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T ARTICOLI DEL 5-8-2008 #TOP
IN EVIDENZA
Dalla
Relazione annuale del governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi . (31-5-2008)
Pag. 112
[…]
È stata introdotta l’azione
collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori (cosiddetta class action;
legge 24 dicembre 2007, n. 244). L’entrata in vigore della disciplina è
prevista per il 29 giugno 2008. Se, in generale, la class action contribuisce a
migliorare l’efficienza dei mercati, risolvendo problemi di azione collettiva e
consentendo l’internalizzazione di esternalità, le modalità con le quali lo
strumento è stato recepito nel nostro ordinamento rischiano di comprometterne
la funzionalità.
I principali problemi riguardano: la
mancanza di criteri puntuali in base ai quali individuare
le associazioni legittimate ad
agire; la mancata previsione di sistemi di governance e controlli interni o
esterni per i soggetti (associazioni dei consumatori e avvocati) chiamati a
rappresentare gli interessi dei consumatori; la mancata individuazione di
giudici specializzati; l’assenza di coordinamento tra l’azione collettiva e i
sistemi di composizione stragiudiziale delle controversie.
04/06/2008 23:01 New Research
Lifts the Lid on Cookery Lessons in Primary Schools ( da "ITnews.it"
Argomenti: Class Action
Abstract: action to
improve cookery lessons in school, 99% of teachers believe teaching children
how to choose and prepare healthy food is essential to good health. To help put
healthy eating at the heart of the classroom, the Flora team is launching
Cooking with Schools, an initiative that will offer free cooking equipment to
all primary schools across the
Letture
di diritto ( da "Italia Oggi (La Legge)"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Paolo Buzzelli Titolo - Obiettivo Class Action: l'azione collettiva risarcitoria Casa editrice - Ipsoa, Milano, 2008, pagg. 337 Prezzo - Euro 46 Argomento - Attraverso la legge finanziaria per il 2008 è stata introdotta anche nel nostro ordinamento la Class Action, ovvero l'azione collettiva risarcitoria.
I
Piccoli proprietari propongono maxi-causa contro il ritardo degli sfratti
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Azione legale collettiva PROPRIETARI senza tutele in caso di sfratto, inquilini che ricorrono a escamotage per posticipare la data dell'esecuzione. La soluzione a tutti i mali la propone l'Associazione dei Piccoli Proprietari di Case (Appc), che assieme ad Assoutenti ha lanciato ieri un'inedita iniziativa che si propone di mettere insieme per una maxi-
<GLI
ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi C
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: articolo 6 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti dell'azienda precedente, fa ricorso al Tribunale di Ascoli. Con sentenza depositata in cancelleria il 6 maggio 2008, il giudice emette sentenza a favore della reintegrazione lavorativa della donna, condannando la resistente a rifondere le spese del giudizio liquidate in 4.
La
<banda dello spray> è tornata in azione ad Arco
( da "Adige,
L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: è tornata in azione ad Arco La "banda dello spray" è tornata in azione ad Arco. Ed ha imbrattato i muri dell'asilo nido comunale di via Donatori di Sangue oltre ad una targa del vicino "Giardino della pace". Scritte oscene, uguali a quelle apparse tempo fa sulla sede della polizia municipale o nel sottopasso di viale Santoni o ancora al Circolo Pensionati di viale delle Palme.
Mamiani,
gavettoni della destra e l'agguato finisce su youtube - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione è stata portata avanti in grande stile, acqua, uova e farina l'hanno fatta da padrone. Ci dispiace solo per gli studenti del Mamiani che non hanno nulla a che fare con il collettivo antifascista e magari sono stati colpiti anche loro dallo scherzo, ma di questo devono ringraziare i loro 'compagni' di scuola che la scorsa settimana si erano dimostrati così '
Il
comitato non si arrende "Illegali le bollette rifiuti"
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Molti sognano un'azione di massa, una "class action" contro il Covar. In più, i comitati accolgono come sfida gli ultimatum lanciati dei giorni scorsi dal presidente del consorzio, Giuseppe Massimo, sull'avvio delle procedure coattive per perseguire chi non paga le bollette per intero.
Caro
tasse, tornano i collettivi ( da "Corriere di Bologna"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: tornano i collettivi Una manifestazione in piazza Verdi per proseguire la protesta contro il rincaro delle tasse universitarie, cominciata due giorni fa con l'occupazione del Senato accademico. è stata convocata da Spazio sociale studentesco e dai collettivi universitari Crash e Cua, per stasera alle 18.
La
probabilità della qualità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: perché se l'azione collettiva viene dal consenso, l'agenda è troppo spesso indirizzata dalla ripetizione di concetti facili e predigeriti, mentre il ragionamento controllato è più raro e difficile. C'è chi pensa che tutto questo si possa correggere facendo leva solo sulla riforma spontanea del sistema dei mezzi di comunicazione.
La
musica salva Piazza San Marco ( da "Corriere del Veneto"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la tutela e la salvaguardia dei monumenti sono una azione collettiva". Concretamente, significa che con i 200.000 euro di fisso legati a Smsvenice, si potrà aprire il cantiere pilota con tre arcate della Procuratie Nuove per il restauro della pavimentazione a quadrotti bianchi e rossi, le volte dei sottoportici e gli elementi lapidei.
Piazza
verdi, fischi e insulti agli agenti - carlo gulotta
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione eclatante" per riqualificare la zona universitaria. Opposta la versione dei ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco sulla baruffa. Dice Stefano Biosa del Collettivo: "quando la polizia è arrivata in piazza Verdi, alle 19,30, si sono levati cori e fischi, e un ispettore ci ha ordinato di spegnere subito la musica altrimenti "
Sospensione
degli sfratti: parte una class action
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: parte una class action I piccoli proprietari di casa della Liguria, insieme ad Assoutenti, hanno annunciato un'azione collettiva di risarcimento danni contro il Ministero di Grazia a Giustizia. All'origine di questa "class action" ci sono le numerose sospensioni degli sfratti concessi dal Tribunale di Genova agli inquilini morosi.
Rette
e caro-affitti strozzano gli universitari
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Il caso La class action studentesca Rette e caro-affitti strozzano gli universitari MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e discriminatorie"
Hanno
protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi
di lavoro. Ora ( da "Stampa, La"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La notizia di un'imminente class action contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti: "Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio dell'ateneo".
P.A.:
BRUNETTA,STO PENSANDO DI ESTENDERE CLASS ACTION A SETTORE PUBBLICO
( da "Asca"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action al settore pubblico dove chi perde va a casa''. Lo ha detto il ministro della P.A., Renato Brunetta, interpellato dai giornalisti a margine dell'audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera. ''Si tratta di regole per dare forza e responsabilita' ai datori di lavoro - ha detto - e sono convinto che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato'
SICUREZZA/
EMENDAMENTI VIZZINI-BERSELLI A DL PER CONTRASTO
( da "Virgilio
Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: nella tutela degli interessi collettivi, possono essere aggrediti anche nel caso della morte del presunto proprietario degli stessi. 2. Il potere per l'Autorità giudiziaria di disporre anche la confisca dei beni sequestrati dal valore sproporzionato rispetto al reddito dell'indagato e di cui questi non sia in grado di giustificarne la provenienza.
FAO/
ONG: SOLO IMPEGNI VECCHI IN DOCUMENTO FINALE, NIENTE
( da "Virgilio
Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: istituire una commissione sulla sovranità alimentare sotto gli auspici delle Nazioni unite costituita da rappresentanti dei governi e organizzazioni di pescatori, contadini e pastori per individuare strategie collettive per risolvere la crisi". Il documento individua poi un piano in otto azioni per affontare la crisi. (Segue).
BANCHE.
Parlamento Ue chiede più concorrenza e meno costi nei servizi bancari ai
clienti ( da "HelpConsumatori"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: accesso a nuove forme equilibrate di azione collettiva per la risoluzione delle controversie transfrontaliere attinenti a prodotti finanziari al dettaglio e, in proposito, propone di valutare l'impatto dei sistemi creati recentemente a livello nazionale. I deputati riconoscono l'importante ruolo svolto dagli intermediari dei servizi finanziari,
Conti
pubblici, ecco le previsioni: serviranno 36 miliardi in tre anni
( da "TgFin.it"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: CLASS ACTION PER PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Fra le ipotesi anche l'estensione della class action al settore pubblico. "Chi perde non deve pagare il danno - ha aggiunto Brunetta - ma va a casa". La misura, che potrebbe essere inserita nel pacchetto Tremonti, rappresenta un modo "per dare voce ai cittadini" e rendere più efficiente la Pubblica amministrazione.
Ateneo,
tasse troppo alte class action studentesca
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: tasse troppo alte class action studentesca "Nessuno di noi andrà via dal fiume" L'esercito di terracotta Il generale Giuliani "Meno reati, siamo tutti più sicuri" Hotel al Sestriere assolto Vaciago Maddalena ricorre Via dal centro cinquecento parcheggi La rivolta delle mogli dei nuovi pornodipendenti Servizi L'avvocato Bonetti: "Azioni anche sul caro affitto"
Brunetta:
<Per la manovra 2009-2011 ( da "Corriere.it"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: CLASS ACTION - La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico, ha detto il ministro, "dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno, ma va a casa. Se i cittadini vedono che un ospedale non funziona, una scuola non funziona, fanno un'azione giuridico-amministrativa e in breve tempo se i dirigenti e i politici competenti
E'
la class action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a
testa ( da "Stampa, La"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: avvocato "E' la class action dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa" La Germania dovrà risarcire i prigionieri italiani utilizzati come schiavi durante la seconda guerra mondiale. Lo ha stabilito ieri la Cassazione, che ha ritenuto legittime le cause contro Berlino intentate da alcuni ex deportati.
La
Pubblica rivoluzione di Brunetta ( da "AprileOnline.info"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action" nei confronti del settore pubblico: "Sto cercando di dare una voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro con l'estensione della class action". "Si tratta -per il ministro- di regole per dare forza e responsabilità ai datori di lavoro, e sono convinto -ha detto- che i lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato"
Approvazione
dello statuto dell'Ente italiano montagna (EIM)
( da "Gazzetta
Ufficiale.it(Serie Generale)" del
05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: delle proprieta' collettive e di ogni altra materia ad esse connessa; f) promuove, coordina e svolge attivita' di ricerca in relazione alla valorizzazione, alla conservazione e alla diffusione del patrimonio storico, scientifico, ambientale, antropologico, artistico, archeologico, documentario e librario, della montagna italiana;
Regolamento
recante condizioni e modalita' di amministrazione, di intervento e di
rendiconto del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di
garanzia per le vittim ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie
Generale)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nella seduta del 31 marzo 2008; Vista la comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. DAGL/10.2.2.1/17/2008 del 22 aprile 2008;
Tasse
troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Il caso La class action universitaria L'avvocato: "Azioni anche sul caro affitti" Tasse troppo alte Gli studenti fanno causa all'Ateneo MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare ai fatti.
IL
PARERE DI EUGENIO BORGNA ( da "Azione, L'"
del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Credo che il nodo stia in una indifferenza collettiva verso la malattia psichica. Della follia ci si disinteressa. Un malato psichico abbandonato non conta niente, non interessa a nessuno (...) Un problema di fondo è la formazione attuale degli psichiatri. Escono dall'università preparati soltanto a somministrare psicofarmaci, e si trovano a gestire una legge che esige un'
Brunetta:
<La manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi>
( da "KataWeb
News" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: com - 0 commenti Si pensa di estendere la class action al settore pubblico. I primi fannulloni nella Pubblica amministrazione, ha detto il ministro, sono i datori di lavoro che lasciano i lavoratori allo sbando. Martedì nuovo incontro con i sindacati... Nicoletta Cottone.
Google
denunciata per pubblicità ingannevole
( da "Punto
Informatico" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la donna sta cercando di far assurgere a class action la propria denuncia. La battaglia legale di Google è appena iniziata: c'è chi suggerisce che BigG non abbia di che temere, c'è chi ricorda come nell'ufficio del Procuratore Generale della Florida sia in corso un'indagine per debellare il business dei servizi gonfiabolletta agendo sui publisher di contenuti sul web,
Alla
festa per il 194esimo anniversario dell'Arma anche la ricompensa ai militari
( da "Cittadino,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Un elogio collettivo è stato consegnato invece alle compagnie di Lodi e Codogno e al nucleo investigativo di Lodi, per aver risolto, in pochi giorni, il giallo dell'omicidio Dedè e aver assicurato alla giustizia l'assassino. "L'Arma dei carabinieri - ha detto il comandante Clementi nel suo discorso - è una organizzazione aperta alla società,
La
class action sul binario morto ( da "Milano Finanza (MF)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Le azioni risarcitorie collettive, come previsto dall'ultima Finanziaria, possono scattare infatti da fine mese. Una scadenza che sta allarmando il mondo delle imprese, preoccupate da un lato per l'indeterminatezza della legge, ritenuta lacunosa e poco chiara in molti punti, dall'altro per l'annuncio di una raffica di class action in cantiere nelle associazioni dei consumatori.
Prodotti
finanziari uniformi ( da "Italia Oggi"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: e sollecita la Commissione nella ricerca di forme di azione collettiva. Si incoraggiano poi i clienti privati e le piccole imprese ad approfittare dei vantaggi offerti dai servizi finanziari transfrontalieri e, in proposito, si ritiene che "la piena armonizzazione" di alcuni elementi chiave, soprattutto per quanto riguarda l'informazione, rappresenti "l'approccio appropriato"
Carabinieri,
oltre cento feriti in azione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: oltre cento feriti in azione Il generale Lavagi: "Violenza utilizzata anche per risolvere piccole questioni" di ANNA ROSSO "I carabinieri friulani non solo combattono con risultati lusinghieri la criminalità, ma si trovano ogni giorno ad affrontare la violenza intesa come abitudine comportamentale utilizzata per risolvere questioni da poco e affermare a tutti i costi il proprio io.
Ztl
notturna, rivolta a trastevere - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: e daremo il via ad una class action contro il Comune presentando anche un dossier in cui dimostreremo che i locali notturni non hanno subito perdite economiche". Non si placano, inoltre, le polemiche sull'abolizione delle strisce blu e il presidente del XVII Municipio Antonella De Giusti ieri ha presentato in consiglio un ordine del giorno per chiedere "
Brunetta:
anche la class action per mandare a casa i fannulloni
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: aspettativa non retribuita per chi si trasferisce dal pubblico al privato Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni Brunetta: anche la class action per mandare a casa i fannulloni Bonanni (Cisl): basta con le minacce di licenziamento, serve il contratto ROMA - "Sto pensando di estendere la class action anche al settore pubblico", annuncia Renato Brunetta.
Telecom
vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata di fusioni e acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e Verizon e Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia sottovalutato.
Localismo,
un freno allo sviluppo SILVIO GOGLIO
( da "Adige,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni pubbliche e collettive al fine di produrre entro attività locali economie esterne (cioè di sistema) positive, o di limitare la produzione di economie negative. In questa ottica compito dell'azione collettiva in generale, non solo dell'amministrazione pubblica, è sapere influenzare comportamenti singoli ad aderire a regole formali e informali che evitino comportamenti predatori
Azioni
sinergiche e intersettoriali ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: nelle parole espresse dalla sua Provincia, ha ben chiara l'importanza di sinergie su più fronti, per il perfetto assestamento di una città votata a un miglioramento collettivo e a una collettiva soddisfazione. Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della Provincia di Trieste Walter Godina, vicepresidente provinciale.
<Conti
pubblici, una manovra da 36 miliardi>
( da "Corriere
della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ipotesi class-action anche per il pubblico impiego ROMA - Il ministro Renato Brunetta conferma le indiscrezioni. "La manovra di correzione per il prossimo triennio sarà di circa 36 miliardi di euro, il decreto sarà pronto il 18 di giugno e conterrà antibiotici e vitamine per correggere i conti che sono in peggioramento".
I
presidi: fate causa contro il caro libri
( da "Stampa,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: dichiarazione dei singoli cittadini di voler far parte della class action. Se l'associazione consumatori è agguerrita, gli editori non lo sono meno. Nei giorni scorsi il presidente dell'Associazione italiana editori, Federico Motta, aveva bollato la class action dell'Adoc "ai limiti della fantascienza", smentendo le stime di aumenti del 10-15% all'anno e contrapponendo i dati dell'
Sempre
più antagonisti ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: indomani dello scontro alla Sapienza tra i collettivi e i neofascisti di Forza Nuova, si parla di sindacalismo metropolitano, precariato, emergenza casa, in mezzo a due eventi epocali. La scomparsa della sinistra dal Parlamento, che ora accomuna tutti, notabili rifondaroli e ragazzi rasta, sotto l'etichetta di extraparlamentari.
La
manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi,
( da "Tempo,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro".
ÉTIENNE
BALIBAR: GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI
( da "Manifesto,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono.
Per
gli statali Brunetta vuole la class action
( da "Libero"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 2008 Per gli statali Brunetta vuole la class action Class action in vista anche per il settore pubblico. È questa l'idea del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che, a margine di un'audizione alla Camera, ha annunciato: "Stiamo riflettendo sull'estensione della class action anche al settore pubblico dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno,
<Forse
è solo stanchezza cronica. E il caso>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Dimenticanze del genere sono all'ordine del giorno, soprattutto quando si compiono azioni di routine, ossia quelle azioni per le quali la soglia di attenzione è bassa. E' quello che viene chiamato 'atto mancato'". Lo psicologo parmigiano si sofferma piuttosto sulla "psicologia collettiva " che cerca di dare una "causa" a questi avvenimenti.
Debiti,
scuole nel caos mancano soldi e prof
( da "Stampa,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: interno Pioggia di adesioni alla class action Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof Tornano gli autovelox fantasma Un colpo alla schiena albanese grave al Giovanni Bosco Contro i superaffitti studenti nelle case Atc con gli anziani "La Tav vale 500 milioni all'anno" Con carte clonate acquistava abiti di lusso in piazza San Carlo Raphaël Zanotti Il preside del Galfer:
L'Europa
DELL'APARTHEID ( da "Manifesto, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sono quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non coincidono.
Concorso
pubblico, per esami, a ottanta posti per l'accesso al profilo professionale di
collaboratore amministrativo, area funzionale terza, posizione economica F1 (ex
C1), del ruo ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995 e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007 relativo al personale del comparto ministeri, per il quadriennio normativo 2006 - 2009 e biennio economico 2006 -
Concorso
pubblico, per esami, a centoquindici posti, per l'accesso al profilo
professionale di assistente amministrativo contabile, area funzionale seconda,
posizione economica ex ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995, e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007, relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-
Ecco
da chi è costituito il Comitato RomaPride 2008. La lista
( da "Affari
Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Associazione Radicali Certi Diritti Associazione Roman Volley Azione Gay e Lesbica Firenze Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli CGIL Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti Collettivo La Mela di Eva Comitato Gay e Lesbiche Prato Coordinamento Collettivi universitari Coordinamento Facciamo Breccia COMOG - Coordinamento Moto Gay e Lesbiche Epicentro Ursino Romano Famiglie Arcobaleno GAM -
Brunetta:
''Il vero fannullone è il datore di lavoro''
( da "ADN
Kronos" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: prosegue Brunetta che ribadisce la necessità di creare una class action dei cittadini anche per quel che riguarda i servizi pubblici. E per fare un esempio cita il drammatico problema dei rifiuti a Napoli. "Bassolino è un datore di lavoro pubblico che ha fallito, le ragioni le troverà la politica, spero, e non altri soggetti.
Fumo,
domani picchetto alla Ducati. Autori un malato di cancro e il suo medico
( da "Redattore
sociale" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: L'iniziativa si inserisce nel programma sociale finalizzato a costituire una rete per la messa al bando del tabacco, che tra i suoi obiettivi ha anche la promozione di class action per il risarcimento delle vittime della produzione mondiale. (DIRE).
Vogliamo
un maxi risarcimento ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Una azione collettiva di centinaia di famiglie che intenteranno una azione legale per il possibile danno arrecato al valore degli immobili (case e terreni) da infrastrutture ritenute di notevole impatto, quali il mega deposito gas di Rivara, ma anche la Cispadana (50mila automezzi previsti al giorno) e il reticolo di tangenziali previste.
Le
pagine gialle del diritto, dell'economia per professionisti e manager
( da "ItaliaOggi
Sette" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: società in nome collettivo e in accomandita semplice) e i soggetti equiparati;in quanto, in queste ipotesi, le eventuali cessioni delle partecipazioni danno origine a componenti positivi di reddito (plusvalenze) o a componenti negativi di reddito (minusvalenze) che concorrono alla formazione del risultato economico complessivo o reddito d'
Da
parigi arriva la stilista andrea crews
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: che propone un vero e proprio evento collettivo, in cui lo stilismo di moda s'intreccia con i linguaggi dell'arte e con l'attenzione al sociale. Oltre ad essere presente nel sistema della moda - con punti vendita in Francia, Giappone, Usa, Russia, Danimarca e Grecia - la stilista è infatti solita presentare la sua attività nei centri d'arte,
Un
vertice per la sicurezza sulle tensioni all'università - lorenza pleuteri
( da "Repubblica,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: togliere spazi al Collettivo universitario autonomo" e smantellare "le basi logistiche dei violenti". Marco Calgaro, stessi incarichi, casacca Pd, invoca "chiarezza sulla presenza, al momento dell'aggressione, di persone con bandiere dei partiti della maggioranza in consiglio" e ripete che "non è tollerabile che quattro faziosi impediscano ad una studentessa di sostenere gli esami"
"l'esame?
poteva darlo liberamente" lei replica: "mi sono sacrificata" -
sara strippoli ( da "Repubblica, La"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: presidio del collettivo, fuori dai cancelli della palazzina Einaudi di corso Regina, è cominciato soltanto alle nove e mezza. Vittima per strategia politica? Le ragazze del Cua parlano di "favoletta ben costruita" e mostrano le foto di Augusta Montaruli scaricate da internet, dove la ragazza del Fuan è accanto alla croce celtica o ha il braccio teso per il saluto romano a Predappio.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione dei governanti locali. Per un verso provvedimenti vessatori nei confronti dei cittadini, per altro politiche clientelari per gli "amici" che si concretizzano nella stabilizzazione dei precari in seno alle aziende, consulenze spesso inutili, moltiplicazione di tali società secondo il sistema delle scatole cinesi e inevitabile aumento dei costi di gestione di servizi carenti.
Guidi:
<Il contratto? Tagliato ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione ai veri protagonisti del contratto, imprenditori e lavoratori e mandare in soffitta gli standard convenzionali e la massificazione che hanno fatto da base all'utopia del contratto collettivo. Certo, la sfida che Federica Guidi definisce un "salto culturale" non significa cancellare del tutto i contratti di categoria ma togliere loro il peso eccessivo economico e normativo,
AZIONE
COMUNE CONTRO LE FS SE TAGLIANO I TRENI PENDOLARI
( da "Unita,
L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: danno dei pendolari noi proclameremo delle class action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo": lo sostengono in una nota Adusbef e Federconsumatori protestando contro il mancato trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni, per la conclusione dei contratti di servizio (250 milioni) e contro i tagli dei servizi ferroviari per i pendolari.
La
giovane Guidi sogna i contratti individuali Dalla tribuna di Santa Margherita
si ripetono gli attacchi ai sindacati e ai pubblici dipendenti
( da "Unita,
L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Tra una settimana porterò un pacchetto di misure - annuncia - Già ho detto della class action estesa anche al pubblico. Tra le altre misure anche quella di rendere pubblici i tassi di ritardo con cui le pubbliche amministrazioni erogano i pagamenti. Altro punto sarà la tracciabilità di tutte le procedure per gli appalti e le gare".
Chi
vuole far slittare la class action ?
( da "Unita,
L'" del
07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action"? Angelo De Mattia Entrerà in vigore, come prescritto, fra 22 giorni - il 29 giugno - la class action, l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, disciplinata dalla legge finanziaria 2008? Il dubbio è legittimo perché si stanno diffondendo voci su di un possibile slittamento - senza o con sostanziali modifiche -
Nessuna
intenzione di impedire il regolare svolgimento degli esami, tanto più a chi non
poteva ( da "Unita, L'"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Dopo le tensioni di ieri all'università di Torino, il Collettivo universitario autonomo (Cua) replica così alle accuse di Augusta Montaruli, la studentessa di Azione universitaria-Fuan a cui sarebbe stato impedito di partecipare all'appello di Procedura Penale. "Un esame - è la versione del Cua - a cui non era neanche iscritta".
Dagli
junior di Confindustria no al contratto collettivo
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: presidenza del Consiglio fino ai livelli locali e class action per la rimozione degli amministratori incapaci. E poi trasparenza a tutti i livelli: dalla pubblicazione dei compensi e dei tassi di assenteismo alla tracciabilità su Internet delle procedure di pagamento. "La tensione con i sindacati, che si alzano e si risiedono, è il piccolo folklore di chi non ha capito la posta in gioco"
Basta
contratto collettivo , i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale
( da "Manifesto,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class action anche nel pubblico.
Treni
pendolari a rischio ( da "Manifesto, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Verso una class action Treni pendolari a rischio Moretti, amministratore Fs: "Ci hanno tagliato i fondi" Antonio Sciotto ROMA Treni locali a rischio, messi a repentaglio dalla passata finanziaria (opera del governo Prodi) ma anche dall'insensibilità dell'attuale esecutivo.
È
ora di contratti su misura ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: lo standard collettivo impoverisce, centrare il modello sull'individuo Nicoletta Picchio SANTA MARGHERITA LIGURE Dal nostro inviato Ripete più di una volta che la sua non è una "ricetta", ma una "proposta culturale". Sta di fatto che il modello di relazioni industriali tratteggiato da Federica Guidi si spinge molto avanti,
SANTA
MARGHERITA LIGURE Renato Brunetta superstar in riva al Tigullio. Infiamma la
platea d ( da "Messaggero, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: una class action che diventa lo strumento per rimuovere il dirigente o il politico irresponsabile o incapace. Una norma che sarà contenuta in un pacchetto di interventi che - promette il ministro - sarà presentato entro 10 giorni. "Penso anche alla pubblicazione internet dei ritardi con i quali lo Stato rimborsa i creditori o alla tracciabilità degli appalti,
Brunetta:
"Una manovra da 36 milardi in tre anni"
( da "Tempo,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La possibilità di fare ricorso alla class action potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude, altrimenti si torna indietro".
<Amministratori
fannulloni? Licenzio pure loro>
( da "Libero"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Brunetta ha anche confermato di avere allo studio una sorta di "class action" per il settore pubblico. Il clima della giornata è assolutamente "bipartisan". Così il ministro offre un riconoscimento a Pietro Ichino che ha proposto i contratti macroregionali. Forse più caotico - ammette - "ma più capace di rispondere all'impatto differenziato della tecnologia sulle imprese".
E
Walter diventa il "premier ombra"
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
<Basta
contratto collettivo>, i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale
( da "Manifesto,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class action anche nel pubblico.
"Non
ci sono stati blocchi È solo lotta antifascista"
( da "Stampa,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Franca e una decina di studenti del Collettivo autonomo hanno convocato una conferenza stampa per raccontare la loro versione del nuovo scontro con i giovani di Azione Universitaria. Spiegano: "Abbiamo organizzato questo presidio perché alcuni studenti ci hanno segnalato un continuo volantinaggio di fascisti".
Economia
e politica, senza amore che miserevoli mestieri
( da "Corriere
Adriatico" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: dimostrarono che la ricerca del benessere individuale porta al benessere collettivo. Un "amore di sé" che non esclude l'altro, dunque. Peccato che non funzioni. La cosiddetta "economia del benessere" è un modello virtuoso che vale in teoria, ma non in pratica. Perché il soggetto che compie l'azione spesso persegue il suo fine anche a costo di danneggiare la collettività (in politica,
La
Marcegaglia si augura uno spirito di pragmatismo e concretezza tra le parti
( da "Rai
News 24" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ha precisato Class action "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi piu' tempo sulla legge sulla class action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La legge rischia di essere "penalizzante per tutti". "E' un problema serio in un Paese che ha una giustizia di questo tipo".
"Troppe
tensioni nell'Università" ( da "Stampa, La"
del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli.
<Recupero
del centro storico con azioni condivise e incisive>Il consigliere Territo
( da "Sicilia,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: centro storico con azioni condivise e incisive"Il consigliere Territo chiede una voce specifica nel bilancio 2008 del Comune Ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle elezioni provinciali. Oltre che per il rinnovo del Consiglio, il 15 e 16 giugno si voterà per scegliere il nuovo presidente, per la cui carica - come è noto - sono in lista un esponente del centrodestra (
"Palazzo
Nuovo e i centri sociali un problema di sicurezza"
( da "Stampa,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Secondo quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta Montaruli.
Ex
Stamperia occupata e sgomberata ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: poi interviene la polizia in forze Il Cam - Collettivo Autonomo Modenese, associazione di sinistra che s'ispira all'"autonomia operaia" - ha occupato nella notte tra venerdì e ieri l'ex Stamperia del Comune in via Monza. Ieri pomeriggio l'edificio è stato sgomberato con un blitz degli agenti di Polizia della Digos e 4 pattuglie in assetto antisommossa,
Lavoro,
la parola d'ordine è deregulation Sacconi all'attacco delle regole. Epifani:
dissenso radicale. Marcegaglia: no alla class action
( da "Unita,
L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: no alla class action di Bianca Di Giovanni inviata a S.Margherita Ligure ATTACCO Emma Marcegaglia sa che stavolta può farcela a scardinare le resistenze del sindacato sui contratti, a liberare le imprese dai vincoli indesiderati (regole sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla tutela dei consumatori) e magari anche a difendersi dalla Cina.
<Ecco
perché abbiamo vinto> ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la partecipazione ai lavori per la Amp e altre azioni, anche di carattere minore, che quotidianamente ci hanno visti e ci vedono impegnati sul territorio e per il territorio". "IN MOLTI casi ? va avanti Feri ? abbiamo affrontato temi impopolari e politicamente poco appaganti, ma questa, caso mai, dovrebbe essere una ragione in più, da parte della gente,
Dal
nostro inviato SANTA MARGHERITA LIGURE Tutto bene?...Tutto bene...
( da "Messaggero,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class action. Una legge che rischia di essere penalizzante per tutti". Punto e a capo. La verifica sarà quella del tavolo. Il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, ancora da Santa Margherita, lancia un invito: "Il sindacato dimostri che è cambiato perchè nel frattempo il mondo è cambiato".
Lega
delle democrazie, pia illusione ( da "Corriere della Sera"
del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: è falso sostenere che l'azione collettiva di un gruppo di democrazie (qualora l'Onu non possa agire) goda di una legittimità internazionale. Le democrazie assumono legittimità dal consenso di chi è governato; quando queste agiscono fuori dei propri confini, tale legittimazione non ha valore.
<Va
rivista la legge sulla class action Si rischia la paralisi>
( da "Giornale.it,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Va rivista la legge sulla class action Si rischia la paralisi" di Redazione "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo intervento a chiusura del convegno dei Giovani imprenditori, a Santa Margherita Ligure.
Grande
attesa per la Febbre del sabato sera
( da "Corriere
Adriatico" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: immaginario collettivo di mezzo mondo. La parabola del proletario Toni Manero semplice commesso in un negozio di Brooklyn di giorno, protagonista indiscusso all'Odissea 2001, invece, di notte torna dunque a rivivere nei panni (completo bianco d'ordinanza, camicia con colletto a punta e vistosi pantaloni a zampa d'elefante) di Stefano Scaramucci,
L'INCHIESTA
SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA
MAXIPERIZIA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.
Adusbef
e Federconsumatori : "Class action contro Trenitalia"
( da "Sestopotere.com"
del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Federconsumatori proclameranno delle class action contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo. è evidente che con un'inflazione che va oltre il 3,6%, il costo della benzina a 1,53 € al litro, uno Stato previdente e responsabile porrebbe il tema dello sviluppo ferroviario, urbano ed interurbano, al centro delle sue strategie economiche e sociali.
( da "ITnews.it"
Argomenti: Class Action
LONDON, June 5 /PRNewswire/ -- LONDON, June 5
/PRNewswire/ -- - Flora Launches 'Cooking With Schools' Initiative to Help Put
Healthy Eating at the Heart of the Classroom Research released by Flora today
reveals 93% of primary school teachers want the Government to take more class="hilite">class="term">action
to improve cookery lessons in school, 99% of teachers believe teaching children
how to choose and prepare healthy food is essential to good health. To help put
healthy eating at the heart of the classroom, the
Flora team is launching Cooking with Schools, an initiative that will offer
free cooking equipment to all primary schools across the
( da "Italia Oggi (La Legge)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - La Legge Numero 133, pag. 19 del 5/6/2008
Autore: Anita Scorza a cura di Francesco Romano Visualizza la pagina in PDF
Letture di diritto Autori - Claudio Consolo, Marco Bona, Paolo Buzzelli Titolo - Obiettivo Class Action: l'azione collettiva risarcitoria Casa editrice - Ipsoa, Milano, 2008, pagg. 337
Prezzo - Euro 46 Argomento - Attraverso la legge finanziaria per il 2008 è
stata introdotta anche nel nostro ordinamento la Class Action, ovvero l'azione collettiva risarcitoria. La novella normativa ha come obiettivo
principe quello di innalzare il livello di tutela di un particolare
contribuente debole, il consumatore, in funzione dello scopo dei suoi acquisti.
In realtà, quella italiana, è, come fa notare Vincenzo Carbone nella prefazione
all'ottimo lavoro in recensione, solamente una disposizione di principio a
carattere prevalentemente processuale (inserita nel codice del consumatore con
l'art. 140-bis) e non una meditata regolamentazione alla cui mancanza dovrà
supplire l'interpretazione giurisprudenziale. Il testo scritto da Consolo, Bona
e Buzzelli pone una prima, ma attenta e accurata, riflessione dell'istituto
dell'azione collettiva risarcitoria. In particolare
esamina i soggetti legittimati alla proposizione, la tipologia di cause che
possono essere collettivamente gestite; i requisiti
per la proposizione di questa azione; le modalità di partecipazione dei
consumatori al processo collettivo; le prospettive risarcitorie; gli effetti
della prescrizione dei diritti dei singoli danneggiati; i profili procedurali e
processuali dell'azione. In definitiva, l'opera fornisce un indispensabile
approfondimento per quanti vorranno utilizzare questo nuovissimo strumento di
tutela collettiva. Autori - A cura di Luigi Viola
Titolo - I danni cagionati dallo Stato, dalla Pubblica Amministrazione e dal
Fisco Casa editrice - Halley editrice, Macerata, 2008, pagg. 766 Prezzo - Euro
32 Argomento - Nell'ampio panorama del risarcimento del danno non patrimoniale
derivante dalla lesione di un interesse costituzionalmente tutelato, si
inserisce anche l'evoluzione concernente il risarcimento dei danni causati dai
cosiddetti poteri forti. Al rafforzamento della tutela del cittadino di fronte
alla pubblica amministrazione ha contribuito in particolare la sentenza Sez.
Un. del 1999 n.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Azione legale collettiva PROPRIETARI
senza tutele in caso di sfratto, inquilini che ricorrono a escamotage per
posticipare la data dell'esecuzione. La soluzione a tutti i mali la propone
l'Associazione dei Piccoli Proprietari di Case (Appc), che assieme ad
Assoutenti ha lanciato ieri un'inedita iniziativa che si propone di mettere
insieme per una maxi-causa di risarcimento comune tutti i proprietari di case danneggiati
da un provvedimento di esecuzione di sfratto eseguito con ritardo.
"Vogliamo fare un appello a tutti i proprietari che si trovano in questa
situazione - dice Gatto - A Genova ogni dieci sfratti due vengono sospesi in
modo arbitrario". Un secondo fronte verrà aperto su un problema interpretativo
del "decreto Mille Proroghe" che permetterebbe il rinvio dello
sfratto a coloro che dimostrino un reddito inferiore ai 27 mila euro. "È
solo uno dei requisiti - precisa Marco Evangelisti, presidente Appc - vanno
aggiunti anche l'età e altri disagi legati a malattie o a persone handicappate
a carico". 05/06/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
ASCOLI pag. 4
"GLI ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi C... "GLI
ATTEGGIAMENTI temerari dell'Ascoli Servizi Comunali non possono ricadere sulle
tasche dei cittadini che provvedono al pagamento della Tarsu. L'azienda?
denuncia Pino Marcucci, segretario provinciale dell'Unione Generale del Lavoro?
partecipata al 100% dal comune, disperde risorse finanziarie per rispondere
agli atti censurabili di chi non rispetta le regole giuridiche, umane e
professionali". L'azione legale della signora Rosella Guerrieri
prosegue:senza lavoro dal gennaio 2007, dopo il subentro dell'Ascoli Servizi
Comunali alla Formula Ambiente, e in seguito alla mancata riassunzione,
prevista in base all'articolo 6 del Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro per i dipendenti dell'azienda precedente, fa ricorso al
Tribunale di Ascoli. Con sentenza depositata in cancelleria il 6 maggio 2008,
il giudice emette sentenza a favore della reintegrazione lavorativa della
donna, condannando la resistente a rifondere le spese del giudizio liquidate in
4.975 euro, ai quali andrà eventualmente aggiunto un risarcimento per i
tempi di inattività, dichiarando costituito il rapporto lavorativo dal primo
gennaio 2007. Data l'immediata disponibilità a prendere servizio, la signora
incontra, il funzionario responsabile Censori e il consulente del lavoro
Mariani, alla presenza del Presidente dell'Ascoli Sevizi Comunali. La proposta
fatta alla lavoratrice prevede un demansionamenrto di 4 gradi, dal livello 6A
al 2A, offrendo alla ricorrente, dapprima impiegata nell'area
tecnico-amministrativa con stipendio netto di 1.500 euro, il posto alternativo
come operatrice ecologica, imponendole, in modo implicito, il venir meno della
propria professionalità. La Signora Rosella prosegue la protesta presentandosi,
nei giorni successivi, nella sede dell' Ascoli Servizi Comunali, con la
disponibilità a prendere servizio negli uffici. Il 3 giugno riceve un
telegramma e una lettera raccomandata avente ad oggetto la risoluzione del
rapporto di lavoro con effetto immediato causato dal rifiuto della donna
all'adempimento dello svolgimento lavorativo. " Faremo ricorso
velocemente? assicura il segratario provinciale dell'Ugl? abbiamo le ragioni
per vincerlo: è un procedimento inefficace per mancato rispetto delle norme sul
licenziamento previste dallo Statuto dei lavoratori". Federica Andolfi.
( da "Adige, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
La "banda dello
spray" è tornata in azione ad Arco La "banda
dello spray" è tornata in azione ad Arco. Ed ha imbrattato i muri
dell'asilo nido comunale di via Donatori di Sangue oltre ad una targa del vicino
"Giardino della pace". Scritte oscene, uguali a quelle apparse tempo
fa sulla sede della polizia municipale o nel sottopasso di viale Santoni o
ancora al Circolo Pensionati di viale delle Palme. Non si tratta di
fatti recenti, ma solo ieri - come riferiamo a parte - l'assessore comunale al
patrimonio Mauro Ottobre ha preso posizione dando mandato al legale del Comune,
l'avvocato Barbara Zampiero, di procedere con una denuncia contro ignoti per
danneggiamenti. Del resto anche se c'è qualche sospetto sugli autori
dell'ennesimo atto vandalico in questi casi, si sa, è essenziale per l'avvio
dell'azione penale cogliere in flagranza di reato i teppisti. Resta però il
fatto che sistematicamente in città edifici comunali vengono presi di mira. E
il ripristino è a carico alla fine della collettività. L'assessore Ottobre ieri
ha preannunciato un'azione decisa, anche nelle scuole, per sensibilizzare
studenti, insegnanti, genitori su quello che sta veramente diventando un
problema oltre che un fenomeno incomprensibile. Tolleranza zero insomma d'ora
in poi per chi fosse colto sul fatto o comunque ritenuto responsabile di questi
danneggiamenti al patrimonio comunale. 05/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina XI - Roma
Blocco studentesco contro gli studenti di sinistra Mamiani, gavettoni della
destra e l'agguato finisce su YouTube La settimana scorsa erano stati i giovani
dei collettivi a colpire i rivali politici TEA MAISTO Studenti antifascisti del
classico Mamiani da una parte, esponenti di Blocco Studentesco (vicini a Casa
Pound) dall'altra: le distanze ideologiche si combattono anche con i gavettoni.
La settimana scorsa i ragazzi del classico avevano tirato acqua contro un
gruppo di studenti di destra che stava distribuendo il loro giornale davanti
all'istituto di Prati e la risposta non si è fatta attendere. Ieri esponenti di
Blocco Studentesco sono arrivati con auto e motorini: hanno accesso un
fumogeno, gettato acqua, uova e farina contro gli studenti e hanno ripreso poi
il tutto con la telecamera. Il video è in rete su You Tube. "Prendendo
spunto dalla simpatia dei ragazzi del collettivo antifascista del Mamiani, i
quali la scorsa settimana avevano pensato bene di bagnare un paio di ragazzi
mentre distribuivano un giornalino - scrive in un comunicato Blocco Studentesco
- oggi (ieri per chi legge) all'entrata circa trenta militanti di Blocco hanno
deciso di rispondere organizzando una grande 'gavettonata'. L'azione è stata portata avanti in grande stile, acqua, uova e
farina l'hanno fatta da padrone. Ci dispiace solo per gli studenti del Mamiani
che non hanno nulla a che fare con il collettivo antifascista e magari sono
stati colpiti anche loro dallo scherzo, ma di questo devono ringraziare i loro
'compagni' di scuola che la scorsa settimana si erano dimostrati così 'simpatici'
". Anche gli studenti del Mamiani, dove oggi pomeriggio sarà proiettato il
film NaziRock, rispondono con un comunicato: " Sembra che costoro,
profondamente colpiti nel loro orgoglio virile e italico abbiano sentito la
necessità di provare a cercare, senza successo, una surreale 'rivincita'.
Vediamo nel video, che si erano caricati in macchina uova, pomodori, farina in
quantità, che però non hanno usato e probabilmente serviva solo a fare scena
per il patetico video di propaganda". "Una ragazza è anche caduta dal
motorino - spiega uno studente - Per colpa del fumogeno non riusciva a vedere
nulla. Per fortuna non si è fatta male seriamente".
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
NICHELINO PROTESTA
CONTRO IL CONSORZIO COVAR Il comitato non si arrende "Illegali le bollette
rifiuti" [FIRMA]MASSIMILIANO PEGGIO NICHELINO Non si arrende il comitato
"anti-Covar" di Nichelino, determinato a promuovere i ricorsi contro
l'Iva nelle bollette rifiuti. "Pagare il 10 per cento dell'Iva sugli
importi delle bollette è illegale. Lo dice una sentenza della Cassazione"
tuona Bruno Baldini, portavoce del comitato, annunciando nuove iniziative. Una
protesta non nuova, sollevata da altri comitati in guerra contro il "porta
a porta", in merito al concetto tra tariffa e imposta. class="hilite">Molti
sognano un'azione di massa, una "class="term">class class="term">action"
contro il Covar. In più, i comitati accolgono come sfida gli ultimatum lanciati
dei giorni scorsi dal presidente del consorzio, Giuseppe Massimo, sull'avvio
delle procedure coattive per perseguire chi non paga le bollette per intero. I
crediti ammontano ad oltre 20 milioni di euro, e Nichelino è il Comune più
"indisciplinato", soprattutto nel settore produttivo. "La nostra
- aggiunge Baldini - è una protesta contro l'incapacità del presidente
Massimino, contro il carrozzone del Covar e contro il Comune che non tutela i
cittadini". Dall'altro fronte invece si replica alle invettive dei
comitati evidenziando le possibili ripercussioni contabili dei ricorsi. Lo ha
fatto il Covar 14 e lo ripete l'assessore Renato Marando, confrontando numeri e
interpretazioni legali. Afferma: "La questione Iva è complessa e può
diventare un boomerang per i cittadini. In teoria chi fa ricorso ha buone
possibilità di vincere ma non avrà benefici, perché la quota Iva diventerà una
voce di costo. Basta dire che se tutti i cittadini di Nichelino vincessero il ricorso,
il costo complessivo della raccolta rifiuti aumenterà di circa 800 mila euro
l'anno. Il gioco non vale la candela".
( da "Corriere di Bologna" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-05 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Stasera la protesta Caro tasse, tornano i
collettivi Una manifestazione in piazza Verdi per proseguire la protesta contro
il rincaro delle tasse universitarie, cominciata due giorni fa con
l'occupazione del Senato accademico. è stata convocata da Spazio sociale
studentesco e dai collettivi universitari Crash e Cua, per stasera alle 18.
"Abbiano occupato il Senato - spiega il collettivo - per sottolineare che
non contribuiremo con un euro in più a mantenere questa università. La risposta
del rettore è stata quella di ordinare lo sgombero. Dopo anni, le forze
dell'ordine sono tornate ad usare la forza all'interno l'Università. Ma la
palese provocazione non è stata e non sarà colta. Tutto ciò non distoglierà
l'attenzione da quella che è la sostanza politica della nostra azione e del
provvedimento contro il quale era rivolta". La manifestazione, che
potrebbe tradursi in un mini corteo in via Zamboni, è anche contro l'ordinanza
antibivacco.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-06-05 - pag: 9 autore: CROSSROADS SULLA STRADA DEI NUOVI
MEDIA DI LUCA DE BIASE La probabilità della qualità S crive Roberto Vacca nel
suo celebre Anche tu matematico, saggio di divulgazione della scienza dei
numeri, che la matematica serve innanzitutto per ridurre le probabilità di
farsi imbrogliare. Per la verità, allo stesso scopo servirebbe conoscere oltre
ai numeri anche il senso delle parole. E, generalizzando, in questo periodo di
grande transizione culturale, nel quale la gran parte delle definizioni è messa
in discussione, il vero problema è associare tutte le scienze e le pratiche
dell'approfondimento in una grande iniziativa di divulgazione partecipata, per
combattere l'oscurantismo degli slogan e dei preconcetti. è un programma
liberatorio e democratico, sicuramente strategico: perché
se l'azione collettiva viene dal consenso, l'agenda è troppo spesso indirizzata dalla
ripetizione di concetti facili e predigeriti, mentre il ragionamento
controllato è più raro e difficile. C'è chi pensa che tutto questo si possa
correggere facendo leva solo sulla riforma spontanea del sistema dei mezzi di
comunicazione. Perché alcuni media, come la televisione, sarebbero più
compatibili con la gestione del consenso attraverso gli slogan, mentre i media
sociali, come i blog, porterebbero all'insieme un maggiore approfondimento. Può
essere vero. Ma non dipende dai media: dipende dal modo di utilizzarli. Perché
si può anche fare tv di qualità e blog di banalità. Il che è tutt'altro che
improbabile. Ma quali sono le dinamiche che possono favorire la qualità? Di
certo la tecnologia è un'opportunità. Ma non più di questo. La profondità del
dibattito intorno alle questioni rilevanti per l'agenda delle decisioni
prioritarie di una popolazione dipende dalla qualità delle informazioni che
sono a disposizione delle persone e, insieme, dalla loro capacità di
interpretarle criticamente. Mentre la forza con la quale le decisioni vengono
perseguite dipende dalla quantità di persone che hanno accesso a quelle
informazioni e concordano sulle interpretazioni. Insomma: il risultato finale è
tanto migliore quanto maggiore è la collaborazione tra gli specialisti
orientati a condividere e divulgare il loro sapere e coloro che partecipano
alla costruzione delle dinamiche del consenso e dell'azione collettiva:
dai leader culturali all'insieme composito del pubblico attivo. Che cosa può
favorirne la collaborazione? L'approccio a una soluzione dipende dalla visione
del futuro adottata dai leader culturali e dal pubblico attivo. E dunque, che
cosa può portare a una visione condivisa che indirizza costoro verso un'azione
comune? Ovviamente non è realistico rispondere in poche righe. Ma un punto è
chiaro. Lo spontaneismo dei cultori del "bottom up" non è sufficiente
a incentivare l'approfondimento e la diffusione di ragionamenti controllati. Ma
è vero anche che non si può rispondere in chiave meramente "top
down": qualcuno certamente immagina di poter ancora controllare i processi
con la comunicazione, alternativamente puntando sull'eccesso di informazione
oppure impedendo la diffusione di informazione. Come mostrano Charlene Li e
Josh Bernoff, di Forrester Research, autori di Groundswell - Winning in a world
transformed by social technologies, ogni strategia basata sul controllo rischia
di fallire per la complessità dell'ecosistema dell'informazione che si
vorrebbe, appunto, comandare a bacchetta. Molto più realistico puntare
sull'ascolto, il servizio e la profondità della proposta intellettuale che si
porta al pubblico attivo. Una strategia di manipolazione rischia di condannare
chi la persegue a impiegare tutte le sue energie per difenderla
incessantemente. In questo contesto, è probabile che chi scommette sulla
qualità sia favorito. lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com {.
( da "Corriere del Veneto" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-06-05 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La musica salva Piazza San Marco Quattro concerti: ogni sms inviato
accende una luce e contribuisce ai restauri Mara Venier madrina
dell'iniziativa. Obiettivo: un milione di euro per cominciare, ma sarà
replicata ogni anno VENEZIA - Più di un milione di euro, solo per iniziare.
Questo l'obbiettivo più ambizioso di Sms Venice (Saint Mark Square), un
"minifestival deluxe " in cui la musica salva i marmi di piazza San
Marco e ci mette lo zampino anche la tecnologia del "messaggino" con
cui, durante tutto il mese di luglio si potrà donare un euro per i restauri dei
monumenti marciani. Poche date, quattro e concentrate nel mese di luglio e un
palcoscenico d'eccezione, piazza San Marco. Una piazza per cui il traguardo di
una manutenzione ordinaria ma costante è ancora lontano. Il futuro prossimo, ha
ricordato ieri alla presentazione dell'iniziativa l'architetto Renata Codello,
sovrintendente veneziana, è ancora costellato di restauri radicali e onerosi.
Milioni di euro che non possono arrivare né dallo Stato né dal Comune. I
concerti Così la missione impossibile è stata affidata a Fran Tomasi, il
manager di eventi che porterà in piazza, nell'ordine, i Momix (8 luglio con un
Best of), Elton John (il giorno seguente con un concerto solo piano) che si
esibisce a titolo gratuito per la città dove ha preso casa, Giovanni Allevi (14
luglio) con un'orchestra di trenta elementi per presentare il nuovo album e,
per finire, Gilberto Gil (15 luglio), padre nobile della Bossa Nova, nonché
ministro della cultura brasiliano con un duetto sperimentale prima con Mart'
Nalia e poi con Venezia Suona Big Band. Nomi di spicco del panorama
internazionale che, tradotti in aride cifre significano un incasso minimo per
l'amministrazione e la sovrintendenza, alla voce restauri, di 200.000 euro. Una
cifra certa comunque vada. E destinata a crescere secondo le variabili della
bigliettazione, della presenza di sponsor e dell'sms solidale. Sms e pixel Il
principio dell'sms è un po' quello che ha fatto la fortuna di manifestazioni
come Telethon per la ricerca. Milioni di piccoli contributi che potrebbero
diventare un appuntamento fisso. "L'amministrazione non può farcela da
sola - ha ricordato il sindaco Massimo Cacciari - ecco che allora iniziative
come questa diventano fondamentali ". Pure Mara Venier ha preso a cuore
l'iniziativa diventandone la madrina. "Per 20 giorni - ha spiegato
l'organizzatore, Fran Tomasi - in piazza San Marco ci sarà un palco con, ai
lati, sulle torri delay, una riproduzione in pixel di Palazzo Ducale, un
simbolo di San Marco. E ad ogni sms si accenderà un pixel in tempo reale".
La campagna di sensibilizzazione si appoggerà anche ad un sito con tanto di
blogger per veneziani e turisti che vogliano scrivere (www.smsvenice.com). I
cantieri "Chi ama questa città deve poter contribuire - spiega
l'architetto Codello - la tutela e la salvaguardia dei
monumenti sono una azione collettiva". Concretamente,
significa che con i 200.000 euro di fisso legati a Smsvenice, si potrà aprire
il cantiere pilota con tre arcate della Procuratie Nuove per il restauro della
pavimentazione a quadrotti bianchi e rossi, le volte dei sottoportici e gli
elementi lapidei. L'altro intervento in programma, fondi permettendo, è
il restauro della Bocca di Piazza San Gimignan per cui occorrono 400.000 euro e
la facciata dell'Ascension, il "retro" dell'ala napoleonica che
richiede un impegno di 6-700.000 euro. Intanto procedono i lavori sponsorizzati
da quello che è ormai il main sponsor della piazza, la britannica Plakativ
Media Limited che ha già finanziato il restauro della facciata della Marciana
che sarà finito per il 31 luglio. Sponsor e cantiere si spostano lungo altre 6
arcate delle Procuratie Nuove finanziate, però, anche dal Ministero per i Beni
Culturali. Gli altri conntieri in programma sono la doppia serata di Emergency,
il 22 luglio con Joan Baez e Vinicio Capossela e, con ogni probabilità, per il
"Concerto per la pace" che quest'anno, dopo Morricone, dovrebbe
essere assegnato ad Andrea Bocelli "ingaggiato" (con un cachet, si
dice, di circa 700.000 euro) dal Casinò dopo che erano sfumate le trattative
"solidali" fra Tomasi e il cantante. Martina Zambon.
( da "Repubblica, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Bologna
Piazza Verdi, fischi e insulti agli agenti Notte di tensione con due denunce. E
oggi sfilano i collettivi Assediato l'ufficio dei vigili per protestare contro
l'identificazione di un ragazzo CARLO GULOTTA FISCHI e insulti agli agenti, il
tentativo della "piazza" di sottrarre un ragazzo all'identificazione,
fermato per aver ripreso col telefonino le proteste contro l'anti-bivacco,
l'ufficio dei vigili sotto assedio, una bottiglia che s'infrange contro la
vetrata, due denunce, un "contatto" cogli agenti schierati a difesa
della polizia municipale. Una notte difficile in piazza Verdi a poche ore dal
presidio dei collettivi universitari che oggi alle 18 si ritroveranno qui per
protestare contro il caro-tasse all'Ateneo e la nuova "tolleranza
zero" che punisce con le multe anti-bivacco anche a chi in piazza sta seduto
soltanto a bere una birra. Dicono i ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco:
"Oggi ci riprenderemo la piazza, se avremo le forze per farlo sfileremo in
corteo in via Zamboni e faremo un'azione di disobbedienza contro
l'anti-bivacco. No alla piazza militarizzata". Insomma, dopo una notte di
tensione, quella fra martedì e mercoledì, s'annuncia un'altra giornataccia nel
cuore della cittadella universitaria. E come spesso accade, su quanto è
accaduto l'altra notte bisogna registrare due diverse "verità": i
ragazzi dello Spazio Sociale e del Cua, presenti dopo l'occupazione, lo
sgombero del Rettorato e, in serata, un mini corteo spontaneo partito da
Giurisprudenza, dicono che i poliziotti hanno messo mano ai manganelli e che
qualcuno è rimasto contuso. La Questura, che pure ammette il
"contatto" fra i giovani e gli agenti con caschi e scudi davanti
all'ufficio dei vigili, sostiene invece che non ci sono state cariche e che i
manganelli non sono stati usati. Di certo c'è che un ragazzo è stato portato a
forza nella sede dei vigili per aver filmato col telefonino le prime fasi della
protesta, verso le 19,30, quando i blindati della polizia sono entrati in
piazza Verdi per il servizio notturno. Che i "compagni", alcune
decine, secondo la polizia hanno cercato di sottrarlo al controllo e che due
giovani dell'area antagonista sono stati denunciati: minacce e resistenza per
un giovane di 21 anni, noto alle forze dell'ordine per reati contro il
patrimonio e "getto pericoloso di cose", resistenza e favoreggiamento
per la ragazza, 23 anni (precedenti di polizia per resistenza e occupazione di
edifici) accusati dalla Questura di aver aizzato la folla nel tentativo di
"salvare" l'amico nelle mani dei vigili. Nessuna multa anti bivacco,
in una notte di tensione che fa emergere una volta di più il controllo di
piazza Verdi come una questione di ordine pubblico. E dove ognuno vuol dire la
sua: stamattina l'associazione studentesca "Altra Babele" annuncia
nella vicina piazza Rossini un' "azione
eclatante" per riqualificare la zona universitaria. Opposta la versione
dei ragazzi dello Spazio Sociale Studentesco sulla baruffa. Dice Stefano Biosa
del Collettivo: "quando la polizia è arrivata in piazza Verdi, alle 19,30,
si sono levati cori e fischi, e un ispettore ci ha ordinato di spegnere subito
la musica altrimenti "sarebbe andata a finire molto male".
Abbiamo chiesto l'intervento della Digos, non volevamo che la tensione salisse,
ci è stato risposto che "non ci sono mediazioni su piazza Verdi". Il
resto è storia: un ragazzo fermato in modo "ruvido" solo per aver
filmato col telefonino le prime fasi della protesta (gli agenti l'hanno
circondato e gli hanno ordinato di cancellare le immagini in loro presenza) i
due denunciati e le botte davanti all'ufficio dei vigili, fra mezzanotte e
l'una. Io c'ero, assieme ad altri compagni: i manganelli sono stati usati ed è
volato pure qualche cazzotto". Di com'è andata, ieri mattina s'è discusso
ai piani alti della Questura, e il questore Merolla ha ascoltato il funzionario
che era di turno l'altra sera per l'ordine pubblico. Che sia stata una serata
d'emergenza lo conferma anche il tipo di intervento fatto dalla polizia per
individuare i due giovani che avrebbero aizzato la folla, individuati e
denunciati in tempi successivi, dopo una battuta in via San Vitale, quando
ormai la cittadella universitaria s'era svuotata: una tattica per evitare i
rischi di una reazione incontrollabile.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
DAI PROPRIETARI
Sospensione degli sfratti: class="hilite">parte
una class="term">class
class="term">action I piccoli proprietari
di casa della Liguria, insieme ad Assoutenti, hanno annunciato un'azione collettiva di risarcimento danni contro il Ministero di
Grazia a Giustizia. All'origine di questa "class="term">class class="term">action"
ci sono le numerose sospensioni degli sfratti concessi dal Tribunale di Genova
agli inquilini morosi. "La sospensione per morosità non è prevista - ha
spiegato Paolo Gatto, consigliere nazionale Appc -. La normativa nazionale
prevede la sospensione degli sfratti solo per terminata locazione". Malgrado
ciò, in Liguria molti morosi continuano a depositare istanze di sospensione.
"Istanze spazzature", vengono definite dai piccoli proprietari. Poi
il giudice può decidere di respingere la sospensione ma per rimettere in piedi
la pratica di sfratto occorrono almeno tre mesi. Tanto che, è stato calcolato,
su dieci sfratti richiesti, due mediamente vengono sospesi, dicono i piccoli
proprietari, "in modo completamente arbitrario". La richiesta collettiva di risarcimento nasce dal fatto che i proprietari
si ritengono danneggiati dal Ministero della Giustizia non solo per la
violazione della legge, ma anche perché la decisione è la conseguenza di
un'istanza "abnorme, presentata al di fuori dei tempi e dei modi della
legge". All'origine di questo problema, che sembra essere specificatamente
ligure, ci sarebbe l'interpretazione della normativa nazionale adottata dal
Sunia Liguria, il sindacato degli inquilini, secondo cui lo sfratto può essere
sospeso a soggetti che dimostrino un reddito annuale inferiore ai 27 mila euro.
"Ma questo è solo uno dei requisiti - ha ricordato Marco Evangelisti
presidente Nazionale Appc - al quale vanno aggiunti anche l'età (65 anni) e
altri disagi legati a malattie o a persone handicappate a carico. Noi non ce
l'abbiamo con il Sunia, ma certo questa loro interpretazione ha spinto molti
morosi a presentare istanza di sospensione".\.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Il caso La class="term">class class="term">action studentesca Rette e
caro-affitti strozzano gli universitari MONICA PEROSINO Hanno protestato,
presidiato, manifestato. Si sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro.
Ora hanno deciso di passare ai fatti. Gli studenti faranno causa
all'Università, colpevole di imporre "tasse ingiuste e
discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione
degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che ieri mattina
hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli atti amministrativi, perché
"violano il tetto del 20% delle entrate da tasse - ha spiegato il
rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti ministeriali".
Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto
(il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli studenti li
rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la violazione del
decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza chi ha un
reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su chi ha
redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi passati
gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica, in vista
del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su tutta la
linea. "Nel
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Hanno deciso di
passare ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di
imporre "tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i
rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di
sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli
atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da
tasse - ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti
ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di
quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli
studenti li rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la
violazione del decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza
chi ha un reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su
chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi
passati gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica,
in vista del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su
tutta la linea. "Nel
( da "Asca" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
(ASCA) - Roma, 5 giu
- ''Sto cercando di dare una voce concreta ai cittadini, per punire chi non fa
il proprio lavoro con l'estensione della class="hilite">class="term">class class="term">action al settore pubblico dove chi
perde va a casa''. Lo ha detto il ministro della P.A., Renato Brunetta,
interpellato dai giornalisti a margine dell'audizione alla commissione Affari
costituzionali della Camera. ''Si tratta di regole per dare forza e
responsabilita' ai datori di lavoro - ha detto - e sono convinto che i
lavoratori risponderanno meglio che nel settore privato''. ram/
( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
MAFIA Misure
finalizzare a potenziare giudici e colpire patrimoni postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 5 giu. (Apcom) - Carlo Vizzini e Filippo Berselli,
Presidenti della Commissione Affari costituzionali e della Giustizia al Senato,
hanno presentato un pacchetto di emendamenti al decreto legge sulla sicurezza,
in tema di lotta alla criminalità organizzata, volto a contrastare in maniera
decisa ogni forma di economia illegale comunque riconducibile alle mafie. Si
tratta, informa una nota, di norme strumentali per potenziare l'attività
dell'Autorità giudiziaria e che mirano a colpire in maniera radicale i
patrimoni mafiosi e scardinare le cassaforti della criminalità organizzata. Gli
interventi riguardano:
( da "Virgilio Notizie" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
NOVITA'
"Agricoltori citati solo 3 volte, ignorata la speculazione" postato fa
da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 5 giu. (Apcom) - La bozza del documento
finale della Conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare sul quale sono in
corso i negoziati "ripete soltanto ogni singolo impegno preso nel passato,
limitandosi a delegare le azioni alla task force" composta dalle agenzie
delle Nazioni unite e da Banca mondiale, Organizzazione mondiale del commercio.
E' la denuncia lanciata, nel corso di una conferenza stampa nella sede Fao, da
Terra Preta, il forum alternativo delle organizzazioni non governative che in
questi giorni si è tenuto a Roma parallelamente a quello dell'agenzia delle
Nazioni unite. Per il forum delle ong "governi, agenzie multilaterali e
istituzioni finanziarie stanno suggerendo proposte che avranno solo l'effetto
di aggravare questa crisi". Nel testo, aggiungono, "gli agricoltori
sono citati solo 3 volte", mentre "è ignorato il problema della
speculazione. Siamo disgustati - ha sottolineato Fabio Valenti
dell'organizzazione brasiliana Fian - nel vedere che la crisi alimentare viene
usata per portare avanti quelle stesse politiche che ci hanno portato alle
attuali condizioni". "Una crisi alimentare simile - ricorda il
documento finale del forum di Terra Preta - colpì il mondo nel 1974. I
programmi di aggiustamento strutturale messi a punto da Banca mondiale e Fondo
monetario internazionale misero le condizioni per ricorrenti crisi alimentari
attraverso politiche di liberalizzazione che minarono la capacità locale e
nazionale di autosufficienza alimentare". Da allora, prosegue, il
documento, le crisi alimentari "sono state sfruttate da compagnie
agroindustriali" che "oggi sono più potenti di trenta anni fa e
controllano larga parte del mercato alimentare globale e di quello
energetico". Per Terra Preta sono due le iniziative da adottare
immediatamente: "portare a giudizio attraverso procedimenti penali
corporazioni e istituzionile cui azioni hanno negato alle comunità il loro
diritto al cibo trando profitto da input e prodotti agricoli" e "istituire una commissione sulla sovranità alimentare sotto gli
auspici delle Nazioni unite costituita da rappresentanti dei governi e
organizzazioni di pescatori, contadini e pastori per individuare strategie
collettive per risolvere la crisi". Il documento individua poi un piano in
otto azioni per affontare la crisi. (Segue).
( da "HelpConsumatori" del 05-06-2008)
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News BANCHE.
Parlamento Ue chiede più concorrenza e meno costi nei servizi bancari ai
clienti 05/06/2008 - 16:30 Approvate oggi dal Parlamento Ue in seduta Plenaria
due relazioni per una maggiore concorrenza nel settore bancario. La relazione
della deputata Othmar Karas chiede maggiore concorrenza transfrontaliera nei
servizi finanziari al dettaglio, a tutto vantaggio del consumatore. La premessa
della proposta è quella che una sana concorrenza tra fornitori di servizi
finanziari, oltre a fornire un'offerta più vasta e di maggiore qualità,
abbasserebbe i prezzi. Per garantire una concorrenza effettiva serve "un
elevato numero di operatori che competono a parità di condizioni e di flusso
costante di informazioni rilevanti per i consumatori". Per questo è
necessario uniformare le norme comunitarie ed applicare il "mutuo
riconoscimento delle diverse normative nazionali" per gli elementi che non
si possono armonizzare, e, talvolta anche l'autoregolamentazione dei servizi finanziari
potrebbe rivelarsi efficace. Secondo gli eurodeputati un'importante operazione
da agevolare è il cambio di fornitore: i consumatori devono essere liberi di
cambiare in qualsiasi momento, con costi e ostacoli giuridici minimi e clausole
contrattuali trasparenti. La relazione chiede poi che i consumatori abbiano
accesso a meccanismi extragiudiziali alternativi per la risoluzione delle
controversie in caso di problemi nel campo dei servizi finanziari al dettaglio,
sia a livello nazionale che a livello transfrontaliero. La Commissione dovrebbe
promuovere le migliori prassi in materia anche se il contenzioso giudiziario
tradizionale "rimarrà un importante meccanismo di risoluzione delle
controversie". Il Parlamento Ue appoggia inoltre la ricerca di una soluzione
coerente a livello europeo, che offra ai consumatori l'accesso
a nuove forme equilibrate di azione collettiva per la
risoluzione delle controversie transfrontaliere attinenti a prodotti finanziari
al dettaglio e, in proposito, propone di valutare l'impatto dei sistemi creati
recentemente a livello nazionale. I deputati riconoscono l'importante ruolo
svolto dagli intermediari dei servizi finanziari, nei riguardi
soprattutto della clientela privata e delle Piccole e Medie Imprese. Anche il
ruolo delle compagnie d'assicurazioni mutualistiche contribuisce molto alla
stabilità del mercato finanziario europeo: esse forniscono servizi a più di 230
milioni di cittadini ed hanno bisogno di nuovi strumenti, che siano più
compatibili con l'attività svolta. Mediante la loro modalità di gestione che
coinvolge direttamente i clienti, queste compagnie di assicurazione
mutualistiche rafforzano la fiducia generale dei consumatori nel mercato
finanziario dell'Ue; il Parlamento propone uno statuto della mutua europea che
dia a tutti le stesse condizioni. L'altra relazione approvata dal Parlamento
Ue, con 562 voti favorevoli, è quella dell'eurodeputato italiano Gianni
Pittella che chiede di agevolare il trasferimento dei conti bancari con
procedure più rapide e commissioni solo pienamente giustificate
"rafforzando in tal modo una sana concorrenza tra i fornitori". La
relazione chiede, inoltre, che ai clienti sia fornita, prima dell'apertura di
un conto, un documento unico di sintesi che indichi in dettaglio tutti i costi,
compresi gli eventuali costi di chiusura, in modo comparabile in tutta l'UE. I
deputati raccomandano poi la creazione di uno standard unico europeo in base al
quale i prestatori forniscono al cliente informazioni sui loro prodotti base e
i relativi costi e condizioni, "per rendere possibile un confronto agevole
e trasparente che i prodotti associati attualmente non permettono". La
relazione propone, infine, di creare un motore di ricerca europeo che consenta
un confronto transfrontaliero facile e gratuito. Gli Stati membri dovrebbero
esaminare la possibilità di istituire, a livello nazionale, un difensore civico
indipendente competente per i servizi finanziari. Il Parlamento chiede poi alla
Commissione di chiarire le regole per il calcolo delle commissioni
interbancarie per i pagamenti con carte bancomat e con mezzi diversi dalle
carte. 2008 - redattore: GA.
( da "TgFin.it" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
"Manovre da 36
mld nel 2009-11" Brunetta: serviranno 12 miliardi l'anno Ci saranno
manovre finanziarie correttive da 36 miliardi nel prossimo triennio, tra il
2009 e il
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
LA SPECULAZIONE IL
CASOOGNI ISCRITTO AVREBBE PAGATO NOVANTACINQUE EURO IN PIÙ DEL DOVUTO VIAGGIO
TRA LE FAMIGLIE CHE VIVONO LUNGO GLI ARGINI MOSTRA DALL'11 LUGLIO FESTA
DELL'ARMA LA SENTENZA IPNOTIZZATI DAI SITI HARD SU INTERNET All'interno Posti
letto a peso d'oro aumenti fino al 250% Ateneo, class="hilite">tasse
troppo alte class="term">class class="term">action
studentesca "Nessuno di noi andrà via dal fiume" L'esercito di
terracotta Il generale Giuliani "Meno reati, siamo tutti più sicuri"
Hotel al Sestriere assolto Vaciago Maddalena ricorre Via dal centro cinquecento
parcheggi La rivolta delle mogli dei nuovi pornodipendenti Servizi L'avvocato
Bonetti: "Azioni anche sul caro affitto" Grazia Longo Alberto Gaino
Tagli da via Roma a via Po dove arriva anche una corsia riservata ai bus Beppe
Minello Un'altra class="term">class class="term">action
a Torino dopo quella per il caro-libri. Questa volta sono gli studenti a fare
causa all'Università, colpevole, a loro avviso, di imporre "tasse ingiuste
e discriminatorie". Lo hanno annunciato i rappresentanti dell'Udu - Unione
degli universitari, che raccoglie le liste di sinistra -, che hanno intenzione
di impugnare gli atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20%
delle entrate da tasse imposto dai decreti ministeriali". Vale a dire che
l'Università ha incassato più soldi di quanti avrebbe potuto (6 milioni di euro
in più, con un costo a studente di 95 euro). Spiega l'avvocato Michele Bonetti:
"Certo non lo facciamo per i soldi, ma per stabilire un precedente e
ribadire un principio". Nel mirino degli universitari anche il rincaro
indiscrimnato degli affitti. Monica Perosino ALLE PAGINE 56 E 57 "Il fiume
è nostro e ce lo teniamo". Viaggio lungo gli argini di Po, Dora, Pellice e
Chisone, dove la gente, centinaia di famiglie, vive con fatalismo anche le
frane e le esondazioni. "Magari l'acqua si può portare via un pioppo con
tutte le radici, ma di sicuro non le nostre e la nostra storia". La
richiesta ai politici che come Bresso avevano invitato la popolazione a cercare
case in zone più sicure è netta: "Aiutateci piuttosto a ripensare il
fiume". Che cosa significa? "Capire che un fiume che scende a 40
all'ora non è la cartolina che vedete in pianura". Marco Neirotti ALLE
PAGINE 68 E 69Dall'11 luglio al 16 novembre nella cavea degradante del Teatro
Romano, Torino ospiterà la spettacolare mostra "Il Celeste Impero,
dall'esercito di terracotta alla via della Seta". Lupo A PAGINA 75In
America la chiamano "XXX Generation". In Italia, pornodipendenti. C'è
chi dice che dietro questo nome si nasconda una nuova patologia, fatta di ore
trascorse davanti a uno schermo. Cesare Guerreschi, un medico che lavora sul
campo da quasi vent'anni, stima che il sei per cento della popolazione adulta
soffra di pornodipendenza. In una città come Torino significa quasi 50 mila
persone. Ci sono centri di recupero e anche le mogli che si rvoltano. Andrea
Rossi ALLE PAGINE 60 E 61.
( da "Corriere.it" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il decreto
correttivo che arriverà il 18 giugno sarà un "mix di antibiotici e
vitamine" "La manovra 2009-11 sarà di 36 miliardi" Brunetta alla
Camera: "La manovra correttiva strutturale arriverà a 12 miliardi l'anno
per il triennio" ROMA - La manovra triennale 2009-11 sarà di circa 36
miliardi di euro. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato
Brunetta, nel corso di un'audizione alla Camera. "La manovra correttiva
strutturale sarà eccedente i 10 miliardi alll'anno per tre anni. Probabilmente
si arriverà a 12 miliardi annui per il triennio in ragione del peggioramento
della congiuntura prevista prevista che vede previsioni di crescita ridotte".
Brunetta ha detto che la manovra correttiva seguirà il percorso tracciato dal
governo Prodi con la Ue per arrivare al pareggio di bilancio nel 2011. DECRETO
CORRETTIVO - Il decreto correttivo che arriverà il 18 giugno sarà un mix di
antibiotici e vitamine, ha annunciato il ministro. In arrivo tagli, ma anche
liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. "Il
decreto sarà di antibiotici e vitamine. Antibiotici per correggere le dinamiche
di finanza pubblica che sono in peggioramento e vitamine perché non basta dare
solo antibiotici". Poi, accanto al decreto, che sarà accompagnato da un
disegno di legge e una delega, "ci saranno anche altre vitamine: dalla
semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e della contrattazione",
ha aggiunto il ministro. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Il ministro Brunetta ha
riferito che l'obiettivo del suo ministero è di "partecipare al decreto di
correzione strutturale della finanza pubblica" che sta mettendo a punto il
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "e accompagnarlo con un disegno
di legge e un ddl delega: un pacchetto per un piano industriale e di riforma
del lavoro pubblico e dei contratti. Il tutto", ha spiegato Brunetta,
"deve procedere in maniera coesa e convergente per la eliminazione degli
sprechi del settore e per il suo rilancio" in modo da risparmiare 40
miliardi in 3-5 anni. STATALI - Brunetta ha annunciato per martedì prossimo un
incontro con i sindacati confederali e le categorie "per discutere e
approfondire il lavoro che stiamo facendo sulla riforma della pubblica
amministrazione. Il rapporto con i sindacati è continuo". class="hilite">CLASS ACTION - La possibilità di
fare ricorso alla class="term">class class="term">action
potrebbe essere estesa anche al settore pubblico, ha detto il ministro,
"dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il danno, ma va a casa.
Se i cittadini vedono che un ospedale non funziona, una scuola non funziona,
fanno un'azione giuridico-amministrativa e in breve tempo se i dirigenti e i
politici competenti perdono, vengono commissariati e vanno a casa". stampa
|.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
L'class="hilite">avvocato
"E' la class="term">class class="term">action
dei prigionieri del Reich: dalla Germania vogliamo un milione a testa" La
Germania dovrà risarcire i prigionieri italiani utilizzati come schiavi durante
la seconda guerra mondiale. Lo ha stabilito ieri la Cassazione, che ha ritenuto
legittime le cause contro Berlino intentate da alcuni ex deportati. Grande la
soddisfazione dell'avvocato Luca Procacci, che da alcuni anni si batte al
fianco degli "schiavi di Hitler": "Una vittoria importante e non
scontata, perchè la procura generale si era schierata per l'immunità della
Germania. Ora -prosegue il legale - sarà il tribunale di Torino a decidere. Questa
è una class="term">class
class="term">action delle vittime del
Reich". Gli ex
prigionieri chiedono un milione a testa, che non verranno pagati dalla Mercedes
Benz (allora Daimler), la cui posizione è stata stralciata.
( da "AprileOnline.info" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
Jacopo Matano, 05
giugno 2008, 19:02 Politica Il ministro della Funzione Pubblica annuncia la
manovra estiva: 36 miliardi al posto dei 30 prefigurati da Tremonti, e la
ristrutturazione della Pa. Tagli, ma soprattutto liberalizzazioni e
privatizzazioni, e un turn over creativo. Martedì il tavolo con i sindacati, ma
il ministro non si monta la testa: "Penso di essere Napoleone? Probabilmente"
La manovra si ingrassa e la burocrazia dimagrisce. Queste le due linee
direttrici del governo presentate dal ministro della Funzione Pubblica Renato
Brunetta nell'audizione alla commissione Affari Costituzionali. Un piano a
doppia mandata: da una parte il ministro corregge al rialzo le stime di
Tremonti riguardo la manovra finanziaria, dall'altra annuncia la
"rivoluzione della pubblica amministrazione". DICA TRENTASEI -
Saranno trentasei, infatti, e non più trenta, i miliardi di euro necessari per
la manovra correttiva per il triennio 2009-2011, "superiore i 10 miliardi
l'anno per tre anni", da attestarsi "probabilmente" intorno ai
12. Un'operazione più pesante del previsto (il titolare dell'economia, infatti,
si era fermato a 30 miliardi), per arrivare al pareggio di bilancio nel 2011.
Previsioni al rialzo, dovute -dichiara il ministro- al "peggioramento
della congiuntura prevista per il triennio 2008-2010". DAL PUBBLICO AL
MERCATO - Il decreto correttivo con la manovra di stabilizzazione di Tremonti
sarà varato il 18 giugno, accompagnato da un collegato pacchetto di ddl e
deleghe. Si tratterà di un mix, ha spiegato Brunetta, di "antibiotici e
vitamine", in modo da "correggere la dinamica dei conti pubblici in
peggioramento". Tagli si, ma anche e soprattutto liberalizzazioni e
privatizzazioni, specialmente nel settore delle "public utilities",
ovvero i servizi pubblici locali. Per Brunetta, "nel settore pubblico non
esiste il mercato: si è cercato di portare dentro il mercato ma oggettivamente
e' una 'missione impossibile'". Nel pacchetto del 18 giugno troveremo
anche manovre fiscali e contributive (come il superamento del divieto di
cumulo). E poi un turn over "creativo" per i dipendenti pubblici, a
cui il ministro sta lavorando, "perché i blocchi da soli non
bastano". Per il ministro, si tratta "da un lato di bloccare o
incentivare le uscite, dall'altro di migliorare qualitativamente le entrate, in
modo tale che ci sia un rinnovo del capitale umano della p.a.". Inoltre,
annuncia anche l'introduzione di "aspettative non retribuite per lavorare
nel settore privato", oltre a "esodi incentivati con un decalage di
retribuzione". In gergo, è il "rinnovo del capitale umano", ma a
costo zero. DATORI FANNULLONI - I fannulloni, ovviamente, vanno a casa. Ma su questo
passaggio Brunetta ha una sua visione, diversa dai due colleghi del Tesoro,
l'attuale ed il precedente: "i primi fannulloni -dichiara- sono i datori
di lavoro". Che lasciano i dipendenti allo sbando. Motivo per cui il
titolare della Funzione Pubblica starebbe pensando ad una "class="hilite">class="term">class class="term">action"
nei confronti del settore pubblico: "Sto cercando di dare una voce
concreta ai cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro con l'estensione
della class="term">class
class="term">action". "Si
tratta -per il ministro- di regole per dare forza e responsabilità ai datori di
lavoro, e sono convinto -ha detto- che i lavoratori risponderanno meglio che
nel settore privato". REAZIONI - A chi gli chiede se ce la farà, il
revolutionnaire Brunetta risponde sicuro: "Sono matto? Probabilmente.
Penso di essere Napoleone? Probabilmente". Il primo impatto della manovra
si avrà, in ogni caso, martedì, al confronto tra il ministro e i sindacati. Nel
frattempo, la reazione di Bonanni (Cisl) è positiva sui "datori
fannulloni" e cauta sul resto: "Spero che con Brunetta sia finita la
sequela dei ministri che hanno fatto surfing sul precipizio della pubblica
amministrazione. Noi siamo al fianco di chi vuole fare le cose serie e se il
ministro c'è batta un colpo visto che le cose che ha detto oggi mi convincono
molto". Anche il suo corrispettivo-ombra, Linda Lanzillotta, è d'accordo
con con lui sulle linee guida. "Il problema -per lo pseudoministro del Pd-
sarà trasformarle in azioni concrete". "Per rendere efficace
un'azione di riforma della pubblica amministrazione non basta fare nuove leggi:
negli ultimi quindici anni -conclude la Lanzillotta- sono stati molti gli
interventi legislativi volti a modernizzare e rendere più efficiente l'amministrazione,
quello che è mancato è stata la capacità di applicarli". D'accordo sul
merito, dubbioso nel metodo è anche Paolo Nerozzi, senatore dei democratici ed
ex dirigente della Cgil: "c'è una differenza profonda tra la nostra
impostazione come Partito Democratico e quella finora espressa dal
Governo", afferma Nerozzi. "Su un punto siamo certamente d'accordo:
coloro che non compiono il loro dovere e che non rispettano le norme previste
dai contratti devono essere puniti perchè, con il loro non lavoro o con il loro
non rispetto delle regole, recano un danno ai propri colleghi e soprattutto ai
cittadini e al Paese". Ma c'è un ma: "ci sono -aggiunge Nerozzi - due
gravi assenze nella questione posta dal governo". La prima è la non
applicazione dei contratti "ai tanti che lavorano in situazioni difficili
come coloro che svolgono la loro occupazione nei settori della scuola e della
sanità: è sbagliato - per l'esponente del Pd- non retribuire con salari
adeguati chi fa il proprio dovere e più del proprio dovere". "La seconda
questione - osserva ancora Nerozzi - è che il Pd chiede una pubblica
amministrazione più efficiente, più servizi per i cittadini e non meno".
"Quando si discuterà del turn over -conclude- sarà necessario distinguere
tra gli uffici che hanno perso competenze e tendono ad avere un non ruolo"
e strutture dove il lavoro è oberante, "come gli ospedali, dove medici ed
infermieri sono spesso pochi, costretti a fare straordinari su straordinari
perchè le risorse per assumere altro personale sono insufficienti".
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del
05-06-2008)
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DECRETO DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 marzo 2008 Approvazione
dello statuto dell'Ente italiano montagna (EIM). Pag. 4 IL PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni; Visto il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, concernente
le disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la valutazione della
politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica, a norma
dell'art. 11, comma 1, lettera d), della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto
l'art. 1, comma 1279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2007)", che istituisce, sotto la vigilanza della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Ente italiano montagna (EIM)
finalizzato al supporto delle politiche ed allo sviluppo socio-economico e
culturale dei territori montani; Visto l'art. 1, commi 1280 e 1281, della
richiamata legge finanziaria; Considerato che l'art. 1, comma 1283, della
medesima legge prevede la nomina di un commissario per garantire l'ordinaria
amministrazione e lo svolgimento delle attivita' istituzionali fino
all'effettivo avvio dell'EIM; Visti i propri decreti in data 7 marzo 2007 e 21
dicembre 2007, rispettivamente, di nomina e proroga dell'on. Luigi Olivieri a
commissario per l'avvio delle attivita' istituzionali dell'EIM; Vista la
relazione con la quale il commissario riferisce al Presidente del Consiglio dei
Ministri sull'attivita' svolta e formula indicazioni sulla configurazione
statutaria del nuovo Ente; Rilevata la necessita' di adottare il nuovo statuto
dell'Ente italiano montagna; Sentito il Ministro per gli affari regionali;
Decreta: Art. 1. 1. E' approvato il testo di statuto dell'Ente italiano
montagna (EIM), allegato al presente decreto e del quale e' parte integrante.
Roma, 20 marzo 2008 p. Il Presidente: Letta Allegato STATUTO DELL'ENTE ITALIANO
MONTAGNA - EIM Art. 1. Denominazione, natura giuridica e finalita'
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del
05-06-2008)
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DECRETO
28 aprile 2008, n. 98 Regolamento recante condizioni e modalita' di
amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le
vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittime della caccia,
nonche' composizione dei relativi comitati, ai sensi degli articoli 285 e 303
del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209. Pag. 3 IL MINISTRO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400; Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice
delle assicurazioni private; Visto l'articolo 285 del predetto Codice
concernente il Fondo di garanzia per le vittime della strada; Visto l'articolo
303 dello stesso Codice concernente il Fondo di garanzia per le vittime della
caccia; Considerata l'opportunita' di dare attuazione alle disposizioni di cui
all'articolo 285, comma 2, e all'articolo 303, comma 2, del predetto Codice
delle assicurazioni private mediante un unico testo regolamentare, per le
rilevanti analogie di contenuti e disciplina intercorrenti tra le due
previsioni normative; Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233; Visti i
pareri del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale e dell'Istituto per la vigilanza
sulle assicurazioni private e di interesse collettivo; Udito il parere del
Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi
nella seduta del 31 marzo 2008; Vista la comunicazione della Presidenza del
Consiglio dei Ministri n. DAGL/10.2.2.1/17/2008 del 22 aprile 2008; A d
o t t a il seguente regolamento: Art. 1. Oggetto del regolamento e definizioni
1. Il presente regolamento disciplina le condizioni e le modalita' di
amministrazione, di intervento e di rendiconto del Fondo di garanzia per le
vittime della strada e del Fondo di garanzia per le vittime della caccia
nonche' la composizione dei comitati di cui rispettivamente all'articolo 285 e
all'articolo 303 del Codice delle assicurazioni private. 2. Ai fini del
presente regolamento si intendono per: a) Codice: il decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private; b)
CONSAP: la Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A.; c) Fondo
strada: il Fondo di garanzia per le vittime della strada previsto dall'articolo
283 del Codice; d) Fondo caccia: il Fondo di garanzia per le vittime della
caccia previsto dall'articolo 302 del Codice; e) Organismo di indennizzo:
l'Organismo di indennizzo italiano previsto dall'articolo 296 del Codice; f)
ISVAP: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse
collettivo. Art. 2. Composizione del comitato 1. Il comitato previsto
dall'articolo 285, comma 1, del Codice e' presieduto dal presidente, o in sua
vece, dall'amministratore delegato della CONSAP, che ne sono membri di diritto.
2. Fanno altresi' parte del comitato di cui al comma 1: a) due rappresentanti
del Ministero dello sviluppo economico; b) un rappresentante del Ministero
dell'economia e delle finanze; c) un rappresentante dell'ISVAP; d) il dirigente
della CONSAP, coordinatore delle attivita' del Fondo strada; e) due dirigenti
di imprese assicuratrici designati dall'Associazione di categoria piu'
rappresentativa sul piano nazionale; f) un rappresentante dei consumatori
designato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti. 3. I
componenti il comitato sono nominati con decreto del Ministro dello sviluppo
economico per la durata di un triennio. L'ufficio di segreteria del comitato e'
composto da due membri, di cui un funzionario del Ministero dello sviluppo
economico ed un dipendente della CONSAP. Art. 3. Attribuzioni del Comitato e
validita' delle deliberazioni 1. Spetta al comitato di cui all'articolo 2
fornire parere al consiglio di amministrazione della CONSAP: a) sulle questioni
relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il Fondo
strada; b) sulla designazione delle imprese ai sensi dell'articolo 286, comma
1, del Codice; c) sulle convenzioni da stipularsi da parte della CONSAP quale
gestore del Fondo strada; d) su ogni altra questione che il consiglio di
amministrazione della CONSAP ritiene di sottoporgli. 2. Il comitato predispone
il rendiconto di gestione del Fondo strada. 3. Le riunioni del comitato sono
valide quando intervengono almeno cinque dei suoi componenti. Le deliberazioni
sono adottate a maggioranza degli intervenuti. In caso di parita' di voti
prevale quello del presidente. Ai membri del comitato e della segreteria spetta
a carico del Fondo strada un gettone di presenza nella misura determinata dal consiglio
di amministrazione della CONSAP. Art. 4. Modalita' per la gestione del Fondo
strada 1. Il Fondo strada e' soggetto patrimoniale autonomo e separato. 2. La
CONSAP tiene contabilita' e scritture separate per le operazioni attinenti alla
gestione autonoma del Fondo strada, nonche' una separata amministrazione dei
beni ad essa pertinenti, in modo che risulti identificato il patrimonio
destinato a rispondere delle obbligazioni del Fondo stesso. 3. Il consiglio di
amministrazione della CONSAP, nel deliberare sull'impiego delle somme
disponibili, tiene conto delle esigenze di liquidita' del Fondo. Le somme
disponibili sono investite esclusivamente in titoli emessi o garantiti dallo
Stato italiano. Art. 5. Rendiconto della gestione del Fondo strada 1. Il rendiconto
della gestione del Fondo strada, approvato dal consiglio di amministrazione
della CONSAP, e' trasmesso, unitamente ad una relazione dello stesso consiglio,
al Ministero dello sviluppo economico entro il 30 settembre dell'anno
successivo a quello cui esso si riferisce. 2. Il rendiconto comprende le
seguenti voci: a) in entrata: 1) contributi di competenza dell'esercizio; 2)
redditi ricavati dall'impiego delle somme disponibili; 3) interessi attivi
diversi; 4) somme recuperate dalle imprese designate in dipendenza di azioni di
regresso e di surroga; 5) somme recuperate direttamente dal Fondo strada in
dipendenza di azioni di surroga verso imprese poste in liquidazione coatta
amministrativa; 6) somme rimborsate dagli Organismi di indennizzo e Fondi di garanzia
esteri ovvero da compagnie assicurative italiane; 7) sanzioni amministrative;
8) proventi derivanti dalla gestione dell'Organismo di indennizzo; 9) altre
entrate, da indicare analiticamente; 10) eventuale disavanzo; b) in uscita: 1)
somme corrisposte per indennizzi, distinte in relazione alle fattispecie di cui
alle lettere a), b), c), d), d-bis) e d-ter) dell'articolo 283, comma 1, ed
all'articolo 284, nonche' agli articoli 297 e 299 del Codice; 2) somme pagate
dal Fondo strada per spese di liquidazione in caso di applicazione del disposto
di cui all'articolo 293, comma 1, del Codice; 3) spese sostenute dal Fondo
strada e dell'Organismo di indennizzo; 4) interessi passivi sulle somme
anticipate dalle imprese designate per pagamenti di sinistri e relative spese
di liquidazione, calcolati secondo le modalita' previste dalle convenzioni di
cui all'articolo 286, comma 2, del Codice; 5) altre uscite, da indicare
analiticamente; 6) eventuale avanzo. Art. 6. Situazione patrimoniale del Fondo
strada 1. Il rendiconto di cui all'articolo 5 e' accompagnato da una situazione
patrimoniale dalla quale risultino alla fine dell'esercizio: a) nell'attivo: 1
) i depositi presso Istituti di credito; 2) le altre attivita' mobiliari, da
indicare analiticamente; 3) i crediti per contributi non incassati; 4) le altre
partite creditorie, da indicare analiticamente; b) nel passivo: 1) i debiti
verso le imprese designate per i rimborsi di somme da queste anticipate per il
pagamento di sinistri, spese di liquidazione e relativi interessi; 2) le altre
partite debitorie, da indicare analiticamente.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
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class="hilite">Il caso La class="term">class class="term">action universitaria L'avvocato:
"Azioni anche sul caro affitti" Tasse troppo alte Gli studenti fanno
causa all'Ateneo MONICA PEROSINO Hanno protestato, presidiato, manifestato. Si
sono incontrati in assemblea, in gruppi di lavoro. Ora hanno deciso di passare
ai fatti. Gli studenti faranno causa all'Università, colpevole di imporre
"tasse ingiuste e discriminatorie". Lo hanno annunciato i
rappresentanti dell'Udu - Unione degli universitari, che raccoglie le liste di
sinistra -, che ieri mattina hanno dichiarato l'intenzione di impugnare gli
atti amministrativi, perché "violano il tetto del 20% delle entrate da
tasse - ha spiegato il rappresentante Udu Alessandro Orsi - imposto dai decreti
ministeriali". Vale a dire che l'Università ha incassato più soldi di
quanti avrebbe potuto (il 22,18 per cento, 6 milioni di euro in più). E ora gli
studenti li rivogliono indietro. Ciò che più li affligge non è tanto la
violazione del decreto, quanto il principio che esso difende: "Penalizza
chi ha un reddito più basso, mentre ha un'incidenza proporzionalmente minore su
chi ha redditi più alti. È un sistema profondamente ingiusto". Nei mesi
passati gli studenti avevano presentato una raffica di richieste di modifica,
in vista del varo del nuovo regolamento tasse per il prossimo anno: respinti su
tutta la linea. C'è di più: agli studenti proprio non piace che ogni anno
"nei bilanci di previsione l'Università stimi 4 o 5 milioni di tasse in
meno di quanto incasserà - dice Orsi -; così, sottostimando le entrate, si
chiedono più soldi del dovuto". L'Udu ha presentato una documentata e
approfondita bozza di un nuovo regolamento e, contestualmente, una campagna
contro il caro-affitti, l'altra spina nel fianco dell'economia studentesca:
"In tre anni gli affitti sono aumentati del 150% - dice Alessandro Orsi -,
il 250% in più nelle "zone rosse", quelle vicino alle facoltà, come
il Centro e la zona attorno al Politecnico". L'azione legale cercherà di
colpire chi specula sulla difficoltà degli studenti di trovare posti letto
convenienti e per periodi limitati: agenzie private che promettono aiuto in cambio
di quote d'iscrizione che si aggirano sui 200 euro e che, spesso, non portano a
nulla. Un bel giro d'affari, considerando che almeno il 20% degli studenti
torinesi è un fuori sede. La notizia di un'imminente class="term">class class="term">action
contro l'università non sposta di un millimetro il rettore, Ezio Pelizzetti:
"Facciano pure quello che credono, si tratterebbe di pochi euro a studente
e, complessivamente, di una cifra che certo non incide sul bilancio
dell'ateneo". La proposta di creare un sistema di tassazione
personalizzata per ogni singolo studente è, invece, "impraticabile: si
imporrebbe a tutti di presentare l'Isee. Anzi sarebbe interessante capire come
mai il 50% degli studenti l'Isee non lo presentano per niente...". Il rettore
ribadisce che, da anni, le tasse non vengono neanche adeguate all'inflazione e
le fasce sono tarate sulla base di uno studio dell'Osservatorio Regionale, e
che "il prossimo anno si rientrerà sicuramente nel 20%".
( da "Azione, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Class Action
L'AZIONE - Articoli
- Il parere di eugenio borgna IL PARERE DI EUGENIO BORGNA Sulla legge 180 è
intervenuto di recente sull'Avvenire il professor Eugenio Borgna, il primo a
eliminare la contenzione e aprire le porte di un ospedale psichiatrico (a
Novara all'inizio degli anni Settanta). Di formazione cattolica, Borgna
denuncia due nodi di fondo che impediscono alla legge Basaglia di funzionare
come dovrebbe: "Credo che il nodo stia in una
indifferenza collettiva verso la malattia psichica. Della follia ci si disinteressa. Un
malato psichico abbandonato non conta niente, non interessa a nessuno (...) Un problema
di fondo è la formazione attuale degli psichiatri. Escono dall'università
preparati soltanto a somministrare psicofarmaci, e si trovano a gestire una
legge che esige un'attenzione umana e costante ai pazienti, una
"caritas" senza la quale non si cura la follia. In fondo, credo, i
problemi dell'assistenza psichiatrica in Italia oggi sono generati da carenze
umane ed etiche".
( da "KataWeb News" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Brunetta: "La
manovra per il triennio 2009-2011 sarà di 36 miliardi" 5 giugno 2008 alle
19:30 - Fonte: ilsole24ore.class="hilite">com
- 0 commenti Si pensa di estendere la class="term">class class="term">action
al settore pubblico. I primi fannulloni nella Pubblica amministrazione, ha
detto il ministro, sono i datori di lavoro che lasciano i lavoratori allo
sbando. Martedì nuovo incontro con i sindacati... Nicoletta Cottone.
( da "Punto Informatico" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Roma - Google assicura
ai propri utenti che gli annunci mostrati insieme ai risultati di ricerca
provengono da inserzionisti fidati, ma in realtà veicola pubblicità capace di
trarre in inganno gli utenti. Questa l'accusa scagliata da una donna che aveva
sfruttato Google per cercare, mediante il proprio smartphone, una suoneria per
arricchire il proprio telefonino: si è ritrovata inondata da messaggi a
pagamento. "Guidata dai profitti, Google si è rifiutata di far rispettare
le proprie policy relative ai servizi ad abbonamento per telefonini"
questa la denuncia di Jenna Goodard. Si è affidata ai risultati a pagamento
posizionati fra le ricerche di Google e, una volta compilato il modulo online
per fruire di un servizio pubblicizzato come gratuito, si è ritrovata con una
bolletta stellare. La colpa di Google? Essere il motore di ricerca più popolare
del mondo e veicolare attraverso i propri programmi di advertising dei link a
questi servizi, essere il gatekeeper che indirizza gli utenti verso servizi
poco trasparenti. L'accusa di Goodard passa per quelle che BigG chiama norme
per i contenuti. Sono numerosi i limiti imposti ai contenuti pubblicizzati
dagli inserzionisti: non si possono reclamizzare vendita di armi, prodotti che
aiutano a superare esami tossicologici, siti che offrono gioco d'azzardo,
materiale pedopornografico, documenti falsi o articoli pirotecnici. È però
possibile dare visibilità ai servizi d'iscrizione per i cellulari, a patto che
nella pagina principale illustrino agli utenti con chiarezza e trasparenza le
condizioni del servizio che offrono. In caso contrario, BigG minaccia di
procedere alla rimozione dell'annuncio. Ma quella di Google, sostiene Goodard,
non è che una promessa: BigG non si preoccupa di verificare che i servizi che
pubblicizza si presentino in maniera trasparente, non rinuncia a raggranellare
inserzionisti anche qualora non rispettino le condizioni per veicolare la
pubblicità attraverso AdWords. Con questa convinzione, affiancata dai propri
avvocati, class="hilite">la donna sta
cercando di far assurgere a class="term">class class="term">action
la propria denuncia. La battaglia legale di Google è appena iniziata: c'è chi
suggerisce che BigG non abbia di che temere, c'è chi ricorda come nell'ufficio
del Procuratore Generale della Florida sia in corso un'indagine per debellare
il business dei servizi gonfiabolletta agendo sui publisher di contenuti sul
web, pingui grazie anche all'ospitalità che offrono ai fornitori di questi
servizi. Gaia Bottà.
( da "Cittadino, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Dall'omicidio alla
rapina sventata, quando il coraggio è in uniforme n Storie di eroismo
quotidiano, condite con un pizzico di incoscienza e coraggio, qualità che fanno
parte del bagaglio "naturale" di un carabiniere. Ieri, alla festa per
il 194esimo anniversario dell'Arma, presso il comando provinciale dell'Albarola,
il tenente colonnello Fabrizio Clementi ha premiato con un elogio i sette
militari che, nel corso dell'anno, si sono resi protagonisti di gesti eroici e
di blitz che hanno permesso di incastrare alcuni pericolosi criminali. Un elogio collettivo è stato consegnato invece alle compagnie di
Lodi e Codogno e al nucleo investigativo di Lodi, per aver risolto, in pochi
giorni, il giallo dell'omicidio Dedè e aver assicurato alla giustizia
l'assassino. "L'Arma dei carabinieri - ha detto il comandante Clementi nel
suo discorso - è una organizzazione aperta alla società, che vive per la
gente e fra la gente, pronta a dare risposte adeguate alle richieste di
sicurezza. Una criminalità sempre più agguerrita impone una globale azione di
contrasto, con una stretta collaborazione con le altre forze di polizia".
Alle celebrazioni erano presenti le massime autorità del territorio. Il
prefetto Peg Strano Materia, il questore Paolo Pifarotti, il capitano della
Finanza Jacopo Pasini, il vescovo Giuseppe Merisi, il presidente della Camera
di commercio Enrico Perotti (che ha avuto un malore), il presidente della
provincia Osvaldo Felissari, il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini e molti sindaci
del territorio con la fascia tricolore.Tornando alle premiazioni, è stato
ricordato il salvataggio avvenuto il 21 aprile scorso a Lodi, sul ponte
dell'Adda, dove un uomo aveva scavalcato la balaustra e minacciava di gettarsi
nel vuoto. Aveva appena ricevuto lo sfratto ed era disperato. Per salvarlo
arrivarono gli agenti della questura e il maresciallo Saverio Napolitano,
comandante della stazione cittadina. Proprio quest'ultimo, dopo aver parlato
con lui cercando di convincerlo a non compiere l'insano gesto, allungò il
braccio e lo afferrò per il giubbotto, portandolo in salvo.Successivamente è
stato ricordato il blitz del 25 febbraio a Sant'Angelo, dove fu sventata una
rapina alla filiale della Banca agricola mantovana. Due pattuglie (composte dal
carabiniere scelto Vincenzo Marra, dal vice brigadiere Antonio Digrumo,
dall'appuntato scelto Mauro Babato e dal carabiniere Giuseppe Semprebuono)
fecero irruzione in banca, con il mitra in pugno, e costrinsero i due
malviventi milanesi ad arrendersi. Subito dopo è stato il turno del carabiniere
di quartiere Giovanni Sali e dell'addetto della stazione capoluogo Calogero
Manno, che, alla fine di marzo, hanno arrestato due romeni che avevano
manomesso uno sportello bancomat (alla San Paolo di via Volturno) per clonare
le carte dei clienti. Su segnalazione dei passanti, insospettiti dai movimenti
degli stranieri, i militari li hanno rintracciati in un bar del centro.Infine
le compagnie di Lodi e Codogno e il nucleo investigativo di Lodi hanno ricevuto
con un elogio collettivo, per aver condotto una "corale e complessa
attività di indagine" che ha portato all'arresto del presunto assassino di
Giuseppe Dedè, il marocchino Ahmed Elmitwalli Mansour.Davide Cagnola.
( da "Milano Finanza (MF)" del 06-06-2008)
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MF Numero 112
pag. 3 del 6/6/2008 | Indietro La class action sul binario
morto Primo Piano Di Michele Arnese IL GOVERNO STUDIA UNO SLITTAMENTO al 2009
DELLA NORMA CHE dovrebbe partire A FINE giugno I tecnici dell'esecutivo al
lavoro anche su possibili modifiche Da industriali, banche e assicurazioni
grande pressing per chiarire la legge sulla scia dei rilievi giunti da
Bankitalia Proroga con modifiche oppure slittamento in attesa di successivi interventi.
Sono queste le due opzioni sulla class action che stanno vagliando gli esperti
legislativi dell'esecutivo, secondo le indiscrezioni raccolte da MF-Milano
Finanza. Nessuna decisione formale è stata presa, sottolineano ambienti
governativi, ma la questione è allo studio. Le strade individuate sono due. La
prima, che al momento sembra quella più probabile, è quella di un intervento di
proroga dell'entrata in vigore della norma, che partirebbe così dal prossimo
anno e non dal prossimo mese. Ma non si esclude di collegare allo slittamento
dei tempi anche una serie di correzioni al testo. A giorni, comunque, si
deciderà se e come intervenire. I tempi, però, stringono. Le
azioni risarcitorie collettive, come previsto dall'ultima Finanziaria, possono
scattare infatti da fine mese. Una scadenza che sta allarmando il mondo delle
imprese, preoccupate da un lato per l'indeterminatezza della legge, ritenuta
lacunosa e poco chiara in molti punti, dall'altro per l'annuncio di una raffica
di class action in cantiere nelle associazioni dei consumatori. Per
questo, al momento in via informale, da industrie, banche e assicurazioni sono
giunte finora sollecitazioni per modificare alcune parti della normativa.
Indicazioni che sarebbero state giudicate condivisibili da rappresentanti del
governo Berlusconi. Tra l'altro in Confindustria, Abi e Ania, ma anche in
ambienti legali, sono state accolte con favore i rilievi giunti dal governatore
della Banca d'Italia, Mario Draghi. Nella relazione annuale l'Istituto di via
Nazionale, pur sottolineando in maniera "generale" che "la class
action contribuisce a migliorare l'efficienza dei mercati", ha comunque
evidenziato che "le modalità con le quali lo strumento è stato recepito
nel nostro ordinamento rischiano di comprometterne la funzionalità".
Bankitalia ha anche indicato "i principali problemi" sul tappeto.
Primo: "La mancanza di criteri puntuali in base ai quali individuare le
associazioni legittimate ad agire". Secondo: "La mancata previsione
di sistemi di governance e controlli interni o esterni per i soggetti
(associazioni dei consumatori e avvocati) chiamati a rappresentare gli
interessi dei consumatori". Terzo: "La mancata individuazione di
giudici specializzati". Infine Palazzo Koch ha sottolineato "l'assenza
di coordinamento tra l'azione collettiva e i sistemi
di composizione stragiudiziale delle controversie". I punti giudicati
lacunosi dalle imprese sono anche altri. Ecco alcuni esempi, sotto forma di
domande, che sono stati avanzati dai giuristi vicini a industrie, banche e
assicurazioni. Come funziona il sistema dell'opt-in? Ovvero, come possono i
singoli consumatori saltare sul treno in corsa dell'azione collettiva
già avviata? E i danni ecologici rientrano o no nell'ambito della class action?
Ancora: non sarebbe bene specificare se la norma è retroattiva o meno?
Quest'ultima, in particolare, è una domanda che sta arrovellando da tempo
giuristi e docenti, chiamati negli ultimi tempi a consulto dalle imprese per
avere lumi. Nell'incertezza, saranno i tribunali a dire la parola definitiva
sulla irretroattività, anche se la stragrande maggioranza degli esperti del
settore propende per la retroattività della norma. Con ricadute quindi anche
sui casi Cirio, Parmalat e Tango Bond. (riproduzione riservata) .
( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)
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ItaliaOggi
ItaliaOggi - Mercati e Finanza Numero 134, pag. 48 del
6/6/2008 Autore: Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF
europarlamento Prodotti finanziari uniformi Il Parlamento Ue lamenta
scarsa concorrenza, soprattutto a livello transfrontaliero, nei servizi
finanziari al dettaglio, ossia prodotti bancari, assicurativi e pensionistici.
E ieri ha approvato la relazione di Othmar Karas con la quale chiede, da una
parte, che vengano introdotte norme più uniformi e, dall'altra, che si accresca
la fiducia dei consumatori, garantendo forme di protezione adeguate in caso di
contenziosi. L'aula chiede dunque che venga facilitato l'accesso a meccanismi
extragiudiziali alternativi (Adr) e sollecita la
Commissione nella ricerca di forme di azione collettiva. Si
incoraggiano poi i clienti privati e le piccole imprese ad approfittare dei
vantaggi offerti dai servizi finanziari transfrontalieri e, in proposito, si
ritiene che "la piena armonizzazione" di alcuni elementi chiave,
soprattutto per quanto riguarda l'informazione, rappresenti "l'approccio
appropriato".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)
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Ieri alla caserma
Basso di viale Venezia festa per il 194º anniversario dell'Arma. Consegnate
anche 14 ricompense a militari e reparti Carabinieri, oltre
cento feriti in azione Il generale Lavagi: "Violenza utilizzata anche per
risolvere piccole questioni" di ANNA ROSSO "I carabinieri friulani
non solo combattono con risultati lusinghieri la criminalità, ma si trovano
ogni giorno ad affrontare la violenza intesa come abitudine comportamentale
utilizzata per risolvere questioni da poco e affermare a tutti i costi il
proprio io. Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono stati ben 104 i
nostri militari feriti in servizio". Lo ha sottolineato ieri il comandante
regionale dei carabinieri, generale Nedo Lavagi, durante la cerimonia per il
194° anniversario della fondazione del corpo. La festa, com'è tradizione, si è
svolta nella caserma Basso di viale Venezia, sotto una fastidiosa pioggerella.
All'inizio della manifestazione - alla quale hanno preso parte autorità civili,
militari e religiose, insieme alle associazioni combattentistiche e d'Arma e ai
rappresentanti della polizia slovena e austriaca - sono stati presentati i dati
relativi all'attività svolta dai carabinieri nell'ultimo anno. È seguito il
momento solenne dell'Alzabandiera, sulle note dell'inno di Mameli.
Successivamente il generale Lavagi, insieme a sindaco e prefetto, ha ricordato
i caduti in servizio deponendo un corona d'alloro ai piedi del monumento loro
dedicato. L'alto ufficiale ha poi ricordato gli oltre 600 militari attualmente
impiegati in missioni all'estero, in Bosnia Erzegovina, Kosovo, Libano,
Afghanistan, Cisgiordania, Albania e Ciad. Durante il suo discorso, il generale
ha posto l'accento sulla sicurezza, definendola "un fare tangibile ed
immediato, frutto di impegno senza riserve la cui unica ricompensa risiede
nella fiducia dei cittadini". Proprio quella fiducia che, anno dopo anno,
hanno saputo guadagnarsi i comandi stazione, punto di riferimento della gente
anche nelle comunità più piccole. "Sono un sicuro approdo - ha detto
Lavagi - per chiunque abbia bisogno e lavorano in sinergia con gli altri settori
dell'Arma (compresi i reparti speciali) e con tutte le istituzioni. In
sostanza, rappresentano un patrimonio per l'intera collettività soprattutto
perchè sanno rispondere anche a bisogni minori, non sempre riconducibili a
fenomeni criminosi, ma che causano situazioni di disagio". In occasione
dell'anniversario dell'Arma (la Benemerita è stata fondata nel 1814) sono state
consegnate anche 14 ricompense a militari e a reparti dell'Arma che si sono
distinti in operazioni di servizio. E spazio hanno anche trovato i bambini
delle scuole elementari Pellico, Uccellis e Friz che hanno vinto un premio
componendo un tema per il concorso "I carabinieri nelle fiction e nella
realtà".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
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Pagina III - Roma E
la presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti: "Vanno ripristinate
subito le strisce blu in Prati" Ztl notturna, rivolta a Trastevere Gli
abitanti: "Scenderemo in piazza se la chiusura sarà posticipata alle
23" LAURA MARI Un Dossier per dimostrare che la chiusura serale dei varchi
non ha provocato alcun danno economico agli esercenti commerciali. E poi azioni
legali contro il Comune, blocchi stradali e presidi notturni dei varchi. Gli
abitanti di Trastevere sono pronti a mettere in scena eclatanti forme di
protesta nel caso in cui il Campidoglio decidesse di posticipare l'orario di
chiusura dei varchi notturni della Ztl (nel weekend) alle 23. "Ormai i
residenti sono esasperati e se il Comune arrivasse davvero a modificare gli
orari della Ztl notturna per compiacere gli interessi dei proprietari di locali
e ristoranti - spiega Dina Nascetti, portavoce del comitato Vivere Trastevere -
saremmo pronti a bloccare il lungotevere e a impedire il passaggio delle
automobili nelle strade del quartiere". Una linea dura che non sembra
lasciare spazio alla possibilità di arrivare ad un accordo. "Come
residenti, siamo stanchi di essere ostaggio della movida - sottolinea Dina
Nascetti - per questo motivo la nostra unica proposta è che l'orario di
chiusura dei varchi notturni, in vista del caos estivo, venga anticipato alle
ore 20". Se invece il Campidoglio posticipasse la chiusura dei varchi alle
23, gli abitanti di Trastevere non esiterebbero a scendere in piazza.
"Siamo pronti a bloccare il lungotevere - annuncia la portavoce del
comitato Vivere Trastevere - class="hilite">e
daremo il via ad una class="term">class class="term">action
contro il Comune presentando anche un dossier in cui dimostreremo che i locali
notturni non hanno subito perdite economiche". Non si placano, inoltre, le
polemiche sull'abolizione delle strisce blu e il presidente del XVII Municipio
Antonella De Giusti ieri ha presentato in consiglio un ordine del giorno per
chiedere "il ripristino, nel XVII Municipio, della sosta tariffata, onde
evitare ripercussioni gravissime per il quartiere Prati".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
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Economia Il ministro
della Funzione pubblica: class="hilite">aspettativa
non retribuita per chi si trasferisce dal pubblico al privato Brunetta: anche
la class="term">class
class="term">action per mandare a casa i
fannulloni Brunetta: anche la class="term">class class="term">action
per mandare a casa i fannulloni Bonanni (Cisl): basta con le minacce di
licenziamento, serve il contratto ROMA - "Sto pensando di estendere la class="term">class class="term">action anche al settore
pubblico", annuncia Renato Brunetta. "Così, chi non funziona va a
casa". Dopo i fannulloni e i finti malati, il ministro della Funzione
pubblica riflette ora sulla possibilità di "dare voce concreta ai
cittadini, per punire chi non fa il proprio lavoro". Compresi
evidentemente i datori di lavoro che lasciano i dipendenti "allo
sbando": costoro "sono i veri primi fannulloni". Secondo
Brunetta la macchina pubblica non funziona perché "purtroppo non esiste il
mercato" ed è "lasciata alla buona volontà individuale". Ecco:
il "punto di riferimento" dell'amministrazione statale del domani,
così come la immagina il ministro, dovrà diventare "la soddisfazione dei
cittadini" che devono appunto "far sentire la propria voce". La
misura è allo studio, insieme alla possibilità per i dipendenti pubblici di
usufruire "di una sorta di aspettativa non retribuita" per lavorare
nel settore privato: "Se va bene, si chiude. Se no, si torna
indietro". Brunetta parla a margine di una audizione in Commissione Affari
Costituzionali. Ai deputati promette di consegnare i testi di legge "su
cui lavorare" a stretto giro di posta: "Tra una settimana, dieci
giorni". Dice: "Chiedo il vostro aiuto e collaborazione, così come
quella dei sindacati e dei consumatori. Questa è una battaglia comune, non di
parte. Il consenso è trasversale a partire dagli stessi lavoratori pubblici. La
gente non ne può più di una amministrazione palla al piede". Il ministro
incontrerà i sindacati martedi. Dai microfoni di Radiocity Raffaele Bonanni,
leader Cisl avverte: "Basta con le minacce di licenziamento. Le riforme
non sono mai state fatte con il bastone. Spero che con Brunetta sia finita la
serie dei ministri che fanno surfing sul precipizio della pubblica
amministrazione". Poi, sui dirigenti-fannulloni aggiunge: "E' vero
che quando non si sovrintende ad una buona gestione si lascia spazio al
menefreghismo". Conclusione: "Serve premiare chi merita altrimenti
nel settore pubblico andranno i peggiori". E serve il rinnovo dei
contratti. (e.p.).
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
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Economia Il titolo
guadagna in Borsa il 4,2% dopo gli annunci sulla riduzione del personale di 5 mila
unità in due anni Telecom vola con i tagli, no dei sindacati Alzano le stime
Dresdner,Deutsche e Unicredit, più scettiche Oddo e Jp Morgan SARA BENNEWITZ
MILANO - Ci sono almeno tre buoni motivi che hanno indotto gli analisti a
tornare ad alzare le proprie stime su Telecom Italia. Per prima cosa l'annuncio
di un maxi piano di licenziamenti da 5mila dipendenti entro il 2010 aiuterà il
gruppo di telefonia a ridurre la struttura dei costi. In secondo luogo
l'offerta di France Télécom su Teliasonera, mette in luce come Telecom sia
sottovalutata rispetto alle altre concorrenti europee. Infine la prospettiva
della costruzione della rete in fibra ottica, che porterà ad ulteriori tagli
dei costi e ad adeguate remunerazioni sull'investimento, sono tutti motivi che
ieri hanno fatto guadagnare al titolo il 4,16% fino a 1,45 euro. Il mercato, si
sa, ha una atteggiamento cinico nei confronti del costo del lavoro, tuttavia le
organizzazioni sindacali sono pronte a fare una dura resistenza al maxi piano
di esuberi per cui non sarà facile per Franco Bernabè ridurre il personale
delle unità previste. La Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno convocato la
riunione del coordinamento nazionale Telecom per martedì 10 giugno, per
decidere il da farsi contro il piano di esuberi. A detta degli esperti i 250
milioni stanziati da Telecom per mandare a casa 5mila persone entro il 2010
sono una somma inadeguata. Due anni fa quando Telefonica, che indirettamente è
azionista del gruppo italiano con il 10% del capitale, portò a termine un maxi
piano di licenziamenti, spese per ognuno circa 5 volte di più di quanto
preventivato oggi da Telecom. Facendo due conti, infatti, Bernabè stima di
liquidare ciascun dipendente offrendogli in media 50mila euro di buonuscita,
meno del loro salario medio annuo (che stando ai numeri annunciati dal gruppo è
di 60mila euro lordi). E anche il comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare
una class="hilite">class="term">class class="term">action
nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai
precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300
milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata di fusioni e
acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e Verizon e
Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia
sottovalutato. L'ex monopolista francese ha infatti offerto per il gruppo
svedese un prezzo che corrisponde, a seconda delle stime, un premio del 20-30%
rispetto agli utili attesi su Telecom Italia. Va detto però che Teliasonera ha
davanti a sé un triennio di crescita mentre Telecom a fine 2010 dovrebbe
arrivare a 2,6-2,8 miliardi di profitti, meno dei 3 miliardi di utili del 2006
e del 2005. Infine, gli analisti si attendono positive novità dalla riunione
convocata per il 15 luglio con Antonio Calabrò, dove si farà un punto sul
cosìddetto Next Generation Network, ovvero la rete in fibra ottica che arriverà
dentro le case degli italiani, e che secondo Bernabè nel 2015 porterà il gruppo
a tagliare i costi sulla rete fissa da
( da "Adige, L'" del 06-06-2008)
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Oggi l'assemblea
delle cooperative Localismo, un freno allo sviluppo SILVIO GOGLIO (segue dalla
prima pagina) Cioè della produttività, e sperabilmente degli standard di vita
della popolazione (dipende ovviamente da come si distribuisce il reddito). Si
tratta in ultima istanza di aumento delle conoscenze e delle capacità di
organizzarle a fini produttivi e potremmo chiamarlo anche progresso materiale.
Ma possiamo anche pensare allo sviluppo economico come un processo che
valorizzi, invece di usare (consumare) i fattori di produzione, in particolare
quelli umani, individuali e sociali, ed ambientali. Questa ultima accezione,
talvolta chiamata sviluppo sostenibile, chiaramente implica in maggior misura
aspetti di valore e di scelta su che cosa e come produrre che vanno al di là
delle semplici indicazioni di prezzo. Essa può quindi essere complementare alla
precedente, ma anche in forte contrasto. Alcuni aspetti dello sviluppo,
soprattutto nella seconda e la terza accezione, rivestono particolare rilevanza
per il movimento cooperativo. Un primo aspetto è che l'economia si viene sempre
più caratterizzando per la crescente proporzione di aspetti immateriali, non
solo nei prodotti, ma anche, se non in maggior misura, nei fattori produttivi.
Ciò sta provocando radicali mutamenti nella produzione e nella sua
organizzazione, nei modi di consumo e nella quotidianità della vita, in quanto
ha profonde conseguenze sulla composizione del capitale (cresce l'importanza
del capitale umano e sociale): sono influenzati i meccanismi che determinano
l'efficienza collettiva, di sistema; vanno ripensati
gli strumenti di intervento locale e le strategie di sviluppo; si aprono nuove
strategie più consone alla sostenibilità, sociale e ambientale. Un secondo
aspetto è che la concorrenza si caratterizza sempre più per la ricerca di
flessibilità e di qualità. Ciò richiede un processo continuo di innovazione e
di produzione di conoscenza, che, a sua volta, sollecita capacità di
cooperazione, non solo all'interno delle imprese e fra imprese, ma tra soggetti
pubblici e privati, tra tutte le diverse componenti della società. In altre
parole sollecita la formazione di capitale umano e sociale. Nell'economia
contemporanea la concorrenza non è più limitata alla ricerca di vantaggi in
termini di costi relativi, bensì su quelle competenze che sono in grado di
realizzare miglioramenti dinamici dei prodotti. Il funzionamento di un'economia
siffatta, fondata in misura crescente sulla produzione e la distribuzione della
conoscenza, esalta, piuttosto che comprimere, come spesso si sostiene, la centralità
della conoscenza tacita, cioè di quella conoscenza che si sviluppa in specifici
contesti sociali, in quanto discende dall'interazione fra i soggetti coinvolti.
Tutto ciò richiede un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di fare
industria, un nuovo modo di fare economia. Viene sollecitata la capacità di
fare sistema, in quanto la concorrenza diviene sempre più concorrenza tra
sistemi, in particolare tra sistemi territoriali dati dall'interagire sinergico
di componenti sociali, culturali, politiche ed economiche. Un terzo aspetto è
che se la produzione deriva principalmente dalla conoscenza e dalla capacità di
organizzarla a fini produttivi, sia la conoscenza che la sua organizzazione
sono in misura significativa territorialmente caratterizzate. Le economie di
produzione si ottengono attraverso una organizzazione complessa e più vasta
dell'impresa. Le conoscenze tecnologiche, sia di base che specifiche sul
prodotto, e le conoscenze e capacità organizzative che si formano localmente si
propagano tra le imprese in quanto parti della comunità locale. Accanto alle
relazioni economiche di produzione divengono essenziali le relazioni sociali di
cooperazione, nonché l'inserimento delle imprese in un sistema locale. Un
quarto aspetto è che il carattere sistemico della concorrenza esalta il ruolo
di specifiche azioni pubbliche e collettive al fine di
produrre entro attività locali economie esterne (cioè di sistema) positive, o
di limitare la produzione di economie negative. In questa ottica compito
dell'azione collettiva in generale, non solo dell'amministrazione pubblica, è sapere
influenzare comportamenti singoli ad aderire a regole formali e informali che
evitino comportamenti predatori o dissipatori sulle risorse locali
(intendendo risorse locali anche quelle umane e sociali), e che stimolino
tipologie organizzative di collaborazione strategica per lo sviluppo e
l'efficienza del sistema. È tuttavia sempre più evidente che l'ente pubblico
non può esaurire in sé il campo degli interessi collettivi e sociali, né
infondere ai suoi atti la dovuta efficacia prescindendo da adesioni e da
accordi, specie con riferimento a beni collettivi e in ultima istanza ai
valori. L'organizzazione pubblica, nella sua attività rivolta alla selezione
degli interessi e alla scelta dei mezzi per soddisfarli, deve adattarsi alla
necessità che si sperimentino nuovi contratti sociali e nuove intese dentro e
fuori di essa: occorrono procedure e legittimazioni a sperimentare nuovi
accordi, tra privati, tra amministrazioni, tra amministrazioni e privati. Un
quinto aspetto è che la produzione di nuovo capitale sociale (relazionale)
richiede innovazione e sperimentazione nella quale le forze associative e
cooperative possono svolgere un ruolo fondamentale. La condizione perché
possano assolvere questa funzione positiva è la loro capacità di seguire le
necessità del processo di modernizzazione, senza arroccarsi in staticità
corporative, ma al contempo senza snaturarsi e perdere la loro funzione
territoriale. Non va dimenticato che il maggior pericolo dello sviluppo locale
è l'involuzione in forme di localismo corporativo, difensore di interessi non
competitivi, cioè di posizioni di rendita. A questo fine è necessaria una
capacità di autovalutazione della propria efficienza, anche relazionale, considerata
in termini di creazione e promozione del capitale relazionale a livello
sistemico. Concludendo, lo sviluppo locale deve quindi essere un processo nel
quale gli attori locali assumono in prima persona la progettazione e il rischio
degli investimenti in capitale e delle innovazioni da introdurre nel sistema,
delegando al minimo a livello superiore questo compito. Lo sviluppo dal basso e
partecipato deve essere responsabile socialmente delle proprie scelte. Credo
sia necessario correggere visioni dello sviluppo sempre più dominanti fondate
su visioni ed aspettative di resa di breve periodo, che si stanno affermando
sia nel mercato (capitalismo), sia nell'amministrazione pubblica (locale e
non). Se questo non è compito del movimento cooperativo, non so di chi sia.
06/06/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
06-06-2008)
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Nord-Est sezione: SYSTEM
(TRIESTE GORIZIA) data: 2008-06-04 - pag: 20 autore: La Provincia di Trieste
per un modello di sviluppo plurivocazionale Azioni sinergiche e intersettoriali
è questione particolarmente interessante gettare uno sguardo su Trieste guidati
dalle considerazioni di due tra i suoi esponenti istituzionali; ne deriva il
ritratto di una città dal forte carattere, detentrice di invidiabili
peculiarità ma intenzionata a fare meglio e fare di più. Secondo le parole di
Maria Teresa Bassa Poropat – presidente della Provincia – si sta lavorando a un
modello di sviluppo equilibrato per il territorio, plurivocazionale e
intersettoriale. Le risorse di quest'area geografica, non più marginale dopo la
caduta dei confini, ma centrale rispetto alla nuova Europa, sono molteplici e
spaziano dal turismo alla ricerca, all'economia del mare. La Provincia si sta
impegnando per valorizzare l'intero sistema senza privilegiare un settore in
maniera particolare, puntando a migliorare i trend occupazionali e a generare
benessere per tutto il territorio. La formula vincente per incentivare lo
sviluppo locale sta nel coordinamento delle politiche per l'economia e
l'innovazione; gli enti locali devono imparare a lavorare in raccordo tra di
loro, al solo fine di migliorare le generali condizioni dei cittadini,
generando processi virtuosi di sviluppo e crescita. Per quanto concerne la
situazione della Ricerca viene sottolineato come, oltre alla presenza
dell'Università di Trieste, questo territorio è caratterizzato da un'alta
concentrazione di centri di ricerca e di trasferimento tecnologico alle
imprese. C'è una fitta e autorevole rete di punti di riferimento scientifico
nei quali operano studiosi provenienti da ogni parte del mondo come a esempio
l'Area Science Park, il Centro Internazionale di Fisica Teorica e il Centro
Internazionale per l'Ingegneria genetica e le Biotecnologie. In un'area
periferica come quella di Trieste, caratterizzata da un passato di conflitti e
di tensioni, ha preso corpo negli anni un polo scientifico in costante evoluzione,
linfa vitale per il tessuto imprenditoriale locale con il quale è strettamente
collegato. Ma Trieste significa anche e fortemente 'flusso turistico' e dunque
attrazioni di qualità. Nell'ambito culturale stiamo assistendo a un 2008 ricco
di sorprese. L'offerta culturale – precisa la presidente Poropat – è un fattore
strategico per lo sviluppo economico e sociale di una comunità. Un esempio su
tutti: la Provincia ha promosso e sostenuto il festival estivo 'Teatri a teatro
a Trieste e provincia' che si è ispirato al principio di valorizzare i siti
artistici e architettonici dell'area, proponendo la rilettura in chiave moderna
della classicità greca e romana. Nato come strumento di programmazione
partecipata, grazie a un cartellone ricco di ospitalità importanti e
soprattutto di prime nazionali realizzati dai teatri stabili della città, si
sta trasformando in un interessante volano di promozione del territorio nel suo
complesso poiché riesce ad attrarre pubblico anche dalle regioni limitrofe.
Interrogata in merito alle proprie ambizioni per la città la presidente solleva
una questione importante: la recente caduta dei confini conseguente alla
nascita della nuova Europa è un fatto storico che ha simbolicamente riaperto la
via del dialogo, della reciproca conoscenza, dello scambio economico e
culturale. è stato un avvenimento che ha ben interpretato la realtà di Trieste,
che nel reciproco scambio e integrazione di culture, religioni, e differente
storia, ha saputo crescere e arricchirsi nel passato. L'augurio è quello che,
anche questa volta, la città sappia cogliere le nuove opportunità, per
riproporsi quale baricentro economico e culturale dell'Europa allargata. I
rischi da cui guardarsi sono presto detti: a frenare lo sviluppo del territorio
intervengono la mancanza di coordinamento e di una visione strategica tra gli
enti e, più in generale, quell'agire politico ispirato a logiche decisioniste e
personalistiche incapaci di rappresentare le esigenze reali del cittadino.
L'eccessiva settorialità e frammentarietà degli interventi comporta il rischio
di perdere ogni opportunità di sviluppo, mancando ogni vera strategia
complessiva a medio/ lungo termine. A completamento di un quadro propositivo e
beneaugurante interviene acutamente Walter Godina vicepresidente della
Provincia, il quale riconosce, tra gli elementi su cui intervenire con
concretezza, l'annoso problema della portualità; un superamento dei limiti
esistenti è riconosciuto attraverso interventi (sostenuti da precisi impegni
del Governo) che mirino a una portualità integrata e a una politica portuaria
d'Alto Adriatico. Vanno affrontati di petto i problemi inerenti la
retro-portualità e le questioni di logistica, velocizzando al massimo i
processi con soluzioni consapevoli del fatto che questo aspetto detiene un
ruolo assai importante nell'economia cittadina. Molte sono le questioni su cui
intervenire: le bonifiche della zona industriale Noghere (che tornerebbe utile
per nuove attività), la situazione dell'accessibilità (con conseguenti
migliorie concernenti fascia autostradale, ferroviaria e ricezione
alberghiera). Trieste, nelle parole espresse dalla sua
Provincia, ha ben chiara l'importanza di sinergie su più fronti, per il
perfetto assestamento di una città votata a un miglioramento collettivo e a una
collettiva soddisfazione. Maria Teresa Bassa Poropat, presidente della
Provincia di Trieste Walter Godina, vicepresidente provinciale.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE "Conti pubblici, una manovra da 36 miliardi" Brunetta alla
Camera: privatizzazioni e liberalizzazioni. Pensioni, via il divieto di cumulo
Piano triennale per il pareggio nel 2011. class="hilite">Ipotesi
class-class="term">action
anche per il pubblico impiego ROMA - Il ministro Renato Brunetta conferma le indiscrezioni.
"La manovra di correzione per il prossimo triennio sarà di circa 36
miliardi di euro, il decreto sarà pronto il 18 di giugno e conterrà antibiotici
e vitamine per correggere i conti che sono in peggioramento". In una
audizione alla Camera il ministro spiega cosa intende per "vitamine
". "Ci saranno privatizzazioni e liberalizzazioni, come nelle public
utilities - ha detto - e una manovra fiscale e contributiva come il superamento
del divieto di cumulo fra lavoro e pensione ". A questa Finanziaria di
lungo respiro, che ha l'obiettivo di arrivare al pareggio di bilancio nel 2011,
Brunetta ha promesso che un forte contributo arriverà dalla riforma della
pubblica amministrazione destinata a coinvolgere 3,5 milioni di dipendenti con
possibili risparmi fino a 40 miliardi di euro nel giro di 3-5 anni. Nella sua
vulcanica audizione, il ministro della Funzione pubblica ha anticipato
l'intenzione di estendere anche al settore pubblico il ricorso alla class="term">class class="term">action che entrerà in vigore dal
primo di luglio. è un modo per tutelare i cittadini dalle disfunzioni e
inefficienze della macchina burocratica. "E chi perde non deve pagare il
danno - ha specificato Brunetta - ma va a casa. Così come allo studio ci sono
dei "meccanismi per incentivare gli esodi dal settore". Uno di questi
è l'introduzione della possibilità di usufruire di "aspettative non
retribuite per lavorare nel privato o aprire attività, se va bene si chiude il
rapporto di lavoro altrimenti si torna". Anche sul turnover, che il Tesoro
vuole molto rigido con una assunzione ogni otto uscite, Brunetta precisa che
tutti "i blocchi, come quello dei prezzi, non funzionano mai se sono fatti
in modo banale". Per il ministro invece si tratta "da un lato di
bloccare o incentivare le uscite, dall'altro di migliorare qualitativamente le
entrate in modo tale che ci sia un rinnovo del capitale umano nella pubblica
amministrazione ". "Si deve partire dai datori di lavoro, dai
dirigenti perché il pesce puzza dalla testa, e poi dare voce ai
cittadini". "Stiamo preparando una serie di provvedimenti - ha detto
ancora - che responsabilizzi e sanzioni i dirigenti: se un sindaco non tiene il
proprio bilancio in ordine viene commissariato, se il direttore di una unità
sanitaria non tiene in ordine la propria unità viene licenziato e così
via". Ha confermato che martedì ci sarà un nuovo giro di incontri con i
sindacati - "con i quali il rapporto è buono e continuo" - e si è
lasciato andare a una serie di battute. I fannulloni, per esempio, non sono solo
i classici travet degli uffici pubblici "ma i
loro datori di lavoro che lasciano i dipendenti allo sbando". "Sono
Napoleone, sono matto? Può essere - chiosa scherzando - ma intanto entro due
settimane il Parlamento avrà testi di legge su cui discutere". Il ministro
ombra del Pd Linda Lanzillotta ammette di essere assolutamente d'accordo "
sui principi illustrati da Brunetta: "Il problema è trasformare le linee
guida in azioni concrete". Verso la Finanziaria Renato Brunetta ministro
della Funzione pubblica Roberto Bagnoli.
( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
[FIRMA]RAPHAËL
ZANOTTI E ora sulla class="term">class class="term">action
contro il caro libri si muovono direttamente le scuole. É bastata la
pubblicazione della notizia da parte della Stampa perché docenti, genitori e
allievi si muovessero. L'altro ieri all'Adoc, l'associazione dei consumatori
che sta preparando l'azione collettiva contro nove
editori (Casa Editrice Giuseppe Principato, De Agostini Edizioni Scolastiche,
Edizioni Il Capitello, Edumond Le Monnier, Giunti Scuola, Pearson Paravia Bruno
Mondadori, Rcs Libri, Sei e Zanichelli Editore), sono state chieste 1500 note
informative da distribuire nelle medie e nei licei del Canavese. L'interesse
nei confronti della futura causa con la quale le famiglie richiederanno il
rimborso per i rincari dei libri scolastici degli ultimi cinque anni è
ovviamente enorme. La frenesia è dovuta anche al fatto che si tratta degli
ultimi giorni di scuola, e quindi delle ultime possibilità di informare le
famiglie prima della pausa estiva e del nuovo anno scolastico. Oggi il preside
della scuola media Palazzeschi, due sedi in Torino, produrrà una circolare che
farà pinzare ai diari degli alunni in modo tale che i genitori siano informati
della causa. L'Adoc sembra voler fare sul serio. Tanto che sono stati previsti
rinforzi nelle sedi, per i prossimi giorni, in modo tale da accogliere le
adesioni formali. "Potevamo mettere online un modulo di adesione - spiega
Silvia Cugini, responsabile regionale - ma abbiamo pensato fosse meglio che le
famiglie venissero in sede, in modo tale che tutto sia più formale". Non basterà,
insomma, un'adesione di massima. Per evitare questioni a causa in corso, l'Adoc
dovrà raccogliere copie dei documenti e delle fatture dell'avvenuto acquisto
dei libri scolastici, oltre alla class="hilite">dichiarazione
dei singoli cittadini di voler far parte della class="term">class class="term">action.
Se l'associazione consumatori è agguerrita, gli editori non lo sono meno. Nei
giorni scorsi il presidente dell'Associazione italiana editori, Federico Motta,
aveva bollato la class="term">class class="term">action
dell'Adoc "ai limiti della fantascienza", smentendo le stime di
aumenti del 10-15% all'anno e contrapponendo i dati dell'Istat: aumenti
nell'ultimo anno solo dell'1,8-2%. L'iniziativa dell'Adoc, tuttavia, trova
terreno fertile. E non solo tra le famiglie che in questi anni hanno avuto
perlomeno la percezione di dover sborsare ogni anno qualcosa in più rispetto a
quello precedente. Sil e Upc, le associazioni dei librai e dei cartolibrai
della Confesercenti, hanno infatti dichiarato la loro piena solidarietà con la class="term">class class="term">action contro gli editori. Non si
tratta di una cosa paradossale. "Da tempo anche noi denunciamo aumenti
eccessivi dei prezzi di copertina - spiegano Massimo Robiola, presidente Sil, e
Luciano Maestri, presidente Upc -. Lungi dal favorirci, questo fenomeno
allontana studenti e famiglie dai nostri negozi dirottandoli sul mercato
dell'usato o alla ricerca di testi "riciclati"".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Attualità
EXTRAPARLAMENTARI DEL TERZO MILLENNIO Sempre più antagonisti di marco damilano
e roberto di caro Antifascismo. Lotta al precariato. Emergenza casa. Riparte
dai centri sociali e dalle università la mobilitazione dei giovani della nuova
sinistra La ragazza dai capelli rossi finisce il caffè, infila 'Il dolore
secondo Matteo' nello zaino e si prepara a un lungo 'dibbattito'. Pomeriggio di
sabato 31 maggio, piazza Sempione nel quartiere Nomentano, centro sociale
Horus, convegno dei movimenti su 'Autonomia e conflitto nella metropoli'.
Dentro ci sono una trentina di giovani, lo striscione 'Roma libera dal
controllo', gli immancabili cani. All'indomani dello
scontro alla Sapienza tra i collettivi e i neofascisti di Forza Nuova, si parla
di sindacalismo metropolitano, precariato, emergenza casa, in mezzo a due
eventi epocali. La scomparsa della sinistra dal Parlamento, che ora accomuna
tutti, notabili rifondaroli e ragazzi rasta, sotto l'etichetta di
extraparlamentari. E la vittoria del centrodestra che a Roma ha assunto
le forme della croce celtica mai dismessa sotto la camicia del sindaco Gianni
Alemanno. Una doppia mazzata che però per gli antagonisti romani sembra aprire
nuovi spazi di manovra. La settimana scorsa hanno occupato un palazzo in viale
Europa all'Eur, di fronte al complesso delle Torri. Protagonista dell'attacco,
la Rete per il diritto all'abitazione, di cui fa parte Action, la sigla più
conosciuta del movimentismo romano, con qualche incursione istituzionale: in
epoca veltroniana a Roma ha gestito gli sportelli casa del Comune su incarico
di alcuni municipi e ha portato in consiglio comunale Nunzio D'Erme, noto alle
cronache per il letame consegnato a Berlusconi. Una piccola potenza, anche
elettorale: in Campidoglio con 2.192 voti di preferenza c'è un altro esponente
di Action, Andrea Alzetta detto Tarzan, primo della Sinistra arcobaleno. Un
superstite nello tsunami che ha travolto Rifondazione e gli altri partiti della
sinistra radicale: disastro che nell'area dei collettivi è dispiaciuto poco o
nulla. In tanti non sono andati a votare. "I giovani comunisti si sono
rivisti al corteo all'università contro i fascisti, era la prima volta che
succedeva da anni. Se fossero stati più presenti forse sarebbero ancora in
Parlamento", racconta Aurora, classe 1984, nell'aula autogestita di
Giurisprudenza alla Sapienza, dove campeggia un Che Guevara in maglietta e
'incinto'. All'ingresso, i volantini sul campeggio internazionale a Besaù in
Spagna: 120 euro per una settimana "ambientalista e femminista". La
lotta contro le discriminazioni sessuali, la cultura gay, lesbo e transgender,
la partecipazione al Gay Pride del 7 giugno sono il fronte di lotta individuato
dalla nuova generazione del movimento. La più decisa ad abbandonare i panni dei
reduci anni Settanta e allargare il campo di azione. Senza le vecchie sigle tra
i piedi, si aprono praterie politiche. "La sconfitta elettorale della sinistra
per noi non è una catastrofe, abbiamo un'ambizione più grande. Bertinotti era
nel Palazzo ma non nella società, noi nella società ci siamo sempre stati. Ora
abbiamo la possibilità di parlare a tutti", spiega Francesco Raparelli,
uno dei giovani leader, portavoce della Rete di autoformazione. Traduzione:
diventare un soggetto politico, senza deleghe per nessuno. "La destra usa
la sicurezza cogliendo uno stato d'animo diffuso, noi contrapponiamo
l'insicurezza abitativa e del lavoro", dice Guido Lutrario dei
disobbedienti: "La paura si combatte con i centri sociali". A Roma
tra grandi e piccoli sono circa 25, agevolati anche dalle politiche della
giunta Veltroni: il Forte Prenestino a Centocelle, l'Acrobax all'Ostiense,
l'Horus, l'Esc, laboratorio di sperimentazione artistica a San Lorenzo. Una
settimana fa si sono incontrati per le prossime iniziative: il 14 giugno un
raduno con i precari, gli attivisti della casa, gli immigrati. Per luglio è
prevista una due-giorni in piazza: per dare un segnale a Alemanno. Fascismo e
antifascismo sono al centro della discussione, in una città dove negli ultimi
due anni le aggressioni si sono moltiplicate, fino ad arrivare all'omicidio di
Renato Biagetti, ventiseienne militante dell'Acrobax, e all'assalto di villa
Ada di un anno fa, quando un concerto estivo fu interrotto dall'incursione di
una squadra di neofascisti. E c'è chi invoca la necessità di prepararsi a una
nuova stagione di scontro, anche violento. "Chi si appella allo Stato
perché reprima i fascisti semina illusioni. I fascisti fuorilegge ce li
mettiamo noi e non chi li protegge! Le parole, anche le nostre, non bastano
più. Dobbiamo passare ai fatti", proclama controappunto.org su Indymedia.
Quelli di Acrobax sono ancora più espliciti: "La tutela dei nostri spazi
politici e della nostra incolumità fisica ci pone di fronte alla questione
della violenza. Se lo sciacallaggio ipocrita delle istituzioni si trincera
dietro l'equidistanza, noi affermiamo di avere il diritto alla
resistenza". Diversa è la musica a Milano. Niente trionfalismi, né 'tanto
peggio tanto meglio'. Se grande è il disordine sotto il cielo, non per questo
la situazione è eccellente. Anzi. "La verità è che ci difendiamo. E poco
più di questo", spiegano Virginia, quinto anno di Giurisprudenza, e Teo, videogiornalista,
di Asso, Assemblea degli studenti della Statale occupata, sigla nata
nell'ottobre 2005 durante i 12 giorni di autogestione. Un anno fa occuparono
per tre mesi quella che fu la storica sezione Togliatti del Pci in via Volturno
33 con l'intenzione di farci uno studentato, cacciati senza colpo ferire dalle
forze dell'ordine una mattina di luglio. "Abbiamo passato un anno a
leccarci le ferite e a tentare di analizzare cosa e perché era successo a
Milano". Ha lasciato il segno la scomparsa elettorale della Sinistra
Arcobaleno: "Volente o nolente, Rifondazione ha sempre coperto le spalle
al movimento. Ora è fuori gioco. Così, se i fasci alzano la cresta e sabato 10
maggio arrivano in cento a un concerto nazirock, tu non hai neppure la forza di
impedirglielo. E passi la notte a piantonare il centro sociale Vittoria,
minacciato come il 25 aprile il Torchiera". Restano i blitz: nel weekend
elettorale di aprile, l'occupazione di un'ex fabbrica in via Novara (taz, zone
temporaneamente autonome, si chiamano). E i gesti: l'altr'anno annunciarono
l'arrivo del 'Grande Fratello alla Statale', accorsero in centinaia inclusa una
scolaresca liceale di Saronno e trovarono in faccia all'aula magna una casa
senza pareti completa di letti, cucina, elettrodomestici e abitanti, emblema di
come campano gli studenti "in una città che del diritto allo studio si fa
beffe, ingrassando il mercato immobiliare e degli affitti astronomici".
L'auletta A a pianterreno della Statale se la dividono il Collettivo Pantera,
Demos, il mensile 'Vulcano', ciascuno con i suoi orari, i suoi poster, i suoi
ordinati armadietti. Pantera è rinata sette anni fa sul diritto allo studio e
contro le riforme snocciolate dai governi di destra e di sinistra: produce
inchieste sui costi dello studio, campagne in difesa della 194 sull'aborto,
presìdi sotto il consolato messicano. Un po' casuale, ma loro replicano che
tutto si tiene. Demos, vicina ai Comunisti italiani,dà battaglia contro il
caro-mensa. I più caustici sono Chiara, Davide e gli altri di 'Vulcano', bella
rivistina al 42 numero: "Una sinistra sbrindellata e spesso irreperibile
anche a se stessa continua a parlare di Che Guevara a studenti ai quali
Comunione e liberazione, piena di soldi, regala fotocopie, mense,
servizi". Non c'è da stupirsi se si assiste a un ridimensionamento degli
'antagonisti'. Che cosa tiene insieme quest'area ripiegata su se stessa? A
Milano, l'antifascismo e l'Expo 2015. Il primo è la loro storia, costellata di
date che snocciolano a memoria come pilastri identitari, ancoraggio di sé,
ponte tra passato e futuro: l'11 novembre 2000 quando impedirono un corteo di
Forza Nuova; il 16 marzo 2003 quando dei neofascisti uccisero a coltellate
Davide Cesare detto Dax; il 1 giugno
( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stampa "La
manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, ... "La manovra
triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, attestandosi quindi sui 36
miliardi di euro". Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta nel
forum presso la sede de Il Tempo, ha dato alcune indicazioni sulla prossima
manovra economica e delineato le misure che intende introdurre per riformare la
pubblica amministrazione. Ci aspetta una manovra da lacrime e sangue? "La
manovra triennale di correzione dei conti pubblici si attesterà sui 30-35
miliardi di euro. Per ciascun anno la manovra supererà i 10 miliardi e
probabilmente si arriverà a 12 miliardi l'anno". Quali saranno i
contenuti? "Sarà un mix di antibiotici e vitamine, di tagli, ma anche
liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. Il
decreto sarà accompagnato da un disegno di legge e una delega, ci saranno anche
altre vitamine: dalla semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e
della contrattazione". Quali novità in arrivo per il pubblico impiego?
"Vorrei che gli utenti diventassero protagonisti del rinnovamento della
macchina statale. class="hilite">La
possibilità di fare ricorso alla class="term">class class="term">action
potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa. Inoltre
sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di aspettativa
non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si chiude,
altrimenti si torna indietro". Lei ha esordito nel suo mandato con
un'accusa ai fannulloni. "I primi veri fannulloni sono i datori di lavoro.
La macchina pubblica non funziona perché purtroppo non esiste il mercato e
tutto è lasciato alla buona volontà individuale. è necessario, quindi, che il
punto di riferimento diventi la soddisfazione dei cittadini, che devono far
sentire la propria voce. La gente non ne può più di un'amministrazione-palla al
piede. Il mio piano di riforma prevede che i lavativi e i falsi malati possano
essere licenziati. In primo luogo si definiscono le violazioni che danno luogo
a licenziamento, ivi comprese quelle relative ai casi di scarso rendimento e
anche quella di falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa
aggravata. Quindi si semplifica il procedimento disciplinare accelerando i
termini procedimentali ed eliminando la perentorietà di quelli non strettamente
attinenti al diritto di difesa". Non solo fannulloni. L'altro ostacolo da
abbattere nella pubblica amministrazione è la scarsa propensione alla mobilità.
Cosa intende fare? "La mobilità è di tanti tipi. Una è quella da area a
area. Se c'è uno spostamento di funzione anche il personale dovrà adeguarsi.
Chi si oppone al trasferimento prima sarà posto in cassa integrazione e se
continua a rifiutare scatta il licenziamento. Poi c'è la mobilità geografica da
una regione all'altra d'Italia. I concorsi andrebbero fatti su base regionale
in modo funzionale a coprire carenze di personale. Non ci devono più essere
casi di persone assunte lontano da casa e che insoddisfatte si mettono in
malattia pur di restare nella città d'origine o ricorrono ai più svariati
stratagemmi pur di far ritorno a casa. Questo è un danno per l'amministrazione
pubblica". I sindacati sono pronti a darle battaglia. Come farà a superare
i loro veti? "Ho dalla mia parte il favore della gente. Martedì incontrerò
i sindacati confederali e le categorie per discutere del piano di riforma del
pubblico impiego". Nella sua impostazione lo Stato dovrebbe essere
considerato e gestito come un'azienda privata. Quali sono i punti di criticità?
"Il punto fondamentale è proprio lo Stato. Mi spiego. Il lavoratore
pubblico ha una grande preparazione ed è migliore di quello privato, nel senso
che è dotato di maggiore capitale umano. Ma ha meno produttività. Il vero
problema è che manca il datore di lavoro". In che senso? "Lo Stato è
il vero fannullone. E per Stato intendo i sindaci, i governatori, i ministri e
in generale i policy makers. Ecco perché bisogna partire dalla testa per far
funzionare il sistema e rimettere mano alle regole di lavoro che sono inefficienti.
Se l'impresa privata si comportasse come quella pubblica, sarebbe destinata a
fallire. Il datore di lavoro pubblico è motivato principalmente dal consenso
quindi è indispensabile fare ricorso ai principi economici". Ma come si
misura l'economicità in settori come l'istruzione, la sanità o la sicurezza?
"Tutto è misurabile. è questo lo scatto mentale da fare. In America già
avviene con un meccanismo di punteggi in base alle citazioni sulle migliori
riviste specializzate di settore. In Italia i dirigenti hanno lo stesso livello
di retribuzione ma non credo che siano tutti uguali". è per questo che ha
reso pubblici i dati del suo ministero? "Anche per questo. Ho trovato
singolare che i miei dirigenti guadagnassero nella maggior parte tra i 160 e i
170 mila euro l'anno lordi. Farò di più: la prossima settimana pubblicherò
l'elenco delle consulenze". Torniamo alle regole di lavoro. Perché sono
inefficienti? "Semplice. Manca la sanzione. Manca la sanzione del mercato.
I dipendenti pubblici che sbagliano devono essere puniti. Bisogna istituire un
sistema meritocratico di premi e punizioni. è un miracolo che nel settore
pubblico esista ancora la dignità e l'amor proprio dei singoli che mandano
avanti il sistema. Mi viene in mente una barzelletta sull'inferno". Ce la
racconti? "Ci sono sone tre tipi di inferno: tedesco, francese e italiano.
Ma nel nostro a volte manca la pece, le fiamme si accendono e si spengono e,
soprattutto, i diavoli spesso sono assenti". Ha reso l'idea. Eppure i
detrattori contestano le direttrici della sua riforma. "Se i miei
avversari sono Eugenio Scalfari e Furio Colombo ne sono ben lieto. Sono due
persone intelligenti ma non hanno mai letto quello che ho scritto perché
accecati da pregiudizi razi-radical chic. Credo che gli italiani siano dalla
mia parte". La malattia della pubblica amministrazione è l'assenteismo.
Come pensa di debellarlo? "Mediamente per malattia le assenze nel pubblico
impiego sono superiori di 4-6 giornate rispetto al settore privato.
Complessivamente si hanno in un anno 18 milioni di giornate non lavorate con un
costo pari a 1,8 miliardi. Ci saranno sanzioni per colpire le assenze senza
validi motivi". Ma chi avrà il compito di decidere chi sanzionare e chi
invece premiare? "Alla dirigenza pubblica spetteranno maggiori poteri
nella gestione delle risorse umane e finanziarie e allo stesso tempo maggiori
responsabilità nelle ipotesi di scarso rendimento della struttura che dirige.
La progressione giuridica della carriera avverrà tramite concorso e sarà
soggetta a valutazioni rigorose a cui vengono collegate le indennità di
risultato. Voglio introdurre più trasparenza sul conferimento, il rinnovo e la
revoca degli incarichi dirigenziali e siamo al lavoro per rivedere la
disciplina delle incompatibilità dei dirigenti per rafforzarne l'autonomia
anche rispetto alle organizzazioni sindacali". Come cambierà la
contrattazione collettiva? "La riforma prevede innanzitutto la riduzione
dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali.
Insieme alla revisione della durata dei contratti collettivi e un allineamento
tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica". Si parla
molto anche nel settore privato della contrattazione di secondo livello.
Cambierà qualcosa in questo senso anche nella sua riforma? "Anche questa
sarà oggetto di modifiche nel progetto di cambiamento che ho presentato ai
sindacati. In particolare la contrattazione integrativa sarà collegata alla
situazione economica e finanziaria dell'ente e inviata alla Corte dei conti. è
previsto infine un riordino dell'Aran". Che succederà all'agenzia di
rappresentanza nei negoziati con il pubblico impiego? "è prevista
l'istituzione di un'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico con ampi
poteri di rappresentanza per la parte pubblia, di indirizzo e di controllo
della contrattazione collettiva". Nel suo progetto parla anche di un
progetto per dare un diverso utilizzo alle strutture e agli immobili di
proprietà pubblica. Cosa ha in mente di fare più precisamente? "Penso alla
possibilità di utilizzare gli immobili pubblici per attività aggiuntive.
Occorre offrire servizi collegati tra loro e utilizzando con una retribuzione a
parte anche le risorse umane che si rendono disponibili. Faccio un esempio. Un
edificio scolastico potrà essere adoperato anche nell'orario pomeridiano per
attività ludiche o sportive o ancora per un doposcuola "intramoenia"
da parte degli insegnanti". A leggere le linee del suo programma si vede
che pensa anche a fare entrare in misura più massiccia gli sponsor privati. Non
è un po' troppo e soprattutto qual è lo scopo? "Innanzitutto sono già
consentite da una legge del
( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
L'Europa
DELL'APARTHEID ÉTIENNE BALIBAR: "GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI"
"Si è cittadini europei per diritto genealogico. Gli immigrati,
ventottesima nazione fantasma, sono degli esclusi. Il razzismo è specchio
dell'ostilità tra europei. Le colpe del nazionalismo di sinistra" Teresa
Pullano È pessimista sull'avanzata delle destre, anche estreme, in Europa. E
sul fatto che i cittadini dell'Unione desiderino realmente la democrazia. Ma si
affida a Gramsci per dire che in questo momento bisogna avere l'ottimismo della
volontà e il pessimismo della ragione. Confessa che oggi non direbbe no ad un
referendum sulla Costituzione europea. E pensa che nei confronti degli
immigrati, il "ventottesimo stato dell'Ue", esista una vera e propria
"apartheid europea", in cui il razzismo rispecchia i conflitti
interni tra gli stessi cittadini comunitari. Conflitti dei quali i migranti
rappresentano solo il capro espiatorio. Incontriamo Étienne Balibar, filosofo
della politica e intellettuale critico della costruzione europea, di passaggio
a Roma per alcune conferenze proprio mentre divampa in Italia un clima xenofobo
e razzista. In Italia ha vinto la Lega sulla base della difesa del territorio,
perfino i movimenti pensano di ripartire dallo stesso principio, sia pur
declinato in maniera opposta. Forse che in Europa il principio del territorio
si sta sostituendo a quello di nazione? Quello del territorio è un concetto
plastico che non ha un referente univoco.Leggevo qualche giorno fa un
editoriale del manifesto sulle violenze al Pigneto: si faceva una critica,
giustificata ma che non offre una soluzione immediata, del modo in cui tende a
svilupparsi un mito del microterritorio che fa sì che gli abitanti di un
quartiere o di una regione si percepiscano come difensori di uno spazio
minacciato da cui espellere tutti gli stranieri. È la prova che la nozione di
territorio può funzionare a vari livelli. Nelle periferie francesi le guerre
tra bande di giovani proletari immigrati, disoccupati e non scolarizzati sono
anch'esse dei fenomeni di difesa del territorio nel senso fantasmatico del
termine. È a questo livello che bisogna proporsi non solo una critica della
nozione di territorio, ma una vera politica d'apertura o di deterritorializzazione
dell'appartenenza comunitaria. La sacralizzazione dei piccoli territori può
essere molto violenta ma è limitata. Ciò che preoccupa è la generalizzazione di
questi fenomeni su una scala più ampia. Si è verificato con il fascismo, che
era una trasformazione immaginaria del territorio nazionale in proprietà di un
popolo o di una razza. Ci sarebbero delle conseguenze disastrose se questo
fenomeno si sviluppasse nell'insieme dell'Europa, in particolar modo su base
culturale, come sembra suggerire Benedetto XVI, quando sostiene che essa è un
territorio cristiano e di conseguenza i musulmani sono dei corpi estranei.
Possiamo dunque concludere che il principio di territorialità può essere la
base di una cittadinanza europea? La costruzione europea ha una base territoriale
per definizione, ma a seconda se la concepiamo come fissa o evolutiva, come
chiusa o aperta, si apre una direzione storica diversa. Oggi il territorio non
è la base della cittadinanza europea, ma dovrebbe diventarlo. Quella che
definisco come una vera e propria "apartheid europea" è data dal
fatto che è cittadino europeo solo chi ha la nazionalità di uno degli Stati
membri. Gli immigrati stabilitisi da una o più generazioni sul suolo europeo
sono la ventottesima nazione fantasma dell'Ue e costituiscono circa un ottavo
della sua popolazione. Non sono semplicemente persone che in Francia non sono
francesi, in Germania non sono tedeschi o in Italia non sono italiani. È a
livello dell'intera Europa che gli immigrati sono degli esclusi, a maggior ragione
con la libera circolazione all'interno delle frontiere europee. L'allargamento
dell'Unione europea produce forme qualitativamente nuove d'esclusione. Il
diritto alla cittadinanza europea non è territoriale: è genealogico. Nella
maggior parte degli stati membri la nazionalità si acquisisce con lo jus soli,
ma a livello dell'insieme dell'Europa la cittadinanza è genealogica nel senso
dell'appartenenza originaria alla nazione. Questo evoca dei ricordi e pone
problemi inevitabili. Ci sono delle analogie tra lo sviluppo di
quest'esclusione e il fatto che nella storia ci sono state e ci sono sempre,
almeno a livello simbolico, delle popolazioni transnazionali trattate come
nemici interni o corpi estranei alla civiltà europea. È stato il caso degli
ebrei; oggi non lo è più. Rimane il caso dei rom. Il fenomeno di cui parlo è
tuttavia molto più vasto. Oggi in Europa non si sentono istanze di
partecipazione dal basso a livello comunitario, mentre nei singoli stati le
istanze di partecipazione si esprimono in un linguaggio nazionalistico e
identitario. Che rapporto vede fra queste due tendenze? La domanda di
partecipazione a livello locale e la domanda di controllo popolare a livello
nazionale e sovranazionale non si escludono. Forse c'è bisogno di
un'accelerazione delle cose perché i cittadini ne prendano coscienza. La
responsabilità di questa situazione è da attribuire alle istanze intermedie,
come i partiti politici, che oggi sono drammaticamente assenti e ci si dovrebbe
chiedere il perché. Secondo Gramsci, le istanze intermedie sono la trama
statale del funzionamento della società civile e, reciprocamente, i conflitti
della società civile si traspongono nella struttura dello stato. Le
costituzioni nate dalla resistenza in Francia e in Italia infatti affidano ai
partiti il ruolo di costituire l'opinione pubblica. Dove sono oggi i partiti
politici in Europa? La legittimità degli Stati nazionali e quella dell'Unione
europea secondo lei vanno di pari passo? Il momento attuale è caratterizzato,
in modo preoccupante, da una perdita di legittimità democratica degli Stati
nazione e da una diminuzione della legittimità del progetto politico europeo.
Non si tratta di assumere una posizione di difesa della sovranità nazionale, al
contrario. Io adotto la definizione di legittimità di Max Weber, che mi pare
vicina al concetto foucaultiano di potere: una nozione pragmatica e realista
che si articola in termini di probabilità, d'obbedienza al potere pubblico e
dunque d'efficacia di questo stesso potere. Da questo punto di vista, non possiamo
ritornare indietro rispetto a quel poco di struttura politica che esiste su
scala europea, ma siamo obbligati a progredire. Ne consegue che la legittimità
delle istituzioni europee è diventata una condizione di legittimità delle
istituzioni nazionali stesse. Non tarderemo a vedere concretamente gli effetti
di questa relazione, che si manifesteranno con forza man mano che le difficoltà
economiche e sociali legate agli choc petroliferi si ripercuoteranno in Europa.
Solo delle politiche europee comuni hanno una minima possibilità di essere
efficaci di fronte a questo tipo di situazione, ma devono essere approvate dai
cittadini degli Stati nazionali, che rimangono la fonte ultima di legittimità.
Intanto in Europa assistiamo a una crescita delle destre, anche quelle più
estreme. Perché, secondo lei? In questo momento sono pessimista e mi riconosco
nella massima di Gramsci dell'ottimismo della volontà e pessimismo della
ragione. Per principio le situazioni difficili sono quelle
in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle
cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo
vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei
occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non
coincidono. Tra le due correnti ideologiche ci sono delle interferenze
molto forti, ma esse non si riducono l'una all'altra. Il nazionalismo nei vari
Paesi europei non è monopolio della destra. Faccio parte - lo devo confessare,
ma i lettori del manifesto lo sanno - delle persone che tre anni fa in Francia
hanno votato "no" al referendum sulla costituzione europea. Ho
creduto di farlo per ragioni che non erano né di destra né nazionaliste. Sono
oggi costretto a constatare che questa scommessa è stata persa e che l'aspetto
transnazionale e il richiamo a un federalismo europeo sono stati completamente
neutralizzati da una dominante nazionalista a sinistra, o meglio nella vecchia
sinistra. Ciò che è inquietante è la convergenza del nazionalismo di destra e
del nazionalismo di sinistra. I suoi effetti si fanno sentire a livello dei
governi nella forma di un sabotaggio permanente delle politiche europee comuni.
Ma la convergenza tra le due forme di nazionalismo a livello dell'opinione
pubblica e dell'ethos delle classi popolari in Europa è ancora più
preoccupante. Meno gli stati nazionali sono capaci di rispondere alle sfide
economiche, sociali e culturali del mondo contemporaneo, più i discorsi
populisti e nazionalisti fanno presa su una parte delle classi popolari in
Europa. Bisogna interrogarsi sulle cause strutturali di questa situazione, non
ci si può accontentare del discorso elitista dell'ignoranza del popolo. Di
certo è una situazione molto pericolosa per il futuro della democrazia in
Europa, senza parlare delle conseguenze sullo sviluppo del razzismo. Lei parla
di un nazionalismo di sinistra. Si può dire che la sinistra oggi pensi da un
lato lo spazio mondiale e dall'altro quello nazionale, e sia perciò incapace di
vedere quello europeo come uno spazio eterogeneo rispetto agli altri due? È
forse un lascito dell'internazionalismo di Marx? Calandoci nell'epoca in cui
Marx ha scritto, potremmo dire esattamente il contrario. Il pensiero di Marx
era legato a un momento rivoluzionario che investiva l'Europa intera.
Rileggendo gli articoli di Marx del 1848, vediamo che il nazionalismo
democratico si allea con il socialismo e le prime forme di lotta di classe. In
quel momento Marx e Engels hanno probabilmente pensato che una repubblica
democratica europea o un'alleanza di repubbliche democratiche europee era al
contempo la forma nella quale si preparava o poteva realizzarsi il superamento
del capitalismo. Oggi la situazione è diversa e il senso di parole come
nazionalismo si è ribaltato. È vero che certe forme di anticapitalismo teorico,
che pescano in parte nell'eredità di Marx e che io non disprezzo ma trovo un
po' arcaiche ed unilaterali, trascurano il problema della politica europea. La prospettiva
altermondialista ha tuttavia il vantaggio di affermare che pensare l'Europa
come uno spazio chiuso è illusorio. Al contempo, le costituzioni democratiche
sono radicate nella risoluzione dei conflitti storici passati. Costruire uno
spazio politico europeo è importante perché dobbiamo ricomporre il nostro
passato a livello continentale: una cultura politica comune deve emergere dalle
differenze culturali e storiche dell'Europa. Vi è un legame profondo tra la
mancata rielaborazione del nostro passato e l'immigrazione. Gli immigrati sono
i capri espiatori dell'ostilità fra gli europei. E' la loro stessa incapacità
di pensarsi come un'unità che impedisce agli europei di trattare il problema
dell'immigrazione in termini progressisti. I francesi non vi diranno mai che
detestano i tedeschi o gli inglesi che non possono sopportare l'idea di formare
un popolo comune con gli spagnoli, però questa diffidenza non è stata superata,
anzi si è rafforzata con l'allargamento dell'Europa ad Est. CONTINUA |PAGINA
14.
( da "Libero" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Anzitutto 06-06-class="hilite">2008 Per gli statali Brunetta
vuole la class="term">class
class="term">action Class class="term">action in vista anche per il
settore pubblico. È questa l'idea del ministro della Funzione pubblica, Renato
Brunetta, che, a margine di un'audizione alla Camera, ha annunciato:
"Stiamo riflettendo sull'estensione della class="term">class class="term">action
anche al settore pubblico dove però a chi perde non viene chiesto di pagare il
danno, ma va a casa". In sostanza, "se i cittadini vedono che un
ospedale non funziona, una scuola non funziona, si arrabbiano, fanno un'azione
giuridico amministrativa - spiega il ministro - e in breve tempo se i dirigenti
e i politici competenti perdono, vengono commissariati e vanno a casa".
Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie
senza autorizzazione.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
06-06-2008)
Argomenti: Class Action
CRONACA 06-06-2008
Lo psicologo "Forse è solo stanchezza cronica. E il caso"
"Attenzione a dare all'episodio di Lecco risvolti 'inconsci', ossia
pensare che la mamma si sia, inconsapevolmente, 'liberata' dal peso della
figlia" avverte Francesco Rovetto, docente di psicologia clinica
all'Università di Parma e direttore del corso di psicologia criminale. E da
escludere, per Rovetto, è pure una patologia di tipo psichiatrico,
"patologie che non spingono mai ad azioni di questo tipo - spiega lo
psicologo - Indagherei piuttosto la mamma dal punto di vista neurologico perché
esistono situazioni in cui elettroencefalogramma e Tac sono in grado di
evidenziare disturbi della memoria". Ma Rovetto sembra suggerire una
risposta ancora più semplice al drammatico episodio di Lecco.
"Consideriamo che questa donna ha tre figli, di cui una, quella purtroppo
morta, in tenera età. Che è un'insegnante al termine dell'anno scolastico,
ossia nel periodo più impegnativo e stancante. E se fosse solo uno stress
cronico? Dimenticanze del genere sono all'ordine del
giorno, soprattutto quando si compiono azioni di routine, ossia quelle azioni
per le quali la soglia di attenzione è bassa. E' quello che viene chiamato
'atto mancato'". Lo psicologo parmigiano si sofferma piuttosto sulla
"psicologia collettiva " che cerca di dare una "causa" a questi
avvenimenti. "Perchè una causa permette di rendere il mondo
ragionevole, non ci fa sentire che la nostra vita è in realtà appesa a un filo e
una serie di sfortunate circostanze, come il drammatico episodio di Lecco,
possono stroncarla. In fondo è come tentare di disegnare un mondo ideale in cui
non esiste la casualità. Sapere invece che un bimbo può morire per caso è
terribile, spiazzante. Non puoi dire: 'A me non capiterà'". Quanto alla
mamma di Lecco, "è stata condannata per tutta la vita, in un modo atroce -
conclude il docente parmigiano - Di sicuro lei preferirebbe la prigione a vita,
se solo servisse a riportare in vita la sua bambina". Psicologo Francesco
Rovetto.
( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
CARO LIBRI ULTIMI GIORNI
TRA I BANCHI MENTRE IL MINISTERO ANNUNCIA L'ARRIVO DI ALTRI 59 MILIONI IN VIA
MAZZARELLO VIGILI IN BORGHESE NASCOSTI IN UN PASSO CARRAIO TENTATO OMICIDIO
L'INIZIATIVA ARRESTATA CINESE AVEVA TRE PASSAPORTI All'class="hilite">interno
Pioggia di adesioni alla class="term">class class="term">action
Debiti, scuole nel caos mancano soldi e prof Tornano gli autovelox fantasma Un
colpo alla schiena albanese grave al Giovanni Bosco Contro i superaffitti
studenti nelle case Atc con gli anziani "La Tav vale 500 milioni
all'anno" Con carte clonate acquistava abiti di lusso in piazza San Carlo
Raphaël Zanotti Il preside del Galfer: "Ora ci spaventano i ricorsi"
SERVIZIO Emanuela Minucci Studio La Transalpine "Con l'alta velocità maxi
risparmi sicuri" Ma è lite sui numeri Maurizio Tropeano La fine delle
lezioni, prevista in molti casi già domani, si annuncia "calda",
segnata da una concentrazione di piccoli e grandi problemi legati ai corsi per
il recupero dei debiti e ai successivi scrutini degli studenti
"sospesi". Pochi soldi e prof mancanti le emergenze più evidenti.
"È stato un anno faticoso e ora siamo alle prese con una macchina costosa
e complicata", dice Tommaso De Luca, preside dell'istituto professionale
"Plana". Intanto sulla class="term">class class="term">action
contro il caro libri si muovono direttamente le scuole. É bastata la
pubblicazione della notizia da parte della Stampa perché docenti, genitori e
allievi si muovessero. L'altro ieri all'Adoc, l'associazione dei consumatori
che sta preparando l'azione collettiva contro nove
editori, sono state chieste 1500 note informative da distribuire nelle medie e
nei licei. Maria Teresa Martinengo ALLE PAGINE 64 E 65Invisibile per chi
percorre quel tratto di strada in direzione corso Allamano. Montato sul sedile
posteriore col finestrino abbassato di una spanna o poco più. Ma agli occhi
elettronici dell'Autovelox basta quello spiraglio per "castigare" gli
automobilisti di passaggio in via Santa Maria Mazzarello. A bordo dell'auto
civetta, una 146 rossa, se ne stanno due agenti della polizia municipale, uno
in borghese, uno in divisa. Tutto regolare? Secondo il comandante Mauro Famigli
sì. Il codice della strada però dice il contrario. Lodovico Poletto A PAGINA
69Acquisti a go-gò nella chicchissima piazza San Carlo, ma con carta di credito
clonata. Una giovane di probabili origini cinesi ha acquistato prima dei
gioielli in una oreficeria, poi capi d'abbigliamento al "San Carlo dal
1973". Ma qui la commessa si è insospettita per quello strano pagamento di
circa 3 mila euro ed ha avvertito i carabinieri, presenti negli stand allestiti
nella piazza in occasione della Festa dell'Arma. La donna, chiusa nel più
assoluto mutismo, è stata trovata in possesso di tre passaporti, ognuno con tre
nomi diversi e altrettante nazionalità, e ben dieci carte di credito clonate.
Una era stata appena utilizzata nella boutique d'abbigliamento. I carabinieri
dovranno ora appurarne l'identità e verificare se abbia messo a segno altri
colpi del genere. Con molta probabilità l'elegante cinese (griffata dalla testa
ai piedi) avrà prenotato l'albergo sempre con una carta clonata. \.
( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
ÉTIENNE BALIBAR:
"GLI IMMIGRATI CAPRI ESPIATORI" "Si è cittadini europei per
diritto genealogico. Gli immigrati, ventottesima nazione fantasma, sono degli
esclusi. Il razzismo è specchio dell'ostilità tra europei. Le colpe del nazionalismo
di sinistra" Teresa Pullano È pessimista sull'avanzata delle destre, anche
estreme, in Europa. E sul fatto che i cittadini dell'Unione desiderino
realmente la democrazia. Ma si affida a Gramsci per dire che in questo momento
bisogna avere l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione. Confessa
che oggi non direbbe no ad un referendum sulla Costituzione europea. E pensa
che nei confronti degli immigrati, il "ventottesimo stato dell'Ue",
esista una vera e propria "apartheid europea", in cui il razzismo
rispecchia i conflitti interni tra gli stessi cittadini comunitari. Conflitti
dei quali i migranti rappresentano solo il capro espiatorio. Incontriamo
Étienne Balibar, filosofo della politica e intellettuale critico della
costruzione europea, di passaggio a Roma per alcune conferenze proprio mentre
divampa in Italia un clima xenofobo e razzista. In Italia ha vinto la Lega
sulla base della difesa del territorio, perfino i movimenti pensano di
ripartire dallo stesso principio, sia pur declinato in maniera opposta. Forse
che in Europa il principio del territorio si sta sostituendo a quello di
nazione? Quello del territorio è un concetto plastico che non ha un referente
univoco.Leggevo qualche giorno fa un editoriale del manifesto sulle violenze al
Pigneto: si faceva una critica, giustificata ma che non offre una soluzione
immediata, del modo in cui tende a svilupparsi un mito del microterritorio che
fa sì che gli abitanti di un quartiere o di una regione si percepiscano come
difensori di uno spazio minacciato da cui espellere tutti gli stranieri. È la
prova che la nozione di territorio può funzionare a vari livelli. Nelle
periferie francesi le guerre tra bande di giovani proletari immigrati,
disoccupati e non scolarizzati sono anch'esse dei fenomeni di difesa del
territorio nel senso fantasmatico del termine. È a questo livello che bisogna
proporsi non solo una critica della nozione di territorio, ma una vera politica
d'apertura o di deterritorializzazione dell'appartenenza comunitaria. La
sacralizzazione dei piccoli territori può essere molto violenta ma è limitata.
Ciò che preoccupa è la generalizzazione di questi fenomeni su una scala più
ampia. Si è verificato con il fascismo, che era una trasformazione immaginaria
del territorio nazionale in proprietà di un popolo o di una razza. Ci sarebbero
delle conseguenze disastrose se questo fenomeno si sviluppasse nell'insieme
dell'Europa, in particolar modo su base culturale, come sembra suggerire
Benedetto XVI, quando sostiene che essa è un territorio cristiano e di
conseguenza i musulmani sono dei corpi estranei. Possiamo dunque concludere che
il principio di territorialità può essere la base di una cittadinanza europea?
La costruzione europea ha una base territoriale per definizione, ma a seconda
se la concepiamo come fissa o evolutiva, come chiusa o aperta, si apre una
direzione storica diversa. Oggi il territorio non è la base della cittadinanza
europea, ma dovrebbe diventarlo. Quella che definisco come una vera e propria
"apartheid europea" è data dal fatto che è cittadino europeo solo chi
ha la nazionalità di uno degli Stati membri. Gli immigrati stabilitisi da una o
più generazioni sul suolo europeo sono la ventottesima nazione fantasma dell'Ue
e costituiscono circa un ottavo della sua popolazione. Non sono semplicemente
persone che in Francia non sono francesi, in Germania non sono tedeschi o in
Italia non sono italiani. È a livello dell'intera Europa che gli immigrati sono
degli esclusi, a maggior ragione con la libera circolazione all'interno delle frontiere
europee. L'allargamento dell'Unione europea produce forme qualitativamente
nuove d'esclusione. Il diritto alla cittadinanza europea non è territoriale: è
genealogico. Nella maggior parte degli stati membri la nazionalità si
acquisisce con lo jus soli, ma a livello dell'insieme dell'Europa la
cittadinanza è genealogica nel senso dell'appartenenza originaria alla nazione.
Questo evoca dei ricordi e pone problemi inevitabili. Ci sono delle analogie
tra lo sviluppo di quest'esclusione e il fatto che nella storia ci sono state e
ci sono sempre, almeno a livello simbolico, delle popolazioni transnazionali
trattate come nemici interni o corpi estranei alla civiltà europea. È stato il
caso degli ebrei; oggi non lo è più. Rimane il caso dei rom. Il fenomeno di cui
parlo è tuttavia molto più vasto. Oggi in Europa non si sentono istanze di
partecipazione dal basso a livello comunitario, mentre nei singoli stati le
istanze di partecipazione si esprimono in un linguaggio nazionalistico e
identitario. Che rapporto vede fra queste due tendenze? La domanda di
partecipazione a livello locale e la domanda di controllo popolare a livello
nazionale e sovranazionale non si escludono. Forse c'è bisogno di
un'accelerazione delle cose perché i cittadini ne prendano coscienza. La
responsabilità di questa situazione è da attribuire alle istanze intermedie,
come i partiti politici, che oggi sono drammaticamente assenti e ci si dovrebbe
chiedere il perché. Secondo Gramsci, le istanze intermedie sono la trama
statale del funzionamento della società civile e, reciprocamente, i conflitti
della società civile si traspongono nella struttura dello stato. Le
costituzioni nate dalla resistenza in Francia e in Italia infatti affidano ai
partiti il ruolo di costituire l'opinione pubblica. Dove sono oggi i partiti
politici in Europa? La legittimità degli Stati nazionali e quella dell'Unione
europea secondo lei vanno di pari passo? Il momento attuale è caratterizzato,
in modo preoccupante, da una perdita di legittimità democratica degli Stati nazione
e da una diminuzione della legittimità del progetto politico europeo. Non si
tratta di assumere una posizione di difesa della sovranità nazionale, al
contrario. Io adotto la definizione di legittimità di Max Weber, che mi pare
vicina al concetto foucaultiano di potere: una nozione pragmatica e realista
che si articola in termini di probabilità, d'obbedienza al potere pubblico e
dunque d'efficacia di questo stesso potere. Da questo punto di vista, non
possiamo ritornare indietro rispetto a quel poco di struttura politica che
esiste su scala europea, ma siamo obbligati a progredire. Ne consegue che la
legittimità delle istituzioni europee è diventata una condizione di legittimità
delle istituzioni nazionali stesse. Non tarderemo a vedere concretamente gli
effetti di questa relazione, che si manifesteranno con forza man mano che le
difficoltà economiche e sociali legate agli choc petroliferi si ripercuoteranno
in Europa. Solo delle politiche europee comuni hanno una minima possibilità di
essere efficaci di fronte a questo tipo di situazione, ma devono essere
approvate dai cittadini degli Stati nazionali, che rimangono la fonte ultima di
legittimità. Intanto in Europa assistiamo a una crescita delle destre, anche
quelle più estreme. Perché, secondo lei? In questo momento sono pessimista e mi
riconosco nella massima di Gramsci dell'ottimismo della volontà e pessimismo
della ragione. Per principio le situazioni difficili sono
quelle in cui bisogna immaginare delle soluzioni e delle forme d'azione collettiva e non lasciarsi andare a seguire la tendenza naturale delle
cose. I sistemi politici relativamente democratici nei quali viviamo o abbiamo
vissuto sono in questo momento gravemente minacciati ed indeboliti. Ai miei
occhi, i problemi del nazionalismo e dell'avanzamento della destra non
coincidono. Tra le due correnti ideologiche ci sono delle interferenze
molto forti, ma esse non si riducono l'una all'altra. Il nazionalismo nei vari
Paesi europei non è monopolio della destra. Faccio parte - lo devo confessare,
ma i lettori del manifesto lo sanno - delle persone che tre anni fa in Francia
hanno votato "no" al referendum sulla costituzione europea. Ho
creduto di farlo per ragioni che non erano né di destra né nazionaliste. Sono
oggi costretto a constatare che questa scommessa è stata persa e che l'aspetto
transnazionale e il richiamo a un federalismo europeo sono stati completamente
neutralizzati da una dominante nazionalista a sinistra, o meglio nella vecchia
sinistra. Ciò che è inquietante è la convergenza del nazionalismo di destra e
del nazionalismo di sinistra. I suoi effetti si fanno sentire a livello dei
governi nella forma di un sabotaggio permanente delle politiche europee comuni.
Ma la convergenza tra le due forme di nazionalismo a livello dell'opinione pubblica
e dell'ethos delle classi popolari in Europa è ancora più preoccupante. Meno
gli stati nazionali sono capaci di rispondere alle sfide economiche, sociali e
culturali del mondo contemporaneo, più i discorsi populisti e nazionalisti
fanno presa su una parte delle classi popolari in Europa. Bisogna interrogarsi
sulle cause strutturali di questa situazione, non ci si può accontentare del
discorso elitista dell'ignoranza del popolo. Di certo è una situazione molto
pericolosa per il futuro della democrazia in Europa, senza parlare delle
conseguenze sullo sviluppo del razzismo. Lei parla di un nazionalismo di
sinistra. Si può dire che la sinistra oggi pensi da un lato lo spazio mondiale
e dall'altro quello nazionale, e sia perciò incapace di vedere quello europeo
come uno spazio eterogeneo rispetto agli altri due? È forse un lascito
dell'internazionalismo di Marx? Calandoci nell'epoca in cui Marx ha scritto,
potremmo dire esattamente il contrario. Il pensiero di Marx era legato a un
momento rivoluzionario che investiva l'Europa intera. Rileggendo gli articoli
di Marx del 1848, vediamo che il nazionalismo democratico si allea con il
socialismo e le prime forme di lotta di classe. In quel momento Marx e Engels
hanno probabilmente pensato che una repubblica democratica europea o
un'alleanza di repubbliche democratiche europee era al contempo la forma nella
quale si preparava o poteva realizzarsi il superamento del capitalismo. Oggi la
situazione è diversa e il senso di parole come nazionalismo si è ribaltato. È vero
che certe forme di anticapitalismo teorico, che pescano in parte nell'eredità
di Marx e che io non disprezzo ma trovo un po' arcaiche ed unilaterali,
trascurano il problema della politica europea. La prospettiva altermondialista
ha tuttavia il vantaggio di affermare che pensare l'Europa come uno spazio
chiuso è illusorio. Al contempo, le costituzioni democratiche sono radicate
nella risoluzione dei conflitti storici passati. Costruire uno spazio politico
europeo è importante perché dobbiamo ricomporre il nostro passato a livello
continentale: una cultura politica comune deve emergere dalle differenze
culturali e storiche dell'Europa. Vi è un legame profondo tra la mancata
rielaborazione del nostro passato e l'immigrazione. Gli immigrati sono i capri
espiatori dell'ostilità fra gli europei. E' la loro stessa incapacità di
pensarsi come un'unità che impedisce agli europei di trattare il problema
dell'immigrazione in termini progressisti. I francesi non vi diranno mai che
detestano i tedeschi o gli inglesi che non possono sopportare l'idea di formare
un popolo comune con gli spagnoli, però questa diffidenza non è stata superata,
anzi si è rafforzata con l'allargamento dell'Europa ad Est. La Costituzione
europea è stata affossata, ma in parte viene recuperata con il Trattato di
Lisbona. Come giudica la strategia dei leader politici europei di procedere
comunque, nonostante il rifiuto dei cittadini dell'Unione? Non m'interessa,
dubito che gli stessi leader europei ci credano loro stessi. Possiamo invece
tornare sulla questione del rifiuto del Trattato europeo. I casi francese ed
olandese, come ha scritto Helmut Schmidt su Die Zeit, non erano isolati. Il
malessere era generale. Questo malessere resta da interpretare e analizzare ed
è sempre d'attualità. All'epoca ho difeso la posizione un po' troppo idealista,
che oggi non sosterrei più allo stesso modo, secondo la quale la Costituzione
europea non era abbastanza democratica. Pensavo che essa non presentasse una
prospettiva sufficientemente chiara di progresso generale della democrazia per
l'insieme del continente. Tendevo dunque a considerare che la sola possibilità,
molto fragile, per l'Europa di diventare uno spazio politico nuovo e superiore
al vecchio sistema degli stati-nazione e delle alleanze nazionali, era di
apparire come un momento di creazione democratica. Continuo a pensarlo, ma c'è
qualcosa d'idealista in questo modo di vedere le cose che la realtà attuale ci
obbliga a guardare in faccia. L'idealismo consiste nell'immaginare che le masse
vogliano la democrazia, mentre purtroppo siamo in un periodo molto difficile e
conflittuale. Ci sforziamo di aprire nuovamente delle prospettive democratiche
a livello transnazionale, però allo stesso tempo dobbiamo provare a trovare i
mezzi di resistere passo per passo all'avanzata del populismo e del
nazionalismo nei paesi europei.
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del
06-06-2008)
Argomenti: Class Action
CONCORSO
(scad. 30 giugno 2008) Concorso pubblico, per esami, a ottanta
posti per l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo,
area funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruolo del personale
dell'Amministrazione civile dell'Interno. Pag. 2 IL CAPO DEL DIPARTIMENTO per
le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse
strumentali e finanziarie Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni ed integrazioni, concernente le norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e
successive modificazioni ed integrazioni, concernente il regolamento
sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita' di
svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione
nei pubblici impieghi; Visto il Contratto collettivo
nazionale di lavoro relativo al personale del comparto ministeri, sottoscritto
il 16 maggio 1995 e successivi contratti collettivi; Visto il Contratto collettivo
nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14 settembre 2007 relativo al
personale del comparto ministeri, per il quadriennio normativo 2006 - 2009 e
biennio economico 2006 - 2007; Visto l'art 40, comma 2, della legge 20
settembre 1980, n. 574; recante "Unificazione e riordinamento dei ruoli
normali, speciali e di complemento degli ufficiali dell'Esercito, della Marina
e dell'Aeronautica"; Vista la legge l aprile 1981, n. 121 recante il
"Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza";
Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958 e successive modificazioni recante
"Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva
prolungata"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modificazioni ed integrazioni, recante "Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi"; Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120 recante "Norme
a favore dei privi della vista per l'ammissione ai pubblici concorsi";
Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125 recante "Azioni positive per la
realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro"; Vista la legge 5
febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni recante la "Legge quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone
handicappate"; Visto l'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n.
537; recante "Interventi correttivi di finanza pubblica"; Visto il
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994, n. 174
contenente il regolamento sull'accesso dei cittadini degli Stati membri
dell'Unione europea ai posti di lavoro presso le Amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 e successive modificazioni
ed integrazioni recante "Modifica alle norme di reclutamento, stato ed
avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"; Visto l'art.
6, comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230 recante "Nuove norme in
materia di obiezione di coscienza"; Vista la legge 23 novembre 1998, n.
407 recante "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della
criminalita' organizzata"; Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante
"Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; Visto il decreto del
Ministro dell'Universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre
1999, n. 509 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Norme
concernenti l'autonomia didattica degli atenei"; Visto il decreto del
Ministro dell'Universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 28 novembre
2000, recante "Determinazione delle classi delle lauree universitarie
specialistiche"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445 recante il "Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa";
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 recante il "Codice in
materia di protezione dei dati personali"; Visto il decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e del Ministro della funzione
pubblica 5 maggio 2004 recante "Equiparazione dei diplomi di laurea
secondo il vecchio ordinamento alle nuove classi delle lauree specialistiche,
ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici"; Vista la legge 23
agosto 2004, n. 226 recante "Nuove norme sulla sospensione anticipata del
servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma
prefissata"; Visto il decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270 concernente
"Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica
degli atenei", approvato con decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509; Vista la legge 30
dicembre 2004, n. 311 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 104,
della citata legge 30 dicembre 2004, n. 311 che subordina l'avvio delle
procedure concorsuali per le amministrazioni dello Stato, all'emanazione di
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su
proposta del Ministro per la Funzione Pubblica di concerto con il Ministero
dell'Economia e delle Finanze; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 recante
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 230, che prevede per i vincitori
dei concorsi la permanenza nella sede di prima destinazione di un periodo non
inferiore a cinque anni; Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2006 con il
quale sono state rideterminate le dotazioni organiche del personale
contrattualizzato dell'Amministrazione civile dell'Interno; Visto il decreto
del Ministro dell'Universita' e della ricerca 16 marzo 2007 recante
"Determinazione delle classi delle lauree universitarie"; Visto il
decreto del Ministro dell'Universita' e della ricerca 16 marzo 2007 recante
"Determinazione delle classi di laurea magistrale"; Visto il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2007, con il quale il
Ministero dell'Interno e' stato autorizzato ad avviare la procedura pubblica
concorsuale per il reclutamento di ottanta unita' di personale nel profilo
professionale di collaboratore amministrativo; Decreta: Art. 1. Posti messi a
concorso 1. E' indetto un concorso pubblico, per esami, a ottanta posti per
l'accesso al profilo professionale di collaboratore amministrativo, area
funzionale terza, posizione economica F1 (ex C1), del ruolo del personale
dell'Amministrazione civile dell'Interno, per le esigenze degli uffici
periferici del Ministero dell'Interno, da ripartire nell'ambito delle seguenti
regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli
Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia,
Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige
limitatamente agli uffici ubicati nell'ambito della provincia di Trento; Art.
2. Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione al concorso e' richiesto il
possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di laurea (DL), conseguito secondo
il vecchio ordinamento, di durata non inferiore a quattro anni in
giurisprudenza, scienze politiche, scienze dell'amministrazione e lauree
equipollenti; laurea magistrale (LM) in giurisprudenza o scienze politiche;
lauree specialistiche (LS) appartenenti alle classi: LS/22 - classe delle
lauree specialistiche in giurisprudenza; LS/60 - classe delle lauree
specialistiche in relazioni internazionali; LS/70 - classe delle lauree
specialistiche in scienze della politica; LS/71 - classe delle lauree
specialistiche in scienze delle pubbliche amministrazioni; LS/89 - classe delle
lauree specialistiche in sociologia; lauree di durata triennale (L)
appartenenti alle classi: L/2 - classe delle lauree in scienze dei servizi
giuridici; L/15 - classe delle lauree in scienze politiche e delle relazioni
internazionali; L/19 - classe delle lauree in scienze dell'amministrazione;
L/31 - classe delle lauree in scienze giuridiche; L36 - classe delle lauree in
scienze sociologiche. I candidati in possesso dei titoli di studio sopra
elencati o di altro titolo accademico equivalente che sia stato rilasciato da
un Paese dell'Unione europea, possono essere ammessi a partecipare alle prove
concorsuali purche' i suddetti titoli siano stati equiparati con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 38, comma 3, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Sara' cura del candidato dimostrare
la suddetta equipollenza mediante l'indicazione degli estremi del provvedimento
che la riconosca; b) eta' non inferiore agli anni 18; c) cittadinanza italiana;
d) possesso dei diritti politici; e) qualita' morali e di condotta di cui
all'art. 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; f) posizione
regolare nei confronti degli obblighi militari; g) idoneita' fisica
all'impiego. 2. Non possono accedere agli impieghi coloro che sono esclusi
dall'elettorato politico attivo, coloro che sono stati destituiti o dispensati
dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente
rendimento, ovvero che siano stati licenziati da altro impiego statale, ai
sensi della vigente normativa contrattuale. 3. I requisiti richiesti per
l'ammissione al concorso devono essere posseduti alla data di scadenza del
termine utile per la presentazione delle domande di ammissione al concorso. 4.
I candidati sono ammessi al concorso con riserva. L'Amministrazione puo'
disporre, in ogni momento, con provvedimento motivato, l'esclusione del
candidato dal concorso per difetto dei requisiti prescritti, nonche' per la
mancata osservanza dei termini perentori stabiliti nel presente provvedimento.
Art. 3. Presentazione delle domande - Termine e modalita' 1. Il candidato deve
produrre domanda di partecipazione al concorso esclusivamente in via
telematica, compilando l'apposito modulo, utilizzando una specifica
applicazione di Internet all'indirizzo http://concorsiciv.interno.it 2. La
procedura di compilazione ed invio on-line della domanda deve essere effettuata
entro il termine perentorio di trenta giorni che decorre dal giorno successivo
a quello di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Qualora
il termine di invio on-line della domanda cada in un giorno festivo, il termine
sara' prorogato al giorno successivo non festivo. 3. Dopo aver inserito i dati
richiesti, il candidato deve effettuare la stampa della domanda che,
debitamente firmata, deve essere consegnata il giorno stabilito per la prova
preselettiva, ove venga svolta, ovvero per la prima prova scritta. 4. La data
di presentazione on-line della domanda di partecipazione al concorso e'
certificata dal sistema informatico che, allo scadere del termine utile per la
sua presentazione, non permettera' piu' l'accesso e l'invio del modulo
elettronico. 5. La mancata presentazione della domanda di partecipazione,
debitamente sottoscritta, nel giorno indicato al comma 3, comporta la
inammissibilita' alle sopracitate prove concorsuali. 6. Non sono ammesse altre
forme di produzione o di invio delle domande di partecipazione al concorso. 7.
Il candidato, ove riconosciuto portatore di handicap, ai sensi della legge 5
febbraio 1992, n. 104 dovra' fare esplicita richiesta, nella domanda on-line,
in relazione al proprio handicap, riguardo l'ausilio necessario, nonche'
segnalare l'eventuale necessita' di tempi aggiuntivi per l'espletamento delle
prove di esame al fine di consentire all'Amministrazione di predisporre per
tempo i mezzi e gli strumenti atti a garantire una regolare partecipazione al
concorso. Inoltre l'interessato dovra' inviare, prima dello svolgimento della
prova d'esame, all'indirizzo indicato al comma 9, idonea certificazione
rilasciata da apposita struttura sanitaria che specifichi la natura del proprio
handicap. 8. Per i portatori di handicap che ne abbiano fatto richiesta, il
tempo previsto per l'espletamento della prova preselettiva e delle prove
scritte e' aumentato fino ad un massimo di un quarto. 9. Il candidato ha
inoltre l'obbligo di comunicare - a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento - al Ministero dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del
Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e
Finanziarie - Direzione Centrale per le Risorse Umane - Ufficio IV - Affari del
Reclutamento e della Formazione - Piazza del Viminale, 00184 - Roma, le
successive eventuali variazioni di indirizzo e/o di recapito.
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Concorsi)" del
06-06-2008)
Argomenti: Class Action
CONCORSO
(scad. 30 giugno 2008) Concorso pubblico, per esami, a
centoquindici posti, per l'accesso al profilo professionale di assistente
amministrativo contabile, area funzionale seconda, posizione economica ex B3,
del ruolo del personale dell'Amministrazione civile dell'Interno. Pag. 8 IL
CAPO DEL DIPARTIMENTO per le politiche del personale dell'amministrazione
civile e per le risorse strumentali e finanziarie Visto il decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, recante
"Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche"; Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni ed integrazioni
concernente il regolamento sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche
amministrazioni e le modalita' di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici
e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi; Visto
il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto
ministeri, sottoscritto il 16 maggio 1995, e successivi contratti collettivi;
Visto il Contratto collettivo nazionale di lavoro, sottoscritto in data 14
settembre 2007, relativo al personale del comparto Ministeri per il quadriennio
normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007; Visto l'art 40, comma
2, della legge 20 settembre 1980, n. 574; recante "Unificazione e
riordinamento dei ruoli normali, speciali e di complemento degli ufficiali
dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica"; Vista la legge 1° aprile
1981, n. 121 recante il "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della
Pubblica Sicurezza"; Vista la legge 24 dicembre 1986, n. 958 e successive
modificazioni recante "Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma
di leva prolungata"; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modificazioni ed integrazioni, recante "Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi"; Vista la legge 28 marzo 1991, n. 120 recante "Norme
a favore dei privi della vista per l'ammissione ai pubblici concorsi";
Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125 recante "Azioni positive per la
realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro"; Vista la legge 5
febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni recante la "Legge quadro
per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone
handicappate"; Visto l'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 1993, n.
537; recante "Interventi correttivi di finanza pubblica"; Visto il
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994, n. 174
contenente il regolamento sull'accesso dei cittadini degli Stati membri
dell'Unione europea ai posti di lavoro presso le Amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 e successive modificazioni
ed integrazioni recante "Modifica alle norme di reclutamento, stato ed
avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"; Visto l'art.
6, comma 3, della legge 8 luglio 1998, n. 230 recante "Nuove norme in
materia di obiezione di coscienza"; Vista la legge 23 novembre 1998, n.
407 recante "Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della
criminalita' organizzata"; Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68 recante
"Norme per il diritto al lavoro dei disabili"; Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 recante il "Testo
unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa"; Visto il decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196 recante il "Codice in materia di protezione dei dati
personali"; Vista la legge 23 agosto 2004, n. 226 recante "Nuove
norme sulla sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e
disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata"; Vista la legge 30
dicembre 2004, n. 311 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale e pluriennale dello Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 104,
della citata legge 30 dicembre 2004, n. 311 che subordina l'avvio delle
procedure concorsuali per le amministrazioni dello Stato, all'emanazione di
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su
proposta del Ministro per la Funzione Pubblica di concerto con il Ministero
dell'Economia e delle Finanze; Vista la legge 23 dicembre 2005, n. 266 recante
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato" ed in particolare l'art. 1, comma 230, che prevede per i vincitori
dei concorsi la permanenza nella sede di prima destinazione di un periodo non
inferiore a cinque anni.; Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2006 con il
quale sono state rideterminate le dotazioni organiche del personale
contrattualizzato dell'Amministrazione civile dell'Interno; Visto il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2007, con il quale il Ministero
dell'Interno e' stato autorizzato ad avviare la procedura pubblica concorsuale
per il reclutamento di centoquindici unita' di personale nel profilo
professionale di assistente amministrativo contabile; Decreta Art. 1. Posti
messi a concorso 1. E' indetto un concorso pubblico, per esami, a 115 posti per
l'accesso al profilo professionale di assistente amministrativo contabile, area
funzionale seconda, posizione economica ex B3, del ruolo del personale
dell'Amministrazione civile dell'Interno, per le esigenze degli uffici
periferici del Ministero dell'Interno, da ripartire nell'ambito delle seguenti
regioni: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria,
Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto;
Art. 2. Requisiti per l'ammissione 1. Per l'ammissione al concorso e' richiesto
il possesso dei seguenti requisiti: a) diploma di istituto tecnico commerciale
o istituto professionale con indirizzo di gestione aziendale di durata
quinquennale; i diplomi conseguiti all'estero saranno ritenuti utili purche'
riconosciuti, con apposito provvedimento, equipollenti ad uno dei diplomi
italiani. b) eta' non inferiore agli anni 18; c) cittadinanza italiana; d)
possesso dei diritti politici; e) qualita' morali e di condotta di cui all'art.
35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; f) posizione regolare nei
confronti degli obblighi militari; g) idoneita' fisica all'impiego; 2. Non
possono accedere agli impieghi coloro che sono esclusi dall'elettorato politico
attivo, coloro che sono stati destituiti o dispensati dall'impiego presso una
pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento, ovvero che
siano stati licenziati da altro impiego statale, ai sensi della vigente
normativa contrattuale. 3. I requisiti richiesti per l'ammissione al concorso
devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di ammissione al concorso. 4. I candidati sono
ammessi al concorso con riserva. L'Amministrazione puo' disporre, in ogni
momento, con provvedimento motivato, l'esclusione del candidato dal concorso
per difetto dei requisiti prescritti, nonche' per la mancata osservanza dei
termini perentori stabiliti nel presente provvedimento. Art. 3. Presentazione
delle domande - Termine e modalita' 1. Il candidato deve produrre domanda di
partecipazione al concorso esclusivamente in via telematica, compilando
l'apposito modulo all'indirizzo http://concorsiciv.interno.it 2. La procedura
di compilazione ed invio on-line della domanda deve essere effettuata entro il
termine perentorio di trenta giorni che decorre dal giorno successivo a quello
di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana - 4ª serie speciale "Concorsi ed esami". Qualora l'ultimo
giorno utile per l'invio on-line della domanda cada in un giorno festivo, il
termine sara' prorogato al giorno successivo non festivo. 3. Dopo aver inserito
i dati richiesti, il candidato deve effettuare la stampa della domanda che,
debitamente firmata, deve essere consegnata il giorno stabilito per la prova
preselettiva, ove venga svolta, ovvero per la prima prova scritta. 4. La data
di presentazione on-line della domanda di partecipazione al concorso e'
certificata dal sistema informatico che, allo scadere del termine utile per la
sua presentazione, non permettera' piu' l'accesso e l'invio del modulo
elettronico. 5. La mancata presentazione della domanda di partecipazione,
debitamente sottoscritta, nel giorno indicato al comma 3, comporta la inammissibilita'
alle sopracitate prove concorsuali. 6. Non sono ammesse altre forme di
produzione o di invio delle domande di partecipazione al concorso. 7. Il
candidato, ove riconosciuto portatore di handicap, ai sensi della legge 5
febbraio 1992, n. 104 dovra' fare esplicita richiesta, nella domanda on-line,
in relazione al proprio handicap, riguardo l'ausilio necessario, nonche'
segnalare l'eventuale necessita' di tempi aggiuntivi per l'espletamento delle
prove di esame al fine di consentire all'Amministrazione di predisporre per
tempo i mezzi e gli strumenti atti a garantire una regolare partecipazione al
concorso. Inoltre l'interessato dovra' inviare, prima dello svolgimento della
prova d'esame, all'indirizzo indicato al comma 9, idonea certificazione rilasciata
da apposita struttura sanitaria che specifichi la natura del proprio handicap.
8. Per i portatori di handicap che ne abbiano fatto richiesta, il tempo
previsto per l'espletamento della prova preselettiva e delle prove scritte e'
aumentato fino ad un massimo di un quarto. 9. Il candidato ha inoltre l'obbligo
di comunicare - a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento - al Ministero
dell'Interno, Dipartimento per le Politiche del Personale dell'Amministrazione
Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie - Direzione Centrale per le
Risorse Umane - Ufficio IV - Affari del Reclutamento e della Formazione -
Piazza del Viminale - 00184 - Roma, le successive eventuali variazioni di
indirizzo e/o di recapito.
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Venerdí 06.06.2008
13:37 --> Il Comitato RomaPride 2008 è costituito da: Arcilesbica Roma
Associazione Le Ribellule Associazione Nazionale Libellula Associazione
Radicali Certi Diritti Associazione Roman Volley Azione Gay e
Lesbica Firenze Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli CGIL Roma e Lazio -
Ufficio Nuovi Diritti Collettivo La Mela di Eva Comitato Gay e Lesbiche Prato
Coordinamento Collettivi universitari Coordinamento Facciamo Breccia COMOG -
Coordinamento Moto Gay e Lesbiche Epicentro Ursino Romano Famiglie Arcobaleno
GAM - Gruppo alternativo Motociclisti Gay&Geo GayRoma.it GayToday
Gruppo Pesce Roma I Ken Onlus Napoli Leather Club Roma Linfa Roma Nuova
Proposta, Donne e Uomini omosessuali cristiani REFO - Rete Evengelica Fede e
Omosessualità Roma Rainbow Choir Rosarcobaleno UAAR - Unione Atei Agnostici
Razionalisti "Gianni Grana" Roma Aderiscono al RomaPride 2008:
Associazioni GLBT Affi, Associazione federativa femminista internazionale Agedo
- Associazione Genitori ed Amici di Omosessuali Agedo Bologna - Associazione
Genitori ed Amici di Omosessuali Antagonismogay Bologna Arcigay Nazionale
Arcilesbica Nazionale Arcilesbica Napoli Arcigay Arcilesbica Omphalos Perugia
Articolo Tre Palermo Associazione Lily Elbe, Brescia,associazione di volontariato
sociale per il supporto a persone transessuali Associazione per la Promozione
delle Pari Opportunità Kabum Pride Village Staff Ludico Circolo Maurice, Torino
Circolo pink, Verona Collettivo universitario Trans Lesbo Gay Bisex Queer della
Sapienza Comitato Bologna Pride Comitato provinciale Arcigay Cremona Comitato
provinciale Arcigay Firenze Comitato provinciale Arcigay Grosseto Comitato
provinciale Arcigay Livorno Comitato provinciale Arcigay Milano Comitato
provinciale Arcigay Pisa Comitato provinciale Arcigay Pistoia Comitato
Provinciale Arcigay Roma Comitato provinciale Arcigay Torino Comitato
Provinciale Arcigay Verona Comitato organizzativo dello Zagreb Pride, Croazia
Controviolenzadonne.org Cooperativa Laltrasponda Coordinamenti Campano glt
Coordinamento Lesbiche Romane Coordinamento Regionale Arcigay Toscana Drag
Queen College Dragqueenshows.com Eyes Wild Drag Eurialo&Niso Biella
Fondazione Massimo Consoli Fuoricampo Lesbian Group Gay Counseling,
Psicoterapia&Counseling Gayamente-Critical Forum glbtq Gaysiena
Gay-forum.it Jonathan - Diritti in movimento Pescara Lista Lesbica Italiana MIT
- Movimento Identità Transessuale MIT Napoli Mondodrag.org MOS - Movimento
Omosessuale Sardo Nuova Proposta Roma Open Mind Catania Renzo&Lucio gruppo LGBT,
Lecco Yellow Roma Tennis Club www.civitagay.it.
( da "ADN Kronos" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il ministro della
Funzione pubblica: ''Bisogna trovare il modo di punirlo'' con il
commissariamento: ''Un sindaco con il bilancio in rosso va mandato via, lo
stesso per un direttore della Usl, per un ministro o un presidente del
Consiglio''. E a i giovani di Confindustria dice: ''Datemi una mano, ne va del
Paese'' ascolta la notizia commenta 0 vota 1 tutte le notizie di ECONOMIA Santa
Margherita Ligure, 6 giu. - (Adnkronos/Ign) - "Nel settore pubblico il
vero fannullone è il datore di lavoro, bisogna trovare delle regole per punire
questo datore di lavoro, per punire chi non fa bene il proprio lavoro. Questa
punizione è il commissariamento, se un sindaco ha il bilancio in rosso va
mandato via, lo stesso per un direttore della Usl, per un ministro e per un
presidente del Consiglio. Non basta la sanzione elettorale". Lo ha detto
il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta(nella foto), nel suo
intervento al convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani imprenditori.
Questo passaggio del discorso del ministro ha ottenuto un deciso applauso da
parte della platea dei Giovani industriali. E se la sanzione elettorale non
basta, ecco arrivare dunque, la sanzione di mercato che "richieda moneta
altrimenti Tremonti mi si mangia, ma con effetti duri come la rimozione
immediata", class="hilite">prosegue
Brunetta che ribadisce la necessità di creare una class="term">class class="term">action
dei cittadini anche per quel che riguarda i servizi pubblici. E per fare un
esempio cita il drammatico problema dei rifiuti a Napoli. "Bassolino è un
datore di lavoro pubblico che ha fallito, le ragioni le troverà la politica,
spero, e non altri soggetti. Ma Bassolino ha vinto le elezioni con una
altissima percentuale e lo scandalo dell'immondizia già c'era. Questo dimostra
come la sanzione politica non basta", rimarca Brunetta. Secondo Brunetta,
inoltre, ''non è possibile mettere il mercato nella Pa, ma io sto cercando di
trasporvi dentro le sue regole. E' già quasi tutto scritto, ma non è applicato
perché manca la testa e manca il mercato. Se si dà una sanzione alla testa e si
fa sentire la voce del mercato - insiste il professore - regole vecchie e nuove
riusciranno a far sfruttare quel 30% di produttività ora compressa".
Mentre ''le tensioni con i sindacati che si alzano e poi si risiedono sono
piccolo folclore di chi non ha capito la posta in gioco". "Abbiamo
uno slot - taglia corto il ministro per la Pa e l'Innovazione - o si parte o la
partita è persa". E rivolto alla platea dei giovani di Confindustria,
Brunetta rimarca: "La battaglia che sto facendo non è mia, è nostra, è una
battaglia di sistema. Per questo vi prego, datemi una mano perché ne va del
Paese". "O riusciamo a far funzionare la nostra burocrazia come
quella dei nostri concorrenti, oppure siamo finiti", avverte. Il ministro
torna quindi sul modello contrattuale e alla vigilia della trattativa tra
sindacati e viale dell'Astronomia spiega che quella imboccata fino a oggi
"è la strada sbagliata". E il modello più efficiente è quello "variabile",
quello che "si adatta ai cambiamenti esogeni delle tecnologie",
prosegue indicando nella teoria dello "shopping contrattuale" la
carta vincente del prossimo futuro. "Il nuovo modello contrattuale dovrà
essere di tipo adattativo, capace di adattarsi in maniera intelligente
all'innovazione tecnologica, capace di scegliere di volta in volta, facendo
shopping, la centralizzazione o il decentramento". Infine Brunetta chiede
che tutti i ministeri facciano come la Funzione pubblica e rendano trasparenti
gli stipendi e le funzioni dei loro dipendenti: ''Ho chiesto a tutti i miei
colleghi di seguire il mio esempio ma nessuno lo ha ancora fatto. Ho avuto
delle promesse dal ministero degli Esteri ma ancora non è successo nulla. Mi
piacerebbe che ad esempio il ministero dell'Economia, dove sono passati
grandissimi professionisti e professori, pubblicasse tutti i dati sui suoi
componenti".
( da "Redattore sociale" del 06-06-2008)
Argomenti: Class Action
SALUTE
14.5330/05/2008 Fumo, domani picchetto alla Ducati. Autori un malato di cancro
e il suo medico Mini-picchettaggio nella giornata mondiale antitabacco di
fronte ai cancelli di Ducati motor. Domani un medico e una persona colpita da
cancro polmonare da siga... Bologna - Mini-picchettaggio nella giornata
mondiale antitabacco di fronte ai cancelli di Ducati motor. Domani un medico e
una persona colpita da cancro polmonare da sigarette manifesteranno alle 12.30
di fronte alla sede della casa motoristica di Borgo Panigale chiedendo
"perche' Ducati si presti a 'veicolare' la pubblicita' di un marchio di
sigarette" e "se abbia intenzione di smettere". Non solo. Vito
Totire, del circolo Chico Mendes, in una nota invita l'azienda a rendere noti i
propri incassi e a destinare gli eventuali introiti a favore di enti di ricerca
contro il cancro. Quindi si rivolge direttamente al campione del mondo della
Motogp Casey Stoner e agli altri piloti (oltre che ai Consigli di fabbrica) per
coinvolgerli nella battaglia anti "bionde" (non le avvenenti
signorine che accompagnano la carovana del Moto Gp, bensi' le sigarette). class="hilite">L'iniziativa si inserisce nel
programma sociale finalizzato a costituire una rete per la messa al bando del
tabacco, che tra i suoi obiettivi ha anche la promozione di class="term">class class="term">action
per il risarcimento delle vittime della produzione mondiale. (DIRE).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
San Felice. Iniziativa
del comitato locale e del Codacons dopo un'assemblea con oltre 200 persone
"Vogliamo un maxi risarcimento" 'Deposito gas e Cispadana riducono il
valore di case e terreni' SAN FELICE. Una class action sperimentale di massa. Una azione collettiva di centinaia di famiglie che intenteranno una azione legale per
il possibile danno arrecato al valore degli immobili (case e terreni) da
infrastrutture ritenute di notevole impatto, quali il mega deposito gas di
Rivara, ma anche la Cispadana (50mila automezzi previsti al giorno) e il
reticolo di tangenziali previste. é l'iniziativa, al tempo stesso di
natura politica oltre che con significato di protesta popolare, decisa l'altra
sera all'ex asilo di Rivara nel corso dell'assemblea a cui hanno preso parte circa
200 persone. A convocare l'assemblea il Comitato Salute e Ambiente, a fronte
delle preoccupazioni di piccoli proprietari, costruttori edili, agricoltori
della frazione ma anche dei vicini centri di Massa e San Felice, preoccupati
dal passaggio ravvicinato dell'autostrada (l'espansione edilizia del paese va
in quella direzione) e dalla rete di tangenziali e complanari che deriveranno
dalla scelta di posizionare il casello alla Lumachina. Dopo l'introduzione del
presidente Michele Goldoni, ha preso la parola Galli, referente provinciale del
Codacons, che ha concentrato la sua riflessione sull'impianto di stoccaggio.
"Perché - ha detto - possiamo tutti comprendere che il valore di mercato
di una abitazione collocata nei pressi di un grande impianto di stoccaggio gas,
dal quale secondo noi potrebbe derivare sismicità indotta, non è certo quello
di una abitazione che questo rischio non lo corre". Galli ha indicato
quali dovranno essere i passi che i singoli interessati a questo possibile
fenomeno di svalutazione indotta dovranno compiere: anzitutto una perizia di un
tecnico per far stimare il fondo o l'abitazione prima della realizzazione della
struttura impattante. L'obiettivo è unificare le forze: "Si tratta di una
iniziativa innovativa. Dovremo anzitutto contarci - ha spiegato Galli - così da
ridurre i costi della stima degli immobili e della conseguente azione legale al
costo di una cena, o poco più. Come Codacons siamo disponibili a questa
iniziativa, ma i cittadini devono tenere presente che è la loro azione ad
essere determinante, anche in termini numerici, non si può solo pensare di
delegare ad altri". Al dibattito sono intervenuti in tanti:
dall'imprenditore agricolo, al geometra, ai pensionati. Uno dei quali, 70enne,
ha sbottato: "Se la mia casa per la costruzione del deposito gas sarà
svalutata, non mi interessa il rimborso della svalutazione. Io me ne andrò e
basta, e quello della società che costruirà mi dovranno pagare la casa tutta.
Io sono vecchio, ma per questa cosa sono pronto a tutto". Galli e Goldoni
hanno richiamato alla necessità di una azione nella legalità, senza eccessi:
"La nostra forza - ha spiegato Galli - sarà agire inattaccabilmente
nell'ambito della legalità". "Nelle nostre manifestazioni - ha
aggiunto Goldoni - non abbiamo mai creato problemi di ordine pubblico".
L'assemblea ha deciso di raccogliere le adesioni di quanti, sono interessati
adn una "class action". Nei prossimi giorni verrà distribuita la
modulistica. "I cittadini possono contattarci - ha concluso Goldoni - in
base al numero delle adesioni calcoleremo i costi pro capite per la difesa del
valore degli immobili. Prevedo saremo in tanti, e che per il Codacons ci sarà
da lavorare...". Galli ha spiegato che la quantificazione dei danni e
l'attribuzione di responsabilità (ad esempio tra l'impatto del deposito e
quello dell'autostrada) sarà rimessa alla magistratura. E Goldoni ha aggiunto
che della questione verrà investita anche la Giunta, per invitarla - nel caso
del deposito gas - a aderire e sostenere l'iniziativa della class action, visto
che in alcuni casi sarebbero previste svalutazioni fino al 70% del valore degli
immobili. All'assemblea ha partecipato anche il Comitato Intercomunale.
"Fuori l'autostrada dai centri abitati". "In vista delle
elezioni comunali del 2009, e alla luce di problematiche così serie che vanno
oltre i confini di un singolo centro abitato - ha detto Grandini - lavoreremo
per una azione sinergica". MIRANDOLA Ferita in palestra Paura giovedì sera
alla palestra Joy Club di Mirandola. Mentre un giovane stava scaricando il
bilancere dei pesi, questo si è ribaltato andando a colpire alla testa una
ragazza che si stava allenando accanto a lui. A causa del colpo, la giovane è
rimasta ferita e ha iniziato a sanguinare. Prontamente soccorsa dal personale
della palestra, è stata trasportata in ambulanza all'ospedale. SAN PROSPERO
Servizi educativi Oggi alle 17.30 nel salone del Centro Giovani di San
Prospero, in via Chiletti, ci sarà la presentazione dei servizi educativi
territoriali degli educatori della Cooperativa Laser. A NOVI 'Scala facendo' Si
terrà questa mattina dalle
( da "ItaliaOggi Sette" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette Numero 130, pag. 41 del 7/6/2008 Autore: Visualizza la
pagina in PDF Le pagine gialle del diritto, dell'economia per
professionisti e manager Generalità Il comma 91 dell'art. 1 della legge
finanziaria
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Cultura e spettacoli
Da Parigi arriva la stilista Andrea Crews VESTITO NUOVO PER L'USATO Vestire il
riuso e Riciclare la vita sono i due appuntamenti installativi e performativi
che animeranno la serata inaugurale di Maravee. Il primo è ideato dalla
stilista francese Andrea Crews, che propone un vero e
proprio evento collettivo, in cui lo stilismo di moda s'intreccia con i
linguaggi dell'arte e con l'attenzione al sociale. Oltre ad essere presente nel
sistema della moda - con punti vendita in Francia, Giappone, Usa, Russia, Danimarca
e Grecia - la stilista è infatti solita presentare la sua attività nei centri
d'arte, come il Palais de Tokio a Parigi, dove propone uno sguardo sul
sistema della moda e sulla sua rappresentazione. I Magazzini del sale
diverranno una sorta di atelier, con abiti usati concessi della Caritas
diocesana di Udine e dalla Cooperativa Nascente, che Maroussia Rebecq,
direttore artistico di Andrea Crews, insieme con le collaboratrici Avril
Loufrani, Anji Dinh Van e Deborah Amarel, trasformerà per vestire persone del
pubblico che poi sfileranno sulla passerella. La performance del mondo della
moda sarà affiancata da un momento musicale, anch'esso fondato sull'idea di
recupero e riuso, che vedrà operare, per la prima volta in questa formazione,
la flautista Luisa Sello, il batterista U. T. Ghandi e il pianista Antonio De
Angelis. Seguendo il principio fondante di Maravee - quello della coralità di
voci, in cui ogni intervento artistico concorre alla realizzazione di un'unica
grande spettacolarità - l'intreccio fra azione stilistica, azione musicale e
performance del pubblico, sarà immortalato dal fotografo Gianluca Baronchelli,
che, con lo scatto di decine di Polaroid, darà vita ad un'ulteriore azione
performativa che sfocerà nella testimonianza dell'evento lungo il corso della
durata della mostra. Riciclare la vita è un progetto organizzato in
collaborazione con la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Udine.
Rappresenta la seconda e ultima tappa della performance ideata e realizzata
dall'artista udinese Tiziana Pers nell'ambito della mostra Eco. Scienza
Industria e Arte per l'ambiente tenutasi nell'edizione di Maravee 2007. Come
allora, sarà salvato un cavallo destinato alla macellazione, poi accudito,
curato e addestrato dalla stessa artista per essere donato a un centro di
ippoterapia. La performance sarà composta da tre momenti diversi: il primo
coinvolgerà l'artista e il cavallo, poi i ragazzi del centro di ippoterapia,
che reciteranno nel canneto, poi tre figure attoriali in una sorta di
macelleria equina che non venderà carne di cavallo bensì idee e immagini a suon
di etica, ma anche di ironia.
( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VIII - Torino
Un vertice per la sicurezza sulle tensioni all'università Il sindaco scrive
alla studentessa del Fuan Il prefetto: "Metterò in agenda l'incontro ma
prima voglio capire bene" Chiamparino: "I centri sociali si chiudano
quando gli stabili servono ad altri scopi" LORENZA PLEUTERI Convocare una
riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per discutere
"degli estremismi all'università" e di squatter e centri sociali
occupati. Far partecipare all'incontro i responsabili dell'ateneo, a cominciare
dal rettore Ezio Pelizzetti, ed esponenti della magistratura. La richiesta
prende forma e parole ieri mattina, durante il vertice in corso a Palazzo di
città, quando diventano materia di dibattito l'aggressione ad una studentessa e
dirigente del Fuan-azione universitaria e il muro contro muro tra opposti
schieramenti. Il sindaco, di getto, scrive a mano un biglietto indirizzato alla
ragazza di destra. Poche righe, sdegno e solidarietà. Quindi chiede al prefetto
Paolo Padoin, deputato a presiedere il Comitato e a stilare ordini del giorno e
inviti, di riservare una mattinata di discussione a quanto è successo alla
palazzina di Scienze politiche e Giurisprudenza e alle tensioni tra autonomi e
postfascisti. Padoin non si tira indietro. Prima, precisa in serata, deve
saperne di più. Dovrà leggere le relazioni aggiornate e approfondite che
questura e università gli trasmetteranno. "Voglio capire esattamente come
sono andate le cose", ripete. Poi fisserà una data. "Appena
possibile. Se non al prossimo comitato, a quello successivo". Di temi
caldi ce ne saranno altri. Il sindaco Chiamparino, sollecitato dallo stesso
prefetto a parlare di sgomberi, ha ricordato che negli ultimi anni sono stati
liberati otto immobili. "La logica aurea è che i centri sociali si
chiudano mano a mano che degli stabili occupati è previsto l'utilizzo
immediato". Il prossimo sarà l'ex asilo di via Alessandria, destinato ad
ospitare rifugiati politici e richiedenti asilo. Benzina sul fuoco,
probabilmente. Il clima è già incandescente. Ieri, sul caso Montaruli, la
studentessa di destra fatta bersaglio di uova e insulti, in molti hanno
aggiunto commenti, accuse, dichiarazioni. Una condanna trasversale. Da Roma è
arrivata la solidarietà di Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili
e presidente nazionale di Azione giovani, altro
movimento di An: "Desidero manifestare il mio netto rifiuto verso un
confronto politico che si esprime attraverso la violenza. Da qualunque parte
provenga". Agostino Ghiglia, deputato e consigliere comunale, sempre di
Alleanza nazionale, ha preparato un'interrogazione e chiede "di togliere spazi al Collettivo universitario autonomo" e
smantellare "le basi logistiche dei violenti". Marco Calgaro, stessi
incarichi, casacca Pd, invoca "chiarezza sulla presenza, al momento
dell'aggressione, di persone con bandiere dei partiti della maggioranza in
consiglio" e ripete che "non è tollerabile che quattro faziosi
impediscano ad una studentessa di sostenere gli esami". Stefano
Esposito, altro onorevole dei Democratici, aggiunge: "E' inaccettabile che
un numero consistente di agenti di polizia sia distolto da attività ben più
utili alla cittadinanza, per badare ad un manipolo di cialtroni che tentano di
celare, con la violenza verbale e l'intimidazione fisica, il vuoto culturale e
l'isolamento politico". L'onorevole Giampiero Leo, consigliere regionale
di Forza Italia e firmatario di un ordine del giorno pro aggredita, incalza "L'università
è la fucina della classe dirigente di domani. Nessuno deve essere
criminalizzato per le proprie scelte, se ricadono nell'ambito democratico e
accettano il confronto con chi la pensa diversamente". I Giovani padani
annunciano una manifestazione contro i centri sociali. La segreteria
provinciale del Flc-Cgil esprime "totale disapprovazione e condanna a ogni
forma di autoritarismo e violenza, da qualsiasi parte provenga e con qualsiasi
forma si manifesti".
( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VIII - Torino
Gli autonomi negano di aver impedito l'accesso alla ragazza di An. I radicali
le offrono una scorta "L'esame? Poteva darlo liberamente" Lei
replica: "Mi sono sacrificata" SARA STRIPPOLI Alle nove, al primo
appello di procedura penale, la studentessa Augusta Montaruli non ha risposto.
Lo racconta il docente di procedura penale Mario Deganello. Che giovedì
mattina, insieme con la professoressa Rosanna Musso Gambini, ha chiamato gli
studenti iscritti all'esame. Ai due appelli successivi uguale silenzio. "Comunque
è indubbio che se avesse voluto la ragazza avrebbe potuto dare l'esame in tutta
tranquillità", interviene Gambini. Il preside della facoltà di
giurisprudenza, Sergio Vinciguerra scuote la testa: "da qualche tempo -
dice - il clima all'università è più teso. Gli ultimi episodi, salone del libro
e affini, lo confermano". Comunque, aggiunge "la ragazza era
regolarmente iscritta, poteva sostenere l'esame e se vorrà farlo prima del
prossimo appello la sessione d'esame potrà essere riaperta per permetterglielo".
Nel pomeriggio di ieri, mentre le ragazze del Cua (una scelta evidente di
schierare facce femminili in risposta alle critiche di essere succubi dei
leader maschi) tenevano la conferenza stampa per negare di aver mai avuto
intenzione di impedire a chicchessia di sostenere l'esame, la facoltà da un
lato chiarisce che la versione dei ragazzi del Cua è inesatta ("La
Montaruli quell'esame non poteva neppure darlo"), ma dall'altro conferma
che se la studentessa avesse voluto dare l'esame avrebbe potuto farlo senza
difficoltà alcuna. L'appello per l'esame di procedura penale era fissato alle
nove e il presidio del collettivo, fuori dai cancelli della
palazzina Einaudi di corso Regina, è cominciato soltanto alle nove e mezza.
Vittima per strategia politica? Le ragazze del Cua parlano di "favoletta
ben costruita" e mostrano le foto di Augusta Montaruli scaricate da
internet, dove la ragazza del Fuan è accanto alla croce celtica o ha il braccio
teso per il saluto romano a Predappio. "Abbiamo organizzato il
presidio - ribadiscono - perché molti studenti ci hanno segnalato continui
volantinaggi di materiale di contenuto fascista. L'intenzione però era
unicamente quella di ribadire che il fascismo, e chi porta avanti le sue idee,
non deve avere agibilità politica all'università". Una provocazione anche
per il rettore dell'Ateneo: "Pellizzetti dovrebbe ringraziarci per quanto
facciamo". La ragazza del Fuan ribatte che Azione
universitaria resta a Palazzo Nuovo a non si fa intimidire da un gruppo di
violenti: "Non ho dato l'esame - è la sua tesi - per impedire che i
manifestanti bloccassero gli esami di tutti gli studenti. Me ne sono andata
solo quando sono terminati tutti gli appelli. Io faccio politico e mi assume
onori e oneri, non così gli altri studenti". Sul clima all'università la
ragazza dice che le contestazioni "nei miei confronti e nei confronti di Azione universitaria avvengono ormai quotidianamente. In
questo periodo, tuttavia, centri sociali e Cua, stanno perdendo consensi. Ma
non per questo si stanno dimostrando meno aggressivi". Ieri, a commento di
quanto accaduto all'Università, Silvio Viale ha dichiarato che i radicali si
offrono di scortare Augusta Montaruli a sostenere l'esame. Con l'invito a tutti
gli intellettuali ad unirsi al plotone. "Negli anni settanta - racconta -
si sono laureati fior fiore di squadristi e picchiatori ed io stesso sono stato
più volte scortato a casa perché gli autonomi o i fascisti di turno volevano
picchiarmi. Per questo penso che ci sia qualcosa di strano nella vicenda di
ieri, ma indipendentemente dalla sua ricostruzione credo che chiunque debba
poter studiare e sostenere gli esami". Un diritto che deve valere per
tutti, dice Viale: "a prescindere dal pensiero politico".
( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Gli aumenti delle
tariffe Basilio Milio Palermo I recenti aumenti delle tariffe dei servizi
pubblici decisi dall'amministrazione comunale confermano le direttrici di azione dei governanti locali. Per un verso provvedimenti
vessatori nei confronti dei cittadini, per altro politiche clientelari per gli
"amici" che si concretizzano nella stabilizzazione dei precari in
seno alle aziende, consulenze spesso inutili, moltiplicazione di tali società
secondo il sistema delle scatole cinesi e inevitabile aumento dei costi di
gestione di servizi carenti. Mi riferisco al dissesto dell'Amia (che
dovrebbe indurre a prendere atto del fallimento della Tarsu) e dell'Amat per
ripianare i quali si è pensato, rispettivamente, di raddoppiare l'addizionale
Irpef (progetto fortunatamente abbandonato) e di elevare le sanzioni inerenti
al mancato rispetto delle zone blu. Ma visto che il bilancio del Comune è in
rosso e, verosimilmente, tali misure non basterebbero, si è anche pensato
all'istituzione della Ztl, vera e propria tassa di circolazione che nulla ha a
che fare con il rispetto dell'ambiente e dell'ecologia, se è vero come è vero
che a Milano i veicoli di classe euro 3 o superiore non pagano alcun balzello e
hanno accesso illimitato a tutte le zone della città (quella si che è una tassa
sull'inquinamento) mentre qui pagano tutti. E come se non bastasse adesso
arrivano gli aumenti dei ticket per i mezzi pubblici, che costano più di Roma e
Milano ma il cui servizio non è nemmeno lontanamente paragonabile, di quelli
per le attività ricreative (palestre e piscine) e formative (asili) e perfino
per i servizi cimiteriali. Sorge il sospetto che tutto ciò sia stato fatto
nella prospettiva del venire meno degli introiti Ici e quello, ancor più grave,
che il fine ultimo sia quello di continuare a finanziare, da parte dell'intera
collettività, gli sprechi di una classe dirigente che pensa più alla propria
sopravvivenza e a quella dei suoi clientes che a fare il bene della
collettività. Mi chiedo fino a quando i cittadini di Palermo saranno disposti a
sopportare questo. Ma, tenuto conto del fatto che tali gabelle sono frutto
dell'ingegno politico di appartenenti alla maggioranza di centrodestra, mi
sorge un'altra domanda: costoro ignorano forse che il loro presidente del
Consiglio ha promesso di limitare l'imposizione (fiscale e non solo) a carico
dei contribuenti? E non sospettano che le loro delibere e azioni di governo
siano in netto contrasto con tale linea? O forse l'essere una Regione a statuto
speciale serve a vessare ancor di più, per così dire "in modo
speciale" i cittadini? Nessun addebito a Giovanni Pistorio Vincenzo Lo Re
Palermo La Procura della Repubblica di Palermo ha smentito, attraverso il
rilascio di apposita certificazione, la notizia pubblicata il 29 maggio secondo
cui il senatore Giovanni Pistorio sarebbe indagato per "truffa sugli spot
antiaviaria". Il pm Fabrizio Vanorio, in data 30 maggio, ha smentito la
notizia riportata nello stesso articolo secondo cui sarebbe (o sarebbe stato)
titolare dell'indagine "sulla presunta truffa... con particolare
riferimento alla persona che viene indicata (dal giornale) come indagata".
Dopo la duplice smentita il quotidiano, con un nuovo articolo pubblicato l'1
giugno, "riassegna il fascicolo" al pm Marco Verzera, ne indica il
numero (6025 del 2006) e pubblica ulteriori falsità sul conto del senatore
Pistorio. In particolare, non è vero che "la realizzazione della cartellonistica"
fu affidata ad "alcune notissime aziende di Palermo e Catania" che
avevano anche l'incarico di curare la campagna elettorale di Giovanni Pistorio,
per la semplice ragione che Pistorio non incaricò alcuna agenzia di occuparsi
della propria campagna elettorale; non è vero che un'azienda ottenne il
pagamento della seconda tranche appena il giorno dopo avere avviato la prima
fase, poiché il pagamento della prima e della seconda fase fu effettuato nel
maggio
( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
ECONOMIA &
FINANZA pag. 22 Guidi: "Il contratto? Tagliato La presidente dei giovani
industriali sfida i sindacati: "Basta dall'inviato ACHILLE PEREGO ? SANTA
MARGHERITA ? MENO COLLETTIVO, più aziendale e persino individuale. Agile e
semplificato, ritagliato su misura sulle esigenze dei lavoratori e delle
imprese e capace di premiare il merito. Passa da una profonda riforma dei
contratti, che dia sempre più spazio al secondo livello, una via obbligata per
contrastare la causa principale del declino del nostro Paese, la perdita di
produttività. Perché la contrattazione collettiva
"distrugge opportunita", ostacola la stipula di nuovi accordi del
mondo del lavoro e "si rende responsabile dell'impoverimento complessivo
della società". Arriva dalla neo-presidente dei Giovani imprenditori,
Federica Guidi, al suo debutto al primaverile convegno di Santa Margherita
Ligure, dedicato proprio a "Un contratto che merita" l'affondo contro
il vecchio modello negoziale del 1993 che ha fatto il suo tempo. Non una
ricetta, spiega, ma "una proposta culturale", messa sul tavolo anche
come provocazione alla vigilia dell'atteso confronto con i sindacati di
martedì. "Oggi il rapporto fra le parti sociali ? avverte la numero uno
degli under 40 di Confindustria ? vive un meccanismo ingessato e statico".
Viceversa "le relazioni industriali offrono uno straordinario banco di
prova a chi voglia semplificare la vita degli italiani che lavorano e spero sia
un'occasione che questo governo non desideri perdere". IL CONTRATTO, in un
mondo che cambia, "dovrebbe essere sempre meno collettivo e sempre più
tailor made, fatto su misura, tagliato attorno al singolo individuo". Un
"premio al merito" che valorizzi i talenti, migliori la qualità della
forza lavoro e freni anche la fuga dei cervelli. Per questo bisogna restituire
autonomia e libertà d'azione ai veri protagonisti del
contratto, imprenditori e lavoratori e mandare in soffitta gli standard
convenzionali e la massificazione che hanno fatto da base all'utopia del
contratto collettivo. Certo, la sfida che Federica Guidi definisce un
"salto culturale" non significa cancellare del tutto i contratti di
categoria ma togliere loro il peso eccessivo economico e normativo, che
consuma quasi tutte le risorse a disposizione, facendone solo un
"mantello" che dà copertura per le garanzie minime. IL MAGGIORE
SPAZIO ai contratti di secondo livello, da estendere alle piccole imprese e
legare strettamente al recupero di produttività, sono un passaggio necessario
per ridare competitività a un paese che mostra preoccupanti cifre da declino.
Con un Pil, come ha spiegato Luca Paolazzi, direttore del Centro studi di
Confindustria, che dal 1997 al 2007 è cresciuto solo dell'1,5% all'anno,
l'occupazione dell'1%, la produttività addirittura di appena lo 0,3% e le
retribuzioni reali dello 0,7%. Ma se negli anni Sessanta un dipendente poteva
aspettarsi il raddoppio della busta paga in 11,5 anni e in quelli Ottanta nello
spazio di di una vita lavorativa, oggi per raddoppiare lo stipendio
servirebbero cento anni. E dietro questa perdita c'è anche l'eccessivo prelievo
contributivo e fiscale. Per questo, ricorda sempre Federica Guidi, occorre
tagliare le tasse sul lavoro, trovando le risorse non in altre imposte ma nella
riduzione della spesa corrente. E in questo senso la Robin Hood Tax, pensata da
Tremonti, e gli altri provvedimenti messi a punto dal governo vanno "nella
giusta direzione". Non piacciono invece alla leader dei Giovani le ipotesi
di cogestione e l'apertura a dipendenti e sindacati di cda e azionariato.
Image: 20080607/foto/713.jpg.
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
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l'edizione del AZIONE COMUNE CONTRO LE FS SE TAGLIANO I TRENI PENDOLARI
"Se verranno effettuati dei tagli dei servizi a class="hilite">danno
dei pendolari noi proclameremo delle class="term">class class="term">action
contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo
Governo": lo sostengono in una nota Adusbef e Federconsumatori protestando
contro il mancato trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni, per la
conclusione dei contratti di servizio (250 milioni) e contro i tagli dei
servizi ferroviari per i pendolari.
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
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l'edizione del La giovane Guidi sogna i "contratti individuali" Dalla
tribuna di Santa Margherita si ripetono gli attacchi ai sindacati e ai pubblici
dipendenti di Bianca di Giovanni inviata a Santa Margherita Ligure ASSALTI La
prima bordata la lancia Federica Guidi, presidente dei giovani imprenditori
alla prima uscita pubblica. "Il contratto dovrebbe essere sempre meno
collettivo e sempre più "tailor made", fatto su misura, tagliato
attorno al singolo individuo". Il secon- do assalto lo fa Renato Brunetta,
ministro di fresca nomina con una crescente voglia di primeggiare
nell'esecutivo. "Cacciare via le amministrazioni che non funzionano, con
il commissariamento - arringa - Datemi una mano a far sì che il modello
contrattuale sia unico per il lavoro pubblico e quello privato. Con un vero
padrone anche per il pubblico, con premi e punizioni". Così dallo stesso
podio, quello dei giovani industriali a Santa Margherita ligure, parte l'onda
crescente contro le rappresentanze collettive dei lavoratori e contro il lavoro
pubblico. I toni in casa confindustriale sono ultimativi: la contrattazione
collettiva "distrugge le opportunità e ostacola nuovi accordi" dice
Guidi. D'altronde il tema scelto per il suo battesimo al vertice
dell'associazione (figlia di un padre celebre, anche lui al vertice con Antonio
D'Amato) è in cima all'agenda degli imprenditori da anni: la riforma del
modello contrattuale. Meglio il rapporto uno-a-uno lavoratore-imprenditore. Il
banchiere Alessandro Profumo tenta un dissenso. Forse meglio un'intesa
territoriale. Ma Confindustria non sente: prova l'affondo. Con i sindacati si
vedranno martedì, Emma Marcegaglia ha fatto sapere ieri che alcune loro
richieste sono "inaccettabili". Oggi interverrà a Santa Margherita e
non ci si attendono cambiamenti. Meglio l'affondo con un governo amico. La
scena ieri è stata tutta di Brunetta. L'uomo che ama bastonare (con le parole,
s'intende) e si esercita nelle provocazioni di dubbio stile. Come quella
lanciata contro Pietro Ichino, seduto in prima fila. "La pensa come me ma
non può dirlo", dichiara calpestando così il bon ton tra avversari
politici. Oppure l'altra, quella lanciata ai pubblici uffici che è chiamato a
riorganizzare. "I servizi pubblici sono costosi e di bassa qualità - dice
- tanto che disgustano i cittadini". Parola di ministro. Brunetta disegna
il settore pubblico come la causa di tutti i mali d'Italia. L'obiettivo del
nuovo ministro è recuperare almeno il 30% di efficienza, che in soldini
significa guadagnare mezzo punto di Pil. Come? Il ministro promette una
rivoluzione. "class="hilite">Tra una
settimana porterò un pacchetto di misure - annuncia - Già ho detto della class="term">class class="term">action estesa anche al pubblico.
Tra le altre misure anche quella di rendere pubblici i tassi di ritardo con cui
le pubbliche amministrazioni erogano i pagamenti. Altro punto sarà la
tracciabilità di tutte le procedure per gli appalti e le gare". Insomma,
una potente operazione trasparenza che dai toni somiglia molto a una pubblica
gogna. Mentre parla Brunetta sparge gratuitamente allusioni velenose. Come
funzionerà la class="term">class class="term">action?
Non certo con il pagamento in denaro, "se no l'amico Tremonti mi
uccide". Ma con una punizione eclatante: il commissariamento delle
amministrazioni in rosso. Non basta la sanzione elettorale, che non è arrivata
neanche per Bassolino "eletto con il 67% dei voti con la spazzatura già nelle
strade" azzanna Brunetta. Il ministro riconosce che nel pubblico esiste
una dotazione di capitale umano superiore alla media. Il fatto è che non la si
utilizza bene. È la dirigenza che va aggredita per prima. Per questo ha chiesto
e ottenuto che almeno nel suo ministero fossero resi pubblici gli emolumenti
dei dirigenti. Ma per una attacco ai dirigenti, ce ne sono cento al sindacato
dei semplici lavoratori. "un sindacato che si alza dal tavolo fa solo
folklore" accusa rivolto alla Cgil che ha chiesto di discutere con i
segretari di categoria.
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
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l'edizione del Chi vuole far slittare la "class="hilite">class="term">class class="term">action"? Angelo De Mattia
Entrerà in vigore, come prescritto, fra 22 giorni - il 29 giugno - la class="term">class class="term">action, l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori,
disciplinata dalla legge finanziaria 2008? Il dubbio è legittimo perché si
stanno diffondendo voci su di un possibile slittamento - senza o con
sostanziali modifiche - del decollo di questo istituto introdotto dopo aspri
passaggi parlamentari per migliorare, nel caso di danni subíti, la protezione
dei consumatori e dei risparmiatori, ridurre i costi di accesso alla giustizia
e, più in generale, riequilibrare i rapporti tra imprese e contraenti deboli,
stimolando così una maggiore efficienza del mercato. Le ragioni dello
slittamento risiederebbero nell'inadeguatezza della normativa approvata; ma si
aggiungerebbe anche l'uso alternativo del diritto, come un tempo si sarebbe
detto, l'utilizzo, cioè, dell'idea lanciata dal Ministro Brunetta di estendere
la class="term">class
class="term">action alla pubblica
amministrazione. Un proposito in sé interessante, ma che comporta la necessità
di risolvere problemi assai complessi, innanzitutto perché nei confronti
dell'amministrazione pubblica si fanno valere e si tutelano prevalentemente,
come sancito dalla Costituzione, interessi legittimi più che diritti: un buon
motivo per la proroga, magari pensando alle calende greche. È comunque
presumibile che chi ha paura della class="term">class class="term">action
stia adoperandosi per sostenerne lo slittamento. Il testo di legge - a monte
del quale sono anche questioni di ordine costituzionale - non è un esempio di
normazione felice, in particolare per i profili procedimentali. Secondo alcuni,
la funzionalità ne è toccata soprattutto perché mancano i criteri per
l'individuazione delle associazioni che possono agire in giudizio. Ma si
trascura di segnalare che la legge demanda questa materia a un decreto
interministeriale, sentite le Commissioni parlamentari competenti, a tutt'oggi
non adottato. Se, anziché pensare alla proroga dell'entrata in vigore, si
emanasse questo provvedimento, una critica importante sarebbe superata. Meno
rilevante è l'altra osservazione che fa leva sull'assenza di giudici
specializzati in questo campo: occorre frenare la tendenza a volere per ogni
materia il magistrato specializzato, anche perché alla lunga si rischia di
incappare nel divieto costituzionale dell'istituzione di giudici speciali. Ma
decisivo è che, dopo l'approvazione della class="term">class class="term">action,
era opinione largamente condivisa che si sarebbe osservato un primo andamento
delle decisioni dei magistrati, insomma della giurisprudenza, per valutare poi
gli eventuali correttivi. Di qui l'opportunità di comportamenti prudenti, da
parte dei consumatori, nel proporre le prime azioni collettive, da basare su
elementi solidi, capaci di resistere in giudizio. Si aggiunse anche che sarebbe
dipeso da come la disciplina sarebbe stata ritenuta dalla giurisprudenza - se
solo processuale o anche sostanziale - per trarne le conseguenze
sull'applicabilità o no alle controversie relative a vicende nate prima della
sua approvazione: argomento delicatissimo. Ma se si intendesse veramente, dal
Governo, chiarire questo e qualche altro punto e nel contempo non si volesse
dare un segnale di rinvio, potrebbe essere emanato un provvedimento
interpretativo di urgenza, ferma restando la data dell'entrata in vigore.
Insomma, il tempestivo decollo della class="term">class class="term">action
costituisce la cartina di tornasole della validità della "filosofia"
sottesa a quanto finora si è agitato dall'Esecutivo nei confronti di banche,
petrolieri, percettori di superprofitti, accompagnando il tutto con citazioni
parziali di Einaudi. È qui che si vede se il Governo è interessato a rapporti
equilibrati tra aziende fornitrici di beni e servizi e consumatori e utenti, e
se intende regolare meglio il mercato. Oppure se tutto finisce alla vecchia
maniera, desinit in piscem, come dicevano i romani. L'opinione.
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
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l'edizione del Nessuna intenzione di impedire il regolare svolgimento degli
esami, tanto più a chi non poteva sostenerli. Dopo le
tensioni di ieri all'università di Torino, il Collettivo universitario autonomo
(Cua) replica così alle accuse di Augusta Montaruli, la studentessa di Azione universitaria-Fuan a cui sarebbe stato impedito di partecipare
all'appello di Procedura Penale. "Un esame - è la versione del Cua - a cui
non era neanche iscritta". "La signorina Montaruli fa parte
del nuovo ordinamento, mentre l'esame in questione era riservato agli studenti
del vecchio ordinamento", spiega una portavoce del Cua, con tanto di
elenco degli appelli alla mano. "E comunque - aggiunge la studentessa - la
rappresentante del Fuan si trovava all'ingresso, se avesse voluto poteva
raggiungere l'aula senza difficoltà".
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
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N. 135 del
2008-06-07 pagina 21 Dagli junior di Confindustria no al contratto collettivo
di Redazione Guidi: "Buono l'esordio del governo, ma ora meno tasse".
Brunetta: "Nel pubblico il fannullone è il datore di lavoro" nostro
inviato a Santa Margherita Ligure La platea del convegno dei Giovani
imprenditori di Confindustria l'ha conquistata subito il ministro della
Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Passato subito ai temi concreti, l'esponente
del Pdl ha voluto distinguere tra il ruolo di esponente dell'esecutivo e quello
di economista. In qualità di ministro è tornato sul tema caldo delle ultime
settimane: la riforma del pubblico impiego. Il problema della Pubblica
amministrazione? "È un miracolo che si producano comunque beni e servizi
perché nella Pa non esiste un vero padrone, non esistono premi e punizioni e
non esiste il mercato", in quanto i cittadini hanno limitato potere di
scelta. Insomma, un'apprezzata denuncia di un Paese che si è cullato troppo a
lungo sulle svalutazioni competitive rinviando alle calende greche gli
interventi necessari. "La moderna lotta di classe
- ha sottolineato - non è quella tra capitale e lavoro, ma quella tra buon
capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". La soluzione?
"Il vero fannullone - ha aggiunto - è il datore di lavoro (lo Stato, ndr),
bisogna inventarsi delle regole che lo costringano a essere un po' meno
distratto". Il metodo è semplice: "commissariamento" delle
istituzioni che non funzionano e che hanno bilanci in rosso dalla class="hilite">presidenza del Consiglio fino ai
livelli locali e class="term">class class="term">action
per la rimozione degli amministratori incapaci. E poi trasparenza a tutti i
livelli: dalla pubblicazione dei compensi e dei tassi di assenteismo alla
tracciabilità su Internet delle procedure di pagamento. "La tensione con i
sindacati, che si alzano e si risiedono, è il piccolo folklore di chi non ha
capito la posta in gioco", ha concluso premettendo che è possibile un
"recupero di produttività del 30%" adeguandosi agli standard del
settore privato e conseguendo una crescita in linea con l'Ue. Sui contratti,
invece, Brunetta ha parlato come economista perché spetta alle parti sociali
accordarsi, ma ha precisato che "serve un modello unico tra pubblico e
privato ragionando allo stesso tavolo senza ghettizzare la Pa". Un
argomento sul quale si è molto soffermata nella sua prima relazione la nuova
presidente dei Giovani imprenditori, Federica Guidi, affermando che il contratto
di lavoro "dovrebbe essere meno collettivo e sempre più tailor made, fatto
su misura, tagliato attorno al singolo individuo". Una provocazione
lanciata in apertura della due giorni ligure quella di Guidi che si è
interrogata sull'opportunità "di un recupero della dimensione individuale
del rapporto contrattuale" chiedendo contestualmente un taglio
dell'imposizione fiscale sulle imprese e valutando positivamente la
detassazione degli straordinari effettuata dal governo Berlusconi. Ma il sistema
delle aziende sembra più orientato sul secondo livello, aziendale o locale che
sia. Come ha detto l'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, "se avessimo
differenziazioni geografiche retributive potrei avere un back office in Italia,
magari in Calabria, anziché andare all'estero". Il presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, ha invece auspicato l'inserimento di "un
sistema di sanzioni nel caso in cui le regole sui rinnovi non vengano
seguite". In tarda serata il vicepresidente dell'associazione Alberto
Bombassei, al termine del comitato tecnico per definire la posizione al tavolo
sulla riforma contrattuale di settimana prossima con il ministro Sacconi.
"La nostra base sarà il documento del 2005", ha detto Bombassei. Il
modello individuale della Guidi? "I giovani sono un po' dissacranti",
ha tagliato corto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
CONFINDUSTRIA Da
Santa Margherita Ligure la ricetta dei giovani imprenditori: massima
flessibilità e gabbie salariali. Plauso da governo e Pd "Basta contratto collettivo",
i padroni d'ora in poi lo vogliono individuale Sara Farolfi INVIATA A SANTA
MARGHERITA LIGURE Un contratto sempre meno collettivo e sempre più "taylor
made", tagliato e cucito attorno al singolo individuo. A tanto arriva il "salto
quantico", la "prospettiva culturale", il "dubbio
radicale" lanciato ieri da Federica Guidi, presidenta dei giovani
industriali, in apertura del consueto meeting preestivo a Santa Margherita
Ligure. Ma la platea non sembra voler raccogliere la provocazione. Pragmaticamente
consapevoli che ogni cosa ha il suo tempo, gli industriali plaudono ai primi
provvedimenti del governo (che in questa direzione procedono spediti), e
"più realisticamente" convergono sulla necessità di una
differenziazione salariale tra nord e sud del paese. Mentre da Bergamo, dove è
riunito lo stato maggiore di Confindustria, Emma Marcegaglia detta le prime
condizioni alla trattativa con i sindacati che si apre martedì: "Firmeremo
solo con un legame stringente tra aumento dei salari e produttività (ma sia
chiaro che quello aziendale non può diventare un ulteriore salario fisso) e con
la previsione di sanzioni per quei contratti siglati fuori dalle regole".
Il post ideologico diventa il massimo dell'ideologia, ormai non è una novità.
Il "vecchio" spacciato a buon mercato come "nuovo":
l'impresa, ripulita delle obsolete contrapposizioni di interessi, come centro
regolatore della società ("la distinzione tra capitale e lavoro risulta
obsoleta come un blocco di marmo"). Non uno straccio di autoriflessione,
nell'intervento di Guidi. La relazione del direttore del centro studi di
Confindustria qualcosa dice in materia di produttività: in Italia
l'investimento in ricerca e sviluppo delle imprese private è pari allo 0,4% del
Pil (risultato che, in classifica, ci vede sopra solo
alla Grecia e al Portogallo). Ma nell'intervento di Guidi due sono le strade
per supplire alle vecchie scorciatoie non più praticabili (svalutazioni della
moneta, competizione a basso costo e via dicendo): relazioni industriali
riformulate ("uno, nessuno, centomila" contratti) e la riduzione
della aliquote fiscali ("che produce impulsi espansivi più persistenti di
quelli indotti da aumenti di spesa"). Per il contraddittorio bisognerà
aspettare oggi. Inutilmente ieri ha tentato la "domanda scomoda" il
moderatore del dibattito, Gad Lerner: ma siamo sicuri che in questa prospettiva
non ci sia qualcuno che rischia di perdere? Nessuno risponde. "No ai
contratti individuali, sì alla differenziazione territoriale delle retribuzioni",
dicono, tra gli altri, Alessandro Profumo (ad Unicredit) e Ivanhoe Lo Bello
(presidente Confindustria Sicilia). L'unico a tirare in ballo l'articolo 18 è
Pietro Ichino, deputato Pd (ma d'altro canto, lo dice lui stesso, "la
distinzione tra destra e sinistra non c'è più"). L'unico a raccogliere il
"salto quantico" proposto da Guidi è Michele Tiraboschi, direttore
del centro studi Marco Biagi. Ma lo show spetta al ministro Brunetta che chiede
di potere recitare "una doppia parte in commedia". "Non esiste
un modello contrattuale efficiente sempre e una volta per tutte", e qui
parla il professore Brunetta che chiede un unico modello contrattuale tra
pubblico e privato, e lancia lo "shopping contrattuale". class="hilite">Ridisegna poi il conflitto di classe, "non più tra capitale e lavoro, ma tra buon
capitale e buon lavoro contro la cattiva burocrazia". Nelle vesti di
ministro annuncia in tempi record (dieci giorni) un disegno di legge per la
riforma della pubblica amministrazione: piatto forte è la class="term">class class="term">action
anche nel pubblico.
( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
FERROVIE Tagli di
Prodi confermati da Berlusconi. class="hilite">Verso
una class="term">class
class="term">action Treni pendolari a
rischio Moretti, amministratore Fs: "Ci hanno tagliato i fondi"
Antonio Sciotto ROMA Treni locali a rischio, messi a repentaglio dalla passata
finanziaria (opera del governo Prodi) ma anche dall'insensibilità dell'attuale
esecutivo. Molte tratte stanno chiudendo già in questi giorni, come diverse
stazioni e biglietterie. Il nodo è delicatissimo, perché questi treni - come da
anni denunciano le associazioni dei consumatori e tanti viaggiatori
autorganizzati - vengono già pesantemente "discriminati" da
Trenitalia: sono sovraffollati, costantemente in ritardo, spesso sporchi e
vecchi di anni. Servono una fascia "debole" della popolazione, ovvero
i pendolari: formati perlopiù da lavoratori, immigrati, pensionati; o liceali e
universitari che si muovono dalla provincia per recarsi in città. TRATTE E
STAZIONI GIA' CHIUSE L'effetto distruttivo su quanto rimane di servizio
pubblico locale in Italia, è provocato - a detta dell'amministratore delegato
di Fs Mauro Moretti - dal drastico taglio dei fondi realizzato dall'ultima
finanziaria, e non recuperato dall'attuale governo."Nell'ultima
finanziaria sono stati tagliati 330 milioni di euro per il trasporto locale, a
oggi ne sono stati restituiti solo 80 - ha spiegato Moretti - Nel piano abbiamo
presentato tutta la lista dei treni in perdita, da 2,5 fino a 4,4 milioni
all'anno ciascuno. E chi li paga? Noi non possiamo continuare a fornire servizi
che non ci vengono pagati, pena il fallimento". La soluzione, secondo il
capo delle Fs, può stare a questo punto nella buona volontà delle comunità
locali: "Solo le istituzioni centrali o periferiche possono stipulare dei
contratti di servizio pagando la differenza fra costi e ricavi, o possono fare
una gara. In Francia e Germania le Regioni danno soldi per acquistare i treni e
materiale rotabile ". Le denunce dei consumatori sono già cominciate a
fioccare. Linee soppresse ad esempio in Emilia Romagna, come denuncia
Federconsumatori: con il nuovo orario estivo, a partire dal 15 giugno saranno
soppressi otto treni sulle tratte Milano-Bologna-Firenze, Bologna-Ferrara e
Carpi-Modena-Bologna. "Sono tagli messi in atto unilateralmente da
Trenitalia - attacca l'associazione - senza fornire dati di frequentazione.
Dopo la soppressione degli Interregionali nel 2005, gli utenti
dell'Emilia-Romagna si erano già visti costretti all'uso dei più costosi
Intercity". Pesante anche la denuncia che viene dalla Fit Cisl toscana:
"Con l'orario estivo saranno tagliati una ventina di intercity - spiega il
sindacato dopo un incontro con i dirigenti Trenitalia - E' prevista una forte
riduzione dei servizi di assistenza e biglietteria e la definitiva chiusura
della biglietteria della stazione di Massa. Una decisione che obbligherà molti
che devono spostarsi fuori regione a utilizzare gli Eurostar". ADDIO
FERMATE INTERMEDIE Stefano Boni, segretario dei ferrovieri Cisl toscani, spiega
che "Fs mira a produrre treni di alta qualità come gli Eurostar nelle
fasce orarie di punta sulle direttrici Torino-Milano/Verona e
Milano-Roma/Napoli. Tutto senza prevedere né altri Eurostar né altri Intercity
fuori da queste fasce, a meno che, qualcuno non voglia finanziare il servizio.
Insomma, si va incontro alla liberalizzazione definitiva, dato che a partire da
gennaio 2009 arriveranno anche i privati, con la nuova società N.T.V.,
concentrando i servizi nelle fasce orarie e nelle tratte più ricche".
Moretti conferma il futuro taglio di fermate locali: si punta a "tempi di
percorrenza più brevi tra le grandi città, per essere competitivi con
l'aereo". "Stiamo lavorando - è un esempio - perché i treni dalla
Puglia possano avere un particolare servizio no stop fino a Roma".
"Bisogna distinguere - ha detto - tra i servizi di base, offerti dal
regionale, l'intercity, che deve collegare città medie distanti 30-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-07 - pag: 2 autore: "è ora di
contratti su misura" Guidi: lo standard collettivo
impoverisce, centrare il modello sull'individuo Nicoletta Picchio SANTA
MARGHERITA LIGURE Dal nostro inviato Ripete più di una volta che la sua non è
una "ricetta", ma una "proposta culturale". Sta di fatto
che il modello di relazioni industriali tratteggiato da Federica Guidi si
spinge molto avanti, prefigurando un contratto "sempre meno
collettivo " e "sempre più tailor made ", tagliato su misura sui
singoli individui. Un rapporto diretto, quindi, tra datore di lavoro e
dipendente, ultimo passaggio di una trasformazione che vede l'impresa
protagonista: il contratto nazionale dovrà funzionare "come un mantello
", offrendo solo "garanzie minime", lasciando molto più spazio
al salario di secondo livello, legato a produttività, efficienza, redditività.
Troppe leggi, troppe rigidità, sia nel sistema contrattuale che nel mercato del
lavoro e nel welfare: e la Guidi pensa a modelli di "flexicurity",
dove a dover essere garantito "non è un posto di lavoro, bensì reddito e
formazione adeguati". La nuova presidente dei Giovani imprenditori ha
aperto il convegno di Santa Margherita poco prima che, a Bergamo, la presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia, cominciasse la riunione con gli "stati
maggiori" delle relazioni industriali per preparare la linea invista
dell'appuntamento con i sindacati, martedì prossimo. Una coincidenza:
"Come è nella nostra tradizione, noi Giovani vogliamo fornire stimoli e
idee". Ma è chiaro che la scelta del tema di Santa Margherita, "Un
contratto che merita", volutamente mette a fuoco, anche se nella
prospettiva dei prossimi anni, quello che la Guidi considera uno dei
"driver dello sviluppo ", le relazioni industriali. L'impresa sta
vivendo una "mutazione genetica", e in un mondo che cambia, devono
cambiare anche i rapporti nei luoghi di lavoro. è la scarsa produttività uno
dei principali motivi della crescita debole del Paese, come ha messo in
evidenza il direttore del Centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi.
Perdiamo competitività, non tanto per l'aumento del costo del lavoro, di poco
superiore ai partner europei, ma per il deficit di produttività. Per recuperare
su questo terreno e aumentare i salari, bisogna dare più spazio alla
contrattazione aziendale. Ma per farla decollare, secondo la Guidi bisogna
rivedere il contratto nazionale, che oggi ha un peso eccessivo, con la sua
"pervasività delle prescrizioni negoziate a livello centrale". Una
rigidità che ha "effetti deleteri per i lavoratori stessi ". Servono
contratti nazionali solo con "un ruolo di garanzia ", spostando il
baricentro in azienda, in una logica di partecipazione che però, secondo la Guidi,
non deve spingersi a forme di governance sul modello tedesco: "Da
imprenditori sappiamo che nulla ci fa più felici che condividere con i
collaboratori i nostri successi. Ma essere partecipe non implica condividere
responsabilità di gestione e diventare, in forma intermediata dai sindacati,
azionista di un'impresa". Serve comunque il dialogo, superando le logiche
antagoniste. Puntare sul merito, nella consapevolezza che non "c'è un
paracadute". La sfida, ha detto ancora la Guidi, è un cambiamento
culturale che deve riguardare sindacati e imprese, specie le piccole. Ci sono
imprenditori "spaventati dalla prospettiva di spostare dentro le aziende
elementi di tensione e conflittualità ". Invece la contrattazione
aziendale deve essere percepita come un beneficio, in un nuovo scenario di
relazioni industriali "fuidificate ", che contemplino anche una
dimensione "individuale ". La contrattazione collettiva
"distrugge opportunità", ha detto la nuova presidente dei Giovani. Se
si vogliono valorizzare i talenti, ed evitare la fuga dei cervelli, le
condizioni di impiego devono essere fatte su misura. Contemporaneamente, c'è un
altro fattore che può aiutare questa evoluzione: una minore pressione fiscale,
a partire dalle imposte sul lavoro. Guai però a finanziare un calo della
fiscalità sul lavoro con un aumento del prelievo su altri fronti: "I tagli
vanno ottenuti con una riduzione della spesa corrente". E poi c'è il tema
della semplificazione globale del Paese: ci sono state riforme, alcune
positive, altre negative, come le regole sulla sicurezza: secondo la Guidi, non
è con misure più minuziose, rigide, che impongono maggiori costi alle imprese
che si riduce il fenomeno delle morti bianche. Il convegno proseguirà questa
mattina, con gli interventi dei segretari generali di Cgil e Cisl, Epifani e
Bonanni, del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, del vice presidente di
Confindustria, Alberto Bombassei. A concludere, i presidenti del Consiglio e
della Confindustria, Silvio Berlusconi ed Emma Marcegaglia. MENO TASSE
"Serve una minore pressione fiscale soprattutto sul lavoro ma i tagli
vanno ottenuti con una riduzione della spesa corrente" SICUREZZA "Non
è con misure più minuziose, rigide e che impongono maggiori costi che si riduce
il fenomeno delle morti bianche".
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Dal nostro inviato
LUCIANO COSTANTINI SANTA MARGHERITA LIGURE Renato Brunetta superstar in riva al
Tigullio. Infiamma la platea dei Giovani industriali. Scroscianti applausi.
Anche perchè il titolare della Funzione Pubblica sa coinvolgere nella sua
battaglia l'imprenditoria tutta: "Io sono un ministro hub, che acquisisce
e ridistribuisce servizi, abbiamo un solo slot, o si parte insieme o la partita
è perduta. O, se preferite, datemi una mano o il Paese è spacciato".
Dunque, lavorare in stretta sinergia, usando la scure più che il bisturi in un
settore, quello pubblico appunto, che "puzza dalla testa".
"Perchè il vero fannullone è il datore di lavoro. E la punizione che
merita è il commissariamento. Bisogna solo trovare delle regole, individuare
delle punizioni per colpire chi non svolge il proprio dovere". Sia esso il
dirigente di ufficio, il responabile Asl, persino il premier. "Sì, sì
anche il presidente del Consiglio, se non onora il mandato". Vero la
punizione arriva sempre, però spessa in ritardo...con le elezioni. E non è
neppure detto che arrivi. Il ministro tira in ballo Antonio Bassolino: "Ha
vinto le elezioni con il 60-70 per cento dei consensi eppure lo scandalo dei
rifiuti a Napoli già c'era". Brunetta quindi rilancia la punizione diretta
e immediata: class="hilite">una class="term">class class="term">action che diventa lo strumento
per rimuovere il dirigente o il politico irresponsabile o incapace. Una norma
che sarà contenuta in un pacchetto di interventi che - promette il ministro -
sarà presentato entro 10 giorni. "Penso anche alla pubblicazione internet
dei ritardi con i quali lo Stato rimborsa i creditori o alla tracciabilità
degli appalti, dall'assegnazione alla realizzazione dei progetti. Serve la
massima trasparenza. Ho garantito al collega Tremonti, apparso preoccupato, che
non costerebbe nulla". Anzi rimettere a posto la macchina pubblica farebbe
recuperare un punto di Pil. "Oggi nel settore c'è un serbatoio di
produttività che arriva al 30%". Per essere più convincente, il
responsabile del pubblico impiego, propone un paragone efficace:
"L'impresa ha un mercato, un padrone, premi e punizioni. Tutti parametri
che nel pubblico non esistono. Anzi i prodotti che offre sono costosi e
disgustano i cittadini. Se certe regole non esistessero neppure nel privato,
voi cari imprenditori, fallireste nel giro di una settimana. Quello che avviene
ogni giorno nel settore statale è un miracolo. Un miracolo frutto solo del
senso di responsabilità e del sacrificio di qualcuno". Servono, in
sostanza, norme uguali per il privato e per il pubblico. Per questo la riforma
dei contratti dovrà riguardare tutti. Più precisamente, è necessario un
contratto unico. E la trattativa dovrà essere allargata a tutti i soggetti di
rappresentanza. Non soltanto ai soliti noti. Cioè alle organizzazioni sindacali
istituzionali. "Quelli che si siedono e si rialzano sono il piccolo
folclore di chi non ha capito la posta in gioco". Evidente il riferimento
al recente strappo della Cgil. "Ce la faremo?", si chiede e chiede
Brunetta alla platea: "Guardate che quello che ho detto è tutto scritto,
solo che non è applicato. Manca la testa e manca il mercato, basta dare al
pubblico impiego una testa e un mercato".
( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stampa i forum de il
tempo Brunetta: "Una manovra da 36 milardi in tre anni" Il ministro
della Funzione Pubblica e dell'Innovazione, Renato Brunetta, ospite ieri al forum
de Il Tempo, è ancora incredulo quando gli mostrano le agenzie con le
dichiarazioni del deputato del Pd Furio Colombo, che lo ha definito un
"mini ministro". Riflette un attimo se vale la pena replicare e
chiede ai giornalisti de Il Tempo cosa fare. Salvo poi ignorare i suggerimenti
e mandare alle agenzie una piccata risposta: "Se mi definisce mini
ministro, mi dispiace molto perché vedo del razzismo in Furio Colombo".
"La manovra triennale 2009-11 supererà quota 30 miliardi, attestandosi
quindi sui 36 miliardi di euro". Il ministro della Funzione pubblica
Renato Brunetta nel forum presso la sede de Il Tempo, ha dato alcune
indicazioni sulla prossima manovra economica e delineato le misure che intende
introdurre per riformare la pubblica amministrazione. Ci aspetta una manovra da
lacrime e sangue? "La manovra triennale di correzione dei conti pubblici
si attesterà sui 30-35 miliardi di euro. Per ciascun anno la manovra supererà i
10 miliardi e probabilmente si arriverà a 12 miliardi l'anno". Quali
saranno i contenuti? "Sarà un mix di antibiotici e vitamine, di tagli, ma
anche liberalizzazioni e privatizzazioni, a partire dalle public utilities. Il
decreto sarà accompagnato da un disegno di legge e una delega, ci saranno anche
altre vitamine: dalla semplificazione al miglioramento del lavoro pubblico e
della contrattazione". Quali novità in arrivo per il pubblico impiego?
"Vorrei che gli utenti diventassero protagonisti del rinnovamento della
macchina statale. class="hilite">La
possibilità di fare ricorso alla class="term">class class="term">action
potrebbe essere estesa anche al settore pubblico. Chi non funziona va a casa.
Inoltre sarà data la possibilità agli statali di usufruire di una sorta di
aspettativa non retribuita per lavorare nel settore privato. Se va bene si
chiude, altrimenti si torna indietro". Lei ha esordito nel suo mandato con
un'accusa ai fannulloni. "I primi veri fannulloni sono i datori di lavoro.
La macchina pubblica non funziona perché purtroppo non esiste il mercato e
tutto è lasciato alla buona volontà individuale. è necessario, quindi, che il
punto di riferimento diventi la soddisfazione dei cittadini, che devono far
sentire la propria voce. La gente non ne può più di un'amministrazione-palla al
piede. Il mio piano di riforma prevede che i lavativi e i falsi malati possano
essere licenziati. In primo luogo si definiscono le violazioni che danno luogo
a licenziamento, ivi comprese quelle relative ai casi di scarso rendimento e
anche quella di falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa
aggravata. Quindi si semplifica il procedimento disciplinare accelerando i
termini procedimentali ed eliminando la perentorietà di quelli non strettamente
attinenti al diritto di difesa". Non solo fannulloni. L'altro ostacolo da
abbattere nella pubblica amministrazione è la scarsa propensione alla mobilità.
Cosa intende fare? "La mobilità è di tanti tipi. Una è quella da area a
area. Se c'è uno spostamento di funzione anche il personale dovrà adeguarsi.
Chi si oppone al trasferimento prima sarà posto in cassa integrazione e se
continua a rifiutare scatta il licenziamento. Poi c'è la mobilità geografica da
una regione all'altra d'Italia. I concorsi andrebbero fatti su base regionale
in modo funzionale a coprire carenze di personale. Non ci devono più essere
casi di persone assunte lontano da casa e che insoddisfatte si mettono in
malattia pur di restare nella città d'origine o ricorrono ai più svariati
stratagemmi pur di far ritorno a casa. Questo è un danno per l'amministrazione
pubblica". I sindacati sono pronti a darle battaglia. Come farà a superare
i loro veti? "Ho dalla mia parte il favore della gente. Martedì incontrerò
i sindacati confederali e le categorie per discutere del piano di riforma del
pubblico impiego". Nella sua impostazione lo Stato dovrebbe essere
considerato e gestito come un'azienda privata. Quali sono i punti di criticità?
"Il punto fondamentale è proprio lo Stato. Mi spiego. Il lavoratore
pubblico ha una grande preparazione ed è migliore di quello privato, nel senso
che è dotato di maggiore capitale umano. Ma ha meno produttività. Il vero
problema è che manca il datore di lavoro". In che senso? "Lo Stato è
il vero fannullone. E per Stato intendo i sindaci, i governatori, i ministri e
in generale i policy makers. Ecco perché bisogna partire dalla testa per far
funzionare il sistema e rimettere mano alle regole di lavoro che sono
inefficienti. Se l'impresa privata si comportasse come quella pubblica, sarebbe
destinata a fallire. Il datore di lavoro pubblico è motivato principalmente dal
consenso quindi è indispensabile fare ricorso ai principi economici". Ma
come si misura l'economicità in settori come l'istruzione, la sanità o la
sicurezza? "Tutto è misurabile. è questo lo scatto mentale da fare. In
America già avviene con un meccanismo di punteggi in base alle citazioni sulle
migliori riviste specializzate di settore. In Italia i dirigenti hanno lo
stesso livello di retribuzione ma non credo che siano tutti uguali". è per
questo che ha reso pubblici i dati del suo ministero? "Anche per questo.
Ho trovato singolare che i miei dirigenti guadagnassero nella maggior parte tra
i 160 e i 170 mila euro l'anno lordi. Farò di più: la prossima settimana
pubblicherò l'elenco delle consulenze". Torniamo alle regole di lavoro.
Perché sono inefficienti? "Semplice. Manca la sanzione. Manca la sanzione
del mercato. I dipendenti pubblici che sbagliano devono essere puniti. Bisogna
istituire un sistema meritocratico di premi e punizioni. è un miracolo che nel
settore pubblico esista ancora la dignità e l'amor proprio dei singoli che
mandano avanti il sistema. Mi viene in mente una barzelletta
sull'inferno". Ce la racconti? "Ci sono sone tre tipi di inferno:
tedesco, francese e italiano. Ma nel nostro a volte manca la pece, le fiamme si
accendono e si spengono e, soprattutto, i diavoli spesso sono assenti". Ha
reso l'idea. Eppure i detrattori contestano le direttrici della sua riforma.
"Se i miei avversari sono Eugenio Scalfari e Furio Colombo ne sono ben
lieto. Sono due persone intelligenti ma non hanno mai letto quello che ho
scritto perché accecati da pregiudizi razi-radical chic. Credo che gli italiani
siano dalla mia parte". La malattia della pubblica amministrazione è
l'assenteismo. Come pensa di debellarlo? "Mediamente per malattia le
assenze nel pubblico impiego sono superiori di 4-6 giornate rispetto al settore
privato. Complessivamente si hanno in un anno 18 milioni di giornate non
lavorate con un costo pari a 1,8 miliardi. Ci saranno sanzioni per colpire le
assenze senza validi motivi". Ma chi avrà il compito di decidere chi
sanzionare e chi invece premiare? "Alla dirigenza pubblica spetteranno
maggiori poteri nella gestione delle risorse umane e finanziarie e allo stesso
tempo maggiori responsabilità nelle ipotesi di scarso rendimento della
struttura che dirige. La progressione giuridica della carriera avverrà tramite
concorso e sarà soggetta a valutazioni rigorose a cui vengono collegate le
indennità di risultato. Voglio introdurre più trasparenza sul conferimento, il
rinnovo e la revoca degli incarichi dirigenziali e siamo al lavoro per rivedere
la disciplina delle incompatibilità dei dirigenti per rafforzarne l'autonomia
anche rispetto alle organizzazioni sindacali". Come cambierà la
contrattazione collettiva? "La riforma prevede innanzitutto la riduzione
dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali.
Insieme alla revisione della durata dei contratti collettivi e un allineamento
tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica". Si parla
molto anche nel settore privato della contrattazione di secondo livello.
Cambierà qualcosa in questo senso anche nella sua riforma? "Anche questa
sarà oggetto di modifiche nel progetto di cambiamento che ho presentato ai
sindacati. In particolare la contrattazione integrativa sarà collegata alla
situazione economica e finanziaria dell'ente e inviata alla Corte dei conti. è
previsto infine un riordino dell'Aran". Che succederà all'agenzia di
rappresentanza nei negoziati con il pubblico impiego? "è prevista l'istituzione
di un'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico con ampi poteri di
rappresentanza per la parte pubblia, di indirizzo e di controllo della
contrattazione collettiva". Nel suo progetto parla anche di un progetto
per dare un diverso utilizzo alle strutture e agli immobili di proprietà
pubblica. Cosa ha in mente di fare più precisamente? "Penso alla
possibilità di utilizzare gli immobili pubblici per attività aggiuntive.
Occorre offrire servizi collegati tra loro e utilizzando con una retribuzione a
parte anche le risorse umane che si rendono disponibili. Faccio un esempio. Un
edificio scolastico potrà essere adoperato anche nell'orario pomeridiano per
attività ludiche o sportive o ancora per un doposcuola "intramoenia"
da parte degli insegnanti". A leggere le linee del suo programma si vede
che pensa anche a fare entrare in misura più massiccia gli sponsor privati. Non
è un po' troppo e soprattutto qual è lo scopo? "Innanzitutto sono già
consentite da una legge del
( da "Libero" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Italia 07-06-2008
"Amministratori fannulloni? Licenzio pure loro" di NINO SUNSERI
Brillante, canzonatorio, incontenibile. Ultimo relatore della prima giornata al
convegno dei Giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure è il ministro
della Funzione pubblica Renato Brunetta. Prende la parola dopo Alessandro
Profumo, amministratore delegato di Unicredit che da giovane ha fatto il
giocatore di basket. Il ministro cerca subito l'applauso ironizzando sulla
propria statura che non è certo quella di un corazziere: "Che gentili! Mi
avete fatto un piccolo rialzo....". Il resto è in discesa. Il nuovo modello
contrattuale deve essere "unico", valido sia "per il mondo del
lavoro privato e del lavoro pubblico: questo non può avvenire se il privato
tratta e discute e poi una sera si dice che il nuovo modello si applica anche
al lavoro pubblico, come avvenne nel 1993. Il dibattito deve avvenire in
maniera parallela, anche allo stesso tavolo. Altrimenti si ghettizza il mondo
del lavoro pubblico". Entro dieci giorni, aggiunge, "sarà presentato
al Parlamento il pacchetto di rilancio e riforme per la Pubblica amministrazione.
Gli amministratori pubblici che sbagliano devono essere rimossi dai loro posti:
la "sanzione elettorale", infatti, "non basta perchè il voto si
può comprare". Brunetta non ha mancato di tuonare contro i
"fannulloni", ottenendo in cambio nuovi applausi. Soprattutto perchè
" il primo fannullone" è lo Stato quando veste i panni del datore di
lavoro. Quello che serve, che si tratti di "sindaco, direttore di Asl,
ministro, presidente del Consiglio", se non fa il suo dovere, è il
commissariamento. E che la "sanzione elettorale" non sia sufficiente,
secondo Brunetta, lo dimostra il caso Bassolino: "È mio amico - ha detto
ma ha vinto le elezioni al primo turno, sia da sindaco che da governatore,
sempre con il 65% dei voti, mentre lo scandalo dell'immondizia a Napoli c'era
già. La sanzione del cittadino nei confronti della politica - ha detto ancora
Brunetta - non basta: ci vuole quella del mercato, che arrivi prima". Come
il datore di lavoro privato quando è inefficiente viene punito dal mercato,
così il datore di lavoro pubblico deve essere sanzionato quando è inefficiente.
class="hilite">Brunetta ha anche
confermato di avere allo studio una sorta di "class="term">class class="term">action"
per il settore pubblico. Il clima della giornata è assolutamente
"bipartisan". Così il ministro offre un riconoscimento a Pietro
Ichino che ha proposto i contratti macroregionali. Forse più caotico - ammette
- "ma più capace di rispondere all'impatto differenziato della tecnologia
sulle imprese". Ovviamente questo shopping contrattuale non esclude, dice
il ministro, che rimanga un quadro nazionale che definisca i minimi e altro. In
apertura Federica Guidi, in qualità di padrona di casa, come presidente dei Giovani
Industriali era stata molto più radicale. Aveva decretato la morta del
contratto nazionale. Al suo posto gli accordi di secondo livello. Meglio ancora
se "tailor made". Fatti su misura. Come si conviene ad una bella
signora. Foto: TAGLIA-SPRECHI Il ministro della Funzione pubblica Renato
Brunetta ha dichiarato guerra ai fannulloni della pubblica amministrazione
Lapresse Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle
notizie senza autorizzazione.
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Prima
il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle
università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di
Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa,
degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto
della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e
responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da
antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo
a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro
e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E.
E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti
strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole
gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza
degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla.
Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato
Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza
solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non
è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo.
Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa
su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori
il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa",
alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del
Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un
avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale
anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una
Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 )
" (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May
08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds)
nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente
Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità -
fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa
"premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine
dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema
e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani)
ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha
varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le
analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla
carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al
presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine
occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a
dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in
due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo.
Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante
che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il
centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare
avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità"
fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni
Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di
Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare.
A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato
1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con
il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo
aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a
mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai
il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito,
sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 )
" (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la
parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58
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Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato"
da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani
su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto
Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog,
altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei,
Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza
ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i
risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di
parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca:
Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono
della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime
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Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Prima
il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito
sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle
università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di
Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa,
degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto
della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e
responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da
antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo
a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di
scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli
opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali
nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il
sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi
chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e
storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che
deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il
discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier),
l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla
telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che
qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche
il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo
istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera
Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza
Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il
"sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si
rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica
(vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra
le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra
litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni
(leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi.
Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino
ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra?
Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono
delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che
certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani:
Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri
giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei,
Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza
ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i
risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di
parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca:
Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono
della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime
News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con
Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del
tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi
al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
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Libera TocqueVille June
( da "Manifesto, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
CONFINDUSTRIA
"Basta contratto collettivo", i padroni d'ora in poi lo vogliono
individuale Da Santa Margherita Ligure la ricetta dei giovani imprenditori:
massima flessibilità e gabbie salariali. Plauso da governo e Pd Sara Farolfi
INVIATA A SANTA MARGHERITA LIGURE Un contratto sempre meno collettivo e sempre
più "taylor made", tagliato e cucito attorno al singolo individuo. A
tanto arriva il "salto quantico", la "prospettiva
culturale", il "dubbio radicale" lanciato ieri da Federica
Guidi, presidenta dei giovani industriali, in apertura del consueto meeting
preestivo a Santa Margherita Ligure. Ma la platea non sembra voler raccogliere
la provocazione. Pragmaticamente consapevoli che ogni cosa ha il suo tempo, gli
industriali plaudono ai primi provvedimenti del governo (che in questa
direzione procedono spediti), e "più realisticamente" convergono
sulla necessità di una differenziazione salariale tra nord e sud del paese.
Mentre da Bergamo, dove è riunito lo stato maggiore di Confindustria, Emma
Marcegaglia detta le prime condizioni alla trattativa con i sindacati che si
apre martedì: "Firmeremo solo con un legame stringente tra aumento dei
salari e produttività (ma sia chiaro che quello aziendale non può diventare un
ulteriore salario fisso) e con la previsione di sanzioni per quei contratti
siglati fuori dalle regole". Il post ideologico diventa il massimo
dell'ideologia, ormai non è una novità. Il "vecchio" spacciato a buon
mercato come "nuovo": l'impresa, ripulita delle obsolete
contrapposizioni di interessi, come centro regolatore della società ("la
distinzione tra capitale e lavoro risulta obsoleta come un blocco di
marmo"). Non uno straccio di autoriflessione, nell'intervento di Guidi. La
relazione del direttore del centro studi di Confindustria qualcosa dice in
materia di produttività: in Italia l'investimento in ricerca e sviluppo delle
imprese private è pari allo 0,4% del Pil (risultato che, in classifica,
ci vede sopra solo alla Grecia e al Portogallo). Ma nell'intervento di Guidi
due sono le strade per supplire alle vecchie scorciatoie non più praticabili
(svalutazioni della moneta, competizione a basso costo e via dicendo):
relazioni industriali riformulate ("uno, nessuno, centomila"
contratti) e la riduzione della aliquote fiscali ("che produce impulsi
espansivi più persistenti di quelli indotti da aumenti di spesa"). Per il
contraddittorio bisognerà aspettare oggi. Inutilmente ieri ha tentato la
"domanda scomoda" il moderatore del dibattito, Gad Lerner: ma siamo
sicuri che in questa prospettiva non ci sia qualcuno che rischia di perdere?
Nessuno risponde. "No ai contratti individuali, sì alla differenziazione
territoriale delle retribuzioni", dicono, tra gli altri, Alessandro
Profumo (ad Unicredit) e Ivanhoe Lo Bello (presidente Confindustria Sicilia).
L'unico a tirare in ballo l'articolo 18 è Pietro Ichino, deputato Pd (ma
d'altro canto, lo dice lui stesso, "la distinzione tra destra e sinistra
non c'è più"). L'unico a raccogliere il "salto quantico"
proposto da Guidi è Michele Tiraboschi, direttore del centro studi Marco Biagi.
Ma lo show spetta al ministro Brunetta che chiede di potere recitare "una
doppia parte in commedia". "Non esiste un modello contrattuale
efficiente sempre e una volta per tutte", e qui parla il professore
Brunetta che chiede un unico modello contrattuale tra pubblico e privato, e
lancia lo "shopping contrattuale". class="hilite">Ridisegna
poi il conflitto di classe, "non più tra capitale
e lavoro, ma tra buon capitale e buon lavoro contro la cattiva
burocrazia". Nelle vesti di ministro annuncia in tempi record (dieci
giorni) un disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione:
piatto forte è la class="term">class class="term">action
anche nel pubblico.
( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Gli autonomi
"Non ci sono stati blocchi È solo lotta antifascista" "L'altra
mattina ci siamo presentati alla Palazzina Einaudi intorno alle nove e mezza.
La nostra intenzione non era bloccare gli esami ma ribadire che il fascismo e
chi porta avanti le sue idee razziste e xenofobe non devono avere agibilità
politica nell'Università". Dana, Franca e una decina
di studenti del Collettivo autonomo hanno convocato una conferenza stampa per
raccontare la loro versione del nuovo scontro con i giovani di Azione Universitaria. Spiegano: "Abbiamo organizzato questo
presidio perché alcuni studenti ci hanno segnalato un continuo volantinaggio di
fascisti". Anche Augusta Montaruli è "una fascista, qui ci
sono le foto mentre fa il saluto romano e regge uno striscione con la croce
celtica". E la loro ricostruzione dei fatti prosegue: "Al nostro
arrivo abbiamo visto militanti di destra davanti al cancello con uno striscione
"appelli liberi". Non abbiamo capito il motivo di quel riferimento
agli esami perché se è vero che abbiamo sempre impedito che iniziative
politiche con una matrice fascista possano aver luogo all'Università, non
abbiamo mai impedito di fare esami". E nel caso specifico "non è
chiaro in che modo avremmo potuto impedire a quella ragazza di dare l'esame dal
momento che si trovava oltre il cancello dell'Università e nessuno poteva
ostruirle il passaggio né avvicinarla". \.
( da "Corriere Adriatico" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il generale
Curatoli"Siamo un'industriache produce sicurezza" Economia e
politica, senza amore che miserevoli mestieri NEL Shir ha-Shirim, il Cantico
dei Cantici, è scritto che l'amore tra uomo e donna ha una forza superiore a
quella della morte. L'amore, dunque, libera l'essere umano dalla sua grande
paura. Ma se si parla di idee si può ancora invocare l'amore? Certamente. C'è
l'amore politico: per i principi, nazione, dignità, onore. C'è l' "amore
di sé" (e qui è tutta un'altra storia). C'è il philia, l'amore tra amici o
l'interesse verso qualcosa. Il khesed, l'amore tenero e compassionevole.
Insomma, di amore ce n'è per tutti, volendo. E allora, dopo aver letto
l'inserto della domenica di questo quotidiano (1 giugno 2008) che dell'amore
parlava, mi sono chiesta: alla base della scienza economica c'è un principio di
amore? E alla base della politica, c'è ancora? Perché le cose che si fanno per
amore riescono meglio, si sa. La scienza economica, a prima vista, non
sembrerebbe amorevole. È nata, infatti, per spiegare i comportamenti umani
finalizzati al perseguimento di interessi materiali. Poi, però, alcuni pionieri
dimostrarono che la ricerca del benessere individuale porta
al benessere collettivo. Un "amore di sé" che non esclude l'altro,
dunque. Peccato che non funzioni. La cosiddetta "economia del
benessere" è un modello virtuoso che vale in teoria, ma non in pratica.
Perché il soggetto che compie l'azione spesso persegue il suo fine anche a
costo di danneggiare la collettività (in politica, è il famoso
"conflitto di interessi"). È un "amore di sé" malato. Ne sa
qualcosa gran parte dei politici presi dall'esclusiva tutela di se stessi. Più
che disinteressati amanti della società, sono amministratori delegati di
società per azioni che agiscono nell'interesse della proprietà e degli
azionisti che li votano. Non si spiegherebbe il loro operare, altrimenti. Per
esempio, non si spiegherebbe la caccia grossa alle cariche create ad hoc al di
là di merito e competenze, o non si spiegherebbe come mai non si prendano sul
serio - magari semplicemente riconoscendo il problema - le 104 mila persone che
nelle Marche vivono al di sotto della soglia di povertà, proprio quando si
spende oltre un milione di euro per finanziare con imbarazzante munificenza
spettacoli di poesia e per dar vita a una inutile e ridicola nuova università
locale (Il Resto del Carlino, 29 maggio 2008). Ma neppure gli economisti (e
ingegneri, sociologi, eccetera) scherzano. Spesso, infatti, cercano solo di
dare un senso agli egoismi politici dilaganti. Come nelle coppie, la differenza
la fanno, dunque, i protagonisti. E due sono le specie, in questo caso. Chi per
impegno civile svolge un ruolo indipendente di stimolo al dibattito pubblico, e
chi si presta a razionalizzare "ex post" le scelte dei potenti. I
primi, di certo amanti appassionati, apprezzano la loro vita. I secondi, più
propensi probabilmente all'esercizio ginnico programmato dal viagra, apprezzano
le cose: possono comprare il Suv e stringere la mano a Maria Grazia Cucinotta.
Un grande economista del Novecento, Federico Caffè, così li stigmatizzava: "Si
sta confondendo quello che è un sano impegno dell'intellettuale a confrontarsi
e impegnarsi con i temi caldi della politica e della cultura, con la messa a
disposizione delle proprie competenze a sostegno di tesi precostituite dai
politici di turno" ("Lezione a Roskilde",
( da "Rai News 24" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Roma | 7 giugno 2008
La Marcegaglia si augura uno spirito di pragmatismo e concretezza tra le parti
Emma Marcegaglia "Salgo su questo palco con grande emozione. Qui sono nate
le mie battaglie, i miei valori. Qui mi sento a casa". Inizia con un
tributo ai giovani industriali da dove nel '96 e' partita la sua avventura ai
vertici di Confindustria, l'intervento del presidente di via dell'Astronomia
Emma Marcegaglia. "Ricordo l'emozione nel leggere le tesi e quel momento
magico. La mia presidenza non e' un successo personale ma un successo dei
giovani imprenditori", conclude. "Porteremo, e auspichiamo che da
tutte le parti ci sia, uno spirito di pragmatismo e concretezza". Ha detto
Emma Marcegaglia ricordando che martedi' partira' il confronto tra imprese e
sindacati sul modello contrattuale. La richiesta della Marcegaglia e' di
"lasciarsi alle spalle la logica del conflitto sociale, di superare gli
arroccamenti, di negoziare non in base a un'ideologia ma a in base alle
condizioni dei lavoratori". Solo cosi' si puo' trovare un'intesa, anche se
"non faremo un accordo a tutti i costi", class="hilite">ha
precisato Class class="term">action
"Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi piu' tempo sulla
legge sulla class="term">class class="term">action".
Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La legge rischia
di essere "penalizzante per tutti". "E' un problema serio in un
Paese che ha una giustizia di questo tipo".
( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il caso Il sindaco:
tavolo con il rettore e il prefetto "Ateneo e centri sociali problema di
sicurezza" "Troppe tensioni nell'Università" BEPPE MINELLO
MAURIZIO TROPEANO Dell'Ateneo delle tensioni se ne parlerà in un Comitato
provinciale per la sicurezza al quale sarà invitato anche il rettore. L'ha
chiesto il sindaco Chiamparino ieri mattina all'apertura del tavolo sulla
sicurezza e dopo aver espresso la sua solidarietà alla studentessa di destra
alla quale ("Secondo quanto letto sui giornali")
sarebbe stato impedito di dare un esame da studenti dei collettivi autonomi. E
del caso potrebbe occuparsi anche il ministro dell'Istruzione, Maria Stella
Gelmini. Il suo intervento è stato chiesto dal presidente nazionale di Azione Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente
Augusta Montaruli. Il Comitato per la sicurezza affronterà non solo gli
"estremismi dell'Università ma anche il problema dei centri sociali che
occupano abusivamente edifici pubblici". Dopo le sollecitazioni dei
consiglieri di An Ghiglia e Ravello che hanno accusato il sindaco di avere
"atteggiamenti farisaici: "Invece di dare solidarietà faccia qualcosa
di concreto, sgomberi i centri sociali come l'Askatasuna da dove vengono i
giovani responsabili della contestazione". Accuse accompagnate dalle dure
parole del pd Calgaro contro "alleati di giunta come il pdci le cui
bandiere sventolavano durante la contestazione: che hanno da dire?".
"Che erano lì a titolo personale - ha replicato il comunista Gallo - non a
nome del partito". Chiamparino, ha ricordato "che sono otto i centri
sociali sgomberati fino ad oggi e sempre seguendo la regola aurea che si chiude
quando c'è un riutilizzo immediato dell'edificio liberato". Resta il
problema delle tensioni all'interno dell'Università nate da gruppi giovanili di
opposte tendenze politiche. Numeri esigui, che sono guardati con distacco dalla
stragrande maggioranza degli studenti. Il problema però esiste. E lo risolleva
con una lettera aperta Daniela Santus, docente della Facoltà di Lettere
contestata dagli studenti dei collettivi autonomi per la sua scelta di tenere
un corso su Israele: "Ai gruppi autonomi tutto è concesso, persino di
decidere chi possa accedere a Palazzo Nuovo che considerano casa loro".
Anche Andrea Carapelucci, presidente del Senato degli Studenti, e militante
dell'Udu, area sinistra riformista, chiede al rettore di intervenire. Che cosa
risponde il rettore? "Il regolamento per l'assegnazione degli spazi è
stato bloccato per tre anni perché il Senato degli studenti non trovava un
accordo. Un mese fa il Senato Accademico ha definito i criteri per definire un
gruppo di studenti come Associazione studentesca, condizione per concedere gli
spazi".
( da "Sicilia, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
"Recupero del centro storico con azioni condivise e incisive"Il
consigliere Territo chiede una voce specifica nel bilancio 2008 del Comune
Ultimi giorni di campagna elettorale in vista delle elezioni provinciali. Oltre
che per il rinnovo del Consiglio, il 15 e 16 giugno si voterà per scegliere il
nuovo presidente, per la cui carica - come è noto - sono in lista un esponente
del centrodestra (Pino Federico dell'MpA, a cui hanno assicurato il
sostegno sette liste), e tre di centrosinistra (Salvatore Messana sostenuto da
Pd e Sd; Angelo Marotta proposto da Prc e Pdci; Piero Lo Nigro del Ps). A
supporto di Salvatore Messana, mercoledì prossimi terrà un comizio a Gela (ore
18:30) il coordinatore nazionale del Partito Democratico Walter Veltroni, ex
sindaco di Roma e attuale leader dell'opposizione. Il giorno dopo a
Caltanissetta potrebbe arrivare anche Enrico Letta, a sostegno del quale il
sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana si è presentato nello scorso ottobre
come coordinatore regionale del Pd. Il segretario provinciale dell'MpA,
Calogero Salvaggio, ha fatto sapere che oggi alle ore 18 nella sala riunioni
dell'Hotel San Michele, si terrà la "convention" della coalizione del
centrodestra per la candidatura dell'on. Pino Federico a presidente della
Provincia. Interverranno l'on. Raffaele Lombardo presidente della Regione, i
deputati regionali on. Rudy Maira e on.Raimondo Torregorssa, il deputato
nazionale on. Alessandro Pagano. Saranno presenti tutti i candidati del centrodestra
al Consiglio provinciale, i quadri dirigenti dei partiti della coalizione, i
sindaci e gli amministratori di tutta la provincia. Il dott. Calogero Salvaggio
(designato assessore nella squadra di Pino Federico) dichiara: "La
convention è una importante occasione per sottoporre ai cittadini la nostra
proposta di sviluppo economico-occupazionale. Il nostro slogan è "Rialzati
Provincia". La Provincia regionale di Caltanissetta dovrà rappresentare il
motore dello sviluppo del nostro territorio. Un territorio sottoposto da troppo
tempo al degrado ed all'isolamento, da chi ha governato per diversi anni senza
tenere conto dei veri bisogni della collettività. Vogliamo una provincia unita
e senza distinzioni territoriali. Il nostro progetto guarda a tutti Comuni
della provincia e vuole accendere un nuovo processo di unità di tutte le
comunità. Pino Federico è il candidato più idoneo per voltare pagina e per fare
rinascere il nostro territorio".
( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il caso Il sindaco:
tavolo con il rettore e il prefetto "Palazzo Nuovo e i centri sociali un
problema di sicurezza" BEPPE MINELLO MAURIZIO TROPEANO Dell'Ateneo delle
tensioni se ne parlerà in un Comitato provinciale per la sicurezza al quale
sarà invitato anche il rettore. L'ha chiesto il sindaco Chiamparino ieri
mattina all'apertura del tavolo sulla sicurezza e dopo aver espresso la sua
solidarietà alla studentessa di destra alla quale ("Secondo
quanto letto sui giornali") sarebbe stato impedito di dare un esame da
studenti dei collettivi autonomi. E del caso potrebbe occuparsi anche il
ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Il suo intervento è stato
chiesto dal presidente nazionale di Azione
Universitaria, l'organizzazione vicina ad An di cui è dirigente Augusta
Montaruli. Il Comitato per la sicurezza affronterà non solo gli
"estremismi dell'Università ma anche il problema dei centri sociali che
occupano abusivamente edifici pubblici". Dopo le sollecitazioni dei
consiglieri di An Ghiglia e Ravello che hanno accusato il sindaco di avere
"atteggiamenti farisaici: "Invece di dare solidarietà faccia qualcosa
di concreto, sgomberi i centri sociali come l'Askatasuna da dove vengono i
giovani responsabili della contestazione". Accuse accompagnate dalle dure
parole del pd Calgaro contro "alleati di giunta come il pdci le cui
bandiere sventolavano durante la contestazione: che hanno da dire?".
"Che erano lì a titolo personale - ha replicato il comunista Gallo - non a
nome del partito". Chiamparino, pur concedendo di affrontare il tema degli
immobili occupati abusivamente, ha però ricordato "che sono otto i centri
sociali sgomberati fino ad oggi e sempre seguendo la regola aurea che si chiude
quando c'è un riutilizzo immediato dell'edificio liberato". Resta il
problema delle tensioni all'interno dell'Università nate da gruppi giovanili di
opposte tendenze politiche. Numeri esigui - l'altro giorno si sono confrontati
11 studenti di destra e 23 autonomi - che sono guardati con distacco dalla
stragrande maggioranza degli studenti. Il problema però esiste. E lo risolleva
con una lettera aperta Daniela Santus, docente della Facoltà di Lettere
contestata dagli studenti dei collettivi autonomi per la sua scelta di tenere
un corso su Israele: "Ai gruppi autonomi tutto è concesso, persino di
decidere chi possa accedere a Palazzo Nuovo che considerano casa loro". E
conclude: "Mi chiedo come mai il Rettore esiti a mettere fine, una volta
per tutte, a questa situazione deprecabile che trasforma l'Università nel luogo
dell'odio". Anche Andrea Carapelucci, presidente del Senato degli
Studenti, e militante dell'Udu, area sinistra riformista, chiede al rettore di
intervenire. La lettera del 7 maggio si riferisce alle tensioni nate in
occasione della proposta di boicottaggio della fiera del Libro avanzata dal
comitato Free Palestine. Per Carapellucci l'attività del Cua "consiste
nell'occupare abusivamente aule destinate agli studenti, bacheche e spazi
comuni" e non si "contano le intimidazioni rivolte a membri di altre
organizzazioni, rappresentanti degli studenti, docenti". Da qui l'invito a
sgomberarli: "Considero il rischio di uno scontro fra le forze dell'ordine
e il Cua all'interno del Palazzo certamente preferibile al protrarsi di questi
abusi". Che cosa risponde il rettore? "Il regolamento per
l'assegnazione degli spazi è stato bloccato per tre anni perché il Senato degli
studenti non trovava un accordo. Un mese fa il Senato Accademico ha definito i
criteri per definire un gruppo di studenti come Associazione studentesca,
condizione per concedere gli spazi". E aggiunge: "Tocca ai
rappresentanti degli studenti certificare la sussistenza di questi requisiti. E
una volta chiarite le regole e assegnati gli spazi coloro che occuperanno
abusivamente le strutture di altri saranno sgomberati".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Blitz all'alba degli
"autonomi", poi interviene la polizia in forze Il
Cam - Collettivo Autonomo Modenese, associazione di sinistra che s'ispira
all'"autonomia operaia" - ha occupato nella notte tra venerdì e ieri
l'ex Stamperia del Comune in via Monza. Ieri pomeriggio l'edificio è stato
sgomberato con un blitz degli agenti di Polizia della Digos e 4 pattuglie in
assetto antisommossa, mentre la polizia municipale allontanava il
traffico da via Morane. Gli agenti sono entrati nello stabile allontanando gli
"autonomi" senza violenza. Il sindaco Pighi ha definito
"sbagliati metodi e obiettivi" dell'occupazione e "giusto lo sgombero
immediato". "Non ci muoveremo da qua finché non ci sarà la promessa
di fare di questo deposito abbandonato una casa per chi vive nel disagio",
avevano detto ieri mattina alcuni giovani del Cam, sostenuti dalla presenza
solidale degli anarchici di "Libera" e da altre associazioni di
sinistra. Un'affermazione ripetuta nella lettera aperta del Cam ai residenti
della zona: "Con questa occupazione ci presentiamo oggi al quartiere:
vorremmo costruire uno spazio sociale insieme, aprire una struttura che
rappresenti una grande opportunità di socializzazione e di incontro". Gli
"autonomi" proponevano di farne un centro di aggregazione rivolto a
una fascia sociale che va dai bambini agli anziani della zona. Una trentina di
giovani del Cam - l'associazione politica che ha sede in via Carteria, nota per
aver invitato a parlare Renato Curcio e Oreste Scalzone, sollevando un nugolo
di polemiche politiche in città - ha preso possesso del capannone prima
dell'alba di ieri. Subito l'edificio è stato ricoperto di striscioni e
bandiere. Lì si trovava un tempo la stamperia e il deposito di stampati del
Comune, chiusi da anni. Il Cam spiegava che è in corso un'asta pubblica, che
sarà chiusa il 31 ottobre, per alienare tutto il complesso. Il Cam sostiene che
si tratta di una "combine" per permettere ai privati di comperare a
basso costo una proprietà pubblica e farne poi un edificio residenziale a
cinque piani a solo scopo speculativo. "Noi chiediamo una riqualificazione
di quest'area e non una speculazione edilizia", ha spiegato ieri uno dei
portavoce. L'occupazione ha spinto Andrea Leoni (Pdl) a chiedere lo sgombero
per impedire che si creasse un grave precedente di illegalità. Intransigente la
posizione del sindaco Pighi: "Gli occupanti hanno sbagliato metodi e
obiettivi; è giusto lo sgombero immediato". Quanto alla questione della
proprietà, Pighi ha smentito il Cam sostenendo che l'edificio non è più del
Comune ma è stato ceduto alcuni mesi fa a "un soggetto privato nell'ambito
del piano di valorizzazione e qualificazione del patrimonio comunale". Insomma,
lo stabile non era abbandonato come sosteneva il Cam. La sua destinazione
"è prevalente a carattere abitativa, artigianale e commerciale di servizio
alle imprese". Lo sgombero è avvenuto nel pomeriggio. Alle 17, durante un
acquazzone, gli agenti della Digos di Modena e ben quattro pattuglie di agenti
in assetto antisommossa sono entrati in azione scavalcando i cancelli chiusi e
facendo irruzione nel capannone coi manganelli. Da parte degli
"autonomi" non è stata fatta resistenza. Dopo alcuni minuti di
discussioni, gli "autonomi" hanno portato via i loro oggetti mentre
la polizia presidiava l'edificio. Tutto si è svolto senza violenze. "Non è
stato però uno sgombero tranquillo - ha commentato il Cam - diciamo che è stato
un vero atto di forza della Digos voluto soprattutto da quei poteri forti di
Modena che non ritengono che questo spazio aggregativo che avevamo individuato
- e che secondo tanti modenesi manca - dovesse esistere". Il sindaco ha
poi ringraziato il questore Elio Graziano. (carlo gregori).
( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
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l'edizione del Lavoro, la parola d'ordine è deregulation Sacconi all'attacco
delle regole. Epifani: dissenso radicale. Marcegaglia: class="hilite">no
alla class="term">class
class="term">action di Bianca Di Giovanni
inviata a S.Margherita Ligure ATTACCO Emma Marcegaglia sa che stavolta può
farcela a scardinare le resistenze del sindacato sui contratti, a liberare le
imprese dai vincoli indesiderati (regole sulla sicurezza, sull'ambiente e sulla
tutela dei consumatori) e magari anche a difendersi dalla Cina. Chiede subito
di rinviare sine die l'entrata in vigore della class="term">class class="term">action,
viste le lentezze della giustizia civile (della serie: i consumatori possono
attendere). Ripete che ora lo scenario è diverso (senza i comunisti) e si
prepara al tavolo sul modello contrattuale ripetendo la sua minaccia: "Non
faremo un accordo purchessia. Nessuno ci obbliga". Evidentemente il
dissenso è consentito solo ai datori di lavoro. Lo dice concludendo il suo
intervento (frettoloso per via del malore del premier) a Santa Margherita
Ligure a chiusura del convegno dei giovani industriali. "Un rinascimento
italiano è possibile", dichiara. Ne è certa, visto che pochi minuti prima
dallo stesso podio Maurizio Sacconi le ha appena spianato la strada. Il
ministro del Welfare annuncia una "pesante azione di
deregolamentazione", che spazzi via qualsiasi traccia di concertazione
sindacale, di regole, e persino penalizzazioni per chi non tutela la sicurezza.
Le punizioni restano solo per i lavoratori: privati o pubblici che siano.
L'impresa invece ha mani libere. Il ministro si prepara a demolire l'accordo
sul welfare varato da Prodi e votato da milioni di lavoratori oltre che dal
Parlamento, reintroducendo il job on call e chiamando le parti a deroghe sul
termine dei 36 mesi. È pronto a cancellare libro matricola e libro paga,
sostituiti da un semplice libro presenze presso il consulente del lavoro. È
pronto a cancellare gli obblighi troppo pesanti tra appaltante e appaltatore, e
determinato a rinviare il divieto di visite preassuntive. Per le attività più
flessibili nell'agricoltura e nel turismo prevede dei voucher prepagati:
neanche più un contratto. In questo contesto di totale deregolamentazione - da
attuare "pacatamente" - si colloca per il ministro il tema delle
relazioni industriali, "ridondanti e esoteriche". Le relazioni come
si sono viste finora non servono più, perché è finita l'epoca degli
ideologismi: si è entrati nell'era postideologica. Che vuol dire: non più
conflitto capitale-lavoro. Resta solo il capitale da accontentare. Perché - è
la tesi ricorrente - solo con la crescita si fa redistribuzione. Dunque,
l'impresa al primo (anzi, unico) posto. In questo contesto, perché non
accettare "la possibilità di una partecipazione agli utili da parte dei
lavoratori?", si chiede il ministro rivolto agli industriali che si
confermano molto freddi sulla proposta. Sacconi spiega che "la misura non
dovrebbe essere un obbligo, ma solo una nuova possibilità che le parti possono
condividere in base a una norma scritta nella Carta costituzionale". Più
tardi gli replicherà Marcegaglia. "Potremmo pensarci, ma per ora non
vogliamo magari qualche sindacalista che ponga dei veti". Insomma, su
questo è un no. Ma su tutto il resto ministro e Confindustria vanno a
braccetto. Sarà pure postideologico, ma è così. Non c'è da stupirsi se
all'uscita Guglielmo Epifani si dichiara "in disaccordo totale" e se
Raffaele Bonanni dà l'altolà "agli atti unilaterali" avvertendo che
"non si possono mettere ogni volta in discussione i provvedimenti del
governo precedente". Ma il ministro non teme dissensi e minaccia: "Se
continua così la Cgil finirà come la sinistra radicale". D'altronde
Sacconi è caricatissimo. Davanti a una platea che si prepara ad osannare il
premier-padrone difende a spada tratta le due riforme fatte insieme a Roberto
Maroni, quella sulle pensioni e l'altra sul lavoro. Due interventi rivisti poi
dal governo Prodi. E rilancia: "L'unica cosa di cui mi pento è di non
essere andato ancora più in fondo". Ci penserà adesso portando il suo
pacchetto di deregolamentazione assieme alla manovra anticipata che Giulio
Tremonti sta preparando. Insomma, a fine giugno ci saranno i fuochi
d'artificio. Tra le deregolamentazioni annunciate, anche quella sull'orario di
lavoro. "Il governo intende deregolare tutto ciò che attiene all'orario di
lavoro - annuncia accompagnato dagli applausi - con l'obiettivo di consentire
una maggiore adattabilità tra impresa e lavoratore: la modulazione dell'orario
di lavoro resta lo strumento migliore per conciliare lavoro ed esigenze di
famiglia". Per Sacconi "nessun incentivo finanziario può compensare
un disincentivo normativo". Lo diceva Marco Biagi e lui lo ripete parlando
dei più deboli, "che non sono quelli rappresentati, ma chi non riesce ad
ottenere nulla". A loro pensa il capitalismo compassionevole. L'importante
è che non ci sia il sindacato di mezzo.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
COSTA / ISOLE pag.
15 "Ecco perché abbiamo vinto" GIGLIO L'ASSESSORE FERI SUL PREMIO
CINQUE VELE DI LEGAMBIENTE CINQUE VELE di Legambiente e Touring club, il Giglio
primo in Italia. Torna sul premio l'assessore all'ambiente isolano, nonché
consigliere del Parco dell'Arcipelago, Stefano Feri. Perché è arrivato questo
riconoscimento? Secondo feri perché l'amministrazione gigliese "ha effettuato
scelte coraggiose, come l' annullamento del nuovo porto commerciale, la partecipazione ai lavori per la Amp e altre azioni, anche di
carattere minore, che quotidianamente ci hanno visti e ci vedono impegnati sul
territorio e per il territorio". "IN MOLTI casi ? va avanti Feri ?
abbiamo affrontato temi impopolari e politicamente poco appaganti, ma questa,
caso mai, dovrebbe essere una ragione in più, da parte della gente, per
prestarvi fiducia. In tempi più recenti lo strumento che ha contribuito in modo
determinante alla preservazione del nostro ambiente e che ha dato continuità
all' azione della storia passata è stata l' istituzione del Parco nazionale che
è riuscito a mettere in cassaforte i beni comuni, di tutti i cittadini. In
molti continuano a vedere solo i limiti che il parco comporta senza comprendere
a fondo l'enorme azione per il bene comune che esso implica con la sua semplice
esistenza. Probabilmente senza lo stesso parco avremmo già avuto una forte
alterazione (in peggio per la collettività e a beneficio di pochi) dei nostri
territori. Oltre a questo, da quando ho avuto il piacere e l' onore di
partecipare ai lavori del nuovo consiglio direttivo sotto la presidenza Tozzi
ho potuto anche toccare con mano l' impegno costante della struttura Ente Parco
per risolvere gli annosi problemi che gli competono".
( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
LUCIANO
COSTANTINIdal nostro inviato SANTA MARGHERITA LIGURE "Tutto bene?...Tutto
bene...". E' visibilmente preoccupata, Emma Marcegaglia, che ha appena
iniziato la relazione dinanzi ai Boys di Confindustria. Silvio Berlusconi è
uscito dalla fornace del Miramare perchè colto da lieve malore. Segnali
rassicuranti arrivano immediatamente e la presidente riprende il suo discorso,
premettendo e promettendo di essere necessariamente "breve".
"Breve" sì, ma non tanto da non poter formalizzare i classici "paletti" che Confindustria rispetterà
prima e durante la trattativa sulla riforma della contrattazione. Che avverte
"non dovrà essere una operazione di facciata e non dovrà portare ad una
firma a tutti i costi, anche se siamo convinti che ci siano tutte le condizioni
per arrivarci". La riforma non deve essere un fine, ma un mezzo per far
crescere i salari. E comunque è necessaria una pregiudiziale al buon esito del
confronto: "Lasciarsi alle spalle la logica del conflitto sociale, quella
degli arroccamenti, serve negoziare non in base a un'ideologia, ma in base alle
condizioni dei lavoratori". Poi i paletti. Tre, sostanzialmente. Il primo:
devono essere previste sanzioni per chi non rispetta le regole perchè non è più
possibile che si facciano degli accordi e che poi questi non vengano
rispettati. Il secondo: non si può contrattare due volte la stessa cosa come
sta avvenendo in questi giorni in cui tutta una serie di elementi già decisi a
livello nazionale stanno ridiventando oggetto di trattativa a livello
aziendale. "Questo - sottolinea la "lady d'acciaio" - ci porta
alla conflittualità e contribuisce a una situazione di non chiarezza".
Terzo paletto: serve un raccordo, anzi è assolutamente inderogabile, tra salari
e produttività. E questo non può che avvenire a livello aziendale. "Ora -
spiega la Marcegaglia - possiamo accettare che il livello aziendale rimanga
volontario, ma vorremmo che gradatatamente ci si sposti in questa
direzione". Paletti fissati ad esclusiva attenzione delle organizzazioni
sindacali. Ma nel discorso della presidente c'è anche un "appunto"
per il governo: "Gli chiediamo di rivedere, class="hilite">ripensare
e prendersi più tempo sulla legge sulla class="term">class class="term">action.
Una legge che rischia di essere penalizzante per tutti". Punto e a capo.
La verifica sarà quella del tavolo. Il vice presidente di Confindustria,
Alberto Bombassei, ancora da Santa Margherita, lancia un invito: "Il
sindacato dimostri che è cambiato perchè nel frattempo il mondo è cambiato".
Una frase che gli fa incassare la pronta replica di Raffaele Bonanni, numero
uno della Cisl: "Dimostri che anche Confindustria è cambiata. Se così è,
potremo fare bene insieme". Certo che l'annunciata deregulation di Sacconi
non sembra aiutare il confronto: "Sono radicalmente contrario al progetto
del ministro" sentenzia, senza ghirigori dialettici Guglielmo Epifani.
"Se l'idea - avverte la first lady dell'Ugl, Renata Polverini - è quella
di una deregolazione totale, il tavolo parte zoppo. Anzi, dico che è inutile
che parta". "Mi sembra - argomenta Epifani - che sulla trattativa ci
sia troppa enfasi: ci sono anche altre priorità come il carico fiscale, le
tariffe e il caro prezzi. Certo il confronto non potà essere breve, ma non
potrà neppure andare avanti all'infinito". Comunque sgombrando da subito
il campo da "stravaganze" come quella sui contratti individuali
proposti da Federica Guidi. "Una provocazione" chiosano in coro i
sindacati, ricorrendo però al classico eufemismo. Da
lì non si passa.
( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-08 num: - pag: 30 autore: di
SHASHI THAROOR categoria: REDAZIONALE PERCHé L'IDEA DI McCAIN NON PUò
FUNZIONARE Lega delle democrazie, pia illusione N ella campagna presidenziale
Usa s'è fatto un tale baccano su problemi di razza e identità sessuale, che c'è
il rischio di perdere di vista la questione più importante emersa, quella degli
Esteri. Mi riferisco in particolare a John McCain, che promuove la costituzione
di una "lega delle democrazie", e, pure, a quanti spingono Barack
Obama a appropriarsi della stessa idea. McCain afferma che istituirà la lega
delle democrazie (sul Corriere ne hanno scritto Robert Kagan il 18 maggio e
Marta Dassù il 25, ndr) nel primo anno della sua presidenza: composta di un
compatto raggruppamento di nazioni dalle ideologie simili, questa consentirebbe
di reagire davanti a crisi umanitarie, e di compensare la tendenza del
Consiglio di sicurezza Onu a sentirsi le mani legate da Paesi come Russia e
Cina. Il guru dei neo-conservatori, Kagan, forte sostenitore di questo
progetto, afferma: "Le democrazie mondiali potrebbero fare causa comune in
crisi umanitarie nel caso in cui al Consiglio di sicurezza non si fosse
raggiunta l'unanimità". Occorre una pausa di riflessione prima che
l'incontrollata popolarità di questa idea raccolga il consenso di Washington.
Stiamo muovendo passi incerti verso un mondo in cui il potenziale rivale
geo-politico di rilievo dell'America, la Cina, è anche il suo più grande
partner economico. Nel caso in cui dovessimo creare una nuova lega di
democrazie, quale nazione lasceremmo fuori? Cominciamo con la Russia e la Cina,
due Paesi senza i quali un mondo pacifico e prospero sarebbe inimmaginabile.
Non rafforzeremmo il loro senso di esclusione dal resto del mondo invece che
incentivare una loro graduale democratizzazione? Come risultato non sarebbe
forse prevedibile una lega di autocrazie, con Russia e Cina alla guida? Ma è
poi vero che tutte le democrazie vorrebbero fare parte di una lega del genere?
Certamente non a costo di alienarsi dei vitali partner economici, fornitori di
risorse, o, semplicemente, dei Paesi limitrofi non democratici. Democrazie
quali l'India e la Francia hanno mostrato in passato di essere estremamente
sensibili a Paesi come gli Stati Uniti o la Gran Bretagna, giudicando che i
loro schieramenti politici interni avrebbero necessariamente determinato le
loro scelte politiche internazionali. Numerose democrazie hanno affinità di
tipo diverso, per loro altrettanto importanti: l'India, ad esempio, reputa la
comunanza di interessi con altre ex colonie, o altri Paesi in via di sviluppo,
più importante dell'affiliazione a una lega di democrazie. La nozione Usa
secondo la quale una collezione di democrazie funzionerà da inevitabile cassa
di risonanza per una diagnosi americana a problemi globali è pura fantasia. La
pretesa che una lega di democrazie sia esposta meno di un Consiglio di
sicurezza cui partecipino Paesi come Russia e Cina, alla paralisi e l'inazione
riguardo, mettiamo, a sanzioni con l'Iran, trascura un fatto basilare: è nella
natura delle democrazie differenziarsi, discutere gli uni con gli altri e
essere ricettivi alle svariate richieste del proprio elettorato interno. Se una
lega di democrazie fosse esistita negli anni dell'apartheid, Washington si
sarebbe forse lasciata convincere da una maggioranza democratica a intervenire
contro Pretoria? Un interrogativo così mostra quanto la premessa sia ridicola.
I promotori di una lega delle democrazie sostengono che questa interverrebbe
con maggiore efficacia in casi come Darfur, o sulla crudele indifferenza del
regime militare in Birmania alle sofferenze delle sue vittime del ciclone. è
un'illusione: tali interventi non si sono verificati perché irrealizzabili. Una
cosa è avanzare in un Paese come la Somalia, caotico e privo di governo, per
sorvegliare la consegna di aiuti, ma tutt'altra è affrontare le forze militari
di uno Stato sovrano che difendano il proprio territorio. è
falso sostenere che l'azione collettiva di un gruppo di
democrazie (qualora l'Onu non possa agire) goda di una legittimità
internazionale. Le democrazie assumono legittimità dal consenso di chi è
governato; quando queste agiscono fuori dei propri confini, tale legittimazione
non ha valore. La ragione per la quale le decisioni dell'Onu godono di
legittimità in tutto il mondo, è da trovarsi non nelle virtù democratiche di
tutti i membri, ma nella sua universalità. Il fatto che ogni Paese appartenga
all'Onu e vi partecipi nelle decisioni, conferisce ai provvedimenti presi
dall'Onu (anche quelli di un Consiglio di sicurezza con un urgente bisogno di
riforma) uno status globale in termini di diritto internazionale che nessun
organismo maggiormente selettivo può sperare di ottenere. è questo il momento
di rinnovare e rafforzare le Nazioni Unite, non di scavalcarle. Mai come ora è
stato necessario un sistema di norme applicabili in modo universale, e di leggi
in grado di tenere uniti tutti i Paesi in una comunità internazionale. La
speranza è che questa comunità possa raggiungere un livello sempre più alto di
democrazia. Sottrarre a questa comunità le democrazie odierne sortirà l'effetto
opposto. Ex sottosegretario generale dell'Onu © Guardian News and Media
Traduzione di Francesca Santovetti.
( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
N. 136 del
2008-06-08 pagina 2 "class="hilite">Va
rivista la legge sulla class="term">class class="term">action
Si rischia la paralisi" di Redazione "Chiediamo al governo di
rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class="term">class class="term">action".
Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo
intervento a chiusura del convegno dei Giovani imprenditori, a Santa Margherita
Ligure. La class="term">class class="term">action
è la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro
società fornitrici di beni o servizi. "La legge - ha aggiunto Marcegaglia
- rischia di essere penalizzante per tutti. È un problema serio in un Paese che
ha una giustizia che funziona come la nostra. Rischia di paralizzare
tutti". Immediato il "no" dei consumatori. "È un atteggiamento
molto grave e sbagliato - sottolineano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti,
responsabili di Adusbef e Federconsumatori - e sarebbe ancor più grave se il
governo appoggiasse queste richieste". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere Adriatico" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
Commedia musicale
Grande attesa per la Febbre del sabato sera ASCOLI Sale alta "La febbre
del sabato sera", in attesa della nuova commedia musicale di Christian
Mosca, che andrà in scena il prossimo 21 giugno al teatro Ventidio Basso di
Ascoli. Dopo i successi ottenuti con gli spettacoli "My fair Lady",
"Se il tempo fosse un gambero" e "L'importanza di chiamarsi
Ernest", la compagnia del regista ascolano tornerà di nuovo a calcare le
assi del palcoscenico del Massimo cittadino, con uno spettacolo tratto questa
volta dalla celebre pellicola con la quale, nel 1977, si spalancarono le porte
del mito per John Travolta che, ballando sulle note dei Bee Gees, entrò
prepotentemente a far parte dell'immaginario collettivo di
mezzo mondo. La parabola del proletario Toni Manero semplice commesso in un
negozio di Brooklyn di giorno, protagonista indiscusso all'Odissea 2001,
invece, di notte torna dunque a rivivere nei panni (completo bianco
d'ordinanza, camicia con colletto a punta e vistosi pantaloni a zampa
d'elefante) di Stefano Scaramucci, nella parte che già fu del
"divo" John Travolta. Accanto al protagonista maschile del musical,
nell'opera riadattata e diretta dal regista Christian Mosca si esibiranno,
inoltre, Anastasia Lori (Stefani Mangano), Cesare Fabiani (DJ Monty) Cristina
Paolini (Annette) e tanti altri ancora. Tutto il ricavato della serata sarà
interamente devoluto, come da programma, alla Fondazione Simona Orlini Onlus.
"Una scelta ha spiegato il regista Mosca legata, come sempre, a doppio
filo al significato dell'opera che abbiamo deciso di mettere in scena. Come
vittima di un drammatico incidente stradale, Simona Orlini è divenuta per noi
il simbolo di tutte le stragi del sabato sera: è per questa ragione, quindi,
che abbiamo deciso di devolvere tutto il ricavato della serata in favore della
Fondazione intitolata a suo nome". L'allestimento de "La febbre del
sabato sera" sarà curato dal Gruppo giovani dell'Azione
cattolica della Parrocchia del SS Crocifisso di Porta Romana, in collaborazione
con la Fly comunication. Attesa quindi per uno spettacolo che si annuncia molto
gradito soprattutto al pubblico dei giovani. PAOLO CLERICI,.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
08-06-2008)
Argomenti: Class Action
L'inchiesta si
allarga: dopo Pianura riflettori puntati su Villaricca. Disposta una
maxiperizia LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli
sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo:
sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche
questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm
Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di
rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal
nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via
Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della
Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il
peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da
rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla
giustizia. "Clean", grazie al visto di Palazzo Matteotti. Qualcosa di
simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico
Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a
Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di
fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o
racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e
Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti
speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario
competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con
tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il
prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte
inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del
nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per
"legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le
province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord
industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire
alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che altrove costava un milione, a
Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare
chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la
prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord
sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di
percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale.
Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool
dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare
origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo
caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, class="hilite">dopo
una class="term">class
class="term">action che risale allo
scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un
primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del
commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità
di aprire una discarica di Stato.
( da "Sestopotere.com" del 08-06-2008)
Argomenti: Class Action
(8/6/2008 18:15) |
(Sesto Potere) - Roma - 8 giugno 2008 - L'Amministratore Delegato delle Ferrovie
Moretti insiste nel denunciare il mancato trasferimento di fondi dallo Stato
alle Regioni, per la conclusione dei contratti di servizio. Mancherebbero 250
milioni. Alla riduzione dei fondi seguirebbero i tagli dei servizi ferroviari
per i pendolari, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già decisi e previsti
nel prossimo orario ferroviario per biglietterie, treni di lunga percorrenza,
internazionali e notturni. Secondo Adusbef e Federconsumatori Trenitalia ha
grosse responsabilità nei confronti dei viaggiatori, per le condizioni di
igiene e climatizzazione dei treni e per i ritardi, ma è evidente che il primo
problema da risolvere riguarda il finanziamento dei treni per i pendolari e qui
le responsabilità sono tutte del Governo. Resta il fatto - aggiungono Adusbef e
Federconsumatori - che sarebbe ora di finirla con questo scarica barile fra
Governo e Ferrovie poiché, come tutti sanno, il Governo, attraverso il
ministero del Tesoro, detiene il 100% dell'azienda Ferrovie, cioè Trenitalia e
RFI. Per questi motivi, se verranno effettuati dei tagli dei servizi a danno
dei pendolari Adusbef e class="hilite">Federconsumatori
proclameranno delle class="term">class class="term">action
contro le Ferrovie e una forte protesta sociale e politica contro questo Governo.
è evidente che con un'inflazione che va oltre il 3,6%, il costo della benzina a
1,53 € al litro, uno Stato previdente e responsabile porrebbe il tema dello
sviluppo ferroviario, urbano ed interurbano, al centro delle sue strategie
economiche e sociali. Tutto ciò, invece, non avviene e, negli ultimi tempi, si
è deciso di seguitare a favorire i potentati economici legati al trasporto su
gomma, attraverso gli incentivi alla rottamazione, e con il varo dell'ultimo
decreto sulle autostrade, che istituisce, di fatto, una scala mobile delle
tariffe: concludono Adusbef e Federconsumatori .