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DOSSIER “CLASS ACTION”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL   14-16 giugno 2008     #TOP



Report "Class action"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Class action (53)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Perché la previdenza complementare italiana tarda a decollare ( da "Milano Finanza" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: I fondi pensione su base collettiva sono il frutto di un accordo tra datore di lavoro e rappresentanze sindacali. Sono allora anche terreno di relazioni industriali? R. I fondi pensione, in particolare quelli chiusi aziendali e quelli aperti ad adesione collettiva, saranno il perno delle moderne relazioni industriali.

DALLE RELIGIONI del cielo a quelle della terra. "Credere ?", verbo ( da "Nazione, La (Firenze)" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: con la formula del festival diretto da Patrick Duquesne e si affida al Teatro Azione sviluppando una dinamica collettiva degli interpreti e di dialogo con la società. La prima riflessione su "Credere??" è suggerita dalla mostra all'Arci di San Casciano, del Gruppo Fotografico Fotosfera, il 18 giugno - cui seguirà una proiezione di corti video- e dall'esposizione "In nome di Dio",

Santa Rita: il padrone non sa nulla Il notaio Pipitone, interrogato, si giustifica: Ero solo l'amministratore ( da "Unita, L'" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tra i dipendenti della Santa Rita, sta pensando a una class action per chiedere i danni ai colleghi coinvolti nell'inchiesta. Sarebbero già alcune centinaia quelli pronti a tutelare davanti all'Autorità giudiziaria la loro reputazione e, per questo, si sono rivolti a un legale milanese, l'avvocatessa Consuelo Bosisio.

Il Tar boccia lo stop ai numeri telefonici gonfia-bollette Sospesa la delibera dell'Autorità per le telecomunicazioni contro le chiamate a sovrapprezzo. Protestano i consumatorii ( da "Unita, L'" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ragioni più che sufficienti per portare Altroconsumo a notificare l'atto introduttivo della class action contro Telecom Italia, che comunque non aveva fatto ricorso contro l'Autorità, guidata da Corrado Calabrò, su questo tema specifico. Nel procedimento davanti al Tar figuravano, invece, Greentel, Dvbcom, Telemedico, Unitedcom, Punto, Edreams, Marketcall Italia e Deram.

Salta il blocco delle chiamate al 144 - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Insorgono i consumatori: subito la class action Salta il blocco delle chiamate al 144 Il Tar sospende la direttiva dell'Authority, che è pronta a dar battaglia ALDO FONTANAROSA ROMA - A 12 anni dal primo decreto legge, ministro era Agostino Gambino, l'Italia inciampa ancora sugli 144 e 899.

Assistenza in ospedale, serve un'ispezione ( da "Centro, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione legale collettiva ORTONA. Un'ispezione per verificare l'erogazione dei livelli essenziali d'assistenza (Lea) e il rispetto delle condizioni minime di accreditamento dei reparti della Asl. Cittadinanzattiva e il Tribunale per i diritti del malato scrivono al ministero della salute mettendo l'accento sulle carenze come quella ormai cronica di personale nei presidi ospedalieri

Caccia al contributo datoriale ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: caso di un suo contributo volontario adesione ad uno strumento collettivo, come un fondo negoziale o un aperto ad adesione collettiva. Si potrà ottenere questa quota anche aderendo ad una polizza previdenziale o ad fondo pensione aperto (ad adesione individuale)? Oppure potrà il contributo potrà essere solo mantenuto, in caso di passaggio da un negoziale ad una forma individuale?

La class action in parole povere - sarah martinenghi ( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: LA CLASS ACTION IN PAROLE POVERE SARAH MARTINENGHI Class action. Ne parlano in molti, ben pochi sanno che cosa sia realmente. Un libro edito da Ipsoa offre tutte le indicazioni utili per comprenderne i meccanismi, analizza anche tutte le varie tipologie di cause che potranno essere affrontate e le prospettive risarcitorie offerte dal nuovo meccanismo di tutela per i consumatori.

MIn basso a sinistra, i centri sociali ( da "Manifesto, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Action-comitato lotta per la casa) 3 Via Carlo Felice, San Giovanni (Action) 4 Via delle Sette Chiese, Garbatella (Action) 5 Piazzale Flaminio (Action) 6 Via Bibulo, Cinecittà (Action) 7 Via Marchisio, Cinecittà (Action) 8 Lucha y Siesta, Cinecittà (Action) Solo donne 9 Occupazione Romanina Autogestita migranti 10 Occupazione Via Collatina "

ROMA - Nessun blocco automatico per le chiamate ai numeri a sovrapprezzo. Almeno per il mome ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: atto introduttivo della class action contro Telecom Italia a tutela degli interessi di tutti coloro che hanno ricevuto negli ultimi anni una bolletta gonfiata. Telecom Italia, che non era parte in causa, dal canto suo precisa che "la società era già pronta a disattivare i numeri a sovrapprezzo, così come previsto dalla delibera.

MILANO Nessun ordine per costringere i medici a irregolarità e una gestione dell'azienda ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tra i dipendenti della Santa Rita, sta pensando a una class action per chiedere i danni ai colleghi coinvolti nell'inchiesta. Sarebbero già alcune centinaia quelli pronti a tutelare davanti all'autorità giudiziaria la loro reputazione e, per questo, si sono rivolti a un legale milanese, l'avvocatessa Consuelo Bosisio.

Sulle bollette consumatori pronti alla <class action> ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: REDAZIONALE Ricorsi Sulle bollette consumatori pronti alla "class action" ROMA - Le associazioni dei consumatori preparano una valanga di class action (cause collettive) contro le aziende, che si potranno presentare dal 30 giugno anche in Italia. L'ultima l'ha annunciata Altroconsumo contro Telecom per le bollette "gonfiate da servizi non voluti".

<La Regione ci restituisca i soldi del bollo> ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La Regione ci restituisca i soldi del bollo" COMO - Una class-action in piena regola per chiedere alla Regione Lombardia il rimborso di bollo auto e assicurazione. A promuovere l'iniziativa i rappresentanti dei club lariani di moto e auto d'epoca, il Comitato auto non catalitiche di Como e il Coordinamento motociclisti della Lombardia.

OCCUPAZIONI SOCIO-ABITATIVE ( da "Manifesto, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: San Lorenzo (Action) 2 Via Caltagirone 6, ang. Viale Castrense, San Giovanni (Action-comitato lotta per la casa) 3 Via Carlo Felice, San Giovanni (Action) 4 Via delle Sette Chiese, Garbatella (Action) 5 Piazzale Flaminio (Action) 6 Via Bibulo, Cinecittà (Action) 7 Via Marchisio, Cinecittà (Action) 8 Lucha y Siesta,

PAURA E PERICOLI REALI ( da "Azione, L'" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivamente suggestionabili da certe paure. Confesso, anch'io... ho paura che stiamo andando troppo facilmente fuori di testa, diventando pieni di pregiudizi, malfidenti, violenti; che tornino brutti tempi troppo presto dimenticati; che l'ossessione della "sicurezza" oltre a distruggere la serenità (a quanti anziani il terrore indotto da una disse nnata e vigliacca campagna sicurezza

"Lista civica rapita da un'isteria collettiva" ( da "Corriere Adriatico" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Rivendica il diritto di libertà di pensiero e di azione, crede che "una fazione della lista civica quella che li ha condannati in conferenza stampa sia stata colpita da una sorta di isteria collettiva" e comunica che non si dimetterà dispiacendosi per i non eletti che sarebbero entrati in consiglio con le loro dimissioni, in pratica Maurizio Temperini e Daniele Strovegli:

Telecom, Altroconsumo annuncia class action su bollette gonfiate ( da "Reuters Italia" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: atto che avvia una class action, azione di rivalsa collettiva, contro Telecom Italia. Lo si legge in una nota dell'associazione che commenta negativamente la decisione di oggi del Tar del Lazio di accogliere la richiesta di sospensiva di una delibera dell'Authority che bloccava automaticamente le chiamate da telefono fisso verso numerazioni speciali a sovrapprezzo.

Favara, i proprietari dovranno pulire a loro spese i lotti interclusi ( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: risultano le azioni di disinfestazione e derattizzazione di detti luoghi se non si elimina il fattore principale, ovvero le sterpaglie e le erbacce. L'ordinanza impegna i proprietari a pulire subito i terreni e comunque entro 30 giorni, in caso contrario sarà il comune ad intervenire ma le spese di tale operazione saranno addebitate ai proprietari inadempienti.

Bond argentini, attenti alla trappola ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Si sentono rispondere che ormai è passato troppo tempo e che non possono fare più nulla in quanto hanno aderito all'azione collettiva contro l'Argentina ovvero perché non hanno accettato il concambio. Tutto questo non è vero", conclude il Codacons regionale.

Interrogatori in settimana ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sta attivando per difendere i truffati organizzando una azione collettiva, la Guardia di Finanza di Bologna invita coloro che vogliono presentare denuncia-querela per truffa o raggiro nei confronti del promotore a recarsi presso gli uffici bolognesi. La Finanza di Bologna, che analizza e raccoglie i documenti relativi alla vicenda, vuole così evitare una frammentazione del caso.

Crack Tudini, si attiva il Codacons ( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Mentre la Procura indaga sul buco da 5 milioni del promotore finanziario Crack Tudini, si attiva il Codacons Promuoverà un'azione collettiva per i risparmiatori STEFANO TOTARO CASTELFRANCO. In procura a Bologna i due pubblici ministeri che stanno indagando sul crack di Flavio Tudini esaminano con attenzione e pazienza le carte consegnate spontaneamente dal promotore finanziario.

Photored: il giudice annulla la multa ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: L'appello alle "vittime" del semaforo: "Un'azione collettiva per denunciare il Comune" Photored: il giudice annulla la multa Via la sanzione di 156 euro per il passaggio con il rosso: "Impianto irregolare" FONTE. Il giudice di pace di Asolo ha annullato l'ennesima multa all'ormai celeberrimo incrocio di Onè di Fonte.

Fate attenzione al partito del no distrugge il seme della collettività ( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione dello Stato e del Governo, una politica che non pensi solamente agli interessi e alle paure di nicchia ma che abbia una visione davvero globale dei suoi cittadini, della sua struttura dandosi un moderno senso di collettività: "Non solo noi ma anche gli altri non solo qui ma anche il mondo non solo l'oggi ma anche il domani"

Il codacons: azione di massa contro tudini - paola cascella ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, una volta verificata in termini civilistici la posizione della banca Fideuram alla quale Tudini è stato legato da un rapporto di consulenza fino alla fine di maggio. Il Codacons "come in altre vicende relative ai crack ed ai fatti delittuosi in materia di investimenti finanziari in virtù della propria attività a tutela dei risparmiatori?

I legali stanno preparando una causa collettiva per danni ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: e insieme stanno valutando di intraprendere un'azione legale collettiva, una sorta di "class action" (anche se tecnicamente non lo è) a tutela degli interessi di un folto gruppo di imprenditori. Le aziende coinvolte dall'inchiesta sono almeno una ventina, ma non tutte hanno intenzione di fare causa al Comune.

E allora arrestateci tutti ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che stanno preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato,

Truffe del promoter, in arrivo la class action ( da "Corriere di Bologna" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: meglio, un'azione collettiva civile finalizzata a ottenere un risarcimento. Azione che, quasi certamente, non sarà rivolta solo contro Tudini, ma anche contro Fideuram (la banca con la quale il promoter aveva un contratto di cosulenza). Lo annuncia l'associazione per la tutela dei consumatori Codacons.

Il protagonismo bipartisan dei nostri sindaci ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 15-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, quasi unaclass actionsul 20\% dell'Irpef da tenere sul territorio, arrivano primi cittadini di area centrodestra ma anche di centrosinistra, da Cortina e da Agordo, da Pieve di Cadore e da Sedico. Magari continuano a guardarsi un po in cagnesco, ma sanno che in questo caso l'unica strada per strappare il risultato è un'

CARO-LIBRI, SCATTA IL RIMBORSO ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: una delle prime città in cui avviare l'azione risarcitoria collettiva da parte dei consumatori. Nella città dei ricari record parte l'azione dei consumatori. L'iniziativa scaturisce da una delibera dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato che nei mesi scorsi ha avviato un'istruttoria nei confronti dell'Aie (Associazione Italiana Editori),

<Class action> contro le Poste Lurago guida i Comuni in rivolta ( da "Provincia di Lecco, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione legale collettiva contro la società postale, e lancia un appello ai cittadini: "Denunciate i disservizi in Comune, portateci la corrispondenza sbagliata e, se arriva della documentazione con grossi ritardi, fatevi apporre un timbro che documenti la data del recapito: solo così potremo dimostrare con prove concrete i disservizi ormai insostenibili che stiamo vivendo"

La coscienza del consumatore ( da "Eco di Bergamo, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: attivando numerose associazioni la cui azione diverrà sempre più incisiva con l'utilizzo della class-action, finalmente introdotta nel nostro Paese dal passato governo. È indubbio che, come avvenuto in altri mercati occidentali, l'azione collettiva contribuirà non poco a cambiare i rapporti di forza tra clienti e produttori.

Numeri a sovrapprezzo, il Tar congela lo stop AgCom ( da "Vnunet.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: gonfiate annuncia Class Action contro Telecom Italia Il Tar del Lazio sospende il blocco dell'AgCom alle numerazioni a sovrapprezzo e ai raggiri Tlc. L'Autorità Tlc, guidata da Corrado Calabrò, aveva bloccato i numeri legati alle truffe 144, 166, 163, grazie a un nuovo piano, a partire dal 30 giugno, di maggiore trasparenza delle tariffe e soprattutto corredato di norme anti truffa.

Osservanza dei protocolli, il vigile può essere esterno ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: soggetto collettivo delle prescrizioni contenute nel modello. I requisiti che devono presiedere all'organizzazione dell'organismo di vigilanza sono rappresentati dall'autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d'azione. La struttura di controllo potrà essere composta sia in forma monocratica che plurisoggettiva e i membri designati potranno essere sia interni che esterni all'

Di FABIANO LECCE* Il lavoro, inteso come produzione di beni e di servizi, è un'azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al s ( da "Libertà" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al sistema dei rapporti sociali di FABIANO LECCE* Il lavoro, inteso come produzione di beni e di servizi, è un'azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al sistema dei rapporti sociali.

Il Gruppo di azione locale raccoglie 28 paesi, 25 privati, Provincia, università ( da "Arena.it, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: impianti di trasformazione strettamente collegati con la produzione o di tipo collettivo. Manca la multifunzionalità di questo comparto, vale a dire la capacità di produrre al servizio di attività appartenenti ad altri settori, quali possono essere l'artigianato del mobile, il settore energetico od il turismo. Le iniziative che si andranno a sviluppare vanno in due direzioni.

Grandi aziende distanti dalla radio ( da "Opinione, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: questo Audiradio annuncia azioni collettive e interventi istituzionali per valorizzare ancora di più la radio fino a renderla un mezzo irrinunciabile per la pianificazione pubblicitaria delle grandi aziende. Il presidente di Audiradio, spiega che le cifre sono sorprendenti e "ci fanno riflettere anche se non allarmano perché tutti i mezzi più importanti hanno percentuali simili"

CLASS ACTION: MARCEGAGLIA, CHIEDEREMO SLITTAMENTO LEGGE ( da "Asca" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: entrata in vigore della legge sulla class action prevista per il 29 giugno. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell'assemblea di Federchimica a Milano. ''Questa legge - ha detto ancora la Marcegaglia - cosi com'e fatta non va bene. Crea problemi alle aziende, non porta di fatto vantaggi ai consumatori,

CLASS ACTION: CODACONS, ASSOLUTAMENTE NO A PROPOSTA RINVIO MARCEGAGLIA ( da "Asca" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class Action prevista per il 29 giugno. ''Il rinvio della class action sarebbe una sciagura non solo per tutti i consumatori, ma per l'intero paese, rimasto uno dei pochi a non essersi dotato di questo importante strumento giuridico - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Per questo, nella folle ipotesi che l'esecutivo regali a Confindustria e alle lobby un rinvio dell'

PARMALAT:CLASS ACTION RISPARMIATORI CONTRO BANCHE E REVISORI ( da "Wall Street Italia" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvio di una causa di risarcimento danni collettiva (class action) in Italia da parte di oltre 4000 risparmiatori coinvolti nel dissesto Parmalat nei confronti delle società internazionali e delle banche che hanno avuto un ruolo attivo nella vicenda. Ne dà notizia un comunicato secondo cui le cause di risarcimento sono rivolte nei confronti di Deloitte Touche (

CLASS ACTION: PER SCAJOLA UN RINVIO E' POSSIBILE ( da "Asca" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: (ASCA) - Milano, 16 giu - ''Cosi come e formulata la class action e per certi aspetti impraticabile. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, rispondendo alla richiesta della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per uno slittamento dell'entrata in vigore della legge.

Mobility manager per il traffico ( da "Opinione, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: autovettura privata verso forme di trasporto collettivo. I dati e le informazioni di base sui quali si basa l'azione del Mobility Manager di area, oltre all'individuazione delle aziende obbligate all'adozione del Piano degli spostamenti casa-lavoro, sono le seguenti: Le stime di distribuzione modale (auto come passeggero o guidatore, trasporto pubblico,

Class action: Adiconsum, infondati allarmismi su valanghe ricorsi ( da "Radiocor" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive". Lo afferma Adiconsum in una nota nella quale precisa che si tratta di informazioni finalizzate a giustificare una richiesta di rinvio del Governo dell'entrata in vigore della normativa. Quella approvata dal Parlamento, aggiunge la nota, non e delle piu efficaci, e ovvia quindi la cautela delle associazioni nell'

Parmalat, Altroconsumo e Deminor promuovono causa risarcimento danni verso banche e revisori ( da "SpyStocks" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dal momento che non è ancora chiaro se il meccanismo della class action introdotto in Italia - in vigore dal 1 luglio, a meno di rinvio ? potrà essere utilizzato per questo caso, gli investitori che non intraprendano alcuna azione in Europa molto probabilmente non potranno ottenere alcun risarcimento.

Milano, 13:37 - CLASS ACTION: SCAJOLA, ALCUNI ASPETTI DA RIVEDERE ( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

Parmalat: per la prima volta in Italia class action risparmiatori contro banche e revisori ( da "Sestopotere.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: lo stesso giudice della class action aveva riconosciuto la validità degli argomenti avanzati dagli investitori rappresentanti della classe (Lead Plaintiffs). Ad ogni modo, attesa la decisione di limitare la class action agli azionisti ed obbligazionisti residenti negli Stati Uniti che hanno acquistato i titoli nel proprio Paese,

CLASS ACTION: CONSUMATORI A SCAJOLA, NO A RINVIO LEGGE ( da "Wall Street Italia" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: infondate e strumentali le informazioni secondo le quali sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive", che servirebbero a giustificare la richiesta al Governo di rinvio della class action. "La normativa approvata dal Parlamento - prosegue la nota - non è delle più efficaci: è una procedura macchinosa lunga, che porta ad una sentenza non esecutiva.

PUBBLICITA' INGANNEVOLE. Pratiche commerciali scorrette, HC intervista Dona ( da "HelpConsumatori" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di pratiche commerciali scorrette potrà dar luogo a lesioni impugnabili in sede di tutela collettiva se avranno causato danni seriali. Riguardo al meccanismo che introduce nel nostro ordinamento l'azione collettiva, come ho già dichiarato, non possiamo essere soddisfatti appieno, tuttavia il rischio di una modifica - come si paventa in questi giorni - mi preoccupa ancora di più.

Freno alle pensioni d'invalidità ( da "Stampa, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action", abolite le Comunità montane Energia, tasse ai petrolieri (Robin Hood Tax), dismissioni: domani il governo vara la prima parte della manovra triennale. Sono previste tre importanti novità: un nuovo drastico giro di vite sulle pensioni di invalidità civile, l'abolizione delle Comunità montane e la sospensione della "

S.Rita, i dipendenti: "Salvare il lavoro" ( da "TGCom" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: l'ipotesi di una "class action" da parte delle maestranze. "Ma ancora nulla è deciso - ha spiegato il portavoce - perché non ci sono le condizioni e l'unanimità di tutto il personale. Vedremo in seguito". Santa Rita, la clinica degli orrori Tgcom 16/06/2008S. Rita, "tutelare i dipendenti" 16/06/2008S.

Finanziaria: da assicurazioni, banche e petrolieri gettito extra di 2,5 mld ( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La banca sarebbe avviata da un comitato promotore entro 120 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. CLASS ACTION RINVIATA - Come richiesto dalla Confindustria, l'entrata in vigore della class action verrebbe rinviata di sei mesi sino alla fine dell'anno. stampa |.

CLASS ACTION. Vicini allo slittamento dell'entrata in vigore. Mercoledì il CdM ( da "HelpConsumatori" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: intesa con altre associazioni consumatori si è data alcune regole di comportamento: - far precedere l'azione collettiva per comportamenti scorretti da parte delle imprese da un pronunciamento di condanna dell'impresa da parte dell'Autorità di regolazione o da una sentenza positiva del giudice a seguito di un'azione inibitoria; - coinvolgere nell'azione più associazioni;

Class action, dl manovra rinvia 6 mesi entrata vigore ( da "Reuters Italia" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: per l'entrata in vigore della class action all'italiana si profila uno slittamento da fine giugno a fine 2008. Secondo una fonte governativa il rinvio sarà inserito nel decreto legge di anticipo della Finanziaria 2009 che, assieme a uno o più ddl, sarà approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì 18 giugno.

Class Action, il sondaggio web ( da "Punto Informatico" del 16-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La controversa e criticata class action, introdotta nella scorsa legislatura, doveva diventare una opzione a disposizione delle associazioni dei consumatori e alcuni altri soggetti già in queste settimane. Il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola ha però avvertito che il Governo intende rinviare l"entrata in vigore" della class action.


Articoli

Perché la previdenza complementare italiana tarda a decollare (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Milano Finanza Numero 118  pag. 50 del 14/6/2008 | Indietro Perché la previdenza complementare italiana tarda a decollare I Vostri Soldi in gestione pensione & previdenza Di Carlo Giuro I cento quesiti Questa settimana i quesiti continuano a mettere sotto osservazione il tema del ruolo dei fondi pensione complementari. Domanda. Perché fino a ora non si è sviluppata come ci si aspettava la previdenza integrativa? Risposta. Le motivazioni sono diverse. Sicuramente c'è un deficit culturale di fondo, con una non adeguata consapevolezza della effettiva copertura prospettica offerta dalla previdenza di base e una conoscenza superficiale e non diffusa del funzionamento e della finalità della previdenza integrativa. Non vi è poi una percezione piena dei vantaggi fiscali riconosciuti ai fondi pensione. Esistono poi probabilmente motivazioni di carattere psicologico. In primo luogo una sorta di sindrome del ritardo che ci caratterizza: si lascia sempre più tardi la casa dei genitori, ci si sposa sempre più tardi, per avere figli si può aspettare e la previdenza integrativa non fa eccezioni. Vi sono poi le aspettative adattive o, con terminologia anglosassone, il backward looking. Vedo che mio padre andando in pensione non ha avuto uno stravolgimento del proprio tenore di vita e sono portato inconsciamente a ritenere che anche per me sarà così. Da non sottovalutare poi l'effetto imitazione o effetto Duesenberry, dal nome del sociologo che ha sviluppato lo studio del comportamento umano in relazione al condizionamento ambientale: vedendo gli altri che non aderiscono anche io faccio lo stesso. D. Tornando al ruolo dei fondi pensione, che altra funzione hanno? R. Leggendo oltre le righe va osservato come la previdenza complementare rappresenti l'opportunità anche culturale di crescita dell'italiano medio, affetto da quella che si definisce come sindrome di Peter Pan, la necessità cioè di essere sempre accompagnato per mano dall'assistenza statale. Lo sviluppo dei fondi pensione si basa infatti sul principio dell'assunzione da parte del singolo di maggiori responsabilità sia in merito alla scelta del proprio futuro pensionistico (decidendo se aderire o meno al fondo), sia soprattutto in relazione all'esigenza di verificare l'andamento dei propri contributi accantonati (ovvero la capacità del gestore del fondo). C'è bisogno cioè del passaggio delicato ma indispensabile dal diritto comunque dello stato sociale al diritto responsabile. D. Come si collocano i fondi pensione nel vivere sociale? R. I fondi pensione possono sicuramente contribuire a temperare il potenziale strappo generazionale. Non dimentichiamo che le nuove generazioni sono le prime, dal dopoguerra, a stare peggio di quelle precedenti. è quello che i sociologi definiscono dividendo della prima generazione. Lavoro precario, meno protezioni sociali, e last but not least, meno copertura pensionistica offerta dal sistema previdenziale di base. D'altronde lo squilibrio del nostro sistema pensionistico fondato, com'è noto sul meccanismo della ripartizione, determina infatti, utilizzando un termine di gran moda, un conflitto d'interessi tra i lavoratori attivi contribuenti e i pensionati percettori, ben sintetizzato dalla provocatoria proposta avanzata qualche anno fa da Mario Monti in cui suggerì di indire un vero e proprio sciopero generazionale. Tale situazione tende d'altronde a un progressivo peggioramento, se si considera che viene stimato che entro il 2050 dovrebbe crescere di oltre il 50% il rapporto di dipendenza: passeranno da 80 a 120 le persone in età non da lavoro ogni 100 attivi. Va poi evidenziato come la situazione sia ancor più paradossale e socialmente scottante al Sud, dove spesso il pensionato è anche capofamiglia che, considerato il sempre più ritardato ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, interpreta anche il ruolo di ammortizzatore sociale della disoccupazione. D. Qual è invece il rapporto con i mercati finanziari ? R. I fondi pensione sono organismi di investimento collettivo del risparmio previdenziale. Quando aumenteranno in maniera considerevole le masse critiche gestite a regime, diventeranno dei veri e propri investitori istituzionali così come è nelle altre economie. Per comprendere le possibili dimensioni del fenomeno si pensi che il Calpers, il fondo pensione dei dipendenti pubblici californiani, amministra risorse finanziarie per un controvalore pari a più di un decimo del pil italiano. D. Cosa ci si aspetta dai fondi pensione? R. Sono invocati da più parte come i veri "convitati di pietra" del nostro sistema finanziario, i grandi assenti per fare affluire nuove risorse finanziarie nel sistema produttivo. Si vuole (o meglio, si vorrebbe) che rappresentino ulteriore tappa della costante riforma del sistema finanziario italiano in un continuum che tende alla transizione da un modello finanziario renano del tipo banca/impresa a uno invece di stile anglosassone mercato/impresa. D. Quali i possibili effetti finanziari prodotti dai fondi pensione? R. In primo luogo un notevole afflusso di liquidità con l'irrobustimento di un mercato azionario come il nostro in fin dei conti ancora sottile. Considerando poi l'ottica di lungo periodo degli investimenti dei fondi pensione e la prevedibile massa critica, va rimarcato il ruolo moderatore e stabilizzatore del mercato azionario rispetto a possibili ondate speculative. Molto importante ancora il contributo che i fondi pensione possono dare al passaggio da un capitalismo familiare a una economia di public company (azionariato diffuso). Si agevolerebbe così un maggiore dinamismo imprenditoriale ampliando anche la gamma delle possibili soluzioni di finanziamento per le imprese. Sempre in ottica di sviluppo, i fondi pensione possono poi investire fino al 20% delle proprie risorse in strumenti di venture capital (fondi d'investimento chiusi), consentendo l'acquisizione di partecipazioni di minoranza strategiche in aziende ad alta potenzialità di crescita (opportunità da ben studiare soprattutto al Mezzogiorno) . Essenziale poi l'impulso che i fondi pensione potranno dare in termini di controllo e di trasparenza sull'efficienza gestionale del management delle imprese di cui si detengono partecipazioni in portafoglio (i fondi pensione hanno sempre diritto di voto), con un benefico effetto in termini di democrazia societaria e di tutela delle minoranze. D. I fondi pensione possono investire anche in immobili ? R. La normativa dispone che i fondi pensione gestiscono le risorse (anche) "mediante sottoscrizione o acquisizione di azioni o quote di società immobiliari_.. nonché di quote di fondi comuni di investimento immobiliare chiusi". Il fenomeno si inserisce in un momento in cui il mattone è visto sempre più come investimento dinamico, e non più come prima casa o al massimo come bene rifugio. D. I fondi pensione su base collettiva sono il frutto di un accordo tra datore di lavoro e rappresentanze sindacali. Sono allora anche terreno di relazioni industriali? R. I fondi pensione, in particolare quelli chiusi aziendali e quelli aperti ad adesione collettiva, saranno il perno delle moderne relazioni industriali. Va infatti rimarcato come il contributo datoriale ai fondi pensione non sia gravato dalla aliquota contributiva obbligatoria ma piuttosto dal contributo di solidarietà del 10% con un notevole alleggerimento del costo del lavoro. Va poi evidenziato come il dibattito politico e la dialettica tra le parti sociali sul recupero di competitività sia molto concentrato sul livello di contrattazione. Una delle proposte è quella di uno spostamento della distribuzione di produttività dalla contrattazione nazionale a quella aziendale di secondo livello in cui può benissimo inquadrarsi la previdenza integrativa. è interessante rilevare come più la previdenza integrativa si avvicina alla singola realtà aziendale più riscontra l'apprezzamento di datore lavoro e lavoratori. Il tasso di adesione ai fondi pensione chiusi aziendali è mediamente superiore a quello dei fondi pensione settoriali. (riproduzione riservata)  .

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DALLE RELIGIONI del cielo a quelle della terra. "Credere ?", verbo (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

GIORNO E NOTTE FIRENZE pag. 41 DALLE RELIGIONI del cielo a quelle della terra. "Credere??", verbo... DALLE RELIGIONI del cielo a quelle della terra. "Credere??", verbo col quale fanno tutt'uno i puntini di sospensione e il punto interrogativo, verrà tradotto nei linguaggi del teatro, della danza, del cinema, della musica, nella quinta edizione del festival "In Costruzione", dal 18 giugno al 17 luglio, promosso dal Comune di San Casciano Val di Pesa, con una data anche a Firenze grazie alla collaborazione con l'assessorato all'Accoglienza del Comune. Il tema è in linea con la formula del festival diretto da Patrick Duquesne e si affida al Teatro Azione sviluppando una dinamica collettiva degli interpreti e di dialogo con la società. La prima riflessione su "Credere??" è suggerita dalla mostra all'Arci di San Casciano, del Gruppo Fotografico Fotosfera, il 18 giugno - cui seguirà una proiezione di corti video- e dall'esposizione "In nome di Dio", dal 1° al 17 luglio alla Biblioteca comunale, di Michele Panella e Dimitri Milopulos, a cura del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. Teatro azione appunto, come quello degli attori/autori/registi che proporranno il 19 e il 20 giugno al Teatro Niccolini i loro corti teatrali o quello della compagnia di Barcellona "Camisole Chimique" in "Teta y Libertad" il 25 giugno sempre al Niccolini dove Dimitri Frosali alle 22,30 propone la performance "Senza piombo" tratta da un racconto di Mauro Covacic. Sulla stessa lunghezza d'onda, "Mistero Buffo", di Dario Fo, con Mario Pirovano, il 2 luglio in Piazza Arti e Mestieri, mentre incentrati sul rapporto conflittuale con Dio sono "Clausura", (foto) tratto da La Religieuse" di Denis Diderot e "La nuova Tonaca di Dio", entrambi il 9 luglio al Niccolini. L'11 luglio, nella chiesa di Santo Stefano a Firenze, con la regia di Dimitri Frosali, "L'obbedienza non è più una virtù" tratto dal testo di Don Lorenzo Milani, in replica il 13 al Museo Civico di San Casciano. La dimensione si allarga al vivere insieme con "Polis", lo spettacolo di danza -al Jack and Joe Theatre a Cerbaua il 22 giugno- della compagnia Abbondanza / Bertoni che da 22 al 27 terranno un laboratorio residenziale dal quale scaturirà l'altro spettacolo "Quando il movimento è sacro" del 27 giugno. All'Auditorium della Banca del Chianti Fiorentino, due film, "Gostanza da Libbiano", con Lucia Poli, il 1° luglio e "Persepolis" l'8. Il 16 luglio al Campo Sportivo di Mercatale, il video "Compagni di viaggio", ospiti Don Alessandro Santoro, Don Andrea Bigalli, Don Luigi Verdi. Ancora da definire la serata del gruppo "Il Banchetto", che rivisiterà "La buona novella" di De André . Emanuela Ulivi.

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Santa Rita: il padrone non sa nulla Il notaio Pipitone, interrogato, si giustifica: Ero solo l'amministratore (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Santa Rita: il padrone non sa nulla Il notaio Pipitone, interrogato, si giustifica: "Ero solo l'amministratore" / Milano TRUFFE Un'altra pagina dello scandalo della clinica milanese Santa Rita. Sono proseguiti incalzanti davanti al gip, ma anche davanti ai pm Grazia Pradella e Ti- ziana Siciliano, gli interrogatori dei quattordici arrestati nell'ambito dell'inchiesta choc, in cui, per la prima volta, in un caso di presunta malasanità è stato contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per interventi ritenuti non necessari ma effettuati per avere rimborsi indebiti dal Sistena sanitario nazionale. A rimanere più a lungo, circa quattro ore, davanti ai pm è stato il medico responsabile dell'unità operativa di anestesia della clinica, Giuseppe Sala, che si trova agli arresti domiciliari. Al professionista è contestata una serie di truffe per oltre 103mila euro dal 2 novembre del 2005 al 31 dicembre 2007. Un ruolo tutto sommato marginale nell'inchiesta in cui sono ipotizzate accuse ben più gravi a carico di altri, ma Giuseppe Sala, rispondendo alle domande dei magistrati, deve aver fornito alcuni particolari e fatto nomi, se il suo verbale d'interrogatorio è stato secretato, come del resto anche quello di altri indagati. Ha invece respinto le accuse davanti al gip Micaela Curami il proprietario della struttura, Francesco Paolo Pipitone, il notaio che vantava amicizie politiche influenti. "Pipitone non scendeva nei reparti, non contava i morti", ha spiegato il suo avvocato, Enzo Brienza. Il proprietario della Santa Rita è accusato di truffa al sistema sanitario nazionale e falso, ma, ha detto il legale, "il signor Pipitone ha dichiarato al giudice che è impossibile che sia coinvolto nelle truffe contestate". "Lui era l'amministratore - ha insistito il difensore - si occupava della gestione dell'azienda. I suoi rapporti con i medici riguardavano attività esclusivamente lecite. Se qualcuno si è inserito nel meccanismo compiendo dei reati sarà compito della magistratura accertarli". Brienza ha poi ricordato come Pipitone licenziò il primario Pier Paolo Brega Massone, primario di chirurgia toracica, anch'egli arrestato, dopo che furono rilevate le prime irregolarità. "Fino ad allora c'era stato un rapporto di grande fiducia professionale". Anche perchè, ha spiegato Brienza, "i medici venivano selezionati sulla base di un criterio: la professionalità, le pubblicazioni scientifiche le esperienze precedenti". Gli inquirenti, con tutta probabilità, utilizzeranno il fine settimana per valutare gli elementi raccolti in questi giorni e le numerose denunce, arrivate dopo gli arresti, di persone che ritengono di essere state operate inutilmente. C'è però anche chi, class="hilite">tra i dipendenti della Santa Rita, sta pensando a una class="term">class class="term">action per chiedere i danni ai colleghi coinvolti nell'inchiesta. Sarebbero già alcune centinaia quelli pronti a tutelare davanti all'Autorità giudiziaria la loro reputazione e, per questo, si sono rivolti a un legale milanese, l'avvocatessa Consuelo Bosisio.

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Il Tar boccia lo stop ai numeri telefonici gonfia-bollette Sospesa la delibera dell'Autorità per le telecomunicazioni contro le chiamate a sovrapprezzo. Protestano i consumatorii (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Il Tar boccia lo stop ai numeri telefonici gonfia-bollette Sospesa la delibera dell'Autorità per le telecomunicazioni contro le chiamate a sovrapprezzo. Protestano i consumatorii di Marika Dell'Acqua Senza parole e pure senza soldi. La decisione del Tar del Lazio di sospendere la delibera dell'Autorità per le Comunicazioni sul blocco automatico delle chiamate a sovrapprezzo, lascia di stucco i consumatori. Lo stop ai numeri gonfia-bollette sarebbe partito il 1 luglio e avrebbe depennato 144, 166, 899 e compagnia bella. Mentre per gli aficionados dei servizi a valore aggiunto, sarebbe bastato un Pin da comporre. Tradotto in pratica, addebiti solo per chi desidera il servizio in questione. Con questa ordinanza, invece, il Tar accoglie le richieste degli operatori e rimanda la decisione all'udienza del 13 novembre prossimo. Uno smacco per utenti e associazioni per la tutela dei consumatori. Altroconsumo ritiene "infausta" la sentenza dei giudici amministrativi, "basta con le bollette telefoniche lievitate da servizi non richiesti. Da tempo i consumatori sono tartassati da dialer, numerazioni satellitari, connessioni a Internet mai effettuate. Per troppo tempo è stata fatta cassa sulla pelle e sul portafogli degli utenti". Dello stesso avviso è Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, "è una resa alle lobbies telefoniche che favorisce le truffe. Non si capisce quali altre verifiche debba fare in questi mesi il Tar. Faremo avere i pacchi di tutte le bollette contestate". E anche in questo caso le similitudini si sprecano, per l'Aduc, l'associazione per i diritti degli utenti, "il problema dei numeri truffa è come i rifiuti di Napoli, l'emblema dello sfascio in cui versa l'Italia". Mentre, per la Federconsumatori "si tratta di una truffa, al pari di quelle che i cittadini hanno subìto con i vari Bond. Ci auguriamo che questa sentenza sia superabile in futuro, non vorremmo mai ipotizzare un'azione del Tar fortemente punitiva per gli utenti". class="hilite">Ragioni più che sufficienti per portare Altroconsumo a notificare l'atto introduttivo della class="term">class class="term">action contro Telecom Italia, che comunque non aveva fatto ricorso contro l'Autorità, guidata da Corrado Calabrò, su questo tema specifico. Nel procedimento davanti al Tar figuravano, invece, Greentel, Dvbcom, Telemedico, Unitedcom, Punto, Edreams, Marketcall Italia e Deram. Un'azione collettiva a tutela di tutti quei cittadini, sprovveduti o meno, costretti a sborsare fior di quattrini. Salvo che "il Governo non intervenga per decreto posticipando l'entrata in vigore della norma istitutiva della class="term">class class="term">action", in quel caso oltre il danno, la beffa. Nel frattempo l'invito è quello di non utilizzare i fatidici numeri a tre cifre. E se la sera, vi imbattete in strani programmi, sappiate che quel servizio vi costa 35 cent al minuto più iva.

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Salta il blocco delle chiamate al 144 - aldo fontanarosa (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Accolto il ricorso di alcune società di servizi telefonici. class="hilite">Insorgono i consumatori: subito la class="term">class class="term">action Salta il blocco delle chiamate al 144 Il Tar sospende la direttiva dell'Authority, che è pronta a dar battaglia ALDO FONTANAROSA ROMA - A 12 anni dal primo decreto legge, ministro era Agostino Gambino, l'Italia inciampa ancora sugli 144 e 899. Già, ancora loro: i famigerati numeri a sovrapprezzo. Se l'Autorità per le Comunicazioni li vuole bloccare, adesso il Tar del Lazio li "riabilita" in attesa di una decisione definitiva che prenderà solo il 13 novembre. Rabbia tra le associazioni dei consumatori. Mentre l'Autorità tiene la posizione e spiega che difendersi sarà ancora possibile, nonostante questa sentenza. Un mese fa, l'Autorità ha tentato un taglio netto delle chiamate a sovrapprezzo. Tante volte, è vero, raggiungono servizi decorosi, anche di informazione. Troppe volte ci consegnano a maghi senza scrupoli e a ragazze senza veli. Per frenare i truffatori, l'Autorità ha deciso la disabilitazione automatica dei nostri apparecchi fissi. Dalla mezzanotte del 30 giugno, raggiungere i numeri a pagamento maggiorato non sarebbe stato più possibile. L'abbonato avrebbe evitato il blocco a patto di chiederlo esplicitamente al proprio operatore. Una volta scattato il blocco, il numero a sovrapprezzo sarebbe stato raggiungibile a patto di digitare un codice pin. Ogni volta, ad ogni telefonata. Ma un gruppo di aziende - tutte attive in questi servizi - ha contestato l'altolà dell'Autorità. E i giudici del Tar accolgono ora il ricorso, almeno in parte. Queste aziende - scrivono i giudici - possono ricevere un danno "grave e irreparabile" dalla decisione dell'Autorità. Nessuno, infatti, ha informato gli italiani sulla scadenza del 31 maggio, sul blocco automatico e sulla strada per mantenere la possibilità di chiamata. Per questo il Tar vieta il blocco automatico fino al suo verdetto definitivo del 13 novembre. Torniamo forse al caos? L'Autorità spiega che il Tar non boccia l'intera delibera. La famiglia potrà comunque pretendere che il proprio apparecchio venga disabilitato, senza pagare un centesimo. L'Autorità stessa medita un "intervento tecnico" che conservi un'alta protezione agli italiani in attesa della sentenza di novembre. Alcuni salvagente del passato, infine, restano in vigore. Il decreto Landolfi del 2006 ha stabilito che nessuna chiamata possa costare più di 1,5 euro al minuto. La bolletta, poi, divide ormai le telefonate ai numeri normali da quelle a sovrapprezzo. Se l'abbonato sospetta la truffa, potrà pagare solo le chiamate normali senza per questo subire il distacco dell'utenza. Almeno fino a quando la lite sarà chiarita. Va anche detto che i "furbi" se ne approfittano ancora. Nel solo 2006, l'Autorità ha ricevuto 1081 segnalazioni di italiani furiosi. Si sono ritrovati in bolletta conversazioni da centinaia di euro che giuravano di non aver mai fatto. E quando è la banca a pagare in automatico la bolletta, sono davvero guai. Il fenomeno dell'899 selvaggio è al secondo posto tra le paure degli abbonati. In questo clima, l'associazione "Altro Consumo" annuncia una causa collettiva (class="term">class class="term">action) contro tutti gli operatori che in passato abbiano preteso il pagamento dell'intera bolletta (incluse le chiamate a sovrapprezzo) sotto la minaccia del distacco della linea. L'Adiconsum invita gli italiani allo sciopero telefonico: "Non usate più certi numeri, né i buoni né i cattivi". Mentre l'Adoc prega le società del settore a concordare un nuovo blocco automatico a loro gradito, se sono davvero in buona fede.

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Assistenza in ospedale, serve un'ispezione (sezione: Class action)

( da "Centro, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Chieti "Assistenza in ospedale, serve un'ispezione" Cittadinanzattiva e Tdm all'attacco: siamo pronti a un'azione legale collettiva ORTONA. Un'ispezione per verificare l'erogazione dei livelli essenziali d'assistenza (Lea) e il rispetto delle condizioni minime di accreditamento dei reparti della Asl. Cittadinanzattiva e il Tribunale per i diritti del malato scrivono al ministero della salute mettendo l'accento sulle carenze come quella ormai cronica di personale nei presidi ospedalieri e sui disagi che devono affrontare i cittadini come con le lunghe attese. Dopo l'ispezione, le organizzazioni prevedono di mettere in atto una class action, cioè un'azione legale collettiva per chiedere che la soluzione della questione avvenga con gli stessi effetti per tutti i componenti coinvolti. "La violazione di un diritto assoluto, insopprimibile e incomprimibile garantito dalla Costituzione come quello alla salute potrebbe portarci a mettere in atto una class action per ottenere il risarcimento del danno provocato dalla pubblica amministrazione agli utenti", spiegano Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, Antonio Ianieri, coordinatore regionale del Tdm, Giuseppe Tatasciore responsabile del Tdm di Ortona e Franco Fois presidente del Tdm di Chieti, "intanto chiediamo al ministero se non sia opportuno inviare nella Asl e all'assessorato regionale alla sanità un'ispezione che, oltre all'aspetto finanziario, verifichi, anche con la partecipazione della nostra associazione e soprattutto con medici, infermieri, tecnici e impiegati le condizioni di lavoro e i riflessi che hanno sulla sicurezza, qualità e quantità dei servizi erogati". Ma non solo. Cittadinanzattiva e Tdm chiedono che venga verificato: se la Regione prevede tutti i servizi inseriti nei Lea e se la carenza organica e l'accorpamento di servizi non provochi una sospensione nell'erogazione dei Lea; se è corretta la gestione delle liste d'attesa; se non si ritenga di avviare un percorso per "l'urgente cambiamento del ruolo dei direttori generali delle Asl" rendendoli parte di una programmazione democratica e controllata che coinvolga anche le associazioni dei cittadini. "Nella Asl ci sono 52 liste d'attesa sospese perché i tempi sono molto lunghi, oltre i 90 giorni", dice Cerulli, "secondo noi dopo 90 giorni viene compresso il diritto alla salute e aumentano le visite a pagamento. Questo è un danno per i cittadini. Contestiamo anche la decisione di ridurre i posti letto sulla base dei residenti. Bisognava tener conto anche del notevole indice d'attrazione della Asl di Chieti che è del 50%, ovvero tanti pazienti che vengono da fuori Asl. Il progetto del direttore generale della Asl prevedeva il potenziamento della medicina sul territorio cioè di medici di base e distretti sanitari, ma il progetto è fallito per la carenza di organico e la mancanza di supporto da parte dell'assessorato". Sara Fabrizio.

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Caccia al contributo datoriale (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Plus sezione: ATTUALITA data: 2008-06-14 - pag: 8 autore: Previdenza complementare. Tra le possibili iniziative del ministro del Welfare per spingere le adesioni Caccia al contributo datoriale Sacconi vuole distanze ridotte tra fondi pensione In gioco due miliardi l'anno I n molti attendevano un segnale. E questo è arrivato, martedì scorso durante l'audizione del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che ha annunciato alcune misure allo studio per incentivare la previdenza complementare: la reversibilità delle scelte, ossia tornare a destinare il Tfr in azienda, nuovi agevolazioni fiscali e misure che riducono le distanze tra le varie forme previdenziali. Quest'ultimo punto è quello su cui si attendono i maggiori dettagli, visto che tocca il tema della portabilità delle posizioni e il contributo datoriale: quel l'1% (che talvolta sale oltre il 2%) dello stipendio del lavoratore che il datore di lavoro destina alla posizione dell'individuo, in caso di un suo contributo volontario adesione ad uno strumento collettivo, come un fondo negoziale o un aperto ad adesione collettiva. Si potrà ottenere questa quota anche aderendo ad una polizza previdenziale o ad fondo pensione aperto (ad adesione individuale)? Oppure potrà il contributo potrà essere solo mantenuto, in caso di passaggio da un negoziale ad una forma individuale? Dettagli tutt'altro che non trascurabili per il mercato che registra nel 2008 tassi di adesione analoghi a quelli pre-riforma e che attende stimoli per ripartire. Su fonti opposti le fonti istitutive dei fondi negoziali da una parte, Sgr e compagnie assicurative dall'altra. In mezzo la posizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, chiamato – quando sarà – a mettere la propria firma su un provvedimento delicato, in grado di favorire o meno Mediolanum, di cui è uno dei maggiori azionisti. "Sulla neutralizzazione del passaggio tra una fonte e l'altra – dice Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil – non si può tornare indietro di tre anni, all'elaborazione della riforma Maroni. Ora è dimostrato che i lavoratori non aderiscono di più se hanno una maggiore offerta di fondi. Si rischierebbe la rincorsa a chi ha già aderito, invece di andare a convincere chi non vuole una pensione di scorta". Agli 8 milioni di lavoratori dipendenti che non hanno aderito alla previdenza complemen-tare, potrebbero essere destinatari di contributi datoriali pari a oltre 2 miliardi di euro l'anno (cui si aggiungerebbero altri a chi aderisce finora solo col Tfr). Confindustria da parte sua fa sapere che è condivisibile la critica di chi sostiene che attualmente la portabilità non è piena, in quanto nessun contratto ha disciplinato la possibilità di destinare il contributo datoriale anche a forme individuali come aperti e Pip. C'è però lo spazio per migliorare la portabilità – dicono in viale dell'Astronomia – con regole che nella norma ci sono. L'Ania invece accoglie con favore le parole di Sacconi: "Ci paiono orientamenti positivi che avevamo già auspicato come associazione – spiega Luigi Di Falco, responsabile Vita, previdenza e risparmio gestito dell'associazione degli assicuratori –. La piena portabilità del contributo datoriale è in particolare ritenuta positiva per determinare un circolo virtuoso nell'ambito di tutto il sistema della previdenza complementare – spiega Di Falco – e per realizzare effettivamente una libera scelta tra diverse forme pensionistiche". Marco lo Conte Federica Pezzatti Lunedì Questa settimana sul Sole-24 Ore del lunedì Nella "Vetrina dei Prodotti": il fondo Carmignac che investe sulle Pmi dei Paesi emergenti, polizze, carte di credito, conti correnti e la rubrica di Filatelia.

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La class action in parole povere - sarah martinenghi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XIX - Torino Il libro/1 class="hilite">LA CLASS ACTION IN PAROLE POVERE SARAH MARTINENGHI Class class="term">action. Ne parlano in molti, ben pochi sanno che cosa sia realmente. Un libro edito da Ipsoa offre tutte le indicazioni utili per comprenderne i meccanismi, analizza anche tutte le varie tipologie di cause che potranno essere affrontate e le prospettive risarcitorie offerte dal nuovo meccanismo di tutela per i consumatori. Gli autori Claudio Consolo, avvocato e professore di diritto processuale civile a Padova e alla Bocconi, Marco Bona e Paolo Buzzelli, legali esperti di responsabilità civile e di diritto contrattuale presso lo studio Ambrosio e Commodo di Torino, comparano nel dettaglio i tratti caratteristici dell'azione collettiva risarcitoria con il modello statunitense, in primis, e con quello degli altri paesi europei, mettendo in luce analogie e differenze, e offrendo così spunti non solo teorici ma anche pratici per far comprendere all'utente quali siano gli aspetti positivi e quali i negativi della class="term">class class="term">action all'italiana.

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MIn basso a sinistra, i centri sociali (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

OCCUPAZIONI SOCIO-ABITATIVE MIn basso a sinistra, i centri sociali Sotto attacco della giunta Alemanno, oggi a Roma tutti insieme in piazza per difendere gli spazi occupati e per affermare un altro modello di città. Ecco la mappa geopolitica degli squat, di prima e seconda generazione. Viaggio nell'underground romano, prima puntata alla ricerca del movimento sommerso ROMA Accoglienza, welfare dal basso, autogoverno, produzione artistica e culturale indipendente. In un circuito che a Roma coinvolge e mobilita migliaia di persone. Sono i centri sociali e i movimenti per la casa che scendono oggi in piazza contro le politiche securitarie della giunta Alemanno. Una manifestazione "resistenziale", a difesa dei propri spazi. Ma non solo. "La nostra sfida è affermare un'altra città possibile, da conquistare libertà dopo libertà", scrivono nell'appello. Lontana anche dal "modello Veltroni". Una metropoli delle politiche d'integrazione e del mutualismo. Centri sociali, casa, migranti. Questi i temi della manifestazione che partirà (alle 15) dall'occupazione più a rischio, quella di un'ala dell'ospedale Regina Elena, per passare alla multietnica Piazza Vittorio e finire al Campidoglio. Ad anticiparla, ieri, la riappropriazione a scopo abitativo di uno stabile al Portonaccio, quartiere Tiburtino, opera dei Blocchi precari metropolitani. Erano anni che gli spazi romani non si ritrovavano tutti insieme. In un patto di cooperazione che evoca il coordinamento dei centri sociali di metà anni '90. Quella che fu una rete di vari "presidi antagonisti", insieme per difendere La Torre, organizzare le prime street parade e un concerto contro Fini nel '93, prima del ballottaggio romano tra lui e Rutelli. Anche contro Alemanno una buona parte dei centri ha firmato un appello antifascista. Ma, precisano, "questa volta è stato diverso, il voto utile per Rutelli era condizionato". La storia non si ripete: "Le nostre sono continue sperimentazioni, impariamo dagli errori". Come è accaduto con il dibattito sui "territori" dopo il raid del Pigneto. Dove l'autocritica l'ha fatta da padrona: molti luoghi si sono autoghettizzati, non riuscendo più a relazionarsi con la società. Altri hanno scelto di non rapportarsi solo con il quartiere in cui vivono, a scapito di una politica generale sullo sviluppo della metropoli. A differenza delle autogestioni dei primi anni '90, che si sono caratterizzate invece proprio per l'intervento sul territorio. E' il movimento della Pantera che fa diventare "i centri sociali protagonisti dell'immaginario collettivo", come ricordano i militanti di quella generazione. "Alla privatizzazione dei saperi nelle università - dicono - si risponde con sedi di resistenza e di produzione artistica e culturale autonoma". Pian piano gli attivisti prendono coscienza, i tanti posti occupati rappresentano un pezzo di città e escono dalle riserve indiane: "Colmavamo il vuoto culturale e sociale delle amministrazioni locali - ricorda Nunzio D'Erme, fondatore del Corto Circuito - Corsi, concerti, librerie autogestite e birrerie animavano la capitale. Una città nella città". E' con la delibera 26 (che prevede l'assegnazione degli spazi occupati a chi svolge attività di "pubblico interesse") del '94 che si fa il decisivo passo per uscire dai ghetti. La delibera non riguarda solo i "compagni", ma l'intero mondo dell'associazionismo. Pochi però saranno i centri che arriveranno all'assegnazione comunale. Nel '96 per la prima volta si avvia il percorso "corsaro" all'interno delle istituzioni: Corto Circuito e Strada decidono di candidare due indipendenti nel Prc. D'Erme viene eletto al comune, Luciano Ummarino in municipio (XI). E' lui a spiegare questo strumento politico: "Stare lì dentro per rafforzare i movimenti che si sviluppano fuori". Un esperimento ancora in piedi con Andrea "Tarzan" Alzetta al Campidoglio. In molti però pensano alla "fine della Sinistra" e all'autonomia dei movimenti. Ma è dalla galassia no-global, quella che dà vita all'anti-G8 di Genova 2001, che nasce una nuova generazione, capace di portare nuova linfa. E i centri sociali si propongono di parlare alla città intera. A Roma nel 2002, durante uno sciopero "generalizzato", viene occupato lo Strike. Qualche giorno dopo Acrobax. "Cambia la produzione, le nostre vite sono frammentate - dice Giulia - E il nostro intervento non si rivolge al quartiere ma all'intera città". La relazione con la metropoli cambia, come la stessa militanza. "Dall'autogestione - spiega Francesco Raparelli di Esc, occupato nel 2004 da universitari - si passa ad un'offensiva politica". E' una fase d'espansione che riesce a "strappare" concessioni alla giunta Veltroni: si moltiplicano le occupazioni a scopo abitativo. Nel solco di una tradizione, quella della lotta per la casa, che proviene dagli anni '70. Ai vecchi movimenti se ne affianca uno, Action, che si propone come un sindacato metropolitano. Si sviluppano vertenze su questioni ambientali, si forniscono servizi (sportelli legali su questioni come migranti e lavoro/reddito), si tenta di costruire un "welfare dal basso" tutelando le fasce della popolazione escluse. I movimenti riescono a far votare dal consiglio comunale una parte della delibera 110 (regolarizza le occupazioni abitative), un tentativo di legiferazione dal basso. Nel secondo mandato la governance veltroniana si appiattisce però sulle lobby del mattone, dispensando per i centri sociali solo tecniche di cooptazione: "Veltroni in questo ha tracciato il solco per Alemanno", denunciano gli attivisti. Ora si apre una fase nuova. "Dobbiamo rilanciare il nostro ruolo nella società - dice Emiliano Viccaro dell'Horus - Ripensare il territorio non in maniera ideologica ma come spazio composto da una rete di vertenze". Nuove politiche dell'accoglienza, per la casa, contro il piano regolatore e la precarietà, quella che loro considerano "la vera insicurezza". L'obiettivo rimane quello di fare società. Dal basso per uscire dai ghetti e rompere la gabbia. CANTIERI SOCIALI 1 LA TALPA 2 ZONA RISCHIO 3 FORTE PRENESTINO Antiproibizionismo, diritti lgbt 4 RICOMINCIO DAL FARO 5 MACCHIA ROSSA Lotta per la casa, ciclofficina 6 ENJOY PIRATERIA 7 VILLAGGIO GLOBALE Produzione eventi, ostello, migranti 8 CORTO CIRCUITO Palestra popolare, lotta per la casa (Action), agenzia diritti 9 BRANCALEONE Produzione eventi, riqualificazione territorio 10 ONDA ROSSA 32 Trattoria sociale, palestra popolare 11 L38 SQUAT/LAURENTINO OKKUPATO 12 AURO E MARCO 13 TORRE MAURA OCCUPATA 14 VITTORIO OCCUPATO Lotta per la casa (coordinamento), migranti 15 INTIFADA Ambiente e territorio (Parco archeologico tiburtino) 16 STRADA Lotta per la casa (Action), agenzia diritti 17 LA TORRE Antiproibizionismo, palestra popolare 18 EL CHE...NTRO T.B.M. Progetto ludoteca 19 SPAZIO OCCUPATO COMITATO PRIMAVALLE 20 EX SNIA VISCOSA Ciclofficina, teatro 21 SPARTACO Lotta per la casa (Action), Vertenza no-fly 22 RIALTO produzione eventi 23 ZK 24 KOLLATINO Palestra popolare, Laboratorio fotografico 25 STRIKE Trattoria sociale, skatepark, battaglia per il reddito 26 ACROBAX Lotta per la casa (coordinamento), polisportiva, sala musicale, battaglia per il reddito 27 ASTRA Sportelli legali 28 ESC Università, formazione, produzione artistica 29 ANGELO MAI Produzione artistica 30 DECOLLIAMO 31 EX 51 32 SANS PAPIERS Ciclofficina, Lotta per la casa (Action) 33 LAVANDERIA OCCUPATA 34 FACTORY Iniziative culturali 35 HORUS OCCUPATO Lotta per la casa (Bpm), diritti lgbt, palestra popolare, produzione teatrale 1 Via Cesare de Lollis 6, San Lorenzo (Action) 2 Via Caltagirone 6, ang. Viale Castrense, San Giovanni (class="hilite">Action-comitato lotta per la casa) 3 Via Carlo Felice, San Giovanni (Action) 4 Via delle Sette Chiese, Garbatella (Action) 5 Piazzale Flaminio (Action) 6 Via Bibulo, Cinecittà (Action) 7 Via Marchisio, Cinecittà (Action) 8 Lucha y Siesta, Cinecittà (Action) Solo donne 9 Occupazione Romanina Autogestita migranti 10 Occupazione Via Collatina "Nazmet" Autogestita migranti 11 Via Erminio Spalla, Eur (Blocchi precari metropolitani) 12 Via G. Volonté, Montesacro (B.P.M.) 13 Via Lunano, Corcolle (Comitato popolare lotta per la casa) 14 Viale De Chirico 55, Tor Sapienza (Comitato popolare lotta per la casa) 15 Via Giorgio Morandi, Tor Sapienza (Comitato popolare lotta per la casa) 16 Viale di Tor Bella monaca, (Comitato popolare lotta per la casa) 17 Quarticciolo (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 18 Viale Bruno Pellizzi,101 Quadraro (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 19 Casalbertone nuova, Tiburtino (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 20 Cinema Impero, Torpignattara (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 21 Porto Fluviale 12, Ostiense (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 22 Campo Farnia, Appia (Coordinamento cittadino lotta per la casa- Action) 23 Casale de Merode, Garbatella (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 24 Corso Italia, Flaminio (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 25 Regina Elena (Coordinamento cittadino lotta per la casa- Action-Comitato obiettivo casa) 26 Tor Bella Monaca (Coc) 27 Tor Sapienza (Coc).

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ROMA - Nessun blocco automatico per le chiamate ai numeri a sovrapprezzo. Almeno per il mome (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di CAROLA TANGARI ROMA - Nessun blocco automatico per le chiamate ai numeri a sovrapprezzo. Almeno per il momento. Così ha deciso il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso di alcuni operatori di servizi contro la delibera dell'Autorità per le Telecomunicazioni che prevedeva, a partire dal prossimo 1 luglio, l'inibizione delle chiamate verso 144 e affini da tutte le utenze che entro il 30 maggio 2008 non avessero espresso in maniera esplicita agli operatori telefonici la richiesta di attivazione. Il ricorso era stato presentato da alcune società fornitrici di servizi (in particolare Greentel, Dvbcom, Telemedico, Unitedcom, Punto, Edreams, ma anche Marketcall Italia e Deram, nonché dal Comitato operatori servizi telefonici e telematici). Ad essere contestato, secondo quanto dichiarato dal legale della Marketcall Italia, Giuliano Berruti, proprio il blocco automatico, che, secondo l'avvocato "danneggia le aziende che svolgono, attraverso questi numeri, servizi di utilità sociale come l'assistenza medica o strumenti che possono non piacere ma che restano perfettamente legittimi come le chat telefoniche. Secondo i giudici amministrativi, la questione è "delicata" e merita un approfondimento, anche perché le famiglie non sarebbero state informate a sufficienza delle novità. Da qui la decisione di procedere alla sospensiva, e di fissare al 13 novembre la prossima udienza. L'Autorità per le Telecomunicazioni ha ricordato che, "comunque, la parte della deliberazione che riguarda l'attivazione su richiesta degli utenti del blocco permanente gratuito non è stata sospesa. Pertanto tutti gli utenti possono in ogni momento richiedere al proprio operatore telefonico il blocco gratuito". E mentre le aziende chiedono di tornare a una precedente delibera dell'Autorità che prevedeva la disattivazione - su richiesta e caso per caso - dei numeri non desiderati, e non il blocco automatico preventivo, le associazioni dei consumatori insorgono. "Serviva uno stop netto e definitivo alle bollette telefoniche gonfiate da servizi non richiesti - afferma in una nota il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinella - Lo testimoniano le migliaia di segnalazioni di truffe giunte al nostro servizio di consulenza". Secondo Altroconsumo, infatti, "da tempo i consumatori sono tartassati da problemi di questo tipo: 899, dialer, numerazioni satellitari, servizi a valore aggiunto, connessioni a Internet mai effettuate". Secondo Carlo Pileri, presidente dell'Adoc "grave è stato anche il ricorso al Tar da parte degli operatori di servizi. Intorno a questa giostra delle numerazioni a sovrapprezzo - afferma - si sono generate ingenti truffe e bollette gonfiate all'insaputa del consumatore, anche per migliaia di euro. E rispetto a questi fatti gli operatori non si sono mai assunte le proprie responsabilità. Ora chiediamo - conclude - che l'udienza prevista per il 13 novembre venga anticipata e, ai gestori responsabili, un incontro urgente con le Associazioni dei consumatori per individuare una soluzione concordata sul blocco automatico di tali numerazioni". L'Adiconsum ha fatto sapere che il 30 giugno "notificherà l'class="hilite">atto introduttivo della class="term">class class="term">action contro Telecom Italia a tutela degli interessi di tutti coloro che hanno ricevuto negli ultimi anni una bolletta gonfiata. Telecom Italia, che non era parte in causa, dal canto suo precisa che "la società era già pronta a disattivare i numeri a sovrapprezzo, così come previsto dalla delibera.

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MILANO Nessun ordine per costringere i medici a irregolarità e una gestione dell'azienda (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Solo per finalità lecite. Così - davanti al gip Micaela Curami - Francesco Pipitone, proprietario della Santa Rita, respinge le accuse che lo vedono agli arresti domiciliari per truffa e falso. "Pipitone non operava, non scendeva nei reparti, non contava i morti. Si occupava di aspetti ben più seri, quelli amministrativi", dice il legale del notaio, l'avvocato Enzo Brienza. Quanto al suo rapporto con il primario di chirurgia toracica Pier Paolo Brega Massone, licenziato dopo l'inchiesta della Asl con successiva sospensione degli accreditamenti alla clinica, "era di grande fiducia professionale". Anche perché "i medici venivano selezionati sulla base di un criterio: la professionalità, le pubblicazioni scientifiche e le esperienze precedenti, non si chiedevano certo i certificati penali". Ora Pipitone "è amareggiato e avvilito per la situazione della Santa Rita, visto che nella sua azienda ha riversato mezzi ed energie a profusione". Altro interrogatorio rilevante della giornata è stato quello del capo anestesista Giuseppe Sala, ascoltato per quattro ore dal pm Grazia Pradella. Al professionista - che si trova ai domiciliari - è contestata una serie di truffe per oltre 103 mila euro dal 2 novembre del 2005 al 31 dicembre 2007. E Sala, rispondendo alle domande, ha fornito particolari e fatto nomi, perciò il suo verbale d'interrogatorio è stato secretato. Gli inquirenti utilizzeranno il fine settimana per valutare gli elementi raccolti in questi giorni e le numerose denunce, arrivate dopo gli arresti, di persone che ritengono di essere state operate inutilmente. C'è però anche chi, class="hilite">tra i dipendenti della Santa Rita, sta pensando a una class="term">class class="term">action per chiedere i danni ai colleghi coinvolti nell'inchiesta. Sarebbero già alcune centinaia quelli pronti a tutelare davanti all'autorità giudiziaria la loro reputazione e, per questo, si sono rivolti a un legale milanese, l'avvocatessa Consuelo Bosisio. C.Gu.

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Sulle bollette consumatori pronti alla <class action> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-14 num: - pag: 27 categoria: class="hilite">REDAZIONALE Ricorsi Sulle bollette consumatori pronti alla "class="term">class class="term">action" ROMA - Le associazioni dei consumatori preparano una valanga di class="term">class class="term">action (cause collettive) contro le aziende, che si potranno presentare dal 30 giugno anche in Italia. L'ultima l'ha annunciata Altroconsumo contro Telecom per le bollette "gonfiate da servizi non voluti". Ma la stessa associazione teme che il governo intervenga "per decreto posticipando l'entrata in vigore della norma".

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<La Regione ci restituisca i soldi del bollo> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-06-14 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Como "class="hilite">La Regione ci restituisca i soldi del bollo" COMO - Una class-class="term">action in piena regola per chiedere alla Regione Lombardia il rimborso di bollo auto e assicurazione. A promuovere l'iniziativa i rappresentanti dei club lariani di moto e auto d'epoca, il Comitato auto non catalitiche di Como e il Coordinamento motociclisti della Lombardia. Le associazioni hanno dato mandato a tre avvocati per una richiesta formale di rimborso al Pirellone. Nel mirino del popolo degli Euro 0, le leggi varate dalla giunta Formigoni nel 2006 per la lotta all'inquinamento che hanno imposto lo stop ai veicoli non catalitici dalla metà di ottobre 2007 fino allo scorso aprile: "Chi non può circolare non deve neanche pagare".

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OCCUPAZIONI SOCIO-ABITATIVE (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

1 Via Cesare de Lollis 6, class="hilite">San Lorenzo (Action) 2 Via Caltagirone 6, ang. Viale Castrense, San Giovanni (Action-comitato lotta per la casa) 3 Via Carlo Felice, San Giovanni (Action) 4 Via delle Sette Chiese, Garbatella (Action) 5 Piazzale Flaminio (Action) 6 Via Bibulo, Cinecittà (Action) 7 Via Marchisio, Cinecittà (Action) 8 Lucha y Siesta, Cinecittà (Action) Solo donne 9 Occupazione Romanina Autogestita migranti 10 Occupazione Via Collatina "Nazmet" Autogestita migranti 11 Via Erminio Spalla, Eur (Blocchi precari metropolitani) 12  Via G. Volonté, Montesacro (B.P.M.) 13 Via Lunano, Corcolle (Comitato popolare lotta per la casa) 14 Viale De Chirico 55, Tor Sapienza (Comitato popolare lotta per la casa) 15 Via Giorgio Morandi, Tor Sapienza (Comitato popolare lotta per la casa) 16 Viale di Tor Bella monaca, (Comitato popolare lotta per la casa) 17 Quarticciolo (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 18 Viale Bruno Pellizzi,101 Quadraro (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 19 Casalbertone nuova, Tiburtino (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 20 Cinema Impero, Torpignattara (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 21 Porto Fluviale 12, Ostiense (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 22 Campo Farnia, Appia (Coordinamento cittadino lotta per la casa- Action) 23 Casale de Merode, Garbatella (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 24 Corso Italia, Flaminio (Coordinamento cittadino lotta per la casa) 25 Regina Elena (Coordinamento cittadino lotta per la casa- Action-Comitato obiettivo casa) 26 Tor Bella Monaca (Coc) 27 Tor Sapienza (Coc).

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PAURA E PERICOLI REALI (sezione: Class action)

( da "Azione, L'" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'AZIONE - Articoli - Paura e pericoli reali PAURA E PERICOLI REALI Maria Grazia Magris A proposito di sicurezza. Qualcuno ha contato i morti dell'amianto, operai e non solo? Dappertutto nelle nostre campagne, coperture di eternit sono da anni in sfacelo sui ripari per attrezzi, legna, foraggi, animali. Non mettono paura a nessuno. è difficile che oggi i possessori e i loro vicini siano del tutto all'oscuro del pericolo. "Ma se si sta a guardare tutto...". Cosa si può fare? Ricordo in un bel film una strada panoramica alta sul mare. Una macchina lussuosa superaccessoriata a una curva sbanda e precipita... Un cespuglio ne ferma la caduta a metà dello strapiombo. Per i tre nell'abitacolo è impossibile muoversi senza causare oscillazioni paurose; impossibile essere visti dalla strada o segnalare in qualsiasi modo la propria situazione. E il tempo passa. Al crepuscolo per disperazione si accende la tivù: film di vampiri. Urla di terrore dei malcapitati passeggeri. Troppo vero... Non c'è talvolta nella paura un elemento fantastico, che ci riporta ad angosce ancestrali e ci toglie la vista, il contatto con la realtà? Il panico non ci induce ai comportamenti più irrazionali? Le suggestioni dello schermo possono distrarre l'attenzione dai pericoli reali. Voltandoci neanche tanto indietro a considerare con quanta efficacia sia bastato a volte agitare qualche spauracchio per orientare le scelte popolari, dobbiamo ammettere che, mentre sottovalutiamo pericoli reali e siamo disposti a calpestare il principio di precauzione, stiamo diventando sempre più facilmente e collettivamente suggestionabili da certe paure. Confesso, anch'io... ho paura che stiamo andando troppo facilmente fuori di testa, diventando pieni di pregiudizi, malfidenti, violenti; che tornino brutti tempi troppo presto dimenticati; che l'ossessione della "sicurezza" oltre a distruggere la serenità (a quanti anziani il terrore indotto da una disse nnata e vigliacca campagna sicurezza ha devastato la vita!) finisca col minare proprio la sicurezza, la paura infatti innesca l'aggressività. Che popolo stiamo diventando: capaci di dar fuoco, dar fuoco!, alle baracche dei campi rom per un delitto odioso ma neanche ben accertato; mentre non c'è problema, cappello in mano davanti alle ville dei boss che sulla coscienza hanno veramente di tutto?! La protezione e la difesa (e la civiltà, tanto più se pretende di definirsi "cristiana") sono altra cosa. Oltre a perseguire e reprimere, lavorano per prevenire costruendo condizioni, anche di spirito, per una convivenza più umana. Vigilando a 360 gradi: anche sulla nostra aria, la nostra acqua e il nostro cibo, sulle condizioni di lavoro, e così via. Per la bonifica dell'eternit, ad esempio, non s'imporrebbe finalmente un intervento, sia pure con oneri a carico della collettività, considerata la storia della diffusione dell'amianto e i prevedibili costi umani e sociali delle malattie ad esso collegate? Vittorio Veneto.

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"Lista civica rapita da un'isteria collettiva" (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

La replica di Vesprini "Lista civica rapita da un'isteria collettiva" PORTO SAN GIORGIO - Valerio Vesprini, il consigliere comunale che, insieme ad Andrea Susino, ha deciso di staccarsi da Libera cittadinanza costituendo un gruppo autonomo di minoranza, ha deciso di mettere la parola fine al polverone politico sollevatosi dopo che i due consiglieri hanno votato "sì" alle linee programmatiche dell'amministrazione Agostini. Rivendica il diritto di libertà di pensiero e di azione, crede che "una fazione della lista civica quella che li ha condannati in conferenza stampa sia stata colpita da una sorta di isteria collettiva" e comunica che non si dimetterà dispiacendosi per i non eletti che sarebbero entrati in consiglio con le loro dimissioni, in pratica Maurizio Temperini e Daniele Strovegli: "Mi sorprendono gli strali di Libera cittadinanza commenta Vesprini ma rimane la mia stima per quanto da loro fatto e per Silvestrini", a cui Vesprini garantisce: "Non lo abbiamo abbandonato". "La democrazia presuppone la possibilità che ci si discosti da visioni monolitiche anzi vive nella facoltà di ciascuno di dare il proprio apporto senza costrizioni ma solo per motivi di carattere sociale, etico e politico. Non censuro le critiche, anzi sono il pane della politica. Vogliano perdonarmi i miei amici se l'isteria collettiva che li ha colpiti non potrà superare i principi di libertà e di rispetto che hanno animato le mie scelte". Rispetto, per Vesprini, vuol dire dividere organicamente la minoranza per lasciare che ciascuno esprima il civismo: "E qui il dente duole".

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Telecom, Altroconsumo annuncia class action su bollette gonfiate (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Altroconsumo, associazione di difesa dei consumatori, notificherà il 30 giugno l'class="hilite">atto che avvia una class="term">class class="term">action, azione di rivalsa collettiva, contro Telecom Italia. Lo si legge in una nota dell'associazione che commenta negativamente la decisione di oggi del Tar del Lazio di accogliere la richiesta di sospensiva di una delibera dell'Authority che bloccava automaticamente le chiamate da telefono fisso verso numerazioni speciali a sovrapprezzo. Altroconsumo chiede il risarcimento per i consumatori che si sono visti addebitare bollette gonfiate per servizi non voluti. "E' per questo che il 30 giugno l'associazione indipendente di consumatori notificherà l'atto introduttivo della class="term">class class="term">action contro Telecom Italia a tutela degli interessi di tutti coloro che hanno ricevuto negli ultimi anni una bolletta gonfiata", si legge nella nota.

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Favara, i proprietari dovranno pulire a loro spese i lotti interclusi (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Class Action

Favara. Dovranno essere i proprietari a ripulire i terreni da sterpaglie, erbacce e tutto quanto può renderli pericolosi e infiammabili. Lo ha stabilito il sindaco, Mimmo Russello, con un'ordinanza. I terreni in considerazione sono i cosiddetti lotti interclusi, ovvero quegli spazi liberi tra un fabbricato ed un altro ricadenti all'interno del perimetro urbano molto spesso lasciati abbandonato. Questi terreni, infatti, sono invasi da sterpaglie, erbacce e molto spesso ricettacolo anche di rifiuti, un vero pericolo in quanto, come è già successo, basta un niente, una distrazione o un mozzicone di sigaretta per far divampare le fiamme, pericolose per le abitazioni vicine. A ciò di deve aggiungere anche il fatto che detti terreni sono ambienti ideali per il proliferare di zanzare, zecche e d altri insetti nocivi per tutta la collettività, nonché tane ideali per topi e animali randagi. Una vera bomba ecologica che mina la salute di tutta la collettività. Vane, infatti, risultano le azioni di disinfestazione e derattizzazione di detti luoghi se non si elimina il fattore principale, ovvero le sterpaglie e le erbacce. L'ordinanza impegna i proprietari a pulire subito i terreni e comunque entro 30 giorni, in caso contrario sarà il comune ad intervenire ma le spese di tale operazione saranno addebitate ai proprietari inadempienti. Una operazione analoga dovrebbe essere fatta anche per l'estirpazione delle erbacce che si trovano ai bordi delle strade cittadine. In certi casi sterpi ed erbacce hanno invaso i marciapiedi rendendoli di fatto intransitabili. Centinaia e centinaia di strade che hanno ai loro margini veri e propri giardinetti, esempi in tal senso si vedono in via Italia, viale Progresso, via Polonia, Ungheria, Che Guevara e l'elenco potrebbe comprendere tutta la toponomastica favarese. Un intervento in tal senso si rende necessario e urgente, bisogna vedere se il capitolato dell'appalto per la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti lo prevede. Se è inserito bisogna intervenire per farlo rispettare in quanto gli addetti al servizio di raccolta dei rifiuti si limitano soltanto ai rifiuti e non all'eliminazione delle erbacce. Di contro se non è loro competenza è necessario che il comune intervenga con propri mezzi. Giuseppe Moscato.

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Bond argentini, attenti alla trappola (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

"Bond argentini, attenti alla trappola" Il Codacons lancia l'allarme: dalle banche un'azione di rivalsa lunga Bond Argentini, un "bidone" pieno di insidie. Il Codacons regionale, tramite Bruno Barbieri, rende nota una procedura praticata da alcune banche che hanno venduto quelle obbligazioni senza informare i risparmiatori dei rischi possibili: ora sollecitano i clienti a firmare "in malafede", commenta il Codacons, alle loro vittime una delega per agire contro la Repubblica Federale Argentina. Prima avvertenza dell'associazione dei consumatori: "Questo non è in nessun modo un impedimento all'azione contro la banca stessa". Secondo avvertimento: "Queste azioni giudiziarie seguono in rito societario e a volte si concludono nel giro di pochi mesi dall'avvio con atti di transazione o, in assenza di accordo, sono destinate a concludersi con tempi medi pari a due anni". Il Codacons invita tutti gli interessati in Emilia-Romagna che hanno bond argentini da non più di dieci anni - anche se hanno accettato il concambio dei vecchi bond con quelli nuovi - "ad agire immediatamente contro la banca per recuperare i soldi collegandosi col sito (www.codacons.it oppure www.bondargentini.codacons.it). L'informazione è importante, spiega il Codacons, perché le speranze di ottenere un equo rimborso dei soldi si dilatano in tempi lunghi e a vantaggio delle banche. "In realtà - spiega Fabio Galli del Codacons di Modena - è meglio agire direttamente con azioni contro le banche". Lo dimostra l'esperienza, spiega Galli: "A Modena sui circa 100 casi da noi trattati, tranne qualcuno ancora in corso, possiamo dire che i risultati sono buoni. Del 75% delle pratiche chiuse, si va da un rimborso del 70% se sussiste qualche dubbio sulla buonafede fino al 100% più le spese giudiziarie per chi ha ottenuto pienamente ragione". Il Codacons poi denuncia un'altra pratica delle banche, illegale più che scorretta: "L'esame delle pratiche sottoposte al Codacons denota un preoccupante dato legato all'elevato numero in percentuale di firme false riscontrate e periziate come tali sui contratti di acquisto o sulla restante documentazione a corredo dell'operazione finanziaria e dall'altro un grave fenomeno di disinformazione di alcuni istituti di credito o filiali che ai risparmiatori che chiedono copia dei documenti relativi agli acquisti dei bond argentini per verificare la possibilità di agire contro la banca. Si sentono rispondere che ormai è passato troppo tempo e che non possono fare più nulla in quanto hanno aderito all'azione collettiva contro l'Argentina ovvero perché non hanno accettato il concambio. Tutto questo non è vero", conclude il Codacons regionale.

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Interrogatori in settimana (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

I PM DI BOLOGNA Interrogatori in settimana CASTELFRANCO. Flavio Tudini già questa settimana verrà nuovamente convocato in Procura a Bologna per interrogatori. E mentre il Codacons si sta attivando per difendere i truffati organizzando una azione collettiva, la Guardia di Finanza di Bologna invita coloro che vogliono presentare denuncia-querela per truffa o raggiro nei confronti del promotore a recarsi presso gli uffici bolognesi. La Finanza di Bologna, che analizza e raccoglie i documenti relativi alla vicenda, vuole così evitare una frammentazione del caso.

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Crack Tudini, si attiva il Codacons (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Castelfranco. Mentre la Procura indaga sul buco da 5 milioni del promotore finanziario Crack Tudini, si attiva il Codacons Promuoverà un'azione collettiva per i risparmiatori STEFANO TOTARO CASTELFRANCO. In procura a Bologna i due pubblici ministeri che stanno indagando sul crack di Flavio Tudini esaminano con attenzione e pazienza le carte consegnate spontaneamente dal promotore finanziario. Fascicoli, carte, documenti, contratti, rendiconti di investimenti: materiale fornito agli inquirenti per evidenziare che il buco c'è, ed è di 5 milioni di euro, e che tutti i soldi presi sono finiti nella pallacanestro, usati per coprire altri debiti creati dalla passione per il basket di Tudini. Ma Tudini è davvero al verde, si è dissanguato per il basket oppure ha prosciugato le tasche altrui per creare un "tesoro nascosto"? A Bologna si indaga anche in questa direzione. L'avvocato del 53enne promotore finanziario della Fideuram e presidente del Club Modena Basket ha sempre smentito l'esistenza di denaro nascosto. Sul fronte del denaro volatilizzato intanto chi ha avuto modo di aver fatto affari con Tudini si sta attrezzando, rivolgendosi ad avvocati di fiducia. Entra in scena pure il Codacons sta pensando di promuovere un'azione collettiva: domani riceverà le prime vittime del caso Tudini dopodichè, oltre a presentare querele-denuncia, si attiverà per lanciare la cosiddetta "class action", una volta verificata in termini civilistici la posizione della banca Fideuram, di cui Tudini era un promotore finanziario. In ogni caso il Codacons, in caso di rinvio a giudizio di Flavio Tudini si costituirà parte civile nel relativo procedimento penale. Il Coordinamento di tutela dei consumatori, che nel frattempo ha deciso, in previsione delle numerose chiamate, di aggiungere al proprio numero verde lo 051-6448480 e lo 051-0868900, sottolinea "come sia ancora preoccupante il livello di carenza di informazioni sulle possibilità di far valere le proprie ragioni contro gli istituti di credito spesso rei di non avere adeguatamene informato ed assistito i propri clienti".

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Photored: il giudice annulla la multa (sezione: Class action)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Onè di Fonte. L'udienza ieri mattina ad Asolo. L'appello alle "vittime" del semaforo: "Un'azione collettiva per denunciare il Comune" Photored: il giudice annulla la multa Via la sanzione di 156 euro per il passaggio con il rosso: "Impianto irregolare" FONTE. Il giudice di pace di Asolo ha annullato l'ennesima multa all'ormai celeberrimo incrocio di Onè di Fonte. Il giudice di pace, ieri, non è entrato nel merito della documentazione fornitagli da Giorgio Marcon, consulente tecnico per il coordinamento nazionale della sicurezza, annullando la multa al ricorrente M. G., di Cornuda. Ha annullato la sanzione sulla base di alcune irregolarità dell'impianto che, come per altri ricorrenti, avevano dato adito a dubbi. All'udienza erano presenti, oltre ai legali, anche il consulente Marcon ed il ricorrente M. G., di Cornuda. L'uomo è stato fotografato un anno e mezzo fa, mentre attraversava l'incrocio, a bordo della sua auto, e la sanzione era di 156 euro. Aveva allora ricorso, come molti altri multati, adducendo tutto quanto dell'impianto non era legittimo. Prima delle necessarie migliorie, via via effettuate, infatti, il funzionamento dell'impianto presentava qualche disfunzione: l'ora legale non aveva ceduto il posto a quella solare, le notifiche provenivano da località diverse da quella di Onè, la taratura del congegno non era in regola. Ma i recenti documenti, presentati da Marcon, sollevano una questione un poco più cruciale, che interesserà anche il photored di Romano d'Ezzelino, tuttora in funzione e saranno depositati nei prossimi giorni alla magistratura di Treviso e Vicenza. "Ci sono dunque - a detta di Marcon - gli estremi di truffa, corruzione, concussione e falso. Voglio precisare che non sono affatto in disaccordo quando si adoperano strumenti per dissuadere gli autisti alla violazione del codice della strada, purché questi strumenti rispettino le norme vigenti e non mirino soltanto a far cassa ai danni dei cittadini". "Ho materiale e documenti a sufficienza - commenta Marcon - per sostenere l'assoluta illegalità dell'impianto, e mi rivolgo anche a coloro che hanno pagato la multa perché sia attuata al più presto una denuncia collettiva al Comune, per la truffa che è stata compiuta ai loro danni". Marcon si rivolge, in definitiva, al popolo dei multati chiedendo loro di rivolgersi a lui. L'ex impianto di Onè è ormai divenuto famoso per lo "strepitoso successo" che lo ha portato a raggiungere il record degli scatti indiscreti alle auto incuranti del rosso. Dagli scottanti documenti che Marcon ha da poco ottenuto, pare che il centro di tarature per le apparecchiature elettroniche (Tesi), con sede ad Arezzo, abbia fatto carte false, perché la veste grafica del documento e le firme non corrispondono a quelle fornite al Comune di Fonte. Per informazioni si può guardare il sito gio€elmercatin.com.

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Fate attenzione al partito del no distrugge il seme della collettività (sezione: Class action)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di Giampiero Piovesan * Fate attenzione al partito del "no" Distrugge il seme della collettività Permettetemi una breve e modesta considerazione sui risvolti "politici" e "sociali" legati alle opere messe in atto da alcuni comuni veneziani per rispondere alle problematiche che lo "straniero" o presunto tale solleva nel circuito della nostra società. Quello a cui stiamo assistendo da alcuni giorni è un vero e proprio assalto, mediaticamente politico, alle posizioni e alle decisioni di amministrazioni comunali di sinistra che riguardano la sfera dell'immigrazione e della presenza di popolazioni nomadi sul nostro territorio. Decisioni che hanno portato, nel particolare, alla progettazione di un insediamento per la comunità dei Sinti in via Vallenari a Mestre e alla (im) possibile nascita di un centro di accoglienza a Forte Poerio (Mira) per immigrati regolari. Penso sia naturale lo sbocco interventista a cui sono giunte le citate amministrazioni per risolvere un problema di decoro pubblico, civile convivenza ma soprattutto per iniziare quel percorso che vuole portare a una completa assimilazione sociale di questi cittadini. Trovo deplorevole perciò non tanto l'attacco della Lega (prevedibile e meramente ideologico) quanto le motivazioni di questo gesto e i termini in cui è stato posto. Questo partito o meglio queste correnti partitiche sembrano essere vittime della vittoria elettorale realizzata grazie alla tanto sbandierata questione sicurezza e alle "non soluzioni" del problema che suonavano tutte più o meno così: padroni a casa nostra, veneto ai veneti etc. E' sorto dunque il partito del no incondizionato e strumentale a tutte quelle che sono politiche sociali volte a creare legalità, integrazione e normalizzazione civile di persone residenti regolarmente in Italia o come nel caso dei Sinti persone con cittadinanza italiana, rischiando di causarne l'emarginazione e un pericoloso isolazionismo. Si tenta così di non perdere il favore elettorale sbarrando la strada in maniera eterodossa a provvedimenti che andrebbero a beneficio di tutta la comunità. Per fortuna moltissimi cittadini hanno dato prova di maggior buonsenso e comprensione dello scopo e dell'importanza di queste opere che vogliono rendere un servizio anche a loro, inducendo l'emersione, il controllo legale - fiscale - sanitario e la regolarizzazione di strati emarginati (perciò potenzialmente pericolosi) di popolazione. Dobbiamo dare prova di maturità, coesione e lungimiranza politica perseguendo il progetto di fondare un rapporto di armonia civica e rispetto dei principi della democrazia, dove a certi doveri corrispondono certi diritti, con questi nuovi cittadini in modo tale da interiorizzarli nel circuito sociale senza gravi contraccolpi o ferite per il sistema cittadino. Ecco perché è giusto appoggiare il lavoro fin qui svolto dalle amministrazioni di cui sopra verificando e rispondendo prontamente alle obiezioni dei cittadini utilizzando tutte le sensibilità e gli strumenti di confronto e di dialogo che abbiamo a disposizione. Concludo propugnando questa famosa idea di politica che dovrebbe essere la linea guida dell'azione dello Stato e del Governo, una politica che non pensi solamente agli interessi e alle paure di nicchia ma che abbia una visione davvero globale dei suoi cittadini, della sua struttura dandosi un moderno senso di collettività: "Non solo noi ma anche gli altri non solo qui ma anche il mondo non solo l'oggi ma anche il domani". * coordinatore Pd, Meolo.

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Il codacons: azione di massa contro tudini - paola cascella (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Bologna Il caso Pioggia di telefonate delle vittime Il Codacons: azione di massa contro Tudini PAOLA CASCELLA I risparmiatori sono pronti a denunciare Flavio Tudini. Lo annuncia il Codacons che ha ricevuto una pioggia di telefonate di protesta con richiesta di informazioni da parte di persone che avevano affidato i loro euro all'ex promotore finanziario, patron di società sportive di basket. Domani l'associazione dei consumatori incontrerà alcuni truffati e, oltre a presentare querele ? denuncia, sta già pensando di promuovere un'azione collettiva, una volta verificata in termini civilistici la posizione della banca Fideuram alla quale Tudini è stato legato da un rapporto di consulenza fino alla fine di maggio. Il Codacons "come in altre vicende relative ai crack ed ai fatti delittuosi in materia di investimenti finanziari in virtù della propria attività a tutela dei risparmiatori?provvederà, in caso di rinvio a giudizio del signor Tudini, a costituirsi parte civile nel relativo procedimento penale". Intanto i pm Francesco Caleca e Flavio Lazzarini stanno ricostruendo le operazioni dell'ex promotore finanziario che nell'interrogatorio dell'altro giorno ha detto di essersi rovinato col basket. Cinque milioni di euro la cifra che ha ammesso di aver truffato ai risparmiatori fiduciosi nelle sue capacità di investimento. Quelle operazioni, secondo lui trovano riscontro nelle carte depositate in Procura e ora al vaglio del Nucleo tributario della Guardia di Finanza. Il Codacons sottolinea "come sia ancora preoccupante il livello di carenza di informativa sulle possibilità di far valere le proprie ragioni contro gli istituti di credito spesso rei di non avere adeguatamene informato ed assistito i propri clienti se non addirittura in alcuni casi di aver commesso fatti penalmente rilevanti come l'apposizione di firme false o altro ancora".

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I legali stanno preparando una causa collettiva per danni (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Grosseto I legali stanno preparando una causa collettiva per danni GROSSETO. Il dado è tratto. I commercianti di Grosseto che si sono visti sequestrare dalla magistratura i gazebo autorizzati dal Comune, chiederanno il risarcimento dei danni al Comune stesso, e personalmente a funzionari e tecnici che firmarono le autorizzazioni. Lo annuncia l'avvocato Andrea De Cesaris, che tutela gli interessi di tre diversi imprenditori colpiti dai provvedimenti di Procura e Tribunale, denunciati per abuso edilizio e ora in attesa di processo. Negli ultimi giorni De Cesaris ha incontrato altri due avvocati che seguono clienti con l'analogo problema, e insieme stanno valutando di intraprendere un'azione legale collettiva, una sorta di "class action" (anche se tecnicamente non lo è) a tutela degli interessi di un folto gruppo di imprenditori. Le aziende coinvolte dall'inchiesta sono almeno una ventina, ma non tutte hanno intenzione di fare causa al Comune. La gran parte, in ogni caso, avvierà il contenzioso. "Stiamo solo valutando quando partire con la richiesta", spiega De Cesaris. "Vogliamo capire se aspettare l'esito dei procedimenti penali in corso o agire subito". Le cifre in ballo sono eclatanti. Le imprese infatti sono intenzionate a chiedere il risarcimento per il costo materiale delle strutture (alcune valutate anche più di 50mila euro, comprese le progettazioni), oggi "da buttare"; ma anche i danni da mancati introiti nei lunghi mesi in cui i gazebo sono stati sottoposti a sequestro giudiziario; e persino i danni di immagine, derivanti da quei cartelli "locale sottoposto a sequestro giudiziario", affissi per mesi sulle vetrine dei gazebo. Speranze di vittoria? "Sono ottimista", dice l'avvocato De Cesaris. "Ho fatto ricerche accurate e ho trovato alcuni precedenti favorevoli".

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E allora arrestateci tutti (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del INTERCETTAZIONICon la nuova legge l'informazione uscirà a pezzi, fino a scomparire. Si rischia la galera o nel migliore dei casi, il licenziamento. Una proposta alla categoria E allora arrestateci tutti... Marco Travaglio / Segue dalla Prima "Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura. si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l'esercito per le strade. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente. L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, class="hilite">che stanno preparando una class="term">class class="term">action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano. Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da 1 a 3 anni e con l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene - detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov'è difficilissimo finire dentro(condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l'accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica l'ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano. E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l'Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l'indagine, prim'ancora che venga eventualmente condannato. A ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi quattro articoli, non lavori per un anno, e così via.Così ti passa la voglia d'informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato. D'ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il "nuovo" reato vien fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie che interessano agli editori:quelle che danneggiano i loro concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l'editore si sobbarca volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio di veder finire in tribunale la sua società). La libertà d'informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate? Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano. Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore possa più distinguere l'una dall'altra. Tutto ciò, s'intende, se i giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio. Personalmente, annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d'indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all'articolo 21 della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ("Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche", con possibili restrizioni solo in caso di notizie "riservate" o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l'Unione Cronisti, l'associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

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Truffe del promoter, in arrivo la class action (sezione: Class action)

( da "Corriere di Bologna" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Tudini Truffe del promoter, in arrivo la class action Le vittime dei raggiri di Flavio Tudini si organizzano. E presto sulla testa del promoter finanziario di 53 anni con la passione per il basket indagato con l'accusa di aver truffato i suoi clienti, potrebbe pendere, oltre all'inchiesta penale, anche una class action. O, meglio, un'azione collettiva civile finalizzata a ottenere un risarcimento. Azione che, quasi certamente, non sarà rivolta solo contro Tudini, ma anche contro Fideuram (la banca con la quale il promoter aveva un contratto di cosulenza). Lo annuncia l'associazione per la tutela dei consumatori Codacons. Già domani l'avvocato Bruno Barbieri, legale del Codacons, incontrerà due vittime dell'ormai ex consulente Fideuram (il contratto è stato risolto il 28 maggio) che hanno contattato l'associazione spiegando di parlare a nome di venti clienti di Tudini. Martedì sarà la volta di altre vittime a cui Barbieri proporrà l'azione collettiva. Il reato ipotizzato dai pm Flavio Lazzarini e Francesco Caleca contro Tudini, ancora presidente di Modena Basket, è quello di truffa continuata aggravata. Spiega Barbieri: "Se le persone mi confermeranno che Tudini vendeva i suoi prodotti finanziari qualificandosi come promotore della banca, è chiaro che ci sarebbe anche responsabilità indiretta della banca in termini civilistici". è su questo che punta il Codacons: "La fiducia degli investitori è stata tradita due volte, dal promotore, ma anche indirettamente dall'istituto bancario che, in teoria, dovrebbe essere garanzia di affidabilità", osserva l'avvocato. Codacons ha messo a disposizione due linee telefoniche (051-6448480 e 051-0868900) per aderire all'azione collettiva. A. Esp. Indagato Flavio Tudini, 53 anni, ex promoter e presidente del Modena Basket.

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Il protagonismo bipartisan dei nostri sindaci (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 15-06-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (NordEst))

Argomenti: Class Action

FATTI NOSTRI Il protagonismo bipartisan dei nostri sindaci di Tiziano Graziottin "Guardate che sul territorio, a sentire le lamentele della gente, alla fine ci stiamo noi". Frammento di un discorso televisivo, espressione accorata delle preoccupazioni di un anonimo sindaco, che nel calderone delle dichiarazioni sullo stato del Belpaese e sulle dissestate finanze pubbliche assurge a verità collettiva. E' vero, alla fine in trincea ci sono gli amministratori locali, e in prima linea ci stanno i sindaci. Che non intendiamo qui glorificare "a prescindere", consapevoli che a volte in realtà territoriali molto piccole, come sovente sono quelle bellunesi, nel palazzo comunale - direttamente dal bar - arrivano personaggi che dividono il mondo in amici e nemici e poi nel quotidiano si comportano di conseguenza. Però, per quei primi cittadini, e crediamo siano la grande maggioranza, che agiscono eticamente e con reale consapevolezza della delicatezza del loro compito, l'azione amministrativa è spesso estremamente difficoltosa. Ma la necessità, vien da dire, aguzza l'ingegno, e ad esempio stiamo assistendo a un fenomeno che fino a qualche anno fa era impensabile, ovvero la collaborazione bipartisan, trasversale, tra sindaci e amministrazioni di colore diverso, finalizzata a rappresentare non un singolo come ma un'area, un territorio. Soprattutto nella relazione con i centri di potere regionali e statali, i sindaci sembrano ragionare non più col criterio del mal comune mezzo gaudio ma con quello del "diamoci una mano visto che i problemi sono gli stessi". Ecco che a Belluno, per mettere assieme un'azione collettiva, quasi unaclass actionsul 20\% dell'Irpef da tenere sul territorio, arrivano primi cittadini di area centrodestra ma anche di centrosinistra, da Cortina e da Agordo, da Pieve di Cadore e da Sedico. Magari continuano a guardarsi un po' in cagnesco, ma sanno che in questo caso l'unica strada per strappare il risultato è un'azione congiunta, forte e determinata. C'è un nuovo protagonismo dei sindaci, la consapevolezza che il cambiamento deve realmente partire dal basso. C'è Antonio Prade, sindaco di Belluno, che punta a uscire dal ghetto della perifericità allacciando un sistema di relazioni con gli altri capoluoghi, pure lui infischiandosene del colore politico. E va a Parma con Zanonato e Gobbo a chiedere più potere ai sindaci, più risorse per la sicurezza. C'è Andrea Franceschi, a Cortina, che va avanti come un caterpillar e sta rivoltando come un calzino la regina dell'Ampezzo, trovando peraltro molte resistenze; tra qualche anno vedremo se il suo attivismo avrà dato i risultati sperati, ma è un fatto che sta liberando la città da molte ruggini e incrostazioni. C'è Giovanni Piccoli, primo cittadino di Sedico, che insieme ai colleghi di destra e di sinistra sta facendo del Bim (struttura sempre a rischio carrozzone) una macchina a servizio del territorio. La scelta di portare il metano anche nelle zone del disagio, dove non c'è opportunità di business ma forse c'è la speranza di portare un aiuto a gente - soprattutto anziani - in difficoltà, fa onore a chi l'ha pianificata. C'è Vania Malacarne, a Lamon, che sa rappresentare con una lucidità e una determinazione ammirevoli la difficoltà della sua gente. A noi, l'avrete capito, interessa poco destra, sinistra o centro: apprezziamo chi ogni tanto sa tirarsi via la casacca e cerca di "fare" qualcosa di utile per chi l'ha votato. Magari senza tanti bla bla bla.******Con l'appuntamento di oggi si chiude questa rubrica. Passando ad altro incarico nell'ambito del giornale ringrazio i lettori per la stima che hanno sempre dimostrato. Anche in questo caso, con i fatti, da gente vera, di montagna.

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CARO-LIBRI, SCATTA IL RIMBORSO (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'INIZIATIVA Caro-libri, scatta il rimborso A Salerno gli aumenti maggiori sui testi scolastici, l'Adoc chiede i risarcimenti Salerno città capofila in Italia nella lotta al caro-libri di testo. L'Adoc, l'Associazione di Difesa e Orientamento dei Consumatori, ha infatti deciso di avviare una class action contro i rincari dei testi scolastici ed ha individuato nella città di Salerno ("Dove - denuncia il responsabile provinciale dell'Associazione, Lello Sepe - i rincari annui hanno toccato punte del 10-15%, con una spesa media per le famiglie salernitane di circa 600 euro") una delle prime città in cui avviare l'azione risarcitoria collettiva da parte dei consumatori. Nella città dei ricari record parte l'azione dei consumatori. L'iniziativa scaturisce da una delibera dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato che nei mesi scorsi ha avviato un'istruttoria nei confronti dell'Aie (Associazione Italiana Editori), contestando la costituzione di un "cartello" per mantenere alti i prezzi "ma soprattutto - denuncia Sepe - per aggiornare annualmente i testi, con modifiche il più delle volte del tutto irrilevanti, al solo fine di stroncare il mercato dell'usato". Il 3 maggio scorso l'Autorità Garante ha concluso l'istruttoria sanzionando nove case editrici che sono riuscite però ad evitare il pagamento della multa, impegnandosi ad "eliminare l'illecito anticoncorrenziale già a partire dal prossimo anno". Contro il cartello degli editori ci si può ribellare. E , magari, averla vinta. "Questo impegno - spiega Sepe - se tranquillizza per il futuro non cancella il danno subito dalle famiglie fino ad oggi. In alcuni istituti scolastici salernitani, i rincari da un anno all'altro hanno toccato picchi di 250 euro. Per questo abbiamo deciso di far partire proprio da Salerno un'azione collettiva risarcitoria (class action) nei confronti delle case editrici per ottenere un rimborso di quanto pagato in più dai consumatori negli ultimi cinque anni". Stando alle stime dell'Adoc è possibile ottenere un rimborso del 10-15% della spesa sostenuta per ciascun anno scolastico. Le case editrici interessate dal provvedimento dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato sono la Giuseppe Principato, la De Agostini, Il Capitello, Le Monnier, Giunti Scuola, Pearson Paravia Bruno Mondadori, RCS Libri, Sei, Zanichelli. "Per aderire alla class action - spiega ancora Sepe - basta contattare una delle nostre sedi di Salerno, Cava de Tirreni, Battipaglia, Agropoli e Castiglione dei Genovesi - e compilare l'apposita modulistica". Bisogna premunirsi per poter aver successo nell'azione. È necessario inoltre, ma non indispensabile, allegare anche fatture e scontrini d'acquisto. Un'ampia e documentata denuncia consente di avere buone speranze di risarcimento. "In mancanza - spiega Sepe - è sufficiente anche una fotocopia della copertina del libro". "Il nostro impegno è ora rivolto anche sulle scuole, e quindi sui singoli istituti scolastici, giacché anche queste sono state passate al setaccio dall'Authority. Vogliamo assoluta trasparenza nella scelta dei libri di testo". Remo Ferrara.

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<Class action> contro le Poste Lurago guida i Comuni in rivolta (sezione: Class action)

( da "Provincia di Lecco, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Class Action

La protesta "Class action" contro le Poste Lurago guida i Comuni in rivolta Appello del sindaco Redaelli: "Abbiamo ragione, ora ci servono le prove" LURAGO D'ERBA A tre mesi di distanza dall'ultimo disservizio, ancora grossi problemi con le poste in paese, dove il sindaco Rinaldo Mario Redaelli si prepara a intraprendere un'azione legale collettiva contro la società postale, e lancia un appello ai cittadini: "Denunciate i disservizi in Comune, portateci la corrispondenza sbagliata e, se arriva della documentazione con grossi ritardi, fatevi apporre un timbro che documenti la data del recapito: solo così potremo dimostrare con prove concrete i disservizi ormai insostenibili che stiamo vivendo". Il Comune luraghese decide così di scendere sul sentiero di guerra, senza più accordare attenuanti alla società: "Non siamo più disposti a sopportare questa situazione ? dice il primo cittadino ? Nonostante le promesse che ci erano state fatte da alti dirigenti pochi mesi or sono, ci troviamo nelle stesse condizioni di allora. La gente è esasperata, riceviamo in continuazione proteste: c'è addirittura una persona che da due mesi è costretta ad andare tutti i giorni in posta per prendere la sua corrispondenza, e ha tutte le intenzioni di fare un esposto. Per non parlare delle lettere smistate male: a me è capitato di trovare tra le mie buste anche un estratto conto di una società di Milano, e quando l'ho contattata mi hanno detto che non ero il primo cui era capitato di ricevere la loro posta". Una situazione insostenibile, che ha spinto l'amministrazione luraghese a valutare tutte le possibilità per prendere una posizione decisa: l'obiettivo è la class action, ovvero una causa collettiva che il Comune vuole intentare contro Poste Italiane: "Abbiamo avviato uno studio di fattibilità coinvolgendo docenti universitari e avvocati esperti, per verificare se anche le pubbliche amministrazioni abbiano la possibilità di avvalersi di questo strumento. In attesa di avere una risposta definitiva, abbiamo già avviato tutte le procedure necessarie per la registrazione di un dominio internet: quello che vogliamo è raccogliere tutte le amministrazioni che desiderano fare causa alle Poste, perché vengono lesi i diritti dei cittadini, e nessuno si muove. Riteniamo che solo di fronte al reale rischio di dover far fronte a un risarcimento consistente la società possa prendere provvedimenti". In attesa di dar vita alla class action, l'amministrazione invita tutti i cittadini a raccogliere le prove dei disservizi, per poter giungere preparati alla causa: la richiesta è quella di far apporre timbri che comprovino i ritardi e, quando si ricevono lettere destinate ad altri, invece di riportarle in Posta, consegnarle agli uffici comunali, che provvederanno a documentare il disservizio prima di ridarle agli sportelli. "L'esperienza insegna che non è importante solo aver ragione, ma anche avere le prove del torto subìto: solo così potremo dimostrare oltre ogni dubbio che le Poste non funzionano. Quello che vogliamo è una cosa sola: che facciano quello che sono chiamate a fare, consegnare le lettere". Alessandra Gasco 15/06/2008.

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La coscienza del consumatore (sezione: Class action)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Segue da pagina 1 Oggi, vivere "low-cost" sta diventando una modalità sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani, che contraddistingue un nuovo tipo di consumatore, attento a gestire al meglio il proprio bilancio. Ma questa maturazione del consumatore continua a scontrarsi con pesanti ritardi del mercato. Un mercato che stenta ad aprirsi alla concorrenza e alle liberalizzazioni in ogni settore, compreso quello dei servizi; che si muove spesso non rispettando le regole; che manca di strumenti adeguati per la vigilanza e il controllo dei fenomeni speculativi; che è condizionato dalla presenza da diffusi conflitti di interesse e da scarsa trasparenza; che non pone sempre al primo posto gli interessi dei consumatori. Proprio in difesa dei consumatori si stanno, da qualche tempo, attivando numerose associazioni la cui azione diverrà sempre più incisiva con l'utilizzo della class-action, finalmente introdotta nel nostro Paese dal passato governo. È indubbio che, come avvenuto in altri mercati occidentali, l'azione collettiva contribuirà non poco a cambiare i rapporti di forza tra clienti e produttori. Di ciò si sta rendendo conto l'attuale governo, come testimoniano le dichiarazioni del ministro Tremonti ? che ha aperto un dialogo con le associazioni dei consumatori sul costo della benzina, delle bollette di luce, gas e telefoni ? e del ministro Brunetta, che ha ipotizzato l'utilizzo della class-action nei confronti dei pubblici dipendenti per le inadempienze verso l'utenza. Perché il consumatore diventi, però, veramente protagonista del mercato, occorre che egli stesso maturi scelte di fondo, eticamente responsabili. Che si chieda, cioè, se consumare tanto e spesso male sia la scelta giusta. Se sia proprio necessario possedere tre televisioni, due computer, tre telefonini e due frigoriferi. Perché la domanda che si fa sempre più attuale per l'intera società è fino a che punto è opportuno spingere i consumi. Non a caso in alcune economie più evolute, per misurare il benessere della nazione, sono utilizzati da alcuni anni nuovi indicatori. Non solo il Prodotto interno lordo (Pil), che calcola la ricchezza prodotta, ma altri più sofisticati indicatori (Hdi e Isew), che misurano il benessere economico sostenibile, che non è fatto solo di redditività e produzione, ma anche di cultura, sicurezza, salute e salvaguardia dell'ambiente. Pino Roma.

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Numeri a sovrapprezzo, il Tar congela lo stop AgCom (sezione: Class action)

( da "Vnunet.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

16-06-2008 VNUnet.it Sospesa la delibera varata dall 'Autorità Tlc in materia di trasparenza telefonica. Altroconsumo ha definito la decisione a sfavore dei consumatori: contro le bollette class="hilite">gonfiate annuncia Class Action contro Telecom Italia Il Tar del Lazio sospende il blocco dell'AgCom alle numerazioni a sovrapprezzo e ai raggiri Tlc. L'Autorità Tlc, guidata da Corrado Calabrò, aveva bloccato i numeri legati alle truffe 144, 166, 163, grazie a un nuovo piano, a partire dal 30 giugno, di maggiore trasparenza delle tariffe e soprattutto corredato di norme anti truffa. L'Autorità garante per le telecomunicazioni aveva assicurato "migliore controllo del rispetto delle norme a tutela dell'utenza e più efficaci interventi diretti a contrastare le ripetute attività illecite poste in essere negli ultimi tempi". E invece no. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di un gestore telefonico, Market call Italia srl, che chiedeva appunto un blocco del blocco, fissando l'udienza di merito al 13 novembre. Altroconsumo ha definito quella del Tar "una infausta decisione" a sfavore dei consumatori e contro il blocco delle bollette gonfiate. Altroconsumo annuncia la Class Action contro Telecom Italia: l'atto verrà depositato il 30 giugno, e sarà a tutela delle vittime delle bollette gonfiate. Aduc ha commentato: "Gli utenti continueranno a subire e il caos continuerà. Il problema dei numeri truffa, dai 144 degli anni '90 fino agli attuali 899 è, come i rifiuti di Napoli, l'emblema dello sfascio in cui versa il sistema Italia". Lo stop netto e definitivo alle bollette telefoniche gonfiate da servizi non voluti, è ancora un miraggio: l'AgCom ha affermato di voler esaminare l'ordinanza "sia ai fini della presentazione dell'appello al Consiglio di Stato" sia per "tutelare senza dilazioni le famiglie dal rischio di una spesa telefonica fuori controllo". Ma la sospensiva fa un passo indietro: il blocco non sarà automatico dal 30 giugno, ma dovrà ancora essere richiesto esplicitamente dal titolare dell'utenza. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe.

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Osservanza dei protocolli, il vigile può essere esterno (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IL DOSSIER DEL LUNEDI data: 2008-06-16 - pag: 48 autore: La struttura di controllo. Come funziona Osservanza dei protocolli, il "vigile" può essere esterno Una corretta definizione del modello di prevenzione del rischio commissione reati rappresenta solo una delle due componenti necessarie al funzionamento della rete protettiva che è necessario predisporre intorno alla società per evitare l'applicazione delle pesanti sanzioni previste dal decreto legislativo 231/01 essendo necessaria anche una corretta attuazione del documento di prevenzione; infatti all'articolo 6 si prevede che, all'interno del soggetto collettivo, vi debba essere un organismo deputato alla vigilanza sul funzionamento e l'osservanza del modello. Il compito che deve svolgere tale organo è particolarmente rilevante in quanto, nel caso in cui non sia posta in essere una sufficiente vigilanza, in caso di commissione di un reato, l'ente si vedrà privato dell'esimente prevista dall'articolo 6. In tale ottica l'espressione contenuta nel primo comma del citato articolo "l'ente non risponde [ del reato commesso] se prova..." va letta, in realtà, "l'ente non risponde del reato commesso se l'organismo di vigilanza prova...". Ciò comporta che l'attività di vigilanza dovrà essere documentata con la redazione di verbali particolarmente dettagliati da cui si possano evincere, anche a distanza di anni, tutta una serie di dati inerenti il tipo di controllo effettuato (ad esempio, il semplice accesso presso una funzione aziendale per l'acquisizione di documentazione dovrà risultare da un verbale che attesti il soggetto procedente, le operazioni compiute, le persone presenti e ogni altra indicazione ritenuta utile per l'ente in futuro). La giurisprudenza ha ripetutamente rilevato proprio l'assenza di una documentazione esaustiva dell'attività dispiegata dalla vigilanza che inevitabilmente si riflette sulle comunicazioni effettuate all'organo dirigente. Il Gip del Tribunale di Napoli in una propria ordinanza evidenzia: "Le relazioni, scarne, sintetiche e ripetitive, dei rispettivi organismi di vigilanza deputati al controllo sull'osservanza dei modelli e sul loro aggiornamento". Occorre prestare attenzione, quindi, non solo alla effettività della vigilanza, ma anche alla corretta redazione della documentazione relativa alle attività poste in essere. In riferimento all'attività di vigilanza essa è relativa al "funzionamento" e alla "osservanza " del modello; nel primo caso si deve intendere la verifica circa l'operatività concreta delle disposizioni contenute del modello nella realtà d'impresa; nel secondo, il rispetto da parte del soggetto collettivo delle prescrizioni contenute nel modello. I requisiti che devono presiedere all'organizzazione dell'organismo di vigilanza sono rappresentati dall'autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d'azione. La struttura di controllo potrà essere composta sia in forma monocratica che plurisoggettiva e i membri designati potranno essere sia interni che esterni all'ente ma, in tale ultimo caso andranno esclusi i soggetti in posizione apicale e quelli che svolgono incarichi operativi nelle aree a rischio. Al riguardo, la giurisprudenza ha evidenziato, come appaia "auspicabile che si tratti di un organismo di vigilanza formato da soggetti non appartenenti agli organi sociali, soggetti da individuare eventualmente, ma non ne-cessariamente, anche in collaboratori esterni, forniti della necessaria professionalità, che vengano a realizzare effettivamente quell'organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controlli". L'organismo di vigilanza deve essere altresì dotato di un budget adeguato da utilizzare in autonomia salvo l'obbligo di rendicontazione.

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Di FABIANO LECCE* Il lavoro, inteso come produzione di beni e di servizi, è un'azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al s (sezione: Class action)

( da "Libertà" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di FABIANO LECCE* Il lavoro, inteso come produzione di beni e di servizi, è un'azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al sistema dei rapporti sociali di FABIANO LECCE* Il lavoro, inteso come produzione di beni e di servizi, è un'azione personale e un fatto collettivo e sociale, la cui qualità e il cui senso vanno ricondotti al sistema dei rapporti sociali. Ne risulta l'impossibilità di offrire una nozione precisa e definitiva. Fino alla rivoluzione industriale il lavoro, soprattutto manuale, era considerato un'attività ignobile e servile. Nelle comunità primitive, il lavoro si organizzò per soddisfare le esigenze della vita, non si conosceva una distinzione del lavoro dal resto delle altre attività. L'antichità classica formalizzò un concetto di lavoro produttivo legato alle arti meccaniche. Tendenzialmente il lavoro manuale fu prerogativa dello schiavo, il lavoro agricolo era invece spesso libero. Le mansioni manuali in questa visione erano comunque considerate occupazione di livello minore. Nel medioevo nacque il lavoro artigianale specializzato con un nuovo associazionismo di lavoratori. Nel tardo medioevo sorse il sistema delle corporazioni che regolava la trasmissione delle conoscenze, l'avvicendamento delle generazioni e la distribuzione delle opportunità di lavoro. La rivoluzione industriale, sotto il profilo del lavoro, portò con sé soprattutto un salto di qualità nell'applicazione delle macchine e delle nuove fonti d'energia al lavoro tradizionale. Il sistema di fabbrica creò un nuovo tipo di lavoratore, l'operaio salariato, tenuto alla disciplina di ritmi di lavoro accelerato. La domanda più frequente oggigiorno è se il lavoro svolge una funzione di promozione individuale o costituisce un limite e un impedimento alla dimensione personale. La civiltà contemporanea si è organizzata in modo del tutto peculiare attorno al lavoro, attraverso la rivalutazione dell'attività pratica dell'uomo, dalla stessa dinamica pervasiva dell'industrialismo e del potente influsso di numerose correnti o ideologie come il socialismo e il marxismo che identificano il lavoro come questione strategica in ogni forma di esperienza sociale. Ciò ha condotto a una grande emancipazione del lavoro dai connotati di sfruttamento e servilismo ereditati dal passato. Le associazioni sindacali hanno avuto un ruolo decisivo nell'autotutela del lavoro. Il lavoratore è diventato il cittadino per antonomasia delle società democratiche. Inoltre si è andati al di là di una visione individualistica, attingendo a un quadro concettuale diverso, più attento a una visione integrale e solidale dell'uomo. Ne è risultata una lettura nuova, più ampia del lavoro che fa riferimento ad alcune fondamentali dimensioni, esso infatti è una necessità per poter vivere per sé e per la propria famiglia. E' il luogo di realizzazione della persona, delle sua capacità e potenzialità, dove si manifesta l'utilità e la solidarietà sociale. Tali tesi vennero sostenute anche dalla cristianità nel passato. Il documento più simbolico fu l'enciclica Rerum Novarum pubblicata nel 1891, proposta da Leone XIII, nella quale la chiesa intervenne nella questione sociale a favore degli operai per rispettare la loro dignità come persona. Tuttavia molti sostengono che non vi sia un equilibrato rapporto tra il lavoro e la vita privata. Tanto è vero che una delle principali cause di stress legato all'attività lavorativa è connessa alla ricerca di tale stabilità. Un elevato carico di lavoro e un orario poco flessibile sono i principali ostacoli al raggiungimento di un equilibrio sufficiente. Ciò determina effetti negativi sulla vita delle persone, soprattutto se i lavoratori non hanno possibilità di adeguare l'orario di lavoro alle proprio esigenze personali. Oltre il 40% dei lavoratori della comunità europea, che sono tenuti a osservare un orario di lavoro lungo, dichiara di non essere soddisfatto del rapporto tra lavoro e vita privata. Inoltre lo stress legato all'attività lavorativa è il secondo problema sanitario segnalato più frequentemente in Europa. In aggiunta, da una ricerca dopo l'undici settembre si è riscontrato che la maggior parte dei lavoratori americani preferisce stare più in famiglia, dire ti amo, fare dei figli, rinunciare ad una promozione, insomma interrogarsi a fondo sul proprio sistema di valori. Ciò nonostante esistono numerose persone con una vita equilibrata. Queste hanno dichiarato di dare la priorità assoluta alla loro famiglia e di improntare in questo senso le proprio scelte. Danno la precedenza ad attività con la famiglia e limitano le attività esterne e la televisione per avere più tempo da passare insieme. Vanno a fare spesa durante la settimana per avere libero il fine settimana. Vivono nell'ambito delle proprie possibilità invece di porsi obiettivi sempre più impegnativi e sono quindi più realistici che idealistici nella gestione del ménage familiare. Altrettanto importante è il valore attribuito al proprio lavoro, queste persone ne sono orgogliose e trovano che dia un senso alla loro vita. Permette loro di avere davanti a sé un obiettivo e di superare dei cali di energia causati dai numerosi impegni. Sono riusciti a fissare dei confini tra il lavoro e la vita privata. Per di più sostengono che avere un lavoro appagante è di vitale importanza per il nostro benessere. I lavori instabili, stressanti e non gratificanti lo riducono notevolmente. *Primo Classificato - Quinta A Informatica ISII Marconi 16/06/2008.

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Il Gruppo di azione locale raccoglie 28 paesi, 25 privati, Provincia, università (sezione: Class action)

( da "Arena.it, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

AGRICOLTURA. Il nuovo consorzio ha aperto la fase di consultazione pubblica: avrà risorse fino a 9 milioni di euro Produzioni tipiche e turismo per far ripartire l'economia Il Gruppo di azione locale raccoglie 28 paesi, 25 privati, Provincia, università     Olga Bussinello Creazione di filiere corte per le produzioni tipiche, impianti arborei per l'industria del mobile, qualificazione professionale degli addetti e sviluppo di un'offerta turistica multifunzionale. Sono queste le leve su cui punterà la strategia del Gal (gruppo di azione locale ) della Pianura Veronese per trasformare le problematicità del territorio in opportunità di lavoro e sviluppo sociale. Il Gal è un'associazione prevista dalla normativa comunitaria, costituita da soggetti pubblici e privati appartenenti alle realtà territoriale considerata, che collaborano perseguendo vari obbiettivi: migliorare la qualità di vita, sviluppare l'economia, introdurre tecnologia, creare nuovi posti di lavoro, anche attraverso la riqualificazione delle opportunità già presenti sul territorio. L'associazione, che lo scorso 27 maggio ha aperto la fase di consultazione pubblica presentando il documento di base del Piano di sviluppo locale, è composta da 28 Comuni, dalla Provincia di Verona, dall'Università, dalla Camera di commercio, e da 25 partners privati, fra cui: Cisl e Cgil di Verona, Associazioni di categoria, Consorzi di bonifica e Istituti bancari. Terminata la fase di consultazione, la programmazione degli interventi verrà sottoposta al vaglio della Regione per essere da questa approvata. Le risorse su cui il Gal potrà contare saranno di oltre 6 milioni di euro, che potrebbero divenire 9 grazie al meccanismo di recupero dei fondi comunitari non utilizzati da altre regioni. L'area geografica interessata riguarda tutta la parte meridionale della provincia veronese, per una superficie di 909,70 chilometri quadrati, ed una popolazione complessiva di 148.965 abitanti. Vi sono anche delle criticità da risolvere. Si tratta, infatti di un'area in cui la superficie agricola rappresenta circa il 70% del totale di quella comunale, caratterizzata da aziende con colture di tipo estensivo (in media 10 ettari ad azienda, ma anche più) soprattutto di cereali (grano, riso), oleaginose (mais, soia) e tabacco, spesso in affitto di azienda (oltre il 30% del totale). Fra le colture spiccano anche alcuni prodotti Dop e Igp, come il latte dei numerosi allevamenti destinato alla filiera del grana padano e del provolone o il riso vialone nano o ancora il radicchio di Verona. Il problema dell'agricoltura non è nella sua connotazione, ma nella scarsa integrazione con gli altri settori produttivi. Mancano, infatti, impianti di trasformazione strettamente collegati con la produzione o di tipo collettivo. Manca la multifunzionalità di questo comparto, vale a dire la capacità di produrre al servizio di attività appartenenti ad altri settori, quali possono essere l'artigianato del mobile, il settore energetico od il turismo. Le iniziative che si andranno a sviluppare vanno in due direzioni. La prima istituzionale, rivolta a valorizzare le potenzialità già presenti e a seguire i dettami delle prescrizioni comunitarie e nazionali sulla tutela ambientale. Contenimento delle risorse idriche utilizzando le novità messe a punto dalla tecnologia ( irrigazione a goccia); valorizzazione dei prodotti tipici attraverso la creazione di una filiera in loco che offre vantaggi sia per quanto riguarda la logistica che sotto il profilo fiscale (pensiamo alle forme cooperative). La seconda innovativa, perché volta a sviluppare un nuovo concetto di agricoltura. La realizzazione di impianti arborei per la produzione di legni pregiati da utilizzare per l'artigianato locale o la creazione di percorsi, sistemi museali, faunistici e floricoli che qualificano l'offerta turistica, sono solo degli esempi.

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Grandi aziende distanti dalla radio (sezione: Class action)

( da "Opinione, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Oggi è Lun, 16 Giu 2008 Edizione 120 del 14-06-2008 Grandi aziende distanti dalla radio di Alessandra Mieli Passo dopo passo, con andatura costante gli ascolti della radio continuano a crescere. Quella che ancora troppe aziende considerano la parente povera della Tv, macina una crescita della raccolta pubblicitaria che anche quest'anno vede una previsione a due cifre. Il presidente di Audiradio, Felice Lioy, si spinge a ipotizzare per fine anno una crescita del 10%, e come ha ricordato all'apertura dei lavori del convegno annuale di Audiradio a Santa Margherita Ligure: "Dal 1988 siamo passati da 25 a 38 milioni e 700 mila di ascoltatori e il fatturato pubblicitario è passato da 119 milioni a 623 previsti per il 2008". Tuttavia non si possono tralasciare le dolenti note. Nella lista delle prime 300 aziende che operano in Italia, quindi con i budget pubblicitari di maggiore consistenza, circa il 45% non inseriscono la radio nelle loro pianificazioni. Per questo Audiradio annuncia azioni collettive e interventi istituzionali per valorizzare ancora di più la radio fino a renderla un mezzo irrinunciabile per la pianificazione pubblicitaria delle grandi aziende. Il presidente di Audiradio, spiega che le cifre sono sorprendenti e "ci fanno riflettere anche se non allarmano perché tutti i mezzi più importanti hanno percentuali simili". Anzi, dice Lioy, tra i mezzi classici la radio è quello che si sviluppa di più in qualità, audience e risorse. "Protagoniste della crescita della radio sono stati ? ha evidenziato il presidente di Audiradio ? le aziende utenti, e le centrali media che si sono avvalsi in misura crescente di questo mezzo e ne hanno saputo cogliere la straordinaria efficacia, rendendosi presto conto di quanto sterile e circoscritta fosse la moda dei mezzi di nicchia e optano invece per un mezzo di comunicazione con elevatissime audience". Una elegante punta di polemica verso chi profetizzava la morte della radio e l'avvio dell'era del web globale. Ma seppure in modo quasi impercettibile sta cambiando anche la fisionomia degli investitori: accanto ai tradizionali settori dell'automotive e degli alimentari stanno facendo il loro ingresso banche e assicurazioni e recentemente (spinta dalle liberalizzazioni del mercato) anche l'energia. Resta ancora sullo sfondo la grande distribuzione a differenze di quanto accade in altri Paesi europei come Germania e Francia. "In Italia ? chiarisce Giovanna Maggioni, direttore generale dell'Upa, il brand è un elemento importante associato all'emozionalità, che conta moltissimo per i consumatori". E il pubblico delle onde medie e delle modulazioni di frequenza che aspetto ha oggi? I dati confermano che la radio ha punte di ascolti dell'85% nella fascia 18-24 anni, e scende all'80% in quella 35-44 anni, resta sopra il 55% tra gli over 64. La ascoltano più gli uomini (78,6%) delle donne (68,3%), più a lungo commercianti e artigiani, seguiti da operai e professionisti. Si è avuta la ri-conferma che è in automobile che gli italiani ascoltano più volentieri la radio; nel 2007 una percentuale pari al 59,4% degli utenti si sintonizzava dal proprio automezzo e nella fascia oraria tra le 7 e le 9 del mattino. Ma si è insistito anche sui supporti elettronici, tema caro agli addetti ai lavori. Crescono, infatti, ha annunciato Lioy, gli ascolti della radio attraverso le nuove tecnologie come internet, mp3 e telefonini: "è un pubblico nuovo, speciale ? ha spiegato il presidente - giovane e curioso e fa ben sperare per l' arrivo delle nuove piattaforme". Il passaggio al digitale, altro argomento caro al presidente, è stato menzionato anche quest'anno ma non è stata pronunciata una data certa. Si ripete che potrebbe avvenire prima del 2012, ma si resta nel vago. Nell'anniversario dei 20 anni dalla fondazione di Audiradio si deve prendere atto che, nonostante i numeri del fatturato della raccolta pubblicitaria non siano paragonabili a quelli della Tv, la radio ha saputo arrivare all'era della globalizzazione declinandola in una prospettiva più rispettosa delle identità locali.

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CLASS ACTION: MARCEGAGLIA, CHIEDEREMO SLITTAMENTO LEGGE (sezione: Class action)

( da "Asca" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Milano, 16 giu - ''Chiederemo ancora una volta al ministro Scajola di prorogare l'entrata in vigore della legge sulla class="term">class class="term">action prevista per il 29 giugno''. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell'assemblea di Federchimica a Milano. ''Questa legge - ha detto ancora la Marcegaglia - cosi' com'e' fatta non va bene. Crea problemi alle aziende, non porta di fatto vantaggi ai consumatori, arricchisce gli studi legali. Quindi, ha aggiunto, chiediamo che ci sia un po' di tempo, qualche mese, per ridiscuterla e per mettere a posto alcuni aspetti molto penalizzanti''. eg/cam/alf.

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CLASS ACTION: CODACONS, ASSOLUTAMENTE NO A PROPOSTA RINVIO MARCEGAGLIA (sezione: Class action)

( da "Asca" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 16 giu - Il Codacons si dice assolutamente contrario alla richiesta avanzata oggi dal Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, di prorogare l'approvazione della legge sulla class="hilite">Class Action prevista per il 29 giugno. ''Il rinvio della class="term">class class="term">action sarebbe una sciagura non solo per tutti i consumatori, ma per l'intero paese, rimasto uno dei pochi a non essersi dotato di questo importante strumento giuridico - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Per questo, nella folle ipotesi che l'esecutivo regali a Confindustria e alle lobby un rinvio dell'entrata in vigore della legge, il Codacons avviera' la prima class="term">class class="term">action proprio contro ogni singolo Ministro del nuovo Governo rifacendosi sui loro beni personali, sulla base dell'art. 97 della Costituzione, per i danni ingenti ed evidenti procurati all'intera categoria degli utenti-consumatori''. red-rf/lus/ss.

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PARMALAT:CLASS ACTION RISPARMIATORI CONTRO BANCHE E REVISORI (sezione: Class action)

( da "Wall Street Italia" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di ANSA - -->(ANSA) - MILANO, 16 GIU - La società di consulenza per gli investitori Deminor e l'associazione di consumatori Altroconsumo annunciano l'avvio di una causa di risarcimento danni collettiva (class action) in Italia da parte di oltre 4000 risparmiatori coinvolti nel dissesto Parmalat nei confronti delle società internazionali e delle banche che hanno avuto un ruolo attivo nella vicenda. Ne dà notizia un comunicato secondo cui le cause di risarcimento sono rivolte nei confronti di Deloitte Touche (Us e international), Grant Thorton (Us e international), Citibank, Bank of America, Nextra (oggi Eurizon), Morgan Stanley e Deutsche Bank. I procedimenti, promossi anche per conto degli investitori istituzionali interessati, saranno instaurati dinanzi al Tribunale Civile di Milano. Già nel 2006 Deminor e Altrconsumo hanno promosso per conto dello stesso gruppo di risparmiatori un'azione legale al Tribunale Civile di Milano nei confronti delle società italiane Deloitte and Touche spa e Italaudit senza chiamare in causa le società di revisione internazionale né le banche verso le quali era in corso un procedimento di class action negli Stati Uniti. Tale procedimento tuttavia ha escluso gli investitori europei, da qui il suggerimento di Deminor di promuovere un'azione in Italia "ponendosi almeno nella stessa posizione degli investitori americani". Secondo Altroconsumo e Deminor il termine ultimo per far parte del gruppo è il 31 luglio 2008.(ANSA).

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CLASS ACTION: PER SCAJOLA UN RINVIO E' POSSIBILE (sezione: Class action)

( da "Asca" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Milano, 16 giu - ''Cosi' come e' formulata la class="term">class class="term">action e' per certi aspetti impraticabile''. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, rispondendo alla richiesta della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per uno slittamento dell'entrata in vigore della legge. ''Bisogna rivedere questi aspetti - ha aggiunto Scajola - a tutela del consumatore in modo che non ci sia una risposta beffarda per chi chiede che vengano riconosciuti i propri diritti''. eg/lus/alf.

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Mobility manager per il traffico (sezione: Class action)

( da "Opinione, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Oggi è Lun, 16 Giu 2008 Edizione 121 del 16-06-2008 UNA SOLUZIONE ALLA CIRCOLAZIONE CONGESTIONATA NEI GRANDI CENTRI URBANI Mobility manager per il traffico di Ercole Amato Con il Decreto Ronchi del 28 marzo 1998 sono state introdotte alcune figure chiave per lo sviluppo della mobilità locale sostenibile: il Mobility manager aziendale e il Mobility manager di area. Dal coordinamento delle attività poste in essere da queste due figure sono possibili immediati e benefici effetti sulla mobilità urbana, grazie allo sviluppo di sistemi di trasporto collettivo che riducono la presenza delle auto nelle strade: car pooling, car sharing, taxi collettivo. La possibilità di sviluppare tali sistemi dipende dalla disponibilità delle aziende di designare il proprio Mobility manager che ha il compito di redigere il piano di spostamenti casa-lavoro, presupposto indispensabile per l'attuazione di criteri di trasporto collettivo. La figura del Responsabile della Mobilità Aziendale ? Mobility Manager ? è obbligatoria per tutte le aziende e gli Enti con oltre 300 dipendenti per unità locale, o con oltre 800 addetti distribuiti su più sedi. Il Mobility Manager è il responsabile organizzativo che all'interno di enti ed aziende, si occupa delle problematiche legate agli spostamenti dei dipendenti. In collaborazione con gli enti preposti del Comune, si occupa della redazione del Piano di spostamento casa-lavoro (Pscl) lo strumento di base a livello aziendale per ridurre l'utilizzo dell'autovettura privata e razionalizzare gli spostamenti sistematici del personale promuovendo il trasporto collettivo con l'individuazione di soluzioni vantaggiose come la creazione di navette aziendali e interaziendali, taxi collettivi, orari intelligenti e mezzi non inquinanti. Ha l'incarico di ottimizzare gli spostamenti dei dipendenti in modo da ridurre l'uso dell'auto privata, utilizzando forme di trasporto alternativo a ridotto impatto. Al personale delle aziende che hanno nominato il Mobility Manager sono destinate particolari agevolazioni sull'acquisto degli abbonamenti Metrobus. Per mettere a punto un Piano di spostamento casa-lavoro si analizzano i dati messi a disposizione dal Mobility Manager, in particolare quelli relatvi alle cosiddette "origini/destinazione" ossia le direttrici viarie maggiormente interessate dai dipendenti per raggiungere l'ufficio dal loro luogo di abitazione. Si prende in esame quindi il numero di dipendenti gravitanti in prossimità delle linee di metropolitana, dei capolinea autobus, il relativo possibile utilizzo di parcheggi di scambio esistenti. Sulla base dei dati aggregati è possibile: Attivare un servizio di trasporto collettivo che serva il maggior numero di dipendenti, attestandosi presso una fermata di una linea metro, o un capolinea; Attivare equipaggi di car pooling destinando particolari aree di sosta;Incentivare l'acquisizione di veicoli elettrici e l'installazione di stazioni di ricarica, anche accedendo alle incentivazioni previste; Il criterio guida di un Pscl è comunque ridurre il più possibile l'utilizzo dell'autovettura privata. Lo stesso decreto Ronchi sulla Mobilità Sostenibile prevede l'istituzione di una struttura di supporto e coordinamento dei responsabili della mobilità aziendale, che mantenga i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto. Per tale funzione è stata individuata una struttura denominata Mobility Manager di area. Il ruolo di un mobility Manager di area è quello di introdurre il mobility management, sviluppando e promuovendone lo schema generale. Il Mobility Manager di area ha un'importante funzione di coordinamento tra il livello politico (i decision makers nel settore della mobilità e della qualità dell'ambiente quali il Ministero dell'Ambiente, l'Amministrazione Comunale, gli Assessorati ecc., le Aziende di Trasporto pubbliche e private), quello gestionale (i Mobility Manager aziendali), ma anche i semplici cittadini, inoltre, mantiene i contatti con le altre aree territoriali per il necessario scambio di esperienza e know-how. Il Mobility manager di area ricopre, quindi, il ruolo di coordinamento di tutti i mobility manager della zona di sua competenza e funge da collegamento con le strutture comunali e le aziende di trasporto locale in modo da promuovere le iniziative territoriali. All'interno del Comune di Roma chi assolve a questo compito è l'Atac, che si occupa anche di monitorare i piani di trasporto casa-lavoro proposti dalle aziende e di valutare le candidature dei nuovi mobility manager. Il Mobility Manager di area definisce le condizioni quadro per lo sviluppo delle iniziative necessarie al raggiungimento degli obiettivi previsti, mediante interventi di tipo soft e quindi, non infrastrutturali che normalmente richiedono investimenti e tempi di realizzazione notevoli, ma concentrandosi sulle abitudini alla mobilità dei lavoratori. L'obiettivo principale sarà quello di incoraggiare uno shift modale dall'utilizzo intensivo ed esclusivo dell'autovettura privata verso forme di trasporto collettivo. I dati e le informazioni di base sui quali si basa l'azione del Mobility Manager di area, oltre all'individuazione delle aziende obbligate all'adozione del Piano degli spostamenti casa-lavoro, sono le seguenti: Le stime di distribuzione modale (auto come passeggero o guidatore, trasporto pubblico, bicicletta, piedi, motociclo); La distanza percorsa e modo usato in funzione della distanza; L'assegnazione delle matrici OO (Origini) /DD (Destinazione) sul grafico della rete stradale. I sistemi di trasporto collettivo che, come detto, possono essere realizzati in ambito cittadino attraverso l'azione del Mobility Manager sono i seguenti. CAR SHARING Il car sharing è un servizio di mobilità flessibile che consente l'uso in comune di veicoli da parte di un "club di utenti". L'idea del car sharing trasforma il bisogno di possedere un'auto nella necessità di disporre di un servizio in grado di garantire una mobilità personalizzata, svincolata dagli orari e dai percorsi del trasporto pubblico. In sostanza ci si iscrive pagando una quota ad una associazione di car sharing che mette a disposizione una flotta di auto ad un costo proporzionale al tempo di utilizzo e ai chilometri percorsi. Le diverse tipologie di auto sono disponibili in garage o in parcheggi appositi. La tariffa per l'utilizzo dell'autovettura è conveniente soprattutto per impieghi di breve durata, e varia anche in funzione della tipologia del servizio. L'interesse delle Amministrazioni per il car sharing deriva dal fatto che, se utilizzato su larga scala, esso contribuisce a ridurre le emissioni di gas inquinanti (ogni automobilista che passa al car-sharing riduce infatti del 30-50% i propri consumi, grazie ad un utilizzo più oculato del veicolo e ad un maggiore impiego dei mezzi pubblici). E' stato valutato che ogni macchina condivisa consente di ridurre la circolazione di almeno 10 auto private e che il 54% degli aderenti vende la propria seconda auto, mentre il 13% rinuncia all'acquisto della prima. TAXI COLLETTIVO Nel 1997, il Comune di Roma ha introdotto sul territorio un nuovo servizio di trasporto collettivo integrativo del Tpl espletato con veicoli di categoria M1 (8 posti+conducente). Tale servizio rappresenta una risposta intermedia in termini di flessibilità e di costi tra il trasporto pubblico e l'auto privata. Dopo 7 anni di sperimentazione basata sull'espletamento del servizio su più linee gestito da operatori privati individuati attraverso avviso pubblico comunale, l'Amministrazione del Comune di Roma ha valutato esaurita la prima fase sperimentale e quindi opportuno dare seguito ad una seconda fase attraverso l'espletamento di procedure concorsuali riferite ad un lotto definito nel territorio e nelle linee e nelle caratteristiche del servizio. Atac Spa, in qualità di Agenzia dei trasporti del Comune di Roma, ha assunto il ruolo istituzionale di stazione appaltante per l'affidamento triennale dei servizi e quello di monitoraggio e controllo dell'esercizio. CAR POOLING Il Car Pooling consiste nello spostamento casa lavoro organizzato con autovettura privata, da colleghi di una stessa azienda e che risiedano nella stessa zona o quartiere con l'obiettivo di diminuire i costi di carburante e l'effetto indotto di ridurre il numero delle vetture circolanti e di conseguenza ottenere vantaggi ambientali notevoli. Il carpooling è una realtà già praticata in forma spontanea in molte aziende ma in modo spontaneo e non coordinato; un suo approccio più sistematico non potrà che assicurare risultati migliori, si tratta infatti di un elemento chiave per il successo del programma di riduzione degli spostamenti casa-lavoro, non realizzabile senza il supporto attivo dei dipendenti dell'azienda. Per la città di Roma, Atac - Area Mobilità Sostenibile - mette a disposizione uno specifico software che consente di individuare all'interno di una stessa Azienda o Ente possibili equipaggi di car pooler. Il Mobility manager aziendale con il supporto tecnico di Atac, che gli fornirà le opportune aggregazioni di dati, può effettuare un primo "ride matching" identificando gruppi di persone potenzialmente interessati all'uso collettivo dell'autovettura ed omogenei per zone di residenza. Una volta organizzati gruppi di utenti, si procede ad un'adeguata campagna di sensibilizzazione, convocando incontri e diffondendo liste di potenziali "compagni di viaggio".

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Class action: Adiconsum, infondati allarmismi su valanghe ricorsi (sezione: Class action)

( da "Radiocor" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 16 giu - "Sono del tutto infondate e strumentali le informazioni secondo le quali, alla vigilia dell'entrata in vigore della class action, sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive". Lo afferma Adiconsum in una nota nella quale precisa che si tratta di informazioni finalizzate a giustificare una richiesta di rinvio del Governo dell'entrata in vigore della normativa. Quella approvata dal Parlamento, aggiunge la nota, non e' delle piu' efficaci, e' ovvia quindi la cautela delle associazioni nell'avviare pratiche di azione collettiva. com-rro (RADIOCOR) 16-06-08 15:06:06 (0226) 5 NNNN.

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Parmalat, Altroconsumo e Deminor promuovono causa risarcimento danni verso banche e revisori (sezione: Class action)

( da "SpyStocks" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(16 Giugno 2008 - 12:27) MILANO (Finanza.com) - Come informa una nota congiunta delle due associazioni, un gruppo composto da più di 4 mila risparmiatori coinvolti nel dissesto Parmalat, che si sono rivolti ad Altroconsumo, associazione indipendente dei consumatori e a Deminor, società indipendente di consulenza e assistenza agli investitori in materia di corporate governance, sta per promuovere una causa di risarcimento danni in Italia nei confronti delle società di revisione internazionali e delle banche che hanno avuto un ruolo attivo nella frode Parmalat. L'azione verrà promossa anche per conto degli investitori istituzionali interessati, che abbiano subito un danno nell'ambito della vicenda Parmalat e intendano aderire all'iniziativa promossa da Deminor. I procedimenti saranno instaurati dinanzi al Tribunale Civile di Milano. E' la prima volta in Italia che un gruppo formato da risparmiatori e investitori istituzionali promuove una causa di risarcimento danni nei confronti delle banche e dei revisori. class="hilite">Dal momento che non è ancora chiaro se il meccanismo della class="term">class class="term">action introdotto in Italia - in vigore dal 1 luglio, a meno di rinvio ? potrà essere utilizzato per questo caso, gli investitori che non intraprendano alcuna azione in Europa molto probabilmente non potranno ottenere alcun risarcimento. Tenendo conto dei termini di prescrizione e del tempo necessario per espletare tutte le formalità necessarie per promuovere un'azione che riunisca tutti gli investitori, il termine per entrare a far parte del gruppo è il 31 luglio 2008. (Riproduzione riservata).

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Milano, 13:37 - CLASS ACTION: SCAJOLA, ALCUNI ASPETTI DA RIVEDERE (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

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Parmalat: per la prima volta in Italia class action risparmiatori contro banche e revisori (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

(16/6/2008 15:29) | (Sesto Potere) - Parma - 16 giugno 2008 - Per la prima volta in Italia viene avviata da parte di un gruppo di investitori una causa di risarcimento danni contro banche e revisori. L'iniziativa è rivolta ai risparmiatori e agli investitori istituzionali che abbiano subito un danno nell'ambito della vicenda Parmalat. Un gruppo composto da più di 4,000 risparmiatori coinvolti nel dissesto Parmalat, che si sono rivolti ad Altroconsumo, associazione indipendente dei consumatori e a Deminor, società indipendente di consulenza e assistenza agli investitori in materia di corporate governance, sta per promuovere una causa di risarcimento danni in Italia nei confronti delle società di revisione internazionali e delle banche che hanno avuto un ruolo attivo nella frode Parmalat. L'azione verrà promossa anche per conto degli investitori istituzionali interessati, che abbiano subito un danno nell'ambito della vicenda Parmalat ed intendano aderire all'iniziativa promossa da Deminor. I procedimenti saranno instaurati dinanzi al Tribunale Civile di Milano. E' la prima volta in Italia che un gruppo formato da risparmiatori e investitori istituzionali promuove una causa di risarcimento danni nei confronti delle banche e dei revisori. Già nel 2006, Deminor ed Altroconsumo avevano promosso per conto dello stesso gruppo di risparmiatori un'azione legale dinanzi al Tribunale Civile di Milano nei confronti di Deloitte & Touche S.p.A. e Italaudit S.p.A.. All'epoca non erano stati chiamati in causa né le società di revisione internazionali né le banche, dal momento che questi soggetti erano già stati chiamati in giudizio nell'ambito della class="term">class class="term">action intrapresa in precedenza negli Stati Uniti, azione della quale ci si attendeva potessero beneficiare tutti gli investitori. All'epoca, gli investitori istituzionali non avevano preso parte all'iniziativa restando in attesa degli sviluppi della class="term">class class="term">action americana. Il 24 luglio 2007, invece, il giudice che segue la class="term">class class="term">action Americana ha stabilito, che gli azionisti e gli obbligazionisti Parmalat che non sono residenti negli Stati Uniti e che non hanno comprato i titoli Parmalat negli Stati Uniti sono esclusi dalla class="term">class class="term">action con riferimento alle richieste nei confronti di Citibank, Bank of America, Deloitte Touche (U.S. and International) e Grant Thornton (U.S. and International). Ciò comporta che gli investitori Europei non possono agire negli Stati Uniti nei confronti dei suddetti convenuti nell'ambito della class="term">class class="term">action e qualunque accordo transattivo che venga eventualmente raggiunto con costoro non andrà a beneficio degli investitori Europei. L'esclusione dalla class="term">class class="term">action in America è stata decisa sulla base di motivazioni prettamente giurisdizionali. In estrema sintesi, il fondamento delle azioni risarcitorie è che vi siano evidenze tali da dimostrare che i soggetti sopra menzionati hanno preso parte a numerose operazioni, la cui conseguenza è stata quella di defraudare gli investitori del gruppo Parmalat, da una parte tenendo nascoste al mercato informazioni rilevanti sulla reale situazione finanziaria del gruppo e dall'altra contribuendo a peggiorare lo stato del gruppo stesso attraverso una serie di transazioni. In una fase precedente del procedimento peraltro, class="hilite">lo stesso giudice della class="term">class class="term">action aveva riconosciuto la validità degli argomenti avanzati dagli investitori rappresentanti della classe (Lead Plaintiffs). Ad ogni modo, attesa la decisione di limitare la class="term">class class="term">action agli azionisti ed obbligazionisti residenti negli Stati Uniti che hanno acquistato i titoli nel proprio Paese, l'unica possibilità per gli investitori Europei di ottenere il ristoro delle perdite subite nei confronti delle banche e dei revisori - ponendosi (almeno) nella stessa posizione degli investitori Americani – è quella di intraprendere le azioni giudiziarie in Europa. Deminor ha perciò suggerito ai propri clienti di avviare una causa di risarcimento danni in Italia, nei confronti di Deloitte Touche (U.S. and International), Grant Thornton (U.S. and International), Citibank, Bank of America, UBS, Nextra (oggi Eurizon), Morgan Stanley e Deutsche Bank. Come è noto, peraltro, alcuni dei soggetti sopra menzionati sono stati rinviati a giudizio nell'ambito dei procedimenti penali in corso presso i Tribunali di Milano e Parma. Dal momento che non è ancora chiaro se il meccanismo della class="term">class class="term">action introdotto in Italia - in vigore dal 1 luglio, a meno di rinvio - potrà essere utilizzato per questo caso, gli investitori che non intraprendano alcuna azione in Europa molto probabilmente non potranno ottenere alcun risarcimento. Tenendo conto dei termini di prescrizione e del tempo necessario per espletare tutte le formalità necessarie per promuovere un'azione che riunisca tutti gli investitori, il termine per entrare a far parte del gruppo è il 31 luglio 2008. I risparmiatori possono registrarsi per l'iniziativa o direttamente attraverso il sito internet di Deminor o contattando Altroconsumo attraverso il numero verde 800/194.491 oppure utilizzando l'indirizzo e-mail parmalat@altroconsumo.it. Gli investitori istituzionali interessati a saperne di più possono contattare direttamente Deminor.

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CLASS ACTION: CONSUMATORI A SCAJOLA, NO A RINVIO LEGGE (sezione: Class action)

( da "Wall Street Italia" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 16 GIU - Le associazioni dei consumatori si schierano contro il rinvio dell'entrata in vigore della legge sulla class action, dopo le dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. Per Adusbef e Federconsumatori, si legge in una nota congiunta, "sarebbe gravissimo se il Governo prorogasse o cancellasse la legge sacrosanta sulla class action con la scusa di rivedere alcuni aspetti a tutela del consumatore". "Assecondare i desiderata del presidente di Confindustria - continua la nota - costituirebbe una beffa per milioni di consumatori e risparmiatori truffati, che aspettano di riscattare la tutela dei loro diritti con uno strumento di grande civiltà giuridica". Anche Adiconsum dichiara in una nota la sua contrarietà al rinvio della normativa, ritenendo "infondate e strumentali le informazioni secondo le quali sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive", che servirebbero a giustificare la richiesta al Governo di rinvio della class action. "La normativa approvata dal Parlamento - prosegue la nota - non è delle più efficaci: è una procedura macchinosa lunga, che porta ad una sentenza non esecutiva. E' ovvia, quindi, la cautela delle associazioni nell'avviare pratiche di azione collettiva". (ANSA).

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PUBBLICITA' INGANNEVOLE. Pratiche commerciali scorrette, HC intervista Dona (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

News PUBBLICITA' INGANNEVOLE. Pratiche commerciali scorrette, HC intervista Dona 16/06/2008 - 10:50 Nel suo ultimo libro il Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori fa il punto sulla regolamentazione delle pratiche commerciali scorrette alla luce delle nuove norme introdotte dai decreti legislativi approvati lo scorso anno. Ad agosto dello scorso anno il Governo in attuazione della direttiva comunitaria 2005/29 ha adottato due provvedimenti: i decreti legislativi nn. 145 e 146 che rafforzano in Italia la protezione dei consumatori contro pratiche commerciali scorrette e aggressive, operatori disonesti, pubblicità ingannevole. A questo argomento Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, ha dedicato un libro, M. Dona Pubblicità, pratiche commerciali e contratti nel Codice del Consumo, UTET giuridica. Help Consumatori lo ha intervistato per fare il punto sulla nuova disciplina. Avvocato Dona, perché un libro dedicato alle pratiche commerciali scorrette? Intanto perché quella che introduce la disciplina sulle pratiche commerciali scorrette è la prima importante modifica del Codice del Consumo a due anni dalla sua approvazione intervenuta ad agosto del 2007, in concomitanza con il secondo compleanno del Codice che fu adottato nel settembre del 2005. E poi perché l'impatto di questa nuova normativa non è di immediata comprensione per i consumatori, ma anche per gli operatori giuridici, derivando da una direttiva comunitaria del 2005 (n. 29) di nuovo approccio rispetto al passato, una direttiva trasversale che dovrebbe impattare sui diritti dei consumatori in modo assai complesso. Cosa si intende per pratiche commerciali scorrette? Per pratiche commerciali scorrette si intendono tutti quei comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori che possono essere adottati da un'impresa non solo nella comunicazione pubblicitaria, ma anche nel modo di porsi nei confronti del consumatori: si pensi a tutte quelle tecniche di marketing aggressivo che inducono il cittadino acquirente a scelte di consumo che, se regolarmente informato, non avrebbe adottato. Come può comportarsi un consumatore qualora si trovi ad interagire con un'azienda che mette in atto una pratica commerciale scorretta? Questa disciplina si installa nel solco già tracciato della disciplina sulla pubblicità ingannevole quindi come accadeva in passato la competenza ad accertare casi di violazione della normativa è dell'Autorità Antitrust a cui è riconosciuto il potere di verificare le segnalazioni, di accertare la sussistenza di una pratica commerciale scorretta e di sanzionare l'impresa che si macchia di questo comportamento. La buona notizia è che le sanzioni diventano sanzioni molto incisive in quanto si può arrivare fino ad un massimo di 500mila euro, una cifra che dovrebbe dissuadere le imprese scorrette dal reiterare certi comportamenti. Altra novità è l'introduzione del regime degli "impegni" che può essere giudicato tra luci ed ombre: se da un lato questa sorta di patteggiamento dovrebbe assicurare rapidità di tutela per i consumatori, dall'altro può creare qualche perplessità sotto altri versanti. Innanzitutto temo un ricorso indiscriminato agli impegni che - ricordiamo - impediscono all'Autorità di sanzionare il comportamento scorretto. Senza dimenticare che, considerato che sulle pratiche commerciali scorrette si potranno attivare le azioni collettive, c'è il rischio che il meccanismo si inceppi a tutto danno dei consumatori. Disciplina sulle pratiche commerciali scorrette e class action: in che modo sono correlate? La violazione delle norme in materia di pratiche commerciali scorrette potrà dar luogo a lesioni impugnabili in sede di tutela collettiva se avranno causato danni seriali. Riguardo al meccanismo che introduce nel nostro ordinamento l'azione collettiva, come ho già dichiarato, non possiamo essere soddisfatti appieno, tuttavia il rischio di una modifica - come si paventa in questi giorni - mi preoccupa ancora di più. In ogni caso l'Unione Nazionale Consumatori è pronta ad attivare i primi processi dal 1° luglio ovvero, qualora si tornasse a studiare un emendamento, siamo pronti ad individuare alcuni interventi puntuali per migliorarla. Resto dell'idea che lo snodo cruciale (ed anche l'aspetto che rischia di non farla funzionare) è quello degli incentivi all'azione delle associazioni dei consumatori: le organizzazioni di cittadini non dispongono, attualmente, di sufficienti mezzi e risorse per attivare le azioni collettive e questo probabilmente potrebbe lasciare le iniziative "senza benzina" e quindi vanificare - almeno quantitativamente - il ricorso a questo strumento. 2008 - redattore: VC.

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Freno alle pensioni d'invalidità (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Domani il governo vara la prima parte della Finanziaria: in agenda Robin Hood Tax, centrali nucleari, dismissioni Freno alle pensioni d'invalidità Sarà anche sospesa la "class="hilite">class="term">class class="term">action", abolite le Comunità montane Energia, tasse ai petrolieri (Robin Hood Tax), dismissioni: domani il governo vara la prima parte della manovra triennale. Sono previste tre importanti novità: un nuovo drastico giro di vite sulle pensioni di invalidità civile, l'abolizione delle Comunità montane e la sospensione della "class="term">class class="term">action", l'azione legale collettiva introdotta dal governo Prodi. Giovannini e Manacorda ALLE PAGINE 2 E 3.

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S.Rita, i dipendenti: "Salvare il lavoro" (sezione: Class action)

( da "TGCom" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

S. Rita, "tutelare i dipendenti" Milano, martedì presidio alla Regione I dipendenti della clinica Santa Rita di Milano, l'istituo dei presunti orrori in sala operatoria, chiedono che vengano garantiti i 900 posti di lavoro. Per martedì è previsto un presidio sotto il palazzo dell'Assessorato regionale alla Sanità. "I lavoratori non possono accettare che si faccia di tutta l'erba un fascio - ha detto un portavoce - poiché tutti i giorni in questa clinica opera personale con etica, serietà e professionalità". Preoccupati per lo scandalo che ha travolto la clinica, i lavoratori si augurano "la ripresa, entro breve termine, della funzionalità della struttura, importante punto di riferimento del servizio sanitario regionale per tutti i cittadini milanesi". Sempre per martedì è stato confermato l'incontro tra sindacati e Regione. Prende piede, intanto, class="hilite">l'ipotesi di una "class="term">class class="term">action" da parte delle maestranze. "Ma ancora nulla è deciso - ha spiegato il portavoce - perché non ci sono le condizioni e l'unanimità di tutto il personale. Vedremo in seguito". Santa Rita, la clinica degli orrori Tgcom 16/06/2008S. Rita, "tutelare i dipendenti" 16/06/2008S.Rita, disabile usata come "cavia" 12/06/2008Clinica Milano,cancellati dati Pc 11/06/2008S. Rita, ministero invia ispettori 10/06/2008"Sempre pensato al bene dei malati" 10/06/2008S.Rita, intercettazioni inquietanti 10/06/2008Santa Rita: via agli interrogatori 09/06/2008Pazienti morti, arresti in clinica Invia ad un amico.

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Finanziaria: da assicurazioni, banche e petrolieri gettito extra di 2,5 mld (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Sconti fiscali su gasolio agricolo e navale. Minora accisa automatica sui carburanti Finanziaria: tasse su banche, assicurazioni e petrolieri per 2,5 miliardi di euro Forte multa a chi diffonde redditi online. Nucleare: entro fine anno i criteri per identificazioni siti centrali ROMA - È la volta di banche, assicurazioni e petrolieri. Questa volta sono loro a tirare fuori la maggior parte dei soldi per coprire la prossima finanziaria che il governo si appresta a persentare. In particolare le tre categorie dovrebbero sborsare 2,5 miliardi di euro, secondo la stima fatta dai tecnici della Ragioneria dello Stato. ROBIN HOOD TAX - In particolare, dalla cosiddetta Robin Hood tax a carico delle compagnie petrolifere, il gettito atteso è di 1 miliardo. Tra 1,3 e 1,5 miliardi invece si attendono da banche e assicurazioni attraverso un allargamento della base imponibile Ires e Irap. CARBURANTI - In arrivo aiuti fiscali sui carburanti agricoli e per la pesca, tramite l'Iva agevolata al 5% sul gasolio usato come carburante per questi settori. Si tratterebbe di una misura d'urgenza valida fino al 31 dicembre. Lo sconto sui carburanti legato al recupero dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio dovrebbe diventare automatico e non più discrezionale da parte dell'esecutivo. Nel caso in cui il prezzo del greggio risulti in aumento del 2% rispetto al valore di riferimento in euro indicato nel Dpef, scatterebbe quindi automaticamente una riduzione dell'accisa a compensazione del maggior gettito Iva. La misura verrebbe confermata con cadenza trimestrale. RICICLAGGIO - Il 30 aprile era entrata in vigore la norma antiriciclaggio che vietava pagamenti in contanti e con assegni non trasferibili superiori ai 5 mila euro. Il governo vorrebbe alzare al soglia a 12.500 euro. DIFFUSIONE REDDITI - Chi pubblica redditi attraverso qualsiasi mezzo (anche online) rischia una sanzione che potrà arrivare fino a un massimo di 90 mila euro. La multa prevista sarebbe infatti da 5 mila a 30 mila euro, ma potrebbe essere triplicata se risultasse non efficace a seconda del livello di reddito di chi la riceve. PENSIONI - Nella manovra dovrebbe essere contenuta anche la norma che abolisce il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, con esclusione delle forme pensionistiche gestite dagli enti di diritto privato. LAVORO - Modifiche alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato. Tra le ipotesi allo studio anche modifiche al decreto di attuazione della legge Biagi, con nuove regole per la disciplina dei contratti occasionali resi nell'ambito di un'impresa familiare, nei soli settori del commercio, del turismo e dei servizi. Novità sarebbero in arrivo anche per l'apprendistato. NUCLEARE - Entro la fine dell'anno il governo renderà noti i criteri per l'individuazione dei siti per le centrali nucleari. Si tratterebbe di una delega al governo che, oltre a definire i criteri di localizzazione dei siti, dovrebbe anche individuare le misure compensative da riconoscere alle famiglie e alle imprese residenti nel territorio vicino al sito. Gli oneri sarebbero sostenuti dalle imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti. PROVINCE - Le province delle aree metropolitane ( Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli) potrebbero scomparire alla prima data di cessazione dei consigli successiva all'entrata in vigore della manovra. Lo Stato e le regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni. Il governo sta valutando diverse ipotesi per la soppressione delle comunità montane: una prevederebbe che i compensi dei componenti degli organi delle comunità montane vengano soppressi, altra ipotesi sarebbe invece quella di trasferire le funzioni delle comunità montane a Comuni e Province. BANCA SUD - Parte la Banca del Sud spa con un prestito di 5 milioni di euro dallo Stato: il progetto già avviato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è tra le ipotesi allo studio. class="hilite">La banca sarebbe avviata da un comitato promotore entro 120 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. CLASS ACTION RINVIATA - Come richiesto dalla Confindustria, l'entrata in vigore della class="term">class class="term">action verrebbe rinviata di sei mesi sino alla fine dell'anno. stampa |.

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CLASS ACTION. Vicini allo slittamento dell'entrata in vigore. Mercoledì il CdM (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

News CLASS ACTION. Vicini allo slittamento dell'entrata in vigore. Mercoledì il CdM 16/06/2008 - 11:42 Il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare domani un massiccio pacchetto di provvedimenti tra cui spicca la sospensione dell'entrata in vigore della class action. L'obiettivo è quello di giungere ad una riscrittura della norma ampliandola - così come ha affermato la scorsa settimana il ministro Brunetta - al settore pubblico. Preoccupata l'Aduc per il silenzio che gira attorno alla data dell'entrata in vigore. Dovranno aspettare, dunque, i 200 consumatori piemontesi che hanno aderito all'azione collettiva predisposta dallo studio Bin&Associati di Torino nei confronti delle case editrici di libri di testo per ottenere risarcimento dei continui rialzi del costo dei libri scolastici. Un fermo no allo slittamento giunge da Adiconsum che mercoledì prossimo, durante l'incontro con il ministro Scajola, chiederà al Governo di non rinviare l'entrata in vigore. L'Adiconsum, d'intesa con altre associazioni consumatori si è data alcune regole di comportamento: - far precedere l'azione collettiva per comportamenti scorretti da parte delle imprese da un pronunciamento di condanna dell'impresa da parte dell'Autorità di regolazione o da una sentenza positiva del giudice a seguito di un'azione inibitoria; - coinvolgere nell'azione più associazioni; - esperire tutti i tentativi negoziali per risolvere in modo stragiudiziale i problemi e i relativi risarcimenti. Confindustria, invece, valuta positivamente il possibile rinvio ribadendo che è necessario un pò di tempo per ridiscutere la norma e per mettere a posto alcuni aspetti molto penalizzanti. 2008 - redattore: VC.

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Class action, dl manovra rinvia 6 mesi entrata vigore (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di Giuseppe Fonte ROMA (Reuters) - Come chiesto oggi da Confindustria, class="hilite">per l'entrata in vigore della class="term">class class="term">action all'italiana si profila uno slittamento da fine giugno a fine 2008. Secondo una fonte governativa il rinvio sarà inserito nel decreto legge di anticipo della Finanziaria 2009 che, assieme a uno o più ddl, sarà approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì 18 giugno. "Ci sarà il rinvio di sei mesi e in più qualche modifica alla disciplina attuale per renderla più esercitabile", spiega la fonte. Proprio oggi, parlando all'assemblea di Federchimica a Milano, la leader degli industriali Emma Marcegaglia ha chiesto di "prorogare l'entrata in vigore della legge sulla class="term">class class="term">action prevista per il 29 giugno". Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, presente all'assemblea, ha parlato espressamente di modifiche alla disciplina "per alcuni aspetti" senza però chiarire se ci sarà o meno lo slittamento. Ma la decisione sembra ormai presa. Lo stesso Scajola ha detto che la class="term">class class="term">action "così come formulata diventa impraticabile". Diverso il discorso per quel che riguarda le modifiche all'attuale disciplina, che dovrebbero confluire nel disegno di legge collegato al decreto. "Ci dovrebbero essere delle modifiche per intensificare forme e criteri di conciliazione preventiva, e poi la possibilità di aderire fino al primo grado di giudizio" e non fino all'appello, aggiunge la fonte. Più semplice il discorso per l'introduzione della class="term">class class="term">action nel pubblico impiego. Rispetto all'impianto di massima già delineato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta non ci dovrebbero essere grosse sorprese. Continua.

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Class Action, il sondaggio web (sezione: Class action)

( da "Punto Informatico" del 16-06-2008)

Argomenti: Class Action

Roma - La controversa e criticata class="term">class class="term">action, introdotta nella scorsa legislatura, doveva diventare una opzione a disposizione delle associazioni dei consumatori e alcuni altri soggetti già in queste settimane. Il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola ha però avvertito che il Governo intende rinviare l'"entrata in vigore" della class="term">class class="term">action. Una ipotesi che non piace a tutti e su cui si apre ora un sondaggio web. Lo ha lanciato l'associazione dei consumatori Altroconsumo. Secondo Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, "gli aspetti attualmente più controversi e meno definiti della normativa sulla class="term">class class="term">action, possono essere migliorati in Parlamento senza necessariamente bloccare l'entrata in vigore della legge. Uno stop per decreto legge disattenderebbe le aspettative della stragrande maggioranza di cittadini e consumatori che vedono nell'azione risarcitoria collettiva uno strumento utile per tutelare adeguatamente i loro interessi". Proprio Altroconsumo, peraltro, si è fatta promotrice in questi giorni di una class="term">class class="term">action contro Telecom Italia che sarebbe stata lanciata il 30 giugno, primo giorno utile, una causa alla quale l'associazione ha dichiarato che più di 3mila consumatori intendono accodarsi. Fino a questo momento al sondaggio web sembrano aver preso parte alcune decine di utenti Internet.

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