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degli articoli
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Articoli
Class action (30)
Sezione principale:
Class action
Giovannelli mostra i muscoli e va all'assalto (
da "Nuova Sardegna, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Valuteremo volta per volta le azioni. Non siamo una nuova
maggioranza. Noi faremo la nostra parte di opposizione. Nessun tipo di inciucio".
Tagliente Rino Piccinu. "A un anno dalle elezioni si vedono spaccature
profonde su interessi privati rispetto a quelli collettivi - afferma Picinnu -.
Di PAOLA SAVIOTTI MONTEVARCHI L'AMMINISTRAZIONE comunale (
da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: a tollerare la mancanza di qualsiasi azione attrattiva, a
spendere soldi? Semplice: perché in quelle sedi, si offre una proposta
collettiva, forte e coordinata. Dentro ci sono imprese che, oltre all'affitto
(salato!), pagano anche una quota per la gestione del complesso e per la
pubblicità della struttura.
La Regione Piemonte: via i privati dalla Amos (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Non ci sono segnali di una reazione collettiva dei
privati, ma se questa arrivasse le soluzioni non sarebbero molte: "In
assenza di accordo saremo obbligati a mettere in liquidazione la società",
avverte il presidente di Amos. Per parte loro, gli azionisti pubblici erano e
restano convinti della bontà dell'esperimento.
Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta.
La Sapienza e il rito dell'intolleranza (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza
di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta.
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta.
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo ( da "Giornale.it, Il"
del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta.
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta.
Una class action contro Steve Jobs e il board di Apple (
da "Vnunet.it" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Una class action contro Steve Jobs e il board di Apple, è stata
depositata alla corte distrettuale di San Josè. Lo riferisce InformationWeek.
Lo scorso settembre il CEO di Apple, Steve Jobs era stato chiamato dalla
Securities and Exchange Commission (l'agenzia governativa US deputata al
controllo delle attività finanziarie di borsa)
Manovra d'estate 2008: la tabella delle novità (
da "AltaLex" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Decreto Legge 112/2008 Class Action Entrata in vigore
prorogata dal 29 giugno 2008 al 1° gennaio 2009. Art. 36, Decreto Legge
112/2008 Contanti e assegni Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il
trasferimento in contanti e per gli assegni non trasferibili. Art. 32, Decreto
Legge 112/2008 Editoria Un regolamento di delegificazione,
Aria nuova, autunno caldo (
da "AprileOnline.info" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: da gennaio entrerà in vigore la "class action",
dando la possibilità ai cittadini di giudicare un dirigente della PA che non
compie il proprio dovere". Il ministro inoltre ribadisce che, attualmente,
non si parla di nessun taglio al personale. Podda -Carlo Podda, segretario
della Funzione Pubblica Cgil, non perde tempo e ribatte.
CLASS ACTION. Al via tavolo di lavoro Associazioni
consumatori-MSE ( da "HelpConsumatori"
del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si
trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia
necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA
SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice,
di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.
IMPERIA Si vivacizza il dibattito sulle proposte per ridare
lustro a un quartiere dove si chiedon (
da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: E si mettono anche in atto le azioni repressive previste
dalle norme. Il problema è che ci sono carenze normative. Le sanzioni sono
blande e di efficacia ridotta. Organici insufficienti? Ovviamente se si deve
concentrare l'azione in piazza Doria, il personale viene distolto da altre
parti, e viceversa.
Manovra finanziaria, il testo del ddl (
da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Altre modalità di conciliazione previste dalla contrattazione
collettiva.) 1. La conciliazione, nelle materie di cui all'articolo 409 e
all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165, può essere svolta
altresì presso le sedi previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle
associazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Aiuti alla pesca, non serve il via libera Ue (
da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e
della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le
piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali;
progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni;
L'attacco di Bersani: sotto le chiacchiere, niente Pensioni
e cuneo fiscale: nostre le uniche misure anticrisi. Almeno dicano grazie (
da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: siete voi che sospendete la class action". Poi,
l'affondo: "la speculazione si combatte con strumenti precisi, non con le
parole". Sulla speculazione Tremonti reagisce male. "Voi non avete
capito la globalizzazione , il vostro limite culturale è non capire gli effetti
negativi e la macelleria che ci sta tornando indietro.
Derivati, palazzo marino si costituirà parte civile -
rodolfo sala ( da "Repubblica, La"
del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: vicino i procedimenti previsti dalla legge sulla class
action, che entrerà però in vigore solo nel gennaio del 2009. Lo schema allo
studio dei legali del Pd consentirebbe tuttavia di superare il problema del
vuoto normativo. E anche questo è un modo per spingere il sindaco ad
abbandonare gli indugi: "Su questa vicenda - dice Davide Corritore - la
Moratti ha perso del tempo prezioso:
Apple ancora nei guai per le stock option (
da "KataWeb News" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: it - 0 commenti Una nuova class action riporta in primo
piano l'intricata vicenda delle stock option che da alcuni anni interessa parte
dei top manager di Apple. La causa potrebbe portare a inattesi sviluppi, mentre
si attende ancora l'esito dei procedimenti in corso Leggi la notizia completa
Commenta la notizia.
Derivati, il Comune rilancia: in tribunale contro le banche (
da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Per ovvi motivi non sarà un class action: "Noi -
attacca il consigliere Pd, Davide Corritore - con l'azione legale-popolare
vogliamo far risparmiare ai milanesi 300 milioni di euro di sofferenze
economiche provocate dalle scelte finanziarie scellerate di questi anni. Ma
vogliamo anche un'operazione di verità sulle responsabilità di chi ha provocato
questi danni.
Milano, dal medico 3 ore e mezza di attesa per avere la
ricetta: Codacons denuncia il Servizio Sanitario Nazionale (
da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: pilota in attesa di preparare una class action che metta
insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio
turno. Sì invitano pertanto i consumatori a segnalare il loro caso allo
02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura
della Repubblica di Milano perché accerti se esistono profili penalmente
rilevanti quali ad esempio l'
Class action, al via tavolo di lavoro Consumatori-MSE (
da "HelpConsumatori" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sentenza collettiva" a tutti i soggetti che si
trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia
necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA
SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al Giudice,
di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.
SANITA': OLTRE 3 ORE ATTESA DA MEDICO FAMIGLIA, CODACONS FA
CAUSA A SSN ( da "ADN Kronos"
del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: in attesa di preparare una class action che metta insieme
tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il proprio turno. Chi
volesse, può segnalare la propria 'disavventura' allo 02/29408196. Il Codacons
ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di
Milano, perché "accerti se esistono profili penalmente rilevanti quali ad
esempio l'
Pesca: via libera di Bruxelles per gli aiuti di stato (
da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e
della fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le
piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali;
progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni;
Bastava il confronto con le parti sociali (
da "Corriere delle Alpi" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: previste da un contratto collettivo. Suggerisco, in
ottemperanza al motto "tolleranza zero", di vietare le libertà di
riunione, di associazione e di contrattazione, tornando all'uso delle regie
cariche di cavalleria nei confronti dei lavoratori manifestanti. Non vanti, il
Sindaco, la mancanza dei "privilegi" derivanti dalla contrattazione
collettiva in favore dei liberi professionisti:
Bollette abbanoa, pronta l'azione legale (
da "Nuova Sardegna, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: a questo punto l'esposto collettivo, e che non costerà una
sola lira ai cittadini sarà presentato a nome di tutti gli utenti che
depositeranno la bolletta da contestare o direttamente nello studio del legale
o nelle mani di Mario Porcu o Sandro Masciarelli. Il seguito potrebbe avere
risvolti anche inimmaginabili.
LIVORNO LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto (
da "Nazione, La (Livorno)" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: che si è continuamente espressa attraverso significative
azioni, installazioni, performances. Nel 1986 è co-fondatore del Collettivo
"Il Dado", attivo fino al 1996. E poi mostre collettive e personali,
collaborazioni con strutture psichiatriche, partecipazione a laboratori. Il
tutto vissuto nella convinzione, come sosteneva, che "non è tanto
l'invenzione ciò che conta,
Emergenza casa, Action occupa l'assessorato (
da "Unita, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Stai consultando l'edizione del Emergenza casa, Action
occupa l'assessorato Luciana Cimino Sono tornati a occupare i militanti del
Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Circa 500 persone in sofferenza
abitativa hanno presidiato ieri mattina l'assessorato alla casa del Comune, sul
Lungo Tevere dei Cenci.
Fabrizio Finamore In più di (
da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: "Parlerò di Berlusconi, della class action e
dell'espansione immobiliare nelle grandi città. A Roma ad esempio stanno
sorgendo questi megaquartieri con tanti abitanti mentre le strade rimangono
sempre le stesse e così ci troviamo migliaia di macchine sempre sulle stesse
strade consolari.
Caso Italfidi, lo Stato confisca centomila euro (
da "Corriere del Veneto" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: applicazione della nuova legge per le azioni collettive
ritarda i risarcimenti ROVIGO – Sono stati confiscati dallo Stato i circa
centomila euro ritrovati nei conti correnti di Italfidi, la srl di
intermediazione finanziaria finita al centro di una grossa inchiesta,
conclusasi l'altro ieri con il patteggiamento di quattro indagati davanti al
giudice.
La truffa dei formaggi guasti chiuse le indagini a Cremona (
da "Repubblica.it" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: associazione Altroconsumo si costituirà parte civile nei
procedimenti penali aperti verso i responsabili delle adulterazioni.
Altroconsumo, inoltre, verificherà la possibilità di avviare una class action
contro le imprese della provincia di Cremona e tutti i responsabili indicati
negli esiti delle indagini della Guardia di Finanza. (4 luglio 2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Di Luca
Rojch Giovannelli mostra i muscoli e va all'assalto Giornata di colloqui, solo
oggi deciderà se ritirare le deleghe ai consiglieri ribelli I rappresentanti
dell'opposizione: "Per Olbia pronti ad aiutare il sindaco, ma non esiste
più una maggioranza" OLBIA. Pipa, superattack e tanta pazienza. Gianni
Giovannelli rimette insieme i cocci della sua maggioranza. Una giornata di
stand-by, di colloqui convulsi tra i Giovannelli boys, i fedelissimi del primo
cittadino, dopo lo tsunami che ha squassato il centro destra per dare un senso
alla crisi fratricida. A mezzogiorno la maggior parte della maggioranza si
chiude in conclave dentro la stanza del sindaco. Una riunione fiume per fare il
punto su questa storia fatta di amori, pochi, e infedeltà, tante. Cuori azzurri
infranti. Il tradimento mette a dura prova la flemma di Giovannelli, uno per
cui l'ira è roba da plebei. Ma per tutto il giorno il sindaco accarezza l'idea
diabolica di ritirare le deleghe ai consiglieri che hanno disertato l'aula. Una
vendetta fredda, o forse solo una reazione a catena della guerra nucleare sotto
la cappa plumbea che ha coperto l'orizzonte degli azzurri. La casbah delle
libertà ha chiuso. Giovannelli, vittima del fuoco amico, non ammorbidisce i
toni. 12 ore non hanno fatto decantare la sera all'adrenalina. La notte porta
scompiglio. "Chi non si è presentato in aula per approvare il bilancio è
venuto meno alla fiducia che il sindaco gli ha dato - spiega Giovannelli -. C'è
stata una mancanza di sincerità nei comportamenti. I consiglieri che hanno
ricevuto le deleghe non possono più parlare a nome della giunta. è chiaro che
sulla loro posizione è indispensabile riflettere. Voglio che tutti insieme
prendiamo una decisione sulle deleghe". A rischio ci sono il consigliere
Gianfranco Bardanzellu, che ha la delega sull'immigrazione, Gigi Carbini, nelle
sue mani il caso Meridiana. Poi ci sono le poltrone pregiate del Cines. A
rischio revoca ci sono Giampiero Palitta, Pietro Carzedda ed Erminio Sirianni.
Ma prima di questa mattina nessuna revoca. "Serve un forte confronto -
continua Giovannelli - della maggioranza con questo gruppo minoritario. Ma è
difficile il dialogo con chi dopo un mese ha cominciato a lamentarsi. Non credo
loro possano avanzare grandi motivazioni per un presunto disagio, in modo
particolare dopo un mese di governo, come è accaduto". Nel muro contro
muro Erminio Sirianni ha scelto una posizione di equidistanza. Con una nota
precisa di non avere condiviso la scelta del Pdl e il metodo usato. è stato
lasciato libero dal partito. "Ho deciso di agire secondo coscienza -
spiega Sirianni - Dopo una notte di riflessione ho deciso di non partecipare
alla riunione di nessuno dei due gruppi". Il gruppo del Pdl viene travolto
dall'effetto Lippi. Complici gli Europei si tuffano nel gergo calcistico e
meglio dell'Italia di Bearzot dell'82 scelgono il silenzio stampa. Campo libero
alla minoranza. "Dobbiamo pensare a noi stessi - spiega Carlo Careddu, Pd
-, non possiamo ignorare quello che è accaduto, né che Giovannelli non ha più
una maggioranza. Non diventeremo organici alla maggioranza. Quando riterremo
che l'azione della giunta andrà verso il bene della città la appoggeremo".
Sulla stessa linea Marco Varrucciu, Pd. "In aula abbiamo fatto una scelta
di responsabilità - afferma Varrucciu -. Non appoggiamo colpi di mano. Valuteremo volta per volta le azioni. Non siamo una nuova
maggioranza. Noi faremo la nostra parte di opposizione. Nessun tipo di
inciucio". Tagliente Rino Piccinu. "A un anno dalle elezioni si
vedono spaccature profonde su interessi privati rispetto a quelli collettivi -
afferma Picinnu -. Come minoranza per l'interesse collettivo diamo il
numero legale a questa mezza maggioranza. Ma noi siamo l'opposizione". I
numeri dànno ragione al sindaco. Ai 26 della maggioranza vanno tolti i 12
ribelli. Restano 14 uomini contro i 13 della minoranza. Ma la matematica della
politica è qualcosa di diverso dall'aritmetica. Giovannelli ne è consapevole.
"La via di uscita passa attraverso il confronto con chi ha disertato
l'aula - dice -. Un chiarimento profondo può essere fatto con almeno una parte
di loro". Giovannelli cerca di tenere una porta aperta a Settimo Nizzi.
"Con lui non ho parlato. Non voglio fare il processo alle intenzioni, ma
mi aspetto una telefonata - conclude -. Nizzi si è preoccupato di chiamare
Pizzadili siglio per ricordare che era fuori Olbia".
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( da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
VALDARNO
pag. 10 di PAOLA SAVIOTTI ? MONTEVARCHI ? L'AMMINISTRAZIONE comunale... di
PAOLA SAVIOTTI ? MONTEVARCHI ? L'AMMINISTRAZIONE comunale deve fare la sua
parte: garantire interventi per facilitare il recupero degli immobili, per
mettere a disposizione degli utenti i parcheggi, per garantire un adeguato
decoro?. Ma il resto lo devono fare gli operatori economici che, pur
attraversando un momento difficile per ragioni strutturali e contingenti, non
possono non assumersi le loro responsabilità. Imputare a sindaco e assessori la
diminuzione delle vendite insomma non è giusto. Questo il pensiero di Moreno
Grassi, assessore al centro storico, che non ha usato mezze misure nel corso
dell'incontro sul futuro della city, organizzato dal Pd cittadino alla Bartolea,
e non ha lesinato richiami vivaci a chi si lamenta, ma poi si oppone a
qualsiasi azione volta a migliorare il look e la fruibilità della city.
"SI CHIEDONO spazi di sosta e tavolini all'aperto, ma poi ci si ribella
all'idea di una ztl più ampia. Si chiede decoro e poi si parcheggia sul
marciapiede, ritenendo di averne il diritto perché in situazione di urgenza? La
realtà è che tutti noi dobbiamo impegnarci a rispettare le regole e le
proprietà, nostre e altrui, se vogliamo migliorare la vivibilità di quest'area.
E aggiungo: la creazione di infrastrutture e le opportunità per le
ristrutturazioni degli immobili sono problemi dell'amministrazione. Il
marketing e la promozione lo sono solo in parte. Per il resto devono vedere
protagonisti attivi i commercianti e gli esercenti. Ogni giorno raccolgo
lamentele sul centro commerciale naturale che non funziona". UN FIUME in
piena l'assessore Grassi: "Vi siete mai chiesti perché quelli artificiali
viaggiano a gonfie vele. Perché lì i visitatori sono disposti a lasciare la
macchina al parcheggio e a percorrere ampi tratti di strada a piedi per
arrivare ai negozi, a tollerare la mancanza di qualsiasi
azione attrattiva, a spendere soldi? Semplice: perché in quelle sedi, si offre
una proposta collettiva,
forte e coordinata. Dentro ci sono imprese che, oltre all'affitto (salato!),
pagano anche una quota per la gestione del complesso e per la pubblicità della
struttura. Ma siete davvero convinti che Montevarchi sia più brutta dei
numerosi obbrobri di cartongesso che spuntano alle periferie delle città? Io
credo di no". ED ECCOCI al cuore della proposta dell'assessore che in
pratica chiama a raccolta il commergio sopingendolo verso un'"union
sacrée" con l'amministrazione in vista di uno sviluppo della città e del
suo centro storico, con un ritorno importante per tutti i soggetti interessati.
"Ritengo ? dice infatti Moreno Grassi ? che anche nel cuore di Montevarchi
si possa riunire la proposta frazionata di duecentoventisei operatori in una
proposta collettiva. Per farlo basta volerlo, mettere
a disposizione le risorse: stabilita la cifra (49 per cento i privati, 51 l'amministrazione), si
incarica un professionista e si studia un progetto efficace e spendibile sul
mercato. Noi non possiamo costruire il centro commerciale naturale, ma
possiamo, dobbiamo e vogliamo promuovere politiche serie". E' l'unica
strada, secondo l'assessore, per far decollare in modo organico il centro
cittadino, offrendo un prodotto uniforme e in linea con le richieste del
mercato.
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( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Nord-Ovest
sezione: ISTITUZIONI data: 2008-07-02 - pag: 11 autore: I servizi per Asl e Aso
soltanto a società con capitale pubblico La Regione Piemonte: via i privati
dalla Amos Il Piemonte dà lo sfratto ai soci privati di Amos ( Azienda
multiservizi ospedali e sanità) nata nell'ottobre 2004 in seno alle Asl e Aso
del Cuneese, per estendere successivamente l'attività fino all'Astigiano.Entro
il 31 agosto dovranno uscire dalla compagine i sette azionisti che detengono
complessivamente il 30% del capitale sociale. Lo ha stabilito l'assessore
regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, confermando una decisione anticipata
con la Dgr n. 59-792 del 21 dicembre scorso. La necessità del riassetto
societario, spiegano alla Regione, nasce dal mutato quadro normativo e giurisprudenziale
che ammette l'affidamento diretto dei servizi solo alle societàa capitale
interamente pubblico. "Obbediamo alla Regione e ci prepariamo a liquidare
i soci privati ", fa sapere dalla sede di Cuneo il presidente e
amministratore delegato di Amos, Giovanni Olivero. In attesa della perizia che
dovrà stabilire il valore della società, l'a.d. ha appena incassato una buona
plusvalenza dalla vendita di Amg (società controllata al 100% da Amos, in cui
sono confluite le attività di lavanderia industriale). "Era stata
acquistata un anno fa per la cifra di 1,2 milioni ed è stata rivenduta per 3 a due big del settore in
Italia,che hanno presentato un'offerta comune – spiega Olivero – Con questa
operazione la società dovrebbe essersi garantita le risorse necessarie a
liquidare i soci privati, che, al momento della costituzione, pagarono 4 euro
per ogni singola azione, il quadruplo della cifra spesa dagli azionisti
pubblici". Per ora dal fronte privato non arrivano segnali di guerra,
anche se qualcuno ha mal digerito lo stop della Regione. è il caso di Stefano
Bongiovanni, amministratore unico di Fincos Finanziaria con sede a Mondovì
(Gruppo Con.i.cos, costruzioni): "Siamo entrati in Amos aderendo a un
bando europeo, e ora siamo accompagnati alla porta da una procedura a evidenza
pubblica che porta la firma della Regione. Ci eravamo proposti ad Amos come
partner per servizi di engineering e per la manutenzione del nuovo ospedale di
Mondovì, purtroppo la proposta è caduta nel vuoto. Ciònonostante siamo rammaricati
per la fine dell'esperimento: la società ha dimostrato di saper ben operare,
cosa che non è accaduta ad altre società miste attive sul territorio. Abbiamo
manifestato il nostro disagio nelle sedi opportune: ora aspettiamo la
valutazione del perito augurandoci che sia ragionevole. In caso contrario
decideremo il da farsi". Non ci sono segnali di una
reazione collettiva dei
privati, ma se questa arrivasse le soluzioni non sarebbero molte: "In
assenza di accordo saremo obbligati a mettere in liquidazione la società",
avverte il presidente di Amos. Per parte loro, gli azionisti pubblici erano e
restano convinti della bontà dell'esperimento. La pensa così Fulvio
Moirano, a suo tempo principale promotore della società mista, ora general
manager dell'Asl Cuneo 1, che controlla il 24% del capitale. Dello stesso
avviso pure Luigi Robino, direttore generale dell'Asl di Asti che nel 2006 ha acquisito il 18% di
Amose le ha affidato il servizio di assistenza domiciliare, precedentemente
gestito dai privati di Medicasa. La procedura, in realtà, è stata impugnata
davanti al Consiglio di Stato, costringendo l'Asl a bandire una gara d'appalto.
L'iter si sta concludendo in questi giorni: sul tavolo sono arrivate sei
offerte, compresa quella di Amos, che ad Asti gestisce pure i prelievi sul
territorio. La parte più consistente dell'attività ruota, tuttavia, attorno
all'ospedale Santa Croce di Cuneo, che si avvale di Amos per la gestione del
laboratorio analisi, del centro prelievi, dei servizi di radiodiagnostica,
anestesiologia, ecocardiografia, litotrissia. Alle Aso e Asl del Cuneese e di
Asti, la società fornisce, inoltre, servizi alberghieri (dalla ristorazione
all'accoglienza front-office), di supporto tecnico-logistico e amministrativo.
Difficile anticipare quale sarà il core business della futura società pubblica:
la Regione, per il momento, ha ribadito che dovrà limitarsi al "supporto
di attività cliniche ". Una posizione condivisa dalla Funzione Pubblica
della Cgil Piemonte che ha sempre contestato ad Amos l'applicazione del
contratto della sanità privata, ed ora, col segretario Rossano Gambino,chiede
l'assunzione diretta del personale "che lavora in modo del tutto integrato
nelle aziende pubbliche e secondo la loro propria organizzazione". Con 379
dipendenti diretti e 84 collaboratori (tra cui 43 medici e 24 in-fermieri), nel
2007 Amos ha prodotto attività per un valore di 17,8 milioni, il 34,6% in più
rispetto al precedente esercizio. L'utile netto, destinato a riserva legale, è
stato di centomila euro. Ro.Fav.
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion
politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di
proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter.
Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader
dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma
anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che
ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra
l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea
di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo
delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna
in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia
di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average:
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad:
Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote
Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere
quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO
C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante
dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il
dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino:
Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco,
Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier
ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e
le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
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rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft
degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra"
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto
in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria
digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del
17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera
(leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni
si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla
carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i
bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che
la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una
prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non
abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica".
Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha
una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter,
e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo.
Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) "
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41)
Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto
Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato
sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che
quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel
giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A
sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra
auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter,
Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato
della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E
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Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di
sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e
il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra"
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito
che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare
proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi
(che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio,
Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117
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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità,
azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la
scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di
maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la
strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è
deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al
caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni
di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed
rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i
panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft
veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero
intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche
perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie
dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi
che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) "
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quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel
giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A
sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra
auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter,
Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato
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del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto
in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria
digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del
17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera
(leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni
si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla
carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i
bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che
la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una
prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non
abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica".
Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha
una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter,
e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo.
Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) "
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quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel
giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A
sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra
auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter,
Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato
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la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa
il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte
un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia
"Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd
che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione
che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd
sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua
vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08
Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti
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20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione
più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso
mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd
lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a
dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo):
Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di
Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso
leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga
svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa
bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il
segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli
dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E
spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08
Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) "
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sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che
quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel
giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A
sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra
auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter,
Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato
della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E
Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
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Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte
un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra
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( da "Vnunet.it" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
02-07-2008
VNUnet.it Un'inchiesta interna aveva scagionato il Ceo di Apple dalle accuse su
frode in Borsa, ma la vicenda delle stock option retrodatate punta l'indice
verso i vertici aziendali In tempi di crolli di Borsa, a causa della crisi dei
mutui subprime e della stretta creditizia, si accavalla l'annosa vicenda del
backdating delle stock option (retrodatate). class="hilite">Una
class="term">class
class="term">action contro Steve Jobs e
il board di Apple, è stata depositata alla corte distrettuale di San Josè. Lo
riferisce InformationWeek. Lo scorso settembre il CEO di Apple, Steve Jobs era
stato chiamato dalla Securities and Exchange Commission (l'agenzia governativa
US deputata al controllo delle attività finanziarie di borsa) a testimoniare su
un caso di retrodatazione di stock option. Il caso è stato istruito lo scorso
24 aprile a carico dell'ex consulente legale di Apple Nancy Heinen. Secondo
l'accusa Heinen e Fred Anderson, ex Chief Financial Officer di Apple nel 2001
approvarono più di 20 milioni di dollari in stock option a favore loro, di Jobs
e di altri dirigenti. Un'inchiesta interna di Apple ha già scagionato Steve
Jobs. Il titolo di Apple perse il 14% all'epoca dell'ammissione dello scandalo
delle stock option retrodate. Leggi anche: Steve Jobs testimonia in tribunale
per frode in borsa Le stock option non fanno lo sgambetto a Steve Jobs ©
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( da "AltaLex" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
Tabella
27.06.2008 Stampa Pubblichiamo una tabella concernente le principali novità
introdotte dalla manovra economica d'estate, composta dal Decreto Legge 26
giugno 2008, n. 112 e dal Disegno di legge collegato. (Altalex, 27 giugno 2008)
MANOVRA D'ESTATE 2008: LA TABELLA DELLE NOVITA' Apprendistato Eliminato
l'obbligo di comunicazione delle assunzioni e la durata minima (la massima
resta a 6 anni) del contratto di apprendistato, che si applica anche al
dottorato di ricerca. Art. 23, Decreto Legge 112/2008 Carta d'identità Il
documento avrà validità per 10 anni. Art. 31, Decreto Legge 112/2008 Casa Piano
per alloggi da locare a canone convenzionato ed interventi di riqualificazione
urbana. Art. 11, class="hilite">Decreto
Legge 112/2008 Class Action Entrata in vigore prorogata dal 29 giugno 2008 al
1° gennaio 2009. Art. 36, Decreto Legge 112/2008 Contanti e assegni
Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il trasferimento in contanti e per gli
assegni non trasferibili. Art. 32, Decreto Legge 112/2008 Editoria Un
regolamento di delegificazione, da emanare entro 60 giorni, semplificherà le
procedure per l'erogazione dei contributi all'editoria. Art. 44, Decreto Legge
112/2008 Energia Entro sei mesi il Consiglio dei Ministri dovrà definire la
"Strategia energetica nazionale" con l'obiettivo di diversificare le
fonti di energia e le aree geografiche di approvvigionamento, migliorare la
competitività del sistema energetico nazionale, promuovere le fonti rinnovabili
di energia, aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore
energetico e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Art. 7, Decreto
Legge 112/2008 Enti pubblici Approvata la soppressione degli enti pubblici non
economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità e di altri enti
c.d. inutili. Art. 26, Decreto Legge 112/2008 Expo Milano 2015 Autorizzata la
spesa di 1486 milioni di euro, scaglionati nel periodo 2009-2015. Art. 14,
Decreto Legge 112/2008 IVA Sterilizzazione sugli aumenti petroliferi:
obbligatoria la diminuzione delle aliquote sui carburanti ad uso civile. Art.
9, Decreto Legge 112/2008 Nucleare E' prevista "la realizzazione nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare"
all'interno del piano strategio sull'energia nazionale che il Consiglio dei
Ministri dovrà varare entro 6 mesi. Art. 7, Decreto Legge 112/2008
Professionisti Eliminata la norma della Legge 248/2006 che prevedeva il pagamento
del compenso ai professionisti solo con assegni non trasferibili o bonifici o
altre modalità di pagamento bancario o postale o sistemi di pagamento
elettronico ed abolito il limite previsto per l'uso di denaro contante (500
euro dal 1° luglio 2008 e 100 euro dal 1° luglio 2009). Art. 32, Decreto Legge
112/2008 Redditi Abolizione dal 1° gennaio 2009 dei limiti di cumulo tra
pensione di anzianità e redditi di lavoro (autonomo e dipendente). Art. 19,
Decreto Legge 112/2008 Robin Tax Addizionale Ires del 5,5% "per i soggetti
che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi
superiore a 25 milioni di euro" e che operano in settori specifici:
ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; raffinazione petrolio,
produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli
lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; produzione
o commercializzazione di energia elettrica. Art. 81, commi 16, 17 e 18, Decreto
Legge 112/2008 Stock options Eliminate le agevolazioni sulle stock options, le
cui plusvalenze vengono equiparate al reddito da lavoro dipendente. Art. 82,
Decreto Legge 112/2008.
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( da "AprileOnline.info" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
E.S., 02
luglio 2008, 19:24 Governo-Sindacato Il ministro del Welfare Sacconi annuncia
che d'ora in poi la parola d'ordine sarà "cambiare", che in tema di
contratti vorrebbe dire valorizzazione del "secondo livello". E
mentre Brunetta promette tagli alla pubblica amministrazione, i sindacati
invocano incremento salariale e interventi fiscali. Cremaschi: "Il 23
luglio sarà la giornata del dissenso Cgil" La parola d'ordine è cambiare.
O almeno questa è l'opinione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che
parte tornando indietro nel tempo, gli anni della concertazione: "Gli
accordi del 1993 sono nati morti, e finalmente le parti sono intenzionate a
rinnovarli. La svolta deve essere radicale. Sacconi -Nel corso dell'audizione
alla Camera, Sacconi ha ricordato come il patto del 1993, arrivato dopo i
"grandi accordi" del1984 sulla scala mobile e del 1992 sulla
super-manovra da 90 mila miliardi di lire, ebbe invece come effetto salari
bassi e bassa produttività, creando in questo modo una fase definita
"apatica" dal titolare del Welfare, nella dinamica dei rapporti
capitale-lavoro. Secondo Sacconi ora ci troviamo però di fronte a una situazione
non più sostenibile, soprattutto se messa in relazione alla eccessiva
"burocratizzazione dei procedimenti". Quindi il passaggio
obbligatorio diventa quello "dall'apatia alla complicità". Passando
al quadro dell'indagine sulla contrattazione, avviata dalla commissione
presieduta da Stefano Saglia, Sacconi spiega che pur rimanendo il contratto
nazionale "una cornice importante", deve essere valorizzato il
secondo livello, vale a dire quello territoriale e aziendale.. Brunetta -Nel
corso della mattinata, era stato il ministro della Funzione pubblica Brunetta
ad accendere la miccia intorno ai temi economici, ocn particolare riferimento
ai salari. Rispondendo al segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, che
evidenziava come "confrontando i salari dei lavoratori pubblici italiani
con quelli europei emerge che quelli italiani guadagnano di meno, il ministro
aveva replicato affermando che "non si possono fare questi tipi di
raffronti, perché i raffronti a livello europeo a parità di moneta devono essere
fatti a parità di potere d'acquisto e a parità di produttività e di
regole". Poi Brunetta si lancia in un parallelo a dir poco infelice,
parlando di aumenti di stipendi nel corso degli ultimi quindici anni: "Gli
insegnanti italiani hanno una produttività mediamente più bassa, un orario di
lavoro diverso, rispetto agli insegnanti negli altri paesi europei. Proprio per
questo -aggiunge poi Brunetta- quello che mi interessa è dare, nel caso degli
insegnanti, alle famiglie e ai giovani la stessa qualità di istruzione e di
formazione che si dà in Europa. Attualmente non è così". Calcolando i
tagli a personale docente e non docente previsti dalla prossima finanziaria, e
benedetti dal ministro Mariastella Gelmini, forse in tema di insegnamento e
istruzione pubblica il problema dovrebbe essere affrontato da ben altri punti
di osservazione. Ad ogni modo Brunetta continua la sua analisi, e lancia una
proposta: "Sto elaborando una norma - per tagliare drasticamente, al
centro come in periferia, le consulenze inutili nella Pubblica Amministrazione.
In Italia le consulenze portano ad una spesa di oltre 4 miliardi ogni anno. Ho
intenzione di dimezzare i fondi a disposizione delle amministrazioni. Con un
budget limitato saranno selezionate solo le consulenze realmente necessarie".
Infine l'annuncio che "class="hilite">da
gennaio entrerà in vigore la "class="term">class class="term">action",
dando la possibilità ai cittadini di giudicare un dirigente della PA che non
compie il proprio dovere". Il ministro inoltre ribadisce che, attualmente,
non si parla di nessun taglio al personale. Podda -Carlo Podda, segretario
della Funzione Pubblica Cgil, non perde tempo e ribatte. Subito alle
dichiarazioni del ministro: "Se il quadro entro il quale il governo pensa
di muoversi è quello di identificare il lavoro pubblico con un esercito di
fannulloni e agire attraverso un decreto che, anziché puntare allo sviluppo,
decide di tagliare salari e stipendi e smantellare l'intervento pubblico per
favorire le privatizzazioni, proprio non ci siamo. Lo abbiamo già detto e lo
ribadiamo - prosegue il numero uno della Fp-Cgil - si può imboccare un'altra
strada, affermando indirizzi alternativi capaci di tutelare i lavoratori, far
ripartire lo sviluppo del paese, riformare la Pubblica amministrazione. è su
questi contenuti che chiediamo al governo di aprire il confronto con il
sindacato, abbandonando, una volta per tutte, posizioni inutili e
controproducenti". Poi un passaggio di avvertimento: "Il tempo della
ricerca del confronto, per quel che ci riguarda, sta per scadere, e ricadrà
sull'esecutivo la responsabilità di un conflitto difficile da sanare, Per
aprire un confronto costruttivo -conclude Podda- è necessario incrementare i
salari con l'intervento fiscale e la contrattazione nazionale, a partire dalla
fissazione di un indice inflativo che consenta di recuperare l'aumento del
costo della vita". Nerozzi -Un commento alle parole di Brunetta arriva
anche dal senatore Pd Paolo Nerozzi, già segretario confederale Cgil, che
ironizza su alcune affermazioni a proposito degli aumenti che negli ultimi
quindici anni avrebbero portato al raddoppio degli stipendi. "Una maestra
con 15 anni di anzianità che prende 1300 euro al mese, un infermiera o un
vigile del fuoco o un poliziotto che guadagnano più o meno quella stessa cifra,
leggendo le dichiarazioni del ministro Brunetta penseranno che fino ad oggi il
ministro è vissuto su Marte". Cremaschi - Per il segretario nazionale
della Fiom e leader di "Rete 28 aprile", Giorgio Cremaschi, "il
23 luglio (data a questo punto doppiamente simbolica, tornando a '93 e l'anno
scorso, n.d.r.) sarà la giornata del "dissenso Cgil", con
un'assemblea convocata da oltre 30 componenti del direttivo della Cgil in
difesa del contratto nazionale. L'accordo con Confindustria sul modello contrattuale
- ha aggiunto - è puramente impossibile a meno di un clamoroso cedimento di una
delle due parti. Il 23 luglio diremo che l'intesa è tecnicamente, oltre che
politicamente, impossibile. Per questo ragioniamo di un autunno che sarà di
conflitto". Draghi -E un po' a sorpresa, il governatore della Banca
d'Italia, Mario Draghi, nel corso dell'audizione in Parlamento per il Documento
di programmazione economica e finanziaria, sembra in qualche modo condividere
alcune delle preoccupazioni provenienti dalla rappresentanza del mondo lavoro:
"Gli interventi - ha spiegato ad esempio in un passaggio riferito
all'inasprimento dei limiti per il turn-over- appaiono sostenibili solo in
presenza di una incisiva riorganizzazione del lavoro pubblico, che ne innalzi
la produttività. L'introduzione di nuovi sistemi di valutazione del personale,
la valorizzazione del merito e la maggior responsabilizzazione dei dipendenti
pubblici che il governo intende perseguire con apposita legge delega, vanno in
questa direzione", afferma il governatore, che però si spinge a commentare
anche altro. "L'inasprimento del prelievo a carico delle banche -prosegue
nel suo ragionamento riferendosi evidentemente all'ormai già famigerata
"Robin Hood Tax"- potrebbe riflettersi sulle condizioni offerte ai
depositanti e ai prenditori di credito, e in minori risorse per gli
intermediari da accantonare a patrimonio". Ragionamento in linea con
quanto già riferito dalla Corte dei conti, secondo cui "è concreto il
rischio che il maggior prelievo possa essere traslato sui consumatori
attraverso un aumento dei prezzi praticati sui prodotti, o su altri soggetti
economici, con un effetto ad esempio sui salari reali dei lavoratori impiegati
nei settori colpiti". La coperta corta dei provvedimenti economici del
governo comincia a rivelarsi tale, malgrado l'afa che attanaglia il paese. In
attesa di un autunno verosimilmente piuttosto caldo.
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( da "HelpConsumatori" del 02-07-2008)
Argomenti: Class Action
News
CLASS ACTION. Al via tavolo di lavoro Associazioni consumatori-MSE 02/07/2008 -
21:22 "Abbiamo messo per iscritto le nostre proposte al Governo per
migliorare la class-action, adesso non ci sono scuse". E' quanto ha
dichiarato Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale
Consumatori, sottolineando l'impegno unitario delle associazioni di consumatori
in occasione del tavolo di lavoro che si è aperto questo pomeriggio presso il
Ministero dello Sviluppo Economico. "Abbiamo indicato 7 correttivi, in
modo molto circostanziato, ma soprattutto unitario: credo che sia un risultato
'storico' quello di aver sottoscritto tutti insieme una precisa lista di
richieste. Adesso - conclude Dona - la palla è nel campo dell'esecutivo che non
potrà giocare a nascondersi come ha fatto fino ad oggi". Ecco le richieste
delle associazioni di consumatori: LEGITTIMAZIONE PASSIVA. Richiesta:
estenderla a qualunque soggetto privato o pubblico (ivi compresa la Pubblica
amministrazione), nonché ai singoli. AMBITO DELL'AZIONE. Richiesta: estendere
l'ambito dell'azione a tutti gli illeciti di natura contrattuale "anche ai
sensi" degli articoli 1341 e 1342. ADESIONE DEI DANNEGGIATI. Richiesta:
ripristinare il sistema del cd. opt out, vale a dire l'estensione
dell'efficacia della "sentenza collettiva" a tutti i soggetti che
si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza che sia
necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA
SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al
Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.d.
filtro) quando è in corso un'istruttoria davanti ad un'Autorità indipendente.
NATURA DELLA SENTENZA. Richiesta: esplicitare che la sentenza pronunciata ha
natura di condanna. PROCEDURE DI COMPLETAMENTO. Richiesta: semplificare e
velocizzare il percorso per ottenere in capo ai singoli il risarcimento del
danno o la restituzione (attuando un sistema simile all'accertamento dello
stato passivo nelle procedure fallimentari o al rito previsto dal processo societario).
PUBBLICITÀ POST-FILTRO E SPESE. Richiesta: prevedere che il Giudice ponga costi
della pubblicità dell'azione a carico del convenuto (e non del proponente,
secondo l'attuale testo). Per le spese di lite si propone di: a) ammettere le
associazioni di consumatori al Patrocinio a spese dello Stato; b) prevedere
che, in caso di esito positivo, il giudice possa determinare gli onorari sulla
base dell'ammontare complessivo delle pretese dei consumatori aderenti, secondo
le tariffe professionali. Il documento è stato sottoscritto dalle seguenti
associazioni iscritte nel CNCU: Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa
Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori,
Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del
Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. DOC. Le proposte delle Assocciazioni
2008 - redattore: VC.
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( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
O solo
poche cose: poter passeggiare la sera senza tema di imbattersi in una rissa,
senza ferirsi calpestando il vetro di una bottiglia o essere circondato da
odori sgradevoli, o ancora senza essere molestati da un ubriaco. Sergio
Lanteri, assessore comunale alla Polizia municipale e presidente del Comitato
San Giovanni: "Come assessore plaudo all'ordinanza del sindaco che vieta
la vendita delle bibite in vetro dopo le otto di sera. Il fenomeno delle
bottiglie di birra abbandonate sui gradini della chiesa di San Giovanni è
praticamente scomparso. Come responsabile del Comitato, abbiamo avuto un occhio
di riguardo per tutto il centro, piazza Doria inclusa, in occasione dei
festeggiamenti per il santo patrono: durante tutta la festa non ci sono stati
episodi di vandalismo. E questo lo si deve al contributo delle forze
dell'ordine, compresi i vigili. Tutto sommato il rione mi sembra ben presidiato
ma certamente si può fare di più. Presto dovrebbe partire l'appalto per la
collocazione delle telecamere nella piazza, con le quali contiamo di aumentare
la sicurezza. Stiamo studiando i particolari con il collega Giuseppe Fossati,
mentre ho già parlato con l'altra collega Ardizzone per valutare la possibilità
di riaprire i bagni pubblici all'angolo". Il sindacato di polizia
interviene nel dibattito. Parla Maurizio Mamino, da poco eletto a capo della
segreteria provinciale del Siulp: "I controlli si fanno. E si mettono anche in atto le azioni repressive previste dalle
norme. Il problema è che ci sono carenze normative. Le sanzioni sono blande e
di efficacia ridotta. Organici insufficienti? Ovviamente se si deve concentrare
l'azione in piazza Doria, il personale viene distolto da altre parti, e
viceversa. Più siamo meglio è, ma non è quello il nodo della questione.
Si devono trovare soluzioni a livello normativo. Ci sono individui che abbiamo
denunciato reiteratamente, ma poi la sanzione inflitta è scarsamente incisiva e
non c'è certezza della pena. Sanno benissimo, quelli che si mettono al di fuori
della legge con il loro comportamento, che godono di una sorta di limbo
giudiziario. Da parte nostra possiamo operare come azione di disturbo però a
volte vengono previste sanzioni pecuniare che non danno risultati su chi non ha
reddito. Ciò non vuol dire che l'unica pena realmente redditizia sia il
carcere; penso a sanzioni alternative come giorni di lavoro a favore della
collettività". Il parere del consigliere di opposizione Giuseppe
Zagarella: "Parto da un presupposto: un messaggio di malessere che arriva
dai quartieri non va mai sottovalutato, a partire dai comitati spontanei fino
alle segnalazioni dei singoli. Ora la questione di come intervenire... io sono
dell'avviso che sempre e comunque ci si debba rivolgere alle forze dell'ordine.
Altre tipologie di intervento, mi riferisco a manifestazioni spontanee come le
ronde, rischiano di inasprire i conflitti. Volevo aggiungere: la vitalità di un
borgo aiuta a tenerlo controllato. Se si riuscisse ad aumentare l'offerta
turistica in piazza Doria, e a Oneglia in genere, ne risulterebbe come
conseguenza una sorta di monitoraggio spontaneo. Un pò come è avvenuto in via
Prè, a Genova. Animazione, estensione di apertura dei negozi, una più ampia
offerta culturale: le tensioni potrebbero attenuarsi. L'azione deve essere
corale e in questo senso l'Amministrazione pubblica può recitare un importante
ruolo di raccordo e sintesi". \.
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( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - documenti Numero 157, pag. 39 del
3/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Manovra finanziaria,
il testo del ddl ItaliaOggi conclude la pubblicazione del testo del disegno di
legge approvato dla governo il 18 giugno su "misure per lo sviluppo
economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione tributaria", la prima parte è stata
pubblicata il 2/7/2008 Art. 22 (Razionalizzazione della rete di distribuzione
dei carburanti) 1. Al fine di garantire il pieno rispetto delle disposizioni
dell'ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e di
assicurare il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, l'installazione e
l'esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti non possono essere
subordinati alla chiusura di impianti esistenti né al rispetto di vincoli, con
finalità commerciali, relativi a contingentamenti numerici, distanze minime tra
impianti e tra impianti ed esercizi o superfici minime commerciali o che
pongono restrizioni o obblighi circa la possibilità di offrire, nel medesimo
impianto o nella stessa area, attività e servizi integrativi. 2. Le
disposizioni di cui al comma 1 costituiscono principi generali in materia di
tutela della concorrenza e livelli essenziali delle prestazioni ai sensi
dell'articolo 117 della Costituzione. 3. All'articolo 7, comma 1, del dlgs 11
febbraio 1998,. n. 32 le parole: “e a fronte della chiusura di almeno settemila
impianti nel periodo successivo alla data di entrata in vigore del presente
dlgs ” sono abrogate. 4. All'articolo 1, comma 3, primo periodo, del dlgs 11
febbraio 1998, n. 32 le parole “iscritto al relativo albo professionale” sono
sostituite dalle seguenti “abilitato ai sensi delle specifiche normative
vigenti nei paesi dell'Unione europea”. 5. Le regioni e le province autonome,
nell'ambito dei poteri di programmazione del territorio, promuovono il
miglioramento della rete distributiva dei carburanti e la diffusione dei
carburanti eco-compatibili, secondo criteri di efficienza, adeguatezza e
qualità del servizio per i cittadini, nel rispetto dei principi di non
discriminazione previsti al comma 1 e della disciplina in materia ambientale,
urbanistica e di sicurezza. 6. Il Ministro dello sviluppo economico, sentita
l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, determina entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge i criteri di vettoriamento del
gas metano per autotrazione attraverso le reti di trasporto e distribuzione del
gas naturale. Art. 23 (Delega al Governo per la revisione della disciplina in
tema di lavori usuranti) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti
legislativi di riassetto normativo, al fine di concedere ai lavoratori
dipendenti impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i
requisiti per l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2008, la
possibilità di conseguire, su domanda, il diritto al pensionamento anticipato
con requisiti inferiori a quelli previsti per la generalità dei lavoratori
dipendenti, secondo i principi e i criteri direttivi di cui all'articolo 1,
comma 3, lettere a), b), c), d), e), f) e g), della legge 24 dicembre 2007. n.
247. Restano ferme le modalità procedurali per l'emanazione dei predetti
decreti legislativi indicate dai commi 90 e 91 e le norme di copertura di cui
al comma 92 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007. n. 247. Art. 24
(Deleghe al Governo per la riorganizzazione di enti vigilati dal Ministero del
lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali) 1. Il Governo è delegato ad
adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o più decreti legislativi. finalizzati alla riorganizzazione dell'Istituto
superiore di sanità. dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali,
dell'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, degli
Istituti zooprofilattici sperimentali, della Croce rossa italiana, della Lega
italiana per la lotta contro i tumori. dell'Agenzia italiana del farmaco,
dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori
(ISFOL),dell'Istituto per gli affari sociali e di Italia Lavoro s.p.a. nonché
alla ridefinizione del rapporto di vigilanza del Ministero del lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali sugli stessi enti, istituti e società, in base
ai seguenti princìpi e criteri direttivi; a) semplificazione e snellimento
dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli enti, istituti e
società vigilati, adeguando le stesse ai princìpi di efficacia, efficienza ed
economicità dell'attività amministrativa e all'organizzazione del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, prevedendo altresì la
trasformazione di Italia Lavoro s.p.a. in ente pubblico economico, con
eventuale incorporazione nello stesso, in tutto o parte, dell' Istituto per lo
sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) e dell'Istituto
per gli affari sociali; b) razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei
costi di funzionamento previa riorganizzazione dei relativi centri di spesa e
mediante adeguamento dell'organizzazione e della struttura amministrativa degli
enti e istituti vigilati ai princìpi e alle esigenze di razionalizzazione di
cui all'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; c)
ridefinizione del rapporto di vigilanza fra il Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali ed enti e istituti vigilati, prevedendo, in
particolare, la possibilità per il Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali di emanare indirizzi e direttive nei confronti degli enti o
istituti sottoposti alla vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e
delle politiche sociali; d) previsione dell'obbligo degli enti e istituti
vigilati di adeguare i propri statuti alle disposizioni dei decreti legislativi
emanati in attuazione della presente delega, entro il termine di un anno dalla
data di entrata in vigore degli stessi; 2. I decreti legislativi di cui al
comma 1 sono emanati su proposta del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione
e con il Ministro dello sviluppo economico, previo parere delle competenti
Commissioni parlamentari e della Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome. I pareri sono espressi, rispettivamente, entro
quaranta ed entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di
decreti legislativi, decorsi tali termini i decreti sono emanati anche in
assenza dei pareri. 3. L'adozione
dei decreti legislativi attuativi della delega di cui al presente articolo non
deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 4.
Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si
procede al riordino degli organi collegiali e degli altri organismi istituiti
con legge o con regolamento nell'amministrazione centrale della salute,
mediante l'emanazione di regolamenti adottati ai sensi dell'art. 17, comma 2
della legge 23 agosto 1988 n. 400. I regolamenti tengono conto dei seguenti
criteri: a)eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali;
b)razionalizzazione delle competenze delle strutture che svolgono funzioni
omogenee; c) limitazione del numero delle strutture a quelle strettamente
indispensabili all'adempimento delle funzioni riguardanti la tutela della
salute; d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi. CAPO VI
SEMPLIFICAZIONI ART. 25 (Chiarezza dei testi normativi) 1. Ogni norma che sia
diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire
deroghe, indica espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate.
2. Ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in
regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, deve
contestualmente indicare, in forma integrale ovvero in forma sintetica e di
chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni
fanno riferimento ed il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che
esse intendono richiamare. Art. 26 (Certezza dei tempi di conclusione del
procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modifiche: a) L'articolo 2 è sostituito dal
seguente: "Art. 2 (Conclusione del procedimento) 1. Ove il procedimento
consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio,
le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo, mediante una
manifestazione di volontà chiara e univoca anche ai sensi degli articoli 19 e
20, entro un termine certo, stabilito conformemente al presente articolo. 2.
Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3,
4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di
competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono
concludersi entro il termine di trenta giorni. 3. Con uno o più decreti del
Presidente del consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni, su
proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione
e l'innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini
non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti
di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali
stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta
giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il
profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi
pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono
indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei
procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici
nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei
Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la
semplificazione normativa e previa delibera del Consiglio dei ministri. I
termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni. 5.
Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le Autorità
di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i
termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini
per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio di ufficio del
procedimento o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad
iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i termini
di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 possono essere sospesi, per una sola volta e per un
periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o
certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già
in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso
altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14,
comma 2. 8. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini per la
conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione,
ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, può essere
proposto anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente,
fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza
dei termini di cui ai predetti commi 2 o 3. Il giudice amministrativo può
conoscere della fondatezza dell'istanza. è fatta salva la riproponibilità
dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. 9. Il
dirigente è personalmente responsabile delle ulteriori spese conseguenti alla
mancata emanazione del provvedimento nei termini. b) Dopo l'articolo 2 è
inserito il seguente: "Art. 2-bis (Conseguenze per il ritardo
dell'amministrazione nella conclusione del procedimento) 1. Le pubbliche
amministrazioni e i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al
risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza
dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, indipendentemente
dalla spettanza del beneficio derivante dal provvedimento richiesto. 2.
Indipendentemente dal risarcimento del danno di cui al comma 1, e con
l'esclusione delle ipotesi in cui il silenzio dell'Amministrazione competente
equivale a provvedimento di accoglimento dell'istanza, in caso di inosservanza
del termine di conclusione del procedimento, le pubbliche amministrazioni e i
soggetti di cui all'articolo 1, comma 1-ter corrispondono ai soggetti istanti,
per il mero ritardo, una somma di denaro stabilita in misura fissa ed eventualmente
progressiva, tenuto conto anche della rilevanza degli interessi coinvolti nel
procedimento stesso. 3. Con regolamento, emanato su proposta dei Ministri per
la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa
ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del dlgs 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti la
misura ed il termine di corresponsione della somma di cui al comma 2 del
presente articolo. Il regolamento stabilisce, altresì, le modalità di pagamento
per le amministrazioni statali, gli enti pubblici nazionali e i soggetti di cui
all'articolo 1, comma 1-ter. Le Regioni, le Province ed i Comuni determinano
modalità di pagamento per i procedimenti di propria competenza. 4. Le
controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite
alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al
risarcimento del danno di cui al comma 1 si prescrive in cinque anni; il
diritto alla corresponsione della somma di cui al comma 2 si prescrive in due
anni. In entrambi i casi, il termine di prescrizione di cui all'articolo 1
della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, decorre dalla
data del pagamento, che deve essere comunicata entro quindici giorni
dall'amministrazione gravata del relativo onere economico". c) L'articolo
20, comma 5, è così sostituito: “Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis”.”
2. Il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un
elemento di valutazione dei dirigenti, anche al fine della corresponsione della
retribuzione di risultato. Il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa
adotta le linee di indirizzo per l'attuazione del presente articolo e per i
casi di grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di provvedere entro i
termini fissati per ciascun procedimento. 3. In sede di prima attuazione della presente
legge gli atti o provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, da ultimo sostituito dal comma 1, lett. a) del
presente articolo, sono adottati entro un anno dalla data di entrata in vigore
della presente legge. Le disposizioni regolamentari vigenti alla data di
entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini superiori a
novanta giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano di avere effetto a
decorrere dalla scadenza del termine di cui al primo periodo del presente
comma. Continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari, vigenti alla
data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini non
superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti. La disposizione
di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni, come da ultimo sostituito dal comma 1, lett. a) del
presente articolo, si applica dallo scadere del termine di un anno dalla data
di entrata in vigore della presente legge. 4. Il regolamento previsto
dall'articolo 2-bis, comma 3, della legge n. 241 del 1990, come introdotto dal
comma 1, lett. b) del presente articolo, è emanato entro centottanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del predetto regolamento, le Regioni, le
Province ed i Comuni adottano gli atti finalizzati agli adempimenti previsti
nel citato articolo 2-bis, comma 4, della legge 241 del 1990. Decorsi i termini
prescritti, in caso di mancata adozione degli atti previsti dal presente comma,
la somma di cui al comma 2 del medesimo articolo 2-bis è liquidata dal giudice
secondo equità. In sede di prima applicazione delle disposizioni dell'articolo
2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lett. b) del
presente articolo, il regolamento di cui al comma 4 dell'articolo 2-bis
provvede a determinare la somma di denaro di cui al medesimo articolo 2-bis,
comma 2. 5. Agli eventuali oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni
introdotte dal comma 1, lettera b) si provvede nell'ambito degli stanziamenti
di bilancio già previsti a legislazione vigente. Il Ministro dell'economia e
delle finanze provvede al monitoraggio degli eventuali oneri derivanti
dall'attuazione delle disposizioni dell'articolo 2-bis della legge 7 agosto
1990, n. 241, introdotto dal comma 1, lettera b) del presente articolo, anche
ai fini dell'adozione di provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter,
comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni. I
decreti eventualmente emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n. 2,
della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima dell'entrata in vigore dei
provvedimenti o delle misure di cui al periodo precedente, sono tempestivamente
trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative. Art. 27
(Certezza dei tempi in caso di attività consultiva e valutazioni tecniche) 1.
Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modifiche: a) All'articolo 16 sono apportate le seguenti modifiche: 1)
al comma 1, dopo le parole: "sarà reso" sono inserite le seguenti:
"che comunque non può superare i quarantacinque giorni dal ricevimento
della richiesta". 2) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. In caso di decorrenza del
termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che
l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà
dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'emissione
del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il
parere facoltativo o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze
istruttorie, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'emissione
del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del
procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni
derivanti dalla mancata emissione dei pareri di cui al presente comma". 3)
Al comma 4 le parole: "il termine di cui al comma 1 può essere
interrotto" sono sostituite dalle seguenti: "i termini di cui al
comma 1 possono essere interrotti". 4) Il comma 5 è sostituito dal
seguente: "5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi
telematici". 5) Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6- bis.
Resta fermo quanto previsto dall'articolo 127 del dlgs 12 aprile 2006, n. 163,
e successive modificazioni.". b) All'articolo 17 sono apportate le
seguenti modifiche: 1) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"Decorsi inutilmente ulteriori novanta giorni, il responsabile del
procedimento provvede comunque all'adozione del provvedimento. Salvo il caso di
omessa richiesta della valutazione, il responsabile del procedimento non può
essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata
emissione delle valutazioni tecniche di cui al presente comma". 2) dopo il
comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Nei casi in cui leggi o
regolamenti prevedono per l'adozione di un provvedimento l'acquisizione di
valutazioni tecniche, il termine di cui all'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, è
sospeso fino all'acquisizione della valutazione, comunque, salvo che per i casi
di cui al comma 2, non oltre i termini massimi di cui al comma 1". 3) I
servizi di controllo interno delle singole amministrazioni statali, ovvero le
strutture delle medesime amministrazioni cui sono affidate, in forza dei
rispettivi ordinamenti, le verifiche sul rispetto dei termini procedimentali, e
i corrispondenti uffici od organi degli enti pubblici nazionali sono tenuti,
anche avvalendosi dei sistemi di protocollo informatico, a misurare i tempi
medi di conclusione dei procedimenti, nonché a predisporre un apposito rapporto
annuale, indicando il numero e le tipologie dei procedimenti che non si sono
conclusi nei termini previsti. Il rapporto, corredato da un piano di riduzione
dei tempi, è presentato ogni anno, entro il 15 febbraio dell'anno successivo,
alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sulla base delle risultanze del
rapporto si provvede, anche su impulso di quest'ultima, al conseguente
adeguamento dei termini di conclusione dei procedimenti con le modalità di cui
all'articolo 2, commi 3 e 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da ultimo
sostituito dal comma 1, lettera a), del presente articolo. c) all'articolo 25,
comma 4, dopo le parole “Nei confronti degli atti delle pubbliche
amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata
presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27” sono inserite le seguenti:
“nonché all'amministrazione resistente”. Art. 28 (Conferenza di servizi e
silenzio assenso) All'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma
1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: " e può svolgersi per via
telematica"; b) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: "2-bis. La
convocazione della conferenza di servizi è pubblica e ad essa possono
partecipare, senza diritto di voto, i soggetti portatori di interessi pubblici
o privati, individuali o collettivi, nonché i portatori di interessi diffusi
costituiti in associazioni o in comitati che vi abbiano interesse. Gli stessi
soggetti possono proporre osservazioni, in ordine alle quali non sussiste
obbligo di risposta da parte dell'amministrazione procedente. Si applica
l'articolo 10, comma 1, lettera b). 2-ter. Alla conferenza di servizi
partecipano anche, senza diritto di voto, i concessionari, i gestori o gli
incaricati di pubblici servizi chiamati ad adempimenti nella realizzazione di
opere, che sono vincolati alle determinazioni assunte nella conferenza. Alla
stessa possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni
preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione";
c) al comma 9, le parole: "Il provvedimento finale conforme alla
determinazione conclusiva di cui al comma 6-bis sostituisce" sono
sostituite dalle seguenti: "Il verbale recante la determinazione
conclusiva di cui al comma 6-bis, nonché le indicazioni delle dichiarazioni,
degli assensi, dei dinieghi e delle eventuali prescrizioni integrative,
sostituiscono". Il comma 9 dell'articolo 14-ter della legge 7 agosto 1990,
n. 241 si interpreta nel senso che la relativa disposizione si applica anche
alle amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela
della salute e della pubblica incolumità. Al comma 1 dell'articolo 19 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo le parole ”all'immigrazione” sono inserite le
seguenti parole: “, alla cittadinanza”. Al comma 4 dell'articolo 20 della
stessa legge n. 241 del 1990, le parole “e l'immigrazione” sono sostituite
dalle seguenti: “, l'immigrazione e la cittadinanza”. Al comma 2 dell'articolo
19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto,
in fine, il seguente periodo: "Nel caso in cui la dichiarazione di inizio
attività abbia ad oggetto l'esercizio di attività di impianti produttivi di
beni e servizi e di prestazione di servizi di cui alla direttiva del Consiglio
e del Parlamento europeo del 12 dicembre 2006, n. 123, compresi gli atti che
dispongono l'iscrizione in albi o ruoli o registri ad efficacia abilitante o
comunque a tale fine eventualmente richiesta, il termine per l'inizio
dell'attività decorre dalla data della presentazione della dichiarazione
all'amministrazione competente". Al comma 3, primo periodo, dell'articolo
19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dopo le
parole: "dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2," sono
inserite le seguenti: "o, nei casi di cui all'ultimo periodo del citato
comma 2, nel termine di trenta giorni,". Al comma 5 dell'articolo 19 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine,
il seguente periodo: "Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da
qualunque interessato nei termini di legge, può riguardare anche gli atti di
assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste dall'articolo
20". Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolte nell'ambito delle
risorse umani, strumentali e finanziarie disponibili a disposizione vigente.
Art. 29 (Ulteriori livelli di tutela previsti dalle Autonomie territoriali) 1.
Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modifiche: a) all'articolo 22, il comma 2, è sostituito dal seguente.
“2. l'accesso
ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico
interesse costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine
di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la
trasparenza.”. b) All'articolo 29 sono apportate le seguenti modifiche: 1) il
comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Le disposizioni della presente legge si
applicano alle amministrazioni statali ed agli enti pubblici nazionali. Le
disposizioni della presente legge si applicano, altresì alle società con totale
o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni
amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi
5, 5-bis e 6, nonché quelle del Capo IV bis si applicano a tutte le
amministrazioni pubbliche; 2) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2-bis.
Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117,
secondo comma, lettera m) della Costituzione, le disposizioni della presente
legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la
partecipazione dell'interessato al procedimento, di individuarne un
responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato, di assicurare
l'accesso alla documentazione amministrativa. 2-ter. Attengono altresì ai
livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma,
lettera m) della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti
la dichiarazione di inizio di attività e il silenzio assenso, salva la
possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza Unificata, di cui
all'articolo 8 del dlgs 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni ed
integrazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano.
2-quater. Le regioni e gli enti, nel disciplinare i procedimenti amministrativi
di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle
assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle
prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, , ma possono prevedere livelli
ulteriori di tutela". 2-quinquies. Le regioni a statuto speciale e le
Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle
disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative
norme di attuazione”.” Art. 30 (Comuni con popolazione inferiore a 5000
abitanti) 1. L'articolo
2 della legge 8 marzo 1968, n. 221 del 1968 e successive modificazioni è
abrogato. 2. La corresponsione dell'indennità annua di residenza, prevista
dall'articolo 115 del testo unico delle leggi sanitarie approvate con regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, riconosciuta a
favore dei farmacisti rurali dagli articoli 2 e seguenti della legge 8 marzo
1968, n. 221 del 1968, e successive modificazioni, è abolita a decorrere dal 1
gennaio 2009. 3. Al fine di semplificare l'ordinamento finanziario nei comuni
di piccole dimensioni, sono apportate le seguenti modifiche al dlgs 18 agosto
2000, n. 267, recante “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti
locali”: a) all'articolo 151, comma 2, dopo le parole: “il bilancio”, sono
aggiunte le parole: “degli enti con popolazione superire a 5000 abitanti”; b)
all'articolo 170, comma 1, dopo le parole:”enti locali” sono aggiunte le
parole: “con popolazione superiore a 5000 abitanti”; c) all'articolo 170, comma
8, dopo le parole: “per tutti gli enti”, sono aggiunte le parole: “con
popolazione superiore a 5000 abitanti”; d) all'articolo 171, comma 1, dopo le
parole: “enti locali”, sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a
5000 abitanti”; e) all'articolo 172, comma 1, lettera d, dopo le parole: “di
cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono aggiunte le parole: “per gli enti
con popolazione superiore a 5000 abitanti”; f) all'articolo 197, comma 1, dopo
le parole: “dei comuni”, sono aggiunte le parole: “con popolazione superiore a
5000 abitanti”; g) all'articolo 229, comma 2, dopo le parole: “è redatto”, sono
aggiunte le parole: “dagli enti con popolazione superiore a 5000 abitanti”; h)
all'articolo 233, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma: “4-bis Per i
comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti non si applicano le
disposizioni di cui al presente articolo.” 4. Nel regolamento di cui al
seguente comma 4 sono individuati gli adempimenti sostitutivi per i comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti. 5. Entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, è emanato un regolamento a norma dell'art. 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante modelli e schemi contabili
semplificati per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, in deroga
all'articolo 160 del dlgs 18 agosto 2000, n. 267. 6. Entro 180 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad emanare
un dlgs volto alla razionalizzazione del ruolo del segretario comunale nei
comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi: a) istituzione di una sede di segreteria comunale
unificata cui fanno riferimento più comuni limitrofi la cui popolazione
complessiva sia pari almeno a 15.000 abitanti; b) riordino dei compiti e delle
funzioni del segretario comunale in servizio presso la sede unificata di cui
alla lettera a); c) ampliamento delle responsabilità del segretario comunale in
servizio presso la sede unificata; d) attribuzione al segretario comunale in
servizio presso la sede unificata di funzioni di controllo interno e di
gestione nonché di legittimità sugli atti. Art. 31 (Progetti di innovazione
industriale) Entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, al
fine di promuovere e sostenere la competitività del sistema produttivo, il
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, sentito il Ministro per la semplificazione e
il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e
le Province autonome di Trento e di Bolzano, può individuare nuove aree
tecnologiche ovvero aggiornare o modificare quelle già individuate e, a
decorrere dall'anno 2009, l'individuazione
di nuove aree tecnologiche o l'aggiornamento di quelle individuate potrà
intervenire entro il 30 giugno di ogni anno. All'articolo 1, comma 842 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole: “di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, nonché con il Ministro per gli affari regionali
e le autonomie locali, di concerto con il Ministro per i diritti e le pari
opportunità.” sono soppresse. All'articolo 1, comma 844 della legge 27 dicembre
2006, n. 296, le parole da: “, sentiti i Ministri” fino a “in cui gli stessi
concorrono”, sono soppresse. All'articolo 1, comma 844 della legge 27 dicembre
2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: - le parole: “per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, per gli affari
regionali e le autonomie locali,” sono soppresse; - i periodi successivi al
primo, fino alla fine del comma, sono soppressi. Art. 32 (Misure contro il
lavoro sommerso) All'articolo 3 del dl 22 febbraio 2002, n. 12, convertito in
legge dall'articolo 1 della legge 23 aprile 2002, n. 73, come sostituito
dall'articolo 36 bis, comma 7, lett. a), del dl 4 luglio 2006, n. 223,
convertito con modificazioni nella legge 4 agosto 2006, n. 248, sono apportate
le seguenti modifiche: a) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Ferma
restando l'applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore,
l'impiego di lavoratori senza preventiva comunicazione di instaurazione del
rapporto di lavoro, da parte del datore di lavoro privato, con la sola
esclusione del datore di lavoro domestico, è altresì punito con la sanzione
amministrativa da euro 1.500
a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro
150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. La sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per
ciascun lavoratore, maggiorata di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro
irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un
periodo lavorativo successivo. L'importo delle sanzioni civili connesse
all'evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore di cui ai
periodi precedenti è aumentato del 50 per cento"; b) il comma 4 è
sostituito dal seguente: "4. Le sanzioni di cui al comma 3 non trovano
applicazione qualora dalle registrazioni effettuate sul libro unico del lavoro
nel mese precedente all'accertamento ispettivo oppure da altri adempimenti
obbligatori precedentemente assolti si evidenzi comunque la volontà di non occultare
il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione"; c) il comma
5 è sostituito dal seguente: "5. Alla contestazione delle sanzioni
amministrative di cui al comma 3 provvedono gli organi di vigilanza che
effettuano accertamenti in materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorità
competente a ricevere il rapporto ai sensi dell'articolo 17 della legge 24
novembre 1981, n. 689 è la Direzione provinciale del lavoro territorialmente
competente". Al comma 7 bis dell'articolo 36 bis del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, inserito dall'articolo 1, comma 54, della legge 24 dicembre 2007, n.
247 la parola "constatate" è sostituita dalla parola
"commesse". Art. 33 (Cooperazione allo sviluppo internazionale) 1.
Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, con decreto
del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'economia,
sono definite le modalità semplificate di svolgimento delle procedure amministrative
e contrattuali riguardanti: gli interventi di cooperazione a sostegno dei
processi di pace e di stabilizzazione nei Paesi indicati dalla legge 13 marzo
2008 n. 45; gli interventi nelle ulteriori aree individuate con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari
esteri, finalizzati al superamento delle criticità di natura umanitaria,
sociale o economica. 2. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabilite, in
particolare: a) le modalità di approvazione degli interventi, in conformità
alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 art. 11 comma 3 e alla legge 8 agosto 1996,
n. 426 art.11 comma 1. b) le specifiche deroghe alle norme di contabilità
generale dello Stato; c) i presupposti per il ricorso ad esperti e consulenti
tecnici e giuridici; d) le modalità di svolgimento delle procedure negoziata.
Art. 34 (Trasparenza dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e
del Fondo per le aree sottoutilizzate) 1. Per prevenire l'indebito utilizzo
delle risorse stanziate nell'ambito della programmazione unitaria della
politica regionale per il periodo 2007-2013, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di concerto con i Ministri interessati, sono
definite modalità e procedure necessarie a garantire l'effettiva tracciabilità
dei flussi finanziari relativi all'utilizzo, da parte dei soggetti beneficiari
delle agevolazioni, delle risorse pubbliche e private impiegate per la
realizzazione degli interventi oggetto di finanziamento a valere sui Fondi
strutturali comunitari e sul Fondo per le aree sottoutilizzate di cui
all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Le amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, sono
tenute, nell'utilizzo delle risorse dei predetti Fondi loro assegnate, ad
applicare le modalità e le procedure definite dal decreto di cui al periodo
precedente. Art. 35 (Misure in tema di concorrenza e tutela degli utenti nel
settore postale) All'articolo 2, comma 2, lettera d), del dlgs 22 luglio 1999,
n. 261, dopo le parole “_ espletamento del servizio universale;” sono aggiunte
le seguenti: “ e adotta i provvedimenti necessari ad assicurare la continuità
della fornitura di tale servizio anche in considerazione della funzione di
coesione economica, sociale e territoriale che esso riveste.”. All'articolo 2,
comma 2, lettera h, del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, dopo le parole “_rete
postale pubblica..” sono aggiunte le seguenti: “e ad alcuni elementi dei
servizi postali, quali il sistema di codice di avviamento postale,”.
All'articolo 2, comma 2, lettera l), del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, le parole
“_del servizio universale_” sono sostituite dalle seguenti: “_dei servizi
postali_.”. All'articolo 3, comma 3, lettera c), del dlgs 22 luglio 1999, n.
261, dopo le parole “_criteri di ragionevolezza_” sono inserite le seguenti: “_
ed in considerazione della funzione di coesione sociale e territoriale del
servizio e della relativa rete postale,...”. L'articolo 14 del dlgs 22 luglio
1999, n. 261 è così rubricato: “Art. 14 – Reclami e rimborsi”. L'articolo 14,
comma 1, del dlgs 22 luglio 1999, n. 261, è sostituito dal seguente: “1.
Relativamente al servizio universale, compresa l'area della riserva, sono
previste dal fornitore del servizio universale, nella carta della qualità di
cui all'articolo 12, comma 1, procedure trasparenti, semplici e poco onerose
per la gestione dei reclami degli utenti, con particolare riferimento ai casi
di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità
del servizio, comprese le procedure per determinare di chi sia la
responsabilità qualora sia coinvolto più di un operatore. è fissato anche il
termine per la trattazione dei reclami medesimi e per la comunicazione del
relativo esito all'utente.”. Dopo il comma 1 dell'articolo 14 del dlgs 22
luglio 1999, n. 261, è inserito il seguente comma 1-bis: “1-bis. Le procedure
per la gestione dei reclami di cui al comma precedente comprendono le procedure
conciliative in sede locale nonché le procedure extragiudiziali per la
risoluzione delle controversie, uniformate ai principi comunitari in materia.”.
All'articolo 14, comma 5-bis, del dlgs 22/7/1999, n. 261, dopo le parole
“_titolari di licenza individuale...” sono aggiunte le seguenti: “_ e di
autorizzazione generale_” CAPO VII PIANO INDUSTRIALE DELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE Art. 36 (Efficienza dell'azione amministrativa) Le disposizioni
del presente Capo sono dirette a restituire efficienza all'azione
amministrativa, a ridurre le spese di funzionamento delle amministrazioni
pubbliche nonché ad incrementare le garanzie per i cittadini, nel rispetto
dell'articolo 97 della Costituzione, dell'articolo 41 della Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea e dell'articolo 197 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. Per le finalità di cui al comma 1, le
disposizioni del presente Capo recano le misure concernenti il riordino e la
razionalizzazione delle funzioni amministrative, la semplificazione e la
riduzione degli oneri burocratici, la trasparenza e la tempestività nei
procedimenti amministrativi e nell'erogazione dei servizi pubblici, la
diffusione delle nuove tecnologie nel settore pubblico. Art. 37
(Territorializzazione delle procedure concorsuali) 1. Il comma 1 dell'art. 35
del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, è così sostituito: “1. Le pubbliche
amministrazioni coprono i propri fabbisogni nel rispetto del principio del
prevalente accesso dall'esterno, tramite concorso pubblico, e del previo
esperimento delle procedure di mobilità, con le modalità da adottarsi nei
propri regolamenti di organizzazione. L'assunzione nelle amministrazioni
pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: a) tramite procedure
selettive conformi ai principi di cui al comma 3, volte all'accertamento della
professionalità richiesta; b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di
collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili
per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo
salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.” 2. Al
comma 4 dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, dopo il primo periodo è
inserito il seguente: “A tali fini le dotazioni organiche sono articolate per
area o categoria, profilo professionale e posizione economica”. 3. Al comma 5
dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, prima del primo periodo è inserito
il seguente: “Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici
individuano i posti per i quali avviare le procedure concorsuali dall'esterno e
di progressione interna nella programmazione triennale dei fabbisogni con
riferimento alle sedi di servizio e ove non possibile con riferimento ad ambiti
regionali”. 4. Al comma 5-bis dell'art. 35 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165,
aggiunto dall'art. 1, comma 230, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo le
parole “I vincitori di concorso” sono aggiunte le seguenti: “e i vincitori
delle procedure di progressione verticale”. Alla fine del comma è aggiunto il
seguente periodo: “Nelle procedure di progressione verticale la permanenza
nelle sedi carenti di organico, individuate dalle amministrazioni e comunicate
alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione
pubblica, è considerato titolo di preferenza.” Art. 38 (Mobilità del personale
delle amministrazioni pubbliche) 1.
In caso di conferimento di funzioni statali alle regioni
ed alle autonomie locali ovvero di trasferimento o conferimento di attività
svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti pubblici ovvero di
esternalizzazione di attività e servizi, si applicano al personale ivi adibito,
in caso di esubero, le disposizioni dell'art. 33 del dlgs 30 marzo 2001, n.
165. 2. Il personale che oppone un reiterato rifiuto, pari a due volte in 5
anni, per giustificate ed obiettive esigenze di organizzazione
dell'amministrazione si considera in posizione di esubero, con conseguente
applicazione di quanto previsto dall'art. 33 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. 3.
All'articolo 30 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 2-quinquies, è
aggiunto il seguente: “2-sexies. Le pubbliche amministrazioni per motivate
esigenze organizzative, risultanti dai documenti di programmazione previsti
all'articolo 6 del presente decreto, possono utilizzare in assegnazione
temporanea, con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti, personale di
altre amministrazioni per un periodo non superiore ai tre anni, fermo restando
quanto già previsto da norme speciali sulla materia, nonché il regime di spesa
eventualmente previsto da tali norme e dal presente decreto.” Art. 39
(Aspettativa) I dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa,
senza assegni e senza decorrenza dell'anzianità di servizio, per un periodo
massimo di 12 mesi, anche per avviare attività professionali e imprenditoriali.
L'aspettativa è concessa dall'Amministrazione, tenuto conto delle esigenze
organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall'interessato. Nel
periodo di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni in tema di
incompatibilità di cui all'articolo 53 del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. Resta
fermo quanto previsto dall'articolo 23-bis del dlgs 30 marzo 2001, n. 165. Art.
40 (Trasparenza sulle retribuzioni e sulle collaborazioni autonome) Ciascuna
delle pubbliche amministrazioni, di cui all'art. 1 comma 2, del dlgs 30 marzo
2001, n. 165, ha
l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i
curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici dei
dirigenti nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza
del personale distinti per uffici di livello dirigenziale. Art. 41 (Spese di
funzionamento) Dopo l'art. 6 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 è inserito il
seguente articolo: “Art. 6-bis (Misure in materia di organizzazione e
razionalizzazione della spesa di funzionamento delle pubbliche amministrazioni)
Le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del presente
decreto nonché gli enti finanziati direttamente o indirettamente a carico del
bilancio dello Stato sono autorizzati ad acquistare sul mercato i servizi,
originariamente prodotti al proprio interno, a condizione di ottenere
conseguenti economie di gestione e di adottare le necessarie misure in materia
di personale e di dotazione organica. Relativamente alla spesa per il personale
e alle dotazioni organiche le amministrazioni interessate dai processi di cui
al presente articolo provvedono al congelamento dei posti e alla temporanea
riduzione dei fondi della contrattazione, fermi restando i conseguenti processi
di riduzione e rideterminazione delle dotazioni organiche nel rispetto
dell'art. 6 del presente dlgs nonché i conseguenti processi di riallocazione e
di mobilità del personale. I collegi dei revisori e gli organi di controllo
interno delle amministrazioni che attivano i processi di cui al comma 1
vigilano sull'applicazione del presente articolo, dando evidenza nei propri
verbali dei risparmi derivanti dall'adozione dei provvedimenti in materia di
organizzazione e personale, anche ai fini della valutazione dirigenziale di cui
all'art. 5 del d.lgs. 30 luglio 1999, n. 286.”. Art. 42 (Trasferimento delle risorse e
delle funzioni agli enti territoriali) 1. All'articolo 7 della legge 5 giugno
2003, n. 131, recante "Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento
della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3", sono
apportate le seguenti modifiche: a) il comma 2 è abrogato; b) il comma 3 è
sostituito dal seguente: "3. Per le finalità di cui al comma 1, e comunque
ai fini del trasferimento delle occorrenti risorse, sulla base degli accordi
con le regioni e le autonomie locali, da concludere in sede di Conferenza
unificata, diretti in particolare all'individuazione dei beni e delle risorse
finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessarie per l'esercizio
delle funzioni e dei compiti da conferire, il Governo su proposta del Ministro
per le riforme ed il federalismo e del Ministro per i rapporti con le regioni,
di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e
con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, può avviare i trasferimenti dei
suddetti beni e risorse mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri, tenendo conto delle previsioni di spesa risultanti dal bilancio
dello Stato e del patto di stabilità. Si applicano, in quanto compatibili, gli
articoli 3, 7, commi 8, 9, 10 e 11, e 8 del dlgs 31/3/1998, n. 112. Gli schemi
di decreto, ciascuno dei quali deve essere corredato di idonea relazione
tecnica, sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere da parte delle
Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere
finanziario, da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione.". c) il
comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Dalla data di entrata in vigore dei
suddetti decreti o da quella diversa indicata negli stessi, le regioni o gli
enti locali provvedono all'esercizio delle funzioni relative ai beni e alle
risorse trasferite. Dalla medesima data sono soppressi gli uffici delle
amministrazioni statali precedentemente preposti all'esercizio delle predette
funzioni, con le corrispondenti quote organiche di personale.". 2. I
comuni e le province favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli ed
associati, per lo svolgimento di attività e servizi di interesse generale,
sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale, individuando entro
dodici mesi dalla entrata in vigore della presente legge, i servizi la cui
erogazione è affidata ai privati anche a livello territoriale più ampio,
mediante accordi di programma, consorzi e altre forme associative di erogazione
di servizi. 3. In
attuazione dei principi di proporzionalità e di adeguatezza di cui all'articolo
118 della Costituzione, i comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti
svolgono le funzioni relative alla gestione dei servizi pubblici locali in
forma associata in modo che la popolazione complessiva dei comuni associati sia
pari almeno a 20.000 abitanti. Art. 43 (Mobilità delle funzioni amministrative
e uso ottimale degli immobili pubblici) 1. Le amministrazioni pubbliche, tenuto
conto della missione principale loro affidata, individuano tra le proprie
funzioni quelle che possono essere esercitate temporaneamente, in modo più
efficace o più economico, da altri soggetti pubblici o privati. 2. Nel proporre
il trasferimento dell'esercizio delle funzioni ciascuna amministrazione ne
specifica gli effetti finanziari e organizzativi, con particolare riguardo al
risparmio di spesa e alla riallocazione delle risorse umane e strumentali,
nonché ai conseguenti processi di mobilità. Dal trasferimento non possono, in
ogni caso, derivare maggiori oneri per la finanza pubblica. 3. La proposta è
presentata a un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del
Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, e del quale fanno parte il Ministro
dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, il Ministro per i
rapporti con le regioni, il Ministro per le riforme e il federalismo e il
Ministro per la semplificazione normativa nonché i Ministri di volta in volta
competenti in ordine alle funzioni interessate. Il comitato, qualora presenti
la proposta all'approvazione del Consiglio dei ministri, indica lo strumento
giuridico di diritto pubblico o privato idoneo ad assicurare il migliore esercizio
della funzione. 4. Le amministrazioni pubbliche favoriscono ogni iniziativa
volta a realizzare, in armonia con le finalità istituzionali fissate dai
rispettivi ordinamenti, l'obiettivo della piena utilizzazione e fruizione dei
propri edifici da parte dei cittadini. Alle predette iniziative si provvede con
le ordinarie risorse strumentali e finanziarie disponibili in sede di bilancio.
5. Al personale delle rispettive amministrazioni effettivamente impiegato nelle
attività realizzate sulla base delle iniziative di cui al comma 4 sono
attribuiti incentivi economici da definirsi in sede di contrattazione collettiva nell'ambito delle risorse assegnate nei
rispettivi fondi unici di amministrazione. Art. 44 (Diffusione delle buone
prassi nelle pubbliche amministrazioni e tempi per il rilascio dei
provvedimenti o per l'erogazione dei servizi al pubblico) Le amministrazioni
pubbliche statali individuano nel proprio ambito gli uffici che provvedono con
maggiore tempestività ed efficacia al rilascio di provvedimenti o
all'erogazione di servizi e adottano le opportune misure al fine di garantire
la diffusione delle relative buone prassi. Le prassi individuate ai sensi del
comma 1 sono pubblicate sui siti telematici istituzionali di ciascuna
amministrazione e comunicate al Dipartimento della funzione pubblica.
L'elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini
della valutazione dei dirigenti e del personale amministrativo. In sede di
Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del dlgs 28 agosto 1997, n. 281 e
successive modificazioni, sono conclusi accordi fra lo Stato, le regioni e gli
enti locali per l'individuazione e la diffusione di buone prassi per le
funzioni e i servizi degli enti territoriali. Al fine di aumentare la
trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a
decorrere dal 1° gennaio 2009 ogni amministrazione pubblica determina e
pubblica, con cadenza annuale, sul proprio sito internet o con altre forme
idonee: un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativo agli acquisti
di beni, servizi e forniture, denominato indicatore di tempestività dei
pagamenti; i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei
servizi con riferimento all'esercizio finanziario precedente. Con decreto del
Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di
attuazione dell'obbligo informativo di cui al comma 5, lettera a), avuto
riguardo all'individuazione dei tempi medi ponderati di pagamento con
riferimento, in particolare, alle tipologie contrattuali, ai termini
contrattualmente stabiliti e all'importo dei pagamenti. Art. 45 (Cessioni di
quote di società a responsabilità limitata) 1. Il secondo comma dell'articolo
2470 del codice civile è sostituito dal seguente: “L'atto di trasferimento,
sottoscritto digitalmente nel rispetto della normativa anche regolamentare
concernente la sottoscrizione dei documenti informatici, ovvero con
sottoscrizione autenticata, dal notaio, deve essere depositato entro trenta
giorni, a cura di un intermediario abilitato al deposito degli atti al registro
delle imprese di cui all'articolo 31, comma 2-quater della legge 24 novembre
2000, n. 340, ovvero a cura del notaio autenticante, presso l'ufficio del
registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.
L'iscrizione del trasferimento nel libro dei soci ha luogo, su richiesta
dell'alienante o dell'acquirente, verso esibizione del titolo da cui risultino
il trasferimento e l'avvenuto deposito, rilasciato dal professionista che vi ha
provveduto ai sensi del precedente periodo. In caso di trasferimento a causa di
morte il deposito e l'iscrizione sono effettuati a richiesta dell'erede o del
legatario verso presentazione della documentazione richiesta per l'annotazione
nel libro dei soci dei corrispondenti trasferimenti in materia di società per
azioni.”. Art. 46 (Riorganizzazione del CNIPA, del FORMEZ e della SSPA) Al fine
di realizzare un sistema unitario di interventi nel campo della formazione dei
pubblici dipendenti, della riqualificazione del lavoro pubblico, dell'aumento
della sua produttività, del miglioramento delle prestazioni delle pubbliche
amministrazioni e della qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle
imprese, della misurazione dei risultati e dei costi dell'azione pubblica,
della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, il Governo è delegato
ad adottare, secondo le modalità, i criteri ed i principi di cui all'articolo
20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro dodici mesi dall'entrata in vigore
della presente legge, uno o più decreti legislativi di riassetto normativo
finalizzati al riordino del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica
amministrazione, di seguito CNIPA, del Centro di formazione studi, di seguito
Formez , e della Scuola Superiore della pubblica amministrazione, di seguito
SSPA, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: - ridefinizione delle
missioni, delle competenze e riordino degli organi, in base a principi di
efficienza, efficacia ed economicità, anche al fine di assicurare un sistema
coordinato e coerente nel settore della formazione e della reingegnerizzazione
dei processi produttivi della pubblica amministrazione centrale e delle
amministrazioni locali; - raccordo con le altre strutture, anche di natura
privatistica operanti nel settore della formazione e dell'innovazione
tecnologica; riallocazione delle risorse umane e finanziarie in relazione alla
riorganizzazione e razionalizzazione delle competenze. 2. Dall'attuazione del
presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica. Alle attività previste dal presente articolo si provvede
nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste dalla
legislazione vigente. Art. 47 (Tutela non giurisdizionale dell'utente dei
servizi pubblici) 1. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici e privati che
erogano servizi pubblici o di pubblica utilità contengono la previsione della
possibilità, per l'utente o la categoria di utenti che lamenti la violazione di
un diritto o di un interesse giuridico rilevante, di promuovere la risoluzione
non giurisdizionale della controversia, che avviene entro i successivi trenta
giorni; esse prevedono altresì l'eventuale ricorso a meccanismi di sostituzione
dell'amministrazione inadempiente. 2. Entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, le autorità amministrative che svolgono
la propria attività nelle materie contemplate dal dlgs 12 aprile 2006, n. 163,
dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249,
nell'autonomia garantita dai rispettivi ordinamenti, nonché, per i servizi
pubblici o di pubblica utilità non regolati dalle dette autorità, il Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, emanano una determinazione che individua uno
schema tipo di procedura conciliativa ai sensi del comma 1, da recepire nelle
singole carte dei servizi entro il termine di novanta giorni dalla sua
adozione. Art. 48 (Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di
documenti in cartaceo) 1. Gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti
amministrativi aventi effetto di pubblicazione legale si intendono assolti con
la pubblicazione da parte delle amministrazioni e dei soggetti obbligati sui
propri siti informatici. 2. Gli adempimenti di cui al comma 1 possono essere
attuati mediante l'utilizzo di siti informatici di altri soggetti obbligati,
ovvero di loro associazioni. 3. Al fine di garantire e facilitare l'accesso
alle pubblicazioni di cui al comma 1 il CNIPA realizza e gestisce un Portale di
accesso ai suddetti siti. 4. A
decorrere dal 1° gennaio 2011 le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non
hanno effetto di pubblicazione legale. 5. Agli oneri derivanti dalla
realizzazione delle attività di cui al comma 1 si provvede a valere sulle
risorse finanziarie assegnate ai sensi dell'articolo 27 della legge 16 gennaio
2003, n. 3 con decreto del Ministro per l'innovazione e le tecnologie in data
22 luglio 2005 al progetto “PC alle famiglie” non ancora impegnate alla data di
entrata in vigore del presente articolo. Art. 49 (Codice dell'amministrazione
digitale) 1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità, i criteri
ed i principi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro
diciotto mesi dalla data in entrata in vigore della presente legge, uno o più
decreti legislativi, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione, di concerto con i Ministri interessati, volti a modificare il
dlgs 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice dell'amministrazione digitale, nel
rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: - prevedere forme
sanzionatorie, anche inibendo l'erogazione dei servizi disponibili in modalità
digitali attraverso canali tradizionali, per le amministrazioni che non
ottemperano alle prescrizioni di cui al dlgs n. 82 del 2005; - individuare
meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole
pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l'incentivazione del personale
coinvolto e per il finanziamento per i progetti di innovazione; - modificare la
normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l'adozione e
l'uso da parte della pubblica amministrazione, di cittadini e imprese; -
prevedere il censimento e la diffusione degli applicativi informatici
realizzati o comunque utilizzati dalle pubbliche amministrazioni, e dei servizi
erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche (best practices)
tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le
amministrazioni inadempienti; - introdurre specifiche disposizioni volte a
rendere il project financing strumento per l'accelerazione dei processi di
valorizzazione dei dati pubblici e per l'utilizzazione da parte delle pubbliche
amministrazioni centrali, regionali e locali; - prevedere l'utilizzo del web
nelle comunicazioni tra le amministrazioni e i propri dipendenti; - prevedere
la pubblicazione, sui siti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
1, comma 2, del dlgs n. 165 del 2001, di indicatori di performance,
introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Art. 50 (VOIP e
Sistema pubblico di connettività,) 1. Al fine di consentire l'attuazione di
quanto previsto all'articolo 78, comma 2-bis, del dlgs 7 marzo 2005, n 82,e
successive modificazioni, il CNIPA provvede alla realizzazione e gestione di un
nodo di interconnessione per i servizi VOIP per il triennio 2009- 2011, in conformità
all'articolo 83 del dlgs n. 82 del 2005. 2. All'attuazione del comma 1 si
provvede nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, assegnate
al progetto “Lotta agli sprechi” dal decreto del Ministro per l'innovazione e
le tecnologie del 25 febbraio 2005, non ancora impegnate alla data della
presente legge, nonchè utilizzando le economie derivanti dalla realizzazione
del Sistema pubblico di connettività di cui al decreto del Ministro per
l'innovazione e le tecnologie del 27 ottobre 2004 3. Al fine di accelerare la
diffusione del sistema pubblico di connettività di cui al dlgs 7 marzo 2005, n
82, presso le pubb1iche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della
legge 30 marzo n 2001, n. 165 nel rispetto dei principi di economicità e di
concorrenza del mercato, il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione predispone, d'intesa con la Conferenza unificata di cui al dlgs
28 agosto 1997, n. 281, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, un programma triennale atto ad assicurare, entro il 31 dicembre 2011 l'adesione al predetto
sistema di tutte le citate amministrazioni, la realizzazione di progetti di
cooperazione tra i rispettivi sistemi informativi e la piena interoperabilità
delle banche dati, registri e anagrafi, al fine di migliorare la qualità e
ampliare la tipologia dei servizi, anche on line, erogati a cittadini e
imprese, nonché aumentare l'efficacia ed efficienza dell'amministrazione
pubblica. . 4. All'attuazione del programma di cui al comma 3 sono
prioritariamente destinate le risorse del fondo aree sottoutilizzate di cui
all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n 289 assegnate programmi per lo
sviluppo della società dell'informazione, non ancora programmate. Art. 51
(Riallocazione di fondi) Le somme, di cui all'articolo 2-bis, comma 1, lettera
b) del dl 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con modificazioni, dall'articolo
1 della legge 17 agosto 2005, n. 168, non impegnate sono destinate al
cofinanziamento dei progetti di sviluppo di reti di connettività, anche con
tecnologie senza fili (wireless), e di servizi innovativi di tipo
amministrativo e didattico presentati dalle università. Al fine di favorire le
iniziative di creazione di impresa nei settori innovativi promossi da giovani
ricercatori, il Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie della Presidenza
del Consiglio dei ministri definisce un programma di incentivi e di
agevolazioni, attuati in regime de minimis, dando priorità a progetti in grado
di contribuire al miglioramento qualitativo e alla razionalizzazione dei
servizi offerti dalla pubblica amministrazione. All'attuazione del presente
comma si provvede nel limite delle risorse finanziarie disponibili, assegnate,
ai sensi dell'articolo 27, della legge 16 gennaio 2003, n. 3 al “progetto Fondo
di garanzia per le PMI” con decreto del Ministro per l'innovazione e le
tecnologie del 15 giugno 2004, non impegnate alla data di entrata in vigore
della presente legge. Le risorse finanziarie assegnate al Dipartimento per
l'innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri ed al
Centro nazionale per l'informatica della pubblica amministrazione con delibere
CIPE adottate ai sensi dell'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge e non
destinate all'attuazione di accordi di programma quadro di cui all'articolo 2,
comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, possono essere riprogrammate
dal CIPE in favore degli interventi proposti dallo stesso Dipartimento. Possono
altresì essere destinate alle finalità di cui al precedente periodo le risorse
finanziarie per l'anno 2009 di cui all'articolo 1, comma 892, della legge 27
dicembre 2006, n, 296, non ancora programmate. CAPO VIII GIUSTIZIA Art. 52
(Modifiche al Libro Primo del cpc) 1. All'articolo 7 del cpc, sono apportate le
seguenti modificazioni: a) al primo comma le parole “lire cinque milioni” sono
sostituite dalle seguenti: “settemilacinquecento euro”; b) al secondo comma le
parole “lire trenta milioni” sono sostituite dalle seguenti: “venticinquemila
euro”. 2. L'articolo
38 del cpc è sostituito del seguente: “Art. 38. – (Incompetenza).
L'incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono
eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente
depositata. L'eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta
se non contiene l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Fuori
dei casi previsti dall'articolo 28, quando le parti costituite aderiscono
all'indicazione del giudice competente per territorio la competenza del giudice
indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla
cancellazione della causa dal ruolo. L'incompetenza per materia, quella per
valore e quella per territorio nei casi previsti dall'articolo 28 sono rilevate
d'ufficio non oltre l'udienza di cui all'articolo 183. Le questioni di cui ai
commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello
che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall'eccezione del
convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni.”. 3.
All'articolo 39 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) il primo
comma è sostituito dal seguente: “Se una stessa causa è proposta davanti a
giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del
processo, anche d'ufficio, dichiara con ordinanza la litispendenza e dispone la
cancellazione della causa dal ruolo”; b) al secondo comma la parola “sentenza”
è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 4. All'articolo 40, primo comma, del
cpc, la parola “sentenza” è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 5. L'articolo 44 del cpc è
sostituito dal seguente: “Art. 44. – (Efficacia dell'ordinanza che pronuncia
sulla competenza). L'ordinanza che, anche a norma degli articoli 39 e 40,
pronuncia sulla competenza del giudice adito, se non è reclamata entro il
termine di trenta giorni dalla comunicazione, rende incontestabile la decisione
sulla competenza e la competenza del giudice in essa indicato, in ogni processo
avente ad oggetto la medesima domanda. Il reclamo contro l'ordinanza del
giudice di pace si propone dinanzi al tribunale in composizione monocratica
nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha pronunciato l'ordinanza.
Quando il tribunale pronuncia in composizione monocratica il reclamo si propone
al collegio, del quale non può far parte il giudice che ha emanato il
provvedimento reclamato. Il reclamo contro l'ordinanza del tribunale, e quello
contro l'ordinanza della corte d'appello quando pronuncia in unico grado, si
propongono dinanzi al collegio diversamente composto. Il giudice pronuncia sul
reclamo in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile. In pendenza del
reclamo il processo è sospeso, ma il giudice può autorizzare il compimento
degli atti che ritiene urgenti.”. 6. All'articolo 45 del cpc la parola:
“sentenza” è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 7. All'articolo 47 del cpc
sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi primo, secondo e terzo
sono abrogati; b) al quinto comma le parole: “notificato il ricorso o” sono
soppresse. 8. All'articolo 48, primo comma, del cpc le parole: “dal giorno in
cui è presentata l'istanza al cancelliere a norma dell'articolo precedente o”
sono soppresse. 9. All'articolo 49 del cpc la parola: “sentenza”, ovunque
ricorre, è sostituita dalla seguente: “ordinanza”. 10. Al primo comma
dell'articolo 50 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola:
“sentenza”, ovunque ricorre, è sostituita dalla seguente: “ordinanza”; b) le
parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 11. All'articolo
88 del cpc, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: “Le parti costituite
debbono chiarire le circostanze di fatto in modo leale e veritiero”. 12. Il
primo comma dell'art. 91 del cpc è sostituito dal seguente: “Il giudice, con il
provvedimento che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte
soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida
l'ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura
non superiore all'eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha
rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del
processo, salvo quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 92”. 13. All'articolo 96 del
cpc è aggiunto, in fine, il seguente comma: “In ogni caso, il giudice, anche
d'ufficio, condanna la parte soccombente al pagamento, a favore della
controparte, di una somma non inferiore alla metà e non superiore al doppio dei
massimi tariffari”. 14. Al primo comma dell'articolo 115 del cpc sono aggiunte,
in fine, le seguenti parole: “, nonché i fatti contestati in modo generico”.
15. Al secondo comma dell'articolo 132 del ccpc, il numero 4) è sostituito dal
seguente: “4) la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della
decisione”. 16. All'articolo 153 del cpc è aggiunto, in fine, il seguente
comma: “La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa
non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini. Il giudice
provvede a norma dell'articolo 294, secondo e terzo comma”. Art. 53 (Modifiche
al Libro Secondo del cpc) 1. Al secondo comma dell'articolo 170 del cpc è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Tale disposizione si applica anche
agli atti di impugnazione”. 2. Il secondo comma dell'articolo 182 del cpc è
sostituito dal seguente: “Quando rileva un difetto di rappresentanza, di
assistenza o di autorizzazione ovvero un vizio che determina la nullità della
procura al difensore, il giudice assegna alle parti un termine perentorio per
la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o
l'assistenza, per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, ovvero per il
rilascio della procura alle liti o per la rinnovazione della stessa.
L'osservanza del termine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e processuali
della domanda si producono sin dal momento della prima notificazione”. 3. Al
sesto comma, alinea, dell'articolo 183 del cpc le parole: “il giudice concede”
sono sostituite dalle seguenti: “il giudice, ove sussistono giusti motivi, può
concedere”. 4. Il terzo comma dell'articolo 187 del cpc è sostituito dal
seguente: “Il giudice provvede analogamente se sorgono questioni attinenti alla
giurisdizione o ad altre pregiudiziali, ma può anche disporre che siano decise
unitamente al merito. Le questioni attinenti alla competenza sono decise
immediatamente con ordinanza, ai sensi dell'articolo 279, primo comma”. 5. Il
primo comma dell'articolo 191 del cpc è sostituito dal seguente: “Art. 191. –
(Nomina del consulente tecnico). Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti
il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma,
o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e
fissa l'udienza nella quale il consulente deve comparire”. 6. Il terzo comma
dell'articolo 195 del cpc è sostituito dal seguente: “Il giudice fissa il
termine entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la
relazione ed il termine, comunque anteriore alla successiva udienza, entro il
quale le parti possono depositare memorie contenenti osservazioni alla
relazione del consulente”. 7. Dopo l'articolo 257 del cpc è inserito il
seguente: Art. 257-bis – (Testimonianza scritta). “Il giudice, sentite le parti
e tenuto conto di ogni circostanza, può disporre, nelle cause aventi ad oggetto
diritti disponibili, di assumere la deposizione chiedendo al testimone, anche
nelle ipotesi di cui all'articolo 203, di fornire, per iscritto e nel termine
fissato, le risposte ai quesiti sui quali deve essere interrogato. Il giudice,
con il provvedimento di cui al primo comma, dispone che la parte che ha
richiesto l'assunzione della prova predisponga il modello di testimonianza in
conformità agli articoli ammessi e lo faccia notificare al testimone. Il
testimone rende la deposizione compilando il modello di testimonianza in ogni
sua parte, con risposta separata a ciascuno dei quesiti, e precisa quali sono
quelli cui non è in grado di rispondere, indicandone la ragione. Il testimone
sottoscrive la deposizione apponendo la propria firma autenticata su ciascuna
delle facciate del foglio di testimonianza, che spedisce in busta chiusa con
plico raccomandato o consegna alla cancelleria del giudice. Quando il testimone
si avvale della facoltà di astensione di cui all'articolo 249, ha l'obbligo di
compilare il modello di testimonianza, indicando le complete generalità e i
motivi di astensione. Quando il testimone non spedisce o non consegna le
risposte scritte nel termine stabilito, il giudice può condannarlo alla pena
pecuniaria di cui all'articolo 255, primo comma. Il giudice, esaminate le
risposte, può sempre disporre che il testimone sia chiamato a deporre davanti a
lui o davanti al giudice delegato.”. 8. All'articolo 279 del cpc, sono
apportate le seguenti modificazioni: a)il primo comma è sostituito dal
seguente: “Il collegio pronuncia ordinanza quando provvede soltanto su
questioni relative all'istruzione della causa, senza definire il giudizio,
nonché quando decide questioni di competenza. In tal caso, se non definisce il
giudizio, impartisce con la stessa ordinanza i provvedimenti per l'ulteriore
istruzione della causa”. b)al secondo comma, numero 1), le parole: “o di
competenza” sono soppresse. 9. All'articolo 295 del cpc è aggiunto, in fine, il
seguente comma: “L'ordinanza di sospensione è reclamabile nei termini e nei
modi di cui all'articolo 44”.
10. All'articolo 296 del cpc sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “,
fissando l'udienza per la prosecuzione del processo”. 11. All'articolo 297 del
cpc le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 12.
All'articolo 305 del cpc le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre
mesi”. 13. All'articolo 307 del cpc sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “tre
mesi”; b) al terzo comma, le parole: “sei mesi” sono sostituite dalle seguenti:
“tre mesi”; c) il quarto comma è sostituito dal seguente: “L'estinzione opera
di diritto ed è dichiarata, anche d'ufficio, con ordinanza del giudice
istruttore ovvero con sentenza del collegio”. 14. All'articolo 310, secondo
comma, del cpc le parole: “e quelle che regolano la competenza” sono sostituite
dalle seguenti: “e le ordinanze che pronunciano sulla competenza”. 15.
All'articolo 323 del cpc le parole: “oltre al regolamento di competenza nei
casi previsti dalla legge,” sono soppresse. 16. All'articolo 324 del cpc le parole:
“né a regolamento di competenza,” sono soppresse. 17. All'articolo 327, primo
comma, del cpc le parole: “decorso un anno” sono sostituite dalle seguenti:
“decorsi otto mesi”. 18. All'articolo 345, terzo comma, del cpc, dopo le
parole: “nuovi mezzi di prova” sono aggiunte le seguenti: “e non possono essere
prodotti nuovi documenti”. 19. All'articolo 353 del cpc sono apportate le
seguenti modificazioni: a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “(Rimessione
al primo giudice per ragioni di giurisdizione)”; b) al secondo comma, le parole
“sei mesi” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. 20. Il numero 2) del
primo comma dell'articolo 360 del cpc è abrogato. 21. All'articolo 382 del cpc
sono apportate le seguenti modificazioni: a) nella rubrica, le parole: “e di
competenza” sono soppresse; b) il secondo comma è abrogato. 22. Al secondo
comma dell'articolo 385 del cpc le parole: “o per violazione delle norme sulla
competenza” sono soppresse. 23. Al primo comma dell'articolo 392 del cpc le
parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “tre mesi”. Art. 54
(Modifiche al Libro Terzo del cpc) 1. Dopo l'articolo 614 del cpc è inserito il
seguente: “Art. 614-bis. – (Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di
non fare). Con il provvedimento di condanna all'adempimento di un obbligo di
fare infungibile o di non fare, il giudice, su richiesta di parte, fissa la
somma dovuta all'avente diritto per ogni violazione o inosservanza successiva.
Il provvedimento costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme
dovute per ogni violazione o inosservanza.”. Art. 55 (Modifiche al Libro Quarto
del cpc). 1. All'articolo 669-octies del cpc sono apportate le seguenti
modificazioni: a) dopo il sesto comma è inserito il seguente: “Il giudice,
quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell'inizio
della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare”; b) al
settimo comma le parole: “primo comma” sono sostituite dalle seguenti: “sesto
comma”. 2. All'articolo 819-ter del cpc sono apportate le seguenti
modificazioni: a) al primo comma, il secondo periodo è sostituito dal seguente:
“L'ordinanza con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in
relazione ad una convenzione d'arbitrato è reclamabile a norma dell'articolo 44”; b) al secondo comma, dopo
la parola: “44”
sono inserite le seguenti: “, primo comma”. Art. 56 (Procedimento sommario non
cautelare). 1. Dopo il capo III del titolo I del libro IV del cpc è inserito il
seguente: "Capo III-bis DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE Art.
702-bis. (Forma della domanda. Costituzione delle parti) Nelle cause in cui il
tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda di condanna al
pagamento di somme di denaro, anche se non liquide, ovvero alla consegna o rilascio
di cose può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso,
sottoscritto a norma dell'articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai
numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6) e l'avviso di cui al numero 7) dell'articolo 163,
terzo comma. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il
fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale il
quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento. Il
giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti,
assegnando un termine perentorio per la notificazione del ricorso. Il convenuto
deve costituirsi almeno dieci giorni prima dell'udienza, mediante deposito in
cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese
e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda,
indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in
comunicazione, formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le
eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che
non sono rilevabili d'ufficio. Se il convenuto intende chiamare un terzo in
garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di
costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. Il
giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede
a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la
citazione del terzo. La costituzione in giudizio del terzo avviene a norma del
comma precedente. Art. 702-ter. (Procedimento) Il giudice, se ritiene di essere
incompetente, pronuncia ordinanza reclamabile ai sensi dell'articolo 44. Si
applica l'articolo 50. Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate
nell'articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara
inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale. Se
ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono una istruzione non
sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l'udienza di cui
all'articolo 183 e si applicano le disposizioni del Libro II. Quando la causa
relativa alla domanda riconvenzionale richiede una istruzione non sommaria, il
giudice ne dispone la separazione. Se non provvede ai sensi dei commi
precedenti, il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale
al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di
istruzione indispensabili in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto
e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande.
L'ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l'iscrizione
di ipoteca giudiziale. Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del
procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti. Art. 702-quater. (Appello)
L'ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell'articolo 702-ter produce gli
effetti di cui all'articolo 2909 del codice civile se non è appellata entro
trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi
di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene indispensabili ai fini
della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso
del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del
collegio può delegare l'assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti
del collegio.". Art. 57 (Modifiche alle Disposizioni per l'attuazione del
cpc) 1. Dopo l'articolo 103 delle "Disposizioni per l'attuazione del cpc e
disposizioni transitorie", è aggiunto il seguente: "Art. 103-bis. –
(Modello di testimonianza). La testimonianza scritta è resa su di un modulo
conforme al modello approvato con decreto del Ministro della giustizia che
individua anche le istruzioni per la sua compilazione, da notificare unitamente
al modello. Il modello, sottoscritto in ogni suo foglio dalla parte che ne ha
curato la compilazione, deve contenere, oltre alla indicazione del procedimento
e dell'ordinanza di ammissione da parte del giudice procedente, idonei spazi
per l'inserimento delle complete generalità del testimone, dell'indicazione
della sua residenza, del suo domicilio e, ove possibile, di un suo recapito
telefonico. Deve altresì contenere l'ammonimento del testimone ai sensi
dell'articolo 251 e la formula del giuramento di cui al medesimo articolo,
oltre all'avviso in ordine alla facoltà di astenersi ai sensi degli articoli
351, 352 del codice di procedura penale, con lo spazio per la sottoscrizione
obbligatoria del testimone, nonché le richieste di cui all'art. 252, primo
comma, la trascrizione dei quesiti ammessi, con l'avvertenza che il testimone
deve rendere risposte circostanziate a ciascuna domanda. Al termine di ogni
risposta è apposta, di seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sottoscrizione
da parte del testimone. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da un
notaio o da un segretario comunale o dal cancelliere di un ufficio giudiziario.
L'autentica delle sottoscrizioni è in ogni caso gratuita.". 2.
All'articolo 104, primo comma, delle disposizioni per l'attuazione del cpc,
dopo le parole: “questi la dichiara” sono inserite le seguenti: “, anche
d'ufficio,”. 3. Il primo comma dell'articolo 118 delle disposizioni per
l'attuazione del cpc è sostituito dal seguente: “La motivazione della sentenza di
cui all'articolo 132, n. 4), del codice consiste nella succinta esposizione dei
fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche
con riferimento a precedenti conformi”. Art. 58 (Abrogazione dell'articolo 3
della legge 21/2/2006, n. 102) 1.
L'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, è
abrogato. Art. 59 (Notificazione a cura dell'Avvocatura dello Stato) 1. L'Avvocatura dello Stato
può eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali
ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, e successive modificazioni. 2. Per
le finalità di cui al comma 1,
l'Avvocatura generale dello Stato e ciascuna Avvocatura
distrettuale dello Stato si dotano di un apposito registro cronologico conforme
alla normativa, anche regolamentare, vigente. 3. La validità dei registri di
cui al comma 2 è subordinata alla previa numerazione e vidimazione, in ogni
mezzo foglio, rispettivamente, da parte dell'Avvocato generale dello Stato, o
di un Avvocato dello Stato all'uopo delegato, ovvero dell'Avvocato distrettuale
dello Stato. 4. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolte nell'ambito delle
risorse umani, strumentali e finanziarie disponibili a disposizione vigente.
Art. 60 (Abrogazioni) 1.Gli articoli 42, 43, 46, 184-bis e 385, quarto comma,
del cpc e l'articolo 187 delle disposizioni per l'attuazione del cpc sono
abrogati. Art. 61 (Disposizioni transitorie) 1. . Fatto salvo quanto previsto
dai commi successivi, le disposizioni della presente legge che modificano il
cpc e le disposizioni per l'attuazione del cpc si applicano ai giudizi
instaurati dopo la sua entrata in vigore. 2. Ai giudizi pendenti in primo grado
alla data di entrata in vigore della presente legge si applica l'articolo 345
del cpc, come modificato dalla presente legge. 3. Alle controversie
disciplinate dall'articolo 3 della legge 21 febbraio 2006, n. 102, pendenti alla
data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad applicarsi le
disposizioni di cui al libro II, titolo IV, capo I, del cpc. 4. Le disposizioni
di cui ai commi quinto e sesto dell'articolo 155 del cpc si applicano anche ai
procedimenti pendenti alla data del 1° marzo 2006. Art. 62 (Sospensione dei
termini processuali nel periodo feriale) All'articolo 1, primo comma, della
legge 7 ottobre 1969, n. 742, le parole: “15 settembre” sono sostituite dalle
seguenti: “31 agosto”. La disposizione di cui al comma 1 si applica a decorrere
dal 1° gennaio 2009. Art. 63 (Misure urgenti per il recupero di somme afferenti
al bilancio della giustizia e per il contenimento e la razionalizzazione delle
spese di giustizia) Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
all'articolo 36, comma 2, del codice penale, le parole “uno o più giornali
designati dal giudice” sono sostituite dalle seguenti: "nel sito internet
del Ministero della giustizia. La durata della pubblicazione è stabilita dal
giudice in misura non superiore a trenta giorni. In mancanza, la durata è di
quindici giorni." Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti
modificazioni: all'articolo 262, il comma 3-bis è soppresso all'articolo 535,
al comma 1 sono soppresse le parole “relative ai reati cui la condanna si
riferisce” e il comma 2. all'articolo 536, sono soppresse le parole “e designa
il giornale o i giornali in cui deve essere inserita”. All'articolo 676, al
comma 1 sono soppresse le parole “o alla devoluzione allo Stato delle somme di
denaro sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell'articolo 262”. Al comma 4 dell'articolo
171-ter della legge 21 aprile 1941, n. 633, la lettera b) è sostituita dalla
seguente:“b) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell'articolo 36, comma
2, del codice penale”. Al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, dopo
l'articolo 187-bis è inserito il seguente: "Articolo 187-ter. (Devoluzione
allo Stato delle somme di denaro) 1. Le somme di denaro depositate presso gli
uffici postali, gli istituti di credito o altri enti, in relazione a procedure
esecutive, non riscosse o non reclamate dagli aventi diritto entro cinque anni
dalla data in cui è divenuta definitiva l'ordinanza di distribuzione o di
approvazione del progetto di distribuzione ovvero, in caso di opposizione, dal
passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia, sono
devolute allo Stato. La devoluzione opera di diritto. 2. Per le somme di denaro
depositate presso gli uffici postali, gli istituti di credito o altri enti, la
cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento comunica l'avvenuta
devoluzione al depositario, il quale provvede al versamento delle somme e dei
valori, con i relativi interessi, in conto entrate al bilancio dello Stato per
essere riassegnati, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze,
alle unità previsionali di base dello stato di previsione della spesa del
Ministero della giustizia concernenti le spese di funzionamento
dell'organizzazione giudiziaria. Al testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del
Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115, sono apportate le
seguenti modifiche: Dopo l'articolo 73 sono inseriti il Titolo XIV-bis
“Registrazione degli atti giudiziari nel processo penale” e i seguenti
articoli: Art. 73-bis (L). (Termini per la richiesta di registrazione) La
registrazione della sentenza di condanna al risarcimento del danno deve essere
richiesta entro cinque giorni dal passaggio in giudicato. Art. 73-ter (L).
(Procedura per la registrazione degli atti giudiziari) La trasmissione della
sentenza all'ufficio finanziario è curata dal funzionario addetto all'ufficio
del giudice, diverso dalla Corte di cassazione, il cui provvedimento è passato
in giudicato o presso il quale il provvedimento è divenuto definitivo.
L'articolo 111 è sostituito dal seguente: Art. 111 (L) (Recupero nei confronti
dell'imputato ammesso al patrocinio) 1. Non si procede al recupero di alcuna
spesa nei confronti dell'imputato ammesso al patrocinio a spese dello Stato. 2. In caso di revoca
dell'ammissione del patrocinio, ai sensi dell'articolo 112 comma 1, lett. d) e
comma 2, si procede alla riscossione delle spese forfettizzate, delle spese
anticipate dall'erario non comprese nella fortettizzazione nonché del
contributo unificato e dell'imposta di registro. c. all'articolo 154, dopo il
comma 3 sono inseriti i seguenti: "3-bis. Salvo quanto previsto dai commi
precedenti, trascorsi cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad
impugnazione o dalla data in cui il provvedimento di archiviazione è divenuto
definitivo, le somme di denaro, i titoli al portatore, quelli emessi o
garantito dallo Stato anche se non al portatore, i valori di bollo e i crediti
pecuniari sequestrati, con i relativi interessi, se non ne è stata disposta la
confisca e nessuno ne ha chiesto la restituzione, reclamando di avervi diritto,
sono devoluti allo Stato. La devoluzione opera di diritto. 3-ter. Alla
destinazione delle somme devolute provvede la cancelleria del giudice che ha
emesso il provvedimento, osservando le disposizioni seguenti. Per le somme di
denaro e i valori depositati presso gli uffici postali, gli istituti di credito
o altri enti, la cancelleria comunica l'avvenuta devoluzione al depositario, il
quale provvede al versamento delle somme e dei valori, con i relativi
interessi, in conto entrate al bilancio dello Stato per essere riassegnati, con
decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, alle unità previsionali di
base dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia
concernenti le spese di funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. Per le
somme di denaro e i valori depositati presso la cancelleria, questa vi provvede
direttamente secondo le stesse modalità. Per i crediti pecuniari, la
cancelleria comunica l'avvenuta devoluzione al debitore, il quale provvede al
versamento delle somme di denaro, con i relativi interessi, in conto entrate al
bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze, alle unità previsionali di base dello stato di
previsione della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di
funzionamento dell'organizzazione giudiziaria. All'articolo 205 la rubrica è
sostituita dalla seguente. “Recupero intero, forfettizzato e per quota” e i
commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: 1. Le spese del processo anticipate
dall'erario sono recuperate nei confronti di ciascun condannato, senza vincolo
di solidarietà, nella misura fissa stabilita con decreto del Ministro della
Giustizia di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ai sensi
dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400. L'ammontare degli
importi può essere rideterminato ogni anno. 2. Il decreto determina la misura
del recupero con riferimento al grado di giudizio ed al tipo di procedimento.
Il giudice, in ragione della complessità delle indagini e degli atti compiuti,
nella statuizione di condanna al pagamento delle spese processuali può disporre
che gli importi siano raddoppiati o triplicati. Sono recuperate per intero
solamente le spese per la pubblicazione della sentenza penale di condanna e le
spese per la demolizione di opere abusive e la riduzione in pristino dei
luoghi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 32, comma 12, del dl 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre
2003, n. 326. e. al citati articolo 205, dopo il comma 2-ter sono inseriti i
seguenti: “2-quater. Gli importi di cui al comma 2-bis, nonché le spese per la
pubblicazione della sentenza penale di condanna, per la demolizione di opere
abusive e per la riduzione in pristino dei luoghi di cui al comma 2 del
presente articolo, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato in
misura corrispondente alla quota del debito da ciascuno dovuta in base al
decreto di cui al comma 1, senza vincolo di solidarietà. 2-quinquies. Il
contributo unificato e l'imposta di registro prenotati a debito per l'azione
civile nel processo penale, sono recuperati nei confronti di ciascun condannato
al risarcimento del danno in misura corrispondente alla quota del debito da
ciascuno dovuta, senza vincolo di solidarietà. 2-sexies. Gli oneri tributari
relativi al sequestro conservativo di cui all'articolo 316 del codice di
procedura penale sono recuperati nei confronti del condannato a carico del
quale è stato disposto il sequestro conservativo. La rubrica del titolo II
della parte VII del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n.
115 è così modificata: “Disposizioni generali per spese di mantenimento in
carcere e per spese processuali nel processo amministrativo, contabile e
tributario”. Dopo l'articolo 227 è inserito il Titolo II-bis “Disposizioni
generali per spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni amministrative
pecuniarie e sanzioni pecuniarie processuali nel processo civile e penale”.
Dopo l'articolo 227-ter sono inseriti i seguenti articoli: Art. 227-quater (L)
(Ruoli informatizzati). 1. Dopo aver svolto le attività previste dal comma 4 dell'articolo
3 del decreto ministeriale 3 settembre 1999, n. 321, l'agente della
riscossione restituisce, in duplice esemplare, all'ufficio giudiziario i ruoli
informatizzati. 2. La restituzione dei ruoli informatizzati proveniente su
supporto cartaceo o magnetico avviene: a) per le minute pervenute all'agente
dal giorno 1 al giorno 15 entro l'ultimo giorno del mese, b) per le minute
pervenute all'agente dal giorno 16 entro il giorno 15 del mese successivo. Art.
227-quinquies (Termini per la riscossione) 1. I termini per l'attività
dell'agente della riscossione previsti: a) dall'articolo 19, comma 2, lettera
a), del dlgs 13 aprile 1999, n. 112 per procedere alla notifica della cartella
di pagamento, sono ridotti a cinque mesi; b) dall'articolo 19, comma 2 lettera
c) del dlgs 13 aprile 1999, n. 112, per la presentazione della comunicazione di
inesigibilità come causa di perdita del diritto al discarico, sono ridotti a
sedici; c) dall'art. 50, comma 2, del decreto del presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 602, per procedere ad espropriazione forzata sono ridotti
a soli tre mesi dalla notificazione della cartella; d) dall'art. 50, comma 3,
del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, di
efficacia dell'avviso di cui al comma 2 dello stesso articolo, sono ridotti a
novanta giorni; e) dall'art. 53, comma 1, del decreto del presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, di perdita di efficacia del pignoramento
senza che sia stato effettuato il primo incanto, sono ridotti a novanta giorni
decorrenti dalla data di esecuzione del pignoramento; f) dall'art. 25, comma 2,
del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ad
adempiere l'obbligo risultante dal ruolo, sono ridotti a trenta giorni
decorrenti dalla data di notificazione della cartella di pagamento; 2. La
comunicazione di inesigibilità dell'agente della riscossione costituisce
attestazione di impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata
di essa idonea all'attivazione della procedura di conversione della pena
pecuniaria ai sensi dell'art. 660, comma secondo, del codice di procedura
penale. Art. 227-sexies (L). (Sequestro conservativo di somme di denaro nel
processo penale). 1. Quando è disposto il sequestro conservativo di una somma di
denaro a norma dell'articolo 316 del codice di procedura penale, l'agente della
riscossione, entro cinque giorni dalla consegna del ruolo, notifica al debitore
un avviso di liquidazione degli importi dovuti con l'avvertenza che qualora la
somma di denaro sia sufficiente a soddisfare il credito, la stessa verrà
prelevata nel termine di un mese. 2. Qualora la somma sequestrata risulti
insufficiente, ferma restando la soddisfazione parziale del credito con la
medesima, per il residuo l'agente della riscossione provvederà secondo le
modalità ordinarie. 3. Nel caso in cui le somme sequestrate eccedano il credito
per il quale si procede alla riscossione, l'agente provvederà alla restituzione
dell'eccedenza previa verifica e soddisfazione totale o parziale, di eventuali
altri crediti erariali iscritti a ruolo sul territorio nazionale . Art.
227-septies. (L). (Sequestro conservativo di crediti, beni mobili ed immobili
nel processo penale). 1. Quando è disposto sequestro conservativo di un
credito, di un bene mobile o immobile a norma dell'articolo 316 del codice di
procedura penale, e la sentenza di condanna preveda il pagamento di pena
pecuniaria il funzionario addetto all'ufficio procede all'iscrizione del
credito a ruolo e contestualmente trasmette all'agente della riscossione per
via telematica l'elenco dei crediti e dei beni mobili o immobili sequestrati ed
il provvedimento che dispone il sequestro. 2. L'agente della riscossione entro cinque
giorni dalla consegna del ruolo, prima di procedere alla fissazione degli
incanti, notifica al debitore un avviso di liquidazione degli importi dovuti
con l'avvertenza che in caso di mancato integrale pagamento nel termine di un
mese, si procederà all'esecuzione forzata. 3. Gli effetti del sequestro cessano
all'integrale pagamento della somma iscritta a ruolo. Art. 227-octies. (L).
(Restituzione di cose sequestrate dopo il passaggio in giudicato del
provvedimento di condanna). 1. Dopo l'irrevocabilità del provvedimento di
condanna le somme sequestrate di cui è stata disposta la restituzione al
condannato sono versate dal funzionario addetto all'ufficio all'erario sino
alla concorrenza del credito per spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni
pecuniarie processuali e sanzioni amministrative pecuniarie. 2. Se oggetto del
sequestro sono assegni o altri titoli di credito, su richiesta del funzionario
addetto all'ufficio, le rispettive somme sono assegnate in pagamento delle
spese processuali, pene pecuniarie, sanzioni pecuniarie processuali e sanzioni
amministrative pecuniarie con provvedimento del giudice dell'esecuzione. Il
funzionari addetto all'ufficio provvede alla vendita dei titoli sequestrati e
versa il ricavato a pagamento di quanto indicato e alla restituzione
dell'eccedenza 3. Le altre cose sequestrate al condannato sono vendute a cura
del cancelliere e la somma ricavata versata in conto spese processuali, pene
pecuniarie, sanzioni pecuniarie processuali e sanzioni amministrative
pecuniarie, dedotte le spese di cui all'articolo 155. Se la somma ricavata
supera l'ammontare del credito, l'eccedenza è restituita al condannato. 4. Del
provvedimento di vendita degli oggetti sequestrati, il funzionario addetto
all'ufficio, dà avviso al condannato con avvertenza che può ritirali pagando
l'intero ammontare del credito. 5. Con il provvedimento che ordina la vendita
delle cose sequestrate, il giudice dell'esecuzione stabilisce le modalità della
vendita ed il luogo in cui deve eseguirsi. 6. Il provvedimento che dispone la
vendita deve essere affisso per dieci giorni continui nell'albo del tribunale e
degli altri uffici giudiziari del circondario o, nel caso in cui giudice
dell'esecuzione è il giudice di appello, nell'albo del tribunale che ha
pronunciato la sentenza di primo grado e degli altri uffici giudiziari dello
stesso circondario nonché nell'albo del tribunale del luogo in cui ha sede il
giudice di appello. 7. Se i beni rimangono invenduti, il funzionario addetto
all'ufficio comunica senza ritardo all'avente diritto che potrà ritirare i beni
e che le spese di custodia e conservazione, decorsi venti giorni dalla
comunicazione, sono in ogni caso dovute dallo stesso. Analoga comunicazione è
eseguita al custode. 8. Se i beni sono affidati alla cancelleria, in caso di
mancato ritiro nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, il funzionario
presenta l'elenco al giudice dell'esecuzione che ne dispone la distruzione. 9.
Le spese per la distruzione dei beni rimasti invenduti sono in ogni caso a
carico del condannato. Art. 227-novies (L). (Norme applicabili). 1. Al presente
titolo si applicano gli articoli: 214, 215, 216, 218 comma 2, 220. Alla legge
24 dicembre 2007 n. 244, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato sono apportate le seguenti modifiche: All'articolo 1,
comma 367, la lettera a) è sostituita dalla seguente: "a) acquisizione dei
dati anagrafici del debitore e quantificazione del credito, nella misura
stabilita dal decreto del Ministro della Giustizia adottato a norma
dell'articolo 205 del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115, così come modificato dalla presente
legge;" All'articolo 1, comma 367, dopo la lettera b) è aggiunta la
seguente: "b) notificazione al debitore degli atti indicati nell'art.
227-ter del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
maggio 2002, n. 115". All'articolo 1, comma 367, la lettera c) è
sostituita dalla seguente: " c) su richiesta del contribuente, può
concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello
stesso, alla ripartizione del pagamento del credito, fino ad un massimo di 72
rate mensili, fermo restando quanto previsto dalle norme speciali in materia di
rateizzazione delle pene pecuniarie di cui all'articolo 236, comma 1 del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.
115". d. All'articolo 1, dopo il comma 367, è inserito il seguente comma:
"2.Gli atti indicati nell'art. 227-ter del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 sono notificati dagli
ufficiali giudiziari ai sensi degli articoli 137 e seguenti del cpc. Le spese
di notifica dell'invito al pagamento sono a carico del debitore, qualora
quest'ultimo provvede al pagamento del credito; l'importo è aggiornato con
decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze." Art. 64 (Abrogazioni
di norme primarie) 1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono
abrogate le seguenti disposizioni: l'articolo 25 del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002 n. 115 DPR 30 maggio
2002, n. 115, e, al comma 1 dell'articolo 243 dello stesso testo unico le
parole ”e le somme relative all'articolo 25”; b. gli articoli 1, comma 372 e 2, commi da
612 a
614 della legge 24 dicembre 2007 n. 244, disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Articolo 65 (Clausole generali e
certificazione) In tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle
materie di cui all'articolo 409 del cpc e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30
marzo 2001 n. 165 contengano clausole generali, ivi comprese le norme in tema
di instaurazione di un rapporto di lavoro, esercizio dei poteri datoriali,
trasferimento di azienda e recesso, il controllo giudiziale è limitato
esclusivamente, in conformità ai principi generali dell'ordinamento,
all'accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al
sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che
competono al datore di lavoro o al committente. Nella qualificazione del
contratto di lavoro e nella interpretazione delle relative clausole il giudice
non può discostarsi dalle valutazioni delle parti espresse in sede di
certificazione dei contratti di lavoro di cui al titolo VIII del dlgs 10
settembre 2003, n. 276, salvo il caso di erronea qualificazione del contratto,
di vizi del consenso o di difformità tra il programma negoziale certificato e
la sua successiva attuazione. Nel valutare le motivazioni a base del
licenziamento il giudice fa riferimento alle tipizzazioni di giusta causa e di
giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro stipulati dai
sindacati comparativamente più rappresentativi ovvero nei contratti individuali
di lavoro ove stipulati con l'assistenza e la consulenza delle commissioni di
certificazione di cui al titolo VIII del dlgs 10 settembre 2003, n. 276. Nel
definire le conseguenze da riconnettere al licenziamento, il giudice tiene
ugualmente conto di elementi e parametri fissati dai predetti contratti e
comunque considera le dimensioni e le condizioni dell'attività esercitata dal
datore di lavoro, la situazione del mercato del lavoro locale, l'anzianità e le
condizioni del lavoratore, il comportamento delle parti anche prima del
licenziamento. L'articolo 75 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276, è modificato
come segue: "Al fine di ridurre il contenzioso in materia di lavoro le
parti possono ottenere la certificazione dei contratti in cui sia dedotta,
direttamente o indirettamente, una prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria
stabilita nel presente Titolo". Dall'attuazione del presente articolo non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
adempimenti previsti dalla presente disposizione sono svolti nell'ambito delle
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 66 (Conciliazione e arbitrato) L'art. 410 del cpc è sostituito dal
seguente: "Art. 410 (Tentativo di conciliazione.) 1. Chi intende proporre
in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409 e
dall'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165, può promuovere, anche
tramite l'associazione sindacale alla quale aderisce o conferisce mandato, un
previo tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione individuata
secondo i criteri di cui all'art 413. 2. La comunicazione della richiesta di
espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e
sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni
successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. 3. Le
commissioni di conciliazione sono istituite presso la Direzione provinciale del
lavoro. La commissione è composta dal direttore dell'ufficio stesso o da un suo
delegato, in qualità di presidente, da quattro rappresentanti effettivi e da
quattro supplenti dei datori di lavoro e da quattro rappresentanti effettivi e
da quattro supplenti dei lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative. 4. Le commissioni, quando se ne ravvisi
la necessità, affidano il tentativo di conciliazione a proprie
sottocommissioni, presiedute dal direttore della Direzione provinciale del
lavoro o da un suo delegato, che rispecchino la composizione prevista dal
precedente terzo comma. In ogni caso per la validità della riunione è
necessaria la presenza del presidente e di almeno un rappresentante dei datori
di lavoro e di uno dei lavoratori. 5. La richiesta del tentativo di
conciliazione, sottoscritta dall'istante, è consegnata o spedita mediante
raccomandata con avviso di ricevimento. Copia della richiesta del tentativo di
conciliazione deve essere consegnata o spedita a cura della stessa parte
istante alla controparte. 6. La richiesta deve precisare: a) nome, cognome, e
residenza dell'istante e del convenuto; se l'istante o il convenuto sono una
persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un comitato, l'istanza
deve indicare la denominazione o la ditta nonché la sede; b) il luogo ove è
sorto il rapporto ovvero dove si trova l'azienda o una sua dipendenza alla
quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al
momento della fine del rapporto; c) il luogo dove devono essere fatte alla
parte istante le comunicazioni inerenti alla procedura; d) l'esposizione dei
fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa. 7. Entro venti giorni
dal ricevimento della copia della richiesta, la controparte deposita presso la
commissione di conciliazione una memoria contenente le difese e le eccezioni in
fatto e in diritto, le eventuali domande in via riconvenzionale e l'indicazione
dei mezzi di prova. Entro i dieci giorni successivi al deposito, la Commissione
fissa la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione, che dovrà
essere tenuto entro i successivi trenta giorni. Dinanzi alla commissione il
lavoratore può farsi rappresentare o assistere anche da un'organizzazione cui
aderisce o conferisce mandato. 8. La conciliazione della lite da parte di chi
rappresenta la pubblica amministrazione, anche in sede giudiziale ai sensi
dell'articolo 420, commi primo, secondo e terzo, del cpc, non può dar luogo a
responsabilità amministrativa.”. L'articolo 411 del Cpc è sostituito dal
seguente: “Art. 411 (Processo verbale di conciliazione.) 1. Se la conciliazione
esperita ai sensi dell'art. 410 riesce, anche limitatamente ad una parte della
domanda, viene redatto separato processo verbale sottoscritto dalle parti e dai
componenti della commissione di conciliazione. Il verbale costituisce titolo
esecutivo a seguito di provvedimento del giudice su istanza della parte
interessata. 2. Se non si raggiunge l'accordo tra le parti, la commissione di
conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria definizione della
controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono riassunti
nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle parti. 3. Ove il
tentativo di conciliazione sia stato richiesto dalle parti, al ricorso
depositato ai sensi dell'art 415, devono essere allegati i verbali e le memorie
concernenti il tentativo di conciliazione non riuscito. 4. L'articolo 412 del Cpc è
sostituito dal seguente: "Art. 412 (Risoluzione arbitrale della
controversia.) 1. In
qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in caso di
mancata riuscita, le parti possono accordarsi per la risoluzione della lite,
affidando alla commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via
arbitrale la controversia. 2. Nel conferire mandato per la risoluzione
arbitrale della controversia, le parti devono indicare: a) il termine per la
emanazione del lodo, spirato il quale l'incarico deve intendersi revocato; b)
le norme che la commissione dovrà applicare al merito della controversia, ivi
compresa la decisione secondo equità, nel rispetto dei principi generali
dell'ordinamento. 3. Il lodo emanato a conclusione dell'arbitrato, sottoscritto
dagli arbitri ed autenticato, produce tra le parti gli effetti di cui
all'articolo 1372 del codice civile e di cui all'articolo 2113, quarto comma,
del codice civile ed ha efficacia di titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 474 a seguito del
provvedimento del giudice su istanza della parte interessata ai sensi
dell'articolo 825. 4. Il lodo è impugnabile ai sensi dell'articolo 808
ter.". 4. L'articolo
412 ter del cpc è sostituito dal seguente: "Art. 412 ter (Altre modalità di conciliazione previste dalla contrattazione collettiva.) 1. La conciliazione, nelle
materie di cui all'articolo 409 e all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo
2001 n. 165, può essere svolta altresì presso le sedi previste dai contratti
collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente
rappresentative. 2. Si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui
agli articoli 410, 411 e 412.". 5. L'articolo 412 quater del cpc è sostituito
dal seguente. "Art. 412 quater (Altre modalità di conciliazione e
arbitrato). 1. Ferma restando la facoltà di ciascuna delle parti di adire
l'autorità giudiziaria e di avvalersi delle procedure di conciliazione e di
arbitrato previste dalla legge, le controversie di cui all'articolo 409 e
all'articolo 63, comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165 possono essere altresì
proposte innanzi al Collegio di conciliazione e arbitrato irrituale costituito
secondo quanto previsto dai commi seguenti. è nulla ogni clausola del contratto
individuale di lavoro o comunque pattuita che obblighi una parte o entrambe a
proporre le controversie sopra indicate al Collegio di conciliazione ed
arbitrato. 2. Il Collegio è composto da un rappresentante di ciascuna delle
parti e da un terzo membro, in funzione di Presidente, scelto di comune accordo
dagli arbitri di parte tra i professori universitari di materie giuridiche e
gli avvocati patrocinanti in cassazione. 3. La parte che intenda ricorrere al
Collegio di conciliazione e arbitrato deve notificare all'altra parte un
ricorso sottoscritto, salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da
un avvocato al quale abbia conferito mandato e presso il quale deve eleggere il
domicilio. Il ricorso deve contenere la nomina dell'arbitro di parte ed
indicare l'oggetto della domanda, le ragioni di fatto e di diritto sulle quali
si fonda la domanda, i mezzi di prova ed il valore della controversia entro il
quale si intende limitare la domanda. 4. Se la parte convenuta intende
accettare la procedura di conciliazione e arbitrato nomina il proprio arbitro
di parte, il quale entro trenta giorni dalla notifica del ricorso procede, ove
possibile, concordemente con l'altro arbitro, alla scelta del Presidente e
della sede del Collegio. Ove ciò non avvenga ciascuna delle parti è libera di
adire l'autorità giudiziaria. 5.
In caso di scelta concorde del terzo arbitro e della
sede del Collegio, la parte convenuta entro trenta giorni da tale scelta deve
depositare presso la sede del Collegio una memoria difensiva sottoscritta,
salvo che si tratti di una pubblica amministrazione, da un avvocato cui abbia
conferito mandato e presso il quale deve eleggere il domicilio. La memoria deve
contenere le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, le eventuali domande
in via riconvenzionale e l'indicazione dei mezzi di prova. 6. Entro dieci
giorni dal deposito della memoria difensiva il ricorrente può depositare presso
la sede del Collegio una memoria di replica senza modificare il contenuto del
ricorso. Nei successivi dieci giorni il convenuto può depositare presso la sede
del Collegio una controreplica senza modificare il contenuto della memoria
difensiva. 7. Il Collegio fissa il giorno della udienza, da tenersi entro
trenta giorni dalla scadenza del termine per la controreplica del convenuto,
dandone comunicazione alle parti nel domicilio eletto almeno dieci giorni
prima. 8. All'udienza il Collegio esperisce il tentativo di conciliazione. Se
la conciliazione riesce si applicano le disposizioni dell'articolo 411, comma 1
e comma 5, e dell'articolo 66, comma 8, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165. 9. Se la
conciliazione non riesce il Collegio provvede, ove occorra, a interrogare le
parti e ad ammettere ed espletare le prove, altrimenti invita alla immediata
discussione orale. Nel caso di ammissione delle prove il Collegio può rinviare
ad altra udienza, a non più di dieci giorni di distanza, per l'assunzione delle
stesse e la discussione orale. 10. La controversia è decisa, entro venti giorni
dall'udienza di discussione, mediante un lodo. Il lodo è impugnabile ai sensi
dell'articolo 808 ter. 11. Il compenso del Presidente del Collegio di
conciliazione e arbitrato è fissato in misura pari al due per cento del valore
della controversia dichiarato in ricorso e viene versato dalle parti per metà
ciascuna presso le sede del Collegio mediante assegni circolari intestati al
Presidente almeno cinque giorni prima dell'udienza. Ciascuna parte provvede a
compensare l'arbitro da essa nominato. Le spese legali e quelle per il compenso
del Presidente e dell'arbitro di parte, queste ultime nella misura dell'uno per
cento del suddetto valore della controversia, sono liquidate nel lodo ai sensi
degli articoli 91, primo comma, e 92. 12. I contratti collettivi nazionali di
categoria possono istituire un Fondo per il rimborso al lavoratore delle spese
per il compenso del Presidente del Collegio di conciliazione e arbitrato e del
proprio arbitro di parte.". 6.
In deroga a quanto previsto dall'articolo 412 quater del
cpc, i contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere clausole
compromissorie che comportino la devoluzione della controversia al collegio
arbitrale anche sulla base di forme di adesione tacita dei soggetti interessati
alla procedura arbitrale. 7. Le controversie di cui all'articolo 409 del cpc
possono essere decise da arbitri, oltre che nei casi previsti dall'articolo 806
del cpc e dall'articolo 5 legge 11 agosto 1973, n. 533, anche qualora il
contratto e la clausola compromissoria ivi contenuta, ovvero il compromesso,
siano stati certificati in base alle norme di cui al titolo VIII del dlgs 10
settembre 2003, n. 276. Le commissioni di certificazione dovranno accertare che
la clausola compromissoria, ovvero il compromesso, contenga, anche mediante
rinvio a regolamenti preesistenti dei collegi arbitrali, i criteri per la
liquidazione dei compensi spettanti agli arbitri ed il termine entro il quale
il lodo deve essere emanato. 8. Gli organi di certificazione di cui
all'articolo 76 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276 possono istituire camere
arbitrali per la definizione, ai sensi dell'articolo 808 ter del cpc delle
controversie nelle materie di cui all'articolo 409 del Cpc e all'articolo 63,
comma 1, del dlgs 30 marzo 2001 n. 165. Le commissioni di cui all'articolo 76
del dlgs 10 settembre 2003, n. 276 possono concludere convenzioni con le quali
prevedano la costituzione di camere arbitrali unitarie. Si applica, in quanto
compatibile, l'articolo 412, commi 3 e 4, del cpc,. 9. Presso le sedi di
certificazione può altresì essere esperito il tentativo di conciliazione di cui
all'articolo 410 del cpc. 10. All'articolo 82 del dlgs 10 settembre 2003, n.
276, è soppresso l'inciso "di cui all'art. 76, comma 1, lett. a), del
presente dlgs ". 11. Il comma 2 dell'articolo 83 del dlgs 10 settembre
2003, n. 276 è soppresso. 12. All'articolo 2113 c.c., quarto comma, dopo le
parole "ai sensi degli articoli 185, 410 e 411 del cpc" sono aggiunte
le seguenti: "ed ai sensi dell'articolo 82 del dlgs 10 settembre 2003, n.
276". 13. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono
abrogati l'articolo 410 bis, secondo comma, e l'articolo 412 bis del cpc. 14.
Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dalla presente
disposizione sono svolti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente Art. 67 (Decadenze) Il primo
comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, è
sostituito dal seguente: "1. Il licenziamento da parte del datore di
lavoro deve essere impugnato a pena di decadenza entro centoventi giorni dalla
ricezione della sua comunicazione, ovvero dalla comunicazione dei motivi, ove
non contestuale, con ricorso depositato nella cancelleria del tribunale in funzione
di giudice del lavoro.". Il termine di decadenza, di cui all'articolo 6,
primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come sostituito dal
comma 1 del presente articolo, si applica anche ai casi di nullità del
licenziamento, nonché di licenziamento inefficace di cui all'articolo 2 della
legge 15 luglio 1966, n. 604. Il termine di decadenza, di cui
all'articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604,
come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applica inoltre: a) ai
licenziamenti anche qualora presuppongano la risoluzione di questioni relative
alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla legittimità del termine
apposto al contratto; b) al recesso del committente nei rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, di
cui all'articolo 409, primo comma, numero 3, del cpc; c) al trasferimento ai
sensi dell'articolo 2103 del codice civile. Art. 68 (Rimedi giustiziali contro
la pubblica amministrazione) 1. All'articolo 13, primo comma, alinea, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, dopo il
secondo periodo è inserito il seguente: "Se ritiene che il ricorso non
possa essere deciso indipendentemente dalla risoluzione di una questione di
legittimità costituzionale che non risulti manifestamente infondata, sospende
l'espressione del parere e, riferendo i termini e i motivi della questione,
ordina alla segreteria l'immediata trasmissione degli atti alla Corte
costituzionale, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 23 e seguenti
della legge 11 marzo 1953, n. 87, nonché la notifica del provvedimento ai
soggetti ivi indicati". 2. All'articolo 14, primo comma, del dpr
24/11/1971, n. 1199, alla fine del primo periodo sono aggiunte le seguenti
parole: “, conforme al parere del Consiglio di Stato”. Sono soppressi il
secondo periodo del primo comma e il secondo comma dello stesso art. 14. CAPO
IX PRIVATIZZAZIONI Art. 69 (Patrimonio s.p.a.) 1. All'articolo 7, comma 10, del
dl 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 15 giugno
2002, n. 112 sono apportate le seguenti modificazioni: al secondo periodo, dopo
le parole “iscrizione dei beni” aggiungere le seguenti: “e degli altri diritti
costituiti a favore dello Stato” dopo il secondo periodo inserire il seguente:
“La pubblicazione nella G.U. del decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze che dispone il trasferimento dei crediti dello Stato e le modalità di
realizzo dei medesimi produce gli effetti dal primo comma dell'articolo 1264
del codice civile”. Art. 70 (SACE) Al fine di ottimizzare l'efficienza
dell'attività della Sace S.p.A. a sostegno della internazionalizzazione
dell'economia italiana e la sua competitività rispetto agli altri organismi che
operano con le stesse finalità sui mercati internazionali, il Governo è
delegato ad emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
uno o più decreti legislativi che prevedono: la separazione tra le attività che
Sace S.p.A. svolge a condizioni di mercato dall'attività che, avente ad oggetto
rischi non di mercato, beneficia della garanzia dello Stato secondo la
normativa vigente; - la possibilità che le due attività siano esercitate da
organismi diversi, determinandone la costituzione, ed i rapporti; - la
possibilità che all'organismo destinato a svolgere l'attività a condizioni di
mercato possono partecipare anche soggetti interessati all'attività o
all'investimento. Il secondo periodo dell'articolo 6, comma 2, del dl 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, è soppresso. Dall'attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 71
(Società pubbliche) 1. All'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n.244 sono
apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 12 è sostituito dal seguente:
“12. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo1, commi 459, 460, 461, 462 e 463
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ovvero da eventuali disposizioni speciali,
gli Statuti delle società non quotate, direttamente o indirettamente
controllate dallo Stato ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, n.1) del
codice civile si adeguano alle seguenti disposizioni: - ridurre il numero
massimo dei componenti degli organi di amministrazione a cinque se le
disposizioni statutarie vigenti prevedono un numero massimo di componenti
superiore a cinque, e a sette se le citate disposizioni statutarie prevedono un
numero massimo di componenti superiore a sette. I compensi deliberati ai sensi
dell'articolo 2389, primo comma, del codice civile sono ridotti, in sede di
prima applicazione delle presenti disposizioni, del 25% rispetto ai compensi
precedentemente deliberati per ciascun componente dell'organo di
amministrazione. - prevedere che al Presidente non possano essere attribuite
deleghe operative; - sopprimere la carica di vicepresidente eventualmente
contemplata dagli statuti, ovvero prevedere che la carica stessa sia mantenuta
esclusivamente quale modalità di individuazione del sostituto del Presidente in
caso di assenza o impedimento, senza titolo a compensi aggiuntivi; - prevedere
che l'organo di amministrazione possa delegare proprie attribuzioni ad un solo
componente, al quale soltanto possono essere riconosciuti compensi ai sensi
dell'articolo 2389, terzo comma, del codice civile; - prevedere, in deroga a
quanto previsto alla precedente lettera d), la possibilità che l'organo di
amministrazione conferisca deleghe per singoli atti anche ad altri membri
dell'organo stesso, a condizione che non vengano previsti compensi aggiuntivi;
- prevedere che la funzione di controllo interno riferisca all'organo di
amministrazione o, fermo restando quanto previsto al successivo comma 12-bis,
ad un apposito comitato eventualmente costituito all'interno dell'organo di
amministrazione; - prevedere il divieto di corrispondere gettoni di presenza ai
componenti degli organi sociali. Dopo il comma 12 è introdotto il seguente
comma: “12-bis. Le società di cui al comma 12 provvedono a limitare la
costituzione di comitati con funzioni consultive o di proposta ai casi
strettamente necessari. Per il caso di loro costituzione, in deroga a quanto
previsto al comma 12, lettera d), può essere riconosciuto a ciascuno dei
componenti di tali comitati una remunerazione complessivamente non superiore,
al 30% del compenso deliberato per la carica di componente dell'organo
amministrativo.” 2. All' articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono
apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 27 le parole “o
indirettamente” sono soppresse; b) dopo il comma 27, è inserito il seguente
comma 27 bis: “27-bis. Per le amministrazioni dello Stato, restano ferme le
competenze del Ministero dell'economia e delle finanze già previste dalle
disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. In
caso di costituzione di società che producono servizi di interesse generale e
l'assunzione di partecipazioni in tali società, le relative partecipazioni sono
attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze che esercita i diritti dell'azionista
di intesa con i Ministeri competenti per materia.”; c) dopo il comma 28 è
inserito il seguente comma 28 bis: “28- bis. Per le amministrazioni dello
Stato, l'autorizzazione è data con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri su proposta del Ministro competente per materia, di intesa con il
Ministro dell'economia e delle finanze.”; d) al comma 29, le parole “Entro
diciotto mesi” sono sostituite dalle seguenti: “Entro trentasei mesi”; e) al
comma 29, alla fine , è aggiunto il seguente periodo: “Per le società
partecipate dallo Stato, restano ferme le disposizioni di legge in materia di
alienazione di partecipazioni” f) dopo il comma 32 sono aggiunti i seguenti
commi 32 bis e 32 ter: “32- bis Il comma 734 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2006, n. 296 si interpreta nel senso che non può essere nominato amministratore
di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale
pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi,
abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento
dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali.” “32- ter
Le disposizioni dei commi da 27
a 31 del presente articolo non si applicano per le
partecipazioni in società emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati
regolamentati”. TITOLO II STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA CAPO I
STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA Art. 72 (Copertura finanziaria delle
leggi e legge finanziaria) 1. Alla legge 5 agosto 1978, n. 468, sono apportate
le seguenti modificazioni: a) all'articolo 11, comma 3: 1) al secondo periodo,
dopo la parola “realizzare”, sono inserite le seguenti parole: “, con
particolare riferimento agli enti inseriti nel conto economico consolidato
delle Pubbliche Amministrazioni, individuati dall'Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) ai sensi dell'art. 1, comma 5 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311,”;
2) alla lettera a), dopo le parole “di competenza,”, sono inserite le seguenti:
“del fabbisogno del settore statale, dell'indebitamento netto della Pubblica
Amministrazione, articolato pro quota per livelli di Governo,”; dopo le parole
“pregresse” sono inserite le seguenti: “, analiticamente indicate in apposita
tabella”; e le parole “specificamente indicate” sono soppresse; 3) alla lettera
i-bis), le parole “, salvo che esse si caratterizzino per un rilevante
contenuto di miglioramento dei saldi di cui alla lettera a)” sono soppresse; 4)
la lettera i-ter) è soppressa; b) all'articolo 11-ter: 1) al comma 1, secondo
periodo, dopo le parole “è determinata”, sono inserite le seguenti parole: “,
con riferimento al saldo netto da finanziare, al fabbisogno del settore statale
e all'indebitamento netto del conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni,”; 2) al comma 1, dopo la lettera c), è inserita la seguente:
“c-bis) mediante compensazioni finanziarie, anche in termini di sola cassa, per
far fronte agli effetti sul fabbisogno e sull'indebitamento netto.”; 3) dopo il
comma 5, è inserito il seguente comma: “5-bis. La relazione tecnica di cui ai
commi 2 e 3 viene aggiornata all'atto del passaggio dell'esame tra i due rami
del Parlamento.”. Art. 73 (Attuazione del federalismo) 1. Per lo studio delle
problematiche connesse alla effettiva attuazione della riforma federalista,
assicurando un contesto di stabilità e piena compatibilità finanziaria con gli
impegni europei ed internazionali assunti, è stanziata la somma di 3 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,2 milioni di euro a decorrere
dal 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede per gli anni 2008 e
2009 mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2008 - 2010,
nell'ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “fondi
da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento
relativo al Ministero della Salute, e a decorrere dall'anno 2010 a valere sulle risorse
derivanti dall'attuazione dell'articolo 45, comma 3, del dl 25 giugno 2008, n.
112. Art. 74 ( Corte dei Conti) 1. Avverso le deliberazioni conclusive di
controlli su gestioni che abbiano accertato il mancato raggiungimento degli
obiettivi stabiliti o l'inefficienza dell'attività amministrativa svolta,
l'amministrazione competente, nel termine perentorio di sessanta giorni dalla
formale comunicazione, può, anche mediante strumenti telematici idonei allo
scopo, proporre ricorso ad un apposito collegio delle sezioni riunite della
Corte dei conti, composto da undici magistrati con qualifica non inferiore a
consigliere e presieduto dal Presidente della Corte, che giudica in via
esclusiva, con sentenza dì mero accertamento, sulla fondatezza degli esiti
istruttori e delle risultanze del controllo. 2. Analogamente è dato ricorso ad
ogni ente, istituto o amministrazione che avrebbe tratto diretto beneficio
dalla gestione sottoposta a controllo, nonché ad ogni contribuente che
dimostri, quale ulteriore condizione di procedibilità, di avere adempiuto negli
ultimi tre anni ai propri obblighi fiscali. 3. La decisione delle sezioni
riunite che accerti violazione dì norme o regole comunitarie inerenti ai
bilanci può essere altresì comunicata, su conforme proposta del Presidente
della Corte, ai competenti organi dell'Unione europea. 4. Resta fermo il
disposto dell'art. 1, comma 171, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. 5. Le
sezioni riunite in sede di controllo, fermo restando le attribuzioni ad esse
demandate da norme di legge o di regolamento, contemporaneamente al giudizio di
parifica del rendiconto generale dello Stato, a norma degli articoli 40 e 41
del rd 12 /7/1934, n. 1214, rendono altresì al Parlamento il referto, ai fini
di coordinamento del sistema complessivo di finanza pubblica, previsto
dall'art. 3, comma 65, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 6. Le sezioni
riunite procedono, altresì, all'analisi delle entrate, verificandone lo
scostamento rispetto alle previsioni e le cause dì esso evidenziando anche la
distribuzione territoriale e funzionale delle stesse entrate. 7. Fermo restando
il parere obbligatorio di cui al regio dl 9 febbraio 1939, n. 273, convertito
dalla legge 2 giugno 1939, n. 739, il Presidente del Consiglio dei Ministri può
avvalersi della facoltà prevista per i Presidenti delle Camere dall'art. 16,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e può altresì chiedere alla Corte
dei Conti pareri su questioni relative alla finanza pubblica. 8. Il Presidente
della Corte dei conti stabilisce se sottoporre le richieste di parere di cui al
comma precedente alle sezioni riunite in sede consultiva ovvero, per ragioni di
urgenza, ad un collegio di sette magistrati da esso nominato. 9. Il Presidente
del Consiglio dei Ministri chiede altresì il parere della Corte in ordine
all'attuazione annuale dell'obbligo di cui all'art. i, comma 171, della legge
23 dicembre 2005, n. 266. 10. Il Presidente del Consiglio dei Ministri può
invitare il Presidente della Corte dei conti, o un magistrato da lui delegato,
ad assistere a riunioni tecniche del Governo per essere sentito su questioni
relative alla finanza pubblica. 11. Al fine di assicurare la trasparenza e
l'affidabilità dei conti pubblici il Presidente del Consiglio dei Ministri o le
competenti commissioni parlamentari possono chiedere alla Corte dei conti la
verifica e la certificazione delle risultanze dei conti pubblici. La Corte vi
procede di concerto con il dipartimento della Ragioneria generale dello Stato
del Ministero dell'economia e delle finanze, previa stipulazione di uno
specifico protocollo d'intesa, relativo alle modalità di lavoro, tra il
Ragioniere generale dello Stato e il Segretario generale della Corte dei conti,
nel rispetto delle direttive allo stesso impartite dal Presidente della Corte
medesima. 12. Le sezioni della Corte dei conti, per l'esercizio delle proprie
funzioni, hanno accesso diretto in via telematica alle banche dati di ogni
pubblica amministrazione. TITOLO III DISPOSIZIONI FINALI CAPO I DISPOSIZIONI
FINANZIARIE E FINALI Art. 75 (Disposizioni finanziarie) 1. Per la realizzazione
degli interventi di cui ai Capi I, II e III del Titolo I del presente
provvedimento, effettuati per il tramite dell'Agenzia per l'attrazione degli
investimenti, si provvede a valere sulle risorse finanziarie, disponibili
presso l'Agenzia medesima, ferme restando le modalità di utilizzo già previste
dalla normativa vigente per le disponibilità giacenti sui conti di tesoreria
intestati all'Agenzia.
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( da "Italia Oggi" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 157, pag. 10
del 3/7/2008 Autore: di Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF
Aiuti alla pesca, non serve il via libera Ue Gli stati potranno varare
aiuti di stato, fino a 1 milione di euro, per sostenere le piccole e medie
imprese del settore della pesca, senza la preventiva notifica e autorizzazione
di Bruxelles. La misura, che ha ricevuto il via libera della Commissione Ue, è
prevista dal Fondo europeo per la pesca attivo dal 2007. L'esenzione della
notifica dell'aiuto di stato sarà possibile nei casi di fermo permanente e
temporaneo dell'attività di pesca; indennizzi socio-economici per la gestione
della flotta; investimenti nel settore dell'acquacoltura; misure
ittico-ambientali; interventi di sanità pubblica e animale; trasformazione e
commercializzazione; attività della pesca nelle acque interne; azioni collettive; protezione e sviluppo della flora e della
fauna acquatica; investimenti strutturali nei porti di pesca come le
piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e campagne promozionali;
progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove assegnazioni;
assistenza tecnica; esenzioni fiscali in conformità con la direttiva europea
2003 del 1996 (per la tassazione sull'energia). Tutti gli altri tipi di aiuti
di stato potranno essere applicati solo dopo l'autorizzazione dell'esecutivo
comunitario. Tra questi ci sono quelli per l'ammodernamento della flotta e lo
sviluppo sostenibile delle zone di pesca.
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( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Stai
consultando l'edizione del L'attacco di Bersani: sotto le chiacchiere, niente
"Pensioni e cuneo fiscale: nostre le uniche misure anticrisi. Almeno
dicano grazie" / Roma IRRITAZIONE Pier Luigi Bersani non si tiene. Prende
la parola per primo durante l'audizione del ministro Giulio Tremonti, e
attacca. "Almeno diteci grazie - dichiara il ministro ombra - Ieri i
pensionati hanno preso i soldi dati da Prodi, e in questo mese le aziende
cominciano a usufruire dello sconto sul cuneo fiscale. Sono le uniche misure di
contrasto alla crisi in atto, perché nella manovra non c'è nulla". Bersani
reagisce alle continue citazioni di Tremonti dal suo libro con una battuta al
fulmicotone: "Ma non legge i libri degli altri?". Poi procede con una
lunga lista di rilievi. "Oggi scopriamo che le tasse non calano per via
della crisi, ma la crisi c'era anche prima e voi avete promesso altro". Su
questo punto l'autodifesa di Tremonti sfiora la beffa. "Ci rimproverate di
non rispettare il programma - dice il ministro - Eppure all'ultimo punto era
scritto chiaro: gli impegni si realizzeranno solo in presenza di alcune
condizioni. Una di queste è la compatibilità di bilancio in un periodo di
crisi". Nella sala del Mappamondo dove si tiene si scatenano reazioni di
protesta: fare un programma e subordinarlo a una clausola di fattibilità è
davvero il massimo. Bersani procede nelle sue accuse, non nascondendo
l'irritazione dell'opposizione per i tempi ristretti concessi al parlamento,
per la ricostruzione storica delle fasi passate di politica economica, per le
falsificazioni dell'attuale maggioranza sulle misure adottate dal vecchio
governo. "La Robin tax si scaricherà sui consumatori - avverte Bersani
prima che lo confermi Draghi - E poi basta col dire che noi eravamo amici delle
banche: con la riforma le banche hanno pagato 300 milioni in più di
prima". E non solo: se l'attuale governo recepisse la norma che abolisce
il massimo scoperto (era nella terza lenzuolata rimasta incagliata in
Parlamento), gli istituti di credito perderebbero un miliardo che oggi pagano i
consumatori. "I clienti potrebbero recuperare qualche miliardo anche
dall'effettiva portabilità gratuita dei mutui", aggiunge l'ex ministro. Il
quale si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. "L'abolizione dei
costi di ricarica, che voi avete tanto irriso - rivela Bersani - ha fatto
risparmiare qualche miliardo ai cittadini. E tanto per parlare di amici delle
aziende, class="hilite">siete voi che
sospendete la class="term">class class="term">action".
Poi, l'affondo: "la speculazione si combatte con strumenti precisi, non
con le parole". Sulla speculazione Tremonti reagisce male. "Voi non
avete capito la globalizzazione , il vostro limite culturale è non capire gli
effetti negativi e la macelleria che ci sta tornando indietro. Tu Bersani hai
predicato quanto era buona la globalizzazione e ci hai persino detto che la
Cina avrebbe risolto i nostri problemi e oggi ci accorgiamo che non è
così...". Sulle altre misure, la replica è stizzita. "Mi rimproveri
la portabilità ma noi siamo al governo da 50 giorni, perché non l'avete fatto
voi in due anni?". E sul tesoretto: "fai un emendamento con le
coperture contabili, e non quelle giornalistiche, e lo prenderemo in
considerazione". L'altro duello si concentra sull'inflazione programmato.
Quell'1,7% non va giù a Bersani, che lo ritiene uno dei dati più recessivi del
piano Tremonti. Un altro deputato confessa: "Abbiamo telefonato alla Bce:
ci hanno detto che può stare al 2%". "Ah, vedo che telefonate -
replica Tremonti - La verità è che deve stare un po' sotto". b. di g.
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( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina
VII - Milano Il caso "Prima dobbiamo esaminare attentamente la
documentazione" Derivati, Palazzo Marino si costituirà parte civile
RODOLFO SALA Il Comune parte civile nel procedimento sui derivati finanziari.
Non è ancora una decisione ufficiale, ma il sindaco ci sta pensando: "Non
lo abbiamo assolutamente escluso, anche se prima dobbiamo esaminare tutta la
documentazione che ci sarà sottoposta dall'audit e dall'advisor
finanziario". L'annuncio di Letizia Moratti arriva all'indomani della nuova
perquisizione effettuata dalle guardia di finanza a Palazzo Marino, e
soprattutto dopo la relazione del servizio interno di controllo comunale
(audit), che punta l'indice non solo contro le quattro banche estere con cui il
Comune aveva sottoscritto contratti di finanza strutturata. L'audit censura
infatti anche la condotta della precedente giunta in una vicenda costata finora
alle casse comunali circa 300 milioni di minusvalenze. E torna a muoversi il
gruppo del Pd, che aveva già presentato nei giorni scorsi un esposto in Procura
ipotizzando per le quattro banche il reato di truffa aggravata ai danni del
Comune, perché si sarebbero appropriate attraverso commissioni occulte di una
cifra che oscilla tra i 70 e i 100 milioni di euro. Adesso i Democratici stanno
studiando con i loro legali un'azione di risarcimento che permetterà ai
cittadini milanesi di costituirsi parte civile per ottenere non solo il
risarcimento del danno subito, ma anche l'annullamento di tutti i contratti
stipulati. La raccolta di firme per aderire a questa campagna partirà a
settembre. L'iniziativa ricorda da class="hilite">vicino
i procedimenti previsti dalla legge sulla class="term">class class="term">action,
che entrerà però in vigore solo nel gennaio del 2009. Lo schema allo studio dei
legali del Pd consentirebbe tuttavia di superare il problema del vuoto
normativo. E anche questo è un modo per spingere il sindaco ad abbandonare gli
indugi: "Su questa vicenda - dice Davide Corritore - la Moratti ha perso
del tempo prezioso: noi abbiamo cominciato a sollevare il problema otto mesi
fa, e nel frattempo le perdite per colpa dei derivati sono cresciute da 120 a 300 milioni".
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( da "KataWeb News" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
3 luglio
2008 alle 08:14 - Fonte: webnews.class="hilite">it
- 0 commenti Una nuova class="term">class class="term">action
riporta in primo piano l'intricata vicenda delle stock option che da alcuni
anni interessa parte dei top manager di Apple. La causa potrebbe portare a
inattesi sviluppi, mentre si attende ancora l'esito dei procedimenti in corso
Leggi la notizia completa Commenta la notizia.
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( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-03 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta L'amministrazione pronta a costituirsi
parte civile. I consiglieri dell'opposizione: irregolarità e omissioni nelle
procedure Derivati, il Comune rilancia: in tribunale contro le banche "Non
abbiamo assolutamente escluso di costituirci parte civile ". Il sindaco
Letizia Moratti interviene sul caso derivati e risponde così alla richiesta di
"affiancamento " nella costituzione di parte civile contro le 4
banche i cui funzionari sono indagati per truffa aggravata ai danni del Comune
lanciata dal partito democratico Il giorno dopo il blitz della Guardia di
Finanza a Palazzo Marino e la durissima relazione dell'audit interno, il
sindaco pone solo una condizione alla costituzione di parte civile: "Prima
- ha precisato - dobbiamo esaminare la documentazione che ci presenterà l'audit
esterno e l'advisor finanziario ". La Moratti, che si è detta certa della
piena collaborazione degli uffici comunali con la magistratura, nei giorni
scorsi aveva spiegato che Palazzo Marino aveva già avviato un audit interno su
tutte le operazioni finanziarie, compresi i derivati, e il processo di nomina
di un advisor. "Abbiamo avviato una ricerca - aveva detto il sindaco -
attraverso una gara pubblica, di un advisor finanziario per assisterci su tutte
le operazioni bancarie inclusi i derivati. è una linea, quella della tutela
degli interessi del Comune, che non possiamo che condividere ". Ma
l'opposizione, da cui è partito l'esposto in Procura contro le 4 banche che
hanno emesso il superbond e dato il via all'operazione derivati, sta andando
avanti velocemente: "Stiamo definendo il progetto scrivono i consiglieri
del Pd che consentirà a migliaia di milanesi di costituirsi parte civile in
caso di processo alle banche per truffa aggravata ai danni del Comune".
L'intenzione "è ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla città di
Milano a seguito dell'applicazione di commissioni occulte (tra i 70 ed 100 milioni
di euro) da parte delle banche, da noi denunciate nell'esposto presentato due
mesi fa alla Procura". Il Pd ha messo nelle mani dei legali anche la
relazione dell'audit interno "nella quale - concludono i consiglieri -
emergono, ad una prima lettura, preoccupanti irregolarità ed omissioni nelle
attività poste in essere all'interno del Comune". class="hilite">Per
ovvi motivi non sarà un class="term">class class="term">action:
"Noi - attacca il consigliere Pd, Davide Corritore - con l'azione
legale-popolare vogliamo far risparmiare ai milanesi 300 milioni di euro di
sofferenze economiche provocate dalle scelte finanziarie scellerate di questi
anni. Ma vogliamo anche un'operazione di verità sulle responsabilità di chi ha
provocato questi danni. Siamo attivamente impegnati per ricostruire questa
verità e la racconteremo pubblicamente nel giro di poche settimane".
M.Gian. I risarcimenti "Vogliamo ottenere il risarcimento dei danni subiti
dalla città per le commissioni occulte".
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( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
(3/7/2008
12:10) | (Sesto Potere) - Milano - 3 luglio 2008 - Un'anziana signora di
Milano, andata dal medico di base per rinnovare una ricetta, ha dovuto
attendere 3 ore e mezza per avere l'agognato pezzetto di carta. Un'attesa
assurda ed inaccettabile per chiunque, resa ancora più insopportabile per l'età
ed il caldo. La signora, indignata, si è rivolta al Codacons che ha deciso di
chiedere i danni, per quest'attesa snervante, al Servizio Sanitario Nazionale.
Una causa class="hilite">pilota in attesa
di preparare una class="term">class class="term">action
che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il
proprio turno. Sì invitano pertanto i consumatori a segnalare il loro caso allo
02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura
della Repubblica di Milano perché accerti se esistono profili penalmente
rilevanti quali ad esempio l'interruzione di pubblico servizio. La realtà è che
i medici di famiglia lavorano troppo poco, ancor di meno in estate, hanno orari
di ricevimento troppo limitati, finendo per far concentrare tutti i pazienti in
pochi ristretti momenti della giornata e creando così inevitabili code, ed,
infine, hanno troppi assistiti. Intollerabile, infine, che le segreterie
telefoniche siano attaccate alle 10 del mattino, costringendo i malati a
rivolgersi a guardie mediche o Pronto Soccorso. Per questo il Codacons chiede
alla Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) e alla Regione
Lombardia (che in sede di contrattazione regionale può introdurre modifiche) di
stabilire nuove regole per i medici di base. L'accordo collettivo nazionale che
disciplina l'attività dei medici di medicina generale è ormai scaduto e va
rivisto completamente. L'accordo nazionale in vigore prevede un orario di 5 ore
settimanali fino a 500 assistiti, 10 ore da 500 a 1000 assistiti e 15 ore
da 1000 a
1500 assistiti. In pratica al massimo devono restare aperti per 3 ore al
giorno, dal lunedì al venerdì. Orari già troppo ridotti ma che in molti casi i
medici non applicano neppure, restando aperti anche meno di quel poco che già
dovrebbero. Inoltre i medici dovrebbero essere aperti per almeno due fasce
pomeridiane o mattutine alla settimana, ossia alternare pomeriggi a mattine, ma
di solito l'orario è fisso per tutta la settimana. Le Asl non vigilano a
sufficienza sull'applicazione di questo articolo del contratto come invece
dovrebbero. Anche sulla mancata applicazione del contratto e sulla mancata
vigilanza delle Asl, il Codacons chiede alla Procura di indagare.
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( da "HelpConsumatori" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
News
Class action, al via tavolo di lavoro Consumatori-MSE 02/07/2008 - 21:22 Al via
il tavolo di lavoro fra Consumatori e Ministero dello Sviluppo Economico sulla
class action / Il documento: Le proposte delle associazioni "Abbiamo messo
per iscritto le nostre proposte al Governo per migliorare la class-action,
adesso non ci sono scuse". E' quanto ha dichiarato Massimiliano Dona,
segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, sottolineando l'impegno
unitario delle associazioni di consumatori in occasione del tavolo di lavoro
che si è aperto questo pomeriggio presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
"Abbiamo indicato 7 correttivi, in modo molto circostanziato, ma
soprattutto unitario: credo che sia un risultato 'storico' quello di aver sottoscritto
tutti insieme una precisa lista di richieste. Adesso - conclude Dona - la palla
è nel campo dell'esecutivo che non potrà giocare a nascondersi come ha fatto
fino ad oggi". Ecco le richieste delle associazioni di consumatori:
LEGITTIMAZIONE PASSIVA. Richiesta: estenderla a qualunque soggetto privato o
pubblico (ivi compresa la Pubblica amministrazione), nonché ai singoli.AMBITO
DELL'AZIONE. Richiesta: estendere l'ambito dell'azione a tutti gli illeciti di
natura contrattuale "anche ai sensi" degli articoli 1341 e
1342.ADESIONE DEI DANNEGGIATI. Richiesta: ripristinare il sistema del cd. opt
out, vale a dire l'estensione dell'efficacia della "sentenza
collettiva" a tutti i
soggetti che si trovano nella medesima situazione di diritto e di fatto, senza
che sia necessaria una espressa manifestazione di volontà. PRONUNCIA
SULL'AMMISSIBILITÀ. Richiesta: eliminare la facoltà, attualmente concessa al
Giudice, di differire la pronuncia sull'ammissibilità dell'azione (c.d.
filtro) quando è in corso un'istruttoria davanti ad un'Autorità
indipendente.NATURA DELLA SENTENZA. Richiesta: esplicitare che la sentenza
pronunciata ha natura di condanna.PROCEDURE DI COMPLETAMENTO. Richiesta:
semplificare e velocizzare il percorso per ottenere in capo ai singoli il
risarcimento del danno o la restituzione (attuando un sistema simile
all'accertamento dello stato passivo nelle procedure fallimentari o al rito
previsto dal processo societario).PUBBLICITÀ POST-FILTRO E SPESE. Richiesta:
prevedere che il Giudice ponga costi della pubblicità dell'azione a carico del
convenuto (e non del proponente, secondo l'attuale testo). Per le spese di lite
si propone di: a) ammettere le associazioni di consumatori al Patrocinio a
spese dello Stato; b) prevedere che, in caso di esito positivo, il giudice
possa determinare gli onorari sulla base dell'ammontare complessivo delle
pretese dei consumatori aderenti, secondo le tariffe professionali. Il
documento è stato sottoscritto dalle seguenti associazioni iscritte nel CNCU:
Adiconsum, Acu, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa Del Consumatore,
Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega
Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Unione
Nazionale Consumatori. DOC. Le proposte delle Associazioni 2008 - redattore:
VC.
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( da "ADN Kronos" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
Ascolta
la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SALUTE Roma, 3 lug. (Adnkronos
Salute) - Tre ore e mezza d'attesa, nell'ambulatorio del medico di famiglia,
per avere una ricetta. E' successo a un'anziana signora di Milano che,
indignata per quest'attesa resa ancor più insopportabile dall'età e dal caldo,
non ha fatto passare l'accaduto senza reagire. La donna si è rivolta al
Codacons, che ha deciso di chiedere i danni al Servizio sanitario nazionale. Si
tratta di una causa pilota - spiega l'associazione di difesa dei consumatori in
una nota - class="hilite">in attesa di
preparare una class="term">class class="term">action
che metta insieme tutti i malati costretti ad attendere per più di un'ora il
proprio turno. Chi volesse, può segnalare la propria 'disavventura' allo
02/29408196. Il Codacons ha deciso di presentare anche un esposto alla Procura
della Repubblica di Milano, perché "accerti se esistono profili penalmente
rilevanti quali ad esempio l'interruzione di pubblico servizio". "La
realtà - denuncia l'associazione - è che i medici di famiglia lavorano poco,
ancor di meno in estate, hanno orari di ricevimento limitati, finendo per far
concentrare tutti i pazienti in pochi ristretti momenti della giornata e
creando così inevitabili code. Senza dimenticare che hanno troppi
assistiti". A fronte di questo quadro, il Codacons chiede alla Sisac
(struttura interregionale sanitari convenzionati) e alla Regione Lombardia (che
in sede di contrattazione regionale può introdurre modifiche) di "stabilire
nuove regole per i medici di base. L'accordo collettivo nazionale che
disciplina l'attività dei camici bianchi di medicina generale è ormai scaduto e
va rivisto completamente". La convenzione prevede, ricorda l'associazione,
che gli studi "dovrebbero essere aperti per almeno due fasce pomeridiane o
mattutine alla settimana, ossia alternare pomeriggi a mattine, ma di solito
l'orario è fisso per tutta la settimana. Le Asl non vigilano a sufficienza
sull'applicazione di questo articolo del contratto come invece dovrebbero.
Anche sulla mancata applicazione del contratto e sulla mancata vigilanza delle
Asl, il Codacons chiede alla Procura di indagare".
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( da "Sestopotere.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Class Action
(3/7/2008
20:10) | (Sesto Potere) - Roma - 3 luglio 2008 -Via libera della Commissione
europea alla concessione di un "pacchetto" di esenzioni di aiuti di
stato al settore della pesca che i singoli paesi membri potranno varare senza
la preventiva autorizzazione di Bruxelles. La misura, che metterà a
disposizione degli Stati membri uno strumento più rapido per intervenire a
sostegno del settore, è prevista dal Fondo europeo per la pesca, attivo dal
2007 ma operativo solo da oggi. I beneficiari sono le piccole e medie imprese
della pesca a cui potrà essere concesso un aiuto di stato non notificato fino
ad un milione di euro. Il "pacchetto" di esenzioni, approvato da
Bruxelles, comprende 16 tipi di aiuti: dal fermo temporaneo e permanente
dell'attività di pesca alle esenzioni fiscali in linea con la direttiva Ue
sulla tassazione dell'energia. In particolare, fanno parte del pacchetto di
esenzioni i seguenti tipi di aiuti: fermo permanente e temporaneo dell'attività
di pesca; indennizzi socio-economici per la gestione della flotta; investimenti
produttori nel settore acquacoltura; misure ittico- ambientali; interventi di
sanità pubblica e animale; trasformazione e commercializzazione; attività della
pesca nelle acque interne; azioni collettive; protezione e
sviluppo della flora e della fauna acquatica; investimenti strutturali nei
porti di pesca come le piattaforme di attracco; sviluppo di nuovi mercati e
campagne promozionali; progetti pilota, modifica dei pescherecci ma per nuove
assegnazioni; assistenza tecnica; esenzioni fiscali in conformità con la
direttiva europea (2003 del 1996) per la tassazione sull'energia. Tutti gli
altri tipi di aiuti di stato dovranno continuare ad essere notificati a
Bruxelles ed applicati solo dopo autorizzazione della Commissione europea. Tra
questi, in particolare, ci sono gli aiuti di stato per l'ammodernamento della
flotta e quelli per lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca.
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( da "Corriere delle Alpi" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
LA
REPLICA Bastava il confronto con le parti sociali GINO COMACCHIO * Ringrazio
sentitamente il Sindaco Prade per la "predica" apparsa sul Corriere
delle Alpi, degna del miglior libro Cuore di deamicisiana memoria. Prendo però
atto al contempo che, mentre a pagina pari mi si impartisce la lezioncina, a
pagina dispari l'assessore Martire assicura ufficialmente, per la prima volta
dopo le reiterate richieste del sottoscritto, che i lavoratori Mobel a tempo
indeterminato manterranno il contratto degli enti locali anche in Dolomitibus,
e che gli interinali verranno riassunti verso i primi di agosto: erano
esattamente le garanzie minimali che chiedevo! Forse dire pubblicamente
determinate cose urta nervi scoperti, ma a quanto pare risveglia le coscienze e
serve allo scopo. Se il signor Prade riteneva che il sottoscritto apparisse
troppo "spesso sui giornali in bella fotografia", bastava che
rispondesse ad almeno una delle tante lettere inviategli, accettando il
confronto diretto, leale e trasparente. Conoscermi non è difficile, nè
questione di fortuna. Concordo invece sul fatto che il Comune di Belluno non
sia un ufficio di collocamento; ma evidentemente, in questo caso, efficienza
del servizio e tutela dei lavoratori potevano andare tranquillamente di pari
passo, come dimostra la soluzione oggi finalmente condivisa, sia pure a mezzo
stampa. Bastava confrontarsi con le parti sociali, anzichè lavorare nell'ombra
(sic!) la domenica pomeriggio. Quanto al suggerimento di entrare in politica,
ricordo al signor Prade che non è affatto necessario candidarsi per criticare
l'azione amministrativa, anzi: diritto di critica, confronto e trasparenza
delle scelte sono alla base del sistema democratico che lui presiede, sia pure
a livello comunale. A ciascuno il suo mestiere, dunque. Non ho velleità
politiche; mi accontento di tutelare i lavoratori con l'ambizione, questo si,
di farlo per il meglio, dato che la UIL FPL di Belluno si colloca, per consenso
ottenuto, ai vertici del panorama nazionale. Non intendo quindi rispondere ad attacchi
personali, che non rendono merito a chi ricopre una carica istituzionale. Mi
limito a rilevare, per quanto riguarda le illazioni circa la mia presunta
"sicumera di incerta provenienza", che la carica di Segretario della
UIL FPL - di livello provinciale - ha natura elettiva quanto la sua. Se il
signor Prade soffre, quale libero professionista, la mancanza di un
sindacalista di riferimento, mi offro personalmente di venirgli in soccorso.
Anche se dubito corrisponda al vero la sua affermazione di non sapere nemmeno
di che cosa si tratti, visto che definisce impropriamente (lapsus?)
"privilegio" le garanzie previste da un contratto
collettivo. Suggerisco, in ottemperanza al motto "tolleranza zero",
di vietare le libertà di riunione, di associazione e di contrattazione,
tornando all'uso delle regie cariche di cavalleria nei confronti dei lavoratori
manifestanti. Non vanti, il Sindaco, la mancanza dei "privilegi"
derivanti dalla contrattazione collettiva in favore dei liberi professionisti: per molti di loro
(non tutti, quelli valenti non ne hanno bisogno) soccorre lo sbarramento degli
albi professionali, in spregio alla concorrenza del libero mercato. Per alcuni
politici, poi, soccorre la possibilità di parcheggiare gratis negli stalli di
pertinenza comunale, mediante rilascio di permessi che sono illegittimi e
delibere ad hoc. * Segretario provinciale Uil Fpl di Belluno.
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( da "Nuova Sardegna, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Cagliari
Bollette Abbanoa, pronta l'azione legale Contestati i tempi dichiarati della
lettura, da Carbonia prime iniziative Il sequestro cautelare delle fatture
getterebbe nel caos la società CARBONIA. Richiesta al giudice del sequestro
cautelare di tutte le bollette che presentino illegittimità nella
determinazione dell'importo fatturato in dipendenza dalla irregolare
effettuazione della lettura. E' questa la linea d'azione che sarà seguita
dall'avvocato Gianfranco Trullu. Questi è stato incaricato dai consiglieri
Mario Porcu e Sandro Masciarelli di agire a tutela dei cittadini. Una maniera
dura e decisa di contestare le bollette spedite da Abbanoa che paiono anomale e
basate su elementi incerti e che non rappresentano gli importi effettivamente
dovuti ma importi che appaiono maggiorati, in qualche caso in maniera abnorme.
"Emerge in maniera chiara che Abbanoa dichiara come avvenuto un fatto che
invece non è avvenuto. E ciò comporta che viene richiesto ai cittadini di
pagare come reale un consumo che reale non è - ha spiegato il legale - non
ipotizziamo reati, perchè sarà il magistrato a valutare la eventuale loro
sussistenza. Noi ci limitamo a prendere atto di una situazione anomala. La lettura
dei contatori effettuata non il 31 dicembre, ma in date successive provoca
l'allungamento dei tempi contrattuali dell'anno precedente, e il calcolo dei
consumi sulla aliquota massima già raggiunta invece che, come prevede il
contratto, l'avvio di una nuova progressione tariffaria. Per fare un esempio, e
immaginando che nel corso dei 12 mesi un utente abbia consumato 250 metri cubi, il
riavvio del conteggio porterebbe ad una fatturazione a 26 centesimi a metro
cubo; la mancata lettura del contatore comporta il pagamento dell'acqua a un
euro e 90 centesimi, come se questa fosse stata consumata nell'anno precedente.
Ovviamente tutto sarebbe regolare se Abbanoa dimostrasse, ma sono nmerose le
testimonianze diverse dei cittadini - che nella giornata del 31 dicembre 2006,
e neanche un giorno successivo, è riuscita, a Carbonia, ad effettuare le
diecimila letture dei contatori esistenti. Ma potrei allargare il discorso
all'intera Sardegna, visto che in tutta l'isola le letture dichiarate reali
sono datate 31 dicembre 2006. Se così non fosse non si potrebbe, parlare,
ovviamente, di consumi reali nè di regolarità nella fatturazione". Quello
messo in piedi da Porcu e Masciarelli è, a tutti gli effetti una sorta di
patronato. Considerato che la possibilità di effettuare una sorta di
"Class action" è stata rinviata al prossimo anno, a questo punto l'esposto collettivo, e che non costerà una sola
lira ai cittadini sarà presentato a nome di tutti gli utenti che depositeranno
la bolletta da contestare o direttamente nello studio del legale o nelle mani
di Mario Porcu o Sandro Masciarelli. Il seguito potrebbe avere risvolti anche
inimmaginabili. Perchè se il magistrato dovesse riscontrare
illegittimità di carattere penale nei comportamenti di Abbanoa, potrebbe
procedere d'ufficio, vista anche la diffusione sull'intero territorio
regionale. Che il problema sia diffuso e sempre identico lo dimostra il caso
Sedini. Qui gli abitanti hanno effettuato personalmente la lettura e pagato il
dovuto. (g.f.n.).
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( da "Nazione, La (Livorno)" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
AGENDA
LIVORNO pag. 6 ? LIVORNO ? LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto ... ?
LIVORNO ? LUTTO nel mondo dell'arte cittadino. E' morto a 61 anni per un male
incurabile Paolo Francesconi (nella foto), artista eclettico e originale. Amato
a Livorno, ma apprezzato anche fuori dal circuito locale, Francesconi ha avuto
un percorso artistico alle spalle di notevole livello culturale. Dal recupero
dell'oggetto all'analisi dell'uomo in un crescendo costante di indagine
introspettiva e del mondo circostante. Strumenti nobili quei materiali poveri,
quotidiani, di per sé già pregni di una storia vissuta. E nello stesso tempo,
ancora più pronti ed efficaci di una tela a raccontare il vissuto. Una parabola
artistica ? è del 1974 la sua prima personale ?, che si è
continuamente espressa attraverso significative azioni, installazioni,
performances. Nel 1986 è co-fondatore del Collettivo "Il Dado",
attivo fino al 1996. E poi mostre collettive e personali, collaborazioni con
strutture psichiatriche, partecipazione a laboratori. Il tutto vissuto nella
convinzione, come sosteneva, che "non è tanto l'invenzione ciò che conta,
ma il punto da cui una persona è partita a raccontare e raccontarsi, senza
approssimazione, qualunquismo e superficialità". Il 12 luglio al Centro
Cirri di arte contemporanea di Pontedera una sua personale per ricordarlo. In
città alla Galleria Giraldi, con cui collaborava dal 1997, è possibile ammirare
alcune sue opere.
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( da "Unita, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Stai consultando l'edizione del Emergenza
casa, Action occupa l'assessorato Luciana Cimino Sono tornati a occupare i
militanti del Coordinamento cittadino di lotta per la casa. Circa 500 persone
in sofferenza abitativa hanno presidiato ieri mattina l'assessorato alla casa
del Comune, sul Lungo Tevere dei Cenci. "L'assessore Antoniozzi ha idee
scellerate - spiega il movimento -dopo le roboanti dichiarazioni fatte in
campagna elettorale siamo al punto di prima: il Campidoglio intende fare solo
regali ai soliti noti costruttori e niente per le famiglie in difficoltà".
In tarda mattinata i rappresentanti di Action, Blocco Precario metropolitano,
Comitato Obiettivo Casa hanno incontrato Antoniozzi, dopo che lo stesso aveva
fatto saltare l'incontro previsto per la settimana scorsa. Sul tavolo la
piattaforma presentata dai movimenti in cui si chiede alla giunta di utilizzare
parte dei finanziamenti in arrivo a settembre per dare impulso all'edilizia
pubblica e di approntare immediatamente un piano antisfratto. Antoniozzi si è
impegnato a portare in giunta l'articolo della delibera 110 del 2005 (il piano
casa di Veltroni e Minnelli) che prevede l'istituzione di un Ceat, centro
emergenza abitativa temporanea, in ogni municipio. Una struttura di prima
accoglienza per le famiglie sfrattate. "Lo aspettiamo al varco - dice
Giulia, del coordinamento - l'interlocuzione è appena aperta".
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( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Stampa
Fabrizio Finamore In più di ... Fabrizio Finamore In più di quattromila
persone, ad aprile al Palalottomatica, avevano assistito al suo ultimo show dal
vivo nella Capitale, ma ora Max Giusti vuole riprovarci. Sarà lui infatti il
mattatore dello show previsto stasera allo Stadio della Pallacorda al Foro
Italico. Nostalgia dei suoi tanti spettacoli live? "Un po', una volta a
Roma mi esibivo tutte le sere con il cabaret, ora sono quasi dieci anni che non
faccio più quel tipo di vita, diciamo che il contatto con il pubblico mi manca
anche se l'affetto della gente c'è sempre. Quando giriamo "Distretto di
polizia", ad esempio, il set è sempre pieno di gente che mi assale".
Che tipo di show ha in programma questa volta? "Ho pensato a un tipico
spettacolo estivo in attesa del nuovo show che andrà in scena a febbraio al
teatro Olimpico. Strutturalmente rappresenta un po' il meglio dei miei
spettacoli del passato. E poi ci saranno le mie consuete riflessioni sull'attualità".
Ad esempio? class="hilite">"Parlerò
di Berlusconi, della class="term">class class="term">action
e dell'espansione immobiliare nelle grandi città. A Roma ad esempio stanno
sorgendo questi megaquartieri con tanti abitanti mentre le strade rimangono sempre
le stesse e così ci troviamo migliaia di macchine sempre sulle stesse strade
consolari. E poi dove sono finite le case popolari? Oggi ci sono giovani coppie
che, con enormi sacrifici, comprano per 300 mila euro una casa dove anche sulla
piantina c'è disegnato un letto a una piazza singola. Insomma cercherò di
commentare alla mia maniera quello che succede oggi nel nostro Paese". Un
Max Giusti meno vicino al cabarettista di un tempo è più sui toni di Grillo
dunque? "Non direi, la mia denuncia è sempre volta a puri fini comici, io
posso anche dire alcune cose ma solo quando da queste riesco poi a ottenere una
risata; mi esprimo ridendo come fa il giullare e niente di più, altrimenti mi
candiderei in politica ma non è il mio obiettivo". è comunque un Max Giusti
diverso, più consapevole? "A 40 anni ti viene voglia di dire certe cose
come libero cittadino che non si sente debitore di nessuno. Del resto quello
che ho ottenuto nella vita l'ho ottenuto da solo, non ho correnti di partito
che mi hanno appoggiato, sono sempre stato indipendente e questa è stata la mia
fortuna. Oggi la forza me la dà solo il pubblico e anche nel futuro sarò libero
di esprimermi finché la gente continuerà a seguirmi". Oltre all'attualità
tornerà a proporre anche il meglio del suo repertorio? "Sì farò un po' il
meglio del meglio, confesso che ho in mente una scaletta anche molto ricca ma
poi in base all'umore del pubblico improvviserò e andrò anche a braccio".
E i suoi personaggi? "Li farò più o meno tutti cercando di soddisfare le
varie richieste provenienti dal pubblico. Ma ci divertiremo anche dal punto di
vista musicale con la band che mi accompagnerà sul palco". L'attende
un'estate all'insegna degli spettacoli live? "Sì, abbiamo in programma
molte date in giro per l'Italia, poi il nuovo spettacolo all'Olimpico da
febbraio". E la tv? "Rifarò "Distretto di polizia",
"Quelli che il calcio" e forse un nuovo programma su Raidue".
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( da "Corriere del Veneto" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO2A - data: 2008-07-04 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Caso Italfidi, lo Stato confisca centomila euro Class
action in ritardo, clienti penalizzati Lo spostamento in avanti dell'applicazione della nuova legge per le azioni collettive ritarda i
risarcimenti ROVIGO – Sono stati confiscati dallo Stato i circa centomila euro
ritrovati nei conti correnti di Italfidi, la srl di intermediazione finanziaria
finita al centro di una grossa inchiesta, conclusasi l'altro ieri con il
patteggiamento di quattro indagati davanti al giudice. Nove anni
complessivi la pena concordata, per le pesanti accuse di associazione a
delinquere e truffa continuata e aggravata. E sul fronte risarcimenti, secondo
quanto spiegato dalla Procura rodigina, lo slittamento al prossimo gennaio
dell'entrata in vigore della legge sulla cosiddetta class action avrebbe reso
indisponibile alle migliaia di vittime questa cifra, per altro ben inferiore ai
circa 4 milioni di euro ventilati dagli inquirenti come provento dell'attività
illecita di Italfidi. Intanto da fine aprile è calato il sipario sulla Srl
intesa come soggetto imprenditoriale, perché è stata posta in liquidazione a
seguito dell'ultima assemblea dei soci. Le indagini della squadra mobile sulla
società, condotte dalla squadra mobile di Rovigo, hanno individuato ben presto
il modo di agire reputato truffaldino. Intanto garantirsi altissima visibilità
in Internet, versando a Google 7.000 euro mensili per essere sempre ai primi
posti nel motore di ricerca più utilizzato al mondo quando si digitano parole
come finanziamenti. Poi accogliere tutte le richieste dei clienti, via mail o
telefono, dicendo loro invariabilmente "La vostra pratica è stata
accolta". A quel punto prendeva corpo la trappola vera e propria.
"Inviateci un bollettino postale con 252 euro per l'avvio
dell'incartamento ". Il malcapitato provvedeva, e poi non sapeva più nulla
e non vedeva un cent. Una volta finito agli arresti domiciliari a fine dello
scorso gennaio e quindi sentito dal Gup, nel difendersi dalle accuse il
rodigino Gianni Romani aveva dato la sua versione sull'accaduto. Sul fatto che
la società di viale Umberto I prometteva l'avvio di pratiche anche a persone
gravate da protesti se non indigenti, il rodigino aveva spiegato che la società
non aveva accesso la cosiddetta "centrale del rischio " della Banca
d'Italia e non poteva conoscere la posizione patrimoniale dei richiedenti.
Romani avrebbe poi tenuto a precisare che la Srl mediava per i finanziamenti e
non li erogava direttamente. Le pratiche ricevute, secondo il 49enne, sono
state tutte inoltrate alle 13 finanziarie con cui Italfidi aveva rapporti.
Sarebbero state queste ultime, quindi, a non dar continuità alle richieste.
Antonio Andreotti Raggiro Lo stabile in cui aveva sede Italfidi, ora in
liquidazione.
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( da "Repubblica.it" del 04-07-2008)
Argomenti: Class Action
CREMONA
- Sono state chiuse le indagini su un giro di latticini scaduti e avariati che
venivano riciclati e rivenduti a industrie casearie italiane e straniere.
Formaggi che finivano poi sugli scaffali dei supermercati anziché
all'alimentazione animale, loro destinazione naturale. L'inchiesta - rivelata
da Repubblica - è iniziata per caso quasi due anni fa con il fermo di un camion
a Castelleone (Cremona), da parte della Guardia di finanza di Cremona. Le
Fiamme gialle furono insospettite dal forte odore che usciva dal portellone del
mezzo. Nel corso dell'ispezione furono scoperti latticini in avanzato stato di
decomposizione, con morsi di roditori e scarafaggi. Da lì i finanzieri
passarono a Casalbuttano, alla Tra.De.L., la ditta dove il camion doveva
lasciare i latticini scaduti che una volta rigenerati dovevano essere destinati
alla zootecnia. Nel corso dell'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore
della Repubblica di Cremona Francesco Messina, e ora conclusa, è stato
arrestato Luciano Bosio, responsabile della Tra.De.L. Le manette sono scattate
anche ai polsi di Domenico Russo, di 46 anni, originario di Partinico (Palermo)
e residente a Oleggio (Novara) titolare della Tra.De.L. e della Megal di
Vicolungo (Novara), presunto capofila della truffa. E' stato arrestato anche il
responsabile di un terzo stabilimento situato a Massazza (Biella) e con una
filiale in Germania del quale ancora non si conosce il nome. Tutti accusati di
frode alimentare e truffa aggravata. Nelle tre fabbriche i latticini scaduti
venivano mescolati con prodotti freschi, rigenerati e immessi nel circuito
commerciale. Venivano recuperate soprattutto mozzarelle scadute. Decine di
persone a vario titolo coinvolte nell'inchiesta sono state indagate: fra
queste, tre funzionari dell'Azienda sanitaria locale di Cremona. Si tratta di
tre veterinari, il direttore Riccardo Crotti e due suoi collaboratori, che
vennero sospesi per abuso di ufficio, omessa vigilanza e ispezioni
preannunciate. L'inchiesta si è avvalsa anche delle intercettazioni dalle quali
risultava che le persone implicate erano perfettamente consapevoli del fatto
che i formaggi riciclati venivano destinati all'alimentazione umana e venduti
con marchi commerciali anche famosi. La Galbani, in una nota, precisa intanto
di essere "completamente estranea ai reati contestati a Tra.De.L" e
che "i prodotti Galbani non contengono in alcun modo ingredienti
acquistati da Tra.De.L Srl o da altre società ad essa collegate". La
Galbani e le altre società del gruppo, aggiunge la nota, "garantiscono, da
oltre un secolo, l'elevato standard qualitativo dei propri prodotti". Il
sottosegretario Francesca Martini ha chiesto oggi ai servizi regionali di
Lombardia e Piemonte di acquisire informazioni in merito al possibile rischio
per i consumatori. La direzione generale della sicurezza alimentare e
nutrizione del ministero della Salute ha "prontamente informato la
commissione e gli altri stati membri dell'Unione europea sulla vicenda -
aggiunge la nota - rappresentando che l'indagine è partita dai controlli
ufficiali del nostro paese e che le informazioni presenti sulla stampa,
ancorché con talune imprecisioni, dimostrano il grado di attenzione sulla
qualità e sicurezza dei prodotti italiani". Sulla questione è intervenuta
anche la Coldiretti. Bisogna chiudere con decisione le porte a tutti i
tentativi di frode e sofisticazione - dice l'organizzazione - per difendere il
Made in Italy alimentare da episodi criminosi che mettono a rischio la salute
dei cittadini e provocano la chiusura delle stalle italiane. La Coldiretti,
inoltre, chiede tolleranza zero e commenta positivamente l'operazione della Gdf
di Cremona. "I prodotti in commercio sono sicuri" afferma Assolatte.
"L'azienda incriminata era sotto inchiesta da molto tempo, i prodotti sono
stati posti sotto sequestro due anni fa e lo stabilimento è stato
definitivamente chiuso nel giugno del 2007. Le imprese del sistema Assolatte -
prosegue l'Associazione di settore - rappresentano il fior fiore del made in
Italy nel mondo e investono milioni di euro ogni anno per garantire la qualità
e la sicurezza dei prodotti lattiero caseari in commercio.". L'class="hilite">associazione Altroconsumo si
costituirà parte civile nei procedimenti penali aperti verso i responsabili
delle adulterazioni. Altroconsumo, inoltre, verificherà la possibilità di
avviare una class="term">class class="term">action
contro le imprese della provincia di Cremona e tutti i responsabili indicati
negli esiti delle indagini della Guardia di Finanza. (4 luglio 2008.
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