HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “CLASS ACTION”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  17 e 18 febbraio 2008       #TOP


Report "Class action"

[FIRMA]FABIO POZZO TORINO Bollette pazze, adesso scende in campo l'Antitrust. Lo fa con u ( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "Non possiamo farlo, non abbiamo poteri per entrare nel merito del traffico" risponde l'azienda. Resta la diffida dell'Antitrust a non distaccare la linea dei morosi. "Ne prendiamo atto". All'orizzonte, intanto, si profila la carica degli utenti buggerati: già annunciata la "class action".

"aumenti ingiustificati della tarsu" i grillini avviano una class action - sonia papuzza ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Aumenti ingiustificati della Tarsu" I grillini avviano una class action SONIA PAPUZZA Quanto costa al Comune il servizio dell'Amia per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti? Secondo una delibera della giunta del maggio 2006, 106.773.474,20 euro. Secondo gli amici siciliani di Beppe Grillo, troppo. Per questo lanciano un'iniziativa dal sito bispensiero.

Tariffe alle stelle, ondata di proteste contro l'Isgas ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ecco perché Adiconsum e Adoc nei prossimi giorni potrebbero passare al contrattacco: "Stiamo pensando di esperire un'azione collettiva nei confronti dell'Isgas, per tutelare i consumatori". Una class action con un obiettivo: diminuire le tariffe del gas di città. MICHELE RUFFI.

Cogodi (prc): <va modificata, non accantonata> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Mauro Pili non sa cosa è la class action. Il nuovo istituto giuridico non ha nulla a che vedere con la vicenda della tassa sul lusso, perché tutela i consumatori e non riguarda i rapporti con la pubblica amministrazione". Lo spiega il deputato del Prc-Se, Luigi Cogodi. "A furia di praticare la concezione privatistica della politica si può incorrere anche in simili cantonate.

Telefonate satellitari Stop al blocco della linea per chi viene truffato ( da "Corriere della Sera" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Intendiamo avviare una class action" MILANO - è già successo a migliaia di persone. Un mattino arriva una bolletta spaventosa, 500-700 euro contro i cento di sempre. Ci si guarda in faccia, nessuno ha chiamato l'144, la figlia adolescente non ha un fidanzato Oltreoceano, in casa si usa Internet, certo, ma come al solito.

Alitalia, raccolta firme della Lega per una class action ( da "ADN Kronos" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli che annuncia così l'inizio della raccolta delle adesioni per una class action contro Alitalia per aver danneggiato l'aeroporto di Malpensa e l'economia del Nord. Proprio allo scalo varesino prende il via la manifestazione della Lega Nord in difesa dell'aeroporto, iniziativa che sarà chiusa dal segretario federale Umberto Bossi.

Bossi: ''Salveremo Malpensa a tutti i costi'' ( da "ADN Kronos" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la raccolta delle adesioni per una class action contro Alitalia per aver danneggiato l'aeroporto di Malpensa e l'economia del Nord. "Nell'ultima Finanziaria è stata introdotta l'azione collettiva e questa è l'occasione migliore per applicare per la prima volta questa norma. Per questo abbiamo iniziato oggi la raccolta di adesioni per un'azione legale contro Alitalia"

EMERGENZA RIFIUTI ( da "TGCom" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a Napoli prima class action 18/01/2008Rifiuti, presidio al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI: CLASS ACTION RISARCITORIA CONTRO I COSTI DEI SERVIZI BANCARI ( da "Sestopotere.com" del 17-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION RISARCITORIA CONTRO I COSTI DEI SERVIZI BANCARI (Sesto Potere) - Roma - 17 febbraio 2008 - Adusbef e Federconsumatori,di fronte a quella che considerano l'arroganza degli istituti di credito adusi a fare strame delle leggi, si vedono costrette a lanciare una class action contro le banche per far restituire ai correntisti ben 5,

Antitrust: stop bollette fantasma ( da "Cellulare Magazine.it" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: mentre le associazioni consumatori invitano a non pagare gli addebiti contestati e si prepara ad avviare una class action, una causa comune, contro Telecom e contro Elsacom. La vicenda riguarda gli addebiti in bolletta contestati da utenti per presunte chiamate verso numeri satellitari internazionali Elsacom (come 008818 e 008819) e numeri speciali quali 199, 178, 892, 899.

Cambiare vita con il carcere che investe in cultura ( da "Mattino di Padova, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per quanto riguarda le clausole flessibili ed elastiche già stipulate prima del 10 gennaio 2008, lei potrà continuare ad azionarle, indipendentemente dal fatto che la contrattazione collettiva che applica le disciplini o meno. La legge, infatti, non ha effetto retroattivo e non modifica gli accordi.

Lega in piazza per malpensa - enrico bonerandi ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: mentre nei banchetti si raccoglievano firme per una class-action contro la compagnia. "Bisogna venderla ad Air France, sennò fallisce. Ma ci vuole una moratoria di tre anni, e anche che vengano stanziati fondi in aiuto della Sea", ha aggiunto Bossi. Una cosa è certa: "Il prossimo governo salverà il nostro aeroporto".

Il legal privilege copre gli indipendenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il successo delle azioni collettive negli Usa è legato alla discovery dei documenti interni della controparte che può essere ottenuta da chi agisce. Con l'avvio, dal luglio 2008, delle class action è verosimile che venga potenziatala facoltà di chiedere l'esibizione di documenti dell'avversario, oggi previsto dall'articolo 210 del Codice di procedura.

Forma certa per le dimissioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma è - secondo l'antica definizione- forma ad substantiam, e costituisce un elemento sostanziale di validità. www.ilsole24ore.com/norme La sentenza del Tar Puglia - Bari EFFETTO-VALANGA L'abbandono di gruppo è considerato azione collettiva, per cui l'invalidità di un atto "travolge" tutti gli altri.

Campagna sulla 194: La Chiesa si dissoci P enso sia giunto il momento che le gerarchie ecclesiastiche prendano pubblicamente le distanze da quei santoni in chiave elettorale che a ( da "Adige, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva risarcitoria" (una "class action" all'italiana) per i danni, le sofferenze, le malattie, ecc. ecc. anche dei famigliari subite non solo dagli ex I.M.I. ma da parte della cittadinanza inerme. Bisogna chiudere con il passato facendo un serio processo, perseguendo finalmente i responsabili e i loro eredi.

"Andiamo al governo e salveremo Malpensa" pag.1 ( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la class action contro Alitalia per la sua decisione di tagliare due terzi dei voli dallo scalo milanese. A proporla era stato il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, dimissionario perché sarà candidato in Parlamento. E ieri i banchetti leghisti raccoglievano già le firme per portare in tribunale Alitalia con una causa di massa.

La battaglia dei cinquantamila: <Uniti per salvare Malpensa> pag.1 ( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: non è un caso che i cinquantamila sottoscrivono la petizione per far partire una class action contro Alitalia. Sì, una causa per danni contro l'ex vettore di bandiera che taglia due terzi dei voli dallo scalo di Malpensa e che, parola d'onore del Nord, non riuscirà ad "essere il regalo di nozze per monsieur Sarkozy".

Una precisazione sul caso Bipop Carire ( da "Emilianet" del 18-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action, nella cui introduzione citavamo il caso Bipop-Carire scrivendo che: "Tra i tanti soggetti che avrebbero potuto beneficiare dello strumento della class action vi sono i risparmiatori e i piccoli azionisti rimasti coinvolti nel caso Bipop-Carire, uno dei più grossi casi di risparmio tradito avvenuti in Italia che ha distrutto dieci miliardi di euro coinvolgendo oltre


Articoli

[FIRMA]FABIO POZZO TORINO Bollette pazze, adesso scende in campo l'Antitrust. Lo fa con u (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Na decisione che ha un solo precedente, quello del blocco della circolare dell'Abi sui costi per l'estinzione dei conti correnti: l'Authority intima a Telecom di "sospendere i distacchi della linea nei confronti dei clienti che non pagano le chiamate satellitari, su richiesta dell'operatore Elsacom (società di Finmeccanica che fornisce i servizi mobili satellitari Globalstar, ndr.), fatturate in bolletta e che gli utenti affermano di non aver mai effettuato". La misura cautelare è stata adottata nell'ambito di un'istruttoria nei confronti del gruppo telefonico, di Elsacom e di altre sette società (Globalstar Europe, Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993 Srl, Teleunit e Voiceplus) per "pratiche commerciali scorrette nei confronti di centinaia di consumatori". La disposizione segue a una pioggia di segnalazioni di utenti e di associazioni ricevute dalla stessa Authority e va a segnare un punto nella battaglia di molte famiglie, che hanno ricevuto conti telefonici talvolta astronomici, "gonfiati" da collegamenti a numeri speciali (899, 892, 199, 178) e a satellitari (008818 e 008819), anche e soprattutto - nel caso di accessi a Internet - per colpa di software "pirata" (l'Antitrust si propone di accertare anche questo). Sono i cosiddetti "dialers", programmi auto-installanti gestiti da piccole società (non riconducibili a Telecom, precisa il Garante) che, nel caso delle sole connessioni alla Rete via modem, vengono impostati sul computer dell'utente, a sua insaputa: quest'ultimo pensa di collegarsi ad un numero locale, ma il "dialer" entra silenziosamente in azione e sostituisce la numerazione normale con una a pagamento, maggiorata su prefissi internazionali satellitari o speciali. Poi arriva la bolletta pazza, l'utente non paga e gli "tagliano i fili". "Siamo obbligati a fatturare al cliente, lo prevede la normativa. E così, in caso di morosità, al distacco della linea" spiega Telecom Italia. "Tali servizi sono erogati da altre società, le numerazioni sono assegnate dal ministero delle Telecomunicazioni, noi svolgiamo soltanto un ruolo di esattore". Gratuitamente? "No, incassiamo un corrispettivo del 2,9% sul traffico, sull'importo fatturato. E ci rimettiamo". Tanto che, ricorda l'azienda, non più d'una settimana fa l'ad del gruppo telefonico, Bernabé s'è impegnato con il presidente dell'Antitrust, Catricalà ad allargare con decorrenza 26 marzo 2008 la disabilitazione gratuita anche a tutte le chiamate verso le numerazioni satellitari. Non solo: "Chiederemo al ministero di sollevarci dall'obbligo della fatturazione di tali servizi" anticipa l'azienda. Telecom Italia, in ogni caso, si chiama fuori. Scrive l'Authority, che ha agito con ispezioni svolte in tutt'Italia venerdì scorso con il Nucleo speciale Tutela mercati della guardia di Finanza: "Per quanto riguarda le presunte chiamate satellitari, sembra inoltre emergere che la Elsacom in molti casi abbia chiesto a Telecom Italia la fatturazione come satellitari di normali telefonate terrestri". E ancora: "Dagli accertamenti effettuati presso le sedi Telecom Italia di Roma e Milano è emersa la consapevolezza dell'operatore in ordine all'esistenza di numerose segnalazioni da parte della clientela e delle associazioni dei consumatori in merito a fenomeni di traffico anomalo...". Dalle ispezioni presso le sedi Elsacom, inoltre, è emerso che "la tariffa all'utente finale è stabilita autonomamente dall'operatore di accesso, cioè Telecom Italia, mentre con il contratto tra Elsacom e la società Telecom Sparkle, società del gruppo Telecom, è fissata la tariffa al minuto che Telecom Sparkle riconosce a Elsacom. Vi sono evidenze che le chiamate e/o connessioni qualificate e tariffate come satellitari internazionali si riferiscano, in realtà, a linee cedute in uso ad operatori terzi, per essere reinstradate presso normali utenze terrestri". Servizi ceduti a cascata, ad una miriade di altre società, sparse nel mondo, in cui si inserirebbero le intrusioni dei dialers. Le associazioni consumatori, da anni sulle barricate di questa battaglia, parlano di "società fantasma pari ad organizzazioni malavitose" e di "truffa alle famiglie". Non imputano tale ipotesi di reato alla Telecom, ma accusano il gruppo telefonico di non aver controllato abbastanza. class="hilite">"Non possiamo farlo, non abbiamo poteri per entrare nel merito del traffico" risponde l'azienda. Resta la diffida dell'Antitrust a non distaccare la linea dei morosi. "Ne prendiamo atto". All'orizzonte, intanto, si profila la carica degli utenti buggerati: già annunciata la "class="term">class class="term">action".

Torna all'inizio


"aumenti ingiustificati della tarsu" i grillini avviano una class action - sonia papuzza (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VIII - Palermo L'INIZIATIVA In piazza Unità d'Italia lo sportello per presentare l'istanza che sospende il pagamento "class="hilite">Aumenti ingiustificati della Tarsu" I grillini avviano una class="term">class class="term">action SONIA PAPUZZA Quanto costa al Comune il servizio dell'Amia per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti? Secondo una delibera della giunta del maggio 2006, 106.773.474,20 euro. Secondo gli amici siciliani di Beppe Grillo, troppo. Per questo lanciano un'iniziativa dal sito bispensiero.it: un'azione collettiva contro il Comune per la restituzione di una parte della cifra pagata dai contribuenti per la Tarsu. La tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell'ultimo anno ha visto un incremento rispetto alla precedente del 75 per cento. Questo aumento, secondo i grillini e i loro legali, è illegittimo perché non giustificato da un aumento del costo del servizio della municipalizzata e soprattutto perché, sostengono, il contratto di fornitura fra Amia e Comune non ha subito alcuna variazione di prezzo, che si attesta su quasi 66 milioni di euro. "La differenza di prezzo fra quanto previsto dal contratto e l'incasso previsto invece dalla delibera di giunta - dice Massimo Merighi, animatore del sito - non ha alcuna giustificazione, se non quella di rimpinguare le casse comunali". Per questo invita i cittadini a partecipare alla class="term">class class="term">action: "Chiediamo un decremento della Tarsu di almeno il 60 per cento - spiegano a bispensiero.it - Corrisponde al rimborso di quanto illegittimamente richiesto e già pagato, oltre al risarcimento dei danni materiali ed immateriali". L'azione legale è praticamente gratuita, è previsto solo un contributo forfettario per le spese vive di 10 euro, mentre il compenso per i legali consisterà, se e quando il richiedente otterrà il risarcimento dal Comune, nella misura del 10 per cento del risarcimento stesso. Gli interessati possono rivolgersi allo sportello attivato in piazza Unità d'Italia 11, ogni giorno, dal lunedì al sabato a partire da domani e fino al 15 marzo, dalle 10 alle 18, portando con sé tre documenti: le fotocopie del proprio documento di identità, del codice fiscale e della bolletta Tarsu. Intanto, per chi non l'avesse già fatto, Bispensiero consiglia di non pagare la tassa sui rifiuti, perché con l'azione legale si chiede anche l'immediata sospensione del pagamento.

Torna all'inizio


Tariffe alle stelle, ondata di proteste contro l'Isgas (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Cronaca di Cagliari Pagina 1023 Consumatori all'attacco Tariffe alle stelle, ondata di proteste contro l'Isgas Consumatori all'attacco --> Le associazioni dei consumatori attaccano l'Isgas: le tariffe imposte dal gestore della rete cittadina sono troppo alte. Colpa degli ultimi aumenti, che riguardano tutte le sezioni che compongono la bolletta del gas. Alcune voci sono addirittura raddoppiate in poco più di un anno. Ad esempio, la quota di distribuzione: a dicembre del 2006 la tariffa era di 42 centesimi al metro cubo, adesso ha raggiunto la soglia degli 89. Ma i rincari riguardano anche le altre parti della fatturazione: la quota della materia prima è passata da 70 a 81 centesimi al metro cubo. La quota di vendita da 11 a 14 cent. Il risultato: in 12 mesi le bollette sono aumentate del 46 per cento. Un exploit che ha portato l'aria propanata (la miscela che viaggia nella rete gas di Cagliari) a raggiungere e superare di qualche centesimo il costo di un altro combustibile, il gpl. Simone Girau - responsabile cagliaritano dell'Adiconsum - punta il dito contro il raddoppio della quota di distribuzione: "È il corrispettivo dovuto per il trasporto del gas, che dipende da alcune variabili. Le stabilisce una delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Una di queste riguarda la costruzione della rete. L'Isgas ha realizzato le tubazioni con una grossa fetta di contributi pubblici, la maggior parte di provenienza europea. La società cagliaritana ha pagato di tasca propria solo il 30 per cento del totale. Ecco perché la quota distribuzione dovrebbe essere nettamente inferiore. In questo momento invece il gestore sta applicando una tariffa illegittima: si comporta come se avesse costruito la rete a proprie spese. Aumentare a dismisura questa quota quindi potrebbe essere una maniera per gonfiare indirettamente la bolletta, nonostante il prezzo della materia prima sia quasi invariato. Non è la prima volta che l'Isgas compie una scorrettezza di questo tipo". Gli ultimi rincari risalgono a gennaio: sono state ritoccate - verso l'alto - tutte le voci della fatturazione. E con degli aumenti del genere, si arriva al paradosso: "Un metro cubo di aria propanata costa più della stessa quantità di gpl. Pochi centesimi di differenza, certo, ma mi pare un'assurdità". class="hilite">Ecco perché Adiconsum e Adoc nei prossimi giorni potrebbero passare al contrattacco: "Stiamo pensando di esperire un'azione collettiva nei confronti dell'Isgas, per tutelare i consumatori". Una class="term">class class="term">action con un obiettivo: diminuire le tariffe del gas di città. MICHELE RUFFI.

Torna all'inizio


Cogodi (prc): <va modificata, non accantonata> (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Cogodi (prc): "va modificata, non accantonata" tassa sul lusso Cagliari. "class="hilite">Mauro Pili non sa cosa è la class="term">class class="term">action. Il nuovo istituto giuridico non ha nulla a che vedere con la vicenda della tassa sul lusso, perché tutela i consumatori e non riguarda i rapporti con la pubblica amministrazione". Lo spiega il deputato del Prc-Se, Luigi Cogodi. "A furia di praticare la concezione privatistica della politica si può incorrere anche in simili cantonate. La pronuncia della Corte ha messo in discussione la modalità di applicazione della norma. La legge dovrà essere modificata in meglio, non accantonata. Troppa gente canta oggi vittoria, ma molte note sono proprio stonate". 17/02/2008.

Torna all'inizio


Telefonate satellitari Stop al blocco della linea per chi viene truffato (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-17 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Il caso I consumatori: via le licenze alle società coinvolte Telefonate satellitari Stop al blocco della linea per chi viene truffato Bollette fantasma, interviene l'Antitrust Il Codacons da oggi metterà a disposizione una linea di emergenza: "class="hilite">Intendiamo avviare una class="term">class class="term">action" MILANO - è già successo a migliaia di persone. Un mattino arriva una bolletta spaventosa, 500-700 euro contro i cento di sempre. Ci si guarda in faccia, nessuno ha chiamato l'144, la figlia adolescente non ha un fidanzato Oltreoceano, in casa si usa Internet, certo, ma come al solito. Resta l'imprevisto economico. Difficile da gestire. E per chi non paga, il telefono diventa muto. Chi è stato? Un virus, quasi certamente. Ma da ieri la Telecom non potrà più staccare la linea agli utenti che si rifiutano di pagare cifre esorbitanti per chiamate satellitari mai fatte. Lo ha deciso l'Antitrust. Dopo centinaia di denunce da parte dei cittadini ha avviato un'istruttoria nei confronti di Telecom (che fattura le telefonate contestate), di Elsacom (la società di Finmeccanica che si occupa dei collegamenti satellitari), e di Globalstar Europe, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993 Srl, Telenuit e Voiceplus. "Lo dicevamo da anni e nessuno ci dava retta. Ora chiediamo la revoca immediata della licenza a queste società ben conosciute, che continuano almeno dal 2005 a fatturare telefonate fantasma a milioni di consumatori. Non escludiamo un'azione risarcitoria collettiva nei confronti di Telecom, che dovrebbe rifiutarsi di fatturare in bolletta servizi dal valore aggiunto che non la riguardano, senza verificare la serietà di chi li concede", commenta Elio Lannutti, presidente di Adusbef, l'associazione che insieme con Adiconsum ha denunciato il problema in più sedi. Ma cosa succede esattamente? Come è possibile non rendersi conto che si sta facendo una chiamata intercontinentale? "Le vittime sono quelle più deboli economicamente, che hanno hardware di vecchia generazione: l'inghippo avviene con i modem di un tempo, quando ci si collega ad Internet con il telefono di casa", spiegano dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato. In sintesi: per far partire la navigazione sulla Rete si digita un numero, a quel punto però si intromette un virus che dirotta la telefonata urbana su un altro numero satellitare internazionale Elsacom (008818 o 008819) o su quelli speciali non geografici (199, 178, 899, 892). L'Antitrust prosegue: "Sotto accusa ci sono i dialers, cioè i compositori di numeri, virus informatici che all'insaputa dell'utente alterano i parametri della connessione online e sostituiscono il numero fisso con uno a pagamento maggiorato. Il nostro compito è accertare se, all'origine delle fatturazioni gonfiate, vi sia l'installazione di questi programmi gestiti da piccole società non riconducibili a Telecom". Elsacom, dunque, chiede a Telecom l'addebito dei costi, Telecom li fattura, e il cittadino scopre la brutta sorpresa nella buca delle lettere. "Telecom non avrebbe fatto nulla per evitare il fenomeno e avrebbe invece preteso l'immediato e integrale pagamento delle somme, paventando agli utenti, in caso contrario, il distacco dalla linea telefonica", aggiunge l'Autorità che proprio il giorno di San Valentino, insieme con il Nucleo speciale tutela mercati della Guardia di Finanza, ha svolto le ispezioni in tutta Italia nelle sedi delle società coinvolte nell'istruttoria. "Le vittime non devono pagare, ma denunciare le truffe", raccomanda Rosario Trefiletti, di Adiconsum. E il Codacons da oggi pomeriggio metterà a disposizione una linea di emergenza (178.44.02.358) alla quale risponderanno legali specializzati. Il presidente Carlo Rienzi rincara la dose: "Raccogliamo le adesioni dei clienti che si sono visti staccare il telefono per chiamate mai fatte. Intendiamo avviare una class="term">class class="term">action per chiedere il risarcimento del danno subito". Elvira Serra COMMENTA Esprimi la tua opinione su www.corriere.it.

Torna all'inizio


Alitalia, raccolta firme della Lega per una class action (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Al via la manifestazione del Carroccio a Malpensa, in difesa dello scalo. Maroni: ''Si salverà se vinceremo le elezioni perché imporremo ad Air France una moratoria di 3 anni'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Varese, 17 feb. (Adnkronos/Ign) - "Nell'ultima Finanziaria è stata introdotta l'azione collettiva e questa è l'occasione migliore per applicare per la prima volta questa norma. Per questo abbiamo iniziato oggi la raccolta di adesioni per un'azione legale contro Alitalia". E' class="hilite">il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli che annuncia così l'inizio della raccolta delle adesioni per una class="term">class class="term">action contro Alitalia per aver danneggiato l'aeroporto di Malpensa e l'economia del Nord. Proprio allo scalo varesino prende il via la manifestazione della Lega Nord in difesa dell'aeroporto, iniziativa che sarà chiusa dal segretario federale Umberto Bossi. Il capogruppo alla Camera della Lega Nord Roberto Maroni sottolinea che ''Malpensa si salverà se vinceremo le elezioni" perché ''Air France ha detto che tratterà con il prossimo esecutivo''. Infatti, ''il nostro governo imporrà una moratoria di 3 anni ad Air France, sarà un punto esplicito del nostro programma. Veltroni nel suo programma non ha detto una parola su Malpensa, sulla questione settentrionale e neppure sul federalismo". La moratoria servirebbe ad "avere il tempo di sostituire i voli che vengono tolti da Alitalia con degli altri voli. Ci sono a rischio 100mila posti di lavoro e si rischia un danno economico di un punto di pil, 15 mld di euro".

Torna all'inizio


Bossi: ''Salveremo Malpensa a tutti i costi'' (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Manifestazione del Carroccio in difesa dello scalo. Maroni: ''Si salverà se vinceremo le elezioni perché imporremo ad Air France una moratoria di 3 anni''. Mercoledì il Tar decide sul ricorso Air One ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Varese, 17 feb. (Adnkronos/Ign) - "E' giusto vendere Alitalia ad Air France altrimenti fallisce, questo però non ha niente a che fare con Malpensa che deve vivere e lavorare, sono due cose diverse. Noi salveremo Malpensa a tutti i costi, salveremo i posti di lavoro". Lo ha detto Umberto Bossi chiudendo la manifestazione della Lega Nord a Malpensa per difendere lo scalo varesino. "Malpensa deve essere la base del sistema aeroportuale del Nord, un sistema che forse adesso è troppo spezzettato e su questo dovremo lavorare. Il governo invece ha scientificamente deciso di lavorare contro Malpensa. Romano Prodi - ha aggiunto Bossi - ha voluto dare il colpo finale all'aeroporto della Padania. La soluzione può essere la moratoria per i voli di Malpensa e anche l'aiuto alla Sea con contributi che possono far superare questo periodo di difficoltà mentre si trova una nuova compagnia. Tutto questo non c'entra niente con Alitalia che è giusto che vada ai francesi altrimenti non può che fallire, ma noi - ha concluso il senatur - faremo di tutto per Malpensa e la salveremo". Il capogruppo alla Camera della Lega Nord Roberto Maroni prevede che ''Malpensa si salverà se vinceremo le elezioni" perché ''Air France ha detto che tratterà con il prossimo esecutivo''. Infatti, spiega, ''il nostro governo imporrà una moratoria di 3 anni ad Air France" che servirebbe ad "avere il tempo di sostituire i voli che vengono tolti da Alitalia con degli altri voli''. ''Ci sono a rischio 100mila posti di lavoro e si rischia un danno economico di un punto di pil, 15 mld di euro", avverte Maroni. Presente anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che annuncia: "Ho parlato con Berlusconi 3 giorni fa ed è ben consapevole del problema di Malpensa e condivide il nostro impegno in questo campo. Berlusconi sa bene che si tratta di un'infrastruttura indispensabile per l'Italia che sarà una priorità del nuovo governo. Ora bisogna fermare la mano assassina di Alitalia nei confronti di Malpensa". Al via, durante la manifestazione, class="hilite">la raccolta delle adesioni per una class="term">class class="term">action contro Alitalia per aver danneggiato l'aeroporto di Malpensa e l'economia del Nord. "Nell'ultima Finanziaria è stata introdotta l'azione collettiva e questa è l'occasione migliore per applicare per la prima volta questa norma. Per questo abbiamo iniziato oggi la raccolta di adesioni per un'azione legale contro Alitalia", spiega il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli. L'esponente del Carroccio contesta le cifre che parlano di una partecipazione alla manifestazione di circa 1000 persone quando ''chi ha un'idea della dimensione dello spazio utilizzato oggi conti alla mano calcola non meno di 50mila persone presenti''. Mentre ''la Pravda di regime li fa diventare mille'' negando ''la democrazia''.

Torna all'inizio


EMERGENZA RIFIUTI (sezione: Class action)

( da "TGCom" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

Rifiuti, un'altra maxi protesta Savignano Irpino,3mila contro discarica Circa tremila persone, secondo stime, hanno partecipato alla manifestazione di protesta promossa dal comune di Savignano Irpino (Avellino) contro la nascita di una discarica provinciale in contrada Pustarza destinata ad accogliere 700mila tonnellate di rifiuti. Alla manifestazione hanno aderito anche i sindaci. Non si sono registrate tensioni o incidenti. I dimostranti hanno chiesto di individuare un'altra discarica. Alla manifestazione hanno aderito i sindaci di Ariano Irpino, della Valle del Cervaro (Montaguto, Greci, Villanova, Zungoli) e della vicina Provincia di Foggia (Banni, Monteloene, Accadia, Orsara, Anzano). Simbolicamente i prmi cittadini, giunti in contrada Purstarza, hanno circondato una trivella che dovrebbe cominciare i lavori di carotaggio nei prossimi giorni. Amministratori e cittadini chiedono di individuare la discarica in uno dei siti prescelti dalla Provincia di Avellino e denunciano la beffa di una nuova discarica che si trova a tre chilometri da quella definitivamente chiusa, e dichiarata inquinata, di Difesa Grande. De Gennaro: "La gente aveva ragione" "La gente di qui aveva ragione", è l'amara constatazione del prefetto De Gennaro dopo aver fatto ricontrollare dai tecnici del genio militare tutte le vecchie discariche. Una dopo l'altra, il supercommissario le ha dovute cancellare dal piano che aveva disegnato per liberare le strade dalle tonnellate di spazzatura accumulata. Gli accertamenti tecnici hanno infatti rivelato che la situazione è molto diversa da come raccontata dalle carte: dovunque ci sono infiltrazioni di percolato, sottostanti discariche abusive, rischi gravi di crolli. No a Pianura, no a Parapoti, no a Difesa Grande, no a Villaricca, no a Lo Uttaro, è lunga la lista dei siti non in regola. la conclusione: nessuna delle vecchie discariche potrà essere riaperta. L'unica strada per uscire dall'emergenza, oltre all'invio all'estero - ci sarebbe una trattativa con la Germania - e nelle altre regioni delle ecoballe che ingolfano i cdr impedendone il funzionamento, è quella di approntare il più velocemente possibile nuove discariche in siti non contaminati. Il supercommissario, grazie anche al potere assegnatogli di affidare i lavori senza dover attendere i tempi delle gare d'appalto, mantiene l'obiettivo di ripulire le strade entro la metà d'aprile, prima che arrivi il caldo e con esso il concreto rischio di epidemie. L'emergenza rifiuti in Campania Tgcom 04/02/2008Ryanair, spot sui rifiuti 04/02/2008Rifiuti, ancora decine di roghi 02/02/2008Rifiuti, "Nessun pericolo salute" 31/01/2008Rifiuti, secondo avvertimento Ue 31/01/2008Rifiuti, blocchi nel Napoletano 29/01/2008Rifiuti, scontri a Marigliano 28/01/2008Rifiuti, Grillo organizza M-day 28/01/2008Rifiuti, aprono discariche e siti 25/01/2008Rifiuti, nuovo ultimatum della Ue 25/01/2008Rifiuti, nuove proteste a Benevento 23/01/2008Rifiuti, operazione Cc a Napoli 22/01/2008Rifiuti, ancora proteste a Napoli 19/01/2008Rifiuti:class="hilite">a Napoli prima class="term">class class="term">action 18/01/2008Rifiuti, presidio al porto Cagliari 17/01/2008Rifiuti, secondo richiamo da Europa 15/01/2008Rifiuti, entra in azione l'esercito 14/01/2008Rifiuti, "serve soluzione radicale" 13/01/2008Rifiuti, proteste in tutta Italia 13/01/2008Rifiuti, chiedono asilo in Svizzera 12/01/2008Prodi:Vergogna i rifiuti all'estero 11/01/2008Rifiuti, l'esercito entra in azione 10/01/2008Milano, dai rifiuti energia pulita 10/01/2008Rifiuti,squadre intervento a Napoli 09/01/2008Rifiuti,assalto ai vigili del fuoco 08/01/2008Rifiuti,ancora guerriglia a Pianura 07/01/2008Rifiuti, situazione in tempo reale 06/01/2008Rifiuti,continua presidio a Pianura 05/01/2008Rifiuti, a Pianura ancora scontri 04/01/2008Crisi rifiuti, "presidio va avanti" 04/01/2008A Napoli è emergenza rifiuti 03/01/2008Napoli,continua l'emergenza rifiuti 02/01/2008Rifiuti Napoli, protesta a Pianura 28/12/2007Rifiuti, resta emergenza a Napoli 26/12/2007Rifiuti, ridotti i disagi a Napoli 25/12/2007Rifiuti, raccolta record a Napoli 24/12/2007Napoli, piano rifiuti straordinario Invia ad un amico.

Torna all'inizio


ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI: CLASS ACTION RISARCITORIA CONTRO I COSTI DEI SERVIZI BANCARI (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 17-02-2008)

Argomenti: Class Action

(22:07) (17/2/2008 17:18) | ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI: class="hilite">CLASS ACTION RISARCITORIA CONTRO I COSTI DEI SERVIZI BANCARI (Sesto Potere) - Roma - 17 febbraio 2008 - Adusbef e Federconsumatori,di fronte a quella che considerano l'arroganza degli istituti di credito adusi a fare strame delle leggi, si vedono costrette a lanciare una class="term">class class="term">action contro le banche per far restituire ai correntisti ben 5,9 miliardi di euro, con un modulo sui loro siti, per recuperare 5,9 miliardi di euro su 23,8 miliardi di utili netti conseguiti dal sistema bancario nel 2007. "In un paese normale - affermano Adusbef e Federconsumatori - ,quando non si rispettano le leggi,scattano dure sanzioni,anche a carico delle banche che specie in Italia,operando in una zona franca continuano a taglieggiare i correntisti con costi elevati di gestione, tassi più alti media Ue su mutui,prestiti e fidi,zero retribuzioni per i conti correnti". "Nonostante l'art.10 del decreto Bersani,obbliga le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce, conti correnti e libretti non hanno beneficiato affatto delle cinque decisioni BCE che ha aumentato dell'1,25% il costo del denaro dal giugno 2006. Dalle 5 decisioni BCE (agosto, ottobre e dicembre 2006; marzo e giugno 2007) le banche italiane hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali, fidi e finanziamenti, con una stangata di 170 euro al mese (2.040 euro l'anno) su 3,2 milioni di mutuatari, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi. L'elusione sistematica dell'art. 10 del decreto Bersani, ha consentito alle banche un guadagno illecito pari a 5,9 miliardi di euro calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro,ed è costato 197 euro ad ognuno dei 30 milioni di correntisti e depositanti": concludono Adusbef e Federconsumatori.

Torna all'inizio


Antitrust: stop bollette fantasma (sezione: Class action)

( da "Cellulare Magazine.it" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

IN PRIMO PIANO Lunedi 18-02-2008 Antitrust: stop bollette fantasma Vietato il blocco della linea a chi rifiuta di pagare telefonate satellitari mai fatte Da sabato scorso Telecom Italia non può più staccare la linea telefonica ai clienti che non hanno pagato le chiamate satellitari verso numeri Elsacom fatturati in bolletta perché ritengono di non averle mai effettuate. Lo ha deciso l'Antitrust, class="hilite">mentre le associazioni consumatori invitano a non pagare gli addebiti contestati e si prepara ad avviare una class="term">class class="term">action, una causa comune, contro Telecom e contro Elsacom. La vicenda riguarda gli addebiti in bolletta contestati da utenti per presunte chiamate verso numeri satellitari internazionali Elsacom (come 008818 e 008819) e numeri speciali quali 199, 178, 892, 899. L'ultimo caso è quello di una casalinga di Pavia che si è vista recapitare una bolletta di oltre 4mila euro con la minaccia di taglio immediato della linea nel caso non venga saldata subito. La denuncia, l'ennesima di questo tenore, ha fatto scattare l'inchiesta del Garante del mercato e della concorrenza. Dopo una serie di ispezioni effettuate nei confronti di Telecom, Elsacom e delle società Globalstar Europe, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993, Teleunite e Voiceplus, il Garante ha deciso "di disporre che Telecom sospenda i distacchi della linea nei confronti dei clienti che non pagano le chiamate satellitari fatturate in bolletta, su richiesta di Elsacom, e che gli utenti affermano di non avere mai effettuato". Lo scrive un comunicato diffuso dall'Antitrust dopo una riunione straordinaria tenuta sabato pomeriggio. Secondo l'Autorità, "dai primi esiti delle ispezioni" compiute dalla Guardia di Finanza, sembra possibile che per molte chiamate contestate Elsacom abbia chiesto a Telecom Italia "la fatturazione come satellitari di normali telefonate". La vicenda risale agli ultimi mesi del 2007, quando all'Antitrust sono cominciate a giungere numerose segnalazioni da parte dei consumatori, secondo cui Telecom inoltre "non avrebbe fatto nulla per evitare il fenomeno e avrebbe invece preteso l'immediato e integrale pagamento delle somme paventando agli utenti, in caso contrario, il distacco della linea telefonica", dice il comunicato. L'Antitrust sta anche cercando di accertare se all'origine delle fatturazioni "fantasma" ci sia l'installazione di "dialers" (non da parte di società legate a Telecom) sugli apparecchi degli utenti, mentre erano impegnati nella navigazione in Internet. Si tratta di programmi installati all'insaputa degli utenti che possono programmare a distanza il pc nei vari accessi a Internet per programmare chiamate non richieste a numeri speciali. Il Codacons, nel raccomandare di non  pagare tali bollette, ha messo a disposizione degli utenti una linea di emergenza (178.44.02.358) alla quale rispondono legali specializzati e che intendono organizzare una causa comune per la richiesta di risarcimento del danno subito.

Torna all'inizio


Cambiare vita con il carcere che investe in cultura (sezione: Class action)

( da "Mattino di Padova, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Altre CAMBIARE VITA CON IL CARCERE CHE INVESTE IN CULTURA Su che cosa si dovrebbe investire per far diventare il carcere davvero un'occasione di cambiamento, e non un luogo dove "si ammazza il tempo" nella noia di giornate inutili? Il lavoro è senz'altro importante, ma lo studio forse è realmente un'occasione unica per crescere, per acquisire gli strumenti per cambiare vita, per uscire da una condizione di povertà culturale. E allora, in galera per fortuna può capitare di iniziare un percorso in cui la scuola assume per gli adulti quel ruolo e quell'importanza, che non ha avuto prima nella loro vita, quando era il momento giusto per studiare. E in galera si può dimostrare che comunque studiare ha un senso sempre, anche in età avanzata. A cura della redazione di Ristretti Orizzonti, giornale dal carcere Due Palazzi di Padova (www.ristretti.it) Sono disperato, fra poco mi operano per un brutto polipo vicino all'ano e mi hanno detto che poi avrò per sempre un buco sulla pancia per andare in bagno. Non so se farmi operare. Come faccio a vivere dopo? B.C. Rubano Il "buco sulla pancia" è una colostomia (o una ileostomia) ed è il risultato di un intervento con il quale si crea un'apertura sulla parete addominale per poter mettere in comunicazione un viscere, in questo caso l'intestino, con l'esterno. Il confezionamento di una colostomia (o ileostomia) è sempre secondario ad un intervento altamente demolitivo che compromette da un lato le funzioni fisiologiche, ma permette dall'altro l'allontanamento immediato ed efficace dei gravi problemi che compromettono la salute del paziente, spesso permettendone la sopravvivenza. Solo con la consapevolezza di ciò potranno essere abbandonate quelle sensazioni di vulnerabilità, di sconforto, di malessere che ingenerano la convinzione di essere portatore di un grave handicap. E' importante conoscere cos'è una colostomia e perché è stata confezionata, perché solo così potrà essere accettata come una nuova condizione anatomica a cui adattarsi; potrà apparire come una condizione nuova che comunque permette una normale vita di relazione e attraverso la quale è stato possibile riacquistare lo stato di persona sana. Il portatore di stomia non è un malato cronico, questo è l'assioma che deve accompagnare ogni portatore di stomia. La stomia va trattata normalmente, usando delicatezza e fermezza, senza alcuna paura ed imbarazzo. La stomia non è una ferita, ma un organo nuovo che fa parte del corpo, quindi non occorrono per l'igiene e la pulizia cose sterili ma solo pulite. La stomia è priva di uno sfintere, cioè di un muscolo ad anello che ne permette la chiusura, e quindi gli effluenti, cioè le feci, non possono essere trattenuti e fuoriescono liberamente. Questo è un grave inconveniente che, però, può essere affrontato e risolto in modo soddisfacente mediante una dieta adeguata, la cura della stomia e mediante delle manovre di "rieducazione" della stessa (irrigazioni) che permetteranno alla fine di svuotare l'intestino nel momento desiderato ed anche di non dover portare più il sacchetto di raccolta. Avere una stomia significa, quindi, avere una situazione anatomica diversa, ma gestibile, che non pregiudica la vita di relazione del portatore e che non ne fa un handicappato bensì, dopo una malattia, ne permette il ritorno alla vita. Sono il titolare di una piccola impresa e alcune delle mie dipendenti sono assunte a part time. Vorrei concordare con alcune di loro la possibilità di modificare sia i tempi che la durata della prestazione, come già da qualche anno ho pattuito con altre colleghe, ma mi è stato riferito che questa possibilità non esiste più. Vorrei sapere se ciò che mi hanno riferito è vero e, qualora lo fosse, se i patti precedentemente stipulati in tal senso con le mie dipendenti sono ancora validi. Quello che le hanno riferito è vero solo in parte. Il c.d. Collegato Lavoro alla Finanziaria per il 2008, tra le altre cose, ha modificato anche la disciplina delle c.d. clausole flessibili ed elastiche nel contratto a tempo parziale, che sono le clausole con cui si riconosce al datore di lavoro la facoltà di variare la collocazione temporale della prestazione di lavoro part time ovvero di aumentarne la durata. Le clausole flessibili sono ammesse nei tre tipi di contratto part time (orizzontale, verticale e misto) mentre le clausole elastiche solo in quello verticale e misto. Prima dell'intervento della modifica del Collegato Lavoro, la legge consentiva la pattuizione di clausole elastiche e flessibili sia nel caso in cui tale facoltà fosse stata espressamente prevista e disciplinata dalla contrattazione collettiva applicata al rapporto di lavoro sia quando, in assenza di una previsione della contrattazione collettiva in tal senso, fosse stata concordata direttamente tra il lavoratore e il datore di lavoro, sulla base del semplice accordo tra le parti. Il Collegato Lavoro interviene su tale ultimo aspetto. A partire dal 10 gennaio 2008, infatti, le clausole elastiche e flessibili possono essere apposte al contratto di lavoro a tempo parziale solo se espressamente previste e consentite dalla contrattazione collettiva applicata al rapporto, venendo così meno la possibilità precedentemente riconosciuta di apporle semplicemente sulla base del solo accordo tra le parti, anche in assenza di una espressa previsione collettiva. Ciò detto, per capire se lei può stipulare nuove clausole elastiche e/o flessibili con alcune delle sue dipendenti a part time bisogna verificare quale contratto collettivo Lei applica e se il contratto riconosce tale facoltà. Solo in caso affermativo lei potrà stipulare le clausole. Per quanto riguarda le clausole flessibili ed elastiche già stipulate prima del 10 gennaio 2008, lei potrà continuare ad azionarle, indipendentemente dal fatto che la contrattazione collettiva che applica le disciplini o meno. La legge, infatti, non ha effetto retroattivo e non modifica gli accordi.

Torna all'inizio


Lega in piazza per malpensa - enrico bonerandi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Lega in piazza per Malpensa Bossi: Alitalia ad Air France, ma noi salveremo lo scalo "Prato deve ascoltarci non può andare avanti come un trattore" ENRICO BONERANDI dal nostro inviato MALPENSA (VARESE) - Votate Lega e salverete Malpensa. Lo hanno ripetuto ieri tutti i leader del Carroccio, che ha chiamato i suoi a una manifestazione nel parcheggio del terminal 1 dell'aeroporto varesino, e lo ha scandito Umberto Bossi dal palco: "Malpensa vivrà". Quanto ad Alitalia, ha sostenuto Roberto Maroni, "vada pure a Fiumicino o in Africa", class="hilite">mentre nei banchetti si raccoglievano firme per una class-class="term">action contro la compagnia. "Bisogna venderla ad Air France, sennò fallisce. Ma ci vuole una moratoria di tre anni, e anche che vengano stanziati fondi in aiuto della Sea", ha aggiunto Bossi. Una cosa è certa: "Il prossimo governo salverà il nostro aeroporto". Grande mobilitazione dei militanti leghisti ieri (circa 10mila) per quella che è stata definita "la madre di tutte le battaglie" e coincide con l'apertura della campagna elettorale del Carroccio. Qualche isolata bandiera del Pdl e sul palco il governatore lombardo, Roberto Formigoni, invitato da Bossi a scandire con gli altri lo slogan "Padania libera". Formigoni ha abbozzato, ma nel concreto ha assicurato l'appoggio del Pdl alla battaglia in difesa dell'hub lombardo: "Tre giorni fa ho parlato con Berlusconi, che è ben consapevole del problema e condivide l'impegno che stiamo mettendo in campo. Sa bene che Malpensa è un'infrastruttura indispensabile per l'Italia. Air France nei fatti ha sposato la proposta di moratoria, e il governo deve ora imporre ad Alitalia la prosecuzione del servizio integrale fino all'insediamento del nuovo governo. Il presidente Prato è stato eletto dal centro-sinistra, ma fra qualche settimana si troverà con un governo di centro-destra. Deve ascoltarci, non può andare avanti come un trattore". Bossi si è rivolto ai lavoratori aeroportuali: "Vi abbraccio tutti, non vi lasceremo soli". La questione Malpensa sarebbe già inserita nel programma della coalizione di centro-destra (Maroni ha sostenuto di aver ottenuto l'appoggio incondizionato di Giulio Tremonti), ma "l'unica certezza è quella di votare in tanti per la Lega".

Torna all'inizio


Il legal privilege copre gli indipendenti (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: GIUSTIZIA E SENTENZE data: 2008-02-18 - pag: 39 autore: Tribunale Ue. Avvocati e segreto professionale Il "legal privilege" copre gli indipendenti Marco Bellinazzo Il legal privilege è riservato agli avvocati indipendenti. La corrispondenza tra i vertici aziendali e il collegio legale interno, al contrario, non sono coperte da "immunità". Nelle indagini dirette ad accertare violazioni delle norme sulla concorrenza (articoli 81 e 82 del Trattato Ce), la Commissione Ue e l'Antitrust nazionale, perciò, possono esigere informazioni dai cosiddetti inhouse counsels, controllare i libri e documenti da questi predisposti e farne copie. Queste precisazioni sull'applicazione "soggettiva" del legal privilege sono contenute in una sentenza del Tribunale di primo grado della Ue sul caso Akzo. Una decisione del settembre 2007 – ora in appello – che segue di 25 anni la prima sentenza in materia pronunciata dalla Corte di giustizia Ue (causa 155/79 del 1982, caso Am&S). Rispetto a quest'ultima la decisione del 2007 sembra però aprirespiragli per un'estensione del beneficio sul piano oggettivo. Il caso Durante un accertamento nel Regno Unito su Akzo, colosso della chimica olandese, gli ispettori della Commissione Ue hanno consultato alcuni documenti per i quali l'impresa aveva chiesto il beneficio del legal privilege, tra cui diverse e-mail scambiate dal direttore generale di Akros Chemicals con uno dei legali interni di Akzo. L'in-house counsel di Akzo era iscritto all'Ordine forense olandese e quindi soggetto alle norme deontologiche. In base al diritto olandese, il legale interno aveva siglato un accordo per condizioni di impiego "indipendenti", in base al quale il Gruppo si è impegnato a riconoscere la prevalenza dei suoi obblighi di indipendenza professionale (dovuti all'appartenenza all'Ordine) rispetto ai doveri di lealtà aziendale. La sentenza Il tribunale Ue (sentenza 17 settembre 2007, cause riunite T-125/03 e T-253/03) ha però negato la rilevanza dell'accordo dando una lettura restrittiva della nozione di avvocato indipendente, in continuità con la sentenza AM&S: è "indipendente" e può godere del legal privilege solo l'avvocato che non sia vincolato al suo cliente da un rapporto di lavoro stabile e subordinato. Del resto il Tribunale ha osservato come non vi sia ancora una posizione comune in Europa sull'estensione della protezione agli in-house counsels. Sono solo nove in effetti gli Stati membri che la ammettono. Sul piano oggettivo, tuttavia, la sentenza Akzo sembra allargare l'area del legal privilege rispetto alla sentenza AM&S. Il tribunale di primo grado ha infatti riconosciuto che l'avvocato interno dell'impresa possa trovarsi nella necessità di preparare e scambiare con i dirigenti documenti di sintesi o memo all'esclusivo fine di chiedere poi un parere all'avvocato esterno. Anche per questi atti sembra ora possibile invocare il legal privilege (anche se spetterà all'azienda provare l'uso specifico dei documenti). Le conseguenze in Italia L'Italia non è tra gli Stati che riconosce il legal privilege. La sentenza Akzo comporta dunque che non siano coperti da immunità rispetto alle indagini antitrust i pareri redatti dai giuristi d'impresa e dagli uffici legali delle imprese. Potrebbero essere inclusi nel legal privilege viceversa gli atti degli avvocati che prestano la loro attività nelle società ex pubbliche, come Eni ed Enel, iscritti in un albo speciale. Ma la questione è controversa. "I principi della sentenza Akzo – osserva l'avvocato Stefano Grassani,responsabile del dipartimento antitrust dello studio Pavia Ansaldo – potrebbero piuttosto avere in futuro un impatto notevole sul piano del processo civile e della class action. Il successo delle azioni collettive negli Usa è legato alla discovery dei documenti interni della controparte che può essere ottenuta da chi agisce. Con l'avvio, dal luglio 2008, delle class action è verosimile che venga potenziatala facoltà di chiedere l'esibizione di documenti dell'avversario, oggi previsto dall'articolo 210 del Codice di procedura. è chiaro che a quel punto stabilire quali documenti interni alle aziende saranno consultabili e quali no diventerà essenziale".

Torna all'inizio


Forma certa per le dimissioni (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-02-18 - pag: 51 autore: Ordinamenti. La procedura non è un elemento superfluo Forma certa per le dimissioni Vittorio Italia Non sono valide le dimissioni di un consigliere comunale che non sono state depositate all'ufficio protocollo, ma consegnate al segretario generale, e da questi, senza alcuna delega, depositate all'ufficio protocollo. Così ha deciso il Tar Puglia Bari, sezione III, nella sentenza 119/2008, che ha stabilito alcuni rilevanti principi sul procedimento delle dimissioni dei consiglieri. Il caso riguardava una delibera di un consiglio comunale con cui era stata disposta la surroga di un consigliere comunale che aveva presentato le proprie dimissioni, assieme a quelle di altri 15 consiglieri, al fine di provocare lo scioglimento del consiglio. Le dimissioni di questo consigliere non erano state depositate all'ufficio protocollo del Comune, ma erano state consegnate a mani del segretario che – senza avere ricevuto alcuna delega in questo senso – le aveva successivamente depositate all'ufficio protocollo. Il giorno successivo, il consigliere dimissionario si era recato dal segretario, chiedendo che fosse autenticata la propria firma di dimissioni. Il segretario ha autenticato la firma, ma in modo disattento, perché l'autentica è stata scritta "sul retro del foglio recante la dichiarazione delle dimissioni". è quindi sorto il problema sulla validità di queste dimissioni, e il Tar ha ritenuto di negarla, perché vi era un palese contrasto con l'articolo 38, comma 8, del Dlgs 267/2000, che prevede che "le dimissioni non presentate personalmente devono essere autenticate e inoltrate al protocollo del Comune tramite persona delegata (&)". In questo caso –hanno argomentato i giudici – la firma autenticata è stata apposta "su un foglio sostanzialmente bianco, nel quale non vi era alcuno specifico richiamo alla retrostante dichiarazione di dimissioni". Non esisteva quindi, sul foglio di dimissioni, una firma autografa autenticata di questo consigliere, e non è stata poi data alcuna delega al segretario affinché inoltrasse al protocollo queste dimissioni. In conseguenza – hanno proseguito i giudici – poiché le dimissioni presentate contestualmente dai consiglieri formano un "atto collettivo non frazionabile ",l'invalidità di queste dimissioni ha travolto anche le altre. E in riferimento alla surroga, il consiglio non poteva surrogare un consigliere che non si era dimesso. La sentenza è esatta, e ha inquadrato questo caso nel sistema delle norme vigenti. Le dimissioni della maggioranza dei consiglieri si riverberano sull'esistenza stessa del consiglio, e per questa ragione la legge le ha sottoposte a una serie di formalità minuziose, che devono essere puntualmente osservate. In tali casi, la forma dell'atto non è un elemento superfluo, ma è - secondo l'antica definizione- forma ad substantiam, e costituisce un elemento sostanziale di validità. www.ilsole24ore.com/norme La sentenza del Tar Puglia - Bari EFFETTO-VALANGA L'abbandono di gruppo è considerato azione collettiva, per cui l'invalidità di un atto "travolge" tutti gli altri.

Torna all'inizio


Campagna sulla 194: La Chiesa si dissoci P enso sia giunto il momento che le gerarchie ecclesiastiche prendano pubblicamente le distanze da quei santoni in chiave elettorale che a (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Ripetizione promuovono campagne contro l'aborto Campagna sulla 194: La Chiesa si dissoci P enso sia giunto il momento che le gerarchie ecclesiastiche prendano pubblicamente le distanze da quei santoni in chiave elettorale che a ripetizione promuovono campagne contro l'aborto. Questi improvvisati chierichetti di Santa Romana Chiesa sostengono con convinzione e impegno battaglie che non li riguardano, mentre pare abbiano volentieri glissato su quelle che li riguardavano direttamente, come ad esempio il divorzio. Esclusi certi spudorati "paladini della famiglia", delle ultime elezioni. Da parte della Chiesa, la mancanza di una presa di posizione chiara di fronte al susseguirsi di queste penose campagne interessate da parte delle moderne categorie di atei devoti e divorziati devoti, moralizzatrici (per gli altri, o nella fattispecie, per le altre) ritengo crei sconcerto e disorientamento nei cattolici, ed anche qualche sospetto di connivenza. Paolo VI, alla nobiltà romana che lo accompagnava nelle cerimonie, ebbe il coraggio di dire: "Facciamo volentieri a meno dei vostri servizi". Penso che da una certa classe politica ci sia poco da imparare, men che meno dal punto di vista morale. Antonio Pedrotti - Trento Tagliamo servizi e poi diamo soldi ai veneti M i risulta difficile comprendere come la Provincia autonoma di Trento si veda costretta, per motivi finanziari, a "ristrutturare" (o meglio a "depotenziare") settori fondamentali per la vita dei cittadini quali la sanità, i vigili del fuoco, i controlli sui prodotti alimentari trentini, oltre che a mantenere numerosissime famiglie nell'incertezza a causa del perdurare (nonostante un timidissimo tentativo di "regolarizzazione") della massa di lavoratori precari che operano al suo interno e presso le altre amministrazioni pubbliche trentine e poi permettersi di regalare, generosamente, decine di milioni di euro alle regioni confinanti, creando dei precedenti pericolosi e dando di fatto ragione alle loro lamentele relativamente all'eccesso di risorse presenti nella nostra Provincia autonoma. Michele S. - Rovereto Una splendida visita al palazzo della Regione G razie Provincia e Regione. Giovedì 7 febbraio grazie al circolo anziani di Giovo ho avuto l'opportunità di una visita guidata al palazzo della Regione e all'archivio del catasto di Trento. Un caloroso ringraziamento va al funzionario signor Mauro Larentis. Un particolare grazie a Pino Morandini che con grande entusiasmo e competenza ci ha descritto la grande figura del nostro indimenticabile statista Alcide De Gasperi che si prosperò per la nascita e crescita della nostra autonomia trentina. Poi all'archivio del catasto ci ha raggiunti l'amico assessore Franco Panizza che assieme al dott. Margonari e dott. Buffoni ci hanno fatto visitare lo stupendo archivio. Sono rimasto molto colpito dell'entusiasmo e disponibilità e grande competenza dei due dottor sopraccitati, nel descriverci i vari cimeli, libri fondiari e varie attrezzature dell'archivio del catasto. Grazie ancora. Ferruccio Rizzoli - Verla Vogliamo contributi per le caldaie a metano L eggendo il vostro giornale tutti i giorni, vorrei dire la mia opinione sui soldi elargiti a destra e a manca dalla nostra Provincia Trentino in questo periodo, e gradirei sentire e leggere anche che parte di questi soldi (che ci sono stati promessi) per l'acquisto di caldaie a metano e per i contributi a fondo perduto per la ristrutturazione edilizia stanno per arrivare alle famiglie delle Giudicarie: qui siamo in tanti ad attendere. Vi faccio tanti complimenti per il nuovo giornale a colori. Adriana Staurenghi - Pieve di Bono Da ex Imi chiedo class action contro i Savoia M i chiamo Sisinio Tomasi e da qualche anno sono "ospite" di una casa di riposo sulla collina di Trento. Di salute sto bene, la testa e le mani sono a posto: sono malfermo sulle gambe, ma è l'età in quanto sono della classe 1921. La ringrazio per aver pubblicato (finalmente) qualche cosa sugli ex I.M.I. Il 23 gennaio scorso la recensione del libro di Giuliano Vitali "Memorie di un internato" e poi, pure in gennaio, il commento alle "Tesi" di laurea della dottoressa Martina Vicentini di Pomarolo che verte sul "come vivessero gli internati militari italiani". La lettura di quelle pagine mi ha gettato letteralmente a terra: pensavo di aver metabolizzato e rimosso dalla mia mente quel periodo della mia vita, ma non è stato così. Sono stato a letto con febbre alta, in uno stato di prostrazione completa. Ora mi sono rimesso. Io sono fra quelli di Cefalonia che non sono stati passati per le armi, poiché il 9 settembre 1943 il Trentino era diventato una provincia del terzo Reich (Alpenvorland) e tutti i residenti del Trentino, seppur anche militari del R. Esercito, in Italia o all'estero ricadevano sotto la giurisdizione tedesca! Però non mi risparmiarono la prigionia, quella infame riservata ai traditori militari italiani. In quel di Düsseldorf, parlando allora abbastanza bene il tedesco, aiutai, come interprete, a mitigare anche ai miei commilitoni la durezza del Staglager. Quando nel settembre del 1944 diventammo "lavoratori" (è vero!!!) io ebbi l'opportunità di andare a lavorare presso famiglie di contadini e lì rimasi fino alla fine della guerra (maggio 1945). Rientrato a casa, faticosamente la mia vita riprese a cominciare. Avevo perso quasi 5 anni della mia esistenza giovanile oltre ad una decina di chili. Però quello che più mi brucia ora l'esistenza è la richiesta dei "Savoia" agli italiani di indennizzo per non so cosa. Allora io chiedo specialmente all'Associazione ex militari italiani internati in Germania (ex IMI) di avviare non solo contro gli attuali "Savoia" ma anche contro i fascistoni e i figli dei fascistoni e loro apologeti attuali una "azione collettiva risarcitoria" (una "class action" all'italiana) per i danni, le sofferenze, le malattie, ecc. ecc. anche dei famigliari subite non solo dagli ex I.M.I. ma da parte della cittadinanza inerme. Bisogna chiudere con il passato facendo un serio processo, perseguendo finalmente i responsabili e i loro eredi. Direttore, grazie e complimenti per l'Adige a colori. Sisinio Tomasi - Villa Belfonte Le leggi ad personam una vergogna per l'Italia M i sono documentata in merito al decreto legge approvato in tempo di record dal governo di centrodestra sul falso in bilancio. Nel sito google.it/group.politica si afferma che il decreto legge è stato firmato nel gennaio 2002 dal premier Silvio Berlusconi, cioé dal principale beneficiario (grazie alla sua riforma Berlusconi ottiene la prescrizione per i fondi neri nel passaggio del calciatore Gianluigi Lentini al Milan - 10 miliardi versati al Torino, e per decine di miliardi movimentati da Ali Iberian, il processo Sme e una buona metà di quello sui diritti Mediaset). Di fatto la Cdl ha ripescato il progetto Mirone "trasformandolo" in una legge che ha avuto come relatori Giorgio La Malfa e Gaetano Pecorella (avv. di Berlusconi). L'altro difensore del premier, Ghedini ha collaborato con preziosi emendamenti; in pratica, i legali del Presidente del consiglio si trasferiscono in Parlamento e collaborano attivamente a mandare in fumo i suoi processi. La Corte europea chiamata in causa affinché valutasse la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie, decide di "non entrare nel merito" delle leggi in vigore nei singoli Paesi. L'"Economist" parla di una legge di cui si vergognerebbero persino gli elettori di una repubblica delle banane. Vorrei anche far presente al signor Luigi Negherbon (lettera pubblicata il 10 febbraio 2008) che per il momento siamo ancora in uno stato democratico, e trovo veramente vergognoso che lei si permetta di chiedere che lettere con opinioni diverse dalle sue vengano cestinate. Grazie Lella. Mirella Poletti - S. Margherita Ala Anesi fa la morale, ma il Patt l'ha spaccato lui H o letto la lettera del signor Anesi sull'analisi politica del Patt per quanto riguarda i suoi continui "tentennamenti" ogni qualvolta si è chiamati al voto sia per le politiche che le provinciali e comunali. Concordo con lui quando afferma che la "base" autonomista pulsa più volentieri verso schieramenti di centrodestra, ma a mio giudizio egli non può improvvisarsi l'uomo saggio che descrive il Patt come un partito che ha completamente perso la sua storica identità politica comprese le sue radici di partito territoriale. Debbo ricordare al signor Anesi che tra i promotori delle prime crepe del partito prima delle varie spaccature, la storia registra pure il suo nominativo, tant'è che assieme ad altre persone aveva fondato il movimento politico denominato Far in cui mi ero iscritto in virtù di un programma e di valori miranti ad un interesse sociale e su cui mi ero impegnato nella loro campagna elettorale. Terminata la tornata elettorale ed avendo ottenuto un consigliere provinciale, i vertici dell'allora Far tramutato poi in "genziane" si sono completamente dimenticati (compreso Anesi) dei cosiddetti "manovali" che avevano lavorato per un risultato e soprattutto per un fine e scopo sociale, e tra loro si sono spartiti incarichi di potere attingendo a quel manuale "cencelli" che sembra ancora il vangelo di molti esponenti politici! Per favore signor Anesi, non dia lezioni di moralità politica! Piergiorgio Giuliani - Trento Sul nuovo giornale date spazio al dialetto S ono un vecchio, abbonato, più di età (67) che di abbonamento (ca. 40), prima un giorno alla settimana, poi due, poi sei. Desidero proporle un'idea che mi è venuta in occasione del rinnovo del giornale, a partire dal 31 gennaio. Visto che tra le altre cose nuove, che apprezzo anche se non in toto, è aumentata anche la fogliazione, come lei dice nella pre-presentazione, anche per dare più spazio alle notizie di valle. La mia idea, visto che il dialetto pian piano va inesorabilmente scomparendo e con esso anche le varie culture valligiane, di lasciare uno spazio, anche se non ogni giorno, a un breve articolo in dialetto, magari una poesia, vecchia o nuova, alternando le varie parlate (pinaitra: Baselga, Bedollo), cembrana, nonesa, giudicariese, ecc. Questa idea può sembrare "originale", ma forse non lo è poi tanto. Si potrebbe fare un censimento - indagine fra i lettori, come fate a volte per altre cose. Le sarei grato se volesse pubblicare questo mio scritto con un cenno di risposta. Carlo Moser - Abbonato Faida di Piné Veltroni predica bene e razzola male I l mitico Uolter, un uomo di parola! L'anno scorso, o giù di lì, Veltroni garantiva che, cessato il secondo mandato di sindaco di Roma, se ne sarebbe andato in Africa a fare volontariato. A fronte dei dubbi manifestati dall'intervistatore, il nostro, sorridendo, diceva: staremo a vedere. E abbiamo visto! Il mese scorso Veltroni annunciava la grande novità della politica italiana: il Pd corre da solo e non accetta accordi con altri partiti. E che Berlusconi faccia altrettanto, se ne ha il coraggio. E abbiamo visto, a distanza di un paio di settimane, l'alleanza con Di Pietro e l'Idv! Sempre il mese scorso il mitico Uolter ha annunciato di volere nelle sue liste persone che prendono una busta paga e uno stipendio; insomma gente che lavora. Staremo a vedere se almeno questa volta ai roboanti annunci seguiranno i fatti (categoria, questa, con cui il fan di Topolino e Alberto Sordi non sembra peraltro avere particolare dimestichezza). Se così fosse, però, ci chiediamo come potrà il Pd candidare nelle sue liste tale Veltroni Valter (già direttore dell'Unità, già segretario dei Ds, già vicepresidente del consiglio del 1. governo Prodi, già sindaco di Roma, da una vita in Parlamento), che pur non più giovanissimo, ad oggi non risulta avere lavorato un solo nanosecondo, avendo fin da piccino vissuto solo ed esclusivamente di politica. Rodolfo Borga 18/02/2008.

Torna all'inizio


"Andiamo al governo e salveremo Malpensa" pag.1 (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

"Andiamo al governo e salveremo Malpensa" di Sabrina Cottone - lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 Sul palco accanto a Bossi il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Lancia la sua richiesta a nome e per conto del Pdl, perché anche Alitalia si fermi come ha già fatto Air France e l'amministratore delegato, Maurizio Prato, incontri una delegazione del centrodestra: "Prato deve sapere che tra qualche settimana si troverà con un'azionista di centrodestra. Ha il dovere di aspettare le decisioni del nuovo governo: non può andare avanti come un trattore". Formigoni, che ha anche firmato la petizione di Forza Italia in favore della moratoria (arrivata a quota 40mila sottoscrizioni durante il week end), dal palco ha arrischiato una difesa dell'unità nazionale: "Siamo qui a difendere non solo gli interessi lombardi, ma quelli di tutti gli italiani...". Anche Formigoni non esclude il fallimento di Alitalia: "Sempre meglio che far fallire tutta la Regione, che rischia di perdere 15 milioni di euro". Bossi non risparmia stoccate al governo uscente: "Per fortuna Prodi è andato fuori dalle balle. Viene un nuovo governo e Malpensa verrà salvaguardata a tutti i costi". Tra le azioni già partite, class="hilite">la class="term">class class="term">action contro Alitalia per la sua decisione di tagliare due terzi dei voli dallo scalo milanese. A proporla era stato il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, dimissionario perché sarà candidato in Parlamento. E ieri i banchetti leghisti raccoglievano già le firme per portare in tribunale Alitalia con una causa di massa. Non sono escluse altre iniziative giudiziarie, dopo il ricorso al Tar presentato da Air One (e sostenuto dalla Lombardia) potrebbe arrivare un'azione di responsabilità verso gli amministratori di Alitalia da parte di uno o più piccoli azionisti della compagnia che si sentono danneggiati dai tagli a Malpensa. Un manifesto difende gli "sghei" padani dall'assalto di Roma. Ma c'è chi ne fa una questione d'onore, prima che di denaro, come un militante in verde che sfoggia il suo cartello: "Sarkozy, giù le mani. Malpensa non è minga Carla Bruni".

Torna all'inizio


La battaglia dei cinquantamila: <Uniti per salvare Malpensa> pag.1 (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

La battaglia dei cinquantamila: "Uniti per salvare Malpensa" di Gianandrea Zagato - lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 , mentre invita il popolo del Nord a ritmare "Padania libera, Malpensa vola". Leit motiv fatto proprio anche da Formigoni, Mantovani e dai sindaci azzurri: tutti "fronte del Nord" contro "Roma ladrona che vuole andarsene via con il bottino" chiosa Maroni. "Bottino" che, calcolatrice alla mano tanto per essere pragmatici, ammonta a 1.116 euro per ogni cittadino lombardo. Forse, class="hilite">non è un caso che i cinquantamila sottoscrivono la petizione per far partire una class="term">class class="term">action contro Alitalia. Sì, una causa per danni contro l'ex vettore di bandiera che taglia due terzi dei voli dallo scalo di Malpensa e che, parola d'onore del Nord, non riuscirà ad "essere il regalo di nozze per monsieur Sarkozy".

Torna all'inizio


Una precisazione sul caso Bipop Carire (sezione: Class action)

( da "Emilianet" del 18-02-2008)

Argomenti: Class Action

Economia e imprese Una precisazione sul caso Bipop Carire In merito all'intervista a Giorgio Salsi di Azionariato Diffuso relativa all'approvazione della legge sulla class="hilite">class="term">class class="term">action, nella cui introduzione citavamo il caso Bipop-Carire scrivendo che: "Tra i tanti soggetti che avrebbero potuto beneficiare dello strumento della class="term">class class="term">action vi sono i risparmiatori e i piccoli azionisti rimasti coinvolti nel caso Bipop-Carire, uno dei più grossi casi di risparmio tradito avvenuti in Italia che ha distrutto dieci miliardi di euro coinvolgendo oltre 70.000 risparmiatori e piccoli azionisti" ci scrivono gli avvocati Francesco Arata e Carlo Tremolada in nome e per conto del ragionier Bruno Sonzogni, già Amministratore delegato della Bipop Carire Spa: "Tali affermazioni, come peraltro riteniamo già a Voi noto (non fosse altro che per aver dato risalto e pubblicato gli esiti giudiziari dei procedimenti penali scaturiti dalle indagini svolte dai PP. MM. di Brescia) sono del tutto false e non veritiere. Tra l'altro, è proprio di queste settimane il provvedimento emesso dal G. U. P. di Torino che ha disposto il giudizio nei confronti di un importante quotidiano nazionale e di un cronista dello stesso per il reato di diffamazione aggravata perpetrato ai danni del nostro assistito, proprio per aver definito, contrariamente al vero, la vicenda della Bipop Carire quale 'crac' e quale 'scandalo finanziario'".

Torna all'inizio