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DOSSIER “CLASS ACTION”

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TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL 2-4 luglio 2008       #TOP



Report "Class action"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Class action (30)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Giovannelli mostra i muscoli e va all'assalto ( da "Nuova Sardegna, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Valuteremo volta per volta le azioni. Non siamo una nuova maggioranza. Noi faremo la nostra parte di opposizione. Nessun tipo di inciucio". Tagliente Rino Piccinu. "A un anno dalle elezioni si vedono spaccature profonde su interessi privati rispetto a quelli collettivi - afferma Picinnu -.

Di PAOLA SAVIOTTI MONTEVARCHI L'AMMINISTRAZIONE comunale ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a tollerare la mancanza di qualsiasi azione attrattiva, a spendere soldi? Semplice: perché in quelle sedi, si offre una proposta collettiva, forte e coordinata. Dentro ci sono imprese che, oltre all'affitto (salato!), pagano anche una quota per la gestione del complesso e per la pubblicità della struttura.

La Regione Piemonte: via i privati dalla Amos ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Non ci sono segnali di una reazione collettiva dei privati, ma se questa arrivasse le soluzioni non sarebbero molte: "In assenza di accordo saremo obbligati a mettere in liquidazione la società", avverte il presidente di Amos. Per parte loro, gli azionisti pubblici erano e restano convinti della bontà dell'esperimento.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Una class action contro Steve Jobs e il board di Apple ( da "Vnunet.it" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una class action contro Steve Jobs e il board di Apple, è stata depositata alla corte distrettuale di San Josè. Lo riferisce InformationWeek. Lo scorso settembre il CEO di Apple, Steve Jobs era stato chiamato dalla Securities and Exchange Commission (l'agenzia governativa US deputata al controllo delle attività finanziarie di borsa)

Manovra d'estate 2008: la tabella delle novità ( da "AltaLex" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Decreto Legge 112/2008 Class Action Entrata in vigore prorogata dal 29 giugno 2008 al 1° gennaio 2009. Art. 36, Decreto Legge 112/2008 Contanti e assegni Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il trasferimento in contanti e per gli assegni non trasferibili. Art. 32, Decreto Legge 112/2008 Editoria Un regolamento di delegificazione,

Aria nuova, autunno caldo ( da "AprileOnline.info" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: da gennaio entrerà in vigore la "class action", dando la possibilità ai cittadini di giudicare un dirigente della PA che non compie il proprio dovere". Il ministro inoltre ribadisce che, attualmente, non si parla di nessun taglio al personale. Podda -Carlo Podda, segretario della Funzione Pubblica Cgil, non perde tempo e ribatte.

CLASS ACTION. Al via tavolo di lavoro Associazioni consumatori-MSE ( da "HelpConsumatori" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.

IMPERIA Si vivacizza il dibattito sulle proposte per ridare lustro a un quartiere dove si chiedon ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: E si mettono anche in atto le azioni repressive previste dalle norme. Il problema è che ci sono carenze normative. Le sanzioni sono blande e di efficacia ridotta. Organici insufficienti? Ovviamente se si deve concentrare l'azione in piazza Doria, il personale viene distolto da altre parti, e viceversa.

Manovra finanziaria, il testo del ddl ( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Altre modalità di conciliazione previste dalla contrattazione collettiva.) 1. La conciliazione, nelle materie di cui all'articolo 409 e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165, può essere svolta altresì presso le sedi previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Aiuti alla pesca, non serve il via libera Ue ( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali; progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni;

L'attacco di Bersani: sotto le chiacchiere, niente Pensioni e cuneo fiscale: nostre le uniche misure anticrisi. Almeno dicano grazie ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: siete voi che sospendete la class action". Poi, l'affondo: "la speculazione si combatte con strumenti precisi, non con le parole". Sulla speculazione Tremonti reagisce male. "Voi non avete capito la globalizzazione , il vostro limite culturale è non capire gli effetti negativi e la macelleria che ci sta tornando indietro.

Derivati, palazzo marino si costituirà parte civile - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: vicino i procedimenti previsti dalla legge sulla class action, che entrerà però in vigore solo nel gennaio del 2009. Lo schema allo studio dei legali del Pd consentirebbe tuttavia di superare il problema del vuoto normativo. E anche questo è un modo per spingere il sindaco ad abbandonare gli indugi: "Su questa vicenda - dice Davide Corritore - la Moratti ha perso del tempo prezioso:

Apple ancora nei guai per le stock option ( da "KataWeb News" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: it - 0 commenti Una nuova class action riporta in primo piano l'intricata vicenda delle stock option che da alcuni anni interessa parte dei top manager di Apple. La causa potrebbe portare a inattesi sviluppi, mentre si attende ancora l'esito dei procedimenti in corso Leggi la notizia completa Commenta la notizia.

Derivati, il Comune rilancia: in tribunale contro le banche ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per ovvi motivi non sarà un class action: "Noi - attacca il consigliere Pd, Davide Corritore - con l'azione legale-popolare vogliamo far risparmiare ai milanesi 300 milioni di euro di sofferenze economiche provocate dalle scelte finanziarie scellerate di questi anni. Ma vogliamo anche un'operazione di verità sulle responsabilità di chi ha provocato questi danni.

Milano, dal medico 3 ore e mezza di attesa per avere la ricetta: Codacons denuncia il Servizio Sanitario Nazionale ( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: pilota in attesa di preparare una class action che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio turno. Sì invitano pertanto i consumatori a segnalare il loro caso allo 02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Milano perché accerti se esistono profili penalmente rilevanti quali ad esempio l'

Class action, al via tavolo di lavoro Consumatori-MSE ( da "HelpConsumatori" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.

SANITA': OLTRE 3 ORE ATTESA DA MEDICO FAMIGLIA, CODACONS FA CAUSA A SSN ( da "ADN Kronos" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in attesa di preparare una class action che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio turno. Chi volesse, può segnalare la propria 'disavventura' allo 02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, perché "accerti se esistono profili penalmente rilevanti quali ad esempio l'

Pesca: via libera di Bruxelles per gli aiuti di stato ( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali; progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni;

Bastava il confronto con le parti sociali ( da "Corriere delle Alpi" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: previste da un contratto collettivo. Suggerisco, in ottemperanza al motto "tolleranza zero", di vietare le libertà di riunione, di associazione e di contrattazione, tornando all'uso delle regie cariche di cavalleria nei confronti dei lavoratori manifestanti. Non vanti, il Sindaco, la mancanza dei "privilegi" derivanti dalla contrattazione collettiva in favore dei liberi professionisti:

Bollette abbanoa, pronta l'azione legale ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a questo punto l'esposto collettivo, e che non costerà una sola lira ai cittadini sarà presentato a nome di tutti gli utenti che depositeranno la bolletta da contestare o direttamente nello studio del legale o nelle mani di Mario Porcu o Sandro Masciarelli. Il seguito potrebbe avere risvolti anche inimmaginabili.

LIVORNO LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto ( da "Nazione, La (Livorno)" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che si è continuamente espressa attraverso significative azioni, installazioni, performances. Nel 1986 è co-fondatore del Collettivo "Il Dado", attivo fino al 1996. E poi mostre collettive e personali, collaborazioni con strutture psichiatriche, partecipazione a laboratori. Il tutto vissuto nella convinzione, come sosteneva, che "non è tanto l'invenzione ciò che conta,

Emergenza casa, Action occupa l'assessorato ( da "Unita, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Stai consultando l'edizione del Emergenza casa, Action occupa l'assessorato Luciana Cimino Sono tornati a occupare i militanti del Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Circa 500 persone in sofferenza abitativa hanno presidiato ieri mattina l'assessorato alla casa del Comune, sul Lungo Tevere dei Cenci.

Fabrizio Finamore In più di ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "Parlerò di Berlusconi, della class action e dell'espansione immobiliare nelle grandi città. A Roma ad esempio stanno sorgendo questi megaquartieri con tanti abitanti mentre le strade rimangono sempre le stesse e così ci troviamo migliaia di macchine sempre sulle stesse strade consolari.

Caso Italfidi, lo Stato confisca centomila euro ( da "Corriere del Veneto" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: applicazione della nuova legge per le azioni collettive ritarda i risarcimenti ROVIGO – Sono stati confiscati dallo Stato i circa centomila euro ritrovati nei conti correnti di Italfidi, la srl di intermediazione finanziaria finita al centro di una grossa inchiesta, conclusasi l'altro ieri con il patteggiamento di quattro indagati davanti al giudice.

La truffa dei formaggi guasti chiuse le indagini a Cremona ( da "Repubblica.it" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: associazione Altroconsumo si costituirà parte civile nei procedimenti penali aperti verso i responsabili delle adulterazioni. Altroconsumo, inoltre, verificherà la possibilità di avviare una class action contro le imprese della provincia di Cremona e tutti i responsabili indicati negli esiti delle indagini della Guardia di Finanza. (4 luglio 2008.


Articoli

Giovannelli mostra i muscoli e va all'assalto (sezione: Class action)

( da "Nuova Sardegna, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Di Luca Rojch Giovannelli mostra i muscoli e va all'assalto Giornata di colloqui, solo oggi deciderà se ritirare le deleghe ai consiglieri ribelli I rappresentanti dell'opposizione: "Per Olbia pronti ad aiutare il sindaco, ma non esiste più una maggioranza" OLBIA. Pipa, superattack e tanta pazienza. Gianni Giovannelli rimette insieme i cocci della sua maggioranza. Una giornata di stand-by, di colloqui convulsi tra i Giovannelli boys, i fedelissimi del primo cittadino, dopo lo tsunami che ha squassato il centro destra per dare un senso alla crisi fratricida. A mezzogiorno la maggior parte della maggioranza si chiude in conclave dentro la stanza del sindaco. Una riunione fiume per fare il punto su questa storia fatta di amori, pochi, e infedeltà, tante. Cuori azzurri infranti. Il tradimento mette a dura prova la flemma di Giovannelli, uno per cui l'ira è roba da plebei. Ma per tutto il giorno il sindaco accarezza l'idea diabolica di ritirare le deleghe ai consiglieri che hanno disertato l'aula. Una vendetta fredda, o forse solo una reazione a catena della guerra nucleare sotto la cappa plumbea che ha coperto l'orizzonte degli azzurri. La casbah delle libertà ha chiuso. Giovannelli, vittima del fuoco amico, non ammorbidisce i toni. 12 ore non hanno fatto decantare la sera all'adrenalina. La notte porta scompiglio. "Chi non si è presentato in aula per approvare il bilancio è venuto meno alla fiducia che il sindaco gli ha dato - spiega Giovannelli -. C'è stata una mancanza di sincerità nei comportamenti. I consiglieri che hanno ricevuto le deleghe non possono più parlare a nome della giunta. è chiaro che sulla loro posizione è indispensabile riflettere. Voglio che tutti insieme prendiamo una decisione sulle deleghe". A rischio ci sono il consigliere Gianfranco Bardanzellu, che ha la delega sull'immigrazione, Gigi Carbini, nelle sue mani il caso Meridiana. Poi ci sono le poltrone pregiate del Cines. A rischio revoca ci sono Giampiero Palitta, Pietro Carzedda ed Erminio Sirianni. Ma prima di questa mattina nessuna revoca. "Serve un forte confronto - continua Giovannelli - della maggioranza con questo gruppo minoritario. Ma è difficile il dialogo con chi dopo un mese ha cominciato a lamentarsi. Non credo loro possano avanzare grandi motivazioni per un presunto disagio, in modo particolare dopo un mese di governo, come è accaduto". Nel muro contro muro Erminio Sirianni ha scelto una posizione di equidistanza. Con una nota precisa di non avere condiviso la scelta del Pdl e il metodo usato. è stato lasciato libero dal partito. "Ho deciso di agire secondo coscienza - spiega Sirianni - Dopo una notte di riflessione ho deciso di non partecipare alla riunione di nessuno dei due gruppi". Il gruppo del Pdl viene travolto dall'effetto Lippi. Complici gli Europei si tuffano nel gergo calcistico e meglio dell'Italia di Bearzot dell'82 scelgono il silenzio stampa. Campo libero alla minoranza. "Dobbiamo pensare a noi stessi - spiega Carlo Careddu, Pd -, non possiamo ignorare quello che è accaduto, né che Giovannelli non ha più una maggioranza. Non diventeremo organici alla maggioranza. Quando riterremo che l'azione della giunta andrà verso il bene della città la appoggeremo". Sulla stessa linea Marco Varrucciu, Pd. "In aula abbiamo fatto una scelta di responsabilità - afferma Varrucciu -. Non appoggiamo colpi di mano. Valuteremo volta per volta le azioni. Non siamo una nuova maggioranza. Noi faremo la nostra parte di opposizione. Nessun tipo di inciucio". Tagliente Rino Piccinu. "A un anno dalle elezioni si vedono spaccature profonde su interessi privati rispetto a quelli collettivi - afferma Picinnu -. Come minoranza per l'interesse collettivo diamo il numero legale a questa mezza maggioranza. Ma noi siamo l'opposizione". I numeri dànno ragione al sindaco. Ai 26 della maggioranza vanno tolti i 12 ribelli. Restano 14 uomini contro i 13 della minoranza. Ma la matematica della politica è qualcosa di diverso dall'aritmetica. Giovannelli ne è consapevole. "La via di uscita passa attraverso il confronto con chi ha disertato l'aula - dice -. Un chiarimento profondo può essere fatto con almeno una parte di loro". Giovannelli cerca di tenere una porta aperta a Settimo Nizzi. "Con lui non ho parlato. Non voglio fare il processo alle intenzioni, ma mi aspetto una telefonata - conclude -. Nizzi si è preoccupato di chiamare Pizzadili siglio per ricordare che era fuori Olbia".

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Di PAOLA SAVIOTTI MONTEVARCHI L'AMMINISTRAZIONE comunale (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

VALDARNO pag. 10 di PAOLA SAVIOTTI ? MONTEVARCHI ? L'AMMINISTRAZIONE comunale... di PAOLA SAVIOTTI ? MONTEVARCHI ? L'AMMINISTRAZIONE comunale deve fare la sua parte: garantire interventi per facilitare il recupero degli immobili, per mettere a disposizione degli utenti i parcheggi, per garantire un adeguato decoro?. Ma il resto lo devono fare gli operatori economici che, pur attraversando un momento difficile per ragioni strutturali e contingenti, non possono non assumersi le loro responsabilità. Imputare a sindaco e assessori la diminuzione delle vendite insomma non è giusto. Questo il pensiero di Moreno Grassi, assessore al centro storico, che non ha usato mezze misure nel corso dell'incontro sul futuro della city, organizzato dal Pd cittadino alla Bartolea, e non ha lesinato richiami vivaci a chi si lamenta, ma poi si oppone a qualsiasi azione volta a migliorare il look e la fruibilità della city. "SI CHIEDONO spazi di sosta e tavolini all'aperto, ma poi ci si ribella all'idea di una ztl più ampia. Si chiede decoro e poi si parcheggia sul marciapiede, ritenendo di averne il diritto perché in situazione di urgenza? La realtà è che tutti noi dobbiamo impegnarci a rispettare le regole e le proprietà, nostre e altrui, se vogliamo migliorare la vivibilità di quest'area. E aggiungo: la creazione di infrastrutture e le opportunità per le ristrutturazioni degli immobili sono problemi dell'amministrazione. Il marketing e la promozione lo sono solo in parte. Per il resto devono vedere protagonisti attivi i commercianti e gli esercenti. Ogni giorno raccolgo lamentele sul centro commerciale naturale che non funziona". UN FIUME in piena l'assessore Grassi: "Vi siete mai chiesti perché quelli artificiali viaggiano a gonfie vele. Perché lì i visitatori sono disposti a lasciare la macchina al parcheggio e a percorrere ampi tratti di strada a piedi per arrivare ai negozi, a tollerare la mancanza di qualsiasi azione attrattiva, a spendere soldi? Semplice: perché in quelle sedi, si offre una proposta collettiva, forte e coordinata. Dentro ci sono imprese che, oltre all'affitto (salato!), pagano anche una quota per la gestione del complesso e per la pubblicità della struttura. Ma siete davvero convinti che Montevarchi sia più brutta dei numerosi obbrobri di cartongesso che spuntano alle periferie delle città? Io credo di no". ED ECCOCI al cuore della proposta dell'assessore che in pratica chiama a raccolta il commergio sopingendolo verso un'"union sacrée" con l'amministrazione in vista di uno sviluppo della città e del suo centro storico, con un ritorno importante per tutti i soggetti interessati. "Ritengo ? dice infatti Moreno Grassi ? che anche nel cuore di Montevarchi si possa riunire la proposta frazionata di duecentoventisei operatori in una proposta collettiva. Per farlo basta volerlo, mettere a disposizione le risorse: stabilita la cifra (49 per cento i privati, 51 l'amministrazione), si incarica un professionista e si studia un progetto efficace e spendibile sul mercato. Noi non possiamo costruire il centro commerciale naturale, ma possiamo, dobbiamo e vogliamo promuovere politiche serie". E' l'unica strada, secondo l'assessore, per far decollare in modo organico il centro cittadino, offrendo un prodotto uniforme e in linea con le richieste del mercato.

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La Regione Piemonte: via i privati dalla Amos (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI data: 2008-07-02 - pag: 11 autore: I servizi per Asl e Aso soltanto a società con capitale pubblico La Regione Piemonte: via i privati dalla Amos Il Piemonte dà lo sfratto ai soci privati di Amos ( Azienda multiservizi ospedali e sanità) nata nell'ottobre 2004 in seno alle Asl e Aso del Cuneese, per estendere successivamente l'attività fino all'Astigiano.Entro il 31 agosto dovranno uscire dalla compagine i sette azionisti che detengono complessivamente il 30% del capitale sociale. Lo ha stabilito l'assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, confermando una decisione anticipata con la Dgr n. 59-792 del 21 dicembre scorso. La necessità del riassetto societario, spiegano alla Regione, nasce dal mutato quadro normativo e giurisprudenziale che ammette l'affidamento diretto dei servizi solo alle societàa capitale interamente pubblico. "Obbediamo alla Regione e ci prepariamo a liquidare i soci privati ", fa sapere dalla sede di Cuneo il presidente e amministratore delegato di Amos, Giovanni Olivero. In attesa della perizia che dovrà stabilire il valore della società, l'a.d. ha appena incassato una buona plusvalenza dalla vendita di Amg (società controllata al 100% da Amos, in cui sono confluite le attività di lavanderia industriale). "Era stata acquistata un anno fa per la cifra di 1,2 milioni ed è stata rivenduta per 3 a due big del settore in Italia,che hanno presentato un'offerta comune – spiega Olivero – Con questa operazione la società dovrebbe essersi garantita le risorse necessarie a liquidare i soci privati, che, al momento della costituzione, pagarono 4 euro per ogni singola azione, il quadruplo della cifra spesa dagli azionisti pubblici". Per ora dal fronte privato non arrivano segnali di guerra, anche se qualcuno ha mal digerito lo stop della Regione. è il caso di Stefano Bongiovanni, amministratore unico di Fincos Finanziaria con sede a Mondovì (Gruppo Con.i.cos, costruzioni): "Siamo entrati in Amos aderendo a un bando europeo, e ora siamo accompagnati alla porta da una procedura a evidenza pubblica che porta la firma della Regione. Ci eravamo proposti ad Amos come partner per servizi di engineering e per la manutenzione del nuovo ospedale di Mondovì, purtroppo la proposta è caduta nel vuoto. Ciònonostante siamo rammaricati per la fine dell'esperimento: la società ha dimostrato di saper ben operare, cosa che non è accaduta ad altre società miste attive sul territorio. Abbiamo manifestato il nostro disagio nelle sedi opportune: ora aspettiamo la valutazione del perito augurandoci che sia ragionevole. In caso contrario decideremo il da farsi". Non ci sono segnali di una reazione collettiva dei privati, ma se questa arrivasse le soluzioni non sarebbero molte: "In assenza di accordo saremo obbligati a mettere in liquidazione la società", avverte il presidente di Amos. Per parte loro, gli azionisti pubblici erano e restano convinti della bontà dell'esperimento. La pensa così Fulvio Moirano, a suo tempo principale promotore della società mista, ora general manager dell'Asl Cuneo 1, che controlla il 24% del capitale. Dello stesso avviso pure Luigi Robino, direttore generale dell'Asl di Asti che nel 2006 ha acquisito il 18% di Amose le ha affidato il servizio di assistenza domiciliare, precedentemente gestito dai privati di Medicasa. La procedura, in realtà, è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato, costringendo l'Asl a bandire una gara d'appalto. L'iter si sta concludendo in questi giorni: sul tavolo sono arrivate sei offerte, compresa quella di Amos, che ad Asti gestisce pure i prelievi sul territorio. La parte più consistente dell'attività ruota, tuttavia, attorno all'ospedale Santa Croce di Cuneo, che si avvale di Amos per la gestione del laboratorio analisi, del centro prelievi, dei servizi di radiodiagnostica, anestesiologia, ecocardiografia, litotrissia. Alle Aso e Asl del Cuneese e di Asti, la società fornisce, inoltre, servizi alberghieri (dalla ristorazione all'accoglienza front-office), di supporto tecnico-logistico e amministrativo. Difficile anticipare quale sarà il core business della futura società pubblica: la Regione, per il momento, ha ribadito che dovrà limitarsi al "supporto di attività cliniche ". Una posizione condivisa dalla Funzione Pubblica della Cgil Piemonte che ha sempre contestato ad Amos l'applicazione del contratto della sanità privata, ed ora, col segretario Rossano Gambino,chiede l'assunzione diretta del personale "che lavora in modo del tutto integrato nelle aziende pubbliche e secondo la loro propria organizzazione". Con 379 dipendenti diretti e 84 collaboratori (tra cui 43 medici e 24 in-fermieri), nel 2007 Amos ha prodotto attività per un valore di 17,8 milioni, il 34,6% in più rispetto al precedente esercizio. L'utile netto, destinato a riserva legale, è stato di centomila euro. Ro.Fav.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

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Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Una class action contro Steve Jobs e il board di Apple (sezione: Class action)

( da "Vnunet.it" del 02-07-2008)

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02-07-2008 VNUnet.it Un'inchiesta interna aveva scagionato il Ceo di Apple dalle accuse su frode in Borsa, ma la vicenda delle stock option retrodatate punta l'indice verso i vertici aziendali In tempi di crolli di Borsa, a causa della crisi dei mutui subprime e della stretta creditizia, si accavalla l'annosa vicenda del backdating delle stock option (retrodatate). class="hilite">Una class="term">class class="term">action contro Steve Jobs e il board di Apple, è stata depositata alla corte distrettuale di San Josè. Lo riferisce InformationWeek. Lo scorso settembre il CEO di Apple, Steve Jobs era stato chiamato dalla Securities and Exchange Commission (l'agenzia governativa US deputata al controllo delle attività finanziarie di borsa) a testimoniare su un caso di retrodatazione di stock option. Il caso è stato istruito lo scorso 24 aprile a carico dell'ex consulente legale di Apple Nancy Heinen. Secondo l'accusa Heinen e Fred Anderson, ex Chief Financial Officer di Apple nel 2001 approvarono più di 20 milioni di dollari in stock option a favore loro, di Jobs e di altri dirigenti. Un'inchiesta interna di Apple ha già scagionato Steve Jobs. Il titolo di Apple perse il 14% all'epoca dell'ammissione dello scandalo delle stock option retrodate. Leggi anche: Steve Jobs testimonia in tribunale per frode in borsa Le stock option non fanno lo sgambetto a Steve Jobs © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe.

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Manovra d'estate 2008: la tabella delle novità (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

Tabella 27.06.2008 Stampa Pubblichiamo una tabella concernente le principali novità introdotte dalla manovra economica d'estate, composta dal Decreto Legge 26 giugno 2008, n. 112 e dal Disegno di legge collegato. (Altalex, 27 giugno 2008) MANOVRA D'ESTATE 2008: LA TABELLA DELLE NOVITA' Apprendistato Eliminato l'obbligo di comunicazione delle assunzioni e la durata minima (la massima resta a 6 anni) del contratto di apprendistato, che si applica anche al dottorato di ricerca. Art. 23, Decreto Legge 112/2008 Carta d'identità Il documento avrà validità per 10 anni. Art. 31, Decreto Legge 112/2008 Casa Piano per alloggi da locare a canone convenzionato ed interventi di riqualificazione urbana. Art. 11, class="hilite">Decreto Legge 112/2008 Class Action Entrata in vigore prorogata dal 29 giugno 2008 al 1° gennaio 2009. Art. 36, Decreto Legge 112/2008 Contanti e assegni Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il trasferimento in contanti e per gli assegni non trasferibili. Art. 32, Decreto Legge 112/2008 Editoria Un regolamento di delegificazione, da emanare entro 60 giorni, semplificherà le procedure per l'erogazione dei contributi all'editoria. Art. 44, Decreto Legge 112/2008 Energia Entro sei mesi il Consiglio dei Ministri dovrà definire la "Strategia energetica nazionale" con l'obiettivo di diversificare le fonti di energia e le aree geografiche di approvvigionamento, migliorare la competitività del sistema energetico nazionale, promuovere le fonti rinnovabili di energia, aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Art. 7, Decreto Legge 112/2008 Enti pubblici Approvata la soppressione degli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità e di altri enti c.d. inutili. Art. 26, Decreto Legge 112/2008 Expo Milano 2015 Autorizzata la spesa di 1486 milioni di euro, scaglionati nel periodo 2009-2015. Art. 14, Decreto Legge 112/2008 IVA Sterilizzazione sugli aumenti petroliferi: obbligatoria la diminuzione delle aliquote sui carburanti ad uso civile. Art. 9, Decreto Legge 112/2008 Nucleare E' prevista "la realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare" all'interno del piano strategio sull'energia nazionale che il Consiglio dei Ministri dovrà varare entro 6 mesi. Art. 7, Decreto Legge 112/2008 Professionisti Eliminata la norma della Legge 248/2006 che prevedeva il pagamento del compenso ai professionisti solo con assegni non trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o postale o sistemi di pagamento elettronico ed abolito il limite previsto per l'uso di denaro contante (500 euro dal 1° luglio 2008 e 100 euro dal 1° luglio 2009). Art. 32, Decreto Legge 112/2008 Redditi Abolizione dal 1° gennaio 2009 dei limiti di cumulo tra pensione di anzianità e redditi di lavoro (autonomo e dipendente). Art. 19, Decreto Legge 112/2008 Robin Tax Addizionale Ires del 5,5% "per i soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro" e che operano in settori specifici: ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; produzione o commercializzazione di energia elettrica. Art. 81, commi 16, 17 e 18, Decreto Legge 112/2008 Stock options Eliminate le agevolazioni sulle stock options, le cui plusvalenze vengono equiparate al reddito da lavoro dipendente. Art. 82, Decreto Legge 112/2008.

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Aria nuova, autunno caldo (sezione: Class action)

( da "AprileOnline.info" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

E.S., 02 luglio 2008, 19:24 Governo-Sindacato Il ministro del Welfare Sacconi annuncia che d'ora in poi la parola d'ordine sarà "cambiare", che in tema di contratti vorrebbe dire valorizzazione del "secondo livello". E mentre Brunetta promette tagli alla pubblica amministrazione, i sindacati invocano incremento salariale e interventi fiscali. Cremaschi: "Il 23 luglio sarà la giornata del dissenso Cgil" La parola d'ordine è cambiare. O almeno questa è l'opinione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che parte tornando indietro nel tempo, gli anni della concertazione: "Gli accordi del 1993 sono nati morti, e finalmente le parti sono intenzionate a rinnovarli. La svolta deve essere radicale. Sacconi -Nel corso dell'audizione alla Camera, Sacconi ha ricordato come il patto del 1993, arrivato dopo i "grandi accordi" del1984 sulla scala mobile e del 1992 sulla super-manovra da 90 mila miliardi di lire, ebbe invece come effetto salari bassi e bassa produttività, creando in questo modo una fase definita "apatica" dal titolare del Welfare, nella dinamica dei rapporti capitale-lavoro. Secondo Sacconi ora ci troviamo però di fronte a una situazione non più sostenibile, soprattutto se messa in relazione alla eccessiva "burocratizzazione dei procedimenti". Quindi il passaggio obbligatorio diventa quello "dall'apatia alla complicità". Passando al quadro dell'indagine sulla contrattazione, avviata dalla commissione presieduta da Stefano Saglia, Sacconi spiega che pur rimanendo il contratto nazionale "una cornice importante", deve essere valorizzato il secondo livello, vale a dire quello territoriale e aziendale.. Brunetta -Nel corso della mattinata, era stato il ministro della Funzione pubblica Brunetta ad accendere la miccia intorno ai temi economici, ocn particolare riferimento ai salari. Rispondendo al segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, che evidenziava come "confrontando i salari dei lavoratori pubblici italiani con quelli europei emerge che quelli italiani guadagnano di meno, il ministro aveva replicato affermando che "non si possono fare questi tipi di raffronti, perché i raffronti a livello europeo a parità di moneta devono essere fatti a parità di potere d'acquisto e a parità di produttività e di regole". Poi Brunetta si lancia in un parallelo a dir poco infelice, parlando di aumenti di stipendi nel corso degli ultimi quindici anni: "Gli insegnanti italiani hanno una produttività mediamente più bassa, un orario di lavoro diverso, rispetto agli insegnanti negli altri paesi europei. Proprio per questo -aggiunge poi Brunetta- quello che mi interessa è dare, nel caso degli insegnanti, alle famiglie e ai giovani la stessa qualità di istruzione e di formazione che si dà in Europa. Attualmente non è così". Calcolando i tagli a personale docente e non docente previsti dalla prossima finanziaria, e benedetti dal ministro Mariastella Gelmini, forse in tema di insegnamento e istruzione pubblica il problema dovrebbe essere affrontato da ben altri punti di osservazione. Ad ogni modo Brunetta continua la sua analisi, e lancia una proposta: "Sto elaborando una norma - per tagliare drasticamente, al centro come in periferia, le consulenze inutili nella Pubblica Amministrazione. In Italia le consulenze portano ad una spesa di oltre 4 miliardi ogni anno. Ho intenzione di dimezzare i fondi a disposizione delle amministrazioni. Con un budget limitato saranno selezionate solo le consulenze realmente necessarie". Infine l'annuncio che "class="hilite">da gennaio entrerà in vigore la "class="term">class class="term">action", dando la possibilità ai cittadini di giudicare un dirigente della PA che non compie il proprio dovere". Il ministro inoltre ribadisce che, attualmente, non si parla di nessun taglio al personale. Podda -Carlo Podda, segretario della Funzione Pubblica Cgil, non perde tempo e ribatte. Subito alle dichiarazioni del ministro: "Se il quadro entro il quale il governo pensa di muoversi è quello di identificare il lavoro pubblico con un esercito di fannulloni e agire attraverso un decreto che, anziché puntare allo sviluppo, decide di tagliare salari e stipendi e smantellare l'intervento pubblico per favorire le privatizzazioni, proprio non ci siamo. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo - prosegue il numero uno della Fp-Cgil - si può imboccare un'altra strada, affermando indirizzi alternativi capaci di tutelare i lavoratori, far ripartire lo sviluppo del paese, riformare la Pubblica amministrazione. è su questi contenuti che chiediamo al governo di aprire il confronto con il sindacato, abbandonando, una volta per tutte, posizioni inutili e controproducenti". Poi un passaggio di avvertimento: "Il tempo della ricerca del confronto, per quel che ci riguarda, sta per scadere, e ricadrà sull'esecutivo la responsabilità di un conflitto difficile da sanare, Per aprire un confronto costruttivo -conclude Podda- è necessario incrementare i salari con l'intervento fiscale e la contrattazione nazionale, a partire dalla fissazione di un indice inflativo che consenta di recuperare l'aumento del costo della vita". Nerozzi -Un commento alle parole di Brunetta arriva anche dal senatore Pd Paolo Nerozzi, già segretario confederale Cgil, che ironizza su alcune affermazioni a proposito degli aumenti che negli ultimi quindici anni avrebbero portato al raddoppio degli stipendi. "Una maestra con 15 anni di anzianità che prende 1300 euro al mese, un infermiera o un vigile del fuoco o un poliziotto che guadagnano più o meno quella stessa cifra, leggendo le dichiarazioni del ministro Brunetta penseranno che fino ad oggi il ministro è vissuto su Marte". Cremaschi - Per il segretario nazionale della Fiom e leader di "Rete 28 aprile", Giorgio Cremaschi, "il 23 luglio (data a questo punto doppiamente simbolica, tornando a '93 e l'anno scorso, n.d.r.) sarà la giornata del "dissenso Cgil", con un'assemblea convocata da oltre 30 componenti del direttivo della Cgil in difesa del contratto nazionale. L'accordo con Confindustria sul modello contrattuale - ha aggiunto - è puramente impossibile a meno di un clamoroso cedimento di una delle due parti. Il 23 luglio diremo che l'intesa è tecnicamente, oltre che politicamente, impossibile. Per questo ragioniamo di un autunno che sarà di conflitto". Draghi -E un po' a sorpresa, il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'audizione in Parlamento per il Documento di programmazione economica e finanziaria, sembra in qualche modo condividere alcune delle preoccupazioni provenienti dalla rappresentanza del mondo lavoro: "Gli interventi - ha spiegato ad esempio in un passaggio riferito all'inasprimento dei limiti per il turn-over- appaiono sostenibili solo in presenza di una incisiva riorganizzazione del lavoro pubblico, che ne innalzi la produttività. L'introduzione di nuovi sistemi di valutazione del personale, la valorizzazione del merito e la maggior responsabilizzazione dei dipendenti pubblici che il governo intende perseguire con apposita legge delega, vanno in questa direzione", afferma il governatore, che però si spinge a commentare anche altro. "L'inasprimento del prelievo a carico delle banche -prosegue nel suo ragionamento riferendosi evidentemente all'ormai già famigerata "Robin Hood Tax"- potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai depositanti e ai prenditori di credito, e in minori risorse per gli intermediari da accantonare a patrimonio". Ragionamento in linea con quanto già riferito dalla Corte dei conti, secondo cui "è concreto il rischio che il maggior prelievo possa essere traslato sui consumatori attraverso un aumento dei prezzi praticati sui prodotti, o su altri soggetti economici, con un effetto ad esempio sui salari reali dei lavoratori impiegati nei settori colpiti". La coperta corta dei provvedimenti economici del governo comincia a rivelarsi tale, malgrado l'afa che attanaglia il paese. In attesa di un autunno verosimilmente piuttosto caldo.

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CLASS ACTION. Al via tavolo di lavoro Associazioni consumatori-MSE (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 02-07-2008)

Argomenti: Class Action

News CLASS ACTION. Al via tavolo di lavoro Associazioni consumatori-MSE 02/07/2008 - 21:22 "Abbiamo messo per iscritto le nostre proposte al Governo per migliorare la class-action, adesso non ci sono scuse". E' quanto ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, sottolineando l'impegno unitario delle associazioni di consumatori in occasione del tavolo di lavoro che si è aperto questo pomeriggio presso il Ministero dello Sviluppo Economico. "Abbiamo indicato 7 correttivi, in modo molto circostanziato, ma soprattutto unitario: credo che sia un risultato 'storico' quello di aver sottoscritto tutti insieme una precisa lista di richieste. Adesso - conclude Dona - la palla è nel campo dell'esecutivo che non potrà giocare a nascondersi come ha fatto fino ad oggi". Ecco le richieste delle associazioni di consumatori: LEGITTIMAZIONE PASSIVA. Richiesta: estenderla a qualunque soggetto privato o pubblico (ivi compresa la Pubblica amministrazione), nonché ai singoli. AMBITO DELL'AZIONE. Richiesta: estendere l'ambito dell'azione a tutti gli illeciti di natura contrattuale "anche ai sensi" degli articoli 1341 e 1342. ADESIONE DEI DANNEGGIATI. Richiesta: ripristinare il sistema del cd. opt out, vale a dire l'estensione dell'efficacia della "sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.d. filtro) quando è in corso un'istruttoria davanti ad un'Autorità indipendente. NATURA DELLA SENTENZA. Richiesta: esplicitare che la sentenza pronunciata ha natura di condanna. PROCEDURE DI COMPLETAMENTO. Richiesta: semplificare e velocizzare il percorso per ottenere in capo ai singoli il risarcimento del danno o la restituzione (attuando un sistema simile all'accertamento dello stato passivo nelle procedure fallimentari o al rito previsto dal processo societario). PUBBLICITÀ POST-FILTRO E SPESE. Richiesta: prevedere che il Giudice ponga costi della pubblicità dell'azione a carico del convenuto (e non del proponente, secondo l'attuale testo). Per le spese di lite si propone di: a) ammettere le associazioni di consumatori al Patrocinio a spese dello Stato; b) prevedere che, in caso di esito positivo, il giudice possa determinare gli onorari sulla base dell'ammontare complessivo delle pretese dei consumatori aderenti, secondo le tariffe professionali. Il documento è stato sottoscritto dalle seguenti associazioni iscritte nel CNCU: Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. DOC. Le proposte delle Assocciazioni 2008 - redattore: VC.

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IMPERIA Si vivacizza il dibattito sulle proposte per ridare lustro a un quartiere dove si chiedon (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

O solo poche cose: poter passeggiare la sera senza tema di imbattersi in una rissa, senza ferirsi calpestando il vetro di una bottiglia o essere circondato da odori sgradevoli, o ancora senza essere molestati da un ubriaco. Sergio Lanteri, assessore comunale alla Polizia municipale e presidente del Comitato San Giovanni: "Come assessore plaudo all'ordinanza del sindaco che vieta la vendita delle bibite in vetro dopo le otto di sera. Il fenomeno delle bottiglie di birra abbandonate sui gradini della chiesa di San Giovanni è praticamente scomparso. Come responsabile del Comitato, abbiamo avuto un occhio di riguardo per tutto il centro, piazza Doria inclusa, in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono: durante tutta la festa non ci sono stati episodi di vandalismo. E questo lo si deve al contributo delle forze dell'ordine, compresi i vigili. Tutto sommato il rione mi sembra ben presidiato ma certamente si può fare di più. Presto dovrebbe partire l'appalto per la collocazione delle telecamere nella piazza, con le quali contiamo di aumentare la sicurezza. Stiamo studiando i particolari con il collega Giuseppe Fossati, mentre ho già parlato con l'altra collega Ardizzone per valutare la possibilità di riaprire i bagni pubblici all'angolo". Il sindacato di polizia interviene nel dibattito. Parla Maurizio Mamino, da poco eletto a capo della segreteria provinciale del Siulp: "I controlli si fanno. E si mettono anche in atto le azioni repressive previste dalle norme. Il problema è che ci sono carenze normative. Le sanzioni sono blande e di efficacia ridotta. Organici insufficienti? Ovviamente se si deve concentrare l'azione in piazza Doria, il personale viene distolto da altre parti, e viceversa. Più siamo meglio è, ma non è quello il nodo della questione. Si devono trovare soluzioni a livello normativo. Ci sono individui che abbiamo denunciato reiteratamente, ma poi la sanzione inflitta è scarsamente incisiva e non c'è certezza della pena. Sanno benissimo, quelli che si mettono al di fuori della legge con il loro comportamento, che godono di una sorta di limbo giudiziario. Da parte nostra possiamo operare come azione di disturbo però a volte vengono previste sanzioni pecuniare che non danno risultati su chi non ha reddito. Ciò non vuol dire che l'unica pena realmente redditizia sia il carcere; penso a sanzioni alternative come giorni di lavoro a favore della collettività". Il parere del consigliere di opposizione Giuseppe Zagarella: "Parto da un presupposto: un messaggio di malessere che arriva dai quartieri non va mai sottovalutato, a partire dai comitati spontanei fino alle segnalazioni dei singoli. Ora la questione di come intervenire... io sono dell'avviso che sempre e comunque ci si debba rivolgere alle forze dell'ordine. Altre tipologie di intervento, mi riferisco a manifestazioni spontanee come le ronde, rischiano di inasprire i conflitti. Volevo aggiungere: la vitalità di un borgo aiuta a tenerlo controllato. Se si riuscisse ad aumentare l'offerta turistica in piazza Doria, e a Oneglia in genere, ne risulterebbe come conseguenza una sorta di monitoraggio spontaneo. Un pò come è avvenuto in via Prè, a Genova. Animazione, estensione di apertura dei negozi, una più ampia offerta culturale: le tensioni potrebbero attenuarsi. L'azione deve essere corale e in questo senso l'Amministrazione pubblica può recitare un importante ruolo di raccordo e sintesi". \.

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Manovra finanziaria, il testo del ddl (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - documenti Numero 157, pag. 39 del 3/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF     Manovra finanziaria, il testo del ddl ItaliaOggi conclude la pubblicazione del testo del disegno di legge approvato dla governo il 18 giugno su "misure per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", la prima parte è stata pubblicata il 2/7/2008 Art. 22 (Razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti) 1. Al fine di garantire il pieno rispetto delle disposizioni dell'ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e di assicurare il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, l'installazione e l'esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti non possono essere subordinati alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di vincoli, con finalità commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze minime tra impianti e tra impianti ed esercizi o superfici minime commerciali o che pongono restrizioni o obblighi circa la possibilità di offrire, nel medesimo impianto o nella stessa area, attività e servizi integrativi. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 costituiscono principi generali in materia di tutela della concorrenza e livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. 3. All'articolo 7, comma 1, del dlgs 11 febbraio 1998,. n. 32 le parole: “e a fronte della chiusura di almeno settemila impianti nel periodo successivo alla data di entrata in vigore del presente dlgs ” sono abrogate. 4. All'articolo 1, comma 3, primo periodo, del dlgs 11 febbraio 1998, n. 32 le parole “iscritto al relativo albo professionale” sono sostituite dalle seguenti “abilitato ai sensi delle specifiche normative vigenti nei paesi dell'Unione europea”. 5. Le regioni e le province autonome, nell'ambito dei poteri di programmazione del territorio, promuovono il miglioramento della rete distributiva dei carburanti e la diffusione dei carburanti eco-compatibili, secondo criteri di efficienza, adeguatezza e qualità del servizio per i cittadini, nel rispetto dei principi di non discriminazione previsti al comma 1 e della disciplina in materia ambientale, urbanistica e di sicurezza. 6. Il Ministro dello sviluppo economico, sentita l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, determina entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i criteri di vettoriamento del gas metano per autotrazione attraverso le reti di trasporto e distribuzione del gas naturale. Art. 23 (Delega al Governo per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo, al fine di concedere ai lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2008, la possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti, secondo i principi e i criteri direttivi di cui all'articolo 1, comma 3, lettere a), b), c), d), e), f) e g), della legge 24 dicembre 2007. n. 247. Restano ferme le modalità procedurali per l'emanazione dei predetti decreti legislativi indicate dai commi 90 e 91 e le norme di copertura di cui al comma 92 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007. n. 247. Art. 24 (Deleghe al Governo per la riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi. finalizzati alla riorganizzazione dell'Istituto superiore di sanità. dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, degli Istituti zooprofilattici sperimentali, della Croce rossa italiana, della Lega italiana per la lotta contro i tumori. dell'Agenzia italiana del farmaco, dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL),dell'Istituto per gli affari sociali e di Italia Lavoro s.p.a. nonché alla ridefinizione del rapporto di vigilanza del Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sugli stessi enti, istituti e società, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi; a) semplificazione e snellimento dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli enti, istituti e società vigilati, adeguando le stesse ai princìpi di efficacia, efficienza ed economicità dell'attività amministrativa e all'organizzazione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, prevedendo altresì la trasformazione di Italia Lavoro s.p.a. in ente pubblico economico, con eventuale incorporazione nello stesso, in tutto o parte, dell' Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) e dell'Istituto per gli affari sociali; b) razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei costi di funzionamento previa riorganizzazione dei relativi centri di spesa e mediante adeguamento dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli enti e istituti vigilati ai princìpi e alle esigenze di razionalizzazione di cui all'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; c) ridefinizione del rapporto di vigilanza fra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed enti e istituti vigilati, prevedendo, in particolare, la possibilità per il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali di emanare indirizzi e direttive nei confronti degli enti o istituti sottoposti alla vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali; d) previsione dell'obbligo degli enti e istituti vigilati di adeguare i propri statuti alle disposizioni dei decreti legislativi emanati in attuazione della presente delega, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore degli stessi; 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione e con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. I pareri sono espressi, rispettivamente, entro quaranta ed entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di decreti legislativi, decorsi tali termini i decreti sono emanati anche in assenza dei pareri. 3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui al presente articolo non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si procede al riordino degli organi collegiali e degli altri organismi istituiti con legge o con regolamento nell'amministrazione centrale della salute, mediante l'emanazione di regolamenti adottati ai sensi dell'art. 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988 n. 400. I regolamenti tengono conto dei seguenti criteri: a)eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali; b)razionalizzazione delle competenze delle strutture che svolgono funzioni omogenee; c) limitazione del numero delle strutture a quelle strettamente indispensabili all'adempimento delle funzioni riguardanti la tutela della salute; d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi. CAPO VI SEMPLIFICAZIONI ART. 25 (Chiarezza dei testi normativi) 1. Ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe, indica espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate. 2. Ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, deve contestualmente indicare, in forma integrale ovvero in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento ed il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare. Art. 26 (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) L'articolo 2 è sostituito dal seguente: "Art. 2 (Conclusione del procedimento) 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo, mediante una manifestazione di volontà chiara e univoca anche ai sensi degli articoli 19 e 20, entro un termine certo, stabilito conformemente al presente articolo. 2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni. 3. Con uno o più decreti del Presidente del consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. 4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa delibera del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni. 5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le Autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio di ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2. 8. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini per la conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, può essere proposto anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai predetti commi 2 o 3. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. è fatta salva la riproponibilità dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. 9. Il dirigente è personalmente responsabile delle ulteriori spese conseguenti alla mancata emanazione del provvedimento nei termini. b) Dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: "Art. 2-bis (Conseguenze per il ritardo dell'amministrazione nella conclusione del procedimento) 1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, indipendentemente dalla spettanza del beneficio derivante dal provvedimento richiesto. 2. Indipendentemente dal risarcimento del danno di cui al comma 1, e con l'esclusione delle ipotesi in cui il silenzio dell'Amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento dell'istanza, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento, le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter corrispondono ai soggetti istanti, per il mero ritardo, una somma di denaro stabilita in misura fissa ed eventualmente progressiva, tenuto conto anche della rilevanza degli interessi coinvolti nel procedimento stesso. 3. Con regolamento, emanato su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del dlgs 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti la misura ed il termine di corresponsione della somma di cui al comma 2 del presente articolo. Il regolamento stabilisce, altresì, le modalità di pagamento per le amministrazioni statali, gli enti pubblici nazionali e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter. Le Regioni, le Province ed i Comuni determinano modalità di pagamento per i procedimenti di propria competenza. 4. Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno di cui al comma 1 si prescrive in cinque anni; il diritto alla corresponsione della somma di cui al comma 2 si prescrive in due anni. In entrambi i casi, il termine di prescrizione di cui all'articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, decorre dalla data del pagamento, che deve essere comunicata entro quindici giorni dall'amministrazione gravata del relativo onere economico". c) L'articolo 20, comma 5, è così sostituito: “Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis”.” 2. Il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un elemento di valutazione dei dirigenti, anche al fine della corresponsione della retribuzione di risultato. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa adotta le linee di indirizzo per l'attuazione del presente articolo e per i casi di grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun procedimento. 3. In sede di prima attuazione della presente legge gli atti o provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, da ultimo sostituito dal comma 1, lett. a) del presente articolo, sono adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Le disposizioni regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano di avere effetto a decorrere dalla scadenza del termine di cui al primo periodo del presente comma. Continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini non superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, come da ultimo sostituito dal comma 1, lett. a) del presente articolo, si applica dallo scadere del termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Il regolamento previsto dall'articolo 2-bis, comma 3, della legge n. 241 del 1990, come introdotto dal comma 1, lett. b) del presente articolo, è emanato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del predetto regolamento, le Regioni, le Province ed i Comuni adottano gli atti finalizzati agli adempimenti previsti nel citato articolo 2-bis, comma 4, della legge 241 del 1990. Decorsi i termini prescritti, in caso di mancata adozione degli atti previsti dal presente comma, la somma di cui al comma 2 del medesimo articolo 2-bis è liquidata dal giudice secondo equità. In sede di prima applicazione delle disposizioni dell'articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lett. b) del presente articolo, il regolamento di cui al comma 4 dell'articolo 2-bis provvede a determinare la somma di denaro di cui al medesimo articolo 2-bis, comma 2. 5. Agli eventuali oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 1, lettera b) si provvede nell'ambito degli stanziamenti di bilancio già previsti a legislazione vigente. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli eventuali oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni dell'articolo 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lettera b) del presente articolo, anche ai fini dell'adozione di provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni. I decreti eventualmente emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima dell'entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al periodo precedente, sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative. Art. 27 (Certezza dei tempi in caso di attività consultiva e valutazioni tecniche) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) All'articolo 16 sono apportate le seguenti modifiche: 1) al comma 1, dopo le parole: "sarà reso" sono inserite le seguenti: "che comunque non può superare i quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta". 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'emissione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'emissione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata emissione dei pareri di cui al presente comma". 3) Al comma 4 le parole: "il termine di cui al comma 1 può essere interrotto" sono sostituite dalle seguenti: "i termini di cui al comma 1 possono essere interrotti". 4) Il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici". 5) Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6- bis. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 127 del dlgs 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni.". b) All'articolo 17 sono apportate le seguenti modifiche: 1) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "Decorsi inutilmente ulteriori novanta giorni, il responsabile del procedimento provvede comunque all'adozione del provvedimento. Salvo il caso di omessa richiesta della valutazione, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata emissione delle valutazioni tecniche di cui al presente comma". 2) dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Nei casi in cui leggi o regolamenti prevedono per l'adozione di un provvedimento l'acquisizione di valutazioni tecniche, il termine di cui all'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, è sospeso fino all'acquisizione della valutazione, comunque, salvo che per i casi di cui al comma 2, non oltre i termini massimi di cui al comma 1". 3) I servizi di controllo interno delle singole amministrazioni statali, ovvero le strutture delle medesime amministrazioni cui sono affidate, in forza dei rispettivi ordinamenti, le verifiche sul rispetto dei termini procedimentali, e i corrispondenti uffici od organi degli enti pubblici nazionali sono tenuti, anche avvalendosi dei sistemi di protocollo informatico, a misurare i tempi medi di conclusione dei procedimenti, nonché a predisporre un apposito rapporto annuale, indicando il numero e le tipologie dei procedimenti che non si sono conclusi nei termini previsti. Il rapporto, corredato da un piano di riduzione dei tempi, è presentato ogni anno, entro il 15 febbraio dell'anno successivo, alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sulla base delle risultanze del rapporto si provvede, anche su impulso di quest'ultima, al conseguente adeguamento dei termini di conclusione dei procedimenti con le modalità di cui all'articolo 2, commi 3 e 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo sostituito dal comma 1, lettera a), del presente articolo. c) all'articolo 25, comma 4, dopo le parole “Nei confronti degli atti delle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27” sono inserite le seguenti: “nonché all'amministrazione resistente”. Art. 28 (Conferenza di servizi e silenzio assenso) All'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: " e può svolgersi per via telematica"; b) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: "2-bis. La convocazione della conferenza di servizi è pubblica e ad essa possono partecipare, senza diritto di voto, i soggetti portatori di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o in comitati che vi abbiano interesse. Gli stessi soggetti possono proporre osservazioni, in ordine alle quali non sussiste obbligo di risposta da parte dell'amministrazione procedente. Si applica l'articolo 10, comma 1, lettera b). 2-ter. Alla conferenza di servizi partecipano anche, senza diritto di voto, i concessionari, i gestori o gli incaricati di pubblici servizi chiamati ad adempimenti nella realizzazione di opere, che sono vincolati alle determinazioni assunte nella conferenza. Alla stessa possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione"; c) al comma 9, le parole: "Il provvedimento finale conforme alla determinazione conclusiva di cui al comma 6-bis sostituisce" sono sostituite dalle seguenti: "Il verbale recante la determinazione conclusiva di cui al comma 6-bis, nonché le indicazioni delle dichiarazioni, degli assensi, dei dinieghi e delle eventuali prescrizioni integrative, sostituiscono". Il comma 9 dell'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241 si interpreta nel senso che la relativa disposizione si applica anche alle amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo le parole ”all'immigrazione” sono inserite le seguenti parole: “, alla cittadinanza”. Al comma 4 dell'articolo 20 della stessa legge n. 241 del 1990, le parole “e l'immigrazione” sono sostituite dalle seguenti: “, l'immigrazione e la cittadinanza”. Al comma 2 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso in cui la dichiarazione di inizio attività abbia ad oggetto l'esercizio di attività di impianti produttivi di beni e servizi e di prestazione di servizi di cui alla direttiva del Consiglio e del Parlamento europeo del 12 dicembre 2006, n. 123, compresi gli atti che dispongono l'iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o comunque a tale fine eventualmente richiesta, il termine per l'inizio dell'attività decorre dalla data della presentazione della dichiarazione all'amministrazione competente". Al comma 3, primo periodo, dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dopo le parole: "dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2," sono inserite le seguenti: "o, nei casi di cui all'ultimo periodo del citato comma 2, nel termine di trenta giorni,". Al comma 5 dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall'articolo 20". Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolte nell'ambito delle risorse umani, strumentali e finanziarie disponibili a disposizione vigente. Art. 29 (Ulteriori livelli di tutela previsti dalle Autonomie territoriali) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 22, il comma 2, è sostituito dal seguente. “2. l'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza.”. b) All'articolo 29 sono apportate le seguenti modifiche: 1) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali ed agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6, nonché quelle del Capo IV bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche; 2) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2-bis. Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione, le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell'interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato, di assicurare l'accesso alla documentazione amministrativa. 2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti la dichiarazione di inizio di attività e il silenzio assenso, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza Unificata, di cui all'articolo 8 del dlgs 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni ed integrazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano. 2-quater. Le regioni e gli enti, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, , ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela". 2-quinquies. Le regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione”.” Art. 30 (Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti) 1. L'articolo 2 della legge 8 marzo 1968, n. 221 del 1968 e successive modificazioni è abrogato. 2. La corresponsione dell'indennità annua di residenza, prevista dall'articolo 115 del testo unico delle leggi sanitarie approvate con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, riconosciuta a favore dei farmacisti rurali dagli articoli 2 e seguenti della legge 8 marzo 1968, n. 221 del 1968, e successive modificazioni, è abolita a decorrere dal 1 gennaio 2009. 3. Al fine di semplificare l'ordinamento finanziario nei comuni di piccole dimensioni, sono apportate le seguenti modifiche al dlgs 18 agosto 2000, n. 267, recante “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”: a) all'articolo 151, comma 2, dopo le parole: “il bilancio”, sono aggiunte le parole: “degli enti con popolazione superire a 5000 abitanti”; b) all'articolo 170, comma 1, dopo le parole:”enti locali” sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a 5000 abitanti”; c) all'articolo 170, comma 8, dopo le parole: “per tutti gli enti”, sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a 5000 abitanti”; d) all'articolo 171, comma 1, dopo le parole: “enti locali”, sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a 5000 abitanti”; e) all'articolo 172, comma 1, lettera d, dopo le parole: “di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono aggiunte le parole: “per gli enti con popolazione superiore a 5000 abitanti”; f) all'articolo 197, comma 1, dopo le parole: “dei comuni”, sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a 5000 abitanti”; g) all'articolo 229, comma 2, dopo le parole: “è redatto”, sono aggiunte le parole: “dagli enti con popolazione superiore a 5000 abitanti”; h) all'articolo 233, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma: “4-bis Per i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti non si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.” 4. Nel regolamento di cui al seguente comma 4 sono individuati gli adempimenti sostitutivi per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. 5. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, è emanato un regolamento a norma dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante modelli e schemi contabili semplificati per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, in deroga all'articolo 160 del dlgs 18 agosto 2000, n. 267. 6. Entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad emanare un dlgs volto alla razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) istituzione di una sede di segreteria comunale unificata cui fanno riferimento più comuni limitrofi la cui popolazione complessiva sia pari almeno a 15.000 abitanti; b) riordino dei compiti e delle funzioni del segretario comunale in servizio presso la sede unificata di cui alla lettera a); c) ampliamento delle responsabilità del segretario comunale in servizio presso la sede unificata; d) attribuzione al segretario comunale in servizio presso la sede unificata di funzioni di controllo interno e di gestione nonché di legittimità sugli atti. Art. 31 (Progetti di innovazione industriale) Entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, al fine di promuovere e sostenere la competitività del sistema produttivo, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro per la semplificazione e il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, può individuare nuove aree tecnologiche ovvero aggiornare o modificare quelle già individuate e, a decorrere dall'anno 2009, l'individuazione di nuove aree tecnologiche o l'aggiornamento di quelle individuate potrà intervenire entro il 30 giugno di ogni anno. All'articolo 1, comma 842 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: “di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunità.” sono soppresse. All'articolo 1, comma 844 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: “, sentiti i Ministri” fino a “in cui gli stessi concorrono”, sono soppresse. All'articolo 1, comma 844 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: - le parole: “per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, per gli affari regionali e le autonomie locali,” sono soppresse; - i periodi successivi al primo, fino alla fine del comma, sono soppressi. Art. 32 (Misure contro il lavoro sommerso) All'articolo 3 del dl 22 febbraio 2002, n. 12, convertito in legge dall'articolo 1 della legge 23 aprile 2002, n. 73, come sostituito dall'articolo 36 bis, comma 7, lett. a), del dl 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni nella legge 4 agosto 2006, n. 248, sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, l'impiego di lavoratori senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, è altresì punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. La sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo. L'importo delle sanzioni civili connesse all'evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore di cui ai periodi precedenti è aumentato del 50 per cento"; b) il comma 4 è sostituito dal seguente: "4. Le sanzioni di cui al comma 3 non trovano applicazione qualora dalle registrazioni effettuate sul libro unico del lavoro nel mese precedente all'accertamento ispettivo oppure da altri adempimenti obbligatori precedentemente assolti si evidenzi comunque la volontà di non occultare il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione"; c) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorità competente a ricevere il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 è la Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente". Al comma 7 bis dell'articolo 36 bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, inserito dall'articolo 1, comma 54, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 la parola "constatate" è sostituita dalla parola "commesse". Art. 33 (Cooperazione allo sviluppo internazionale) 1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia, sono definite le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative e contrattuali riguardanti: gli interventi di cooperazione a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi indicati dalla legge 13 marzo 2008 n. 45; gli interventi nelle ulteriori aree individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, finalizzati al superamento delle criticità di natura umanitaria, sociale o economica. 2. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabilite, in particolare: a) le modalità di approvazione degli interventi, in conformità alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 art. 11 comma 3 e alla legge 8 agosto 1996, n. 426 art.11 comma 1. b) le specifiche deroghe alle norme di contabilità generale dello Stato; c) i presupposti per il ricorso ad esperti e consulenti tecnici e giuridici; d) le modalità di svolgimento delle procedure negoziata. Art. 34 (Trasparenza dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e del Fondo per le aree sottoutilizzate) 1. Per prevenire l'indebito utilizzo delle risorse stanziate nell'ambito della programmazione unitaria della politica regionale per il periodo 2007-2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con i Ministri interessati, sono definite modalità e procedure necessarie a garantire l'effettiva tracciabilità dei flussi finanziari relativi all'utilizzo, da parte dei soggetti beneficiari delle agevolazioni, delle risorse pubbliche e private impiegate per la realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento a valere sui Fondi strutturali comunitari e sul Fondo per le aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, sono tenute, nell'utilizzo delle risorse dei predetti Fondi loro assegnate, ad applicare le modalità e le procedure definite dal decreto di cui al periodo precedente. Art. 35 (Misure in tema di concorrenza e tutela degli utenti nel settore postale) All'articolo 2, comma 2, lettera d), del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole “_ espletamento del servizio universale;” sono aggiunte le seguenti: “ e adotta i provvedimenti necessari ad assicurare la continuità della fornitura di tale servizio anche in considerazione della funzione di coesione economica, sociale e territoriale che esso riveste.”. All'articolo 2, comma 2, lettera h, del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole “_rete postale pubblica..” sono aggiunte le seguenti: “e ad alcuni elementi dei servizi postali, quali il sistema di codice di avviamento postale,”. All'articolo 2, comma 2, lettera l), del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, le parole “_del servizio universale_” sono sostituite dalle seguenti: “_dei servizi postali_.”. All'articolo 3, comma 3, lettera c), del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole “_criteri di ragionevolezza_” sono inserite le seguenti: “_ ed in considerazione della funzione di coesione sociale e territoriale del servizio e della relativa rete postale,...”. L'articolo 14 del dlgs 22 luglio 1999, n. 261 è così rubricato: “Art. 14 – Reclami e rimborsi”. L'articolo 14, comma 1, del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, è sostituito dal seguente: “1. Relativamente al servizio universale, compresa l'area della riserva, sono previste dal fornitore del servizio universale, nella carta della qualità di cui all'articolo 12, comma 1, procedure trasparenti, semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, con particolare riferimento ai casi di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio, comprese le procedure per determinare di chi sia la responsabilità qualora sia coinvolto più di un operatore. è fissato anche il termine per la trattazione dei reclami medesimi e per la comunicazione del relativo esito all'utente.”. Dopo il comma 1 dell'articolo 14 del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, è inserito il seguente comma 1-bis: “1-bis. Le procedure per la gestione dei reclami di cui al comma precedente comprendono le procedure conciliative in sede locale nonché le procedure extragiudiziali per la risoluzione delle controversie, uniformate ai principi comunitari in materia.”. All'articolo 14, comma 5-bis, del dlgs 22/7/1999, n. 261, dopo le parole “_titolari di licenza individuale...” sono aggiunte le seguenti: “_ e di autorizzazione generale_” CAPO VII PIANO INDUSTRIALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Art. 36 (Efficienza dell'azione amministrativa) Le disposizioni del presente Capo sono dirette a restituire efficienza all'azione amministrativa, a ridurre le spese di funzionamento delle amministrazioni pubbliche nonché ad incrementare le garanzie per i cittadini, nel rispetto dell'articolo 97 della Costituzione, dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dell'articolo 197 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Per le finalità di cui al comma 1, le disposizioni del presente Capo recano le misure concernenti il riordino e la razionalizzazione delle funzioni amministrative, la semplificazione e la riduzione degli oneri burocratici, la trasparenza e la tempestività nei procedimenti amministrativi e nell'erogazione dei servizi pubblici, la diffusione delle nuove tecnologie nel settore pubblico. Art. 37 (Territorializzazione delle procedure concorsuali) 1. Il comma 1 dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, è così sostituito: “1. Le pubbliche amministrazioni coprono i propri fabbisogni nel rispetto del principio del prevalente accesso dall'esterno, tramite concorso pubblico, e del previo esperimento delle procedure di mobilità, con le modalità da adottarsi nei propri regolamenti di organizzazione. L'assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: a) tramite procedure selettive conformi ai principi di cui al comma 3, volte all'accertamento della professionalità richiesta; b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.” 2. Al comma 4 dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “A tali fini le dotazioni organiche sono articolate per area o categoria, profilo professionale e posizione economica”. 3. Al comma 5 dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, prima del primo periodo è inserito il seguente: “Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici individuano i posti per i quali avviare le procedure concorsuali dall'esterno e di progressione interna nella programmazione triennale dei fabbisogni con riferimento alle sedi di servizio e ove non possibile con riferimento ad ambiti regionali”. 4. Al comma 5-bis dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, aggiunto dall'art. 1, comma 230, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo le parole “I vincitori di concorso” sono aggiunte le seguenti: “e i vincitori delle procedure di progressione verticale”. Alla fine del comma è aggiunto il seguente periodo: “Nelle procedure di progressione verticale la permanenza nelle sedi carenti di organico, individuate dalle amministrazioni e comunicate alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, è considerato titolo di preferenza.” Art. 38 (Mobilità del personale delle amministrazioni pubbliche) 1. In caso di conferimento di funzioni statali alle regioni ed alle autonomie locali ovvero di trasferimento o conferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti pubblici ovvero di esternalizzazione di attività e servizi, si applicano al personale ivi adibito, in caso di esubero, le disposizioni dell'art. 33 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. 2. Il personale che oppone un reiterato rifiuto, pari a due volte in 5 anni, per giustificate ed obiettive esigenze di organizzazione dell'amministrazione si considera in posizione di esubero, con conseguente applicazione di quanto previsto dall'art. 33 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. 3. All'articolo 30 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 2-quinquies, è aggiunto il seguente: “2-sexies. Le pubbliche amministrazioni per motivate esigenze organizzative, risultanti dai documenti di programmazione previsti all'articolo 6 del presente decreto, possono utilizzare in assegnazione temporanea, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore ai tre anni, fermo restando quanto già previsto da norme speciali sulla materia, nonché il regime di spesa eventualmente previsto da tali norme e dal presente decreto.” Art. 39 (Aspettativa) I dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa, senza assegni e senza decorrenza dell'anzianità di servizio, per un periodo massimo di 12 mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali. L'aspettativa è concessa dall'Amministrazione, tenuto conto delle esigenze organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall'interessato. Nel periodo di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni in tema di incompatibilità di cui all'articolo 53 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 23-bis del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. Art. 40 (Trasparenza sulle retribuzioni e sulle collaborazioni autonome) Ciascuna delle pubbliche amministrazioni, di cui all'art. 1 comma 2, del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, ha l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei dirigenti nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale. Art. 41 (Spese di funzionamento) Dopo l'art. 6 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 è inserito il seguente articolo: “Art. 6-bis (Misure in materia di organizzazione e razionalizzazione della spesa di funzionamento delle pubbliche amministrazioni) Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente decreto nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del bilancio dello Stato sono autorizzati ad acquistare sul mercato i servizi, originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia di personale e di dotazione organica. Relativamente alla spesa per il personale e alle dotazioni organiche le amministrazioni interessate dai processi di cui al presente articolo provvedono al congelamento dei posti e alla temporanea riduzione dei fondi della contrattazione, fermi restando i conseguenti processi di riduzione e rideterminazione delle dotazioni organiche nel rispetto dell'art. 6 del presente dlgs nonché i conseguenti processi di riallocazione e di mobilità del personale. I collegi dei revisori e gli organi di controllo interno delle amministrazioni che attivano i processi di cui al comma 1 vigilano sull'applicazione del presente articolo, dando evidenza nei propri verbali dei risparmi derivanti dall'adozione dei provvedimenti in materia di organizzazione e personale, anche ai fini della valutazione dirigenziale di cui all'art. 5 del d.lgs. 30 luglio 1999, n. 286.”. Art. 42 (Trasferimento delle risorse e delle funzioni agli enti territoriali) 1. All'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, recante "Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3", sono apportate le seguenti modifiche: a) il comma 2 è abrogato; b) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Per le finalità di cui al comma 1, e comunque ai fini del trasferimento delle occorrenti risorse, sulla base degli accordi con le regioni e le autonomie locali, da concludere in sede di Conferenza unificata, diretti in particolare all'individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessarie per l'esercizio delle funzioni e dei compiti da conferire, il Governo su proposta del Ministro per le riforme ed il federalismo e del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, può avviare i trasferimenti dei suddetti beni e risorse mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, tenendo conto delle previsioni di spesa risultanti dal bilancio dello Stato e del patto di stabilità. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 3, 7, commi 8, 9, 10 e 11, e 8 del dlgs 31/3/1998, n. 112. Gli schemi di decreto, ciascuno dei quali deve essere corredato di idonea relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione.". c) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Dalla data di entrata in vigore dei suddetti decreti o da quella diversa indicata negli stessi, le regioni o gli enti locali provvedono all'esercizio delle funzioni relative ai beni e alle risorse trasferite. Dalla medesima data sono soppressi gli uffici delle amministrazioni statali precedentemente preposti all'esercizio delle predette funzioni, con le corrispondenti quote organiche di personale.". 2. I comuni e le province favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli ed associati, per lo svolgimento di attività e servizi di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, individuando entro dodici mesi dalla entrata in vigore della presente legge, i servizi la cui erogazione è affidata ai privati anche a livello territoriale più ampio, mediante accordi di programma, consorzi e altre forme associative di erogazione di servizi. 3. In attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione, i comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti svolgono le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in forma associata in modo che la popolazione complessiva dei comuni associati sia pari almeno a 20.000 abitanti. Art. 43 (Mobilità delle funzioni amministrative e uso ottimale degli immobili pubblici) 1. Le amministrazioni pubbliche, tenuto conto della missione principale loro affidata, individuano tra le proprie funzioni quelle che possono essere esercitate temporaneamente, in modo più efficace o più economico, da altri soggetti pubblici o privati. 2. Nel proporre il trasferimento dell'esercizio delle funzioni ciascuna amministrazione ne specifica gli effetti finanziari e organizzativi, con particolare riguardo al risparmio di spesa e alla riallocazione delle risorse umane e strumentali, nonché ai conseguenti processi di mobilità. Dal trasferimento non possono, in ogni caso, derivare maggiori oneri per la finanza pubblica. 3. La proposta è presentata a un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, e del quale fanno parte il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, il Ministro per i rapporti con le regioni, il Ministro per le riforme e il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa nonché i Ministri di volta in volta competenti in ordine alle funzioni interessate. Il comitato, qualora presenti la proposta all'approvazione del Consiglio dei ministri, indica lo strumento giuridico di diritto pubblico o privato idoneo ad assicurare il migliore esercizio della funzione. 4. Le amministrazioni pubbliche favoriscono ogni iniziativa volta a realizzare, in armonia con le finalità istituzionali fissate dai rispettivi ordinamenti, l'obiettivo della piena utilizzazione e fruizione dei propri edifici da parte dei cittadini. Alle predette iniziative si provvede con le ordinarie risorse strumentali e finanziarie disponibili in sede di bilancio. 5. Al personale delle rispettive amministrazioni effettivamente impiegato nelle attività realizzate sulla base delle iniziative di cui al comma 4 sono attribuiti incentivi economici da definirsi in sede di contrattazione collettiva nell'ambito delle risorse assegnate nei rispettivi fondi unici di amministrazione. Art. 44 (Diffusione delle buone prassi nelle pubbliche amministrazioni e tempi per il rilascio dei provvedimenti o per l'erogazione dei servizi al pubblico) Le amministrazioni pubbliche statali individuano nel proprio ambito gli uffici che provvedono con maggiore tempestività ed efficacia al rilascio di provvedimenti o all'erogazione di servizi e adottano le opportune misure al fine di garantire la diffusione delle relative buone prassi. Le prassi individuate ai sensi del comma 1 sono pubblicate sui siti telematici istituzionali di ciascuna amministrazione e comunicate al Dipartimento della funzione pubblica. L'elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione dei dirigenti e del personale amministrativo. In sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del dlgs 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni, sono conclusi accordi fra lo Stato, le regioni e gli enti locali per l'individuazione e la diffusione di buone prassi per le funzioni e i servizi degli enti territoriali. Al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a decorrere dal 1° gennaio 2009 ogni amministrazione pubblica determina e pubblica, con cadenza annuale, sul proprio sito internet o con altre forme idonee: un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativo agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato indicatore di tempestività dei pagamenti; i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all'esercizio finanziario precedente. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione dell'obbligo informativo di cui al comma 5, lettera a), avuto riguardo all'individuazione dei tempi medi ponderati di pagamento con riferimento, in particolare, alle tipologie contrattuali, ai termini contrattualmente stabiliti e all'importo dei pagamenti. Art. 45 (Cessioni di quote di società a responsabilità limitata) 1. Il secondo comma dell'articolo 2470 del codice civile è sostituito dal seguente: “L'atto di trasferimento, sottoscritto digitalmente nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici, ovvero con sottoscrizione autenticata, dal notaio, deve essere depositato entro trenta giorni, a cura di un intermediario abilitato al deposito degli atti al registro delle imprese di cui all'articolo 31, comma 2-quater della legge 24 novembre 2000, n. 340, ovvero a cura del notaio autenticante, presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. L'iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta dell'alienante o dell'acquirente, verso esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l'avvenuto deposito, rilasciato dal professionista che vi ha provveduto ai sensi del precedente periodo. In caso di trasferimento a causa di morte il deposito e l'iscrizione sono effettuati a richiesta dell'erede o del legatario verso presentazione della documentazione richiesta per l'annotazione nel libro dei soci dei corrispondenti trasferimenti in materia di società per azioni.”. Art. 46 (Riorganizzazione del CNIPA, del FORMEZ e della SSPA) Al fine di realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei pubblici dipendenti, della riqualificazione del lavoro pubblico, dell'aumento della sua produttività, del miglioramento delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese, della misurazione dei risultati e dei costi dell'azione pubblica, della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità, i criteri ed i principi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo finalizzati al riordino del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, di seguito CNIPA, del Centro di formazione studi, di seguito Formez , e della Scuola Superiore della pubblica amministrazione, di seguito SSPA, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: - ridefinizione delle missioni, delle competenze e riordino degli organi, in base a principi di efficienza, efficacia ed economicità, anche al fine di assicurare un sistema coordinato e coerente nel settore della formazione e della reingegnerizzazione dei processi produttivi della pubblica amministrazione centrale e delle amministrazioni locali; - raccordo con le altre strutture, anche di natura privatistica operanti nel settore della formazione e dell'innovazione tecnologica; riallocazione delle risorse umane e finanziarie in relazione alla riorganizzazione e razionalizzazione delle competenze. 2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Alle attività previste dal presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste dalla legislazione vigente. Art. 47 (Tutela non giurisdizionale dell'utente dei servizi pubblici) 1. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che erogano servizi pubblici o di pubblica utilità contengono la previsione della possibilità, per l'utente o la categoria di utenti che lamenti la violazione di un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di promuovere la risoluzione non giurisdizionale della controversia, che avviene entro i successivi trenta giorni; esse prevedono altresì l'eventuale ricorso a meccanismi di sostituzione dell'amministrazione inadempiente. 2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le autorità amministrative che svolgono la propria attività nelle materie contemplate dal dlgs 12 aprile 2006, n. 163, dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, nell'autonomia garantita dai rispettivi ordinamenti, nonché, per i servizi pubblici o di pubblica utilità non regolati dalle dette autorità, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, emanano una determinazione che individua uno schema tipo di procedura conciliativa ai sensi del comma 1, da recepire nelle singole carte dei servizi entro il termine di novanta giorni dalla sua adozione. Art. 48 (Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in cartaceo) 1. Gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicazione legale si intendono assolti con la pubblicazione da parte delle amministrazioni e dei soggetti obbligati sui propri siti informatici. 2. Gli adempimenti di cui al comma 1 possono essere attuati mediante l'utilizzo di siti informatici di altri soggetti obbligati, ovvero di loro associazioni. 3. Al fine di garantire e facilitare l'accesso alle pubblicazioni di cui al comma 1 il CNIPA realizza e gestisce un Portale di accesso ai suddetti siti. 4. A decorrere dal 1° gennaio 2011 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicazione legale. 5. Agli oneri derivanti dalla realizzazione delle attività di cui al comma 1 si provvede a valere sulle risorse finanziarie assegnate ai sensi dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 con decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie in data 22 luglio 2005 al progetto “PC alle famiglie” non ancora impegnate alla data di entrata in vigore del presente articolo. Art. 49 (Codice dell'amministrazione digitale) 1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità, i criteri ed i principi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro diciotto mesi dalla data in entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri interessati, volti a modificare il dlgs 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice dell'amministrazione digitale, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: - prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l'erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni di cui al dlgs n. 82 del 2005; - individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l'incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento per i progetti di innovazione; - modificare la normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l'adozione e l'uso da parte della pubblica amministrazione, di cittadini e imprese; - prevedere il censimento e la diffusione degli applicativi informatici realizzati o comunque utilizzati dalle pubbliche amministrazioni, e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche (best practices) tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti; - introdurre specifiche disposizioni volte a rendere il project financing strumento per l'accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l'utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali; - prevedere l'utilizzo del web nelle comunicazioni tra le amministrazioni e i propri dipendenti; - prevedere la pubblicazione, sui siti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del dlgs n. 165 del 2001, di indicatori di performance, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Art. 50 (VOIP e Sistema pubblico di connettività,) 1. Al fine di consentire l'attuazione di quanto previsto all'articolo 78, comma 2-bis, del dlgs 7 marzo 2005, n 82,e successive modificazioni, il CNIPA provvede alla realizzazione e gestione di un nodo di interconnessione per i servizi VOIP per il triennio 2009- 2011, in conformità all'articolo 83 del dlgs n. 82 del 2005. 2. All'attuazione del comma 1 si provvede nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, assegnate al progetto “Lotta agli sprechi” dal decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie del 25 febbraio 2005, non ancora impegnate alla data della presente legge, nonchè utilizzando le economie derivanti dalla realizzazione del Sistema pubblico di connettività di cui al decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie del 27 ottobre 2004 3. Al fine di accelerare la diffusione del sistema pubblico di connettività di cui al dlgs 7 marzo 2005, n 82, presso le pubb1iche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 30 marzo n 2001, n. 165 nel rispetto dei principi di economicità e di concorrenza del mercato, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione predispone, d'intesa con la Conferenza unificata di cui al dlgs 28 agosto 1997, n. 281, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un programma triennale atto ad assicurare, entro il 31 dicembre 2011 l'adesione al predetto sistema di tutte le citate amministrazioni, la realizzazione di progetti di cooperazione tra i rispettivi sistemi informativi e la piena interoperabilità delle banche dati, registri e anagrafi, al fine di migliorare la qualità e ampliare la tipologia dei servizi, anche on line, erogati a cittadini e imprese, nonché aumentare l'efficacia ed efficienza dell'amministrazione pubblica. . 4. All'attuazione del programma di cui al comma 3 sono prioritariamente destinate le risorse del fondo aree sottoutilizzate di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n 289 assegnate programmi per lo sviluppo della società dell'informazione, non ancora programmate. Art. 51 (Riallocazione di fondi) Le somme, di cui all'articolo 2-bis, comma 1, lettera b) del dl 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 17 agosto 2005, n. 168, non impegnate sono destinate al cofinanziamento dei progetti di sviluppo di reti di connettività, anche con tecnologie senza fili (wireless), e di servizi innovativi di tipo amministrativo e didattico presentati dalle università. Al fine di favorire le iniziative di creazione di impresa nei settori innovativi promossi da giovani ricercatori, il Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri definisce un programma di incentivi e di agevolazioni, attuati in regime de minimis, dando priorità a progetti in grado di contribuire al miglioramento qualitativo e alla razionalizzazione dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione. All'attuazione del presente comma si provvede nel limite delle risorse finanziarie disponibili, assegnate, ai sensi dell'articolo 27, della legge 16 gennaio 2003, n. 3 al “progetto Fondo di garanzia per le PMI”  con decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie del 15 giugno 2004, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge. Le risorse finanziarie assegnate al Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Centro nazionale per l'informatica della pubblica amministrazione con delibere CIPE adottate ai sensi dell'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge e non destinate all'attuazione di accordi di programma quadro di cui all'articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, possono essere riprogrammate dal CIPE in favore degli interventi proposti dallo stesso Dipartimento. Possono altresì essere destinate alle finalità di cui al precedente periodo le risorse finanziarie per l'anno 2009 di cui all'articolo 1, comma 892, della legge 27 dicembre 2006, n, 296, non ancora programmate. CAPO VIII GIUSTIZIA Art. 52 (Modifiche al Libro Primo del cpc) 1. All'articolo 7 del cpc, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma le parole “lire cinque milioni” sono sostituite dalle seguenti: “settemilacinquecento euro”; b) al secondo comma le parole “lire trenta milioni” sono sostituite dalle seguenti: “venticinquemila euro”. 2. L'articolo 38 del cpc è sostituito del seguente: “Art. 38. – (Incompetenza). L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L'eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Fuori dei casi previsti dall'articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all'indicazione del giudice competente per territorio la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della causa dal ruolo. L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall'articolo 28 sono rilevate d'ufficio non oltre l'udienza di cui all'articolo 183. Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall'eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.”. 3. All'articolo 39 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo comma è sostituito dal seguente: “Se una stessa causa è proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d'ufficio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la cancellazione della causa dal ruolo”; b) al secondo comma la parola “sentenza” è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 4. All'articolo 40, primo comma, del cpc, la parola “sentenza” è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 5. L'articolo 44 del cpc è sostituito dal seguente: “Art. 44. – (Efficacia dell'ordinanza che pronuncia sulla competenza). L'ordinanza che, anche a norma degli articoli 39 e 40, pronuncia sulla competenza del giudice adito, se non è reclamata entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione, rende incontestabile la decisione sulla competenza e la competenza del giudice in essa indicato, in ogni processo avente ad oggetto la medesima domanda. Il reclamo contro l'ordinanza del giudice di pace si propone dinanzi al tribunale in composizione monocratica nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha pronunciato l'ordinanza. Quando il tribunale pronuncia in composizione monocratica il reclamo si propone al collegio, del quale non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Il reclamo contro l'ordinanza del tribunale, e quello contro l'ordinanza della corte d'appello quando pronuncia in unico grado, si propongono dinanzi al collegio diversamente composto. Il giudice pronuncia sul reclamo in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile. In pendenza del reclamo il processo è sospeso, ma il giudice può autorizzare il compimento degli atti che ritiene urgenti.”. 6. All'articolo 45 del cpc la parola: “sentenza” è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 7. All'articolo 47 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi primo, secondo e terzo sono abrogati; b) al quinto comma le parole: “notificato il ricorso o” sono soppresse. 8. All'articolo 48, primo comma, del cpc le parole: “dal giorno in cui è presentata l'istanza al cancelliere a norma dell'articolo precedente o” sono soppresse. 9. All'articolo 49 del cpc la parola: “sentenza”, ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 10. Al primo comma dell'articolo 50 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola: “sentenza”, ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: “ordinanza”; b) le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 11. All'articolo 88 del cpc, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: “Le parti costituite debbono chiarire le circostanze di fatto in modo leale e veritiero”. 12. Il primo comma dell'art. 91 del cpc è sostituito dal seguente: “Il giudice, con il provvedimento che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all'eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo, salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 92”. 13. All'articolo 96 del cpc è aggiunto, in fine, il seguente comma: “In ogni caso, il giudice, anche d'ufficio, condanna la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma non inferiore alla metà e non superiore al doppio dei massimi tariffari”. 14. Al primo comma dell'articolo 115 del cpc sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, nonché i fatti contestati in modo generico”. 15. Al secondo comma dell'articolo 132 del ccpc, il numero 4) è sostituito dal seguente: “4) la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”. 16. All'articolo 153 del cpc è aggiunto, in fine, il seguente comma: “La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini. Il giudice provvede a norma dell'articolo 294, secondo e terzo comma”. Art. 53 (Modifiche al Libro Secondo del cpc) 1. Al secondo comma dell'articolo 170 del cpc è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale disposizione si applica anche agli atti di impugnazione”. 2. Il secondo comma dell'articolo 182 del cpc è sostituito dal seguente: “Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l'assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa. L'osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione”. 3. Al sesto comma, alinea, dell'articolo 183 del cpc le parole: “il giudice concede” sono sostituite dalle seguenti: “il giudice, ove sussistono giusti motivi, può concedere”. 4. Il terzo comma dell'articolo 187 del cpc è sostituito dal seguente: “Il giudice provvede analogamente se sorgono questioni attinenti alla giurisdizione o ad altre pregiudiziali, ma può anche disporre che siano decise unitamente al merito. Le questioni attinenti alla competenza sono decise immediatamente con ordinanza, ai sensi dell'articolo 279, primo comma”. 5. Il primo comma dell'articolo 191 del cpc è sostituito dal seguente: “Art. 191. – (Nomina del consulente tecnico). Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire”. 6. Il terzo comma dell'articolo 195 del cpc è sostituito dal seguente: “Il giudice fissa il termine entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione ed il termine, comunque anteriore alla successiva udienza, entro il quale le parti possono depositare memorie contenenti osservazioni alla relazione del consulente”. 7. Dopo l'articolo 257 del cpc è inserito il seguente: Art. 257-bis – (Testimonianza scritta). “Il giudice, sentite le parti e tenuto conto di ogni circostanza, può disporre, nelle cause aventi ad oggetto diritti disponibili, di assumere la deposizione chiedendo al testimone, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 203, di fornire, per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato. Il giudice, con il provvedimento di cui al primo comma, dispone che la parte che ha richiesto l'assunzione della prova predisponga il modello di testimonianza in conformità agli articoli ammessi e lo faccia notificare al testimone. Il testimone rende la deposizione compilando il modello di testimonianza in ogni sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti, e precisa quali sono quelli cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione. Il testimone sottoscrive la deposizione apponendo la propria firma autenticata su ciascuna delle facciate del foglio di testimonianza, che spedisce in busta chiusa con plico raccomandato o consegna alla cancelleria del giudice. Quando il testimone si avvale della facoltà di astensione di cui all'articolo 249, ha l'obbligo di compilare il modello di testimonianza, indicando le complete generalità e i motivi di astensione. Quando il testimone non spedisce o non consegna le risposte scritte nel termine stabilito, il giudice può condannarlo alla pena pecuniaria di cui all'articolo 255, primo comma. Il giudice, esaminate le risposte, può sempre disporre che il testimone sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato.”. 8. All'articolo 279 del cpc, sono apportate le seguenti modificazioni: a)il primo comma è sostituito dal seguente: “Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su questioni relative all'istruzione della causa, senza definire il giudizio, nonché quando decide questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa”. b)al secondo comma, numero 1), le parole: “o di competenza” sono soppresse. 9. All'articolo 295 del cpc è aggiunto, in fine, il seguente comma: “L'ordinanza di sospensione è reclamabile nei termini e nei modi di cui all'articolo 44”. 10. All'articolo 296 del cpc sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, fissando l'udienza per la prosecuzione del processo”. 11. All'articolo 297 del cpc le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 12. All'articolo 305 del cpc le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 13. All'articolo 307 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”; b) al terzo comma, le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”; c) il quarto comma è sostituito dal seguente: “L'estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d'ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio”. 14. All'articolo 310, secondo comma, del cpc le parole: “e quelle che regolano la competenza” sono sostituite dalle seguenti: “e le ordinanze che pronunciano sulla competenza”. 15. All'articolo 323 del cpc le parole: “oltre al regolamento di competenza nei casi previsti dalla legge,” sono soppresse. 16. All'articolo 324 del cpc le parole: “né a regolamento di competenza,” sono soppresse. 17. All'articolo 327, primo comma, del cpc le parole: “decorso un anno” sono sostituite dalle seguenti: “decorsi otto mesi”. 18. All'articolo 345, terzo comma, del cpc, dopo le parole: “nuovi mezzi di prova” sono aggiunte le seguenti: “e non possono essere prodotti nuovi documenti”. 19. All'articolo 353 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “(Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione)”; b) al secondo comma, le parole “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 20. Il numero 2) del primo comma dell'articolo 360 del cpc è abrogato. 21. All'articolo 382 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) nella rubrica, le parole: “e di competenza” sono soppresse; b) il secondo comma è abrogato. 22. Al secondo comma dell'articolo 385 del cpc le parole: “o per violazione delle norme sulla competenza” sono soppresse. 23. Al primo comma dell'articolo 392 del cpc le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. Art. 54 (Modifiche al Libro Terzo del cpc) 1. Dopo l'articolo 614 del cpc è inserito il seguente: “Art. 614-bis. – (Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare). Con il provvedimento di condanna all'adempimento di un obbligo di fare infungibile o di non fare, il giudice, su richiesta di parte, fissa la somma dovuta all'avente diritto per ogni violazione o inosservanza successiva. Il provvedimento costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza.”. Art. 55 (Modifiche al Libro Quarto del cpc). 1. All'articolo 669-octies del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il sesto comma è inserito il seguente: “Il giudice, quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell'inizio della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare”; b) al settimo comma le parole: “primo comma” sono sostituite dalle seguenti: “sesto comma”. 2. All'articolo 819-ter del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) al primo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “L'ordinanza con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione ad una convenzione d'arbitrato è reclamabile a norma dell'articolo 44”; b) al secondo comma, dopo la parola: “44” sono inserite le seguenti: “, primo comma”. Art. 56 (Procedimento sommario non cautelare). 1. Dopo il capo III del titolo I del libro IV del cpc è inserito il seguente: "Capo III-bis DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE Art. 702-bis. (Forma della domanda. Costituzione delle parti) Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda di condanna al pagamento di somme di denaro, anche se non liquide, ovvero alla consegna o rilascio di cose può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell'articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6) e l'avviso di cui al numero 7) dell'articolo 163, terzo comma. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento. Il giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti, assegnando un termine perentorio per la notificazione del ricorso. Il convenuto deve costituirsi almeno dieci giorni prima dell'udienza, mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d'ufficio. Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione in giudizio del terzo avviene a norma del comma precedente. Art. 702-ter. (Procedimento) Il giudice, se ritiene di essere incompetente, pronuncia ordinanza reclamabile ai sensi dell'articolo 44. Si applica l'articolo 50. Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell'articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale. Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono una istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l'udienza di cui all'articolo 183 e si applicano le disposizioni del Libro II. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede una istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione. Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande. L'ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti. Art. 702-quater. (Appello) L'ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell'articolo 702-ter produce gli effetti di cui all'articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio può delegare l'assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio.". Art. 57 (Modifiche alle Disposizioni per l'attuazione del cpc) 1. Dopo l'articolo 103 delle "Disposizioni per l'attuazione del cpc e disposizioni transitorie", è aggiunto il seguente: "Art. 103-bis. – (Modello di testimonianza). La testimonianza scritta è resa su di un modulo conforme al modello approvato con decreto del Ministro della giustizia che individua anche le istruzioni per la sua compilazione, da notificare unitamente al modello. Il modello, sottoscritto in ogni suo foglio dalla parte che ne ha curato la compilazione, deve contenere, oltre alla indicazione del procedimento e dell'ordinanza di ammissione da parte del giudice procedente, idonei spazi per l'inserimento delle complete generalità del testimone, dell'indicazione della sua residenza, del suo domicilio e, ove possibile, di un suo recapito telefonico. Deve altresì contenere l'ammonimento del testimone ai sensi dell'articolo 251 e la formula del giuramento di cui al medesimo articolo, oltre all'avviso in ordine alla facoltà di astenersi ai sensi degli articoli 351, 352 del codice di procedura penale, con lo spazio per la sottoscrizione obbligatoria del testimone, nonché le richieste di cui all'art. 252, primo comma, la trascrizione dei quesiti ammessi, con l'avvertenza che il testimone deve rendere risposte circostanziate a ciascuna domanda. Al termine di ogni risposta è apposta, di seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sottoscrizione da parte del testimone. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da un notaio o da un segretario comunale o dal cancelliere di un ufficio giudiziario. L'autentica delle sottoscrizioni è in ogni caso gratuita.". 2. All'articolo 104, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del cpc, dopo le parole: “questi la dichiara” sono inserite le seguenti: “, anche d'ufficio,”. 3. Il primo comma dell'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del cpc è sostituito dal seguente: “La motivazione della sentenza di cui all'articolo 132, n. 4), del codice consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi”. Art. 58 (Abrogazione dell'articolo 3 della legge 21/2/2006, n. 102) 1. L'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, è abrogato. Art. 59 (Notificazione a cura dell'Avvocatura dello Stato) 1. L'Avvocatura dello Stato può eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, e successive modificazioni. 2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Avvocatura generale dello Stato e ciascuna Avvocatura distrettuale dello Stato si dotano di un apposito registro cronologico conforme alla normativa, anche regolamentare, vigente. 3. La validità dei registri di cui al comma 2 è subordinata alla previa numerazione e vidimazione, in ogni mezzo foglio, rispettivamente, da parte dell'Avvocato generale dello Stato, o di un Avvocato dello Stato all'uopo delegato, ovvero dell'Avvocato distrettuale dello Stato. 4. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolte nell'ambito delle risorse umani, strumentali e finanziarie disponibili a disposizione vigente. Art. 60 (Abrogazioni) 1.Gli articoli 42, 43, 46, 184-bis e 385, quarto comma, del cpc e l'articolo 187 delle disposizioni per l'attuazione del cpc sono abrogati. Art. 61 (Disposizioni transitorie) 1. . Fatto salvo quanto previsto dai commi successivi, le disposizioni della presente legge che modificano il cpc e le disposizioni per l'attuazione del cpc si applicano ai giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore. 2. Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge si applica l'articolo 345 del cpc, come modificato dalla presente legge. 3. Alle controversie disciplinate dall'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al libro II, titolo IV, capo I, del cpc. 4. Le disposizioni di cui ai commi quinto e sesto dell'articolo 155 del cpc si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 1° marzo 2006. Art. 62 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale) All'articolo 1, primo comma, della legge 7 ottobre 1969, n. 742, le parole: “15 settembre” sono sostituite dalle seguenti: “31 agosto”. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere dal 1° gennaio 2009. Art. 63 (Misure urgenti per il recupero di somme afferenti al bilancio della giustizia e per il contenimento e la razionalizzazione delle spese di giustizia) Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: all'articolo 36, comma 2, del codice penale, le parole “uno o più giornali designati dal giudice” sono sostituite dalle seguenti: "nel sito internet del Ministero della giustizia. La durata della pubblicazione è stabilita dal giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di quindici giorni." Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: all'articolo 262, il comma 3-bis è soppresso all'articolo 535, al comma 1 sono soppresse le parole “relative ai reati cui la condanna si riferisce” e il comma 2. all'articolo 536, sono soppresse le parole “e designa il giornale o i giornali in cui deve essere inserita”. All'articolo 676, al comma 1 sono soppresse le parole “o alla devoluzione allo Stato delle somme di denaro sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell'articolo 262”. Al comma 4 dell'articolo 171-ter della legge 21 aprile 1941, n. 633, la lettera b) è sostituita dalla seguente:“b) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'articolo 36, comma 2, del codice penale”. Al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, dopo l'articolo 187-bis è inserito il seguente: "Articolo 187-ter. (Devoluzione allo Stato delle somme di denaro) 1. Le somme di denaro depositate presso gli uffici postali, gli istituti di credito o altri enti, in relazione a procedure esecutive, non riscosse o non reclamate dagli aventi diritto entro cinque anni dalla data in cui è divenuta definitiva l'ordinanza di distribuzione o di approvazione del progetto di distribuzione ovvero, in caso di opposizione, dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia, sono devolute allo Stato. La devoluzione opera di diritto. 2. Per le somme di denaro depositate presso gli uffici postali, gli istituti di credito o altri enti, la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento comunica l'avvenuta devoluzione al depositario, il quale provvede al versamento delle somme e dei valori, con i relativi interessi, in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, alle unità previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115, sono apportate le seguenti modifiche: Dopo l'articolo 73 sono inseriti il Titolo XIV-bis “Registrazione degli atti giudiziari nel processo penale” e i seguenti articoli: Art. 73-bis (L). (Termini per la richiesta di registrazione) La registrazione della sentenza di condanna al risarcimento del danno deve essere richiesta entro cinque giorni dal passaggio in giudicato. Art. 73-ter (L). (Procedura per la registrazione degli atti giudiziari) La trasmissione della sentenza all'ufficio finanziario è curata dal funzionario addetto all'ufficio del giudice, diverso dalla Corte di cassazione, il cui provvedimento è passato in giudicato o presso il quale il provvedimento è divenuto definitivo. L'articolo 111 è sostituito dal seguente: Art. 111 (L) (Recupero nei confronti dell'imputato ammesso al patrocinio) 1. Non si procede al recupero di alcuna spesa nei confronti dell'imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato. 2. In caso di revoca dell'ammissione del patrocinio, ai sensi dell'articolo 112 comma 1, lett. d) e comma 2, si procede alla riscossione delle spese forfettizzate, delle spese anticipate dall'erario non comprese nella fortettizzazione nonché del contributo unificato e dell'imposta di registro. c. all'articolo 154, dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: "3-bis. Salvo quanto previsto dai commi precedenti, trascorsi cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione o dalla data in cui il provvedimento di archiviazione è divenuto definitivo, le somme di denaro, i titoli al portatore, quelli emessi o garantito dallo Stato anche se non al portatore, i valori di bollo e i crediti pecuniari sequestrati, con i relativi interessi, se non ne è stata disposta la confisca e nessuno ne ha chiesto la restituzione, reclamando di avervi diritto, sono devoluti allo Stato. La devoluzione opera di diritto. 3-ter. Alla destinazione delle somme devolute provvede la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento, osservando le disposizioni seguenti. Per le somme di denaro e i valori depositati presso gli uffici postali, gli istituti di credito o altri enti, la cancelleria comunica l'avvenuta devoluzione al depositario, il quale provvede al versamento delle somme e dei valori, con i relativi interessi, in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnati, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, alle unità previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. Per le somme di denaro e i valori depositati presso la cancelleria, questa vi provvede direttamente secondo le stesse modalità. Per i crediti pecuniari, la cancelleria comunica l'avvenuta devoluzione al debitore, il quale provvede al versamento delle somme di denaro, con i relativi interessi, in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, alle unità previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. All'articolo 205 la rubrica è sostituita dalla seguente. “Recupero intero, forfettizzato e per quota” e i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: 1. Le spese del processo anticipate dall'erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del Ministro della Giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. L'ammontare degli importi può essere rideterminato ogni anno. 2. Il decreto determina la misura del recupero con riferimento al grado di giudizio ed al tipo di procedimento. Il giudice, in ragione della complessità delle indagini e degli atti compiuti, nella statuizione di condanna al pagamento delle spese processuali può disporre che gli importi siano raddoppiati o triplicati. Sono recuperate per intero solamente le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le spese per la demolizione di opere abusive e la riduzione in pristino dei luoghi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 32, comma 12, del dl 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326. e. al citati articolo 205, dopo il comma 2-ter sono inseriti i seguenti: “2-quater. Gli importi di cui al comma 2-bis, nonché le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna, per la demolizione di opere abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi di cui al comma 2 del presente articolo, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta in base al decreto di cui al comma 1, senza vincolo di solidarietà. 2-quinquies. Il contributo unificato e l'imposta di registro prenotati a debito per l'azione civile nel processo penale, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato al risarcimento del danno in misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta, senza vincolo di solidarietà. 2-sexies. Gli oneri tributari relativi al sequestro conservativo di cui all'articolo 316 del codice di procedura penale sono recuperati nei confronti del condannato a carico del quale è stato disposto il sequestro conservativo. La rubrica del titolo II della parte VII del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115 è così modificata: “Disposizioni generali per spese di mantenimento in carcere e per spese processuali nel processo amministrativo, contabile e tributario”. Dopo l'articolo 227 è inserito il Titolo II-bis “Disposizioni generali per spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni amministrative pecuniarie e sanzioni pecuniarie processuali nel processo civile e penale”. Dopo l'articolo 227-ter sono inseriti i seguenti articoli: Art. 227-quater (L) (Ruoli informatizzati). 1. Dopo aver svolto le attività previste dal comma 4 dell'articolo 3 del decreto ministeriale 3 settembre 1999, n. 321, l'agente della riscossione restituisce, in duplice esemplare, all'ufficio giudiziario i ruoli informatizzati. 2. La restituzione dei ruoli informatizzati proveniente su supporto cartaceo o magnetico avviene: a) per le minute pervenute all'agente dal giorno 1 al giorno 15 entro l'ultimo giorno del mese, b) per le minute pervenute all'agente dal giorno 16 entro il giorno 15 del mese successivo. Art. 227-quinquies (Termini per la riscossione) 1. I termini per l'attività dell'agente della riscossione previsti: a) dall'articolo 19, comma 2, lettera a), del dlgs 13 aprile 1999, n. 112 per procedere alla notifica della cartella di pagamento, sono ridotti a cinque mesi; b) dall'articolo 19, comma 2 lettera c) del dlgs 13 aprile 1999, n. 112, per la presentazione della comunicazione di inesigibilità come causa di perdita del diritto al discarico, sono ridotti a sedici; c) dall'art. 50, comma 2, del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, per procedere ad espropriazione forzata sono ridotti a soli tre mesi dalla notificazione della cartella; d) dall'art. 50, comma 3, del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, di efficacia dell'avviso di cui al comma 2 dello stesso articolo, sono ridotti a novanta giorni; e) dall'art. 53, comma 1, del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, di perdita di efficacia del pignoramento senza che sia stato effettuato il primo incanto, sono ridotti a novanta giorni decorrenti dalla data di esecuzione del pignoramento; f) dall'art. 25, comma 2, del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo, sono ridotti a trenta giorni decorrenti dalla data di notificazione della cartella di pagamento; 2. La comunicazione di inesigibilità dell'agente della riscossione costituisce attestazione di impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa idonea all'attivazione della procedura di conversione della pena pecuniaria ai sensi dell'art. 660, comma secondo, del codice di procedura penale. Art. 227-sexies (L). (Sequestro conservativo di somme di denaro nel processo penale). 1. Quando è disposto il sequestro conservativo di una somma di denaro a norma dell'articolo 316 del codice di procedura penale, l'agente della riscossione, entro cinque giorni dalla consegna del ruolo, notifica al debitore un avviso di liquidazione degli importi dovuti con l'avvertenza che qualora la somma di denaro sia sufficiente a soddisfare il credito, la stessa verrà prelevata nel termine di un mese. 2. Qualora la somma sequestrata risulti insufficiente, ferma restando la soddisfazione parziale del credito con la medesima, per il residuo l'agente della riscossione provvederà secondo le modalità ordinarie. 3. Nel caso in cui le somme sequestrate eccedano il credito per il quale si procede alla riscossione, l'agente provvederà alla restituzione dell'eccedenza previa verifica e soddisfazione totale o parziale, di eventuali altri crediti erariali iscritti a ruolo sul territorio nazionale . Art. 227-septies. (L). (Sequestro conservativo di crediti, beni mobili ed immobili nel processo penale). 1. Quando è disposto sequestro conservativo di un credito, di un bene mobile o immobile a norma dell'articolo 316 del codice di procedura penale, e la sentenza di condanna preveda il pagamento di pena pecuniaria il funzionario addetto all'ufficio procede all'iscrizione del credito a ruolo e contestualmente trasmette all'agente della riscossione per via telematica l'elenco dei crediti e dei beni mobili o immobili sequestrati ed il provvedimento che dispone il sequestro. 2. L'agente della riscossione entro cinque giorni dalla consegna del ruolo, prima di procedere alla fissazione degli incanti, notifica al debitore un avviso di liquidazione degli importi dovuti con l'avvertenza che in caso di mancato integrale pagamento nel termine di un mese, si procederà all'esecuzione forzata. 3. Gli effetti del sequestro cessano all'integrale pagamento della somma iscritta a ruolo. Art. 227-octies. (L). (Restituzione di cose sequestrate dopo il passaggio in giudicato del provvedimento di condanna). 1. Dopo l'irrevocabilità del provvedimento di condanna le somme sequestrate di cui è stata disposta la restituzione al condannato sono versate dal funzionario addetto all'ufficio all'erario sino alla concorrenza del credito per spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni pecuniarie processuali e sanzioni amministrative pecuniarie. 2. Se oggetto del sequestro sono assegni o altri titoli di credito, su richiesta del funzionario addetto all'ufficio, le rispettive somme sono assegnate in pagamento delle spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni pecuniarie processuali e sanzioni amministrative pecuniarie con provvedimento del giudice dell'esecuzione. Il funzionari addetto all'ufficio provvede alla vendita dei titoli sequestrati e versa il ricavato a pagamento di quanto indicato e alla restituzione dell'eccedenza 3. Le altre cose sequestrate al condannato sono vendute a cura del cancelliere e la somma ricavata versata in conto spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni pecuniarie processuali e sanzioni amministrative pecuniarie, dedotte le spese di cui all'articolo 155. Se la somma ricavata supera l'ammontare del credito, l'eccedenza è restituita al condannato. 4. Del provvedimento di vendita degli oggetti sequestrati, il funzionario addetto all'ufficio, dà avviso al condannato con avvertenza che può ritirali pagando l'intero ammontare del credito. 5. Con il provvedimento che ordina la vendita delle cose sequestrate, il giudice dell'esecuzione stabilisce le modalità della vendita ed il luogo in cui deve eseguirsi. 6. Il provvedimento che dispone la vendita deve essere affisso per dieci giorni continui nell'albo del tribunale e degli altri uffici giudiziari del circondario o, nel caso in cui giudice dell'esecuzione è il giudice di appello, nell'albo del tribunale che ha pronunciato la sentenza di primo grado e degli altri uffici giudiziari dello stesso circondario nonché nell'albo del tribunale del luogo in cui ha sede il giudice di appello. 7. Se i beni rimangono invenduti, il funzionario addetto all'ufficio comunica senza ritardo all'avente diritto che potrà ritirare i beni e che le spese di custodia e conservazione, decorsi venti giorni dalla comunicazione, sono in ogni caso dovute dallo stesso. Analoga comunicazione è eseguita al custode. 8. Se i beni sono affidati alla cancelleria, in caso di mancato ritiro nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, il funzionario presenta l'elenco al giudice dell'esecuzione che ne dispone la distruzione. 9. Le spese per la distruzione dei beni rimasti invenduti sono in ogni caso a carico del condannato. Art. 227-novies (L). (Norme applicabili). 1. Al presente titolo si applicano gli articoli: 214, 215, 216, 218 comma 2, 220. Alla legge 24 dicembre 2007 n. 244, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato sono apportate le seguenti modifiche: All'articolo 1, comma 367, la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) acquisizione dei dati anagrafici del debitore e quantificazione del credito, nella misura stabilita dal decreto del Ministro della Giustizia adottato a norma dell'articolo 205 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115, così come modificato dalla presente legge;" All'articolo 1, comma 367, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: "b) notificazione al debitore degli atti indicati nell'art. 227-ter del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115". All'articolo 1, comma 367, la lettera c) è sostituita dalla seguente: " c) su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, alla ripartizione del pagamento del credito, fino ad un massimo di 72 rate mensili, fermo restando quanto previsto dalle norme speciali in materia di rateizzazione delle pene pecuniarie di cui all'articolo 236, comma 1 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115". d. All'articolo 1, dopo il comma 367, è inserito il seguente comma: "2.Gli atti indicati nell'art. 227-ter del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 sono notificati dagli ufficiali giudiziari ai sensi degli articoli 137 e seguenti del cpc. Le spese di notifica dell'invito al pagamento sono a carico del debitore, qualora quest'ultimo provvede al pagamento del credito; l'importo è aggiornato con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze." Art. 64 (Abrogazioni di norme primarie) 1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni: l'articolo 25 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115 DPR 30 maggio 2002, n. 115, e, al comma 1 dell'articolo 243 dello stesso testo unico le parole ”e le somme relative all'articolo 25”; b. gli articoli 1, comma 372 e 2, commi da 612 a 614 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Articolo 65 (Clausole generali e certificazione) In tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle materie di cui all'articolo 409 del cpc e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165 contengano clausole generali, ivi comprese le norme in tema di instaurazione di un rapporto di lavoro, esercizio dei poteri datoriali, trasferimento di azienda e recesso, il controllo giudiziale è limitato esclusivamente, in conformità ai principi generali dell'ordinamento, all'accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro o al committente. Nella qualificazione del contratto di lavoro e nella interpretazione delle relative clausole il giudice non può discostarsi dalle valutazioni delle parti espresse in sede di certificazione dei contratti di lavoro di cui al titolo VIII del dlgs 10 settembre 2003, n. 276, salvo il caso di erronea qualificazione del contratto, di vizi del consenso o di difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione. Nel valutare le motivazioni a base del licenziamento il giudice fa riferimento alle tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi ovvero nei contratti individuali di lavoro ove stipulati con l'assistenza e la consulenza delle commissioni di certificazione di cui al titolo VIII del dlgs 10 settembre 2003, n. 276. Nel definire le conseguenze da riconnettere al licenziamento, il giudice tiene ugualmente conto di elementi e parametri fissati dai predetti contratti e comunque considera le dimensioni e le condizioni dell'attività esercitata dal datore di lavoro, la situazione del mercato del lavoro locale, l'anzianità e le condizioni del lavoratore, il comportamento delle parti anche prima del licenziamento. L'articolo 75 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276, è modificato come segue: "Al fine di ridurre il contenzioso in materia di lavoro le parti possono ottenere la certificazione dei contratti in cui sia dedotta, direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria stabilita nel presente Titolo". Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Art. 66 (Conciliazione e arbitrato) L'art. 410 del cpc è sostituito dal seguente: "Art. 410 (Tentativo di conciliazione.) 1. Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409 e dall'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165, può promuovere, anche tramite l'associazione sindacale alla quale aderisce o conferisce mandato, un previo tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione individuata secondo i criteri di cui all'art 413. 2. La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. 3. Le commissioni di conciliazione sono istituite presso la Direzione provinciale del lavoro. La commissione è composta dal direttore dell'ufficio stesso o da un suo delegato, in qualità di presidente, da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro rappresentanti effettivi e da quattro supplenti dei lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. 4. Le commissioni, quando se ne ravvisi la necessità, affidano il tentativo di conciliazione a proprie sottocommissioni, presiedute dal direttore della Direzione provinciale del lavoro o da un suo delegato, che rispecchino la composizione prevista dal precedente terzo comma. In ogni caso per la validità della riunione è necessaria la presenza del presidente e di almeno un rappresentante dei datori di lavoro e di uno dei lavoratori. 5. La richiesta del tentativo di conciliazione, sottoscritta dall'istante, è consegnata o spedita mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Copia della richiesta del tentativo di conciliazione deve essere consegnata o spedita a cura della stessa parte istante alla controparte. 6. La richiesta deve precisare: a) nome, cognome, e residenza dell'istante e del convenuto; se l'istante o il convenuto sono una persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un comitato, l'istanza deve indicare la denominazione o la ditta nonché la sede; b) il luogo ove è sorto il rapporto ovvero dove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto; c) il luogo dove devono essere fatte alla parte istante le comunicazioni inerenti alla procedura; d) l'esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa. 7. Entro venti giorni dal ricevimento della copia della richiesta, la controparte deposita presso la commissione di conciliazione una memoria contenente le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, le eventuali domande in via riconvenzionale e l'indicazione dei mezzi di prova. Entro i dieci giorni successivi al deposito, la Commissione fissa la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione, che dovrà essere tenuto entro i successivi trenta giorni. Dinanzi alla commissione il lavoratore può farsi rappresentare o assistere anche da un'organizzazione cui aderisce o conferisce mandato. 8. La conciliazione della lite da parte di chi rappresenta la pubblica amministrazione, anche in sede giudiziale ai sensi dell'articolo 420, commi primo, secondo e terzo, del cpc, non può dar luogo a responsabilità amministrativa.”. L'articolo 411 del Cpc è sostituito dal seguente: “Art. 411 (Processo verbale di conciliazione.) 1. Se la conciliazione esperita ai sensi dell'art. 410 riesce, anche limitatamente ad una parte della domanda, viene redatto separato processo verbale sottoscritto dalle parti e dai componenti della commissione di conciliazione. Il verbale costituisce titolo esecutivo a seguito di provvedimento del giudice su istanza della parte interessata. 2. Se non si raggiunge l'accordo tra le parti, la commissione di conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria definizione della controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono riassunti nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle parti. 3. Ove il tentativo di conciliazione sia stato richiesto dalle parti, al ricorso depositato ai sensi dell'art 415, devono essere allegati i verbali e le memorie concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito. 4. L'articolo 412 del Cpc è sostituito dal seguente: "Art. 412 (Risoluzione arbitrale della controversia.) 1. In qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in caso di mancata riuscita, le parti possono accordarsi per la risoluzione della lite, affidando alla commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via arbitrale la controversia. 2. Nel conferire mandato per la risoluzione arbitrale della controversia, le parti devono indicare: a) il termine per la emanazione del lodo, spirato il quale l'incarico deve intendersi revocato; b) le norme che la commissione dovrà applicare al merito della controversia, ivi compresa la decisione secondo equità, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento. 3. Il lodo emanato a conclusione dell'arbitrato, sottoscritto dagli arbitri ed autenticato, produce tra le parti gli effetti di cui all'articolo 1372 del codice civile e di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile ed ha efficacia di titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 474 a seguito del provvedimento del giudice su istanza della parte interessata ai sensi dell'articolo 825. 4. Il lodo è impugnabile ai sensi dell'articolo 808 ter.". 4. L'articolo 412 ter del cpc è sostituito dal seguente: "Art. 412 ter (Altre modalità di conciliazione previste dalla contrattazione collettiva.) 1. La conciliazione, nelle materie di cui all'articolo 409 e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165, può essere svolta altresì presso le sedi previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative. 2. Si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui agli articoli 410, 411 e 412.". 5. L'articolo 412 quater del cpc è sostituito dal seguente. "Art. 412 quater (Altre modalità di conciliazione e arbitrato). 1. Ferma restando la facoltà di ciascuna delle parti di adire l'autorità giudiziaria e di avvalersi delle procedure di conciliazione e di arbitrato previste dalla legge, le controversie di cui all'articolo 409 e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165 possono essere altresì proposte innanzi al Collegio di conciliazione e arbitrato irrituale costituito secondo quanto previsto dai commi seguenti. è nulla ogni clausola del contratto individuale di lavoro o comunque pattuita che obblighi una parte o entrambe a proporre le controversie sopra indicate al Collegio di conciliazione ed arbitrato. 2. Il Collegio è composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro, in funzione di Presidente, scelto di comune accordo dagli arbitri di parte tra i professori universitari di materie giuridiche e gli avvocati patrocinanti in cassazione. 3. La parte che intenda ricorrere al Collegio di conciliazione e arbitrato deve notificare all'altra parte un ricorso sottoscritto, salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da un avvocato al quale abbia conferito mandato e presso il quale deve eleggere il domicilio. Il ricorso deve contenere la nomina dell'arbitro di parte ed indicare l'oggetto della domanda, le ragioni di fatto e di diritto sulle quali si fonda la domanda, i mezzi di prova ed il valore della controversia entro il quale si intende limitare la domanda. 4. Se la parte convenuta intende accettare la procedura di conciliazione e arbitrato nomina il proprio arbitro di parte, il quale entro trenta giorni dalla notifica del ricorso procede, ove possibile, concordemente con l'altro arbitro, alla scelta del Presidente e della sede del Collegio. Ove ciò non avvenga ciascuna delle parti è libera di adire l'autorità giudiziaria. 5. In caso di scelta concorde del terzo arbitro e della sede del Collegio, la parte convenuta entro trenta giorni da tale scelta deve depositare presso la sede del Collegio una memoria difensiva sottoscritta, salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da un avvocato cui abbia conferito mandato e presso il quale deve eleggere il domicilio. La memoria deve contenere le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, le eventuali domande in via riconvenzionale e l'indicazione dei mezzi di prova. 6. Entro dieci giorni dal deposito della memoria difensiva il ricorrente può depositare presso la sede del Collegio una memoria di replica senza modificare il contenuto del ricorso. Nei successivi dieci giorni il convenuto può depositare presso la sede del Collegio una controreplica senza modificare il contenuto della memoria difensiva. 7. Il Collegio fissa il giorno della udienza, da tenersi entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la controreplica del convenuto, dandone comunicazione alle parti nel domicilio eletto almeno dieci giorni prima. 8. All'udienza il Collegio esperisce il tentativo di conciliazione. Se la conciliazione riesce si applicano le disposizioni dell'articolo 411, comma 1 e comma 5, e dell'articolo 66, comma 8, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165. 9. Se la conciliazione non riesce il Collegio provvede, ove occorra, a interrogare le parti e ad ammettere ed espletare le prove, altrimenti invita alla immediata discussione orale. Nel caso di ammissione delle prove il Collegio può rinviare ad altra udienza, a non più di dieci giorni di distanza, per l'assunzione delle stesse e la discussione orale. 10. La controversia è decisa, entro venti giorni dall'udienza di discussione, mediante un lodo. Il lodo è impugnabile ai sensi dell'articolo 808 ter. 11. Il compenso del Presidente del Collegio di conciliazione e arbitrato è fissato in misura pari al due per cento del valore della controversia dichiarato in ricorso e viene versato dalle parti per metà ciascuna presso le sede del Collegio mediante assegni circolari intestati al Presidente almeno cinque giorni prima dell'udienza. Ciascuna parte provvede a compensare l'arbitro da essa nominato. Le spese legali e quelle per il compenso del Presidente e dell'arbitro di parte, queste ultime nella misura dell'uno per cento del suddetto valore della controversia, sono liquidate nel lodo ai sensi degli articoli 91, primo comma, e 92. 12. I contratti collettivi nazionali di categoria possono istituire un Fondo per il rimborso al lavoratore delle spese per il compenso del Presidente del Collegio di conciliazione e arbitrato e del proprio arbitro di parte.". 6. In deroga a quanto previsto dall'articolo 412 quater del cpc, i contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere clausole compromissorie che comportino la devoluzione della controversia al collegio arbitrale anche sulla base di forme di adesione tacita dei soggetti interessati alla procedura arbitrale. 7. Le controversie di cui all'articolo 409 del cpc possono essere decise da arbitri, oltre che nei casi previsti dall'articolo 806 del cpc e dall'articolo 5 legge 11 agosto 1973, n. 533, anche qualora il contratto e la clausola compromissoria ivi contenuta, ovvero il compromesso, siano stati certificati in base alle norme di cui al titolo VIII del dlgs 10 settembre 2003, n. 276. Le commissioni di certificazione dovranno accertare che la clausola compromissoria, ovvero il compromesso, contenga, anche mediante rinvio a regolamenti preesistenti dei collegi arbitrali, i criteri per la liquidazione dei compensi spettanti agli arbitri ed il termine entro il quale il lodo deve essere emanato. 8. Gli organi di certificazione di cui all'articolo 76 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276 possono istituire camere arbitrali per la definizione, ai sensi dell'articolo 808 ter del cpc delle controversie nelle materie di cui all'articolo 409 del Cpc e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165. Le commissioni di cui all'articolo 76 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276 possono concludere convenzioni con le quali prevedano la costituzione di camere arbitrali unitarie. Si applica, in quanto compatibile, l'articolo 412, commi 3 e 4, del cpc,. 9. Presso le sedi di certificazione può altresì essere esperito il tentativo di conciliazione di cui all'articolo 410 del cpc. 10. All'articolo 82 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276, è soppresso l'inciso "di cui all'art. 76, comma 1, lett. a), del presente dlgs ". 11. Il comma 2 dell'articolo 83 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276 è soppresso. 12. All'articolo 2113 c.c., quarto comma, dopo le parole "ai sensi degli articoli 185, 410 e 411 del cpc" sono aggiunte le seguenti: "ed ai sensi dell'articolo 82 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276". 13. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati l'articolo 410 bis, secondo comma, e l'articolo 412 bis del cpc. 14. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente Art. 67 (Decadenze) Il primo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n.  604, è sostituito dal seguente: "1. Il licenziamento da parte del datore di lavoro deve essere impugnato a pena di decadenza entro centoventi giorni dalla ricezione della sua comunicazione, ovvero dalla comunicazione dei motivi, ove non contestuale, con ricorso depositato nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro.". Il termine di decadenza, di cui all'articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n.  604, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applica anche ai casi di nullità del licenziamento, nonché di licenziamento inefficace di cui all'articolo 2 della legge 15 luglio 1966, n.  604. Il termine di decadenza, di cui all'articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n.  604, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applica inoltre: a) ai licenziamenti anche qualora presuppongano la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla legittimità del termine apposto al contratto; b) al recesso del committente nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, di cui all'articolo 409, primo comma, numero 3, del cpc; c) al trasferimento ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile. Art. 68 (Rimedi giustiziali contro la pubblica amministrazione) 1. All'articolo 13, primo comma, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il secondo periodo è inserito il seguente: "Se ritiene che il ricorso non possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende l'espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione, ordina alla segreteria l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai soggetti ivi indicati". 2. All'articolo 14, primo comma, del dpr 24/11/1971, n. 1199, alla fine del primo periodo sono aggiunte le seguenti parole: “, conforme al parere del Consiglio di Stato”. Sono soppressi il secondo periodo del primo comma e il secondo comma dello stesso art. 14. CAPO IX PRIVATIZZAZIONI Art. 69 (Patrimonio s.p.a.) 1. All'articolo 7, comma 10, del dl 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 15 giugno 2002, n. 112 sono apportate le seguenti modificazioni: al secondo periodo, dopo le parole “iscrizione dei beni” aggiungere le seguenti: “e degli altri diritti costituiti a favore dello Stato” dopo il secondo periodo inserire il seguente: “La pubblicazione nella G.U. del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze che dispone il trasferimento dei crediti dello Stato e le modalità di realizzo dei medesimi produce gli effetti dal primo comma dell'articolo 1264 del codice civile”. Art. 70 (SACE) Al fine di ottimizzare l'efficienza dell'attività della Sace S.p.A. a sostegno della internazionalizzazione dell'economia italiana e la sua competitività rispetto agli altri organismi che operano con le stesse finalità sui mercati internazionali, il Governo è delegato ad emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi che prevedono: la separazione tra le attività che Sace S.p.A. svolge a condizioni di mercato dall'attività che, avente ad oggetto rischi non di mercato, beneficia della garanzia dello Stato secondo la normativa vigente; - la possibilità che le due attività siano esercitate da organismi diversi, determinandone la costituzione, ed i rapporti; - la possibilità che all'organismo destinato a svolgere l'attività a condizioni di mercato possono partecipare anche soggetti interessati all'attività o all'investimento. Il secondo periodo dell'articolo 6, comma 2, del dl 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, è soppresso. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 71 (Società pubbliche) 1. All'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n.244 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 12 è sostituito dal seguente: “12. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo1, commi 459, 460, 461, 462 e 463 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ovvero da eventuali disposizioni speciali, gli Statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, n.1) del codice civile si adeguano alle seguenti disposizioni: - ridurre il numero massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un numero massimo di componenti superiore a sette. I compensi deliberati ai sensi dell'articolo 2389, primo comma, del codice civile sono ridotti, in sede di prima applicazione delle presenti disposizioni, del 25% rispetto ai compensi precedentemente deliberati per ciascun componente dell'organo di amministrazione. - prevedere che al Presidente non possano essere attribuite deleghe operative; - sopprimere la carica di vicepresidente eventualmente contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa sia mantenuta esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del Presidente in caso di assenza o impedimento, senza titolo a compensi aggiuntivi; - prevedere che l'organo di amministrazione possa delegare proprie attribuzioni ad un solo componente, al quale soltanto possono essere riconosciuti compensi ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile; - prevedere, in deroga a quanto previsto alla precedente lettera d), la possibilità che l'organo di amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche ad altri membri dell'organo stesso, a condizione che non vengano previsti compensi aggiuntivi; - prevedere che la funzione di controllo interno riferisca all'organo di amministrazione o, fermo restando quanto previsto al successivo comma 12-bis, ad un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di amministrazione; - prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai componenti degli organi sociali. Dopo il comma 12 è introdotto il seguente comma: “12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi strettamente necessari. Per il caso di loro costituzione, in deroga a quanto previsto al comma 12, lettera d), può essere riconosciuto a ciascuno dei componenti di tali comitati una remunerazione complessivamente non superiore, al 30% del compenso deliberato per la carica di componente dell'organo amministrativo.” 2. All' articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 27 le parole “o indirettamente” sono soppresse; b) dopo il comma 27, è inserito il seguente comma 27 bis: “27-bis. Per le amministrazioni dello Stato, restano ferme le competenze del Ministero dell'economia e delle finanze già previste dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di costituzione di società che producono servizi di interesse generale e l'assunzione di partecipazioni in tali società, le relative partecipazioni sono attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze che esercita i diritti dell'azionista di intesa con i Ministeri competenti per materia.”; c) dopo il comma 28 è inserito il seguente comma 28 bis: “28- bis. Per le amministrazioni dello Stato, l'autorizzazione è data con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro competente per materia, di intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze.”; d) al comma 29, le parole “Entro diciotto mesi” sono sostituite dalle seguenti: “Entro trentasei mesi”; e) al comma 29, alla fine , è aggiunto il seguente periodo: “Per le società partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni di legge in materia di alienazione di partecipazioni” f) dopo il comma 32 sono aggiunti i seguenti commi 32 bis e 32 ter: “32- bis Il comma 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 si interpreta nel senso che non può essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali.” “32- ter Le disposizioni dei commi da 27 a 31 del presente articolo non si applicano per le partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati”. TITOLO II STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA CAPO I STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA Art. 72 (Copertura finanziaria delle leggi e legge finanziaria) 1. Alla legge 5 agosto 1978, n. 468, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 11, comma 3: 1) al secondo periodo, dopo la parola “realizzare”, sono inserite le seguenti parole: “, con particolare riferimento agli enti inseriti nel conto economico consolidato delle Pubbliche Amministrazioni, individuati dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'art. 1, comma 5 della legge 30 dicembre 2004, n. 311,”; 2) alla lettera a), dopo le parole “di competenza,”, sono inserite le seguenti: “del fabbisogno del settore statale, dell'indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, articolato pro quota per livelli di Governo,”; dopo le parole “pregresse” sono inserite le seguenti: “, analiticamente indicate in apposita tabella”; e le parole “specificamente indicate” sono soppresse; 3) alla lettera i-bis), le parole “, salvo che esse si caratterizzino per un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi di cui alla lettera a)” sono soppresse; 4) la lettera i-ter) è soppressa; b) all'articolo 11-ter: 1) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole “è determinata”, sono inserite le seguenti parole: “, con riferimento al saldo netto da finanziare, al fabbisogno del settore statale e all'indebitamento netto del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni,”; 2) al comma 1, dopo la lettera c), è inserita la seguente: “c-bis) mediante compensazioni finanziarie, anche in termini di sola cassa, per far fronte agli effetti sul fabbisogno e sull'indebitamento netto.”; 3) dopo il comma 5, è inserito il seguente comma: “5-bis. La relazione tecnica di cui ai commi 2 e 3 viene aggiornata all'atto del passaggio dell'esame tra i due rami del Parlamento.”. Art. 73 (Attuazione del federalismo) 1. Per lo studio delle problematiche connesse alla effettiva attuazione della riforma federalista, assicurando un contesto di stabilità e piena compatibilità finanziaria con gli impegni europei ed internazionali assunti, è stanziata la somma di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,2 milioni di euro a decorrere dal 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede per gli anni 2008 e 2009 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008 - 2010, nell'ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della Salute, e a decorrere dall'anno 2010 a valere sulle risorse derivanti dall'attuazione dell'articolo 45, comma 3, del dl 25 giugno 2008, n. 112. Art. 74 ( Corte dei Conti) 1. Avverso le deliberazioni conclusive di controlli su gestioni che abbiano accertato il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti o l'inefficienza dell'attività amministrativa svolta, l'amministrazione competente, nel termine perentorio di sessanta giorni dalla formale comunicazione, può, anche mediante strumenti telematici idonei allo scopo, proporre ricorso ad un apposito collegio delle sezioni riunite della Corte dei conti, composto da undici magistrati con qualifica non inferiore a consigliere e presieduto dal Presidente della Corte, che giudica in via esclusiva, con sentenza dì mero accertamento, sulla fondatezza degli esiti istruttori e delle risultanze del controllo. 2. Analogamente è dato ricorso ad ogni ente, istituto o amministrazione che avrebbe tratto diretto beneficio dalla gestione sottoposta a controllo, nonché ad ogni contribuente che dimostri, quale ulteriore condizione di procedibilità, di avere adempiuto negli ultimi tre anni ai propri obblighi fiscali. 3. La decisione delle sezioni riunite che accerti violazione dì norme o regole comunitarie inerenti ai bilanci può essere altresì comunicata, su conforme proposta del Presidente della Corte, ai competenti organi dell'Unione europea. 4. Resta fermo il disposto dell'art. 1, comma 171, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 5. Le sezioni riunite in sede di controllo, fermo restando le attribuzioni ad esse demandate da norme di legge o di regolamento, contemporaneamente al giudizio di parifica del rendiconto generale dello Stato, a norma degli articoli 40 e 41 del rd 12 /7/1934, n. 1214, rendono altresì al Parlamento il referto, ai fini di coordinamento del sistema complessivo di finanza pubblica, previsto dall'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 6. Le sezioni riunite procedono, altresì, all'analisi delle entrate, verificandone lo scostamento rispetto alle previsioni e le cause dì esso evidenziando anche la distribuzione territoriale e funzionale delle stesse entrate. 7. Fermo restando il parere obbligatorio di cui al regio dl 9 febbraio 1939, n. 273, convertito dalla legge 2 giugno 1939, n. 739, il Presidente del Consiglio dei Ministri può avvalersi della facoltà prevista per i Presidenti delle Camere dall'art. 16, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e può altresì chiedere alla Corte dei Conti pareri su questioni relative alla finanza pubblica. 8. Il Presidente della Corte dei conti stabilisce se sottoporre le richieste di parere di cui al comma precedente alle sezioni riunite in sede consultiva ovvero, per ragioni di urgenza, ad un collegio di sette magistrati da esso nominato. 9. Il Presidente del Consiglio dei Ministri chiede altresì il parere della Corte in ordine all'attuazione annuale dell'obbligo di cui all'art. i, comma 171, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 10. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può invitare il Presidente della Corte dei conti, o un magistrato da lui delegato, ad assistere a riunioni tecniche del Governo per essere sentito su questioni relative alla finanza pubblica. 11. Al fine di assicurare la trasparenza e l'affidabilità dei conti pubblici il Presidente del Consiglio dei Ministri o le competenti commissioni parlamentari possono chiedere alla Corte dei conti la verifica e la certificazione delle risultanze dei conti pubblici. La Corte vi procede di concerto con il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze, previa stipulazione di uno specifico protocollo d'intesa, relativo alle modalità di lavoro, tra il Ragioniere generale dello Stato e il Segretario generale della Corte dei conti, nel rispetto delle direttive allo stesso impartite dal Presidente della Corte medesima. 12. Le sezioni della Corte dei conti, per l'esercizio delle proprie funzioni, hanno accesso diretto in via telematica alle banche dati di ogni pubblica amministrazione. TITOLO III DISPOSIZIONI FINALI CAPO I DISPOSIZIONI FINANZIARIE E FINALI Art. 75 (Disposizioni finanziarie) 1. Per la realizzazione degli interventi di cui ai Capi I, II e III del Titolo I del presente provvedimento, effettuati per il tramite dell'Agenzia per l'attrazione degli investimenti, si provvede a valere sulle risorse finanziarie, disponibili presso l'Agenzia medesima, ferme restando le modalità di utilizzo già previste dalla normativa vigente per le disponibilità giacenti sui conti di tesoreria intestati all'Agenzia.

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Aiuti alla pesca, non serve il via libera Ue (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 157, pag. 10 del 3/7/2008 Autore: di Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF     Aiuti alla pesca, non serve il via libera Ue Gli stati potranno varare aiuti di stato, fino a 1 milione di euro, per sostenere le piccole e medie imprese del settore della pesca, senza la preventiva notifica e autorizzazione di Bruxelles. La misura, che ha ricevuto il via libera della Commissione Ue, è prevista dal Fondo europeo per la pesca attivo dal 2007. L'esenzione della notifica dell'aiuto di stato sarà possibile nei casi di fermo permanente e temporaneo dell'attività di pesca; indennizzi socio-economici per la gestione della flotta; investimenti nel settore dell'acquacoltura; misure ittico-ambientali; interventi di sanità pubblica e animale; trasformazione e commercializzazione; attività della pesca nelle acque interne; azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali; progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni; assistenza tecnica; esenzioni fiscali in conformità con la direttiva europea 2003 del 1996 (per la tassazione sull'energia). Tutti gli altri tipi di aiuti di stato potranno essere applicati solo dopo l'autorizzazione dell'esecutivo comunitario. Tra questi ci sono quelli per l'ammodernamento della flotta e lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca.

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L'attacco di Bersani: sotto le chiacchiere, niente Pensioni e cuneo fiscale: nostre le uniche misure anticrisi. Almeno dicano grazie (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del L'attacco di Bersani: sotto le chiacchiere, niente "Pensioni e cuneo fiscale: nostre le uniche misure anticrisi. Almeno dicano grazie" / Roma IRRITAZIONE Pier Luigi Bersani non si tiene. Prende la parola per primo durante l'audizione del ministro Giulio Tremonti, e attacca. "Almeno diteci grazie - dichiara il ministro ombra - Ieri i pensionati hanno preso i soldi dati da Prodi, e in questo mese le aziende cominciano a usufruire dello sconto sul cuneo fiscale. Sono le uniche misure di contrasto alla crisi in atto, perché nella manovra non c'è nulla". Bersani reagisce alle continue citazioni di Tremonti dal suo libro con una battuta al fulmicotone: "Ma non legge i libri degli altri?". Poi procede con una lunga lista di rilievi. "Oggi scopriamo che le tasse non calano per via della crisi, ma la crisi c'era anche prima e voi avete promesso altro". Su questo punto l'autodifesa di Tremonti sfiora la beffa. "Ci rimproverate di non rispettare il programma - dice il ministro - Eppure all'ultimo punto era scritto chiaro: gli impegni si realizzeranno solo in presenza di alcune condizioni. Una di queste è la compatibilità di bilancio in un periodo di crisi". Nella sala del Mappamondo dove si tiene si scatenano reazioni di protesta: fare un programma e subordinarlo a una clausola di fattibilità è davvero il massimo. Bersani procede nelle sue accuse, non nascondendo l'irritazione dell'opposizione per i tempi ristretti concessi al parlamento, per la ricostruzione storica delle fasi passate di politica economica, per le falsificazioni dell'attuale maggioranza sulle misure adottate dal vecchio governo. "La Robin tax si scaricherà sui consumatori - avverte Bersani prima che lo confermi Draghi - E poi basta col dire che noi eravamo amici delle banche: con la riforma le banche hanno pagato 300 milioni in più di prima". E non solo: se l'attuale governo recepisse la norma che abolisce il massimo scoperto (era nella terza lenzuolata rimasta incagliata in Parlamento), gli istituti di credito perderebbero un miliardo che oggi pagano i consumatori. "I clienti potrebbero recuperare qualche miliardo anche dall'effettiva portabilità gratuita dei mutui", aggiunge l'ex ministro. Il quale si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. "L'abolizione dei costi di ricarica, che voi avete tanto irriso - rivela Bersani - ha fatto risparmiare qualche miliardo ai cittadini. E tanto per parlare di amici delle aziende, class="hilite">siete voi che sospendete la class="term">class class="term">action". Poi, l'affondo: "la speculazione si combatte con strumenti precisi, non con le parole". Sulla speculazione Tremonti reagisce male. "Voi non avete capito la globalizzazione , il vostro limite culturale è non capire gli effetti negativi e la macelleria che ci sta tornando indietro. Tu Bersani hai predicato quanto era buona la globalizzazione e ci hai persino detto che la Cina avrebbe risolto i nostri problemi e oggi ci accorgiamo che non è così...". Sulle altre misure, la replica è stizzita. "Mi rimproveri la portabilità ma noi siamo al governo da 50 giorni, perché non l'avete fatto voi in due anni?". E sul tesoretto: "fai un emendamento con le coperture contabili, e non quelle giornalistiche, e lo prenderemo in considerazione". L'altro duello si concentra sull'inflazione programmato. Quell'1,7% non va giù a Bersani, che lo ritiene uno dei dati più recessivi del piano Tremonti. Un altro deputato confessa: "Abbiamo telefonato alla Bce: ci hanno detto che può stare al 2%". "Ah, vedo che telefonate - replica Tremonti - La verità è che deve stare un po' sotto". b. di g.

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Derivati, palazzo marino si costituirà parte civile - rodolfo sala (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Milano Il caso "Prima dobbiamo esaminare attentamente la documentazione" Derivati, Palazzo Marino si costituirà parte civile RODOLFO SALA Il Comune parte civile nel procedimento sui derivati finanziari. Non è ancora una decisione ufficiale, ma il sindaco ci sta pensando: "Non lo abbiamo assolutamente escluso, anche se prima dobbiamo esaminare tutta la documentazione che ci sarà sottoposta dall'audit e dall'advisor finanziario". L'annuncio di Letizia Moratti arriva all'indomani della nuova perquisizione effettuata dalle guardia di finanza a Palazzo Marino, e soprattutto dopo la relazione del servizio interno di controllo comunale (audit), che punta l'indice non solo contro le quattro banche estere con cui il Comune aveva sottoscritto contratti di finanza strutturata. L'audit censura infatti anche la condotta della precedente giunta in una vicenda costata finora alle casse comunali circa 300 milioni di minusvalenze. E torna a muoversi il gruppo del Pd, che aveva già presentato nei giorni scorsi un esposto in Procura ipotizzando per le quattro banche il reato di truffa aggravata ai danni del Comune, perché si sarebbero appropriate attraverso commissioni occulte di una cifra che oscilla tra i 70 e i 100 milioni di euro. Adesso i Democratici stanno studiando con i loro legali un'azione di risarcimento che permetterà ai cittadini milanesi di costituirsi parte civile per ottenere non solo il risarcimento del danno subito, ma anche l'annullamento di tutti i contratti stipulati. La raccolta di firme per aderire a questa campagna partirà a settembre. L'iniziativa ricorda da class="hilite">vicino i procedimenti previsti dalla legge sulla class="term">class class="term">action, che entrerà però in vigore solo nel gennaio del 2009. Lo schema allo studio dei legali del Pd consentirebbe tuttavia di superare il problema del vuoto normativo. E anche questo è un modo per spingere il sindaco ad abbandonare gli indugi: "Su questa vicenda - dice Davide Corritore - la Moratti ha perso del tempo prezioso: noi abbiamo cominciato a sollevare il problema otto mesi fa, e nel frattempo le perdite per colpa dei derivati sono cresciute da 120 a 300 milioni".

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Apple ancora nei guai per le stock option (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

3 luglio 2008 alle 08:14 - Fonte: webnews.class="hilite">it - 0 commenti Una nuova class="term">class class="term">action riporta in primo piano l'intricata vicenda delle stock option che da alcuni anni interessa parte dei top manager di Apple. La causa potrebbe portare a inattesi sviluppi, mentre si attende ancora l'esito dei procedimenti in corso Leggi la notizia completa Commenta la notizia.

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Derivati, il Comune rilancia: in tribunale contro le banche (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta L'amministrazione pronta a costituirsi parte civile. I consiglieri dell'opposizione: irregolarità e omissioni nelle procedure Derivati, il Comune rilancia: in tribunale contro le banche "Non abbiamo assolutamente escluso di costituirci parte civile ". Il sindaco Letizia Moratti interviene sul caso derivati e risponde così alla richiesta di "affiancamento " nella costituzione di parte civile contro le 4 banche i cui funzionari sono indagati per truffa aggravata ai danni del Comune lanciata dal partito democratico Il giorno dopo il blitz della Guardia di Finanza a Palazzo Marino e la durissima relazione dell'audit interno, il sindaco pone solo una condizione alla costituzione di parte civile: "Prima - ha precisato - dobbiamo esaminare la documentazione che ci presenterà l'audit esterno e l'advisor finanziario ". La Moratti, che si è detta certa della piena collaborazione degli uffici comunali con la magistratura, nei giorni scorsi aveva spiegato che Palazzo Marino aveva già avviato un audit interno su tutte le operazioni finanziarie, compresi i derivati, e il processo di nomina di un advisor. "Abbiamo avviato una ricerca - aveva detto il sindaco - attraverso una gara pubblica, di un advisor finanziario per assisterci su tutte le operazioni bancarie inclusi i derivati. è una linea, quella della tutela degli interessi del Comune, che non possiamo che condividere ". Ma l'opposizione, da cui è partito l'esposto in Procura contro le 4 banche che hanno emesso il superbond e dato il via all'operazione derivati, sta andando avanti velocemente: "Stiamo definendo il progetto scrivono i consiglieri del Pd che consentirà a migliaia di milanesi di costituirsi parte civile in caso di processo alle banche per truffa aggravata ai danni del Comune". L'intenzione "è ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di Milano a seguito dell'applicazione di commissioni occulte (tra i 70 ed 100 milioni di euro) da parte delle banche, da noi denunciate nell'esposto presentato due mesi fa alla Procura". Il Pd ha messo nelle mani dei legali anche la relazione dell'audit interno "nella quale - concludono i consiglieri - emergono, ad una prima lettura, preoccupanti irregolarità ed omissioni nelle attività poste in essere all'interno del Comune". class="hilite">Per ovvi motivi non sarà un class="term">class class="term">action: "Noi - attacca il consigliere Pd, Davide Corritore - con l'azione legale-popolare vogliamo far risparmiare ai milanesi 300 milioni di euro di sofferenze economiche provocate dalle scelte finanziarie scellerate di questi anni. Ma vogliamo anche un'operazione di verità sulle responsabilità di chi ha provocato questi danni. Siamo attivamente impegnati per ricostruire questa verità e la racconteremo pubblicamente nel giro di poche settimane". M.Gian. I risarcimenti "Vogliamo ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città per le commissioni occulte".

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Milano, dal medico 3 ore e mezza di attesa per avere la ricetta: Codacons denuncia il Servizio Sanitario Nazionale (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

(3/7/2008 12:10) | (Sesto Potere) - Milano - 3 luglio 2008 - Un'anziana signora di Milano, andata dal medico di base per rinnovare una ricetta, ha dovuto attendere 3 ore e mezza per avere l'agognato pezzetto di carta. Un'attesa assurda ed inaccettabile per chiunque, resa ancora più insopportabile per l'età ed il caldo. La signora, indignata, si è rivolta al Codacons che ha deciso di chiedere i danni, per quest'attesa snervante, al Servizio Sanitario Nazionale. Una causa class="hilite">pilota in attesa di preparare una class="term">class class="term">action che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio turno. Sì invitano pertanto i consumatori a segnalare il loro caso allo 02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Milano perché accerti se esistono profili penalmente rilevanti quali ad esempio l'interruzione di pubblico servizio. La realtà è che i medici di famiglia lavorano troppo poco, ancor di meno in estate, hanno orari di ricevimento troppo limitati, finendo per far concentrare tutti i pazienti in pochi ristretti momenti della giornata e creando così inevitabili code, ed, infine, hanno troppi assistiti. Intollerabile, infine, che le segreterie telefoniche siano attaccate alle 10 del mattino, costringendo i malati a rivolgersi a guardie mediche o Pronto Soccorso. Per questo il Codacons chiede alla Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) e alla Regione Lombardia (che in sede di contrattazione regionale può introdurre modifiche) di stabilire nuove regole per i medici di base. L'accordo collettivo nazionale che disciplina l'attività dei medici di medicina generale è ormai scaduto e va rivisto completamente. L'accordo nazionale in vigore prevede un orario di 5 ore settimanali fino a 500 assistiti, 10 ore da 500 a 1000 assistiti e 15 ore da 1000 a 1500 assistiti. In pratica al massimo devono restare aperti per 3 ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Orari già troppo ridotti ma che in molti casi i medici non applicano neppure, restando aperti anche meno di quel poco che già dovrebbero. Inoltre i medici dovrebbero essere aperti per almeno due fasce pomeridiane o mattutine alla settimana, ossia alternare pomeriggi a mattine, ma di solito l'orario è fisso per tutta la settimana. Le Asl non vigilano a sufficienza sull'applicazione di questo articolo del contratto come invece dovrebbero. Anche sulla mancata applicazione del contratto e sulla mancata vigilanza delle Asl, il Codacons chiede alla Procura di indagare.

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Class action, al via tavolo di lavoro Consumatori-MSE (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

News Class action, al via tavolo di lavoro Consumatori-MSE 02/07/2008 - 21:22 Al via il tavolo di lavoro fra Consumatori e Ministero dello Sviluppo Economico sulla class action / Il documento: Le proposte delle associazioni "Abbiamo messo per iscritto le nostre proposte al Governo per migliorare la class-action, adesso non ci sono scuse". E' quanto ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, sottolineando l'impegno unitario delle associazioni di consumatori in occasione del tavolo di lavoro che si è aperto questo pomeriggio presso il Ministero dello Sviluppo Economico. "Abbiamo indicato 7 correttivi, in modo molto circostanziato, ma soprattutto unitario: credo che sia un risultato 'storico' quello di aver sottoscritto tutti insieme una precisa lista di richieste. Adesso - conclude Dona - la palla è nel campo dell'esecutivo che non potrà giocare a nascondersi come ha fatto fino ad oggi". Ecco le richieste delle associazioni di consumatori: LEGITTIMAZIONE PASSIVA. Richiesta: estenderla a qualunque soggetto privato o pubblico (ivi compresa la Pubblica amministrazione), nonché ai singoli.AMBITO DELL'AZIONE. Richiesta: estendere l'ambito dell'azione a tutti gli illeciti di natura contrattuale "anche ai sensi" degli articoli 1341 e 1342.ADESIONE DEI DANNEGGIATI. Richiesta: ripristinare il sistema del cd. opt out, vale a dire l'estensione dell'efficacia della "sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.d. filtro) quando è in corso un'istruttoria davanti ad un'Autorità indipendente.NATURA DELLA SENTENZA. Richiesta: esplicitare che la sentenza pronunciata ha natura di condanna.PROCEDURE DI COMPLETAMENTO. Richiesta: semplificare e velocizzare il percorso per ottenere in capo ai singoli il risarcimento del danno o la restituzione (attuando un sistema simile all'accertamento dello stato passivo nelle procedure fallimentari o al rito previsto dal processo societario).PUBBLICITÀ POST-FILTRO E SPESE. Richiesta: prevedere che il Giudice ponga costi della pubblicità dell'azione a carico del convenuto (e non del proponente, secondo l'attuale testo). Per le spese di lite si propone di: a) ammettere le associazioni di consumatori al Patrocinio a spese dello Stato; b) prevedere che, in caso di esito positivo, il giudice possa determinare gli onorari sulla base dell'ammontare complessivo delle pretese dei consumatori aderenti, secondo le tariffe professionali. Il documento è stato sottoscritto dalle seguenti associazioni iscritte nel CNCU: Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. DOC. Le proposte delle Associazioni 2008 - redattore: VC.

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SANITA': OLTRE 3 ORE ATTESA DA MEDICO FAMIGLIA, CODACONS FA CAUSA A SSN (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

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Pesca: via libera di Bruxelles per gli aiuti di stato (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Class Action

(3/7/2008 20:10) | (Sesto Potere) - Roma - 3 luglio 2008 -Via libera della Commissione europea alla concessione di un "pacchetto" di esenzioni di aiuti di stato al settore della pesca che i singoli paesi membri potranno varare senza la preventiva autorizzazione di Bruxelles. La misura, che metterà a disposizione degli Stati membri uno strumento più rapido per intervenire a sostegno del settore, è prevista dal Fondo europeo per la pesca, attivo dal 2007 ma operativo solo da oggi. I beneficiari sono le piccole e medie imprese della pesca a cui potrà essere concesso un aiuto di stato non notificato fino ad un milione di euro. Il "pacchetto" di esenzioni, approvato da Bruxelles, comprende 16 tipi di aiuti: dal fermo temporaneo e permanente dell'attività di pesca alle esenzioni fiscali in linea con la direttiva Ue sulla tassazione dell'energia. In particolare, fanno parte del pacchetto di esenzioni i seguenti tipi di aiuti: fermo permanente e temporaneo dell'attività di pesca; indennizzi socio-economici per la gestione della flotta; investimenti produttori nel settore acquacoltura; misure ittico- ambientali; interventi di sanità pubblica e animale; trasformazione e commercializzazione; attività della pesca nelle acque interne; azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali; progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni; assistenza tecnica; esenzioni fiscali in conformità con la direttiva europea (2003 del 1996) per la tassazione sull'energia. Tutti gli altri tipi di aiuti di stato dovranno continuare ad essere notificati a Bruxelles ed applicati solo dopo autorizzazione della Commissione europea. Tra questi, in particolare, ci sono gli aiuti di stato per l'ammodernamento della flotta e quelli per lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca.

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Bastava il confronto con le parti sociali (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

LA REPLICA Bastava il confronto con le parti sociali GINO COMACCHIO * Ringrazio sentitamente il Sindaco Prade per la "predica" apparsa sul Corriere delle Alpi, degna del miglior libro Cuore di deamicisiana memoria. Prendo però atto al contempo che, mentre a pagina pari mi si impartisce la lezioncina, a pagina dispari l'assessore Martire assicura ufficialmente, per la prima volta dopo le reiterate richieste del sottoscritto, che i lavoratori Mobel a tempo indeterminato manterranno il contratto degli enti locali anche in Dolomitibus, e che gli interinali verranno riassunti verso i primi di agosto: erano esattamente le garanzie minimali che chiedevo! Forse dire pubblicamente determinate cose urta nervi scoperti, ma a quanto pare risveglia le coscienze e serve allo scopo. Se il signor Prade riteneva che il sottoscritto apparisse troppo "spesso sui giornali in bella fotografia", bastava che rispondesse ad almeno una delle tante lettere inviategli, accettando il confronto diretto, leale e trasparente. Conoscermi non è difficile, nè questione di fortuna. Concordo invece sul fatto che il Comune di Belluno non sia un ufficio di collocamento; ma evidentemente, in questo caso, efficienza del servizio e tutela dei lavoratori potevano andare tranquillamente di pari passo, come dimostra la soluzione oggi finalmente condivisa, sia pure a mezzo stampa. Bastava confrontarsi con le parti sociali, anzichè lavorare nell'ombra (sic!) la domenica pomeriggio. Quanto al suggerimento di entrare in politica, ricordo al signor Prade che non è affatto necessario candidarsi per criticare l'azione amministrativa, anzi: diritto di critica, confronto e trasparenza delle scelte sono alla base del sistema democratico che lui presiede, sia pure a livello comunale. A ciascuno il suo mestiere, dunque. Non ho velleità politiche; mi accontento di tutelare i lavoratori con l'ambizione, questo si, di farlo per il meglio, dato che la UIL FPL di Belluno si colloca, per consenso ottenuto, ai vertici del panorama nazionale. Non intendo quindi rispondere ad attacchi personali, che non rendono merito a chi ricopre una carica istituzionale. Mi limito a rilevare, per quanto riguarda le illazioni circa la mia presunta "sicumera di incerta provenienza", che la carica di Segretario della UIL FPL - di livello provinciale - ha natura elettiva quanto la sua. Se il signor Prade soffre, quale libero professionista, la mancanza di un sindacalista di riferimento, mi offro personalmente di venirgli in soccorso. Anche se dubito corrisponda al vero la sua affermazione di non sapere nemmeno di che cosa si tratti, visto che definisce impropriamente (lapsus?) "privilegio" le garanzie previste da un contratto collettivo. Suggerisco, in ottemperanza al motto "tolleranza zero", di vietare le libertà di riunione, di associazione e di contrattazione, tornando all'uso delle regie cariche di cavalleria nei confronti dei lavoratori manifestanti. Non vanti, il Sindaco, la mancanza dei "privilegi" derivanti dalla contrattazione collettiva in favore dei liberi professionisti: per molti di loro (non tutti, quelli valenti non ne hanno bisogno) soccorre lo sbarramento degli albi professionali, in spregio alla concorrenza del libero mercato. Per alcuni politici, poi, soccorre la possibilità di parcheggiare gratis negli stalli di pertinenza comunale, mediante rilascio di permessi che sono illegittimi e delibere ad hoc. * Segretario provinciale Uil Fpl di Belluno.

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Bollette abbanoa, pronta l'azione legale (sezione: Class action)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

Cagliari Bollette Abbanoa, pronta l'azione legale Contestati i tempi dichiarati della lettura, da Carbonia prime iniziative Il sequestro cautelare delle fatture getterebbe nel caos la società CARBONIA. Richiesta al giudice del sequestro cautelare di tutte le bollette che presentino illegittimità nella determinazione dell'importo fatturato in dipendenza dalla irregolare effettuazione della lettura. E' questa la linea d'azione che sarà seguita dall'avvocato Gianfranco Trullu. Questi è stato incaricato dai consiglieri Mario Porcu e Sandro Masciarelli di agire a tutela dei cittadini. Una maniera dura e decisa di contestare le bollette spedite da Abbanoa che paiono anomale e basate su elementi incerti e che non rappresentano gli importi effettivamente dovuti ma importi che appaiono maggiorati, in qualche caso in maniera abnorme. "Emerge in maniera chiara che Abbanoa dichiara come avvenuto un fatto che invece non è avvenuto. E ciò comporta che viene richiesto ai cittadini di pagare come reale un consumo che reale non è - ha spiegato il legale - non ipotizziamo reati, perchè sarà il magistrato a valutare la eventuale loro sussistenza. Noi ci limitamo a prendere atto di una situazione anomala. La lettura dei contatori effettuata non il 31 dicembre, ma in date successive provoca l'allungamento dei tempi contrattuali dell'anno precedente, e il calcolo dei consumi sulla aliquota massima già raggiunta invece che, come prevede il contratto, l'avvio di una nuova progressione tariffaria. Per fare un esempio, e immaginando che nel corso dei 12 mesi un utente abbia consumato 250 metri cubi, il riavvio del conteggio porterebbe ad una fatturazione a 26 centesimi a metro cubo; la mancata lettura del contatore comporta il pagamento dell'acqua a un euro e 90 centesimi, come se questa fosse stata consumata nell'anno precedente. Ovviamente tutto sarebbe regolare se Abbanoa dimostrasse, ma sono nmerose le testimonianze diverse dei cittadini - che nella giornata del 31 dicembre 2006, e neanche un giorno successivo, è riuscita, a Carbonia, ad effettuare le diecimila letture dei contatori esistenti. Ma potrei allargare il discorso all'intera Sardegna, visto che in tutta l'isola le letture dichiarate reali sono datate 31 dicembre 2006. Se così non fosse non si potrebbe, parlare, ovviamente, di consumi reali nè di regolarità nella fatturazione". Quello messo in piedi da Porcu e Masciarelli è, a tutti gli effetti una sorta di patronato. Considerato che la possibilità di effettuare una sorta di "Class action" è stata rinviata al prossimo anno, a questo punto l'esposto collettivo, e che non costerà una sola lira ai cittadini sarà presentato a nome di tutti gli utenti che depositeranno la bolletta da contestare o direttamente nello studio del legale o nelle mani di Mario Porcu o Sandro Masciarelli. Il seguito potrebbe avere risvolti anche inimmaginabili. Perchè se il magistrato dovesse riscontrare illegittimità di carattere penale nei comportamenti di Abbanoa, potrebbe procedere d'ufficio, vista anche la diffusione sull'intero territorio regionale. Che il problema sia diffuso e sempre identico lo dimostra il caso Sedini. Qui gli abitanti hanno effettuato personalmente la lettura e pagato il dovuto. (g.f.n.).

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LIVORNO LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

AGENDA LIVORNO pag. 6 ? LIVORNO ? LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto ... ? LIVORNO ? LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto a 61 anni per un male incurabile Paolo Francesconi (nella foto), artista eclettico e originale. Amato a Livorno, ma apprezzato anche fuori dal circuito locale, Francesconi ha avuto un percorso artistico alle spalle di notevole livello culturale. Dal recupero dell'oggetto all'analisi dell'uomo in un crescendo costante di indagine introspettiva e del mondo circostante. Strumenti nobili quei materiali poveri, quotidiani, di per sé già pregni di una storia vissuta. E nello stesso tempo, ancora più pronti ed efficaci di una tela a raccontare il vissuto. Una parabola artistica ? è del 1974 la sua prima personale ?, che si è continuamente espressa attraverso significative azioni, installazioni, performances. Nel 1986 è co-fondatore del Collettivo "Il Dado", attivo fino al 1996. E poi mostre collettive e personali, collaborazioni con strutture psichiatriche, partecipazione a laboratori. Il tutto vissuto nella convinzione, come sosteneva, che "non è tanto l'invenzione ciò che conta, ma il punto da cui una persona è partita a raccontare e raccontarsi, senza approssimazione, qualunquismo e superficialità". Il 12 luglio al Centro Cirri di arte contemporanea di Pontedera una sua personale per ricordarlo. In città alla Galleria Giraldi, con cui collaborava dal 1997, è possibile ammirare alcune sue opere.

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Emergenza casa, Action occupa l'assessorato (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Stai consultando l'edizione del Emergenza casa, Action occupa l'assessorato Luciana Cimino Sono tornati a occupare i militanti del Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Circa 500 persone in sofferenza abitativa hanno presidiato ieri mattina l'assessorato alla casa del Comune, sul Lungo Tevere dei Cenci. "L'assessore Antoniozzi ha idee scellerate - spiega il movimento -dopo le roboanti dichiarazioni fatte in campagna elettorale siamo al punto di prima: il Campidoglio intende fare solo regali ai soliti noti costruttori e niente per le famiglie in difficoltà". In tarda mattinata i rappresentanti di Action, Blocco Precario metropolitano, Comitato Obiettivo Casa hanno incontrato Antoniozzi, dopo che lo stesso aveva fatto saltare l'incontro previsto per la settimana scorsa. Sul tavolo la piattaforma presentata dai movimenti in cui si chiede alla giunta di utilizzare parte dei finanziamenti in arrivo a settembre per dare impulso all'edilizia pubblica e di approntare immediatamente un piano antisfratto. Antoniozzi si è impegnato a portare in giunta l'articolo della delibera 110 del 2005 (il piano casa di Veltroni e Minnelli) che prevede l'istituzione di un Ceat, centro emergenza abitativa temporanea, in ogni municipio. Una struttura di prima accoglienza per le famiglie sfrattate. "Lo aspettiamo al varco - dice Giulia, del coordinamento - l'interlocuzione è appena aperta".

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Fabrizio Finamore In più di (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

Stampa Fabrizio Finamore In più di ... Fabrizio Finamore In più di quattromila persone, ad aprile al Palalottomatica, avevano assistito al suo ultimo show dal vivo nella Capitale, ma ora Max Giusti vuole riprovarci. Sarà lui infatti il mattatore dello show previsto stasera allo Stadio della Pallacorda al Foro Italico. Nostalgia dei suoi tanti spettacoli live? "Un po', una volta a Roma mi esibivo tutte le sere con il cabaret, ora sono quasi dieci anni che non faccio più quel tipo di vita, diciamo che il contatto con il pubblico mi manca anche se l'affetto della gente c'è sempre. Quando giriamo "Distretto di polizia", ad esempio, il set è sempre pieno di gente che mi assale". Che tipo di show ha in programma questa volta? "Ho pensato a un tipico spettacolo estivo in attesa del nuovo show che andrà in scena a febbraio al teatro Olimpico. Strutturalmente rappresenta un po' il meglio dei miei spettacoli del passato. E poi ci saranno le mie consuete riflessioni sull'attualità". Ad esempio? class="hilite">"Parlerò di Berlusconi, della class="term">class class="term">action e dell'espansione immobiliare nelle grandi città. A Roma ad esempio stanno sorgendo questi megaquartieri con tanti abitanti mentre le strade rimangono sempre le stesse e così ci troviamo migliaia di macchine sempre sulle stesse strade consolari. E poi dove sono finite le case popolari? Oggi ci sono giovani coppie che, con enormi sacrifici, comprano per 300 mila euro una casa dove anche sulla piantina c'è disegnato un letto a una piazza singola. Insomma cercherò di commentare alla mia maniera quello che succede oggi nel nostro Paese". Un Max Giusti meno vicino al cabarettista di un tempo è più sui toni di Grillo dunque? "Non direi, la mia denuncia è sempre volta a puri fini comici, io posso anche dire alcune cose ma solo quando da queste riesco poi a ottenere una risata; mi esprimo ridendo come fa il giullare e niente di più, altrimenti mi candiderei in politica ma non è il mio obiettivo". è comunque un Max Giusti diverso, più consapevole? "A 40 anni ti viene voglia di dire certe cose come libero cittadino che non si sente debitore di nessuno. Del resto quello che ho ottenuto nella vita l'ho ottenuto da solo, non ho correnti di partito che mi hanno appoggiato, sono sempre stato indipendente e questa è stata la mia fortuna. Oggi la forza me la dà solo il pubblico e anche nel futuro sarò libero di esprimermi finché la gente continuerà a seguirmi". Oltre all'attualità tornerà a proporre anche il meglio del suo repertorio? "Sì farò un po' il meglio del meglio, confesso che ho in mente una scaletta anche molto ricca ma poi in base all'umore del pubblico improvviserò e andrò anche a braccio". E i suoi personaggi? "Li farò più o meno tutti cercando di soddisfare le varie richieste provenienti dal pubblico. Ma ci divertiremo anche dal punto di vista musicale con la band che mi accompagnerà sul palco". L'attende un'estate all'insegna degli spettacoli live? "Sì, abbiamo in programma molte date in giro per l'Italia, poi il nuovo spettacolo all'Olimpico da febbraio". E la tv? "Rifarò "Distretto di polizia", "Quelli che il calcio" e forse un nuovo programma su Raidue".

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Caso Italfidi, lo Stato confisca centomila euro (sezione: Class action)

( da "Corriere del Veneto" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO2A - data: 2008-07-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Caso Italfidi, lo Stato confisca centomila euro Class action in ritardo, clienti penalizzati Lo spostamento in avanti dell'applicazione della nuova legge per le azioni collettive ritarda i risarcimenti ROVIGO – Sono stati confiscati dallo Stato i circa centomila euro ritrovati nei conti correnti di Italfidi, la srl di intermediazione finanziaria finita al centro di una grossa inchiesta, conclusasi l'altro ieri con il patteggiamento di quattro indagati davanti al giudice. Nove anni complessivi la pena concordata, per le pesanti accuse di associazione a delinquere e truffa continuata e aggravata. E sul fronte risarcimenti, secondo quanto spiegato dalla Procura rodigina, lo slittamento al prossimo gennaio dell'entrata in vigore della legge sulla cosiddetta class action avrebbe reso indisponibile alle migliaia di vittime questa cifra, per altro ben inferiore ai circa 4 milioni di euro ventilati dagli inquirenti come provento dell'attività illecita di Italfidi. Intanto da fine aprile è calato il sipario sulla Srl intesa come soggetto imprenditoriale, perché è stata posta in liquidazione a seguito dell'ultima assemblea dei soci. Le indagini della squadra mobile sulla società, condotte dalla squadra mobile di Rovigo, hanno individuato ben presto il modo di agire reputato truffaldino. Intanto garantirsi altissima visibilità in Internet, versando a Google 7.000 euro mensili per essere sempre ai primi posti nel motore di ricerca più utilizzato al mondo quando si digitano parole come finanziamenti. Poi accogliere tutte le richieste dei clienti, via mail o telefono, dicendo loro invariabilmente "La vostra pratica è stata accolta". A quel punto prendeva corpo la trappola vera e propria. "Inviateci un bollettino postale con 252 euro per l'avvio dell'incartamento ". Il malcapitato provvedeva, e poi non sapeva più nulla e non vedeva un cent. Una volta finito agli arresti domiciliari a fine dello scorso gennaio e quindi sentito dal Gup, nel difendersi dalle accuse il rodigino Gianni Romani aveva dato la sua versione sull'accaduto. Sul fatto che la società di viale Umberto I prometteva l'avvio di pratiche anche a persone gravate da protesti se non indigenti, il rodigino aveva spiegato che la società non aveva accesso la cosiddetta "centrale del rischio " della Banca d'Italia e non poteva conoscere la posizione patrimoniale dei richiedenti. Romani avrebbe poi tenuto a precisare che la Srl mediava per i finanziamenti e non li erogava direttamente. Le pratiche ricevute, secondo il 49enne, sono state tutte inoltrate alle 13 finanziarie con cui Italfidi aveva rapporti. Sarebbero state queste ultime, quindi, a non dar continuità alle richieste. Antonio Andreotti Raggiro Lo stabile in cui aveva sede Italfidi, ora in liquidazione.

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La truffa dei formaggi guasti chiuse le indagini a Cremona (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 04-07-2008)

Argomenti: Class Action

CREMONA - Sono state chiuse le indagini su un giro di latticini scaduti e avariati che venivano riciclati e rivenduti a industrie casearie italiane e straniere. Formaggi che finivano poi sugli scaffali dei supermercati anziché all'alimentazione animale, loro destinazione naturale. L'inchiesta - rivelata da Repubblica - è iniziata per caso quasi due anni fa con il fermo di un camion a Castelleone (Cremona), da parte della Guardia di finanza di Cremona. Le Fiamme gialle furono insospettite dal forte odore che usciva dal portellone del mezzo. Nel corso dell'ispezione furono scoperti latticini in avanzato stato di decomposizione, con morsi di roditori e scarafaggi. Da lì i finanzieri passarono a Casalbuttano, alla Tra.De.L., la ditta dove il camion doveva lasciare i latticini scaduti che una volta rigenerati dovevano essere destinati alla zootecnia. Nel corso dell'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Cremona Francesco Messina, e ora conclusa, è stato arrestato Luciano Bosio, responsabile della Tra.De.L. Le manette sono scattate anche ai polsi di Domenico Russo, di 46 anni, originario di Partinico (Palermo) e residente a Oleggio (Novara) titolare della Tra.De.L. e della Megal di Vicolungo (Novara), presunto capofila della truffa. E' stato arrestato anche il responsabile di un terzo stabilimento situato a Massazza (Biella) e con una filiale in Germania del quale ancora non si conosce il nome. Tutti accusati di frode alimentare e truffa aggravata. Nelle tre fabbriche i latticini scaduti venivano mescolati con prodotti freschi, rigenerati e immessi nel circuito commerciale. Venivano recuperate soprattutto mozzarelle scadute. Decine di persone a vario titolo coinvolte nell'inchiesta sono state indagate: fra queste, tre funzionari dell'Azienda sanitaria locale di Cremona. Si tratta di tre veterinari, il direttore Riccardo Crotti e due suoi collaboratori, che vennero sospesi per abuso di ufficio, omessa vigilanza e ispezioni preannunciate. L'inchiesta si è avvalsa anche delle intercettazioni dalle quali risultava che le persone implicate erano perfettamente consapevoli del fatto che i formaggi riciclati venivano destinati all'alimentazione umana e venduti con marchi commerciali anche famosi. La Galbani, in una nota, precisa intanto di essere "completamente estranea ai reati contestati a Tra.De.L" e che "i prodotti Galbani non contengono in alcun modo ingredienti acquistati da Tra.De.L Srl o da altre società ad essa collegate". La Galbani e le altre società del gruppo, aggiunge la nota, "garantiscono, da oltre un secolo, l'elevato standard qualitativo dei propri prodotti". Il sottosegretario Francesca Martini ha chiesto oggi ai servizi regionali di Lombardia e Piemonte di acquisire informazioni in merito al possibile rischio per i consumatori. La direzione generale della sicurezza alimentare e nutrizione del ministero della Salute ha "prontamente informato la commissione e gli altri stati membri dell'Unione europea sulla vicenda - aggiunge la nota - rappresentando che l'indagine è partita dai controlli ufficiali del nostro paese e che le informazioni presenti sulla stampa, ancorché con talune imprecisioni, dimostrano il grado di attenzione sulla qualità e sicurezza dei prodotti italiani". Sulla questione è intervenuta anche la Coldiretti. Bisogna chiudere con decisione le porte a tutti i tentativi di frode e sofisticazione - dice l'organizzazione - per difendere il Made in Italy alimentare da episodi criminosi che mettono a rischio la salute dei cittadini e provocano la chiusura delle stalle italiane. La Coldiretti, inoltre, chiede tolleranza zero e commenta positivamente l'operazione della Gdf di Cremona. "I prodotti in commercio sono sicuri" afferma Assolatte. "L'azienda incriminata era sotto inchiesta da molto tempo, i prodotti sono stati posti sotto sequestro due anni fa e lo stabilimento è stato definitivamente chiuso nel giugno del 2007. Le imprese del sistema Assolatte - prosegue l'Associazione di settore - rappresentano il fior fiore del made in Italy nel mondo e investono milioni di euro ogni anno per garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti lattiero caseari in commercio.". L'class="hilite">associazione Altroconsumo si costituirà parte civile nei procedimenti penali aperti verso i responsabili delle adulterazioni. Altroconsumo, inoltre, verificherà la possibilità di avviare una class="term">class class="term">action contro le imprese della provincia di Cremona e tutti i responsabili indicati negli esiti delle indagini della Guardia di Finanza. (4 luglio 2008.

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