HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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T ARTICOLI DAL 3 AL 7 aprile 2008 #TOP
Class
action, una scatola vuota ( da "Italia Oggi (La Legge)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
più eccezioni
si presentano al giudice e tante più possibilità si hanno di ostacolare
l'azione legale sul nascere". "Indipendentemente dalla fattibilità
dell'azione collettiva, però", aggiunge Antonio Auricchio, a capo del
dipartimento contenzioso di Gop a Roma, "l'avvio di iniziative legali da parte
di associazioni di consumatori può creare già un danno d'immagine alle aziende.
Un
deludente compromesso lontano dall'esperienza americana
( da "Italia
Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva risarcitoria a tutela del consumatore. La nuova disciplina, in
vigore dal 30 giugno 2008, ampliando la sfera operativa e gli effetti delle
azioni inibitorie già previste dal legislatore (articolo 140 del codice del
consumo), consente alle associazioni di categoria di convenire in giudizio
un'impresa affinché questa venga condannata al risarcimento dei danni cagionati
Antitrust
Ue, passi avanti per il risarcimento danni
( da "Italia
Oggi" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
estrema
importanza che caratterizza queste azioni portate avanti da soggetti privati.
Anche la commissaria alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, sta
effettuando uno studio allo scopo di precisare il concetto di risarcimento
collettivo del danno causato ai consumatori ed elaborare uno strumento che
possa venir applicato in ambiti diversi,
L'ex
ospedale rimane all'Ulss ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
irregolarità
commessa dalla Pubblica Amministrazione a danno dell'interesse
collettivo". Per il giudice consegue che "presupposto necessario è
che gli amministratori abbiano omesso di esercitare le azioni ed i ricorsi che
competevano loro". Invece, in questo caso non è avvenuto perché il Comune
"ha accettato il contenuto della delibera regionale in tutte le parti non
impugnate,
Formidabili
quei danni ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
questo Paese
demente che non ha ancora organizzato una class action per chiedergli i danni,
lo statista di Ceppaloni, momentaneamente ai box, strilla su giornali e tv che
vuol esser risarcito e si appella a Napolitano. Perché mai? Perché la Procura
di Roma ha archiviato l'inchiesta a carico suo e di Rutelli per abuso d'ufficio
a proposito del volo di Stato al Gran premio di Monza,
La
tentazione del non voto alle prossime elezioni - maurizio zanardi
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
che scongiuri
la democrazia come azione collettiva di "chiunque" volta a mutare
radicalmente i rapporti sociali. Il politico odierno non fa che parlare di
democrazia, ma a ben vedere ciò che teme è proprio l'azione radicale del demos:
la politica. Un tale meccanismo funziona grazie al nostro sostegno.
Padoa-Schioppa
fallisce pure l'ultimo blitz ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Come in
occasione di precedenti "forzature" su Guardia di Finanza e Rai, il
risultato è stato opposto a quello auspicato. E non c'è stato nemmeno bisogno
della "class action per il Nord" invocata dal leghista Roberto
Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Dialer,
un giudice accusa Telecom di ricettazione
( da "Vnunet.it"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Altroconsumo
non esclude di ricorrere alla class action qualora Telecom Italia non
risarcisca i consumatori, anche se Telecom Italia ha deciso di andare incontro
alle richieste dell'Agcom versando oltre 6 milioni di euro per sottrarsi alle
contestazioni. Altroconsumo ha deciso di dare un taglio netto alle attese e lanciare
una forte esternazione.
Testo
unico in materia di sicurezza sul lavoro
( da "AltaLex"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azioni
inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la l'assistenza alle imprese
finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o
funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
ff) "Responsabilità sociale delle imprese": integrazione volontaria
delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle
NUOVA
DISCARICA ( da "TGCom"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
2008Rifiuti:a
Napoli prima class action 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa
15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve
soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia
13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i
rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti,
In
piazza arriva La Destra, collettivi bolognesi a raduno
( da "Dire"
del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Si
preannuncia dunque ancora un clima caldo domani pomeriggio in piazza Maggiore,
ma i collettivi rimangono vaghi su ciò che succederà; non garantiscono né
smentiscono azioni dimostrative come quella di ieri contro Giuliano Ferrara,
che ha dato il via alle cariche della Polizia. Si vedrà, ad esempio, anche
quanta gente si radurerà.
ELEZIONI/
ESTERO, FARNESINA: PROCEDURE DI VOTO CORRETTE -2-
( da "Virgilio
Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
37
"Azioni solo su precise denunce" Roma, 3 apr. (Apcom) - Sempre sulle
presunte irregolarità nelle operazioni di voto nella 'Circoscrizione Estero',
la Farnesina sottolinea quanto segue: MODALITA' DI INVIO DEI PLICHI Altra
questione spesso sollevata in questi giorni riguarda le modalità dell'invio dei
plichi elettorali,
Unite Members Vote for BPIF
Pay Increase ( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Where
companies fail to pay the increase we will be prepared to support our members,
including conducting and winning industrial action ballots, as we have done
throughout 2007." For further information contact Tony Burke, Assistant
General Secretary, on +44(0)7831-659939 or Martin Scanlon at Unite press office
on +44(0)7764-655751.
Industrial Action at Pindar's
Scarborough Printing Plant ( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: An
agreement was reached between Unite and the company on Friday 28th March and
the industrial action ballot will not now take place. The Company and Unite
will work together to continue delivering the world class service to its
customers in the UK, Europe
and the USA.
Press Enquiries to
Paul Rogers at Ptarmigan PR, +44(0)113-242-1155;
<Estranei
ai Poli ma pronti al dialogo> ( da "Corriere.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Se non
fossimo stati noi ad imporre la class action sul finire della legislatura, in
Italia questo strumento ancora non esisterebbe. Non servono tanti partiti,
servono però quelli giusti, che difendono la gente e non pensano agli affari
loro". DIALOGO CON I POLI - De Vita, che ha precisato di essere con la sua
lista in posizione autonoma rispetto a Pd e Pdl,
APPUNTAMENTI
( da "Trentino"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
a
Giurisprudenza, in via Verdi, convegno su "La nuova azione collettiva
risarcitoria a tutela dei consumatori". PITTURA E SCULTURA DI CIRILLO
GROTT Alle 18, a
Torre Mirana di palazzo Thun, inaugurazione mostra "Cirillo Grott, pittura
e scultura". La mostra, 15.30-19.30, rimane aperta fino al 3 maggio.
Oggi.
Methodological individualism and sociological research . Ultimo incontro con
( da "Trentino"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
"La
nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". Convegno
con diretta internet (www.jus.unitn.it/dsg/convegni/2008/04-04-crtcu.html) alle
ore 15 in
aula 1 della facoltà di Giurisprudenza. Oggi. "Sacco e Vanzetti"
(Italia, Francia, 1971).
L'AGENDA
( da "Alto
Adige" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'AZIONE
RISARCITORIA COLLETTIVA Il Centro tutela consumatori utenti ha organizzato per
oggi, con inizio dei lavori alle ore 10 nella sala interna del Palazzo provinciale
1, il convegno sul tema "Azione collettiva risarcitoria: nuovo strumento
di giustizia per i consumatori";
Stretta
sui distacchi ( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
salariale
fissata da un contratto collettivo non può essere imposta ai prestatori di
servizi transnazionali che distacchino lavoratori nel territorio di un altro
stato membro. A condizione però che non si tratti di un ccnl ad applicazione
generale. I giudici europei erano chiamati a chiarire se la libera prestazione
dei servizi si opponga a un obbligo legale in forza del quale l'
Congedi
parentali ai precari ( da "Italia Oggi"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
7, comma 10,
del Contratto collettivo nazionale di lavoro 14/9/2000 prevede espressamente
che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico
ed economico del restante personale a tempo indeterminato, salvo le eccezioni
espressamente indicate nello stesso articolo.
Serve
una gestione responsabile della cosa pubblica
( da "Milano
Finanza (MF)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
la
consapevolezza di un rapporto automatico tra le nostre azioni e le loro
conseguenze.Ciò che ci si aspetta dai nuovi governanti, quali che siano, è
quindi il ripristino delle responsabilità, individuali e collettive, affinché
venga finalmente smentita l'affermazione per cui "lo stato non può
risolvere i problemi perché lo stato_ è il problema!
Class
action per il caro-tarsu ( da "Repubblica, La"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pagina VIII -
Palermo Il caso Class action per il caro-Tarsu C'è ancora una settimana per
aderire all'azione collettiva sulla Tarsu promossa contro il Comune. La tassa
sui rifiuti ha visto un incremento del 75 per cento, illegittimo per gli
animatori del sito bispensiero.
Morselli:
"il ministro protegga il comizio" - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Interviene
anche il Presidente dell'Anpi William Michelini, che critica i collettivi per
aver accolto la "provocazione" di piazza di Ferrara, e invita a
"fare il vuoto e ignorare" il comizio della Destra. Anche se,
aggiunge: "La polizia deve controllare che non si faccia apologia di
fascismo". A difendere i collettivi resta solo la sinistra radicale.
VENERDI'
4 Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 9,30 Alla presenza
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class Action
e Codice Iban", interverranno Anna Maria Patisso, Antonio Sgroi e Paolo
Medici. Info 011/5816644 o 338/8285833. Medicina C EDUCATORIO DELLA
PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 15,30 La Dott.ssa Chiara Eandi parlerà sul
tema "La vista: informazioni e deformazioni".
Investimenti
in nero, pista slovacca ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Altri
investitori si stanno valutando un'azione collettiva. Si tratta di una
quindicina di persone sulle 26 già sentite, peraltro con grosse difficoltà. In
molti, infatti, negano l'investimento e parlano di un prestito a titolo
personale, ignorando che rischiano di andare incontro a guai giudiziari nel
caso di profilasse un'ipotesi di favoreggiamento.
Pescatori
spazzini lungo il Passirio ( da "Alto Adige"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azioni di
ripulitura di questo genere combinando il servizio all'ambiente ad una giornata
collettiva tra i membri dell'associazione. Si chiedono, peraltro, perchè chi ha
a cuore l'ambiente debba poi portare via i rifiuti degli altri, ai quali,
invece, l'ambiente non importa nulla o che risparmiamo su cose sbagliate solo
perchè a loro sembra troppo caro smaltire legalmente i rifiuti.
La
class action sotto esame ( da "Trentino"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nuova azione
collettiva risarcitoria nel Codice del Consumo e profili processuali" e la
dottoressa Anna Mantovani si è soffermata sulla "Fasi e tempi
d'azione". Il convegno si è chiuso con l'avvocato Paolo Buzzelli che ha
spiegato "L'azione collettiva risarcitoria: vantaggi e limiti
dell'introduzione della class action nell'ordinamento italiano"
<Class
action> contro Telecom ( da "Adige, L'"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La nuova
azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori" organizzata dal
Centro ricerca e tutela consumatori e utenti di Trento presso la facoltà di
Giurisprudenza. La legge riequilibra almeno in parte l'asimmetria dei poteri,
con i consumatori finora costretti a soccombere di fronte alle vessazioni dei
colossi,
I
L COMPOST domestico, oltre a ridurre la
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
consapevole e
il progetto prevede la realizzazione di azioni rivolte alle scuole elementari
con una proposta formativa imperniata sul concetto di educazione permanente: il
trasferimento di buone pratiche, valori, significati e simboli positivi
attraverso attività ludiche e l'esperienza diretta, da parte dei bambini, di
un'emozione, contribuendo a conservare nel loro immaginario,
Lehman
e la psicosi collettiva ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Lehman e la
psicosi collettiva C he ne dite un bond convertibile in dollari che rende il
7,5% in attesa di un prezzo adeguato per la conversione? Il titolo c'è, è
l'obbligazione al 7,5%, valore nominale 1.000 dollari, raccolta oltre 4 miliardi
di dollari, convertibile in azioni Lehman a un prezzo di 49,87 dollari, un
premio del 33% sulla chiusura del giorno prima dell'
Class
action al via da luglio ( da "Corriere del Trentino"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva risarcitoria (class action) su Telecom rea di far pagare le spese di
spedizione delle bollette ai consumatori. Class action, sempre dal 1 luglio,
contro gli "sms truffa" che con il sistema della "catena di S.
Antonio " promettono ricariche gratis ed infine contro le compagnie che
distribuiscono l'energia,
I
QUATTROCENTO dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino hanno contestato
l'ope ( da "Messaggero, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in quanto
soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le
sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura
di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo,
il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta
legittimamente ad altre parti:
CHI
DIFENDE I PRIVILEGI ACQUISITI ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in quanto
soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le
sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura
di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo,
il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta
legittimamente ad altre parti.
NOVITA'
EDITORIALI ( da "ADN Kronos"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di un vasto
archivio popolare in cui viene elaborata una narrazione collettiva. ''Nel primo
decennio del dopoguerra - ricorda l'autore - il Partito comunista italiano
obbligava i suoi militanti a narrare pubblicamente oppure a scrivere la propria
autobiografia. Molto spesso li sollecitava a entrambe le forme del racconto.
Lunedì
e martedì sciopero generale dell'Ama
( da "Italia
Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
prima azione
di sciopero di martedì 11 marzo 2008 per il rinnovo del Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro Fise/Assoambiente, effettuata dopo aver esperito
negativamente la fase di raffreddamento e conciliazione". Per i dipendenti
AMA, vista l'organizzazione dei servizi aziendali, l'agitazione sindacale
inizierà con il primo turno di lunedì 7 per concludersi intorno alle ore 04:
DALLA
PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in quanto
soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le
sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura
di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo,
il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta
legittimamente ad altre parti:
Microsoft to Yahoo!: surrender
or else ( da "Register, The" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 's board
must let them make that decision. Expect a class action if Microsoft wins the
day, against the Yahoo! board, and tables a lower bid. & This way
(http://www.microsoft.com/Presspass/press/2008/apr08/04-05LetterPR.mspx?rss_fdn=Press%20Releases)
for the Ballmer Letter. ®.
<Pochi
treni e molto sporchiadesso la pazienza è finita>
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
federconsumatori
I pendolari italiani riuniti a Genova minacciano l'avvio della class action
Genova. Chiedono al governo di scongiurare i tagli previsti mettendo mano al
portafogli e assicurando i 400 milioni di euro mancanti, ma anche alle Regioni
di fare la loro parte, "dal momento che oggi contribuiscono al trasporto
locale mediamente con l'1% del loro bilancio".
I
pendolari: "ora risarciteci"
( da "Repubblica,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
denuncia
contro Trenitalia spacca il fronte della protesta Una class action (cioè una
denuncia collettiva) per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il
servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le
iniziative (peraltro non approvate da tutti) annunciate ieri a Genova dai
pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia,
E'
RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
eventuale
azione collettiva contro il nuovo rincaro, che non appare del tutto
giustificato. Fanno discutere infatti le spiegazioni arrivate dai dirigenti
comunali, che avevano motivato gli aumenti di quest'anno con la necessità di
coprire totalmente tramite la Tarsu il costo del servizio, facendo presente che
nel 2007 i costi dell'
Class
action contro i tagli dei treni ( da "Unita, L'"
del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
edizione del
PENDOLARI Class action contro i tagli dei treni Una class action per ottenere
un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione
nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a
Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e
dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria,
<La
finanza? E' solo teatro> Va in scena lo scandalo Bipop
( da "Corriere
della Sera" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è ancora:
"Non con la Class Action ma tramite una conciliazione presso la Consob che
dovrebbe essere introdotta a ottobre". Filippini ha anche commentato:
"Lo spettacolo racconta molto bene quello che è successo. Ci piacerebbe
molto riuscire portarlo nei paesi bresciani più colpiti dal crac come Palazzolo
e Lumezzane ".
<La
class action, arma importante per i consumatori>
( da "Corriere
Alto Adige" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione collettiva
risarcitoria viene guardata con grande attenzione dall'intera Europa. "Uno
strumento importante e innovativo, che colma una grave lacuna nell'ordinamento
italiano - sottolinea Degaudenz -. Riconosciamo che il testo in vigore dal
luglio prossimo è perfettibile, ma riteniamo che con la sua approvazione il
passo più importante sia stato compiuto "
Per
il taglio dei servizi ai pendolari pronta una class action contro Ferrovie
( da "Libero"
del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
2008 Per il
taglio dei servizi ai pendolari pronta una class action contro Ferrovie Una
class action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e
una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative
annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della
Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria,
Permessi
ztl, la "demagogia" di santarelli per il disastrato centro storico
( da "Corriere
Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
amministrativa cittadina sia stata impegnata in provvedimenti di somma
importanza, quali ad esempio il bilancio. Se si volesse liquidare ironicamente
tale atteggiamento, si potrebbe dire che probabilmente pochi credono che il
vero problema che sta a cuore a tali giornalisti sia la "tragica"
situazione in cui si sono venuti a trovare alcuni operatori o utenti del centro
storico;
I
pendolari: class action contro Trenitalia
( da "Stampa,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
contro Trenitalia per essere risarciti se a giugno verranno tagliati del 15 per
cento i trasporti regionali. E nello stesso tempo intraprenderanno anche una
serie di singole cause legali forti di quanto accaduto a Genova nel febbraio
scorso, quando il giudice onorario per la prima volta ha accolto la richiesta
di risarcimento del danno esistenziale di un pendolare costretto
CONDANNA
DEFINITIVA, GUIDARE IL GOVERNO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Volete che un
vostro coetaneo (pausa per sistemarsi il colletto della camicia e ammiccare
alla platea) ritorni al governo del Paese?". "Sì, sì, sì".
"E allora dite con me "Rialzati Italia, rialzati Italia, rialzati
Italia"". Il sole è già sceso su Piazza della Rotonda, dove si
affaccia il Pantheon, quando Silvio Berlusconi chiude il suo comizio.
GENOVASe
gli aerei nazionali rischiano di restare a terra, nubi nere si addensano anche
all'orizzonte dei treni ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
basi di una
piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni
determinate", ha spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e
dalla volontà di intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400
milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di
diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni
tariffarie.
Pendolari
in piazza e class action contro Trenitalia
( da "Stampa,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
TRENI ANZIANI
CASALE OVADA All'interno Pendolari in piazza e "class action" contro
Trenitalia Una "requisitoria" dell'Artesio alle case di riposo La
veggente di Medjugorje riempie il Palasport Una raffica di furti A Trisobbio
tre colpi in 3 giorni Servizi Franca Nebbia Mauro Facciolo Miriam Massone.
E
il Comune pensa a ridurre il traffico vicino alle scuole
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
amministrazione
di intraprendere, attraverso l'attività di mobility management, un'azione di
riduzione dei picchi di congestione di traffico che si creano nelle ore di
entrata ed uscita dalle scuole". Il primo stralcio funzionale del progetto
è rivolto alle scuole primarie e secondarie ubicate in aree sottoposte a regime
di Ztl.
Fastweb
blocca nuovamente Emule ( da "Vnunet.it"
del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Emule Ora che
in Italia esistono le class action forse è giunto il momento di fare capire ai
provider che non possono fare sempre quello che vogliono. Dopo avere cablato
con fibra ottica Milano e qualche altra grossa città italiana, Fastweb si è
persa nei tentativi di vendere i cosiddetti servizi a valore aggiunto.
LA
CEMENTIR RISORGE E DOMINA IL POZZUOLI
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Una vittoria
ottenuta con una buona prova del collettivo dove, finalmente, si è rivista
quella coesione di intenti e quella aggressività che era venuta meno. Una
prestazione, dunque, che è tornata a essere in linea con i dettami di questa
squadra che non può prescindere dalle qualità dei singoli che devono sempre
essere espresse all'interno del collettivo.
Sanità:
Codacons avvia la prima class action per 120mila medici
( da "Vita
non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
350 tra i
professionisti di Lazio e Campania Il Codacons avvia la prima class action a
tutela di 120mila medici rimasti senza il compenso loro dovuto, ai termini di
legge, per la specializzazione. E ad oggi, all'azione hanno gia' aderito 1.350
medici del Lazio e della Campania, come rende noto la stessa associaizone dei
consumatori in un comunicato stampa diffuso oggi.
Convegno
sull' "Azione risarcitoria collettiva"
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del
07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
inibitoria all'azione risarcitoria collettiva", in programma a Perugia
giovedì 10 aprile 2008 . L'incontro, organizzato dal Dipartimento Istituzioni e
Società e dalla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia, sotto la direzione
scientifica della professoressa Alessandra Bellelli, vedrà la partecipazione di
autorevoli studiosi del settore,
( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 080, pag. 17 del 3/4/2008 Autore: di Ignazio Marino e
Gabriele Ventura Visualizza la pagina in PDF Le law firm
hanno messo a fuoco i problemi procedurali in grado di fermare sul nascere le
cause Class action, una scatola vuota Legge lacunosa. Tempi lunghissimi per
quantificare il danno Class action: bella fuori, vuota dentro. Se da un lato
anche in Italia sta per arrivare l'onda delle azioni collettive con le
associazioni di consumatori pronte a una battaglia senza precedenti per
conquistare fino all'ultimo centesimo di risarcimento (si veda ItaliaOggi Sette
del 17/3), dall'altro gli studi legali che hanno scelto di stare al fianco
delle imprese hanno già messo a fuoco una serie di problemi procedurali in
grado di fermare sul nascere la causa. Troppe sono del resto, a dire delle law
firm, le lacune dei cinque commi inseriti nella scorsa Finanziaria per
disciplinare la normativa. Tutte a vantaggio della difesa, che farà valere interpretazioni
e cavilli che la legge non specifica. Del resto, i dipartimenti di litigation
dei primari studi legali presenti in Italia, a suon di convegni, seminari e
confronti con le giurisdizioni dove la normativa, in diverse forme, è già
attiva, sanno cosa fare. E soprattutto sono consapevoli del fatto che la class
action, per loro, sarà un business soprattutto per evitare ai colossi del
mercato danni di immagine e risarcimenti milionari. Gli italiani. Gianni,
Origoni, Grippo & partners già da diverso tempo studia la problematica. E
lo studio oggi è pronto a schierare un esercito di esperti composto da circa 40
avvocati, fra i quali uno dei fondatori. Proprio Gian Battista Origoni, nei
giorni scorsi, ha aperto un convegno organizzato dallo studio a Milano mettendo
in evidenza le criticità della normativa. A cominciare dalla questione sulla
retroattività o meno della norma. "Il testo normativo", spiega,
"si presenta in maniera molto lacunosa. Questo espone la class action a un
possibile depotenziamento a livello processuale. Perché tante più eccezioni si presentano al giudice e tante più possibilità si
hanno di ostacolare l'azione legale sul nascere". "Indipendentemente
dalla fattibilità dell'azione collettiva, però", aggiunge Antonio Auricchio, a capo del dipartimento
contenzioso di Gop a Roma, "l'avvio di iniziative legali da parte di
associazioni di consumatori può creare già un danno d'immagine alle aziende.
Era necessario, da parte nostra, fare qualcosa per far comprendere anche agli
operatori i reali margini di riuscita di una class action". Bonelli Erede
Pappalardo, invece, il cui dipartimento di litigation è guidato da Sergio
Erede, si è preparato all'entrata in vigore della normativa contando
sull'esperienza dei suoi numerosi accademici e confrontandosi con esperti
nazionali e internazionali. "è una legge molto scarna, con diversi
problemi interpretativi", spiegano Vittorio Allavena, socio del
dipartimento litigation di Genova, e Luciano Di Via, socio del dipartimento
antitrust di Roma. "Tutto si giocherà sulla sensibilità dell'interprete.
La fase di quantificazione del danno, poi, sarà molto complessa perché nella
legge non ci sono indicazioni nuove e si dovrà considerare una serie
lunghissima di posizioni, con il rischio che i tempi si allunghino a dismisura.
Detto questo, la class action potrà avere effetto soprattutto laddove si
verificheranno azioni di follow up, da parte delle associazioni dei
consumatori, a seguito di decisioni già prese dall'Antitrust contro le aziende.
Ma in ogni caso, prima di arrivare a conclusioni, bisognerà vedere come si
comporteranno i giudici, dato che questa legge offre una gamma di
interpretazioni fin troppo ampia". Anche Chiomenti sta organizzando una
serie di incontri con i propri clienti. E le perplessità sulla legge non
mancano. "è una normativa che presenta diversi profili di
perplessità", dice Ennio Cicconi, responsabile del dipartimento
litigation, "parla molto di organismi conciliativi come se l'accordo si
debba trovare a tutti i costi. Ma se così non fosse si dovrà passare a una fase
individuale di quantificazione del danno, con una fase istruttoria di cui ci si
può immaginare la lunghezza. Insomma, la class action è un'arma che può
funzionare se l'impresa è indotta ad arrivare a un accordo, altrimenti il
seguito giudiziale può andare avanti per anni". Gli stranieri. Anche le
firm straniere sono pronte a sfruttare tutta l'esperienza internazionale
maturata in tema di class action. Allen & Overy ha organizzato seminari ad
hoc con i propri clienti. "Ci sono molte questioni dove la class action
non è proponibile", spiega Massimo Greco, partner nel dipartimento
italiano di litigation di Allen & Overy, "soprattutto laddove il danno
del consumatore non è quantificabile con criteri omogenei, come può essere la
vicenda dei rifiuti della Campania o della diossina nella mozzarella. Dove c'è
omogeneità, invece, la class action potrebbe essere più semplice e uno dei
settori a rischio è quello dei servizi finanziari. Con i nostri clienti stiamo
valutando i rischi per poi adottare procedure che riducano la possibilità di
subire azioni collettive". Ha organizzato una serie di seminari interni a
banche o istituzioni finanziarie anche Norton Rose. "Ci siamo confrontati
anche con le esperienze straniere", dice Cristina Pagni, responsabile del
dipartimento litigation, "riscontrando limiti evidenti nella normativa
italiana. Il fatto che ognuno possa aderire alla class action anche a processo
in corso costituirà una seria complicazione. Lo scenario che si intravede è che
anziché porre le premesse per transazioni più rapide, si arrivi a ulteriori
aggravi per i tribunali". Si è avvalsa dei suoi uffici esteri anche Baker
& McKenzie. "Così com'è la normativa rischia seriamente di
impantanarsi", spiegano Claudio Camilli e Silvia Picchetti, partner del
dipartimento di litigation, "ma soprattutto non razionalizza le liti
perché le cause contro le aziende possono essere portate avanti più volte da
gruppi diversi. Insomma, non coagula attori e convenuti".
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( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 080, pag. 17 del 3/4/2008 Autore: Visualizza la pagina
in PDF L'intervento Un deludente compromesso lontano
dall'esperienza americana di Luca Arnaboldi* La Finanziaria 2008 ha introdotto nel
codice del consumo (articolo 140-bis) un'azione collettiva risarcitoria a tutela del
consumatore. La nuova disciplina, in vigore dal 30 giugno 2008, ampliando la
sfera operativa e gli effetti delle azioni inibitorie già previste dal
legislatore (articolo 140 del codice del consumo), consente alle associazioni
di categoria di convenire in giudizio un'impresa affinché questa venga
condannata al risarcimento dei danni cagionati ad una pluralità di
consumatori o utenti. L'impatto sociale ed economico della nuova disciplina
potranno essere valutati solo dopo la concreta applicazione della stessa da
parte dei giudici. Si rende comunque possibile, ad oggi, una lettura delle
norme che ne evidenzi analogie e differenze con il modello statunitense
disciplinato dalle Federal Rules of Civil Procedure. In primis, la nuova
disciplina circoscrive la sfera dei soggetti legittimati ad agire alle
associazioni di categoria e ai comitati "adeguatamente rappresentativi
degli interessi collettivi fatti valere". Tale disposizione sembra
limitare considerevolmente le potenzialità del nuovo strumento processuale,
specie se si compara quest'ultimo al succitato modello d'oltreoceano, nel quale
qualsiasi persona fisica o giuridica è legittimata ad agire nell'interesse
della classe. L'articolo 140-bis del codice del consumo, inoltre, consente a
consumatori e utenti interessati di aderire all'azione collettiva
promossa intervenendo nel processo fino all'udienza di precisazione delle
conclusioni del giudizio di secondo grado. Come osservato dai primi
commentatori, siffatta disposizione appare di difficile attuazione ed è facile
prevedere che le adesioni giungeranno numerose solo a seguito di una decisione
di primo grado favorevole all'associazione attrice. Analogamente a quanto
previsto dalla disciplina statunitense, nella prima udienza il giudice valuta
l'ammissibilità della domanda, senza vagliarne la fondatezza. Ove quest'ultima
venga considerata ammissibile, "il giudice dispone, a cura di chi ha
proposto l'azione collettiva, che venga data idonea
pubblicità ai contenuti dell'azione proposta e dà i provvedimenti segue a pag.
18.
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( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - economia e politica Numero 080, pag. 13 del
3/4/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF
OGGI L'euroCOMMISSARIA KROES PRESENTa UN LIBRO BIANCO con
raccomandazioni per facilitare i ricorsi Antitrust Ue, passi avanti per il
risarcimento danni Saranno i singoli consumatori a poter richiedere il rimborso
per azioni anticoncorrenziali L'Europa compie un passo in avanti verso la
promozione di azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme
antitrust comunitarie. La commissaria alla concorrenza, Neelie Kroes, infatti,
presenterà oggi il Libro Bianco con le raccomandazioni per rimuovere tutti
quegli ostacoli che spesso complicano il ricorso della parte lesa davanti ai
tribunali nazionali. La questione è complicata poiché, a livello comunitario,
le autorità della concorrenza non hanno la facoltà di imporre misure di
risarcimento dei danni e la Corte di giustizia delle comunità europee può
intervenire solamente sulle questioni pregiudiziali, dato che competenti in
materia sono unicamente i tribunali nazionali. Il documento raccoglie gli
orientamenti della commissione Ue relativamente all'applicazione privata della
normativa nella giurisdizione civile, quando coloro che hanno subito un danno
dalle pratiche anticoncorrenziali vietate, inclusi i consumatori, desiderino
avviare un procedimento legale per chiedere il risarcimento dei danni. Ma non
solo. Con questa azione, la commissione Ue, vuole creare un effetto deterrente
che spinga le aziende verso il rispetto delle norme antitrust previste dal
Trattato. L'esecutivo Ue apre così a un periodo di consultazione, che si
concluderà a luglio. Sarà allora che la Kroes elaborerà una sintesi delle
risposte e ne trarrà conclusioni al fine di proporre un piano d'azione per il
settore. Secondo quanto è in grado di anticipare ItaliaOggi, i due elementi
principali suggeriti dal Libro Bianco riguardano l'adozione del sistema di
opt-in e la preferenza per la richiesta di risarcimento di un danno singolo.
Questo vuol dire che dovrà essere il singolo utente a dovere richiedere,
attivamente, il rimborso del danno subito in seguito all'attuazione di pratiche
anticoncorrenziali. La Kroes intende così segnare un distacco dal modello di
class action system (tipico di Australia, Canada e Stati Uniti) il quale
permette di estendere le tutele riconosciute al primo soggetto (lead
plaintifis) a tutti gli appartenenti alla medesima categoria. Il sistema
europeo vorrebbe piuttosto prevedere che chiunque abbia subito un danno possa
promuovere la propria azione e possa essere risarcito solo se lo fa. Resterà
comunque alle autorità garanti della concorrenza il compito, tanto a livello
tanto europeo quanto nazionale, di dichiarare se una pratica è
anticoncorrenziale e stabilire le sanzioni economiche che possono essere
imposte alle imprese che hanno violato le regole. Il Libro Bianco fa seguito al
Libro Verde pubblicato dalla commissione europea il 19 dicembre 2005: una
consultazione che mirava a chiarire lo scenario per agevolare la proposizione
di azioni di risarcimento del danno, a partire dall'eccesso alle prove,
passando per l'identificazione dei soggetti legittimati ad agire (tramite un
sistema di registrazione o autorizzazione), la costituzione dei criteri con cui
definire il risarcimento del danno (se il risarcimento viene concesso
all'associazione stessa o ai suoi membri) o l'attribuzione del foro competente.
Prima l'ex-commissario alla concorrenza Mario Monti, poi il suo successore
Neelie Kroes, hanno ripetutamente sottolineato l'estrema
importanza che caratterizza queste azioni portate avanti da soggetti privati.
Anche la commissaria alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, sta
effettuando uno studio allo scopo di precisare il concetto di risarcimento
collettivo del danno causato ai consumatori ed elaborare uno strumento che
possa venir applicato in ambiti diversi, compreso quella della
concorrenza. Bruxelles deciderà se incoraggiare la creazione del sistema di
Collective Redress (letteralmente risarcimento collettivo) in tutti i
Ventisette o se invece estendere un modello particolare solo dopo la
presentazione (prevista per il prossimo agosto) dei risultati di uno studio sui
punti di forza e le debolezze dei sistemi adottati in alcuni stati membri
europei. Entro il 2008 la commissaria presenterà solo una
"comunicazione", cioè un atto non vincolante, sul possibile impiego
in Europa di azioni di risarcimento collettivo.
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( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
SANDRIGO. L'azione
civile fu promossa da un consigliere comunale L'ex ospedale rimane all'Ulss di
Ivano Tolettini L'ex ospedale di Sandrigo (oggi Rsa) e altri beni rimangono di
proprietà dell'Ulss 4. L'azione
civile del consigliere di minoranza Riccardo Zocca che voleva sostituirsi alla
municipalità di fronte alla sua presunta inerzia è naufragata perché il
tribunale ha dichiarato che non aveva titolo. "L'ipotesi dell'azione
popolare - scrive il giudice Cristina Bertotti - è ammissibile nell'inerzia del
Comune, che resta titolare della situazione sostanziale dell'azione esperita da
altri, e non quando l'ente ha provveduto esprimendo la sua volontà". Per
il giudice, infatti, il Comune a fronte della delibera regionale che trasferiva
i beni che con testamento olografo il 21 gennaio 1886 Stefano Guglielmo Zannini
aveva lasciato al suo paese per la costruzione dell'ospedale, aveva provveduto
a un ricorso davanti al Tar del Veneto con riferimento all'edificio a 3 piani
situato a Sandrigo in piazza Marconi 3-7. Pertanto, con un ragionamento
giuridico che non è stato condiviso dagli avvocati Silvano Ciscato e Anna
Rodella per conto di Zocca (ci sarà ricorso in appello?), il giudice osserva
che il Comune aveva manifestato la sua intenzione e pertanto viene meno l'azione
popolare avviata dal consigliere. L'azione intraopresa da Zocca "non può
trasformarsi in un'azione popolare di tipo correttivo in cui l'attore assume un
ruolo di contrasto con l'ente al fine di rimuovere l'errore o l'irregolarità commessa dalla Pubblica Amministrazione a danno
dell'interesse collettivo". Per il giudice consegue che "presupposto
necessario è che gli amministratori abbiano omesso di esercitare le azioni ed i
ricorsi che competevano loro". Invece, in questo caso non è avvenuto
perché il Comune "ha accettato il contenuto della delibera regionale in
tutte le parti non impugnate, sicché la presente azione popolare -
scrive la dott. Bertotti - si appalesa in contrasto con la volontà manifestata
dal Comune nell'impugnare la delibera solo limitatamente ad una parte degli
immobili menzionati nella delibera medesima". Di conseguenza, conclude il
tribunale, "Zocca appare sfornito di legittimazione ad agire nel
giudizio". Tuttavia, anche qualora l'azione del consigliere di minoranza
fosse legittima, la sede competente sarebbe davanti al Tar perché si
tratterebbe di una controversia di tipo amministrativo tra enti pubblici, anche
se il Comune è rappresentato da un privato. Anche per questo il giudice ha
compensato le spese tra Zocca e l'Ulss 6, rappresentato dall'avv. Giuseppe
Cacciavillan.
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( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
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l'edizione del Formidabili quei danni Marco Travaglio Tenetevi forte: Mastella
chiede i danni. Anziché ringraziare class="hilite">questo
Paese demente che non ha ancora organizzato una class="term">class class="term">action
per chiedergli i danni, lo statista di Ceppaloni, momentaneamente ai box,
strilla su giornali e tv che vuol esser risarcito e si appella a Napolitano.
Perché mai? Perché la Procura di Roma ha archiviato l'inchiesta a carico suo e
di Rutelli per abuso d'ufficio a proposito del volo di Stato al Gran premio di Monza,
svelata dall'Espresso. E il gip di Catanzaro ha archiviato la sua posizione
nell'inchiesta "Why Not". Ma intanto lui ha perso il posto. Ora, lui
s'è dimesso per l'inchiesta di S. Maria Capua Vetere, più che mai aperta, e non
per le altre due. Quanto al Gran Premio, non si capisce letteralmente di che
parli Mastella: l'archiviazione non cancella il fatto, non significa che lui
non fosse sull'aereo di Stato col figlio Elio per vedersi la Formula Uno a
spese dei contribuenti. Significa che tutto ciò non è reato. E chissenefrega:
nessuno aveva detto che lo fosse. S'era detto che è uno scandalo l'uso
personal-familiare di risorse pubbliche, e lo si può ripetere tranquillamente
oggi. In un paese serio non sarebbe Mastella a chiedere i danni: sarebbero i
cittadini a chiedergli, in solido con Rutelli, di pagare la benzina dell'Air
Force One. Sull'altra archiviazione, quella nel caso Why Not, i giornali
scrivono che la gip Tiziana Macrì avrebbe addirittura scritto che Mastella non
andava nemmeno indagato. Ma nessuno cita il passo del provvedimento e dunque è
lecito dubitare che la giudice si sia spinta tanto oltre: per ora sono il Pg
Enzo Iannelli e l'ex indagato Mastella ad attribuirle quella strana
affermazione. Se davvero l'avesse fatta, la gip Macrì avrebbe compiuto
un'indebita invasione nel campo del pm, unico soggetto abilitato per legge a
decidere chi dev'essere iscritto e chi no. Il gip deve solo stabilire se gli
elementi raccolti meritino o no il rinvio a giudizio e nient'altro. Se avesse
eccepito su una scelta che spetta al pm, la gip avrebbe fatto ciò che viene
rimproverato (ingiustamente) alla Forleo e dovrebbe (giustamente) risponderne
al Csm. Ma perché Mastella era stato indagato da De Magistris? Secondo Carlo
Macrì del Corriere, solo "per una presunta amicizia con Antonio
Saladino" e perché "il suo numero di telefono era nell'agenda di
Saladino". Ma le cose non stanno così. Per un anno De Magistris indaga su
alcune società legate al capo della Compagnia delle opere calabrese, Antonio Saladino,
rimpinzate di denaro pubblico poi finito nell'ipotesi d'accusa - nelle tasche
di vari politici. Il sistema è talmente consolidato che di casi Why Not vedi
ultima puntata di Report se ne contano a centinaia in tutto il Sud.
Intercettando Saladino e altri indagati, come il piduista pregiudicato Luigi
Bisignani, il generale Poletti, il costruttore Carducci, emerge che i suddetti
erano in stretti rapporti con Mastella. Mastella gioca d'anticipo e il 20
settembre 2007 chiede al Csm di cacciare De Magistris da Catanzaro. Il Csm non
l'accontenta, non subito almeno. Il pm continua a lavorare (a fine anno scadono
i termini dell'indagine) e interroga vari testimoni, tra cui l'ex consigliere
regionale del Psdi Giuseppe Tursi Prato, in carcere per mafia, voto di scambio
e corruzione, che ha deciso di collaborare. Tursi Prato gli descrive il
trasversalissimo sistema di potere di Saladino & C., con presunti scambi di
favori e voti con vari politici, tra cui Mastella, eletto proprio in Calabria.
Notizie di possibili reati che il 14 ottobre impongono al pm di iscrivere
Mastella sul registro degli indagati per le ipotesi di truffa allo Stato
italiano e all'Unione Europea, abuso d'ufficio e finanziamento illecito dei
partiti: un atto dovuto a garanzia dello stesso inquisito, anche in vista della
perquisizione che dovrà presto scattare nella sede del Campanile, l'organo
Udeur finanziato dallo Stato e finanziatore della famiglia Mastella. De
Magistris prende ogni precauzione per evitare fughe di notizie, informando- ne
solo il procuratore aggiun- to. Ma "qualcuno" spiffera tutto a
Libero, che il 19 ottobre titola: "Mastella indagato?". Il Pg Dolcino
Favi non aspetta di meglio e lo stesso giorno avoca l'inchiesta per un
grottesco "conflitto d'interessi" del pm: siccome Mastella vuol trasferi-
re De Magistris, allora De Magistris ce l'ha con lui. Pare la fiaba del lupo e
dell'agnello. Per legge il Pg non conosce le indagini, dunque non potreb- be
avocare il fascicolo per un fatto l'iscrizione di Mastella a lui ignoto. Ma
provvede Libero a informarlo, dandogli il destro per bloccare il pm titolare.
Come aveva previsto, sempre su Libero, il profeta Renato Farina, già
"agente Betulla", amico di Saladino, 8 giorni prima dell'avocazione e
3 giorni prima dell'iscrizione. Da Catanzaro, lo stesso 19 ottobre, trapela la
notizia che proprio per quel giorno De Magistris aveva fissato perquisizioni al
Campanile e alla ditta Carducci. Ma il Pg Favi le rinvia al 25, quando tutti
ormai se le aspettano. L'effetto sorpresa è svanito, l'inchiesta su Mastella è
rovinata. Alla fine l'unico a pagare è De Magistris, censurato e trasferito dal
Csm. I danni dovrebbe chiederli lui. Mastella dovrebbe accendere un cero alla
Madonna di Ceppaloni, per grazia ricevuta. Uliwood party.
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( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VIII - Napoli
LA TENTAZIONE DEL NON VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI MAURIZIO ZANARDI (segue dalla
prima di cronaca) el costituire un-insieme-di-non-votanti che decidesse di
farla finita con la logica del votare per il male minore e interrompesse il rituale
del voto cui si è ridotto ciò che chiamiamo "democrazia"? Che cosa
significa oggi la parola "democrazia", se non un'interminabile
campagna elettorale che satura lo spazio pubblico di un attivismo senza
pensiero, in una contesa priva di "lotta", perché volta
essenzialmente a riprodurre il sistema di governo e i suoi funzionari?
Interessato esclusivamente ad andare al governo, questo attivismo si impegna in
un incessante calcolo dei voti possibili: di quelli che è possibile acquistare,
di quelli che è possibile perdere. La politica finisce col dipendere dal
calcolo dei voti possibili e il voto non fa altro che riprodurre la politica
come calcolo dei voti. Questo impero del voto è il modo in cui si
"agita" una politica che per ottenere il governo deve valutare
innanzitutto in termini di consenso le proprie mosse. L'impero del voto è
l'impero del numero, ma l'impero del numero scaccia dalla scena politica ciò
che non è numerabile: l'idea, l'azzardo, la decisione. Del resto, ognuno lo sa
per esperienza diretta, che decisione sarebbe quella che fosse deducibile da un
calcolo numerico? Se è vero che di fronte a una decisione ci si impegna
inevitabilmente nel calcolo delle sue condizioni ed effetti, è anche vero che
l'atto con cui finalmente ci decidiamo non è mai deducibile dal calcolo che
abbiamo abbozzato. Quando si dice che il nostro sistema politico non riesce a
prendere decisioni, e per questa ragione si propongono da anni inefficaci
riforme elettorali, si nasconde la vera causa dell'indecisione: la politica intesa
come calcolo dei voti è incapace "per sua natura" di prendere
decisioni. Non abbiamo forse avuto negli anni passati robuste maggioranze
incapaci di decidere, perché preoccupate di perdere voti? Nel circolo vizioso
di voti che confermano governi a caccia di voti, ciò cui si dà vita è il nulla
politico. Si produce sì un'alternanza al governo, ma nessuna politica. Un
attivismo senza prassi politica. Una rivalità senza lotta. Non c'è da
meravigliarsi se le diversità tra i contendenti appaiono minime, perché i
rivali condividono la medesima cultura e non sono affatto interessati a mettere
in discussione i rapporti di potere esistenti nella società. Più radicalmente,
la logica della ricerca del consenso li porta a ripresentare nella sfera del
governo gli interessi esistenti, le opinioni dominanti, i sentimenti diffusi.
Per differenziarsi, per farsi "vedere" sul mercato del voto, sono
allora costretti ad alzare la voce, finanche ad alzare la voce per comunicare
che non hanno intenzione di alzare la voce. Ognuno afferma di essere il nuovo,
ma questa novità si deve dimostrare rassicurante, compatibile con quello che
esiste, e dunque "non nuova". Se l'azione degna di essere chiamata
"politica" ha come vocazione quella di far avvenire un pensiero che
trasformi il mondo, il politico con cui abbiamo a che fare sembra impegnato a
"rafforzare" il mondo esistente: rappresentarlo per rafforzarlo. Non
pensare ma comunicare, questa la sua attitudine. Ma le società non si possono
governare senza in qualche modo appassionarle, mobilitarle. A tal fine il
politico odierno fa leva sulla "paura". Recepisce la paura dalla
società e la rilancia. Produce paura per chiedere un di più di potere con cui
"rendere sicuro" il mondo minacciato. Non è cosa strana, allora, se
questo di più di potere non solo induca "paranoie" ma esso stesso
"deliri", sfuggendo non solo ad ogni controllo ma addirittura
dichiarandosi indispensabile anche quando produce disastri. Dalle nostre parti
ne abbiamo luminosi esempi. Da questo punto di vista, si può ben affermare che
oggi il politico è una forza antipolitica. Il suo attivismo non solo
sostituisce l'azione politica ma si propone, più o meno consciamente, di non
farla sorgere. Si veda, ad esempio, la parola d'ordine del Partito democratico:
tutti insieme, dall'imprenditore all'operaio, per il bene del paese. Ma
imprenditore e operaio non sono uguali, per cui l'unità dei non uguali non può
che riprodurre la disuguaglianza. E prima o poi questa disuguaglianza negata
verrà a chiedere conto al politico, frantumando il suo sogno irresponsabile.
Proprio perché negata, quella disuguaglianza sarà costretta a farsi avanti con
violenza. Che farà allora il politico, che immagina il "tutti insieme
amorevolmente", quando la realtà lo colpirà senza preavviso? Non userà la
forza, il mite politico che vuole la pace, contro chi lotterà per
l'uguaglianza? Con maggiore cinismo, la destra rivendica apertamente la
giustizia delle disuguaglianze e del dominio, ritenendo inconcepibile la lotta
per cambiare i rapporti di potere. In un caso e nell'altro siamo di fronte ad
una idea della democrazia come puro esercizio del voto, che
scongiuri la democrazia come azione collettiva di "chiunque" volta a mutare radicalmente i rapporti
sociali. Il politico odierno non fa che parlare di democrazia, ma a ben vedere
ciò che teme è proprio l'azione radicale del demos: la politica. Un tale
meccanismo funziona grazie al nostro sostegno. Se al politico si
togliessero gli elettori, tutto il meccanismo imploderebbe. Perché continuare
ad essere complici di una macchina che distrugge l'esperienza politica? Perché
collaborare alla finzione di contare, quando invece siamo semplicemente oggetto
di conto? Non si tratta di essere contrari per principio al voto, ma di esserlo
oggi. Disertare le elezioni significherebbe rifiutare la logica, cui tanti
soccombono, di votare per il male minore. Ma il male in politica non è proprio
l'assuefazione alla logica del male minore? Si dice, lo dice ogni politico, che
non votare sarebbe peggio. Ebbene allora bisogna volere ciò che per il politico
è il peggio. E non perché si è pessimisti o qualunquisti. Una tale accusa è un
ulteriore segno della miseria del politico. Piuttosto, volere ciò che per il
politico è il peggio, significa non essere rassegnati a questa politica antipolitica.
Ha scritto recentemente il filosofo-psicoanalista Slavoj Zizek:
"Oggigiorno, la minaccia non è la passività bensì la pseudo-attività, lo
stimolo a "essere attivi", a "partecipare", a mascherare il
nulla di ciò che accade. Le persone intervengono di continuo, "fanno
qualcosa"; gli accademici partecipano a dibattiti privi di senso, e così
via. La cosa veramente difficile è tirarsi indietro, astenersi
dall'intervenire. Coloro che sono al potere preferiscono al silenzio una
partecipazione "critica", un dialogo - giusto per impegnarci in un
"dialogo", per assicurarsi che la nostra inquietante passività si
interrompa. L'astensione dal voto si pone così come un autentico atto politico:
ci obbliga a confrontarci con la vacuità delle odierne democrazie". Talvolta,
non fare nulla è la cosa più violenta da fare.
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( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
N. 80 del 2008-04-03
pagina 4 Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz di Gian Maria De Francesco
Il ministro ha ribadito l'appoggio ai francesi "Alitalia è una azienda di
consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è alternativa ad
Air France-Klm. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha posto i
sindacati dinanzi a un aut aut nel corso dell'audizione svoltasi ieri alla
Camera dinanzi alle commissioni riunite Bilancio, Trasporti e Attività
produttive. La controparte, però, non l'ha ascoltato e ha formulato una
controproposta che il presidente francese Spinetta ha declinato. "Le ore
che stiamo vivendo oggi sono decisive", aveva sottolineato profetico il
titolare del Tesoro e "in funzione delle pochissime speranze dobbiamo
ragionare". Per questo motivo, ha aggiunto, "il governo auspica che
la gravità della situazione induca ciascuna delle parti interessate ad
adoperarsi perché si giunga a una positiva conclusione della vicenda". I
destinatari del messaggio, ossia i rappresentanti dei lavoratori, non hanno
accolto favorevolmente la sollecitazione. A partire dal segretario nazionale
della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi, per il quale "Padoa-Schioppa continua
a fare danni". Eppure il ministro ha cercato di motivare la scelta affermando
come vi sia stata la "massima trasparenza" nelle procedure, ma
soprattutto ricordando come Alitalia ormai sia "un'azienda di consumo, al
pari di un'opera benefica" perché "distrugge, non crea, valore
aggiunto". Alternative ad Air France-Klm come la cordata italiana
auspicata da Silvio Berlusconi? "La cessione a imprenditori privati è
impossibile e comunque non risolutiva" considerate le "molte
peculiarità" del settore del trasporto aereo. Quindi ogni ipotesi
concorrente "è un sogno" perché "non ci sono né il nome né il
cognome né i progetti". Allo stesso modo, non appare percorribile la
strada del commissariamento. Se la trattativa con la compagnia guidata da
Jean-Cyril Spinetta dovesse fallire, resterebbe l'amministrazione straordinaria
disciplinata dalla legge Marzano, ma in questo caso le iniziative
"dovrebbero essere assai più radicali di quelle proposte da Air
France" in quanto "Alitalia non è Parmalat". Mentre l'azienda di
Collecchio "era industrialmente sana e in grandissima crisi
finanziaria", la compagnia della Magliana "ha un indebitamento del
tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso". Idem per
il prestito ponte necessario a ridare un po' di ossigeno alle casse di
Alitalia: il Tesoro è disponibile solo se rappresenterà "l'ultima
condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm".
Pur riconoscendo che negli ultimi 15 anni il ministero dell'Economia ha
"sempre sbagliato" nella scelta del management della ex compagnia di
bandiera, Padoa-Schioppa ha voluto mettere in guardia la politica dal darle il
"colpo mortale" con "uno sfruttamento elettoralistico dei suoi
mali" o con una "mancata intesa sindacale". Purtroppo per il
ministro la vicenda ha avuto ben altro esito. class="hilite">Come
in occasione di precedenti "forzature" su Guardia di Finanza e Rai,
il risultato è stato opposto a quello auspicato. E non c'è stato nemmeno
bisogno della "class="term">class class="term">action
per il Nord" invocata dal leghista Roberto Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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( da "Vnunet.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
03-04-2008 VNUnet.it
Una bolletta gonfiata mette nei guai Telecom Italia: un giudice di pace di
Firenze accusa l'operatore di frode informatica, ricettazione e omessa denuncia
I dialer mettono nei guai Telecom Italia. L'installazione fraudolenta di un
dialer sul Pc di un utente è stata interpretata da un giudice di pace di
Firenze come frode informatica, ricettazione e omessa denuncia a carico
dell'operatore Tlc. Aduc commenta: "Una sentenza che conferma come Telecom
Italia sia complice di tutte le truffe ai danni di migliaia di utenti con i
cosiddetti numeri speciali". Le bollette gonfiate o telefonate fantasma
hanno messo Telecom Italia sulla graticola: class="hilite">Altroconsumo
non esclude di ricorrere alla class="term">class class="term">action
qualora Telecom Italia non risarcisca i consumatori, anche se Telecom Italia ha
deciso di andare incontro alle richieste dell'Agcom versando oltre 6 milioni di
euro per sottrarsi alle contestazioni. Altroconsumo ha deciso di dare un taglio
netto alle attese e lanciare una forte esternazione. L'AgCom ha anche stabilito
che gli utenti morosi causa Dialer non saranno più staccati. Infine l'Agcom
promette che entro l'estate sarà in vigore una bolletta separata per telefonate
satellitari o a numeri speciali a valore aggiunto e saranno introdotte modalità
automatiche di blocco con meccanismi di silenzio-assenso, sarà possibile
riattivare tali numerazioni solo su richiesta individuale e con apposito codice
Pin. Ma in attesa delle telefonate blindate contro i dialer, Telecom deve
affrontare l'accusa di ricettazione. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati
| part of vnu.net europe.
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( da "AltaLex" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
Decreto legislativo
approvato dal CdM il 01.04.2008 Stampa Arresto fino a 18 mesi e sanzione
amministrativa fino a 24 mila euro per il datore di lavoro che non rispetta le
norme previste dal nuovo testo in materia di salute e sicurezza sul lavoro. E'
questa una delle novità previste dal decreto legislativo approvato dal
Consiglio dei Ministri nella seduta del 1 aprile 2008 in attuazione della
delega conferita al Governo dalla Legge 3 agosto 2007, n. 123. In particolare il
provvedimento, reso necessario anche dai tragici eventi ed infortuni occorsi
recentemente e frutto di un'ampia convergenza delle forze politiche presenti in
parlamento, "ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro le
cui regole ? fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni
succedutesi nell'arco di quasi sessanta anni ? sono state rivisitate e
collocate in un'ottica di sistema". Tra gli interventi più importanti
indichiamo: obbligo del datore di lavoro alla formazione, informazione e
addestramento del lavoratore; sanzioni più severe per le imprese che violano le
norme in materia di sicurezza; nei casi più gravi di incidenti con feriti/morti
con colpa dell'azienda sospensione dell'attività, sanzioni amministrative fino
a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica
amministrazione; responsabilità dell'appaltatore in merito agli incidenti che
accadono ai lavoratori delle ditte appaltatrici; estensione delle tutele ai
lavoratori flessibili; istituzione dei c.d. rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza eletti in ciascuna azienda indipendentemente dal numero di
dipendenti. (Altalex, 2 aprile 2008) Lavoro | Sicurezza sul lavoro DECRETO
LEGISLATIVO 1 aprile 2008 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007,
n. 123, in
materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. (Testo
approvato dal Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008, n. 97) Titolo I:
Disposizioni generali (artt. 1-61) Titolo II: Luoghi di lavoro (artt. 62-68)
Titolo III: Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione
individuale (artt. 69-87) Titolo IV: Cantieri temporanei o mobili (artt.
88-160) Titolo V: Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 161-166)
Titolo VI: Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167-171) Titolo VII:
Attrezzature munite di videoterminali (artt. 172-179) Titolo VIII: Agenti
fisici (artt. 180-220) Titolo IX: Sostenze pericolose (artt. 221-265) Titolo X:
Esposizione ad agenti biologici (artt. 266-286) Titolo XI: Protezione da
atmosfee esplosive (artt. 287-297) Titolo XII: Disposizioni in materia penale
edi procedura penale (artt. 298-303) Titolo XIII: Disposizioni finali (artt.
304-306) DECRETO LEGISLATIVO recante "Attuazione dell'articolo 1 della
legge 3 agosto 2007, n. 123,
in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi
di lavoro". IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76, 87 e 117
della Costituzione; Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante: "Misure
in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo
per il riassetto e la riforma della normativa in materia"; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante:
"Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro"; Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956 n. 164, recante:
"Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle
costruzioni"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo
1956, n. 303, recante "Norme generali per l'igiene del lavoro"; Visto
il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante: "Attuazione delle
direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n.
88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti
da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma
dell'art. 7 della L. 30 luglio 1990, n. 212"; Visto il decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, recante: "Attuazione delle direttive
89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE,
90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE,
99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il
lavoro."; Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante:
"Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro.";
Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante: "Attuazione
della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica
di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro."; Visto il decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante: "Attuazione della direttiva
92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da
attuare nei cantieri temporanei o mobili.; Visto il decreto legislativo 8 giugno
2001, n. 231, recante: "Disciplina della responsabilità amministrativa
delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di
personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n.
300."; Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante:
"Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro,
di cui alla L. 14 febbraio 2003, n. 30."; Vista la direttiva 2004/40/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni
minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici); Visto il decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante: " Attuazione della direttiva
2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative
all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni
meccaniche."; Vista la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 5 aprile 2006 concernente le prescrizioni minime di sicurezza e
salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti
fisici (radiazioni ottiche); Vista la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio
2007, n. 13 recante: "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria
2006" Visto il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante
"Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di
sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)"; Vista la
preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
del 6 marzo 2008; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro; Acquisito il parere
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano espresso nella riunione del 12 marzo
2008; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera
dei Deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 aprile 2008; Sulla
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro e
della previdenza sociale, della salute, delle infrastrutture, dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro delle politiche europee, il Ministro
della giustizia, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro della
solidarietà sociale; EMANA il seguente decreto legislativo: TITOLO I PRINCIPI
COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1 . Le disposizioni
contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione
dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma
delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei
lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle
medesime in un unico testo normativo. Il presente decreto legislativo persegue
le finalità di cui al presente comma nel rispetto delle normative comunitarie e
delle convenzioni internazionali in materia, nonché in conformità all'articolo
117 della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione,
garantendo l'uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul
territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle
differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei
lavoratori immigrati. 2. In
relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma della Costituzione
e dall'articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le
disposizioni del presente decreto legislativo, riguardanti ambiti di competenza
legislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nell'esercizio del
potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni e
nelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativa
regionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in
vigore di quest'ultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensi
dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione. Articolo 2 Definizioni 1. Ai
fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo
si intende per: a) "lavoratore": persona che, indipendentemente dalla
tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione
di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al
solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli
addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è
equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto,
che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso;
l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549 e seguenti del codice
civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di
orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e di cui
a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare
momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte
professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo
degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di
formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di
lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le
apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui
l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in
questione; il volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; i
volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della protezione civile;
il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto
legislativo 1° dicembre 1997, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni;
b) "datore di lavoro": il soggetto titolare del rapporto di lavoro
con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto
dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha
la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto
esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per
datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di
gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli
casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia
gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni
tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali
viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In
caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri
sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo;
c) "azienda": il complesso della struttura organizzata dal datore di
lavoro pubblico o privato; d) "dirigente": persona che, in ragione
delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla
natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro
organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa; e)
"preposto": persona che, in ragione delle competenze professionali e
nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico
conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione
delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei
lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; f) "responsabile
del servizio di prevenzione e protezione": persona in possesso delle
capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal
datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e
protezione dai rischi; g) "addetto al servizio di prevenzione e
protezione": persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla
lettera l) del presente articolo; h) "medico competente": medico in
possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui
all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma
1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato
dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri
compiti di cui al presente decreto; i) "rappresentante dei lavoratori per
la sicurezza": persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori
per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il
lavoro; l) "servizio di prevenzione e protezione dai rischi": insieme
delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati
all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i
lavoratori; m) "sorveglianza sanitaria": insieme degli atti medici,
finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in
relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle
modalità di svolgimento dell'attività lavorativa; n) "prevenzione":
il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la
particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i
rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e
dell'integrità dell'ambiente esterno; o) "salute": stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di
malattia o d'infermità; p) "sistema di promozione della salute e
sicurezza": complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la
partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di
intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei
lavoratori; q) "valutazione dei rischi": valutazione globale e
documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti
nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività,
finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e
ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo
dei livelli di salute e sicurezza; r) "pericolo": proprietà o qualità
intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; s)
"rischio": probabilità di raggiungimento del livello potenziale di
danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o
agente oppure alla loro combinazione; t) "unità produttiva":
stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione
di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; u) "norma
tecnica": specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione
internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di
normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; v) "buone
prassi": soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa
vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate
a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione
dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte
dalle regioni, dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro (ISPESL), dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all'articolo
51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6,
previa istruttoria tecnica dell'ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia
diffusione; z) "linee guida": atti di indirizzo e coordinamento per
l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai
Ministeri, dalle Regioni, dall'ISPESL e dall'INAIL e approvati in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano; aa) "formazione": processo educativo
attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema
di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla
acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi
compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei
rischi; bb) "informazione": complesso delle attività dirette a
fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione
dei rischi in ambiente di lavoro; cc) "addestramento": complesso
delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di
attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione
individuale, e le procedure di lavoro; dd) "modello di organizzazione e di
gestione": modello organizzativo e gestionale per la definizione e
l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi
dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.
231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, comma 3, del
codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla
tutela della salute sul lavoro; ee) "organismi paritetici": organismi
costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori
di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi
privilegiate per: la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la
raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la l'assistenza
alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni
altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi
di riferimento; ff) "Responsabilità sociale delle imprese":
integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle
aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro
rapporti con le parti interessate. Articolo 3 Campo di applicazione 1. Il
presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati
e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. 2. Nei riguardi delle Forze
armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché
nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per
finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di
ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione
universitaria, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica,
degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado e dei mezzi
di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto
legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze
connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate
entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988 n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i
Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e delle riforme e
innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché, relativamente
agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa l'Arma dei
carabinieri ed il Corpo della Guardia di Finanza, gli organismi a livello
nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per
quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano
sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e
culturali. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, di concerto
con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, acquisito
il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e Bolzano, si provvede a dettare le disposizioni
necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente
decreto della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi,
di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, ed in ambito portuale, di
cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e l'armonizzazione delle
disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con
la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile
1974, n. 191 e relativi decreti di attuazione. 3. Fino alla scadenza del
termine di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative
dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al
decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272 e le disposizioni tecniche del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto
del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge
26 aprile 1974, n. 191 e dai relativi decreti di attuazione; decorso
inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al
presente decreto. 4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i
lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi
equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente
articolo. 5. Nell'ipotesi di prestatori di lavoro nell'ambito di un contratto
di somministrazione di lavoro di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto
legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e
integrazioni, fermo restando quanto specificamente previsto dal comma 5
dell'articolo 23 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, tutti gli
obblighi di prevenzione e protezione di cui al presente decreto sono a carico
dell'utilizzatore. 6. Nell'ipotesi di distacco del lavoratore di cui
all'articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni e integrazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione
sono a carico del distaccatario, fatto salvo l'obbligo a carico del distaccante
di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi
allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato. Per il
personale delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che presta servizio con rapporto di
dipendenza funzionale presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorità
nazionali, gli obblighi di cui al presente decreto sono a carico del datore di
lavoro designato dall'amministrazione, organo o autorità ospitante. 7. Nei
confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del
decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e
integrazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo
409, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presente
decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di
lavoro del committente. 8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano
prestazioni occasionali di tipo accessorio, ai sensi dell'articolo 70 e
seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni e integrazioni, il presente decreto legislativo e tutte le altre
norme speciali vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si
applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere
straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza
domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili. 9. Nei
confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n.
877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto
collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di
informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre
essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione
alle effettive mansioni assegnate. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro
fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature
devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo III. 10. A tutti i lavoratori
subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza,
mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70 e di cui
all'accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si
applicano le disposizioni di cui al Titolo VII, indipendentemente dall'ambito
in cui si svolge la prestazione stessa. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro
fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature
devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo IX. I lavoratori a
distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in
materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle
esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive
aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della
normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore
a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità
competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti
della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso
essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la
prestazione sia svolta presso il suo domicilio. Il lavoratore a distanza può
chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce l'adozione di misure dirette
a prevenire l'isolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri
lavoratori interni all'azienda, permettendogli di incontrarsi con i colleghi e
di accedere alle informazioni dell'azienda, nel rispetto di regolamenti o
accordi aziendali. 11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui
all'articolo 2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 21 e 26. 12. Nei confronti dei componenti dell'impresa familiare di cui
all'articolo 230-bis del codice civile, dei piccoli imprenditori di cui
all'articolo 2083 del codice civile e dei soci delle società semplici operanti
nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 21. 13. In considerazione della
specificità dell'attività esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel
settore agricolo, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di
concerto con il Ministro della salute e con il Ministro delle politiche
agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dall'entrata in vigore
del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla
normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e
limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei
quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo
di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad
emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi
all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente
decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più
rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi
stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalità di
attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino
esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente
periodo. Articolo 4 Computo dei lavoratori 1. Ai fini della determinazione del
numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere
particolari obblighi non sono computati: a) i collaboratori familiari di cui
all'articolo 230-bis del codice civile; b) i soggetti beneficiari delle
iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della
legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi
regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e
lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta
del mondo del lavoro; c) gli allievi degli istituti di istruzione e
universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si
faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici,
fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali; d) i
lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi
dell'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di
altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di
lavoro; e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio
ai sensi degli articoli 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, nonché prestazioni che
esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell'art. 74 del medesimo decreto. f) i
lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 ove la loro attività non
sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente; g) i
volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari
che effettuano il servizio civile; h) i lavoratori utilizzati nei lavori
socialmente utili di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e
successive modificazioni e integrazioni; i) i lavoratori autonomi di cui
all'articolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla
successiva lettera l); l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui
all'articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile, nonché i lavoratori a
progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, ove la loro
attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente; 2. I
lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro ai sensi degli
articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modificazioni e integrazioni e i lavoratori assunti a tempo parziale
ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successive
modificazioni e integrazioni, si computano sulla base del numero di ore di lavoro
effettivamente prestato nell'arco di un semestre. 3. Fatto salvo quanto
previsto dal comma 4, nell'ambito delle attività stagionali definite dal
decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive
modifiche e integrazioni, nonché di quelle individuate dai contratti collettivi
nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative, il personale in forza si computa a
prescindere dalla durata del contratto e dall'orario di lavoro effettuato. 4.
Il numero dei lavoratori impiegati per l'intensificazione dell'attività in
determinati periodi dell'anno nel settore agricolo e nell'ambito di attività
diverse da quelle indicate nel comma 3, corrispondono a frazioni di unità-lavorative-anno
(ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria CAPO II SISTEMA
ISTITUZIONALE Articolo 5 Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle
politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza
in materia di salute e sicurezza sul lavoro 1. Presso il Ministero della
salute, il Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e
per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute
e sicurezza sul lavoro. Il Comitato è presieduto dal Ministro della salute ed è
composto da: a) due rappresentanti del Ministero della salute; b) due
rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; c) un
rappresentante del Ministero dell'interno d) cinque rappresentanti delle
regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. 2. Al Comitato partecipano,
con funzione consultiva, un rappresentante dell'INAIL, uno dell'ISPESL e uno
dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). 3. Il Comitato
di cui al comma 1, al fine di garantire la più completa attuazione del
principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha il compito di: a)
stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e
sicurezza sul lavoro; b) individuare obiettivi e programmi dell'azione pubblica
di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; c)
definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di
intervento dell'azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi
a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati
regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede
comunitaria; d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello
nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) garantire lo scambio
di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l'uniformità
dell'applicazione della normativa vigente; f) individuare le priorità della
ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei
lavoratori. 4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui alle lettere
a), b), e), f) le parti sociali sono consultate preventivamente.
Sull'attuazione delle azioni intraprese è effettuata una verifica con cadenza
almeno annuale. 5. Le modalità di funzionamento del comitato sono fissate con
regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero
dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del
Ministero della salute appositamente assegnato. 6. Ai componenti del Comitato
ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun
compenso, rimborso spese o indennità di missione. Articolo 6 Commissione
consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro 1. Presso il Ministero
del lavoro e della previdenza sociale è istituita la Commissione consultiva
permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. La Commissione è composta da:
a) un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale che la
presiede; b) un rappresentante del Ministero della salute; c) un rappresentante
del Ministero dello sviluppo economico; d) un rappresentante del Ministero
dell'interno; e) un rappresentante del Ministero della difesa; f) un
rappresentante del Ministero delle infrastrutture; g) un rappresentante del
Ministero dei trasporti; h) un rappresentante del Ministero delle politiche
agricole e forestali; i) un rappresentante del Ministero della solidarietà
sociale; l) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento
per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione; m) dieci
rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano
designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano; n) dieci esperti designati delle
organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a
livello nazionale; o) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali
dei datori di lavoro, anche dell'artigianato e della piccola e media impresa,
comparativamente più rappresentative a livello nazionale. 2. Per ciascun
componente può essere nominato un supplente, il quale interviene unicamente in
caso di assenza del titolare. Ai lavori della Commissione possono altresì
partecipare rappresentanti di altre amministrazioni centrali dello Stato in
ragione di specifiche tematiche inerenti le relative competenze, con
particolare riferimento a quelle relative alla materia dell'istruzione per le
problematiche di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c). 3. All'inizio di
ogni mandato la Commissione può istituire comitati speciali permanenti, dei
quali determina la composizione e la funzione. 4. La Commissione si avvale
della consulenza degli istituti pubblici con competenze in materia di salute e
sicurezza sul lavoro e può richiedere la partecipazione di esperti nei diversi
settori di interesse. 5. I componenti della Commissione e i segretari sono
nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, su designazione
degli organismi competenti e durano in carica cinque anni. 6. Le modalità di
funzionamento della commissione sono fissate con regolamento interno da
adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le
funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale appositamente assegnato. 7. Ai componenti del Comitato
ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun
compenso, rimborso spese o indennità di missione. 8. La Commissione consultiva
permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di: a) esaminare
i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e
formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione
vigente; b) esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato di cui
all'articolo 5; c) definire le attività di promozione e le azioni di
prevenzione di cui all'articolo 11; d) validare le buone prassi in materia di
salute e sicurezza sul lavoro; e) redigere annualmente, sulla base dei dati
forniti dal sistema informativo di cui all'articolo 8, una relazione sullo
stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza e sul suo possibile
sviluppo, da trasmettere alle commissioni parlamentari competenti e ai
Presidenti delle Regioni; f) elaborare, entro e non oltre il 31 dicembre 2010,
le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di
cui all'articolo 29, comma 5, tenendo conto dei profili di rischio e degli indici
infortunistici di settore. Tali procedure vengono recepite con decreto dei
Ministeri del Lavoro e della previdenza sociale, della salute e dell'interno
acquisito il parere della Conferenza Stato, Regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano; g) definire criteri finalizzati alla definizione del
sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi di cui
all'articolo 27. Il sistema di qualificazione delle imprese è disciplinato con
decreto del Presidente della Repubblica, acquisito il parere della Conferenza
Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro
dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto; h) valorizzare sia gli
accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria,
che, in considerazione delle specificità dei settori produttivi di riferimento,
orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della
responsabilità sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai
fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente; i)
valutare le problematiche connesse all'attuazione delle direttive comunitarie e
delle convenzioni internazionali stipulate in materia di salute e sicurezza del
lavoro; l) promuovere la considerazione della differenza di genere in relazione
alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione;
m) indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui
all'articolo 30. Articolo 7 Comitati regionali di coordinamento 1. Al fine di
realizzare una programmazione coordinata di interventi nonché uniformità degli
stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all'articolo 5 e con la
Commissione di cui all'articolo 6, presso ogni regione e provincia autonoma opera
il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2007. Articolo 8 Sistema informativo
nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro 1. È istituito il Sistema
informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro al fine di
fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare
l'efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie
professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti
assicurativi pubblici, e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso
l'utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi
informativi, anche tramite l'integrazione di specifici archivi e la creazione
di banche dati unificate 2. Il Sistema informativo di cui al comma precedente è
costituito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dal Ministero
della salute, dal Ministero dell'interno, dalle regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, dall'INAIL, dall'IPSEMA e dall'ISPESL, con il contributo
del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Allo sviluppo del
medesimo concorrono gli organismi paritetici e gli istituti di settore a
carattere scientifico, ivi compresi quelli che si occupano della salute delle
donne. 3. L'INAIL
garantisce la gestione tecnica ed informatica del SINP e, a tal fine, è
titolare del trattamento dei dati, secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 4. Con decreto dei Ministri del lavoro e
della previdenza sociale e della salute, di concerto con il Ministro per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere
della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, da
emanarsi entro 180 giorni dalla data dell'entrata in vigore del presente
decreto legislativo, vengono definite le regole tecniche per la realizzazione
ed il funzionamento del SINP, nonché le regole per il trattamento dei dati.
Tali regole sono definite nel rispetto di quanto previsto dal decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, così come modificato ed integrato dal decreto
legislativo 4 aprile 2006, n. 159, e dei contenuti del Protocollo di intesa sul
Sistema Informativo Nazionale Integrato per la Prevenzione nei luoghi di lavoro.
Con il medesimo decreto sono disciplinate le speciali modalità con le quali le
forze armate e le forze di polizia partecipano al sistema informativo
relativamente alle attività operative e addestrative. Per tale finalità è
acquisita l'intesa dei Ministri della difesa, e dell'interno e dell'economia e
delle finanze. 5. La partecipazione delle parti sociali al Sistema informativo
avviene attraverso la periodica consultazione in ordine ai flussi informativi
di cui alle lettere a), b, c) e d) del successivo comma 6. 6. I contenuti dei
flussi informativi devono almeno riguardare: a) il quadro produttivo ed
occupazionale; b) il quadro dei rischi; c) il quadro di salute e sicurezza dei
lavoratori; d) il quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioni
preposte; e) il quadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni
preposte. 7. La diffusione delle informazioni specifiche è finalizzata al
raggiungimento di obiettivi di conoscenza utili per le attività dei soggetti
destinatari e degli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi
destinatari e resi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 8. Le attività di cui al presente articolo
sono realizzate dalle amministrazioni di cui al comma 2 utilizzando le
ordinarie risorse personali, economiche e strumentali in dotazione. Articolo 9
Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro 1. L'ISPESL,
l'INAIL e l'IPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze in materia di
salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attività, anche di
consulenza, in una logica di sistema con il Ministero della salute, il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano. 2.
L'ISPESL, l'INAIL e l'IPSEMA operano in funzione delle
attribuzioni loro assegnate dalla normativa vigente, svolgendo in forma
coordinata, per una maggiore sinergia e complementarietà , le seguenti
attività: a) elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di
attività; b) interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di
conferenza permanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al
sistema di sostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute
sul lavoro di cui all'articolo 2, comma 1, lettera p), per verificare
l'adeguatezza dei sistemi di prevenzione e assicurativi e per studiare e
proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli
infortuni e delle malattie professionali ; c) consulenza alle aziende, in
particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di
sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei più adatti
mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di
rischiosità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia all'individuazione
degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalità
prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel
settore e con le parti sociali; d) progettazione ed erogazione di percorsi
formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenuto conto ed in
conformità dei criteri e modalità elaborati ai sensi degli articoli 6 e 11; e)
formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e
protezione di cui all'articolo 32; f) promozione e divulgazione, della cultura
della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici,
universitari e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica,
previa stipula di apposite convenzioni con le istituzioni interessate; g)
partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per l'indirizzo e la
valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle
attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro di cui
all'articolo 5; h) consulenza alla Commissione consultiva permanente per la
salute e sicurezza del lavoro di cui all'articolo 6; i) elaborazione e raccolta
e diffusione delle buone prassi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v); l)
predisposizione delle linee guida di cui all'articolo 2, comma 1, lettera z);
m) contributo al Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di
lavoro secondo quanto previsto dall'articolo 8. 3. L'attività di consulenza di
cui alla lettera c) del comma 2, non può essere svolta dai funzionari degli
istituti di cui al presente articolo che svolgono attività di controllo e
verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. I
soggetti che prestano tale attività non possono, per un periodo di tre anni
dalla cessazione dell'incarico, esercitare attività di controllo e verifica
degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi.
Nell'esercizio dell'attività di consulenza non vi è l'obbligo di denuncia di
cui all'articolo 331 del codice di procedura penale o di comunicazione ad altre
Autorità competenti delle contravvenzioni rilevate ove si riscontrino
violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in ogni
caso, l'esercizio dell'attività di consulenza non esclude o limita la
possibilità per l'ente di svolgere l'attività di controllo e verifica degli
obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Con successivo
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro della salute per la parte concernente i funzionari dell'ISPESL, è
disciplinato lo svolgimento dell'attività di consulenza e dei relativi
proventi, fermo restando che i compensi percepiti per lo svolgimento dell'attività
di consulenza sono devoluti in ragione della metà all'ente di appartenenza e
nel resto al Fondo di cui all'articolo 52, comma 1. 4. L'INAIL fermo restando
quanto previsto dall'art. 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67, dall'art. 2,
comma 6, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dall'art. 2, comma 130, della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché da ogni altra disposizione previgente,
svolge, con la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico e ad integrazione
delle proprie competenze quale gestore dell'assicurazione obbligatoria contro
gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, i seguenti compiti oltre
a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto: a) raccoglie e
registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul
lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello
dell'evento; b) concorre, alla realizzazione di studi e ricerche sugli
infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, coordinandosi con il Ministero
della salute e con l'ISPESL; c) partecipa alla elaborazione, formulando pareri
e proposte, della normazione tecnica in materia; d) eroga, previo trasferimento
delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della
legge 27 dicembre 2007, n. 296.
In sede di prima applicazione, le relative prestazioni
sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a far data dal 1°
gennaio 2007. 5. L'Istituto
Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro ? ISPESL è Ente di
diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica,
organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. L'ISPESL è organo
tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale di ricerca,
sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione,
informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle
malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della
salute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organi
centrali dello Stato preposti ai settori della salute, dell'ambiente, del
lavoro e della produzione e le Regioni e Province autonome di Trento e di
Bolzano. 6. L'ISPESL,
nell'ambito delle sue attribuzioni istituzionali, opera avvalendosi delle
proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitarietà della azione
di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e svolge le seguenti
attività: a) svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e
programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e
delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e
tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro; b) interviene nelle materie
di competenza dell'Istituto, su richiesta degli organi centrali dello Stato e
delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei
controlli che richiedono un'elevata competenza scientifica. Ai fini della
presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi di lavoro, accertamenti e
indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro; c) è organo
tecnico-scientifico delle Autorità nazionali preposte alla sorveglianza del
Mercato ai fini del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e
salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori; d) svolge attività di
Organismo Notificato per Attestazioni di conformità relative alle Direttive per
le quali non svolge compiti relativi alla Sorveglianza del Mercato; e) è titolare
di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro
sottoposte a tale regime; f) fornisce consulenza al Ministero della salute,
agli altri Ministeri e alle regioni e province autonome in materia salute e
sicurezza del lavoro; g) fornisce assistenza al Ministero della salute e alle
regioni e alle province autonome per l'elaborazione del Piano sanitario
nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della
prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute
e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli
essenziali di assistenza in materia; h) supporta il Servizio Sanitario
Nazionale fornendo informazioni, formazione, consulenza e assistenza alle
strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza
negli ambienti di lavoro; i) svolge, congiuntamente ai servizi di prevenzione e
sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, l'attività di vigilanza sulle
strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale; l) effettua il raccordo e
la divulgazione dei risultati derivanti dalle attività di prevenzione nei
luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale; m)
partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, pareri e
proposte circa la congruità della norma tecnica non armonizzata ai requisiti di
sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente; n) assicura la
standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la
valutazione e la gestione dei rischi e per l'accertamento dello stato di salute
dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio e contribuisce
alla definizione dei limiti di esposizione; o) diffonde, previa istruttoria
tecnica, le buone prassi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v); p)
coordina il Network Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro, in qualità di Focal Point italiano nel Network informativo dell'Agenzia
Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; q) supporta l'attività
di monitoraggio del Ministero della Salute sulla applicazione dei Livelli
Essenziali di Assistenza relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro. 7. L'IPSEMA svolge, con la
finalità di ridurre il fenomeno infortunistico ed ad integrazione delle proprie
competenze quale gestore dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
sul lavoro e le malattie professionali del settore marittimo, i seguenti
compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto: a)
raccoglie e registra, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli
infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno,
escluso quello dell'evento; b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche
sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, raccordandosi con il
Ministero della salute e con l'ISPESL; c) finanzia, nell'ambito e nei limiti
delle proprie spese istituzionali, progetti di investimento e formazione in
materia di salute e sicurezza sul lavoro; d) supporta, in raccordo con le
Amministrazioni competenti in materia di salute per il settore marittimo,anche
mediante convenzioni con l'INAIL, le prestazioni di assistenza sanitaria
riabilitativa per i lavoratori marittimi anche al fine di assicurare il loro
reinserimento lavorativo; e) eroga, previo trasferimento delle necessarie
risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le
prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27
dicembre 2007, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In
sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con
riferimento agli infortuni verificatisi a far data dal 1° gennaio 2007.
Articolo 10 Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
tramite le AA.SS.LL. del SSN, il Ministero dell'interno tramite le strutture
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Istituto superiore per la
prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL), il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, il Ministero dello sviluppo economico per il settore
estrattivo, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro (INAIL), l'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), gli
organismi paritetici e gli enti di patronato svolgono, anche mediante
convenzioni, attività di informazione, e assistenza, consulenza, formazione,
promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in
particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle imprese agricole e
delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di
lavoro. Articolo 11 Attività promozionali 1. Nell'ambito della Commissione
Consultiva di cui all'articolo 6 sono definite, in coerenza con gli indirizzi
individuati dal Comitato di cui all'articolo 5, le attività promozionali della
cultura e delle azioni di prevenzione con riguardo in particolare a: a)
finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul
lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese; per l'accesso a tali
finanziamenti deve essere garantita la semplicità delle procedure; b)
finanziamento di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie
e micro imprese, ivi compresi quelli di cui all'articolo 52, comma 1, lettera
b); c) finanziamento delle attività degli istituti scolastici, universitari e
di formazione professionale finalizzata all'inserimento in ogni attività
scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell'alta formazione artistica e
coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specifici
percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a
favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel
rispetto delle autonomie didattiche. 2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si
provvede con oneri a carico delle risorse di cui all'articolo 1, comma 7 bis
della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dall'articolo 2, comma 533,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Con decreto del Ministro del lavoro, di
concerto con i Ministri dell'Economia e delle finanze, dell'istruzione e
dell'università e della ricerca, acquisito il parere della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano, si provvede al riparto annuale delle risorse tra le attività
di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 e dell'articolo 52, comma 2,
lettera d). 3. Le amministrazioni centrali e le regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze, concorrono alla
programmazione e realizzazione di progetti formativi in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, attraverso modalità operative da definirsi in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del
presente decreto legislativo. Alla realizzazione e allo sviluppo di quanto
previsto nel periodo precedente possono altresì concorrere le parti sociali,
anche mediante i fondi interprofessionali. 4. Ai fini della promozione e
divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro è facoltà degli
istituti scolastici, universitari e di formazione professionale inserire in
ogni attività scolastica ed universitaria nelle istituzioni dell'alta
formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione
professionale, percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie
scolastiche ulteriori rispetto a quelli disciplinati dal comma 1, lettera c) e
volti alle medesime finalità. Tale attività è svolta nell'ambito e nei limiti
delle risorse disponibili degli istituti. 5. Nell'ambito e nei limiti delle
risorse di cui al comma 2 trasferite dal Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, l'INAIL finanzia progetti di investimento e formazione in materia di
salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e
micro imprese e progetti volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti
di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilità
sociale delle imprese. Costituisce criterio di priorità per l'accesso al
finanziamento l'adozione da parte delle imprese delle buone passi di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera v). 6. Nell'ambito dei rispettivi compiti
istituzionali, le amministrazioni pubbliche promuovono attività specificamente
destinate ai lavoratori immigrati o alle lavoratrici, finalizzate a migliorare
i livelli di tutela dei medesimi negli ambienti di lavoro. 7. In sede di prima applicazione,
per il primo anno dall'entrata in vigore del presente decreto, le risorse di
cui all'articolo 1, comma 7 bis della legge 3 agosto 2007, n. 123, come
introdotto dall'articolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
sono utilizzate, secondo le priorità, ivi compresa una campagna straordinaria
di formazione, stabilite, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente
decreto, con accordo adottato, previa consultazione delle parti sociali, in
sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e la
province autonome di Trento e di Bolzano. Articolo 12 Interpello 1. Gli
organismi associativi a rilevanza nazionale degli enti territoriali e gli enti
pubblici nazionali, nonché, di propria iniziativa o su segnalazione dei propri
iscritti, le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i consigli nazionali
degli ordini o collegi professionali, possono inoltrare alla Commissione per
gli interpelli di cui al successivo comma, esclusivamente tramite posta
elettronica, quesiti di ordine generale sull'applicazione della normativa in
materia di salute e sicurezza del lavoro. 2. Presso il Ministero del lavoro e
della previdenza sociale è istituita la Commissione per gli interpelli composta
da due rappresentanti del Ministero del lavoro e previdenza sociale, due
rappresentanti del Ministero della salute e quattro rappresentanti delle
Regioni e Province autonome. Qualora la materia oggetto di interpello investa
competenze di altre amministrazioni pubbliche la Commissione è integrata con
rappresentanti delle stesse. 3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai
quesiti di cui al comma 1 costituiscono criteri interpretativi e direttivi per
l'esercizio delle attività di vigilanza. Articolo 13 Vigilanza 1. La vigilanza
sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per
territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, fino all'effettiva
attuazione del trasferimento di competenze da adottarsi ai sensi del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dal Ministero
dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e
le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome di Trento e di
Bolzano. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità
del presente articolo, nell'ambito delle proprie competenze, secondo quanto
previsto dai rispettivi ordinamenti. 2. Ferme restando le competenze in materia
di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo stesso personale può
esercitare l'attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in
materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività,
informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza
dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio: a) attività nel
settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori
di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e
risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento
armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio
di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti
l'impiego di esplosivi; b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori
subacquei; c) ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente
elevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, e della salute
adottato sentito il comitato di cui all'articolo 5 e previa intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alle quali il personale ispettivo
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale svolge attività di
vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e
sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio. 3. In attesa del complessivo
riordino delle competenze in tema di vigilanza sull'applicazione della
legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, restano
ferme le competenze in materia di salute e sicurezza dei lavoratori attribuite
alle autorità marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, agli uffici
di sanità aerea e marittima, alle autorità portuali ed aeroportuali, per quanto
riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in
ambito portuale ed aeroportuale nonché ai servizi sanitari e tecnici istituiti
per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i Vigili del fuoco; i
predetti servizi sono competenti altresì per le aree riservate o operative e
per quelle che presentano analoghe esigenze da individuarsi, anche per quel che
riguarda le modalità di attuazione, con decreto del Ministro competente di
concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute.
L'Amministrazione della giustizia può avvalersi dei servizi istituiti per le
Forze armate e di polizia, anche mediante convenzione con i rispettivi
Ministeri, nonché dei servizi istituiti con riferimento alle strutture
penitenziarie. 4. La vigilanza di cui al presente articolo è esercitata nel
rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7. 5. Il personale delle
pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolgono attività di
vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio
nazionale, attività di consulenza. 6.
L'importo delle somme che l'ASL, in qualità di organo di
vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ai sensi dell'articolo 21,
comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758,
integra l'apposito capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione
nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL. 7.
E' fatto salvo quanto previsto dall'articolo 64 del decreto del Presidente
della Repubblica 19 marzo 1956, n, 303. Articolo 14 Disposizioni per il
contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori 1. Al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei
lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare,
ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l'esecuzione dei lavori di
cui all'articolo 92, comma 1, lettera e) gli organi di vigilanza del Ministero
del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle
amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare
provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontrino
l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione
obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei
lavoratori presenti sul luogo di lavoro, ovvero in caso di reiterate violazioni
della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo
giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, considerando le
specifiche gravità di esposizione al rischio di infortunio, nonché in caso di
gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della
sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In
attesa della emanazione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela
della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per
l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale sono
quelle individuate nell'Allegato I. L'adozione del provvedimento di sospensione
è comunicata all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 ed al Ministero delle infrastrutture, per gli aspetti di
rispettiva competenza, al fine dell'emanazione di un provvedimento interdittivo
alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a
gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale
ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della
sospensione e comunque non superiore a due anni. Le disposizioni del presente
comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell'ambito dei cantieri
edili. Ai provvedimenti del presente articolo non si applicano le disposizioni
di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. I poteri e gli obblighi di cui al
comma 1 spettano anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali,
con riferimento all'accertamento della reiterazione delle violazioni della
disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro di cui
al comma 1. In
materia di prevenzione incendi trovano applicazione le disposizioni di cui agli
articoli 16, 19 e 20 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. 3. Il
provvedimento di sospensione può essere revocato da parte dell'organo di
vigilanza che lo ha adottato. 4. È condizione per la revoca del provvedimento
da parte dell'organo di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale di cui al comma 1: a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti
dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria; b) l'accertamento del
ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate
violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro,
riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003,
n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e reiterate violazioni della
disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; c)
il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a ? 2500 rispetto a quelle di
cui al comma 6. 5. È condizione per la revoca del provvedimento da parte
dell'organo di vigilanza delle aziende sanitarie locali di cui al comma 2: a)
l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi
di gravi e reiterate violazioni delle disciplina in materia di tutela della
salute e della sicurezza sul lavoro; b) il pagamento di una somma aggiuntiva
unica pari a ? 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6. 6. È comunque fatta
salva l'applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti. 7. L'importo delle somme
aggiuntive di cui al comma 4, lettera c), integra la dotazione del Fondo per
l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993,
n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è
destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed
irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale di cui all'articolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre
2006, n. 296. 8. L'importo
delle somme aggiuntive di cui al comma 5, lettera b), integra l'apposito
capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione nei luoghi di
lavoro. 9. Avverso i provvedimenti di sospensione di cui ai commi 1 e 2 è ammesso
ricorso, entro 30 giorni, rispettivamente, alla Direzione regionale del lavoro
territorialmente competente e al presidente della Giunta regionale, i quali si
pronunciano nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso. Decorso
inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde
efficacia. 10. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di
sospensione di cui al presente articolo è punito con l'arresto fino a sei mesi.
11. Nelle ipotesi delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro
di cui al comma 1, le disposizioni del presente articolo si applicano nel
rispetto delle competenze in tema di vigilanza in materia. CAPO III GESTIONE
DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO Sezione I Misure di tutela e obblighi Articolo
15 Misure generali di tutela 1. Le misure generali di tutela della salute e
della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono: a) la valutazione di
tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della
prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella
prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza
dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro; c) l'eliminazione
dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in
relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) il
rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella
concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella
definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di
ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; e)
la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che è pericoloso
con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del
numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; h)
l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di
lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva
rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei
lavoratori; m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per
motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra
mansione; n) informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o)
informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) informazione
e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q)
istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei
lavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenute
opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza,
anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi; u) misure
di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di
evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) uso di segnali
di avvertimento e di sicurezza; z) regolare manutenzione di ambienti,
attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in
conformità alla indicazione dei fabbricanti. 2. Le misure relative alla
sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso
comportare oneri finanziari per i lavoratori. Articolo 16 Delega di funzioni 1.
La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente
esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: a) che essa risulti da
atto scritto recante data certa; b) che il delegato possegga tutti i requisiti
di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle
funzioni delegate; c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di
organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle
funzioni delegate; d) che essa attribuisca al delegato l'autonomia di spesa
necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate. e) che la delega sia
accettata dal delegato per iscritto 2. Alla delega di cui al comma 1 deve
essere data adeguata e tempestiva pubblicità. 3. La delega di funzioni non
esclude l'obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al
corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La
vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui
all'articolo 30, comma 4. Articolo 17 Obblighi del datore di lavoro non
delegabili 1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la
valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento
previsto dall'articolo 28; b) la designazione del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione dai rischi; Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro
e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui
all'articolo 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività
secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: a) nominare il
medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi
previsti dal presente decreto legislativo. b) designare preventivamente i
lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e
lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo
grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza;
c) nell'affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle
condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; d)
fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione
individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e
il medico competente, ove presente; e) prendere le misure appropriate affinché
soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico
addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e
specifico; f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle
norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di
igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi
di protezione individuali messi a loro disposizione; g) richiedere al medico
competente l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente
decreto; h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in
caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo
grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona
pericolosa; i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al
rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le
disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l) adempiere agli
obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e
37; m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della
salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività
in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; n)
consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di
protezione della salute; o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della
sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a),
nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla
lettera q); p) elaborare il documento di cui all'articolo 26, comma 3, e, su
richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, consegnarne
tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q)
prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate
possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente
esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; r)
comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a
fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che
comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello
dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul
lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni; s)
consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui
all'articolo 50; t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione
incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo
grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all'articolo 43. Tali misure
devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda
o dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti; u) nell'ambito
dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i
lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia,
contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro;
v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione
periodica di cui all'articolo 35; z) aggiornare le misure di prevenzione in
relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini
della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione
della tecnica della prevenzione e della protezione; aa) comunicare annualmente
all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; bb)
vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l'obbligo di sorveglianza
sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il
prescritto giudizio di idoneità. 2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di
prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in merito a: a)
la natura dei rischi; b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione e
l'attuazione delle misure preventive e protettive; c) la descrizione degli impianti
e dei processi produttivi; d) i dati di cui al comma 1, lettera q), e quelli
relativi alle malattie professionali; e) i provvedimenti adottati dagli organi
di vigilanza. 3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di
manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto
legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a
pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni
scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per
effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso
gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo, relativamente ai
predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari
preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento
all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico.
Articolo 19 Obblighi del preposto 1.
In riferimento alle attività indicate all'articolo 3, i
preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: a) sovrintendere e
vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di
legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul
lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di
protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza
della inosservanza, informare i loro superiori diretti; b) verificare affinché
soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone
che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l'osservanza
delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza
e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare
il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e
immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in
materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal
richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di
lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) segnalare
tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi
e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia
ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle
quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare
appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall'articolo 37. Articolo
20 Obblighi dei lavoratori 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria
salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di
lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente
alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore di
lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a
tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le
disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e
dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed
individuale; c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze
e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di
sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi
a loro disposizione; e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al
dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle
lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui
vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza,
nell'ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l'obbligo di
cui alla successiva lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di
pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza; f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i
dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di
propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero
che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h)
partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal
datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente
decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. 3. I lavoratori
di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono
esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente
le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo
grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la
propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a
provvedervi per proprio conto. Articolo 21 Disposizioni relative ai componenti
dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori
autonomi 1. I componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del
codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi
dell'articolo 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui
all'articolo 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti
nel settore agricolo devono: a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità
alle disposizioni di cui al Titolo III b) munirsi di dispositivi di protezione
individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al Titolo
III. c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia,
contenente le proprie generalità qualora effettuino la loro prestazione in un
luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.
2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività
svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di: a) beneficiare della
sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi
restando gli obblighi previsti da norme speciali; b) partecipare a corsi di
formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati
sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui
all'articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.
Articolo 22 Obblighi dei progettisti 1. I progettisti dei luoghi e dei posti di
lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in
materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e
tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione
rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. Art. 23
Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori 1. Sono vietati la fabbricazione, la
vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro,
dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle
disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e
sicurezza sul lavoro. 2. In
caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione
alla conformità, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente,
dalla relativa documentazione. Art. 24 Obblighi degli installatori 1. Gli
installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi
tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute
e sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi
fabbricanti. Articolo 25 Obblighi del medico competente 1. Il medico
competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di
prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della
programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla
predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e
della integrità psico-fisica dei lavoratori, all'attività di formazione e
informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla
organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi
di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro.
Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di
"promozione della salute", secondo i principi della responsabilità
sociale; b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all'articolo
41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e
tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati; c)
istituisce, anche tramite l'accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di
cui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità,
una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a
sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15
lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di
custodia; d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell'incarico, la
documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di
cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196 e con salvaguardia del
segreto professionale; e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto
di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le
informazioni riguardo la necessità di conservazione; f) invia all'ISPESL,
esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio nei casi
previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazione del rapporto di
lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196. Il lavoratore interessato può chiedere copia delle predette
cartelle all'ISPESL anche attraverso il proprio medico di medicina generale; g)
fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza
sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti
a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche
dopo la cessazione della attività che comporta l'esposizione a tali agenti.
Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza; h) informa ogni lavoratore interessato dei
risultati della sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 e, a richiesta
dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria; i) comunica
per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35, al datore di
lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi
della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato
di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della
salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori; l) visita gli ambienti di
lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base
alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa
dall'annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua
annotazione nel documento di valutazione dei rischi; m) partecipa alla
programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati
gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della
sorveglianza sanitaria; n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso
dei titoli e requisiti di cui all'articolo 38 al Ministero della salute entro il
termine di sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. Articolo 26
Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione 1. Il
datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o
a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità
produttiva della stessa, nonché nell'ambito dell'intero ciclo produttivo
dell'azienda medesima: a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui
all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle
imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da
affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino
alla emanazione del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita
attraverso le seguenti modalità: 1) acquisizione del certificato di iscrizione
alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione
dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del
possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'art. 47
del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445; b)
fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici
esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di
prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. 2.
Nell'ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i
subappaltatori: a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e
protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto
dell'appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai
rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine
di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese
coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva. 3. Il datore di lavoro
committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2
elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure
adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi
da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera.
Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla
data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve
essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non
si applicano ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese
appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. 4. Ferme restando le
disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il
mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e
assicurativi, l'imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore,
nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i
quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non
risulti indennizzato ad opera dell'Istituto nazionale per l'assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell'Istituto di Previdenza per il
settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano
ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese
appaltatrici o subappaltatrici. 5. Nei singoli contratti di subappalto, di
appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della entrata
in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei
contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del
codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi
dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro
con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto.
Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del
25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro
il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale
data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello
nazionale. 6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione
dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori
pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a
valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo
del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere
specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle
caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente
comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle,
dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori
economici previsti dalla contrattazione collettiva
stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in
materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e
delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo
applicabile, il costo del lavoro e' determinato in relazione al contratto
collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.
7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006
n. 163, come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3
agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le
disposizione del presente decreto. 8. Nell'ambito dello svolgimento di attività
in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa
appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di
riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore
e l'indicazione del datore di lavoro. Articolo 27 Sistema di qualificazione
delle imprese e dei lavoratori autonomi 1. Nell'ambito della Commissione di cui
all'articolo 6, anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi
paritetici, vengono individuati settori e criteri finalizzati alla definizione
di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, con
riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base
della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso
percorsi formativi mirati. 2. Il possesso dei requisiti per ottenere la
qualificazione di cui al comma 1 costituisce elemento vincolante per la
partecipazione alle gare relative agli appalti e subappalti pubblici e per
l'accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza
pubblica, sempre se correlati ai medesimi appalti o subappalti. Sezione II
Valutazione dei rischi Articolo 28 Oggetto della valutazione dei rischi 1. La
valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta
delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici
impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare
tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli
riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche
quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo
europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di
gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla
provenienza da altri paesi. 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera
a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la
salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri
adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di
prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali
adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera
a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il
miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle
procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli
dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere
assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e)
l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e
protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello
territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del
rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i
lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità
professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3. Il
contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le
indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi
contenute nei successivi titoli del presente decreto. Articolo 29 Modalità di
effettuazione della valutazione dei rischi 1. Il datore di lavoro effettua la
valutazione ed elabora il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera
a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo 41. 2. Le
attività di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. La valutazione e il
documento di cui al comma 1 debbono essere rielaborati, nel rispetto delle
modalità di cui ai commi 1 e 2,
in occasione di modifiche del processo produttivo o
dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della
sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica,
della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o
quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A
seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere
aggiornate. 4. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) e
quello di cui all'articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l'unità
produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. 5. I datori di
lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi
di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui
all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese
successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui
all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012,
gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della
valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica
alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) e g). 6.
I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la
valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui
all'articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell'elaborazione di tali
procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4. 7.
Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attività svolte nelle
seguenti aziende: a) aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b),
c), d), f) e g); b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i
lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni
mutageni, connessi all'esposizione ad amianto; c) aziende che rientrano nel
campo di applicazione del Titolo IV del presente decreto. Articolo 30 Modelli
di organizzazione e di gestione 1. Il modello di organizzazione e di gestione
idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle
persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di
personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve
essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per
l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli
standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi
di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione
dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione
conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo
soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza,
consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle
attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e
formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al
rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei
lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni
obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e
dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e
gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione
dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1. 3. Il modello
organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e
dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, un'articolazione
di funzioni che assicuri le competenze tecniche ei poteri necessari per la
verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema
disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel
modello. 4 Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di
controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo
delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale
modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano
scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli
infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti
nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e
tecnologico. 5. In
sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti
conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della
salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British
Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui ai commi
precedenti per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di
organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione
di cui all'articolo 6. 6. L'adozione
del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle
imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi
dell'articolo 11. Sezione III Servizio di prevenzione e protezione Articolo 31
Servizio di prevenzione e protezione 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 34,
il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione
all'interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o
servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o
gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo. 2. Gli
addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma 1,
devono possedere le capacità e i requisiti professionali di cui all'articolo
32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche
dell'azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei
compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della
attività svolta nell'espletamento del proprio incarico. 3. Nell'ipotesi di
utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone
esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per
integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e protezione del servizio. 4.
Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti
che, all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, siano in possesso
dei requisiti di cui all'articolo 32. 5. Ove il datore di lavoro ricorra a
persone o servizi esterni non è per questo esonerato dalla propria
responsabilità in materia. 6. L'istituzione
del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero
dell'unità produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi: a) nelle
aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto
1999, n. 334 e successive modifiche ed integrazioni, soggette all'obbligo di
notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b)
nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli
articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 19 marzo 1995, n. 230, e successive
modificazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di
esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200
lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle
strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Nelle
ipotesi di cui al presente comma il Responsabile del servizio di prevenzione e
protezione deve essere interno. 7. Nei casi di aziende con più unità produttive
nonché nei casi di gruppi di imprese, può essere istituito un unico servizio di
prevenzione e protezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale
struttura per l'istituzione del servizio e per la designazione degli addetti e
del responsabile. Articolo 32 Capacità e requisiti professionali degli addetti
e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai
servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati
alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività
lavorative. 2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui
al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non
inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato
di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione
adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle
attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del
servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente
periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica
dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e
protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato
di cui all'articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività
tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni
sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso
quanto previsto dall'accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, serie generale, del
14 febbraio 2006, n. 37, e successive modificazioni e integrazioni. 3. Possono
altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non
essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrino di aver
svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un
datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo
svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall'accordo di cui al comma
precedente. 4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle
regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dalle università,
dall'ISPESL, dall'INAIL, o dall'IPSEMA per la parte di relativa competenza, dal
Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall'amministrazione della difesa, dalla
Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori
delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di
lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonché dai soggetti di
cui al punto 4 dell'accordo di cui al comma 2 nel rispetto dei limiti e delle
specifiche modalità ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere
individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 5. Coloro che sono in
possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, di cui
al decreto del Ministro dell'università e della ricerca 16 marzo 2007, o nelle
classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell'università e della
ricerca scientifica e tecnologica 4 agosto 2000 ovvero nella classe 4 di cui al
decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica
2 aprile 2001, ovvero di altre lauree riconosciute corrispondenti ai sensi
della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione
di cui al comma 2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere
individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 6. I responsabili e gli
addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi
di aggiornamento secondo gli indirizzi definiti nell'accordo Stato-Regioni di
cui al comma 2. È fatto salvo quanto previsto dall'articolo 34. 7. Le
competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione
di cui al presente articolo nei confronti dei componenti del servizio interno
sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma
1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni e integrazioni. 8. Negli istituti di istruzione, di formazione
professionale e universitari e nelle istituzioni dell'alta formazione artistica
e coreutica, il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei
compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi designa il
responsabile del servizio di prevenzione e protezione individuandolo tra: a) il
personale interno all'unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al
presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile; b) il personale
interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente
articolo che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti. 9. In assenza di personale di
cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi di istituti possono avvalersi in
maniera comune dell'opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di
apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli
edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in
materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero
professionista. 10. Nei casi di cui al comma 8 il datore di lavoro che si
avvale di un esperto esterno per ricoprire l'incarico di responsabile del
servizio deve comunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con
un adeguato numero di addetti. Articolo 33 Compiti del servizio di prevenzione
e protezione 1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi
professionali provvede: a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla
valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure per la sicurezza e la
salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla
base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale; b) ad elaborare,
per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all'articolo
28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le
procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; d) a proporre i
programmi di informazione e formazione dei lavoratori; e) a partecipare alle
consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché
alla riunione periodica di cui all'articolo 35; f) a fornire ai lavoratori le
informazioni di cui all'articolo 36. 2. I componenti del servizio di
prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi
lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni di cui al
presente decreto legislativo. 3. Il servizio di prevenzione e protezione è
utilizzato dal datore di lavoro. Articolo 34 Svolgimento diretto da parte del
datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo
che nei casi di cui all'articolo 32, comma 7, il datore di lavoro può svolgere
direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai
rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione,
nelle ipotesi previste nell'allegato 2 dandone preventiva informazione al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai
commi successivi. 2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui
al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e
massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro
e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle
articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall'entrata in vigore del presente
decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell'accordo di cui al periodo
precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell'articolo 3
del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell'accordo di cui al
periodo precedente. 3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma
1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto
previsto nell'accordo di cui al precedente comma. L'obbligo di cui al
precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di
cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati
dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell'articolo 95 del Decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626. Articolo 35 Riunione periodica 1. Nelle aziende e nelle
unità produttive che occupano più di 15 lavoratori, il datore di lavoro,
direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi,
indice almeno una volta all'anno una riunione cui partecipano: a) il datore di
lavoro o un suo rappresentante; b) il responsabile del servizio di prevenzione
e protezione dai rischi; c) il medico competente, ove nominato; d) il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso della riunione il
datore di lavoro sottopone all'esame dei partecipanti: a) il documento di
valutazione dei rischi; b) l'andamento degli infortuni e delle malattie
professionali e della sorveglianza sanitaria; c) i criteri di scelta, le
caratteristiche tecniche e l'efficacia dei dispositivi di protezione
individuale; d) i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei
preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro
salute. 3. Nel corso della riunione possono essere individuati: a) codici di
comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie
professionali; b) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla
base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul
lavoro. 4. La riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative
variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la
programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla
sicurezza e salute dei lavoratori. Nelle ipotesi di cui al periodo precedente,
nelle unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori è facoltà del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione di
un'apposita riunione. 5. Della riunione deve essere redatto un verbale che è a
disposizione dei partecipanti per la sua consultazione. Sezione IV Formazione,
informazione e addestramento Articolo 36 Informazione ai lavoratori 1. Il
datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata
informazione: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla
attività della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo
soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui
nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli
45 e 46; d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di
prevenzione e protezione, e del medico competente. 2. Il datore di lavoro
provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione:
a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le
normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; b) sui pericoli
connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle
schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di
buona tecnica; c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione
adottate. 3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1,
lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui
all'articolo 3, comma 9. 4. Il contenuto della informazione deve essere
facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire
le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa
avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso
informativo. Articolo 37 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 1.
Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione
sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle
conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio,
danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale,
diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo,
assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle
conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del
settore o comparto di appartenenza dell'azienda. 2. La durata, i contenuti
minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante
accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa
consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dall'entrata
in vigore del presente decreto legislativo. 3. Il datore di lavoro assicura,
altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata
in merito ai rischi specifici di cui ai Titoli del presente decreto successivi
al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di
cui al periodo che precede è definita mediante l'accordo di cui al comma 2. 4.
La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in
occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio
dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del
trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove
attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati
pericolosi. 5. L'addestramento
viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. 6. La formazione dei
lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in
relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi. 7. I
preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un'adeguata e
specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri
compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della
formazione di cui al precedente periodo comprendono: a) principali soggetti
coinvolti e i relativi obblighi; b) definizione e individuazione dei fattori di
rischio; c) valutazione dei rischi; d) individuazione delle misure tecniche,
organizzative e procedurali di prevenzione e protezione. 8. I soggetti di cui
all'articolo 21, comma 1, del presente decreto possono avvalersi dei percorsi
formativi appositamente definiti, tramite l'accordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano. 9. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione
incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di
pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di
gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un
aggiornamento periodico; in attesa dell'emanazione delle disposizioni di cui al
comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di
cui al DM 10 marzo 1998 attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626. 10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza
concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la
propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle
principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. 11. Le
modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti
minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale
e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti
coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di
rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche,
organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi
dell'attività di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della
comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui
rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione
adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva
nazionale disciplina le modalità dell'obbligo di aggiornamento periodico, la
cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano
dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50
lavoratori. 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti
deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui
all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non può comportare
oneri economici a carico dei lavoratori. 13. Il contenuto della formazione deve
essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di
acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza
sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene
previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare
utilizzata nel percorso formativo. 14. Le competenze acquisite a seguito dello
svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono
registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni e integrazioni. Il contenuto del libretto formativo è considerato
dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso
gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di
cui al presente decreto. Sezione V Sorveglianza sanitaria Articolo 38 Titoli e
requisiti del medico competente 1. Per svolgere le funzioni di medico
competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti: a)
specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori
e psicotecnica; b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei
lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale
o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; c) autorizzazione
di cui all'articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; d)
specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale. 2. I
medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a
frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito
decreto del Ministero dell'Università e della ricerca di concerto con il
Ministero della salute. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla
data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attività di medico
competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno
nell'arco dei tre anni anteriori all'entrata in vigore del presente decreto
legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono
tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante
l'espletamento di tale attività. 3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico
competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua
in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive
modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo
all'entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti dal
programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70
per cento del totale nella disciplina "medicina del lavoro e sicurezza
degli ambienti di lavoro". 4. I medici in possesso dei titoli e dei
requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nell'elenco dei medici
competenti istituito presso il Ministero della salute. Articolo 39 Svolgimento
dell'attività di medico competente 1.
L'attività di medico competente è svolta secondo i
principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione
internazionale di salute occupazionale (ICOH). 2. Il medico competente svolge
la propria opera in qualità di: a) dipendente o collaboratore di una struttura
esterna pubblica o privata, convenzionata con l'imprenditore; b) libero
professionista; c) dipendente del datore di lavoro. 3. Il dipendente di una
struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza,
non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale,
attività di medico competente. 4. Il datore di lavoro assicura al medico
competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti
garantendone l'autonomia. 5. Il medico competente può avvalersi, per
accertamenti diagnostici, della collaborazione di medici specialisti scelti in
accordo con il datore di lavoro che ne sopporta gli oneri. 6. Nei casi di aziende
con più unità produttive, nei casi di gruppi d'imprese nonché qualora la
valutazione dei rischi ne evidenzi la necessità, il datore di lavoro può
nominare più medici competenti individuando tra essi un medico con funzioni di
coordinamento. Articolo 40 Rapporti del medico competente con il Servizio
sanitario nazionale 1. Entro il primo trimestre dell'anno successivo all'anno
di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via
telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate
evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi sanitari e di
rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello
in allegato 3B. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
trasmettono le informazioni di cui al comma 1, aggregate dalle aziende
sanitarie locali, all'ISPESL. Articolo 41 Sorveglianza sanitaria 1. La
sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: a) nei casi previsti
dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonché dalle indicazioni
fornite dalla Commissione consultiva di cui all'articolo 6; b) qualora il
lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente
correlata ai rischi lavorativi. 2. La sorveglianza sanitaria comprende: a)
visita medica preventiva intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al
lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla
mansione specifica; b) visita medica periodica per controllare lo stato di
salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione
specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla
relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l'anno. Tale
periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in
funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con
provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza
sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente; c)
visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico
competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute,
suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta, al fine
di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; d) visita medica
in occasione del cambio della mansione onde verificare l'idoneità alla mansione
specifica; e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi
previsti dalla normativa vigente. 3. Le visite mediche di cui al comma 2 non
possono essere effettuate: a) in fase preassuntiva; b) per accertare stati di
gravidanza; c) negli altri casi vietati dalla normativa vigente. 4. Le visite
mediche di cui al comma 2, a
cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e
indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico
competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall'ordinamento, le visite di
cui al comma 2, lettere a), b) e d) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza
di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e
stupefacenti. 5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla
cartella sanitaria e di rischio di cui all'articolo 25, comma 1, lettera c),
secondo i requisiti minimi contenuti nell'Allegato 3A e predisposta su formato
cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall'articolo 53. 6. Il
medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al
comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica: a)
idoneità; b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o
limitazioni; c) inidoneità temporanea; d) inidoneità permanente. 7. Nel caso di
espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti
temporali di validità. 8. Dei giudizi di cui al comma 6, il medico competente
informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore. 9. Avverso i giudizi
del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di
comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente
competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la
modifica o la revoca del giudizio stesso. Articolo 42 Provvedimenti in caso di
inidoneità alla mansione specifica 1. Il datore di lavoro, anche in
considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi
di cui all'articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente
e qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica adibisce il
lavoratore, ove possibile, ad altra mansione compatibile con il suo stato di
salute. 2. Il lavoratore di cui al comma 1 che viene adibito a mansioni
inferiori conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente
svolte, nonché la qualifica originaria. Qualora il lavoratore venga adibito a
mansioni equivalenti o superiori si applicano le norme di cui all'articolo 2103
del codice civile, fermo restando quanto previsto dall'articolo 52 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Sezione VI Gestione delle emergenze Articolo
43 Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 18,
comma 1, lettera t), il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con
i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta
antincendio e gestione dell'emergenza; b) designa preventivamente i lavoratori
di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b); c) informa tutti i lavoratori che
possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure
predisposte e i comportamenti da adottare; d) programma gli interventi, prende
i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo
grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività,
o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; e) adotta
i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo
grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e
nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa
prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo,
tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. 2. Ai fini
delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene
conto delle dimensioni dell'azienda e dei rischi specifici dell'azienda o della
unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all'articolo 46.
3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione.
Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di
attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici
dell'azienda o dell'unità produttiva. 4. Il datore di lavoro deve, salvo
eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di
riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un
pericolo grave ed immediato. Articolo 44 Diritti dei lavoratori in caso di
pericolo grave e immediato 1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave,
immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da
una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto
da qualsiasi conseguenza dannosa. 2. Il lavoratore che, in caso di pericolo
grave e immediato e nell'impossibilità di contattare il competente superiore
gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può
subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave
negligenza. Articolo 45 Primo soccorso 1. Il datore di lavoro, tenendo conto
della natura della attività e delle dimensioni dell'azienda o della unità
produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti
necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza,
tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e
stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto
dei lavoratori infortunati. 2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di
primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione,
individuati in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori
occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal decreto ministeriale 15
luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali di adeguamento
acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3. Con appositi decreti
ministeriali, acquisito il parere della Conferenza permanente, acquisito il
parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, vengono definite le modalità di
applicazione in ambito ferroviario del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n.
388 e successive modificazioni. Articolo 46 Prevenzione incendi 1. La
prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di
esclusiva competenza statuale, nel rispetto delle competenze previste
dall'articolo 117 della Costituzione e dagli statuti delle regioni a statuto
speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di salute
e sicurezza del lavoro, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi
uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana,
di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente. 2. Nei luoghi
di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate
idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei
lavoratori. 3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo
2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al
presente decreto, i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza
sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei
quali sono definiti: a) i criteri diretti atti ad individuare: 1) misure intese
ad evitare l'insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora
esso si verifichi; 2) misure precauzionali di esercizio; 3) metodi di controllo
e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; 4) criteri per
la gestione delle emergenze; b) le caratteristiche dello specifico servizio di
prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale
addetto e la sua formazione. 4. Fino all'emanazione dei decreti di cui al comma
3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per
la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro
dell'interno 10 marzo 1998. 5. Al fine di favorire il miglioramento dei livelli
di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, ed ai sensi della lettera h) del
comma 2 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, con decreto del Ministro
dell'interno sono istituiti, presso ogni direzione regionale dei vigili del
fuoco, dei nuclei specialistici per l'effettuazione di una specifica attività
di assistenza alle aziende. Il medesimo decreto contiene le procedure per
l'espletamento della attività di assistenza. 6. In relazione ai principi
di cui ai commi precedenti, ogni disposizione contenuta nel presente decreto
legislativo, concernente aspetti di prevenzione incendi, sia per l'attività di
disciplina che di controllo, deve essere riferita agli organi centrali e
periferici del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
difesa civile, di cui agli articoli 1 e 2, del decreto legislativo 8 marzo
2006, n. 139. Restano ferme le rispettive competenze di cui all'articolo 13 di
cui al presente decreto. Sezione VII Consultazione e partecipazione dei
rappresentanti dei lavoratori Articolo 47 Rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza 1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è istituito a
livello territoriale, aziendale e di sito produttivo. L'elezione dei
rappresentanti per la sicurezza, salvo diverse determinazioni in sede di
contrattazione collettiva, avviene di norma in
un'unica giornata su tutto il territorio nazionale, come individuata con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori di
lavoro e dei lavoratori. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità
di attuazione del presente comma. 2.
In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o
designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. Nelle aziende o
unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al
loro interno oppure è individuato per più aziende nell'ambito territoriale o
del comparto produttivo secondo quanto previsto dall'articolo 48. 4. Nelle
aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle
rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il
rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. 5. Il
numero, le modalità di designazione o di elezione del rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli
strumenti per l'espletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di
contrattazione collettiva. 6. L'elezione dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di
comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della
giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata,
nell'ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il
Ministro della salute, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro
e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Con
il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente
comma. 7. In
ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di cui al comma 2 è il seguente:
a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200
lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori; c)
sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000
lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è aumentato nella
misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva. 8. Qualora non si proceda alle elezioni previste
dai commi 3 e 4, le funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
sono esercitate dai rappresentanti di cui agli articoli 48 e 49, salvo diverse
intese tra le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Articolo 48
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale 1. Il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di cui all'articolo
47, comma 3, esercita le competenze del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza di cui all'articolo 50 e i termini e con le modalità ivi previste con
riferimento a tutte le aziende o unità produttive del territorio o del comparto
di competenza nelle quali non sia stato eletto o designato il rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza. 2. Le modalità di elezione o designazione del
rappresentante di cui al comma 1 sono individuate dagli accordi collettivi
nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei
datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul
piano nazionale. In mancanza dei predetti accordi, le modalità di elezione o
designazione sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, sentite le associazioni di cui al primo periodo. 3. Tutte
le aziende o unità produttive nel cui ambito non è stato eletto o designato il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza partecipano al Fondo di cui
all'articolo 52. 4. Per l'esercizio delle proprie attribuzioni, il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale accede ai luoghi di
lavoro nel rispetto delle modalità e del termine di preavviso individuati dagli
accordi di cui al comma 2. Il termine di preavviso non opera in caso di
infortunio grave. In tale ultima ipotesi l'accesso avviene previa segnalazione
all'organismo paritetico. 5. Ove l'azienda impedisca l'accesso, nel rispetto
delle modalità di cui al presente articolo, al rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza territoriale, questi lo comunica all'organismo paritetico o,
in sua mancanza, all'organo di vigilanza territorialmente competente. 6. L'organismo paritetico o,
in mancanza, il Fondo di cui all'articolo 52 comunica alle aziende e ai
lavoratori interessati il nominativo del rappresentante della sicurezza
territoriale. 7. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale
ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza
concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la
propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle
principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Le modalità,
la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza territoriale sono stabiliti in sede di
contrattazione collettiva secondo un percorso
formativo di almeno 64 ore iniziali, da effettuarsi entro 3 mesi dalla data di
elezione o designazione, e 8 ore di aggiornamento annuale. 8. L'esercizio delle funzioni
di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale è incompatibile
con l'esercizio di altre funzioni sindacali operative. Articolo 49
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo 1.
Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sono
individuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dalla
compresenza di più aziende o cantieri: a) i porti di cui all'articolo 4, comma
1, lettere b), c) e d) della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sedi di autorità
portuale nonché quelli sede di autorità marittima da individuare con decreto
dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dei trasporti da emanare
entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto; b) centri
intermodali di trasporto di cui alla direttiva del Ministro dei trasporti del
18 ottobre 2006, n. 3858; c) impianti siderurgici; d) cantieri con almeno
30.000 uomini-giorno, intesa quale entità presunta dei cantieri, rappresentata
dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi,
previste per la realizzazione di tutte le opere; e) contesti produttivi con
complesse problematiche legate alla interferenza delle lavorazioni e da un
numero complessivo di addetti mediamente operanti nell'area superiore a 500. 2.
Nei contesti di cui al comma precedente il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza di sito produttivo è individuato, su loro iniziativa, tra i
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle aziende operanti nel sito
produttivo. 3. La contrattazione collettiva stabilisce
le modalità di individuazione di cui al comma 2 nonché le modalità secondo cui
il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo esercita
le attribuzioni di cui all'articolo 50 in tutte le aziende o cantieri del sito
produttivo in cui non vi siano rappresentanti per la sicurezza e realizza il
coordinamento tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del medesimo
sito. Articolo 50 Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza 1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza: a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b)
è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei
rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della
prevenzione nella azienda o unità produttiva; c) è consultato sulla
designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla
attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi
di lavoro e del medico competente; d) è consultato in merito all'organizzazione
della formazione di cui all'articolo 37; e) riceve le informazioni e la
documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di
prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati
pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti
di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali; f) riceve le
informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; g) riceve una formazione
adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall'articolo 37; h)
promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di
prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori; i)
formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle
autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito; l) partecipa alla
riunione periodica di cui all'articolo 35; m) fa proposte in merito alla
attività di prevenzione; n) avverte il responsabile della azienda dei rischi
individuati nel corso della sua attività; o) può fare ricorso alle autorità
competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi
adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle
non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. 2. Il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo
necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché
dei mezzi e degli spazi necessari per l'esercizio delle funzioni e delle
facoltà riconosciutegli, anche tramite l'accesso ai dati, di cui all'articolo
18, comma 1, lettera q), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire
pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi
confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le
rappresentanze sindacali. 3. Le modalità per l'esercizio delle funzioni di cui
al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva
nazionale. 4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua
richiesta e per l'espletamento della sua funzione, riceve copia del documento
di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a). 5. I rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro
committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per
l'espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione
dei rischi di cui all'articolo 26, comma 3. 6. Il rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle
informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento
di valutazione dei rischi di cui all'articolo 26, comma 3, nonché al segreto in
ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle
funzioni. 7. L'esercizio
delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è
incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di
prevenzione e protezione. Articolo 51 Organismi paritetici 1. A livello territoriale sono
costituiti gli organismi paritetici di cui all'articolo 2, comma 1, lettera
ee). 2. Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva,
gli organismi di cui al comma 1 sono prima istanza di riferimento in merito a
controversie sorte sull'applicazione dei diritti di rappresentanza,
informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti. 3. Gli organismi
paritetici possono supportare le imprese nell'individuazione di soluzioni
tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della
salute e sicurezza sul lavoro; 4. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli
organismi bilaterali o partecipativi previsti da accordi interconfederali, di
categoria, nazionali, territoriali o aziendali. 5. Agli effetti dell'articolo 9
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di cui al comma 1
sono parificati ai soggetti titolari degli istituti della partecipazione di cui
al medesimo articolo. 6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purché
dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute
e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei
territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalità
di cui al comma 3. 7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al
Comitato di cui all'articolo 7 una relazione annuale sull'attività svolta. 9.
Gli organismi paritetici comunicano alle aziende di cui all'articolo 48, comma
2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
territoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi di
vigilanza territorialmente competenti. Articolo 52 Sostegno alla piccola e
media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e
alla pariteticità 1. Presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL) è costituito il fondo di sostegno alla piccola e
media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e
alla pariteticità. Il fondo opera a favore delle realtà in cui la contrattazione
nazionale o integrativa non preveda o costituisca sistemi di rappresentanza dei
lavoratori e di pariteticità migliorativi o, almeno, di pari livello ed ha
quali obiettivi il: a) sostegno ed il finanziamento, in misura non inferiore al
cinquanta per cento delle disponibilità del Fondo, delle attività delle
rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza territoriali, anche con
riferimento alla formazione; b) finanziamento della formazione dei datori di
lavoro delle piccole e medie imprese, dei piccoli imprenditori di cui
all'articolo 2083 del codice civile, dei lavoratori stagionali del settore
agricolo e dei lavoratori autonomi; c) sostegno delle attività degli organismi
paritetici. 2. Il fondo di cui al comma 1 è finanziato: a) da un contributo delle
aziende di cui all'articolo 48, comma 3, in misura pari a due ore lavorative annue
per ogni lavoratore occupato presso l'azienda ovvero l'unità produttiva; b)
dalle entrate derivanti dall'irrogazione delle sanzioni previste dal presente
decreto per la parte eccedente quanto riscosso a seguito dell'irrogazione delle
sanzioni previste dalla previgente normativa abrogata dal presente decreto nel
corso dell'anno 2007, incrementato del 10%; c) con una quota parte delle
risorse di cui all'articolo 9, comma 3; d) relativamente all'attività formative
per le piccole e medie imprese di cui al comma 1, lettera b), anche dalle
risorse di cui all'articolo 11, comma 2. 3. Con decreto del Ministro del lavoro
e della previdenza sociale e del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell'Economia e delle Finanze, adottato, previa intesa con le
associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, sono
definiti le modalità di funzionamento del fondo di cui al comma 1, i criteri di
riparto delle risorse tra le finalità di cui al medesimo comma nonché il
relativo procedimento amministrativo e contabile di alimentazione. 4. Il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale redige una
relazione annuale sulla attività svolta, da inviare al Fondo. Sezione VIII
Documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle
malattie professionali Articolo 53 Tenuta della documentazione 1. È consentito
l'impiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per la memorizzazione
di qualunque tipo di documentazione prevista dal presente decreto legislativo.
2. Le modalità di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione
della predetta documentazione devono essere tali da assicurare che: a)
l'accesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ciò
espressamente abilitati dal datore di lavoro; b) la validazione delle
informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in
funzione della natura dei dati; c) le operazioni di validazione dei dati di cui
alla lettera b) siano univocamente riconducibili alle persone responsabili che
le hanno effettuate mediante la memorizzazione di codice identificativo
autogenerato dagli stessi; d) le eventuali informazioni di modifica, ivi
comprese quelle inerenti alle generalità e ai dati occupazionali del
lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle già memorizzate; e) sia possibile
riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singoli documenti, ove previsti
dal presente decreto legislativo, le informazioni contenute nei supporti di
memoria; f) le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti
informatici di memoria e siano implementati programmi di protezione e di
controllo del sistema da codici virali; g) sia redatta, a cura dell'esercente
del sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente descritte le
operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo. Nella procedura non
devono essere riportati i codici di accesso. 3. Nel caso in cui le attività del
datore di lavoro siano articolate su vari sedi geografiche o organizzate in
distinti settori funzionali, l'accesso ai dati può avvenire mediante reti di
comunicazione elettronica, attraverso la trasmissione della password in
modalità criptata e fermo restando quanto previsto al comma 2 relativamente
alla immissione e validazione dei dati da parte delle persone responsabili. 4.
La documentazione, sia su supporto cartaceo che informatico, deve essere
custodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di
protezione dei dati personali. 5. Tutta la documentazione rilevante in materia
di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e tutela delle condizioni di lavoro
può essere tenuta su unico supporto cartaceo o informatico. Ferme restando le
disposizioni relative alla valutazione dei rischi, le modalità per l'eventuale
eliminazione o per la tenuta semplificata della documentazione di cui al
periodo che precede sono definite con successivo decreto, adottato, previa
consultazione delle parti sociali, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. 6. Fino
ai sei mesi successivi all'emanazione del decreto interministeriale di cui
all'articolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni
relative al registro infortuni ed ai registri degli esposti ad agenti
cancerogeni e biologici. Articolo 54 Comunicazioni e trasmissione della
documentazione 1. La trasmissione di documentazione e le comunicazioni a enti o
amministrazioni pubbliche, comunque previste dal presente decreto legislativo
possono avvenire tramite sistemi informatizzati, nel formato e con le modalità
indicati dalle strutture riceventi. CAPO IV DISPOSIZIONI PENALI SEZIONE I
SANZIONI Articolo 55 Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 1. E'
punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro il
datore di lavoro: a) che omette la valutazione dei rischi e l'adozione del
documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) ovvero che lo adotta in
assenza degli elementi di cui alle lettere a), b), d) ed f) dell'articolo 28 e
che viola le disposizioni di cui all'articolo 18, lettere q) e z) prima parte;
b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e
protezione ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b), salvo il caso
previsto dall'articolo 34; 2. Nei casi previsti al comma 1, lett. a), si
applica la pena dell'arresto da sei mesi a un anno e sei mesi se la violazione
è commessa: a) nelle aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b),
c), d), f; b) in aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori
a rischi biologici di cui all'articolo 268, comma 1, lettere c) e d), da
atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attività di manutenzione,
rimozione smaltimento e bonifica di amianto; c) per le attività disciplinate
dal Titolo IV caratterizzate dalla compresenza di più imprese e la cui entità
presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno. 3. E' punito con
l'ammenda da 3.000 a
9.000 euro il datore di lavoro che non redige il documento di cui all'articolo
17, comma 1, lettera a), secondo le modalità di cui all'articolo 29, commi 1, 2
e 3, nonché nei casi in cui nel documento di valutazione dei rischi manchino
una o più delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma 2, lettere c) ed e).
4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da due a
quattro mesi o con l'ammenda da 800
a 3.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma
1, lett. b), e), g), i), m), n), o), p), 34, comma 3, 36, commi 1, 2 e 3, 43,
comma 1, lett. a), b) e c); b) con l'arresto tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la
violazione degli articoli 18, commi 1, lett. d), h), e v), e 2, 26, comma 1,
lett. b), 43, comma 1, lett. d) ed e), 45, comma 1, 46, comma 2; c) con
l'arresto tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la
violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. c). Nei casi previsti dal comma 2,
si applica la pena dell'arresto da quattro a otto mesi; d) con l'arresto da
quattro a otto mesi o con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro per la violazione degli
articoli 26, comma 1, e 2, lettere a) e b), 34, commi 1 e 2, 37, commi 1, 4, 6,
7, 8 e 9; e) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la
violazione degli articoli 18, comma 1, lettera l) e 43, comma 4; f) con
l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.000 a 10.000 euro per non
aver provveduto alla nomina di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) g) con
la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 4.500 euro per la
violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. bb); h) con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 2.500
a 10.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma
1, lett. u), 29, comma 4, e 35, comma 2; i) con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 2.500 a
7.500 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. r), con
riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni; l) con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 1.000
a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 18, comma
1, lett. r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno; m) con la
sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso
di violazione dell'articolo 26, comma 8. n) con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 1.000 a
euro 3.000 in
caso di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera s); o) con la sanzione
amministrativa pecuniaria di euro 500 in caso di violazione dall'articolo 18,
comma 1, lettera aa). 5. L'applicazione
della sanzione di cui al comma 4, lettera h) esclude l'applicazione delle
sanzioni conseguenti alla violazione dell'articolo 53 del decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Articolo 56 Sanzioni per
il preposto 1. I preposti sono puniti nei limiti dell'attività alla quale sono
tenuti in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: a) con
l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da 500 a 2.000 euro per la
violazione dell'articolo 19, comma 1, lett. a), e), f); b) con l'arresto sino a
un mese o con l'ammenda da 300
a 900 euro per la violazione dell'articolo 19, comma 1,
lett. b), c), d); c) con l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell'articolo
19, comma 1, lett. g). Articolo 57 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i
fornitori e gli installatori 1. I progettisti che violano il disposto
dell'articolo 22 sono puniti con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 600 a 2.000 euro. 2. I
fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dell'articolo 23 sono puniti
con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 15.000 a 45.000 euro. 3.
Gli installatori che violano il disposto dell'articolo 24 sono puniti con
l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 1.000 a 3.000 euro.
Articolo 58 Sanzioni per il medico competente 1. Il medico competente è punito:
a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 500 a 2.500 euro per la
violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. d), e) e f); b) con l'arresto fino
a due mesi o con l'ammenda da 1.000
a 4.500 euro per la violazione dell'articolo 25, comma
1, lett. b), c), g); c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 1.000 a 5.000 euro per la
violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. l); d) con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 1.000
a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 25, comma
1, lett. h), i) e m) e per la violazione dell'articolo 41, comma 5; e) con la
sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.500 euro per la violazione
dell'articolo 40, comma 1. Articolo 59 Sanzioni per i lavoratori 1. I
lavoratori sono puniti: a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per la
violazione dell'articolo 20, comma 2, lett. b), c), d), e), f), g), h), i); b)
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la
violazione dell'articolo 20 comma 3; la stessa sanzione si applica ai
lavoratori autonomi di cui alla medesima disposizione. Articolo 60 Sanzioni per
i componenti dell'impresa familiare, i lavoratori autonomi, i piccoli
imprenditori e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo 1. I
soggetti di cui all'articolo 21 sono puniti: a) con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 300 a
2.000 euro per la violazione dell'articolo 21, comma 1, lettere a) e b); b) con
la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell'articolo
21, comma 1, lettera c). SEZIONE II DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE
Articolo 61 Esercizio dei diritti della persona offesa 1. In caso di esercizio
dell'azione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali
colpose, se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbia
determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne dà immediata
notizia all'INAIL ed all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, ai
fini dell'eventuale costituzione di parte civile e dell'azione di regresso. 2.
Le organizzazioni sindacali e la associazioni dei familiari delle vittime di
infortuni sul lavoro hanno facoltà di esercitare i diritti e le facoltà della
persona offesa di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, con
riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione
degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano
determinato una malattia professionale. TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Capo I
Disposizioni generali Articolo 62 Definizioni 1. Ferme restando le disposizioni
di cui al titolo I, unicamente ai fini dell'applicazione del presente titolo,
si intendono per luoghi di lavoro: a) i luoghi destinati a ospitare posti di
lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni
altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore
nell'ambito del proprio lavoro; b) i campi, i boschi e altri terreni facenti
parte di un'azienda agricola o forestale. 2. Le disposizioni di cui al presente
titolo non si applicano: a) ai mezzi di trasporto; b) ai cantieri temporanei o
mobili; c) alle industrie estrattive; d) ai pescherecci. Articolo 63 Requisiti
di salute e di sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai
requisiti indicati nell'allegato IV. 2. I luoghi di lavoro devono essere
strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili. 3. L'obbligo di cui al comma 2
vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i
gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati ed occupati direttamente da
lavoratori disabili. 4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai
luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono
essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l'utilizzazione dei
servizi sanitari e di igiene personale. 5. Ove vincoli urbanistici o architettonici
ostino agli adempimenti di cui al comma 1 il datore di lavoro, previa
consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e previa
autorizzazione dell'organo di vigilanza territorialmente competente, adotta le
misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente. 6. I
requisiti di sicurezza e di salute relativi a campi, boschi e altri terreni
facenti parte di una azienda agricola o forestale, sono specificati nel punto 7
dell'allegato IV. Articolo 64 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di
lavoro provvede affinché: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di
cui all'articolo 63, commi 1, 2 e 3; b) le vie di circolazione interne o
all'aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza
siano sgombre allo scopo di consentirne l'utilizzazione in ogni evenienza; c) i
luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare
manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i
difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei
lavoratori; d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano
sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate;
e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o
all'eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al
controllo del loro funzionamento. Articolo 65 Locali sotterranei o
semisotterranei 1. È vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o
semisotterranei. 2. In
deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro
locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari
esigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurare
idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima. 3. L'organo di vigilanza può
consentire l'uso dei locali chiusi sotterranei o semisotterranei anche per
altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette
lavorazioni non diano luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano
rispettate le norme del presente decreto legislativo e si sia provveduto ad
assicurare le condizioni di cui al comma 2. Articolo 66 Lavori in ambienti
sospetti di inquinamento 1. È vietato consentire l'accesso dei lavoratori in
pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e
recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas
deleteri, senza che sia stata previamente accertata l'assenza di pericolo per
la vita e l'integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo
risanamento dell'atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando
possa esservi dubbio sulla pericolosità dell'atmosfera, i lavoratori devono
essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro
e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L'apertura di accesso a
detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l'agevole recupero
di un lavoratore privo di sensi. Articolo 67 Notifiche all'organo di vigilanza
competente per territorio 1. La costruzione e la realizzazione di edifici o
locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché gli ampliamenti e le
ristrutturazioni di quelli esistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della
normativa di settore ed essere notificati all'organo di vigilanza competente
per territorio. 2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti
considerati nella valutazione e relativi: a) alla descrizione dell'oggetto
delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse; b)
alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti. L'organo di
vigilanza territorialmente competente può chiedere ulteriori dati e prescrivere
modificazioni in relazione ai dati notificati. 3. La notifica di cui al
presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove è prevista la presenza di
più di tre lavoratori. 4. La notifica di cui al presente articolo è valida ai
fini delle eliminazioni e delle semplificazioni di cui all'articolo 53, comma
5. CAPO II Sanzioni Articolo 68 Sanzioni per il datore di lavoro 1. Il datore
di lavoro è punito: a) con l'arresto da sei a dodici mesi o con l'ammenda da 4.000 a 16.000 euro per la
violazione dell'articolo 66; b) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda
da 2.000 a
10.000 euro per la violazione degli articoli 64 e 65, commi 1 e 2; c) con la
sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 2.500 euro per la violazione
dell'articolo 67, commi 1 e 2. TITOLO III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E
DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Capo I Uso delle attrezzature di
lavoro Articolo 69 Definizioni 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al
presente titolo si intende per: a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina,
apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro;
b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa
ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio,
l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la
pulizia, il montaggio, lo smontaggio; c) zona pericolosa: qualsiasi zona
all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la
presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza
dello stesso; d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi
interamente o in parte in una zona pericolosa; e) operatore: il lavoratore
incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro; Articolo 70 Requisiti di
sicurezza 1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe
a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche
disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive
comunitarie di prodotto. 2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di
disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a
disposizione dei lavoratori antecedentemente all'emanazione di norme
legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di
prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui
all'allegato V. 3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma
precedente le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei
decreti ministeriali emanati ai sensi dell'art. 395 del Decreto Presidente
della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell'articolo 28 del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626. 4. Qualora gli organi di vigilanza,
nell'espletamento delle loro funzioni ispettive, in materia di salute e sicurezza
sui luoghi di lavoro, accertino che un'attrezzatura di lavoro messa a
disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in
servizio ai sensi della Direttiva di prodotto, in tutto o in parte, risulta non
rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle
disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 2, ne informano
immediatamente l'autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per
tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del
decreto legislativo 19 dicembre1994 n. 758 vengono espletate: a) dall'organo di
vigilanza che ha rilevato la non rispondenza in sede di utilizzo, nei confronti
del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura oggetto dell'accertamento,
mediante apposita prescrizione a rimuovere la situazione di rischio determinata
dalla mancata rispondenza ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza; b)
dall'organo di vigilanza territorialmente competente, nei confronti del
fabbricante e dei soggetti della catena della distribuzione, alla conclusione
dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorità nazionale per la
sorveglianza del mercato. Articolo 71 Obblighi del datore di lavoro 1. Il
datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai
requisiti di cui all'articolo precedente, idonee ai fini della salute e
sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono
essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento
delle direttive comunitarie. 2. All'atto della scelta delle attrezzature di
lavoro, il datore di lavoro prende in considerazione: a) le condizioni e le
caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere; b) i rischi presenti
nell'ambiente di lavoro; c) i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature
stesse d) i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in
uso. 3. Il datore di lavoro, al fine di ridurre al minimo i rischi connessi
all'uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature
possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non
sono adatte, adotta adeguate misure tecniche ed organizzative, tra le quali
quelle dell'Allegato VI. 4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) le attrezzature di lavoro siano: 1. installate ed utilizzate in conformità
alle istruzioni d'uso; 2. oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire
nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all'articolo
precedente e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d'uso e
libretto di manutenzione; 3. assoggettate alle misure di aggiornamento dei
requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento
regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all'articolo 18,
comma1, lettera z), del presente decreto; b) siano curati la tenuta e
l'aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui
lo stesso è previsto. 5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite
all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1996, n. 459, per migliorarne le condizioni di sicurezza non configurano
immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo periodo, del
predetto decreto, sempre che non comportino modifiche delle modalità di
utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore. 6. Il datore di lavoro
prende le misure necessarie affinché il posto di lavoro e la posizione dei
lavoratori durante l'uso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e
rispondano ai principi dell'ergonomia. 7. Qualora le attrezzature richiedano
per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai
loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie
affinché: a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo
scopo incaricati che abbiano ricevuto una formazione adeguata e specifica; b)
in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori
interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti.
8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro provvede
affinché: a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle
condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione
e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un
nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne
l'installazione corretta e il buon funzionamento, b) le attrezzature soggette a
influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a
situazioni pericolose siano sottoposte: 1. a controlli periodici, secondo frequenze
stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme
di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona
prassi; 2. a
controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni
di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere
conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro,
quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi
prolungati di inattività. c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti
ad assicurare il buono stato di conservazione e l'efficienza a fini di
sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona
competente. 9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere
riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono
essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. 10.
Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori
della sede dell'unità produttiva devono essere accompagnate da un documento
attestante l'esecuzione dell'ultimo controllo con esito positivo. 11 Oltre a
quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di
lavoro riportate in allegato VII a prima verifica da parte dell'ISPESL e,
successivamente, a verifiche periodiche da parte delle ASL. La periodicità di
tali verifiche è definita nell'allegato VII. Le verifiche sono onerose e le
spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro. 12. Per
l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l'ISPESL possono
avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti
privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e
rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione. 13. Le
modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'allegato VII,
nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al
comma precedente sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale e del Ministro della Salute, di concerto con la Conferenza
permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di
Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente
decreto. 14. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
sentiti i Ministri della salute e dello sviluppo economico, d'intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di
Trento e di Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui all'articolo 6
del presente decreto legislativo, vengono apportate le modifiche all'Allegato
VII relativamente all'elenco delle attrezzature di lavoro da sottoporre alle
verifiche di cui al comma 11. Articolo 72 Obblighi dei noleggiatori e dei
concedenti in uso 1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione
finanziaria attrezzature di lavoro di cui all'articolo 70, comma 2, deve
attestare, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi, al
momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione
finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V. 2. Chiunque
noleggi o conceda in uso ad un datore di lavoro attrezzature di lavoro senza
conduttore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di
conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza. Dovrà altresì
acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della
concessione dell'attrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro che
riporti l'indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso,
i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presente
titolo. Articolo 73 Informazione e formazione 1. Nell'ambito degli obblighi di
cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinché per ogni
attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell'uso
dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una
formazione adeguata in rapporto alla sicurezza relativamente: a) alle
condizioni di impiego delle attrezzature; b) alle situazioni anormali
prevedibili. 2. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori
sui rischi cui sono esposti durante l'uso delle attrezzature di lavoro, sulle
attrezzature di lavoro presenti nell'ambiente immediatamente circostante, anche
se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature.
3. Le informazioni e le istruzioni d'uso devono risultare comprensibili ai
lavoratori interessati. 4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori
incaricati dell'uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e
responsabilità particolari di cui all'articolo 71, comma 7, ricevano una
formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l'utilizzo delle
attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano
essere causati ad altre persone. 5.
In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le
attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione
degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione,
i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di
validità della formazione. Capo II Uso dei dispositivi di protezione
individuale Articolo 74 Definizioni 1. Si intende per dispositivo di protezione
individuale, di seguito denominato "DPI", qualsiasi attrezzatura
destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo
contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute
durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
2. Non costituiscono DPI: a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non
specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;
b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio; c) le attrezzature
di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del
personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico; d) le
attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;
e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non
per attività lavorative ; f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;
g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori
nocivi. Articolo 75 Obbligo di uso 1. I DPI devono essere impiegati quando i
rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche
di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da
misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Articolo 76
Requisiti dei DPI 1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto
legislativo 4 dicembre 1992 n. 475, e sue successive modifiche ed integrazioni.
2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre: a) essere adeguati ai rischi da
prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore; b) essere adeguati
alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze
ergonomiche o di salute del lavoratore; d) poter essere adattati
all'utilizzatore secondo le sue necessità. 3. In caso di rischi multipli
che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro
compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria
efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Articolo 77
Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei
DPI: a) effettua l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere
evitati con altri mezzi; b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie
affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto
delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI; c)
valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal
fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul
mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b); d) aggiorna la
scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di
valutazione. 2. Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d'uso fornite
dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato,
specie per quanto riguarda la durata dell'uso, in funzione di: a) entità del
rischio; b) frequenza dell'esposizione al rischio; c) caratteristiche del posto
di lavoro di ciascun lavoratore; d) prestazioni del DPI. 3. Il datore di
lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui all'articolo 79, comma
2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall'articolo 76.
4. Il datore di lavoro: a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le
condizioni d'igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni
necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante; b)
provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi
specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante; c)
fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori; d) destina ogni DPI ad un
uso personale e, qualora le circostanze richiedano l'uso di uno stesso DPI da
parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun
problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori; e) informa preliminarmente
il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge; f) rende disponibile
nell'azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI; g)
stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell'utilizzo, per la
riconsegna e il deposito dei DPI; h) assicura una formazione adeguata e
organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l'uso corretto e
l'utilizzo pratico dei DPI. 5.
In ogni caso l'addestramento è indispensabile: a) per
ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475,
appartenga alla terza categoria; b) per i dispositivi di protezione dell'udito.
Articolo 78 Obblighi dei lavoratori 1. In ottemperanza a quanto previsto
dall'articolo 20, comma 2, lettera h), i lavoratori si sottopongono al
programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei
casi ritenuti necessari ai sensi dell'articolo 68, commi 4, lettera h), e 5. 2. In ottemperanza a quanto
previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI
messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione
ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato. 3. I
lavoratori: a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione; b) non
vi apportano modifiche di propria iniziativa. 4. Al termine dell'utilizzo i
lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. 5.
I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al
preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a
loro disposizione. Articolo 79 Criteri per l'individuazione e l'uso 1. Il
contenuto dell'Allegato VIII, costituisce elemento di riferimento per
l'applicazione di quanto previsto all'articolo 77, commi 1 e 4. 2. Con decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultiva permanente di cui
all'articolo 6, tenendo conto della natura, dell'attività e dei fattori
specifici di rischio sono indicati: a) i criteri per l'individuazione e l'uso
dei DPI; b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorità
delle misure di protezione collettiva, si rende
necessario l'impiego dei DPI. Capo III Impianti e apparecchiature elettriche
Articolo 80 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro prende le
misure necessarie affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti
elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti,
installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da
tutti i rischi di natura elettrica ed in particolare quelli derivanti da: a)
contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e
propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose,
archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta
ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente
prevedibili. 2. A
tal fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al
precedente comma 1, tenendo in considerazione: a) le condizioni e le
caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze; b)
i rischi presenti nell'ambiente di lavoro; c) tutte le condizioni di esercizio
prevedibili. 3. A
seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le
misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i
rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed
individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre
le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del
livello di sicurezza raggiunto con l'adozione delle misure di cui al comma 1.
Articolo 81 Requisiti di sicurezza 1. Per i fini di cui all'art. 1, tutti i
materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli
impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e
costruiti a regola d'arte. 2. Ferme restando le disposizioni legislative e
regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i
materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di
cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola d'arte se sono
realizzati secondo le norme di buona tecnica contenute nell'allegato IX. 3. Le
procedure di uso e manutenzione devono essere predisposte tenendo conto delle
disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso
e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di
prodotto e di quelle indicate nelle norme di buona tecnica contenute
nell'allegato IX. Articolo 82 Lavori sotto tensione E' vietato eseguire lavori
sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le
tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato
della tecnica secondo la migliore scienza ed esperienza, nonchè quando i lavori
sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate
e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di
buona tecnica. b) per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente
alternata e 1500 V in corrente continua: 1) l'esecuzione di lavori su parti in
tensione deve essere affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro
come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa
tecnica; 2) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai
criteri definiti nelle norme di buona tecnica. c) per tensioni nominali
superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua purché:
1) i lavori su parti in tensione sono effettuati da aziende autorizzate con
specifico provvedimento dei competenti uffici del Ministero del Lavoro e della
previdenza sociale ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su
parti in tensione è affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai
sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività;
3) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri
definiti nelle norme di buona tecnica. Con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore
del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle
autorizzazioni di cui al comma 1, lettera c, numero 1). Hanno diritto al
riconoscimento di cui al comma precedente le aziende già autorizzate ai sensi
della legislazione vigente. Articolo 83 Lavori in prossimità di parti attive 1.
Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di
impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze
particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a
distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell'allegato IX, salvo che
non vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a
proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai
fini di cui al comma precedente le disposizioni contenute nella pertinente
normativa di buona tecnica. Articolo 84 Protezioni dai fulmini 1. Il datore di
lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le
attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemi di
protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica. Art. 85 Protezione di
edifici, impianti strutture ed attrezzature 1. Il datore di lavoro provvede affinché
gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai
pericoli determinati dall'innesco elettrico di atmosfere potenzialmente
esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie o polveri
infiammabili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali
esplosivi. 2. Le protezioni di cui al comma 1 si realizzano utilizzando le
specifiche disposizioni di cui al presente decreto legislativo e le pertinenti
norme di buona tecnica di cui all'allegato IX. Articolo 86 Verifiche 1. Ferme
restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre
2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e
gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a
controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa
vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della
sicurezza. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e
del Ministro della salute vengono stabilite, sulla base delle disposizioni
vigenti, le modalità ed i criteri per l'effettuazione delle verifiche di cui al
comma 1. 3. L'esito
dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a
disposizione dell'autorità di vigilanza. Articolo 87 (Sanzioni a carico del
datore di lavoro) 1. Il datore di lavoro è punito con la pena dell'arresto da
tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione: a)
dell'articolo 70, comma 1 e dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti
3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dell'allegato V,
parte II; b) dell'articolo 71, commi 1, 2, 4, 7 ed 8; c) dell'articolo 82,
comma 1, 83, comma 1 e 85, comma 1. 2. Il datore di lavoro è punito con la pena
dell'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 euro a 4.000 euro
per la violazione: a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10,
3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.8, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2,
5.16.2, 5.16. 4, dell'allegato V, parte II; b) dell'articolo 71, comma 3,
limitatamente ai punti 2.6, 2.11, 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1
dell'allegato VI. 3. Il datore di lavoro è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da euro 750
a euro 2.500 per la violazione: a) dell'articolo 70,
comma 2, limitatamente ai punti diversi da quelli indicati alle lettere a) e b)
dell'allegato V, parte II, e dell'allegato VI; c) dell'articolo 71 commi 6 e 9
e 11; c) dell'articolo 72, commi 1 e 2; d) dell'articolo 86, comma 3. (Segue>>).
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( da "TGCom" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
S.Irpino, sassi
contro carabinieri Protesta manifestanti contro discarica Decine di persone
hanno accerchiato un Defender dei carabinieri con quattro militari a bordo, nei
pressi della stazione ferroviaria di Savignano Irpino (Avellino). In quella
zona si sono radunati i manifestanti che protestano contro i lavori di
allestimento, cominciati mercoledì, della discarica di Pustarza. I manifestanti
hanno lanciato anche sassi contro il Defender, uno dei quali ha distrutto il
parabrezza. I militari sono comunque riusciti ad allontanarsi, ma durante
questa fase hanno urtato uno dei manifestanti, il quale si è fatto medicare in
ospedale, dove ha ricevuto una prognosi di pochi giorni. Altre tensioni si
erano registrate nel tardo pomeriggio di mercoledì a Rione Cardito, alle porte
di Ariano Irpino, dove due agenti della Digos che riprendevano con le
telecamere la manifestazione di protesta sono stati accerchiati dalla folla. A
Rione Cardito continuano a stazionare centinaia di persone, che impediscono il
transito delle auto da e per la Puglia. L'emergenza rifiuti in Campania Tgcom
16/03/2008Rifiuti, c'è accordo con Germania 14/03/2008Rifiuti, scontri a
Marigliano 06/03/2008Israele vuole i rifiuti di Napoli 29/02/2008Rifiuti,
Bassolino a giudizio 29/02/2008Rifiuti Campania,donna si dà fuoco
16/02/2008Rifiuti, un'altra maxi protesta 06/02/2008Rifiuti, Bassolino si
difende 04/02/2008Ryanair, spot sui rifiuti 04/02/2008Rifiuti, ancora decine di
roghi 02/02/2008Rifiuti, "Nessun pericolo salute" 31/01/2008Rifiuti,
secondo avvertimento Ue 29/01/2008Rifiuti, scontri a Marigliano
28/01/2008Rifiuti, Grillo organizza M-day 28/01/2008Rifiuti, aprono discariche
e siti 25/01/2008Rifiuti, nuovo ultimatum della Ue 25/01/2008Rifiuti, nuove
proteste a Benevento 23/01/2008Rifiuti, operazione Cc a Napoli 19/01/class="hilite">2008Rifiuti:a Napoli prima class="term">class class="term">action 17/01/2008Rifiuti, secondo
richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito
14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti,
proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera
12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti, l'esercito
entra in azione 10/01/2008Milano, dai rifiuti energia pulita
10/01/2008Rifiuti,squadre intervento a Napoli 09/01/2008Rifiuti,assalto ai
vigili del fuoco 08/01/2008Rifiuti,ancora guerriglia a Pianura
07/01/2008Rifiuti, situazione in tempo reale 06/01/2008Rifiuti,continua
presidio a Pianura 04/01/2008Crisi rifiuti, "presidio va avanti"
04/01/2008A Napoli è emergenza rifiuti 02/01/2008Rifiuti Napoli, protesta a
Pianura 28/12/2007Rifiuti, resta emergenza a Napoli 26/12/2007Rifiuti, ridotti
i disagi a Napoli 25/12/2007Rifiuti, raccolta record a Napoli 24/12/2007Napoli,
piano rifiuti straordinario Invia ad un amico.
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( da "Dire" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
BOLOGNA - Dopo i
disordini di ieri pomeriggio in piazza Maggiore, in occasione del comizio di
Giuliano Ferrara, i collettivi bolognesi ora chiamano a raccolta le forze
antifasciste della città, contro l'appuntamento de La Destra, in programma per
domani pomeriggio, sempre nella principale piazza della città. E' stato infatti
organizzato un presidio in piazza Nettuno, alle 17, davanti il Sacrario dei
partigiani, per protestare contro la presenza dei rappresentati politici de La
Destra. "E' una corrente politica che non ha dignità di parlare in una
città medaglia d'ora per la resistenza, uno sfregio per Bologna", spiega
Giuseppe, del collettivo Crash. "Non si tratta di contrastare le posizioni
di idee politiche dei membri de La Destra, il problema è più grave: la
presenza". I collettivi (Crash, Tpo, Xm24, Vag61, Lazzaretto Autogestito
Antagonismogay) non accettano dunque nemmeno che La Destra possa mettere piede
in piazza e col presidio vogliono "dimostrare che non c'è spazio per
queste forze in questa città, che portano avanti la cultura di una società che
non esiste", e sono pronti a contrastarle. "Contrastare vuol dire
molte cose- precisa Giuseppe- le valutazioni si faranno in piazza a domani:
sarà la piazza a decidere". Si preannuncia dunque
ancora un clima caldo domani pomeriggio in piazza Maggiore, ma i collettivi
rimangono vaghi su ciò che succederà; non garantiscono né smentiscono azioni
dimostrative come quella di ieri contro Giuliano Ferrara, che ha dato il via
alle cariche della Polizia. Si vedrà, ad esempio, anche quanta gente si
radurerà. (Foto dal sito zic.it) I collettivi intanto rispondono alle
accuse mosse dal sindaco, Sergio Cofferati, che ha definito gli scontri di ieri
un danno per la città. "Dove le istituzioni non sono in grado di impedire
che soggetti fascisti manifestino, dove non c'è la capacità di fermare queste
forze, allora è giusto che le forze antifasciste si facciano sentire; Bologna
ha la capacità di reagire a questi gruppi di neofascisti e il 21 novembre l'ha
dimostrato", spiega ancora Giuseppe. Sull'indignazione del sindaco
riguardo gli episodi di ieri pomeriggio, interviene anche Angela, della Rete
per l'autodeterminazione-Pro-Fight: "L'unica violenza in piazza ieri è
stata la voce di Ferrara, trasmessa da una serie di altoparlanti, che la gente
era costretta ad ascoltare". Le donne dunque non si sentono responsabili
dell'interruzione del comizio di ieri, ma anzi denunciano di essere state
"aggredite dalle forze dell'ordine, con ginocchiate, pugni e gomitate, che
ha caricato senza che noi avessimo fatto nulla". Per quanto riguarda
l'aggressione di un poliziotto ai danni di una ragazza, "non è stata fatta
ancora nessuna denuncia, ma indiremo un'assemblea pubblica" per valutare
il da farsi. Intanto l'Assemblea permanente antifascista di Bologna, ha
presentato in Questura la richiesta per un presidio in piazza XX Settembre,
domani dalle 16 alle 19. Piazza Galilei ha esaminato la domanda, e non ha fatto
prescrizioni. 3 aprile 2008.
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( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
03-04-2008 16:37 "Azioni solo su precise denunce" Roma, 3 apr.
(Apcom) - Sempre sulle presunte irregolarità nelle operazioni di voto nella
'Circoscrizione Estero', la Farnesina sottolinea quanto segue: MODALITA' DI
INVIO DEI PLICHI Altra questione spesso sollevata in questi giorni riguarda le
modalità dell'invio dei plichi elettorali, per posta raccomandata o
altri sistemi. Al riguardo si registrano osservazioni di segno opposto: se
alcuni lamentano infatti l'uso della raccomandata, per il disagio causato agli
aventi diritto di recarsi all'ufficio postale per il ritiro, nel caso in cui
non si fossero trovati al loro domicilio al momento della consegna, altri
sostengono per contro che la posta ordinaria, o più snelle modalità
equivalenti, non garantiscano la sicurezza del voto. Si tratta di una questione
non facile da risolvere in astratto. Privilegiando un approccio concreto e
funzionale, il Ministero degli Esteri si è basato sulla constatazione della
peculiarità dei sistemi postali, pubblici o privati, nei diversi Paesi.
Conseguentemente, ha affidato alle Ambasciate in loco, in virtù della loro
esperienza diretta, la valutazione delle garanzie offerte dalle varie modalità
di invio dei plichi, al fine di meglio contemperare le necessarie misure di
sicurezza con l'esigenza di raggiungere tutti gli elettori tempestivamente,
senza arrecare loro inutili disagi. PRESUNTE IRREGOLARITA' Quanto alle
persistenti illazioni su una presunta compravendita di schede in alcuni Paesi,
il Ministero e i dipendenti Consolati possono evidentemente agire solo in
presenza di circostanziate segnalazioni. E' il caso di Colonia, ove il
Consolato ha convocato, per acquisire la loro versione dei fatti, i due
connazionali i cui nominativi sono stati citati da un quotidiano in un servizio
su asseriti brogli in Germania. E' ovvio che qualora risultassero confermati elementi
di rilievo penale, sarà dovere dell'Ufficio consolare presentare una precisa
denuncia alla Autorità giudiziaria competente, come è dovere di ogni cittadino
elettore o cronista presentare denuncia all'autorità giudiziaria qualora in
possesso di elementi che abbiano valenza penale. COLLABORAZIONE CON
RAPPRESENTANTI DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO Su un piano più generale, infine, e
sotto il profilo della trasparenza, il Ministero degli Affari Esteri tiene a
sottolineare di aver di buon grado prontamente recepito l'auspicio da più parti
avanzato, e in particolare dal Comitato del Senato per le questioni degli
Italiani all'estero, di prevedere forme di collaborazione in loco degli Uffici
consolari con i delegati delle liste elettorali ed i rappresentanti dei Comites
e del Cgie. Sono state quindi impartite apposite e precise istruzioni alla Rete
all'estero, già nello scorso febbraio, di accogliere senz'altro le richieste di
costituire gruppi consultivi, come occasione da parte delle Autorità Consolari
di fare stato puntualmente dell'andamento delle varie fasi del procedimento
elettorale, e se del caso di recepire eventuali suggerimenti tecnici legati
alla realtà locale, sempre, beninteso, nel rispetto della normativa specifica
che regge il voto all'estero. Si ricorda, infine, che gli Uffici
diplomatico-consolari sono stati per tempo incaricati di rendere edotti gli
Organi rappresentativi delle Collettività, Enti ed Associazioni, Clubs e
Circoli, sulla circostanza che il loro diritto-dovere di informare i connazionali
sulle modalità di voto non può in nessun caso spingersi, neppure su richiesta
dell'elettore, a collaborare alla compilazione, imbustamento o spedizione delle
schede elettorali.
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( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
LONDON, April 3
/PRNewswire/ -- Unite the Union members working under the Unite-BPIF National
Agreement in the commercial printing and packaging industry have voted by a
majority of 3 to 1 to accept an increase of GBP9.60 on class
one rates. This equates to 3.54% on basic rates. The implementation date for
the pay award is April 24th. Commenting on the result, Unite Assistant General
Secretary Tony Burke said: "Having gone through a tough time recently, the
industry needs some stability and the 2008 pay increase will help provide that.
It is a modest basic increase that companies can afford. "We will be
advising all chapels and members working under the agreement that if they don't
receive the full increase and on time, the matter should be referred to the
national disputes procedure. class="hilite">Where
companies fail to pay the increase we will be prepared to support our members,
including conducting and winning industrial class="term">action
ballots, as we have done throughout 2007." For further information contact
Tony Burke, Assistant General Secretary, on +44(0)7831-659939 or Martin Scanlon
at Unite press office on +44(0)7764-655751.
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( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action
LONDON, April 3
/PRNewswire/ -- Since the ballot of the 160 Unite the Union members in mid
March, Unite representatives and the management of Pindar Graphics have been in
further talks to find a mutually agreeable compromise. class="hilite">An
agreement was reached between Unite and the company on Friday 28th March and
the industrial class="term">action ballot
will not now take place. The Company and Unite will work together to continue
delivering the world class service to its customers in
the UK, Europe and the USA. Press Enquiries to Paul Rogers at Ptarmigan PR,
+44(0)113-242-1155; Steve Sibbald, National Officer, +44(0)7860-538537.
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( da "Corriere.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Se non fossimo stati noi ad imporre la class="term">class class="term">action sul finire della legislatura, in Italia questo strumento ancora non esisterebbe. Non servono tanti partiti, servono però quelli giusti, che difendono la gente e non pensano agli affari loro". DIALOGO CON I POLI - De Vita, che ha precisato di essere con la sua lista in posizione autonoma rispetto a Pd e Pdl, non esclude alcuna possibilità di dialogo con entrambi i Poli: "Lavoriamo per gli interessi dei cittadini - ha evidenziato -, e questo non ha colore. La vera distinzione oggi non è tra chi sta a destra e chi a sinistra, ma tra chi sta con i poteri forti e chi sta con la gente, chi sta con la democrazia e chi sta con i gruppi affaristici". Per questo, è il suo suggerimento, bisognerebbe anche guardare a chi sono le persone candidate, a come sono state scelte. IL CASO PIZZA - De Vita ha poi invitato a porsi qualche interrogativo sul perché il leader della Dc, Giuseppe Pizza, abbia deciso di fare marcia indietro e di non insistere sulla richiesta di rinvio delle elezioni, dopo la riammissione della sua lista alla prossima competizione elettorale. "Con quale valore è stato compensato? Una cosa è certa c'è stata una trattativa commerciale di tipo politico, probabilmente sviluppata dal referente della coalizione in cui sta (Berlusconi, ndr). Se ce lo ritroveremo sottosegretario, sapremo perché". GRILLO E ANTIPOLITICA - Il leader dei consumatori, ha poi confermato una certa affinità di visione Beppe Grillo e le sue denunce. Il comico genovese, ad esempio, "ha ragione quando dice che la politica si esprime come un potere" e "anche noi pensiamo che la politica costi troppo e che non dia ai cittadini tanto quanto pesa sulle loro tasche". Condivisibile, secondo De Vita, è anche la critica ad una certa commistione tra politica e informazione. Tuttavia, ha puntualizzato, "noi pensiamo che sia sbagliato dire di non votare" perché "la cattiva politica si caccia con la buona politica e non con l'anti politica". LA CLASS ACTION - Di Vita ha rivendicato i successi già ottenuti dal suo movimento, che nell'ultima fase della legislatura ha potuto contare su due senatori, Bordon e Manzione. E tra questi, ha insistito, uno dei più significativi è l'introduzione della "class="term">class class="term">action", ovvero la possibilità di un'azione legale collettiva per i cittadini che dovessero risultare vittime di un medesimo soggetto, come ad esempio gli utenti di una compagnia telefonica o energetica. PREZZI E RINCARI - Sollecitato dai lettori, De Vita ha spiegato che quello dei prezzi e del loro adeguamento alla possibilità di spesa delle famiglie deve essere una priorità. "Servono norme anti-speculazione e norme anti-cartello - ha ribadito - e si deve puntare su accorgimenti come ad esempio quello del doppio prezzo, di acquisto e di rivendita, per tutelare il consumatore dai ricarichi eccessivi e per avere così una stabilizzazione dei rincari". Il leader dei consumatori ha ricordato come nel passaggio dalla lira all'euro siano stati sottratti dalle tasche degli italiani ben 52 miliardi di euro", frutto di una conversione dei prezzi su cui non c'è stato controllo. E si è impegnato a lavorare per una stabilizzazione complessiva dei prezzi, "andando perfino oltre l'ipotesi di un semplice calmiere", perchè solo in questo modo si possono stabilizzare anche i salari e, in generale, i redditi delle famiglie. Ma non con la scala mobile, "uno strumento generatore di inflazione", ma con uno stop "a quelle mani libere che sono lo strumento per la crescita indiscriminata dei prezzi". CASO ALITALIA - Quanto al caso di questi giorni, ovvero la questione Alitalia, De Vita ha ricordato come fino agli inizi degli anni Novanta la compagnia di bandiera fosse ancora florida e con un servizio di qualità. "Poi i governi hanno iniziato a considerarla loro patrimonio e a piazzare amministratori a cui sono stati elargiti compensi e liquidazioni a parecchi zeri e che hanno avuto il compito preminente non di farla crescere ma di distruggerle preliminarmente". Oggi, ha evidenziato, si corre il rischio che questo patrimonio venga messo sul mercato "a prezzi di svendita". Insomma, "una grande speculazione per impadronirsi gratis, o addirittura con costi a carico dello Stato, della compagnia di bandiera". E questo "dopo averla destabilizzata". Ora la situazione è cambiata e addirittura "ci sono altre compagnie che stanno aspettando di prendersi i rottami gratis". "C'è stato un gigantesco trucco su Alitalia - ha concluso Di Vita -, Ma adesso è arrivata l'ora di smetterla". A. Sa. stampa |.>Torna all'inizio
( da "Trentino" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
STORIE D'AMORE E
MONDI LONTANI Fino al 10 aprile, la biblioteca di Mattarello ospita due mostre
per ragazzi: "Le parole innamorate, storie e rime che fanno battere il
cuore" e "Tutt'un altro libro. Narnia, Terabithia e altre storie di
mondi lontani". XVI GIORNATA FAI DI PRIMAVERA Dalle 8.30-13, visite
guidate per le scuole al palazzo di Giustizia; alle 15, inaugurazione Giornata
al Tribunale e visite guidate a palazzo Thun e Filarmonica, riservate agli
aderenti Fai; alle 17, concerto in Filarmonica. LA TUTELA DEI CONSUMATORI Dalle
ore 15, a Giurisprudenza, in via Verdi, convegno su "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei
consumatori". PITTURA E SCULTURA DI CIRILLO GROTT Alle 18, a Torre Mirana di palazzo
Thun, inaugurazione mostra "Cirillo Grott, pittura e scultura". La
mostra, 15.30-19.30, rimane aperta fino al 3 maggio. Ingresso gratuito.
PERCORSI DELL'INCISIONE IN CILE Alle ore 18, alla Cave des Artistes, in via
Belenzani 37, inaugurazione mostra "Percorsi dell'incisione in Cile
1960-2007", di Jaime Cruz Teresa Razeto. La mostra ha una sede espositiva
anche alla Fogolino, in via Ss. Trinità 30. TRE TARANTE A TRENTO Dalle ore 20,
al BaryCentro, in piazza Venezia 38, "TreTaranteATrento", per
conoscere le tarantelle del Sud Italia, stage di danza a cura di Sergio Saltori
ed Elisa Leonesi. Il bar propone a prezzo speciale, aperitivi agli agrumi con
bruschette e crostoni benedettini. TORNEO DI BRISCOLA A COPPIE Dalle ore 20, al
Centro sociale di Montevaccino, il servizio banco mescita col Gruppo Ana
locale, organizza un torneo di briscola a coppie, che proseguirà anche domani.
CALCIO A 7 IN
COSTUME Alle ore 20.30, al campo di calcio Mirko Bonetti di Centochiavi,
seconda giornata dell'8ª edizione del calcio in costume a 7 delle Contrade di
Trento, organizzato dall'Associazione Amici della Città, valido quale Memorial
Mauro Girardi. Oggi S. Benedetto (squadra composta da agenti della Questura) -
Longa; alle 21.30, Contrada Todesca - Macello Vecchio. EDUCAZIONE ALL'IGIENE
DEL SONNO Alle ore 20.30, alle scuole Steiner, in via Conci 86, conferenza di
Stefano Gasperi su "I frutti della sera e la luce del mattino: educazione
all'igiene del sonno e al dialogo tra mondo della notte e mondo della
veglia". LA DIGNITà DELLA PERSONA MALATA Alle ore 20.30, ai Salesiani, in
via Barbacovi 22, conferenza su "La persona ammalata non è solo l'utente
di un servizio qualsiasi, esige di più. Diamo maggiore dignità alla sofferenza",
con monsignor Bruno Fasani. CACCIATORI CINOFILI IN ASSEMBLEA Alle ore 20.30,
nel teatro di Mezzocorona, assemblea generale dell'Associazione cacciatori
cinofili trentini. IL COMSUMO CHE NON CONSUMA Alle ore 20.30, al Centro civico
San Vigilio di Mattarello, incontro con Gianni Saonara, presidente della Lega
consumatori del Veneto, che parla su "Per un consumo che non ci consumi:
occasione o tentazione?". "A SPASSO PER IL MONDO" Alle ore
20.45, al Civico di Povo, per le serate di montagna Massimo Faletti presenta
dia delle spedizioni ed il film della prima salita italiana alla Toree di
Rumsiki in Camerun. LE PREGHIERE CHE RICEVONO RISPOSTA Alle ore 20.45, in sala
circoscrizionale, via Verruca 1
a Piedicastello, conferenza "Le preghiere che
ricevono risposta", a cura dell'Associazione culturale Saras. Ingresso
libero. LAVAGGIO STRADE Dalle ore 20 alle 2.10, Lungadige Apuleio, via V.
Mariano, via Morone, Corso Alpini e vie Bresadola, Lampi, Oberziner, Maccani.
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( da "Trentino" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Oggi.
"Methodological individualism and sociological research". Ultimo
incontro con ... Oggi. "Methodological individualism and sociological
research". Ultimo incontro con Raymond Boudon (Sorbonne) organizzato dal
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale nell'ambito della propria scuola
di dottorato. Ore 11 aula 211 della facoltà di Sociologia. Oggi. "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". Convegno con
diretta internet (www.jus.unitn.it/dsg/convegni/2008/04-04-crtcu.html) alle ore
15 in
aula 1 della facoltà di Giurisprudenza. Oggi. "Sacco e Vanzetti"
(Italia, Francia, 1971). Proiezione del film di Giuliano Montaldo con
introduzione dello stesso regista e di Vera Pescarolo (produttore) per il ciclo
"Filosofia e cinema. Ore 20
in aula 3 della facoltà di Lettere e Filosofia. Lunedì 7
e giovedì 10. "Inaugurazione del V anno della scuola di dottorato in Studi
giuridici comparati ed europei (XXIII ciclo)". Il primo momento (lunedì 7
aprile, ore 11, aula A e aula B della facoltà di Giurisprudenza) sarà
presieduto da Diego Quaglioni con relazione di Francesco Galgano. Il secondo
(giovedì 10 aprile, ore 10, sala conferenze della facoltà di Giurisprudenza)
sarà presieduto da Fulvio Zuelli con relazione di Sergio Bartole. Lunedì 7. "Diritto
ecclesiastico e globalizzazione". Seminario con Giuseppe Dalla Torre
(magnifico rettore della LUMSA, ordinario di Diritto canonico) organizzato dal
Dipartimento di Scienze giuridiche e dalla facoltà di Giurisprudenza. Ore 15 in aula 2 a Giurisprudenza. Lunedì 7.
"Secretary" (Usa, 2002). Proiezione del film di Steven Shainberg
nell'ambito della rassegna cinematografica "Legami al lavoro". Ore 21 in aula 16 della facoltà
di Sociologia. Martedì 8. "Un mediateur parmi nous: le texte
expographique". Seminario con Maria Grazia Margarito organizzato dal
Dipartimento di Studi letterari, linguistici e filologici. Ore 14 in aula 4 della facoltà di
Lettere e Filosofia.
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( da "Alto Adige" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
PULIZIA STRADE Si
chiude stasera la prima settimana dello spazzamento primaverile delle strade.
Ricordiamo che nelle vie lungo le quali passano le spazzatrici, il divieto di
sosta va dalle ore 19 alle 3 del giorno successivo. Ecco dove si spazzano le
vie stasera: via Milano; via Montecassino; via M. Gaismair; via Fago da viale
P.E. di Savoia a via M. Knoller entrambi i lati; via Volta (da via Claudia
Augusta a via Lancia); via Genova sud (da via Cagliari a via Alessandria).
POLITICA: PRIORITà ALLA PERSONA "Al servizio della persona e del bene
comune - Compagnia delle Opere: le priorità per la politica": è il titolo
dell'incontro pubblico in programma oggi alle ore 18.30, nella Sala convegni Raiffeisen
in via Raiffeisen 2, organizzato dalla Compagnia delle Opere; intervengono Luca
Antonini, docente di diritto costituzionale all'Università di Padova; Alceste
Santuari, docente di diritto degli enti non profit all'Università di Trento;
Alberto Emer, vicepresidente della cooperativa MeBo Coop di Merano. L'AZIONE RISARCITORIA COLLETTIVA Il Centro tutela consumatori
utenti ha organizzato per oggi, con inizio dei lavori alle ore 10 nella sala
interna del Palazzo provinciale 1, il convegno sul tema "Azione collettiva risarcitoria: nuovo
strumento di giustizia per i consumatori"; partecipano come
relatori esperti di diritto, avvocati e giudici. PRESENTAZIONE LIBRO Oggi alle
ore 18, nella sala grande della Kolping in via Ospedale 3, Giancarlo Mariani,
poliedrico autore bolzanino, presenta il suo audiolibro "Racconti
fumosi", illustrato da Peter Pellegrini è una raccolta di 10 racconti
umoristici scritti (e letti, nel cd audio) da Mariani. INAUGURAZIONE MOSTRA
FOTOGRAFICA Oggi alle ore 18 al Muflone Rosa, l'enoteca - galleria del Circolo
fotografico Tina Modotti, si inaugura la mostra "Campo", fotografie
di Sandro Freina. BELLEZZA: IL CONCORSO MISS STRANIERA Serata dedicata alla
bellezza e al folclore estero, questa sera, con inizio alle ore 20.30 all'Haus
der Kultur in via Sciliar: su iniziativa dell'Associazione Progressive Dance, è
in programma la serata che porterà all'elezione di Miss del mondo in Trentino
Alto Adige, ovvero il concorso riservato alle bellezze straniere locali. La
serata avrà momenti di spettacolo con gruppi musicali (Yawar Inti dal Perù,
Sanoussy dal Senegal) e gruppi di ballo (con i ballerini della scuola di danza
di Renate Kokot); biglietto d'ingresso a 10 euro per adulti e 5 per bambini
sotto i 7 anni. Informazioni telefonando al numero 338 - 2719957.
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( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)" del
04-04-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - lavoro e previdenza Numero 081, pag. 44 del
4/4/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF
L'Ue invita i governi a una maggiore cooperazione Stretta
sui distacchi Serve più tutela per i lavoratori La direttiva sul distacco dei
lavoratori è attuata in maniera eterogenea nei Ventisette. Per questo motivo la
Commissione Ue ha invitato i governi nazionali a intraprendere, con carattere
d'urgenza, un'azione per migliorare, mediante una maggiore cooperazione tra le
amministrazioni nazionali, la situazione dei lavoratori inviati temporaneamente
dai loro datori di lavoro in un altro stato membro. Tra i problemi di fondo ci
sono l'assenza virtuale di una cooperazione amministrativa, un accesso
insoddisfacente alle informazioni e difficoltà nel far rispettare la normativa
a livello transfrontaliero. "Il milione circa di lavoratori distaccati
attivi nell'Ue svolge un ruolo vitale per ovviare alle carenze di manodopera
sul mercato del lavoro europeo", ha commentato VladimÍr pidla, commissario
europeo responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e le pari
opportunità. "La direttiva sul distacco dei lavoratori vuole andare a
vantaggio sia dei fornitori di servizi sia dei lavoratori, ma gli stati membri
devono migliorare la cooperazione se si vogliono tutelare in modo efficace le
condizioni di lavoro ed evitare una corsa alle retribuzioni più basse su tutto
il territorio dell'Ue". L'ampio monitoraggio condotto dall'Esecutivo Ue ha
rilevato che diversi stati membri si basano soltanto sulle loro misure e sui
loro strumenti nazionali per controllare i fornitori di servizi, in un modo che
spesso non appare conforme alla direttiva del '96. Proprio ieri la Corte
europea è intervenuta sulla questione dei lavoratori distaccati e, con la
sentenza relativa alla causa C-346/06, i giudici hanno dichiarato che la
tariffa salariale fissata da un contratto collettivo non
può essere imposta ai prestatori di servizi transnazionali che distacchino
lavoratori nel territorio di un altro stato membro. A condizione però che non
si tratti di un ccnl ad applicazione generale. I giudici europei erano chiamati
a chiarire se la libera prestazione dei servizi si opponga a un obbligo legale
in forza del quale l'aggiudicatario di un appalto pubblico di lavori
deve impegnarsi a corrispondere ai propri dipendenti una retribuzione non
inferiore a quella prevista dal contratto collettivo vigente. Il contenzioso
nasce dall'applicazione di una legge della regione della Bassa Sassonia
sull'aggiudicazione degli appalti pubblici, la quale prevede che gli appalti
per lavori siano assegnati solo alle imprese che si impegnino per iscritto a
corrispondere ai loro dipendenti una retribuzione non inferiore a quella minima
prevista dal contratto collettivo vigente. La stessa norma prevede poi che
l'aggiudicatario sia tenuto a imporre quest'obbligo anche ai subappaltatori. La
conclusione cui sono giunti i giudici Ue è che subordinare la retribuzione di
un lavoratore impiegato in un appalto pubblico al rispetto del contratto
vigente nel luogo della prestazione è contrario alla direttiva europea sul
distaccamento dei lavoratori.
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( da "Italia Oggi" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Osservatorio Viminale Numero 081, pag. 26 del
4/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Il Ccnl del
2000 non fa distinzioni in base alla durata del rapporto Congedi parentali ai
precari Stesse tutele per chi ha un contratto a termine Può un dipendente,
assunto con contratto a tempo determinato chiedere, al momento della nomina, la
fruizione di un periodo di congedo parentale per l'intera durata del rapporto
di lavoro? L'art. 7, comma 10, del Contratto collettivo
nazionale di lavoro 14/9/2000 prevede espressamente che al personale a tempo
determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del
restante personale a tempo indeterminato, salvo le eccezioni espressamente
indicate nello stesso articolo. In particolare la lettera e) del citato
comma 10, riconosce chiaramente al personale in questione il diritto alla
fruizione "di tutte le altre ipotesi di assenza dal lavoro stabilite da
specifiche disposizioni di legge per i lavoratori dipendenti, compresa la legge
n. 53/2000. Pertanto le disposizioni a tutela della maternità e della paternità
di cui alla predetta legge, poi confluite nel decreto legislativo 151/2001, si
applicano anche al personale a tempo determinato. Considerato che la predetta
clausola contrattuale non prevede alcun riproporzionamento o riduzione della
durata dei relativi periodi di assenza con riferimento alla durata del rapporto
a termine, è da ritenere che non sia possibile procedere a una decurtazione
proporzionale del periodo di congedo parentale richiesto, congedo che non può
eccedere la durata del rapporto a termine. Va da sé che il lavoratore, per
poter usufruire di detto congedo, deve, comunque, assumere servizio presso
l'ente e rispettare i termini di preavviso espressamente previsti dall'art. 32,
comma 3 del citato dlgs 151/2001. Si soggiunge da ultimo che il trattamento
economico spettante è quello previsto dall'art. 17, comma 5, del Contratto
collettivo nazionale di lavoro 14/9/2000, con riferimento ai lavoratori a tempo
indeterminato. Pertanto, i primi 30 giorni di astensione facoltativa saranno
retribuiti per intero, mentre per i successivi troverà applicazione l'art. 34
del predetto decreto legislativo numero 151 del 2001. ISTITUZIONE DI UNA
DELEGAZIONE DEI SERVIZI COMUNALI L'istituzione di una delegazione dei servizi
comunali presso nuove strutture del comune è di competenza di quale organo?
L'art. 42, comma 2, letto a) dei decreto legislativo n. 267/2000 stabilisce la
competenza del consiglio comunale in ordine ai "criteri generali in
materia di ordinamento degli uffici e dei servizi, mentre l'articolo 48, comma
3, del medesimo decreto legislativo 267/2000 attribuisce alla giunta
l'emanazione dei regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi,
"nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio". L'art.
89, del decreto legislativo n. 267/2000, inoltre, al comma 2, lett. b) ed e),
tenendo conto di quanto demandato alla contrattazione collettiva
nazionale, rinvia alla potestà regolamentare la disciplina degli organi,
uffici, modi di conferimento della titolarità dei medesimi, ruoli, dotazioni
organiche e loro consistenza. L'articolo 5, comma 4 della legge n. 127/97,
trasfuso nel sopraccitato art. 48, comma 3 del dlgs n. 267/2000, è stato
oggetto di chiarimenti da parte del ministero dell'interno, con la circolare n.
1/97, in cui si è precisato che la competenza del Consiglio alla formulazione
di "criteri generali", non potesse dettagliarsi al punto da fornire
indirizzi di tipo gestionale all'organo esecutivo, proprio per il fatto che la
previgente competenza del Consiglio in tema di piante organiche risultava
abrogata dalla normativa introdotta dalla legge n 127/1997. La competenza del
consiglio comunale a stabilire "i criteri generali" ai quali la
giunta deve attenersi nell'adozione del regolamento sull'ordinamento degli
uffici e dei servizi; non può pertanto esplicarsi in termini tali da risultare
di fatto invasiva della sfera di attribuzioni che la norma ha voluto riservare
all'organo esecutivo in stretta correlazione alla responsabilità, attribuita
allo stesso consiglio, di definire autonomamente le "linee
programmatiche" (art. 42, comma 3 del Testo unico degli enti locali)
dell'azione complessiva dell'amministrazione. La stessa formula usata dal
legislatore (criteri generali) peraltro sta a indicare che l'intervento del
consiglio non può essere così puntuale da lasciare la giunta priva di reali
alternative in ordine ai contenuti del regolamento pur se l'atto di indirizzo
adottato dal consiglio costituisce, comunque, vincolo per l'esercizio della
potestà regolamentare e, come tale, parametro di valutazione e di
interpretazione del susseguente regolamento. è sempre il regolamento che
costituisce la fonte regolativa dei rapporti interorganici e intersoggettivi,
che disciplina la distribuzione delle competenze tra i vari uffici e che
definisce integralmente i vari profili organizzativi. L'istituzione di uffici
comunali presso nuove strutture, sebbene con operatività limitata a poche ore
settimanali, comporta una modifica della struttura organizzativa dell'ente che
non rientra nella disciplina di cui all'articolo 42 - rubricato
"attribuzioni dei consigli" - comma lett. a) e d) del Testo unico sull'ordinamento
degli enti locali; quest'ultima disposizione è riferita agli organismi di
decentramento e di partecipazione quali sono le forme associative, le
circoscrizioni, le consulte ecc. Si tratta piuttosto di materia di competenza
della giunta.
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( da "Milano Finanza (MF)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
MF Serve una
gestione responsabile della cosa pubblica Pensierino pre-elettorale: lo stato
non può risolvere i problemi perché lo stato stesso è il problema. Scrivere di
politica in piena campagna elettorale non è certo semplice, anche per la
difficoltà di individuare temi di interesse che meritino di essere ulteriormente
approfonditi a fronte di una miriade di articoli, interviste e dibattiti con i
quali i sostenitori delle varie liste cercano di conquistare un elettorato
sempre più contrariato dalla Politica-Spettacolo fine a se stessa.Sembra
comunque utile cercare di identificarci nella figura ideale di un
"elettore medio" per tentare di focalizzarne le aspettative in un
quadro di esigenze individuali che, proprio perché medie, possono ben
attribuirsi, con le inevitabili sfumature, alla collettività nel suo insieme.Destra
o Sinistra? è evidente l'importanza della scelta perché l'approccio ai problemi
economici e sociali da parte delle due componenti è fortemente differenziato; è
però altrettanto evidente che la massa degli elettori, che sceglierà in base alle
sue inclinazioni, al suo portato storico, o più banalmente in base ai suoi
presunti interessi personali, ha comunque dei comuni bisogni di base facilmente
identificabili e tali da richiedere, comunque, interventi idonei quale che sia
la parte vincitrice.Senza stendere graduatorie possiamo sicuramente considerare
settori chiave il mercato del lavoro, la sicurezza e il controllo dei flussi
migratori e infine "last but not least" la riforma politica e
amministrativa dello stato.Quello del lavoro non è certo un nostro problema
specifico ma è anzi conseguenza di quella trasformazione epocale identificata
come "globalizzazione": l'avvento dell'informatica, l'unificarsi dei
mercati internazionali, il risorgere di Potenze a lungo represse quali Cina, India
e Brasile, il rarefarsi delle risorse naturali, energetiche e alimentari, il
venir meno di sistemi politici alternativi, hanno consentito l'imporsi di un
capitalismo rampante e predone i cui adepti vanno saccheggiando il bene comune
e minando le basi del convivere democratico. Così non si andrà lontano perché
la società civile, così come la abbiamo costruita negli ultimi sessant'anni,
non potrà convivere ancora a lungo con gli obiettivi di sfrenata competitività
e di sfruttamento che vedono l'interesse di molti subordinato all'arricchimento
di pochi. Che cosa ci si aspetta, in tale contesto, dai nostri futuri
governanti? Certo non l'impossibile: la soluzione, che è di interesse
planetario, verrà come al solito dall'esterno e dal basso; nel frattempo è però
indispensabile che la politica recuperi il suo ruolo nei confronti del potere
economico; il lavoro, soprattutto nelle società avanzate, non è semplice
occupazione ma è la base per dare stabilità; materiale e psicologica, agli
individui e alle famiglie. La flessibilità non va confusa con il precariato; la
disponibilità e l'impegno dei giovani non vanno frustrati ma correttamente
assecondati; le regole debbono essere eque, trasparenti e valide per tutte le
parti sociali e non, come d'uso presso di noi, equivoche, aggirabili e
utilizzabili da chi può per fini diversi da quelli dichiarati dal
legislatore.Sicurezza e controllo dei flussi migratori sono problemi
strettamente connessi col precedente, anch'essi di dimensione più ampia di
quella nazionale. è pura utopia pensare di chiuderci a riccio, è un fenomeno
fisico inarrestabile: gli immigrati continueranno ad arrivare, con le loro
speranze e i loro problemi, contribuendo, nel bene e nel male, alla
trasformazione della nostra società; è già accaduto in passato e accadrà anche
in futuro, e noi italiani ben lo sappiamo per essere stati, di volta in volta,
soggetti attivi o passivi di tale fenomeno, anche in questo caso ciò che serve,
da subito, sono regole certe da applicarsi con rigore e un utilizzo efficace
delle risorse disponibili, pochi paesi hanno una congerie di "Forze
dell'ordine" come il nostro: praticamente ogni ministero dispone di una
sua forza armata, addestrata ma utilizzata in gran parte in compiti burocratici
o al servizio, spesso di puro prestigio, di politici e portaborse. Chi arriva
con buone intenzioni deve essere controllato e consapevole di trovare presso di
noi disponibilità e rigore; disponibilità a offrire asilo, parità di
trattamento e riconoscimento delle peculiarità religiose e culturali, rigore nel
pretendere reciprocità col rispetto delle leggi e delle consuetudini proprie
del nostro paese. Alternative non ce ne possono e non ce ne devono essere.La
riforma politica e amministrativa dello stato è quindi la chiave di volta:
intervento prioritario e indispensabile, sia per la riduzione dei costi, sia, e
soprattutto, per il miglioramento dell'efficacia ed efficienza dell'azione
pubblica. Riforma è un termine ampio perché ampio dovrebbe essere il suo raggio
di azione: strutture politiche centrali e periferiche, sistema giudiziario,
rapporti tra i tre poteri, rapporti fra stato e chiesa, in breve un decisivo
cambio di registro con una più stringente definizione dei ruoli e delle
responsabilità. Ed è in questa parola, responsabilità, la soluzione che tutti
cerchiamo; ciò che dobbiamo tutti recuperare è infatti, soprattutto, il senso
della nostra responsabilità, la cognizione dei nostri doveri e dei nostri
diritti, la consapevolezza di un rapporto automatico tra le
nostre azioni e le loro conseguenze.Ciò che ci si aspetta dai nuovi governanti,
quali che siano, è quindi il ripristino delle responsabilità, individuali e
collettive, affinché venga finalmente smentita l'affermazione per cui "lo
stato non può risolvere i problemi perché lo stato_ è il problema!".(*)
Presidente Federdirigenti MF - DirCredito - FD Numero 068, pag. 21
del 4/4/2008 Autore: Cesare Veneziani (*).
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( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Pagina VIII
- Palermo Il caso Class class="term">action
per il caro-Tarsu C'è ancora una settimana per aderire all'azione collettiva sulla Tarsu promossa contro il Comune. La tassa
sui rifiuti ha visto un incremento del 75 per cento, illegittimo per gli
animatori del sito bispensiero.it, promotori dell'azione legale che mira alla
restituzione di una parte della cifra pagata. Partecipare costa 30 euro, quota
che comprende l'iscrizione all'associazione Bispensiero (10 euro) e un
contributo alle spese di bollo e di notifica (20 euro). E, se si vince, il 10
per cento di quanto ottenuto. Gli interessati possono rivolgersi allo sportello
attivato in piazza Unità d'Italia 11 ogni giorno fino a venerdì prossimo, dalle
10 alle 18, o chiamare il 388 7630113.
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( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina IV - Bologna
Morselli: "Il ministro protegga il comizio" Il prefetto: rigore
contro la violenza. Rifondazione smentisce Bertinotti Alle 18 il comizio della
Destra in piazza Maggiore. No global pronti a manifestare SILVIA BIGNAMI
Bologna teme il bis. Dopo la guerriglia anti-Ferrara, i centri sociali
promettono di riaprire le ostilità oggi con un presidio non autorizzato contro
la Destra di Stefano Morselli. Stessa ora, le 18. Stesso luogo, Piazza
Maggiore. Pronta la risposta del prefetto Angelo Tranfaglia, che minaccia
"un'azione appropriata e adeguata delle forze dell'ordine", che
contrasterà "con assoluto rigore e determinazione qualsiasi atto violento
e illegale, da qualsiasi parte provenga". Mentre il senatore Morselli
chiama direttamente il ministro dell'Interno Giuliano Amato per chiedere
"protezione". E la Sinistra Arcobaleno si spacca sulla solidarietà a
Giuliano Ferrara. Si prepara un pomeriggio di tensione. Ieri i centri sociali
hanno promesso di "contestare e contrastare l'inaccettabile presenza della
Fiamma Tricolore sotto le Due torri. E hanno garantito di farlo senza i
permessi e le autorizzazioni della Questura. Una sfida, lanciata a viso aperto
alle forze dell'ordine dal cortile di Palazzo D'Accursio, in casa del
"nemico" Sergio Cofferati. "Le accuse del sindaco contro di noi
sono infondate - ha detto Angela, della rete di autodeterminazione delle donne
- . Avevamo le mani alzate e la polizia ci ha pestati. I cordoni davanti erano
tutti di donne". Alza le barricate la questura, mentre il Prefetto
minaccia di stroncare qualsiasi "segnale di una possibile degenerazione
del clima". E Morselli, che incassa la solidarietà del Pdl, chiede che le
"forze dell'ordine intervengano e permettano lo svolgimento del
comizio". Interviene anche il Presidente dell'Anpi
William Michelini, che critica i collettivi per aver accolto la
"provocazione" di piazza di Ferrara, e invita a "fare il vuoto e
ignorare" il comizio della Destra. Anche se, aggiunge: "La polizia
deve controllare che non si faccia apologia di fascismo". A difendere i
collettivi resta solo la sinistra radicale. Ieri Rifondazione Comunista
ha diramato un appello "perché Piazza Maggiore non venga infangata dai
fascisti" e il comizio previsto venga annullato. In ogni caso una
delegazione dell'Altrasinistra accompagnerà i centri sociali contro Morselli.
Ci sarà certamente il consigliere di Prc Roberto Sconciaforni. Con lui anche il
segretario di Prc Tiziano Loreti, il verde Roberto Panzacchi e l'indipendente
di Prc Valerio Monteventi, che attacca: "Se nessuna forza politica è in
grado di ascoltare queste istanze, vuol dire che in Italia la sinistra è
finita". Ieri intanto è stato il giorno delle reazioni al comizio contestato
di Giuliano Ferrara. Tutte, o quasi, a sostegno del direttore del Foglio.
Compresa quella del candidato della sinistra radicale Bertinotti, che ieri
mattina ha parlato di "solidarietà umana e politica". Ma la sinistra
Arcobaleno sotto le due Torri non ci sta. "Mi dissocio da quel che ha
detto Bertinotti" dice il segretario bolognese di Prc Loreti. Con lui
Leonardo Masella, capogruppo del Prc in Regione, ha definito
"assolutamente inconcepibile il coro di solidarietà espresso a Ferrara, soprattutto
da parte di chi non era in Piazza Maggiore". E il segretario dei verdi
Carlo Bottos conferma: "Io sto coi collettivi". "Sono contrario
a chi toglie la parola, ma anche Ferrara l'ha tolta a tante donne" dice il
fondatore del Cantiere Achille Occhetto, ieri alla Bolognina per una iniziativa
elettorale. Mentre il coordinatore regionale del Prc Nando Mainardi dice:
"Io non uso la parola solidarietà, preferisco dire che va data a tutti la
possibilità di parlare". Più dura la deputata di Sd Katia Zanotti: "Condanno
la violenza, ma che dire di quella di Ferrara contro le donne?".
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( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
Di Gianni Oliva e
Fiorenzo Alfieri inizierà il "Convegno internazionale Italia e Europa
Centro - Orientale: il Risorgimento come causa comune". Info 011/ 6615481
o info@europiemonte.it. Le parole del 68 CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE
11 Conferenza di presentazione de "Le parole del '68. Arte, cinema,
letteratura, musica". Intervengono Daniela Formento, Alberto Barbera,
Fabio Freddi, Antonella Parigi e Fabrizio Vespa, con la partecipazione di Michelangelo
Pistoletto. Città sostenibile ORDINE ARCHITETTI TORINO, VIA GIOLITTI 1, ORE
14,30 Convegno "Trasmettere la città sostenibile". Dietro le quinte
TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro
le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5
euro. Info 011/8815557. Iam Festival FNAC, VIA ROMA 56, ORE 16 In occasione dell'apertura
di I am festival, incontro tra label, produttori, musicisti e dj e
presentazione delle nuove realtà elettroniche piemontesi. Presenteranno
l'incontro Marco Ricompensa di Blow Up e Matteo Brigatti di TorinoForum. Alle
17 showcase dei cunesi RunningWomanIdea, seguito dal dj set dei torinesi
Alexxei n Nig. Torino CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE 17,30
"Torino tra cronaca nera e storia", con Pierluigi Capra, autore
dell'omonimo libro. Rewriting AMANTES, VIA PRINCIPE AMEDEO 38/A, ORE 17,30
Torna la terza edizione di Rewriting, progetto dedicato al fenomeno
graffiti/street art nato nel 2006 da un'idea del Circolo Culturale Amantes.
Differente la modalità rispetto alla scorsa edizione: dalle tele giganti e
collettive si passa a lavori di medio formato e individuali. Protagonisti Sir
Two, Resee, Etnik e Macs. Info http://www.arteca.org/rewriting.htm. I tempi
stanno cambiando MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45
Incontro su "Cambiamenti climatici sulle Alpi". Con Martin Beniston,
Università di Ginevra. Cristeros BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO
ORBASSANO 200, ORE 17,45 "La rivolta dei Cristeros. Il Messico tra guerra
civile e guerra religiosa", a cura di, Andrea Cognata, Stefano Manganaro,
Alessandro Martinez e Alessio Pavarallo. Info 011/4438604. Programmi elettorali
GIARDINO D'INVERNO, PIAZZALE VALDO FUSI, ORE 18 "Le proposte economiche nei
programmi elettorali": Giuseppe Berta e Pietro Garibaldi interrogano
Michele Salvati. Conduce il dibattito Magda Negri. Info 335/1363916. Amedeo
Duca d'Aosta ANARTI, VIA FONTANESI 1, ORE 18 L'architetto Leonardo Mastrippolito,
responsabile monumenti della Città di Torino, tiene una conferenza su
"Amedeo Duca d'Aosta: un monumento ritrovato". Prenotare allo 011/
8170560. Il mondo dell'archeologia DAR AL HIKMA, VIA FIOCHETTO 15, ORE 18,30
"Lo scavo archeologico: strumenti, stratigrafia, documentazione e tecniche
di indagine". A cura del Gat. Guarigione VITA UNIVERSALE, VIA LUSERNA DI
RORÀ 3/A, ORE 19,30 Incontro "Come possiamo guarire o rimaner sani? Il
primo passo è riconosci te stesso per poter prendere in mano le redini della
vita". Info 011/4330976. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE
ORFANE 7, ORE 19,50 La visita ha una durata di 2 ore e un costo di 7 euro. Si
conclude in Piazza San Carlo. Prenotazione obbligatoria. Info 011/853670 o
www.barburin.com. Dharma Buddhista CENTRO MAITRI BUDDHA, VIA GUGLIELMINETTI 9,
ORE 20 "Del vivere e del morire". Con Daniela Muggia, Centro
Rigpa-Italia Tonglen. Benditas Fomes CAFFE' BASAGLIA, VIA MANTOVA 34, ORE 20
Aperitivo ed incontro con Toni Martin autore della mostra fotografica
"Benditas Fomes", proiezione video "A beraidera e o
grilador" ed incontro con gli autori. Incontro Aipsim TEATRO PSICODRAMMA,
VIA SAN DOMENICO 16, ORE 20,30 Plenaria di apertura col concerto jazz del Pfn
Trio. Info www.aipsim.it. Essere famiglia ASSOCIAZIONE SPAZIO GENITORI, VIA
SAINT BON 68, ORE 20,45 Incontro nell'ambito della II edizione del Percorso di
Scuola di famiglia: "La coppia e la crisi - se la coppia fallisce: sempre
genitori!". Incontro con l'autrice CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE
21 Maria Pia Bonanate, condirettore de Il Nostro Tempo, presenta il suo ultimo
libro "Donne che cambiano il mondo". Info 011/4436250 o
inforoccafranca@comune.torino.it. Artisti CENTRO CULTURALE ISABELLA, VIA
VEROLENGO 212, ORE 21 "L'artista a colloquio con lo psicoanalista" a
cura del Laboratorio Psicoanalitico, con i poeti dell'associazione Magna Grecia
e gli scrittori dell'associazione Carta e Penna. Martin Luther King SALA ANTICO
MACELLO DI PO, VIA MATTEO PESCATORE 7, ORE 21 Per "1968 - 2008 iniziative
per il 40° anniversario della morte di Martin Luther King", conferenza dal
titolo "La Forza di amare, l'eredità sociale e politica di Martin Luther
King", intervengono Nadia Venturini, Gian Giacomo Migone e Paolo Naso,
modera Emanuele Paschetto. Groenlandia LIBRERIA DAFTARI, CORSO BELGIO 70/D, ORE
21 Romano Calvillo presenta un reportage di viaggio in Groenlandia dal titolo
"Kayak e nunatak". Ingresso libero. Info 011/8909565 o
info@daftari.it. Lettura psicoanalitica CENTRO CULTURALE PRINCIPESSA ISABELLA,
VIA VEROLENGO 212, ORE 21 "Artisti del territorio. L'arte a colloquio con
lo psicoanalista", serata con gli artisti e poeti dell'Associazione Carta
e Penna Barbara Parutto e Fulvio Ferrero e con gli scrittori e poeti
dell'Associazione Magna Grecia Maria Celano, Maria Logrippo, Roberto Capasso,
Valerio Cascini e Giorgio Motta. Tarocchi tantrici RISTORANTE KARMACOLA,
LUNGODORA SIENA 12/BIS, ORE 21-22 Percepire le dinamiche profonde con la
divin-azione tantrica e i suoi Archetipi vitali: Mito Eros Conoscenza tra
Oriente e Occidente. A cura di Alcamon Ram Haros. Ingresso libero,
partecipazione gratuita. I have a dream FABBRICA DELLE E, CORSO TRAPANI 91/B,
ORE 21 Incontro dal titolo "Martin Luther King: I have a dream,
dall'incubo può (ri)nascere il sogno, storia di un movimento, attualità di un
messaggio", con interventi del past. Luigi Pecora e don Luigi Ciotti.
SABATO 5 Incontro Aipsim TEATRO PSICODRAMMA, VIA SAN DOMENICO 16, ORE
8,30-22,30 Serie di laboratori esperienziali e seminari gratuiti allo scopo di
presentare e diffondere la filosofia e la metodologia dello psicodramma
moreniano in ambito sia terapeutico che formativo. L'evento ha il patrocinio
dell'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte. Dopo l'assemblea generale
dei soci, alle 20,30 performance di Playback Theatre. Info www.aipsim.it. Lo psicodramma
è un metodo d'intervento, con le persone e con i gruppi, che attiva esperienze
di interazione tra i partecipanti; propone e accompagna la rappresentazione
scenica del loro mondo interiore;stimola e favorisce l'arricchimento delle
capacità relazionali e l'ampliamento della consapevolezza e della conoscenza
propria e dell'altro. Lo psicodramma persegue lo sviluppo delle risorse e la
realizzazione delle potenzialità, individuali e collettive. Enti e Regioni
CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 9 Convegno Amiar-Aress
"Enti e Regioni a confronto - Percorsi legislativi in Medicine non
Convenzionali: realtà e prospettive". Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO
FERRARIS 30, ORE 9,30 Seconda giornata del "Convegno internazionale Italia
e Europa Centro - Orientale: il Risorgimento come causa comune". Info
011/6615481 o info@europiemonte.it. Comunità alloggio CASA RONDINE, VIA
CAPRIOLO 20, ORE 10 Inaugurazione della Comunità alloggio per minori stranieri
Casa Rondine. India BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 11
"Gusti, profumi e colori dell'India", incontro con la cultura e la
cucina del sub-Continente indiano, letture e assaggi da ricette originali. Info
011/4431262. Elisir MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 14 Per "Elisir. Gocce d'arte
in Italia. Itinerari culturali in collaborazione con altre Istituzioni
italiane", visita alle dimore storiche: Castello di Issogne, con bus
privato. Prenotazione obbligatoria allo 011/837688. Info
www.fondazioneaccorsi.it. Visita guidata MUSEO EGIZIO, RITROVO ALL'INGRESSO,
ORE 14,45 Visita guidata con una guida turistica. Costo: 8 euro, ingresso
escluso. Iscrizioni: Sporidea Caleidos, 011/3090618. Giovani scrittori
BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 15-17 AAA Giovani
scrittori cercansi, in collaborazione con il Settore Politiche Giovanili,
incontri condotti da Sabrina Rondinelli. Info 011/4438604. Dietro le quinte
TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro
le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5
euro. Informazioni: 011/8815557. Astrologia ISTITUO AVOGADRO, CORSO SAN
MAURIZIO 8, ORE 15-18 Grazia Mirti parla di "Venere nelle tecniche
previsionali". Info 011/4376192. Coordinamento generale FABBRICA DELLE E,
CORSO TRAPANI 91/B, ORE 15 Coordinamento generale dei coordinamenti
territoriali e dei presidi di Libera Piemonte, oltre che dei gec di Acmos.
Roraima ISTITUTO MISSIONI CONSOLATA, VIA CILDINI 4, ORE 16 Incontro
"Roraima (Brasile): i diritti dei popoli indigeni: a che punto è la
notee?", interventi di Carlo Zacquini e Hudson. Info 011/595657 o
335/6931882. Diciotto secoli d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17
Visita guidata: un primo approccio alle collezioni e al palazzo per conoscere
gli spazi, i nuovi allestimenti e i grandi capolavori di Palazzo Madama. Un
modo per capire che non basta una visita a scoprire tutte le ricchezze del
Museo. Info e prenotazioni 011/4429911. Oroscopo SOCIETÀ TEOSOFICA, VIA PINELLI
78/A, ORE 17 Incontro con tema "L'Oroscopo Personale - 2° parte", a
cura di Rita Selicati. Amici dell'arte MUSEO ANATOMIA, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO
52, ORE 18 "La musica a Torino nell'epoca di Lombroso", concerto
scientifico con pianoforte, soprano e voce recitante. Precederà, alle 16,30, la
visita guidata della collezione museale. Ingresso gratuito al concerto e euro 6
per la visita. Info 011/5816611. In festa LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA MARIA
VITTORIA 31, ORE 21 Si festeggia l'apertura del nuovo spazio Dintorni
contemporanei con l'acoustic session di Cristina Arfinengo, Giò Bruno e Diego
Alloj. Danzando nel Borgo SCUOLA AURORA, VIA CECCHI 16, ORE 21 L'Associazione Cecchi
Aurora organizza serate danzanti a tema, gare di ballo, gare di torte,
barzellette e poesie. Ingresso gratuito. Info 011/4368408. DOMENICA 6 Incontro
Aipsim TEATRO PSICODRAMMA, VIA SAN DOMENICO 16, ORE 10-15 Tavola rotonda con
gli autori della rivista Aipsim "Psicodramma Classico" e con altri
autori di testi recentemente pubblicati, moderatore Paola De Leonardis. Al
termine del 6° Incontro di Primavera, incontro - confronto in vista del
congresso Iagp del 2009 a
Roma. Info www.aipsim.it. Network Giovani GIARDINI FARINELLI MIRAFIORI SUD, ORE
15 Jam hip pop: periferie resistenti: live street hip hop, writers, skaters,
giocoleria resistente con la presenza dei candidati del Network Giovani. Torino
today tour PINACOTECA AGNELLI, LINGOTTO, VIA NIZZA 230, ORE 15,30 Visita alla
Pinacoteca Agnelli e al comprensorio del Lingotto. Durata 2 ore. Info e
iscrizioni 011/ 4347954. Incontro musicale FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Il
pianista Andrea Padova presenta il suo nuovo album "Notes posted on the
refrigerator". Salotto Live XO', VIA PO 46, ORE 22,30 Riparte il Salotto
live by GrigioTorino, ospiti della prima serata: Teoria delle Orbite,
TrafficKills.com, Jadish, il Cerchio e le Gocce e Tuccinardi Giorgio, ospite
fisso il Limo. Serata ripresa dalle telecamere di Qui Rete Libera
(www.quiretelibera.org). LUNEDI' 7 Controllo statistico del processo CENTRO
ESTERO, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 9-18 "Impostare e attuare il controllo di
un processo produttivo di serie tramite il metodo Spc". A pagamento: 011/
6700669 - 654. Miracoli mariani SAN DOMENICO, VIA SAN DOMENICO, ORE 16 Luciana
Mistrorigo introduce il tema "Miracoli mariani in due Chiese di
Torino", ne parleranno Fra Luca Isella e Patrizia Longo. Partecipa Padre
Lorenzo Franceschini. Il piemontese BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO
ORBASSANO 200, ORE 17 "Il piemontese, Gli scrittoir, le opere, i luoghi,
le parole", in collaborazione con il Centro studi piemontesi. Incontro su
"Parole nostre: leggere, parlare, scrivere". Info 011/4438604. In
spagnolo BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17 Gruppi di
conversazione per chi possiede conoscenze di base della lingua e desidera
coltivarle in collaborazione con l'Istituto di istruzione superiore Regina
Margherita, incontri condotti da Elcka Issir Gutierrez Pinedo. Info
011/4431262. Network Giovani UNIVERSITÀ DEGLI STUDI, VIA SANT'OTTAVIO 20, ORE
17 Left Lab e collettivo scienze politiche presentano "Black Panther
Party, percorsi di memoria tra ieri e oggi", ospite David Hilliard, membro
fondatore del Black Panther Party. Introduce Anubi Lussurgi D'Avossa. Scuola di
Liberalismo FONDAZIONE EINAUDI, VIA PRINCIPE AMEDEO 34, ORE 17-19 Lezione di
Paolo Zanetto su "Marketing politico e lobby in una società libera".
Info www.fondazione-einaudi.it. Usa e il voto ARCHIVIO DI STATO, PIAZZA MOLLINO
1, ORE 17,15-19,15 Dibattito "Gli Stati Uniti a sei mesi dalle elezioni
presidenziali del 2008", introduce Piero Gastaldo, presiede Maurizio
Vaudagna, intervengono Mike Allen, Juleanna Glover e Jamal Simmons, commenta
Ettore Greco. Segue aperitivo. I tempi stanno cambiando MUSEO REGIONALE SCIENZE
NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45 "La ricostruzione del clima con le
antiche serie di misura". Con Reinhard Bohm. Epoca post-moderna BIBLIOTECA
CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 18 "I profeti dell'epoca
post-moderna: Huxley, Orwell, Bradbury", a cura dei volontari e delle
volontarie del SCN, incontri di lettura condotti da Alessandra Celati: "Il
mondo nuovo" di Aldous Huxley. Info 011/4435990. Liturgie egizie CENTRO
CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 18 L'egittologo Martin Bommas
terrà una conferenza dal titolo "Le liturgie funerarie". Organizza
l'Acme. Voler capire CENTRO INCONTRI DELLA REGIONE PIEMONTE, CORSO STATI UNITI
23, ORE 18 27 lezioni organizzate dal Fai per conoscere l'arte contemporanea.
Oggi "Arte e comportamento negli anni '70", interviene Angela
Vettese. Info 011/539212 o www.segreteriafaipiemonte@fondoambiente.it. Tai Chi
CENTRO DAIVA JYOTI, VIA TIRRENO 151, ORE 18,30 Lezione di prova di Tai Chi
Chuan con lmaestro Roberto Mei. Info 011/3270145 o www.daivajyoti.it. Donne e
politica SALA DELL'ANTICO MACELLO DI PO, VIA MATTEO PESCATORE 7, ORE 18,30
Alle/ai canditate/i presenti sarà chiesto di di rispondere alle questioni poste
dall'appello su contraccezione, aborto, fecondazione assistita, ricerca sulle
cellule staminali embrionali, riconoscimento delle coppie di fatto. Partecipano
Daniela Alfonzi, Ciro Argentino, Monica Cerutti, Grazia Francescato, Magda
Negri, Alberto Nigra, Anna Rossomando, Antonio Soggia e Gianna Tangolo. Info
011/8122519 o forumdonnepolitica@gmail.com. Regole del voto ITIS AVOGADRO,
CORSO SAN MAURIZIO 8, ORE 20,30 Il meetup - Amici di Beppe Grillo di Torino
organizza l'incontro aperto al pubblico dal titolo "Conosciamo veramente
le regole del voto del 13-14 Aprile?", relatore Luca Imarisio, segue
dibattito. Ansia e stress CENTRO PERSONA, CORSO REGINA MARGHERITA 95, ORE 21
"Ansia e stress? Ridiamoci sopra...! La terapia della risata",
interviene Arcangelo Giordano. La partecipazione è gratuita previa
prenotazione. Info 340/8202881. Grafologia ASSOCIAZIONE ALETHEIA , CORSO
BRAMANTE 41, ORE 21 "La personalità tra le righe", serata sulla
Grafologia, ovvero l'arte di leggere il carattere attraverso la scrittura.
Gradita la prenotazione. Info 346/6851494 o assoc.aletheia@tiscali.it. MARTEDI'
8 Msa CENTRO ESTERO, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 9-18 "Analisi delle
proprietà statistiche dei sistemi di misura (Msa) per valutare la conformità e
la capacità dei processi produttivi dell'azienda e determinare l'attendibilità
dei risultati ottenuti". A pagamento: 011/ 6700669/654. MartedìSalute
AGORA' CENTRO CONGRESSI, VIA VELA 17, ORE 10 Incontro sul tema "Perdita
elementi dentari: possibilità terapeutiche. Prevenzione e salute orale",
con Gian Paolo Damilano, Laura Guerra ed Adelia Celia. Info 011/5718246.
Martedì Culturali CENTRO CHANTAL, VIA PERAZZO 7, ORE 15,30 Nono incontro
"Don Juan di Felix Gray (commedia musicale, 2005)", relatrice
Pierangela Demo. Come vivevano UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 15,30
Lucia Cellino parla di "Vite parallele: Apuleio e Cagliostro". Info
011/4342450. Donne ed economia CENTRO SERVIZI VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 15,30
Incontro dal titolo "Quale risparmio è possibile? class="hilite">Class
Action e Codice Iban", interverranno Anna Maria Patisso, Antonio Sgroi e
Paolo Medici. Info 011/5816644 o 338/8285833. Medicina C EDUCATORIO DELLA
PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 15,30 La Dott.ssa Chiara Eandi parlerà sul
tema "La vista: informazioni e deformazioni". Info 011/4342450. Mode
del 700 MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 16 Incontro "Mode del settecento tra
cineserie e l'arte della tavola. Il fascino dell'Oriente", intervengono
Lura Ferretti e Paola Mastrangelo. Info 011/837688 int. 4. Cesare Pavese
BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 16,30 "Cesare
Pavese: 1908-1950", gruppo di lettura e scrittura proposto in occasione
del centenario dalla nascita in collaborazione con l'associazione LiberArt,
incontri condotti da Maria Marullo. Info 011/4437080. Leggo, dunque sono
BIBLIOTECA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17 Lettura interpretativa di
Goldoni, Moliere, Deledda, Checov e Pirandello in collaborazione con il Liceo
Teatro Nuovo. In inglese BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE
17 Gruppo di lettura tra letteratura e attualità, per chi possiede conoscenze
di base della lingua e desidera coltivarle in collaborazione con la Facoltà di
Lingue e letterature straniere dell'Università degli studi di Torino, incontri
condotti da Marta Anzalone. Info 011/4431262. Signoria, castello, comune BORGO
MEDIEVALE, VIALE VIRGILIO 37, ORE 17 Appuntamento con "Signoria, Castello,
Comune: frazionamento del potere", attraverso il percorso in Rocca e nel
Borgo viene analizzata l'evoluzione delle istituzioni civili e sociali durante
il Medioevo: dal sistema feudale ai poteri signorili sviluppatisi intorno ai
castelli del contado e al ruolo delle città comunali. Info 011/4431705.
Albertina si svela ACCADEMIA ALBERTINA, VIA ACCADEMIA ALBERTINA 6, ORE 17,30
"Ferruccio Stefani: un mercante e collezionista all'origine del museo
genovese". Con Rossana Vitello. Dall'età napoleonica ai moti carbonari
BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 "Alfieri,
Monti, Foscolo, tre intellettuali di fronte al potere". Con Andrea Maria.
Incontro GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 18 "Il Giappone e il Tibet di
Fosco Maraini". Con Adriana Boscaro e Erberto Lo Bue. Con proiezione
diapositive. AntoloGaia FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Il Circolo culturale glbt
Maurice organizza un incontro di presentazione del libro di Porpora Marcasciano
"AntoloGaia. Sesso, genere e cultura degli anni '70". Non violenza
BIBLIOTECA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 18 "India: la sfida alla
corona". Con Piercarlo Racca. Happyfilo BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH
BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 18 "Happyfilo. Stare insieme per pensare
insieme", in collaborazione con Phronesis. Associazione italiana per la
consulenza filosofica incontri condotti da Stefania Bernabeo. "Sai tenere
un segreto? Un segreto è tale perchè può essere svelato.". Info
011/4435990. Tassa rifiuti CENTRO STUDI SERENO REGIS, VIA GARIBALDI 13, ORE 18
Il cittadino domanda e l'amministrazione comunale risponde: "Mi chiedete
di aumentare la mia quota percentuale di raccolta differenziata e mi aumentate
la tassa sui rifiuti?", incontro dibattito con Gianguido Passoni e Carla
Pairolero. Info 011/ 2898241. Archeologia militare ACQUARIO PALAZZO NUOVO, VIA
SANT'OTTAVIO 20, ORE 18 Gabriele Gatti ed Ettore Galli terranno una conferenza
su "Schedatura e documentazione fotografica delle strutture
militari", organizza il Gruppo Archeologico Subalpino e Ass. Vecchio
Piemonte. Info 333/4265619, 338/4621470 o garcheo.subalpino@libero.it. Bordeaux
- Torino CENTRE CULTUREL FRANCAISE, VIA SALUZZO 60, ORE 18-19,30 Incontri tra
studenti delle facoltà di scienze politiche delle università di Bordeaux e
Torino: "La laicità", con la partecipazione di Florie Lefèbvre e
Giorgia Innocenti. Info 011/666181. Tela di parole CIRCOLO DEI LETTORI, VIA
BOGINO 9, ORE 18 Liana De Luca e Giorgio Barberi Squarotti presenteranno il
libro di Giovanni Chiellino "Tela di parole". Introdurrà Giovanni
Ramella. Info 011/8123023 o www.centropannunzio.It. Chiamarsi Giorgio MOOD
LIBRI E CAFFE', VIA CESARE BATTISTI 3/E, ORE 18,30 "L'importanza di
chiamarsi Giorgio": Manganelli e Simenon, un parallelo impossibile o
quasi, una lettura critica e visionaria a cura di Marco Barile. Info 011/5660809.
Funzione genitoriale ASSOCIAZIONE SCAMBIAIDEE, VIA MAZZINI 44, ORE 19
Proseguono gli incontri dedicati alla funzione genitoriale, condotti da due
psicodrammatiste formatesi alla scuola di Giulio Gasca. È previsto un
contributo minimo. Info 333/8283444. Nuovi modelli di sviluppo AULA MAGNA
OSPEDALE MOLINETTE, CORSO BRAMANTE 88/90, ORE 20,30-23 Ciclo di conferenze a
cura di Sante Bajardi e Rossana Becarelli "Economia, ambiente, salute,
nuovi modelli di sviluppo": conferenza di Beppe Rocca "Scienza medica
e futuro dell'uomo: medicina molecolare quantistica". Info 011/6333568.
Cultura medica SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 Incontro "Sessualità
e depressione", interviene Giuseppe Armentaro, coordina Patrizia Donà.
Info 011/4343700. Il destino dell'amore LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA
31, ORE 21 Ciclo di conferenze di psicoanalisi dirette da Luciano Faioni,
appuntamento sul tema "Il bisogno d'amore", interviene Daniela
Filippini. Ingresso libero. Info 011/ 888975. Serata col pilota SALONE CIRCOSCRIZIONE
3, CORSO FERRUCCI 65/A, ORE 21
A rispondere alle domande dei presenti il comandante
Alitalia Graziano Passero. Info www.flytorino.it o 347/9820605. Genitori &
figli FABBRICA DELLE E, CORSO TRAPANI 95, ORE 21 Serata su "Le nostre
ragazze diventano donne. Adolescenti: corpo, mode, sessulaità,
sentimenti", con la ginecologa e psicoterapeuta Luciana Tumiati. Alle
19,30 cena con prenotazione obbligatoria. Info 011/3841083. Circolo fotografico
WWF PIEMONTE, VIA PEYRON 10, ORE 21,15 Flavio Cerri presenta le proiezioni dai
titoli "Bush Ways Safaris: Botswana", "Nel regno del Serpente
dorato" e "Sulla via dei Gorilla". Info adezan@libero.it o
aprove@mac.com. MERCOLEDI' 9 Settimana della lingua francese AULA MAGNA DEL
RETTORATO, VIA VERDI 8, ORE 9,30-13 "Rencontrons-nous en francais! Toi, ta
langue, ton visage". A cura del Centre culturel francais. Network Giovani
POLITECNICO DI TORINO, CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI 24, ORE 10 Dibattito su scuola,
università e lavoro tra Piero Fassino, Gennaro Migliore, Marilde Provera e
Roberto Della Seta. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15
Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande
teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Sportello
benessere CENTRO SERVIZI VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 16-18,30 Prosegue l'attività
dell'associazione Cultura del Benessere e dello sportello, che fornisce
consulenza e informazioni sulle terapie complementari per la salute ed il
benessere. Info e prenotazioni 335/328214. Letture in lingua inglese BIBLIOTECA
CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17 Gruppo di conversazione per chi possiede
conoscenze di base della lingua. Genitori e bimbi CENTRO DAIVA JYOTI, VIA
TIRRENO 151, ORE 17-18 Corso di teatro per genitori e bimbi. Richiesta la
prenotazione. Info 011/3270145 o www.daivajyoti.it. Pensiero politico
BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17,15 "Classici del
pensiero politico: a Aristotele a Kant", gruppo di lettura: un'occasione
per discutere e confrontarsi, incontri condotti da Cecilia Cognigni. Info 011/
4431262. Conferenza ARCHIVIO DI STATO, PIAZZETTA MOLLINO 1, OPRE 17,30 "La
sopravvivenza degli antichi Dei". A cura di Adriano Pennacini. Estetica LA
TORRE, VIA MARIO PONZIO 10, ORE 17,30 "Medicina estetica e ringiovanimento
del viso". Ingresso gratuito. Lavoro SALA CONVEGNI API, VIA PIANEZZA 123,
ORE 17,30 Convegno "Bene comune e lavoro. quali riforme per occupazione e
sviluppo", con due tavole rotonde: "Il nuovo scenario sociale del
lavoro" e "Il nuovo governo e le riforme per il lavoro". Info
333/1499123 o www.santommasomoro.org. L'Indice Puntato FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 L'incontro è dedicato ai
libri "Per la verità" di Diego Marconi e "La virtù del dubbio.
Intervista su etica e diritto" di Gustavo Zagrebelsky. Ne discutono gli
Autori, la sociologa della politica Elisabetta Galeotti e il sociologo Franco
Rositi. Guareschi CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Giuseppe
Valperga parlerà sul tema "Il mito di Don Camillo". Introdurrà Anna
Ricotti. Info 011/ 8123023 o www.centropannunzio.It. Nuova poesia BIBLIOTECA
CIVICA ALBERTO GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 18,30 "La nuova poesia
contemporanea piemontese", percorso di scavo e segnalazione delle voci
della poesia regionale provincia per provincia, città per città, in
collaborazine con Torino poesia: nuova poesia vercellese. Info 011/8196706. Zen
endogenesi CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/28, ORE 19
Introduzione al percorso di "Zen endogenesi", tecniche di
respirazione, concentrazione e meditazione per lo sviluppo delle energie
interiori, e il mantenimento del benessere psico-fisico. Partecipazione
gratuita. Info 011/4119849 o 334/3145040. Mistero dei Templari CHIESA SANTA
CRISTINA, PIAZZA SAN CARLO, ORE 19,50 Un inquietante itinerario notturno
dedicato agli antichi custodi del tempio e al segreto del Graal. Prenotazione
obbligatoria. Info 011/853670 o www.barburin.com. Incontri letterari LIBRERIA
EDITRICE PSICHE 2, VIA MONGINEVRO 11
A, ORE 20-21 Mariella Repellino e Fabrizio Magliocco
presentano "Tutto l'amore, per trovarsi e perdersi". Info 011/386172
o www.psiche2.com. Giovani e sessualità SALA TEATRO DEL TEMPIO VALDESE, CORSO
VITTORIO EMANUELE II 23, ORE 20,45 "Educazione alla sessualità e
all'affettività". Incontro con Mariarosa Gioito, responsabile struttura Ss
Consultori famigliari e pediatria. Progetto salute 2008 OSPEDALE SAN GIOVANNI
ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20,45 Ciclo di incontri "Con mani umane
per il futuro dell'arte medica": Domenico Matarozzo interviene su "Rio
Abierto: la fiducia per incontrare le nostre diverse parti". Info
328/2171027 o www.centroarmoniavalgomio.it. Istinto alla coppia TEATRO
VITTORIA, VIA GRAMSCI 4, ORE 21 Incontro "Le parole che seducono. Le
parole che fanno innamorare". Serate d'Egitto VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 21
"La bellezza femminile nell'Egitto dei Faraoni". Con Ilaria
Monfardini. Scuola di formazione del soggetto LABORATORIO PSICOANALITICO, VIA
ASSISI 6, ORE 21 "Il bene non si può fare", a cura di Giancarlo
Gramaglia. Info: 011/ 2162736. Professione Psicologo LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA
MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Ciclo di incontri di orientamento, organizzato da
studenti della facoltà di psicologia di Torino, in collaborazione con
Legolibri, che consiste nella presentazione di sei scuole di psicoterapia,
appuntamento con Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (Spp), Specialità in
psicoterapia dell'Età Evolutiva e dell'Età Adulta, intervengono Lauretta
Ottolenghi, Francesca Pavese, Marcello Panero, Claudio Pavia. Ingresso libero.
Info 011/888975. Emozione e seduzione CENTRO INCONTRI, VIA MAGENTA 49, ORE 21
Il Centro Studi Comunicazione organizza un incontro su come raggiungere i
propri obiettivi nella vita sentimentale ed affettiva imparando a sedurre chi
ci piace realmente, mantenendo vitale l'emotività e la passionalità in un
rapporto consolidato. Info 333/ 1511703. Angolo dell'avventura ARSENALE DELLA
PACE, VIA BORGODORA 61, ORE 21,30 Loredana Boscarato presenta "Lungo il
Mekong. Cambogia e Laos con mezzi locali", con proiezione dvd. Info www.angolodellavventuraroma.com.
GIOVEDI' 10 Elisir MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 14 Per "Elisir. Gocce
d'arte in Italia. Itinerari culturali in collaborazione con altre Istituzioni
italiane", visita alle dimore storiche: Castello di Issogne, con bus
privato. Prenotazione obbligatoria allo 011/837688. Info
www.fondazioneaccorsi.it. Pomeriggi copernicani LICEO COPERNICO, CORSO CAIO
PLINIO 2, ORE 14,30-16,30 "La metafora scientifica, la metafora artistica,
la metafora letteraria: quando le conoscenze imparano a confondersi",
relatori i docenti Maia, Martinotti, Pevere e Varengo. Info 011/ 610606.
Democrazia CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 14,30 La Scuola per la Buona
Politica propone una serie di incontri: "Democrazia e mercato", con
una lezione di Marco Revelli e Filippo Cavazzuti, discussione coordinata da
Sergio Scamuzzi, conducono il seminario Valentina Pazé e Lino Sau. Info
www.sbptorino.org. Scuola di formazione del soggetto LABORATORIO
PSICOANALITICO, VIA ASSISI 6, ORE 15-18 "Il Passalibro Psicoanalitico",
con associazioni e artisti del territorio. Info: 011/ 2162736. Tavola rotonda
EUROSTUDIO, VIA SAN QUINTINO 31, ORE 15-19 "Il rancore", un
sentimento che distrugge l'amore. Info 011/ 5631233. Dietro le quinte TEATRO
REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le
quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro.
Informazioni: 011/ 8815557. Incontri culturali LICEO ALFIERI, CORSO DANTE 80,
ORE 16-18 Angelo Toppino interviene su "C'era una volta Torino". Info
011/6967831 o 348/5300681. Popoli antichi ARCHIVIO DI STATO, PIAZZETTA MOLLINO
1, ORE 17 Renato Pennacini dialoga su "Gli altri popoli antichi".
Scuola di Liberalismo FONDAZIONE EINAUDI, VIA PRINCIPE AMEDEO 34, ORE 17-19
Lezione di Dino Cofrancesco su "Liberalismo e laicità". Info
www.fondazione-einaudi.it. Amore e psiche EUROSTUDIO SERVICES, VIA SAN QUINTINO
31, ORE 17,15 "Vita di coppia: il rancore", conduce Maurizio
Brescello. Info 011/5631233. In francese PUNTO PRESTITO GABRIELE D'ANNUNZIO,
VIA SACCARELLI 18, ORE 17,30 Gruppi di conversazione in lingua francese per chi
possiede conoscenze di base e desidera coltivarle, in collaborazione con il
Centre culturel francais. Info 011/ 4439350. Società Dante Alighieri HOTEL
DIPLOMATIC, VIA CERNAIA 42, ORE 17,30 Dittico di letture dantesche: "Due
personaggi esemplari: Farinata e Brunetto", introduce, spiega e legge
Andrea Maia, coordina Teresa Grimaldi Scalafiotti. I giovedì del Coes SALA
D'ATTESA DEL COES, MOLINETTE, ORE 18 Incontro "Dieta e cancro". Con
Augusta Palmo e Franco Merletti. Ceramiche preistoriche GAM, CORSO GALILEO
FERRARIS 30, ORE 18 Giorgio Gay e Orietta Maestro parleranno di
"Tecnologia della ceramica nella preistoria", nel ciclo delle
conferenze mensili dell'Associazione Amici del Museo di Antichità di Torino.
Info 338/ 4621470 o amicimuseoantichita@libero.it. Extracampus FNAC, VIA ROMA
56, ORE 18 Extracampus: l'Università fa televisione, intervengono Lorenzo
Denicolai e Elisabetta Ferrero Redattori, Giorgio Cordeschi Grafico. Bric San
Vito SALA CONFERENZE VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 18 In occasione
dell'inaugurazione della mostra "Bric San Vito - dal passato al
presente", si tiene la conferenza dal titolo "Il Bric San Vito. Un
sito archeologico sorprendente". Info 011/4366333. Anna di Cipro IMMAGINE
PER IL PIEMONTE, VIA LEGNANO 2/B, ORE 18,15 Incontro "Anna di Cipro. La
principessa che portò ai Savoia il primo titolo regale", ne discutono
Mario Gallina, Roberto Solari e Donatella Taverna, introduce Vittorio
Cardinali. Arte PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 18,30
"Conversazioni d'arte a Palazzo". Ingresso libero per i visitatori
della mostra. Autostima CENTRO INCONTRO CIRCOSCRIZIONE 3, VIA MILLIO 20, ORE
18,30-20 L'associazione
Gaiaterra propone un incontro teorico-pratico "Autostima in azione:
imparare a dire no". Verrà presentato lo stage del 20 aprile, a cura di
Ivan Bono. Info 328/0287813. Aperitivo culturale SHORTBUS CAFÈ, VIA GAUDENZIO
FERRARI 5/I, ORE 19,30-21 Incontro con la Cooperativa Sociale Papili e
presentazione del progetto di reinserimento lavorativo all'interno del carcere
delle Vallette. Info 011/2763987 o info@shortbuscafe.it. Incontri con gli
esperti PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 20,30-22,30 Passeggiata alla
mostra su Canaletto e Bellotto con Willy Beck. Costo: 12 euro, comprensivo di
biglietto e visita guidata. Prenotare: 011/5711807. Campi di lavoro EL BARRIO,
STRADA CUORGNÉ 81, ORE 20,30 Cisv presenta i Campi di conoscenza e lavoro 2008, in partenariato con
Catedra de la Paz Oscar Romero e Association pour le Développement du quartier
de Keur Serigne. Partenze dal 27 luglio al 17 agosto in Venezuela, dal 03 al 25
agosto in Senegal. Info 011/2243813 o campi@cisvto.org. Cristo discusso
FACOLTA' TEOLOGICA, VIA XX SETTEMBRE 83, ORE 20,45 "Gesù ebreo o cristiano?
L'ebraicità di Gesù". Con Giuseppe Ghiberti. Orientarsi al benessere
CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE 21 Per il ciclo "Orientarsi al
benessere. Percorso di ricerca di armonia", serata dedicata a "La
stima di sé come miglioramento delle relazioni collettive", organizzata
dalla Bottega Benessere della Cascina Roccafranca in collaborazione con
l'associazione Sportidea Caleidos, e condotta da Milena Passerini. Info
011/4436250. Amici dell'arte AMICI DELL'ARTE, VIA TOSELLI 1, ORE 21 "Le
fortificazioni orfane. Dalle Alpi Marittime alla Val d'Aosta, fortificazioni
poco conosciute e dimenticate", con Giorgio Ponzio. Info 011/5816611.
David Sedaris CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 21 La musica di David
Sedaris, con Banda Osiris e Michele di Mauro, partecipa l'autore. Residenze
piemontesi AGORA' CENTRO CONGRESSI, VIA VELA 17, ORE 21,15 Incontro dedicato a
"Il Castello della Manta", con Giovanna Galante Garrone e Luisa
Clotilde Gentile. Info 011/5718246. MOSTRE Bambini del Chiapas GRUPPO ABELE,
CORSO TRAPANI 91/B L'organizzazione non governativa Peace Games presenta la
mostra fotografica "Bambini del Chiapas", ideazione e fotografie di
Paola Crova, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, fino al 30
giugno. Info 011/384101 o 011/3841066. Province a Palazzo PALAZZO MADAMA,
PIAZZA CASTELLO Per il mese di aprile i residenti o le persone nate nella
provincia di Asti potranno entrare a Palazzo Madama con un biglietto di
ingresso al costo di 1 euro, previa esibizione di un documento di identità.
Info 011/4433501 o palazzomadama@fondazionetorinomusei.it. Arte per strada SALA
BOLAFFI, VIA CAVOUR 17 Mercoledì 9 inaugura la mostra "L'arte per la
strada. I manifesti del Maggio francese", visitabile fino al 6 maggio. La
mostra prevederà inoltre, nei mesi di aprile e maggio, un'appendice negli spazi
del Circolo dei Lettori, con l'esposizione di una ventina di manifesti politici
torinesi degli archivi Giorgio Nelva e Piero Gilardi. Orario: tutti i giorni
10-19. Info 011/5576300. Galileo PIAZZA DEI MESTIERI, VIA DURANDI 13
"Galileo. Mito e realtà", mostra a cura di Maria Elisa Bergamaschini,
Serenella Feliciani, Gabriele Mangiarotti, Lorenzo Mazzoni, Franco Tornaghi,
coordinamento Mario Gargantini, consulenza di Francesco Bertola, Francesca
Bonicalzi, Alessandro Gamba. Visitabile dal 7 al 22 aprile, con orario:
lunedì-venerdì 9-12 e 15-19, sabato 16-20. Info 011/19709600 o
eventi@piazzadeimestieri.it. Marco Ferreri MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA, VIA
MONTEBELLO 20 Dal 4 aprile al 2 giugno è visitabile la mostra "Marco Ferreri.
Il cinema, i film", testimonianze fotografiche di Fabian Cevallos e
dell'archivio personale del regista. Segno e scrittura BIBLIOTECA NAZIONALE
UNIVERSITARIA, PIAZZA CARLO ALBERTO La mostra "Dal segno alla scrittura,
dalla scrittura al segno", un viaggio dai manoscritti antichi alla
calligrafia artistica attraverso un percorso didattico, sarà visitabile fino al
28 aprile, col seguente orario: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 9-14;
martedì e giovedì 9-13 e 14-18. Visite guidate e dimostrazioni di calligrafia
per gruppi e scuole (massimo 30 persone) su prenotazione; clendario: giovedì 3
dalle 16 alle 18; mercoledi 9 dalle 10 alle 12 e martedì 15 dalle 16 alle 18.
Info e prenotazioni 011/8101113. Francesco Tamagno, SALE DELLA ROCCA E CHIESA
DEL BORGO MEDIOEVALE, PARCO DEL VALENTINO E' visitabile la mostra
"Francesco Tamagno al Borgo. La carriera internazionale di un grande
tenore dell'Ottocento", realizzata dal Teatro Regio in collaborazione con
la Fondazione Torino Musei. L'iniziativa rende omaggio al tenore torinese e
fornisce l'opportunità di ammirare la collezione di stupendi costumi e di
oggetti di scena del grande cantante, recentemente acquisita dal Teatro Regio
grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. Fino all'11 maggio. Industria
nella letteratura BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79 Mostra
bibliografica realizzata dall'Ufficio Studi locali delle Biblioteche civiche
torinesi, in occasione del convegno sulla letteratura industriale all'Istituto
Primo Levi. Visitabile fino al 4 aprile. Info 011/4437080. Accendi il cervello
e cambiamenti climatici MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36
Mostra interattiva "Accendi il cervello. Intelligenze, sensi,
emozioni", visitabile fino al 25 maggio. Le installazioni interattive aiutano
a rispondere ad una serie di quesiti individuando le leggi del comportamento
umano che regolano la trasmissione di messaggi al e dal cervello. Sempre al
museo, sono allestite le esposizioni "I tempi stanno cambiando. Come varia
il clima: conoscenze attuali e scenari futuri" e "Riflessioni &
Riflessioni". Info 011/432.6354 o
www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali. Orario: tutti i giorni dalle 10
alle 19, chiuso martedì. Info 800/329329, 011/4326337 o
didattica.mrsn@regione.piemonte.it. Molluschi MUSEO DI STORIA NATURALE DON
BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra fotografica "Istantanee di molluschi
mediterranei", fino a domenica 13 aprile. Orari: da lunedì a venerdì, su
prenotazione, 9-12,30 e 14,30-18,30; sabato su prenotazione 9-12,30; senza
prenotazione: 14,30-18,30; domenica senza prenotazione 14,30-18,30; chiuso
Pasqua e Pasquetta e al mattino della domenica. Info 011/6601066, 331/6605587 o
museo@liceovalsalice.it. Paline storiche INFOPOINT CAMERA DI COMMERCIO, VIA SAN
FRANCESCO DA PAOLA 24 La Camera di commercio ospita, fino all'11 aprile, la
mostra "Fermata provvisoria. Paline d'artista". Organizzata insieme
ad Artegiovane, e in collaborazione con Gtt, l'esposizione rivisita in chiave
artistica alcune paline storiche del servizio trasporti torinese. La mostra è
visitabile gratuitamente (lunedì-giovedì: 9-12,15, 14,30-17; venerdì: 9-12,15).
Info: 011/ 5716405/6/7, urp@to.camcom.it. Lavoro CENTRO INCONTRI DELLA REGIONE,
CORSO STATI UNITI 21 Fino al 19 aprile "Il rischio non è un
mestiere", mostra all'interno della quale sono esposte immagini tratte
dalle collezioni degli archivi Alinari, il più importante fondo fotografico
documentario italiano. L'esposizione, ripercorrendo quasi due secoli di storia
- alla luce della recente approvazione parlamentare del Testo Unico sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro - ha il compito di sensibilizzare il grande
pubblico in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Orario: 10-19, chiuso la
domenica. Eut 10 MAUSELEO DELLA BELLA ROSIN, STRADA COMUNALE DI MIRAFIORI
Nell'area in cui ora sorge il Parco Colonnetti all'inizio del Novecento si
trovava il più importante aeroporto d'Italia, L'Eut 10. Lo racconta la mostra
"Mirafiori in volo. C'era una volta un aeroporto" che narra la storia
dei piloti, dei velivoli, delle industrie, ma soprattutto delle persone che
hanno vissuto quell'epoca. Visitabile il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì
dalle 14 alle 17. Info: 011/4435003. Rossa PALAFUKSAS, PIAZZA DELLA REPUBBLICA
25 Fino al 4 maggio il PalaFuksas ospita "Rossa. Immagine e comunicazione
del lavoro: 1848/2006. millequattrocentometriquadridivideoinstallazioni".
L'allestimento multimediale sfrutta le potenzialità visive ed emozionali
fornite oggi dalle nuove tecnologie. Apertura tutti i giorni 10-20 (ultimo
ingresso ore 19), martedì chiuso. Ingresso gratuito. Info 800/329329,
www.mostrarossa.it, www.100annicgil.it o rossa@arthemisia.it. (R)esistere MUSEO
DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A La mostra "(R)esistere per
immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX
secolo" resterà aperta fino al 27 aprile, con orario 10-18, giovedì 14-22,
lunedì chiuso. Ingresso libero. Mostra zoologica MUSEO DI STORIA NATURALE DON
BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra zoologica permanente "La collezione De Bono",
trentasei significativi esemplari di mammiferi ed uccelli della fauna italiana
ed esotica, con otto specie nuove per il museo, inseriti in un nuovo percorso
espositivo, accanto agli esemplari preesistenti. Info 011/6601066, 331/6605587
o museo@liceovalsalice.it. 60° Costituzione ISTITUTO D'ARTE "ALDO
PASSONI", VIA DELLA ROCCA 7 Fino al 25 aprile "Cittadine della
Repubblica. Immagini e memorie dagli archivi di famiglia" L'iniziativa,
frutto di una ricerca condotta da insegnanti e studenti dell'istituto, si
sofferma sulle trasformazioni del ruolo della donna nella società italiana dal
secondo dopoguerra ad oggi, attraverso l'esposizione di fotografie provenienti
dagli archivi privati delle famiglie degli alunni, integrate da memorie orali e
da capi originali della Raccolta d'abiti d'epoca del "Passoni". Orari
di visita: lunedì-martedì 9-17,30, mercoledì-giovedì-venerdì 9-15, sabato 9-12.
Giulia di Barolo PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7 In occasione della
ricorrenza della morte di Giulia Faletti di Barolo, avvenuta il 19 gennaio del
1864, è stata allestita la mostra "La marchesa, l'architetto, le
maestranze", dedicata al progetto e al cantiere della chiesa di Santa
Giulia in Torino. Visitabile fino al 20 aprile con orario lunedì e mercoledì
10-12 e 15-17; venerdì 10-12; domenica 15,30-18,30. Info 011/ 3819010 o
011/4360311. Missione archeologica italiana SALA DELLE COLONNE, CASTELLO DEL
VALENTINO, PARCO DEL VALENTINO "Hierapolis di Frigia", mostra sulle
attività passate e recenti del Politecnico nei settori del rilievo metrico,
storia dell'architettura, tutela e valorizzazione organizzata in occasione del
cinquantenario della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia. La
missione è stata condotta dal Politecnico dal 1957 fino al 1999, dal 2000 è
diretta da Francesco D'Andria dell'Università di Lecce. Fino al 4 aprile.
Orario: lunedì-venerdì 9-19, sabato 9-13. Stelle olimpiche MUSEO NAZIONALE
DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 La mostra "Stelle
olimpiche, il cinema dei campioni", visibile fino al 18 maggio, è il
risultato di un'idea, nuova e originale, nata durante i Giochi Olimpici
Invernali di Torino 2006 tra i direttori dello stesso museo: la volontà di
presentare in modo nuovo al pubblico la perpetrazione dei valori olimpici,
anche fuori dal mondo dello sport e l'interesse si è presto concentrato sul
cinema. Visite 9-19, chiuso lunedì. Ingresso 6 euro, ridotto 3. Info
011/6604104. Giochi CENTRO VISITE DEL PARCO NATURALE DELLA COLLINA TORINESE E'
visitabile "I percorsi della memoria - L'inverno e le altre
stagioni", mostra interattiva sui giochi e gli intrattenimenti dei bambini
e degli adulti praticati nella società contadina e urbana tra il 1940 ed il 1960. A cura del Centro per
la Cultura Ludica del Comune di Torino. Esposta fino a metà maggio. Info:
011/8903667, e-mail: cvparcosuperga@artefato.com. Donne & bambini
BIBLIOTECA CENTRALE, VIA DELLA CITTADELLA 5 "Prima le donne e poi i
bambini", storie di donne e bambini incontrati nei paesi devastati dalla
guerra: Afghanistan, Cambogia, Sierra Leone, Iraq. A cura di Emergency. Fino al
30 aprile. Giallo in rosa BIBLIOTECA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79 Sino al 18
aprile resta aperta la mostra su "La donna investigatrice tra letteratura
e realtà", a cura di Milo Julini, Angelo Toppino, Patriza Bonino e Rossana
Mora. Anima-li INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B La bottega d'arte e di antichi
mestieri della Città di Torino ospita la mostra collettiva
"Anima-li": viene esposto un simpatico bestiario costituito da
disegni e stampe che raffigurano animali e contemporaneamente rilevano l'anima
ed il sentire degli autori che li hanno realizzati nel laboratorio "La
Galleria" di corso Sicilia, 53, situato nella ottava Circoscrizione. La
mostra sarà aperta sino al 9 aprile. Scatti di strada CASCINA ROCCAFRANCA, VIA
RUBINO 45 La mostra fotografica "Scatti di strada" organizzata in
collaborazione con l'Amref resterà aperta fino al 5 aprile. Una trentina di
macchine fotografiche usa e getta e altrettanti ragazzi che vivono nelle
baraccopoli di Kawangware e Withaka ai bordi di Nairobi danno vita a questo
percorso visivo che emoziona per intensità e autenticità. Girando per i vicoli
tra le discariche, nei luoghi dove abitano, rubano, dormono, lavorano, giocano,
sfuggono ai poliziotti e alla violenza, gli occhi di questi ragazzi che mai
avevano avuto a che fare con la fotografia, ritraggono il paesaggio della loro
vita. VARIE Aperture straordinarie VILLA DELLA REGINA, STRADA SANTA MARGHERITA
79 Fino al 27 giugno, nell'intento di non interrompere completamente il
rapporto con il pubblico nel periodo dei lavori, la Direzione di Villa della
Regina ha deciso di rendere possibile l'ingresso di gruppi preorganizzati di
visitatori ogni venerdì pomeriggio fra le 14 e le 17. Esiste una doppia
modalità per le visite: visita guidata da un funzionario della Soprintendenza
(11 e 18 aprile; 9 e 23 maggio; 20 e 27 giugno); visita libera previa visione
di un filmato esplicativo sulla storia della Villa e con il supporto di
materiale didattico in consultazione corredato da piantine e fotografie (21 e
28 marzo; 4 aprile; 2, 16 e 30 maggio; 6 e 13 giugno). Prenotazione
obbligatoria ai numeri 011/5641717, 011/5641709, 011/ 5641778. Info
spsae-pie@beniculturali.it. Servizi anziani SPAZIO ANZIANI, VIA OSASCO 80 Sono
stati attivati sul territorio circoscrizionale alcuni sportelli e servizi
rivolti agli anziani della Circoscrizione 3: laboratorio esperienziale - Il
baule della memoria, ogni 15 giorni su prenotazione telefonando al numero
329/3784549; sportello psicologico, mercoledì pomeriggio, su prenotazione
telefonando al numero 329/3784549; sportello legale, un sabato al mese, su
prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello medico-sanitario, il
martedì dalle 15,30 alle 18,30; rilevazione della pressione arteriosa e della
frequenza cardiaca e misurazione dell'ossigeno nel sangue, il giovedì dalle 9
alle 12; misurazione della glicemia, il terzo giovedì di ogni mese dalle 9 alle
12; misurazione del colesterolo, il quarto giovedì di ogni mese dalle 9 alle
12. Summer Job CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20 Fino al 19 aprile,
dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 18,30, è aperto lo Spazio Summer Job, un
servizio di informazione e accompagnamento dedicato al lavoro estivo, in
particolare nel settore turistico. Lo spazio attrezzato con materiali
informativi ad hoc sarà attivo durante tutti i giorni di apertura del centro
InformaGiovani, con la possibilità, su appuntamento, di poter accedere ad un
colloquio di approfondimento. Info 800/166670 o
www.comune.torino.it/infogio/cig. Exhibit sul Big Bang PARCO ASTRONOMICO
INFINI.TO Il grande successo di pubblico riscontrato da Infini.To ha spinto ad
ampliare l'orario di ingresso al parco astronomico, per soddisfare meglio le
richieste. Il parco è aperto da martedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 17,30, per
le visite riservate a scuole e a gruppi organizzati, che devono prenotarsi
tramite il sito web www.planetarioditorino.it; sabato e domenica dalle ore 10
alle 19,30 per il pubblico generico che può visitare il parco senza
prenotazione. Info 800/392392. Nei weekend gli spettacoli del Planetario
rispetteranno i seguenti orari: 11, 12, 15, 16, 17, 18. GITE Tour guidati
BARBURIN, 011/853670, INFO@BARBURIN.COM Venerdì 28 marzo è in programma il tour
guidato notturno (partenza 19,50, Palazzo Barolo) "Fantasmi a Torino".
Sabato 29 (20,30, Reggia di Venaria) "Una notte al Museo: animazioni
notturne alla Reggia della Venaria". Domenica 30 (14,30, chiesa di Santa
Croce ad Avigliana) "Tea Time Concerto Piemonte in Musica Avigliana:
Musica ed itinerari ad Avigliana". Prenotarsi. Venaria by night REGGIA DI
VENARIA A seguito del successo di pubblico ottenuto, la Reggia di Venaria apre
le sue porte per suggestive visite notturne: ogni sabato alle 20,30 partenza da
piazza Statuto 15. Costo 25 euro a persona, inclusa consumazione alla
caffetteria della Reggia. Info e prenotazioni presso Somewhere 011/6680580 o su
www.somewhere.it. Museo Egizio SPORTIDEA CALEIDOS, WWW.SPORTIDEA.NET Sono
aperte le iscrizioni per la visita d'arte al Museo Egizio in programma per il 5
aprile alle 14,45. Costo: 8 euro. Info: 011/ 3090618. Giappone ASSOCIAZIONE
INTERCULTURALE ITALIA-GIAPPONE SAKURA Dal 9 al 21 giugno viaggio in Giappone.
Attraverso le varie tappe dell'itinerario sarà possibile apprezzare le
principali testimonianze del processo che ha portato alla formazione
dell'identità nipponica attraverso i secoli: dai principali templi e luoghi di
culto buddhisti e shintoisti, reliquie religiose del passato più venerando, ai
monumenti storici superstiti nelle città più importanti del paese, alle
località che attestano il superamento del traguardo della modernità più
avveniristica. Info: postmaster@sakuratorino.it, 348/ 8101343. Giri in bici
ASSOCIAZIONE BICI&DINTORNI, WWW.BICIEDINTORNI.IT, TEL. 011/888981 Domenica
6: Carmagnola ed i suoi Musei con ritorno in treno; il Canale Depretis da Borgo
d'Ale con gli amici del Cai di Venaria. Irlanda CTC, PIAZZA BERNINI 16 Irlanda
preistorica, celtica e medioevale (dal 17 al 26 luglio): percorso
appassionante, in un fantastico viaggio attraverso il tempo: insediamenti umani
di oltre tremila anni che hanno lasciato sull'isola innumerevoli testimonianze,
come grandi tombe a tumulo, menhir e dolmen. Info e prenotazioni 011/5604183,
info@assoctc.it o www.assoctc.it. Romania RAGGIUNGERE TOUR OPERATOR, CORSO FIUME
10 Itinerario culturale alla scoperta della Romania, tra vestigia greche e
romane, cittadine medievali e antiche chiese lignee, in compagnia di un
architetto ed esperto italiano per l'Unesco, dal 5 al 15 giugno. Info
011/6604261 o www.raggiungere.net. Parigi SPI LEGA2, CORSO SEBASTOPOLI 286,
011/ 3290488 Sono aperte le iscrizioni per la gita a Parigi in treno di cinque
giorni dal 28 settembre al 2 ottobre. Costo: 592 euro, tutto compreso.
Prenotazioni entro il 31 maggio 2008 presso Spi-Cgil. Escursioni NATURALENTI,
TEL 340/4106172 I NaturaLenti, Associazione di Guide Ambientali e
Accompagnatori Naturalisitici, organizzano nella primavera/estate del 2008
viaggi, escursioni e trekking, negli ambienti naturalisticamente più belli e
sugli itinerari più famosi come le Isole Canarie "Wild" dal 12 al 20
aprile o l'"avvicinamento al trekking alpino" nella Valle della
Claree il 5 e 6 luglio. Info 340/4106172 o patrizia@naturalenti.it. Viaggi e
cultura M.G.M. VIAGGI, VIA GIOLITTI 45 Gran Tour del centro sud Sardegna in
occasione della Sagra di Sant'Efisio dal 25 aprile al 1 maggio; in Umbria per
la Mostra del Pintoricchio e la Festa dei Ceri Mezzani dal 16 al 18 maggio, in
Uzbekistan nel regno di Tamerlano, fra leggendari monumenti da fiaba dal 10 al
17 giugno, a Venezia due perle rare: la Mostra "Roma e i Barbari" e
la Scuola Grande di S. Rocco dal 14 al 15 giugno. Info 011/8177629. Soggiorni
climatici CIRCOSCRIZIONE 3, CORSO PESCHIERA 193 La Circoscrizione 3 propone,
anche quest'anno, alcune opportunità di vacanza alle persone della terza età
residenti sul territorio, venendo incontro a coloro che si trovano in
condizione di ristrettezza economica. La modulistica è reperibile presso
l'Ufficio Informa3-URP di corso Peschiera 193, piano terra:
lunedì/giovedì/venerdì ore 9-13, martedì/mercoledì 9-13 e 14-16 oppure
visitando il sito www.comune.torino.it/circ.3/. Iscrizioni aperte dal 10 ale 28
marzo. Info 011/4435350. A San Pietroburgo ASSOCIAZIONE CULTURALE RUSSKIJ MIR,
VIA CERNAIA 30 Sono aperte le iscrizioni al viaggio culturale "San
Pietroburgo fra letteratura e rivoluzione", proposto per la tarda
primavera: otto giorni/ sette notti con volo diretto, pensione completa, hotel
centralissimo, bus privato, guide parlanti italiano e accompagnatore
specializzato. Info 011/547190 o russkij@arpnet.it. Russia Unitre UNITRE, CORSO
FRANCIA 27 Il corso di russo dell' Unitre organizza un viaggio in Russia. Non
solo Mosca e Pietroburgo ma anche le antiche città russe. Partenza 19 maggio,
durata 10 giorni. Info 011/7392236. Tour guidati TORINGIRANDO@YAHOO.IT, TEL
333/6791750. Giri guidati ideati e condotti dalla guida Micaela: vengono
proposti a Torino la domenica e altri giorni su richiesta. Tra le proposte
"Rol è ancora con noi" sul sensitivo torinese, "Il malatour",
sulla "mala" di un tempo, "Penne d'oro del Piemonte " su
Pavese e Salgari, "Torino in prima pagina", su fatti e personaggi da
prima pagina, "Torino elegante sulla moda", "Torino segreta e
proibita", "Torino pubblicitaria" e "W Verdi" sul
musicista deputato parlamentare, "Torino inglese e piccola Parigi",
curiosità inglesi e francesi a Torino. Costo: 5 euro a persona. Info
toringirando@yahoo.it, visitin.turin@email.it. Gite Terza Età CIRCOSCRIZIONE 7,
CORSO VERCELLI 15 Gite in Romagna: Cattolica dal 29 maggio al 11 giugno, Cesenatico
dal 31 maggio al 13 giugno, Torre Pedrera dal 14 al 27 giugno; Veneto:
Sottomarina di Chioggia dall'1 al 14 giugno; Toscana: Lido ci Camaiore dal 26
maggio all'8 giugno. Iscrizioni entro il 14 aprile. Info 011/4435730 (ore
9-12). Gite alla 2 CIRCOSCRIZIONE 2, VIA GUIDO RENI 102 La Circoscrizione 2
realizza un programma di gite molto ricco e variegato per i propri cittadini al
fine di avvicinarli al mondo della cultura e dell'arte. Le gite culturali sono
riservate ai residenti del territorio circoscrizionale con età fino ai 60 anni
compiuti. Le iscrizioni sono aperte presso l'Informa 2 - Via Guido Reni 102 con
orario: lunedì e mercoledì 9-13 e 15-19; martedì, giovedì e venerdì 9-13. Le
gite di due giorni comprendono il pernottamento in hotel a 3 stelle e prima
colazione. Programma: Venezia, 19 e 20 aprile, mostra: "Tiziano. Il tempo
della maturità e la sensualità della pittura"; Racconigi, 30 aprile,
Visita guidata alla Reggia; Aosta, 4 maggio, mostra: "Arrivano i
Beatles", Visita al forte di Bard; Firenze, 10 e 11 maggio, mostra:
"Cina, alla corte degli imperatori"; Milano, 18 maggio, mostre:
"Francis Bacon"; Ferrara, 24 e 25 maggio, mostra: "Mirò: la
terra"; Venezia, 7 e 8 giugno, mostra: "Roma e i barbari: La nascita
di un nuovo mondo"; Venaria Reale, 15 giugno, "Mostra permanente
della Reggia e visita ai Giardini reali"; Parma, 22 giugno, mostra:
"Andy Warhol". Info 011/4435250. Canova, Klimt, Bacon, Balla
ASSOCIAZIONE CONFINE VARIABILE, TEL. 328/6735752 L'Associazione organizza
visite guidate: "L'abbraccio di Vienna. Klimt, Schiele ei capolavori del
Belvedere" (Como, 20 aprile); "Bacon" (Milano, 11 maggio);
"Giacomo Balla: la modernità futurista" (Milano, 25 maggio). Aperte
le iscrizioni. Gruppi di 15 partecipanti. Accompagna Adelinda Allegretti, storico
dell'arte. Itinerari a Torino SOMEWHERE, VIA NIZZA 32, TEL. 011/6680580
Somewhere organizza tour tematici attraverso le epoche e gli aspetti più
originali della città di Torino. Ogni giovedì e sabato alle 21 "Torino
magica": un percorso intrigante e curioso tra volti inquietanti, enigmi
massonici e simboli esoterici; ogni giovedì alle 21 "Torino gialla":
un secolo di delitti e misteri insoluti in una Torino scenario di gialli,
intrighi, fatti sensazionali e clamorosi casi di cronaca nera. Partenza da Piazza
Statuto 15; costo 20 euro a persona. "Torino, l'Egitto e la magia",
ogni sabato alle 17,30: percorso attraverso il museo Egizio e nello pslendido
Santuario, partenza e arrivo in piazza Carignano, costo 20 euro a persona.
Prenotazione telefonica obbligatoria, oppure su www.somewhere.it. Soggiorni
marini CIRCOSCRIZIONE 9, CORSO CORSICA 55 Sono in distribuzione i moduli di
prenotazione per i soggiorni marini a Gatteo Mare (30 maggio-12 giugno),
Diramare (1-14 giugno), Lido di Camaiore (3-16 giugno), Cattolica (1-14
settembre), Finale Ligure (3-16 settembre). CONCORSI Perfect Day SCUOLA HOLDEN,
WWW.SCUOLAHOLDEN.IT Il 26 aprile è il "Perfect Day. Pronti a incontrare 8
scrittori in 1 giorno solo?". Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco,
Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Antonio Scurati,
Domenico Starnone, Sandro Veronesi alla Scuola Holden: un'intera giornata per
chi ama leggere, scrivere e far festa. Per essere tra i 135 partecipanti
occorre inviare 900 battute a perfectday@scuolaholden.it descrivendo il proprio
"giorno perfetto" e un curriculum vitae entro il 7 aprile. Info
011/6632812. Scrivere l'immigrazione CENTRO CULTURALE DAR AL HIKMA, VIA
FIOCHETTO 15, TEL 349/6353229 Concorso letterario "Scrivere l'immigrazione",
prima edizione, riservato a racconti brevi e poesie inediti liberamente
ispirati al tema dell'immigrazione. L'età dei partecipanti deve essere compresa
tra i 15 e i 20 anni. Agli autori dei racconti e delle poesie classificati ai primi tre posti sarà consegnata una targa e
un premio in denaro mentre agli primi dieci autori segnalati dalla giuria
saranno consegnate targhe personalizzate; tutte le opere saranno pubblicate in
un volume. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 giugno a Centro
culturale Dar al Hikma, via Fiochetto 15, 10152 Torino - Premio Scrivere
l'immigrazione. Info www.daralhikma.it o 349/6353229. Torino in sintesi
ASSOCIAZIONE IL MONDO DELLE IDEE, VIA CABOTO 3 Prima edizione del premio
internazionale per l'aforisma "Torino in sintesi", articolato in tre
sezioni: silloge di aforismi edita, silloge di aforismi inedita di autori
residenti in Italia e silloge di aforismi inedita di autori italiani residenti
all'estero. Le opere vanno inviate entro il 15 maggio a "Premio Torino in
sintesi", viale Enrico Thovez 57/, 10131, Torino. Per informazioni:
anna.antolisei@tin.it. Premio Sergio Nicola UNITRE FALCHERA, VIA SCOTELLARO 67
La VIª edizione del Premio Sergio Nicola è suddivisa nelle seguenti sezioni:
Sezione Individuale fotografica; Sezione Scolastica libere composizioni; Premio
speciale Unitre Falchera. Iscrizioni e consegna lavori entro il 24 aprile,
presso la Biblioteca Falchera in piazza Astengo 9/10 o Fabrizio Alladio Ottica
e fotografia in corso Vercelli 113. Info 334/2034206,
info@premiosergionicola.it o www.premiosergionicola.it. SoRidere ASSOCIAZIONE
CULTURALE SALOTTO LETTERARIO, VIA SANSOVINO 243/55 È bandita la III edizione
del concorso di scrittura comica "SoRidere". Scadenza delle
iscrizioni il 30 aprile. I primi classificati
riceveranno le prestigiose targhe del "Salotto Letterario". Il primo
assoluto giudicato dalla Giuria riceverà in premio un navigatore satellitare.
Info info@salottoletterario.it o 331/4136072. Tesori Sacri COMPAGNIA DI SAN
PAOLO, WWW.COMPAGNIA.TORINO.IT La Compagnia di San Paolo ha indetto l'edizione
2008 del bando finalizzato al restauro, alla valorizzazione e alla diffusione
della conoscenza di beni mobili del patrimonio artistico religioso in Piemonte
e Liguria. Il bando è riservato esclusivamente a enti pubblici, enti religiosi
e senza fini di lucro, che intendano richiedere contributi finalizzati al
restauro di beni mobili esposti al pubblico in edifici religiosi, anche
secolarizzati, e sottoposti al vincolo di tutela. Le tipologie interessate sono
le seguenti: opere pittoriche e scultoree, arredi, oggetti e suppellettili,
stoffe, paramenti liturgici, strumenti musicali. Entro il 5 settembre.
Piemontese nel mondo GIUNTA REGIONALE, EMIGRAZIONE, VIA BERTOLA 34,
EMIGRAZIONE@REGIONE.PIEMONTE.IT La Regione Piemonte ha varato il bando 2008 del
Premio Internazionale "Piemontese nel Mondo". Le proposte di
candidatura, corredate dalla documentazione attestante la veridicità di quanto
riportato nel curriculum, dovranno essere inviate entro e non oltre il 15
maggio alla Struttura Speciale Gabinetto della Presidenza della Giunta
Regionale, Emigrazione - Piemontesi nel Mondo, via Bertola 34, 10121 - Torino.
Le candidature dovranno riferirsi ai seguenti requisiti: destinatario potrà
essere un/a cittadino/a piemontese emigrato/a o di origine piemontese la cui
attività si svolga in prevalenza all'estero; le attività svolte devono aver
illustrato il Piemonte in campo sociale, scientifico, artistico e letterario,
in senso positivo. Info emigrazione@regione.piemonte.it o 011/ 4324610. Premio
Soldati CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35 E' stata bandita l'edizione
2008 del concorso multidisciplinare "Mario Soldati" che comprende le
sezioni di poesia, prosa, saggistica, giornalismo, tesi di laurea, pittura. Il
bando è scaricabile dal sito www.centropannunzio.it o si può richiedere al
Centro.
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( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action
La notizia sulla
presunta truffa da due milioni di euro ha spinto altri risparmiatori a
rivolgersi all'Arma. Si profila l'ipotesi di una causa collettiva
Investimenti in nero, pista slovacca Accertamenti sulle società riconducibili
all'imprenditore di Fontanafredda e tra le agenzie di assicurazione (c.a) C'è
una pista slovacca nell'inchiesta sui due milioni di euro investiti in nero,
attraverso l'intermediazione di promotori finanziari abusivi che con il sistema
del passaparola e del porta a porta avrebbero messo a disposizione di una
società americana i risparmi di oltre un centinaio di friulani. La Procura si
sta concentrando sulla figura dell'imprenditore pordenonese, A.E.T., 37 anni,
che vive in Gran Bretagna. Una figura emersa durante le indagini, in contatto
unicamente con F.D.A., 74 anni, di Pagnacco, il "promotore" che in
pochi mesi sarebbe riuscito a procurarsi oltre una cinquantina di clienti.
L'imprenditore avrebbe interessi in Slovacchia, uno dei paesi dove il sostituto
procuratore Lorenzo Del Giudice sospetta possano essere finiti o transitati i
due milioni di euro raccolti a Udine e provincia tra l'estate 2007 e lo scorso
gennaio.Non si sa dove e come siano stati investiti i due milioni di euro. E
non si sa nemmeno quanti siano i risparmiatori coinvolti nella vicenda. Ieri
mattina, ad esempio, dopo aver letto la notizia sui giornali. Due persone hanno
contattato i carabinieri del Nucleo investigativo. La cosa curiosa è che i loro
nomi non figurano nelle 108 polizze assicurative infortunio/morte rilasciate
come garanzia agli investitori e finora recuperare. Il sospetto degli
inquirenti è che le polizze venissero fatte solo per cifre importanti: se così
fosse, il numero dei risparmiatori potrebbe essere destinato a salire. La
Procura, inoltre, sta pensando a controlli anche nelle varie agenzie
assicurative di Udine e provincia per escludere che vi siano altre polizze
intestate ai quattro promotori abusivi e che come benificiari (esclusivamente
in caso di morte o infortunio del contraente) abbiano i clienti che hanno
consegnato il denaro da investire. Parte di queste polizze, che hanno una
durata di un anno, stanno per scadere. Secondo i carabinieri, molti
risparmiatori non avrebbero ancora capito che al momento della scadenza non
rientreranno in possesso del loro denaro.Questa mattina i due presenteranno una
denuncia per truffa. Altri investitori si stanno valutando
un'azione collettiva. Si
tratta di una quindicina di persone sulle 26 già sentite, peraltro con grosse
difficoltà. In molti, infatti, negano l'investimento e parlano di un prestito a
titolo personale, ignorando che rischiano di andare incontro a guai giudiziari
nel caso di profilasse un'ipotesi di favoreggiamento.Cinque (per
l'imprenditore si configura l'ipotesi del concorso morale e materiale) sono le
persone indagate per aver raccolto abusivamente denaro tra i risparmiatori.
Oltre al settantaquattrenne, figurano un cinquantottenne di Cassacco, C.F., un
cinquantaduenne di Pagnacco, A.V. e un sessantaduenne di Udine, R.D.L.; non
sono iscritti nel registro degli intermediari finanziari. La conferma arriva
che dall'Anasf, l'associazione di categoria: i loro nomi non compaiono
nell'Albo regionale dei promotori finanziari, quindi non avevano alcun titolo
per proporre investimenti.
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( da "Alto Adige" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Si sono impegnati a
pulire corso d'acqua argini e sentieri attigui in collaborazione col
Burgraviato e Comuni Pescatori "spazzini" lungo il Passirio
L'inciviltà delle immondizie abusive spesso è legata a residenti MERANO.
L'Associazione pescatori Merano, la comunità comprensoriale Burgraviato ed i
Comuni attigui al Passirio recentemente hanno effettuato un'azione di
ripulitura del Passirio e lungo i suoi argini. Acque, sentieri e prati
adiacenti il Passirio, ne avevano veramente bisogno. Il richiamo naturalistico,
infatti, è coinvolgente come occasione di svago e gli argini del fiume sono
frequentati molto volentieri da residenti e turisti. Qui, purtroppo, ogni anno
si accumulano grandi quantità di rifiuti, dovuti sicuramente anche a questo
elevato numero di frequentatori. Se le quantitÁ di rifiuti complessivamente
raccolte quest'anno sono piuttosto diminuite, sono invece aumentati i singoli
luoghi nei quali vengono ammucchiati illegalmente gli scarti, i quali non
provengono da turisti, ciclisti e escursionisti; vista la composizione dei
rifiuti, essi derivano inequivocabilmente da persone del luogo, che smaltiscono
immondizie domestiche, calcinacci o addirittura rifiuti ingombranti in questa
maniera. GiÁ da diverso tempo l'associazione pescatori Merano organizza azioni di ripulitura di questo genere combinando il servizio
all'ambiente ad una giornata collettiva tra i membri dell'associazione. Si chiedono, peraltro, perchè
chi ha a cuore l'ambiente debba poi portare via i rifiuti degli altri, ai
quali, invece, l'ambiente non importa nulla o che risparmiamo su cose sbagliate
solo perchè a loro sembra troppo caro smaltire legalmente i rifiuti. La
comunità comprensoriale Burgraviato ringrazia quanti hanno partecipano
all'azione di pulizia rifiuti sia come risparmio economico, sia perchè hanno
fronteggiato l'attività illegale di altri.
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( da "Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
IL CONVEGNO La class
action sotto esame Il Crtcu ha organizzato un incontro all'Università TRENTO.
Da luglio anche in Italia si potrà ricorrere alla class action, ovvero la nuova
azione collettiva risarcitoria a tutela dei
consumatori. Nostante siamo già passati alcuni mesi, pochi sanno davvero cosa
significhi e quali possibilità offrirà attuare un'azione risarcitoria collettiva contro aziende e società. Per informare cittadini
e studenti ieri pomeriggio alle 15 il Crtcu ha organizzato un convegno per
spiegare cosa è la class action presso il dipartimento di scienze giuridiche
dell'Università di Trento. Duecento persone hanno ascoltato gli esperti che si
sono succeduti in cattedra nell'incontro organizzato dal Centro di Ricerca e di
Tutela dei Consumatori e degli Utenti di Trento. Il docente Marco De
Cristofaro, ha parlato della "Nuova azione collettiva risarcitoria nel Codice del
Consumo e profili processuali" e la dottoressa Anna Mantovani si è
soffermata sulla "Fasi e tempi d'azione". Il convegno si è chiuso con
l'avvocato Paolo Buzzelli che ha spiegato "L'azione collettiva risarcitoria: vantaggi e
limiti dell'introduzione della class action nell'ordinamento italiano".
"Il vantaggio dell'azione risarcitoria collettiva
è che i cittadini possono presentarsi in comitato o tramite l'associazione dei
consumatori davanti al giudice e, con un unico processo, avere il risarcimento
o meno dei danni. Con un'unica sentenza, la class action permette di risarcire
migliaia di persone" commenta Carlo Biasior, giurista del Crtcu. "Ci
aspettiamo che a Trento i cittadini si rivolgano a noi per azioni contro i
gestori telefonici, gli scandali finanziari (come Parmalat), altre situazioni
che riguardano lesioni dei diritti nascenti e danni ambientali". (m.b.).
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( da "Adige, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Consumatori Un
deterrente alle vessazioni dei colossi "Class action" contro Telecom
Debolezza, sbagli ed egoismo. È paradossale, ma nell'Italia dei diritti
calpestati, solo così i consumatori hanno ottenuto una legge che contempla la
cosiddetta "class action". Debolezza perché con altri numeri il
Governo Prodi non avrebbe varato la norma alla quale Confindustria e
l'Associazione bancaria si oppongono ancora con veemenza. Sbagli perché
l'emendamento è passato per l'errore di un senatore dell'opposizione che non ha
pigiato il tasto giusto. Ed egoismo perché rischia di essere la sete di denaro
degli avvocati (le cui parcelle potranno andare a percentuale) a rendere
efficace uno strumento ancora con molti limiti. Il primo banco di prova sarà
l'annunciata azione che alcune associazioni, Federconsumatori in testa,
intendono promuovere con il mese di luglio (mese di entrata in vigore della
norma) contro Telecom che da anni applica le spese di spedizione della bolletta
agli utenti. "Un tribunale ci ha già dato ragione" attacca il
presidente Rosario Trefiletti che è
fra i relatori del convegno "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei
consumatori" organizzata dal Centro ricerca e tutela consumatori e utenti
di Trento presso la facoltà di Giurisprudenza. La legge riequilibra almeno in
parte l'asimmetria dei poteri, con i consumatori finora costretti a soccombere
di fronte alle vessazioni dei colossi, ad esempio bancari, delle
telecomunicazioni o assicurativi. E potrebbe contribuire, secondo Trefiletti,
anche ad alleggerire i costi ed i tempi della giustizia. Un deterrente insomma,
per indurre le imprese a comportamenti "più onesti, non iniqui e non
abusivi" come chiarisce Marco De Cristofaro, ordinario di diritto
processuale e civile a Padova. Solo che, a differenza che negli Usa, in Italia
il danno non è calcolato sul profitto illecito conseguito dall'azienda con i
suoi comportamenti. Il giudice stabilisce "solo" l'idoneità al
diritto del risarcimento. Trefiletti dice che la legge è perfettibile, ma mette
in guardia dall'abrogarla. La conciliazione è una delle alternative: presso la
camera di Commercio, dove è attivo uno specifico sportello, lo scorso anno sono
state istruite un'ottantina di pratiche. M.E. 05/04/2008.
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( da "Nazione, La (Grosseto)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
AMIATA / COLLINE
pag. 9 I L COMPOST domestico, oltre a ridurre la quantità dei rifiuti prodotta,
può essere un'opportunità e una risorsa per la collettività e per i singoli. E'
questa la convinzione del Comune di Scansano che ha iniziato una capillare
campagna di informazione sul progetto di compost domestico attraverso una serie
di incontri nelle frazioni: il prossimo è in programma lunedì a Montorgiali
(nei locali della Proloco, inizio alle 21). "E' auspicabile ? dice
Lamberto Soldatini, assessore comunale all'Ambiente ? mettere in atto questa
pratica attraverso il riuso di quella parte di rifiuti che viene chiamata
frazione umida e che rappresenta tutti gli scarti dei cibi e del verde di
giardinaggio che può diventare terriccio (che viene chiamato anche compost) per
orti e giardini. L'autocompostaggio, in aree a bassa densità abitativa o a prevalente
funzione agricola, può costituire un valido mezzo per la riduzione alla fonte
del rifiuto prodotto". "Il progetto di compost domestico ? continua
Soldatini ?, inteso come un'opportunità e una risorsa per la collettività ma
anche per i singoli, si propone l'incentivazione della pratica
dell'autocompostaggio dei rifiuti organici prodotti anche attraverso la
creazione di una struttura di supporto all'installazione ed alla gestione delle
compostiere. I risultati a cui il progetto tende sono la sensibilizzazione e
responsabilizzazione delle famiglie affinché aderiscano con serietà
all'iniziativa. Il passaggio dal modello di consumo usa e getta a quello usa e
riusa permetterà di diffondere e consolidare comportamenti virtuosi legati ad
una cultura ambientale più consapevole e il progetto
prevede la realizzazione di azioni rivolte alle scuole elementari con una
proposta formativa imperniata sul concetto di educazione permanente: il
trasferimento di buone pratiche, valori, significati e simboli positivi attraverso
attività ludiche e l'esperienza diretta, da parte dei bambini, di un'emozione,
contribuendo a conservare nel loro immaginario, non nozioni e concetti
fine a sé stessi, ma un'immagine positiva del rapporto con.
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( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
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ANALISI data: 2008-04-05 - pag: 23 autore: Lehman e la
psicosi collettiva C he ne
dite un bond convertibile in dollari che rende il 7,5% in attesa di un prezzo
adeguato per la conversione? Il titolo c'è, è l'obbligazione al 7,5%, valore
nominale 1.000 dollari, raccolta oltre 4 miliardi di dollari, convertibile in
azioni Lehman a un prezzo di 49,87 dollari, un premio del 33% sulla chiusura
del giorno prima dell'emissione, a quota 37,64 dollari. Che fare?
Rischiare sui bancari? Il vantaggio è che lo strumento, per una volta, è
semplice. Aggiungo, il capo di Lehman, Dick Fuld, mi è sempre sembrato un uomo
solido, deciso, che sa il fatto suo, uno dei migliori banchieri a Wall Street.
Eppure, anche i fondi sovrani o il finanziere britannico Joe Lewis pensavano di
acquistare un titolo sicuro quando hanno investito miliardi di dollari in Bear
Stearns. Poi hanno perso quasi tutto. E notizie di forti rischi Lehman giravano
proprio nei giorni antecedenti all'emissione. Ho avuto un documento interno che
Lehman ha inviato ai dipendenti quando il 27 marzo alcuni speculatori dicevano
che la banca sarebbe fallita. Documento che rassicurava i dipendenti,
rispondendo punto per punto alle voci di mercato. Ve lo giro per curiosità, per
darvi un'idea della volatilità, della psicosi da agguato che gira ancora a Wall
Street. Voci di mercato: L'altra notte per necessità, abbiamo attinto in modo
significativo dalla Fed. I fatti reali: L'altra notte non abbiamo usato gli
sportelli della Fed. Voci: Abbiamo una forte esposizione su una perdita
inattesa legata a banche islandesi. Fatti: Non abbiamo nè esposizioni nè
perdite con banche islandesi. Voci: Abbiamo interrotto il piano di riacquisto
di nostri titoli. Fatti: Il nostro piano per riacquisto dei nostri titoli
continua Voci: Non abbiamo liquidità Fatti: La nostra liquidità disponibile
ammonta a 200 miliardi di dollari, un aumento su quanto abbiamo annunciato lo
scorso 18 marzo. E l'indicrezione più incredibile di tutte di ieri era che
avrammo chiesto oggi la bacarotta secondo il Chapter 11. Fatti: Abbiamo detto
abbastanza. Chiudo: il titolo Lehman in fine settimana era già a quota 45
dollari. mplatero@ilsole24ore.us LETTERA DA WALL STREET di Mario Platero.
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( da "Corriere del Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-04-05 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il convegno Telecom, energia e "sms truffa" i
ricorsi pilota. Dubbi sulla legge Class action al via da luglio Cunego: in
Trentino ci saranno centinaia di adesioni TRENTO - Partirà il 1 luglio, l'azione collettiva risarcitoria (class action) su Telecom rea di far pagare le
spese di spedizione delle bollette ai consumatori. Class action, sempre dal 1
luglio, contro gli "sms truffa" che con il sistema della "catena
di S. Antonio " promettono ricariche gratis ed infine contro le compagnie
che distribuiscono l'energia, accusate dalle associazioni di consumatori
di "aver fatto cartello sulle tariffe ". L'azione collettiva
sarà possibile per tutti i cittadini che desidereranno aderire e sarà sostenuta
(spese comprese) dalle associazioni di consumatori o da comitati spontanei più
rappresentativi, così come prevede la legge approvata lo scorso dicembre. Si
tratta di class action nazionali, la causa partirà infatti dove le imprese
sotto tiro hanno la sede legale (quindi Milano o Roma) ma avranno ricadute
locali. Paolo Cunego del comitato difesa consumatori prevede centinaia di
adesioni in Trentino. Meno ottimista Barbara Maseri, avvocato della
Legaconsumatori che spiega: "Serviranno tempi lunghi e molta pubblicità
affinché anche in Trentino i consumatori rivendichino i loro diritti".
Ieri, il convegno organizzato dal Centro di ricerca e tutela dei consumatori e
degli utenti (Crcu) alla facoltà di Giurisprudenza è servito per fare il punto
sia a livello legislativo che operativo sulle possibilità contenute nella nuova
legge. "La class action consente di riequilibrare il mercato, attualmente
sbilanciato dalla parte delle imprese - ha spiegato Rosario
Trefiletti, presidente nazionale di Federconsumatori - ed
anche se la legge ha diverse zone d'ombra, spero non venga toccata almeno nei
primi due o tre anni di applicazione, per non ridimensionarne il potere".
Salutata con entusiasmo dalle associazioni di consumatori - "Era da
venticinque anni che la aspettavamo " commenta Cunego -, la legge sulla
class action pone però diversi problemi, soprattutto interpretativi. "I
tempi di un processo non sono quantificabili, nella migliore delle ipotesi, per
le prime tre fasi potrebbero passare due anni, ma poiché la legge è scritta
molto male si potrebbero avere frammentazioni" aggiunge Anna Mantovani,
magistrato del Tribunale di Trento. Dubbi anche sulle modalità con cui i
consumatori possono aderirvi. "Fino all'appello un consumatore può
decidere di entrare nella class action, il dubbio è sulle modalità con cui
potrà farlo" conclude Marco De Cristoforo, ordinario di diritto
processuale dell'Università di Padova. Marianna Bonso.
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( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Di GIOVANNI
SABBATUCCI I QUATTROCENTO dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino
hanno contestato l'operato dei loro rappresentanti sindacali nella trattativa
con Air France non possono non far pensare ai quarantamila colletti bianchi
che, sfilando a Torino il 14 ottobre 1980, decretarono la fine di una
drammatica vertenza con la Fiat e insieme di un'intera stagione del
sindacalismo italiano. Diverse sono evidentemente le dimensioni del fenomeno,
diverso è il contesto politico-economico e diversa la situazione delle aziende
interessate: allora si trattava di salvare la maggiore impresa privata
nazionale da un declino poi dimostratosi non irrimediabile; ora si deve
liquidare nel modo meno doloroso possibile (o far rinascere ex novo) un'impresa
pubblica strutturalmente incapace di produrre altro che perdite per il pubblico
erario. Ma il segnale va nella medesima direzione. È in questione, ora come
allora, la capacità del sindacato, in quanto soggetto
collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue
modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di
istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il
sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente
ad altre parti: pretendere di attribuirgli per definizione una
rappresentanza di interessi generali significherebbe cadere in una qualche
forma di corporativismo, o riesumare il "pansindacalismo" in voga
negli anni Settanta (fino, appunto, alla "marcia dei quarantamila"),
che assegnava alle grandi confederazioni nazionali una funzione salvifica,
quasi di supplenza rispetto all'inadeguatezza dei partiti e delle stesse
istituzioni. Certo, un sindacato troppo moderato o corrivo si esporrebbe alla
concorrenza rialzista delle mille organizzazioni autonome che pullulano
soprattutto nel settore pubblico (e che nessuno, per responsabilità anche
sindacale, ha mai saputo contenere o disciplinare in termini di legge). Ma
dobbiamo chiederci d'altra parte a che cosa serve un sindacato nazionale che è
per giunta investito di funzioni semipubbliche e gode dei relativi privilegi se
la sua linea non riesce a distinguersi significativamente, come è accaduto nel
caso Alitalia, da quella delle sigle più corporative. Che senso ha avuto, in
questi ultimi quindici anni, lasciar imporre alla generalità dei cittadini
contribuenti compresi dunque operai, precari e pensionati una cospicua colletta
quotidiana affinché piloti, assistenti di volo e personale di terra della
compagnia di bandiera potessero mantenere livelli occupazionali e retributivi
incompatibili con la sopravvivenza dell'azienda in regime di concorrenza? La
risposta, piuttosto sconsolante, è una sola: la difesa dello status quo, la
tutela delle posizioni acquisite, che sembra essere, in questa fase, il
principale criterio di orientamento del sindacalismo confederale. Sia che si
parli di pensioni, sia che si tratti sulla mobilità o sul mercato del lavoro.
Da troppo tempo ormai i sindacati nazionali hanno perso la capacità di proporre
soluzioni innovative e si sono impegnati essenzialmente in battaglie d'arresto,
a volte sfortunate (il referendum sulla scala mobile del 1984), a volte
vincenti e per proprio per questo dannose alla collettività: si pensi alla
strenua opposizione all'innalzamento dell'età pensionabile (in presenza di un
considerevole innalzamento della vita media e della stessa soglia della
vecchiaia), col risultato di sottrarre risorse a un'auspicabile estensione dei
benefici del Welfare; o alla difesa a oltranza dell'articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori, che ha finito con l'erigere una barriera invalicabile fra
l'area sempre più esigua del lavoro stabile e garantito e l'esercito sempre più
numeroso dei precari. Per uscire dalla condizione di stallo strategico in cui è
finito non solo per sua colpa (il declino della grande industria, la
globalizzazione, da ultimo la stagnazione economica creano una situazione
oggettiva poco favorevole alle rivendicazioni del lavoro organizzato), il
sindacato ha bisogno di una svolta, innanzitutto culturale. Non solo e non
tanto in termini di responsabilizzazione e di moderazione (ciò che soprattutto
era richiesto ai tempi della "svolta dell'Eur" nel '78 o dell'accordo
sulla concertazione nel '93). Quel che serve al Paese non è un sindacato più
debole o più accondiscendente alle richieste delle controparti: è al contrario
un sindacato più dinamico e più elastico, meglio radicato nei luoghi del lavoro
(stabile o precario), più aderente alle effettive articolazioni di una società
che si trasforma. In una parola meno conservatore. Per un soggetto che ha
sempre mirato a svolgere, nel corso della sua storia, una funzione di traino e
di avanguardia, è un dovere prima che una necessità.
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( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
RIFLESSIONI Giovanni
Sabbatucci I quattrocento dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino
hanno contestato l'operato dei loro rappresentanti sindacali nella trattativa
con Air France non possono non far pensare ai quarantamila colletti bianchi
che, sfilando a Torino il 14 ottobre 1980, decretarono la fine di una
drammatica vertenza con la Fiat e insieme di un'intera stagione del
sindacalismo italiano. Diverse sono evidentemente le dimensioni del fenomeno,
diverso è il contesto politico-economico e diversa la situazione delle aziende
interessate: allora si trattava di salvare la maggiore impresa privata
nazionale da un declino poi dimostratosi non irrimediabile; ora si deve
liquidare nel modo meno doloroso possibile (o far rinascere ex novo) un'impresa
pubblica strutturalmente incapace di produrre altro che perdite per il pubblico
erario. Ma il segnale va nella medesima direzione. È in questione, ora come
allora, la capacità del sindacato, in quanto soggetto
collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue
modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di
istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il
sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta
legittimamente ad altre parti. SEGUE A PAGINA 20.
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( da "ADN Kronos" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
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commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA GLI APPASSIONATI DEL GIARDINAGGIO
Robert L. Stevenson, Emily Dickinson e Charles Darwin non erano soltanto dei
grandi uomini di cultura e di scienza. Oltre alle qualita' e alle doti che li
hanno resi famosi possedevano, infatti, anche altri talenti nascosti. Erano dei
grandi giardinieri, appassionati di botanica. Insieme a loro, molti altri
letterati e uomini dello spettacolo, hanno coltivato quest'arte insospettabile.
La giornalista e scrittrice Delfina Rattazzi, nel libro ''Storie di
insospettabili giardinieri'', pubblicato da Cairo Editore, descrive la passione
per il giardinaggio di letterati, musicisti, politici e scrittori. L'autrice
elabora trenta ritratti di persone che si sono rivelate degli ottimi
giardinieri. ''Esistono persone - spiega Delfina Rattazzi - come Oliver Sacks,
che considerano vacanza una spedizione d'alta quota sulle montagne di Oaxaca,
in Messico, a caccia di felci rare o ancora ignote alla botanica. Oscar Wilde,
d'altro canto, descriveva la campagna come 'un posto umido dove uccelli d'ogni
genere svolazzano qua e la'''. Gli esempi ai quali fa riferimento la Rattazzi
sono diversificati. Spicca, tra gli altri, Charles Darwin che coltivava
piselli, orchidee e rampicanti. Stevenson, invece, quando non si dedicava alla
scrittura, era impegnato nel disboscamento delle sue terre strappando erbacce
velenose. Non solo. Nelson Mandela, nel carcere di massima sicurezza di
Pollsmoor, coltivava frutta e verdura in fusti di metallo. Catherine Deneuve,
poi, e' sempre stata molto gelosa del suo ricco giardino tanto da rifiutarsi di
farlo fotografare. Sono tante, insomma, le storie che la Rattazzi racconta nel
suo libro. Storie che hanno in comune la dedizione ai fiori e alla natura.
Anche Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America, uno dei
padri fondatori della nazione, ha trovato nel giardinaggio la sua consolazione
e la possibilita' di liberarsi dai suoi impegni. Per quali motivi, pero',
uomini dediti alla riflessione e all'azione, hanno cercato nel giardinaggio la
loro piena soddisfazione? La risposta e' semplice. Gli uomini d'ingegno che si
dedicano alle attivita' all'aria aperta sono capaci di immaginare mondi
lontani. Sono capaci, in fondo, di vivere in una dimensione tutta da immaginare
e scoprire. LE AUTOBIOGRAFIE DEI MILITANTI COMUNISTI Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Alla fine della seconda guerra mondiale i
vertici del Partito comunista chiesero ai militanti di raccontare la loro vita.
La pratica, in vigore dal 1945 al 1956, ricalcava quanto gia' si faceva a
Mosca. Le radici di questa prassi, pero', affondavano le loro origini nella
rivoluzione di Ottobre. Per quali motivi venivano richieste le confessioni
pubbliche? Quali erano i veri obiettivi che il Partito perseguiva? Sono queste
le domande alle quali Mauro Boarelli, dottore di ricerca in storia all'Istituto
universitario europeo di Fiesole, ed esperto di progettazione culturale presso
un ente pubblico, risponde nel saggio ''La fabbrica del passato. Autobiografie
di militanti comunisti (1945-1956)'', pubblicato dalla casa editrice
Feltrinelli. L'autore ha preso in esame 1200 storie raccontate dai militanti
bolognesi. Si tratta, di fatto, di un vasto archivio
popolare in cui viene elaborata una narrazione collettiva. ''Nel primo decennio del dopoguerra - ricorda l'autore - il
Partito comunista italiano obbligava i suoi militanti a narrare pubblicamente
oppure a scrivere la propria autobiografia. Molto spesso li sollecitava a
entrambe le forme del racconto. Le occasioni erano molteplici. A
Bologna, la citta' simbolo del comunismo italiano - continua - la frequenza
della scuola di partito rappresento' il luogo principale di questa narrazione collettiva''. Gli obiettivi sui quali puntava il Partito
erano diversi. In primo luogo, lo sforzo richiesto ai militanti era finalizzato
alla diffusione della cultura. Eppure, come ricorda l'autore, ''il grande
impegno educativo era rivolto prevalentemente al terreno ideologico''. L'azione
pedagogica, d'altra parte, concentrava la sua attenzione anche sulla lettura.
In questo senso, le confessioni pubbliche offrono l'opportunita' di ricostruire
la circolazione dei libri tra i militanti. La ricerca effettuata da Mauro
Boarelli intreccia molti punti di vista. Egli osserva, tra gli altri, i
rapporti che i militanti avevano con la religione e i processi di
alfabetizzazione considerandoli come elementi fondamentali dei rapporti di
potere nell'ambito dell'organizzazioni politiche. LE IMMAGINI E LE CRONACHE
DEGLI ANNI SESSANTA Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Cronaca
dall'Italia borghese degli anni Sessanta. Cronaca di un piccolo mondo che, mano
a mano, si apre alla modernita' e al benessere. Immagini di una famiglia di
Firenze come tante altre che assiste al boom economico e ai grandi cambiamenti
sociali. Ma, ancora, ricordi di una stagione indimenticabile: le vacanze in
Versilia, la prima televisione, le canzoni del Festival di Sanremo, l'attentato
a Kennedy. Sono tanti gli spunti che la scrittrice e psicologa Chiara Tozzi
mette in scena nel libro ''Quasi una vita'' pubblicato dalla casa editrice
Feltrinelli. Il romanzo prende forma attraverso gli occhi di Caterina e Marco
che osservano un mondo che cambia velocemente. Un piccolo mondo in cui si
muovono i loro compagni di scuola, gli amici del palazzo e i portinai. Nel suo
libro, al tempo stesso, Chiara Tozzi ricostruisce i frammenti di una grande
memoria collettiva. Una memoria costellata da eventi
inimmaginabili: le prime vacanze di massa, la morte drammatica di Marylin
Monroe, la contestazione studentesca e l'alluvione di Firenze. ''Se la citta'
era stata invasa dalle acque - si legge nel libro - c'era stata evidentemente
una colpa, come nel caso del diluvio universale. Ma di chi? Di uno o di tutti?
Dio si era forse arrabbiato perche' avevano ucciso John Kennedy? O perche' le
edicole vendevano i giornali con le donne nude?''. La societa' nella quale
crescono Caterina e Marco cambia pelle molto velocemente. Su tutto emerge, poi,
il microcosmo dei bambini. Bambini che crescono e che osservano stupiti la
realta' intorno a loro. Piccoli accompagnati dagli adulti che cercano di
sbarcare il lunario tra stenti, inquietudini e speranze. Gli equilibri di un
tempo, d'altra parte, si incrinano notevolmente. Nulla sembra sicuro e
rassicurante come una volta. Chiara Tozzi disegna, insomma, il ritratto di una
famiglia del boom in un racconto di costume che mette in evidenza la fragilita'
degli esseri umani. IN LIBRERIA L'ULTIMO NUMERO DI 'LEGGENDARIA' Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Mancano poche settimane alle elezioni
politiche. La campagna elettorale pone l'accento su questioni legate al ruolo
delle donne nella societa'. La moratoria sull'aborto, al centro del dibattito
pubblico, alimentato anche dalla presentazione della lista 'Pro-life' di
Giuliano Ferrara, ha dato luogo ad una riflessione approfondita sull'universo
femminile spesso offeso e negato. Il caso del Policlinico di Napoli del
febbraio scorso, ha sollevato interrogativi inquietanti di difficile soluzione.
E' in questa cornice che l'ultimo numero in libreria della rivista
''Leggendaria'', giunta al dodicesimo anno di pubblicazioni, sviluppa il
rapporto delle donne con la politica. ''Tre parole - si legge nella
presentazione del numero curata dalla redazione - legano come un robusto filo
rosso questo numero di 'Leggendaria': donne, politica, violenza. Perche' da
donne parliamo e vogliamo farlo con voce alta e chiara: chiediamo percio' a
tutte le lettrici di utilizzare questo fascicolo per discuterlo in ogni luogo e
situazione possibile''. Nel numero viene esaminato il legame delle donne con le
Istituzioni, con i partiti organizzati e, piu' in generale, con il potere.
Rapporto 'inquinato' dai violenti attacchi mossi contro l'identita' femminile e
contro il lavoro che i gruppi femministi hanno elaborato negli ultimi decenni.
Nella rivista viene spiegato che, di fatto, e' tutta la cultura femminista ad
essere messa sotto accusa. L'argomento e' sviluppato grazie alle opinioni e
agli interventi di Anna Maria Crispino, Maria Luisa Boccia, Assunta Sarlo, Anna
Simone e Lea Melandri. La sezione e' anche corredata da un'intervista di Silvia
Neonato alla segreteria generale della Cgil-Lombardia Susanna Camuso. Tra gli
argomenti messi a fuoco spicca la conciliazione come tema di politica sociale
affrontato da Maria Grosso. Federica Giardini studia, poi, il compito della
filosofia politica. Ampio spazio viene dedicato a come la narrativa, letteraria
e cinematografica, ha presentato il ruolo delle donne durante il Sessantotto e
nel corso degli anni Settanta. Una sezione specifica analizza come i media si
occupano dei temi relativi alle donne in cronaca e politica. Si finisce con lo
studio della storiografia femminista degli anni Settanta e sull'attualita' del
pensiero di Simone de Beauvoir. Lo speciale e' dedicato ad un lungo colloquio a
piu' voci con Rossana Rossanda sul tema ''Fai politica, e la politica fa te''.
IL RAPPORTO TRA I FRATELLI SEAN E ARCHIE Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos
Cultura) - La vita di Sean e' lineare e ripetitiva. Ogni giorno fa sempre le
stesse cose. Si sveglia all'alba, va a lavorare in fabbrica, beve la birra,
fuma e torna a casa dalla moglie e dalla figlia. Trascorre, come tutti gli
inglesi, molto tempo nei pub insieme allo zio Albert con cui fuma durante il
tempo libero. Lavora in un'azienda che confeziona e macella il pollame. E' una
persona come tante altre: un uomo tranquillo che si dedica alle solite
attivita' quotidiane. Ogni tanto si concede qualche piccola liberta'. E'
sposato con Maggie ed ha una figlia di nome Donna. E' lui il protagonista del
libro ''Al fresco'', scritto da Mark Mcnay e pubblicato dalla casa editrice
Piemme. Dopo il matrimonio con Maggie, Sean smette di sognare. La sua vita
diventa piatta. I desideri della sua gioventu' sfumano senza lasciare quasi
nessuna traccia. ''Non doveva finire cosi' - racconta Mark Mcnay. Lui e Maggie
avevano grandi progetti quando si erano messi insieme. Potevano andare in
Canada o a Londra, qualsiasi cosa, ma non metter su casa in Cadge Road''. La
vita di Sean cambia quando si ripresenta suo fratello Archie dopo una lunga
assenza. Archie e' molto diverso da Sean. Fin da bambino e' sempre stato un
teppista a caccia di nuove avventure. E' stato in galera piu' volte. Alla fine
dell'ultima detenzione, quando Sean meno se l'aspetta, Archie torna a casa. E'
da questo momento che, per Sean, cominciano i problemi. Si ricorda, infatti,
che deve a Archie molti quattrini che nel frattempo ha disperso in attivita'
inutili e improduttive. Il tempo a disposizione per Sean e' davvero poco. Ha
soltanto un giorno per poter riparare ai danni e agli errori commessi. Ha
soltanto un giorno per recuperare i soldi e consegnargli al fratello. Archie,
in realta', lo ricatta senza lasciargli troppe vie d'uscita. Non gli resta che
pagare cercando di non suscitare la vendetta del fratello. UNA GUIDA PER
SCOPRIRE I LUOGHI DI LUTERO Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un
lungo itinerario attraverso le citta' in cui Martin Lutero e' nato e si e'
formato. Un viaggio alle radici della riforma protestante. Un percorso tra le
memorie, l'identita' e le origini del monaco agostiniano che ha rotto l'unita'
del Cristianesimo ribellandosi all'autorita' pontificia. Reinhard Dithmar,
docente di didattica della letteratura alla Freie Universitat di Berlino,
studioso di teologia germanistica, nel libro ''In viaggio con Lutero'',
pubblicato dalla casa editrice Claudiana, visita i luoghi in cui si e'
sviluppata la Riforma protestante. Reinhard Dithmar gira per i paesi tedeschi
fornendo informazioni storiche, sociali e religiose. Informazioni preziose per
ricostruire un periodo lungo e complesso della storia della Germania e del
mondo intero. I passaggi piu' significativi della Riforma, pertanto, vengono
studiati seguendo la biografia di Lutero. Si inizia da Mohra, il villaggio in
cui la sua famiglia ha vissuto per molto tempo. ''La presenza della famiglia di
Lutero in questo luogo - afferma l'autore del volume - e' documentata sin dalla
fine del XIV secolo''. Reinhard Dithmar passa, poi, ad Eisleben, la citta' in
cui il teologo tedesco e' nato ed e' morto. La citta', che conta 22 mila
residenti, e' collocata nel paesaggio collinoso della Valle di Mansfeld, ad
oriente del territorio dell'Harz. Dithmar descrive i suoi monumenti piu'
caratteristici. Si sofferma, in particolare, sulla casa natale di Lutero e
sulla chiesa tardo gotica dove fu battezzato l'11 novembre del 1483, la St.
Petri-Pauli Kirche. E' da qui, in fondo, che inizia il suo 'pellegrinaggio'
alla scoperta delle tappe principali della riforma. A Mansfeld, ad esempio,
Lutero ha maturato le sue prime esperienze scolastiche. Il libro prende in
considerazione, naturalmente, anche la citta' di Wittemberg dove, sulla porta
della cattedrale, il 31 ottobre del 1517, Lutero affisse le sue famose 95 tesi
in latino. ''Il libro - spiega nell'introduzione il curatore del libro Alberto
Saggese - non offre soltanto un panorama storico degli avvenimenti legati alla
Riforma, ma illustra anche, e con dovizia di particolari, tutto cio' che ancora
oggi e' possibile vedere di quella zona in Germania che fu il teatro di eventi
che ebbero poi conseguenze in quasi tutti i campi delle opere umane''. IL
RITRATTO INTIMO DI ANNA MARIA ORTESE Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos
Cultura) - Ricostruire la vita e i romanzi di una delle scrittrici piu'
importanti del panorama letterario italiano. Ripercorrere il percorso umano e
intellettuale di Anna Maria Ortese, la grande scrittrice nata a Roma nel 1914,
autrice tra l'altro di 'Il mare non bagna Napoli'. Sono questi gli obiettivi
che la giornalista e autrice teatrale Adelia Battista, persegue nel libro
''Ortese segreta. Ritratto intimo di Anna Maria Ortese'', pubblicato dalla casa
editrice Minimum Fax. L'autrice ripercorre gli eventi, le scelte e le
intuizione piu' acute della scrittrice morta a Rapallo nel marzo del 1998. Il
libro nasce dalla costante frequentazione che Adelia Battista ha intrecciato
con la Ortese a partire dal 1992. Il loro rapporto si intensifica dopo il primo
contatto avvenuto grazie ad una lettera. Gli incontri si sono fatti, mano a
mano, sempre piu' assidui ed intensi. Le due donne si incontrano anche a Milano
dove la Ortese lavora tra i suoi libri, le bozze da correggere e le interviste da
rilasciare ai giornalisti. ''Qui Anna - ricorda l'autrice del volume - lavorava
tutto il tempo ai suoi libri, correggeva le bozze dei romanzi per dieci, dodici
ore di seguito, incontrava i giornalisti e rilasciava interviste. Ma aveva
anche il cuore pieno di tante altre cose, straordinariamente rivolto alle voci
che le arrivavano dal mondo esterno per rassicurarsi che, in fondo, anche lei
ne faceva parte''. E' da qui, pertanto, da questi primi contatti, che si
sviluppa una conoscenza solida e molto ricca. Forte della sua amicizia,
consolidatasi nel tempo, la Battista mette in scena la parabola creativa
dell'Ortese. Racconta, cosi', il suo percorso umano e intellettuale puntando
l'attenzione sugli aspetti meno noti eppure davvero rappresentativi. Le testimonianze
e i ricordi del passato si legano alle convinzioni che Anna Maria Ortese ha
maturato nel corso della sua lunga carriera. Attraverso i documenti e le
informazioni di cui Adelia Battista si occupa nel suo libro emerge un ritratto
nitido della scrittrice. Un ritratto che inquadra anche gli elementi centrali
della sua opera. Nelle pagine del libro l'Ortese spiega, peraltro, in modo
chiaro e preciso i nodi fondamentali della sua produzione. ''Mi pare di capire
- scrive - che al centro della mia opera (per cosi' dire assai poco un'opera)
vi sia la grande emozione di vedermi intorno l'universo e di trovarmi, senza
perche', in questo universo''. LA POLITICA E LA QUESTIONE MORALE SECONDO VELTRI
Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Corruzione dilagante. Debito
pubblico inarrestabile. Bassa crescita economica legata all'incapacita' di
essere competitivi sui mercati internazionali. Sono questi gli elementi
socio-economici che bloccano lo sviluppo italiano. Elementi che, da molti anni,
non permettono all'Italia di sostenere la sfida con le economie emergenti. E'
questo il quadro politico e sociale del nostro Paese sul quale riflette Elio
Veltri, politico di lungo corso, militante del partito socialista dal 1956 al
1981, deputato dell'Ulivo, nel volume ''Il topolino intrappolato. Politica e
questione morale'', pubblicato dalla Longanesi. L'Italia non riesce a liberarsi
dal suo passato. La modernizzazione sembra ancora un orizzonte lontano e
indecifrabile. Il declino investe ogni ambito della vita pubblica. La paralisi
della giustizia e l'illegalita' rappresentano dei sintomi di una 'malattia'
quasi del tutto inestirpabile. In questo contesto, secondo Veltri, il
centro-sinistra non e' stato in grado di rispondere in modo efficace alle
emergenze nazionali. Non e' stato in grado, meglio ancora, di assumere
stabilmente la guida politica del Paese contrastando il partito di Berlusconi.
I dati, d'altra parte, parlano chiaro. Secondo le previsioni degli osservatori
internazionali il destino dell'Italia e' molto incerto. ''Nell'ultimo mese del
2007 - ricorda infatti Veltri - le previsioni sul futuro dell'Italia sono state
molte, tutto dello stesso segno. Di un Paese alla frutta, triste, sfiduciato e
in declino hanno scritto il 'New York Times' e il 'Times' citando classifiche
che lo pongono agli ultimi posti al mondo a causa del debito pubblico''. Le
prospettive per i prossimi anni, insomma, sono nebulose. Come fare per
invertire la rotta? Quali sono le ricette che Veltri propone per recuperare il
tempo perso? E' necessario cambiare radicalmente la cultura politica italiana e
le istituzioni nazionali. E' questa la grande sfida che attende la classe
dirigente italiana e, in particolare, il centro sinistra. Non solo. La prima
emergenza da fronteggiare e' costituita dalla questione morale che continua ad
essere un problema irrisolto. Veltri e' convinto che se la nostra storia
politica sara' ancora fondata sull'illegalita', il Paese non potra' rinascere e
sperare nel futuro. I processi e le condanne eclatanti gettano un pesante
discredito sull'immagine e sull'integrita' delle Istituzioni. Dati alla mano,
Veltri disegna un ritratto italiano reale e limpido. Denuncia il malaffare
proponendo delle soluzioni concrete per superarlo. ESCE IL SECONDO MANUALE PER
LA 'SOPRAVVIVENZA' DEGLI INTERISTI Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura)
- Un manuale per i tifosi interisti. Informazioni, storia dei calciatori piu'
rappresentativi e degli allenatori che hanno guidato le vittorie della
formazione nerazzurra. Un manuale nel quale vengono fornite le informazioni
utili per sopravvivere alle sfide di tutte le domeniche. E' ''Il secondo
tragico manuale di sopravvivenza per interisti'', il libro che Alessandro
Gnocchi e Mario Palmaro gia' autori del ''Manuale di sopravvivenza per
interisti'', pubblicano con la Piemme. I due autori partono da una convinzione
granitica. Anche quando la squadra vince i tifosi interisti sono costretti a
vivere 'in trincea'. In realta', da cento anni, il popolo nerazzurro e'
costretto a fare i conti con ogni forma di ingiustizia sportiva. Le stagioni
positive, costellate da vittorie e soddisfazioni, sono segnate da confronti
infiniti con gli eterni rivali rossoneri. I tifosi interisti, insomma, si
devono aiutare tra di loro. Si devono sostenere, devono scambiarsi opinioni,
devono essere ascoltati nelle loro tante e giuste recriminazioni. L'obiettivo
del libro, dunque, e' quello di rincuorare gli interisti aiutandoli a mantenere
alti i loro ideali sportivi. Gnocchi e Palmaro hanno scritto il libro, infatti,
''per parlare tra noi nerazzurri, per scambiarci qualche consiglio e per
ripassare i piu' classici casi da manuale: come comportarsi a seconda
dell'andamento del campionato, delle coppe, della campagna acquisti o del
risultato della prima partita di campionato''. Per quale motivo, pero',
scrivere una guida per gli interisti ora che l'Inter macina vittorie sempre
piu' convincenti? Perche' parlare di ''tragedie calcistiche'' quando tutto
sembra andare per il meglio? L'Inter, spiegano Gnocchi e Palmaro, e' una squadra
matta che puo' perdere le sfide piu' importanti anche quando ha la vittoria in
tasca. Di fatto i tifosi interisti 'combattono' sempre senza ritenersi mai al
sicuro. ''L'interista - concludono ancora i due autori - e' la dimostrazione
vivente che l'evoluzionismo e' una gran fregnaccia: lotta per sopravvivere da
cento anni, che nel calcio valgono almeno tre ere geologiche, ed e' sempre lo
stesso''. IL SOGNO DI AHLE'NE: DIVENTARE FRANCESE Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ahle'me e' una giovane immigrata giunta in
Francia dall'Algeria. La sua storia e' simile a quella di tante sue coetanee
che hanno cercato fortuna in Europa. Vive nella periferia parigina insieme alla
sua famiglia. Ha ventiquattro anni e ''ha la sensazione di averne quaranta''. Ha
la responsabilita' della sua famiglia che cerca di sostenere con lavori
saltuari. Ahle'me, la protagonista del libro ''Ahle'me, quasi francese'',
scritto da Faiza Gue'ne, pubblicato dalla Mondadori, vive con il padre invalido
a causa di un incidente sul lavoro e con il fratellino Foued. ''Mi chiamo
Ahle'me e cammino fra la gente - scrive all'inizio del libro - uomini e donne
che corrono, si urtano, si affrettano, litigano, telefonano, non sorridono e
vedo i miei fratelli che, come me, hanno un gran freddo. Li riconosco a colpo
sicuro, hanno negli occhi qualcosa di diverso, si capisce che vorrebbero essere
invisibili, stare altrove. E - conclude -invece sono qui''. La vita di Ahle'me
e' difficile. Trasferitasi in Francia dopo che, all'inizio degli anni Novanta
la madre e' stata uccisa durante un raid terroristico in Algeria, Ahle'me cerca
di integrarsi nella societa' francese. Il suo grande obiettivo, infatti, e'
quello di ottenere la cittadinanza francese. Intanto, cerca di rinnovare, anno
dopo anno, il permesso di soggiorno che gli permette di continuare a coltivare
il suo sogno d'integrazione. Puo' contare, pero', su Tantie Mariatou, una
vicina di casa che la sostiene facendole da mamma. E' lei che l'aiuta dandole
sempre buoni e semplici consigli anche in campo sentimentale. Le ricorda, ad
esempio, che ''bisogna baciare molti rospi prima di trovare il proprio
principe''. Ahle'me non si da' per vinta. Nonostante le difficolta', malgrado
le piccole e grandi ingiustizie di tutti i giorni, continua a perseguire il
sogno di una ragazza della banlieue parigina: diventare una francese a tutti
gli effetti. LE AVVENTURE DI KALIX, LA RAGAZZA LUPO Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Kalix e' una ragazza-lupo di un fascino
struggente. E' sola ed e' stata abbandonata da tutti i suoi familiari. Ha
appena diciassette anni. Vive in modo selvaggio, cercando riparo in luoghi di
fortuna individuati casualmente nei suoi interminabili vagabondaggi. Vive nei
bassifondi di Londra. E' lei la protagonista del romanzo di Martin Millar,
vincitore del 'World Fantasy Award'', ''Ragazze lupo'', pubblicato dalla casa
editrice Fazi. Kalix e' una ragazza molto bella, aggressiva e magrissima. Ricca
e nobile, e' l'ultima discendente dei MacRinnalch, la piu' antica dinastia di
licantropi. La sua famiglia, pero', non ha esitato a condannarla abbandonandola
al suo destino. La donna, infatti, si e' macchiata di una colpa irreparabile
attaccando l'autorita' paterna. Ha trasgredito, inoltre, le regole morali del
suo clan innamorandosi del ragazzo sbagliato: si e' invaghita di Gawain, un
giovane lupo mannaro di umili origini, con il quale non avrebbe dovuto mai
intrecciare alcun tipo di rapporto. Per questi motivi e' stata costretta a
vivere in completa solitudine perdendosi nelle strade e nelle piazze della
capitale britannica. E' sempre in fuga, inseguita dai cacciatori dei lupi
allettati dal fatto che e' la figlia del potente signore dei Lupi. Nonostante
tutto, pero', Kalix conserva la sua forza d'animo. ''Kalix si era persa -
racconta Martin Millar all'inizio del libro - Era stanca, nervosa, stordita e
adesso si era anche persa. E si stava mettendo a piovere. Aveva setacciato
l'intera zona in cerca del magazzino in disuso in cui aveva trovato rifugio, ma
quelle strade gelide le sembravano tutte uguali e stava cominciando a
disperare''. Nel corso delle sue tante avventure Kalix viene coinvolta, suo
malgrado, nella lotta di successione alla reggia dei MacRinnalch. Incontra,
cosi', persone strane e stravaganti. Su tutte spicca sua sorella, una stilista
dotata di poteri magici. Oltre alla sorella, poi, entra in contatto con le
cugine, musiciste dissolute sulla scena punk di Londra. Kalix viene affiancata,
peraltro, da Daniel e Moonglow due 'umani' che si prendono cura di lei. E' in
compagnia di questi personaggi che Kalix si lascia coinvolgere nelle lotte che
porteranno all'elezione del nuovo signore dei licantropi. Una lotta senza
esclusione di colpi nella quale e' coinvolta buona parte della dinastia
MacRinnalch. LA VIA PER LA MEDITAZIONE SECONDO DAVID LYNCH Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La meditazione trascendentale puo' cambiare la
vita. Puo' essere utile a ristabilire la serenita' e la forza con cui
affrontare le insidie e le difficolta' della vita. La meditazione, al tempo stesso,
aiuta a sviluppare tutte le energie e la creativita'. David Lynch, regista
cinematografico e sceneggiatore, non ha dubbi. La meditazione serve a vivere
meglio. Gli e' stata utile per sfruttare la sua creativita' e la sua forza. Nel
libro ''In acque profonde. Meditazione e creativita''', pubblicato dagli Oscar
Mandadori spiega quali sono le sue idee sulla meditazione tracciando il
percorso che ha seguito nel corso della sua esistenza. Nel suo manuale Lynch
svela quali sono le strategie e i segreti per trarre i maggiori benefici dalla
meditazione. Nel corso della sua esposizione, pero', mette in scena anche gli
aspetti personali e del suo mestiere. Racconta, cosi', eventi e aneddoti poco
noti del suo lavoro. Episodi relativi, soprattutto, alla produzione dei suoi
film. In questo senso, i consigli per favorire una condizione mentale positiva
si alternano agli aspetti privati della vita del regista. Lynch spiega, fin
dalle prime pagine del suo libro, che ''le idee sono simili ai pesci. Se vuoi
prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se invece vuoi
prendere il pesce grosso - aggiunge - devi scendere in acque profonde. Laggiu'
i pesci sono piu' forti, piu' puri. Sono enormi e astratti. Davvero stupendi''.
Il lavoro che David Lynch ha elaborato su se stesso,e' durato oltre 33 anni. Un
periodo durante il quale ha cercato di immergersi ''in acque piu' profonde a
caccia del pesce grosso''. I 5 LINGUAGGI DEL PERDONO Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gli uomini sono guidati da un forte senso
morale con cui stabiliscono le regole chiare e precise per la loro vita. Regole
in base alle quali e' possibile stabilire cio' che e' giusto e cio' che,
invece, e' sbagliato. Il criterio di valutazione e' sempre sostenuto dalla
coscienza e dalla cultura d'appartenenza. Quando si sbaglia, oppure quando si
offende qualcuno, pero', l'unica via praticabile e' quella del perdono. Sono
queste le considerazioni di fondo che hanno ispirato Gary Chapman e la
psicologa americana Jennifer Thomas nel libro ''I cinque linguaggi del
perdono'', pubblicato dalla Elledici. Considerazioni utili, peraltro, a
chiarire quali sono le strategie migliori per riconciliarsi con gli altri e
ritrovare l'armonia perduta. Jennifer Thomas e Gary Chapman, gia' autore del
bestseller 'I cinque linguaggi dell'amore', hanno svolto un lungo lavoro di
ricerca indagando la sfera dei rapporti interpersonali. Quando si commette un
reato, o si violano delle regole, la giustizia interviene offrendo alla persona
offesa ''un certo senso di soddisfazione''. Eppure, il diritto non e' in grado
di sanare i conflitti morali tra le persone. ''Normalmente - affermano infatti
i due autori - la giustizia non recupera i rapporti interpersonali''. E' da qui
che nasce l'esigenza di riconciliarsi facendo leva su altre strategie che non
tengono conto della forma e del codice civile o penale. ''Il desiderio di
riconciliazione - sottolineano Chapman e Thomas - spesso e' piu' potente del
desiderio di giustizia''. Un dato e' certo. L'unico modo concreto e plausibile per
ricostruire i rapporti incrinati dopo un'offesa e' quello di chiedere scusa
cercando di rimediare agli errori commessi. Quali sono i cinque aspetti
fondamentali del ''linguaggio del perdono? Come fare per superare le
incomprensioni? I due autori, dopo aver ascoltato centinaia di persone, hanno
elaborate un piccolo ''vademecum del perdono''. In primo luogo, chiariscono, e'
necessario esprimere un forte rammarico. E' questo il primo punto sul quale si
soffermano, infatti, i due autori. E' opportuno, d'altra parte, assumersi le
proprie responsabilita' dichiarando apertamente di aver sbagliato. Il terzo
punto e' costituito dal desiderio di rimediare. E' necessario, poi, impegnarsi
per non incorrere piu' negli stessi errori. Il piccolo manuale si chiude con la
richiesta del perdono effettiva con la quale sanare, una volta per tutte, le
incomprensioni e le ingiustizie del passato. IL DUO LUCIO BATTISTI -MOGOL Roma,
5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il loro sodalizio e' nato nel lontano
1965. Fino al 1980 il loro rapporto e' stato intenso e fruttuoso. Con le loro
melodie hanno incantato l'Italia. Lucio Battisti, scomparso nel 1998 ad appena
55 anni, e Giulio Rapetti, in arte Mogol, hanno cambiato la musica leggera
degli anni Sessanta e Settanta. Uniti dalla passione per la musica, Mogol e
Battisti hanno formato una coppia indimenticabile. Cosa resta della loro
eredita'? Cosa resta, soprattutto, di Lucio Battisti a dieci anni dalla morte?
Il giornalista Francesco Marchetti spiega nel saggio ''Lucio Battisti'',
pubblicato dalla casa editrice Sperling&Kupfer, quali sono stati i passaggi
piu' significativi della loro storia musicale. Il volume e' corredato da
numerosi riferimenti all'attualita' degli anni Sessanta e Settanta e dalle
interviste ai musicisti che, con le loro parole, contribuiscono a costruire il
ritratto dell'artista. Interviste, tra gli altri, proprio a Mogol, a Gianni
Bella, a Iva Zanicchi, e a Robby Facchinetti. La loro unione ebbe inizio nel
1965. ''Da allora - scrive Marchetti - avevano scritto canzoni che avevano
emozionato tutta l'Italia. Lucio aveva imparato a cavalcare: era nata la Numero
Uno, la loro etichetta discografica; i successi e le gratificazioni personali
non si contavano. Avevano guadagnato molti soldi ma continuavano a lavorare sodo''.
Lucio Battisti e Mogol erano molto diversi tra di loro. Battisti era nato e si
era formato nella campagna laziale. E' nato nel 1943, in provincia di
Rieti. E' un musicista di grande talento. Dopo il diploma da perito
industriale, inizia la sua lenta e faticosa gavetta in giro per l'Italia e
l'Europa. Repetti, invece, e' nato a Milano. All'epoca del loro primo incontro
lavorava con la casa discografica Ricordi. Aveva gia' firmato alcune canzoni di
grande successo. Il loro incontro ha cambiato la storia del pop italiano. Le
loro canzoni continuano a rappresentare la colonna sonora di molti italiani.
DALLA NEWTON COMPTON 'I GRANDI DELITTI ITALIANI' Roma, 5 apr. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Instabilita' mentale, frustrazione, incapacita'
di superare un evento stressante o doloroso. Sono queste le cause piu'
frequenti di omicidi secondo Andrea Accorsi e Massimo Centini, autori di
'Delitti italiani' pubblicato dalla Newton Compton Editori, dove vengono
analizzati una serie di episodi delittuosi accaduti nel nostro Paese,
analizzati con l'aiuto della statistica e della criminologia. Passa in rassegna
tutta una serie di episodi delittuosi piu' o meno famosi nel nostro Paese, dal
Circeo a Marta Russo a Cogne, fornendo dati statistici e analisi criminologiche
delle motivazioni che generano la spaventosa pulsione a uccidere. Nella prima
parte del libro vengono considerati i delitti per i quali la giustizia ha
individuato il colpevole o i colpevoli. Non ci sono omicidi di malavita o di
terrorismo; scenari che al contrario sono possibili, a livello di supposizioni,
per alcuni dei fatti presi in considerazione nella seconda parte del testo. E'
la cronaca dei misteri e crimini che hanno sconvolto l'Italia. Ogni giorno nel
mondo si verificano 1424 omicidi, con una prevalenza nei paesi a basso reddito
e con una maggioranza di vittime tra i 10 e i 29 anni. In Italia, soprattutto,
aumentano i cosiddetti ''omicidi di prossimita''', ossia quelli che colpiscono
familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi di lavoro, e che di recente
hanno superato quelli commessi dalla malavita organizzata. Il 40% dei crimini
commessi in Italia rimane sfortunatamente irrisolto, con l'eccezione di Milano,
dove invece, viene risolto il 97% degli omicidi.
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( da "Italia Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Cronaca Roma Lunedì
e martedì sciopero generale dell'Ama "Lunedì 7 e martedì 8 aprile sciopero
generale nazionale indetto dalle Segreterie Nazionali del comparto di Igiene
Ambientale delle Organizzazioni Sindacali". Le Organizzazioni Sindacali
del comparto di Igiene Ambientale Fp-Cigl, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fiadel hanno
proclamato per le intere giornate di lunedì 7 e martedì 8 aprile uno sciopero
generale nazionale, indetto in seguito "alla prima
azione di sciopero di martedì 11 marzo 2008 per il rinnovo del Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro Fise/Assoambiente, effettuata dopo aver esperito
negativamente la fase di raffreddamento e conciliazione". Per i dipendenti
AMA, vista l'organizzazione dei servizi aziendali, l'agitazione sindacale
inizierà con il primo turno di lunedì 7 per concludersi intorno alle ore 04:30
della mattina di mercoledì 9 aprile. In base a quanto prescritto dalla legge
146/90 e dai relativi accordi sottoscritti con i Sindacati, AMA ha attivato le
procedure tese ad assicurare durante le 2 giornate di sciopero i servizi minimi
essenziali e le prestazioni indispensabili. Edizione n. 878 del 05/04/2008.
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( da "Gazzettino, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action
Il sindacatoÈ in
questione, ora come allora, la capacità del sindacato, in
quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di
adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in
qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole
vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte,
contrapposta legittimamente ad altre parti: pretendere di attribuirgli
per definizione una rappresentanza di interessi generali significherebbe cadere
in una qualche forma di corporativismo, o riesumare il pansindacalismo in voga
negli anni Settanta (fino, appunto, alla marcia dei quarantamila), che
assegnava alle grandi confederazioni nazionali una funzione salvifica, quasi di
supplenza rispetto all'inadeguatezza dei partiti e delle stesse istituzioni.
Certo, un sindacato troppo moderato o corrivo si esporrebbe alla concorrenza
rialzista delle mille organizzazioni autonome che pullulano soprattutto nel
settore pubblico (e che nessuno, per responsabilità anche sindacale, ha mai
saputo contenere o disciplinare in termini di legge). Ma dobbiamo chiederci
d'altra parte a che cosa serve un sindacato nazionale - che è per giunta
investito di funzioni semipubbliche e gode dei relativi privilegi - se la sua
linea non riesce a distinguersi significativamente, come è accaduto nel caso
Alitalia, da quella delle sigle più corporative. Che senso ha avuto, in questi
ultimi quindici anni, lasciar imporre alla generalità dei cittadini
contribuenti - compresi dunque operai, precari e pensionati - una cospicua
colletta quotidiana affinché piloti, assistenti di volo e personale di terra
della compagnia di bandiera potessero mantenere livelli occupazionali e
retributivi incompatibili con la sopravvivenza dell'azienda in regime di
concorrenza?La risposta, piuttosto sconsolante, è una sola: la difesa dello
status quo, la tutela delle posizioni acquisite, che sembra essere, in questa
fase, il principale criterio di orientamento del sindacalismo confederale. Sia
che si parli di pensioni, sia che si tratti sulla mobilità o sul mercato del
lavoro. Da troppo tempo ormai i sindacati nazionali hanno perso la capacità di
proporre soluzioni innovative e si sono impegnati essenzialmente in battaglie
d'arresto, a volte sfortunate (il referendum sulla scala mobile del 1984), a
volte vincenti e per proprio per questo dannose alla collettività: si pensi
alla strenua opposizione all'innalzamento dell'età pensionabile (in presenza di
un considerevole innalzamento della vita media e della stessa soglia della
vecchiaia), col risultato di sottrarre risorse a un'auspicabile estensione dei
benefici del Welfare; o alla difesa a oltranza dell'articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori, che ha finito con l'erigere una barriera invalicabile fra
l'area sempre più esigua del lavoro stabile e garantito e l'esercito sempre più
numeroso dei precari.Per uscire dalla condizione di stallo strategico in cui è
finito non solo per sua colpa (il declino della grande industria, la
globalizzazione, da ultimo la stagnazione economica creano una situazione
oggettiva poco favorevole alle rivendicazioni del lavoro organizzato), il
sindacato ha bisogno di una svolta, innanzitutto culturale. Non solo e non
tanto in termini di responsabilizzazione e di moderazione (ciò che soprattutto
era richiesto ai tempi della svolta dell'Eur nel '78 o dell'accordo sulla
concertazione nel '93). Quel che serve al Paese non è un sindacato più debole o
più accondiscendente alle richieste delle controparti: è al contrario un sindacato
più dinamico e più elastico, meglio radicato nei luoghi del lavoro (stabile o
precario), più aderente alle effettive articolazioni di una società che si
trasforma. In una parola meno conservatore. Per un soggetto che ha sempre
mirato a svolgere, nel corso della sua storia, una funzione di traino e di
avanguardia, è un dovere prima che una necessità.Giovanni Sabbatucci.
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( da "Register, The" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Original URL:
http://www.channelregister.co.uk/2008/04/06/microsoft_yahoo_ultimatum/
Microsoft to Yahoo!: surrender or else By Drew Cullen Published Sunday 6th
April 2008 00:49 GMT Microsoft has told unwilling takeover target Yahoo! that
it has three weeks to negotiate a deal - or it will go hostile. If it goes to a
proxy battle, Microsoft will almost certainly return with a lower offer than
the $44bn bid originally tabled on January 31. In a letter to the
Yahoo! board delivered on Saturday, Steve Ballmer, Microsoft's CEO, said the
substantial premium reflected in our initial proposal [ 62 per cent more than
closing price] anticipated a friendly transclass="term">action
with you. If we are forced to take an offer directly to your shareholders, that
class="term">action will have an
undesirable impact on the value of your company from our perspective which will
be reflected in the terms of our proposal. Ballmer voiced his company's
frustration with Yahoo!'s dilly-dallying, noting that there has been "no
meaningful negotiation to conclude an agreement". Yahoo! thinks the bid
undervalues the company and has sought a white knight. News International and
Time Warner's AOL have looked at teaming up with Yahoo! and rejected the idea.
Microsoft's pockets are too deep and the bid on the table is indeed a hefty
premium. And Wall Street doesn't think much of the alternative an independent
Yahoo!. On Friday, Yahoo! shares fell on speculation that Microsoft was preparing
to walk away or lower its bid. According to Ballmer, the bid premium intended
to solicit a quick and friendly transclass="term">action
is even more significant today. In his letter he notes: During these two months
of inactivity, the Internet has continued to march on, while the public equity
markets and overall economic conditions have weakened considerably, both in
general and for other Internet-focused companies in particular. At the same
time, public indicators suggest that Yahoo!'s search and page view shares have
declined. Finally, you have adopted new plans at the company that have made any
change of control more costly. Old plans make it more difficult too. In 2001,
Yahoo! installed a poison pill to ward off hostile takeovers. Would-be predators
are limited to just 15 per cent of Yahoo!s shares in a tender offer,
Marketwatch reports
(http://www.marketwatch.com/news/story/yahoo-exposed-proxy-fight-poison/story.aspx?guid=%7BCB075A77-BD12-417C-B880-9063B4E0DEC4%7D%E2%80%9D).
This is why Microsoft would have to conduct a proxy war to replace Yahoo!'s
board with one of its own choosing. We suspect that Yahoo! shareholders will
plump for jam today. But first Yahoo!class="hilite">'s
board must let them make that decision. Expect a class="term">class class="term">action
if Microsoft wins the day, against the Yahoo! board, and tables a lower bid.
& This way
(http://www.microsoft.com/Presspass/press/2008/apr08/04-05LetterPR.mspx?rss_fdn=Press%20Releases)
for the Ballmer Letter. ®.
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( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
"Pochi treni e
molto sporchiadesso la pazienza è finita" class="hilite">federconsumatori
I pendolari italiani riuniti a Genova minacciano l'avvio della class="term">class class="term">action Genova. Chiedono al governo
di scongiurare i tagli previsti mettendo mano al portafogli e assicurando i 400
milioni di euro mancanti, ma anche alle Regioni di fare la loro parte,
"dal momento che oggi contribuiscono al trasporto locale mediamente con
l'1% del loro bilancio". L'orgoglio pendolare si era dato appuntamento per
ieri, ore 11, nella città che è diventata un po' capoluogo della protesta. In
un sabato di tregua da lavoro e spostamenti, da ogni parte d'Italia portano
nella sede del Dopolavoro Ferroviario di Genova Principe ansie, problematiche e
contributi multimediali (immagini e testi) in grado di descrivere al meglio e senza
molte parole quanto le "case viaggianti" di milioni di italiani siano
ormai ridotte a colabrodi pericolosi e malsani. A organizzare il vertice, che
ha riunito le maggiori associazioni di utenti quotidiani dei treni, è stata
Federconsumatori. "Al nuovo governo, di qualunque colore esso sia - ha
detto ieri Sandro Veroli, vicepresidente nazionale di Federconsumatori -
chiediamo di porre la questione del trasporto pubblico locale all'ordine del
giorno della prima seduta del consiglio dei ministri. Con chiunque vinca, poi,
sarà necessario avviare subito un confronto vero sulle problematiche da
risolvere, un tavolo di confronto non episodico ma ad appuntamenti fissi".
I timori dei pendolari sono sempre gli stessi: vedersi tagliare, tra poche
settimane, il 15% dell'attuale servizio. Gli 80 milioni stanziati in extremis
dal governo daranno ossigeno per pochi mesi, dopo occorrerà trovare soluzioni
strutturali che consentano di evitare emergenze continue. Da Genova i pendolari
minacciano anche di intraprendere una "class="term">class class="term">action",
un'azione legale condotta da uno o più soggetti che tenta di stabilire nuove
regole per una stessa categoria sociale. Intanto, documentano i disagi
quotidiani e la decadenza del sistema ferroviario per passeggeri. Cesare
Carbonari, del comitato Torino-Milano, ha passato gli ultimi anni a raccogliere
materiale documentale sullo stato dei treni. Ne esce fuori un quadro
disarmante. "Di parole ne facciamo tante - spiega mentre mostra il suo
dossier fotografico - molto meglio è visualizzare". Nelle immagini si
vedono porte bloccate col fil di ferro perché fuori servizio, lavandini delle
ritirate dotati di "saponi alla ruggine", carrozze di vent'anni fa
ricoperte con una semplice pellicola che inizia a staccarsi, stazioni devastate
da precipitazioni e abbandono. In seguito alle numerose segnalazioni di
"colleghi" emiliani, inoltre quelli del Torino-Milano sono andati
anche a caccia, con successo, dei vermi trovati in mezzo ad alcuni sedili.
Trovandoli e fotografandoli. "Il trasporto pubblico locale non è una
necessità soltanto di chi giornalmente utilizza i mezzi pubblici - sostiene
Giuseppe Poli, Federconsumatori dell'Emilia Romagna - avere buoni treni
significa togliere auto private dalle strade, un beneficio anche per chi non
può fare a meno di utilizzare l'auto". Diffusa è poi l'opinione che le
Regioni debbano iniziare seriamente a fare la propria parte. A livello ligure,
gli abbonati Genova-Milano protestano contro l'iniziativa della Regione Liguria
di acquistare un nuovo convoglio per il trenino Genova-Casella. "È
importante dare un treno migliore a chi ama le scampagnate all'aria aperta -
ironizza Enrico Pallavicini, portavoce di questi pendolari - però alle migliaia
di utenti che ogni giorno usano i treni normali non servirà a molto". I
pendolari Genova-Milano, pur avendo preso parte all'iniziativadell'assemblea,
sottolineano inoltre di non condividere l'iniziativa della class="term">class class="term">action
ipotizzata ieri da Federconsumatori. daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it
06/04/2008.
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( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina XIII - Genova
I pendolari: "Ora risarciteci" La class="hilite">denuncia
contro Trenitalia spacca il fronte della protesta Una class="term">class class="term">action
(cioè una denuncia collettiva) per ottenere un
risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale
organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative (peraltro non approvate da
tutti) annunciate ieri a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte,
della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e
dell'Emilia, Legambiente. "Azioni forti che andranno di pari passo con una
piattaforma da sottoporre al nuovo governo - ha sottolineato il vicepresidente
di Federconsumatori, Sergio Veroli - un incontro per mettere le basi di una
piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni
determinate". A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di
intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando
400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di
diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni
tariffarie. "Chi ha sottoscritto un abbonamento per un determinato
servizio, che comunque giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui
ha pagato - ha aggiunto Veroli - Al nuovo Governo, di qualunque colore esso sia
chiediamo infine di porre la questione del trasporto pubblico locale e di
quello ferroviario in particolare, con il reperimento dei 400 milioni mancanti,
all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio dei Ministri". In
questa prospettiva i rappresentanti dei pendolari ferroviari hanno deciso di
realizzare un "libro nero" per dettagliare tutti i problemi locali.
Il Comitato Abbonati Genova-Milano, che ha riproposto la "provocazione"
dello sciopero del voto di fronte alle inadempienze governative sul settore
ferrovie, si dissocia, però, dall'iniziativa della class="term">class class="term">action:
"Il killer dei treni in via di soppressione va ricercato fra chi ha
disatteso il contratto di concessione sul trasporto universale, cioè lo stato
che ha finanziato solo il primo trimestre 2008 e fra chi non destina adeguate
risorse al trasporto ferroviario (le Regioni) preferendo destinare risorse al
trasporto su gomma" spiega il portavoce Enrico Pallavicini. Sulla stessa
lunghezza d'onda Guido Fassio, segretario regionale Filt-Cgil, che sottolinea
ancora una volta come da parte degli enti locali (Regione, Provincia, Comune)
non ci sia stata una concreta compartecipazione al finanziamento del trasporto
pubblico locale.
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( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
06-04-2008)
Argomenti: Class Action
FALCONARA pag. 9 E'
RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi PROTESTANO Adriana Brandoni, Alberto
Berardi e Claudio E' RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi contro gli aumenti
della Tarsu. Domani alle 16, al Ristorante Villa Amalia, i titolari di
ristoranti e pizzerie si incontreranno con il direttore di Confcommercio
Polacco e con il presidente dell'associazione ristoratori D'Alesio, per
studiare un'eventuale azione collettiva contro il nuovo rincaro, che non appare del tutto giustificato.
Fanno discutere infatti le spiegazioni arrivate dai dirigenti comunali, che
avevano motivato gli aumenti di quest'anno con la necessità di coprire
totalmente tramite la Tarsu il costo del servizio, facendo presente che nel
2007 i costi dell'igiene urbana non erano stati coperti al 100%. Eppure,
la delibera 116 del 23 aprile 2007, con la quale venivano calcolate le tariffe
dell'anno scorso, recita: "si procede alla copertura del 100% del costo totale
del servizio", calcolato in 4.568.193 euro. E' PROPRIO il costo del
servizio indicato dal Comune, in realtà, che è cresciuto di 600mila euro,
arrivando nel 2008 a
5.170.864 euro, anche se il preventivo del Cam è di soli 130mila euro superiore
a quello dell'anno scorso. "Nel 2006 ? fa presente Alberto Berardi de Il
Camino, che si è attivato per convocare la riunione ? pagavo 6350 euro, ora mi
trovo a dover pagare 9250, è come se dovessi sostenere un altro affitto.
Invitiamo anche gli altri settori economici a promuovere un'azione collettiva, perché non appare giustificato un aumento tanto
consistente". "Il Cam ? aggiunge Claudio Api, dell'Arnia del
Cuciniere ? ha fatto già presente che il costo per la gestione dell'igiene
urbana è cresciuto meno del 3%, come si giustifica allora un aumento delle
tariffe del 20%?". "E' PARADOSSALE ? commenta Vito Masetti della
Capasa ? che mentre la crisi economica fa crollare il giro d'affari dei
ristoranti, a Falconara ci troviamo a pagare una Tarsu sempre più alta. In pratica,
produciamo meno rifiuti ma paghiamo di più. Questo Comune ci sta
massacrando". "Capisco che il Comune è in deficit ? aggiunge Gianluca
Romiti dell'Oasi ? ma così ci costringono ad aumentare i prezzi e a perdere
quindi clientela. L'unica soluzione sarebbe quella di lasciare Falconara".
Domani si riuniranno anche i bagnini del consorzio Falcomar: "Chiederemo
al Comune ? spiega la presidente Adriana Brandoni ? di posticipare la prima
rata Tarsu, che quest'anno scade il 30 aprile, dato che ancora le attività sono
in gran parte chiuse ed il servizio di igiene urbana deve ancora essere messo a
regime". Alessandra.
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( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando l'class="hilite">edizione del PENDOLARI Class class="term">action contro i tagli dei treni
Una class="term">class
class="term">action per ottenere un
risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale
organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a Genova dai
pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia,
Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Cgil, Cisl e
Legambiente. "Azioni forti che andranno di pari passo con una piattaforma
da sottoporre al nuovo governo" ha sottolinea il vicepresidente di
Federconsumatori, Sergio Veroli, che ha preso parte a Genova ad un incontro con
pendolari e sindacati, "un incontro per mettere le basi di una piattaforma
da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate", ha
spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di
intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando
400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di
diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni
tariffarie. "Chi ha sottoscritto un abbonamento per un determinato
servizio, che comunque giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui
ha pagato" ha aggiunto Veroli.
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( da "Corriere della Sera" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-06 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Brescia Nella vicenda 73 mila piccoli azionisti persero i loro
soldi "La finanza? E' solo teatro" Va in scena lo scandalo Bipop Un
attore vittima della truffa porta il crac in palcoscenico Il debutto ieri sera
a Botticino. Roberto Capo è autore, regista e protagonista del monologo BRESCIA
- "ImPOPolare. Uno spettacolo di educazione finanziaria": il crac
della Bipop- Carire diventa protagonista a teatro con uno spettacolo andato in
scena a Botticino. Ieri sera, il debutto della rappresentazione che racconta
l'ascesa e il declino di una delle più brillanti stelle della New Economy: uno
scandalo finanziario che ha bruciato più di 10 miliardi, travolgendo 73 mila
piccoli azionisti, tra cui Roberto Capo, autore e attore dello spettacolo.
"Ho perso diversi mesi di stipendio - spiega Capo - ma non è stata questa
la molla che mi ha spinto a raccontare il crac. Mi stupiva il fatto che nessuno
parlasse più di questo scandalo enorme. Nonostante la materia sia difficile da
spiegare, ho cercato di usare un linguaggio il meno tecnico possibile per
renderla chiara a tutti". Il monologo dura poco più di un'ora e parte
spiegando alcuni meccanismi di guadagno delle banche; poi, attraversando le
carte delle "Probabilità " e degli "Imprevisti" di un
grande Monopoli, racconta il come e il perché la bolla speculativa sia
scoppiata nel 2001 dopo essersi gonfiata a dismisura con il valore delle azioni
cresciuto fino al massimo storico del 2000: 127 euro l'una. "Ma come si
forma il valore di un'azione? La finanza è un grande teatro, basta che tutti
siano d'accordo su una cosa per farla esistere". Ma lo spettacolo non
trascura la vicenda giudiziaria che parte dalla procura bresciana con 45
indagati e finisce a Milano, dopo diversi anni, con il patteggiamento di 10
condanne, trasformate in multe. E c'è l'ultima carta degli imprevisti per i
risparmiatori traditi: "Per la legge non puoi essere risarcito. Perdi
tutto!" visto che in più di 2mila cercarono di costituirsi parte civile al
processo senza però riuscirci. Lo spettacolo oltre a narrare, ammonisce: quando
entriamo in banca siamo come dei manichini, "e i fili li muove sempre
qualcuno ai piani alti". E proprio un grosso fantoccio, Luigi, è il
compagno di scena di Roberto Capo che, accompagnato dalle note di
"Money" dei Pink Floyd, gli si avvicina per proporgli investimenti
vantaggiosi. "Intanto la banca incamera cash, contante, e subito".
Tra il pubblico anche Fausto Filippini, referente della Federconsumatori di
Brescia, da sempre impegnato per tutelare i risparmiatori rovinati dal crac
Bipop-Carire, che a fine spettacolo ha preso la parola spiegando che una
possibilità di risarcimento c'class="hilite">è
ancora: "Non con la Class Action ma tramite una conciliazione presso la
Consob che dovrebbe essere introdotta a ottobre". Filippini ha anche
commentato: "Lo spettacolo racconta molto bene quello che è successo. Ci
piacerebbe molto riuscire portarlo nei paesi bresciani più colpiti dal crac
come Palazzolo e Lumezzane ". Sipario Roberto Capo in una scena del suo
"ImPOPolare" Maddalena Brunetti.
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( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-06 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Risarcimenti Nuova legge "La class action, arma
importante per i consumatori" BOLZANO - "La class action è uno
strumento valido per difendere i consumatori". Non ha dubbi Fabio
degaudenz, vicepresidente del Centro tutela consumatori utenti, che ha
organizzato un convegno sull'argomento. Introdotta con la Finanziaria 2008 e
operativa dal 1Ë? luglio prossimo, la nuova legge italiana sull'azione collettiva risarcitoria viene guardata con grande attenzione dall'intera
Europa. "Uno strumento importante e innovativo, che colma una grave lacuna
nell'ordinamento italiano - sottolinea Degaudenz -. Riconosciamo che il testo
in vigore dal luglio prossimo è perfettibile, ma riteniamo che con la sua
approvazione il passo più importante sia stato compiuto ". Al
convegno "La nuova azione collettiva risarcitoria
a tutela del consumatore", tenutosi a Palazzo Widmann, hanno partecipato
sia relatori del mondo accademico come il professor Marco De Cristofaro,
ordinario di Diritto processuale civile presso l'Università di Padova, sezione
di Trieste, sia soggetti che alle leggi danno attuazione pratica come Edoardo
Mori, giudice del tribunale di Bolzano. Proprio il giudice Mori è scettico:
"Legge buona in linea di principio, ma lacunosa e di difficile
applicazione che comporterà orientamenti diversi in ogni tribunale". Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori,
non accetta queste critiche a priori:" Prima applichiamo la legge,
faticosamente ottenuta, poi la giudichiamo ed eventualmente la
miglioriamo". La procedura in se è semplice: una delle associazioni di
consumatori riconosciute avvia la procedura contro una o più imprese. I
consumatori sottoscrivono l'adesione. Se il Tribunale accoglie l'istanza,
determina anche i criteri per liquidare il risarcimento. L'impresa ha 60 giorni
per formulare una proposta, in assenza della quale si istituisce una camera di
conciliazione. Il modello è quello della class action americana, grazie alla
quale sono state avviate battaglie legali che hanno fatto storia, come quelle
intentate contro General Motors o da ex fumatori ammalati di cancro contro le
multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds. Degaudenz auspica che lo
stesso possa accadere in Italia: "Ci attendiamo che tra gli effetti della
nuova legge vi sia quello di migliorare la sicurezza di prodotti e
servizi". Il dibattito Il giudice Mori scettico "Difficile da
applicare" Trefiletti: "Assurde le critiche preventive" Felice Espro.
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( da "Libero" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Economia 06-04-class="hilite">2008 Per il taglio dei servizi
ai pendolari pronta una class="term">class class="term">action
contro Ferrovie Una class="term">class class="term">action
per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una
manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative
annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della
Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e
dell'Emilia, Cgil, Cisl e Legambiente. Salvo per uso personale è vietato
qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
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( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Permessi ztl, la
"demagogia" di santarelli per il disastrato centro storico JESI - Dal
capogruppo cittadino del Partito democratico, Pierluigi Santarelli, riceviamo e
pubblichiamo. "Sono oramai diversi giorni che sulle pagine locali di un
ben noto quotidiano continuano a campeggiare grossi titoli di sdegno per il
nuovo regolamento delle Ztl recentemente varato dal consiglio comunale. Tutto
questo nonostante l'azione amministrativa cittadina sia
stata impegnata in provvedimenti di somma importanza, quali ad esempio il
bilancio. Se si volesse liquidare ironicamente tale atteggiamento, si potrebbe
dire che probabilmente pochi credono che il vero problema che sta a cuore a
tali giornalisti sia la "tragica" situazione in cui si sono venuti a
trovare alcuni operatori o utenti del centro storico; piuttosto è chiaro
che sia drammatico per i signori scrittori di questi articoli il fatto di dover
perdere il privilegio di andare a lavorare utilizzando il proprio automezzo
fino a davanti l'entrata dell'ufficio. Se si dovesse rispondere nel merito alle
accuse di demagogia, si potrebbe dire che abbiamo semplicemente cercato di
equiparare i diritti di tutti i lavoratori e utilizzatori dei servizi del
nostro centro storico, salvaguardando le situazioni che a nostro giudizio
meritano un trattamento diverso, ad esclusivo beneficio della collettività. Il
tutto al fine di restituire il centro storico ai cittadini, soprattutto ad
esempio cercando di dare il diritto a chi ci abita di poter parcheggiare vicino
casa, liberando quanto possibile le strade, anche se di pochi posti, che poi
non sono 22 come falsamente e davvero demagogicamente si è cercato di far
credere. Come è lo stesso falso il giudizio di uno stravolgimento dell'impianto
fondamentale del regolamento che rimane il frutto di una fase di concertazione
durata ben 1 anno di lavoro, anche se a nostro giudizio poco incisivo rispetto
alcune particolari situazioni. È evidente comunque che questo è solo un primo
provvedimento cui dovranno necessariamente e rapidamente seguire azioni
concrete, come ad esempio l'istituzione dei varchi elettronici, la revisione
dei vecchi permessi dei residenti, un controllo assiduo da parte della polizia
municipale, fino ad arrivare, speriamo presto, all'istituzione della nuova
isola pedonale con la realizzazione dei lavori in corso Matteotti. Di questo
percorso il gruppo del Pd è fortemente convinto e sarà nostra premura
sollecitarne la realizzazione. Al di là di questo, è chiaro che neanche i
consiglieri comunali hanno il dono dell'infallibilità (almeno non abbiamo tale
supponenza). Per cui, senza rigidità mentali cercheremo di correggere il
regolamento nel momento che si verificasse qualche evidente stortura, a danno
della collettività. Le prossime settimane, avviata la sperimentazione del nuovo
regolamento, saremo in grado di fare un primo piccolo bilancio delle esigenze
che si renderanno palesi. Ma purtroppo per qualcuno, questo non significherà
restituire il posto auto sotto la propria sede di lavoro, a meno di una
evidente necessità pubblica". --------------------------------------- Più
che sdegno, caro Santarelli, sarebbe bene parlare d'incredulità. E sì, perchè
il nuovo regolamento per le Ztl non risponde a nessuna logica. Un colpo di mano
messo a segno in consiglio comunale, con una maggioranza - lei lo sa bene - che
è divisa sulla questione. Tanto per fare un paio d'esempi: ma in quale paese o
città del mondo si è visto mai che il sindaco non può andare in municipio con
la propria macchina? Deve usare quella di servizio? E ci spiega perchè i
genitori dei bimbi che frequentano il Mestica possono accedere alla Ztl in auto
mentre quelli che accopagnano i propri figli alla palestra della Libertas
debbono andare a piedi? Senza considerare che i permessi per le banche sono
aumentati. Eppoi, basta fare un giro in questi giorni per il centro storico per
capire l'entità della "rivoluzione": ci sono più auto di prima. In
compenso restano nel libro dei sogni gli sbandierati parcheggi a ridosso della
zona pedonale, i contratti di quartiere debbono ancora partire, e l'asfalto di
corso Matteotti è una gruviera che quotidianamente, da anni, crea slogature e
problemi, soprattutto ai più anziani. Una scelta demogogica? Non l'abbiamo
definita noi così, ma l'assessore Daniele Olivi. Lasci quindi in pace i
giornalisti del "ben noto quotidiano", patiranno qualche disagio sul
lavoro da questo estemporaneo provvedimento che "azzera i privilegi",
ma almeno non debbono ringraziare nessuno. M.C.,.
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( da "Stampa, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
I pendolari di tutta
Italia annunciano una class="hilite">class="term">class class="term">action contro Trenitalia per
essere risarciti se a giugno verranno tagliati del 15 per cento i trasporti
regionali. E nello stesso tempo intraprenderanno anche una serie di singole
cause legali forti di quanto accaduto a Genova nel febbraio scorso, quando il
giudice onorario per la prima volta ha accolto la richiesta di risarcimento del
danno esistenziale di un pendolare costretto a subire un'ora e mezzo di
ritardo. Pronti a scendere in piazza per ottenere di essere ascoltati, i
viaggiatori quotidiani si propongono ora, attraverso Federconsumatori e
Legambiente, come interlocutori del governo per affrontare i problemi (tanti,
da riempire un "Libro nero" in fase di stesura) e suggerire soluzioni
in grado di far ripartire i treni italiani, in particolare quelli a breve e
media percorrenza. Ieri alla stazione di Piazza Principe si sono ritrovati i
rappresentanti di Federconsumatori di Liguria, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia,
oltre al vicepresidente nazionale Sergio Veroli, esponenti di Cgil, Cisl e
Legambiente, con le delegazioni dei pendolari di parecchie regioni. "Al
nuovo governo, di qualunque colore sia - ha detto il vicepresidente di
Federconsumatori, Sergio Veroli - chiediamo di porre la questione del trasporto
pubblico locale e di quello ferroviario in particolare all'ordine del giorno
della prima seduta del Consiglio dei ministri". Mancano infatti 400
milioni per garantire gli attuali livelli di servizio dei treni, considerati da
Federconsumatori comunque insufficienti. Altrimenti Trenitalia taglierà appunto
il 15% dei collegamenti, mentre scatterà il 30 aprile l'abolizione delle
tariffe agevolate. Per ora il governo uscente ha stanziato in extremis 80
milioni sufficienti per tre mesi, scongiurando le riduzioni previste già dai
primi di aprile. Ma dopo? "I tagli vedrebbero danneggiati tutti gli
abbonati, che hanno pagato per un anno un determinato servizio, venendone
invece privati di colpo - ha spiegato Veroli -. Di qui la motivazione per
un'azione collettiva finalizzata alla richiesta di risarcimento". Insomma,
come sottolineano alcuni accalorati pendolari, "prima tolgono gli
interregionali e ti fanno usare gli Intercity dicendoti che se vuoi viaggiare
meglio devi pagare di più, poi ti tagliano i treni". Quanto alle cause che
verranno intentate dai singoli viaggiatori, fa testo la sentenza del giudice
onorario genovese relativa a un pendolare che sulla tratta Genova-Torino era
stato costretto ad attendere un'ora e mezzo per un guasto al motore. Episodi
che si verificano con frequenza quotidiana e che prima non si erano risolti in
alcun indennizzo, determinando al massimo il pagamento di una penale a carico
delle Ferrovie a favore delle Regioni di transito dei treni in ritardo. Class class="term">action e procedimenti individuali
possono ora far riferimento a quei diritti dei consumatori recentemente
codificati nel cosiddetto "Codice del consumo". "I pendolari in
treno sono due milioni, il 14,8% di quanti ogni giorno si spostano per andare a
lavorare - hanno sottolineato i rappresentanti di Federconsumatori -. Secondo
una ricerca del Censis sarebbero 7 milioni quelli che vorrebbero usare il treno
ma non possono per offerta insufficiente". L'organizzazione di una manifestazione
nazionale a Roma o Milano va di pari passo con la preparazione della
piattaforma da sottoporre al nuovo governo. Comitati e Ferderconsumatori stanno
elaborando le proposte, tra cui la destinazione annuale di risorse per
incentivare il trasporto su rotaie. E lo stesso a livello locale per parte
della quota delle accise che le Regioni finalizzano al trasporto su gomma.
"Chiederemo che vengano utilizzati per interventi a favore del trasporto
ferroviario i fondi destinati alla rottamazione, o parte di essi, dato che la
situazione economica delle famiglie italiane spinge sempre più verso il
trasporto pubblico" ha annunciato Sonia Zarino, rappresentante dei
pendolari del Tigullio.
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
Il comizio Dal palco
chiama Casini "Pier Furby" e fa ballare il valzer ad Alemanno MARIA
PAOLA MILANESIO Roma. "Volete che un vostro coetaneo
(pausa per sistemarsi il colletto della camicia e ammiccare alla platea)
ritorni al governo del Paese?". "Sì, sì, sì". "E allora
dite con me "Rialzati Italia, rialzati Italia, rialzati
Italia"". Il sole è già sceso su Piazza della Rotonda, dove si
affaccia il Pantheon, quando Silvio Berlusconi chiude il suo comizio.
Sparirà per almeno un quarto d'ora, con grande ansia della scorta costretta a
seguirlo tra la folla di giovani che il Pdl ha voluto in piazza. Ha l'aria un
po' stanca che si addice al ruolo di padre nobile: abbraccia ragazzi e ragazze,
li vuole vicini, mostra di essere al passo con loro anche fisicamente, li
stuzzica sottoponendoli a domande retoriche ("Volete che si realizzi il
sogno di Veltroni di andare in Africa?" "Sì"). Loro lo accolgono
come una vera star: fotografie con i telefonini, acrobatiche strette di mano,
anche spintoni pur di arrivare a sfiorare "Silvio". "È qui la
festa? La condanna mi sembra definitiva: devo fare il presidente del Consiglio",
esordisce lui scatenando il boato della piazza. Lo aspettavano per le 18 e
infatti il Cavaliere si è fatto aspettare quel tanto che basta per un ospite
d'onore. Gianfranco Fini, che sale sul palco prima di lui, si volterà a
chiedere se Berlusconi sia già arrivato o se gli tocchi ancora restare al
microfono. "Per strada ho fatto fermare la macchina, per convincere uno a
votare il Pdl. Se avete qualche fidanzato moccioso che ha il nonno partigiano e
pensa di votare centrosinistra spiegategli che la sinistra non è cambiata".
Racconta che Walter Veltroni era riuscito a ingannare finanche lui, che aveva
creduto ai suoi annunci. "Diceva di andare da solo e poi ha imbarcato
mangiapreti, baciapile e il campione assoluto del giustizialismo Di Pietro.
Diceva di divorziare dalla sinistra e invece alle amministrative vanno assieme,
perché sono solo attratti dal potere". Da Azione
giovani, che si è sistemata di fronte al Pantheon, qualche braccio destro
alzato e il grido "Boia chi molla", all'indirizzo di una finestra a
cui sventola una bandiera della pace. Gli altri sventolano bandiere del Pdl,
fanno a gara per fotografare "il presidente" e per avere un saluto da
Gianfranco Fini o da Giorgia Meloni. Gianni Alemanno è accanto alla moglie
Isabella Rauti; il candidato sindaco di Roma per il Pdl ancora non si è ripreso
dal giro di valzer che Berlusconi gli ha fatto accennare sul palco. Il
Cavaliere, che per i comizi non abbandona la divisa d'ordinanza (completo
scuro, camicia blu con colletto aperto), non smentisce la sua fama di
intrattenitore: saltella su una gamba al grido di "chi non salta comunista
è" ("Non posso fare di più, ho fatto degli esercizi in
palestra"); se la prende con l'elicottero della polizia che sorvola la
zona ("Sono al governo e usano i mezzi per disturbare le nostre libere
riunioni. Eh! Continuano... hanno paura"); accenna a "quel bel
ragazzo che stava nel centrodestra e che si chiama Pier Furby"; abbraccia
alla fine del comizio i giovani saliti sul palco e canta con loro "Meno
male che Silvio c'è". Per il resto un breve ripasso, perché per la
sostanza rimanda al programma del Pdl - "Leggetevelo tutto, è breve"
-, al già fatto tra il 2001 e il 2006 e alle promesse non mantenute del governo
Prodi. "La sinistra farà così anche questa volta".
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( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
GENOVASe gli aerei
nazionali rischiano di restare a terra, nubi nere si addensano anche
all'orizzonte dei treni. In particolare di quelli usati dai pendolari, per i
quali si annuncia la possibilità di tagli. Ma gli utenti non sono disposti a
stare fermi e annunciano una class action per ottenere un risarcimento se
Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a
Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate ieri a Genova dai pendolari della
Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della
Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Cgil, Cisl e Legambiente. "Azioni
forti che andranno di pari passo con una piattaforma da sottoporre al nuovo
governo" ha sottolinea il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli,
che ha preso parte a Genova ad un incontro con pendolari e sindacati, "un
incontro per mettere le basi di una piattaforma da
presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate", ha
spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di
intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400 milioni di euro per garantire
l'attuale livello di servizio, deciderà di diminuire i convogli (si parla di un
15%) e di eliminare le agevolazioni tariffarie. "Chi ha
sottoscritto un abbonamento per un determinato servizio, che comunque
giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui ha pagato" ha
aggiunto Veroli. "Al nuovo governo, di qualunque colore esso sia - ha
concluso - chiediamo infine di porre la questione del trasporto pubblico locale
e di quello ferroviario in particolare, con il reperimento dei 400 milioni
mancanti, all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio dei
Ministri". 06/04/2008.
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( da "Stampa, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">TRENI
ANZIANI CASALE OVADA All'interno Pendolari in piazza e "class="term">class class="term">action"
contro Trenitalia Una "requisitoria" dell'Artesio alle case di riposo
La veggente di Medjugorje riempie il Palasport Una raffica di furti A Trisobbio
tre colpi in 3 giorni Servizi Franca Nebbia Mauro Facciolo Miriam Massone.
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( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-04-2008)
Argomenti: Class Action
CRONACA 07-04-2008
MOBILITA' UN PIANO DI SPOSTAMENTO E il Comune pensa a ridurre il traffico
vicino alle scuole Il primo stralcio del progetto è rivolto a elementari e
medie all'interno delle aree Ztl II Con un incontro alla Scuola europea in via
Saffi, al quale hanno partecipato rappresentanti di genitori ed insegnanti, il
Comune, insieme ad Infomobility, ha di fatto varato un progetto di mobilità
rivolto alle scuole della città: "L'iniziativa - ha spiegato l'assessore
alla Mobilità e Trasporti del Comune di Parma, Pietro Somenzi - nasce da una
precisa esigenza dell'amministrazione di intraprendere,
attraverso l'attività di mobility management, un'azione di riduzione dei picchi
di congestione di traffico che si creano nelle ore di entrata ed uscita dalle
scuole". Il primo stralcio funzionale del progetto è rivolto alle scuole
primarie e secondarie ubicate in aree sottoposte a regime di Ztl. Il
principale obiettivo del progetto è la gestione della domanda di mobilità
sistematica casa-lavoro/ casa-scuola attraverso l'elaborazione di piani di
spostamento per coloro che frequentano i plessi scolastici: "Ridurre l'uso
dell'auto per accompagnare i bimbi a scuola significa contribuire al calo degli
attuali livelli di inquinamento e di traffico - ha sottolineato Somenzi - con i
benefici che ne derivano direttamente per la collettività. La cosiddetta
"mobilità dolce", che coinvolge la realtà della scuola, rappresenta
un valore aggiunto perché, diversamentamente da quanto avviene in un'azienda
dove vengono coinvolti solo i dipendenti, qui il mobility manager raggiunge
anche gli studenti e le loro famiglie, conferendo alla propria azione un valore
"educativo"" "Coinvolgendo bambini e ragazzi, genitori ed
insegnanti, questa amministrazione - prosegue l'assessore - vuole affermare e
condividere il valore di comportamenti che consentano di recuperare spazi e
tempi della città, restituendole la funzione originaria di luogo di incontro e
di confronto, con al centro l'individuo e non l'automobile". Tra i
risultati che si attendono dal "Piano della mobilità scolastica ",
coordinato dal mobility manager d'area del Comune Lucia Gola ci sono la messa
in opera di azioni concrete quali sconti per abbonamenti al Tpl, progetti di
Bicibus e Pedibus per i bimbi, navette dedicate. Piano scolastico Il progetto è
stato presentato alla Scuola europea.
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( da "Vnunet.it" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
07-04-2008 Maurizio
Lazzaretti di The Inquirer Team L'applicazione Internet più utilizzata in
Italia e nel resto dell'Europa è un programma P2P, class="hilite">Emule
Ora che in Italia esistono le class="term">class class="term">action
forse è giunto il momento di fare capire ai provider che non possono fare
sempre quello che vogliono. Dopo avere cablato con fibra ottica Milano e
qualche altra grossa città italiana, Fastweb si è persa nei tentativi di
vendere i cosiddetti servizi a valore aggiunto. In pratica la televisione,
tentativo messo in atto anche da altri provider e usato come scusa per vendere
connessioni ADSL con velocità nominali mostruose ma chiaramente limitate ad
attività non Internet. Anche se ormai avere un ADSL da 7/8 megabit non è più un
miraggio, la fibra ottica di Fastweb ha pur sempre il vantaggio di portare 10
megabit in entrambe le direzioni (ma non contemporaneamente, è half/duplex),
cosa che gli ADSL venduti (casualmente) sempre in configurazioni fortemente
asimmetriche si sognano. Costa anche quasi 4 volte una connessioni Tiscali,
quindi fate bene i conti prima di comperarne una. L'applicazione Internet più
utilizzata in Italia e nel resto dell'Europa è casualmente un programma P2P,
Emule, che dipende pesantemente dalla banda in upload per permettere all'utente
di scaricare qualcosa. Nel caso di Fastweb, pur avendo tutte le porte più o
meno chiuse e quindi un livello "LowID" la forza bruta di 4/5 megabit
in upload contro i 256 kilobit degli ADSL garantisce ad un utente Fastweb
download in tempi accettabili. Con la scusa di salvaguardare la qualità degli
altri servizi Internet, Fastweb ha nuovamente limitato la banda al solo
programma Emule in Upload a 400 kilobit. Anche l'offuscamento delle connessioni
inserito nell'ultima versione di Emule per "confondere" i filtri dei
provider non ha più alcun effetto. Nulla da ridire sulla necessità di garantire
una certa qualità di servizio su una rete sui cui passano le telefonate e la
navigazione Web, ma un taglio da 5 megabit teorici a 400 kilobit sembra troppo
pesante per potere essere considerato una salvaguardia per il sistema. Tanto
più che esistono sempre delle fasce orarie in cui i provider hanno la rete poco
usata dove non servirebbe quindi nessuna limitazione. Oggi un utente Fastweb è
quindi nella situazione ridicola di pagare 60 euro al mese (dati+voce) una
linea da 10 megabit che può usare peggio di una linea ADSL da 4 megabit/256
kilobit da 20 euro al mese. Un provider non può legalmente bloccare il traffico
di un utente a suo piacimento e una bella denuncia potrebbe servire a definire
quali sono i limiti fra i diritti dell'utente che ha pagato per un certo
servizio e quelli del provider che fornisce un servizio 10 volte inferiore.
Resta il mistero di un taglio così pesante che non vedo cosa possa servire a
Fastweb, salvo a diminuire il traffico verso gli altri provider italiani con
linee ADSL che nel caso di Emule prendono tanto e danno molto poco. Una
limitazione al 50 per cento della banda utile, cioè 2,5 megabit sarebbe stata
perfettamente accettata da tutti gli utenti. Naturalmente esiste una famosa
versione di Emule che funziona solo all'interno della rete di Fastweb,
Adunanza, ma ora che Fastweb installa quasi solo linee ADSL anche dentro la
rete, ammesso che si trovi quello che si cerca, le velocità spesso sono
inferiori a quelle degli utenti del resto del mondo. © Copyright 2007 tutti i
diritti riservati | part of vnu.net europe.
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( da "Mattino, Il (Caserta)" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
BASKET/SERIE B2.
MADDALONI RITROVA IL SUCCESSO IN CASA Iaselli e Desiato migliori realizzatori
nelle file dell'Artus PIETRO GIGLIO Sono dovuti trascorrere quasi due mesi e
ben cinque giornate di campionato prima che la Cementir Maddaloni ritornasse
alla vittoria. La sirena finale del derby campano con Pozzuoli, infatti, ha
fatto ritornare un sorriso sul volto dell'Artus che si è imposta per 101-88. Una vittoria ottenuta con una buona prova del collettivo dove,
finalmente, si è rivista quella coesione di intenti e quella aggressività che
era venuta meno. Una prestazione, dunque, che è tornata a essere in linea con i
dettami di questa squadra che non può prescindere dalle qualità dei singoli che
devono sempre essere espresse all'interno del collettivo. La gara,
tutt'altro che semplice, è sempre vissuta sui vantaggi costruiti dal Maddaloni
e sui tentativi di rientro del Pozzuoli. I flegrei, infatti, non hanno mai
mollato di un centimetro e hanno sempre tallonato da vicino la formazione
locale. L'Artus, però, a dispetto delle precedenti prestazioni, non ha mai
mollato mentalmente ed è sempre stata lucida anche in occasione delle bagarre
tattiche di coach Gentile. Pozzuoli, infatti, dopo aver cercato di limitare gli
attacchi maddalonesi, nei primi due quarti (27-20; 50-40), con varie difese, a
inizio terzo quarto ha tentato la carta del pressing con raddoppi negli angoli.
Situazione che ha prodotto, però, pochi fastidi a un Artus che, dopo qualche
problema iniziale, è riuscita, comunque, ad attaccare con tranquillità e
lucidità riuscendo anche a rintuzzare, sul finale di gara, il massimo sforzo
partenopeo che si era fatto minaccioso al 37' sul punteggio di 83-80. La
Cementir ha lasciato da parte ogni timore e contraddizione fatti registrare
nelle ultime uscite casalinghe (Massafra e Canicattì docet) ed è riuscita,
invece, ad allungare e chiudere in scioltezza nel finale di gara. Cementir
Maddaloni: Marzaioli ne, Iaselli 22, Piscitelli 14, Sergio L. 6, Sergio B. 5,
Desiato 21, D'Orta 3, Acunzo 13, Falco ne, Simeoli 17. All. Posillipo.
Pozzuoli: Di Costanzo ne, Giroli 18, Mercurio ne, Cossiga, Santori 12,
Carrichiello 12, BAzzucchi 22, Innocente 10, Bastoni 14, Bartolini. All.
Gentile Parziali: 27-20; 50-40; 71-65 Cementir Maddaloni: tl 28/35; t2 23/38;
t3 9/20 Pozzuoli: tl 26/37; t2 22/34; t3 6/15. La Cementir in azione sul
parquet del Palacaliendo.
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( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Di Redazione
(redazione@vita.it) 07/04/2008 --> Per la tutela di chi è rimasto senza il
compenso dovuto, ai termini di legge, per la specializzazione. Le adesioni
ammontano già a 1.class="hilite">350 tra
i professionisti di Lazio e Campania Il Codacons avvia la prima class="term">class class="term">action a tutela di 120mila medici
rimasti senza il compenso loro dovuto, ai termini di legge, per la
specializzazione. E ad oggi, all'azione hanno gia' aderito 1.350 medici del
Lazio e della Campania, come rende noto la stessa associaizone dei consumatori
in un comunicato stampa diffuso oggi. "Sono 120.000 - fanno sapere - in
tutta Italia i medici che si sono specializzati negli anni dal 1982 al 1991 e
non hanno avuto circa 40.000 euro ciascuno che la legge europea gli attribuiva
come diritto assoluto, e che ora si avviano a sbancare le casse dello Stato in
Tribunale"." La Direttiva Comunitaria del 1982 (82/76 CEE) - continua
l'associazione - aveva stabilito, come è noto, in favore dei medici il diritto
di ricevere una "adeguata remunerazione" per il periodo di
specializzazione svolto, periodo in cui i medici hanno lavorato praticamente
gratis nelle corsie degli ospedali universitari. Tale Direttiva, recepita in Italia
solo nel 1991 (con il D.Lgs. 8 agosto 1991, n.257) limitatamente agli
specializzati iscritti ai corsi a partire dall'anno accademico 91/92, ha
previsto l'importo di £ 21.500.000 per ogni anno di specializzazione, senza
nulla riconoscere ai medici immatricolatisi alla specializzazione negli anni
accademici che vanno dall'82/83 al 90/91". "La Corte di Giustizia
Europea- si conclude nel testo - con sentenza del 25/02/1999, e con successiva
sentenza del 31/10/2000, ha affermato il diritto alla remunerazione anche in
favore dei medici che hanno svolto il corso di specializzazione dopo il 1982,
termine ultimo fissato dalla citata Direttiva comunitaria, per conformarsi ad
essa da parte di ciascun Stato. Sulla scorta di tali sentenze della Corte di
Giustizia, anche i nostri giudici, con sentenze anche della suprema Corte di
Cassazione, hanno riconosciuto il diritto dei medici italiani che hanno
frequentato le scuole di specializzazione tra gli anni 82/83 e 90/91, ad
ottenere dallo Stato italiano il pagamento ad "una adeguata
remunerazione". (Cfr Sent. Cass., III Civile, 7630/2003; Cass., Sez. III,
n. 3283/08; Tribunale Civile di Roma, Sez. II, n. 24828/2006; CDS sez.sesta,
4954/04 e altre). Sicchè già un migliaio di medici già hanno avuto ragione e
hanno percepito i soldi sottratti con gli interessi. Ora il CODACONS scende in campo e avvia "la più grande
azione giudiziaria collettiva" per 120.000 medici rimasti senza compenso
al fine di far avere loro quanto spettante. Per aderire basta inviare una mail
all'indirizzo medici.specializzati@codacons.it e ricevere tutte le istruzioni
su come procedere per far valere i propri diritti. Per parlare con un avvocato
del CODACONS e avere maggiori
informazioni si può chiamare il numero 199.36.36.06 dalle 15.00 alle 18.00 dal
lunedì al venerdì. Unica condizione per avviare la causa è quella di iscriversi
alla associazione per il biennio 2008-09. C'è tempo fino al 2009 per agire ma già
nella scorsa legislatura tre senatori presentarono un d.d.l. in cui si
cancellava il diritto prevedendo un risarcimento forfettario di soli 7000 euro
per quei medici specializzati, laddove la somma loro sottratta indebitamente
dallo Stato ammonta a circa 40.000 euro ciascuno.
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( da "Bollettino Università & Ricerca" del
07-04-2008)
Argomenti: Class Action
Università di
Perugia Convegno sull' "Azione risarcitoria collettiva" Il Centro di studi giuridici sui diritti
dei consumatori dell'Università degli Studi di Perugia, Polo
scientifico-didattico di Terni, presieduto dal professore Lorenzo Mezzasoma,
partecipa al Convegno sul tema "Dall'azione inibitoria
all'azione risarcitoria collettiva", in programma a Perugia giovedì 10 aprile 2008 .
L'incontro, organizzato dal Dipartimento Istituzioni e Società e dalla Facoltà
di Scienze Politiche di Perugia, sotto la direzione scientifica della
professoressa Alessandra Bellelli, vedrà la partecipazione di autorevoli
studiosi del settore, sia diritto sostanziale, sia di diritto
processuale. La recente introduzione nel codice del consumo dell'art. 140 bis
(Legge Finanziaria 2008) che permette ai consumatori, attraverso le
associazioni rappresentative a livello nazionale, di poter proporre anche in
Italia le azioni collettive, seppur con importanti differenze rispetto alle
class actions americane, impone una attenta riflessione su questo innovativo
strumento di tutela, anche al fine di verificarne la piena compatibilità con il
nostro ordinamento. Il tema di grande attualità e di specifico interesse per il
Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori, presieduto dal
professore Mezzasoma, che, oltre ad organizzare iniziative in proprio,
garantisce la partecipazione ad iniziative di rilevante interesse scientifico.
BUR.IT 08.04.08.
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