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DOSSIER “CLASS ACTION”

Torna all’indice mensile  2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DAL  25 al 30 Marzo 2008       #TOP


Report "Class action"

Fiducia diffusa contro i crimini alla Enron ( da "Finanza e Mercati" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: dei colletti bianchi in generale e del management e/o degli azionisti di controllo (a seconda delle realtà aziendali), con ciò attenuando l'impatto "disorganizzativo" (per dirla con Sutherland), dell'attuale situazione di "doppio vincolo" (per dirla con Bateson), foriera di sottoculture e opportunità criminali.

Revisori, lotta impari con i crimini finanziari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: delle iniziative sfocia in una transazione e che quindi l'azione collettiva è alla fine molto più un business da grandi "law firm" che un reale strumento di tutela dei diritti in una democrazia finanziaria. Un po di demagogia, d'altronde, non ha risparmiato neppure gli auditor, che sono sempre più spesso sul banco degli imputati nei grandi crack.

CRIMINALITA'/ D'ALEMA: BENI RIUTILIZZATI SONO SEGNALE FORTE STATO ( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una azione fondamentale di riconquista della legalità ma anche di riutilizzazione di beni che la criminalità ha sottratto alla collettività e che vengono restituiti a tutti". Secondo il ministro degli Esteri, a Napoli in tour elettorale perché capolista nel collegio Campania 1 per il Pd, questo rappresenta "una forma molto concreta,

EMANUELE IMPERIALI LA PRIMA CLASS ACTION ITALIANA SARà PROPRIO CONTRO LE BANCHE, DOPO CHE L' ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: IMPERIALI La prima class action italiana sarà proprio contro le banche, dopo che l'associazione dei consumatori Adusbef di Elio Lannutti (nella foto) ha deciso di sfidare i colossi del credito sull'anatocismo. La vicenda dell'azienda cilentana che ha vinto una causa contro l'Antonveneta fa tornare alla mente la frase a effetto che un imprenditore calabrese pronunciò al riguardo:

Il sindaco lancia la class action contro i ritardi delle Poste ( da "Corriere Di Como, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ovvero una azione collettiva da intraprendere insieme con tutti i Comuni e ai privati cittadini che da Poste Italiane hanno avuto disagi e disservizi. Sulla spinta di una vicenda che ha coinvolto in maniera diretta il municipio di Lurago d'Erba, il sindaco del paese, Rinaldo Redaelli, ha avanzato ieri sera in consiglio comunale la proposta di un'

Elezioni 2008 i candidati premier rispondono a radio carcere sulle riforme del processo penale ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione penale. La conclamata obbligatorietà dell'azione penale è frustrata da questioni di carico e di attribuzioni che la rendono impropriamente discrezionale. La responsabilità del pm va necessariamente collegata a una regolamentazione dell'azione penale, che individui i criteri chiari di priorità tra le notizie di reato da coltivare.

MOZZARELLA: IL CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI ( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI (Sesto Potere) - Roma - 16 marzo 2008 - Una class action in difesa della mozzarella di bufala, in questi giorni al centro di un caso nazionale e internazionale legato all'allarme diossina. "I legali del Codacons stanno studiando la possibilità di avviare una class action in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella

Nas sgonfiano la bufala delle mozzarelle "Nessun bando, è una bolla mediatica" ( da "TGCom" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action per i danni subiti dai produttori. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi

CURE SANITARIE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA NOTA DEL COMUNE DI CESENA ( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in quanto patrimonio di interesse e ricaduta collettiva. Così come, nella Carta dei Diritti del Malato, non è circoscritto ai soli cittadini italiani, ma a ogni essere umano, il dovere del servizio sanitario di proteggere in maniera particolare chi, a causa del suo stato di salute, si trovi in una condizione momentanea o permanente di debolezza,

Bollino Vista, tutti in tribunale ( da "Punto Informatico" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: convocati a deporre davanti ad un tribunale di Washington per la class action lanciata da due utenti insoddisfatti dei proprio computer "Vista Capable" e della politica di marketing adottata da Microsoft e i suoi partner. Gli attori vogliono vederci chiaro: dopo le prime rivelazioni sulle "relazioni pericolose" tra Intel e BigM, hanno deciso di provare a battere il ferro finché è caldo.

Mozzarella, crolla il mercato ( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: minaccia una class action in difesa della mozzarella di bufala. "I nostri legali stanno studiando la possibilità di avviarne una in relazione ai danni economici subiti dai produttori. L'allarme diossina - spiega Giuseppe Ursini, presidente di Codacons Napoli - ha fatto crollare le vendite addirittura del 60 per cento,

Embargo 1 tokyo e mosca decidono leggendo i giornali ( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Codacons ha anche annunciato una class action (e se dovesse dar seguito all'annuncio si tratterebbe del primo caso italiano) "in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella di bufala". Ma contro chi? Secondo Antonio Limone, il commissario straordinario dell'istituto zooprofilattico di Portici che (insieme con i laboratori di Teramo,

Stati Uniti - Cento immigrati indiani marciano contro condizioni di lavoro da 'schiavitù' ( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: mese 500 immigrati avevano avviato una class action contro la Signal International, compagnia statunitense impegnata nella ricostruzione delle zone distrutte dall'uragano Khatrina. Gli immigrati accusano la compagnia di averli costretti a lavorare in condizioni di schiavitù e sfruttamento e di aver promesso loro una regolarizzazione mai avvenuta per la quale avrebbero pagato 20.

Il ruolo delle consulte di frazione ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione amministrativa, mediante la quale si verifica l'incontro delle diverse istanze e si ottiene la migliore sintesi tra i diversi interessi pubblici e collettivi.Ciò premesso, ritengo sia assolutamente necessario che l'Amministrazione rodigina avvii al più presto il processo costituente di tali organismi di partecipazione popolare.

MOZZARELLE CONTAMINATE: TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE ( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: assieme allo studio di una class action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la salute: studi epidemiologici condotti sull'

DIOSSINA NELLA MOZZARELLA DI BUFALA IN CAMPANIA, TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE ( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: assieme allo studio di una class action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la salute: studi epidemiologici condotti sull'

I consumatori dichiarano guerra a Trenta spa ( da "Trentino" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Federconsumatori che ha chieso ai suoi legali di valutare se ci siano gli estremi per attivare un'azione collettiva contro la società controllata di Trentino Servizi. Alla base di questa mossa non ci sono gli stessi motivi che hanno spinto l'Antitrust ad indagare sulla campagna promozionale del "prezzo fisso". Il contenzioso riguarda il passaggio del contratto di fornitura da Enel.

Contatori del gasinchiesta in Riviera ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action" ovvero un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. "Il Codacons - è la conferma - è pronto a preparare una class action contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale sui contatori di gas "truccati" e ci costituiremo parte civile nel procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle maggiori somme

Class action su Trenta ( da "Adige, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni collettive nei casi Parmalat, Cirio e Bond argentini. La legge italiana si differenzia da quella statunitense in materia perchè dà l'autorizzazione ad avviare azioni solo alle associazioni dei consumatori riconosciute (16) oppure a comitati non chiaramente definiti, inoltre prevede la clausola dell'opzione: il consumatore dovrà dichiararsi direttamente parte in causa e potrà

Federconsumatori, <class action> contro Trenta ( da "Corriere del Trentino" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: insieme alla class action nazionale sul-l'energia, l'azione collettiva di Federconsumatori del Trentino contro la Trenta. Secondo Pasquale De Matthaeis, presidente di Federconsumatori regionale, sarebbero già 60 gli utenti che si sono rivolti all'associazione lamentando bollette con conguagli superiori, in alcuni casi, ai 6mila euro.

<I salari sono la vera emergenza europea> ( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva. Deve riconoscere il diritto dei lavoratori e dei suoi rappresentanti ad agire collettivamente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro al di sopra degli standard minimi. Abbiamo detto a chiare lettere a governi e imprese in Europa che non accetteremo la flexicurity intesa come un mezzo per tagliare stipendi e diritti o per far sentire i lavoratori più insicuri.

<Expo, benessere per pochi> ( da "Settegiorni (Magenta)" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: il Collettivo Oltre il Ponte, il comitato No Expo e il centro sociale La Fornace di Rho hanno esposto l'inferno di cemento e business che porterà con sé l'evento espositivo per il quale la città di Milano è candidata a esserne la sede. Se la scelta dovesse premiare il capoluogo milanese i capannoni saranno edificati su un'area di 1.

MOZZARELLA/ GASPARRI: CLASS ACTION CONTRO PRODI & C ( da "Virgilio Notizie" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: (Apcom) - "Ci vuole una grande class action degli italiani contro Prodi, Pecoraro Scanio e Bassolino che meritano la galera per i danni che stanno facendo all'Italia. La mozzarella è buona ma loro sono cattivi". Così Maurizio Gasparri a Taormina, a margine del forum di Confagricoltura.

BANCA ITALEASE: ADUSBEF PRONTA A PROMUOVERE CLASS ACTION ( da "Wall Street Italia" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva (la sua settima) nei confronti della banca finita sotto indagine per la sua attività in derivati. "Banca Italease, nonostante non fosse autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata rappresentata - si legge nella nota - da numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti economici come modello di efficienza e di corretta gestione

CLASS ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE! ( da "Sestopotere.com" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 2008 14:45) | CLASS ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE! (Sesto Potere) - Roma - 28 marzo 2008 - Banca Italese, nonostante non fosse autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata rappresentata da numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti economici,

Contratto collettivo nazionale di lavoro dei segretari comunali e provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003 ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: allegato contratto collettivo nazionale di lavoro relativo ai segretari comunali e provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e il biennio economico 2002-2003. CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEI SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2002-2005 E IL BIENNIO ECONOMICO 2002-2003 Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Capo I Art.

Sportello per le vertenze aperto al csa intifada ( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione che riguarda il lavoro. Pochi giorni fa, infatti, il collettivo Orda Precaria ha pubblicato uno studio effettuato su un campione di 153 lavoratori precari dell'Empolese-Valdelsa. "In un momento in cui la parcellizzazione è diventata un elemento strutturale dell'organizzazione del lavoro - spiegano Andrea Barbara e Daniele Fini -

E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: beccandosi una querela modello class-action dai dipendenti aziendali offesi per l'una o per l'altra categoria? Ebbene, il trapano mediatico funziona e quindi adesso basta rincarare la dose. "La Rai è di sinistra", dice il comiziante giacché l'irreprensibile Jeeves non può organizzare i "Porta a Porta" con Veltroni e Berlusconi separati perché il primo vorrebbe misurarsi con il secondo.

COLDIRETTI FA I CONTI. IL CODACONS: VIA ALLA CLASS ACTION. BOSSI: LA MANGIO LO STESSO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Coldiretti fa i conti. Il Codacons: via alla class action. Bossi: la mangio lo stesso Per venti allevamenti confermata la positività alla diossina Fondi dalla regione Campania.

PERSO MEZZO MILIONE AL GIORNO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Al fianco di allevatori e produttori scende in campo il Codacons, pronto a sostenere una class action per il risarcimento in mancanza di provvedimenti d'emergenza a sostegno della categoria. L'associazione Altroconsumo, invece, getta benzina sul fuoco: "Bisogna pubblicare subito i nomi dei caseifici fuorilegge. In caso contrario, meglio non comprare mozzarella".

Ecco gli sloveni laibach "provocatori" all'ossigeno - alberto campo ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: acronimo del collettivo d'appartenenza), Fratelli d'Italia incluso, reinterpretati con intenti provocatori. Una riflessione in musica sull'idea stessa di patria e di come ai giorni nostri essa sia conseguenza e fonte di contraddizioni: azione artistica che dal vivo, più che su disco, trova definitivo compimento.

FS/ CODACONS: A VILLA A PIEDI DA TRENI A TRAGHETTI, CLASS ACTION ( da "Virgilio Notizie" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: deciso di avviare una class action contro la Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato, per i gravi disservizio subiti dai cittadini che devono attraversare da Villa San Giovanni lo Stretto di Messina. In una nota Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, comunica che gli avvocati dell'associazione stanno studiando le iniziative legali da intraprendere contro la Rfi.

FORZA E CORAGGIO BLOCCATA DALL'EBOLITANA ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 30-03-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettiva della difesa che si è fatta trovare proprio impreparata su un'azione d'attacco dell'Ebolitana concretizzata con un colpo di testa dall'altezza del dischetto di rigore di Santaniello. Immediata è stata, però, la reazione della Forza e Coraggio che, passato il primo momento di sbandamento, ha letteralmente preso d'


Articoli

Fiducia diffusa contro i crimini alla Enron (sezione: Class action)

( da "Finanza e Mercati" del 25-03-2008)

Argomenti: Class Action

Da Finanza&Mercati del 25-03-2008 Il crimine dei colletti bianchi è una questione di fiducia. È il titolo dell'accurata analisi del white collar crime sotto il profilo criminologico che il professor Gabrio Forti, ordinario di Diritto penale e Criminologia alla Cattolica di Milano, ha esposto durante il XXV Convegno di studio Enrico de Nicola su Impresa e giustizia penale tra passato e futuro organizzato dall'Università Bocconi e dal Centro Nazionale di Prevenzione e difesa sociale. Intervento che culmina con un esame e, soprattutto, un richiamo a un ruolo più incisivo della giustizia penale nella regolamentazione dell'attività d'impresa. Con una raccomandazione: guai a rinunciare alle sanzioni o a configurarle solo in termini pecuniari. "Le soluzioni politico-criminali che mi parrebbero più promettenti per il contrasto della criminalità d'impresa e, correlativamente, per favorirne l'emersione, attivando l'iniziativa dei potenziali "segnalanti" non istituzionali, dovrebbero ispirarsi a una prima esigenza fondamentale, per quanto astratta e teoretica essa possa suonare alle orecchie dei "pratici"", spiega il professore. Innanzi tutto, c'è "l'esigenza di riequilibrare l'allocazione fiduciaria - nella collettività e all'interno dell'impresa - attualmente sbilanciata a tutto favore, rispettivamente, dei colletti bianchi in generale e del management e/o degli azionisti di controllo (a seconda delle realtà aziendali), con ciò attenuando l'impatto "disorganizzativo" (per dirla con Sutherland), dell'attuale situazione di "doppio vincolo" (per dirla con Bateson), foriera di sottoculture e opportunità criminali. Ciò attraverso la creazione di meccanismi in grado di vincolare queste due categorie a un impegno, strettamente e diuturnamente controllato, di "restituzione fiduciaria" agli altri attori sociali, rispettivamente fuori e dentro l'impresa". In particolare, "tale impegno "restitutivo", dovrebbe prevedere anzitutto modalità di progettazione organizzativa-istituzionale, tali da coinvolgere tanto il livello macro (collettività), quanto quello micro (impresa): valorizzare, insieme, la cooperazione, l'iniziativa e l'autonomia degli agenti sociali (fuori e dentro l'impresa) e, correlativamente, generare e preservare un contesto favorevole allo scambio costante di informazioni e conoscenze, al dialogo plurale, alla persuasione più che all'imposizione esplicita o implicita. Un impegno in tal senso dovrà indirizzarsi anzitutto alle componenti aziendali cui la regolazione abbia deputato primariamente compiti di controllo sul rispetto della legalità aziendale". Inoltre, "tale "restituzione fiduciaria" dovrebbe manifestarsi soprattutto sotto forma della creazione delle condizioni favorevoli alla percezione, da parte dei "riceventi", di una adeguata dotazione di tempo (della sensazione di "avere abbastanza tempo") per affrontare tanto le decisioni operative, quanto i dilemmi etici, che si generino nell'esercizio delle rispettive attività d'impresa e professionali. Altrimenti (...) tenderà a prevalere la produzione sociale dell'indifferenza morale. Proprio come accadeva esemplarmente nel soffocante e costrittivo clima aziendale generatosi all'interno di Enron". Venendo al ruolo della giustizia, "l'ordinamento giuridico e, vedremo, con esso, in qualche modo, anche quello penale, dovrebbero cercare di orientare i propri precetti e i propri criteri di definizione delle responsabilità dando rilievo, sulla base di indicatori affidabili - sia sostanziali sia, forse soprattutto, procedimentali - alla verifica prima ancora dell'osservanza di singole prescrizione normative, di un adeguamento complessivo del sistema etico e regolativo della organizzazione a un dettame di pluralismo dialogico e comunicativo". Più concretamente, "ritengo innanzi tutto che il ruolo del diritto penale (o almeno di un certo diritto penale, ispirato anzitutto, con reale coerenza e in ogni sua piega, al dettame della legalità) sia importante anche nel controllo degli illeciti economici in quanto componente della complessiva regolazione socio-giuridica in grado di conferire stabilità e durata ai confini normativi". Lo sfumare e l'annullarsi del diritto penale appare, infatti, "un processo del tutto omologo e sincrono rispetto al graduale, moderno, annullarsi delle identità e responsabilità personali, rispetto all'avvento di uomini "senza qualità" che sono fatti in realtà di qualità senza uomo, dove non c'è più l'uomo, per dirla alla Musil, "perché l'io perde il senso che ha avuto finora, di un sovrano che compie atti di governo". La rinuncia alla sanzione penale o la configurazione della sua afflittività solo in termini pecuniari - specie nei confronti delle illegalità economiche - potrebbe allora presentarsi paradossalmente come il correlato del meccanismo moderno di "produzione sociale dell'indifferenza morale"".

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Revisori, lotta impari con i crimini finanziari (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-03-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-03-25 - pag: 42 autore: Il testimone. Parla il pioniere Bruno Gimpel "Revisori, lotta impari con i crimini finanziari" MILANO "La class action? L'esperienza statunitense ci dice che oltre il 90% delle iniziative sfocia in una transazione e che quindi l'azione collettiva è alla fine molto più un business da grandi "law firm" che un reale strumento di tutela dei diritti in una democrazia finanziaria. Un po' di demagogia, d'altronde, non ha risparmiato neppure gli auditor, che sono sempre più spesso sul banco degli imputati nei grandi crack. Eppure continuo a pensare – non solo per l'amore che porto per il lavoro che ho fatto per mezzo secolo che non è radendo al suolo l'Arthur Andersen che l'impresa e il mercato progrediscono". Bruno Gimpel, compiuti 80 anni, ha lasciato da poco gli ultimi incarichi ricoperti come riconosciuto decano dei revisori italiani. Soltanto da uno non ha intenzione di dimettersi: quello di osservatore mai soddisfatto delle cose finanziarie in Italia e dello stato dell'arte di una professione oggi nell'occhio del ciclone. E Gimpel- che nel '61 fondò con la Mediobanca di Enrico Cuccia la Reconta, pioniera della certificazione made in Italy, poi integrata con la Ernst & Young – non nasconde la gravità di quanto è accaduto dopo il giro di boa del millennio sulle due sponde dell'Atlantico. "Quando ho appreso il mestiere negli Stati Uniti nei primi anni '50 – ricorda – l'auditor si muoveva in un mondo "law abiding" e d'altra parte, soprattutto in Europa, il suo avversario non era il crimine finanziario ma la scarsa cultura amministrativa. L'imprenditore o il dirigentenon erano abituati alla trasparenza e le società di revisione hanno dovuto partecipare con impegno, per molti versi, a un lunghissimo lavoro di formazione: delle imprese, del sistema finanziario, del legislatore, alle authority. E credo che questo resti agli annali come un successo dei revisori italiani e che si tratti di una dinamica positiva tuttora in azione: basti pensare agli almeno 20mila giovani italiani che hanno ricevuto un'educazione globale dalle società del settore, oggi divenute Big Four. E poi non dimentichiamo che una lunga stagione di privatizzazioni, fusioni e acquisizioni si sarebbe rivelata ben più difficile senza un sistema professionale di produzione di "due diligence" all'altezza". I problemi sono nati sull'onda lunga del Big Bang delle Borse: quando troppe "regole del gioco " sono saltate, sottolinea Gimpel, e troppo spesso al certificatore si è chiesto di svolgere compiti non suoi o con strumenti non adeguati. "Penso di poter dire che non eravano preparati al criminale ", sottolinea Gimpel, che però osserva: "Per quel tipo di sfida o di lotta non avevamo i mezzi, né d'altronde era nostro intento o dovere: non abbiamo mai avuto poteri d'indagine, non abbiamo mai potuto aprire a sorpresa i cassetti dell'amministratore delegato ". In estrema sintesi: "Il revisore non ha mai avuto i mezzi sufficienti e riconosciuti per stabilire l'autenticità di un documento.Alcuni auditor possono aver sbagliato o magari commesso dei reati, ma sbagliano di grosso anche coloro che pretendono che i revisori vadano oltre il loro mandato: certificare che il bilancio è stato redatto secondo corretti principi contabili, secondo l'aggiornamento continuo che ne opera la dottrina, la pratica e la normativa ". Di qui la considerazione di fondo che a Gimpel preme in queste settimane di mercati scossi dalla crisi dei mutui subprime e dei rischi da derivati: "La cultura dell'accountability, del "render conto" ai mercati non è mai sufficiente e compito del revisore è promuoverla. Ma se i mercati fuggono in avanti com'è stato, ad esempio, con gli "special purpose vehicles", fare degli auditor il capro espiatorio per la scarsa trasparenza delle bolle fuori bilancio non è corretto ". I mercati dunque faticano a sciogliere alcuni nodi formatisi in anni di sviluppo impetuoso. Gimpel ne cita due. Il primo guarda allo scacchiere globale e si chiama stock option: "Da revisore le ho sempre trovate pericolose, perché non incentivano una corretta redazione dei documenti contabili". Guardando più da vicino il caso italiano, Gimpel invece riecheggia il recente monito del Governatore Mario Draghi: "Tra banche e gestione del risparmio gestito c'è un serio conflitto d'interesse, se venisse affrontato e risolto il mercato sarebbe più efficiente e trasparente ". Quale sarà il ruolo dei revisori? "Vorrei dire: il solito. Da un lato promuovere un mercato aperto e pulito; formare e partecipare dall'altro per migliorare la propria professionalità e deontologia. Aggiungerei: non quello dei poliziotti o dei magistrati, sottolineando che mercati ben funzionanti non hanno bisogno di "super-poliziotti". A.Q. CHE COSA NON FUNZIONA Nel mirino il conflitto d'interesse dei fondi, le class action gestite dai grandi studi legali e le maxi stock-option.

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CRIMINALITA'/ D'ALEMA: BENI RIUTILIZZATI SONO SEGNALE FORTE STATO (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 25-03-2008)

Argomenti: Class Action

25-03-2008 12:37 Negli ultimi mesi sequestrati patrimoni per un miliardo di euro Napoli, 25 mar. (Apcom) - I beni confiscati alla criminalità organizzata e riutilizzati per fini sociali rappresentano un segnale forte e "molto concreto". Così il vicepremier Massimo D'Alema a Napoli durante la visita ad un appartamento del clan della camorra Misso nel centro storico partenopeo, divenuto adesso bene per la collettività. "Il commissariato che dispone il sequestro dei beni alla criminalità e li mette a disposizione della società civile e delle imprese ha distribuito - ha ricordato D'Alema - negli ultimi mesi beni per un miliardo di euro. Una azione fondamentale di riconquista della legalità ma anche di riutilizzazione di beni che la criminalità ha sottratto alla collettività e che vengono restituiti a tutti". Secondo il ministro degli Esteri, a Napoli in tour elettorale perché capolista nel collegio Campania 1 per il Pd, questo rappresenta "una forma molto concreta, forte, ma che ha anche un valore simbolico di lotta alla criminalità e dimostra che dove torna la legge questo non determina impianti chiusi o case inutilizzate, ma che questi patrimoni vengono rimessi a disposizione della società". Questo dimostra che "lo Stato non sta con le mani in mano, ma sta ottenendo dei risultati. Ora - ha concluso D'Alema - è importante continuare quest'opera che richiede un impegno incessante".

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EMANUELE IMPERIALI LA PRIMA CLASS ACTION ITALIANA SARà PROPRIO CONTRO LE BANCHE, DOPO CHE L' (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

EMANUELE class="hilite">IMPERIALI La prima class="term">class class="term">action italiana sarà proprio contro le banche, dopo che l'associazione dei consumatori Adusbef di Elio Lannutti (nella foto) ha deciso di sfidare i colossi del credito sull'anatocismo. La vicenda dell'azienda cilentana che ha vinto una causa contro l'Antonveneta fa tornare alla mente la frase a effetto che un imprenditore calabrese pronunciò al riguardo: "Al Sud non si muore solo di mafia. Si muore anche di banche". Antonino De Masi, titolare di un'azienda fiorente nel porto di Gioia Tauro che esporta in tutto il mondo e dà lavoro a centinaia di persone, è stato messo in ginocchio da un sistema bancario che gli ha imposto tassi d'interesse usurari. "I casi più frequenti - rivela Oreste Steccanella, fondatore dell'Adib, l'associazione di difesa contro gli illeciti delle banche - riguardano imprenditori ai quali sono stati revocati improvvisamente e senza giustificazione fidi bancari, magari causando il fallimento della ditta, oppure che segnalano l'applicazione di tassi usurari, alla faccia delle leggi e delle sentenze della Cassazione". Nel Mezzogiorno, in particolare, il sistema dei finanziamenti alle imprese attraverso il canale bancario è collaudato e ben oleato: quale impresa non chiede contributi pubblici per svolgere la propria attività? Ma si sa che questi soldi non arrivano certo subito. E, allora, per poter andare avanti con i lavori, è necessario prefinanziarsi. Dove? In banca, ovviamente. E se il denaro al Sud costa sulla carta mediamente, spiegano alla Svimez, circa il 3% in più rispetto al Centro Nord, per effetto delle maggiori sofferenze, cioè della maggiore rischiosità relativa alla restituzione del suddetto prestito alla banca, in realtà gli oneri sono molto più elevati. Il perché è evidente: non essendo considerato usurario il tasso di interesse che resta anche lievemente al di sotto del tasso effettivo globale, sommato alla maggiorazione media per i tassi di mora, aumentata al massimo del 50%, al Sud le banche applicano queste condizioni non in casi eccezionali, ma normali, diminuendo il totale di un impercettibile 0,1% per non far scattare l'usura. Nel mirino, in particolare, le commissione di massimo scoperto. La legge del marzo '96, nata proprio per combattere l'usura, prevede che siano resi noti trimestralmente dalla Banca d'Italia i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo connesse col finanziamento, praticati dalle banche e dagli altri intermediari finanziari.

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Il sindaco lancia la class action contro i ritardi delle Poste (sezione: Class action)

( da "Corriere Di Como, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

Lurago d'Erba Non solo una richiesta di risarcimento ma una vera e propria 'class action', ovvero una azione collettiva da intraprendere insieme con tutti i Comuni e ai privati cittadini che da Poste Italiane hanno avuto disagi e disservizi. Sulla spinta di una vicenda che ha coinvolto in maniera diretta il municipio di Lurago d'Erba, il sindaco del paese, Rinaldo Redaelli, ha avanzato ieri sera in consiglio comunale la proposta di un'azione collettiva nei confronti delle Poste, sempre più chiamate in causa dalle cronache per ritardi, buste e pacchi smarriti o consegne mai avvenute. "Il 4 febbraio - racconta Redaelli - abbiamo consegnato alle Poste il nostro periodico, l'informatore comunale, ma fino al 19 marzo il 70% delle copie non era stato recapitato. Ancora oggi moltissimi cittadini non hanno ricevuto nella propria cassetta della posta il giornale, benché dalle nostre casse siano ormai usciti 2.400 euro di spesa per l'invio, con un danno anche in termini di informazione su questioni essenziali e urgenti". La via che il sindaco Redaelli intende intraprendere per fare chiarezza sull'accaduto, sfrutta una possibilità introdotta dalla Finanziaria 2008, che ha previsto e disciplinato 'l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori, quale nuovo strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, conformemente ai principi stabiliti dalla normativa comunitaria tesi ad innalzare i livelli di tutela'. "Ci vorremmo mettere a disposizione di tutti coloro che hanno subito danni come noi - spiega il primo cittadino di Lurago d'Erba - e per farlo ci avvarremmo di un pool di avvocati, che possano studiare il modo migliore per ottenere un risarcimento e coinvolgere anche i singoli utenti". Sara Greco Home Le trascrizioni del testimone: in aula è atteso lo scontro Turismo e tangenti Chiusa l'inchiesta.

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Elezioni 2008 i candidati premier rispondono a radio carcere sulle riforme del processo penale (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

Elezioni 2008 i candidati premier rispondono a radio carcere sulle riforme del processo penale La giustizia di Casini e di Boselli Incrementare i riti alternativi e ripensare l'azione penale La giustizia è una materia troppo seria per essere affrontata con soluzioni di carattere elettorale. Assistiamo a una deprimente, quotidiana negazione della giustizia anche e soprattutto per via dei ritardi che portano all'impunità di fatto e alle prescrizioni. Non ci interessano le polemiche tra gli operatori della giustizia o quelle che riguardano pochi individui. Ci interessano, invece, i risultati per la generalità dei cittadini: la risposta della giustizia deve essere certa e rapida. Le riforme in questo settore non sono soltanto di natura tecnica. Se è vero, infatti, che coinvolgono interessi di categorie professionali forti e incidono sul funzionamento di uno dei poteri dello Stato, d'altro lato bisogna garantire alla collettività una "giustizia giusta". La civiltà di un Paese si misura anche su questo. Gli elementi che concorrono al deficit di giustizia nei processi sono: 1) le inefficienze strutturali dell'organizzazione giudiziaria, 2) la difficile applicazione di norme in bilico fra difesa delle garanzie costituzionali del singolo e necessità di difesa della collettività, 3) la impropria omogeneizzazione dei procedimenti fra reati "veniali" e reati di maggiore pericolosità sociale, 4) la mancata modernizzazione dei sistemi, e, a volte, 5) la inadeguatezza professionale dei magistrati e degli avvocati. Il nostro programma si discosta dalla strada delle "giuridiche buone intenzioni", individuando piuttosto pochi e mirati interventi concreti applicabili nell'immediato, come presupposto di una più ampia riforma. Ecco alcuni dei nostri punti: - La riorganizzazione della geografia giudiziaria secondo parametri minimi di funzionalità, pensata sulla base di elementi non ricavati semplicisticamente dal criterio dimensionale, né impostati su canoni esclusivamente economici, ma che tiene conto dell'esigenza di distribuire sul territorio in modo più razionale le risorse esistenti. - La certezza della pena: il giudice del giudizio decide anche le modalità di esecuzione della pena; sfoltimento delle misure alternative al carcere, limitate a casi tassativi dopo aver scontato effettivamente almeno due terzi della pena; introduzione del rito abbreviato su richiesta del pm per i reati meno gravi e contravvenzionali. Non si vuole gravare il giudice della decisione di tutte quelle vicende che afferiscono alla esecuzione della pena, ma unicamente delle determinazioni iniziali, riducendo considerevolmente lo spazio temporale tra provvedimento di condanna ed esecuzione. L'intervento sulle misure alternative al carcere tende a ridare corpo alla funzione rieducativa della pena, migliorando le condizioni della detenzione e prevedendo forme diverse di limitazione della libertà personale in relazione alla gravità e alla odiosità del reato. La "revisione delle misure alternative" deve portare alla costruzione di un sistema penitenziario complesso, carcerario ed extracarcerario, dotato di strutture, competenze e professionalità adeguate. In tale ottica è urgente il riordino del Corpo di polizia penitenziaria e la revisione della "geografia carceraria". - "Se lo puoi arrestare lo puoi giudicare": contestualità di giudizio tra libertà e colpevolezza; incentivazione del giudizio con il rito immediato e per direttissima. Prevediamo, nell'immediato, un intervento sul potere di privare della libertà personale chi è in attesa di giudizio, attraverso una modifica della competenza sulle misure cautelari e un ripensamento del processo per direttissima o del rito abbreviato, affrontando in tal modo tre delle questioni più scottanti: garanzia dei diritti fondamentali della difesa, tutela della sicurezza dei cittadini, riduzione dell'enorme numero di detenuti in attesa di giudizio. - Responsabilità del pm per l'esercizio dell'azione penale. La conclamata obbligatorietà dell'azione penale è frustrata da questioni di carico e di attribuzioni che la rendono impropriamente discrezionale. La responsabilità del pm va necessariamente collegata a una regolamentazione dell'azione penale, che individui i criteri chiari di priorità tra le notizie di reato da coltivare. Legiferare con tempestività sull'argomento eviterebbe quell'indebito discrimine fra vicende "note" e "meno note", che hanno trasferito i processi dalle aule di giustizia sulle pagine dei giornali. - Semplificazione del rito penale, con attribuzione al giudice della responsabilità della ragionevole durata del processo attraverso l'adozione di protocolli di gestione e programmazione delle udienze. È di questi giorni la notizia di una sentenza già pronunziata, ma priva di effetti pratici, perché il giudice estensore a distanza di circa otto anni non la deposita. Non sarebbe una lesione all'autonomia di quel giudice obbligarlo a rispettare tempi ragionevoli per l'adempimento di un suo specifico dovere. - Contestualmente proponiamo una modifica della sezione disciplinare del Csm con l'inserimento qualificato di personalità autorevoli e indipendenti. In ultimo, ma non meno importante: occorre adeguare il sistema delle notifiche alle innovazioni che l'elettronica rende oggi disponibili, evitando inutili perdite di tempo e intoppi formalistici che non intaccano il diritto di difesa. Le nostre proposte hanno il pregio della immediata praticabilità: è inutile aspettare riforme globali e inattuabili, occorre realizzare subito quelle possibili. Pierferdinando Casini 26/03/2008.

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MOZZARELLA: IL CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

(17:42) (26/3/2008 16:28) | MOZZARELLA: IL CODACONS ANNUNCIA class="hilite">CLASS ACTION IN FAVORE DEI PRODUTTORI DANNEGGIATI (Sesto Potere) - Roma - 16 marzo 2008 - Una class="term">class class="term">action in difesa della mozzarella di bufala, in questi giorni al centro di un caso nazionale e internazionale legato all'allarme diossina. "I legali del Codacons stanno studiando la possibilità di avviare una class="term">class class="term">action in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella di bufala, come noto famosa ed esportata in tutto il mondo. L'allarme diossina, infatti ? spiega il Presidente Codacons Napoli, Avv. Giuseppe Ursini ? ha fatto crollare le vendite addirittura del 60%, determinando danni economici per milioni di euro alle aziende, alla Campania e all'intera nazione". "Invitiamo pertanto i produttori di mozzarelle di bufala ad unirsi per avviare tramite il Codacons una class="term">class class="term">action nei confronti dei responsabili della crisi ? conclude Giuseppe Ursini ? e chiedere il risarcimento per i danni all'immagine subiti dal prodotto, e per quelli economici legati alle minori vendite in tutto il mondo".

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Nas sgonfiano la bufala delle mozzarelle "Nessun bando, è una bolla mediatica" (sezione: Class action)

( da "TGCom" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

Nas: "Nessun bando su mozzarella" "Troppo allarmismo, attendiamo analisi" "Non c'è alcun bando sulla mozzarella campana da parte dei paesi asiatici, neanche in Corea del Sud". A gettare acqua sul fuoco sul presunto allarme alimentare legato alla diossina è il generale Saverio Cotticelli,comandante dei carabinieri per la tutela della salute (Nas). Cotticelli al termine del lungo vertice al ministero della Salute, aggiunge: "Non ci risultano mozzarelle ferme alla dogana in Giappone". Il generale dei Nas ha fatto il punto alle autorità italiane sull'allarme diossina nelle mozzarelle campane. Fermo restando che "le analisi non sono ancora concluse ma verranno rese note nei tempi previsti, molto presto", Cotticelli ha detto che "c'è molto allarmismo, un allarme esagerato che si riverbera in maniera drammatica sull'economia di una regione già provata". "E' tutto una bolla mediatica - conclude - ma dobbiamo essere seri e aspettare i risultati delle analisi, perché finora tutto è basato su ipotesi, su teoremi". Istituto di zooprofilassi: "Prodotto sicuro" "Motivi concreti per ritenere la mozzarella di bufala inaffidabile, contaminata, insalubre, non ce ne sono", dice Antonio Limone, commissario straordinario dell'Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno, al termine del vertice che si è tenuto a Roma al ministero della Salute. "La Regione Campania si è impegnata a distruggere le quantità di latte sequestrate perché risultate positive all'analisi sulla diossina. Quel latte non sarà mai immesso in commercio dunque - continua Limone - Con questo vertice si intende anche dare risposta ai chiarimenti chiesti da altri Stati sui prodotti lattiero-caseari del nostro Paese, come Giappone, Hong Kong e Taiwan. Ma la richiesta di un chiarimento, dovuta anche a questo allarme generato dai media, non blocca i prodotti italiani e campani se non nel caso, finora, della Corea del Sud". Danni per 30 milioni Un intervento che tende a limitare i danni economici che questa presunta emergenza sta provocando. Le vendite di mozzarella di bufala campana sono infatti precipitate nei due primi mesi dell'anno con una contrazione del 30% rispetto allo stesso periodo del 2007. Tra mercato interno ed export, il Consorzio di Tutela stima infatti 30 milioni di euro di perdite. Il calo deriva dalla diffusione di notizie sull'emergenza rifiuti in Campania e sul sequestro di allevamenti per diossina. Intanto il Codacons studia una class="hilite">class="term">class class="term">action per i danni subiti dai produttori. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico.

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CURE SANITARIE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA NOTA DEL COMUNE DI CESENA (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 26-03-2008)

Argomenti: Class Action

(22:08) (26/3/2008 20:00) | CURE SANITARIE AGLI IMMIGRATI IRREGOLARI? LA NOTA DEL COMUNE DI CESENA (Sesto Potere) - Cesena - 26 marzo 2008 - Pubblichiamo l'intervento di Fausto Aguzzoni, Vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cesena, sul problema dell'assistenza sanitaria corrisposta agli immigrati clandestini: "Periodicamente sale alla ribalta il tema dell'opportunità di prestare assistenza sanitaria ai cittadini stranieri irregolari e non più tardi della settimana scorsa il tema è rimbalzato anche sulle pagine delle cronache locali. Le nostre strutture garantiscono anche agli immigrati irregolari le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti ed essenziali e gli interventi di medicina preventiva, quali vaccinazioni, profilassi e azioni a tutela della maternità. Le voci critiche che si levano verso questo sistema pongono l'accento sui costi elevati della sanità e lasciano intendere - più o meno esplicitamente - che fornendo le cure necessarie a questi pazienti la collettività, già gravata da molti oneri, è costretta a farsi carico ingiustamente di altre spese, che potrebbero essere risparmiate o utilizzate per i "nostri" malati. Ma se è vero che l'economia è sempre presente nella nostra vita e determina gran parte delle nostre scelte, è anche vero che una società civile non può rinunciare, in nome dei criteri economici, ai valori fondanti dell'uguaglianza, della solidarietà, della pietà umana. Gli stessi valori proclamati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea dell'Onu esattamente 60 anni fa e che all'articolo 1 dichiara "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza". Dal canto suo, la stessa Costituzione Italiana nell'articolo 32 afferma che "la Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce per questo cure gratuite agli indigenti". Tale principio, di elevato valore etico e sociale, non restringe tale diritto ai cittadini italiani ma lo ascrive ad una dimensione alta, in quanto patrimonio di interesse e ricaduta collettiva. Così come, nella Carta dei Diritti del Malato, non è circoscritto ai soli cittadini italiani, ma a ogni essere umano, il dovere del servizio sanitario di proteggere in maniera particolare chi, a causa del suo stato di salute, si trovi in una condizione momentanea o permanente di debolezza, non facendogli mancare per nessun motivo e in alcun momento l'assistenza di cui ha bisogno. Il richiamo a questi principi, che sono patrimonio collettivo nella nostra società, è già sufficiente a motivare e sostenere la legittimità, anzi la necessità, delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini stranieri, anche non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno, presenti sul territorio nazionale. Mettere in discussione questi valori significa "minare alla radice" i riferimenti fondamentali da cui origina il senso stesso del nostro essere Comunità. Vale la pena, poi, riflettere su un altro aspetto, non immediatamente intuibile, ma da non sottovalutare. La salute collettiva è patrimonio da salvaguardare nel suo complesso e trasversalmente alle fasce della popolazione per evitare che le malattie e i rischi si diffondano. Preoccuparsi della salute dei cittadini stranieri non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno significa, dunque ? che ci piaccia o non ci piaccia - tutelare la salute di tutti".

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Bollino Vista, tutti in tribunale (sezione: Class action)

( da "Punto Informatico" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

Roma - Dell, Amazon, Acer, Best Buy, HP, Toshiba e ovviamente Intel. Sono solo alcuni dei grossi nomi del panorama IT statunitense e mondiale class="hilite">convocati a deporre davanti ad un tribunale di Washington per la class="term">class class="term">action lanciata da due utenti insoddisfatti dei proprio computer "Vista Capable" e della politica di marketing adottata da Microsoft e i suoi partner. Gli attori vogliono vederci chiaro: dopo le prime rivelazioni sulle "relazioni pericolose" tra Intel e BigM, hanno deciso di provare a battere il ferro finché è caldo. A tutti i più importanti nomi sul mercato a stelle strisce sono state chieste copie dei documenti riguardanti la commercializzazione dei PC durante il periodo natalizio del 2006, ma anche le missive scambiate con Redmond, nonché tutti i dettagli sulle relazioni contrattuali esistenti con il gigante del software. Questi documenti, secondo l'accusa, dovrebbero servire a dimostrare che i consumatori hanno pagato un sovrapprezzo per acquistare lo stesso hardware dopo che era iniziata la campagna "Windows Vista Capable", nonché a evidenziare l'effetto che l'adozione del bollino ha avuto sulle vendite di computer quando gli utenti erano ancora in attesa di un ritardatario Vista. L'obiettivo è anche mettere in luce le differenze hardware tra i PC considerati "Premium Ready" e tutti gli altri più genericamente adatti a far girare le versioni base di Windows 6. Naturalmente, sul piatto c'è anche la definizione stessa di cos'è e cosa non è Windows Vista: per l'accusa la versione Home Basic, e i documenti richiesti dovrebbero provarlo, non potrebbe essere considerata un vero esempio di Windows 6, mancando parti importanti dell'interfaccia come le thumbnail, il media center o Aero Glass. Di parere opposto Microsoft, che non solo è pronta a rispedire al mittente tutti i capi di imputazione, ma pone seri dubbi anche sulle procedure in corso. Gli avvocati hanno infatti chiesto al giudice Marsha Pechman, che si occupa del caso, di sospendere il procedimento in attesa del ricorso contro l'attribuzione dello status di class="term">class class="term">action alla causa. Alle obiezioni di Microsoft si sommano pure quelle di Amazon e Dell, che a quanto pare non ci stanno ad essere tirate in ballo nel caso. Il giudice non si è ancora espresso su questa materia, ma l'eventuale cancellazione della class="term">class class="term">action potrebbe rapidamente stravolgere gli equilibri del procedimento. Se il giudice respingerà il ricorso, invece, in tribunale sarà convocato a testimoniare anche Jim Allchin, dirigente di primo piano di Microsoft (in pensione) e papà di molte versioni di Windows, Vista compreso. Non sarebbe la prima volta di Allchin in aula: già in passato aveva dovuto spiegare il suo ruolo nelle scelte strategiche del colosso di Redmond. Al momento, tuttavia, Allchin parrebbe l'unico individuo chiamato direttamente a testimoniare: le restanti convocazioni riguardano tutte aziende di grandi dimensioni. Luca Annunziata.

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Mozzarella, crolla il mercato (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

Caso diossina Negli ultimi due mesi contrazione del 30 per cento per un danno di 30 milioni di euro dalla prima pagina La conferma è arrivata dal portavoce della Rappresentanza italiana presso l'Unione Europea, Manuel Jacoangeli. "I risultati evidenziano, in effetti, alcune positività alla diossina, peraltro molto limitate in termini di valori di sostanze riscontrate e di percentuale sui caseifici controllati". Governo, produttori e associazioni dei consumatori sono uniti nella richiesta di evitare la diffusione di paure infondate. "Il ministero della Salute - ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema - sta effettuando dei controlli per offrire tutte le garanzie e per cercare di porre fine ad una ondata emotiva che rischia solamente di produrre enormi danni. L'allarme è nato in seguito ad una gigantesca campagna contro il Mezzogiorno, che va al di là dei problemi che pure ci sono". "Le diffidenze dei Paesi del sud-est asiatico - ha ribadito Antonio Limone, commissario straordinario dell'Istituto zooprofilattico di Portici, al termine del vertice - sono basate su una grande operazione mediatica, non sui risultati dei dati scientifici". Secondo quelli dell'Istituto di Portici (che insieme ai laboratori di Teramo, Roma, Brescia, Porto Marghera e Istituto superiore di sanità sta esaminando il latte degli allevamenti casertani sotto inchiesta), infatti, emerge che la percentuale di diossina è"di poco superiore alla norma". Notizie confortanti arrivano dal Centro ricerche sulla sicurezza alimentare dell'Università di Siena che, nei controlli effettuati su una cinquantina di prodotti alimentari campani, non ha trovato alcuna traccia di diossina. Gli ultimi avvenimenti hanno naturalmente fatto scattare l'allarme vendite tra i produttori. A gennaio e febbraio 2008 si è registrata una contrazione del 30 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2007, tra mercato interno ed esportazioni, per un valore stimato dal Consorzio di tutela in 30 milioni di euro. Il settore ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 300 milioni di euro: al Consorzio aderiscono 131 caseifici, "per i quali non esistono allarmi - fanno sapere - dal momento che tutti i valori relativi ai nostri aderenti sono entro la norma". Il Codacons, intanto, class="hilite">minaccia una class="term">class class="term">action in difesa della mozzarella di bufala. "I nostri legali stanno studiando la possibilità di avviarne una in relazione ai danni economici subiti dai produttori. L'allarme diossina - spiega Giuseppe Ursini, presidente di Codacons Napoli - ha fatto crollare le vendite addirittura del 60 per cento, determinando danni economici per milioni di euro alle aziende, alla Campania e a tutta Italia". Il Giappone, in ogni caso, ha confermato la decisione, presa nei giorni scorsi, di bloccare le importazioni a scopo precauzionale. Lo stop riguarda tutti i prodotti ancora da sdoganare nei due principali aeroporti, Narita a Tokyo e Kansai a Osaka. Secondo le prime stime, attualmente sarebbero ferme circa quattro tonnellate di mozzarella, prodotta da 23 aziende italiane. La mossa delle autorità sanitarie nipponiche, che al contrario di quelle sudcoreane non hanno disposto un bando ufficiale né l'avvio di analisi in proprio, ha lo scopo di proteggere i consumatori del Sol Levante, ancora scossi dal recente scandalo alimentare dei "ravioli avvelenati" cinesi: tra dicembre e gennaio, infatti, dieci persone erano rimaste intossicate dopo aver mangiato ravioli congelati prodotti in Cina, che successive analisi condotte avevano rivelato contenere una quantità di pesticidi 10.000 volte superiore a quella prevista dalla legge. Nei negozi della capitale nipponica la situazione rimane tranquilla e non pare esserci ancora il rischio di un "allarme mozzarella": la merce è presente sugli scaffali e continua ad essere acquistata. Nel 2005 in Giappone è stato esportato l'un per cento della produzione totale e il 6 per cento della quantità destinata all'estero. La Corea del Sud ne importa ogni anno circa 10 tonnellate. Andrea Schiappapietra schiappapietra@ilsecoloxix.it 27/03/2008 ' 27/03/2008 L'appellodella farnesina L'allarme è eccessivo e immotivato: i casi sono limitati,controlli sono ancora in corso massimo d'alemaministro degli Esteri 27/03/2008 GENOVA. Assoluzione dall'accusa di corruzione, perché il fatto non sussiste, per il professor Mauro Valbonesi, ex primario del centro trasfusionale dell'ospedale di San Martino di Genova ma condanna ad un anno di reclusione, con i doppi benefici di legge, per tre episodi di turbativa d'asta. Il processo lo vedeva imputato insieme ad altre 5 persone ed alla società Haemonetics Italia dopo l'inchiesta genovese, denominata "dirty blood" per la fornitura all'ospedale di apparecchiature per le trasfusioni di sangue. Sono stati assolti dall'accusa di corruzione anche Fabio De Rubeis e Giuseppe Trudu, nella sua qualità di amministratore delegato della Haemonetics Italia il primo e di direttore generale della stessa società il secondo. Assoluzione pure per la società Haemonetics che era accusata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa nei confronti di dipendenti indagati per reati di corruzione, prevista dall'art. 25 del decreto legislativo 231 del 2001. I giudici del tribunale hanno poi condannato a 8 mesi di reclusione ciascuno, con i doppi benefici, Gerd Folkerts Gerdes, che era agente-rappresentante della B. Braun Carex Spa, Roberto Saracco, direttore commerciale della stessa società e Franco Poletti, in qualità di direttore vendite della Dideco Srl. Hanno poi dichiarato questi ultimi tre e Valbonesi incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno e che gli stessi dovranno risarcire i danni provocati alla costituita parte civile "Azienda Ospedaliera universitaria San Martino di Genova". Valbonesi è anche stato interdetto dai pubblici uffici per un anno. 27/03/2008.

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Embargo 1 tokyo e mosca decidono leggendo i giornali (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

Embargo 1 tokyo e mosca decidono leggendo i giornali Intrigo internazionale sulla mozzarella: una bufala? Il ministero della Salute: "Tracce limitate di diossina" "Dopo le informazioni diffuse durante il fine settimana sulla presenza di diossina nel formaggio mozzarella fabbricato in Italia, abbiamo ordinato la sospensione delle importazioni sino a quando non avremo informazioni corrette al riguardo": così, l'assai zelante ministero della Salute di Tokio ieri, dopo aver sfogliato i giornali, ha deciso di chiudere il paese alla mozzarella campana, seguendo il precedente esempio della Corea del Sud che ha addirittura bloccato l'importazione di tutti i prodotti caseari italiani. Entrambi i paesi, detto per inciso, si sono dimenticati di comunicare il provvedimento al Wto per renderlo ufficiale. Solamente dopo l'embargo, i giapponesi hanno scoperto che nell'elenco degli esportatori da cui acquistano la delizia campana non c'è nessuno dei caseifici dove gli indici della diossina sono risultati moderatamente superiori. Ma allora, questa benedetta mozzarella è nociva o no? Ieri, al termine di una complicata riunione al ministero della Salute, la risposta: dai test di routine effettuati tra ottobre e febbraio, gli indici della diossina erano superiori alla soglia consentita dalla legge, in 25 caseifici (su 130 controllati). Di qui il provvedimento di sequestro cautelare delle 83 aziende agricole che fornivano loro il latte. Ed è fortemente improbabile che tutte le aziende ora chiuse siano contaminate. Del resto, dovrà occuparsene la magistratura, nel caso. Il danno, però, oramai è fatto. "Bisogna evitare la psicosi, di ripetere l'esperienza dell'aviaria - ripeteva ieri il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta - l'Italia è uno dei paesi che esercita in Europa più controlli, abbiamo un sistema di controlli concordato con l'Unione europea particolarmente importante". Essì, perché pure a Bruxelles la mozzarella campana è diventata peggio di un'arma batteriologica: la Commissione martedì ha chiesto "d'urgenza" informazioni alle autorità italiane sulla possibile contaminazione e ieri ha ricevuto i risultati delle analisi condotte sui campioni prelevati in Campania alla fine del 2007. Per avere avere un quadro complessivo, completo di tutti i più recenti rilevamenti sugli impianti delle province di Napoli e Caserta, si dovrà attendere almeno una settimana. Ma, mentre qui come in Giappone ci si chiede se e in che misura la mozzarella campana sia corretta alla diossina, la mancata vendita di mozzarella conseguente all'allarme è calcolata in una perdita di 30 milioni di euro in due mesi, almeno secondo le stime del Consorzio della mozzarella di bufala dop. class="hilite">Il Codacons ha anche annunciato una class="term">class class="term">action (e se dovesse dar seguito all'annuncio si tratterebbe del primo caso italiano) "in relazione ai danni economici subiti dai produttori di mozzarella di bufala". Ma contro chi? Secondo Antonio Limone, il commissario straordinario dell'istituto zooprofilattico di Portici che (insieme con i laboratori di Teramo, Roma, Brescia, Porto Marchera e con l'Istituto superiore della Sanità) sta esaminando il latte degli allevamenti sotto inchiesta, l'allarme è ingiustificato: "La percentuale di diossina è poco sopra la norma: il limite è 3 picogrammi per grammo di latte, e in questi casi ne abbiamo trovati 3,2 o al massimo 3,3". Il guaio, però, è che quei miliardesimi di milligrammi in più ci sono, laddove non dovrebbero. E al ministero della Sanità più che guardare alla "munnezza" partenopea, si ricorda che se è vero che ai produttori vengono imposti periodici controlli, ci sono anche i produttori che delle regole dello stato vogliono sapere poco e niente. Ci sono le aziende di proprietà della criminalità organizzata, quelle dove per fare le verifiche è necessario essere accompagnati dai carabinieri. Nella migliore delle ipotesi. Nel frattempo, però, la diossina continua a mietere vittime (del mercato). Finito l'allarme giallo, ora arriva quello sovietico: a Mosca ristoranti e negozi avrebbero già emesso la fatwa contro la mozzarella. Sempre però dopo aver controllato i giornali. 27/03/2008.

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Stati Uniti - Cento immigrati indiani marciano contro condizioni di lavoro da 'schiavitù' (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

27-03-2008 13:01 Più di 100 indiani, immigrati negli Stati Uniti per lavorare alla Signal International, hanno marciato per migliaia di chilometri verso l'ambasciata indiana a Washington per protestare contro le condizioni di lavoro cui l'azienda li aveva obbligati. Già a inizio class="hilite">mese 500 immigrati avevano avviato una class="term">class class="term">action contro la Signal International, compagnia statunitense impegnata nella ricostruzione delle zone distrutte dall'uragano Khatrina. Gli immigrati accusano la compagnia di averli costretti a lavorare in condizioni di schiavitù e sfruttamento e di aver promesso loro una regolarizzazione mai avvenuta per la quale avrebbero pagato 20.000 dollari (circa 14.000 euro). L'azienda ha negato ogni accusa e ha affermato di aver pagato salari più elevati della media locale.

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Il ruolo delle consulte di frazione (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

L'INTERVENTO /2 Il ruolo delle consulte di frazione di Dante Buson * Le consulte di frazione: indispensabile strumento per favorire la partecipazione popolareIn queste ultime settimane si è tornato a parlare di istituire degli organismi per la rappresentanza delle comunità che vivono delle frazioni della città di Rovigo. Si percepisce, infatti, da parte dell'Amministrazione l'esigenza di maggiormente coinvolgere nei processi decisionali le collettività residenti nelle frazioni del Comune.Sul punto va innanzitutto detto che le Consulte di quartiere o di frazione hanno assunto oggigiorno una grande importanza, poiché favoriscono la partecipazione popolare all'attività dell'ente locale e, in via generale, contribuiscono ad avvicinare le persone alle istituzioni pubbliche.La "partecipazione", intesa nel suo significato più moderno di spontaneo coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica ed amministrativa, è un concetto che affonda le sue radici nella natura stessa dei sistemi democratici e costituisce una manifestazione di quella sovranità che, a norma dell'art. 1 della Costituzione,"appartiene al popolo";Sul piano giuridico-concettuale, il principio della partecipazione popolare trova doveroso riconoscimento nell'art. 3, comma 2, della Costituzione, in relazione al pieno sviluppo della personalità umana, quale effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Sotto il profilo funzionale, poi, il diretto coinvolgimento dei cittadini risponde all'esigenza di democratizzazione dell'azione amministrativa, mediante la quale si verifica l'incontro delle diverse istanze e si ottiene la migliore sintesi tra i diversi interessi pubblici e collettivi.Ciò premesso, ritengo sia assolutamente necessario che l'Amministrazione rodigina avvii al più presto il processo costituente di tali organismi di partecipazione popolare. Attraverso di essi sarà appunto possibile rilanciare una politica partecipata intesa come luogo collettivo di elaborazione e confronto, potendo contare su interlocutori chiaramente individuati al fine di favorire la reciproca comunicazione ed informazione.In primo luogo le Consulte dovranno rappresentare un momento di ascolto e di conoscenza, costante e continuativo, dei bisogni e delle attese che il territorio manifesta. Questo consentirà di conoscere il grado di soddisfazione degli utenti sui servizi pubblici erogati o, in altri termini, la qualità percepita da parte delle persone residenti.Ad esse, poi, andrà riconosciuta anche una funzione propulsiva nei confronti degli organi di governo del Comune, in quanto espressione e rappresentanza delle aspettative e delle peculiari necessità delle comunità frazionali. In altre parole, le Consulte dovranno costituire l'occasione per esprimere proposte di sviluppo e miglioramento dell'azione comunale, in modo da rafforzare la capacità di dialogo tra chi esercita le funzioni ed eroga i servizi ed i cittadini e conseguentemente consolidare il rapporto di fiducia esistente tra costoro e le istituzioni.*Consigliere comunale PD.

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MOZZARELLE CONTAMINATE: TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

(19:25) (27/3/2008 09:16) | MOZZARELLE CONTAMINATE: TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE (Sesto Potere) - Roma - 27 marzo 2008 - Alla luce delle dichiarazioni della Commissione Ue, che in merito al caso della mozzarella di bufala ha rilevato una contaminazione "più alta del consentito", le dichiarazioni del Ministero della Salute appaiono assolutamente assurde. Così il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commenta le affermazioni di Livia Turco, che ha invitato oggi gli italiani a stare tranquilli e mangiare la mozzarella. "Ci chiediamo con quale coraggio un Ministro della Salute consigli ai cittadini il consumo di mozzarella quando l'organo più importante in materia, la Commissione Europea, ha registrato una contaminazione "più alta del consentito", e quindi una presenza di diossina superiore ai limiti fissati ? prosegue Rienzi ? La posizione del Ministro Turco appare paradossale poiché, viste le risultanze dell'Ue, avrebbe dovuto consigliare l'esatto opposto, al fine di tutelare la salute dei cittadini. Anche perché, qualora i consumatori dovessero riscontrare in futuro problemi legati al consumo di mozzarella contaminata, lo stesso Ministro potrebbe essere chiamato a rispondere dei relativi danni". Per quanto riguarda i produttori che stanno subendo ingenti danni ? spiega il Codacons ? siamo assolutamente dalla loro parte e, class="hilite">assieme allo studio di una class="term">class class="term">action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la salute: studi epidemiologici condotti sull'uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione a diossine e incremento di determinati tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, i linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, i tumori tiroidei e polmonari, i mesoteliomi.

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DIOSSINA NELLA MOZZARELLA DI BUFALA IN CAMPANIA, TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 27-03-2008)

Argomenti: Class Action

(21:38) (27/3/2008 09:16) | DIOSSINA NELLA MOZZARELLA DI BUFALA IN CAMPANIA, TURCO: "SI PUO' STARE TRANQUILLI". CODACONS, DICHIARAZIONI ASSURDE (Sesto Potere) - Roma - 27 marzo 2008 - Alla luce delle dichiarazioni della Commissione Ue, che in merito al caso della mozzarella di bufala ha rilevato una contaminazione "più alta del consentito", le dichiarazioni del Ministero della Salute appaiono assolutamente assurde. Così il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commenta le affermazioni di Livia Turco, che ha invitato oggi gli italiani a stare tranquilli e mangiare la mozzarella. "Ci chiediamo con quale coraggio un Ministro della Salute consigli ai cittadini il consumo di mozzarella quando l'organo più importante in materia, la Commissione Europea, ha registrato una contaminazione "più alta del consentito", e quindi una presenza di diossina superiore ai limiti fissati ? prosegue Rienzi ? La posizione del Ministro Turco appare paradossale poiché, viste le risultanze dell'Ue, avrebbe dovuto consigliare l'esatto opposto, al fine di tutelare la salute dei cittadini. Anche perché, qualora i consumatori dovessero riscontrare in futuro problemi legati al consumo di mozzarella contaminata, lo stesso Ministro potrebbe essere chiamato a rispondere dei relativi danni". Per quanto riguarda i produttori che stanno subendo ingenti danni ? spiega il Codacons ? siamo assolutamente dalla loro parte e, class="hilite">assieme allo studio di una class="term">class class="term">action per chiedere i dovuti risarcimenti, rivolgiamo un appello ai Ministri competenti affinchè stanzino in loro favore dei fondi per far fronte all'emergenza e al crollo delle vendite. Il Codacons ricorda infine che una elevata quantità di diossina produce effetti altamente nocivi per la salute: studi epidemiologici condotti sull'uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione a diossine e incremento di determinati tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, i linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, i tumori tiroidei e polmonari, i mesoteliomi.

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I consumatori dichiarano guerra a Trenta spa (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

Di Jacopo Tomasi I consumatori dichiarano guerra a Trenta spa Demattheis minaccia una "class action": illegalità dopo il passaggio da Enel Intanto Ferrante (Cisl) applaude il Comune che chiede il blocco di tutte le tariffe sulla luce "C'è stata poca informazione e solo così si va incontro alle esigenze delle fasce più deboli" TRENTO. Una class action contro Trenta. La sta prendendo seriamente in considerazione Federconsumatori che ha chieso ai suoi legali di valutare se ci siano gli estremi per attivare un'azione collettiva contro la società controllata di Trentino Servizi. Alla base di questa mossa non ci sono gli stessi motivi che hanno spinto l'Antitrust ad indagare sulla campagna promozionale del "prezzo fisso". Il contenzioso riguarda il passaggio del contratto di fornitura da Enel. In particolare Federconsumatori accusa Trenta di aver richiesto agli utenti il doppio di quanto ottenuto da Enel dal 2003 al 2005 (anno di passaggio del contratto) cioè 0,22 centesimi per kWh contro gli 0,11 centesimi che richiedeva Enel. Tra il resto, attraverso una lettera ai clienti, Enel aveva "abbonato" le spese degli ultimi anni. "Quella di Trenta - sottolinea Pasquale Demattheis di Federconsumatori del Trentino - è stata una mossa illegittima attraverso la quale ha in sostanza rivendicato dei soldi che non gli spettavano aumentando la tariffa e facendo ricadere il tutto sui consumatori". Per questo Federconsumatori sta pensando di mettere in atto un'azione collettiva (proprio lunedì al palazzo della Regione si terrà un convegno sull'argomento) il modo migliore attraverso il quale gruppi di cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti subiti dalle grandi aziende. Ma in questi giorni Trenta Spa è nell'occhio del ciclone soprattutto per l'inchiesta dell'Antitrust, con il Garante per la concorrenza che sta indagando sulla pubblicità ingannevole durante la campagna di promozione del "prezzo fisso". Entro il 31 marzo, infatti, chi aderisce all'offerta speciale avrà la tariffa elettrica bloccata per 24 mesi a 0,085 kWh: una cifra gonfiata secondo l'Associazione Difesa Consumatori di Paolo Cunego. Trenta, specificando di voler evitare un "ping-pong mediatico", replica sostenendo che "l'offerta presentata agli utenti è vantaggiosa in prospettiva futura, essendo al riparo per due anni da ulteriori rincari". Restano, però, dei dubbi sull'efficacia della pubblicità. Tanto che un ordine del giorno presentato l'altra sera da Forza Italia e approvato dal consiglio comunale (nonostante la Margherita si sia quasi spaccata) chiede alla società controllata di Trentino Servizi di bloccare tutte le tariffe luce. Secondo buona parte di Palazzo Thun, infatti, i vantaggi sarebbero solo per pochi: 10.000 su 300.000. Si allinea alla richiesta del Comune di Trento anche il segretario generale della Cisl del Trentino, Nicola Ferrante. "Lanciamo un appello a Trenta affinché possa accogliere questa richiesta per andare incontro a tutti i cittadini", afferma il sindacalista. Secondo Ferrante ci sarebbe stato "un deficit di informazione a causa del quale molti rischiano di essere tagliati fuori dalla promozione" e sottolinea "che non vi siano aumenti per le fasce più deboli della popolazione". In merito a questa richiesta la società di via Fersina non si sbilancia e rende noto che ha l'obbligo di "rispettare l'Autorità e la legge prevede che, per attivare una nuova promozione, l'utente debba sottoscrivere un nuovo contratto. Se tutti i trentini - conclude - vogliono firmare la nostra promozione, noi li accoglieremo a braccia aperte".

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Contatori del gasinchiesta in Riviera (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

Esposto codacons in procura a imperia Scattano i controlli della Finanza su apparecchiature e consumi Imperia. Contatori del gas nel mirino della magistratura. Molti sono vecchi e quindi potenzialmente pericolosi, ma anche non precisi nella misurazione dei consumi. Su questi elementi, indicati in un esposto, effettuerà accertamenti la procura della Repubblica di Imperia. La segnalazione porta la firma del Codacons, il consorzio che raggruppa le associazioni nazionali dei consumatori, ed è stata inviata a tutte le 104 procure italiane dopo l'inchiesta dei pm di Milano che indagano sulle anomalie dei contatori venturimetrici del gas. Anche la Guardia di Finanza, che in Lombardia ha posto sotto sequestro centinaia di contatori, sarà coinvolta, nelle prossime settimane, nell'attività di verifica in tutta la provincia di Imperia dei contatori del gas in modo da confrontare la corrispondenza tra il gas contabilizzato e quello effettivamente prelevato. Se verranno accertate discrepanze la richiesta delle associazioni dei consumatori è quella di prevedere un indennizzo automatico in bolletta da parte degli operatori. "Chi riceve bollette pazze - suggerisce il Codacons - si rivolga alle nostre associazioni sul territorio". Un suggerimento da seguire se si tiene conto che lo "scherzo" per le famiglie può comportare un maggior esborso di cento euro ogni mille spesi, il 10 per cento in più. I contatori sotto accusa, dunque, oltre a mettere a rischio l'incolumità dei cittadini producono un danno alle loro tasche a causa dei margini di errore nella misurazione dei consumi, secondo il Codacons i risultati della perizia che ha preso in esame i contatori ad uso domestico con membrane naturali, ovvero quelli più vecchi (i nuovi non l'hanno più) affidata dalla procura milanese, si scopre che le membrane naturali nel tempo perdono elasticità e possono falsare i valori del gas effettivamente consumato. L'esposto è arrivato sul tavolo del procuratore capo della Procura di Imperia, Bernardo Di Mattei, e ad occuparsi della potenziale truffa e stabilire se esistono o meno i presupposti per avviare un'indagine più approfondita e quindi arrivare a configurare gli estremi di reato sarà la dottoressa Maria Paola Marrali. Al di là di come procederà l'inchiesta della magistratura imperiese, resta la denuncia delle associazioni dei consumatori che pone l'accento sulla pericolosità dei vecchi contatori. "Potrebbero esplodere da un momento all'altro e vanno cambiati", avverte il Codacons. In pratica quasi la metà dei contatori sequestrati dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta dei pm di Milano, non ha retto alla prova di sovrapressione di funzionamento e ha segnato consumi superiori a quelli effettivi. Ce n'è abbastanza per mandare su tutte le furie i clienti delle aziende del gas che hanno in casa i vecchi contatori e per indurre le associazioni dei consumatori ad annunciare una "class="hilite">class="term">class class="term">action" ovvero un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. "Il Codacons - è la conferma - è pronto a preparare una class="term">class class="term">action contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale sui contatori di gas "truccati" e ci costituiremo parte civile nel procedimento per consentire ai consumatori di ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate". Loredana grita 28/03/2008 bollette pazzeSecondo i calcoli Codacons possono comportare esborsi non dovuti del 10% per i cittadini 28/03/2008 STRUMENTi vecchiSecondo le perizie possono essere pericolosi e falsare la misurazione dei consumi 28/03/2008.

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Class action su Trenta (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

Mattia frizzera La prima class action trentina potrebbe essere contro Trenta Spa per aver richiesto nel 2005 conguagli dell'energia elettrica fornita da Enel nel 2003 a prezzi raddoppiati (da 0,11 euro/Kwh nel 2003 a 0,22 euro/Kwh nel 2005). Ad annunciarlo la Federconsumatori, che ieri ha presentato due convegni che si terranno a Trento per spiegare i dettagli dell'azione collettiva, nuovo strumento licenziato all'interno della Finanziaria nazionale 2008. Lunedì 31 marzo dalle 9 alle 12 presso la sala rosa del palazzo della Regione vi sarà il convegno maggiormente pratico, rivolto ai cittadini, mentre venerdì 4 dalle 15 alle 19 si affronterà la materia in modo più teorico presso il dipartimento di Scienze giuridiche dell'ateneo trentino. "Stiamo valutando le modalità di azione nei confronti di Trenta - chiarisce Pasquale de Matthaeis, presidente di Federconsumatori del Trentino - visto che da un anno non abbiamo nessuna risposta sulla questione". L'avvocato Barbara Maseri sottolinea qualche lato oscuro della norma sulla class action: sarà infatti la giurisprudenza a stabilire se la disposizione varrà da ora o sarà anche retroattiva, consentendo quindi di rivalersi su Trenta, ma di poter svolgere anche azioni collettive nei casi Parmalat, Cirio e Bond argentini. La legge italiana si differenzia da quella statunitense in materia perchè dà l'autorizzazione ad avviare azioni solo alle associazioni dei consumatori riconosciute (16) oppure a comitati non chiaramente definiti, inoltre prevede la clausola dell'opzione: il consumatore dovrà dichiararsi direttamente parte in causa e potrà beneficiare di eventuali rimborsi anche entrando nella causa prima dell'appello. Sui costi inoltre non è ancora chiaro se saranno a carico dell'impresa o dell'associazione dei consumatori, la certezza è solo che non graveranno sul singolo cittadino. Nonostante molti aspetti poco chiari De Matthaeis definisce il provvedimento come "il più rivoluzionario promosso dal governo Prodi". L'azione non sarà esercitabile nei confronti di enti pubblici e potrà riguardare settori sensibili per le tasche dei cittadini, come assicurazioni, telefonia, elettricità, gas. Ma anche "nell'ambito dei prestiti - ricorda Giuliano Rosi, segretario Spi Cgil - dove è facile che i pensionati vengano truffati". Maseri contesta la pratica dell'autolettura nel campo dell'energia "perchè è una scorrettezza contrattuale il fatto che le aziende dicano che per loro i costi di lettura siano troppo onerosi". Negli ultimi mesi sono sbocciate molte offerte di blocco dei prezzi dell'energia per due anni, non è che in quel modo le aziende mostrino la "coda di paglia" riconoscendo di aver approfittato per anni di una situazione non concorrenziale e vogliano quindi mantenere un privilegio acquisito? "Bisogna vigilare e controllare la situazione - risponde De Matthaeis - perchè anche a livello di prezzi c'è una filiera ampia e serve un controllo sui passaggi. Abbiamo più volte sollecitato l'assessorato provinciale al commercio a vigilare sui prezzi. Il blocco delle tariffe per due anni sembra un aspetto positivo, anche perchè si pensa che da aprile Trenta possa rialzare i prezzi dell'energia". Altra scadenza infine importante per Federconsumatori è quella del 14 aprile, quando a Rozzano (Milano) si terrà l'assemblea dei soci Telecom. La Federconsumatori è deputata a raccogliere le deleghe di chi possiede azioni della compagnia telefonica (contatti al 347-8405352 oppure 335-6435827), allo scopo di "fare pressing attraverso l'associazione Asati - conclude Maseri - sull'azienda, che è in salute ma ha fatto registrare un -4% nell'ultimo anno borsistico". 28/03/2008.

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Federconsumatori, <class action> contro Trenta (sezione: Class action)

( da "Corriere del Trentino" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere dell'Alto Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-03-28 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Elettricità Tariffe congelate per tutti, Merler al consiglio comunale: "è tecnicamente impossibile" Federconsumatori, "class action" contro Trenta TRENTO - Potrebbe partire il 28 giugno, insieme alla class action nazionale sul-l'energia, l'azione collettiva di Federconsumatori del Trentino contro la Trenta. Secondo Pasquale De Matthaeis, presidente di Federconsumatori regionale, sarebbero già 60 gli utenti che si sono rivolti all'associazione lamentando bollette con conguagli superiori, in alcuni casi, ai 6mila euro. "All'azienda contestiamo il raddoppio del prezzo dell'energia, passata da 0,11 centesimi di euro per kilowatt-ora di Enel agli 0,22 attuali, la gestione del passaggio da Enel nel giugno del 2005 e la richiesta di pagamento dei conguagli per gli anni 2003-05 che riteniamo illecita ed illegittima" spiega De Matthaeis. Immediata la replica di Marco Merler, presidente di Trenta: "Ciò che dice Federconsumatori è semplicemente assurdo; il costo dell'energia è vincolato dal mercato, l'ho spiegato mille volte. Per quanto riguarda i conguagli, i problemi si sono verificati solo in pochissimi casi, una decina al massimo, con particolarità risolte individualmente". Federconsumatori però non ci sta e De Matthaeis insiste: "Abbiamo più volte chiesto a Trenta di farci visionare il contratto stipulato con Enel, cosa che ci è sempre stata negata. Contestiamo l'autolettura, che dovrebbe implicare una riduzione dei costi della bolletta". Merler si difende così: "è stata negata la possibilità di vedere il contratto perché vincolato da una clausola di riservatezza ". Per contrastare i rincari delle bollette energetiche, Trenta ha proposto ai suoi clienti il congelamento delle tariffe per due anni (e su questo Federconsumatori non ha nulla da ridire). Visto che finora hanno aderito solo 10mila utenti su 300mila, l'altro ieri il consiglio del Comune di Trento (maggior azionista di Trentino servizi, che controlla Trenta) ha approvato una mozione di Forza Italia per estendere il congelamento delle tariffe a tutti gli utenti. Si tratta, va detto, di un atto non vincolante. Merler però invita a rimettere i piedi per terra: "Questo tipo di provvedimento è tecnicamente impossibile ". Si tratterebbe infatti "dell'arbitraria applicazione di norme diverse da quelle stabilite dall'Autorità dell'energia ". Il cittadino che intende accettare un'altra offerta rispetto a quella in corso deve sottoscrivere un'altro contratto, non si possono contrastare le norme nazionali. Sul tema, che interessa tutti i cittadini, si registra una spaccatura fra i sindacati. Nicola Ferrante, segretario generale di Cisl Trentino, afferma: "Apprezziamo l'ordine del giorno votato dal Comune, lanciamo un appello alla società affinché blocchi le tariffe elettriche". Ruggero Purin, per la Cgil, è molto più cauto: "Ogni iniziativa tesa al contenimento delle tariffe viene salutata con favore dal sindacato, a patto che sia poi realmente praticabile alla luce della normativa nazionale". Marianna Bonso De Matthaeis "Contestiamo il raddoppio del prezzo al kilowatt-ora, nel passaggio da Enel all'operatore locale" Il tecnico "L'ho spiegato mille volte, il costo è vincolato al mercato; pochi i casi di conguagli sopra la media" La conferenza Pasquale De Matthaeis, all'estrema destra, accanto a Giuliano Rosi, Barbara Maseri e Silvio Sebastiani (Foto Rensi).

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<I salari sono la vera emergenza europea> (sezione: Class action)

( da "Liberazione" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

"I salari sono la vera emergenza europea" Silvana Cappuccio La Ces è all'attacco sul fronte salariale. Quale strategia adotterete per ottenere risultati concreti? Il movimento sindacale europeo ha assunto la questione sindacale come una priorità non più rinviabile. E' chiaro che retribuzioni e potere d'acquisto sono questioni ogni giorno più preoccupanti per i lavoratori e le loro famiglie in molti paesi. Il valore reale degli stipendi continua a decrescere e così anche gli standard di vita, mentre i leader politici e finanziari europei chiedono ancora restrizioni salariali, soprattutto nel settore pubblico. Intanto, non c'è alcun impegno su come redistribuire gli alti margini di profitto che esistono e gli aumenti di produttività. La gente comune vede diminuire giorno per giorno la propria capacità d'acquisto, mentre i top manager riescono a intascare somme sproporzionate - fino a 300 volte più della media dei lavoratori - su cui poi molti magari pagano tasse irrisorie. Al congresso di Siviglia in Spagna a maggio 2007, i nostri affiliati hanno concordato su una strategia di attacco e sul lancio di una campagna a livello europeo per evidenziare questo problema. I sindacati in molti paesi stanno mobilitandosi, focalizzando le proprie esigenze a livello nazionale e secondo le situazioni locali, con manifestazioni, contrattazioni, ricerche e campagne di sensibilizzazione. La Ces ha un ruolo cruciale da giocare coordinando le attività, garantendo l'informazione e mantenendo la pressione sui governi e sulle imprese in Europa. La diminuzione dell'incidenza salariale sul prodotto interno lordo a livello europeo è una sfida per i sindacati e perciò un'equa retribuzione per i lavoratori europei è l'assoluta priorità della Ces. Dopo Lubiana? La Ces ha già dimostrato di saper organizzare grandi manifestazioni europee e di poter esercitare la sua influenza politica: basti pensare all'impatto della manifestazione a Strasburgo nel 2006 contro la direttiva sui servizi Bolkestein. Quindi ci aspettiamo un grande numero di sindacalisti provenienti da molti paesi il 5 aprile, quando i ministri delle finanze si incontreranno a Lubiana. Da lì la campagna continuerà con una serie di eventi a livello europeo e nazionale. Vogliamo collegare il tema del salario decente con specifiche categorie di lavoratori, come gli immigrati e i giovani. Siamo convinti che l'aumento delle retribuzioni per i lavoratori europei sarà a beneficio di tutta l'economia del continente perché implicherà un aumento della domanda e alimenterà la crescita interna. Sempre quest'anno, il 7 ottobre sosterremo sul piano internazionale la Giornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso. Una delle tre domande centrali è quella di porre fine alla povertà e alla disuguaglianza, e nell'Unione Europea ci sono ancora 31 milioni di persone che percepiscono un salario di povertà. Stiamo programmando un grande evento a Parigi in coincidenza con la Presidenza francese dell'UE nella seconda metà del 2008. Come affronterete la grave discriminazione salariale tra uomini e donne che ancora esiste in Europa? E' inaccettabile che 50 anni dopo la proclamazione del principio di parità retributiva nel Trattato europeo, ancora vi sia una differenza media del 15% nei livelli di stipendio. Le cause sono molte, ivi inclusi la segregazione professionale e gli stereotipi, la generale sottovalutazione del lavoro femminile, l'iniqua divisione del lavoro domestico, di cura e non pagato e il circolo vizioso che mantiene lunghe ore di lavoro per gli uomini e lavori part-time per le donne, bloccando un vasto numero di donne in lavori a basso redito con scarse prospettive di carriera o diritti di pensione. Abbiamo dunque urgentemente bisogno di mettere le persone in condizioni di bilanciare la loro vita lavorativa e familiare, affinché le donne abbiano pari accesso a dei buoni posti nel mercato del lavoro. I governi, gli imprenditori e i sindacati hanno tutti un ruolo da giocare. Nel Quadro di Azioni sull'Uguaglianza di Genere, le parti sociali europee hanno riconosciuto la loro responsabilità a intraprendere delle azioni per colmare la distanza retributiva una volta per tutte. Flexicurity, ci sono diversi livelli di protezione dei lavoratori nei diversi Stati per prevenire il dumping sociale. E' un elemento di grave preoccupazione, particolarmente alla luce delle recenti decisioni della Corte europea di giustizia nei casi Laval e Viking. Entrambi questi casi si riferiscono all'azione sindacale contro il dumping sociale. La decisione della Corte mostra che il diritto dei sindacati di proteggere i lavoratori è meno importante della libera circolazione dei beni e servizi nell'Ue. La Ces chiede una "Clausola di Progresso Sociale" giuridicamente vincolante annessa al Trattato di Lisbona, che stabilisca fermamente che il Trattato e le sue libertà rispettino i diritti fondamentali, soprattutto l'azione collettiva. Deve riconoscere il diritto dei lavoratori e dei suoi rappresentanti ad agire collettivamente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro al di sopra degli standard minimi. Abbiamo detto a chiare lettere a governi e imprese in Europa che non accetteremo la flexicurity intesa come un mezzo per tagliare stipendi e diritti o per far sentire i lavoratori più insicuri. 28/03/2008.

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<Expo, benessere per pochi> (sezione: Class action)

( da "Settegiorni (Magenta)" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

INCONTRO Una serata per parlare della candidatura di Milano per il 2015 'EXPO, BENESSERE PER POCHI' I dubbi sono sull'aumento di traffico e sulla mancata creazione di posti di lavoro richiedi la foto L'assemblea si è svolta all'ex Meccanica Nerviano - "No a Expo2015"". Il grido d'allarme è stato lanciato mercoledì 26 marzo nella serata all'ex Meccanica: il Collettivo Oltre il Ponte, il comitato No Expo e il centro sociale La Fornace di Rho hanno esposto l'inferno di cemento e business che porterà con sé l'evento espositivo per il quale la città di Milano è candidata a esserne la sede. Se la scelta dovesse premiare il capoluogo milanese i capannoni saranno edificati su un'area di 1.700.000 metri quadrati accanto a quelli della Fiera Rho-Pero, 2.100.000 metri quadrati per possibili strutture di servizio e supporto sull'ex Alfa Romeo di Arese e nei sei mesi di durata dell'Expo sono previsti qualcosa come 29 milioni di visitatori per una media giornaliera di 70mila veicolo al giorno oltre quelli della fiera, 1,6 miliardi di euro come costi diretti di realizzazione di cui 800 milioni di denaro pubblico e l'avvio di opere quali la Tav e la BreBeMi. Milano se la dovrà giocare con l'altra candidata, ossia la città turca di Smirne. Si decide il 30 marzo. "No all'Expo a Milano, ma neanche a Smirne ha dichiarato Luca Trada del Comitato No Expo perché l'evento porterà benessere per pochi e vantaggi nulli per le popolazioni coinvolte. Expo conferma quel rapporto col territorio e sviluppo basato sulle speculazioni edilizie, sul pendolarismo e funzionale al modello della precarietà. Abbiamo di fronte un bivio: contrastarlo o metterci in testa che gran parte del territorio avrà trasformazioni irreversibili per questo che è il progetto speculativo più grande dal Dopoguerra". Preoccupato anche Andrea Savi della Fornace che ha sottolineato parallelismi con la Fiera Rho-Pero: "Vi è la creazione di un immaginario ha ricordato -: per la fiera si è parlato di 40mila posti di lavoro mentre oggi di posti nuovi se ne contano tre, di cui due part-time; il lavoro è precario: ti chiamano con sms e il lavoro nero è emerso sia nelle fasi di costruzione che gestione della fiera. Per Expo si parla di 70mila posti di lavoro ma visto che durerà sei mesi facile capire che si tratterà di lavoro precario". Insomma, un colosso espositivo in una zona già al collasso: "La fiera oggi è ingestibile, pensiamo quando si aggiungeranno 70mila auto in più" ha aggiunto Savi. Le azioni future? Contrasto al progetto, sensibilizzazione dell'opinione pubblica, richiesta di utilizzare per Expo i padiglioni della fiera e lavoro per limitare i danni nel caso l'evento arrivi a Milano. Alla serata ha partecipato anche Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Comune con Pgt a crescita zero. Articolo pubblicato il 28/03/08.

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MOZZARELLA/ GASPARRI: CLASS ACTION CONTRO PRODI & C (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

28-03-2008 15:01 E' tutta colpa della sinistra e di Bassolino Taormina (Messina), 28 mar. class="hilite">(Apcom) - "Ci vuole una grande class="term">class class="term">action degli italiani contro Prodi, Pecoraro Scanio e Bassolino che meritano la galera per i danni che stanno facendo all'Italia. La mozzarella è buona ma loro sono cattivi". Così Maurizio Gasparri a Taormina, a margine del forum di Confagricoltura. "Evitiamo allarmismi, ricordiamoci dell'epidamia aviaria - prosegue - si creò una psicosi che poi è volata via. DObbiamo difendere i nostri prodotti - sottolinea l'ex ministro delle Comunicazioni - ed essere consapevoli che appare pretestuosa la posizione di alcuni Paesi europei. Dobbiamo fare i controlli. Il fatto reale - conclude - è che è colpa del malgoverno della sinistra sul territorio, in particolare di Bassolino".

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BANCA ITALEASE: ADUSBEF PRONTA A PROMUOVERE CLASS ACTION (sezione: Class action)

( da "Wall Street Italia" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 28 MAR - Adusbef è pronta a promuovere una class action nei confronti di Banca Italease "su richiesta espressa degli investitori e dopo aver raccolto gli entusiastici articoli di stampa di ben noti giornalisti economici che adulavano vertici e gestione". E' quanto si legge in una nota dell'associazione dei consumatori che punta così a promuovere una nuova azione collettiva (la sua settima) nei confronti della banca finita sotto indagine per la sua attività in derivati. "Banca Italease, nonostante non fosse autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata rappresentata - si legge nella nota - da numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti economici come modello di efficienza e di corretta gestione del credito e del risparmio, arrivando a quotare 57,20 euro ad azione il 17 febbraio 2007, prima di essere stata decapitata dalle inchieste giudiziarie con i vertici accusati perfino del reato di associazione a delinquere". (ANSA).

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CLASS ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE! (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

(17:17) (28/3/class="hilite">2008 14:45) | CLASS ACTION: ADUSBEF CHIAMERA' BANCA ITALEASE A RISPONDERE IN TRIBUNALE! (Sesto Potere) - Roma - 28 marzo 2008 - Banca Italese, nonostante non fosse autorizzata dalla Banca d'Italia a spacciare prodotti derivati, era stata rappresentata da numerosi mezzi di informazione e da ben noti giornalisti economici, come modello di efficienza e di corretta gestione del credito e del risparmio, arrivando a quotare 57,20 euro ad azione il 17 febbraio 2007, prima di essere stata decapitata dalle inchieste giudiziarie con i vertici accusati perfino del reato di associazione a delinquere. Migliaia di risparmiatori, fidandosi dei rapporti (forse prezzolati) e delle entusiastiche descrizioni giornalistiche dei manager di Banca Italease guidati da Massimo Faenza, sono stati indotti ad acquistare pacchetti azionari al valore di 40-50 euro ad azione, contro una quotazione di 5 euro, bruciando il valore del loro sudato investimento ridotto al lumicino e che difficilmente potrà ritornare alle quotazioni di 12 mesi addietro. Su richiesta espressa degli investitori e dopo aver raccolto gli entusiastici articoli di stampa di ben noti giornalisti economici che adulavano vertici e gestione, Adusbef porterà Banca Italease alla sbarra, con una class="term">class class="term">action (la settima) il cui modulo è pubblicato sul suo sito, chiamando a testimoniare proprio quei ben noti operatori dell'informazione economica i quali, probabilmente a gettone lodavano la banca inducendo tantissimi risparmiatori ad investire sul titolo. Adusbef aggiunge così anche Banca Italease tra le class="term">class class="term">action che saranno promosse da fine giugno,assieme ad anatocismo, simmetria dei tassi, risparmio tradito,addebiti indebiti sulla surroga e portabilità dei mutui, l'obbligo di sottoscrivere una polizza come balzello collaterale del mutuo nel momento della stipula dei mutui, i prodotti derivati, appioppati disinvoltamente dalle banche alle imprese ed agli enti locali, prodotti così sofisticati che non offrono alcuna copertura al contraente debole,ma la cui diabolica ingegneria finanziaria è strutturata in maniera tale da portare la banca a guadagnare ed il contraente a perdere sempre. Dopo i sei moduli di adesione già inseriti sul sito dell'Adusbef relativi agli oneri indebiti di surrogazione; anatocismo; risparmio tradito; simmetria tra tasso attivo e passivo, i prodotti derivati e le assicurazioni collaterali ai mutui, le prime sei sacrosante azioni collettive, sia per ricondurre la protervia delle banche nel rispetto delle regole e della legalità impunemente violata,che per i doverosi risarcimenti danni procurati alla collettività, Banca Italease che ha istituito una commissione di conciliazione "fatta in casa" e senza alcuna plausibile garanzia di terzietà, risponderà in Tribunale di una gestione delinquenziale del credito e del risparmio. Anche in materia di class="term">class class="term">action italiana, ossia un modello di azione di tutela collettiva a favore di consumatori ingiustamente e/o illecitamente danneggiati, il vice-presidente Adusbef avv. Antonio Tanza,tra i massimi esperti in materia bancaria e finanziaria ha realizzato un testo di Class Action Italiana Collana Giuridica "Le Novità Legislative" 2008 - pagg. 182, assieme all'avv. Rosanna Cafaro, battendo tutti sul tempo per dare un contributo alla novella legislativa. Compagine Sociale Banca Italease Partecipazione (%) % Vincolata Gruppo Banco Popolare 30,72% 20,04% Gruppo Banca Popolare Emilia-Romagna 6,78% 6,19% Società Reale Mutua di Assicurazioni 6,11% 5,58% Gruppo Banca Popolare di Sondrio 3,90% 3,54% Gruppo Banca Popolare di Milano.

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Contratto collettivo nazionale di lavoro dei segretari comunali e provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003 (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Class Action

COMUNICATO Contratto collettivo nazionale di lavoro dei segretari comunali e provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e per il biennio economico 2002-2003. Pag. 20 In data 7 marzo 2008, alle ore 11 ha avuto luogo l'incontro tra ARAN: nella persona del presidente avv. Massimo Massella Ducci Teri e le seguenti: ===================================================================== Organizzazioni sindacali |Confederazioni sindacali ===================================================================== CGIL FP (firmato) | CGIL (firmato) --------------------------------------------------------------------- CISL FPS (firmato) | CISL (firmato) --------------------------------------------------------------------- UIL FPL (firmato) | UIL (firmato) --------------------------------------------------------------------- Coordinamento sindacale autonomo | (Fiadel/Cisal, Fialp/Cisal, Cisas/Fisael, | Confail-Unsiau, Confill Enti Locali-Cusal, | Usppi-Cuspel-Fasil-Fadel) (firmato) | CISAL (firmato) --------------------------------------------------------------------- DICCAP - (Snalcc-Fenal-Sulpm) (firmato) | USAE (firmato) --------------------------------------------------------------------- U.N.S.C.P. (firmato) | Al termine della riunione le parti sottoscrivono l'allegato contratto collettivo nazionale di lavoro relativo ai segretari comunali e provinciali per il quadriennio normativo 2002-2005 e il biennio economico 2002-2003. CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEI SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI PER IL QUADRIENNIO NORMATIVO 2002-2005 E IL BIENNIO ECONOMICO 2002-2003 Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI Capo I Art. 1. Campo di applicazione 1. Il presente C.C.N.L. si applica a tutti i segretari comunali e provinciali iscritti all'albo previsto dall'art. 98 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e all'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 465/1997, in servizio alla data del 1° gennaio 2002 o assunti successivamente. 2. Nel testo del presente contratto: i riferimenti al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni sono riportati come riferimenti al decreto legislativo n. 165 del 2001; i riferimenti al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono riportati come riferimento al decreto legislativo n. 267 del 2000; l'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali e' denominata semplicemente Agenzia nazionale; i segretari comunali e provinciali sono indicati semplicemente come segretari. Art. 2. Durata, decorrenza tempi e procedure di applicazione del contratto 1. Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2005 per la parte normativa ed e' valido dal 1° gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica. 2. Gli effetti giuridici del presente contratto decorrono dal giorno successivo alla data di stipulazione, salvo diversa e specifica prescrizione e decorrenza espressamente prevista dal contratto stesso. 3. Gli istituti a contenuto economico e normativo con carattere vincolato ed automatico sono applicati dall'Agenzia nazionale e dagli enti destinatari entro trenta giorni dalla data di stipulazione di cui al comma 2. 4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo. 5. Per evitare periodi di vacanza contrattuale, le piattaforme sono presentate tre mesi prima della scadenza del contratto. Durante tale periodo e per il mese successivo alla scadenza del contratto, le parti negoziali non assumono iniziative unilaterali ne' procedono ad azioni dirette. 6. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente contratto o a tra mesi dalla data di presentazione delle piattaforme, se successiva, ai segretari sara' corrisposta la relativa indennita', secondo le scadenze previste dall'Accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993. Per le modalita' di erogazione di detta indennita', l'A.RA.N. stipula apposito accordo, ai sensi degli articoli 47 e 48, commi 1, 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo n. 165 del 2001. 7. In sede di rinnovo biennale per la parte economica, ulteriore punto di riferimento del negoziato sara' costituito dalla comparazione tra l'inflazione programmata e quella effettiva intervenuta nel precedente biennio, secondo quanto previsto dal citato Accordo del 23 luglio 1993. Titolo II TRATTAMENTO ECONOMICO Capo I Istituti di carattere generale Art. 3. Stipendio tabellare 1. Il valore degli stipendi tabellari dei segretari collocati nelle fasce A, B e C, di cui all'art. 1 del C.C.N.L. del 16 maggio 2001 per il biennio economico 2000-2001, ed alla corrispondente colonna della tabella 1 allegata al medesimo C.C.N.L., e' incrementato con le decorrenze e nelle misure mensili lorde indicate nella allegata tabella A. 2. A decorrere dal 1° gennaio 2002, l'indennita' integrativa speciale (IIS), nel valore annuo spettante sulla base della pregressa disciplina, cessa di essere corrisposta come autonoma voce della retribuzione ed e' conglobata nella voce stipendio tabellare. Detto conglobamento non produce effetti diretti o indiretti sul trattamento complessivo fruito dal personale inviato a prestare servizio all'estero in base alle vigenti disposizioni. 3. Ai fini del conglobamento di cui al comma 2, nello stipendio tabellare del segretario collocato nella fascia B per effetto del C.C.N.L. del 16 maggio 2001 e proveniente dalla ex IX qualifica funzionale e' riconosciuto ed assorbito lo stesso importo di IIS spettante agli altri segretari della medesima fascia B, che, nel precedente sistema di inquadramento, rivestiva la qualifica di dirigente. 4. Il nuovo stipendio tabellare annuo lordo a regime dei segretari collocati nelle fasce A, B e C e', pertanto, rideterminato, con decorrenza dal 1° gennaio 2003, nelle misure indicate nella allegata tabella B. 5. Sono confermati: la retribuzione individuale di anzianita' in godimento alla data di stipulazione del presente C.C.N.L.; il maturato economico in godimento secondo la disciplina dei vigenti contratti collettivi ed il trattamento economico ad personam di cui all'art. 40, commi 5 e 6, del C.C.N.L. del 16 maggio 1995, come integrato dall'accordo successivo del 14 settembre 1995. Art. 4. Effetti dei nuovi stipendi 1. Le misure degli stipendi tabellari risultanti dall'applicazione dell'art. 3 hanno effetto sulla tredicesima mensilita', sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sull'indennita' premio di fine servizio, sull'indennita' alimentare, sull'equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi e sui contributi di riscatto. 2. I benefici economici risultanti dall'applicazione dell'art. 3 sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo articolo al segretario comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti dell'indennita' premio di servizio, dell'indennita' sostitutiva del preavviso, nonche' di quella prevista dall'art. 2122 del codice civile, si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione del rapporto. 3. Il conglobamento nello stipendio tabellare dell'indennita' integrativa speciale, di cui all'art. 3 comma 2, del presente C.C.N.L., non modifica le modalita' di determinazione della base di calcolo in atto del trattamento pensionistico anche con riferimento all'art. 2, comma 10, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Art. 5. Retribuzione di risultato 1. Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di risultato del segretario di cui all'art. 42, comma 2, del C.C.N.L. del 16 maggio 2001, sono incrementate, con decorrenza dal 1° gennaio 2003, di un importo pari allo 0,50% del monte salari riferito a ciascun segretario nell'anno 2001. Art. 6. Conferma di discipline precedenti 1. Per quanto non previsto nel presente C.C.N.L., restano confermate, ove non disapplicate, le discipline dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati, in data 16 maggio 2001, per il quadriennio normativo 1998-2001, biennio economico 1998-1999, e per il biennio economico 2000-2001. ------ Tabella A INCREMENTI MENSILI DELLA RETRIBUZIONE TABELLARE Valori in euro da corrispondere per 13 mensilita' ===================================================================== Fascia | Dal 1° gennaio 2002 | Dal 1° gennaio 2003 ===================================================================== A |81,43 |121,11 B |81,43 |121,11 C |81,43 |121,11 ------ Tabella B RETRIBUZIONE TABELLARE Valori in euro per 12 mensilita' cui si aggiunge la tredicesima mensilita' ===================================================================== Fascia | Dal 1° gennaio 2002 (1) | Dal 1° gennaio 2003 ===================================================================== A |28.206,09 |29.659,41 B (2) |28.206,09 |29.659,41 C |22.108,13 |23.561,45 ------ (1) Il valore a decorrere dal 1° gennaio 2002 comprende ed assorbe l'indennita' integrativa speciale. (2) Art. 3, comma 3 dell'ipotesi d'accordo. Al segretario della ex IX qualifica collocato nella fascia B e' riconosciuto ed assorbito lo stesso importo di IIS spettante agli altri segretari della fascia B. ------ DICHIARAZIONE CONGIUNTA n. 1 Le parti congiuntamente dichiarano che le risorse derivanti dall'applicazione dell'art. 5 sono pienamente esigibili in quanto risorse previste direttamente dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

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Sportello per le vertenze aperto al csa intifada (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Class Action

Empoli Sportello per le vertenze aperto al Csa Intifada PONTE A ELSA. Uno sportello legale per l'assistenza ai lavoratori. è questa l'iniziativa promossa dai Cobas e dal collettivo Orda Precaria. Ogni mercoledì sera a partire dalle 21, quattro avvocati empolesi saranno presenti nei locali del Csa Intifada di Ponte a Elsa e offriranno gratuitamente una consulenza preliminare a tutti i lavoratori e le lavoratrici che decideranno di avvalersi del servizio. L'iniziativa rientra in un piano più complesso d'azione che riguarda il lavoro. Pochi giorni fa, infatti, il collettivo Orda Precaria ha pubblicato uno studio effettuato su un campione di 153 lavoratori precari dell'Empolese-Valdelsa. "In un momento in cui la parcellizzazione è diventata un elemento strutturale dell'organizzazione del lavoro - spiegano Andrea Barbara e Daniele Fini - abbiamo sentito la necessità di cercare di capire quale fosse la situazione sul nostro territorio. E lo sportello legale destinato a tutti i lavoratori e quindi anche ai precari, è un'occasione anche per riuscire ad interpretare certi cavilli contrattuali, che talvolta non sono chiari ai lavoratori stessi". "Per quanto riguarda la nostra indagine - proseguono - abbiamo fatto compilare diverse schede e abbiamo constatato che il precariato interessa non solo i giovani ma anche una fascia compresa tra 40 e 50 anni. Colpisce laureati, così come lavoratori con un tasso di scolarizzazione inferiore, gli stranieri, famiglie povere, ma anche il ceto medio-alto". La curiosità è che solo il 12% del campione ha ottenuto il lavoro attraverso l'ausilio di un'agenzia interinale. "Il dato è questo - spiegano - anche se il rivolgersi alle agenzie interinali sta diventando la prassi diffusa di molte realtà aziendali. In questo momento ci sono circa 30 tipologie di contratti atipici: e il 50% del campione ha detto che il proprio scadrà nell'arco dei 6 mesi. In oltre il 40% dei casi, però, il lavoratore svolge mansioni diverse a quelle previste dal contratto e l'orario è notevolmente prolungato rispetto a quello normale". Moltissimi anche i casi ambigui. "Per esempio - puntualizzano - emerge in maniera molto netta che nel caso di contratti Co.co.pro il lavoratore non sia semplicemente un collaboratore, ma che alla fine risulti come un normale rapporto subordinato. Ma in questo caso non sono previste né malattia, né ferie, né altri tipi di tutele". Un terzo dei lavoratori, poi, dichiara di non arrivare a fine mese. "Il 50% dei lavoratori, infatti, fa un secondo lavoro. E le difficoltà sono maggiori per coloro che hanno figli o hanno da pagare un affitto". Nessuno, o quasi, è iscritto al sindacato. "Nel 90% dei casi non si è iscritti ad alcun sindacato, ma il 40% dichiara di aver preso parte a scioperi e il restante 60% ha dichiarato di sentire il bisogno di una tutela. Per questo motivi riteniamo che nella società sia indispensabile fare qualcosa e che i sindacati non si limitino soltanto a tutelare coloro che sono ormai lavoratori "forti", ma anche e soprattutto il precariato". Marco Fani.

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E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai Se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Intendo Silvio, mago della comunicazione. Gli è riuscito il giochetto elettorale sull'Alitalia, di cui da statista con i piedi per terra e i pensieri in volo non gliene può fregare di meno, vedi il disinteresse da sempre per il precipizio della compagnia di bandiera. E ora dal magico cilindro fatto di tv e penetrazione superficiale, ossimoro fenomenale, ha tirato fuori un nuovo coniglio. La Rai. Date retta, per le prossime due settimane come ha fatto con gli aerei adesso sarà ossessivo sulla Rai. A dicembre non era forse impossibile "lavorare in Rai se non si è di sinistra o non ci si prostituisce", ipse dixit class="hilite">beccandosi una querela modello class-class="term">action dai dipendenti aziendali offesi per l'una o per l'altra categoria? Ebbene, il trapano mediatico funziona e quindi adesso basta rincarare la dose. "La Rai è di sinistra", dice il comiziante giacché l'irreprensibile Jeeves non può organizzare i "Porta a Porta" con Veltroni e Berlusconi separati perché il primo vorrebbe misurarsi con il secondo. "Violenza di Veltroni" insiste il prestidigitatore sperando che gli altri gli corrano appresso. Padronissimi di farlo, siamo in democrazia. A proposito, tra Alitalia e Rai cogliete altre analogie? Oliviero Beha.

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COLDIRETTI FA I CONTI. IL CODACONS: VIA ALLA CLASS ACTION. BOSSI: LA MANGIO LO STESSO (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Coldiretti fa i conti. Il Codacons: via alla class="term">class class="term">action. Bossi: la mangio lo stesso Per venti allevamenti confermata la positività alla diossina Fondi dalla regione Campania.

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PERSO MEZZO MILIONE AL GIORNO (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Class Action

"Perso mezzo milione al giorno" PAOLA PEREZ A Bruxelles la mozzarella con diossina non fa più paura, la Francia annulla in poche ore la decisione di bandire il prodotto, il governo italiano tira un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Ma il calo di vendite pesa già come un macigno e il mercato della specialità bufalina, messo in ginocchio dalla psicosi, cerca disperatamente un punto d'appoggio per risollevarsi dalla crisi. L'incasso perduto ogni giorno è pari a circa mezzo milione di euro, secondo la stima di Coldiretti. Che intanto lancia un nuovo allarme: la paura del prodotto italiano potrebbe lasciare spazio a tonnellate di formaggio pseudo-bufalino, made chissà dove, assolutamente incontrollabili dal punto di vista della sicurezza alimentare. Di crollo verticale parla la Confederazione agricoltori, sollecitando "lo stato di crisi del settore, con notifica preventiva a Bruxelles per dare un reale sostegno finanziario, e una campagna promozionale per offrire ossigeno al comparto". Meno 60 per cento dal punto di vista commerciale, incalcolabile il danno d'immagine. class="hilite">Al fianco di allevatori e produttori scende in campo il Codacons, pronto a sostenere una class="term">class class="term">action per il risarcimento in mancanza di provvedimenti d'emergenza a sostegno della categoria. L'associazione Altroconsumo, invece, getta benzina sul fuoco: "Bisogna pubblicare subito i nomi dei caseifici fuorilegge. In caso contrario, meglio non comprare mozzarella". Degli 83 allevamenti messi sotto sequestro, 12 sono stati sbloccati mentre per altri 20 c'è conferma di positività alla diossina. "I sigilli resteranno per 90-120 giorni - spiega il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta - il tempo necessario perché il bestiame possa smaltire la sostanza tossica". In commissione europea si cerca intanto di ridimensionare l'allarme: perché il formaggio a rischio possa far male alla salute, dicono gli esperti, ne dovremmo mangiarne quattro chili a settimana. "La crisi internazionale della mozzarella è risolta. In due o tre giorni ci lasceremo questa vicenda alle spalle": così il ministro degli esteri Massimo D'Alema annuncia, a Napoli, che l'Italia ha superato l'esame di Bruxelles. "Tutto è bene quel che finisce bene - rilancia da Friburgo il presidente del consiglio Romano Prodi - a un allarme forse eccessivo è seguita una diligente analisi della situazione". Soddisfatto Paolo De Castro, ministro delle politiche agricole: "Ce l'aspettavamo, perché abbiamo svolto un attento e meticoloso lavoro per tranquillizzare l'Europa e i consumatori". Le disavventure del formaggio di bufala condiscono anche la campagna elettorale. Per Berlusconi "una vicenda di assoluta e negativa attualità" che con l'emergenza rifiuti costituisce "la rovina dell'immagine italiana"; Veltroni denuncia un tentativo di recuperare voti "con i latticini che stavano già invadendo i tg. Ma l'efficienza dei controlli pubblici ha spento la crisi"; "Una vergogna e un dramma - commenta Bossi - ho visto su internet una foto falsa con mucche al pascolo nell'immondizia". La giunta regionale della Campania, nel frattempo, stanzia un milione e mezzo di euro per ritirare e distruggere il latte di bufala contaminato: l'operazione sarà coordinata da una task force composta da Arpac, Osservatorio sicurezza alimentare, Istituto zooprofilattico e università Federico II. E il presidente Bassolino annuncia "massimo rigore nei controlli".

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Ecco gli sloveni laibach "provocatori" all'ossigeno - alberto campo (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XXI - Torino Musica 90 Ecco gli sloveni Laibach "provocatori" all'Ossigeno Il gruppo propone un coacervo di sonorità "industriali", avanguardismi jazz, sinfonismo wagneriano. Ma ciò che conta è la loro ambigua messinscena ALBERTO CAMPO Quarto appuntamento con Musica 90, domani a Ossigeno. Non il più importante in assoluto, né forse il più stuzzicante in termini strettamente musicali. Senz'altro però il più controverso, trattandosi di uno show dei Laibach. La reputazione del gruppo sloveno è proverbialmente ambigua. Fondato quasi 30 anni or sono a Lubiana, era in origine ramificazione su scala musicale del collettivo multidisciplinare Neue Slovenische Kunst e traeva ispirazione da un coacervo di influenze in cui convergevano sonorità "industriali", avanguardismi jazz, sinfonismo wagneriano ed espressionismo mitteleuropeo. Più della musica in sé, è tuttavia la messinscena circostante ad attribuire senso alle imprese dei Laibach. Con audacia impudente hanno affrontato a viso aperto gli aspetti più tragici e inquietanti del Novecento europeo, appropriandosi di simboli e codici propri dei totalitarismi senza temere gli ovvi equivoci suscitati da un'interpretazione superficiale del loro lavoro. E quanto esso sia motivato da intenzioni politiche è testimoniato del resto dai titoli inequivocabili di alcuni dischi: Opus Dei (1987), Kapital (1992) e NATO (1994). Ultimo in ordine di tempo è quello che dà forma all'esibizione torinese: edito due anni fa, Volk propone 14 inni nazionali (tra cui quello dell'immaginario stato di NSK, acronimo del collettivo d'appartenenza), Fratelli d'Italia incluso, reinterpretati con intenti provocatori. Una riflessione in musica sull'idea stessa di patria e di come ai giorni nostri essa sia conseguenza e fonte di contraddizioni: azione artistica che dal vivo, più che su disco, trova definitivo compimento. Guidare la formazione di sette elementi attesa domani in città il cantante Milan Fras, unico superstite del nucleo originario: indizio tra i tanti di quanto sia stata fin qui movimentata l'avventura dei Laibach.

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FS/ CODACONS: A VILLA A PIEDI DA TRENI A TRAGHETTI, CLASS ACTION (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 30-03-2008)

Argomenti: Class Action

30-03-2008 14:33 "Allo studio iniziative legali contro ferrovie per i disservizi" Roma, 30 mar. (Apcom) - Il Codacon ha class="hilite">deciso di avviare una class="term">class class="term">action contro la Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato, per i gravi disservizio subiti dai cittadini che devono attraversare da Villa San Giovanni lo Stretto di Messina. In una nota Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, comunica che gli avvocati dell'associazione stanno studiando le iniziative legali da intraprendere contro la Rfi. "E' inconcepibile l'insieme dei disagi che stanno subendo gli utenti del trasporto ferroviario che devono attraversare lo Stretto di Messina - spiega la nota - Sono costretti ad abbandonare il treno una volta giunti a Villa S. Giovanni o a Messina e traghettare a piedi". Il Codacons ha quindi deciso di mettere in moto una class="term">class class="term">action contro i responsabili dei danni arrecati a chi deve attraversare lo Stretto di Messina ed è obbligato a scendere dal treno, imbarcarsi a piedi su una nave e raggiungere, sempre a piedi caricandosi i bagagli, la stazione per la coincidenza e in qualsiasi condizione metereologica. "E' una vera vergogna - dice Tanasi - che non può passare inosservata e che dovrà essere oggetto di esame anche da parte della magistratura penale per il riscontro di eventuali reati. Sarà chiesto il risarcimento dei danni anche per la cattiva immagine che ne riceve la Sicilia che, se accordato, sarà ceduto provocatoriamente agli organi competenti per l'ammodernamento della rete ferroviaria siciliana".

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FORZA E CORAGGIO BLOCCATA DALL'EBOLITANA (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 30-03-2008)

Argomenti: Class Action

TORNEO DI ECCELLENZA Forza e Coraggio bloccata dall'Ebolitana L'undici del presidente Massimo Taddeo non va oltre il 2 a 2 nella sfida al Mellusi La Forza e Coraggio ha soltanto da recriminare. Al Mellusi, si è giocato come è noto a porte chiuse per la perdurante inagibilità dello stadio, l'undici del presidente Massimo Taddeo spreca davvero un'occasione incredibile per ottenere i tre punti e consolidare in tal modo le speranze di poter agguantare la zona che darà diritto a giocare i play off per il salto di categoria. 2 a 2 il risultato finale di un match che ha visto l'undici di casa dominare a lungo sul piano del gioco. Soprattutto a centro campo l'undici allenato dal duo Lepore-Mauro ha mostrato di essere di una caratura superiore. La Forza e Coraggio, però, non ha saputo tramutare in reti le tantissime occasioni che si sono presentate nel corso dei novanta minuti. Alcune, davvero clamorose, si sono presentare soprattutto nei minuti finali. L'inizio, però, non è stato certamente dei migliori per i padroni di casa che dopo appena centoventi secondi si sono trovati in svantaggio grazie ad una "dormita" collettiva della difesa che si è fatta trovare proprio impreparata su un'azione d'attacco dell'Ebolitana concretizzata con un colpo di testa dall'altezza del dischetto di rigore di Santaniello. Immediata è stata, però, la reazione della Forza e Coraggio che, passato il primo momento di sbandamento, ha letteralmente preso d'assalto la metà campo degli ospiti con l'Ebolitana che ha cercato di giocare solo di rimessa. La rete del pari è arrivata al 17' con Pisano che è concluso un'azione corale che era partita da Mandato sulla destra che aveva servito Caruso il cui potente tiro era stato respinto dal portiere ospite e ribattuto in rete da pochi metri, appunto, da Pisani. Con i padroni di casa ancora all'attacco alla ricerca della rete del vantaggio, arriva al 40, ancora una volta su azione solitaria, il novo vantaggio dell'Ebolitana su azione susseguente a calcio d'angolo. Nella ripresa, dopo appena sette minuti, il goal del definitivo pareggio della Forza e Coraggio con una potente punizione tirata da oltre 25 metri da De Stano. Poi fino alla fine solo un monologo dei padroni di casa. Non si sono contate le occasioni sprecate. Quelle più clamorose sono capitate sui piedi di Tranfa e Pisani.

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