HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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Fiducia
diffusa contro i crimini alla Enron
( da "Finanza
e Mercati" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
dei colletti
bianchi in generale e del management e/o degli azionisti di controllo (a
seconda delle realtà aziendali), con ciò attenuando l'impatto
"disorganizzativo" (per dirla con Sutherland), dell'attuale
situazione di "doppio vincolo" (per dirla con Bateson), foriera di
sottoculture e opportunità criminali.
Revisori,
lotta impari con i crimini finanziari
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
delle
iniziative sfocia in una transazione e che quindi l'azione collettiva è alla
fine molto più un business da grandi "law firm" che un reale
strumento di tutela dei diritti in una democrazia finanziaria. Un po di
demagogia, d'altronde, non ha risparmiato neppure gli auditor, che sono sempre
più spesso sul banco degli imputati nei grandi crack.
CRIMINALITA'/
D'ALEMA: BENI RIUTILIZZATI SONO SEGNALE FORTE STATO
( da "Virgilio
Notizie" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Una azione
fondamentale di riconquista della legalità ma anche di riutilizzazione di beni
che la criminalità ha sottratto alla collettività e che vengono restituiti a
tutti". Secondo il ministro degli Esteri, a Napoli in tour elettorale
perché capolista nel collegio Campania 1 per il Pd, questo rappresenta
"una forma molto concreta,
EMANUELE
IMPERIALI LA PRIMA CLASS ACTION ITALIANA SARà PROPRIO CONTRO LE BANCHE, DOPO
CHE L' ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
IMPERIALI La
prima class action italiana sarà proprio contro le banche, dopo che l'associazione
dei consumatori Adusbef di Elio Lannutti (nella foto) ha deciso di sfidare i
colossi del credito sull'anatocismo. La vicenda dell'azienda cilentana che ha
vinto una causa contro l'Antonveneta fa tornare alla mente la frase a effetto
che un imprenditore calabrese pronunciò al riguardo:
Il
sindaco lancia la class action contro i ritardi delle Poste
( da "Corriere
Di Como, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ovvero una
azione collettiva da intraprendere insieme con tutti i Comuni e ai privati
cittadini che da Poste Italiane hanno avuto disagi e disservizi. Sulla spinta
di una vicenda che ha coinvolto in maniera diretta il municipio di Lurago
d'Erba, il sindaco del paese, Rinaldo Redaelli, ha avanzato ieri sera in
consiglio comunale la proposta di un'
Elezioni
2008 i candidati premier rispondono a radio carcere sulle riforme del processo
penale ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
penale. La conclamata obbligatorietà dell'azione penale è frustrata da
questioni di carico e di attribuzioni che la rendono impropriamente
discrezionale. La responsabilità del pm va necessariamente collegata a una
regolamentazione dell'azione penale, che individui i criteri chiari di priorità
tra le notizie di reato da coltivare.
MOZZARELLA:
IL CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI
( da "Sestopotere.com"
del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
CLASS ACTION
IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI (Sesto Potere) - Roma - 16 marzo 2008 -
Una class action in difesa della mozzarella di bufala, in questi giorni al
centro di un caso nazionale e internazionale legato all'allarme diossina.
"I legali del Codacons stanno studiando la possibilità di avviare una
class action in relazione ai danni economici subiti dai produttori di
mozzarella
Nas
sgonfiano la bufala delle mozzarelle "Nessun bando, è una bolla
mediatica" ( da "TGCom"
del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
per i danni subiti dai produttori. Invia un commento Commento (0 caratteri
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CURE
SANITARIE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA NOTA DEL COMUNE DI CESENA
( da "Sestopotere.com"
del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in quanto
patrimonio di interesse e ricaduta collettiva. Così come, nella Carta dei
Diritti del Malato, non è circoscritto ai soli cittadini italiani, ma a ogni
essere umano, il dovere del servizio sanitario di proteggere in maniera
particolare chi, a causa del suo stato di salute, si trovi in una condizione
momentanea o permanente di debolezza,
Bollino
Vista, tutti in tribunale ( da "Punto Informatico"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
convocati a
deporre davanti ad un tribunale di Washington per la class action lanciata da
due utenti insoddisfatti dei proprio computer "Vista Capable" e della
politica di marketing adottata da Microsoft e i suoi partner. Gli attori
vogliono vederci chiaro: dopo le prime rivelazioni sulle "relazioni
pericolose" tra Intel e BigM, hanno deciso di provare a battere il ferro
finché è caldo.
Mozzarella,
crolla il mercato ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
minaccia una
class action in difesa della mozzarella di bufala. "I nostri legali stanno
studiando la possibilità di avviarne una in relazione ai danni economici subiti
dai produttori. L'allarme diossina - spiega Giuseppe Ursini, presidente di
Codacons Napoli - ha fatto crollare le vendite addirittura del 60 per cento,
Embargo
1 tokyo e mosca decidono leggendo i giornali
( da "Riformista,
Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il Codacons
ha anche annunciato una class action (e se dovesse dar seguito all'annuncio si
tratterebbe del primo caso italiano) "in relazione ai danni economici
subiti dai produttori di mozzarella di bufala". Ma contro chi? Secondo
Antonio Limone, il commissario straordinario dell'istituto zooprofilattico di
Portici che (insieme con i laboratori di Teramo,
Stati
Uniti - Cento immigrati indiani marciano contro condizioni di lavoro da
'schiavitù' ( da "Virgilio Notizie"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
mese 500
immigrati avevano avviato una class action contro la Signal International,
compagnia statunitense impegnata nella ricostruzione delle zone distrutte
dall'uragano Khatrina. Gli immigrati accusano la compagnia di averli costretti
a lavorare in condizioni di schiavitù e sfruttamento e di aver promesso loro
una regolarizzazione mai avvenuta per la quale avrebbero pagato 20.
Il
ruolo delle consulte di frazione ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
amministrativa, mediante la quale si verifica l'incontro delle diverse istanze
e si ottiene la migliore sintesi tra i diversi interessi pubblici e
collettivi.Ciò premesso, ritengo sia assolutamente necessario che
l'Amministrazione rodigina avvii al più presto il processo costituente di tali
organismi di partecipazione popolare.
MOZZARELLE
CONTAMINATE: TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS,
DICHIARAZIONI ASSURDE ( da "Sestopotere.com"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
assieme allo
studio di una class action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un
appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per
far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine
che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la
salute: studi epidemiologici condotti sull'
DIOSSINA
NELLA MOZZARELLA DI BUFALA IN CAMPANIA, TURCO: "SI PUO' STARE
TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE
( da "Sestopotere.com"
del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
assieme allo
studio di una class action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un
appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per
far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine
che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la
salute: studi epidemiologici condotti sull'
I
consumatori dichiarano guerra a Trenta spa
( da "Trentino"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Federconsumatori
che ha chieso ai suoi legali di valutare se ci siano gli estremi per attivare
un'azione collettiva contro la società controllata di Trentino Servizi. Alla
base di questa mossa non ci sono gli stessi motivi che hanno spinto l'Antitrust
ad indagare sulla campagna promozionale del "prezzo fisso". Il
contenzioso riguarda il passaggio del contratto di fornitura da Enel.
Contatori
del gasinchiesta in Riviera ( da "Secolo XIX, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class
action" ovvero un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori.
"Il Codacons - è la conferma - è pronto a preparare una class action
contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale
sui contatori di gas "truccati" e ci costituiremo parte civile nel
procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle
maggiori somme
Class
action su Trenta ( da "Adige, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azioni
collettive nei casi Parmalat, Cirio e Bond argentini. La legge italiana si
differenzia da quella statunitense in materia perchè dà l'autorizzazione ad
avviare azioni solo alle associazioni dei consumatori riconosciute (16) oppure
a comitati non chiaramente definiti, inoltre prevede la clausola dell'opzione:
il consumatore dovrà dichiararsi direttamente parte in causa e potrà
Federconsumatori,
<class action> contro Trenta
( da "Corriere
del Trentino" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
insieme alla
class action nazionale sul-l'energia, l'azione collettiva di Federconsumatori
del Trentino contro la Trenta. Secondo Pasquale De Matthaeis, presidente di
Federconsumatori regionale, sarebbero già 60 gli utenti che si sono rivolti
all'associazione lamentando bollette con conguagli superiori, in alcuni casi,
ai 6mila euro.
<I
salari sono la vera emergenza europea>
( da "Liberazione"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva. Deve riconoscere il diritto dei lavoratori e dei suoi
rappresentanti ad agire collettivamente per migliorare le condizioni di vita e
di lavoro al di sopra degli standard minimi. Abbiamo detto a chiare lettere a
governi e imprese in Europa che non accetteremo la flexicurity intesa come un
mezzo per tagliare stipendi e diritti o per far sentire i lavoratori più
insicuri.
<Expo,
benessere per pochi> ( da "Settegiorni (Magenta)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il Collettivo
Oltre il Ponte, il comitato No Expo e il centro sociale La Fornace di Rho hanno
esposto l'inferno di cemento e business che porterà con sé l'evento espositivo
per il quale la città di Milano è candidata a esserne la sede. Se la scelta
dovesse premiare il capoluogo milanese i capannoni saranno edificati su un'area
di 1.
MOZZARELLA/
GASPARRI: CLASS ACTION CONTRO PRODI & C
( da "Virgilio
Notizie" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
(Apcom) -
"Ci vuole una grande class action degli italiani contro Prodi, Pecoraro
Scanio e Bassolino che meritano la galera per i danni che stanno facendo
all'Italia. La mozzarella è buona ma loro sono cattivi". Così Maurizio
Gasparri a Taormina, a margine del forum di Confagricoltura.
BANCA
ITALEASE: ADUSBEF PRONTA A PROMUOVERE CLASS ACTION
( da "Wall
Street Italia" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva (la sua settima) nei confronti della banca finita sotto indagine per
la sua attività in derivati. "Banca Italease, nonostante non fosse
autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata
rappresentata - si legge nella nota - da numerosi mezzi di informazione e da
ben noti giornalisti economici come modello di efficienza e di corretta
gestione
CLASS
ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE!
( da "Sestopotere.com"
del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
2008 14:45) |
CLASS ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE!
(Sesto Potere) - Roma - 28 marzo 2008 - Banca Italese, nonostante non fosse
autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata
rappresentata da numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti
economici,
Contratto
collettivo nazionale di lavoro dei segretari comunali e provinciali per il
quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003
( da "Gazzetta
Ufficiale.it(Serie Generale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
allegato
contratto collettivo nazionale di lavoro relativo ai segretari comunali e
provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e il biennio economico
2002-2003. CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEI SEGRETARI COMUNALI E
PROVINCIALI PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2002-2005 E IL BIENNIO ECONOMICO
2002-2003 Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Capo I Art.
Sportello
per le vertenze aperto al csa intifada
( da "Tirreno,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione che
riguarda il lavoro. Pochi giorni fa, infatti, il collettivo Orda Precaria ha
pubblicato uno studio effettuato su un campione di 153 lavoratori precari
dell'Empolese-Valdelsa. "In un momento in cui la parcellizzazione è
diventata un elemento strutturale dell'organizzazione del lavoro - spiegano
Andrea Barbara e Daniele Fini -
E
oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
beccandosi
una querela modello class-action dai dipendenti aziendali offesi per l'una o
per l'altra categoria? Ebbene, il trapano mediatico funziona e quindi adesso
basta rincarare la dose. "La Rai è di sinistra", dice il comiziante
giacché l'irreprensibile Jeeves non può organizzare i "Porta a Porta"
con Veltroni e Berlusconi separati perché il primo vorrebbe misurarsi con il
secondo.
COLDIRETTI
FA I CONTI. IL CODACONS: VIA ALLA CLASS ACTION. BOSSI: LA MANGIO LO STESSO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Coldiretti fa
i conti. Il Codacons: via alla class action. Bossi: la mangio lo stesso Per
venti allevamenti confermata la positività alla diossina Fondi dalla regione
Campania.
PERSO
MEZZO MILIONE AL GIORNO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Al fianco di
allevatori e produttori scende in campo il Codacons, pronto a sostenere una
class action per il risarcimento in mancanza di provvedimenti d'emergenza a
sostegno della categoria. L'associazione Altroconsumo, invece, getta benzina
sul fuoco: "Bisogna pubblicare subito i nomi dei caseifici fuorilegge. In
caso contrario, meglio non comprare mozzarella".
Ecco
gli sloveni laibach "provocatori" all'ossigeno - alberto campo
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
acronimo del
collettivo d'appartenenza), Fratelli d'Italia incluso, reinterpretati con
intenti provocatori. Una riflessione in musica sull'idea stessa di patria e di
come ai giorni nostri essa sia conseguenza e fonte di contraddizioni: azione
artistica che dal vivo, più che su disco, trova definitivo compimento.
FS/
CODACONS: A VILLA A PIEDI DA TRENI A TRAGHETTI, CLASS ACTION
( da "Virgilio
Notizie" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
deciso di
avviare una class action contro la Rfi, società del gruppo Ferrovie dello
Stato, per i gravi disservizio subiti dai cittadini che devono attraversare da
Villa San Giovanni lo Stretto di Messina. In una nota Francesco Tanasi,
segretario nazionale del Codacons, comunica che gli avvocati dell'associazione
stanno studiando le iniziative legali da intraprendere contro la Rfi.
FORZA
E CORAGGIO BLOCCATA DALL'EBOLITANA
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettiva
della difesa che si è fatta trovare proprio impreparata su un'azione d'attacco
dell'Ebolitana concretizzata con un colpo di testa dall'altezza del dischetto
di rigore di Santaniello. Immediata è stata, però, la reazione della Forza e
Coraggio che, passato il primo momento di sbandamento, ha letteralmente preso
d'
( da "Finanza e Mercati" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
Da
Finanza&Mercati del 25-03-2008 Il crimine dei colletti bianchi è una
questione di fiducia. È il titolo dell'accurata analisi del white collar crime
sotto il profilo criminologico che il professor Gabrio Forti, ordinario di Diritto
penale e Criminologia alla Cattolica di Milano, ha esposto durante il XXV
Convegno di studio Enrico de Nicola su Impresa e giustizia penale tra passato e
futuro organizzato dall'Università Bocconi e dal Centro Nazionale di
Prevenzione e difesa sociale. Intervento che culmina con un esame e,
soprattutto, un richiamo a un ruolo più incisivo della giustizia penale nella
regolamentazione dell'attività d'impresa. Con una raccomandazione: guai a
rinunciare alle sanzioni o a configurarle solo in termini pecuniari. "Le
soluzioni politico-criminali che mi parrebbero più promettenti per il contrasto
della criminalità d'impresa e, correlativamente, per favorirne l'emersione,
attivando l'iniziativa dei potenziali "segnalanti" non istituzionali,
dovrebbero ispirarsi a una prima esigenza fondamentale, per quanto astratta e
teoretica essa possa suonare alle orecchie dei "pratici"",
spiega il professore. Innanzi tutto, c'è "l'esigenza di riequilibrare
l'allocazione fiduciaria - nella collettività e all'interno dell'impresa -
attualmente sbilanciata a tutto favore, rispettivamente, dei
colletti bianchi in generale e del management e/o degli azionisti di controllo
(a seconda delle realtà aziendali), con ciò attenuando l'impatto
"disorganizzativo" (per dirla con Sutherland), dell'attuale
situazione di "doppio vincolo" (per dirla con Bateson), foriera di
sottoculture e opportunità criminali. Ciò attraverso la creazione di
meccanismi in grado di vincolare queste due categorie a un impegno,
strettamente e diuturnamente controllato, di "restituzione
fiduciaria" agli altri attori sociali, rispettivamente fuori e dentro
l'impresa". In particolare, "tale impegno "restitutivo",
dovrebbe prevedere anzitutto modalità di progettazione organizzativa-istituzionale,
tali da coinvolgere tanto il livello macro (collettività), quanto quello micro
(impresa): valorizzare, insieme, la cooperazione, l'iniziativa e l'autonomia
degli agenti sociali (fuori e dentro l'impresa) e, correlativamente, generare e
preservare un contesto favorevole allo scambio costante di informazioni e
conoscenze, al dialogo plurale, alla persuasione più che all'imposizione
esplicita o implicita. Un impegno in tal senso dovrà indirizzarsi anzitutto
alle componenti aziendali cui la regolazione abbia deputato primariamente compiti
di controllo sul rispetto della legalità aziendale". Inoltre, "tale
"restituzione fiduciaria" dovrebbe manifestarsi soprattutto sotto
forma della creazione delle condizioni favorevoli alla percezione, da parte dei
"riceventi", di una adeguata dotazione di tempo (della sensazione di
"avere abbastanza tempo") per affrontare tanto le decisioni
operative, quanto i dilemmi etici, che si generino nell'esercizio delle
rispettive attività d'impresa e professionali. Altrimenti (...) tenderà a
prevalere la produzione sociale dell'indifferenza morale. Proprio come accadeva
esemplarmente nel soffocante e costrittivo clima aziendale generatosi
all'interno di Enron". Venendo al ruolo della giustizia,
"l'ordinamento giuridico e, vedremo, con esso, in qualche modo, anche
quello penale, dovrebbero cercare di orientare i propri precetti e i propri
criteri di definizione delle responsabilità dando rilievo, sulla base di
indicatori affidabili - sia sostanziali sia, forse soprattutto, procedimentali
- alla verifica prima ancora dell'osservanza di singole prescrizione normative,
di un adeguamento complessivo del sistema etico e regolativo della
organizzazione a un dettame di pluralismo dialogico e comunicativo". Più
concretamente, "ritengo innanzi tutto che il ruolo del diritto penale (o
almeno di un certo diritto penale, ispirato anzitutto, con reale coerenza e in
ogni sua piega, al dettame della legalità) sia importante anche nel controllo
degli illeciti economici in quanto componente della complessiva regolazione
socio-giuridica in grado di conferire stabilità e durata ai confini
normativi". Lo sfumare e l'annullarsi del diritto penale appare, infatti,
"un processo del tutto omologo e sincrono rispetto al graduale, moderno,
annullarsi delle identità e responsabilità personali, rispetto all'avvento di
uomini "senza qualità" che sono fatti in realtà di qualità senza
uomo, dove non c'è più l'uomo, per dirla alla Musil, "perché l'io perde il
senso che ha avuto finora, di un sovrano che compie atti di governo". La
rinuncia alla sanzione penale o la configurazione della sua afflittività solo
in termini pecuniari - specie nei confronti delle illegalità economiche -
potrebbe allora presentarsi paradossalmente come il correlato del meccanismo
moderno di "produzione sociale dell'indifferenza morale"".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-03-25 - pag: 42 autore: Il testimone.
Parla il pioniere Bruno Gimpel "Revisori, lotta impari con i crimini
finanziari" MILANO "La class action? L'esperienza statunitense ci
dice che oltre il 90% delle iniziative sfocia in una transazione e che quindi
l'azione collettiva è alla fine molto più un business
da grandi "law firm" che un reale strumento di tutela dei diritti in
una democrazia finanziaria. Un po' di demagogia, d'altronde, non ha risparmiato
neppure gli auditor, che sono sempre più spesso sul banco degli imputati nei
grandi crack. Eppure continuo a pensare – non solo per l'amore che porto per il
lavoro che ho fatto per mezzo secolo che non è radendo al suolo l'Arthur
Andersen che l'impresa e il mercato progrediscono". Bruno Gimpel, compiuti
80 anni, ha lasciato da poco gli ultimi incarichi ricoperti come riconosciuto
decano dei revisori italiani. Soltanto da uno non ha intenzione di dimettersi:
quello di osservatore mai soddisfatto delle cose finanziarie in Italia e dello
stato dell'arte di una professione oggi nell'occhio del ciclone. E Gimpel- che
nel '61 fondò con la Mediobanca di Enrico Cuccia la Reconta, pioniera della
certificazione made in Italy, poi integrata con la Ernst & Young – non nasconde
la gravità di quanto è accaduto dopo il giro di boa del millennio sulle due
sponde dell'Atlantico. "Quando ho appreso il mestiere negli Stati Uniti
nei primi anni '50 – ricorda – l'auditor si muoveva in un mondo "law
abiding" e d'altra parte, soprattutto in Europa, il suo avversario non era
il crimine finanziario ma la scarsa cultura amministrativa. L'imprenditore o il
dirigentenon erano abituati alla trasparenza e le società di revisione hanno
dovuto partecipare con impegno, per molti versi, a un lunghissimo lavoro di
formazione: delle imprese, del sistema finanziario, del legislatore, alle
authority. E credo che questo resti agli annali come un successo dei revisori
italiani e che si tratti di una dinamica positiva tuttora in azione: basti
pensare agli almeno 20mila giovani italiani che hanno ricevuto un'educazione
globale dalle società del settore, oggi divenute Big Four. E poi non
dimentichiamo che una lunga stagione di privatizzazioni, fusioni e acquisizioni
si sarebbe rivelata ben più difficile senza un sistema professionale di
produzione di "due diligence" all'altezza". I problemi sono nati
sull'onda lunga del Big Bang delle Borse: quando troppe "regole del gioco
" sono saltate, sottolinea Gimpel, e troppo spesso al certificatore si è
chiesto di svolgere compiti non suoi o con strumenti non adeguati. "Penso
di poter dire che non eravano preparati al criminale ", sottolinea Gimpel,
che però osserva: "Per quel tipo di sfida o di lotta non avevamo i mezzi,
né d'altronde era nostro intento o dovere: non abbiamo mai avuto poteri
d'indagine, non abbiamo mai potuto aprire a sorpresa i cassetti
dell'amministratore delegato ". In estrema sintesi: "Il revisore non
ha mai avuto i mezzi sufficienti e riconosciuti per stabilire l'autenticità di
un documento.Alcuni auditor possono aver sbagliato o magari commesso dei reati,
ma sbagliano di grosso anche coloro che pretendono che i revisori vadano oltre
il loro mandato: certificare che il bilancio è stato redatto secondo corretti
principi contabili, secondo l'aggiornamento continuo che ne opera la dottrina,
la pratica e la normativa ". Di qui la considerazione di fondo che a
Gimpel preme in queste settimane di mercati scossi dalla crisi dei mutui
subprime e dei rischi da derivati: "La cultura dell'accountability, del
"render conto" ai mercati non è mai sufficiente e compito del
revisore è promuoverla. Ma se i mercati fuggono in avanti com'è stato, ad
esempio, con gli "special purpose vehicles", fare degli auditor il
capro espiatorio per la scarsa trasparenza delle bolle fuori bilancio non è
corretto ". I mercati dunque faticano a sciogliere alcuni nodi formatisi
in anni di sviluppo impetuoso. Gimpel ne cita due. Il primo guarda allo
scacchiere globale e si chiama stock option: "Da revisore le ho sempre
trovate pericolose, perché non incentivano una corretta redazione dei documenti
contabili". Guardando più da vicino il caso italiano, Gimpel invece
riecheggia il recente monito del Governatore Mario Draghi: "Tra banche e
gestione del risparmio gestito c'è un serio conflitto d'interesse, se venisse
affrontato e risolto il mercato sarebbe più efficiente e trasparente ".
Quale sarà il ruolo dei revisori? "Vorrei dire: il solito. Da un lato
promuovere un mercato aperto e pulito; formare e partecipare dall'altro per migliorare
la propria professionalità e deontologia. Aggiungerei: non quello dei
poliziotti o dei magistrati, sottolineando che mercati ben funzionanti non
hanno bisogno di "super-poliziotti". A.Q. CHE COSA NON FUNZIONA Nel
mirino il conflitto d'interesse dei fondi, le class action gestite dai grandi
studi legali e le maxi stock-option.
( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action
25-03-2008 12:37
Negli ultimi mesi sequestrati patrimoni per un miliardo di euro Napoli, 25 mar.
(Apcom) - I beni confiscati alla criminalità organizzata e riutilizzati per
fini sociali rappresentano un segnale forte e "molto concreto". Così
il vicepremier Massimo D'Alema a Napoli durante la visita ad un appartamento
del clan della camorra Misso nel centro storico partenopeo, divenuto adesso
bene per la collettività. "Il commissariato che dispone il sequestro dei
beni alla criminalità e li mette a disposizione della società civile e delle
imprese ha distribuito - ha ricordato D'Alema - negli ultimi mesi beni per un
miliardo di euro. Una azione fondamentale di riconquista
della legalità ma anche di riutilizzazione di beni che la criminalità ha
sottratto alla collettività e che vengono restituiti a tutti". Secondo il
ministro degli Esteri, a Napoli in tour elettorale perché capolista nel
collegio Campania 1 per il Pd, questo rappresenta "una forma molto concreta,
forte, ma che ha anche un valore simbolico di lotta alla criminalità e dimostra
che dove torna la legge questo non determina impianti chiusi o case
inutilizzate, ma che questi patrimoni vengono rimessi a disposizione della
società". Questo dimostra che "lo Stato non sta con le mani in mano,
ma sta ottenendo dei risultati. Ora - ha concluso D'Alema - è importante
continuare quest'opera che richiede un impegno incessante".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
EMANUELE class="hilite">IMPERIALI La prima class="term">class class="term">action italiana sarà proprio
contro le banche, dopo che l'associazione dei consumatori Adusbef di Elio
Lannutti (nella foto) ha deciso di sfidare i colossi del credito
sull'anatocismo. La vicenda dell'azienda cilentana che ha vinto una causa
contro l'Antonveneta fa tornare alla mente la frase a effetto che un
imprenditore calabrese pronunciò al riguardo: "Al Sud non si muore solo di
mafia. Si muore anche di banche". Antonino De Masi, titolare di un'azienda
fiorente nel porto di Gioia Tauro che esporta in tutto il mondo e dà lavoro a
centinaia di persone, è stato messo in ginocchio da un sistema bancario che gli
ha imposto tassi d'interesse usurari. "I casi più frequenti - rivela
Oreste Steccanella, fondatore dell'Adib, l'associazione di difesa contro gli
illeciti delle banche - riguardano imprenditori ai quali sono stati revocati
improvvisamente e senza giustificazione fidi bancari, magari causando il
fallimento della ditta, oppure che segnalano l'applicazione di tassi usurari,
alla faccia delle leggi e delle sentenze della Cassazione". Nel
Mezzogiorno, in particolare, il sistema dei finanziamenti alle imprese
attraverso il canale bancario è collaudato e ben oleato: quale impresa non
chiede contributi pubblici per svolgere la propria attività? Ma si sa che questi
soldi non arrivano certo subito. E, allora, per poter andare avanti con i
lavori, è necessario prefinanziarsi. Dove? In banca, ovviamente. E se il denaro
al Sud costa sulla carta mediamente, spiegano alla Svimez, circa il 3% in più
rispetto al Centro Nord, per effetto delle maggiori sofferenze, cioè della
maggiore rischiosità relativa alla restituzione del suddetto prestito alla
banca, in realtà gli oneri sono molto più elevati. Il perché è evidente: non
essendo considerato usurario il tasso di interesse che resta anche lievemente
al di sotto del tasso effettivo globale, sommato alla maggiorazione media per i
tassi di mora, aumentata al massimo del 50%, al Sud le banche applicano queste
condizioni non in casi eccezionali, ma normali, diminuendo il totale di un impercettibile
0,1% per non far scattare l'usura. Nel mirino, in particolare, le commissione
di massimo scoperto. La legge del marzo '96, nata proprio per combattere
l'usura, prevede che siano resi noti trimestralmente dalla Banca d'Italia i
tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni
a qualsiasi titolo connesse col finanziamento, praticati dalle banche e dagli
altri intermediari finanziari.
( da "Corriere Di Como, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Lurago d'Erba Non
solo una richiesta di risarcimento ma una vera e propria 'class action', ovvero una azione collettiva da intraprendere insieme con tutti i Comuni e ai privati
cittadini che da Poste Italiane hanno avuto disagi e disservizi. Sulla spinta
di una vicenda che ha coinvolto in maniera diretta il municipio di Lurago
d'Erba, il sindaco del paese, Rinaldo Redaelli, ha avanzato ieri sera in
consiglio comunale la proposta di un'azione collettiva
nei confronti delle Poste, sempre più chiamate in causa dalle cronache per
ritardi, buste e pacchi smarriti o consegne mai avvenute. "Il 4 febbraio -
racconta Redaelli - abbiamo consegnato alle Poste il nostro periodico,
l'informatore comunale, ma fino al 19 marzo il 70% delle copie non era stato
recapitato. Ancora oggi moltissimi cittadini non hanno ricevuto nella propria
cassetta della posta il giornale, benché dalle nostre casse siano ormai usciti
2.400 euro di spesa per l'invio, con un danno anche in termini di informazione
su questioni essenziali e urgenti". La via che il sindaco Redaelli intende
intraprendere per fare chiarezza sull'accaduto, sfrutta una possibilità introdotta
dalla Finanziaria 2008, che ha previsto e disciplinato 'l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, quale
nuovo strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla
disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, conformemente ai
principi stabiliti dalla normativa comunitaria tesi ad innalzare i livelli di
tutela'. "Ci vorremmo mettere a disposizione di tutti coloro che hanno
subito danni come noi - spiega il primo cittadino di Lurago d'Erba - e per farlo
ci avvarremmo di un pool di avvocati, che possano studiare il modo migliore per
ottenere un risarcimento e coinvolgere anche i singoli utenti". Sara Greco
Home Le trascrizioni del testimone: in aula è atteso lo scontro Turismo e
tangenti Chiusa l'inchiesta.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Elezioni 2008 i
candidati premier rispondono a radio carcere sulle riforme del processo penale
La giustizia di Casini e di Boselli Incrementare i riti alternativi e ripensare
l'azione penale La giustizia è una materia troppo seria per essere affrontata
con soluzioni di carattere elettorale. Assistiamo a una deprimente, quotidiana
negazione della giustizia anche e soprattutto per via dei ritardi che portano
all'impunità di fatto e alle prescrizioni. Non ci interessano le polemiche tra
gli operatori della giustizia o quelle che riguardano pochi individui. Ci
interessano, invece, i risultati per la generalità dei cittadini: la risposta
della giustizia deve essere certa e rapida. Le riforme in questo settore non
sono soltanto di natura tecnica. Se è vero, infatti, che coinvolgono interessi
di categorie professionali forti e incidono sul funzionamento di uno dei poteri
dello Stato, d'altro lato bisogna garantire alla collettività una
"giustizia giusta". La civiltà di un Paese si misura anche su questo.
Gli elementi che concorrono al deficit di giustizia nei processi sono: 1) le
inefficienze strutturali dell'organizzazione giudiziaria, 2) la difficile
applicazione di norme in bilico fra difesa delle garanzie costituzionali del
singolo e necessità di difesa della collettività, 3) la impropria
omogeneizzazione dei procedimenti fra reati "veniali" e reati di
maggiore pericolosità sociale, 4) la mancata modernizzazione dei sistemi, e, a
volte, 5) la inadeguatezza professionale dei magistrati e degli avvocati. Il
nostro programma si discosta dalla strada delle "giuridiche buone
intenzioni", individuando piuttosto pochi e mirati interventi concreti
applicabili nell'immediato, come presupposto di una più ampia riforma. Ecco
alcuni dei nostri punti: - La riorganizzazione della geografia giudiziaria
secondo parametri minimi di funzionalità, pensata sulla base di elementi non
ricavati semplicisticamente dal criterio dimensionale, né impostati su canoni
esclusivamente economici, ma che tiene conto dell'esigenza di distribuire sul territorio
in modo più razionale le risorse esistenti. - La certezza della pena: il
giudice del giudizio decide anche le modalità di esecuzione della pena;
sfoltimento delle misure alternative al carcere, limitate a casi tassativi dopo
aver scontato effettivamente almeno due terzi della pena; introduzione del rito
abbreviato su richiesta del pm per i reati meno gravi e contravvenzionali. Non
si vuole gravare il giudice della decisione di tutte quelle vicende che
afferiscono alla esecuzione della pena, ma unicamente delle determinazioni
iniziali, riducendo considerevolmente lo spazio temporale tra provvedimento di
condanna ed esecuzione. L'intervento sulle misure alternative al carcere tende
a ridare corpo alla funzione rieducativa della pena, migliorando le condizioni
della detenzione e prevedendo forme diverse di limitazione della libertà
personale in relazione alla gravità e alla odiosità del reato. La
"revisione delle misure alternative" deve portare alla costruzione di
un sistema penitenziario complesso, carcerario ed extracarcerario, dotato di
strutture, competenze e professionalità adeguate. In tale ottica è urgente il
riordino del Corpo di polizia penitenziaria e la revisione della
"geografia carceraria". - "Se lo puoi arrestare lo puoi giudicare":
contestualità di giudizio tra libertà e colpevolezza; incentivazione del
giudizio con il rito immediato e per direttissima. Prevediamo, nell'immediato,
un intervento sul potere di privare della libertà personale chi è in attesa di
giudizio, attraverso una modifica della competenza sulle misure cautelari e un
ripensamento del processo per direttissima o del rito abbreviato, affrontando
in tal modo tre delle questioni più scottanti: garanzia dei diritti
fondamentali della difesa, tutela della sicurezza dei cittadini, riduzione
dell'enorme numero di detenuti in attesa di giudizio. - Responsabilità del pm
per l'esercizio dell'azione penale. La conclamata
obbligatorietà dell'azione penale è frustrata da questioni di carico e di
attribuzioni che la rendono impropriamente discrezionale. La responsabilità del
pm va necessariamente collegata a una regolamentazione dell'azione penale, che
individui i criteri chiari di priorità tra le notizie di reato da coltivare.
Legiferare con tempestività sull'argomento eviterebbe quell'indebito discrimine
fra vicende "note" e "meno note", che hanno trasferito i
processi dalle aule di giustizia sulle pagine dei giornali. - Semplificazione
del rito penale, con attribuzione al giudice della responsabilità della
ragionevole durata del processo attraverso l'adozione di protocolli di gestione
e programmazione delle udienze. È di questi giorni la notizia di una sentenza
già pronunziata, ma priva di effetti pratici, perché il giudice estensore a
distanza di circa otto anni non la deposita. Non sarebbe una lesione
all'autonomia di quel giudice obbligarlo a rispettare tempi ragionevoli per
l'adempimento di un suo specifico dovere. - Contestualmente proponiamo una
modifica della sezione disciplinare del Csm con l'inserimento qualificato di
personalità autorevoli e indipendenti. In ultimo, ma non meno importante:
occorre adeguare il sistema delle notifiche alle innovazioni che l'elettronica
rende oggi disponibili, evitando inutili perdite di tempo e intoppi
formalistici che non intaccano il diritto di difesa. Le nostre proposte hanno
il pregio della immediata praticabilità: è inutile aspettare riforme globali e
inattuabili, occorre realizzare subito quelle possibili. Pierferdinando Casini
26/03/2008.
( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)
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(17:42) (26/3/2008
16:28) | MOZZARELLA: IL
( da "TGCom" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
Nas: "Nessun
bando su mozzarella" "Troppo allarmismo, attendiamo analisi"
"Non c'è alcun bando sulla mozzarella campana da parte dei paesi asiatici,
neanche in Corea del Sud". A gettare acqua sul fuoco sul presunto allarme
alimentare legato alla diossina è il generale Saverio Cotticelli,comandante dei
carabinieri per la tutela della salute (Nas). Cotticelli al termine del lungo
vertice al ministero della Salute, aggiunge: "Non ci risultano mozzarelle
ferme alla dogana in Giappone". Il generale dei Nas ha fatto il punto alle
autorità italiane sull'allarme diossina nelle mozzarelle campane. Fermo
restando che "le analisi non sono ancora concluse ma verranno rese note
nei tempi previsti, molto presto", Cotticelli ha detto che "c'è molto
allarmismo, un allarme esagerato che si riverbera in maniera drammatica
sull'economia di una regione già provata". "E' tutto una bolla
mediatica - conclude - ma dobbiamo essere seri e aspettare i risultati delle
analisi, perché finora tutto è basato su ipotesi, su teoremi". Istituto di
zooprofilassi: "Prodotto sicuro" "Motivi concreti per ritenere
la mozzarella di bufala inaffidabile, contaminata, insalubre, non ce ne
sono", dice Antonio Limone, commissario straordinario dell'Istituto
zooprofilattico del Mezzogiorno, al termine del vertice che si è tenuto a Roma
al ministero della Salute. "La Regione Campania si è impegnata a
distruggere le quantità di latte sequestrate perché risultate positive
all'analisi sulla diossina. Quel latte non sarà mai immesso in commercio dunque
- continua Limone - Con questo vertice si intende anche dare risposta ai
chiarimenti chiesti da altri Stati sui prodotti lattiero-caseari del nostro
Paese, come Giappone, Hong Kong e Taiwan. Ma la richiesta di un chiarimento,
dovuta anche a questo allarme generato dai media, non blocca i prodotti
italiani e campani se non nel caso, finora, della Corea del Sud". Danni
per 30 milioni Un intervento che tende a limitare i danni economici che questa
presunta emergenza sta provocando. Le vendite di mozzarella di bufala campana
sono infatti precipitate nei due primi mesi dell'anno con una contrazione del
30% rispetto allo stesso periodo del 2007. Tra mercato interno ed export, il
Consorzio di Tutela stima infatti 30 milioni di euro di perdite. Il calo deriva
dalla diffusione di notizie sull'emergenza rifiuti in Campania e sul sequestro
di allevamenti per diossina. Intanto il Codacons studia una class="hilite">class="term">class class="term">action per i danni subiti dai
produttori. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome -
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( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action
(22:08) (26/3/2008
20:00) | CURE SANITARIE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA NOTA DEL COMUNE DI CESENA
(Sesto Potere) - Cesena - 26 marzo 2008 - Pubblichiamo l'intervento di Fausto
Aguzzoni, Vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cesena,
sul problema dell'assistenza sanitaria corrisposta agli immigrati clandestini:
"Periodicamente sale alla ribalta il tema dell'opportunità di prestare
assistenza sanitaria ai cittadini stranieri irregolari e non più tardi della
settimana scorsa il tema è rimbalzato anche sulle pagine delle cronache locali.
Le nostre strutture garantiscono anche agli immigrati irregolari le cure
ambulatoriali e ospedaliere urgenti ed essenziali e gli interventi di medicina
preventiva, quali vaccinazioni, profilassi e azioni a tutela della maternità.
Le voci critiche che si levano verso questo sistema pongono l'accento sui costi
elevati della sanità e lasciano intendere - più o meno esplicitamente - che
fornendo le cure necessarie a questi pazienti la collettività, già gravata da
molti oneri, è costretta a farsi carico ingiustamente di altre spese, che
potrebbero essere risparmiate o utilizzate per i "nostri" malati. Ma
se è vero che l'economia è sempre presente nella nostra vita e determina gran
parte delle nostre scelte, è anche vero che una società civile non può
rinunciare, in nome dei criteri economici, ai valori fondanti dell'uguaglianza,
della solidarietà, della pietà umana. Gli stessi valori proclamati dalla
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea
dell'Onu esattamente 60 anni fa e che all'articolo 1 dichiara "tutti gli
esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di
ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di
fratellanza". Dal canto suo, la stessa Costituzione Italiana nell'articolo
32 afferma che "la Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale
diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce per questo
cure gratuite agli indigenti". Tale principio, di elevato valore etico e
sociale, non restringe tale diritto ai cittadini italiani ma lo ascrive ad una
dimensione alta, in quanto patrimonio di interesse e
ricaduta collettiva. Così
come, nella Carta dei Diritti del Malato, non è circoscritto ai soli cittadini
italiani, ma a ogni essere umano, il dovere del servizio sanitario di
proteggere in maniera particolare chi, a causa del suo stato di salute, si
trovi in una condizione momentanea o permanente di debolezza, non
facendogli mancare per nessun motivo e in alcun momento l'assistenza di cui ha
bisogno. Il richiamo a questi principi, che sono patrimonio collettivo nella
nostra società, è già sufficiente a motivare e sostenere la legittimità, anzi
la necessità, delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini stranieri, anche
non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, presenti sul
territorio nazionale. Mettere in discussione questi valori significa
"minare alla radice" i riferimenti fondamentali da cui origina il
senso stesso del nostro essere Comunità. Vale la pena, poi, riflettere su un
altro aspetto, non immediatamente intuibile, ma da non sottovalutare. La salute
collettiva è patrimonio da salvaguardare nel suo
complesso e trasversalmente alle fasce della popolazione per evitare che le
malattie e i rischi si diffondano. Preoccuparsi della salute dei cittadini
stranieri non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno
significa, dunque ? che ci piaccia o non ci piaccia - tutelare la salute di tutti".
( da "Punto Informatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Roma - Dell, Amazon,
Acer, Best Buy, HP, Toshiba e ovviamente Intel. Sono solo alcuni dei grossi
nomi del panorama IT statunitense e mondiale class="hilite">convocati
a deporre davanti ad un tribunale di Washington per la class="term">class class="term">action
lanciata da due utenti insoddisfatti dei proprio computer "Vista
Capable" e della politica di marketing adottata da Microsoft e i suoi
partner. Gli attori vogliono vederci chiaro: dopo le prime rivelazioni sulle
"relazioni pericolose" tra Intel e BigM, hanno deciso di provare a
battere il ferro finché è caldo. A tutti i più importanti nomi sul mercato a
stelle strisce sono state chieste copie dei documenti riguardanti la
commercializzazione dei PC durante il periodo natalizio del 2006, ma anche le
missive scambiate con Redmond, nonché tutti i dettagli sulle relazioni
contrattuali esistenti con il gigante del software. Questi documenti, secondo
l'accusa, dovrebbero servire a dimostrare che i consumatori hanno pagato un
sovrapprezzo per acquistare lo stesso hardware dopo che era iniziata la
campagna "Windows Vista Capable", nonché a evidenziare l'effetto che
l'adozione del bollino ha avuto sulle vendite di computer quando gli utenti
erano ancora in attesa di un ritardatario Vista. L'obiettivo è anche mettere in
luce le differenze hardware tra i PC considerati "Premium Ready" e
tutti gli altri più genericamente adatti a far girare le versioni base di
Windows 6. Naturalmente, sul piatto c'è anche la definizione stessa di cos'è e
cosa non è Windows Vista: per l'accusa la versione Home Basic, e i documenti
richiesti dovrebbero provarlo, non potrebbe essere considerata un vero esempio
di Windows 6, mancando parti importanti dell'interfaccia come le thumbnail, il
media center o Aero Glass. Di parere opposto Microsoft, che non solo è pronta a
rispedire al mittente tutti i capi di imputazione, ma pone seri dubbi anche
sulle procedure in corso. Gli avvocati hanno infatti chiesto al giudice Marsha
Pechman, che si occupa del caso, di sospendere il procedimento in attesa del
ricorso contro l'attribuzione dello status di class="term">class class="term">action
alla causa. Alle obiezioni di Microsoft si sommano pure quelle di Amazon e
Dell, che a quanto pare non ci stanno ad essere tirate in ballo nel caso. Il
giudice non si è ancora espresso su questa materia, ma l'eventuale
cancellazione della class="term">class class="term">action
potrebbe rapidamente stravolgere gli equilibri del procedimento. Se il giudice
respingerà il ricorso, invece, in tribunale sarà convocato a testimoniare anche
Jim Allchin, dirigente di primo piano di Microsoft (in pensione) e papà di
molte versioni di Windows, Vista compreso. Non sarebbe la prima volta di
Allchin in aula: già in passato aveva dovuto spiegare il suo ruolo nelle scelte
strategiche del colosso di Redmond. Al momento, tuttavia, Allchin parrebbe
l'unico individuo chiamato direttamente a testimoniare: le restanti
convocazioni riguardano tutte aziende di grandi dimensioni. Luca Annunziata.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Caso diossina Negli
ultimi due mesi contrazione del 30 per cento per un danno di 30 milioni di euro
dalla prima pagina La conferma è arrivata dal portavoce della Rappresentanza
italiana presso l'Unione Europea, Manuel Jacoangeli. "I risultati
evidenziano, in effetti, alcune positività alla diossina, peraltro molto
limitate in termini di valori di sostanze riscontrate e di percentuale sui
caseifici controllati". Governo, produttori e associazioni dei consumatori
sono uniti nella richiesta di evitare la diffusione di paure infondate.
"Il ministero della Salute - ha sottolineato il vicepremier e ministro
degli Esteri Massimo D'Alema - sta effettuando dei controlli per offrire tutte
le garanzie e per cercare di porre fine ad una ondata emotiva che rischia
solamente di produrre enormi danni. L'allarme è nato in seguito ad una
gigantesca campagna contro il Mezzogiorno, che va al di là dei problemi che
pure ci sono". "Le diffidenze dei Paesi del sud-est asiatico - ha
ribadito Antonio Limone, commissario straordinario dell'Istituto
zooprofilattico di Portici, al termine del vertice - sono basate su una grande
operazione mediatica, non sui risultati dei dati scientifici". Secondo
quelli dell'Istituto di Portici (che insieme ai laboratori di Teramo, Roma,
Brescia, Porto Marghera e Istituto superiore di sanità sta esaminando il latte
degli allevamenti casertani sotto inchiesta), infatti, emerge che la
percentuale di diossina è"di poco superiore alla norma". Notizie
confortanti arrivano dal Centro ricerche sulla sicurezza alimentare
dell'Università di Siena che, nei controlli effettuati su una cinquantina di
prodotti alimentari campani, non ha trovato alcuna traccia di diossina. Gli
ultimi avvenimenti hanno naturalmente fatto scattare l'allarme vendite tra i
produttori. A gennaio e febbraio 2008 si è registrata una contrazione del 30
per cento, rispetto allo stesso periodo del 2007, tra mercato interno ed
esportazioni, per un valore stimato dal Consorzio di tutela in 30 milioni di
euro. Il settore ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 300 milioni di
euro: al Consorzio aderiscono 131 caseifici, "per i quali non esistono
allarmi - fanno sapere - dal momento che tutti i valori relativi ai nostri
aderenti sono entro la norma". Il Codacons, intanto, class="hilite">minaccia
una class="term">class
class="term">action in difesa della
mozzarella di bufala. "I nostri legali stanno studiando la possibilità di
avviarne una in relazione ai danni economici subiti dai produttori. L'allarme
diossina - spiega Giuseppe Ursini, presidente di Codacons Napoli - ha fatto
crollare le vendite addirittura del 60 per cento, determinando danni economici
per milioni di euro alle aziende, alla Campania e a tutta Italia". Il
Giappone, in ogni caso, ha confermato la decisione, presa nei giorni scorsi, di
bloccare le importazioni a scopo precauzionale. Lo stop riguarda tutti i
prodotti ancora da sdoganare nei due principali aeroporti, Narita a Tokyo e
Kansai a Osaka. Secondo le prime stime, attualmente sarebbero ferme circa
quattro tonnellate di mozzarella, prodotta da 23 aziende italiane. La mossa
delle autorità sanitarie nipponiche, che al contrario di quelle sudcoreane non
hanno disposto un bando ufficiale né l'avvio di analisi in proprio, ha lo scopo
di proteggere i consumatori del Sol Levante, ancora scossi dal recente scandalo
alimentare dei "ravioli avvelenati" cinesi: tra dicembre e gennaio,
infatti, dieci persone erano rimaste intossicate dopo aver mangiato ravioli
congelati prodotti in Cina, che successive analisi condotte avevano rivelato
contenere una quantità di pesticidi 10.000 volte superiore a quella prevista
dalla legge. Nei negozi della capitale nipponica la situazione rimane
tranquilla e non pare esserci ancora il rischio di un "allarme
mozzarella": la merce è presente sugli scaffali e continua ad essere
acquistata. Nel
( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
Embargo 1 tokyo e
mosca decidono leggendo i giornali Intrigo internazionale sulla mozzarella: una
bufala? Il ministero della Salute: "Tracce limitate di diossina"
"Dopo le informazioni diffuse durante il fine settimana sulla presenza di
diossina nel formaggio mozzarella fabbricato in Italia, abbiamo ordinato la
sospensione delle importazioni sino a quando non avremo informazioni corrette
al riguardo": così, l'assai zelante ministero della Salute di Tokio ieri,
dopo aver sfogliato i giornali, ha deciso di chiudere il paese alla mozzarella
campana, seguendo il precedente esempio della Corea del Sud che ha addirittura
bloccato l'importazione di tutti i prodotti caseari italiani. Entrambi i paesi,
detto per inciso, si sono dimenticati di comunicare il provvedimento al Wto per
renderlo ufficiale. Solamente dopo l'embargo, i giapponesi hanno scoperto che
nell'elenco degli esportatori da cui acquistano la delizia campana non c'è
nessuno dei caseifici dove gli indici della diossina sono risultati
moderatamente superiori. Ma allora, questa benedetta mozzarella è nociva o no?
Ieri, al termine di una complicata riunione al ministero della Salute, la
risposta: dai test di routine effettuati tra ottobre e febbraio, gli indici
della diossina erano superiori alla soglia consentita dalla legge, in 25
caseifici (su 130 controllati). Di qui il provvedimento di sequestro cautelare
delle 83 aziende agricole che fornivano loro il latte. Ed è fortemente
improbabile che tutte le aziende ora chiuse siano contaminate. Del resto, dovrà
occuparsene la magistratura, nel caso. Il danno, però, oramai è fatto.
"Bisogna evitare la psicosi, di ripetere l'esperienza dell'aviaria -
ripeteva ieri il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta - l'Italia è uno
dei paesi che esercita in Europa più controlli, abbiamo un sistema di controlli
concordato con l'Unione europea particolarmente importante". Essì, perché
pure a Bruxelles la mozzarella campana è diventata peggio di un'arma
batteriologica: la Commissione martedì ha chiesto "d'urgenza"
informazioni alle autorità italiane sulla possibile contaminazione e ieri ha
ricevuto i risultati delle analisi condotte sui campioni prelevati in Campania
alla fine del 2007. Per avere avere un quadro complessivo, completo di tutti i
più recenti rilevamenti sugli impianti delle province di Napoli e Caserta, si
dovrà attendere almeno una settimana. Ma, mentre qui come in Giappone ci si
chiede se e in che misura la mozzarella campana sia corretta alla diossina, la
mancata vendita di mozzarella conseguente all'allarme è calcolata in una
perdita di 30 milioni di euro in due mesi, almeno secondo le stime del
Consorzio della mozzarella di bufala dop. class="hilite">Il
Codacons ha anche annunciato una class="term">class class="term">action
(e se dovesse dar seguito all'annuncio si tratterebbe del primo caso italiano)
"in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella di
bufala". Ma contro chi? Secondo Antonio Limone, il commissario
straordinario dell'istituto zooprofilattico di Portici che (insieme con i laboratori
di Teramo, Roma, Brescia, Porto Marchera e con l'Istituto superiore della
Sanità) sta esaminando il latte degli allevamenti sotto inchiesta, l'allarme è
ingiustificato: "La percentuale di diossina è poco sopra la norma: il
limite è 3 picogrammi per grammo di latte, e in questi casi ne abbiamo trovati
3,2 o al massimo 3,3". Il guaio, però, è che quei miliardesimi di
milligrammi in più ci sono, laddove non dovrebbero. E al ministero della Sanità
più che guardare alla "munnezza" partenopea, si ricorda che se è vero
che ai produttori vengono imposti periodici controlli, ci sono anche i
produttori che delle regole dello stato vogliono sapere poco e niente. Ci sono
le aziende di proprietà della criminalità organizzata, quelle dove per fare le
verifiche è necessario essere accompagnati dai carabinieri. Nella migliore
delle ipotesi. Nel frattempo, però, la diossina continua a mietere vittime (del
mercato). Finito l'allarme giallo, ora arriva quello sovietico: a Mosca
ristoranti e negozi avrebbero già emesso la fatwa contro la mozzarella. Sempre
però dopo aver controllato i giornali. 27/03/2008.
( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
27-03-2008 13:01 Più
di 100 indiani, immigrati negli Stati Uniti per lavorare alla Signal
International, hanno marciato per migliaia di chilometri verso l'ambasciata
indiana a Washington per protestare contro le condizioni di lavoro cui
l'azienda li aveva obbligati. Già a inizio class="hilite">mese
500 immigrati avevano avviato una class="term">class class="term">action
contro la Signal International, compagnia statunitense impegnata nella
ricostruzione delle zone distrutte dall'uragano Khatrina. Gli immigrati
accusano la compagnia di averli costretti a lavorare in condizioni di schiavitù
e sfruttamento e di aver promesso loro una regolarizzazione mai avvenuta per la
quale avrebbero pagato 20.000 dollari (circa 14.000 euro). L'azienda ha negato
ogni accusa e ha affermato di aver pagato salari più elevati della media
locale.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)
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L'INTERVENTO /2 Il
ruolo delle consulte di frazione di Dante Buson * Le consulte di frazione:
indispensabile strumento per favorire la partecipazione popolareIn queste
ultime settimane si è tornato a parlare di istituire degli organismi per la
rappresentanza delle comunità che vivono delle frazioni della città di Rovigo.
Si percepisce, infatti, da parte dell'Amministrazione l'esigenza di
maggiormente coinvolgere nei processi decisionali le collettività residenti
nelle frazioni del Comune.Sul punto va innanzitutto detto che le Consulte di
quartiere o di frazione hanno assunto oggigiorno una grande importanza, poiché
favoriscono la partecipazione popolare all'attività dell'ente locale e, in via
generale, contribuiscono ad avvicinare le persone alle istituzioni pubbliche.La
"partecipazione", intesa nel suo significato più moderno di spontaneo
coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica ed amministrativa, è un
concetto che affonda le sue radici nella natura stessa dei sistemi democratici
e costituisce una manifestazione di quella sovranità che, a norma dell'art. 1
della Costituzione,"appartiene al popolo";Sul piano giuridico-concettuale,
il principio della partecipazione popolare trova doveroso riconoscimento
nell'art. 3, comma 2, della Costituzione, in relazione al pieno sviluppo della
personalità umana, quale effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Sotto il profilo
funzionale, poi, il diretto coinvolgimento dei cittadini risponde all'esigenza
di democratizzazione dell'azione amministrativa, mediante
la quale si verifica l'incontro delle diverse istanze e si ottiene la migliore
sintesi tra i diversi interessi pubblici e collettivi.Ciò premesso, ritengo sia
assolutamente necessario che l'Amministrazione rodigina avvii al più presto il
processo costituente di tali organismi di partecipazione popolare.
Attraverso di essi sarà appunto possibile rilanciare una politica partecipata
intesa come luogo collettivo di elaborazione e confronto, potendo contare su
interlocutori chiaramente individuati al fine di favorire la reciproca
comunicazione ed informazione.In primo luogo le Consulte dovranno rappresentare
un momento di ascolto e di conoscenza, costante e continuativo, dei bisogni e
delle attese che il territorio manifesta. Questo consentirà di conoscere il
grado di soddisfazione degli utenti sui servizi pubblici erogati o, in altri termini,
la qualità percepita da parte delle persone residenti.Ad esse, poi, andrà
riconosciuta anche una funzione propulsiva nei confronti degli organi di
governo del Comune, in quanto espressione e rappresentanza delle aspettative e
delle peculiari necessità delle comunità frazionali. In altre parole, le
Consulte dovranno costituire l'occasione per esprimere proposte di sviluppo e
miglioramento dell'azione comunale, in modo da rafforzare la capacità di
dialogo tra chi esercita le funzioni ed eroga i servizi ed i cittadini e
conseguentemente consolidare il rapporto di fiducia esistente tra costoro e le
istituzioni.*Consigliere comunale PD.
( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
(19:25) (27/3/2008
09:16) | MOZZARELLE CONTAMINATE: TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI".
( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action
(21:38) (27/3/2008
09:16) | DIOSSINA NELLA MOZZARELLA DI BUFALA IN CAMPANIA, TURCO: "SI PUO'
STARE TRANQUILLI".
( da "Trentino" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Di Jacopo Tomasi I
consumatori dichiarano guerra a Trenta spa Demattheis minaccia una "class
action": illegalità dopo il passaggio da Enel Intanto Ferrante (Cisl)
applaude il Comune che chiede il blocco di tutte le tariffe sulla luce
"C'è stata poca informazione e solo così si va incontro alle esigenze
delle fasce più deboli" TRENTO. Una class action contro Trenta. La sta
prendendo seriamente in considerazione Federconsumatori che
ha chieso ai suoi legali di valutare se ci siano gli estremi per attivare
un'azione collettiva contro
la società controllata di Trentino Servizi. Alla base di questa mossa non ci
sono gli stessi motivi che hanno spinto l'Antitrust ad indagare sulla campagna
promozionale del "prezzo fisso". Il contenzioso riguarda il passaggio
del contratto di fornitura da Enel. In particolare Federconsumatori
accusa Trenta di aver richiesto agli utenti il doppio di quanto ottenuto da
Enel dal 2003 al 2005 (anno di passaggio del contratto) cioè 0,22 centesimi per
kWh contro gli 0,11 centesimi che richiedeva Enel. Tra il resto, attraverso una
lettera ai clienti, Enel aveva "abbonato" le spese degli ultimi anni.
"Quella di Trenta - sottolinea Pasquale Demattheis di Federconsumatori del
Trentino - è stata una mossa illegittima attraverso la quale ha in sostanza
rivendicato dei soldi che non gli spettavano aumentando la tariffa e facendo
ricadere il tutto sui consumatori". Per questo Federconsumatori sta
pensando di mettere in atto un'azione collettiva
(proprio lunedì al palazzo della Regione si terrà un convegno sull'argomento)
il modo migliore attraverso il quale gruppi di cittadini possono essere
tutelati e risarciti dai torti subiti dalle grandi aziende. Ma in questi giorni
Trenta Spa è nell'occhio del ciclone soprattutto per l'inchiesta
dell'Antitrust, con il Garante per la concorrenza che sta indagando sulla
pubblicità ingannevole durante la campagna di promozione del "prezzo
fisso". Entro il 31 marzo, infatti, chi aderisce all'offerta speciale avrà
la tariffa elettrica bloccata per 24 mesi a 0,085 kWh: una cifra gonfiata
secondo l'Associazione Difesa Consumatori di Paolo Cunego. Trenta, specificando
di voler evitare un "ping-pong mediatico", replica sostenendo che
"l'offerta presentata agli utenti è vantaggiosa in prospettiva futura,
essendo al riparo per due anni da ulteriori rincari". Restano, però, dei
dubbi sull'efficacia della pubblicità. Tanto che un ordine del giorno
presentato l'altra sera da Forza Italia e approvato dal consiglio comunale
(nonostante la Margherita si sia quasi spaccata) chiede alla società
controllata di Trentino Servizi di bloccare tutte le tariffe luce. Secondo
buona parte di Palazzo Thun, infatti, i vantaggi sarebbero solo per pochi:
10.000 su 300.000. Si allinea alla richiesta del Comune di Trento anche il
segretario generale della Cisl del Trentino, Nicola Ferrante. "Lanciamo un
appello a Trenta affinché possa accogliere questa richiesta per andare incontro
a tutti i cittadini", afferma il sindacalista. Secondo Ferrante ci sarebbe
stato "un deficit di informazione a causa del quale molti rischiano di
essere tagliati fuori dalla promozione" e sottolinea "che non vi
siano aumenti per le fasce più deboli della popolazione". In merito a
questa richiesta la società di via Fersina non si sbilancia e rende noto che ha
l'obbligo di "rispettare l'Autorità e la legge prevede che, per attivare
una nuova promozione, l'utente debba sottoscrivere un nuovo contratto. Se tutti
i trentini - conclude - vogliono firmare la nostra promozione, noi li
accoglieremo a braccia aperte".
( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Esposto codacons in
procura a imperia Scattano i controlli della Finanza su apparecchiature e
consumi Imperia. Contatori del gas nel mirino della magistratura. Molti sono
vecchi e quindi potenzialmente pericolosi, ma anche non precisi nella
misurazione dei consumi. Su questi elementi, indicati in un esposto, effettuerà
accertamenti la procura della Repubblica di Imperia. La segnalazione porta la
firma del Codacons, il consorzio che raggruppa le associazioni nazionali dei
consumatori, ed è stata inviata a tutte le 104 procure italiane dopo
l'inchiesta dei pm di Milano che indagano sulle anomalie dei contatori
venturimetrici del gas. Anche la Guardia di Finanza, che in Lombardia ha posto
sotto sequestro centinaia di contatori, sarà coinvolta, nelle prossime
settimane, nell'attività di verifica in tutta la provincia di Imperia dei
contatori del gas in modo da confrontare la corrispondenza tra il gas
contabilizzato e quello effettivamente prelevato. Se verranno accertate
discrepanze la richiesta delle associazioni dei consumatori è quella di
prevedere un indennizzo automatico in bolletta da parte degli operatori.
"Chi riceve bollette pazze - suggerisce il Codacons - si rivolga alle
nostre associazioni sul territorio". Un suggerimento da seguire se si
tiene conto che lo "scherzo" per le famiglie può comportare un
maggior esborso di cento euro ogni mille spesi, il 10 per cento in più. I
contatori sotto accusa, dunque, oltre a mettere a rischio l'incolumità dei
cittadini producono un danno alle loro tasche a causa dei margini di errore
nella misurazione dei consumi, secondo il Codacons i risultati della perizia
che ha preso in esame i contatori ad uso domestico con membrane naturali,
ovvero quelli più vecchi (i nuovi non l'hanno più) affidata dalla procura
milanese, si scopre che le membrane naturali nel tempo perdono elasticità e
possono falsare i valori del gas effettivamente consumato. L'esposto è arrivato
sul tavolo del procuratore capo della Procura di Imperia, Bernardo Di Mattei, e
ad occuparsi della potenziale truffa e stabilire se esistono o meno i
presupposti per avviare un'indagine più approfondita e quindi arrivare a
configurare gli estremi di reato sarà la dottoressa Maria Paola Marrali. Al di
là di come procederà l'inchiesta della magistratura imperiese, resta la
denuncia delle associazioni dei consumatori che pone l'accento sulla
pericolosità dei vecchi contatori. "Potrebbero esplodere da un momento
all'altro e vanno cambiati", avverte il Codacons. In pratica quasi la metà
dei contatori sequestrati dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta
dei pm di Milano, non ha retto alla prova di sovrapressione di funzionamento e
ha segnato consumi superiori a quelli effettivi. Ce n'è abbastanza per mandare
su tutte le furie i clienti delle aziende del gas che hanno in casa i vecchi
contatori e per indurre le associazioni dei consumatori ad annunciare una
"class="hilite">class="term">class class="term">action"
ovvero un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. "Il
Codacons - è la conferma - è pronto a preparare una class="term">class class="term">action
contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale
sui contatori di gas "truccati" e ci costituiremo parte civile nel
procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle
maggiori somme pagate". Loredana grita 28/03/2008 bollette pazzeSecondo i
calcoli Codacons possono comportare esborsi non dovuti del 10% per i cittadini
28/03/2008 STRUMENTi vecchiSecondo le perizie possono essere pericolosi e
falsare la misurazione dei consumi 28/03/2008.
( da "Adige, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Mattia frizzera La
prima class action trentina potrebbe essere contro Trenta Spa per aver
richiesto nel 2005 conguagli dell'energia elettrica fornita da Enel nel
( da "Corriere del Trentino" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-03-28 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Elettricità Tariffe congelate per tutti, Merler al
consiglio comunale: "è tecnicamente impossibile" Federconsumatori,
"class action" contro Trenta TRENTO - Potrebbe partire il 28 giugno, insieme alla class action nazionale sul-l'energia, l'azione collettiva di Federconsumatori del Trentino
contro la Trenta. Secondo Pasquale De Matthaeis, presidente di Federconsumatori
regionale, sarebbero già 60 gli utenti che si sono rivolti all'associazione
lamentando bollette con conguagli superiori, in alcuni casi, ai 6mila euro.
"All'azienda contestiamo il raddoppio del prezzo dell'energia, passata da
0,11 centesimi di euro per kilowatt-ora di Enel agli 0,22 attuali, la gestione
del passaggio da Enel nel giugno del 2005 e la richiesta di pagamento dei
conguagli per gli anni 2003-05 che riteniamo illecita ed illegittima"
spiega De Matthaeis. Immediata la replica di Marco Merler, presidente di
Trenta: "Ciò che dice Federconsumatori è semplicemente assurdo; il costo
dell'energia è vincolato dal mercato, l'ho spiegato mille volte. Per quanto riguarda
i conguagli, i problemi si sono verificati solo in pochissimi casi, una decina
al massimo, con particolarità risolte individualmente". Federconsumatori
però non ci sta e De Matthaeis insiste: "Abbiamo più volte chiesto a
Trenta di farci visionare il contratto stipulato con Enel, cosa che ci è sempre
stata negata. Contestiamo l'autolettura, che dovrebbe implicare una riduzione
dei costi della bolletta". Merler si difende così: "è stata negata la
possibilità di vedere il contratto perché vincolato da una clausola di
riservatezza ". Per contrastare i rincari delle bollette energetiche,
Trenta ha proposto ai suoi clienti il congelamento delle tariffe per due anni
(e su questo Federconsumatori non ha nulla da ridire). Visto che finora hanno
aderito solo 10mila utenti su 300mila, l'altro ieri il consiglio del Comune di
Trento (maggior azionista di Trentino servizi, che controlla Trenta) ha
approvato una mozione di Forza Italia per estendere il congelamento delle
tariffe a tutti gli utenti. Si tratta, va detto, di un atto non vincolante.
Merler però invita a rimettere i piedi per terra: "Questo tipo di
provvedimento è tecnicamente impossibile ". Si tratterebbe infatti
"dell'arbitraria applicazione di norme diverse da quelle stabilite
dall'Autorità dell'energia ". Il cittadino che intende accettare un'altra
offerta rispetto a quella in corso deve sottoscrivere un'altro contratto, non
si possono contrastare le norme nazionali. Sul tema, che interessa tutti i
cittadini, si registra una spaccatura fra i sindacati. Nicola Ferrante,
segretario generale di Cisl Trentino, afferma: "Apprezziamo l'ordine del
giorno votato dal Comune, lanciamo un appello alla società affinché blocchi le
tariffe elettriche". Ruggero Purin, per la Cgil, è molto più cauto:
"Ogni iniziativa tesa al contenimento delle tariffe viene salutata con
favore dal sindacato, a patto che sia poi realmente praticabile alla luce della
normativa nazionale". Marianna Bonso De Matthaeis "Contestiamo il
raddoppio del prezzo al kilowatt-ora, nel passaggio da Enel all'operatore
locale" Il tecnico "L'ho spiegato mille volte, il costo è vincolato
al mercato; pochi i casi di conguagli sopra la media" La conferenza
Pasquale De Matthaeis, all'estrema destra, accanto a Giuliano Rosi, Barbara
Maseri e Silvio Sebastiani (Foto Rensi).
( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
"I salari sono
la vera emergenza europea" Silvana Cappuccio La Ces è all'attacco sul
fronte salariale. Quale strategia adotterete per ottenere risultati concreti?
Il movimento sindacale europeo ha assunto la questione sindacale come una
priorità non più rinviabile. E' chiaro che retribuzioni e potere d'acquisto
sono questioni ogni giorno più preoccupanti per i lavoratori e le loro famiglie
in molti paesi. Il valore reale degli stipendi continua a decrescere e così
anche gli standard di vita, mentre i leader politici e finanziari europei
chiedono ancora restrizioni salariali, soprattutto nel settore pubblico.
Intanto, non c'è alcun impegno su come redistribuire gli alti margini di
profitto che esistono e gli aumenti di produttività. La gente comune vede diminuire
giorno per giorno la propria capacità d'acquisto, mentre i top manager riescono
a intascare somme sproporzionate - fino a 300 volte più della media dei
lavoratori - su cui poi molti magari pagano tasse irrisorie. Al congresso di
Siviglia in Spagna a maggio 2007, i nostri affiliati hanno concordato su una
strategia di attacco e sul lancio di una campagna a livello europeo per
evidenziare questo problema. I sindacati in molti paesi stanno mobilitandosi,
focalizzando le proprie esigenze a livello nazionale e secondo le situazioni
locali, con manifestazioni, contrattazioni, ricerche e campagne di
sensibilizzazione. La Ces ha un ruolo cruciale da giocare coordinando le
attività, garantendo l'informazione e mantenendo la pressione sui governi e
sulle imprese in Europa. La diminuzione dell'incidenza salariale sul prodotto
interno lordo a livello europeo è una sfida per i sindacati e perciò un'equa
retribuzione per i lavoratori europei è l'assoluta priorità della Ces. Dopo
Lubiana? La Ces ha già dimostrato di saper organizzare grandi manifestazioni
europee e di poter esercitare la sua influenza politica: basti pensare
all'impatto della manifestazione a Strasburgo nel 2006 contro la direttiva sui
servizi Bolkestein. Quindi ci aspettiamo un grande numero di sindacalisti
provenienti da molti paesi il 5 aprile, quando i ministri delle finanze si
incontreranno a Lubiana. Da lì la campagna continuerà con una serie di eventi a
livello europeo e nazionale. Vogliamo collegare il tema del salario decente con
specifiche categorie di lavoratori, come gli immigrati e i giovani. Siamo
convinti che l'aumento delle retribuzioni per i lavoratori europei sarà a
beneficio di tutta l'economia del continente perché implicherà un aumento della
domanda e alimenterà la crescita interna. Sempre quest'anno, il 7 ottobre
sosterremo sul piano internazionale la Giornata Mondiale per il Lavoro
Dignitoso. Una delle tre domande centrali è quella di porre fine alla povertà e
alla disuguaglianza, e nell'Unione Europea ci sono ancora 31 milioni di persone
che percepiscono un salario di povertà. Stiamo programmando un grande evento a
Parigi in coincidenza con la Presidenza francese dell'UE nella seconda metà del
2008. Come affronterete la grave discriminazione salariale tra uomini e donne
che ancora esiste in Europa? E' inaccettabile che 50 anni dopo la proclamazione
del principio di parità retributiva nel Trattato europeo, ancora vi sia una
differenza media del 15% nei livelli di stipendio. Le cause sono molte, ivi
inclusi la segregazione professionale e gli stereotipi, la generale
sottovalutazione del lavoro femminile, l'iniqua divisione del lavoro domestico,
di cura e non pagato e il circolo vizioso che mantiene lunghe ore di lavoro per
gli uomini e lavori part-time per le donne, bloccando un vasto numero di donne
in lavori a basso redito con scarse prospettive di carriera o diritti di
pensione. Abbiamo dunque urgentemente bisogno di mettere le persone in
condizioni di bilanciare la loro vita lavorativa e familiare, affinché le donne
abbiano pari accesso a dei buoni posti nel mercato del lavoro. I governi, gli
imprenditori e i sindacati hanno tutti un ruolo da giocare. Nel Quadro di
Azioni sull'Uguaglianza di Genere, le parti sociali europee hanno riconosciuto
la loro responsabilità a intraprendere delle azioni per colmare la distanza
retributiva una volta per tutte. Flexicurity, ci sono diversi livelli di
protezione dei lavoratori nei diversi Stati per prevenire il dumping sociale.
E' un elemento di grave preoccupazione, particolarmente alla luce delle recenti
decisioni della Corte europea di giustizia nei casi Laval e Viking. Entrambi
questi casi si riferiscono all'azione sindacale contro il dumping sociale. La
decisione della Corte mostra che il diritto dei sindacati di proteggere i
lavoratori è meno importante della libera circolazione dei beni e servizi
nell'Ue. La Ces chiede una "Clausola di Progresso Sociale"
giuridicamente vincolante annessa al Trattato di Lisbona, che stabilisca
fermamente che il Trattato e le sue libertà rispettino i diritti fondamentali,
soprattutto l'azione collettiva. Deve riconoscere il diritto dei lavoratori e dei suoi
rappresentanti ad agire collettivamente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro al di
sopra degli standard minimi. Abbiamo detto a chiare lettere a governi e imprese
in Europa che non accetteremo la flexicurity intesa come un mezzo per tagliare
stipendi e diritti o per far sentire i lavoratori più insicuri.
28/03/2008.
( da "Settegiorni (Magenta)" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
INCONTRO Una serata
per parlare della candidatura di Milano per il 2015 'EXPO, BENESSERE PER POCHI'
I dubbi sono sull'aumento di traffico e sulla mancata creazione di posti di
lavoro richiedi la foto L'assemblea si è svolta all'ex Meccanica Nerviano -
"No a Expo2015"". Il grido d'allarme è stato lanciato mercoledì
26 marzo nella serata all'ex Meccanica: il Collettivo Oltre
il Ponte, il comitato No Expo e il centro sociale La Fornace di Rho hanno
esposto l'inferno di cemento e business che porterà con sé l'evento espositivo
per il quale la città di Milano è candidata a esserne la sede. Se la scelta
dovesse premiare il capoluogo milanese i capannoni saranno edificati su un'area
di
( da "Virgilio Notizie" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
28-03-2008 15:01 E'
tutta colpa della sinistra e di Bassolino Taormina (Messina), 28 mar. class="hilite">(Apcom) - "Ci vuole una
grande class="term">class
class="term">action degli italiani contro
Prodi, Pecoraro Scanio e Bassolino che meritano la galera per i danni che
stanno facendo all'Italia. La mozzarella è buona ma loro sono cattivi".
Così Maurizio Gasparri a Taormina, a margine del forum di Confagricoltura.
"Evitiamo allarmismi, ricordiamoci dell'epidamia aviaria - prosegue - si
creò una psicosi che poi è volata via. DObbiamo difendere i nostri prodotti -
sottolinea l'ex ministro delle Comunicazioni - ed essere consapevoli che appare
pretestuosa la posizione di alcuni Paesi europei. Dobbiamo fare i controlli. Il
fatto reale - conclude - è che è colpa del malgoverno della sinistra sul
territorio, in particolare di Bassolino".
( da "Wall Street Italia" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 28 MAR - Adusbef è pronta a promuovere una class action
nei confronti di Banca Italease "su richiesta espressa degli investitori e
dopo aver raccolto gli entusiastici articoli di stampa di ben noti giornalisti
economici che adulavano vertici e gestione". E' quanto si legge in una
nota dell'associazione dei consumatori che punta così a promuovere una nuova azione collettiva (la sua settima) nei confronti della banca finita sotto indagine
per la sua attività in derivati. "Banca Italease, nonostante non fosse
autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata
rappresentata - si legge nella nota - da numerosi mezzi di informazione e da
ben noti giornalisti economici come modello di efficienza e di corretta
gestione del credito e del risparmio, arrivando a quotare 57,20 euro ad
azione il 17 febbraio 2007, prima di essere stata decapitata dalle inchieste
giudiziarie con i vertici accusati perfino del reato di associazione a
delinquere". (ANSA).
( da "Sestopotere.com" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action
(17:17) (28/3/class="hilite">2008 14:45) | CLASS ACTION:
ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE! (Sesto Potere) -
Roma - 28 marzo 2008 - Banca Italese, nonostante non fosse autorizzata dalla
Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata rappresentata da
numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti economici, come
modello di efficienza e di corretta gestione del credito e del risparmio,
arrivando a quotare 57,20 euro ad azione il 17 febbraio 2007, prima di essere
stata decapitata dalle inchieste giudiziarie con i vertici accusati perfino del
reato di associazione a delinquere. Migliaia di risparmiatori, fidandosi dei
rapporti (forse prezzolati) e delle entusiastiche descrizioni giornalistiche
dei manager di Banca Italease guidati da Massimo Faenza, sono stati indotti ad
acquistare pacchetti azionari al valore di 40-50 euro ad azione, contro una
quotazione di 5 euro, bruciando il valore del loro sudato investimento ridotto
al lumicino e che difficilmente potrà ritornare alle quotazioni di 12 mesi
addietro. Su richiesta espressa degli investitori e dopo aver raccolto gli
entusiastici articoli di stampa di ben noti giornalisti economici che adulavano
vertici e gestione, Adusbef porterà Banca Italease alla sbarra, con una class="term">class class="term">action (la settima) il cui modulo
è pubblicato sul suo sito, chiamando a testimoniare proprio quei ben noti
operatori dell'informazione economica i quali, probabilmente a gettone lodavano
la banca inducendo tantissimi risparmiatori ad investire sul titolo. Adusbef
aggiunge così anche Banca Italease tra le class="term">class class="term">action
che saranno promosse da fine giugno,assieme ad anatocismo, simmetria dei tassi,
risparmio tradito,addebiti indebiti sulla surroga e portabilità dei mutui,
l'obbligo di sottoscrivere una polizza come balzello collaterale del mutuo nel
momento della stipula dei mutui, i prodotti derivati, appioppati
disinvoltamente dalle banche alle imprese ed agli enti locali, prodotti così
sofisticati che non offrono alcuna copertura al contraente debole,ma la cui
diabolica ingegneria finanziaria è strutturata in maniera tale da portare la
banca a guadagnare ed il contraente a perdere sempre. Dopo i sei moduli di
adesione già inseriti sul sito dell'Adusbef relativi agli oneri indebiti di
surrogazione; anatocismo; risparmio tradito; simmetria tra tasso attivo e
passivo, i prodotti derivati e le assicurazioni collaterali ai mutui, le prime
sei sacrosante azioni collettive, sia per ricondurre la protervia delle banche nel
rispetto delle regole e della legalità impunemente violata,che per i doverosi
risarcimenti danni procurati alla collettività, Banca Italease che ha istituito
una commissione di conciliazione "fatta in casa" e senza alcuna
plausibile garanzia di terzietà, risponderà in Tribunale di una gestione
delinquenziale del credito e del risparmio. Anche in materia di class="term">class class="term">action italiana, ossia un modello
di azione di tutela collettiva a favore di consumatori
ingiustamente e/o illecitamente danneggiati, il vice-presidente Adusbef avv.
Antonio Tanza,tra i massimi esperti in materia bancaria e finanziaria ha
realizzato un testo di Class Action Italiana Collana Giuridica "Le Novità
Legislative" 2008 - pagg. 182, assieme all'avv. Rosanna Cafaro, battendo
tutti sul tempo per dare un contributo alla novella legislativa. Compagine
Sociale Banca Italease Partecipazione (%) % Vincolata Gruppo Banco Popolare
30,72% 20,04% Gruppo Banca Popolare Emilia-Romagna 6,78% 6,19% Società Reale
Mutua di Assicurazioni 6,11% 5,58% Gruppo Banca Popolare di Sondrio 3,90% 3,54%
Gruppo Banca Popolare di Milano.
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del
28-03-2008)
Argomenti: Class Action
COMUNICATO Contratto
collettivo nazionale di lavoro dei segretari comunali e provinciali per il
quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003. Pag.
( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Empoli Sportello per
le vertenze aperto al Csa Intifada PONTE A ELSA. Uno sportello legale per
l'assistenza ai lavoratori. è questa l'iniziativa promossa dai Cobas e dal
collettivo Orda Precaria. Ogni mercoledì sera a partire dalle 21, quattro
avvocati empolesi saranno presenti nei locali del Csa Intifada di Ponte a Elsa
e offriranno gratuitamente una consulenza preliminare a tutti i lavoratori e le
lavoratrici che decideranno di avvalersi del servizio. L'iniziativa rientra in
un piano più complesso d'azione che riguarda il lavoro.
Pochi giorni fa, infatti, il collettivo Orda Precaria ha pubblicato uno studio
effettuato su un campione di 153 lavoratori precari dell'Empolese-Valdelsa.
"In un momento in cui la parcellizzazione è diventata un elemento strutturale
dell'organizzazione del lavoro - spiegano Andrea Barbara e Daniele Fini -
abbiamo sentito la necessità di cercare di capire quale fosse la situazione sul
nostro territorio. E lo sportello legale destinato a tutti i lavoratori e
quindi anche ai precari, è un'occasione anche per riuscire ad interpretare
certi cavilli contrattuali, che talvolta non sono chiari ai lavoratori
stessi". "Per quanto riguarda la nostra indagine - proseguono -
abbiamo fatto compilare diverse schede e abbiamo constatato che il precariato
interessa non solo i giovani ma anche una fascia compresa tra 40 e 50 anni.
Colpisce laureati, così come lavoratori con un tasso di scolarizzazione
inferiore, gli stranieri, famiglie povere, ma anche il ceto medio-alto".
La curiosità è che solo il 12% del campione ha ottenuto il lavoro attraverso
l'ausilio di un'agenzia interinale. "Il dato è questo - spiegano - anche
se il rivolgersi alle agenzie interinali sta diventando la prassi diffusa di
molte realtà aziendali. In questo momento ci sono circa 30 tipologie di
contratti atipici: e il 50% del campione ha detto che il proprio scadrà
nell'arco dei 6 mesi. In oltre il 40% dei casi, però, il lavoratore svolge
mansioni diverse a quelle previste dal contratto e l'orario è notevolmente
prolungato rispetto a quello normale". Moltissimi anche i casi ambigui.
"Per esempio - puntualizzano - emerge in maniera molto netta che nel caso
di contratti Co.co.pro il lavoratore non sia semplicemente un collaboratore, ma
che alla fine risulti come un normale rapporto subordinato. Ma in questo caso
non sono previste né malattia, né ferie, né altri tipi di tutele". Un
terzo dei lavoratori, poi, dichiara di non arrivare a fine mese. "Il 50%
dei lavoratori, infatti, fa un secondo lavoro. E le difficoltà sono maggiori
per coloro che hanno figli o hanno da pagare un affitto". Nessuno, o
quasi, è iscritto al sindacato. "Nel 90% dei casi non si è iscritti ad
alcun sindacato, ma il 40% dichiara di aver preso parte a scioperi e il
restante 60% ha dichiarato di sentire il bisogno di una tutela. Per questo
motivi riteniamo che nella società sia indispensabile fare qualcosa e che i
sindacati non si limitino soltanto a tutelare coloro che sono ormai lavoratori
"forti", ma anche e soprattutto il precariato". Marco Fani.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando
l'edizione del E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai Se non
esistesse bisognerebbe inventarlo. Intendo Silvio, mago della comunicazione.
Gli è riuscito il giochetto elettorale sull'Alitalia, di cui da statista con i
piedi per terra e i pensieri in volo non gliene può fregare di meno, vedi il disinteresse
da sempre per il precipizio della compagnia di bandiera. E ora dal magico
cilindro fatto di tv e penetrazione superficiale, ossimoro fenomenale, ha
tirato fuori un nuovo coniglio. La Rai. Date retta, per le prossime due
settimane come ha fatto con gli aerei adesso sarà ossessivo sulla Rai. A
dicembre non era forse impossibile "lavorare in Rai se non si è di
sinistra o non ci si prostituisce", ipse dixit class="hilite">beccandosi
una querela modello class-class="term">action
dai dipendenti aziendali offesi per l'una o per l'altra categoria? Ebbene, il
trapano mediatico funziona e quindi adesso basta rincarare la dose. "La
Rai è di sinistra", dice il comiziante giacché l'irreprensibile Jeeves non
può organizzare i "Porta a Porta" con Veltroni e Berlusconi separati
perché il primo vorrebbe misurarsi con il secondo. "Violenza di
Veltroni" insiste il prestidigitatore sperando che gli altri gli corrano
appresso. Padronissimi di farlo, siamo in democrazia. A proposito, tra Alitalia
e Rai cogliete altre analogie? Oliviero Beha.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Coldiretti
fa i conti. Il Codacons: via alla class="term">class class="term">action.
Bossi: la mangio lo stesso Per venti allevamenti confermata la positività alla
diossina Fondi dalla regione Campania.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
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"Perso mezzo
milione al giorno" PAOLA PEREZ A Bruxelles la mozzarella con diossina non
fa più paura, la Francia annulla in poche ore la decisione di bandire il
prodotto, il governo italiano tira un sospiro di sollievo per lo scampato
pericolo. Ma il calo di vendite pesa già come un macigno e il mercato della
specialità bufalina, messo in ginocchio dalla psicosi, cerca disperatamente un
punto d'appoggio per risollevarsi dalla crisi. L'incasso perduto ogni giorno è
pari a circa mezzo milione di euro, secondo la stima di Coldiretti. Che intanto
lancia un nuovo allarme: la paura del prodotto italiano potrebbe lasciare
spazio a tonnellate di formaggio pseudo-bufalino, made chissà dove,
assolutamente incontrollabili dal punto di vista della sicurezza alimentare. Di
crollo verticale parla la Confederazione agricoltori, sollecitando "lo
stato di crisi del settore, con notifica preventiva a Bruxelles per dare un
reale sostegno finanziario, e una campagna promozionale per offrire ossigeno al
comparto". Meno 60 per cento dal punto di vista commerciale, incalcolabile
il danno d'immagine. class="hilite">Al
fianco di allevatori e produttori scende in campo il Codacons, pronto a
sostenere una class="term">class class="term">action
per il risarcimento in mancanza di provvedimenti d'emergenza a sostegno della
categoria. L'associazione Altroconsumo, invece, getta benzina sul fuoco:
"Bisogna pubblicare subito i nomi dei caseifici fuorilegge. In caso
contrario, meglio non comprare mozzarella". Degli 83 allevamenti messi
sotto sequestro, 12 sono stati sbloccati mentre per altri 20 c'è conferma di
positività alla diossina. "I sigilli resteranno per 90-120 giorni - spiega
il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta - il tempo necessario perché il
bestiame possa smaltire la sostanza tossica". In commissione europea si
cerca intanto di ridimensionare l'allarme: perché il formaggio a rischio possa
far male alla salute, dicono gli esperti, ne dovremmo mangiarne quattro chili a
settimana. "La crisi internazionale della mozzarella è risolta. In due o
tre giorni ci lasceremo questa vicenda alle spalle": così il ministro
degli esteri Massimo D'Alema annuncia, a Napoli, che l'Italia ha superato
l'esame di Bruxelles. "Tutto è bene quel che finisce bene - rilancia da
Friburgo il presidente del consiglio Romano Prodi - a un allarme forse
eccessivo è seguita una diligente analisi della situazione". Soddisfatto
Paolo De Castro, ministro delle politiche agricole: "Ce l'aspettavamo,
perché abbiamo svolto un attento e meticoloso lavoro per tranquillizzare
l'Europa e i consumatori". Le disavventure del formaggio di bufala
condiscono anche la campagna elettorale. Per Berlusconi "una vicenda di
assoluta e negativa attualità" che con l'emergenza rifiuti costituisce
"la rovina dell'immagine italiana"; Veltroni denuncia un tentativo di
recuperare voti "con i latticini che stavano già invadendo i tg. Ma
l'efficienza dei controlli pubblici ha spento la crisi"; "Una
vergogna e un dramma - commenta Bossi - ho visto su internet una foto falsa con
mucche al pascolo nell'immondizia". La giunta regionale della Campania,
nel frattempo, stanzia un milione e mezzo di euro per ritirare e distruggere il
latte di bufala contaminato: l'operazione sarà coordinata da una task force composta
da Arpac, Osservatorio sicurezza alimentare, Istituto zooprofilattico e
università Federico II. E il presidente Bassolino annuncia "massimo rigore
nei controlli".
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
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Pagina XXI - Torino
Musica 90 Ecco gli sloveni Laibach "provocatori" all'Ossigeno Il
gruppo propone un coacervo di sonorità "industriali", avanguardismi
jazz, sinfonismo wagneriano. Ma ciò che conta è la loro ambigua messinscena
ALBERTO CAMPO Quarto appuntamento con Musica 90, domani a Ossigeno. Non il più
importante in assoluto, né forse il più stuzzicante in termini strettamente
musicali. Senz'altro però il più controverso, trattandosi di uno show dei
Laibach. La reputazione del gruppo sloveno è proverbialmente ambigua. Fondato
quasi 30 anni or sono a Lubiana, era in origine ramificazione su scala musicale
del collettivo multidisciplinare Neue Slovenische Kunst e traeva ispirazione da
un coacervo di influenze in cui convergevano sonorità "industriali",
avanguardismi jazz, sinfonismo wagneriano ed espressionismo mitteleuropeo. Più
della musica in sé, è tuttavia la messinscena circostante ad attribuire senso
alle imprese dei Laibach. Con audacia impudente hanno affrontato a viso aperto
gli aspetti più tragici e inquietanti del Novecento europeo, appropriandosi di
simboli e codici propri dei totalitarismi senza temere gli ovvi equivoci
suscitati da un'interpretazione superficiale del loro lavoro. E quanto esso sia
motivato da intenzioni politiche è testimoniato del resto dai titoli
inequivocabili di alcuni dischi: Opus Dei (1987), Kapital (1992) e NATO (1994).
Ultimo in ordine di tempo è quello che dà forma all'esibizione torinese: edito
due anni fa, Volk propone 14 inni nazionali (tra cui quello dell'immaginario
stato di NSK, acronimo del collettivo d'appartenenza),
Fratelli d'Italia incluso, reinterpretati con intenti provocatori. Una
riflessione in musica sull'idea stessa di patria e di come ai giorni nostri
essa sia conseguenza e fonte di contraddizioni: azione artistica che dal vivo,
più che su disco, trova definitivo compimento. Guidare la formazione di
sette elementi attesa domani in città il cantante Milan Fras, unico superstite
del nucleo originario: indizio tra i tanti di quanto sia stata fin qui
movimentata l'avventura dei Laibach.
( da "Virgilio Notizie" del 30-03-2008)
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30-03-2008 14:33
"Allo studio iniziative legali contro ferrovie per i disservizi"
Roma, 30 mar. (Apcom) - Il Codacon ha class="hilite">deciso
di avviare una class="term">class class="term">action
contro la Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato, per i gravi disservizio
subiti dai cittadini che devono attraversare da Villa San Giovanni lo Stretto
di Messina. In una nota Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons,
comunica che gli avvocati dell'associazione stanno studiando le iniziative legali
da intraprendere contro la Rfi. "E' inconcepibile l'insieme dei disagi che
stanno subendo gli utenti del trasporto ferroviario che devono attraversare lo
Stretto di Messina - spiega la nota - Sono costretti ad abbandonare il treno
una volta giunti a Villa S. Giovanni o a Messina e traghettare a piedi".
Il Codacons ha quindi deciso di mettere in moto una class="term">class class="term">action
contro i responsabili dei danni arrecati a chi deve attraversare lo Stretto di
Messina ed è obbligato a scendere dal treno, imbarcarsi a piedi su una nave e
raggiungere, sempre a piedi caricandosi i bagagli, la stazione per la
coincidenza e in qualsiasi condizione metereologica. "E' una vera vergogna
- dice Tanasi - che non può passare inosservata e che dovrà essere oggetto di
esame anche da parte della magistratura penale per il riscontro di eventuali
reati. Sarà chiesto il risarcimento dei danni anche per la cattiva immagine che
ne riceve la Sicilia che, se accordato, sarà ceduto provocatoriamente agli
organi competenti per l'ammodernamento della rete ferroviaria siciliana".
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 30-03-2008)
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TORNEO DI ECCELLENZA
Forza e Coraggio bloccata dall'Ebolitana L'undici del presidente Massimo Taddeo
non va oltre il