|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
|||||||
|
|
DOSSIER “CLASS ACTION” |
|
|
|||||
|
|
||||||||
Che
le Dolomiti siano un un patrimonio dell'Umanità è affermazione così ...
( da "Corriere
delle Alpi" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
mediante una
assistenza collettiva che, senza sostituirsi alla azione dello Stato, la
completa efficacemente"; per ultimo, che "è indispensabile adottare
nuove disposizioni per attuare un efficace sistema di protezione collettiva del
patrimonio culturale...". Ognuno interpreti queste parole come vuole.
Baby
teppisti in azione in via Alfonsine: pronti a lanciare bottiglie piene d'acqua
( da "Cittadino,
Il" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Talvolta i
titolari di attività si sono anche dati un aiuto reciproco per tentare di
arginare i danni, che hanno coinvolto gran parte degli spazi commerciali,
alcuni dei quali hanno anche subito atti vandalici. L'auspicio collettivo a
questo punto è che venga prevista un'iniziativa che assicuri costanti
controlli, al fine di fermare l'orda di giovanissimi perditempo.
Un
corteo mascherato per ribadire il diritto ad esistere di Bartleby, il
collettivo studentesco bolo... ( da "Leggo"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il collettivo
studentesco bolognese chel'altra sera ha nuovamente occupato uno spazio in via
Capo di Lucca. A sfilare per il centro storico sono stati circa in cinquecento
ragazzi, molti dei quali indossavano una maschera che raffigurava proprio
Bartleby, il personaggio di un racconto di Melville che dà il nome alle ultime
azioni dell'
successo
della mostra laboratorio della crisi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
COLLETTIVO
AZ.NAMUSN.ART. Successo della mostra «Laboratorio della crisi» PORTO TORRES.
Sono già oltre 500 i visitatori della mostra d'arte contemporanea
"Laboratorio della crisi", opera del collettivo artistico
"Az.Namusn.Art", inaugurata nel capannone dell'ex Consorzio Agrario.
i
centri sociali con i collettivi il prefetto: indagini sugli scontri - michele
bocci ( da "Repubblica, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Firenze I
centri sociali con i collettivi il prefetto: indagini sugli scontri De Martino:
un gruppo di facinorosi turba il clima della campagna elettorale MICHELE BOCCI
Alla manifestazione organizzata dagli studenti per protestare contro le
violenze della polizia di lunedì scorso per ora hanno aderito i Cobas, il
Movimento di lotta per la casa,
Aumenta
di un punto la Robin Tax, class action non retroattiva, possibile sottoscrivere
assicurazioni anche per più anni ( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Venerdì 15
Maggio 2009 Chiudi Aumenta di un punto la Robin Tax, class action non
retroattiva, possibile sottoscrivere assicurazioni anche per più anni
ROMA
L'Italia torna al nucleare. È questa la principale novità che arriva con il
dise... ( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'azione
legale collettiva (class action) entrerà nell'ordinamento giuridico italiano
con l'approvazione definitiva su questo ddl ma avrà valore solo per gli
illeciti che verranno commessi successivamente all'approvazione. Per le
assicurazioni arrivano le polizze poliennali.
Foreste
e boschi: bando di oltre 1 mln ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
proprietà
collettive e aziende agro-forestali con un bando che rientra nell'ambito del
Prip (Programma rurale integrato provinciale), ai sensi della Misura 122
(accrescimento del valore economico delle foreste) del Programma di sviluppo
rurale. 1 milione e 145mila euro per finanziare azioni integrate rivolte
all'aumento del valore economico dei boschi,
Class
action, sì al decreto sviluppo ( da "Corriere della Sera"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
33 Al Senato
Class action, sì al decreto sviluppo MILANO È stato approvato ieri mattina dal
Senato il disegno di legge di Sviluppo, collegato alla manovra economica 2008.
Il provvedimento, che ora torna alla Camera per il voto definitivo, contiene le
misure per il ritorno dell'Italia al nucleare, ma anche norme su class action e
assicurazioni.
Sulla
prova del danno all'immagine della P.A.
( da "AltaLex"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ente
collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale
allorquando il fatto lesivo incida su una situazione giuridica della persona
giuridica o dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona
umana garantiti dalla Costituzione, e fra tali diritti rientra l'immagine della
persona giuridica o dell'
Il
disegno di legge che segna il ritorno del nucleare
( da "CittadinoLex"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
anche abolita
definitivamente la retroattività della class-action Il disegno di legge che
segna il ritorno del nucleare (Ddl Senato 1195 14.5.2009) Passa alla Camera per
il definitivo via libera il disegno di legge in materia di industria ed energia
approvato dal Senato il 14 maggio. Il testo segna il ritorno del nucleare e
abolisce definitivamente la retroattività per la class-
Il
governo approvato il "ddl-Brunetta" Ma dal decreto sparisce la class
action ( da "Stampaweb, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
coordinare la
disciplina di questa class action amministrativa con l?altra class action
generale che il Senato sta esaminando». Le norme sulla class action per la
pubblica amministrazione - ha assicurato il premier - confluiranno in un
«decreto legislativo che sarà adottato a seguito degli approfondimenti,
comunque rispetteremo i termini di scadenza della delega»
Via
libera alla rivoluzione Brunetta sulla P.A.
( da "Giornale.it,
Il" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
Tra le novità, annuncia anche che la class action nella pubblica
amministrazione "partirà dal primo gennaio 2010", spiegando
l?obbligo, per i dirigenti, di un periodo di lavoro-studio all?estero presso le
organizzazioni internazionali.
FS:
QUI L'INFORMAZIONE DERAGLIA ( da "Lavoce.info"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i
conferimenti di capitale da parte dello Stato in quanto azionista, e altro
ancora; tanti contributi giustificati soprattutto, ma non solo, dalla
realizzazione della rete ad alta velocità, i cui costi gravano sulla
collettività pur passando attraverso il bilancio di Fs. Per esempio, nel 2007,
lo Stato per gli investimenti ha trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di euro.
Il
governo approva il "ddl-Brunetta" Ma dal testo sparisce la class
action ( da "Stampaweb, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
coordinare la
disciplina di questa class action amministrativa con l?altra class action
generale che il Senato sta esaminando». Le norme sulla class action per la
pubblica amministrazione - ha assicurato il premier - confluiranno in un
«decreto legislativo che sarà adottato a seguito degli approfondimenti,
comunque rispetteremo i termini di scadenza della delega»
Class
Action. Brunetta, per P.A. partirà da 1 gennaio 2010. Codacons, ora il ministro
si dimetta ( da "Sestopotere.com"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class Action.
Brunetta, per P.A. partirà da 1 gennaio 2010. Codacons, ora il ministro si
dimetta (15/5/2009 15:06) | (Sesto Potere) - Roma - 15 maggio 2009 - "Ci
aspettiamo dimissioni immediate da parte del Ministro della Funzione Pubblica,
Renato Brunetta'.
Azione
collettiva contro le politiche pubblicitarie di Google
( da "Stampaweb,
La" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva è stata avviata contro Google sulla questione della normativa sui
marchi registrati negli Usa. Secondo quanto riporta il New York Times, si
tratta della prima volta in cui una causa del genere è stata intentata dalla
piccola società di software conosciuta con il marchio FirePond per conto di
tutti i titolari di marchi del Texas presso la Corte Federale del Texas.
TUTTI
I RISCHI DELLA CLASS ACTION NELLA PA
( da "Lavoce.info"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
nel suo ambito naturale, la difesa dei consumatori contro le insidie dei
contratti per adesione delle grandi società di servizi, la strada per la class
action nella Pa appare spianata. LEGGE E DECRETO SONO VAGHI In linea di
principio, non vi sarebbe nulla da ridire contro uno strumento finalizzato a
consentire ai cittadini di agire nei confronti dei ritardi o delle inefficienze
L'ITALIA
TORNA AL NUCLEARE. È QUESTA LA PRINCIPALE NOVITà CHE ARRIVA CON IL DISEGNO D...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
editoria e
arriva la class action senza retroattività. Il punto chiave del testo approvato
ieri in Senato, e ora al passaggio definitivo alla Camera, è il nucleare. Entro
sei mesi dall'approvazione definitiva saranno individuati i criteri per
localizzare i siti delle centrali, le modalità di stoccaggio dei rifiuti
radioattivi,
P.A.:
P.Chigi, class action non ora, ma specifico dlgs
( da "KataWeb
News" del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Chigi, class
action non ora, ma specifico dlgs 15 maggio 2009 alle 19:11 — Fonte:
repubblica.it — 0 commenti Il Presidente del Consiglio, al termine del
Consiglio dei Ministri, insieme al Ministro Brunetta ha rilasciato una
dichiarazione con la quale ha sottolineato che: 1.
Forlì,
Balzani: "Rondoni condivida con me il 'no' alla xenofobia"
( da "RomagnaOggi.it"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
e costituire
quindi il prodotto dell'azione collettiva della giunta. Noi abbiamo chiaro il
nostro obiettivo: fare di Forlì una città dell'Europa civile e moderna, con
ampie zone pedonali, comodi parcheggi per i residenti e per il commercio,
percorsi ciclabili diffusi fino alla periferia e ai sobborghi, potenziamento
della mobilità pubblica.
Via
libera alla
Argomenti: Class Action
Abstract:
CLASS ACTION
- Dal canto suo, Brunetta ha annunciato che la class action nella pubblica
amministrazione «partirà dal primo gennaio 2010». «È la prima volta - ha
sottolineato - che si introduce l'azione collettiva nella pubblica
amministrazione».
Cambia
il pubblico impiego, dimissioni rientrate
( da "Cittadino,
Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Comunque il
ministro sembra avere già in testa questo secondo decreto legislativo:
«Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere
avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le
motivazioni addotte non convincono né l'opposizione né le associazioni dei
consumatori. (Ansa)
fannulloni,
via alla riforma premi solo ai più efficienti
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina Il provvedimento varato dal Cdm ora va in aula. Slitta la class
action Fannulloni, via alla riforma premi solo ai più efficienti SEGUE A PAGINA
22
se
il dirigente non ha obiettivi - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Altro esempio
è la class action, azione collettiva contro le inefficienze della pubblica
amministrazione, che prefigurava la gogna mediatica (pubblicità sui giornali
ancora prima del giudizio) delle amministrazioni coinvolte. è stata rimossa in
extremis dal decreto, ma è emblematica del metodo seguito nel ridisegnare la
PA.
Via
al decreto anti-fannulloni ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
orfano della
class action «che comunque - ha assicurato Brunetta - partirà dal primo gennaio
2010». Perché questo rinvio? «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del
Consiglio di Stato e dell'Avvocatura - ha spiegato Berlusconi - per sapere
quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo amministrativo.
Festa
col profumo di primavera ( da "Libertà"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Fotografare
il Po e la sua gente" di Davide Magri, la quinta "Il Po dei
Savoia", la sesta la collettiva "Inter-Azioni", la settima
"Disegnare a pennarello e a pastello" di Giuseppe Fornasari, l'ottava
"Impronte", una collettiva di arte contemporanea. Davanti
all'istituto comprensivo funziona lo stand gastronomico di Alpini e Protezione
civile.
l'ultimo
monopolista non regolato? le fs ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i conferimenti
di capitale da parte dello Stato in quanto azionista, e altro ancora; tanti
contributi giustificati soprattutto, ma non solo, dalla realizzazione della
rete ad alta velocità, i cui costi gravano sulla collettività pur passando
attraverso il bilancio di Fs. Per esempio, nel 2007, lo Stato per gli
investimenti ha trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di euro.
Premi
e sanzioni Ma niente class action
( da "Adige,
L'" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quanto le
Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore
privato». Ma le motivazioni addotte non convincono né l'opposizione né le
associazioni dei consumatori. Se Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di
«cedere alle resistenze delle a burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei
concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla senza termini di «
scontri
dell'11 maggio, oggi il corteo - michele bocci laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
organizzato
dalla Rete dei Collettivi studenteschi delle superiori a cui hanno aderito tra
gli altri, gruppi universitari di sinistra, centri sociali, Movimento di Lotta
per la casa. Non è una vigilia tranquilla, nell´aria c´è tensione dopo i fatti
dell´11 maggio, un agente contuso, uno studente di 16 anni finito all´ospedale
per le manganellate della polizia,
Uffici
pubblici la class action può attendere
( da "Stampa,
La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
AMMINISTRAZIONE
Uffici pubblici la class action può attendere [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA
Manca ancora il parere di Camera, Senato, delle Regioni, del Cnel, il via
libera definitivo del governo. C'è da vincere i malumori dei sindacati e,
nonostante la minaccia di dimissioni, per ora Renato Brunetta deve rinunciare
ad uno dei punti ai quali più teneva della sua riforma:
meritocrazia
e stage all'estero rivoluzione nel pubblico impiego - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action.
Berlusconi: Brunetta birichino Il Consiglio dei ministri ha approvato il
decreto legislativo ROBERTO PETRINI ROMA - «Una tecnica da birichino», la
definisce Berlusconi. Con la sua minaccia di dimissioni il ministro per la
Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha forzato i tempi ed ottenuto che ieri il
consiglio dei ministri varasse il suo decreto legislativo in attuazione
Abbattuto
il cancello: Il parcheggio è pronto'
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
SEBASTIANI
AZIONE DI FORZA, ieri mattina, del Comune per entrare in possesso dell'ex campetto
dei ferrovieri allo scopo di adibirlo a parcheggio. I suoi operai hanno tolto e
portato via il cancello d'ingresso che il giorno prima il privato, che si dice
titolare di un contratto di affitto per quell'area, aveva risistemato dopo un
primo tentativo di rimuoverlo da parte degli stessi operai.
Argomenti: Class Action
Abstract:
Del
provvedimento non farà parte la class action, cioè le cause collettive nei
confronti della pubblica amministrazione che andranno in un provvedimento ad
hoc. Prima il governo richiederà «un parere al Consiglio di Stato e
all'Avvocatura sugli effetti che può avere la nuova disciplina sul processo
amministrativo e sulla difesa erariale».
Il
decreto Brunetta riparte ma perde la class action
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di azione
collettiva tanto nel settore privato quanto nel settore pubblico». Tornando al
decreto legislativo generale, c'è da registrare qualche modifica in materia di
contrattazione collettiva. Come già nel provvedimento originale il decreto
prevede che non più di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione possa
beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima,
Le
ragioni delle modifiche. ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva contenuta nel Ddl Sviluppo (a.s. 1195) attualmente in discussione a
palazzo Madama. Obiettivo dell'azione collettiva nel settore pubblico resterà,
come ha sottolineato in più occasioni il ministro Brunetta, quello del
ripristino del corretto svolgimento della funzione denunciata come inefficace o
di bassa qualità (
Sicurezza
nei cantieri, arrivano i carabinieri
( da "Nuova
Ferrara, La" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La loro azione
congiunta potrà servire come deterrente ai comportamenti scorretti delle
aziende del settore edile. Anche se in questi ultimi anni, il rischio di
infortuni nei luoghi di lavoro si è caratterizzato per un'inversione di
tendenza, rimane alto nei cantieri edili.
Tremonti:
autostrade, poste e Iva ci dicono che la caduta si è arrestata
( da "Corriere
della Sera" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
È di questi
giorni lo scontro sulla class action nel pubblico amministrazione. «I rapporti
nel governo sono straordinari. Brunetta sta facendo bene. È giusto dare degli
standard ideali su cui parametrare lo stato reale, ma non dare l'unico potere
ai consumatori. Sono discussioni normali.
Il
Cdm fa felice quel birichino di Brunetta
( da "Manifesto,
Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
regolamentare
la class action nei confronti dei prodotti e servizi della pubblica
amministrazione. Il ministro Brunetta non si scompone, e difende il suo decreto
così com'è. Senza class action. Promette però di affrontare la questione in un
secondo momento con un decreto ad hoc, pronto per gennaio 2010 in concomitanza
all'altro decreto sulla class action che riguarda anche i privati.
ROMA
Trovata l'intesa fra Renato Brunetta e gli altri ministri, il decreto sul
pubblico impieg... ( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Sabato 16
Maggio 2009 Chiudi ROMA Trovata l'intesa fra Renato Brunetta e gli altri
ministri, il decreto sul pubblico impiego può iniziare il suo iter. Il governo
si impegna ad emanarlo definitivamente entro due mesi. La riforma, che
introduce le graduatorie dei bravi e meno bravi per tutti i dipendenti
pubblici, non comprende più la class action.
Statali,
sulla riforma Brunetta raggiunta l'intesa fra i ministri
( da "Messaggero,
Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Sabato 16
Maggio 2009 Chiudi Statali, sulla riforma Brunetta raggiunta l'intesa fra i
ministri Rinviata la class action. «Ma entrerà comunque in vigore a gennaio»
ROMA
Il decreto legislativo sul pubblico impiego è stato riapprovato dal Consiglio
dei min... ( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quello sulla
cosiddetta class action nei servizi pubblici. Quindi Silvio Berlusconi è sceso
in sala stampa e ha annunciato: «Abbiamo approvato il decreto legislativo che
va sotto il nome di "rivoluzione Brunetta", che ora inizia il suo
iter». Nel comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri comunque non si fa
il minimo accenno al decreto.
Corteo
e scontri, via all'inchiesta. ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ed è promosso
da Collettivi di studenti medi e universitari, realtà di base, centri sociali e
movimenti. Gli scontri di lunedì, tuttavia, hanno lasciato strascichi
giudiziari. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo su quanto
accaduto vicino al liceo classico Michelangelo e ipotizza i reati di resistenza
e lesioni a pubblico ufficiale,
Corteo
e scontri, via all'inchiesta ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ed è promosso
da Collettivi di studenti medi e universitari, realtà di base, centri sociali e
movimenti. Gli scontri di lunedì, tuttavia, hanno lasciato strascichi
giudiziari. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo su quanto
accaduto vicino al liceo classico Michelangelo e ipotizza i reati di resistenza
e lesioni a pubblico ufficiale,
Dipendenti
pubblici, il governo dice sì alla
Argomenti: Class Action
Abstract:
quanto le
Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore
privato». Il no di Pd e consumatori Ma le motivazioni addotte dal ministro non
convincono però né l'opposizione né le associazioni dei consumatori. Se Linda
Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici»
Statali,
bastone e carota Via alla rivoluzione nel segno di Brunetta
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
coerente con
quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il
settore privato». Ma le motivazioni con cui sia Berlusconi, sia Brunetta hanno
spiegato il rinvio non hanno convinto opposizione e consumatori. Per Linda
Lanzillotta (Pd) il ministro ha ceduto «alle resistenze della burocrazia e alle
pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici».
La
rivoluzione di Brunetta perde subito un pezzo: la tutela dei cittadini
( da "Unita,
L'" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
la tutela dei
cittadini FELICIA MASOCCO La class action è stralciata, ma Renato Brunetta non
si dimette. È una delle considerazioni che si possono trarre dal via libera,
dato ieri dal consiglio dei ministri, al decreto per la produttività nella
pubblica amministrazione. La class action non c'è, è rinviata, si fa la data
del 2010.
Via
alla riforma Brunetta Ma senza la class action
( da "Corriere
della Sera" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
no a tutto il
potere ai consumatori Via alla riforma Brunetta Ma senza la class action Il
ministro: ritiro le dimissioni. Il premier: bene, birichino ROMA La riforma
della pubblica amministrazione, passata alla storia ormai come la legge
«antifannulloni», con tanto di meritocrazia e sanzioni disciplinari entrerà in
vigore entro l'estate.
via
libera alla "rivoluzione" brunetta negli uffici
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quanto le
Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore
privato». Ma le motivazioni addotte non convincono nè l'opposizione nè le
associazioni dei consumatori. Se Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di
«cedere alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei
concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla senza termini di «
Se
il dirigente non ha obiettivi ( da "KataWebFinanza"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Altro esempio
la class action, azione collettiva contro le inefficienze della pubblica
amministrazione, che prefigurava la gogna mediatica (pubblicit sui giornali
ancora prima del giudizio) delle amministrazioni coinvolte. stata rimossa in
extremis dal decreto, ma emblematica del metodo seguito nel ridisegnare la PA.
Tremonti:
crisi si è arrestata ( da "Corriere.it"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
È di questi
giorni lo scontro sulla class action nel pubblico amministrazione. «I rapporti
nel governo sono straordinari. Brunetta sta facendo bene. È giusto dare degli
standard ideali su cui parametrare lo stato reale, ma non dare l'unico potere
ai consumatori. Sono discussioni normali.
LA
RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TARGATA BRUNETTA PRENDE CORPO. CON IL
VARO, IERI, DEL DECR... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action
Abstract:
dei giorni
scorsi che avevano portato il ministro Brunetta a minacciare le dimissioni, il
testo è passato con alcune modifiche come lo stralcio della class action. Il
provvedimento introduce una profonda revisione di tutti gli aspetti della
disciplina del lavoro presso la pubblica amministrazione: dalle sanzioni per i
fannulloni al nuovo sistema di premialità. FRANZESE A PAGINA 19
La
spunta Brunetta: dal Consiglio dei ministri via libera alla "Rivoluzione
PA" ( da "Panorama.it"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva nella pubblica amministrazione". Quanto ai tempi, Brunetta ha
spiegato che "occorrerà dare vita agli standard della p.a. nei prossimi
mesi. Il decreto legislativo sarà coerente con quanto le Camere avranno
definito in termini di azione collettiva per il settore privato", ha detto
il ministro riferendosi alla norma approvata in Senato nel disegno di legge
Sviluppo
GIUSY
FRANZESE ROMA. MERITOCRAZIA, PREMIALITà, TRASPARENZA, SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
CITTAD... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
e di
raccordare il tutto alle norme sulla class action privata attualmente all'esame
del Senato. Brunetta, comunque, si mostra ottimista: «Dal primo gennaio del
2010 anche la class action amministrativa sarà operativa». Il rinvio non è
piaciuto all'opposizione, né alle organizzazioni dei consumatori, come il
Codacons.
PROMOZIONI
E INCENTIVI PER I PIù BRAVI, STAGE DI SEI MESI ALL'ESTERO PER I DIRIGENTI.
RINVIATA LA CLASS ACTION ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Promozioni e
incentivi per i più bravi, stage di sei mesi all'estero per i dirigenti.
Rinviata la class action
Abstract: E i fatti, spiega Brunetta, sono che l'azione collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo gennaio 2010. Il ministro inoltre pone l'accento sul fatto che «solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità».>
Pronto
a fare il sindaco di Venezia ( da "Corriere delle Alpi"
del 17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
commercio
abusivo diffuso dal Pdl Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti
delegati alla legge 15/2009 contengono pure la possibilità di azioni collettive
contro i comportamenti omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il
ministro Brunetta scruta la sfera di cristallo e pronostica la coalizione di
centrodestra, guidata da Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno.
pronto
a fare il sindaco di venezia ( da "Mattino di Padova, Il"
del 17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
commercio
abusivo diffuso dal Pdl Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti
delegati alla legge 15/2009 contengono pure la possibilità di azioni collettive
contro i comportamenti omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il
ministro Brunetta scruta la sfera di cristallo e pronostica la coalizione di
centrodestra, guidata da Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno.
pronto
a fare il sindaco di venezia - claudio baccarin
( da "Nuova Venezia, La" del
17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
commercio
abusivo diffuso dal Pdl Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti
delegati alla legge 15/2009 contengono pure la possibilità di azioni collettive
contro i comportamenti omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il
ministro Brunetta scruta la sfera di cristallo e pronostica la coalizione di
centrodestra, guidata da Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno.
Nel
giorno in cui a Torino si apre il summit dei rettori ce n'è uno che è finito
sott... ( da "Stampa, La"
del 17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per i
prossimi giorni promettono azioni dimostrative. Dicono che cercheranno di
disturbare il summit «ma senza alcuna violenza». Atmosfera tranquilla al Block
Building. E così al Turin Sherwood Camp, il campeggio allestito sulle rive del
Po dai collettivi e dai precari della ricerca.
Oggi
a Torino si apre il G8 delle Università La polizia: no ad altre azioni
dimostrative ( da "Stampa, La"
del 17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per i
prossimi giorni promettono azioni dimostrative. Dicono che cercheranno di
disturbare il summit «ma senza alcuna violenza». Atmosfera tranquilla al Block
Building. E così al Turin Sherwood Camp, il campeggio allestito sulle rive del
Po dai collettivi e dai precari della ricerca.
Argomenti: Class Action
Abstract:
del
proliferare delle azioni neofasciste. «Nella notte tra giovedì e venerdì
qualcuno ha imbrattato la facciata della sede del Collettivo Metropolis in via
Mazza con la scritta "Ocio!!" hanno raccontato gli attivisti del
collettivo - . Questa volta l'intimidazione non è anonima perché sempre sul
muro hanno lasciato la firma del Blocco Studentesco,
Pendolari
a confrontosul contratto di servizio
( da "Secolo XIX, Il" del
17-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azioni che
servano ad attirare l'attenzione della collettività e delle istituzioni
preposte su questo importante tema. Invitiamo tutti coloro che desiderano
contribuire impegnandosi in azioni concrete a supporto di un contratto di
servizio equo ed in linea con le nostre giuste rivendicazioni a partecipare
all'assemblea che si terrà lunedì pomeriggio alle 18 presso il bar della
stazione
"Adesso
il conflitto si fa reality show"
( da "Stampa, La" del
18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
microviolenza
che magari si scarica contro le proprie famiglie anziché in un coordinato
conflitto collettivo». Torniamo alla Fiat, all'auto, a Torino. Che succederà?
«Tutte le carte si rimescolano. Già è alle nostre spalle il miracolo della
rinascita della Fiat, la sopravvivenza a una morte che era già stata consumata
nel racconto collettivo, Torino che rimaneva città dell'auto.
17/05/2009 23:01 Children Fail
to Thrive in Britain's Schools ( da "ITnews.it"
Argomenti: Class Action
Abstract: tell tale
signs and be aware of how to take action to support your child: Tell tale signs
Change in attitude to school: - Your child appears to dread or dislike
attending school - Your child feigns illness, sleeps in, takes longer to get
ready and makes themselves late - Your child doesn't appear to be doing any
homework, and doesn't seem bothered by this - Your child is depressed,
17/05/2009 22:00 Babcock &
Brown Infrastructure Fund North America Now Independent as SteelRiver
Infrastructure Fund Following Buyout From Babcock & Brown. ( da "ITnews.it"
Argomenti: Class Action
Abstract: s decisive
action to protect Fund value in the face of B&B's financial problems, and
we were quick to commit resources to support them on this. As importantly, we
are impressed with how the team has invested and managed the first half of the
Fund, and welcomed the opportunity to support them with additional capital in
the buyout.
Medolla
alla grande ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
attacco
locale conclusa da Ferri che ribadisce in rete un'autentica azione collettiva.
Al 68' Vergnani lancia a Iotti che mette al centro una palla per Borghi:
cannonata alta sopra la traversa. Al 78' punizione di Cassano per Razzaboni che
con un diagonale porta a 4 le reti locali, complice una leggera dormita della
difesa reggiana.
c'e'
poca action ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva contro le inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei
pezzi forti della riforma del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009,
la cosiddetta legge Brunetta. Mentre da anni si cerca di affermare la class
action nel suo ambito naturale, la difesa dei consumatori contro le insidie dei
contratti per adesione delle grandi società di servizi,
COLLIGIANA
Radice, che spinta ( da "Nazione, La (Siena)"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pulito ed
equilibrato in ogni intervento finalizzato a dare sostanza al collettivo. Bravo
nell'organizzare la circolazione della palla. RUSSO 6. Non ha avuto smagliature
di sorta nell'azione coerente e logica che ha sempre prodotto impegnandosi
molto sul piano dinamico. LACHEHEB 6,5. Ha puntato sulla continuità di
rendimento ed ha fatto la sua parte con ammirevole concretezza.
GOOGLE
BOOK SEARCH: GLI EDITORI ITALIANI DOVRANNO DECIDERE DOVRANNO DECIDERE ENTRO IL
4 SETTEMBRE ( da "marketpress.info"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: class
action legata a Google Book Search. La corte federale di New York ha infatti deciso che entro
il 4 settembre ? e non più entro il 5 maggio - gli editori e autori (anche
italiani) dovranno decidere se entrare a far parte o meno dell?accordo che
chiude la class action in corso in America tra autori ed editori americani e la
stessa Google per il servizio Book Search in relazione
migrazione
un laboratorio ad abano ( da "Mattino di Padova, Il"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Tutti i
materiali prodotti dai partecipanti saranno presentati alla cittadinanza
durante l'evento estivo «So Far, So Good... 2009», previsto dal 30 luglio al 9
agosto sempre ad Abano. Lo scopo degli incontri è quello di recuperare una
dimensione di dialogo collettivo civile.
La
rivoluzione del ministro "birichino" riceve il sì del Consiglio dei
ministri ( da "Comunicatori Pubblici"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nel
provvedimento compare anche la class action nella PA, ma la partenza è prevista
non prima di gennaio 2010. Su questo è aspra la critica del Pd. “Il Ministro
Brunetta cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei
concessionari dei servizi pubblici - afferma Linda Lanzillotta -.
In
passerella sfila l'italianità ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
inserimento
nel calendario ufficiale di una sfilata collettiva di tre nuovi marchi
provenienti dall'ultima edizione del “Fashion Incubator” di Camera Nazionale
della Moda Italiana: domenica 29 marzo 2009, giorno inaugurale della Russian
Fashion Week, i giovani a.Ve, BeeQueen by Chicca Lualdi e Leitmotiv hanno
presentato le loro collezioni a Mosca.
Tutti
i rischi della class action nell PA, di L. Oliveri
( da "HelpConsumatori" del
18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
per
l'attivazione di azioni collettive anche infondate, sull'onda della caccia a
ogni costo all'amministrazione sprecona. L'azione collettiva contro le
inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei pezzi forti della riforma
del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009, la cosiddetta legge
Brunetta.
Class
Action: non sara' retroattiva ( da "Altroconsumo.it"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class
Action: non sara' retroattiva 14-05-2009 Abbiamo ricevuto adesioni Il Senato ha
cancellato la retroattività della class action. Ulteriore beffa per i
cittadini, dopo quella del rinvio dell'entrata in vigore delle azioni di
gruppo. Altroconsumo ringrazia le 10.
Prevx Included in 2009 Magic
Quadrant for Endpoint Protection Platforms ( da "ITnews.it" del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: not meant
to be a specific guide to action. Gartner disclaims all warranties, express or
implied, with respect to this research, including any warranties of
merchantability or fitness for a particular purpose. About Prevx Prevx is
acknowledged as the pioneer of intelligence based cyber security solutions,
utilising cloud based technology and automated malware research since 2004.
GIUSTIZIA.
Tutti i rischi della class action nell PA, di L. Oliveri
( da "HelpConsumatori" del
18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
per
l'attivazione di azioni collettive anche infondate, sull'onda della caccia a
ogni costo all'amministrazione sprecona. L'azione collettiva contro le
inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei pezzi forti della riforma
del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009, la cosiddetta legge
Brunetta.
G8
University Summit di Torino, il sindacato indipendente di Polizia Coisp replica
a Rifondazione Comunista ( da "Sestopotere.com"
del 18-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di fronte
ad azioni di protesta del tutto non violente e simboliche le forze dell'ordine
hanno aggredito i manifestanti”. Forse per azioni simboliche il signor Ferrero
intende il lancio di uova marce sui Poliziotti? Forse per azioni non violente
il signor Ferrero intende il lancio di fumogeni contro il cordone delle Forze
dell?
Consob,
risparmiatori snobbati e il caso arriva in Parlamento
( da "Gazzetta di Reggio" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
cioè la
legge che introduceva le azioni collettive (class action) nel nostro
ordinamento, era stato varato dal precedente Governo come strumenti di tutela
dei soggetti deboli e sulla spinta degli innumerevoli scandali finanziari degli
ultimi anni. Dicono i due parlamentari: «La "class action", la cui
entrata in vigore ha già subito due rinvii da parte dell'
Ferrovie,
prima l'aumento. Poi il low-cost ( da "Finanza e Mercati"
del 19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i
conferimenti di capitale da parte dello Stato in quanto azionista, e altro
ancora; tanti contributi giustificati soprattutto, ma non solo, dalla
realizzazione della rete ad alta velocità, i cui costi gravano sulla
collettività pur passando attraverso il bilancio di Fs. Per esempio, nel 2007,
lo Stato per gli investimenti ha trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di euro.
porto
torres, laboratorio della crisi - giuliana altea
( da "Nuova Sardegna, La" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettivo
«AZ.namusn.art» e curata da Maurizio Coccia, tira le fila di due intensi anni
di lavoro Porto Torres, laboratorio della crisi Mostra in un ex capannone per
leggere i segni del disagio sociale Dalla denuncia all'infiltrazione e al
sabotaggio dei luoghi e dei modi della cultura-spettacolo GIULIANA ALTEA Un
capannone industriale fatiscente alla periferia di Porto Torres,
gli
appuntamenti con public ( da "Nuova Sardegna, La"
del 19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Mariolina
Cosseddu e Lia Turtas presenteranno le opere esposte mentre Sante Maurizi e
Daniela Cossiga e lo scrittore Salvatore Mannuzzu leggeranno una selezione di
pagine scelte e testi poetici. Alle 19, al via Nuove Azioni Collettive, un
progetto di Leonardo Boscani (nella foto) e Erik Chevalier. Alle 18,30
performance dell'artista Mario Pischedda nel Palazzo della Frumentaria.
M.
Neirotti e M. Numa ( da "Stampa, La"
del 19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Da tutta
Italia stanno arrivando gli studenti dell'Onda, il movimento universitario, e
quelli dei Collettivi che fanno riferimento all'area dell'autonomia. A Torino e
nella sua Provincia c'è un forte radicamento anarco-insurrezionalista. La sola
città può portare alla manifestazione mille persone, più studenti che si
aggregano casualmente.
Sacconi:
legare i salari agli utili d'azienda
( da "Manifesto, Il" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
essere gli
stessi contratti collettivi a disporre l'accesso privilegiato dei dipendenti al
possesso di azioni dell'impresa. Il tutto con un ruolo di riguardo è destinato
agli enti bilaterali (tra sindacato e impresa) che potrebbero acquisire «poteri
d'indirizzo e controllo in materia di sicurezza, organizzazione del lavoro,
formazione e forme di remunerazione legate al risultato»
Intesa
bipartisan sulla partecipazione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
che
consente alle imprese di stipulare con i sindacati un contatto collettivo per
istituire forme di partecipazione come gli organismi congiunti paritetici con
poteri di indirizzo e controllo su una serie di materie (sicurezza, forme di
remunerazione legate alla produttività, verifica delle decisioni concordate).
necessario
( da "Corriere Alto Adige" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
soggettive
e collettive, a cui gli uomini affidano il senso della loro esistenza. Affidano
la loro verità, per quanto parziale questa possa apparire». In considerazione
dell'importanza che lei attribuisce all'opera d'arte, ci spiega cosa significa
che oggi assistiamo a una «sovradeterminazione estetica », dove il senso di
alcune opere d'
Loach
e Cantona, un calcio alla depressione
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il calcio
è un gioco collettivo. Nessuno può fare a meno degli altri. E anche per questo,
nel film, quando Cantona ricorda la sua azione più bella, non ricorda un gol.
Ma, guarda caso, un passaggio. Un gesto di altruismo, un semplice gesto di
altruismo, nel quale possono rivelarsi anche la fantasia, il genio, la classe».
CTI,
modifica a Tender Offer per scambio obbligazioni
( da "KataWebFinanza" del
19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
e nel
relativo materiale riguardante l'Offerta di Scambio (che collettivamente, cos
come eventualmente modificati, ridefiniti, integrati o in altro modo di volta
in volta variati, costituiscono i "Documenti dell'Offerta di
Scambio"). L'Offerta di Scambio scadr alle 17:00, ora di New York, di
mercoled 10 giugno 2009, salvo eventuale proroga della stessa.
Stockholm Royal Seaport
Selected for Newly Launched Climate Positive Development Program ( da "ITnews.it" del 19-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: CCI serves
as the action arm of the C40, an association of large cities around the world
that have pledged to accelerate their efforts to reduce greenhouse gas
emissions. To learn more about the work of the Clinton Climate Initiative and
the William J. Clinton Foundation, please visit http://www.
studenti
più lontani dai partiti premiato chi corre da solo - franco vanni
( da "Repubblica, La" del
20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quartier
generale della contestazione anti Gelmini, al collettivo vanno appena 4
consiglieri di Facoltà e la lista ciellina risulta prima con 11 eletti. Per
festeggiare il successo in Statale, gli studenti di Sinistra universitaria si
sono dati appuntamento per domani al polo scientifico di via Celoria.
La
crisi è seria, ma Franceschini pensa alle camicie nere il filosofo
( da "Riformista, Il" del
20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
immaginario
collettivo e per come può contribuire, per gruppi isolati e minoritari, perfino
a trovare la legittimazione della loro possibile azione segue dalla prima
pagina Due settori-chiave si sono messi in movimento: quello che ha una sia pur
ridotta base operaia, con l'aggressione a Rinaldini - in presenza della
moltiplicazione dei Cobas,
I
"colletti bianchi" della malavita organizzata napoletana lavoravano
da tempo anche nella p... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 20-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action
Abstract:
Mercoledì
20 Maggio 2009 Chiudi di LUCIANO DE LEO I "colletti bianchi" della
malavita organizzata napoletana lavoravano da tempo anche nella provincia di
Frosinone, in particolar modo nel cassinate. Questo, in buona sintesi, è quello
che è emerso nel corso di un'inchiesta anticamorra sfociata in un blitz messo a
segno nella nottata fra ieri e l'altro ieri.
Poco
protetti nella Ue e in Usa, stressati dal lavoro in Italia
( da "Manifesto, Il" del
20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Una
situazione che ha iniziato a fare tanto scalpore che alcuni hanno avanzato
l'idea di promuovere una sorte di class action (causa collettiva) contro le
compagnie e le aziende che ricorrono a questi mezzi di discriminazione.
Discriminazioni che si basano su salari di accesso basso e di permanenza sempre
inferiori a quelli di tanti lavoratori, in genere più anziani.
Ieri
non è stata proposta la tappa epica che era nell'idea degli organizzatori, ma
la velocità e la lunghezza l'hanno comunque resa molto faticosa
( da "Eco di Bergamo, L'" del
20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'azione
buona ha stentato a nascere, nonostante una salita «vera» di tre chilometri, la
Colletta di Cumiana. Poi, quando sembrava essersi formata, prima del
Moncenisio, dopo oltre 130 km di corsa, la squadra di Garzelli ha fatto il
forcing e sulla dura e stretta salita è partito come una freccia lo stesso
Garzelli.
Altro
che nuovi leader Nelle elezioni universitarie l'Onda non vince mai
( da "Giornale.it, Il" del
20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i
collettivi, riuniti sotto la sigla Demos, non hanno raccolto alcun seggio e si
sono piazzati all'ultimo posto, dietro i leghisti del Mup. Di fatto l'Onda ha
così raccolto circa 300 voti e ha dovuto assistere alla vittoria dei moderati
di Sinistra universitaria (tre seggi al Senato accademico, due al Cda,
Argomenti: Class Action
Abstract:
oggi si
dice class action, contro il cattivo che le ha infangate. Il cattivo di turno è
un giornalista che dalle antenne de La7 ha definito «Reggio Calabria e Messina
due cloache». Apriti cielo, si sono mossi subito i due sindaci, per l'occasione
amicissimi, Giuseppe Scopelliti, primo cittadino di Reggio ha perfino ospitato
«in casa sua»
Vulcani:
conta la prevenzione ( da "Denaro, Il"
del 20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
vuole
rappresentare un tassello di una crescita collettiva che, purtroppo,
casualmente coincide con l'arco temporale in cui il nostro paese stà vivendo il
dramma che ha colpito l'Abruzzo. Un dramma che ancora una volta ha riacceso la
rabbia e lo sdegno per l'incuria e l'inerzia su quanto si sarebbe dovuto e
potuto fare per la salvaguardia della vita di una collettività prima che l'
Parmalat:
nuova procura ad Altroconsumo ( da "Altroconsumo.it"
del 20-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione per
cui mi state chiedendo nuovamente la documentazione è compatibile con la class
action alla quale ho aderito negli Stati Uniti? Certamente, non c'e'
assolutamente incompatibilita' tra le due azioni. Perché mi chiedete ancora
procure? Non vanno bene quelle già inviatevi in passato? Una società contro la
quale agiamo ha modificato l'assetto societario.
IX
RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA-PIT SERVIZI I SERVIZI PUBBLICI ALLA PROVA DEL
QUOTIDIANO: NEL 2008 +25% DI LAMENTELE RISPETTO AL 2007. EMERGENZA SERVIZI
LOCALI, TLC SOLITA MAGLIA ( da "marketpress.info"
del 21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
come la
class action, dall?altro anziché ampliare il quadro normativo si torna indietro
sulle liberalizzazioni. Il risultato è che a soffrire non è solo il potere di
acquisto, ma anche la tutela dei diritti, e i cittadini ne pagano il conto sia
in termini di denaro che di tempo perso: diminuisce il primo e aumenta il
secondo in attesa che si ripristini un qualsivoglia disservizio?
Addio
Sinistra arcobaleno. C'è
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il gruppo
«Roma in Action» prenderà vita anche nei Municipi X e III, grazie ai
consiglieri Rino Fabiano e Cristiana Cortesi, pure loro attivisti di Action. E
tutti e tre hanno fissato un appuntamento per il 4 giugno al Corto circuito per
discutere di quel che sarà della sinistra capitolina.
Rurale,
soci oltre quota 3000
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pinetano
Domenica l'assemblea di bilancio Rurale, soci oltre quota 3000 «Tante azioni
utili alla comunità» PINETANO - Domenica prossima la Cassa Rurale Pinetana
Fornace e Seregnano presenterà ai soci un bilancio positivo. In un momento di
crisi economica la banca ha proposto un ricco pacchetto di iniziative a
beneficio della collettività.
posta
elettronica, basta raccomandate ( da "Mattino di Padova, Il"
del 21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
un azione
collettiva ai tribunali amministrativi». Brunetta ha poi ricordato alla platea
di aver «con piccole innovazioni ridotto l'assenteismo nella pubblica
amministrazione del 40%. Nemmeno padre Pio ci sarebbe riuscito... Io ho tanto
successo perché ho scoperto l'acqua calda», ha detto ancora, riferendosi alle
misure per rendere più efficiente la pubblicazione amministrazione.
NebuAd,
agonia e resurrezione ( da "Punto Informatico"
del 21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
impegnati
in una class action per vedersi riconoscere il diritto alla riservatezza e al
consenso informato. I provider, coinvolti nel processo, avevano tradito:
avevano dichiarato la propria estraneità alle pratiche di tracciamento, avevano
assicurato di essere partecipanti passivi delle operazione del servizio di
behavioral advertising.
Request for Classification of
a Legal Claim as a Class Action Against Oil Refineries' and Carmel Olefins ( da "ITnews.it" del 21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: legal claim
as a class action claim, as defined in Action Law - 2006 (hereinafter: the
"Request"), was filed with the Haifa District Court against the
Company and Carmel Olefins Ltd. (hereinafter: the "Responders"). The
Request was filed with respect to non-monetary damages caused, according to the
Requestor, as a result of two smoke emissions events which occurred on
September 15,
Contributi
di bonifica da pagare , il Consorzio di Burana vince anche in secondo grado
( da "Sestopotere.com" del
21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il
risultato soddisfa quindi le attese del Consorzio di Burana, al contrario di
quanto millantato, anche con azioni denigratorie, dal comitato di Antonio De
Franco: il contributo di bonifica è un obbligo di legge e pertanto va pagato.
Il presidente del Consorzio di Burana Fausto Balboni ha così commentato le
sentenze della Commissione regionale favorevoli all?
GIUSTIZIA.
Class action, Cncu: "Basta con le proroghe"
( da "HelpConsumatori" del
21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
hanno oggi
reso nota la loro posizione sull'azione collettiva risarcitoria e chiesto una
formale audizione ai presidenti di Camera e Senato per illustrare le ragioni
della ferma opposizione al testo licenziato da Palazzo Madama. "Stop alle
proroghe sulla class action: l'attuale articolo 140 bis del Codice del consumo
deve entrare in vigore!
La
rivoluzione del ministro "birichino" riceve il sì del CdM
( da "Comunicatori Pubblici" del
21-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nel
provvedimento compare anche la class action nella PA, ma la partenza è prevista
non prima di gennaio 2010. Su questo è aspra la critica del Pd. “Il Ministro
Brunetta cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei
concessionari dei servizi pubblici - afferma Linda Lanzillotta -.
Il
sabato che divide ( da "Stampa, La"
del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
«Spero che
non mi facciano lavorare tanto adesso, e tanto si lavora perché mai nessuno che
va in pensione viene sostituito, per poi lasciarmi a casa domani». Non ha mai
pensato che una azione collettiva possa servire? «No, non serve. Ti chiedono di
scioperare ma intanto si sono già messi d'accordo prima tra loro». \
Nuova
colletta proposta dalla Cei il 30 e 31 maggio nelle parrocchie
( da "Cittadino, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nuova
colletta proposta dalla Cei il 30 e 31 maggio nelle parrocchie n A seguito
della crisi economica internazionale che ha investito anche l'Italia, la
Conferenza episcopale italiana (Cei) costituisce un fondo nazionale
straordinario di garanzia orientato alle necessità delle famiglie in
difficoltà, indicendo una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese il
31 maggio.
Domani
il primo Meeting provinciale dell'ambiente
( da "Arena, L'" del
23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
bene
primario cui tutti possiamo dare un contributo di sostenibilità con azioni
collettive mirate e piccoli singoli gesti quotidiani. Il convegno, evento
centrale della giornata, tratterà di «Tutela dell'ambiente nella provincia di
Verona: punti di vista diversi per un obiettivo comune», con forum e
discussioni che toccheranno le più importanti tematiche ambientali.
mus'a
in su canopoleno sabato 23 alle 17 in piazza santa caterina verrà presentata la
rivista ... ( da "Nuova Sardegna, La"
del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
- Nuove
Azioni Collettive, un progetto artistico di Leonardo Boscani e Erik Chevalier.
Trekking Per domenica 24 si organizza una camminata a Sa Giuntura fino allo
spettacolare canyon di Gorroppu con un percorso che permetterà di vedere alcune
delle località più belle e spettacolari del Supramonte.
Occupazione?
No, offerta di pubblico affi tto ( da "Manifesto, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nuova
iniziativa di Action in un hotel del gruppo Coppola Occupazione? No, offerta di
pubblico affi tto Una O.p.a. sull' hotel La Mela di Torvergata. Ma non si
tratta di un'offerta di pubblico acquisto. Bensì un'«Offerta di pubblico
affitto». E' quanto propone l'associazione Action, che ieri mattina ha guidato
l'occupazione dell'hotel che si trova in via Stoppato 108,
IL
RINVIO DELLA "CLASS ACTION"
( da "Messaggero, Il" del
23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Sabato 23
Maggio 2009 Chiudi IL RINVIO DELLA "CLASS ACTION" «Azioni contro le
amministrazioni? Entro settembre si potranno fare»
ROMA
Rivolgiamo un pressante invito ai medici rappresentati da Cgil, Anaao, Fassid,
Fesmed e ... ( da "Messaggero, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Brunetta è
anche tornato sul tema della class action (cioè l'azione legale collettiva)
contro le amministrazioni e le società pubbliche. L'introduzione della class
action doveva rientrare nel recente decreto legislativo, ma per adesso è stata
rinviata. Solo di qualche giorno però, assicura il ministro: «La class action
contro la pubblica amministrazione sarà possibile entro settembre»
Il
progetto Ad Hoc esposto nella casa di Claudio Rossi
( da "Corriere delle Alpi" del
23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
minimale. Nella collettiva sono esposte le opere di numerosi artisti, tra cui
Fernando Andolcetti, Maryse Aspart, Gianfranco Carrozzini, Bruno Cassaglia,
Sergio Cena, Cosimo Cimino, Mario Commone, Paolo della Bella, Elisabetta Gut,
Alfonso Lentini, Arrigo Lora-Totino, Ruggero Maggi, Marco Marchiani (Mavilla),
Cambio
di look ( da "Affari Italiani (Online)"
del 23-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La novità
più importante è il colletto bianco con bordino rosso, mentre sul retro è
ricamata la scritta A.C. MILAN, in oro, su fondo rosso. All'interno del
colletto c'è una stampa con 2 bandiere: la prima rossonera e la seconda con una
croce rossa su fondo bianco, oltre alla scritta Forza Milan in oro.
le
priorità di strazzaboschi per il futuro di prato carnico
( da "Messaggero Veneto, Il" del
24-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'interesse
collettivo per Strazzaboschi, non è non può essere la somma di privilegi
individuali, la democrazia partecipata si deve tradurre in azioni concrete
volte a sostenere e migliorare la qualità della vita delle persone di una
comunità, e non può ridursi all'ordinaria amministrazione degli apparati.
Imprese
solidali, le regole Ucid ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 24-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azionisti,
comunità, fornitori, clienti, istituti bancari e finanziari: un'azienda aperta
quindi alla comunità». Alberto Barcella, presidente dell'Unione industriali,
affrontando in generale il tema della crisi, pensa che «sia nata dall'idea che,
nel fare attività economica, molti più che rispondere alla collettività hanno
pensato agli azionisti.
Almunia:
l'Italia ha un debito elevato Non allenti i cordoni del bilancio
( da "Corriere della Sera" del
24-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
dimostrato
di avere problemi a organizzare la nostra azione collettiva. Questo è il
momento di coordinarci, non di competere fra noi per conquistare quote di
mercato». Ce l'ha con i britannici? «Londra e Francoforte sono le due
principali piazze finanziarie in Europa. Abbiamo bisogno che Gran Bretagna e
Germania facciano gioco di squadra in un'operazione di chiarezza sulle banche»
Argomenti: Class Action
Abstract:
«Nel 2009
corse in calo del 17 per cento» Se la class action fosse già legge,
pianterebbero una causa collettiva al Comune contro le oltre 700 multe prese ai
varchi elettronici di Chinatown. In mancanza della legge, non ancora uscita dal
Parlamento, si fermano loro: domani, ore 10.30, sciopero e corteo dei tassisti.
( da "Corriere delle Alpi"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Che le Dolomiti
siano un un patrimonio dell'Umanità è affermazione così ... ANTONIO PRADE Che
le Dolomiti siano un un patrimonio dell'Umanità è affermazione così scontata
che non vi è bisogno di una dichiarazione dell'Unesco per farla diventare vera.
Da quando sono state scientificamente scoperte ed alpinisticamente valorizzate
- dunque da qualche secolo - le nostre montagne sono percorse da uomini e donne
di tutto il mondo che ne hanno anche scritto in maniera mirabile. Una per
tutti, Amelia Edwards nel lontano fine '800. L'Umanità, da queste parti, è di
casa senza il bisogno di atti amministrativi Dove dunque la materia del
contendere sulla questione Unesco? Sta, tutta intera, innanzitutto, nelle sue
implicazioni - diciamo così - culturali delle quali si è discusso davvero
troppo poco. Altro che sede della Fondazione a Palazzo Bembo oppure no! Leggo
la Convenzione del 1972. Si parla di "patrimonio culturale e patrimonio
naturale minacciati... dalla evoluzione della vita sociale ed economica";
si dice che "la protezione di questo patrimonio su scala nazionale rimane
spesso incompleta per l'ampiezza dei mezzi necessari.... e per l'insufficienza
delle risorse economiche, scientifiche e tecniche del paese sul cui territorio
il bene da tutelare si trova"; si ricorda che l'Unesco aiuterà "il
mantenimento, il progresso e la diffusione del sapere vegliando alla
conservazione del patrimonio universale"; si sottolinea che "le
convenzioni internazionali dimostrano l'importanza della tutela di questi beni
indipendentemente dal popolo cui appartengono" (proprio così:
indipendentemente dal popolo cui appartengono!); ancora, si dice che "di
fronte alla ampiezza e alla gravità dei pericoli spetta alla collettività
internazionale di partecipare alla protezione del patrimonio... mediante una assistenza collettiva che, senza sostituirsi alla azione dello Stato, la completa
efficacemente"; per ultimo, che "è indispensabile adottare nuove
disposizioni per attuare un efficace sistema di protezione collettiva del patrimonio
culturale...". Ognuno interpreti queste parole come vuole. Io penso
che questa Convenzione internazionale forse non si adatta ad una area così
vasta e complessa come le Dolomiti. E sopratutto dico: ma le Dolomiti e la
nostra gente di montagna meritano di essere ingabbiati in parole che io traduco
così: fatevi da parte, state distruggendo le Dolomiti ed è meglio che ci
pensiamo noi. Laddove quel noi sono, ovviamente e come sempre, una burocrazia
lontana e spesso insensibile ai bisogni della nostra comunità. Oggi, sotto le
mentite spoglie della rivendicazione di un valore che chi vive le nostre
montagne conosce da generazioni, ci prepariamo ad un'altra tappa del lungo
percorso di sottrazione degli strumenti di governo del nostro territorio. La
nostra gente è chiamata a vivere dentro una gabbia dove i reali poteri
costruzione del proprio destino saranno affievoliti - e di molto - dal ricatto
culturale dell'Unesco. Che poi a qualcuno piacciano le gabbie quando hanno le
sbarre d'oro, questa è tutta un'altra storia. Sindaco di Belluno
( da "Cittadino, Il" del
15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Baby teppisti in
azione in via Alfonsine: pronti a lanciare bottiglie piene d'acqua n Baby
teppisti ancora una volta in azione in via Alfonsine, dove i commercianti già
l'anno scorso lanciarono sentiti appelli, lamentando in coro di sentirsi sotto
assedio. L'ultimo episodio di una lunga catena di dispetti è avvenuto ieri nel
tardo pomeriggio. I soliti adolescenti si erano messi a lanciare bottiglie
piene d'acqua, rischiando di colpire in pieno i molti frequentatori del
contesto commerciale di Metanopoli. A quel punto, un negoziante ha tentato di
fermarli, sul posto c'erano anche persone anziane. Come da copione un giovane
sui 14 anni ha reagito prontamente alla provocazione, urlando e dando in
escandescenze. I colleghi hanno immediatamente chiamato i vigili, che sono
intervenuti, sebbene nel frattempo la situazione pare si fosse calmata. «Non se
ne può più - si sfoga un negoziante le cui iniziali sono D.P. - qua servirebbe
un presidio fisso, con una persona in borghese che tenga d'occhio costantemente
la nostra zona, per intervenire al momento del bisogno. È già un momento non
proprio facile e situazioni come questa con l'andare del tempo possono
disincentivare l'afflusso di persone». Talvolta i titolari
di attività si sono anche dati un aiuto reciproco per tentare di arginare i
danni, che hanno coinvolto gran parte degli spazi commerciali, alcuni dei quali
hanno anche subito atti vandalici. L'auspicio collettivo a questo punto è che
venga prevista un'iniziativa che assicuri costanti controlli, al fine di
fermare l'orda di giovanissimi perditempo.
( da "Leggo" del
15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Un corteo
mascherato per ribadire il diritto ad esistere di Bartleby, il collettivo studentesco bolognese chel'altra sera ha nuovamente
occupato uno spazio in via Capo di Lucca. A sfilare per il centro storico sono
stati circa in cinquecento ragazzi, molti dei quali indossavano una maschera
che raffigurava proprio Bartleby, il personaggio di un racconto di Melville che
dà il nome alle ultime azioni dell'Onda bolognese. Non c'è stato nessun
problema di ordine pubblico anche perchè la polizia si è schierata in massa a
protezione di alcuni obiettivi presi di mira in precedenti manifestazioni, come
la sede dell'Unicredit di via Zamboni. La Bartleby Parade è partita da piazza
Verdi attorno alle 19.30 e ha percorso via Zamboni, via Rizzoli, via
Indipendenza e ha raggiunto dopo un'ora e mezza via Capo di Lucca dove alcuni
studenti sono rientrati nello stabile che avevano già occupato nelle scorse
settimane e dal quale erano stati sgomberati il 6 aprile scorso. Ad aprire il
corteo un camioncino su cui i ragazzi hanno appeso un grande striscione,
Difendiamo Bartleby. Tra gli slogan non sono mancati i riferimenti anche alle
elezioni per il rettorato in corso in questi giorni.
( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
COLLETTIVO
AZ.NAMUSN.ART. Successo della mostra «Laboratorio della crisi» PORTO TORRES.
Sono già oltre 500 i visitatori della mostra d'arte contemporanea
"Laboratorio della crisi", opera del collettivo artistico
"Az.Namusn.Art", inaugurata nel capannone dell'ex Consorzio Agrario. Tantissimi i curiosi e gli
appassionati, ma sono diversi gli esponenti dell'arte contemporanea sarda, e
molti anche i direttori di museo venuti appositamente dalla penisola. La
mostra, curata da Maurizio Coccia e visitabile fino al 31 maggio, è stata
l'occasione per la definitiva uscita dalla clandestinità e la rivendicazione di
alcune delle più irriverenti azioni di disturbo civile compiute da
"Az.Namusn.Art". Una delle più clamorose avvenne la notte del 17
novembre dello scorso quando sul cartello che indica la presenza di E.On a
Fiume Santo venne sovrapposta la scritta "E.Off". Con la mostra,
"Az.Namusn.Art" rivendica l'incursione definendola «denuncia di chi
non ha diritto di replica, il simbolo del mutamento possibile, marketing al
negativo, un marchio che cela l'infamia sotto lo sberleffo». Il mese scorso
"Az.Namusn.Art" ha partecipato all'ottavo convegno sulla cultura e
letteratura della migrazione "Voci di strada". L'evento è stato
l'occasione per i due unici sardi presenti, di illustrare, sotto forma di
conferenza, il proprio lavoro. «Abbiamo spiegato il nostro ruolo come autori di
arte pubblica - sostengono -. Altrove le nostre azioni e quelle simili vengono
riconosciute forme d'arte pubblica, e non azioni illegali, anche se fatte
agendo nell'illegalità». Una proposta artistica originale a iniziare
dall'inaugurazione che era stata caratterizzata da una festa. Festa in musica
che prosegue anche oggi alle 21,30 con i dj Kl ed Elisa Bee. Emanuele Fancellu
( da "Repubblica, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IX - Firenze I centri sociali con i collettivi il prefetto: indagini
sugli scontri De Martino: un gruppo di facinorosi turba il clima della campagna
elettorale MICHELE BOCCI Alla manifestazione organizzata dagli studenti per
protestare contro le violenze della polizia di lunedì scorso per ora hanno
aderito i Cobas, il Movimento di lotta per la casa, il Cpa, il Next
Emerson, Sinistra universitaria. Ad organizzare sono l´Unione degli studenti,
il Coordinamento studenti medi, la Rete dei collettivi che chiedono la
partecipazione di tutta la città. Ieri Firenze si è riempita di scritte contro
la polizia, sulla facciata del Michelangelo ne è apparsa una contro il preside
Primerano. «Non le abbiamo fatte noi - dicono gli studenti - però non sono
offensive». I giovani ribadiscono la loro versione dei fatti di lunedì, cioè
che non hanno aggredito nessun poliziotto in via della Colonna, come invece
sostiene la questura. Nel pomeriggio hanno tenuto un´assemblea in piazza
Santissima Annunziata per discutere del corteo. La maggior parte di loro ha
sostenuto la necessità della non violenza, qualcuno ha ipotizzato che essere
colpiti di nuovo li renderebbe ancora più forti. Altri hanno invece detto che
di fronte ad altre cariche bisognerà difendersi. Ma senza caschi e bastoni,
solo restando uniti e formando una catena. Ieri sera si sono riuniti di nuovo
al Cpa. Per ora nessuno ha chiesto alla questura l´autorizzazione per la
manifestazione. Non c´è però dubbio che il permesso arriverà. Intanto, ha
assicurato il prefetto Andrea De Martino «sono in corso in questura
accertamenti, fotogramma per fotogramma, in ordine a quanto è accaduto l´altro
giorno. La stessa autorità giudiziaria è ben informata». Proprio ieri, però,
dalla procura dicevano che non è ancora arrivato nulla. Gli atti sono in
possesso solo di quella minorile. Ieri De Martino ha incontrato forze
dell´ordine e esponenti dei partiti fiorentini per analizzare quanto è successo
lunedì. «Va da sé - aveva detto De Martino - che se qualcuno ha sbagliato
pagherà». Durante la riunione si è parlato anche di fatti precedenti, come
l´assalto al gazebo di Galli. «Le forze politiche devono conservare la loro
forte azione per isolare un gruppo di facinorosi che nelle ultime settimane ha
turbato in maniera davvero significativa la campagna elettorale», dice sempre
De Martino. Le forze di polizia devono «continuare a operare per tenere
l´equilibrio necessario fra diritto di manifestare e la sicurezza dei
cittadini».
( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Venerdì 15
Maggio 2009 Chiudi Aumenta di un punto la Robin Tax, class="term">class class="term">action
non retroattiva, possibile sottoscrivere assicurazioni anche per più anni
( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Venerdì 15 Maggio
2009 Chiudi di DIODATO PIRONE ROMA L'Italia torna al nucleare. È questa la
principale novità che arriva con il disegno di legge "Sviluppo"
approvato ieri mattina dal Senato che ora deve tornare alla Camera - che
dovrebbe approvarlo senza modifiche - per diventare legge in linea di massima
entro l'estate. Il provvedimento contiene anche molte altre novità in materia
di carburanti, made in Italy, tutela dei consumatori. Iniziamo dal nucleare.
Con questa legge il governo ottiene la delega per stabilire alcuni punti fissi:
in sintesi, entro sei mesi dall'approvazione definitiva del ddl, e dunque forse
già entro questo stesso anno, saranno individuati i criteri per la
localizzazione dei siti delle centrali. Nello stesso tempo andranno definite le
modalità di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, le norme per garantire la
sicurezza e le misure compensative per le popolazioni che saranno più vicine
alle strutture e che quindi subiranno una limitazione d'uso del loro
territorio. Come era prevedibile, molti presidenti di Regione hanno messo le
mani avanti di fronte al possibile collocamento delle future centrali nucleari
entro il proprio territorio. Per Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio:
«La questione nucleare vedrà un dibattito molto lungo ma il lazio ha già un
peso molto forte in termini di centrali elettriche». Considerazioni analoghe
sono state ripetute dai presidenti di Toscana, Puglia, Piemonte, Basilicata e
sia pure con toni diversi da quello della Sardegna. Sul piano politico
nazionale i partiti d'opposizione si sono tutti detti contrari. In particolare
Massimo D'Alema in una intervista a Terra ha sottolineato che: «Non ha senso
fare centrali nucleari di una generazione tecnologica superata. Il piano
previsto dal governo Berlusconi rappresenta un grande affare solo per la
Francia». «Che si possa invece arrivare a un nucleare che non produce eccessi
di scorie non l'escludo, la ricerca ci spinge in quella direzione - ha aggiunto
D'Alema - Non mi ha mai spaventato, non ho mai avvertito un timore primitivo di
fronte all'idea del nucleare e considero un errore non investire nella
ricerca». Per il presidente del Gse (Gestore servizi elettrici) Carlo Bollino
«con il nucleare sarà possibile alleggerire le bollette. Penso però che il
governo dovrà annunciare tutte insieme le centrali da costruire per evitare che
in Italia si scateni l'effetto "perché solo a me». Fra gli altri
provvedimenti merita una segnalazione l'aumento di un punto percentuale della
"Robin Tax" (che colpisce petrolieri e produttori d'energia) per
finanziare aiuti all'editoria. class="hilite">L'azione
legale collettiva (class="term">class class="term">action)
entrerà nell'ordinamento giuridico italiano con l'approvazione definitiva su
questo ddl ma avrà valore solo per gli illeciti che verranno commessi
successivamente all'approvazione. Per le assicurazioni arrivano le polizze
poliennali. Possibile dunque qualche sconto per i consumatori che però saranno
vincolati per cinque anni ad una compagnia. Previste infine sanzioni fino a 6
anni di carcere per la contraffazione di marchi e brevetti.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
ECONOMIA
15-05-2009 PROVINCIA Foreste e boschi: bando di oltre 1 mln II La Provincia
mette a disposizione oltre un milione di euro per cooperative, consorzi
forestali, proprietà collettive e aziende agro-forestali
con un bando che rientra nell'ambito del Prip (Programma rurale integrato
provinciale), ai sensi della Misura 122 (accrescimento del valore economico
delle foreste) del Programma di sviluppo rurale. 1 milione e 145mila euro per
finanziare azioni integrate rivolte all'aumento del valore economico dei
boschi, sia per la produzione di assortimenti legnosi finalizzati
all'utilizzo artigianale, industriale ed energetico, sia per l'incremento delle
funzioni produttive legate alle produzioni non legnose dei boschi. Le spese
ammissibili riguardano investimenti materiali, quali interventi di tipo
selvicolturale, realizzazione e adeguamento di viabilità forestale e acquisto
di macchine e attrezzature, e immateriali, come l'acquisto di software, onorari
per professionisti, acquisizione di know-how e certificazione forestale. Gli
investimenti dovranno essere compresi tra 50mila euro e 1 milione di euro;
l'importo minimo è ridotto a 10mila euro nel caso di investimenti nell'ambito
di progetti collettivi. Il contributo concedibile è in conto capitale e ammonta
al 60% dei costi sostenuti nelle zone montane o svantaggiate, negli altri
territori il 50%. Domande fino al 30 giugno utilizzando il modulo su
www.agrea.regione.emilia-romagna.it. Info: Servizio Agricoltura della Provincia
(Vittorio Baruffa 0521 931818) o www.provincia. parma.it.
( da "Corriere della Sera"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della
Sera sezione: Economia data: 15/05/2009 - pag: class="hilite">33
Al Senato Class class="term">action, sì
al decreto sviluppo MILANO È stato approvato ieri mattina dal Senato il disegno
di legge di Sviluppo, collegato alla manovra economica 2008. Il provvedimento,
che ora torna alla Camera per il voto definitivo, contiene le misure per il
ritorno dell'Italia al nucleare, ma anche norme su class="term">class class="term">action
e assicurazioni. Ripristinati inoltre gli aiuti all'editoria: 140 milioni in
due anni, che saranno coperti con un aumento della Robin tax. Tra le altre
novità: la riduzione delle accise sui carburanti per le Regioni che ospitano
impianti di estrazione; la possibilità per le Regioni di esentare dal pagamento
della tassa automobilistica per 5 anni i veicoli che passano al Gpl o al
metano; l'inasprimento delle norme anticontraffazione, con multe più severe e
carcere fino a 6 anni.
( da "AltaLex" del
15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Sulla prova del
danno allimmagine della P.A. Corte dei Conti , sez.
Lombardia, sentenza 27.04.2009 n° 289 (Francesco Logiudice) Commenta | Stampa |
Segnala | Condividi La fattispecie analizzata dalla sezione regionale lombarda
della Corte dei conti riguarda la percezione di tangenti da parte di un primario
ospedaliero nonché la valutazione della richiesta della Procura regionale di
condanna dello stesso per il danno allimmagine arrecato
alla P.A. di appartenenza. La violazione di questo diritto va intesa come diritto al conseguimento, al
mantenimento ed al riconoscimento della propria identità come persona giuridica
pubblica ed è economicamente valutabile. La risarcibilità del danno allimmagine
della P.A. innanzi alla Corte dei conti rappresenta, ormai, un approdo univoco sia per la
magistratura contabile, che per la Corte di Cassazione. Il giudice contabile,
preliminarmente, ricorda che: trattasi di danno ex art. 2043 c.c. (ergo non
sottoposto ai limiti previsti dallart.2059 c.c. di
recente comunque superati ad opera di una lettura costituzionalmente orientata di tale
norma: cfr. Cass. Sez. III, 31 maggio 2003, n. 8828; C. cost., 11 luglio 2003,
n. 233) e, in particolare, di danno-evento e non già di danno-conseguenza, per
cui non è necessario che si sia verificata una demenutio patrimoni, ma è
sufficiente la sussistenza di un fatto intrinsecamente dannoso in quanto
configgente con interessi primari protetti in modo immediato dallordinamento
giuridico: in altre parole, il danno non va ravvisato solo secondo il noto criterio della
Differenztheorie, ma, più modernamente, nella lesione di un interesse, inteso
come rapporto tra il soggetto e un bene. E limmagine
esterna della P.A., e di quella sanitaria in particolare, rientra senza dubbio
tra tali valori primari.
Il thema decidendum è il seguente: la necessità o meno, per la prova del danno
allimmagine, dellallegazione delle spese sostenute o da
sostenere o dei maggiori costi sopportati dallamministrazione al fine di
ripristinare limmagine ed il decoro lesi. I Giudici, senza ostensioni,
ritengono che costituisca danno allimmagine della P.A. la
condotta del primario ospedaliero che percepisce denaro in nero e
non dovuto dai propri pazienti per effettuare in tempi più rapidi, rispetto
alla programmata calendarizzazione, interventi chirurgici in regime di convenzione con il
SSN o totalmente a carico del SSN. Infatti, con tale condotta, la P.A., anche
per il clamore mediatico suscitato, perde credibilità ed affidabilità allesterno
ed ingenera nei consociati la convinzione che i comportamenti patologici posti in
essere dai propri lavoratori siano un connotato usuale dellazione
amministrativa. La sezione lombarda, pertanto, aderisce allindirizzo che
concepisce il danno allimmagine come lesione alla credibilità ed alla buona reputazione dellamministrazione
a seguito delle condotte illecite dei suoi dipendenti, come tale richiedente un
ripristino e non una riparazione nonchè un mero accertamento della lesione
dellimmagine dellente inteso come valore in sé. Tale secondo approccio non dà
dunque rilevanza agli eventuali costi di ripristino dellimmagine
sopportati dalla P.A. (sul punto C. conti, sez. giur. Umbria, 10.2.1995 n. 20;
id., sez. giur. Piemonte, 14.2.2000 n. 935; id., sez. giur. Piemonte, 19.4.2000
n. 1196; id.,
sez. I centrale, 22.1.2002 n.16/A; id., sez. I centrale, 11.2.2002 n. 45/A;
id., sez. I centrale, 18.2.2002 n. 48/A; id., sez. I centrale, 25.3.2002 n. 96;
id., sez. I centrale, 9.4.2002 n. 109/A; id., sez. giur. Lombardia, 6.12.2002
n. 1954; id., sez. Lombardia, 10 dicembre 2003 n. 1478), né ad eventuali
lesioni da perdita di chance (sviamento di clientela, allontanamento di
investitori dalla p.a. etc.). Sicchè, il danno allimmagine
della P.A. per percezione di tangenti, comportando di per sé una lesione del buon andamento
della P.A. ex art. 97 Cost., non richiede alcuna prova delleffettivo
esborso di danaro per il ripristino dei beni lesi. Infine, la pronuncia de qua,
afferma la doverosa valutazione in sede disciplinare della condotta che ha arrecato pregiudizio allimmagine
dellamministrazione: le condotte in questa sede vagliate dovranno altresì
essere doverosamente valutate, per la loro plastica evidenza e per gli
evidentissimi riflessi punitivi interni, nella competente sede disciplinare sia pubblica sia professionale.
(Altalex, 15 maggio 2009. Nota di Francesco Logiudice) Corte dei Conti Sezione
Lombardia Sentenza 27 aprile 2009, n. 289 (Pres. Vetro, Est. Tenore) ...omissis
DIRITTO La vicenda sottoposta al vaglio della Sezione, tanto lineare quanto grave, attiene allipotizzato
danno allimmagine patito dalla p.a. (Asl Città di Milano e Regione
Lombardia) per la condotta dolosa del pubblico dipendente XXX, direttore
dellunità operativa di
dellospedale S. di Milano nonché
professore ordinario
presso lUniversità di Milano, derivante dalla
pluriennale (perlomeno dal 2003 al 2006) percezione di denaro in
nero e non dovuto, da 1.000 a 4.000 euro per ciascun episodio, dai suoi
pazienti per effettuare in tempi più rapidi rispetto alla programmata calendarizzazione,
interventi chirurgici urologici o andrologici in regime di convenzione con il
SSN presso detto ospedale e totalmente a carico del SSN. La sussistenza di tali
reiterate e gravissime condotte illecite, che assumono valenza penale, civile,
amministrativo-contabile e disciplinare (sia quale pubblico dipendente sia
quale appartenente allordine professionale dei medici),
ad avviso del Collegio è ampiamente provata dalle risultanze istruttorie agli
atti confluite nella recentissima sentenza del Tribunale penale di Milano, sez. IV,
12.3.2009, che ha condannato XXX e la segretaria ZZZ per i reati loro ascritti.
In particolare la sentenza ha condannato XXX a sei anni e sei mesi di
reclusione senza sospensione condizionale, per concorso in concussione
continuata (art.81, 110 e 317 c.p.) e per tentato concorso in concussione
continuata (56, 81, 317 c.p.), per aver percepito (o tentato di percepire)
denaro non dovuto per prestazioni professionali in occasione di ricoveri
interamente a carico del SSN di pazienti, procedendo a modifica della
calendarizzazione programmata degli interventi e per abuso dufficio
continuato (art.81 e 323 c.p.) per aver indirizzato numerosi pazienti, in
occasione di interventi in regime di SSN, presso la ditta G. di Cremona, per lacquisto
di protesi peniche necessarie per lintervento, ma che in realtà sarebbero
state comprese nella prestazione fornita dal SSN, percependo una percentuale
del 10% e poi del 20% sul prezzo in nero da detta ditta. Lo stesso
XXX ha in sede
penale riconosciuto la percezione di somme di denaro dai propri pazienti,
definendole, con terminologia inappropriatamente ecumenica, meri oboli
spontanei per lo sforzo orario professionale (v. verbali
interrogatorio 21.3.2007; interr.15.6.07; interr. 22.6.2007, tutti agli atti),
della cui illiceità, almeno fiscale era pienamente cosciente (v. dich. cit.).
Tali conclusioni in ordine alla sussistenza dei fatti e alla loro giuridica
qualificazione intervenute in sede penale e fondate su univoche, reiterate e
concordanti dichiarazioni rese dai protagonisti della vicenda illecita (v. pp.
5-33 e 37-38 della citazione attorea e relazione 18.4.2008 n. 17055 depositata
dal nucleo di polizia tributaria di Milano della GdF, agli atti), appaiono
inconfutabili, nella loro storicità e definitività, anche in questa sede
giuscontabile, senza necessità di alcuna particolare rivalutazione per la loro
plastica evidenza. Tale approdo non rappresenta un automatismo derivante da
sentenza o da giudicato penale ex art.651 c.p.p. (allo stato non esistente), ma
una ragionata presa datto innanzi a questa Corte della
pacifica sussistenza dei fatti, ovvero della avvenuta percezione indebita da
parte del prof. XXX di somme in nero in non meno di 39 episodi perfezionatisi
con dazione
pecuniaria, analiticamente indicati alle pp. 34-35 della citazione attorea, e
del tentativo di percezione di somme in nero non andato a buon fine in almeno
altri 13 episodi analiticamente indicati alla p. 36 della citazione attorea.
Tali precise, concordanti e reiterate dichiarazioni dei pazienti del prof. XXX
hanno senza alcun ragionevole dubbio comprovato, per la loro sistematica
univocità e per il loro cospicuo numero, la censurabile metodologia seguita dal
prof. XXX per percepire dette indebite somme in
nero dai propri pazienti, e consistente nel prospettare, a fronte di una
acclarata patologia urologica o andrologica in occasione di visita privata
presso la casa di cura privata di via D. a Milano, tre soluzioni: la prima,
consistente nel ricovero privato presso lospedale S. o la
clinica privata di via D. con oneroso costo dellintervento interamente a
carico del paziente; la seconda, comportante il ricovero presso lospedale
S. con costo interamente a carico del SSN, ma con tempi di attesa non brevi; la terza, sistematicamente
prescelta dai pazienti in tal senso abilmente incanalati dallXXX,
consistente nel ricovero presso lospedale S. con costo interamente a
carico del SSN, ma con erogazione di somme di denaro in nero a
proprio favore per abbreviare i tempi di attesa ed essere operati dallXXX
di persona. Ne consegue che, pur in presenza del noto principio di autonomia
tra illecito penale, disciplinare ed amministrativo-contabile richiamato dalla
difesa del convenuto, pur non essendo precluso al giudice contabile l'accertamento e
la valutazione dei fatti in modo difforme da quello contenuto nella sentenza
pronunciata dalla.g.o., nella specie i riscontri probatori,
confessori e testimoniali, sono di tale univocità e concordanza da escludere
ogni diversa
valutazione degli stessi rispetto a quella prospettata dalla attrice Procura.
Dunque, le prove formatesi nel giudizio penale possono essere acquisite nel
giudizio di responsabilità amministrativo-contabile per essere oggetto di
valutazione del giudice in questa sede, nella quale possono essere oggetto di
contestazione e di dialettica processuale. Ma parte attrice in questa sede
giuscontabile non ha contestato, in comparsa di costituzione, il contenuto
intrinseco di ciascuna delle numerose e concordanti dichiarazioni dei pazienti
agli atti, limitandosi ad una generica, immotivata e aprioristica affermazione
circa la loro non ancora avvenuta conferma in sede penale, affermazione poi
smentita dalla sopravvenuta sentenza del Tribunale penale di Milano, sez. IV,
12.3.2009. Del resto lo stesso convenuto, in sede penale, oltre ad aver reso
dichiarazione confessoria circa la percezione di oboli
da propri assistiti, ha depositato, in data 22.11.2007 tramite i suoi legali,
gli elenchi di numerosi pazienti-parti lese beneficiarie di restituzione di somme in passato
versate al prof. XXX, a titolo di integrale risarcimento (v. doc.ne agli atti):
tale condotta evidenzia un chiaro riconoscimento di responsabilità del
convenuto verso le parti offese. Tuttavia le suddette condotte illecite vedono,
oltre ai pazienti concussi, un altro e distinto soggetto leso, il cui ristoro
origina il presente giudizio, ovvero la pubblica amministrazione sanitaria,
gravemente danneggiata nella sua immagine secondo la prospettazione della
istante Procura, in situazione evidentemente legata da occasionalità necessaria
con compiti istituzionali (interventi in regime di SSN da parte di un medico
pubblico e professore universitario). Irrilevante appare, in questa sede, la
natura del reato posto in essere (corruzione o concussione) o la qualifica
giuridica dellXXX allatto della percezione di
denaro in nero (pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio): ciò che
in questa sede giuscontabile rileva è la qualifica di pubblico dipendente (e non necessariamente di pubblico
ufficiale o incaricato di pubblico servizio) del convenuto e della
occasionalità necessaria della percezione di somme con lespletamento
di compiti istituzionali. Né rilevanza alcuna assume leventuale asserita
(ma smentita
dalle dichiarazioni testimoniali agli atti) spontaneità del versamento dellobolo
da parte dei pazienti: è notorio che ad un pubblico dipendente è fatto divieto
(già dal codice di comportamento di cui allart.54, d.lgs. n. 165/2001,
allegato al CCNL e
già oggetto di d.p.c.m. 28.11.2000: v art.3 Il
dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, neanche in occasione di
festività, regali o altre utilità salvo quelli duso di modico valore, da
soggetti che abbiano tratto o comunque possano trarre benefici da decisioni o attività
inerenti allufficio) di percezione di donativi,
non certo simbolici (da 1.000 a 4.000 euro a prestazione individuale), in
correlazione con compiti istituzionali, in quanto tale condotta assume valenza
di reato, di illecito
disciplinare e di danno erariale (non solo allimmagine
in altre evenienze vagliate da questa Corte). Acclarata pertanto la sussistenza
della condotta illecita e dellevidente elemento psicologico doloso, va
vagliato lelemento strutturale danno, ipotizzato dalla istante Procura in
euro 316.350,00 per lesione dellimmagine della P.A..
Sul punto, come di recente affermato dalla sentenza n. 284 del 2008 di questa
Sezione, giova ribadire, in via generale, che la risarcibilità del danno
allimmagine della p.a. innanzi alla Corte dei Conti rappresenta ormai un approdo univoco
sia per la magistratura contabile, che per la stessa Corte di Cassazione (ex
pluribus, C. conti, sez. I, 7.3.1994 n. 55; id., sez. II, 27.4.1994 n. 114;
id., sez. giur. Lombardia, 24.3.1994 n. 31; id., sez. giur. Umbria, 23.5.1995
n. 211; id., sez. giur. Umbria, 10.2.1995 n. 20; id., sez. giur. Lombardia,
12.1.1996 n. 133; id., sez. giur. Sardegna, 14.4.1997 n. 372; id., sez. giur.
Campania, 23.4.1998 n. 29; id., sez. I, 28 aprile 1998 n. 10; id., sez. giur.
Sicilia, 4 maggio 1998 n. 179; id., sez. giur. Umbria, 28.5.1998 n. 628; id.,
sez. giur. Piemonte, 7.6.1999 n. 1041; id., sez. riun., 28.5.1999 n. 16/99/QM;
id., sez. giur. Lombardia, 15.12.1999 n. 1551; id., sez. giur. Lombardia, 18.5.2000
n. 672; id., sez. I centr. app., 25.3.2002 n. 96; id., sez. Lazio, 25 febbraio
2003 n. 439; id., sez. I centr., 6 giugno 2003 n. 187; id., sez. I centr., 14
novembre 2003 n.392; id., sez. Lombardia, 10 dicembre 2003 n. 1478; id., sez. I
centrale, 28 gennaio 2004 n. 28; id., sez. Sicilia, 17 marzo 2004 n. 795;
Cass., sez. un., 25.6.1997 n. 5668; id., sez. un., 25.10.1999 n. 744; id., sez.
un., 4.4.1998 n. 98; id, 28.12.2001 n. 16215; id., n. 3600 del 2003). Trattasi
di danno ex art.2043 c.c. (ergo non sottoposto ai limiti previsti dallart.2059
c.c. di recente comunque superati ad opera di una lettura costituzionalmente
orientata di tale norma: cfr. Cass. Sez. III, 31 maggio 2003 n. 8828; C.cost.,
11 luglio 2003 n. 233) e, in particolare, di danno-evento e non già di danno-conseguenza,
per cui non è necessario che si sia verificata una demenutio patrimoni, ma è
sufficiente la sussistenza di un fatto intrinsecamente dannoso in quanto
configgente con interessi primari protetti in modo immediato dallordinamento giuridico: in altre parole,
il danno non va ravvisato solo secondo il noto criterio della Differenztheorie,
ma, più modernamente, nella lesione di un interesse, inteso come rapporto tra
il soggetto e un bene. E limmagine esterna della
p.a., e di quella
sanitaria in particolare, rientra senza dubbio tra tali valori primari. Tale
danno allimmagine ben può configurarsi anche in caso
di percezione di somme da parte di un pubblico dipendente non necessariamente
in correlazione con fenomeni tangentizi (corruzione o concussione), essendo comunque
socialmente disdicevole e giuridicamente illecito che un pubblico dipendente
percepisca denaro o donativi da privati nellesercizio
di compiti istituzionali. In ordine alla prova di tale danno arrecato al
peculiare bene
immateriale, a fronte di un indirizzo più restrittivo - che ha come substrato
una concezione prevalentemente riparatoria del giudizio contabile - tendente ad
ammetterne la sussistenza solo ove si dimostri lerogazione
di spese (es. promozionali), da parte della p.a., per il ripristino dei beni immateriali
della stima e reputazione dellAmministrazione (C.
conti, sez. giur. Lombardia n. 1458 del 1998; id., sez. giur. Umbria, n. 255
del 1998; id., sez. riun., 28.5.1999 n. 16/99/QM; id., sez. centr. app., 5.3.2002 n. 63; id., sez. centr.
app., 6.3.2002 n. 69; Cass., sez. un., 25.10.1999 n. 744; id., sez. un.,
4.4.1998 n. 98), si contrappone un altro e prevalente indirizzo, che affonda le
sue radici nellapproccio prevalentemente sanzionatorio al
giudizio
contabile, e che richiede un mero accertamento della lesione dellimmagine
dellente inteso come valore in sé, il quale può subire un offuscamento
nella collettività, nazionale o internazionale, a seguito di condotte illecite
di suoi dipendenti e, come tale, richiede un ripristino e non una riparazione. Tale
secondo approccio non dà dunque rilevanza agli eventuali costi di ripristino
dellimmagine sopportati dalla p.a. (sul punto C. conti, sez. giur.
Umbria, 10.2.1995 n. 20; id., sez. giur. Piemonte, 14.2.2000 n. 935; id., sez. giur.
Piemonte, 19.4.2000 n. 1196; id., sez. I centrale, 22.1.2002 n.16/A; id., sez.
I centrale, 11.2.2002 n. 45/A; id., sez. I centrale, 18.2.2002 n. 48/A; id.,
sez. I centrale, 25.3.2002 n. 96; id., sez. I centrale, 9.4.2002 n. 109/A; id.,
sez. giur. Lombardia, 6.12.2002 n. 1954; id., sez. Lombardia, 10 dicembre 2003
n. 1478), né ad eventuali lesioni da perdita di chance (sviamento di clientela,
allontanamento di investitori dalla p.a. etc.). Tale secondo orientamento
appare preferibile, secondo questo giudicante, sia perché le pretese spese di
ripristino del bene-immagine leso sono ormai un costo fisiologico per la p.a.
dopo lentrata in vigore della l.7.6.2000 n. 150
(in materia di comunicazione pubblica) e, comunque, un eventuale costo suppletivo potrebbe essere
sostenuto solo dopo lintroito del risarcimento del danno
patito (e non
certo prima), sia in quanto il danno allimmagine della
p.a. si sostanzia esclusivamente in una menomazione della funzionalità
dellamministrazione stessa che, in base agli art.97 e 98 cost., deve agire in
modo efficace, efficiente, economico e imparziale. In altre parole, il danno
allimmagine è un danno pubblico in quanto lesione del buon
andamento della p.a., che perde, per la condotta illecita di suoi dipendenti, credibilità ed
affidabilità allesterno, ed ingenera la convinzione che i
comportamenti patologici posti in essere dai propri lavoratori siano un
connotato usuale dellazione dellente. Questultima evenienza
assai bene si attaglia alla fattispecie sub iudice, che vede coinvolto un professore
ordinario di urologia nonché direttore dellunità
operativa di
dellospedale S. di Milano, ergo un autorevole
dipendente dellamministrazione sanitaria, ovvero di una struttura
pubblica, la cui immagine esterna dovrebbe apparire particolarmente cristallina in
considerazione degli alti compiti istituzionali assolti verso una utenza
sofferente e psicologicamente soggiogata, e che viene gravemente offuscata da
un reiterato e diffuso episodio di plurilliceità (penale, disciplinare,
amministrativo-contabile). Tale approdo interpretativo ha ricevuto lautorevole
avallo delle Sezioni Riunite di questa Corte che, con lapprofondita e
condivisibile sentenza 23.4.2003 n. 10/SR/QM, hanno confermato che il danno
allimmagine
di una pubblica amministrazione non rientra nellambito
di applicabilità dellart.2059 del codice civile, ma è una delle
fattispecie rientranti nella più generale figura del danno esistenziale. Tale
danno esistenziale consiste in un pregiudizio areddituale che prescinde dal reddito
del danneggiato, di natura non patrimoniale (ma ben distinto dal danno morale
soggettivo di cui al cennato art.2059 c.c.), tendenzialmente omnicomprensivo,
in quanto qualsiasi privazione, qualsiasi lesione di attività esistenziali del
danneggiato può dar luogo a risarcimento sulla base di quanto disposto dallart.2043
c.c. Nel contempo la Corte ha chiarito che, nellambito del rispetto
dellimmagine della p.a. e nellinteresse costituzionalmente
garantito dallart.97, comma 2°, è necessario che le competenze siano individuate e
rispettate; le funzioni assegnate vengano esercitate e le responsabilità
proprie dei funzionari vengano attivate: ne consegue che ogni azione del
pubblico dipendente che leda tali interessi si traduce in unalterazione
dellidentità della pubblica amministrazione e, più ancora,
nellapparire di una sua immagine negativa in quanto struttura organizzata
confusamente, gestita in maniera inefficiente, non responsabile né
responsabilizzata. La violazione di questo diritto allimmagine, intesa
come diritto al conseguimento, al mantenimento ed al riconoscimento della
propria identità come persona giuridica pubblica, è economicamente valutabile.
Essa, infatti, secondo le cennate SS.RR., si risolve in un onere finanziario che si ripercuote sullintera
collettività, dando luogo ad una carente utilizzazione delle risorse pubbliche
ed a costi aggiuntivi per correggere gli effetti distorsivi che,
sullorganizzazione della pubblica amministrazione, si riflettono in termini di minor credibilità e
prestigio e di diminuzione di potenzialità operativa. Le Sezioni Riunite hanno
dunque ribadito che il danno allimmagine deve essere
individuato nellambito dei danni non patrimoniali come danno-evento e non
come danno-conseguenza,
e per la sua quantificazione si può fare riferimento, oltre che alle spese già
sostenute per il ripristino del prestigio leso, anche a quelle ancora da
sostenere. Questa sezione, condividendo le argomentazione delle sezioni
riunite, ritiene di confermare lopzione per la tesi
della natura non patrimoniale di detto danno, in dissenso con lautorevole
intervento della Cassazione a sezioni unite (da ultimo Cass., sez. un.,
27.9.2006 n. 20886) non seguito però di recente da Cass., sez. III, 4 giugno
2007 n. 12929
(confermata da Cass., 26 giugno 2007 n. 14776; id., sez. I, 10 gennaio 2008 n.
337 e da questa sezione con sentenza 16 novembre 2007 n. 545), secondo cui Poiché
anche nei confronti della persona giuridica ed in genere dell'ente
collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale
allorquando il fatto lesivo incida su una situazione giuridica della persona
giuridica o dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona
umana garantiti dalla Costituzione, e fra tali diritti rientra l'immagine della
persona giuridica o dell'ente, allorquando si verifichi la lesione di tale
immagine, è risarcibile, oltre al danno patrimoniale, se verificatosi, e se
dimostrato, il danno non patrimoniale costituito - come danno c.d. conseguenza
- dalla diminuzione della considerazione della persona giuridica o dell'ente
nel che si esprime la sua immagine, sia sotto il profilo della incidenza
negativa che tale diminuzione comporta nell'agire delle persone fisiche che
ricoprano gli organi della persona giuridica o dell'ente e, quindi, nell'agire
dell'ente, sia sotto il profilo della diminuzione della considerazione da parte
dei consociati in genere o di settori o categorie di essi con le quali la
persona giuridica o l'ente di norma interagisca. Il suddetto danno non
patrimoniale va liquidato alla persona giuridica o all'ente in via equitativa,
tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto.
Venendo alla quantificazione di tale conclusiva voce di danno, sono noti gli
approdi della prevalente
giurisprudenza dellorgano giuscontabile (ex pluribus, da
ultimo, C. conti, sez. Lombardia, n. 284 del 2008; id., sez. Lombardia, 10
dicembre 2003 n. 1478; id., sez. Marche, 18.1.2002 n. 104; id., sez. Lazio,
25.2.2003 n. 439) che, nel fare doverosamente ricorso al parametro equitativo ex art.1226 c.c.,
assume quali ragionevoli indicatori, volti a prevenire giudizi arbitrari, la
diffusività dellepisodio nella collettività, la gravità
oggettiva del fatto (desunta dalle modalità di perpetrazione del fatto, dalla eventuale
reiterazione dello stesso, dallentità
dellarricchimento e, dunque, dallentità della somma illecitamente
percepita), la qualifica dei soggetti agenti e il loro ruolo
nellorganizzazione amministrativa. Orbene, nel caso di specie, lattrice
Procura Regionale, per giungere ad una pretesa risarcitoria di euro 316.350,00,
indica un puntuale parametro (il triplo delle somme imposte in nero o oggetto
di tentativo di imposizione in nero ai pazienti da parte dellXXX) e
fornisce numerosi riscontri
documentali (afferenti lo specifico caso sub iudice) circa la diffusività dellepisodio
a mezzo di media (v. estratti di numerosi quotidiani agli atti). Questa Sezione
Giurisdizionale ritiene tuttavia rilevante, ai fini del decidere: a) la intrinseca gravità e la notevole
reiterazione nel tempo (non meno di 39 episodi perfezionati + 13 tentativi) dei
fatti concussivi (che per il convenuto assumono anche una valenza penale e
disciplinare); b) la rilevante entità (da 1.000 a 4.000 euro per intervento)
delle somme in nero imposte dallXXX ai numerosi
pazienti; c) la qualifica non minimale rivestita dallinteressato,
ordinario universitario e direttore dellunità operativa di urologia di
ospedale; d) il delicato ruolo istituzionale dallo stesso assolto; e) il grave contesto in cui gli
spregevoli fatti si sono verificati (approfittamento da parte dellXXX
dello stato di bisogno vitale dei suoi pazienti e della loro prostrazione
psicologica); f) la piena coscienza da parte del convenuto della valenza di illecito, anche fiscale, della
indebita percezione (v. verbali interrogatorio 21.3.2007; interr. 15.6.07;
interr. 22.6.2007, tutti agli atti); g) la notevole rilevanza mediatica dellepisodio
comprovata da plurimi ritagli di giornale di valenza locale e nazionale agli atti. Né in tale
valutazione equitativa del danno può trascurarsi, per finalità diametralmente
opposte a quelle cui tendeva la difesa del convenuto, la notorietà nazionale ed
internazionale del prof. XXX, comprovata dalla monografica
produzione
documentale fatta in questo giudizio dai suoi patroni e tesa a comprovare le
molteplici attività didattiche, formative e di ricerca svolte dal convenuto e i
riconoscimenti scientifici conseguiti: la notorietà e visibilità del prof. XXX,
a differenza di analoghe situazioni illecite aventi come protagonisti oscuri
funzionari di modesta qualifica professionale, rendono ancor più devastante il
ritorno negativo di immagine dellamministrazione
sanitaria, che risulta enormemente discreditata da tali gravissime condotte poste in essere da
soggetto di chiara fama nazionale e internazionale. A ciò aggiungasi la
assoluta assenza di motivazioni extralavorative o personali (stato di bisogno,
problemi economici, imposizione da parte di sovraordinati, etc.) che avrebbero
potuto occasionare (ma non giustificare) tali reiterati comportamenti
concussivi, posti in essere da soggetto ben remunerato, sia quale autorevole
pubblico dipendente, sia quale affermato professionista, pubblicista e
convegnista. Né può trascurarsi che la suddetta sentenza penale 12.3.2009 della
IV sez del Tribunale di Milano ha altresì condannato lXXX
anche per abuso dufficio continuato (art.81 e 323 c.p.) per aver
indirizzato numerosi pazienti, in occasione di interventi in regime di SSN,
presso la ditta
G. di Cremona, per lacquisto di protesi peniche
necessarie per lintervento, ma che in realtà sarebbero state comprese
nella prestazione fornita dal SSN, percependo, dal 2001 al 2006, una
percentuale prima del 10% poi del 20% sul prezzo in nero da detta ditta (per un importo di
circa 69.590,71 euro), come confermato dal legale rapp.te S. nel verbale di
sommarie informazioni 8.6.2007 trascritte nella suddetta relazione 18.4.2008 n.
17055 depositata dal nucleo di polizia tributaria di Milano della GdF, agli
atti e da almeno 14 pazienti le cui testuali, inequivoche e concordanti
dichiarazioni accusatorie rese in sede penale risultano nella cennata relazione
della GdF alle pp. 22-24 agli atti. Tali ulteriori e concorrenti gravissimi
episodi, pur non essendo oggetto in questa sede di espressa contestazione per
danno erariale da parte della Procura (cui non sarà preclusa una eventuale
ulteriore iniziativa in tal senso), assumono rilevanza per completare il quadro
del contesto lavorativo in cui ha operato
il convenuto. Ne consegue, sulla scorta dei sovraesposti argomenti, che ben
superiore allimporto reclamato dalla istante Procura appare il danno
allimmagine arrecato alla p.a. dal convenuto. Tuttavia, a fronte
dellimporto indicato in citazione, che questa Sezione non può modificare in
eccesso, equa e corretta appare la quantificazione in euro 316.350,00 dellimporto
del danno allimmagine cagionato dal convenuto allamministrazione
sanitaria. Tale somma andrà sottoposta a rivalutazione dalla data di prima divulgazione giornalistica
agli atti ovvero dal 18 marzo 2007 (articolo La Provincia 18 marzo 2007 agli
atti) sino al deposito della presente sentenza. Da detto deposito saranno
dovuti interessi legali sino al saldo effettivo. La palese natura dolosa della
condotta è ostativa allesercizio del potere riduttivo
delladdebito, già ritenuto insufficiente da questa Sezione, invocato dai
patroni del convenuto. Inconfigurabile giuridicamente è inoltre la pretesa
valutazione (quale compensazione o a fini riduttivi delladdebito)
degli asseriti vantaggi, anche in termini di immagine, conseguiti dagli enti
danneggiati, per anni, dalla prestigiosa attività medico-scientifica del prof.
XXX: è agevole replicare che lespletamento dei propri compiti
istituzionali con
impegno e dedizione da parte di un pubblico dipendente è un obbligo per il
personale privatizzato e un dovere per il
personale non depubblicizzato, come il prof. XXX, la cui attività didattica,
scientifica e di ricerca rientra nelle mansioni di qualsiasi professore universitario
doverosamente interessato al proprio aggiornamento, alla crescita della
comunità scientifica di appartenenza ed al miglioramento delle proprie
innegabili capacità professionali, che ben possono avere un doveroso ritorno
economico anche attraverso lesercizio della libera
professione, che la vigente normativa consente solo a talune categorie di
pubblici dipendenti (quale quella del prof. XXX), purché nel rispetto delle
leggi e purché non si traduca in censurabili illecite percezioni di denaro in
nero per espletamento di compiti istituzionali. Le condotte in questa
sede vagliate dovranno altresì essere doverosamente valutate, per la loro
plastica evidenza e per gli evidentissimi riflessi punitivi interni, nella
competente sede disciplinare
sia pubblica (Università di Milano), essendo lXXX
professore universitario, sia professionale (ordine dei medici di Milano),
essendo il convenuto medico iscritto allordine: la sentenza va dunque
trasmessa, per il seguito di competenza, da parte della Cancelleria, a tali due
organi pubblici (Rettore dellUniversità di Milano,
Preside Facoltà di Medicina e Presidente degli ordini dei medici di Milano) per
la attivazione dei rispettivi procedimenti. In applicazione della regola della
soccombenza, il
convenuto va condannato comunque al pagamento delle spese di lite, liquidate
come da dispositivo. ...omissis
Commenta | Stampa |
Segnala | Condividi |
( da "CittadinoLex"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
Sei in: Prima
Pagina | Ambiente | Testo Viene class="hilite">anche
abolita definitivamente la retroattività della class-class="term">action Il disegno di legge che
segna il ritorno del nucleare (Ddl Senato 1195 14.5.2009) Passa alla Camera per
il definitivo via libera il disegno di legge in materia di industria ed energia
approvato dal Senato il 14 maggio. Il testo segna il ritorno del nucleare e
abolisce definitivamente la retroattività per la class-class="term">action, che si potrà dunque
intraprendere solo per le vicende successive all'entrata in vigore della legge.
In dettaglio per il nucleare il governo dovrà indicare, entro sei mesi dall'entrata
in vigore della legge, i siti per la localizzazione degli impianti di
produzione e di stoccaggio delle scorie. Sarà istituita l'Agenzia per la
sicurezza nucleare, con compiti di regolamentazione, controllo e autorizzazione
ai fini della sicurezza delle attività legate alla produzione di energia
nucleare, compresa la gestione dei rifiuti radioattivi. Per quel che riguarda
invece il settore produttivo, sono previste nuove agevolazioni per le reti
d'impresa e multe più severe e carcere fino a 6 anni per chi pratica la
contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali o esteri. Ripristinati,
poi, i fondi per l'editoria a favore dei giornali di partito e delle
cooperative, grazie ad un aumento di un punto della Robin-tax. Sarà invece meno
cara la benzina nelle regioni in cui sono presenti impianti di estrazione.
Novità, infine, anche per le assicurazione con durata poliennale: per le
polizze stipulate dopo l'entrata in vigore della legge, infatti l'assicuratore,
in alternativa ad una copertura di durata annuale, può proporre una copertura
di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello
previsto per la stessa copertura dal contratto annuale. In questo caso, se il
contratto supera i cinque anni, l'assicurato, trascorso il quinquennio, ha
facoltà di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con
effetto dalla fine dell'annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è
stata esercitata.(15 maggio 2009)
( da "Stampaweb, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA Minacciare
le dimissioni ha funzionato. Il ministro Brunetta, dopo gli ultimatum al
governo, può finalmente festeggiare. Il Consiglio dei ministri ha dato questa
mattina il via libera al decreto legislativo per la pubblica amministrazione
che va sotto il nome di "rivoluzione", noto ai più come "decreto
anti-fannulloni". Ora il testo passerà allesame
delle Camere e della conferenza Stato-Regioni. La meritocrazia che si
introdurrà nella pubblica amministrazione si sentirà nelle differenze in busta
paga. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è daccordo,
avrà a disposizione
il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai
neanche nel privato se non per qualche iniziativa singola», ha detto il
ministro per la Pubblica amministrazione Brunetta nella conferenza stampa a
Palazzo Chigi. «E' un provvedimento che vuole premiare la meritocrazia»
sottolinea il premier Berlusconi. Lobiettivo è
«riconoscere il loro sforzo con compensi economici che si danno a coloro che
lavorano nelle aziende private. Vogliamo che i tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici abbiano un morale
diverso e abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei
confronti dei cittadini». Esce invece dal provvedimento la class="term">class class="term">action
nei confronti di prodotti e servizi della pubblica amministrazione. Il legge
farà parte di un provvedimento ad hoc: «Abbiamo ritenuto opportuno richiedere
un parere al Consiglio di Stato e allAvvocatura sugli
effetti che può avere la nuova disciplina sul processo amministrativo e sulla
difesa erariale»,
ha spiegato Berlusconi. E lo scorporo delle norme sulle azioni collettive nei
confronti della pubblica amministrazione si è reso necessario anche per
«coordinare la disciplina di questa class="term">class class="term">action
amministrativa con laltra class="term">class class="term">action
generale che il Senato sta esaminando». Le norme sulla class="term">class class="term">action
per la pubblica amministrazione - ha assicurato il premier - confluiranno in un
«decreto legislativo che sarà adottato a seguito degli approfondimenti,
comunque rispetteremo i termini di scadenza della delega». Il confronto sulla
riforma della pubblica amministrazione varata dal governo «non è una partita
che si gioca tra governo e il sindacato dei dipendenti pubblici ma riguarda
tutto il paese», puntualizza lo stesso Brunetta. per il ministro si tratta di
una riforma che riguarda «i cittadini, i sindacati del settore privati e anche
quelli dei datori di lavoro, come la confindustria». Brunetta conferma di aver
chiesto anche un parere «molto articolato» al Cnel. Il ministro annuncia,
inoltre, che «solo il 25% dei dipendenti pubblici con le nuove norme, e il
sindacato è daccordo, avrà il 50% delle risorse
pubbliche per la premialità». E sottolinea che «non era mai successo che si distinguesse una parte della
contrattazione: si dava tutto a tutti». Una scelta, fa rilevare, che «non tutte
le imprese private fanno». La conferenza stampa si chiude con un siparietto tra
Brunetta e Berlusconi. Interpellato sulla minaccia di dimissioni da parte del
ministro, il premier ha affermato che «Brunetta ha usato una tattica da
biricchino che lha portato a un ottimo risultato».
( da "Giornale.it, Il"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
n. 116 del
2009-05-15 pagina 0 Via libera alla rivoluzione Brunetta sulla P.A. di
Redazione La riforma della Pubblica amministrazione inizia l'iter in parlamento
dopo il via libera del governo. Berlusconi: "Tutte le famiglie saranno
collegate con le istituzioni tramite internet". Il ministro, che nei
giorni scorsi aveva minacciato le dimissioni, è soddisfatto: "Entro due
mesi sarà legge" Roma - Il testo con la riforma della pubblica
ammistrazione, la cosiddetta "rivoluzione Brunetta", inizia il
proprio iter. Lo ha comunicato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi,
sottolineando che il provvedimento "verrà sottoposto allesame
delle Camere, alla Conferenza Stato-Regioni, e al Cnel". "Tutte le famiglie - ha
fatto sapere il premier - potranno tramite internet collegarsi con le
istituzioni. Anche i 3,5 milioni di pubblici dipendenti potranno trarre da
questa rivoluzione motivo per sentirsi realizzati". Brunetta: entro due
mesi sarà legge La riforma della Pubblica amministrazione sarà legge entro
sessanta giorni. Ad assicurarlo è il ministro Renato Brunetta: "Le
commissioni parlamentari di Camera e Senato hanno 60 giorni di tempo. Tutto si
può concludere - afferma Brunetta - entro 60 giorni a partire da lunedì e anche
prima". Il ministro ha poi chiarito che "le premialità non verranno
date a tutti, ma solo ai più meritevoli". Berlusconi: il ministro è
birichino "Non cè nessun problema, Brunetta ha
adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati". Lo afferma il premier
nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi parlando della minaccia di
dimissioni avanzata dal ministro della Pubblica amministrazione. Premialità
"Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è daccordo,
avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità. Non è
stato fatto mai neanche nel privato se non per qualche iniziativa
singola". Brunetta annuncia alla stampa la sua riforma della pubblica
amministrazione,
assicurando che la meritocrazia si sentirà anche nelle differenze in busta
paga. Nei giorni scorsi il ministro della Funzione pubblica aveva minacciato le
dimissioni, ora è soddisfatto per aver incassato il via libera del cdm al
provvedimento. Produttività e trasparenza In particolare, spiega che il
confronto sulla riforma varata oggi con il dlgs sulla produttività e la
trasparenza "non è una partita che si gioca tra governo e il sindacato dei
dipendenti pubblici, ma riguarda tutto il Paese". E ancora: "Questo
provvedimento riguarda i cittadini, i sindacati del settore privato e anche
quelli dei datori di lavoro, come la Confindustria". Il ministro conferma
di aver chiesto anche un parere "molto articolato" al Cnel. Class class="term">action Tra le novità, annuncia
anche che la class="term">class class="term">action
nella pubblica amministrazione "partirà dal primo gennaio 2010",
spiegando lobbligo, per i dirigenti, di un periodo di
lavoro-studio allestero presso le organizzazioni internazionali. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Lavoce.info"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
>FS: QUI
L'INFORMAZIONE DERAGLIA di Andrea Boitani e Carlo Scarpa 15.05.2009 La campagna
di comunicazione di Fs racconta che oggi le "Ferrovie dello Stato oggi non
gravano più sulla collettività". La verità è che Fs resta l'ultimo
monopolista non regolato. Dal 2000 in media ha ricevuto in conto corrente circa
3 miliardi di euro all'anno da Stato e Regioni. Oltre naturalmente ai
contributi in conto capitale per la realizzazione della rete ad alta velocità.
Quanto ai biglietti low cost, si tratta di una vera presa in giro. L'aumento
dei prezzi non serve a coprire costi che sono comunque dello Stato. Serve solo
a far quadrare un bilancio. Su alcuni giornali Fs lancia la campagna di
comunicazione sul bilancio del 2008, purtroppo prima che il bilancio sia reso pubblico.
Ma questa campagna di comunicazione grida veramente vendetta, almeno su due
fronti: i contributi pubblici che Fs tuttora riceve copiosi e i prezzi che
pratica. I SOLDI PUBBLICI: UN POZZO ANCORA SENZA FONDO Fs scrive che Le
Ferrovie dello Stato oggi non gravano più sulla collettività.
La verità è che dal 2000 in media Fs ha ricevuto in conto corrente circa 3
miliardi di euro allanno da Stato e Regioni, e il 2008 non è tanto
diverso. Il bilancio di Fs è oggi in utile grazie a questi soldi pubblici. A proposito: era stato in utile
anche dal 2001 al 2003, sempre per le stesse ragioni. È uno scandalo? In linea
di principio no. In Italia si è deciso da parecchi anni che su alcuni servizi
nazionali e regionali il prezzo del biglietto non dovesse coprire i costi, al
fine di favorire il trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. La
differenza tra costi e prezzi deve essere coperta dalla fiscalità generale.
Nessuno scandalo, ma perché negarlo? In tali condizioni, avere delle perdite di
bilancio significa avere ricevuto trasferimenti troppo bassi oppure, ma questo
a Fs non fa piacere sentirlo, aver avuto costi troppo alti. Chi assicura il
contribuente italiano che la differenza tra costi e prezzi sia la minima
possibile, cioè che il nostro operatore ferroviario operi ai minimi costi
possibili? Nessuno lo assicura, naturalmente. Ma è bene ricordarlo quando
leggiamo i paginoni pubblicitari di Fs. Oltre tutto, i soldi di cui abbiamo
parlato non sono i soli che Fs riceve. Ci sono anche i contributi in conto capitale,
i prestiti a tasso agevolato, i conferimenti di capitale da
parte dello Stato in quanto azionista, e altro ancora; tanti contributi
giustificati soprattutto, ma non solo, dalla realizzazione della rete ad alta
velocità, i cui costi gravano sulla collettività pur passando attraverso il
bilancio di Fs. Per esempio, nel 2007, lo Stato per gli investimenti ha
trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di euro. Quando vedremo le cifre del
2008 sappiamo già che non saranno troppo diverse. Dicono che le Fs non
gravano più
sulla collettività? I commenti specifici li faremo non appena
usciranno i bilanci ufficiali. Qui, comunque, non stiamo discutendo se i soldi
trasferiti a Fs siano troppi o troppo pochi. Stiamo additando il fatto che Fs
ha avviato una campagna di comunicazione abbondantemente ingannevole, campagna i cui costi
pro quota gravano anche sugli ingannati, cioè i contribuenti.
LULTIMO MONOPOLISTA NON REGOLATO Il secondo tema è quello del costo dei
biglietti. Su quelli regionali e su pochissimi servizi nazionali il prezzo è
determinato da una contrattazione tra Fs e diverse autorità pubbliche. Per il
resto (Intercity, Eurostar), Fs si sente libera di fare quello che vuole, e
nessuno le dice nulla. Se questo sia corretto o meno, dipende da un sistema di
norme poco chiaro, pensato per un mondo nel quale le Fs dipendevano in modo
molto stretto dal governo, tanto che non cera bisogno di
regole scritte e trasparenti. Era comunque ovvio che nulla si sarebbe mosso
senza lassenso dellautorità pubblica. Questo mondo non cè
più. Fs è ormai uno staterello nello Stato, gode di sostanziale autonomia
rispetto a un potere politico sempre più debole. Intendiamoci, nessuna
nostalgia per il pesante clientelismo del passato (che forse in realtà rimane
anche oggi) ma se
il potere politico facesse il suo mestiere e almeno intervenisse sulle
questioni strettamente Politiche (con la P
maiuscola) sarebbe meglio. Di recente, poi, Fs ha fatto registrare un buon
successo (dal suo punto di vista). Ad esempio, la maggioranza dei parlamentari italiani si è
convinta che era bene garantire alla stessa Fs un bel prolungamento della
durata dei contratti di servizio regionali in essere o ancora da sottoscrivere:
si passa da un massimo di 9 anni a un minimo di 12 (6 rinnovabili per altri 6).
Poi, Fs ha convinto un manipolo di parlamentari a proporre una deroga alle
norme che prevedono laffidamento tramite gara degli
stessi servizi ferroviari regionali. Deroga resa giuridicamente possibile
grazie a un regolamento europeo (1370/2007), fortemente voluto dagli interessi
costituiti franco-tedeschi, a cui gli italiani si sono accodati di buon grado.
E così Fs è e rimarrà di fatto un monopolista per il traffico passeggeri (e
anche nelle merci non cè gran concorrenza) e fa i prezzi e
le politiche di
prodotto di un monopolista interessato solo ai suoi profitti (fatti salvi i
servizi regionali, per i quali le tariffe sono decise dalle Regioni
per ora). LA PRESA IN GIRO CONTINUA Uno stato di cose a dir poco irritante. E
le ragioni di irritazione sono due. La prima è lassenza o la presenza
fin troppo servizievole della politica. Da anni si parla di avere nei
trasporti, come già nellenergia, regole chiare e un regolatore
indipendente. E nessuno lo fa. Non il passato governo, che pure lo aveva scritto a chiarissime lettere nel suo
programma, non quello attuale, che non pare nemmeno interessato alla cosa. La
seconda è, di nuovo, il fatto che Fs prenda per il fondelli la gente. Sempre
nella sua campagna di comunicazione, sbandiera i biglietti
low cost.
Ma stiamo scherzando? Prima si sopprimono i treni a basso costo. Poi si fanno
esplodere i prezzi anche degli Eurostar. E infine si fa uno sconto su questi
prezzi, e si chiama tutto ciò un biglietto low cost. Per
favore
Si dirà: ma il servizio è molto migliore perché ora siamo ad alta velocità.
Vero: peccato che lintero costo dellAlta velocità sia
direttamente a carico dello Stato. Laumento del biglietto non serve a
coprire costi che sono comunque dello Stato. Serve solo a far quadrare un
bilancio. Care
Fs, siete monopolisti. Non avete davanti alcune regole chiare. Non avete
davanti un sistema politico degno di questo nome, e quindi fate quello che
volete. Ma almeno non aggiungete le beffe al danno
Foto tratta dall'archivio fotografico delle Ferrovie dello Stato
( da "Stampaweb, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA La minacciare
di dimissioni ha avuto l'effetto sperato. Il ministro Brunetta, dopo
l'ultimatum al governo, può tirare un sospiro di sollievo. Il Consiglio dei
ministri questa mattina ha dato il via libera al decreto legislativo per la
pubblica amministrazione che va sotto il nome di "rivoluzione
Brunetta", noto ai più come "decreto anti-fannulloni". Ora il
testo passerà allesame delle Camere e della conferenza
Stato-Regioni. La meritocrazia che si introdurrà nella pubblica amministrazione
si sentirà nelle
differenze in busta paga. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato
è daccordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse
destinate alla premialità. Non è stato fatto mai neanche nel privato se non per
qualche iniziativa singola», ha spiegato il ministro per la Pubblica amministrazione
Brunetta nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. «E' un provvedimento che
vuole premiare la meritocrazia» sottolinea Berlusconi. Lobiettivo
è «riconoscere il loro sforzo con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nelle
aziende private. Vogliamo che i tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici
abbiano un morale diverso e abbiano motivo di essere realizzati e di essere
così più positivi nei confronti dei cittadini». Esce invece dal provvedimento
la class="term">class
class="term">action nei confronti di
prodotti e servizi della pubblica amministrazione. Il legge farà parte di un
provvedimento ad hoc: «Abbiamo ritenuto opportuno richiedere un parere al
Consiglio di Stato e allAvvocatura sugli effetti che può avere la nuova
disciplina sul processo amministrativo e sulla difesa erariale», ha spiegato
Berlusconi. E lo scorporo delle norme sulle azioni collettive nei confronti
della pubblica amministrazione si è reso necessario anche per «coordinare la
disciplina di questa class="term">class class="term">action
amministrativa con laltra class="term">class class="term">action
generale che il Senato sta esaminando». Le norme sulla class="term">class class="term">action
per la pubblica amministrazione - ha assicurato il premier - confluiranno in un
«decreto legislativo che sarà adottato a seguito degli approfondimenti,
comunque rispetteremo i termini di scadenza della delega». Il confronto sulla
riforma della pubblica amministrazione varata dal governo «non è una partita
che si gioca tra governo e il sindacato dei dipendenti pubblici ma riguarda
tutto il paese», puntualizza lo stesso Brunetta. per il ministro si tratta di
una riforma che riguarda «i cittadini, i sindacati del settore privati e anche
quelli dei datori di lavoro, come la confindustria». Brunetta conferma di aver
chiesto anche un parere «molto articolato» al Cnel. Il ministro annuncia,
inoltre, che «solo il 25% dei dipendenti pubblici con le nuove norme, e il
sindacato è daccordo, avrà il 50% delle risorse pubbliche per
la premialità». E sottolinea che «non era mai successo che si distinguesse una
parte della contrattazione: si dava tutto a tutti». Una scelta, fa rilevare,
che «non tutte le imprese private fanno». La conferenza stampa si chiude con un
siparietto tra Brunetta e Berlusconi. Interpellato sulla minaccia di dimissioni
da parte del ministro, il premier ha affermato che «Brunetta ha usato una
tattica da biricchino che lha portato a un ottimo
risultato».
( da "Sestopotere.com"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Class
Action. Brunetta, per P.A. partirà da 1 gennaio 2010. Codacons, ora il ministro
si dimetta (15/5/2009 15:06) | (Sesto Potere) - Roma - 15 maggio 2009 -
"Ci aspettiamo dimissioni immediate da parte del Ministro della Funzione
Pubblica, Renato Brunetta'. Lo afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi,
dopo la notizia dello slittamento al 2010 della class="term">class class="term">action
per la pubblica amministrazione. "Brunetta, che si è strenuamente battuto
per l'estensione dell'azione collettiva alla P.A.,
deve essere coerente - prosegue Rienzi - Così come pochi giorni fa ha
minacciato le dimissioni se non fosse passato il suo decreto, ora che è stato
battuto sulla class="term">class class="term">action
deve lasciare il proprio incarico'. "Questo Governo, che agisce sotto
l'influenza delle lobby e di Confindustria, ha troppa paura per far passare una
legge importante come quella sull'azione collettiva -
conclude il Presidente Codacons - ciò dimostra l'assenza di qualsiasi
attenzione da parte dell'esecutivo verso i consumatori e i loro diritti,
ritenuti meno importanti di banche, imprese e potentati vari'.
( da "Stampaweb, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
NEW YORK Un'azione collettiva è stata avviata contro Google sulla questione della normativa
sui marchi registrati negli Usa. Secondo quanto riporta il New York Times, si
tratta della prima volta in cui una causa del genere è stata intentata dalla
piccola società di software conosciuta con il marchio FirePond per conto di
tutti i titolari di marchi del Texas presso la Corte Federale del Texas.
Tutto nasce dal fatto che Audrey Spangenberg, amministratore delegato della
FirePond, facendo una ricerca su Google col nome della sua azienda, lo ha sì
trovato in cima alla lista dei risultati, ma preceduto a sinistra dalle
inserzioni delle società rivali, che hanno pagato Google per far comparire i
loro messaggi pubblicitari ogni qualvolta qualcuno fa una ricerca col nome
Firepond, un marchio registrato. Questultima ha
contestato le politiche del motore di ricerca. Laccettazione, infatti, da
parte di Google, di queste utilizzazioni concorrenziali dei marchi ha
infastidito molte altre società, incluse American Airlines e Geico, che hanno
però raggiunto
degli accordi con la società fondata da Larry Page e Sergej Brin. + Giappone,
Street View sostituisce le foto "rubate" + Google bloccato, sul blog
le scuse
( da "Lavoce.info"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
>TUTTI I
RISCHI DELLA CLASS ACTION NELLA PA di Luigi Oliveri 15.05.2009 L'azione collettiva contro le inefficienze della pubblica
amministrazione era uno dei pezzi forti della riforma del lavoro pubblico. E'
stato però stralciato con la promessa di vararlo entro gennaio 2010. Il testo
attuale, del resto, è generico e vago. Il rischio è che la class="term">class class="term">action
nella Pa finisca per produrre molta esposizione mediatica e poca sostanza. Con
il corollario di un intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali
amministrativi regionali, per l'attivazione di azioni collettive anche
infondate, sull'onda della caccia a ogni costo all'amministrazione sprecona. Lazione collettiva
contro le inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei pezzi forti
della riforma del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009, la cosiddetta
legge Brunetta. Mentre da anni si cerca di affermarla class="hilite">class="term">class class="term">action nel suo ambito naturale, la
difesa dei consumatori contro le insidie dei contratti per adesione delle
grandi società di servizi, la strada per la class="term">class class="term">action
nella Pa appare spianata. LEGGE E DECRETO SONO VAGHI In linea di principio, non
vi sarebbe nulla da ridire contro uno strumento finalizzato a consentire ai
cittadini di agire nei confronti dei ritardi o delle inefficienze delle
amministrazioni. Tuttavia, uno sguardo più attento mostra tutti i potenziali
problemi che potrebbero derivare dalla sua attuazione, così come disegnata
dalla legge 15/2009 e dallo schema di decreto legislativo attuativo diffuso da
Palazzo Vidoni. Sono del tutto inafferrabili i presupposti concreti per
attivare lazione. La legge prevede che cittadini
singoli o associazioni possano attivarsi se dalle inefficienze gestionali
consegua la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori.
Risulta macroscopica la vaghezza del presupposto. La legge, ma anche lo schema
di decreto legislativo, non definisce in alcun modo quali siano gli interessi
giuridicamente rilevanti e in cosa consista la loro lesione. I rischi di simile genericità sono piuttosto
rilevanti. Il primo, sullo stretto piano giuridico, è demandare integralmente
al giudice amministrativo, sarà il Tar ad occuparsi della class="term">class class="term">action,
la determinazione per via giurisprudenziale dei criteri per lazione.
Ci vorranno anni: ce ne sono voluti quindici perché i giudici amministrativi
concordassero una linea interpretativa univoca sul concetto di interesse
giuridicamente rilevante ai fini della tutela del diritto di accesso agli atti
amministrativi.
Sul piano pratico, si presenta il rischio dellutilizzo
strumentale della
class="term">class
class="term">action, allo scopo di fare
pressioni esterne sulla gestione. Basti pensare allesempio
di funzioni pubbliche di vigilanza come quelle esercitate dallispettorato
del lavoro:se un insieme di aziende concorda di attivare la class="term">class class="term">action
per interdire lattività ispettiva di qualche scrupoloso
ispettore, il gioco si può dire fatto. Anche se nel merito, infatti, lazione si rivelasse infondata,
basterebbe rendere pubblica la diffida che deve precedere il ricorso al Tar,
per creare il caso e osteggiare lazione
amministrativa. Costringendo gli uffici a complesse attività di istruttoria per
considerare infondate le pretese strumentali. Tanto più complesse, perché la class="term">class class="term">action prende di mira come
responsabili solo i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, come se le
eventuali disfunzioni amministrative non fossero comunque conseguenza di linee
politiche e strategiche determinate dagli organi di governo. I quali, però, non
sono assolutamente presi in considerazione tra i possibili responsabili. Che la
class="term">class
class="term">action possa risolversi in
uno strumento di pressione senza alcuna effettiva utilità per i cittadini, del
resto, lo dimostrano altri fattori. Il primo è la gogna
mediatica: infatti, laddove a seguito della diffida
lamministrazione non modifichi la propria organizzazione entro il termine
di un anno, come prevede lo schema di decreto attuativo, i cittadini possono agire in
giudizio e il Tar dovrà dare pubblicità al ricorso (prima ancora che sia
deciso) sui media. Lo stesso termine previsto di un anno per adeguarsi alla
diffida appare una mera forma. Infatti, appare eccessivamente lungo se la class="term">class class="term">action fosse fondata su
disfunzioni gestionali e organizzative di dettaglio, come il mancato rispetto
dei termini di procedimenti amministrativi; ma, apparirebbe solo formalistico,
se oggetto dellazione fossero le conseguenze di un
dissesto finanziario, per risolvere il quale occorrerebbe ben più di questo
arco di tempo. In ogni caso, la class="term">class class="term">action
nella Pa non prevede alcun diretto beneficio in capo a chi la attiva, a
differenza dellazione collettiva prevista nel
campo dei servizi e del commercio. Al più, la sentenza del giudice può ordinare
allamministrazione accusata di attuare le misure per rimediare alle
inefficienze (come se i giudici potessero sostituirsi alle amministrazioni nelle scelte di
merito organizzativo) o a nominare un commissario ad acta. Insomma, molta
esposizione mediatica e immagine e poca sostanza. E il rischio di un
intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali amministrativi regionali,
derivante dallattivazione di azioni collettive anche
infondate, sullonda della caccia allamministrazione sprecona a ogni
costo.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
L'Italia torna al
nucleare. È questa la principale novità che arriva con il disegno di legge
Sviluppo. Ma cambiano anche norme in materia di carburanti, made in Italy e
consumatori. E ancora, la «Robin Tax» diventa più salata per finanziare un
fondo per l'class="hilite">editoria e
arriva la class="term">class
class="term">action senza retroattività.
Il punto chiave del testo approvato ieri in Senato, e ora al passaggio
definitivo alla Camera, è il nucleare. Entro sei mesi dall'approvazione
definitiva saranno individuati i criteri per localizzare i siti delle centrali,
le modalità di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, le norme la sicurezza e le
misure compensative per le popolazioni più vicine alle strutture.
( da "KataWeb News"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
P.A.: P.Chigi, class="term">class class="term">action non ora, ma specifico dlgs
15 maggio 2009 alle 19:11 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Il Presidente del
Consiglio, al termine del Consiglio dei Ministri, insieme al Ministro Brunetta
ha rilasciato una dichiarazione con la quale ha sottolineato che: 1. il
Consiglio dei Ministri ha esaminato nella scorsa seduta anche le norme
presentate dal Ministro Brunetta per istituire la cosiddetta class="term">class class="term">action
nei confronti della pubblica amministrazione e dei concessionari di servizi
pubblici e ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto; 2. a questo riguardo
è stato, però, ritenuto opportuno acquisire preliminarmente il parere del
Consiglio di Stato e dell'Avvocatura dello Stato sui riflessi che la nuova
azione avrà sul processo amministrativo e sulla difesa erariale; 3. AGI
( da "RomagnaOggi.it"
del 15-05-2009)
Argomenti: Class Action
15 maggio 2009 -
17.50 (Ultima Modifica: 15 maggio 2009) Forlì, elezioni. Rondoni: "Farò
l'assessorato al centro storico" "L'idea dell'istituzione
dell'assessorato al centro storico, al di là dell'evidente incompatibilità con
la riduzione del numero degli assessori, per me prioritaria, ha il limite di
non contenere alcuna proposta concreta, e, soprattutto, di presentarsi slegato
dal complesso del tema, che non è solo urbanistico ma anche sociale, economico,
ambientale": è quanto spiega Roberto Balzani, candidato sindaco del Pd e
del centro-sinistra, in risposta all'idea avanzata da Rondoni. "La
soluzione dell'annosa questione del centro storico - prosegue Balzani -
dev'essere un punto qualificante per l'intera amministrazione, e costituire quindi il prodotto dell'azione collettiva della giunta. Noi abbiamo
chiaro il nostro obiettivo: fare di Forlì una città dell'Europa civile e
moderna, con ampie zone pedonali, comodi parcheggi per i residenti e per il
commercio, percorsi ciclabili diffusi fino alla periferia e ai sobborghi, potenziamento
della mobilità pubblica. I casi di successo, in Europa, sono molti:
basta studiarli e cercare d'importarne i modelli. Ma tutto ciò non funzionerà
mai se i cittadini non crederanno in questa "visione" della città: il
che è possibile attraverso la partecipazione e lo stimolo, fin dalle più
giovani generazioni, di un più alto senso civico, continua Balzani, proponendo
la sua ricetta. E riallacciandosi al tema sollevato dal presidente Napolitano
ieri, sul 'No alla retorica xenofoba', il candidato sindaco per il
centro-sinistra Roberto Balzani aggiunge: "Il monito del Capo dello Stato
contro le tendenze xenofobe e razziste emergenti nel nostro paese non può
essere rubricato nella categoria delle paterne reprimende mosse da un anziano
signore ben educato. Napolitano mette in evidenza una deriva pericolosa, di cui
ci accorgiamo anche qui, a Forlì, nel corso delle presente campagna
elettorale". Conclude Balzani: "è vero che i principali candidati
alla carica di sindaco cercano di mantenere i toni il più possibile bassi e di
evitare scontri ideologici francamente inutili. Ciò non toglie - prosegue - che
vi siano forze che stanno tentando d'inquinare il sereno confronto sui
programmi e sui progetti. E quelle forze stanno a destra, là dove la cultura
dell'esclusione, del capro espiatorio e dell'evocazione strumentale delle paure
collettive alligna di preferenza. Invito formalmente - conclude Roberto Balzani
- anche Alessandro Rondoni a condividere con me il messaggio del Capo dello
Stato"
( da "Corriere.it"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il premier:
«Tattica birichina con ottimi risultati» Via libera alla «rivoluzione Brunetta»
Rientra la minaccia di dimissioni Dal Cdm l'ok al decreto anti-fannulloni, per
il quale il ministro aveva detto di esser pronto a lasciare l'esecutivo ROMA -
«Brunetta? Ha usato una tattica da birichino, ma ha ottenuto un ottimo risultato».
Silvio Berlusconi non se la prende con il ministro della Pubblica
amministrazione, che aveva minacciato le dimissioni qualora non fosse stato
approvato il testo per la riforma della Pubblica amministrazione. Minaccia
rientrata, visto che alla fine il Consiglio dei ministri ha dato il via libera.
Il provvedimento sarà presentato alle Camere lunedì. Prima del via libera
definitivo, previsto per fine giugno, il ministro ha indicato come essenziale
l'esame di Cnel, sindacati e Conferenza Stato-Regioni. BERLUSCONI - Il
presidente del Consiglio ringrazia il ministro parlando di «rivoluzione
Brunetta». «Si tratta di una grande riforma - ha spiegato Berlusconi - che
ammodernerà il sistema delle famiglie italiane e le imprese. Da casa con il
proprio computer si potranno collegare nei siti delle istituzioni e fare le
pratiche che oggi si fanno negli uffici». «Non solo: viene introdotta la
meritocrazia - ha rivendicato il premier - così gli impiegati pubblici saranno
motivati perché si vedono riconosciuti compensi economici che normalmente si
danno a chi lavora nel privato. Questo è il nostro fine: far sì che 3,5 milioni
di persone che lavorano nella P.A. non abbiano un morale diverso da chi lavora
nel privato, e siano più motivati nel rapporto con i cittadini». class="hilite">CLASS ACTION - Dal canto suo,
Brunetta ha annunciato che la class="term">class class="term">action
nella pubblica amministrazione «partirà dal primo gennaio 2010». «È la prima
volta - ha sottolineato - che si introduce l'azione collettiva
nella pubblica amministrazione». Quanto ai tempi, Brunetta ha spiegato che
«occorrerà dare vita agli standard della PA nei prossimi mesi». SCONTRO
BRUNETTA-LANZILLOTTA - Proprio su questo tema, è però polemica con il Pd. «Il
Ministro Brunetta - afferma Linda Lanzillotta - cede alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici.
Rinuncia alla class="term">class class="term">action
che lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente
tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni e di tutti
coloro che erogano servizi pubblici. Come un punto chiave della sua
'rivoluzione'. Ma, nonostante gli annunci, a dimettersi il Ministro non ci
pensa per nulla. No, caro Ministro. Speravamo che avrebbe avuto più coerenza e
più coraggio. Ma così non è stato». Immediata la replica: «La Lanzillotta ha
perso un'altra occasione. Invece che fare della sterile polemica, valuti i
fatti. I fatti sono che, come da impegno del presidente del Consiglio Berlusconi,
l'azione collettiva nel settore pubblico entrerà in
vigore dal primo gennaio 2010». «Che il relativo schema di decreto legislativo
-prosegue Brunetta- è già predisposto e sarà mandato al Consiglio di Stato nei
prossimi giorni e che sulla base di questo parere il secondo decreto
legislativo comincerà il suo iter parlamentare probabilmente già prima della
pausa estiva. Nessun cedimento, solo volontà di fare presto e bene». stampa |
( da "Cittadino, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
La riforma al
via, Brunetta la spunta Silvio: «Birichino» ROMA La meritocrazia arriverà entro
l'estate tra gli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo
che attua la riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due
mesi diventerà operativo. Rientra dunque la minaccia di dimissioni del ministro
per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non c'é nessun problema - ha
detto il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi
confermando la stima per il ministro - Brunetta ha adottato una tecnica da
birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce
il merito e la premialità nella pubblica amministrazione resta però, al
momento, orfano della class action che comunque - è stato assicurato da
Brunetta - partirà dal primo gennaio 2010». «Abbiamo ritenuto di dover acquisire
il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocature - ha sottolineato Berlusconi
- per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo
amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per
coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato
contenuta nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all'esame
della Camera.Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di
«rivoluzione» e sottolinea come l'obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei
dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano
nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e
abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti
dei cittadini». Il timing è segnato dallo stesso Brunetta: «Penso che tutto
possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il
provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l'accordo
con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel».
Prima dell'ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo il sindacato
ai più alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», dice Brunetta
chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento in prima persona.Brunetta cita alcuni
esempi del nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage
all'estero dei dirigenti alle risorse premiali concentrate essenzialmente sui
più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo,
avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse - rileva Brunetta - destinate
alla premialità. È una cosa mai accaduta». Per la class action si registra
invece un rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri di
Avvocatura e Consiglio di Stato sia dalla necessità «di dare vita agli standard
della p.a.». Comunque il ministro sembra avere già in testa
questo secondo decreto legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli
e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma
le motivazioni addotte non convincono né l'opposizione né le associazioni dei
consumatori. (Ansa)
( da "Repubblica, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Pagina 1 -
Prima Pagina Il provvedimento varato dal Cdm ora va in aula. Slitta la class="term">class class="term">action Fannulloni, via alla
riforma premi solo ai più efficienti SEGUE A PAGINA 22
( da "Repubblica, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 33 -
Commenti SE IL DIRIGENTE NON HA OBIETTIVI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
Comprensibile che i cittadini, che hanno sperimentato sulla loro pelle le
inefficienze dei nostri servizi pubblici, siano più che mai attenti al
funzionamento di chi gestisce questa enorme montagna di risorse. Il Ministro
Brunetta ha avuto il pregio di captare queste legittime preoccupazioni.
Complice l´immobilismo del ministero dell´Economia, è riuscito a trasformare un
dicastero marginale in passate legislature in un ministero di primaria
importanza. Negli ultimi 12 mesi Brunetta ha mobilitato l´opinione pubblica con
una fitta serie di annunci e di risultati ad effetto. La battaglia contro
l´assenteismo è stata combattuta senza esclusione di colpi (al punto da
decurtare la paga ai dipendenti ricoverati in ospedale per interventi
chirurgici), ma portando a casa risultati importanti. Si può discutere sui
metodi draconiani e sulle percentuali, ma è indubbio che il ricorso alle
assenze retribuite nel pubblico impiego, sin qui nettamente superiore che nel
settore privato, sia stato ridotto, il che è sicuramente una buona notizia per
i contribuenti. Ora il Ministro si è messo in testa di passare dagli annunci e
dagli interventi ad effetto alle riforme vere e proprie. Bene. Sarebbe la prima
vera riforma di questo governo, che sin qui ha scelto di non scegliere di
fronte al precipitare di una crisi che vede l´Italia continuare a far peggio
degli altri, come certificato proprio ieri da Eurostat. Bisogna approfittare
della recessione per fare quelle riforme che non si riescono a fare in
condizioni normali. Al tempo stesso, a più di 15 anni dal primo tentativo di
riformare la PA, non possiamo permetterci nuovi fallimenti. Nel riformare la PA
non si può continuare a schierare l´opinione pubblica contro i dipendenti
pubblici, come fatto a più riprese in questi mesi. Al contrario bisogna
lavorare col cesello su incentivi, carriere e trasparenza. Il grosso delle
misure prese nel decreto intraprende una strada diversa. Vengono istituiti una
pluralità di nuclei di valutazione che dovrebbero essere sulla carta esterni
alle amministrazioni (quindi nuova burocrazia creata) accreditati a loro volta
da una nuova autorità indipendente. Si scavalcano i tanto vituperati dirigenti
pubblici (Brunetta è stato in questi giorni applaudito fragorosamente da una
platea di dipendenti pubblici quando li ha aizzati parlando di un "pesce
che puzza dalla testa"). Si stabiliscono anche rigidamente le regole di
distribuzione dei premi che dovranno essere dati ai singoli in ciascuna
amministrazione: a un quarto di loro verrà dato il 100% del premio, a un altro
quarto non verrà dato nulla, mentre il restante 50% dei dipendenti si prenderà
il premio a metà. Dato che si tratta di somme consistenti, che molte
amministrazioni sono piccole (attorno ai 10 dipendenti) e che è molto difficile
misurare la produttività del singolo, è prevedibile che questi premi verranno
alla fine assegnati a rotazione: Tizio li prende quest´anno, Caio il prossimo e
Sempronio fra due, magari determinando l´ordine con una bella lotteria. class="hilite">Altro esempio è la class="term">class class="term">action, azione collettiva
contro le inefficienze della pubblica amministrazione, che prefigurava la gogna
mediatica (pubblicità sui giornali ancora prima del giudizio) delle
amministrazioni coinvolte. è stata rimossa in extremis dal decreto, ma è
emblematica del metodo seguito nel ridisegnare la PA. Era prevista nel caso di
«lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o
consumatori», una formulazione talmente generica da poter essere usata come
strumento di pressione contro le amministrazioni che pestano i piedi a qualcuno
e da offrire lunghi anni di lavoro (speriamo con poche assenze retribuite) ai
Tar. Il punto debole della riforma è nel non operare sugli incentivi dei
dirigenti pubblici, trasformandoli in esecutori di decisioni prese da autorità
dipendenti o tribunali e imponendo regole che, comunque, nel giro di qualche
anno, saranno del tutto inefficaci. Per incentivare i dirigenti bisogna
innanzitutto valutare le amministrazioni di cui sono a capo. Per farlo ci
vogliono obiettivi misurabili che può fissare il politico senza mettere di
mezzo nuova burocrazia. Devono essere grandezze che sono sotto il controllo
della PA, di cui dunque i singoli dirigenti sono responsabili. Ad esempio, si
possono stabilire obiettivi in termini di presenza sul territorio della
Pubblica Sicurezza, speriamo non solo per fare le ronde alle ronde di quartiere.
In altri casi l´impegno profuso dalle singole amministrazioni è meno visibile
ai cittadini. Ma non per questo non si possono definire indicatori (ad esempio
l´agenzia delle entrate di Trento utilizza il numero di controlli eseguiti,
pesati in base allo sforzo richiesto per diverse tipologie di controlli) e
rendere di pubblico dominio i risultati raggiunti dalle singole
amministrazioni. Saranno queste amministrazioni, prima ancora dei singoli, ad
essere premiate nel caso di raggiungimento degli obiettivi, non necessariamente
solo con incrementi dello stipendio, ma anche attrezzature. In caso contrario,
non verrà concesso alcun premio ad alcun membro di quella amministrazione: nel
decreto Brunetta, invece, vengono comunque attribuiti i premi, anche alle amministrazioni
inefficienti. Incentivi per i singoli potranno poi essere definiti
principalmente in termini di carriere, dato che i posti pubblici durano a
lungo. Bene perciò ricostruire le carriere fissando regole rigide, questo sì,
per i passaggi di grado. A quel punto il dirigente locale sarà costretto a
valutare i singoli prefigurando potenziali avanzamenti di carriera che, per il
bene della struttura, non possono riguardare tutti. Dovrà fare bene queste
valutazioni perché è chiamato a rispondere dei risultati raggiunti dall´unità
che dirige. Insomma bene che ognuno si prenda le sue responsabilità. A partire
dal Governo che deve dirci quali sono gli obiettivi dei diversi rami della PA e
offrirci una mappatura degli esuberi.
( da "Secolo XIX, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Via al decreto
anti-fannulloni la riforma della pubblica amministrazione Sì del Consiglio dei
ministri a Brunetta, rientra la minaccia di dimissioni. Il premier: birichino
Roma. Dimissioni sventolate e rimesse in tasca a obiettivo raggiunto. Renato
Brunetta ha vinto la battaglia all'interno del Consiglio dei ministri. La sua
"rivoluzione" si farà nonostante le resistenze di qualche collega
(Giulio Tremonti in primis). La meritocrazia sbarcherà entro l'estate negli
uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo che attua la
riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due mesi
diventerà operativo. Brunetta, quindi, resta ben ancorato alla sua poltrona.
«Non c'è nessun problema - ha detto il premier Silvio Berlusconi confermando la
stima per il ministro - Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha
avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce il merito e la
premialità nella P.a. resta però, al momento, class="hilite">orfano
della class="term">class
class="term">action «che comunque - ha
assicurato Brunetta - partirà dal primo gennaio 2010». Perché questo rinvio?
«Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato e
dell'Avvocatura - ha spiegato Berlusconi - per sapere quali sono i riflessi che
questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di
dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class="term">class class="term">action» per il settore privato,
contenuto nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all'esame
della Camera. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, ha parlato di
«rivoluzione» e sottolineato come l'obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei
dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano
nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e
abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti
dei cittadini» ha concluso il premier. I tempi sono scanditi dal ministro
Brunetta: «Penso che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da
lunedì, quando il provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere
assolutamente l'accordo con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un
parere articolato del Cnel». Prima dell'ultimo passaggio in Consiglio dei
ministri «sentiremo il sindacato ai più alti livelli, tra fine giugno e inizi
di luglio», ha poi aggiunto Brunetta chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento
in prima persona. Il ministro ha citato alcuni esempi del nuovo corso che si
vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all'estero dei dirigenti alle
risorse premiali concentrate essenzialmente sui più bravi. «Solo il 25% dei
dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di
tutte le risorse destinate alla premialità - ha sottolineato Brunetta -. È una
cosa mai accaduta». I punti cruciali della "rivoluzione" sono la
premiazione del merito, la valutazione delle performance, la
responsabilizzazione dei dirigenti e nuove regole per la contrattazione collettiva con la riduzione a due comparti di
contrattazione. Ma il disegno di legge prevede anche una stretta su
provvedimenti disciplinari e sanzioni, con un catalogo di infrazioni
particolarmente gravi per le quali è previsto il licenziamento. Per quanto
riguarda la meritocrazia, è cancellata la distribuzione a pioggia di benefici.
Le nuove norme puntano infatti a una distribuzione degli incentivi economici e
di carriera più selettivi. Non più del 25%-30% dei dipendenti potrà beneficiare
del trattamento accessorio nella misura massima, e non più della metà potrà
goderne in misura ridotta al 50%, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sarà
corrisposto alcun incentivo. Per la valutazione delle performance una apposita
commissione verrà istituita entro il 30 settembre 2009. Capitolo dirigenti. Si
rafforza la loro responsabilità e il loro potere di gestione delle risorse
umane, anche per quanto concerne l'attribuzione dei premi. Avranno nuovi
strumenti ma saranno sanzionati, anche economicamente, se non svolgeranno bene
il proprio lavoro. Altro nodo importante quello di licenziamenti, assenze e
sanzioni. Per il controllo delle assenze sono confermate le misure introdotte
lo scorso anno e sono previsti vari tipi di sanzioni per i casi di false
attestazioni di presenze o di falsi certificati medici: licenziamento
disciplinare e obbligo del risarcimento del danno e creazione di una specifica
fattispecie di reato per il dipendente stesso e per gli eventuali
"complici", compreso il medico. Per il medico c'è anche la radiazione
dall'albo professionale. Per la class="term">class class="term">action
il decreto legislativo «arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà
coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato» ha precisato Brunetta. Ma
il rinvio non convince né l'opposizione né le associazioni dei consumatori. Se
Linda Lanzillotta del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi
pubblici», il Codacons parla senza mezzi termini di «Brunetta sconfitto» e
aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate». Ma anche sulla riforma della
Pubblica amministrazione il centrosinistra è critico. «Serve un piano
industriale serio, mentre l'idea di riforma della destra è un richiamo
all'ordine che comprende sempre un insulto» ha attaccato Pier Luigi Bersani,
responsabile economico del Pd. Al governo «non importa sapere che cosa faccia
davvero un ufficio, importa che si possa descriverlo come un insieme di buoni e
di cattivi» ha aggiunto Bersani. Secca la replica di Brunetta: «Bersani
dovrebbe esercitarsi nel ragionevole sforzo di studiare prima di emettere
giudizi. Per aiutarlo a recuperare sull'arretrato, gli abbiamo appena inviato
tutta la documentazione». Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 16/05/2009 grafici
IL SECOLO XIX 16/05/2009 I VOTI AI MANAGER 16/05/2009 LA RESPONSABILITÀ
16/05/2009 LEALTÀ E DISCIPLINA 16/05/2009 IL CITTADINO-CLIENTE 16/05/2009 I
PUNTI CHIAVE DELLA RIVOLUZIONE 16/05/2009 bersani (pd)«Nella loro idea la
riforma è un richiamo all'ordine che comprende sempre un insulto» 16/05/2009
( da "Libertà" del
16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Festa col profumo
di primavera Bancarelle, musica e gastronomia tra i colorati stand floreali di
ALESSIA STRINATI MONTICELLI - Si apre oggi, sabato, la 38ª edizione della Fiera
dei fiori, tradizionale manifestazione della Bassa piacentina, che per due
giorni animerà le vie del centro storico di Monticelli. Ad organizzare
l'edizione 2009 della fiera, sono la Proloco, il Comune di Monticelli, l'Avis,
l'Aido, gli Alpini, la Protezione civile "Omega" e il Gruppo culturale
mostre. La manifestazione prende il via nel pomeriggio con un'iniziativa
sportiva: il cicloraduno organizzato da Avis e Aido, il cui ritrovo è previsto
per le 14.30. Alle 16 sarà invece inaugurato lo stand floreale gestito dalla
Proloco, che ogni anno offre ai visitatori svariati esemplari di fiori, oltre
allo storico geranio a cui in origine era dedicata la manifestazione. Alle 19
aprirà anche lo stand gastronomico dell'Avis, i cui volontari prepareranno
gustose specialità. Seguirà, alle 21, lo spazio per la musica dedicata ai
giovani, con il concerto del gruppo monticellese Pennyweisse. La fiera entrerà
ovviamente nel clou domani, domenica 17. La giornata si aprirà alle 9.30 con
l'inaugurazione ufficiale della fiera, a cui prenderanno parte autorità civili
e militari. Contemporaneamente sarà aperto lo stand della mostra "Passo
dopo passo... 50 anni di storia insieme", che ripercorrerà le tappe
salienti dell'Avis di Monticelli, gruppo che proprio quest'anno festeggia il
mezzo secolo di vita. Alle 16 un nuovo appuntamento gastronomico con la torta
fritta cotta dall'Avis. Alle 18 un'occasione per festeggiare in compagnia: un
happy hour in musica, organizzato in collaborazione con il Corpo bandistico
monticellese. Nelle sale e nel cortile della Rocca si svolgeranno per tutta la
giornata varie mostre, gratuite e aperte a tutti. La prima è D-Istanti, di
Martina Peloponesi, la seconda "I drammi del mare: 1899-1927" della
Domenica del Corriere, la terza sarà la sesta edizione della mostra-mercato "Artisti
artigiani nel castello", la quarta "Fotografare
il Po e la sua gente" di Davide Magri, la quinta "Il Po dei
Savoia", la sesta la collettiva "Inter-Azioni", la settima "Disegnare a
pennarello e a pastello" di Giuseppe Fornasari, l'ottava
"Impronte", una collettiva di arte contemporanea. Davanti all'istituto comprensivo funziona
lo stand gastronomico di Alpini e Protezione civile. Alle 21, infine,
appuntamento con la tombola organizzata dall'Aido. In aggiunta, ci saranno
bancarelle per le vie del paese e un luna park. Per bambini e genitori, infine,
racconti e storie con "Favole in festa". 16/05/2009
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 21 - Udine
L'ultimo monopolista non regolato? Le Fs Dibattito di ANDREA BOITANI e CARLO
SCARPA * Su alcuni giornali Ferrovie dello Stato, ovvero Fs, lancia la campagna
di comunicazione sul bilancio del 2008, purtroppo prima che il bilancio sia
reso pubblico. Ma questa campagna di comunicazione grida veramente vendetta,
almeno su due fronti: i contributi pubblici che Fs tuttora riceve copiosi e i
prezzi che pratica. Fs scrive che «Le Ferrovie dello Stato oggi non gravano più
sulla collettività». La verità è che dal 2000 in media Fs ha ricevuto in conto
corrente circa 3 miliardi di euro l'anno da Stato e Regioni, e il 2008 non è
tanto diverso. Il bilancio di Fs è oggi in utile grazie a questi soldi
pubblici. A proposito: era stato in utile anche dal 2001 al 2003, sempre per le
stesse ragioni. È uno scandalo? In linea di principio no. In Italia si è deciso
da parecchi anni che su alcuni servizi nazionali e regionali il prezzo del
biglietto non dovesse coprire i costi, al fine di favorire il trasporto su
ferro rispetto a quello su gomma. La differenza tra costi e prezzi deve essere
coperta dalla fiscalità generale. Nessuno scandalo, ma perché negarlo? In tali
condizioni, avere delle perdite di bilancio significa avere ricevuto
trasferimenti troppo bassi oppure, ma questo a Fs non fa piacere sentirlo, aver
avuto costi troppo alti. Chi assicura il contribuente italiano che la
differenza tra costi e prezzi sia la minima possibile, cioè che il nostro
operatore ferroviario operi ai minimi costi possibili? Nessuno lo assicura,
naturalmente. Ma è bene ricordarlo quando leggiamo i paginoni pubblicitari di
Fs. Oltre tutto, i soldi di cui abbiamo parlato non sono i soli che Fs riceve.
Ci sono anche i contributi in conto capitale, i prestiti a tasso agevolato, i conferimenti di capitale da parte dello Stato in quanto
azionista, e altro ancora; tanti contributi giustificati soprattutto, ma non
solo, dalla realizzazione della rete ad alta velocità, i cui costi gravano
sulla collettività pur passando attraverso il bilancio di Fs. Per esempio, nel
2007, lo Stato per gli investimenti ha trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di
euro. Quando vedremo le cifre del 2008 sappiamo già che non saranno
troppo diverse. Dicono che le Fs «non gravano più sulla collettività»? I
commenti specifici li faremo non appena usciranno i bilanci ufficiali. Qui,
comunque, non stiamo discutendo se i soldi trasferiti a Fs siano troppi o
troppo pochi. Stiamo additando il fatto che Fs ha avviato una campagna di comunicazione
abbondantemente ingannevole, campagna i cui costi - pro quota - gravano anche
sugli ingannati, cioè i contribuenti. Il secondo tema è quello del costo dei
biglietti. Su quelli regionali e su pochissimi servizi nazionali il prezzo è
determinato da una contrattazione tra Fs e diverse autorità pubbliche. Per il
resto (Intercity, Eurostar), Fs si sente libera di fare quello che vuole, e
nessuno le dice nulla. Se questo sia corretto o meno, dipende da un sistema di
norme poco chiaro, pensato per un mondo nel quale le Fs dipendevano in modo
molto stretto dal governo, tanto che non c'era bisogno di regole scritte e
trasparenti. Era comunque ovvio che nulla si sarebbe mosso senza l'assenso
dell'autorità pubblica. Questo mondo non c'è più. Fs è ormai uno staterello
nello Stato, gode di sostanziale autonomia rispetto a un potere politico sempre
più debole. Intendiamoci, nessuna nostalgia per il pesante clientelismo del
passato (che forse in realtà rimane anche oggi), ma se il potere politico
facesse il suo mestiere e almeno intervenisse sulle questioni strettamente
"Politiche" (con la P maiuscola) sarebbe meglio. Di recente, poi, Fs
ha fatto registrare un buon successo (dal suo punto di vista). A esempio, la
maggioranza dei parlamentari italiani si è convinta che era bene garantire alla
stessa Fs un bel prolungamento della durata dei contratti di servizio regionali
in essere o ancora da sottoscrivere: si passa da un massimo di 9 anni a un
minimo di 12 (6 rinnovabili per altri 6). Poi, Fs ha convinto un manipolo di
parlamentari a proporre una deroga alle norme che prevedono l'affidamento
tramite gara degli stessi servizi ferroviari regionali. Deroga resa
giuridicamente possibile grazie a un regolamento europeo (1370/2007),
fortemente voluto dagli interessi costituiti franco-tedeschi, a cui gli
italiani si sono accodati di buon grado. E così Fs è e rimarrà di fatto un
monopolista per il traffico passeggeri (e anche nelle merci non c'è gran
concorrenza) e fa i prezzi e le politiche di prodotto di un monopolista interessato
solo ai suoi profitti (fatti salvi i servizi regionali, per i quali le tariffe
sono decise dalle Regioni... per ora). Uno stato di cose a dir poco irritante.
E le ragioni di irritazione sono due. La prima è l'assenza o la presenza fin
troppo servizievole della politica. Da anni si parla di avere nei trasporti,
come già nell'energia, regole chiare e un regolatore indipendente. E nessuno lo
fa. Non il passato governo, che pure lo aveva scritto a chiarissime lettere nel
suo programma, non quello attuale, che non pare nemmeno interessato alla cosa.
La seconda è, di nuovo, il fatto che Fs prenda per il fondelli la gente. Sempre
nella sua campagna di comunicazione, sbandiera i "biglietti low
cost". Ma stiamo scherzando? Prima si sopprimono i treni a basso costo.
Poi si fanno esplodere i prezzi anche degli Eurostar. E infine si fa uno sconto
su questi prezzi, e si chiama tutto ciò "un biglietto low cost". Per
favore... Si dirà: ma il servizio è molto migliore perché ora siamo ad alta
velocità. Vero: peccato che l'intero costo dell'Alta velocità sia direttamente
a carico dello Stato. L'aumento del biglietto non serve a coprire costi che
sono comunque dello Stato. Serve solo a far quadrare un bilancio. Care Fs,
siete monopolisti. Non avete davanti alcune regole chiare. Non avete davanti un
sistema politico degno di questo nome, e quindi fate quello che volete. Ma
almeno non aggiungete le beffe al danno. * Tratto da www.lavoce.info
( da "Adige, L'" del
16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Premi e sanzioni
Ma niente class action Manuela Tulli ROMA - La meritocrazia arriverà entro
l'estate tra gli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo
che attua la riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due
mesi diventerà operativo. Rientra dunque la minaccia di dimissioni del ministro
per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non c'è nessun problema - ha
detto il premier Silvio Berlusconi ieri in una conferenza stampa a Palazzo
Chigi confermando la stima per il ministro - Brunetta ha adottato una tecnica
da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che
introduce il merito e la premialità nella pubblica amministrazione resta però,
al momento, orfano della class action che comunque - è stato assicurato da
Brunetta - partirà dal primo gennaio 2010. «Abbiamo ritenuto di dover acquisire
il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocature - ha sottolineato Berlusconi
- per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo
amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per
coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato
contenuta nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all'esame
della Camera. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di
«rivoluzione» e sottolinea come l'obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei
dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano
nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e
abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti
dei cittadini». Il timing è segnato dallo stesso Brunetta: «Penso che tutto
possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il
provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l'accordo
con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel.
Prima dell'ultimo passaggio in Consiglio dei ministri sentiremo il sindacato ai
più alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», dice Brunetta chiedendo a
Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. Brunetta cita alcuni esempi del
nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all'estero
dei dirigenti alle risorse premiali concentrate essenzialmente sui più bravi.
«Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a
disposizione il 50% di tutte le risorse - rileva Brunetta - destinate alla
premialità. È una cosa mai accaduta». Per la class action si registra invece un
rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri di Avvocatura e
Consiglio di Stato sia dalla necessità «di dare vita agli standard della p.a.».
Comunque il ministro sembra avere già in testa questo secondo decreto
legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma
le motivazioni addotte non convincono né l'opposizione né le associazioni dei
consumatori. Se Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle
resistenze delle a burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari
dei servizi pubblici», il Codacons parla senza termini di «Brunetta
sconfitto» e aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate». 16/05/2009
( da "Repubblica, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VI -
Firenze Scontri dell´11 maggio, oggi il corteo Studenti e genitori in piazza:
"Difendiamo la libertà di pensiero" Partirà alle 16 da San Marco e
percorrerà il centro fino a tornare in piazza D´Azeglio MICHELE BOCCI LAURA
MONTANARI «Contro repressione, pestaggi e denunce estendere la solidarietà,
rilanciare la lotta». Sarà questo lo striscione che oggi pomeriggio aprirà il
corteo in piazza San Marco (ore 16) organizzato dalla Rete
dei Collettivi studenteschi delle superiori a cui hanno aderito tra gli altri,
gruppi universitari di sinistra, centri sociali, Movimento di Lotta per la
casa. Non è una vigilia tranquilla, nell´aria c´è tensione dopo i fatti dell´11
maggio, un agente contuso, uno studente di 16 anni finito all´ospedale per le
manganellate della polizia, 19 giovani denunciati per resistenza,
lesioni e manifestazione non autorizzata. L´11 maggio sui muri del centro
storico, nelle scritte a spray è diventata quasi una data simbolo. Hanno
annunciato la loro presenza nel corteo anche una delegazione del Comitato
Genitori-insegnanti di Firenze: «Saremo lì a ribadire che la libertà di
pensiero e di manifestazione sono oggi più che mai necessarie per la formazione
delle nuove generazioni il cui futuro è già minacciato dalla precarietà del
lavoro e dall´immobilità sociale». Il corteo partirà da San Marco per passare
dalla prefettura «uno dei luoghi simbolici dell´azione repressiva - hanno
spiegato ieri alcuni studenti - come confermato dalle recenti prese di
posizione del Prefetto e dei partiti istituzionali. Passeremo poi da piazza
Duomo e piazza della Signoria perché vogliamo ribadire che queste sono le
piazze della nostra città, le nostre piazze e non saranno le cariche e le
violenze della polizia ad impedirci di praticare il nostro territorio». «Il
corteo - si legge nella nota degli studenti - si concluderà in piazza D´Azeglio
dopo essere passato da via della Colonna, dove sono state effettuate le cariche
e dal liceo Michelangelo, altro luogo simbolico di quanto successo. Sarà un
corteo forte, di massa e determinato, dove è prevista la partecipazione di
tantissime persone ed associazioni, dai sindacati di base ai comitati genitori
insegnanti, per ribadire che riteniamo gravissimo quanto successo e che questo
non si deve più ripetere». Gli organizzatori accusano anche Rifondazione
Comunista e Sinistra democratica che all´incontro in prefettura di due giorni
fa, dove si è parlato della sicurezza della campagna elettorale in corso hanno
espresso la loro fiducia nelle forze dell´ordine. «Hanno prestato il fianco,
ancora una volta, alle divisioni tra buoni e cattivi».
( da "Stampa, La" del
16-05-2009)
Argomenti: Class Action
PASSA IN
CONSIGLIO DEI MINISTRI LA RIFORMA DELL'class="hilite">AMMINISTRAZIONE
Uffici pubblici la class="term">class class="term">action
può attendere [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Manca ancora il parere di Camera,
Senato, delle Regioni, del Cnel, il via libera definitivo del governo. C'è da
vincere i malumori dei sindacati e, nonostante la minaccia di dimissioni, per
ora Renato Brunetta deve rinunciare ad uno dei punti ai quali più teneva della
sua riforma: la possibilità per i cittadini di ricorrere all'azione collettiva contro la pubblica amministrazione. Insomma, la
strada per la promessa rivoluzione è ancora lunga - ci vorranno circa due mesi
- ma nel frattempo il ministro ottiene il via libera del governo allo schema di
riforma, ritira le dimissioni e si appresta a depositare il decreto legislativo
in Parlamento. «Ha usato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi
risultati», dice sornione il Cavaliere in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Merito, responsabilizzazione dei dirigenti, sanzioni e nuove regole per la
contrattazioni: il potere politico torna a decidere su questioni - come ad
esempio le modalità delle progressioni in carriera - che le riforme Bassanini
avevano delegato alla trattativa con i sindacati. La novità più cara a Brunetta
è però il nuovo meccanismo per distribuire i premi di produttività: il decreto
scrive infatti che «non più del 30% dei dipendenti di ciascuna amministrazione»
potrà beneficiare del «trattamento accessorio nella misura massima», e «non più
della metà potrà goderne in misura ridotta al 50%». In sostanza, ogni dieci
dipendenti di una stesso ufficio, i tre più bravi si vedranno distribuire la
metà delle risorse previste dal contratto per i premi. Una voce che esiste da
tempo, ma che di solito viene distribuita a pioggia. Il leader dei dipendenti
pubblici della Cgil, Carlo Podda, è caustico: «Grazie a Brunetta la contrattazione
non vale più nulla. E questo è un meccanismo meritocratico degno dell'Unione
Sovietica, manca solo la medaglietta di Stakanov da appendere al petto». Podda
dice di aver «tentato inutilmente» di convincere Brunetta ad introdurre un
meccanismo «che è già in vigore in alcune realtà locali» e che permette di
distribuire i premi sulla base di formulari distribuiti ai cittadini. Un
sistema di difficile applicazione, che comunque avrebbe potuto riguardare solo
i dipendenti che hanno contatti quotidiani con i cittadini. I dubbi del premier
e di molti ministri hanno costretto intanto Brunetta a mettere per ora da parte
un'altra delle novità più rilevanti della riforma, ovvero l'introduzione
dell'azione collettiva. In sostanza, il cittadino che
non fosse stato soddisfatto del servizio ottenuto in base a certi standard,
avrebbe potuto chiedere il risarcimento del danno in tribunale. «Vogliamo
acquisire il parere del Consiglio di Stato per vedere gli effetti sul processo
amministrativo», spiega Berlusconi. «Abbiamo anche ritenuto di dover
intervenire nel testo per coordinarlo con la class="term">class class="term">action
nel settore privato», novità della quale si sta discutendo in Senato. Il
meccanismo - che però non prevedeva l'azione nella pubblica amministrazione -
avrebbe dovuto già entrare in vigore in virtù di una legge voluta dal governo
Prodi e poi bloccata. Brunetta rassicura: «Ci sarà un nuovo decreto legislativo
dedicato alla materia. In ogni caso la class="term">class class="term">action
entrerà in vigore dal primo gennaio 2010». I consumatori dicono che
l'esclusione è «una sconfitta» e che per questo Brunetta dovrebbe dimettersi.
L'ex ministro Linda Lanzillotta dice che «ha ceduto alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni dei concessionari di servizi pubblici».
( da "Repubblica, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 22 -
Economia Meritocrazia e stage all´estero rivoluzione nel pubblico impiego Ma
slitta la class="hilite">class="term">class class="term">action. Berlusconi: Brunetta
birichino Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo ROBERTO
PETRINI ROMA - «Una tecnica da birichino», la definisce Berlusconi. Con la sua
minaccia di dimissioni il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta,
ha forzato i tempi ed ottenuto che ieri il consiglio dei ministri varasse il
suo decreto legislativo in attuazione della riforma che introduce la
«meritocrazia» tra i dipendenti statali. Il provvedimento arriverà lunedì in
Parlamento e prima dell´estate diventerà operativo. Berlusconi, illustrando la
riforma Brunetta, ha parlato di «rivoluzione» e ha sottolineato come
l´obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici con compensi
economici che si danno a coloro che lavorano nel privato». Per Bersani (Pd):
«L´idea della riforma della destra è un richiamo all´ordine che comprende sempre
un insulto». Il punto centrale della riforma anti-fannulloni è stato illustrato
dallo stesso Brunetta ieri in conferenza stampa: «Solo il 25 per cento dei
dipendenti pubblici, e il sindacato è d´accordo - ha detto il ministro - avrà a
disposizione il 50 per cento di tutte le risorse destinate alla premialità. E´
una cosa mai accaduta». Tanto per farsi un´idea oggi su 160 miliardi di
stipendi, circa il 20 per cento sono costituiti dalle cosiddette indennità
accessorie o fisse (scatti di anzianità e incentivi alla produttività): in
media una indennità accessoria per un impiegato ministeriale oggi conta sulla
busta paga circa 200 euro. Oggi queste risorse, che rappresentano il 24 per
cento del salario, vengono spalmate in modo uniforme su tutti gli impiegati.
Con la nuova normativa gran parte di queste premialità andrà solo ai più
meritevoli. Novità anche per i dirigenti: saranno sanzionati anche
economicamente se non svolgeranno efficacemente il proprio lavoro. Inoltre
l´accesso alla qualifica di dirigente avverrà per il 50 per cento dei posti
attraverso un concorso per titoli ed esami. Arriveranno gli stage all´estero
(almeno sei mesi all´estero per coloro che vincono il concorso). Per il
controllo delle assenze sono confermate le misure già introdotte e sono
previsti vari tipi di sanzioni per i casi di false attestazioni di presenze o
di falsi certificati medici: licenziamento disciplinare e obbligo del
risarcimento del danno e creazione di una specifica fattispecie di reato per il
dipendente stesso e per gli eventuali «complici», compreso il medico (per il
sanitario compiacente è anche prevista la radiazione dall´albo professionale).
E´ inoltre previsto il licenziamento per ripetizione di assenze ingiustificate
e ingiustificato rifiuto di trasferimento. Per la class="term">class class="term">action
si registra invece un rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri
di Avvocatura e Consiglio di Stato. Comunque Brunetta sembra avere già in testa
questo secondo decreto legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli
e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le motivazioni
addotte non convincono né l´opposizione né le associazioni dei consumatori. Se
Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze delle a
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi
pubblici», il Codacons parla senza termini di «Brunetta sconfitto» e aggiunge:
«Ci aspettiamo dimissioni immediate».
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
P.S. GIORGIO pag.
11 Abbattuto il cancello: Il parcheggio è pronto' EX CAMPETTO FERROVIERI
SINDACO E CARABINIERI CHIARISCONO IL CONTENZIOSO CON IL PRIVATO di SILVIO SEBASTIANI AZIONE DI FORZA, ieri mattina, del Comune per entrare
in possesso dell'ex campetto dei ferrovieri allo scopo di adibirlo a
parcheggio. I suoi operai hanno tolto e portato via il cancello d'ingresso che
il giorno prima il privato, che si dice titolare di un contratto di affitto per
quell'area, aveva risistemato dopo un primo tentativo di rimuoverlo da parte
degli stessi operai. E, come giovedì scorso, anche ieri c'è stato un po'
di parapiglia con l'immediato intervento dei carabinieri. ADESSO DAVANTI
all'ingresso campeggia una grande "P" ad indicare parcheggio, così
come ha stabilito il sindaco Agostini, con ordinanza emessa ieri. Un parcheggio
immediatamente fruibile e quindi anche da parte dei partecipanti alla
"Maratona del Piceno" in programma domani. Il primo cittadino si
dichiara sicuro del fatto suo non solo perché la direzione del dopolavoro
ferroviario gli ha confermato la piena validità della convenzione, con cui ha
affidato al Comune in comodato gratuito l'impianto di cui è proprietario, ma
anche perché su sua richiesta la controparte non ha mostrato il contratto di
affitto di cui si dice titolare per il campetto e per un edificio, sempre di
proprietà del dopolavoro, in cui gestisce una palestra. RIGUARDO ALLE AZIONI
ostruzionistiche poste in essere per impedire al Comune di entrare in possesso
del campetto il sindaco ha annunciato una denuncia penale al responsabile e in
una lettera inviata al suo avvocato scrive: «Invito il suo assistito per il suo
tramite a voler desistere da ogni ulteriore azione ostruzionistica e che, in
difetto, mi vedrò costretto a denunciare lo stesso alle autorità civili
chiedendo il risarcimento degli ingenti danni causati dal fatto di non poter
garantire alla collettività ed alla organizzazione dell'evento Maratona del
Piceno' il programmato servizio pubblico di parcheggio». Image:
20090516/foto/3754.jpg
( da "Giornale.it, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
n. 117 del
2009-05-16 pagina 5 «Via libera alla rivoluzione Brunetta Pìu meritocrazia,
meno assenteisti» di Antonio Signorini Berlusconi: «Così riusciremo a
modernizzare i rapporti con i cittadini Le dimissioni del ministro? Una tattica
da birichino. Che ha funzionato» RomaDice che tutti la conoscono come
«Rivoluzione Brunetta», ma è la prima volta che qualcuno - almeno in sede
ufficiale - la chiama così. Il fatto è che la definizione calza a pennello e si
vede che piace molto anche al diretto interessato, il ministro della Pubblica
amministrazione che l'ha scritta e difesa con i denti. Chiamandola così il
premier Silvio Berlusconi ha riconosciuto la carica «eversiva» - secondo una
definizione dello stesso Renato Brunetta - della riforma della pubblica
amministrazione approvata ieri dal Consiglio dei ministri. E ha confermato la
fiducia al ministro antifannulloni che nei giorni scorsi aveva minacciato le
dimissioni nel caso il provvedimento non fosse arrivato al traguardo. Anzi,
quella di Brunetta di rimettere il mandato, viene liquidata come un mossa
tattica. Un trucco in fondo apprezzato, perché le finalità erano buone. «Ha
messo in atto una tattica da birichino che lo ha portato a un ottimo risultato.
Ma c'è stima, amicizia e affetto da parte dei ministri con lui e tra tutti.
Sono molto soddisfatto dei miei ministri e del lavoro che stiamo facendo, sono
convinto che nei prossimi quattro anni faremo un lavoro di squadra
eccezionale». Del lavoro del governo è parte integrante la riforma Brunetta. E
il premier Silvio Berlusconi ricorda che in gioco non c'è solo il funzionamento
degli uffici pubblici. È «una spinta verso la modernizzazione che trascinerà
dietro di sé non solo i rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini,
ma anche l'ammodernamento del sistema delle famiglie e delle imprese, perché
potranno da casa o dall'ufficio collegarsi con internet per lo svolgimento di
pratiche che oggi richiedono la presenza fisica». Non solo, «viene introdotta
la meritocrazia - rivendica il premier - così gli impiegati pubblici saranno
motivati perché si vedono riconosciuti compensi economici che normalmente si
danno a chi lavora nel privato». Nessun intento punitivo nei confronti dei
dipendenti pubblici. Il fine del governo è «far sì che 3,5 milioni di persone
che lavorano nella pubblica amministrazione non abbiano un morale diverso da
chi lavora nel privato, e anzi traggano da questi strumenti di valutazione del
loro lavoro, di sentirsi valorizzati ed essere più motivati nel rapporto con i
cittadini». class="hilite">Del
provvedimento non farà parte la class="term">class class="term">action,
cioè le cause collettive nei confronti della pubblica amministrazione che
andranno in un provvedimento ad hoc. Prima il governo richiederà «un parere al
Consiglio di Stato e all'Avvocatura sugli effetti che può avere la nuova
disciplina sul processo amministrativo e sulla difesa erariale». L'iter non ne
risentirà. Il decreto legislativo che attua la riforma antifannulloni lunedì
sarà alle Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo. Tempi rispettati
anche per il piano casa, che doveva essere l'altro piatto forte del Consiglio
dei ministri, ma è rimasto in cucina in attesa del via libera delle regioni. Il
Consiglio dei ministri non ne ha parlato. «Non abbiamo messo in discussione il
decreto legge per le politiche della casa - spiega Berlusconi - perché avevamo
assunto l'impegno con le Regioni a trovare con loro l'accordo sul testo. Non è
stato possibile trovare l'accordo su una singola cosa, ma le Regioni stanno
procedendo all'approvazione delle loro leggi». Quindi la macchina va avanti e
questo rinvio «non dà nessun rallentamento a tempi necessari: entro luglio
tutte le leggi regionali dovrebbero essere approvate, e chi vuole ampliare del
20 per cento la propria abitazione mono o bifamiliare e chi vuol costruire un
nuovo edificio al posto di uno vecchio con un più 35 per cento di cubatura
potrà farlo dai primi agosto». E nel merito, sulle cose importanti le regioni
non hanno obiezioni di sostanza. Da loro giovedì «è venuta una conferma
assolutamente positiva». Il Consiglio ha anche dato il via a un provvedimento
del ministro Giorgia Meloni sulle comunità giovanili. Il premier apprezza e
trae lo spunto per fare una nuova battuta sulla sua partecipazione alla festa
di compleanno di Napoli e alle polemiche sollevate dalla moglie Veronica. Ai
centri «possono iscriversi anche le veline... Possibilmente minorenni.... Così
sarò obbligato ad andarci, per coerenza... ». Accenno anche ad altre polemiche
mediatiche. Quella relativa al viaggio in Egitto e a una sua visita in una
discoteca italiana. Questa volta la risposta sono tre pagine scritte che
riassumono accordi, colloqui, contratti. Tutti risultati della recente attività
di politica estera del premier. «Spiace quando succede che ci si impegni per
sostenere le aziende e le imprese italiane e poi sui giornali le cronache sono
lontane dal vero e non tengono conto dei risultati ottenuti». E la discoteca
egiziana? «Ho visitato il villaggio con un imprenditore italiano». Diventerà il
più grande al mondo e il governo intende aiutare chi opera così. «Il premier
imprenditore lavora sempre in questa direzione», ha concluso Berlusconi. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-05-16 - pag: 19 autore: Riforme.
Berlusconi: il ministro è stato birichino ma la «rivoluzione» della Pa va
avanti Il decreto Brunetta riparte ma perde la «class action» Rientra l'ipotesi
di dimissioni: l'azione collettiva partirà a gennaio
ROMA «Una tattica da birichino che lo ha portato a un ottimo risultato. C'è
stima amicizia e affetto da parte dei ministri con lui e con tutti». Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha chiuso così il «caso Brunetta».
Niente dimissioni dunque e avanti con la «rivoluzione della pubblica
amministrazione». Chesaràoperativadal1Úgennaio 2010, promette il ministro nella
conferenza stampa seguita alle riunione del Consiglio di ieri (assente Giulio
Tremonti, il «rivale » di questi giorni su alcuni contenuti del decreto). Dal
testo varato una settimana fa escono i sei articoli sull'azione collettiva di tutela giudiziale contro le inefficienza della
Pa (dal 31 al 36) e si apre la strada dell'esame in Parlamento, dove arriverà
lunedì. Sessanta giorni nel corso dei quali matureranno i pareri della
Conferenza unificata e del Cnel e a cui seguirà comunque un confronto («che
chiedo al presidente sia al massimo livello » ha sottolineato Brunetta) con le
organizzazioni sindacali. Per la class action verrà messo a punto un apposito
decreto legislativo dopo aver acquisito i pareri del Consiglio di Stato e
dell'Avvocatura «sui riflessi che la nuova azione avrà sul processo
amministrativo e sulla difesa erariale». Anche perché, ha spiegato Berlusconi, «c'è
l'esigenza di coordinare la disciplina della class action
"amministrativa" con quella della class action generale, che il
Senato sta esaminando e ridisegnando nell'ambito del disegno di legge sullo
sviluppo». Per attuare la riforma che introduce i premi selettivi per i
dipendenti più produttivi, l'Autorità di valutazione dell'efficienza e della
trasparenza, che completa la riforma della dirigenza e allinea la
contrattazione collettiva alle nuove regole valide nel
settore privato, saranno varati complessivamente tre strumenti. Il decreto
legislativo generale, che nella nuova versione si compone di cinque titoli e 67
articoli, il decreto legislativo per la class action che verrà presentato prima
dell'estate e due decreti del presidente del Consiglio (Dpcm) per applicare le
nuove regole alla Presidenza del Consiglio, alla scuola e alle accademie. Lo
stralcio delle norme attuative della class action ha suscitato numerose
reazioni critiche dell'opposizione e di organizzazioni dei consumatori come
Cittadinanza attiva e Codacons. Per Linda Lanzillotta, responsabile per la
Funzione pubblica del Pd, Brunetta «ha ceduto alle resistenze della burocrazia
e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici». La
Lanzillotta ha anche accusato l'esecutivo della mancata attuazione dell'azione collettiva varata da Prodi con la Finanziaria 2008. «Si è
continuato a rinviarne l'entrata in vigore, ora prevista al 30 luglio: ma,
chissà, è legittimo ritenere che slitterà ancora.Inoltre il governo – ha
aggiunto – ha stabilito che le norme non avranno carattere retroattivo: in
questo modo, ha di fatto abbandonato al loro destino e lasciato privi di tutela
i risparmiatori vittime dei peggiori scandali finanziari degli ultimi anni: da
Cirio a Parmalat fino ad Alitalia». Pronta la replica del ministro: nessuno
stop, nessuna retromarcia «Linda Lanzillotta e il suo partito non hanno nulla
da insegnare al governo Berlusconi e alla sua maggioranza. Dal 1Úgennaio al più
tardi, l'Italia avrà norme serie, applicabili e responsabili di azione collettiva tanto nel settore privato quanto nel settore pubblico». Tornando
al decreto legislativo generale, c'è da registrare qualche modifica in materia
di contrattazione collettiva. Come già nel provvedimento originale il decreto prevede che non
più di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione possa beneficiare del
trattamento accessorio nella misura massima, a seconda della performance
individuale, e che non più della metà potrà goderne in misura ridotta al 50%,
mentre ai lavoratori meno meritevoli non sarà corrisposto alcun incentivo.
Tuttavia, questo principio potrà essere in parte derogabile dalla
contrattazione collettiva. In sede di rinnovo, le
parti potranno modificare «fino al 5% in più o in meno la percentuale della
prima fascia, fermo restando che a quest'ultima verrà comunque attribuito il
50% delle risorse disponibili». «Non ci ho dormito una notte » aveva detto tre
giorni fa il ministro parlando del fatto che a un quarto dei dipendenti non
sarebbe andato alcun premio e promettendo una modifica per rendere più morbida
la norma. Il ritocco è arrivato, a conferma della volontà di trovare un accordo
«ampio e meditato» con tutti i sindacati. D. Col. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-05-16 - pag: 19 autore: Le ragioni delle
modifiche. Preoccupazione per una pioggia di ricorsi al Tar su materie dei
vigilanti Rischi per l'attività delle Authority Davide Colombo ROMA Una guerra
di ricorsi al Tar, una pioggia di sentenze contro amministrazioni irrispettose
degli standard di qualità o contro le società concessionarie che hanno violato
gli obblighi contenuti nelle carte dei servizi.L'introduzione della class
action (o azione collettiva di tutela giudiziale nei
casi di inefficienza della Pa), quando arriverà, aprirà sicuramente una
prospettiva nuova nei rapporti tra i cittadini-utenti e tutto ciò che è
servizio pubblico. Ma dal futuro contenzioso giuridico saranno sicuramente
escluse authority indipendenti come la Consob, l'Isvap, l'Antitrust, l'Agcom o
la Banca d'Italia. Nella vecchia versione del decreto legislativo l'azione collettiva era prevista anche per questi organismi. Quando
si definiva l'oggetto della class action (articolo 31, comma 1) si parlava
infatti anche di «omesso esercizio dei poteri di vigilanza, di controllo o
sanzionatori, ovvero ancora dalla violazione dei termini o dalla mancata
emanazione di atti amministrativi generali ». Una possibilità che invece verrà
esclusa dal decreto legislativo ad hoc che sarà assemblato dopo aver sentito il
parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocatura. Secondo diversi tecnici che
hanno lavorato alla stesura del testo, sarebbe improprio affidare al giudice
amministrativo la possibilità di un «controllo penetrante» sull'attività delle
Authority contro le cui sanzioni è sì previsto il ricorso al Tar ma solo per i
soggetti direttamente interessati. Troppo delicate le funzioni svolte da questi
organi intermedi per essere «standardizzate» in valutazioni di qualità,
economicità ed efficienza che, invece, dovranno essere applicati agli uffici
pubblici e alle società di servizi. La «class action» per il settore pubblico
affiancherà l'azione collettiva già introdotta nel
nostro ordinamento dall'art. 2, comma 446, della legge 244/2007 (la Finanziaria
2008) e che riguarda le lesioni dei diritti di consumatori e utenti in ambito
contrattuale e, per certi ambiti, extracontrattuale. E, come ha detto ieri in
conferenza stampa il presidente del Consiglio, verrà resa complementare anche
con la regolamentazione dell'azione collettiva contenuta nel Ddl Sviluppo
(a.s. 1195) attualmente in discussione a palazzo Madama. Obiettivo dell'azione collettiva nel settore pubblico resterà,
come ha sottolineato in più occasioni il ministro Brunetta, quello del
ripristino del corretto svolgimento della funzione denunciata come inefficace o
di bassa qualità (o il ripristino della corretta erogazione del servizio
in caso delle concessionarie). Non si potrà mai ottenere un risarcimento
economico ma si potrà arrivare fino al commissariamento delle amministrazioni
inadempienti nei casi più estremi. Anche nel nuovo decreto legislativo sarà
prevista la «diffida preventiva» all'amministrazione nei cui confronti c'è una
pretesa collettiva di maggiore qualità ed efficienza:
in caso di pronto ravvedimento verrà scongiurata l'azione. Infine non dovrebbe
cambiare la possibilità di proposta delle «class action» sia da parte di
singoli cittadini sia da parte di associazioni o comitati. Ma a differenza di
quanto previsto in altri casi (per esempio la tutela dell'ambiente o dei
consumatori) non verranno stilati elenchi di enti rappresentativi degli
interessi collettivi dei cittadini. © RIPRODUZIONE RISERVATA ESAME DI QUALITà
L'attività di Consob, Isvap, Antitrust giudicata troppo delicata per rientrare
nel parametro di efficienza applicato agli uffici pubblici
( da "Nuova Ferrara, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Sono tre i
militari impegnati nella prevenzione degli infortuni Sicurezza nei cantieri,
arrivano i carabinieri Ogni stazione avrà uno specialista formato dalla
Direzione del lavoro per i controlli Non abbassare mai la guardia sulla
sicurezza sul lavoro. Nasce con questo obiettivo il progetto "Lavorare in
sicurezza" frutto della collaborazione tra la Direzione provinciale del
lavoro ed il Comando provinciale dell'arma dei carabinieri. La loro azione congiunta potrà servire come deterrente ai
comportamenti scorretti delle aziende del settore edile. Anche se in questi
ultimi anni, il rischio di infortuni nei luoghi di lavoro si è caratterizzato
per un'inversione di tendenza, rimane alto nei cantieri edili. «Questo
progetto - spiega il direttore della Direzione Provinciale del Lavoro Maurizio
Tedeschi - prevede un percorso di formazione per i dipendenti dell'Arma dei
Carabinieri, ai quali verranno fornite le nozioni basilari in tema di sicurezza
nei luoghi di lavoro, affinchè, con la loro presenza costante sul territorio,
possano contribuire a segnalare eventuali situazioni pericolose». Ognuna delle
39 stazioni di cui si compone il Comando provinciale dei Carabinieri sarà
coinvolta, attraverso un referente, che verrà formato per segnalare le
situazioni di irregolarità sul lavoro. «Il progetto - commenta il comandante
provinciale dell'Arma dei Carabinieri Antonio Labianco - pur se in fase
sperimentale, è innovativo, perchè ci consente da un lato di aumentare le
nostre competenze, di rendere un servizio alla collettività e dall'altro di
cogliere spunti anche per altre indagini». Il progetto nasce dall'esigenza di
potenziare il lavoro degli specialisti: sono infatti soltanto tre i carabinieri
specializzati nella sicurezza sul lavoro e di stanza presso la Direzione Provinciale
del Lavoro. «In questo modo - prosegue Antonio Labianco - uniamo alla attività
di repressione quella di prevenzione, ponendoci al servizio della collettività,
anche per l'aspetto legato alla sicurezza sul lavoro». Ciò significa quindi,
che chiunque, cittadini, lavoratori, potrà rivolgersi ai carabinieri nel caso
in cui ravvisi situazioni di pericolo per l'incolumità delle persone. Ed i
carabinieri formati, per individuare "a vista" le situazioni di
irregolarità o di pericolo, potranno intervenire segnalando il problema alla
direzione provinciale del lavoro o agire direttamente nei caso di pericolo
immediato per la salute dei lavoratori. Il progetto avrà inizio ufficialmente
nel mese di giugno. Inizialmente avrà carattere sperimentale e dopo alcune verifiche
in itinere, entrerà a regime a partire dal prossimo anno. Silvia Siano
( da "Corriere della Sera"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della
Sera sezione: Primo Piano data: 16/05/2009 - pag: 3 L'incontro Il vertice di
ottobre dopo la bancarotta dell'Islanda ha rappresentato la svolta con la
discesa in campo dei governi Tremonti: autostrade, poste e Iva ci dicono che la
caduta si è arrestata Il ministro: i manager pubblici? Chiederemo a tutti
un'autoriduzione. A partire dalla Rai ROMA - «Con la discesa in campo dei
governi e della politica il rischio dell'apocalisse finanziaria globale non c'è
più. La crisi continua, ma come tutte le crisi avrà un termine e molti
indicatori lo anticipano». «L'Italia non ha il record del peggio, come tanti si
aspettavano, ma molto dipende da noi, dalle imprese, dalle banche, dai
consumatori» dice Giulio Tremonti. «A fine anno, forse, anche i numeri del
prodotto interno lordo saranno migliori di quelli di oggi» aggiunge,
determinato a spingere le banche a fare il «loro dovere», e a non mollare la
spinta etica. Nei comportamenti delle imprese, «è giusto chiedere che la Fiat
tuteli l'occupazione in Italia», e dei manager: «Nel pubblico, anche con la
Rai, stiamo spingendo all'autoriduzione degli stipendi» dice il ministro
dell'Economia rispondendo alle domande a tutto campo del «Corriere della Sera».
Sulla salute del governo, «dove i rapporti sono straordinari», la sinistra,
«ancora in tempo per abbandonare l'opposizione di principio», e la politica.
«Sull'immigrazione ci vuole saggezza, equilibrio e non demagogia per evitare la
xenofobia» dice Tremonti, che si ritiene il padre putativo della Bossi-Fini,
«originata da una proposta di legge popolare firmata Berlusconi, Bossi,
Tremonti». Ministro, qual è stata la scintilla della crisi? «Era in incubazione
dall'agosto del 2007, ma esplode nell'ottobre dell'anno scorso. Come per caso,
ma non è stato un caso, in un'isola remota del Nord Atlantico, a Reykjavik: la
Sarajevo della crisi, almeno in Europa. Dall'Islanda si estendeva e si
innervava una rete finanziaria che abbracciava tutta la dimensione nordica fino
a scendere nella City di Londra. Di Reykjavik avevano iniziato a parlarci i
ministri delle finanze nordici a Bruxelles, all'inizio di ottobre. C'era la
prospettiva di una bancarotta nazionale ». Quale è stato il punto di svolta?
«Il 9 ottobre, al Fondo Monetario a Washington, un venerdì, capiamo che il
mercato di Londra il lunedì successivo non può aprire. La notte del 9 l'Islanda
dichiara bancarotta. La svolta arriva il 12 ottobre, a Parigi, quando scendono
in campo i governi e la politica. È un vertice atipico, non attivato nella
logica europea: c'è un direttorio di governi e la presidenza forte di Nicholas
Sarkozy. Non è un vertice europeo per l'Europa, ma dei governi per la City, per
il sistema finanziario mondiale: Londra mobilizza enormi masse finanziarie, il
giorno dopo lo fa il Giappone. È la fine del principio. Ora non dico che la
crisi sia finita, ma abbiamo superato la fase della potenziale rottura del
sistema, il crollo delle banche, delle industrie, dell'occupazione. Avremmo
avuto l'effetto distruttivo di una guerra senza aver combattuto una guerra».
Perché Parigi è una svolta? «C'è un cambiamento radicale rispetto alla politica
della prima Europa, quella dove gli aiuti di Stato erano vietati. Passa la
logica dell'intervento pubblico per sostenere il sistema finanziario. Poco dopo
vengono i due G20, a Washington e Londra: la realtà della crisi comincia a
cambiare la struttura di governo del mondo. Insieme al G8, adesso lo strumento
con cui si sceglie di governare la crisi è il G20. Qui si decide di fare la
stessa politica, e poi di farla insieme, usando il Fondo Monetario come una
banca centrale globale». Siamo ormai fuori dalla crisi? «Superato il rischio
dell'apocalisse, la crisi si è spostata dalla dimensione finanziaria al
commercio internazionale, dove i volumi si sono abbattuti del 30 per cento. Una
serie di indicatori, se volete aneddotici, empirici, psicologici, sembrano
dirci ora che il crollo si sta fermando ». Anche in Italia? «Anche noi abbiamo
indicatori di questo tipo. C'era stata per la prima volta una riduzione del
traffico postale, e si è arrestata. Come si è fermato il calo del traffico
autostradale e delle merci. Anche la caduta delle entrate fiscali, del-- l'Iva,
è in rallentamento. La dinamica non dice che andiamo bene, ma molto ci dice che
la caduta si sta arrestando. Il mancato maleficio, a volte, nella psicologia
conta più del beneficio. L'Italia è una realtà piuttosto diversa, e meno peggio
di come ci si aspettava che fosse». Quali sono i nostri punti di forza? «È bellissimo
l'articolo di Giuseppe De Rita sul vostro giornale. Concordo in pieno: la
geografia fa la politica, e questo è un paese di 8 mila comuni, senza grandi
città e periferie cariche di tensioni sociali, c'è un welfare dove all'Inps si
aggiunge la famiglia. Quattro milioni di partite Iva sono un fattore di forza,
come lo è un sistema finanziario basato su un tasso di risparmio straordinario.
Il nostro debito pubblico sommato a quello privato, e abbiamo visto che c'è
osmosi tra i due, è pari a quello francese e tedesco. Forse per qualcuno è una
sorpresa, ma da noi per la prima volta il deficit e il debito corrono meno
rispetto all'Europa, la Borsa recupera più delle altre, il differenziale con i
titoli di Stato tedeschi si riduce. L'impressione in giro è che che ci sia una
tendenza al 'buy Italy'. Detto questo, fare previsioni sul pil è difficile. A
febbraio, davanti al meno 2% che ci annunciava Bankitalia, dissi che erano
congetture. Magari il 2%!». Con l'uscita dalla crisi c'è un rischio
d'inflazione? «Quella può essere come dicono in America un'exit strategy dalla
crisi. L'Europa, però, con la Banca centrale e il Trattato, è costruita contro
l'inflazione ed è bene così, perché l'inflazione redistribuisce ricchezza al
contrario». Perché solo tre banche hanno usato i Tremonti Bond per
capitalizzarsi e offrire più credito alle imprese? «Chiamarli Tremonti Bond è
sbagliato. Sono uno strumento europeo, non li ho inventati io. È un mezzo che
allarga la base patrimoniale delle banche e dunque la possibilità di concedere
credito. Ma quando le banche dicono che costa troppo sbagliano, perché
ragionano come se fosse uno strumento di debito. Non è stato pensato per le
banche, ma per le imprese: serve per finanziare l'economia, non i loro bilanci.
C'è il ritardo delle banche, è una responsabilità delle banche, e questo è il
vero costo scaricato sulle imprese». Cui farebbe bene anche l'accelerazione dei
pagamenti da parte dello Stato... «Stiamo andando avanti e metteremo in campo
la Sace (società pubblica di assicurazione dei crediti, ndr). Però fino a prima
della crisi, con gli interessi, il pagamento ritardato quasi conveniva. La
crisi ha accentuato i problemi di liquidità delle imprese, il risanamento del
bilancio fatto dal governo Prodi con la scelta di bloccare i pagamenti ha
inciso molto e poi c'è il commissariamento delle Regioni che non rispettano i
tetti della spesa sanitaria: a partire dal 2007 il governo non dà più soldi e
le Regioni non pagano. La combinazione di questi tre fattori crea il problema,
ma non sono vere le cifre iperboliche che si sentono. L'arretrato dovrebbe
essere di 30 miliardi, quasi tutto concentrato nella sanità. Sono somme che si
scaricano sul deficit e dobbiamo essere prudenti nella gestione. Anche se
dovremo risolvere il problema, perché le imprese hanno ragione». Si può
immaginare un termine oltre il quale scattino sanzioni e non solo interessi
legali? «È una cosa civile, ci stiamo lavorando. Molti di questi pagamenti
dipendono dai governi locali e con la riforma della Finanziaria, per troppi
anni ritardata e ora in arrivo, avremo finalmente un quadro unico di tutti i
bilanci di enti locali e Regioni, uno schema uniforme per tutti. È un passaggio
essenziale anche per la questione dei termini di pagamento». Nei frangenti
della crisi si è discusso del ruolo dei manager e della possibilità di mettere
un tetto ai loro stipendi. Che ne pensa? «L'etica spinge per la moderazione dei
salari, ci sono stati degli eccessi che vanno corretti, ma è difficile. Anche
Obama lo ha detto, ma non è riuscito fino in fondo. Noi stiamo chiedendo a
tutti i manager pubblici di autoridursi gli stipendi. Lo abbiamo chiesto anche
alla Rai, e sembra ci sia qualche consenso». In Germania il governo ha chiesto
garanzie sull'occupazione alla Fiat, in caso di acquisizione della Opel. Il
governo italiano farà lo stesso? «Quando abbiamo dato il bonus per la
rottamazione abbiamo previsto che ci fosse in termini di impegno la
conservazione dei livelli occupazionali in Italia. Abbiamo già posto
condizioni. È giusto, ed è una strada che seguiremo ». È vero che ci sono state
tensioni con Berlusconi e col ministro Brunetta? class="hilite">È
di questi giorni lo scontro sulla class="term">class class="term">action
nel pubblico amministrazione. «I rapporti nel governo sono straordinari.
Brunetta sta facendo bene. È giusto dare degli standard ideali su cui
parametrare lo stato reale, ma non dare l'unico potere ai consumatori. Sono
discussioni normali. In passato ho avuto qualche difficoltà nella scelta di
concentrare la spesa pubblica a Palazzo Chigi. Ora riconoscono tutti che era
giusto concentrare e spendere in modo selettivo. Ci ha permesso tra l'altro di
mettere molti soldi, insieme alle Regioni e questo è un successo dello Stato e
non solo del governo, negli ammortizzatori sociali. Nove miliardi, anche se i
dati dell'Inps ci dicono che rispetto alle ore di cassa integrazione richieste
e autorizzate, il tiraggio reale è stato molto inferiore, 300 milioni di ore su
1,3 miliardi. Sono fatti su cui anche la sinistra, che in autunno ha puntato
tutto sulla crisi, dovrebbe riflettere». Cosa doveva fare? «Non si può
scioperare contro la pioggia. Nella crisi ha commesso un grosso errore
politico. Pretendeva che la discussione partisse da un diktat: ammettete che
non avete capito niente, che avete sbagliato tutto, e fate quello che vi
diciamo noi. Non è così, noi abbiamo cercato di fare le cose giuste e questo
risulta tanto nei voti, nei sondaggi, nelle sedi internazionali, dove la
politica economica italiana è considerata saggia e prudente. Prendete la social
card, che tutto sommato è un elemento marginale della nostra politica. Mi è
dispiaciuto molto che abbiano detto che, con questa, ghettizzavamo i poveri. Le
carte acquisti le hanno fatte Cofferati a Bologna, Penati a Milano, Cacciari a
Venezia. Alla sinistra è mancata la capacità di lettura della realtà. E sta
perdendo una gande occasione: nell'idea riformista c'è il concetto dell'utilità
marginale, discutere per portare a casa qualcosa. Con la Cgil è lo stesso: la
logica è quella del capitolato di resa. Finora a sinistra è stata prevalente la
scelta dell'opposizione fine a sé stessa, ma se vuole è ancora in tempo per
rendersi positivamente utile ai suoi elettori. Evitando che con il passare del
tempo si finisca per pensarci noi». Cosa pensa della politica
sull'immigrazione? «Se si vuol evitare la xenofobia, si deve evitare la
formazione del partito opposto, il partito degli immigrati. Ci vuole
equilibrio, proprio nell'interesse degli immigrati. Se li metti prima degli
altri nelle liste per le case popolari o le prestazioni sociali, non gli fai
del bene, perché li metti contro tutti gli altri. La sinistra non capisce che
l'impatto dell'immigrazione è spesso regressivo, fa più paura a chi ha di meno.
Ed è una paura che non va alimentata, ma ridotta, con saggezza, nell'interesse
di tutti». Mario Sensini
( da "Manifesto, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
FUNZIONE PUBBLICA
Il Cdm fa felice quel «birichino» di Brunetta Mariangela Maturi Quel gran
«birichino» rivoluzionario di Brunetta ce l'ha fatta. Il consiglio dei ministri
ha licenziato ieri il decreto legislativo per la pubblica amministrazione, dopo
che il ministro aveva puntato i piedi e minacciato le dimissioni se il decreto
non fosse stato presentato in Parlamento entro due giorni. «Ha adottato una
tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati», ha esordito Berlusconi.
Con un buffetto sulla guancia del ministro «ribelle», il premier ha concesso la
grazia e il testo da lunedì passa all'esame delle Camere. La «rivoluzione
Brunetta», così l'hanno definita al consiglio dei ministri, ha inizio. Senza
aver ancora consultato sindacati, conferenza Stato-Regioni e consiglio
nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel). C'è tempo. Forse. Tremano i
fannulloni di tutt'Italia, perché a sentire il governo d'ora in poi la vera
meritocrazia avrà la meglio. A costo di dover «trascurare» dettagli come la
contrattazione nazionale e integrativa, ridotta a due comparti e avvicinata a
quella del settore privato. Per non parlare dell'amputazione della sezione che
dovrebbe class="hilite">regolamentare la class="term">class class="term">action nei confronti dei prodotti
e servizi della pubblica amministrazione. Il ministro Brunetta non si scompone,
e difende il suo decreto così com'è. Senza class="term">class class="term">action.
Promette però di affrontare la questione in un secondo momento con un decreto
ad hoc, pronto per gennaio 2010 in concomitanza all'altro decreto sulla class="term">class class="term">action che riguarda anche i
privati. Nel frattempo, dicono, serve «un parere al consiglio di Stato e
dell'avvocatura». Lo scorporo di questa norma non è piaciuto al Codacons. «Ci
aspettiamo dimissioni immediate del ministro», tuona il presidente Carlo
Rienzi. «Brunetta, che si è strenuamente battuto per l'estensione dell'azione
collettiva, deve essere coerente. Ora che è stato battuto deve lasciare il
proprio incarico». Concorda Linda Lanzillotta (Pd), per cui Brunetta «cede alle
resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei
servizi pubblici». Pierluigi Bersani (Pd) parla di insulto, Cesare Damiano (Pd)
fa notare che il parere della conferenza unificata con le autonomie locali
dovrebbe precedere la presentazione del decreto alle Camere, non seguirla. Nel
frattempo, in seno al Pdl, Giuliano Cazzola e l'ex ministro della funzione
pubblica Franco Frattini esultano per il passo «rivoluzionario». Resta
l'«empasse» dell'opposizione dei sindacati. Brunetta rassicura: «Li sentiremo
entro luglio, in maniera tale che ci sia ancora un mese per implementare le
norme». Mentre la Cgil promette battaglia, per la Cisl fp «l'approvazione va
bene, ora il confronto è con il sindacato». Staremo a vedere.
( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Sabato 16
Maggio 2009 Chiudi ROMA Trovata l'intesa fra Renato Brunetta e gli altri
ministri, il decreto sul pubblico impiego può iniziare il suo iter. Il governo
si impegna ad emanarlo definitivamente entro due mesi. La riforma, che
introduce le graduatorie dei bravi e meno bravi per tutti i dipendenti
pubblici, non comprende più la class="term">class class="term">action.
( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Sabato 16
Maggio 2009 Chiudi Statali, sulla riforma Brunetta raggiunta l'intesa fra i
ministri Rinviata la class="term">class class="term">action.
«Ma entrerà comunque in vigore a gennaio»
( da "Messaggero, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Sabato 16 Maggio
2009 Chiudi di PIETRO PIOVANI ROMA Il decreto legislativo sul pubblico impiego
è stato riapprovato dal Consiglio dei ministri. Era già stato approvato una
settimana fa, ma evidentemente non era bastato. Nonostante il formale via
libera, troppi punti di disaccordo fra i ministri dovevano ancora essere
chiariti. Così ieri a Palazzo Chigi c'è stata una nuova discussione, questa
volta risolutiva. Il testo del decreto è stato cambiato, eliminando fra l'altro
un intero capitolo, class="hilite">quello
sulla cosiddetta class="term">class class="term">action
nei servizi pubblici. Quindi Silvio Berlusconi è sceso in sala stampa e ha
annunciato: «Abbiamo approvato il decreto legislativo che va sotto il nome di
"rivoluzione Brunetta", che ora inizia il suo iter». Nel comunicato
ufficiale del Consiglio dei ministri comunque non si fa il minimo accenno al
decreto. Il provvedimento mira a riformare i meccanismi che regolano il
salario, le carriere, i premi di produttività per oltre 3 milioni di dipendenti
pubblici. I contenuti del decreto vengono riassunti nelle schede pubblicate in
questa stessa pagina. La "class="term">class class="term">action".
Il testo che era stato (per così dire) approvato l'8 maggio scorso comprendeva
un capitolo intitolato "Azione collettiva nei
confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici".
Non era questa, sia chiaro, la vera legge sulla class="term">class class="term">action,
cioè sulle cause collettive dei consumatori per ottenere un risarcimento dalle
grandi società private tipo Parmalat o Cirio: quella norma fa parte di un altro
provvedimento, ancora all'esame del Parlamento. Qui si trattava solo di
introdurre un principio di azione collettiva nei
confronti delle amministrazioni e delle società pubbliche. Nel testo scritto da
Brunetta, peraltro, prevedeva soltanto la possibilità per i cittadini di
intentare una causa, ma si negava esplicitamente il diritto a un qualsiasi
risarcimento: per quello bisogna comunque rivolgersi al giudice in modo
individuale. In ogni caso l'intero capitolo è stato alla fine escluso dal
decreto. Il rinvio. Come ha spiegato Berlusconi, il governo ieri non ha
rinunciato a introdurre la class="term">class class="term">action
nel settore pubblico, ma ha soltanto rinviato di qualche settimana l'emanazione
della norma. Si è «ritenuto opportuno acquisire preliminarmente il parere del
Consiglio di Stato e dell'Avvocatura dello Stato sui riflessi che la nuova
azione avrà sul processo amministrativo e sulla difesa erariale». Altri motivi
di discussione. C'erano anche altri passaggi del decreto che avevano incontrato
le contestazioni dei colleghi di Brunetta. Maroni ad esempio chiedeva di
escludere i corpi di polizia dai cambiamenti che riguardano l'attività
sindacale. Tremonti sollevava una serie di obiezioni sui possibili aumenti di
spesa. Fra l'altro il ministro dell'Economia ha avanzato dubbi sull'opportunità
di istituire una nuova Autorità indipendente, un organismo che si dovrebbe
dedicare alla diffusione della meritocrazia nel pubblico impiego. Anche dove il
testo del decreto non è stato cambiato, comunque, la discussione potrà
continuare nei prossimi due mesi. Il birichino. Nei giorni scorsi Brunetta
aveva più volte minacciato le dimissioni, in polemica con gli altri ministri:
«Ho problemi con il mio governo» aveva confessato. «Se il decreto non viene
presentato entro due giorni me ne vado». Ieri in conferenza stampa i
giornalisti hanno chiesto a Berlusconi di commentare queste dichiarazioni: «Mi
sembra che sia nelle cose risolte, Il ministro Brunetta ha fatto una tattica da
birichino che gli ha portato un ottimo risultato, ma c'è tantissimo affetto e
amicizia e stima fra tutti i componenti della squadra di governo». L'iter. Ora
il decreto sarà sottoposto ai pareri delle commissioni parlamentari, degli enti
locali, del Cnel. Ci sarà anche è stato annunciato ieri «un confronto finale
con il sindacato», da fissare per «fine giugno, inizio luglio». Entro sessanta
giorni l'iter dovrebbe essere concluso, e si potrà emanare un testo definitivo.
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
CRONACA FIRENZE
pag. 7 Corteo e scontri, via all'inchiesta Miche, studenti oggi di nuovo in
piazza. 19 denunciati per lesioni «RITENIAMO gravissimo quanto successo e non
si deve più ripetere». Questa è la pietra angolare del corteo di studenti, e
non solo, che questo pomeriggio invaderà le strade del centro in risposta ai
violenti scontri con le forze dell'ordine avvenuti lunedì scorso durante
un'analoga manifestazione, non autorizzata, con cui volevano protestare contro
il divieto di utilizzo di un'aula autogestita all'interno del liceo
Michelangelo. Il corteo sarà aperto dallo striscione «Contro repressione,
pestaggi e denunce estendere la solidarietà, rilanciare la lotta» ed è promosso da Collettivi di studenti medi e universitari,
realtà di base, centri sociali e movimenti. Gli scontri di lunedì, tuttavia,
hanno lasciato strascichi giudiziari. La procura della Repubblica ha aperto un
fascicolo su quanto accaduto vicino al liceo classico Michelangelo e ipotizza i
reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre al reato
contravvenzionale di manifestazione non autorizzata. Per gli scontri di lunedì
scorso la polizia ha denunciato 19 giovani all'autorità giudiziaria. Tra questi
ci sono anche alcuni minori per i quali, già da qualche giorno, procede il
procuratore del tribunale dei minorenni Massimo Floquet. Al momento, ha
specificato ieri il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina, non sarebbero
invece pervenute all'autorità giudiziaria denunce di studenti contro esponenti
delle forze dell'ordine. Per il corteo di questo pomeriggio, anche la procura
assicura massima attenzione: «Il magistrato di turno è già stato informato
della manifestazione, ma speriamo che non ci sia bisogno di noi», ha chiosato
Soresina. Una secchiata di vernice rossa in via della Colonna per «non
dimenticare che in quel luogo, lunedì scorso, sono stati manganellati degli
studenti». È una delle idee lanciate durante la riunione al Cpa per organizzare
il corteo. «Contro la repressione rilanciamo la lotta», è lo slogan che compare
nel volantino della manifestazione, organizzata dalla Rete dei collettivi,
dall'Unione degli studenti e dal Coordinamento studenti medi. Molteplici le
realtà che hanno aderito: dal Cpa a Sinistra Universitaria e Studenti di
Sinistra, dal Movimento di lotta per la casa ai Cobas e Next Emerson. «Ci
aspettiamo 4-5mila persone. E ci auguriamo che con noi sfilino anche tanti
cittadini» è l'auspicio dei rappresentanti dell'Uds. Lunghissimo il percorso
del corteo: alle 16 concentramento in San Marco, dopodiché i manifestanti
imboccheranno via Cavour per poi arrivare al Duomo e, da lì, a Palazzo Vecchio.
A quel punto il corteo ritornerà verso il Duomo e, passando dalla Santissima
Annunziata, raggiungerà via della Colonna. La conclusione sarà in piazza
Ghiberti. Per «evitare che qualcuno voglia mettere in atto azioni spiacevoli»,
gli studenti hanno pensato ad un «cordone di sicurezza di almeno 300 persone»
che, come spiega Costanza dell'Uds, «avrà il compito di mantenere compatto il
corteo e, soprattutto, di bloccare eventuali atti che potrebbero generare una
risposta da parte delle Forze dell'ordine». «Un po' di paura a scendere in
piazza c'è ammettono i ragazzi -. E lo dimostrano le misure di sicurezza che
intendiamo adottare. In esse non c'è però alcun intento provocatorio. Noi
vorremmo scendere in piazza serenamente, ma abbiamo capito che dobbiamo stare
attenti. Insomma, non vogliamo che altri innocenti ci rimettano un naso o un
braccio». Nel volantino che pubblicizza la manifestazione, gli studenti
ribadiscono la loro versione dei fatti. «In via della Colonna si legge - il
corteo è stato caricato dalla celere in seguito ad un diverbio verbale tra
manifestanti e agenti della Digos i quali, provocatoriamente, continuavano a
filmarli (nonostante varie richieste perchè non lo facessero) al fine di
identificarli e denunciarli». Image: 20090516/foto/87.jpg
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
CRONACA FIRENZE
pag. 6 Corteo e scontri, via all'inchiesta Miche, studenti oggi di nuovo in
piazza. 19 denunciati per lesioni «RITENIAMO gravissimo quanto successo e non
si deve più ripetere». Questa è la pietra angolare del corteo di studenti, e
non solo, che questo pomeriggio invaderà le strade del centro in risposta ai
violenti scontri con le forze dell'ordine avvenuti lunedì scorso durante
un'analoga manifestazione, non autorizzata, con cui volevano protestare contro
il divieto di utilizzo di un'aula autogestita all'interno del liceo
Michelangelo. Il corteo sarà aperto dallo striscione «Contro repressione,
pestaggi e denunce estendere la solidarietà, rilanciare la lotta» ed è promosso da Collettivi di studenti medi e universitari,
realtà di base, centri sociali e movimenti. Gli scontri di lunedì, tuttavia,
hanno lasciato strascichi giudiziari. La procura della Repubblica ha aperto un
fascicolo su quanto accaduto vicino al liceo classico Michelangelo e ipotizza i
reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre al reato
contravvenzionale di manifestazione non autorizzata. Per gli scontri di lunedì
scorso la polizia ha denunciato 19 giovani all'autorità giudiziaria. Tra questi
ci sono anche alcuni minori per i quali, già da qualche giorno, procede il
procuratore del tribunale dei minorenni Massimo Floquet. Al momento, ha
specificato ieri il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina, non sarebbero
invece pervenute all'autorità giudiziaria denunce di studenti contro esponenti
delle forze dell'ordine. Per il corteo di questo pomeriggio, anche la procura
assicura massima attenzione: «Il magistrato di turno è già stato informato
della manifestazione, ma speriamo che non ci sia bisogno di noi», ha chiosato
Soresina. Una secchiata di vernice rossa in via della Colonna per «non
dimenticare che in quel luogo, lunedì scorso, sono stati manganellati degli
studenti». È una delle idee lanciate durante la riunione al Cpa per organizzare
il corteo. «Contro la repressione rilanciamo la lotta», è lo slogan che compare
nel volantino della manifestazione, organizzata dalla Rete dei collettivi,
dall'Unione degli studenti e dal Coordinamento studenti medi. Molteplici le
realtà che hanno aderito: dal Cpa a Sinistra Universitaria e Studenti di Sinistra,
dal Movimento di lotta per la casa ai Cobas e Next Emerson. «Ci aspettiamo
4-5mila persone. E ci auguriamo che con noi sfilino anche tanti cittadini» è
l'auspicio dei rappresentanti dell'Uds. Lunghissimo il percorso del corteo:
alle 16 concentramento in San Marco, dopodiché i manifestanti imboccheranno via
Cavour per poi arrivare al Duomo e, da lì, a Palazzo Vecchio. A quel punto il
corteo ritornerà verso il Duomo e, passando dalla Santissima Annunziata,
raggiungerà via della Colonna. La conclusione sarà in piazza Ghiberti. Per
«evitare che qualcuno voglia mettere in atto azioni spiacevoli», gli studenti
hanno pensato ad un «cordone di sicurezza di almeno 300 persone» che, come
spiega Costanza dell'Uds, «avrà il compito di mantenere compatto il corteo e,
soprattutto, di bloccare eventuali atti che potrebbero generare una risposta da
parte delle Forze dell'ordine». «Un po' di paura a scendere in piazza c'è
ammettono i ragazzi -. E lo dimostrano le misure di sicurezza che intendiamo
adottare. In esse non c'è però alcun intento provocatorio. Noi vorremmo
scendere in piazza serenamente, ma abbiamo capito che dobbiamo stare attenti.
Insomma, non vogliamo che altri innocenti ci rimettano un naso o un braccio».
Nel volantino che pubblicizza la manifestazione, gli studenti ribadiscono la
loro versione dei fatti. «In via della Colonna si legge - il corteo è stato
caricato dalla celere in seguito ad un diverbio verbale tra manifestanti e
agenti della Digos i quali, provocatoriamente, continuavano a filmarli (nonostante
varie richieste perchè non lo facessero) al fine di identificarli e
denunciarli». Image: 20090516/foto/76.jpg
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
DALL'ITALIA
16-05-2009 ROMA RIENTRA LA MINACCIA DI DIMISSIONI DA PARTE DEL MINISTRO, CHE
ASSICURA: I MIGLIORI SARANNO PREMIATI Dipendenti pubblici, il governo dice sì
alla «rivoluzione Brunetta» Il decreto operativo nel giro di 2 mesi. La class
action rinviata al 2010 ROMA II La meritocrazia arriverà entro l'estate tra gli
uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo che attua la
riforma anti-fannulloni - che ieri ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei
ministri - lunedì sarà alle Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo.
Rientra dunque la minaccia di dimissioni del ministro per la Pubblica
amministrazione Renato Brunetta. «Non c'è nessun problema ha detto il premier
Silvio Berlusconi ieri in una conferenza stampa a Palazzo Chigi confermando la
stima per il ministro Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha
avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce il merito e la
premialità nella pubblica amministrazione resta però, al momento, orfano della
class action che comunque è stato assicurato da Brunetta partirà dal primo
gennaio 2010. «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di
Stato e dell'Avvocatura ha sottolineato Berlusconi per sapere quali sono i
riflessi che questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi
ritenuto di dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale
sulla class action» per il settore privato contenuta nel disegno di legge
Sviluppo approvato dal Senato e ora all'esame della Camera. Nuove motivazioni
Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di «rivoluzione » e
sottolinea come l'obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici
con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato. Vogliamo
che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e abbiano motivo di essere
realizzati e di essere così più positivi nei confronti dei cittadini ». Il
tempi sono stati dettati dallo stesso Brunetta: «Penso che tutto possa essere
approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il provvedimento sarà
trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l'accordo con la Conferenza
Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel». Il confronto con
il sindacato Prima dell'ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo
il sindacato ai più alti livelli, tra fine giugno e gli inizi di luglio», dice
Brunetta chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. «Premiare i
più bravi» Brunetta cita alcuni esempi del nuovo corso che si vedrà tra le
scrivanie degli statali: dagli stage all'estero dei dirigenti alle risorse
premiali concentrate essenzialmente sui più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti
pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le
risorse rileva Brunetta destinate alla premialità. E' una cosa mai accaduta».
Per la class action si registra invece un rinvio motivato sia dalla necessità
di acquisire i pareri di Avvocatura e Consiglio di Stato sia dalla necessità
«di dare vita agli standard della pubblica amministrazione». Comunque il
ministro sembra avere già in testa questo secondo decreto legislativo:
«Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Il
no di Pd e consumatori Ma le motivazioni addotte dal ministro non convincono
però né l'opposizione né le associazioni dei consumatori. Se Linda Lanzillota
del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della burocrazia e alle
pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici», il
Codacons parla senza tanti giri di parola di un ministro «Brunetta sconfitto» e
aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate ».
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
PRIMO PIANO pag.
2 Statali, bastone e carota Via alla rivoluzione nel segno di Brunetta Ok al
decreto. La class action slitta al 2010 di ACHILLE PEREGO MILANO ARRIVA la
rivoluzione Brunetta per tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Dopo aver
minacciato le dimissioni, ieri il ministro per la Pubblica Amministrazione
Renato Brunetta è riuscito a far varare dal consiglio dei ministri il decreto
legislativo che dà il via alla riforma anti-fannulloni destinata a entrare in
vigore quest'estate. Un pacchetto legislativo che introduce per la prima volta
la meritocrazia tra l'esercito dei travet e che già lunedì sarà presentato alle
Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo. «Una grande riforma che
riguarda l'ammodernamento di tutto il Paese ha commentato il premier Berlusconi
Gli impiegati pubblici saranno motivati perché si vedono riconosciuti compensi
economici che normalmente si danno a chi lavora nel privato. Questo è il nostro
fine: far sì che 3,5 milioni di persone che lavorano nella Pa non abbiano un
morale diverso da chi lavora nel privato e siano così più positivi nei
confronti dei cittadini». Quanto alle minacciate dimissioni del ministro,
Berlusconi ha scherzato: «Non c'è alcun problema. Brunetta ha adottato una
tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che
introduce merito e premi nella Pa è rimasto però al momento orfano della class
action che comunque, ha assicurato Brunetta, partirà dal primo gennaio 2010.
«Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato e
dell'Avvocatura ha sottolineato Berlusconi per sapere quali sono i riflessi che
questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di
dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class
action». BRUNETTA ha quindi citato una serie di esempi del nuovo corso che si
vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all'estero dei dirigenti alle
risorse economiche riconosciute ai più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti
pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le
risorse destinate alla premialità. E' una cosa mai accaduta». La class action
invece, come detto, partirà a gennaio. Ma Brunetta sembra avere già in mente
questo secondo decreto: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di
azione collettiva per il
settore privato». Ma le motivazioni con cui sia Berlusconi, sia Brunetta hanno
spiegato il rinvio non hanno convinto opposizione e consumatori. Per Linda
Lanzillotta (Pd) il ministro ha ceduto «alle resistenze della burocrazia e alle
pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici». Il
Codacons parla invece senza termini di «Brunetta sconfitto». DURO ANCHE l'ex
ministro Pd, Pierluigi Bersani: le riforme messe in campo dal Governo
«assomigliano sempre a richiami all'ordine» e sono regolarmente accompagnate da
«insulti». Ma alle critiche ha risposto subito Brunetta ricordando alla
Lanzillotta che «nello scalcagnato provvedimento di Prodi sulla class action»
quella per la Pa era stata «colpevolmente stralciata».
( da "Unita, L'" del
16-05-2009)
Argomenti: Class Action
La rivoluzione di
Brunetta perde subito un pezzo: class="hilite">la
tutela dei cittadini FELICIA MASOCCO La class="term">class class="term">action
è stralciata, ma Renato Brunetta non si dimette. È una delle considerazioni che
si possono trarre dal via libera, dato ieri dal consiglio dei ministri, al
decreto per la produttività nella pubblica amministrazione. La class="term">class class="term">action non c'è, è rinviata, si fa
la data del 2010. Forse. La «rivoluzione Brunetta» nasce quindi senza un pezzo,
quello che dovrebbe tutelare i cittadini dai danni causati da inefficienze o
abusi degli uffici pubblici. In seno al governo l'ha spuntata chi, come il
ministro Tremonti, ha fatto valere il suo peso e il timore che l'introduzione
della class="term">class
class="term">action avrebbe aperto la via
a un perenne contenzioso. BIRICHINATE Altre «resistenze» dentro l'esecutivo,
ammesse come tali dallo stesso ministro Brunetta, erano state opposte dai
colleghi perché, alla fine della fiera, la «rivoluzione» si risolve in una
grande operazione di centralizzazione che toglie prerogative e poteri ad altri
ministeri, alle regioni e agli enti locali e li dà al ministero di Brunetta. Il
titolare della Funzione Pubblica aveva risposto con la minaccia di dimissioni
se il suo decreto non fosse stato trasmesso alle Camere entro due giorni. La
"trasmissione" c'è, lunedì inizia l'iter, l'approvazione è fissata per
fine giugno. Prima verrà sentito il sindacato. Ma Brunetta è stato stoppato,
come viene fatto notare da Linda Lanzillotta, esponente del Pd. «Dovrebbe
riconoscerlo», «ha ceduto alle resistenze della burocrazia e alle lobby dei
concessionari dei servizi pubblici». Lui nega e, ovviamente, non si dimette.
«Ha adottato una tecnica da birichini», ha spiegato il premier Silvio
Berlusconi svelando il bluff. Birichinate a parte, il provvedimento prevede
novità sui premi (il salario accessorio): «Solo il 25% dei dipendenti lo avrà
per intero», spiega Brunetta, «è una cosa mai accaduta», prima i premi venivano
dati a tutti. Metà dei dipendenti potranno avere il 50%, il restante 25% non
avrà nulla. Le percentuali possono essere modificate (in misura del 5%) con la
contrattazione. POLITICA PIGLIATUTTO «In realtà la contrattazione sparisce»,
replica Michele Gentile che per la Cgil segue il settore, «gli resta un ruolo
residuale, si ritorna al primato della legge. E della politica, sotto cui tutta
la pubblica amministrazione viene ricondotta». Premesso che non si dice mai
dove siano i soldi per premiare i meritevoli, è invece chiaro che il meccanismo
di valutazione di meriti e demeriti viene affidato a un'Autorità (costo stimato
fino a 8 milioni), i cui membri sono proposti da Brunetta, e nominati dal
Parlamento e che risponde al ministero per l'Attuazione del programma. Un altro
elemento riguarda il "congelamento" dei rappresentanti dei
lavoratori, si bloccano le elezioni dei nuovi delegati per un turno: i
sindacati, tutti, non sono d'accordo e voteranno lo stesso. Si introducono
sanzioni, fino al licenziamento, per i dipendenti che violano le regole, e per
i dirigenti non svolgeranno bene il loro lavoro. La rivoluzione nella pubblica
amministrazione partirà, se mai partirà, zoppa: salta la class="term">class class="term">action,
cioè l'azione di tutela dei diritti dei cittadini. Il ministro Brunetta resta
però al suo posto.
( da "Corriere della Sera"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della
Sera sezione: Politica data: 16/05/2009 - pag: 13 Legge «antifannulloni» In
vigore dall'estate. Tremonti: class="hilite">no
a tutto il potere ai consumatori Via alla riforma Brunetta Ma senza la class="term">class class="term">action Il ministro: ritiro le
dimissioni. Il premier: bene, birichino ROMA La riforma della pubblica
amministrazione, passata alla storia ormai come la legge «antifannulloni», con
tanto di meritocrazia e sanzioni disciplinari entrerà in vigore entro l'estate.
Ma senza la class="term">class class="term">action,
il cui testo verrà stralciato dal decreto legislativo, per essere ridiscusso in
autunno e partire dal primo gennaio 2010. Così ha deciso il Consiglio dei
ministri, con un accordo tra il ministro della Funzione pubblica Renato
Brunetta - che ha ritirato le dimissioni minacciate - e il collega all'Economia
Giulio Tremonti, che in un primo tempo si era opposto all'introduzione da
subito dell'azione collettiva. Brunetta è soddisfatto
e parla di una «grandissima legge rivoluzionaria ». Il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, nel presentare le novità in conferenza stampa, ha escluso
qualsiasi «problema dentro il governo» ma poi, ridendo, ha ammesso che Brunetta
«ha adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati ». Anche
Tremonti ha mostrato soddisfazione e ha speso parole benevole. «Brunetta fa
molto per migliorare lo stato reale e sono solidale con lui». Ma si premura
anche di precisare come sia «giusto che i consumatori abbiano voce ma non tutto
il potere, così come è giusto che i tribunali lavorino ma non lo è quando
nominano dei commissari ad acta». Il duello tra i due ministri - se mai si
ripresenterà - si sposta in autunno per la definizione degli standard di
qualità e di efficienza che, se non vengono garantiti, daranno al cittadino la
possibilità di avviare la class="term">class class="term">action.
Brunetta ha dimostrato di avere in proposito le idee piuttosto chiare: «Il
nuovo decreto sull'azione collettiva sarà di sei
articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito per il settore
privato». Anche il premier ha sottolineato che la nuova legge è «rivoluzionaria
» e ha come obiettivo primario di riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici
con compensi economici paragonabili al settore privato, perché «vogliamo che
abbiano un morale diverso, motivo di essere realizzati e di essere così più
positivi nei confronti dei cittadini». Il ministro della Funzione pubblica ha
ricordato brevemente le principali novità: dagli stage all'estero per i
dirigenti ai riconoscimenti economici elargiti ai più bravi. «Solo il 25% dei
dipendenti pubblici ha ricordato Brunetta e il sindacato è d'accordo, avrà a
disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità, è una cosa
mai accaduta e che non esiste nemmeno in moltissime aziende private». Il
sindacato, che ha protestato vivamente per non essere stato coinvolto a sufficienza,
«verrà convocato ai più alti livelli ha promesso tra fine giugno e i primi di
luglio» e per l'occasione ha chiesto la presenza dello stesso Berlusconi. Molto
critica l'opposizione per il rinvio della class="term">class class="term">action.
Linda Lanzillotta ha accusato il ministro di «cedere alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei pubblici servizi
» mentre il Codacons (consumatori) considera Brunetta «sconfitto e per questo
ci aspettiamo le sue dimissioni». Il ministro ha subito replicato ricordando
che è stata la Lanzillotta ad aver «stoppato la class="term">class class="term">action
per il pubblico» quando il governo Prodi varò la legge. Roberto Bagnoli
L'agenda La riforma della pubblica amministrazione firmata dal ministro Renato
Brunetta entrerà in vigore entro l'estate
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 4 -
Attualità Via libera alla "rivoluzione" Brunetta negli uffici Il
ministro: arriva la meritocrazia, niente dimissioni. Class action senza
retroattività, il Codacons protesta ROMA. La meritocrazia arriverà entro
l'estate tra gli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo
che attua la riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due
mesi diventerà operativo. Rientra dunque la minaccia di dimissioni del ministro
per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non c'è nessun problema - ha
detto il premier Silvio Berlusconi ieri in una conferenza stampa a Palazzo
Chigi confermando la stima per il ministro - Brunetta ha adottato una tecnica
da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che
introduce il merito e la premialità nella pubblica amminsitrazione resta però,
al momento, orfano della class action che comunque - è stato assicurato da
Brunetta - partirà dal primo gennaio 2010. «Abbiamo ritenuto di dover acquisire
il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocature - ha sottolineato Berlusconi
- per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo
amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per
coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato
contenuta nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all'esame
della Camera. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di rivoluzione
e sottolinea come l'obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti
pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato.
Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e abbiano motivo
di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti dei
cittadini». Il timing è segnato dallo stesso Brunetta: «Penso che tutto possa
essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il provvedimento
sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l'accordo con la
Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel». Prima
dell'ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo il sindacato ai più
alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», dice Brunetta chiedendo a
Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. Brunetta cita alcuni esempi del
nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all'estero
dei dirigenti alle risorse premiali concentrate essenzialmente sui più bravi.
«Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a
disposizione il 50% di tutte le risorse - rileva Brunetta - destinate alla
premialità. È una cosa mai accaduta». Per la class action si registra invece un
rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri di Avvocatura e
Consiglio di Stato sia dalla necessità «di dare vita agli standard della
pubblica amministrazione». Comunque il ministro sembra avere già in testa
questo secondo decreto legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli
e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in
termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le motivazioni addotte non
convincono nè l'opposizione nè le associazioni dei consumatori. Se Linda
Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della
burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi
pubblici», il Codacons parla senza termini di «Brunetta sconfitto» e
aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate».
( da "KataWebFinanza"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
Se il dirigente
non ha obiettivi Nel 2009 la spesa pubblica in Italia superer il 50 per cento
del nostro prodotto interno lordo. Pi di un euro su due generati in Italia
passer cos attraverso l'intermediazione dell'amministrazione pubblica.
Comprensibile che i cittadini, che hanno sperimentato sulla loro pelle le
inefficienze dei nostri servizi pubblici, siano pi che mai attenti al
funzionamento di chi gestisce questa enorme montagna di risorse. Il Ministro
Brunetta ha avuto il pregio di captare queste legittime preoccupazioni.
Complice l'immobilismo del ministero dell'Economia, riuscito a trasformare un
dicastero marginale in passate legislature in un ministero di primaria
importanza. Negli ultimi 12 mesi Brunetta ha mobilitato l'opinione pubblica con
una fitta serie di annunci e di risultati ad effetto. La battaglia contro
l'assenteismo stata combattuta senza esclusione di colpi (al punto da decurtare
la paga ai dipendenti ricoverati in ospedale per interventi chirurgici), ma
portando a casa risultati importanti. Si pu discutere sui metodi draconiani e
sulle percentuali, ma indubbio che il ricorso alle assenze retribuite nel
pubblico impiego, sin qui nettamente superiore che nel settore privato, sia
stato ridotto, il che sicuramente una buona notizia per i contribuenti. Ora il
Ministro si messo in testa di passare dagli annunci e dagli interventi ad
effetto alle riforme vere e proprie. Bene. Sarebbe la prima vera riforma di
questo governo, che sin qui ha scelto di non scegliere di fronte al precipitare
di una crisi che vede l'Italia continuare a far peggio degli altri, come
certificato proprio ieri da Eurostat. Bisogna approfittare della recessione per
fare quelle riforme che non si riescono a fare in condizioni normali. Al tempo
stesso, a pi di 15 anni dal primo tentativo di riformare la PA, non possiamo
permetterci nuovi fallimenti. Nel riformare la PA non si pu continuare a
schierare l'opinione pubblica contro i dipendenti pubblici, come fatto a pi
riprese in questi mesi. Al contrario bisogna lavorare col cesello su incentivi,
carriere e trasparenza. Il grosso delle misure prese nel decreto intraprende
una strada diversa. Vengono istituiti una pluralit di nuclei di valutazione che
dovrebbero essere sulla carta esterni alle amministrazioni (quindi nuova burocrazia
creata) accreditati a loro volta da una nuova autorit indipendente. Si
scavalcano i tanto vituperati dirigenti pubblici (Brunetta stato in questi
giorni applaudito fragorosamente da una platea di dipendenti pubblici quando li
ha aizzati parlando di un "pesce che puzza dalla testa"). Si
stabiliscono anche rigidamente le regole di distribuzione dei premi che
dovranno essere dati ai singoli in ciascuna amministrazione: a un quarto di
loro verr dato il 100% del premio, a un altro quarto non verr dato nulla,
mentre il restante 50% dei dipendenti si prender il premio a met. Dato che si
tratta di somme consistenti, che molte amministrazioni sono piccole (attorno ai
10 dipendenti) e che molto difficile misurare la produttivit del singolo,
prevedibile che questi premi verranno alla fine assegnati a rotazione: Tizio li
prende quest'anno, Caio il prossimo e Sempronio fra due, magari determinando
l'ordine con una bella lotteria. Altro esempio la class
action, azione collettiva
contro le inefficienze della pubblica amministrazione, che prefigurava la gogna
mediatica (pubblicit sui giornali ancora prima del giudizio) delle
amministrazioni coinvolte. stata rimossa in extremis dal decreto, ma
emblematica del metodo seguito nel ridisegnare la PA. Era prevista nel
caso di "lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralit di
utenti o consumatori", una formulazione talmente generica da poter essere
usata come strumento di pressione contro le amministrazioni che pestano i piedi
a qualcuno e da offrire lunghi anni di lavoro (speriamo con poche assenze
retribuite) ai Tar. Il punto debole della riforma nel non operare sugli
incentivi dei dirigenti pubblici, trasformandoli in esecutori di decisioni
prese da autorit dipendenti o tribunali e imponendo regole che, comunque, nel
giro di qualche anno, saranno del tutto inefficaci. Per incentivare i dirigenti
bisogna innanzitutto valutare le amministrazioni di cui sono a capo. Per farlo
ci vogliono obiettivi misurabili che pu fissare il politico senza mettere di
mezzo nuova burocrazia. Devono essere grandezze che sono sotto il controllo
della PA, di cui dunque i singoli dirigenti sono responsabili. Ad esempio, si
possono stabilire obiettivi in termini di presenza sul territorio della
Pubblica Sicurezza, speriamo non solo per fare le ronde alle ronde di
quartiere. In altri casi l'impegno profuso dalle singole amministrazioni meno
visibile ai cittadini. Ma non per questo non si possono definire indicatori (ad
esempio l'agenzia delle entrate di Trento utilizza il numero di controlli
eseguiti, pesati in base allo sforzo richiesto per diverse tipologie di
controlli) e rendere di pubblico dominio i risultati raggiunti dalle singole
amministrazioni. Saranno queste amministrazioni, prima ancora dei singoli, ad
essere premiate nel caso di raggiungimento degli obiettivi, non necessariamente
solo con incrementi dello stipendio, ma anche attrezzature. In caso contrario,
non verr concesso alcun premio ad alcun membro di quella amministrazione: nel
decreto Brunetta, invece, vengono comunque attribuiti i premi, anche alle
amministrazioni inefficienti. Incentivi per i singoli potranno poi essere
definiti principalmente in termini di carriere, dato che i posti pubblici
durano a lungo. Bene perci ricostruire le carriere fissando regole rigide, questo
s, per i passaggi di grado. A quel punto il dirigente locale sar costretto a
valutare i singoli prefigurando potenziali avanzamenti di carriera che, per il
bene della struttura, non possono riguardare tutti. Dovr fare bene queste
valutazioni perch chiamato a rispondere dei risultati raggiunti dall'unit che
dirige. Insomma bene che ognuno si prenda le sue responsabilit. A partire dal
Governo che deve dirci quali sono gli obiettivi dei diversi rami della PA e
offrirci una mappatura degli esuberi. 16/05/2009 - 09:30
( da "Corriere.it"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
L'incontro
Tremonti: autostrade, poste e Iva ci dicono che la caduta si è arrestata Il
ministro: i manager pubblici? Chiederemo a tutti un'autoriduzione. A partire
dalla Rai Il vertice di ottobre dopo la bancarotta dell'Islanda ha
rappresentato la svolta con la discesa in campo dei governi ROMA - «Con la
discesa in campo dei governi e della politica il rischio dell'apocalisse finanziaria
globale non c'è più. La crisi continua, ma come tutte le crisi avrà un termine
e molti indicatori lo anticipano». «L'Italia non ha il record del peggio, come
tanti si aspettavano, ma molto dipende da noi, dalle imprese, dalle banche,
dai consumatori» dice Giulio Tremonti. «A fine anno, forse, anche i numeri del
prodotto interno lordo saranno migliori di quelli di oggi» aggiunge,
determinato a spingere le banche a fare il «loro dovere», e a non mollare la
spinta etica. Nei comportamenti delle imprese, «è giusto chiedere che la Fiat
tuteli l'occupazione in Italia», e dei manager: «Nel pubblico, anche con la
Rai, stiamo spingendo all'autoriduzione degli stipendi» dice il ministro
dell'Economia rispondendo alle domande a tutto campo del «Corriere della
Sera». Sulla salute del governo, «dove i rapporti sono straordinari», la
sinistra, «ancora in tempo per abbandonare l'opposizione di principio», e la
politica. «Sull'immigrazione ci vuole saggezza, equilibrio e non demagogia per
evitare la xenofobia» dice Tremonti, che si ritiene il padre putativo della
Bossi-Fini, «originata da una proposta di legge popolare firmata Berlusconi,
Bossi, Tremonti». Ministro, qual è stata la scintilla della crisi? «Era in
incubazione dall'agosto del 2007, ma esplode nell'ottobre dell'anno scorso.
Come per caso, ma non è stato un caso, in un'isola remota del Nord Atlantico, a
Reykjavik: la Sarajevo della crisi, almeno in Europa. Dall'Islanda si estendeva
e si innervava una rete finanziaria che abbracciava tutta la dimensione nordica
fino a scendere nella City di Londra. Di Reykjavik avevano iniziato a parlarci
i ministri delle finanze nordici a Bruxelles, all'inizio di ottobre. C'era la
prospettiva di una bancarotta nazionale ». Quale è stato il punto di svolta?
«Il 9 ottobre, al Fondo Monetario a Washington, un venerdì, capiamo che il
mercato di Londra il lunedì successivo non può aprire. La notte del 9 l'Islanda
dichiara bancarotta. La svolta arriva il 12 ottobre, a Parigi, quando scendono
in campo i governi e la politica. È un vertice atipico, non attivato nella
logica europea: c'è un direttorio di governi e la presidenza forte di Nicholas
Sarkozy. Non è un vertice europeo per l'Europa, ma dei governi per la City,
per il sistema finanziario mondiale: Londra mobilizza enormi masse
finanziarie, il giorno dopo lo fa il Giappone. È la fine del principio. Ora
non dico che la crisi sia finita, ma abbiamo superato la fase della potenziale
rottura del sistema, il crollo delle banche, delle industrie, dell'occupazione.
Avremmo avuto l'effetto distruttivo di una guerra senza aver combattuto una
guerra». Perché Parigi è una svolta? «C'è un cambiamento radicale rispetto
alla politica della prima Europa, quella dove gli aiuti di Stato erano vietati.
Passa la logica dell'intervento pubblico per sostenere il sistema
finanziario. Poco dopo vengono i due G20, a Washington e Londra: la realtà della
crisi comincia a cambiare la struttura di governo del mondo. Insieme al G8,
adesso lo strumento con cui si sceglie di governare la crisi è il G20. Qui si
decide di fare la stessa politica, e poi di farla insieme, usando il Fondo
Monetario come una banca centrale globale». Siamo ormai fuori dalla crisi?
«Superato il rischio dell'apocalisse, la crisi si è spostata dalla dimensione
finanziaria al commercio internazionale, dove i volumi si sono abbattuti del
30 per cento. Una serie di indicatori, se volete aneddotici, empirici,
psicologici, sembrano dirci ora che il crollo si sta fermando ». Anche in
Italia? «Anche noi abbiamo indicatori di questo tipo. C'era stata per la prima
volta una riduzione del traffico postale, e si è arrestata. Come si è fermato
il calo del traffico autostradale e delle merci. Anche la caduta delle entrate
fiscali, dell'Iva, è in rallentamento. La dinamica non dice che andiamo bene,
ma molto ci dice che la caduta si sta arrestando. Il mancato maleficio, a
volte, nella psicologia conta più del beneficio. L'Italia è una realtà piuttosto
diversa, e meno peggio di come ci si aspettava che fosse». Quali sono i nostri
punti di forza? «È bellissimo l'articolo di Giuseppe De Rita sul vostro
giornale. Concordo in pieno: la geografia fa la politica, e questo è un paese
di 8 mila comuni, senza grandi città e periferie cariche di tensioni sociali,
c'è un welfare dove all'Inps si aggiunge la famiglia. Quattro milioni di
partite Iva sono un fattore di forza, come lo è un sistema finanziario basato
su un tasso di risparmio straordinario. Il nostro debito pubblico sommato a
quello privato, e abbiamo visto che c'è osmosi tra i due, è pari a quello francese
e tedesco. Forse per qualcuno è una sorpresa, ma da noi per la prima volta il
deficit e il debito corrono meno rispetto all'Europa, la Borsa recupera più
delle altre, il differenziale con i titoli di Stato tedeschi si riduce.
L'impressione in giro è che che ci sia una tendenza al 'buy Italy'. Detto
questo, fare previsioni sul pil è difficile. A febbraio, davanti al meno 2% che
ci annunciava Bankitalia, dissi che erano congetture. Magari il 2%!». Con
l'uscita dalla crisi c'è un rischio d'inflazione? «Quella può essere come
dicono in America un'exit strategy dalla crisi. L'Europa, però, con la Banca
centrale e il Trattato, è costruita contro l'inflazione ed è bene così, perché
l'inflazione redistribuisce ricchezza al contrario». Perché solo tre banche
hanno usato i Tremonti Bond per capitalizzarsi e offrire più credito alle
imprese? «Chiamarli Tremonti Bond è sbagliato. Sono uno strumento europeo, non
li ho inventati io. È un mezzo che allarga la base patrimoniale delle banche e
dunque la possibilità di concedere credito. Ma quando le banche dicono che
costa troppo sbagliano, perché ragionano come se fosse uno strumento di debito.
Non è stato pensato per le banche, ma per le imprese: serve per finanziare
l'economia, non i loro bilanci. C'è il ritardo delle banche, è una
responsabilità delle banche, e questo è il vero costo scaricato sulle imprese».
Cui farebbe bene anche l'accelerazione dei pagamenti da parte dello Stato...
«Stiamo andando avanti e metteremo in campo la Sace (società pubblica di
assicurazione dei crediti, ndr). Però fino a prima della crisi, con gli
interessi, il pagamento ritardato quasi conveniva. La crisi ha accentuato i
problemi di liquidità delle imprese, il risanamento del bilancio fatto dal
governo Prodi con la scelta di bloccare i pagamenti ha inciso molto e poi c'è
il commissariamento delle Regioni che non rispettano i tetti della spesa
sanitaria: a partire dal 2007 il governo non dà più soldi e le Regioni non
pagano. La combinazione di questi tre fattori crea il problema, ma non sono
vere le cifre iperboliche che si sentono. L'arretrato dovrebbe essere di 30
miliardi, quasi tutto concentrato nella sanità. Sono somme che si scaricano
sul deficit e dobbiamo essere prudenti nella gestione. Anche se dovremo
risolvere il problema, perché le imprese hanno ragione». Si può immaginare un
termine oltre il quale scattino sanzioni e non solo interessi legali? «È una
cosa civile, ci stiamo lavorando. Molti di questi pagamenti dipendono dai
governi locali e con la riforma della Finanziaria, per troppi anni ritardata e
ora in arrivo, avremo finalmente un quadro unico di tutti i bilanci di enti
locali e Regioni, uno schema uniforme per tutti. È un passaggio essenziale
anche per la questione dei termini di pagamento». Nei frangenti della crisi si
è discusso del ruolo dei manager e della possibilità di mettere un tetto ai
loro stipendi. Che ne pensa? «L'etica spinge per la moderazione dei salari, ci
sono stati degli eccessi che vanno corretti, ma è difficile. Anche Obama lo ha
detto, ma non è riuscito fino in fondo. Noi stiamo chiedendo a tutti i manager
pubblici di autoridursi gli stipendi. Lo abbiamo chiesto anche alla Rai, e
sembra ci sia qualche consenso». In Germania il governo ha chiesto garanzie
sull'occupazione alla Fiat, in caso di acquisizione della Opel. Il governo
italiano farà lo stesso? «Quando abbiamo dato il bonus per la rottamazione
abbiamo previsto che ci fosse in termini di impegno la conservazione dei
livelli occupazionali in Italia. Abbiamo già posto condizioni. È giusto, ed è
una strada che seguiremo ». È vero che ci sono state tensioni con Berlusconi
e col ministro Brunetta? class="hilite">È
di questi giorni lo scontro sulla class="term">class class="term">action
nel pubblico amministrazione. «I rapporti nel governo sono straordinari.
Brunetta sta facendo bene. È giusto dare degli standard ideali su cui
parametrare lo stato reale, ma non dare l'unico potere ai consumatori. Sono
discussioni normali. In passato ho avuto qualche difficoltà nella scelta di
concentrare la spesa pubblica a Palazzo Chigi. Ora riconoscono tutti che era
giusto concentrare e spendere in modo selettivo. Ci ha permesso tra l'altro di
mettere molti soldi, insieme alle Regioni e questo è un successo dello Stato e
non solo del governo, negli ammortizzatori sociali. Nove miliardi, anche se i
dati dell'Inps ci dicono che rispetto alle ore di cassa integrazione richieste
e autorizzate, il tiraggio reale è stato molto inferiore, 300 milioni di ore
su 1,3 miliardi. Sono fatti su cui anche la sinistra, che in autunno ha puntato
tutto sulla crisi, dovrebbe riflettere». Cosa doveva fare? «Non si può
scioperare contro la pioggia. Nella crisi ha commesso un grosso errore politico.
Pretendeva che la discussione partisse da un diktat: ammettete che non avete
capito niente, che avete sbagliato tutto, e fate quello che vi diciamo noi. Non
è così, noi abbiamo cercato di fare le cose giuste e questo risulta tanto nei
voti, nei sondaggi, nelle sedi internazionali, dove la politica economica
italiana è considerata saggia e prudente. Prendete la social card, che tutto
sommato è un elemento marginale della nostra politica. Mi è dispiaciuto molto
che abbiano detto che, con questa, ghettizzavamo i poveri. Le carte acquisti le
hanno fatte Cofferati a Bologna, Penati a Milano, Cacciari a Venezia. Alla
sinistra è mancata la capacità di lettura della realtà. E sta perdendo una gande
occasione: nell'idea riformista c'è il concetto dell'utilità marginale,
discutere per portare a casa qualcosa. Con la Cgil è lo stesso: la logica è
quella del capitolato di resa. Finora a sinistra è stata prevalente la scelta
dell'opposizione fine a sé stessa, ma se vuole è ancora in tempo per rendersi
positivamente utile ai suoi elettori. Evitando che con il passare del tempo si
finisca per pensarci noi». Cosa pensa della politica sull'immigrazione? «Se si
vuol evitare la xenofobia, si deve evitare la formazione del partito opposto,
il partito degli immigrati. Ci vuole equilibrio, proprio nell'interesse degli
immigrati. Se li metti prima degli altri nelle liste per le case popolari o le
prestazioni sociali, non gli fai del bene, perché li metti contro tutti gli
altri. La sinistra non capisce che l'impatto dell'immigrazione è spesso
regressivo, fa più paura a chi ha di meno. Ed è una paura che non va
alimentata, ma ridotta, con saggezza, nell'interesse di tutti». Mario Sensini
stampa |
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud2))
Argomenti: Class Action
La riforma della
pubblica amministrazione targata Brunetta prende corpo. Con il varo, ieri, del
decreto delegato di attuazione da parte del Cdm i principi contenuti nella
legge delega vengono tradotti in norme giuridiche vincolanti. Dopo le
divergenze all'interno dell'esecutivo class="hilite">dei
giorni scorsi che avevano portato il ministro Brunetta a minacciare le
dimissioni, il testo è passato con alcune modifiche come lo stralcio della class="term">class class="term">action. Il provvedimento introduce
una profonda revisione di tutti gli aspetti della disciplina del lavoro presso
la pubblica amministrazione: dalle sanzioni per i fannulloni al nuovo sistema
di premialità. FRANZESE A PAGINA 19
( da "Panorama.it"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
- Italia -
http://blog.panorama.it/italia - La spunta Brunetta: dal Consiglio dei ministri
via libera alla "Rivoluzione PA" Posted By redazione On 15/5/2009 @
13:48 In Headlines, NotiziaHome | No Comments Rivoluzione passata, dimissioni
rientrate. Ma il premier Silvio Berlusconi non se la prende con [1] Renato
Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, che [2] aveva minacciato le
dimissioni qualora non fosse stato approvato il testo per la [3] riforma della
Pubblica amministrazione: "Ha usato una tattica da birichino, ma ha
ottenuto un ottimo risultato". Minaccia rientrata, quindi, e tanti
ringraziamenti al minsitro visto che alla fine il Cdm ha dato il via libera al
testo [4] di quella che lo stesso premier ha definito la "rivoluzione Brunetta"
(anche se il provvedimento non compare nel [5] comunicato web del Consiglio dei
ministri). Ora inizia l'iter di approvazione: il provvedimento "verrà
sottoposto all'esame delle Camere, alla Conferenza Stato-Regioni, e al
Cnel", ha detto Berlusconi. "Tutte le famiglie" ha fatto sapere
il premier "potranno tramite internet collegarsi con le istituzioni. Anche
i 3,5 milioni di pubblici dipendenti potranno trarre da questa rivoluzione
motivo per sentirsi realizzati". Un iter a cui il ministro anti fannulloni
ha già posto la data scadenza, sarà legge entro sessanta giorni: "Penso
che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì", ha
detto Brunetta. "Intendo avere assolutamente l'accordo con la Conferenza
Stato-Regioni. Chiederemo poi anche un parere articolato del Consiglio
nazionale dell'Economia e del lavoro". Tra i tanti cambiamenti previsti, i
diversi meccanismi di retribuzione basati sulle premialità, che non verranno
date a tutti, "ma solo ai più meritevoli". Significa che la
meritocrazia si sentirà anche nelle differenze in busta paga. Ma: "Solo il
25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il
50% di tutte le risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai
neanche nel privato se non per qualche iniziativa singola". In
particolare, spiega ancora il minsitro, il confronto sulla riforma varata oggi
con il dlgs sulla produttività e la trasparenza "Non è una partita che si
gioca tra governo e il sindacato dei dipendenti pubblici, ma riguarda tutto il
Paese". E ancora: "Questo provvedimento riguarda i cittadini, i
sindacati del settore privato e anche quelli dei datori di lavoro, come la
Confindustria". Tra le novità, Brunetta annuncia anche che la class action
nella pubblica amministrazione "partirà dal primo gennaio 20103, spiegando
l'obbligo, per i dirigenti, di un periodo di lavoro-studio all'estero presso le
organizzazioni internazionali. "È la prima volta" ha sottolineato
"che si introduce l'azione collettiva nella pubblica amministrazione". Quanto ai tempi, Brunetta
ha spiegato che "occorrerà dare vita agli standard della p.a. nei prossimi
mesi. Il decreto legislativo sarà coerente con quanto le Camere avranno
definito in termini di azione collettiva per il settore privato", ha detto il ministro riferendosi
alla norma approvata in Senato nel disegno di legge Sviluppo e ora
all'attenzione della Camera.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
GIUSY FRANZESE
Roma. Meritocrazia, premialità, trasparenza, soddisfazione del cliente
cittadino: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al cosiddetto
decreto anti-fannulloni messo a punto dal ministro Renato Brunetta. Rinviate
invece le norme sulla class="term">class class="term">action,
ovvero la possibilità di azione collettiva contro la
pubblica amministrazione. Arriveranno dopo l'estate con un provvedimento ad
hoc. Il governo ha infatti deciso di chiedere un parere al Consiglio di Stato e
dell'Avvocatura, class="hilite">e di
raccordare il tutto alle norme sulla class="term">class class="term">action
privata attualmente all'esame del Senato. Brunetta, comunque, si mostra
ottimista: «Dal primo gennaio del 2010 anche la class="term">class class="term">action
amministrativa sarà operativa». Il rinvio non è piaciuto all'opposizione, né
alle organizzazioni dei consumatori, come il Codacons. Sono invece rientrati i
dissapori all'interno del governo, che avevano portato l'altro giorno il ministro
Brunetta a minacciare le dimissioni. Berlusconi, che ha voluto affiancare il
ministro in conferenza stampa, ha derubricato il tutto a «una birichinata»,
«una tattica che lo ha portato ad un ottimo risultato». La «rivoluzione
Brunetta» arriverà lunedì alle Camere. E già a metà luglio potrebbe diventare
legge. «Credo che possa essere approvata entro 60 giorni» prevede il ministro
che punta nel frattempo ad un'intesa con la Conferenza Stato Regioni («voglio
assolutamente il loro accordo»). Tra i passaggi fondamentali prima della
conclusione dell'iter legislativo, Brunetta cita anche «un incontro ai più alti
livelli con il sindacato». Si terrà presumibilmente tra fine giugno e inizio
luglio. Insomma, dovrà essere una riforma condivisa. Un modo nuovo di vedere e
far funzionare la pubblica amministrazione, che non deve essere solo quello
della linea dura contro gli asseinteisti e chi non fa bene il proprio lavoro.
L'approccio è esattamente il contrario: premiare il merito, chi vale e chi si
impegna di più. Motivare l'impiegato pubblico, non farlo sentire un cittadino
di serie B. «La nostra finalità è che tre milioni e mezzo di italiani che
lavorano nella pubblica amministrazione possano sentirsi realizzati, non
abbiano un morale diverso da chi lavora nelle imprese italiane» spiega il
premier. In base al principio della meritocrazia, i più bravi, oltre ad
avanzamenti di carriera, riceveranno incentivi economici. Il decreto prevede
che la metà del monte incentivi sarà distribuito a non più del 25% dei
dipendenti di ogni amministrazione: niente più benefici a pioggia, quindi, ma
solo un dipendente su quattro avrà il trattamento accessorio nella misura
massima prevista dal contratto. Ci saranno poi quelli che avranno incentivi in
misura ridotta, un 25% dei dipendenti invece non avrà nulla. Queste percentuali
potranno essere derogate , ma solo in piccola parte, a livello di
contrattazione sindacale (il numero dei comparti comunque viene ridotto). Come
si farà a giudicare l'efficienza del pubblico dipendente? Entro il 30 settembre
nascerà una Commissione per la valutazione delle performance che detterà gli
standard. Saranno poi i dirigenti, che diventano veri e propri manager con
obiettivi da raggiungere, ad avere la rsponsabilità delle valutazioni dei
singoli e quindi dell'attribuzione dei premi. Per diventare dirigenti sarà
obbligatorio fare uno stage di sei mesi all'estero. Ovviamente il decreto
conferma tutte le norme anti-fannulloni recentemente introdotte, con
provvedimenti disciplinari e sanzioni nei confronti di chi presenta falsi
attestati medici. Definito anche un catalogo di infrazioni particolarmente
gravi per le quali è previsto il licenziamento.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Promozioni e
incentivi per i più bravi, stage di sei mesi all'estero per i dirigenti.
Rinviata la class="term">class class="term">action
(
da "Sicilia, La"
del 16-05-2009)
Argomenti: Class Action
«Le dimissioni? Una tattica da birichino che l'ha portato a un ottimo risultato» LAURA CAPUTO Roma. Non può che ritenersi super soddisfatto il ministro della Pubblica amministrazione per quella che lo stesso premier Berlusconi ha definito la «rivoluzione Brunetta». Se si pensa che il ministro «anti-fannulloni» tre giorni fa aveva posto un aut aut al governo se non avesse presentato al Parlamento entro due giorni (sennò il ministro avrebbe lasciato l'esecutivo) il decreto legislativo delega. Brunetta aveva anche minacciato le dimissioni se la riforma non fosse diventata legge entro 2 mesi. E proprio sulle minacciate dimissioni è giunto in conferenza stampa il commento del premier. «Il ministro Brunetta ha messo in atto una tattica da birichino che lo ha portato a un ottimo risultato». A risultato ottenuto non sono però mancate le polemiche con l'opposizione a cui Brunetta ribatte seccamente. In particolare replicando a una presa di posizione critica di una esponente del Pd sulla class action. «Linda Lanzillotta ha perso un'altra occasione. Invece di fare polemica valuti i fatti». E i fatti, spiega Brunetta, sono che l'azione >collettiva nel settore pubblico entrerà in vigore dal primo
gennaio 2010. Il ministro inoltre pone l'accento sul fatto che «solo il 25% dei
dipendenti pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di
tutte le risorse destinate alla premialità». Mentre finora si è dato «tutto a
tutti». «Il ministro - dice la Lanzillotta - si rivela forte con i deboli e
debole con i forti. Fa la faccia feroce con i dipendenti pubblici e si mette la
coda tra le gambe di fronte all'alta burocrazia e alle società dello Stato,
alle municipalizzate e a tutte le concessionarie di servizi pubblici». E il
ministro replica che non c'è stato nessun cedimento, ma «solo volontà di fare
presto e bene. Di fare cioè quello che né il governo Prodi né l'allora ministro
Lanzillotta erano riusciti a fare e cioè introdurre norme di azione collettiva nel settore pubblico. Chi è dunque più cedevole
ai poteri forti?». Polemico anche l'ex ministro del Lavoro, Damiano, che
afferma di essere curioso di sapere da Brunetta «se sarà in grado di mantenere
la promessa di presentare lunedì prossimo i decreti legislativi relativi alla
pa». Damiano si riferisce al fatto che il parere della Conferenza Unificata con
le autonomie locali deve precedere la presentazione del dl. «Dunque, o il
ministro non sa quel che dice o sarà costretto a non rispettare la legge»,
attacca l'ex ministro. Critico anche il Codacons secondo il quale il rinvio
della class action segna «una sconfitta» per Brunetta. Il presidente Rienzi
dice che «ci aspettiamo dimissioni immediate«. «Brunetta deve essere coerente.
Così come aveva minacciato le dimissioni se non fosse passato il suo decreto,
ora che è stato battuto sulla class action deve andare via». (
da "Corriere delle Alpi"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Mattino di Padova,
Il" del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Nuova Venezia, La"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Stampa, La"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Stampa, La"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Corriere del Veneto"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Secolo XIX, Il"
del 17-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Stampa, La"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "ITnews.it"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "ITnews.it"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Gazzetta di
Modena,La" del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Messaggero Veneto,
Il" del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Nazione, La (Siena)"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "marketpress.info"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Mattino di Padova,
Il" del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Comunicatori
Pubblici" del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Sole 24 Ore, Il
(Del Lunedi)" del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "HelpConsumatori"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Altroconsumo.it"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "ITnews.it"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "HelpConsumatori"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Sestopotere.com"
del 18-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Gazzetta di Reggio"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Finanza e Mercati"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Nuova Sardegna, La"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Nuova Sardegna, La"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Stampa, La"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Manifesto, Il"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Corriere Alto Adige"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "KataWebFinanza"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "ITnews.it"
del 19-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Repubblica, La"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Riformista, Il"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Messaggero, Il
(Latina)" del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Manifesto, Il"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Eco di Bergamo, L'"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Giornale.it, Il"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Giornale.it, Il"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Denaro, Il"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Altroconsumo.it"
del 20-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "marketpress.info"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Manifesto, Il"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Adige, L'"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Mattino di Padova,
Il" del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Punto Informatico"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "ITnews.it"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Sestopotere.com"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "HelpConsumatori"
del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Comunicatori
Pubblici" del 21-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Stampa, La"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Cittadino, Il"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Arena, L'"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Nuova Sardegna, La"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Manifesto, Il"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Messaggero, Il"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Messaggero, Il"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Corriere delle Alpi"
del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Affari Italiani
(Online)" del 23-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Messaggero Veneto,
Il" del 24-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Eco di Bergamo, L'"
del 24-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Corriere della Sera"
del 24-05-2009) Argomenti: Class Action (
da "Corriere della Sera"
del 24-05-2009) Argomenti: Class ActionTorna
all'inizio
Pronto a fare il sindaco di Venezia (sezione: Class
action)
Brunetta
svela le carte in vista del 2010: voglio continuare a fare il ministro e mi
metto a disposizione della mia città. Non c'è incompatibilità «Pronto a fare il
sindaco di Venezia» Il prof: «Ho scommesso con Calderoli: Pdl primo partito in
Veneto» «La Zaccariotto vincerà al primo turno Insieme alla Lega facciamo il
70%» VENEZIA. Nel 2000 fu sconfitto al ballottaggio da Paolo Costa (gettonato
dal 56% dell'elettorato). Ma adesso Renato Brunetta è pronto per una nuova
sfida. Il ministro della Pubblica amministrazione lo ha fatto capire ieri
mattina, nella sala convegni dell'hotel Europa & Regina, nel corso della
presentazione dei candidati del Pdl per la Provincia di Venezia: «Resterò al
ministero per tutto il tempo del mio mandato, perchè mi piace il lavoro che
faccio e c'è ancora molto da fare. Ma amo molto Venezia e sono sempre a
disposizione quando c'è da dare una mano. E il doppio incarico non è
incompatibile». L'incontro è convocato per offrire un po' di visibilità agli
aspiranti consiglieri provinciali. E pure a Fiorella Rigon, la candidata
all'Europarlamento che, dopo le esternazioni di Veronica Lario, ha preso il
posto della meteorina Chiara Sgarbossa: «Sono 14 anni che faccio politica»
spiega la bionda assessora al Bilancio del Comune di Campagna. Ma è il
professore che ruba la scena davanti a una platea in cui figura anche Titti,
abito nero e orecchini turchesi, la fidanzata che condivide con il ministro la
passione per l'arredamento. Quando il silenzio religioso viene interrotto dalla
suoneria del telefonino e da un «te passo Franco», Brunetta incenerisce con
un'occhiata la proprietaria del cellulare. La quale cerca di giustificarsi: «Mi
scusi, è una signora di Murano». «Non ce ne frega nulla» sentenzia il ministro.
Che sposa in toto il pieghevole contro il commercio abusivo
diffuso dal Pdl Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti delegati alla
legge 15/2009 contengono pure la possibilità di azioni collettive contro i
comportamenti omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il ministro
Brunetta scruta la sfera di cristallo e pronostica la coalizione di
centrodestra, guidata da Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno.
Certo, il tragitto verso il trionfo auspicato sarebbe stato più agevole se
l'alleanza avesse compreso pure l'Udc. «Vi racconto un segreto - argomenta
incantando l'uditorio - A suo tempo sono stato incaricato di contattare i
vertici dell'Udc e ho parlato con il mio amico Lorenzo Cesa. Lui si è detto
disponibile a valutare la proposta, ma non ci siamo più sentiti. Allora io vi
invito a rivolgervi all'elettorato dell'Udc che è il nostro stesso elettorato.
E quando sarà il tempo di formare la giunta provinciale, siate generosi con gli
amici dello Scudocrociato con i quali governiamo insieme anche in Regione». Il
promotore della «guerra ai fannulloni» è sicuro che il Pdl sarà pure il primo
partito in Veneto: «A questo proposito ho fatto una scommessa con Calderoli. Io
dico che avremo almeno un voto in più della Lega. Ma insieme raggiungeremo
almeno il 60-70% del consenso degli elettori». Le previsioni, però, si spingono
anche più in là. «Squadra che vince non si cambia» dice confermando la sua
fiducia in Giancarlo Galan. La prospettiva che più interessa il ministro è però
quella di Ca' Farsetti. «Da troppo tempo - punta il dito - Venezia non è
amministrata. L'ultima volta abbiamo scelto il male minore (Cacciari nel
ballottaggio con Casson, ndr), ma si è rivelato un male e basta. Il mio
giudizio sull'amministrazione comunale è assolutamente negativo. Il prossimo
candidato sindaco per il 2010 lo sceglieranno direttamente i veneziani; lo
sceglieremo insieme. Non ci sarà nessun uomo o nessuna donna del destino, nessun
uomo o donna da fuori. Non ci sarà nessun burattinaio. E me ne faccio
personalmente garante. Quanto a me, sono a disposizione della mia città». E
Galan si affretta a precisare che il ministro sarebbe il candidato più
autorevole per Venezia. Il professore si rifiuta invece di esprimere giudizi
sulla separazione di Arcore («non commento il gossip, non commento le
dichiarazioni della signora Lario»). Più che le «veline» («ma al corso di
formazione europea ho guardato solo gli occhi dell'intelligenza») lui punta
sulle «velone»: Lia Sartori, Barbara Degani e qualche altra, «che sono dense
politicamente, umanamente, culturalmente e anche fisicamente. Sono state loro a
chiamarsi così: velone». (Claudio Baccarin)
Torna
all'inizio
pronto a fare il sindaco di venezia (sezione: Class
action)
Brunetta
svela le carte in vista del 2010: voglio continuare a fare il ministro e mi
metto a disposizione della mia città. Non c'è incompatibilità «Pronto a fare il
sindaco di Venezia» Il prof: «Ho scommesso con Calderoli: Pdl primo partito in
Veneto» «La Zaccariotto vincerà al primo turno Insieme alla Lega facciamo il
70%» VENEZIA. Nel 2000 fu sconfitto al ballottaggio da Paolo Costa (gettonato
dal 56% dell'elettorato). Ma adesso Renato Brunetta è pronto per una nuova
sfida. Il ministro della Pubblica amministrazione lo ha fatto capire ieri
mattina, nella sala convegni dell'hotel Europa & Regina, nel corso della
presentazione dei candidati del Pdl per la Provincia di Venezia: «Resterò al
ministero per tutto il tempo del mio mandato, perchè mi piace il lavoro che
faccio e c'è ancora molto da fare. Ma amo molto Venezia e sono sempre a
disposizione quando c'è da dare una mano. E il doppio incarico non è
incompatibile». L'incontro è convocato per offrire un po' di visibilità agli
aspiranti consiglieri provinciali. E pure a Fiorella Rigon, la candidata
all'Europarlamento che, dopo le esternazioni di Veronica Lario, ha preso il
posto della meteorina Chiara Sgarbossa: «Sono 14 anni che faccio politica»
spiega la bionda assessora al Bilancio del Comune di Campagna. Ma è il
professore che ruba la scena davanti a una platea in cui figura anche Titti,
abito nero e orecchini turchesi, la fidanzata che condivide con il ministro la
passione per l'arredamento. Quando il silenzio religioso viene interrotto dalla
suoneria del telefonino e da un «te passo Franco», Brunetta incenerisce con
un'occhiata la proprietaria del cellulare. La quale cerca di giustificarsi: «Mi
scusi, è una signora di Murano». «Non ce ne frega nulla» sentenzia il ministro.
Che sposa in toto il pieghevole contro il commercio abusivo
diffuso dal Pdl Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti delegati alla
legge 15/2009 contengono pure la possibilità di azioni collettive contro i
comportamenti omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il ministro
Brunetta scruta la sfera di cristallo e pronostica la coalizione di
centrodestra, guidata da Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno.
Certo, il tragitto verso il trionfo auspicato sarebbe stato più agevole se
l'alleanza avesse compreso pure l'Udc. «Vi racconto un segreto - argomenta
incantando l'uditorio - A suo tempo sono stato incaricato di contattare i
vertici dell'Udc e ho parlato con il mio amico Lorenzo Cesa. Lui si è detto
disponibile a valutare la proposta, ma non ci siamo più sentiti. Allora io vi
invito a rivolgervi all'elettorato dell'Udc che è il nostro stesso elettorato.
E quando sarà il tempo di formare la giunta provinciale, siate generosi con gli
amici dello Scudocrociato con i quali governiamo insieme anche in Regione». Il
promotore della «guerra ai fannulloni» è sicuro che il Pdl sarà pure il primo
partito in Veneto: «A questo proposito ho fatto una scommessa con Calderoli. Io
dico che avremo almeno un voto in più della Lega. Ma insieme raggiungeremo
almeno il 60-70% del consenso degli elettori». Le previsioni, però, si spingono
anche più in là. «Squadra che vince non si cambia» dice confermando la sua
fiducia in Giancarlo Galan. La prospettiva che più interessa il ministro è però
quella di Ca' Farsetti. «Da troppo tempo - punta il dito - Venezia non è
amministrata. L'ultima volta abbiamo scelto il male minore (Cacciari nel
ballottaggio con Casson, ndr), ma si è rivelato un male e basta. Il mio
giudizio sull'amministrazione comunale è assolutamente negativo. Il prossimo
candidato sindaco per il 2010 lo sceglieranno direttamente i veneziani; lo
sceglieremo insieme. Non ci sarà nessun uomo o nessuna donna del destino,
nessun uomo o donna da fuori. Non ci sarà nessun burattinaio. E me ne faccio
personalmente garante. Quanto a me, sono a disposizione della mia città». E
Galan si affretta a precisare che il ministro sarebbe il candidato più autorevole
per Venezia. Il professore si rifiuta invece di esprimere giudizi sulla
separazione di Arcore («non commento il gossip, non commento le dichiarazioni
della signora Lario»). Più che le «veline» («ma al corso di formazione europea
ho guardato solo gli occhi dell'intelligenza») lui punta sulle «velone»: Lia
Sartori, Barbara Degani e qualche altra, «che sono dense politicamente,
umanamente, culturalmente e anche fisicamente. Sono state loro a chiamarsi
così: velone». (Claudio Baccarin)
Torna
all'inizio
pronto a fare il sindaco di venezia - claudio
baccarin (sezione: Class action)
Il
ministro svela le carte in vista del 2010: voglio continuare a stare nel
governo, ma sono a disposizione della città; nessuna incompatibilità «Pronto a
fare il sindaco di Venezia» Brunetta: «Ho scommesso con Calderoli: Pdl primo
partito in Veneto» «La Zaccariotto vincerà al primo turno Insieme alla Lega
facciamo il 70%» CLAUDIO BACCARIN VENEZIA. Nel 2000 fu sconfitto al
ballottaggio da Paolo Costa (gettonato dal 56% dell'elettorato). Ma adesso
Renato Brunetta è pronto per una nuova sfida. Il ministro della Pubblica
amministrazione lo ha fatto capire ieri mattina, nella sala convegni dell'hotel
Europa & Regina, nel corso della presentazione dei candidati del Pdl per la
Provincia di Venezia: «Resterò al ministero per tutto il tempo del mio mandato,
perchè mi piace il lavoro che faccio e c'è ancora molto da fare». «Ma -
aggiunge il ministro - amo molto Venezia e sono sempre a disposizione quando
c'è da dare una mano. E il doppio incarico non è incompatibile». L'incontro è
convocato per offrire un po' di visibilità agli aspiranti consiglieri
provinciali. E pure a Fiorella Rigon, la candidata all'Europarlamento che -
dopo le esternazioni di Veronica Lario - ha preso il posto della meteorina
Chiara Sgarbossa: «Sono quattordici anni che faccio politica», spiega la bionda
assessora al Bilancio del Comune di Campagna, che non ha nulla da invidiare
alle «veline» tanto reclamizzate. Ma è il professore che ruba la scena davanti
a una platea in cui figura anche Titti, abito nero e orecchini turchesi, la
fidanzata che condivide con il ministro la passione per l'arredamento. Quando
il silenzio religioso viene interrotto dalla suoneria del telefonino e da un
«Te passo Franco», Brunetta incenerisce con un'occhiata la proprietaria del
cellulare. La quale cerca di giustificarsi: «Mi scusi, è una signora di
Murano». «Non ce ne frega nulla» sentenzia il ministro. Che sposa in toto il
pieghevole contro il commercio abusivo diffuso dal Pdl
Grande Città di Venezia e ricorda che i decreti delegati alla legge 15/2009
contengono pure la possibilità di azioni collettive contro i comportamenti
omissivi delle pubbliche amministrazioni. Poi il ministro Brunetta scruta la
sfera di cristallo e pronostica la coalizione di centrodestra, guidata da
Francesca Zaccariotto, già vincente al primo turno. Certo, il tragitto
verso il trionfo auspicato sarebbe stato più agevole se l'alleanza avesse
compreso pure l'Udc. «Vi racconto un segreto - argomenta - A suo tempo sono
stato incaricato di contattare i vertici dell'Udc e ho parlato con il mio amico
Lorenzo Cesa. Lui si è detto disponibile a valutare la proposta, ma non ci
siamo più sentiti. Allora io vi invito a rivolgervi all'elettorato dell'Udc che
è il nostro stesso elettorato. E quando sarà il tempo di formare la giunta
provinciale, siate generosi con gli amici dello Scudocrociato con i quali
governiamo insieme anche in Regione». Il promotore della «guerra ai fannulloni»
è sicuro che il Pdl sarà pure il primo partito in Veneto: «A questo proposito
ho fatto una scommessa con Calderoli. Io dico che avremo almeno un voto in più
della Lega. Ma insieme raggiungeremo almeno il 60-70% del consenso degli
elettori». Le previsioni, però, si spingono anche più in là. «Squadra che vince
non si cambia» dice confermando la sua fiducia in Giancarlo Galan. La prospettiva
che più interessa il ministro è però quella di Ca' Farsetti. «Da troppo tempo -
punta il dito - Venezia non è amministrata. L'ultima volta abbiamo scelto il
male minore (Cacciari nel ballottaggio con Casson, ndr), ma si è rivelato un
male e basta. Il mio giudizio sull'amministrazione comunale è assolutamente
negativo. Il prossimo candidato sindaco per il 2010 lo sceglieranno
direttamente i veneziani; lo sceglieremo insieme. Non ci sarà nessun uomo o
nessuna donna del destino, nessun uomo o donna da fuori. Non ci sarà nessun
burattinaio. E me ne faccio personalmente garante. Quanto a me, sono a
disposizione della mia città». L'onorevole Brunetta si rifiuta di esprimere
giudizi sulla separazione di Arcore («non commento il gossip, non commento le
dichiarazioni della signora Lario»). Più che le «veline» («ma al corso di
formazione europea ho guardato solo gli occhi dell'intelligenza») lui punta
sulle «velone»: Lia Sartori, Barbara Degani e qualche altra, «che sono dense
politicamente, umanamente, culturalmente e anche fisicamente. Sono state loro a
chiamarsi così: velone».
Torna
all'inizio
Nel giorno in cui a Torino si apre il summit dei
rettori ce n'è uno che è finito sott... (sezione: Class action)
Nel
giorno in cui a Torino si apre il summit dei rettori ce n'è uno che è finito
sotto protezione. Ezio Pelizzetti, il Magnifico Rettore dell'Università di
Torino, da oggi è sotto tutela da parte delle forze dell'ordine. Una scorta
discreta, morbida, che dovrebbe accompagnarlo solo nelle uscite pubbliche.
«Sull'argomento non dico nulla», taglia corto Pelizzetti. Nessun pericolo reale
incombe sul docente. Però si è scelto di adottare questa precauzione per
evitare il ripetersi di azioni dimostrative, come il «sequestro» del rettorato
di venerdì scorso, dopo la decisione di Pelizzetti di chiudere Palazzo Nuovo -
cuore dell'ateneo torinese - fino a mercoledì mattina. L'edificio era stato
scelto dall'Onda come quartier generale: sede di dibattiti, forum, concerti ma
soprattutto dormitorio per le centinaia di ragazzi in arrivo dal resto
d'Italia, Francia, Spagna e Grecia. Il pericolo di trasformare il palazzo in
accampamento e le informative giunte dal Viminale hanno spinto il rettore
Pelizzetti a decidere la serrata. Pentito? Neanche per idea: «È stata una
decisione sofferta, chi mi conosce sa che ho sempre difeso il ruolo
dell'università come spazio aperto di discussione e confronto. Più volte ci
siamo fatti carico di ospitare il dissenso». Stavolta no: troppi allarmi, e
quei documenti sui gruppi in arrivo da fuori Torino. «Se fosse successo
qualcosa la responsabilità sarebbe stata mia. E io mi sento un po' il papà di
questi ragazzi». Venerdì è stato fatto uscire da una porta secondaria. «Ho
dovuto farlo, per evitare contestazioni. Ma, fosse stato per me, sarei uscito
dalla porta principale come faccio ogni giorno. Il confronto non mi fa paura:
avrei potuto restare a casa, sono andato in ufficio come ogni giorno. Ho
incontrato chi mi contestava. E alla fine gli spazi sono stati concessi». Il
movimento si è trasferito a 50 metri da Palazzo Nuovo, in un edificio
dell'Università ribattezzato Block G8 Building. Oggi arriveranno delegazioni di
No Tav, No Dal Molin e No Discarica, per raccontare agli universitari le
esperienze dei movimenti locali. Si preparano i momenti di discussione. Si
tengono i contatti coi collettivi in partenza da mezza Italia per il corteo di
martedì. L'Onda anomala - così si è ribattezzato il movimento - getta acqua sul
fuoco. Parla di intimidazioni: «È in atto una campagna che vuole nascondere le
ragioni e i contenuti della nostra protesta dietro allarmismi del tutto
ingiustificati». Per i prossimi giorni promettono azioni
dimostrative. Dicono che cercheranno di disturbare il summit «ma senza alcuna
violenza». Atmosfera tranquilla al Block Building. E così al Turin Sherwood
Camp, il campeggio allestito sulle rive del Po dai collettivi e dai precari
della ricerca. Ieri è andato in scena una sorta di contro G8: workshop
sui temi dell'energia, dell'ambiente e della pace. Oggi saranno in piazza, per
la prima delle due manifestazioni previste. «Un corteo pacifico, in cui daremo
voce al modello alternativo di università che vorremmo vedere realizzato»,
spiega Andrea Polacchi del forum Altrosviluppo. Ma l'incertezza che circonda i
tre giorni del summit, per il Viminale, è legata alla manifestazione di martedì
mattina. Le informative dei giorni scorsi parlano di gruppi
anarco-insurrezionalisti in arrivo, alcuni dall'estero, e di saldature tra
diversi estremismi. L'Onda non ci sta: «Non ci saranno centri sociali né altro,
solo il movimento che si è ribattezzato Onda anomala e ha guidato la protesta
contro le riforme di scuola e università con le sue iniziative imprevedibili»,
dicono Dana Lauriola e Andrea Bonadonna. In questo clima oggi si apre il summit
dei 40 rettori. Senza Pelizzetti: «Non credo parteciperò, ho altri impegni». Il
rettore dell'università La Sapienza di Roma, Luigi Frati, fa sapere che non ci
sarà: «Non m'interessano le iniziative improvvisate». Pelizzetti evita
commenti. Però c'è quel nome scelto per il vertice - G8 - che proprio non gli
va giù: «Bisognerebbe essere più cauti quando si utilizzano certe formule,
quella evoca avvenimenti tristi. E non credo possa portare giovamento a Torino:
ci ricordiamo come è uscita l'immagine di Genova?».
Torna
all'inizio
Oggi a Torino si apre il G8 delle Università La
polizia: no ad altre azioni dimostrative (sezione: Class action)
Oggi a
Torino si apre il G8 delle Università La polizia: no ad altre azioni
dimostrative Nel giorno in cui a Torino si apre il summit dei rettori ce n'è uno
che è finito sotto protezione. Ezio Pelizzetti, il Magnifico Rettore
dell'Università di Torino, da oggi è sotto tutela da parte delle forze
dell'ordine. Una scorta discreta, morbida, che dovrebbe accompagnarlo solo
nelle uscite pubbliche. «Sull'argomento non dico nulla», taglia corto
Pelizzetti. Nessun pericolo reale incombe sul docente. Però si è scelto di
adottare questa precauzione per evitare il ripetersi di azioni dimostrative,
come il «sequestro» del rettorato di venerdì scorso, dopo la decisione di
Pelizzetti di chiudere Palazzo Nuovo - cuore dell'ateneo torinese - fino a
mercoledì mattina. L'edificio era stato scelto dall'Onda come quartier
generale: sede di dibattiti, forum, concerti ma soprattutto dormitorio per le
centinaia di ragazzi in arrivo dal resto d'Italia, Francia, Spagna e Grecia. Il
pericolo di trasformare il palazzo in accampamento e le informative giunte dal
Viminale hanno spinto il rettore Pelizzetti a decidere la serrata. Pentito?
Neanche per idea: «È stata una decisione sofferta, chi mi conosce sa che ho
sempre difeso il ruolo dell'università come spazio aperto di discussione e
confronto. Più volte ci siamo fatti carico di ospitare il dissenso». Stavolta
no: troppi allarmi, e quei documenti sui gruppi in arrivo da fuori Torino. «Se
fosse successo qualcosa la responsabilità sarebbe stata mia. E io mi sento un
po' il papà di questi ragazzi». Venerdì è stato fatto uscire da una porta
secondaria. «Ho dovuto farlo, per evitare contestazioni. Ma, fosse stato per
me, sarei uscito dalla porta principale come faccio ogni giorno. Il confronto
non mi fa paura: avrei potuto restare a casa, sono andato in ufficio come ogni
giorno. Ho incontrato chi mi contestava. E alla fine gli spazi sono stati
concessi». Il movimento si è trasferito a 50 metri da Palazzo Nuovo, in un
edificio dell'Università ribattezzato Block G8 Building. Oggi arriveranno
delegazioni di No Tav, No Dal Molin e No Discarica, per raccontare agli
universitari le esperienze dei movimenti locali. Si preparano i momenti di
discussione. Si tengono i contatti coi collettivi in partenza da mezza Italia
per il corteo di martedì. L'Onda anomala - così si è ribattezzato il movimento
- getta acqua sul fuoco. Parla di intimidazioni: «È in atto una campagna che
vuole nascondere le ragioni e i contenuti della nostra protesta dietro
allarmismi del tutto ingiustificati». Per i prossimi giorni
promettono azioni dimostrative. Dicono che cercheranno di disturbare il summit
«ma senza alcuna violenza». Atmosfera tranquilla al Block Building. E così al Turin
Sherwood Camp, il campeggio allestito sulle rive del Po dai collettivi e dai
precari della ricerca. Ieri è andato in scena una sorta di contro G8:
workshop sui temi dell'energia, dell'ambiente e della pace. Oggi saranno in
piazza, per la prima delle due manifestazioni previste. «Un corteo pacifico, in
cui daremo voce al modello alternativo di università che vorremmo vedere
realizzato», spiega Andrea Polacchi del forum Altrosviluppo. Ma l'incertezza
che circonda i tre giorni del summit, per il Viminale, è legata alla
manifestazione di martedì mattina. Le informative dei giorni scorsi parlano di
gruppi anarco-insurrezionalisti in arrivo, alcuni dall'estero, e di saldature
tra diversi estremismi. L'Onda non ci sta: «Non ci saranno centri sociali né
altro, solo il movimento che si è ribattezzato Onda anomala e ha guidato la
protesta contro le riforme di scuola e università con le sue iniziative
imprevedibili», dicono Dana Lauriola e Andrea Bonadonna. In questo clima oggi
si apre il summit dei 40 rettori. Senza Pelizzetti: «Non credo parteciperò, ho
altri impegni». Il rettore dell'università La Sapienza di Roma, Luigi Frati, fa
sapere che non ci sarà: «Non m'interessano le iniziative improvvisate».
Pelizzetti evita commenti. Però c'è quel nome scelto per il vertice - G8 - che
proprio non gli va giù: «Bisognerebbe essere più cauti quando si utilizzano
certe formule, quella evoca avvenimenti tristi. E non credo possa portare
giovamento a Torino: ci ricordiamo come è uscita l'immagine di Genova?».
Torna
all'inizio
Corriere
del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 17/05/2009 - pag: 6 La polemica Gli
attivisti antifascisti: esibizioni sempre più frequenti «Ma quali bonghi, si
vietino i concerti che inneggiano a Hitler» VERONA «Invece di vietare le piazze
a chi suona i bonghi, l'amministrazione comunale dovrebbe iniziare a
preoccuparsi delle sempre più frequenti esibizioni nei locali cittadini di
gruppi nazirock che inneggiano alla violenza e a Hitler ». L'appello è stato
lanciato dagli attivisti antifascisti riuniti sotto la sigla di «Cittadini
dell'altro comune», dopo aver appreso che venerdì prossimo suonerà in città il gruppo
Zeta- ZeroAlfa, il cui leader è Gianluca Iannone, tra i fondatori di Casa
Pound. Ma non si sono limitati alle parole e ieri pomeriggio, una trentina di
loro è andata direttamente al Blob Club di via Lussemburgo (il locale in cui
dovrebbe esibirsi la band) per presentare una diffida al titolare, invitandolo
a rinunciare a ospitare e dare visibilità a gruppi neonazisti. Hanno trovato
solamente una dipendente che ha detto di non sapere nulla del concerto e ha
promesso di riferire al superiore e hanno spiegato di «essere stanchi del clima
di odio e intolleranza cresciuto in città, di cui la morte di Nicola Tommasoli
rappresenta solamente la punta dell'iceberg ». «Sappiamo che al Blob, poche
settimane fa si sono esibiti anche i Sumbu Brothers, altra band nazirock hanno
detto - . La musica, soprattutto per i più giovani, può essere un fattore di
forte aggregazione che li spinge ad aderire a credenze e comportamenti senza
una piena consapevolezza». E invitano la popolazione a «fare pressione»
inondando di telefonate, fax e mail di protesta gli uffici del Comune. «Questo
concerto è un'offesa alla città e va impedito hanno detto davanti al locale -.
C'è un'altra Verona fatta da cittadini democratici che non vuole cedere alle
derive razziste del senso comune». Nelle loro parole anche una denuncia nei
confronti di chi tollera e «si rende partecipe» del
proliferare delle azioni neofasciste. «Nella notte tra giovedì e venerdì
qualcuno ha imbrattato la facciata della sede del Collettivo Metropolis in via
Mazza con la scritta "Ocio!!" hanno raccontato gli attivisti del
collettivo - . Questa volta l'intimidazione non è anonima perché sempre sul
muro hanno lasciato la firma del Blocco Studentesco, organo di Casa
Pound. Il fatto che siano arrivati a rivendicare pubblicamente queste azioni
dimostra la loro convinzione di poter godere di un certo appoggio e di una
certa impunità da parte dei poteri forti. Ma noi non ci spaventiamo,
continueremo a denunciarli e a combattere questo clima d'odio». E.P.
Torna
all'inizio
Pendolari a confrontosul contratto di servizio (sezione: Class
action)
Pendolari
a confrontosul contratto di servizio domani a principe GENOVA. Assemblea
straordinaria dei pendolari domani a Genova in seguito alla rottura delle
trattative tra regione e Ferrovie per il rinnovo del contratto di servizio
«Vista la gravità della situazione determinatasi con la rottura delle
trattative tra Regione e Trenitalia per il nuovo contratto di servizio - spiega
Sonia Zarino, presidente del Coordinamento dei Pendolari Liguri - urge la
necessità di ritrovarci e concertare possibili azioni che
servano ad attirare l'attenzione della collettività e delle istituzioni
preposte su questo importante tema. Invitiamo tutti coloro che desiderano
contribuire impegnandosi in azioni concrete a supporto di un contratto di
servizio equo ed in linea con le nostre giuste rivendicazioni a partecipare
all'assemblea che si terrà lunedì pomeriggio alle 18 presso il bar della
stazione ferroviaria di Genova Principe». 17/05/2009
Torna
all'inizio
"Adesso il conflitto si fa reality show" (sezione: Class
action)
IL MONDO
CHE CAMBIA LA CONFLITTUALITÀ Intervista Marco Revelli «La rinascita di Torino è
già alle spalle Ora ci sono molte incognite» «Si sono rotti i rapporti di
solidarietà: rischiamo una lotta tra fabbriche» "Adesso il conflitto si fa
reality show" ROBERTO GIOVANNINI Il sociologo degli operai Lo scopo del
blitz? "Procurarsi visibilità mediatica" ROMA Lingotto 2009 come
Piazza Statuto nel 1962? No, è la trasformazione del conflitto in reality show.
Un fatto isolato, che però ci dice quanto la crisi italiana abbia degradato le
relazioni sociali, di quanto sia stato indebolito il valore dell'unità. Di come
sia più forte il rischio della guerra tra poveri». Marco Revelli, sociologo e
osservatore del movimento operaio torinese non ha dubbi: l'assalto al palco dei
metalmeccanici è «stato prodotto da una microorganizzazione, lo Slai Cobas, che
puntava a darsi una qualche visibilità mediatica producendo un disastro
gravissimo. Un pessimo, isolato, episodio di un pessimo costume politico. Ma mi
preoccupa moltissimo». Perché, se è un un fatto isolato? «Perché con un'azione
di violenza è stato fatto sparire il conflitto verticale - quello
"robusto" ma aperto tra lavoratori e impresa - a vantaggio di un
conflitto "orizzontale", tra operai, tra operai e sindacato, in un
momento in cui tutto serviva tranne la divisione. Se a qualcuno viene in mente
di poter dare quel disgustoso assalto al palco per conquistare un brandello di
visibilità sui media, le regole del conflitto le detta la televisione».
Qualcuno teme un ritorno a forme violente di protesta sociale. «No, la violenza
è stata esercitata contro i sindacalisti e i compagni di lavoro. Non credo sia
il prodromo di una fase di conflittualità violenta tra lavoratori e imprese.
Credo che però sia il sintomo di qualcosa che - lo dico con tutte le cautele
del caso - potrebbe essere persino peggiore». Il conflitto che si fa «reality».
«La trasformazione dei rapporti sociali in un reality show. Una corruzione
degli spiriti estranea al conflitto operaio». E le occupazioni delle ferrovie,
delle strade per farsi notare da media che ormai non "vedono" più i
problemi del lavoro? «Un conto è farsi vedere in tanti, nella propria
dimensione collettiva: è la fisiologia del conflitto
sociale. Qui è insieme tattica di schegge marginali per avere visibilità, e il
segno di una totale rottura dei rapporti di solidarietà, che una volta si
chiamava solidarietà di classe. L'abbandono di quel valore dell'unità che in
una crisi dovrebbe essere la risorsa principale. E invece rischia di esserne la
vittima principale. Pensiamo all'operazione Fiat: c'è il rischio di avere
italiani contro tedeschi, tedeschi contro inglesi, italiani contro italiani.
Pomigliano contro Termini Imerese, Termini contro Mirafiori. Vedere
l'avversario nel proprio simile». Un rischio forse inevitabile, pensano molti.
La recessione non aiuta certo. «Fare il sindacato oggi è difficilissimo. La
Fiom cerca di evitare quell'esito attraverso una cultura dell'unità. Se passa
la logica che il problema è salvare sé stessi e gli altri affoghino, è la fine.
E allora sì che possono emergere gesti inconsulti, rabbia irrazionale, microviolenza che magari si scarica contro le proprie famiglie
anziché in un coordinato conflitto collettivo». Torniamo alla Fiat, all'auto, a
Torino. Che succederà? «Tutte le carte si rimescolano. Già è alle nostre spalle
il miracolo della rinascita della Fiat, la sopravvivenza a una morte che era
già stata consumata nel racconto collettivo, Torino che rimaneva città
dell'auto. Ora cambia tutto. È vero che c'è un grande successo di
immagine del brand Fiat, ma anche tante incognite, anche e soprattutto per
Torino: una Fiat che si globalizza, comunque vada l'operazione Opel, è una Fiat
che tendenzialmente si de-torinesizza». Oppure, è Torino che si
internazionalizza. «Certo. Ma nel nuovo scacchiere, dove finiscono le risorse?
L'incognità più grave forse riguarda l'indotto, in grave crisi, che a Torino
occupa la maggior parte dei metalmeccanici, più dei soli 10.000 di Mirafiori.
Cosa sarà di questi lavoratori è un vero interrogativo. Questa parte della
città è molto sensibile al problema dell'unità».
Torna
all'inizio
17/05/2009 23:01 Children Fail to Thrive in Britain's
Schools (sezione: Class action)
LONDON,
May 18 /PRNewswire/ -- British parents call for a radical overhaul of the education
system, saying that secondary school is not working for over a quarter (28 per
cent) of children. According to independent education foundation Edge, it is a
situation that worsens with age as 40 per cent of 15-16 year olds are failing
to thrive at school. And this appears to be impacting on happiness levels as a
quarter (26 per cent) of secondary school mums and dads admit they often worry
their child is not happy - 23 per cent saying their offspring has not been
happy since starting secondary school. Questioning the one-size fits all
approach, two fifths of parents (42 per cent) claim that only academically
minded children do well at school. To rectify this bias, 48 per cent of mums
and dads say they would like more vocational and practical learning alongside
the current academic based provision. Recognising their child's talents and
abilities aren't being catered for, 47 per cent are calling for a revolution in
education. More than a third of these (38 per cent) want more tailored 'made to
measure' schooling for their children with 61 per cent specifying they would
like a broad curriculum which gives their child experience of life skills and
the world of work. It certainly seems that school is failing to prepare
students to face today's challenging recruitment climate - 43 per cent of mums
and dads said they did not feel their child was being adequately prepared for
the world of work and 42 per cent for life in general. Andy Powell, chief
executive of Edge, said: "Every child should thrive at school and have
their individual talents recognised but as this research shows parents
recognise that is not happening. The education system has changed and some
schools are doing great things but it hasn't changed fast enough and as a
result is still failing many children. We need to move away from the
one-size-fits-all system to one that is more tailored and more inclusive of
practical and vocational learning with young people given the chance to develop
their own talents though real world experience. "We have already
identified the Six Steps to Change we believe are needed to create the best
education system for our children and to provide the many paths to success they
deserve. To ensure the need for these changes is recognised we are inviting
everyone to 'join the revolution' and to have their say on education by adding
their voice to the movement at http://www.edge.co.uk/revolution."
Psychologist Donna Dawson has compiled a checklist of tell-tale signs to help
parents identify if their child is not happy at school and provide guidance on
the class="term">actions they should
take. Thriving at school? A checklist for parents by Psychologist Donna Dawson
If you are concerned your child's not happy at school it may simply be because
they are not thriving in the environment and haven't had the chance to explore
their talents and the many options available. Look out for the class="hilite">tell tale signs and be aware of
how to take class="term">action to
support your child: Tell tale signs Change in attitude to school: - Your child
appears to dread or dislike attending school - Your child feigns illness,
sleeps in, takes longer to get ready and makes themselves late - Your child
doesn't appear to be doing any homework, and doesn't seem bothered by this -
Your child is depressed, withdrawn and socially cut-off Change in personality:
- Your child is seeking attention and approval elsewhere, such as becoming the
"class clown" or having more late nights out
with friends - Your child is distracted by other activities such as visiting
social networking sites - Your child is "acting up" and venting their
frustration on family members or other people in their life Advice for parents
Listen to your child and help them find out what they're good at and what
interests them. Research the range of options available and talk to them about
how they are getting on at school and find out: - Whether they are aware of the
education and careers available to them - Which subjects interest them, and
which ones they find boring, overly-difficult, or feel are not relevant -
Whether your child likes to learn practically . Whether your child feels they
are getting the opportunity to learn "hands on" - Where your child's
talents, skills and interests lie, and whether the curriculum is meeting this Get
to know your child's school and his teachers: - Meet your child's teachers and
inspect the school facilities - Discuss your child's strengths and weaknesses,
talents, skills and outside interests - Find out if the curriculum is flexible
and well-rounded - Explore whether there are different teaching styles to suit
your child's interests and abilities, including both practical and theoretical
- Investigate if the schoolwork is stimulating and challenging, with
applications to real life - Check if your child's school offers work experience
Provide support, encouragement and practical help: - Highlight the importance
of their education - Link their education to their future success, a higher
sense of personal achievement, and higher earning potential in the future -
Make sure you and your child know all the options available to them - Help your
child gain work experience and key life skills - Make your views heard For more
information on how to join the campaign to ensure children have the chance to
develop their individual talents at school through different ways of learning
please visit http://www.edge.co.uk/revolution Notes to editors Research was
carried out by PCP. Total sample size was 1,028 parents of 11 to 16 year olds
currently attending state secondary school in the UK. Fieldwork was undertaken
between 4th to 8th May 2009. The survey was carried out online. The figures are
representative of parents of 11 to 16 year olds in the UK. About Edge Edge is
an independent education foundation. It is dedicated to raising the status of
practical and vocational learning, so that all young people have the
opportunity to achieve their potential, and the UK's future workforce is
equipped with the skills to be successful in the modern economy. Edge believes
that 'learning by doing' is as important as academic learning, and that there
are many paths to success. For more information about Edge, please contact:
Sarah Davidson or James Everest at Band & Brown Communications:
+44(0)20-7419-6950 / edgeteam@bbpr.com For more information about Edge, please
contact: Sarah Davidson or James Everest at Band & Brown Communications:
+44(0)20-7419-6950 / edgeteam@bbpr.com
Torna
all'inizio
17/05/2009 22:00 Babcock & Brown Infrastructure
Fund North America Now Independent as SteelRiver Infrastructure Fund Following
Buyout From Babcock & Brown. (sezione: Class action)
NEW
YORK, May 17 /PRNewswire/ -- - JOHN HANCOCK AND BABCOCK & BROWN
INFRASTRUCTURE FUND NORTH AMERICA'S MANAGEMENT TEAM TO ACQUIRE PARTNERSHIP
INTERESTS AND MANAGEMENT RIGHTS OVER THE US$1.9BN UNLISTED INFRASTRUCTURE FUND
FROM BABCOCK & BROWN The management team of Babcock & Brown
Infrastructure Fund North America LP, ("BBIFNA" or the
"Fund"), a San Francisco based unlisted infrastructure fund that owns
and manages energy and infrastructure assets throughout North America, and John
Hancock Life Insurance Company ("John Hancock"), a diversified
financial services organization and an existing limited partner of the Fund,
today announced the acquisition of Babcock & Brown's ("B&B")
interests in the Fund as well as B&B's management rights over the Fund.
Under the terms of the transclass="term">action,
the management team has established a new entity, SteelRiver Infrastructure
Partners LP ("SteelRiver"), to acquire the general partner of the
Fund from B&B and will solely manage the Fund's investments. John Hancock
has acquired B&B's limited partner interests in the Fund. B&B's
management rights over the Fund have been acquired by an entity jointly owned
by SteelRiver and John Hancock and will be managed under contract with
SteelRiver. The transclass="term">action,
which has received strong support and formal approval from the limited partners
of the Fund, follows a competitive bidding process for the sale of B&B's
interests in the Fund, as part of the group's orderly sell-down program
announced to the markets on February 6, 2009. The transclass="term">action
also received approval of the Federal Energy Regulatory Commission. As part of
the transclass="term">action, the
SteelRiver team will now provide management services previously provided by a
subsidiary of B&B. Under the current agreement, the management team expects
to amend the name of the Fund to SteelRiver Infrastructure Fund North America
LP in due course. "With the financial problems of B&B, the management
team has been seeking a long-term solution that provides stability to the
existing fund and allows our team to best meet our commitments to the limited
partners and the other stakeholders of the Fund," said Chris Kinney,
Senior Managing Partner of SteelRiver and CEO of the Fund. "Other than the
transfer of B&B's limited and general partner interests to John Hancock and
the current management group respectively, the Fund's current investor
composition and commitments remain unchanged. The existing management team of
the Fund will remain in place and the Fund will continue to pursue the same
long term investment objectives within the infrastructure asset class in North America. We are very thankful to all limited
partners in the Fund for their undeterred support throughout this period of
uncertainty for the Fund and our team. We are also pleased to be able to focus
now on continuing our successful investment and asset management program."
"We believe that the transclass="term">action
delivers a number of structural enhancements including full alignment of
interests between the limited partners and the management team, elimination of
potential conflicts of interest through a full separation from B&B, and a
seamless transition to the new platform with full retention of personnel,"
said Dennis Mahoney, Senior Managing Partner of SteelRiver and Head of Origination.
"The Fund's management team has established a stable, cooperative and
rewarding culture, evidenced by low staff turnover, which we expect to remain
in place after the transclass="term">action."
John Hancock teamed with SteelRiver in the buyout to protect its existing
investment in the Fund and at the same time acquire additional LP interests and
invest further with a successful team. "We were pleased to underwrite the
transclass="term">action for a number of
reasons," said John Anderson, Head of Power Finance at John Hancock.
"We very much appreciated the management team'class="hilite">s
decisive class="term">action to protect
Fund value in the face of B&B's financial problems, and we were quick to
commit resources to support them on this. As importantly, we are impressed with
how the team has invested and managed the first half of the Fund, and welcomed
the opportunity to support them with additional capital in the buyout."
About Babcock & Brown Infrastructure Fund North America (to be renamed
SteelRiver Infrastructure Fund North America) Babcock & Brown
Infrastructure Fund North America is a San Francisco based unlisted
infrastructure fund that owns and manages energy and infrastructure assets
throughout North America. The Fund reached final close in October 2008 securing
capital commitments in excess of US$1.9 billion from leading institutional
investors, including public, employee and other pension plans and insurance
companies located throughout North America and Europe. The Fund owns Trans Bay
Cable, a 400 Megawatt high-voltage direct current electric submarine cable
connecting the cities of Pittsburg, California and San Francisco; ICS
Logistics, a leading operator of break bulk sea ports in Florida, Louisiana and
Alabama. The Fund is the managing member of a consortium that owns a
controlling interest (80%) in Natural Gas Pipeline of America (NGPL), one of
the largest US natural gas pipelines and storage systems, and has partnered
with Knight Inc. (formerly Kinder Morgan), which is a 20% shareholder of NGPL
and serves as the asset operator. In July 2008 the Fund also entered into a
definitive agreement with Dominion Resources, Inc. to acquire The Peoples
Natural Gas Company and Hope Gas, Inc. natural gas distribution utilities
located in Pennsylvania and West Virginia. The agreement is subject to certain
state and federal regulatory approvals. About SteelRiver Infrastructure
Partners SteelRiver Infrastructure Partners (SteelRiver) is a newly formed
investment management firm of the management team of Babcock & Brown
Infrastructure Fund North America (BBIFNA). Its Managing Partners are
Christopher P. Kinney, CFA, the founding CEO of BBIFNA, former investment
banker at JPMorgan Chase and Barclays Capital and former CFO of the City of
Knoxville; Dennis T. Mahoney, head of origination for Babcock & Brown's
infrastructure business in North America and former investment banker at
JPMorgan Chase and Barclays Capital; and Michael J. Cyrus, COO of BBIFNA and
former CEO of Cinergy Corp.'s unregulated U.S. and international energy assets,
and Cinergy's regulated gas and electric businesses. SteelRiver invests in core
infrastructure assets for the long term, seeking investments in businesses that
provide essential services necessary for human existence with stable cash flows
and monopolistic, often regulated, characteristics. Its investors seek total
returns characterized by strong current yields with low levels of financial
leverage and low to moderate risk. SteelRiver's long term approach to
infrastructure investing is characterized by a significant emphasis on value
added through a dedicated, in-house asset management staff and experienced
infrastructure investment management professionals. About John Hancock John
Hancock Financial is a unit of Manulife Financial Corporation (the Company), a
leading Canadian-based financial services group serving millions of customers
in 19 countries and territories worldwide. Operating as Manulife Financial in
Canada and in most of Asia, and primarily as John Hancock in the United States,
the Company offers clients a diverse range of financial protection products and
wealth management services through its extensive network of employees, agents
and distribution partners. Funds under management by Manulife Financial and its
subsidiaries were Cdn$405 billion (US$322 billion) as at March 31, 2009.
Manulife Financial Corporation trades as 'MFC' on the TSX, NYSE and PSE, and
under '945' on the SEHK. Manulife Financial can be found on the Internet at
www.manulife.com. The John Hancock unit, through its insurance companies,
comprises one of the largest life insurers in the United States. John Hancock
offers a broad range of financial products and services, including life
insurance, fixed and variable annuities, fixed products, mutual funds, 401(k)
plans, long-term care insurance, college savings, and other forms of business
insurance. Additional information about John Hancock may be found at
www.johnhancock.com. Vittorio Lacagnina, Director, Investor Origination of
SteelRiver Infrastructure Partners, +1-212-415-0272,
vittorio.lacagnina@babcockbrown.com; or Brian Carmichael, Director, Corporate
Communications of John Hancock Financial, +1-617-663-4748,
bcarmichael@jhancock.com
Torna
all'inizio
Medolla alla grande (sezione: Class
action)
Medolla
alla grande Correggese piegata con quattro gol MEDOLLA. Al 4' Lugli M. lancia
una palla filtrante per Razzaboni, esce Righi e respinge in angolo, angolo
battuto da Cumani; mischia in area con zampata vincente di Lugli Enrico che
insacca. Alla mezz'ora converge al centro Spinardi, evita l'intervento di un
difensore e crossa al centro, stacco di testa di Ferri e palla nel sette con
Righi immobile. Al 35' è Cassano che con una lunga apertura per Lugli M. tira
al volo: pallone deviato in angolo da un difensore. Al 44' Cumani vince un
contrasto, cross per Razzaboni, libera al limite dell'area, tira fuori con
Righi spiazzato. Al 50' punizione di Saracino che con un bolide lambisce la
traversa. Al 60' grande combinazione di tutto l'attacco
locale conclusa da Ferri che ribadisce in rete un'autentica azione collettiva. Al 68' Vergnani lancia a
Iotti che mette al centro una palla per Borghi: cannonata alta sopra la
traversa. Al 78' punizione di Cassano per Razzaboni che con un diagonale porta
a 4 le reti locali, complice una leggera dormita della difesa reggiana.
Al 70' bella combinazione di Ferri e Lugli Matteo con tiro di quest'ultimo alto
sopra la traversa. All'80' punizione di Barbieri: respinge la difesa la palla a
Saracino che si allarga diagonale alto sopra la traversa. Un minuto dopo
Pollastri entra in area, esce Righi per chiudere lo specchio della porta e
costringe all'errore all'attaccante che spara sopra la traversa. Ancora
Pollastri in contropiede impegna Righi a una difficile respinta a pugni. Gli
ultimi minuti con i reggiani protesi per fare il gol della bandiera e i locali
tentavano di colpire in contropiede con Pollastri e Razzaboni sempre
pericolosi. Spogliatoi. Dinisi della Correggese: «Ancora una volta ha vinto
l'esperienza con metà squadra dell'Under 18 in campo accetto il risultato. Il
nostro pensiero è rivolto alla giostra dei play out in cui sono molto
fiducioso». Vignozzi presidente del Medolla: «Abbiamo fatto un punto e mezzo
per ogni partita; sono molto contento del campionato svolto. Siamo andati oltre
le mie aspettative». (b.ferri) MEDOLLA - CORREGGESE: 4 - 0 Reti: 5' Lugli E.,
33' e 60' Ferri, 68' Razzaboni Medolla: Berviglieri 6.5, Spinardi 6.5,
Ruggenini 6.5, Benatti 7, Ferrari 7, Lugli E. 6.5 (46' Valenti), Lugli M. 7,
Cumani 7, Ferri 7.5 (75' Pollastri), Cassano 6.5 (62' Tadia), Razzaboni 7. A
disp.: Baraldini, Manicardi, Lugli F., Fregni. All. Schillaci Correggese: Righi
6, Vivici 6, Vergnani 5.5 (80' Graziano), Barbieri 6, Zigliani 6, Borghi 5.5,
Pozzi 6, Cavazza 5.5 (25' Saracino), Della Corte 5 (62' Iotti), Bigliardi 6,
Trotta 6. A disp.: Andreani, Bianco, Aveni, Tea. All. Dinisi Arbitro:
Chiaversoli di Bologna (Lenzi e Nicastro di Bologna)
Torna
all'inizio
c'e' poca action (sezione: Class action)
xLEGGE
BRUNETTA C'E' POCA ACTION di LUIGI OLIVERI L'azione collettiva contro le inefficienze della
pubblica amministrazione è uno dei pezzi forti della riforma del lavoro
pubblico, introdotta dalla legge 15/2009, la cosiddetta legge Brunetta. Mentre
da anni si cerca di affermare la class action nel suo ambito naturale, la
difesa dei consumatori contro le insidie dei contratti per adesione delle
grandi società di servizi, la strada per la class action nella Pubblica
amministrazione appare spianata. In linea di principio, non vi sarebbe nulla da
ridire contro uno strumento finalizzato a consentire ai cittadini di agire nei
confronti dei ritardi o delle inefficienze delle amministrazioni. Tuttavia, uno
sguardo più attento mostra tutti i potenziali problemi che potrebbero derivare
dalla sua attuazione, così come disegnata dalla legge 15/2009 e dallo schema di
decreto legislativo attuativo diffuso da palazzo Vidoni. Sono del tutto
inafferrabili i presupposti concreti per attivare l'azione. La legge prevede
che cittadini singoli o associazioni possano attivarsi se dalle inefficienze
gestionali consegua «la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una
pluralità di utenti o consumatori». Risulta macroscopica la vaghezza del presupposto.
La legge, ma anche lo schema di decreto legislativo, non definisce in alcun
modo quali siano gli interessi giuridicamente rilevanti e in cosa consista la
loro lesione. I rischi di simile genericità sono piuttosto rilevanti. Il primo,
sullo stretto piano giuridico, è demandare integralmente al giudice
amministrativo, sarà il Tar a occuparsi della class action, la determinazione
per via giurisprudenziale dei criteri per l'azione. Ci vorranno anni: ce ne
sono voluti quindici perché i giudici amministrativi concordassero una linea
interpretativa univoca sul concetto di interesse giuridicamente rilevante ai
fini della tutela del diritto di accesso agli atti amministrativi. Sul piano
pratico, si presenta il rischio dell'utilizzo strumentale della class action,
allo scopo di fare pressioni esterne sulla gestione. Basti pensare all'esempio
di funzioni pubbliche di vigilanza come quelle esercitate dall'ispettorato del
lavoro: se un insieme di aziende concorda di attivare la class action per
interdire l'attività ispettiva di qualche scrupoloso ispettore, il gioco si può
dire fatto. Anche se nel merito, infatti, l'azione si rivelasse infondata,
basterebbe rendere pubblica la diffida che deve precedere il ricorso al Tar per
creare il "caso" e osteggiare l'azione amministrativa. Costringendo
gli uffici a complesse attività di istruttoria per considerare infondate le
pretese strumentali. Tanto più complesse, perché la class action prende di mira
come responsabili solo i dirigenti delle amministrazioni pubbliche, come se le
eventuali disfunzioni amministrative non fossero comunque conseguenza di linee
politiche e strategiche determinate dagli organi di governo. I quali, però, non
sono assolutamente presi in considerazione tra i possibili responsabili. Che la
class action possa risolversi in uno strumento di pressione senza alcuna
effettiva utilità per i cittadini, del resto, lo dimostrano altri fattori. Il
primo è la gogna mediatica: infatti, laddove a seguito della diffida
l'amministrazione non modifichi la propria organizzazione entro il termine di
un anno, come prevede lo schema di decreto attuativo, i cittadini possono agire
in giudizio e il Tar dovrà dare pubblicità al ricorso (prima ancora che sia
deciso) sui media. Lo stesso termine previsto di un anno per adeguarsi alla
diffida appare una mera forma. Infatti, appare eccessivamente lungo se la class
action fosse fondata su disfunzioni gestionali e organizzative di dettaglio,
come il mancato rispetto dei termini di procedimenti amministrativi, ma
apparirebbe solo formalistico se oggetto dell'azione fossero le conseguenze di
un dissesto finanziario, per risolvere il quale occorrerebbe ben più di questo
arco di tempo. In ogni caso, la class action nella Pubblica amministrazione non
prevede alcun diretto beneficio in capo a chi la attiva, a differenza
dell'azione collettiva prevista nel campo dei servizi
e del commercio. Al più, la sentenza del giudice può ordinare
all'amministrazione accusata di attuare le misure per rimediare alle
inefficienze (come se i giudici potessero sostituirsi alle amministrazioni
nelle scelte di merito organizzativo) o nominare un commissario ad acta.
Insomma, molta esposizione mediatica e immagine e poca sostanza. E il rischio
di un intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali amministrativi
regionali derivante dall'attivazione di azioni collettive anche infondate,
sull'onda della caccia all'amministrazione sprecona a ogni costo. (Tratto da
www.lavoce.info)
Torna
all'inizio
COLLIGIANA Radice, che spinta (sezione: Class
action)
CALCIO
LEGA PRO 2 pag. 22 COLLIGIANA Radice, che spinta GIUSTI 6. Nessun appunto sul
gol incassato. Ha dimostrato sicurezza e disinvoltura rassicurando puntualmente
i compagni. LAVERONE 6. Ordinato e preciso nella fascia di sua competenza dove
ha operato senza sbavature e con slancio agonistico ammirevole. Regolarità e
rendimento. RADICE 6,5. Non si è risparmiato nell'assicurare forza propulsiva
al collettivo con spinta sempre vigorosa e partecipazione costante. BILLIO 6,5.
Bravo nell'organizzare la manovra corale e, al tempo stesso, fare da punto di
riferimento per tutti i compagni. D'AMBROSIO 6. Pulito ed
equilibrato in ogni intervento finalizzato a dare sostanza al collettivo. Bravo
nell'organizzare la circolazione della palla. RUSSO 6. Non ha avuto smagliature
di sorta nell'azione coerente e logica che ha sempre prodotto impegnandosi
molto sul piano dinamico. LACHEHEB 6,5. Ha puntato sulla continuità di
rendimento ed ha fatto la sua parte con ammirevole concretezza. Dal 24'
st Savoldi 6. Ha fatto la sua parte. COLLINI 6. Molto avveduto nel contribuire
alla circolazione della palla che ha assicurato puntuale gioco di consistenza.
TRANCHITELLA 7. Il gol che ha segnato ovviamente gli assegna un voto di grande
rilievo. Ma non ha solo fatto gol; è stato anche sempre pericoloso in ogni fase
propulsiva della squadra. Dal 41' st Osso Armellino sv. MARINO 6. Molto vivace
nel cercare di proiettare il collettivo biancorosso verso fasi offensive che
garantissero sbocchi penetrativi alla sua formazione. Dal 40' st. Pellegrini
sv. CARFORA 6. Regolarmente puntuale quando è stato chiamato a dare una mano
alla fase interdittiva senza disdegnare la partecipazione alle ripartenze.
Torna
all'inizio
GOOGLE BOOK SEARCH: GLI EDITORI ITALIANI DOVRANNO DECIDERE
DOVRANNO DECIDERE ENTRO IL 4 SETTEMBRE (sezione: Class action)
Lunedì
18 Maggio 2009 GOOGLE BOOK SEARCH: GLI EDITORI ITALIANI DOVRANNO DECIDERE
DOVRANNO DECIDERE ENTRO IL 4 SETTEMBRE Sono cambiati i tempi per aderire o meno
al Settlement che chiude la class="term">class class="term">action
legata a Google Book Search. La corte federale di New York ha infatti deciso
che entro il 4 settembre e non più entro il 5
maggio - gli editori e autori (anche italiani) dovranno decidere se entrare a
far parte o meno dellaccordo che chiude la class="term">class class="term">action
in corso in America tra autori ed editori americani e la stessa Google per il
servizio Book Search in relazione alla massiccia attività di digitalizzazione
di opere letterarie (oltre 7milioni di volumi) realizzata da Google in
collaborazione con una serie di biblioteche americane. Tra i libri già
digitalizzati da Google perché disponibili nelle biblioteche americane ve ne
sono infatti moltissimi italiani. Da prime stime siamo nellordine di centinaia di migliaia. Agli editori italiani ed
europei è stata lasciata libertà di adesione o meno allaccordo ha spiegato il presidente
dellAssociazione Italiana Editori (Aie) Federico Motta Ruolo di
Aie e Federazione degli Editori Europei (Fep) è ora quello di fornire più
informazioni
possibili su cosa comporterà questo e sui possibili rischi di mercato che ne
possono derivare. I termini vengono dilatati. La data del 5 maggio rimane
invece fissa come limite temporale per i programmi di digitalizzazione di
Google non autorizzati dagli aventi diritto.
Laccordo (il Settlement) siglato a conclusione della vertenza
giudiziaria nata nel 2004 - è stato presentato alla Corte del Distretto di New
York (la prima udienza sarà in programma non più l11 giugno ma il 7
ottobre) e consente la digitalizzazione delle opere e il loro utilizzo per determinati
servizi sviluppati da Google: fra questi, la concessione di accessi allintero data base delle opere da parte di biblioteche e
centri di ricerca, messa a disposizione delle singole opere agli utenti, realizzazione
di course-pack da parte di scuole e università e pubblicazioni on-line di snippets (frammenti) delle opere. I servizi
sono limitati ad utilizzi nellambito del territorio statunitense, ma
interessano anche gli editori stranieri, compresi quelli italiani, le cui opere
siano state comunque digitalizzate da Google
ha spiegato Piero Attanasio dellAssociazione Italiana Editori (Aie),
nominato coordinatore del gruppo di lavoro tecnico nei rapporti tra Google, il
Book Right Registry e gli editori europei Aie
ha prodotto una serie di studi tecnici e documenti assunti dalla Federazione
degli Editori Europei come posizione comune, che rilevano i problemi presenti
nel database del Settlement e le possibili soluzioni. Poiché il trattamento dei diritti è diverso
tra i libri in commercio e fuori commercio, è fondamentale gestire
correttamente questa informazione e va fatto su milioni di libri, e con
aggiornamenti continui. I nostri studi hanno evidenziato come una singola
azienda, per quanto grande e avanzata, non possa da sola gestire una tal mole
di dati in modo efficace. Il gruppo di lavoro che ho lonore di coordinare è stato creato per questa ragione:
lesperienza specifica nel trattamento dei dati bibliografici è
essenziale, diffusa in Europa, e Google ha mostrato di rendersene perfettamente
conto. Il gruppo di lavoro si è riunito ieri a Milano
per la prima volta, con la presenza dei responsabili tecnici delle banche dati
bibliografiche di Google e del Book Right Registry oltre che rappresentanti delle
editorie francese, spagnola e tedesca. Si è
creato un buon clima di collaborazione - ha continuato Pero Attanasio - che
speriamo porti i suoi frutti. Le sfide sono stimolanti, ma certamente
difficili. È utile che anche da parte loro ci si renda conto che non
tutti i problemi si risolvono facendo girare un algoritmo. I problemi tecnici
che Google sta affrontando sono gli stessi del progetto Arrow (www. Arrow-net.
Eu), coordinato da Aie, nato per servire i programmi di digitalizzazione
europee. Anche in questo caso lEuropa era partita
prima . <<BACK
Torna
all'inizio
migrazione un laboratorio ad abano (sezione: Class
action)
Pagina
45 - Giorno/Notte Migrazione Un laboratorio ad Abano Stasera alle ore 20.45, al
C.R.C. (Circolo Ricreativo Comunale) di Abano, si apre il ciclo di incontri dei
laboratori di discussione sui temi dell'integrazione e della cittadinanza,
organizzati dall'associazione giovanile Khorakhané all'interno del progetto
«L'incontro con l'altro», finanziato dal programma europeo «Gioventù in Azione» e patrocinato dall'assessorato alle Politiche
Giovanili di Abano. L'incontro è l'occasione per confrontare punti di vista ed
esperienze legati alle questioni della migrazione e dei profondi mutamenti
sociali e culturali che la società attuale vive. Si parlerà della costruzione e
diffusione degli stereotipi, del problema della sicurezza, ma anche dei nostri
modi di interpretare la realtà e del ruolo dei mezzi di informazione. Tutti i materiali prodotti dai partecipanti saranno presentati
alla cittadinanza durante l'evento estivo «So Far, So Good... 2009», previsto
dal 30 luglio al 9 agosto sempre ad Abano. Lo scopo degli incontri è quello di
recuperare una dimensione di dialogo collettivo civile.
Torna
all'inizio
La rivoluzione del ministro "birichino"
riceve il sì del Consiglio dei ministri (sezione: Class action)
Pubblicato
il: 18-05-2009 La rivoluzione del ministro birichino
riceve il sì del Consiglio dei ministri Il Consiglio dei ministri ha dato il
via libera al decreto di attuazione della legge delega sul lavoro pubblico, che
prevede una riforma radicale della pubblica amministrazione. Il provvedimento
verrà ora sottoposto alla discussione delle Camere, poi approderà alla
Conferenza Stato Regioni e al Cnel. L'annuncio è stato dato in conferenza
stampa il 15 maggio da Silvio Berlusconi che ha ironizzato sulle minacce di
dimissioni del ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato
Brunetta: ''Ha usato una tattica da birichino, ma ha ottenuto un ottimo
risultato”. Tra le novità lintroduzione
dell'obbligo, per i dirigenti, di un periodo di lavoro-studio all'estero presso
le organizzazioni internazionali. Nel provvedimento compare anche la class="term">class class="term">action nella PA, ma la partenza è
prevista non prima di gennaio 2010. Su questo è aspra la critica del Pd. “Il
Ministro Brunetta cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni
lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici - afferma Linda Lanzillotta
-. Rinuncia alla class="term">class class="term">action
che lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente
tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni e di chi
eroga servizi pubblici”. Critica che si aggiunge ai malumori dei sindacati per
una approvazione del cosiddetto decreto antifannulloni avvenuta senza il loro
coinvolgimento. Il cuore della riforma riguarda comunque la meritocrazia che si
farà sentire anche nelle differenze in busta paga: ''Solo il 25% dei dipendenti
pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le
risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai neanche nel privato se
non per qualche iniziativa singola'', ha detto il ministro e ha commentato:
“Questa non è una partita che si gioca tra governo e il sindacato dei
dipendenti pubblici, ma riguarda tutto il Paese: riguarda i cittadini, i
sindacati del settore privato e anche quelli dei datori di lavoro, come la
Confindustria''. Nel weekend Brunetta è riuscito a far parlare di sé tutti i
giornali veneti per aver lasciato intendere di essere disponibile a candidarsi
alla carica di sindaco della città di Venezia senza rinunciare però al suo
incarico di governo. “Non lascio il ministero, ma amo molto Venezia e sono
sempre a disposizione per dare una mano alla mia città». Alle amministrative si
vota nel 2010 e se il prossimo anno gli venisse proposto dal Pdl di candidarsi
a sindaco per competere contro il centrosinistra di Massimo Cacciari, il
ministro ha fatto capire chiaramente che valuterebbe volentieri una sua
eventuale discesa in campo in laguna. Brunetta ha parlato però di una
“subordinata”. Vale a dire della possibilità di fare contemporaneamente il
ministro e il sindaco. “Non ci sono problemi di incompatibilità” ha affermato a
Venezia sabato alla terrazza sul Canal Grande dellHotel Europa e Regina dove si è recato per presentare i
candidati alle provinciali del Pdl. Giada Lonardi
Torna
all'inizio
In passerella sfila l'italianità (sezione: Class
action)
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: SYSTEM (ITALPLANET RUSSIA) data: 2009-05-18 -
pag: 32 autore: In passerella sfila l'italianità Gli ultimi dati vedono la
Russia al terzo posto tra i migliori clienti della moda italiana. E la
collaborazione tra i nostri due Paesi è destinata a crescere con stilisti russi
a Milano a settembre e un Italian Day a Mosca previsto per ottobre L a grande
attenzione che Camera Nazionale della Moda Italiana riserva alla Russia quale
principale attore, tra i nuovi importanti Paesi-clienti della moda italiana, è
testimoniata da azioni e dati oggettivi. Il primo progetto realizzato in comune
sull'asse Milano-Mosca risale all'ottobre 2005, quando cinque marchi italiani -
La Perla, Romeo Gigli, Exté, Guerriero, Pollini by Rifat Ozbek - sfilarono
sulla Piazza Rossa durante la Russian Fashion Week. A seguire, dal 2006 a oggi,
Milano Moda Donna ha sempre ospitato le collezioni di stilisti russi, sia
emergenti che affermati, proprio a sottolineare l'importanza che la Russia
stava via via assumendo nel settore. Il 31 ottobre 2008 con Alexander Shumsky,
Presidente di Russian Fashion Week, abbiamo annunciato a Mosca un'importante
collaborazione tra Camera Nazionale della Moda Italiana e Russian Fashion Week,
che prevedeva l'inserimento nel calendario ufficiale di una sfilata collettiva di tre nuovi marchi provenienti dall'ultima
edizione del “Fashion Incubator” di Camera Nazionale della Moda Italiana:
domenica 29 marzo 2009, giorno inaugurale della Russian Fashion Week, i giovani
a.Ve, BeeQueen by Chicca Lualdi e Leitmotiv hanno presentato le loro collezioni
a Mosca. La collaborazione continua: a settembre, durante Milano Moda Donna,
ospiteremo una collettiva di stilisti russi, mentre a
ottobre saremo presenti a Mosca con un “Italian Day” sul quale non possiamo
ancora dare anticipazioni. Veniamo ora ai numeri: la Russia è molto importante
per le nostre esportazioni tanto da aver raggiunto il podio nel 2008, quando è
salita al terzo posto tra i migliori clienti della moda italiana con una spesa
di 929,6 milioni di euro (Fashion Economic Trends). Basti poi guardare i dati
(forniti da Global Refund) della spesa tax free nelle prime dieci vie di
Milano, capeggiate da via Montenapoleone, per accorgersi che i clienti russi
sono in continua e veloce evoluzione e promettono ulteriori interessanti
sviluppi. I compratori russi risultano infatti essere al primo posto sia nel
2008 - con il 39% sul totale spesa tax free e un aumento del 18% rispetto al
2007 - sia nei primi due mesi del 2009 - con una percentuale sul totale tax
free che raggiunge il 43% - pur con una riduzione rispetto agli stessi mesi
dell'anno precedente, fatto che testimonia la miglior tenuta in questa
difficile situazione del mercato, rispetto ai clienti di altri Paesi
extraeuropei. Visibilmente in calo infatti, complice la crisi, Stati Uniti
d'America, Turchia, Ucraina, Hong Kong. Mario Boselli, Presidente della Camera
Nazionale della Moda Italiana
Torna
all'inizio
Tutti i rischi della class action nell PA, di L.
Oliveri (sezione: Class action)
News
Tutti i rischi della class action nell PA, di L. Oliveri 18/05/2009 - 09:41 Pubblichiamo
un articolo di Luigi Oliveri tratto da www.lavoce.info L'azione collettiva contro le inefficienze della pubblica
amministrazione era uno dei pezzi forti della riforma del lavoro pubblico. E'
stato però stralciato con la promessa di vararlo entro gennaio 2010. Il testo
attuale, del resto, è generico e vago. Il rischio è che la class action nella
Pa finisca per produrre molta esposizione mediatica e poca sostanza. Con il
corollario di un intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali amministrativi
regionali, per l'attivazione di azioni collettive anche
infondate, sull'onda della caccia a ogni costo all'amministrazione sprecona.
L'azione collettiva contro
le inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei pezzi forti della
riforma del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009, la cosiddetta
legge Brunetta. Mentre da anni si cerca di affermarla class action nel
suo ambito naturale, la difesa dei consumatori contro le insidie dei contratti
per adesione delle grandi società di servizi, la strada per la class action
nella Pa appare spianata. LEGGE E DECRETO SONO VAGHI In linea di principio, non
vi sarebbe nulla da ridire contro uno strumento finalizzato a consentire ai
cittadini di agire nei confronti dei ritardi o delle inefficienze delle
amministrazioni. Tuttavia, uno sguardo più attento mostra tutti i potenziali
problemi che potrebbero derivare dalla sua attuazione, così come disegnata
dalla legge 15/2009 e dallo schema di decreto legislativo attuativo diffuso da
Palazzo Vidoni. Sono del tutto inafferrabili i presupposti concreti per
attivare l'azione. La legge prevede che cittadini singoli o associazioni
possano attivarsi se dalle inefficienze gestionali consegua "la lesione di
interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o
consumatori". Risulta macroscopica la vaghezza del presupposto. La legge,
ma anche lo schema di decreto legislativo, non definisce in alcun modo quali
siano gli interessi giuridicamente rilevanti e in cosa consista la loro
lesione. I rischi di simile genericità sono piuttosto rilevanti. Il primo,
sullo stretto piano giuridico, è demandare integralmente al giudice
amministrativo, sarà il Tar ad occuparsi della class action, la determinazione
per via giurisprudenziale dei criteri per l'azione. Ci vorranno anni: ce ne
sono voluti quindici perché i giudici amministrativi concordassero una linea
interpretativa univoca sul concetto di interesse giuridicamente rilevante ai
fini della tutela del diritto di accesso agli atti amministrativi. Sul piano
pratico, si presenta il rischio dell'utilizzo strumentale della class action,
allo scopo di fare pressioni esterne sulla gestione. Basti pensare all'esempio
di funzioni pubbliche di vigilanza come quelle esercitate dall'ispettorato del
lavoro:se un insieme di aziende concorda di attivare la class action per
interdire l'attività ispettiva di qualche scrupoloso ispettore, il gioco si può
dire fatto. Anche se nel merito, infatti, l'azione si rivelasse infondata,
basterebbe rendere pubblica la diffida che deve precedere il ricorso al Tar,
per creare il "caso" e osteggiare l'azione amministrativa.
Costringendo gli uffici a complesse attività di istruttoria per considerare
infondate le pretese strumentali. Tanto più complesse, perché la class action
prende di mira come responsabili solo i dirigenti delle amministrazioni
pubbliche, come se le eventuali disfunzioni amministrative non fossero comunque
conseguenza di linee politiche e strategiche determinate dagli organi di
governo. I quali, però, non sono assolutamente presi in considerazione tra i
possibili responsabili. Che la class action possa risolversi in uno strumento
di pressione senza alcuna effettiva utilità per i cittadini, del resto, lo
dimostrano altri fattori. Il primo è la "gogna mediatica": infatti,
laddove a seguito della diffida l'amministrazione non modifichi la propria organizzazione
entro il termine di un anno, come prevede lo schema di decreto attuativo, i
cittadini possono agire in giudizio e il Tar dovrà dare pubblicità al ricorso
(prima ancora che sia deciso) sui media. Lo stesso termine previsto di un anno
per adeguarsi alla diffida appare una mera forma. Infatti, appare
eccessivamente lungo se la class action fosse fondata su disfunzioni gestionali
e organizzative di dettaglio, come il mancato rispetto dei termini di
procedimenti amministrativi; ma, apparirebbe solo formalistico, se oggetto
dell'azione fossero le conseguenze di un dissesto finanziario, per risolvere il
quale occorrerebbe ben più di questo arco di tempo. In ogni caso, la class
action nella Pa non prevede alcun diretto beneficio in capo a chi la attiva, a
differenza dell'azione collettiva prevista nel campo
dei servizi e del commercio. Al più, la sentenza del giudice può ordinare
all'amministrazione accusata di attuare le misure per rimediare alle
inefficienze (come se i giudici potessero sostituirsi alle amministrazioni
nelle scelte di merito organizzativo) o a nominare un commissario ad acta.
Insomma, molta esposizione mediatica e immagine e poca sostanza. E il rischio
di un intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali amministrativi
regionali, derivante dall'attivazione di azioni collettive anche infondate,
sull'onda della caccia all'amministrazione sprecona a ogni costo. 2009 -
redattore: VC
Torna
all'inizio
Class Action: non sara' retroattiva (sezione: Class
action)
class="hilite">Class Action: non sara'
retroattiva 14-05-2009 Abbiamo ricevuto adesioni Il Senato ha cancellato la
retroattività della class="term">class class="term">action.
Ulteriore beffa per i cittadini, dopo quella del rinvio dell'entrata in vigore
delle azioni di gruppo. Altroconsumo ringrazia le 10.000 persone che hanno
firmato il nostro appello. Misura ingiusta e incostituzionale L'ultimo
emendamento approvato al Senato mira a circoscrivere gli illeciti che potranno
essere fatti valere con la class="term">class class="term">action,
limitandoli a quelli commessi dopo la sua entrata in vigore e quindi
introducendo una discriminazione tra consumatori, obbligando molti di loro a
dover ricorrere anche in futuro ad una azione individuale. Si tratta di una
misura ingiusta e incostituzionale. Le riforme processuali (come la class="term">class class="term">action) sono sempre applicabili a
tutte le azioni introdotte successivamente alla loro entrata in vigore e in
esse possono essere fatti valere i diritti esistenti in quel momento, anche se
sorti precedentemente (salvo che siano prescritti). Tutte le riforme processuali
possono quindi definirsi, in questo senso, "retroattive". Escluderlo
nel caso delle class="term">class class="term">action
è dunque una scelta puramente politica. Ci troviamo infatti di fronte allo
scontro fra chi sta dalla parte dei consumatori (e che chiede di poter disporre
di uno strumento che non penalizza ma responsabilizza le imprese) e del diritto
e chi vuole che le aziende, anche se commettono illeciti a loro danno, restino
protette da un sistema giudiziario che funziona male. I continui rinvii
all'entrata in vigore della class="term">class class="term">action:
il nostro appello L'emendamento sulla non "retroattività" rappresenta
solo l'ultima beffa per i cittadini in tema di class="term">class class="term">action,
che va ad aggiungersi ai ripetuti rinvii all'entrata in vigore di questo
importante strumento di tutela per i cittadini. Abbiamo organizzato una
petizione per chiedere al Governo che l'azione collettiva
risarcitoria entri in vigore realmente entro il 1 luglio 2009, ultima data stabilita.
L'importanza delle azioni di gruppo Perché è importante l'introduzione delle class="term">class class="term">action? Perché un consumatore
danneggiato dal comportamento illecito di un'azienda subisce un danno che,
individualmente, può essere poco rilevante dal punto di vista economico. E
quindi può subentrare un atteggiamento remissivo da parte del singolo. La
portata economica del danno diventa invece di un certo peso se si considera
l'impatto che il comportamento illecito produce sulla collettività dei
consumatori. Le azioni collettive risarcitorie, la class="term">class class="term">action,
non sono una minaccia per le imprese, ma uno strumento efficace di controllo
diffuso del rispetto delle regole e della responsabilità sociale dell'impresa.
Uno strumento che già esiste in Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia,
Germania, Grecia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna,
Svezia e Regno Unito. Riteniamo che un'azione collettiva
debba poter essere allargata al più ampio numero di soggetti: la class="term">class class="term">action dovrà essere applicabile a
tutti i consumatori vittime di illeciti diffusi. Diventa importante che tutti i
cittadini facciano sentire la loro voce, per questo vi invitiamo a
sottoscrivere il nostro appello al quale aderisce anche il Centro Tutela
Consumatori Utenti. Dalle bollette gonfiate ai mutui: molti i casi da class="term">class class="term">action Se il nostro appello
rimanesse inascoltato, i consumatori che hanno ricevuto negli ultimi anni le
bollette gonfiate di Telecom Italia non potranno usufruire dello strumento
della class="term">class
class="term">action per far valere i
propri diritti. Stesso trattamento per tutti coloro che illegittimamente non
hanno potuto esercitare la surroga gratuita del mutuo a causa delle pratiche
commerciali scorrette delle banche. Anche i cittadini di Roma e provincia che
hanno pagato per anni un sovrapprezzo per il pane, nonostante la recente
decisione dell'Antitrust contro il cartello dei panificatori, non potranno essere
risarciti. La class="term">class class="term">action
non sarà utilizzabile nemmeno per gli oltre 4000 risparmiatori coinvolti nella
vicenda Parmalat che si sono rivolti a Altroconsumo. Se anche tu, come noi, sei
indignato dal rinvio deciso a fine 2008, iscriviti a questo gruppo su Facebook
Class class="term">action: ulteriore
rinvio, beffa per i cittadini - indigniamoci!", dove ti aggiorneremo sulle
nostre prossime iniziative in merito alla legge sulle class="term">class class="term">action.
Leggi il testo dell'appello Aderisci
Torna
all'inizio
Prevx Included in 2009 Magic Quadrant for Endpoint
Protection Platforms (sezione: Class action)
DERBY,
England, May 18 /PRNewswire/ -- Cyber Security company Prevx today announces
its position as a niche player in the highly-respected Gartner Magic Quadrant
for Endpoint Protection Platforms. The quadrant is prepared over some time and
evaluates a variety of criteria, taking into account a vendor's ability to
execute, alongside their overall completeness of vision. Prevx have recently
consolidated its class-leading protection into a
unified product set under the Prevx 3.0 banner, supporting the security needs
of enterprise, SMBs, consumers, banks and e-commerce businesses. Prevx 3.0 can
be used as a standalone security solution or alongside existing security
products to provide even higher levels of protection against what Gartner calls
'the surging volume of new threats' against which standard anti-malware
signature engines are rapidly losing effectiveness. The report states 'There
continues to be a dramatic increase in the volume of unique malware, due to the
maturity of the malware development industry and the increased use of automated
"toolkits" for malware development. The ability of signature-based
systems to catch new and/or targeted malware is declining.' It also adds 'To
address the increasing velocity of malware, some EPP vendors are adding some
form of client queries directly to an "in the cloud" master-signature
database for unknown, suspicious files. The proliferation of this type of
malware is having a profound effect on the end-user. Not only are large
enterprises and government agencies experiencing a huge increase in their
exposure to risk from information stealing Trojans and other malware, but
consumers are also having bank, credit card and personal identity details
stolen in ever increasing quantities. Mel Morris, CEO of Prevx said, "We
believe our inclusion in the Gartner Endpoint Magic Quadrant helps enterprises
understand our 'defense in depth' positioning. Prevx has championed the cloud
based approach to malware surveillance and detection for five years. "The
relevance and scalability of our technology, our ability to detect rootkits and
'early life' malware, our class-leading scan speed and
ultra-light footprint and our ability to interoperate with end-point
technologies from other leading vendors, all help us stand out. Prevx enables
enterprises and governments to rapidly boost their malware defenses at a time
when existing endpoint protection capabilities are proving woefully
inadequate." The Magic Quadrant is copyrighted 2009 by Gartner, Inc. and
is reused with permission. The Magic Quadrant is a graphical representation of
a marketplace at and for a specific time period. It depicts Gartner's analysis
of how certain vendors measure against criteria for that marketplace, as
defined by Gartner. Gartner does not endorse any vendor, product or service
depicted in the Magic Quadrant, and does not advise technology users to select
only those vendors placed in the "Leaders" quadrant. The Magic
Quadrant is intended solely as a research tool, and is class="hilite">not
meant to be a specific guide to class="term">action.
Gartner disclaims all warranties, express or implied, with respect to this
research, including any warranties of merchantability or fitness for a
particular purpose. About Prevx Prevx is acknowledged as the pioneer of intelligence
based cyber security solutions, utilising cloud based technology and automated
malware research since 2004. Prevx 3.0 products provide a powerful incremental
level of protection for banking, large enterprise, Ecommerce, government,
military, SMBs and consumer sectors. Prevx is an employee owned corporation
with a strong passion for fighting cyber crime. For more details visit the
Prevx web site at http://www.prevx.com Lisa Grimshaw, Marketing Director, Prevx
Ltd., +44-(0 )1332-916170, Email, info@prevx.com.
http://www.prevx.com/contactus.asp
Torna
all'inizio
GIUSTIZIA. Tutti i rischi della class action nell PA,
di L. Oliveri (sezione: Class action)
News
GIUSTIZIA. Tutti i rischi della class action nell PA, di L. Oliveri 18/05/2009
- 16:56 Pubblichiamo un interessante articolo di Luigi Oliveri tratto da
www.lavoce.info sull'attuale tema dell'azione collettiva
contro le inefficienze della pubblica amministrazione accantonata dal Governo.
Nell'ultimo Consiglio dei Ministri, infatti, il Governo ha deciso di trattare
questa materia non nel decreto legislativo generale sulla riforma del lavoro
pubblico, ma in un secondo specifico decreto legislativo che sarà adottato
all'esito di opportuni approfondimenti, comunque entro il termine di scadenza
della delega. "L'azione collettiva contro le
inefficienze della pubblica amministrazione era uno dei pezzi forti della
riforma del lavoro pubblico. E' stato però stralciato con la promessa di
vararlo entro gennaio 2010. Il testo attuale, del resto, è generico e vago. Il
rischio è che la class action nella Pa finisca per produrre molta esposizione
mediatica e poca sostanza. Con il corollario di un intasamento senza precedenti
delle aule dei tribunali amministrativi regionali, per
l'attivazione di azioni collettive anche infondate, sull'onda della caccia a
ogni costo all'amministrazione sprecona. L'azione collettiva contro le inefficienze della pubblica amministrazione è uno dei
pezzi forti della riforma del lavoro pubblico, introdotta dalla legge 15/2009,
la cosiddetta legge Brunetta. Mentre da anni si cerca di affermarla
class action nel suo ambito naturale, la difesa dei consumatori contro le
insidie dei contratti per adesione delle grandi società di servizi, la strada
per la class action nella Pa appare spianata. LEGGE E DECRETO SONO VAGHI In
linea di principio, non vi sarebbe nulla da ridire contro uno strumento finalizzato
a consentire ai cittadini di agire nei confronti dei ritardi o delle
inefficienze delle amministrazioni. Tuttavia, uno sguardo più attento mostra
tutti i potenziali problemi che potrebbero derivare dalla sua attuazione, così
come disegnata dalla legge 15/2009 e dallo schema di decreto legislativo
attuativo diffuso da Palazzo Vidoni. Sono del tutto inafferrabili i presupposti
concreti per attivare l'azione. La legge prevede che cittadini singoli o
associazioni possano attivarsi se dalle inefficienze gestionali consegua
"la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di
utenti o consumatori". Risulta macroscopica la vaghezza del presupposto.
La legge, ma anche lo schema di decreto legislativo, non definisce in alcun modo
quali siano gli interessi giuridicamente rilevanti e in cosa consista la loro
lesione. I rischi di simile genericità sono piuttosto rilevanti. Il primo,
sullo stretto piano giuridico, è demandare integralmente al giudice
amministrativo, sarà il Tar ad occuparsi della class action, la determinazione
per via giurisprudenziale dei criteri per l'azione. Ci vorranno anni: ce ne
sono voluti quindici perché i giudici amministrativi concordassero una linea
interpretativa univoca sul concetto di interesse giuridicamente rilevante ai
fini della tutela del diritto di accesso agli atti amministrativi. Sul piano
pratico, si presenta il rischio dell'utilizzo strumentale della class action,
allo scopo di fare pressioni esterne sulla gestione. Basti pensare all'esempio
di funzioni pubbliche di vigilanza come quelle esercitate dall'ispettorato del
lavoro:se un insieme di aziende concorda di attivare la class action per
interdire l'attività ispettiva di qualche scrupoloso ispettore, il gioco si può
dire fatto. Anche se nel merito, infatti, l'azione si rivelasse infondata,
basterebbe rendere pubblica la diffida che deve precedere il ricorso al Tar,
per creare il "caso" e osteggiare l'azione amministrativa.
Costringendo gli uffici a complesse attività di istruttoria per considerare
infondate le pretese strumentali. Tanto più complesse, perché la class action
prende di mira come responsabili solo i dirigenti delle amministrazioni
pubbliche, come se le eventuali disfunzioni amministrative non fossero comunque
conseguenza di linee politiche e strategiche determinate dagli organi di
governo. I quali, però, non sono assolutamente presi in considerazione tra i
possibili responsabili. Che la class action possa risolversi in uno strumento
di pressione senza alcuna effettiva utilità per i cittadini, del resto, lo
dimostrano altri fattori. Il primo è la "gogna mediatica": infatti,
laddove a seguito della diffida l'amministrazione non modifichi la propria
organizzazione entro il termine di un anno, come prevede lo schema di decreto
attuativo, i cittadini possono agire in giudizio e il Tar dovrà dare pubblicità
al ricorso (prima ancora che sia deciso) sui media. Lo stesso termine previsto
di un anno per adeguarsi alla diffida appare una mera forma. Infatti, appare
eccessivamente lungo se la class action fosse fondata su disfunzioni gestionali
e organizzative di dettaglio, come il mancato rispetto dei termini di
procedimenti amministrativi; ma, apparirebbe solo formalistico, se oggetto
dell'azione fossero le conseguenze di un dissesto finanziario, per risolvere il
quale occorrerebbe ben più di questo arco di tempo. In ogni caso, la class
action nella Pa non prevede alcun diretto beneficio in capo a chi la attiva, a
differenza dell'azione collettiva prevista nel campo
dei servizi e del commercio. Al più, la sentenza del giudice può ordinare
all'amministrazione accusata di attuare le misure per rimediare alle
inefficienze (come se i giudici potessero sostituirsi alle amministrazioni
nelle scelte di merito organizzativo) o a nominare un commissario ad acta. Insomma,
molta esposizione mediatica e immagine e poca sostanza. E il rischio di un
intasamento senza precedenti delle aule dei tribunali amministrativi regionali,
derivante dall'attivazione di azioni collettive anche infondate, sull'onda
della caccia all'amministrazione sprecona a ogni costo". 2009 - redattore:
VC
Torna
all'inizio
G8 University Summit di Torino, il sindacato
indipendente di Polizia Coisp replica a Rifondazione Comunista (sezione: Class
action)
G8
University Summit di Torino, il sindacato indipendente di Polizia Coisp replica
a Rifondazione Comunista (18/5/2009 20:15) | (Sesto Potere) - Torino - 18
maggio 2009 - «Un copione dalla trama così scontata da risultare ridicola».
Così afferma il Segretario Generale del Coisp – il sindacato indipendente di
Polizia, Franco Maccari, dopo gli attacchi rivolti dal comunista Paolo Ferrero
alle Forze dellOrdine dopo i disordini
avvenuti
stamani al G8 dell'università in corso di svolgimento a Torino. Spiega Maccari:
«Poche ore fa in un comunicato scrivevamo: “Adesso siamo in attesa che il
Solone di turno divulghi a mezzo stampa note di solidarietà per i poveri
studenti “caricati”, criticando la Polizia chiamata a reprimere il dissenso”.
Ebbene, come previsto, dopo pochi minuti le agenzie di stampa hanno riportato
le farneticanti dichiarazioni del segretario del Prc, secondo il quale “sono
barbare e inaccettabili le cariche della polizia avvenute a Torino” e “di
fronte ad azioni di protesta del tutto non violente e simboliche le forze
dell'ordine hanno aggredito i manifestanti”. Forse per azioni simboliche il
signor Ferrero intende il lancio di uova marce sui Poliziotti? Forse per azioni
non violente il signor Ferrero intende il lancio di fumogeni contro il cordone
delle Forze dellOrdine? A ruota abbiamo
poi letto le frasi “dellancoraperpoco” eurodeputato del Prc Vittorio
Agnoletto, che parla di “repressione” e racconta di “studenti caricati, fermati e
picchiati”, e ancora le consuete perle del “verde” di Sinistra e Libertà Paolo
Cento, secondo cui le “repressioni in atto che stanno colpendo
indiscriminatamente centinaia di manifestanti” vorrebbero “ricreare un clima di
repressione e tensione, già sperimentato negli anni passati durante le
manifestazioni anti G8”». Dice ancora Maccari: «Non possiamo più accettare che
rappresentanti politici si stringano intorno ai teppisti, non possiamo
accettare che vengano ridimensionati preoccupanti episodi di violenza, e
soprattutto non possiamo più accettare che vengano sputati insulti contro le
Forze di Polizia. Non può essere più tollerata la “caccia al Poliziotto” da
parte di delinquenti ammantati di ideologia no-global e teppisti dei centri sociali.
Ripetiamo ancora una volta che quanto avviene nelle piazze italiane non può
essere considerato casuale, ed è criminale anche sottovalutare questi episodi
di intolleranza e di continua aggressione alle forze dellordine. Qualcuno punta a creare un clima pericoloso di
scontro. Cè una regia eversiva che trova sponda in
personaggi come Ferrero, Agnoletto e Cento, che parlano spudoratamente di
“azioni da stato di polizia”. Proprio da queste connivenze, da queste
complicità, scaturisce il pericoloso clima dodio nei confronti
degli uomini in divisa, che a costo di immani sacrifici e a rischio della
propria incolumità, continuano a difendere sulle strade la sicurezza dei
cittadini, anche di quelli che tirano contro di loro uova marce e molotov,
magari eccitati da dichiarazioni irresponsabili come quelle che abbiamo letto
oggi». «Ricordo ancora ai signori Ferrero, Agnoletto e Cento – dice ancora
Maccari - che la Polizia non è al servizio delle politiche di governo, non
reprime il dissenso, non lavora per creare “clima di tensione”, ma opera al
fine di garantire lordine pubblico e la
sicurezza dei cittadini». «Anche per questo – conclude Maccari – insistiamo
nella richiesta di accelerare i tempi della reintroduzione del reato di
oltraggio a pubblico ufficiale nel nostro ordinamento, perché gli uomini in
divisa, ma più in generale tutti coloro che rappresentano le Istituzioni, hanno
bisogno di essere tutelati e garantiti. I comportamenti offensivi devono essere
sanzionati penalmente, soprattutto per proteggere la funzione che i
Rappresentanti dello Stato svolgono per lintera
collettività».
Torna
all'inizio
Consob, risparmiatori snobbati e il caso arriva in
Parlamento (sezione: Class action)
Consob,
risparmiatori snobbati e il caso arriva in Parlamento REGGIO. L'entrata in
vigore della Camera di conciliazione della Consob, varata con il decreto dell'8
ottobre 2007 e che doveva diventare effettivamente operativa subito dopo
l'approvazione del regolamento d'attuazione, subisce ritardi inspiegabili. Sul
decreto, emanato come strumento di tutela di piccoli risparmiatori e
investitori, gli onorevoli Maino Marchi e Andrea Lulli, per conto del Comitato
dei risparmiatori e dei piccoli azionisti della Bipop Carire, hanno rivolto una
interrogazione a risposta immediata al Ministro dello sviluppo economico, per
sapere come sia possibile «recuperare il ritardo accumulato per l'entrata in
vigore della Camera di conciliazione e quali tempi si prevede di dare
attuazione agli adempimenti». Il decreto sulla conciliazione per risparmiatori
e investitori, cioè la legge che introduceva le azioni
collettive (class action) nel nostro ordinamento, era stato varato dal
precedente Governo come strumenti di tutela dei soggetti deboli e sulla spinta
degli innumerevoli scandali finanziari degli ultimi anni. Dicono i due
parlamentari: «La "class action", la cui entrata in vigore ha già
subito due rinvii da parte dell'attuale Governo, non sarà più
retroattiva (contro il parere della stessa Antitrust per la quale «i diritti
sono diritti fino a quando non vanno in prescrizione»), escludendo così tutti
gli scandali da cui era nata (Bipop, Parmalat e Cirio). Almeno l'entrata in
vigore della Camera di concilizione alla Consob, varata nello stesso anno 2007
per la risoluzione delle controversie tra risparmiatori e gli intermediari
(banche e assicurazioni) per la violazione da parte di questi degli obblighi di
informazione, correttezza e trasparenza, non subisse ritardi. Ciò anche perché,
in opposizione alla legge sulle azioni collettive, l'attuale Governo e le
associazioni imprenditoriali e degli intermediari finanziari non perdevano
occasione per magnificare l'utilizzo di strumenti conciliativi (moderni,
efficienti, veloci, poco costosi) in opposizione alla class action che hanno
sempre ostacolato». «Al contrario il ritardo c'è già: i regolamenti da emanarsi
entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, sono apparsi sul
sito Consob solo in data 5 gennaio 2009 e la stessa Consob, informalmente,
conferma i ritardi senza neppure specificarne i tempi ("Dell'avvio
dell'operativa della Camera sarà data notizia su questo sito" si legge
sullo stesso), quando già risparmiatori e investitori hanno avviato le
procedure per avvalersi della Camera di conciliazione». Poi Marchi e Lulli
concludono: «Non è tollerabile che ogni volta che gli interessi in gioco sono
quelli dei poteri forti ci sia grande solerzia, mentre, quando si tratta di
tutelare gli interessi dei soggetti deboli, com'è il caso di risparmiatori e
investitori nei confronti degli intermediari, o si depotenziano completamente
leggi già varate o ci sono continui ritardi». I due parlamentari chiedono come
il Ministero intenda operare per recuperare il ritardo accumulato.
Torna
all'inizio
Ferrovie, prima l'aumento. Poi il low-cost (sezione: Class
action)
Ferrovie,
prima l'aumento. Poi il low-cost da Finanza&Mercati del 19-05-2009 ANDREA
BOITANI e CARLO SCARPA* Su alcuni giornali Fs lancia la campagna di
comunicazione sul bilancio del 2008, purtroppo prima che il bilancio sia reso
pubblico. Ma questa campagna di comunicazione grida veramente vendetta, almeno
su due fronti: i contributi pubblici che Fs tuttora riceve copiosi e i prezzi
che pratica. Fs scrive che «le Ferrovie dello Stato oggi non gravano più sulla
collettività». La verità è che dal 2000 in media Fs ha ricevuto in conto
corrente circa tre miliardi di euro l'anno da Stato e Regioni, e il 2008 non è
tanto diverso. Il bilancio di Fs è oggi in utile grazie a questi soldi
pubblici. A proposito: era stato in utile anche dal 2001 al 2003, sempre per le
stesse ragioni. È uno scandalo? In linea di principio no. In Italia si è deciso
da parecchi anni che su alcuni servizi nazionali e regionali il prezzo del
biglietto non dovesse coprire i costi, al fine di favorire il trasporto su
ferro rispetto a quello su gomma. La differenza tra costi e prezzi deve essere
coperta dalla fiscalità generale. Nessuno scandalo, ma perché negarlo? In tali
condizioni, avere delle perdite di bilancio significa avere ricevuto
trasferimenti troppo bassi oppure, ma questo a Fs non fa piacere sentirlo, aver
avuto costi troppo alti. Chi assicura il contribuente italiano che la
differenza tra costi e prezzi sia la minima possibile, cioè che il nostro
operatore ferroviario operi ai minimi costi possibili? Nessuno lo assicura, naturalmente.
Ma è bene ricordarlo quando leggiamo i paginoni pubblicitari di Fs. Oltre
tutto, i soldi di cui abbiamo parlato non sono i soli che Fs riceve. Ci sono
anche i contributi in conto capitale, i prestiti a tasso agevolato, i conferimenti di capitale da parte dello Stato in quanto
azionista, e altro ancora; tanti contributi giustificati soprattutto, ma non
solo, dalla realizzazione della rete ad alta velocità, i cui costi gravano
sulla collettività pur passando attraverso il bilancio di Fs. Per esempio, nel
2007, lo Stato per gli investimenti ha trasferito a Fs altri 4,2 miliardi di
euro. Quando vedremo le cifre del 2008 sappiamo già che non saranno
troppo diverse. Dicono che le Fs «non gravano più sulla collettività»? I
commenti specifici li faremo non appena usciranno i bilanci ufficiali. Qui,
comunque, non stiamo discutendo se i soldi trasferiti a Fs siano troppi o
troppo pochi. Stiamo additando il fatto che Fs ha avviato una campagna di
comunicazione abbondantemente ingannevole, campagna i cui costi - pro quota -
gravano anche sugli ingannati, cioè i contribuenti. Il secondo tema è quello
del costo dei biglietti. Su quelli regionali e su pochissimi servizi nazionali
il prezzo è determinato da una contrattazione tra Fs e diverse autorità
pubbliche. Per il resto (Intercity, Eurostar), Fs si sente libera di fare
quello che vuole, e nessuno le dice nulla. Se questo sia corretto o meno,
dipende da un sistema di norme poco chiaro, pensato per un mondo nel quale le
Fs dipendevano in modo molto stretto dal governo, tanto che non c'era bisogno
di regole scritte e trasparenti. Era comunque ovvio che nulla si sarebbe mosso
senza l'assenso dell'autorità pubblica. Questo mondo non c'è più. Fs è ormai
uno staterello nello Stato, gode di sostanziale autonomia rispetto a un potere
politico sempre più debole. Intendiamoci, nessuna nostalgia per il pesante
clientelismo del passato (che forse in realtà rimane anche oggi) ma se il
potere politico facesse il suo mestiere e almeno intervenisse sulle questioni
strettamente Politiche (con la P maiuscola) sarebbe meglio. Di recente, poi, Fs
ha fatto registrare un buon successo (dal suo punto di vista). A esempio, la
maggioranza dei parlamentari italiani si è convinta che era bene garantire alla
stessa Fs un bel prolungamento della durata dei contratti di servizio regionali
in essere o ancora da sottoscrivere: si passa da un massimo di nove anni a un
minimo di 12 (sei rinnovabili per altri sei). Poi, Fs ha convinto un manipolo
di parlamentari a proporre una deroga alle norme che prevedono l'affidamento
tramite gara degli stessi servizi ferroviari regionali. Deroga resa
giuridicamente possibile grazie a un regolamento europeo (1370/2007),
fortemente voluto dagli interessi costituiti franco-tedeschi, a cui gli
italiani si sono accodati di buon grado. E così Fs è e rimarrà di fatto un
monopolista per il traffico passeggeri (e anche nelle merci non c'è gran
concorrenza) e fa i prezzi e le politiche di prodotto di un monopolista
interessato solo ai suoi profitti (fatti salvi i servizi regionali, per i quali
le tariffe sono decise dalle Regioni... per ora). Uno stato di cose a dir poco
irritante. E le ragioni di irritazione sono due. La prima è l'assenza o la
presenza fin troppo servizievole della politica. Da anni si parla di avere nei trasporti,
come già nell'energia, regole chiare e un regolatore indipendente. E nessuno lo
fa. Non il passato governo, che pure lo aveva scritto a chiarissime lettere nel
suo programma, non quello attuale, che non pare nemmeno interessato alla cosa.
La seconda è, di nuovo, il fatto che Fs prenda per il fondelli la gente. Sempre
nella sua campagna di comunicazione, sbandiera i «biglietti low-cost». Ma
stiamo scherzando? Prima si sopprimono i treni a basso costo. Poi si fanno
esplodere i prezzi anche degli Eurostar. E infine si fa uno sconto su questi
prezzi, e si chiama tutto ciò «un biglietto low-cost». Per favore... Si dirà:
ma il servizio è molto migliore perché ora siamo ad alta velocità. Vero:
peccato che l'intero costo dell'Alta Velocità sia direttamente a carico dello
Stato. L'aumento del biglietto non serve a coprire costi che sono comunque
dello Stato. Serve solo a far quadrare un bilancio. Care Fs, siete monopolisti.
Non avete davanti alcune regole chiare. Non avete davanti un sistema politico
degno di questo nome, e quindi fate quello che volete. Ma almeno non aggiungete
le beffe al danno. *Tratto da www.lavoce.info
Torna
all'inizio
porto torres, laboratorio della crisi - giuliana
altea (sezione: Class action)
L'iniziativa,
realizzata del collettivo «AZ.namusn.art» e curata da
Maurizio Coccia, tira le fila di due intensi anni di lavoro Porto Torres,
laboratorio della crisi Mostra in un ex capannone per leggere i segni del
disagio sociale Dalla denuncia all'infiltrazione e al sabotaggio dei luoghi e
dei modi della cultura-spettacolo GIULIANA ALTEA Un capannone industriale
fatiscente alla periferia di Porto Torres, pulsante di musica techno a
tutto volume, ospita in questi giorni la prima mostra di AZ.namusn.art:
scenario appropriato per un collettivo che si confronta con i temi dello
sfruttamento economico, della degradazione ambientale e del disagio sociale. La
mostra «Laboratorio della crisi», a cura di Maurizio Coccia, tira le fila di
due anni di lavoro del gruppo, che riunisce competenze diverse, variabili a
seconda dei progetti, intorno al nucleo stabile rappresentato dagli artisti
Riccardo Fadda e Pietro Pintadu. Nato nel 2007 sulla spinta di una riflessione
politica sulla crisi del territorio del Nord Sardegna, AZ.namusn.art si muove
in quella zona grigia della cultura contemporanea in cui attivismo e ricerca
estetica convergono fino a identificarsi. Sempre più, negli ultimi anni,
all'interno del mondo dell'arte si sente risuonare l'interrogativo su cosa
l'arte effettivamente sia, quale ne siano il ruolo e i compiti. Una domanda
basilare, che mette in gioco i fondamenti stessi del lavoro artistico, e a cui
non è facile dare risposta, visto che oggi nel dominio dell'arte trovano posto
tanto il glamour della merce e dello spettacolo globale, quanto una varietà di
pratiche diametralmente opposte. In altre parole, accanto agli
artisti-imprenditori, maestri di marketing, ci sono anche gli hacker, i
dissidenti, i contestatori. L'indeterminatezza dei presupposti in base a cui
l'arte opera ne fa un luogo aperto e flessibile, postazione ideale da cui
formulare discorsi critici e affermazioni antagoniste: la produzione di oggetti
e di immagini cede il passo a interventi intesi a mettere in discussione il
sistema del mercato e lo stesso ordine sociale, a scavare nicchie di autonomia,
a ipotizzare forme alternative di socialità. «Laboratorio della crisi» presenta
al pubblico, attraverso video e materiali documentari, una serie di azioni che
AZ.namusn.art ha realizzato in forma anonima tra il 2007 e il 2009,
rivendicandone la paternità per la prima volta in questa occasione. Le
strategie adottate vanno da quelle tradizionali della denuncia (esposizione
nella piazza di Porto Torres, affollata nel giorno della festa patronale, di
contenitori di solventi chimici prelevati da un laboratorio dismesso e
maneggiati da operatori in inquietanti tute bianche) e del détournement di
scritte e insegne (la segnaletica della centrale termoelettrica di Fiume Santo,
ridisegnata e stravolta per veicolare nuovi messaggi), all'infiltrazione nei
canali dello spettacolo culturale per attuarvi micro-interventi di sabotaggio
(l'iscrizione a un workshop per bambini del Festarch, il festival
dell'architettura di Cagliari, di una ragazzina di Porto Torres, che, invitata
dagli animatori a disegnare la propria casa, ha prodotto - unica tra le molte
casette con prato e balconi fioriti - un'immagine tanto scioccante quanto evidentemente
sincera di inquinamento e squallore urbano). Quest'ultima strada è forse la più
interessante, nella sua capacità di rivelare l'ambiguità che presiede alle
operazioni dell'arte contemporanea, indicandone la posizione intermedia tra
critica e connivenza, tra dissenso e complicità con i sistemi di potere
economico e di controllo sociale: nell'atmosfera di roseo ottimismo del
workshop, i bimbi intenti a disegnare, tutti uguali nelle t-shirt gialle del
festival, sotto l'occhio benevolo degli animatori, sembravano prefigurare altre
e più sinistre forme di sorveglianza e di omologazione. Dal momento che l'arte
appare sempre più chiaramente come un mondo schizofrenico, diviso tra il
proprio desiderio di critica e i vincoli che continuano a legarlo al mercato e
all'organizzazione istituzionale del consenso, si capisce perché alcuni artisti
si sforzino di aprirvi degli spiragli che la mettano in comunicazione con
l'esterno, con il campo inquieto, compromesso e tormentato della realtà.
Compito difficile e non di rado destinato allo scacco: niente come l'atmosfera
dell'arte riesce infatti a sterilizzare il discorso politico, a togliergli
incisività e in fin dei conti a neutralizzarlo. Proponendoci questa scommessa,
AZ.namusn.art ci sfida al tempo stesso a situarla entro una prospettiva
estetica e non soltanto etica. Il collettivo, avverte opportunamente Coccia
nella sua presentazione, è «primariamente un soggetto artistico» per il quale
«l'arte è sì un veicolo per temi forti, ma non è chiamata a risolvere i problemi
che svela», e la mostra rappresenta la cornice nella quale dare al suo discorso
autonomia estetica. Il terreno estetico di operazioni di questo genere (per
quanto tradotte dalla pura sfera dell'azione in termini di video-documento o di
oggetti-residuo degli interventi) resta comunque complesso da individuare, e
costituisce un problema teorico che trascende la portata della mostra per
investire tutta un'area della ricerca contemporanea. Ma è stimolante che, in un
contesto in cui i tentativi di impostare sull'intervento diretto il rapporto
tra arte e politica tendono a essere molto superficiali, un lavoro artistico
serio e argomentato spinga a porsi questi interrogativi. LABORATORIO DELLA
CRISI Porto Torres ex Consorzio agrario, via Sassari 102 Fino al 31 maggio
Torna
all'inizio
gli appuntamenti con public (sezione: Class
action)
Pagina
36 - Cultura e Spettacoli Gli appuntamenti con «Public» SASSARI. Per la
rassegna "Public" oggi un progetto itinerante dal titolo "Parole
in movimento" coinvolgerà le biblioteche comunale e universitaria dove
Public ha allestito la mostra "Arte in Biblioteca". A partire dalle
17,15 nella Biblioteca Universitaria e alle 18,00 alla Biblioteca Comunale,
Giannella Demuro, ideatrice e direttore artistico di Public e i critici Mariolina Cosseddu e Lia Turtas presenteranno le opere esposte
mentre Sante Maurizi e Daniela Cossiga e lo scrittore Salvatore Mannuzzu
leggeranno una selezione di pagine scelte e testi poetici. Alle 19, al via
Nuove Azioni Collettive, un progetto di Leonardo Boscani (nella foto) e Erik
Chevalier. Alle 18,30 performance dell'artista Mario Pischedda nel Palazzo
della Frumentaria.
Torna
all'inizio
M. Neirotti e M. Numa (sezione: Class
action)
RETROSCENA
M. Neirotti e M. Numa TORINO Non è la città della paura, non lo è stata in
tanti momenti bui. La Torino di ieri, di questa notte e, soprattutto, la Torino
di questa mattina - il centro e i viali percorsi dagli antagonisti del G8 dei
Rettori - è quella di un'attesa prudente nonostante voci d'allarme e
rassicuranti verifiche. Di certo, mettendo insieme le stime di chi organizza il
corteo e di chi dovrà controllarlo, si riuniranno da 4.500 a 6.000 giovani e
non giovani di diversa matrice, formazione, idea della protesta. Scarti
aggressivi dal percorso, bersagli improvvisati, tentativi d'assedio, di impatti
con la forza pubblica sono un'eventualità quasi palpabile misurando gli arrivi
di ieri sera e della notte: su una linea comune si muoveranno molte anime, più
teste autonome con le loro ambizioni, la loro ricerca di visibilità, il loro
concetto di contestazione. Il pericolo più alto si chiama nichilismo: colpire e
distruggere come obiettivo anziché strumento per un fine quale che sia. Una
sorta di cammino su un terreno da esplorare prima di portarlo ai giorni di
protesta che verranno in giugno a L'Aquila. Da tutta Italia
stanno arrivando gli studenti dell'Onda, il movimento universitario, e quelli
dei Collettivi che fanno riferimento all'area dell'autonomia. A Torino e nella
sua Provincia c'è un forte radicamento anarco-insurrezionalista. La sola città
può portare alla manifestazione mille persone, più studenti che si aggregano
casualmente. I pullman, i treni, le auto fin da ieri riversano un
arcipelago nazionale e internazionale. Sono già arrivati nel pomeriggio
francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli, un gruppetto di greci, che si portano
addosso l'eco delle devastazioni di quest'estate nel centro di Atene. La paura
dei black bloc di genovese memoria fino a ieri sera era esorcizzata: anche
nelle ore più tarde non risultavano arrivi dai loro luoghi d'elezione, il Nord
Europa. Ma ci sono gruppi locali anarchici che si sono avvicinati a forme di
lotta sempre più sulla via del terrorismo, quello che i Servizi definiscono «a
bassa intensità», quello che a Torino già si è manifestato con i pacchi-bomba,
con altri ordigni. Inseriti in una manifestazione di questa portata sarebbero
micce coperte dalla confusione e dallo scoppio inatteso. L'Italia
dell'antagonismo, dei centri sociali, si è mossa per tempo: sette pullman da
Roma, tre dal Veneto, quattro da Napoli e altrettanti da Bologna, due da
Genova. Dai treni sono scesi palermitani e milanesi. C'è il collettivo
universitario della Sapienza di Roma, ci sono centri sociali «duri» come quelli
di Rovigo e Padova. Nessuno si nasconde che non sono venuti a reggere candeline
a una processione. E, senza enfasi o allarmismi, diventa inevitabile pensare a
un laboratorio che già pensa al giugno in Abruzzo, il G8 vero a L'Aquila. Il
percorso è lungo, disseminato di obiettivi sensibili. Taglia il centro storico
con il Rettorato, prosegue nel quadrilatero dello shopping di alto livello, si
dilata nella grande piazza Solferino a trenta metri dall'hotel che ospita i
rettori, già bersaglio di un'incursione subito respinta da polizia e
carabinieri nella manifestazione di domenica pomeriggio. Ridiscende
costeggiando la stazione e piega in un'area multietnica, commerciale e lì si
ritrova di fronte al castello del Valentino - la sede di architettura dove i
Rettori stanno concludendo il loro incontro malauguratamente battezzato G8 - da
tre giorni off limits, per ventiquattr'ore protetto dai reparti antisommossa.
Oltre mille i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri che presidieranno oggi
Torino. Moltissimi in borghese, confusi tra la folla e nel corteo con i
colleghi venuti dalle altre questure. Nel parco del Valentino e lungo il Po, le
moto d'acqua, i motoscafi e i sommozzatori del Cnes di La Spezia. Poliziotti a
cavallo controllano il parco, gli elicotteri sorvegliano dall'alto. All'esterno
della zona calda, i reparti dell'Anticrimine, le volanti del 113, le gazzelle
dei carabinieri. Le unità cinofile distribuite nei settori più a rischio. Una
parte dell'apparato per forza visibile, ma l'impegno prioritario è quello del
controllo senza fronte-a-fronte, dell'intercettare prima che sia necessario
reprimere. Che cosa ci si può aspettare? Il ventaglio delle ipotesi non è altro
che lo studio per la prevenzione. E' la forbice più ampia: da una marcia
pacifica che sarebbe il vero successo della protesta (come accadde a Vicenza
per la base Dal Molin) alle azioni isolate ed estemporanee, fino al tentativo
di innescare una guerriglia. Certo è che l'obiettivo della giornata è il G8 dei
Rettori, ma se dovesse prevalere l'area più incline alla violenza e al danno
fini a se stessi, occasioni per inventare fughe lampo lungo i sette chilometri
del percorso non mancano. E' altrettanto vero che impegnare se stessi e le
forze dell'ordine in scontri più o meno isolati vorrebbe dire raggiungere il
castello-simbolo a riunione conclusa e stanze vuote. L'incognita maggiore è
nella frastagliata identità dei gruppi arrivati ieri e in arrivo questa
mattina. Si richiamano a ideologie di fondo comuni, ma con atteggiamenti spesso
contrastanti. Fra loro, le frange del tutto autonome e quelle del tutto prive
di un'identità, aggregate di volta in volta, spesso in contrasto e con finalità
diverse da quelle di chi ha organizzato la protesta. Molto dipende dal
contenimento che si riuscirà a esercitare all'interno del corteo prima che
debba venire da fuori.CONTINUA A PAGINA 3
Torna
all'inizio
Sacconi: legare i salari agli utili d'azienda (sezione: Class
action)
Sacconi:
legare i salari agli utili d'azienda «La legge è già pronta». Il relatore è
Ichino, del Pd Sara Farolfi Legare le retribuzioni ai risultati, anche
attraverso la partecipazione dei lavoratori all'impresa e al suo azionariato. È
un vecchio cavallo di battaglia quello che il ministro del lavoro Maurizio
Sacconi ripropone all'indomani dei dati Ocse sul pessimo stato dei salari
italiani. Numeri tanto impietosi (le retribuzioni nostrane sono al ventitreesimo
posto nella classifica dei trenta paesi più industrializzati) sono «il prodotto
del sindacalismo ideologizzato» e della «sinistra ideologizzata e prigioniera
di una borghesia parassitaria e cialtrona che per entrare in Europa ha scelto
la strada della moderazione salariale», dice Sacconi. Il peccato originale
risiede, per dirla altrimenti, «nell'idea che il salario debba essere definito
secondo una logica esclusivamente solidale». Legare le retribuzioni ai
risultati d'impresa («salario meritato», secondo Sacconi) è la strada finora
intrapresa dal governo, dalla detassazione degli straordinari - inaugurata con
la crisi alle porte e che, crisi in corso, «sarà resa strutturale», ha
annunciato Brunetta - alla riforma del modello contrattuale. Ma quella lanciata
ieri da Sacconi è qualcosa di più concreto, che gode tra l'altro di sostegno
bipartisan. La proposta - un disegno di legge il cui relatore è Pietro Ichino -
«potrebbe diventare legge in tempi relativamente rapidi, entro quest'anno»,
dice il ministro del lavoro. Il testo (frutto dell'unificazione di due ddl, uno
a firma Maurizio Castro, Pdl, e uno a firma Tiziano Treu, Pd) si basa su un mix
tra le diverse esperienze europee (Francia, Germania e Gran Bretagna), un
modello flessibile variabile azienda per azienda. Si prevede che imprese e
lavoratori possano firmare (a livello aziendale) contratti collettivi per
istituire forme di partecipazione, consultazione o coinvolgimento dei
lavoratori nell'andamento dell'azienda: dall'istituzione di forme di partecipazione
dei lavoratori agli utili d'impresa alla trasformazione di quote del Tfr future
in azioni. Per stipulare tali contratti (validi poi per tutti i lavoratori)
sarà sufficiente anche una sola organizzazione sindacale, a condizione che alle
elezioni delle rsu abbia preso la metà più uno dei voti espressi). Nelle
società per azioni con più di 300 lavoratori accordi aziendali potranno
decidere la partecipazione dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza
dell'impresa stessa. Infine, potranno essere gli stessi
contratti collettivi a disporre l'accesso privilegiato dei dipendenti al
possesso di azioni dell'impresa. Il tutto con un ruolo di riguardo è destinato
agli enti bilaterali (tra sindacato e impresa) che potrebbero acquisire «poteri
d'indirizzo e controllo in materia di sicurezza, organizzazione del lavoro,
formazione e forme di remunerazione legate al risultato». I sindacati
rispondono divisi a Sacconi. Se per la Cgil si tratta di «una risposta
inadeguata e insufficiente», per la Cisl, che questa settimana va a congresso
(e che da sempre sostiene il modello partecipativo), è un vero brodo di
giuggiole. Secondo Guglielmo Epifani, «Sacconi non ha letto bene le statistiche
internazionali che confermano quello che noi abbiamo sempre detto, ossia che
c'è bisogno non solo di detassare il secondo livello, ma anche il reddito da
lavoro a livello nazionale». Alle imprese invece la proposta di Sacconi non
piace granchè: «Le esperienze di questo tipo negli ultimi venti, trent'anni,
dai paesi del nord alla stessa Germania, non hanno mai dato risultati così
buoni, quindi accetterei ma con riserva», dice il vicepresidente di
Confindustria Bombassei. Per gli industriali il problema è quello di sempre, il
cuneo fiscale, ossia la differenza tra quanto un lavoratore costa all'impresa e
quanto il lavoratore stesso percepisce in termini di salario. A dispetto però
degli stessi dati Ocse, dove è scritto che Francia e Germania hanno un costo
del lavoro più alto del nostro, e nonostante ciò salari decisamente più alti.
Quanto alla politica, la «borghesia parassitaria e cialtrona» fa arrabbiare
Tiziano Treu, che però nulla commenta sulla bozza di legge di cui è coautore.
Mentre il segretario Franceschini mette l'accento sulla necessità di agire per
via fiscale, detassando gli stipendi più bassi per aumentare il potere
d'acquisto. Un «no» secco alla proposta Sacconi arriva dall'Idv, mentre il
l'extraparlamentare Prc propone un ritorno alla scala mobile.
Torna
all'inizio
Intesa bipartisan sulla partecipazione (sezione: Class
action)
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-19 - pag: 5 autore: Domani
Ichino (Pd) presenta il Ddl che apre la strada ai dipendenti-azionisti con
l'accordo del Pdl Intesa bipartisan sulla partecipazione Giorgio Pogliotti ROMA
Sulla partecipazione dei lavoratori nell'impresa si profila una soluzione
bipartisan. Il senatore Pietro Ichino (Pd), su incarico di maggioranza e
opposizione, ha redatto una bozza che domani, quando si aprirà la discussione
alle commissioni riunite Finanze e Lavoro, potrebbe essere adottata come testo
unificato, avendo recepito le proposte presentate da Maurizio Castro (Pdl) e
Tiziano Treu (Pd) e da altri tre senatori. Il tema della partecipazione dei
lavoratori, peraltro, per il ministro Maurizio Sacconi (Lavoro) è la chiave di
volta per affrontare la crisi: «In ciascuna azienda le parti troveranno un modo
di condividere i destini – ha detto –. Se le condizioni economiche lo
consentiranno, proseguiremo sulla strada della detassazione del salario di
merito. Gli utili delle imprese devono andare anche ai dipendenti». Sacconi
nell'esprimere un riconoscimento «a Cisl, Uil e Ugl che sono dichiaratamente
partecipative », ha puntato l'indice contro la Cgil – a differenza del ministro
Scajola che aveva sottolineato la responsabiltà del sindacato di Epifani –
sostenendo che «è sempre mancata agli appuntamenti con i grandi cambiamenti
delle regole». Ma la Cgil, per voce di Susanna Camusso, ha replicato giudicando
«inadeguata e insufficiente» le proposta del ministro. Ma entriamo nel merito
del Ddl Ichino (il testo integrale è sul sito www.pietroichino.it), che consente alle imprese di stipulare con i sindacati un
contatto collettivo per istituire forme di partecipazione come gli organismi
congiunti paritetici con poteri di indirizzo e controllo su una serie di
materie (sicurezza, forme di remunerazione legate alla produttività, verifica
delle decisioni concordate). Le parti possono anche concordare forme di
partecipazione dei lavoratori agli utili dell'impresa, la distribuzione di
azioni (o quote del capitale societario), con la partecipazione dei
rappresentanti dei lavoratori nel Cda, così come nel consiglio di sorveglianza,
la trasformazione di quote di Trattamento di fine rapporto destinate a maturare
in futuro in azioni (o quote di capitale societario). Si può consentire
l'accesso dei dipendenti al capitale dell'impresa attraverso la costituzione di
fondazioni, di enti in forma di società di investimento a capitale variabile, o
associazioni di lavoratori. L'intesa va siglata con il sindacato (o i
sindacati) che rappresentino la maggioranza dei lavoratori, in alternativa
serve il referendum. «Abbiamo puntato sullo sviluppo di forme di partecipazione
diverse – spiega Ichino – che rispondano alle molteplicità di situazioni
aziendali, con differenti modelli di governance. La scelta potrà così avvenire
in modo pragmatico,sulla base dell'esperienza concreta». Con la leva fiscale,
inoltre, verrà incentivata la partecipazione azionaria dei lavoratori
attraverso l'esenzione fiscale fino alla soglia di 2.600 euro (il periodo
minimo di possesso delle azioni è 4 anni) e la detrazione del 19% fino a 5.200
euro. Altra novità, con il contratto aziendale si può decidere il differimento
di una parte della retribuzione dei dipendenti al raggiungimento di determinati
obiettivie la successiva attribuzione di una parte predeterminata del risultato
operativo lordo legato al successo dell'iniziativa. Si possono anche concordare
forme di organizzazione del lavoro o di distribuzione dei tempi diverse dal
contratto nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MINISTRO SACCONI «In azienda
le parti trovino il modo di condividere i destini, la confederazione di Epifani
è mancata a tutti gli appuntamenti »
Torna
all'inizio
necessario (sezione: Class action)
Corriere
dell'Alto Adige sezione: 1ACULTURA data: 19/05/2009 - pag: 13 Il senso
necessario Franco Rella e il pensiero responsabile Dal nichilismo alla nuova
opera d'arte di ALESSANDRO DE BERTOLINI Autunno 1885. «Il nichilismo è alle
porte, donde ci viene questo che è il più inquietante fra tutti gli ospiti?». A
domandarselo è Nietzsche. Friedrich Nietzsche in persona. In quelli che poi
sarebbero diventati i Frammenti postumi. È qui che si leggono queste
considerazioni. «Donde ci viene» questo ospite e di che cosa si tratta? Autunno
1887. Sono passati due anni. Ed è ancora Nietzsche a tornare sul nichilismo e
ora a descriverlo così. «Manca il fine dice e manca la risposta al 'perché?' ».
È l'inedia, l'ignavia, l'inerzia del pensiero. Per alcuni l'ignominia del
pensiero. L'inettitudine. Un pensiero che non è più capace di pensare. Che
evade le domande di senso sull'enigma dell'esistenza. Un pensiero che inciampa
e che senza darsi troppa pena decide che tanto vale rimanere a terra. «Ah!
avrebbe scritto Nietzsche dov'è mai ancora un mare dove si possa annegare: così
risuona il nostro lamento sulle piatte paludi». Appunto, le paludi del
pensiero. Paludi che, secondo alcuni, non avrebbero fatto che peggiorare nel
corso del secolo XXI se è vero che, con la crescita smisurata della scienza e
con l'avvento della società della tecnica, le cose si sarebbero ulteriormente
complicate. L'atmosfera nichilista, che già si era fatta strada tra i filosofi,
comincia a circolare anche nel mondo della scienza là dove la tecnica viene
percepita come responsabile «della trasformazione del mondo da regno dei fini a
universo dei mezzi». Così, le secche del pensiero della filosofia del XX secolo
si aggravano con gli scenari della scienza e della tecnica del XXI. Il pensiero
non è più tenuto a chiedersi il perché delle cose, dell'esistenza, della vita.
Svanisce, insomma, la responsabilità del pensiero. Sulla quale ritorna però
Franco Rella nel suo ultimo volume La responsabilità del pensiero. Il
nichilismo e i soggetti, Garzanti editore, 13 euro per sottolineare la gravità
della situazione, rifletterci sopra e pensare a delle vie di uscita che al di
fuori della filosofia guardino in faccia anche l'arte e la poesia. Rella,
roveretano, docente di estetica allo Iuav di Venezia, è tra gli intellettuali
trentini più fecondi e soltanto per i tipi di Feltrinelli ha già pubblicato una
quindicina di volumi. Gli abbiamo chiesto qualche spiegazione sulla sua ultima
fatica. Cominciamo con una provocazione. Ma perché, per lei, è così importante
la ricerca di un senso, un senso delle cose, un senso dell'esistenza umana? E
che male c'è nel cedere alla tentazione del nichilismo che, come lei scrive, ci
libera dalla costrizione di dover rispondere ai problemi di senso? «Nel film La
valle di Elah un orrendo delitto ha avuto luogo sul suolo americano tra giovani
reduci dall'Irak. Il padre della vittima, da frammenti incomprensibili di
immagini della guerra irachena salvati su un videotelefonino, attraverso le
domande rivolte a questi commilitoni, cerca di ricostruire il senso della
vicenda. Alla fine scopre che il delitto è avvenuto senza un perché. Questi
giovani hanno commesso orrende atrocità in Irak senza un perché, senza capirne
il senso. Come è insensato quello che è accaduto poi in patria tra loro. È
semplicemente accaduto. Il gruppo si è accanito su uno dei loro, come avrebbe
potuto accanirsi su qualsiasi altro. Un evento qualsiasi, come quelli che popolano
le nostre cronache. Questo è l'esito quando si vive liberi dalla responsabilità
nei confronti delle nostre azioni o dei nostri pensieri. Quando si vive senza
senso». La responsabilità del pensiero, questo il titolo del suo libro.
Proviamo a tracciarne le coordinate. Ci spiega che cosa s'intende con il
termine nichilismo e che cosa lei intende con l'espressione pensiero
responsabile? E quale sarebbe, d'altra parte, il pensiero irresponsabile? «Un
atto linguistico, come qualsiasi altra azione, è un atto che ci sporge verso
gli altri in un rapporto che non può essere 'irresponsabile'. La frase che
pronuncio o che scrivo, l'azione che compio non esistevano prima che io le
mettessi in atto. Ne porto la responsabilità: rispetto al 'nuovo' che introduco
nell'ordine delle parole o degli atti, rispetto ai soggetti che ne sono
toccati, rispetto a me stesso». La filosofia, in un certo senso, nobilita il
pensiero. Ed è con la filosofia che abbiamo imparato che l'esercizio del
pensiero e, con esso, l'azione del pensare non sono un parlottare freddo e
chiuso su se stesso ma un raccontarsi il mondo, un rifletterci sopra, un
ragionarci intorno con impiego di tempo ed energie per la comprensione di
questioni che tutti ci riguardano. Lei parla di una 'epoca tragica d'Europa',
quella contemporanea, quella del nichilismo. La tragicità di un'epoca che
riguarda tutti ma che preoccupa soltanto pochi. Come possiamo fare per far
uscire questo dibattito dai salotti della filosofia? «Montale ha scritto che la
poesia è sempre legata alla fogna. Anche la filosofia lo è se vuole toccare il
senso dell'esistenza che comprende, come sappiamo, anche la fogna. Questa è la
nobiltà della filosofia. D'altronde le pare davvero che la preoccupazione
rispetto all'orrore dentro il quale siamo immersi sia solo chiacchiera da
salotto? Le pare che le lacerazioni sul problema del 'fine vita' sia una
preoccupazione professionale del filosofo? Oppure il problema dei diritti
umani? Se la filosofia non ne parla, o ne parla salottieramente, vuol dire che
ha tradito il suo compito. Vuol dire che ha lasciato spazio alle orrende
ideologie che avvelenano anche il nostro paese». Parliamo ora di soluzioni.
Perché dal nichilismo dovrà pur esserci una via di uscita. Che cosa intende,
nel suo libro, per spazio estetico? E per «possibilità di pensare la verità»?
Che ruolo hanno l'arte e la poesia? «Il mio è un tentativo di costruire un
linguaggio filosofico che non pretenda di afferrare e chiudere tutto nel
concetto, ma che sia aperto alle storie, soggettive e
collettive, a cui gli uomini affidano il senso della loro esistenza. Affidano
la loro verità, per quanto parziale questa possa apparire». In considerazione
dell'importanza che lei attribuisce all'opera d'arte, ci spiega cosa significa
che oggi assistiamo a una «sovradeterminazione estetica », dove il senso di
alcune opere d'arte «non sta nelle opere stesse ma nel luogo che le
accoglie e che le consacra come arte»? «Hermann Broch aveva detto già negli
anni Trenta che un'opera preoccupata soltanto della sua bellezza, vale a dire
del suo effetto estetico, è il 'male assoluto' nel regno dell'arte. Molta arte
di oggi oscilla appunto tra questo effetto e il mercato. Dai diamanti che
istoriano e impreziosiscono il teschio di Damien Hirst al valore dell'opera
stabilito dalla sua collocazione all'interno del sistema dell'arte, dal museo
alla casa d'aste. Sembra assolutamente proibito cercare di interrogarsi su ciò
che effettivamente l'opera dice, come entra in dialogo con noi». L'autore «Ogni
azione che si compie ci sporge verso gli altri in un rapporto che non può
essere irresponsabile» Il teschio di diamanti di Damien Hirst. «Molta arte di
oggi oscilla tra effetto estetico e mercato» dice Rella
Torna
all'inizio
Loach e Cantona, un calcio alla depressione (sezione: Class
action)
SPETTACOLI
pag. 28 Loach e Cantona, un calcio alla depressione CANNES 62 IL CONCORSO:
RISATE E APPLAUSI PER LA COMMEDIA INTERPRETATA DALL'EX CAMPIONE DEL MANCHESTER
UNITED di GIOVANNI BOGANI CANNES FA UN PO' IMPRESSIONE vederli insieme. Ken
Loach, il mite, con gli occhiali da vista, la bocca sottile aperta in un
sorriso, i capelli fini, tra biondo e bianco, scompigliati dall'aria immobile.
Ed Eric Cantona, mito del calcio. Uno che ha collezionato applausi, gol ed
espulsioni con la stessa facilità. Uno che si fatto eleggere giocatore del
secolo dai suoi tifosi, e non erano quelli di una squadretta, ma del Manchester
United. Eric Cantona. Quello che teneva sempre la maglietta col colletto su,
come se il campo di calcio fosse stato il suo club. Uno che si è anche fatto
squalificare per nove mesi, per aver aggredito uno spettatore con uno
spettacolare colpo di kung fu. Insomma, una vita tutta gridata, tesa a
conquistare il boato della folla. Che c'entrano, l'uno con l'altro? Eppure sono
riusciti, insieme, a fare un film bellissimo e commovente. In cui il calcio
c'entra pochissimo, e molto l'umanità. «Il momento più difficile nella mia
carriera? L'ultimo. Quando ho deciso di smettere. La paura di tutto quello che
finiva. Però ho smesso presto, quando non mi sono divertito più», dice Cantona.
Dopo aver smesso di fare gol ha imparato a suonare la tromba, ha dipinto
quadri, e soprattutto ha fatto l'attore. Sedici film, mica uno. E questo, il
più importante. Il cinema? «Ho sempre avuto la passione. Mi piacevano i film di
Pier Paolo Pasolini», risponde. Ed è un po' inatteso, che un calciatore barbuto
con le sopracciglia da orco citi il nome di Pasolini, tra i registi preferiti.
Pasolini, del resto, era un'ottima mezzala. Gli sarebbe piaciuto, veder giocare
Cantona. «A me il calcio è sempre piaciuto», sorride Ken Loach, che non tifa
Manchester United, la squadra che ha reso Cantona una leggenda, ma il più
modesto Bath City. «Il calcio spiega è un modo per esprimere le proprie
passioni. Allo stadio si può gioire, esultare, gridare e persino piangere. Come
nella vita, all'inizio della partita si è pieni di speranza. E poi, il calcio è un gioco collettivo. Nessuno può fare a meno degli
altri. E anche per questo, nel film, quando Cantona ricorda la sua azione più
bella, non ricorda un gol. Ma, guarda caso, un passaggio. Un gesto di
altruismo, un semplice gesto di altruismo, nel quale possono rivelarsi anche la
fantasia, il genio, la classe». Progetti? «Dovrei imparare da Eric
scherza - abbandonare finché sono in tempo. Altrimenti proverò a fare film fino
a cent'anni, come Manoel De Oliveira. Ma non ho il fisico».
Torna
all'inizio
CTI, modifica a Tender Offer per scambio obbligazioni (sezione: Class
action)
CTI,
modifica a Tender Offer per scambio obbligazioni (Teleborsa) - Roma, 19 mag -
Cell Therapeutics (CTI) ha annunciato oggi di aver modificato la propria
offerta pubblica tramite asta "Modified Dutch Auction", per aumentare
il controvalore totale dell'offerta per scambiare, con proprie azioni ordinarie
senza valore nominale e importi in denaro per un ammontare totale massimo sino
a US $ 89,2 milioni in linea capitale, le seguenti serie di obbligazioni
convertibili: - Obbligazioni convertibili subordinate senior al 4% con scadenza
nel 2010 - Obbligazioni convertibili senior al 5,75% con scadenza nel 2011 -
Obbligazioni convertibili senior al 6,75% con scadenza nel 2010 - Obbligazioni
convertibili senior al 7,5% con scadenza nel 2011 - Obbligazioni convertibili
senior al 9% con scadenza nel 2012 Ai sensi dell'Offerta di Scambio, cos come
modificata, CTI offrir ora di scambiare Azioni Ordinarie e importi in denaro,
per un controvalore compreso tra un massimo di US $ 600 ed un minimo di US $
550, che sar determinato tramite una procedura "Modified Dutch
Auction", per ogni US $ 1.000 in linea capitale di Obbligazioni portate in
adesione in modo valido e non ritirate. Originariamente il controvalore era
compreso tra un minimo di US $ 250 ed un massimo di US $ 300 per ogni US $
1.000 in linea capitale. La porzione in contanti del Controvalore di Scambio,
si legge in una nota, rimane pari a US $ 200. Gli interessi, maturati e non
corrisposti fino alla data esclusa di effettivo pagamento, continueranno ad
essere scambiati con Azioni Ordinarie. A seguito dell'aumento della porzione
del Controvalore di Scambio rappresentata da Azioni Ordinarie, il numero
massimo di Azioni Ordinarie da emettere a fronte dello scambio di Obbligazioni
e per il pagamento degli interessi maturati e non corrisposti stato
incrementato dalla Societ ed pari a 30,63 milioni di Azioni Ordinarie.
L'offerta pubblica di acquisto tramite asta "Modified Dutch Auction"
permette ai titolari delle Obbligazioni di indicare l'importo in linea capitale
delle proprie Obbligazioni che desiderano mettere all'asta e il controvalore,
compreso entro l'intervallo specificato del Controvalore di Scambio, al quale
desiderano offrirle. Alla data del 18 maggio 2009, l'importo totale in linea
capitale delle Obbligazioni in circolazione era pari a circa US $ 118,9
milioni. L'Offerta di Scambio condizionata al raggiungimento di un livello
totale minimo di US $ 83.260.100 in linea capitale di Obbligazioni portate in
adesione all'offerta e successivamente non ritirate dalla stessa, nonch a
determinati termini e condizioni descritti nella Offer to Exchange della Societ
datata 12 maggio 2009 (come integrata il 19 maggio 2009), nella relativa Letter
of Transmittal, modificata e ridefinita, e nel relativo
materiale riguardante l'Offerta di Scambio (che collettivamente, cos come eventualmente modificati, ridefiniti, integrati o
in altro modo di volta in volta variati, costituiscono i "Documenti
dell'Offerta di Scambio"). L'Offerta di Scambio scadr alle 17:00, ora di
New York, di mercoled 10 giugno 2009, salvo eventuale proroga della stessa.
Le Obbligazioni portate in adesione potranno essere ritirate in qualsiasi
momento fino alla data, compresa, di scadenza dell'Offerta di Scambio. CTI sta
realizzando l'Offerta di Scambio al fine di ridurre l'ammontare in linea
capitale del proprio debito in circolazione. CTI ritiene che la riduzione del
proprio debito in circolazione sia necessaria per la prosecuzione delle proprie
attivit alla luce dell'attuale struttura patrimoniale e delle prospettive
reddituali. Qualora il valore totale delle Obbligazioni, portate validamente in
adesione nei limiti del Controvalore di Scambio e non adeguatamente ritirate
entro la data di scadenza, eccedesse l'importo che CTI offre per lo scambio,
CTI accetter di acquistare Obbligazioni, portate validamente in adesione e non
adeguatamente ritirate dall'Offerta di Scambio, ad un prezzo pari o inferiore
al Controvalore di Scambio, calcolato pro rata sulla base di tutte le Obbligazioni
portate in adesione. Piper Jaffray & Co. il financial advisor dell'Offerta
di Scambio, Georgeson, Inc. agisce in qualit di information agent e U.S. Bank
National Association agisce in qualit di depositario. 19/05/2009 - 08:42
Torna
all'inizio
Stockholm Royal Seaport Selected for Newly Launched
Climate Positive Development Program (sezione: Class action)
STOCKHOLM,
May 19 /PRNewswire/ -- - New Clinton Climate Initiative Programme to
Demonstrate Economic, Environmental Strategies for Sustainable Urban Growth The
Stockholm Royal Seaport development was announced today as one among 16
founding projects of the Climate Positive Development Program. The Clinton
Climate Initiative (CCI) programme will support the development of large-scale
urban projects that demonstrate cities can grow in ways that are climate
positive. Climate Positive real estate developments will strive to reduce the
amount of on-site CO2 emissions to below zero. The Climate Positive Development
Program was launched by President Clinton, Founder of the William J. Clinton
Foundation, on 19 May, 2009, at the C40 Summit in Seoul, South Korea. Along
with the other founding projects, Stockholm Royal Seaport will demonstrate
Climate Positive strategies, setting a compelling environmental and economic
example for other cities to follow. To reduce the net greenhouse gas emissions
of their Climate Positive Development projects to below zero, property
developers and local governments will agree to work in partnership on specific
areas of activity. This includes implementing economically viable innovations
in buildings, the generation of clean energy, waste management, water
management, and transportation and outdoor lighting systems. Last year, for the
first time, half the world's population (3.2 billion people) lived in cities,
and that figure is expected to grow to 70 percent by 2050. Cities occupy just 2
percent of the world's landmass, yet are responsible for more than two thirds
of global energy use and greenhouse gas emissions. How cities change and grow
is therefore a critical component for tackling the climate crisis. "The
aim for Stockholm Royal Seaport is to be a showcase for sustainable urban
construction where innovative Swedish environmental technologies and creative
solutions are developed, tested and presented. The city district shall be an
example for other cities to follow, a world-class environmental
urban district," says Ulla Hamilton, Deputy Mayor, Environment and Traffic
division. "Stockholm Royal Seaport has set an ambitious target of reducing
carbon emissions. We have a strong focus on mobility management; promoting
biking, public transport buses run on renewable fuels, and the use of plug-in
hybrid cars. There are already charging poles for plug-in hybrid cars in the
area, and this effort will be further extended. We are also looking very
closely at the energy consumption of buildings - from low to zero to
plus," she adds. The new city district, Stockholm Royal Seaport, is
currently being built in Stockholm's harbour area. Due for completion in 2025,
Stockholm Royal Seaport will be a showcase for sustainable urban design where
innovative environmental technologies and creative solutions are developed,
used and presented. On completion, Stockholm Royal Seaport will be home to some
new 10,000 apartments and 30,000 work places. Located on former brownfield
sites, the new city district has ambitious environmental targets. Stockholm
Royal Seaport is aiming to be fossile fuel free by 2030, while the entire City
of Stockholm is aiming for 2050. By 2020, residents and workers in Stockholm
Royal Seaport should produce less than 1.5 tonnes of carbon emissions per
person. The entire development project will focus on sustainable transport
solutions, efficient building processes, energy conservation and energy
efficiency, and on the whole adapted to future climate change. Swedes are good
at creating sustainable and holistic system cycles. The key is to make it easy
for residents to be environmentally friendly. This type of thinking is a gain
to the City of Stockholm, contributing to a better environment and quality of
life for its residents. By combining CCI's business and finance expertise with
the technical knowledge of the US Green Building Council, the Climate Positive
Development Program will support the planning and implementation process for
each real estate development and establish the standards and metrics by which
the sites can measure climate-positive outcomes. When the initial 16 projects
are completed, nearly one million people will live and work in Climate Positive
communities. These communities will be located in Melbourne, Australia; Palhoca,
Brazil; Toronto, Canada; Victoria, Canada; Ahmedabad, India; Jaipur, India;
outside Panama City, Panama; Pretoria, South Africa; Johannesburg, South
Africa; Seoul, South Korea; Stockholm, Sweden; London, UK; San Francisco, USA
and Destiny Florida, USA. High resolution press images:
http://www.stockholmroyalseaport.com/page10.php Ulla Hamilton, Vice Mayor of
Stockholm http://farm4.static.flickr.com/3326/3538011005_6a0df1bbba_o.jpg About
the Clinton Climate Initiative The William J. Clinton Foundation launched the
Clinton Climate Initiative (CCI) to create and advance solutions to the core
issues driving climate change. Working with governments and businesses around
the world to tailor local solutions that are economically and environmentally
sustainable, CCI focuses on three strategic programme areas: increasing energy
efficiency in cities, catalysing the large-scale supply of clean energy, and
working to measure and value the carbon absorbed by forests. In each of these
programmes, CCI uses a holistic approach to address the major sources of
greenhouse gas emissions and the people, policies, and practices that impact
them. class="hilite">CCI serves as the class="term">action arm of the C40, an
association of large cities around the world that have pledged to accelerate
their efforts to reduce greenhouse gas emissions. To learn more about the work
of the Clinton Climate Initiative and the William J. Clinton Foundation, please
visit http://www.clintonfoundation.org Press contact: Helena Widegren Head of
Communications, The Mayor's Office +46(0)76-122-98-78 Press contact: Helena
Widegren, Head of Communications, The Mayor's Office, +46(0)76-122-98-78
Torna
all'inizio
studenti più lontani dai partiti premiato chi corre
da solo - franco vanni (sezione: Class action)
Pagina
XV - Milano Studenti più lontani dai partiti premiato chi corre da solo
Sinistra universitaria prima alla Statale, Cielle si conferma più forte in
Cattolica, fallisce lo sbarco annunciato del Popolo della libertà negli atenei,
debutta la Lega Domani si festeggia il buon risultato con un brindisi in via
Celoria FRANCO VANNI Sinistra universitaria, per la prima volta svincolata dai partiti,
vince in Statale. Le liste legate a Comunione e Liberazione fanno il pieno di
voti in Cattolica. è il risultato delle elezioni universitarie, che confermano
ed estremizzano la differenza fra i due atenei. Ma le urne dicono anche molto
altro. Anzitutto, l´affluenza rimane bassa: in Statale ha votato il 13.96%
degli studenti, pochi in più rispetto a due anni fa. In Cattolica si scende dal
18 per cento del 2007 al 16.8 di oggi. Poi c´è il risultato magro delle liste
legate al Pdl, con Azione universitaria che perde
tutti i consiglieri di facoltà in Cattolica e cede un voto su quattro in
Statale. A raccogliere la differenza è la Lega, che per la prima volta si
presenta in via Festa del Perdono e viene scelta dal 4.3 per cento delle
matricole. Altra evidenza è l´effetto modesto, se non nullo, dell´Onda
studentesca sul voto. A Scienze politiche in via Conservatorio, quartier generale della contestazione anti Gelmini, al collettivo
vanno appena 4 consiglieri di Facoltà e la lista ciellina risulta prima con 11
eletti. Per festeggiare il successo in Statale, gli studenti di Sinistra
universitaria si sono dati appuntamento per domani al polo scientifico di via
Celoria. Si brinderà al 48,41 per cento dei voti raggiunto correndo da
soli (due anni fa era il 48,34 e la lista teneva dentro anche alcuni
collettivi) e forse anche allo smarcamento dai partiti. Se nelle elezioni del
2005 molti candidati avevano in tasca la tessera dei Democratici di sinistra,
oggi le cose sono cambiate. I ragazzi hanno deciso di non appoggiarsi al
Partito democratico nemmeno per la stampa dei volantini. «Preferiamo pagare noi
ma non avere vincoli», dicono. Ieri hanno ripetuto le loro ragioni di indipendenza
agli attivisti del Pd che facevano campagna elettorale per le Europee e le
Provinciali in via Festa del Perdono: «Vinciamo perché ci chiamiamo Sinistra e
non ce ne vergogniamo», spiegavano gli studenti agli uomini del partito. Per
Marco Bettoni, consigliere di facoltà a Giurisprudenza, «siamo stati premiati
per il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, coinvolgendo gli studenti».
Altro gruppo che rivendica indipendenza dai partiti è Obiettivo studenti, lista
ciellina arrivata seconda con il 35 per cento dei voti. «Il dato importante,
oltre alla nostra vittoria a Farmacia e Veterinaria, è che a Lettere ci
avviciniamo alla sinistra», dice Francesco Magni, rappresentante del gruppo.
Chi invece esibisce il legame con le organizzazioni politiche di riferimento,
sono i giovani del Pdl. Pochi giorni prima del voto avevano organizzato anche
un incontro con il ministro della Difesa Ignazio La Russa. La lista, che in
Statale si è presentata assieme ai giovani di Forza Italia, ha raccolto appena
l´8 per cento, quando Azione universitaria da sola nel
2007 aveva preso l´11,7. Carlo Armeni, senatore accademico rieletto per Au, il
calo dei voti lo legge così: «Per mesi in Statale ci è stato difficile portare
le nostre idee perché venivamo aggrediti da gruppuscoli estremisti, e
l´istituzione non ci ha tutelato». Una tesi sostenuta negli scorsi giorni anche
da esponenti del partito, seccati per il magro raccolto fatto negli atenei.
Rispetto a quel 4 per cento regalato alla Lega, Armeni sdrammatizza: «Siamo
tutti di centrodestra». I ragazzi del Movimento universitario padano invece
esultano: «In Statale non c´eravamo nemmeno, e siamo andati bene. In Cattolica
cresciamo. Siamo tutti di centrodestra? Certo, ma noi teniamo alla nostra
autonomia», dice Valeriano Ottolini, 22 anni, studente di Giurisprudenza in
largo Gemelli. SEGUE A PAGINA XIV
Torna
all'inizio
La crisi è seria, ma Franceschini pensa alle camicie
nere il filosofo (sezione: Class action)
La crisi
è seria, ma Franceschini pensa alle camicie nere il filosofo Messaggio
politicamente pericoloso, chiaramente infondato e propagandistico, ma
devastante per come scava nell'immaginario collettivo e per
come può contribuire, per gruppi isolati e minoritari, perfino a trovare la
legittimazione della loro possibile azione segue dalla prima pagina Due
settori-chiave si sono messi in movimento: quello che ha una sia pur ridotta
base operaia, con l'aggressione a Rinaldini - in presenza della moltiplicazione
dei Cobas, cosa che va molto oltre l'episodio ricordato -; quello
studentesco, con l'assedio all'Università di Torino in vista di quell'incontro
fra rettori che intende affrontare il tema chiave dello sviluppo sostenibile.
Si tratta di fatti politici, anche se in molti tendono a declassare, in
particolare il primo, a episodio di teppismo. Che siano, come ovvio, fatti
assai minoritari, non significa molto. La coincidenza temporale fra i due episodi
che ho ricordato all'inizio, dovrebbe mettere in allarme anche gli ottimisti
per costituzione, e francamente mi pare che le reazioni generali, con le dovute
eccezioni, non siano adeguate. Ci si sofferma, prevalentemente, sulla diversità
di atmosfera (e di problemi) rispetto ad epoche passate, quando la miscela
operai-studenti innescò un clima e un fronte di iniziative che poi degenerò in
terrorismo. La tendenza, oggi, è a esorcizzare. Su queste diversità è
naturalmente facile consentire, ma non credo che rilevarle basti a rassicurare.
Anzi. Alcuni dati della situazione attuale sono ugualmente preoccupanti, e
comunque possono far presagire forme diverse di una dialettica estremistica di
cui è difficile prevedere caratteri ed estensione. Mi è già capitato di scriverlo,
quando in Francia si incominciò a sequestrare dirigenti d'impresa. Era fin
troppo facile prevedere che non sarebbe avvenuta la stessa cosa in Italia, ed
era anche facile immaginare che qui da noi il primo segnale sarebbe stata la
contestazione di un dirigente sindacale. Che questo dirigente si chiami
Rinaldini, vuole essere un forte messaggio politico a quei (magari) pochissimi
che vorranno ascoltarlo. Significa che non si accetta nemmeno il fronte più
"a sinistra" della mediazione sindacale, e che d'ora in poi chi si
riconosce in quella frangia avrà libertà di comportamento. Tutto il sindacato,
insomma, è servo del padrone. Il fronte studentesco, per quanto ridotto, non
aspettava altro per mettersi in moto. Sia ben chiaro: non esiste un movimento
studentesco nelle università, né oggi né in formazione. L'Onda è fatto ridotto
ed è sempre stato tale, salvo che in qualche momento in cui la mobilitazione si
è estesa quasi per automatismi e giovanilismi. Ma l'aspetto più preoccupante è
proprio questo carattere minoritario e autoreferenziale. La debolezza della
sinistra (su cui ha messo l'accento Piero Sansonetti) è elemento a doppio
effetto: da un lato, riduce quella dialettica durissima che fu decisiva negli
anni Settanta, quando settori del terrorismo italiano si schierarono e crebbero
politicamente contro il Pci per impedire l'esito del compromesso storico,
dall'altro essa lascia completamente scoperto un lato della rappresentanza
politica, dove anche gruppi isolati possono muoversi fuori da ogni controllo.
Se lo sguardo si rivolge alle forze politiche, la situazione non è meno
preoccupante. È vero che la reazione a questi avvenimenti è unanime (e non
poteva che essere così), e anche abbastanza larga la tendenza a ridurne il
significato politico. Ma il dato principale sembra un altro. Ai tempi dei
terribili anni Settanta, il reciproco riconoscimento tra le forze politiche era
pieno (qualcuno disse fin troppo) e la lotta al terrorismo addirittura lo
consolidò. Oggi, tra le forze politiche, il disconoscimento è totale,
soprattutto, bisogna dirlo, ad opera dell'opposizione. Franceschini parla di
camice nere e leggi razziste. Di Pietro, espliticitamente, di ventennio. E non
parlo poi dell'intellettualità schierata con lui, che si segnala per
neofitismo. Richiamerei l'attenzione dei responsabili del centrosinistra a
riflettere seriamente su quelle che possono essere le indirette e (ovviamente)
non volute conseguenze di atteggiamenti siffatti. Se il messaggio politico che
si fa passare continuerà ad essere quello indicato, sarà del tutto inutile
ritrovarsi insieme per respingere l'eventuale attacco al Rinaldini di turno.
Quel messaggio è politicamente pericoloso, chiaramente infondato e
propagandistico, ma devastante per come scava nell'immaginario collettivo e per
come può contribuire, per gruppi isolati e minoritari, perfino a trovare la
legittimazione della loro possibile azione. La crisi incalza, sacche di
disperazione sociale si ampliano, il fronte politico è diviso e conflittuale,
il sindacato idem. Che cosa si deve aspettare per preoccuparsi? Non si invita,
naturalmente, l'opposizione a non svolgere il suo mestiere, cosa che avrebbe
conseguenze ugualmente disastrose, ma a farlo con senso di responsabilità,
rinunciando a rinfocolare un clima da guerra civile. Mi rivolgo, naturalmente,
al Pd, giacché Di Pietro vive sulla rissa politica e non esisterebbe più senza
di essa. Ma il Pd è pur sempre un grande partito che non vorremmo vedere
impegnato a salvare l'Italia dal fascismo. Attenzione. La situazione è seria.
Ognuno, per la sua parte, ne è responsabile. di Biagio de Giovanni 20/05/2009
Torna
all'inizio
I "colletti bianchi" della malavita
organizzata napoletana lavoravano da tempo anche nella p... (sezione: Class
action)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Frosinone)) Mercoledì 20 Maggio 2009 Chiudi di LUCIANO DE LEO I
"colletti bianchi" della malavita organizzata napoletana lavoravano
da tempo anche nella provincia di Frosinone, in particolar modo nel cassinate.
Questo, in buona sintesi, è quello che è emerso nel corso di un'inchiesta
anticamorra sfociata in un blitz messo a segno nella nottata fra ieri e l'altro
ieri.
La guardia di finanza (coordinata dagli inquirenti della Dda partenopea) ha
sgominato un sodalizio di cui facevano parte 80 affiliati al clan Amato-Pagano,
4 ai Di Lauro e uno ai Licciardi. Le fiamme gialle, nel corso del blitz, hanno
arrestato a Cassino un insospettabile promotore finanziario che, per conto
degli "scissionisti", si occupava di reinvestire e di ripulire,
acquistando titoli, azioni e prodotti finanziari, gli ingenti proventi ricavati
dai traffici illeciti della camorra. I soldi che la malavita incassava dalle
più disparate attività, soprattutto quelli del traffico di stupefacenti,
venivano poi affidati anche a lui, che, per conto del capo clan Raffaele Amato,
provvedeva personalmente a prendere contatti con banche e agenzie finanziarie
nazionali ed estere. L'abile operatore economico, a quanto sembra con tutte le
carte in regola per esercitare il suo mestiere, assieme ad altri componenti del
sodalizio aveva provveduto ad accendere conti correnti anche a Montecarlo.
Secondo gli inquirenti oltre 3 milioni di euro sarebbero stati depositati,
tramite complesse manovre finanziarie, in una banca monegasca. Di oltre 5
milioni, invece, è l'intero capitale stimato del clan retto da Raffaele Amato,
patrimonio suddiviso fra beni mobili ed immobili, società e titoli finanziari.
Nel corso della stessa operazione è stato denunciato anche un secondo
insospettabile consulente finanziario, che operava sulla piazza di Frosinone.
Nel capoluogo le fiamme gialle hanno effettuato anche una serie di
perquisizioni domiciliari e controlli. Almeno per ora, sui risultati di queste
verifiche vige da parte degli inquirenti il massimo riserbo. A finire dietro le
sbarre del carcere di Napoli è stato Ciro Uzzi, che aveva solo residenza
fittizia nel capoluogo campano, ma in realtà era domiciliato e lavorava da
tempo dalla Città Martire. L'uomo è stato ammanettato all'alba di ieri con le
accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio, mentre si
trovava in un appartamento in via Abate Aligerno. Il promotore finanziario, che
secondo gli investigatori lavorava per conto degli "scissionisti",
viveva da molto tempo in quello stabile in pieno centro a Cassino. Era assieme
alla sua convivente, una donna di origini russe, quando la Finanza ha bussato
alla sua porta per arrestarlo. A quanto sembra l'uomo è risultato essere il
proprietario anche in una abitazione nel capoluogo, dove la Finanza ha
effettuato una perquisizione. In totale, nel corso del blitz, sono stati
eseguiti 67 arresti delle 104 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di
Napoli a carico di presunti affiliati al clan Amato-Pagano, retto da Cesare
Pagano e Raffaele Amato, detto 'O Lello, arrestato qualche giorno fa in una
retata dei carabinieri, leader degli "scissionisti" contrapposti al
clan Di Lauro, a cui l'uomo era affiliato prima della faida di Scampia. Oltre
all'associazione a delinquere e al riciclaggio, gli inquirenti hanno contestato
ai sodali anche omicidi, traffico di stupefacenti e armi, estorsioni, sequestri
di persona e corruzione di appartenenti alle forze dell'ordine. «Sono indagini
che vanno avanti da diverso tempo - ha detto il colonnello Giancostabile Salato
- ogni giorno effettuiamo verifiche e controlli a tappeto al fine di arginare
l'annoso fenomeno delle infiltrazioni malavitose in Ciociaria».
Torna
all'inizio
Poco protetti nella Ue e in Usa, stressati dal lavoro
in Italia (sezione: Class action)
GIOVANI
La denuncia di Le Monde e The Wall Street Journal: «Disoccupati, precari e mal
pagati» Poco protetti nella Ue e in Usa, stressati dal lavoro in Italia Ma. Ga.
Ma. Ga. Giovani sottopagati, precari e sempre più a rischio del licenziamento.
Lo scenario che presentano l'inserto di Le Monde Economie e The Wall Street
Journal rivela una verità, già nota, ma peggiorata dopo lo scoppio della
recessione e difficile da accettare. In Francia, a marzo, i giovani disoccupati
sono diventati 451.600 con un aumento di 119.000 unità rispetto a un anno fa;
la Francia non ha la palma peggiore tra i paesi della Ue, tuttavia nel corso
del 2008 il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 18% per i giovani di
un'età compresa tra i 15 e i 25 anni. Mentre la maggior parte svolge un lavoro
precario o a tempo determinato. La disoccupazione giovanile francese segue
quella spagnola (29,6%), quella svedese (22,4%) e quella italiana (22,4%).
Cambia il paese ma non cambia la sostanza. «Il Dipartimento al lavoro Usa -
scrive The Wall Street Juornal - rende noto che ad aprile 2009 i disoccupati,
di età compresa tra 25 e 34 anni, sono il 9,6% dell'intera forza lavoro
statunitense. Il giornale avanza anche una dettagliata denuncia sul modo con il
quale i giovani dipendenti sono licenziati, la facilità con la quale vengono
«fatti fuori» in assenza di diritti di qualsiasi genere. Sono sottopagati e
sottoposti a un orario di lavoro più lungo come pure a mansioni tra le più
stressanti. E alla fine: «easier to lay off» ovvero il licenziamento è più
facile. class="hilite">Una situazione che
ha iniziato a fare tanto scalpore che alcuni hanno avanzato l'idea di
promuovere una sorte di class="term">class class="term">action
(causa collettiva) contro le compagnie e le aziende che ricorrono a questi
mezzi di discriminazione. Discriminazioni che si basano su salari di accesso
basso e di permanenza sempre inferiori a quelli di tanti lavoratori, in genere
più anziani. Un'aria di discriminazione che si avverte anche in Francia «dove -
dimostra Le Monde Economie - non c'è nessun rapporto per i più giovani tra un
diploma conseguito e una realtà occupazionale»; «dove si trova semplicemente un
lavoro precario». «Nel 2004, la prima occupazione a tempo determinato è stata
pari al 74% delle occasioni date, mentre era al 25% per le generazioni che
cercavano lavoro nel 1984 e del 50% per quelli del 2000». Per Francia, paesi
della Ue e Stati uniti è un grossissimo problema e il 27 aprile scorso, ad
esempio, il presidente Nicholas Sarkozy si è sentito obbligato a presentare un
«Piano per i giovani». In Italia, invece, emerge che i lavoratori stressati dal
lavoro sono nove milioni, il 41% del totale dei dipendenti. La denuncia della
Scs Consulting - che si è avvalsa di dati Istat e Ispesl - è circostanziata e
mostra una situazione peggiore di quella di altri paesi europei. Il 41% di
stressati contro la media del 22% europea. Più specificatamente, in Inghilterra
sono il 27%, in Germania il 25% e in Francia il 24%.
Torna
all'inizio
Ieri non è stata proposta la tappa epica che era
nell'idea degli organizzatori, ma la velocità e la lunghezza l'hanno comunque
resa molto faticosa (sezione: Class action)
Ieri non
è stata proposta la tappa epica che era nell'idea degli organizzatori, ma la
velocità e la lunghezza l'hanno comunque resa molto faticosa --> Mercoledì
20 Maggio 2009 SPORT, pagina 46 e-mail print Ieri non è stata proposta la tappa
epica che era nell'idea degli organizzatori, ma la velocità e la lunghezza
l'hanno comunque resa molto faticosa. Prima ora di corsa a oltre 50 di media.
Una partenza quanto mai veloce, con corridori che scattavano nonostante l'alta
velocità. Se è la conseguenza del giorno di riposo, quasi preferisco non
riposare più. L'azione buona ha stentato a nascere,
nonostante una salita «vera» di tre chilometri, la Colletta di Cumiana. Poi,
quando sembrava essersi formata, prima del Moncenisio, dopo oltre 130 km di
corsa, la squadra di Garzelli ha fatto il forcing e sulla dura e stretta salita
è partito come una freccia lo stesso Garzelli. L'ho seguito per oltre
due chilometri, prima di mollare poco prima di vedere il cartello che segnalava
meno un chilometro dal Gran premio della montagna. Sia Cunego che Simoni
avevano perso contatto, mentre Armstrong era a proprio agio, come non mai in
questo Giro. Nella successiva discesa molto tecnica, tanto per cambiare, ha
forato Siutsou ed ha avuto bisogno che gli passassi la mia ruota. Così ho
dovuto inseguire insieme a un gruppo di staccati. Poi è stata la volta della
lunga ascesa verso Sestriere in una vallata con molto vento contrario. Mi è
venuta in mente la prima volta che affrontai questa salita al Tour di 10 anni
fa, sotto un temporale estivo. Garzelli ha fatto davvero un numero, da solo con
il vento, avendo scollinato con lo stesso vantaggio con il quale aveva iniziato
l'ascesa. Ma non ha potuto resistere alla velocità altissima con cui il gruppo
ha percorso gli oltre 40 km di discesa prima della salita di Pra' Martino, dove
la corsa è esplosa. La discesa ripida, insidiosa, ricca di tombini, buche e
canali di scolo per l'acqua ha fatto pronunciare commenti che è meglio non
riportare, dopo quanto successo a Milano. Ma si sapeva che questo Giro ha
insidie ogni giorno. Oggi ci aspetta la discesa del Turchino verso Arenzano. E
facilmente il gruppo sarà ben più folto. 20/05/2009 nascosto-->
Torna
all'inizio
Altro che nuovi leader Nelle elezioni universitarie
l'Onda non vince mai (sezione: Class action)
n. 120
del 2009-05-20 pagina 3 Altro che nuovi leader Nelle elezioni universitarie
l'Onda non vince mai di Gabriele Villa Occupano. Anzi, okkupano con la kappa
d'ordinanza, ovviamente. E poi, quando escono allo scoperto ma coi volti
coperti, indossando caschi e passamontagna e maneggiando bastoni, dietro a uno
scudo lungo oltre dieci metri, camuffato da striscione, lasciano a terra, come
è accaduto ieri a Torino, 22 poliziotti e due carabinieri. Contusi e feriti. In
crisi di astinenza da guerriglia urbana i giovani dell'Onda, perfettamente in
sintonia con migliaia di ragazzi dei centri sociali di diverse città italiane
che, in simili occasioni, non si fanno mai pregare per dar manforte, cercano
disperatamente di mostrare al mondo una forza che non hanno. Che non hanno mai
avuto. Dietro quest'Onda anomala o semplicemente stupida che sia, specializzata
nel disordine organizzato, c'è infatti il vuoto pneumatico. Persino nei giorni
del recente autunno caldo della contestazione, contro la riforma Gelmini, ecco,
persino allora l'Onda contava come il famoso due di picche a briscola. Sono i
numeri a dimostrare che il movimento, sorto con l'obbiettivo primario di fare a
pezzi e respingere al mittente «la più odiosa riforma della scuola», come
qualcuno l'aveva definita, ha sempre tentato di galleggiare ma è andato alla
deriva sulla zattera di numeri minimali. Vediamoli dunque questi numeri. Alle
elezioni universitarie di Milano, svoltesi giusto pochi giorni fa, i collettivi, riuniti sotto la sigla Demos, non hanno raccolto
alcun seggio e si sono piazzati all'ultimo posto, dietro i leghisti del Mup. Di
fatto l'Onda ha così raccolto circa 300 voti e ha dovuto assistere alla
vittoria dei moderati di Sinistra universitaria (tre seggi al Senato
accademico, due al Cda, due al Cidis, uno al Comitato pari opportunità),
davanti ai ciellini di «Obiettivo studenti» e ad «Azione
universitaria». È andata ancora peggio in Cattolica, dove ha dominato
«Obiettivo studenti», la lista vicina a Cl. Per loro 27 seggi nei Consigli di
facoltà, due nel Comitato per lo sport universitario e tre nel Cda Educatt,
l'ente per il diritto allo studio. È un voto che ben poco lascia
all'immaginazione perché se le elezioni universitarie a Milano dovevano essere
il banco di prova per le proteste dello scorso autunno, ebbene, queste si sono
rivelate un fiasco per chi voleva trasformare la tornata in un plebiscito
antigovernativo. Se è vero come è vero che in Cattolica su 4.843 votanti
«Ateneo Studenti» ha totalizzato 2.849 preferenze, cioè il 59 per cento,
raggiungendo così la maggioranza assoluta, in via Festa del Perdono, dove hanno
sede le facoltà umanistiche che sono state teatro delle barricate autunnali, la
Sinistra Universitaria è la prima lista, ma nelle elezioni per il rinnovo del
Consiglio di Facoltà di Lettere e filosofia, storici capisaldi delle rivolte
studentesche, ha perso 118 voti ed un seggio. L'Onda non è rappresentata
istituzionalmente nemmeno a Roma, all'università che, in qualche modo, le ha
dato i natali, la Sapienza. Dove ha votato il dieci per cento degli studenti
aventi diritto. Tra le otto liste in lizza, i primi tre posti sono stati ad
appannaggio di «Vento di cambiamento» (radicata nella facoltà di medicina e
quindi legata al rettore Luigi Frati) che ha preso circa 2800 voti; «Mondo
Sapienza» (legata a Comunione e Liberazione) e «Azione
Universitaria» (costola di Alleanza nazionale), con circa 1600 voti. E se il
presidente romano di «Azione universitaria», Matteo
Petrella, ha commentato: «Alla Sapienza abbiamo stravinto, l'Onda è un
movimento marginale», Luca Cafagna portavoce del movimento, ha dovuto
riconoscere che «l'Onda non è rappresentabile in università a Roma perché alla
Sapienza hanno vinto le liste legate ai partiti che sono al governo». Vero che
nella Torino di queste ore violente la lista studenti indipendenti, nata
dall'Onda, ha conquistato due dei tre posti in Cda, strappandoli all'Udu, cioè
alla lista di sinistra tradizionalmente forte. Ma che dire di quanto accaduto
in Puglia? Alle elezioni universitarie di Bari, ateneo che conta 56mila
iscritti, l'Onda non è riuscita neanche a mettere insieme una lista autonoma.
Così al Senato accademico gli studenti hanno premiato con 4605 voti la lista
Studenti indipendenti, priva di connotazioni politiche, e subito dopo, con
3.544 preferenze il listone di centrodestra formato da Azione
universitaria, Unidea - Taranto universitaria - Studenti per l'Università. Solo
1.961 voti per l'Udu-Unione degli universitari, vicina al centrosinistra. Sarà
un caso ma, visto come sono andate le cose, l'Onda ha deciso di non presentarsi
a Napoli e a Genova. Mentre a Palermo, sembra alla frutta. Tanto che, scandendo
lo slogan «Noi la mensa non la paghiamo» attivisti dell'Onda hanno pensato
bene, non si sa mai, di occupare la mensa dell'Università. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Torna
all'inizio
n. 120
del 2009-05-20 pagina 12 «Reggio e Messina? Due cloache» E i nemici si alleano
di Redazione Ogni mattina, quando aprono le finestre si vedono l'un l'altra e
si guardano in cagnesco. Si detestano Reggio e Messina, due campanili separati
da una striscia di mare che più blu non ce n'è un altro, due regioni a loro
modo rivali. Però stavolta Reggio e Messina, ferite nell'onore, si mettono
d'accordo e vanno a braccetto in tribunale per far fronte, class="hilite">oggi
si dice class="term">class
class="term">action, contro il cattivo
che le ha infangate. Il cattivo di turno è un giornalista che dalle antenne de
La7 ha definito «Reggio Calabria e Messina due cloache». Apriti cielo, si sono
mossi subito i due sindaci, per l'occasione amicissimi, Giuseppe Scopelliti,
primo cittadino di Reggio ha perfino ospitato «in casa sua» a Palazzo San
Giorgio sede dell'amministrazione comunale calabrese il collega siciliano
Giuseppe Buzzanca. I due Giuseppe hanno trovato un'unitaria strategia:
indennizzo-risarcimento di mille euro per abitante ai danni dell'emittente. E
tanti saluti alle cloache. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
Torna
all'inizio
Vulcani: conta la prevenzione (sezione: Class
action)
Professioni
ambiente & territorio Vulcani: conta la prevenzione La due giorni di studio
- a Napoli e Nicolosi - vede i geologi protagonisti Francesco Russo* Il
Convegno Internazionale sul rischio vulcanico organizzato dagli Ordini dei
geologi di Sicilia e Campania con l'alto Patronato della Presidenza della
Repubblica il 27 e 28 Aprile nelle sedi di Napoli e Nicolosi (e che ha avuto
larga eco mediatica) si colloca lungo il percorso intrapreso da tempo dai
geologi per contribuire alla nascita di una nuova cultura di gestione del territorio,
non sarà utilizzato per rivendicare "saggezza" a scapito di altri ma vuole rappresentare un tassello di una crescita collettiva che, purtroppo, casualmente
coincide con l'arco temporale in cui il nostro paese stà vivendo il dramma che
ha colpito l'Abruzzo. Un dramma che ancora una volta ha riacceso la rabbia e lo
sdegno per l'incuria e l'inerzia su quanto si sarebbe dovuto e potuto fare per
la salvaguardia della vita di una collettività prima che l'evento
naturale la colpisse così duramente. Il dibattito che ne è scaturito
travalicando il confine degli addetti ai lavori ha generato non solo un inedito
bisogno diffuso di capire fino in fondo la profonda differenza tra
"previsione" e "prevenzione" ma anche la necessità per ognuno
di comprendere come tali diversi significati debbano incidere nel quotidiano.
Questa nuova attenzione della collettvità nazionale deve essere non solo
mantenuta viva ma implementata ed indirizzata verso la nascita di un rinnovata
cultura. Il nostro, infatti, è fino ad oggi il paese che non ha occhi per
guardare al passato. Una miopia istituzionale unica ripercorre le strade
sbagliate della politica delle emergenze, resa prassi consolidata di fatto ma
del tutto insufficiente a ristabilire quei parametri di sicurezza e vivibilità
che oggi la collettività richiede. Nelle sedi convenute e con un parter di
spessore internazionale non ci si è soffermati solo sulle questioni
squisitamente tecniche inerenti Montagne di Fuoco Vesuvio ed Etna ma sono
scaturiti una serie di quesiti che necessitano di una risposta. Il Convegno si
è articolato sia per il Vesuvio che per l'Etna in sessioni parallele sui rischi
connessi alle due aree, sul convivere dell'uomo con esse e sulla visione dei
vulcani come risorsa. Il Vesuvio e l'Etna, infatti, con i Campi Flegrei e le
isole Eolie delimitano uno spazio limitatissimo del pianeta che è di fatto un
laboratorio di studio delle catastrofi naturali unico al mondo. Edificati dalla
natura e da un cospicuo intervento antropico mai programmato la sua unicità è
relazionabile non solo alla sua potenziale pericolosità ma anche ad una
crescita socio-economica in sicurezza derivante dagli studi e le ricerche in
sito. Nei due giorni di convegno sono stati accesi i riflettori su questi due
distretti vulcanici che per rischi sono tra i più pericolosi al mondo, con
l'intento di stimolare se non provocare azioni concrete di reale prevenzione
che consentano di valorizzare al meglio le risorse territoriali esistenti. Il
Vesuvio inattivo dal 1944 è e resta non solo un vulcano attivo ma anche uno dei
più pericolosi al mondo. A questa consapevolezza scientifica non corrisponde
una eguale consapevolezza nell'agire e nella gestione politico-istituzionale
finalizzate ad una seria opera di prevenzione che dovrebbe permeare l'intera
collettività. Il rischio Vesuvio si è così implementato in modo esponeziale
grazie a una politica del territorio asservita non allo sviluppo sociale ma
esclusivamente a quello economico intriso di una componente malavitosa e
dall'abusivismo. Il territorio soggetto al rischio Vesuvio è oggi in Europa
quello a più elevata antropizzazione dove il costruire dell'uomo è forse ancora
più precario di quello che ha determinato la catastrofe dell'Abruzzo. In
un'ipotesi minimalistica la potenziale eruzione coinvolgerebbe diciotto comuni
dislocati a ridosso del Vesuvio (Zona Rossa), coinvolgendo circa seicentomila
persone. In realtà le ripercussioni anche solo di tipo indotte potrebbero
coinvolgere anche parte delle province di Salerno, Caserta ed Avellino (Zona
Gialla). Potrà una eventuale catastrofe immanente essere gestita con
l'emergenza? Alcuni, forse, ritengono l'intervento facilitato dalla sussistenza
dei cosi detti fenomeni precursori che consentirebbero di allertare ed evacuare
la popolazione. In realtà, nulla mutando, gli stessi segnali premonitori
potrebbero da soli rappresentare una catasrofe nella catastrofe. Domandiamoci
quali sono le capacità organizzative di gestire un esodo che coinvolge circa
600.000 persone e ciò senza voler considerare il potenziale effetto domino che
solo nell'interland vesuviano coinvolgerebbe milioni di persone. Domandiamoci
se tutte queste persone sono preparate ad essere gestite ed a gestire se stesse
in una situazione di allarme che le vedrebbe aspettare nella zona a rischio, ordinatamente
e magari per alcuni giorni, il loro turno per l'evacuazione. Teniamo conto che
fenomeni precursori dell'eruzione saranno scosse sismiche, sollevamento del
suolo, aperture di nuove fumarole e che questi colpiranno insediamenti urbani
estesi fino a poche centinaia di metri dal cratere, costruiti con la filosofia
del massimo profitto a discapito del minimo grado di sicurezza per chi ci
abita, e privi di qualsiasi opera infrastrutturale degna di essere considerata
come un'adeguata via di fuga o quanto meno di evacuazione. Con tali premesse è
molto più verosimile ipotizzare un esodo "spontaneo" ed
incontrollabbile che da solo sarebbe forse più devastante della stessa
eruzione. Senza accennare ai risvolti che si avrebbero in caso evacuazione per
falso allarme. Questo non è allarmismo gratuito ma un invito a chi oggi
gestisce il territorio a riflettere su queste due giornate di studio
evidenziando fin d'ora che per prevenire il rischio vulcanico sono necessarie
scelte giuridiche ed etiche tese a una radicale riconversone del territorio che
allontani l'uomo da tali zone. Nel 2003 la Regione Campania con il Progetto
Regionale Vesuvia ( La scelta possibile) pose in essere un positivo approccio
al rischio Vesuvio. Perseguendo il blocco dell'abusivismo ed una riduzione
della densità abitativa, attraverso incentivi economici pari a trentamila euro,
della cosiddetta zona rossa. Parallelamente si prospettava una completa
riconversione di quel territorio in funzione di quegli elementi naturali o
antropici propri del territorio senza mutarne la natura, bensi, dando il via ad
una loro rigenerazione. Vesuvia conteneva le premesse per coniugare sviluppo
sostenibile e sviluppo eco-compatibille dando corpo alla creazione di musei
all'aperto, al turismo geo-archeologico, ad itinerari naturalistici. Si
ipotizzava, quindi, un utilizzo razionale dell'esistente a testimonianza
dell'evoluzione di quel territorio e degli uomini che lo hanno vissuto. Tutto
ciò oggi risulta, di fatto, un'ennesima opera incompiuta e dimenticata? Del
progetto Vesuvia sono rimasti solo gli opuscoli? Doveroso è rivitalizzare
questo progetto per ridare cittadinanza alla razionalità nell'affrontare una
problematica essenziale alla sopravvivenza della nostra comunità regionale. Noi
geologi siamo consci che per ottenere un risultato reale convegni ed
interviste, anche se necessari, da soli non bastano. L'attenzione per temi,
quale è il rischio vulcanico, deve assumere una dimensione quotidiana ed
ordinaria con azioni concrete. Addetti ai lavori e cittadini devono condividere
le conoscenze acquisite e scelte anche se queste ultime si dovessero rivelare
impopolari. Il convegno non è stato e non sarà l'ennesima luce accesa e subito
dopo spenta , ma attraverso i canali mediatici i geologi campani, con il supporto
del mondo scientifico, continueranno, dopo una serena analisi degli scenari che
potrebbero delinearsi, a richiedere alle istituzioni soluzioni non condizionate
dall'urgenza del verificarsi . * presidente dell'Ordine dei geologi della
Campania del 20-05-2009 num.
Torna
all'inizio
Parmalat: nuova procura ad Altroconsumo (sezione: Class
action)
Parmalat:
nuova procura ad Altroconsumo 20-05-2009 Alcuni dei soggetti coinvolti nel crac
Parmalat hanno cambiato denominazione. Se ti sei rivolto a noi per il
risarcimento, è quindi necessario fornirci nuovamente due copie della procura,
firmate e autenticate. Abbiamo organizzato alcuni appuntamenti per procedere
all'autentica dei documenti. Roma: 26, 27 e 28 giugno nella nostra sede di
piazza Barberini 5. Milano: 3, 4 e 5 luglio all'Oratorio della Parrocchia di
San Cipriano, in via Carlo d'Adda 31. Orari: 10-17 venerdì e sabato; 10-16
domenica. Domande e risposte per chiarire ogni dubbio L'class="hilite">azione
per cui mi state chiedendo nuovamente la documentazione è compatibile con la class="term">class class="term">action alla quale ho aderito negli
Stati Uniti? Certamente, non c'e' assolutamente incompatibilita' tra le due
azioni. Perché mi chiedete ancora procure? Non vanno bene quelle già inviatevi
in passato? Una società contro la quale agiamo ha modificato l'assetto societario.
È elevato il rischio il rischio di lasciare al giudice la decisione riguardo
alla correttezza della nostra procura contenente la vecchia denominazione
(ovvero: la società che ha cambiato nome è sempre formalmente la stessa che è
indicata nella vecchia procura?). Modificare le procure elimina ogni
possibilità di contestazione della difesa. Potete cambiare la procura? Per
esempio il Segretario Comunale accetterebbe di autenticarla se presentasse le
caratteristiche utili a farla rientrare negli atti di nomina del difensore
previsti dal Codice di Procedura Penale, art. 39 D.Lgsl. 271/1989 - legge sulle
norme di attuazione del nuovo Codice di Procedura Penale. Cosa devo fare? La
procura non può essere modificata. In ogni caso ogni frase che richiama una
normativa non pertinente rischia di diventare un consistente appiglio per una
eccezione degli avvocati della difesa, rallentando o bloccando il processo o,
nella ipotesi minore, bloccando la tua posizione. Occorre il bollo per
l'autentica della Procura? La procura può essere autenticata senza
l'apposizione di alcun bollo. Se non posso venire a Roma o a Milano, entro
quale data devo farvi pervenire tutta la documentazione, procure autenticate
comprese? Entro il 15 luglio 2009, in busta chiusa indirizzata a: Altroconsumo
servizio soci - Parmalat via Valassina, 22 - 20159 Milano Non posso venire a
Milano o Roma e non posso/voglio rivolgermi a un notaio. Cosa devo fare?
Purtroppo devi rinunciare ad agire in giudizio rappresentato da Altroconsumo.
Se non sono più interessato a proseguire devo fare (e pagare) qualcosa? Non
devi pagare nulla a nessuno. Se rinunci ti chiediamo soltanto di inviarci una
conferma scritta (va bene anche via email). Quanto posso ragionevolmente
aspettarmi dalla causa italiana? Altroconsumo chiede il rimborso al 100% ma
quanto arriverà dipende dal giudice. Perché mi chiedete un estratto conto
recente? Basta inviare un estratto conto dei tempi del crack, utile a mostrare
il danno subito e, se possiedi ancora i titoli, un estratto conto attuale (puoi
cancellare ogni altro dato per tutelare il tuo diritto alla riservatezza).
Torna
all'inizio
IX RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA-PIT SERVIZI I
SERVIZI PUBBLICI ALLA PROVA DEL QUOTIDIANO: NEL 2008 +25% DI LAMENTELE RISPETTO
AL 2007. EMERGENZA SERVIZI LOCALI, TLC SOLITA MAGLIA (sezione: Class
action)
Giovedì
21 Maggio 2009 IX° RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA-PIT SERVIZI I SERVIZI PUBBLICI
ALLA PROVA DEL QUOTIDIANO: NEL 2008 +25% DI LAMENTELE RISPETTO AL 2007.
EMERGENZA SERVIZI LOCALI, TLC SOLITA MAGLIA NERA Roma, 21 maggio 2009 - Le
telecomunicazioni si confermano per il terzo anno in testa ai servizi più
criticati dai cittadini (24% delle segnalazioni), ma la vera emergenza riguarda
lerogazione dei servizi pubblici locali (+171%
di reclami rispetto al 2007), a causa soprattutto della gestione spesso opaca
del servizio idrico. Male anche la Pa che raccoglie il 20% di lamentele, anche
se i
trend maggiormente in ascesa li troviamo nel settore dellenergia (+39%), dei servizi bancari (+63%) e postali
(+88%). Ormai rassegnati i pendolari, stanchi anche di protestare (-27% i dati
riguardanti il trasporto). On line su www. Cittadinanzattiva. It il dossier
completo. Lanalisi, che viene presentata oggi a Roma
(c/Centro Congressi Roma Eventi, via Alibert n°5 dalle ore 9:30 alle 13. 00)
alla presenza del Ministro Brunetta, è il frutto di 8. 330 segnalazioni (+25%
rispetto allanno prima) che i cittadini hanno rivolto nel 2008 al Pit
Servizi, il servizio di Cittadinanzattiva che fornisce gratuitamente ai
cittadini assistenza e tutela dei diritti nei servizi di pubblica utilità. Ne
emerge una classifica dei settori in cui si
riscontrano le maggiori criticità. Settori 2008 Variazione 07-08 Telecomunicazioni (telefonia fissa, mobile,
Internet, pay tv) 24% +7,5% Pa (multe, fisco, pratiche amministrative, welfare)
20% +19% Servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, tpl) 13% +171% Servizi
bancari
& finanziari (mutui, titoli, finanziarie, c/c, carte) 13% +63% Energia
elettrica & gas 10% +39% Servizi postali 6% +88% Beni e prodotti 5% -27%
Trasporti (ferroviari e aerei) 5% -27% Assicurazioni (Rc auto, ramo
vita/infortuni) 4% -20% Fonte: Cittadinanzattiva
Ix Relazione
Pit Servizi, maggio 2009 Il commento: Negli
anni passati afferma Teresa Petrangolini, segretario generale di
Cittadinanzattiva, le segnalazioni riguardavano soprattutto la scarsa
qualità dei servizi, oggi i cittadini non riescono più ad accedere ai servizi,
attendono troppo o comunque non riescono a sostenerne i costi. In un contesto
difficile come quello che stiamo vivendo, ci si aspetterebbe lattivazione di un sistema di tutele volto a rafforzare
i diritti dei consumatori. Purtroppo, in Italia, sta accadendo esattamente lopposto: da un lato si congelano le leggi che hanno ad
oggetto lattuazione di maggiori tutele per i consumatori come la class="term">class class="term">action, dallaltro anziché ampliare il quadro normativo si torna
indietro
sulle liberalizzazioni. Il risultato è che a soffrire non è solo il potere di
acquisto, ma anche la tutela dei diritti, e i cittadini ne pagano il conto sia
in termini di denaro che di tempo perso: diminuisce il primo e aumenta il
secondo in attesa che si ripristini un qualsivoglia disservizio. E la casistica è quanto mai ricca e riguarda tutti i
settori: Telefonia: Si guasta la linea telefonica di casa? Si può attendere
anche 60 giorni, a fronte di un tempo medio previsto di 48 ore come da Carte
dei Servizi
dei gestori. Se invece la si vuol traslocare, i tempi si riducono a 45g. (a
fronte di standard che parlano di soli 10g), per aumentare a 90g se si vuol
cambiare gestore Internet. Costi: pagate in media 150 di penali per recedere da un contratto di telefonia mobile e
50 per una utenza fissa, in spregio alla legge
che le ha abolite. E la rimodulazione tariffaria ha comportato per i cellulari
rincari medi annui da 49 a 83. Banche: 100 giorni per la cancellazione
dellipoteca a Udine come a Prato o Roma, quando la legge parla di 30g dallestinzione del mutuo. Per la cancellazione dalla banca
dati cattivi pagatori si aspettano anche 36 mesi invece dei 12 stabiliti. E
ancora, per estinguere anticipatamente un mutuo a Roma, Firenze, Torino e
Catania si è atteso anche 90 giorni. Costi: pagati 600 di media per penali in caso di estinzione anticipata
dei mutui, da tempo vietate dalla c. D. riforma Bersani-2. Da
Torino a Macerata passando per Caserta, Napoli, Roma e Cagliari, pagati dai 50
a 200 per una semplice chiusura del conto corrente, operazione gratuita a
seguito della c. D. Bersani 1.
Analogamente, spesi dai 200 ai 400 per la rinegoziazione dei mutui, e dai
300 ai 500 per la portabilità, operazioni rese anchesse gratuite.
Il record ad Urbino: richiesti 1900 per spese
accessorie (tassi, bolli, perizie tecniche) non dovute in tema di portabilità
del mutuo. E ancora: pagate a Verona 587 di spese occulte per credito al
consumo, e 660 a Reggio Emilia per lestinzione anticipata di un
prestito. Per non parlare di finanziarie che applicano tassi fino a 3 punti
percentuali superiori a quelli usurai, e delle commissioni per le carte
prepagate che arrivano al 10% della somma ricaricata. Sempre in tema di
estinzione anticipati dei mutui, pagate penali superiori anche del 35% rispetto
ai massimi imposti dallaccordo Abi/consumatori.
Servizi pubblici locali: fatture dellacqua inviate un mese dopo la
scadenza, quelle dei rifiuti anche due mesi dopo. Per non parlare
dellodissea dei treni regionali, per i quali non è previsto alcun rimborso:
nel Lazio, per tratte di percorrenza di unora o
poco più, i ritardi hanno superato le 2 ore. Costi: negli ultimi anni, una
famiglia media ha pagato un canone di depurazione, a fronte di un servizio mai
erogato, pari a 1674 in pr. Di Trapani,
1037 a Potenza, 941 a Belluno, 788 a Pisa. A Latina, per una errata
fatturazione della bolletta dellacqua, richiesti 880 a fronte di un
consumo reale di 214. Il record in pr. Di Udine: richiesto un conguaglio
di 2514 sempre per errata fatturazione dellacqua.
Il tutto mentre la bolletta del servizio idrico integrato ha toccato incrementi
del 38% ad Agrigento (da 322 a 445, città più cara dItalia), e
quella dei rifiuti del 24% nella città più cara, Siracusa (da 323 a 400).
Energia:
per un primo allaccio alla rete elettrica a Roma si è aspettato anche 6 mesi
quando si parla di 5g dal ricevimento della richiesta. Sempre nella capitale, solo 5 mesi per lattivazione del servizio
gas a fronte dei 10g lavorativi. Peggio è andata a Bari: a causa di
un errore dellazienda, un utente non ha
ricevuto fatture per 7 mesi, vedendosi cessare la fornitura di elettricità per
morosità per 50 ore. In generale, si riesce a passare da un gestore ad un
altro, ma in diverse zone dItalia prima di 3 mesi è difficile.
Sempre a Roma, la risposta ad un reclamo può essere evasa anche dopo 4 mesi, a
fronte dei 40g previsti. Diritti violati e imperfetta tutela del consumatore:
Al di là dei singoli settori, le segnalazioni nel loro insieme evidenziano che
i diritti più disattesi sono quello allinformazione
e al servizio (18% ciascuno). Seguono le violazioni del diritto alla
sostenibilità economica (16%), alla trasparenza e alla qualità (12% ciascuno),
alla tutela e allequità contrattuale (9%). Poco frequenti le segnalazioni
in tema di lesione del diritto alla sicurezza (3%), alla partecipazione civica
e alla scelta (1% ciascuno). Ecco l´Italia vista dai cittadini, settore per
settore: Telecomunicazioni (24% sul totale delle segnalazioni): regna una
evidente disparità tra le parti che si sostanzia nella carenza di informazioni
pre-contrattuali fornite al consumatore. Prima della sottoscrizione del
contratto, gli operatori telefonici forniscono spesso informazioni incomplete o
distorte su tariffe, durata della promozione, velocità navigazione Adsl, che
poi si rivelano false una volta che si è aderito telefonicamente al contratto.
La telefonia fissa risulta lambito delle tlc
dove si riscontrano maggiori criticità anche se nel 2008 le segnalazioni sono
diminuite
dell11% (dal 72% al 61% sul totale delle tlc).
Aumentano invece del 10% i disservizi nella telefonia mobile (dal 15% al 25%
sul totale delle tlc). In crescita anche i casi che riguardano internet (+8%)
e Pay Tv. Le principali criticità riguardano: la bolletta per la telefonia
fissa, la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali per la telefonia
mobile, servizio discontinuo e lento per Internet e Adsl. Servizi pubblici
locali (13% sul totale delle segnalazioni): la crescita esponenziale delle lamentele
è legata allincidenza dei tributi locali sul bilancio delle
famiglie e al basso livello di qualità dei servizi. I servizi più critici sono
lacqua (56% sul totale delle segnalazioni relative ai servizi locali, +
32% rispetto al 2007), i rifiuti (16%, -5%) ed il trasporto pubblico locale
(11%, come un anno fa). Le principali criticità riguardano la restituzione del
canone di depurazione indebitamente pagato per lacqua,
problemi di fatturazione per i rifiuti (spese non dovute, conguagli elevati,
ritardi
invio delle bollette), carenza e inaffidabilità del servizio per il trasporto
locale (interruzioni del servizio e ritardi, scarsa frequenza di corse in
alcune fasce orarie). Servizi bancari & finanziari (13% sul totale delle
segnalazioni): carenza di informazione in fase pre-contrattuale e poca
trasparenza dei contratti continuano ad essere le bestie nere del settore
nonostante le norme di tutela e garanzia introdotte negli ultimi anni a favore
dei risparmiatori. Il fallimento della Lehman and Brother e le conseguenze
sulle obbligazioni acquistate dai piccoli risparmiatori (il più delle volte
ignari delleffettiva garanzia legata al titolo) ha
prodotto una nuova crisi del risparmio, evidenziando una volta di più
lasimmetria contrattuale che vi è tra le parti. I mutui risultano oggetto
delle maggiori criticità (34% delle segnalazioni relative alle banche, anche se
in forte diminuzione rispetto al 07,
-23%), seguiti dai prodotti finanziari (33%, +25% rispetto ad un anno fa) e dai
prestiti personali/finanziamenti (13%, -2%). Le principali criticità riguardano
alti tassi di interesse e mancata applicazione delle Bersani per i mutui, preoccupazioni sugli
investimenti legati a titoli tossici (obbligazioni o polizze legate
a Lehman and Brother) e azioni Alitalia, difficoltà nella restituzione del
prestito. Energia: 10% sul totale delle segnalazioni): predominano le lamentele
sul versante dellenergia elettrica (71% sul
totale delle segnalazioni riguardanti il settore energia, -6% rispetto al
07) rispetto a quelle relative al gas (29%, +6%), ma analoghe sono le
criticità: bollette (tecnicismo dei termini, poco trasparenti per i costi),
interruzione del servizio/morosità (a seguito di contestazioni, indirizzi
sbagliati), contatori (sbagli nella lettura dei consumi, telelettura), call
center (tempi di attesa, scortesia, scarsa chiarezza info), tariffe elevate.
Per dati, approfondimenti e proposte anche in tema di Pa (20% sul totale delle
segnalazioni), servizi postali (6%), beni & prodotti (5%), trasporti (5%),
assicurazioni (4%): www. Cittadinanzattiva. It. . <<BACK
Torna
all'inizio
Addio Sinistra arcobaleno. C'è
CAMPIDOGLIO
Addio Sinistra arcobaleno. C'è «Roma in Action» La Sinistra arcobaleno finisce
qui. Nel consiglio comunale di Roma e un po' in tutta Italia. Ieri, il
capogruppo al Campidoglio, Andrea Alzetta, ha annunciato che d'ora in avanti
cambierà anche il nome: da Sinistra arcobaleno a «Roma in Action», riferimento
neppure troppo velato all'associazione basata nel centro sociale Corto Circuito
che vede proprio Andrea «Tarzan» Alzetta tra i propri leader. «La Sinistra
arcobaleno non esiste più, anzi non è mai esistita - dice il comunicato che
annuncia il nuovo nome - E' deflagrata sotto il peso della sconfitta
elettorale». class="hilite">Il gruppo
«Roma in Action» prenderà vita anche nei Municipi X e III, grazie ai
consiglieri Rino Fabiano e Cristiana Cortesi, pure loro attivisti di Action. E
tutti e tre hanno fissato un appuntamento per il 4 giugno al Corto circuito per
discutere di quel che sarà della sinistra capitolina.
Torna
all'inizio
Rurale, soci oltre quota 3000
Pinetano Domenica l'assemblea di bilancio Rurale, soci oltre
quota 3000 «Tante azioni utili alla comunità» PINETANO - Domenica prossima la
Cassa Rurale Pinetana Fornace e Seregnano presenterà ai soci un bilancio
positivo. In un momento di crisi economica la banca ha proposto un ricco
pacchetto di iniziative a beneficio della collettività. Basti pensare al
taglio del costo dei mutui casa, ma anche a «Cuore solidale» o al Club Giovani
Soci di età compresa tra i 18 e i 35 anni. «Presenteremo un bilancio che
contiene molti motivi per essere soddisfatti del lavoro compiuto dal consiglio
di amministrazione e dall'organico di collaboratori - anticipa il presidente Fabio
Svaldi , affiancato dal direttore Renzo Osler . I depositi hanno raggiunto i
402 milioni di euro (+6%) con una crescita della raccolta diretta pari al 13%,
gli impieghi hanno superato i 330 milioni di euro (+4,12%). Sono numeri
positivi anche se il 2009 sarà un anno impegnativo a causa del difficile
momento congiunturale». La base ha superato quota tremila: oggi i soci sono
3.023. Il patrimonio è superiore ai 46 milioni di euro e consente alla banca di
guardare al futuro con serenità e, soprattutto, di mettere in campo molte
azioni utili ai soci, ai clienti e alla comunità nel suo complesso. Oltre alla
presentazione del Bilancio 2008, sarà sottoposto ai soci l'adeguamento dello
Statuto sociale alle nuove disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione
e governo societario delle banche. La base sociale sarà inoltre chiamata ad
eleggere le cariche in scadenza. 21/05/2009
Torna
all'inizio
posta elettronica, basta raccomandate (sezione: Class
action)
Pagina 7
- Attualità Posta elettronica, basta raccomandate Brunetta: «Da settembre meno
code negli uffici pubblici con le mail certificate» ASCOLI PICENO. «Dal
prossimo mese di settembre verrà fornita a tutti i cittadini che ne faranno
richiesta la Pec, Posta elettronica certificata, gratuita e senza spese». Lo ha
detto il ministro Renato Brunetta, ad Ascoli a un incontro elettorale della
Pdl. «Con la Pec - ha deto - tutti i cittadini potranno inviare agli uffici
pubblici e anche ricevere la loro raccomandata elettronica per fare qualsiasi
tipo di richiesta o di prenotazione, in tempi rapidissimi e senza ritardi».
Secondo il ministro della Pubblica amministrazione «ciò diminuirà notevolmente
le code e le file agli sportelli, il consumo di carta e le attese che spesso si
verificano, semplificando molto le procedure e dando un servizio efficiente
agli italiani». Per il ministro, con il nuovo strumento diretto i cittadini
«avranno finalmente voce e potranno richiedere qualsiasi documento o avere
prenotazioni nei tempi previsti dalla legge, e quindi ottenere risposte rapide
e sicure. Nel caso questo non avvenga, si potrà fare ricorso con un azione collettiva ai tribunali amministrativi». Brunetta ha poi ricordato alla
platea di aver «con piccole innovazioni ridotto l'assenteismo nella pubblica
amministrazione del 40%. Nemmeno padre Pio ci sarebbe riuscito... Io ho tanto
successo perché ho scoperto l'acqua calda», ha detto ancora, riferendosi alle
misure per rendere più efficiente la pubblicazione amministrazione. Ieri
Brunetta ha anche ventilato l'abolizione del valore legale del titolo di
studio. «Tanto più viene meno il valore legale dei titoli di studio tanto più
aumenta il valore dei contenuti degli stessi curricula», ha detto. Brunetta ha
anche ribadito che «tra qualche tempo nelle università ci saranno i curricula
dei professori online e le performance dei ricercatori con il relativo ranking»
(posizione nella graduatoria). Immediata la replica dell'Unione degli
Universitari, che ritiene «inaccettabile» l'intenzione del ministro di abolire
il valore legale del titolo di studi. «In questo modo - afferma in una nota -
non si tutelerebbe più il riconoscimento del percorso formativo e si incentiverebbero
invece meccanismi clientelari».
Torna
all'inizio
NebuAd, agonia e resurrezione (sezione: Class
action)
Roma -
Un logo che colora un contenitore vuoto: così si presenta ora la pagina web di
NebuAd, fornitore statunitense di servizi di behavioral advertising. Le
autorità si sono scagliate contro l'invasività di questo tipo di servizi, i
provider hanno perso interesse, il giro di affari si è affievolito fino a
spegnersi. NebuAd si proponeva come un mediatore tra provider e inserzionisti:
comprava utenti dagli ISP, acquistava la possibilità di monitorare le abitudini
online dei cittadini della rete. Informazioni che analizzava e vendeva ad
inserzionisti interessati a proporre alle platee dei netizen annunci quanto più
aderenti ai bisogni e agli interessi di ciascuno. NebuAd si proponeva di
tracciare clic e scandagliare sessioni di navigazione, ma le prime
sperimentazioni si sono invischiate nelle critiche e nelle perplessità: i
provider proponevano l'adesione a NebuAd come un semplice strumento per
migliorare l'esperienza di navigazione, il servizio di behavioral adverising si
era però scontrato con le autorità. I provider avevano progressivamente
rinunciato alla possibilità di spremere i propri utenti, si erano verificate le
prime defezioni nel team di NebuAd. NebuAd non aveva convinto il Congresso: le
condizioni di utilizzo non erano spiegate con sufficiente chiarezza, ai
cittadini della rete non veniva data la possibilità scegliere in maniera
consapevole se aderire o meno al servizio. Non aveva convinto nemmeno un
manipolo di cittadini statunitensi, class="hilite">impegnati
in una class="term">class
class="term">action per vedersi
riconoscere il diritto alla riservatezza e al consenso informato. I provider,
coinvolti nel processo, avevano tradito: avevano dichiarato la propria
estraneità alle pratiche di tracciamento, avevano assicurato di essere
partecipanti passivi delle operazione del servizio di behavioral advertising.
Nonostante la pubblicità comportamentale sia un servizio che non sembra far
paura alla metà dei cittadini statunitensi, le autorità si erano mobilitate per
regolamentare e contenere le pratiche di deep packet inspection. Ma ora NebuAd
si dichiara fuori dai giochi, sommersa dai debiti. L'azienda lo ha comunicato
al tribunale incaricato di dirimere il contenzioso che la coinvolge. I
creditori saranno risarciti, le operazioni saranno dismesse. NebuAd non costituirà
più una minaccia. Perlomeno negli Stati Uniti. NebuAd, spiega NODPI, avrebbe
trasferito le proprie operazioni nel Regno Unito, dove aveva aperto una filiale
quando ancora il business era promettente: ora si presenterebbe sotto il nome
di Insight Ready. Nel Regno Unito NebuAd potrebbe trovare terreno più fertile,
provider pià collaborativi e regolamentazioni meno rigide: a dimostrarlo,
l'evolvere dell'affaire Phorm. Il servizio, analogo a NebuAd, aveva avviato
delle sperimenztazioni fin dal 2006 tenendo completamente all'oscuro i
cittadini della rete coinvolti. Le autorità non avevano battuto ciglio: se le
attività di deep packet inspection vengono condotte concedendo ai netizen la
possibilità di svincolarsi, sarebbero pienamente legali. Solo la procedura di
infrazione avviata dall'Europa potrebbe increspare le acque nell'Isola, solo il
fatto che le autorità UE considerino intercettazione il behavioral advertising
potrebbe ostacolare dal punto di vista legislativo l'attività di Phorm. E
quella di una eventuale reincarnazione di NebuAd: il governo del Regno Unito
continua a ritenere che le leggi a tutela della privacy possano disinnescare
tutte le minacce tese dai servizi di behavioral advertising. Gaia Bottà
Torna
all'inizio
Request for Classification of a Legal Claim as a
Class Action Against Oil Refineries' and Carmel Olefins (sezione: Class
action)
HAIFA,
Israel, May 21 /PRNewswire/ -- Oil Refineries Ltd. (TASE: ORL.TA) (the
"Company"), Israel's largest oil refiner, announced that on May 17,
2009 a request for the classification of a class="hilite">legal claim as a class="term">class class="term">action claim, as defined in Action
Law - 2006 (hereinafter: the "Request"), was filed with the Haifa
District Court against the Company and Carmel Olefins Ltd. (hereinafter: the
"Responders"). The Request was filed with respect to non-monetary
damages caused, according to the Requestor, as a result of two smoke emissions
events which occurred on September 15, 2003 and October 5, 2003 (hereinafter:
"the Events"), with regards to which three prior requests for classification of the claims as class="term">class class="term">action
have already been submitted, two of which are still pending. The Requestors
claims that each of the members of the Group is to be compensated NIS 1,500
with respect to, among others, health risks, damage to autonomy, distress and
discomfort as well as for damages to Requestors resulting from global warming,
caused, according to the Requestors, as a result of the events. The Requestors
ask, in their Request, to represent the citizens of Kiryat Tivon, Kfar
Hassidim, Nofit, Sha'ar Ha'amakim and Rehassim (hereinafter: "the Group").
According to the Requestors, the Group comprises of approximately 22,500 people
and the total amount that the Responders need to compensate the Group is
approximately NIS 34 million. It should be noted that the majority of the
causes of class="term">action claimed
herein, appear in the previous claims and the amounts noted in the Request are
lower than the amounts noted in prior request to which the Company is a party
to. As part of the Request the courts have been asked to review the Request together
with the prior requests. The Company is currently studying the Request with the
assistance of its legal advisors. About Oil Refineries Ltd. Oil Refineries Ltd.
(ORL), located in the bay area of the city of Haifa, is Israel's largest oil
refinery. ORL operates sophisticated and state-of-the-art industrial facilities
with refining capacity of 9 million tons of crude oil per year, with a Nelson
complexity index of 7.4, providing a variety of quality products used in
industrial operation, transportation, private consumption, agriculture and
infrastructure. The Company is also active in the area of Aromatics and
Polymers through wholly-owned Gadiv Petrochemical Industries Ltd. and 50% owned
Carmel Olefins Ltd. ORL is traded on the Tel Aviv Stock Exchange under the
ticker ORL. For additional information please visit the Company's website:
http://www.orl.co.il Contacts: Company Contact: Igal Salhov, Chief Financial
Officer, Oil Refineries Tel: +972-4-878-8152 ContactIREn@orl.co.il Investor
Relations Contact: Ehud Helft Fiona Darmon GK Investor Relations Tel:
+1-646-797-2868 +972-52-695-4400 info@gkir.com Contacts: Company Contact: Igal
Salhov, Chief Financial Officer, Oil Refineries, Tel: +972-4-878-8152,
ContactIREn@orl.co.il; Investor Relations Contact: Ehud Helft Fiona Darmon, GK
Investor Relations, Tel: +1-646-797-2868, +972-52-695-4400, info@gkir.com
Torna
all'inizio
Contributi di bonifica da pagare , il Consorzio di
Burana vince anche in secondo grado (sezione: Class action)
Contributi
di bonifica da pagare , il Consorzio di Burana vince anche in secondo grado
(20/5/2009 20:15) | (Sesto Potere) - Modena - 20 maggio 2009 - Dopo le vittorie
della bonifica in Commissione Tributaria Provinciale, ora lennesima conferma, la più rilevante,
dellinaffidabilità delle ragioni addotte da Antonio De Franco, a capo del
movimento Mab Unico avverso la legittimità dei contributi di bonifica. Sono
arrivati infatti
gli esiti delle prime sentenze in secondo grado emesse dalla Commissione
Tributaria Regionale di Bologna: le cartelle del Consorzio di Burana sono
legittime e quindi da pagare. Questo, infatti, è il verdetto dei primi 4
contenziosi già esaminati a livello provinciale ora vagliati nellappello in Regione. Il risultato soddisfa quindi le
attese del Consorzio di Burana, al contrario di quanto millantato, anche con
azioni denigratorie, dal comitato di Antonio De Franco: il contributo di
bonifica è un obbligo di legge e pertanto va pagato. Il presidente del Consorzio
di Burana Fausto Balboni ha così commentato le sentenze della Commissione
regionale favorevoli allEnte: “Il movimento Mab
Unico, che contava in un capovolgimento di fronte a livello regionale dei risultati
negativi già conseguiti con le sentenze della Commissione Provinciale, deve ora
accettare linfondatezza delle proprie tesi. Il Rag. De
Franco, fino ad oggi, ha solo istigato i contribuenti, previa adesione al suo
movimento, ad azioni contro la bonifica senza alcun fondamento giuridico e, ciò
dal nostro punto di vista è ancora più grave, dimostrando una totale ignoranza
delle importanti attività svolte dalla bonifica. Speriamo che ora che ha perso
anche in appello smetta con le sue azioni millantatorie che vanno in ununica direzione: la lesione degli interessi della
collettività.” Il direttore dellEnte, Gianni Chiarelli ribadisce:
“speriamo che il risultato ottenuto oggi in Regione faccia calare il sipario
sulle azioni del Mab Unico, movimento che ci ha fatto perdere fin troppo tempo
e ha causato solo danni economici e disorientamento ai nostri contribuenti. La
bonifica, ossia la nostra rete di canali e di impianti, svolge oggi unattività fondamentale di presidio del territorio ed
assicura allo
stesso lacqua per irrigare garantendo, al contempo, lo
scolo delle acque di pioggia: la legge questi compiti li riconosce e li tutela.”
Torna
all'inizio
GIUSTIZIA. Class action, Cncu: "Basta con le
proroghe" (sezione: Class action)
News
GIUSTIZIA. Class action, Cncu: "Basta con le proroghe" 21/05/2009 -
16:26 Le Associazioni del Cncu (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) hanno oggi reso nota la loro posizione sull'azione collettiva risarcitoria e chiesto una
formale audizione ai presidenti di Camera e Senato per illustrare le ragioni
della ferma opposizione al testo licenziato da Palazzo Madama. "Stop alle
proroghe sulla class action: l'attuale articolo 140 bis del Codice del consumo
deve entrare in vigore!". Così le Associazioni rifiutano il testo
di recente approvato dal Senato che giudicano inapplicabile e dannoso per i
consumatori, avulso dal Codice del consumo, e contrario alle indicazioni
provenienti dall'Unione europea in merito alla prossima introduzione
dell'azione collettiva risarcitoria transfrontaliera.
In vista del prossimo appuntamento elettorale, infine, le associazioni dei
consumatori auspicano che ciascun candidato sostenga la definitiva entrata in
vigore del testo sulla class action di cui all'articolo 140 bis del Codice del
consumo. 2009 - redattore: VC
Torna
all'inizio
La rivoluzione del ministro "birichino"
riceve il sì del CdM (sezione: Class action)
Pubblicato
il: 18-05-2009 La rivoluzione del ministro birichino
riceve il sì del CdM Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto
di attuazione della legge delega sul lavoro pubblico, che prevede una riforma
radicale della pubblica amministrazione. Il provvedimento verrà ora sottoposto
alla discussione delle Camere, poi approderà alla Conferenza Stato Regioni e al
Cnel (i contenuti sono disponibili sul sito del Ministero). L'annuncio è stato
dato in conferenza stampa il 15 maggio da Silvio Berlusconi che ha ironizzato
sulle minacce di dimissioni del ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione Renato Brunetta: ''Ha usato una tattica da birichino, ma ha
ottenuto un ottimo risultato”. Tra le novità lintroduzione
dell'obbligo, per i dirigenti, di un periodo di lavoro-studio all'estero presso
le organizzazioni internazionali. Nel provvedimento compare anche la class="term">class class="term">action nella PA, ma la partenza è
prevista non prima di gennaio 2010. Su questo è aspra la critica del Pd. “Il
Ministro Brunetta cede alle resistenze della burocrazia e alle pressioni
lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici - afferma Linda Lanzillotta -.
Rinuncia alla class="term">class class="term">action
che lui stesso aveva indicato come la rivoluzione che avrebbe finalmente
tutelato i cittadini nei confronti dei soprusi delle amministrazioni e di chi
eroga servizi pubblici”. Critica che si aggiunge ai malumori dei sindacati per
una approvazione del cosiddetto decreto antifannulloni avvenuta senza il loro
coinvolgimento. Il cuore della riforma riguarda comunque la meritocrazia che si
farà sentire anche nelle differenze in busta paga: ''Solo il 25% dei dipendenti
pubblici, e il sindacato è d'accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le
risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai neanche nel privato se
non per qualche iniziativa singola'', ha detto il ministro e ha commentato:
“Questa non è una partita che si gioca tra governo e il sindacato dei
dipendenti pubblici, ma riguarda tutto il Paese: riguarda i cittadini, i
sindacati del settore privato e anche quelli dei datori di lavoro, come la
Confindustria''. Nel weekend Brunetta è riuscito a far parlare di sé tutti i
giornali veneti per aver lasciato intendere di essere disponibile a candidarsi
alla carica di sindaco della città di Venezia senza rinunciare però al suo
incarico di governo. “Non lascio il ministero, ma amo molto Venezia e sono
sempre a disposizione per dare una mano alla mia città". Alle
amministrative si vota nel 2010 e se il prossimo anno gli venisse proposto dal
Pdl di candidarsi a sindaco per competere contro il centrosinistra di Massimo
Cacciari, il ministro ha fatto capire chiaramente che valuterebbe volentieri
una sua eventuale discesa in campo in laguna. Brunetta ha parlato però di una
“subordinata”. Vale a dire della possibilità di fare contemporaneamente il
ministro e il sindaco. “Non ci sono problemi di incompatibilità” ha affermato a
Venezia sabato alla terrazza sul Canal Grande dellHotel Europa & Regina dove si è recato per
presentare i candidati alle provinciali del Pdl. Giada Lonardi
Torna
all'inizio
Il sabato che divide (sezione: Class
action)
A favore
Gerardo Turturro Contro NON SERVE Carlo Marrese È NECESSARIO Il sabato che
divide OPERAIO DI TERZO LIVELLO «Ti chiedono di scioperare ma intanto si sono
già messi d'accordo prima tra loro» OPERAIO DI QUARTO LIVELLO Il lavoro si
prende quando c'è sono monoreddito I soldi mi servono «Gli operai della
Multipla saranno in cassa: perché non dividere il lavoro?» Sciopero perché
nessuno mi dice neppure una parola sul mio futuro [FIRMA]MARINA CASSI Il primo
dei sei sabati lavorativi alle Carrozzerie di Mirafiori arriva - come spesso
accaduto anche nel passato - accompagnato da un carico di polemiche tra
sindacati. Certo è lo sciopero della Fiom. E ieri, pur in assenza di un
comunicato, i delegati Fim hanno confermato ai compagni di lavoro l'impegno
preso la scorsa settimana anche perché non ci sono novità nè sulla data
dell'incontro con azienda e governo nè sulla gestione della cassa integrazione.
Questa volta, però, i toni sono bassi e non paiono mettere in discussione la
gestione unitaria che Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno facendo della crisi. I
militanti Fiom saranno ai cancelli della fabbrica alle 5 per distribuire un
volantino a chi andrà a lavorare, ma non si tratta in alcun modo di un
picchetto. E' l'organizzazione che ha tenuto ferma con più convinzione la
scelta dello sciopero alle Carrozzerie dove la Fiat - per 800 addetti della
linea mista Punto, Musa e Idea - ha chiesto, come da contratto, sei sabati di
lavoro per fronteggiare un incremento degli ordini. Il segretario Giorgio
Airaudo dice: «Fiat e governo vogliono farci discutere di esuberi, mentre noi
vorremmo parlare di prodotti. Vogliono dividere i lavoratori tra Nord e Sud,
tra i pochi che fanno straordinari e i molti che fanno cassa integrazione». La
Uilm con Flavia Aiello spiega che non sciopera più - malgrado la decisione
fosse unitaria - «perché è stata tolta la cassa alla MiTo e la prossima
settimana ci sarà l'incontro». E Roberto Di Maulo, per la Fismic, dice: «Ho
visto il fronte sindacale sfaldarsi e con rammarico abbiamo deciso di soprassedere
in attesa di un chiarimento». Gerardo Turturro ha 48 anni. Si ricorda benissimo
la data in cui è entrato a Mirafiori: il 25 luglio del 1988. E' operaio di
terzo livello, quello più diffuso nello stabilimento. Stamattina alle sei sarà
a casa sua. In sciopero. Scusi, ma quanto guadagna al mese? «Pochissimo:
l'ultima busta era di 1145 euro. Bella cifra vero?». E quanto rende un sabato
in fabbrica? «Difficile fare i conti esatti, ma più o meno intorno agli 85-88
euro». Non poco. «No poco, non tanto; è così». Non le servirebbero? «Certo che
mi servirebbero e anche tanto». Allora perché non va a lavorare? «E' molto
semplice». Ce lo spieghi. «Perché oggi e per altri cinque sabati mi vogliono
far lavorare, ma non sono disposti a dirmi neppure una parola sul mio futuro,
su quello che accadrà a Mirafiori e negli stabilimenti italiani». Quindi
sciopera per una questione di principio? «Esatto. Sciopero perché vedo che
mentre io e altri come me dovrebbero andare a lavorare in straordinario gli
operai della linea della Multipla staranno in cassa per due settimane. E'
giusto? Non si potrebbe dividere il lavoro che c'è?». Immagino che lei abbia
impegni economici pressanti come li affronta? «Li ho, come tutti. Non pago il
mutuo perché l'ho estinto, ma quest'anno si deve cambiare la caldaia. Costa. Ma
il punto non è questo». E qual è? «E' che io non chiedo la luna. Chiedo solo un
piano industriale che ci faccia stare tranquilli. Chiedo la sicurezza del
posto. E poi io sono contrario in genere allo straordinario al sabato». Perché?
«Finiscono in tasse, ti fanno saltare gli assegni famigliari. E non mi va che
l'azienda ti prenda e ti molli a suo piacimento: prima la cassa due settimane
al mese, adesso gli straordinari». I suoi compagni andranno? «Qualcuno andrà è
ovvio anche se non è contento. Come dire? Pensano che sia meglio mangiare
questa minestra senza protestare. Io no».\Carlo Marrese ha 47 anni e da 22 è a
Mirafiori dove in Carrozzeria è team leader con il quarto livello. Lui sarà in
fabbrica alle 6 di stamattina, senza rimpianti. Quando guadagna al mese? «Sono
lì tra i 1350 e i 1400 euro». E quanto le rende un sabato al lavoro? «Intorno
agli 80-90 euro lordi». E' per questa cifra che andrà in fabbrica? «Ho proprio
bisogno. Sono un monoreddito e voglio far studiare mia figlia. Per me la cosa
più importante. Praticamente la mia è una scelta obbligata». Non ha pensato di
scioperare? «Io non ho mai scioperato in vita mia e neppure sono mai stato a
casa malato». E ha anche sempre fatto straordinario? «Ma certo. Il lavoro si prende
quando c'è, io non mi tiro indietro mai. E poi sono uno che non può star fermo;
se non sono in fabbrica dipingo la casa o faccio altri lavoretti. Io mi metto
sempre dalla parte del titolare». In che senso? «Nel senso che se chiede
significa che ha bisogno. Se va bene per loro va bene per noi. Adesso tirano e
parecchio i modelli Gpl. Meglio; così si lavora. O no? Anche se c'è una cosa
che non mi piace». Quale? «Alla Multipla la cassa continua. Prendono 800 euro
al mese, una miseria. Credo che l'azienda dovrebbe almeno far lavorare chi ha
un solo reddito altrimenti come fanno a vivere?». Lei è in fabbrica da molti
anni, ha visto tante crisi. Come le ha vissute? «Alti e bassi ne sono passati
tanti, ma io in cassa non ci sono mai finito. Solo adesso ne ho fatta un po',
ma poca». Adesso non ha timori per il suo futuro? «Vedremo. Io spero solo che
non sia tutta una fregatura». Che cosa vuol dire? «Spero
che non mi facciano lavorare tanto adesso, e tanto si lavora perché mai nessuno
che va in pensione viene sostituito, per poi lasciarmi a casa domani». Non ha
mai pensato che una azione collettiva possa servire? «No, non serve. Ti chiedono di scioperare ma
intanto si sono già messi d'accordo prima tra loro». \
Torna
all'inizio
Nuova colletta proposta dalla Cei il 30 e 31 maggio
nelle parrocchie (sezione: Class action)
Nuova colletta proposta dalla Cei il 30 e 31 maggio nelle
parrocchie n A seguito della crisi economica internazionale che ha investito
anche l'Italia, la Conferenza episcopale italiana (Cei) costituisce un fondo
nazionale straordinario di garanzia orientato alle necessità delle famiglie in
difficoltà, indicendo una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese il
31 maggio. Si tratta di un'iniziativa che vuole rispondere alle
esigenze del momento presente, come segno di quella carità che anima la Chiesa.
Le misure a livello nazionale si integrano con quelle già in atto nella diocesi
di Lodi. n Chi sono i destinatariI destinatari sono le famiglie che abbiano
perso l'unico reddito, con almeno tre figli oppure segnate da situazioni di
grave malattia o di disabilità. Si può ritenere che il numero delle famiglie in
queste situazioni si aggiri tra le venti e le trentamila.La scelta di
concentrarsi sulla famiglia ha in sé un valore educativo e promozionale.
Inoltre, essendo un ambito limitato, permette di ottimizzare le risorse
disponibili, che sono comunque contenute, ed evita azioni di supplenza rispetto
ai compiti dello Stato. Il fondo viene istituito di concerto con l'Associazione
Bancaria Italiana (ABI), che a sua volta ha proposto a tutte le banche di
aderire all'iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale
a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti. La
modalità di intervento prevede che a ciascuna famiglia sarà erogato un
contributomassimo di cinquecento euro mensili per un anno, per un totale di
seimila euro. Il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo
stesso importo, se permangono le condizioni di necessità iniziali. Le
parrocchie indicano i possibili destinatari alla Caritas diocesana. A questo
livello si svolge la prima parte dell'istruttoria, attestando l'effettiva
presenza dei requisiti richiesti secondo i criteri definiti a livello
nazionale, e viene indicata la banca a cui rivolgersi. La banca avvia in tempi
molto brevi l'iter per concedere il prestito, che sarà erogato mensilmente. Se
viene meno lo stato di necessità, l'erogazione viene sospesa. La restituzione
del prestito alla banca inizierà nel momento in cui la famiglia disporrà
nuovamente di un reddito certo, e comunque non prima di uno o due anni, e avrà
la durata massima di cinque anni. Il tasso di interesse è commisurato al 50 per
cento del livello medio attuale, equivalente a un Taeg del 4,5%. Il fondo sarà
operativo a partire dal 1° settembre.n PRESTITO DELLA SPERANZADal 31 maggio è
possibile sostenere l'iniziativa con un versamento sul c/c banc. codice
Iban:IT19 Q033 5901 6001 0000 0006 893 - Banca Prossima del Gruppo Intesa
Sanpaolo. I versamenti effettuati presso gli sportelli del Gruppo Intesa San
Paolo sono gratuiti, C/c postale 96240338.G.Bos.
Torna
all'inizio
Domani il primo Meeting provinciale dell'ambiente (sezione: Class
action)
Sabato
23 Maggio 2009 SPECIALI Pagina 38 APPUNTAMENTO A CASTEL D'AZZANO, PRESSO IL
PARCO «LE SORGENTI DEL CASTELLO» Domani il primo Meeting provinciale
dell'ambiente NUMEROSE INIZIATIVE RIVOLTE AI VISITATORI ED UN CONVEGNO E FORUM
PER GLI ADDETTI AI LAVORI Energie rinnovabili, prodotti ambientalmente
sostenibili e laboratori didattici. Tutto questo Vi aspetta domani, domenica 24
maggio, al Parco «Le sorgenti del Castello» di Castel d'Azzano, per il 1°
Meeting provinciale sull'ambiente, in una cornice semplice e naturale,
organizzato da MEG srl, CEA Legambiente Verona e VerdeBlu Onlus, con il
contributo della Provincia di Verona e del Comune di Castel d'Azzano. L'evento
vuole diventare un appuntamento annuale aperto a chi voglia approfondire ogni
aspetto legato alle tematiche ambientali, dalle tecnologie pulite alla raccolta
differenziata, dai prodotti ambientalmente sostenibili al biologico. In
programma diverse eventi legati da un filo conduttore comune: la tutela del
territorio, bene primario cui tutti possiamo dare un
contributo di sostenibilità con azioni collettive mirate e piccoli singoli
gesti quotidiani. Il convegno, evento centrale della giornata, tratterà di
«Tutela dell'ambiente nella provincia di Verona: punti di vista diversi per un
obiettivo comune», con forum e discussioni che toccheranno le più importanti
tematiche ambientali. Punti di vista diversi, perché interverranno
personalità e tecnici di estrazione ed orientamento politico anche opposti, ma
con il medesimo obiettivo: tutelare, proteggere, promuovere politiche di
sviluppo sostenibile e di attenzione all'ambiente. Il convegno tratterà della
biodiversità nel Parco naturale regionale della Lessinia, della rete ecologica
nella provincia di Verona, delle attività di recupero e cura della fauna selvatica
in difficoltà, di caccia e di recupero delle aree dismesse e dei territori
degradati (ex discarica di RSU «Taglietto 2» a Rovigo e l'oasi naturale «Le
risorgive» a Castel d'Azzano), del ruolo del cacciatore nella conservazione
dell'ambiente naturale, nel rispetto di una sua fruizione razionale e
sostenibile. Ancora,si parlerà di ambiente e qualità della vita a Verona, in
provincia, della percezione dell'ambiente. Una giornata per chi desidera
informarsi e discutere su tematiche ambientali, trascorrendo qualche ora
all'aria aperta tra scoperta, gioco e cucina.
Torna
all'inizio
mus'a in su canopoleno sabato 23 alle 17 in piazza
santa caterina verrà presentata la rivista ... (sezione: Class
action)
Pagina
24 - Sassari Mus'A in su Canopoleno Sabato 23 alle 17 in piazza Santa Caterina
verrà presentata la rivista ... Mus'A in su Canopoleno Sabato 23 alle 17 in
piazza Santa Caterina verrà presentata la rivista in lingua sarda «Logo
Sardigna». Public La rassegna di arte contemporanea prosegue questo sabato 23
maggio con altri due nuovi eventi. Negli spazi della mostra "Public -
Metamorfosi urbane", allestita nel Palazzo della Frumentaria, si terrà
alle 18,30 una performance poetica dell'artista Mario Pischedda dal titolo
"Urbi et orbi/s". Alle 19,30, in una delle sale dell'ex-Convento
degli Scolopi attualmente in ristrutturazione (via Satta), verrà inaugurato
N.A.C. - Nuove Azioni Collettive, un progetto artistico di
Leonardo Boscani e Erik Chevalier. Trekking Per domenica 24 si organizza una
camminata a Sa Giuntura fino allo spettacolare canyon di Gorroppu con un
percorso che permetterà di vedere alcune delle località più belle e spettacolari
del Supramonte. Per informazioni 347 4540708. Memoria storica torresina
Sono ancora aperte le iscrizioni all'associazione Memoria Storica Torresina.
Per informazioni cliccare su http://amst1903.altervista.org oppure telefonare
allo 079/222428 dalle 16 alle 21. Teatro Latte Dolce Commedia in lingua
sassarese. Sabato 30 maggio al Teatro Verdi alle ore 21. La Compagnia Teatro
Latte Dolce presenta "Pio E Agniri" commedia in 2 atti di Ugo Niedda.
Per info e prenotazioni dei posti numerati telefonare allo 079 246020 ore
pomeridiane. Istituto Commerciale Qualifica in 2 anni e Diploma in 4 anni nel
Corso Serale presso l'Istituto Professionale per i Servizi Commerciali
«Giovanni XXIII», in via De Carolis, 6 a Sassari. Le iscrizioni scadono
improrogabilmente il 31 maggio 2009, informazioni presso la segreteria
didattica al numero 079/292309. Arte e solidarietà L'Associazione Arte e
Solidarietà ha aperto le iscrizioni per le proprie attività a scopo
promozionale impartisce lezioni gratuite di techiche decorative, decoupage,
cucito, uncinetto, bigiotteria, per informazioni 349 2918036 dal lunedì al
giovedì ore 17-19 oppure è aperta la sede negli stessi orari via A. Usodimare 9
(Latte Dolce). Concerti aperitivo Domenica 24 maggio alle 19 in viale Coppino
2/b, quinto appuntamento della rassegna «Le domeniche per 50 +/- Novecento»,
concerti aperitivo nello Spazio Clusterart organizzati dall'Associazione
culturale Euterpe con la direzione artistica di Angela Miele. «La musa del jazz
l'improvvisazione sulle ali di Pannonica», con Paolo Alderighi al pianoforte.
Mostra Francesca Bosic Prosegue fino al 6 giugno nello spazio espositivo della
libreria Messaggerie Sarde la personale di Francesca Bosic
"Intersezioni" orari 9.30-13 16.30-20. Convegno "L'analisi corporea
della relazione, dal corpo alla parola". Questo il tema del convegno
organizzato dall'associazione culturale Ananda Ashram, in programma venerdì 29
e sabato 30 maggio, nella sala convegno dei Vigili Urbani di Sassari. Relatore
il dott. Marino Ostanel psicologo psicoterapeuta e analistista corporeo.
Escursione a Dorgali Per domenica 31 maggio si organizza una gita a Dorgali per
conoscere l'antica festa della tosatura e per visitare alcuni angoli
naturalistici e archeologici di particolare interesse e bellezza. Per info
Laura: 392 7797036. Pellegrinaggio Viaggio a Loudes L'associazione culturale
Aics Ossi, organizza dal 18 al 22 giugno un viaggio a Lourdes. Con volo
Alghero-Girona, Girona-Alghero. Per info: chiamare dopo le 17 ai numeri
347/3738506. Teatro a Porto Torres Appuntamento da non mancaresabato 23 maggio
alle ore 21 con la Compagnia Teatro Sassari che presenta al Teatro Comunale
Andrea Parodi di Porto Torres la divertentissima farsa in tre atti "Sarto
per signora" di Georges Feydeau, per la regia di Alfredo Ruscitto
Patrocinio Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Porto Torres e Fondazione
Banco di Sardegna. Posti numerati. Per informazioni telefonare al 336 817361.
Viaggio in Germania Alla scoperta della Romantische Strasse. Partenza da
Alghero il 15 giugno e rientro il 23 giugno visita a Francoforte, Bamberg,
Rothenburg, Norimberga Regensburg, Wurzburg, gole del Danubio, Monaco di
Baviera, Dachau, Augsburg e castelli bavaresi. Info 079 273330 Cassa edile
Anche quest'anno vengono organizzati i soggiorni estivi gratuiti per i figli,
dai 6 ai 17 anni, dei lavoratori iscritti. Le domande scadono il 15 giugno. E
viene organizzato anche un viaggio, gratuito, a favore dei lavoratori iscritti
e delle rispettive coniugi. Le domande scadono il 30 giugno. I moduli di
domanda sono a disposizione degli interessati negli uffici della Cassa, sul
sito www.cassaedilesassari.it o presso le Organizzazioni sindacali dei
lavoratori. Club estivo Campo all'aria aperta allo stadio T.Siddi-via poligono
2 Sassari per i bambini (dai 4 ai 13 anni), seguiti da animatori competenti,
simpatici e dinamici praticheranno attività ludica anche con giochi di squadra,
attività motoria, ballo e novità di quest'anno "giocando con
l'inglese". Per info tel. 079/244136-347/2963645 dalle 11 alle 13 al
numero 328/0076312 ore pasti. Corso estivo di run tone up all'aria aperta allo
stadio dei pini "T.Siddi" Via poligono 2 Sassari (corsa ed esercizi
con pesetti e cavigliere) per uomini e donne. Info 328/0076312 al mattino e al
345/5846508 dalle 19,30 in poi. Volontari Volonari ospedalieri Sassari: sono
aperte fino al 25 maggio le adesioni per coloro che vogliono dedicare 2 ore
alla settimana del loro prezioso tempo. Per informazioni chiamare: 079/319362-
cell. 3495507000 o mandare e-mail a vos@live.it Mostra Il 23 maggio si
inaugurerà alle 18,30 all'associazione Dissimili-Lisena, piazza d'Italia 5, la
mostra collettiva "Vizi d'arte" di Caterina
Puggioni, Rossana Rigoldi, Annamaria Ruda e Francesca Soggiu che resterà aperta
sino al 26 maggio con il seguente orario: 10-13; 16,30-20,30. Lavoro Il Comune
di Sennori ha richiesto l'avviamento a selezione a tempo determinato per 8
manovali edili per 1 mese a 25 ore settimanali e per 4 muratori qualificati per
3 mesi a 25 ore settimanali, Riservato agli iscritti al Centro servizi per il
lavoro di Sassari con priorità ai residenti a Sennori, chiamata: 28 maggio,
avviso integrale sul sito: www.sardegnalavoro.it w info 079/2599600. Il Comune
di Sassari assume per 4 mesi, 30 ore settimanali, un fabbro specializzato, giorno
chiamata 4 giugno. Avviso integrale su www.sardegnalavoro.it. Il Centro dei
servizi per il lavoro di sassari servizio Eures comunica che sono in
pubblicazione le seguenti offerte di lavoro. Azienda tedesca offre tirocini a
ingegneri italiani: n. 1 visual merchandising manager, Torino n. 1 cameriere/a
di sala -. SettimoTorinese - Torino n. 1 cameriera ai piani e lavanderia
Settimo Torinese - Torino n. 1 cuoco/a Settimo Torinese - Torino n. 2 cuochi
capo partita/sous chef Settimo Torinese - Torinp n. 3 camerieri/e di sala
Settimo Torinese Torino n. 50 medici specializzati - Castilla y Loen Spagna.
Gli avvisi integrali sono pubblicati nel sito www.silsardegna.it. Per ulteriori
informazioni tel. 0792599616-0792593105. Isogea L'ente di formazione
professionale Isogea, accreditato presso la Regione, comunica che sono aperte
le iscrizioni per il corso di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
(Rls), di 32 ore di lezioni frontali e 10 di stage differenziato per settore
per un totale di 42 ore di formazione, con certificazione finale, info:
079-269406 e 320-6649308 Teatro La compagnia «Frumentaria» recita sabato 23
alle ore 21, al teatro lo Smeraldo, la commedia «Z'è mancaddu lu ribiccu» due
atti di Giovanni Enna, patrocinata dall'assessorato comunale alla Cultura per
il Maggio sassarese, Prevendite: Gift shop in via Roma 156, Detercasa piazza
Tola 30, Elicond viale Umberto, Zeroglutine corso Trinità o tel. 079-309370 e
340-0055033. Gabbia di matti In occasione del Maggio Sassarese, col patrocinio
del Comune, sabato 23 e domenica 24 alle ore 20,45 l'associazione culturale
teatrale "Gabbia di matti" porterà in scena al Teatro Ferroviario la
commedia: «L'Emissario» di Eugenio Maria Bortolini, regia di Stefano Cossu,
interpreti: Bruno Poddighe, Stefano Cossu, Roberto Bilardi, Vania Giglio e
Davide Deiana. Dom Italii L'associazione Dom Italii ha convocato la riunione
dei soci il 31 maggio alle ore 19 nell'Oratorio salesiano del Latte Dolce,
info: 362-3139186 e 079-271994. Gita Per Domenica 31 maggio si organizza una
gita a Dorgali per conoscere l'antica festa della tosatura e per visitare
alcuni angoli naturalistici e archeologici di particolare interesse e belezza.
Per info Laura: 3927797036. Filosofia e scienza Martedì 26 maggio, alle ore 17,
nella sala del U.I.C., in Via Quarto 3, si terrà il secondo incontro
seminariale sul tema di studio "Il razionale e il non razionale nella
scienza e nelle altre forme di conoscenza", in programma per le attività
del 2009-2010 dell'Associazione sassarese di filosofia e scienza. Introdurrà
l'incontro-dibattito il professor Alberto Mura, docente di Logica e Filosofia
della Scienza nell'Università di Sassari. Ragazzi bielorussi e senegalesi
Ragazzi Bielorussi e Senegalesi, dai 14 anni in giù e ragazze Bielorusse e
Senegalese dai 16 anni in giù, che volessero partecipare alle "Olimpiadi
di quartiere al di là del mare", terza edizione, che si svolgeranno dal 22
al 27 giugno, con squadre provenienti da Barcellona, Ajaccio e la vincitrice
italiana under 14 delle "Olimpiadi di quartiere", edizione XXVI, può
rivolgersi all'Oratorio Centro giovanile salesiano di Sassari, in viale
Kennedy, tel. 079-252510, 349-4571762 e 348-8522493). Le iscrizioni si chiudono
il 30 maggio. Maratona di Melbourne Il programma per la Maratona di Melbourne
in Australia prevede un viaggio di 19 giorni con visite dell'Australia e a
Bangkok e Hong Kong con partenza l'11 ottobre; disponibili posti per la
Maratona di New York e la Mezza maratona di Berlino, info: Sar team tel.
338-3401372 e s.meridda@tin.it Chi trova Appunti di musica (spartiti) trovati
in corso Margherita di Savoia, tel. 333-6142585. Smarrita chiave elettronica
Mercedes a Sassari o Stintino la Pelosa, 327-4446226. Giovedì 14, nel quartiere
San Giuseppe, smarrita spilla d'oro, grande valore affettivo. Chi l'avesse
trovata è pregato di contattare il numero 079277206-3294292840. Smarrita chiave
di auto con portachiavi rosso nei pressi dell'Ippodromo, tel. 347-3315924.
Testimoni Cerco testimoni dell'incidente avvenuto il 10 aprile alle 20,15
all'incrocio tra via Ortobene e via 7 Fratelli tra una Suzuki Swift grigia e
una Peugeot azzurra, telefonare 328 9270916. Animali Regalo due bellissime
gattine bianche a pelo lungo, chiamare 328 6211458.
Torna
all'inizio
Occupazione? No, offerta di pubblico affi tto (sezione: Class
action)
TOR
VERGATA · class="hilite">Nuova iniziativa
di Action in un hotel del gruppo Coppola Occupazione? No, offerta di pubblico
affi tto Una O.p.a. sull' hotel La Mela di Torvergata. Ma non si tratta di
un'offerta di pubblico acquisto. Bensì un'«Offerta di pubblico affitto». E'
quanto propone l'associazione Action, che ieri mattina ha guidato l'occupazione
dell'hotel che si trova in via Stoppato 108, Torvergata. Si tratta di un
piccolo «gioiellino »: 56 stanze, 36 miniappartamenti, sauna, piscina,
palestra. Doveva diventare un hotel indirizzato alla «business class». E invece il mega hotel è rimasto vuoto. Un monumento
alla crisi: dei business men i cui orizzonti si sono ristretti, ma anche degli
«enfant prodige » della finanza che poco prima dell'esplosione dei mutui
subprime erano stati colti con le mani nel sacco. E' il caso di Danilo Coppola,
uno dei furbetti del quartierino, padrone dell'hotel La Mela. I «soci di
maggioranza di Action» si legge nel comunicato stampa dell'occupazione
«intendono convincere il principale azionista del gruppo Coppola a concedere in
affitto sociale» gli alloggi dell'hotel. «I tempi di realizzazione
dell'operazione dipendono esclusivamente dalle disponibilità del Gruppo Coppola
e dalle sue prospettive che, dopo la tempesta finanziaria e giudiziaria che
l'ha investito recentemente, non sembrano eccessivamente floride». Fuor di
metafora, Action propone che i circa 100 mila appartamenti sfitti e le 40 mila
case invendute causa crisi finanziaria siano messe a disposizione di chi può
pagare un affitto. Chiaramente, un affitto sociale. Ma non solo. Perché
l'azione di ieri mira anche a rimettere al centro del dibattito la questione
delle centralità pubbliche e del loro utilizzo: «Siamo a ridosso della
Centralità pubblica di Tor Vergata - si legge nel volantino distribuito ieri -
820 ettari che potrebbero essere destinati ad attività direzionali e
residenziali, piuttosto che pensare nuove colate di cemento ad uso e consumo
dei soliti noti come si vorrebbe fare nel pratone di Torre Spaccata». Proprio
stamattina la la Carovana cittadina dei comitati di quartiere, delle
associazioni e dei movimenti di lotta per il diritto all'abitare farà tappa
nella «centralità» di Torre Spaccata. L'appuntamento è alle 10.00 alla
biblioteca Rugantino e alle 11,30 dall'altra parte del Pratone dove si svolgerà
la Festa popolare. La richiesta al sindaco è di azzerare le cubature previste
nella «centralità» e di unire l'area verde di 64 ettari al Parco archeologico
di Centocelle di cui il «Pratone» è la continuazione naturale, ambientale e archeologica.
In serata l'hotel La Mela è stato sgomberato dalla forza pubblica.
Torna
all'inizio
IL RINVIO DELLA "CLASS ACTION" (sezione: Class
action)
class="hilite">Sabato 23 Maggio 2009 Chiudi
IL RINVIO DELLA "CLASS ACTION" «Azioni contro le amministrazioni?
Entro settembre si potranno fare»
Torna
all'inizio
ROMA Rivolgiamo un pressante invito ai medici
rappresentati da Cgil, Anaao, Fassid, Fesmed e ... (sezione: Class
action)
Sabato
23 Maggio 2009 Chiudi ROMA «Rivolgiamo un pressante invito ai medici
rappresentati da Cgil, Anaao, Fassid, Fesmed e Fvm: tengano i nervi saldi e
pensino a far bene il loro lavoro». Il ministro Renato Brunetta risponde alle
critiche dei medici, che hanno contestato la norma sui certificati medici
falsi. Nelle dichiarazioni dei giorni scorsi i sindacati e l'ordine dei medici
giudicano eccessiva la punizione (fino a cinque anni di carcere e multa fino a
1.600 euro) prevista per chi firma un certificato falso. Inoltre, si fatto
notare che le norme per colpire penalmente i medici disonesti esistono già.
Infine viene sottolineata l'impossibilità per un medico di stabilire se un
paziente dichiara sintomi veri o falsi: se un dipendente pubblico dice di avere
mal di testa, come si fa a smentirlo? Brunetta replica attraverso una nota del
suo portavoce, definendo «incomprensibile» l'atteggiamento dei sindacati
(nessun riferimento ai rappresentanti degli ordini professionali). I medici
dicono che delle sanzioni esistevano già? «Fanno finta di non capire risponde
il ministro che il decreto legislativo è invece un provvedimento che oltre a
introdurre nuovi principi di maggiore efficienza e produttività fa anche
finalmente chiarezza sulle norme distribuite in diverse leggi attualmente in
vigore». Ieri class="hilite">Brunetta è
anche tornato sul tema della class="term">class class="term">action
(cioè l'azione legale collettiva) contro le amministrazioni e le società
pubbliche. L'introduzione della class="term">class class="term">action
doveva rientrare nel recente decreto legislativo, ma per adesso è stata
rinviata. Solo di qualche giorno però, assicura il ministro: «La class="term">class class="term">action contro la pubblica
amministrazione sarà possibile entro settembre». Pie. P.
Torna
all'inizio
Il progetto Ad Hoc esposto nella casa di Claudio
Rossi (sezione: Class action)
«Il
valore squisito della variazione» da oggi a Mel Il progetto Ad Hoc esposto
nella casa di Claudio Rossi Le variazioni come spazio da esplorare e come forme
dove la concentrazione è portata al massimo livello di espressione. "Il
valore squisito della variazione" è il titolo della mostra antologia del
progetto Ad Hoc curato da Sergio Cena, che si inaugura oggi a Mel
nell'abitazione di Claudio Rossi (via del Tempietto 15), ideatore con Alfonso
Lentini dell'esposizione. Sergio Cena è un artista italiano nato a Torino ma da
tempo residente in Francia, che promuove da alcuni anni questo progetto
invitando altri artisti a inviargli più esemplari di una loro opera che poi lui
stesso smista, raggruppando i lavori pervenuti in diverse cartelle che vengono
rispedite a tutti i partecipanti. In tal modo ogni artista entra in possesso di
una piccola raccolta, una sorta di mostra collettiva
in scatola, che è libero di fare a sua volta circolare come meglio crede. Si
mettono così in moto ramificazioni, interscambi di energie, intelligenze e
creatività, in un gioco combinatorio anarchico, ma raffinato e altamente
selettivo. Cena è infatti, fin dagli anni Sessanta, uno degli esponenti più
significativi del movimento verbo-visuale ed ha interagito con le figure più
rappresentative di questa area vitale dell'espressività. Gli artisti da lui
coinvolti non sono dunque scelti a caso, ma in quanto parte di tale movimento.
Il valore squisito della variazione per Cena è un qualcosa che non è «né
macrocosmo né microcosmo. Le variazioni sono un altro spazio da esplorare.
Quanto alla loro forma, è quella dove la concentrazione è portata al massimo
livello di espressione. è quella che permette all'autore di andare dritto al
cuore delle cose, parlando solo dell'essenziale. In altre parole la variazione
è un mandala di cui si serve l'artista per giungere a essere quello che è».
Sfruttando uno spazio di una particolare suggestione, ma ben diverso dalle
gallerie e dai luoghi espositivi pubblici,la mostra di Mel è allestita nella
soffitta di un'abitazione privata, la casa di Claudio Rossi, in un luogo intimo
e dal sapore di "semiclandestinità", che per l'occasione viene
eccezionalmente aperto ai visitatori. In contrasto con l'ossessiva ricerca di
visibilità che contraddistingue i nostri anni, questa mostra vuole essere quasi
invisibile, predilige le penombre e l'intimità delle antiche abitazioni, si
pone come voce sommessa, azione minimale. Nella collettiva sono esposte le opere di
numerosi artisti, tra cui Fernando Andolcetti, Maryse Aspart, Gianfranco
Carrozzini, Bruno Cassaglia, Sergio Cena, Cosimo Cimino, Mario Commone, Paolo
della Bella, Elisabetta Gut, Alfonso Lentini, Arrigo Lora-Totino, Ruggero
Maggi, Marco Marchiani (Mavilla), Serena Olivari, Giuseppe Pellegrino,
Michele Perfetti, Jacques Rey, Gianpaolo Roffi e Stefano Turrini. La mostra è
aperta fino al 13 giugno. Per visitarla è necessario prendere un appuntamento
telefonando al 328 6823286 o mandando una e-mail a bonrossi@libero.it. (a.f.)
Torna
all'inizio
Cambio di look (sezione: Class action)
Sport
Milan e Adidas, ecco le nuove maglia del Diavolo Sabato 23.05.2009 08:08 Adidas
e il Milan presentano le nuove maglie per la stagione 2009/2010 (con il match
contro la Roma come gustosa anteptrima). Tutti i supporter milanisti hanno la
possibilità di vedere la nuova casacca su www.adidas.com/acmilan. I tifosi
potranno entrare in un sito interattivo diviso in due sezioni: nella prima
scopriranno i dettagli e le linee della nuova casacca; nella seconda sezione
potranno partecipare invece ad un divertente quiz sulla storia del Club di via
Turati. Saranno proprio Kaká, Seedorf, Bonera e Kaladze a porre le domande e a
giocare con gli utenti: in palio il titolo di "12° uomo rossonero"!
Le nuove maglie La prima maglia ha 5 bande rosse e 4 nere sul fronte, le maniche
sono invece nere con le 3 strisce rosse. La novità più
importante è il colletto bianco con bordino rosso, mentre sul retro è ricamata
la scritta A.C. MILAN, in oro, su fondo rosso. All'interno del colletto c'è una
stampa con 2 bandiere: la prima rossonera e la seconda con una croce rossa su
fondo bianco, oltre alla scritta Forza Milan in oro. La maglia da
trasferta è, come da tradizione, bianca, si tratta infatti della casacca
portafortuna indossata in occasione delle grandi Finali internazionali disputate
dal Club di via Turati. Per questo motivo il colletto bianco con una striscia
nera e una rossa si ispira a quello della maglia del primo trionfo europeo del
1963, quando il Milan piegò il Benfica nella finale di Coppa dei Campioni. La
terza maglia è completamente nera con le tre strisce rosse, e presenta
all'interno del collo la stessa stampa delle altre due. Le nuove maglie
rossonere sono in vendita già in queste ore. La tecnologie sono, come sempre,
le migliori applicate da adidas all'abbigliamento calcio: l'integrazione di
adidas ClimaCool" e adidas FlowMapping" assicura la migliore
traspirabilità e consente ai calciatori rossoneri di mantenere una temperatura
corporea ideale anche sotto sforzo. L'utilizzo di ForMotion", invece, prevede
l'inserimento di tessuti tridimensionali ed elastici per adattarsi
perfettamente al corpo del calciatore e migliorare ulteriormente la vestibilità
della maglia allo scopo di ottimizzare i movimenti, la comodità e aumentare la
libertà di azione. tags: maglia milan adidas paolo maldini
Torna
all'inizio
le priorità di strazzaboschi per il futuro di prato
carnico (sezione: Class action)
Pagina
16 - Udine Le priorità di Strazzaboschi per il futuro di Prato Carnico PRATO
CARNICO. "Per un futuro possibile" è la lista che Delio Strazzaboschi
ha messo in campo per succedere a Gino Rinaldi alla guida del comune di Prato
Carnico. «Nella situazione di lenta agonia dei paesi della montagna,- inizia il
candidato sindaco - si propone un immediato cambiamento di metodo e contenuto
dell'attività politica, per agire concretamente al rilancio di tutte le
attività produttive, sociali e culturali, ma anche allo sviluppo di nuovi
rapporti umani improntati alla collaborazione delle forze consapevoli, sulla
base di progetti condivisi». L'interesse collettivo per
Strazzaboschi, non è non può essere la somma di privilegi individuali, la
democrazia partecipata si deve tradurre in azioni concrete volte a sostenere e
migliorare la qualità della vita delle persone di una comunità, e non può
ridursi all'ordinaria amministrazione degli apparati. «Per un vero
progetto di futuro,- prosegue il candidato sindaco - occorre quindi definire
rapidamente obiettivi e priorità e poi finalmente agire, con determinazione,
per il bene nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti». Il programma della
compagine si articola in diversi punti. Le famiglie, in particolare con figli,
ed i giovani che vivono in vallata, sono i destinatari ma anche i protagonisti
di questo progetto ideale, perché rappresentano il futuro della comunità, e
devono essere specificamente sostenuti affinché possano rimanere in vallata,
trovare casa, studiare, animare e partecipare alla vita sociale. L'economia
della vallata deve diventare un vero impegno politico, prevedendo, da un lato,
interventi a sostegno dei costi della residenza in montagna e del pendolarismo
lavorativo e, dall'altro, esplicite politiche di sviluppo delle risorse locali,
come l'agricoltura, l'attività forestale, l'artigianato tipico, il turismo ed i
servizi commerciali di base. Sanità ed istruzione sono diritti fondamentali
che, per venire concretamente esercitati, devono però essere organizzati
secondo i tempi e i modi adeguati agli utenti. Infine, la cultura, oltre che
segno dell'identità collettiva, è fattore di sviluppo
economico e sociale e può rappresentare la leva di riscatto di una comunità
attualmente priva di prospettive, ma per la quale un diverso futuro è davvero
possibile. Gino Grillo
Torna
all'inizio
Imprese solidali, le regole Ucid (sezione: Class
action)
Imprese
solidali, le regole Ucid --> Domenica 24 Maggio 2009 CRONACA, pagina 18
e-mail print I relatori al convegno dell´Ucid Valorizzare le imprese per
ottenere un giovamento diffuso a favore di tutta la collettività. È la sintesi
del nono punto contenuto nel documento redatto dal gruppo regionale lombardo
dell'Unione cristiana imprenditori dirigenti (Ucid), presentato ieri in città.
Una novità in assoluto che desidera proporre delle regole (undici in tutto) in
merito al rapporto tra impresa e bene comune e per la quale Bergamo ha dato un
contributo importante. «Tutti gli appartenenti bergamaschi dell'Ucid - spiega
Matteo Zanetti, presidente della sezione Ucid Bergamo - sono stati protagonisti
di un apporto notevole durante i quattro anni di lavori che la commissione
Cultura coordinata dal segretario lombardo Ucid, Amedeo Nigra (moderatore
dell'incontro di ieri ndr), ha portato avanti prima di redigere il documento».
E proprio la crisi in atto, prosegue Zanetti «conseguenza anche del mancato
rispetto di regole e principi morali, ci ha spinto a mettere nero su bianco le
nostre idee. La difficoltà sta nel fatto che le regole nazionali dei singoli
Stati non bastano più. Servono quindi nuove regole sovranazionali di
coordinamento che prevedano anche sanzioni certe. Regole che devono però essere
filtrate dalla coscienza delle persone». Luigi Campiglio, pro rettore vicario
dell'università Cattolica del Sacro cuore, premettendo che sul significato di
«bene comune» si discute dai tempi di san Tommaso d'Aquino, rileva che «ve ne
sono molteplici. Importante però quello che riguarda una distribuzione
equilibrata dei rischi tra i tanti soggetti che compongono una società». La
società italiana che, illustra Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, «ha dei
limiti: difficoltà a fare rete e diffidenza verso gli altri. In mezzo ad un
egoismo diffuso gli imprenditori devono riuscire a trovare un punto di
equilibrio tra le esigenze contrapposte con le quali entrano in contatto».
Zanetti nel merito evidenzia la centralità delle aziende. «L'impresa - dice -
oggi svolge un ruolo sociale sintetizzato nell'accezione degli stakeholder
(soggetti portatori di interessi potenziali per un'azienda). Con la sua
attività di sviluppo l'impresa riesce a toccare gli interessi di lavoratori, azionisti, comunità, fornitori, clienti, istituti bancari e
finanziari: un'azienda aperta quindi alla comunità». Alberto Barcella,
presidente dell'Unione industriali, affrontando in generale il tema della
crisi, pensa che «sia nata dall'idea che, nel fare attività economica, molti
più che rispondere alla collettività hanno pensato agli azionisti.
Dobbiamo quindi recuperare una dimensione etica, che non è in contrapposizione
con l'agire economico e dell'imprenditore». Così come l'impresa, si legge
ancora nel documento Ucid, non è in contrapposizione con la solidarietà perché
risulta essere creatrice di beni utili proprio in chiave solidaristica. Di
impresa quale comunità solidale parla anche il cardinale Salvatore De Giorgi,
arcivescovo emerito di Palermo e consulente ecclesiastico nazionale Ucid. «È
necessario - osserva De Giorgi - armonizzare i diversi interessi settoriali per
evitare che prevalgano solo i più forti, senza dimenticare il principio della
destinazione universale dei beni della terra. Uno sviluppo economico non
abbandonato quindi a pochi soggetti ma incentrato su solidarietà e
sussidiarietà: tutti siano responsabili di tutti». Gli fa eco il presidente
nazionale Ucid, Angelo Ferro. «L'Ucid è l'emblema di etica e sussidiarietà.
Dobbiamo riappropriarci della crescita economica mettendo al centro la
persona». Marco Conti 24/05/2009 nascosto-->
Torna
all'inizio
Almunia: l'Italia ha un debito elevato Non allenti i
cordoni del bilancio (sezione: Class action)
Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 24/05/2009 - pag: 7 Il commissario
europeo agli Affari monetari «Dobbiamo avere un welfare più efficace e
aumentare la produttività» Almunia: l'Italia ha un debito elevato Non allenti i
cordoni del bilancio DA UNO DEI NOSTRI INVIATI VENEZIA Di rado Joaquín Almunia,
da cinque anni commissario europeo agli Affari monetari, si nasconde dietro i
giri di parole. E sarà che è ormai certo di una riconferma a Bruxelles da
giugno, ma in una pausa del convegno dell'Aspen Institute all'isola di San
Clemente è ancora più diretto. «Per chi come l'Italia è entrato nella crisi con
un debito elevato dice non è il momento di allentare i cordoni del bilancio.
Sono certo che i mercati nei prossimi anni metteranno molta pressione sui
governi». La recessione provoca richieste di sostegno da parte dell'esecutivo e
altri Paesi spandono. Perché l'Italia no? «I mercati hanno già ricordato al
vostro governo qual è la situazione: i differenziali di rendimento sui titoli
di Stato tedesco quest'inverno si sono allargati. Ora sono un po' rientrati, è
vero. Ma nei prossimi anni molti governi vorranno piazzare molti titoli e le
imprese private faranno altrettanto. Prevedo che la pressione e la concorrenza
per attirare gli investitori sarà molto forte». E' pessimista anche sulle
previsioni di crescita all'uscita dalla recessione? «Ci sono vari fattori in
gioco. Non avremo più il tipo di leva finanziaria che consentiva un vero e
proprio acceleratore dell'economia. Inoltre il settore immobiliare non sarà più
un fattore di sviluppo come prima. E peserà l'impatto dell'invecchiamento della
popolazione, oltre all'aumento del debito pubblico in Europa e negli Stati
Uniti. Il risultato è che nel prossimo decennio tutti questi elementi
ridurranno il potenziale di crescita». L'Italia cresceva già prima meno della
media europea. Che ricette propone per il futuro? «Non sarà solo un problema
italiano, ma di tutti gli europei. Dobbiamo capire come avere un welfare più
efficace e insieme aumentare la nostra produttività. Sarà l'argomento della
nuova strategia di Lisbona che l'Unione europea dovrà mettere a punto al più
tardi entro la metà del 2010». Nell'immediato però le banche europee hanno ancora
problemi a finanziarsi a medio termine: non si fidano le une delle altre. «La
liquidità sul mercato è migliorata e per gran parte degli istituti non è più un
problema. Ma adesso dobbiamo fare una seria ricognizione di quante sono le
sofferenze nel sistema». Vuole dire che le banche europee vanno messe sotto
esame con degli «stress test» come quelle americane? «La trasparenza serve
certamente. E dobbiamo evitare che ci siano distorsioni di concorrenza a favore
degli istituti che hanno ricevuto aiuti da parte dei loro governi di
riferimento. Aggiungo anche che va fatto in fretta: prima che arrivi una nuova
ondata di perdite sui crediti dovute alle imprese che falliscono per la
recessione». Non trova strano che non sia ancora stata fatta chiarezza, a venti
mesi dall'inizio ufficiale di questa crisi? «In Europa abbiamo dimostrato di avere problemi a organizzare la nostra azione collettiva. Questo è il momento di
coordinarci, non di competere fra noi per conquistare quote di mercato». Ce
l'ha con i britannici? «Londra e Francoforte sono le due principali piazze
finanziarie in Europa. Abbiamo bisogno che Gran Bretagna e Germania facciano
gioco di squadra in un'operazione di chiarezza sulle banche». Federico
Fubini Spagnolo Joaquín Almunia
Torna
all'inizio
Corriere
della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 24/05/2009 - pag: 2 «Basta divieti
a Chinatown, è sciopero» La rivolta dei taxi contro le multe Domani auto
bianche in piazza. class="hilite">«Nel
2009 corse in calo del 17 per cento» Se la class="term">class class="term">action
fosse già legge, pianterebbero una causa collettiva al Comune contro le oltre
700 multe prese ai varchi elettronici di Chinatown. In mancanza della legge,
non ancora uscita dal Parlamento, si fermano loro: domani, ore 10.30, sciopero
e corteo dei tassisti. Una manifestazione contro la zona a traffico limitato di
via Sarpi che da inizio novembre esclude l'ingresso alle auto bianche e punisce
non solo gli sbadati e i non informati, ma anche gli autisti che hanno violato
la zona rossa consapevolmente per accompagnare i clienti-residenti a casa.
Donne, anziani e disabili. «Per quanto tempo ancora i cittadini saranno privati
del loro diritto a muoversi? », attacca Nereo Villa, sindacalista del Satam.
L'ultimo tavolo tecnico a Palazzo Marino ha infatti «aperto» zona Sarpi ai
taxi, ma a data da definirsi. Senza sbloccare subito i divieti. «Una
manifestazione poco comprensibile e immotivata», replica il vicesindaco
Riccardo De Corato, organizzata «proprio quando c'è l'accordo con commercianti
e residenti». Pronti al lunedì nero delle auto bianche. Si ferma la categoria
unita, protestano tutte le sigle sindacali. Raduno nel piazzale del cimitero
Monumentale e di lì, in fila indiana, il corteo dei taxi lumaca muove in via
Bramante, piazza Lega Lombarda e viale Elvezia, per poi sdoppiarsi all'altezza
di via Canonica. Nell'ultimo tratto, fino in via Sarpi, i conducenti proseguono
a piedi. L'Atm si prepara a deviare cinque linee di tram e limitare le corse di
tre bus. Promesse, solo promesse. «Il Comune ha annunciato la decisione di
lasciare passare le auto bianche in zona Sarpi, ma alle parole non sono seguiti
i fatti», denuncia Raffaele Grassi (Satam). Tutto tace sia sull'isola pedonale,
sia sulle multe: «Abbiamo inviato una lettera all'assessore Edoardo Croci,
chiedendo chiarimenti e auspicando che le contravvenzioni possano venire
annullate. Purtroppo, non abbiamo avuto nessun segnale», aggiunge Salvatore
Luca, presidente dell'Unione Artigiani. Si spiega così la rivolta di domani.
Che non piace a De Corato: «L'accordo trovato all'ultima riunione dev'essere
valutato con il sindaco e la giunta». Sì, ma quando? «Non possiamo sostenere
altri ritardi», dicono i tassisti. Il lavoro nei primi quattro mesi del 2009 è
stato soffocato dalla crisi economica: «Oltre il 17 per cento di corse in meno
rispetto allo stesso periodo del 2008», stima il centro studi dell'Unione
Artigiani. Due i picchi negativi, a febbraio e in aprile: meno 25,9 e meno
21,2. Un tracollo visibile ai parcheggi. Code e attese. «E la prospettiva è
ancora più grigia per i prossimi mesi, quando alla congiuntura economica
negativa si aggiungerà la contrazione delle richieste nel periodo estivo».
Anche per questo l'Unione Artigiani sta «sollecitando» l'Agenzia delle Entrate
a rivedere al ribasso gli studi di settore. Certo, «non ci illudevamo di
rimanere preservati dalla crisi », commenta il presidente Luca: «Ma i dati che
abbiamo raccolto superano le peggiori previsioni ». A soffrirne sono
soprattutto «gli operatori più giovani e quelli che hanno avviato l'attività da
poco». Stanno ancora pagando i mutui aperti per comprare la licenza. Il loro
margine di guadagno, dall'inizio dell'anno, non riesce a schiodarsi dalla
«quota zero». Piantato. Gianni Santucci Armando Stella Il blocco I tassisti protestano
contro il divieto d'accesso nella zona a traffico limitato a Chinatown
Torna
all'inizio