HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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T ARTICOLI DEL 19-23 novembre
2008 #TOP
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Articoli
Class action (62)
I promotori ora investono sull'informazione
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: cominciando col dire che la Class Action (l'azione collettiva dei consumatori), non è prevista dal sistema giuridico italiano. Meglio puntare sul "rito societario" - secondo Frumento - che consente di chiudere una causa di risarcimento in un anno e mezzo, mentre per il rito ordinario, l'attesa per un giudizio arriva fino a 5 anni».
l'irruzione
collettivo in sinagoga blocca convegno di fi
( da "Mattino
di Padova, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: studenti del collettivo - è stata un'azione politica: sono loro la causa delle ricadute socio-economiche contro cui ci stiamo battendo, la riforma dell'università innanzitutto». La replica arriva da Forza Italia, da parte del consigliere comunale Domenico Menorello: «Non lasceremo soli questi giovani coraggiosi che hanno subito una inaccettabile aggressione culturale e fisica nell'
la
promessa del comune "movida, regole severe" - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Ieri sera gli
abitanti della zona Arco della Pace si sono incontrati all´oratorio di via
Piermarini per discutere un´azione legale nei confronti del Comune: i
residenti, che denunciano un calo del valore degli immobili «a causa del
degrado», hanno ragionato sulla possibilità di fare colletta per pagare le
spese di «una querela o una denuncia». SEGUE A P
CRISI
FINANZIARIA E G20: SOSTENERE L'ECONOMIA REALE
( da "marketpress.info"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: inizio di una nuova era nella guida collettiva dell´economia mondiale» ed ha posto le basi «di una nuova governance mondiale» che poggi sui principi dell´economia sociale di mercato. Dopo aver descritto i quattro principali punti sui quali il G20 ha trovato un accordo - piano d´azione per la riforma dei mercati finanziari, nuova governance mondiale,
PARLAMENTO
EUROPEO: FARE DI PIÙ PER COLMARE IL DIVARIO SALARIALE TRA DONNE E UOMINI
( da "marketpress.info"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: più controlli sui contratti collettivi - Per i deputati sono necessari ulteriori controlli in merito ai contratti collettivi, ai livelli di retribuzione applicabili e ai sistemi di classificazione professionale, soprattutto per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori a tempo parziale e di quelli con contratti di lavoro atipici o gli straordinari/
BRUXELLES,
addio. Se già non era bastato il vento gelido della crisi finanziaria...
( da "Messaggero,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva, si trattasse dell'idea di un fondo sovrano europeo lanciata da Tremonti, del "patto" a sostegno di banche e imprese suggerito da Sarkozy, o della cooperazione fiscale riproposta in tutti gli ultimi Ecofin. La Merkel, scottata dal fallito tentativo di un'alleanza di ferro con Bush, si è mostrata diffidente verso gli altri partner continentali e convinta che i problemi
E
non solo perché l'allargamento a 27 ha comportato più problemi che vantaggi e
c... ( da "Messaggero, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva, si trattasse dell'idea di un fondo sovrano europeo lanciata da Tremonti, del "patto" a sostegno di banche e imprese suggerito da Sarkozy, o della cooperazione fiscale riproposta in tutti gli ultimi Ecofin. La Merkel, scottata dal fallito tentativo di un'alleanza di ferro con Bush, si è mostrata diffidente verso gli altri partner continentali e convinta che i problemi
SORGERÀ
nella frazione di Santa Maria in Fabriago, in ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione di alcuni tipi di piante (canna di palude, giunco di palude e mazza sorda) dopo una prima fase meccanica di separazione delle componenti solide. Oltre all?impianto di fitodepurazione, Hera realizzerà il collettamento fognario della frazione.
Prigionieri
di Facebook ( da "Stampaweb, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: altra, per certe azioni collettive, non se ne può fare più senza, e l?impatto di Facebook sull?elezione di Obama ne è solo un esempio. Occhio però: perchè lo stesso modello è cooptabile da persone che vorrebbero portarci via le libertà civili e minare la democrazia».
Assogestioni:
nel terzo trimestre rallentano ancora i deflussi
( da "Trend-online"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 52 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Secondo l'analisi di Assogestioni i dati relativi al terzo trimestre confermano il rallentamento dei deflussi per le Gestioni collettive già registrato nel corso del secondo trimestre 2008. I riscatti rilevati per i fondi Aperti sono pari a 29 miliardi di euro.
Tendenza
british: azione e reazione ( da "Blogosfere"
del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: in pieno stile London beat , mentre i capelli hanno riga e frangia laterale, lasciata cadere un po' scompostamente, come suggerisce il team del ContestARockHaiR , l'innovativo collettivo di hairstylist presente a Roma, Firenze, Miami e Shanghai. image by adversus Fonte: Tendenza british: azione e reazione
Azione
Dieci: a dicembre le domande di lavoro per l'anno prossimo
( da "Trentino"
del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Azione Dieci:
a dicembre le domande di lavoro per l'anno prossimo RIVA. I lavoratori
interessati ad una occupazione temporanea per il
forcella,
gli incendiari delle auto - irene de arcangelis
( da "Repubblica,
La" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: state quattro le auto incendiate in via Pietro Colletta. La volta precedente ben quindici, ma è stato necessario evacuare una palazzina perché le fiamme hanno rischiato di raggiungere le tubature del gas. L´allarme era stato lanciato intorno alle quattro del mattino, quando è stato appiccato il fuoco ad alcune auto parcheggiate in cinque diverse strade nel centro storico della città:
DONNE:DISCRIMINAZIONE
NEI LUOGHI DI LAVORO FIRMA IN UMBRIA PROTOCOLLO CONSIGLIERE DI PARITA' E
SINDACATI ( da "marketpress.info"
del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Opportunità previsti dalla normativa sui contratti collettivi di lavoro, e praticamente mai attuati in Umbria. Si dovrà inoltre ?tenere conto della dimensione di genere? nella stesura dei contratti decentrati e nell?utilizzo dei fondi comunitari. Le parti si impegnano a sollecitare la presentazione di Piani triennali di Azioni Positive da parte delle pubbliche amministrazioni per ?
di
GIULIO PANZANI FUCECCHIO UNA MAPPATURA
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva di rivalsa verso l?Ato 2 appunto per richiedere il rimborso, che per legge è esigibile fino ai dieci anni pregressi, dei canoni non dovuti: «Se a richiederli saranno in molti si tratterà di una grossa cifra, complessivamente ?
Testamento
biologico: applicabili le disposizioni sull'amministrazione di sostegno
( da "AltaLex"
del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni intraprese da alcune persone che desiderano morire con dignità e rifiutano di sottoporsi a cure estreme e ad inutili accanimenti terapeutici consentono di affermare che, in effetti, non è così. In un mio precedente articolo (Il testamento biologico come possibile estensione del consenso informato) avevo prospettato il farsi strada di due possibili soluzioni tendenti a far
La
lezione del teologo Tremonti ( da "Foglio, Il"
del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: civile politico anche quello che organizza la domanda sugli investimenti collettivi fatti per il bene complessivo: non per il presente, ma per il futuro. E non fatti sul debito ma sul solido di una prospettiva fondativa. Non sarà più il mercato ma la coscienza individuale e collettiva a giudicare il potere, non viceversa.
Saporiti:
"Le ronde non risolvono il degrado"
( da "Varesenews"
del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: attraverso quella azione di prossimità che le sarebbe connaturale - riuscissero ad assicurare con efficacia questa azione di recupero delle situazioni di degrado, le forze di polizia potrebbero concentrarsi nella lotta alla criminalità vera». «E non è certo attraverso la scorciatoia di sanzionare quei comportamenti che manifestano il disagio personale o il degrado sociale -
Il
Rovigo sta recuperando gli acciaccati
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: riparte con una serie di incertezze che slegano il collettivo e lo fannno diventare improduttivo. Ci vuole più determinazione e questa deve venire dagli elementi più esperti del gruppo. Ci sono dei giovani nel gruppo, com'è ovvio, e a loro forse non si può chiedere il massimo se non quanto a fisicità e impegno, ma quanto a esperienza la compagine biancazzurra sembra ben attrezzata.
No
del preside, autogestione al Dal Piaz
( da "Corriere
delle Alpi" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Sono oltre centocinquanta i liceali che hanno aderito all'iniziativa del collettivo studentesco che segna uno strappo con il dirigente Salvatore Russotto. Il preside non ha accolto la richiesta dei ragazzi formalizzata mercoledì mattina e tesa a chiedere tre giorni di autogestione secondo un calendario fatto di lezioni, dibattiti e cineforum.
un'agenda
- alessandro lanni ( da "Repubblica, La"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva? «Qui interviene quel fattore che è stato ampiamente descritto con il termine "individualizzazione". Con il progressivo abbassarsi della condizione di difesa mantenuta contro le paure esistenziali, e con il venir meno di accordi per l´autodifesa comune, come per esempio i sindacati o altri strumenti di contrattazione collettiva,
ABBIATEGRASSO
<E' UN PARADOSSO che le Ferrovie minacc...
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: it. Inoltre sto cercando persone e associazioni competenti per annunciare un?azione collettiva». Questa sera i problemi dei pendolari saranno al centro di un incontro fra gli stessi viaggiatori e il sindaco Roberto Albetti. Michele Azzimonti
irene
viola Un cavo tranciato per errore ha lasciato nel silenzio 2500 utenti della Telecom
( da "Adige,
L'" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Un danno che, complessivamente, si può calcolare in molte migliaia di euro. «L'altra volta non procedemmo perché il danno fu contenuto. Questa volta - afferma Chiogna - speriamo che con una azione collettiva contro i responsabili del blackout si riesca ad ottenere un rimborso congruo». 21/11/2008
BLOCCO
degli scrutini e firma del tempo pieno per tutte le famiglie: sono alcune ...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione comune per rendere più efficace la protesta. Si prospetta infatti l?idea di unire i collettivi di Seravezza e Pietrasanta per rendere «più efficace l?azione di protesta». Questa soluzione è stata analizzata ieri sera alla Croce Verde di Pietrasanta, in una tavola rotonda.
A
Trenitalia il conto del tempo perso
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di una probabile azione collettiva da parte dei pendolari della tratta che è in fase di raddoppio dalla località Cascina Bruciata di Albairate a Milano. «INVITO TUTTE LE PERSONE che si sono viste decurtare lo stipendio a causa dei ritardi a chiedere risarcimento alle Ferrovie dello Stato», attacca Nunzia Fontana.
le
immagini di nazirock sulla garisenda
( da "Repubblica,
La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: immagini di Nazirock sulla Garisenda Nonostante la tensione tra i collettivi universitari e la Polizia che ha infuocato per tutto il giorno la zona universitaria, durante la serata gli animi si placano e l´assemblea «No Gelmini», circa 300 ragazzi, riesce nell´intento di proiettare sul compensato che protegge la ristrutturazione del basamento della Garisenda il video "Nazirock".
"no
gelmini", assalto al gazebo di an - alessandro cori
( da "Repubblica,
La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La tensione sale e in un attimo una cinquantina di ragazzi dei collettivi universitari improvvisa un corteo al grido di «siamo tutti antifascisti» per spostarsi verso la Questura. In attesa che i fermati vengano rilasciati, per una buona mezz´ora volano ancora spintoni tra gli agenti e gli studenti, alcuni dei quali prendono a calci e pugni il portone della Polizia scientifica.
Gruppo
Biasi, cento dipendenti a casa L'ad: <Chiudiamo la Verall> Rischiano
anche i colletti bianchi ( da "Corriere del Veneto"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Chiudiamo la Verall» Rischiano anche i colletti bianchi Mobilità per 70 operai della fabbrica e 30 impiegati del grattacielo Proteste dei sindacati davanti alla sede del Gruppo Biasi a Borgo Roma: «Ricorrano alla cassa integrazione» VERONA — La crisi economica si aggrava e a farne le spese cominciano ad essere anche i colossi.
Biasi,
100 dipendenti in mobilità ( da "Corriere del Veneto"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: REDAZIONALE Il gruppo Licenziamento in vista per 70 operai e 30 colletti bianchi Biasi, 100 dipendenti in mobilità VERONA — La crisi dell'economia comincia a colpire anche i santuari dell'industria veneta: ieri mattina un gruppo di oltre 200 operai della Biasi ha manifestato a Verona davanti ai cancelli del grattacielo del gruppo di Paolo Biasi, presidente di Fondazione Cariverona,
Biasi,
100 dipendenti in mobilità <Medio Oriente, un'opportunità>
( da "Corriere
del Veneto" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 30 colletti bianchi convegno Ieri nella sede dell'Unicredit Corporate Banking Biasi, 100 dipendenti in mobilità «Medio Oriente, un'opportunità» VERONA — La crisi dell'economia comincia a colpire anche i santuari dell'industria veneta: ieri mattina un gruppo di oltre 200 operai della Biasi ha manifestato a Verona davanti ai cancelli del grattacielo del gruppo di Paolo Biasi,
Incontri
impossibili ( da "Stampa, La"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: attenzione sulle differenti possibilità che intercorrono tra le azioni di un singolo individuo e le conseguenze all'interno della collettività. Lo spettatore è messo di fronte a decisioni da prendere, ad azioni da compiere e, inevitabilmente, a seconda delle scelte fatte, si ritrova poi a subirne le conseguenze assumendosene tutte le responsabilità.
Analisi
dell'impatto della regolamentazione
( da "AltaLex"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: collettivi netti, l'analisi dei presupposti di natura giuridica, organizzativa, economico-sociale e l'indicazione degli obblighi informativi e dei relativi costi amministrativi introdotti a carico di imprese e cittadini; g) la stima dell'incidenza sul corretto funzionamento concorrenziale del mercato delle proposte regolatorie suscettibili di avere un impatto significativo sulle
PAESI
CHE SALVANO LE BANCHE ( da "Lavoce.info"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni privilegiate per un ammontare complessivo di 5 miliardi di euro. In questo caso, e in quello delle banche che detengono i titoli pubblici, un rappresentante del governo siederà nel cda e nell?assemblea degli azionisti delle beneficiarie, con diritto di veto su ogni decisione riguardante distribuzione dei dividendi,
Studenti
vogliono il centroSCUOLA. ( da "Sicilia, La"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sono in cantiere azioni collettive? «Al momento non sono previste manifestazioni di piazza - risponde Calè -. L'unica iniziativa portata avanti nelle scuole - aggiunge - ha riguardato progetti di autogestione e didattica alternativa, quali assemblee, laboratori, incontri culturali e dibattiti che hanno riscosso apprezzamento sia da parte degli studenti sia dei dirigenti scolastici.
Una
Colletta per le famiglie indigenti
( da "Corriere
Adriatico" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La Colletta si effettuerà durante gli orari di apertura delle strutture in questione. Le due volontarie del Banco di solidarietà - Arca hanno dipinto un quadro abbastanza plumbeo circa la situazione ascolana (il raggio di azione dell'associazione copre il capoluogo, Maltignano, Folignano, Acquasanta, Colli e Spinetoli,
Piano
Governo contro la crisi, Adusbef e Federconsumatori: "misure per 3,2
milioni di mutuatari indebitati"
( da "Sestopotere.com"
del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: entrata in vigore della class action, per non mettere a rischio rendite da cartello e privilegi da monopolio. Adusbef e Federconsumatori, riservandosi di valutare il piano che il governo approverà prossima settimana, tornano a chiedere misure tangibili su 3,2 milioni di mutuatari indebitati a tasso variabile, che perderanno la casa in assenza di un calmiere sui tassi,
Crollo
Alitalia, 30 mila azionistipronti ad avanzare class action
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Crollo Alitalia, 30 mila azionistipronti ad avanzare class action perso il 98,5% del valore I piccoli investitori iniziano la battaglia legale per essere risarciti. Un'azione valeva 30 euro 22 anni fa, oggi ne vale 0,44 22/11/2008
alitalia,
al via la class action air france, sì a malpensa - livini e penati a pagina 24
( da "Repubblica,
La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina Trentamila piccoli azionisti preparano l´azione giudiziaria
Alitalia, al via la class action Air France, sì a Malpensa livini e penati a
pagina 24 SEGUE A P
Patto
di stabilità e sicurezza Lega, summit di amministratori
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
prendano
decisioni su una modalità d'azione collettiva. La tematica della sicurezza sarà
ovviamente centrale, anche data la presenza del ministro Maroni. L'assemblea è
la seconda di questo genere convocata dagli amministratori leghisti: la prima
volta fu nel
Corteo
abusivo degli studenti: ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: intenti» con gli studenti del collettivo ?LettereInMovimento?. DURANTE il tragitto, però, il gruppo si è dato da fare per intasare la circolazione, contrariamente a quanto aveva fatto qualche settimana fa. E così le forze dell?ordine sono arrivate in massa (polizia, vigili e carabinieri, anche in assetto anti - sommossa).
di
DAVIDE MISERENDINO SI PASSA alle maniere forti. Tre settimane fa, le manife...
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: intenti» con gli studenti del collettivo ?LettereInMovimento?. DURANTE il tragitto, però, il gruppo si è dato da fare per intasare la circolazione, contrariamente a quanto aveva fatto qualche settimana fa. E così le forze dell?ordine sono arrivate in massa (polizia, vigili e carabinieri, anche in assetto anti - sommossa).
emiliano:
"mi fido di berlusconi" - raffaele lorusso antonio di giacomo
( da "Repubblica,
La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La class action è già firmata da 130 cittadini Petruzzelli, l´appello del sindaco: venga lui a controllare i lavori Albertazzi: "Rinvio senza senso sono pronto a recitare Dante" "Beato colui che riuscirà a rimuovere queste pastoie burocratiche" RAFFAELE LORUSSO ANTONIO DI GIACOMO Anche Silvio Berlusconi sarà a Bari il 6 dicembre.
cai
stringe con air france, più voli su milano - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Lufthansa pronta al rilancio Gli ex soci studiano la class action. Differiti gli scioperi previsti per martedì ETTORE LIVINI MILANO - Dopo l´ok all´acquisto di Alitalia, la Cai stringe i tempi sul partner estero. Ieri alle 10.53 è sbarcato a Milano con il volo Air France 1214 Jean Cyril Spinetta.
Ragazzi
alla ribalta con un laboratorio di arti interpretative
( da "Stampa,
La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: action», festival che chiamerà a raccolta tutte le classi partecipanti per portare in scena lo spettacolo realizzato. Le scuole interessate potranno consultare il bando a partire da lunedì 1 dicembre sul sito www.fondazionecariplo.it. «La prima scadenza è quella del 15 gennaio 2009 - spiega ancora Chiara Bartolozzi - entro quella data dovremo ricevere le proposte degli istituti.
In
Svizzera la class action per i bond di Lehman
( da "Sole
24 Ore, Il (Plus)" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Azione legale collettiva chiesta dai risparmiatori di tre Cantoni C osì come non esiste per il diritto italiano, non esiste neppure per il diritto svizzero. Ciononostante una Class Action, o azione legale collettiva, sta per partire da tre distinti Cantoni nei confronti del Credit suisse che avrebbe venduto dosi massicce di bond della Lehman brothers soprattutto agli investitori
MARISA
LA PENNA IL FUOCO DEI PIROMANI, QUESTA VOLTA, SI è ACCANITO CONTRO L'IMMAGINE
DI... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: a pochi passi da via Pietro Colletta dove, nelle notti scorse, sono state incendiate oltre venti automobili. Questa volta gli incendiari - e forse per la prima volta - si sono scagliati contro un'icona sacra. Un gesto blasfemo - messo a segno la notte scorsa da criminali «armati» di benzina - che ha destabilizzato i residenti, molto legati al culto di Sant'
L'assessore
Cardaci abbraccia il Mpa ( da "Sicilia, La"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione vigile e critica nei riguardi dell'Amministrazione, ma nello stesso tempo un'azione propositiva per recare beneficio alla collettività». I due consiglieri comunali criticano il governo cittadino: «Dopo circa quattro anni di governo Nocilla, abbiamo assistito ad una totale inefficienza e scarsa efficacia degli atti amministrativi.
Leggo
oggi sulle prime pagine dei giornali locali alcuni ...
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: "Collettivo di Scienze Politiche blocca un convegno di giovani di Fi", "Giovane minacciata con coltello in via Manin". Tutto questo in un solo giorno.Dunque, cari concittadini, è chiaro che le cose così non vanno! E' evidente che siamo tutti caduti in una situazione critica a causa di una grave mancanza amministrativa,
I
TITOLI DEI GIORNALI: ECONOMIA E FINANZA.
( da "Asca"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Matteoli fa rinviare lo sciopero del 25 Gli azionisti pronti alla class action. - Samuelson: ''Subito sostegni a chi ne ha bisogno''. - Savona - Rilanciare la domanda resta la via maestra. Il Riformista - Casalinghe disperate nella recessione. - Gli 80 miliardi non si trovano slittano le misure. - Imprese in cerca di tecnici 70mila in meno all'anno.
ANTITRUST:
CONSUMATORI, BENE MULTA SOCIETA' TLC. MA CHI PAGHERA' DANNI?.
( da "Asca"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: in assenza di una class action che doveva entrare in vigore dal 1 luglio 2008 ed e' invece stata affossata dal Governo, sotto diretta richiesta di banche,assicurazioni e compagnie telefoniche?. Adusbef e Federconsumatori, dopo aver denunciato il fenomeno illecito di addebiti indebiti di 300-400 euro su ogni singola bolletta per telefonate satellitari mai effettuate,
Antitrust:
consumatori, ok multe tlc ( da "KataWeb News"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Antitrust: consumatori, ok multe tlc 22 novembre 2008 alle 16:08 — Fonte: ansa.it — 0 commenti 'Governo affossato class action su richiesta banche e compagnie'
Antitrust:consumatori,bene
multe tlc ma mancano risarcimenti
( da "Trend-online"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sostengono che queste sanzioni vanno affiancate dalla prevenzione, che e' mancata, e dalla class action che e' 'stata affossata dal Governo, su richiesta di banche, assicurazioni e compagnie telefoniche'. Chi risarcira' i danni per milioni di consumatori, cui le stesse aziende hanno attribuito addebiti indebiti?
Visita
di Silvio Berlusconi a Teramo per la prima volta da Premier. Il saluto e la
gioia del popolo. ( da "Quotidiano.it, Il"
del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ambiente è sempre stato al centro della sua azione politica... "Ho sempre tutelato, protetto e avvalorato l'ambiente in tutti i ruoli che ho rivestito. In tutti questi anni, ho conquistato la stima e la fiducia di tutti coloro che, pur non appartenendo allo stesso schieramento politico, hanno avuto modo di confrontarsi con me".
Il
Dal Piaz prepara nuove azioni di protesta
( da "Corriere
delle Alpi" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni di protesta FELTRE. Fatta la pace con il preside Russotto resta la battaglia contro la riforma della scuola voluta dal governo. E gli studenti del collettivo del liceo Dal Piaz annunciano che per la prossima settimana sono in programma nuove attività: laboratori pomeridiani, una lezione all'aperto e una manifestazione di protesta da organizzare insieme alle altre scuole del
le
imprese si preparano ai tagli "così si licenzia un dipendente" -
davide carlucci ( da "Repubblica, La"
del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Cassa integrazione e licenziamenti collettivi: come gestire il rapporto di lavoro durante la crisi d´impresa". Leggere la presentazione intristisce: «In conseguenza della grave crisi economica internazionale purtroppo numerose aziende si vedono costrette ad intraprendere azioni volte alla riduzione del personale impiegato attraverso licenziamenti collettivi»
Telecom
multata<Pratiche scorrette>
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Nel frattempo, Adusbef e Federconsumatori parlano di «una grande vittoria». Ma senza la possibilità di una class action «affossata dal governo», rimarcano le associazioni, recuperare i danni già subiti per i clienti è praticamente impossibile. Samuele Cafasso cafasso@ilsecoloxix.it 23/11/2008
emiliano:
"ho pensato perfino alle dimissioni" - raffaele lorusso
( da "Repubblica,
La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Contro l´esposto del professor Costantino e di Vittoria Messeni Nemagna si scagliano anche gli avvocati Luigi Paccione e Alessio Carlucci, difendendo la class action da loro promossa, sostenendo che «il teatro è già di proprietà della città di Bari per avverata estinzione della concessione di suolo pubblico del 1896».
multe
dell'antitrust per le chiamate truffa - sara bennewitz
( da "Repubblica,
La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: tuttavia Adusbef e Federconsumatori si chiedono chi risarcirà i clienti che hanno pagato «centinaia di euro ciascuno, per un controvalore di almeno 900 milioni», dato che l´introduzione della class action «è stata affossata dal Governo, sotto diretta richiesta di banche, assicurazioni e compagnie di tlc».
kuzmanovic
e santana avviano la riscossa ( da "Tirreno, Il"
del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Nella ripresa ha potuto usufruire della crescita generale del collettivo viola. VARGAS 6. Non ispirato nel calciare le punizioni dalla media distanza, ha ritrovato solo nella ripresa l'esplosività della passata stagione quando vestiva la maglia del Catania. Nei ripiegamenti difensivi si è trasformato nel secondo tempo fino a riuscire a convincere.
di
GILBERTO DONDI LA LUNGA giornata delle rivendicazioni di Crash è inizi...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: quando aveva fatto andar via il collettivo Metrolab e poi aveva murato tutte le entrate. Da allora lo stabile, di proprietà del demani e su cui c?è un progetto per fare degli uffici («fermo da anni», accusano i ragazzi), era rimasto abbandonato. Fino a ieri, appunto, quando alle 15 una ventina di autonomi del laboratorio si sono presentati con tutti gli strumenti del caso.
della
Digos trattativa sul tetto ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: quando aveva fatto andar via il collettivo Metrolab e poi aveva murato tutte le entrate. Da allora lo stabile, di proprietà del demani e su cui c?è un progetto per fare degli uffici («fermo da anni», accusano i ragazzi), era rimasto abbandonato. Fino a ieri, appunto, quando alle 15 una ventina di autonomi del laboratorio si sono presentati con tutti gli strumenti del caso.
Palermo
e Corleone unite ( da "Sicilia, La"
del 23-11-2008)
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Abstract: Meno note sono le azioni che, in appena tre giorni, consentirono ai corleonesi di liberare la loro città. Ecco come li racconta il Colletto: «I francesi atterriti dal moto improvviso e generale, sentendo di non poterlo dominare, scapparono dalla città e si buttarono alla campagna, speravano di potersi mettere al sicuro fra i boschi o raggiungendo qualcuno dei villaggi più vicini.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-11-2008)
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IL CONVEGNO. Al President
l'incontro Anasf I promotori ora investono sull'informazione di Andrea
Podestani Aiutare i clienti a scegliere con consapevolezza le opportunità
d'investimento più adatte, orientando la promozione verso un'informazione
dettagliata e completa. Questa la soluzione alla crisi degli investimenti
bancari generata dal crac Lehmann Brothers secondo l'Anasf (Associazione
nazionale dei promotori finanziari), elaborata ieri mattina durante un convegno
a tema, organizzato all'Hotel President di Castelmella, davanti ad oltre 300
professionisti del settore. Un confronto ampio, a quasi 2 mesi dallo scoppio
delle prime turbolenze significative per il mercato: «Dobbiamo guardare avanti
- ha rilanciato il vicepresidente della sezione bresciana dell'associazione e responsabile
dell'area finanza, Oliviero Pulcini - senza sovraccaricare i canali
d'informazione verso i clienti di altri particolari ed elementi, ma attraverso
un'opera di chiarezza che dia ai clienti le informazioni necessarie per operare
scelte consapevoli». Più chiarezza e linearità nei rapporti con i piccoli
investitori, quindi, utili a formare nuove linee guida da seguire per
recuperare i consensi perduti sono i punti fermi per ripartire. «Serve fare
molta chiarezza tra le opportunità e i limiti che la legge italiana mette a
disposizione dei consumatori truffati - ha detto Luca Frumento, avvocato ed
esperto in materia, intervenuto sugli aspetti legali del rapporto
promotore-cliente - cominciando col dire che la Class
Action (l'azione collettiva
dei consumatori), non è prevista dal sistema giuridico italiano. Meglio puntare
sul "rito societario" - secondo Frumento - che consente di chiudere
una causa di risarcimento in un anno e mezzo, mentre per il rito ordinario,
l'attesa per un giudizio arriva fino a 5 anni».
( da "Mattino di Padova, Il" del 19-11-2008)
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Pagina 22 - Cronaca
L'IRRUZIONE Collettivo in Sinagoga blocca convegno di Fi Da una parte presidi,
professori, genitori e studenti. Dall'altra, Maria Stella Gelmini e Carmela
Palumbo. Si fa sempre più teso il braccio di ferro fra ministro e dirigente
scolastica regionale e l'asse insegnanti-studenti che rivendica il proprio
diritto a protestare contro la riforma dell'istruzione. IL BLITZ. Altro assalto
degli studenti universitari. Le manifestazioni di protesta a cui ci hanno
abituati nel corso delle ultime settimane non si arrestano. Né si arresteranno.
Ieri pomeriggio, decine di giovani aderenti in gran parte al collettivo di
Scienze politiche hanno fatto irruzione nella Sinagoga, in Ghetto. Scopo:
interrompere il convegno che gli «Studenti per la libertà» di Forza Italia
avevano in programma proprio qui alle 16.30, per discutere sull'attuale crisi
finanziaria. E si è ripetuto uno schema già visto più volte. Parapiglia con gli
agenti della Digos sulle scale d'ingresso dell'antico edificio e poi tutti di
corsa al secondo piano: lo slogan «L'onda anomala vi spazzerà via» ha fatto il
resto. I relatori hanno deciso di interrompere la discussione pubblica,
proclamando la «ritirata». «La nostra - affermano gli studenti
del collettivo - è stata un'azione politica: sono loro la causa delle ricadute
socio-economiche contro cui ci stiamo battendo, la riforma dell'università
innanzitutto». La replica arriva da Forza Italia, da parte del consigliere
comunale Domenico Menorello: «Non lasceremo soli questi giovani coraggiosi che
hanno subito una inaccettabile aggressione culturale e fisica nell'imbarazzante
inerzia dell'istituzione». LA PRESIDE. Dopo le dure critiche da parte dei
colleghi Massimo Vezzaro (Cornaro) e Antonella Visentin (Marchesi), ora scende
in campo anche la preside del Selvatico Luisa Molino. La sede centrale
dell'istituto d'arte, in via Loredan, l'altro giorno ha aperto porte e
laboratori fino alla mezzanotte per la prima, collettiva,
Notte bianca. «Il provvedimento - dice, secca - non ci tange. Semplicemente
perché ci siamo mossi in pieno accordo con gli organi collegiali: docenti e
genitori. E dunque nella più totale legalità». Non solo: «Seriamente
preoccupati per il futuro che ci aspetta, visto che pare probabile che negli
istituti artistici diminuirà il numero di ore settimanali dedicate alle
attività pratiche - aggiunge - crediamo di aver adempiuto appieno al nostro
dovere di insegnanti. La nostra scuola rischia di scomparire: attraverso la
mostra dei lavori dei ragazzi abbiamo voluto spiegare a tutti chi siamo». IL
CORTEO. Dai banchi di scuola fino in Prato della Valle e poi da qui al Bo.
Erano in 50 gli studenti del Selvatico che ieri mattina hanno sfilato «per la
difesa della creatività». Al posto di stendardi, disegni e pitture dai
contenuti sarcastici. Allo sciopero autogestito (e scortato dalle forze
dell'ordine) ha preso parte anche una docente: insegna al laboratorio di
pittura ma preferisce restare nell'anonimato. «Sono qui assieme ai ragazzi -
ammette - perché l'arte va sostenuta e non penalizzata». NOTTI BIANCHE. In barba
ai diktat, le Notti Bianche continuano. Ieri c'è stata al Curiel, oggi ci sarà
al Severi e il 24 al Modigliani. Ma se ne prevedono altre ancora. (Morena
Trolese)
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
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Pagina XII - Milano
La promessa del Comune "Movida, regole severe" Obbligo di parcheggi, tavolini
meno invadenti, dialogo con i residenti: "Deve tornare la pace"
FRANCO VANNI Il Comune vara un piano in tre punti per placare le proteste dei
residenti delle zone della movida. Un progetto che prevede l´obbligo per i
nuovi locali di avere un´area di parcheggio, nuove regole sull´ingombro dei
marciapiedi con tavolini e dehors e la promozione del dialogo fra abitanti e
gestori dei locali. Un tentativo di conciliazione che arriva mentre i residenti
dell´Arco della Pace «esasperati da sporcizia e schiamazzi», organizzano
collette per fare causa a Palazzo Marino. Ad annunciare le nuove misure è
l´assessore Giovanni Terzi (Commercio e Giovani) che ieri ha incontrato i
residenti dei Navigli, di corso Como, Ticinese, Isola e degli altri distretti
del divertimento. Le lamentele sono sempre le stesse: le auto posteggiate sui
marciapiedi, il rumore fino all´alba e la sporcizia. Per Terzi, «l´obiettivo è
fare convivere la vita notturna con il diritto dei residenti di vivere in
pace». Il piano si articola in tre punti. Fra dieci giorni sarà discussa in
giunta comunale una delibera che destina 5 milioni di euro (in parte finanziati
dalla Regione) per la riqualificazione dei distretti commerciali di Navigli,
Giambellino, Brera, Sarpi e Isola. «Nella delibera - dice Terzi - inseriremo
regole chiare sui permessi dell´occupazione di suolo pubblico da parte dei
locali, per evitare che arrechino disturbo ai residenti». Il secondo punto è la
convocazione per gennaio di un tavolo cittadino sulla movida, aperto alle
associazioni dei locali notturni. «Cittadini e gestori - dice Terzi - devono
dialogare in ogni quartiere per raggiungere una convivenza pacifica». Terzo e
ultimo passo sarà, sempre a gennaio, la votazione in consiglio comunale del
regolamento per l´apertura di nuovi esercizi commerciali. Terzi annuncia: «Non
sarà possibile aprire nuovi locali in zone dove non ci saranno posti auto a
sufficienza». Gli annunci dei Terzi non bastano a contenere la protesta dei
residenti. Ieri sera gli abitanti della zona Arco della Pace
si sono incontrati all´oratorio di via Piermarini per discutere un´azione
legale nei confronti del Comune: i residenti, che denunciano un calo del valore
degli immobili «a causa del degrado», hanno ragionato sulla possibilità di fare
colletta per pagare le spese di «una querela o una denuncia». SEGUE A P
( da "marketpress.info" del 19-11-2008)
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Mercoledì 19
Novembre 2008 CRISI FINANZIARIA E G20: SOSTENERE L´ECONOMIA REALE Strasburgo,
19 novembre 2008 - Il Parlamento europeo ha dibattuto della crisi finanziaria
ed economica alla luce del vertice di Washington del G20. La maggioranza dei
gruppi politici ha sottolineato la necessità di riformare la regolamentazione
finanziaria per garantire la sorveglianza e la trasparenza, e di sostenere
l´economia reale, in particolare le Pmi. Taluni gruppi hanno deplorato la
speculazione o l´azione della Commissione troppo vicina agli interessi
industriali. Dichiarazione del Consiglio - Jean-pierre Jouyet ha esordito
rilevando che gli effetti della crisi finanziaria si stanno già manifestando,
tant´è che diversi Stati membri «sono entrati in recessione». Si tratta, ha
proseguito, della peggior crisi dal ´29 che comporta un «rallentamento di
enorme entità». Il Consiglio, ha però sottolineato, a operato per l´unità
dell´Europa che si è presentata al G20 parlando con una sola voce. Le conclusioni
del Vertice di Washington, ha aggiunto, ribadiscono i principali elementi
difesi dall´Ue: «trasparenza e responsabilità». Sulle agenzie di rating, sulle
norme contabili, sulla sorveglianza degli hedge funds, la lotta contro i
paradisi fiscali, la responsabilizzazione degli attori privati, la riforma
delle istituzioni finanziarie multilaterale, ha insistito, l´Unione «deve
continuare a parlare con una voce forte per ottenere risultati tangibili». A
suo parere, è importante che la crisi non si riproduca e sono quindi necessari
obiettivi ambiziosi che saranno esaminati dal prossimo Ecofin. Il Ministro ha
rilevato la necessità di accelerare l´adozione delle recenti proposte della
Commissione sui mercati finanziari. Ha quindi insistito sull´opportunità che gli
Stati membri si coordino al fine di mobilitare tutti gli strumenti
macro-economici per scongiurare il rallentamento e sostenere la congiuntura
europea. Dopo aver ricordato che la Presidenza ha appoggiato la decisione della
Bce di ridurre i tassi d´interesse, ha sottolineato la necessità di utilizzare
tutti i margini di manovra del Patto di Stabilità e di Crescita. Inoltre,
vegliando sempre al buon funzionamento del mercato interno, occorre anche
ricorrere a tutta la flessibilità consentita in materia di aiuti di Stato per
assistere gli attori più minacciati. A quest´ultimo proposito, ha ricordato che
alcune risorse sono già state messe a disposizione per il finziamento delle
Pmi. Ma tali misure devono inquadrarsi in un piano globale che permetta di
sostenere i settori più minacciati, «come lo è oggi l´industria europea
dell´automobile». Questi sforzi supplementari a livello comunitario, peraltro,
dovranno essere completati attivamente dagli Stati membri «attraverso misure di
rilancio nazionale strettamente coordinate». Ha quindi concluso sostenendo che
l´unità europea debba essere preservata per continuare ad agire insieme e poter
influenzare una profonda riforma della regolazione finanziaria e per affrontare
le difficoltà economiche. Così, infatti, «dimostreremo che l´Ue ha i mezzi per
prendere efficacemente in mano il suo destino e svolgere, come gli europei si
attendono, il suo ruolo di attore globale. Dichiarazione della Commissione -
José Manuel Barroso ha anzitutto ricordato che l´iniziativa politica per la
riforma globale del sistema finanziario è venuta dall´Ue. A suo parere, la
prima riunione del G20 «segna l´inizio di una nuova era
nella guida collettiva
dell´economia mondiale» ed ha posto le basi «di una nuova governance mondiale»
che poggi sui principi dell´economia sociale di mercato. Dopo aver descritto i
quattro principali punti sui quali il G20 ha trovato un accordo - piano
d´azione per la riforma dei mercati finanziari, nuova governance mondiale,
stimolo dell´economia e rigetto del protezionismo - il Presidente ha
sottolineato che il Vertice ha lanciato un «segnale chiaro»: l´azione sulle
questioni economiche e finanziarie «non deve farsi a detrimento delle altre
sfide globali». A questo proposito, ha indicato la realizzazione degli
Obiettivi del Millennio per lo sviluppo, la lotta ai cambiamenti climatici, la
sicurezza energetica e alimentare e la lotta contro il terrorismo. Ha poi
rilevato che se l´Europa ha potuto svolgere il suo ruolo è perché è rimasta
unita e, ha insistito, deve continuarlo ad esserlo. Ha quindi ricordato le
misure già proposte a livello europeo che entrano nel programma di lavoro del
( da "marketpress.info" del 19-11-2008)
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Mercoledì 19
Novembre 2008 PARLAMENTO EUROPEO: FARE DI PIÙ PER COLMARE IL DIVARIO SALARIALE
TRA DONNE E UOMINI Strasburgo, 19 novembre 2008 - Il Parlamento chiede alla Commissione
di presentare entro la fine del 2009 delle proposte legislative per garantire
una migliore attuazione delle norme Ue in materia di parità retributiva tra
donne e uomini. Raccomanda quindi di valutare la situazione e i sistemi di
classificazione delle professioni, ampliare il mandato degli organismi di
parità, adottare misure per prevenire le discriminazioni e rafforzare la
dimensione di genere, nonché di inasprire le sanzioni. Approvando con 590 voti
favorevoli, 23 contrari e 46 astensioni la relazione di Edit Bauer (Ppe/de,
Sk), il Parlamento sottolinea anzitutto che l´applicazione del principio di
parità retributiva per lo stesso lavoro e per un lavoro di pari valore «è
essenziale per conseguire la parità di genere». Ma osserva che, nell´Unione
europea, le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini e fino al 25%
in meno nel settore privato (negli Stati membri il divario varia tra il 4% e
più del 25%) e che questo divario «non tende a ridursi in modo significativo».
Tant´è che «una donna deve lavorare fino al 22 febbraio (ossia 418 giorni di
calendario) per guadagnare quanto un uomo guadagna in un anno». I deputati
chiedono quindi alla Commissione di presentargli, entro il 31 dicembre 2009,
una proposta legislativa sulla revisione della normativa esistente relativa
all´attuazione del principio di parità retributiva tra donne e uomini
(direttiva 2006/54). E, a tal fine, illustrano una serie di raccomandazioni
particolareggiate in merito all´introduzione di definizioni più precise riguardo
la parità retributiva, all´analisi della situazione, alla valutazione del
lavoro e alla classificazione delle professioni, all´ampliamento delle
competenze degli organismi di parità, al dialogo sociale, alla prevenzione
della discriminazione, all´integrazione della dimensione di genere e
all´inasprimento delle sanzioni. Il Parlamento chiede poi alle istituzioni
europee di organizzare una Giornata europea della parità retributiva al fine di
contribuire a sensibilizzare alle disparità retributive esistenti e a stimolare
tutte le parti interessate ad assumere le iniziative atte a eliminare tali
disparità. Durante tale giornata, è precisato, «le donne europee riceveranno
(in media) la retribuzione percepita (in media) dagli uomini nel corso di un
anno». Definizioni più precise - La direttiva 2006/54/Ce contiene una
definizione di "parità retributiva" ma, per disporre di categorie più
precise di cui avvalersi per affrontare il problema, i deputati ritengono
importante definire più dettagliatamente i diversi concetti, ovvero: il divario
di retribuzione tra donne e uomini, tenendo conto che la definizione non dovrà
limitarsi ai differenziali retributivi orari lordi; la discriminazione
retributiva diretta; la discriminazione retributiva indiretta; il divario di
pensione; in diversi pilastri dei sistemi pensionistici, come ad esempio i
regimi basati sul principio della ripartizione e le pensioni professionali.
Analizzare la situazione e garantire la trasparenza dei risultati - Secondo i
deputati, la mancanza di informazioni e di sensibilizzazione fra i datori di
lavoro e i lavoratori in merito all´esistenza o all´eventualità di divari di
retribuzione in seno all´impresa «pregiudica l´applicazione del principio
sancito dal trattato e dalla legislazione in vigore». Ritengono pertanto
fondamentale che nelle imprese (ad esempio in quelle con almeno 20 dipendenti)
siano resi obbligatori controlli regolari in materia di retribuzione e di
indennità addizionali e la pubblicazione dei relativi risultati. Tali risultati
dovrebbero essere forniti sotto forma di statistiche sui salari disaggregate in
base al genere, compilati a livello settoriale e nazionale in ciascuno Stato
membro. Valutazione del lavoro e classificazione delle professioni - Il
Parlamento chiede di invitare i comparti economici e le aziende a valutare i
loro sistemi di classificazione delle professioni, alla luce dell´obbligo di
integrare la dimensione di genere e ad apportarvi le necessarie correzioni. Gli
Stati membri sono inoltre invitati a introdurre classificazioni delle
professioni che permettano «sia ai datori di lavoro che ai lavoratori di
individuare eventuali discriminazioni in materia di retribuzione basate su una
definizione distorta dei livelli retributivi». Questa valutazione, precisano i
deputati, «deve basarsi su nuovi sistemi di classificazione, inquadramento del
personale e organizzazione del lavoro, sull´esperienza professionale e la
produttività, valutate soprattutto in termini qualitativi, da cui ricavare dati
e griglie di valutazione in base ai quali determinare le retribuzioni, tenendo
debitamente conto del concetto di comparabilità». Più competenze agli organismi
per la parità - Il Parlamento chiede una revisione della direttiva 2006/54/ Ce
al fine di rafforzare il mandato degli organismi per la parità, includendovi il
sostegno e la consulenza alle vittime di discriminazioni retributive,
l´elaborazione di studi indipendenti sul divario di retribuzione, nonché la
pubblicazione di relazioni indipendenti e la formulazione di raccomandazioni su
qualsiasi argomento relativo alla discriminazione retributiva (diretta e
indiretta). Dovrebbero inoltre avere la facoltà di adire un tribunale nei casi
di discriminazioni retributive e di offrire una formazione specifica destinata
alle parti sociali, avvocati, magistrati e difensori civici. Dialogo sociale: più controlli sui contratti collettivi - Per i deputati sono
necessari ulteriori controlli in merito ai contratti collettivi, ai livelli di
retribuzione applicabili e ai sistemi di classificazione professionale,
soprattutto per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori a tempo parziale
e di quelli con contratti di lavoro atipici o gli straordinari/bonus,
compresi i pagamenti in natura, «che vengono più spesso accordati agli uomini
che alle donne». Tali misure devono riguardare anche le condizioni secondarie e
i regimi occupazionali di sicurezza sociale (regimi di congedo e pensionistici,
veicoli di servizio, custodia dei bambini, orari di lavoro flessibili ecc. ).
Misure per la prevenzione della discriminazione - Il Parlamento chiede agli
Stati membri di adottare azioni specifiche in materia di formazione e
classificazione delle figure professionali, rivolte al sistema scolastico e
della formazione professionale. Così come azioni specifiche per conciliare l´attività
professionale e la vita familiare relative ai servizi di infanzia e di cura
nonché alla flessibilità dell´organizzazione e dell´orario di lavoro, e
prevedendo anche i congedi parentali con copertura economica per entrambi i
genitori. Sollecita anche accordi salariali volti a combattere le
discriminazioni retributive e indagini sistematiche sulla parità di trattamento
salariale. Infine, ritengono che gli Stati membri dovrebbero prevedere
l´inserimento nei contratti pubblici di una clausola relativa al rispetto della
parità di genere e di retribuzione. Integrazione della dimensione di genere -
Per i deputati l´integrazione della dimensione di genere dovrebbe essere
rafforzata inserendo nella direttiva 2006/54/Ce delle indicazioni precise per
gli Stati membri riguardo al principio della parità di trattamento in materia
retributiva e per il superamento dei differenziali tra uomini e donne. In tale
contesto, la Commissione dovrebbe inoltre fornire assistenza agli Stati membri
ad esempio, creando una banca dati sulle modifiche dei sistemi di
classificazione e di inquadramento dei lavoratori o diffondendo informazioni e
guide circa strumenti pratici (in particolare destinati alle Pmi) su come
superare il divario. Inasprire le sanzioni - Il Parlamento chiede alla
Commissione e agli Stati membri di rafforzare la normativa in vigore con
sanzioni appropriate, visto che le attuali disposizioni non sono giudicate
sufficienti. Occorre quindi realizzare uno studio sulla possibilità,
l´efficacia e gli effetti di eventuali sanzioni quali l´indennizzo o la
riparazione privi di un massimale a priori o sanzioni amministrative pecuniarie
(in caso di mancata notifica e consegna obbligatoria delle statistiche
salariali richieste dagli ispettorati del lavoro). Ma anche l´esclusione dal
beneficio di prestazioni e sovvenzioni pubbliche (anche da finanziamenti
comunitari gestiti dagli Stati membri) e dalle procedure di appalti pubblici e
la pubblicazione dell´elenco dei trasgressori. . <<BACK
( da "Messaggero, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Mercoledì 19
Novembre 2008 Chiudi di ENRICO CISNETTO BRUXELLES, addio. Se già non era
bastato il vento gelido della crisi finanziaria mondiale e della recessione che
ha portato in Europa, ieri ci ha pensato la bora del vertice italo-tedesco che
si è svolto a Trieste a spazzar via la Commissione Ue e il suo ruolo sempre più
residuale. Non avendo molti punti di convergenza circa le iniziative da
prendere per fronteggiare la crisi da poter registrare, Angela Merkel e Silvio
Berlusconi hanno convenuto essenzialmente su una cosa: definire burocratica ed
inefficiente la Commissione presieduta da José Manuel Durão Barroso. Per la
verità loro hanno usato un linguaggio più educato, auspicando che essa diventi
"meno burocratica e più efficiente", ma il significato è quello: la
Commissione non funziona, bisogna pensare a qualcosa di diverso. D'altra parte,
già nelle scorse settimane, tra il G4 in "salsa Sarkozy" (i quattro
Paesi di Eurolandia presenti nel G8) che coronava una serie di uscite del
presidente francese tutte tese ad accentrare su di sé la leadership continentale,
e il G20 capitanato da Gordon Brown, a sua volta artefice delle prime proposte
europee a difesa delle banche in difficoltà, si era potuto toccare con mano lo
scarso peso di Bruxelles, non predisposta per essere sintesi degli interessi e
delle volontà politiche di tutti i membri del club europeo, priva delle
competenze necessarie per avanzare ai governi proposte di merito, ma anche
incapace di un colpo di reni per indirizzare diversamente le ingenti risorse
che gestisce. Ma la mancanza di un punto decisionale europeo peraltro problema
storico, per cui è celebre la battuta di Kissinger "quando un presidente
Usa vuole chiamare l'Europa non sa mai che numero fare" si è notata
soprattutto nel G20 dello scorso weekend, quando al vertice mondiale che sta
sostituendo il G8 per importanza è apparso chiaro che il Vecchio Continente si
presentava più che mai diviso. E non solo perché l'allargamento a
( da "Messaggero, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Mercoledì 19
Novembre 2008 Chiudi di ENRICO CISNETTO E non solo perché l'allargamento a
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Class Action
LUGO pag. 14 SORGERÀ
nella frazione di Santa Maria in Fabriago, in ... SORGERÀ nella frazione di
Santa Maria in Fabriago, in fregio all?omonima via, su una superficie di circa
cinquemila metri quadrati. Comporterà un investimento di circa 600mila euro e
sarà dimensionato per servire un abitato di circa 700 residenti, pari al 30 per
cento in più dell?attuale popolazione, in vista della possibile espansione
residenziale della frazione. Si tratta del nuovo impianto di fitodepurazione
che sarà realizzato nella cittadina ducale, e il cui progetto è stato
presentato l?altra sera, alla Consulta di decentramento (S.Maria in Fabriago.
Viola e Bordocchio), dell?assessore ai Lavori pubblici del Comune di Lugo,
Secondo Valgimigli e dal direttore di Hera Ravenna, Tiziano Mazzoni. Si
tratterà del secondo impianto a essere avviato sul territorio servito da Hera
Ravenna. Consoliderà, dopo oltre un decennio dall?avvio, i risultati ottenuti
dall?impianto analogo costruito in via sperimentale nella vicina frazione di
Giovecca, oggetto di un futuro potenziamento. La sua realizzazione, inserita
nel piano investimenti del settore idrico definito con Ato per il prossimo
quinquennio, fa parte dei progetti che partiranno l?anno prossimo (2009) per un
investimento, come detto, di circa 600 mila euro. L?IMPIANTO affiderà la
depurazione in vasca delle acque reflue all?azione di alcuni tipi di piante
(canna di palude, giunco di palude e mazza sorda) dopo una prima fase meccanica
di separazione delle componenti solide. Oltre all?impianto di fitodepurazione,
Hera realizzerà il collettamento fognario della frazione. Le acque depurate
saranno poi convogliate, attraverso un fosso interpoderale, nello scolo
consortile ?Campanile?. L?ipotesi preliminare del progetto sarà poi
perfezionata tenendo conto delle esigenze espresse, nel percorso di
condivisione, da cittadini ed enti. «Si tratta di un intervento atteso da tempo
dalla comunità di Santa Maria in Fabriago» ha sottolineato l?assessore
Valgimigli. «La realizzazione dell?impianto di fitodepurazione consente infatti
di rispondere all?esigenza di razionalizzare il sistema delle acque reflue e di
collettarle a depurazione, nonché di supportare e favorire lo sviluppo
residenziale della frazione, fino a ora ostacolato dalla mancanza di un
impianto di depurazione». lu.sca.
( da "Stampaweb, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Prima erano le
email. Poi le chat e la messaggeria istantanea. Adesso i social network.
Facebook primo fra tutti, visto che è il numero uno al mondo per contatti. Più
si diffondono questi sistemi digitali che permettono di comunicare sempre, con
chi si vuole e in qualsiasi momento, più aumentano i casi di persone che ne
rimangono intrappolati: si passa troppo tempo a controllare se sono arrivati
messaggi o a scriverne, il multi-tasking ci sfinisce e ci distrae; per non
parlare della perdita della propria intimità. E se molti non riescono più a
lavorare o cercano una via d?uscita per tornare alla loro vita «normale», sempre
più aziende, oltre alle amministrazioni pubbliche, valutano di oscurarne
l?accesso. Già: ma nell?era di Facebook, la vita normale non c?è più. Secondo
lo scrittore Andrea Bajani, che confessa di esserne stato «irretito», aderire
al social network più «in» del momento può rivelarsi un errore difficilmente
rimediabile: «Dopo due mesi ho chiesto ai miei amici di uscirne. E loro
disperati mi hanno detto che non sanno come fare, che ci hanno provato, ma non
capiscono come si fa». Il social network più diffuso al mondo, creato nel 2004
dallo studente di Harvard, Mark Zuckerberg, che ha sorpassato il suo diretto
concorrente MySpace con versioni in più di 20 lingue, 125 milioni di iscritti e
un valore pari a 16 miliardi di dollari, in Italia è un fenomeno esploso quest?anno
(+961%). Il segreto del suo successo? «Facile, immediato, personalizzabile»
dicono gli utenti, tramite il passaparola. Che qui è un meccanismo tanto
efficace quanto infernale. Per entrare basta compilare un profilo con qualche
dato ed eventuale foto: ci si connette con conoscenti, amici o amici degli
amici, persone con interessi in comune. Fioccano gli ex compagni di scuola, i
commilitoni, gli ex fidanzati, i fans, i tifosi, le goliardate, ma anche le
comunità culturali o con interessi politici. Si chiacchiera, li si mette al
corrente di quello che si fa, volendo anche minuto per minuto: ci si può
collegare persino col telefonino, per aggiornare il proprio status. In
qualsiasi momento si possono aggiungere altri elementi. Dipende dall?obiettivo
che si vuole raggiungere. L?utilità? Prezioso per farsi conoscere e trovare
lavoro, assistenza, contatti utili. Non a caso Obama ha puntato anche su questo
sistema di relazioni per farsi eleggere alla Casa Bianca. E? gara di adesioni
anche tra i politici italiani: Maria Stella Gelmini conta oltre 8 mila
sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio Sepe,
arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha aperto il
suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni
aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una, PrayBook, per
diffondere pagine di Vangelo. In tutt?altra direzione l?attore Gianmarco
Tognazzi, che su Facebook fa rivivere suo padre Ugo perché «aveva molta paura
di essere dimenticato». E abbondano le sfide sui territori. L?ultima? Trento
vuol battere il record di New York: mille utenti incontrati nella realtà. Ma
bisogna sapere che si è imboccata una via senza ritorno nel momento in cui si è
inserito il proprio indirizzo e-mail, obbligatorio. Meglio darne uno di seconda
scelta, assolutamente non raccomandabile l?account aziendale. Perchè è lì che
si viene tempestati di inviti di presunti «amici» (ma lo sono davvero?) a
rispondere ai messaggi e partecipare agli «incontri». Ed è lì che incomincia
l?inferno per chi vuole stare tranquillo: se si tiene aperto l?account di
posta, è un continuo ricever messaggi, che distraggono dalle proprie attività e
invadono la propria intimità nei momenti più inopportuni. «Certo, a reclamare
intimità ci vuole coraggio, visto che ci si è sottoposti a tutto questo
volontariamente» commenta Giulia Stasi, 26 anni, italo-americana newyorkese che
vive tra Italia e Usa sempre collegata a Facebook per tenersi in contatto con
gli amici. Giulia ammette che «il vero rischio è la compulsività che genera».
Eppure, come gran parte della sua generazione digitale, lei è convinta di saper
staccare la spina quando serve. E offre consigli per non restare prigionieri di
Facebook. «Per salvarsi, non bisogna raccontare cosa fai a tutti. Meglio
ancora, non bisogna farsi tutti amici». Perché è facile che ci siano - per
esempio - i tuoi capi, che scoprono che non stai lavorando. Soprattutto,
bisogna stare attenti a non raccontare bugie: è facile che ti scoprano le
persone sbagliate («Eri al lavoro? Ma se su Facebook hai detto a tutti che eri
a fare shopping!»). C?è poi l?incubo degli inviti: «E? meglio non accettare un
invito da qualcuno che non conosci bene, piuttosto che cambiare idea dopo e
fartelo nemico», spiegano i facebooker. Già: perché si può cambiare la lista
degli amici, disattivandoli dal proprio profilo, ma loro se ne accorgono e ci
rimangono male. Come i bambini di una volta che dicevano: «Non ti faccio più
mio amico». Da adulti, è imperdonabile. Guai a non conoscere queste regole. E?
possibile ottenere l?espulsione di elementi indesiderati additandoli alla
comunità. A dirla tutta, è possibile anche auto-espellersi: basta aprire il
proprio profilo e selezionare l?opzione «Non voglio più esserci». Già: il
problema è che quando si è dentro, non si riesce a concepire di uscirne. TRE
DOMANDE SU FACEBOOK A SHERRY TURKLE, L'ANTROPOLOGA DEL CYBERSPAZIO La sociologa
Sherry Turkle, guru del Mit nota come «l?antropologa del cyberspazio» dall?alba
del Web, ha scritto due volumi di una trilogia sul rapporto che abbiamo con le
tecnologie e il suo primo, già di dieci anni fa, intitolato «La vita sullo
schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet» è ancora
attuale. Che impatto hanno tecnologie come Facebook? «Le tecnologie digitali
contemporanea sono intime, disegnate per andare al cuore di chi siamo come
persone e delle nostre relazioni. Ma bisogna ricordarsi che hanno una doppia
natura. Da una parte, ti isolano. Dall?altra, per certe azioni collettive, non
se ne può fare più senza, e l?impatto di Facebook sull?elezione di Obama ne è
solo un esempio. Occhio però: perchè lo stesso modello è cooptabile da persone
che vorrebbero portarci via le libertà civili e minare la democrazia». Lei
avverte che c?è il rischio di assuefazione, ma è contraria alla definizione di
«Net-dipendenza». Perchè? «Perchè quando si parla di tecnologie come dell?abuso
di sostanze, si dimentica la parte più interessante del problema: i ragazzini
dell?era dell?instant messaging si mandano in media 2.500 messaggi al mese. E?
tanto, ma il punto è: a chi scrivono, perchè, cosa si dicono, e come cambia il
modo in cui si percepiscono? Spesso vivono situazioni complicate e restano in
contatto con gente che li aiuta a costruirsi identità di sviluppo sane». Lei
sostiene che in rete abbiamo una «seconda identità». Che cosa significa? «E?
quella che non può più fare a meno della comunicazione istantanea, nè sul
lavoro nè a casa o con gli amici. Per avere questo, la nostra seconda identità
ha rinunciato alla privacy e alla lentezza, di cui invece ha nostalgia la
nostra identità precedente. Viviamo un conflitto interiore». + Torino ore 13:
?Avete un''ora per chattare? EMANUELA MINUCCI + Labranca "Facebook è una
droga non riesco a uscirne" GIANLUCA NICOLETTI commenti (0) scrivi
( da "Trend-online" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
Assogestioni: nel
terzo trimestre rallentano ancora i deflussi NOTIZIE, clicca qui per leggere la
rassegna di Pierpaolo Molinengo , 19.11.2008 16:52 Scopri
le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Secondo l'analisi di
Assogestioni i dati relativi al terzo trimestre confermano il rallentamento dei
deflussi per le Gestioni collettive già registrato nel corso del secondo
trimestre 2008. I riscatti rilevati per i fondi Aperti sono pari a 29 miliardi
di euro. Per i fondi Chiusi il periodo in esame si conclude con un
risultato di raccolta positivo pari a 36 milioni di euro. In netto
rallentamento i deflussi dalle Gestioni di Portafoglio che, riducendosi della
metà rispetto al trimestre precedente, si fermano a quota 10 miliardi di euro.
A fine giugno gli Asset Under Management (AUM - patrimonio promosso al lordo
degli asset ricevuti e al netto di quelli dati in delega) dell?intero settore
sono pari a 929 miliardi di euro, mentre il Patrimonio promosso si attesta poco
sotto la soglia dei 928 miliardi. Il patrimonio gestito delle Gestioni
collettive è pari a 501 miliardi di euro, quello promosso sfiora i 508. I Fondi
aperti, segnati da deflussi pari a oltre 29 miliardi di euro (in calo rispetto
al trimestre precedente), detengono alla fine del periodo in esame AUM per oltre
466 miliardi di euro. Il patrimonio promosso si attesta a quota 474 miliardi.
Crescono i flussi di raccolta per i Fondi chiusi che, ricevendo sottoscrizioni
per 36 milioni di euro, si trovano in territorio positivo per il secondo
trimestre consecutivo. Gli asset under management di questi prodotti sono pari
a oltre 35 miliardi di euro, mentre il patrimonio promosso supera
abbondantemente i 34 miliardi. Relativamente ai Fondi aperti l?associazione
registra un aumento dei deflussi per i Fondi di diritto estero che, a fronte di
riscatti per quasi 13 miliardi, continuano a rappresentare il 47,6% del
patrimonio gestito. Per i Fondi di diritto italiano l?associazione rileva un
rallentamento dei deflussi passati dagli oltre -21 miliardi del secondo
trimestre segue pagina >>
( da "Blogosfere" del 19-11-2008)
Argomenti: Class Action
19/11/2008 12:00:00
CET Tendenza british: azione e reazione WhyModa In tempi di austerity , la moda
maschile punta decisamente sul classico, meglio se british. Uno stile che
nasconde in sé, accanto all'aura di ferrea tradizione, il germe della
ribellione. Punk docet. Così, accanto agli accessori dalle linee... In tempi di
austerity , la moda maschile punta decisamente sul classico, meglio se british.
Uno stile che nasconde in sé, accanto all'aura di ferrea tradizione, il germe
della ribellione. Punk docet. Così, accanto agli accessori dalle linee pulite e
sofisticate, come gli stivaletti Beatles in camoscio e le classiche stringate
di Davide Cenci , il taglio dei vestiti è così slim da fasciare il corpo, in pieno stile London beat , mentre i capelli hanno riga e
frangia laterale, lasciata cadere un po' scompostamente, come suggerisce il
team del ContestARockHaiR , l'innovativo collettivo di hairstylist presente a
Roma, Firenze, Miami e Shanghai. image by adversus Fonte: Tendenza british:
azione e reazione
( da "Trentino" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Azione Dieci: a dicembre
le domande di lavoro per l'anno prossimo RIVA. I lavoratori interessati ad una
occupazione temporanea per il
( da "Repubblica, La" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Napoli
Forcella, gli incendiari delle auto Nuovo raid del racket della sosta: evacuata
una palazzina Il presidente della Municipalità Simeone: "Siamo alla
strategia del terrore" IRENE DE ARCANGELIS PADRONI del quartiere, per
nulla intimoriti dell´allarme dei giorni scorsi o di venire scoperti dalle
forze dell´ordine. Gli incendiari sono tornati in azione la scorsa notte a
Forcella. Armati di taniche di benzina hanno incendiato altre quattro auto.
Nella notte tra sabato e domenica erano state quindici. In nome di una
«strategia del terrore», come la definisce il presidente della IV Municipalità
(San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale) Armando Simeone. Il quale, fino a oggi, non
ha ricevuto risposta alla petizione per ottenere maggiori controlli con
cinquecento firme presentata al commissariato di polizia dopo i primi episodi
di auto incendiate. Dunque il quartiere subisce, mentre unica possibile
spiegazione di tali atti vandalici resta quella del racket della sosta.
Messaggio ai residenti: mettete le vostre auto nelle nostre autorimesse
altrimenti resterete e a piedi. Questa volta sono state
quattro le auto incendiate in via Pietro Colletta. La volta precedente ben
quindici, ma è stato necessario evacuare una palazzina perché le fiamme hanno
rischiato di raggiungere le tubature del gas. L´allarme era stato lanciato intorno
alle quattro del mattino, quando è stato appiccato il fuoco ad alcune auto
parcheggiate in cinque diverse strade nel centro storico della città:
via Annunziata, vico Vasto a Capuana, via Pietro Colletta, via Maddalena e via
San Nicola dei Caserti. Nel caos della paura da parte dei residenti costretti a
lasciare le loro case due agenti erano anche rimasti intossicati. La polizia
aveva anche individuato un giovane con una tanica di benzina. Si era attardato
a spargere il liquido infiammabile su altre auto quando è scattato l´allarme,
ma è riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce. Alcuni mesi or sono,
sempre nel territorio a ridosso dei Tribunali, furono date alle fiamme altre
quattro autovetture. In attesa di ulteriori elementi, viene vagliata anche la
possibilità di un´intimidazione mirata che potrebbe aver assunto dimensioni
maggiori di quelle inizialmente volute. Ma al di là della chiave di lettura che
emergerà dalle indagini, tra i residenti c´è grande preoccupazione. Per questo
la richiesta, da parte del presidente della Municipalità, di maggiore controllo
nella zona da parte delle forze dell´ordine. Richiesta che sembra non aver
ottenuto risposte. Mentre il presidente Simeone ha firmato ieri un´altra
lettera. «Dichiaro la piena disponibilità a collaborare, come ho già fatto in
passato con la prefettura, per qualsiasi iniziativa si intraprenda a tutela dei
residenti di via Pietro Colletta. Sono certo che solo con la piena sinergia
delle forze dell´ordine e delle istituzioni si potrà raggiungere l´obiettivo
finale rappresentato dall´affermazione della legalità».
( da "marketpress.info" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Giovedì 20 Novembre
2008 DONNE:DISCRIMINAZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO FIRMA IN UMBRIA PROTOCOLLO
CONSIGLIERE DI PARITA? E SINDACATI Perugia, 20 novembre 2008 - Ufficio delle
Consigliere di Parità della Regione Umbria ed Organizzazioni sindacali insieme
per prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sul sesso nel
mondo del lavoro. Con questo obiettivo le Consigliere di Parità, Marina Toschi
(effettiva) e Monica Raichini (supplente), ed i Segretari generali regionali di
Cgil, Manlio Mariotti, Cisl, Ulderico Sbarra, e Uil, Claudio Bendini hanno
sottoscritto ieri, presente l?assessore regionale alle Pari Opportunità Maria
Prodi, un protocollo d?intesa per ?favorire la piena applicazione della
normativa in materia di parità e di pari opportunità fra uomo e donna?. Uno
?stretto rapporto di collaborazione? tra i soggetti firmatari che prevede, tra
l?altro, la realizzazione di incontri per approfondire la conoscenze sulla
discriminazioni di genere in Umbria, corsi di formazione per i quadri
sindacali, ma anche la promozione e la nascita nelle aziende e negli enti
pubblici dei Comitati per le Pari Opportunità previsti dalla normativa sui
contratti collettivi di lavoro, e praticamente mai attuati in Umbria. Si dovrà
inoltre ?tenere conto della dimensione di genere? nella stesura dei contratti
decentrati e nell?utilizzo dei fondi comunitari. Le parti si impegnano a
sollecitare la presentazione di Piani triennali di Azioni Positive da parte
delle pubbliche amministrazioni per ?riequilibrare la rappresentanza femminile
nei settori sottostimati e favorire l?applicazione nelle aziende della legge
(N. 53/2000) sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e per la
riorganizzazione dei servizi pubblici e dei tempi delle città?. ?La
collaborazione tra organismi di parità e sindacati ? ha detto Marina Toschi - è
uno strumento fondamentale per contrastare le discriminazioni di genere nel
mondo del lavoro, come dimostrano analoghe esperienze di altre Regioni che
hanno portato ottimi frutti. Infatti persiste ancora ? ha sottolineato la
Consigliera - un notevole squilibrio di genere nell?accesso, nella permanenza e
nel reinserimento nel mercato del lavoro. La condizione di svantaggio a carico
delle donne si registra anche nelle retribuzioni, nei percorsi di carriera e
nelle opportunità di crescita professionale. Da qui l?importanza del documento
che accanto ad azioni concrete per la realizzazione di azioni positive e buone
pratiche a favore delle donne prevede momenti collegiali di lavoro e verifiche
annuali degli impegni assunti?. ?Il documento ? ha detto Manlio Mariotti ?
parte da una idea sinergica e condivisa del percorso da intraprendere per
combattere la discriminazione genere che rimane la più antica e la più dura fra
le discriminazioni?. Secondo il Segretario regionale della Cgil il protocollo
costituisce una buona base dai cui ripartire per ?individuare una strategia più
ampia contro tutte le discriminazioni, soprattutto in uno scenario come quello
di oggi caratterizzato da una profonda crisi economico sociale che accrescerà
le situazioni di povertà, disagio ed emarginazione?. Per Claudio Bendini della
Uil ?il documento rappresenta un importante strumento di collaborazione per superare
le discriminazioni di genere; uno strumento che può essere esteso alle
associazioni datoriali ed alla parte pubblica?, ampliando così la platea dei
soggetti coinvolti. ?Il protocollo - ha aggiunto ? è inoltre un modello per una
sottoscrizione anche a livello provinciale, per darne uniforme applicazione su
tutto il territorio umbro. Oggi ? ha concluso Bendini - è tornata ad acuirsi la
differenza di genere e ci sono su questo fronte forti segnali di regresso?. Per
Ulderico Sbarra il protocollo ha tra l?altro il pregio di ?rimettere al centro
le questioni dell?occupazione e di far riparlare di lavoro. Mi auguro ? ha
aggiunto ? che da questo si possa partire per ridisegnare anche i tempi di vita
e di lavoro e i tempi delle città. Il periodo di crisi che stiamo attraversando
e che cercheremo, per la nostra parte, di governare, può rappresentare
l?occasione per recuperare sul terreno della discriminazione. Il nostro impegno
come sindacati ? ha concluso Sbarra - è di dare concretezza agli impegni
assunti per i quali mettiamo a disposizione le nostre strutture?. L?assessore
regionale alle Pari Opportunità, Maria Prodi, ha espresso ?il grazie delle
donne umbre ai sindacati e alle Consigliere di Parità per il lavoro che ha
portato alla firma del protocollo. Politiche di genere e lotta alla
discriminazione delle donne sono tra le funzioni specifiche della figura di
Consigliera di Parità che ? ha sottolineato Prodi - è un istituto
importantissimo, anche se poco conosciuto, e assolutamente autonomo, con il
quale la Giunta regionale ha attivato un?ampia collaborazione?.
?Preoccupazione? è stata infine espressa dall?assessore per l?allontanamento
della Consigliera di parità nazionale da parte del Governo. ?Una azione
gravissima ? secondo Prodi, che potrebbe anticipare altri possibili interventi
per insidiare la rete nazionale delle Consigliere di parità e le referenti
regionali?. . <<BACK
( da "Nazione, La (Empoli)" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
VALDARNO / VALDELSA
pag. 9 di GIULIO PANZANI ?FUCECCHIO? UNA MAPPATURA , sul territorio
fucecchiese, delle aree non fornite dalla fognatura pubblica per risalire a
coloro che non devono pagare il cosiddetto «canone di depurazione» addebitato
con le bollette dei consumi a ogni utente della rete idrica. Perché dopo la
recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha ritenuto illegittimo
quest?onere a carico dei cittadini quando il servizio non venga effettivamente
effettuato, le bollette per molti fucecchiesi dovranno essere più leggere.
BEPPE MAINOLFI, responsabile di Forza Italia al Circondario e consigliere
comunale a Fucecchio, aspetta soltanto di sapere quali sono le zone non
allacciate all?impianto di via del Castellare, come ad esempio gran parte delle
frazioni, per dare il via ad un?azione collettiva di
rivalsa verso l?Ato 2 appunto per richiedere il rimborso, che per legge è
esigibile fino ai dieci anni pregressi, dei canoni non dovuti: «Se a
richiederli saranno in molti si tratterà di una grossa cifra, complessivamente
? spiega l?esponente dell?opposizione ? che però potrebbe rappresentare una
risorsa imprevista per molte famiglie oggi in difficoltà. D?altra parte la guerra
delle tariffe ha sempre interessato i cittadini che hanno visto di recente
aumentare piu? di una bolletta dei servizi gestiti dalle cosiddette società
partecipate. C?è una modulistica semplice, per chiedere la restituzione delle
somme non dovute, che noi faremo sottoscrivere a chiunque ne abbia diritto e
intenda procedere in questo senso con il nostro aiuto». Mainolfi, però, teme
che alcuni aumenti annunciati (fino al 5%), delle tariffe dell?acqua possano
essere una mossa preventiva per compensare i rimborsi e incassare magari
qualcosa in più: «Anche su quest?aspetto del caro-bollette che alcuni organi di
stampa hanno ipotizzato vorremo vederci chiaro». MA SULLE BOLLETTE c?è anche
qualcos?altro che non va: «Devo avere un rimborso da quasi tre mesi, dopo aver
cambiato casa ? spiega S.T, di S.Pierino ? proprio per l?acqua e poiché l?ho
sollecitato mi è stato detto che l?azienda ha fino a 90 giorni per effettuarlo.
Come mai, allora, se fossi io a pagare in ritardo la mora mi verrebbe applicata
molto prima e in una percentuale che va ben oltre gli interessi legali? C?è un
percorso differenziato, in dare e in avere, che non mi piace al di là di ogni
conclamata legittimità dei comportamenti di chi emette le bollette».
( da "AltaLex" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Testamento biologico:
applicabili le disposizioni sull?amministrazione di sostegno Tribunale Modena,
decreto 05.11.2008 (Giuseppe Mommo) Commenta | Stampa | Segnala | Condividi In
mancanza di una legge sul testamento biologico, il diritto
all?autodeterminazione delle terapie che tengono in vita malati inguaribili,
nel nostro ordinamento, sembrerebbe negato sia alle persone in grado di
decidere, come pure alle persone che dovessero perdere la capacità di disporre.
Le azioni intraprese da alcune persone che desiderano morire
con dignità e rifiutano di sottoporsi a cure estreme e ad inutili accanimenti
terapeutici consentono di affermare che, in effetti, non è così. In un mio
precedente articolo (Il testamento biologico come possibile estensione del
consenso informato) avevo prospettato il farsi strada di due possibili
soluzioni tendenti a far rispettare le scelte riguardanti la fine della
propria vita: la possibilità, per ogni persona in procinto di sottoporsi a un
delicato e rischioso intervento chirurgico, di pretendere e ottenere un
?ampliamento del consenso informato?, con l?aggiunta della dichiarazione del
rifiuto di qualsiasi forma di accanimento terapeutico; la redazione di un
?testamento biologico?, sotto forma di scrittura privata, contenente
l?autodeterminazione personale tesa a rifiutare l?ostinazione in cure estreme
non mirate alla guarigione, per il caso di sopraggiunta incapacità. Ora, due
decreti, emessi a distanza di qualche mese, dal Giudice Tutelare del Tribunale
di Modena, sembrano aprire anche una strada giudiziale che è possibile seguire
agevolmente: quella della nomina di un amministratore di sostegno. Con il
decreto depositato il 5 novembre 2008, è stata accolta la richiesta di un uomo
che, ancora in buone condizioni di salute, ha chiesto di nominare la moglie
?proprio amministratore di sostegno?, vale a dire ?garante delle sue volontà di
fine vita?, per il caso di malattia invalidante. Nell?attesa di uno specifico
intervento normativo finalizzato all?introduzione del testamento biologico, chi
voglia seguire la suddetta strada giudiziale, per escludere su di sé qualsiasi
forma di accanimento terapeutico ed eventuali cure non mirate alla guarigione,
in previsione di una eventuale futura incapacità, può designare, con atto
pubblico o scrittura privata autenticata, un amministratore di sostegno e
ricorrere al Giudice Tutelare per farsi accogliere la richiesta. Decreto 13
maggio 2008 Per completezza d?informazione, prima di annotare il recente
decreto, è bene chiarire che con un precedente decreto del 13 maggio 2008, lo
stesso Giudice Tutelare, del medesimo Tribunale di Modena ha accolto la
richiesta di una donna, intenzionata a rifiutare ogni cura che potesse
prolungare le sue sofferenze, di nominare il marito amministratore di sostegno,
in altre parole una persona autorizzata a decidere in caso di perdita delle
facoltà intellettive. La donna settantenne era affetta da una malattia
incurabile (sclerosi laterale amiotrofica) e aveva comunicato a suo marito e ai
figli di non volere interventi né accanimenti terapeutici rifiutando, quindi,
anche la respirazione artificiale. Nel momento in cui le condizioni della donna
sono notevolmente peggiorate, il marito per rispettare la sua volontà, ha
portato la richiesta della moglie al giudice tutelare del Tribunale di Modena,
che l'ha accettata. I medici si sono dovuti limitare ad applicare le cure
palliative più efficaci, per alleviare le sofferenze negli ultimi momenti di
vita. Già in tale circostanza il Giudice Tutelare fece osservare come il
diritto di autodeterminazione della persona, al rispetto del percorso biologico
naturale, sia nel nostro ordinamento già compiutamente ed esaurientemente
tutelato dagli art. 2,13 e 32 della Costituzione. Quindi, il dovere
dell?ordinamento è quello di rispettare ogni ?espressione autodeterminativa che
null?altro chiede se non che il processo biologico, lungi dal venir forzato, si
dipani secondo il suo ?iter?naturale?. Rispetto dovuto sia al capace che
rifiutasse o chiedesse di interrompere un trattamento salvifico come
all?incapace che, senza aver lasciato alcuna disposizione scritta si trovi in
una situazione vegetativa clinicamente valutata irreversibile e ?rispetto al
quale il Giudice si formi il convincimento, sulla base di elementi probatori
convincenti, che la complessiva personalità dell?individuo cosciente era nel
senso di ritener lesiva della concezione stessa della sua dignità la permanenza
e la protrazione di una vita vegetativa?. A maggior ragione, secondo il
Giudice, deve essere rispettata la volontà dell?incapace che abbia lasciato
specifiche disposizioni di volontà volte ad escludere trattamenti salvifici
artificiali che lo mantengano in vita in stato vegetativo. Non è stata
considerata d?ostacolo la mancanza di una specifica normativa in materia ed
anzi si è fatta rilevare ?l?assoluta superfluità di un intervento del
legislatore volto a introdurre e disciplinare il c.d. testamentario biologico?,
in quanto già esistono nel nostro ordinamento il diritto sostanziale (artt. 2,
13 e 32 Cost.), lo strumento per mezzo del quale dare espressione alle proprie
volontà (l?atto pubblico o la scrittura privata autenticata, art. 408, comma
2°, c.c.) e, infine, l?istituto processuale di cui avvalersi (l?amministrazione
di sostegno, legge n. 6 del 2004). Decreto 5 novembre 2008 Il decreto più
recente, emesso il 5 novembre 2008, riguarda un ricorso, per la nomina di un
amministratore di sostegno, depositato in data 14 ottobre 2008 da un
professionista in possesso di piena capacità di intendere e volere, dopo che
con scrittura privata autenticata da un notaio aveva designato, ai sensi
dell?art. 408, comma 2°, c.c., come proprio amministratore di sostegno la
moglie con l?incarico di pretendere il rispetto delle disposizioni terapeutiche
dettate con la scrittura stessa per l?ipotesi di una sua eventuale, futura
incapacità. Per il caso d?impossibilità della moglie ad esercitare la funzione
conferita, era stata designata la figlia. Il ricorrente ha chiesto che
all?amministratore di sostegno fossero attribuiti, in suo nome e per suo conto,
per il tempo di un?eventuale perdita della capacità autodeterminativa e sempre
che, nel frattempo, non intervenga manifestazione di volontà contraria, ?i
poteri-doveri di autorizzazione alla negazione di prestare consenso ai sanitari
a sottoporlo alle terapie individuate nella scrittura privata anzidetta nonché
di richiedere ai sanitari coinvolti di porre in essere, nell?occasione, le cure
palliative più efficaci?. In sostanza il ricorrente con la scrittura ha chiesto
di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico, con particolare
riguardo a ?rianimazione cardiopolmonare, dialisi, trasfusione, terapia
antibiotica, ventilazione, idratazione o alimentazione forzata e artificiale,
in caso di malattia allo stato terminale, malattia o lesione traumatica cerebrale,
irreversibile e invalidante, malattia che lo costringa a trattamenti permanenti
con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di
relazione?. Ha chiesto inoltre formalmente che, nel caso delle situazioni
indicate, fossero intrapresi ?tutti i provvedimenti atti ad alleviare le sue
sofferenze, compreso, in particolare, l?uso di farmaci oppiacei, anche se essi
dovessero anticipare la fine della sua vita?. All?udienza del 3 novembre 2008 è
stato interrogato il ricorrente, che ha confermato le domande proposte con
l?atto introduttivo. Sono state interrogate anche la moglie e la figlia, che
hanno prestato adesione piena alle richieste del rispettivo marito e padre,
dichiarandosi disponibili all?assunzione del ruolo di amministratore di sostegno.
Motivazioni di diritto Quanto alle motivazioni di diritto, il giudice
ripercorre in premessa l?analisi già compiuta nel citato precedente decreto del
13 maggio
( da "Foglio, Il" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
20 novembre 2008 La
lezione del teologo Tremonti Il ganzo Giulio sale in cattedra e profetizza la
fine del mondo economico ispirandosi a Ratzinger Pubblichiamo la prolusione del
ministro Giulio Tremonti pronunciata ieri all?Università Cattolica di Milano in
occasione dell?inaugurazione dell?anno accademico. Eminenza reverendissima,
rettore magnifico, signori professori, autorità, signore e signori e – gli
ultimi saranno i primi – cari studenti. Nel titolo di questa prolusione, il
punto di domanda posto dopo le parole economia sociale di mercato non è posto a
caso. Che cos?è economia sociale di mercato? Non ci è mai stato spiegato cos?è
l?economia sociale di mercato. Siamo qui per provare a farlo. In effetti la
formula sembra contenere una contraddizione in termini, una contradictio in
adjecto fra il sostantivo mercato e l?aggettivo sociale; una contraddizione tra
la parola mercato che indica diritti di proprietà, accordi di scambio ed
effetti di utilità marginale e l?aggettivo sociale, che invece evoca ciò che è
comune a un insieme di persone oltre alla massimizzazione dell?utilità
individuale. In effetti ciò che per alcuni è difficile se non impossibile da
capire – che l?economia possa anche essere sociale e che il sociale possa anche
essere nell?economia – per altri a partire io penso dai cattolici, il cui nome
è in questa università, è più facile e in qualche modo più naturale. In effetti
la contraddizione chiusa nella formula non è vera ma falsa, non è ontologica ma
puramente cognitiva, non è assoluta ma relativa. Dipende dal modo con cui uno
vede le cose. E a questo proposito – come vedere le cose – vorrei anticipare e
semplificare. Nel tempo presente l?economia sociale di mercato non è il
tentativo di replica di esperienze politiche iniziate in Germania a partire dal
dopoguerra, con successo, e poi transitate e ricalcate ancora nei programmi dei
partiti popolari europei. E non è neppure un modo per organizzare per linee di
composizione orizzontale invece dello scontro verticale il rapporto tra lavoro
e capitale, come si diceva una volta, o per definire il miglior apporto
possibile, come si dice ora, alle parti sociali. L?economia sociale di mercato
non è solo questo, è soprattutto altro. L?economia sociale di mercato è nella
dimensione sociale e funzionale del rapporto tra lavoro, capitali e parti
sociali, ma è nell?essenza morale del rapporto fra l?etica e l?economia. Prima
di avanzare su questa linea devo fermarmi e pagare un tributo a chi ha
cominciato, e con molto coraggio intellettuale, a pensare in questo modo nel
tragico periodo fra le due guerre mondiali. Non un tributo al radicalismo di
chi, finito al laissez faire, opponeva il primato della totale discrezionalità
del potere politico tanto da scrivere dottrine così generali da essere buone
tanto per le democrazie quanto per i totalitarismi, sia rossi che neri. E? un
tributo che va pagato a chi già allora a ridosso e nel cuore della Germania
nazista parlava di non necessaria contrapposizione tra capitale e lavoro, di
cooperazione volontaria di bene pubblico di protezione sociale di mercato e di
sociale non come di concetti separati ma come parte di unico concetto ispirato
dall?etica. E? in specie nel 1940 che venne fondata la rivista Ordo, per
illustrare l?ordine del mercato come ordine costituzionale, incrocio e sintesi
tra l?antica matrice liberale e la nuova e necessaria dimensione istituzionale.
Per individuare nella legge costituzionale e ordinaria, per trasferire
nell?economia i valori superiori dell?etica. Nel tempo presente si manifesta il
carattere fondamentale di quella dottrina. Nella crisi che stiamo vivendo, la
crisi di un paradigma, di un modello sociale che negli ultimi 10-15 anni è
stato dominato dall?ideologia della domanda di beni di consumo, magari
superflui, meglio se comprati a debito. Questo configura la stuttura della
nostra società presa nel parossismo del consumo come nell?immagine dell?Angelus
novus che ora avanza verso la tempesta con la testa rivolta all?indietro. E poi
la crisi del positivismo che in pari tempo come in un folle oblio del diritto
naturale ci ha illuso che tutto potesse essere dominato da altro che non da
quello che sta nella nostra tradizione, nell?idea del giusto ordine, in quella
visione del giusto ordine sociale cui si ispira anche il magistero della
chiesa. La separazione tra morale, diritto e economia, l?effetto del
positivismo, ha prodotto una visione dell?uomo e della società in cui la morale
non è altro che una scelta solo e irriducibilmente soggettiva. Il diritto non è
altro che l?esercizio di un comando da parte di chi detiene il potere, justum
quia jussum, e l?economia non è più che un meccanismo anonimo di
soddisfacimento di preferenze individuali e irrazionali, de gustibus non
disputandum est… Diritto morale ed economia sono stati separati solo per
effetto dell?unificazione in una visione positivistica e utilitaristica. E la
globalizzazione ha accelerato questo processo e l?ha sublimato e ha favorito
l?illusione che il singolo possa sempre e sempre più solo discernere il bene
dal male senza l?aiuto della morale, della tradizione, sulla base di astrazioni
pseudo scientifiche piuttosto che sulla base della ragione storica, come se
potessero essere frantumati l?uomo i valori il tempo lo spazio e la storia. In
particolare una dottrina è stata presa da questa ubrys una dottrina economica
che si è illusa di prevedere in vitro i fenomeni sociali esattamente come si fa
per i fenomeni naturali. L?acqua bolle a X gradi e gela a Y gradi. Algoritmi,
sublimazione di dottrine hanno portato in modo parossistico alla situazione di
crisi in cui ci troviamo. Se posso fare un?immagine è come vivere in un
videogame: lì però hai la fortuna di spegnere, game is over, e questo è un
videogame che non è terminato. E come nei videogame affronti un mostro, lo
batti, ti stai rilassando e ne arriva un altro più grande del primo, così il
primo mostro è stato quello dei subprime e in qualche modo è stato gestito; il
secondo mostro è stato il collasso del credito e in qualche modo è stato
gestito; il terzo la bancarotta delle principali istituzioni finanziarie e in
qualche modo è stato gestito; il quarto è stato il collasso delle Borse ma
dietro l?angolo ci sono altri mostri: le carte di credito, le attese bancarotte
di società prodotte dalle difficoltà di classamento dei corporate bond e poi il
mostro dei mostri, quello dei derivati su cui si presenta la follia del rischio
incalcolabile, quello degli effetti non intenzionali ma collaterali, ma quello
non definibile ex ante, e non gestibile se non con procedure che potrebbero
evocare nel dominio dell?economia l?antica sapienza dell?anno sabbatico. Ma
cerchiamo di capire perché siamo dentro a questo videogame. La crisi, si dice,
è finanziaria, ma non è solo finanziaria, e paradossalmente è troppo semplice
definirla solo finanziaria. La crisi è globale per un doppio ordine di ragioni:
ha un?estensione globale ma soprattutto è globale perché ha origine nella
globalizzazione. E? abbastanza diffusa ora una ricostruzione degli effetti ma
non è chiara la definizione delle cause. Quando nella storia si aprono i grandi
spazi sempre si producono crisi. E? stato così per la scoperta geografica
dell?America, è così con la scoperta economica dell?Asia. Io credo che la
ragione della crisi sia nel tempo e nel modo della globalizzazione. Nel tempo,
concentrato e poi esploso nell?arco di pochi anni – nel
( da "Varesenews" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
Varese - Il
segretario provinciale del Silp Cgil interviene sulla questione sicurezza,
degrado e ordinanze dei sindaci Saporiti: "Le ronde non risolvono il
degrado" Giorgio Saporiti, segretario provinciale del Silp-Cgil, ritorna
sull'argomento ronde, sicurezza e degrado sociale. «È evidente che, se i
comuni attraverso i servizi sociali e di sorveglianza non intervengono
tempestivamente sulle situazioni di degrado sociale e di disagio personale,
queste tendono ad acutizzarsi fino a diventare motivo di allarme sociale. Se
anziché pensare a gestire le ronde i comuni riuscissero a fornire il servizio
ad essi demandato, gran parte delle situazioni di degrado non arriverebbero mai
a costituire la premessa di azioni delittuose.Non a caso il sistema di
protezione dalla criminalità assegna ad essi una funzione centrale proprio
nell?ambito preventivo, occorre cioè evitare che situazioni puramente personali
(alcolisti, sbandati, emarginati ed anche minorenni) possano arrivare a costituire
un pericolo per la collettività». Secondo Saporiti, questa carenza diventa più
vistosa proprio nel periodo in cui i sindaci richiedono di diventare
«protagonisti della sicurezza. Se invece, svolgendo a fondo questa funzione -
anche attraverso la polizia locale che da loro dipende, attraverso
quella azione di prossimità che le sarebbe connaturale - riuscissero ad
assicurare con efficacia questa azione di recupero delle situazioni di degrado,
le forze di polizia potrebbero concentrarsi nella lotta alla criminalità vera».
«E non è certo attraverso la scorciatoia di sanzionare quei comportamenti che
manifestano il disagio personale o il degrado sociale - conclude il
segretario del Silp-Cgil - che si rende un buon servizio alla
collettività, si rischia piuttosto di fare solo notizia sulla pelle dei poveri
diavoli. Oggi si sta dimostrando quello che da tempo come addetti ai lavori
avevamo sostenuto, non è certo facendo il muso duro o criminalizzando
comportamenti che sono invece pura manifestazione di degrado, che si possano
cancellare le vistose carenze sul piano del recupero sociale». Giovedi 20
Novembre 2008
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 20-11-2008)
Argomenti: Class Action
CALCIO LEGA PRO 2
Domenica a Santa Croce sull?Arno mancheranno gli squalificati Castellan e
Dionisi che devono scontare un turno Il Rovigo sta recuperando gli acciaccati
Il problema psicologico esiste, ma non può essere come un macigno perchè non si
uscirebbe dalla spirale negativa Il Rovigo cerca di riprendersi dalla sconfitta
con la Sangiovannese: lo fa sul campo di allenamento dopo avere esaminato
quello che è capitato nella gara persa in casa per 1-0 con serenità, perchè
fare isterismi non servirebbe a nulla, e ancor meno sarebbe utile ogni forma di
disfattismo, ma anche con una certa preoccupazione per gli effetti sulla
classifica, molto deficitaria.È il lato caratteriale quello che dà maggiori
grattacapi: la squadra è discreta fino a un certo punto, poi forse non si
mostra convinta in sede di conclusione (le opportunità nel primo tempo non ci
sono state) e alla prima difficoltà riparte con una serie
di incertezze che slegano il collettivo e lo fannno diventare improduttivo. Ci
vuole più determinazione e questa deve venire dagli elementi più esperti del
gruppo. Ci sono dei giovani nel gruppo, com'è ovvio, e a loro forse non si può
chiedere il massimo se non quanto a fisicità e impegno, ma quanto a esperienza
la compagine biancazzurra sembra ben attrezzata. E sono proprio coloro
che vantano numerosi campionati disputati anche in categoria superiore a dover
prendere per mano gli elementi meno esperti e dare la "carica" alla
squadra, prima di tutto con il loro esempio.Sicuramente la squadra risente
psicologicamente di una situazione difficile e complicata: dover fare punti a
tutti i costi pesa in certe situazioni. Domenica quando la squadra è andata
sotto, ognuno è andato per conto suo, esclusa qualche azione, vedi quella che
ha portato Smania davanti al portiere Dei. Ma è stato insufficiente per
recuperare il match. Inoltre, se si parte dall'ipotesi che la situazione è
difficile e ci si abbatte, non ci sarà mai la rezione, la spinta adatta a recuperare
anche le difficoltà. E la spirale negativa non sarà invertita.Sul piano
tecnico, si potrà vedere qualcosa di diverso con Paoli, mancino naturale sulla
fascia, mentre Dionisi debutterà a Celano domenica 30, visto che deve scontare
una giornata di squalifica rimediata per somma di ammonizioni nel play out.
Tutti i giocatori sono recuperati, e questo è un dato positivo, escluso Terni
che è in ripresa e ha svolto un lavoro differenziato. C'è anche Virz che ha
smaltito una forma febbrile. Insomma, a parte Castellan squalificato e Dionisi,
guarda caso i due esterni destri, il Rovigo potrà contare più o meno su tutti
gli elementi disponibili e cercare di vendere cara la pelle a Santa Croce
sull'Arno, per non lasciarla ai... conciatori del Cuoiopelli, compagine
ritenuta abbordabile, perchè in lotta per la salvezza, ma capace anche di
andare a vincere a Roma sul campo della Cisco, dove la sconfitta con una
prestazione collettiva largamente insufficiente costò
la panchina a Domenico Giacomarro.Maurizio Romanato
( da "Corriere delle Alpi" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
di Roberto Curto No del
preside, autogestione al «Dal Piaz» Scontro sui tempi della protesta laboratori
e dibattiti all'aperto Riprendono le lezioni regolari all'Iti Negrelli dopo
un'adesione di circa il 70 per cento FELTRE. Un'autogestione si conclude
all'Iti Negrelli, un'altra comincia al liceo Dal Piaz. I primi al caldo, nei
locali concessi dalla dirigenza scolastica, i liceali all'esterno, al freddo,
seduti sui gradoni perché il preside ha detto no. Identico l'obiettivo:
contrastare il decreto Gelmini di riforma della scuola. Sono
oltre centocinquanta i liceali che hanno aderito all'iniziativa del collettivo
studentesco che segna uno strappo con il dirigente Salvatore Russotto. Il
preside non ha accolto la richiesta dei ragazzi formalizzata mercoledì mattina
e tesa a chiedere tre giorni di autogestione secondo un calendario fatto di
lezioni, dibattiti e cineforum. «Il preside ci ha risposto», spiegano i
rappresentanti Michel Bortoluzzi e Gianmaria Sidoli, «che la richiesta era
presentata con poco preavviso, che c'erano problemi nella concessione di
locali, rimandando la decisione e prendendo tempo. Abbiamo ritenuto che non ci
fossero più i termini per attendere. Per questo abbiamo deciso di attuare
l'autogestione, anche se ci dobbiamo accontentare di stare fuori della scuola e
abbiamo dovunto rinunciare a una parte di studenti che si erano detti
favorevoli alla nostra iniziativa (circa l'80 per cento del totale ndr) così
come era stata organizzata, ma che non ci hanno seguiti sulla nuova linea
dettata dal collettivo studentesco. Comunque siamo più di 150. Un numero più
che soddisfacente». Ieri mattina c'è stato l'intervento del sindacalista Cgil,
Walter Guastella e a seguire quello di Raffaele Guadagnin, studente
universitario a Trento. Temi degli interventi, la crisi economica in atto nel
nostro Paese e in tutto il mondo, e naturalmente il decreto Gelmini. Dopo una
mattinata trascorsa dibattendo all'esterno della scuola, gli studenti si sono
trasferiti nel pomeriggio al Désir, il locale di via Monte Grappa dove il
collettivo (una quarantina di studenti) si era ritrovato anche mercoledì per
decidere l'iniziativa intrapresa ieri mattina. Alla fine si contano circa metà
studenti a lezione, metà coinvolti nell'autogestione più naturalmente qualche
desaparecido che ha preferito il bar o se n'è rimasto a dormire a casa. Tutto
nella massima tranquillità. Un cineforum e un laboratorio di filosofia hanno
riempito il pomeriggio trascorso al Désir. L'azione proseguirà fino a sabato:
«Poi stileremo un documento», dicono i due rappresentanti d'istituto, «facendo
il bilancio di come è andata e decidere cosa fare. Abbiamo previsto un registro
delle presenze per dimostrare l'efficacia e la serietà dell'iniziativa. Ci
dispiace di avere scelto questa strada, ma la voce dell'autogestione girava da
vari giorni, lo sapevano anche i docenti e siamo convinti che la voce fosse
pervenuta anche al preside Russotto». Anche i professori, quasi tutti compatti
nell'appoggiare una autogestione regolamentata, si sono, in parte, sfilati
restando favorevoli in termini di principio, ma stigmatizzando il metodo. In
ogni caso i ragazzi proseguiranno oggi e domani la loro attività. Oggi
riprendono le lezioni regolari all'Iti Negrelli. La scuola è reduce da due
giornate di autogestione svolte dopo una mediazione con il preside Michele
Sardo che ha concesso alcuni locali per attività e laboratori. Il nutrito di
organizzatori - Luca Mazzoccato, Liciano Dalla Riva, Melania Iannella, Anna
Samaria, Samuel De Menech, Michele Zandomeneghi e Marco Reato - stila un
bilancio più che positivo: «La prima giornata c'è stata un'adesione del 70 per
cento, la seconda del 50 per cento», dicono, «e anche l'appoggio degli
insegnanti è stato maggioritario». Pochi, pochissimi gli studenti che hanno
frequentato le lezioni. La percentuale è sotto il 10 per cento e in ogni caso
tutto si è svolto ordinatamente, seguendo il programma che gli studenti avevano
sottoposto una decina di giorni fa alla dirigenza scolastica. Utilizzate alcune
aule, l'auditorium e la palestra. «Se ne riparla a dicembre», dicono gli
studenti, «quando convocheremo un'assemblea d'istituto. Erano davvero parecchi
anni che non c'era più un'autogestione al Negrelli. Già adesso possiamo dire
che le cose sono andate bene».
( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina 45 - Cultura
UN´AGENDA Anticipazione/ Su "Reset" un´intervista a Zygmunt bauman serve
un nuovo corso politico per il pianeta "è inutile contare sugli
Stati-nazione per risolvere i gravi problemi globali che ci affliggono: occorre
costruire un´opinione pubblica che operi finalmente su scala mondiale"
L´inquinamento atmosferico è un problema generale ma va gestito anche
localmente Spetta ai singoli trovare soluzioni ai problemi della società nel
suo complesso ALESSANDRO LANNI «Lo Stato sociale è finito, è ora di costruire
il "Pianeta sociale"». Solo così, spiega Zygmunt Bauman, si potrà uscire
dalla crisi globale che il mondo contemporaneo sta vivendo. La politica deve
avere la forza di reinventarsi su scala planetaria per affrontare l´emergenza
ambientale o il divario crescente tra ricchi e poveri. Altrimenti è condannata
alla marginalità in una dimensione locale, con strumenti obsoleti adatti a un
mondo che non esiste più. L´inventore della "società liquida" non
crede in una capacità di autoriforma della politica, «meglio costruire
un´opinione pubblica globale e affidarsi a organizzazioni cosmopolite,
extraterritoriali e non governative». I nostri politici ce la faranno a
cambiare paradigma, passando dal locale al globale? «Io non conterei molto sui
governi - di nessun paese, piccolo o grande che sia - e ancor meno sui loro
tentativi di collaborazione, che finiscono regolarmente in una poesia di nobili
intenzioni piuttosto che in una prosa di concreta realtà. I poteri che decidono
sulla qualità della vita umana e sul futuro del pianeta sono oggi globali e
dunque, dal punto di vista dei governi, sono extraterritoriali ed esenti dalla
loro sovranità locale. Finché non innalziamo la politica ai livelli ormai
raggiunti dal potere, le probabilità di arrestare gli sviluppi catastrofici cui
stiamo conducendo la nostra vita sul pianeta sono, quantomeno, scarse». Dunque,
di quali strumenti alternativi dovrebbe dotarsi la politica per affrontare le
grandi emergenze del nuovo mondo globale? «L´obiettivo di arrestare le
ineguaglianze globali che tendono a divenire rapidamente più profonde non
compare tra le priorità delle agende politiche degli Stati-nazione più potenti,
nonostante le tante promesse fatte al riguardo. Contemporaneamente, mancano
ancora un´ "agenda politica planetaria" e delle istituzioni politiche
globali efficaci e dotate di risorse che gli permettano di perseguire simili
obiettivi rendendoli operativi. Le prerogative territoriali degli Stati-nazione
ostacolano la creazione di tale agenda e di tali istituzioni e rendono ancora
più difficile il tentativo di mitigare il processo di polarizzazione». Gli
Stati da soli non possono farcela. I singoli cittadini hanno qualche
possibilità in più di mettere mano ai disagi che avvertono, per organizzare un´azione collettiva? «Qui interviene quel fattore che è stato ampiamente descritto
con il termine "individualizzazione". Con il progressivo abbassarsi
della condizione di difesa mantenuta contro le paure esistenziali, e con il
venir meno di accordi per l´autodifesa comune, come per esempio i sindacati o
altri strumenti di contrattazione collettiva, depotenziati della competizione imposta dal mercato,
spetta ai singoli trovare e mettere in pratica soluzioni individuali a problemi
prodotti dalla società nel suo complesso. Ma fare tutto questo da soli e con
strumenti per forza limitati risulta palesemente inadeguato al compito
prefisso». Anche il climate change è tra le grandi paure e insicurezze che
l´uomo occidentale deve fronteggiare. «L´insicurezza deriva dal divario tra la
nostra generale interdipendenza planetaria e la natura meramente locale, a portata
di mano, dei nostri strumenti di azione concertata e di controllo. I problemi
più terribili e spaventosi che ci tormentano e che ci spingono a provare una
sensazione di insicurezza e incertezza riguardo a tutto ciò che ci circonda
hanno origine nello spazio globale che è al di là della portata di qualsiasi
istituzione politica ora esistente; tuttavia questi problemi sono scaricati
sulle entità locali - città, province e Stati - dove si pretende che vengano
risolti con quei mezzi disponibili a livello locale: un compito praticamente
impossibile». Eppure in molti sostengono che alcune questioni relative
all´inquinamento, alla produzione d´energia, ai rifiuti, possono essere
affrontate a livello «micro», di città, di governi locali. «L´inquinamento
atmosferico e la mancanza di acqua potabile sono questioni che traggono origine
nello spazio globale, ma sono poi le istituzioni locali a doverle gestire. Lo
stesso principio si applica al problema delle migrazioni, del traffico di droga
e armi, del terrorismo, della criminalità organizzata, dell´incontrollata
mobilità dei capitali, dell´instabilità e della flessibilità del mercato del
lavoro, della crescita dei prezzi dei beni di consumo e così via. La sfera
politica locale è sovraccarica di compiti e non è abbastanza forte o abbastanza
dotata di risorse per svolgerli. Solo istituzioni politiche e giuridiche
internazionali - finora assenti - potrebbero tenere a bada le forze planetarie
attualmente sregolate e raggiungere le radici dell´insicurezza globale». E un governo
planetario che salverà il mondo? «Allo stadio di sviluppo a cui è ormai giunta
la globalizzazione dei capitali e dei beni di consumo, non esiste nessun
governo che possa permettersi, singolarmente o di concerto con altri, di
pareggiare i conti - e, senza che si pareggino i conti, è impensabile che si
possano effettivamente mettere in atto le misure tipiche dello Stato sociale,
volte a ridurre alla radice la povertà e a prevenire che l´ineguaglianza
continui a crescere a piede libero. E altrettanto difficile immaginare governi
capaci di imporre limiti sui consumi e aumentare le tasse locali ai livelli
necessari perché lo Stato possa continuare a erogare servizi sociali, con la
stessa intensità o con maggior vigore». La globalizzazione cancella anche lo
Stato sociale. Professor Bauman, non lascia speranza per un briciolo di
giustizia e di eguaglianza nel mondo del XXI secolo? «Non esiste una maniera
adeguata attraverso la quale uno solo o più Stati territoriali insieme possano
tirarsi fuori dalla logica di interdipendenza dell´umanità. Lo Stato sociale
non costituisce più una valida alternativa; soltanto un "Pianeta
sociale" potrebbe recuperare quelle funzioni che, non molto tempo fa, lo
Stato cercava di svolgere, con fortune alterne. Credo che ciò che può essere in
grado di veicolarci verso questo immaginario "Pianeta sociale" non
siano gli Stati territoriali e sovrani, ma piuttosto le organizzazioni e le
associazioni extra-territoriali, cosmopolite e non-governative, tali da
raggiungere in maniera diretta chi si trova in una condizione di bisogno,
sorvolando le competenze dei governi locali e sovrani e impedendogli di
interferire».
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
PRIMO PIANO pag. 2 ?
ABBIATEGRASSO ? «E? UN PARADOSSO che le Ferrovie minacc... ? ABBIATEGRASSO ?
«E? UN PARADOSSO che le Ferrovie minaccino di chiederci i danni. Al contrario,
i veri danneggiati siamo proprio noi pendolari della Milano-Mortara, che ogni
giorno dobbiamo fare i conti con una valanga di disagi». Nunzia Fontana, ex
assessora comunale di Abbiategrasso e pendolare da una vita, non usa mezzi
termini per rispedire al mittente le severe accuse lanciate da Trenitalia nei
confronti dei pendolari dopo le proteste dell?altro giorno. MA NUNZIA FONTANA
non si ferma qui e annuncia un?offensiva destinata a far clamore: proprio ieri
ha inviato alle Ferrovie una nota ufficiale per chiedere il risarcimento dei
danni patiti da lei stessa a causa dei continui ritardi segnati dai treni della
Milano-Mortara. In prima istanza Nunzia Fontana chiede alle Ferrovie 1.800
euro. Il conto è molto dettagliato: «Ho calcolato - dice la pendolare - 80 ore
di mancato lavoro fra il 7 gennaio e il 19 novembre di quest?anno. Tutto a
causa di ritardi o di soppressione di treni. Calcolando 18 euro l?ora, le
Ferrovie dovrebbero rifondermi 1.600 euro. Ad essi vanno aggiunte le spese
telefoniche per la segnalazione dei ritardi. E qui ho calcolato 200 euro. Ma
non è tutto. Nei prossimi giorni consulterò un esperto psicologo per fare il
conto anche dei danni biologici». QUELLA di Nunzia Fontana è per il momento
un?iniziativa di carattere strettamente personale. Ma la pendolare si augura
che faccia da stimolo a tutte le altre persone che si sono trovate nelle sue
stesse condizioni. «Chi volesse intraprendere questa via - esorta Nunzia
Fontana - lo comunichi a questo indirizzo di posta elettronica:
pendolari.linea.mimo@tiscali.it. Inoltre sto cercando persone e associazioni
competenti per annunciare un?azione collettiva».
Questa sera i problemi dei pendolari saranno al centro di un incontro fra gli
stessi viaggiatori e il sindaco Roberto Albetti. Michele Azzimonti
( da "Adige, L'" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
irene viola Un cavo
tranciato per errore ha lasciato nel silenzio 2500 utenti della Telecom irene
viola Un cavo tranciato per errore ha lasciato nel silenzio 2500 utenti della
Telecom. L'incidente è avvenuto mercoledì scorso nel cantiere per la costruzione
della nuova facoltà di Lettere in via Tommaso Gar a Trento. Mobilitati anche i
tecnici della Trentino Servizi che hanno dovuto riparare un tubo
dell'acquedotto e un altro della rete fognaria, con disagi minimi per gli
utenti. Ben più ampio invece il quadro di disservizio che ha lasciato privo di
copertura telefonica fissa e internet intere zone di Trento, come Piedicastello
e Sardagna, e pare che abbia interessato parzialmente via Verdi, via Galilei e
corso Buonarroti. I collegamenti, fa sapere Telecom Italia, saranno
ripristinati nel corso della notte tra giovedì e venerdì per terminare nella
mattinata di venerdì. Un lavoro lungo e certosino, visto che i 2500 utenti
dovranno essere ricollegati uno ad uno. Oltre al collegamento telefonico e internet
si sono bloccati i bancomat, così come i pagamenti pos negli esercizi
commerciali. Nei distributori della zona disagi anche per chi doveva fare
rifornimento di carburante fuori dall'orario di servizio ed era privo di
contante. Da Shell di Piedicastello non era stato affisso alcun avviso e così
non sono stati pochi gli automobilisti a insistere con il tesserino magnetico
per ottenere vanamente un pieno, a differenza dell'Agip di Corso Buonarroti che
avvisava «Bancomat fuori servizio per cause tecniche». Sorpresa
dall'inconveniente anche la Cassa Rurale di Aldeno e Cadine di Piedicastello,
l'unica tra le filiali - ha spiegato il responsabile - ancora priva della
connessione via parabola per la trasmissione dei dati, e la filiale di Sardagna
della Cassa Rurale di Sopramonte, che ieri mostravano tristi cartelli di avviso
e locali deserti, così come i negozi di assistenza informatica. Ma anche per
chi voleva mangiare un boccone nei ristoranti della zona non è stato piacevole
scoprire che poteva farlo solo con il contante in mano. Intanto i cittadini
coinvolti nell'insolito blackout sono corsi ai ripari mandando esaurite in meno
di un quarto d'ora le schede telefoniche per la ricarica dei cellulari, come
riferisce Riccardo Chiogna, titolare della ricevitoria di Piedicastello.
Inoltre corsa agli sportelli bancari per approvvigionarsi di contante. Le
ricevitorie risultano tra le più danneggiate dal disservizio. A parte le slot
machine, che non hanno risentito dell'interruzione perché sono collegate via
gsm, sono rimaste ferme le scommesse sportive, il lotto, il superenalotto, il
tris, i valori bollati, il trasferimento di denaro, perfino le rese quotidiane
delle riviste e dei quotidiani. «Siamo tornati al vecchio metodo cartaceo -
racconta Chiogna - ma è stato un lavoraccio». I titolari delle ricevitorie
hanno perfino dovuto avvisare la Questura per evitare l'imputazione di
interruzione di pubblico servizio. Decine i clienti che sono stati deviati su
altri esercizi per non perdere l'appuntamento con l'estrazione settimanale del
Superenalotto. In zona si è già al secondo blackout delle linee telefoniche.
«La prima volta fu a seguito di uno scavo in via Brescia, ma durò poche ore.
Questa volta saranno almeno due giorni di mancato guadagno». Un danno che, complessivamente, si può calcolare in molte
migliaia di euro. «L'altra volta non procedemmo perché il danno fu contenuto.
Questa volta - afferma Chiogna - speriamo che con una azione collettiva contro i responsabili del
blackout si riesca ad ottenere un rimborso congruo». 21/11/2008
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
FORTE DEI
MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 14 BLOCCO degli scrutini e firma del tempo pieno
per tutte le famiglie: sono alcune ... BLOCCO degli scrutini e firma del tempo
pieno per tutte le famiglie: sono alcune delle misure prospettate nella prima riunione
del ?Collettivo di Seravezza contro la Riforma Gelmini?, che si è formato pochi
giorni fa. Misure per ora solo prospettate nella riunione, e infatti ieri il
dirigente scolastico Maurizio Tartarini ha precisato che riguardo a un
eventuale blocco degli scrutini non c?è nessuna decisione collegiale al
momento, e che si tratta di qualcosa di difficilmente attuabile. In ogni caso
alla riunione del Collettivo le prossime azioni che si intendono intraprendere
per contrastare la Riforma scolastica sono emerse in modo chiaro e c?è
l?intenzione precisa di arrivare fino in fondo. «E? stata sottolineata
l?esigenza di costruire un percorso condiviso tra genitori e docenti
individuando iniziative comuni coerenti con quelle del movimento di protesta»
dicono i rappresentanti della protesta. Ecco allora che il collettivo parla
delle iniziative che sono state prospettate nell?incontro. Innanzitutto la
possibilità di provare a realizzare una simulazione dell?insegnamento basato
sulle 24 ore e sul maestro unico. «Questo allo scopo di far comprendere anche
ai genitori apparentemente meno interessanti i veri effetti del provvedimento-
si legge nel comunicato diffuso-. Poi sono allo studio anche riunioni scuola
per scuola con il dirigente scolastico e gli amministratori, optando per un
maxi-collegio dei docenti con un rappresentante di ogni scuola dei comuni
versiliesi. Questo per avere mappatura delle azioni delle singole scuole, e una
linea comune». Ma fra le possibili azioni prospettate, come già anticipato, ci
sono anche « il blocco degli scrutini da parte dei docenti e l?attuazione delle
quaranta ore, cioè il tempo pieno, per tutti gli allievi delle primarie al
momento dell?iscrizione». NEI PROSSIMI giorni sarà chiesta la convocazione di
un consiglio di istituto straordinario e di un consiglio comunale congiunto
delle amministrazioni versiliesi che si sono espresse contro la riforma.
Infine, si pensa anche ad un?azione comune per rendere più efficace la
protesta. Si prospetta infatti l?idea di unire i collettivi di Seravezza e
Pietrasanta per rendere «più efficace l?azione di protesta». Questa soluzione è
stata analizzata ieri sera alla Croce Verde di Pietrasanta, in una tavola
rotonda. Il movimento poi ha allo studio anche altre iniziative che si riserva
di ufficializzare nei prossimi giorni. Gabriele Arcangelelli
( da "Giorno, Il (Milano)" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
VETRINA pag.
( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Bologna
La manifestazione Le immagini di Nazirock sulla Garisenda
Nonostante la tensione tra i collettivi universitari e la Polizia che ha
infuocato per tutto il giorno la zona universitaria, durante la serata gli
animi si placano e l´assemblea «No Gelmini», circa 300 ragazzi, riesce
nell´intento di proiettare sul compensato che protegge la ristrutturazione del
basamento della Garisenda il video "Nazirock". I manifestanti
avrebbero voluto far vedere il documentario in piazza della Mercanzia, dove
venerdì notte sono stati aggrediti due studenti di sinistra da un gruppetto di
ragazzi vicini a Forza nuova, ma un cordone di poliziotti ha impedito
l´accesso. Urla di protesta, ma niente di più. Con i ragazzi dei collettivi
universitari e dei centri sociali in piedi sotto le Due torri, il risultato è
che il traffico in via Rizzoli è rimasto bloccato per alcune ore. Il corteo al
grido "Mai più aggressioni fasciste in questa città" aveva cominciato
a radunarsi in piazza Verdi verso le 18,30. Tra i manifestanti anche alcuni dei
giovani fermati e identificati durante la mattina dalle forze dell´ordine dopo
il parapiglia scoppiato con alcuni attivisti di Azione
giovani. Tra fumogeni e petardi il bersaglio dei cori di protesta mentre il
corteo procedeva verso le Due torri, è stato ancora una volta il "sindaco
sceriffo" Sergio Cofferati accusato insieme alla Polizia di non fare nulla
contro le aggressioni fasciste. (ale.co.)
( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - Bologna
"No Gelmini", assalto al gazebo di An Scontri in zona universitaria,
tensione per l´intervento della polizia Fermati undici ragazzi di sinistra, il
Prc critica l´operato delle forze dell´ordine ALESSANDRO CORI Dal cuore della
zona universitaria alla sede della Questura la protesta degli studenti e dei
ragazzi dei centri sociali ieri si è fatta sentire più forte che mai sotto le
Due torri. E i momenti di tensione tra i manifestanti e la polizia non sono
certo mancati: soprattutto quando una cinquantina di giovani, dopo essersi
raccolti dietro lo striscione «Siamo tutti antifascisti - Assemblea No
Gelmini», con urla e cori davanti agli uffici della Digos e poi della
Scientifica hanno chiesto insistentemente la «liberazione» di 11 ragazzi del
movimento, identificati e rilasciati dopo una mezz´ora. Tutto ha avuto inizio
quando un gruppo di studenti, verso mezzogiorno, ha contestato il gazebo informativo
dei ragazzi di An in piazza Verdi (trenta ragazzi secondo il leader di Azione Giovani Mattia Koelletzek, solo una decina secondo
altri testimoni) sulla riforma del ministro dell´Istruzione Gelmini. Sono
volati insulti e poi qualche spintone. Gli studenti di sinistra hanno tentato
di strappare le bandiere di An e hanno ribaltato il banchetto. All´arrivo delle
volanti, il gruppetto di studenti è scappato risalendo via Zamboni ma a
sbarrare loro la strada ci hanno pensato altre quattro «pantere» della polizia
e una camionetta dei carabinieri. Risolta la situazione in piazza Verdi il vero
parapiglia è andato in scena davanti alla Provincia. Qui, la polizia ha deciso
di portare undici persone - i presunti responsabili delle scaramucce con Azione Giovani - in Questura «per accertamenti» e a quel
punto un gruppo di studenti si sono radunati in mezzo alla strada mettendosi
davanti alle volanti. Un ragazzo si è appoggiato sul cofano di un´auto che ha
comunque accelerato in avanti facendolo ruzzolare a terra. Anche un fotografo è
caduto. Mentre le auto tra gli sputi e i calci degli studenti andavano via
sgommando, sul posto è arrivato il segretario cittadino del Prc, Tiziano Loreti
che ha parlato di «atti inaccettabili della polizia. Quando i ragazzi sono stati
caricati nelle macchine». La tensione sale e in un attimo
una cinquantina di ragazzi dei collettivi universitari improvvisa un corteo al
grido di «siamo tutti antifascisti» per spostarsi verso la Questura. In attesa
che i fermati vengano rilasciati, per una buona mezz´ora volano ancora spintoni
tra gli agenti e gli studenti, alcuni dei quali prendono a calci e pugni il
portone della Polizia scientifica. Prima del rilascio c´è anche un breve
confronto tra i dirigenti della Digos, Loreti e Roberto Sconciaforni (Prc).
«Avete rischiato di ammazzare della gente» tuona Loreti. Sconciaforni aggiunge:
«Mettere sotto una persona fa parte delle vostre prerogative?». Il corteo (un
centinaio di persone) dei «No Gelmini» riparte e attraversa via Rizzoli, piazza
della Mercanzia per poi tornare in via Zamboni dove alcuni ragazzi danneggiano
la bacheca e i muri della saletta di «Azione
Universitaria» a Giurisprudenza. I manifestanti rompono una bacheca, strappano
i manifesti e li sostituiscono con un foglio bianco con scritto «Azione antifascista». Nel frattempo, altri studenti entrano
nel piccolo corridoio dove ci sono le aule destinate alle organizzazioni
studentesche: lì, al posto dei volantini di An lasciano la loro firma con la
bomboletta: «Fascisti carogne» e «Fuori i fasci dall´università».
( da "Corriere del Veneto" del 21-11-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-21 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Gruppo Biasi, cento dipendenti a casa L'ad: «Chiudiamo
la Verall» Rischiano anche i colletti bianchi Mobilità per 70 operai della
fabbrica e 30 impiegati del grattacielo Proteste dei sindacati davanti alla
sede del Gruppo Biasi a Borgo Roma: «Ricorrano alla cassa integrazione» VERONA
— La crisi economica si aggrava e a farne le spese cominciano ad essere anche i
colossi. Ieri mattina davanti ai cancelli del grattacielo Biasi in Borgo
Roma circa 250 operai hanno fatto sentire la loro voce, perché l'azieda ha
comunicato alle rappesentanze sindacali l'intenzione di mettere in mobilità
circa cento lavoratori. Lucia Perina è la segretaria provinciale della Uilm:
«Ci è stata prospettata una situazione gravissima – spiega – in sostanza la
dirigenza prevede di chiudere la Verall, industria che produce le componenti in
alluminio per le caldaie a muro, e che tiene occupati 70 operai. Inoltre ci
hanno detto che ci sono circa 30 esuberi anche tra i “colletti bianchi”, cioè
gli impiegati che lavorano per la Biasi Spa, che ha sede qui nel grattacielo ».
E non è tutto: la situazione d'incertezza coinvolge anche le fonderie: «Per
quel che riguarda la Fondver – prosegue la sindacalista – ci è stato detto che
l'azienda sta cercando un partner industriale e che occorrerà riparlarne fra
qualche mese». Al di là dell'ovvia apprensione per chi è destinato a perdere il
lavoro, i sindacati chiedono che prima d'intraprendere la strada della
chiusura, per la Verall si tenti la riconversione: «Al posto della mobilità –
afferma Perina – noi chiediamo che si ricorra alla cassa integrazione
straordinaria per due anni: in quest'arco di tempo si può cercare di cambiare i
macchinari e modificare il tipo di produzione». Duro Roberto Menegaldo della
Fim Cisl: «La nostra impressione è che più che pensare all'industria e ai suoi
problemi, il gruppo voglia procedere alla vendita dei terreni. Noi lavoratori
non ci stiamo: siamo disposti a restare 2 anni in cassa integrazione, con un
busta paga di 858 euro lordi, circa 600 netti, ma vogliamo tenere aperto e
lavorare». Stefano Zantedeschi della Fiom Cgil vuole lottare: «La famiglia
Biasi nel bene e nel male rappresenta la città di Verona: ora deve prendersi le
proprie responsabilità». L'azienda, dall'altra parte, cerca di lanciare
messaggi nei rassicuranti. Il direttore del personale, Federico Cappiotti, dice
che sarà fatto di tutto per evitare la mobilità a quante più persone: «Ho
parlato con gli azionisti – afferma – e mi hanno dato mandato di valutare tutti
i possibili strumenti per cercare di ridurre l'impatto di questa diminuzione
della produzione ». L'amministratore delegato del gruppo, Claude Chalufour,
spiega però che la chiusura della Verall è inevitabile: «Sull'alluminio non ci
sono prospettive – annuncia – il mercato occidentale annaspa e quello dell'Est
è già presidiato dai prodotti cinesi. In questo contesto la Verall può solo bruciare
risorse, che invece sono quantomai necessarie per i settori in grado di
espandersi, come il centro di sviluppo tecnologico. Per la Fondver, invece,
abbiamo buone speranze di arrivare a un esito positivo con almeno uno dei
possibili partner». D.P. Il blocco Gli operai fermano il traffico
(Sartori/Fotoland) La protesta I lavoratori davanti al grattacielo della Biasi
( da "Corriere del Veneto" del 21-11-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-11-21 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il gruppo Licenziamento in vista per 70 operai e 30
colletti bianchi Biasi, 100 dipendenti in mobilità VERONA — La crisi
dell'economia comincia a colpire anche i santuari dell'industria veneta: ieri
mattina un gruppo di oltre 200 operai della Biasi ha manifestato a Verona
davanti ai cancelli del grattacielo del gruppo di Paolo Biasi, presidente di
Fondazione Cariverona, perché l'azienda ha comunicato loro che intende
mettere in mobilità circa 100 persone. Si tratta dei 70 operai che lavorano
alla controllata Verall, stabilimento che produce le componenti in alluminio
delle caldaie a muro, e di 30 colletti bianchi (in questo secondo caso il
numero di licenziamenti potrebbe essere più basso, perché l'azienda comunica
che questa è la cifra massima) che sono impiegati della Biasi Spa. Il direttore
del personale, Federico Cappiotti, tenta per quanto possibile di rassicurare i
lavoratori: «Ho parlato con gli azionisti – afferma – e mi hanno dato mandato
di valutare tutti i possibili strumenti per cercare di ridurre l'impatto di
questa diminuzione della produzione». Il problema, ovviamente, è che in un
contesto di crisi globale, chi perde il lavoro teme di non riuscire più a
trovare una nuova occupazione. L'amministratore delegato del gruppo, Claude
Chalufour, spiega però che la chiusura della Verall è inevitabile:
«Sull'alluminio non ci sono prospettive – annuncia – il mercato occidentale
annaspa e quello dell'Est è già presidiato dai prodotti cinesi. In questo
contesto la Verall può solo bruciare risorse». Davide Pyriochos Sit-in I
lavoratori della Biasi
( da "Corriere del Veneto" del 21-11-2008)
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- VERONA - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-11-21 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il gruppo Licenziamento in vista per 70 operai e 30 colletti bianchi convegno Ieri nella sede dell'Unicredit
Corporate Banking Biasi, 100 dipendenti in mobilità «Medio Oriente,
un'opportunità» VERONA — La crisi dell'economia comincia a colpire anche i
santuari dell'industria veneta: ieri mattina un gruppo di oltre 200 operai
della Biasi ha manifestato a Verona davanti ai cancelli del grattacielo del
gruppo di Paolo Biasi, presidente di Fondazione Cariverona, perché
l'azienda ha comunicato loro che intende mettere in mobilità circa 100 persone.
Si tratta dei 70 operai che lavorano alla controllata Verall, stabilimento che
produce le componenti in alluminio delle caldaie a muro, e di 30 colletti
bianchi (in questo secondo caso il numero di licenziamenti potrebbe essere più
basso, perché l'azienda comunica che questa è - In tempi di crisi globale il
Medio Oriente può essere l'opportunità che le imprese non si aspettano. Parola
delle realtà (tra cui Unicredit il gruppo assicurativo Sace) che hanno
realizzato il convegno dedicato alle problematiche delle imprese operanti nei
paesi «black list», tenutosi ieri nella sala convegni di Unicredit Corporate
Banking. La lista nera, altro non è che quella delle Agenzia delle Entrate, e sta
a indicare quei paesi a fiscalità vantaggiosa dove le tasse sono più basse
rispetto a quanto chiede lo Stato Italiano. Per gli investitori in buona fede
ciò significa il rischio di incorrere la cifra massima) che sono impiegati
della Biasi Spa. Il direttore del personale, Federico Cappiotti, tenta per
quanto possibile di rassicurare i lavoratori: «Ho parlato con gli azionisti in
accordi poco chiari. «Sono problematiche che la nostra banca valuta
continuamente ha detto il vice direttore di Unicredit Corporate Banking,
Ferdinando Brandi - insieme al – afferma – e mi hanno dato mandato di valutare
tutti i possibili strumenti per cercare di ridurre l'impatto di questa
diminuzione della produzione». Il problema, ovviamente, è che in un contesto di
crisi globale, chi perde il lavoro teme di non riuscire più a trovare una nuova
occupazione. L'amministratore delegato del gruppo, Claude Chalufour, spiega
però che la chiusura della Verall è inevitabile: «Sull'alluminio non ci sono
prospettive – annuncia – il mercato occidentale annaspa e quello dell'Est è già
presidiato dai prodotti cinesi. In questo contesto la Verall può solo bruciare
risorse». grado di affidabilità dei partner nel contrastare fenomeni come
finanziamento al terrorismo ». Piero Galli di Bain & co. ha ricordato come
conti anche la componente religiosa nelle trattative: «Se si vuole operare in
Medio Oriente occorre conoscere un po' l'Islam ed evitare atteggiamenti
offensivi». Nonostante le difficoltà sono sempre di più, secondo i relatori, le
imprese venete, anche piccole, che puntano sulla penisola arabica e aree
contigue. «In questi paesi la crisi ha inciso di meno - spiega Massimiliano
Bonamini di Iapa - e dove la crescita è stabile». Davide Pyriochos D.O. Sit-in
I lavoratori della Biasi Anticrisi Un'immagine di Dubai
( da "Stampa, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Incontri impossibili
Barboni e AuroraMeccanica Nell'ambito di Contemporary Arts Torino Piemonte,
nello spazio di Artintown in via Berthollet s'inaugura venerdì 21 alle 18,30,
una due giorni dedicata ad arte e design (orario: venerdì dalle 15 alle 24 e
sabato dalle 18 alle 24; info in www.artintown). Un incontro «impossibile» tra
gli oggetti disegnati da Sergio Barboni e i video realizzati da
AuroraMeccanica. Evergreen è una serie composta da un divano e un tavolo nella
quale il senso del fare è quello di reinterpretare un oggetto d'arredo in
disuso. L'oggetto passato mantiene la sua funzione evolvendosi però nelle forme
e nei colori della contemporaneità. Passaggi di stato di AuroraMeccanica sono
invece video-installazioni interattive che focalizzano l'attenzione
sulle differenti possibilità che intercorrono tra le azioni di un singolo
individuo e le conseguenze all'interno della collettività. Lo spettatore è
messo di fronte a decisioni da prendere, ad azioni da compiere e,
inevitabilmente, a seconda delle scelte fatte, si ritrova poi a subirne le
conseguenze assumendosene tutte le responsabilità. \
( da "AltaLex" del 21-11-2008)
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Analisi dell'impatto
della regolamentazione D.P.C.M. 11.09.2008 n° 170 , G.U. 03.11.2008 Commenta |
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alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli affari
giuridici e legislativi (di seguito «DAGL»), le modalita' organizzative
prescelte per il coordinamento e l'effettuazione delle attivita' connesse
all'AIR e alla VIR di rispettiva competenza. E' quanto stabilisce il D.P.C.M.
11 settembre 2008, n. 170 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 3 novembre 2008, n.
257) con il quale è stato emanato il Regolamento recante disciplina attuativa
dell'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR), ai sensi dell'articolo
14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246. Per gli atti normativi che
coinvolgono più amministrazioni, gli uffici competenti possono concordare
l'effettuazione in comune dell'AIR e specifiche fasi o attività istruttorie del
processo di analisi possono essere realizzate da una delle amministrazioni,
ferma restando la responsabilità delle singole amministrazioni circa i
contenuti e le conclusioni dell'AIR di relativa competenza. In particolare il
regolamento - entrato in vigore il 18 novembre 2008 - illustra: metodi di
analisi e modelli di AIR; svolgimento dell'istruttoria; fasi della
consultazione; contenuti della relazione AIR; presentazione della relazione
AIR; ipotesi di esclusione e casi di esenzione dall'AIR. (Altalex, 18 novembre
2008) DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 settembre 2008, n.
170 Regolamento recante disciplina attuativa dell'analisi dell'impatto della
regolamentazione (AIR), ai sensi dell'articolo 14, comma 5, della legge 28
novembre 2005, n. 246. (GU n. 257 del 3-11-2008) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
DEI MINISTRI Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
recante la disciplina dell'attivita' di Governo e l'ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, e successive modificazioni; Vista la
legge 28 novembre 2005, n. 246, recante «Semplificazione e riassetto normativo
per l'anno 2005», e successive modificazioni e, in particolare, l'articolo 14,
comma 5, il quale prevede che con decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, sono definiti: a) i criteri generali e le procedure dell'AIR,
compresa la fase della consultazione; b) le tipologie sostanziali, i casi e le
modalita' di esclusione dell'AIR; c) i criteri generali e le procedure, nonche'
l'individuazione dei casi di effettuazione della VIR; d) i criteri ed i
contenuti generali della relazione al Parlamento di cui al comma 10; Visto
l'articolo 5, comma 2, della legge 8 marzo 1999, n. 50, recante
«Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi
- Legge di semplificazione 1998», e successive modificazioni; Visto l'articolo
6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante «Ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 11 della legge 15
marzo 1997, n. 59»; Viste le direttive del Presidente del Consiglio dei
Ministri 27 marzo 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23
maggio 2000, e 21 settembre 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 249
del 25 ottobre 2001; Visto l'articolo 11, comma 2, della legge 6 luglio 2002,
n. 137, recante «Delega per la riforma dell'organizzazione del Governo e della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche' di enti pubblici», e successive
modificazioni; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio
2002, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza del
Consiglio dei Ministri», ed in particolare l'articolo 17; Visto il
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge
9 marzo 2006, n. 80, recante «Misure urgenti in materia di organizzazione e
funzionamento della pubblica amministrazione» e, in particolare, l'articolo 1,
che ha previsto l'istituzione del Comitato interministeriale di indirizzo e
guida strategica per le politiche di semplificazione e la qualita' della
regolazione; Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante «Disposizioni
urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dei Ministeri», e successive modificazioni, e in
particolare l'articolo 1, comma 22-bis, che ha previsto l'istituzione
dell'Unita' per la semplificazione e la qualita' della regolazione; Visto il
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2006, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 255 del 2 novembre 2006, con il quale e' stato
costituito il Comitato interministeriale di indirizzo e guida strategica per le
politiche di semplificazione e la qualita' della regolazione; Visti i successivi
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2006 e 5
dicembre 2006, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2007,
con i quali e' stata costituita l'Unita' per la semplificazione e la qualita'
della regolazione, denominata «Unita»; Visto il Piano di azione per la
semplificazione e la qualita' della regolazione approvato dal Consiglio dei
Ministri nella seduta del 15 giugno 2007; Vista la Relazione al Parlamento
sullo stato di attuazione dell'AIR, trasmessa dal Presidente del Consiglio dei
Ministri al Parlamento il 13 luglio 2007, ai sensi dell'articolo 14, comma 10,
della legge n. 246 del 2005; Considerate le risultanze dell'istruttoria
condotta dall'Unita', ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a), del citato
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 settembre 2006; Vista la
deliberazione del Comitato interministeriale di indirizzo e guida strategica
per le politiche di semplificazione e la qualita' della regolazione, adottata
nella riunione del 29 novembre 2007; Esperita la consultazione delle categorie
produttive, delle associazioni di utenti e consumatori, delle regioni, delle
province, dei comuni e delle comunita' montane, presso il Tavolo permanente per
la semplificazione, costituito con il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 8 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio
2007, riunitosi in sede plenaria per l'esame dello schema di regolamento lo
scorso 4 dicembre 2007; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla
Sezione consultiva per gli atti normativi, nell'adunanza del 21 aprile 2008;
Adotta il seguente regolamento: Art. 1. Oggetto 1. Il presente regolamento,
adottato ai sensi dell'articolo 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n.
246, contiene la disciplina attuativa dell'analisi dell'impatto della
regolamentazione (AIR). Art. 2. Ambito di applicazione dell'AIR 1. La
disciplina dell'AIR si applica agli atti normativi del Governo, compresi gli
atti adottati dai singoli Ministri, ai provvedimenti interministeriali, e ai
disegni di legge di iniziativa governativa. Art. 3. Organizzazione delle
attivita' 1. Ciascuna amministrazione comunica tempestivamente alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
(di seguito «DAGL»), le modalita' organizzative prescelte per il coordinamento
e l'effettuazione delle attivita' connesse all'AIR e alla VIR di rispettiva
competenza, ai sensi dell'articolo 14, comma 9, della legge 28 novembre 2005,
n. 246. 2. Per gli atti normativi che coinvolgono piu' amministrazioni, gli
uffici competenti possono concordare l'effettuazione in comune dell'AIR,
prevedendo anche che specifiche fasi o attivita' istruttorie del processo di
analisi siano realizzate da una delle amministrazioni. In questo caso resta
ferma la responsabilita' delle singole amministrazioni circa i contenuti e le
conclusioni dell'AIR di relativa competenza. 3. Nell'ambito del Dipartimento
per gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del Consiglio
dei Ministri e' costituito l'ufficio di livello dirigenziale generale «Analisi
e verifica dell'impatto della regolamentazione». Tale ufficio, ove non
diversamente specificato, e' competente all'effettuazione dei compiti e delle
attivita' in materia di AIR e VIR deputati al DAGL. 4. Il DAGL e', in materia
di AIR e VIR, il referente unico delle amministrazioni statali per i rapporti
in ambito interno, comunitario e internazionale. Art. 4. Metodi di analisi e
modelli di AIR 1. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi dell'articolo 14, comma 6, della legge 28 novembre 2005, n. 246, sono
determinati i contenuti, i metodi di analisi e i modelli di AIR. Essi sono
sottoposti a revisione, con cadenza non superiore al triennio.
( da "Lavoce.info" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
>PAESI CHE
SALVANO LE BANCHE di Costanza Russo 21.11.2008 Continua l'analisi degli
interventi dei governi europei a sostegno dell'economia. E' la volta dei piani
di salvataggio delle banche predisposti da Svezia, Danimarca, Portogallo,
Grecia e Olanda. Tutti in linea con le indicazioni Ecofin, ma anche con qualche
novità. All'appello manca l'Italia: ai primi decreti, tuttora privi delle norme
di attuazione, non sono ancora seguite nuove misure, peraltro più volte annunciate.
Continua la nostra analisi degli interventi dei governi europei a sostegno
dell?economia. Questa volta analizzeremo i piani di salvataggio predisposti da
Svezia, Danimarca, Portogallo, Grecia e Olanda. Sebbene siano tutti in linea
con le indicazioni Ecofin, alcuni presentano elementi di novità rispetto a
quanto visto finora. Manca all?appello il nostro paese: dopo i primi decreti,
ancora privi delle norme di attuazione, siamo in attesa delle nuove misure più
volte annunciate e alle quali, quando arriveranno, dedicheremo una scheda.
SVEZIA Dopo aver di fatto nazionalizzato la Carnegie Investment Bank, il
governo svedese ha varato un piano generale che si basa sull?azione congiunta
di governo, banca centrale e autorità di vigilanza. Lo Stato garantirà i titoli
di debito non subordinato di nuova emissione con scadenza nel breve-medio
periodo: l?ammontare massimo di corone messe a disposizione corrisponde a circa
150 miliardi di euro (1.500 miliardi di Sek). Il governo ha poi istituito un
fondo ad hoc gestito dal National Debt Office, che servirà alla
ricapitalizzazione degli istituti in difficoltà. In caso di intervento, lo
Stato riceverà azioni privilegiate munite di diritto di voto e il Ndo dovrà
effettuare un continuo monitoraggio della performance dell?ente beneficiario.
L?adesione al fondo sarà su base volontaria, ma il National Debt Office potrà
considerare autonomamente casi di aiuto. La banca centrale ha previsto la
corresponsione di linee di credito temporanee dietro garanzia costituita da
commercial paper. I prestiti della banca vengono concessi secondo un meccanismo
d?asta ogni due settimane. Il piano è diretto a tutti gli istituti di credito e
a quelli specializzati nella concessione di mutui ipotecari, che finanziano le
municipalità e che soddisfano stringenti requisiti di capitale. (1) Dal canto
loro, i beneficiari corrisponderanno allo Stato come contropartita una
commissione fissata secondo criteri di mercato e dovranno attenersi a severe
regole di comportamento. Il livello di crescita dei loro bilanci sarà
monitorato dall?autorità di vigilanza e non dovrà essere superiore a soglie
predeterminate, gli istituti non potranno espandersi approfittando della
garanzia, avranno limitazioni sul marketing, nonché tetti alla remunerazione
dei dirigenti. Sempre l?autorità garantirà che dalle misure traggano beneficio
famiglie e imprese. Il programma terminerà il 30 aprile 2009 ed è rinnovabile
sino al 31 dicembre 2009. DANIMARCA Il piano adottato dal regno di Danimarca 1)
mira a liquidare le banche che non soddisfano particolari requisiti
patrimoniali e 2) prevede il coinvolgimento finanziario delle stesse banche che
partecipano al piano. Lo Stato si impegna a garantire tutti i titoli, tra cui i
depositi interbancari, diversi dal debito subordinato e dalle azioni e che non
siano già garantiti da altri schemi, come avviene per i depositi retail o i
covered bonds. A beneficiare della garanzia sono solo le banche che hanno
aderito al Det Private Beredskap, ovvero una associazione creata proprio al
fine di utilizzare la safety net governativa. Se una banca, magari a seguito di
richieste di pagamento da parte dei creditori, dovesse risultare insolvente,
verrà obbligatoriamente messa in liquidazione tramite una società di proprietà
statale che gestirà i rapporti con i creditori e si occuperà di traghettare
l?istituto verso la chiusura definitiva. I fondi per la garanzia proverranno
dallo Stato, ma solo in misura residuale. Infatti, gli enti aderenti al Dpb
dovranno parteciparvi finanziariamente per un ammontare massimo di 35 miliardi
di corone, equivalenti al 2 per cento del Pil, che serviranno a copertura delle
perdite della società e al pagamento di una commissione annuale allo Stato.
L?impegno finanziario statale è limitato alle sole somme eccedenti i 35 miliardi.
Per i due anni di durata dello schema, le banche, monitorate dall?autorità di
vigilanza, non potranno pagare dividendi, riacquistare le proprie azioni,
prevedere nuovi piani di stock option ed espandere le loro attività. PORTOGALLO
Lo Stato si è impegnato a garantire fino a 20 miliardi di euro per i titoli di
breve e medio termine non subordinati emessi dalle banche incorporate in
Portogallo che soddisfano particolari requisiti patrimoniali. Nei casi in cui
la banca centrale lo riterrà opportuno, la garanzia potrà essere estesa a
strumenti con scadenza a cinque anni. Competente a decidere sulla concessione è
il ministero delle Finanze di concerto con il Banco de Portugal: attingeranno a
un fondo ad hoc, finanziato con l?emissione di titoli di debito pubblico.
Inoltre, il governo ha aumentato la copertura dei depositi da 25mila a 100mila
euro. In cambio della garanzia, che potrà essere concessa fino al 31 dicembre
2009, sono previste restrizioni sulla espansione commerciale mentre i business
plan saranno sottoposti al monitoraggio dello Stato e della banca centrale. Gli
istituti beneficiari dovranno rimborsare la garanzia ottenuta o sotto forma di
pagamento o con azioni privilegiate. Dovranno inoltre presentare un piano di
ristrutturazione. Il governo ha di recente nazionalizzato ilBanco Portugues de
Negocios. GRECIA Per ristabilire normali livelli di liquidità nel sistema, il
governo greco ha deciso di garantire le passività bancarie già esistenti e di
nuova emissione con scadenza a cinque anni, per un ammontare massimo di 15
miliardi di euro. Otto miliardi saranno poi destinati all?emissione di titoli
pubblici che possono essere allocati direttamente alle banche contro
prestazione di garanzie di buona qualità. Per i beneficiari, è previsto il
pagamento di una commissione a tassi di mercato, stabilita dal ministero delle
Finanze dietro suggerimento del governatore della banca centrale. Infine, il
governo prevede di ricapitalizzare gli istituti di credito acquistandone, entro
il 31 dicembre 2009, azioni privilegiate per un ammontare complessivo di 5
miliardi di euro. In questo caso, e in quello delle banche che detengono i
titoli pubblici, un rappresentante del governo siederà nel cda e nell?assemblea
degli azionisti delle beneficiarie, con diritto di veto su ogni decisione
riguardante distribuzione dei dividendi, il cui ammontare massimo viene
comunque fissato in misura pari al 35 per cento, e compensi degli alti
dirigenti. Le azioni devono poi essere riacquistate dalla banca allo stesso
prezzo di emissione entro cinque anni. OLANDA La linea di intervento del
governo olandese è orientata a consentire a famiglie e imprese l?accesso ai
canali di finanziamento bancari. L?obiettivo primario è dunque quello di
permettere alle banche ?sane? di disporre di liquidità. E per questo, gli
istituti di credito che soddisfano adeguati requisiti patrimoniali e che
svolgono una significativa attività sul territorio potranno avere accesso a
speciali fondi stanziati dal governo. I fondi verranno utilizzati per garantire
gli strumenti di debito di nuova emissione, per iniettare capitale nelle banche
tramite acquisto di azioni privilegiate, ovvero tramite la concessione di
speciali finanziamenti dietro prestazione di adeguate garanzie. La somma
stanziata finora è di 20 miliardi di euro. La contropartita prevista, oltre al
pagamento di una commissione a prezzi di mercato, è che gli enti beneficiari
non potranno utilizzare a scopo pubblicitario il credito concesso e non
potranno espandersi oltre un certo limite. L?Olanda è già intervenuta con
iniezioni di capitale a sostegno del gruppo Ing, in cambio di particolari
categorie di azioni che permettono al governo di nominare un rappresentante
nell?organo di controllo: avrà diritto di veto sulle operazioni che riguardano
aumenti o riduzioni di capitale, acquisizioni e investimenti oltre una certa
soglia e remunerazione dirigenti. PER SAPERNE DI PIÙ Svezia
http://www.riksdagen.se/default____56.aspx
http://www.sweden.gov.se/sb/d/10213/a/114469
http://www.riksbank.com/templates/Page.aspx?id=29545
http://www.riksbank.com/templates/Page.aspx?id=29558 Danimarca
http://www.finansraadet.dk/english/toolkit/forside/http://www.finansraadet.dk/english/menu/aboutthedanishbankersassociation/The+Danish+Contingency+Committee/http://www.finansraadet.dk/english/menu/Press/Press+Releases/TheDanishParliamenthasadoptedthefinancialguarantee.htm
Portogallo
http://bdjur.almedina.net/resumo.php?field=doc_id&value=89728http://www.portugal.gov.pt/Portal/PT/Governos/Governos_Constitucionais/GC17/Conselho_de_Ministros/Comunicados_e_Conferencias_de_Imprensa/20081013.htmhttp://www.bportugal.pt/
Grecia
http://www.mnec.gr/export/sites/mnec/en/press_office/DeltiaTypou/Documents/2008_11_06_Draft_Law.pdfhttp://www.mnec.gr/en/press_office/DeltiaTypou/articles/article0172.html
Olanda
http://www.government.nl/News/Press_releases_and_news_items/2008/October/State_guarantees_loans_to_bankshttp://www.government.nl/News/Press_releases_and_news_items/2008/October/Protecting_the_financial_industryeuropa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/08/1699&format=PDF&aged=0&language=EN&guiLanguage=en
(1) Si fa riferimento alle municipalità perché in Svezia vige un sistema
?federalista?: l?intervento in settori chiave della società, tra cui sanità e
istruzione, è affidato agli enti locali che si finanziano ricorrendo al
prestito bancario e investendo in titoli di debito di società finanziarie che
operano sul mercato dei mutui ipotecari, anche cartolarizzando i propri beni.
Dunque, se una banca non concede prestiti o una società non ripaga i bond le
conseguenze negative ricadono direttamente sulla
collettività.http://www.orebro.se/doldasidor/welcometoorebro/whatisaswedishmunicipality.4.37c0d5e810d685ee730800021961.htmlhttp://www.bankforeningen.se/upload/banks_in_sweden_2006_003.pdf
( da "Sicilia, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Studenti vogliono il
centroSCUOLA. Progetto di riqualificazione della Consulta. «Visto che il Comune
non fa nulla ci pensiamo noi...» In città esistono poche realtà di aggregazione
giovanile. Eccezion fatta per il Centro "Don Guanella" che
costantemente richiama adolescenti e anziani offrendo attività sociali e
produttive, i giovani non godono di spazi ricreativi. E visto che gli
amministratori non si attivano sono gli studenti ad esporsi in prima linea.
Un'idea lanciata proprio in questi giorni al questore di Agrigento è quella del
neo presidente della Consulta provinciale studentesca Claudio Calè sulla
valorizzazione e qualificazione del centro storico attraverso l'attivazione, al
suo interno, di centri ludici e formativi. «Il nostro obiettivo - spiega Calè -
è trasformare il volto del vecchio quartiere, oggi spento e inappetibile. Vogliamo
ringiovanire e rendere vivibili gli spazi del centro storico, quali piazzette e
vicoli. Nei prossimi giorni - prosegue Calè - sottoscriveremo una richiesta da
discutere assieme al sindaco Zambuto e al prefetto Postiglione, due persone
sensibili alle problematiche giovanili». Il progetto impiegherebbe i fondi
strutturali europei per la ristrutturazione di abitazioni abbandonate,
trasformandole in punti di ritrovo o associazioni sportive, rilanciando nel
complesso l'immagine di quello che un tempo fu cuore pulsante della città.
Sostenitore del progetto è il primo cittadino, il quale dichiara: «L'idea
progettuale si sposa con la volontà dell'amministrazione comunale di
qualificare il centro storico. Stiamo lavorando di concerto con gli uffici
tecnici competenti per essere pronti non appena usciranno i bandi della
Comunità Europea. L'unico problema - continua Zambuto - è che bisogna
recuperare i finanziamenti necessari per ripristinare l'agibilità delle
abitazioni». Attualmente nel centro storico lo stesso Comune ha effettuato
alcuni lavori, finalizzati ad eliminare i pericoli, sostanzialmente alla messa
in sicurezza. La lentezza burocratica e l'indisponibilità finanziaria non
scoraggiano gli studenti che nel frattempo ragionano su eventuali future iniziative
artistico -culturali. Per il periodo natalizio infatti la Consulta Studentesca
conta di allestire in piazza Cavour un mega concerto che veda protagoniste le
scuole superiori. «Ci stiamo attivando - spiega il presidente della Consulta
provinciale - per richiedere agli enti pubblici il loro patrocinio. Vogliamo
realizzare un vero e proprio laboratorio di danza, canto e teatro che dia sfogo
all'estro degli studenti. Con il nuovo anno - prosegue Calè - ci attiveremo
inoltre nella realizzazione della "Giornata dello studente" adottando
uno schema diverso rispetto a quello delle edizioni passate». Per quanto
riguarda scioperi e agitazioni contro i tagli alla scuola e la legge Gelmini,
ci sono in cantiere azioni collettive? «Al momento non sono
previste manifestazioni di piazza - risponde Calè -. L'unica iniziativa portata
avanti nelle scuole - aggiunge - ha riguardato progetti di autogestione e
didattica alternativa, quali assemblee, laboratori, incontri culturali e
dibattiti che hanno riscosso apprezzamento sia da parte degli studenti sia dei
dirigenti scolastici. E' il caso dell'I.P.I.A. Marconi di Favara dove
gli studenti hanno avviato attività extradidattiche ma ugualmente formative».
Anche al liceo classico "Empedocle" il preside Carmelo Vetro ha
autorizzato la didattica alternativa, lasciando spazio all'intraprendenza e
inventiva dei ragazzi. Il bilancio dell'attività appena conclusa è positivo e
non si escludono repliche nel corso dell'anno scolastico. DEBORAH ANNOLINO
( da "Corriere Adriatico" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Si instaura un
rapporto forte tra i volontari e le persone che fruiscono del servizio tanto
che una famiglia ha messo alla propria bambina il nome della persona che
portava i pacchi Sabato 29 nei supermercati del Piceno scatta la raccolta di
prodotti per l'infanzia, pelati, tonno ed olio Una Colletta per le famiglie
indigenti ASCOLI - Condividere i bisogni per condividere il senso della vita.
Questa frase è il motore che spinge gli oltre centomila volontari del Banco
Alimentare ad attivarsi in occasione della giornata della Colletta Alimentare.
La dodicesima edizione è in programma sabato 29 novembre e coinvolge anche la
nostra città ed il suo hinterland. Questa sera, alle ore 18, presso la sala
Docens di piazza Roma i volontari del Banco di solidarietà - Arca,
presenteranno alla cittadinanza l'iniziativa. Rosanna Amurri e Loide Di Sante
del Banco di solidarietà - Arca, nel ricordare che sono ben accetti
principalmente i prodotti per l'infanzia, olio, legumi, pelati e tonno, hanno
spiegato i luoghi dove effettivamente si svolgerà la Colletta e cioè:
supermercato Oasi di "Al Battente", supermercato Coop al "Città
delle Stelle", Standa di Ascoli, IperSimply di Ascoli, Lidl di Castel di
Lama, Maxitigre di Monticelli, Dico di Monticelli, Conad di Pagliare e Villa
Pigna ed i tre supermercati di Villa Lempa. La Colletta si
effettuerà durante gli orari di apertura delle strutture in questione. Le due
volontarie del Banco di solidarietà - Arca hanno dipinto un quadro abbastanza
plumbeo circa la situazione ascolana (il raggio di azione dell'associazione
copre il capoluogo, Maltignano, Folignano, Acquasanta, Colli e Spinetoli,
oltre a Zarepta, alcuni istituti gestite dalle suore, un'ente che si occupa dei
bambini del Salawi e la comunità di recupero Dianova di Montefiore), spiegando
che: "mensilmente si rivolgono a noi non meno di ottanta famiglie per un
totale di circa 250 persone. Operiamo con trenta volontari ed il primo
approccio è di solito telefonico. Le amministrazioni comunali, le parrocchie
oppure i singoli cittadini ci suggeriscono le famiglie su cui intervenire e noi
cominciamo la nostra opera. Possono chiederci aiuto per pochi giorni oppure per
diverse settimane. C'è un rapporto diretto, fiduciario, tra ciascuno dei nostri
volontari e le persone che ricevono i prodotti. Abbiamo saputo che una famiglia
ha messo alla propria bambina il nome della persona che portava loro i
pacchi". Sull'argomento è intervenuto l'assessore comunale alle politiche
sociali, Achille Marcucci (nella foto con l'assessore Canzian e un volontario),
il quale ha raccontato: "Ho partecipato insieme ai volontari ascolani alla
Colletta alimentare e mi sono reso conto che la gente è sensibile e dona
volentieri quando ha la certezza che la propria azione raggiunge l'obiettivo.
Ciò è dovuto alle capacità dei volontari ed al fatto che l'iniziativa è ormai
un fatto consolidato per cui si è ingenerata tra la gente una maggiore
inclinazione a donare. I volontari che operano ad Ascoli vanno elogiati perché
prima assistono alla raccolta, poi si fanno carico di trasferire il materiale
al centro di raccolta di San Benedetto, quindi prelevano i prodotti da lì per
consegnarli alle famiglie bisognose. Ho recentemente parlato con un
responsabile di Zarepta il quale ha affermato che senza l'aiuto del Banco
Alimentare la mensa per i poveri non andrebbe avanti. Quando un volontario del
Banco Alimentare suona alla porta viene accolto come un amico, segno che nasce
sempre un rapporto. La povertà nel nostro territorio è in aumento perché le
imprese chiudono. Disponiamo di appena 43.000 euro da distribuire a chi ha un
reddito inferiore a 6.000 annui e la domanda di contributi cresce. Distribuiamo
da un minimo di 63 ad un massimo di 180 euro all'anno, eppure nessuno vi
rinuncia". Il responsabile del Banco Alimentare dell'Umbria, Valter
Venturi ha sottolineato il concetto di carità che è alla base della Colletta
alimentare: "nel 2007 - afferma - abbiamo raccolto oltre 8.000 tonnellate,
il 5% in più del 2006 e 5 milioni di persone hanno donato qualcosa". P.S.,
( da "Sestopotere.com" del 21-11-2008)
Argomenti: Class Action
Piano Governo contro
la crisi, Adusbef e Federconsumatori: "misure per 3,2 milioni di mutuatari
indebitati" (21/11/2008 15:28) | (Sesto Potere) - Roma - 21 novembre 2008
- Il piano del Governo per alleviare le gravissime difficoltà delle famiglie,
studiato dal ministro dell?Economia Tremonti in merito al congelamento delle
tariffe autostradali e ferroviarie,allo sconto del 10 per cento per le tariffe
di luce e gas per i redditi più bassi, al bonus fiscale per i redditi sotto i
20.000 euro, al calmiere sui mutui prima casa, può andare nella giusta
direzione,a patto che non sia l?ennesimo annuncio privo di effetti reali,
l?ulteriore regalo mascherato a banche (come la convenzione con l?Abi sui
mutui) ed imprese, che ostacolano l?class="hilite">entrata
in vigore della class="term">class class="term">action,
per non mettere a rischio rendite da cartello e privilegi da monopolio. Adusbef
e Federconsumatori, riservandosi di valutare il piano che il governo approverà
prossima settimana, tornano a chiedere misure tangibili su 3,2 milioni di
mutuatari indebitati a tasso variabile, che perderanno la casa in assenza di un
calmiere sui tassi, la cui discesa delle rate, nonostante la BCE li abbia
diminuiti, è rinviata come sempre ai prossimi mesi per effetto di patti leonini
sempre favorevoli alle banche, oltre ad una rottamazione da parte della cassa Depositi
e Prestiti di migliaia di mutui in sofferenza che le famiglie non riescono più
a pagare da almeno 7 rate. Adusbef e Federconsumatori,che da tempo chiedono
misure concrete a favore delle famiglie, ritengono giusto un blocco delle
tariffe ferroviarie ed autostradali, oltre ad un deciso intervento sulle
tariffe RC Auto obbligatorie che dovrebbero essere tagliate del 20%,a patto che
dopo la moratoria sui prezzi, Trenitalia e concessionarie non richiedano,con
interessi da usura quei mancati rincari definiti dagli economisti “effetto
fionda”, che hanno prodotto aumenti in alcuni casi del 60/70 %. Infine poiché
nel decretone,dovrebbe essere prevista anche la ricapitalizzare delle banche
con la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni convertibili per
somme importanti stimate in almeno 30 miliardi di euro, secondo Adusbef e
Federconsumatori il Governo dovrebbe pretendere garanzie reali dagli istituti
di credito, affinché la liquidità erogata non sia depositata presso il conto
BCE, o elargita con metodologie alla “Zaleski”, ma impiegata per finalità
produttive, specie alle piccole e medie imprese.
( da "Secolo XIX, Il" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Crollo
Alitalia, 30 mila azionistipronti ad avanzare class="term">class class="term">action
perso il 98,5% del valore I piccoli investitori iniziano la battaglia legale
per essere risarciti. Un'azione valeva 30 euro 22 anni fa, oggi ne vale 0,44
22/11/2008
( da "Repubblica, La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Pagina 1 -
Prima Pagina Trentamila piccoli azionisti preparano l´azione giudiziaria
Alitalia, al via la class="term">class class="term">action
Air France, sì a Malpensa livini e penati a pagina 24 SEGUE A P
( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Patto di stabilità e
sicurezza Lega, summit di amministratori Pacchetto sicurezza, abolizione
dell'Ici ma, soprattutto, problemi con il patto di stabilità che finisce col
penalizzare i Comuni virtuosi. E poi le azioni da portare avanti insieme per
trarre il massimo profitto (dal punto di vista del territorio, s'intende)
dall'Expo 2015. Sono questi gli argomenti principali attorno ai quali ruoterà
il dibattito che si svolgerà domani a Grumello del Monte. La Lega ha infatti
indetto un ritrovo tutto suo, convocato a livello regionale, e dedicato alle
dinamiche amministrative. Il titolo? «La Lega nei Comuni». A confrontarsi sono
chiamati i 120 sindaci eletti sotto il segno del Carroccio in Lombardia, e fra
questi ovviamente i 42 bergamaschi. Insieme a loro i vice, gli assessori, i
consiglieri comunali: tanto che a Grumello, al Palafeste di via Kennedy 70,
sono attese oltre 500 persone. Gli amministratori discuteranno, faranno
proposte, e a raccogliere indicazioni e spunti, oltre che a dare risposte,
saranno presenti gli esponenti del partito in Parlamento e al governo: oltre ai
bergamaschi Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, e Roberto
Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa, interverranno il ministro
dell'interno Roberto Maroni, il segretario nazionale della Lega Giancarlo
Giorgetti, il parlamentare europeo Francesco Speroni e la vicepresidente
dell'assemblea di Palazzo Madama, Rosi Mauro. Quello che sicuramente si
annuncia essere il tema portante è il dibattito sul patto di stabilità: non è
un mistero né una novità che i sindaci (leghisti, ma non solo) risentono di
numerose difficoltà a causa della stretta sui conti che deriva dalle varie
Finanziarie e che, dicono, «finisce col pesare sempre più su chi quei conti si
sforza di mantenerli in ordine». Gli amministratori faranno quindi il punto
sulla situazione ed è probabile che, analogamente a quanto fatto dall'Anci, che
ha fatto slittare la chiusura dei bilanci ai primi mesi del 2009 anziché al 31
dicembre 2008, prendano decisioni su una modalità d'azione collettiva. La tematica della sicurezza
sarà ovviamente centrale, anche data la presenza del ministro Maroni.
L'assemblea è la seconda di questo genere convocata dagli amministratori
leghisti: la prima volta fu nel
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
22-11-2008)
Argomenti: Class Action
MODENA PRIMO PIANO
pag. 2 Corteo abusivo degli studenti: Manifestazione non autorizzata sui viali.
Sit in sull?incrocio di Largo di DAVIDE MISERENDINO SI PASSA alle maniere
forti. Tre settimane fa, le manifestazioni anti Gelmini si sono susseguite
quasi senza sosta, ma sempre in modo civile e senza arrecare danno ai
cittadini. Ieri, invece, gli studenti (alcune centinaia) hanno ritenuto
necessaria un?azione più convinta, che «desse la sveglia alla città» e che
risuonasse come un «ci siamo ancora»: con un corteo non annunciato e non
autorizzato hanno bloccato il traffico in diversi punti della città
costringendo gli automobilisti a molte deviazioni e disagi. Si è trattato
certamente di un segno di rottura con la condotta precedente. L?onda non è più
solo una vivace manifestazione di dissenso, ma anche una pioggia che, quando
vuole, può fare dei danni. Mischiati agli studenti, nel corso della mattinata,
si sono visti anche esponenti della Cgil e della sinistra estrema. I RAGAZZI ?
c?erano soprattutto studenti delle superiori, ma anche qualche universitario ?
si sono ritrovati ieri mattina al parco Novi Sad, dopo una lunga serata passata
sui forum a raccogliere adesioni. Davanti alle tribune, la decisione
improvvisa: «facciamo un corteo e raggiungiamo il centro». I primi passi
intorno alle dieci, direzione Tempio. Da lì, il serpentone ? formato da circa
quattrocento persone ? si è mosso lungo i viali, fino a raggiungere largo
Garibaldi. Quindi si è inoltrato in centro e si è fermato davanti alla facoltà
di Lettere e Filosofia in via Sant?Eufemia, per «sancire l?unità d?intenti» con
gli studenti del collettivo ?LettereInMovimento?. DURANTE il tragitto, però, il
gruppo si è dato da fare per intasare la circolazione, contrariamente a quanto
aveva fatto qualche settimana fa. E così le forze dell?ordine sono arrivate in
massa (polizia, vigili e carabinieri, anche in assetto anti - sommossa). Dopo
aver fatto una sosta davanti al Tempio, la camminata è proseguita verso largo
Garibaldi, e qui i manifestanti si sono seduti in mezzo all?incrocio, di fatto
paralizzando il traffico in quella zona. Un sit - in durato circa mezz?ora, che
però potrebbe costare caro agli organizzatori, dal momento che il blocco della
circolazione è un reato punibile dalla legge. Da segnalare che nel pomeriggio i
rappresentanti di Generazione Democratica hanno preso le distanze dall?azione.
QUANDO gli studenti hanno levato le tende e l?incrocio si è liberato, l?onda si
è spostata nel cuore del centro storico, lungo la via Emilia e quindi in corso
Canal Grande. Poi ha attraversato via Università, scandendo l?incedere con
l?inno della protesta ?Noi la crisi non la paghiamo?. Ultima tappa, la facoltà
di Lettere e Filosofia dove il gruppo si è sfaldato. Gli organizzatori, prima
che la folla si disperdesse, hanno invitato i presenti a ricordare agli amici
che hanno preferito marinare la scuola «che se si sta facendo tutto questo è
anche per il loro futuro». Un invito alla coerenza che solo alcuni hanno
raccolto. La sensazione, parlando con i manifestanti, è stata quella di avere a
che fare con una protesta più inconsapevole. La pausa di tre settimane, sembra
aver diviso gli studenti che il 30 ottobre avevano riempito Piazza Grande di
una folla critica ed educata, e l?ombra dei gruppi anarchici e dei collettivi
autonomi è tutt?altro che sparita. Per ravvivare il fuoco gli organizzatori
hanno puntato sul ?decisionismo?. Vedremo se il tempo darà loro ragione.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
22-11-2008)
Argomenti: Class Action
MODENA PRIMO PIANO
pag. 3 di DAVIDE MISERENDINO SI PASSA alle maniere forti. Tre settimane fa, le
manife... di DAVIDE MISERENDINO SI PASSA alle maniere forti. Tre settimane fa,
le manifestazioni anti Gelmini si sono susseguite quasi senza sosta, ma sempre
in modo civile e senza arrecare danno ai cittadini. Ieri, invece, gli studenti
(alcune centinaia) hanno ritenuto necessaria un?azione più convinta, che «desse
la sveglia alla città» e che risuonasse come un «ci siamo ancora»: con un
corteo non annunciato e non autorizzato hanno bloccato il traffico in diversi
punti della città costringendo gli automobilisti a molte deviazioni e disagi.
Si è trattato certamente di un segno di rottura con la condotta precedente.
L?onda non è più solo una vivace manifestazione di dissenso, ma anche una
pioggia che, quando vuole, può fare dei danni. Mischiati agli studenti, nel
corso della mattinata, si sono visti anche esponenti della Cgil e della
sinistra estrema. I RAGAZZI ? c?erano soprattutto studenti delle superiori, ma
anche qualche universitario ? si sono ritrovati ieri mattina al parco Novi Sad,
dopo una lunga serata passata sui forum a raccogliere adesioni. Davanti alle
tribune, la decisione improvvisa: «facciamo un corteo e raggiungiamo il
centro». I primi passi intorno alle dieci, direzione Tempio. Da lì, il
serpentone ? formato da circa quattrocento persone ? si è mosso lungo i viali,
fino a raggiungere largo Garibaldi. Quindi si è inoltrato in centro e si è
fermato davanti alla facoltà di Lettere e Filosofia in via Sant?Eufemia, per
«sancire l?unità d?intenti» con gli studenti del collettivo
?LettereInMovimento?. DURANTE il tragitto, però, il gruppo si è dato da fare
per intasare la circolazione, contrariamente a quanto aveva fatto qualche
settimana fa. E così le forze dell?ordine sono arrivate in massa (polizia,
vigili e carabinieri, anche in assetto anti - sommossa). Dopo aver fatto una
sosta davanti al Tempio, la camminata è proseguita verso largo Garibaldi, e qui
i manifestanti si sono seduti in mezzo all?incrocio, di fatto paralizzando il
traffico in quella zona. Un sit - in durato circa mezz?ora, che però potrebbe
costare caro agli organizzatori, dal momento che il blocco della circolazione è
un reato punibile dalla legge. Da segnalare che nel pomeriggio i rappresentanti
di Generazione Democratica hanno preso le distanze dall?azione. QUANDO gli
studenti hanno levato le tende e l?incrocio si è liberato, l?onda si è spostata
nel cuore del centro storico, lungo la via Emilia e quindi in corso Canal Grande.
Poi ha attraversato via Università, scandendo l?incedere con l?inno della
protesta ?Noi la crisi non la paghiamo?. Ultima tappa, la facoltà di Lettere e
Filosofia dove il gruppo si è sfaldato. Gli organizzatori, prima che la folla
si disperdesse, hanno invitato i presenti a ricordare agli amici che hanno
preferito marinare la scuola «che se si sta facendo tutto questo è anche per il
loro futuro». Un invito alla coerenza che solo alcuni hanno raccolto. La
sensazione, parlando con i manifestanti, è stata quella di avere a che fare con
una protesta più inconsapevole. La pausa di tre settimane, sembra aver diviso
gli studenti che il 30 ottobre avevano riempito Piazza Grande di una folla
critica ed educata, e l?ombra dei gruppi anarchici e dei collettivi autonomi è
tutt?altro che sparita. Per ravvivare il fuoco gli organizzatori hanno puntato
sul ?decisionismo?. Vedremo se il tempo darà loro ragione.
( da "Repubblica, La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Bari Il
contenzioso La critica Mentre Costantino presenta un esposto L´invito Il
premier è un puntiglio del ministro Bondi che non ricorda quanto accaduto alla
Fenice di Venezia con l´apertura provvisoria Il presidente sarà a Bari il 6
dicembre? Potrebbe anticipare e verificare di persona la situazione del
cantiere Dieci anni fa l´attore e regista tenne un recital tra le rovine e
interpretò le Memorie di Adriano Emiliano: "Mi fido di Berlusconi" class="hilite">La class="term">class class="term">action
è già firmata da 130 cittadini Petruzzelli, l´appello del sindaco: venga lui a
controllare i lavori Albertazzi: "Rinvio senza senso sono pronto a
recitare Dante" "Beato colui che riuscirà a rimuovere queste pastoie
burocratiche" RAFFAELE LORUSSO ANTONIO DI GIACOMO Anche Silvio Berlusconi
sarà a Bari il 6 dicembre. Il capo del governo - così si apprende in ambienti
romani - parteciperebbe, insieme con il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, alla cerimonia di consegna della Chiesa Russa al Patriarcato di
Mosca. Altra tappa della visita potrebbe essere il Teatro Petruzzelli. Dove,
com´è noto, il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, insieme con
Raffaele Fitto, accompagnerà il capo dello Stato. Si tratterà di un sopralluogo
a quello che, per il ministero, è ancora un cantiere e lo sarà fino a quando
non si saranno concluse le procedure di collaudo. Il sindaco Michele Emiliano
si augura però che il premier faccia un blitz in città prima del 6 dicembre.
«Lo invito a venire subito - dice - Avrebbe così modo di rendersi conto che il
Teatro Petruzzelli è pronto e che non ci sono ragioni per tenerlo chiuso. Mi
fido di lui: se venisse a Bari subito, potrebbe convincere tutti a riaprire il
Teatro il 6 dicembre». Il braccio di ferro fra il sindaco e il ministro dei
Beni culturali si è trasformato ieri in un acceso ping pong radiofonico fra lo
stesso Emiliano e Simeone Di Cagno Abbrescia, suo prossimo avversario in
campagna elettorale. Messi faccia a faccia da Radio città futura, i due
sfidanti per la poltrona di primo cittadino hanno esposto ciascuno la propria
tesi. «è sconcertante - ha detto Emiliano - che ci sia un´opera pubblica già
pronta, ma che per uno strano diktat del ministro Bondi non si possa riaprire.
Non credo che sia una questione politica, anche perché quella della prossima
campagna elettorale sarebbe una motivazione demenziale, la maniera migliore per
la destra per perdere le elezioni. Piuttosto, si tratta di un puntiglio
assurdo, assorbito dal ministro Bondi, che non si rende conto che la Fenice di
Venezia fu inaugurata e poi rimase chiusa per un anno per portare a termine i
lavori. C´è una città con il cuore spezzato perché il 6 dicembre la statua di
San Nicola non potrà entrare nel Teatro». Simeone Di Cagno Abbrescia, dal canto
suo, ha ribadito la propria posizione. «è sbagliato buttarla in politica - ha
spiegato - La fine dei lavori è stata scambiata con l´entrata in funzione del
Teatro. Invece, bisogna dare il tempo a chi deve effettuare i collaudi e i
controlli sulla sicurezza di lavorare in assoluta tranquillità e senza
pressioni. Bisogna poi risolvere gli aspetti giuridici derivanti da
quell´esproprio sciagurato». Emiliano è apparso contrariato. «Quando dovrebbe
riaprire il Petruzzelli, onorevole?», ha domandato. «Non tocca a me decidere»,
ha ribattuto Di Cagno Abbrescia. Anche se il teatro non sarà inaugurato il 6
dicembre, la mobilitazione del mondo della cultura e dei cittadini continua. Il
"Comitato 6 Dicembre" ha organizzato per lunedì 24 novembre una
veglia di musica davanti al Teatro. L´iniziativa sarà presentata questa
mattina. Vi hanno già aderito il violinista Francesco D´Orazio, che si esibirà
con il proprio quartetto, Roberto Ottaviano e il coro di voci bianche del
conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari. è anche prevista
l´esibizione di un gruppo gospel. «Non tutte le cose periranno. Si
restaureranno le nostre statue infrante». Parole pronunciate da Giorgio
Albertazzi, dieci anni fa, quando l´attore e regista tenne un recital in quel
che restava del Petruzzelli. «Parole dalle Memorie di Adriano di Marguerite
Yourcenar» spiega l´artista. Albertazzi, vuole raccontarci quella giornata al
politeama? «Tenni una lettura fra le rovine del teatro. Era il 1999 e mi
chiamarono per "inaugurare" un pezzo del Petruzzelli. Ovvero la
cupola appena restaurata. Fu una grande emozione, tuttavia, tornare fra quelle
rovine, gli spettatori assiepati tutt´intorno alla men peggio». S´era già
esibito al Petruzzelli, quand´era ancora integro? «No, perché ogni volta che
m´è capitato di portare un mio spettacolo a Bari sono stato al Piccinni, più
tradizionale casa della prosa. Eppure conoscevo il Petruzzelli abbastanza bene,
ma da spettatore». Le sue memorie dalla platea? «Era gestito alla grande. Si
spendeva molto denaro, questo sì, ma le scelte erano davvero buone». Al punto
da spingerla a mettersi in viaggio per venire al Petruzzelli. «Già. Mi ricordo
che venni ad applaudire il divino Nurejev e che, insieme con Anna Proclemer,
scendemmo a Bari per ascoltare il concerto di Liza Minnelli». Com´era, durante
la sua prima vita, il politeama? «Un teatro bellissimo. E lo dico prima che da
teatrante con gli occhi dell´architetto che sono, in virtù degli studi fatti. è
collocato, peraltro, in una posizione meravigliosa e si tratta di un gioiello
architettonico. Il suo incendio non ha mai smesso di colpirmi, anche per la
dolosità: un evento che, di per sé, costituisce già materia per uno spettacolo».
Cosa dicono l´artista e l´architetto Albertazzi dei tempi della ricostruzione?
«Diciassette anni rappresentano un´assurdità, anche perché ci sarebbe da
chiedersi quanto siano durati realmente i lavori e quanto tempo, invece, sia
stato dannatamente sprecato nelle diatribe fra la proprietà, la burocrazia e lo
Stato. Alla fine, almeno, hanno avuto ragione le parole di Adriano: "Non
tutte le cose periranno". Il restauro è compiuto. A proposito, in che
termini?». Una ricostruzione seguendo la filosofia del dov´era e com´era, per
quel che è stato possibile. «Bene, una scelta giusta. Com´è accaduto per la
stessa Fenice a Venezia, d´altra parte». Fatto sta che la famiglia Messeni
rivendica oggi il possesso dei locali attigui al teatro, un tempo affittati a
negozi, a dispetto di un progetto che ha immaginato quegli spazi funzionali al
Petruzzelli. «Mi pare più opportuna questa seconda ipotesi. Non perché sia
aprioristicamente contrario all´aggregazione di altre attività nel contesto di
un teatro, ma in nome del buon senso. Mi auguro che lo Stato e gli enti locali
vigilino in questo senso». Fosse facile. C´è una guerra in atto fra il
ministero per i Beni culturali e il Comune che mette a rischio l´inaugurazione
del 6 dicembre, fissata da anni nel giorno di San Nicola. «Non vedo il perché
di un rinvio. Se c´è una promessa va onorata. Tanto più se il teatro è pronto,
così come mi è dato di sapere». Sembrerebbe una querelle fra opposti
schieramenti politici. «Come sempre la politica si conferma una sovrastruttura
deprimente. Non è possibile un braccio di ferro su tutto: beato colui che
riuscirà a rimuovere queste pastoie burocratiche e di profitto dal Paese. Spero
solo che Bondi si convinca ad aprire il 6 dicembre». E un suo debutto sul
palcoscenico del nuovo Petruzzelli? «Mi piacerebbe molto. Potrei venire a dire
Dante». Anche gratis? «Certo. Se può servire alla riapertura del teatro, ben
volentieri». Sul Teatro Petruzzelli è in atto una campagna che sta
disorientando l´opinione pubblica, con frode alla pubblica fede. Lo affermano,
in un esposto alla Procura della Repubblica, l´avvocato Michele Costantino e la
signora Vittoria Messeni Nemagna, comproprietaria del Teatro. «Valgano - si
legge nell´esposto - quali indecorosi esempi di abuso della credulità popolare,
le dichiarazioni secondo cui lo stanziamento di fondi pubblici per il recupero
del Teatro Petruzzelli avrebbe avuto l´effetto di trasformare in bene pubblico
il teatro che è di appartenenza privata». Secondo l´avvocato Costantino e la
signora Vittoria Messeni Nemagna vanno nella stessa direzione «la class="term">class class="term">action e i sondaggi per conoscere
chi è favorevole alla riapertura il 6 dicembre». Non solo. I due firmatari
ritengono che nei comportamenti dei pubblici amministratori, a cominciare dal
sindaco, possano ravvisarsi gli estremi dell´ipotesi del reato di abuso
d´ufficio. I comportamenti sarebbero «connotati da reiterazione e pervicacia,
dal coinvolgimento popolare artatamente attivato (vedi esposizione della statua
San Nicola) per evidenti finalità di propaganda politica nell´imminenza della
tornata per l´elezione del sindaco di Bari (evento questo, denso di significato
politico ma anche foriero di vantaggi patrimoniali)». L´avvocato Costantino e
la sua assistita ribadiscono che non ricorrono i requisiti previsti dalla legge
per inaugurare il teatro. «è bene - osservano - che i cittadini siano informati
delle relazioni che intercorrono fra l´utilizzazione di un bene culturale e gli
affari privati che realizzano interessi trasversali di pochissime persone e che
tale tipo di informazione fosse la conseguenza di un intervento della
magistratura, teso a ripristinare l´osservanza delle regole». E intanto sono
130 i cittadini che hanno aderito alla class="term">class class="term">action,
lanciata da tre avvocati baresi Luigi Paccione, Alessio Carlucci e Nicola Favia
che chiedono la sospensione dell´erogazione dei fondi pubblici per la
ricostruzione del Petruzzelli. E sono numerosi anche coloro che hanno
annunciato la volontà di sottoscrivere la class="term">class class="term">action.
«Ci sono stati molti consensi alla nostra iniziativa» dice l´avvocato Alessio
Carlucci. Nessuna risposta, invece, è arrivata dal ministero per i Beni
culturali o dal Comune al quale i tre legali hanno scritto.
( da "Repubblica, La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina 24 - Economia
Cai stringe con Air France, più voli su Milano Vertice tra Colaninno e
Spinetta, che apre su Malpensa. class="hilite">Lufthansa
pronta al rilancio Gli ex soci studiano la class="term">class class="term">action.
Differiti gli scioperi previsti per martedì ETTORE LIVINI MILANO - Dopo l´ok
all´acquisto di Alitalia, la Cai stringe i tempi sul partner estero. Ieri alle
10.53 è sbarcato a Milano con il volo Air France 1214 Jean Cyril Spinetta. In
agenda un lungo faccia a faccia con Roberto Colaninno per stringere sull´alleanza
con la Magliana, portando in dote un nuovo piano transalpino che per la prima
volta prevede un ruolo importante per Malpensa. L´incontro, tenuto presso lo
studio Bonelli-Erede-Pappalardo prima e a Banca Intesa poi, pur definito «molto
positivo» da fonte Cai, non è stato però risolutivo. Il numero uno della
compagnia transalpina si è imbarcato in serata sull´Az 359 delle 17.45 da
Linate (partito con un´ora di ritardo) senza un contratto definitivo in tasca.
Cai ? malgrado il netto vantaggio di Air France nella trattativa ? vuole
esplorare fino in fondo anche l´ipotesi di un accordo con Lufthansa. Wolfgang
Mayrhuber, amministratore delegato dell´aerolinea tedesca, dovrebbe essere a
Milano a metà settimana. E a quel punto, con tutte le carte in tavola, la cordata
italiana ? che nel cda del 25 varerà il primo aumento per pagare il Commissario
Augusto Fantozzi ? potrà scegliere tra metà e fine dicembre l´alleato più
idoneo. L´incontro di ieri tra Spinetta e Colaninno sarebbe servito a limare
gli ultimi particolari di un´ipotesi d´accordo. Il numero uno della Piaggio
avrebbe portato a casa soprattutto la caduta di tutte le pregiudiziali su
Malpensa dei francesi. Anzi, Parigi sarebbe disposta ad aumentare ulteriormente
le frequenze continentali da Milano rispetto ai progetti della Cai che su 18
voli a lungo raggio ne prevedevano 14 dallo scalo lombardo. Sul tavolo restano
il nodo della divisione dei profitti sulle tratte Italia-Francia e quello del
prezzo da pagare per entrare nel capitale Cai da parte dei francesi. Problemi
che saranno ora all´esame di un tavolo tecnico. Il blitz di Spinetta sembra
aver consolidato il vantaggio francese su Lufthansa, che conta però
sull´appoggio di Silvio Berlusconi e della Lega grazie al suo impegno per la
Malpensa. Mayrhuber ha già firmato un´intesa di massima con la Sea, il Piano
Scala, che prevede la trasformazione a medio termine dell´aeroporto milanese
nel quarto hub del gruppo. Un progetto subordinato alla rinegoziazione dei
trattati bilaterali da parte dell´esecutivo e che dovrà subire una sorta di
fine tuning quando Alitalia avrà operato la scelta definitiva del suo partner e
dell´hub. Dopo le dichiarazioni di Fantozzi infine («temo che le azioni
Alitalia faranno una brutta fine...») i 30mila ex soci della Magliana sembrano
pronti a scendere in campo per la class="term">class class="term">action.
Il Siti ha dato le prime indicazioni operative per le eventuali azioni
giudiziarie (subordinate in ogni caso all´ok della legge). I titoli della
compagnia sono sospesi da giugno. A inizio anno la capitalizzazione della
società era pari a circa 1,2 miliardi, oggi invece le azioni sono carta
straccia. Il governo si è impegnato a rimborsare in parte gli ex soci con il
provento della "statalizzazione" dei conti dormienti ma i tempi sono
lunghi e i fondi a disposizione (da dividere con social card, obbligazionisti
Alitalia e le vittime di altri crac) potrebbero essere pochi. Per gli ex
obbligazionisti, Graziano Casadei, il rappresentante comune, ha già presentato
la domanda di insinuazione collettiva al passivo. Niente sciopero del trasporto
aereo, infine, il 25 novembre. L´agitazione è spostata ad altra data su ordine
del ministro dei Trasporti Matteoli. Difendiamo - spiega il ministero - il
«diritto costituzionale» a viaggiare. Lo sciopero era stato indetto da Anpac,
Up, Avia, Anpav, Sdl, Cub Trasporti e Apm a nome dei lavoratori di Alitalia,
Air One, Meridiana ed Eurofly.
( da "Stampa, La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
FORMAZIONE. PROGETTO
LAIV Format: docenti e allievi delle scuole superiori coinvolti con artisti di musica
e teatro Ragazzi alla ribalta con un laboratorio di arti interpretative
Fondazione Cariplo estende anche al Vco l'inedita iniziativa avviata in
Lombardia Musica e teatro per aiutare i ragazzi a socializzare e ad esprimere
la loro creatività. Con questo obiettivo la Fondazione Cariplo lancia il
progetto «Laiv», laboratorio delle arti interpretative dal vivo, chiamando a
raccolta le scuole superiori di Vco, Novara e Lombardia. «Vogliamo incentivare
la collaborazione tra il mondo della scuola e quello delle organizzazioni
musicali e teatrali - spiega Chiara Bartolozzi, responsabile del progetto - è
un'occasione anche per i docenti per formarsi accanto ad artisti e sperimentare
una concezione di scuola come laboratorio dinamico dove unire diversi saperi e
discipline». Per farlo le scuole interessate potranno seguire il «Format», il
modello didattico elaborato nel corso di una prima fase di sperimentazione che
nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Plus sezione: ATTUALITA
data: 2008-11-22 - pag: 24 autore: Obbligazioni e banche. Il caso Credit Suisse
In Svizzera la class action per i bond di Lehman Azione legale collettiva chiesta dai risparmiatori di tre Cantoni C osì come non esiste
per il diritto italiano, non esiste neppure per il diritto svizzero.
Ciononostante una Class Action, o azione legale collettiva, sta per partire da tre distinti Cantoni nei confronti del
Credit suisse che avrebbe venduto dosi massicce di bond della Lehman brothers
soprattutto agli investitori ticinesi, a quelli della Svizzera romanda e
del zurighese. Si tratterebbe (ma mancano ancora stime ufficiali sia sul numero
dei risparmiatori coinvolti sia sulle cifre in gioco) di circa un migliaio di
persone che si sarebbero trovati nei dossier titoli e nelle gestioni
patrimoniali i titoli della banca d'investimenti statunitense finita il 15
settembre scorso in Chapter 11. Sono almeno tre gli studi legali impegnati
nell'elaborazione di una strategia processuale comune tra cui lo studio Fisher
di Zurigo e quello dell'avvocato ticinese Tuto Rossi. Ma sull'esito
dell'iniziativa collettiva non mancano le riserve sia
di ordine giuridico sia di ordine pratico. Le difficoltà di un'azione del
genere non sono né poche né facilmente sormontabili. «Innanzitutto a quanto ci
risulta – spiega un avvocato elvetico esperto in contenziosi di questo tipo,
che non desidera essere citato – il Crédit Suisse ha già cominciato sia pure
nella più assoluta riservatezza (si parla di clausole specifiche contenute
nelle proposte di transazione) a liquidare le posizioni più delicate procedendo
al riacquisto delle obbligazioni finite in default. Eppoi – prosegue il legale
– vi sono alcune difficoltà insite nella natura stessa delle operazioni che
sarebbero state effettuate. In primo luogo le posizioni sono fortemente
differenziate e, dunque, non sarebbe semplice raggiungere quella par condicio
dei danneggiati che invece è una caratteristica comune alle class action
all'americana». In altre parole un risultato migliore potrebbe essere raggiunto
andando a ricercare le responsabilità di chi, allo sportello, ha proceduto alla
vendita, per verificare carte alla mano la correttezza delle procedure di
cessione dei titoli. Questo anche perché, sempre per la particolarità della
situazione il Credit suisse, secondo il legale, avrebbe buon gioco nel
dimostrare che i titoli ceduti, al momento della vendita ai clienti, godevano
di buona salute ma, soprattutto, di rating inossidabili e, dunque, sarebbe
complesso per i legali dimostrare il dolo o la colpa nelle precedure di
cessione da parte della banca. A giudizio di molti osservatori, dunque,
l'utilizzo della class action all'americana potrebbe rivelarsi certamente
un'arma impropria nei confronti della banca ma forse anche un'arma spuntata e controproducente.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
22-11-2008)
Argomenti: Class Action
MARISA LA PENNA Il
fuoco dei piromani, questa volta, si è accanito contro l'immagine di
Sant'Antonio da Padova esposta in un'edicola votiva a piazza Calenda, a pochi passi da via Pietro Colletta dove, nelle notti scorse,
sono state incendiate oltre venti automobili. Questa volta gli incendiari - e
forse per la prima volta - si sono scagliati contro un'icona sacra. Un gesto
blasfemo - messo a segno la notte scorsa da criminali «armati» di benzina - che
ha destabilizzato i residenti, molto legati al culto di Sant'Antonio.
Tant'è che in tanti si sono precipitati in chiesa a raccontare l'accaduto a don
Gigi Calemme, parroco dell'Annunziata Maggiore. «Sì. Mi è stato riferito
l'accaduto non appena sono arrivato in chiesa. È un gesto grave, anche se non
credo che sia dettato da una vera e propria ostilità nei confronti della
religione» commenta il sacerdote. E, subito, aggiunge: «So che il fuoco ha
danneggiato anche i motori dei frigoriferi del bar "Polo Nord",
attiguo alla cappellina. Comunque, ribadisco, non ritengo che chi ha appiccato
il fuoco all'edicola votiva sia stato motivato da un impulso ideologico. Penso
piuttosto che si tratti di un malato di mente. Voglio credere che si tratti di
un malato di mente». Il piromane è entrato in azione prima dell'alba. Verso le
cinque del mattino. Anche questa volta i vigili del fuoco sono stati allertati
dai residenti che, dalle finestre, hanno visto i bagliori delle fiamme ed hanno
telefonato al 115. Padre Gigi rivolge, poi, un pensiero a quei residenti che
nei giorni scorsi si sono risvegliati ed hanno trovato l'amara sorpresa della
propria auto distrutta dolosamente. Dice: «Si tratta di lavoratori, operai, che
non avevano neppure finito di pagare le rate e che, forse, non potranno
acquistare una nuova macchina. Sono sconfortato per loro. E penso ai tanti
residenti che la sera vanno a dormire col terrore di trovare, all'indomani, la
propria vettura distrutta dal fuoco. Sono angustiato da tutto questo abominio».
( da "Sicilia, La" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Regalbuto. Lascia il
Pd ma precisa che non si tratta di «un'adesione ideologica al centrodestra»
L'assessore Cardaci abbraccia il Mpa Valguarnera. "Rinnovamento
vero". E' questo il nome del neo gruppo consiliare, appena creato dai
consiglieri comunali Franco Palermo e Marco Scarpaci, che hanno rotto gli
indugi e, stufi delle rispettive provenienze politiche, hanno costituito un
nuovo soggetto in seno al Consiglio comunale. Franco Palermo proviene dal
centrosinistra e sino a qualche settimana addietro faceva parte del gruppo del
Pd. Marco Scarpaci, invece, era stato eletto tra nella lista che sosteneva il sindaco
Nocilla e ormai da tempo, dichiarandosi indipendente, aveva abbandonato la
coalizione di governo. Adesso, Palermo e Scarpaci motivano la loro decisione
dicendo: «Abbiamo maturato esperienze diverse, positive per certi versi, che ci
hanno indotto ad unire le forze per intraprendere, assieme, un'azione vigile e critica nei riguardi dell'Amministrazione, ma
nello stesso tempo un'azione propositiva per recare beneficio alla
collettività». I due consiglieri comunali criticano il governo cittadino: «Dopo
circa quattro anni di governo Nocilla, abbiamo assistito ad una totale
inefficienza e scarsa efficacia degli atti amministrativi. Pertanto, noi
consiglieri del gruppo "Rinnovamento vero" vogliamo creare e dare
vita ad azioni nuove, proprio per cambiare questo trend negativo, facendo
cambiare questa mentalità politica, clientelare e personalistica, proponendo e
generando una politica a sostegno dello sviluppo di tutti i settori presenti
nella nostra piccola comunità». Il neo gruppo politico, a quanto pare, ha anche
aspirazioni future. «Noi del "Rinnovamento Vero"- aggiungono Palermo
e Scarpaci - vogliamo reagire a questo momento di oscurantismo politico e
vogliamo rappresentare tutte quelle forze nuove e volontarie per uscire dal
buio perpetuo di questi anni e nello stesso tempo, tutti uniti in unico
intento, desideriamo sviluppare una politica locale a supporto
dell'agricoltura, delle attività commerciali e imprenditoriale in genere, delle
fasce più deboli e dei giovani, ancora presenti a Valguarnera. Per questo
continueremo, con maggiore forza ed entusiasmo, per essere portavoce delle
esigenze della gente comune in Consiglio comunale e negli organi istituzionali
provinciali e regionali». Arcangelo Santamaria
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Leggo oggi sulle
prime pagine dei giornali locali alcuni ... Leggo oggi sulle prime pagine dei
giornali locali alcuni allarmanti titoli di attualità. Ne cito alcuni per
avviare una riflessione opportuna se non necessaria: "Terrorismo islamico,
covo padovano", "I bar pronti a schierare gli agenti privati", "Collettivo di Scienze Politiche blocca un convegno di
giovani di Fi", "Giovane minacciata con coltello in via Manin".
Tutto questo in un solo giorno.Dunque, cari concittadini, è chiaro che le cose
così non vanno! E' evidente che siamo tutti caduti in una situazione critica a
causa di una grave mancanza amministrativa, una sorta di stato
confusionale dell'amministrazione cittadina. Se si trattasse di giudicare un
Consiglio di Amministrazione di una società per azioni in crisi gli azionisti
avrebbero già chiesto la destituzione del consiglio al completo. E arriviamo al
punto. Noi cittadini di Padova non siamo passivi componenti di un gregge
gestito a piacimento dal governo della città, siamo i proprietari della nostra
città, siamo gli azionisti di questo Comune! Padova è la nostra casa, la nostra
famiglia, il nostro nido. Come azionisti dobbiamo giudicare chi amministra il
nostro bene e dobbiamo chiedere, quando necessario, la revoca delle deleghe che
noi elettori abbiamo affidato ad una Giunta Comunale oramai confusa, persa,
pericolosamente inefficiente.La situazione è talmente grave che attendere
ancora significa pregiudicare il futuro dei prossimi decenni. Un'esagerazione?
Credo di no. Quando ci troviamo di fronte ad orde di disobbedienti che
aggrediscono una pacifica riunione di giovani studenti, per il solo fatto che
hanno una diversa visione politica, evidentemente qualcosa di sbagliato c'è.
Oggi le nostre piazze sono invase da spacciatori, disobbedienti, ubriachi,
obbligando le persone per bene ad evitare il centro storico. Non c'è giorno
senza che qualche concittadino rischi di finire accoltellato da qualche
balordo. Queste sono indicazioni sulla sicurezza perduta. Ma esistono altre e
più preoccupanti aree critiche della mancanza di una efficace gestione della
nostra città. Il commercio lasciato a se stesso, senza sostegni e piani di
sviluppo, il turismo in picchiata, la perdita del ruolo guida nel Nord Est a
favore di città fino a pochi anni fà secondarie. La totale mancanza di sostegno
alla nostre famiglie e ai giovani che vogliono creare una famiglia. Le
agevolazioni agli extracomunitari a sfavore dei nostri cittadini.Ai nostri
politici locali dico di finirla di fare le primedonne perchè non sono
all'altezza della situazione! Facciano tutti un passo indietro, destra,
sinistra, centro, sotto e sopra! Lascino spazio ai cittadini che hanno
dimostrato con la loro esperienza di essere in grado di arrivare ad obiettivi
ambiziosi. Padova merita di tornare ad essere la casa di tutti i padovani,
pulita, sincera, cordiale, sicura, vicina agli anziani e alle famiglie. Padova
merita di tornare a correre, di tornare protagonista. I padovani meritano tutto
questo! Lasciamo i partiti e i politici nei loro balletti e a fare accordi su
"chi va su e chi va là". Mi appello a tutti i comitati, alle associazioni,
agli imprenditori e ai professionisti, ai nostri concittadini e a tutti coloro
che la pensano come noi e che come noi amano Padova sinceramente a dispetto di
chi siede a Palazzo Moroni! Aggreghiamoci e alziamo la voce, diamo via al
cambiamento.Filippo Bruno di Tornafortepresidente ViVi Padova!
( da "Asca" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
I TITOLI DEI GIORNALI:
ECONOMIA E FINANZA (ASCA) - Roma, 22 nov - Ecco i principali titoli sui
giornali di stamani: Avvenire - Le Borse crollano ancora, in fumo 110 miliardi.
- Tarquinio - Perche' divisi davanti alla catastrofe'?. Borsa & Finanza -
Attenti al target. Tra revisioni continue e pochissimi ''mea culpa'' il
consensus degli analisti su Piazza Affari resta incredibilmente ottimista. -
Caput Mundi - E' braccio di ferro sui principi contabili tra Bruxelles e lasb.
- Il nuovo Ias 39 salva Futile delle banche ''Sconto'' da 36 mld. Corsera -
Bianchi: consulenti ''colpevoli'' come le banche. - Crisi, conti in tasca a chi
e' scappato prima. Il re e' Schwab: ha incassato 816 milioni. - Dirigenti - In
Italia posti a rischio. - Epifani, mossa sulle auto: ''Gli aiuti'? Anche in
Italia''. - Il Fondo ansiogeno. - La Giornata in Borsa - Un altro calo,
rimbalzano Mediobanca e Fiat. - Made in Italy, mossa libica. ''Trattiamo con 5
societa'''. - Repsol, l'ombra di Lukoil e la scelta del male minore. - Silvio e
la Rai allarmista: ''Parlano solo di crisi''. - Telecom, il Parlamento stringe
sulla rete. E Mediaset insiste sulla banda larga. Europa - Ichino - La
''Brunetta'' e' bipartisan. Finanza Mercati - Auto Usa col fiato sospeso. -
Bertone - A Berlino non piace lo sconto Alitalia. - Eurozona, cala indice
servizi. - L'India e' in orbita. La rupia va a terra. - Nazionalizzati i fondi
pensione argentini. - Russia, Cindia e Iran: il rebus energia. Il Foglio -
Tesoro, mi si e' ristretto il piano. Il Giornale - Fiat riparte in India con
200mila ''Linea'' l'anno. - Geithner al Tesoro Usa: Wall Street rimbalza. -
Obama vuol pilotare la bancarotta delle ''Big Three'' Usa. - Piazza Affari. E'
stagione di dividendi, 2,3 miliardi. Il Messaggero - class="hilite">Matteoli
fa rinviare lo sciopero del 25 Gli azionisti pronti alla class="term">class class="term">action.
- Samuelson: ''Subito sostegni a chi ne ha bisogno''. - Savona - Rilanciare la
domanda resta la via maestra. Il Riformista - Casalinghe disperate nella
recessione. - Gli 80 miliardi non si trovano slittano le misure. - Imprese in
cerca di tecnici 70mila in meno all'anno. Il Sole 24 Ore Plus24 - Holding,
salvagente allo studio. - Sabbatini - Quale ''eco'' ai rumor di Borsa. -
Titano, nuovo Governo e vecchi contenziosi. Italia Oggi - Crisi, Tremonti
aspetta l'Europa. Slitta di due giorni il varo del piano italiano
antirecessione. - Gli extraUe nel sommerso per difficolta' burocratiche. - I
precari saranno sempre con noi. La Stampa - Sfuma il taglio dell'acconto Irpef.
Libero - Giannino - Piano anticrisi. LiberoMercato - Agenzia delle Entrate a
rischio collasso sui contradditori. - Avanti con la raccolta firme nel Nordest.
Si unisce anche Salerno. - Barbera - ''Caro Silvio, sul Made in Italy e' giunta
l'ora di una svolta''. - Berlusconi semplifica e tutti danno il merito a Prodi.
- Farmindustria salva 5mila posti senza soldi pubblici. - Finanza pubblica, un
cervellone unico della Corte conti con Tesoro e Bankitalia. - Fnaarc -
Sforbiciata all'lrap. Primo passo verso l'abolizione. - Lo Stato non entrera'
in banca. Avanti coi bond.. - Scadenze fiscali spostate: 3,1 miliardi di
risparmi. - Terza edizione di Euromed - Venti nuovi manager per lo sviluppo del
Mediterraneo. - Zaia: ''Non voglio nessun condono. Chi mi critica non sa
leggere''. MilanoFinanza - II crollo del barile pesa sui titoli petroliferi. Ma
puo' avviare il risiko del settore. - Orsi&Tori. - Rosso&Nero - II
pacchetto anti-crisi fa leva anche sull'Iva. - Sul Tier 1 ora si muovono anche
da Basilea. Prima Comunic - E La banca va - Il ritorno. Repubblica - Il governo
prepara un ''salvagente'' per assicurare il rendimento pre-crisi. -
L'Ottovolante - La caduta del Manifatturiero. - Le imprese non amano i senior
sopra 50 anni piu' difficile lavorare. - Ue, il piano anti-recessione. - Un eurobond
e fondi per 130 miliardi, ecco la Finanziaria di Bruxelles. Sole 24 Ore - ..A
Geithner il dopo-Paulson. - A Geithner il dopo-Paulson. - Agenzia Entrate -
Sentenze, Registro a solidarieta' limitata. - Ammortizzatori e detassazione le
priorita' sindacali. - Assunzioni - Se studi bene il posto c'e'. - Borse ai
minimi degli ultimi 13 anni. - Borse, domina la volatilita'. - Coltivazioni
biotech verso la prova in campo. - Consulenti del lavoro - L'Enpacl vara il
previsionale 2009. - Coprob rafforza l'alleanza con il Veneto. - Dogane verso
l'accentramento. - E il crollo Lehman batte i precedenti. - Figna (Ceo di
Tenax): ''Short selling, effetti negativi dal divieto''. - Fondi arabi
interessati alla Borsa polacca. - Il 770 presenta la seconda bozza. - Il cinque
per mille cerca regole stabili. - In azienda mancano oltre 42mila laureati. -
In fila per entrare all'outlet. - Inps - Sugli ammortizzatori spesa fino a
esaurimento. - La giornata borsistica. - Libia: ''Pronti a investire in sei
societa'''. - Libro unico - Lunedi' confronto sullle novita'. - Libro unico a
piu' sequenze.. - Londra, vola il deficit pubblico. - Nazionalizzati i fondi
pensione argentini. - Non rallenta la domanda di vino in Cina. - Part time, il
ministero blocca le procedure. - Parterre - Robin Tax sulle tlc'? Strabica piu'
che utile. - Per Bentley vendite in calo del 30%. - Per le coop di consumo
acconto a ''quota'' 33%. - Piu' clienti negli hard discount. - Piu' ferro dalla
Fortescue alla Cina. - Press Club - Time - Torna di moda la corsa alla luna. -
Prezzo con l'elastico, si riduce di 52 milioni. - Primi per incremento vendite
- Hard discount, la rivincita. - Promozione piena al biennio Moretti. - Quel
piano del Cremlino per l'espansione all'estero. - Regioni in pista tra Confidi
e fondi Ue. - Registro imprese, uscita facile. - Serrande abbassate per i bar.
- Turchia - Bomba contro il Kirkuk-Ceyahn. - Ue, sviluppo e incentivi le nuove
parole d'ordine. - Versione ''Xbrl'' ai bilanci 2008 fuori dagli Ias. - Wall
Street brinda alla nomina al Tesoro. - ''Federalismo, nel Ddl manca lo stop ai
costi''. - ''Resistere al protezionismo''. - ''Tetto'' alle note di credito
Iva. Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/
( da "Asca" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
ANTITRUST:
CONSUMATORI, BENE MULTA SOCIETA' TLC. MA CHI PAGHERA' DANNI? (ASCA) - Roma, 22
nov - Una grande vittoria. Cosi' viene salutata la multa da 2,430 milioni di
euro inflitta dall'Antitrsut a tredici societa' telefoniche, da Adusbef e
Federconsumatori. ''Ma - si domandano le associazioni - chi risarcira' i danni
inferti a milioni di consumatori, ai quali le stesse aziende, pur con diverse
responsabilita', hanno effettuato addebiti indebiti per chiamate satellitari
mai effettuate, per centinaia di euro ciascuno, per un controvalore stimabile
in almeno 900 milioni di euro, class="hilite">in
assenza di una class="term">class class="term">action
che doveva entrare in vigore dal 1 luglio 2008 ed e' invece stata affossata dal
Governo, sotto diretta richiesta di banche,assicurazioni e compagnie telefoniche?.
Adusbef e Federconsumatori, dopo aver denunciato il fenomeno illecito di
addebiti indebiti di 300-400 euro su ogni singola bolletta per telefonate
satellitari mai effettuate, che moltiplicate per almeno 3 milioni di utenze
portano ad una cifra minima di 900 milioni di euro, con la spada di Damocle del
distacco della linea telefonica in caso mancato pagamento, avevano inserito sui
loro siti un fac-simile di autotutela, scaricato da centinaia di migliaia di
cittadini, tornano a chiedere lo sblocco della class="term">class class="term">action,
come strumento di deterrenza e di buon funzionamento dei mercati. red-cam
( da "KataWeb News" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Antitrust:
consumatori, ok multe tlc 22 novembre 2008 alle 16:08 — Fonte: ansa.it — 0
commenti 'Governo affossato class="term">class class="term">action
su richiesta banche e compagnie'
( da "Trend-online" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Antitrust:consumatori,bene
multe tlc ma mancano risarcimenti ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna
di Ansa , 22.11.2008 15:41 Scopri le migliori azioni per fare trading questa
settimana!! (ANSA) - ROMA, 22 NOV - La multa inflitta dall'Antitrust a 13
societa' di telefonia e' una grande vittoria' per Adusbef e Federconsumatori.
Le associazioni di consumatori, pero', class="hilite">sostengono
che queste sanzioni vanno affiancate dalla prevenzione, che e' mancata, e dalla
class="term">class
class="term">action che e' 'stata affossata
dal Governo, su richiesta di banche, assicurazioni e compagnie telefoniche'.
Chi risarcira' i danni per milioni di consumatori, cui le stesse aziende hanno
attribuito addebiti indebiti?
( da "Quotidiano.it, Il" del 22-11-2008)
Argomenti: Class Action
Visita di Silvio
Berlusconi a Teramo per la prima volta da Premier. Il saluto e la gioia del
popolo. Teramo | Intervista al candidato consigliere regionale Giandonato Morra
per Gianni Chiodi Presidente della Regione Abruzzo:"E' un onore per tutti
il Premier a Teramo: le consultazioni regionali del 14-15 dicembre 2008 sono
una vera e propria emergenza politica". di Nicola Facciolini Il Presidente
Silvio Berlusconi a Teramo Oggi si fa la storia d'Abruzzo. Il Presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi a Teramo sabato 22 novembre 2008 è stato salutato
al Palascapriano da migliaia di cittadini in festa (non solo del PDL) e dagli
onorevoli Carla Castellani, Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi. I
"ragazzi del 1999" che inaugurarono a Teramo la nuova stagione
riformista del centrodestra, e che consegnarono nel 2004 la vittoria al Sindaco
Gianni Chiodi, sono ora sotto i riflettori della stampa nazionale e
internazionale. "E' un grande onore per tutti noi - rivela Berardo
Rabbuffo - che in tanti anni di duro lavoro abbiamo cambiato il volto della
classe dirigente non solo della città di Teramo ma dell'intero Abruzzo,
ospitare in città per due giorni il Presidente Silvio Berlusconi che sancisce
la decisiva consacrazione del successo della nostra strategia
politico-programmatica grazie a Gianni Chiodi Presidente". E' la prima
volta Premier Berlusconi a Teramo anche grazie ai giovani esponenti del
centrodestra locale che hanno sempre animato una grande affluenza di pubblico,
riscontrata in queste ultime settimane negli incontri sul territorio con
Giandonato Morra e Berardo Rabbuffo (PdL). Migliaia di amici e simpatizzanti
del Popolo della Libertà salutano Silvio Berlusconi, il loro candidato
presidente alla Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il senatore Fabrizio Di
Stefano, l'onorevole Carla Castellani e il candidato consigliere regionale
Giandonato Morra. Avv. Giandonato Morra, che cosa rappresentano queste elezioni
regionali anticipate? "La visita del nostro Presidente Silvio Berlusconi a
Teramo è un grande onore per tutti gli Abruzzesi e i Teramani, ci gratifica del
lavoro che stiamo svolgendo sul territorio al servizio dei cittadini e non
delle poltrone; salutiamo il presidente Berlusconi che rappresenta un
fortissimo valore aggiunto alle possibilità di rinascita di questa nostra
Regione con Gianni Chiodi Presidente, con il Popolo della Libertà, insieme a
tutti i nostri alleati. E' l'occasione storica per gli Abruzzesi di voltare
decisamente pagina, per superare e sconfiggere i disastri delle sinistre. Con
una scelta forte, decisa e compatta per Gianni Chiodi Presidente e per il
candidato consigliere regionale Giandonato Morra insieme a Berardo
Rabbuffo". Spieghiamo ai cittadini come si vota. "Si vota (sulla
scheda verde) barrando il simbolo de Il Popolo della Libertà e scrivendo il
cognome del candidato MORRA; in tal caso il voto si estende automaticamente al
candidato Presidente Gianni Chiodi, ma per sicurezza è meglio mettere la croce
anche sul candidato presidente Gianni Chiodi". Mai nella storia d'Abruzzo
un motto politico-programmatico fu più illuminante, necessario, tonante e
solenne: "Coerenza e passione!". "Le parole sono importanti. Gli
elettori del Centrodestra lo hanno capito. Una vita etica e politica dedicata
al prossimo e ben sintetizzata da queste due parole dense di significato che
risuonano non solo nelle sedi elettorali di Teramo, Nereto e Giulianova, ma in
tutta la Provincia". Di Lei i cittadini dicono che è uno dei pochi
politici che ancora nutre un amore autentico, sincero ed originale per la
politica... "Io intendo la politica come servizio verso la collettività,
proiettata alla realizzazione del benessere di una comunità e fondata sempre ed
esclusivamente sulla dialettica, sulla collaborazione e sulla ricerca di
soluzioni condivise senza, tuttavia, scadere mai nelle logiche compromissorie
deteriori. Il profondo amore per l'attività politica, in cui è immerso già da
decenni, nasce dall'amore per i valori, la cultura, il patrimonio artistico e
naturalistico del nostro Paese e delle sue bellissime realtà locali". L'ambiente è sempre stato al centro della sua azione politica...
"Ho sempre tutelato, protetto e avvalorato l'ambiente in tutti i ruoli che
ho rivestito. In tutti questi anni, ho conquistato la stima e la fiducia di
tutti coloro che, pur non appartenendo allo stesso schieramento politico, hanno
avuto modo di confrontarsi con me". Lei ha sorpreso, oltre che per
l'acume politico, per la straordinaria umanità e per il profondo rispetto degli
avversari... "Con gli avversari occorre sempre collaborare. La mia
candidatura per le elezioni regionali anticipate del 14-15 Dicembre 2008, per
la vittoria di Gianni Chiodi Presidente d'Abruzzo, è espressione di
un'esigenza, avvertita a tutti i livelli, di rinnovare una classe politica
ormai logora e stantia, introducendo un Gruppo dirigente esperto, efficiente e
concreto, in grado di costituire un Governo regionale di assoluta eccellenza e
fecondità. Chi è Giandonato Morra? "Sono sposato con una teramana e padre
di due figli; sono nato a Foggia il 14 gennaio 1959. Teramo diventa la mia
città quando mi ci trasferisco per intraprendere gli studi universitari, alla
facoltà di Giurisprudenza. Durante questi anni inizia a trovare spazio la mia
passione politica: vengo eletto al Consiglio di Facoltà, mi appassionano le
battaglie portate avanti con il MSI e come presidente del FUAN. Conseguita la
laurea, esercito la libera professione nel foro di Teramo. Il mio percorso
politico prosegue e divento consigliere comunale e dirigente di Alleanza
Nazionale. La passione costante e la coerenza dimostrata nel portare avanti
ideali condivisi, mi valgono l'elezione a Presidente provinciale di AN nel
2002. Da allora sono alla guida del Partito sul territorio provinciale
aprutino, interpretandone il cambiamento e incrementando la presenza e la
rinnovata forza di AN con sindaci, assessori e consiglieri di enti locali.
Dall'aprile 2005 al giugno 2006 rivesto la carica di esperto del Comitato per
la valorizzazione del patrimonio alimentare italiano, istituito presso il
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Dipartimento delle filiere agricole
ed agroalimentari. Attualmente sono Commissario del Parco Gran Sasso - Monti
della Laga, carica che rivesto con la consueta passione, tanto da trovare
riconoscimento anche da parte di forze politiche opposte che ne hanno
apprezzato la competenza e il dinamismo al di là di ogni tipo di
appartenenza". Valori espressi con alto senso di responsabilità, da uomo
delle istituzioni, nella Lettera indirizzata ai cittadini elettori della
Provincia di Teramo... "Le consultazioni regionali del 30 Novembre non sono
un appuntamento elettorale qualunque, ma una vera e propria emergenza politica.
Stavolta esercitare il proprio diritto di voto può rappresentare davvero
l'occasione giusta per realizzare il cambiamento della classe politica
regionale. Il clima di sfiducia che permea ad ogni livello la collettività
abruzzese deve essere sradicato al più presto e per farlo è necessaria la
volontà di tutti voi: dalla vostra scelta dipenderà il risanamento della nostra
Regione; l'Abruzzo ne ha bisogno come mai prima d'ora. Che cosa promette in
caso di vittoria e di elezione? "Basta con le promesse mai mantenute, con
il "politichese" che confonde le idee alla gente, con le doppie
moralità; sono ormai esauriti i tempi della politica distante e dei
"Palazzi del potere". Il mio impegno è stato sempre diretto a
rappresentare gli interessi della gente cercando il coinvolgimento delle forze
sindacali, imprenditoriali e sociali. Questo compito, adesso, è rafforzato
dalla vostra intenzione di vedere la nascita di un nuovo Abruzzo, superare lo
sdegno e tornare ad avere fiducia: è questa la sfida più grande. E' possibile,
finalmente, dare un senso a parole come "merito" e
"professionalità" , abbiamo un patrimonio territoriale e culturale da
difendere e c'è bisogno delle capacità di tutti. Io che ho sempre vissuto la
politica con passione e ragione cercando di avvicinarla alle persone, io che ho
sempre considerato la politica come lo strumento con il quale dare risposte
alle collettività, posso solo impegnarmi nel portare avanti i miei ideali, le
cose in cui credo e per le quali ho sempre lottato. Questa è la promessa che so
di poter mantenere". Qual è il programma di Alleanza Nazionale-Popolo
delle Libertà (Lista Berlusconi Presidente)? "Il Programma è racchiuso in
parole-chiave decisamente significative. "SPERANZA. E' la Speranza di
Futuro: da subito partirà un laboratorio territoriale di Formazione ai
Mestieri, alle Professioni e ai Talenti perduti nel tempo. PRINCIPI.
Partecipazione e trasparenza: il Governo regionale ha il dovere di rendere
accessibili i procedimenti e trasparenti le sue scelte. I cittadini devono
poter esprimere valutazioni e giudizi sull'operato dell'Amministratore. METODO.
La Regione governerà in "rete", facendo sistema, operando in ambiti
più vasti e trovando le giuste sinergie per: razionalizzare e ridurre i costi,
esprimere le potenzialità abruzzesi e inserirle in mercati più ampi. PRIORITA'.
Semplificazione amministrativa e normativa, riforme istituzionali; riduzione
dei costi della politica con l'accorpamento e riforma degli enti strumentali;
spoil system e controllo sulle nomine. PROGRAMMAZIONE. Per rispondere alle
esigenze della comunità è necessario coordinare una programmazione strategica
per collocare efficacemente i singoli interventi. GOVERNO DEL TERRITORIO. Ogni
area presenta risorse, problemi, dinamiche e potenzialità diverse. Si dovranno
"guidare", e non subire, i processi in atto attraverso una reale
programmazione dello sviluppo in chiave territoriale". In concreto cosa
farà il PdL per salvaguardare la vita degli Abruzzesi dalla crisi economica in
atto? "Il programma per realizzare la CASA ABRUZZO non lascerà in sospeso
niente: riduzione della pressione fiscale e taglio della spesa corrente per
liberare risorse per investimenti; incentivazione del monitoraggio, vigilanza e
assistenza nella redazione dei progetti per accedere ai finanziamenti europei
che, per il periodo 2007 - 2013 (l'Abruzzo rientra nell'obiettivo Competitività
regionale e occupazione), ammontano complessivamente a circa 3 miliardi di euro;
privatizzazione delle tre aziende regionali di trasporto pubblico e gare
pubbliche; leggi di settore e snellimento delle procedure per le attività
produttive; qualificazione e potenziamento dell'attività economica e produttiva
del territorio, dalle imprese al commercio, dall'artigianato all'agricoltura,
allo sviluppo rurale; sviluppo dell'occupazione con interventi finalizzati alla
qualità del sistema formativo reso funzionale alle esigenze dell'economia
abruzzese; riduzione e razionalizzazione della spesa sanitaria e adeguato
livello di qualità del servizio sanitario; promozione di servizi sociali
rivolti all'infanzia, all'adolescenza, ai diversamente abili e agli anziani;
rielaborazione del Piano Paesistico Regionale per nuovi standards di qualità
delle nostre città; miglioramento e promozione delle Aree Protette e rilancio
del progetto APE (Appennino Parco d'Europa); istituzione di un unico Ente
d'Ambito Regionale per il ciclo idrico integrato e ciclo integrato dei rifiuti
e un nuovo sistema di controlli sulla qualità delle acque; valorizzazione
dell'offerta turistica dell'Abruzzo con azioni di marketing territoriale, di
sostegno e di incentivazione alla collaborazione". 22/11/2008
( da "Corriere delle Alpi" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Il «Dal Piaz»
prepara nuove azioni di protesta FELTRE. Fatta la pace con
il preside Russotto resta la battaglia contro la riforma della scuola voluta
dal governo. E gli studenti del collettivo del liceo Dal Piaz annunciano che
per la prossima settimana sono in programma nuove attività: laboratori
pomeridiani, una lezione all'aperto e una manifestazione di protesta da
organizzare insieme alle altre scuole del feltrino. Nel comunicato viene
ribadito che l'autogestione non voleva essere un'azione contro il preside, ma
unicamente contro il decreto Gelmini. In ogni caso la chiusura dell'iniziativa che
doveva durare tre giorni è stata anticipata di 24 ore. La domenica sarà
certamente utile per riorganizzare le idee e stilare un nuovo programma di
azioni, questa volta concertate con il dirigente.
( da "Repubblica, La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina 6 - Economia
Convegno a Milano dedicato alla riduzione di personale: "Il momento è
terribile" Le imprese si preparano ai tagli "Così si licenzia un
dipendente" L´esperto: alcuni vogliono tagliare i rami secchi ma molte
imprese stanno soffrendo DAVIDE CARLUCCI MILANO - Come mandare tutti a casa e
non avere grattacapi. I direttori del personale che vogliono sapere come si fa
sono invitati al workshop che si terrà venerdì a Milano. Nella sala Caravaggio
dell´hotel Marriott i manager andranno a lezione di tagli. Il titolo della
giornata di approfondimento, organizzata dalla Learning resources associates,
mette paura: "Cassa integrazione e licenziamenti
collettivi: come gestire il rapporto di lavoro durante la crisi
d´impresa". Leggere la presentazione intristisce: «In conseguenza della
grave crisi economica internazionale purtroppo numerose aziende si vedono
costrette ad intraprendere azioni volte alla riduzione del personale impiegato
attraverso licenziamenti collettivi». Tra i temi da affrontare, «il
pensionamento anticipato», «come affrontare al meglio i licenziamenti collettivi
di personale» e «consigli pratici» su «come affrontare al meglio la procedura
sindacale», Già 45 aspiranti "tagliatori di teste" si sono prenotati.
«Tra loro ci sono anche amministratori delegati e direttori generali», spiega
uno dei relatori, Gabriele Fava, giuslavorista dell´università Tor Vergata di
Roma e consulente per molte aziende a Milano. Il docente spiega che l´idea di
un corso ad hoc sui licenziamenti gli è venuta dopo le sollecitazioni di
diversi suoi clienti. «Abbiamo casi di chiusure improvvise di interi
stabilimenti. Il momento è terribile e bisogna sfoltire i ranghi a grappoli».
Soprattutto in Lombardia, dove si calcola che siano già 50mila i posti di
lavoro a rischio e dove il ricorso alla cassa integrazione negli ultimi mesi è
raddoppiato. «Alcuni utilizzano la crisi come pretesto per tagliare i rami
secchi o per eliminare i dipendenti scarsi o non graditi - spiega Fava - molte
aziende, però, stanno veramente soffrendo. Noi insegniamo come risanare i
bilanci con il minor bagno di sangue. Anche a tutela dei lavoratori».
L´importante, però, è fare licenziamenti a prova di bomba. «Se sono dichiarati
illegittimi - avverte Fava - i dipendenti possono essere tutti reintegrati». Il
workshop segue di pochi giorni un´assemblea che ha visto riunirsi, venerdì, 250
delegati dell´associazione "Manageritalia" «per affrontare al meglio
questo difficile momento e supportare i manager che quotidianamente lo vivono
sulla loro pelle». Spiega infatti Paolo Iacci, condirettore di Pride, azienda
informatica, e consigliere dell´associazione dei direttori del personale, che
«le riduzioni di organico si fanno a tutti i livelli e colpiscono, in
percentuale, più i colletti bianchi». Ma in termini quantitativi sono gli
operai, soprattutto i metalmeccanici, i più penalizzati. E i direttori di
personale, assicura Mario D´Ambrosio, presidente nazionale dell´associazione,
si stanno attrezzando: «Stiamo facendo riflessioni con giuristi, avvocati e
sindacalisti su come ottimizzare i costi delle aziende. Partendo dall´analisi
della forza lavoro». Il passo successivo prevede l´uso delle forbici. «è la
nostra professione. Ed è in questi momenti che si deve dimostrare di essere
manager».
( da "Secolo XIX, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Telecom
multata«Pratiche scorrette» l'intervento dell'antitrust No all'addebito di
chiamate fatte per colpa di virus informatici Roma. Cartellino rosso a Telecom
da parte dell'Antitrust: secondo l'Authority guidata da Antonio Catricalà il
gruppo delle telecomunicazioni, multato insieme ad altre 12 società, avrebbe
assunto «pratiche commerciali scorrette». La colpa: aver fatturato ai
consumatori chiamate satellitari fatte non volontariamente, ma a causa di un
virus informatico che cambia automaticamente il numero telefonico con cui
l'utente si collega a Internet. La multa, deliberata lo scorso 30 ottobre e
resa nota solo ieri, è salata: si tratta complessivamente di 2 milioni e
340.000 euro. Esultano le associazioni dei consumatori - ma i danni subiti non
verranno risarciti - mentre la società telefonica non ci sta e annuncia ricorso
al Tar del Lazio. Le società sanzionate sono, oltre a Telecom, Elsacom, Csinfo,
Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora
Uno, OT&T, Ivory Network Limited. Tutto, ha spiegato ieri in un comunicato
l'Autorità, è partito da «centinaia di segnalazioni scritte e di telefonate al
call center» giunte negli uffici dell'Antitrust a partire dal novembre dello
scorso anno con cui gli utenti lamentavano bollette molto salate che
addebitavano telefonate satellitari, o verso numerazioni speciali, che gli
utenti stessi giuravano di non aver mai fatto. Gli accertamenti eseguiti hanno
dimostrato che le chiamate erano dovute «al fenomeno dell'automatica
installazione di "dialers": si tratta di una sorta di virus, che si
attacca sul computer di utenti inconsapevoli, durante la navigazione in Internet».
«In particolare - dice il comunicato dell'Antitrust- il "dialer"è uno
speciale programma autoeseguibile che altera i parametri della connessione ad
Internet impostati sul computer dell'utente, agendo sul numero telefonico del
collegamento e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi
internazionali satellitari o speciali». Telecom, secondo gli uffici di
Catricalà, «pur non avendo una diretta ed immediata responsabilità civile e
contrattuale nei confronti dei consumatori nella determinazione del danno
rilevante», è accusata di essere «consapevole dell'esistenza di fenomeni di
utilizzo indebito di numerazioni satellitari», e per le autorità avrebbe dovuto
«adottare misure volte a contenere i rischi rappresentati dall'indebita
intrusione». A Telecom è stata comminata la sanzione più elevata, 325.000 euro.
Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit e Voiceplus, titolari di numeri
satellitari e speciali, sono accusate di non aver controllato che ci fosse un
uso indebito da parte dei terzi a cui avevano ceduto le numerazioni. Drin Tv
AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited hanno
invece, secondo l'Antitrust, ceduto a loro volta i numeri ad altri, contro le
regole del settore. Telecom però ribatte che l'azienda «in qualità di operatore
di accesso, si limita alla fornitura delle prestazioni di rete necessarie alla
fruizione dei servizi». Non ci sarebbero, inoltre, «strumenti tecnici che
consentano di distinguere il traffico regolare da quello generato
dall'installazione sul computer del cliente dei cosiddetti dialer». Senza
contare che sul tema sono state fatte campagne informative, e che «l'azienda ha
ottemperato con la massima rapidità a tutti i provvedimenti che hanno portato
alla progressiva disabilitazione di tali numerazioni». Si vedrà cosa ne pensa
il Tar del Lazio. class="hilite">Nel
frattempo, Adusbef e Federconsumatori parlano di «una grande vittoria». Ma
senza la possibilità di una class="term">class class="term">action
«affossata dal governo», rimarcano le associazioni, recuperare i danni già
subiti per i clienti è praticamente impossibile. Samuele Cafasso
cafasso@ilsecoloxix.it 23/11/2008
( da "Repubblica, La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Bari
Emiliano: "Ho pensato perfino alle dimissioni" Il sindaco sul
Petruzzelli: "Sconfortato ma vado avanti". Bondi: non cambio idea Il
6 dicembre non entrerà nemmeno la statua di san Nicola RAFFAELE LORUSSO «Il mio
sconforto è tale che ho anche pensato di dimettermi. Però, continuo ad avere
fiducia. Bari non si arrende e chiede di essere ascoltata dal governo».
L´ennesimo appello del sindaco Michele Emiliano arriva durante la presentazione
dei concerti che il comitato "6 dicembre" ha organizzato per domani
sera davanti al Teatro Petruzzelli, per sollecitarne la riapertura immediata.
Emiliano esclude gesti eclatanti. «Nessuno si aspetti che si perda la calma -
dice - Vi invito anzi a continuare a sorridere. Se avremo questa capacità, chi
salverà il governo e il ministro Bondi dalla situazione in cui si sono
cacciati?». L´impressione è che il governo non abbia alcuna intenzione di fare
un passo indietro. Chi ha avuto modo di parlare con il ministro per i Beni
culturali durante la riunione del consiglio nazionale di Forza Italia, l´altra
sera, racconta di averlo trovato fermo nei suoi propositi. Il ministro ha
riferito di non voler cambiare idea e di essere assolutamente tranquillo e di
aver optato per la soluzione migliore. Adesso manca soltanto la convocazione
del tavolo tecnico con gli enti locali e la proprietà privata per definire le
questioni tecnico-giuridiche ancora in sospeso. A questo proposito, il ministro
ha assicurato che la farà a breve, non appena si sarà placata la polemica
politica. Il 6 dicembre nel Teatro Petruzzelli non entrerà neanche la statua di
San Nicola. «Ci era stata chiesta la disponibilità a portare il Santo Patrono
nel teatro, nel giorno della sua festa - rivela padre Damiano Bova, rettore
della basilica - Non avevamo deciso nulla, anche perché noi non c´entriamo con
il teatro, ma credo che a questo punto la questione sia chiusa». Fa poi
discutere l´ennesimo esposto depositato in Procura dall´avvocato Michele
Costantino e da Vittoria Messeni Nemagna, comproprietaria del Teatro. Il legale
e la sua assistita ipotizzano a carico del sindaco Michele Emiliano il reato di
abuso d´ufficio. «Mi riservo ogni azione legale nei confronti degli autori
dell´esposto - fa sapere Emiliano - Anche nelle settimane che precedettero
l´abbattimento di Punta Perotti fui denunciato più volte e tutti i procedimenti
sono stati archiviati. Così sono convinto accadrà anche questa volta». class="hilite">Contro l´esposto del professor
Costantino e di Vittoria Messeni Nemagna si scagliano anche gli avvocati Luigi
Paccione e Alessio Carlucci, difendendo la class="term">class class="term">action
da loro promossa, sostenendo che «il teatro è già di proprietà della città di
Bari per avverata estinzione della concessione di suolo pubblico del 1896».
( da "Repubblica, La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina 16 - Economia
Multe dell´Antitrust per le chiamate truffa Oltre 2 milioni a Telecom e ad
altre dodici società per telefonate satellitari "Pratiche commerciali
scorrette nei confronti dei clienti" Le associazioni dei consumatori:
bene, ma ora chi rimborserà gli utenti? SARA BENNEWITZ MILANO - L´Autorità
Garante della Concorrenza dopo un anno di indagini sanziona per 2.430 milioni
13 compagnie telefoniche, che con diversi gradi di responsabilità hanno frodato
i consumatori. La questione riguarda l´addebito nella bolletta Telecom dei
primi mesi del 2007 di chiamate a numeri speciali o attraverso il satellite,
che come tali sono molto costose, ai clienti Internet dell´ex monopolista.
Secondo la ricostruzione dell´Antitrust, gli utenti Telecom connettendosi al
web contraevano sul computer un virus informatico che attraverso dei
"dialer" trasferiva sul satellite le semplici chiamate urbane. Il
dialer è una sorta di programma che si istalla automaticamente sul computer,
deviando la connessione telefonica dal doppino di rame al satellite. E così,
dopo aver ricevuto una serie di bollette astronomiche, senza aver mai
telefonato sugli aerei, a bordo delle navi o da altri posti raggiungibili solo
via satellite, i consumatori hanno sporto denuncia all´Antitrust, che è
intervenuto multando tutti gli operatori coinvolti a vario livello nella
truffa. Telecom è stata condannata per 325mila euro, al gestore italiano delle
numerazioni satellitari Elsacom è stata imputata una sanzione da 270mila,
Csinfo, Karupa, Voiceplus dovranno pagare 255mila ciascuna, Eutelia 215mila,
Teleunit 180mila, AbcTrade, Aurora Uno, Drin Tv, Ot&t e Telegest Italia
115mila e Ivory Network Limited 100mila. Ognuna delle 13 società di telefonia
«con distinte responsabilità e diversi ruoli ? spiega l´Antitrust ? hanno
attuato pratiche commerciali scorrette nei confronti di moltissimi
consumatori». Su Telecom l´Antitrust precisa che «pur non avendo una diretta ed
immediata responsabilità civile e contrattuale, la società ha posto in essere
comportamenti contrari alla diligenza professionale». Secondo l´Autorità,
infatti, «Telecom era consapevole dell´esistenza di questi fenomeni legati
all´operare abusivo dei dialer». In quanto responsabile della rete, Telecom
avrebbe invece «dovuto adottare misure volte a contenere i rischi
dell´intrusione dei dialer sui computer degli utenti ad opera di soggetti
terzi». Telecom sarebbe anche colpevole di non aver informato i suoi clienti
sulla possibilità di contrarre questi virus, esigendo invece il pagamento di
bollette carissime e staccando addirittura la linea a chi si è rifiutato di
pagare. Telecom ha risposto alle accuse annunciando il ricorso al Tar del Lazio.
Il gruppo in una nota ha ribadito «la propria totale estraneità a tali fenomeni
fraudolenti», respingendo «con fermezza le responsabilità che le vengono
attribuite». Secondo Telecom, infine, «non esistono strumenti che consentano di
distinguere il traffico regolare da quello generato dall´installazione dei
dialer». Soddisfatte invece le associazioni dei consumatori; class="hilite">tuttavia
Adusbef e Federconsumatori si chiedono chi risarcirà i clienti che hanno pagato
«centinaia di euro ciascuno, per un controvalore di almeno 900 milioni», dato
che l´introduzione della class="term">class class="term">action
«è stata affossata dal Governo, sotto diretta richiesta di banche,
assicurazioni e compagnie di tlc».
( da "Tirreno, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina 16 - Sport
Kuzmanovic e Santana avviano la riscossa FIRENZE. Le pagelle della Fiorentina.
COMOTTO 6. Sulla fascia di destra, ha cercato nell'anticipo l'arma migliore per
contrastare Sanchez e gli altri bianconeri decisi a svicolare da quella parte.
Con il trascorrere dei minuti ha provato anche ad andare a concludere
segnalandosi quanto meno come molto attivo e combattivo. Espulso per essersi
immolato sul tiro di Floro Flores a botta sicura, ma il cartellino rosso non
può pregiudicargli la sufficienza. GAMBERINI 5,5. Ha sofferto la vivacità degli
attaccanti bianconeri nel primo tempo. Nelle chiusure non sempre è stato
puntuale soprattutto quando dal centrocampo filtravano le iniziative più
dinamiche dei facitori del gioco friulano. Nella ripresa è salito in sicurezza
ma complessivamente non è apparso il difensore da maglia azzurra che
conosciamo. DAINELLI
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-11-2008)
Argomenti: Class Action
BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 4 di GILBERTO DONDI LA LUNGA giornata delle rivendicazioni di Crash è
inizi... di GILBERTO DONDI LA LUNGA giornata delle rivendicazioni di Crash è
iniziata con uno dei ragazzi del centro sociale che, martello in mano, ha
aperto un varco nella porta murata dell?ex cinema Embassy, in via Azzo Gardino.
L?intenzione era quella di occupare anche quello stabile, oltre a quello già
occupato in via Zanardi (su cui pende il sequestro deciso dalla Cassazione),
per «liberare un nuovo spazio sociale sottratto da molto tempo alla città e al
quartiere». L?EX Embassy era stato sgomberato dalla polizia nel marzo del 2007,
quando aveva fatto andar via il collettivo Metrolab e poi aveva murato tutte le
entrate. Da allora lo stabile, di proprietà del demani e su cui c?è un progetto
per fare degli uffici («fermo da anni», accusano i ragazzi), era rimasto
abbandonato. Fino a ieri, appunto, quando alle 15 una ventina di autonomi del
laboratorio si sono presentati con tutti gli strumenti del caso. Hanno aperto
il cancello, sono saliti sulla scala che porta all?entrata di servizio e poi
hanno buttato giù a martellate il muro di mattoni a suo tempo eretto dalla
polizia. Quindi alcuni ragazzi sono saliti sul tetto e hanno srotolato uno
striscione: «Aumenta la crisi, Crash raddoppia». Fuori, nel frattempo, una
ragazza bionda urlava al megafono: «Siamo i pirati del terzo millennio, abbiamo
occupato un nuovo spazio di socialità». NEMMENO mezz?ora e sono arrivate due
camionette di polizia e finanza con una trentina di agenti in tenuta
antisommossa. A comandare le operazioni, il vicequestore Sergio Bracco e il
capo della Digos Vincenzo Ciarambino. I ragazzi hanno chiuso il cancello con
una catena e, da dentro, hanno atteso l?evolversi della situazione.
L?intenzione delle forze dell?ordine, stavolta, era chiara: dall?ex Embassy i
ragazzi dovevano uscire. Subito. E così sono stati chiamati i vigili del fuoco
che, tronchesi alla mano, hanno tagliato la catena. Poi gli agenti si sono accalcati
e, spostati di peso Beppe e Pino De Biase (l?attuale portavoce del laboratorio
e lo storico antagonista), hanno aperto il cancello e fatto uscire uno a uno i
venti occupanti. Nessuno ha reagito. Tutto si è svolto senza problemi. «La
nostra è una resistenza passiva», ha chiarito Beppe. Alle 16, lo stabile era
già sgomberato. Un?occupazione lampo. L?UNICO incoveniente, a quel punto, erano
i 5 ragazzi rimasti sul tetto, che non avevano alcuna intenzione di scendere.
Intanto, sul posto sono arrivati anche Tiziano Loreti (Prc), Valerio Monteventi
(ex Prc), l?oste del Pratello Osvaldo e Rosario Picciolo (Livello 57). Oltre
alla camionetta dei carabinieri, con altri militari in tenuta. Poi è stata
fatta venire anche l?autoscala dei pompieri, fra i cori dei ragazzi: «Chiediamo
spazi, ci mandano la polizia, è questa la loro democrazia». E? stato a quel
punto che Vincenzo Ciarambino è entrato in azione, con la solita, unanimemente
riconosciuta, capacità di mediazione. E? salito di persona nel cestello dell?autoscala,
poi si è fatto alzare fino al tetto, dove ha raggiunto i ragazzi e, a distanza,
ha iniziato la trattativa per farli scendere. Dopo circa mezz?ora, li ha
riportati giù, facendoli entrare nel cestello uno alla volta. RISOLTA la
situazione all?Embassy, ecco il trasferimento collettivo in via Indipendenza,
angolo via Righi, dove alle 17,30 era fissato l?appuntamento con la
manifestazione ?Reclaim the street?, che prevedeva un corteo lungo via dei
Mille, Marconi, Ugo Bassi e ritorno in piazza VIII Agosto. Fin da subito si è
capito che l?affluenza non era quella delle occasioni migliori. Il camion con
le casse si è piazzato in mezzo alla strada con la musica a tutto volume,
mentre i mezzi pubblici facevano lo slalom per passare. Sul cofano del mezzo,
uno striscione rosso. «Ciao Francesco», rivolto a un ragazzo di Crash morto
d?infarto nei giorni scorsi. In via Indipendenza si sono radunate circa 300
persone: insieme a Crash e Lazzaretto (con un proprio mezzo), rappresentanti di
Tpo, Livello e collettivo universitari. Non troppi, per la verità. Il tutto
sotto lo sguardo incuriosito di centinaia di persone, giovani, anziani e
famiglie, in giro per lo shopping o per la passeggiata del sabato pomeriggio,
pur nel freddo pungente. Proprio per il numero di partecipanti inferiore alle
attese, gli organizzatori hanno chiesto alla polizia di cambiare percorso.
Invece del giro lungo, hanno chiesto di andare in piazza XX Settembre, per
concludere lì il corteo. Richiesta immediatamente accolta dalla Questura, anche
perché così la manifestazione è rimasta ben lontana da piazza Nettuno e dai
relativi problemi. E COSI?, alle 18,30, i ragazzi si sono messi in marcia,
preceduti dal cordone di polizia e carabinieri. Davanti, uno striscione bianco:
«Conquistando nuove mete, direzione Crash». La camminata di circa
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
23-11-2008)
Argomenti: Class Action
BOLOGNA PRIMO PIANO pag.
5 della Digos trattativa sul tetto sulla scala dei Vigili del fuoco. La
giornata finisce con un corteo senza scontri di GILBERTO DONDI LA LUNGA
giornata delle rivendicazioni di Crash è iniziata con uno dei ragazzi del
centro sociale che, martello in mano, ha aperto un varco nella porta murata
dell?ex cinema Embassy, in via Azzo Gardino. L?intenzione era quella di
occupare anche quello stabile, oltre a quello già occupato in via Zanardi (su
cui pende il sequestro deciso dalla Cassazione), per «liberare un nuovo spazio
sociale sottratto da molto tempo alla città e al quartiere». L?EX Embassy era
stato sgomberato dalla polizia nel marzo del 2007, quando aveva fatto andar via
il collettivo Metrolab e poi aveva murato tutte le entrate. Da allora lo
stabile, di proprietà del demani e su cui c?è un progetto per fare degli uffici
(«fermo da anni», accusano i ragazzi), era rimasto abbandonato. Fino a ieri,
appunto, quando alle 15 una ventina di autonomi del laboratorio si sono
presentati con tutti gli strumenti del caso. Hanno aperto il cancello, sono
saliti sulla scala che porta all?entrata di servizio e poi hanno buttato giù a
martellate il muro di mattoni a suo tempo eretto dalla polizia. Quindi alcuni
ragazzi sono saliti sul tetto e hanno srotolato uno striscione: «Aumenta la
crisi, Crash raddoppia». Fuori, nel frattempo, una ragazza bionda urlava al
megafono: «Siamo i pirati del terzo millennio, abbiamo occupato un nuovo spazio
di socialità». NEMMENO mezz?ora e sono arrivate due camionette di polizia e
finanza con una trentina di agenti in tenuta antisommossa. A comandare le
operazioni, il vicequestore Sergio Bracco e il capo della Digos Vincenzo
Ciarambino. I ragazzi hanno chiuso il cancello con una catena e, da dentro,
hanno atteso l?evolversi della situazione. L?intenzione delle forze
dell?ordine, stavolta, era chiara: dall?ex Embassy i ragazzi dovevano uscire.
Subito. E così sono stati chiamati i vigili del fuoco che, tronchesi alla mano,
hanno tagliato la catena. Poi gli agenti si sono accalcati e, spostati di peso
Beppe e Pino De Biase (l?attuale portavoce del laboratorio e lo storico
antagonista), hanno aperto il cancello e fatto uscire uno a uno i venti
occupanti. Nessuno ha reagito. Tutto si è svolto senza problemi. «La nostra è
una resistenza passiva», ha chiarito Beppe. Alle 16, lo stabile era già
sgomberato. Un?occupazione lampo. L?UNICO incoveniente, a quel punto, erano i 5
ragazzi rimasti sul tetto, che non avevano alcuna intenzione di scendere.
Intanto, sul posto sono arrivati anche Tiziano Loreti (Prc), Valerio Monteventi
(ex Prc), l?oste del Pratello Osvaldo e Rosario Picciolo (Livello 57). Oltre
alla camionetta dei carabinieri, con altri militari in tenuta. Poi è stata
fatta venire anche l?autoscala dei pompieri, fra i cori dei ragazzi: «Chiediamo
spazi, ci mandano la polizia, è questa la loro democrazia». E? stato a quel
punto che Vincenzo Ciarambino è entrato in azione, con la solita, unanimemente
riconosciuta, capacità di mediazione. E? salito di persona nel cestello
dell?autoscala, poi si è fatto alzare fino al tetto, dove ha raggiunto i
ragazzi e, a distanza, ha iniziato la trattativa per farli scendere. Dopo circa
mezz?ora, li ha riportati giù, facendoli entrare nel cestello uno alla volta.
RISOLTA la situazione all?Embassy, ecco il trasferimento collettivo in via
Indipendenza, angolo via Righi, dove alle 17,30 era fissato l?appuntamento con
la manifestazione ?Reclaim the street?, che prevedeva un corteo lungo via dei
Mille, Marconi, Ugo Bassi e ritorno in piazza VIII Agosto. Fin da subito si è
capito che l?affluenza non era quella delle occasioni migliori. Il camion con
le casse si è piazzato in mezzo alla strada con la musica a tutto volume,
mentre i mezzi pubblici facevano lo slalom per passare. Sul cofano del mezzo,
uno striscione rosso. «Ciao Francesco», rivolto a un ragazzo di Crash morto
d?infarto nei giorni scorsi. In via Indipendenza si sono radunate circa 300
persone: insieme a Crash e Lazzaretto (con un proprio mezzo), rappresentanti di
Tpo, Livello e collettivo universitari. Non troppi, per la verità. Il tutto
sotto lo sguardo incuriosito di centinaia di persone, giovani, anziani e
famiglie, in giro per lo shopping o per la passeggiata del sabato pomeriggio,
pur nel freddo pungente. Proprio per il numero di partecipanti inferiore alle attese,
gli organizzatori hanno chiesto alla polizia di cambiare percorso. Invece del
giro lungo, hanno chiesto di andare in piazza XX Settembre, per concludere lì
il corteo. Richiesta immediatamente accolta dalla Questura, anche perché così
la manifestazione è rimasta ben lontana da piazza Nettuno e dai relativi
problemi. E COSI?, alle 18,30, i ragazzi si sono messi in marcia, preceduti dal
cordone di polizia e carabinieri. Davanti, uno striscione bianco: «Conquistando
nuove mete, direzione Crash». La camminata di circa
( da "Sicilia, La" del 23-11-2008)
Argomenti: Class Action
Palermo e Corleone
unite dino paternostro Da venerdì sera, una delle più gloriose pagine di storia
di Corleone è stata immortalata su una lapide in marmo, collocata sul muro
accanto al portone d'ingresso del Museo civico 'Pippo Rizzo'. Si tratta
dell'atto di confederazione tra Corleone e Palermo, subito dopo la guerra del
Vespro, che vide unite le due città nel cacciare i dominatori francesi.
L'iniziativa è stata voluta dal Rotary Club di Corleone, presieduto dalla
prof.ssa Giuseppina Triolo. Il programma prevedeva la presenza a Corleone del
sindaco di Palermo Diego Cammarata, che avrebbe dovuto scoprire la lapide
insieme al sindaco di Corleone, Nino Iannazzo. Ma Cammarata ha dato forfait e
la lapide è stata scoperta dal sindaco Iannazzo e dal presidente del Rotary
Triolo. «Il Rotary è lieto di poter aiutare la città di Corleone a tenere viva
la memoria del suo passato», ha detto la prof.ssa Triolo, introducendo il
convegno, che si è svolto nei locali dell'istituto 'S. Chiara'. «La memoria
storica è fondamentale per capire da dove veniamo e dove vogliamo andare, per
questo ci adopereremo affinché nelle nostre scuole si studi la storia locale»,
ha sottolineato il sindaco Iannazzo. Il presidente del consiglio comunale,
Mario Lanza, ha suggerito di organizzare un'altra manifestazione, nella
prossima primavera, per ricordare i Vespri, insieme alla città di Palermo. Ma
quando scoppiarono i Vespri? E perché tanta gente esasperata insorse contro gli
Angioini? Ricostruiamo quei giorni convulsi, con l'aiuto della «Storia della
città di Corleone» (Siracusa, 1934) di don G. Colletto. Martedì 31 marzo 1282
non fu un giorno come un altro a Corleone. Arrivata la notizia che, al grido di
'Mora! Mora!', la città di Palermo era insorta in armi contro i dominatori
francesi di Carlo D'Angiò, il capitano Bonifacio De Camerana «si mise alla
testa dei suoi e con gioia selvaggia cacciò e uccise i francesi di Corleone e
poi rapido scese coi suoi compagni verso la capitale», scrive Colletto. A
Palermo, il De Camerana era stato preceduto da tre suoi ambasciatori -
Guglielmo Basso, Guglielmo Curto e Guiglione De Miraldo - per offrire, come
racconta Michele Amari, «patti di unione, fedeltà e fratellanza fra le due
città, scambievole aiuto con arme, persone denaro, reciprocità di privilegi di
cittadinanza e di franchigia di tutte le gravezze poste sui non cittadini». Una
proposta che i Capitani e il Consiglio della città di Palermo accolsero subito,
giurandoli sul Vangelo con gli ambasciatori di Corleone, venerdì 3 aprile