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DOSSIER “CLASS ACTION”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DAL   3 AL 7 aprile 2008        #TOP


Report "Class action"

Class action, una scatola vuota ( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: più eccezioni si presentano al giudice e tante più possibilità si hanno di ostacolare l'azione legale sul nascere". "Indipendentemente dalla fattibilità dell'azione collettiva, però", aggiunge Antonio Auricchio, a capo del dipartimento contenzioso di Gop a Roma, "l'avvio di iniziative legali da parte di associazioni di consumatori può creare già un danno d'immagine alle aziende.

Un deludente compromesso lontano dall'esperienza americana ( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva risarcitoria a tutela del consumatore. La nuova disciplina, in vigore dal 30 giugno 2008, ampliando la sfera operativa e gli effetti delle azioni inibitorie già previste dal legislatore (articolo 140 del codice del consumo), consente alle associazioni di categoria di convenire in giudizio un'impresa affinché questa venga condannata al risarcimento dei danni cagionati

Antitrust Ue, passi avanti per il risarcimento danni ( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: estrema importanza che caratterizza queste azioni portate avanti da soggetti privati. Anche la commissaria alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, sta effettuando uno studio allo scopo di precisare il concetto di risarcimento collettivo del danno causato ai consumatori ed elaborare uno strumento che possa venir applicato in ambiti diversi,

L'ex ospedale rimane all'Ulss ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: irregolarità commessa dalla Pubblica Amministrazione a danno dell'interesse collettivo". Per il giudice consegue che "presupposto necessario è che gli amministratori abbiano omesso di esercitare le azioni ed i ricorsi che competevano loro". Invece, in questo caso non è avvenuto perché il Comune "ha accettato il contenuto della delibera regionale in tutte le parti non impugnate,

Formidabili quei danni ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: questo Paese demente che non ha ancora organizzato una class action per chiedergli i danni, lo statista di Ceppaloni, momentaneamente ai box, strilla su giornali e tv che vuol esser risarcito e si appella a Napolitano. Perché mai? Perché la Procura di Roma ha archiviato l'inchiesta a carico suo e di Rutelli per abuso d'ufficio a proposito del volo di Stato al Gran premio di Monza,

La tentazione del non voto alle prossime elezioni - maurizio zanardi ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che scongiuri la democrazia come azione collettiva di "chiunque" volta a mutare radicalmente i rapporti sociali. Il politico odierno non fa che parlare di democrazia, ma a ben vedere ciò che teme è proprio l'azione radicale del demos: la politica. Un tale meccanismo funziona grazie al nostro sostegno.

Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Come in occasione di precedenti "forzature" su Guardia di Finanza e Rai, il risultato è stato opposto a quello auspicato. E non c'è stato nemmeno bisogno della "class action per il Nord" invocata dal leghista Roberto Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Dialer, un giudice accusa Telecom di ricettazione ( da "Vnunet.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Altroconsumo non esclude di ricorrere alla class action qualora Telecom Italia non risarcisca i consumatori, anche se Telecom Italia ha deciso di andare incontro alle richieste dell'Agcom versando oltre 6 milioni di euro per sottrarsi alle contestazioni. Altroconsumo ha deciso di dare un taglio netto alle attese e lanciare una forte esternazione.

Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro ( da "AltaLex" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento; ff) "Responsabilità sociale delle imprese": integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle

NUOVA DISCARICA ( da "TGCom" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 2008Rifiuti:a Napoli prima class action 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti,

In piazza arriva La Destra, collettivi bolognesi a raduno ( da "Dire" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Si preannuncia dunque ancora un clima caldo domani pomeriggio in piazza Maggiore, ma i collettivi rimangono vaghi su ciò che succederà; non garantiscono né smentiscono azioni dimostrative come quella di ieri contro Giuliano Ferrara, che ha dato il via alle cariche della Polizia. Si vedrà, ad esempio, anche quanta gente si radurerà.

ELEZIONI/ ESTERO, FARNESINA: PROCEDURE DI VOTO CORRETTE -2- ( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 37 "Azioni solo su precise denunce" Roma, 3 apr. (Apcom) - Sempre sulle presunte irregolarità nelle operazioni di voto nella 'Circoscrizione Estero', la Farnesina sottolinea quanto segue: MODALITA' DI INVIO DEI PLICHI Altra questione spesso sollevata in questi giorni riguarda le modalità dell'invio dei plichi elettorali,

Unite Members Vote for BPIF Pay Increase ( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Where companies fail to pay the increase we will be prepared to support our members, including conducting and winning industrial action ballots, as we have done throughout 2007." For further information contact Tony Burke, Assistant General Secretary, on +44(0)7831-659939 or Martin Scanlon at Unite press office on +44(0)7764-655751.

Industrial Action at Pindar's Scarborough Printing Plant ( da "ITnews.it" del 03-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: An agreement was reached between Unite and the company on Friday 28th March and the industrial action ballot will not now take place. The Company and Unite will work together to continue delivering the world class service to its customers in the UK, Europe and the USA. Press Enquiries to Paul Rogers at Ptarmigan PR, +44(0)113-242-1155;

<Estranei ai Poli ma pronti al dialogo> ( da "Corriere.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Se non fossimo stati noi ad imporre la class action sul finire della legislatura, in Italia questo strumento ancora non esisterebbe. Non servono tanti partiti, servono però quelli giusti, che difendono la gente e non pensano agli affari loro". DIALOGO CON I POLI - De Vita, che ha precisato di essere con la sua lista in posizione autonoma rispetto a Pd e Pdl,

APPUNTAMENTI ( da "Trentino" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a Giurisprudenza, in via Verdi, convegno su "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". PITTURA E SCULTURA DI CIRILLO GROTT Alle 18, a Torre Mirana di palazzo Thun, inaugurazione mostra "Cirillo Grott, pittura e scultura". La mostra, 15.30-19.30, rimane aperta fino al 3 maggio.

Oggi. Methodological individualism and sociological research . Ultimo incontro con ( da "Trentino" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". Convegno con diretta internet (www.jus.unitn.it/dsg/convegni/2008/04-04-crtcu.html) alle ore 15 in aula 1 della facoltà di Giurisprudenza. Oggi. "Sacco e Vanzetti" (Italia, Francia, 1971).

L'AGENDA ( da "Alto Adige" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: L'AZIONE RISARCITORIA COLLETTIVA Il Centro tutela consumatori utenti ha organizzato per oggi, con inizio dei lavori alle ore 10 nella sala interna del Palazzo provinciale 1, il convegno sul tema "Azione collettiva risarcitoria: nuovo strumento di giustizia per i consumatori";

Stretta sui distacchi ( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: salariale fissata da un contratto collettivo non può essere imposta ai prestatori di servizi transnazionali che distacchino lavoratori nel territorio di un altro stato membro. A condizione però che non si tratti di un ccnl ad applicazione generale. I giudici europei erano chiamati a chiarire se la libera prestazione dei servizi si opponga a un obbligo legale in forza del quale l'

Congedi parentali ai precari ( da "Italia Oggi" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 7, comma 10, del Contratto collettivo nazionale di lavoro 14/9/2000 prevede espressamente che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del restante personale a tempo indeterminato, salvo le eccezioni espressamente indicate nello stesso articolo.

Serve una gestione responsabile della cosa pubblica ( da "Milano Finanza (MF)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la consapevolezza di un rapporto automatico tra le nostre azioni e le loro conseguenze.Ciò che ci si aspetta dai nuovi governanti, quali che siano, è quindi il ripristino delle responsabilità, individuali e collettive, affinché venga finalmente smentita l'affermazione per cui "lo stato non può risolvere i problemi perché lo stato_ è il problema!

Class action per il caro-tarsu ( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Pagina VIII - Palermo Il caso Class action per il caro-Tarsu C'è ancora una settimana per aderire all'azione collettiva sulla Tarsu promossa contro il Comune. La tassa sui rifiuti ha visto un incremento del 75 per cento, illegittimo per gli animatori del sito bispensiero.

Morselli: "il ministro protegga il comizio" - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Interviene anche il Presidente dell'Anpi William Michelini, che critica i collettivi per aver accolto la "provocazione" di piazza di Ferrara, e invita a "fare il vuoto e ignorare" il comizio della Destra. Anche se, aggiunge: "La polizia deve controllare che non si faccia apologia di fascismo". A difendere i collettivi resta solo la sinistra radicale.

VENERDI' 4 Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 9,30 Alla presenza ( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class Action e Codice Iban", interverranno Anna Maria Patisso, Antonio Sgroi e Paolo Medici. Info 011/5816644 o 338/8285833. Medicina C EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 15,30 La Dott.ssa Chiara Eandi parlerà sul tema "La vista: informazioni e deformazioni".

Investimenti in nero, pista slovacca ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Altri investitori si stanno valutando un'azione collettiva. Si tratta di una quindicina di persone sulle 26 già sentite, peraltro con grosse difficoltà. In molti, infatti, negano l'investimento e parlano di un prestito a titolo personale, ignorando che rischiano di andare incontro a guai giudiziari nel caso di profilasse un'ipotesi di favoreggiamento.

Pescatori spazzini lungo il Passirio ( da "Alto Adige" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni di ripulitura di questo genere combinando il servizio all'ambiente ad una giornata collettiva tra i membri dell'associazione. Si chiedono, peraltro, perchè chi ha a cuore l'ambiente debba poi portare via i rifiuti degli altri, ai quali, invece, l'ambiente non importa nulla o che risparmiamo su cose sbagliate solo perchè a loro sembra troppo caro smaltire legalmente i rifiuti.

La class action sotto esame ( da "Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nuova azione collettiva risarcitoria nel Codice del Consumo e profili processuali" e la dottoressa Anna Mantovani si è soffermata sulla "Fasi e tempi d'azione". Il convegno si è chiuso con l'avvocato Paolo Buzzelli che ha spiegato "L'azione collettiva risarcitoria: vantaggi e limiti dell'introduzione della class action nell'ordinamento italiano"

<Class action> contro Telecom ( da "Adige, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori" organizzata dal Centro ricerca e tutela consumatori e utenti di Trento presso la facoltà di Giurisprudenza. La legge riequilibra almeno in parte l'asimmetria dei poteri, con i consumatori finora costretti a soccombere di fronte alle vessazioni dei colossi,

I L COMPOST domestico, oltre a ridurre la ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: consapevole e il progetto prevede la realizzazione di azioni rivolte alle scuole elementari con una proposta formativa imperniata sul concetto di educazione permanente: il trasferimento di buone pratiche, valori, significati e simboli positivi attraverso attività ludiche e l'esperienza diretta, da parte dei bambini, di un'emozione, contribuendo a conservare nel loro immaginario,

Lehman e la psicosi collettiva ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Lehman e la psicosi collettiva C he ne dite un bond convertibile in dollari che rende il 7,5% in attesa di un prezzo adeguato per la conversione? Il titolo c'è, è l'obbligazione al 7,5%, valore nominale 1.000 dollari, raccolta oltre 4 miliardi di dollari, convertibile in azioni Lehman a un prezzo di 49,87 dollari, un premio del 33% sulla chiusura del giorno prima dell'

Class action al via da luglio ( da "Corriere del Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva risarcitoria (class action) su Telecom rea di far pagare le spese di spedizione delle bollette ai consumatori. Class action, sempre dal 1 luglio, contro gli "sms truffa" che con il sistema della "catena di S. Antonio " promettono ricariche gratis ed infine contro le compagnie che distribuiscono l'energia,

I QUATTROCENTO dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino hanno contestato l'ope ( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti:

CHI DIFENDE I PRIVILEGI ACQUISITI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti.

NOVITA' EDITORIALI ( da "ADN Kronos" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di un vasto archivio popolare in cui viene elaborata una narrazione collettiva. ''Nel primo decennio del dopoguerra - ricorda l'autore - il Partito comunista italiano obbligava i suoi militanti a narrare pubblicamente oppure a scrivere la propria autobiografia. Molto spesso li sollecitava a entrambe le forme del racconto.

Lunedì e martedì sciopero generale dell'Ama ( da "Italia Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: prima azione di sciopero di martedì 11 marzo 2008 per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Fise/Assoambiente, effettuata dopo aver esperito negativamente la fase di raffreddamento e conciliazione". Per i dipendenti AMA, vista l'organizzazione dei servizi aziendali, l'agitazione sindacale inizierà con il primo turno di lunedì 7 per concludersi intorno alle ore 04:

DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti:

Microsoft to Yahoo!: surrender or else ( da "Register, The" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 's board must let them make that decision. Expect a class action if Microsoft wins the day, against the Yahoo! board, and tables a lower bid. & This way (http://www.microsoft.com/Presspass/press/2008/apr08/04-05LetterPR.mspx?rss_fdn=Press%20Releases) for the Ballmer Letter. ®.

<Pochi treni e molto sporchiadesso la pazienza è finita> ( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: federconsumatori I pendolari italiani riuniti a Genova minacciano l'avvio della class action Genova. Chiedono al governo di scongiurare i tagli previsti mettendo mano al portafogli e assicurando i 400 milioni di euro mancanti, ma anche alle Regioni di fare la loro parte, "dal momento che oggi contribuiscono al trasporto locale mediamente con l'1% del loro bilancio".

I pendolari: "ora risarciteci" ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: denuncia contro Trenitalia spacca il fronte della protesta Una class action (cioè una denuncia collettiva) per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative (peraltro non approvate da tutti) annunciate ieri a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia,

E' RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: eventuale azione collettiva contro il nuovo rincaro, che non appare del tutto giustificato. Fanno discutere infatti le spiegazioni arrivate dai dirigenti comunali, che avevano motivato gli aumenti di quest'anno con la necessità di coprire totalmente tramite la Tarsu il costo del servizio, facendo presente che nel 2007 i costi dell'

Class action contro i tagli dei treni ( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: edizione del PENDOLARI Class action contro i tagli dei treni Una class action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria,

<La finanza? E' solo teatro> Va in scena lo scandalo Bipop ( da "Corriere della Sera" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: è ancora: "Non con la Class Action ma tramite una conciliazione presso la Consob che dovrebbe essere introdotta a ottobre". Filippini ha anche commentato: "Lo spettacolo racconta molto bene quello che è successo. Ci piacerebbe molto riuscire portarlo nei paesi bresciani più colpiti dal crac come Palazzolo e Lumezzane ".

<La class action, arma importante per i consumatori> ( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva risarcitoria viene guardata con grande attenzione dall'intera Europa. "Uno strumento importante e innovativo, che colma una grave lacuna nell'ordinamento italiano - sottolinea Degaudenz -. Riconosciamo che il testo in vigore dal luglio prossimo è perfettibile, ma riteniamo che con la sua approvazione il passo più importante sia stato compiuto "

Per il taglio dei servizi ai pendolari pronta una class action contro Ferrovie ( da "Libero" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 2008 Per il taglio dei servizi ai pendolari pronta una class action contro Ferrovie Una class action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria,

Permessi ztl, la "demagogia" di santarelli per il disastrato centro storico ( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione amministrativa cittadina sia stata impegnata in provvedimenti di somma importanza, quali ad esempio il bilancio. Se si volesse liquidare ironicamente tale atteggiamento, si potrebbe dire che probabilmente pochi credono che il vero problema che sta a cuore a tali giornalisti sia la "tragica" situazione in cui si sono venuti a trovare alcuni operatori o utenti del centro storico;

I pendolari: class action contro Trenitalia ( da "Stampa, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action contro Trenitalia per essere risarciti se a giugno verranno tagliati del 15 per cento i trasporti regionali. E nello stesso tempo intraprenderanno anche una serie di singole cause legali forti di quanto accaduto a Genova nel febbraio scorso, quando il giudice onorario per la prima volta ha accolto la richiesta di risarcimento del danno esistenziale di un pendolare costretto

CONDANNA DEFINITIVA, GUIDARE IL GOVERNO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Volete che un vostro coetaneo (pausa per sistemarsi il colletto della camicia e ammiccare alla platea) ritorni al governo del Paese?". "Sì, sì, sì". "E allora dite con me "Rialzati Italia, rialzati Italia, rialzati Italia"". Il sole è già sceso su Piazza della Rotonda, dove si affaccia il Pantheon, quando Silvio Berlusconi chiude il suo comizio.

GENOVASe gli aerei nazionali rischiano di restare a terra, nubi nere si addensano anche all'orizzonte dei treni ( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: basi di una piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate", ha spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni tariffarie.

Pendolari in piazza e class action contro Trenitalia ( da "Stampa, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: TRENI ANZIANI CASALE OVADA All'interno Pendolari in piazza e "class action" contro Trenitalia Una "requisitoria" dell'Artesio alle case di riposo La veggente di Medjugorje riempie il Palasport Una raffica di furti A Trisobbio tre colpi in 3 giorni Servizi Franca Nebbia Mauro Facciolo Miriam Massone.

E il Comune pensa a ridurre il traffico vicino alle scuole ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: amministrazione di intraprendere, attraverso l'attività di mobility management, un'azione di riduzione dei picchi di congestione di traffico che si creano nelle ore di entrata ed uscita dalle scuole". Il primo stralcio funzionale del progetto è rivolto alle scuole primarie e secondarie ubicate in aree sottoposte a regime di Ztl.

Fastweb blocca nuovamente Emule ( da "Vnunet.it" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Emule Ora che in Italia esistono le class action forse è giunto il momento di fare capire ai provider che non possono fare sempre quello che vogliono. Dopo avere cablato con fibra ottica Milano e qualche altra grossa città italiana, Fastweb si è persa nei tentativi di vendere i cosiddetti servizi a valore aggiunto.

LA CEMENTIR RISORGE E DOMINA IL POZZUOLI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una vittoria ottenuta con una buona prova del collettivo dove, finalmente, si è rivista quella coesione di intenti e quella aggressività che era venuta meno. Una prestazione, dunque, che è tornata a essere in linea con i dettami di questa squadra che non può prescindere dalle qualità dei singoli che devono sempre essere espresse all'interno del collettivo.

Sanità: Codacons avvia la prima class action per 120mila medici ( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 350 tra i professionisti di Lazio e Campania Il Codacons avvia la prima class action a tutela di 120mila medici rimasti senza il compenso loro dovuto, ai termini di legge, per la specializzazione. E ad oggi, all'azione hanno gia' aderito 1.350 medici del Lazio e della Campania, come rende noto la stessa associaizone dei consumatori in un comunicato stampa diffuso oggi.

Convegno sull' "Azione risarcitoria collettiva" ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 07-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione inibitoria all'azione risarcitoria collettiva", in programma a Perugia giovedì 10 aprile 2008 . L'incontro, organizzato dal Dipartimento Istituzioni e Società e dalla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia, sotto la direzione scientifica della professoressa Alessandra Bellelli, vedrà la partecipazione di autorevoli studiosi del settore,


Articoli

Class action, una scatola vuota (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 080, pag. 17 del 3/4/2008 Autore: di Ignazio Marino e Gabriele Ventura Visualizza la pagina in PDF       Le law firm hanno messo a fuoco i problemi procedurali in grado di fermare sul nascere le cause Class action, una scatola vuota Legge lacunosa. Tempi lunghissimi per quantificare il danno Class action: bella fuori, vuota dentro. Se da un lato anche in Italia sta per arrivare l'onda delle azioni collettive con le associazioni di consumatori pronte a una battaglia senza precedenti per conquistare fino all'ultimo centesimo di risarcimento (si veda ItaliaOggi Sette del 17/3), dall'altro gli studi legali che hanno scelto di stare al fianco delle imprese hanno già messo a fuoco una serie di problemi procedurali in grado di fermare sul nascere la causa. Troppe sono del resto, a dire delle law firm, le lacune dei cinque commi inseriti nella scorsa Finanziaria per disciplinare la normativa. Tutte a vantaggio della difesa, che farà valere interpretazioni e cavilli che la legge non specifica. Del resto, i dipartimenti di litigation dei primari studi legali presenti in Italia, a suon di convegni, seminari e confronti con le giurisdizioni dove la normativa, in diverse forme, è già attiva, sanno cosa fare. E soprattutto sono consapevoli del fatto che la class action, per loro, sarà un business soprattutto per evitare ai colossi del mercato danni di immagine e risarcimenti milionari. Gli italiani. Gianni, Origoni, Grippo & partners già da diverso tempo studia la problematica. E lo studio oggi è pronto a schierare un esercito di esperti composto da circa 40 avvocati, fra i quali uno dei fondatori. Proprio Gian Battista Origoni, nei giorni scorsi, ha aperto un convegno organizzato dallo studio a Milano mettendo in evidenza le criticità della normativa. A cominciare dalla questione sulla retroattività o meno della norma. "Il testo normativo", spiega, "si presenta in maniera molto lacunosa. Questo espone la class action a un possibile depotenziamento a livello processuale. Perché tante più eccezioni si presentano al giudice e tante più possibilità si hanno di ostacolare l'azione legale sul nascere". "Indipendentemente dalla fattibilità dell'azione collettiva, però", aggiunge Antonio Auricchio, a capo del dipartimento contenzioso di Gop a Roma, "l'avvio di iniziative legali da parte di associazioni di consumatori può creare già un danno d'immagine alle aziende. Era necessario, da parte nostra, fare qualcosa per far comprendere anche agli operatori i reali margini di riuscita di una class action". Bonelli Erede Pappalardo, invece, il cui dipartimento di litigation è guidato da Sergio Erede, si è preparato all'entrata in vigore della normativa contando sull'esperienza dei suoi numerosi accademici e confrontandosi con esperti nazionali e internazionali. "è una legge molto scarna, con diversi problemi interpretativi", spiegano Vittorio Allavena, socio del dipartimento litigation di Genova, e Luciano Di Via, socio del dipartimento antitrust di Roma. "Tutto si giocherà sulla sensibilità dell'interprete. La fase di quantificazione del danno, poi, sarà molto complessa perché nella legge non ci sono indicazioni nuove e si dovrà considerare una serie lunghissima di posizioni, con il rischio che i tempi si allunghino a dismisura. Detto questo, la class action potrà avere effetto soprattutto laddove si verificheranno azioni di follow up, da parte delle associazioni dei consumatori, a seguito di decisioni già prese dall'Antitrust contro le aziende. Ma in ogni caso, prima di arrivare a conclusioni, bisognerà vedere come si comporteranno i giudici, dato che questa legge offre una gamma di interpretazioni fin troppo ampia". Anche Chiomenti sta organizzando una serie di incontri con i propri clienti. E le perplessità sulla legge non mancano. "è una normativa che presenta diversi profili di perplessità", dice Ennio Cicconi, responsabile del dipartimento litigation, "parla molto di organismi conciliativi come se l'accordo si debba trovare a tutti i costi. Ma se così non fosse si dovrà passare a una fase individuale di quantificazione del danno, con una fase istruttoria di cui ci si può immaginare la lunghezza. Insomma, la class action è un'arma che può funzionare se l'impresa è indotta ad arrivare a un accordo, altrimenti il seguito giudiziale può andare avanti per anni". Gli stranieri. Anche le firm straniere sono pronte a sfruttare tutta l'esperienza internazionale maturata in tema di class action. Allen & Overy ha organizzato seminari ad hoc con i propri clienti. "Ci sono molte questioni dove la class action non è proponibile", spiega Massimo Greco, partner nel dipartimento italiano di litigation di Allen & Overy, "soprattutto laddove il danno del consumatore non è quantificabile con criteri omogenei, come può essere la vicenda dei rifiuti della Campania o della diossina nella mozzarella. Dove c'è omogeneità, invece, la class action potrebbe essere più semplice e uno dei settori a rischio è quello dei servizi finanziari. Con i nostri clienti stiamo valutando i rischi per poi adottare procedure che riducano la possibilità di subire azioni collettive". Ha organizzato una serie di seminari interni a banche o istituzioni finanziarie anche Norton Rose. "Ci siamo confrontati anche con le esperienze straniere", dice Cristina Pagni, responsabile del dipartimento litigation, "riscontrando limiti evidenti nella normativa italiana. Il fatto che ognuno possa aderire alla class action anche a processo in corso costituirà una seria complicazione. Lo scenario che si intravede è che anziché porre le premesse per transazioni più rapide, si arrivi a ulteriori aggravi per i tribunali". Si è avvalsa dei suoi uffici esteri anche Baker & McKenzie. "Così com'è la normativa rischia seriamente di impantanarsi", spiegano Claudio Camilli e Silvia Picchetti, partner del dipartimento di litigation, "ma soprattutto non razionalizza le liti perché le cause contro le aziende possono essere portate avanti più volte da gruppi diversi. Insomma, non coagula attori e convenuti".

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Un deludente compromesso lontano dall'esperienza americana (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi (La Legge)" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 080, pag. 17 del 3/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       L'intervento Un deludente compromesso lontano dall'esperienza americana di Luca Arnaboldi* La Finanziaria 2008 ha introdotto nel codice del consumo (articolo 140-bis) un'azione collettiva risarcitoria a tutela del consumatore. La nuova disciplina, in vigore dal 30 giugno 2008, ampliando la sfera operativa e gli effetti delle azioni inibitorie già previste dal legislatore (articolo 140 del codice del consumo), consente alle associazioni di categoria di convenire in giudizio un'impresa affinché questa venga condannata al risarcimento dei danni cagionati ad una pluralità di consumatori o utenti. L'impatto sociale ed economico della nuova disciplina potranno essere valutati solo dopo la concreta applicazione della stessa da parte dei giudici. Si rende comunque possibile, ad oggi, una lettura delle norme che ne evidenzi analogie e differenze con il modello statunitense disciplinato dalle Federal Rules of Civil Procedure. In primis, la nuova disciplina circoscrive la sfera dei soggetti legittimati ad agire alle associazioni di categoria e ai comitati "adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere". Tale disposizione sembra limitare considerevolmente le potenzialità del nuovo strumento processuale, specie se si compara quest'ultimo al succitato modello d'oltreoceano, nel quale qualsiasi persona fisica o giuridica è legittimata ad agire nell'interesse della classe. L'articolo 140-bis del codice del consumo, inoltre, consente a consumatori e utenti interessati di aderire all'azione collettiva promossa intervenendo nel processo fino all'udienza di precisazione delle conclusioni del giudizio di secondo grado. Come osservato dai primi commentatori, siffatta disposizione appare di difficile attuazione ed è facile prevedere che le adesioni giungeranno numerose solo a seguito di una decisione di primo grado favorevole all'associazione attrice. Analogamente a quanto previsto dalla disciplina statunitense, nella prima udienza il giudice valuta l'ammissibilità della domanda, senza vagliarne la fondatezza. Ove quest'ultima venga considerata ammissibile, "il giudice dispone, a cura di chi ha proposto l'azione collettiva, che venga data idonea pubblicità ai contenuti dell'azione proposta e dà i provvedimenti segue a pag. 18.

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Antitrust Ue, passi avanti per il risarcimento danni (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - economia e politica Numero 080, pag. 13 del 3/4/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF       OGGI L'euroCOMMISSARIA KROES PRESENTa UN LIBRO BIANCO con raccomandazioni per facilitare i ricorsi Antitrust Ue, passi avanti per il risarcimento danni Saranno i singoli consumatori a poter richiedere il rimborso per azioni anticoncorrenziali L'Europa compie un passo in avanti verso la promozione di azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme antitrust comunitarie. La commissaria alla concorrenza, Neelie Kroes, infatti, presenterà oggi il Libro Bianco con le raccomandazioni per rimuovere tutti quegli ostacoli che spesso complicano il ricorso della parte lesa davanti ai tribunali nazionali. La questione è complicata poiché, a livello comunitario, le autorità della concorrenza non hanno la facoltà di imporre misure di risarcimento dei danni e la Corte di giustizia delle comunità europee può intervenire solamente sulle questioni pregiudiziali, dato che competenti in materia sono unicamente i tribunali nazionali. Il documento raccoglie gli orientamenti della commissione Ue relativamente all'applicazione privata della normativa nella giurisdizione civile, quando coloro che hanno subito un danno dalle pratiche anticoncorrenziali vietate, inclusi i consumatori, desiderino avviare un procedimento legale per chiedere il risarcimento dei danni. Ma non solo. Con questa azione, la commissione Ue, vuole creare un effetto deterrente che spinga le aziende verso il rispetto delle norme antitrust previste dal Trattato. L'esecutivo Ue apre così a un periodo di consultazione, che si concluderà a luglio. Sarà allora che la Kroes elaborerà una sintesi delle risposte e ne trarrà conclusioni al fine di proporre un piano d'azione per il settore. Secondo quanto è in grado di anticipare ItaliaOggi, i due elementi principali suggeriti dal Libro Bianco riguardano l'adozione del sistema di opt-in e la preferenza per la richiesta di risarcimento di un danno singolo. Questo vuol dire che dovrà essere il singolo utente a dovere richiedere, attivamente, il rimborso del danno subito in seguito all'attuazione di pratiche anticoncorrenziali. La Kroes intende così segnare un distacco dal modello di class action system (tipico di Australia, Canada e Stati Uniti) il quale permette di estendere le tutele riconosciute al primo soggetto (lead plaintifis) a tutti gli appartenenti alla medesima categoria. Il sistema europeo vorrebbe piuttosto prevedere che chiunque abbia subito un danno possa promuovere la propria azione e possa essere risarcito solo se lo fa. Resterà comunque alle autorità garanti della concorrenza il compito, tanto a livello tanto europeo quanto nazionale, di dichiarare se una pratica è anticoncorrenziale e stabilire le sanzioni economiche che possono essere imposte alle imprese che hanno violato le regole. Il Libro Bianco fa seguito al Libro Verde pubblicato dalla commissione europea il 19 dicembre 2005: una consultazione che mirava a chiarire lo scenario per agevolare la proposizione di azioni di risarcimento del danno, a partire dall'eccesso alle prove, passando per l'identificazione dei soggetti legittimati ad agire (tramite un sistema di registrazione o autorizzazione), la costituzione dei criteri con cui definire il risarcimento del danno (se il risarcimento viene concesso all'associazione stessa o ai suoi membri) o l'attribuzione del foro competente. Prima l'ex-commissario alla concorrenza Mario Monti, poi il suo successore Neelie Kroes, hanno ripetutamente sottolineato l'estrema importanza che caratterizza queste azioni portate avanti da soggetti privati. Anche la commissaria alla tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, sta effettuando uno studio allo scopo di precisare il concetto di risarcimento collettivo del danno causato ai consumatori ed elaborare uno strumento che possa venir applicato in ambiti diversi, compreso quella della concorrenza. Bruxelles deciderà se incoraggiare la creazione del sistema di Collective Redress (letteralmente risarcimento collettivo) in tutti i Ventisette o se invece estendere un modello particolare solo dopo la presentazione (prevista per il prossimo agosto) dei risultati di uno studio sui punti di forza e le debolezze dei sistemi adottati in alcuni stati membri europei. Entro il 2008 la commissaria presenterà solo una "comunicazione", cioè un atto non vincolante, sul possibile impiego in Europa di azioni di risarcimento collettivo.

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L'ex ospedale rimane all'Ulss (sezione: Class action)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

SANDRIGO. L'azione civile fu promossa da un consigliere comunale L'ex ospedale rimane all'Ulss di Ivano Tolettini L'ex ospedale di Sandrigo (oggi Rsa) e altri beni rimangono di proprietà dell'Ulss 4. L'azione civile del consigliere di minoranza Riccardo Zocca che voleva sostituirsi alla municipalità di fronte alla sua presunta inerzia è naufragata perché il tribunale ha dichiarato che non aveva titolo. "L'ipotesi dell'azione popolare - scrive il giudice Cristina Bertotti - è ammissibile nell'inerzia del Comune, che resta titolare della situazione sostanziale dell'azione esperita da altri, e non quando l'ente ha provveduto esprimendo la sua volontà". Per il giudice, infatti, il Comune a fronte della delibera regionale che trasferiva i beni che con testamento olografo il 21 gennaio 1886 Stefano Guglielmo Zannini aveva lasciato al suo paese per la costruzione dell'ospedale, aveva provveduto a un ricorso davanti al Tar del Veneto con riferimento all'edificio a 3 piani situato a Sandrigo in piazza Marconi 3-7. Pertanto, con un ragionamento giuridico che non è stato condiviso dagli avvocati Silvano Ciscato e Anna Rodella per conto di Zocca (ci sarà ricorso in appello?), il giudice osserva che il Comune aveva manifestato la sua intenzione e pertanto viene meno l'azione popolare avviata dal consigliere. L'azione intraopresa da Zocca "non può trasformarsi in un'azione popolare di tipo correttivo in cui l'attore assume un ruolo di contrasto con l'ente al fine di rimuovere l'errore o l'irregolarità commessa dalla Pubblica Amministrazione a danno dell'interesse collettivo". Per il giudice consegue che "presupposto necessario è che gli amministratori abbiano omesso di esercitare le azioni ed i ricorsi che competevano loro". Invece, in questo caso non è avvenuto perché il Comune "ha accettato il contenuto della delibera regionale in tutte le parti non impugnate, sicché la presente azione popolare - scrive la dott. Bertotti - si appalesa in contrasto con la volontà manifestata dal Comune nell'impugnare la delibera solo limitatamente ad una parte degli immobili menzionati nella delibera medesima". Di conseguenza, conclude il tribunale, "Zocca appare sfornito di legittimazione ad agire nel giudizio". Tuttavia, anche qualora l'azione del consigliere di minoranza fosse legittima, la sede competente sarebbe davanti al Tar perché si tratterebbe di una controversia di tipo amministrativo tra enti pubblici, anche se il Comune è rappresentato da un privato. Anche per questo il giudice ha compensato le spese tra Zocca e l'Ulss 6, rappresentato dall'avv. Giuseppe Cacciavillan.

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Formidabili quei danni (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Formidabili quei danni Marco Travaglio Tenetevi forte: Mastella chiede i danni. Anziché ringraziare class="hilite">questo Paese demente che non ha ancora organizzato una class="term">class class="term">action per chiedergli i danni, lo statista di Ceppaloni, momentaneamente ai box, strilla su giornali e tv che vuol esser risarcito e si appella a Napolitano. Perché mai? Perché la Procura di Roma ha archiviato l'inchiesta a carico suo e di Rutelli per abuso d'ufficio a proposito del volo di Stato al Gran premio di Monza, svelata dall'Espresso. E il gip di Catanzaro ha archiviato la sua posizione nell'inchiesta "Why Not". Ma intanto lui ha perso il posto. Ora, lui s'è dimesso per l'inchiesta di S. Maria Capua Vetere, più che mai aperta, e non per le altre due. Quanto al Gran Premio, non si capisce letteralmente di che parli Mastella: l'archiviazione non cancella il fatto, non significa che lui non fosse sull'aereo di Stato col figlio Elio per vedersi la Formula Uno a spese dei contribuenti. Significa che tutto ciò non è reato. E chissenefrega: nessuno aveva detto che lo fosse. S'era detto che è uno scandalo l'uso personal-familiare di risorse pubbliche, e lo si può ripetere tranquillamente oggi. In un paese serio non sarebbe Mastella a chiedere i danni: sarebbero i cittadini a chiedergli, in solido con Rutelli, di pagare la benzina dell'Air Force One. Sull'altra archiviazione, quella nel caso Why Not, i giornali scrivono che la gip Tiziana Macrì avrebbe addirittura scritto che Mastella non andava nemmeno indagato. Ma nessuno cita il passo del provvedimento e dunque è lecito dubitare che la giudice si sia spinta tanto oltre: per ora sono il Pg Enzo Iannelli e l'ex indagato Mastella ad attribuirle quella strana affermazione. Se davvero l'avesse fatta, la gip Macrì avrebbe compiuto un'indebita invasione nel campo del pm, unico soggetto abilitato per legge a decidere chi dev'essere iscritto e chi no. Il gip deve solo stabilire se gli elementi raccolti meritino o no il rinvio a giudizio e nient'altro. Se avesse eccepito su una scelta che spetta al pm, la gip avrebbe fatto ciò che viene rimproverato (ingiustamente) alla Forleo e dovrebbe (giustamente) risponderne al Csm. Ma perché Mastella era stato indagato da De Magistris? Secondo Carlo Macrì del Corriere, solo "per una presunta amicizia con Antonio Saladino" e perché "il suo numero di telefono era nell'agenda di Saladino". Ma le cose non stanno così. Per un anno De Magistris indaga su alcune società legate al capo della Compagnia delle opere calabrese, Antonio Saladino, rimpinzate di denaro pubblico poi finito ­ nell'ipotesi d'accusa - nelle tasche di vari politici. Il sistema è talmente consolidato che di casi Why Not ­vedi ultima puntata di Report­ se ne contano a centinaia in tutto il Sud. Intercettando Saladino e altri indagati, come il piduista pregiudicato Luigi Bisignani, il generale Poletti, il costruttore Carducci, emerge che i suddetti erano in stretti rapporti con Mastella. Mastella gioca d'anticipo e il 20 settembre 2007 chiede al Csm di cacciare De Magistris da Catanzaro. Il Csm non l'accontenta, non subito almeno. Il pm continua a lavorare (a fine anno scadono i termini dell'indagine) e interroga vari testimoni, tra cui l'ex consigliere regionale del Psdi Giuseppe Tursi Prato, in carcere per mafia, voto di scambio e corruzione, che ha deciso di collaborare. Tursi Prato gli descrive il trasversalissimo sistema di potere di Saladino & C., con presunti scambi di favori e voti con vari politici, tra cui Mastella, eletto proprio in Calabria. Notizie di possibili reati che il 14 ottobre impongono al pm di iscrivere Mastella sul registro degli indagati per le ipotesi di truffa allo Stato italiano e all'Unione Europea, abuso d'ufficio e finanziamento illecito dei partiti: un atto dovuto a garanzia dello stesso inquisito, anche in vista della perquisizione che dovrà presto scattare nella sede del Campanile, l'organo Udeur finanziato dallo Stato e finanziatore della famiglia Mastella. De Magistris prende ogni precauzione per evitare fughe di notizie, informando- ne solo il procuratore aggiun- to. Ma "qualcuno" spiffera tutto a Libero, che il 19 ottobre titola: "Mastella indagato?". Il Pg Dolcino Favi non aspetta di meglio e lo stesso giorno avoca l'inchiesta per un grottesco "conflitto d'interessi" del pm: siccome Mastella vuol trasferi- re De Magistris, allora De Magistris ce l'ha con lui. Pare la fiaba del lupo e dell'agnello. Per legge il Pg non conosce le indagini, dunque non potreb- be avocare il fascicolo per un fatto ­ l'iscrizione di Mastella ­ a lui ignoto. Ma provvede Libero a informarlo, dandogli il destro per bloccare il pm titolare. Come aveva previsto, sempre su Libero, il profeta Renato Farina, già "agente Betulla", amico di Saladino, 8 giorni prima dell'avocazione e 3 giorni prima dell'iscrizione. Da Catanzaro, lo stesso 19 ottobre, trapela la notizia che proprio per quel giorno De Magistris aveva fissato perquisizioni al Campanile e alla ditta Carducci. Ma il Pg Favi le rinvia al 25, quando tutti ormai se le aspettano. L'effetto sorpresa è svanito, l'inchiesta su Mastella è rovinata. Alla fine l'unico a pagare è De Magistris, censurato e trasferito dal Csm. I danni dovrebbe chiederli lui. Mastella dovrebbe accendere un cero alla Madonna di Ceppaloni, per grazia ricevuta. Uliwood party.

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La tentazione del non voto alle prossime elezioni - maurizio zanardi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VIII - Napoli LA TENTAZIONE DEL NON VOTO ALLE PROSSIME ELEZIONI MAURIZIO ZANARDI (segue dalla prima di cronaca) el costituire un-insieme-di-non-votanti che decidesse di farla finita con la logica del votare per il male minore e interrompesse il rituale del voto cui si è ridotto ciò che chiamiamo "democrazia"? Che cosa significa oggi la parola "democrazia", se non un'interminabile campagna elettorale che satura lo spazio pubblico di un attivismo senza pensiero, in una contesa priva di "lotta", perché volta essenzialmente a riprodurre il sistema di governo e i suoi funzionari? Interessato esclusivamente ad andare al governo, questo attivismo si impegna in un incessante calcolo dei voti possibili: di quelli che è possibile acquistare, di quelli che è possibile perdere. La politica finisce col dipendere dal calcolo dei voti possibili e il voto non fa altro che riprodurre la politica come calcolo dei voti. Questo impero del voto è il modo in cui si "agita" una politica che per ottenere il governo deve valutare innanzitutto in termini di consenso le proprie mosse. L'impero del voto è l'impero del numero, ma l'impero del numero scaccia dalla scena politica ciò che non è numerabile: l'idea, l'azzardo, la decisione. Del resto, ognuno lo sa per esperienza diretta, che decisione sarebbe quella che fosse deducibile da un calcolo numerico? Se è vero che di fronte a una decisione ci si impegna inevitabilmente nel calcolo delle sue condizioni ed effetti, è anche vero che l'atto con cui finalmente ci decidiamo non è mai deducibile dal calcolo che abbiamo abbozzato. Quando si dice che il nostro sistema politico non riesce a prendere decisioni, e per questa ragione si propongono da anni inefficaci riforme elettorali, si nasconde la vera causa dell'indecisione: la politica intesa come calcolo dei voti è incapace "per sua natura" di prendere decisioni. Non abbiamo forse avuto negli anni passati robuste maggioranze incapaci di decidere, perché preoccupate di perdere voti? Nel circolo vizioso di voti che confermano governi a caccia di voti, ciò cui si dà vita è il nulla politico. Si produce sì un'alternanza al governo, ma nessuna politica. Un attivismo senza prassi politica. Una rivalità senza lotta. Non c'è da meravigliarsi se le diversità tra i contendenti appaiono minime, perché i rivali condividono la medesima cultura e non sono affatto interessati a mettere in discussione i rapporti di potere esistenti nella società. Più radicalmente, la logica della ricerca del consenso li porta a ripresentare nella sfera del governo gli interessi esistenti, le opinioni dominanti, i sentimenti diffusi. Per differenziarsi, per farsi "vedere" sul mercato del voto, sono allora costretti ad alzare la voce, finanche ad alzare la voce per comunicare che non hanno intenzione di alzare la voce. Ognuno afferma di essere il nuovo, ma questa novità si deve dimostrare rassicurante, compatibile con quello che esiste, e dunque "non nuova". Se l'azione degna di essere chiamata "politica" ha come vocazione quella di far avvenire un pensiero che trasformi il mondo, il politico con cui abbiamo a che fare sembra impegnato a "rafforzare" il mondo esistente: rappresentarlo per rafforzarlo. Non pensare ma comunicare, questa la sua attitudine. Ma le società non si possono governare senza in qualche modo appassionarle, mobilitarle. A tal fine il politico odierno fa leva sulla "paura". Recepisce la paura dalla società e la rilancia. Produce paura per chiedere un di più di potere con cui "rendere sicuro" il mondo minacciato. Non è cosa strana, allora, se questo di più di potere non solo induca "paranoie" ma esso stesso "deliri", sfuggendo non solo ad ogni controllo ma addirittura dichiarandosi indispensabile anche quando produce disastri. Dalle nostre parti ne abbiamo luminosi esempi. Da questo punto di vista, si può ben affermare che oggi il politico è una forza antipolitica. Il suo attivismo non solo sostituisce l'azione politica ma si propone, più o meno consciamente, di non farla sorgere. Si veda, ad esempio, la parola d'ordine del Partito democratico: tutti insieme, dall'imprenditore all'operaio, per il bene del paese. Ma imprenditore e operaio non sono uguali, per cui l'unità dei non uguali non può che riprodurre la disuguaglianza. E prima o poi questa disuguaglianza negata verrà a chiedere conto al politico, frantumando il suo sogno irresponsabile. Proprio perché negata, quella disuguaglianza sarà costretta a farsi avanti con violenza. Che farà allora il politico, che immagina il "tutti insieme amorevolmente", quando la realtà lo colpirà senza preavviso? Non userà la forza, il mite politico che vuole la pace, contro chi lotterà per l'uguaglianza? Con maggiore cinismo, la destra rivendica apertamente la giustizia delle disuguaglianze e del dominio, ritenendo inconcepibile la lotta per cambiare i rapporti di potere. In un caso e nell'altro siamo di fronte ad una idea della democrazia come puro esercizio del voto, che scongiuri la democrazia come azione collettiva di "chiunque" volta a mutare radicalmente i rapporti sociali. Il politico odierno non fa che parlare di democrazia, ma a ben vedere ciò che teme è proprio l'azione radicale del demos: la politica. Un tale meccanismo funziona grazie al nostro sostegno. Se al politico si togliessero gli elettori, tutto il meccanismo imploderebbe. Perché continuare ad essere complici di una macchina che distrugge l'esperienza politica? Perché collaborare alla finzione di contare, quando invece siamo semplicemente oggetto di conto? Non si tratta di essere contrari per principio al voto, ma di esserlo oggi. Disertare le elezioni significherebbe rifiutare la logica, cui tanti soccombono, di votare per il male minore. Ma il male in politica non è proprio l'assuefazione alla logica del male minore? Si dice, lo dice ogni politico, che non votare sarebbe peggio. Ebbene allora bisogna volere ciò che per il politico è il peggio. E non perché si è pessimisti o qualunquisti. Una tale accusa è un ulteriore segno della miseria del politico. Piuttosto, volere ciò che per il politico è il peggio, significa non essere rassegnati a questa politica antipolitica. Ha scritto recentemente il filosofo-psicoanalista Slavoj Zizek: "Oggigiorno, la minaccia non è la passività bensì la pseudo-attività, lo stimolo a "essere attivi", a "partecipare", a mascherare il nulla di ciò che accade. Le persone intervengono di continuo, "fanno qualcosa"; gli accademici partecipano a dibattiti privi di senso, e così via. La cosa veramente difficile è tirarsi indietro, astenersi dall'intervenire. Coloro che sono al potere preferiscono al silenzio una partecipazione "critica", un dialogo - giusto per impegnarci in un "dialogo", per assicurarsi che la nostra inquietante passività si interrompa. L'astensione dal voto si pone così come un autentico atto politico: ci obbliga a confrontarci con la vacuità delle odierne democrazie". Talvolta, non fare nulla è la cosa più violenta da fare.

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Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

N. 80 del 2008-04-03 pagina 4 Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz di Gian Maria De Francesco Il ministro ha ribadito l'appoggio ai francesi "Alitalia è una azienda di consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è alternativa ad Air France-Klm. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha posto i sindacati dinanzi a un aut aut nel corso dell'audizione svoltasi ieri alla Camera dinanzi alle commissioni riunite Bilancio, Trasporti e Attività produttive. La controparte, però, non l'ha ascoltato e ha formulato una controproposta che il presidente francese Spinetta ha declinato. "Le ore che stiamo vivendo oggi sono decisive", aveva sottolineato profetico il titolare del Tesoro e "in funzione delle pochissime speranze dobbiamo ragionare". Per questo motivo, ha aggiunto, "il governo auspica che la gravità della situazione induca ciascuna delle parti interessate ad adoperarsi perché si giunga a una positiva conclusione della vicenda". I destinatari del messaggio, ossia i rappresentanti dei lavoratori, non hanno accolto favorevolmente la sollecitazione. A partire dal segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi, per il quale "Padoa-Schioppa continua a fare danni". Eppure il ministro ha cercato di motivare la scelta affermando come vi sia stata la "massima trasparenza" nelle procedure, ma soprattutto ricordando come Alitalia ormai sia "un'azienda di consumo, al pari di un'opera benefica" perché "distrugge, non crea, valore aggiunto". Alternative ad Air France-Klm come la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi? "La cessione a imprenditori privati è impossibile e comunque non risolutiva" considerate le "molte peculiarità" del settore del trasporto aereo. Quindi ogni ipotesi concorrente "è un sogno" perché "non ci sono né il nome né il cognome né i progetti". Allo stesso modo, non appare percorribile la strada del commissariamento. Se la trattativa con la compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta dovesse fallire, resterebbe l'amministrazione straordinaria disciplinata dalla legge Marzano, ma in questo caso le iniziative "dovrebbero essere assai più radicali di quelle proposte da Air France" in quanto "Alitalia non è Parmalat". Mentre l'azienda di Collecchio "era industrialmente sana e in grandissima crisi finanziaria", la compagnia della Magliana "ha un indebitamento del tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso". Idem per il prestito ponte necessario a ridare un po' di ossigeno alle casse di Alitalia: il Tesoro è disponibile solo se rappresenterà "l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm". Pur riconoscendo che negli ultimi 15 anni il ministero dell'Economia ha "sempre sbagliato" nella scelta del management della ex compagnia di bandiera, Padoa-Schioppa ha voluto mettere in guardia la politica dal darle il "colpo mortale" con "uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali" o con una "mancata intesa sindacale". Purtroppo per il ministro la vicenda ha avuto ben altro esito. class="hilite">Come in occasione di precedenti "forzature" su Guardia di Finanza e Rai, il risultato è stato opposto a quello auspicato. E non c'è stato nemmeno bisogno della "class="term">class class="term">action per il Nord" invocata dal leghista Roberto Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dialer, un giudice accusa Telecom di ricettazione (sezione: Class action)

( da "Vnunet.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

03-04-2008 VNUnet.it Una bolletta gonfiata mette nei guai Telecom Italia: un giudice di pace di Firenze accusa l'operatore di frode informatica, ricettazione e omessa denuncia I dialer mettono nei guai Telecom Italia. L'installazione fraudolenta di un dialer sul Pc di un utente è stata interpretata da un giudice di pace di Firenze come frode informatica, ricettazione e omessa denuncia a carico dell'operatore Tlc. Aduc commenta: "Una sentenza che conferma come Telecom Italia sia complice di tutte le truffe ai danni di migliaia di utenti con i cosiddetti numeri speciali". Le bollette gonfiate o telefonate fantasma hanno messo Telecom Italia sulla graticola: class="hilite">Altroconsumo non esclude di ricorrere alla class="term">class class="term">action qualora Telecom Italia non risarcisca i consumatori, anche se Telecom Italia ha deciso di andare incontro alle richieste dell'Agcom versando oltre 6 milioni di euro per sottrarsi alle contestazioni. Altroconsumo ha deciso di dare un taglio netto alle attese e lanciare una forte esternazione. L'AgCom ha anche stabilito che gli utenti morosi causa Dialer non saranno più staccati. Infine l'Agcom promette che entro l'estate sarà in vigore una bolletta separata per telefonate satellitari o a numeri speciali a valore aggiunto e saranno introdotte modalità automatiche di blocco con meccanismi di silenzio-assenso, sarà possibile riattivare tali numerazioni solo su richiesta individuale e con apposito codice Pin. Ma in attesa delle telefonate blindate contro i dialer, Telecom deve affrontare l'accusa di ricettazione. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe.

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Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

Decreto legislativo approvato dal CdM il 01.04.2008 Stampa Arresto fino a 18 mesi e sanzione amministrativa fino a 24 mila euro per il datore di lavoro che non rispetta le norme previste dal nuovo testo in materia di salute e sicurezza sul lavoro. E' questa una delle novità previste dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 1 aprile 2008 in attuazione della delega conferita al Governo dalla Legge 3 agosto 2007, n. 123. In particolare il provvedimento, reso necessario anche dai tragici eventi ed infortuni occorsi recentemente e frutto di un'ampia convergenza delle forze politiche presenti in parlamento, "ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro le cui regole ? fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi nell'arco di quasi sessanta anni ? sono state rivisitate e collocate in un'ottica di sistema". Tra gli interventi più importanti indichiamo: obbligo del datore di lavoro alla formazione, informazione e addestramento del lavoratore; sanzioni più severe per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza; nei casi più gravi di incidenti con feriti/morti con colpa dell'azienda sospensione dell'attività, sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione; responsabilità dell'appaltatore in merito agli incidenti che accadono ai lavoratori delle ditte appaltatrici; estensione delle tutele ai lavoratori flessibili; istituzione dei c.d. rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza eletti in ciascuna azienda indipendentemente dal numero di dipendenti. (Altalex, 2 aprile 2008) Lavoro | Sicurezza sul lavoro DECRETO LEGISLATIVO 1 aprile 2008 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. (Testo approvato dal Consiglio dei Ministri 1 aprile 2008, n. 97) Titolo I: Disposizioni generali (artt. 1-61) Titolo II: Luoghi di lavoro (artt. 62-68) Titolo III: Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (artt. 69-87) Titolo IV: Cantieri temporanei o mobili (artt. 88-160) Titolo V: Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 161-166) Titolo VI: Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167-171) Titolo VII: Attrezzature munite di videoterminali (artt. 172-179) Titolo VIII: Agenti fisici (artt. 180-220) Titolo IX: Sostenze pericolose (artt. 221-265) Titolo X: Esposizione ad agenti biologici (artt. 266-286) Titolo XI: Protezione da atmosfee esplosive (artt. 287-297) Titolo XII: Disposizioni in materia penale edi procedura penale (artt. 298-303) Titolo XIII: Disposizioni finali (artt. 304-306) DECRETO LEGISLATIVO recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro". IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione; Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante: "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante: "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956 n. 164, recante: "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni"; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recante "Norme generali per l'igiene del lavoro"; Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante: "Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 della L. 30 luglio 1990, n. 212"; Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante: "Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro."; Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante: "Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro."; Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante: "Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro."; Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante: "Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.; Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante: "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300."; Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante: "Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla L. 14 febbraio 2003, n. 30."; Vista la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici); Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante: " Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche."; Vista la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006 concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche); Vista la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13 recante: "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2006" Visto il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante "Attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)"; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 marzo 2008; Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro; Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano espresso nella riunione del 12 marzo 2008; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 1 aprile 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute, delle infrastrutture, dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche europee, il Ministro della giustizia, il Ministro dell'economia e delle finanze e il Ministro della solidarietà sociale; EMANA il seguente decreto legislativo: TITOLO I PRINCIPI COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1 . Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Il presente decreto legislativo persegue le finalità di cui al presente comma nel rispetto delle normative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, nonché in conformità all'articolo 117 della Costituzione e agli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e alle relative norme di attuazione, garantendo l'uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. 2. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma della Costituzione e dall'articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto legislativo, riguardanti ambiti di competenza legislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nell'esercizio del potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni e nelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativa regionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore di quest'ultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione. Articolo 2 Definizioni 1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per: a) "lavoratore": persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549 e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468 e successive modificazioni e integrazioni; b) "datore di lavoro": il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo; c) "azienda": il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato; d) "dirigente": persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa; e) "preposto": persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa; f) "responsabile del servizio di prevenzione e protezione": persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi; g) "addetto al servizio di prevenzione e protezione": persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l) del presente articolo; h) "medico competente": medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto; i) "rappresentante dei lavoratori per la sicurezza": persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro; l) "servizio di prevenzione e protezione dai rischi": insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori; m) "sorveglianza sanitaria": insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa; n) "prevenzione": il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrità dell'ambiente esterno; o) "salute": stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermità; p) "sistema di promozione della salute e sicurezza": complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; q) "valutazione dei rischi": valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza; r) "pericolo": proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; s) "rischio": probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; t) "unità produttiva": stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale; u) "norma tecnica": specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria; v) "buone prassi": soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle regioni, dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all'articolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, previa istruttoria tecnica dell'ISPESL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione; z) "linee guida": atti di indirizzo e coordinamento per l'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle Regioni, dall'ISPESL e dall'INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; aa) "formazione": processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi; bb) "informazione": complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro; cc) "addestramento": complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l'uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro; dd) "modello di organizzazione e di gestione": modello organizzativo e gestionale per la definizione e l'attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli 589 e 590, comma 3, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro; ee) "organismi paritetici": organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l'elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la l'assistenza alle imprese finalizzata all'attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento; ff) "Responsabilità sociale delle imprese": integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. Articolo 3 Campo di applicazione 1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. 2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché nell'ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988 n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e delle riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché, relativamente agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri ed il Corpo della Guardia di Finanza, gli organismi a livello nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, ed in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e l'armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191 e relativi decreti di attuazione. 3. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, sono fatte salve le disposizioni attuative dell'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272 e le disposizioni tecniche del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191 e dai relativi decreti di attuazione; decorso inutilmente tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto. 4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo. 5. Nell'ipotesi di prestatori di lavoro nell'ambito di un contratto di somministrazione di lavoro di cui agli articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, fermo restando quanto specificamente previsto dal comma 5 dell'articolo 23 del citato decreto legislativo n. 276 del 2003, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione di cui al presente decreto sono a carico dell'utilizzatore. 6. Nell'ipotesi di distacco del lavoratore di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l'obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato. Per il personale delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che presta servizio con rapporto di dipendenza funzionale presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorità nazionali, gli obblighi di cui al presente decreto sono a carico del datore di lavoro designato dall'amministrazione, organo o autorità ospitante. 7. Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, e dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presente decreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente. 8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio, ai sensi dell'articolo 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, il presente decreto legislativo e tutte le altre norme speciali vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l'insegnamento privato supplementare e l'assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili. 9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovano applicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e 37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezione individuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo III. 10. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70 e di cui all'accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al Titolo VII, indipendentemente dall'ambito in cui si svolge la prestazione stessa. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al Titolo IX. I lavoratori a distanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenze relative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali di sicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza, il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità competenti hanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativa nazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato al preavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta presso il suo domicilio. Il lavoratore a distanza può chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce l'adozione di misure dirette a prevenire l'isolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni all'azienda, permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazioni dell'azienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali. 11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e 26. 12. Nei confronti dei componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, dei piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile e dei soci delle società semplici operanti nel settore agricolo si applicano le disposizioni di cui all'articolo 21. 13. In considerazione della specificità dell'attività esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi all'informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalità di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo. Articolo 4 Computo dei lavoratori 1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presente decreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati: a) i collaboratori familiari di cui all'articolo 230-bis del codice civile; b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature munite di videoterminali; d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro; e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi degli articoli 70 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell'art. 74 del medesimo decreto. f) i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877 ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavoro committente; g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontari che effettuano il servizio civile; h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni; i) i lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del codice civile, fatto salvo quanto previsto dalla successiva lettera l); l) i collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 409, n. 3, del codice di procedura civile, nonché i lavoratori a progetto di cui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente; 2. I lavoratori utilizzati mediante somministrazione di lavoro ai sensi degli articoli 20 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni e i lavoratori assunti a tempo parziale ai sensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successive modificazioni e integrazioni, si computano sulla base del numero di ore di lavoro effettivamente prestato nell'arco di un semestre. 3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, nell'ambito delle attività stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni, nonché di quelle individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative, il personale in forza si computa a prescindere dalla durata del contratto e dall'orario di lavoro effettuato. 4. Il numero dei lavoratori impiegati per l'intensificazione dell'attività in determinati periodi dell'anno nel settore agricolo e nell'ambito di attività diverse da quelle indicate nel comma 3, corrispondono a frazioni di unità-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria CAPO II SISTEMA ISTITUZIONALE Articolo 5 Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro 1. Presso il Ministero della salute, il Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitato è presieduto dal Ministro della salute ed è composto da: a) due rappresentanti del Ministero della salute; b) due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; c) un rappresentante del Ministero dell'interno d) cinque rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. 2. Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentante dell'INAIL, uno dell'ISPESL e uno dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). 3. Il Comitato di cui al comma 1, al fine di garantire la più completa attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha il compito di: a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro; b) individuare obiettivi e programmi dell'azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell'azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria; d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l'uniformità dell'applicazione della normativa vigente; f) individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori. 4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui alle lettere a), b), e), f) le parti sociali sono consultate preventivamente. Sull'attuazione delle azioni intraprese è effettuata una verifica con cadenza almeno annuale. 5. Le modalità di funzionamento del comitato sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero della salute appositamente assegnato. 6. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennità di missione. Articolo 6 Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro 1. Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale è istituita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. La Commissione è composta da: a) un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale che la presiede; b) un rappresentante del Ministero della salute; c) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; d) un rappresentante del Ministero dell'interno; e) un rappresentante del Ministero della difesa; f) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture; g) un rappresentante del Ministero dei trasporti; h) un rappresentante del Ministero delle politiche agricole e forestali; i) un rappresentante del Ministero della solidarietà sociale; l) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione; m) dieci rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano; n) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale; o) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, anche dell'artigianato e della piccola e media impresa, comparativamente più rappresentative a livello nazionale. 2. Per ciascun componente può essere nominato un supplente, il quale interviene unicamente in caso di assenza del titolare. Ai lavori della Commissione possono altresì partecipare rappresentanti di altre amministrazioni centrali dello Stato in ragione di specifiche tematiche inerenti le relative competenze, con particolare riferimento a quelle relative alla materia dell'istruzione per le problematiche di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c). 3. All'inizio di ogni mandato la Commissione può istituire comitati speciali permanenti, dei quali determina la composizione e la funzione. 4. La Commissione si avvale della consulenza degli istituti pubblici con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e può richiedere la partecipazione di esperti nei diversi settori di interesse. 5. I componenti della Commissione e i segretari sono nominati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, su designazione degli organismi competenti e durano in carica cinque anni. 6. Le modalità di funzionamento della commissione sono fissate con regolamento interno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero dei componenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale appositamente assegnato. 7. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi del comma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennità di missione. 8. La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di: a) esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sul lavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento della legislazione vigente; b) esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato di cui all'articolo 5; c) definire le attività di promozione e le azioni di prevenzione di cui all'articolo 11; d) validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro; e) redigere annualmente, sulla base dei dati forniti dal sistema informativo di cui all'articolo 8, una relazione sullo stato di applicazione della normativa di salute e sicurezza e sul suo possibile sviluppo, da trasmettere alle commissioni parlamentari competenti e ai Presidenti delle Regioni; f) elaborare, entro e non oltre il 31 dicembre 2010, le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all'articolo 29, comma 5, tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. Tali procedure vengono recepite con decreto dei Ministeri del Lavoro e della previdenza sociale, della salute e dell'interno acquisito il parere della Conferenza Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano; g) definire criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 27. Il sistema di qualificazione delle imprese è disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, acquisito il parere della Conferenza Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto; h) valorizzare sia gli accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici, adottati su base volontaria, che, in considerazione delle specificità dei settori produttivi di riferimento, orientino i comportamenti dei datori di lavoro, anche secondo i principi della responsabilità sociale, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tutela definiti legislativamente; i) valutare le problematiche connesse all'attuazione delle direttive comunitarie e delle convenzioni internazionali stipulate in materia di salute e sicurezza del lavoro; l) promuovere la considerazione della differenza di genere in relazione alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione; m) indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cui all'articolo 30. Articolo 7 Comitati regionali di coordinamento 1. Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi nonché uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all'articolo 5 e con la Commissione di cui all'articolo 6, presso ogni regione e provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2007. Articolo 8 Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro 1. È istituito il Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l'efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici, e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l'utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l'integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate 2. Il Sistema informativo di cui al comma precedente è costituito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dal Ministero della salute, dal Ministero dell'interno, dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dall'INAIL, dall'IPSEMA e dall'ISPESL, con il contributo del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Allo sviluppo del medesimo concorrono gli organismi paritetici e gli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresi quelli che si occupano della salute delle donne. 3. L'INAIL garantisce la gestione tecnica ed informatica del SINP e, a tal fine, è titolare del trattamento dei dati, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 4. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro 180 giorni dalla data dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, vengono definite le regole tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del SINP, nonché le regole per il trattamento dei dati. Tali regole sono definite nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159, e dei contenuti del Protocollo di intesa sul Sistema Informativo Nazionale Integrato per la Prevenzione nei luoghi di lavoro. Con il medesimo decreto sono disciplinate le speciali modalità con le quali le forze armate e le forze di polizia partecipano al sistema informativo relativamente alle attività operative e addestrative. Per tale finalità è acquisita l'intesa dei Ministri della difesa, e dell'interno e dell'economia e delle finanze. 5. La partecipazione delle parti sociali al Sistema informativo avviene attraverso la periodica consultazione in ordine ai flussi informativi di cui alle lettere a), b, c) e d) del successivo comma 6. 6. I contenuti dei flussi informativi devono almeno riguardare: a) il quadro produttivo ed occupazionale; b) il quadro dei rischi; c) il quadro di salute e sicurezza dei lavoratori; d) il quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioni preposte; e) il quadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni preposte. 7. La diffusione delle informazioni specifiche è finalizzata al raggiungimento di obiettivi di conoscenza utili per le attività dei soggetti destinatari e degli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi destinatari e resi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 8. Le attività di cui al presente articolo sono realizzate dalle amministrazioni di cui al comma 2 utilizzando le ordinarie risorse personali, economiche e strumentali in dotazione. Articolo 9 Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 1. L'ISPESL, l'INAIL e l'IPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro che esercitano le proprie attività, anche di consulenza, in una logica di sistema con il Ministero della salute, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 2. L'ISPESL, l'INAIL e l'IPSEMA operano in funzione delle attribuzioni loro assegnate dalla normativa vigente, svolgendo in forma coordinata, per una maggiore sinergia e complementarietà , le seguenti attività: a) elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di attività; b) interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di conferenza permanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al sistema di sostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute sul lavoro di cui all'articolo 2, comma 1, lettera p), per verificare l'adeguatezza dei sistemi di prevenzione e assicurativi e per studiare e proporre soluzioni normative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali ; c) consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese, anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia al suggerimento dei più adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci alla riduzione dei livelli di rischiosità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia all'individuazione degli elementi di innovazione tecnologica in materia con finalità prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzioni pubbliche operanti nel settore e con le parti sociali; d) progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenuto conto ed in conformità dei criteri e modalità elaborati ai sensi degli articoli 6 e 11; e) formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di cui all'articolo 32; f) promozione e divulgazione, della cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici, universitari e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di apposite convenzioni con le istituzioni interessate; g) partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro di cui all'articolo 5; h) consulenza alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro di cui all'articolo 6; i) elaborazione e raccolta e diffusione delle buone prassi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v); l) predisposizione delle linee guida di cui all'articolo 2, comma 1, lettera z); m) contributo al Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro secondo quanto previsto dall'articolo 8. 3. L'attività di consulenza di cui alla lettera c) del comma 2, non può essere svolta dai funzionari degli istituti di cui al presente articolo che svolgono attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. I soggetti che prestano tale attività non possono, per un periodo di tre anni dalla cessazione dell'incarico, esercitare attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Nell'esercizio dell'attività di consulenza non vi è l'obbligo di denuncia di cui all'articolo 331 del codice di procedura penale o di comunicazione ad altre Autorità competenti delle contravvenzioni rilevate ove si riscontrino violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro; in ogni caso, l'esercizio dell'attività di consulenza non esclude o limita la possibilità per l'ente di svolgere l'attività di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istituti medesimi. Con successivo decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della salute per la parte concernente i funzionari dell'ISPESL, è disciplinato lo svolgimento dell'attività di consulenza e dei relativi proventi, fermo restando che i compensi percepiti per lo svolgimento dell'attività di consulenza sono devoluti in ragione della metà all'ente di appartenenza e nel resto al Fondo di cui all'articolo 52, comma 1. 4. L'INAIL fermo restando quanto previsto dall'art. 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67, dall'art. 2, comma 6, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dall'art. 2, comma 130, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonché da ogni altra disposizione previgente, svolge, con la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico e ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto: a) raccoglie e registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento; b) concorre, alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, coordinandosi con il Ministero della salute e con l'ISPESL; c) partecipa alla elaborazione, formulando pareri e proposte, della normazione tecnica in materia; d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2007, n. 296. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a far data dal 1° gennaio 2007. 5. L'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro ? ISPESL è Ente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. L'ISPESL è organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione, informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organi centrali dello Stato preposti ai settori della salute, dell'ambiente, del lavoro e della produzione e le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano. 6. L'ISPESL, nell'ambito delle sue attribuzioni istituzionali, opera avvalendosi delle proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitarietà della azione di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e svolge le seguenti attività: a) svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro; b) interviene nelle materie di competenza dell'Istituto, su richiesta degli organi centrali dello Stato e delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dei controlli che richiedono un'elevata competenza scientifica. Ai fini della presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi di lavoro, accertamenti e indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro; c) è organo tecnico-scientifico delle Autorità nazionali preposte alla sorveglianza del Mercato ai fini del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori; d) svolge attività di Organismo Notificato per Attestazioni di conformità relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativi alla Sorveglianza del Mercato; e) è titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro sottoposte a tale regime; f) fornisce consulenza al Ministero della salute, agli altri Ministeri e alle regioni e province autonome in materia salute e sicurezza del lavoro; g) fornisce assistenza al Ministero della salute e alle regioni e alle province autonome per l'elaborazione del Piano sanitario nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza in materia; h) supporta il Servizio Sanitario Nazionale fornendo informazioni, formazione, consulenza e assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro; i) svolge, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, l'attività di vigilanza sulle strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale; l) effettua il raccordo e la divulgazione dei risultati derivanti dalle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale; m) partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, pareri e proposte circa la congruità della norma tecnica non armonizzata ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente; n) assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione e la gestione dei rischi e per l'accertamento dello stato di salute dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio e contribuisce alla definizione dei limiti di esposizione; o) diffonde, previa istruttoria tecnica, le buone prassi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v); p) coordina il Network Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in qualità di Focal Point italiano nel Network informativo dell'Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; q) supporta l'attività di monitoraggio del Ministero della Salute sulla applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro. 7. L'IPSEMA svolge, con la finalità di ridurre il fenomeno infortunistico ed ad integrazione delle proprie competenze quale gestore dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali del settore marittimo, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articoli del presente decreto: a) raccoglie e registra, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento; b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sulle malattie correlate al lavoro, raccordandosi con il Ministero della salute e con l'ISPESL; c) finanzia, nell'ambito e nei limiti delle proprie spese istituzionali, progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro; d) supporta, in raccordo con le Amministrazioni competenti in materia di salute per il settore marittimo,anche mediante convenzioni con l'INAIL, le prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa per i lavoratori marittimi anche al fine di assicurare il loro reinserimento lavorativo; e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, le prestazioni del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2007, n. 296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di prima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agli infortuni verificatisi a far data dal 1° gennaio 2007. Articolo 10 Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tramite le AA.SS.LL. del SSN, il Ministero dell'interno tramite le strutture del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (ISPESL), il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il Ministero dello sviluppo economico per il settore estrattivo, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), l'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), gli organismi paritetici e gli enti di patronato svolgono, anche mediante convenzioni, attività di informazione, e assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle imprese agricole e delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro. Articolo 11 Attività promozionali 1. Nell'ambito della Commissione Consultiva di cui all'articolo 6 sono definite, in coerenza con gli indirizzi individuati dal Comitato di cui all'articolo 5, le attività promozionali della cultura e delle azioni di prevenzione con riguardo in particolare a: a) finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese; per l'accesso a tali finanziamenti deve essere garantita la semplicità delle procedure; b) finanziamento di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese, ivi compresi quelli di cui all'articolo 52, comma 1, lettera b); c) finanziamento delle attività degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale finalizzata all'inserimento in ogni attività scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomie didattiche. 2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si provvede con oneri a carico delle risorse di cui all'articolo 1, comma 7 bis della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dall'articolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con i Ministri dell'Economia e delle finanze, dell'istruzione e dell'università e della ricerca, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, si provvede al riparto annuale delle risorse tra le attività di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 e dell'articolo 52, comma 2, lettera d). 3. Le amministrazioni centrali e le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze, concorrono alla programmazione e realizzazione di progetti formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, attraverso modalità operative da definirsi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo. Alla realizzazione e allo sviluppo di quanto previsto nel periodo precedente possono altresì concorrere le parti sociali, anche mediante i fondi interprofessionali. 4. Ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro è facoltà degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale inserire in ogni attività scolastica ed universitaria nelle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale, percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche ulteriori rispetto a quelli disciplinati dal comma 1, lettera c) e volti alle medesime finalità. Tale attività è svolta nell'ambito e nei limiti delle risorse disponibili degli istituti. 5. Nell'ambito e nei limiti delle risorse di cui al comma 2 trasferite dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, l'INAIL finanzia progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese e progetti volti a sperimentare soluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispirati ai principi di responsabilità sociale delle imprese. Costituisce criterio di priorità per l'accesso al finanziamento l'adozione da parte delle imprese delle buone passi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera v). 6. Nell'ambito dei rispettivi compiti istituzionali, le amministrazioni pubbliche promuovono attività specificamente destinate ai lavoratori immigrati o alle lavoratrici, finalizzate a migliorare i livelli di tutela dei medesimi negli ambienti di lavoro. 7. In sede di prima applicazione, per il primo anno dall'entrata in vigore del presente decreto, le risorse di cui all'articolo 1, comma 7 bis della legge 3 agosto 2007, n. 123, come introdotto dall'articolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono utilizzate, secondo le priorità, ivi compresa una campagna straordinaria di formazione, stabilite, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, con accordo adottato, previa consultazione delle parti sociali, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e la province autonome di Trento e di Bolzano. Articolo 12 Interpello 1. Gli organismi associativi a rilevanza nazionale degli enti territoriali e gli enti pubblici nazionali, nonché, di propria iniziativa o su segnalazione dei propri iscritti, le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i consigli nazionali degli ordini o collegi professionali, possono inoltrare alla Commissione per gli interpelli di cui al successivo comma, esclusivamente tramite posta elettronica, quesiti di ordine generale sull'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro. 2. Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale è istituita la Commissione per gli interpelli composta da due rappresentanti del Ministero del lavoro e previdenza sociale, due rappresentanti del Ministero della salute e quattro rappresentanti delle Regioni e Province autonome. Qualora la materia oggetto di interpello investa competenze di altre amministrazioni pubbliche la Commissione è integrata con rappresentanti delle stesse. 3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti di cui al comma 1 costituiscono criteri interpretativi e direttivi per l'esercizio delle attività di vigilanza. Articolo 13 Vigilanza 1. La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, fino all'effettiva attuazione del trasferimento di competenze da adottarsi ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dal Ministero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità del presente articolo, nell'ambito delle proprie competenze, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti. 2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo stesso personale può esercitare l'attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio: a) attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l'impiego di esplosivi; b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei; c) ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, e della salute adottato sentito il comitato di cui all'articolo 5 e previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alle quali il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale svolge attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio. 3. In attesa del complessivo riordino delle competenze in tema di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, restano ferme le competenze in materia di salute e sicurezza dei lavoratori attribuite alle autorità marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, agli uffici di sanità aerea e marittima, alle autorità portuali ed aeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale nonché ai servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i Vigili del fuoco; i predetti servizi sono competenti altresì per le aree riservate o operative e per quelle che presentano analoghe esigenze da individuarsi, anche per quel che riguarda le modalità di attuazione, con decreto del Ministro competente di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute. L'Amministrazione della giustizia può avvalersi dei servizi istituiti per le Forze armate e di polizia, anche mediante convenzione con i rispettivi Ministeri, nonché dei servizi istituiti con riferimento alle strutture penitenziarie. 4. La vigilanza di cui al presente articolo è esercitata nel rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7. 5. Il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di consulenza. 6. L'importo delle somme che l'ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ai sensi dell'articolo 21, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, integra l'apposito capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL. 7. E' fatto salvo quanto previsto dall'articolo 64 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n, 303. Articolo 14 Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori 1. Al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui all'articolo 92, comma 1, lettera e) gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale qualora riscontrino l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, considerando le specifiche gravità di esposizione al rischio di infortunio, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della emanazione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale sono quelle individuate nell'Allegato I. L'adozione del provvedimento di sospensione è comunicata all'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ed al Ministero delle infrastrutture, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell'emanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni. Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell'ambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolo non si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. I poteri e gli obblighi di cui al comma 1 spettano anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali, con riferimento all'accertamento della reiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro di cui al comma 1. In materia di prevenzione incendi trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 16, 19 e 20 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. 3. Il provvedimento di sospensione può essere revocato da parte dell'organo di vigilanza che lo ha adottato. 4. È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell'organo di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 1: a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria; b) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; c) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a ? 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6. 5. È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell'organo di vigilanza delle aziende sanitarie locali di cui al comma 2: a) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni delle disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; b) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a ? 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6. 6. È comunque fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti. 7. L'importo delle somme aggiuntive di cui al comma 4, lettera c), integra la dotazione del Fondo per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, ed è destinato al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui all'articolo 1, comma 1156, lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 8. L'importo delle somme aggiuntive di cui al comma 5, lettera b), integra l'apposito capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione nei luoghi di lavoro. 9. Avverso i provvedimenti di sospensione di cui ai commi 1 e 2 è ammesso ricorso, entro 30 giorni, rispettivamente, alla Direzione regionale del lavoro territorialmente competente e al presidente della Giunta regionale, i quali si pronunciano nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso. Decorso inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia. 10. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l'arresto fino a sei mesi. 11. Nelle ipotesi delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al comma 1, le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza in materia. CAPO III GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO Sezione I Misure di tutela e obblighi Articolo 15 Misure generali di tutela 1. Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono: a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro; c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo; e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio; h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei lavoratori; m) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione; n) informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o) informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q) istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi; u) misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; z) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. 2. Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori. Articolo 16 Delega di funzioni 1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa, è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: a) che essa risulti da atto scritto recante data certa; b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; d) che essa attribuisca al delegato l'autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate. e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto 2. Alla delega di cui al comma 1 deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità. 3. La delega di funzioni non esclude l'obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e controllo di cui all'articolo 30, comma 4. Articolo 17 Obblighi del datore di lavoro non delegabili 1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: a) nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo. b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza; c) nell'affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; g) richiedere al medico competente l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto; h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato; n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera q); p) elaborare il documento di cui all'articolo 26, comma 3, e, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio; r) comunicare all'INAIL, o all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni; s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui all'articolo 50; t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all'articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda o dell'unità produttiva, e al numero delle persone presenti; u) nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro; v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all'articolo 35; z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; aa) comunicare annualmente all'INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l'obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità. 2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in merito a: a) la natura dei rischi; b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione e l'attuazione delle misure preventive e protettive; c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi; d) i dati di cui al comma 1, lettera q), e quelli relativi alle malattie professionali; e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza. 3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico. Articolo 19 Obblighi del preposto 1. In riferimento alle attività indicate all'articolo 3, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti; b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; c) richiedere l'osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall'articolo 37. Articolo 20 Obblighi dei lavoratori 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l'obbligo di cui alla successiva lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente. 3. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto. Articolo 21 Disposizioni relative ai componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi 1. I componenti dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell'articolo 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo devono: a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al Titolo III. c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto. 2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di: a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali; b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all'articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali. Articolo 22 Obblighi dei progettisti 1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. Art. 23 Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori 1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. 2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure di attestazione alla conformità, gli stessi debbono essere accompagnati, a cura del concedente, dalla relativa documentazione. Art. 24 Obblighi degli installatori 1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altri mezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme di salute e sicurezza sul lavoro, nonché alle istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti. Articolo 25 Obblighi del medico competente 1. Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all'attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di "promozione della salute", secondo i principi della responsabilità sociale; b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati; c) istituisce, anche tramite l'accesso alle cartelle sanitarie e di rischio, di cui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia; d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell'incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196 e con salvaguardia del segreto professionale; e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessità di conservazione; f) invia all'ISPESL, esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazione del rapporto di lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Il lavoratore interessato può chiedere copia delle predette cartelle all'ISPESL anche attraverso il proprio medico di medicina generale; g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l'esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria; i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori; l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di una periodicità diversa dall'annuale deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi; m) partecipa alla programmazione del controllo dell'esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria; n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all'articolo 38 al Ministero della salute entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. Articolo 26 Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione 1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima: a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino alla emanazione del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità: 1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445; b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. 2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva. 3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2 elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. 4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l'imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell'Istituto di Previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. 5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. 6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione. 7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizione del presente decreto. 8. Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Articolo 27 Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi 1. Nell'ambito della Commissione di cui all'articolo 6, anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuati settori e criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati. 2. Il possesso dei requisiti per ottenere la qualificazione di cui al comma 1 costituisce elemento vincolante per la partecipazione alle gare relative agli appalti e subappalti pubblici e per l'accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica, sempre se correlati ai medesimi appalti o subappalti. Sezione II Valutazione dei rischi Articolo 28 Oggetto della valutazione dei rischi 1. La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri paesi. 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto. Articolo 29 Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi 1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo 41. 2. Le attività di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. La valutazione e il documento di cui al comma 1 debbono essere rielaborati, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. 4. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) e quello di cui all'articolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso l'unità produttiva alla quale si riferisce la valutazione dei rischi. 5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) e g). 6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lettera f). Nelle more dell'elaborazione di tali procedure trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4. 7. Le disposizioni di cui al comma 6 non si applicano alle attività svolte nelle seguenti aziende: a) aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g); b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all'esposizione ad amianto; c) aziende che rientrano nel campo di applicazione del Titolo IV del presente decreto. Articolo 30 Modelli di organizzazione e di gestione 1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l'adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate. 2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1. 3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell'organizzazione e dal tipo di attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche ei poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello. 4 Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e l'eventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all'igiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nell'organizzazione e nell'attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui ai commi precedenti per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6. 6. L'adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell'articolo 11. Sezione III Servizio di prevenzione e protezione Articolo 31 Servizio di prevenzione e protezione 1. Salvo quanto previsto dall'articolo 34, il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione all'interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regole di cui al presente articolo. 2. Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma 1, devono possedere le capacità e i requisiti professionali di cui all'articolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta nell'espletamento del proprio incarico. 3. Nell'ipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l'azione di prevenzione e protezione del servizio. 4. Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all'interno dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 32. 5. Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia. 6. L'istituzione del servizio di prevenzione e protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, è comunque obbligatoria nei seguenti casi: a) nelle aziende industriali di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modifiche ed integrazioni, soggette all'obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; b) nelle centrali termoelettriche; c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 19 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni; d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori. Nelle ipotesi di cui al presente comma il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno. 7. Nei casi di aziende con più unità produttive nonché nei casi di gruppi di imprese, può essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale struttura per l'istituzione del servizio e per la designazione degli addetti e del responsabile. Articolo 32 Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni 1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. 2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all'articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso quanto previsto dall'accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, serie generale, del 14 febbraio 2006, n. 37, e successive modificazioni e integrazioni. 3. Possono altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall'accordo di cui al comma precedente. 4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dalle università, dall'ISPESL, dall'INAIL, o dall'IPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall'amministrazione della difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonché dai soggetti di cui al punto 4 dell'accordo di cui al comma 2 nel rispetto dei limiti e delle specifiche modalità ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca 16 marzo 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 4 agosto 2000 ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 2 aprile 2001, ovvero di altre lauree riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 6. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi definiti nell'accordo Stato-Regioni di cui al comma 2. È fatto salvo quanto previsto dall'articolo 34. 7. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente articolo nei confronti dei componenti del servizio interno sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni. 8. Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari e nelle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica, il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione individuandolo tra: a) il personale interno all'unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile; b) il personale interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti. 9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell'opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista. 10. Nei casi di cui al comma 8 il datore di lavoro che si avvale di un esperto esterno per ricoprire l'incarico di responsabile del servizio deve comunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguato numero di addetti. Articolo 33 Compiti del servizio di prevenzione e protezione 1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede: a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all'individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale; b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all'articolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure; c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica di cui all'articolo 35; f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all'articolo 36. 2. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni di cui al presente decreto legislativo. 3. Il servizio di prevenzione e protezione è utilizzato dal datore di lavoro. Articolo 34 Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo che nei casi di cui all'articolo 32, comma 7, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell'allegato 2 dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi. 2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine di dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino alla pubblicazione dell'accordo di cui al periodo precedente, conserva validità la formazione effettuata ai sensi dell'articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997, il cui contenuto è riconosciuto dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in sede di definizione dell'accordo di cui al periodo precedente. 3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell'accordo di cui al precedente comma. L'obbligo di cui al precedente periodo si applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell'articolo 95 del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Articolo 35 Riunione periodica 1. Nelle aziende e nelle unità produttive che occupano più di 15 lavoratori, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta all'anno una riunione cui partecipano: a) il datore di lavoro o un suo rappresentante; b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; c) il medico competente, ove nominato; d) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone all'esame dei partecipanti: a) il documento di valutazione dei rischi; b) l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria; c) i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l'efficacia dei dispositivi di protezione individuale; d) i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute. 3. Nel corso della riunione possono essere individuati: a) codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali; b) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. 4. La riunione ha altresì luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. Nelle ipotesi di cui al periodo precedente, nelle unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori è facoltà del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione di un'apposita riunione. 5. Della riunione deve essere redatto un verbale che è a disposizione dei partecipanti per la sua consultazione. Sezione IV Formazione, informazione e addestramento Articolo 36 Informazione ai lavoratori 1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46; d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente. 2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione: a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; b) sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate. 3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all'articolo 3, comma 9. 4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo. Articolo 37 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda. 2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo. 3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai Titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede è definita mediante l'accordo di cui al comma 2. 4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. 5. L'addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. 6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi. 7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al precedente periodo comprendono: a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; b) definizione e individuazione dei fattori di rischio; c) valutazione dei rischi; d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione. 8. I soggetti di cui all'articolo 21, comma 1, del presente decreto possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l'accordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 9. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell'emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al DM 10 marzo 1998 attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. 10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. 11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell'attività di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori. 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. 13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo. 14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni. Il contenuto del libretto formativo è considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto. Sezione V Sorveglianza sanitaria Articolo 38 Titoli e requisiti del medico competente 1. Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti: a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro; c) autorizzazione di cui all'articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale. 2. I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell'Università e della ricerca di concerto con il Ministero della salute. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell'arco dei tre anni anteriori all'entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l'espletamento di tale attività. 3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal programma triennale successivo all'entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina "medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro". 4. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nell'elenco dei medici competenti istituito presso il Ministero della salute. Articolo 39 Svolgimento dell'attività di medico competente 1. L'attività di medico competente è svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH). 2. Il medico competente svolge la propria opera in qualità di: a) dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, convenzionata con l'imprenditore; b) libero professionista; c) dipendente del datore di lavoro. 3. Il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di medico competente. 4. Il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone l'autonomia. 5. Il medico competente può avvalersi, per accertamenti diagnostici, della collaborazione di medici specialisti scelti in accordo con il datore di lavoro che ne sopporta gli oneri. 6. Nei casi di aziende con più unità produttive, nei casi di gruppi d'imprese nonché qualora la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessità, il datore di lavoro può nominare più medici competenti individuando tra essi un medico con funzioni di coordinamento. Articolo 40 Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale 1. Entro il primo trimestre dell'anno successivo all'anno di riferimento il medico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizi competenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati collettivi sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in allegato 3B. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono le informazioni di cui al comma 1, aggregate dalle aziende sanitarie locali, all'ISPESL. Articolo 41 Sorveglianza sanitaria 1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonché dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all'articolo 6; b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. 2. La sorveglianza sanitaria comprende: a) visita medica preventiva intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica; b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l'anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente; c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l'idoneità alla mansione specifica; e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente. 3. Le visite mediche di cui al comma 2 non possono essere effettuate: a) in fase preassuntiva; b) per accertare stati di gravidanza; c) negli altri casi vietati dalla normativa vigente. 4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall'ordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b) e d) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. 5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio di cui all'articolo 25, comma 1, lettera c), secondo i requisiti minimi contenuti nell'Allegato 3A e predisposta su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall'articolo 53. 6. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica: a) idoneità; b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; c) inidoneità temporanea; d) inidoneità permanente. 7. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti temporali di validità. 8. Dei giudizi di cui al comma 6, il medico competente informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore. 9. Avverso i giudizi del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all'organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso. Articolo 42 Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica 1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all'articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute. 2. Il lavoratore di cui al comma 1 che viene adibito a mansioni inferiori conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonché la qualifica originaria. Qualora il lavoratore venga adibito a mansioni equivalenti o superiori si applicano le norme di cui all'articolo 2103 del codice civile, fermo restando quanto previsto dall'articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Sezione VI Gestione delle emergenze Articolo 43 Disposizioni generali 1. Ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza; b) designa preventivamente i lavoratori di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b); c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro; e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. 2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell'azienda e dei rischi specifici dell'azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all'articolo 46. 3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell'azienda o dell'unità produttiva. 4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato. Articolo 44 Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato 1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa. 2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell'impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza. Articolo 45 Primo soccorso 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell'azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. 2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali di adeguamento acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 3. Con appositi decreti ministeriali, acquisito il parere della Conferenza permanente, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono definite le modalità di applicazione in ambito ferroviario del decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e successive modificazioni. Articolo 46 Prevenzione incendi 1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, nel rispetto delle competenze previste dall'articolo 117 della Costituzione e dagli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di salute e sicurezza del lavoro, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente. 2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori. 3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti: a) i criteri diretti atti ad individuare: 1) misure intese ad evitare l'insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; 2) misure precauzionali di esercizio; 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; 4) criteri per la gestione delle emergenze; b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione. 4. Fino all'emanazione dei decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998. 5. Al fine di favorire il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, ed ai sensi della lettera h) del comma 2 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, con decreto del Ministro dell'interno sono istituiti, presso ogni direzione regionale dei vigili del fuoco, dei nuclei specialistici per l'effettuazione di una specifica attività di assistenza alle aziende. Il medesimo decreto contiene le procedure per l'espletamento della attività di assistenza. 6. In relazione ai principi di cui ai commi precedenti, ogni disposizione contenuta nel presente decreto legislativo, concernente aspetti di prevenzione incendi, sia per l'attività di disciplina che di controllo, deve essere riferita agli organi centrali e periferici del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, di cui agli articoli 1 e 2, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Restano ferme le rispettive competenze di cui all'articolo 13 di cui al presente decreto. Sezione VII Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori Articolo 47 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è istituito a livello territoriale, aziendale e di sito produttivo. L'elezione dei rappresentanti per la sicurezza, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in un'unica giornata su tutto il territorio nazionale, come individuata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma. 2. In tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. Nelle aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell'ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall'articolo 48. 4. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. 5. Il numero, le modalità di designazione o di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l'espletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva. 6. L'elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nell'ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della salute, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma. 7. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di cui al comma 2 è il seguente: a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti è aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva. 8. Qualora non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4, le funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono esercitate dai rappresentanti di cui agli articoli 48 e 49, salvo diverse intese tra le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Articolo 48 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale 1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di cui all'articolo 47, comma 3, esercita le competenze del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di cui all'articolo 50 e i termini e con le modalità ivi previste con riferimento a tutte le aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza nelle quali non sia stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Le modalità di elezione o designazione del rappresentante di cui al comma 1 sono individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza dei predetti accordi, le modalità di elezione o designazione sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le associazioni di cui al primo periodo. 3. Tutte le aziende o unità produttive nel cui ambito non è stato eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza partecipano al Fondo di cui all'articolo 52. 4. Per l'esercizio delle proprie attribuzioni, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale accede ai luoghi di lavoro nel rispetto delle modalità e del termine di preavviso individuati dagli accordi di cui al comma 2. Il termine di preavviso non opera in caso di infortunio grave. In tale ultima ipotesi l'accesso avviene previa segnalazione all'organismo paritetico. 5. Ove l'azienda impedisca l'accesso, nel rispetto delle modalità di cui al presente articolo, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, questi lo comunica all'organismo paritetico o, in sua mancanza, all'organo di vigilanza territorialmente competente. 6. L'organismo paritetico o, in mancanza, il Fondo di cui all'articolo 52 comunica alle aziende e ai lavoratori interessati il nominativo del rappresentante della sicurezza territoriale. 7. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva secondo un percorso formativo di almeno 64 ore iniziali, da effettuarsi entro 3 mesi dalla data di elezione o designazione, e 8 ore di aggiornamento annuale. 8. L'esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale è incompatibile con l'esercizio di altre funzioni sindacali operative. Articolo 49 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo 1. Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sono individuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di più aziende o cantieri: a) i porti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere b), c) e d) della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sedi di autorità portuale nonché quelli sede di autorità marittima da individuare con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dei trasporti da emanare entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto; b) centri intermodali di trasporto di cui alla direttiva del Ministro dei trasporti del 18 ottobre 2006, n. 3858; c) impianti siderurgici; d) cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno, intesa quale entità presunta dei cantieri, rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione di tutte le opere; e) contesti produttivi con complesse problematiche legate alla interferenza delle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti mediamente operanti nell'area superiore a 500. 2. Nei contesti di cui al comma precedente il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo è individuato, su loro iniziativa, tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle aziende operanti nel sito produttivo. 3. La contrattazione collettiva stabilisce le modalità di individuazione di cui al comma 2 nonché le modalità secondo cui il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo esercita le attribuzioni di cui all'articolo 50 in tutte le aziende o cantieri del sito produttivo in cui non vi siano rappresentanti per la sicurezza e realizza il coordinamento tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del medesimo sito. Articolo 50 Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva; c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente; d) è consultato in merito all'organizzazione della formazione di cui all'articolo 37; e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali; f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall'articolo 37; h) promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori; i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito; l) partecipa alla riunione periodica di cui all'articolo 35; m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione; n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; o) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. 2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l'esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l'accesso ai dati, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera q), contenuti in applicazioni informatiche. Non può subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. 3. Le modalità per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale. 4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per l'espletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a). 5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per l'espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 26, comma 3. 6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni. 7. L'esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione. Articolo 51 Organismi paritetici 1. A livello territoriale sono costituiti gli organismi paritetici di cui all'articolo 2, comma 1, lettera ee). 2. Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, gli organismi di cui al comma 1 sono prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte sull'applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti. 3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell'individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro; 4. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli organismi bilaterali o partecipativi previsti da accordi interconfederali, di categoria, nazionali, territoriali o aziendali. 5. Agli effetti dell'articolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di cui al comma 1 sono parificati ai soggetti titolari degli istituti della partecipazione di cui al medesimo articolo. 6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purché dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalità di cui al comma 3. 7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al Comitato di cui all'articolo 7 una relazione annuale sull'attività svolta. 9. Gli organismi paritetici comunicano alle aziende di cui all'articolo 48, comma 2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi di vigilanza territorialmente competenti. Articolo 52 Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticità 1. Presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) è costituito il fondo di sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticità. Il fondo opera a favore delle realtà in cui la contrattazione nazionale o integrativa non preveda o costituisca sistemi di rappresentanza dei lavoratori e di pariteticità migliorativi o, almeno, di pari livello ed ha quali obiettivi il: a) sostegno ed il finanziamento, in misura non inferiore al cinquanta per cento delle disponibilità del Fondo, delle attività delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza territoriali, anche con riferimento alla formazione; b) finanziamento della formazione dei datori di lavoro delle piccole e medie imprese, dei piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile, dei lavoratori stagionali del settore agricolo e dei lavoratori autonomi; c) sostegno delle attività degli organismi paritetici. 2. Il fondo di cui al comma 1 è finanziato: a) da un contributo delle aziende di cui all'articolo 48, comma 3, in misura pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato presso l'azienda ovvero l'unità produttiva; b) dalle entrate derivanti dall'irrogazione delle sanzioni previste dal presente decreto per la parte eccedente quanto riscosso a seguito dell'irrogazione delle sanzioni previste dalla previgente normativa abrogata dal presente decreto nel corso dell'anno 2007, incrementato del 10%; c) con una quota parte delle risorse di cui all'articolo 9, comma 3; d) relativamente all'attività formative per le piccole e medie imprese di cui al comma 1, lettera b), anche dalle risorse di cui all'articolo 11, comma 2. 3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, adottato, previa intesa con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, sono definiti le modalità di funzionamento del fondo di cui al comma 1, i criteri di riparto delle risorse tra le finalità di cui al medesimo comma nonché il relativo procedimento amministrativo e contabile di alimentazione. 4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale redige una relazione annuale sulla attività svolta, da inviare al Fondo. Sezione VIII Documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle malattie professionali Articolo 53 Tenuta della documentazione 1. È consentito l'impiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per la memorizzazione di qualunque tipo di documentazione prevista dal presente decreto legislativo. 2. Le modalità di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestione della predetta documentazione devono essere tali da assicurare che: a) l'accesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a ciò espressamente abilitati dal datore di lavoro; b) la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle persone responsabili, in funzione della natura dei dati; c) le operazioni di validazione dei dati di cui alla lettera b) siano univocamente riconducibili alle persone responsabili che le hanno effettuate mediante la memorizzazione di codice identificativo autogenerato dagli stessi; d) le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti alle generalità e ai dati occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive a quelle già memorizzate; e) sia possibile riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singoli documenti, ove previsti dal presente decreto legislativo, le informazioni contenute nei supporti di memoria; f) le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informatici di memoria e siano implementati programmi di protezione e di controllo del sistema da codici virali; g) sia redatta, a cura dell'esercente del sistema, una procedura in cui siano dettagliatamente descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistema medesimo. Nella procedura non devono essere riportati i codici di accesso. 3. Nel caso in cui le attività del datore di lavoro siano articolate su vari sedi geografiche o organizzate in distinti settori funzionali, l'accesso ai dati può avvenire mediante reti di comunicazione elettronica, attraverso la trasmissione della password in modalità criptata e fermo restando quanto previsto al comma 2 relativamente alla immissione e validazione dei dati da parte delle persone responsabili. 4. La documentazione, sia su supporto cartaceo che informatico, deve essere custodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di protezione dei dati personali. 5. Tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e tutela delle condizioni di lavoro può essere tenuta su unico supporto cartaceo o informatico. Ferme restando le disposizioni relative alla valutazione dei rischi, le modalità per l'eventuale eliminazione o per la tenuta semplificata della documentazione di cui al periodo che precede sono definite con successivo decreto, adottato, previa consultazione delle parti sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. 6. Fino ai sei mesi successivi all'emanazione del decreto interministeriale di cui all'articolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative al registro infortuni ed ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici. Articolo 54 Comunicazioni e trasmissione della documentazione 1. La trasmissione di documentazione e le comunicazioni a enti o amministrazioni pubbliche, comunque previste dal presente decreto legislativo possono avvenire tramite sistemi informatizzati, nel formato e con le modalità indicati dalle strutture riceventi. CAPO IV DISPOSIZIONI PENALI SEZIONE I SANZIONI Articolo 55 Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 1. E' punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro il datore di lavoro: a) che omette la valutazione dei rischi e l'adozione del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) ovvero che lo adotta in assenza degli elementi di cui alle lettere a), b), d) ed f) dell'articolo 28 e che viola le disposizioni di cui all'articolo 18, lettere q) e z) prima parte; b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b), salvo il caso previsto dall'articolo 34; 2. Nei casi previsti al comma 1, lett. a), si applica la pena dell'arresto da sei mesi a un anno e sei mesi se la violazione è commessa: a) nelle aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f; b) in aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui all'articolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attività di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto; c) per le attività disciplinate dal Titolo IV caratterizzate dalla compresenza di più imprese e la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno. 3. E' punito con l'ammenda da 3.000 a 9.000 euro il datore di lavoro che non redige il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), secondo le modalità di cui all'articolo 29, commi 1, 2 e 3, nonché nei casi in cui nel documento di valutazione dei rischi manchino una o più delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma 2, lettere c) ed e). 4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 800 a 3.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lett. b), e), g), i), m), n), o), p), 34, comma 3, 36, commi 1, 2 e 3, 43, comma 1, lett. a), b) e c); b) con l'arresto tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la violazione degli articoli 18, commi 1, lett. d), h), e v), e 2, 26, comma 1, lett. b), 43, comma 1, lett. d) ed e), 45, comma 1, 46, comma 2; c) con l'arresto tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. c). Nei casi previsti dal comma 2, si applica la pena dell'arresto da quattro a otto mesi; d) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro per la violazione degli articoli 26, comma 1, e 2, lettere a) e b), 34, commi 1 e 2, 37, commi 1, 4, 6, 7, 8 e 9; e) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera l) e 43, comma 4; f) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.000 a 10.000 euro per non aver provveduto alla nomina di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a) g) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 4.500 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. bb); h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lett. u), 29, comma 4, e 35, comma 2; i) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.500 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. r), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni; l) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lett. r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno; m) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso di violazione dell'articolo 26, comma 8. n) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000 in caso di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera s); o) con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 in caso di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera aa). 5. L'applicazione della sanzione di cui al comma 4, lettera h) esclude l'applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dell'articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Articolo 56 Sanzioni per il preposto 1. I preposti sono puniti nei limiti dell'attività alla quale sono tenuti in osservanza degli obblighi generali di cui all'articolo 19: a) con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione dell'articolo 19, comma 1, lett. a), e), f); b) con l'arresto sino a un mese o con l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell'articolo 19, comma 1, lett. b), c), d); c) con l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell'articolo 19, comma 1, lett. g). Articolo 57 Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori 1. I progettisti che violano il disposto dell'articolo 22 sono puniti con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 600 a 2.000 euro. 2. I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dell'articolo 23 sono puniti con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 15.000 a 45.000 euro. 3. Gli installatori che violano il disposto dell'articolo 24 sono puniti con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 1.000 a 3.000 euro. Articolo 58 Sanzioni per il medico competente 1. Il medico competente è punito: a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 500 a 2.500 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. d), e) e f); b) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. b), c), g); c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 1.000 a 5.000 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. l); d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 25, comma 1, lett. h), i) e m) e per la violazione dell'articolo 41, comma 5; e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.500 euro per la violazione dell'articolo 40, comma 1. Articolo 59 Sanzioni per i lavoratori 1. I lavoratori sono puniti: a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per la violazione dell'articolo 20, comma 2, lett. b), c), d), e), f), g), h), i); b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell'articolo 20 comma 3; la stessa sanzione si applica ai lavoratori autonomi di cui alla medesima disposizione. Articolo 60 Sanzioni per i componenti dell'impresa familiare, i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo 1. I soggetti di cui all'articolo 21 sono puniti: a) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 2.000 euro per la violazione dell'articolo 21, comma 1, lettere a) e b); b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell'articolo 21, comma 1, lettera c). SEZIONE II DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALE Articolo 61 Esercizio dei diritti della persona offesa 1. In caso di esercizio dell'azione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne dà immediata notizia all'INAIL ed all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, ai fini dell'eventuale costituzione di parte civile e dell'azione di regresso. 2. Le organizzazioni sindacali e la associazioni dei familiari delle vittime di infortuni sul lavoro hanno facoltà di esercitare i diritti e le facoltà della persona offesa di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, con riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale. TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Capo I Disposizioni generali Articolo 62 Definizioni 1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, unicamente ai fini dell'applicazione del presente titolo, si intendono per luoghi di lavoro: a) i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda o dell'unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell'ambito del proprio lavoro; b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un'azienda agricola o forestale. 2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano: a) ai mezzi di trasporto; b) ai cantieri temporanei o mobili; c) alle industrie estrattive; d) ai pescherecci. Articolo 63 Requisiti di salute e di sicurezza 1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell'allegato IV. 2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili. 3. L'obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati ed occupati direttamente da lavoratori disabili. 4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l'utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale. 5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui al comma 1 il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e previa autorizzazione dell'organo di vigilanza territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente. 6. I requisiti di sicurezza e di salute relativi a campi, boschi e altri terreni facenti parte di una azienda agricola o forestale, sono specificati nel punto 7 dell'allegato IV. Articolo 64 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro provvede affinché: a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all'articolo 63, commi 1, 2 e 3; b) le vie di circolazione interne o all'aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l'utilizzazione in ogni evenienza; c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate; e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all'eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento. Articolo 65 Locali sotterranei o semisotterranei 1. È vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei. 2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima. 3. L'organo di vigilanza può consentire l'uso dei locali chiusi sotterranei o semisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decreto legislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2. Articolo 66 Lavori in ambienti sospetti di inquinamento 1. È vietato consentire l'accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia stata previamente accertata l'assenza di pericolo per la vita e l'integrità fisica dei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dell'atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sulla pericolosità dell'atmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti di apparecchi di protezione. L'apertura di accesso a detti luoghi deve avere dimensioni tali da poter consentire l'agevole recupero di un lavoratore privo di sensi. Articolo 67 Notifiche all'organo di vigilanza competente per territorio 1. La costruzione e la realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché gli ampliamenti e le ristrutturazioni di quelli esistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore ed essere notificati all'organo di vigilanza competente per territorio. 2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nella valutazione e relativi: a) alla descrizione dell'oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse; b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti. L'organo di vigilanza territorialmente competente può chiedere ulteriori dati e prescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati. 3. La notifica di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori. 4. La notifica di cui al presente articolo è valida ai fini delle eliminazioni e delle semplificazioni di cui all'articolo 53, comma 5. CAPO II Sanzioni Articolo 68 Sanzioni per il datore di lavoro 1. Il datore di lavoro è punito: a) con l'arresto da sei a dodici mesi o con l'ammenda da 4.000 a 16.000 euro per la violazione dell'articolo 66; b) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 64 e 65, commi 1 e 2; c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 2.500 euro per la violazione dell'articolo 67, commi 1 e 2. TITOLO III USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Capo I Uso delle attrezzature di lavoro Articolo 69 Definizioni 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per: a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro; b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio; c) zona pericolosa: qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso; d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa; e) operatore: il lavoratore incaricato dell'uso di una attrezzatura di lavoro; Articolo 70 Requisiti di sicurezza 1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. 2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all'emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all'allegato V. 3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma precedente le attrezzature di lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali emanati ai sensi dell'art. 395 del Decreto Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell'articolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. 4. Qualora gli organi di vigilanza, nell'espletamento delle loro funzioni ispettive, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, accertino che un'attrezzatura di lavoro messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della Direttiva di prodotto, in tutto o in parte, risulta non rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 2, ne informano immediatamente l'autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre1994 n. 758 vengono espletate: a) dall'organo di vigilanza che ha rilevato la non rispondenza in sede di utilizzo, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dell'esemplare di attrezzatura oggetto dell'accertamento, mediante apposita prescrizione a rimuovere la situazione di rischio determinata dalla mancata rispondenza ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza; b) dall'organo di vigilanza territorialmente competente, nei confronti del fabbricante e dei soggetti della catena della distribuzione, alla conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorità nazionale per la sorveglianza del mercato. Articolo 71 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all'articolo precedente, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive comunitarie. 2. All'atto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di lavoro prende in considerazione: a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere; b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro; c) i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature stesse d) i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso. 3. Il datore di lavoro, al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all'uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte, adotta adeguate misure tecniche ed organizzative, tra le quali quelle dell'Allegato VI. 4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché: a) le attrezzature di lavoro siano: 1. installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d'uso; 2. oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all'articolo precedente e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d'uso e libretto di manutenzione; 3. assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all'articolo 18, comma1, lettera z), del presente decreto; b) siano curati la tenuta e l'aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso è previsto. 5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite all'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, per migliorarne le condizioni di sicurezza non configurano immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo periodo, del predetto decreto, sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore. 6. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché il posto di lavoro e la posizione dei lavoratori durante l'uso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e rispondano ai principi dell'ergonomia. 7. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché: a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una formazione adeguata e specifica; b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detti compiti. 8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro provvede affinché: a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento, b) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte: 1. a controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi; 2. a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività. c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l'efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente. 9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. 10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori della sede dell'unità produttiva devono essere accompagnate da un documento attestante l'esecuzione dell'ultimo controllo con esito positivo. 11 Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII a prima verifica da parte dell'ISPESL e, successivamente, a verifiche periodiche da parte delle ASL. La periodicità di tali verifiche è definita nell'allegato VII. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro. 12. Per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l'ISPESL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione. 13. Le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'allegato VII, nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al comma precedente sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della Salute, di concerto con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto. 14. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentiti i Ministri della salute e dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui all'articolo 6 del presente decreto legislativo, vengono apportate le modifiche all'Allegato VII relativamente all'elenco delle attrezzature di lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11. Articolo 72 Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso 1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria attrezzature di lavoro di cui all'articolo 70, comma 2, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V. 2. Chiunque noleggi o conceda in uso ad un datore di lavoro attrezzature di lavoro senza conduttore deve, al momento della cessione, attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza. Dovrà altresì acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della concessione dell'attrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro che riporti l'indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presente titolo. Articolo 73 Informazione e formazione 1. Nell'ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell'uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione adeguata in rapporto alla sicurezza relativamente: a) alle condizioni di impiego delle attrezzature; b) alle situazioni anormali prevedibili. 2. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante l'uso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nell'ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature. 3. Le informazioni e le istruzioni d'uso devono risultare comprensibili ai lavoratori interessati. 4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell'uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all'articolo 71, comma 7, ricevano una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l'utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone. 5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione. Capo II Uso dei dispositivi di protezione individuale Articolo 74 Definizioni 1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato "DPI", qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. 2. Non costituiscono DPI: a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore; b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio; c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico; d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali; e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative ; f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione; g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi. Articolo 75 Obbligo di uso 1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Articolo 76 Requisiti dei DPI 1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475, e sue successive modifiche ed integrazioni. 2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre: a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore; b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore; d) poter essere adattati all'utilizzatore secondo le sue necessità. 3. In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Articolo 77 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI: a) effettua l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi; b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI; c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b); d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione. 2. Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d'uso fornite dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell'uso, in funzione di: a) entità del rischio; b) frequenza dell'esposizione al rischio; c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore; d) prestazioni del DPI. 3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui all'articolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall'articolo 76. 4. Il datore di lavoro: a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d'igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante; b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante; c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori; d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l'uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori; e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge; f) rende disponibile nell'azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI; g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell'utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI; h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l'uso corretto e l'utilizzo pratico dei DPI. 5. In ogni caso l'addestramento è indispensabile: a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria; b) per i dispositivi di protezione dell'udito. Articolo 78 Obblighi dei lavoratori 1. In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera h), i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell'articolo 68, commi 4, lettera h), e 5. 2. In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato. 3. I lavoratori: a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione; b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa. 4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. 5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. Articolo 79 Criteri per l'individuazione e l'uso 1. Il contenuto dell'Allegato VIII, costituisce elemento di riferimento per l'applicazione di quanto previsto all'articolo 77, commi 1 e 4. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all'articolo 6, tenendo conto della natura, dell'attività e dei fattori specifici di rischio sono indicati: a) i criteri per l'individuazione e l'uso dei DPI; b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorità delle misure di protezione collettiva, si rende necessario l'impiego dei DPI. Capo III Impianti e apparecchiature elettriche Articolo 80 Obblighi del datore di lavoro 1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i materiali, le apparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratori siano progettati, costruiti, installati, utilizzati e manutenuti in modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica ed in particolare quelli derivanti da: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili. 2. A tal fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione: a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze; b) i rischi presenti nell'ambiente di lavoro; c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili. 3. A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l'adozione delle misure di cui al comma 1. Articolo 81 Requisiti di sicurezza 1. Per i fini di cui all'art. 1, tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d'arte. 2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola d'arte se sono realizzati secondo le norme di buona tecnica contenute nell'allegato IX. 3. Le procedure di uso e manutenzione devono essere predisposte tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle norme di buona tecnica contenute nell'allegato IX. Articolo 82 Lavori sotto tensione E' vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica secondo la migliore scienza ed esperienza, nonchè quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica. b) per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua: 1) l'esecuzione di lavori su parti in tensione deve essere affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; 2) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica. c) per tensioni nominali superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua purché: 1) i lavori su parti in tensione sono effettuati da aziende autorizzate con specifico provvedimento dei competenti uffici del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione è affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività; 3) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, lettera c, numero 1). Hanno diritto al riconoscimento di cui al comma precedente le aziende già autorizzate ai sensi della legislazione vigente. Articolo 83 Lavori in prossimità di parti attive 1. Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell'allegato IX, salvo che non vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma precedente le disposizioni contenute nella pertinente normativa di buona tecnica. Articolo 84 Protezioni dai fulmini 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemi di protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica. Art. 85 Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature 1. Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dall'innesco elettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili, o in caso di fabbricazione, manipolazione o deposito di materiali esplosivi. 2. Le protezioni di cui al comma 1 si realizzano utilizzando le specifiche disposizioni di cui al presente decreto legislativo e le pertinenti norme di buona tecnica di cui all'allegato IX. Articolo 86 Verifiche 1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute vengono stabilite, sulla base delle disposizioni vigenti, le modalità ed i criteri per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 1. 3. L'esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell'autorità di vigilanza. Articolo 87 (Sanzioni a carico del datore di lavoro) 1. Il datore di lavoro è punito con la pena dell'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione: a) dell'articolo 70, comma 1 e dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dell'allegato V, parte II; b) dell'articolo 71, commi 1, 2, 4, 7 ed 8; c) dell'articolo 82, comma 1, 83, comma 1 e 85, comma 1. 2. Il datore di lavoro è punito con la pena dell'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 euro a 4.000 euro per la violazione: a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.8, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16. 4, dell'allegato V, parte II; b) dell'articolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 2.6, 2.11, 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dell'allegato VI. 3. Il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 750 a euro 2.500 per la violazione: a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti diversi da quelli indicati alle lettere a) e b) dell'allegato V, parte II, e dell'allegato VI; c) dell'articolo 71 commi 6 e 9 e 11; c) dell'articolo 72, commi 1 e 2; d) dell'articolo 86, comma 3. (Segue>>).

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NUOVA DISCARICA (sezione: Class action)

( da "TGCom" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

S.Irpino, sassi contro carabinieri Protesta manifestanti contro discarica Decine di persone hanno accerchiato un Defender dei carabinieri con quattro militari a bordo, nei pressi della stazione ferroviaria di Savignano Irpino (Avellino). In quella zona si sono radunati i manifestanti che protestano contro i lavori di allestimento, cominciati mercoledì, della discarica di Pustarza. I manifestanti hanno lanciato anche sassi contro il Defender, uno dei quali ha distrutto il parabrezza. I militari sono comunque riusciti ad allontanarsi, ma durante questa fase hanno urtato uno dei manifestanti, il quale si è fatto medicare in ospedale, dove ha ricevuto una prognosi di pochi giorni. Altre tensioni si erano registrate nel tardo pomeriggio di mercoledì a Rione Cardito, alle porte di Ariano Irpino, dove due agenti della Digos che riprendevano con le telecamere la manifestazione di protesta sono stati accerchiati dalla folla. A Rione Cardito continuano a stazionare centinaia di persone, che impediscono il transito delle auto da e per la Puglia. L'emergenza rifiuti in Campania Tgcom 16/03/2008Rifiuti, c'è accordo con Germania 14/03/2008Rifiuti, scontri a Marigliano 06/03/2008Israele vuole i rifiuti di Napoli 29/02/2008Rifiuti, Bassolino a giudizio 29/02/2008Rifiuti Campania,donna si dà fuoco 16/02/2008Rifiuti, un'altra maxi protesta 06/02/2008Rifiuti, Bassolino si difende 04/02/2008Ryanair, spot sui rifiuti 04/02/2008Rifiuti, ancora decine di roghi 02/02/2008Rifiuti, "Nessun pericolo salute" 31/01/2008Rifiuti, secondo avvertimento Ue 29/01/2008Rifiuti, scontri a Marigliano 28/01/2008Rifiuti, Grillo organizza M-day 28/01/2008Rifiuti, aprono discariche e siti 25/01/2008Rifiuti, nuovo ultimatum della Ue 25/01/2008Rifiuti, nuove proteste a Benevento 23/01/2008Rifiuti, operazione Cc a Napoli 19/01/class="hilite">2008Rifiuti:a Napoli prima class="term">class class="term">action 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti, l'esercito entra in azione 10/01/2008Milano, dai rifiuti energia pulita 10/01/2008Rifiuti,squadre intervento a Napoli 09/01/2008Rifiuti,assalto ai vigili del fuoco 08/01/2008Rifiuti,ancora guerriglia a Pianura 07/01/2008Rifiuti, situazione in tempo reale 06/01/2008Rifiuti,continua presidio a Pianura 04/01/2008Crisi rifiuti, "presidio va avanti" 04/01/2008A Napoli è emergenza rifiuti 02/01/2008Rifiuti Napoli, protesta a Pianura 28/12/2007Rifiuti, resta emergenza a Napoli 26/12/2007Rifiuti, ridotti i disagi a Napoli 25/12/2007Rifiuti, raccolta record a Napoli 24/12/2007Napoli, piano rifiuti straordinario Invia ad un amico.

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In piazza arriva La Destra, collettivi bolognesi a raduno (sezione: Class action)

( da "Dire" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

BOLOGNA - Dopo i disordini di ieri pomeriggio in piazza Maggiore, in occasione del comizio di Giuliano Ferrara, i collettivi bolognesi ora chiamano a raccolta le forze antifasciste della città, contro l'appuntamento de La Destra, in programma per domani pomeriggio, sempre nella principale piazza della città. E' stato infatti organizzato un presidio in piazza Nettuno, alle 17, davanti il Sacrario dei partigiani, per protestare contro la presenza dei rappresentati politici de La Destra. "E' una corrente politica che non ha dignità di parlare in una città medaglia d'ora per la resistenza, uno sfregio per Bologna", spiega Giuseppe, del collettivo Crash. "Non si tratta di contrastare le posizioni di idee politiche dei membri de La Destra, il problema è più grave: la presenza". I collettivi (Crash, Tpo, Xm24, Vag61, Lazzaretto Autogestito Antagonismogay) non accettano dunque nemmeno che La Destra possa mettere piede in piazza e col presidio vogliono "dimostrare che non c'è spazio per queste forze in questa città, che portano avanti la cultura di una società che non esiste", e sono pronti a contrastarle. "Contrastare vuol dire molte cose- precisa Giuseppe- le valutazioni si faranno in piazza a domani: sarà la piazza a decidere". Si preannuncia dunque ancora un clima caldo domani pomeriggio in piazza Maggiore, ma i collettivi rimangono vaghi su ciò che succederà; non garantiscono né smentiscono azioni dimostrative come quella di ieri contro Giuliano Ferrara, che ha dato il via alle cariche della Polizia. Si vedrà, ad esempio, anche quanta gente si radurerà. (Foto dal sito zic.it) I collettivi intanto rispondono alle accuse mosse dal sindaco, Sergio Cofferati, che ha definito gli scontri di ieri un danno per la città. "Dove le istituzioni non sono in grado di impedire che soggetti fascisti manifestino, dove non c'è la capacità di fermare queste forze, allora è giusto che le forze antifasciste si facciano sentire; Bologna ha la capacità di reagire a questi gruppi di neofascisti e il 21 novembre l'ha dimostrato", spiega ancora Giuseppe. Sull'indignazione del sindaco riguardo gli episodi di ieri pomeriggio, interviene anche Angela, della Rete per l'autodeterminazione-Pro-Fight: "L'unica violenza in piazza ieri è stata la voce di Ferrara, trasmessa da una serie di altoparlanti, che la gente era costretta ad ascoltare". Le donne dunque non si sentono responsabili dell'interruzione del comizio di ieri, ma anzi denunciano di essere state "aggredite dalle forze dell'ordine, con ginocchiate, pugni e gomitate, che ha caricato senza che noi avessimo fatto nulla". Per quanto riguarda l'aggressione di un poliziotto ai danni di una ragazza, "non è stata fatta ancora nessuna denuncia, ma indiremo un'assemblea pubblica" per valutare il da farsi. Intanto l'Assemblea permanente antifascista di Bologna, ha presentato in Questura la richiesta per un presidio in piazza XX Settembre, domani dalle 16 alle 19. Piazza Galilei ha esaminato la domanda, e non ha fatto prescrizioni. 3 aprile 2008.

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ELEZIONI/ ESTERO, FARNESINA: PROCEDURE DI VOTO CORRETTE -2- (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

03-04-2008 16:37 "Azioni solo su precise denunce" Roma, 3 apr. (Apcom) - Sempre sulle presunte irregolarità nelle operazioni di voto nella 'Circoscrizione Estero', la Farnesina sottolinea quanto segue: MODALITA' DI INVIO DEI PLICHI Altra questione spesso sollevata in questi giorni riguarda le modalità dell'invio dei plichi elettorali, per posta raccomandata o altri sistemi. Al riguardo si registrano osservazioni di segno opposto: se alcuni lamentano infatti l'uso della raccomandata, per il disagio causato agli aventi diritto di recarsi all'ufficio postale per il ritiro, nel caso in cui non si fossero trovati al loro domicilio al momento della consegna, altri sostengono per contro che la posta ordinaria, o più snelle modalità equivalenti, non garantiscano la sicurezza del voto. Si tratta di una questione non facile da risolvere in astratto. Privilegiando un approccio concreto e funzionale, il Ministero degli Esteri si è basato sulla constatazione della peculiarità dei sistemi postali, pubblici o privati, nei diversi Paesi. Conseguentemente, ha affidato alle Ambasciate in loco, in virtù della loro esperienza diretta, la valutazione delle garanzie offerte dalle varie modalità di invio dei plichi, al fine di meglio contemperare le necessarie misure di sicurezza con l'esigenza di raggiungere tutti gli elettori tempestivamente, senza arrecare loro inutili disagi. PRESUNTE IRREGOLARITA' Quanto alle persistenti illazioni su una presunta compravendita di schede in alcuni Paesi, il Ministero e i dipendenti Consolati possono evidentemente agire solo in presenza di circostanziate segnalazioni. E' il caso di Colonia, ove il Consolato ha convocato, per acquisire la loro versione dei fatti, i due connazionali i cui nominativi sono stati citati da un quotidiano in un servizio su asseriti brogli in Germania. E' ovvio che qualora risultassero confermati elementi di rilievo penale, sarà dovere dell'Ufficio consolare presentare una precisa denuncia alla Autorità giudiziaria competente, come è dovere di ogni cittadino elettore o cronista presentare denuncia all'autorità giudiziaria qualora in possesso di elementi che abbiano valenza penale. COLLABORAZIONE CON RAPPRESENTANTI DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO Su un piano più generale, infine, e sotto il profilo della trasparenza, il Ministero degli Affari Esteri tiene a sottolineare di aver di buon grado prontamente recepito l'auspicio da più parti avanzato, e in particolare dal Comitato del Senato per le questioni degli Italiani all'estero, di prevedere forme di collaborazione in loco degli Uffici consolari con i delegati delle liste elettorali ed i rappresentanti dei Comites e del Cgie. Sono state quindi impartite apposite e precise istruzioni alla Rete all'estero, già nello scorso febbraio, di accogliere senz'altro le richieste di costituire gruppi consultivi, come occasione da parte delle Autorità Consolari di fare stato puntualmente dell'andamento delle varie fasi del procedimento elettorale, e se del caso di recepire eventuali suggerimenti tecnici legati alla realtà locale, sempre, beninteso, nel rispetto della normativa specifica che regge il voto all'estero. Si ricorda, infine, che gli Uffici diplomatico-consolari sono stati per tempo incaricati di rendere edotti gli Organi rappresentativi delle Collettività, Enti ed Associazioni, Clubs e Circoli, sulla circostanza che il loro diritto-dovere di informare i connazionali sulle modalità di voto non può in nessun caso spingersi, neppure su richiesta dell'elettore, a collaborare alla compilazione, imbustamento o spedizione delle schede elettorali.

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Unite Members Vote for BPIF Pay Increase (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

LONDON, April 3 /PRNewswire/ -- Unite the Union members working under the Unite-BPIF National Agreement in the commercial printing and packaging industry have voted by a majority of 3 to 1 to accept an increase of GBP9.60 on class one rates. This equates to 3.54% on basic rates. The implementation date for the pay award is April 24th. Commenting on the result, Unite Assistant General Secretary Tony Burke said: "Having gone through a tough time recently, the industry needs some stability and the 2008 pay increase will help provide that. It is a modest basic increase that companies can afford. "We will be advising all chapels and members working under the agreement that if they don't receive the full increase and on time, the matter should be referred to the national disputes procedure. class="hilite">Where companies fail to pay the increase we will be prepared to support our members, including conducting and winning industrial class="term">action ballots, as we have done throughout 2007." For further information contact Tony Burke, Assistant General Secretary, on +44(0)7831-659939 or Martin Scanlon at Unite press office on +44(0)7764-655751.

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Industrial Action at Pindar's Scarborough Printing Plant (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 03-04-2008)

Argomenti: Class Action

LONDON, April 3 /PRNewswire/ -- Since the ballot of the 160 Unite the Union members in mid March, Unite representatives and the management of Pindar Graphics have been in further talks to find a mutually agreeable compromise. class="hilite">An agreement was reached between Unite and the company on Friday 28th March and the industrial class="term">action ballot will not now take place. The Company and Unite will work together to continue delivering the world class service to its customers in the UK, Europe and the USA. Press Enquiries to Paul Rogers at Ptarmigan PR, +44(0)113-242-1155; Steve Sibbald, National Officer, +44(0)7860-538537.

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<Estranei ai Poli ma pronti al dialogo> (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Se non fossimo stati noi ad imporre la class="term">class class="term">action sul finire della legislatura, in Italia questo strumento ancora non esisterebbe. Non servono tanti partiti, servono però quelli giusti, che difendono la gente e non pensano agli affari loro". DIALOGO CON I POLI - De Vita, che ha precisato di essere con la sua lista in posizione autonoma rispetto a Pd e Pdl, non esclude alcuna possibilità di dialogo con entrambi i Poli: "Lavoriamo per gli interessi dei cittadini - ha evidenziato -, e questo non ha colore. La vera distinzione oggi non è tra chi sta a destra e chi a sinistra, ma tra chi sta con i poteri forti e chi sta con la gente, chi sta con la democrazia e chi sta con i gruppi affaristici". Per questo, è il suo suggerimento, bisognerebbe anche guardare a chi sono le persone candidate, a come sono state scelte. IL CASO PIZZA - De Vita ha poi invitato a porsi qualche interrogativo sul perché il leader della Dc, Giuseppe Pizza, abbia deciso di fare marcia indietro e di non insistere sulla richiesta di rinvio delle elezioni, dopo la riammissione della sua lista alla prossima competizione elettorale. "Con quale valore è stato compensato? Una cosa è certa c'è stata una trattativa commerciale di tipo politico, probabilmente sviluppata dal referente della coalizione in cui sta (Berlusconi, ndr). Se ce lo ritroveremo sottosegretario, sapremo perché". GRILLO E ANTIPOLITICA - Il leader dei consumatori, ha poi confermato una certa affinità di visione Beppe Grillo e le sue denunce. Il comico genovese, ad esempio, "ha ragione quando dice che la politica si esprime come un potere" e "anche noi pensiamo che la politica costi troppo e che non dia ai cittadini tanto quanto pesa sulle loro tasche". Condivisibile, secondo De Vita, è anche la critica ad una certa commistione tra politica e informazione. Tuttavia, ha puntualizzato, "noi pensiamo che sia sbagliato dire di non votare" perché "la cattiva politica si caccia con la buona politica e non con l'anti politica". LA CLASS ACTION - Di Vita ha rivendicato i successi già ottenuti dal suo movimento, che nell'ultima fase della legislatura ha potuto contare su due senatori, Bordon e Manzione. E tra questi, ha insistito, uno dei più significativi è l'introduzione della "class="term">class class="term">action", ovvero la possibilità di un'azione legale collettiva per i cittadini che dovessero risultare vittime di un medesimo soggetto, come ad esempio gli utenti di una compagnia telefonica o energetica. PREZZI E RINCARI - Sollecitato dai lettori, De Vita ha spiegato che quello dei prezzi e del loro adeguamento alla possibilità di spesa delle famiglie deve essere una priorità. "Servono norme anti-speculazione e norme anti-cartello - ha ribadito - e si deve puntare su accorgimenti come ad esempio quello del doppio prezzo, di acquisto e di rivendita, per tutelare il consumatore dai ricarichi eccessivi e per avere così una stabilizzazione dei rincari". Il leader dei consumatori ha ricordato come nel passaggio dalla lira all'euro siano stati sottratti dalle tasche degli italiani ben 52 miliardi di euro", frutto di una conversione dei prezzi su cui non c'è stato controllo. E si è impegnato a lavorare per una stabilizzazione complessiva dei prezzi, "andando perfino oltre l'ipotesi di un semplice calmiere", perchè solo in questo modo si possono stabilizzare anche i salari e, in generale, i redditi delle famiglie. Ma non con la scala mobile, "uno strumento generatore di inflazione", ma con uno stop "a quelle mani libere che sono lo strumento per la crescita indiscriminata dei prezzi". CASO ALITALIA - Quanto al caso di questi giorni, ovvero la questione Alitalia, De Vita ha ricordato come fino agli inizi degli anni Novanta la compagnia di bandiera fosse ancora florida e con un servizio di qualità. "Poi i governi hanno iniziato a considerarla loro patrimonio e a piazzare amministratori a cui sono stati elargiti compensi e liquidazioni a parecchi zeri e che hanno avuto il compito preminente non di farla crescere ma di distruggerle preliminarmente". Oggi, ha evidenziato, si corre il rischio che questo patrimonio venga messo sul mercato "a prezzi di svendita". Insomma, "una grande speculazione per impadronirsi gratis, o addirittura con costi a carico dello Stato, della compagnia di bandiera". E questo "dopo averla destabilizzata". Ora la situazione è cambiata e addirittura "ci sono altre compagnie che stanno aspettando di prendersi i rottami gratis". "C'è stato un gigantesco trucco su Alitalia - ha concluso Di Vita -, Ma adesso è arrivata l'ora di smetterla". A. Sa. stampa |.>Torna all'inizio


APPUNTAMENTI (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

STORIE D'AMORE E MONDI LONTANI Fino al 10 aprile, la biblioteca di Mattarello ospita due mostre per ragazzi: "Le parole innamorate, storie e rime che fanno battere il cuore" e "Tutt'un altro libro. Narnia, Terabithia e altre storie di mondi lontani". XVI GIORNATA FAI DI PRIMAVERA Dalle 8.30-13, visite guidate per le scuole al palazzo di Giustizia; alle 15, inaugurazione Giornata al Tribunale e visite guidate a palazzo Thun e Filarmonica, riservate agli aderenti Fai; alle 17, concerto in Filarmonica. LA TUTELA DEI CONSUMATORI Dalle ore 15, a Giurisprudenza, in via Verdi, convegno su "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". PITTURA E SCULTURA DI CIRILLO GROTT Alle 18, a Torre Mirana di palazzo Thun, inaugurazione mostra "Cirillo Grott, pittura e scultura". La mostra, 15.30-19.30, rimane aperta fino al 3 maggio. Ingresso gratuito. PERCORSI DELL'INCISIONE IN CILE Alle ore 18, alla Cave des Artistes, in via Belenzani 37, inaugurazione mostra "Percorsi dell'incisione in Cile 1960-2007", di Jaime Cruz Teresa Razeto. La mostra ha una sede espositiva anche alla Fogolino, in via Ss. Trinità 30. TRE TARANTE A TRENTO Dalle ore 20, al BaryCentro, in piazza Venezia 38, "TreTaranteATrento", per conoscere le tarantelle del Sud Italia, stage di danza a cura di Sergio Saltori ed Elisa Leonesi. Il bar propone a prezzo speciale, aperitivi agli agrumi con bruschette e crostoni benedettini. TORNEO DI BRISCOLA A COPPIE Dalle ore 20, al Centro sociale di Montevaccino, il servizio banco mescita col Gruppo Ana locale, organizza un torneo di briscola a coppie, che proseguirà anche domani. CALCIO A 7 IN COSTUME Alle ore 20.30, al campo di calcio Mirko Bonetti di Centochiavi, seconda giornata dell'8ª edizione del calcio in costume a 7 delle Contrade di Trento, organizzato dall'Associazione Amici della Città, valido quale Memorial Mauro Girardi. Oggi S. Benedetto (squadra composta da agenti della Questura) - Longa; alle 21.30, Contrada Todesca - Macello Vecchio. EDUCAZIONE ALL'IGIENE DEL SONNO Alle ore 20.30, alle scuole Steiner, in via Conci 86, conferenza di Stefano Gasperi su "I frutti della sera e la luce del mattino: educazione all'igiene del sonno e al dialogo tra mondo della notte e mondo della veglia". LA DIGNITà DELLA PERSONA MALATA Alle ore 20.30, ai Salesiani, in via Barbacovi 22, conferenza su "La persona ammalata non è solo l'utente di un servizio qualsiasi, esige di più. Diamo maggiore dignità alla sofferenza", con monsignor Bruno Fasani. CACCIATORI CINOFILI IN ASSEMBLEA Alle ore 20.30, nel teatro di Mezzocorona, assemblea generale dell'Associazione cacciatori cinofili trentini. IL COMSUMO CHE NON CONSUMA Alle ore 20.30, al Centro civico San Vigilio di Mattarello, incontro con Gianni Saonara, presidente della Lega consumatori del Veneto, che parla su "Per un consumo che non ci consumi: occasione o tentazione?". "A SPASSO PER IL MONDO" Alle ore 20.45, al Civico di Povo, per le serate di montagna Massimo Faletti presenta dia delle spedizioni ed il film della prima salita italiana alla Toree di Rumsiki in Camerun. LE PREGHIERE CHE RICEVONO RISPOSTA Alle ore 20.45, in sala circoscrizionale, via Verruca 1 a Piedicastello, conferenza "Le preghiere che ricevono risposta", a cura dell'Associazione culturale Saras. Ingresso libero. LAVAGGIO STRADE Dalle ore 20 alle 2.10, Lungadige Apuleio, via V. Mariano, via Morone, Corso Alpini e vie Bresadola, Lampi, Oberziner, Maccani.

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Oggi. Methodological individualism and sociological research . Ultimo incontro con (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

Oggi. "Methodological individualism and sociological research". Ultimo incontro con ... Oggi. "Methodological individualism and sociological research". Ultimo incontro con Raymond Boudon (Sorbonne) organizzato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale nell'ambito della propria scuola di dottorato. Ore 11 aula 211 della facoltà di Sociologia. Oggi. "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". Convegno con diretta internet (www.jus.unitn.it/dsg/convegni/2008/04-04-crtcu.html) alle ore 15 in aula 1 della facoltà di Giurisprudenza. Oggi. "Sacco e Vanzetti" (Italia, Francia, 1971). Proiezione del film di Giuliano Montaldo con introduzione dello stesso regista e di Vera Pescarolo (produttore) per il ciclo "Filosofia e cinema. Ore 20 in aula 3 della facoltà di Lettere e Filosofia. Lunedì 7 e giovedì 10. "Inaugurazione del V anno della scuola di dottorato in Studi giuridici comparati ed europei (XXIII ciclo)". Il primo momento (lunedì 7 aprile, ore 11, aula A e aula B della facoltà di Giurisprudenza) sarà presieduto da Diego Quaglioni con relazione di Francesco Galgano. Il secondo (giovedì 10 aprile, ore 10, sala conferenze della facoltà di Giurisprudenza) sarà presieduto da Fulvio Zuelli con relazione di Sergio Bartole. Lunedì 7. "Diritto ecclesiastico e globalizzazione". Seminario con Giuseppe Dalla Torre (magnifico rettore della LUMSA, ordinario di Diritto canonico) organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche e dalla facoltà di Giurisprudenza. Ore 15 in aula 2 a Giurisprudenza. Lunedì 7. "Secretary" (Usa, 2002). Proiezione del film di Steven Shainberg nell'ambito della rassegna cinematografica "Legami al lavoro". Ore 21 in aula 16 della facoltà di Sociologia. Martedì 8. "Un mediateur parmi nous: le texte expographique". Seminario con Maria Grazia Margarito organizzato dal Dipartimento di Studi letterari, linguistici e filologici. Ore 14 in aula 4 della facoltà di Lettere e Filosofia.

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L'AGENDA (sezione: Class action)

( da "Alto Adige" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

PULIZIA STRADE Si chiude stasera la prima settimana dello spazzamento primaverile delle strade. Ricordiamo che nelle vie lungo le quali passano le spazzatrici, il divieto di sosta va dalle ore 19 alle 3 del giorno successivo. Ecco dove si spazzano le vie stasera: via Milano; via Montecassino; via M. Gaismair; via Fago da viale P.E. di Savoia a via M. Knoller entrambi i lati; via Volta (da via Claudia Augusta a via Lancia); via Genova sud (da via Cagliari a via Alessandria). POLITICA: PRIORITà ALLA PERSONA "Al servizio della persona e del bene comune - Compagnia delle Opere: le priorità per la politica": è il titolo dell'incontro pubblico in programma oggi alle ore 18.30, nella Sala convegni Raiffeisen in via Raiffeisen 2, organizzato dalla Compagnia delle Opere; intervengono Luca Antonini, docente di diritto costituzionale all'Università di Padova; Alceste Santuari, docente di diritto degli enti non profit all'Università di Trento; Alberto Emer, vicepresidente della cooperativa MeBo Coop di Merano. L'AZIONE RISARCITORIA COLLETTIVA Il Centro tutela consumatori utenti ha organizzato per oggi, con inizio dei lavori alle ore 10 nella sala interna del Palazzo provinciale 1, il convegno sul tema "Azione collettiva risarcitoria: nuovo strumento di giustizia per i consumatori"; partecipano come relatori esperti di diritto, avvocati e giudici. PRESENTAZIONE LIBRO Oggi alle ore 18, nella sala grande della Kolping in via Ospedale 3, Giancarlo Mariani, poliedrico autore bolzanino, presenta il suo audiolibro "Racconti fumosi", illustrato da Peter Pellegrini è una raccolta di 10 racconti umoristici scritti (e letti, nel cd audio) da Mariani. INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA Oggi alle ore 18 al Muflone Rosa, l'enoteca - galleria del Circolo fotografico Tina Modotti, si inaugura la mostra "Campo", fotografie di Sandro Freina. BELLEZZA: IL CONCORSO MISS STRANIERA Serata dedicata alla bellezza e al folclore estero, questa sera, con inizio alle ore 20.30 all'Haus der Kultur in via Sciliar: su iniziativa dell'Associazione Progressive Dance, è in programma la serata che porterà all'elezione di Miss del mondo in Trentino Alto Adige, ovvero il concorso riservato alle bellezze straniere locali. La serata avrà momenti di spettacolo con gruppi musicali (Yawar Inti dal Perù, Sanoussy dal Senegal) e gruppi di ballo (con i ballerini della scuola di danza di Renate Kokot); biglietto d'ingresso a 10 euro per adulti e 5 per bambini sotto i 7 anni. Informazioni telefonando al numero 338 - 2719957.

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Stretta sui distacchi (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - lavoro e previdenza Numero 081, pag. 44 del 4/4/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF       L'Ue invita i governi a una maggiore cooperazione Stretta sui distacchi Serve più tutela per i lavoratori La direttiva sul distacco dei lavoratori è attuata in maniera eterogenea nei Ventisette. Per questo motivo la Commissione Ue ha invitato i governi nazionali a intraprendere, con carattere d'urgenza, un'azione per migliorare, mediante una maggiore cooperazione tra le amministrazioni nazionali, la situazione dei lavoratori inviati temporaneamente dai loro datori di lavoro in un altro stato membro. Tra i problemi di fondo ci sono l'assenza virtuale di una cooperazione amministrativa, un accesso insoddisfacente alle informazioni e difficoltà nel far rispettare la normativa a livello transfrontaliero. "Il milione circa di lavoratori distaccati attivi nell'Ue svolge un ruolo vitale per ovviare alle carenze di manodopera sul mercato del lavoro europeo", ha commentato VladimÍr pidla, commissario europeo responsabile per l'occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità. "La direttiva sul distacco dei lavoratori vuole andare a vantaggio sia dei fornitori di servizi sia dei lavoratori, ma gli stati membri devono migliorare la cooperazione se si vogliono tutelare in modo efficace le condizioni di lavoro ed evitare una corsa alle retribuzioni più basse su tutto il territorio dell'Ue". L'ampio monitoraggio condotto dall'Esecutivo Ue ha rilevato che diversi stati membri si basano soltanto sulle loro misure e sui loro strumenti nazionali per controllare i fornitori di servizi, in un modo che spesso non appare conforme alla direttiva del '96. Proprio ieri la Corte europea è intervenuta sulla questione dei lavoratori distaccati e, con la sentenza relativa alla causa C-346/06, i giudici hanno dichiarato che la tariffa salariale fissata da un contratto collettivo non può essere imposta ai prestatori di servizi transnazionali che distacchino lavoratori nel territorio di un altro stato membro. A condizione però che non si tratti di un ccnl ad applicazione generale. I giudici europei erano chiamati a chiarire se la libera prestazione dei servizi si opponga a un obbligo legale in forza del quale l'aggiudicatario di un appalto pubblico di lavori deve impegnarsi a corrispondere ai propri dipendenti una retribuzione non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo vigente. Il contenzioso nasce dall'applicazione di una legge della regione della Bassa Sassonia sull'aggiudicazione degli appalti pubblici, la quale prevede che gli appalti per lavori siano assegnati solo alle imprese che si impegnino per iscritto a corrispondere ai loro dipendenti una retribuzione non inferiore a quella minima prevista dal contratto collettivo vigente. La stessa norma prevede poi che l'aggiudicatario sia tenuto a imporre quest'obbligo anche ai subappaltatori. La conclusione cui sono giunti i giudici Ue è che subordinare la retribuzione di un lavoratore impiegato in un appalto pubblico al rispetto del contratto vigente nel luogo della prestazione è contrario alla direttiva europea sul distaccamento dei lavoratori.

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Congedi parentali ai precari (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Osservatorio Viminale Numero 081, pag. 26 del 4/4/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Il Ccnl del 2000 non fa distinzioni in base alla durata del rapporto Congedi parentali ai precari Stesse tutele per chi ha un contratto a termine Può un dipendente, assunto con contratto a tempo determinato chiedere, al momento della nomina, la fruizione di un periodo di congedo parentale per l'intera durata del rapporto di lavoro? L'art. 7, comma 10, del Contratto collettivo nazionale di lavoro 14/9/2000 prevede espressamente che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del restante personale a tempo indeterminato, salvo le eccezioni espressamente indicate nello stesso articolo. In particolare la lettera e) del citato comma 10, riconosce chiaramente al personale in questione il diritto alla fruizione "di tutte le altre ipotesi di assenza dal lavoro stabilite da specifiche disposizioni di legge per i lavoratori dipendenti, compresa la legge n. 53/2000. Pertanto le disposizioni a tutela della maternità e della paternità di cui alla predetta legge, poi confluite nel decreto legislativo 151/2001, si applicano anche al personale a tempo determinato. Considerato che la predetta clausola contrattuale non prevede alcun riproporzionamento o riduzione della durata dei relativi periodi di assenza con riferimento alla durata del rapporto a termine, è da ritenere che non sia possibile procedere a una decurtazione proporzionale del periodo di congedo parentale richiesto, congedo che non può eccedere la durata del rapporto a termine. Va da sé che il lavoratore, per poter usufruire di detto congedo, deve, comunque, assumere servizio presso l'ente e rispettare i termini di preavviso espressamente previsti dall'art. 32, comma 3 del citato dlgs 151/2001. Si soggiunge da ultimo che il trattamento economico spettante è quello previsto dall'art. 17, comma 5, del Contratto collettivo nazionale di lavoro 14/9/2000, con riferimento ai lavoratori a tempo indeterminato. Pertanto, i primi 30 giorni di astensione facoltativa saranno retribuiti per intero, mentre per i successivi troverà applicazione l'art. 34 del predetto decreto legislativo numero 151 del 2001. ISTITUZIONE DI UNA DELEGAZIONE DEI SERVIZI COMUNALI L'istituzione di una delegazione dei servizi comunali presso nuove strutture del comune è di competenza di quale organo? L'art. 42, comma 2, letto a) dei decreto legislativo n. 267/2000 stabilisce la competenza del consiglio comunale in ordine ai "criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi, mentre l'articolo 48, comma 3, del medesimo decreto legislativo 267/2000 attribuisce alla giunta l'emanazione dei regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, "nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio". L'art. 89, del decreto legislativo n. 267/2000, inoltre, al comma 2, lett. b) ed e), tenendo conto di quanto demandato alla contrattazione collettiva nazionale, rinvia alla potestà regolamentare la disciplina degli organi, uffici, modi di conferimento della titolarità dei medesimi, ruoli, dotazioni organiche e loro consistenza. L'articolo 5, comma 4 della legge n. 127/97, trasfuso nel sopraccitato art. 48, comma 3 del dlgs n. 267/2000, è stato oggetto di chiarimenti da parte del ministero dell'interno, con la circolare n. 1/97, in cui si è precisato che la competenza del Consiglio alla formulazione di "criteri generali", non potesse dettagliarsi al punto da fornire indirizzi di tipo gestionale all'organo esecutivo, proprio per il fatto che la previgente competenza del Consiglio in tema di piante organiche risultava abrogata dalla normativa introdotta dalla legge n 127/1997. La competenza del consiglio comunale a stabilire "i criteri generali" ai quali la giunta deve attenersi nell'adozione del regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi; non può pertanto esplicarsi in termini tali da risultare di fatto invasiva della sfera di attribuzioni che la norma ha voluto riservare all'organo esecutivo in stretta correlazione alla responsabilità, attribuita allo stesso consiglio, di definire autonomamente le "linee programmatiche" (art. 42, comma 3 del Testo unico degli enti locali) dell'azione complessiva dell'amministrazione. La stessa formula usata dal legislatore (criteri generali) peraltro sta a indicare che l'intervento del consiglio non può essere così puntuale da lasciare la giunta priva di reali alternative in ordine ai contenuti del regolamento pur se l'atto di indirizzo adottato dal consiglio costituisce, comunque, vincolo per l'esercizio della potestà regolamentare e, come tale, parametro di valutazione e di interpretazione del susseguente regolamento. è sempre il regolamento che costituisce la fonte regolativa dei rapporti interorganici e intersoggettivi, che disciplina la distribuzione delle competenze tra i vari uffici e che definisce integralmente i vari profili organizzativi. L'istituzione di uffici comunali presso nuove strutture, sebbene con operatività limitata a poche ore settimanali, comporta una modifica della struttura organizzativa dell'ente che non rientra nella disciplina di cui all'articolo 42 - rubricato "attribuzioni dei consigli" - comma lett. a) e d) del Testo unico sull'ordinamento degli enti locali; quest'ultima disposizione è riferita agli organismi di decentramento e di partecipazione quali sono le forme associative, le circoscrizioni, le consulte ecc. Si tratta piuttosto di materia di competenza della giunta.

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Serve una gestione responsabile della cosa pubblica (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza (MF)" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

MF Serve una gestione responsabile della cosa pubblica Pensierino pre-elettorale: lo stato non può risolvere i problemi perché lo stato stesso è il problema. Scrivere di politica in piena campagna elettorale non è certo semplice, anche per la difficoltà di individuare temi di interesse che meritino di essere ulteriormente approfonditi a fronte di una miriade di articoli, interviste e dibattiti con i quali i sostenitori delle varie liste cercano di conquistare un elettorato sempre più contrariato dalla Politica-Spettacolo fine a se stessa.Sembra comunque utile cercare di identificarci nella figura ideale di un "elettore medio" per tentare di focalizzarne le aspettative in un quadro di esigenze individuali che, proprio perché medie, possono ben attribuirsi, con le inevitabili sfumature, alla collettività nel suo insieme.Destra o Sinistra? è evidente l'importanza della scelta perché l'approccio ai problemi economici e sociali da parte delle due componenti è fortemente differenziato; è però altrettanto evidente che la massa degli elettori, che sceglierà in base alle sue inclinazioni, al suo portato storico, o più banalmente in base ai suoi presunti interessi personali, ha comunque dei comuni bisogni di base facilmente identificabili e tali da richiedere, comunque, interventi idonei quale che sia la parte vincitrice.Senza stendere graduatorie possiamo sicuramente considerare settori chiave il mercato del lavoro, la sicurezza e il controllo dei flussi migratori e infine "last but not least" la riforma politica e amministrativa dello stato.Quello del lavoro non è certo un nostro problema specifico ma è anzi conseguenza di quella trasformazione epocale identificata come "globalizzazione": l'avvento dell'informatica, l'unificarsi dei mercati internazionali, il risorgere di Potenze a lungo represse quali Cina, India e Brasile, il rarefarsi delle risorse naturali, energetiche e alimentari, il venir meno di sistemi politici alternativi, hanno consentito l'imporsi di un capitalismo rampante e predone i cui adepti vanno saccheggiando il bene comune e minando le basi del convivere democratico. Così non si andrà lontano perché la società civile, così come la abbiamo costruita negli ultimi sessant'anni, non potrà convivere ancora a lungo con gli obiettivi di sfrenata competitività e di sfruttamento che vedono l'interesse di molti subordinato all'arricchimento di pochi. Che cosa ci si aspetta, in tale contesto, dai nostri futuri governanti? Certo non l'impossibile: la soluzione, che è di interesse planetario, verrà come al solito dall'esterno e dal basso; nel frattempo è però indispensabile che la politica recuperi il suo ruolo nei confronti del potere economico; il lavoro, soprattutto nelle società avanzate, non è semplice occupazione ma è la base per dare stabilità; materiale e psicologica, agli individui e alle famiglie. La flessibilità non va confusa con il precariato; la disponibilità e l'impegno dei giovani non vanno frustrati ma correttamente assecondati; le regole debbono essere eque, trasparenti e valide per tutte le parti sociali e non, come d'uso presso di noi, equivoche, aggirabili e utilizzabili da chi può per fini diversi da quelli dichiarati dal legislatore.Sicurezza e controllo dei flussi migratori sono problemi strettamente connessi col precedente, anch'essi di dimensione più ampia di quella nazionale. è pura utopia pensare di chiuderci a riccio, è un fenomeno fisico inarrestabile: gli immigrati continueranno ad arrivare, con le loro speranze e i loro problemi, contribuendo, nel bene e nel male, alla trasformazione della nostra società; è già accaduto in passato e accadrà anche in futuro, e noi italiani ben lo sappiamo per essere stati, di volta in volta, soggetti attivi o passivi di tale fenomeno, anche in questo caso ciò che serve, da subito, sono regole certe da applicarsi con rigore e un utilizzo efficace delle risorse disponibili, pochi paesi hanno una congerie di "Forze dell'ordine" come il nostro: praticamente ogni ministero dispone di una sua forza armata, addestrata ma utilizzata in gran parte in compiti burocratici o al servizio, spesso di puro prestigio, di politici e portaborse. Chi arriva con buone intenzioni deve essere controllato e consapevole di trovare presso di noi disponibilità e rigore; disponibilità a offrire asilo, parità di trattamento e riconoscimento delle peculiarità religiose e culturali, rigore nel pretendere reciprocità col rispetto delle leggi e delle consuetudini proprie del nostro paese. Alternative non ce ne possono e non ce ne devono essere.La riforma politica e amministrativa dello stato è quindi la chiave di volta: intervento prioritario e indispensabile, sia per la riduzione dei costi, sia, e soprattutto, per il miglioramento dell'efficacia ed efficienza dell'azione pubblica. Riforma è un termine ampio perché ampio dovrebbe essere il suo raggio di azione: strutture politiche centrali e periferiche, sistema giudiziario, rapporti tra i tre poteri, rapporti fra stato e chiesa, in breve un decisivo cambio di registro con una più stringente definizione dei ruoli e delle responsabilità. Ed è in questa parola, responsabilità, la soluzione che tutti cerchiamo; ciò che dobbiamo tutti recuperare è infatti, soprattutto, il senso della nostra responsabilità, la cognizione dei nostri doveri e dei nostri diritti, la consapevolezza di un rapporto automatico tra le nostre azioni e le loro conseguenze.Ciò che ci si aspetta dai nuovi governanti, quali che siano, è quindi il ripristino delle responsabilità, individuali e collettive, affinché venga finalmente smentita l'affermazione per cui "lo stato non può risolvere i problemi perché lo stato_ è il problema!".(*) Presidente Federdirigenti MF  - DirCredito - FD Numero 068, pag. 21 del 4/4/2008 Autore: Cesare Veneziani (*).

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Class action per il caro-tarsu (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Pagina VIII - Palermo Il caso Class class="term">action per il caro-Tarsu C'è ancora una settimana per aderire all'azione collettiva sulla Tarsu promossa contro il Comune. La tassa sui rifiuti ha visto un incremento del 75 per cento, illegittimo per gli animatori del sito bispensiero.it, promotori dell'azione legale che mira alla restituzione di una parte della cifra pagata. Partecipare costa 30 euro, quota che comprende l'iscrizione all'associazione Bispensiero (10 euro) e un contributo alle spese di bollo e di notifica (20 euro). E, se si vince, il 10 per cento di quanto ottenuto. Gli interessati possono rivolgersi allo sportello attivato in piazza Unità d'Italia 11 ogni giorno fino a venerdì prossimo, dalle 10 alle 18, o chiamare il 388 7630113.

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Morselli: "il ministro protegga il comizio" - silvia bignami (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina IV - Bologna Morselli: "Il ministro protegga il comizio" Il prefetto: rigore contro la violenza. Rifondazione smentisce Bertinotti Alle 18 il comizio della Destra in piazza Maggiore. No global pronti a manifestare SILVIA BIGNAMI Bologna teme il bis. Dopo la guerriglia anti-Ferrara, i centri sociali promettono di riaprire le ostilità oggi con un presidio non autorizzato contro la Destra di Stefano Morselli. Stessa ora, le 18. Stesso luogo, Piazza Maggiore. Pronta la risposta del prefetto Angelo Tranfaglia, che minaccia "un'azione appropriata e adeguata delle forze dell'ordine", che contrasterà "con assoluto rigore e determinazione qualsiasi atto violento e illegale, da qualsiasi parte provenga". Mentre il senatore Morselli chiama direttamente il ministro dell'Interno Giuliano Amato per chiedere "protezione". E la Sinistra Arcobaleno si spacca sulla solidarietà a Giuliano Ferrara. Si prepara un pomeriggio di tensione. Ieri i centri sociali hanno promesso di "contestare e contrastare l'inaccettabile presenza della Fiamma Tricolore sotto le Due torri. E hanno garantito di farlo senza i permessi e le autorizzazioni della Questura. Una sfida, lanciata a viso aperto alle forze dell'ordine dal cortile di Palazzo D'Accursio, in casa del "nemico" Sergio Cofferati. "Le accuse del sindaco contro di noi sono infondate - ha detto Angela, della rete di autodeterminazione delle donne - . Avevamo le mani alzate e la polizia ci ha pestati. I cordoni davanti erano tutti di donne". Alza le barricate la questura, mentre il Prefetto minaccia di stroncare qualsiasi "segnale di una possibile degenerazione del clima". E Morselli, che incassa la solidarietà del Pdl, chiede che le "forze dell'ordine intervengano e permettano lo svolgimento del comizio". Interviene anche il Presidente dell'Anpi William Michelini, che critica i collettivi per aver accolto la "provocazione" di piazza di Ferrara, e invita a "fare il vuoto e ignorare" il comizio della Destra. Anche se, aggiunge: "La polizia deve controllare che non si faccia apologia di fascismo". A difendere i collettivi resta solo la sinistra radicale. Ieri Rifondazione Comunista ha diramato un appello "perché Piazza Maggiore non venga infangata dai fascisti" e il comizio previsto venga annullato. In ogni caso una delegazione dell'Altrasinistra accompagnerà i centri sociali contro Morselli. Ci sarà certamente il consigliere di Prc Roberto Sconciaforni. Con lui anche il segretario di Prc Tiziano Loreti, il verde Roberto Panzacchi e l'indipendente di Prc Valerio Monteventi, che attacca: "Se nessuna forza politica è in grado di ascoltare queste istanze, vuol dire che in Italia la sinistra è finita". Ieri intanto è stato il giorno delle reazioni al comizio contestato di Giuliano Ferrara. Tutte, o quasi, a sostegno del direttore del Foglio. Compresa quella del candidato della sinistra radicale Bertinotti, che ieri mattina ha parlato di "solidarietà umana e politica". Ma la sinistra Arcobaleno sotto le due Torri non ci sta. "Mi dissocio da quel che ha detto Bertinotti" dice il segretario bolognese di Prc Loreti. Con lui Leonardo Masella, capogruppo del Prc in Regione, ha definito "assolutamente inconcepibile il coro di solidarietà espresso a Ferrara, soprattutto da parte di chi non era in Piazza Maggiore". E il segretario dei verdi Carlo Bottos conferma: "Io sto coi collettivi". "Sono contrario a chi toglie la parola, ma anche Ferrara l'ha tolta a tante donne" dice il fondatore del Cantiere Achille Occhetto, ieri alla Bolognina per una iniziativa elettorale. Mentre il coordinatore regionale del Prc Nando Mainardi dice: "Io non uso la parola solidarietà, preferisco dire che va data a tutti la possibilità di parlare". Più dura la deputata di Sd Katia Zanotti: "Condanno la violenza, ma che dire di quella di Ferrara contro le donne?".

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VENERDI' 4 Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 9,30 Alla presenza (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

Di Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri inizierà il "Convegno internazionale Italia e Europa Centro - Orientale: il Risorgimento come causa comune". Info 011/ 6615481 o info@europiemonte.it. Le parole del 68 CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 11 Conferenza di presentazione de "Le parole del '68. Arte, cinema, letteratura, musica". Intervengono Daniela Formento, Alberto Barbera, Fabio Freddi, Antonella Parigi e Fabrizio Vespa, con la partecipazione di Michelangelo Pistoletto. Città sostenibile ORDINE ARCHITETTI TORINO, VIA GIOLITTI 1, ORE 14,30 Convegno "Trasmettere la città sostenibile". Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Info 011/8815557. Iam Festival FNAC, VIA ROMA 56, ORE 16 In occasione dell'apertura di I am festival, incontro tra label, produttori, musicisti e dj e presentazione delle nuove realtà elettroniche piemontesi. Presenteranno l'incontro Marco Ricompensa di Blow Up e Matteo Brigatti di TorinoForum. Alle 17 showcase dei cunesi RunningWomanIdea, seguito dal dj set dei torinesi Alexxei n Nig. Torino CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE 17,30 "Torino tra cronaca nera e storia", con Pierluigi Capra, autore dell'omonimo libro. Rewriting AMANTES, VIA PRINCIPE AMEDEO 38/A, ORE 17,30 Torna la terza edizione di Rewriting, progetto dedicato al fenomeno graffiti/street art nato nel 2006 da un'idea del Circolo Culturale Amantes. Differente la modalità rispetto alla scorsa edizione: dalle tele giganti e collettive si passa a lavori di medio formato e individuali. Protagonisti Sir Two, Resee, Etnik e Macs. Info http://www.arteca.org/rewriting.htm. I tempi stanno cambiando MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45 Incontro su "Cambiamenti climatici sulle Alpi". Con Martin Beniston, Università di Ginevra. Cristeros BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,45 "La rivolta dei Cristeros. Il Messico tra guerra civile e guerra religiosa", a cura di, Andrea Cognata, Stefano Manganaro, Alessandro Martinez e Alessio Pavarallo. Info 011/4438604. Programmi elettorali GIARDINO D'INVERNO, PIAZZALE VALDO FUSI, ORE 18 "Le proposte economiche nei programmi elettorali": Giuseppe Berta e Pietro Garibaldi interrogano Michele Salvati. Conduce il dibattito Magda Negri. Info 335/1363916. Amedeo Duca d'Aosta ANARTI, VIA FONTANESI 1, ORE 18 L'architetto Leonardo Mastrippolito, responsabile monumenti della Città di Torino, tiene una conferenza su "Amedeo Duca d'Aosta: un monumento ritrovato". Prenotare allo 011/ 8170560. Il mondo dell'archeologia DAR AL HIKMA, VIA FIOCHETTO 15, ORE 18,30 "Lo scavo archeologico: strumenti, stratigrafia, documentazione e tecniche di indagine". A cura del Gat. Guarigione VITA UNIVERSALE, VIA LUSERNA DI RORÀ 3/A, ORE 19,30 Incontro "Come possiamo guarire o rimaner sani? Il primo passo è riconosci te stesso per poter prendere in mano le redini della vita". Info 011/4330976. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 La visita ha una durata di 2 ore e un costo di 7 euro. Si conclude in Piazza San Carlo. Prenotazione obbligatoria. Info 011/853670 o www.barburin.com. Dharma Buddhista CENTRO MAITRI BUDDHA, VIA GUGLIELMINETTI 9, ORE 20 "Del vivere e del morire". Con Daniela Muggia, Centro Rigpa-Italia Tonglen. Benditas Fomes CAFFE' BASAGLIA, VIA MANTOVA 34, ORE 20 Aperitivo ed incontro con Toni Martin autore della mostra fotografica "Benditas Fomes", proiezione video "A beraidera e o grilador" ed incontro con gli autori. Incontro Aipsim TEATRO PSICODRAMMA, VIA SAN DOMENICO 16, ORE 20,30 Plenaria di apertura col concerto jazz del Pfn Trio. Info www.aipsim.it. Essere famiglia ASSOCIAZIONE SPAZIO GENITORI, VIA SAINT BON 68, ORE 20,45 Incontro nell'ambito della II edizione del Percorso di Scuola di famiglia: "La coppia e la crisi - se la coppia fallisce: sempre genitori!". Incontro con l'autrice CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE 21 Maria Pia Bonanate, condirettore de Il Nostro Tempo, presenta il suo ultimo libro "Donne che cambiano il mondo". Info 011/4436250 o inforoccafranca@comune.torino.it. Artisti CENTRO CULTURALE ISABELLA, VIA VEROLENGO 212, ORE 21 "L'artista a colloquio con lo psicoanalista" a cura del Laboratorio Psicoanalitico, con i poeti dell'associazione Magna Grecia e gli scrittori dell'associazione Carta e Penna. Martin Luther King SALA ANTICO MACELLO DI PO, VIA MATTEO PESCATORE 7, ORE 21 Per "1968 - 2008 iniziative per il 40° anniversario della morte di Martin Luther King", conferenza dal titolo "La Forza di amare, l'eredità sociale e politica di Martin Luther King", intervengono Nadia Venturini, Gian Giacomo Migone e Paolo Naso, modera Emanuele Paschetto. Groenlandia LIBRERIA DAFTARI, CORSO BELGIO 70/D, ORE 21 Romano Calvillo presenta un reportage di viaggio in Groenlandia dal titolo "Kayak e nunatak". Ingresso libero. Info 011/8909565 o info@daftari.it. Lettura psicoanalitica CENTRO CULTURALE PRINCIPESSA ISABELLA, VIA VEROLENGO 212, ORE 21 "Artisti del territorio. L'arte a colloquio con lo psicoanalista", serata con gli artisti e poeti dell'Associazione Carta e Penna Barbara Parutto e Fulvio Ferrero e con gli scrittori e poeti dell'Associazione Magna Grecia Maria Celano, Maria Logrippo, Roberto Capasso, Valerio Cascini e Giorgio Motta. Tarocchi tantrici RISTORANTE KARMACOLA, LUNGODORA SIENA 12/BIS, ORE 21-22 Percepire le dinamiche profonde con la divin-azione tantrica e i suoi Archetipi vitali: Mito Eros Conoscenza tra Oriente e Occidente. A cura di Alcamon Ram Haros. Ingresso libero, partecipazione gratuita. I have a dream FABBRICA DELLE E, CORSO TRAPANI 91/B, ORE 21 Incontro dal titolo "Martin Luther King: I have a dream, dall'incubo può (ri)nascere il sogno, storia di un movimento, attualità di un messaggio", con interventi del past. Luigi Pecora e don Luigi Ciotti. SABATO 5 Incontro Aipsim TEATRO PSICODRAMMA, VIA SAN DOMENICO 16, ORE 8,30-22,30 Serie di laboratori esperienziali e seminari gratuiti allo scopo di presentare e diffondere la filosofia e la metodologia dello psicodramma moreniano in ambito sia terapeutico che formativo. L'evento ha il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte. Dopo l'assemblea generale dei soci, alle 20,30 performance di Playback Theatre. Info www.aipsim.it. Lo psicodramma è un metodo d'intervento, con le persone e con i gruppi, che attiva esperienze di interazione tra i partecipanti; propone e accompagna la rappresentazione scenica del loro mondo interiore;stimola e favorisce l'arricchimento delle capacità relazionali e l'ampliamento della consapevolezza e della conoscenza propria e dell'altro. Lo psicodramma persegue lo sviluppo delle risorse e la realizzazione delle potenzialità, individuali e collettive. Enti e Regioni CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 9 Convegno Amiar-Aress "Enti e Regioni a confronto - Percorsi legislativi in Medicine non Convenzionali: realtà e prospettive". Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 9,30 Seconda giornata del "Convegno internazionale Italia e Europa Centro - Orientale: il Risorgimento come causa comune". Info 011/6615481 o info@europiemonte.it. Comunità alloggio CASA RONDINE, VIA CAPRIOLO 20, ORE 10 Inaugurazione della Comunità alloggio per minori stranieri Casa Rondine. India BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 11 "Gusti, profumi e colori dell'India", incontro con la cultura e la cucina del sub-Continente indiano, letture e assaggi da ricette originali. Info 011/4431262. Elisir MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 14 Per "Elisir. Gocce d'arte in Italia. Itinerari culturali in collaborazione con altre Istituzioni italiane", visita alle dimore storiche: Castello di Issogne, con bus privato. Prenotazione obbligatoria allo 011/837688. Info www.fondazioneaccorsi.it. Visita guidata MUSEO EGIZIO, RITROVO ALL'INGRESSO, ORE 14,45 Visita guidata con una guida turistica. Costo: 8 euro, ingresso escluso. Iscrizioni: Sporidea Caleidos, 011/3090618. Giovani scrittori BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 15-17 AAA Giovani scrittori cercansi, in collaborazione con il Settore Politiche Giovanili, incontri condotti da Sabrina Rondinelli. Info 011/4438604. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Astrologia ISTITUO AVOGADRO, CORSO SAN MAURIZIO 8, ORE 15-18 Grazia Mirti parla di "Venere nelle tecniche previsionali". Info 011/4376192. Coordinamento generale FABBRICA DELLE E, CORSO TRAPANI 91/B, ORE 15 Coordinamento generale dei coordinamenti territoriali e dei presidi di Libera Piemonte, oltre che dei gec di Acmos. Roraima ISTITUTO MISSIONI CONSOLATA, VIA CILDINI 4, ORE 16 Incontro "Roraima (Brasile): i diritti dei popoli indigeni: a che punto è la notee?", interventi di Carlo Zacquini e Hudson. Info 011/595657 o 335/6931882. Diciotto secoli d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17 Visita guidata: un primo approccio alle collezioni e al palazzo per conoscere gli spazi, i nuovi allestimenti e i grandi capolavori di Palazzo Madama. Un modo per capire che non basta una visita a scoprire tutte le ricchezze del Museo. Info e prenotazioni 011/4429911. Oroscopo SOCIETÀ TEOSOFICA, VIA PINELLI 78/A, ORE 17 Incontro con tema "L'Oroscopo Personale - 2° parte", a cura di Rita Selicati. Amici dell'arte MUSEO ANATOMIA, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 52, ORE 18 "La musica a Torino nell'epoca di Lombroso", concerto scientifico con pianoforte, soprano e voce recitante. Precederà, alle 16,30, la visita guidata della collezione museale. Ingresso gratuito al concerto e euro 6 per la visita. Info 011/5816611. In festa LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Si festeggia l'apertura del nuovo spazio Dintorni contemporanei con l'acoustic session di Cristina Arfinengo, Giò Bruno e Diego Alloj. Danzando nel Borgo SCUOLA AURORA, VIA CECCHI 16, ORE 21 L'Associazione Cecchi Aurora organizza serate danzanti a tema, gare di ballo, gare di torte, barzellette e poesie. Ingresso gratuito. Info 011/4368408. DOMENICA 6 Incontro Aipsim TEATRO PSICODRAMMA, VIA SAN DOMENICO 16, ORE 10-15 Tavola rotonda con gli autori della rivista Aipsim "Psicodramma Classico" e con altri autori di testi recentemente pubblicati, moderatore Paola De Leonardis. Al termine del 6° Incontro di Primavera, incontro - confronto in vista del congresso Iagp del 2009 a Roma. Info www.aipsim.it. Network Giovani GIARDINI FARINELLI MIRAFIORI SUD, ORE 15 Jam hip pop: periferie resistenti: live street hip hop, writers, skaters, giocoleria resistente con la presenza dei candidati del Network Giovani. Torino today tour PINACOTECA AGNELLI, LINGOTTO, VIA NIZZA 230, ORE 15,30 Visita alla Pinacoteca Agnelli e al comprensorio del Lingotto. Durata 2 ore. Info e iscrizioni 011/ 4347954. Incontro musicale FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Il pianista Andrea Padova presenta il suo nuovo album "Notes posted on the refrigerator". Salotto Live XO', VIA PO 46, ORE 22,30 Riparte il Salotto live by GrigioTorino, ospiti della prima serata: Teoria delle Orbite, TrafficKills.com, Jadish, il Cerchio e le Gocce e Tuccinardi Giorgio, ospite fisso il Limo. Serata ripresa dalle telecamere di Qui Rete Libera (www.quiretelibera.org). LUNEDI' 7 Controllo statistico del processo CENTRO ESTERO, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 9-18 "Impostare e attuare il controllo di un processo produttivo di serie tramite il metodo Spc". A pagamento: 011/ 6700669 - 654. Miracoli mariani SAN DOMENICO, VIA SAN DOMENICO, ORE 16 Luciana Mistrorigo introduce il tema "Miracoli mariani in due Chiese di Torino", ne parleranno Fra Luca Isella e Patrizia Longo. Partecipa Padre Lorenzo Franceschini. Il piemontese BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17 "Il piemontese, Gli scrittoir, le opere, i luoghi, le parole", in collaborazione con il Centro studi piemontesi. Incontro su "Parole nostre: leggere, parlare, scrivere". Info 011/4438604. In spagnolo BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17 Gruppi di conversazione per chi possiede conoscenze di base della lingua e desidera coltivarle in collaborazione con l'Istituto di istruzione superiore Regina Margherita, incontri condotti da Elcka Issir Gutierrez Pinedo. Info 011/4431262. Network Giovani UNIVERSITÀ DEGLI STUDI, VIA SANT'OTTAVIO 20, ORE 17 Left Lab e collettivo scienze politiche presentano "Black Panther Party, percorsi di memoria tra ieri e oggi", ospite David Hilliard, membro fondatore del Black Panther Party. Introduce Anubi Lussurgi D'Avossa. Scuola di Liberalismo FONDAZIONE EINAUDI, VIA PRINCIPE AMEDEO 34, ORE 17-19 Lezione di Paolo Zanetto su "Marketing politico e lobby in una società libera". Info www.fondazione-einaudi.it. Usa e il voto ARCHIVIO DI STATO, PIAZZA MOLLINO 1, ORE 17,15-19,15 Dibattito "Gli Stati Uniti a sei mesi dalle elezioni presidenziali del 2008", introduce Piero Gastaldo, presiede Maurizio Vaudagna, intervengono Mike Allen, Juleanna Glover e Jamal Simmons, commenta Ettore Greco. Segue aperitivo. I tempi stanno cambiando MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45 "La ricostruzione del clima con le antiche serie di misura". Con Reinhard Bohm. Epoca post-moderna BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 18 "I profeti dell'epoca post-moderna: Huxley, Orwell, Bradbury", a cura dei volontari e delle volontarie del SCN, incontri di lettura condotti da Alessandra Celati: "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley. Info 011/4435990. Liturgie egizie CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 18 L'egittologo Martin Bommas terrà una conferenza dal titolo "Le liturgie funerarie". Organizza l'Acme. Voler capire CENTRO INCONTRI DELLA REGIONE PIEMONTE, CORSO STATI UNITI 23, ORE 18 27 lezioni organizzate dal Fai per conoscere l'arte contemporanea. Oggi "Arte e comportamento negli anni '70", interviene Angela Vettese. Info 011/539212 o www.segreteriafaipiemonte@fondoambiente.it. Tai Chi CENTRO DAIVA JYOTI, VIA TIRRENO 151, ORE 18,30 Lezione di prova di Tai Chi Chuan con lmaestro Roberto Mei. Info 011/3270145 o www.daivajyoti.it. Donne e politica SALA DELL'ANTICO MACELLO DI PO, VIA MATTEO PESCATORE 7, ORE 18,30 Alle/ai canditate/i presenti sarà chiesto di di rispondere alle questioni poste dall'appello su contraccezione, aborto, fecondazione assistita, ricerca sulle cellule staminali embrionali, riconoscimento delle coppie di fatto. Partecipano Daniela Alfonzi, Ciro Argentino, Monica Cerutti, Grazia Francescato, Magda Negri, Alberto Nigra, Anna Rossomando, Antonio Soggia e Gianna Tangolo. Info 011/8122519 o forumdonnepolitica@gmail.com. Regole del voto ITIS AVOGADRO, CORSO SAN MAURIZIO 8, ORE 20,30 Il meetup - Amici di Beppe Grillo di Torino organizza l'incontro aperto al pubblico dal titolo "Conosciamo veramente le regole del voto del 13-14 Aprile?", relatore Luca Imarisio, segue dibattito. Ansia e stress CENTRO PERSONA, CORSO REGINA MARGHERITA 95, ORE 21 "Ansia e stress? Ridiamoci sopra...! La terapia della risata", interviene Arcangelo Giordano. La partecipazione è gratuita previa prenotazione. Info 340/8202881. Grafologia ASSOCIAZIONE ALETHEIA , CORSO BRAMANTE 41, ORE 21 "La personalità tra le righe", serata sulla Grafologia, ovvero l'arte di leggere il carattere attraverso la scrittura. Gradita la prenotazione. Info 346/6851494 o assoc.aletheia@tiscali.it. MARTEDI' 8 Msa CENTRO ESTERO, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 9-18 "Analisi delle proprietà statistiche dei sistemi di misura (Msa) per valutare la conformità e la capacità dei processi produttivi dell'azienda e determinare l'attendibilità dei risultati ottenuti". A pagamento: 011/ 6700669/654. MartedìSalute AGORA' CENTRO CONGRESSI, VIA VELA 17, ORE 10 Incontro sul tema "Perdita elementi dentari: possibilità terapeutiche. Prevenzione e salute orale", con Gian Paolo Damilano, Laura Guerra ed Adelia Celia. Info 011/5718246. Martedì Culturali CENTRO CHANTAL, VIA PERAZZO 7, ORE 15,30 Nono incontro "Don Juan di Felix Gray (commedia musicale, 2005)", relatrice Pierangela Demo. Come vivevano UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 15,30 Lucia Cellino parla di "Vite parallele: Apuleio e Cagliostro". Info 011/4342450. Donne ed economia CENTRO SERVIZI VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 15,30 Incontro dal titolo "Quale risparmio è possibile? class="hilite">Class Action e Codice Iban", interverranno Anna Maria Patisso, Antonio Sgroi e Paolo Medici. Info 011/5816644 o 338/8285833. Medicina C EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 15,30 La Dott.ssa Chiara Eandi parlerà sul tema "La vista: informazioni e deformazioni". Info 011/4342450. Mode del 700 MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 16 Incontro "Mode del settecento tra cineserie e l'arte della tavola. Il fascino dell'Oriente", intervengono Lura Ferretti e Paola Mastrangelo. Info 011/837688 int. 4. Cesare Pavese BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 16,30 "Cesare Pavese: 1908-1950", gruppo di lettura e scrittura proposto in occasione del centenario dalla nascita in collaborazione con l'associazione LiberArt, incontri condotti da Maria Marullo. Info 011/4437080. Leggo, dunque sono BIBLIOTECA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17 Lettura interpretativa di Goldoni, Moliere, Deledda, Checov e Pirandello in collaborazione con il Liceo Teatro Nuovo. In inglese BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17 Gruppo di lettura tra letteratura e attualità, per chi possiede conoscenze di base della lingua e desidera coltivarle in collaborazione con la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università degli studi di Torino, incontri condotti da Marta Anzalone. Info 011/4431262. Signoria, castello, comune BORGO MEDIEVALE, VIALE VIRGILIO 37, ORE 17 Appuntamento con "Signoria, Castello, Comune: frazionamento del potere", attraverso il percorso in Rocca e nel Borgo viene analizzata l'evoluzione delle istituzioni civili e sociali durante il Medioevo: dal sistema feudale ai poteri signorili sviluppatisi intorno ai castelli del contado e al ruolo delle città comunali. Info 011/4431705. Albertina si svela ACCADEMIA ALBERTINA, VIA ACCADEMIA ALBERTINA 6, ORE 17,30 "Ferruccio Stefani: un mercante e collezionista all'origine del museo genovese". Con Rossana Vitello. Dall'età napoleonica ai moti carbonari BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 "Alfieri, Monti, Foscolo, tre intellettuali di fronte al potere". Con Andrea Maria. Incontro GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 18 "Il Giappone e il Tibet di Fosco Maraini". Con Adriana Boscaro e Erberto Lo Bue. Con proiezione diapositive. AntoloGaia FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Il Circolo culturale glbt Maurice organizza un incontro di presentazione del libro di Porpora Marcasciano "AntoloGaia. Sesso, genere e cultura degli anni '70". Non violenza BIBLIOTECA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 18 "India: la sfida alla corona". Con Piercarlo Racca. Happyfilo BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 18 "Happyfilo. Stare insieme per pensare insieme", in collaborazione con Phronesis. Associazione italiana per la consulenza filosofica incontri condotti da Stefania Bernabeo. "Sai tenere un segreto? Un segreto è tale perchè può essere svelato.". Info 011/4435990. Tassa rifiuti CENTRO STUDI SERENO REGIS, VIA GARIBALDI 13, ORE 18 Il cittadino domanda e l'amministrazione comunale risponde: "Mi chiedete di aumentare la mia quota percentuale di raccolta differenziata e mi aumentate la tassa sui rifiuti?", incontro dibattito con Gianguido Passoni e Carla Pairolero. Info 011/ 2898241. Archeologia militare ACQUARIO PALAZZO NUOVO, VIA SANT'OTTAVIO 20, ORE 18 Gabriele Gatti ed Ettore Galli terranno una conferenza su "Schedatura e documentazione fotografica delle strutture militari", organizza il Gruppo Archeologico Subalpino e Ass. Vecchio Piemonte. Info 333/4265619, 338/4621470 o garcheo.subalpino@libero.it. Bordeaux - Torino CENTRE CULTUREL FRANCAISE, VIA SALUZZO 60, ORE 18-19,30 Incontri tra studenti delle facoltà di scienze politiche delle università di Bordeaux e Torino: "La laicità", con la partecipazione di Florie Lefèbvre e Giorgia Innocenti. Info 011/666181. Tela di parole CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Liana De Luca e Giorgio Barberi Squarotti presenteranno il libro di Giovanni Chiellino "Tela di parole". Introdurrà Giovanni Ramella. Info 011/8123023 o www.centropannunzio.It. Chiamarsi Giorgio MOOD LIBRI E CAFFE', VIA CESARE BATTISTI 3/E, ORE 18,30 "L'importanza di chiamarsi Giorgio": Manganelli e Simenon, un parallelo impossibile o quasi, una lettura critica e visionaria a cura di Marco Barile. Info 011/5660809. Funzione genitoriale ASSOCIAZIONE SCAMBIAIDEE, VIA MAZZINI 44, ORE 19 Proseguono gli incontri dedicati alla funzione genitoriale, condotti da due psicodrammatiste formatesi alla scuola di Giulio Gasca. È previsto un contributo minimo. Info 333/8283444. Nuovi modelli di sviluppo AULA MAGNA OSPEDALE MOLINETTE, CORSO BRAMANTE 88/90, ORE 20,30-23 Ciclo di conferenze a cura di Sante Bajardi e Rossana Becarelli "Economia, ambiente, salute, nuovi modelli di sviluppo": conferenza di Beppe Rocca "Scienza medica e futuro dell'uomo: medicina molecolare quantistica". Info 011/6333568. Cultura medica SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 Incontro "Sessualità e depressione", interviene Giuseppe Armentaro, coordina Patrizia Donà. Info 011/4343700. Il destino dell'amore LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Ciclo di conferenze di psicoanalisi dirette da Luciano Faioni, appuntamento sul tema "Il bisogno d'amore", interviene Daniela Filippini. Ingresso libero. Info 011/ 888975. Serata col pilota SALONE CIRCOSCRIZIONE 3, CORSO FERRUCCI 65/A, ORE 21 A rispondere alle domande dei presenti il comandante Alitalia Graziano Passero. Info www.flytorino.it o 347/9820605. Genitori & figli FABBRICA DELLE E, CORSO TRAPANI 95, ORE 21 Serata su "Le nostre ragazze diventano donne. Adolescenti: corpo, mode, sessulaità, sentimenti", con la ginecologa e psicoterapeuta Luciana Tumiati. Alle 19,30 cena con prenotazione obbligatoria. Info 011/3841083. Circolo fotografico WWF PIEMONTE, VIA PEYRON 10, ORE 21,15 Flavio Cerri presenta le proiezioni dai titoli "Bush Ways Safaris: Botswana", "Nel regno del Serpente dorato" e "Sulla via dei Gorilla". Info adezan@libero.it o aprove@mac.com. MERCOLEDI' 9 Settimana della lingua francese AULA MAGNA DEL RETTORATO, VIA VERDI 8, ORE 9,30-13 "Rencontrons-nous en francais! Toi, ta langue, ton visage". A cura del Centre culturel francais. Network Giovani POLITECNICO DI TORINO, CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI 24, ORE 10 Dibattito su scuola, università e lavoro tra Piero Fassino, Gennaro Migliore, Marilde Provera e Roberto Della Seta. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Sportello benessere CENTRO SERVIZI VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 16-18,30 Prosegue l'attività dell'associazione Cultura del Benessere e dello sportello, che fornisce consulenza e informazioni sulle terapie complementari per la salute ed il benessere. Info e prenotazioni 335/328214. Letture in lingua inglese BIBLIOTECA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17 Gruppo di conversazione per chi possiede conoscenze di base della lingua. Genitori e bimbi CENTRO DAIVA JYOTI, VIA TIRRENO 151, ORE 17-18 Corso di teatro per genitori e bimbi. Richiesta la prenotazione. Info 011/3270145 o www.daivajyoti.it. Pensiero politico BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 17,15 "Classici del pensiero politico: a Aristotele a Kant", gruppo di lettura: un'occasione per discutere e confrontarsi, incontri condotti da Cecilia Cognigni. Info 011/ 4431262. Conferenza ARCHIVIO DI STATO, PIAZZETTA MOLLINO 1, OPRE 17,30 "La sopravvivenza degli antichi Dei". A cura di Adriano Pennacini. Estetica LA TORRE, VIA MARIO PONZIO 10, ORE 17,30 "Medicina estetica e ringiovanimento del viso". Ingresso gratuito. Lavoro SALA CONVEGNI API, VIA PIANEZZA 123, ORE 17,30 Convegno "Bene comune e lavoro. quali riforme per occupazione e sviluppo", con due tavole rotonde: "Il nuovo scenario sociale del lavoro" e "Il nuovo governo e le riforme per il lavoro". Info 333/1499123 o www.santommasomoro.org. L'Indice Puntato FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 L'incontro è dedicato ai libri "Per la verità" di Diego Marconi e "La virtù del dubbio. Intervista su etica e diritto" di Gustavo Zagrebelsky. Ne discutono gli Autori, la sociologa della politica Elisabetta Galeotti e il sociologo Franco Rositi. Guareschi CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Giuseppe Valperga parlerà sul tema "Il mito di Don Camillo". Introdurrà Anna Ricotti. Info 011/ 8123023 o www.centropannunzio.It. Nuova poesia BIBLIOTECA CIVICA ALBERTO GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 18,30 "La nuova poesia contemporanea piemontese", percorso di scavo e segnalazione delle voci della poesia regionale provincia per provincia, città per città, in collaborazine con Torino poesia: nuova poesia vercellese. Info 011/8196706. Zen endogenesi CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/28, ORE 19 Introduzione al percorso di "Zen endogenesi", tecniche di respirazione, concentrazione e meditazione per lo sviluppo delle energie interiori, e il mantenimento del benessere psico-fisico. Partecipazione gratuita. Info 011/4119849 o 334/3145040. Mistero dei Templari CHIESA SANTA CRISTINA, PIAZZA SAN CARLO, ORE 19,50 Un inquietante itinerario notturno dedicato agli antichi custodi del tempio e al segreto del Graal. Prenotazione obbligatoria. Info 011/853670 o www.barburin.com. Incontri letterari LIBRERIA EDITRICE PSICHE 2, VIA MONGINEVRO 11 A, ORE 20-21 Mariella Repellino e Fabrizio Magliocco presentano "Tutto l'amore, per trovarsi e perdersi". Info 011/386172 o www.psiche2.com. Giovani e sessualità SALA TEATRO DEL TEMPIO VALDESE, CORSO VITTORIO EMANUELE II 23, ORE 20,45 "Educazione alla sessualità e all'affettività". Incontro con Mariarosa Gioito, responsabile struttura Ss Consultori famigliari e pediatria. Progetto salute 2008 OSPEDALE SAN GIOVANNI ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20,45 Ciclo di incontri "Con mani umane per il futuro dell'arte medica": Domenico Matarozzo interviene su "Rio Abierto: la fiducia per incontrare le nostre diverse parti". Info 328/2171027 o www.centroarmoniavalgomio.it. Istinto alla coppia TEATRO VITTORIA, VIA GRAMSCI 4, ORE 21 Incontro "Le parole che seducono. Le parole che fanno innamorare". Serate d'Egitto VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 21 "La bellezza femminile nell'Egitto dei Faraoni". Con Ilaria Monfardini. Scuola di formazione del soggetto LABORATORIO PSICOANALITICO, VIA ASSISI 6, ORE 21 "Il bene non si può fare", a cura di Giancarlo Gramaglia. Info: 011/ 2162736. Professione Psicologo LIBRERIA LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Ciclo di incontri di orientamento, organizzato da studenti della facoltà di psicologia di Torino, in collaborazione con Legolibri, che consiste nella presentazione di sei scuole di psicoterapia, appuntamento con Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica (Spp), Specialità in psicoterapia dell'Età Evolutiva e dell'Età Adulta, intervengono Lauretta Ottolenghi, Francesca Pavese, Marcello Panero, Claudio Pavia. Ingresso libero. Info 011/888975. Emozione e seduzione CENTRO INCONTRI, VIA MAGENTA 49, ORE 21 Il Centro Studi Comunicazione organizza un incontro su come raggiungere i propri obiettivi nella vita sentimentale ed affettiva imparando a sedurre chi ci piace realmente, mantenendo vitale l'emotività e la passionalità in un rapporto consolidato. Info 333/ 1511703. Angolo dell'avventura ARSENALE DELLA PACE, VIA BORGODORA 61, ORE 21,30 Loredana Boscarato presenta "Lungo il Mekong. Cambogia e Laos con mezzi locali", con proiezione dvd. Info www.angolodellavventuraroma.com. GIOVEDI' 10 Elisir MUSEO ACCORSI, VIA PO 55, ORE 14 Per "Elisir. Gocce d'arte in Italia. Itinerari culturali in collaborazione con altre Istituzioni italiane", visita alle dimore storiche: Castello di Issogne, con bus privato. Prenotazione obbligatoria allo 011/837688. Info www.fondazioneaccorsi.it. Pomeriggi copernicani LICEO COPERNICO, CORSO CAIO PLINIO 2, ORE 14,30-16,30 "La metafora scientifica, la metafora artistica, la metafora letteraria: quando le conoscenze imparano a confondersi", relatori i docenti Maia, Martinotti, Pevere e Varengo. Info 011/ 610606. Democrazia CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 14,30 La Scuola per la Buona Politica propone una serie di incontri: "Democrazia e mercato", con una lezione di Marco Revelli e Filippo Cavazzuti, discussione coordinata da Sergio Scamuzzi, conducono il seminario Valentina Pazé e Lino Sau. Info www.sbptorino.org. Scuola di formazione del soggetto LABORATORIO PSICOANALITICO, VIA ASSISI 6, ORE 15-18 "Il Passalibro Psicoanalitico", con associazioni e artisti del territorio. Info: 011/ 2162736. Tavola rotonda EUROSTUDIO, VIA SAN QUINTINO 31, ORE 15-19 "Il rancore", un sentimento che distrugge l'amore. Info 011/ 5631233. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Incontri culturali LICEO ALFIERI, CORSO DANTE 80, ORE 16-18 Angelo Toppino interviene su "C'era una volta Torino". Info 011/6967831 o 348/5300681. Popoli antichi ARCHIVIO DI STATO, PIAZZETTA MOLLINO 1, ORE 17 Renato Pennacini dialoga su "Gli altri popoli antichi". Scuola di Liberalismo FONDAZIONE EINAUDI, VIA PRINCIPE AMEDEO 34, ORE 17-19 Lezione di Dino Cofrancesco su "Liberalismo e laicità". Info www.fondazione-einaudi.it. Amore e psiche EUROSTUDIO SERVICES, VIA SAN QUINTINO 31, ORE 17,15 "Vita di coppia: il rancore", conduce Maurizio Brescello. Info 011/5631233. In francese PUNTO PRESTITO GABRIELE D'ANNUNZIO, VIA SACCARELLI 18, ORE 17,30 Gruppi di conversazione in lingua francese per chi possiede conoscenze di base e desidera coltivarle, in collaborazione con il Centre culturel francais. Info 011/ 4439350. Società Dante Alighieri HOTEL DIPLOMATIC, VIA CERNAIA 42, ORE 17,30 Dittico di letture dantesche: "Due personaggi esemplari: Farinata e Brunetto", introduce, spiega e legge Andrea Maia, coordina Teresa Grimaldi Scalafiotti. I giovedì del Coes SALA D'ATTESA DEL COES, MOLINETTE, ORE 18 Incontro "Dieta e cancro". Con Augusta Palmo e Franco Merletti. Ceramiche preistoriche GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 18 Giorgio Gay e Orietta Maestro parleranno di "Tecnologia della ceramica nella preistoria", nel ciclo delle conferenze mensili dell'Associazione Amici del Museo di Antichità di Torino. Info 338/ 4621470 o amicimuseoantichita@libero.it. Extracampus FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Extracampus: l'Università fa televisione, intervengono Lorenzo Denicolai e Elisabetta Ferrero Redattori, Giorgio Cordeschi Grafico. Bric San Vito SALA CONFERENZE VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 18 In occasione dell'inaugurazione della mostra "Bric San Vito - dal passato al presente", si tiene la conferenza dal titolo "Il Bric San Vito. Un sito archeologico sorprendente". Info 011/4366333. Anna di Cipro IMMAGINE PER IL PIEMONTE, VIA LEGNANO 2/B, ORE 18,15 Incontro "Anna di Cipro. La principessa che portò ai Savoia il primo titolo regale", ne discutono Mario Gallina, Roberto Solari e Donatella Taverna, introduce Vittorio Cardinali. Arte PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 18,30 "Conversazioni d'arte a Palazzo". Ingresso libero per i visitatori della mostra. Autostima CENTRO INCONTRO CIRCOSCRIZIONE 3, VIA MILLIO 20, ORE 18,30-20 L'associazione Gaiaterra propone un incontro teorico-pratico "Autostima in azione: imparare a dire no". Verrà presentato lo stage del 20 aprile, a cura di Ivan Bono. Info 328/0287813. Aperitivo culturale SHORTBUS CAFÈ, VIA GAUDENZIO FERRARI 5/I, ORE 19,30-21 Incontro con la Cooperativa Sociale Papili e presentazione del progetto di reinserimento lavorativo all'interno del carcere delle Vallette. Info 011/2763987 o info@shortbuscafe.it. Incontri con gli esperti PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 20,30-22,30 Passeggiata alla mostra su Canaletto e Bellotto con Willy Beck. Costo: 12 euro, comprensivo di biglietto e visita guidata. Prenotare: 011/5711807. Campi di lavoro EL BARRIO, STRADA CUORGNÉ 81, ORE 20,30 Cisv presenta i Campi di conoscenza e lavoro 2008, in partenariato con Catedra de la Paz Oscar Romero e Association pour le Développement du quartier de Keur Serigne. Partenze dal 27 luglio al 17 agosto in Venezuela, dal 03 al 25 agosto in Senegal. Info 011/2243813 o campi@cisvto.org. Cristo discusso FACOLTA' TEOLOGICA, VIA XX SETTEMBRE 83, ORE 20,45 "Gesù ebreo o cristiano? L'ebraicità di Gesù". Con Giuseppe Ghiberti. Orientarsi al benessere CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45, ORE 21 Per il ciclo "Orientarsi al benessere. Percorso di ricerca di armonia", serata dedicata a "La stima di sé come miglioramento delle relazioni collettive", organizzata dalla Bottega Benessere della Cascina Roccafranca in collaborazione con l'associazione Sportidea Caleidos, e condotta da Milena Passerini. Info 011/4436250. Amici dell'arte AMICI DELL'ARTE, VIA TOSELLI 1, ORE 21 "Le fortificazioni orfane. Dalle Alpi Marittime alla Val d'Aosta, fortificazioni poco conosciute e dimenticate", con Giorgio Ponzio. Info 011/5816611. David Sedaris CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 21 La musica di David Sedaris, con Banda Osiris e Michele di Mauro, partecipa l'autore. Residenze piemontesi AGORA' CENTRO CONGRESSI, VIA VELA 17, ORE 21,15 Incontro dedicato a "Il Castello della Manta", con Giovanna Galante Garrone e Luisa Clotilde Gentile. Info 011/5718246. MOSTRE Bambini del Chiapas GRUPPO ABELE, CORSO TRAPANI 91/B L'organizzazione non governativa Peace Games presenta la mostra fotografica "Bambini del Chiapas", ideazione e fotografie di Paola Crova, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, fino al 30 giugno. Info 011/384101 o 011/3841066. Province a Palazzo PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO Per il mese di aprile i residenti o le persone nate nella provincia di Asti potranno entrare a Palazzo Madama con un biglietto di ingresso al costo di 1 euro, previa esibizione di un documento di identità. Info 011/4433501 o palazzomadama@fondazionetorinomusei.it. Arte per strada SALA BOLAFFI, VIA CAVOUR 17 Mercoledì 9 inaugura la mostra "L'arte per la strada. I manifesti del Maggio francese", visitabile fino al 6 maggio. La mostra prevederà inoltre, nei mesi di aprile e maggio, un'appendice negli spazi del Circolo dei Lettori, con l'esposizione di una ventina di manifesti politici torinesi degli archivi Giorgio Nelva e Piero Gilardi. Orario: tutti i giorni 10-19. Info 011/5576300. Galileo PIAZZA DEI MESTIERI, VIA DURANDI 13 "Galileo. Mito e realtà", mostra a cura di Maria Elisa Bergamaschini, Serenella Feliciani, Gabriele Mangiarotti, Lorenzo Mazzoni, Franco Tornaghi, coordinamento Mario Gargantini, consulenza di Francesco Bertola, Francesca Bonicalzi, Alessandro Gamba. Visitabile dal 7 al 22 aprile, con orario: lunedì-venerdì 9-12 e 15-19, sabato 16-20. Info 011/19709600 o eventi@piazzadeimestieri.it. Marco Ferreri MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA, VIA MONTEBELLO 20 Dal 4 aprile al 2 giugno è visitabile la mostra "Marco Ferreri. Il cinema, i film", testimonianze fotografiche di Fabian Cevallos e dell'archivio personale del regista. Segno e scrittura BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA, PIAZZA CARLO ALBERTO La mostra "Dal segno alla scrittura, dalla scrittura al segno", un viaggio dai manoscritti antichi alla calligrafia artistica attraverso un percorso didattico, sarà visitabile fino al 28 aprile, col seguente orario: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 9-14; martedì e giovedì 9-13 e 14-18. Visite guidate e dimostrazioni di calligrafia per gruppi e scuole (massimo 30 persone) su prenotazione; clendario: giovedì 3 dalle 16 alle 18; mercoledi 9 dalle 10 alle 12 e martedì 15 dalle 16 alle 18. Info e prenotazioni 011/8101113. Francesco Tamagno, SALE DELLA ROCCA E CHIESA DEL BORGO MEDIOEVALE, PARCO DEL VALENTINO E' visitabile la mostra "Francesco Tamagno al Borgo. La carriera internazionale di un grande tenore dell'Ottocento", realizzata dal Teatro Regio in collaborazione con la Fondazione Torino Musei. L'iniziativa rende omaggio al tenore torinese e fornisce l'opportunità di ammirare la collezione di stupendi costumi e di oggetti di scena del grande cantante, recentemente acquisita dal Teatro Regio grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo. Fino all'11 maggio. Industria nella letteratura BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79 Mostra bibliografica realizzata dall'Ufficio Studi locali delle Biblioteche civiche torinesi, in occasione del convegno sulla letteratura industriale all'Istituto Primo Levi. Visitabile fino al 4 aprile. Info 011/4437080. Accendi il cervello e cambiamenti climatici MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 Mostra interattiva "Accendi il cervello. Intelligenze, sensi, emozioni", visitabile fino al 25 maggio. Le installazioni interattive aiutano a rispondere ad una serie di quesiti individuando le leggi del comportamento umano che regolano la trasmissione di messaggi al e dal cervello. Sempre al museo, sono allestite le esposizioni "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari futuri" e "Riflessioni & Riflessioni". Info 011/432.6354 o www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 19, chiuso martedì. Info 800/329329, 011/4326337 o didattica.mrsn@regione.piemonte.it. Molluschi MUSEO DI STORIA NATURALE DON BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra fotografica "Istantanee di molluschi mediterranei", fino a domenica 13 aprile. Orari: da lunedì a venerdì, su prenotazione, 9-12,30 e 14,30-18,30; sabato su prenotazione 9-12,30; senza prenotazione: 14,30-18,30; domenica senza prenotazione 14,30-18,30; chiuso Pasqua e Pasquetta e al mattino della domenica. Info 011/6601066, 331/6605587 o museo@liceovalsalice.it. Paline storiche INFOPOINT CAMERA DI COMMERCIO, VIA SAN FRANCESCO DA PAOLA 24 La Camera di commercio ospita, fino all'11 aprile, la mostra "Fermata provvisoria. Paline d'artista". Organizzata insieme ad Artegiovane, e in collaborazione con Gtt, l'esposizione rivisita in chiave artistica alcune paline storiche del servizio trasporti torinese. La mostra è visitabile gratuitamente (lunedì-giovedì: 9-12,15, 14,30-17; venerdì: 9-12,15). Info: 011/ 5716405/6/7, urp@to.camcom.it. Lavoro CENTRO INCONTRI DELLA REGIONE, CORSO STATI UNITI 21 Fino al 19 aprile "Il rischio non è un mestiere", mostra all'interno della quale sono esposte immagini tratte dalle collezioni degli archivi Alinari, il più importante fondo fotografico documentario italiano. L'esposizione, ripercorrendo quasi due secoli di storia - alla luce della recente approvazione parlamentare del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro - ha il compito di sensibilizzare il grande pubblico in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Orario: 10-19, chiuso la domenica. Eut 10 MAUSELEO DELLA BELLA ROSIN, STRADA COMUNALE DI MIRAFIORI Nell'area in cui ora sorge il Parco Colonnetti all'inizio del Novecento si trovava il più importante aeroporto d'Italia, L'Eut 10. Lo racconta la mostra "Mirafiori in volo. C'era una volta un aeroporto" che narra la storia dei piloti, dei velivoli, delle industrie, ma soprattutto delle persone che hanno vissuto quell'epoca. Visitabile il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 14 alle 17. Info: 011/4435003. Rossa PALAFUKSAS, PIAZZA DELLA REPUBBLICA 25 Fino al 4 maggio il PalaFuksas ospita "Rossa. Immagine e comunicazione del lavoro: 1848/2006. millequattrocentometriquadridivideoinstallazioni". L'allestimento multimediale sfrutta le potenzialità visive ed emozionali fornite oggi dalle nuove tecnologie. Apertura tutti i giorni 10-20 (ultimo ingresso ore 19), martedì chiuso. Ingresso gratuito. Info 800/329329, www.mostrarossa.it, www.100annicgil.it o rossa@arthemisia.it. (R)esistere MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A La mostra "(R)esistere per immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo" resterà aperta fino al 27 aprile, con orario 10-18, giovedì 14-22, lunedì chiuso. Ingresso libero. Mostra zoologica MUSEO DI STORIA NATURALE DON BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra zoologica permanente "La collezione De Bono", trentasei significativi esemplari di mammiferi ed uccelli della fauna italiana ed esotica, con otto specie nuove per il museo, inseriti in un nuovo percorso espositivo, accanto agli esemplari preesistenti. Info 011/6601066, 331/6605587 o museo@liceovalsalice.it. 60° Costituzione ISTITUTO D'ARTE "ALDO PASSONI", VIA DELLA ROCCA 7 Fino al 25 aprile "Cittadine della Repubblica. Immagini e memorie dagli archivi di famiglia" L'iniziativa, frutto di una ricerca condotta da insegnanti e studenti dell'istituto, si sofferma sulle trasformazioni del ruolo della donna nella società italiana dal secondo dopoguerra ad oggi, attraverso l'esposizione di fotografie provenienti dagli archivi privati delle famiglie degli alunni, integrate da memorie orali e da capi originali della Raccolta d'abiti d'epoca del "Passoni". Orari di visita: lunedì-martedì 9-17,30, mercoledì-giovedì-venerdì 9-15, sabato 9-12. Giulia di Barolo PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7 In occasione della ricorrenza della morte di Giulia Faletti di Barolo, avvenuta il 19 gennaio del 1864, è stata allestita la mostra "La marchesa, l'architetto, le maestranze", dedicata al progetto e al cantiere della chiesa di Santa Giulia in Torino. Visitabile fino al 20 aprile con orario lunedì e mercoledì 10-12 e 15-17; venerdì 10-12; domenica 15,30-18,30. Info 011/ 3819010 o 011/4360311. Missione archeologica italiana SALA DELLE COLONNE, CASTELLO DEL VALENTINO, PARCO DEL VALENTINO "Hierapolis di Frigia", mostra sulle attività passate e recenti del Politecnico nei settori del rilievo metrico, storia dell'architettura, tutela e valorizzazione organizzata in occasione del cinquantenario della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia. La missione è stata condotta dal Politecnico dal 1957 fino al 1999, dal 2000 è diretta da Francesco D'Andria dell'Università di Lecce. Fino al 4 aprile. Orario: lunedì-venerdì 9-19, sabato 9-13. Stelle olimpiche MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 La mostra "Stelle olimpiche, il cinema dei campioni", visibile fino al 18 maggio, è il risultato di un'idea, nuova e originale, nata durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 tra i direttori dello stesso museo: la volontà di presentare in modo nuovo al pubblico la perpetrazione dei valori olimpici, anche fuori dal mondo dello sport e l'interesse si è presto concentrato sul cinema. Visite 9-19, chiuso lunedì. Ingresso 6 euro, ridotto 3. Info 011/6604104. Giochi CENTRO VISITE DEL PARCO NATURALE DELLA COLLINA TORINESE E' visitabile "I percorsi della memoria - L'inverno e le altre stagioni", mostra interattiva sui giochi e gli intrattenimenti dei bambini e degli adulti praticati nella società contadina e urbana tra il 1940 ed il 1960. A cura del Centro per la Cultura Ludica del Comune di Torino. Esposta fino a metà maggio. Info: 011/8903667, e-mail: cvparcosuperga@artefato.com. Donne & bambini BIBLIOTECA CENTRALE, VIA DELLA CITTADELLA 5 "Prima le donne e poi i bambini", storie di donne e bambini incontrati nei paesi devastati dalla guerra: Afghanistan, Cambogia, Sierra Leone, Iraq. A cura di Emergency. Fino al 30 aprile. Giallo in rosa BIBLIOTECA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79 Sino al 18 aprile resta aperta la mostra su "La donna investigatrice tra letteratura e realtà", a cura di Milo Julini, Angelo Toppino, Patriza Bonino e Rossana Mora. Anima-li INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B La bottega d'arte e di antichi mestieri della Città di Torino ospita la mostra collettiva "Anima-li": viene esposto un simpatico bestiario costituito da disegni e stampe che raffigurano animali e contemporaneamente rilevano l'anima ed il sentire degli autori che li hanno realizzati nel laboratorio "La Galleria" di corso Sicilia, 53, situato nella ottava Circoscrizione. La mostra sarà aperta sino al 9 aprile. Scatti di strada CASCINA ROCCAFRANCA, VIA RUBINO 45 La mostra fotografica "Scatti di strada" organizzata in collaborazione con l'Amref resterà aperta fino al 5 aprile. Una trentina di macchine fotografiche usa e getta e altrettanti ragazzi che vivono nelle baraccopoli di Kawangware e Withaka ai bordi di Nairobi danno vita a questo percorso visivo che emoziona per intensità e autenticità. Girando per i vicoli tra le discariche, nei luoghi dove abitano, rubano, dormono, lavorano, giocano, sfuggono ai poliziotti e alla violenza, gli occhi di questi ragazzi che mai avevano avuto a che fare con la fotografia, ritraggono il paesaggio della loro vita. VARIE Aperture straordinarie VILLA DELLA REGINA, STRADA SANTA MARGHERITA 79 Fino al 27 giugno, nell'intento di non interrompere completamente il rapporto con il pubblico nel periodo dei lavori, la Direzione di Villa della Regina ha deciso di rendere possibile l'ingresso di gruppi preorganizzati di visitatori ogni venerdì pomeriggio fra le 14 e le 17. Esiste una doppia modalità per le visite: visita guidata da un funzionario della Soprintendenza (11 e 18 aprile; 9 e 23 maggio; 20 e 27 giugno); visita libera previa visione di un filmato esplicativo sulla storia della Villa e con il supporto di materiale didattico in consultazione corredato da piantine e fotografie (21 e 28 marzo; 4 aprile; 2, 16 e 30 maggio; 6 e 13 giugno). Prenotazione obbligatoria ai numeri 011/5641717, 011/5641709, 011/ 5641778. Info spsae-pie@beniculturali.it. Servizi anziani SPAZIO ANZIANI, VIA OSASCO 80 Sono stati attivati sul territorio circoscrizionale alcuni sportelli e servizi rivolti agli anziani della Circoscrizione 3: laboratorio esperienziale - Il baule della memoria, ogni 15 giorni su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello psicologico, mercoledì pomeriggio, su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello legale, un sabato al mese, su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello medico-sanitario, il martedì dalle 15,30 alle 18,30; rilevazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e misurazione dell'ossigeno nel sangue, il giovedì dalle 9 alle 12; misurazione della glicemia, il terzo giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12; misurazione del colesterolo, il quarto giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12. Summer Job CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20 Fino al 19 aprile, dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 18,30, è aperto lo Spazio Summer Job, un servizio di informazione e accompagnamento dedicato al lavoro estivo, in particolare nel settore turistico. Lo spazio attrezzato con materiali informativi ad hoc sarà attivo durante tutti i giorni di apertura del centro InformaGiovani, con la possibilità, su appuntamento, di poter accedere ad un colloquio di approfondimento. Info 800/166670 o www.comune.torino.it/infogio/cig. Exhibit sul Big Bang PARCO ASTRONOMICO INFINI.TO Il grande successo di pubblico riscontrato da Infini.To ha spinto ad ampliare l'orario di ingresso al parco astronomico, per soddisfare meglio le richieste. Il parco è aperto da martedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 17,30, per le visite riservate a scuole e a gruppi organizzati, che devono prenotarsi tramite il sito web www.planetarioditorino.it; sabato e domenica dalle ore 10 alle 19,30 per il pubblico generico che può visitare il parco senza prenotazione. Info 800/392392. Nei weekend gli spettacoli del Planetario rispetteranno i seguenti orari: 11, 12, 15, 16, 17, 18. GITE Tour guidati BARBURIN, 011/853670, INFO@BARBURIN.COM Venerdì 28 marzo è in programma il tour guidato notturno (partenza 19,50, Palazzo Barolo) "Fantasmi a Torino". Sabato 29 (20,30, Reggia di Venaria) "Una notte al Museo: animazioni notturne alla Reggia della Venaria". Domenica 30 (14,30, chiesa di Santa Croce ad Avigliana) "Tea Time Concerto Piemonte in Musica Avigliana: Musica ed itinerari ad Avigliana". Prenotarsi. Venaria by night REGGIA DI VENARIA A seguito del successo di pubblico ottenuto, la Reggia di Venaria apre le sue porte per suggestive visite notturne: ogni sabato alle 20,30 partenza da piazza Statuto 15. Costo 25 euro a persona, inclusa consumazione alla caffetteria della Reggia. Info e prenotazioni presso Somewhere 011/6680580 o su www.somewhere.it. Museo Egizio SPORTIDEA CALEIDOS, WWW.SPORTIDEA.NET Sono aperte le iscrizioni per la visita d'arte al Museo Egizio in programma per il 5 aprile alle 14,45. Costo: 8 euro. Info: 011/ 3090618. Giappone ASSOCIAZIONE INTERCULTURALE ITALIA-GIAPPONE SAKURA Dal 9 al 21 giugno viaggio in Giappone. Attraverso le varie tappe dell'itinerario sarà possibile apprezzare le principali testimonianze del processo che ha portato alla formazione dell'identità nipponica attraverso i secoli: dai principali templi e luoghi di culto buddhisti e shintoisti, reliquie religiose del passato più venerando, ai monumenti storici superstiti nelle città più importanti del paese, alle località che attestano il superamento del traguardo della modernità più avveniristica. Info: postmaster@sakuratorino.it, 348/ 8101343. Giri in bici ASSOCIAZIONE BICI&DINTORNI, WWW.BICIEDINTORNI.IT, TEL. 011/888981 Domenica 6: Carmagnola ed i suoi Musei con ritorno in treno; il Canale Depretis da Borgo d'Ale con gli amici del Cai di Venaria. Irlanda CTC, PIAZZA BERNINI 16 Irlanda preistorica, celtica e medioevale (dal 17 al 26 luglio): percorso appassionante, in un fantastico viaggio attraverso il tempo: insediamenti umani di oltre tremila anni che hanno lasciato sull'isola innumerevoli testimonianze, come grandi tombe a tumulo, menhir e dolmen. Info e prenotazioni 011/5604183, info@assoctc.it o www.assoctc.it. Romania RAGGIUNGERE TOUR OPERATOR, CORSO FIUME 10 Itinerario culturale alla scoperta della Romania, tra vestigia greche e romane, cittadine medievali e antiche chiese lignee, in compagnia di un architetto ed esperto italiano per l'Unesco, dal 5 al 15 giugno. Info 011/6604261 o www.raggiungere.net. Parigi SPI LEGA2, CORSO SEBASTOPOLI 286, 011/ 3290488 Sono aperte le iscrizioni per la gita a Parigi in treno di cinque giorni dal 28 settembre al 2 ottobre. Costo: 592 euro, tutto compreso. Prenotazioni entro il 31 maggio 2008 presso Spi-Cgil. Escursioni NATURALENTI, TEL 340/4106172 I NaturaLenti, Associazione di Guide Ambientali e Accompagnatori Naturalisitici, organizzano nella primavera/estate del 2008 viaggi, escursioni e trekking, negli ambienti naturalisticamente più belli e sugli itinerari più famosi come le Isole Canarie "Wild" dal 12 al 20 aprile o l'"avvicinamento al trekking alpino" nella Valle della Claree il 5 e 6 luglio. Info 340/4106172 o patrizia@naturalenti.it. Viaggi e cultura M.G.M. VIAGGI, VIA GIOLITTI 45 Gran Tour del centro sud Sardegna in occasione della Sagra di Sant'Efisio dal 25 aprile al 1 maggio; in Umbria per la Mostra del Pintoricchio e la Festa dei Ceri Mezzani dal 16 al 18 maggio, in Uzbekistan nel regno di Tamerlano, fra leggendari monumenti da fiaba dal 10 al 17 giugno, a Venezia due perle rare: la Mostra "Roma e i Barbari" e la Scuola Grande di S. Rocco dal 14 al 15 giugno. Info 011/8177629. Soggiorni climatici CIRCOSCRIZIONE 3, CORSO PESCHIERA 193 La Circoscrizione 3 propone, anche quest'anno, alcune opportunità di vacanza alle persone della terza età residenti sul territorio, venendo incontro a coloro che si trovano in condizione di ristrettezza economica. La modulistica è reperibile presso l'Ufficio Informa3-URP di corso Peschiera 193, piano terra: lunedì/giovedì/venerdì ore 9-13, martedì/mercoledì 9-13 e 14-16 oppure visitando il sito www.comune.torino.it/circ.3/. Iscrizioni aperte dal 10 ale 28 marzo. Info 011/4435350. A San Pietroburgo ASSOCIAZIONE CULTURALE RUSSKIJ MIR, VIA CERNAIA 30 Sono aperte le iscrizioni al viaggio culturale "San Pietroburgo fra letteratura e rivoluzione", proposto per la tarda primavera: otto giorni/ sette notti con volo diretto, pensione completa, hotel centralissimo, bus privato, guide parlanti italiano e accompagnatore specializzato. Info 011/547190 o russkij@arpnet.it. Russia Unitre UNITRE, CORSO FRANCIA 27 Il corso di russo dell' Unitre organizza un viaggio in Russia. Non solo Mosca e Pietroburgo ma anche le antiche città russe. Partenza 19 maggio, durata 10 giorni. Info 011/7392236. Tour guidati TORINGIRANDO@YAHOO.IT, TEL 333/6791750. Giri guidati ideati e condotti dalla guida Micaela: vengono proposti a Torino la domenica e altri giorni su richiesta. Tra le proposte "Rol è ancora con noi" sul sensitivo torinese, "Il malatour", sulla "mala" di un tempo, "Penne d'oro del Piemonte " su Pavese e Salgari, "Torino in prima pagina", su fatti e personaggi da prima pagina, "Torino elegante sulla moda", "Torino segreta e proibita", "Torino pubblicitaria" e "W Verdi" sul musicista deputato parlamentare, "Torino inglese e piccola Parigi", curiosità inglesi e francesi a Torino. Costo: 5 euro a persona. Info toringirando@yahoo.it, visitin.turin@email.it. Gite Terza Età CIRCOSCRIZIONE 7, CORSO VERCELLI 15 Gite in Romagna: Cattolica dal 29 maggio al 11 giugno, Cesenatico dal 31 maggio al 13 giugno, Torre Pedrera dal 14 al 27 giugno; Veneto: Sottomarina di Chioggia dall'1 al 14 giugno; Toscana: Lido ci Camaiore dal 26 maggio all'8 giugno. Iscrizioni entro il 14 aprile. Info 011/4435730 (ore 9-12). Gite alla 2 CIRCOSCRIZIONE 2, VIA GUIDO RENI 102 La Circoscrizione 2 realizza un programma di gite molto ricco e variegato per i propri cittadini al fine di avvicinarli al mondo della cultura e dell'arte. Le gite culturali sono riservate ai residenti del territorio circoscrizionale con età fino ai 60 anni compiuti. Le iscrizioni sono aperte presso l'Informa 2 - Via Guido Reni 102 con orario: lunedì e mercoledì 9-13 e 15-19; martedì, giovedì e venerdì 9-13. Le gite di due giorni comprendono il pernottamento in hotel a 3 stelle e prima colazione. Programma: Venezia, 19 e 20 aprile, mostra: "Tiziano. Il tempo della maturità e la sensualità della pittura"; Racconigi, 30 aprile, Visita guidata alla Reggia; Aosta, 4 maggio, mostra: "Arrivano i Beatles", Visita al forte di Bard; Firenze, 10 e 11 maggio, mostra: "Cina, alla corte degli imperatori"; Milano, 18 maggio, mostre: "Francis Bacon"; Ferrara, 24 e 25 maggio, mostra: "Mirò: la terra"; Venezia, 7 e 8 giugno, mostra: "Roma e i barbari: La nascita di un nuovo mondo"; Venaria Reale, 15 giugno, "Mostra permanente della Reggia e visita ai Giardini reali"; Parma, 22 giugno, mostra: "Andy Warhol". Info 011/4435250. Canova, Klimt, Bacon, Balla ASSOCIAZIONE CONFINE VARIABILE, TEL. 328/6735752 L'Associazione organizza visite guidate: "L'abbraccio di Vienna. Klimt, Schiele ei capolavori del Belvedere" (Como, 20 aprile); "Bacon" (Milano, 11 maggio); "Giacomo Balla: la modernità futurista" (Milano, 25 maggio). Aperte le iscrizioni. Gruppi di 15 partecipanti. Accompagna Adelinda Allegretti, storico dell'arte. Itinerari a Torino SOMEWHERE, VIA NIZZA 32, TEL. 011/6680580 Somewhere organizza tour tematici attraverso le epoche e gli aspetti più originali della città di Torino. Ogni giovedì e sabato alle 21 "Torino magica": un percorso intrigante e curioso tra volti inquietanti, enigmi massonici e simboli esoterici; ogni giovedì alle 21 "Torino gialla": un secolo di delitti e misteri insoluti in una Torino scenario di gialli, intrighi, fatti sensazionali e clamorosi casi di cronaca nera. Partenza da Piazza Statuto 15; costo 20 euro a persona. "Torino, l'Egitto e la magia", ogni sabato alle 17,30: percorso attraverso il museo Egizio e nello pslendido Santuario, partenza e arrivo in piazza Carignano, costo 20 euro a persona. Prenotazione telefonica obbligatoria, oppure su www.somewhere.it. Soggiorni marini CIRCOSCRIZIONE 9, CORSO CORSICA 55 Sono in distribuzione i moduli di prenotazione per i soggiorni marini a Gatteo Mare (30 maggio-12 giugno), Diramare (1-14 giugno), Lido di Camaiore (3-16 giugno), Cattolica (1-14 settembre), Finale Ligure (3-16 settembre). CONCORSI Perfect Day SCUOLA HOLDEN, WWW.SCUOLAHOLDEN.IT Il 26 aprile è il "Perfect Day. Pronti a incontrare 8 scrittori in 1 giorno solo?". Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco, Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Melania Mazzucco, Antonio Scurati, Domenico Starnone, Sandro Veronesi alla Scuola Holden: un'intera giornata per chi ama leggere, scrivere e far festa. Per essere tra i 135 partecipanti occorre inviare 900 battute a perfectday@scuolaholden.it descrivendo il proprio "giorno perfetto" e un curriculum vitae entro il 7 aprile. Info 011/6632812. Scrivere l'immigrazione CENTRO CULTURALE DAR AL HIKMA, VIA FIOCHETTO 15, TEL 349/6353229 Concorso letterario "Scrivere l'immigrazione", prima edizione, riservato a racconti brevi e poesie inediti liberamente ispirati al tema dell'immigrazione. L'età dei partecipanti deve essere compresa tra i 15 e i 20 anni. Agli autori dei racconti e delle poesie classificati ai primi tre posti sarà consegnata una targa e un premio in denaro mentre agli primi dieci autori segnalati dalla giuria saranno consegnate targhe personalizzate; tutte le opere saranno pubblicate in un volume. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 giugno a Centro culturale Dar al Hikma, via Fiochetto 15, 10152 Torino - Premio Scrivere l'immigrazione. Info www.daralhikma.it o 349/6353229. Torino in sintesi ASSOCIAZIONE IL MONDO DELLE IDEE, VIA CABOTO 3 Prima edizione del premio internazionale per l'aforisma "Torino in sintesi", articolato in tre sezioni: silloge di aforismi edita, silloge di aforismi inedita di autori residenti in Italia e silloge di aforismi inedita di autori italiani residenti all'estero. Le opere vanno inviate entro il 15 maggio a "Premio Torino in sintesi", viale Enrico Thovez 57/, 10131, Torino. Per informazioni: anna.antolisei@tin.it. Premio Sergio Nicola UNITRE FALCHERA, VIA SCOTELLARO 67 La VIª edizione del Premio Sergio Nicola è suddivisa nelle seguenti sezioni: Sezione Individuale fotografica; Sezione Scolastica libere composizioni; Premio speciale Unitre Falchera. Iscrizioni e consegna lavori entro il 24 aprile, presso la Biblioteca Falchera in piazza Astengo 9/10 o Fabrizio Alladio Ottica e fotografia in corso Vercelli 113. Info 334/2034206, info@premiosergionicola.it o www.premiosergionicola.it. SoRidere ASSOCIAZIONE CULTURALE SALOTTO LETTERARIO, VIA SANSOVINO 243/55 È bandita la III edizione del concorso di scrittura comica "SoRidere". Scadenza delle iscrizioni il 30 aprile. I primi classificati riceveranno le prestigiose targhe del "Salotto Letterario". Il primo assoluto giudicato dalla Giuria riceverà in premio un navigatore satellitare. Info info@salottoletterario.it o 331/4136072. Tesori Sacri COMPAGNIA DI SAN PAOLO, WWW.COMPAGNIA.TORINO.IT La Compagnia di San Paolo ha indetto l'edizione 2008 del bando finalizzato al restauro, alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza di beni mobili del patrimonio artistico religioso in Piemonte e Liguria. Il bando è riservato esclusivamente a enti pubblici, enti religiosi e senza fini di lucro, che intendano richiedere contributi finalizzati al restauro di beni mobili esposti al pubblico in edifici religiosi, anche secolarizzati, e sottoposti al vincolo di tutela. Le tipologie interessate sono le seguenti: opere pittoriche e scultoree, arredi, oggetti e suppellettili, stoffe, paramenti liturgici, strumenti musicali. Entro il 5 settembre. Piemontese nel mondo GIUNTA REGIONALE, EMIGRAZIONE, VIA BERTOLA 34, EMIGRAZIONE@REGIONE.PIEMONTE.IT La Regione Piemonte ha varato il bando 2008 del Premio Internazionale "Piemontese nel Mondo". Le proposte di candidatura, corredate dalla documentazione attestante la veridicità di quanto riportato nel curriculum, dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 maggio alla Struttura Speciale Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale, Emigrazione - Piemontesi nel Mondo, via Bertola 34, 10121 - Torino. Le candidature dovranno riferirsi ai seguenti requisiti: destinatario potrà essere un/a cittadino/a piemontese emigrato/a o di origine piemontese la cui attività si svolga in prevalenza all'estero; le attività svolte devono aver illustrato il Piemonte in campo sociale, scientifico, artistico e letterario, in senso positivo. Info emigrazione@regione.piemonte.it o 011/ 4324610. Premio Soldati CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35 E' stata bandita l'edizione 2008 del concorso multidisciplinare "Mario Soldati" che comprende le sezioni di poesia, prosa, saggistica, giornalismo, tesi di laurea, pittura. Il bando è scaricabile dal sito www.centropannunzio.it o si può richiedere al Centro.

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Investimenti in nero, pista slovacca (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-04-2008)

Argomenti: Class Action

La notizia sulla presunta truffa da due milioni di euro ha spinto altri risparmiatori a rivolgersi all'Arma. Si profila l'ipotesi di una causa collettiva Investimenti in nero, pista slovacca Accertamenti sulle società riconducibili all'imprenditore di Fontanafredda e tra le agenzie di assicurazione (c.a) C'è una pista slovacca nell'inchiesta sui due milioni di euro investiti in nero, attraverso l'intermediazione di promotori finanziari abusivi che con il sistema del passaparola e del porta a porta avrebbero messo a disposizione di una società americana i risparmi di oltre un centinaio di friulani. La Procura si sta concentrando sulla figura dell'imprenditore pordenonese, A.E.T., 37 anni, che vive in Gran Bretagna. Una figura emersa durante le indagini, in contatto unicamente con F.D.A., 74 anni, di Pagnacco, il "promotore" che in pochi mesi sarebbe riuscito a procurarsi oltre una cinquantina di clienti. L'imprenditore avrebbe interessi in Slovacchia, uno dei paesi dove il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice sospetta possano essere finiti o transitati i due milioni di euro raccolti a Udine e provincia tra l'estate 2007 e lo scorso gennaio.Non si sa dove e come siano stati investiti i due milioni di euro. E non si sa nemmeno quanti siano i risparmiatori coinvolti nella vicenda. Ieri mattina, ad esempio, dopo aver letto la notizia sui giornali. Due persone hanno contattato i carabinieri del Nucleo investigativo. La cosa curiosa è che i loro nomi non figurano nelle 108 polizze assicurative infortunio/morte rilasciate come garanzia agli investitori e finora recuperare. Il sospetto degli inquirenti è che le polizze venissero fatte solo per cifre importanti: se così fosse, il numero dei risparmiatori potrebbe essere destinato a salire. La Procura, inoltre, sta pensando a controlli anche nelle varie agenzie assicurative di Udine e provincia per escludere che vi siano altre polizze intestate ai quattro promotori abusivi e che come benificiari (esclusivamente in caso di morte o infortunio del contraente) abbiano i clienti che hanno consegnato il denaro da investire. Parte di queste polizze, che hanno una durata di un anno, stanno per scadere. Secondo i carabinieri, molti risparmiatori non avrebbero ancora capito che al momento della scadenza non rientreranno in possesso del loro denaro.Questa mattina i due presenteranno una denuncia per truffa. Altri investitori si stanno valutando un'azione collettiva. Si tratta di una quindicina di persone sulle 26 già sentite, peraltro con grosse difficoltà. In molti, infatti, negano l'investimento e parlano di un prestito a titolo personale, ignorando che rischiano di andare incontro a guai giudiziari nel caso di profilasse un'ipotesi di favoreggiamento.Cinque (per l'imprenditore si configura l'ipotesi del concorso morale e materiale) sono le persone indagate per aver raccolto abusivamente denaro tra i risparmiatori. Oltre al settantaquattrenne, figurano un cinquantottenne di Cassacco, C.F., un cinquantaduenne di Pagnacco, A.V. e un sessantaduenne di Udine, R.D.L.; non sono iscritti nel registro degli intermediari finanziari. La conferma arriva che dall'Anasf, l'associazione di categoria: i loro nomi non compaiono nell'Albo regionale dei promotori finanziari, quindi non avevano alcun titolo per proporre investimenti.

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Pescatori spazzini lungo il Passirio (sezione: Class action)

( da "Alto Adige" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Si sono impegnati a pulire corso d'acqua argini e sentieri attigui in collaborazione col Burgraviato e Comuni Pescatori "spazzini" lungo il Passirio L'inciviltà delle immondizie abusive spesso è legata a residenti MERANO. L'Associazione pescatori Merano, la comunità comprensoriale Burgraviato ed i Comuni attigui al Passirio recentemente hanno effettuato un'azione di ripulitura del Passirio e lungo i suoi argini. Acque, sentieri e prati adiacenti il Passirio, ne avevano veramente bisogno. Il richiamo naturalistico, infatti, è coinvolgente come occasione di svago e gli argini del fiume sono frequentati molto volentieri da residenti e turisti. Qui, purtroppo, ogni anno si accumulano grandi quantità di rifiuti, dovuti sicuramente anche a questo elevato numero di frequentatori. Se le quantitÁ di rifiuti complessivamente raccolte quest'anno sono piuttosto diminuite, sono invece aumentati i singoli luoghi nei quali vengono ammucchiati illegalmente gli scarti, i quali non provengono da turisti, ciclisti e escursionisti; vista la composizione dei rifiuti, essi derivano inequivocabilmente da persone del luogo, che smaltiscono immondizie domestiche, calcinacci o addirittura rifiuti ingombranti in questa maniera. GiÁ da diverso tempo l'associazione pescatori Merano organizza azioni di ripulitura di questo genere combinando il servizio all'ambiente ad una giornata collettiva tra i membri dell'associazione. Si chiedono, peraltro, perchè chi ha a cuore l'ambiente debba poi portare via i rifiuti degli altri, ai quali, invece, l'ambiente non importa nulla o che risparmiamo su cose sbagliate solo perchè a loro sembra troppo caro smaltire legalmente i rifiuti. La comunità comprensoriale Burgraviato ringrazia quanti hanno partecipano all'azione di pulizia rifiuti sia come risparmio economico, sia perchè hanno fronteggiato l'attività illegale di altri.

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La class action sotto esame (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

IL CONVEGNO La class action sotto esame Il Crtcu ha organizzato un incontro all'Università TRENTO. Da luglio anche in Italia si potrà ricorrere alla class action, ovvero la nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Nostante siamo già passati alcuni mesi, pochi sanno davvero cosa significhi e quali possibilità offrirà attuare un'azione risarcitoria collettiva contro aziende e società. Per informare cittadini e studenti ieri pomeriggio alle 15 il Crtcu ha organizzato un convegno per spiegare cosa è la class action presso il dipartimento di scienze giuridiche dell'Università di Trento. Duecento persone hanno ascoltato gli esperti che si sono succeduti in cattedra nell'incontro organizzato dal Centro di Ricerca e di Tutela dei Consumatori e degli Utenti di Trento. Il docente Marco De Cristofaro, ha parlato della "Nuova azione collettiva risarcitoria nel Codice del Consumo e profili processuali" e la dottoressa Anna Mantovani si è soffermata sulla "Fasi e tempi d'azione". Il convegno si è chiuso con l'avvocato Paolo Buzzelli che ha spiegato "L'azione collettiva risarcitoria: vantaggi e limiti dell'introduzione della class action nell'ordinamento italiano". "Il vantaggio dell'azione risarcitoria collettiva è che i cittadini possono presentarsi in comitato o tramite l'associazione dei consumatori davanti al giudice e, con un unico processo, avere il risarcimento o meno dei danni. Con un'unica sentenza, la class action permette di risarcire migliaia di persone" commenta Carlo Biasior, giurista del Crtcu. "Ci aspettiamo che a Trento i cittadini si rivolgano a noi per azioni contro i gestori telefonici, gli scandali finanziari (come Parmalat), altre situazioni che riguardano lesioni dei diritti nascenti e danni ambientali". (m.b.).

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<Class action> contro Telecom (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Consumatori Un deterrente alle vessazioni dei colossi "Class action" contro Telecom Debolezza, sbagli ed egoismo. È paradossale, ma nell'Italia dei diritti calpestati, solo così i consumatori hanno ottenuto una legge che contempla la cosiddetta "class action". Debolezza perché con altri numeri il Governo Prodi non avrebbe varato la norma alla quale Confindustria e l'Associazione bancaria si oppongono ancora con veemenza. Sbagli perché l'emendamento è passato per l'errore di un senatore dell'opposizione che non ha pigiato il tasto giusto. Ed egoismo perché rischia di essere la sete di denaro degli avvocati (le cui parcelle potranno andare a percentuale) a rendere efficace uno strumento ancora con molti limiti. Il primo banco di prova sarà l'annunciata azione che alcune associazioni, Federconsumatori in testa, intendono promuovere con il mese di luglio (mese di entrata in vigore della norma) contro Telecom che da anni applica le spese di spedizione della bolletta agli utenti. "Un tribunale ci ha già dato ragione" attacca il presidente Rosario Trefiletti che è fra i relatori del convegno "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori" organizzata dal Centro ricerca e tutela consumatori e utenti di Trento presso la facoltà di Giurisprudenza. La legge riequilibra almeno in parte l'asimmetria dei poteri, con i consumatori finora costretti a soccombere di fronte alle vessazioni dei colossi, ad esempio bancari, delle telecomunicazioni o assicurativi. E potrebbe contribuire, secondo Trefiletti, anche ad alleggerire i costi ed i tempi della giustizia. Un deterrente insomma, per indurre le imprese a comportamenti "più onesti, non iniqui e non abusivi" come chiarisce Marco De Cristofaro, ordinario di diritto processuale e civile a Padova. Solo che, a differenza che negli Usa, in Italia il danno non è calcolato sul profitto illecito conseguito dall'azienda con i suoi comportamenti. Il giudice stabilisce "solo" l'idoneità al diritto del risarcimento. Trefiletti dice che la legge è perfettibile, ma mette in guardia dall'abrogarla. La conciliazione è una delle alternative: presso la camera di Commercio, dove è attivo uno specifico sportello, lo scorso anno sono state istruite un'ottantina di pratiche. M.E. 05/04/2008.

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I L COMPOST domestico, oltre a ridurre la (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

AMIATA / COLLINE pag. 9 I L COMPOST domestico, oltre a ridurre la quantità dei rifiuti prodotta, può essere un'opportunità e una risorsa per la collettività e per i singoli. E' questa la convinzione del Comune di Scansano che ha iniziato una capillare campagna di informazione sul progetto di compost domestico attraverso una serie di incontri nelle frazioni: il prossimo è in programma lunedì a Montorgiali (nei locali della Proloco, inizio alle 21). "E' auspicabile ? dice Lamberto Soldatini, assessore comunale all'Ambiente ? mettere in atto questa pratica attraverso il riuso di quella parte di rifiuti che viene chiamata frazione umida e che rappresenta tutti gli scarti dei cibi e del verde di giardinaggio che può diventare terriccio (che viene chiamato anche compost) per orti e giardini. L'autocompostaggio, in aree a bassa densità abitativa o a prevalente funzione agricola, può costituire un valido mezzo per la riduzione alla fonte del rifiuto prodotto". "Il progetto di compost domestico ? continua Soldatini ?, inteso come un'opportunità e una risorsa per la collettività ma anche per i singoli, si propone l'incentivazione della pratica dell'autocompostaggio dei rifiuti organici prodotti anche attraverso la creazione di una struttura di supporto all'installazione ed alla gestione delle compostiere. I risultati a cui il progetto tende sono la sensibilizzazione e responsabilizzazione delle famiglie affinché aderiscano con serietà all'iniziativa. Il passaggio dal modello di consumo usa e getta a quello usa e riusa permetterà di diffondere e consolidare comportamenti virtuosi legati ad una cultura ambientale più consapevole e il progetto prevede la realizzazione di azioni rivolte alle scuole elementari con una proposta formativa imperniata sul concetto di educazione permanente: il trasferimento di buone pratiche, valori, significati e simboli positivi attraverso attività ludiche e l'esperienza diretta, da parte dei bambini, di un'emozione, contribuendo a conservare nel loro immaginario, non nozioni e concetti fine a sé stessi, ma un'immagine positiva del rapporto con.

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Lehman e la psicosi collettiva (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Plus sezione: ANALISI data: 2008-04-05 - pag: 23 autore: Lehman e la psicosi collettiva C he ne dite un bond convertibile in dollari che rende il 7,5% in attesa di un prezzo adeguato per la conversione? Il titolo c'è, è l'obbligazione al 7,5%, valore nominale 1.000 dollari, raccolta oltre 4 miliardi di dollari, convertibile in azioni Lehman a un prezzo di 49,87 dollari, un premio del 33% sulla chiusura del giorno prima dell'emissione, a quota 37,64 dollari. Che fare? Rischiare sui bancari? Il vantaggio è che lo strumento, per una volta, è semplice. Aggiungo, il capo di Lehman, Dick Fuld, mi è sempre sembrato un uomo solido, deciso, che sa il fatto suo, uno dei migliori banchieri a Wall Street. Eppure, anche i fondi sovrani o il finanziere britannico Joe Lewis pensavano di acquistare un titolo sicuro quando hanno investito miliardi di dollari in Bear Stearns. Poi hanno perso quasi tutto. E notizie di forti rischi Lehman giravano proprio nei giorni antecedenti all'emissione. Ho avuto un documento interno che Lehman ha inviato ai dipendenti quando il 27 marzo alcuni speculatori dicevano che la banca sarebbe fallita. Documento che rassicurava i dipendenti, rispondendo punto per punto alle voci di mercato. Ve lo giro per curiosità, per darvi un'idea della volatilità, della psicosi da agguato che gira ancora a Wall Street. Voci di mercato: L'altra notte per necessità, abbiamo attinto in modo significativo dalla Fed. I fatti reali: L'altra notte non abbiamo usato gli sportelli della Fed. Voci: Abbiamo una forte esposizione su una perdita inattesa legata a banche islandesi. Fatti: Non abbiamo nè esposizioni nè perdite con banche islandesi. Voci: Abbiamo interrotto il piano di riacquisto di nostri titoli. Fatti: Il nostro piano per riacquisto dei nostri titoli continua Voci: Non abbiamo liquidità Fatti: La nostra liquidità disponibile ammonta a 200 miliardi di dollari, un aumento su quanto abbiamo annunciato lo scorso 18 marzo. E l'indicrezione più incredibile di tutte di ieri era che avrammo chiesto oggi la bacarotta secondo il Chapter 11. Fatti: Abbiamo detto abbastanza. Chiudo: il titolo Lehman in fine settimana era già a quota 45 dollari. mplatero@ilsole24ore.us LETTERA DA WALL STREET di Mario Platero.

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Class action al via da luglio (sezione: Class action)

( da "Corriere del Trentino" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-04-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il convegno Telecom, energia e "sms truffa" i ricorsi pilota. Dubbi sulla legge Class action al via da luglio Cunego: in Trentino ci saranno centinaia di adesioni TRENTO - Partirà il 1 luglio, l'azione collettiva risarcitoria (class action) su Telecom rea di far pagare le spese di spedizione delle bollette ai consumatori. Class action, sempre dal 1 luglio, contro gli "sms truffa" che con il sistema della "catena di S. Antonio " promettono ricariche gratis ed infine contro le compagnie che distribuiscono l'energia, accusate dalle associazioni di consumatori di "aver fatto cartello sulle tariffe ". L'azione collettiva sarà possibile per tutti i cittadini che desidereranno aderire e sarà sostenuta (spese comprese) dalle associazioni di consumatori o da comitati spontanei più rappresentativi, così come prevede la legge approvata lo scorso dicembre. Si tratta di class action nazionali, la causa partirà infatti dove le imprese sotto tiro hanno la sede legale (quindi Milano o Roma) ma avranno ricadute locali. Paolo Cunego del comitato difesa consumatori prevede centinaia di adesioni in Trentino. Meno ottimista Barbara Maseri, avvocato della Legaconsumatori che spiega: "Serviranno tempi lunghi e molta pubblicità affinché anche in Trentino i consumatori rivendichino i loro diritti". Ieri, il convegno organizzato dal Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti (Crcu) alla facoltà di Giurisprudenza è servito per fare il punto sia a livello legislativo che operativo sulle possibilità contenute nella nuova legge. "La class action consente di riequilibrare il mercato, attualmente sbilanciato dalla parte delle imprese - ha spiegato Rosario Trefiletti, presidente nazionale di Federconsumatori - ed anche se la legge ha diverse zone d'ombra, spero non venga toccata almeno nei primi due o tre anni di applicazione, per non ridimensionarne il potere". Salutata con entusiasmo dalle associazioni di consumatori - "Era da venticinque anni che la aspettavamo " commenta Cunego -, la legge sulla class action pone però diversi problemi, soprattutto interpretativi. "I tempi di un processo non sono quantificabili, nella migliore delle ipotesi, per le prime tre fasi potrebbero passare due anni, ma poiché la legge è scritta molto male si potrebbero avere frammentazioni" aggiunge Anna Mantovani, magistrato del Tribunale di Trento. Dubbi anche sulle modalità con cui i consumatori possono aderirvi. "Fino all'appello un consumatore può decidere di entrare nella class action, il dubbio è sulle modalità con cui potrà farlo" conclude Marco De Cristoforo, ordinario di diritto processuale dell'Università di Padova. Marianna Bonso.

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I QUATTROCENTO dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino hanno contestato l'ope (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Di GIOVANNI SABBATUCCI I QUATTROCENTO dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino hanno contestato l'operato dei loro rappresentanti sindacali nella trattativa con Air France non possono non far pensare ai quarantamila colletti bianchi che, sfilando a Torino il 14 ottobre 1980, decretarono la fine di una drammatica vertenza con la Fiat e insieme di un'intera stagione del sindacalismo italiano. Diverse sono evidentemente le dimensioni del fenomeno, diverso è il contesto politico-economico e diversa la situazione delle aziende interessate: allora si trattava di salvare la maggiore impresa privata nazionale da un declino poi dimostratosi non irrimediabile; ora si deve liquidare nel modo meno doloroso possibile (o far rinascere ex novo) un'impresa pubblica strutturalmente incapace di produrre altro che perdite per il pubblico erario. Ma il segnale va nella medesima direzione. È in questione, ora come allora, la capacità del sindacato, in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti: pretendere di attribuirgli per definizione una rappresentanza di interessi generali significherebbe cadere in una qualche forma di corporativismo, o riesumare il "pansindacalismo" in voga negli anni Settanta (fino, appunto, alla "marcia dei quarantamila"), che assegnava alle grandi confederazioni nazionali una funzione salvifica, quasi di supplenza rispetto all'inadeguatezza dei partiti e delle stesse istituzioni. Certo, un sindacato troppo moderato o corrivo si esporrebbe alla concorrenza rialzista delle mille organizzazioni autonome che pullulano soprattutto nel settore pubblico (e che nessuno, per responsabilità anche sindacale, ha mai saputo contenere o disciplinare in termini di legge). Ma dobbiamo chiederci d'altra parte a che cosa serve un sindacato nazionale che è per giunta investito di funzioni semipubbliche e gode dei relativi privilegi se la sua linea non riesce a distinguersi significativamente, come è accaduto nel caso Alitalia, da quella delle sigle più corporative. Che senso ha avuto, in questi ultimi quindici anni, lasciar imporre alla generalità dei cittadini contribuenti compresi dunque operai, precari e pensionati una cospicua colletta quotidiana affinché piloti, assistenti di volo e personale di terra della compagnia di bandiera potessero mantenere livelli occupazionali e retributivi incompatibili con la sopravvivenza dell'azienda in regime di concorrenza? La risposta, piuttosto sconsolante, è una sola: la difesa dello status quo, la tutela delle posizioni acquisite, che sembra essere, in questa fase, il principale criterio di orientamento del sindacalismo confederale. Sia che si parli di pensioni, sia che si tratti sulla mobilità o sul mercato del lavoro. Da troppo tempo ormai i sindacati nazionali hanno perso la capacità di proporre soluzioni innovative e si sono impegnati essenzialmente in battaglie d'arresto, a volte sfortunate (il referendum sulla scala mobile del 1984), a volte vincenti e per proprio per questo dannose alla collettività: si pensi alla strenua opposizione all'innalzamento dell'età pensionabile (in presenza di un considerevole innalzamento della vita media e della stessa soglia della vecchiaia), col risultato di sottrarre risorse a un'auspicabile estensione dei benefici del Welfare; o alla difesa a oltranza dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che ha finito con l'erigere una barriera invalicabile fra l'area sempre più esigua del lavoro stabile e garantito e l'esercito sempre più numeroso dei precari. Per uscire dalla condizione di stallo strategico in cui è finito non solo per sua colpa (il declino della grande industria, la globalizzazione, da ultimo la stagnazione economica creano una situazione oggettiva poco favorevole alle rivendicazioni del lavoro organizzato), il sindacato ha bisogno di una svolta, innanzitutto culturale. Non solo e non tanto in termini di responsabilizzazione e di moderazione (ciò che soprattutto era richiesto ai tempi della "svolta dell'Eur" nel '78 o dell'accordo sulla concertazione nel '93). Quel che serve al Paese non è un sindacato più debole o più accondiscendente alle richieste delle controparti: è al contrario un sindacato più dinamico e più elastico, meglio radicato nei luoghi del lavoro (stabile o precario), più aderente alle effettive articolazioni di una società che si trasforma. In una parola meno conservatore. Per un soggetto che ha sempre mirato a svolgere, nel corso della sua storia, una funzione di traino e di avanguardia, è un dovere prima che una necessità.

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CHI DIFENDE I PRIVILEGI ACQUISITI (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

RIFLESSIONI Giovanni Sabbatucci I quattrocento dipendenti Alitalia che l'altro ieri a Fiumicino hanno contestato l'operato dei loro rappresentanti sindacali nella trattativa con Air France non possono non far pensare ai quarantamila colletti bianchi che, sfilando a Torino il 14 ottobre 1980, decretarono la fine di una drammatica vertenza con la Fiat e insieme di un'intera stagione del sindacalismo italiano. Diverse sono evidentemente le dimensioni del fenomeno, diverso è il contesto politico-economico e diversa la situazione delle aziende interessate: allora si trattava di salvare la maggiore impresa privata nazionale da un declino poi dimostratosi non irrimediabile; ora si deve liquidare nel modo meno doloroso possibile (o far rinascere ex novo) un'impresa pubblica strutturalmente incapace di produrre altro che perdite per il pubblico erario. Ma il segnale va nella medesima direzione. È in questione, ora come allora, la capacità del sindacato, in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti. SEGUE A PAGINA 20.

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NOVITA' EDITORIALI (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA GLI APPASSIONATI DEL GIARDINAGGIO Robert L. Stevenson, Emily Dickinson e Charles Darwin non erano soltanto dei grandi uomini di cultura e di scienza. Oltre alle qualita' e alle doti che li hanno resi famosi possedevano, infatti, anche altri talenti nascosti. Erano dei grandi giardinieri, appassionati di botanica. Insieme a loro, molti altri letterati e uomini dello spettacolo, hanno coltivato quest'arte insospettabile. La giornalista e scrittrice Delfina Rattazzi, nel libro ''Storie di insospettabili giardinieri'', pubblicato da Cairo Editore, descrive la passione per il giardinaggio di letterati, musicisti, politici e scrittori. L'autrice elabora trenta ritratti di persone che si sono rivelate degli ottimi giardinieri. ''Esistono persone - spiega Delfina Rattazzi - come Oliver Sacks, che considerano vacanza una spedizione d'alta quota sulle montagne di Oaxaca, in Messico, a caccia di felci rare o ancora ignote alla botanica. Oscar Wilde, d'altro canto, descriveva la campagna come 'un posto umido dove uccelli d'ogni genere svolazzano qua e la'''. Gli esempi ai quali fa riferimento la Rattazzi sono diversificati. Spicca, tra gli altri, Charles Darwin che coltivava piselli, orchidee e rampicanti. Stevenson, invece, quando non si dedicava alla scrittura, era impegnato nel disboscamento delle sue terre strappando erbacce velenose. Non solo. Nelson Mandela, nel carcere di massima sicurezza di Pollsmoor, coltivava frutta e verdura in fusti di metallo. Catherine Deneuve, poi, e' sempre stata molto gelosa del suo ricco giardino tanto da rifiutarsi di farlo fotografare. Sono tante, insomma, le storie che la Rattazzi racconta nel suo libro. Storie che hanno in comune la dedizione ai fiori e alla natura. Anche Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America, uno dei padri fondatori della nazione, ha trovato nel giardinaggio la sua consolazione e la possibilita' di liberarsi dai suoi impegni. Per quali motivi, pero', uomini dediti alla riflessione e all'azione, hanno cercato nel giardinaggio la loro piena soddisfazione? La risposta e' semplice. Gli uomini d'ingegno che si dedicano alle attivita' all'aria aperta sono capaci di immaginare mondi lontani. Sono capaci, in fondo, di vivere in una dimensione tutta da immaginare e scoprire. LE AUTOBIOGRAFIE DEI MILITANTI COMUNISTI Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Alla fine della seconda guerra mondiale i vertici del Partito comunista chiesero ai militanti di raccontare la loro vita. La pratica, in vigore dal 1945 al 1956, ricalcava quanto gia' si faceva a Mosca. Le radici di questa prassi, pero', affondavano le loro origini nella rivoluzione di Ottobre. Per quali motivi venivano richieste le confessioni pubbliche? Quali erano i veri obiettivi che il Partito perseguiva? Sono queste le domande alle quali Mauro Boarelli, dottore di ricerca in storia all'Istituto universitario europeo di Fiesole, ed esperto di progettazione culturale presso un ente pubblico, risponde nel saggio ''La fabbrica del passato. Autobiografie di militanti comunisti (1945-1956)'', pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli. L'autore ha preso in esame 1200 storie raccontate dai militanti bolognesi. Si tratta, di fatto, di un vasto archivio popolare in cui viene elaborata una narrazione collettiva. ''Nel primo decennio del dopoguerra - ricorda l'autore - il Partito comunista italiano obbligava i suoi militanti a narrare pubblicamente oppure a scrivere la propria autobiografia. Molto spesso li sollecitava a entrambe le forme del racconto. Le occasioni erano molteplici. A Bologna, la citta' simbolo del comunismo italiano - continua - la frequenza della scuola di partito rappresento' il luogo principale di questa narrazione collettiva''. Gli obiettivi sui quali puntava il Partito erano diversi. In primo luogo, lo sforzo richiesto ai militanti era finalizzato alla diffusione della cultura. Eppure, come ricorda l'autore, ''il grande impegno educativo era rivolto prevalentemente al terreno ideologico''. L'azione pedagogica, d'altra parte, concentrava la sua attenzione anche sulla lettura. In questo senso, le confessioni pubbliche offrono l'opportunita' di ricostruire la circolazione dei libri tra i militanti. La ricerca effettuata da Mauro Boarelli intreccia molti punti di vista. Egli osserva, tra gli altri, i rapporti che i militanti avevano con la religione e i processi di alfabetizzazione considerandoli come elementi fondamentali dei rapporti di potere nell'ambito dell'organizzazioni politiche. LE IMMAGINI E LE CRONACHE DEGLI ANNI SESSANTA Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Cronaca dall'Italia borghese degli anni Sessanta. Cronaca di un piccolo mondo che, mano a mano, si apre alla modernita' e al benessere. Immagini di una famiglia di Firenze come tante altre che assiste al boom economico e ai grandi cambiamenti sociali. Ma, ancora, ricordi di una stagione indimenticabile: le vacanze in Versilia, la prima televisione, le canzoni del Festival di Sanremo, l'attentato a Kennedy. Sono tanti gli spunti che la scrittrice e psicologa Chiara Tozzi mette in scena nel libro ''Quasi una vita'' pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli. Il romanzo prende forma attraverso gli occhi di Caterina e Marco che osservano un mondo che cambia velocemente. Un piccolo mondo in cui si muovono i loro compagni di scuola, gli amici del palazzo e i portinai. Nel suo libro, al tempo stesso, Chiara Tozzi ricostruisce i frammenti di una grande memoria collettiva. Una memoria costellata da eventi inimmaginabili: le prime vacanze di massa, la morte drammatica di Marylin Monroe, la contestazione studentesca e l'alluvione di Firenze. ''Se la citta' era stata invasa dalle acque - si legge nel libro - c'era stata evidentemente una colpa, come nel caso del diluvio universale. Ma di chi? Di uno o di tutti? Dio si era forse arrabbiato perche' avevano ucciso John Kennedy? O perche' le edicole vendevano i giornali con le donne nude?''. La societa' nella quale crescono Caterina e Marco cambia pelle molto velocemente. Su tutto emerge, poi, il microcosmo dei bambini. Bambini che crescono e che osservano stupiti la realta' intorno a loro. Piccoli accompagnati dagli adulti che cercano di sbarcare il lunario tra stenti, inquietudini e speranze. Gli equilibri di un tempo, d'altra parte, si incrinano notevolmente. Nulla sembra sicuro e rassicurante come una volta. Chiara Tozzi disegna, insomma, il ritratto di una famiglia del boom in un racconto di costume che mette in evidenza la fragilita' degli esseri umani. IN LIBRERIA L'ULTIMO NUMERO DI 'LEGGENDARIA' Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Mancano poche settimane alle elezioni politiche. La campagna elettorale pone l'accento su questioni legate al ruolo delle donne nella societa'. La moratoria sull'aborto, al centro del dibattito pubblico, alimentato anche dalla presentazione della lista 'Pro-life' di Giuliano Ferrara, ha dato luogo ad una riflessione approfondita sull'universo femminile spesso offeso e negato. Il caso del Policlinico di Napoli del febbraio scorso, ha sollevato interrogativi inquietanti di difficile soluzione. E' in questa cornice che l'ultimo numero in libreria della rivista ''Leggendaria'', giunta al dodicesimo anno di pubblicazioni, sviluppa il rapporto delle donne con la politica. ''Tre parole - si legge nella presentazione del numero curata dalla redazione - legano come un robusto filo rosso questo numero di 'Leggendaria': donne, politica, violenza. Perche' da donne parliamo e vogliamo farlo con voce alta e chiara: chiediamo percio' a tutte le lettrici di utilizzare questo fascicolo per discuterlo in ogni luogo e situazione possibile''. Nel numero viene esaminato il legame delle donne con le Istituzioni, con i partiti organizzati e, piu' in generale, con il potere. Rapporto 'inquinato' dai violenti attacchi mossi contro l'identita' femminile e contro il lavoro che i gruppi femministi hanno elaborato negli ultimi decenni. Nella rivista viene spiegato che, di fatto, e' tutta la cultura femminista ad essere messa sotto accusa. L'argomento e' sviluppato grazie alle opinioni e agli interventi di Anna Maria Crispino, Maria Luisa Boccia, Assunta Sarlo, Anna Simone e Lea Melandri. La sezione e' anche corredata da un'intervista di Silvia Neonato alla segreteria generale della Cgil-Lombardia Susanna Camuso. Tra gli argomenti messi a fuoco spicca la conciliazione come tema di politica sociale affrontato da Maria Grosso. Federica Giardini studia, poi, il compito della filosofia politica. Ampio spazio viene dedicato a come la narrativa, letteraria e cinematografica, ha presentato il ruolo delle donne durante il Sessantotto e nel corso degli anni Settanta. Una sezione specifica analizza come i media si occupano dei temi relativi alle donne in cronaca e politica. Si finisce con lo studio della storiografia femminista degli anni Settanta e sull'attualita' del pensiero di Simone de Beauvoir. Lo speciale e' dedicato ad un lungo colloquio a piu' voci con Rossana Rossanda sul tema ''Fai politica, e la politica fa te''. IL RAPPORTO TRA I FRATELLI SEAN E ARCHIE Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La vita di Sean e' lineare e ripetitiva. Ogni giorno fa sempre le stesse cose. Si sveglia all'alba, va a lavorare in fabbrica, beve la birra, fuma e torna a casa dalla moglie e dalla figlia. Trascorre, come tutti gli inglesi, molto tempo nei pub insieme allo zio Albert con cui fuma durante il tempo libero. Lavora in un'azienda che confeziona e macella il pollame. E' una persona come tante altre: un uomo tranquillo che si dedica alle solite attivita' quotidiane. Ogni tanto si concede qualche piccola liberta'. E' sposato con Maggie ed ha una figlia di nome Donna. E' lui il protagonista del libro ''Al fresco'', scritto da Mark Mcnay e pubblicato dalla casa editrice Piemme. Dopo il matrimonio con Maggie, Sean smette di sognare. La sua vita diventa piatta. I desideri della sua gioventu' sfumano senza lasciare quasi nessuna traccia. ''Non doveva finire cosi' - racconta Mark Mcnay. Lui e Maggie avevano grandi progetti quando si erano messi insieme. Potevano andare in Canada o a Londra, qualsiasi cosa, ma non metter su casa in Cadge Road''. La vita di Sean cambia quando si ripresenta suo fratello Archie dopo una lunga assenza. Archie e' molto diverso da Sean. Fin da bambino e' sempre stato un teppista a caccia di nuove avventure. E' stato in galera piu' volte. Alla fine dell'ultima detenzione, quando Sean meno se l'aspetta, Archie torna a casa. E' da questo momento che, per Sean, cominciano i problemi. Si ricorda, infatti, che deve a Archie molti quattrini che nel frattempo ha disperso in attivita' inutili e improduttive. Il tempo a disposizione per Sean e' davvero poco. Ha soltanto un giorno per poter riparare ai danni e agli errori commessi. Ha soltanto un giorno per recuperare i soldi e consegnargli al fratello. Archie, in realta', lo ricatta senza lasciargli troppe vie d'uscita. Non gli resta che pagare cercando di non suscitare la vendetta del fratello. UNA GUIDA PER SCOPRIRE I LUOGHI DI LUTERO Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un lungo itinerario attraverso le citta' in cui Martin Lutero e' nato e si e' formato. Un viaggio alle radici della riforma protestante. Un percorso tra le memorie, l'identita' e le origini del monaco agostiniano che ha rotto l'unita' del Cristianesimo ribellandosi all'autorita' pontificia. Reinhard Dithmar, docente di didattica della letteratura alla Freie Universitat di Berlino, studioso di teologia germanistica, nel libro ''In viaggio con Lutero'', pubblicato dalla casa editrice Claudiana, visita i luoghi in cui si e' sviluppata la Riforma protestante. Reinhard Dithmar gira per i paesi tedeschi fornendo informazioni storiche, sociali e religiose. Informazioni preziose per ricostruire un periodo lungo e complesso della storia della Germania e del mondo intero. I passaggi piu' significativi della Riforma, pertanto, vengono studiati seguendo la biografia di Lutero. Si inizia da Mohra, il villaggio in cui la sua famiglia ha vissuto per molto tempo. ''La presenza della famiglia di Lutero in questo luogo - afferma l'autore del volume - e' documentata sin dalla fine del XIV secolo''. Reinhard Dithmar passa, poi, ad Eisleben, la citta' in cui il teologo tedesco e' nato ed e' morto. La citta', che conta 22 mila residenti, e' collocata nel paesaggio collinoso della Valle di Mansfeld, ad oriente del territorio dell'Harz. Dithmar descrive i suoi monumenti piu' caratteristici. Si sofferma, in particolare, sulla casa natale di Lutero e sulla chiesa tardo gotica dove fu battezzato l'11 novembre del 1483, la St. Petri-Pauli Kirche. E' da qui, in fondo, che inizia il suo 'pellegrinaggio' alla scoperta delle tappe principali della riforma. A Mansfeld, ad esempio, Lutero ha maturato le sue prime esperienze scolastiche. Il libro prende in considerazione, naturalmente, anche la citta' di Wittemberg dove, sulla porta della cattedrale, il 31 ottobre del 1517, Lutero affisse le sue famose 95 tesi in latino. ''Il libro - spiega nell'introduzione il curatore del libro Alberto Saggese - non offre soltanto un panorama storico degli avvenimenti legati alla Riforma, ma illustra anche, e con dovizia di particolari, tutto cio' che ancora oggi e' possibile vedere di quella zona in Germania che fu il teatro di eventi che ebbero poi conseguenze in quasi tutti i campi delle opere umane''. IL RITRATTO INTIMO DI ANNA MARIA ORTESE Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ricostruire la vita e i romanzi di una delle scrittrici piu' importanti del panorama letterario italiano. Ripercorrere il percorso umano e intellettuale di Anna Maria Ortese, la grande scrittrice nata a Roma nel 1914, autrice tra l'altro di 'Il mare non bagna Napoli'. Sono questi gli obiettivi che la giornalista e autrice teatrale Adelia Battista, persegue nel libro ''Ortese segreta. Ritratto intimo di Anna Maria Ortese'', pubblicato dalla casa editrice Minimum Fax. L'autrice ripercorre gli eventi, le scelte e le intuizione piu' acute della scrittrice morta a Rapallo nel marzo del 1998. Il libro nasce dalla costante frequentazione che Adelia Battista ha intrecciato con la Ortese a partire dal 1992. Il loro rapporto si intensifica dopo il primo contatto avvenuto grazie ad una lettera. Gli incontri si sono fatti, mano a mano, sempre piu' assidui ed intensi. Le due donne si incontrano anche a Milano dove la Ortese lavora tra i suoi libri, le bozze da correggere e le interviste da rilasciare ai giornalisti. ''Qui Anna - ricorda l'autrice del volume - lavorava tutto il tempo ai suoi libri, correggeva le bozze dei romanzi per dieci, dodici ore di seguito, incontrava i giornalisti e rilasciava interviste. Ma aveva anche il cuore pieno di tante altre cose, straordinariamente rivolto alle voci che le arrivavano dal mondo esterno per rassicurarsi che, in fondo, anche lei ne faceva parte''. E' da qui, pertanto, da questi primi contatti, che si sviluppa una conoscenza solida e molto ricca. Forte della sua amicizia, consolidatasi nel tempo, la Battista mette in scena la parabola creativa dell'Ortese. Racconta, cosi', il suo percorso umano e intellettuale puntando l'attenzione sugli aspetti meno noti eppure davvero rappresentativi. Le testimonianze e i ricordi del passato si legano alle convinzioni che Anna Maria Ortese ha maturato nel corso della sua lunga carriera. Attraverso i documenti e le informazioni di cui Adelia Battista si occupa nel suo libro emerge un ritratto nitido della scrittrice. Un ritratto che inquadra anche gli elementi centrali della sua opera. Nelle pagine del libro l'Ortese spiega, peraltro, in modo chiaro e preciso i nodi fondamentali della sua produzione. ''Mi pare di capire - scrive - che al centro della mia opera (per cosi' dire assai poco un'opera) vi sia la grande emozione di vedermi intorno l'universo e di trovarmi, senza perche', in questo universo''. LA POLITICA E LA QUESTIONE MORALE SECONDO VELTRI Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Corruzione dilagante. Debito pubblico inarrestabile. Bassa crescita economica legata all'incapacita' di essere competitivi sui mercati internazionali. Sono questi gli elementi socio-economici che bloccano lo sviluppo italiano. Elementi che, da molti anni, non permettono all'Italia di sostenere la sfida con le economie emergenti. E' questo il quadro politico e sociale del nostro Paese sul quale riflette Elio Veltri, politico di lungo corso, militante del partito socialista dal 1956 al 1981, deputato dell'Ulivo, nel volume ''Il topolino intrappolato. Politica e questione morale'', pubblicato dalla Longanesi. L'Italia non riesce a liberarsi dal suo passato. La modernizzazione sembra ancora un orizzonte lontano e indecifrabile. Il declino investe ogni ambito della vita pubblica. La paralisi della giustizia e l'illegalita' rappresentano dei sintomi di una 'malattia' quasi del tutto inestirpabile. In questo contesto, secondo Veltri, il centro-sinistra non e' stato in grado di rispondere in modo efficace alle emergenze nazionali. Non e' stato in grado, meglio ancora, di assumere stabilmente la guida politica del Paese contrastando il partito di Berlusconi. I dati, d'altra parte, parlano chiaro. Secondo le previsioni degli osservatori internazionali il destino dell'Italia e' molto incerto. ''Nell'ultimo mese del 2007 - ricorda infatti Veltri - le previsioni sul futuro dell'Italia sono state molte, tutto dello stesso segno. Di un Paese alla frutta, triste, sfiduciato e in declino hanno scritto il 'New York Times' e il 'Times' citando classifiche che lo pongono agli ultimi posti al mondo a causa del debito pubblico''. Le prospettive per i prossimi anni, insomma, sono nebulose. Come fare per invertire la rotta? Quali sono le ricette che Veltri propone per recuperare il tempo perso? E' necessario cambiare radicalmente la cultura politica italiana e le istituzioni nazionali. E' questa la grande sfida che attende la classe dirigente italiana e, in particolare, il centro sinistra. Non solo. La prima emergenza da fronteggiare e' costituita dalla questione morale che continua ad essere un problema irrisolto. Veltri e' convinto che se la nostra storia politica sara' ancora fondata sull'illegalita', il Paese non potra' rinascere e sperare nel futuro. I processi e le condanne eclatanti gettano un pesante discredito sull'immagine e sull'integrita' delle Istituzioni. Dati alla mano, Veltri disegna un ritratto italiano reale e limpido. Denuncia il malaffare proponendo delle soluzioni concrete per superarlo. ESCE IL SECONDO MANUALE PER LA 'SOPRAVVIVENZA' DEGLI INTERISTI Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un manuale per i tifosi interisti. Informazioni, storia dei calciatori piu' rappresentativi e degli allenatori che hanno guidato le vittorie della formazione nerazzurra. Un manuale nel quale vengono fornite le informazioni utili per sopravvivere alle sfide di tutte le domeniche. E' ''Il secondo tragico manuale di sopravvivenza per interisti'', il libro che Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro gia' autori del ''Manuale di sopravvivenza per interisti'', pubblicano con la Piemme. I due autori partono da una convinzione granitica. Anche quando la squadra vince i tifosi interisti sono costretti a vivere 'in trincea'. In realta', da cento anni, il popolo nerazzurro e' costretto a fare i conti con ogni forma di ingiustizia sportiva. Le stagioni positive, costellate da vittorie e soddisfazioni, sono segnate da confronti infiniti con gli eterni rivali rossoneri. I tifosi interisti, insomma, si devono aiutare tra di loro. Si devono sostenere, devono scambiarsi opinioni, devono essere ascoltati nelle loro tante e giuste recriminazioni. L'obiettivo del libro, dunque, e' quello di rincuorare gli interisti aiutandoli a mantenere alti i loro ideali sportivi. Gnocchi e Palmaro hanno scritto il libro, infatti, ''per parlare tra noi nerazzurri, per scambiarci qualche consiglio e per ripassare i piu' classici casi da manuale: come comportarsi a seconda dell'andamento del campionato, delle coppe, della campagna acquisti o del risultato della prima partita di campionato''. Per quale motivo, pero', scrivere una guida per gli interisti ora che l'Inter macina vittorie sempre piu' convincenti? Perche' parlare di ''tragedie calcistiche'' quando tutto sembra andare per il meglio? L'Inter, spiegano Gnocchi e Palmaro, e' una squadra matta che puo' perdere le sfide piu' importanti anche quando ha la vittoria in tasca. Di fatto i tifosi interisti 'combattono' sempre senza ritenersi mai al sicuro. ''L'interista - concludono ancora i due autori - e' la dimostrazione vivente che l'evoluzionismo e' una gran fregnaccia: lotta per sopravvivere da cento anni, che nel calcio valgono almeno tre ere geologiche, ed e' sempre lo stesso''. IL SOGNO DI AHLE'NE: DIVENTARE FRANCESE Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ahle'me e' una giovane immigrata giunta in Francia dall'Algeria. La sua storia e' simile a quella di tante sue coetanee che hanno cercato fortuna in Europa. Vive nella periferia parigina insieme alla sua famiglia. Ha ventiquattro anni e ''ha la sensazione di averne quaranta''. Ha la responsabilita' della sua famiglia che cerca di sostenere con lavori saltuari. Ahle'me, la protagonista del libro ''Ahle'me, quasi francese'', scritto da Faiza Gue'ne, pubblicato dalla Mondadori, vive con il padre invalido a causa di un incidente sul lavoro e con il fratellino Foued. ''Mi chiamo Ahle'me e cammino fra la gente - scrive all'inizio del libro - uomini e donne che corrono, si urtano, si affrettano, litigano, telefonano, non sorridono e vedo i miei fratelli che, come me, hanno un gran freddo. Li riconosco a colpo sicuro, hanno negli occhi qualcosa di diverso, si capisce che vorrebbero essere invisibili, stare altrove. E - conclude -invece sono qui''. La vita di Ahle'me e' difficile. Trasferitasi in Francia dopo che, all'inizio degli anni Novanta la madre e' stata uccisa durante un raid terroristico in Algeria, Ahle'me cerca di integrarsi nella societa' francese. Il suo grande obiettivo, infatti, e' quello di ottenere la cittadinanza francese. Intanto, cerca di rinnovare, anno dopo anno, il permesso di soggiorno che gli permette di continuare a coltivare il suo sogno d'integrazione. Puo' contare, pero', su Tantie Mariatou, una vicina di casa che la sostiene facendole da mamma. E' lei che l'aiuta dandole sempre buoni e semplici consigli anche in campo sentimentale. Le ricorda, ad esempio, che ''bisogna baciare molti rospi prima di trovare il proprio principe''. Ahle'me non si da' per vinta. Nonostante le difficolta', malgrado le piccole e grandi ingiustizie di tutti i giorni, continua a perseguire il sogno di una ragazza della banlieue parigina: diventare una francese a tutti gli effetti. LE AVVENTURE DI KALIX, LA RAGAZZA LUPO Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Kalix e' una ragazza-lupo di un fascino struggente. E' sola ed e' stata abbandonata da tutti i suoi familiari. Ha appena diciassette anni. Vive in modo selvaggio, cercando riparo in luoghi di fortuna individuati casualmente nei suoi interminabili vagabondaggi. Vive nei bassifondi di Londra. E' lei la protagonista del romanzo di Martin Millar, vincitore del 'World Fantasy Award'', ''Ragazze lupo'', pubblicato dalla casa editrice Fazi. Kalix e' una ragazza molto bella, aggressiva e magrissima. Ricca e nobile, e' l'ultima discendente dei MacRinnalch, la piu' antica dinastia di licantropi. La sua famiglia, pero', non ha esitato a condannarla abbandonandola al suo destino. La donna, infatti, si e' macchiata di una colpa irreparabile attaccando l'autorita' paterna. Ha trasgredito, inoltre, le regole morali del suo clan innamorandosi del ragazzo sbagliato: si e' invaghita di Gawain, un giovane lupo mannaro di umili origini, con il quale non avrebbe dovuto mai intrecciare alcun tipo di rapporto. Per questi motivi e' stata costretta a vivere in completa solitudine perdendosi nelle strade e nelle piazze della capitale britannica. E' sempre in fuga, inseguita dai cacciatori dei lupi allettati dal fatto che e' la figlia del potente signore dei Lupi. Nonostante tutto, pero', Kalix conserva la sua forza d'animo. ''Kalix si era persa - racconta Martin Millar all'inizio del libro - Era stanca, nervosa, stordita e adesso si era anche persa. E si stava mettendo a piovere. Aveva setacciato l'intera zona in cerca del magazzino in disuso in cui aveva trovato rifugio, ma quelle strade gelide le sembravano tutte uguali e stava cominciando a disperare''. Nel corso delle sue tante avventure Kalix viene coinvolta, suo malgrado, nella lotta di successione alla reggia dei MacRinnalch. Incontra, cosi', persone strane e stravaganti. Su tutte spicca sua sorella, una stilista dotata di poteri magici. Oltre alla sorella, poi, entra in contatto con le cugine, musiciste dissolute sulla scena punk di Londra. Kalix viene affiancata, peraltro, da Daniel e Moonglow due 'umani' che si prendono cura di lei. E' in compagnia di questi personaggi che Kalix si lascia coinvolgere nelle lotte che porteranno all'elezione del nuovo signore dei licantropi. Una lotta senza esclusione di colpi nella quale e' coinvolta buona parte della dinastia MacRinnalch. LA VIA PER LA MEDITAZIONE SECONDO DAVID LYNCH Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La meditazione trascendentale puo' cambiare la vita. Puo' essere utile a ristabilire la serenita' e la forza con cui affrontare le insidie e le difficolta' della vita. La meditazione, al tempo stesso, aiuta a sviluppare tutte le energie e la creativita'. David Lynch, regista cinematografico e sceneggiatore, non ha dubbi. La meditazione serve a vivere meglio. Gli e' stata utile per sfruttare la sua creativita' e la sua forza. Nel libro ''In acque profonde. Meditazione e creativita''', pubblicato dagli Oscar Mandadori spiega quali sono le sue idee sulla meditazione tracciando il percorso che ha seguito nel corso della sua esistenza. Nel suo manuale Lynch svela quali sono le strategie e i segreti per trarre i maggiori benefici dalla meditazione. Nel corso della sua esposizione, pero', mette in scena anche gli aspetti personali e del suo mestiere. Racconta, cosi', eventi e aneddoti poco noti del suo lavoro. Episodi relativi, soprattutto, alla produzione dei suoi film. In questo senso, i consigli per favorire una condizione mentale positiva si alternano agli aspetti privati della vita del regista. Lynch spiega, fin dalle prime pagine del suo libro, che ''le idee sono simili ai pesci. Se vuoi prendere un pesce piccolo, puoi restare nell'acqua bassa. Se invece vuoi prendere il pesce grosso - aggiunge - devi scendere in acque profonde. Laggiu' i pesci sono piu' forti, piu' puri. Sono enormi e astratti. Davvero stupendi''. Il lavoro che David Lynch ha elaborato su se stesso,e' durato oltre 33 anni. Un periodo durante il quale ha cercato di immergersi ''in acque piu' profonde a caccia del pesce grosso''. I 5 LINGUAGGI DEL PERDONO Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gli uomini sono guidati da un forte senso morale con cui stabiliscono le regole chiare e precise per la loro vita. Regole in base alle quali e' possibile stabilire cio' che e' giusto e cio' che, invece, e' sbagliato. Il criterio di valutazione e' sempre sostenuto dalla coscienza e dalla cultura d'appartenenza. Quando si sbaglia, oppure quando si offende qualcuno, pero', l'unica via praticabile e' quella del perdono. Sono queste le considerazioni di fondo che hanno ispirato Gary Chapman e la psicologa americana Jennifer Thomas nel libro ''I cinque linguaggi del perdono'', pubblicato dalla Elledici. Considerazioni utili, peraltro, a chiarire quali sono le strategie migliori per riconciliarsi con gli altri e ritrovare l'armonia perduta. Jennifer Thomas e Gary Chapman, gia' autore del bestseller 'I cinque linguaggi dell'amore', hanno svolto un lungo lavoro di ricerca indagando la sfera dei rapporti interpersonali. Quando si commette un reato, o si violano delle regole, la giustizia interviene offrendo alla persona offesa ''un certo senso di soddisfazione''. Eppure, il diritto non e' in grado di sanare i conflitti morali tra le persone. ''Normalmente - affermano infatti i due autori - la giustizia non recupera i rapporti interpersonali''. E' da qui che nasce l'esigenza di riconciliarsi facendo leva su altre strategie che non tengono conto della forma e del codice civile o penale. ''Il desiderio di riconciliazione - sottolineano Chapman e Thomas - spesso e' piu' potente del desiderio di giustizia''. Un dato e' certo. L'unico modo concreto e plausibile per ricostruire i rapporti incrinati dopo un'offesa e' quello di chiedere scusa cercando di rimediare agli errori commessi. Quali sono i cinque aspetti fondamentali del ''linguaggio del perdono? Come fare per superare le incomprensioni? I due autori, dopo aver ascoltato centinaia di persone, hanno elaborate un piccolo ''vademecum del perdono''. In primo luogo, chiariscono, e' necessario esprimere un forte rammarico. E' questo il primo punto sul quale si soffermano, infatti, i due autori. E' opportuno, d'altra parte, assumersi le proprie responsabilita' dichiarando apertamente di aver sbagliato. Il terzo punto e' costituito dal desiderio di rimediare. E' necessario, poi, impegnarsi per non incorrere piu' negli stessi errori. Il piccolo manuale si chiude con la richiesta del perdono effettiva con la quale sanare, una volta per tutte, le incomprensioni e le ingiustizie del passato. IL DUO LUCIO BATTISTI -MOGOL Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il loro sodalizio e' nato nel lontano 1965. Fino al 1980 il loro rapporto e' stato intenso e fruttuoso. Con le loro melodie hanno incantato l'Italia. Lucio Battisti, scomparso nel 1998 ad appena 55 anni, e Giulio Rapetti, in arte Mogol, hanno cambiato la musica leggera degli anni Sessanta e Settanta. Uniti dalla passione per la musica, Mogol e Battisti hanno formato una coppia indimenticabile. Cosa resta della loro eredita'? Cosa resta, soprattutto, di Lucio Battisti a dieci anni dalla morte? Il giornalista Francesco Marchetti spiega nel saggio ''Lucio Battisti'', pubblicato dalla casa editrice Sperling&Kupfer, quali sono stati i passaggi piu' significativi della loro storia musicale. Il volume e' corredato da numerosi riferimenti all'attualita' degli anni Sessanta e Settanta e dalle interviste ai musicisti che, con le loro parole, contribuiscono a costruire il ritratto dell'artista. Interviste, tra gli altri, proprio a Mogol, a Gianni Bella, a Iva Zanicchi, e a Robby Facchinetti. La loro unione ebbe inizio nel 1965. ''Da allora - scrive Marchetti - avevano scritto canzoni che avevano emozionato tutta l'Italia. Lucio aveva imparato a cavalcare: era nata la Numero Uno, la loro etichetta discografica; i successi e le gratificazioni personali non si contavano. Avevano guadagnato molti soldi ma continuavano a lavorare sodo''. Lucio Battisti e Mogol erano molto diversi tra di loro. Battisti era nato e si era formato nella campagna laziale. E' nato nel 1943, in provincia di Rieti. E' un musicista di grande talento. Dopo il diploma da perito industriale, inizia la sua lenta e faticosa gavetta in giro per l'Italia e l'Europa. Repetti, invece, e' nato a Milano. All'epoca del loro primo incontro lavorava con la casa discografica Ricordi. Aveva gia' firmato alcune canzoni di grande successo. Il loro incontro ha cambiato la storia del pop italiano. Le loro canzoni continuano a rappresentare la colonna sonora di molti italiani. DALLA NEWTON COMPTON 'I GRANDI DELITTI ITALIANI' Roma, 5 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Instabilita' mentale, frustrazione, incapacita' di superare un evento stressante o doloroso. Sono queste le cause piu' frequenti di omicidi secondo Andrea Accorsi e Massimo Centini, autori di 'Delitti italiani' pubblicato dalla Newton Compton Editori, dove vengono analizzati una serie di episodi delittuosi accaduti nel nostro Paese, analizzati con l'aiuto della statistica e della criminologia. Passa in rassegna tutta una serie di episodi delittuosi piu' o meno famosi nel nostro Paese, dal Circeo a Marta Russo a Cogne, fornendo dati statistici e analisi criminologiche delle motivazioni che generano la spaventosa pulsione a uccidere. Nella prima parte del libro vengono considerati i delitti per i quali la giustizia ha individuato il colpevole o i colpevoli. Non ci sono omicidi di malavita o di terrorismo; scenari che al contrario sono possibili, a livello di supposizioni, per alcuni dei fatti presi in considerazione nella seconda parte del testo. E' la cronaca dei misteri e crimini che hanno sconvolto l'Italia. Ogni giorno nel mondo si verificano 1424 omicidi, con una prevalenza nei paesi a basso reddito e con una maggioranza di vittime tra i 10 e i 29 anni. In Italia, soprattutto, aumentano i cosiddetti ''omicidi di prossimita''', ossia quelli che colpiscono familiari, amici, conoscenti, vicini e colleghi di lavoro, e che di recente hanno superato quelli commessi dalla malavita organizzata. Il 40% dei crimini commessi in Italia rimane sfortunatamente irrisolto, con l'eccezione di Milano, dove invece, viene risolto il 97% degli omicidi.

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Lunedì e martedì sciopero generale dell'Ama (sezione: Class action)

( da "Italia Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Cronaca Roma Lunedì e martedì sciopero generale dell'Ama "Lunedì 7 e martedì 8 aprile sciopero generale nazionale indetto dalle Segreterie Nazionali del comparto di Igiene Ambientale delle Organizzazioni Sindacali". Le Organizzazioni Sindacali del comparto di Igiene Ambientale Fp-Cigl, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fiadel hanno proclamato per le intere giornate di lunedì 7 e martedì 8 aprile uno sciopero generale nazionale, indetto in seguito "alla prima azione di sciopero di martedì 11 marzo 2008 per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Fise/Assoambiente, effettuata dopo aver esperito negativamente la fase di raffreddamento e conciliazione". Per i dipendenti AMA, vista l'organizzazione dei servizi aziendali, l'agitazione sindacale inizierà con il primo turno di lunedì 7 per concludersi intorno alle ore 04:30 della mattina di mercoledì 9 aprile. In base a quanto prescritto dalla legge 146/90 e dai relativi accordi sottoscritti con i Sindacati, AMA ha attivato le procedure tese ad assicurare durante le 2 giornate di sciopero i servizi minimi essenziali e le prestazioni indispensabili. Edizione n. 878 del 05/04/2008.

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DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Class Action

Il sindacatoÈ in questione, ora come allora, la capacità del sindacato, in quanto soggetto collettivo, di elaborare strategie di lungo periodo, di adattare le sue modalità di azione alle condizioni date, di farsi carico in qualche misura di istanze e interessi più ampi di quelli emersi dalle singole vertenze. Certo, il sindacato è per sua stessa natura espressione di una parte, contrapposta legittimamente ad altre parti: pretendere di attribuirgli per definizione una rappresentanza di interessi generali significherebbe cadere in una qualche forma di corporativismo, o riesumare il pansindacalismo in voga negli anni Settanta (fino, appunto, alla marcia dei quarantamila), che assegnava alle grandi confederazioni nazionali una funzione salvifica, quasi di supplenza rispetto all'inadeguatezza dei partiti e delle stesse istituzioni. Certo, un sindacato troppo moderato o corrivo si esporrebbe alla concorrenza rialzista delle mille organizzazioni autonome che pullulano soprattutto nel settore pubblico (e che nessuno, per responsabilità anche sindacale, ha mai saputo contenere o disciplinare in termini di legge). Ma dobbiamo chiederci d'altra parte a che cosa serve un sindacato nazionale - che è per giunta investito di funzioni semipubbliche e gode dei relativi privilegi - se la sua linea non riesce a distinguersi significativamente, come è accaduto nel caso Alitalia, da quella delle sigle più corporative. Che senso ha avuto, in questi ultimi quindici anni, lasciar imporre alla generalità dei cittadini contribuenti - compresi dunque operai, precari e pensionati - una cospicua colletta quotidiana affinché piloti, assistenti di volo e personale di terra della compagnia di bandiera potessero mantenere livelli occupazionali e retributivi incompatibili con la sopravvivenza dell'azienda in regime di concorrenza?La risposta, piuttosto sconsolante, è una sola: la difesa dello status quo, la tutela delle posizioni acquisite, che sembra essere, in questa fase, il principale criterio di orientamento del sindacalismo confederale. Sia che si parli di pensioni, sia che si tratti sulla mobilità o sul mercato del lavoro. Da troppo tempo ormai i sindacati nazionali hanno perso la capacità di proporre soluzioni innovative e si sono impegnati essenzialmente in battaglie d'arresto, a volte sfortunate (il referendum sulla scala mobile del 1984), a volte vincenti e per proprio per questo dannose alla collettività: si pensi alla strenua opposizione all'innalzamento dell'età pensionabile (in presenza di un considerevole innalzamento della vita media e della stessa soglia della vecchiaia), col risultato di sottrarre risorse a un'auspicabile estensione dei benefici del Welfare; o alla difesa a oltranza dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che ha finito con l'erigere una barriera invalicabile fra l'area sempre più esigua del lavoro stabile e garantito e l'esercito sempre più numeroso dei precari.Per uscire dalla condizione di stallo strategico in cui è finito non solo per sua colpa (il declino della grande industria, la globalizzazione, da ultimo la stagnazione economica creano una situazione oggettiva poco favorevole alle rivendicazioni del lavoro organizzato), il sindacato ha bisogno di una svolta, innanzitutto culturale. Non solo e non tanto in termini di responsabilizzazione e di moderazione (ciò che soprattutto era richiesto ai tempi della svolta dell'Eur nel '78 o dell'accordo sulla concertazione nel '93). Quel che serve al Paese non è un sindacato più debole o più accondiscendente alle richieste delle controparti: è al contrario un sindacato più dinamico e più elastico, meglio radicato nei luoghi del lavoro (stabile o precario), più aderente alle effettive articolazioni di una società che si trasforma. In una parola meno conservatore. Per un soggetto che ha sempre mirato a svolgere, nel corso della sua storia, una funzione di traino e di avanguardia, è un dovere prima che una necessità.Giovanni Sabbatucci.

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Microsoft to Yahoo!: surrender or else (sezione: Class action)

( da "Register, The" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Original URL: http://www.channelregister.co.uk/2008/04/06/microsoft_yahoo_ultimatum/ Microsoft to Yahoo!: surrender or else By Drew Cullen Published Sunday 6th April 2008 00:49 GMT Microsoft has told unwilling takeover target Yahoo! that it has three weeks to negotiate a deal - or it will go hostile. If it goes to a proxy battle, Microsoft will almost certainly return with a lower offer than the $44bn bid originally tabled on January 31. In a letter to the Yahoo! board delivered on Saturday, Steve Ballmer, Microsoft's CEO, said the substantial premium reflected in our initial proposal [ 62 per cent more than closing price] anticipated a friendly transclass="term">action with you. If we are forced to take an offer directly to your shareholders, that class="term">action will have an undesirable impact on the value of your company from our perspective which will be reflected in the terms of our proposal. Ballmer voiced his company's frustration with Yahoo!'s dilly-dallying, noting that there has been "no meaningful negotiation to conclude an agreement". Yahoo! thinks the bid undervalues the company and has sought a white knight. News International and Time Warner's AOL have looked at teaming up with Yahoo! and rejected the idea. Microsoft's pockets are too deep and the bid on the table is indeed a hefty premium. And Wall Street doesn't think much of the alternative an independent Yahoo!. On Friday, Yahoo! shares fell on speculation that Microsoft was preparing to walk away or lower its bid. According to Ballmer, the bid premium intended to solicit a quick and friendly transclass="term">action is even more significant today. In his letter he notes: During these two months of inactivity, the Internet has continued to march on, while the public equity markets and overall economic conditions have weakened considerably, both in general and for other Internet-focused companies in particular. At the same time, public indicators suggest that Yahoo!'s search and page view shares have declined. Finally, you have adopted new plans at the company that have made any change of control more costly. Old plans make it more difficult too. In 2001, Yahoo! installed a poison pill to ward off hostile takeovers. Would-be predators are limited to just 15 per cent of Yahoo!s shares in a tender offer, Marketwatch reports (http://www.marketwatch.com/news/story/yahoo-exposed-proxy-fight-poison/story.aspx?guid=%7BCB075A77-BD12-417C-B880-9063B4E0DEC4%7D%E2%80%9D). This is why Microsoft would have to conduct a proxy war to replace Yahoo!'s board with one of its own choosing. We suspect that Yahoo! shareholders will plump for jam today. But first Yahoo!class="hilite">'s board must let them make that decision. Expect a class="term">class class="term">action if Microsoft wins the day, against the Yahoo! board, and tables a lower bid. & This way (http://www.microsoft.com/Presspass/press/2008/apr08/04-05LetterPR.mspx?rss_fdn=Press%20Releases) for the Ballmer Letter. ®.

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<Pochi treni e molto sporchiadesso la pazienza è finita> (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

"Pochi treni e molto sporchiadesso la pazienza è finita" class="hilite">federconsumatori I pendolari italiani riuniti a Genova minacciano l'avvio della class="term">class class="term">action Genova. Chiedono al governo di scongiurare i tagli previsti mettendo mano al portafogli e assicurando i 400 milioni di euro mancanti, ma anche alle Regioni di fare la loro parte, "dal momento che oggi contribuiscono al trasporto locale mediamente con l'1% del loro bilancio". L'orgoglio pendolare si era dato appuntamento per ieri, ore 11, nella città che è diventata un po' capoluogo della protesta. In un sabato di tregua da lavoro e spostamenti, da ogni parte d'Italia portano nella sede del Dopolavoro Ferroviario di Genova Principe ansie, problematiche e contributi multimediali (immagini e testi) in grado di descrivere al meglio e senza molte parole quanto le "case viaggianti" di milioni di italiani siano ormai ridotte a colabrodi pericolosi e malsani. A organizzare il vertice, che ha riunito le maggiori associazioni di utenti quotidiani dei treni, è stata Federconsumatori. "Al nuovo governo, di qualunque colore esso sia - ha detto ieri Sandro Veroli, vicepresidente nazionale di Federconsumatori - chiediamo di porre la questione del trasporto pubblico locale all'ordine del giorno della prima seduta del consiglio dei ministri. Con chiunque vinca, poi, sarà necessario avviare subito un confronto vero sulle problematiche da risolvere, un tavolo di confronto non episodico ma ad appuntamenti fissi". I timori dei pendolari sono sempre gli stessi: vedersi tagliare, tra poche settimane, il 15% dell'attuale servizio. Gli 80 milioni stanziati in extremis dal governo daranno ossigeno per pochi mesi, dopo occorrerà trovare soluzioni strutturali che consentano di evitare emergenze continue. Da Genova i pendolari minacciano anche di intraprendere una "class="term">class class="term">action", un'azione legale condotta da uno o più soggetti che tenta di stabilire nuove regole per una stessa categoria sociale. Intanto, documentano i disagi quotidiani e la decadenza del sistema ferroviario per passeggeri. Cesare Carbonari, del comitato Torino-Milano, ha passato gli ultimi anni a raccogliere materiale documentale sullo stato dei treni. Ne esce fuori un quadro disarmante. "Di parole ne facciamo tante - spiega mentre mostra il suo dossier fotografico - molto meglio è visualizzare". Nelle immagini si vedono porte bloccate col fil di ferro perché fuori servizio, lavandini delle ritirate dotati di "saponi alla ruggine", carrozze di vent'anni fa ricoperte con una semplice pellicola che inizia a staccarsi, stazioni devastate da precipitazioni e abbandono. In seguito alle numerose segnalazioni di "colleghi" emiliani, inoltre quelli del Torino-Milano sono andati anche a caccia, con successo, dei vermi trovati in mezzo ad alcuni sedili. Trovandoli e fotografandoli. "Il trasporto pubblico locale non è una necessità soltanto di chi giornalmente utilizza i mezzi pubblici - sostiene Giuseppe Poli, Federconsumatori dell'Emilia Romagna - avere buoni treni significa togliere auto private dalle strade, un beneficio anche per chi non può fare a meno di utilizzare l'auto". Diffusa è poi l'opinione che le Regioni debbano iniziare seriamente a fare la propria parte. A livello ligure, gli abbonati Genova-Milano protestano contro l'iniziativa della Regione Liguria di acquistare un nuovo convoglio per il trenino Genova-Casella. "È importante dare un treno migliore a chi ama le scampagnate all'aria aperta - ironizza Enrico Pallavicini, portavoce di questi pendolari - però alle migliaia di utenti che ogni giorno usano i treni normali non servirà a molto". I pendolari Genova-Milano, pur avendo preso parte all'iniziativadell'assemblea, sottolineano inoltre di non condividere l'iniziativa della class="term">class class="term">action ipotizzata ieri da Federconsumatori. daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 06/04/2008.

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I pendolari: "ora risarciteci" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XIII - Genova I pendolari: "Ora risarciteci" La class="hilite">denuncia contro Trenitalia spacca il fronte della protesta Una class="term">class class="term">action (cioè una denuncia collettiva) per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative (peraltro non approvate da tutti) annunciate ieri a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Legambiente. "Azioni forti che andranno di pari passo con una piattaforma da sottoporre al nuovo governo - ha sottolineato il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli - un incontro per mettere le basi di una piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate". A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni tariffarie. "Chi ha sottoscritto un abbonamento per un determinato servizio, che comunque giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui ha pagato - ha aggiunto Veroli - Al nuovo Governo, di qualunque colore esso sia chiediamo infine di porre la questione del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario in particolare, con il reperimento dei 400 milioni mancanti, all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio dei Ministri". In questa prospettiva i rappresentanti dei pendolari ferroviari hanno deciso di realizzare un "libro nero" per dettagliare tutti i problemi locali. Il Comitato Abbonati Genova-Milano, che ha riproposto la "provocazione" dello sciopero del voto di fronte alle inadempienze governative sul settore ferrovie, si dissocia, però, dall'iniziativa della class="term">class class="term">action: "Il killer dei treni in via di soppressione va ricercato fra chi ha disatteso il contratto di concessione sul trasporto universale, cioè lo stato che ha finanziato solo il primo trimestre 2008 e fra chi non destina adeguate risorse al trasporto ferroviario (le Regioni) preferendo destinare risorse al trasporto su gomma" spiega il portavoce Enrico Pallavicini. Sulla stessa lunghezza d'onda Guido Fassio, segretario regionale Filt-Cgil, che sottolinea ancora una volta come da parte degli enti locali (Regione, Provincia, Comune) non ci sia stata una concreta compartecipazione al finanziamento del trasporto pubblico locale.

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E' RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

FALCONARA pag. 9 E' RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi PROTESTANO Adriana Brandoni, Alberto Berardi e Claudio E' RIVOLTA tra i ristoratori falconaresi contro gli aumenti della Tarsu. Domani alle 16, al Ristorante Villa Amalia, i titolari di ristoranti e pizzerie si incontreranno con il direttore di Confcommercio Polacco e con il presidente dell'associazione ristoratori D'Alesio, per studiare un'eventuale azione collettiva contro il nuovo rincaro, che non appare del tutto giustificato. Fanno discutere infatti le spiegazioni arrivate dai dirigenti comunali, che avevano motivato gli aumenti di quest'anno con la necessità di coprire totalmente tramite la Tarsu il costo del servizio, facendo presente che nel 2007 i costi dell'igiene urbana non erano stati coperti al 100%. Eppure, la delibera 116 del 23 aprile 2007, con la quale venivano calcolate le tariffe dell'anno scorso, recita: "si procede alla copertura del 100% del costo totale del servizio", calcolato in 4.568.193 euro. E' PROPRIO il costo del servizio indicato dal Comune, in realtà, che è cresciuto di 600mila euro, arrivando nel 2008 a 5.170.864 euro, anche se il preventivo del Cam è di soli 130mila euro superiore a quello dell'anno scorso. "Nel 2006 ? fa presente Alberto Berardi de Il Camino, che si è attivato per convocare la riunione ? pagavo 6350 euro, ora mi trovo a dover pagare 9250, è come se dovessi sostenere un altro affitto. Invitiamo anche gli altri settori economici a promuovere un'azione collettiva, perché non appare giustificato un aumento tanto consistente". "Il Cam ? aggiunge Claudio Api, dell'Arnia del Cuciniere ? ha fatto già presente che il costo per la gestione dell'igiene urbana è cresciuto meno del 3%, come si giustifica allora un aumento delle tariffe del 20%?". "E' PARADOSSALE ? commenta Vito Masetti della Capasa ? che mentre la crisi economica fa crollare il giro d'affari dei ristoranti, a Falconara ci troviamo a pagare una Tarsu sempre più alta. In pratica, produciamo meno rifiuti ma paghiamo di più. Questo Comune ci sta massacrando". "Capisco che il Comune è in deficit ? aggiunge Gianluca Romiti dell'Oasi ? ma così ci costringono ad aumentare i prezzi e a perdere quindi clientela. L'unica soluzione sarebbe quella di lasciare Falconara". Domani si riuniranno anche i bagnini del consorzio Falcomar: "Chiederemo al Comune ? spiega la presidente Adriana Brandoni ? di posticipare la prima rata Tarsu, che quest'anno scade il 30 aprile, dato che ancora le attività sono in gran parte chiuse ed il servizio di igiene urbana deve ancora essere messo a regime". Alessandra.

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Class action contro i tagli dei treni (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'class="hilite">edizione del PENDOLARI Class class="term">action contro i tagli dei treni Una class="term">class class="term">action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Cgil, Cisl e Legambiente. "Azioni forti che andranno di pari passo con una piattaforma da sottoporre al nuovo governo" ha sottolinea il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli, che ha preso parte a Genova ad un incontro con pendolari e sindacati, "un incontro per mettere le basi di una piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate", ha spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni tariffarie. "Chi ha sottoscritto un abbonamento per un determinato servizio, che comunque giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui ha pagato" ha aggiunto Veroli.

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<La finanza? E' solo teatro> Va in scena lo scandalo Bipop (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-06 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Brescia Nella vicenda 73 mila piccoli azionisti persero i loro soldi "La finanza? E' solo teatro" Va in scena lo scandalo Bipop Un attore vittima della truffa porta il crac in palcoscenico Il debutto ieri sera a Botticino. Roberto Capo è autore, regista e protagonista del monologo BRESCIA - "ImPOPolare. Uno spettacolo di educazione finanziaria": il crac della Bipop- Carire diventa protagonista a teatro con uno spettacolo andato in scena a Botticino. Ieri sera, il debutto della rappresentazione che racconta l'ascesa e il declino di una delle più brillanti stelle della New Economy: uno scandalo finanziario che ha bruciato più di 10 miliardi, travolgendo 73 mila piccoli azionisti, tra cui Roberto Capo, autore e attore dello spettacolo. "Ho perso diversi mesi di stipendio - spiega Capo - ma non è stata questa la molla che mi ha spinto a raccontare il crac. Mi stupiva il fatto che nessuno parlasse più di questo scandalo enorme. Nonostante la materia sia difficile da spiegare, ho cercato di usare un linguaggio il meno tecnico possibile per renderla chiara a tutti". Il monologo dura poco più di un'ora e parte spiegando alcuni meccanismi di guadagno delle banche; poi, attraversando le carte delle "Probabilità " e degli "Imprevisti" di un grande Monopoli, racconta il come e il perché la bolla speculativa sia scoppiata nel 2001 dopo essersi gonfiata a dismisura con il valore delle azioni cresciuto fino al massimo storico del 2000: 127 euro l'una. "Ma come si forma il valore di un'azione? La finanza è un grande teatro, basta che tutti siano d'accordo su una cosa per farla esistere". Ma lo spettacolo non trascura la vicenda giudiziaria che parte dalla procura bresciana con 45 indagati e finisce a Milano, dopo diversi anni, con il patteggiamento di 10 condanne, trasformate in multe. E c'è l'ultima carta degli imprevisti per i risparmiatori traditi: "Per la legge non puoi essere risarcito. Perdi tutto!" visto che in più di 2mila cercarono di costituirsi parte civile al processo senza però riuscirci. Lo spettacolo oltre a narrare, ammonisce: quando entriamo in banca siamo come dei manichini, "e i fili li muove sempre qualcuno ai piani alti". E proprio un grosso fantoccio, Luigi, è il compagno di scena di Roberto Capo che, accompagnato dalle note di "Money" dei Pink Floyd, gli si avvicina per proporgli investimenti vantaggiosi. "Intanto la banca incamera cash, contante, e subito". Tra il pubblico anche Fausto Filippini, referente della Federconsumatori di Brescia, da sempre impegnato per tutelare i risparmiatori rovinati dal crac Bipop-Carire, che a fine spettacolo ha preso la parola spiegando che una possibilità di risarcimento c'class="hilite">è ancora: "Non con la Class Action ma tramite una conciliazione presso la Consob che dovrebbe essere introdotta a ottobre". Filippini ha anche commentato: "Lo spettacolo racconta molto bene quello che è successo. Ci piacerebbe molto riuscire portarlo nei paesi bresciani più colpiti dal crac come Palazzolo e Lumezzane ". Sipario Roberto Capo in una scena del suo "ImPOPolare" Maddalena Brunetti.

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<La class action, arma importante per i consumatori> (sezione: Class action)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-06 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Risarcimenti Nuova legge "La class action, arma importante per i consumatori" BOLZANO - "La class action è uno strumento valido per difendere i consumatori". Non ha dubbi Fabio degaudenz, vicepresidente del Centro tutela consumatori utenti, che ha organizzato un convegno sull'argomento. Introdotta con la Finanziaria 2008 e operativa dal 1Ë? luglio prossimo, la nuova legge italiana sull'azione collettiva risarcitoria viene guardata con grande attenzione dall'intera Europa. "Uno strumento importante e innovativo, che colma una grave lacuna nell'ordinamento italiano - sottolinea Degaudenz -. Riconosciamo che il testo in vigore dal luglio prossimo è perfettibile, ma riteniamo che con la sua approvazione il passo più importante sia stato compiuto ". Al convegno "La nuova azione collettiva risarcitoria a tutela del consumatore", tenutosi a Palazzo Widmann, hanno partecipato sia relatori del mondo accademico come il professor Marco De Cristofaro, ordinario di Diritto processuale civile presso l'Università di Padova, sezione di Trieste, sia soggetti che alle leggi danno attuazione pratica come Edoardo Mori, giudice del tribunale di Bolzano. Proprio il giudice Mori è scettico: "Legge buona in linea di principio, ma lacunosa e di difficile applicazione che comporterà orientamenti diversi in ogni tribunale". Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, non accetta queste critiche a priori:" Prima applichiamo la legge, faticosamente ottenuta, poi la giudichiamo ed eventualmente la miglioriamo". La procedura in se è semplice: una delle associazioni di consumatori riconosciute avvia la procedura contro una o più imprese. I consumatori sottoscrivono l'adesione. Se il Tribunale accoglie l'istanza, determina anche i criteri per liquidare il risarcimento. L'impresa ha 60 giorni per formulare una proposta, in assenza della quale si istituisce una camera di conciliazione. Il modello è quello della class action americana, grazie alla quale sono state avviate battaglie legali che hanno fatto storia, come quelle intentate contro General Motors o da ex fumatori ammalati di cancro contro le multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds. Degaudenz auspica che lo stesso possa accadere in Italia: "Ci attendiamo che tra gli effetti della nuova legge vi sia quello di migliorare la sicurezza di prodotti e servizi". Il dibattito Il giudice Mori scettico "Difficile da applicare" Trefiletti: "Assurde le critiche preventive" Felice Espro.

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Per il taglio dei servizi ai pendolari pronta una class action contro Ferrovie (sezione: Class action)

( da "Libero" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Economia 06-04-class="hilite">2008 Per il taglio dei servizi ai pendolari pronta una class="term">class class="term">action contro Ferrovie Una class="term">class class="term">action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate oggi a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Cgil, Cisl e Legambiente. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Permessi ztl, la "demagogia" di santarelli per il disastrato centro storico (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Permessi ztl, la "demagogia" di santarelli per il disastrato centro storico JESI - Dal capogruppo cittadino del Partito democratico, Pierluigi Santarelli, riceviamo e pubblichiamo. "Sono oramai diversi giorni che sulle pagine locali di un ben noto quotidiano continuano a campeggiare grossi titoli di sdegno per il nuovo regolamento delle Ztl recentemente varato dal consiglio comunale. Tutto questo nonostante l'azione amministrativa cittadina sia stata impegnata in provvedimenti di somma importanza, quali ad esempio il bilancio. Se si volesse liquidare ironicamente tale atteggiamento, si potrebbe dire che probabilmente pochi credono che il vero problema che sta a cuore a tali giornalisti sia la "tragica" situazione in cui si sono venuti a trovare alcuni operatori o utenti del centro storico; piuttosto è chiaro che sia drammatico per i signori scrittori di questi articoli il fatto di dover perdere il privilegio di andare a lavorare utilizzando il proprio automezzo fino a davanti l'entrata dell'ufficio. Se si dovesse rispondere nel merito alle accuse di demagogia, si potrebbe dire che abbiamo semplicemente cercato di equiparare i diritti di tutti i lavoratori e utilizzatori dei servizi del nostro centro storico, salvaguardando le situazioni che a nostro giudizio meritano un trattamento diverso, ad esclusivo beneficio della collettività. Il tutto al fine di restituire il centro storico ai cittadini, soprattutto ad esempio cercando di dare il diritto a chi ci abita di poter parcheggiare vicino casa, liberando quanto possibile le strade, anche se di pochi posti, che poi non sono 22 come falsamente e davvero demagogicamente si è cercato di far credere. Come è lo stesso falso il giudizio di uno stravolgimento dell'impianto fondamentale del regolamento che rimane il frutto di una fase di concertazione durata ben 1 anno di lavoro, anche se a nostro giudizio poco incisivo rispetto alcune particolari situazioni. È evidente comunque che questo è solo un primo provvedimento cui dovranno necessariamente e rapidamente seguire azioni concrete, come ad esempio l'istituzione dei varchi elettronici, la revisione dei vecchi permessi dei residenti, un controllo assiduo da parte della polizia municipale, fino ad arrivare, speriamo presto, all'istituzione della nuova isola pedonale con la realizzazione dei lavori in corso Matteotti. Di questo percorso il gruppo del Pd è fortemente convinto e sarà nostra premura sollecitarne la realizzazione. Al di là di questo, è chiaro che neanche i consiglieri comunali hanno il dono dell'infallibilità (almeno non abbiamo tale supponenza). Per cui, senza rigidità mentali cercheremo di correggere il regolamento nel momento che si verificasse qualche evidente stortura, a danno della collettività. Le prossime settimane, avviata la sperimentazione del nuovo regolamento, saremo in grado di fare un primo piccolo bilancio delle esigenze che si renderanno palesi. Ma purtroppo per qualcuno, questo non significherà restituire il posto auto sotto la propria sede di lavoro, a meno di una evidente necessità pubblica". --------------------------------------- Più che sdegno, caro Santarelli, sarebbe bene parlare d'incredulità. E sì, perchè il nuovo regolamento per le Ztl non risponde a nessuna logica. Un colpo di mano messo a segno in consiglio comunale, con una maggioranza - lei lo sa bene - che è divisa sulla questione. Tanto per fare un paio d'esempi: ma in quale paese o città del mondo si è visto mai che il sindaco non può andare in municipio con la propria macchina? Deve usare quella di servizio? E ci spiega perchè i genitori dei bimbi che frequentano il Mestica possono accedere alla Ztl in auto mentre quelli che accopagnano i propri figli alla palestra della Libertas debbono andare a piedi? Senza considerare che i permessi per le banche sono aumentati. Eppoi, basta fare un giro in questi giorni per il centro storico per capire l'entità della "rivoluzione": ci sono più auto di prima. In compenso restano nel libro dei sogni gli sbandierati parcheggi a ridosso della zona pedonale, i contratti di quartiere debbono ancora partire, e l'asfalto di corso Matteotti è una gruviera che quotidianamente, da anni, crea slogature e problemi, soprattutto ai più anziani. Una scelta demogogica? Non l'abbiamo definita noi così, ma l'assessore Daniele Olivi. Lasci quindi in pace i giornalisti del "ben noto quotidiano", patiranno qualche disagio sul lavoro da questo estemporaneo provvedimento che "azzera i privilegi", ma almeno non debbono ringraziare nessuno. M.C.,.

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I pendolari: class action contro Trenitalia (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

I pendolari di tutta Italia annunciano una class="hilite">class="term">class class="term">action contro Trenitalia per essere risarciti se a giugno verranno tagliati del 15 per cento i trasporti regionali. E nello stesso tempo intraprenderanno anche una serie di singole cause legali forti di quanto accaduto a Genova nel febbraio scorso, quando il giudice onorario per la prima volta ha accolto la richiesta di risarcimento del danno esistenziale di un pendolare costretto a subire un'ora e mezzo di ritardo. Pronti a scendere in piazza per ottenere di essere ascoltati, i viaggiatori quotidiani si propongono ora, attraverso Federconsumatori e Legambiente, come interlocutori del governo per affrontare i problemi (tanti, da riempire un "Libro nero" in fase di stesura) e suggerire soluzioni in grado di far ripartire i treni italiani, in particolare quelli a breve e media percorrenza. Ieri alla stazione di Piazza Principe si sono ritrovati i rappresentanti di Federconsumatori di Liguria, Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, oltre al vicepresidente nazionale Sergio Veroli, esponenti di Cgil, Cisl e Legambiente, con le delegazioni dei pendolari di parecchie regioni. "Al nuovo governo, di qualunque colore sia - ha detto il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli - chiediamo di porre la questione del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario in particolare all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio dei ministri". Mancano infatti 400 milioni per garantire gli attuali livelli di servizio dei treni, considerati da Federconsumatori comunque insufficienti. Altrimenti Trenitalia taglierà appunto il 15% dei collegamenti, mentre scatterà il 30 aprile l'abolizione delle tariffe agevolate. Per ora il governo uscente ha stanziato in extremis 80 milioni sufficienti per tre mesi, scongiurando le riduzioni previste già dai primi di aprile. Ma dopo? "I tagli vedrebbero danneggiati tutti gli abbonati, che hanno pagato per un anno un determinato servizio, venendone invece privati di colpo - ha spiegato Veroli -. Di qui la motivazione per un'azione collettiva finalizzata alla richiesta di risarcimento". Insomma, come sottolineano alcuni accalorati pendolari, "prima tolgono gli interregionali e ti fanno usare gli Intercity dicendoti che se vuoi viaggiare meglio devi pagare di più, poi ti tagliano i treni". Quanto alle cause che verranno intentate dai singoli viaggiatori, fa testo la sentenza del giudice onorario genovese relativa a un pendolare che sulla tratta Genova-Torino era stato costretto ad attendere un'ora e mezzo per un guasto al motore. Episodi che si verificano con frequenza quotidiana e che prima non si erano risolti in alcun indennizzo, determinando al massimo il pagamento di una penale a carico delle Ferrovie a favore delle Regioni di transito dei treni in ritardo. Class class="term">action e procedimenti individuali possono ora far riferimento a quei diritti dei consumatori recentemente codificati nel cosiddetto "Codice del consumo". "I pendolari in treno sono due milioni, il 14,8% di quanti ogni giorno si spostano per andare a lavorare - hanno sottolineato i rappresentanti di Federconsumatori -. Secondo una ricerca del Censis sarebbero 7 milioni quelli che vorrebbero usare il treno ma non possono per offerta insufficiente". L'organizzazione di una manifestazione nazionale a Roma o Milano va di pari passo con la preparazione della piattaforma da sottoporre al nuovo governo. Comitati e Ferderconsumatori stanno elaborando le proposte, tra cui la destinazione annuale di risorse per incentivare il trasporto su rotaie. E lo stesso a livello locale per parte della quota delle accise che le Regioni finalizzano al trasporto su gomma. "Chiederemo che vengano utilizzati per interventi a favore del trasporto ferroviario i fondi destinati alla rottamazione, o parte di essi, dato che la situazione economica delle famiglie italiane spinge sempre più verso il trasporto pubblico" ha annunciato Sonia Zarino, rappresentante dei pendolari del Tigullio.

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CONDANNA DEFINITIVA, GUIDARE IL GOVERNO (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

Il comizio Dal palco chiama Casini "Pier Furby" e fa ballare il valzer ad Alemanno MARIA PAOLA MILANESIO Roma. "Volete che un vostro coetaneo (pausa per sistemarsi il colletto della camicia e ammiccare alla platea) ritorni al governo del Paese?". "Sì, sì, sì". "E allora dite con me "Rialzati Italia, rialzati Italia, rialzati Italia"". Il sole è già sceso su Piazza della Rotonda, dove si affaccia il Pantheon, quando Silvio Berlusconi chiude il suo comizio. Sparirà per almeno un quarto d'ora, con grande ansia della scorta costretta a seguirlo tra la folla di giovani che il Pdl ha voluto in piazza. Ha l'aria un po' stanca che si addice al ruolo di padre nobile: abbraccia ragazzi e ragazze, li vuole vicini, mostra di essere al passo con loro anche fisicamente, li stuzzica sottoponendoli a domande retoriche ("Volete che si realizzi il sogno di Veltroni di andare in Africa?" "Sì"). Loro lo accolgono come una vera star: fotografie con i telefonini, acrobatiche strette di mano, anche spintoni pur di arrivare a sfiorare "Silvio". "È qui la festa? La condanna mi sembra definitiva: devo fare il presidente del Consiglio", esordisce lui scatenando il boato della piazza. Lo aspettavano per le 18 e infatti il Cavaliere si è fatto aspettare quel tanto che basta per un ospite d'onore. Gianfranco Fini, che sale sul palco prima di lui, si volterà a chiedere se Berlusconi sia già arrivato o se gli tocchi ancora restare al microfono. "Per strada ho fatto fermare la macchina, per convincere uno a votare il Pdl. Se avete qualche fidanzato moccioso che ha il nonno partigiano e pensa di votare centrosinistra spiegategli che la sinistra non è cambiata". Racconta che Walter Veltroni era riuscito a ingannare finanche lui, che aveva creduto ai suoi annunci. "Diceva di andare da solo e poi ha imbarcato mangiapreti, baciapile e il campione assoluto del giustizialismo Di Pietro. Diceva di divorziare dalla sinistra e invece alle amministrative vanno assieme, perché sono solo attratti dal potere". Da Azione giovani, che si è sistemata di fronte al Pantheon, qualche braccio destro alzato e il grido "Boia chi molla", all'indirizzo di una finestra a cui sventola una bandiera della pace. Gli altri sventolano bandiere del Pdl, fanno a gara per fotografare "il presidente" e per avere un saluto da Gianfranco Fini o da Giorgia Meloni. Gianni Alemanno è accanto alla moglie Isabella Rauti; il candidato sindaco di Roma per il Pdl ancora non si è ripreso dal giro di valzer che Berlusconi gli ha fatto accennare sul palco. Il Cavaliere, che per i comizi non abbandona la divisa d'ordinanza (completo scuro, camicia blu con colletto aperto), non smentisce la sua fama di intrattenitore: saltella su una gamba al grido di "chi non salta comunista è" ("Non posso fare di più, ho fatto degli esercizi in palestra"); se la prende con l'elicottero della polizia che sorvola la zona ("Sono al governo e usano i mezzi per disturbare le nostre libere riunioni. Eh! Continuano... hanno paura"); accenna a "quel bel ragazzo che stava nel centrodestra e che si chiama Pier Furby"; abbraccia alla fine del comizio i giovani saliti sul palco e canta con loro "Meno male che Silvio c'è". Per il resto un breve ripasso, perché per la sostanza rimanda al programma del Pdl - "Leggetevelo tutto, è breve" -, al già fatto tra il 2001 e il 2006 e alle promesse non mantenute del governo Prodi. "La sinistra farà così anche questa volta".

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GENOVASe gli aerei nazionali rischiano di restare a terra, nubi nere si addensano anche all'orizzonte dei treni (sezione: Class action)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

GENOVASe gli aerei nazionali rischiano di restare a terra, nubi nere si addensano anche all'orizzonte dei treni. In particolare di quelli usati dai pendolari, per i quali si annuncia la possibilità di tagli. Ma gli utenti non sono disposti a stare fermi e annunciano una class action per ottenere un risarcimento se Trenitalia taglierà il servizio e una manifestazione nazionale organizzata a Roma o Milano. Sono le iniziative annunciate ieri a Genova dai pendolari della Liguria, del Piemonte, della Lombardia e dell'Emilia, Federconsumatori della Liguria, del Piemonte e dell'Emilia, Cgil, Cisl e Legambiente. "Azioni forti che andranno di pari passo con una piattaforma da sottoporre al nuovo governo" ha sottolinea il vicepresidente di Federconsumatori, Sergio Veroli, che ha preso parte a Genova ad un incontro con pendolari e sindacati, "un incontro per mettere le basi di una piattaforma da presentare al nuovo Governo e per organizzare azioni determinate", ha spiegato. A partire da una manifestazione nazionale e dalla volontà di intentare un'azione collettiva se Trenitalia, mancando 400 milioni di euro per garantire l'attuale livello di servizio, deciderà di diminuire i convogli (si parla di un 15%) e di eliminare le agevolazioni tariffarie. "Chi ha sottoscritto un abbonamento per un determinato servizio, che comunque giudichiamo già carente, ha diritto ad avere ciò per cui ha pagato" ha aggiunto Veroli. "Al nuovo governo, di qualunque colore esso sia - ha concluso - chiediamo infine di porre la questione del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario in particolare, con il reperimento dei 400 milioni mancanti, all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio dei Ministri". 06/04/2008.

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Pendolari in piazza e class action contro Trenitalia (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">TRENI ANZIANI CASALE OVADA All'interno Pendolari in piazza e "class="term">class class="term">action" contro Trenitalia Una "requisitoria" dell'Artesio alle case di riposo La veggente di Medjugorje riempie il Palasport Una raffica di furti A Trisobbio tre colpi in 3 giorni Servizi Franca Nebbia Mauro Facciolo Miriam Massone.

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E il Comune pensa a ridurre il traffico vicino alle scuole (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-04-2008)

Argomenti: Class Action

CRONACA 07-04-2008 MOBILITA' UN PIANO DI SPOSTAMENTO E il Comune pensa a ridurre il traffico vicino alle scuole Il primo stralcio del progetto è rivolto a elementari e medie all'interno delle aree Ztl II Con un incontro alla Scuola europea in via Saffi, al quale hanno partecipato rappresentanti di genitori ed insegnanti, il Comune, insieme ad Infomobility, ha di fatto varato un progetto di mobilità rivolto alle scuole della città: "L'iniziativa - ha spiegato l'assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune di Parma, Pietro Somenzi - nasce da una precisa esigenza dell'amministrazione di intraprendere, attraverso l'attività di mobility management, un'azione di riduzione dei picchi di congestione di traffico che si creano nelle ore di entrata ed uscita dalle scuole". Il primo stralcio funzionale del progetto è rivolto alle scuole primarie e secondarie ubicate in aree sottoposte a regime di Ztl. Il principale obiettivo del progetto è la gestione della domanda di mobilità sistematica casa-lavoro/ casa-scuola attraverso l'elaborazione di piani di spostamento per coloro che frequentano i plessi scolastici: "Ridurre l'uso dell'auto per accompagnare i bimbi a scuola significa contribuire al calo degli attuali livelli di inquinamento e di traffico - ha sottolineato Somenzi - con i benefici che ne derivano direttamente per la collettività. La cosiddetta "mobilità dolce", che coinvolge la realtà della scuola, rappresenta un valore aggiunto perché, diversamentamente da quanto avviene in un'azienda dove vengono coinvolti solo i dipendenti, qui il mobility manager raggiunge anche gli studenti e le loro famiglie, conferendo alla propria azione un valore "educativo"" "Coinvolgendo bambini e ragazzi, genitori ed insegnanti, questa amministrazione - prosegue l'assessore - vuole affermare e condividere il valore di comportamenti che consentano di recuperare spazi e tempi della città, restituendole la funzione originaria di luogo di incontro e di confronto, con al centro l'individuo e non l'automobile". Tra i risultati che si attendono dal "Piano della mobilità scolastica ", coordinato dal mobility manager d'area del Comune Lucia Gola ci sono la messa in opera di azioni concrete quali sconti per abbonamenti al Tpl, progetti di Bicibus e Pedibus per i bimbi, navette dedicate. Piano scolastico Il progetto è stato presentato alla Scuola europea.

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Fastweb blocca nuovamente Emule (sezione: Class action)

( da "Vnunet.it" del 07-04-2008)

Argomenti: Class Action

07-04-2008 Maurizio Lazzaretti di The Inquirer Team L'applicazione Internet più utilizzata in Italia e nel resto dell'Europa è un programma P2P, class="hilite">Emule Ora che in Italia esistono le class="term">class class="term">action forse è giunto il momento di fare capire ai provider che non possono fare sempre quello che vogliono. Dopo avere cablato con fibra ottica Milano e qualche altra grossa città italiana, Fastweb si è persa nei tentativi di vendere i cosiddetti servizi a valore aggiunto. In pratica la televisione, tentativo messo in atto anche da altri provider e usato come scusa per vendere connessioni ADSL con velocità nominali mostruose ma chiaramente limitate ad attività non Internet. Anche se ormai avere un ADSL da 7/8 megabit non è più un miraggio, la fibra ottica di Fastweb ha pur sempre il vantaggio di portare 10 megabit in entrambe le direzioni (ma non contemporaneamente, è half/duplex), cosa che gli ADSL venduti (casualmente) sempre in configurazioni fortemente asimmetriche si sognano. Costa anche quasi 4 volte una connessioni Tiscali, quindi fate bene i conti prima di comperarne una. L'applicazione Internet più utilizzata in Italia e nel resto dell'Europa è casualmente un programma P2P, Emule, che dipende pesantemente dalla banda in upload per permettere all'utente di scaricare qualcosa. Nel caso di Fastweb, pur avendo tutte le porte più o meno chiuse e quindi un livello "LowID" la forza bruta di 4/5 megabit in upload contro i 256 kilobit degli ADSL garantisce ad un utente Fastweb download in tempi accettabili. Con la scusa di salvaguardare la qualità degli altri servizi Internet, Fastweb ha nuovamente limitato la banda al solo programma Emule in Upload a 400 kilobit. Anche l'offuscamento delle connessioni inserito nell'ultima versione di Emule per "confondere" i filtri dei provider non ha più alcun effetto. Nulla da ridire sulla necessità di garantire una certa qualità di servizio su una rete sui cui passano le telefonate e la navigazione Web, ma un taglio da 5 megabit teorici a 400 kilobit sembra troppo pesante per potere essere considerato una salvaguardia per il sistema. Tanto più che esistono sempre delle fasce orarie in cui i provider hanno la rete poco usata dove non servirebbe quindi nessuna limitazione. Oggi un utente Fastweb è quindi nella situazione ridicola di pagare 60 euro al mese (dati+voce) una linea da 10 megabit che può usare peggio di una linea ADSL da 4 megabit/256 kilobit da 20 euro al mese. Un provider non può legalmente bloccare il traffico di un utente a suo piacimento e una bella denuncia potrebbe servire a definire quali sono i limiti fra i diritti dell'utente che ha pagato per un certo servizio e quelli del provider che fornisce un servizio 10 volte inferiore. Resta il mistero di un taglio così pesante che non vedo cosa possa servire a Fastweb, salvo a diminuire il traffico verso gli altri provider italiani con linee ADSL che nel caso di Emule prendono tanto e danno molto poco. Una limitazione al 50 per cento della banda utile, cioè 2,5 megabit sarebbe stata perfettamente accettata da tutti gli utenti. Naturalmente esiste una famosa versione di Emule che funziona solo all'interno della rete di Fastweb, Adunanza, ma ora che Fastweb installa quasi solo linee ADSL anche dentro la rete, ammesso che si trovi quello che si cerca, le velocità spesso sono inferiori a quelle degli utenti del resto del mondo. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe.

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LA CEMENTIR RISORGE E DOMINA IL POZZUOLI (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 07-04-2008)

Argomenti: Class Action

BASKET/SERIE B2. MADDALONI RITROVA IL SUCCESSO IN CASA Iaselli e Desiato migliori realizzatori nelle file dell'Artus PIETRO GIGLIO Sono dovuti trascorrere quasi due mesi e ben cinque giornate di campionato prima che la Cementir Maddaloni ritornasse alla vittoria. La sirena finale del derby campano con Pozzuoli, infatti, ha fatto ritornare un sorriso sul volto dell'Artus che si è imposta per 101-88. Una vittoria ottenuta con una buona prova del collettivo dove, finalmente, si è rivista quella coesione di intenti e quella aggressività che era venuta meno. Una prestazione, dunque, che è tornata a essere in linea con i dettami di questa squadra che non può prescindere dalle qualità dei singoli che devono sempre essere espresse all'interno del collettivo. La gara, tutt'altro che semplice, è sempre vissuta sui vantaggi costruiti dal Maddaloni e sui tentativi di rientro del Pozzuoli. I flegrei, infatti, non hanno mai mollato di un centimetro e hanno sempre tallonato da vicino la formazione locale. L'Artus, però, a dispetto delle precedenti prestazioni, non ha mai mollato mentalmente ed è sempre stata lucida anche in occasione delle bagarre tattiche di coach Gentile. Pozzuoli, infatti, dopo aver cercato di limitare gli attacchi maddalonesi, nei primi due quarti (27-20; 50-40), con varie difese, a inizio terzo quarto ha tentato la carta del pressing con raddoppi negli angoli. Situazione che ha prodotto, però, pochi fastidi a un Artus che, dopo qualche problema iniziale, è riuscita, comunque, ad attaccare con tranquillità e lucidità riuscendo anche a rintuzzare, sul finale di gara, il massimo sforzo partenopeo che si era fatto minaccioso al 37' sul punteggio di 83-80. La Cementir ha lasciato da parte ogni timore e contraddizione fatti registrare nelle ultime uscite casalinghe (Massafra e Canicattì docet) ed è riuscita, invece, ad allungare e chiudere in scioltezza nel finale di gara. Cementir Maddaloni: Marzaioli ne, Iaselli 22, Piscitelli 14, Sergio L. 6, Sergio B. 5, Desiato 21, D'Orta 3, Acunzo 13, Falco ne, Simeoli 17. All. Posillipo. Pozzuoli: Di Costanzo ne, Giroli 18, Mercurio ne, Cossiga, Santori 12, Carrichiello 12, BAzzucchi 22, Innocente 10, Bastoni 14, Bartolini. All. Gentile Parziali: 27-20; 50-40; 71-65 Cementir Maddaloni: tl 28/35; t2 23/38; t3 9/20 Pozzuoli: tl 26/37; t2 22/34; t3 6/15. La Cementir in azione sul parquet del Palacaliendo.

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Sanità: Codacons avvia la prima class action per 120mila medici (sezione: Class action)

( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)

Argomenti: Class Action

Di Redazione (redazione@vita.it) 07/04/2008 --> Per la tutela di chi è rimasto senza il compenso dovuto, ai termini di legge, per la specializzazione. Le adesioni ammontano già a 1.class="hilite">350 tra i professionisti di Lazio e Campania Il Codacons avvia la prima class="term">class class="term">action a tutela di 120mila medici rimasti senza il compenso loro dovuto, ai termini di legge, per la specializzazione. E ad oggi, all'azione hanno gia' aderito 1.350 medici del Lazio e della Campania, come rende noto la stessa associaizone dei consumatori in un comunicato stampa diffuso oggi. "Sono 120.000 - fanno sapere - in tutta Italia i medici che si sono specializzati negli anni dal 1982 al 1991 e non hanno avuto circa 40.000 euro ciascuno che la legge europea gli attribuiva come diritto assoluto, e che ora si avviano a sbancare le casse dello Stato in Tribunale"." La Direttiva Comunitaria del 1982 (82/76 CEE) - continua l'associazione - aveva stabilito, come è noto, in favore dei medici il diritto di ricevere una "adeguata remunerazione" per il periodo di specializzazione svolto, periodo in cui i medici hanno lavorato praticamente gratis nelle corsie degli ospedali universitari. Tale Direttiva, recepita in Italia solo nel 1991 (con il D.Lgs. 8 agosto 1991, n.257) limitatamente agli specializzati iscritti ai corsi a partire dall'anno accademico 91/92, ha previsto l'importo di £ 21.500.000 per ogni anno di specializzazione, senza nulla riconoscere ai medici immatricolatisi alla specializzazione negli anni accademici che vanno dall'82/83 al 90/91". "La Corte di Giustizia Europea- si conclude nel testo - con sentenza del 25/02/1999, e con successiva sentenza del 31/10/2000, ha affermato il diritto alla remunerazione anche in favore dei medici che hanno svolto il corso di specializzazione dopo il 1982, termine ultimo fissato dalla citata Direttiva comunitaria, per conformarsi ad essa da parte di ciascun Stato. Sulla scorta di tali sentenze della Corte di Giustizia, anche i nostri giudici, con sentenze anche della suprema Corte di Cassazione, hanno riconosciuto il diritto dei medici italiani che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra gli anni 82/83 e 90/91, ad ottenere dallo Stato italiano il pagamento ad "una adeguata remunerazione". (Cfr Sent. Cass., III Civile, 7630/2003; Cass., Sez. III, n. 3283/08; Tribunale Civile di Roma, Sez. II, n. 24828/2006; CDS sez.sesta, 4954/04 e altre). Sicchè già un migliaio di medici già hanno avuto ragione e hanno percepito i soldi sottratti con gli interessi. Ora il CODACONS scende in campo e avvia "la più grande azione giudiziaria collettiva" per 120.000 medici rimasti senza compenso al fine di far avere loro quanto spettante. Per aderire basta inviare una mail all'indirizzo medici.specializzati@codacons.it e ricevere tutte le istruzioni su come procedere per far valere i propri diritti. Per parlare con un avvocato del CODACONS e avere maggiori informazioni si può chiamare il numero 199.36.36.06 dalle 15.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì. Unica condizione per avviare la causa è quella di iscriversi alla associazione per il biennio 2008-09. C'è tempo fino al 2009 per agire ma già nella scorsa legislatura tre senatori presentarono un d.d.l. in cui si cancellava il diritto prevedendo un risarcimento forfettario di soli 7000 euro per quei medici specializzati, laddove la somma loro sottratta indebitamente dallo Stato ammonta a circa 40.000 euro ciascuno.

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Convegno sull' "Azione risarcitoria collettiva" (sezione: Class action)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 07-04-2008)

Argomenti: Class Action

Università di Perugia Convegno sull' "Azione risarcitoria collettiva" Il Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori dell'Università degli Studi di Perugia, Polo scientifico-didattico di Terni, presieduto dal professore Lorenzo Mezzasoma, partecipa al Convegno sul tema "Dall'azione inibitoria all'azione risarcitoria collettiva", in programma a Perugia giovedì 10 aprile 2008 . L'incontro, organizzato dal Dipartimento Istituzioni e Società e dalla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia, sotto la direzione scientifica della professoressa Alessandra Bellelli, vedrà la partecipazione di autorevoli studiosi del settore, sia diritto sostanziale, sia di diritto processuale. La recente introduzione nel codice del consumo dell'art. 140 bis (Legge Finanziaria 2008) che permette ai consumatori, attraverso le associazioni rappresentative a livello nazionale, di poter proporre anche in Italia le azioni collettive, seppur con importanti differenze rispetto alle class actions americane, impone una attenta riflessione su questo innovativo strumento di tutela, anche al fine di verificarne la piena compatibilità con il nostro ordinamento. Il tema di grande attualità e di specifico interesse per il Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori, presieduto dal professore Mezzasoma, che, oltre ad organizzare iniziative in proprio, garantisce la partecipazione ad iniziative di rilevante interesse scientifico. BUR.IT 08.04.08.

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