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DOSSIER “CLASS ACTION”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DAL 21 al 25 aprile 2008       #TOP



Report "Class action"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Class action (29)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Solidarietà e petizioni popolari per la vivibilità delle stazioni ( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ha spiegato la Bardelli - organizzeremo in XX Municipio una manifestazione per rompere il silenzio e per dire che le donne e gli uomini di Roma vogliono una città davvero sicura". Il Codacons, invece, conferma che è allo studio una class action in favore degli utenti italiani contro chi ha la responsabilità delle stazioni.

Allo studio class action sulle stazioni per tutelare i viaggiatori italiani ( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Stampa La proposta del Codacons "Allo studio class action sulle stazioni per tutelare i viaggiatori italiani" "La maggior parte delle piccole stazioni, a Roma come in Italia, sono abbandonate a se stesse e, specie la sera, non vi è alcuna vigilanza; chiunque inoltre può accedervi anche senza biglietto poiché non vi sono controlli di alcun genere.

Comuni e risparmiatori, tutti uniti sul mercato ( da "Trentino" del 22-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Di Roberto Colletti Comuni e risparmiatori, tutti uniti sul mercato Dellai: "Trento e Rovereto non controlleranno la spa, sarà una public company" TRENTO. Controllo pubblico ed azionariato diffuso. Sono i due criteri di fondo che dovrebbero ispirare la creazione della multiutility provinciale, frutto dell'ipotizzata fusione tra Dolomiti Energia e Trentino Servizi.

Borgarello, i tassi sui mutui fanno paura - giovanni scarpa ( da "Provincia Pavese, La" del 22-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: il sindaco si difende I piccoli municipi si affideranno a una azione collettiva della Lega delle autonomie GIOVANNI SCARPA BORGARELLO. Tassi d'interesse sui mutui, primi segnali negativi per le casse dei Comuni. Che ora cercano di correre ai ripari. E chiedono alle banche una rinegoziazione dei tassi d'interesse.

Sestri, disagi e protesteper il cantiere in corso Colombo ( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: le persone che hanno manifestato a Cicciarelli l'intenzione di aderire alla class action. "Quello con Idrotigullio - spiega il difensore civico - è un problema sociale che esaspera i cittadini". D. BAD. .x/22/0804 Ieri Corrado Cicciarelli ha iniziato a ricevere gli utenti in municipio a Chiavari. Si comincia da contestazioni a Equitalia e Idrotigullio .

Ue, consumatori con più garanzie ( da "ItaliaOggi Sette" del 22-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per questo la Commissione propone di adottare una "azione collettiva", attraverso la quale i danneggiati possano coalizzarsi tra loro, e una "azione rappresentativa", intrapresa autonomamente dalle associazioni rappresentative degli interessi collettivi lesi dalla pratica anticompetitiva. Per evitare gli eccessi che si sono registrati negli Stati Uniti,

Le donne dicono sì alle ronde straniere ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: indiana operano spesso a favore dei conterranei organizzando collette per chi è in difficoltà, aiutano le vedove, sostengono il costo di spedizioni delle salme in patria. Il passo in avanti che renderebbe i trevigiani meno diffidenti, potrebbe essere, secondo Tessarin, l'azione di volontariato aperta, mirata a sostenere le persone in difficoltà, a qualunque nazionalità appartengano.

Vigasio: Il nuovo centro non usi i nostri portici per farsi pubblicità ( da "Giornale di Brescia" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a voler ricordare e suggerire nell'immaginario collettivo "l'icona ed il meglio della tradizione e della qualità commerciale a Brescia" utilizzata, guarda caso, per propagandare la prossima apertura di una ennesima galleria di negozi situata nella periferia industriale sub-urbana della città, in zona stazione;

Tutti uniti contro abbanoa e pronti ad arrivare sino in tribunale ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tribunale Tante adesioni al comitato zonale che sta pensando a una causa collettiva BOSA. Un'azione collettiva per far valere i diritti dei cittadini rispetto alle richieste del gestore unico per il servizio idrico integrato. è su questo presupposto che poggia la raccolta di adesioni al nuovo Comitato zonale, che intende organizzare una serie di incontri per informare i cittadini.

Difensore civico all'attacco sui pollai abusivi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: una azione collettiva per la soluzione di un problema comune. I residenti di via Castello hanno denunciato pericoli stradali con insidiose buche per i pedoni, viabilità proibitiva ed esalazioni insopportabili di fogna. "La questione andava avanti da tempo malgrado le lettere inviate al Comune da parte degli abitanti,

BOLLETTE già scadute, ritardi nella consegna di pacchi, lettere e riviste, f ( da "Nazione, La (Pisa)" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Federconsumatori sta valutando l'ipotesi di intraprendere una azione collettiva di risarcimento per tutti i disservizi che quotidianamente subiscono gli utenti, nel frattempo ha chiesto un confronto con l'azienda sulla gestione e le carenze dei servizi postali a partire dai casi più gravi".

'Mandateci le vostre foto da scout' ( da "Provincia di Cremona, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: poi in quella storica in via Colletta, e infine in quella attuale - la più 'longeva' - nella ex caserma Pagliari in via Bissolati. "Portateci le vostre foto", esorta Allegri sottolineando che verranno scansionate e subito restituite ai proprietari. L'obiettivo è creare un cd ricordo da distribuire a tutti gli ex iscritti.

Derivati, il pd denuncia "da pagare 15 milioni" ( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Pagina X - Milano "Class action se il Comune resterà inerte" Derivati, il Pd denuncia "Da pagare 15 milioni" Sui prodotti di finanza derivata sottoscritti dal Comune di Milano, i nodi stanno venendo al pettine. Lo sostiene il Pd, che presenterà un esposto alla procura.

PARLAMENTO EUROPEO: VIA LIBERA AI CONTI DEL 2006 ( da "marketpress.info" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la tacita accettazione da parte della Commissione della irresponsabilità collettiva della maggior parte degli Stati membri nei confronti della gestione finanziaria dell'Unione europea". Accoglie invece con favore le iniziative adottate in merito da alcuni Stati membri (Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca e Svezia) e invita gli altri a seguire l'esempio.

Una campagna europea di solidarietà con l'Autonomia zapatista e contro la guerra in Chiapas ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivi, reti, organizzazioni e movimenti, dai differenti luoghi di questa Altra Europa contraria al potere del denaro e alla guerra, diciamo oggi, ancora una volta, con la stessa forza, convinzione e intensità con cui già lo facemmo quando ci fu il tradimento del febbraio del 1995 da parte del governo messicano,

Bollino Vista, class action confermata ( da "KataWeb News" del 23-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

La grande azione sociale dal '68 delle lotte operaie ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: anni fa La grande azione sociale dal '68 delle lotte operaie di Luigi Centomo Con le battaglie sindacali e i fatti del 68 si sviluppò uno straordinario fermento sociale che si propagò e si espresse nin una grande stagione di azione collettiva. Il 68 fu uno spartiacque: la democrazia entrò in fabbrica con i delegati, i comitati di reparto e i consigli di fabbrica.

UNA 'CLASS ACTION', una sorta di causa collettiva di contribuenti, contro la tassa richies ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il primo passo per quanti intendono aderire all'azione collettiva sarà di non pagare il bollettino in scadenza 30 aprile. "Sull'avviso, verrà avviato un ricorso cumulativo. Quanti intendono aderire possono informarne Lista per Ravenna, in Comune".

Utenti uniti in tribunale per chiedere giustizia ( da "Nuova Venezia, La" del 24-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione risarcitoria collettiva a favore dei consumatori. Si tratta di uno strumento processuale che consente a una pluralità di consumatori o utenti di un certo servizio (in questo caso gli automobilisti "tartassati" dagli aumenti) di rivolgersi al giudice attraverso un'unica causa i cui esiti possano riflettersi poi sull'

Venezia punta sull'innovazione ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: attrezzature collettive e impianti per il territorio, come il nuovo stadio, l'arena per i concerti e le grandi manifestazioni, il parco e il casinò, che potranno beneficiare di perfetta accessibilità. Grazie all'intesa, da un lato l'aeroporto Marco Polo otterrebbe la garanzia di adeguati collegamenti con il territorio e la salvaguardia di una zona per future espansioni delle infrastrutture.

Di RITA BARTOLOMEI <LO HANNO spiegato i ragazzi? Noi partiamo subito con ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: subìto intimidazioni da parte di certi collettivi che hanno spazi garantiti dall'università, ad esempio a Scienze politiche. Ci hanno accusato di essere razzisti, fascisti, sessisti. Abbiamo scritto una lettera al rettore, non era il primo episodio. C'è chi ha diffuso volantini con il proposito di 'chiudere ogni spazio a questi soggetti', che saremmo noi di Azione universitaria.

Ho visto la "città invisibile" ( da "Nuova Ferrara, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nello spettacolo i ragazzi sono sempre tutti in scena in azione collettiva e muovendo sapientemente sei pannelli mobili decorati con segni grafico-pittorici, ricostruiscono la loro città con incroci e labirinti di traffico continuo e confusione, in cui è facile perdersi, ma anche ritrovarsi. Lo fanno in modo semplice e diretto, guardandoci negli occhi raccontano desideri e paure,

I vigili d'argento multano trenta ecofurbi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione di controllo di piazzole ecologiche e spazi pubblici da parte dei vigili d'argento che stanno pattugliando il territorio a caccia di chi infrange le regole. "Siamo molto contenti dell'azione di controllo messa in campo - sottolinea con soddisfazione il sindaco Pietro Dalla Libera - i vigili d'argento che lavorano in coppia stanno effettuando verifiche mirate per individuare

Ronde, anche an arruola volontari - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: perché i centri sociali e i giovani no global del collettivo "Out-off", che mercoledì hanno occupato gli uffici di Mancuso per protesta, hanno già promesso le "ronde antifasciste". Cioè le ronde alle ronde, con tanto di impegno a "non rendere la vita facile agli sbirri con lo zainetto". Ecco perché Azione Giovani invoca "il controllo da parte dell'amministrazione e della polizia,

Guasto sul metrò, linea 2 in tilt <I pendolari ora vanno risarciti> ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Forse addirittura una class action. Quattro ore di blackout sottoterra. Nove stazioni al buio. L'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, non fa sconti all'azienda: "Atm deve - deve - garantire manutenzione adeguata e funzionalità della rete di trasporto ". E aggiunge che nel nuovo contratto di servizio, in arrivo prima dell'estate,

Stazioni "fantasma", sporche, degradate, prive di servizi e, soprattutto, insicure ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: per preparare la prima class action a favore degli utenti che viaggiano sui convogli di Capitale e regione. "Da quando abbiamo chiesto ai cittadini di segnalarci i luoghi del disagio e della paura - spiegano dall'associazione - in poche ore siamo stati subissati di indicazioni talmente dettagliate e omogenee che ci hanno consentito di delineare un quadro preciso della situazione"

Azioni collettive per le case isolate male ( da "Nuova Venezia, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di Sottomarina Azioni collettive per le case isolate male Il Comune: "Si profilano cause degli acquirenti contro i costruttori" di Elisabetta Boscolo Anzoletti CHIOGGIA. Inquilini contro costruttori. La città si prepara alla prima causa collettiva ("class action") per tentare di recuperare parte dei valori degli immobili che non sono stati costruiti a norma per quanto attiene l'

Poste nella bufera per i continui disservizi ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: minaccia una forte azione di protesta. I vertici dell'Unione, infatti, stanno valutando di intraprendere una "class action". In altre parola un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori prevista dall'art. 2 comma 445 della Finanziaria 2008. Un'azione simile a quella avviata dai cittadini della Riviera del Brenta contro l'Enel.

Lega Nord contro la discarica Zinola ha già pagato troppo ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class Action" per difendere fino in fondo il nostro territorio e gli interessi della comunità. Abbiamo già incaricato alcuni avvocati di studiare la situazione e se questi amministratori non faranno un passo indietro, allora sarà rivolta". Per ribadire la sua tesi, Bertolazzi ha anche realizzato un filmato che ha inserito su "


Articoli

Solidarietà e petizioni popolari per la vivibilità delle stazioni (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Class Action

Stampa Le proposte Solidarietà e petizioni popolari per la vivibilità delle stazioni "Da martedì partirà una petizione popolare promossa dal circolo del Pd nei nostri quartieri per chiedere alla Regione Lazio e alle Ferrovie dello Stato di assegnare subito gli spazi liberi degli scali affinché le stazioni diventino luoghi vivibili, in modo anche da garantire ai nostri quartieri servizi migliori", ha detto Alessandro Sterpa (Pd), consigliere del XX Municipio. Ieri, intanto, Barbara Bardelli (Rosa per l'Italia) ha guidato la delegazione di donne che ha portato solidarietà alla ragazza accoltellata e violentata. "In settimana - class="hilite">ha spiegato la Bardelli - organizzeremo in XX Municipio una manifestazione per rompere il silenzio e per dire che le donne e gli uomini di Roma vogliono una città davvero sicura". Il Codacons, invece, conferma che è allo studio una class="term">class class="term">action in favore degli utenti italiani contro chi ha la responsabilità delle stazioni.

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Allo studio class action sulle stazioni per tutelare i viaggiatori italiani (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Stampa La proposta del Codacons "Allo studio class="term">class class="term">action sulle stazioni per tutelare i viaggiatori italiani" "La maggior parte delle piccole stazioni, a Roma come in Italia, sono abbandonate a se stesse e, specie la sera, non vi è alcuna vigilanza; chiunque inoltre può accedervi anche senza biglietto poiché non vi sono controlli di alcun genere. Così le stazioni e le zone limitrofe diventano dei veri e propri far west, come dimostra la vicenda di Giovanna Reggiani e quella della giovane africana aggredita giovedì". è quanto dichiara in una nota il presidente di Codacons Carlo Rienzi. "Alla luce di tutto ciò - aggiunge Rienzi - stiamo valutando la possibilità di intentare una class="term">class class="term">action in favore degli utenti italiani, contro chi ha la responsabilità della sicurezza delle stazioni. Le società che gestiscono il trasporto su rotaie (Trenitalia, Met.ro, ecc.) devono garantire un servizio efficiente nel suo complesso ossia oltre alla puntualità, pulizia e frequenza dei treni devono garantire la massima sicurezza delle stazioni da loro gestite. I cittadini hanno diritto a stazioni sicure e vigilate a qualsiasi ora".

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Comuni e risparmiatori, tutti uniti sul mercato (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 22-04-2008)

Argomenti: Class Action

Di Roberto Colletti Comuni e risparmiatori, tutti uniti sul mercato Dellai: "Trento e Rovereto non controlleranno la spa, sarà una public company" TRENTO. Controllo pubblico ed azionariato diffuso. Sono i due criteri di fondo che dovrebbero ispirare la creazione della multiutility provinciale, frutto dell'ipotizzata fusione tra Dolomiti Energia e Trentino Servizi. Lo conferma Lorenzo Dellai, rispondendo ad interrogativi e perplessità sollevato in più sedi da enti locali e forze politiche. "E' una grande operazione industriale che coinvolgerà tutto il territorio ed i cittadini" assicura il presidente della Provincia. Le dimensioni dell'operazione sono ragguardevoli. La fusione tra le due società darebbe vita alla quinta o sesta multiutility nazionale, con un mercato potenzialmente interregionale. Ma non sono le dimensioni il nodo. Le obiezioni, semplificando, sono di due ordini. I TIMORI. La prima, diciamo politica, viene dagli enti locali ed è stata esternata in più occasioni dal presidente del Consorzio dei Comuni, Renzo Anderle. Il controllo - questa la sua tesi - sia di Dolomiti Energia, sia di Trentino Servizi oggi è in mano, oltre che alla Provincia, ai Comuni di Trento e Rovereto. Perciò, visto che l'impegno sottoscritto da Dellai di riservare una quota significativa di azioni delle imprese energetiche (Set) ai Comuni non è ancora stato rispettato, l'operazione finirà per essere un "affare" esclusivo di Trento e Rovereto. Se si vuole fare la fusione, è la conclusione di Anderle, si definisca "prima" il peso specifico degli enti locali, poi diventerebbe tutto più complicato. LO SCENARIO. La seconda osservazione è trasversale e riguarda l'impegno di Dellai di dar vita non ad un'ennesima spa provinciale, ma ad una "public company" ad azionariato diffuso, coinvolgendo capitali e risparmi privati in modo ampio e non riservato ai soliti notabili. Ci sono poi interrogativi più tecnici (per esempio: non è meglio separare la produzione di energia dalla sua commercializzazione e dagli altri servizi?). Ma i nodi principali sono i due sopra ricordati. E' su questi che Dellai chiarisce la sua visione. Punto primo: il rischio che la fusione sia una faccenda esclusiva di Trento e Rovereto. "Non sarà così. Lo scenario che abbiamo tracciato prevede che si dia vita ad una realtà industriale e territoriale per presidiare un settore strategico. In questo quadro" spiega "prevediamo un deciso riequilibrio degli assetti proprietari. Detto in breve: i Comuni di Trento e Rovereto dovranno rinunciare al loro attuale controllo per consentire l'ingresso degli altri enti territoriali. E' un passaggio necessario ed inevitabile se si vuole creare un "sistema" industriale condiviso. Non potranno, nemmeno nel pubblico, esserci soggetti dominanti". IL SISTEMA. Una visione partecipata. Ma in questo modo non si corre il rischio di esporsi ad indesiderate scalate esterne? "Non vedo come. Non ci saranno azionisti dominanti, ma il controllo, quello sì, resterà in mano pubblica attraverso il vincolo dei patti parasociali. Che garantiranno il legame tra la società ed il territorio che, mi riferisco all'energia, ha il diritto di essere risarcito per l'uso di una sua risorsa e di garantirsi strumenti per lo sviluppo." Uno scenario tutto trentino, insomma. "No, al contrario. La dimensione della multiutility sarà tale da aprirla al mercato, almeno interregionale. Realizzeremo al meglio il progetto se sapremo - soggetti pubblici, ma anche privati - presentarci e restare uniti per difendere il territorio. Ma al tempo stesso non commetteremo la sciocchezza di pensare che il Trentino sia un'isola. La nuova società dovrà operare ovunque ci saranno opportunità e stringere alleanze perché cresca l'azienda, i suoi manager, il patrimonio d'esperienze. Ed è destino, mano a mano che il progetto maturerà, gli enti pubblici riducano la loro presenza." La seconda obiezione riguarda la natura di "public company", che per ora non s'intravvede. I capitali privati ci sono, ma la proprietà è ben poco diffusa. Una mozione di Roberto Bombarda (Verdi) in consiglio provinciale ed un ordine del giorno presentato a Trento in consiglio comunale da Dario Maestranzi (Leali), pongono il problema di non escludere dall'operazione le aziende ed il risparmio delle famiglie. I PASSI. "Ci sarà spazio per l'azionariato diffuso" conferma Dellai "ma si procede per passi successivi. Se l'obiettivo è di dar vita ad un "sistema", la comunità va coinvolta e deve percepirne i vantaggi. Anzitutto in termini generali, cosa evidente in un'azienda che sosterrà lo sviluppo e conterà oltre un migliaio di dipendenti. Poi anche in termini più personali. Una volta completata l'acquisizione, oggi in corso, delle centrali idroelettriche di Edison ed Enel, potrà esserci un vantaggio per i cittadini. Stiamo valutando i modi, vedremo. Ma per la multiutility pensiamo ad un azionariato diffuso o alla partecipazione del risparmio attraverso l'emissione di obbligazioni. Lo confermo: immagino una forte presenza di capitale e risparmio, intermediato dalle banche territoriali. Ulteriori dettagli, com'è comprensibile, sono prematuri". LE PROPOSTE. E cosa dice a chi vorrebbe che il pubblico lasciasse più spazio al privato? Il Coordinamento degli imprenditori, presidente Gianni Bort, ha sollevato la questione anche per l'energia: produzione pubblica sì, ma commercializzazione privata. "Con gli imprenditori mi sono incontrato più volte per illustrare i progetti provinciali ed ascoltare le loro idee. Ora, dopo aver ascoltato le enunciazioni di principio, attendo le loro proposte. Idee e progetti, se ci saranno, da partemia troveranno le porte aperte, anzi spalancate".

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Borgarello, i tassi sui mutui fanno paura - giovanni scarpa (sezione: Class action)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-04-2008)

Argomenti: Class Action

Cronaca Borgarello, i tassi sui mutui fanno paura Dopo gli anni d'oro sono arrivate le prime perdite L'opposizione va all'attacco, il sindaco si difende I piccoli municipi si affideranno a una azione collettiva della Lega delle autonomie GIOVANNI SCARPA BORGARELLO. Tassi d'interesse sui mutui, primi segnali negativi per le casse dei Comuni. Che ora cercano di correre ai ripari. E chiedono alle banche una rinegoziazione dei tassi d'interesse. Fra questi c'è Borgarello, che dopo aver chiuso in attivo per anni, ha ora registrato una perdita di 199 euro. Cifra non consistente, ma è il segnale di una crisi che potrebbe portare ad ulteriori indebitamenti in futuro. Senza sapere di quale entità. L'opposizione critica l'amministrazione per le "operazioni finanziarie spericolate", ma il sindaco Antonio Vitolo si difende e ricorda che finora l'operazione è in attivo. Ora si minacciano azioni legali contro gli istituti di credito, i quali, naturalmente, assicurano di aver informato gli amministratori a che cosa andavano incontro. In campo, per tutelare gli interessi anche di un'altra decina di Comuni (soprattutto in Oltrepo e Lomellina), è scesa anche la Lega delle autonomie locali che sta studiando il problema sotto il profilo legale. Il Comune di Borgarello ha fatto di più, scrivendo anche una lettera alla banca rinfacciandole di non essere stato avvertito dei rischi che si correvano. Tutto è partito nel 2004, quando anche questo Comune, come molti altri, decide di affidarsi agli Swap, un prodotto finanziario (della famiglia dei derivati) che si basa su uno scambio di condizioni fra due controparti nel campo dei tassi di interesse fisso o variabile. Un sistema complicato e per esperti del settore, che all'inizio sembrava una buon affare per le amministrazioni. A cui soprattutto in provincia di Pavia, hanno aderito in molti intravvedendo buone possibilità di guadagno. Ma il tutto si gioca sul filo delle oscillazioni del tasso di interesse. Di fatto, una scommessa. Borgarello, in particolare, ha messo sul piatto circa duecentomila euro. E finora è andata anche bene, perchè in questi anni, grazie a questo sistema, sono finite nelle casse quasi seimila euro. Quello che però i sindaci credevano, almeno così sostengono, è che il contratto fosse senza rischi. Invece non era proprio così. Ed è proprio quello che dicono le banche, la cui tesi è opposta. E cioè che avevano preventivamente informato i propri clienti (in questo caso gli enti locali) della pericolosità dell'operazione. Per farla breve, il Comune di Borgarello ha scoperto con apprensione che proprio quest'anno il saldo, in negativo, è stato di 199 euro. Non un grossa cifra, ma abbastanza da creare allarme. Se anche negli anni successivi si va in perdita, che succede? La richiesta, ora, è di rinegoziare il contratto. Si profila, adesso, una battaglia legale. "Stiamo concordano un'azione comune - spiega Piergiovanni Barone, segretario provinciale della Lega delle autonomie - per avere più forza contrattuale con le banche. Vogliamo sederci attorno ad un tavolo e discutere del problema, ma non in ordine sparso". Durissimo il consigliere di opposizione di Borgarello, Donato Rovelli: "La perdita, per adesso, è relativa, ma voglio sapere cosa rischia il Comune. Non si possono fare certe operazioni finanziare spericolate senza essere competenti". Ma il sindaco, Antonio Vitolo, si difende: "Facile dare giudizi con il senno di poi. Intanto, però, il Comune ci ha ricavato 5.800 euro".

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Sestri, disagi e protesteper il cantiere in corso Colombo (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-04-2008)

Argomenti: Class Action

I lavori CHIAVARI. Equitalia e Idrotigullio al centro della prima giornata di lavoro del difensore civico di Chiavari. Corrado Cicciarelli ha inaugurato ieri pomeriggio lo sportello al primo piano di Palazzo Bianco. Tre le segnalazioni giunte da altrettanti utenti. Le prime due riguardano problemi con Equitalia e una è una lamentela nei confronti di Idrotigullio sfociata in pre adesione all'azione legale collettiva che Cicciarelli ha annunciato di voler avviare. "Il primo caso - spiega il difensore civico - riguarda un'ex commerciante che, nel maggio 2002, cessò la propria attività commerciale di Chiavari senza presentare la denuncia di cessazione. La donna sostiene di essersi rivolta agli uffici comunali per accertarsi di essere in regola e di essersi sentita rispondere che non aveva ulteriori obblighi ai quali adempiere". Non aver denunciato la cessazione dell'attività commerciale, come prevede un decreto legislativo del 1993, le costerà mille euro per il mancato versamento della tassa sulla spazzatura che, adesso, Equitalia (la società di riscossione delle amministrazioni pubbliche) esige. Anche il secondo caso è legato al mancato pagamento della spazzatura. Comportamento dovuto a una condizione di indigenza che è andata avanti per alcuni anni fino a portare a una somma di 1.500 euro, interessi di mora compresi. "La cartella di Equitalia è arrivata lo scorso 8 marzo - spiega Cicciarelli - la donna ha chiesto di rateizzare il pagamento e le è stato detto che non era possibile. È un caso da approfondire perché, dopo un mese, gli interessi passivi avevano fatto lievitare la somma di 500 euro". Numerose, anche al di fuori dell'ufficio, class="hilite">le persone che hanno manifestato a Cicciarelli l'intenzione di aderire alla class="term">class class="term">action. "Quello con Idrotigullio - spiega il difensore civico - è un problema sociale che esaspera i cittadini". D. BAD. .x/22/0804 Ieri Corrado Cicciarelli ha iniziato a ricevere gli utenti in municipio a Chiavari. Si comincia da contestazioni a Equitalia e Idrotigullio .x/22/0804 SESTRI LEVANTE. Disagi per i lavori in corso Colombo a Sestri Levante. Gli allacci alla condotta fognaria si stanno protraendo da alcuni giorni e il cantiere, aperto dall'impresa Italscavi di Carasco per conto di Idrotigullio, sta creando problemi ai commercianti del tratto di via interessato dalla scavo. L'operazione avrebbe dovuto concludersi venerdì scorso e la preoccupazione degli esercenti (che si sono rivolti anche alla Asl per segnalare la pericolosità della strada interessata dallo scavo) è che intralcino e mettano a rischio l'afflusso di turisti atteso per il ponte del 25 aprile. Transenne e pedane intralciano l'accesso dei clienti ai negozi, ma sono necessarie per consentire agli operai di lavorare anche nelle ore in cui la strada è più frequentata. "Qualche disagio c'è - conferma Ermes Paterlini, presidente Ascom di Sestri Levante - Tuttavia, va considerata la necessità di questi interventi e le condizioni meteo non favorevoli che stanno incidendo sulla durata del cantiere. La speranza è che i lavori terminino al più presto". Idrotigullio, la società che gestisce il servizio idrico integrato, fa sapere che i ritardi del cantiere sono dovuti alla pioggia, a un problema con un privato che doveva allacciarsi alla condotta delle acque nere e, in un primo tempo, avrebbe voluto sostituire un tratto di tubatura, nonché all'attesa dell'allaccio delle utenze del gas. "Contiamo di chiudere al più presto - spiega Idrotigullio - soprattutto nei punti più critici segnalati dai commercianti". .x/22/0804.

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Ue, consumatori con più garanzie (sezione: Class action)

( da "ItaliaOggi Sette" del 22-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - Internazionale Numero 095, pag. 26 del 21/4/2008 Autore: di Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF       Entro luglio la proposta legislativa europea dopo i commenti sul Libro bianco del 3 aprile Ue, consumatori con più garanzie Abbattere gli ostacoli e favorire le azioni di risarcimento Potrebbero arrivare subito dopo il mese di luglio le proposte di Bruxelles per rafforzare il diritto al risarcimento del danno per i consumatori e le imprese vittime di violazioni antitrust nell'Unione europea. La commissaria europea alla concorrenza, Neelie Kroes, ha annunciato di "essere pronta ad avanzare una proposta legislativa", una volta ricevuti i commenti sul Libro bianco adottato lo scorso 3 aprile. E quindi dopo il 15 luglio. L'obiettivo del documento è quello di favorire l'esercizio di queste azioni nei diversi paesi dell'Unione europea. Ad oggi, infatti, l'applicazione concreta del diritto antitrust è lasciata quasi esclusivamente all'iniziativa della Commissione Ue e delle diverse autorità competenti a livello nazionale, tra le quali l'italiana Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcm). Le quali, insieme, non hanno uomini e mezzi a sufficienza per indagare un numero adeguato di illeciti concorrenziali. Il piano messo a punto dalla Kroes parte dal presupposto che nei diversi ordinamenti nazionali esistono, ancora oggi, numerosi ostacoli alle iniziative dei privati rivolte ad ottenere il risarcimento del danno. Che questo sia vero risulta peraltro dalla scarsissima diffusione nei diversi paesi europei di simili iniziative. Negli Stati Uniti, invece, dove il diritto antitrust è nato alla fine del diciannovesimo secolo, le azioni per il risarcimento del danno sono molto diffuse. Anzi, l'applicazione pratica del diritto antitrust è svolta principalmente dai giudici ordinari su impulso dei privati. Il Libro bianco riconosce che in molti casi i singoli cittadini danneggiati da una pratica anticompetitiva, quale per esempio un cartello diretto a fissare un prezzo minimo di vendita, non hanno subito un danno sufficientemente elevato da indurli ad affrontare i tempi, i costi e i rischi del processo civile. Per questo la Commissione propone di adottare una "azione collettiva", attraverso la quale i danneggiati possano coalizzarsi tra loro, e una "azione rappresentativa", intrapresa autonomamente dalle associazioni rappresentative degli interessi collettivi lesi dalla pratica anticompetitiva. Per evitare gli eccessi che si sono registrati negli Stati Uniti, la Commissione ha escluso invece la "class action" vera e propria, dove i membri che non sono interessati a partecipare alla classe hanno l'onere di "uscire" (opt-out). L'azione collettiva prefigurata dal Libro bianco appartiene al tipo opt-in, dove i soggetti interessati ad aderire al gruppo devono formulare una dichiarazione in tal senso. Si è scelta quindi la strada più prudente percorsa anche dal legislatore italiano, con l'adozione dell'azione collettiva che entrerà in vigore nel luglio 2008. Il modello processuale che ha in mente la Commissione è però diverso dal nostro, dal momento che esso poggia su due tipi distinti di azioni "di gruppo", i quali possono essere utilizzati anche da soggetti diversi dai consumatori, e quindi ad esempio da piccole o medie imprese. L'esecutivo comunitario si attende dalle iniziative dei privati un contributo su due fronti distinti. Da una parte, spera che i singoli portino alla luce pratiche anticompetitive che non siano ancora state scoperte dalle autorità pubbliche. Dall'altra, vuole che la richiesta di risarcimento del danno renda più severo "il castigo" di quelle pratiche illecite che siano invece già state scoperte e punite con la sanzione amministrativa. Nel Libro bianco la Commissione prende posizione anche sul problema della cosiddetta traslazione del danno. In molti casi, la vittima diretta dell'impresa che ha violato la legge antitrust si libera del danno trasferendolo "a valle" lungo la catena produttiva o distributiva. In questi casi, ci si chiede se l'impresa citata in giudizio possa eccepire che controparte non ha subito alcun danno perchè lo ha trasferito su un terzo (passing-on difensivo) e ci si chiede anche se il terzo su cui il danno è stato trasferito possa pretendere il risarcimento, nonostante esso non abbia avuto rapporti diretti con l'impresa che ha violato la legge (passing-on offensivo). Negli Stati Uniti questo duplice problema viene risolto escludendo sia il passing-on difensivo, che quello offensivo. La soluzione americana ha il pregio di attribuire il diritto a chiedere il risarcimento al soggetto che ha più probabilità di andare in giudizio e di vincere la causa, dal momento che in genere si tratta di una impresa medio-grande, la quale conosce il mercato, ed è quindi in grado di capire se c'è "qualcosa che non va". Questa soluzione ha però il difetto di non concedere alcun risarcimento alla parte che ha effettivamente subito il danno. La Commissione europea propone invece di attribuire il diritto ad agire anche a questo soggetto. D'altra parte, essa propone di consentire all'impresa contro la quale si chieda il risarcimento di eccepire che il danno è stato trasferito a valle, in modo da evitare che questa impresa sia obbligata a risarcire lo stesso danno due volte. Il Libro bianco affronta un altro problema molto delicato, dalla cui soluzione dipenderà in larga misura il successo di questa iniziativa. E cioè quello delle possibili interferenze che le azioni per il risarcimento del danno possono provocare nei confronti dell'applicazione delle regole antitrust da parte della Commissione e delle autorità nazionali. L'impresa che abbia preso parte a un'intesa restrittiva della concorrenza può ottenere notevoli benefici se rivela alla Commissione competente l'esistenza dell'intesa. Anzi, questo è spesso l'unico modo che la Commissione ha per scoprire l'esistenza di un'intesa. è chiaro che in futuro l'impresa interessata a vuotare il sacco dovrà stare un po' più attenta. Se riconosce di avere violato la legge, sfugge in tutto o in parte alla sanzione amministrativa, ma si espone al rischio, anzi alla certezza, di essere citata in giudizio per il risarcimento del danno. Nel Libro bianco e nei documenti che lo accompagnano si discutono possibili contromisure che facciano sì che queste imprese non siano scoraggiate dal collaborare con l'autorità pubblica dalla minaccia di dover risarcire il danno alle loro vittime. Non è chiaro però quanto queste contromisure siano veramente efficaci a risolvere il problema. Le proposte sono ora sottoposte alla consultazione da parte delle imprese e delle associazioni dei consumatori da qui a luglio, dopodiché" verranno messe a punto proposte legislative dettagliate. Kroes spera in questo modo di aumentare il livello di rispetto per le regole antitrust, dissuadendo le società dall'infrangere le norme sulla concorrenza. Per esprimere la vostra opinione potete inviare una mail a comp-damages-actions@ec.europa.eu.

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Le donne dicono sì alle ronde straniere (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 22-04-2008)

Argomenti: Class Action

Una mediatrice culturale marocchina plaude alla proposta che coinvolge gli immigrati "Ben vengano le ronde degli immigrati, se servono a rendere le città più sicure anche per noi donne". Rachida Touma, mediatrice culturale di origine marocchina, interviene così nel dibattito innescato l'altro giorno a Treviso da una provocazione lanciata da Alfio Bolzonello, consigliere comunale dell'opposizione, durante la cerimonia costituiva dell'Unione marocchina. Il tema della sicurezza continua a far discutere e tra i cittadini stranieri le posizioni non sono unanimi. L'appello a costituire forze civili di controllo, diverse da quelle leghiste, era stato accolto favorevolmente dal rappresentante di Cittadinanza Attiva, il senegalese Abdoulaye Ndiaye. Diversa l'opinione espressa dalla Consulta islamica che reputa queste azioni "inutili e improduttive".L'idea di controllare il territorio, garantendo la sicurezza di chi si trova a transitare in zone particolarmente a rischio, è gradita alle donne forse perché proprio loro sono le più colpite da episodi di violenza e da aggressioni, come emerge dalla recente cronaca. "E' importante poter uscire di casa con tranquillità e la questione della sicurezza non appartiene ad una etnia, cultura o religione" prosegue Touma, convinta che solo la collaborazione tra italiani e immigrati possa portare a risultati significativi. Perché "la criminalità colpisce indistintamente e le persone oneste hanno bisogno di essere difese". Più cauta il presidente dell'Associazione culturale e sociale romena, Tina Rosioru, che considera questo un problema "strumentalizzato dalla politica". Secondo lei spetta a Polizia e Carabinieri garantire l'ordine pubblico e prima di attivare ronde private è bene rifletterci su, perché potrebbero causare danni peggiori dei vantaggi.Un'altra provocazione lanciata proprio l'altro giorno durante l'inaugurazione dellla rete associativa marocchina, riguarda l'ambito del volontariato. Questa volta a lanciare il sasso nello stagno è stato Emilio Tessarin, vicepresidente del coordinamento "Volontari insieme", che riunisce le sigle attive sul territorio provinciale trevigiano. Lo scopo di tali provocazioni sta nello sfatare i miti negativi che circondano il pianeta migrante, offrendo segnali forti alla cittadinanza trevigiana autoctona: spiragli di collaborazione, iniziative comuni, azioni solidali e trasversali. Come quella, suggerita da Tessarin, di attivarsi nell'ambito del volontariato superando i rigidi confini dell'etnia d'origine. Le singole associazioni di immigrati: marocchina, senegalese, indiana operano spesso a favore dei conterranei organizzando collette per chi è in difficoltà, aiutano le vedove, sostengono il costo di spedizioni delle salme in patria. Il passo in avanti che renderebbe i trevigiani meno diffidenti, potrebbe essere, secondo Tessarin, l'azione di volontariato aperta, mirata a sostenere le persone in difficoltà, a qualunque nazionalità appartengano. Solidarietà alla persona, in quanto essere umano, dunque non solo a chi viene dalla propria terra.In realtà, qualcosa in questi ultimi mesi è stato fatto e lo dimostra la visita di alcuni volontari, appartenenti alla comunità islamica, nella casa di riposo di Paese. "Il gesto - spiegava nell'occasione l'imam Youssef Tadil - intendeva ricambiare l'accoglienza offerta dal Comune, che aveva messo a disposizione per un mese la sala di preghiera ai fedeli di Allah". Il secondo episodio riguarda Maserada, secondo Comune in cui fece tappa la "moschea itinerante": qui i fondi raccolti durante la colletta del venerdì sono stati devoluti all'asilo. Uscire dall'episodicità e avviare azioni costanti nel tempo sarebbe secondo i dirigenti del volontariato trevigiano un passo ulteriore per consolidare i rapporti di amicizia e di rispetto.Laura Simeoni.

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Vigasio: Il nuovo centro non usi i nostri portici per farsi pubblicità (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

Edizione: 23/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Vigasio: "Il nuovo centro non usi i nostri portici per farsi pubblicità" Per i commercianti del centro storico la nuova realtà commerciale è una freccia nel cuore. Una freccia rossa che preoccupa, a causa della vicinanza al nucleo storico e per l'uso di immagini che richiamano proprio il centro. "Voglio intervenire - afferma Michele Vigasio - nel mio ruolo di operatore di quel centro commerciale naturale che fu, è, e sarà (evidentemente fino a quando i consumatori ci premieranno): il Centro storico di Brescia e in qualità di Presidente della società per azioni Vigasio Mario con sede ed attività dal 1933, in Corso Zanardelli". "Questa mattina, aprendo i giornali locali - afferma Vigasio - mi sono trovato sfavorevolmente colpito nel veder pubblicata su due pagine a colori l'immagine (pubblicitaria ndr) dei Portici di Brescia; un'immagine a totale valenza commerciale costruita dal lavoro nostro e dei nostri padri, sedimentato nei secoli, e riconosciuto per la qualità di chi vi ha operato da tutta la popolazione di Brescia e provincia. Quindi non un luogo esclusivamente pubblico come sono: la Loggia, la Pallata, il Duomo, che appartengono a tutti, ma il "luogo simbolo" del commercio di Brescia. Come a Milano è Via Montenapoleone, Via Condotti a Roma, Quinta Strada a New York ecc.." "Corso Zanardelli, dicevo, cuore commerciale del centro storico di Brescia - prosegue il presidente della Spa - appariva con una freccia rossa conficcata. Il tutto penso, nell'intenzione dell'agenzia pubblicitaria, a voler ricordare e suggerire nell'immaginario collettivo "l'icona ed il meglio della tradizione e della qualità commerciale a Brescia" utilizzata, guarda caso, per propagandare la prossima apertura di una ennesima galleria di negozi situata nella periferia industriale sub-urbana della città, in zona stazione; a mio parere, un non-luogo anonimo, come altri in provincia, privo di ogni legame filologico che lo possa ricondurre, per ora, alla realtà e alla storia del commercio a Brescia e delle sue Botteghe del Centro". Michele Vigasio ritiene pertanto che l'immagine proposta di Corso Zanardelli sia del tutto inappropriata, soprattutto sotto il profilo di un'etica concorrenziale che vuole - "o vorrebbe!?" dice - che singole proposte commerciali si confrontino o si confrontassero sulla base di dati oggettivi: prezzo, qualità del servizio, completezza della gamma dei prodotti offerti; e non su operazioni di "marketing" "che per pubblicizzare il nuovo utilizzano tradizione ed arti patrimonio e proprietà di altri soggetti". Sarebbe, esemplificando - prosegue Michele Vigasio - come se nella ex fabbrica in località stazione aprisse, per ipotesi, una nuova industria di fucili, forse più appropriata da un punto di vista storico e della mera destinazione d'uso preesistente. E che per la nuova attività, per accreditarsi sul mercato, si richiamasse e si utilizzasse la storia centenaria di lavoro, di qualità dei marchi della tradizione armiera bresciana. O semplificando che la Fiat, per un nuovo modello sportivo si richiamasse non ai marchi di proprietà ma al lavoro e alla produzione dei prodotti, per esempio, della gamma Porsche. "Ciò premesso, esprimendo pubblicamente il mio personale rammarico per l'accaduto - conclude Vigasio - mi riservo di accertare se vi siano gli estremi per ricorrere alla tutela giudiziale, non solo degli interessi degli azionisti della società che rappresento e della difesa dovuta del ricordo affettuoso in memoria del magnifico lavoro di mio padre Mario, dei nostri tantissimi collaboratori e delle centinaia di migliaia di clienti che nel tempo vivono e frequentano i nostri negozi, ma anche di quelli collettivi, degli operatori commerciali del centro storico di Brescia, lasciati senza difesa". LA POLEMICA.

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Tutti uniti contro abbanoa e pronti ad arrivare sino in tribunale (sezione: Class action)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

BOSA Tutti uniti contro Abbanoa e pronti ad arrivare sino in tribunale Tante adesioni al comitato zonale che sta pensando a una causa collettiva BOSA. Un'azione collettiva per far valere i diritti dei cittadini rispetto alle richieste del gestore unico per il servizio idrico integrato. è su questo presupposto che poggia la raccolta di adesioni al nuovo Comitato zonale, che intende organizzare una serie di incontri per informare i cittadini. Ha dunque dato i suoi frutti il convegno-dibattito tenutosi in città il 15 marzo scorso sul tema "Ripubblicizzazione dell'acqua." Infatti, da lì è nato il "Comitato acqua bene comune di Planargia e Montiferru", che si sta attivando in queste settimane su due fronti: quello interno della raccolta di ulteriori adesioni e quello della predisposizione di un'azione collettiva da intentare contro Abbanoa attraverso il Giudice di pace. Il Comitato (che ha reso operativa una sede nel corso Vittorio Emanuele 48, aperta il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 17 alle 19) si prefigge di ripubblicizzare l'acqua come bene comune e diritto universale, attraverso un ente di gestione pubblico e regionale. Sostiene la legge nazionale di iniziativa popolare presentata in parlamento dal "Forum italiano dei movimenti per l'acqua" e una tariffa unica per tutta la Sardegna, con una quota gratuita di litri 50 al giorno per persona. Vuole inoltre l'abrogazione di Abbanoa e si oppone alle concessioni di imbottigliamento delle acque minerali. Schierandosi infine per il "no" nel referendum regionale del prossimo 29 giugno sull'abrogazione dell'ambito unico regionale e della tariffa unica dell'acqua. Il Comitato ha inoltre iniziato a raccogliere adesioni e sottoscrizioni per intentare un reclamo collettivo contro Abbanoa, organizzando due incontri in città: prima riunione sabato alle 18, nella sede della Società Operaia. Seguirà l'incontro di domenica alle 11 nella sede dell'Associazione Militari in congedo, per discutere sul tema "L'acqua è un bene per tutti." Nel reclamo collettivo il Comitato riporta gli obblighi di Abbanoa e le numerose osservazioni che, secondo gli aderenti, penalizzano l'utente. Il Comitato, convinto della illegittimità delle bollette, pone anche un ulteriore dubbio: "Poiché il sindaco resta il responsabile sanitario del servizio della distribuzione dell'acqua per uso umano e contemporaneamente in Abbanoa è diventato azionista, dal punto di vista legale viene spontaneo chiederci a chi può ricorrere il cittadino-suddito per un reclamo sulla non potabilità dell'acqua?". Alessandro Farina.

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Difensore civico all'attacco sui pollai abusivi (sezione: Class action)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

VITA DI QUARTIERE. Bilancio positivo a sei mesi dall'insediamento del "tutore dei cittadini" che ha già trattato 26 casi Difensore civico all'attacco sui pollai abusivi di Veronica Molinari Una "class action" contro l'Amministrazione. La prima battaglia comunitaria, vinta dai residenti di via Castello, è stata portata avanti dal difensore civico. A far saltare la mosca al naso degli abitani della zona centrale di Valdagno era stato il degrado dell'area, con problemi di viabilità, strada dissestata e sicurezza per i pedoni. Ma all'attenzione di Roberto Dall'Aglio, nel suo ufficio di via S. Lorenzo, sono arrivate anche le liti tra vicini. Motivi? Pollo "indigesto" che scorrazza nell'aia altrui, pollai abusivi e norme igieniche al limite. E per Dall'Aglio sarebbe ora di avere un regolamento comunale, per affrontare la questione. A 6 mesi dal suo arrivo, il tutore dei cittadini fa un bilancio dell'attività di paciere tra valdagnesi e Comune. Il caso più eclatante è stato quello che può essere considerato quasi una causa civile all'americana, una azione collettiva per la soluzione di un problema comune. I residenti di via Castello hanno denunciato pericoli stradali con insidiose buche per i pedoni, viabilità proibitiva ed esalazioni insopportabili di fogna. "La questione andava avanti da tempo malgrado le lettere inviate al Comune da parte degli abitanti, senza risposte - ha precisato Dall'Aglio - Il mio intervento, che è consistito nel contattare il dirigente del settore, ha portato al ripristino della strada, risolvendo in breve tempo la questione". Sul fronte del curioso fenomeno dell'abusivismo edilizio per dare riparo agli animali da cortile, il difensore civico ha sollecitato l'Amministrazione ad adottare un regolamento: "La mancanza di regole - ha precisato Dall'Aglio - sulla questione ha favorito il nascere di baracche al limite della convivenza". A chiedere aiuto non sono stati solo i protagonisti dei 23 fascicoli trattati nel complesso. Ma anche chi non ha ancora ben chiara la competenza del difensore civico: ecco, allora, finire inutilmente sul suo tavolo dell'ufficio di via S. Lorenzo sia liti condominiali che dispute con la polizia locale, per tenersi stretti i punti della patente. Casi, questi, su cui Dall'Aglio non ha potuto pronunciarsi, visto che competono al giudice di pace o al tribunale, come per recupero crediti assicurativi e risarcimento per danni da interventi medici. "In situazioni come queste -ha puntualizzato Dall'Aglio-, non è certamente mancato un consiglio per far sapere agli interessati a quali organi rivolgersi". Da luglio a dicembre 2007, si è dovuta fare chiarezza sulle sue competenze, riuscendo comunque a chiudere 17 fascicoli, mentre 6 sono ancora in attesa di soluzione. Tra gli altri, ad essere finiti sotto accusa sono stati la direzione lavori pubblici, la direzione pianificazione e gestione del territorio, l'ufficio commercio, i vigili urbani e l'ufficio relazioni con il pubblico. Problemi di sicurezza e questioni relative ad autorizzazioni per l'accesso agli atti sono state tra le questioni più gettonate.

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BOLLETTE già scadute, ritardi nella consegna di pacchi, lettere e riviste, f (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

CRONACA PISA pag. 4 BOLLETTE già scadute, ritardi nella consegna di pacchi, lettere e riviste, f... BOLLETTE già scadute, ritardi nella consegna di pacchi, lettere e riviste, file interminabili agli sportelli. Non si tratta di casi isolati ma di disservizi strutturali. E' questo il risultato dell'inchiesta condotta dalla Federconsumatori pisana: un monitoraggio condottto per alcune settimane negli uffici postali cittadini dopo il fiume di segnalazioni e proteste arrivate alla sede dell'associazione. UN CAMPIONE di 500 utenti, una serie di interviste svolte da febbraio ad aprile dalle quali escono anche sonore bocciature. La maglia nera va agli uffici di Pisa Centrale, in piazza Vittorio Emanuele, valutati con un "gravemente insufficiente" dai cittadini per quanto riguarda i tempi di attesa allo sportello ma anche per la cortesia ed efficienza del personale. Ma i giudizi stroncano un po' tutte le sedi anche per i tempi di consegna della posta: il voto complessivo non supera un poco lusinghiero 5,5. I più celeri sembrano essere i postini di Vecchiano e Molina di Quosa, i campioni di lentezza sono, invece, i colleghi di Navacchio. Unico dato positivo la cortesia del personale giudicata più che sufficiente, specie in certe zone. In testa alla classifica ci sono la sede di San Piero e quella all'interno dell'ospedale di Cisanello. "MENTRE LE POSTE reclamizzano consegne più celeri per le raccomandate recapitate in un solo giorno, con il pagamento di un salato surplus minimo di 6 euro ? spiega Paolo Redini, presidente Federconsumatori ? numerosi pisani segnalano ritardi e disfunzioni nel recapito della posta prioritaria, che invece di essere consegnata in 2-3 giorni impiegherebbe anche più di una settimana, quando va bene, ed a seconda delle aree servite. Da quando sono state equiparate le tariffe delle posta ordinaria a quella prioritaria, invece di migliorare la qualità, il servizio postale di recapito della corrispondenza è nettamente peggiorato. I risultati del monitoraggio ? conclude Redfni ? descrivono una situazione deteriorata a livello strutturale. L'indice di gradimento non è mai stato così basso". POCO GRADITI, secondo il sondaggio, anche glii servizi introdotti all'interno degli uffici postali. Primo tra tutti, la vendita di prodotti commerciali (libri, cd, cartoleria): inutile, voto 4. Va meglio per i servizi di tipo finanziario e creditizio di cui viene riconosciuta l'utilità e la pertinenza. "Gli utenti ci dicono chiaramente che le colpe non sono del personale ma dell'azienda ? aggiunge infine Redini ? Federconsumatori sta valutando l'ipotesi di intraprendere una azione collettiva di risarcimento per tutti i disservizi che quotidianamente subiscono gli utenti, nel frattempo ha chiesto un confronto con l'azienda sulla gestione e le carenze dei servizi postali a partire dai casi più gravi".

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'Mandateci le vostre foto da scout' (sezione: Class action)

( da "Provincia di Cremona, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

Edizione di Mercoledì 23 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Celebrazione. In programma un grande raduno di tutti gli ex iscritti. Un cd con le immagini 'Mandateci le vostre foto da scout' Compie 40 anni lo scoutismo laico del Cngei a Cremona Compirà 40 anni il prossimo 13 settembre lo scoutismo laico del Cngei a Cremona ed è in preparazione un grande raduno di tutti gli ex iscritti. A fondare il primo gruppo di scout non legati agli oratori cattolici fu nel 1968 Giulio Rizzini, ora medico di base. Da allora centinaia di ragazzi e ragazze dagli 8 ai 18 anni hanno vestito a Cremona le divise verdi e marroni di lupetto, esploratore o rover. Nel momento di massimo splendore lo scoutismo cremonese è riuscito a costituire quattro diversi gruppi coinvolgendo circa 200 persone. A lungo responsabili, Stefano Allegri e Fabio Guercilena, ora ingegneri, lanciano ora un appello a quanti sono passati nella prima sede di via al Porto, in zona Po, poi in quella storica in via Colletta, e infine in quella attuale - la più 'longeva' - nella ex caserma Pagliari in via Bissolati. "Portateci le vostre foto", esorta Allegri sottolineando che verranno scansionate e subito restituite ai proprietari. L'obiettivo è creare un cd ricordo da distribuire a tutti gli ex iscritti. "Mancano in particolare scatti che documentino i primi, pionieristici, dieci anni di attività del Gei cremonese", spiega Allegri. Le immagini 'eroiche' di campi estivi, uscite, attività in sede, jamboree e quant'altro possono essere portate a Stefano Allegri (di persona in via del Consorzio 3 o per posta elettronica all'indirizzo: stefano@studioallegri.it) o a Fabio Guercilena (a mano in via Postumia 7 o per email all'indirizzo: fabio.guercilena@yahoo.it). L'invito a tutti gli ex iscritti è di sfruttare questa occasione per rivedersi in allegria e rievocare quel periodo, fondamentale nella formazione di ogni ex scout. Il Cngei realizza, attraverso l'opera di volontari, un'azione educativa laica, indipendente da ogni credo religioso e da ideologie politiche, che impegna i giovani al conseguimento ed all'approfondimento delle scelte personali. Lo scopo è quello di formare il buon cittadino: un cittadino in grado di compiere scelte autonome e responsabili, impegnato in prima persona per promuovere la solidarietà, i diritti universali, la pace, la tutela dell'ambiente.

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Derivati, il pd denuncia "da pagare 15 milioni" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Pagina X - Milano "Class class="term">action se il Comune resterà inerte" Derivati, il Pd denuncia "Da pagare 15 milioni" Sui prodotti di finanza derivata sottoscritti dal Comune di Milano, i nodi stanno venendo al pettine. Lo sostiene il Pd, che presenterà un esposto alla procura. A giugno, infatti, sarà stabilita la prima rata del rimborso del prestito sottoscritto da Palazzo Marino con quattro banche, Ubs, Jp Morgan, Depfa e Deutsche Bank. "Sono 15 milioni di euro", dicono i consiglieri comunali Davide Corritore e Fabrizio Spirolazzi. Il pagamento sarà imputato sul bilancio 2009 del Comune. L'esposto fa perno su questo rimborso. Finora il Comune ha maturato una minusvalenza di 250 milioni ma nessuna concreta perdita perché non ha ancora versato un soldo alle banche. Per questo la corte dei Conti non può contestare il danno erariale. Alla procura, invece, si chiede di verificare se le banche non abbiano truffato il Comune, al quale tra l'altro una legge del 2001 vietava di rifinanziare il debito accumulando passivo. Per collocare il prestito, alle banche spettava una commissione di 170.000 euro, di swap in swap hanno lucrato 74 milioni sulla differenza fra i margini di mercato e le condizioni effettivamente pattuite con il Comune. In caso di truffa, aggiungono Corritore e Spirolazzi, "il Comune dovrebbe sospendere i pagamenti e costituirsi parte civile". Se non lo facesse, si aprirebbe la possibilità di una class="term">class class="term">action contro le banche, esperibile dai cittadini milanesi in quanto danneggiati. Inoltre, si dovrebbe valutare se coinvolgere il Comune, a causa della sua "inerzia". Conclude Corritore: "Quello di Milano è un caso pilota per l'Italia". Per il vicesindaco Riccardo De Corato, "dalla corte dei Conti giungono anche valutazioni positive sull'operazione". (ste.ro.).

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PARLAMENTO EUROPEO: VIA LIBERA AI CONTI DEL 2006 (sezione: Class action)

( da "marketpress.info" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

Strasburgo, 23 aprile 2008 - Il Parlamento ha approvato l'esecuzione del bilancio Ue per il 2006, il cosiddetto "discarico", compiacendosi dei progressi compiuti verso un utilizzo più efficace degli stanziamenti comunitari. Ma insiste sulla necessità di pubblicare dichiarazioni nazionali per responsabilizzare maggiormente gli Stati membri sull'utilizzo dei fondi Ue. Chiede poi la definizione di uno Statuto degli assistenti parlamentari che entri in vigore con la nuova legislatura. Con 582 voti favorevoli, 77 contrari e 18 astensioni, il Parlamento concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006. Nella relazione di Dan Jørgensen (Pse, Dk) che accompagna tale decisione - approvata con 582 voti favorevoli, 49 contrari e 54 astensioni il Parlamento si compiace dei progressi compiuti dalla Commissione "verso un utilizzo più efficace degli stanziamenti comunitari" e della creazione del contesto per un controllo globale che trova riscontro nella dichiarazione di affidabilità (Das) della Corte dei conti. Si compiace inoltre dei considerevoli progressi compiuti nella gestione degli stanziamenti della politica agricola comune (Pac), in particolare grazie al funzionamento del sistema integrato di gestione e di controllo (Sigc). D'altra parte, il Parlamento accoglie con favore l'impegno della Commissione di presentare una relazione mensile al comitato incaricato del follow up del discarico del 2006, in cui ogni mese un commissario dovrà illustrare gli sviluppi nella propria area di competenza, comprese ad esempio le dichiarazioni nazionali e le sintesi annuali, le azioni esterne e l'attuazione del piano d'azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali. Dichiarazioni di gestione nazionali - Il Parlamento deplora "la tacita accettazione da parte della Commissione della irresponsabilità collettiva della maggior parte degli Stati membri nei confronti della gestione finanziaria dell'Unione europea". Accoglie invece con favore le iniziative adottate in merito da alcuni Stati membri (Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca e Svezia) e invita gli altri a seguire l'esempio. Per tale motivo, si compiace del fatto che la Commissione si sia impegnata ad assicurare "un fermo sostegno politico" alle iniziative nazionali volte a redigere e pubblicare dichiarazioni nazionali, verificate dalle corti dei conti nazionali, e la invita a continuare ad incoraggiare gli Stati membri su questa strada. I deputati, peraltro, si attendono che la Commissione inserisca un nuovo punto concernente la promozione delle dichiarazioni di gestione a livello nazionale, quale parte della sua revisione e del seguito del piano d'azione verso un quadro di controllo interno integrato. Fondi strutturali - I deputati si compiacciono del piano d'azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali, ma annunciano che intendono monitorare da vicino le informazioni trasmesse sul piano d'azione, in preparazione del discarico 2007. L'impegno della Commissione a rettificare "ogni singolo errore" individuato dalla relazione annuale della Corte dei conti è considerato dai deputati "un importante risultato" della procedura di discarico relativa all'esercizio 2006. In particolare l'impegno a rettificare al 100% i casi di gravi violazioni delle procedure per gli appalti pubblici e ad applicare tassi forfetari e rettifiche finanziarie estrapolate ogniqualvolta individui problemi sistemici a livello di appalti. Tuttavia, chiedono alla Commissione di presentare informazioni "obiettive, chiare e complete" sulla sua capacità di recuperare gli importi pagati indebitamente. D'altro canto, sono soddisfatti che la Commissione "si sia finalmente impegnata a sospendere quanto prima i pagamenti a seguito dell'individuazione di gravi carenze del sistema". Azioni esterne - Nel ritenere che la Commissione "sia sempre più consapevole dell'importanza della trasparenza, della visibilità e della consulenza politica per tutti i fondi dell'Ue nel settore delle azioni esterne", la relazione si compiace dell'impegno del rappresentante dell'Onu in Iraq a migliorare l'informazione in tempo reale alla Commissione. I deputati, d'altra parte, restano tuttora in attesa dell'elenco degli organismi non soggetti a procedure d'appalto per i contratti ricevuti nel 2006. Il Parlamento, inoltre, accetta la proposta della Commissione di discutere la questione della definizione delle organizzazioni non governative (Ong) non appena saranno disponibili i risultati dell'audit che sta svolgendo la Corte dei conti. Invita poi la Commissione a presentare misure su come migliorare la visibilità dei fondi comunitari quando si attuano gli aiuti esterni attraverso altri organismi e accoglie con favore il suo impegno a mettere a disposizione del Parlamento ulteriori informazioni sui beneficiari dei fondi. Discarico del bilancio del Parlamento - Con 597 voti favorevoli, 50 contrari e 40 astensioni, l'Aula ha deciso inoltre di concedere il discarico per l'esecuzione del bilancio 2006 del Parlamento europeo. Adottando la relazione di José Pomés Ruiz (Ppe/de, Es) - con 563 voti favorevoli, 63 contrari e 5 astensioni - il Parlamento "approva e sostiene il deciso impegno del suo Presidente di assicurare che lo Statuto degli assistenti, che sarà proposto dalla Commissione e approvato dal Consiglio, entri in vigore contemporaneamente allo Statuto dei deputati". A tale fine, invita la Commissione e il Consiglio a cooperare appieno con il Parlamento per garantire che il nuovo Statuto degli assistenti sia adottato "prima delle prossime elezioni europee di giugno 2009". I deputati prendono poi atto che la Corte dei conti ha constatato, "criticandole", carenze nel quadro regolamentare fissato dall'Ufficio di presidenza per le indennità di assistenza parlamentare e che la maggior parte degli importi versati ai membri del Parlamento a titolo di indennità di assistenza parlamentare "non sono stati successivamente giustificati da documenti soddisfacenti". Riconoscono parimenti lo sforzo sostenuto dall'Ufficio di presidenza e dall'amministrazione nel 2007 per ovviare alla situazione e si compiacciono del fatto che per il 2006 l'amministrazione indica di aver ricevuto, alla fine del 2007, più del 99% dei documenti giustificativi. Il Parlamento incoraggia il gruppo di lavoro dell'Ufficio di presidenza sullo statuto dei deputati a presentare le sue conclusioni per consentire di dare rapidamente un seguito adeguato alle osservazioni formulate dal revisore interno nella sua relazione sulle indennità di assistenza parlamentare. Alla luce del lavoro di tale gruppo e nel contesto di una nuova regolamentazione da elaborare da parte degli organi politici competenti, conferma la responsabilità dell'amministrazione di assicurarsi che le indennità di assistenza parlamentare siano concesse "nel rispetto dei principi di sana gestione finanziaria, di legalità e di regolarità". D'altra parte, capendo le difficoltà per armonizzare le indennità con la legislazione sociale e fiscale di ciascuno dei 27 Stati membri, chiede di avviare immediatamente le trattative necessarie con gli Stati membri e lo Stato belga. Esige peraltro che tale operazione "non inibisca l'attuazione parallela di una nuova regolamentazione per le indennità di assistenza parlamentare". Al contempo, ricorda che "assistere i deputati nella loro attività richiede flessibilità e mobilità, e che sta agli stessi deputati illustrare le loro richieste e le loro esigenze nonché esprimersi sul sistema di assistenza che viene loro fornito", mentre il nuovo Statuto degli assistenti "dovrebbe stabilire norme minime in materia di retribuzione e diritti sociali in conformità della legislazione europea vigente". Il Parlamento nota poi che la relazione del revisore interno raccomanda un'evoluzione in due tappe delle condizioni di impiego degli assistenti parlamentari. In un primo tempo, il rapporto contrattuale tra il/gli assistente/i e il deputato verrebbe sistematicamente basato su un contratto d'impiego che utilizza un modello di contratto obbligatorio migliorato. Successivamente, "l'obiettivo sarebbe di integrare gli assistenti nella categoria del personale coperta dal regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee". Il Parlamento prende inoltre atto dell'unanime decisione della Conferenza dei presidenti e dell'Ufficio di presidenza con cui ? invitano l'amministrazione ad assicurare un'applicazione e un'esecuzione coerente delle norme interne del Parlamento concernenti il rimborso delle spese di assistenza parlamentare; ? affidano al Segretario generale il mandato di prendere contatto con la Commissione e il Consiglio allo scopo di accertare la possibilità di adottare una nuova serie di norme per gli assistenti dei deputati ricorrendo a un regime contrattuale modificato, salvaguardando il diritto dei deputati di assumere i loro assistenti e determinare indipendentemente il loro livello salariale; ? incaricano il Gruppo di lavoro sullo Statuto, gli assistenti e il Fondo pensioni dei deputati a valutare urgentemente il funzionamento delle esistenti norme in modo particolareggiato e, vista l'importanza del problema, di presentare proposte sulle modifiche alla normativa che ritenga necessarie. Insiste, in particolare, sul fatto che il Parlamento dovrebbe concludere contratti quadro esclusivamente con società degli Stati membri specializzate nella gestione degli aspetti fiscali e della sicurezza sociale relativi ai contratti di lavoro. In via temporanea, e cioè fino a che non sarà stata trovata una soluzione permanente, i contratti con i fornitori di servizi devono essere gestiti dagli agenti pagatori negli Stati membri. L'agente pagatore, inoltre, deve essere responsabile per il rispetto dei contratti di prestazione di servizi per quanto riguarda la legislazione fiscale le norme in materia di previdenza sociale dello Stato membro interessato. L'amministrazione deve poi essere messa in grado di dimostrare alla Corte dei conti gli importi che sono stati pagati dai deputati ai loro assistenti, agenti pagatori e fornitori di servizi, precisando le relative condizioni. Mentre "non possono essere assunti parenti dei deputati", il mancato rispetto della legislazione nazionale e delle norme sulle spese e le indennità dei deputati deve comportare automaticamente "la sospensione dei pagamenti e il recupero degli importi indebitamente pagati". Il Parlamento chiede infine che le misure di applicazione dello statuto dei deputati che hanno implicazioni finanziarie siano sottoposte formalmente per parere preventivo alla commissione per il controllo dei bilanci. Background - Cos'è il discarico del bilancio Il Trattato sancisce che "Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, dà atto alla Commissione dell'esecuzione del bilancio. (?)". In altre parole, il discarico è una decisione del Parlamento che riflette le conclusioni raggiunte alla fine di un processo - la procedura di discarico - circa il modo la Commissione europea ha attuato il suo compito di eseguire la spesa autorizzata in bilancio per l'esercizio finanziario. Questo sindacato parlamentare dell'esecuzione da parte della Commissione europea della spesa prevista in bilancio mira a garantire che i fondi siano stati utilizzati secondo il principio della sana gestione finanziaria, ossia in conformità dei principi di "economia", "efficienza" ed "efficacia" : Il rifiuto di concedere il discarico non ha conseguenze giuridiche, ma va considerato una grave sanzione politica. Negli ultimi vent'anni ciò si è verificato due volte. La prima nel 1984 e l'ultima nel dicembre 1998 con riferimento all'esecuzione del bilancio 1996, quando fu costituito un Comitato di esperti indipendenti incaricato di investigare sulle gravi accuse di cattiva gestione mosse alla Commissione. Dopo la pubblicazione dei risultati dell'inchiesta, la Commissione Santer rassegnò le dimissioni il 15 marzo 1999. La decisione del Parlamento di non concedere il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio di un dato esercizio finanziario, tuttavia, non costituisce di per sé una mozione di censura contro la Commissione stessa. La procedura di discarico riguarda anche il Parlamento stesso, le altre istituzioni Ue e le agenzie. . <<BACK.

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Una campagna europea di solidarietà con l'Autonomia zapatista e contro la guerra in Chiapas (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

L'INIZIATIVA Una campagna europea di solidarietà con l'Autonomia zapatista e contro la guerra in Chiapas Il Movimento zapatista ha 24 anni di vita e da 14 anni è in resistenza. La repressione e le aggressioni contro le comunità autonome non sono mai cessate, al contrario sono aumentate nell'ultimo anno, mettendoci di fronte, in Chiapas, ad uno scenario pericoloso: i popoli zapatisti ancora una volta soffrono una forte, coordinata, offensiva del governo messicano: attacchi, sgomberi forzati, sequestri, minacce, intralcio alla funzione delle autorità e cooperative autonome, distruzione delle attrezzature delle scuole e degli ospedali autonomi, la sottrazione "legale" di terre, prigionieri e ostaggi politici, delitti confezionati a tavolino, attacchi di gruppi paramilitari..."Noi che abbiamo fatto la guerra sappiamo riconoscere le strade attraverso le quali questa si prepara e si avvicina. I segnali di guerra all'orizzonte sono chiari. La guerra, come la paura, anche ha odore. E adesso s'incomincia già a respirare il suo fetido odore nelle nostre terre" (Subcomandante Marcos, dicembre 2007).Ma noi, persone, collettivi, reti, organizzazioni e movimenti, dai differenti luoghi di questa Altra Europa contraria al potere del denaro e alla guerra, diciamo oggi, ancora una volta, con la stessa forza, convinzione e intensità con cui già lo facemmo quando ci fu il tradimento del febbraio del 1995 da parte del governo messicano, così come lo abbiamo fatto e continueremo a farlo sempre quando sarà necessario, che le zapatiste e gli zapatisti non sono soli. E inoltre siamo convinti, con l'esperienza di tutti questi anni, che neanche loro ci lasciano soli in questo mondo in cui non c'è angolo che sia liberato dalla guerra neoliberalista.Allora, di fronte alla nuova offensiva contro i popoli indigeni zapatisti da parte del governo messicano, iniziamo la Campagna europea di solidarietà con l'Autonomia zapatista e contro la guerra in Chiapas, i cui obiettivi generali sono:- attivare (a livello europeo) un'attività coordinata e massiva di protesta, denuncia, pressione e rivendicazione riguardo la realtà in Messico e, più concretamente, sulla situazione attuale in Chiapas, realizzando una serie di azioni e attività coincidenti nel tempo e che si succederanno in maniera ininterrotta, sviluppandosi durante tutto il 2008;- rivendicando, inoltre, il giusto compimento degli Accordi di San Andrés, la libertà per tutti i prigionieri politici, il rispetto dei diritti umani e alzando la voce contro i molteplici conflitti che affliggono i popoli di tutto il Messico, soprattutto indigeni.La campagna è aperta ad ogni persona, collettivo, organizzazione, rete e movimento che considerano la solidarietà e il mutuo appoggio come la migliore ragione, argomento e difesa contro le armi da fuoco del dio denaro, con i suoi "signori" del potere e della guerra.Per contatti: loszapatistasnoestansolos@yahoo.es e/o info@europazapatista.org. Sito: www.europazapatista.orgA Sud Friuli Venezia GiuliaEcologia e cooperazione Onlus.

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Bollino Vista, class action confermata (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 23-04-2008)

Argomenti: Class Action

Alle 21:13 - Fonte: punto-informatico.it - 0 commenti Il processo può riprendere, bocciato il ricorso presentato da Microsoft. Ora tutti sapranno cosa è davvero successo. Ma gli avvocati di Redmond si dichiarano fiduciosi.

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La grande azione sociale dal '68 delle lotte operaie (sezione: Class action)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: Class Action

RIEVOCAZIONI. Nel convegno a palazzo Festari sono stati ricordati avvenimenti e personaggi di quarant'anni fa La grande azione sociale dal '68 delle lotte operaie di Luigi Centomo Con le battaglie sindacali e i fatti del 68 si sviluppò uno straordinario fermento sociale che si propagò e si espresse nin una grande stagione di azione collettiva. Il 68 fu uno spartiacque: la democrazia entrò in fabbrica con i delegati, i comitati di reparto e i consigli di fabbrica. Con queste parole ieri mattina in sala Soster di palazzo Festari, il segretario generale della Cgil vicentina, Oscar Mancini, ha aperto i lavori del convegno su "Il '68 e le lotte alla Marzotto". Al microfono si sono alternati storici, sindacalisti e testimoni. Molte tra il pubblico le persone che avevano un patrimonio personale in termini di ricordi e di riflessioni riguardanti eventi che a Valdagno portarono, come atto estremo della protesta, all'abbattimento della statua di Gaetano Marzotto in piazza Dante. Il sindaco Alberto Neri ha ricordato di essere stato testimone diretto degli eventi, premettendo che è opportuno ragionare sul passato, guardando però al futuro. Bisogna ricordare cosa rappresentava per la città e la vallata l'azienda Marzotto, soprattutto come certezza occupazionale. Non solo per il posto di lavoro, ma anche in quei 3500 vani che furono costruiti nella città dell'armonia, con abitazioni e un lungo elenco di servizi. "Nel '68 - ha ricordato il sindaco - scoppiò l'esasperazione, con i moti di piazza, che portarono all'arresto di 42 persone, di cui il Comune, che si schierò con gli operai, chiese immediata scarcerazione impegnando la Marzotto a fruire della legge tessile e aprendo la strada a iniziative produttive alternative alla Marzotto. Nacque dunque la zona industriale, in cui ora sono occupate 3500 persone". Oscar Mancini ha premesso che il convegno organizzato dalla Cgil è "un'occasione per ricordare e riflettere su di noi. Nelle varie rievocazioni riguardanti il '68 spesso viene presentato solo come movimento studentesco, dimenticando che fu l'anno della riscossa operaia. La più drammatica di quelle prime lotte operaie si verificò a Valdagno. La testimonianza dell'operaio Espedito Floriani è emblematica nel definire quanto dura fosse la vita di fabbrica, con il marcatempi che ti controllava anche quanto si restava in bagno. Per non parlare dei provvedimenti disciplinari, che arrivavano al licenziamento. Un clima oppressivo, ferrea disciplina militare, massacranti ritmi di lavoro e basse retribuzioni. Ecco lc cause della rivolta di popolo del 19 aprile". A Pietro Marzotto è stato riconosciuto il ruolo positivo svolto e continuato anche negli anni seguenti. I sindacati avviarono un processo di crescita dei salari e di riduzione degli orari di lavoro. La condizione attuale, ha concluso Mancini, deriva dalla storia sociale delle nostre città e dei paesi, di Valdagno e della sua vallata: con questo convegno si è voluto meditare cercando di recuperare il rapporto compromesso con le generazioni più giovani. Quindi, i temi sono stati ancora più approfonditi con gli interventi della storico Emilio Franzina, di Gianpaolo Bassetti, dalle testimonianze di Andrea Cestonaro, allora segretario del Pci e del sindacalista Ermenegildo Palmieri. E infine, il sindacalista regionale della Cgil Emilio Viafora e del presidente della Fondazione Di Vittorio, Carlo Ghezzi, a fare sintesi di un'iniziativa che è solo l'inizio di una riflessione che continuerà in altre sedi.

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UNA 'CLASS ACTION', una sorta di causa collettiva di contribuenti, contro la tassa richies (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-04-2008)

Argomenti: Class Action

RAVENNA CRONACA pag. 7 UNA 'CLASS ACTION', una sorta di causa collettiva di contribuenti, contro la tassa richies... UNA 'CLASS ACTION', una sorta di causa collettiva di contribuenti, contro la tassa richiesta dai Consorzi di bonifica ai proprietari di immobili. Il contributo è in scadenza proprio in questi giorni. Ad avviare l'iniziativa è la lista civica guidata da Alvaro Ancisi che si avvale della consulenza di tecnici del coordinamento nazionale del Movimento autonomo di base. In questo caso non si punta ad ottenere un rimborso per il pregresso, ma a decidere di non pagare il bollettino in scadenza. "Questa azione si basa sulla legislazione, statale e regionale, vigente in materia, oltreché su una consolidata giurisprudenza ? afferma Ancisi ? che stabilisce come il contributo ai Consorzi sia dovuto solamente dai proprietari di immobili che ricevano, dalle opere dell'ente, un beneficio diretto di aumento del valore fondiario del proprio bene ed in misura proporzionale ad esso". Per norma costituzionale, l'obbligo di provare il beneficio spetta al creditore, nel caso il Consorzio. "L'interesse riguarda tutti i proprietari di immobili, agricoltori compresi, ma in particolare quelli dei fabbricati ubicati nel capoluogo, per il fatto che lo smaltimento delle acque piovane è compito affidato dal Comune ad Hera, i cui costi sono scaricati sulle bollette dell'acqua potabile". Il primo passo per quanti intendono aderire all'azione collettiva sarà di non pagare il bollettino in scadenza 30 aprile. "Sull'avviso, verrà avviato un ricorso cumulativo. Quanti intendono aderire possono informarne Lista per Ravenna, in Comune".

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Utenti uniti in tribunale per chiedere giustizia (sezione: Class action)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-04-2008)

Argomenti: Class Action

Cronaca Utenti uniti in tribunale per chiedere giustizia La class action è un istituto giuridico consolidato nel mondo anglosassone e recentemente introdotto in Italia con la Finanziaria approvata alla fine dello scorso anno. Si tratta di un'azione risarcitoria collettiva a favore dei consumatori. Si tratta di uno strumento processuale che consente a una pluralità di consumatori o utenti di un certo servizio (in questo caso gli automobilisti "tartassati" dagli aumenti) di rivolgersi al giudice attraverso un'unica causa i cui esiti possano riflettersi poi sull'intera categoria e non unicamente sui ricorrenti. L'azione potrà essere promossa dalle associazioni dei consumatori e da quelle portatrici di interessi collettivi individuate con decreto del ministro della Giustizia. Subito bocciata dalla Confindustria ("è un atto di grave ostilità all'impresa, espone le imprese e i loro lavoratori a gravi rischi") la class action è passata grazie a un emendamento votato "per errore" da un senatore di Forza Italia. Uno dei film più famosi sulla class action (americana) è Erin Brockovich, con Julia Roberts. Erin è una giovane madre divorziata, con i figli da crescere, che si ritrova, da semplice segretaria di uno studio legale, ma con conoscenze giuridiche piuttosto lacunose, a convincere il suo "capo" ad avviare una causa contro una multinazionale responsabile di aver fatto ammalare i residenti della zona. (m.sca.).

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Venezia punta sull'innovazione (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Regione Veneto Numero 099, pag. 24 del 25/4/2008 Autore: pagina a cura di Gabriele Ventura Visualizza la pagina in PDF       Tra le priorità anche la costruzione di un impianto a idrogeno nei pressi di Marghera Venezia punta sull'innovazione Riqualificazione ambientale e un master plan per l'aeroporto Innovazione, energia e riqualificazione ambientale. Partirà da questi tre punti cardine il nuovo progetto di sviluppo complessivo del comune di Venezia e di tutto il Veneto. Si tratta di tre progetti che hanno appena preso il via e che proietteranno sempre di più la regione verso l'Europa: il nuovo master plan dell'area aeroportuale di Tessera (Venezia), l'avvio dei lavori per la costruzione di un innovativo impianto a idrogeno nei pressi di Marghera (Ve) e l'accordo di programma per la riqualificazione ambientale, paesaggistica, idraulica e viabilistica dell'area di Venezia Malcontenta. Ma vediamo i progetti nel dettaglio. Il master plan. L'accordo, siglato tra il comune di Venezia, Save spa e Marco Polo srl, prevede in pratica la realizzazione di un moderno ed efficiente nodo intermodale e di servizi. Obiettivo: poter assicurare alla regione Veneto uno sviluppo confrontabile con i migliori esempi europei in termini di accessibilità, grazie alla pianificazione di un nodo al servizio di un vasto bacino di traffico, dotato di tutte le modalità di trasporto, per connessioni con le brevi, medie e lunghe distanze; servizi di livello internazionale, grazie all'individuazione di aree ottimali per alberghi, uffici, spazi espositivi, fieristici, congressuali ecc.; attrezzature collettive e impianti per il territorio, come il nuovo stadio, l'arena per i concerti e le grandi manifestazioni, il parco e il casinò, che potranno beneficiare di perfetta accessibilità. Grazie all'intesa, da un lato l'aeroporto Marco Polo otterrebbe la garanzia di adeguati collegamenti con il territorio e la salvaguardia di una zona per future espansioni delle infrastrutture. Dall'altro, il territorio potrebbe approfittare della possibilità di sviluppo di servizi e attrezzature collettive realizzate seguendo la crescita dello scalo aeroportuale e in armonia con l'ambiente. Tra gli elementi focali che il master plan integra e sviluppa spiccano il nuovo stadio, la nuova sede del casinò, insieme ad attività ricettive, direzionali, espositive e ricreative da sistemarsi in un parco di ampie dimensioni nell'area adiacente all'aeroporto, denominata "Quadrante Tessera". E che comprende una buona parte dell'ambito fluviale del fiume Dese oltre a servizi di supporto allo scalo aeroportuale. Il comune di Venezia, Save spa e Marco Polo srl dovranno sviluppare i propri progetti all'interno di un unico disegno coordinato: al comune è demandata la realizzazione di opere di interesse generale quali l'edificazione del nuovo stadio e la complessiva riqualificazione e sistemazione dell'area di Tessera, sia dal punto di vista infrastrutturale sia ambientale, nel pieno rispetto dei nuclei abitati esistenti. Marco Polo srl dovrà realizzare il nuovo stadio, la nuova sede del casinò, le necessarie infrastrutture di pertinenza e le attività di supporto oltre agli sviluppi immobiliari necessari per sostenere gli investimenti in attrezzature collettive. A Save spa, infine, è affidato il mantenimento di condizioni al contorno dell'area aeroportuale tali da poter decidere e realizzare i futuri sviluppi delle infrastrutture aeroportuali con relativa accessibilità dedicata sia viabilistica sia ferroviaria; e la realizzazione di servizi e sviluppo di funzioni urbane di supporto alla crescita dell'aeroporto (business park). In questo quadro i tre protagonisti dell'accordo prenderanno parte all'elaborazione del progetto urbanistico secondo le seguenti fasi successive: sviluppo e precisazione del "concept" generale; progetto necessario per la realizzazione degli atti amministrativi necessari; progetto preliminare delle infrastrutture e progetto definitivo del Master plan; programma di sviluppo e preparazione dei progetti di ciascuna parte. L'impianto a idrogeno. è di pochi giorni fa l'inaugurazione del cantiere per la costruzione di una innovativa centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno a Fusina (Marghera). L'impianto, progettato dall'Enel e che sarà pronto nel 2009, avrà una potenza di 16 megawatt con un investimento di 47 milioni di euro. L'energia prodotta, pari a circa 60 milioni di chilowattora l'anno, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di 20 mila famiglie, evitando l'emissione in atmosfera di oltre 17 mila tonnellate di anidride carbonica. Si tratta del primo impianto al mondo di questo tipo: sorgerà nell'area della centrale Enel "Andrea Palladio", adiacente al Petrolchimico, dal quale riceverà l'idrogeno generato come by product del ciclo produttivo. L'impianto si colloca nell'ambito dei progetti di Hydrogen park, il Consorzio nato nel 2003 su iniziativa degli industriali di Venezia con il sostegno della regione Veneto e del governo per circa 4 milioni di euro, allo scopo di promuovere nell'area di Porto Marghera lo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie dell'idrogeno nel settore del trasporto e della generazione di energia. In futuro, l'idrogeno necessario all'impianto potrà essere ottenuto anche dalla gassificazione del carbone associata alla "cattura" dell'anidride carbonica. L'accordo Vallone Moranzani. è partito a fine marzo il progetto di riqualificazione dell'area a Sud di Marghera. Si tratta di un progetto europeo di carattere ambientale e paesaggistico, finalizzato a trasformare in parco urbano un'area fortemente degradata, quella del Vallone Moranzani. La realizzazione del parco è collegata peraltro a una serie di interventi a servizio dell'abitato di Malcontenta: messa in sicurezza idraulica dell'intera zona, interramento delle "pesanti" linee elettriche, realizzazione di altri due parchi urbani, modifica e miglioramento della viabilità, trasferimento di un'azienda di stoccaggio di prodotti petroliferi con bonifica dell'area. Il progetto coinvolge, oltre alla regione, ministero dell'ambiente, magistrato alle acque, commissario delegato ai canali portuali, commissario per l'emergenza idraulica, provincia di Venezia, comune di Venezia, autorità portuale di Venezia, Syndial-Eni, Enel, Terna, San Marco Petroli, Consorzio di bonifica sinistra Medio Brenta. L'area complessivamente interessata alle diverse azioni è di 500 ettari, dei quali circa 200 di nuovi parchi urbani. Il costo totale dell'operazione sfiora i 477 milioni di euro, oltre 260 dei quali già disponibili, mentre la parte rimanente del fabbisogno sarà recuperata con la tariffa di conferimento dei sedimenti di escavo. Il progetto sarà portato a termine nella sua interezza nel 2016.

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Di RITA BARTOLOMEI <LO HANNO spiegato i ragazzi? Noi partiamo subito con (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

PRIMO PIANO pag. 7 di RITA BARTOLOMEI "LO HANNO spiegato i ragazzi? Noi partiamo subito con ... di RITA BARTOLOMEI "LO HANNO spiegato i ragazzi? Noi partiamo subito con le ronde, dopo il ponte del primo maggio. Ci sarò anch'io". Galeazzo Bignami, vicepresidente provinciale di An, brucia sul tempo Manes Bernardini, segretario di una Lega nord che ha appena raddoppiato i consensi, in città. I 'volontari verdi bolognesi' si preparano a esordire la sera del 10 maggio in piazza San Giuseppe, al Porto. An manda avanti i ragazzi universitari di Azione giovani, reduci dalle elezioni studentesche. Le passeggiate subito. Non solo quelle. In prospettiva la partecipazione al bando annunciato dall'assessore Libero Mancuso, che ha appena ricevuto dal sindaco la delega alla Sicurezza e ha lanciato il progetto degli studenti-anti degrado. "NOI SIAMO disponibili ma chiediamo garanzie all'amministrazione ? si preoccupa Mattia Kolletzek, studente di Medicina, leader del gruppo ?. Non vogliamo né esaltati che si credono rambo ma nemmeno chi imbratta i muri. Se il controllo del territorio dev'essere fatto da chi ha già promesso le 'ronde antifasciste'... Pochi giorni fa abbiamo subìto intimidazioni da parte di certi collettivi che hanno spazi garantiti dall'università, ad esempio a Scienze politiche. Ci hanno accusato di essere razzisti, fascisti, sessisti. Abbiamo scritto una lettera al rettore, non era il primo episodio. C'è chi ha diffuso volantini con il proposito di 'chiudere ogni spazio a questi soggetti', che saremmo noi di Azione universitaria. Questa è prevaricazione. Non vorremmo che il problema si aggravasse, invece che risolversi. Quel che succede oggi non ci lascia molto tranquilli. Per dire: abbiamo telecamere che riprendono il nulla. Che senso ha?". Aggiunge Maurizio Ceschetti di Scienze politiche: "Due giorni fa sono stato aggredito verbalmente. Siamo considerati fascisti, non è giusto". NESSUN imbarazzo a collaborare con la Sinistra universitaria, i pulcini del Pd che nei giorni scorsi si erano candidati al bando di Mancuso. "Se mi turba l'idea? No, con loro ci sono buoni rapporti. Il problema è comune a tutti". Non assomiglia a un patto inedito sulla sicurezza, simile a quello tra Pd e Udc su spray e manganelli ai vigili? "Sul bene comune non si possono fare dietrologie politiche ? è sereno Kolletzek ?. Ma noi siamo più credibili su questi argomenti". "Siamo stati i primi", rivendica Matteo Nanni di Giurisprudenza. "Non è ancora ufficiale ma probabilmente sono stato eletto a Farmacia ? annuncia Niccolò Capodicasa ?. Per noi è la prima volta. La facoltà è frequentata soprattutto dalle ragazze. Sono le prime a sentire il problema della sicurezza. Che sarà aggravato dalla futura pedonalizzazione. Ben venga se la Sinistra universitaria è d'accordo su una proposta che avevamo avanzato noi. Ci dispiace per altre associazioni, certo minoritarie. Per loro il problema principale non è la sicurezza degli studenti ma cacciare noi dall'università. Sulla sicurezza vorremmo risposte anche dal rettore. Ci siamo rivolti a lui sei mesi fa". Intanto risponde l'assessore Mancuso. "Il bando per gli studenti naturalmente è aperto a tutti", fa sapere. Nell'annunciare il progetto del Comune aveva premesso: "La militarizzazione della zona universitaria non ha risolto il problema. Occorre una nuova strategia".

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Ho visto la "città invisibile" (sezione: Class action)

( da "Nuova Ferrara, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Ho visto "la città invisibile". Sabato 19 aprile nel vivace pomeriggio della città celebrata dal festival "città e territorio", mentre gli esperti provenienti da ogni parte del mondo raccontavano la loro idea di città, in uno spazio aperto e protetto, la Rotonda Foschini, contigua al Teatro Comunale ma vicina alla strada, i nostri figli hanno rappresentato la loro "città invisibile": azione scenica preparata nel laboratorio teatrale Cicimbù per i ragazzi dai 10 ai 14 anni, condotto da Cristina Gualandi e Lorella Rizzatti in collaborazione con il Teatro. Come nel testo di Italo Calvino "Le città invisibili", in cui Marco Polo racconta le città esplorate all'imperatore Kublai Kan, i ragazzi hanno mostrato la loro città, che esplorano quotidianamente a noi spettatori, per quel giorno tutti imperatori, tutti Kublai Kan. Gli attori sono i ragazzi che crescono nella città che cambia, e entrambi mutano ad una velocità superiore a quella attesa. Nello spettacolo i ragazzi sono sempre tutti in scena in azione collettiva e muovendo sapientemente sei pannelli mobili decorati con segni grafico-pittorici, ricostruiscono la loro città con incroci e labirinti di traffico continuo e confusione, in cui è facile perdersi, ma anche ritrovarsi. Lo fanno in modo semplice e diretto, guardandoci negli occhi raccontano desideri e paure, i luoghi dell'inquietudine e del conforto, ci dicono degli abitanti cose che a volte sappiamo e a volte no, ma che sempre sono vere e colpiscono Kublai Kan. Lo fanno correndo, battendo un ritmo incalzante, suonando il flauto traverso, tracciando segni con un pennello colorato, con i vestiti indossati a rovescio, lo fanno insieme puntando il dito e con lo sguardo di sfida di chi adesso c'è. E ci dicono cose invisibili. Lo hanno fatto con intensità e partecipazione e a noi spettatori, non più imperatori, rimane l'emozione di aver visto l'invisibile anche solo per mezz'ora. Per questo motivo vorrei ringraziare chi ha reso possibile questo importante percorso, nella città, in quella visibile intendo, con la speranza che nel suo continuo mutare, cito le battute conclusive dell'azione scenica, Ferrara possa avvicinarsi "alle città che sanno dar forma ai desideri" anziché a "quelle che i desideri li cancellano". Mirco Baroni.

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I vigili d'argento multano trenta ecofurbi (sezione: Class action)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Raffica di controlli I vigili d'argento multano trenta ecofurbi ODERZO. Oltre trenta sanzioni nel mese scorso agli ecofurbi. E' questo il risultato dell'intensificazione dell'azione di controllo di piazzole ecologiche e spazi pubblici da parte dei vigili d'argento che stanno pattugliando il territorio a caccia di chi infrange le regole. "Siamo molto contenti dell'azione di controllo messa in campo - sottolinea con soddisfazione il sindaco Pietro Dalla Libera - i vigili d'argento che lavorano in coppia stanno effettuando verifiche mirate per individuare eventuali trasgressori e procedere con le sanzioni. Solo il mese scorso ne sono state comminate oltre una trentina a dimostrazione che dobbiamo ancora fare qualche passo in avanti per quanto riguarda il rispetto delle regole". Le zone controllate sono tutte le piazzole ecologiche, soprattutto quelle del centro, i fossati lungo le strade e le aree industriali dove spesso vengono abbandonati i rifiuti. I vigili d'argento procedono a controlli in borghese, per destare meno l'attenzione, e hanno l'incarico di individuare attraverso possibili dettagli di riconoscimento i trasgressori ai quali verrà inviata la relativa sanzione. "Non si tratta di un intento persecutorio - chiude il sindaco - ma di rispetto delle regole, visto che i rifiuti abbandonati sono un costo per la collettività". (b.b.).

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Ronde, anche an arruola volontari - silvia bignami (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Bologna Ronde, anche An arruola volontari Ogni partito fonda il suo gruppo per la sicurezza "fai da te" Il presidente del San Vitale con il rettore Calzolari: gli accordi erano altri SILVIA BIGNAMI A maggio partono le ronde targate Alleanza Nazionale, annuncia, con aria minacciosa, il consigliere di An Galeazzo Bignami. A giugno arriveranno le guardie padane della Lega Nord, assicura il coordinatore bolognese del Carroccio Manes Bernardini. A settembre, dopo il bando pubblico, comincerà il pattugliamento degli studenti arruolati dalla giunta Cofferati. Intanto continuerà il consueto "controllo" degli assistenti civici già reclutati dalla giunta Guazzaloca. E si prepara la controffensiva dei centri sociali, già pronti a fare "le ronde alle ronde". Tutti in Piazza Verdi, ombelico del degrado cittadino, in attesa di estendere la sicurezza "fai da te" dei cittadini-spia anche al resto della città. Ieri An ha bruciato sul tempo l'assessore alla Sicurezza Libero Mancuso, e ha annunciato la partenza delle sue ronde, "subito dopo il primo maggio". In strada scenderà anche il consigliere finiano Bignami, insieme ai giovani di destra di Azione Universitaria pronti a scendere in piazza armate di telefonino. "Parteciperemo al bando della giunta come la Sinistra Universitaria" dicono. "No, noi facciamo le nostre, di ronde" li corregge Bignami in tempo reale. In ogni caso la buona volontà non basta, e i giovani di An fanno appello alle forze dell'ordine. "Noi ci saremo, ma vogliamo garanzie" ripete il loro leader Mattia Kalletzek. Già perché i centri sociali e i giovani no global del collettivo "Out-off", che mercoledì hanno occupato gli uffici di Mancuso per protesta, hanno già promesso le "ronde antifasciste". Cioè le ronde alle ronde, con tanto di impegno a "non rendere la vita facile agli sbirri con lo zainetto". Ecco perché Azione Giovani invoca "il controllo da parte dell'amministrazione e della polizia, che devono vigilare che non accada nulla a chi pattuglia le strade di notte". Le avvisaglie del conflitto ci sono già. I giovani di An raccontano di "intimidazioni" a scienze politiche al grido di "fascisti, razzisti, stupratori e sessisti" da parte del collettivo Farfalle Rosse. Ma le "ronde soft" della giunta Cofferati piacciono poco anche all'Università. Dopo la sua vice Paola Monari anche il rettore Pier Ugo Calzolari sconfessa Mancuso, che aveva giurato di aver concordato l'iniziativa con l'Ateneo. "Non abbiamo mai discusso di ronde" assicura Calzolari. E come lui anche il presidente del San Vitale Carmelo Adagio, attento alla galassia dei centri sociali, è ancora più netto: "Le ronde e gli "sbirri con lo zainetto" nella zona universitaria non esistono, non sono in programma, non esisteranno mai. Si è pensato solo di sollecitare idee e proposte sui temi della presenza attiva degli studenti nella zona universitaria. Si tratta di presentare progetti sulla cittadinanza attiva, non di pattugliare le strade". Ma ora che la corsa - o rincorsa? - sulla sicurezza è iniziata, tutti si affrettano per non perdere il passo. Il Carroccio partirà tra 10 giorni con i suoi gazebo per l'arruolamento e "una imponente campagna stampa nei quartieri" dice il coordinatore cittadino Bernardini. "Avranno la casacca verde e un telefonino. Pattuglieranno le strade di notte". Come tutti gli altri insomma.

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Guasto sul metrò, linea 2 in tilt <I pendolari ora vanno risarciti> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il caso Treni fermi tra Centrale e Porta Genova. Incidente anche sulle Ferrovie Nord Guasto sul metrò, linea 2 in tilt "I pendolari ora vanno risarciti" Blackout di quattro ore, caos e ritardi. Croci: più garanzie da Atm La scintilla è provocata da un cavo di metallo che si stacca dal soffitto e lascia a secco la rete elettrica. Sono le 8.40, c'è una falla nel sistema, i treni non partono più. Tilt. La linea verde del metrò si ferma, il salvavita Atm stacca la spina da Porta Genova alla Stazione Centrale. L'effetto è il caos: traffico ingolfato, migliaia di passeggeri si riversano sulle strade, sgomitano davanti alle navette sostitutive, ai tram, ai taxi. Code, proteste e ore di stipendio bruciate. Ne servono tre agli addetti Atm per ispezionare le gallerie e scoprire il danno. Il cavo è dietro un traversino della fermata di Cadorna, la squadra è partita da Garibaldi, lo riaggancia solo alle 11.40. Un'ora dopo riparte anche il metrò, ma ormai è tardi, l'emergenza è rientrata. Il Codacons chiede "chi risarcirà ora il danno ai pendolari arrivati tardi in ufficio?". è pronta un'azione legale. class="hilite">Forse addirittura una class="term">class class="term">action. Quattro ore di blackout sottoterra. Nove stazioni al buio. L'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, non fa sconti all'azienda: "Atm deve - deve - garantire manutenzione adeguata e funzionalità della rete di trasporto ". E aggiunge che nel nuovo contratto di servizio, in arrivo prima dell'estate, "gli indicatori di qualità dovranno avere un peso rilevante anche in termini di remunerazione del servizio". In sostanza: il Comune si riserva più poteri di controllo ed eventuali premi o disincentivi. Del resto, è il secondo guasto "pesante" in meno di due mesi e sempre nell'ora di punta. La mattina di ieri èun déjà vu del 29 febbraio, quando un treno della linea rossa si blocca a 80 metri da Cadorna. Ieri, il guasto alla rete elettrica della verde, "oggetto di manutenzione continua", fanno notare da Atm. Per questo l'episodio è "strano" e l'azienda ha avviato un'inchiesta interna per stabilire cause dell'incidente ed eventuali responsabilità. "Guasto sulla linea 2, da Porta Genova a Centrale". L'annuncio si riverbera via radio e nei mezzanini dalle 8.50. Fermo il metrò escono dai depositi 40 bus per fare la spola da Centrale a Porta Genova. Ma il contraccolpo più duro lo subisce chi viaggia dall'hinterland, Gessate e Cologno. Francesca P., 35 anni, è con altre centinaia di pendolari alla fermata di Vimodrone. Tre parole: "è uno scandalo ". "Disagi inaccettabili", rincara la dose Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons. Gli avvocati studiano le mosse: "è l'ennesima dimostrazione che il metrò richiede investimenti straordinari e convogli nuovi". Nell'attesa, "a pagare sono sempre i pendolari". Anche quelli delle Ferrovie Nord. Ancora ieri, ore 17.15: una dozzina di treni si blocca sulla Milano-Asso tra Meda e Seveso. Un cavo caduto da un ponticello ha tranciato la linea. Code e navette Caos, ieri mattina, nella Stazione Centrale della metropolitana, con i pendolari a chiedere informazioni agli addetti Atm. Attese e disagi anche per i passeggeri risaliti in superficie: Atm ha messo a disposizione 40 bus sostitutivi, presi d'assalto dai milanesi (Newpress e Fotogramma) A. St.

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Stazioni "fantasma", sporche, degradate, prive di servizi e, soprattutto, insicure (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Di ALESSIA MARANI Stazioni "fantasma", sporche, degradate, prive di servizi e, soprattutto, insicure. All'indomani della violenza alla studentessa africana all'uscita della stazione di La Storta, il Codacons prende "appunti" class="hilite">per preparare la prima class="term">class class="term">action a favore degli utenti che viaggiano sui convogli di Capitale e regione. "Da quando abbiamo chiesto ai cittadini di segnalarci i luoghi del disagio e della paura - spiegano dall'associazione - in poche ore siamo stati subissati di indicazioni talmente dettagliate e omogenee che ci hanno consentito di delineare un quadro preciso della situazione". La maglia nera dell' abbandono e dell'insicurezza? "Senza dubbio - dice il Codacons - va alle stazioni della linea FM 1 che collega Orte all'aeroporto intercontinentale di Fiumicino. Senza dimenticare la fermata "Quattro Venti", a Monteverde, sulla linea FM 3, priva di vigilanza a qualsiasi ora del giorno e della notte e senza sufficiente illuminazione esterna". L'adrenalina sale quando si prende il treno o si scende a "Nuovo Salario", autentica cattedrale nel deserto, alle spalle del popoloso quartiere di Prati Fiscali: un parcheggio esterno incustodito, una collinetta con baracchette e orticelli, sul lato; un solo venditore abusivo di cd all'interno. "Paradossalmente - spiega una ragazza - quel giovane straniero è l'unica presenza a cui potersi rivolgere in caso di pericolo nel raggio di qualche centinaia di metri". Venti minuti per raggiungere da qui la stazione Ostiense. Sotto i ponti della tangenziale, lungo i binari, donne rom accendono i fuochi. Con le loro famiglie dormono là, tra cumuli di immondizie. Il piazzale dei Partigiani, davanti al terminal Ostiense, è un dormitorio a cielo aperto, con ritrovi di barboni e sbandati d'ogni genere. Che trovano riparo anche sotto i portici. Non va meglio alla "Muratella". Appena si esce fuori, al di là della strada c'è un terrapieno trasformato in discarica, nascosto da un canneto. Sulla banchina c'è ancora la lapide in ricordo del piccolo Hamidovich, bimbo rom di 13 anni, morto anni fa sotto un treno mentre tentava di attraversare i binari. Intanto, ieri, la Regione Lazio ha siglato un protocollo d'intesa con la Rfi, Rete ferroviaria italiana, per ottenere il comodato d'uso su 155 stazioni ferroviarie laziali, di cui 36 nel Comune di Roma. "Abbiamo già finanziato 40 milioni di euro per interventi si sicurezza e riqualificazione - spiega il presidente Piero Marrazzo - Ho sentito il bisogno di assumermi le mie responsabilità nonostante la manutenzione delle stazioni non sia di competenza regionale. Queste strutture, però, debbono diventare luoghi vivibili dai cittadini. Metteremo negozi, sportelli pubblici, telecamere e colonnine Sos anche nelle aree adiacenti, nei parcheggi e in prossimità delle fermate dei bus. Le opere saranno realizzate entro il 2009". alessia.marani@ilmessaggero.it.

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Azioni collettive per le case isolate male (sezione: Class action)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

Decine di segnalazioni all'ammistrazione dai condomini di Sottomarina Azioni collettive per le case isolate male Il Comune: "Si profilano cause degli acquirenti contro i costruttori" di Elisabetta Boscolo Anzoletti CHIOGGIA. Inquilini contro costruttori. La città si prepara alla prima causa collettiva ("class action") per tentare di recuperare parte dei valori degli immobili che non sono stati costruiti a norma per quanto attiene l'isolamento termico e acustico. Le irregolarità riguardano molte delle costruzioni realizzate negli ultimi 12 anni, in particolare nella zona dei comparti. A sollevare il coperchio di un pentolone che si annuncia esplosivo è stata la Lega che ha chiesto all'Edilizia privata controlli a campione. La normativa nazionale (legge 373 del '76 per le dispersioni termiche e la 447 del '96 per l'isolamento acustico) prevede materiali e tecniche di costruzione per garantire che le nuove edificazioni risultino isolate. "Molte palazzine sono fuori norma - spiega il capogruppo della Lega, Marco Dolfin - appena abbiamo sollevato il problema siamo stati contattati da decine di giovani coppie che abitano nelle vie Zeno, da Verrazzano, Pigafetta e in tutti i nuovi comparti che ci segnalano come i loro appartamenti siano tutt'altro che isolati. Ci sono tutti i presupposti per aprire cause collettive chiedendo ai costruttori di restituire una parte del valore dell'immobile, anche il 20% come ha già stabilito il tribunale di Padova. Sappiamo anche che alcuni si stanno attrezzando per farle". La cosa assume contorni ancora più sconcertanti se si pensa che il costo del mattone in città è da anni alle stelle. Per il nuovo si pagano 3.500-4.000 euro al metro quadro in condomini che spesso risultano densi come alveari. Ritrovarsi ad aver pagato un appartamento di 60 metri a Sottomarina 250.000 euro e poi scoprire di condividere con tutti gli inquilini le conversazioni o di dover alzare di continuo la caldaia per sopperire all'uso di materiali scadenti farebbe saltare i nervi a chiunque. I costruttori rischiano contenziosi, ma anche multe salate. "Il problema esiste - spiega l'assessore all'edilizia, Carlo Perini - per il passato faremo controlli a campione, elevando multe e imponendo correzioni. Per le nuove concessioni il rilascio sarà subordinato alla presentazione di relazioni tecniche sugli isolamenti".

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Poste nella bufera per i continui disservizi (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

VIGONZA Non si placano le proteste dei cittadini per la corrispondenza in ritardo o il mancato recapito. Nemmeno il notiziario comunale è arrivato a destinazione Poste nella bufera per i continui disservizi Anche gli artigiani si sentono danneggiati. L'Ente si difende: il periodo elettorale ha comportato un aggravio del lavoro VigonzaNon si placano le proteste dei cittadini per i continui disservizi nel recapito della posta. Bollette sempre in ritardo, pagamenti che saltano, avvisi importanti che non arrivano.Impossibile tenere il conto delle telefonate incandescenti che arrivano all'ufficio postale di Vigonza; decine e decine i cittadini che protestano di persona agli sportelli. Tra loro anche il primo cittadino che riceve ha presentato le sue lamentele per il mancato recapito del notiziario comunale. "Capisco i cittadini che hanno assolutamente diritto ad arrabbiarsi - commenta Nunzio Tacchetto - non solo non è arrivato l'ultimo numero del notiziario, ma addirittura c'è chi non ha ricevuto nemmeno il numero precedente. Non solo. Il ritardato recapito della corrispondenza molto spesso comporta danni e conseguenze spiacevoli per i cittadini". Tacchetto allude agli avvisi di mora che molti cittadini si sono trovati a dover pagare per il mancato recapito puntuale della posta. "Siamo così esasperati che non ci resta altro che intraprendere una concreta azione dimostrativa. Ci stiamo pensando e lo faremo", avverte il sindaco.Alle proteste dei cittadini, si aggiungono quelle degli artigiani pesantemente danneggiati dai continui ritardi della posta: le scadenze bancarie arrivano puntualmente in ritardo così come le fatture commerciali. Anche l'Upa, l'Unione provinciale artigiani, subissata di telefonate e lamentele da parte dei suoi iscritti, minaccia una forte azione di protesta. I vertici dell'Unione, infatti, stanno valutando di intraprendere una "class action". In altre parola un'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori prevista dall'art. 2 comma 445 della Finanziaria 2008. Un'azione simile a quella avviata dai cittadini della Riviera del Brenta contro l'Enel. Non solo. Al vaglio anche la proposta di boicottare il versante finanziario delle poste, chiudendo tutti i conti Pt Business aperti dalla aziende.Dall'ente Poste Italiane fanno sapere di comprendere i disagi dei cittadini, ma il periodo elettorale ha comportato un aggravio del lavoro. Le zone sono tutte coperte e il personale c'è ed è previsto un miglioramento perché entro breve rientreranno due portalettere. Tra maggio e giungo, assicurano i vertici dell'ente, ci saranno assunzioni a tempo indeterminato che dovrebbero garantire una maggiore e capillare copertura di tutte le zone.Lorena Levorato.

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Lega Nord contro la discarica Zinola ha già pagato troppo (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: Class Action

BERTOLAZZI: VALLETTA DEI VELENI Lega Nord contro la discarica "Zinola ha già pagato troppo" Dalla Lega Nord piovono critiche sul progetto del Comune di Savona di realizzare una nuova discarica sulle alture di Zinola, nella zona che è già stata ribattezzata "La valletta dei veleni". Secondo il vice segretario provinciale della Lega Giancarlo Bortolazzi "Se verrà realizzata nelle dimensioni previste, la mega-discarica comporterà la produzione di 3 milioni di metri cubi di rifiuti in 25 anni, lo smaltimento di tutta la spazzatura della provincia e la drastica riduzione delle aree verdi nella zona interessata dal progetto". "Zinola ha già pagato a sufficienza in termini ambientali per la costruzione dell'inceneritore e del depuratore", continua Bertolazzi che punta il dito sulle prossime opere in cantiere: "Ora vorrebbero privarci di altri chilometri quadrati di verde per costruirci un carcere e una discarica. Questa volta, però, non faremo finta di nulla e ci organizzeremo in una "class="hilite">Class Action" per difendere fino in fondo il nostro territorio e gli interessi della comunità. Abbiamo già incaricato alcuni avvocati di studiare la situazione e se questi amministratori non faranno un passo indietro, allora sarà rivolta". Per ribadire la sua tesi, Bertolazzi ha anche realizzato un filmato che ha inserito su "Youtube" e anche sul suo blog.

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