico svolge funzioni consultive con particolare riguardo all'attivita' di programmazione e scientifica dell'EIM. 3. Il comitato scientifico si pronuncia in tutti i casi previsti dallo statuto e su iniziativa del direttore generale. Valuta, al fine di garantirne l'adeguatezza scientifica, tutti gli atti programmatori dell'EIM. Art. 8. Il collegio dei revisori dei conti 1. Il collegio dei revisori dei conti e' composto di tre membri di cui uno, con funzioni di presidente. 2. Il presidente e' designato dal presidente dell'EIM tra i magistrati della Corte dei conti o fra i professori universitari di ruolo, in materie economiche o giuridiche, ovvero fra gli iscritti negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della giustizia. Gli altri due componenti sono designati dal consiglio direttivo tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. 3. I membri del collegio dei revisori durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta. 4. Il collegio dei revisori dei conti provvede al riscontro degli atti di gestione e della loro regolarita' e conformita' alle norme di leggi e regolamenti, accerta la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, esamina il bilancio di previsione, le variazioni ed il conto consuntivo, effettua le verifiche di cassa e compie ogni altro atto inteso ad accertare la regolarita' dell'attivita' dell'ente. A tali fini i componenti del collegio partecipano, ove necessario e senza diritto di voto, alle sedute del consiglio direttivo. Art. 9. Il direttore generale 1. Il direttore generale e' nominato dal presidente dell'ente, su indicazione del consiglio direttivo, ed e' scelto tra persone di comprovata capacita' gestionale e competenza professionale e culturale nei settori di interesse dell'EIM. Il suo rapporto di lavoro e' regolato con contratto di diritto privato di durata quadriennale rinnovabile alla scadenza. 2. Il direttore generale: a) cura l'attuazione dei programmi di cui all'art. 10, nonche' di ogni provvedimento o atto adottato dagli organi di indirizzo dell'ente e organizza e promuove le attivita' scientifiche, tecniche e amministrative dell'ente; b) cura la predisposizione del bilancio di previsione e del conto consuntivo, sulla base degli indirizzi e delle linee guida fornite dal presidente e dal consiglio direttivo; c) adotta gli atti relativi alla gestione dell'ente; d) esercita autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo e adotta gli atti e i provvedimenti che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno; e) conferisce, sentito il presidente, gli incarichi dirigenziali e ogni altro incarico di responsabilita' degli uffici e servizi dell'ente; f) assegna ai dirigenti le risorse umane, materiali ed economico-finanziarie per ogni intervento e finalita' dell'ente e ne sovrintende e coordina l'attivita'; g) adotta i provvedimenti inerenti la gestione del personale, in applicazione delle norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto di pertinenza; h) riferisce periodicamente al presidente ed al consiglio direttivo sullo stato dell'attivita' scientifica, tecnica e amministrativa dell'ente, in relazione agli indirizzi e obiettivi programmati; i) partecipa, senza diritto di voto, alle sedute del consiglio direttivo; l) e' "datore di lavoro" ai sensi del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 s.m.i. Art. 10. Programmazione 1. L'EIM, in coerenza con gli indirizzi di cui all'art. 1, comma 2, predispone i piani di programmazione triennale dell'attivita' istituzionale dell'Ente ed il relativo aggiornamento annuale. 2. I piani di programmazione triennale ed il loro aggiornamento sono trasmessi per l'approvazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Decorsi sessanta giorni, senza osservazioni, il piano deve intendersi approvato. Art. 11. Risorse finanziarie 1. L'EIM provvede alle spese necessarie per il proprio funzionamento utilizzando le seguenti entrate: a) il contributo statale di cui all'art. 1, comma 1282 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)"; b) contributi di enti pubblici o privati; c) proventi derivanti da contratti di ricerca stipulati con istituzioni pubbliche o private, nazionali o internazionali; d) proventi derivanti da prestazioni a pagamento per conto di soggetti o enti pubblici e privati per lo svolgimento di attivita' rientranti nell'ambito dei propri compiti istituzionali o dalla vendita di prodotti editoriali; e) assegnazioni e contributi da parte di pubbliche amministrazioni per l'esecuzione di progetti o accordi di programma; f) finanziamenti dell'Unione europea o di altri organismi internazionali per la partecipazione a programmi e progetti; g) donazioni, lasciti, legati e liberalita' debitamente sottoscritti. 2. Le modalita' di esercizio della gestione finanziaria e contabile sono determinate con il regolamento di amministrazione, finanza e contabilita', adottato dal consiglio direttivo e approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze. Art. 12. Bilanci e controlli 1. I bilanci preventivi e consuntivi e le relative relazioni di accompagnamento, le relazioni del collegio dei revisori dei conti, la relazione annuale sull'attivita' dell'EIM, sono trasmessi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. 2. L'EIM e' sottoposto al controllo della Corte dei conti ai sensi degli articoli 5 e 6 della legge 21 marzo 1958, n. 259. Art. 13. Commissariamento 1. In caso di impossibilita' di funzionamento dell'ente o di gravi irregolarita' nella gestione, e' nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, un commissario straordinario che assume i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. 2. Il commissario puo' rimanere in carica per non piu' di dodici mesi, entro i quali sono ricostituiti gli organi statutari. Art. 14. Disposizioni finali 1. L'EIM si avvale del patrocinio dell'Avvocatura Generale dello Stato.

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Regolamento recante condizioni e modalita' di amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittim (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

DECRETO 28 aprile 2008, n. 98 Regolamento recante condizioni e modalita' di amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittime della caccia, nonche' composizione dei relativi comitati, ai sensi degli articoli 285 e 303 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. Pag. 3 IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private; Visto l'articolo 285 del predetto Codice concernente il Fondo di garanzia per le vittime della strada; Visto l'articolo 303 dello stesso Codice concernente il Fondo di garanzia per le vittime della caccia; Considerata l'opportunita' di dare attuazione alle disposizioni di cui all'articolo 285, comma 2, e all'articolo 303, comma 2, del predetto Codice delle assicurazioni private mediante un unico testo regolamentare, per le rilevanti analogie di contenuti e disciplina intercorrenti tra le due previsioni normative; Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233; Visti i pareri del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 31 marzo 2008; Vista la comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. DAGL/10.2.2.1/17/2008 del 22 aprile 2008; A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1. Oggetto del regolamento e definizioni 1. Il presente regolamento disciplina le condizioni e le modalita' di amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittime della caccia nonche' la composizione dei comitati di cui rispettivamente all'articolo 285 e all'articolo 303 del Codice delle assicurazioni private. 2. Ai fini del presente regolamento si intendono per: a) Codice: il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private; b) CONSAP: la Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.; c) Fondo strada: il Fondo di garanzia per le vittime della strada previsto dall'articolo 283 del Codice; d) Fondo caccia: il Fondo di garanzia per le vittime della caccia previsto dall'articolo 302 del Codice; e) Organismo di indennizzo: l'Organismo di indennizzo italiano previsto dall'articolo 296 del Codice; f) ISVAP: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo. Art. 2. Composizione del comitato 1. Il comitato previsto dall'articolo 285, comma 1, del Codice e' presieduto dal presidente, o in sua vece, dall'amministratore delegato della CONSAP, che ne sono membri di diritto. 2. Fanno altresi' parte del comitato di cui al comma 1: a) due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico; b) un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze; c) un rappresentante dell'ISVAP; d) il dirigente della CONSAP, coordinatore delle attivita' del Fondo strada; e) due dirigenti di imprese assicuratrici designati dall'Associazione di categoria piu' rappresentativa sul piano nazionale; f) un rappresentante dei consumatori designato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. 3. I componenti il comitato sono nominati con decreto del Ministro dello sviluppo economico per la durata di un triennio. L'ufficio di segreteria del comitato e' composto da due membri, di cui un funzionario del Ministero dello sviluppo economico ed un dipendente della CONSAP. Art. 3. Attribuzioni del Comitato e validita' delle deliberazioni 1. Spetta al comitato di cui all'articolo 2 fornire parere al consiglio di amministrazione della CONSAP: a) sulle questioni relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il Fondo strada; b) sulla designazione delle imprese ai sensi dell'articolo 286, comma 1, del Codice; c) sulle convenzioni da stipularsi da parte della CONSAP quale gestore del Fondo strada; d) su ogni altra questione che il consiglio di amministrazione della CONSAP ritiene di sottoporgli. 2. Il comitato predispone il rendiconto di gestione del Fondo strada. 3. Le riunioni del comitato sono valide quando intervengono almeno cinque dei suoi componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza degli intervenuti. In caso di parita' di voti prevale quello del presidente. Ai membri del comitato e della segreteria spetta a carico del Fondo strada un gettone di presenza nella misura determinata dal consiglio di amministrazione della CONSAP. Art. 4. Modalita' per la gestione del Fondo strada 1. Il Fondo strada e' soggetto patrimoniale autonomo e separato. 2. La CONSAP tiene contabilita' e scritture separate per le operazioni attinenti alla gestione autonoma del Fondo strada, nonche' una separata amministrazione dei beni ad essa pertinenti, in modo che risulti identificato il patrimonio destinato a rispondere delle obbligazioni del Fondo stesso. 3. Il consiglio di amministrazione della CONSAP, nel deliberare sull'impiego delle somme disponibili, tiene conto delle esigenze di liquidita' del Fondo. Le somme disponibili sono investite esclusivamente in titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano. Art. 5. Rendiconto della gestione del Fondo strada 1. Il rendiconto della gestione del Fondo strada, approvato dal consiglio di amministrazione della CONSAP, e' trasmesso, unitamente ad una relazione dello stesso consiglio, al Ministero dello sviluppo economico entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello cui esso si riferisce. 2. Il rendiconto comprende le seguenti voci: a) in entrata: 1) contributi di competenza dell'esercizio; 2) redditi ricavati dall'impiego delle somme disponibili; 3) interessi attivi diversi; 4) somme recuperate dalle imprese designate in dipendenza di azioni di regresso e di surroga; 5) somme recuperate direttamente dal Fondo strada in dipendenza di azioni di surroga verso imprese poste in liquidazione coatta amministrativa; 6) somme rimborsate dagli Organismi di indennizzo e Fondi di garanzia esteri ovvero da compagnie assicurative italiane; 7) sanzioni amministrative; 8) proventi derivanti dalla gestione dell'Organismo di indennizzo; 9) altre entrate, da indicare analiticamente; 10) eventuale disavanzo; b) in uscita: 1) somme corrisposte per indennizzi, distinte in relazione alle fattispecie di cui alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, ed all'articolo 284, nonche' agli articoli 297 e 299 del Codice; 2) somme pagate dal Fondo strada per spese di liquidazione in caso di applicazione del disposto di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice; 3) spese sostenute dal Fondo strada e dell'Organismo di indennizzo; 4) interessi passivi sulle somme anticipate dalle imprese designate per pagamenti di sinistri e relative spese di liquidazione, calcolati secondo le modalita' previste dalle convenzioni di cui all'articolo 286, comma 2, del Codice; 5) altre uscite, da indicare analiticamente; 6) eventuale avanzo. Art. 6. Situazione patrimoniale del Fondo strada 1. Il rendiconto di cui all'articolo 5 e' accompagnato da una situazione patrimoniale dalla quale risultino alla fine dell'esercizio: a) nell'attivo: 1 ) i depositi presso Istituti di credito; 2) le altre attivita' mobiliari, da indicare analiticamente; 3) i crediti per contributi non incassati; 4) le altre partite creditorie, da indicare analiticamente; b) nel passivo: 1) i debiti verso le imprese designate per i rimborsi di somme da queste anticipate per il pagamento di sinistri, spese di liquidazione e relativi interessi; 2) le altre partite debitorie, da indicare analiticamente. 2. In apposita sezione separata del passivo e' posto in evidenza il patrimonio netto costituito dall'avanzo o dal disavanzo risultante dal rendiconto di cui all'articolo 5 e dall'ammontare complessivo dei risultati degli esercizi precedenti. 3. Tra i conti d'ordine viene indicato l'ammontare presumibile dei sinistri avvenuti e non ancora pagati alla fine dell'esercizio cui si riferisce il rendiconto. 4. Ai fini della determinazione del contributo di cui all'articolo 285 del Codice, il rendiconto e' altresi' corredato da un prospetto dal quale risulta, in base alle comunicazioni effettuate, a seconda dei casi, dalle imprese designate o dal commissario liquidatore autorizzato ai sensi dell'articolo 293 del Codice, l'ammontare presumibile dei danni per sinistri avvenuti e non ancora pagati dai predetti soggetti alla fine dell'esercizio cui si riferisce il rendiconto. 5. Gli importi suddetti sono distinti a seconda che si riferiscano: a) ai sinistri avvenuti nell'esercizio stesso o in esercizi anteriori; b) ai sinistri di cui alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, del Codice. Art. 7. Vigilanza governativa sul Fondo strada 1. Il Ministero dello sviluppo economico puo' chiedere in qualunque momento al Fondo strada notizie e dati sulla gestione del Fondo stesso e disporre accertamenti ove lo ritenga necessario. Art. 8. Contributo da corrispondere al Fondo strada 1. Entro il 31 dicembre di ciascun anno il Ministro dello sviluppo economico determina con proprio decreto, tenuto conto dei risultati dell'esercizio che sono determinati nel rendiconto della gestione dell'anno precedente, la misura del contributo che le imprese sono tenute a versare nell'anno successivo al Fondo strada. 2. Entro il 31 gennaio di ogni anno le imprese versano un contributo provvisorio relativo all'anno stesso, determinato applicando l'aliquota stabilita per detto anno ai premi incassati risultanti dall'ultimo bilancio approvato, al netto degli oneri di gestione determinati con provvedimento dell'ISVAP. 3. Il conguaglio fra la somma effettivamente dovuta dall'impresa e quella anticipata ai sensi del comma 2, nonche' il versamento del saldo a debito o credito dell'impresa stessa, sono effettuati sulla base dei premi incassati risultanti dal bilancio dell'esercizio cui si riferisce la somma anticipata, entro il 30 settembre successivo alla data di approvazione di detto bilancio. Art. 9. Ritardato versamento del contributo 1. In caso di ritardato versamento di tutto o di parte del contributo sono dovuti gli interessi di mora, al tasso legale, a decorrere dal giorno in cui il versamento stesso avrebbe dovuto essere effettuato. Art. 10. Designazione delle imprese 1. L'ISVAP designa le imprese che provvedono alla liquidazione dei sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice, per la durata di un triennio, sentito il consiglio di amministrazione della CONSAP e tenuto conto, per ciascuna impresa, della sua capacita' finanziaria e dell'esistenza di una adeguata organizzazione per la liquidazione dei sinistri. 2. L'ISVAP con il provvedimento di cui al comma 1 indica anche le eventuali societa' di servizio di cui le imprese designate si avvalgono in via stragiudiziale per le attivita' di accertamento e di liquidazione dei danni posti a carico del Fondo strada. 3. I provvedimenti di designazione di cui al comma 1 sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Art. 11. Gestione separata delle imprese designate 1. Le imprese designate tengono gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice, provvedendo a tutti gli adempimenti previsti dal presente regolamento. 2. Per la gestione di cui al comma 1 le imprese tengono separatamente tutti i registri richiesti dalla normativa in vigore. Art. 12. Intestazione della corrispondenza, dei libri e dei documenti 1. La corrispondenza, i libri, i registri e tutti i documenti delle imprese designate relativi alle operazioni inerenti alla gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice recano, oltre alla denominazione dell'impresa e alle altre indicazioni prescritte, la seguente indicazione: "Impresa designata a norma dell'articolo 286 del Codice delle assicurazioni private, per la liquidazione dei sinistri a carico del "Fondo di garanzia per le vittime della strada". 2. Le imprese designate non possono utilizzare l'intestazione di cui al comma 1 per la corrispondenza, i libri e i registri e tutti i documenti relativi alle operazioni che non rientrano nella gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice. Art. 13. Rendiconto delle imprese designate 1. Il rendiconto degli oneri sostenuti in ciascun semestre che le imprese designate trasmettono al Fondo strada comprende le seguenti voci: a) pagamenti effettuati nel semestre, per indennizzi di sinistri avvenuti nell'esercizio e, distintamente, in esercizi anteriori; i predetti pagamenti sono anche distinti a seconda che si riferiscano a sinistri di cui alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, del Codice; b) spese sostenute per la liquidazione dei sinistri di cui alla lettera a); c) quota delle spese generali sostenute nel semestre per la gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 283 del Codice; d) somme recuperate dall'impresa nel semestre in dipendenza di azioni di regresso e di surroga, distinte a seconda che si riferiscano a sinistri avvenuti nell'esercizio o negli esercizi precedenti. 2. Al rendiconto e' allegato un estratto del conto relativo alle operazioni di addebitamento e accreditamento effettuate nel semestre dall'impresa nei rapporti con il Fondo strada. 3. Dall'estratto conto di cui al comma 2 risultano: a) nella parte A: 1) 1'importo dei sinistri, degli oneri e delle spese desunti dal relativo rendiconto per le voci a), b) e c) di cui al comma 1; 2) l'importo degli interessi attivi sulle somme anticipate dall'impresa in conformita' di quanto stabilito nelle convenzioni di cui all'articolo 286, comma 2, del Codice; 3) le altre somme eventualmente addebitate al Fondo strada; 4) l'eventuale saldo a conguaglio; b) nella parte B: 1) l'importo dei rimborsi da parte del Fondo strada all'impresa per le somme da questa anticipate nel semestre per il pagamento di sinistri e relative spese di liquidazione; 2) le somme recuperate nel semestre dall'impresa in dipendenza di azioni di regresso e di surroga, al netto delle relative spese; 3) l'importo degli interessi passivi; 4) le altre somme eventualmente accreditate al Fondo strada; 5) l'eventuale saldo a conguaglio. 4. Il rendiconto e' trasmesso nel termine di quarantacinque giorni dalla scadenza del semestre al quale si riferisce. 5. Entro il mese di aprile dell'anno successivo a quello cui si riferiscono i rendiconti, le imprese designate trasmettono al Fondo strada un prospetto dal quale risulta l'ammontare presumibile dei danni per sinistri avvenuti e non ancora pagati alla fine dell'esercizio cui si riferisce il prospetto. 6. Gli importi di cui al comma 5 sono distinti a seconda che si riferiscano ai sinistri avvenuti nell'esercizio medesimo o in esercizi anteriori. I medesimi importi sono anche distinti a seconda che si riferiscano a sinistri di cui alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, del Codice. 7. I documenti indicati nel presente articolo sono sottoscritti dai legali rappresentanti delle imprese designate. Art. 14. Convenzioni tra le imprese designate e il Fondo strada 1. Il rimborso da parte del Fondo strada delle somme anticipate dalle imprese designate ai sensi dell'articolo 286, comma 1, del Codice e' effettuato secondo apposite convenzioni stipulate tra le imprese designate e il Fondo strada stesso, previste all'articolo 286, comma 2, del Codice. 2. Le convenzioni di cui al comma 1 regolano in ogni caso: a) il termine entro il quale il Fondo strada comunica il proprio benestare o le sue eventuali osservazioni sui rendiconti semestrali, trasmessi dalle imprese a norma del presente regolamento; b) il termine entro il quale il Fondo strada, nei limiti delle proprie disponibilita', rimette alle imprese designate il saldo dei rendiconti semestrali; c) le modalita' per la determinazione degli interessi da riconoscere alle imprese sulle somme da queste anticipate per pagamenti di sinistri e relative spese di liquidazione; d) i casi di giustificata necessita' in cui le imprese potranno chiedere il rimborso di somme pagate per sinistri anche prima della scadenza del termine di cui alla lettera b); e) i criteri cui le imprese si attengono per determinare le spese di liquidazione dei sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice e per calcolare la quota parte delle spese generali da imputarsi alla gestione separata di detti sinistri; f) i casi in cui le imprese chiedono il preventivo benestare al Fondo strada prima di procedere alla liquidazione dei sinistri, nonche' le procedure cui le imprese si attengono nei rapporti con il Fondo strada stesso in caso di contestazioni relative ai sinistri di cui all'articolo 283, comma 1, del Codice. g) le situazioni in cui il Fondo strada puo' avocare a se' l'istruttoria e la definizione di singoli sinistri o gruppi di sinistri dando poi disposizione alla impresa designata o alla societa' di servizio per il successivo pagamento; h) le modalita' da seguire da parte delle societa' di servizio in ordine ai rapporti diretti con il Fondo strada circa la gestione di singoli sinistri; i) i criteri di adeguata diversificazione in ordine all'assegnazione degli incarichi ai professionisti per la quantificazione dei danni fisici e materiali o ai legali per l'assistenza dell'impresa in giudizio; l) l'impegno delle imprese designate e delle eventuali societa' di servizio, nelle varie fasi di trattazione del sinistro, a rispettare termini predeterminati; m) l'obbligo per le imprese designate e le societa' di servizio, quando corrispondono compensi per l'eventuale assistenza prestata da professionisti, di richiedere la documentazione probatoria relativa alla prestazione stessa e di indicare il corrispettivo separatamente rispetto alle voci di danno nella quietanza di liquidazione, nonche' l'obbligo per le stesse, nell'ipotesi di pagamento diretto dei compensi dovuti al professionista, di darne comunicazione al danneggiato, in conformita' a quanto previsto dall'articolo 148, comma 11, del Codice, con esclusione dei casi in cui gli importi sono stati liquidati in sentenza; n) l'obbligo per le imprese designate e le societa' di servizio, per l'attivita' di liquidazione dei sinistri a carico del Fondo strada, di mettere a disposizione dei soggetti danneggiati strutture adeguate sia per distribuzione sul territorio, sia per accessibilita' all'utenza, anche in relazione agli orari di apertura. Art. 15. Obbligo per le imprese designate di fornire al Fondo strada dati ed elementi sulla gestione di sinistri e vigilanza governativa sulle imprese designate. 1. Il Fondo strada puo' chiedere alle imprese designate dati ed elementi relativi alla gestione dei sinistri di cui alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, del Codice. Le stesse imprese designate tengono a disposizione del Fondo strada per gli eventuali riscontri, tutti i libri, registri e documenti riguardanti la predetta gestione. 2. L'ISVAP ha facolta' di disporre ispezioni presso le imprese designate e le societa' di servizio per controllare l'osservanza delle disposizioni della legge, del regolamento, dei decreti, delle istruzioni ministeriali, delle disposizioni impartite dall'ISVAP stesso nonche' delle convenzioni di cui all'articolo 14. 3. Le imprese e, ove del caso, le societa' di servizio mettono a disposizione dei funzionari incaricati delle ispezioni tutta la corrispondenza, gli atti, i libri, le scritture e tutto quanto concerne i rapporti con il Fondo strada e la prestazione del servizio di liquidazione dei sinistri, e forniscono altresi' le notizie e i dati che siano alle stesse richiesti. Art. 16. Efficacia dei contratti di assicurazione obbligatoria in corso con impresa posta in liquidazione coatta amministrativa. 1. In caso di liquidazione coatta amministrativa di una impresa autorizzata all'esercizio dell'assicurazione della responsabilita' civile per i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, i contratti di assicurazione obbligatoria in corso alla data di pubblicazione del decreto di liquidazione continuano, nei limiti delle somme minime per cui e' obbligatoria l'assicurazione, a coprire i rischi fino alla scadenza del periodo di tempo per il quale sono stati rilasciati il certificato ed il contrassegno. Art. 17. Autorizzazione a procedere alla liquidazione dei danni 1. L'autorizzazione prevista dall'articolo 293 del Codice puo' essere rilasciata al commissario liquidatore solo con il decreto con cui e' disposta la liquidazione coatta amministrativa. Art. 18. Liquidazione dei danni da parte del commissario liquidatore autorizzato ai sensi dell'articolo 293, comma 1, del Codice. 1. Il commissario liquidatore nell'assolvimento dei compiti di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice accerta l'esistenza e la risarcibilita' del danno e ne determina l'ammontare. 2. Il commissario liquidatore trasmette al Fondo strada l'atto di liquidazione sottoscritto anche dal creditore. 3. Nel caso in cui non sia stato possibile concordare la liquidazione del danno con il creditore, il commissario liquidatore ne da' comunicazione al Fondo strada, indicando i motivi del disaccordo e l'ammontare del danno da lui accertato e predisponendo comunque il relativo atto di liquidazione ai fini del pagamento da parte del Fondo strada con le medesime modalita' di cui all'articolo 19. Art. 19. Pagamento del danno da parte del Fondo strada in caso di accordo del creditore 1. Il Fondo strada provvede, nei limiti previsti dall'articolo 283, commi 2 e 4, del Codice, al pagamento della somma a suo carico indicata nell'atto di liquidazione trasmessogli dal commissario liquidatore ai sensi dell'articolo 18, comma 2, inviando al creditore vaglia postale od assegno di pari importo ovvero accreditando la somma dovuta sul conto corrente postale o bancario del creditore stesso. Il pagamento avviene entro 15 giorni dal ricevimento da parte della CONSAP dell'atto sottoscritto dal commissario liquidatore e dall'avente diritto. Art. 20. Spese di liquidazione dei danni di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice 1. Le spese sostenute dal commissario liquidatore per la liquidazione dei danni di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice, che sono direttamente imputabili alla liquidazione di ciascun danno, sono, in caso di insufficienza dell'attivo, integralmente a carico del Fondo strada. Le spese per la liquidazione di danni diversi da quelli di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice, che sono direttamente imputabili alla liquidazione di ciascun danno, restano integralmente a carico della liquidazione. 2. Le spese inerenti alla liquidazione dei danni, diverse da quelle indicate al comma 1, ivi comprese quelle per il personale riassunto a norma dell'articolo 293, comma 3, del Codice, sono a carico del Fondo strada nella misura determinata dal rapporto in cui si trovano nell'ultimo bilancio approvato della societa' posta in liquidazione coatta amministrativa i premi del ramo "assicurazione responsabilita' civile autoveicoli" rispetto all'ammontare complessivo dei premi risultanti dal bilancio stesso. Art. 21. Anticipazione o rimborso delle spese di liquidazione dei danni 1. Le modalita' per l'anticipazione al commissario liquidatore delle somme occorrenti per far fronte alle spese di liquidazione a carico del Fondo strada a norma dell'articolo 20 ovvero per il rimborso delle spese stesse, sono stabilite con apposita convenzione da stipularsi tra il commissario liquidatore e il Fondo strada e da sottoporsi all'approvazione del Ministero dello sviluppo economico. Art. 22. Riassunzione da parte del commissario liquidatore del personale dell'impresa posta in liquidazione coatta amministrativa. 1. Il commissario liquidatore autorizzato a norma dell'articolo 293, comma 1, del Codice provvede, ai sensi del comma 3 dello stesso articolo, entro il mese successivo a quello di pubblicazione del decreto di cui all'articolo 17, a riassumere direttamente il personale gia' dipendente dall'impresa al momento in cui la stessa e' stata posta in liquidazione coatta, con esclusione del personale dirigente. Il personale riassunto e' inquadrato sulla base delle norme del contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da imprese di assicurazione vigente al momento della riassunzione, tenuto conto della qualifica attribuitagli, e retribuito con i minimi previsti dal contratto stesso. Art. 23. Comunicazione da parte del commissario liquidatore del presumibile importo dei danni ancora da liquidare per conto del Fondo strada. 1. Entro il mese di aprile di ciascun anno il commissario liquidatore, autorizzato a norma dell'articolo 293 del Codice, trasmette al Fondo strada un prospetto dal quale risulti l'ammontare presumibile dei danni non ancora liquidati per conto del predetto Fondo alla fine dell'anno precedente. Art. 24. Modalita' di trasmissione della richiesta di risarcimento all'Organismo di indennizzo 1. Gli aventi diritto, di cui all'articolo 298, comma 4, del Codice, presentano all'Organismo di indennizzo la propria richiesta di risarcimento in forma scritta, inviandola a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo telefax, purche' con rilascio del relativo rapporto di trasmissione, o consegnata a mano all'Organismo di indennizzo stesso con rilascio di ricevuta. Art. 25. Composizione del comitato 1. Il comitato previsto dall'articolo 303, comma 1, del Codice, e' presieduto dal presidente o, in sua vece, dall'amministratore delegato della CONSAP, che ne sono membri di diritto. 2. Fanno parte altresi' del comitato di cui al comma 1: a) due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico; b) un rappresentante dell'ISVAP; c) il dirigente della CONSAP, coordinatore delle attivita' del Fondo caccia; d) un dirigente di imprese assicuratrici designato dall'Associazione di categoria piu' rappresentativa sul piano nazionale; e) un rappresentante dei consumatori designato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. 3. I componenti il comitato sono nominati con decreto del Ministro dello sviluppo economico per la durata di un triennio. L'ufficio di segreteria del comitato e' composto di due membri di cui un funzionario del Ministero dello sviluppo economico ed un dipendente della CONSAP. Art. 26. Attribuzioni del Comitato e validita' delle deliberazioni 1. Spetta al comitato di cui all'articolo 25 fornire parere al consiglio di amministrazione della CONSAP: a) sulle questioni relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il Fondo caccia; b) sulla designazione delle imprese di cui al presente capo; c) sulle convenzioni da stipularsi, con le imprese designate di cui al presente Capo, da parte del Fondo caccia; d) su ogni altra questione che il consiglio di amministrazione della CONSAP ritenga di sottoporgli. 2. Il comitato predispone il rendiconto di gestione del Fondo caccia. 3. Le riunioni del comitato sono valide quando intervengono almeno quattro dei suoi componenti. 4. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza degli intervenuti; in caso di parita' di voti prevale quello del presidente. 5 . Ai membri del comitato e della segreteria spetta a carico del Fondo caccia un gettone di presenza nella misura determinata dal consiglio di amministrazione della CONSAP. Art. 27. Modalita' per la gestione del Fondo caccia 1. Il Fondo caccia e' soggetto patrimoniale autonomo e separato. 2. La CONSAP tiene contabilita' e scritture separate per le operazioni attinenti alla gestione autonoma del Fondo caccia, nonche' una separata amministrazione dei beni ad essa pertinenti, in modo che risulti identificato il patrimonio destinato a rispondere delle obbligazioni del Fondo stesso. 3. Il consiglio di amministrazione della CONSAP, nel deliberare sull'impiego delle somme disponibili, tiene conto delle esigenze di liquidita' del Fondo caccia. Le somme disponibili sono investite esclusivamente in operazioni in titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano. Art. 28. Rendiconto della gestione del Fondo caccia 1. Il rendiconto della gestione del Fondo caccia, approvato dal consiglio di amministrazione della CONSAP, e' trasmesso, unitamente ad una relazione dello stesso consiglio, al Ministero dello sviluppo economico entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello cui esso si riferisce. 2. Il rendiconto comprende le seguenti voci: a) in entrata: 1) contributi di competenza dell'esercizio; 2) redditi ricavati dall'impiego delle somme disponibili; 3) interessi attivi diversi; 4) somme recuperate in dipendenza di azioni di regresso e di surroga; 5) sanzioni amministrative; 6) altre entrate, da indicare analiticamente; 7) eventuale disavanzo; b) in uscita: 1) somme corrisposte dalle imprese designate per indennizzi, distinte in relazione alle fattispecie di cui alle lettere a), b) e c) dell'articolo 302, comma 1, del Codice; 2) spese generali imputabili alla liquidazione dei sinistri sostenute dalle imprese designate, quali risultano dai rendiconti delle imprese stesse; 3) spese sostenute dalla CONSAP per la gestione del Fondo caccia; 4) interessi passivi sulle somme anticipate dalle imprese designate per pagamenti di sinistri e relative spese di liquidazione, calcolati secondo le modalita' previste dalle convenzioni con le imprese stesse; 5) altre uscite, da indicare analiticamente; 6) eventuale avanzo. Art. 29. Situazione patrimoniale del Fondo caccia 1. Il rendiconto di cui all'articolo 28 e' accompagnato da una situazione patrimoniale dalla quale risultino alla fine dell'esercizio: a) nell'attivo: 1 ) depositi presso istituti di credito; 2) attivita' mobiliari, da indicare analiticamente; 3) crediti per contributi non incassati; 4) altre partite creditorie, da indicare analiticamente; b) nel passivo: 1) debiti verso le imprese designate per le somme da queste anticipate per il pagamento di sinistri, spese di liquidazione e relativi interessi; 2) altre partite debitorie, da indicare analiticamente. 2. In apposita sezione separata del passivo e' posto in evidenza il patrimonio netto costituito dall'avanzo o dal disavanzo risultante dal rendiconto di cui all'articolo 28 e dall'ammontare complessivo dei risultati degli esercizi precedenti. 3. Tra i conti d'ordine viene indicato l'ammontare presumibile dei sinistri avvenuti e non ancora pagati alla fine dell'esercizio cui si riferisce il rendiconto. 4. Ai fini della determinazione del contributo di cui all'articolo 303, comma 3, del Codice, il rendiconto e' altresi' corredato da un prospetto dal quale risulti, in base alle comunicazioni effettuate dalle imprese designate, l'ammontare presumibile dei danni per sinistri avvenuti e non ancora pagati dalle imprese stesse alla fine dell'esercizio cui si riferisce il rendiconto. 5. Gli importi di cui al comma 4 sono distinti a seconda che si riferiscano ai sinistri avvenuti nell'esercizio o in esercizi anteriori e a seconda che si riferiscano ai sinistri di cui alle lettere a) o b) o c) del comma 1 dell'articolo 302 del Codice. Art. 30. Vigilanza governativa sul Fondo caccia 1. Il Ministero dello sviluppo economico puo' chiedere in qualunque momento al Fondo caccia notizie e dati sulla gestione del Fondo stesso e disporre accertamenti ove lo ritenga necessario. Art. 31. Contributo da corrispondere al Fondo caccia 1. Entro il 31 dicembre di ciascun anno il Ministro dello sviluppo economico determina con proprio decreto, tenuto conto dei risultati dell'esercizio che sono determinati nel rendiconto della gestione dell'anno precedente, la misura del contributo che le imprese sono tenute a versare nell'anno successivo al Fondo caccia. 2. Entro il 31 gennaio di ogni anno le imprese versano un contributo provvisorio relativo all'anno stesso, determinato applicando l'aliquota stabilita per detto anno ai premi incassati risultanti dall'ultimo bilancio approvato, al netto degli oneri di gestione determinati con provvedimento dell'ISVAP. 3. Il conguaglio fra la somma effettivamente dovuta dall'impresa e quella anticipata ai sensi del comma 2 nonche' il versamento del saldo a debito o credito dell'impresa stessa sono effettuati sulla base dei premi incassati risultanti dal bilancio dell'esercizio cui si riferisce la somma anticipata, entro il 30 settembre successivo alla data di approvazione di detto bilancio. Art. 32. Ritardato versamento del contributo 1. In caso di ritardato versamento di tutto o di parte del contributo sono dovuti gli interessi di mora, al tasso legale, a decorrere dal giorno in cui il versamento stesso avrebbe dovuto essere effettuato. Art. 33. Designazione delle imprese 1. L'ISVAP designa le imprese che provvedono alla liquidazione dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice, per la durata di un triennio, sentito il consiglio di amministrazione della CONSAP e tenuto conto per ciascuna impresa della sua capacita' finanziaria e dell'esistenza di una adeguata organizzazione per la liquidazione dei sinistri. 2. I decreti di designazione sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. Art. 34. Liquidazione dei danni a cura delle imprese designate 1. L'impresa designata provvede a quanto dovuto per i sinistri verificatisi nel territorio di sua competenza entro tre anni dalla data di pubblicazione del decreto o dalla diversa data indicata nel decreto stesso. La stessa impresa garantisce il risarcimento dei sinistri anche oltre la scadenza del periodo stabilito, fino alla pubblicazione del decreto che designi altra impresa. 2. L'impresa designata che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno nei casi previsti di cui all'articolo 302, comma 1, lettere a) e b),del Codice, ha azione di regresso, per conto del Fondo caccia, nei confronti dei responsabili del sinistro per il recupero dell'indennizzo pagato nonche' dei relativi interessi e spese. 3. L'impresa designata che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno nel caso previsto di cui all'articolo 302, comma 1, lettera c) del Codice, e' surrogata, per l'importo pagato, nei diritti dell'assicurato e del danneggiato verso l'impresa posta in liquidazione coatta amministrativa con gli stessi privilegi stabiliti dalla legge a favore dei medesimi. 4. L'eventuale azione per il risarcimento del danno puo' essere esercitata nei confronti dell'impresa designata competente per il territorio in cui il sinistro e' avvenuto. Art. 35. Massimali di garanzia 1. Per i casi previsti all'articolo 302, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice, il Fondo caccia risarcisce nei limiti massimi di cui all'articolo 12, comma 8, della legge 11 febbraio 1992, n. 157. Nell'ipotesi di danni alle cose di cui alle richiamate lettere b) e c) il Fondo caccia risarcisce per la parte eccedente l'ammontare di euro cinquecento, sempre con il limite massimo di cui al citato articolo 12, comma 8. Art. 36. Convenzioni tra le imprese designate e il Fondo caccia 1. Le somme anticipate dalle imprese designate, comprese le spese ed al netto delle somme recuperate a norma dell'articolo 304 del Codice, saranno rimborsate dal Fondo caccia, secondo le convenzioni stipulate fra le imprese e il Fondo stesso. 2. Le convenzioni di cui al comma 1, soggette ad approvazione del Ministero dello sviluppo economico, sentito l'ISVAP, devono, in ogni caso, regolare: a) il termine entro il quale il Fondo caccia comunica il proprio benestare o le sue eventuali osservazioni sui rendiconti semestrali, trasmessi dalle imprese designate, a norma dell'articolo 39; b) il termine entro il quale il Fondo caccia, nei limiti delle proprie disponibilita', rimette alle imprese designate il saldo dei predetti rendiconti semestrali; c) le modalita' per la determinazione degli interessi da riconoscere alle imprese sulle somme da queste anticipate per pagamenti di sinistri e relative spese di liquidazione; d) i casi di giustificata necessita' in cui le imprese potranno chiedere il rimborso di somme pagate per sinistri anche prima della scadenza del termine di cui alla lettera b); e) i criteri cui le imprese si attengono per determinare le spese di liquidazione dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice, e per calcolare la quota parte delle spese generali da imputarsi alla gestione separata di detti sinistri; f) i casi in cui le imprese chiedono il preventivo benestare al Fondo caccia prima di procedere alla liquidazione dei sinistri, nonche' le procedure cui le imprese si attengono nei rapporti con il Fondo stesso in caso di contestazioni relative ai sinistri di cui all'articolo 302 del Codice. Art. 37. Obbligo per le imprese designate di fornire al Fondo caccia dati ed elementi sulla gestione di sinistri e vigilanza governativa sulle imprese designate. 1. Il Fondo caccia puo' chiedere alle imprese designate dati ed elementi relativi alla gestione dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice. 2. Le stesse imprese designate tengono a disposizione del Fondo caccia per gli eventuali riscontri, tutti i libri, registri e documenti riguardanti la predetta gestione. 3. L'ISVAP ha facolta' di disporre ispezioni presso le imprese designate, per controllare l'osservanza delle disposizioni di legge, delle istruzioni ministeriali, nonche' delle convenzioni di cui all'articolo 36. 4. Le imprese mettono a disposizione dei funzionari incaricati delle ispezioni tutta la corrispondenza, gli atti, i libri, le scritture e tutto quanto concerne i rapporti con il Fondo caccia e la prestazione del servizio di liquidazione dei sinistri e forniscono le notizie e i dati che siano ad esse richiesti. Art. 38. Gestione separata delle imprese designate 1. Le imprese designate tengono gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice provvedendo a tutti gli adempimenti previsti dal presente regolamento. 2. Per la gestione di cui al comma 1 le imprese tengono separatamente tutti i registri richiesti dalla normativa in vigore. 3. La corrispondenza, i libri, i registri e tutti i documenti delle imprese designate relativi alle operazioni inerenti alla gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice recano, oltre alla denominazione dell'impresa e alle altre indicazioni prescritte, la seguente indicazione "Impresa designata per la liquidazione dei sinistri a carico del Fondo di garanzia per le vittime della caccia". 4. Le imprese non possono utilizzare l'intestazione di cui al comma 3 per la corrispondenza, i libri e i registri e tutti i documenti relativi alle operazioni che non rientrano nella gestione separata dei sinistri sopra prevista. Art. 39. Rendiconto delle imprese designate 1. Il rendiconto degli oneri sostenuti in ciascun semestre che le imprese designate trasmettono al Fondo caccia, comprende le seguenti voci: a) i pagamenti effettuati nel semestre, per indennizzi di sinistri avvenuti nell'esercizio e, distintamente, in esercizi anteriori; i predetti pagamenti sono anche distinti a seconda che si riferiscano a sinistri di cui alle lettere a) o b) o c) dell'articolo 302, comma 1, del Codice; b) spese sostenute per la liquidazione dei sinistri di cui alla lettera a); c) quota delle spese generali sostenute nel semestre per la gestione separata dei sinistri di cui all'articolo 302 del Codice; d) somme recuperate dall'impresa nel semestre in dipendenza di azioni di regresso e di surroga, distinte a seconda che si riferiscano a sinistri avvenuti nell'esercizio o negli esercizi precedenti. 2. Al rendiconto e' allegato un estratto del conto relativo alle operazioni di addebitamento e accreditamento effettuate nel semestre dall'impresa nei rapporti con il Fondo caccia. 3. Dall'estratto conto di cui al comma 2 risultano: a) nella parte A: 1) l'importo dei sinistri, degli oneri e delle spese desunti dal relativo rendiconto per le voci a), b) e c) di cui al comma 1; 2) l'importo degli interessi attivi sulle somme anticipate dall'impresa in conformita' di quanto stabilito nelle convenzioni di cui all'articolo 36; 3) le altre somme eventualmente addebitate al Fondo caccia; 4) l'eventuale saldo a conguaglio; b) nella parte B: 1) l'importo dei rimborsi da parte del Fondo caccia all'impresa per le somme da questa anticipate nel semestre per il pagamento di sinistri e relative spese di liquidazione; 2) le somme recuperate nel semestre dall'impresa in dipendenza di azioni di regresso e di surroga, al netto delle relative spese; 3) l'importo degli interessi passivi; 4) altre somme eventualmente accreditate al Fondo caccia; 5) l'eventuale saldo a conguaglio. 4. Il rendiconto e' trasmesso nel termine di quarantacinque giorni dalla scadenza del semestre al quale si riferisce. 5. Entro il mese di aprile dell'anno successivo a quello cui si riferiscono i rendiconti, le imprese designate trasmettono al Fondo caccia un prospetto dal quale risulti l'ammontare presumibile dei danni per sinistri avvenuti e non ancora pagati alla fine dell'esercizio cui si riferisce il prospetto. 6. Gli importi suddetti sono distinti a seconda che si riferiscano ai sinistri avvenuti nell'esercizio medesimo o in esercizi anteriori. 7. I documenti indicati nel presente articolo sono sottoscritti dai legali rappresentanti delle imprese designate. Art. 40. Trasferimento da parte del comitato del Fondo strada del personale di imprese poste in liquidazione coatta amministrativa. 1. Il comitato del Fondo strada di cui all'articolo 285, comma 1, del Codice delibera la ripartizione del personale riassunto dal commissario liquidatore dell'impresa posta in liquidazione, fra le imprese di assicurazione alle quali, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono stati assegnati i contratti per la responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti di imprese poste in liquidazione coatta amministrativa, in proporzione all'ammontare dei premi dei contratti assegnati a ciascuna di esse e fino all'esaurimento degli adempimenti connessi o susseguenti alle determinazioni adottate per la ripartizione del portafoglio. 2. Quanto disposto al comma 1 non si applica al personale assunto nei dodici mesi antecedenti la data del provvedimento di liquidazione. 3. Per le deliberazioni di cui al comma 1, la composizione del Comitato e' integrata da un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, da due rappresentanti del personale dipendente da imprese di assicurazione e da un rappresentante degli agenti di assicurazione, scelti dal Ministro dello sviluppo economico su designazione delle associazioni di categoria piu' rappresentative sul piano nazionale. 4. Le imprese provvedono all'assunzione del personale gradualmente secondo un programma concordato con il commissario liquidatore in relazione alle esigenze della liquidazione. Art. 41. Norme abrogate 1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono o restano abrogati: a) il capo V e il capo VI del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1970, n. 973; b) gli articoli 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27 e 28 del decreto del Presidente della Repubblica 16 gennaio 1981, n. 45; c) il decreto ministeriale 22 giugno 1993, n. 346; d) il decreto ministeriale 12 ottobre 1993; e) il decreto ministeriale 27 gennaio 1997. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 28 aprile 2008 Il Ministro: Bersani Visto, il Guardasigilli: Scotti Registrato alla Corte di conti il 19 maggio 2008 Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita' produttive, registro n. 2, foglio n. 72.

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Tasse troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Il caso La class="term">class class="term">action universitaria L'avvocato: "Azioni anche sul caro affitti" Tasse troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da tasse - ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli studenti li rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la violazione del decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza chi ha un reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi passati gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica, in vista del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su tutta la linea. C'è di più: agli studenti proprio non piace che ogni anno "nei bilanci di previsione l'Università stimi 4 o 5 milioni di tasse in meno di quanto incasserà - dice Orsi -; così, sottostimando le entrate, si chiedono più soldi del dovuto". L'Udu ha presentato una documentata e approfondita bozza di un nuovo regolamento e, contestualmente, una campagna contro il caro-affitti, l'altra spina nel fianco dell'economia studentesca: "In tre anni gli affitti sono aumentati del 150% - dice Alessandro Orsi -, il 250% in più nelle "zone rosse", quelle vicino alle facoltà, come il Centro e la zona attorno al Politecnico". L'azione legale cercherà di colpire chi specula sulla difficoltà degli studenti di trovare posti letto convenienti e per periodi limitati: agenzie private che promettono aiuto in cambio di quote d'iscrizione che si aggirano sui 200 euro e che, spesso, non portano a nulla. Un bel giro d'affari, considerando che almeno il 20% degli studenti torinesi è un fuori sede. La notizia di un'imminente class="term">class class="term">action contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti: "Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio dell'ateneo". La proposta di creare un sistema di tassazione personalizzata per ogni singolo studente è, invece, "impraticabile: si imporrebbe a tutti di presentare l'Isee. Anzi sarebbe interessante capire come mai il 50% degli studenti l'Isee non lo presentano per niente...". Il rettore ribadisce che, da anni, le tasse non vengono neanche adeguate all'inflazione e le fasce sono tarate sulla base di uno studio dell'Osservatorio Regionale, e che "il prossimo anno si rientrerà sicuramente nel 20%".

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IL PARERE DI EUGENIO BORGNA (sezione: Class action)

( da "Azione, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'AZIONE - Articoli - Il parere di eugenio borgna IL PARERE DI EUGENIO BORGNA Sulla legge 180 è intervenuto di recente sull'Avvenire il professor Eugenio Borgna, il primo a eliminare la contenzione e aprire le porte di un ospedale psichiatrico (a Novara all'inizio degli anni Settanta). Di formazione cattolica, Borgna denuncia due nodi di fondo che impediscono alla legge Basaglia di funzionare come dovrebbe: "Credo che il nodo stia in una indifferenza collettiva verso la malattia psichica. Della follia ci si disinteressa. Un malato psichico abbandonato non conta niente, non interessa a nessuno (...) Un problema di fondo è la formazione attuale degli psichiatri. Escono dall'università preparati soltanto a somministrare psicofarmaci, e si trovano a gestire una legge che esige un'attenzione umana e costante ai pazienti, una "caritas" senza la quale non si cura la follia. In fondo, credo, i problemi dell'assistenza psichiatrica in Italia oggi sono generati da carenze umane ed etiche".

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Brunetta: <La manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi> (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Brunetta: "La manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi" 5 giugno 2008 alle 19:30 - Fonte: ilsole24ore.class="hilite">com - 0 commenti Si pensa di estendere la class="term">class class="term">action al settore pubblico. I primi fannulloni nella Pubblica amministrazione, ha detto il ministro, sono i datori di lavoro che lasciano i lavoratori allo sbando. Martedì nuovo incontro con i sindacati... Nicoletta Cottone.

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Google denunciata per pubblicità ingannevole (sezione: Class action)

( da "Punto Informatico" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Roma - Google assicura ai propri utenti che gli annunci mostrati insieme ai risultati di ricerca provengono da inserzionisti fidati, ma in realtà veicola pubblicità capace di trarre in inganno gli utenti. Questa l'accusa scagliata da una donna che aveva sfruttato Google per cercare, mediante il proprio smartphone, una suoneria per arricchire il proprio telefonino: si è ritrovata inondata da messaggi a pagamento. "Guidata dai profitti, Google si è rifiutata di far rispettare le proprie policy relative ai servizi ad abbonamento per telefonini" questa la denuncia di Jenna Goodard. Si è affidata ai risultati a pagamento posizionati fra le ricerche di Google e, una volta compilato il modulo online per fruire di un servizio pubblicizzato come gratuito, si è ritrovata con una bolletta stellare. La colpa di Google? Essere il motore di ricerca più popolare del mondo e veicolare attraverso i propri programmi di advertising dei link a questi servizi, essere il gatekeeper che indirizza gli utenti verso servizi poco trasparenti. L'accusa di Goodard passa per quelle che BigG chiama norme per i contenuti. Sono numerosi i limiti imposti ai contenuti pubblicizzati dagli inserzionisti: non si possono reclamizzare vendita di armi, prodotti che aiutano a superare esami tossicologici, siti che offrono gioco d'azzardo, materiale pedopornografico, documenti falsi o articoli pirotecnici. È però possibile dare visibilità ai servizi d'iscrizione per i cellulari, a patto che nella pagina principale illustrino agli utenti con chiarezza e trasparenza le condizioni del servizio che offrono. In caso contrario, BigG minaccia di procedere alla rimozione dell'annuncio. Ma quella di Google, sostiene Goodard, non è che una promessa: BigG non si preoccupa di verificare che i servizi che pubblicizza si presentino in maniera trasparente, non rinuncia a raggranellare inserzionisti anche qualora non rispettino le condizioni per veicolare la pubblicità attraverso AdWords. Con questa convinzione, affiancata dai propri avvocati, class="hilite">la donna sta cercando di far assurgere a class="term">class class="term">action la propria denuncia. La battaglia legale di Google è appena iniziata: c'è chi suggerisce che BigG non abbia di che temere, c'è chi ricorda come nell'ufficio del Procuratore Generale della Florida sia in corso un'indagine per debellare il business dei servizi gonfiabolletta agendo sui publisher di contenuti sul web, pingui grazie anche all'ospitalità che offrono ai fornitori di questi servizi. Gaia Bottà.

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Alla festa per il 194esimo anniversario dell'Arma anche la ricompensa ai militari (sezione: Class action)

( da "Cittadino, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Dall'omicidio alla rapina sventata, quando il coraggio è in uniforme n Storie di eroismo quotidiano, condite con un pizzico di incoscienza e coraggio, qualità che fanno parte del bagaglio "naturale" di un carabiniere. Ieri, alla festa per il 194esimo anniversario dell'Arma, presso il comando provinciale dell'Albarola, il tenente colonnello Fabrizio Clementi ha premiato con un elogio i sette militari che, nel corso dell'anno, si sono resi protagonisti di gesti eroici e di blitz che hanno permesso di incastrare alcuni pericolosi criminali. Un elogio collettivo è stato consegnato invece alle compagnie di Lodi e Codogno e al nucleo investigativo di Lodi, per aver risolto, in pochi giorni, il giallo dell'omicidio Dedè e aver assicurato alla giustizia l'assassino. "L'Arma dei carabinieri - ha detto il comandante Clementi nel suo discorso - è una organizzazione aperta alla società, che vive per la gente e fra la gente, pronta a dare risposte adeguate alle richieste di sicurezza. Una criminalità sempre più agguerrita impone una globale azione di contrasto, con una stretta collaborazione con le altre forze di polizia". Alle celebrazioni erano presenti le massime autorità del territorio. Il prefetto Peg Strano Materia, il questore Paolo Pifarotti, il capitano della Finanza Jacopo Pasini, il vescovo Giuseppe Merisi, il presidente della Camera di commercio Enrico Perotti (che ha avuto un malore), il presidente della provincia Osvaldo Felissari, il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini e molti sindaci del territorio con la fascia tricolore.Tornando alle premiazioni, è stato ricordato il salvataggio avvenuto il 21 aprile scorso a Lodi, sul ponte dell'Adda, dove un uomo aveva scavalcato la balaustra e minacciava di gettarsi nel vuoto. Aveva appena ricevuto lo sfratto ed era disperato. Per salvarlo arrivarono gli agenti della questura e il maresciallo Saverio Napolitano, comandante della stazione cittadina. Proprio quest'ultimo, dopo aver parlato con lui cercando di convincerlo a non compiere l'insano gesto, allungò il braccio e lo afferrò per il giubbotto, portandolo in salvo.Successivamente è stato ricordato il blitz del 25 febbraio a Sant'Angelo, dove fu sventata una rapina alla filiale della Banca agricola mantovana. Due pattuglie (composte dal carabiniere scelto Vincenzo Marra, dal vice brigadiere Antonio Digrumo, dall'appuntato scelto Mauro Babato e dal carabiniere Giuseppe Semprebuono) fecero irruzione in banca, con il mitra in pugno, e costrinsero i due malviventi milanesi ad arrendersi. Subito dopo è stato il turno del carabiniere di quartiere Giovanni Sali e dell'addetto della stazione capoluogo Calogero Manno, che, alla fine di marzo, hanno arrestato due romeni che avevano manomesso uno sportello bancomat (alla San Paolo di via Volturno) per clonare le carte dei clienti. Su segnalazione dei passanti, insospettiti dai movimenti degli stranieri, i militari li hanno rintracciati in un bar del centro.Infine le compagnie di Lodi e Codogno e il nucleo investigativo di Lodi hanno ricevuto con un elogio collettivo, per aver condotto una "corale e complessa attività di indagine" che ha portato all'arresto del presunto assassino di Giuseppe Dedè, il marocchino Ahmed Elmitwalli Mansour.Davide Cagnola.

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La class action sul binario morto (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza (MF)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

MF Numero 112  pag. 3 del 6/6/2008 | Indietro La class action sul binario morto Primo Piano Di Michele Arnese IL GOVERNO STUDIA UNO SLITTAMENTO al 2009 DELLA NORMA CHE dovrebbe partire A FINE giugno I tecnici dell'esecutivo al lavoro anche su possibili modifiche Da industriali, banche e assicurazioni grande pressing per chiarire la legge sulla scia dei rilievi giunti da Bankitalia Proroga con modifiche oppure slittamento in attesa di successivi interventi. Sono queste le due opzioni sulla class action che stanno vagliando gli esperti legislativi dell'esecutivo, secondo le indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza. Nessuna decisione formale è stata presa, sottolineano ambienti governativi, ma la questione è allo studio. Le strade individuate sono due. La prima, che al momento sembra quella più probabile, è quella di un intervento di proroga dell'entrata in vigore della norma, che partirebbe così dal prossimo anno e non dal prossimo mese. Ma non si esclude di collegare allo slittamento dei tempi anche una serie di correzioni al testo. A giorni, comunque, si deciderà se e come intervenire. I tempi, però, stringono. Le azioni risarcitorie collettive, come previsto dall'ultima Finanziaria, possono scattare infatti da fine mese. Una scadenza che sta allarmando il mondo delle imprese, preoccupate da un lato per l'indeterminatezza della legge, ritenuta lacunosa e poco chiara in molti punti, dall'altro per l'annuncio di una raffica di class action in cantiere nelle associazioni dei consumatori. Per questo, al momento in via informale, da industrie, banche e assicurazioni sono giunte finora sollecitazioni per modificare alcune parti della normativa. Indicazioni che sarebbero state giudicate condivisibili da rappresentanti del governo Berlusconi. Tra l'altro in Confindustria, Abi e Ania, ma anche in ambienti legali, sono state accolte con favore i rilievi giunti dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Nella relazione annuale l'Istituto di via Nazionale, pur sottolineando in maniera "generale" che "la class action contribuisce a migliorare l'efficienza dei mercati", ha comunque evidenziato che "le modalità con le quali lo strumento è stato recepito nel nostro ordinamento rischiano di comprometterne la funzionalità". Bankitalia ha anche indicato "i principali problemi" sul tappeto. Primo: "La mancanza di criteri puntuali in base ai quali individuare le associazioni legittimate ad agire". Secondo: "La mancata previsione di sistemi di governance e controlli interni o esterni per i soggetti (associazioni dei consumatori e avvocati) chiamati a rappresentare gli interessi dei consumatori". Terzo: "La mancata individuazione di giudici specializzati". Infine Palazzo Koch ha sottolineato "l'assenza di coordinamento tra l'azione collettiva e i sistemi di composizione stragiudiziale delle controversie". I punti giudicati lacunosi dalle imprese sono anche altri. Ecco alcuni esempi, sotto forma di domande, che sono stati avanzati dai giuristi vicini a industrie, banche e assicurazioni. Come funziona il sistema dell'opt-in? Ovvero, come possono i singoli consumatori saltare sul treno in corsa dell'azione collettiva già avviata? E i danni ecologici rientrano o no nell'ambito della class action? Ancora: non sarebbe bene specificare se la norma è retroattiva o meno? Quest'ultima, in particolare, è una domanda che sta arrovellando da tempo giuristi e docenti, chiamati negli ultimi tempi a consulto dalle imprese per avere lumi. Nell'incertezza, saranno i tribunali a dire la parola definitiva sulla irretroattività, anche se la stragrande maggioranza degli esperti del settore propende per la retroattività della norma. Con ricadute quindi anche sui casi Cirio, Parmalat e Tango Bond. (riproduzione riservata)  .

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Prodotti finanziari uniformi (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercati e Finanza Numero 134, pag. 48 del 6/6/2008 Autore: Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF       europarlamento Prodotti finanziari uniformi Il Parlamento Ue lamenta scarsa concorrenza, soprattutto a livello transfrontaliero, nei servizi finanziari al dettaglio, ossia prodotti bancari, assicurativi e pensionistici. E ieri ha approvato la relazione di Othmar Karas con la quale chiede, da una parte, che vengano introdotte norme più uniformi e, dall'altra, che si accresca la fiducia dei consumatori, garantendo forme di protezione adeguate in caso di contenziosi. L'aula chiede dunque che venga facilitato l'accesso a meccanismi extragiudiziali alternativi (Adr) e sollecita la Commissione nella ricerca di forme di azione collettiva. Si incoraggiano poi i clienti privati e le piccole imprese ad approfittare dei vantaggi offerti dai servizi finanziari transfrontalieri e, in proposito, si ritiene che "la piena armonizzazione" di alcuni elementi chiave, soprattutto per quanto riguarda l'informazione, rappresenti "l'approccio appropriato".

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Carabinieri, oltre cento feriti in azione (sezione: Class action)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Ieri alla caserma Basso di viale Venezia festa per il 194º anniversario dell'Arma. Consegnate anche 14 ricompense a militari e reparti Carabinieri, oltre cento feriti in azione Il generale Lavagi: "Violenza utilizzata anche per risolvere piccole questioni" di ANNA ROSSO "I carabinieri friulani non solo combattono con risultati lusinghieri la criminalità, ma si trovano ogni giorno ad affrontare la violenza intesa come abitudine comportamentale utilizzata per risolvere questioni da poco e affermare a tutti i costi il proprio io. Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono stati ben 104 i nostri militari feriti in servizio". Lo ha sottolineato ieri il comandante regionale dei carabinieri, generale Nedo Lavagi, durante la cerimonia per il 194° anniversario della fondazione del corpo. La festa, com'è tradizione, si è svolta nella caserma Basso di viale Venezia, sotto una fastidiosa pioggerella. All'inizio della manifestazione - alla quale hanno preso parte autorità civili, militari e religiose, insieme alle associazioni combattentistiche e d'Arma e ai rappresentanti della polizia slovena e austriaca - sono stati presentati i dati relativi all'attività svolta dai carabinieri nell'ultimo anno. È seguito il momento solenne dell'Alzabandiera, sulle note dell'inno di Mameli. Successivamente il generale Lavagi, insieme a sindaco e prefetto, ha ricordato i caduti in servizio deponendo un corona d'alloro ai piedi del monumento loro dedicato. L'alto ufficiale ha poi ricordato gli oltre 600 militari attualmente impiegati in missioni all'estero, in Bosnia Erzegovina, Kosovo, Libano, Afghanistan, Cisgiordania, Albania e Ciad. Durante il suo discorso, il generale ha posto l'accento sulla sicurezza, definendola "un fare tangibile ed immediato, frutto di impegno senza riserve la cui unica ricompensa risiede nella fiducia dei cittadini". Proprio quella fiducia che, anno dopo anno, hanno saputo guadagnarsi i comandi stazione, punto di riferimento della gente anche nelle comunità più piccole. "Sono un sicuro approdo - ha detto Lavagi - per chiunque abbia bisogno e lavorano in sinergia con gli altri settori dell'Arma (compresi i reparti speciali) e con tutte le istituzioni. In sostanza, rappresentano un patrimonio per l'intera collettività soprattutto perchè sanno rispondere anche a bisogni minori, non sempre riconducibili a fenomeni criminosi, ma che causano situazioni di disagio". In occasione dell'anniversario dell'Arma (la Benemerita è stata fondata nel 1814) sono state consegnate anche 14 ricompense a militari e a reparti dell'Arma che si sono distinti in operazioni di servizio. E spazio hanno anche trovato i bambini delle scuole elementari Pellico, Uccellis e Friz che hanno vinto un premio componendo un tema per il concorso "I carabinieri nelle fiction e nella realtà".

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Ztl notturna, rivolta a trastevere - laura mari (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Roma E la presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti: "Vanno ripristinate subito le strisce blu in Prati" Ztl notturna, rivolta a Trastevere Gli abitanti: "Scenderemo in piazza se la chiusura sarà posticipata alle 23" LAURA MARI Un Dossier per dimostrare che la chiusura serale dei varchi non ha provocato alcun danno economico agli esercenti commerciali. E poi azioni legali contro il Comune, blocchi stradali e presidi notturni dei varchi. Gli abitanti di Trastevere sono pronti a mettere in scena eclatanti forme di protesta nel caso in cui il Campidoglio decidesse di posticipare l'orario di chiusura dei varchi notturni della Ztl (nel weekend) alle 23. "Ormai i residenti sono esasperati e se il Comune arrivasse davvero a modificare gli orari della Ztl notturna per compiacere gli interessi dei proprietari di locali e ristoranti - spiega Dina Nascetti, portavoce del comitato Vivere Trastevere - saremmo pronti a bloccare il lungotevere e a impedire il passaggio delle automobili nelle strade del quartiere". Una linea dura che non sembra lasciare spazio alla possibilità di arrivare ad un accordo. "Come residenti, siamo stanchi di essere ostaggio della movida - sottolinea Dina Nascetti - per questo motivo la nostra unica proposta è che l'orario di chiusura dei varchi notturni, in vista del caos estivo, venga anticipato alle ore 20". Se invece il Campidoglio posticipasse la chiusura dei varchi alle 23, gli abitanti di Trastevere non esiterebbero a scendere in piazza. "Siamo pronti a bloccare il lungotevere - annuncia la portavoce del comitato Vivere Trastevere - class="hilite">e daremo il via ad una class="term">class class="term">action contro il Comune presentando anche un dossier in cui dimostreremo che i locali notturni non hanno subito perdite economiche". Non si placano, inoltre, le polemiche sull'abolizione delle strisce blu e il presidente del XVII Municipio Antonella De Giusti ieri ha presentato in consiglio un ordine del giorno per chiedere "il ripristino, nel XVII Municipio, della sosta tariffata, onde evitare ripercussioni gravissime per il quartiere Prati".

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Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Il ministro della Funzione pubblica: class="hilite">aspettativa non retribuita per chi si trasferisce dal pubblico al privato Brunetta: anche la class="term">class class="term">action per mandare a casa i fannulloni Brunetta: anche la class="term">class class="term">action per mandare a casa i fannulloni Bonanni (Cisl): basta con le minacce di licenziamento, serve il contratto ROMA - "Sto pensando di estendere la class="term">class class="term">action anche al settore pubblico", annuncia Renato Brunetta. "Così, chi non funziona va a casa". Dopo i fannulloni e i finti malati, il ministro della Funzione pubblica riflette ora sulla possibilità di "dare voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro". Compresi evidentemente i datori di lavoro che lasciano i dipendenti "allo sbando": costoro "sono i veri primi fannulloni". Secondo Brunetta la macchina pubblica non funziona perché "purtroppo non esiste il mercato" ed è "lasciata alla buona volontà individuale". Ecco: il "punto di riferimento" dell'amministrazione statale del domani, così come la immagina il ministro, dovrà diventare "la soddisfazione dei cittadini" che devono appunto "far sentire la propria voce". La misura è allo studio, insieme alla possibilità per i dipendenti pubblici di usufruire "di una sorta di aspettativa non retribuita" per lavorare nel settore privato: "Se va bene, si chiude. Se no, si torna indietro". Brunetta parla a margine di una audizione in Commissione Affari Costituzionali. Ai deputati promette di consegnare i testi di legge "su cui lavorare" a stretto giro di posta: "Tra una settimana, dieci giorni". Dice: "Chiedo il vostro aiuto e collaborazione, così come quella dei sindacati e dei consumatori. Questa è una battaglia comune, non di parte. Il consenso è trasversale a partire dagli stessi lavoratori pubblici. La gente non ne può più di una amministrazione palla al piede". Il ministro incontrerà i sindacati martedi. Dai microfoni di Radiocity Raffaele Bonanni, leader Cisl avverte: "Basta con le minacce di licenziamento. Le riforme non sono mai state fatte con il bastone. Spero che con Brunetta sia finita la serie dei ministri che fanno surfing sul precipizio della pubblica amministrazione". Poi, sui dirigenti-fannulloni aggiunge: "E' vero che quando non si sovrintende ad una buona gestione si lascia spazio al menefreghismo". Conclusione: "Serve premiare chi merita altrimenti nel settore pubblico andranno i peggiori". E serve il rinnovo dei contratti. (e.p.).

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Telecom vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Il titolo guadagna in Borsa il 4,2% dopo gli annunci sulla riduzione del personale di 5 mila unità in due anni Telecom vola con i tagli, no dei sindacati Alzano le stime Dresdner,Deutsche e Unicredit, più scettiche Oddo e Jp Morgan SARA BENNEWITZ MILANO - Ci sono almeno tre buoni motivi che hanno indotto gli analisti a tornare ad alzare le proprie stime su Telecom Italia. Per prima cosa l'annuncio di un maxi piano di licenziamenti da 5mila dipendenti entro il 2010 aiuterà il gruppo di telefonia a ridurre la struttura dei costi. In secondo luogo l'offerta di France Télécom su Teliasonera, mette in luce come Telecom sia sottovalutata rispetto alle altre concorrenti europee. Infine la prospettiva della costruzione della rete in fibra ottica, che porterà ad ulteriori tagli dei costi e ad adeguate remunerazioni sull'investimento, sono tutti motivi che ieri hanno fatto guadagnare al titolo il 4,16% fino a 1,45 euro. Il mercato, si sa, ha una atteggiamento cinico nei confronti del costo del lavoro, tuttavia le organizzazioni sindacali sono pronte a fare una dura resistenza al maxi piano di esuberi per cui non sarà facile per Franco Bernabè ridurre il personale delle unità previste. La Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno convocato la riunione del coordinamento nazionale Telecom per martedì 10 giugno, per decidere il da farsi contro il piano di esuberi. A detta degli esperti i 250 milioni stanziati da Telecom per mandare a casa 5mila persone entro il 2010 sono una somma inadeguata. Due anni fa quando Telefonica, che indirettamente è azionista del gruppo italiano con il 10% del capitale, portò a termine un maxi piano di licenziamenti, spese per ognuno circa 5 volte di più di quanto preventivato oggi da Telecom. Facendo due conti, infatti, Bernabè stima di liquidare ciascun dipendente offrendogli in media 50mila euro di buonuscita, meno del loro salario medio annuo (che stando ai numeri annunciati dal gruppo è di 60mila euro lordi). E anche il comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare una class="hilite">class="term">class class="term">action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata di fusioni e acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e Verizon e Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia sottovalutato. L'ex monopolista francese ha infatti offerto per il gruppo svedese un prezzo che corrisponde, a seconda delle stime, un premio del 20-30% rispetto agli utili attesi su Telecom Italia. Va detto però che Teliasonera ha davanti a sé un triennio di crescita mentre Telecom a fine 2010 dovrebbe arrivare a 2,6-2,8 miliardi di profitti, meno dei 3 miliardi di utili del 2006 e del 2005. Infine, gli analisti si attendono positive novità dalla riunione convocata per il 15 luglio con Antonio Calabrò, dove si farà un punto sul cosìddetto Next Generation Network, ovvero la rete in fibra ottica che arriverà dentro le case degli italiani, e che secondo Bernabè nel 2015 porterà il gruppo a tagliare i costi sulla rete fissa da 2 a 1,2 miliardi di euro. Per questi motivi, ieri Dresdner, Deutsche Bank e Unicredit hanno alzato le loro stime sul gruppo, mentre Jp Morgan e Oddo & Cie restano scettiche sul fatto che il management riesca a mantenere le promesse sul taglio dei costi.

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Localismo, un freno allo sviluppo SILVIO GOGLIO (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Oggi l'assemblea delle cooperative Localismo, un freno allo sviluppo SILVIO GOGLIO (segue dalla prima pagina) Cioè della produttività, e sperabilmente degli standard di vita della popolazione (dipende ovviamente da come si distribuisce il reddito). Si tratta in ultima istanza di aumento delle conoscenze e delle capacità di organizzarle a fini produttivi e potremmo chiamarlo anche progresso materiale. Ma possiamo anche pensare allo sviluppo economico come un processo che valorizzi, invece di usare (consumare) i fattori di produzione, in particolare quelli umani, individuali e sociali, ed ambientali. Questa ultima accezione, talvolta chiamata sviluppo sostenibile, chiaramente implica in maggior misura aspetti di valore e di scelta su che cosa e come produrre che vanno al di là delle semplici indicazioni di prezzo. Essa può quindi essere complementare alla precedente, ma anche in forte contrasto. Alcuni aspetti dello sviluppo, soprattutto nella seconda e la terza accezione, rivestono particolare rilevanza per il movimento cooperativo. Un primo aspetto è che l'economia si viene sempre più caratterizzando per la crescente proporzione di aspetti immateriali, non solo nei prodotti, ma anche, se non in maggior misura, nei fattori produttivi. Ciò sta provocando radicali mutamenti nella produzione e nella sua organizzazione, nei modi di consumo e nella quotidianità della vita, in quanto ha profonde conseguenze sulla composizione del capitale (cresce l'importanza del capitale umano e sociale): sono influenzati i meccanismi che determinano l'efficienza collettiva, di sistema; vanno ripensati gli strumenti di intervento locale e le strategie di sviluppo; si aprono nuove strategie più consone alla sostenibilità, sociale e ambientale. Un secondo aspetto è che la concorrenza si caratterizza sempre più per la ricerca di flessibilità e di qualità. Ciò richiede un processo continuo di innovazione e di produzione di conoscenza, che, a sua volta, sollecita capacità di cooperazione, non solo all'interno delle imprese e fra imprese, ma tra soggetti pubblici e privati, tra tutte le diverse componenti della società. In altre parole sollecita la formazione di capitale umano e sociale. Nell'economia contemporanea la concorrenza non è più limitata alla ricerca di vantaggi in termini di costi relativi, bensì su quelle competenze che sono in grado di realizzare miglioramenti dinamici dei prodotti. Il funzionamento di un'economia siffatta, fondata in misura crescente sulla produzione e la distribuzione della conoscenza, esalta, piuttosto che comprimere, come spesso si sostiene, la centralità della conoscenza tacita, cioè di quella conoscenza che si sviluppa in specifici contesti sociali, in quanto discende dall'interazione fra i soggetti coinvolti. Tutto ciò richiede un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di fare industria, un nuovo modo di fare economia. Viene sollecitata la capacità di fare sistema, in quanto la concorrenza diviene sempre più concorrenza tra sistemi, in particolare tra sistemi territoriali dati dall'interagire sinergico di componenti sociali, culturali, politiche ed economiche. Un terzo aspetto è che se la produzione deriva principalmente dalla conoscenza e dalla capacità di organizzarla a fini produttivi, sia la conoscenza che la sua organizzazione sono in misura significativa territorialmente caratterizzate. Le economie di produzione si ottengono attraverso una organizzazione complessa e più vasta dell'impresa. Le conoscenze tecnologiche, sia di base che specifiche sul prodotto, e le conoscenze e capacità organizzative che si formano localmente si propagano tra le imprese in quanto parti della comunità locale. Accanto alle relazioni economiche di produzione divengono essenziali le relazioni sociali di cooperazione, nonché l'inserimento delle imprese in un sistema locale. Un quarto aspetto è che il carattere sistemico della concorrenza esalta il ruolo di specifiche azioni pubbliche e collettive al fine di produrre entro attività locali economie esterne (cioè di sistema) positive, o di limitare la produzione di economie negative. In questa ottica compito dell'azione collettiva in generale, non solo dell'amministrazione pubblica, è sapere influenzare comportamenti singoli ad aderire a regole formali e informali che evitino comportamenti predatori o dissipatori sulle risorse locali (intendendo risorse locali anche quelle umane e sociali), e che stimolino tipologie organizzative di collaborazione strategica per lo sviluppo e l'efficienza del sistema. È tuttavia sempre più evidente che l'ente pubblico non può esaurire in sé il campo degli interessi collettivi e sociali, né infondere ai suoi atti la dovuta efficacia prescindendo da adesioni e da accordi, specie con riferimento a beni collettivi e in ultima istanza ai valori. L'organizzazione pubblica, nella sua attività rivolta alla selezione degli interessi e alla scelta dei mezzi per soddisfarli, deve adattarsi alla necessità che si sperimentino nuovi contratti sociali e nuove intese dentro e fuori di essa: occorrono procedure e legittimazioni a sperimentare nuovi accordi, tra privati, tra amministrazioni, tra amministrazioni e privati. Un quinto aspetto è che la produzione di nuovo capitale sociale (relazionale) richiede innovazione e sperimentazione nella quale le forze associative e cooperative possono svolgere un ruolo fondamentale. La condizione perché possano assolvere questa funzione positiva è la loro capacità di seguire le necessità del processo di modernizzazione, senza arroccarsi in staticità corporative, ma al contempo senza snaturarsi e perdere la loro funzione territoriale. Non va dimenticato che il maggior pericolo dello sviluppo locale è l'involuzione in forme di localismo corporativo, difensore di interessi non competitivi, cioè di posizioni di rendita. A questo fine è necessaria una capacità di autovalutazione della propria efficienza, anche relazionale, considerata in termini di creazione e promozione del capitale relazionale a livello sistemico. Concludendo, lo sviluppo locale deve quindi essere un processo nel quale gli attori locali assumono in prima persona la progettazione e il rischio degli investimenti in capitale e delle innovazioni da introdurre nel sistema, delegando al minimo a livello superiore questo compito. Lo sviluppo dal basso e partecipato deve essere responsabile socialmente delle proprie scelte. Credo sia necessario correggere visioni dello sviluppo sempre più dominanti fondate su visioni ed aspettative di resa di breve periodo, che si stanno affermando sia nel mercato (capitalismo), sia nell'amministrazione pubblica (locale e non). Se questo non è compito del movimento cooperativo, non so di chi sia. 06/06/2008.

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Azioni sinergiche e intersettoriali (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Nord-Est sezione: SYSTEM (TRIESTE GORIZIA) data: 2008-06-04 - pag: 20 autore: La Provincia di Trieste per un modello di sviluppo plurivocazionale Azioni sinergiche e intersettoriali è questione particolarmente interessante gettare uno sguardo su Trieste guidati dalle considerazioni di due tra i suoi esponenti istituzionali; ne deriva il ritratto di una città dal forte carattere, detentrice di invidiabili peculiarità ma intenzionata a fare meglio e fare di più. Secondo le parole di Maria Teresa Bassa Poropat – presidente della Provincia – si sta lavorando a un modello di sviluppo equilibrato per il territorio, plurivocazionale e intersettoriale. Le risorse di quest'area geografica, non più marginale dopo la caduta dei confini, ma centrale rispetto alla nuova Europa, sono molteplici e spaziano dal turismo alla ricerca, all'economia del mare. La Provincia si sta impegnando per valorizzare l'intero sistema senza privilegiare un settore in maniera particolare, puntando a migliorare i trend occupazionali e a generare benessere per tutto il territorio. La formula vincente per incentivare lo sviluppo locale sta nel coordinamento delle politiche per l'economia e l'innovazione; gli enti locali devono imparare a lavorare in raccordo tra di loro, al solo fine di migliorare le generali condizioni dei cittadini, generando processi virtuosi di sviluppo e crescita. Per quanto concerne la situazione della Ricerca viene sottolineato come, oltre alla presenza dell'Università di Trieste, questo territorio è caratterizzato da un'alta concentrazione di centri di ricerca e di trasferimento tecnologico alle imprese. C'è una fitta e autorevole rete di punti di riferimento scientifico nei quali operano studiosi provenienti da ogni parte del mondo come a esempio l'Area Science Park, il Centro Internazionale di Fisica Teorica e il Centro Internazionale per l'Ingegneria genetica e le Biotecnologie. In un'area periferica come quella di Trieste, caratterizzata da un passato di conflitti e di tensioni, ha preso corpo negli anni un polo scientifico in costante evoluzione, linfa vitale per il tessuto imprenditoriale locale con il quale è strettamente collegato. Ma Trieste significa anche e fortemente 'flusso turistico' e dunque attrazioni di qualità. Nell'ambito culturale stiamo assistendo a un 2008 ricco di sorprese. L'offerta culturale – precisa la presidente Poropat – è un fattore strategico per lo sviluppo economico e sociale di una comunità. Un esempio su tutti: la Provincia ha promosso e sostenuto il festival estivo 'Teatri a teatro a Trieste e provincia' che si è ispirato al principio di valorizzare i siti artistici e architettonici dell'area, proponendo la rilettura in chiave moderna della classicità greca e romana. Nato come strumento di programmazione partecipata, grazie a un cartellone ricco di ospitalità importanti e soprattutto di prime nazionali realizzati dai teatri stabili della città, si sta trasformando in un interessante volano di promozione del territorio nel suo complesso poiché riesce ad attrarre pubblico anche dalle regioni limitrofe. Interrogata in merito alle proprie ambizioni per la città la presidente solleva una questione importante: la recente caduta dei confini conseguente alla nascita della nuova Europa è un fatto storico che ha simbolicamente riaperto la via del dialogo, della reciproca conoscenza, dello scambio economico e culturale. è stato un avvenimento che ha ben interpretato la realtà di Trieste, che nel reciproco scambio e integrazione di culture, religioni, e differente storia, ha saputo crescere e arricchirsi nel passato. L'augurio è quello che, anche questa volta, la città sappia cogliere le nuove opportunità, per riproporsi quale baricentro economico e culturale dell'Europa allargata. I rischi da cui guardarsi sono presto detti: a frenare lo sviluppo del territorio intervengono la mancanza di coordinamento e di una visione strategica tra gli enti e, più in generale, quell'agire politico ispirato a logiche decisioniste e personalistiche incapaci di rappresentare le esigenze reali del cittadino. L'eccessiva settorialità e frammentarietà degli interventi comporta il rischio di perdere ogni opportunità di sviluppo, mancando ogni vera strategia complessiva a medio/ lungo termine. A completamento di un quadro propositivo e beneaugurante interviene acutamente Walter Godina vicepresidente della Provincia, il quale riconosce, tra gli elementi su cui intervenire con concretezza, l'annoso problema della portualità; un superamento dei limiti esistenti è riconosciuto attraverso interventi (sostenuti da precisi impegni del Governo) che mirino a una portualità integrata e a una politica portuaria d'Alto Adriatico. Vanno affrontati di petto i problemi inerenti la retro-portualità e le questioni di logistica, velocizzando al massimo i processi con soluzioni consapevoli del fatto che questo aspetto detiene un ruolo assai importante nell'economia cittadina. Molte sono le questioni su cui intervenire: le bonifiche della zona industriale Noghere (che tornerebbe utile per nuove attività), la situazione dell'accessibilità (con conseguenti migliorie concernenti fascia autostradale, ferroviaria e ricezione alberghiera). Trieste, nelle parole espresse dalla sua Provincia, ha ben chiara l'importanza di sinergie su più fronti, per il perfetto assestamento di una città votata a un miglioramento collettivo e a una collettiva soddisfazione. Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste Walter Godina, vicepresidente provinciale.

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<Conti pubblici, una manovra da 36 miliardi> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "Conti pubblici, una manovra da 36 miliardi" Brunetta alla Camera: privatizzazioni e liberalizzazioni. Pensioni, via il divieto di cumulo Piano triennale per il pareggio nel 2011. class="hilite">Ipotesi class-class="term">action anche per il pubblico impiego ROMA - Il ministro Renato Brunetta conferma le indiscrezioni. "La manovra di correzione per il prossimo triennio sarà di circa 36 miliardi di euro, il decreto sarà pronto il 18 di giugno e conterrà antibiotici e vitamine per correggere i conti che sono in peggioramento". In una audizione alla Camera il ministro spiega cosa intende per "vitamine ". "Ci saranno privatizzazioni e liberalizzazioni, come nelle public utilities - ha detto - e una manovra fiscale e contributiva come il superamento del divieto di cumulo fra lavoro e pensione ". A questa Finanziaria di lungo respiro, che ha l'obiettivo di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011, Brunetta ha promesso che un forte contributo arriverà dalla riforma della pubblica amministrazione destinata a coinvolgere 3,5 milioni di dipendenti con possibili risparmi fino a 40 miliardi di euro nel giro di 3-5 anni. Nella sua vulcanica audizione, il ministro della Funzione pubblica ha anticipato l'intenzione di estendere anche al settore pubblico il ricorso alla class="term">class class="term">action che entrerà in vigore dal primo di luglio. è un modo per tutelare i cittadini dalle disfunzioni e inefficienze della macchina burocratica. "E chi perde non deve pagare il danno - ha specificato Brunetta - ma va a casa. Così come allo studio ci sono dei "meccanismi per incentivare gli esodi dal settore". Uno di questi è l'introduzione della possibilità di usufruire di "aspettative non retribuite per lavorare nel privato o aprire attività, se va bene si chiude il rapporto di lavoro altrimenti si torna". Anche sul turnover, che il Tesoro vuole molto rigido con una assunzione ogni otto uscite, Brunetta precisa che tutti "i blocchi, come quello dei prezzi, non funzionano mai se sono fatti in modo banale". Per il ministro invece si tratta "da un lato di bloccare o incentivare le uscite, dall'altro di migliorare qualitativamente le entrate in modo tale che ci sia un rinnovo del capitale umano nella pubblica amministrazione ". "Si deve partire dai datori di lavoro, dai dirigenti perché il pesce puzza dalla testa, e poi dare voce ai cittadini". "Stiamo preparando una serie di provvedimenti - ha detto ancora - che responsabilizzi e sanzioni i dirigenti: se un sindaco non tiene il proprio bilancio in ordine viene commissariato, se il direttore di una unità sanitaria non tiene in ordine la propria unità viene licenziato e così via". Ha confermato che martedì ci sarà un nuovo giro di incontri con i sindacati - "con i quali il rapporto è buono e continuo" - e si è lasciato andare a una serie di battute. I fannulloni, per esempio, non sono solo i classici travet degli uffici pubblici "ma i loro datori di lavoro che lasciano i dipendenti allo sbando". "Sono Napoleone, sono matto? Può essere - chiosa scherzando - ma intanto entro due settimane il Parlamento avrà testi di legge su cui discutere". Il ministro ombra del Pd Linda Lanzillotta ammette di essere assolutamente d'accordo " sui principi illustrati da Brunetta: "Il problema è trasformare le linee guida in azioni concrete". Verso la Finanziaria Renato Brunetta ministro della Funzione pubblica Roberto Bagnoli.

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I presidi: fate causa contro il caro libri (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

[FIRMA]RAPHAËL ZANOTTI E ora sulla class="term">class class="term">action contro il caro libri si muovono direttamente le scuole. É bastata la pubblicazione della notizia da parte della Stampa perché docenti, genitori e allievi si muovessero. L'altro ieri all'Adoc, l'associazione dei consumatori che sta preparando l'azione collettiva contro nove editori (Casa Editrice Giuseppe Principato, De Agostini Edizioni Scolastiche, Edizioni Il Capitello, Edumond Le Monnier, Giunti Scuola, Pearson Paravia Bruno Mondadori, Rcs Libri, Sei e Zanichelli Editore), sono state chieste 1500 note informative da distribuire nelle medie e nei licei del Canavese. L'interesse nei confronti della futura causa con la quale le famiglie richiederanno il rimborso per i rincari dei libri scolastici degli ultimi cinque anni è ovviamente enorme. La frenesia è dovuta anche al fatto che si tratta degli ultimi giorni di scuola, e quindi delle ultime possibilità di informare le famiglie prima della pausa estiva e del nuovo anno scolastico. Oggi il preside della scuola media Palazzeschi, due sedi in Torino, produrrà una circolare che farà pinzare ai diari degli alunni in modo tale che i genitori siano informati della causa. L'Adoc sembra voler fare sul serio. Tanto che sono stati previsti rinforzi nelle sedi, per i prossimi giorni, in modo tale da accogliere le adesioni formali. "Potevamo mettere online un modulo di adesione - spiega Silvia Cugini, responsabile regionale - ma abbiamo pensato fosse meglio che le famiglie venissero in sede, in modo tale che tutto sia più formale". Non basterà, insomma, un'adesione di massima. Per evitare questioni a causa in corso, l'Adoc dovrà raccogliere copie dei documenti e delle fatture dell'avvenuto acquisto dei libri scolastici, oltre alla class="hilite">dichiarazione dei singoli cittadini di voler far parte della class="term">class class="term">action. Se l'associazione consumatori è agguerrita, gli editori non lo sono meno. Nei giorni scorsi il presidente dell'Associazione italiana editori, Federico Motta, aveva bollato la class="term">class class="term">action dell'Adoc "ai limiti della fantascienza", smentendo le stime di aumenti del 10-15% all'anno e contrapponendo i dati dell'Istat: aumenti nell'ultimo anno solo dell'1,8-2%. L'iniziativa dell'Adoc, tuttavia, trova terreno fertile. E non solo tra le famiglie che in questi anni hanno avuto perlomeno la percezione di dover sborsare ogni anno qualcosa in più rispetto a quello precedente. Sil e Upc, le associazioni dei librai e dei cartolibrai della Confesercenti, hanno infatti dichiarato la loro piena solidarietà con la class="term">class class="term">action contro gli editori. Non si tratta di una cosa paradossale. "Da tempo anche noi denunciamo aumenti eccessivi dei prezzi di copertina - spiegano Massimo Robiola, presidente Sil, e Luciano Maestri, presidente Upc -. Lungi dal favorirci, questo fenomeno allontana studenti e famiglie dai nostri negozi dirottandoli sul mercato dell'usato o alla ricerca di testi "riciclati"".

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Sempre più antagonisti (sezione: Class action)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Attualità EXTRAPARLAMENTARI DEL TERZO MILLENNIO Sempre più antagonisti di marco damilano e roberto di caro Antifascismo. Lotta al precariato. Emergenza casa. Riparte dai centri sociali e dalle università la mobilitazione dei giovani della nuova sinistra La ragazza dai capelli rossi finisce il caffè, infila 'Il dolore secondo Matteo' nello zaino e si prepara a un lungo 'dibbattito'. Pomeriggio di sabato 31 maggio, piazza Sempione nel quartiere Nomentano, centro sociale Horus, convegno dei movimenti su 'Autonomia e conflitto nella metropoli'. Dentro ci sono una trentina di giovani, lo striscione 'Roma libera dal controllo', gli immancabili cani. All'indomani dello scontro alla Sapienza tra i collettivi e i neofascisti di Forza Nuova, si parla di sindacalismo metropolitano, precariato, emergenza casa, in mezzo a due eventi epocali. La scomparsa della sinistra dal Parlamento, che ora accomuna tutti, notabili rifondaroli e ragazzi rasta, sotto l'etichetta di extraparlamentari. E la vittoria del centrodestra che a Roma ha assunto le forme della croce celtica mai dismessa sotto la camicia del sindaco Gianni Alemanno. Una doppia mazzata che però per gli antagonisti romani sembra aprire nuovi spazi di manovra. La settimana scorsa hanno occupato un palazzo in viale Europa all'Eur, di fronte al complesso delle Torri. Protagonista dell'attacco, la Rete per il diritto all'abitazione, di cui fa parte Action, la sigla più conosciuta del movimentismo romano, con qualche incursione istituzionale: in epoca veltroniana a Roma ha gestito gli sportelli casa del Comune su incarico di alcuni municipi e ha portato in consiglio comunale Nunzio D'Erme, noto alle cronache per il letame consegnato a Berlusconi. Una piccola potenza, anche elettorale: in Campidoglio con 2.192 voti di preferenza c'è un altro esponente di Action, Andrea Alzetta detto Tarzan, primo della Sinistra arcobaleno. Un superstite nello tsunami che ha travolto Rifondazione e gli altri partiti della sinistra radicale: disastro che nell'area dei collettivi è dispiaciuto poco o nulla. In tanti non sono andati a votare. "I giovani comunisti si sono rivisti al corteo all'università contro i fascisti, era la prima volta che succedeva da anni. Se fossero stati più presenti forse sarebbero ancora in Parlamento", racconta Aurora, classe 1984, nell'aula autogestita di Giurisprudenza alla Sapienza, dove campeggia un Che Guevara in maglietta e 'incinto'. All'ingresso, i volantini sul campeggio internazionale a Besaù in Spagna: 120 euro per una settimana "ambientalista e femminista". La lotta contro le discriminazioni sessuali, la cultura gay, lesbo e transgender, la partecipazione al Gay Pride del 7 giugno sono il fronte di lotta individuato dalla nuova generazione del movimento. La più decisa ad abbandonare i panni dei reduci anni Settanta e allargare il campo di azione. Senza le vecchie sigle tra i piedi, si aprono praterie politiche. "La sconfitta elettorale della sinistra per noi non è una catastrofe, abbiamo un'ambizione più grande. Bertinotti era nel Palazzo ma non nella società, noi nella società ci siamo sempre stati. Ora abbiamo la possibilità di parlare a tutti", spiega Francesco Raparelli, uno dei giovani leader, portavoce della Rete di autoformazione. Traduzione: diventare un soggetto politico, senza deleghe per nessuno. "La destra usa la sicurezza cogliendo uno stato d'animo diffuso, noi contrapponiamo l'insicurezza abitativa e del lavoro", dice Guido Lutrario dei disobbedienti: "La paura si combatte con i centri sociali". A Roma tra grandi e piccoli sono circa 25, agevolati anche dalle politiche della giunta Veltroni: il Forte Prenestino a Centocelle, l'Acrobax all'Ostiense, l'Horus, l'Esc, laboratorio di sperimentazione artistica a San Lorenzo. Una settimana fa si sono incontrati per le prossime iniziative: il 14 giugno un raduno con i precari, gli attivisti della casa, gli immigrati. Per luglio è prevista una due-giorni in piazza: per dare un segnale a Alemanno. Fascismo e antifascismo sono al centro della discussione, in una città dove negli ultimi due anni le aggressioni si sono moltiplicate, fino ad arrivare all'omicidio di Renato Biagetti, ventiseienne militante dell'Acrobax, e all'assalto di villa Ada di un anno fa, quando un concerto estivo fu interrotto dall'incursione di una squadra di neofascisti. E c'è chi invoca la necessità di prepararsi a una nuova stagione di scontro, anche violento. "Chi si appella allo Stato perché reprima i fascisti semina illusioni. I fascisti fuorilegge ce li mettiamo noi e non chi li protegge! Le parole, anche le nostre, non bastano più. Dobbiamo passare ai fatti", proclama controappunto.org su Indymedia. Quelli di Acrobax sono ancora più espliciti: "La tutela dei nostri spazi politici e della nostra incolumità fisica ci pone di fronte alla questione della violenza. Se lo sciacallaggio ipocrita delle istituzioni si trincera dietro l'equidistanza, noi affermiamo di avere il diritto alla resistenza". Diversa è la musica a Milano. Niente trionfalismi, né 'tanto peggio tanto meglio'. Se grande è il disordine sotto il cielo, non per questo la situazione è eccellente. Anzi. "La verità è che ci difendiamo. E poco più di questo", spiegano Virginia, quinto anno di Giurisprudenza, e Teo, videogiornalista, di Asso, Assemblea degli studenti della Statale occupata, sigla nata nell'ottobre 2005 durante i 12 giorni di autogestione. Un anno fa occuparono per tre mesi quella che fu la storica sezione Togliatti del Pci in via Volturno 33 con l'intenzione di farci uno studentato, cacciati senza colpo ferire dalle forze dell'ordine una mattina di luglio. "Abbiamo passato un anno a leccarci le ferite e a tentare di analizzare cosa e perché era successo a Milano". Ha lasciato il segno la scomparsa elettorale della Sinistra Arcobaleno: "Volente o nolente, Rifondazione ha sempre coperto le spalle al movimento. Ora è fuori gioco. Così, se i fasci alzano la cresta e sabato 10 maggio arrivano in cento a un concerto nazirock, tu non hai neppure la forza di impedirglielo. E passi la notte a piantonare il centro sociale Vittoria, minacciato come il 25 aprile il Torchiera". Restano i blitz: nel weekend elettorale di aprile, l'occupazione di un'ex fabbrica in via Novara (taz, zone temporaneamente autonome, si chiamano). E i gesti: l'altr'anno annunciarono l'arrivo del 'Grande Fratello alla Statale', accorsero in centinaia inclusa una scolaresca liceale di Saronno e trovarono in faccia all'aula magna una casa senza pareti completa di letti, cucina, elettrodomestici e abitanti, emblema di come campano gli studenti "in una città che del diritto allo studio si fa beffe, ingrassando il mercato immobiliare e degli affitti astronomici". L'auletta A a pianterreno della Statale se la dividono il Collettivo Pantera, Demos, il mensile 'Vulcano', ciascuno con i suoi orari, i suoi poster, i suoi ordinati armadietti. Pantera è rinata sette anni fa sul diritto allo studio e contro le riforme snocciolate dai governi di destra e di sinistra: produce inchieste sui costi dello studio, campagne in difesa della 194 sull'aborto, presìdi sotto il consolato messicano. Un po' casuale, ma loro replicano che tutto si tiene. Demos, vicina ai Comunisti italiani,dà battaglia contro il caro-mensa. I più caustici sono Chiara, Davide e gli altri di 'Vulcano', bella rivistina al 42 numero: "Una sinistra sbrindellata e spesso irreperibile anche a se stessa continua a parlare di Che Guevara a studenti ai quali Comunione e liberazione, piena di soldi, regala fotocopie, mense, servizi". Non c'è da stupirsi se si assiste a un ridimensionamento degli 'antagonisti'. Che cosa tiene insieme quest'area ripiegata su se stessa? A Milano, l'antifascismo e l'Expo 2015. Il primo è la loro storia, costellata di date che snocciolano a memoria come pilastri identitari, ancoraggio di sé, ponte tra passato e futuro: l'11 novembre 2000 quando impedirono un corteo di Forza Nuova; il 16 marzo 2003 quando dei neofascisti uccisero a coltellate Davide Cesare detto Dax; il 1 giugno 2005 in cui bruciarono l'Orso, Officina della resistenza sociale in via Gola, sgomberato il 22 ottobre 2006... "Non è affatto un retaggio degli anni Settanta", dice Nebu, ex Orso, Gruppo Antifa (cioè antifascista), "ma dato fondante e battaglia di oggi, specie a Milano dove estesa è la zona grigia tra i nazistelli con le spranghe e certo notabilato di An. Possibile che dobbiamo occuparcene solo noi? Dov'è la sinistra storica, che se ne sciacqua la bocca alle commemorazioni?". Fanno "monitoraggio, controinformazione, autodifesa, mappatura dei luoghi dell'intolleranza", bar e negozi frequentati dalla destra. Lavorano con Casa Loca, che a Sesto San Giovanni ha occupato le cosiddette 'case di plastica' anni Sessanta, dove ora vivono 25 famiglie di immigrati. Su questo reticolo, più o meno marginale, di spazi conquistati e perduti, sta per abbattersi la scure dell'Expo 2015: "Si mangeranno tutti i terreni ora agricoli dietro il Musocco fino all'area di Rho-Pero e Bollate, inclusa la trecentesca cascina Torchiera sede del nostro centro sociale: Ligresti, Caprotti e Lega Coop costruiranno, abbatteranno dopo sei mesi e speculeranno poi a loro comodo in edilizia residenziale", attacca Alberto del Torchiera. Da nove mesi è nato un network No-Expo, centri sociali, sindacati di base, associazioni, comitati: ha steso dossier e proposte alternative, presentati al segretario generale del Bureau international des expositions. Ma non sembra così agevole farlo funzionare, considerando "la latitanza dei partiti istituzionali". Chi, "nella devastazione culturale del paese e della sinistra", vorrebbe riportare la frammentazione a un minimo di unità è il Vittoria, il principale dei centri sociali rimasti ("Il Leonka ormai è una sede di partito, ci hanno fatto persino le primarie del Pd!") nonché il più leninista, con tanto di seminari del lunedì, specie di scuola-quadri, sul conflitto capitale-lavoro, il precariato, la crisi dei mutui-spazzatura, le guerre, la logica sottesa ai pacchetti sicurezza di destra e sinistra: "Siamo un collettivo politico che gestisce uno spazio di aggregazione", come dire che non fanno solo banchetti di quartiere, feste per i bimbi, scuola di italiano per stranieri e spettacoli di canti della resistenza. A settembre hanno messo in piedi uno sciopero dei lavoratori, in maggioranza immigrati, delle sedicenti cooperative Camm ortomercato, con relativo dettagliatissimo 'Libretto di autodifesa'. Ricomporre, ricucire, tessere di nuovo fili e reti, sia di comprensione della realtà sia di azione: è l'altra faccia dello sfilacciamento sentito come marginalizzazione. Capita che, sul piano organizzativo, il riaccentramento avvenga per selezione naturale: come a Torino, dove il vecchio centro sociale Askatasuna è rimasto l'unico vero riferimento dell'area antagonista, e ha moltiplicato le iniziative. Tutto ridipinto dentro e fuori, con annessa palestra Antifa boxe e cineforum Kinoglaz, si sono comprati un negozio per l'infoshop Senza pazienza, dove vendono libri e dvd, felpe e t-shirt, dalle No-Tav in piemontese alle Iraq resistance, con le città irachene come tappe di un tour musicale. Hanno la rivista 'Antifa' e il portale infoaut.org, e sono il cuore del Cua, Collettivo universitario autonomo. "Nel seminterrato di Palazzo nuovo abbiamo aperto uno Spazio dei liberi saperi e il Copy Riot café, mettiamo in Rete dispense gratis, facciamo fotocopie a prezzo politico", mostrano Vincenzo, Francesca, Gianluca, Andrea e gli altri di Askatasuna. I fascisti? "Non siamo Roma o Milano, qui non gli lasciamo spazio né all'Università né nei quartieri". Ma non c'è miglior cemento delle battaglie internazionaliste o presunte tali, dalle Farc colombiane ai palestinesi, più Hamas che l'Anp. Askatasuna ha guidato la contestazione al Salone del libro, contro Israele ospite d'onore. La considerano una vittoria. n.

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La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stampa "La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, ... "La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, attestandosi quindi sui 36 miliardi di euro". Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta nel forum presso la sede de Il Tempo, ha dato alcune indicazioni sulla prossima manovra economica e delineato le misure che intende introdurre per riformare la pubblica amministrazione. Ci aspetta una manovra da lacrime e sangue? "La manovra triennale di correzione dei conti pubblici si attesterà sui 30-35 miliardi di euro. Per ciascun anno la manovra supererà i 10 miliardi e probabilmente si arriverà a 12 miliardi l'anno". Quali saranno i contenuti? "Sarà un mix di antibiotici e vitamine, di tagli, ma anche liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. Il decreto sarà accompagnato da un disegno di legge e una delega, ci saranno anche altre vitamine: dalla semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e della contrattazione". Quali novità in arrivo per il pubblico impiego? "Vorrei che gli utenti diventassero protagonisti del rinnovamento della macchina statale. class="hilite">La possibilità di fare ricorso alla class="term">class class="term">action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro". Lei ha esordito nel suo mandato con un'accusa ai fannulloni. "I primi veri fannulloni sono i datori di lavoro. La macchina pubblica non funziona perché purtroppo non esiste il mercato e tutto è lasciato alla buona volontà individuale. è necessario, quindi, che il punto di riferimento diventi la soddisfazione dei cittadini, che devono far sentire la propria voce. La gente non ne può più di un'amministrazione-palla al piede. Il mio piano di riforma prevede che i lavativi e i falsi malati possano essere licenziati. In primo luogo si definiscono le violazioni che danno luogo a licenziamento, ivi comprese quelle relative ai casi di scarso rendimento e anche quella di falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Quindi si semplifica il procedimento disciplinare accelerando i termini procedimentali ed eliminando la perentorietà di quelli non strettamente attinenti al diritto di difesa". Non solo fannulloni. L'altro ostacolo da abbattere nella pubblica amministrazione è la scarsa propensione alla mobilità. Cosa intende fare? "La mobilità è di tanti tipi. Una è quella da area a area. Se c'è uno spostamento di funzione anche il personale dovrà adeguarsi. Chi si oppone al trasferimento prima sarà posto in cassa integrazione e se continua a rifiutare scatta il licenziamento. Poi c'è la mobilità geografica da una regione all'altra d'Italia. I concorsi andrebbero fatti su base regionale in modo funzionale a coprire carenze di personale. Non ci devono più essere casi di persone assunte lontano da casa e che insoddisfatte si mettono in malattia pur di restare nella città d'origine o ricorrono ai più svariati stratagemmi pur di far ritorno a casa. Questo è un danno per l'amministrazione pubblica". I sindacati sono pronti a darle battaglia. Come farà a superare i loro veti? "Ho dalla mia parte il favore della gente. Martedì incontrerò i sindacati confederali e le categorie per discutere del piano di riforma del pubblico impiego". Nella sua impostazione lo Stato dovrebbe essere considerato e gestito come un'azienda privata. Quali sono i punti di criticità? "Il punto fondamentale è proprio lo Stato. Mi spiego. Il lavoratore pubblico ha una grande preparazione ed è migliore di quello privato, nel senso che è dotato di maggiore capitale umano. Ma ha meno produttività. Il vero problema è che manca il datore di lavoro". In che senso? "Lo Stato è il vero fannullone. E per Stato intendo i sindaci, i governatori, i ministri e in generale i policy makers. Ecco perché bisogna partire dalla testa per far funzionare il sistema e rimettere mano alle regole di lavoro che sono inefficienti. Se l'impresa privata si comportasse come quella pubblica, sarebbe destinata a fallire. Il datore di lavoro pubblico è motivato principalmente dal consenso quindi è indispensabile fare ricorso ai principi economici". Ma come si misura l'economicità in settori come l'istruzione, la sanità o la sicurezza? "Tutto è misurabile. è questo lo scatto mentale da fare. In America già avviene con un meccanismo di punteggi in base alle citazioni sulle migliori riviste specializzate di settore. In Italia i dirigenti hanno lo stesso livello di retribuzione ma non credo che siano tutti uguali". è per questo che ha reso pubblici i dati del suo ministero? "Anche per questo. Ho trovato singolare che i miei dirigenti guadagnassero nella maggior parte tra i 160 e i 170 mila euro l'anno lordi. Farò di più: la prossima settimana pubblicherò l'elenco delle consulenze". Torniamo alle regole di lavoro. Perché sono inefficienti? "Semplice. Manca la sanzione. Manca la sanzione del mercato. I dipendenti pubblici che sbagliano devono essere puniti. Bisogna istituire un sistema meritocratico di premi e punizioni. è un miracolo che nel settore pubblico esista ancora la dignità e l'amor proprio dei singoli che mandano avanti il sistema. Mi viene in mente una barzelletta sull'inferno". Ce la racconti? "Ci sono sone tre tipi di inferno: tedesco, francese e italiano. Ma nel nostro a volte manca la pece, le fiamme si accendono e si spengono e, soprattutto, i diavoli spesso sono assenti". Ha reso l'idea. Eppure i detrattori contestano le direttrici della sua riforma. "Se i miei avversari sono Eugenio Scalfari e Furio Colombo ne sono ben lieto. Sono due persone intelligenti ma non hanno mai letto quello che ho scritto perché accecati da pregiudizi razi-radical chic. Credo che gli italiani siano dalla mia parte". La malattia della pubblica amministrazione è l'assenteismo. Come pensa di debellarlo? "Mediamente per malattia le assenze nel pubblico impiego sono superiori di 4-6 giornate rispetto al settore privato. Complessivamente si hanno in un anno 18 milioni di giornate non lavorate con un costo pari a 1,8 miliardi. Ci saranno sanzioni per colpire le assenze senza validi motivi". Ma chi avrà il compito di decidere chi sanzionare e chi invece premiare? "Alla dirigenza pubblica spetteranno maggiori poteri nella gestione delle risorse umane e finanziarie e allo stesso tempo maggiori responsabilità nelle ipotesi di scarso rendimento della struttura che dirige. La progressione giuridica della carriera avverrà tramite concorso e sarà soggetta a valutazioni rigorose a cui vengono collegate le indennità di risultato. Voglio introdurre più trasparenza sul conferimento, il rinnovo e la revoca degli incarichi dirigenziali e siamo al lavoro per rivedere la disciplina delle incompatibilità dei dirigenti per rafforzarne l'autonomia anche rispetto alle organizzazioni sindacali". Come cambierà la contrattazione collettiva? "La riforma prevede innanzitutto la riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali. Insieme alla revisione della durata dei contratti collettivi e un allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica". Si parla molto anche nel settore privato della contrattazione di secondo livello. Cambierà qualcosa in questo senso anche nella sua riforma? "Anche questa sarà oggetto di modifiche nel progetto di cambiamento che ho presentato ai sindacati. In particolare la contrattazione integrativa sarà collegata alla situazione economica e finanziaria dell'ente e inviata alla Corte dei conti. è previsto infine un riordino dell'Aran". Che succederà all'agenzia di rappresentanza nei negoziati con il pubblico impiego? "è prevista l'istituzione di un'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico con ampi poteri di rappresentanza per la parte pubblia, di indirizzo e di controllo della contrattazione collettiva". Nel suo progetto parla anche di un progetto per dare un diverso utilizzo alle strutture e agli immobili di proprietà pubblica. Cosa ha in mente di fare più precisamente? "Penso alla possibilità di utilizzare gli immobili pubblici per attività aggiuntive. Occorre offrire servizi collegati tra loro e utilizzando con una retribuzione a parte anche le risorse umane che si rendono disponibili. Faccio un esempio. Un edificio scolastico potrà essere adoperato anche nell'orario pomeridiano per attività ludiche o sportive o ancora per un doposcuola "intramoenia" da parte degli insegnanti". A leggere le linee del suo programma si vede che pensa anche a fare entrare in misura più massiccia gli sponsor privati. Non è un po' troppo e soprattutto qual è lo scopo? "Innanzitutto sono già consentite da una legge del 1997. In ogni caso vanno aumentate e programmate. è molto importante poi riutilizzare i risparmi ottenuti per nuova occupazione e per incentivare la produttività del personale". Un sfida ambiziosa. Come replica al deputato del Pd, Furio Colombo, che l'ha definita mini-ministro? "Sono disposto a discutere con lui di economia, di politica, se però Furio Colombo si comporta come un razzista devo dire che non ho tempo per contrastare il razzismo di questo tipo. Mi dispiace molto anche perchè le sue origini razziali potrebbero far dire molte cose, ma siccome io amo gli ebrei, amo Israele, voglio che Israele entri nell'Ue, amo tutte le diversità, amo anche gli uomini piccoli se sono intelligenti, probabilmente Colombo è più alto di me, ma meno intelligente di me".

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ÉTIENNE BALIBAR: GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'Europa DELL'APARTHEID ÉTIENNE BALIBAR: "GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI" "Si è cittadini europei per diritto genealogico. Gli immigrati, ventottesima nazione fantasma, sono degli esclusi. Il razzismo è specchio dell'ostilità tra europei. Le colpe del nazionalismo di sinistra" Teresa Pullano È pessimista sull'avanzata delle destre, anche estreme, in Europa. E sul fatto che i cittadini dell'Unione desiderino realmente la democrazia. Ma si affida a Gramsci per dire che in questo momento bisogna avere l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione. Confessa che oggi non direbbe no ad un referendum sulla Costituzione europea. E pensa che nei confronti degli immigrati, il "ventottesimo stato dell'Ue", esista una vera e propria "apartheid europea", in cui il razzismo rispecchia i conflitti interni tra gli stessi cittadini comunitari. Conflitti dei quali i migranti rappresentano solo il capro espiatorio. Incontriamo Étienne Balibar, filosofo della politica e intellettuale critico della costruzione europea, di passaggio a Roma per alcune conferenze proprio mentre divampa in Italia un clima xenofobo e razzista. In Italia ha vinto la Lega sulla base della difesa del territorio, perfino i movimenti pensano di ripartire dallo stesso principio, sia pur declinato in maniera opposta. Forse che in Europa il principio del territorio si sta sostituendo a quello di nazione? Quello del territorio è un concetto plastico che non ha un referente univoco.Leggevo qualche giorno fa un editoriale del manifesto sulle violenze al Pigneto: si faceva una critica, giustificata ma che non offre una soluzione immediata, del modo in cui tende a svilupparsi un mito del microterritorio che fa sì che gli abitanti di un quartiere o di una regione si percepiscano come difensori di uno spazio minacciato da cui espellere tutti gli stranieri. È la prova che la nozione di territorio può funzionare a vari livelli. Nelle periferie francesi le guerre tra bande di giovani proletari immigrati, disoccupati e non scolarizzati sono anch'esse dei fenomeni di difesa del territorio nel senso fantasmatico del termine. È a questo livello che bisogna proporsi non solo una critica della nozione di territorio, ma una vera politica d'apertura o di deterritorializzazione dell'appartenenza comunitaria. La sacralizzazione dei piccoli territori può essere molto violenta ma è limitata. Ciò che preoccupa è la generalizzazione di questi fenomeni su una scala più ampia. Si è verificato con il fascismo, che era una trasformazione immaginaria del territorio nazionale in proprietà di un popolo o di una razza. Ci sarebbero delle conseguenze disastrose se questo fenomeno si sviluppasse nell'insieme dell'Europa, in particolar modo su base culturale, come sembra suggerire Benedetto XVI, quando sostiene che essa è un territorio cristiano e di conseguenza i musulmani sono dei corpi estranei. Possiamo dunque concludere che il principio di territorialità può essere la base di una cittadinanza europea? La costruzione europea ha una base territoriale per definizione, ma a seconda se la concepiamo come fissa o evolutiva, come chiusa o aperta, si apre una direzione storica diversa. Oggi il territorio non è la base della cittadinanza europea, ma dovrebbe diventarlo. Quella che definisco come una vera e propria "apartheid europea" è data dal fatto che è cittadino europeo solo chi ha la nazionalità di uno degli Stati membri. Gli immigrati stabilitisi da una o più generazioni sul suolo europeo sono la ventottesima nazione fantasma dell'Ue e costituiscono circa un ottavo della sua popolazione. Non sono semplicemente persone che in Francia non sono francesi, in Germania non sono tedeschi o in Italia non sono italiani. È a livello dell'intera Europa che gli immigrati sono degli esclusi, a maggior ragione con la libera circolazione all'interno delle frontiere europee. L'allargamento dell'Unione europea produce forme qualitativamente nuove d'esclusione. Il diritto alla cittadinanza europea non è territoriale: è genealogico. Nella maggior parte degli stati membri la nazionalità si acquisisce con lo jus soli, ma a livello dell'insieme dell'Europa la cittadinanza è genealogica nel senso dell'appartenenza originaria alla nazione. Questo evoca dei ricordi e pone problemi inevitabili. Ci sono delle analogie tra lo sviluppo di quest'esclusione e il fatto che nella storia ci sono state e ci sono sempre, almeno a livello simbolico, delle popolazioni transnazionali trattate come nemici interni o corpi estranei alla civiltà europea. È stato il caso degli ebrei; oggi non lo è più. Rimane il caso dei rom. Il fenomeno di cui parlo è tuttavia molto più vasto. Oggi in Europa non si sentono istanze di partecipazione dal basso a livello comunitario, mentre nei singoli stati le istanze di partecipazione si esprimono in un linguaggio nazionalistico e identitario. Che rapporto vede fra queste due tendenze? La domanda di partecipazione a livello locale e la domanda di controllo popolare a livello nazionale e sovranazionale non si escludono. Forse c'è bisogno di un'accelerazione delle cose perché i cittadini ne prendano coscienza. La responsabilità di questa situazione è da attribuire alle istanze intermedie, come i partiti politici, che oggi sono drammaticamente assenti e ci si dovrebbe chiedere il perché. Secondo Gramsci, le istanze intermedie sono la trama statale del funzionamento della società civile e, reciprocamente, i conflitti della società civile si traspongono nella struttura dello stato. Le costituzioni nate dalla resistenza in Francia e in Italia infatti affidano ai partiti il ruolo di costituire l'opinione pubblica. Dove sono oggi i partiti politici in Europa? La legittimità degli Stati nazionali e quella dell'Unione europea secondo lei vanno di pari passo? Il momento attuale è caratterizzato, in modo preoccupante, da una perdita di legittimità democratica degli Stati nazione e da una diminuzione della legittimità del progetto politico europeo. Non si tratta di assumere una posizione di difesa della sovranità nazionale, al contrario. Io adotto la definizione di legittimità di Max Weber, che mi pare vicina al concetto foucaultiano di potere: una nozione pragmatica e realista che si articola in termini di probabilità, d'obbedienza al potere pubblico e dunque d'efficacia di questo stesso potere. Da questo punto di vista, non possiamo ritornare indietro rispetto a quel poco di struttura politica che esiste su scala europea, ma siamo obbligati a progredire. Ne consegue che la legittimità delle istituzioni europee è diventata una condizione di legittimità delle istituzioni nazionali stesse. Non tarderemo a vedere concretamente gli effetti di questa relazione, che si manifesteranno con forza man mano che le difficoltà economiche e sociali legate agli choc petroliferi si ripercuoteranno in Europa. Solo delle politiche europee comuni hanno una minima possibilità di essere efficaci di fronte a questo tipo di situazione, ma devono essere approvate dai cittadini degli Stati nazionali, che rimangono la fonte ultima di legittimità. Intanto in Europa assistiamo a una crescita delle destre, anche quelle più estreme. Perché, secondo lei? In questo momento sono pessimista e mi riconosco nella massima di Gramsci dell'ottimismo della volontà e pessimismo della ragione. Per principio le situazioni difficili sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono. Tra le due correnti ideologiche ci sono delle interferenze molto forti, ma esse non si riducono l'una all'altra. Il nazionalismo nei vari Paesi europei non è monopolio della destra. Faccio parte - lo devo confessare, ma i lettori del manifesto lo sanno - delle persone che tre anni fa in Francia hanno votato "no" al referendum sulla costituzione europea. Ho creduto di farlo per ragioni che non erano né di destra né nazionaliste. Sono oggi costretto a constatare che questa scommessa è stata persa e che l'aspetto transnazionale e il richiamo a un federalismo europeo sono stati completamente neutralizzati da una dominante nazionalista a sinistra, o meglio nella vecchia sinistra. Ciò che è inquietante è la convergenza del nazionalismo di destra e del nazionalismo di sinistra. I suoi effetti si fanno sentire a livello dei governi nella forma di un sabotaggio permanente delle politiche europee comuni. Ma la convergenza tra le due forme di nazionalismo a livello dell'opinione pubblica e dell'ethos delle classi popolari in Europa è ancora più preoccupante. Meno gli stati nazionali sono capaci di rispondere alle sfide economiche, sociali e culturali del mondo contemporaneo, più i discorsi populisti e nazionalisti fanno presa su una parte delle classi popolari in Europa. Bisogna interrogarsi sulle cause strutturali di questa situazione, non ci si può accontentare del discorso elitista dell'ignoranza del popolo. Di certo è una situazione molto pericolosa per il futuro della democrazia in Europa, senza parlare delle conseguenze sullo sviluppo del razzismo. Lei parla di un nazionalismo di sinistra. Si può dire che la sinistra oggi pensi da un lato lo spazio mondiale e dall'altro quello nazionale, e sia perciò incapace di vedere quello europeo come uno spazio eterogeneo rispetto agli altri due? È forse un lascito dell'internazionalismo di Marx? Calandoci nell'epoca in cui Marx ha scritto, potremmo dire esattamente il contrario. Il pensiero di Marx era legato a un momento rivoluzionario che investiva l'Europa intera. Rileggendo gli articoli di Marx del 1848, vediamo che il nazionalismo democratico si allea con il socialismo e le prime forme di lotta di classe. In quel momento Marx e Engels hanno probabilmente pensato che una repubblica democratica europea o un'alleanza di repubbliche democratiche europee era al contempo la forma nella quale si preparava o poteva realizzarsi il superamento del capitalismo. Oggi la situazione è diversa e il senso di parole come nazionalismo si è ribaltato. È vero che certe forme di anticapitalismo teorico, che pescano in parte nell'eredità di Marx e che io non disprezzo ma trovo un po' arcaiche ed unilaterali, trascurano il problema della politica europea. La prospettiva altermondialista ha tuttavia il vantaggio di affermare che pensare l'Europa come uno spazio chiuso è illusorio. Al contempo, le costituzioni democratiche sono radicate nella risoluzione dei conflitti storici passati. Costruire uno spazio politico europeo è importante perché dobbiamo ricomporre il nostro passato a livello continentale: una cultura politica comune deve emergere dalle differenze culturali e storiche dell'Europa. Vi è un legame profondo tra la mancata rielaborazione del nostro passato e l'immigrazione. Gli immigrati sono i capri espiatori dell'ostilità fra gli europei. E' la loro stessa incapacità di pensarsi come un'unità che impedisce agli europei di trattare il problema dell'immigrazione in termini progressisti. I francesi non vi diranno mai che detestano i tedeschi o gli inglesi che non possono sopportare l'idea di formare un popolo comune con gli spagnoli, però questa diffidenza non è stata superata, anzi si è rafforzata con l'allargamento dell'Europa ad Est. CONTINUA |PAGINA 14.

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Per gli statali Brunetta vuole la class action (sezione: Class action)

( da "Libero" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Anzitutto 06-06-class="hilite">2008 Per gli statali Brunetta vuole la class="term">class class="term">action Class class="term">action in vista anche per il settore pubblico. È questa l'idea del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che, a margine di un'audizione alla Camera, ha annunciato: "Stiamo riflettendo sull'estensione della class="term">class class="term">action anche al settore pubblico dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno, ma va a casa". In sostanza, "se i cittadini vedono che un ospedale non funziona, una scuola non funziona, si arrabbiano, fanno un'azione giuridico amministrativa - spiega il ministro - e in breve tempo se i dirigenti e i politici competenti perdono, vengono commissariati e vanno a casa". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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<Forse è solo stanchezza cronica. E il caso> (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

CRONACA 06-06-2008 Lo psicologo "Forse è solo stanchezza cronica. E il caso" "Attenzione a dare all'episodio di Lecco risvolti 'inconsci', ossia pensare che la mamma si sia, inconsapevolmente, 'liberata' dal peso della figlia" avverte Francesco Rovetto, docente di psicologia clinica all'Università di Parma e direttore del corso di psicologia criminale. E da escludere, per Rovetto, è pure una patologia di tipo psichiatrico, "patologie che non spingono mai ad azioni di questo tipo - spiega lo psicologo - Indagherei piuttosto la mamma dal punto di vista neurologico perché esistono situazioni in cui elettroencefalogramma e Tac sono in grado di evidenziare disturbi della memoria". Ma Rovetto sembra suggerire una risposta ancora più semplice al drammatico episodio di Lecco. "Consideriamo che questa donna ha tre figli, di cui una, quella purtroppo morta, in tenera età. Che è un'insegnante al termine dell'anno scolastico, ossia nel periodo più impegnativo e stancante. E se fosse solo uno stress cronico? Dimenticanze del genere sono all'ordine del giorno, soprattutto quando si compiono azioni di routine, ossia quelle azioni per le quali la soglia di attenzione è bassa. E' quello che viene chiamato 'atto mancato'". Lo psicologo parmigiano si sofferma piuttosto sulla "psicologia collettiva " che cerca di dare una "causa" a questi avvenimenti. "Perchè una causa permette di rendere il mondo ragionevole, non ci fa sentire che la nostra vita è in realtà appesa a un filo e una serie di sfortunate circostanze, come il drammatico episodio di Lecco, possono stroncarla. In fondo è come tentare di disegnare un mondo ideale in cui non esiste la casualità. Sapere invece che un bimbo può morire per caso è terribile, spiazzante. Non puoi dire: 'A me non capiterà'". Quanto alla mamma di Lecco, "è stata condannata per tutta la vita, in un modo atroce - conclude il docente parmigiano - Di sicuro lei preferirebbe la prigione a vita, se solo servisse a riportare in vita la sua bambina". Psicologo Francesco Rovetto.

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Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

CARO LIBRI ULTIMI GIORNI TRA I BANCHI MENTRE IL MINISTERO ANNUNCIA L'ARRIVO DI ALTRI 59 MILIONI IN VIA MAZZARELLO VIGILI IN BORGHESE NASCOSTI IN UN PASSO CARRAIO TENTATO OMICIDIO L'INIZIATIVA ARRESTATA CINESE AVEVA TRE PASSAPORTI All'class="hilite">interno Pioggia di adesioni alla class="term">class class="term">action Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof Tornano gli autovelox fantasma Un colpo alla schiena albanese grave al Giovanni Bosco Contro i superaffitti studenti nelle case Atc con gli anziani "La Tav vale 500 milioni all'anno" Con carte clonate acquistava abiti di lusso in piazza San Carlo Raphaël Zanotti Il preside del Galfer: "Ora ci spaventano i ricorsi" SERVIZIO Emanuela Minucci Studio La Transalpine "Con l'alta velocità maxi risparmi sicuri" Ma è lite sui numeri Maurizio Tropeano La fine delle lezioni, prevista in molti casi già domani, si annuncia "calda", segnata da una concentrazione di piccoli e grandi problemi legati ai corsi per il recupero dei debiti e ai successivi scrutini degli studenti "sospesi". Pochi soldi e prof mancanti le emergenze più evidenti. "È stato un anno faticoso e ora siamo alle prese con una macchina costosa e complicata", dice Tommaso De Luca, preside dell'istituto professionale "Plana". Intanto sulla class="term">class class="term">action contro il caro libri si muovono direttamente le scuole. É bastata la pubblicazione della notizia da parte della Stampa perché docenti, genitori e allievi si muovessero. L'altro ieri all'Adoc, l'associazione dei consumatori che sta preparando l'azione collettiva contro nove editori, sono state chieste 1500 note informative da distribuire nelle medie e nei licei. Maria Teresa Martinengo ALLE PAGINE 64 E 65Invisibile per chi percorre quel tratto di strada in direzione corso Allamano. Montato sul sedile posteriore col finestrino abbassato di una spanna o poco più. Ma agli occhi elettronici dell'Autovelox basta quello spiraglio per "castigare" gli automobilisti di passaggio in via Santa Maria Mazzarello. A bordo dell'auto civetta, una 146 rossa, se ne stanno due agenti della polizia municipale, uno in borghese, uno in divisa. Tutto regolare? Secondo il comandante Mauro Famigli sì. Il codice della strada però dice il contrario. Lodovico Poletto A PAGINA 69Acquisti a go-gò nella chicchissima piazza San Carlo, ma con carta di credito clonata. Una giovane di probabili origini cinesi ha acquistato prima dei gioielli in una oreficeria, poi capi d'abbigliamento al "San Carlo dal 1973". Ma qui la commessa si è insospettita per quello strano pagamento di circa 3 mila euro ed ha avvertito i carabinieri, presenti negli stand allestiti nella piazza in occasione della Festa dell'Arma. La donna, chiusa nel più assoluto mutismo, è stata trovata in possesso di tre passaporti, ognuno con tre nomi diversi e altrettante nazionalità, e ben dieci carte di credito clonate. Una era stata appena utilizzata nella boutique d'abbigliamento. I carabinieri dovranno ora appurarne l'identità e verificare se abbia messo a segno altri colpi del genere. Con molta probabilità l'elegante cinese (griffata dalla testa ai piedi) avrà prenotato l'albergo sempre con una carta clonata. \.

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L'Europa DELL'APARTHEID (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

ÉTIENNE BALIBAR: "GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI" "Si è cittadini europei per diritto genealogico. Gli immigrati, ventottesima nazione fantasma, sono degli esclusi. Il razzismo è specchio dell'ostilità tra europei. Le colpe del nazionalismo di sinistra" Teresa Pullano È pessimista sull'avanzata delle destre, anche estreme, in Europa. E sul fatto che i cittadini dell'Unione desiderino realmente la democrazia. Ma si affida a Gramsci per dire che in questo momento bisogna avere l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione. Confessa che oggi non direbbe no ad un referendum sulla Costituzione europea. E pensa che nei confronti degli immigrati, il "ventottesimo stato dell'Ue", esista una vera e propria "apartheid europea", in cui il razzismo rispecchia i conflitti interni tra gli stessi cittadini comunitari. Conflitti dei quali i migranti rappresentano solo il capro espiatorio. Incontriamo Étienne Balibar, filosofo della politica e intellettuale critico della costruzione europea, di passaggio a Roma per alcune conferenze proprio mentre divampa in Italia un clima xenofobo e razzista. In Italia ha vinto la Lega sulla base della difesa del territorio, perfino i movimenti pensano di ripartire dallo stesso principio, sia pur declinato in maniera opposta. Forse che in Europa il principio del territorio si sta sostituendo a quello di nazione? Quello del territorio è un concetto plastico che non ha un referente univoco.Leggevo qualche giorno fa un editoriale del manifesto sulle violenze al Pigneto: si faceva una critica, giustificata ma che non offre una soluzione immediata, del modo in cui tende a svilupparsi un mito del microterritorio che fa sì che gli abitanti di un quartiere o di una regione si percepiscano come difensori di uno spazio minacciato da cui espellere tutti gli stranieri. È la prova che la nozione di territorio può funzionare a vari livelli. Nelle periferie francesi le guerre tra bande di giovani proletari immigrati, disoccupati e non scolarizzati sono anch'esse dei fenomeni di difesa del territorio nel senso fantasmatico del termine. È a questo livello che bisogna proporsi non solo una critica della nozione di territorio, ma una vera politica d'apertura o di deterritorializzazione dell'appartenenza comunitaria. La sacralizzazione dei piccoli territori può essere molto violenta ma è limitata. Ciò che preoccupa è la generalizzazione di questi fenomeni su una scala più ampia. Si è verificato con il fascismo, che era una trasformazione immaginaria del territorio nazionale in proprietà di un popolo o di una razza. Ci sarebbero delle conseguenze disastrose se questo fenomeno si sviluppasse nell'insieme dell'Europa, in particolar modo su base culturale, come sembra suggerire Benedetto XVI, quando sostiene che essa è un territorio cristiano e di conseguenza i musulmani sono dei corpi estranei. Possiamo dunque concludere che il principio di territorialità può essere la base di una cittadinanza europea? La costruzione europea ha una base territoriale per definizione, ma a seconda se la concepiamo come fissa o evolutiva, come chiusa o aperta, si apre una direzione storica diversa. Oggi il territorio non è la base della cittadinanza europea, ma dovrebbe diventarlo. Quella che definisco come una vera e propria "apartheid europea" è data dal fatto che è cittadino europeo solo chi ha la nazionalità di uno degli Stati membri. Gli immigrati stabilitisi da una o più generazioni sul suolo europeo sono la ventottesima nazione fantasma dell'Ue e costituiscono circa un ottavo della sua popolazione. Non sono semplicemente persone che in Francia non sono francesi, in Germania non sono tedeschi o in Italia non sono italiani. È a livello dell'intera Europa che gli immigrati sono degli esclusi, a maggior ragione con la libera circolazione all'interno delle frontiere europee. L'allargamento dell'Unione europea produce forme qualitativamente nuove d'esclusione. Il diritto alla cittadinanza europea non è territoriale: è genealogico. Nella maggior parte degli stati membri la nazionalità si acquisisce con lo jus soli, ma a livello dell'insieme dell'Europa la cittadinanza è genealogica nel senso dell'appartenenza originaria alla nazione. Questo evoca dei ricordi e pone problemi inevitabili. Ci sono delle analogie tra lo sviluppo di quest'esclusione e il fatto che nella storia ci sono state e ci sono sempre, almeno a livello simbolico, delle popolazioni transnazionali trattate come nemici interni o corpi estranei alla civiltà europea. È stato il caso degli ebrei; oggi non lo è più. Rimane il caso dei rom. Il fenomeno di cui parlo è tuttavia molto più vasto. Oggi in Europa non si sentono istanze di partecipazione dal basso a livello comunitario, mentre nei singoli stati le istanze di partecipazione si esprimono in un linguaggio nazionalistico e identitario. Che rapporto vede fra queste due tendenze? La domanda di partecipazione a livello locale e la domanda di controllo popolare a livello nazionale e sovranazionale non si escludono. Forse c'è bisogno di un'accelerazione delle cose perché i cittadini ne prendano coscienza. La responsabilità di questa situazione è da attribuire alle istanze intermedie, come i partiti politici, che oggi sono drammaticamente assenti e ci si dovrebbe chiedere il perché. Secondo Gramsci, le istanze intermedie sono la trama statale del funzionamento della società civile e, reciprocamente, i conflitti della società civile si traspongono nella struttura dello stato. Le costituzioni nate dalla resistenza in Francia e in Italia infatti affidano ai partiti il ruolo di costituire l'opinione pubblica. Dove sono oggi i partiti politici in Europa? La legittimità degli Stati nazionali e quella dell'Unione europea secondo lei vanno di pari passo? Il momento attuale è caratterizzato, in modo preoccupante, da una perdita di legittimità democratica degli Stati nazione e da una diminuzione della legittimità del progetto politico europeo. Non si tratta di assumere una posizione di difesa della sovranità nazionale, al contrario. Io adotto la definizione di legittimità di Max Weber, che mi pare vicina al concetto foucaultiano di potere: una nozione pragmatica e realista che si articola in termini di probabilità, d'obbedienza al potere pubblico e dunque d'efficacia di questo stesso potere. Da questo punto di vista, non possiamo ritornare indietro rispetto a quel poco di struttura politica che esiste su scala europea, ma siamo obbligati a progredire. Ne consegue che la legittimità delle istituzioni europee è diventata una condizione di legittimità delle istituzioni nazionali stesse. Non tarderemo a vedere concretamente gli effetti di questa relazione, che si manifesteranno con forza man mano che le difficoltà economiche e sociali legate agli choc petroliferi si ripercuoteranno in Europa. Solo delle politiche europee comuni hanno una minima possibilità di essere efficaci di fronte a questo tipo di situazione, ma devono essere approvate dai cittadini degli Stati nazionali, che rimangono la fonte ultima di legittimità. Intanto in Europa assistiamo a una crescita delle destre, anche quelle più estreme. Perché, secondo lei? In questo momento sono pessimista e mi riconosco nella massima di Gramsci dell'ottimismo della volontà e pessimismo della ragione. Per principio le situazioni difficili sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono. Tra le due correnti ideologiche ci sono delle interferenze molto forti, ma esse non si riducono l'una all'altra. Il nazionalismo nei vari Paesi europei non è monopolio della destra. Faccio parte - lo devo confessare, ma i lettori del manifesto lo sanno - delle persone che tre anni fa in Francia hanno votato "no" al referendum sulla costituzione europea. Ho creduto di farlo per ragioni che non erano né di destra né nazionaliste. Sono oggi costretto a constatare che questa scommessa è stata persa e che l'aspetto transnazionale e il richiamo a un federalismo europeo sono stati completamente neutralizzati da una dominante nazionalista a sinistra, o meglio nella vecchia sinistra. Ciò che è inquietante è la convergenza del nazionalismo di destra e del nazionalismo di sinistra. I suoi effetti si fanno sentire a livello dei governi nella forma di un sabotaggio permanente delle politiche europee comuni. Ma la convergenza tra le due forme di nazionalismo a livello dell'opinione pubblica e dell'ethos delle classi popolari in Europa è ancora più preoccupante. Meno gli stati nazionali sono capaci di rispondere alle sfide economiche, sociali e culturali del mondo contemporaneo, più i discorsi populisti e nazionalisti fanno presa su una parte delle classi popolari in Europa. Bisogna interrogarsi sulle cause strutturali di questa situazione, non ci si può accontentare del discorso elitista dell'ignoranza del popolo. Di certo è una situazione molto pericolosa per il futuro della democrazia in Europa, senza parlare delle conseguenze sullo sviluppo del razzismo. Lei parla di un nazionalismo di sinistra. Si può dire che la sinistra oggi pensi da un lato lo spazio mondiale e dall'altro quello nazionale, e sia perciò incapace di vedere quello europeo come uno spazio eterogeneo rispetto agli altri due? È forse un lascito dell'internazionalismo di Marx? Calandoci nell'epoca in cui Marx ha scritto, potremmo dire esattamente il contrario. Il pensiero di Marx era legato a un momento rivoluzionario che investiva l'Europa intera. Rileggendo gli articoli di Marx del 1848, vediamo che il nazionalismo democratico si allea con il socialismo e le prime forme di lotta di classe. In quel momento Marx e Engels hanno probabilmente pensato che una repubblica democratica europea o un'alleanza di repubbliche democratiche europee era al contempo la forma nella quale si preparava o poteva realizzarsi il superamento del capitalismo. Oggi la situazione è diversa e il senso di parole come nazionalismo si è ribaltato. È vero che certe forme di anticapitalismo teorico, che pescano in parte nell'eredità di Marx e che io non disprezzo ma trovo un po' arcaiche ed unilaterali, trascurano il problema della politica europea. La prospettiva altermondialista ha tuttavia il vantaggio di affermare che pensare l'Europa come uno spazio chiuso è illusorio. Al contempo, le costituzioni democratiche sono radicate nella risoluzione dei conflitti storici passati. Costruire uno spazio politico europeo è importante perché dobbiamo ricomporre il nostro passato a livello continentale: una cultura politica comune deve emergere dalle differenze culturali e storiche dell'Europa. Vi è un legame profondo tra la mancata rielaborazione del nostro passato e l'immigrazione. Gli immigrati sono i capri espiatori dell'ostilità fra gli europei. E' la loro stessa incapacità di pensarsi come un'unità che impedisce agli europei di trattare il problema dell'immigrazione in termini progressisti. I francesi non vi diranno mai che detestano i tedeschi o gli inglesi che non possono sopportare l'idea di formare un popolo comune con gli spagnoli, però questa diffidenza non è stata superata, anzi si è rafforzata con l'allargamento dell'Europa ad Est. La Costituzione europea è stata affossata, ma in parte viene recuperata con il Trattato di Lisbona. Come giudica la strategia dei leader politici europei di procedere comunque, nonostante il rifiuto dei cittadini dell'Unione? Non m'interessa, dubito che gli stessi leader europei ci credano loro stessi. Possiamo invece tornare sulla questione del rifiuto del Trattato europeo. I casi francese ed olandese, come ha scritto Helmut Schmidt su Die Zeit, non erano isolati. Il malessere era generale. Questo malessere resta da interpretare e analizzare ed è sempre d'attualità. All'epoca ho difeso la posizione un po' troppo idealista, che oggi non sosterrei più allo stesso modo, secondo la quale la Costituzione europea non era abbastanza democratica. Pensavo che essa non presentasse una prospettiva sufficientemente chiara di progresso generale della democrazia per l'insieme del continente. Tendevo dunque a considerare che la sola possibilità, molto fragile, per l'Europa di diventare uno spazio politico nuovo e superiore al vecchio sistema degli stati-nazione e delle alleanze nazionali, era di apparire come un momento di creazione democratica. Continuo a pensarlo, ma c'è qualcosa d'idealista in questo modo di vedere le cose che la realtà attuale ci obbliga a guardare in faccia. L'idealismo consiste nell'immaginare che le masse vogliano la democrazia, mentre purtroppo siamo in un periodo molto difficile e conflittuale. Ci sforziamo di aprire nuovamente delle prospettive democratiche a livello transnazionale, però allo stesso tempo dobbiamo provare a trovare i mezzi di resistere passo per passo all'avanzata del populismo e del nazionalismo nei paesi europei.

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Concorso pubblico, per esami, a ottanta posti per l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruo (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

CONCORSO   (scad. 30 giugno 2008) Concorso pubblico, per esami, a ottanta posti per l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno. Pag. 2 IL CAPO DEL DIPARTIMENTO per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente le norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente il regolamento sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita' di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995 e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007 relativo al personale del comparto ministeri, per il quadriennio normativo 2006 - 2009 e biennio economico 2006 - 2007; Visto l'art 40, comma 2, della legge 20 settembre 1980, n. 574; recante "Unificazione e riordinamento dei ruoli normali, speciali e di complemento degli ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica"; Vista la legge l aprile 1981, n. 121 recante il "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza"; Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958 e successive modificazioni recante "Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva prolungata"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120 recante "Norme a favore dei privi della vista per l'ammissione ai pubblici concorsi"; Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125 recante "Azioni positive per la realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro"; Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni recante la "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate"; Visto l'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n. 537; recante "Interventi correttivi di finanza pubblica"; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994, n. 174 contenente il regolamento sull'accesso dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea ai posti di lavoro presso le Amministrazioni pubbliche; Visto il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 e successive modificazioni ed integrazioni recante "Modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"; Visto l'art. 6, comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230 recante "Nuove norme in materia di obiezione di coscienza"; Vista la legge 23 novembre 1998, n. 407 recante "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata"; Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; Visto il decreto del Ministro dell'Universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei"; Visto il decreto del Ministro dell'Universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 28 novembre 2000, recante "Determinazione delle classi delle lauree universitarie specialistiche"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 recante il "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa"; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 recante il "Codice in materia di protezione dei dati personali"; Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e del Ministro della funzione pubblica 5 maggio 2004 recante "Equiparazione dei diplomi di laurea secondo il vecchio ordinamento alle nuove classi delle lauree specialistiche, ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici"; Vista la legge 23 agosto 2004, n. 226 recante "Nuove norme sulla sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata"; Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 concernente "Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei", approvato con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509; Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 104, della citata legge 30 dicembre 2004, n. 311 che subordina l'avvio delle procedure concorsuali per le amministrazioni dello Stato, all'emanazione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministro per la Funzione Pubblica di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 230, che prevede per i vincitori dei concorsi la permanenza nella sede di prima destinazione di un periodo non inferiore a cinque anni; Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2006 con il quale sono state rideterminate le dotazioni organiche del personale contrattualizzato dell'Amministrazione civile dell'Interno; Visto il decreto del Ministro dell'Universita' e della ricerca 16 marzo 2007 recante "Determinazione delle classi delle lauree universitarie"; Visto il decreto del Ministro dell'Universita' e della ricerca 16 marzo 2007 recante "Determinazione delle classi di laurea magistrale"; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2007, con il quale il Ministero dell'Interno e' stato autorizzato ad avviare la procedura pubblica concorsuale per il reclutamento di ottanta unita' di personale nel profilo professionale di collaboratore amministrativo; Decreta: Art. 1. Posti messi a concorso 1. E' indetto un concorso pubblico, per esami, a ottanta posti per l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno, per le esigenze degli uffici periferici del Ministero dell'Interno, da ripartire nell'ambito delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige limitatamente agli uffici ubicati nell'ambito della provincia di Trento; Art. 2. Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione al concorso e' richiesto il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di laurea (DL), conseguito secondo il vecchio ordinamento, di durata non inferiore a quattro anni in giurisprudenza, scienze politiche, scienze dell'amministrazione e lauree equipollenti; laurea magistrale (LM) in giurisprudenza o scienze politiche; lauree specialistiche (LS) appartenenti alle classi: LS/22 - classe delle lauree specialistiche in giurisprudenza; LS/60 - classe delle lauree specialistiche in relazioni internazionali; LS/70 - classe delle lauree specialistiche in scienze della politica; LS/71 - classe delle lauree specialistiche in scienze delle pubbliche amministrazioni; LS/89 - classe delle lauree specialistiche in sociologia; lauree di durata triennale (L) appartenenti alle classi: L/2 - classe delle lauree in scienze dei servizi giuridici; L/15 - classe delle lauree in scienze politiche e delle relazioni internazionali; L/19 - classe delle lauree in scienze dell'amministrazione; L/31 - classe delle lauree in scienze giuridiche; L36 - classe delle lauree in scienze sociologiche. I candidati in possesso dei titoli di studio sopra elencati o di altro titolo accademico equivalente che sia stato rilasciato da un Paese dell'Unione europea, possono essere ammessi a partecipare alle prove concorsuali purche' i suddetti titoli siano stati equiparati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 38, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Sara' cura del candidato dimostrare la suddetta equipollenza mediante l'indicazione degli estremi del provvedimento che la riconosca; b) eta' non inferiore agli anni 18; c) cittadinanza italiana; d) possesso dei diritti politici; e) qualita' morali e di condotta di cui all'art. 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; f) posizione regolare nei confronti degli obblighi militari; g) idoneita' fisica all'impiego. 2. Non possono accedere agli impieghi coloro che sono esclusi dall'elettorato politico attivo, coloro che sono stati destituiti o dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero che siano stati licenziati da altro impiego statale, ai sensi della vigente normativa contrattuale. 3. I requisiti richiesti per l'ammissione al concorso devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande di ammissione al concorso. 4. I candidati sono ammessi al concorso con riserva. L'Amministrazione puo' disporre, in ogni momento, con provvedimento motivato, l'esclusione del candidato dal concorso per difetto dei requisiti prescritti, nonche' per la mancata osservanza dei termini perentori stabiliti nel presente provvedimento. Art. 3. Presentazione delle domande - Termine e modalita' 1. Il candidato deve produrre domanda di partecipazione al concorso esclusivamente in via telematica, compilando l'apposito modulo, utilizzando una specifica applicazione di Internet all'indirizzo http://concorsiciv.interno.it 2. La procedura di compilazione ed invio on-line della domanda deve essere effettuata entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dal giorno successivo a quello di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Qualora il termine di invio on-line della domanda cada in un giorno festivo, il termine sara' prorogato al giorno successivo non festivo. 3. Dopo aver inserito i dati richiesti, il candidato deve effettuare la stampa della domanda che, debitamente firmata, deve essere consegnata il giorno stabilito per la prova preselettiva, ove venga svolta, ovvero per la prima prova scritta. 4. La data di presentazione on-line della domanda di partecipazione al concorso e' certificata dal sistema informatico che, allo scadere del termine utile per la sua presentazione, non permettera' piu' l'accesso e l'invio del modulo elettronico. 5. La mancata presentazione della domanda di partecipazione, debitamente sottoscritta, nel giorno indicato al comma 3, comporta la inammissibilita' alle sopracitate prove concorsuali. 6. Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio delle domande di partecipazione al concorso. 7. Il candidato, ove riconosciuto portatore di handicap, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 dovra' fare esplicita richiesta, nella domanda on-line, in relazione al proprio handicap, riguardo l'ausilio necessario, nonche' segnalare l'eventuale necessita' di tempi aggiuntivi per l'espletamento delle prove di esame al fine di consentire all'Amministrazione di predisporre per tempo i mezzi e gli strumenti atti a garantire una regolare partecipazione al concorso. Inoltre l'interessato dovra' inviare, prima dello svolgimento della prova d'esame, all'indirizzo indicato al comma 9, idonea certificazione rilasciata da apposita struttura sanitaria che specifichi la natura del proprio handicap. 8. Per i portatori di handicap che ne abbiano fatto richiesta, il tempo previsto per l'espletamento della prova preselettiva e delle prove scritte e' aumentato fino ad un massimo di un quarto. 9. Il candidato ha inoltre l'obbligo di comunicare - a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento - al Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane - Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione - Piazza del Viminale, 00184 - Roma, le successive eventuali variazioni di indirizzo e/o di recapito. 10. L'Amministrazione non assume alcuna responsabilita' per il caso di dispersione di comunicazioni dipendenti da inesatte o incomplete indicazioni del recapito da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell'indirizzo e/o del recapito indicato nella domanda, ne' per eventuali disguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore, ne' per la mancata restituzione dell'avviso di ricevimento della raccomandata. Art. 4. Commissione esaminatrice Con successivo provvedimento ministeriale verra' nominata la commissione esaminatrice del concorso ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. Art. 5. Prova preselettiva 1. Qualora gli aventi diritto a partecipare al concorso siano in numero superiore a millecinquecento (1500) l'Amministrazione si riserva la facolta' di far precedere le prove d'esame da una prova preselettiva, che potra' essere effettuata presso una o piu' sedi. L'Amministrazione puo' affidare a qualificati istituti pubblici e privati la predisposizione dei quesiti. La prova preselettiva puo' essere gestita con l'ausilio di societa' specializzate. 2. La prova preselettiva consiste nella risoluzione di quesiti a risposta multipla riguardanti argomenti di cultura generale e di attualita'. 3. Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da almeno quattro risposte, delle quali solo una e' esatta. 4. A ciascun candidato sono assegnati novanta quesiti, i quali dovranno essere risolti nel tempo massimo di un'ora. I quesiti da sottoporre ai candidati sono individuati dalla Commissione esaminatrice, tenendo conto dell'esigenza di ripartire egualmente l'incidenza del grado di difficolta' della domanda. A tal fine le domande facili rappresentano il 30% del totale, quelle di media difficolta' il 50% e quelle difficili il 20%. 5. I candidati non possono avvalersi, durante la prova preselettiva di codici, raccolte normative, testi, appunti di qualsiasi natura e di strumenti idonei alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati. 6. Per essere ammessi a sostenere la prova preselettiva i candidati devono esibire un idoneo documento di riconoscimento, in corso di validita'. 7. Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4ª serie speciale "Concorsi ed esami" dell'11 luglio 2008, nonche' nel sito internet del Ministero dell'Interno http://dait.interno.it, verranno date comunicazioni riguardo alla eventuale pubblicazione dei quesiti nonche' alle modalita' di svolgimento della prova preselettiva. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti di tutti i candidati. 8. La mancata esclusione dall'eventuale prova preselettiva non costituisce garanzia della regolarita' della domanda di partecipazione al concorso, ne' sana la eventuale irregolarita' della domanda stessa. L'Amministrazione procedera' alla verifica della validita' dei requisiti prescritti dopo lo svolgimento della prova preselettiva stessa e limitatamente ai candidati che l'avranno superata. Art. 6. Valutazione della prova preselettiva 1. La correzione della prova preselettiva viene effettuata, alla presenza della commissione esaminatrice, attraverso procedimenti automatizzati. 2. L'attribuzione del relativo punteggio viene differenziata secondo l'indice statistico riportato nell'allegato "A" al presente provvedimento, in rapporto al grado di difficolta' della domanda. 3. Sono ammessi a sostenere le prove scritte, un numero di candidati pari a cinque volte i posti messi a concorso. Sono comunque ammessi i candidati che hanno conseguito nella prova preselettiva un punteggio uguale al piu' basso risultato utile ai fini dell'ammissione secondo il suddetto criterio. 4. Il punteggio conseguito nella prova preselettiva non concorre alla formazione del voto finale di merito. 5. L'elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami" nonche' sul sito internet del Ministero dell' Interno http://dait.interno.it. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti di tutti i candidati. Art. 7. Prove d'esame 1. Le prove di esame consistono in due prove scritte ed in una prova orale. 2. La prima prova scritta, della durata di otto ore, consiste nella stesura di un elaborato su argomenti di diritto costituzionale e/o amministrativo. 3. La seconda prova scritta, della durata di sei ore, consiste nella stesura di un elaborato su argomenti attinenti alle attivita' istituzionali del Ministero dell'Interno. 4. I candidati, durante le prove scritte, potranno consultare soltanto i dizionari ed i testi di legge non commentati. Non potranno portare con se' telefoni cellulari, palmari, libri, periodici, giornali, quotidiani ed altre pubblicazioni di alcun tipo, ne' portare borse o simili contenenti il materiale suindicato, che dovranno in ogni caso essere consegnati prima dell'inizio delle prove al personale di sorveglianza. 5. Per essere ammessi a sostenere le prove scritte, i candidati devono esibire un idoneo documento di riconoscimento, in corso di validita'. 6. Sono ammessi alla prova orale i candidati che avranno riportato in ciascuna delle prove scritte un punteggio minimo di ventuno/trentesimi. 7. La prova orale verte sulle materie oggetto delle prove scritte nonche' sulle seguenti altre: economia politica; diritto comunitario; disciplina del rapporto di lavoro relativo al personale del comparto ministeri (contratti collettivi nazionali di lavoro). 8. La prova orale comprende, altresi', l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera tra le seguenti: inglese, francese, tedesco, spagnolo. Al fine di valutare ia conoscenza della lingua prescelta dal candidato e' prevista la lettura, la traduzione di testi e la conversazione nella suddetta lingua straniera. 9. Nel corso della prova orale, inoltre, e' accertata la conoscenza del persona! computer e dei software applicativi piu' diffusi da realizzarsi anche mediante una verifica pratica. 10. Ai candidati ammessi alla prova orale viene data comunicazione, almeno venti giorni prima, della data in cui debbono sostenere la prova stessa. Nella medesima comunicazione viene indicato il voto riportato in ciascuna delle prove scritte. 11. La commissione esaminatrice, prima dell'inizio di ciascuna sessione della prova orale, determina i quesiti da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie sopra indicate. Tali quesiti sono proposti a ciascun candidato con estrazione a sorte. 12. La prova orale si intende superata con un punteggio non inferiore a ventuno/trentesimi. 13. Il punteggio finale e' dato dalla somma della media dei voti conseguiti nelle prove scritte e della votazione conseguita nella prova orale. Art. 8. Categorie riservatarie e preferenze 1. I candidati che hanno superato le prove d'esame, possono fruire, a parita' di merito, dei titoli di preferenza e di precedenza previsti dall'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni ed integrazioni (allegato B) nonche' dei titoli di precedenza previsti dall'art. 40, comma 2, della legge 20 settembre 1980, n. 574, dall'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e dall'art. 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407. 2. Le riserve dei posti non possono superare complessivamente la meta' dei posti messi a concorso. 3. Qualora tra i candidati che hanno superato le prove ve ne siano alcuni che appartengono a piu' categorie che danno titolo a differenti riserve di posti, si terra' conto prima del titolo che da' diritto a una maggiore riserva. 4. I soggetti appartenenti alle categorie di cui agli articoli 1 e 18 della legge 12 marzo 1999, n. 68 possono avvalersi della riserva dei posti laddove le quote da destinare obbligatoriamente alle predette categorie non risultino coperte. 5. Coloro che intendano avvalersi delle riserve previste dal presente articolo ne devono fare espressa menzione nella domanda di ammissione al concorso. 6. I posti riservati che non dovessero essere coperti per mancanza di aventi titolo saranno conferiti ai concorrenti che abbiano superato le prove secondo l'ordine della graduatoria. 7. I documenti in carta semplice ovvero le autocertificazioni comprovanti il possesso dei suddetti titoli di preferenza o precedenza dovranno essere trasmessi a mezzo raccomandata postale, con avviso di ricevimento, al Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane - Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione - Piazza del Viminale - 00184 Roma, entro e non oltre il termine perentorio di quindici giorni, che decorre dal giorno successivo a quello in cui i candidati hanno sostenuto la prova orale. A tale fine fara' fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante. Art. 9. Formazione, approvazione, pubblicazione della graduatoria 1. La graduatoria di merito dei candidati e' formata dalla commissione esaminatrice secondo l'ordine dato dal punteggio finale riportato da ciascun candidato, di cui all'art. 7, comma 13. 2. Sono dichiarati vincitori del concorso i candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito, tenuto conto delle riserve e delle preferenze di cui all'art. 8. 3. La graduatoria e' approvata con provvedimento ministeriale e pubblicata nel Bollettino ufficiale del personale del Ministero dell'Interno nonche' nel sito internet del Ministero dell' Interno "http://dait.interno.it" 4. Di tale pubblicazione e' data notizia mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". 5. Dalla data di pubblicazione del suddetto avviso decorre il termine per le eventuali impugnative. Art. 10. Assunzione in servizio 1. I candidati dichiarati vincitori sono invitati a stipulare il contratto individuale di lavoro, secondo la disciplina prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro vigente al momento dell'assunzione, presso la sede di assegnazione indicata dall'Amministrazione nel profilo professionale di collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica Fl (ex C1), del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno. 2. I candidati vincitori saranno sottoposti ad un periodo di prova di quattro mesi, come previsto dalle disposizioni contrattuali. 3. I candidati dichiarati vincitori sono invitati a presentare la documentazione prescritta dalle disposizioni regolanti l'accesso al rapporto di lavoro entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte dell'Amministrazione. 4. I candidati utilmente collocati in graduatoria sono invitati a far pervenire, entro il termine e con le modalita' che saranno comunicate, le proprie preferenze in ordine all'assegnazione ad una delle regioni elencate all'art. 1, che saranno tenute presenti, ove possibile dall'Amministrazione ai fini dell'assegnazione, ferme restando comunque le prioritarie esigenze di servizio. 5. Qualora non vengano indicate preferenze in merito ad una o piu' regioni di cui all'art. 1, l'Amministrazione provvede comunque alla relativa assegnazione tenuto conto della posizione nella graduatoria. 6. I candidati assunti dovranno permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. 7. Le assunzioni in servizio dei vincitori del concorso sono subordinate alle autorizzazioni concesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze ai sensi dell'art. 1, comma 104, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Art. 11. Trattamento dei dati personali 1. Ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti dai candidati saranno raccolti presso il Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane -Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione, per le finalita' di gestione del concorso e saranno trattati anche successivamente all'eventuale rapporto di lavoro per le finalita' inerenti alla gestione del rapporto medesimo. 2. L'indicazione di tali dati e' obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione, pena l'esclusione dal concorso. 3. L'interessato ha il diritto di far rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge, nonche' ha il diritto di opporsi per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano. 4. Tali diritti potranno essere fatti valere nei confronti del Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie. Art. 12. Norme di salvaguardia 1. Per quanto non previsto dal presente bando valgono le disposizioni normative e contrattuali vigenti in materia di reclutamento di personale. 2. Il presente provvedimento sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Roma, 26 maggio 2008 Il capo del Dipartimento: Procaccini Allegato A ----> Vedere allegato a pag. 6 Vedere allegato a pag. 7.

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Concorso pubblico, per esami, a centoquindici posti, per l'accesso al profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

CONCORSO   (scad. 30 giugno 2008) Concorso pubblico, per esami, a centoquindici posti, per l'accesso al profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex B3, del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno. Pag. 8 IL CAPO DEL DIPARTIMENTO per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni ed integrazioni concernente il regolamento sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita' di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995, e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007, relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007; Visto l'art 40, comma 2, della legge 20 settembre 1980, n. 574; recante "Unificazione e riordinamento dei ruoli normali, speciali e di complemento degli ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica"; Vista la legge 1° aprile 1981, n. 121 recante il "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza"; Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958 e successive modificazioni recante "Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva prolungata"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"; Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120 recante "Norme a favore dei privi della vista per l'ammissione ai pubblici concorsi"; Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125 recante "Azioni positive per la realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro"; Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni recante la "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate"; Visto l'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n. 537; recante "Interventi correttivi di finanza pubblica"; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994, n. 174 contenente il regolamento sull'accesso dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea ai posti di lavoro presso le Amministrazioni pubbliche; Visto il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 e successive modificazioni ed integrazioni recante "Modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"; Visto l'art. 6, comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230 recante "Nuove norme in materia di obiezione di coscienza"; Vista la legge 23 novembre 1998, n. 407 recante "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalita' organizzata"; Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 recante il "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa"; Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 recante il "Codice in materia di protezione dei dati personali"; Vista la legge 23 agosto 2004, n. 226 recante "Nuove norme sulla sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata"; Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 104, della citata legge 30 dicembre 2004, n. 311 che subordina l'avvio delle procedure concorsuali per le amministrazioni dello Stato, all'emanazione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministro per la Funzione Pubblica di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 230, che prevede per i vincitori dei concorsi la permanenza nella sede di prima destinazione di un periodo non inferiore a cinque anni.; Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2006 con il quale sono state rideterminate le dotazioni organiche del personale contrattualizzato dell'Amministrazione civile dell'Interno; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2007, con il quale il Ministero dell'Interno e' stato autorizzato ad avviare la procedura pubblica concorsuale per il reclutamento di centoquindici unita' di personale nel profilo professionale di assistente amministrativo contabile; Decreta Art. 1. Posti messi a concorso 1. E' indetto un concorso pubblico, per esami, a 115 posti per l'accesso al profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex B3, del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno, per le esigenze degli uffici periferici del Ministero dell'Interno, da ripartire nell'ambito delle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto; Art. 2. Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione al concorso e' richiesto il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di istituto tecnico commerciale o istituto professionale con indirizzo di gestione aziendale di durata quinquennale; i diplomi conseguiti all'estero saranno ritenuti utili purche' riconosciuti, con apposito provvedimento, equipollenti ad uno dei diplomi italiani. b) eta' non inferiore agli anni 18; c) cittadinanza italiana; d) possesso dei diritti politici; e) qualita' morali e di condotta di cui all'art. 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; f) posizione regolare nei confronti degli obblighi militari; g) idoneita' fisica all'impiego; 2. Non possono accedere agli impieghi coloro che sono esclusi dall'elettorato politico attivo, coloro che sono stati destituiti o dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero che siano stati licenziati da altro impiego statale, ai sensi della vigente normativa contrattuale. 3. I requisiti richiesti per l'ammissione al concorso devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande di ammissione al concorso. 4. I candidati sono ammessi al concorso con riserva. L'Amministrazione puo' disporre, in ogni momento, con provvedimento motivato, l'esclusione del candidato dal concorso per difetto dei requisiti prescritti, nonche' per la mancata osservanza dei termini perentori stabiliti nel presente provvedimento. Art. 3. Presentazione delle domande - Termine e modalita' 1. Il candidato deve produrre domanda di partecipazione al concorso esclusivamente in via telematica, compilando l'apposito modulo all'indirizzo http://concorsiciv.interno.it 2. La procedura di compilazione ed invio on-line della domanda deve essere effettuata entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dal giorno successivo a quello di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Qualora l'ultimo giorno utile per l'invio on-line della domanda cada in un giorno festivo, il termine sara' prorogato al giorno successivo non festivo. 3. Dopo aver inserito i dati richiesti, il candidato deve effettuare la stampa della domanda che, debitamente firmata, deve essere consegnata il giorno stabilito per la prova preselettiva, ove venga svolta, ovvero per la prima prova scritta. 4. La data di presentazione on-line della domanda di partecipazione al concorso e' certificata dal sistema informatico che, allo scadere del termine utile per la sua presentazione, non permettera' piu' l'accesso e l'invio del modulo elettronico. 5. La mancata presentazione della domanda di partecipazione, debitamente sottoscritta, nel giorno indicato al comma 3, comporta la inammissibilita' alle sopracitate prove concorsuali. 6. Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio delle domande di partecipazione al concorso. 7. Il candidato, ove riconosciuto portatore di handicap, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 dovra' fare esplicita richiesta, nella domanda on-line, in relazione al proprio handicap, riguardo l'ausilio necessario, nonche' segnalare l'eventuale necessita' di tempi aggiuntivi per l'espletamento delle prove di esame al fine di consentire all'Amministrazione di predisporre per tempo i mezzi e gli strumenti atti a garantire una regolare partecipazione al concorso. Inoltre l'interessato dovra' inviare, prima dello svolgimento della prova d'esame, all'indirizzo indicato al comma 9, idonea certificazione rilasciata da apposita struttura sanitaria che specifichi la natura del proprio handicap. 8. Per i portatori di handicap che ne abbiano fatto richiesta, il tempo previsto per l'espletamento della prova preselettiva e delle prove scritte e' aumentato fino ad un massimo di un quarto. 9. Il candidato ha inoltre l'obbligo di comunicare - a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento - al Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane - Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione - Piazza del Viminale - 00184 - Roma, le successive eventuali variazioni di indirizzo e/o di recapito. 10. L'Amministrazione non assume alcuna responsabilita' per il caso di dispersione di comunicazioni dipendenti da inesatte o incomplete indicazioni del recapito da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva comunicazione del cambiamento dell'indirizzo e/o del recapito indicato nella domanda, ne' per eventuali disguidi postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore, ne' per la mancata restituzione dell'avviso di ricevimento della raccomandata. Art. 4. Commissione esaminatrice Con successivo provvedimento ministeriale verra' nominata la commissione esaminatrice del concorso ai sensi dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. Art. 5. Prova preselettiva 1. Qualora gli aventi diritto a partecipare al concorso siano in numero superiore a millecinquecento (1500) l'Amministrazione si riserva la facolta' di far precedere le prove d'esame da una prova preselettiva, che potra' essere effettuata presso una o piu' sedi. L'Amministrazione puo' affidare a qualificati istituti pubblici e privati la predisposizione dei quesiti. La prova preselettiva puo' essere gestita con l'ausilio di societa' specializzate. 2. La prova preselettiva consiste nella risoluzione di quesiti a risposta multipla riguardanti argomenti di cultura generale e di attualita'. 3. Ciascun quesito consiste in una domanda seguita da almeno quattro risposte, delle quali solo una e' esatta. 4. A ciascun candidato sono assegnati novanta quesiti i quali dovranno essere risolti nel tempo massimo di un'ora. I quesiti da sottoporre ai candidati sono individuati dalla Commissione esaminatrice, tenendo conto dell'esigenza di ripartire egualmente l'incidenza del grado di difficolta' della domanda. A tal fine le domande facili rappresentano il 30% del totale, quelle di media difficolta' il 50% e quelle difficili il 20%. 5. I candidati non possono avvalersi, durante la prova preselettiva di codici, raccolte normative, testi, appunti di qualsiasi natura e di strumenti idonei alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati. 6. Per essere ammessi a sostenere la prova preselettiva i candidati devono esibire un idoneo documento di riconoscimento, in corso di validita'. 7. Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, 4ª serie speciale "Concorsi ed esami" dell'11 luglio 2008, nonche' nel sito internet del Ministero dell'Interno http://dait.interno.it, verranno date comunicazioni riguardo alla eventuale pubblicazione dei quesiti nonche' alle modalita' di svolgimento della prova preselettiva. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti di tutti i candidati. 8. La mancata esclusione dall'eventuale prova preselettiva non costituisce garanzia della regolarita' della domanda di partecipazione al concorso, ne' sana la eventuale irregolarita' della domanda stessa. L'Amministrazione procedera' alla verifica della validita' dei requisiti prescritti dopo lo svolgimento della prova preselettiva stessa e limitatamente ai candidati che l'avranno superata. Art. 6. Valutazione della prova preselettiva 1. La correzione della prova preselettiva viene effettuata, alla presenza della commissione esaminatrice, attraverso procedimenti automatizzati. 2. L'attribuzione del relativo punteggio viene differenziata secondo l'indice statistico riportato nell'allegato A al presente provvedimento, in rapporto al grado di difficolta' della domanda. 3. Sono ammessi a sostenere le prove scritte un numero di candidati pari a cinque volte i posti messi a concorso. Sono comunque ammessi i candidati che hanno conseguito nella prova preselettiva un punteggio uguale al piu' basso risultato utile ai fini dell'ammissione secondo il suddetto criterio. 4. Il punteggio conseguito nella prova preselettiva non concorre alla formazione del voto finale di merito. 5. L'elenco dei candidati ammessi a sostenere le prove scritte e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4ª serie speciale "Concorsi ed esami" nonche' nel sito internet del Ministero dell'Interno http://dait.interno.it. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti nei confronti di tutti i candidati. Art. 7. Prove d'esame 1. Le prove di esame consistono in due prove scritte, di cui una a contenuto teorico pratico, ed in una prova orale. 2. La prima prova scritta, della durata di quattro ore, consiste in una serie di domande obiettive a risposta sintetica su elementi di diritto costituzionale, elementi di diritto amministrativo ed elementi di economia politica. 3. La seconda prova scritta, a contenuto teorico-pratico, della durata di sei ore, consiste nella stesura di una relazione su elementi di ragioneria generale ed applicata e/o di contabilita' di Stato. 4. I candidati, durante le prove scritte, potranno consultare soltanto i dizionari ed i testi di legge non commentati. Non potranno portare con se' telefoni cellulari, palmari, libri, periodici, giornali, quotidiani ed altre pubblicazioni di alcun tipo, ne' portare borse o simili contenenti il materiale suindicato, che dovranno in ogni caso essere consegnati prima dell'inizio delle prove al personale di sorveglianza. 5. Per essere ammessi a sostenere le prove scritte i candidati devono esibire un idoneo documento di riconoscimento, in corso di validita'. 6. Sono ammessi alla prova orale i candidati che avranno riportato in ciascuna delle prove scritte un punteggio minimo di 21/trentesimi. 7. La prova orale verte sulle materie oggetto delle prove scritte nonche' sulle seguenti altre: elementi di diritto privato, elementi diritto comunitario, disciplina del rapporto di lavoro relativo al personale del comparto ministeri (contratti collettivi nazionali di lavoro) e attivita' istituzionali e organizzazione degli uffici centrali e periferici del Ministero dell'Interno. 8. La prova orale comprende, altresi', l'accertamento della conoscenza di una lingua straniera tra le seguenti: inglese, francese, tedesco, spagnolo. Al fine di valutare la conoscenza della lingua prescelta dal candidato e' prevista la lettura, la traduzione di testi e la conversazione nella suddetta lingua straniera. 9. Nel corso della prova orale, inoltre, e' accertata la conoscenza del personal computer e dei software applicativi piu' diffusi da realizzarsi anche mediante una verifica pratica. 10. Ai candidati ammessi alla prova orale viene data comunicazione, almeno venti giorni prima, della data in cui debbono sostenere la prova stessa. Nella medesima comunicazione viene indicato il voto riportato in ciascuna delle prove scritte. 11. La commissione esaminatrice, prima dell'inizio di ciascuna sessione della prova orale, determina i quesiti da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie sopra indicate. Tali quesiti sono proposti a ciascun candidato con estrazione a sorte. 12. La prova orale si intende superata con un punteggio non inferiore a ventuno/trentesimi. 13. Il punteggio finale e' dato dalla somma della media dei voti conseguiti nelle prove scritte e della votazione conseguita nella prova orale. Art. 8. Categorie riservatarie e preferenze 1. I candidati che hanno superato le prove d'esame, possono fruire, a parita' di merito, dei titoli di preferenza e di precedenza previsti dall'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni ed integrazioni (allegato B) nonche' dei titoli di precedenza previsti dall'art. 40, comma 2, della legge 20 settembre 1980, n. 574, dall'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e dall'art. 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407. 2. Le riserve dei posti non possono superare complessivamente la meta' dei posti messi a concorso. 3. Qualora tra i candidati che hanno superato le prove ve ne siano alcuni che appartengono a piu' categorie che danno titolo a differenti riserve di posti, si terra' conto prima del titolo che da' diritto a una maggiore riserva. 4. I soggetti appartenenti alle categorie di cui agli articoli 1 e 18 della legge 12 marzo 1999, n. 68 possono avvalersi della riserva dei posti laddove le quote da destinare obbligatoriamente alle predette categorie non risultino coperte. 5. Coloro che intendano avvalersi delle riserve previste dal presente articolo ne devono fare espressa menzione nella domanda di ammissione al concorso. 6. I posti riservati che non dovessero essere coperti per mancanza di aventi titolo saranno conferiti ai concorrenti che abbiano superato le prove secondo l'ordine della graduatoria. 7. I documenti in carta semplice ovvero le autocertificazioni comprovanti il possesso dei suddetti titoli di preferenza o precedenza dovranno essere trasmessi a mezzo raccomandata postale, con avviso di ricevimento, al Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane -Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione - Piazza del Viminale - 00184 - Roma, entro e non oltre il termine perentorio di quindici giorni, che decorre dal giorno successivo a quello in cui i candidati hanno sostenuto la prova orale. A tale fine fara' fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante. Art. 9. Formazione, approvazione, pubblicazione della graduatoria 1. La graduatoria di merito dei candidati e' formata dalla commissione esaminatrice secondo l'ordine dato dal punteggio finale riportato da ciascun candidato, di cui all'art. 7, comma 13. 2. Sono dichiarati vincitori del concorso i candidati utilmente collocati nella graduatoria di merito, tenuto conto delle riserve e delle preferenze di cui all'art. 8. 3. La graduatoria e' approvata con provvedimento ministeriale e pubblicata nel Bollettino ufficiale del personale del Ministero dell'Interno nonche' nel sito internet del Ministero dell' Interno "http://dait.interno.it" 4. Di tale pubblicazione e' data notizia mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". 5. Dalla data di pubblicazione del suddetto avviso decorre il termine per le eventuali impugnative. Art. 10. Assunzione in servizio 1. I candidati dichiarati vincitori sono invitati a stipulare il contratto individuale di lavoro, secondo la disciplina prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro vigente al momento dell'assunzione, presso la sede di assegnazione indicata dall'Amministrazione nel profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex B3, dei ruoli del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno. 2. I candidati vincitori saranno sottoposti ad un periodo di prova di quattro mesi, come previsto dalle disposizioni contrattuali. 3. I candidati dichiarati vincitori sono invitati a presentare la documentazione prescritta dalle disposizioni regolanti l'accesso al rapporto di lavoro entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte dell'Amministrazione. 4. I candidati utilmente collocati in graduatoria sono invitati a far pervenire, entro il termine e con le modalita' che saranno comunicate, le proprie preferenze in ordine all'assegnazione ad una delle regioni elencate all'art. 1, che saranno tenute presenti, ove possibile dall'Amministrazione ai fini dell'assegnazione, ferme restando comunque le prioritarie esigenze di servizio. 5. Qualora non vengano indicate preferenze in merito ad una o piu' regioni di cui all'art. 1, l'Amministrazione provvede comunque alla relativa assegnazione tenuto conto della posizione nella graduatoria. 6. I candidati assunti dovranno permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. 7. Le assunzioni in servizio dei vincitori del concorso sono subordinate alle autorizzazioni concesse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze ai sensi dell'art. 1, comma 104, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Art. 11. Trattamento dei dati personali 1. Ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti dai candidati saranno raccolti presso il Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane -Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione, per le finalita' di gestione del concorso e saranno trattati anche successivamente all'eventuale rapporto di lavoro per le finalita' inerenti alla gestione del rapporto medesimo. 2. L'indicazione di tali dati e' obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione, pena l'esclusione dal concorso. 3. L'interessato ha il diritto di far rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge, nonche' ha il diritto di opporsi per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano. 4. Tali diritti potranno essere fatti valere nei confronti del Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie. Art. 12. Norme di salvaguardia 1. Per quanto non previsto dal presente bando valgono le disposizioni normative e contrattuali vigenti in materia di reclutamento di personale. 2. Il presente provvedimento sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Roma, 26 maggio 2008 Il capo del Dipartimento: Procaccini Allegato A ----> Vedere allegato a pag. 12 Vedere allegato a pag. 13.

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Ecco da chi è costituito il Comitato RomaPride 2008. La lista (sezione: Class action)

( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Venerdí 06.06.2008 13:37 --> Il Comitato RomaPride 2008 è costituito da: Arcilesbica Roma Associazione Le Ribellule Associazione Nazionale Libellula Associazione Radicali Certi Diritti Associazione Roman Volley Azione Gay e Lesbica Firenze Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli CGIL Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti Collettivo La Mela di Eva Comitato Gay e Lesbiche Prato Coordinamento Collettivi universitari Coordinamento Facciamo Breccia COMOG - Coordinamento Moto Gay e Lesbiche Epicentro Ursino Romano Famiglie Arcobaleno GAM - Gruppo alternativo Motociclisti Gay&Geo GayRoma.it GayToday Gruppo Pesce Roma I Ken Onlus Napoli Leather Club Roma Linfa Roma Nuova Proposta, Donne e Uomini omosessuali cristiani REFO - Rete Evengelica Fede e Omosessualità Roma Rainbow Choir Rosarcobaleno UAAR - Unione Atei Agnostici Razionalisti "Gianni Grana" Roma Aderiscono al RomaPride 2008: Associazioni GLBT Affi, Associazione federativa femminista internazionale Agedo - Associazione Genitori ed Amici di Omosessuali Agedo Bologna - Associazione Genitori ed Amici di Omosessuali Antagonismogay Bologna Arcigay Nazionale Arcilesbica Nazionale Arcilesbica Napoli Arcigay Arcilesbica Omphalos Perugia Articolo Tre Palermo Associazione Lily Elbe, Brescia,associazione di volontariato sociale per il supporto a persone transessuali Associazione per la Promozione delle Pari Opportunità Kabum Pride Village Staff Ludico Circolo Maurice, Torino Circolo pink, Verona Collettivo universitario Trans Lesbo Gay Bisex Queer della Sapienza Comitato Bologna Pride Comitato provinciale Arcigay Cremona Comitato provinciale Arcigay Firenze Comitato provinciale Arcigay Grosseto Comitato provinciale Arcigay Livorno Comitato provinciale Arcigay Milano Comitato provinciale Arcigay Pisa Comitato provinciale Arcigay Pistoia Comitato Provinciale Arcigay Roma Comitato provinciale Arcigay Torino Comitato Provinciale Arcigay Verona Comitato organizzativo dello Zagreb Pride, Croazia Controviolenzadonne.org Cooperativa Laltrasponda Coordinamenti Campano glt Coordinamento Lesbiche Romane Coordinamento Regionale Arcigay Toscana Drag Queen College Dragqueenshows.com Eyes Wild Drag Eurialo&Niso Biella Fondazione Massimo Consoli Fuoricampo Lesbian Group Gay Counseling, Psicoterapia&Counseling Gayamente-Critical Forum glbtq Gaysiena Gay-forum.it Jonathan - Diritti in movimento Pescara Lista Lesbica Italiana MIT - Movimento Identità Transessuale MIT Napoli Mondodrag.org MOS - Movimento Omosessuale Sardo Nuova Proposta Roma Open Mind Catania Renzo&Lucio gruppo LGBT, Lecco Yellow Roma Tennis Club www.civitagay.it.

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Brunetta: ''Il vero fannullone è il datore di lavoro'' (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il ministro della Funzione pubblica: ''Bisogna trovare il modo di punirlo'' con il commissariamento: ''Un sindaco con il bilancio in rosso va mandato via, lo stesso per un direttore della Usl, per un ministro o un presidente del Consiglio''. E a i giovani di Confindustria dice: ''Datemi una mano, ne va del Paese'' ascolta la notizia commenta 0 vota 1 tutte le notizie di ECONOMIA Santa Margherita Ligure, 6 giu. - (Adnkronos/Ign) - "Nel settore pubblico il vero fannullone è il datore di lavoro, bisogna trovare delle regole per punire questo datore di lavoro, per punire chi non fa bene il proprio lavoro. Questa punizione è il commissariamento, se un sindaco ha il bilancio in rosso va mandato via, lo stesso per un direttore della Usl, per un ministro e per un presidente del Consiglio. Non basta la sanzione elettorale". Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta(nella foto), nel suo intervento al convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani imprenditori. Questo passaggio del discorso del ministro ha ottenuto un deciso applauso da parte della platea dei Giovani industriali. E se la sanzione elettorale non basta, ecco arrivare dunque, la sanzione di mercato che "richieda moneta altrimenti Tremonti mi si mangia, ma con effetti duri come la rimozione immediata", class="hilite">prosegue Brunetta che ribadisce la necessità di creare una class="term">class class="term">action dei cittadini anche per quel che riguarda i servizi pubblici. E per fare un esempio cita il drammatico problema dei rifiuti a Napoli. "Bassolino è un datore di lavoro pubblico che ha fallito, le ragioni le troverà la politica, spero, e non altri soggetti. Ma Bassolino ha vinto le elezioni con una altissima percentuale e lo scandalo dell'immondizia già c'era. Questo dimostra come la sanzione politica non basta", rimarca Brunetta. Secondo Brunetta, inoltre, ''non è possibile mettere il mercato nella Pa, ma io sto cercando di trasporvi dentro le sue regole. E' già quasi tutto scritto, ma non è applicato perché manca la testa e manca il mercato. Se si dà una sanzione alla testa e si fa sentire la voce del mercato - insiste il professore - regole vecchie e nuove riusciranno a far sfruttare quel 30% di produttività ora compressa". Mentre ''le tensioni con i sindacati che si alzano e poi si risiedono sono piccolo folclore di chi non ha capito la posta in gioco". "Abbiamo uno slot - taglia corto il ministro per la Pa e l'Innovazione - o si parte o la partita è persa". E rivolto alla platea dei giovani di Confindustria, Brunetta rimarca: "La battaglia che sto facendo non è mia, è nostra, è una battaglia di sistema. Per questo vi prego, datemi una mano perché ne va del Paese". "O riusciamo a far funzionare la nostra burocrazia come quella dei nostri concorrenti, oppure siamo finiti", avverte. Il ministro torna quindi sul modello contrattuale e alla vigilia della trattativa tra sindacati e viale dell'Astronomia spiega che quella imboccata fino a oggi "è la strada sbagliata". E il modello più efficiente è quello "variabile", quello che "si adatta ai cambiamenti esogeni delle tecnologie", prosegue indicando nella teoria dello "shopping contrattuale" la carta vincente del prossimo futuro. "Il nuovo modello contrattuale dovrà essere di tipo adattativo, capace di adattarsi in maniera intelligente all'innovazione tecnologica, capace di scegliere di volta in volta, facendo shopping, la centralizzazione o il decentramento". Infine Brunetta chiede che tutti i ministeri facciano come la Funzione pubblica e rendano trasparenti gli stipendi e le funzioni dei loro dipendenti: ''Ho chiesto a tutti i miei colleghi di seguire il mio esempio ma nessuno lo ha ancora fatto. Ho avuto delle promesse dal ministero degli Esteri ma ancora non è successo nulla. Mi piacerebbe che ad esempio il ministero dell'Economia, dove sono passati grandissimi professionisti e professori, pubblicasse tutti i dati sui suoi componenti".

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Fumo, domani picchetto alla Ducati. Autori un malato di cancro e il suo medico (sezione: Class action)

( da "Redattore sociale" del 06-06-2008)

Argomenti: Class Action

SALUTE 14.5330/05/2008 Fumo, domani picchetto alla Ducati. Autori un malato di cancro e il suo medico Mini-picchettaggio nella giornata mondiale antitabacco di fronte ai cancelli di Ducati motor. Domani un medico e una persona colpita da cancro polmonare da siga... Bologna - Mini-picchettaggio nella giornata mondiale antitabacco di fronte ai cancelli di Ducati motor. Domani un medico e una persona colpita da cancro polmonare da sigarette manifesteranno alle 12.30 di fronte alla sede della casa motoristica di Borgo Panigale chiedendo "perche' Ducati si presti a 'veicolare' la pubblicita' di un marchio di sigarette" e "se abbia intenzione di smettere". Non solo. Vito Totire, del circolo Chico Mendes, in una nota invita l'azienda a rendere noti i propri incassi e a destinare gli eventuali introiti a favore di enti di ricerca contro il cancro. Quindi si rivolge direttamente al campione del mondo della Motogp Casey Stoner e agli altri piloti (oltre che ai Consigli di fabbrica) per coinvolgerli nella battaglia anti "bionde" (non le avvenenti signorine che accompagnano la carovana del Moto Gp, bensi' le sigarette). class="hilite">L'iniziativa si inserisce nel programma sociale finalizzato a costituire una rete per la messa al bando del tabacco, che tra i suoi obiettivi ha anche la promozione di class="term">class class="term">action per il risarcimento delle vittime della produzione mondiale. (DIRE).

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Vogliamo un maxi risarcimento (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

San Felice. Iniziativa del comitato locale e del Codacons dopo un'assemblea con oltre 200 persone "Vogliamo un maxi risarcimento" 'Deposito gas e Cispadana riducono il valore di case e terreni' SAN FELICE. Una class action sperimentale di massa. Una azione collettiva di centinaia di famiglie che intenteranno una azione legale per il possibile danno arrecato al valore degli immobili (case e terreni) da infrastrutture ritenute di notevole impatto, quali il mega deposito gas di Rivara, ma anche la Cispadana (50mila automezzi previsti al giorno) e il reticolo di tangenziali previste. é l'iniziativa, al tempo stesso di natura politica oltre che con significato di protesta popolare, decisa l'altra sera all'ex asilo di Rivara nel corso dell'assemblea a cui hanno preso parte circa 200 persone. A convocare l'assemblea il Comitato Salute e Ambiente, a fronte delle preoccupazioni di piccoli proprietari, costruttori edili, agricoltori della frazione ma anche dei vicini centri di Massa e San Felice, preoccupati dal passaggio ravvicinato dell'autostrada (l'espansione edilizia del paese va in quella direzione) e dalla rete di tangenziali e complanari che deriveranno dalla scelta di posizionare il casello alla Lumachina. Dopo l'introduzione del presidente Michele Goldoni, ha preso la parola Galli, referente provinciale del Codacons, che ha concentrato la sua riflessione sull'impianto di stoccaggio. "Perché - ha detto - possiamo tutti comprendere che il valore di mercato di una abitazione collocata nei pressi di un grande impianto di stoccaggio gas, dal quale secondo noi potrebbe derivare sismicità indotta, non è certo quello di una abitazione che questo rischio non lo corre". Galli ha indicato quali dovranno essere i passi che i singoli interessati a questo possibile fenomeno di svalutazione indotta dovranno compiere: anzitutto una perizia di un tecnico per far stimare il fondo o l'abitazione prima della realizzazione della struttura impattante. L'obiettivo è unificare le forze: "Si tratta di una iniziativa innovativa. Dovremo anzitutto contarci - ha spiegato Galli - così da ridurre i costi della stima degli immobili e della conseguente azione legale al costo di una cena, o poco più. Come Codacons siamo disponibili a questa iniziativa, ma i cittadini devono tenere presente che è la loro azione ad essere determinante, anche in termini numerici, non si può solo pensare di delegare ad altri". Al dibattito sono intervenuti in tanti: dall'imprenditore agricolo, al geometra, ai pensionati. Uno dei quali, 70enne, ha sbottato: "Se la mia casa per la costruzione del deposito gas sarà svalutata, non mi interessa il rimborso della svalutazione. Io me ne andrò e basta, e quello della società che costruirà mi dovranno pagare la casa tutta. Io sono vecchio, ma per questa cosa sono pronto a tutto". Galli e Goldoni hanno richiamato alla necessità di una azione nella legalità, senza eccessi: "La nostra forza - ha spiegato Galli - sarà agire inattaccabilmente nell'ambito della legalità". "Nelle nostre manifestazioni - ha aggiunto Goldoni - non abbiamo mai creato problemi di ordine pubblico". L'assemblea ha deciso di raccogliere le adesioni di quanti, sono interessati adn una "class action". Nei prossimi giorni verrà distribuita la modulistica. "I cittadini possono contattarci - ha concluso Goldoni - in base al numero delle adesioni calcoleremo i costi pro capite per la difesa del valore degli immobili. Prevedo saremo in tanti, e che per il Codacons ci sarà da lavorare...". Galli ha spiegato che la quantificazione dei danni e l'attribuzione di responsabilità (ad esempio tra l'impatto del deposito e quello dell'autostrada) sarà rimessa alla magistratura. E Goldoni ha aggiunto che della questione verrà investita anche la Giunta, per invitarla - nel caso del deposito gas - a aderire e sostenere l'iniziativa della class action, visto che in alcuni casi sarebbero previste svalutazioni fino al 70% del valore degli immobili. All'assemblea ha partecipato anche il Comitato Intercomunale. "Fuori l'autostrada dai centri abitati". "In vista delle elezioni comunali del 2009, e alla luce di problematiche così serie che vanno oltre i confini di un singolo centro abitato - ha detto Grandini - lavoreremo per una azione sinergica". MIRANDOLA Ferita in palestra Paura giovedì sera alla palestra Joy Club di Mirandola. Mentre un giovane stava scaricando il bilancere dei pesi, questo si è ribaltato andando a colpire alla testa una ragazza che si stava allenando accanto a lui. A causa del colpo, la giovane è rimasta ferita e ha iniziato a sanguinare. Prontamente soccorsa dal personale della palestra, è stata trasportata in ambulanza all'ospedale. SAN PROSPERO Servizi educativi Oggi alle 17.30 nel salone del Centro Giovani di San Prospero, in via Chiletti, ci sarà la presentazione dei servizi educativi territoriali degli educatori della Cooperativa Laser. A NOVI 'Scala facendo' Si terrà questa mattina dalle 9 in sala Ferraresi a Novi il convegno dal titolo "Scala facendo", dedicato al comparto delle scale di Novi, Fabbrico, Rolo e Reggiolo. Chiuderà i lavori il presidente della Regione Vasco Errani.

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Le pagine gialle del diritto, dell'economia per professionisti e manager (sezione: Class action)

( da "ItaliaOggi Sette" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette Numero 130, pag. 41 del 7/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Le pagine gialle del diritto, dell'economia per professionisti e manager Generalità Il comma 91 dell'art. 1 della legge finanziaria 2008, ha disposto una nuova proroga dei termini per procedere all'affrancamento delle partecipazioni societarie non negoziate in mercati regolamentati ha prorogato la possibilità di rivalutare il valore di acquisto delle partecipazioni possedute alla data del 1° gennaio 2008 e non negoziate nei mercati regolamentati.In pratica, poiché con il disposto normativo predetto è stata disposta la sostituzione della data “30 giugno 2006” in “30 giugno 2008”, vengono riaperti i termini per l'espletamento degli adempimenti connessi alla rideterminazione del valore delle partecipazioni e, quindi, consentendo ai contribuenti che detengono:-titoli;-quote;o:-diritti;che non risultano negoziati nei mercati regolamentati, di rideterminare i valori di acquisto degli stessi alla data del 1° gennaio 2008, procedendo, entro il nuovo termine, come verrà posto in rilievo:-a redigere la perizia di stima;e:-ad eseguire il versamento dell'intera imposta dovuta o della prima rata.In sintesi:Rideterminazioneazioni o quote del valore di posseduti al acquistodiritti inerenti 1° gennaio 2008a azioni o quoteentro il30 giugno 2008degli iscritti all'ordineredazione dei dottori commercialistiperizia di stimae deglida parteesperti contabilidei revisori contabilie:imposta sostitutivaversamentodovutaoppuredella prima rataIl costo di acquisto “rideterminato”, secondo le modalità espressamente previste dal disposto normativo, è utilizzabile ai fini del calcolo dei redditi diversi di natura finanziaria di cui all'art. 67, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi.In particolare, agli effetti della determinazione delle plusvalenze e/o delle minusvalenze per i titoli, le quote o i diritti non negoziati nei mercati regolamentati, posseduti alla data del 1° gennaio 2008, può essere assunto, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore degli stessi a tale data. Quest'ultimo valore deve necessariamente essere determinato in relazione alla frazione del patrimonio netto della società (associazione o ente) rappresentativa della partecipazione, risultante da apposita perizia giurata di stima. Per poter assumere il valore delle partecipazioni alla data del 1° gennaio 2008, il contribuente deve procedere al pagamento di un'imposta sostitutiva:-del 4% del predetto valore se si tratta di partecipazioni qualificate;e/o:-del 2% del predetto valore, se si tratta di partecipazioni non qualificate. N.B.:Poiché si tratta di una nuova rivalutazione, il contribuente che ha già provveduto a rideterminare il valore delle partecipazioni alla data del 1° gennaio 2005 (o alla data del 1° luglio 2003 o del 1° gennaio 2003 o, ancora, del 1° gennaio 2002), se lo ritiene opportuno ha la possibilità di usufruire della nuova agevolazione per rideterminare il valore al 1° gennaio 2008, mediante una nuova perizia, ma, così operando, deve provvedere al versamento dell'imposta sostitutiva commisurata al valore risultante dalla nuova perizia, richiedendo il rimborso di quella corrisposta precedentemente (qualora, ai sensi dell'art. 38 del D.P.R. 602/1973, non risultino scaduti i 48 mesi dalla data del versamento). Ambito soggettivo La possibilità di procedere alla rivalutazione delle partecipazioni è consentita a tutti i contribuenti che alla data del 1° gennaio 2008 risultavano possessori di titoli, quote o diritti non negoziati nei mercati regolamentati, indipendentemente dalla circostanza che essi siano rappresentativi :-di una partecipazione qualificata, così come definita dall'art. 67, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi;o:-di una partecipazioni non qualificata ai sensi della successiva lettera c-bis) dell'art. 67, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi. In altri termini, l'agevolazione interessa, in concreto, quei contribuenti che pongono in essere operazioni suscettibili di generare redditi diversi di natura finanziaria e conseguentemente: le persone fisiche, per le operazioni non rientranti nell'esercizio di attività commerciali; le società semplici e i soggetti (società ed associazioni) ad esse equiparate ai sensi dell'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi; gli enti non commerciali, come a titolo meramente indicativo una fondazione o un ente ecclesiastico che, a seguito di acquisizione e/o di donazione, risultano possessori di partecipazioni e, ovviamente, se le stesse non risultano possedute nell'esercizio di impresa commerciale.Si ritiene che la possibilità di rideterminare i valori di acquisto predetti prescinde dal regime prescelto dal contribuente ai fini della tassazione dei redditi diversi di natura finanziaria. Pertanto, si possono avvalere dell'agevolazione in argomento:1)i contribuenti che determinano l'imposta sostitutiva dovuta in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi (a norma dell'art. 5 del D.Lgs. 461/1997);e:2)i contribuenti che hanno optato per il regime del risparmio amministrato o per il regime del risparmio gestito, disciplinati rispettivamente dall'art. 6 e dall'art. 7 del D.Lgs. 461/1997. In ogni caso, i predetti contribuenti, alla data del 1° gennaio 2008, devono essere:1)possessori a titolo di proprietà dei titoli, delle quote o dei diritti;oppure:2)titolari di altro diritto reale (usufrutto o nuda proprietà) sui titoli, sulle quote o sui diritti;tenendo in considerazione, inoltre, che in caso di acquisizione di partecipazioni per effetto di donazioni o di successioni intervenute dopo il 1° gennaio 2008, gli eredi e i donatari non possono essere considerati “possessori” delle partecipazioni alla predetta data. Infatti, consentire la rivalutazione al soggetto che è diventato titolare del bene dopo il 1° gennaio 2008, determinerebbe un diretto contrasto con il dato letterale della disposizione e, quindi, con lo stesso presupposto soggettivo. D'altra parte, in assenza di una specifica norma in tal senso, non è possibile sostenere che la successione e la donazione siano eventi idonei a far retroagire gli effetti traslativi alla data di acquisto da parte del de cuius o del soggetto donante. Da quanto brevemente accennato, si deduce che non si rendono applicabili le disposizioni contenute nell'art. 68, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, le quali sono esclusivamente riferibili alla determinazione di plusvalenze o di minusvalenze derivanti da partecipazioni che l'erede o il donatario risulta possessore al momento della cessione. Pertanto, si devono necessariamente ritenere esclusi:1)i soggetti che realizzano plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti negoziate in mercati regolamentati (vedere, in merito, l'art. 23, comma 1, lettera f), n. 1), del testo unico delle imposte sui redditi);2)i soggetti per i quali le plusvalenze non sono imponibili per effetto di apposite previsioni contenute nelle convenzioni per evitare la doppia imposizione sul reddito;3)i possessori di partecipazioni relative ad imprese commerciali;4)i soggetti diversi dalle persone fisiche privi di soggettività tributaria (si tratta, ad esempio, dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri soggetti di cui all'art. 74, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi).In altri termini, si devono considerare esclusi dalla facoltà di rivalutazione: -le imprese individuali;-le società di capitali;-le società personali (società in nome collettivo e in accomandita semplice) e i soggetti equiparati;in quanto, in queste ipotesi, le eventuali cessioni delle partecipazioni danno origine a componenti positivi di reddito (plusvalenze) o a componenti negativi di reddito (minusvalenze) che concorrono alla formazione del risultato economico complessivo o reddito d'impresa.N.B.: si devono necessariamente ritenere esclusi dall'ambito applicativo, in quanto privi di soggettività ai fini tributari:-i fondi pensione;-gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari soggetti ad imposta sostitutiva sul risultato di gestione;e:-i fondi d'investimento immobiliare. Ambito oggettivo L'agevolazione in argomento si rende applicabile esclusivamente ai titoli, alle quote e ai diritti non negoziati nei mercati regolamentati e, conseguentemente, la rideterminazione del valore di acquisizione non è consentita per tutti gli strumenti finanziari rappresentativi di partecipazioni sociali posseduti dal contribuente alla data del 1° gennaio 2008. Ai fini oggettivi è bene porre in rilievo che: per titoli, quote e diritti non negoziati, si deve intendere quelli non quotati sia nei mercati regolamentati italiani sia in quelli esteri; nella nozione di “mercati regolamentati” devono necessariamente essere ricompresi non solo la borsa e il mercato ristretto, ma ogni altro mercato disciplinato da disposizioni normative (in concreto, tutti i mercati regolamentati di cui al D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415 ora D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58), nonché quelli di Stati appartenenti all'Ocse, istituiti, organizzati e disciplinati da disposizioni adottate o approvate dalle competenti autorità in base alle leggi in vigore nello Stato in cui detti mercati hanno sede (vedere, al riguardo, la circolare ministeriale 24 giugno 1998, n. 165/E). Ne deriva, da quanto accennato, che si possono avvalere delle disposizioni in esame i soggetti che, al 1° gennaio 2008, risultino titolari di partecipazioni non quotate anche se, successivamente a detta data, sia stata deliberata l'ammissione alla quotazione delle partecipazioni.Al riguardo, infatti, un titolo si deve ritenere “negoziato in un mercato regolamentato” quando le azioni risultano effettivamente negoziate nei mercati, non essendo sufficiente che la quotazione sia stata richiesta dalla società o semplicemente disposta dall'autorità di borsa.Per le stesse motivazioni, quindi, si deve ritenere:a)possibile la rideterminazione del valore delle partecipazioni rappresentate da titoli, quote o diritti per i quali sia stata disposta la revoca dalla negoziazione nei mercati regolamentati sempreché, ovviamente, tale evento sia intervenuto antecedentemente alla data del 1° gennaio 2008;b)non è possibile procedere alla rideterminazione del valore delle partecipazioni rappresentate da titoli, quote o diritti, quando i medesimi risultano sospesi dalla negoziazione. In quest'ultimo caso, infatti, è necessario considerare che il provvedimento di sospensione dalla negoziazione nei mercati regolamentati ha natura temporanea e non incide sulla natura di “titolo quotato”. L'ambito oggettivo della norma, inoltre, si estende, oltre che alle partecipazioni rappresentate da titoli (quali le azioni):1)alle quote di partecipazione al capitale o al patrimonio di società non rappresentate da titoli, quali, a titolo meramente esemplificativo, le quote di società a responsabilità limitata;2)ai diritti o ai titoli attraverso i quali possono essere acquisite le predette partecipazioni, quali, a titolo meramente indicativo, i diritti di opzione, i warrant e le obbligazioni convertibili in azioni.In ogni caso, ai fini procedurali, si deve trattare di diritti o di titoli non quotati, anche se attribuiscono al possessore il diritto di acquistare partecipazioni negoziate nei mercati regolamentati. In pratica, si ritiene che può essere rideterminato il valore delle azioni e delle altre forme di partecipazione al patrimonio netto o al capitale sociale di:società di persone residenti (di cui all'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi), comprese, quindi, le società semplici, ed escluse le associazioni senza personalità giuridica costituite per l'esercizio in forma associata di arti e professioni da parte di persone fisiche;società di capitali ed enti commerciali residenti;enti non commerciali residenti, che svolgono per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali;società ed enti di ogni tipo (con o senza personalità giuridica) non residenti nel territorio dello Stato.Analogamente all'affrancamento previsto dal regime transitorio di cui all'art. 14 del D.Lgs. 461/1997, il contribuente ha la possibilità di procedere alla rideterminazione del valore di acquisto anche solo per una parte della partecipazione detenuta. Pertanto, in caso di possesso di una partecipazione qualificata, si deve ritenere consentito rideterminarne il valore limitatamente alla quota parte rappresentativa di una partecipazione non qualificata. In tal caso, tuttavia, l'imposta sostitutiva si rende dovuta nella misura del 4%, in quanto le vigenti disposizioni commisurano l'imposta non già all'entità della partecipazione della quale si intende adeguare il costo di acquisto, ma all'entità dell'intera partecipazione posseduta dal contribuente alla data del 1° gennaio 2008. N.B.: se i titoli, le quote o i diritti sono stati acquistati in epoche diverse, ai fini dell'individuazione di quelli per i quali è rideterminato il costo di acquisizione o il valore di acquisto si devono considerare valorizzati i titoli, le quote o i diritti acquisiti per ultimi. Modalità di rideterminazione del costo o valore di acquisto L'imposta sostitutiva si rende dovuta nella misura:-del 4% per la valorizzazione di partecipazioni che risultano qualificate ai sensi dell'art. 67, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi alla data del 1° gennaio 2008;e:-del 2% per la valorizzazione di partecipazioni che risultano non qualificate ai sensi dell'art. 67, comma 1, lettera c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi alla data del 1° gennaio 2008;e, quindi, per calcolare l'aliquota di imposta applicabile è necessario fare riferimento esclusivamente all'entità della partecipazione posseduta alla citata data, senza tenere in considerazione delle cessioni effettuate nei dodici mesi precedenti, in quanto, poiché non si tratta di una fattispecie assimilabile alle cessioni a titolo oneroso, la verifica del possesso qualificato o non qualificato deve avvenire considerando l'eventuale superamento o meno delle percentuali di diritti di voto e di partecipazione indicate nell'art. 67, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi ad una data prestabilita. Il valore delle partecipazioni alla data del 1° gennaio 2008 deve necessariamente essere determinato sulla base della corrispondente frazione di patrimonio netto della società partecipata o dell'ente partecipato o dell'associazione partecipata, determinato sulla base di una perizia giurata di stima, tenendo presente, di conseguenza, che non sussiste la possibilità di avvalersi del valore della frazione del patrimonio netto della società partecipata determinato sulla base delle risultanze contabili, in quanto tale patrimonio deve necessariamente essere valutato con perizia giurata. Detta perizia giurata di stima, che deve necessariamente risultare riferita all'intero patrimonio sociale, deve essere redatta, con le responsabilità sancite dall'art. 64 del codice di procedura civile, esclusivamente da soggetti iscritti:-all'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;nonché:-nell'elenco dei revisori contabili. Nella rideterminazione dei valori di acquisizione, non è sufficiente la semplice redazione della perizia, ma è necessario che la perizia sia stata sottoposta a giuramento . In ogni caso, la redazione della perizia il suo giuramento devono essere necessariamente effettuati entro il termine del 30 giugno 2008.Nell'ipotesi in cui la relazione:1)sia predisposta per conto della società, la relativa spesa è deducibile dal reddito d'impresa della società o dell'ente in quote costanti nell'esercizio in cui è stata sostenuta e nei quattro successivi;2)risulti predisposta per conto dei soci, la relativa spesa sostenuta aumenta il costo rivalutato delle partecipazioni. Rideterminazione in caso di decesso del soggetto possessore delle partecipazioniLe plusvalenze derivanti dalla vendita di titoli e partecipazioni acquistati per successione, a seguito della soppressione dell'imposta di successione, devono essere determinate assumendo come prezzo di acquisto, in luogo del valore del titolo dichiarato agli effetti dell'imposta di successione, il costo sostenuto dal de cuius. Quanto alla possibilità di avvalersi delle disposizioni agevolative per la rideterminazione dei valori, si ritiene utile porre in evidenza che in caso di acquisto di partecipazioni per effetto di donazioni o successioni intervenute dopo il 1° gennaio 2008, gli eredi e i donatari non possono essere considerati “possessori” delle partecipazioni a tale data. Infatti, in mancanza di una specifica norma in tal senso:-la successione;e/o:- la donazione;non sono eventi idonei a far retroagire gli effetti traslativi alla data di acquisto da parte del donante o del de cuius. Pertanto, non è possibile la rivalutazione al soggetto diventato titolare del bene dopo il 1° gennaio 2008, in quanto privo, a quella data, del presupposto soggettivo richiesto per l'applicazione della disciplina in esame. Da detta fattispecie, in ogni caso, deve necessariamente essere distinta, sempre con specifico riferimento alla rideterminazione delle partecipazioni, l'ipotesi in cui il de cuius, già possessore delle stesse alla data richiesta da ciascuna disciplina, prima del decesso, abbia conferito mandato con rappresentanza, avente ad oggetto il compimento di tutti gli atti necessari per beneficiare delle disposizioni agevolative, tra cui, ad esempio, l'incarico alla predisposizione della perizia. In questo caso è l'effettivo titolare delle partecipazioni a chiedere, per mezzo di un mandato con rappresentanza, di fruire delle agevolazioni in esame, non i suoi eredi. Non ha rilevanza, a tal fine, il fatto che l'espletamento dell'incarico si concluda dopo il decesso dell'interessato, in quanto, ai sensi dell'art. 1728 del codice civile, quando il mandato si estingue per morte del mandante, il mandatario che ha iniziato l'esecuzione deve continuarla, se vi è pericolo nel ritardo. Nulla impedisce, di conseguenza, che il completamento dell'esecuzione del mandato conferito prima del decesso produca i suoi effetti anche ai fini fiscali, in quanto sussistono i presupposti richiesti dalle vigenti disposizioni.Pertanto, in tal caso, gli eredi possono assumere il valore rideterminato delle partecipazioni acquisite in eredità come prezzo di acquisto ai fini della determinazione delle plusvalenze derivanti dalla vendita degli stessi, ai sensi dell'art. 68, commi 2 e 5, del testo unico delle imposte sui redditi.Consolidamento dell'usufrutto in capo al nudo proprietarioIl consolidamento dell'usufrutto in capo al nudo proprietario non determina alcun fenomeno successorio, essendo il decesso dell'usufruttuario solo uno degli eventi, al realizzarsi del quale il diritto di proprietà si riespande in capo al nudo proprietario. Al riguardo, poiché il consolidamento non retroagisce al momento dell'acquisto della nuda proprietà, se lo stesso si è verificato successivamente alla data del 1° gennaio 2008, il requisito soggettivo del possesso, ai fini della rideterminazione dei relativi valori, si deve ritenere integrato solo con riferimento a tale limitato diritto. Il valore suscettibile di rideterminazione può, conseguentemente, essere individuato nel valore della nuda proprietà al 1° gennaio 2008, per cui, con riferimento alla disciplina di cui alla L. 448/2001, possono usufruire della possibilità di rideterminazione dei valori di acquisto, i contribuenti che risultano possessori dei titoli, quote o diritti a titolo di proprietà o anche titolari di altro diritto reale sugli stessi, quali l'usufrutto o la nuda proprietà, alla data del 1° gennaio 2008. Rideterminazione parziale del valore della partecipazione In caso di possesso di una partecipazione qualificata, è consentito rideterminarne il valore anche limitatamente alla quota parte rappresentativa di una partecipazione non qualificata. Tuttavia, in tal caso, l'imposta sostitutiva deve, comunque, essere corrisposta nella misura del 4%, in quanto, come già accennato, le vigenti disposizioni commisurano l'imposta non già all'entità della partecipazione della quale si intende adeguare il costo di acquisto, ma all'entità dell'intera partecipazione posseduta dal contribuente alla data del 1° gennaio 2008. Al riguardo, è bene tenere presente che nel caso in cui un contribuente che si avvale del cosiddetto regime dichiarativo, se ha acquisito i titoli, le quote o i diritti in epoche diverse, per individuare quelli per i quali è stato rideterminato il costo o il valore di acquisto si devono considerare valorizzati quelli acquisiti per ultimi. La partecipazione sulla quale si rende dovuta l'imposta sostitutiva (del 2 o 4%) si considera acquisita il 1° gennaio 2008. Pertanto, nell'ipotesi in cui in data successiva non sono state acquisite altre partecipazioni, in caso di cessione si considera ceduta per prima la partecipazione il cui costo è stato rivalutato, sempreché il contribuente non abbia optato per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria per il tramite di un intermediario abilitato. N.B.: l'assunzione del valore “rideterminato” – in luogo del costo o valore di acquisto – non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili ai sensi dei commi 3 e 4 dell'art. 68 del testo unico delle imposte sui redditi. Ne deriva, di conseguenza, che:-in occasione delle successive cessioni delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il valore di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti; -i successivi acquisti di partecipazioni appartenenti alla medesima categoria omogenea rilevano ai fini della determinazione del costo della quota della partecipazione il cui valore non è stato rideterminato. Pagamento dell'imposta sostitutiva Il pagamento dell'imposta sostitutiva:-del 4%, per le partecipazioni che, alla data del 1° gennaio 2008, risultano “qualificate”;o:-del 2%, per le partecipazioni che, alla data del 1° gennaio 2008, risultano “non qualificate”;da parte del contribuente o soggetto interessato:-deve essere effettuato entro 30 giugno 2008;oppure:-può essere rateizzato fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a partire dalla predetta data del 30 giugno 2008. In altri termini, per poter godere dei benefici dell'affrancamento del valore delle partecipazioni, il valore determinato dalla perizia di stima giurata deve essere assoggettato ad imposta sostitutiva da versare entro il 30 giugno 2008 o suddividendo l'entità dell'imposta dovuta in tre rate annuali di pari importo:-la prima delle quali da versare entro il 30 giugno 2008;e le due rate successive:-entro il 30 giugno 2009;ed:-entro il 30 giugno 2010;maggiorate degli interessi del 3% annuo calcolati dal 30 giugno 2008.Il versamento della suddetta imposta, che deve essere effettuata secondo le disposizioni contenute nel capo terzo del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 e, quindi:-deve risultare poste in essere utilizzando il modello F24;nel quale deve essere specificato:-il codice-tributo: “8055” denominato: “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati” . Esempio:si ipotizzi il caso di un contribuente che, a seguito della rivalutazione del valore di una partecipazione societaria, deve corrispondere un'imposta sostitutiva di complessivi euro 9.000,00. Soluzione:1)se esegue il versamento in unica soluzione, deve corrispondere:-l'imposta sostitutiva complessiva entro il 30 giugno 2008, rilevando, tra l'altro, nella sezione “Erario” del mod. F24, i seguenti dati:-codice tributo:8055;-anno di riferimento:2008;-importi a debito versati:9.000,00;2)se esegue il versamento in modo rateale, deve corrispondere:-la prima rata dell'imposta sostitutiva, pari ad un terzo dell'entità complessivamente dovuta, entro il 30 giugno 2008 (alla quale non devono essere aggiunti interessi), rilevando, tra l'altro, nella sezione “Erario” del modello F24, i seguenti dati:-codice tributo:8055;-anno di riferimento:2008;-importi a debito versati:3.000,00;-la seconda rata dell'imposta sostitutiva, pari ad un terzo dell'entità complessivamente dovuta, entro il 30 giugno 2009 (alla quale devono essere aggiunti interessi pari al 3% di euro 3.000,00 per la durata di un anno [3% di 3.000,00 = 90,00]), rilevando, tra l'altro, nella sezione “Erario” del modello F24, i seguenti dati:-codice tributo:8055;-anno di riferimento:2008;-importi a debito versati:3.090,00;-la terza rata dell'imposta sostitutiva, pari ad un terzo dell'entità complessivamente dovuta, entro il 30 giugno 2010 (alla quale devono essere aggiunti interessi pari al 3% di euro 3.000,00 per la durata di due anni [(3% di 3.000,00) x 2 = 180,00]), rilevando, tra l'altro, nella sezione “Erario” del modello F24, i seguenti dati:-codice tributo:8055;-anno di riferimento:2005;-importi a debito versati:3.180,00.N.B.: l'eventuale intervento nell'operazione di un intermediario, lo stesso non ha la possibilità di procedere, su incarico del contribuente alla liquidazione e al versamento dell'imposta sostitutiva. Si ritiene utile porre in rilievo, inoltre, che anche le ricevute di pagamento, così come la perizia giurata di stima, devono essere conservate dal contribuente per essere eventualmente esibite o trasmesse su richiesta dell'Amministrazione finanziaria. Determinazione delle successive plusvalenze nel caso di cessione delle partecipazioni Ai fini operativi:1)il valore “rideterminato” deve essere utilizzato in occasione del realizzo delle plusvalenze in sede di cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate e di partecipazioni non qualificate ai sensi dell'art. 67, comma 1, lettere c) e c-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, sempreché, ovviamente, sia stata corrisposta l'imposta sostitutiva dovuta, rispettivamente, nella misura del 4% o del 2% nei termini e con le modalità predette.2)si devono considerare cessioni a titolo oneroso le compravendite (sia a pronti che a termine) e le permute;3)ai sensi dell'art. 9, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, le cessioni a titolo oneroso si rendono applicabili anche agli atti che importano la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento e ai conferimenti in società;4)il valore “rideterminato” non deve, invece, essere utilizzato ai fini della determinazione di redditi di capitale, come, a titolo meramente esemplificativo, nell'ipotesi dei proventi percepiti per effetto del rimborso di partecipazioni o di altri investimenti aventi natura partecipativa, a seguito di recesso o di esclusione del socio o della liquidazione della società, in quanto le lettere c) e c-bis) dell'art. 67 del testo unico delle imposte sui redditi, a differenza della successiva lettera c-ter), non comprendono tra i presupposti di realizzo delle plusvalenze anche il rimborso di partecipazioni. L'utilizzo del costo rivalutato non può, in ogni caso, produrre gli ulteriori effetti previsti dall'art. 6, comma 2, del D.Lgs. 8 ottobre 1997, n. 358, recante il regime dei disavanzi derivanti da operazioni di fusione di società o di scissione di società, in quanto, in particolare nelle ipotesi di fusione, i maggiori valori iscritti per effetto dell'imputazione del disavanzo da annullamento delle azioni o delle quote si devono intendere fiscalmente riconosciuti, fino alla concorrenza dell'importo complessivo netto delle plusvalenze, diminuite delle eventuali minusvalenze, rilevanti in capo al cedente. A chiarimento delle modalità procedurali esaminate, si ritiene utile analizzare le seguenti esemplificazioni numeriche.Caso 1 - si considerino i seguenti dati:-costo storico della partecipazione non qualificataeuro500.000,00;-valore al 1° gennaio 2008 della partecipazioneeuro1.000.000,00;-corrispettivo di cessione della partecipazioneeuro1.100.000,00.SoluzioneL'imposta sostitutiva dovuta in caso di cessione della partecipazione:1)in assenza della rivalutazione:-corrispettivo della cessione della partecipazioneeuro1.100.000,00meno:-costo storico della partecipazioneeuro500.000,00uguale:-----------plusvalenza soggetta all'imposta sostitutiva del 12,50%euro600.000,00=================da cui:-imposta sostitutiva dovuta (12,50% di euro 600.000,00)euro75.000,00=================2)in presenza della rivalutazione:-corrispettivo della cessione della partecipazioneeuro1.100.000,00meno:-valore al 1° gennaio 2008 della partecipazioneeuro1.000.000,00uguale:-----------plusvalenza soggetta all'imposta sostitutiva del 12,50%euro100.000,00================da cui:-imposta sostitutiva dovuta (12,50% di euro 100.000,00)euro12.500,00=================la differenza di imposizione, considerando il costo della rivalutazione di euro 20.000,00 (2% di euro 1.000.000,00), è pari a euro 42.500,00 reveniente dal seguente conteggio:onere fiscale nell'ipotesi della rivalutazione:-imposta sostitutiva dovuta per la rivalutazioneeuro20.000,00più:-imposta sostitutiva dovuta sulla cessioneeuro12.500,00uguale:-----------imposta sostitutiva complessiva corrisposta per la cessionedella partecipazione (rivalutazione compresa) euro32.500,00=================onere fiscale nell'ipotesi di assenza della rivalutazione:-imposta sostitutiva complessiva corrisposta per la cessionedella partecipazioneeuro75.000,00meno:-imposta sostitutiva complessiva corrisposta per la cessionedella partecipazione (rivalutazione compresa) euro32.500,00uguale:-----------risparmio fiscale o differenza di imposizioneeuro42.500,00=================L'art. 2, comma 2, del D.L. 282/2002, come modificato dall'art. 1, comma 91, della legge finanziaria 2008, nel riprendere la disciplina prevista dall'art. 5 della L. 28 dicembre 2001, n. 448, che non ha per oggetto l'applicazione di un'imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria, pone in evidenza la finalità di consentire la rideterminazione del costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione in capo al cedente, previo pagamento di un tributo sostitutivo delle imposte sui redditi commisurata al valore effettivo della partecipazione al 1° gennaio 2008, per cui, nei casi applicabili, anche in relazione ai vigenti disposti Ires-imposta sul reddito delle società, il disavanzo da fusione che eventualmente emerge in capo al cessionario per effetto dell'annullamento delle partecipazioni acquistate da un soggetto che ha proceduto alla rideterminazione non può essere riconosciuto ai fini fiscali. Gli intermediari finanziari, nel caso in cui il contribuente abbia optato per l'applicazione dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze che si realizzano per effetto della successiva cessione delle partecipazioni il cui valore di acquisto è stato rideterminato, devono necessariamente tener conto del nuovo valore in luogo del costo di acquisto e, di conseguenza, il soggetto interessato deve preventivamente fornire all'intermediario la copia della perizia giurata, unitamente ai dati dell'estensore della stessa e al codice fiscale della società periziata.Ai fini impositivi:1)il costo rivalutato può essere validamente utilizzato, anche se l'imposta sostitutiva dovuta non risulta ancora interamente versata, sempreché la cessione sia stata effettuata in data successiva a quella di redazione della perizia giurata di stima;2)la partecipazione sulla quale si è resa dovuta l'imposta sostitutiva si considera acquisita il 1° gennaio 2008, indipendentemente dalla data del pagamento dell'imposta;3)nell'ipotesi in cui in data successiva non siano state acquisite altre partecipazioni, ai sensi del comma 1-bis) dell'art. 67 del testo unico delle imposte sui redditi, in caso di cessione si considera ceduta per prima la partecipazione il cui costo è stato rivalutato;4)l'assunzione del valore “rideterminato”, in luogo del costo o del valore di acquisto, non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili ai sensi dei commi 3 e 4 dell'art. 68 del testo unico delle imposte sui redditi, in quanto, in occasione delle successive cessioni delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il valore di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti;5)l'assunzione del valore delle partecipazioni alla data del 1° gennaio 2008 non si può tradurre nell'utilizzo di successive minusvalenze che avrebbero consentito al contribuente di abbattere, fino a concorrenza, le plusvalenze effettivamente realizzate nei periodi d'imposta successivi (ma non oltre il quarto); 6)non rilevano le eventuali minusvalenze derivanti dall'applicazione del suddetto criterio di valorizzazione.Caso 2 - si ipotizzi il caso di un soggetto che possiede n. 1.000 azioni del valore di euro 100,00 ciascuna della ABC S.p.A., i cui dati della perizia giurata redatta da un ragioniere iscritto al collegio di appartenenza evidenzia i seguenti dati:-valore al 1° gennaio 2008 del patrimonio della societàeuro1.200.000,00;-numero azioni della società in circolazione10.000;-valore di ogni singola azioneeuro120,00;che successivamente (esempio: nel corso del 2009) decide di cedere al prezzo unitario per azione di euro 115,00 (prima ipotesi) o di euro 135.00 (seconda ipotesi) o di euro 200,00 (terza ipotesi).Soluzione1)determinazione dell'imposta sostitutiva dovuta:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008:(valore ogni singola azione x numero delle azioni = 120 x 1000)euro120.000,00=================da cui:-imposta sostitutiva dovuta (2%, in quanto si tratta di una partecipazione non qualificata, poiché il quantitativo di azioni possedute non supera il 25% del patrimonio della società)2% di euro 120.000,00euro2.400,00che potrà essere corrisposto in unica soluzione entro il 30 giugno 2008=================oppure ratealmente nei modi precedentemente evidenziati.2)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 115,00:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00meno:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 115,00 x numero azioni: 1.000)euro115.000,00uguale:-----------perdita rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o minusvalenza (che non può essere portata in diminuzione di eventuali altre plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni)euro5.000,00=================da cui:- imposta dovuta sulla minusvalenzaeuro0,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro2.400,00=================in assenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 115,00 x numero azioni: 1.000)euro115.000,00meno:-valore della partecipazione:(euro 100,00 x numero azioni: 1.000)euro100.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro15.000,00=================da cui:- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 15.000,00)euro1.875,00=================3)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 135,00:in presenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 135,00 x numero azioni: 1.000)euro135.000,00meno:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro15.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 15.000,00)euro1.875,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro4.275,00=================in assenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 135,00 x numero azioni: 1.000)euro135.000,00meno:-valore della partecipazione:(euro 100,00 x numero azioni: 1.000)euro100.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro35.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 35.000,00)euro4.375,00=================4)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 200,00:in presenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 200,00 x numero azioni: 1.000)euro200.000,00meno:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro80.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 80.000,00)euro10.000,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro12.400,00=================in assenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 200,00 x numero azioni: 1.000)euro200.000,00meno:-valore della partecipazione:(euro 100,00 x numero azioni: 1.000)euro100.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro100.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 100.000,00)euro12.500,00=================Caso 3 - si ipotizzi il caso di un soggetto che possiede n. 1.000 azioni del valore di euro 10,00 ciascuna della ZXY S.p.A., i cui dati della perizia giurata redatta da un dottore commercialista iscritto all'albo di appartenenza evidenzia i seguenti dati:-valore al 1° gennaio 2008 del patrimonio della societàeuro1.200.000,00;-numero azioni della società in circolazione10.000;-valore di ogni singola azioneeuro120,00;che successivamente (esempio: nel corso del 2006) decide di cedere al prezzo unitario per azione di euro 115,00 (prima ipotesi) o di euro 135.00 (seconda ipotesi) o di euro 200,00 (terza ipotesi).Soluzione1)determinazione dell'imposta sostitutiva dovuta:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008:(valore ogni singola azione x numero delle azioni = 120 x 1000)euro120.000,00da cui:=================- imposta sostitutiva dovuta (2%, in quanto si tratta di una partecipazione non qualificata, poiché il quantitativo di azioni possedute non supera il 25% del patrimonio della società)2% di euro 120.000,00euro2.400,00che potrà essere corrisposto in unica soluzione entro il 30 giugno 2008=================oppure ratealmente nei modi precedentemente evidenziati.2)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 115,00:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00meno:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 115,00 x numero azioni: 1.000)euro115.000,00uguale:-----------perdita rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o minusvalenza (che non può essere portata in diminuzione di eventuali altre plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni)euro5.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla minusvalenzaeuro0,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro2.400,00=================3)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 135,00:in presenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 135,00 x numero azioni: 1.000)euro135.000,00meno:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro15.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 15.000,00)euro1.875,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro4.275,00=================in assenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 135,00 x numero azioni: 1.000)euro135.000,00meno:-valore della partecipazione:(euro 10,00 x numero azioni: 1.000)euro10.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro125.000,00da cui: ================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 125.000,00)euro15.625,00=================3)cessione di tutte le azioni al prezzo unitario di euro 200,00:in presenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 200,00 x numero azioni: 1.000)euro200.000,00meno:-valore della partecipazione al 1° gennaio 2008euro120.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro80.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 80.000,00)euro10.000,00più:-imposta sostitutiva corrisposta in sede di affrancamento(2% di euro 120.000,00)euro2.400,00uguale:-----------totale imposta dovuta per la partecipazioneeuro12.400,00=================in assenza dell'operazione di affrancamento del valore al 1° gennaio 2008:-corrispettivo percepito in sede di cessione delle azioni:(euro 200,00 x numero azioni: 1.000)euro200.000,00meno:-valore della partecipazione:(euro 10,00 x numero azioni: 1.000)euro10.000,00uguale:-----------utile rispetto al valore affrancato al 1° gennaio 2008 o plusvalenzaeuro180.000,00da cui:=================- imposta dovuta sulla plusvalenza realizzata:(12,50% di euro 180.000,00)euro22.500,00.

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Da parigi arriva la stilista andrea crews (sezione: Class action)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Cultura e spettacoli Da Parigi arriva la stilista Andrea Crews VESTITO NUOVO PER L'USATO Vestire il riuso e Riciclare la vita sono i due appuntamenti installativi e performativi che animeranno la serata inaugurale di Maravee. Il primo è ideato dalla stilista francese Andrea Crews, che propone un vero e proprio evento collettivo, in cui lo stilismo di moda s'intreccia con i linguaggi dell'arte e con l'attenzione al sociale. Oltre ad essere presente nel sistema della moda - con punti vendita in Francia, Giappone, Usa, Russia, Danimarca e Grecia - la stilista è infatti solita presentare la sua attività nei centri d'arte, come il Palais de Tokio a Parigi, dove propone uno sguardo sul sistema della moda e sulla sua rappresentazione. I Magazzini del sale diverranno una sorta di atelier, con abiti usati concessi della Caritas diocesana di Udine e dalla Cooperativa Nascente, che Maroussia Rebecq, direttore artistico di Andrea Crews, insieme con le collaboratrici Avril Loufrani, Anji Dinh Van e Deborah Amarel, trasformerà per vestire persone del pubblico che poi sfileranno sulla passerella. La performance del mondo della moda sarà affiancata da un momento musicale, anch'esso fondato sull'idea di recupero e riuso, che vedrà operare, per la prima volta in questa formazione, la flautista Luisa Sello, il batterista U. T. Ghandi e il pianista Antonio De Angelis. Seguendo il principio fondante di Maravee - quello della coralità di voci, in cui ogni intervento artistico concorre alla realizzazione di un'unica grande spettacolarità - l'intreccio fra azione stilistica, azione musicale e performance del pubblico, sarà immortalato dal fotografo Gianluca Baronchelli, che, con lo scatto di decine di Polaroid, darà vita ad un'ulteriore azione performativa che sfocerà nella testimonianza dell'evento lungo il corso della durata della mostra. Riciclare la vita è un progetto organizzato in collaborazione con la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Udine. Rappresenta la seconda e ultima tappa della performance ideata e realizzata dall'artista udinese Tiziana Pers nell'ambito della mostra Eco. Scienza Industria e Arte per l'ambiente tenutasi nell'edizione di Maravee 2007. Come allora, sarà salvato un cavallo destinato alla macellazione, poi accudito, curato e addestrato dalla stessa artista per essere donato a un centro di ippoterapia. La performance sarà composta da tre momenti diversi: il primo coinvolgerà l'artista e il cavallo, poi i ragazzi del centro di ippoterapia, che reciteranno nel canneto, poi tre figure attoriali in una sorta di macelleria equina che non venderà carne di cavallo bensì idee e immagini a suon di etica, ma anche di ironia.

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Un vertice per la sicurezza sulle tensioni all'università - lorenza pleuteri (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VIII - Torino Un vertice per la sicurezza sulle tensioni all'università Il sindaco scrive alla studentessa del Fuan Il prefetto: "Metterò in agenda l'incontro ma prima voglio capire bene" Chiamparino: "I centri sociali si chiudano quando gli stabili servono ad altri scopi" LORENZA PLEUTERI Convocare una riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per discutere "degli estremismi all'università" e di squatter e centri sociali occupati. Far partecipare all'incontro i responsabili dell'ateneo, a cominciare dal rettore Ezio Pelizzetti, ed esponenti della magistratura. La richiesta prende forma e parole ieri mattina, durante il vertice in corso a Palazzo di città, quando diventano materia di dibattito l'aggressione ad una studentessa e dirigente del Fuan-azione universitaria e il muro contro muro tra opposti schieramenti. Il sindaco, di getto, scrive a mano un biglietto indirizzato alla ragazza di destra. Poche righe, sdegno e solidarietà. Quindi chiede al prefetto Paolo Padoin, deputato a presiedere il Comitato e a stilare ordini del giorno e inviti, di riservare una mattinata di discussione a quanto è successo alla palazzina di Scienze politiche e Giurisprudenza e alle tensioni tra autonomi e postfascisti. Padoin non si tira indietro. Prima, precisa in serata, deve saperne di più. Dovrà leggere le relazioni aggiornate e approfondite che questura e università gli trasmetteranno. "Voglio capire esattamente come sono andate le cose", ripete. Poi fisserà una data. "Appena possibile. Se non al prossimo comitato, a quello successivo". Di temi caldi ce ne saranno altri. Il sindaco Chiamparino, sollecitato dallo stesso prefetto a parlare di sgomberi, ha ricordato che negli ultimi anni sono stati liberati otto immobili. "La logica aurea è che i centri sociali si chiudano mano a mano che degli stabili occupati è previsto l'utilizzo immediato". Il prossimo sarà l'ex asilo di via Alessandria, destinato ad ospitare rifugiati politici e richiedenti asilo. Benzina sul fuoco, probabilmente. Il clima è già incandescente. Ieri, sul caso Montaruli, la studentessa di destra fatta bersaglio di uova e insulti, in molti hanno aggiunto commenti, accuse, dichiarazioni. Una condanna trasversale. Da Roma è arrivata la solidarietà di Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili e presidente nazionale di Azione giovani, altro movimento di An: "Desidero manifestare il mio netto rifiuto verso un confronto politico che si esprime attraverso la violenza. Da qualunque parte provenga". Agostino Ghiglia, deputato e consigliere comunale, sempre di Alleanza nazionale, ha preparato un'interrogazione e chiede "di togliere spazi al Collettivo universitario autonomo" e smantellare "le basi logistiche dei violenti". Marco Calgaro, stessi incarichi, casacca Pd, invoca "chiarezza sulla presenza, al momento dell'aggressione, di persone con bandiere dei partiti della maggioranza in consiglio" e ripete che "non è tollerabile che quattro faziosi impediscano ad una studentessa di sostenere gli esami". Stefano Esposito, altro onorevole dei Democratici, aggiunge: "E' inaccettabile che un numero consistente di agenti di polizia sia distolto da attività ben più utili alla cittadinanza, per badare ad un manipolo di cialtroni che tentano di celare, con la violenza verbale e l'intimidazione fisica, il vuoto culturale e l'isolamento politico". L'onorevole Giampiero Leo, consigliere regionale di Forza Italia e firmatario di un ordine del giorno pro aggredita, incalza "L'università è la fucina della classe dirigente di domani. Nessuno deve essere criminalizzato per le proprie scelte, se ricadono nell'ambito democratico e accettano il confronto con chi la pensa diversamente". I Giovani padani annunciano una manifestazione contro i centri sociali. La segreteria provinciale del Flc-Cgil esprime "totale disapprovazione e condanna a ogni forma di autoritarismo e violenza, da qualsiasi parte provenga e con qualsiasi forma si manifesti".

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"l'esame? poteva darlo liberamente" lei replica: "mi sono sacrificata" - sara strippoli (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VIII - Torino Gli autonomi negano di aver impedito l'accesso alla ragazza di An. I radicali le offrono una scorta "L'esame? Poteva darlo liberamente" Lei replica: "Mi sono sacrificata" SARA STRIPPOLI Alle nove, al primo appello di procedura penale, la studentessa Augusta Montaruli non ha risposto. Lo racconta il docente di procedura penale Mario Deganello. Che giovedì mattina, insieme con la professoressa Rosanna Musso Gambini, ha chiamato gli studenti iscritti all'esame. Ai due appelli successivi uguale silenzio. "Comunque è indubbio che se avesse voluto la ragazza avrebbe potuto dare l'esame in tutta tranquillità", interviene Gambini. Il preside della facoltà di giurisprudenza, Sergio Vinciguerra scuote la testa: "da qualche tempo - dice - il clima all'università è più teso. Gli ultimi episodi, salone del libro e affini, lo confermano". Comunque, aggiunge "la ragazza era regolarmente iscritta, poteva sostenere l'esame e se vorrà farlo prima del prossimo appello la sessione d'esame potrà essere riaperta per permetterglielo". Nel pomeriggio di ieri, mentre le ragazze del Cua (una scelta evidente di schierare facce femminili in risposta alle critiche di essere succubi dei leader maschi) tenevano la conferenza stampa per negare di aver mai avuto intenzione di impedire a chicchessia di sostenere l'esame, la facoltà da un lato chiarisce che la versione dei ragazzi del Cua è inesatta ("La Montaruli quell'esame non poteva neppure darlo"), ma dall'altro conferma che se la studentessa avesse voluto dare l'esame avrebbe potuto farlo senza difficoltà alcuna. L'appello per l'esame di procedura penale era fissato alle nove e il presidio del collettivo, fuori dai cancelli della palazzina Einaudi di corso Regina, è cominciato soltanto alle nove e mezza. Vittima per strategia politica? Le ragazze del Cua parlano di "favoletta ben costruita" e mostrano le foto di Augusta Montaruli scaricate da internet, dove la ragazza del Fuan è accanto alla croce celtica o ha il braccio teso per il saluto romano a Predappio. "Abbiamo organizzato il presidio - ribadiscono - perché molti studenti ci hanno segnalato continui volantinaggi di materiale di contenuto fascista. L'intenzione però era unicamente quella di ribadire che il fascismo, e chi porta avanti le sue idee, non deve avere agibilità politica all'università". Una provocazione anche per il rettore dell'Ateneo: "Pellizzetti dovrebbe ringraziarci per quanto facciamo". La ragazza del Fuan ribatte che Azione universitaria resta a Palazzo Nuovo a non si fa intimidire da un gruppo di violenti: "Non ho dato l'esame - è la sua tesi - per impedire che i manifestanti bloccassero gli esami di tutti gli studenti. Me ne sono andata solo quando sono terminati tutti gli appelli. Io faccio politico e mi assume onori e oneri, non così gli altri studenti". Sul clima all'università la ragazza dice che le contestazioni "nei miei confronti e nei confronti di Azione universitaria avvengono ormai quotidianamente. In questo periodo, tuttavia, centri sociali e Cua, stanno perdendo consensi. Ma non per questo si stanno dimostrando meno aggressivi". Ieri, a commento di quanto accaduto all'Università, Silvio Viale ha dichiarato che i radicali si offrono di scortare Augusta Montaruli a sostenere l'esame. Con l'invito a tutti gli intellettuali ad unirsi al plotone. "Negli anni settanta - racconta - si sono laureati fior fiore di squadristi e picchiatori ed io stesso sono stato più volte scortato a casa perché gli autonomi o i fascisti di turno volevano picchiarmi. Per questo penso che ci sia qualcosa di strano nella vicenda di ieri, ma indipendentemente dalla sua ricostruzione credo che chiunque debba poter studiare e sostenere gli esami". Un diritto che deve valere per tutti, dice Viale: "a prescindere dal pensiero politico".

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Gli aumenti delle tariffe Basilio Milio Palermo I recenti aumenti delle tariffe dei servizi pubblici decisi dall'amministrazione comunale confermano le direttrici di azione dei governanti locali. Per un verso provvedimenti vessatori nei confronti dei cittadini, per altro politiche clientelari per gli "amici" che si concretizzano nella stabilizzazione dei precari in seno alle aziende, consulenze spesso inutili, moltiplicazione di tali società secondo il sistema delle scatole cinesi e inevitabile aumento dei costi di gestione di servizi carenti. Mi riferisco al dissesto dell'Amia (che dovrebbe indurre a prendere atto del fallimento della Tarsu) e dell'Amat per ripianare i quali si è pensato, rispettivamente, di raddoppiare l'addizionale Irpef (progetto fortunatamente abbandonato) e di elevare le sanzioni inerenti al mancato rispetto delle zone blu. Ma visto che il bilancio del Comune è in rosso e, verosimilmente, tali misure non basterebbero, si è anche pensato all'istituzione della Ztl, vera e propria tassa di circolazione che nulla ha a che fare con il rispetto dell'ambiente e dell'ecologia, se è vero come è vero che a Milano i veicoli di classe euro 3 o superiore non pagano alcun balzello e hanno accesso illimitato a tutte le zone della città (quella si che è una tassa sull'inquinamento) mentre qui pagano tutti. E come se non bastasse adesso arrivano gli aumenti dei ticket per i mezzi pubblici, che costano più di Roma e Milano ma il cui servizio non è nemmeno lontanamente paragonabile, di quelli per le attività ricreative (palestre e piscine) e formative (asili) e perfino per i servizi cimiteriali. Sorge il sospetto che tutto ciò sia stato fatto nella prospettiva del venire meno degli introiti Ici e quello, ancor più grave, che il fine ultimo sia quello di continuare a finanziare, da parte dell'intera collettività, gli sprechi di una classe dirigente che pensa più alla propria sopravvivenza e a quella dei suoi clientes che a fare il bene della collettività. Mi chiedo fino a quando i cittadini di Palermo saranno disposti a sopportare questo. Ma, tenuto conto del fatto che tali gabelle sono frutto dell'ingegno politico di appartenenti alla maggioranza di centrodestra, mi sorge un'altra domanda: costoro ignorano forse che il loro presidente del Consiglio ha promesso di limitare l'imposizione (fiscale e non solo) a carico dei contribuenti? E non sospettano che le loro delibere e azioni di governo siano in netto contrasto con tale linea? O forse l'essere una Regione a statuto speciale serve a vessare ancor di più, per così dire "in modo speciale" i cittadini? Nessun addebito a Giovanni Pistorio Vincenzo Lo Re Palermo La Procura della Repubblica di Palermo ha smentito, attraverso il rilascio di apposita certificazione, la notizia pubblicata il 29 maggio secondo cui il senatore Giovanni Pistorio sarebbe indagato per "truffa sugli spot antiaviaria". Il pm Fabrizio Vanorio, in data 30 maggio, ha smentito la notizia riportata nello stesso articolo secondo cui sarebbe (o sarebbe stato) titolare dell'indagine "sulla presunta truffa... con particolare riferimento alla persona che viene indicata (dal giornale) come indagata". Dopo la duplice smentita il quotidiano, con un nuovo articolo pubblicato l'1 giugno, "riassegna il fascicolo" al pm Marco Verzera, ne indica il numero (6025 del 2006) e pubblica ulteriori falsità sul conto del senatore Pistorio. In particolare, non è vero che "la realizzazione della cartellonistica" fu affidata ad "alcune notissime aziende di Palermo e Catania" che avevano anche l'incarico di curare la campagna elettorale di Giovanni Pistorio, per la semplice ragione che Pistorio non incaricò alcuna agenzia di occuparsi della propria campagna elettorale; non è vero che un'azienda ottenne il pagamento della seconda tranche appena il giorno dopo avere avviato la prima fase, poiché il pagamento della prima e della seconda fase fu effettuato nel maggio 2006, a campagna conclusa e previa dichiarazione di perfetta esecuzione contrattuale. Trascura, poi, l'articolo di precisare se il fascicolo del 2006 è iscritto a modello 45 (e cioè altre notizie non costituenti reato), ovvero a modello 21 (notizie di reato, ma in tal caso sarebbero scaduti abbondantemente i termini massimi per le indagini preliminari).

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Guidi: <Il contratto? Tagliato (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

ECONOMIA & FINANZA pag. 22 Guidi: "Il contratto? Tagliato La presidente dei giovani industriali sfida i sindacati: "Basta dall'inviato ACHILLE PEREGO ? SANTA MARGHERITA ? MENO COLLETTIVO, più aziendale e persino individuale. Agile e semplificato, ritagliato su misura sulle esigenze dei lavoratori e delle imprese e capace di premiare il merito. Passa da una profonda riforma dei contratti, che dia sempre più spazio al secondo livello, una via obbligata per contrastare la causa principale del declino del nostro Paese, la perdita di produttività. Perché la contrattazione collettiva "distrugge opportunita", ostacola la stipula di nuovi accordi del mondo del lavoro e "si rende responsabile dell'impoverimento complessivo della società". Arriva dalla neo-presidente dei Giovani imprenditori, Federica Guidi, al suo debutto al primaverile convegno di Santa Margherita Ligure, dedicato proprio a "Un contratto che merita" l'affondo contro il vecchio modello negoziale del 1993 che ha fatto il suo tempo. Non una ricetta, spiega, ma "una proposta culturale", messa sul tavolo anche come provocazione alla vigilia dell'atteso confronto con i sindacati di martedì. "Oggi il rapporto fra le parti sociali ? avverte la numero uno degli under 40 di Confindustria ? vive un meccanismo ingessato e statico". Viceversa "le relazioni industriali offrono uno straordinario banco di prova a chi voglia semplificare la vita degli italiani che lavorano e spero sia un'occasione che questo governo non desideri perdere". IL CONTRATTO, in un mondo che cambia, "dovrebbe essere sempre meno collettivo e sempre più tailor made, fatto su misura, tagliato attorno al singolo individuo". Un "premio al merito" che valorizzi i talenti, migliori la qualità della forza lavoro e freni anche la fuga dei cervelli. Per questo bisogna restituire autonomia e libertà d'azione ai veri protagonisti del contratto, imprenditori e lavoratori e mandare in soffitta gli standard convenzionali e la massificazione che hanno fatto da base all'utopia del contratto collettivo. Certo, la sfida che Federica Guidi definisce un "salto culturale" non significa cancellare del tutto i contratti di categoria ma togliere loro il peso eccessivo economico e normativo, che consuma quasi tutte le risorse a disposizione, facendone solo un "mantello" che dà copertura per le garanzie minime. IL MAGGIORE SPAZIO ai contratti di secondo livello, da estendere alle piccole imprese e legare strettamente al recupero di produttività, sono un passaggio necessario per ridare competitività a un paese che mostra preoccupanti cifre da declino. Con un Pil, come ha spiegato Luca Paolazzi, direttore del Centro studi di Confindustria, che dal 1997 al 2007 è cresciuto solo dell'1,5% all'anno, l'occupazione dell'1%, la produttività addirittura di appena lo 0,3% e le retribuzioni reali dello 0,7%. Ma se negli anni Sessanta un dipendente poteva aspettarsi il raddoppio della busta paga in 11,5 anni e in quelli Ottanta nello spazio di di una vita lavorativa, oggi per raddoppiare lo stipendio servirebbero cento anni. E dietro questa perdita c'è anche l'eccessivo prelievo contributivo e fiscale. Per questo, ricorda sempre Federica Guidi, occorre tagliare le tasse sul lavoro, trovando le risorse non in altre imposte ma nella riduzione della spesa corrente. E in questo senso la Robin Hood Tax, pensata da Tremonti, e gli altri provvedimenti messi a punto dal governo vanno "nella giusta direzione". Non piacciono invece alla leader dei Giovani le ipotesi di cogestione e l'apertura a dipendenti e sindacati di cda e azionariato. Image: 20080607/foto/713.jpg.

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AZIONE COMUNE CONTRO LE FS SE TAGLIANO I TRENI PENDOLARI (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del AZIONE COMUNE CONTRO LE FS SE TAGLIANO I TRENI PENDOLARI "Se verranno effettuati dei tagli dei servizi a class="hilite">danno dei pendolari noi proclameremo delle class="term">class class="term">action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo": lo sostengono in una nota Adusbef e Federconsumatori protestando contro il mancato trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni, per la conclusione dei contratti di servizio (250 milioni) e contro i tagli dei servizi ferroviari per i pendolari.

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La giovane Guidi sogna i contratti individuali Dalla tribuna di Santa Margherita si ripetono gli attacchi ai sindacati e ai pubblici dipendenti (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del La giovane Guidi sogna i "contratti individuali" Dalla tribuna di Santa Margherita si ripetono gli attacchi ai sindacati e ai pubblici dipendenti di Bianca di Giovanni inviata a Santa Margherita Ligure ASSALTI La prima bordata la lancia Federica Guidi, presidente dei giovani imprenditori alla prima uscita pubblica. "Il contratto dovrebbe essere sempre meno collettivo e sempre più "tailor made", fatto su misura, tagliato attorno al singolo individuo". Il secon- do assalto lo fa Renato Brunetta, ministro di fresca nomina con una crescente voglia di primeggiare nell'esecutivo. "Cacciare via le amministrazioni che non funzionano, con il commissariamento - arringa - Datemi una mano a far sì che il modello contrattuale sia unico per il lavoro pubblico e quello privato. Con un vero padrone anche per il pubblico, con premi e punizioni". Così dallo stesso podio, quello dei giovani industriali a Santa Margherita ligure, parte l'onda crescente contro le rappresentanze collettive dei lavoratori e contro il lavoro pubblico. I toni in casa confindustriale sono ultimativi: la contrattazione collettiva "distrugge le opportunità e ostacola nuovi accordi" dice Guidi. D'altronde il tema scelto per il suo battesimo al vertice dell'associazione (figlia di un padre celebre, anche lui al vertice con Antonio D'Amato) è in cima all'agenda degli imprenditori da anni: la riforma del modello contrattuale. Meglio il rapporto uno-a-uno lavoratore-imprenditore. Il banchiere Alessandro Profumo tenta un dissenso. Forse meglio un'intesa territoriale. Ma Confindustria non sente: prova l'affondo. Con i sindacati si vedranno martedì, Emma Marcegaglia ha fatto sapere ieri che alcune loro richieste sono "inaccettabili". Oggi interverrà a Santa Margherita e non ci si attendono cambiamenti. Meglio l'affondo con un governo amico. La scena ieri è stata tutta di Brunetta. L'uomo che ama bastonare (con le parole, s'intende) e si esercita nelle provocazioni di dubbio stile. Come quella lanciata contro Pietro Ichino, seduto in prima fila. "La pensa come me ma non può dirlo", dichiara calpestando così il bon ton tra avversari politici. Oppure l'altra, quella lanciata ai pubblici uffici che è chiamato a riorganizzare. "I servizi pubblici sono costosi e di bassa qualità - dice - tanto che disgustano i cittadini". Parola di ministro. Brunetta disegna il settore pubblico come la causa di tutti i mali d'Italia. L'obiettivo del nuovo ministro è recuperare almeno il 30% di efficienza, che in soldini significa guadagnare mezzo punto di Pil. Come? Il ministro promette una rivoluzione. "class="hilite">Tra una settimana porterò un pacchetto di misure - annuncia - Già ho detto della class="term">class class="term">action estesa anche al pubblico. Tra le altre misure anche quella di rendere pubblici i tassi di ritardo con cui le pubbliche amministrazioni erogano i pagamenti. Altro punto sarà la tracciabilità di tutte le procedure per gli appalti e le gare". Insomma, una potente operazione trasparenza che dai toni somiglia molto a una pubblica gogna. Mentre parla Brunetta sparge gratuitamente allusioni velenose. Come funzionerà la class="term">class class="term">action? Non certo con il pagamento in denaro, "se no l'amico Tremonti mi uccide". Ma con una punizione eclatante: il commissariamento delle amministrazioni in rosso. Non basta la sanzione elettorale, che non è arrivata neanche per Bassolino "eletto con il 67% dei voti con la spazzatura già nelle strade" azzanna Brunetta. Il ministro riconosce che nel pubblico esiste una dotazione di capitale umano superiore alla media. Il fatto è che non la si utilizza bene. È la dirigenza che va aggredita per prima. Per questo ha chiesto e ottenuto che almeno nel suo ministero fossero resi pubblici gli emolumenti dei dirigenti. Ma per una attacco ai dirigenti, ce ne sono cento al sindacato dei semplici lavoratori. "un sindacato che si alza dal tavolo fa solo folklore" accusa rivolto alla Cgil che ha chiesto di discutere con i segretari di categoria.

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Chi vuole far slittare la class action ? (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Chi vuole far slittare la "class="hilite">class="term">class class="term">action"? Angelo De Mattia Entrerà in vigore, come prescritto, fra 22 giorni - il 29 giugno - la class="term">class class="term">action, l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, disciplinata dalla legge finanziaria 2008? Il dubbio è legittimo perché si stanno diffondendo voci su di un possibile slittamento - senza o con sostanziali modifiche - del decollo di questo istituto introdotto dopo aspri passaggi parlamentari per migliorare, nel caso di danni subíti, la protezione dei consumatori e dei risparmiatori, ridurre i costi di accesso alla giustizia e, più in generale, riequilibrare i rapporti tra imprese e contraenti deboli, stimolando così una maggiore efficienza del mercato. Le ragioni dello slittamento risiederebbero nell'inadeguatezza della normativa approvata; ma si aggiungerebbe anche l'uso alternativo del diritto, come un tempo si sarebbe detto, l'utilizzo, cioè, dell'idea lanciata dal Ministro Brunetta di estendere la class="term">class class="term">action alla pubblica amministrazione. Un proposito in sé interessante, ma che comporta la necessità di risolvere problemi assai complessi, innanzitutto perché nei confronti dell'amministrazione pubblica si fanno valere e si tutelano prevalentemente, come sancito dalla Costituzione, interessi legittimi più che diritti: un buon motivo per la proroga, magari pensando alle calende greche. È comunque presumibile che chi ha paura della class="term">class class="term">action stia adoperandosi per sostenerne lo slittamento. Il testo di legge - a monte del quale sono anche questioni di ordine costituzionale - non è un esempio di normazione felice, in particolare per i profili procedimentali. Secondo alcuni, la funzionalità ne è toccata soprattutto perché mancano i criteri per l'individuazione delle associazioni che possono agire in giudizio. Ma si trascura di segnalare che la legge demanda questa materia a un decreto interministeriale, sentite le Commissioni parlamentari competenti, a tutt'oggi non adottato. Se, anziché pensare alla proroga dell'entrata in vigore, si emanasse questo provvedimento, una critica importante sarebbe superata. Meno rilevante è l'altra osservazione che fa leva sull'assenza di giudici specializzati in questo campo: occorre frenare la tendenza a volere per ogni materia il magistrato specializzato, anche perché alla lunga si rischia di incappare nel divieto costituzionale dell'istituzione di giudici speciali. Ma decisivo è che, dopo l'approvazione della class="term">class class="term">action, era opinione largamente condivisa che si sarebbe osservato un primo andamento delle decisioni dei magistrati, insomma della giurisprudenza, per valutare poi gli eventuali correttivi. Di qui l'opportunità di comportamenti prudenti, da parte dei consumatori, nel proporre le prime azioni collettive, da basare su elementi solidi, capaci di resistere in giudizio. Si aggiunse anche che sarebbe dipeso da come la disciplina sarebbe stata ritenuta dalla giurisprudenza - se solo processuale o anche sostanziale - per trarne le conseguenze sull'applicabilità o no alle controversie relative a vicende nate prima della sua approvazione: argomento delicatissimo. Ma se si intendesse veramente, dal Governo, chiarire questo e qualche altro punto e nel contempo non si volesse dare un segnale di rinvio, potrebbe essere emanato un provvedimento interpretativo di urgenza, ferma restando la data dell'entrata in vigore. Insomma, il tempestivo decollo della class="term">class class="term">action costituisce la cartina di tornasole della validità della "filosofia" sottesa a quanto finora si è agitato dall'Esecutivo nei confronti di banche, petrolieri, percettori di superprofitti, accompagnando il tutto con citazioni parziali di Einaudi. È qui che si vede se il Governo è interessato a rapporti equilibrati tra aziende fornitrici di beni e servizi e consumatori e utenti, e se intende regolare meglio il mercato. Oppure se tutto finisce alla vecchia maniera, desinit in piscem, come dicevano i romani. L'opinione.

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Nessuna intenzione di impedire il regolare svolgimento degli esami, tanto più a chi non poteva (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Nessuna intenzione di impedire il regolare svolgimento degli esami, tanto più a chi non poteva sostenerli. Dopo le tensioni di ieri all'università di Torino, il Collettivo universitario autonomo (Cua) replica così alle accuse di Augusta Montaruli, la studentessa di Azione universitaria-Fuan a cui sarebbe stato impedito di partecipare all'appello di Procedura Penale. "Un esame - è la versione del Cua - a cui non era neanche iscritta". "La signorina Montaruli fa parte del nuovo ordinamento, mentre l'esame in questione era riservato agli studenti del vecchio ordinamento", spiega una portavoce del Cua, con tanto di elenco degli appelli alla mano. "E comunque - aggiunge la studentessa - la rappresentante del Fuan si trovava all'ingresso, se avesse voluto poteva raggiungere l'aula senza difficoltà".

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Dagli junior di Confindustria no al contratto collettivo (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

N. 135 del 2008-06-07 pagina 21 Dagli junior di Confindustria no al contratto collettivo di Redazione Guidi: "Buono l'esordio del governo, ma ora meno tasse". Brunetta: "Nel pubblico il fannullone è il datore di lavoro" nostro inviato a Santa Margherita Ligure La platea del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria l'ha conquistata subito il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Passato subito ai temi concreti, l'esponente del Pdl ha voluto distinguere tra il ruolo di esponente dell'esecutivo e quello di economista. In qualità di ministro è tornato sul tema caldo delle ultime settimane: la riforma del pubblico impiego. Il problema della Pubblica amministrazione? "È un miracolo che si producano comunque beni e servizi perché nella Pa non esiste un vero padrone, non esistono premi e punizioni e non esiste il mercato", in quanto i cittadini hanno limitato potere di scelta. Insomma, un'apprezzata denuncia di un Paese che si è cullato troppo a lungo sulle svalutazioni competitive rinviando alle calende greche gli interventi necessari. "La moderna lotta di classe - ha sottolineato - non è quella tra capitale e lavoro, ma quella tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". La soluzione? "Il vero fannullone - ha aggiunto - è il datore di lavoro (lo Stato, ndr), bisogna inventarsi delle regole che lo costringano a essere un po' meno distratto". Il metodo è semplice: "commissariamento" delle istituzioni che non funzionano e che hanno bilanci in rosso dalla class="hilite">presidenza del Consiglio fino ai livelli locali e class="term">class class="term">action per la rimozione degli amministratori incapaci. E poi trasparenza a tutti i livelli: dalla pubblicazione dei compensi e dei tassi di assenteismo alla tracciabilità su Internet delle procedure di pagamento. "La tensione con i sindacati, che si alzano e si risiedono, è il piccolo folklore di chi non ha capito la posta in gioco", ha concluso premettendo che è possibile un "recupero di produttività del 30%" adeguandosi agli standard del settore privato e conseguendo una crescita in linea con l'Ue. Sui contratti, invece, Brunetta ha parlato come economista perché spetta alle parti sociali accordarsi, ma ha precisato che "serve un modello unico tra pubblico e privato ragionando allo stesso tavolo senza ghettizzare la Pa". Un argomento sul quale si è molto soffermata nella sua prima relazione la nuova presidente dei Giovani imprenditori, Federica Guidi, affermando che il contratto di lavoro "dovrebbe essere meno collettivo e sempre più tailor made, fatto su misura, tagliato attorno al singolo individuo". Una provocazione lanciata in apertura della due giorni ligure quella di Guidi che si è interrogata sull'opportunità "di un recupero della dimensione individuale del rapporto contrattuale" chiedendo contestualmente un taglio dell'imposizione fiscale sulle imprese e valutando positivamente la detassazione degli straordinari effettuata dal governo Berlusconi. Ma il sistema delle aziende sembra più orientato sul secondo livello, aziendale o locale che sia. Come ha detto l'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, "se avessimo differenziazioni geografiche retributive potrei avere un back office in Italia, magari in Calabria, anziché andare all'estero". Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha invece auspicato l'inserimento di "un sistema di sanzioni nel caso in cui le regole sui rinnovi non vengano seguite". In tarda serata il vicepresidente dell'associazione Alberto Bombassei, al termine del comitato tecnico per definire la posizione al tavolo sulla riforma contrattuale di settimana prossima con il ministro Sacconi. "La nostra base sarà il documento del 2005", ha detto Bombassei. Il modello individuale della Guidi? "I giovani sono un po' dissacranti", ha tagliato corto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Basta contratto collettivo , i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

CONFINDUSTRIA Da Santa Margherita Ligure la ricetta dei giovani imprenditori: massima flessibilità e gabbie salariali. Plauso da governo e Pd "Basta contratto collettivo", i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale Sara Farolfi INVIATA A SANTA MARGHERITA LIGURE Un contratto sempre meno collettivo e sempre più "taylor made", tagliato e cucito attorno al singolo individuo. A tanto arriva il "salto quantico", la "prospettiva culturale", il "dubbio radicale" lanciato ieri da Federica Guidi, presidenta dei giovani industriali, in apertura del consueto meeting preestivo a Santa Margherita Ligure. Ma la platea non sembra voler raccogliere la provocazione. Pragmaticamente consapevoli che ogni cosa ha il suo tempo, gli industriali plaudono ai primi provvedimenti del governo (che in questa direzione procedono spediti), e "più realisticamente" convergono sulla necessità di una differenziazione salariale tra nord e sud del paese. Mentre da Bergamo, dove è riunito lo stato maggiore di Confindustria, Emma Marcegaglia detta le prime condizioni alla trattativa con i sindacati che si apre martedì: "Firmeremo solo con un legame stringente tra aumento dei salari e produttività (ma sia chiaro che quello aziendale non può diventare un ulteriore salario fisso) e con la previsione di sanzioni per quei contratti siglati fuori dalle regole". Il post ideologico diventa il massimo dell'ideologia, ormai non è una novità. Il "vecchio" spacciato a buon mercato come "nuovo": l'impresa, ripulita delle obsolete contrapposizioni di interessi, come centro regolatore della società ("la distinzione tra capitale e lavoro risulta obsoleta come un blocco di marmo"). Non uno straccio di autoriflessione, nell'intervento di Guidi. La relazione del direttore del centro studi di Confindustria qualcosa dice in materia di produttività: in Italia l'investimento in ricerca e sviluppo delle imprese private è pari allo 0,4% del Pil (risultato che, in classifica, ci vede sopra solo alla Grecia e al Portogallo). Ma nell'intervento di Guidi due sono le strade per supplire alle vecchie scorciatoie non più praticabili (svalutazioni della moneta, competizione a basso costo e via dicendo): relazioni industriali riformulate ("uno, nessuno, centomila" contratti) e la riduzione della aliquote fiscali ("che produce impulsi espansivi più persistenti di quelli indotti da aumenti di spesa"). Per il contraddittorio bisognerà aspettare oggi. Inutilmente ieri ha tentato la "domanda scomoda" il moderatore del dibattito, Gad Lerner: ma siamo sicuri che in questa prospettiva non ci sia qualcuno che rischia di perdere? Nessuno risponde. "No ai contratti individuali, sì alla differenziazione territoriale delle retribuzioni", dicono, tra gli altri, Alessandro Profumo (ad Unicredit) e Ivanhoe Lo Bello (presidente Confindustria Sicilia). L'unico a tirare in ballo l'articolo 18 è Pietro Ichino, deputato Pd (ma d'altro canto, lo dice lui stesso, "la distinzione tra destra e sinistra non c'è più"). L'unico a raccogliere il "salto quantico" proposto da Guidi è Michele Tiraboschi, direttore del centro studi Marco Biagi. Ma lo show spetta al ministro Brunetta che chiede di potere recitare "una doppia parte in commedia". "Non esiste un modello contrattuale efficiente sempre e una volta per tutte", e qui parla il professore Brunetta che chiede un unico modello contrattuale tra pubblico e privato, e lancia lo "shopping contrattuale". class="hilite">Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class="term">class class="term">action anche nel pubblico.

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Treni pendolari a rischio (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

FERROVIE Tagli di Prodi confermati da Berlusconi. class="hilite">Verso una class="term">class class="term">action Treni pendolari a rischio Moretti, amministratore Fs: "Ci hanno tagliato i fondi" Antonio Sciotto ROMA Treni locali a rischio, messi a repentaglio dalla passata finanziaria (opera del governo Prodi) ma anche dall'insensibilità dell'attuale esecutivo. Molte tratte stanno chiudendo già in questi giorni, come diverse stazioni e biglietterie. Il nodo è delicatissimo, perché questi treni - come da anni denunciano le associazioni dei consumatori e tanti viaggiatori autorganizzati - vengono già pesantemente "discriminati" da Trenitalia: sono sovraffollati, costantemente in ritardo, spesso sporchi e vecchi di anni. Servono una fascia "debole" della popolazione, ovvero i pendolari: formati perlopiù da lavoratori, immigrati, pensionati; o liceali e universitari che si muovono dalla provincia per recarsi in città. TRATTE E STAZIONI GIA' CHIUSE L'effetto distruttivo su quanto rimane di servizio pubblico locale in Italia, è provocato - a detta dell'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti - dal drastico taglio dei fondi realizzato dall'ultima finanziaria, e non recuperato dall'attuale governo."Nell'ultima finanziaria sono stati tagliati 330 milioni di euro per il trasporto locale, a oggi ne sono stati restituiti solo 80 - ha spiegato Moretti - Nel piano abbiamo presentato tutta la lista dei treni in perdita, da 2,5 fino a 4,4 milioni all'anno ciascuno. E chi li paga? Noi non possiamo continuare a fornire servizi che non ci vengono pagati, pena il fallimento". La soluzione, secondo il capo delle Fs, può stare a questo punto nella buona volontà delle comunità locali: "Solo le istituzioni centrali o periferiche possono stipulare dei contratti di servizio pagando la differenza fra costi e ricavi, o possono fare una gara. In Francia e Germania le Regioni danno soldi per acquistare i treni e materiale rotabile ". Le denunce dei consumatori sono già cominciate a fioccare. Linee soppresse ad esempio in Emilia Romagna, come denuncia Federconsumatori: con il nuovo orario estivo, a partire dal 15 giugno saranno soppressi otto treni sulle tratte Milano-Bologna-Firenze, Bologna-Ferrara e Carpi-Modena-Bologna. "Sono tagli messi in atto unilateralmente da Trenitalia - attacca l'associazione - senza fornire dati di frequentazione. Dopo la soppressione degli Interregionali nel 2005, gli utenti dell'Emilia-Romagna si erano già visti costretti all'uso dei più costosi Intercity". Pesante anche la denuncia che viene dalla Fit Cisl toscana: "Con l'orario estivo saranno tagliati una ventina di intercity - spiega il sindacato dopo un incontro con i dirigenti Trenitalia - E' prevista una forte riduzione dei servizi di assistenza e biglietteria e la definitiva chiusura della biglietteria della stazione di Massa. Una decisione che obbligherà molti che devono spostarsi fuori regione a utilizzare gli Eurostar". ADDIO FERMATE INTERMEDIE Stefano Boni, segretario dei ferrovieri Cisl toscani, spiega che "Fs mira a produrre treni di alta qualità come gli Eurostar nelle fasce orarie di punta sulle direttrici Torino-Milano/Verona e Milano-Roma/Napoli. Tutto senza prevedere né altri Eurostar né altri Intercity fuori da queste fasce, a meno che, qualcuno non voglia finanziare il servizio. Insomma, si va incontro alla liberalizzazione definitiva, dato che a partire da gennaio 2009 arriveranno anche i privati, con la nuova società N.T.V., concentrando i servizi nelle fasce orarie e nelle tratte più ricche". Moretti conferma il futuro taglio di fermate locali: si punta a "tempi di percorrenza più brevi tra le grandi città, per essere competitivi con l'aereo". "Stiamo lavorando - è un esempio - perché i treni dalla Puglia possano avere un particolare servizio no stop fino a Roma". "Bisogna distinguere - ha detto - tra i servizi di base, offerti dal regionale, l'intercity, che deve collegare città medie distanti 30-40 km, l'alta velocità e l'Eurostar". "Se verranno effettuati tagli a danno dei pendolari - replicano Adusbef e Federconsumatori - proclameremo class="term">class class="term">action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo governo".

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È ora di contratti su misura (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-07 - pag: 2 autore: "è ora di contratti su misura" Guidi: lo standard collettivo impoverisce, centrare il modello sull'individuo Nicoletta Picchio SANTA MARGHERITA LIGURE Dal nostro inviato Ripete più di una volta che la sua non è una "ricetta", ma una "proposta culturale". Sta di fatto che il modello di relazioni industriali tratteggiato da Federica Guidi si spinge molto avanti, prefigurando un contratto "sempre meno collettivo " e "sempre più tailor made ", tagliato su misura sui singoli individui. Un rapporto diretto, quindi, tra datore di lavoro e dipendente, ultimo passaggio di una trasformazione che vede l'impresa protagonista: il contratto nazionale dovrà funzionare "come un mantello ", offrendo solo "garanzie minime", lasciando molto più spazio al salario di secondo livello, legato a produttività, efficienza, redditività. Troppe leggi, troppe rigidità, sia nel sistema contrattuale che nel mercato del lavoro e nel welfare: e la Guidi pensa a modelli di "flexicurity", dove a dover essere garantito "non è un posto di lavoro, bensì reddito e formazione adeguati". La nuova presidente dei Giovani imprenditori ha aperto il convegno di Santa Margherita poco prima che, a Bergamo, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, cominciasse la riunione con gli "stati maggiori" delle relazioni industriali per preparare la linea invista dell'appuntamento con i sindacati, martedì prossimo. Una coincidenza: "Come è nella nostra tradizione, noi Giovani vogliamo fornire stimoli e idee". Ma è chiaro che la scelta del tema di Santa Margherita, "Un contratto che merita", volutamente mette a fuoco, anche se nella prospettiva dei prossimi anni, quello che la Guidi considera uno dei "driver dello sviluppo ", le relazioni industriali. L'impresa sta vivendo una "mutazione genetica", e in un mondo che cambia, devono cambiare anche i rapporti nei luoghi di lavoro. è la scarsa produttività uno dei principali motivi della crescita debole del Paese, come ha messo in evidenza il direttore del Centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi. Perdiamo competitività, non tanto per l'aumento del costo del lavoro, di poco superiore ai partner europei, ma per il deficit di produttività. Per recuperare su questo terreno e aumentare i salari, bisogna dare più spazio alla contrattazione aziendale. Ma per farla decollare, secondo la Guidi bisogna rivedere il contratto nazionale, che oggi ha un peso eccessivo, con la sua "pervasività delle prescrizioni negoziate a livello centrale". Una rigidità che ha "effetti deleteri per i lavoratori stessi ". Servono contratti nazionali solo con "un ruolo di garanzia ", spostando il baricentro in azienda, in una logica di partecipazione che però, secondo la Guidi, non deve spingersi a forme di governance sul modello tedesco: "Da imprenditori sappiamo che nulla ci fa più felici che condividere con i collaboratori i nostri successi. Ma essere partecipe non implica condividere responsabilità di gestione e diventare, in forma intermediata dai sindacati, azionista di un'impresa". Serve comunque il dialogo, superando le logiche antagoniste. Puntare sul merito, nella consapevolezza che non "c'è un paracadute". La sfida, ha detto ancora la Guidi, è un cambiamento culturale che deve riguardare sindacati e imprese, specie le piccole. Ci sono imprenditori "spaventati dalla prospettiva di spostare dentro le aziende elementi di tensione e conflittualità ". Invece la contrattazione aziendale deve essere percepita come un beneficio, in un nuovo scenario di relazioni industriali "fuidificate ", che contemplino anche una dimensione "individuale ". La contrattazione collettiva "distrugge opportunità", ha detto la nuova presidente dei Giovani. Se si vogliono valorizzare i talenti, ed evitare la fuga dei cervelli, le condizioni di impiego devono essere fatte su misura. Contemporaneamente, c'è un altro fattore che può aiutare questa evoluzione: una minore pressione fiscale, a partire dalle imposte sul lavoro. Guai però a finanziare un calo della fiscalità sul lavoro con un aumento del prelievo su altri fronti: "I tagli vanno ottenuti con una riduzione della spesa corrente". E poi c'è il tema della semplificazione globale del Paese: ci sono state riforme, alcune positive, altre negative, come le regole sulla sicurezza: secondo la Guidi, non è con misure più minuziose, rigide, che impongono maggiori costi alle imprese che si riduce il fenomeno delle morti bianche. Il convegno proseguirà questa mattina, con gli interventi dei segretari generali di Cgil e Cisl, Epifani e Bonanni, del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, del vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei. A concludere, i presidenti del Consiglio e della Confindustria, Silvio Berlusconi ed Emma Marcegaglia. MENO TASSE "Serve una minore pressione fiscale soprattutto sul lavoro ma i tagli vanno ottenuti con una riduzione della spesa corrente" SICUREZZA "Non è con misure più minuziose, rigide e che impongono maggiori costi che si riduce il fenomeno delle morti bianche".

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SANTA MARGHERITA LIGURE Renato Brunetta superstar in riva al Tigullio. Infiamma la platea d (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Dal nostro inviato LUCIANO COSTANTINI SANTA MARGHERITA LIGURE Renato Brunetta superstar in riva al Tigullio. Infiamma la platea dei Giovani industriali. Scroscianti applausi. Anche perchè il titolare della Funzione Pubblica sa coinvolgere nella sua battaglia l'imprenditoria tutta: "Io sono un ministro hub, che acquisisce e ridistribuisce servizi, abbiamo un solo slot, o si parte insieme o la partita è perduta. O, se preferite, datemi una mano o il Paese è spacciato". Dunque, lavorare in stretta sinergia, usando la scure più che il bisturi in un settore, quello pubblico appunto, che "puzza dalla testa". "Perchè il vero fannullone è il datore di lavoro. E la punizione che merita è il commissariamento. Bisogna solo trovare delle regole, individuare delle punizioni per colpire chi non svolge il proprio dovere". Sia esso il dirigente di ufficio, il responabile Asl, persino il premier. "Sì, sì anche il presidente del Consiglio, se non onora il mandato". Vero la punizione arriva sempre, però spessa in ritardo...con le elezioni. E non è neppure detto che arrivi. Il ministro tira in ballo Antonio Bassolino: "Ha vinto le elezioni con il 60-70 per cento dei consensi eppure lo scandalo dei rifiuti a Napoli già c'era". Brunetta quindi rilancia la punizione diretta e immediata: class="hilite">una class="term">class class="term">action che diventa lo strumento per rimuovere il dirigente o il politico irresponsabile o incapace. Una norma che sarà contenuta in un pacchetto di interventi che - promette il ministro - sarà presentato entro 10 giorni. "Penso anche alla pubblicazione internet dei ritardi con i quali lo Stato rimborsa i creditori o alla tracciabilità degli appalti, dall'assegnazione alla realizzazione dei progetti. Serve la massima trasparenza. Ho garantito al collega Tremonti, apparso preoccupato, che non costerebbe nulla". Anzi rimettere a posto la macchina pubblica farebbe recuperare un punto di Pil. "Oggi nel settore c'è un serbatoio di produttività che arriva al 30%". Per essere più convincente, il responsabile del pubblico impiego, propone un paragone efficace: "L'impresa ha un mercato, un padrone, premi e punizioni. Tutti parametri che nel pubblico non esistono. Anzi i prodotti che offre sono costosi e disgustano i cittadini. Se certe regole non esistessero neppure nel privato, voi cari imprenditori, fallireste nel giro di una settimana. Quello che avviene ogni giorno nel settore statale è un miracolo. Un miracolo frutto solo del senso di responsabilità e del sacrificio di qualcuno". Servono, in sostanza, norme uguali per il privato e per il pubblico. Per questo la riforma dei contratti dovrà riguardare tutti. Più precisamente, è necessario un contratto unico. E la trattativa dovrà essere allargata a tutti i soggetti di rappresentanza. Non soltanto ai soliti noti. Cioè alle organizzazioni sindacali istituzionali. "Quelli che si siedono e si rialzano sono il piccolo folclore di chi non ha capito la posta in gioco". Evidente il riferimento al recente strappo della Cgil. "Ce la faremo?", si chiede e chiede Brunetta alla platea: "Guardate che quello che ho detto è tutto scritto, solo che non è applicato. Manca la testa e manca il mercato, basta dare al pubblico impiego una testa e un mercato".

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Brunetta: "Una manovra da 36 milardi in tre anni" (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stampa i forum de il tempo Brunetta: "Una manovra da 36 milardi in tre anni" Il ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione, Renato Brunetta, ospite ieri al forum de Il Tempo, è ancora incredulo quando gli mostrano le agenzie con le dichiarazioni del deputato del Pd Furio Colombo, che lo ha definito un "mini ministro". Riflette un attimo se vale la pena replicare e chiede ai giornalisti de Il Tempo cosa fare. Salvo poi ignorare i suggerimenti e mandare alle agenzie una piccata risposta: "Se mi definisce mini ministro, mi dispiace molto perché vedo del razzismo in Furio Colombo". "La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, attestandosi quindi sui 36 miliardi di euro". Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta nel forum presso la sede de Il Tempo, ha dato alcune indicazioni sulla prossima manovra economica e delineato le misure che intende introdurre per riformare la pubblica amministrazione. Ci aspetta una manovra da lacrime e sangue? "La manovra triennale di correzione dei conti pubblici si attesterà sui 30-35 miliardi di euro. Per ciascun anno la manovra supererà i 10 miliardi e probabilmente si arriverà a 12 miliardi l'anno". Quali saranno i contenuti? "Sarà un mix di antibiotici e vitamine, di tagli, ma anche liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. Il decreto sarà accompagnato da un disegno di legge e una delega, ci saranno anche altre vitamine: dalla semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e della contrattazione". Quali novità in arrivo per il pubblico impiego? "Vorrei che gli utenti diventassero protagonisti del rinnovamento della macchina statale. class="hilite">La possibilità di fare ricorso alla class="term">class class="term">action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro". Lei ha esordito nel suo mandato con un'accusa ai fannulloni. "I primi veri fannulloni sono i datori di lavoro. La macchina pubblica non funziona perché purtroppo non esiste il mercato e tutto è lasciato alla buona volontà individuale. è necessario, quindi, che il punto di riferimento diventi la soddisfazione dei cittadini, che devono far sentire la propria voce. La gente non ne può più di un'amministrazione-palla al piede. Il mio piano di riforma prevede che i lavativi e i falsi malati possano essere licenziati. In primo luogo si definiscono le violazioni che danno luogo a licenziamento, ivi comprese quelle relative ai casi di scarso rendimento e anche quella di falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Quindi si semplifica il procedimento disciplinare accelerando i termini procedimentali ed eliminando la perentorietà di quelli non strettamente attinenti al diritto di difesa". Non solo fannulloni. L'altro ostacolo da abbattere nella pubblica amministrazione è la scarsa propensione alla mobilità. Cosa intende fare? "La mobilità è di tanti tipi. Una è quella da area a area. Se c'è uno spostamento di funzione anche il personale dovrà adeguarsi. Chi si oppone al trasferimento prima sarà posto in cassa integrazione e se continua a rifiutare scatta il licenziamento. Poi c'è la mobilità geografica da una regione all'altra d'Italia. I concorsi andrebbero fatti su base regionale in modo funzionale a coprire carenze di personale. Non ci devono più essere casi di persone assunte lontano da casa e che insoddisfatte si mettono in malattia pur di restare nella città d'origine o ricorrono ai più svariati stratagemmi pur di far ritorno a casa. Questo è un danno per l'amministrazione pubblica". I sindacati sono pronti a darle battaglia. Come farà a superare i loro veti? "Ho dalla mia parte il favore della gente. Martedì incontrerò i sindacati confederali e le categorie per discutere del piano di riforma del pubblico impiego". Nella sua impostazione lo Stato dovrebbe essere considerato e gestito come un'azienda privata. Quali sono i punti di criticità? "Il punto fondamentale è proprio lo Stato. Mi spiego. Il lavoratore pubblico ha una grande preparazione ed è migliore di quello privato, nel senso che è dotato di maggiore capitale umano. Ma ha meno produttività. Il vero problema è che manca il datore di lavoro". In che senso? "Lo Stato è il vero fannullone. E per Stato intendo i sindaci, i governatori, i ministri e in generale i policy makers. Ecco perché bisogna partire dalla testa per far funzionare il sistema e rimettere mano alle regole di lavoro che sono inefficienti. Se l'impresa privata si comportasse come quella pubblica, sarebbe destinata a fallire. Il datore di lavoro pubblico è motivato principalmente dal consenso quindi è indispensabile fare ricorso ai principi economici". Ma come si misura l'economicità in settori come l'istruzione, la sanità o la sicurezza? "Tutto è misurabile. è questo lo scatto mentale da fare. In America già avviene con un meccanismo di punteggi in base alle citazioni sulle migliori riviste specializzate di settore. In Italia i dirigenti hanno lo stesso livello di retribuzione ma non credo che siano tutti uguali". è per questo che ha reso pubblici i dati del suo ministero? "Anche per questo. Ho trovato singolare che i miei dirigenti guadagnassero nella maggior parte tra i 160 e i 170 mila euro l'anno lordi. Farò di più: la prossima settimana pubblicherò l'elenco delle consulenze". Torniamo alle regole di lavoro. Perché sono inefficienti? "Semplice. Manca la sanzione. Manca la sanzione del mercato. I dipendenti pubblici che sbagliano devono essere puniti. Bisogna istituire un sistema meritocratico di premi e punizioni. è un miracolo che nel settore pubblico esista ancora la dignità e l'amor proprio dei singoli che mandano avanti il sistema. Mi viene in mente una barzelletta sull'inferno". Ce la racconti? "Ci sono sone tre tipi di inferno: tedesco, francese e italiano. Ma nel nostro a volte manca la pece, le fiamme si accendono e si spengono e, soprattutto, i diavoli spesso sono assenti". Ha reso l'idea. Eppure i detrattori contestano le direttrici della sua riforma. "Se i miei avversari sono Eugenio Scalfari e Furio Colombo ne sono ben lieto. Sono due persone intelligenti ma non hanno mai letto quello che ho scritto perché accecati da pregiudizi razi-radical chic. Credo che gli italiani siano dalla mia parte". La malattia della pubblica amministrazione è l'assenteismo. Come pensa di debellarlo? "Mediamente per malattia le assenze nel pubblico impiego sono superiori di 4-6 giornate rispetto al settore privato. Complessivamente si hanno in un anno 18 milioni di giornate non lavorate con un costo pari a 1,8 miliardi. Ci saranno sanzioni per colpire le assenze senza validi motivi". Ma chi avrà il compito di decidere chi sanzionare e chi invece premiare? "Alla dirigenza pubblica spetteranno maggiori poteri nella gestione delle risorse umane e finanziarie e allo stesso tempo maggiori responsabilità nelle ipotesi di scarso rendimento della struttura che dirige. La progressione giuridica della carriera avverrà tramite concorso e sarà soggetta a valutazioni rigorose a cui vengono collegate le indennità di risultato. Voglio introdurre più trasparenza sul conferimento, il rinnovo e la revoca degli incarichi dirigenziali e siamo al lavoro per rivedere la disciplina delle incompatibilità dei dirigenti per rafforzarne l'autonomia anche rispetto alle organizzazioni sindacali". Come cambierà la contrattazione collettiva? "La riforma prevede innanzitutto la riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali. Insieme alla revisione della durata dei contratti collettivi e un allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica". Si parla molto anche nel settore privato della contrattazione di secondo livello. Cambierà qualcosa in questo senso anche nella sua riforma? "Anche questa sarà oggetto di modifiche nel progetto di cambiamento che ho presentato ai sindacati. In particolare la contrattazione integrativa sarà collegata alla situazione economica e finanziaria dell'ente e inviata alla Corte dei conti. è previsto infine un riordino dell'Aran". Che succederà all'agenzia di rappresentanza nei negoziati con il pubblico impiego? "è prevista l'istituzione di un'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico con ampi poteri di rappresentanza per la parte pubblia, di indirizzo e di controllo della contrattazione collettiva". Nel suo progetto parla anche di un progetto per dare un diverso utilizzo alle strutture e agli immobili di proprietà pubblica. Cosa ha in mente di fare più precisamente? "Penso alla possibilità di utilizzare gli immobili pubblici per attività aggiuntive. Occorre offrire servizi collegati tra loro e utilizzando con una retribuzione a parte anche le risorse umane che si rendono disponibili. Faccio un esempio. Un edificio scolastico potrà essere adoperato anche nell'orario pomeridiano per attività ludiche o sportive o ancora per un doposcuola "intramoenia" da parte degli insegnanti". A leggere le linee del suo programma si vede che pensa anche a fare entrare in misura più massiccia gli sponsor privati. Non è un po' troppo e soprattutto qual è lo scopo? "Innanzitutto sono già consentite da una legge del 1997. In ogni caso vanno aumentate e programmate. è molto importante poi riutilizzare i risparmi ottenuti per nuova occupazione e per incentivare la produttività del personale". Un sfida ambiziosa. Come replica al deputato del Pd, Furio Colombo, che l'ha definita mini-ministro? "Sono disposto a discutere con lui di economia, di politica, se però Furio Colombo si comporta come un razzista devo dire che non ho tempo per contrastare il razzismo di questo tipo. Mi dispiace molto anche perchè le sue origini razziali potrebbero far dire molte cose, ma siccome io amo gli ebrei, amo Israele, voglio che Israele entri nell'Ue, amo tutte le diversità, amo anche gli uomini piccoli se sono intelligenti, probabilmente Colombo è più alto di me, ma meno intelligente di me".

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<Amministratori fannulloni? Licenzio pure loro> (sezione: Class action)

( da "Libero" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Italia 07-06-2008 "Amministratori fannulloni? Licenzio pure loro" di NINO SUNSERI Brillante, canzonatorio, incontenibile. Ultimo relatore della prima giornata al convegno dei Giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure è il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Prende la parola dopo Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit che da giovane ha fatto il giocatore di basket. Il ministro cerca subito l'applauso ironizzando sulla propria statura che non è certo quella di un corazziere: "Che gentili! Mi avete fatto un piccolo rialzo....". Il resto è in discesa. Il nuovo modello contrattuale deve essere "unico", valido sia "per il mondo del lavoro privato e del lavoro pubblico: questo non può avvenire se il privato tratta e discute e poi una sera si dice che il nuovo modello si applica anche al lavoro pubblico, come avvenne nel 1993. Il dibattito deve avvenire in maniera parallela, anche allo stesso tavolo. Altrimenti si ghettizza il mondo del lavoro pubblico". Entro dieci giorni, aggiunge, "sarà presentato al Parlamento il pacchetto di rilancio e riforme per la Pubblica amministrazione. Gli amministratori pubblici che sbagliano devono essere rimossi dai loro posti: la "sanzione elettorale", infatti, "non basta perchè il voto si può comprare". Brunetta non ha mancato di tuonare contro i "fannulloni", ottenendo in cambio nuovi applausi. Soprattutto perchè " il primo fannullone" è lo Stato quando veste i panni del datore di lavoro. Quello che serve, che si tratti di "sindaco, direttore di Asl, ministro, presidente del Consiglio", se non fa il suo dovere, è il commissariamento. E che la "sanzione elettorale" non sia sufficiente, secondo Brunetta, lo dimostra il caso Bassolino: "È mio amico - ha detto ma ha vinto le elezioni al primo turno, sia da sindaco che da governatore, sempre con il 65% dei voti, mentre lo scandalo dell'immondizia a Napoli c'era già. La sanzione del cittadino nei confronti della politica - ha detto ancora Brunetta - non basta: ci vuole quella del mercato, che arrivi prima". Come il datore di lavoro privato quando è inefficiente viene punito dal mercato, così il datore di lavoro pubblico deve essere sanzionato quando è inefficiente. class="hilite">Brunetta ha anche confermato di avere allo studio una sorta di "class="term">class class="term">action" per il settore pubblico. Il clima della giornata è assolutamente "bipartisan". Così il ministro offre un riconoscimento a Pietro Ichino che ha proposto i contratti macroregionali. Forse più caotico - ammette - "ma più capace di rispondere all'impatto differenziato della tecnologia sulle imprese". Ovviamente questo shopping contrattuale non esclude, dice il ministro, che rimanga un quadro nazionale che definisca i minimi e altro. In apertura Federica Guidi, in qualità di padrona di casa, come presidente dei Giovani Industriali era stata molto più radicale. Aveva decretato la morta del contratto nazionale. Al suo posto gli accordi di secondo livello. Meglio ancora se "tailor made". Fatti su misura. Come si conviene ad una bella signora. Foto: TAGLIA-SPRECHI Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha dichiarato guerra ai fannulloni della pubblica amministrazione Lapresse Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. 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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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<Basta contratto collettivo>, i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

CONFINDUSTRIA "Basta contratto collettivo", i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale Da Santa Margherita Ligure la ricetta dei giovani imprenditori: massima flessibilità e gabbie salariali. Plauso da governo e Pd Sara Farolfi INVIATA A SANTA MARGHERITA LIGURE Un contratto sempre meno collettivo e sempre più "taylor made", tagliato e cucito attorno al singolo individuo. A tanto arriva il "salto quantico", la "prospettiva culturale", il "dubbio radicale" lanciato ieri da Federica Guidi, presidenta dei giovani industriali, in apertura del consueto meeting preestivo a Santa Margherita Ligure. Ma la platea non sembra voler raccogliere la provocazione. Pragmaticamente consapevoli che ogni cosa ha il suo tempo, gli industriali plaudono ai primi provvedimenti del governo (che in questa direzione procedono spediti), e "più realisticamente" convergono sulla necessità di una differenziazione salariale tra nord e sud del paese. Mentre da Bergamo, dove è riunito lo stato maggiore di Confindustria, Emma Marcegaglia detta le prime condizioni alla trattativa con i sindacati che si apre martedì: "Firmeremo solo con un legame stringente tra aumento dei salari e produttività (ma sia chiaro che quello aziendale non può diventare un ulteriore salario fisso) e con la previsione di sanzioni per quei contratti siglati fuori dalle regole". Il post ideologico diventa il massimo dell'ideologia, ormai non è una novità. Il "vecchio" spacciato a buon mercato come "nuovo": l'impresa, ripulita delle obsolete contrapposizioni di interessi, come centro regolatore della società ("la distinzione tra capitale e lavoro risulta obsoleta come un blocco di marmo"). Non uno straccio di autoriflessione, nell'intervento di Guidi. La relazione del direttore del centro studi di Confindustria qualcosa dice in materia di produttività: in Italia l'investimento in ricerca e sviluppo delle imprese private è pari allo 0,4% del Pil (risultato che, in classifica, ci vede sopra solo alla Grecia e al Portogallo). Ma nell'intervento di Guidi due sono le strade per supplire alle vecchie scorciatoie non più praticabili (svalutazioni della moneta, competizione a basso costo e via dicendo): relazioni industriali riformulate ("uno, nessuno, centomila" contratti) e la riduzione della aliquote fiscali ("che produce impulsi espansivi più persistenti di quelli indotti da aumenti di spesa"). Per il contraddittorio bisognerà aspettare oggi. Inutilmente ieri ha tentato la "domanda scomoda" il moderatore del dibattito, Gad Lerner: ma siamo sicuri che in questa prospettiva non ci sia qualcuno che rischia di perdere? Nessuno risponde. "No ai contratti individuali, sì alla differenziazione territoriale delle retribuzioni", dicono, tra gli altri, Alessandro Profumo (ad Unicredit) e Ivanhoe Lo Bello (presidente Confindustria Sicilia). L'unico a tirare in ballo l'articolo 18 è Pietro Ichino, deputato Pd (ma d'altro canto, lo dice lui stesso, "la distinzione tra destra e sinistra non c'è più"). L'unico a raccogliere il "salto quantico" proposto da Guidi è Michele Tiraboschi, direttore del centro studi Marco Biagi. Ma lo show spetta al ministro Brunetta che chiede di potere recitare "una doppia parte in commedia". "Non esiste un modello contrattuale efficiente sempre e una volta per tutte", e qui parla il professore Brunetta che chiede un unico modello contrattuale tra pubblico e privato, e lancia lo "shopping contrattuale". class="hilite">Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class="term">class class="term">action anche nel pubblico.

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"Non ci sono stati blocchi È solo lotta antifascista" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Gli autonomi "Non ci sono stati blocchi È solo lotta antifascista" "L'altra mattina ci siamo presentati alla Palazzina Einaudi intorno alle nove e mezza. La nostra intenzione non era bloccare gli esami ma ribadire che il fascismo e chi porta avanti le sue idee razziste e xenofobe non devono avere agibilità politica nell'Università". Dana, Franca e una decina di studenti del Collettivo autonomo hanno convocato una conferenza stampa per raccontare la loro versione del nuovo scontro con i giovani di Azione Universitaria. Spiegano: "Abbiamo organizzato questo presidio perché alcuni studenti ci hanno segnalato un continuo volantinaggio di fascisti". Anche Augusta Montaruli è "una fascista, qui ci sono le foto mentre fa il saluto romano e regge uno striscione con la croce celtica". E la loro ricostruzione dei fatti prosegue: "Al nostro arrivo abbiamo visto militanti di destra davanti al cancello con uno striscione "appelli liberi". Non abbiamo capito il motivo di quel riferimento agli esami perché se è vero che abbiamo sempre impedito che iniziative politiche con una matrice fascista possano aver luogo all'Università, non abbiamo mai impedito di fare esami". E nel caso specifico "non è chiaro in che modo avremmo potuto impedire a quella ragazza di dare l'esame dal momento che si trovava oltre il cancello dell'Università e nessuno poteva ostruirle il passaggio né avvicinarla". \.

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Economia e politica, senza amore che miserevoli mestieri (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il generale Curatoli"Siamo un'industriache produce sicurezza" Economia e politica, senza amore che miserevoli mestieri NEL Shir ha-Shirim, il Cantico dei Cantici, è scritto che l'amore tra uomo e donna ha una forza superiore a quella della morte. L'amore, dunque, libera l'essere umano dalla sua grande paura. Ma se si parla di idee si può ancora invocare l'amore? Certamente. C'è l'amore politico: per i principi, nazione, dignità, onore. C'è l' "amore di sé" (e qui è tutta un'altra storia). C'è il philia, l'amore tra amici o l'interesse verso qualcosa. Il khesed, l'amore tenero e compassionevole. Insomma, di amore ce n'è per tutti, volendo. E allora, dopo aver letto l'inserto della domenica di questo quotidiano (1 giugno 2008) che dell'amore parlava, mi sono chiesta: alla base della scienza economica c'è un principio di amore? E alla base della politica, c'è ancora? Perché le cose che si fanno per amore riescono meglio, si sa. La scienza economica, a prima vista, non sembrerebbe amorevole. È nata, infatti, per spiegare i comportamenti umani finalizzati al perseguimento di interessi materiali. Poi, però, alcuni pionieri dimostrarono che la ricerca del benessere individuale porta al benessere collettivo. Un "amore di sé" che non esclude l'altro, dunque. Peccato che non funzioni. La cosiddetta "economia del benessere" è un modello virtuoso che vale in teoria, ma non in pratica. Perché il soggetto che compie l'azione spesso persegue il suo fine anche a costo di danneggiare la collettività (in politica, è il famoso "conflitto di interessi"). È un "amore di sé" malato. Ne sa qualcosa gran parte dei politici presi dall'esclusiva tutela di se stessi. Più che disinteressati amanti della società, sono amministratori delegati di società per azioni che agiscono nell'interesse della proprietà e degli azionisti che li votano. Non si spiegherebbe il loro operare, altrimenti. Per esempio, non si spiegherebbe la caccia grossa alle cariche create ad hoc al di là di merito e competenze, o non si spiegherebbe come mai non si prendano sul serio - magari semplicemente riconoscendo il problema - le 104 mila persone che nelle Marche vivono al di sotto della soglia di povertà, proprio quando si spende oltre un milione di euro per finanziare con imbarazzante munificenza spettacoli di poesia e per dar vita a una inutile e ridicola nuova università locale (Il Resto del Carlino, 29 maggio 2008). Ma neppure gli economisti (e ingegneri, sociologi, eccetera) scherzano. Spesso, infatti, cercano solo di dare un senso agli egoismi politici dilaganti. Come nelle coppie, la differenza la fanno, dunque, i protagonisti. E due sono le specie, in questo caso. Chi per impegno civile svolge un ruolo indipendente di stimolo al dibattito pubblico, e chi si presta a razionalizzare "ex post" le scelte dei potenti. I primi, di certo amanti appassionati, apprezzano la loro vita. I secondi, più propensi probabilmente all'esercizio ginnico programmato dal viagra, apprezzano le cose: possono comprare il Suv e stringere la mano a Maria Grazia Cucinotta. Un grande economista del Novecento, Federico Caffè, così li stigmatizzava: "Si sta confondendo quello che è un sano impegno dell'intellettuale a confrontarsi e impegnarsi con i temi caldi della politica e della cultura, con la messa a disposizione delle proprie competenze a sostegno di tesi precostituite dai politici di turno" ("Lezione a Roskilde", 1981. In Bruno Amoroso; "La stanza rossa", 2002). Insomma, è il movente dell'agire che determina il contenuto di amore, anche in economia e in politica. Questa, per esempio, è una frase amorevole: "Un trasbordo di anime da mondi sconosciuti verso un loro incerto destino. Questo è l'universo delle migliaia di persone di cui non si parla mai, delle quali si sa poco o nulla. Emergono per brevi istanti nelle cronache di un telegiornale o nel dotto discettare dei sociologi e psicologi televisivi, per poi tornare nell'ombra. Trattati come patologie o malattie, più che situazioni e drammi che esplodono in una società divenuta invivibile ai più" (Federico Caffè, "Il filobus 47", ibidem). Quest'altra, invece, una frase d'amore certamente non è: "La regola aurea della politica dei redditi prevede che il salario per occupato aumenti alla stessa velocità del prodotto per occupato, cosicché il costo del lavoro per unità di prodotto rimanga costante. Ne consegue che se il costo del lavoro non aumenta, le imprese sono in grado di mantenere ragionevolmente stabili i loro margini di profitto" (Renato Brunetta; "Sciopero, salari bassi e sindacati ipocriti", il Giornale, 12 aprile 2008). L'incerto tecnicismo sostituisce l'amore e l'esercizio del potere esorcizza la morte. Perché l'amore è un ciclone che pochi ormai sono capaci di reggere. È un Cantico che sempre meno spesso siamo capaci di cantare. E l'economia e la politica diventano miserevoli mestieri. MARIANGELA PARADISI*,* DOCENTE DI ECONOMIA ALL'UNIVERSITÀ POLITECNICA DELLE MARCHE ,.

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La Marcegaglia si augura uno spirito di pragmatismo e concretezza tra le parti (sezione: Class action)

( da "Rai News 24" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Roma | 7 giugno 2008 La Marcegaglia si augura uno spirito di pragmatismo e concretezza tra le parti Emma Marcegaglia "Salgo su questo palco con grande emozione. Qui sono nate le mie battaglie, i miei valori. Qui mi sento a casa". Inizia con un tributo ai giovani industriali da dove nel '96 e' partita la sua avventura ai vertici di Confindustria, l'intervento del presidente di via dell'Astronomia Emma Marcegaglia. "Ricordo l'emozione nel leggere le tesi e quel momento magico. La mia presidenza non e' un successo personale ma un successo dei giovani imprenditori", conclude. "Porteremo, e auspichiamo che da tutte le parti ci sia, uno spirito di pragmatismo e concretezza". Ha detto Emma Marcegaglia ricordando che martedi' partira' il confronto tra imprese e sindacati sul modello contrattuale. La richiesta della Marcegaglia e' di "lasciarsi alle spalle la logica del conflitto sociale, di superare gli arroccamenti, di negoziare non in base a un'ideologia ma a in base alle condizioni dei lavoratori". Solo cosi' si puo' trovare un'intesa, anche se "non faremo un accordo a tutti i costi", class="hilite">ha precisato Class class="term">action "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi piu' tempo sulla legge sulla class="term">class class="term">action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La legge rischia di essere "penalizzante per tutti". "E' un problema serio in un Paese che ha una giustizia di questo tipo".

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"Troppe tensioni nell'Università" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il caso Il sindaco: tavolo con il rettore e il prefetto "Ateneo e centri sociali problema di sicurezza" "Troppe tensioni nell'Università" BEPPE MINELLO MAURIZIO TROPEANO Dell'Ateneo delle tensioni se ne parlerà in un Comitato provinciale per la sicurezza al quale sarà invitato anche il rettore. L'ha chiesto il sindaco Chiamparino ieri mattina all'apertura del tavolo sulla sicurezza e dopo aver espresso la sua solidarietà alla studentessa di destra alla quale ("Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli. Il Comitato per la sicurezza affronterà non solo gli "estremismi dell'Università ma anche il problema dei centri sociali che occupano abusivamente edifici pubblici". Dopo le sollecitazioni dei consiglieri di An Ghiglia e Ravello che hanno accusato il sindaco di avere "atteggiamenti farisaici: "Invece di dare solidarietà faccia qualcosa di concreto, sgomberi i centri sociali come l'Askatasuna da dove vengono i giovani responsabili della contestazione". Accuse accompagnate dalle dure parole del pd Calgaro contro "alleati di giunta come il pdci le cui bandiere sventolavano durante la contestazione: che hanno da dire?". "Che erano lì a titolo personale - ha replicato il comunista Gallo - non a nome del partito". Chiamparino, ha ricordato "che sono otto i centri sociali sgomberati fino ad oggi e sempre seguendo la regola aurea che si chiude quando c'è un riutilizzo immediato dell'edificio liberato". Resta il problema delle tensioni all'interno dell'Università nate da gruppi giovanili di opposte tendenze politiche. Numeri esigui, che sono guardati con distacco dalla stragrande maggioranza degli studenti. Il problema però esiste. E lo risolleva con una lettera aperta Daniela Santus, docente della Facoltà di Lettere contestata dagli studenti dei collettivi autonomi per la sua scelta di tenere un corso su Israele: "Ai gruppi autonomi tutto è concesso, persino di decidere chi possa accedere a Palazzo Nuovo che considerano casa loro". Anche Andrea Carapelucci, presidente del Senato degli Studenti, e militante dell'Udu, area sinistra riformista, chiede al rettore di intervenire. Che cosa risponde il rettore? "Il regolamento per l'assegnazione degli spazi è stato bloccato per tre anni perché il Senato degli studenti non trovava un accordo. Un mese fa il Senato Accademico ha definito i criteri per definire un gruppo di studenti come Associazione studentesca, condizione per concedere gli spazi".

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<Recupero del centro storico con azioni condivise e incisive>Il consigliere Territo (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 07-06-2008)

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"Recupero del centro storico con azioni condivise e incisive"Il consigliere Territo chiede una voce specifica nel bilancio 2008 del Comune Ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle elezioni provinciali. Oltre che per il rinnovo del Consiglio, il 15 e 16 giugno si voterà per scegliere il nuovo presidente, per la cui carica - come è noto - sono in lista un esponente del centrodestra (Pino Federico dell'MpA, a cui hanno assicurato il sostegno sette liste), e tre di centrosinistra (Salvatore Messana sostenuto da Pd e Sd; Angelo Marotta proposto da Prc e Pdci; Piero Lo Nigro del Ps). A supporto di Salvatore Messana, mercoledì prossimi terrà un comizio a Gela (ore 18:30) il coordinatore nazionale del Partito Democratico Walter Veltroni, ex sindaco di Roma e attuale leader dell'opposizione. Il giorno dopo a Caltanissetta potrebbe arrivare anche Enrico Letta, a sostegno del quale il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana si è presentato nello scorso ottobre come coordinatore regionale del Pd. Il segretario provinciale dell'MpA, Calogero Salvaggio, ha fatto sapere che oggi alle ore 18 nella sala riunioni dell'Hotel San Michele, si terrà la "convention" della coalizione del centrodestra per la candidatura dell'on. Pino Federico a presidente della Provincia. Interverranno l'on. Raffaele Lombardo presidente della Regione, i deputati regionali on. Rudy Maira e on.Raimondo Torregorssa, il deputato nazionale on. Alessandro Pagano. Saranno presenti tutti i candidati del centrodestra al Consiglio provinciale, i quadri dirigenti dei partiti della coalizione, i sindaci e gli amministratori di tutta la provincia. Il dott. Calogero Salvaggio (designato assessore nella squadra di Pino Federico) dichiara: "La convention è una importante occasione per sottoporre ai cittadini la nostra proposta di sviluppo economico-occupazionale. Il nostro slogan è "Rialzati Provincia". La Provincia regionale di Caltanissetta dovrà rappresentare il motore dello sviluppo del nostro territorio. Un territorio sottoposto da troppo tempo al degrado ed all'isolamento, da chi ha governato per diversi anni senza tenere conto dei veri bisogni della collettività. Vogliamo una provincia unita e senza distinzioni territoriali. Il nostro progetto guarda a tutti Comuni della provincia e vuole accendere un nuovo processo di unità di tutte le comunità. Pino Federico è il candidato più idoneo per voltare pagina e per fare rinascere il nostro territorio".

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"Palazzo Nuovo e i centri sociali un problema di sicurezza" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il caso Il sindaco: tavolo con il rettore e il prefetto "Palazzo Nuovo e i centri sociali un problema di sicurezza" BEPPE MINELLO MAURIZIO TROPEANO Dell'Ateneo delle tensioni se ne parlerà in un Comitato provinciale per la sicurezza al quale sarà invitato anche il rettore. L'ha chiesto il sindaco Chiamparino ieri mattina all'apertura del tavolo sulla sicurezza e dopo aver espresso la sua solidarietà alla studentessa di destra alla quale ("Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli. Il Comitato per la sicurezza affronterà non solo gli "estremismi dell'Università ma anche il problema dei centri sociali che occupano abusivamente edifici pubblici". Dopo le sollecitazioni dei consiglieri di An Ghiglia e Ravello che hanno accusato il sindaco di avere "atteggiamenti farisaici: "Invece di dare solidarietà faccia qualcosa di concreto, sgomberi i centri sociali come l'Askatasuna da dove vengono i giovani responsabili della contestazione". Accuse accompagnate dalle dure parole del pd Calgaro contro "alleati di giunta come il pdci le cui bandiere sventolavano durante la contestazione: che hanno da dire?". "Che erano lì a titolo personale - ha replicato il comunista Gallo - non a nome del partito". Chiamparino, pur concedendo di affrontare il tema degli immobili occupati abusivamente, ha però ricordato "che sono otto i centri sociali sgomberati fino ad oggi e sempre seguendo la regola aurea che si chiude quando c'è un riutilizzo immediato dell'edificio liberato". Resta il problema delle tensioni all'interno dell'Università nate da gruppi giovanili di opposte tendenze politiche. Numeri esigui - l'altro giorno si sono confrontati 11 studenti di destra e 23 autonomi - che sono guardati con distacco dalla stragrande maggioranza degli studenti. Il problema però esiste. E lo risolleva con una lettera aperta Daniela Santus, docente della Facoltà di Lettere contestata dagli studenti dei collettivi autonomi per la sua scelta di tenere un corso su Israele: "Ai gruppi autonomi tutto è concesso, persino di decidere chi possa accedere a Palazzo Nuovo che considerano casa loro". E conclude: "Mi chiedo come mai il Rettore esiti a mettere fine, una volta per tutte, a questa situazione deprecabile che trasforma l'Università nel luogo dell'odio". Anche Andrea Carapelucci, presidente del Senato degli Studenti, e militante dell'Udu, area sinistra riformista, chiede al rettore di intervenire. La lettera del 7 maggio si riferisce alle tensioni nate in occasione della proposta di boicottaggio della fiera del Libro avanzata dal comitato Free Palestine. Per Carapellucci l'attività del Cua "consiste nell'occupare abusivamente aule destinate agli studenti, bacheche e spazi comuni" e non si "contano le intimidazioni rivolte a membri di altre organizzazioni, rappresentanti degli studenti, docenti". Da qui l'invito a sgomberarli: "Considero il rischio di uno scontro fra le forze dell'ordine e il Cua all'interno del Palazzo certamente preferibile al protrarsi di questi abusi". Che cosa risponde il rettore? "Il regolamento per l'assegnazione degli spazi è stato bloccato per tre anni perché il Senato degli studenti non trovava un accordo. Un mese fa il Senato Accademico ha definito i criteri per definire un gruppo di studenti come Associazione studentesca, condizione per concedere gli spazi". E aggiunge: "Tocca ai rappresentanti degli studenti certificare la sussistenza di questi requisiti. E una volta chiarite le regole e assegnati gli spazi coloro che occuperanno abusivamente le strutture di altri saranno sgomberati".

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Ex Stamperia occupata e sgomberata (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

Blitz all'alba degli "autonomi", poi interviene la polizia in forze Il Cam - Collettivo Autonomo Modenese, associazione di sinistra che s'ispira all'"autonomia operaia" - ha occupato nella notte tra venerdì e ieri l'ex Stamperia del Comune in via Monza. Ieri pomeriggio l'edificio è stato sgomberato con un blitz degli agenti di Polizia della Digos e 4 pattuglie in assetto antisommossa, mentre la polizia municipale allontanava il traffico da via Morane. Gli agenti sono entrati nello stabile allontanando gli "autonomi" senza violenza. Il sindaco Pighi ha definito "sbagliati metodi e obiettivi" dell'occupazione e "giusto lo sgombero immediato". "Non ci muoveremo da qua finché non ci sarà la promessa di fare di questo deposito abbandonato una casa per chi vive nel disagio", avevano detto ieri mattina alcuni giovani del Cam, sostenuti dalla presenza solidale degli anarchici di "Libera" e da altre associazioni di sinistra. Un'affermazione ripetuta nella lettera aperta del Cam ai residenti della zona: "Con questa occupazione ci presentiamo oggi al quartiere: vorremmo costruire uno spazio sociale insieme, aprire una struttura che rappresenti una grande opportunità di socializzazione e di incontro". Gli "autonomi" proponevano di farne un centro di aggregazione rivolto a una fascia sociale che va dai bambini agli anziani della zona. Una trentina di giovani del Cam - l'associazione politica che ha sede in via Carteria, nota per aver invitato a parlare Renato Curcio e Oreste Scalzone, sollevando un nugolo di polemiche politiche in città - ha preso possesso del capannone prima dell'alba di ieri. Subito l'edificio è stato ricoperto di striscioni e bandiere. Lì si trovava un tempo la stamperia e il deposito di stampati del Comune, chiusi da anni. Il Cam spiegava che è in corso un'asta pubblica, che sarà chiusa il 31 ottobre, per alienare tutto il complesso. Il Cam sostiene che si tratta di una "combine" per permettere ai privati di comperare a basso costo una proprietà pubblica e farne poi un edificio residenziale a cinque piani a solo scopo speculativo. "Noi chiediamo una riqualificazione di quest'area e non una speculazione edilizia", ha spiegato ieri uno dei portavoce. L'occupazione ha spinto Andrea Leoni (Pdl) a chiedere lo sgombero per impedire che si creasse un grave precedente di illegalità. Intransigente la posizione del sindaco Pighi: "Gli occupanti hanno sbagliato metodi e obiettivi; è giusto lo sgombero immediato". Quanto alla questione della proprietà, Pighi ha smentito il Cam sostenendo che l'edificio non è più del Comune ma è stato ceduto alcuni mesi fa a "un soggetto privato nell'ambito del piano di valorizzazione e qualificazione del patrimonio comunale". Insomma, lo stabile non era abbandonato come sosteneva il Cam. La sua destinazione "è prevalente a carattere abitativa, artigianale e commerciale di servizio alle imprese". Lo sgombero è avvenuto nel pomeriggio. Alle 17, durante un acquazzone, gli agenti della Digos di Modena e ben quattro pattuglie di agenti in assetto antisommossa sono entrati in azione scavalcando i cancelli chiusi e facendo irruzione nel capannone coi manganelli. Da parte degli "autonomi" non è stata fatta resistenza. Dopo alcuni minuti di discussioni, gli "autonomi" hanno portato via i loro oggetti mentre la polizia presidiava l'edificio. Tutto si è svolto senza violenze. "Non è stato però uno sgombero tranquillo - ha commentato il Cam - diciamo che è stato un vero atto di forza della Digos voluto soprattutto da quei poteri forti di Modena che non ritengono che questo spazio aggregativo che avevamo individuato - e che secondo tanti modenesi manca - dovesse esistere". Il sindaco ha poi ringraziato il questore Elio Graziano. (carlo gregori).

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Lavoro, la parola d'ordine è deregulation Sacconi all'attacco delle regole. Epifani: dissenso radicale. Marcegaglia: no alla class action (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Lavoro, la parola d'ordine è deregulation Sacconi all'attacco delle regole. Epifani: dissenso radicale. Marcegaglia: class="hilite">no alla class="term">class class="term">action di Bianca Di Giovanni inviata a S.Margherita Ligure ATTACCO Emma Marcegaglia sa che stavolta può farcela a scardinare le resistenze del sindacato sui contratti, a liberare le imprese dai vincoli indesiderati (regole sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla tutela dei consumatori) e magari anche a difendersi dalla Cina. Chiede subito di rinviare sine die l'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, viste le lentezze della giustizia civile (della serie: i consumatori possono attendere). Ripete che ora lo scenario è diverso (senza i comunisti) e si prepara al tavolo sul modello contrattuale ripetendo la sua minaccia: "Non faremo un accordo purchessia. Nessuno ci obbliga". Evidentemente il dissenso è consentito solo ai datori di lavoro. Lo dice concludendo il suo intervento (frettoloso per via del malore del premier) a Santa Margherita Ligure a chiusura del convegno dei giovani industriali. "Un rinascimento italiano è possibile", dichiara. Ne è certa, visto che pochi minuti prima dallo stesso podio Maurizio Sacconi le ha appena spianato la strada. Il ministro del Welfare annuncia una "pesante azione di deregolamentazione", che spazzi via qualsiasi traccia di concertazione sindacale, di regole, e persino penalizzazioni per chi non tutela la sicurezza. Le punizioni restano solo per i lavoratori: privati o pubblici che siano. L'impresa invece ha mani libere. Il ministro si prepara a demolire l'accordo sul welfare varato da Prodi e votato da milioni di lavoratori oltre che dal Parlamento, reintroducendo il job on call e chiamando le parti a deroghe sul termine dei 36 mesi. È pronto a cancellare libro matricola e libro paga, sostituiti da un semplice libro presenze presso il consulente del lavoro. È pronto a cancellare gli obblighi troppo pesanti tra appaltante e appaltatore, e determinato a rinviare il divieto di visite preassuntive. Per le attività più flessibili nell'agricoltura e nel turismo prevede dei voucher prepagati: neanche più un contratto. In questo contesto di totale deregolamentazione - da attuare "pacatamente" - si colloca per il ministro il tema delle relazioni industriali, "ridondanti e esoteriche". Le relazioni come si sono viste finora non servono più, perché è finita l'epoca degli ideologismi: si è entrati nell'era postideologica. Che vuol dire: non più conflitto capitale-lavoro. Resta solo il capitale da accontentare. Perché - è la tesi ricorrente - solo con la crescita si fa redistribuzione. Dunque, l'impresa al primo (anzi, unico) posto. In questo contesto, perché non accettare "la possibilità di una partecipazione agli utili da parte dei lavoratori?", si chiede il ministro rivolto agli industriali che si confermano molto freddi sulla proposta. Sacconi spiega che "la misura non dovrebbe essere un obbligo, ma solo una nuova possibilità che le parti possono condividere in base a una norma scritta nella Carta costituzionale". Più tardi gli replicherà Marcegaglia. "Potremmo pensarci, ma per ora non vogliamo magari qualche sindacalista che ponga dei veti". Insomma, su questo è un no. Ma su tutto il resto ministro e Confindustria vanno a braccetto. Sarà pure postideologico, ma è così. Non c'è da stupirsi se all'uscita Guglielmo Epifani si dichiara "in disaccordo totale" e se Raffaele Bonanni dà l'altolà "agli atti unilaterali" avvertendo che "non si possono mettere ogni volta in discussione i provvedimenti del governo precedente". Ma il ministro non teme dissensi e minaccia: "Se continua così la Cgil finirà come la sinistra radicale". D'altronde Sacconi è caricatissimo. Davanti a una platea che si prepara ad osannare il premier-padrone difende a spada tratta le due riforme fatte insieme a Roberto Maroni, quella sulle pensioni e l'altra sul lavoro. Due interventi rivisti poi dal governo Prodi. E rilancia: "L'unica cosa di cui mi pento è di non essere andato ancora più in fondo". Ci penserà adesso portando il suo pacchetto di deregolamentazione assieme alla manovra anticipata che Giulio Tremonti sta preparando. Insomma, a fine giugno ci saranno i fuochi d'artificio. Tra le deregolamentazioni annunciate, anche quella sull'orario di lavoro. "Il governo intende deregolare tutto ciò che attiene all'orario di lavoro - annuncia accompagnato dagli applausi - con l'obiettivo di consentire una maggiore adattabilità tra impresa e lavoratore: la modulazione dell'orario di lavoro resta lo strumento migliore per conciliare lavoro ed esigenze di famiglia". Per Sacconi "nessun incentivo finanziario può compensare un disincentivo normativo". Lo diceva Marco Biagi e lui lo ripete parlando dei più deboli, "che non sono quelli rappresentati, ma chi non riesce ad ottenere nulla". A loro pensa il capitalismo compassionevole. L'importante è che non ci sia il sindacato di mezzo.

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<Ecco perché abbiamo vinto> (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

COSTA / ISOLE pag. 15 "Ecco perché abbiamo vinto" GIGLIO L'ASSESSORE FERI SUL PREMIO CINQUE VELE DI LEGAMBIENTE CINQUE VELE di Legambiente e Touring club, il Giglio primo in Italia. Torna sul premio l'assessore all'ambiente isolano, nonché consigliere del Parco dell'Arcipelago, Stefano Feri. Perché è arrivato questo riconoscimento? Secondo feri perché l'amministrazione gigliese "ha effettuato scelte coraggiose, come l' annullamento del nuovo porto commerciale, la partecipazione ai lavori per la Amp e altre azioni, anche di carattere minore, che quotidianamente ci hanno visti e ci vedono impegnati sul territorio e per il territorio". "IN MOLTI casi ? va avanti Feri ? abbiamo affrontato temi impopolari e politicamente poco appaganti, ma questa, caso mai, dovrebbe essere una ragione in più, da parte della gente, per prestarvi fiducia. In tempi più recenti lo strumento che ha contribuito in modo determinante alla preservazione del nostro ambiente e che ha dato continuità all' azione della storia passata è stata l' istituzione del Parco nazionale che è riuscito a mettere in cassaforte i beni comuni, di tutti i cittadini. In molti continuano a vedere solo i limiti che il parco comporta senza comprendere a fondo l'enorme azione per il bene comune che esso implica con la sua semplice esistenza. Probabilmente senza lo stesso parco avremmo già avuto una forte alterazione (in peggio per la collettività e a beneficio di pochi) dei nostri territori. Oltre a questo, da quando ho avuto il piacere e l' onore di partecipare ai lavori del nuovo consiglio direttivo sotto la presidenza Tozzi ho potuto anche toccare con mano l' impegno costante della struttura Ente Parco per risolvere gli annosi problemi che gli competono".

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Dal nostro inviato SANTA MARGHERITA LIGURE Tutto bene?...Tutto bene... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

LUCIANO COSTANTINIdal nostro inviato SANTA MARGHERITA LIGURE "Tutto bene?...Tutto bene...". E' visibilmente preoccupata, Emma Marcegaglia, che ha appena iniziato la relazione dinanzi ai Boys di Confindustria. Silvio Berlusconi è uscito dalla fornace del Miramare perchè colto da lieve malore. Segnali rassicuranti arrivano immediatamente e la presidente riprende il suo discorso, premettendo e promettendo di essere necessariamente "breve". "Breve" sì, ma non tanto da non poter formalizzare i classici "paletti" che Confindustria rispetterà prima e durante la trattativa sulla riforma della contrattazione. Che avverte "non dovrà essere una operazione di facciata e non dovrà portare ad una firma a tutti i costi, anche se siamo convinti che ci siano tutte le condizioni per arrivarci". La riforma non deve essere un fine, ma un mezzo per far crescere i salari. E comunque è necessaria una pregiudiziale al buon esito del confronto: "Lasciarsi alle spalle la logica del conflitto sociale, quella degli arroccamenti, serve negoziare non in base a un'ideologia, ma in base alle condizioni dei lavoratori". Poi i paletti. Tre, sostanzialmente. Il primo: devono essere previste sanzioni per chi non rispetta le regole perchè non è più possibile che si facciano degli accordi e che poi questi non vengano rispettati. Il secondo: non si può contrattare due volte la stessa cosa come sta avvenendo in questi giorni in cui tutta una serie di elementi già decisi a livello nazionale stanno ridiventando oggetto di trattativa a livello aziendale. "Questo - sottolinea la "lady d'acciaio" - ci porta alla conflittualità e contribuisce a una situazione di non chiarezza". Terzo paletto: serve un raccordo, anzi è assolutamente inderogabile, tra salari e produttività. E questo non può che avvenire a livello aziendale. "Ora - spiega la Marcegaglia - possiamo accettare che il livello aziendale rimanga volontario, ma vorremmo che gradatatamente ci si sposti in questa direzione". Paletti fissati ad esclusiva attenzione delle organizzazioni sindacali. Ma nel discorso della presidente c'è anche un "appunto" per il governo: "Gli chiediamo di rivedere, class="hilite">ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class="term">class class="term">action. Una legge che rischia di essere penalizzante per tutti". Punto e a capo. La verifica sarà quella del tavolo. Il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ancora da Santa Margherita, lancia un invito: "Il sindacato dimostri che è cambiato perchè nel frattempo il mondo è cambiato". Una frase che gli fa incassare la pronta replica di Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl: "Dimostri che anche Confindustria è cambiata. Se così è, potremo fare bene insieme". Certo che l'annunciata deregulation di Sacconi non sembra aiutare il confronto: "Sono radicalmente contrario al progetto del ministro" sentenzia, senza ghirigori dialettici Guglielmo Epifani. "Se l'idea - avverte la first lady dell'Ugl, Renata Polverini - è quella di una deregolazione totale, il tavolo parte zoppo. Anzi, dico che è inutile che parta". "Mi sembra - argomenta Epifani - che sulla trattativa ci sia troppa enfasi: ci sono anche altre priorità come il carico fiscale, le tariffe e il caro prezzi. Certo il confronto non potà essere breve, ma non potrà neppure andare avanti all'infinito". Comunque sgombrando da subito il campo da "stravaganze" come quella sui contratti individuali proposti da Federica Guidi. "Una provocazione" chiosano in coro i sindacati, ricorrendo però al classico eufemismo. Da lì non si passa.

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Lega delle democrazie, pia illusione (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-08 num: - pag: 30 autore: di SHASHI THAROOR categoria: REDAZIONALE PERCHé L'IDEA DI McCAIN NON PUò FUNZIONARE Lega delle democrazie, pia illusione N ella campagna presidenziale Usa s'è fatto un tale baccano su problemi di razza e identità sessuale, che c'è il rischio di perdere di vista la questione più importante emersa, quella degli Esteri. Mi riferisco in particolare a John McCain, che promuove la costituzione di una "lega delle democrazie", e, pure, a quanti spingono Barack Obama a appropriarsi della stessa idea. McCain afferma che istituirà la lega delle democrazie (sul Corriere ne hanno scritto Robert Kagan il 18 maggio e Marta Dassù il 25, ndr) nel primo anno della sua presidenza: composta di un compatto raggruppamento di nazioni dalle ideologie simili, questa consentirebbe di reagire davanti a crisi umanitarie, e di compensare la tendenza del Consiglio di sicurezza Onu a sentirsi le mani legate da Paesi come Russia e Cina. Il guru dei neo-conservatori, Kagan, forte sostenitore di questo progetto, afferma: "Le democrazie mondiali potrebbero fare causa comune in crisi umanitarie nel caso in cui al Consiglio di sicurezza non si fosse raggiunta l'unanimità". Occorre una pausa di riflessione prima che l'incontrollata popolarità di questa idea raccolga il consenso di Washington. Stiamo muovendo passi incerti verso un mondo in cui il potenziale rivale geo-politico di rilievo dell'America, la Cina, è anche il suo più grande partner economico. Nel caso in cui dovessimo creare una nuova lega di democrazie, quale nazione lasceremmo fuori? Cominciamo con la Russia e la Cina, due Paesi senza i quali un mondo pacifico e prospero sarebbe inimmaginabile. Non rafforzeremmo il loro senso di esclusione dal resto del mondo invece che incentivare una loro graduale democratizzazione? Come risultato non sarebbe forse prevedibile una lega di autocrazie, con Russia e Cina alla guida? Ma è poi vero che tutte le democrazie vorrebbero fare parte di una lega del genere? Certamente non a costo di alienarsi dei vitali partner economici, fornitori di risorse, o, semplicemente, dei Paesi limitrofi non democratici. Democrazie quali l'India e la Francia hanno mostrato in passato di essere estremamente sensibili a Paesi come gli Stati Uniti o la Gran Bretagna, giudicando che i loro schieramenti politici interni avrebbero necessariamente determinato le loro scelte politiche internazionali. Numerose democrazie hanno affinità di tipo diverso, per loro altrettanto importanti: l'India, ad esempio, reputa la comunanza di interessi con altre ex colonie, o altri Paesi in via di sviluppo, più importante dell'affiliazione a una lega di democrazie. La nozione Usa secondo la quale una collezione di democrazie funzionerà da inevitabile cassa di risonanza per una diagnosi americana a problemi globali è pura fantasia. La pretesa che una lega di democrazie sia esposta meno di un Consiglio di sicurezza cui partecipino Paesi come Russia e Cina, alla paralisi e l'inazione riguardo, mettiamo, a sanzioni con l'Iran, trascura un fatto basilare: è nella natura delle democrazie differenziarsi, discutere gli uni con gli altri e essere ricettivi alle svariate richieste del proprio elettorato interno. Se una lega di democrazie fosse esistita negli anni dell'apartheid, Washington si sarebbe forse lasciata convincere da una maggioranza democratica a intervenire contro Pretoria? Un interrogativo così mostra quanto la premessa sia ridicola. I promotori di una lega delle democrazie sostengono che questa interverrebbe con maggiore efficacia in casi come Darfur, o sulla crudele indifferenza del regime militare in Birmania alle sofferenze delle sue vittime del ciclone. è un'illusione: tali interventi non si sono verificati perché irrealizzabili. Una cosa è avanzare in un Paese come la Somalia, caotico e privo di governo, per sorvegliare la consegna di aiuti, ma tutt'altra è affrontare le forze militari di uno Stato sovrano che difendano il proprio territorio. è falso sostenere che l'azione collettiva di un gruppo di democrazie (qualora l'Onu non possa agire) goda di una legittimità internazionale. Le democrazie assumono legittimità dal consenso di chi è governato; quando queste agiscono fuori dei propri confini, tale legittimazione non ha valore. La ragione per la quale le decisioni dell'Onu godono di legittimità in tutto il mondo, è da trovarsi non nelle virtù democratiche di tutti i membri, ma nella sua universalità. Il fatto che ogni Paese appartenga all'Onu e vi partecipi nelle decisioni, conferisce ai provvedimenti presi dall'Onu (anche quelli di un Consiglio di sicurezza con un urgente bisogno di riforma) uno status globale in termini di diritto internazionale che nessun organismo maggiormente selettivo può sperare di ottenere. è questo il momento di rinnovare e rafforzare le Nazioni Unite, non di scavalcarle. Mai come ora è stato necessario un sistema di norme applicabili in modo universale, e di leggi in grado di tenere uniti tutti i Paesi in una comunità internazionale. La speranza è che questa comunità possa raggiungere un livello sempre più alto di democrazia. Sottrarre a questa comunità le democrazie odierne sortirà l'effetto opposto. Ex sottosegretario generale dell'Onu © Guardian News and Media Traduzione di Francesca Santovetti.

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<Va rivista la legge sulla class action Si rischia la paralisi> (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

N. 136 del 2008-06-08 pagina 2 "class="hilite">Va rivista la legge sulla class="term">class class="term">action Si rischia la paralisi" di Redazione "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class="term">class class="term">action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo intervento a chiusura del convegno dei Giovani imprenditori, a Santa Margherita Ligure. La class="term">class class="term">action è la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. "La legge - ha aggiunto Marcegaglia - rischia di essere penalizzante per tutti. È un problema serio in un Paese che ha una giustizia che funziona come la nostra. Rischia di paralizzare tutti". Immediato il "no" dei consumatori. "È un atteggiamento molto grave e sbagliato - sottolineano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, responsabili di Adusbef e Federconsumatori - e sarebbe ancor più grave se il governo appoggiasse queste richieste". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Grande attesa per la Febbre del sabato sera (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

Commedia musicale Grande attesa per la Febbre del sabato sera ASCOLI Sale alta "La febbre del sabato sera", in attesa della nuova commedia musicale di Christian Mosca, che andrà in scena il prossimo 21 giugno al teatro Ventidio Basso di Ascoli. Dopo i successi ottenuti con gli spettacoli "My fair Lady", "Se il tempo fosse un gambero" e "L'importanza di chiamarsi Ernest", la compagnia del regista ascolano tornerà di nuovo a calcare le assi del palcoscenico del Massimo cittadino, con uno spettacolo tratto questa volta dalla celebre pellicola con la quale, nel 1977, si spalancarono le porte del mito per John Travolta che, ballando sulle note dei Bee Gees, entrò prepotentemente a far parte dell'immaginario collettivo di mezzo mondo. La parabola del proletario Toni Manero semplice commesso in un negozio di Brooklyn di giorno, protagonista indiscusso all'Odissea 2001, invece, di notte torna dunque a rivivere nei panni (completo bianco d'ordinanza, camicia con colletto a punta e vistosi pantaloni a zampa d'elefante) di Stefano Scaramucci, nella parte che già fu del "divo" John Travolta. Accanto al protagonista maschile del musical, nell'opera riadattata e diretta dal regista Christian Mosca si esibiranno, inoltre, Anastasia Lori (Stefani Mangano), Cesare Fabiani (DJ Monty) Cristina Paolini (Annette) e tanti altri ancora. Tutto il ricavato della serata sarà interamente devoluto, come da programma, alla Fondazione Simona Orlini Onlus. "Una scelta ha spiegato il regista Mosca legata, come sempre, a doppio filo al significato dell'opera che abbiamo deciso di mettere in scena. Come vittima di un drammatico incidente stradale, Simona Orlini è divenuta per noi il simbolo di tutte le stragi del sabato sera: è per questa ragione, quindi, che abbiamo deciso di devolvere tutto il ricavato della serata in favore della Fondazione intitolata a suo nome". L'allestimento de "La febbre del sabato sera" sarà curato dal Gruppo giovani dell'Azione cattolica della Parrocchia del SS Crocifisso di Porta Romana, in collaborazione con la Fly comunication. Attesa quindi per uno spettacolo che si annuncia molto gradito soprattutto al pubblico dei giovani. PAOLO CLERICI,.

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L'INCHIESTA SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA MAXIPERIZIA (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'inchiesta si allarga: dopo Pianura riflettori puntati su Villaricca. Disposta una maxiperizia LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto di Palazzo Matteotti. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che altrove costava un milione, a Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, class="hilite">dopo una class="term">class class="term">action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.

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Adusbef e Federconsumatori : "Class action contro Trenitalia" (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 08-06-2008)

Argomenti: Class Action

(8/6/2008 18:15) | (Sesto Potere) - Roma - 8 giugno 2008 - L'Amministratore Delegato delle Ferrovie Moretti insiste nel denunciare il mancato trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni, per la conclusione dei contratti di servizio. Mancherebbero 250 milioni. Alla riduzione dei fondi seguirebbero i tagli dei servizi ferroviari per i pendolari, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già decisi e previsti nel prossimo orario ferroviario per biglietterie, treni di lunga percorrenza, internazionali e notturni. Secondo Adusbef e Federconsumatori Trenitalia ha grosse responsabilità nei confronti dei viaggiatori, per le condizioni di igiene e climatizzazione dei treni e per i ritardi, ma è evidente che il primo problema da risolvere riguarda il finanziamento dei treni per i pendolari e qui le responsabilità sono tutte del Governo. Resta il fatto - aggiungono Adusbef e Federconsumatori - che sarebbe ora di finirla con questo scarica barile fra Governo e Ferrovie poiché, come tutti sanno, il Governo, attraverso il ministero del Tesoro, detiene il 100% dell'azienda Ferrovie, cioè Trenitalia e RFI. Per questi motivi, se verranno effettuati dei tagli dei servizi a danno dei pendolari Adusbef e class="hilite">Federconsumatori proclameranno delle class="term">class class="term">action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo. è evidente che con un'inflazione che va oltre il 3,6%, il costo della benzina a 1,53 € al litro, uno Stato previdente e responsabile porrebbe il tema dello sviluppo ferroviario, urbano ed interurbano, al centro delle sue strategie economiche e sociali. Tutto ciò, invece, non avviene e, negli ultimi tempi, si è deciso di seguitare a favorire i potentati economici legati al trasporto su gomma, attraverso gli incentivi alla rottamazione, e con il varo dell'ultimo decreto sulle autostrade, che istituisce, di fatto, una scala mobile delle tariffe: concludono Adusbef e Federconsumatori .

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