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DOSSIER “CLASS ACTION”

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T ARTICOLI DAL 1° al 3 maggio 2008       #TOP



Report "Class action"

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Indice delle sezioni

Class action (41)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

TUTTI aspettano dal sindacato un segnale ed il primo banco di prova sarà il confronto sulla ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: gli oltre settanta attuali contratti nazionali di lavoro con una decina di contratti collettivi nazionali destinati ad operare in selezionati macro settori produttivi (manifattura, trasporti, credito e assicurazioni, terziario avanzato, ecc..). Poi rimodulando coerentemente le competenze tra contrattazione nazionale e contrattazione di secondo livello (territoriale o aziendale).

PARMALAT: RAGGIUNTO ACCORDO TRANSAZIONE CON CLASS ACTION IN USA ( da "Asca" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: accordo di transazione con la ''class action'' americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo comunica, in una nota, a stessa azienda precisando che ''Parmalat si e' impegnata a fare trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe',

Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class action Us ( da "SpyStocks" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Parmalat ha raggiunto accordo di transazione con la class action americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Parmalat si è impegnata a fare trasferire alla classe 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla classe, in qualunque parte del mondo.

***Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class action Us*** ( da "SpyStocks" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: (2 Maggio 2008 - 09:11) MILANO (Finanza.com) - Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class action Us (Riproduzione riservata).

Milano, 09:12 - PARMALAT: TRANSAZIONE CON 'CLASS ACTION' IN USA ( da "Repubblica.it" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

Parmalat, raggiunta transazione con class action Usa ( da "Reuters Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action', o causa collettiva, che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo annuncia il gruppo in una nota. La società di Collecchio si è impegnata a trasferire 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo"

Parmalat chiude compromesso con class action USA: 10 milioni in azioni ( da "Rai News 24" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 2 maggio 2008 Parmalat chiude compromesso con class action USA: 10 milioni in azioni Parmalat chiude un capitolo al tribunale di NY Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con i rappresentanti legali della class action americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a corrispondere ai promotori dell'

Parmalat: accordo di transazione con 'Class action' in Usa (RCO) ( da "TgFin.it" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action negli Usa raggiungendo un accordo di transazione con la class action che pende nel Tribunale federale di New York. In base a questa intesa, la societa' guidata da Enrico Bondi si e' impegnata a trasferire alla "classe" 10,5 milioni di azioni Parmalat (che sono in possesso del gruppo) come soddisfazione onnicomprensiva per qualsiasi pretesa fatta valere in ogni parte

Usa, Parmalat raggiunge un accordo con chi ha intentato la <class action> ( da "Corriere.it" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: con i consumatori americani danneggiati dal fallimento Parmalat: transazione con class action Usa L'azienda di Collecchio darà alle persone interessate 10,5 milioni di azioni NEW YORK (USA) - Un primo accordo. Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con le persone e le società che hanno dato vita alla "class action" americana che pende nel tribunale federale di New York.

02/05/2008 07:53 Merlin Buys London Aquarium ( da "ITnews.it" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: wherever possible, direct action through its SOS programmes (Save Our Seas) - the most recent of which is SOS Innocent Victims - looking at those creatures caught in fisherman's nets which are not the primary prey; or which are too small to be valuable but whose unnecessary death impact species' breeding potential.

PARMALAT, RAGGIUNTA TRANSAZIONE CON CLASS ACTION USA ( da "Wall Street Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: o causa collettiva, che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo annuncia il gruppo in una nota. La società di Collecchio si è impegnata a trasferire 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo", dice il comunicato.

Parmalat, raggiunto accordo con 'class action' americana ( da "ADN Kronos" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Primo accordo raggiunto fra la Parmalat e la 'class action' americana che pende nel tribunale federale di New York. La società italiana si è impegnata ''a fare trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe', in qualunque parte del mondo''.

La Parmalat <salda il conto> con gli americani ( da "Vita non profit online" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Oltre 10 milioni di azioni per chiudere la class action Usa Oggi e' stato raggiunto un accordo di transazione con la class action americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo comunica la Parmalat, che si e' impegnata "a fare trasferire alla "classe" 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla classe,

Parmalat "chiude" class action Usa transando per 10,5 Mln ( da "Velino.it, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action Usa transando per 10,5 Mln Roma, 2 mag (Velino) - Manca ancora l'approvazione del Tribunale federale di New York, ma Parmalat sembra comunque avviata a chiudere la partita con la class action americana. L'accordo raggiunto, di cui dà notizia lo stesso gruppo di Collecchio, prevede una transazione per trasferire alla '

Parmalat, transazione con class action Usa, titolo sale ( da "Reuters Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: impegno di contribuire fino a 1 milione di euro per le spese di notifica ai membri della 'classe'. Secondo Andrea Paladini, analista di Santander, l'importo che Parmalat pagherà "è significativamente inferiore al previsto. Noi scontavamo l'emissione di circa 100 milioni di azioni per una transazione con la class action". La notizia è dunque "sicuramente positiva", conclude l'analista.

Parmalat si accorda: ai risparmiatori 10,5 milioni di azioni ( da "Varesenews" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: proposta vale per tutte le class action del mondo, ed è stata siglata a New York. Attende ancora la convalida del tribunale "Poca Roba" commenta l'Aduc Parmalat si accorda: ai risparmiatori 10,5 milioni di azioni Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con le persone e le società che hanno dato vita alla "class action" americana che pende nel tribunale federale di New York.

Parmalat: Transazione con class action' in usa ( da "KataWeb News" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action' in usa 2 maggio 2008 alle 12:47 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con la 'class action' americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione -

Parmalat: transazione con class action Usa ( da "KataWeb News" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

Intesa con la class action americana Parmalat chiude la partita Usa ( da "KataWeb News" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

*Parmalat "chiude" class action Usa transando per 10,5 Mln ( da "Velino.it, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action Usa transando per 10,5 Mln --IL VELINO AZIENDE-- Roma, 2 mag (Velino) - Manca ancora l'approvazione del Tribunale federale di New York, ma Parmalat sembra comunque avviata a chiudere la partita con la class action americana. L'accordo raggiunto, di cui dà notizia lo stesso gruppo di Collecchio,

<Una sosta di riflessione all'interno di un contesto culturale segnato dalla paura e da una sensazione di insicurezza> ( da "Cittadino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione negativa del reo la società risponde con un'azione contraria per riequilibrare la prima), ma anche comunicativa, ovvero tesa a comprendere, oltre la realizzazione del fatto, la genesi dell'evento e il suo significato. Alla luce di questi sviluppi si contestualizza la "giustizia riparativa", la quale non vuole essere una tecnica giustizialista aggiuntiva,

Parmalat, 10 milioni di azioni trasferite alla class action Usa ( da "Giornale di Brescia" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 10 milioni di azioni trasferite alla class action Usa MILANO - Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con la class action (azione di richiesta danni collettiva) americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire alla "classe" 10,5 milioni di sue azioni "

America, dalla class actioni primi rimborsi Parmalat ( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ricordiamo che l'Aduc è stata la prima associazione di consumatori a proporre la strada della class action americana come unica soluzione per alcuni risparmiatori truffati da questa vicenda. Gli azionisti, infatti, diversamente dagli obbligazionisti, hanno solo la class action come strada praticabile". 03/05/2008 AZIONARIO 03/05/2008.

Per la sicurezza sui luoghi di lavoro ( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettiva che, con un attacco a tutto campo e da più versanti al sindacato confederale, è in atto nel Paese. Durante la campagna elettorale la questione dei redditi è sembrata al centro dell'attenzione. Stranamente, dopo le elezioni, gli slogans sono cambiati: da misure di sostegno a salari, stipendi e pensione nell'ottica di sostenere i consumi delle famiglie si è rapidamente passati

Il passaggio da spa a srl è elusivo ( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: società in nome collettivo e in accomandita semplice), a quelle a responsabilità limitata ed alle cooperative, escluse le società per azioni e quelle in accomandita per azioni. La società istante, confermando la volontà di procedere alla trasformazione regressiva da società per azioni agricola a responsabilità limitata,

Parmalat, accordo vale oltre 24 mln ( da "KataWeb News" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Alle 02:25 - Fonte: ansa.it - 0 commenti Gruppo Collecchio: class action toglie incertezza a valore titolo.

Parmalat chiude class action in Usa L'accordo costerà al gruppo di Collecchio 24 milioni di euro ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Stai consultando l'edizione del Parmalat chiude class action in Usa L'accordo costerà al gruppo di Collecchio 24 milioni di euro Parmalat ha chiuso il lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obbligazioni, che avevano promosso una class action a seguito del crac del gruppo di Collecchio del dicembre 2003.

Parmalat chiude class action in Usa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Economia Pagina 216 Parmalat chiude class action in Usa --> Parmalat chiude un lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obbligazioni, che avevano promosso una class action a seguito del crac del gruppo di Collecchio del dicembre 2003, e la Borsa premia il titolo.

Parmalat a New York chiude una class action con 10,5 milioni di titoli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: del 2003 ha infatti raggiunto un accordo di transazione con i promotori della causa collettiva Usa: trasferirà 10,5 milioni di sue azioni alla "classe", cioè a tutti gli ex azionisti ed ex obbligazionisti. L'accordo, che fa uscire Parmalat dalla class action, ha fatto salire il titolo dell'1,77%. Longo e Olivieri u pagina 35 Commento u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina.

Appuntamento con la class action ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CASO PARMALAT E NORME ITALIANE Appuntamento con la class action G li azionisti della Parmalat, rimasti delusi per l'accordo di patteggiamento ottenuto con la class action americana negli Usa, forse sperano di rifarsi con la nuova legge sull'azione collettiva risarcitoria che entrerà in vigore in Italia il prossimo 29 giugno.

Parmalat chiude la class action ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: con i promotori della causa collettiva americana: il gruppo di Collecchio trasferirà 10,5 milioni di sue azioni alla cosiddetta "classe", cioè a tutti gli ex azionisti ed ex obbligazionisti dell'era Tanzi. Ai prezzi di ieri, 10,5 milioni di azioni valgono circa 23,5 milioni di euro: cifra che è sembrata esigua a Piazza Affari, rispetto all'ammontare miliardario della class action.

In Italia un cammino accidentato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 35 autore: Azioni collettive. La gestazione della nuova legge In Italia un cammino accidentato Isabella Bufacchi ROMA I colpi di scena che hanno segnato finora il cammino accidentato della legge sull'azione collettiva risarcitoria potrebbero non essere finiti.

Per i vecchi soci di Collecchio una festa a metà ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni o obbligazioni, fuori dal territorio degli Stati Uniti. Il quesito sollevato era relativo a chi fosse legittimatoad avviare l'azione legale collettiva contro Bank of America e Citigroup ed era stato risolto stabilendo che l'"extraterritorialità" delle regole Usa si applica solo agli investitori stranieri che abbiano acquistato titoli negli Stati Uniti oppure a investitori

Parmalat chiude la class action usa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Economia Risanatore Parmalat chiude la class action Usa Collecchio versa azioni per 24 milioni, il titolo sale in Borsa Lunedì inizia il processo statunitense contro Citigroup ETTORE LIVINI MILANO - Parmalat chiude con una transazione la class action Usa che la vedeva sul banco degli imputati.

<Class action> Parmalat in Usa Bondi fa pace con 23 milioni ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: REDAZIONALE Risarcimenti Transazione con i creditori di obbligazioni "Class action" Parmalat in Usa Bondi fa pace con 23 milioni MILANO - Dopo aver incassato transazioni extragiudiziali dalle banche per oltre 1,2 miliardi è la prima volta che l'amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, si trova dall'altra parte.

I Cobas: <La posta va al macero> ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una situazione "insostenibile " per i cittadini che sta spingendo AceA alla presentazione di un'azione collettiva di risarcimento (class action) contro Poste Italiane entro l'estate. Marcello Parilli Disservizi Dopo il caso delle Poste più lente del mondo, si apre quello della corrispondenza mandata al macero.

MILANO - Parmalat chiude un lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obblig ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che avevano promosso una class action a seguito del crack del gruppo di Collecchio del dicembre 2003, e la Borsa premia il titolo. Il gruppo di Collecchio infatti ha guadagnato a fine giornata l'1,77% a 2,23 euro. L'operazione annunciata ieri consente a Enrico Bondi di chiudere la vicenda con un esborso di soli 10,5 milioni di azioni,

Parmalat blocca la class action Usa ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Alla fine la transazione con gli investitori americani che avevano promosso una class action (classe collettiva) negli Usa - a seguito del crac Parmalat del dicembre 2003 - si è rivelata un affare per il gruppo alimentare di Collecchio. Un affare d'oro alla luce delle lievissime proporzioni della perdita subita rispetto a quella inizialmente prospettata.

PARMALAT, ACCORDO IN USA CON LA CLASS ACTION ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: americana come unica soluzione per alcuni risparmiatori truffati(gli azionisti, infatti, diversamente dagli obbligazionisti, hanno solo la class action). In Parlamento abbiamo proposto un modello di azione collettiva che mette a frutto l'esperienza americana eliminando gli aspetti negativi e fornendo tutti gli strumenti per integrare quell'esperienza nel modello giuridico italiano.

Parmalat versa oltre 24 milioni di euro per chiudere una causa collettiva negli Stati Uniti ( da "Gazzettino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: IL CASO Parmalat versa oltre 24 milioni di euro per chiudere una causa collettiva negli Stati Uniti Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con la class action americana e si è impegnata a far trasferire al gruppo che si è costituito in giudizio 10,5 milioni di sue azioni "in omnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa".

Parmalat, accordo con class action Usa ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: In Borsa il titolo recupera Parmalat, accordo con class action Usa Gli aventi diritto avranno 10,5 milioni di azioni con un controvalore di 23,8 milioni di euro La Parmalat ha raggiunto un importante accordo di transazione con i cittadini e le società che hanno dato vita alla "class action" che pende al tribunale federale di New York.


Articoli

TUTTI aspettano dal sindacato un segnale ed il primo banco di prova sarà il confronto sulla (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Class Action

Di MARCO MARAZZA TUTTI aspettano dal sindacato un segnale ed il primo banco di prova sarà il confronto sulla riforma del sistema contrattuale e della rappresentatività sindacale. Tematiche di enorme rilevanza che attendono appropriati compromessi tecnici ma anche precise scelte di campo tra un modello di azione sindacale conflittuale ed uno partecipativo. Il modello conflittuale, tradizionalmente alimentato dai rapporti con la sinistra più radicale, tende ad affermare una sorta di indifferenza tra tutela del lavoro e contesto economico. Per i suoi sostenitori è la legge che deve creare il lavoro di qualità e spetta al conflitto il compito di piegare le ragioni del mercato al benessere sociale della collettività. Per i fautori del modello partecipativo il lavoro di qualità è invece la diretta conseguenza di un'economia solida. Il che non vuol dire subordinare gli interessi del lavoro a quelli dell'impresa. Significa, piuttosto, guardare l'impresa come valore per la collettività e valorizzare il lavoro come fattore essenziale della sua crescita. Scambiando una maggiore responsabilizzazione con più partecipazione e più redistribuzione del valore aggiunto. I fatti sembrano dimostrare che il modello conflittuale è un po' in crisi. Il lavoro nero palesemente conosciuto e tollerato in alcune aree del territorio, il basso livello dei salari ed il fenomeno del precariato nella pubblica amministrazione sono la dimostrazione più evidente che la legge può piegare la logica economica fino ad un certo punto. Superato il quale la legge perde di vista la realtà e rimane priva di un suo requisito essenziale: l'effettività. Certo, il sindacato potrebbe arrivare alla conclusione che servono leggi più severe e più conflitto. Ma in ogni caso è necessaria una precisa e trasparente scelta di campo per mettere tutti (lavoratori, istituzioni ed imprese) nelle condizioni di decidere il da farsi. Perché la concertazione, massima e più nobile espressione di dialogo sociale, rappresenta un valore a condizione che vi sia una preventiva condivisione degli obiettivi fondamentali da perseguire. Diventando, altrimenti, una mera legittimazione del potere di veto di una minoranza. In ogni caso rimane la sensazione che questa sia un'occasione unica per ammodernare le relazioni industriali. In primo luogo razionalizzando le aree contrattuali, al fine di sostituire gli oltre settanta attuali contratti nazionali di lavoro con una decina di contratti collettivi nazionali destinati ad operare in selezionati macro settori produttivi (manifattura, trasporti, credito e assicurazioni, terziario avanzato, ecc..). Poi rimodulando coerentemente le competenze tra contrattazione nazionale e contrattazione di secondo livello (territoriale o aziendale). Giacché la riduzione del numero dei contratti nazionali di lavoro contiene già in sé un nuovo concetto di contratto collettivo nazionale di lavoro. Assai più snello del modello attuale e fortemente ispirato al principio del rinvio alla contrattazione di secondo livello. Le tutele dei lavoratori potrebbero così essere efficacemente differenziate in considerazione delle effettive peculiarità della loro debolezza economico sociale, del tipo di lavoro, del settore produttivo e dell'azienda di riferimento. In ciò agevolando, tra l'altro, l'adeguamento del diritto del lavoro alla realtà della società post industriale che non vede più nell'operaio della fabbrica fordista il suo esclusivo riferimento sociale.

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PARMALAT: RAGGIUNTO ACCORDO TRANSAZIONE CON CLASS ACTION IN USA (sezione: Class action)

( da "Asca" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 2 mag - Parmalat ha raggiunto l'class="hilite">accordo di transazione con la ''class="term">class class="term">action'' americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo comunica, in una nota, a stessa azienda precisando che ''Parmalat si e' impegnata a fare trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe', in qualunque parte del mondo''. Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a 1 milione di euro per spese di notifica ai membri della ''classe''. L'azienda di Collecchio ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perche' essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo. La transazione e' soggetta all'approvazione del tribunale. red-glr/cam/rob.

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Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class action Us (sezione: Class action)

( da "SpyStocks" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

(2 Maggio 2008 - 09:14) MILANO (Finanza.com) - class="hilite">Parmalat ha raggiunto accordo di transazione con la class="term">class class="term">action americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Parmalat si è impegnata a fare trasferire alla classe 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla classe, in qualunque parte del mondo. Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della classe. Parmalat ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo. La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. (Micaela Osella - Riproduzione riservata).

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***Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class action Us*** (sezione: Class action)

( da "SpyStocks" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">(2 Maggio 2008 - 09:11) MILANO (Finanza.com) - Parmalat: raggiunto accordo di transazione con la class="term">class class="term">action Us (Riproduzione riservata).

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Milano, 09:12 - PARMALAT: TRANSAZIONE CON 'CLASS ACTION' IN USA (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

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Parmalat, raggiunta transazione con class action Usa (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

MILANO (Reuters) - Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione nell'ambito della 'class="hilite">class="term">class class="term">action', o causa collettiva, che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo annuncia il gruppo in una nota. La società di Collecchio si è impegnata a trasferire 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo", dice il comunicato. Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a 1 milione di euro per le spese di notifica ai membri della classe. Nella nota Parmalat dice di ritenere che "questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. Alle 9,15 il titolo sale del 2,14% a 2,245 euro, mentre l'S&P/Mib è in rialzo dello 0,85%.

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Parmalat chiude compromesso con class action USA: 10 milioni in azioni (sezione: Class action)

( da "Rai News 24" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

New York | class="hilite">2 maggio 2008 Parmalat chiude compromesso con class="term">class class="term">action USA: 10 milioni in azioni Parmalat chiude un capitolo al tribunale di NY Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con i rappresentanti legali della class="term">class class="term">action americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a corrispondere ai promotori dell' 'azione legale collettiva' 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo". Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della 'classe'. "Parmalat - prosegue la nota - ritiene che questa risoluzone della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione deve ora essere approvata dal tribunale.

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Parmalat: accordo di transazione con 'Class action' in Usa (RCO) (sezione: Class action)

( da "TgFin.it" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Valore dell'operazione stimato in circa 20 milioni euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 mag - Parmalat ha deciso di chiudere un annoso capitolo della class="hilite">class="term">class class="term">action negli Usa raggiungendo un accordo di transazione con la class="term">class class="term">action che pende nel Tribunale federale di New York. In base a questa intesa, la societa' guidata da Enrico Bondi si e' impegnata a trasferire alla "classe" 10,5 milioni di azioni Parmalat (che sono in possesso del gruppo) come soddisfazione onnicomprensiva per qualsiasi pretesa fatta valere in ogni parte del mondo. Il valore dell'operazione e' stimato in circa 20 milioni euro. Lor-Y- (RADIOCOR) 02-05-08 09:22:23 (0054)news 3 NNNN.

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Usa, Parmalat raggiunge un accordo con chi ha intentato la <class action> (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

L'accordo chiude i conti class="hilite">con i consumatori americani danneggiati dal fallimento Parmalat: transazione con class="term">class class="term">action Usa L'azienda di Collecchio darà alle persone interessate 10,5 milioni di azioni NEW YORK (USA) - Un primo accordo. Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con le persone e le società che hanno dato vita alla "class="term">class class="term">action" americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire agli aventi diritto10,5 milioni di sue azioni (ai prezzi attuali sulla Borsa italiana il loro controvalore è di circa 23,8 milioni di euro) "in onnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla '"classe" in qualunque parte del mondo". TRANSAZIONE - Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della "classe". "Parmalat - prosegue la nota - ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perchè elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. stampa |.

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02/05/2008 07:53 Merlin Buys London Aquarium (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

LONDON, May 2 /PRNewswire/ -- Merlin Entertainments, the UK and Europe's premier visitor attrclass="term">action operator, announced today the acquisition of the London Aquarium from County Hall Entertainment. Located in County Hall on the South Bank, next door to Merlin's most iconic attrclass="term">action The London Eye, the London Aquarium currently welcomes over 750,000 visitors a year. Acknowledged as one of the world's most knowledgeable and ethical operators of marine attrclass="term">actions, Merlin already owns the largest aquarium brand in the world - SEA LIFE - which welcomes 6m visitors a year through its 28 aquarium and Marine Sanctuary attrclass="term">actions. Indeed it is to SEA LIFE that other organisations often turn when they are looking for support in the rescue and rehabilitation of seals, turtles, dolphins and other marine life. Now Merlin intends to invest GBP5m in further developing both the displays and the infrastructure of the London Aquarium in order to underline its position as a world class aquarium and attrclass="term">action located in the very heart of the Capital. Merlin's marine experts already have plans in place for an extensive development programme designed to increase the interactive elements of the attrclass="term">action, and to reposition the London Aquarium as a fun learning experience for visitors of all ages. Merlin believes this approach is perfect for the London Aquarium, and sees it as a fantastic showcase for the very best of the SEA LIFE proposition - which has always been to unlock the mysteries of the seas through 'bite sized', accessible information, offered throughout a highly immersive attrclass="term">action. The attrclass="term">action will also be an important platform both for SEA LIFE's significant work in marine breeding and research - most recently its extensive programme on seahorse behaviour; and to promote the company's highly influential SOS (Save Our Seas) conservation campaigns. The latest of these, launched earlier this month, "SOS Innocent Victims" is a programme designed to highlight issues relating to 'secondary' catches in the fishing industry. In addition to the sale price Merlin has negotiated a 35 year lease on the County Hall site with landlord, Shirayama Shokusan Ltd Audrey Summers Managing Director of County Hall Entertainment Ltd who owned the London Aquarium said 'We believe that the sale of the Aquarium is a positive step in the development of an already successful London attrclass="term">action. County Hall Entertainment will continue to move forward with various new projects that will continue to see London County Hall as a destination of choice in London.' Commenting, Glenn Earlam, Managing Director of Merlin Entertainments' Midway brands, which include SEA LIFE, said: "The team and I are delighted to add the London Aquarium to our portfolio of marine attrclass="term">actions. It is a wonderful site - big enough to be awe inspiring, but also very accessible for visitors. There is no one better qualified than Merlin to operate marine attrclass="term">actions; and when we add the SEA LIFE 'magic' we believe it will once again quickly become a "must see" attrclass="term">action for both Londoners, and those visiting the Capital." Notes to Editors: THE MERLIN ENTERTAINMENTS GROUP is the leading name in location based, family entertainment, which has seen the most successful and dynamic growth of any company in the sector over the last five years. The world's second largest visitor attrclass="term">action operator, Merlin has 58 attrclass="term">actions and six hotels in 12 countries and across 3 continents. The company aims to deliver memorable and rewarding experiences to its 33 million visitors worldwide, through its iconic global and local brands, and the commitment and passion of its managers and 13,000 employees. Merlin Entertainments operates the following attrclass="term">actions - SEA LIFE, Madame Tussauds, LEGOLAND, The London Eye, Dungeons, Gardaland, LEGOLAND Discovery Centres, Alton Towers, Warwick Castle, Thorpe Park, Chessington World of Adventures and Earth Explorer, The Pepsi Globe Merlin's SEA LIFE attrclass="term">actions are an ideal, friendly and authoritative guide to the last great frontier...the seas and oceans of the world and their myriad mysterious and amazing inhabitants. Unrivalled display technology, biological expertise and entertainment skills combine to provide seamless journeys through European and tropical waters, and astonishing close encounters with everything from humble shrimps and starfish to seahorses, sharks and stingrays. SEA LIFE champions the cause of marine conservation, through education, awareness and, class="hilite">wherever possible, direct class="term">action through its SOS programmes (Save Our Seas) - the most recent of which is SOS Innocent Victims - looking at those creatures caught in fisherman's nets which are not the primary prey; or which are too small to be valuable but whose unnecessary death impact species' breeding potential. COUNTY HALL ENTERTAINMENT promotes and provides top class entertainment space within County Hall with its unrivalled position alongside the Thames. It has a spectacular range of spaces both internally and externally which it will continue to develop and enhance to create an overall entertainment complex at County Hall For further information, interviews with Glenn Earlam and photographs: MERLIN ENTERTAINMENTS, Sally Ann Wilkinson/Penny Roberts, +44(0)20-8899-6110/+44(0)7887-542490; County Hall Entertainment, Trish Washer, +44-207-967-8008.

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PARMALAT, RAGGIUNTA TRANSAZIONE CON CLASS ACTION USA (sezione: Class action)

( da "Wall Street Italia" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Parmalat, raggiunta transazione con class action Usa -->MILANO (Reuters) - Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione nell'ambito della 'class action', o causa collettiva, che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo annuncia il gruppo in una nota. La società di Collecchio si è impegnata a trasferire 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo", dice il comunicato. Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a 1 milione di euro per le spese di notifica ai membri della classe. Nella nota Parmalat dice di ritenere che "questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. Alle 9,15 il titolo sale del 2,14% a 2,245 euro, mentre l'S&P/Mib è in rialzo dello 0,85%.

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Parmalat, raggiunto accordo con 'class action' americana (sezione: Class action)

( da "ADN Kronos" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

L'azienda italiana farà trasferire ai 'danneggiati' dal suo fallimento 10,5 milioni di azioni. Il titolo vola a Piazza Affari e guadagna il 2,48% ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Milano, 2 mag. (Adnkronos/Ign) - class="hilite">Primo accordo raggiunto fra la Parmalat e la 'class="term">class class="term">action' americana che pende nel tribunale federale di New York. La società italiana si è impegnata ''a fare trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe', in qualunque parte del mondo''. Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della 'classe' e ''ritiene che questa risoluzione della disputa - si legge nella nota - sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo''. La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. E dopo l'annuncio, il titolo dell'azienda di Collecchio vola a piazza Affari dove guadagna il 2,48%.

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La Parmalat <salda il conto> con gli americani (sezione: Class action)

( da "Vita non profit online" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

La Parmalat "salda il conto" con gli americani di Redazione (redazione@vita.it) 02/05/2008 --> class="hilite">Oltre 10 milioni di azioni per chiudere la class="term">class class="term">action Usa Oggi e' stato raggiunto un accordo di transazione con la class="term">class class="term">action americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Lo comunica la Parmalat, che si e' impegnata "a fare trasferire alla "classe" 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla classe, in qualunque parte del mondo". Parmalat ha inoltre "assunto l'impegno di contribuire fino a euro 1 milione per spese di notifica ai membri della classe. Parmalat ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perche' essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo. La transazione e' soggetta all'approvazione del tribunale".

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Parmalat "chiude" class action Usa transando per 10,5 Mln (sezione: Class action)

( da "Velino.it, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Parmalat “chiude” class="hilite">class="term">class class="term">action Usa transando per 10,5 Mln Roma, 2 mag (Velino) - Manca ancora l'approvazione del Tribunale federale di New York, ma Parmalat sembra comunque avviata a chiudere la partita con la class="term">class class="term">action americana. L'accordo raggiunto, di cui dà notizia lo stesso gruppo di Collecchio, prevede una transazione per trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di euro di azioni Parmalat “in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo”. Parmalat si è inoltre assunta l'impegno di contribuire fino a euro 1 milione per spese di notifica ai membri della 'classe'. Il gruppo guidato da Enrico Bondi, sottolinea la nota di Parmalat, “ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo”. Immediata la reazione dei mercati, col titolo che a Piazza Affari è schizzato verso l'alto realizzando già guadagni superiori al 3 per cento pochi minuti dopo la diffusione della notizia. Una boccata di ossigeno per il gruppo di Collecchio, che in Borsa aveva perso parecchi punti all'indomani del distacco della cedola il 21 aprile scorso. Quando Bnp Paribas e Goldman Sachs si erano rese protagoniste di repentini raid (salendo la prima al 2,275 per cento e la seconda al 2,126) acquistando alla vigilia per rivendere subito dopo. (Massimo Bongiorno) 2 mag 2008 10:24.

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Parmalat, transazione con class action Usa, titolo sale (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

MILANO (Reuters) - Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione nell'ambito della 'class="term">class class="term">action' che pende al Tribunale Federale di New York. Lo annuncia il gruppo in una nota. Il titolo ha reagito positivamente e intorno alle 11,40 sale del 3,05% a 2,265 euro. La società di Collecchio si è impegnata a trasferire 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo", dice il comunicato. Ai prezzi attuali delle azioni Parmalat il valore è poco inferiore ai 24 milioni di euro. Parmalat ha inoltre assunto l'class="hilite">impegno di contribuire fino a 1 milione di euro per le spese di notifica ai membri della 'classe'. Secondo Andrea Paladini, analista di Santander, l'importo che Parmalat pagherà "è significativamente inferiore al previsto. Noi scontavamo l'emissione di circa 100 milioni di azioni per una transazione con la class="term">class class="term">action". La notizia è dunque "sicuramente positiva", conclude l'analista. Nella nota Parmalat dice di ritenere che "questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. Le azioni interessate dal trasferimento saranno attinte dal deposito di cui il gruppo dispone per soddisfare eventuali creditori ritardatari, spiega un portavoce.

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Parmalat si accorda: ai risparmiatori 10,5 milioni di azioni (sezione: Class action)

( da "Varesenews" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

New York - La class="hilite">proposta vale per tutte le class="term">class class="term">action del mondo, ed è stata siglata a New York. Attende ancora la convalida del tribunale "Poca Roba" commenta l'Aduc Parmalat si accorda: ai risparmiatori 10,5 milioni di azioni Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con le persone e le società che hanno dato vita alla "class="term">class class="term">action" americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire agli aventi diritto coninvolti nella rischiesta di risarcimento 10,5 milioni di sue azioni (il cui controvalore sulla Borsa italiana è oggi di circa 23,8 milioni di euro)  "in onnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla '"classe" in qualunque parte del mondo". La società ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della "classe". "Parmalat - prosegue la nota - ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perchè elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". Questo risultato si somma alla transazione di circa 50 milioni di dollari (di BNL e Credit Swiss) approvato dal tribunale di New York il 17 Luglio 2007. "Ci sono in giro circa due miliardi di azioni Parmalt. 10,5 milioni di azioni sono, evidentemente, poca roba: si puo' dire, quindi, che la nuova Parmalat se la sia cavata con relativamente pochi spiccioli ? commenta Alessandro Perone, responsabile dell'associazione di risparmiatori Aduc - La perdita stimata dagli investitori della ex-Parmalat e' pari a circa 8 miliardi di dollari. Al momento, quindi, i risarcimenti di cui si parla sono ancora minimi rispetto al danno". La transazione comunicata oggi dovra' comunque essere ancora approvata dal tribunale: i tempi per gli effettivi risarcimenti, quindi, sono ancora molto lunghi. Venerdi 2 Maggio 2008.

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Parmalat: Transazione con class action' in usa (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Parmalat: Transazione con 'class="hilite">class="term">class class="term">action' in usa 2 maggio 2008 alle 12:47 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con la 'class="term">class class="term">action' americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione -- si legge in una nota -- di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo". Parmalat ha inoltre assunto l'impegno di contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della 'classe'. "Parmalat -- prosegue la nota -- ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale. AGI.

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Parmalat: transazione con class action Usa (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Alle 11:33 - Fonte: corriere.it - 0 commenti L'azienda di Collecchio darà alle persone interessate 10,5 milioni di azioni.

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Intesa con la class action americana Parmalat chiude la partita Usa (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Alle 13:02 - Fonte: Homepage">repubblica.it - 0 commenti Il gruppo di Collecchio trasferirà 10,5 milioni di azioni Dopo l'annuncioa il titolo vola a Piazza Aaffari: +2,48%.

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*Parmalat "chiude" class action Usa transando per 10,5 Mln (sezione: Class action)

( da "Velino.it, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - *Parmalat “chiude” class="hilite">class="term">class class="term">action Usa transando per 10,5 Mln --IL VELINO AZIENDE-- Roma, 2 mag (Velino) - Manca ancora l'approvazione del Tribunale federale di New York, ma Parmalat sembra comunque avviata a chiudere la partita con la class="term">class class="term">action americana. L'accordo raggiunto, di cui dà notizia lo stesso gruppo di Collecchio, prevede una transazione per trasferire alla 'classe' 10,5 milioni di euro di azioni Parmalat “in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla 'classe' in qualunque parte del mondo”. Parmalat si è inoltre assunta l'impegno di contribuire fino a euro 1 milione per spese di notifica ai membri della 'classe'. Il gruppo guidato da Enrico Bondi, sottolinea la nota di Parmalat, “ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo”. Immediata la reazione dei mercati, col titolo che a Piazza Affari è schizzato verso l'alto realizzando già guadagni superiori al 3 per cento pochi minuti dopo la diffusione della notizia. Una boccata di ossigeno per il gruppo di Collecchio, che in Borsa aveva perso parecchi punti all'indomani del distacco della cedola il 21 aprile scorso. Quando Bnp Paribas e Goldman Sachs si erano rese protagoniste di repentini raid (salendo la prima al 2,275 per cento e la seconda al 2,126) acquistando alla vigilia per rivendere subito dopo. (Massimo Bongiorno) 2 mag 2008 10:24.

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<Una sosta di riflessione all'interno di un contesto culturale segnato dalla paura e da una sensazione di insicurezza> (sezione: Class action)

( da "Cittadino, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Giustizia riparativa, la persona al centro Un convegno a Casa Oceania con la Caritas ed altri soggetti n Martedì 29 aprile si è tenuto a Lodi un convegno sulla "Giustizia Riparativa" in riferimento ai "minori autori di reato", che ha visto coinvolti la Conferenza degli enti di Servizio civile, la Caritas Lodigiana, Famiglia Nuova, Loscarcere, A.lo.vo.c, nell'ambito di un progetto finanziato dalla regione Lombardia. Un'occasione importante per una sosta di riflessione all'interno di un contesto culturale segnato dalla paura e da una sensazione di insicurezza.In questo caso il convegno poneva un'attenzione particolare sul "minore", tuttavia le riflessioni consentono di andare oltre, verso una riflessione che riguarda la persona in quanto tale. Brevi cenni storici consentono di vedere un cammino evolutivo: nel 1934 il Regio decreto legge numero 104 introduceva nel nostro Ordinamento un organo giudiziario autonomo specializzato per gli affari penali, civili e amministrativi dei minorenni; successivamente con l'entrata in vigore della Costituzione il problema della delinquenza minorile veniva accolto in un alveo culturale diverso: il minore viene riconosciuto titolare di diritti e il suo comportamento deviante affrontato contestualizzandolo all'interno della sua situazione sociale e famigliare; nel 1988 con il Dpr numero 448 a cui fa seguito il decreto legge n.umero 272 si introduce una visione della giustizia minorile non più solo retributiva (ad un'azione negativa del reo la società risponde con un'azione contraria per riequilibrare la prima), ma anche comunicativa, ovvero tesa a comprendere, oltre la realizzazione del fatto, la genesi dell'evento e il suo significato. Alla luce di questi sviluppi si contestualizza la "giustizia riparativa", la quale non vuole essere una tecnica giustizialista aggiuntiva, ma un agire assolutamente umano finalizzato al recupero della persona responsabile di reato e contemporaneamente a difendere la società stessa da azioni negative nei suoi confronti e rilanciarla come comunità capace di educare e rieducare le persone a lei affidate. La giustizia, quale valore fondamentale e strutturale dell'uomo, sottolineava Lenzi è spesso vista e riconosciuta solo quando "sanguina" e la ferita ne mostra il suo lato violato. Da qui l'intervento della norma-legge della giustizia penale che non può essere letta solo ed esclusivamente nella sua funzione coercitiva, ma quale indicatore verso quei valori su cui la comunità cresce e si sviluppa, ma che ora sono stati violati.La relazione del professore ha condotto la riflessione su aspetti molto delicati e di non facile soluzione, aspetti che coinvolgono la ragione e gli affetti e alla luce di questi un'idea di giustizia. Individuare percorsi che consentono la possibile "riparazione" delle conseguenze degli eventi lesivi e contemporaneamente rigenerare o rafforzare un sentore di sicurezza nella collettività è uno degli obiettivi della giustizia riparativa che deve fare i conti con la responsabilità del reo e l'attenzione nei confronti della vittima. Questo invoca come ha detto la relatrice Caludia Mazzucato "una sfida culturale tesa a superare una giustizia centrata sulla reciprocità contabile del male per male, verso una giustizia centrata sulla reciprocità "circolare" della relazione, dell'incontro tra un Io e un Tu". Secondo Lenzi proprio l'incontro fra il reo e la vittima può diventare uno dei luoghi terapeutici per un'umanizzazione della giustizia: "Chi ha commesso reato tocchi la sofferenza che ha provocato..la sofferenza deve essere incontrata senza diaframmi...la riparazione è dialettica fra vittima e reo..entrambi devono trovare un luogo di incontro". Frasi difficili, parole apparentemente dolci al palato, ma dure da digerire. Parole che meritano attenzione e riflessione, parole che devono essere valutate nella loro ragionevolezza e nella loro portata emotiva. Parole che hanno a che fare con un'idea di giustizia complessa e variegata, che spesso desidera una sorta di vendetta bilanciante il male subito, una giustizia che vuole essere giusta senza alludere a categorie come quelle del perdono o della riconciliazione, una giustizia che per essere tale deve consentire o negare proprio l'incrocio degli sguardi. Non diamo facili e perentorie soluzioni, ma come collettività, insieme alle istituzioni, operatori e studiosi lavoriamo per una sfida culturale e ideale che abbia implicazioni pratiche tese a produrre una cultura della pace che sappia generare pace, una giustizia che sappia sostenere la ricchezza delle relazioni umane incentivarle e non spegnerle.Don Davide Scalmanini.

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Parmalat, 10 milioni di azioni trasferite alla class action Usa (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Edizione: 03/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA ACCORDO RAGGIUNTO Parmalat, 10 milioni di azioni trasferite alla class action Usa MILANO - Parmalat ha raggiunto un accordo di transizione con la class action (azione di richiesta danni collettiva) americana che pende nel tribunale federale di New York. L'accordo prevede l'impegno della società italiana a far trasferire alla "classe" 10,5 milioni di sue azioni "in onnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla "classe"". "Parmalat - prosegue la nota - ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche perché elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione è soggetta all'approvazione del tribunale.

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America, dalla class actioni primi rimborsi Parmalat (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Risarciti 25 milioni di euro Esclusi dalla causa i creditori stranieri. L'Aduc: "Ora tocca all'Italia" milano. Parmalat chiude un lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obbligazioni, che avevano promosso una class="term">class class="term">action a seguito del crac del gruppo di Collecchio del dicembre 2003, e la Borsa premia il titolo. Il gruppo di Collecchio, infatti, ha guadagnato a fine giornata l'1,77% a 2,23 euro, raggiungendo, nel corso della seduta, un massimo di 2,29 euro. Non particolarmente vivaci gli scambi, per oltre 25 milioni di azioni, inferiori alla media giornaliera dell'ultimo mese. L'operazione annunciata nella mattinata di ieri consente a Enrico Bondi di chiudere la vicenda con un esborso di soli 10,5 milioni di azioni, pari a circa 23,415 milioni di euro alla chiusura di ieri, a cui si aggiunge un importo fino ad 1 milione di euro per le spese di notifica. Il tutto a fronte di una causa posta davanti al giudice Lewis A. Kaplan della corte di Manhattan la scorsa primavera dallo studio Grant & Eisenhofer che, in rappresentanza dei creditori, aveva avanzato una richiesta iniziale di risarcimento pari a circa 8 miliardi di dollari. Una richiesta riferita alla passata gestione fallimentare dell'epoca di Calisto Tanzi, che però ha coinvolto anche la nuova Parmalat di Enrico Bondi, con il benestare del tribunale Usa. Secondo il giudice, infatti, poichè Collecchio ha incassato i risarcimenti ancora legati ai fatti antecedenti la fine del 2003, il gruppo deve anche versare i relativi rimborsi alle parti lese. Inoltre, avendo la società trasformato i vecchi debiti in azioni, ha, secondo il giudice, contestualmente consentito ad assumerne tutte le relative responsabilità. Una class="term">class class="term">action che ha interessato però soltanto gli investitori americani, dato che nel luglio del 2007 il giudice Kaplan aveva escluso i soggetti stranieri che avevano sottoscritto titoli Parmalat fuori dal territorio americano. I creditori americani di Parmalat avrebbero perso fino a 8 miliardi di dollari nel crac del gruppo di Collecchio, soprattutto a causa del mancato rimborso delle obbligazioni a seguito di una bancarotta del dicembre 2003, che nel complesso è stata valutata attorno ai 14 miliardi di euro, conquistandosi il primato del crac più pesante della storia europea. Sotto la guida di Bondi, però, Parmalat è riuscita ancora una volta a risolvere la questione con una cifra ben inferiore a quanto richiesto dai creditori, chiudendo definitivamente il capitolo con un esborso che, secondo alcuni analisti, poteva essere maggiore di almeno 4 volte. Secondo il gruppo la vicenda è stata chiusa "nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo". Per l'associazione di consumatori Aduc, "ci sono in giro circa due miliardi di azioni Parmalat: 10,5 milioni di azioni sono, evidentemente, poca roba. Si può dire, quindi, che la nuova Parmalat se la sia cavata con relativamente pochi spiccioli. La perdita stimata dagli investitori della ex-Parmalat è pari a circa 8 miliardi di dollari. Al momento, quindi, i risarcimenti di cui si parla sono ancora minimi rispetto al danno". "Non appena saranno disponibili i moduli per partecipare alla richiesta di risarcimento - fa sapere l'associazione - l'Aduc assisterà tutti i risparmiatori coinvolti per espletare tutte le formalità necessarie attraverso il settore specifico del nostro sito: http://investire.aduc.it". "class="hilite">Ricordiamo che l'Aduc è stata la prima associazione di consumatori a proporre la strada della class="term">class class="term">action americana come unica soluzione per alcuni risparmiatori truffati da questa vicenda. Gli azionisti, infatti, diversamente dagli obbligazionisti, hanno solo la class="term">class class="term">action come strada praticabile". 03/05/2008 AZIONARIO 03/05/2008.

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Per la sicurezza sui luoghi di lavoro (sezione: Class action)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Anche in Calabria la festa del primo maggio punterà tutto sui temi delle morti bianche. Il pensiero di Sbarra e Lamonica CATANZARO. "Nella ricorrenza della festa del lavoro il sindacato rilancia la iniziativa sul versante della sicurezza nei luoghi di lavoro nel tentativo di porre fine a questa catena lunghissima di morti bianche, infortuni, malattie professionali che rappresentano una drammatica emergenza sociale a cui è necessario porre rimedio. 1.300 morti ogni anno e quasi 1 milione di incidenti collocano il nostro paese in cima alle graduatorie europee. Anche la Calabria vive con particolare preoccupazione questo fenomeno in quanto ogni 10 giorni perde la vita sul luogo di lavoro 1 lavoratore e si registrano circa 40 infortuni al giorno". Lo afferma il segretario della Cisl della Calabria, Luigi Sbarra. "Occorre - aggiunge - una nuova assunzione di responsabilità dei diversi soggetti interessati: istituzioni, forse imprenditoriali, sindacato, autorità preposte ai controlli. La recente approvazione in Consiglio dei ministri del decreto legislativo contro gli incidenti sui luoghi di lavoro rappresenta una decisione importante sui temi della salute e della sicurezza, delle garanzie e delle tutele dell'integrità e la vita dei lavoratori. L'azione sindacale in questi anni su questi problemi non è mai venuta meno, ma non basta. Occorre fare di più, ora e subito per bloccare questa " carneficina". È necessario affrontare con la contrattazione gli effetti del cambiamento e della trasformazione dell'organizzazione del lavoro, dei processi di esternalizzazione e deresponsabilizzazione , della odiosa pratica del massimo ribasso negli appalti che specie nell'edilizia e nel settore delle costruzioni scarica sul costo del lavoro le garanzie sui temi della sicurezza e dei riconoscimenti contrattuali. Le istituzioni devono sostenere questo prospettiva passando dalla logica dell'indennizzo a quella della prevenzione, del sostegno alla formazione, per la crescita della cultura della sicurezza sui posti di lavoro. Il Governo nazionale con un vero colpo di mano ha sottratto in questi anni quasi 12 miliardi di euro all'Inail"."Tali risorse frutto di assicurazioni e versamenti dei lavoratori e delle imprese - sottolinea Sbarra - dovevano servire per investire in prevenzione e formazione per rafforzare la cultura della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro. Bisogna restituire il mal tolto per avviare una stagione di impegno e di responsabilità finalizzata ad elevare le opportunità informative e formative, gli interventi di prevenzione e controllo su questi temi. Servono più verifiche, sanzioni certe e pesanti, maggiore potere ai responsabili della sicurezza , incremento del numero degli ispettori, isolamento delle imprese che non investono sui temi della salute e della sicurezza. Ma in questo primo maggio accanto al tema della sicurezza sul lavoro intendiamo rilanciare anche la battaglia per lo sviluppo, il lavoro , la difesa del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni attraverso l'aumento delle retribuzioni e la riduzione della tassazione fiscale da quella nazionale a quella regionale e comunale. Per tali ragioni chiediamo un forte intervento non solo al governo nazionale ma anche a quello regionale ed al sistema delle autonomie locali a favore delle famiglie calabresi per contrastare ed eliminare il fenomeno della povertà, per ridurre la tassazione fiscale (regionale e comunale) salvaguardando in tal modo il potere di acquisto di pensioni, salari e stipendi indeboliti dall'eccessivo aumento del costo della vita. Tutto ciò è necessario già a partire dalla prossima approvazione della variazione di bilancio di previsione per il 2008 che deve, tra l'altro, rispondere alla drammatica condizione economica e sociale di migliaia di famiglie calabresi. Occorre liberare risorse ed attivare investimenti per fare fronte al crescente e pauroso processo di impoverimento dei redditi dei lavoratori dipendenti, pensionati, precari che se in altre realtà fanno fatica ad arrivare alla quarta settimana in Calabria non riescono a giungere a metà mese. È quanto abbiamo rivendicato come Cisl Calabria nell'incontro tenuto a Catanzaro con l'assessore regionale al Bilancio Demetrio Naccari per discutere della nota di variazione del bilancio di previsione 2008". "Siamo coscienti e consapevoli - afferma ancora l'esponente della Cisl - delle difficoltà finanziarie della Regione e delle limitatezze delle risorse libere da vincoli di destinazione ed in tal senso apprezziamo gli sforzi per rispondere e fronteggiare le emergenze occupazionali e di garantire copertura finanziaria ad intese ed accordi di concertazione sottoscritti tra Giunta regionale ed Organizzazioni Sindacali ma è indispensabile costruire risposte sociali al problema del carovita, dell'eccessivo prelievo tributario, dell'aumento di prezzi e tariffe. Bisogna inoltre far ripartire la fase di confronto e di concertazione tra Giunta regionale e sindacato sui temi della crescita economica, dello sviluppo e della occupazione per affrontare tre grandi priorità su cui stringere un'intesa impegnando risorse ed investimenti regionali, nazionali ed anche di provenienza comunitaria: piano per il lavoro, la formazione e la scuola in Calabria, in grado di agevolare la stabilizzazione di tutto il precariato esistente, creare nuove opportunità di lavoro produttivo, per i tanti giovani disoccupati diplomati e laureati, accrescere le competenze e le professionalità attraverso la cultura della conoscenza; nuovo modello di politica sociale a cominciare dalla sanità, dalla rapida approvazione del piano regionale alla salute e dalla riorganizzazione delle strutture sanitarie, ma anche capace di costruire risposte al tema della non autosufficienza, della famiglia, della povertà, degli immigrati; il rilancio del tessuto industriale e produttivo con un nuovo modello di politica industriale e dei servizi attrezzando i territori ai fini dell'attrazione degli investimenti, selezionando filiere, concentrando risorse, puntando alla logistica, praticando un riordino degli incentivi alle imprese, sviluppando politiche di marketing e di promozione locale. Infine, occorre che il Consiglio regionale affronti il tema delle tante "giacenze legislative" e recuperi una diversa e più marcata capacità di produrre leggi e provvedimenti - conclude Sbarra necessari per sostenere il processo di sviluppo della regione, legge sulla famiglia, non autosufficienza, controllo degli atti interni alla regione, appalti e lavori pubblici, mercato del lavoro, revisione del piano regionale dei trasporti, sanità, lavoro nero e sommerso, diritto allo studio, giovani coppie". ***** CATANZARO. "Sono due i temi centrali di questo Primo Maggio: la sicurezza sul lavoro e l'insufficienza dei redditi da lavoro dipendente e da pensione, falcidiati dall'aumento dei prezzi che pesa soprattutto sui generi di prima necessità che, come è noto, hanno la maggiore incidenza sui redditi medio bassi". Lo afferma Vera Lamonica, segretario calabrese della Cgil. "La strage sul lavoro - aggiunge - è oramai vicenda quotidiana: dal Nord al Sud, nei piccoli come nei grandi insediamenti, di lavoro si continua a morire e non accenna a manifestarsi da parte del sistema delle imprese alcuna concreta consapevolezza sulla prevenzione e su una cultura del valore della persona nel lavoro che da anni viene umiliata dall'ottica della competizione fondata sull'abbassamento dei costi piuttosto che sull'innovazione e sulla qualità. Il nuovo Testo Unico sulla sicurezza varato dal governo uscente è una conquista significativa perchè reimposta la normativa preesistente centrando l'azione pubblica e quella delle parti sociali sull'azione di prevenzione, che è fatta di formazione e di potere negoziale dei lavoratori, e scommettendo su controlli adeguati che abbiano il fine della promozione della sicurezza e non solo delle sanzioni. Che pure sono necessarie, specie in contesti come il nostro in cui il non rispetto delle regole sulla sicurezza si unisce all'irregolarità totale o parziale nell'uso della manodopera, costituendo una miscela esplosiva in cui non ci sono regole e tutele per il lavoro, ma in cui permane una caratteristica di marginalità dell'impresa che non aiuta certo lo sviluppo di un sistema imprenditoriale effettivamente competitivo. Le nuove norme prevedono il conteggio dei costi della sicurezza già nei capitolati d'appalti, e questa è una misura per la Calabria di grande importanza essendo la nostra regione particolarmente vulnerabile su questo fronte, specie in edilizia, per la grande incidenza dei sub-appalti e delle gare al massimo ribasso. Ci auguriamo che il nuovo Governo completi l'iter del provvedimento e soprattutto che non faccia sua la pretesa di Confindustria che ne ha già chiesto la revisione, contando sul nuovo quadro politico e sul clima di allentamento dei vincoli della contrattazione collettiva che, con un attacco a tutto campo e da più versanti al sindacato confederale, è in atto nel Paese. Durante la campagna elettorale la questione dei redditi è sembrata al centro dell'attenzione. Stranamente, dopo le elezioni, gli slogans sono cambiati: da misure di sostegno a salari, stipendi e pensione nell'ottica di sostenere i consumi delle famiglie si è rapidamente passati ad una più generica riduzione delle tasse per tutti". "Ne è prova - prosegue Lamonica - la proposta della coalizione che ha vinto le elezioni di utilizzare l'extra-gettito disponibile, e colpevolmente non utilizzato dal governo Prodi, su due priorità: l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa e la detassazione delle ore di lavoro straordinario, oltre che su altre misure come il bonus bebè di minore incidenza finanziaria. L'ICI significa, dopo il taglio già effettuato l'anno scorso che di fatto esonererà quest'anno il 40% dei contribuenti, spalmare queste risorse su tutti i redditi, anche quelli più alti, alla faccia delle analisi sulla crescita delle ineguaglianze, sul ceto medio che si impoverisce e sulle famiglie di lavoratori e pensionati che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. CGIL-CISL-UIL, nella piattaforma già presentata al precedente governo e sulla quale a metà febbraio si prevedeva uno sciopero generale se non ci fosse stata accoglienza, chiedono al contrario di considerare priorità l'intervento sulle detrazioni per il lavoro dipendente e sulle pensioni, non solo come misura di equità sociale, ma anche di sostegno alla ripresa dei consumi che sarà necessaria per fronteggiare le incognite della crisi internazionale che avanza ed i cui effetti sono ancora per tanta parte imprevedibili. La detassazione delle ore di straordinario, che indubbiamente sarà ben accolta da molte fasce di lavoratori, ha tuttavia delle controindicazioni che non ne fanno quello strumento di incidenza sulla crescita della produttività che si invoca. Innanzitutto perchè, sul tema della crescita del potere d'acquisto, esaspera, anzichè attenuare, le differenze: tra il Nord e il Sud, dove naturalmente si lavora un numero enormemente minore di ore straordinarie; tra uomini e donne, perchè le donne notoriamente, per le difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro, sono strutturalmente impedite alla crescita dell'orario e già oggi la diversa incidenza dell'extra-orario è una delle condizioni che determina le disparità salariali denunciate anche in sede di Unione Europea. Inoltre è stato dimostrato che il numero di incidenti sul lavoro è direttamente proporzionale alla gravosità dell'orario e nei Paesi dove si è sperimentato come la Francia i costi per le finanze pubbliche sono risultati superiori al complesso dei benefici per i lavoratori. Il Primo Maggio dei lavoratori calabresi è purtroppo segnato anche dal relativo e progressivo peggioramento delle condizioni sociali. Non ci sono segnali di diminuzione dell'area della povertà, nè politiche sociali che si pongano questo obiettivo. L'occupazione non cresce e l'area di inattività soprattutto di giovani e donne è tale da configurare fenomeni di vera e propria esclusione dal contesto economico, e di conseguenza la struttura familiare è sostanzialmente mono-reddito e quindi più esposta ai colpi dell'inflazione". "La precarietà - secondo l'esponente della Cgil - è la cifra che sta connotando, in misura maggiore che nel centro-Nord, tutte le nuove occasioni di lavoro e l'emigrazione giovanile sta pericolosamente raggiungendo i livelli degli anni '60. L'assenza di una rete efficiente di servizi pubblici impoverisce globalmente la società ed accentua il peso del soddisfacimento individuale di bisogni collettivi sulle entrate familiari, pensiamo per tutti alla condizione degli anziani non autosufficienti. Anche il sindacato deve riflettere. Le condizioni della rappresentanza sono rese in questa regione molto difficili: non c'è sindacato nel nero nè nel sistema delle microimprese. Rischia di non esserci in luoghi e settori ampiamente penetrati dalla 'ndrangheta che sempre più governa, soprattutto in alcuni territori, le dinamiche del mercato del lavoro. La risposta non può che essere in un rilancio dell'iniziativa contrattuale, vertenziale e di concertazione, ma anche nella ricerca di nuove vie di allargamento della rappresentanza e di capacità di dare voce a disagi, bisogni e speranze che si esprimono e che non sempre si riesce a raccogliere. Lo strumento è una rinnovata fase di unità sindacale, la matura consapevolezza dei gruppi dirigenti che non servono isolamenti e protagonismi di sigla, che è necessario attrezzarsi per leggere meglio quello che avviene e soprattutto che le contraddizioni e le difficoltà si affrontano meglio se si è in grado di agire pienamente la democrazia sindacale e la capacità di ascolto del nostro mondo del lavoro che, ancora, checchè ne dicano interessate campagne - conclude Vara Lamonica - esprime un grande bisogno di sindacato".

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Il passaggio da spa a srl è elusivo (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Fisco e Previdenza Numero 105, pag. 34 del 3/5/2008 Autore: di Fabrizio G. Poggiani Visualizza la pagina in PDF       Una risoluzione dell'Agenzia delle entrate censura l'operazione straordinaria in ambito agricolo Il passaggio da spa a srl è elusivo Illegittimo il risparmio d'imposta della trasformazione regressiva Elusiva la trasformazione di una società per azioni agricola in società a responsabilità limitata, se sviluppata al solo fine di ottenere i benefici della tassazione catastale. è il chiarimento fornito nella risoluzione 28/04/2008, n. 177 dall'Agenzia delle entrate, in risposta a un'istanza d'interpello di una spa che aveva ottenuto la qualifica di "società agricola", ai sensi dell'articolo 2, dlgs n. 99/2004 e che aveva intenzione di trasformarsi in società a responsabilità limitata, al fine di poter optare per la determinazione del reddito su base catastale. Infatti, il comma 1093, dell'art. 1, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) ha esteso la specifica disciplina tributaria, precedentemente applicabile alle sole persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali, consistente nella possibilità di esercitare una specifica opzione con validità almeno triennale per la determinazione del reddito tassabile con utilizzo dei redditi fondiari, di cui all'art. 32, dpr 917/1986 (Tuir), in luogo della determinazione con i criteri del reddito d'impresa, di cui agli articoli 55 e seguenti del medesimo Testo unico. Peraltro, l'effettiva applicazione della disposizione era stata possibile, con riferimento allo scorso anno, solo dopo l'emanazione del decreto di attuazione n. 213/2007, restando limitata alle altre società di persone, diverse dalle semplici (società in nome collettivo e in accomandita semplice), a quelle a responsabilità limitata ed alle cooperative, escluse le società per azioni e quelle in accomandita per azioni. La società istante, confermando la volontà di procedere alla trasformazione regressiva da società per azioni agricola a responsabilità limitata, nella propria soluzione riteneva che l'operazione non rientrasse fra le operazioni elusive, dirette ad aggirare obblighi e divieti imposti dall'ordinamento tributario e finalizzate all'ottenimento di un indebito risparmio d'imposta. Le Entrate hanno confermato che al fine di procedere all'opzione per la determinazione del reddito su base catastale, la società avrebbe dovuto comunque possedere, come oggetto sociale, l'esercizio "esclusivo" delle attività di cui all'art. 2135 c.c. e avrebbe dovuto inserire nella denominazione sociale la locuzione "società agricola". Inoltre, l'Agenzia ha evidenziato che, ancorché solo l'art. 10, della legge 408/1990 faccia riferimento al compimento di una singola operazione per far emergere un intento elusivo, il nuovo articolo 37-bis, pur facendo riferimento a una pluralità di atti, non esclude la presenza di una manovra elusiva anche quando la stessa è realizzata con un unico atto, come in questo caso, dovendo considerare le nuove disposizioni come mero ampliamento delle casistiche preesistenti. Peraltro, per le Entrate, anche il combinato disposto dell'art. 1 e dell'art. 6 del decreto 213/2007, seppure implicitamente, riconosce illegittima l'operazione evidenziata in quanto, come detto, l'opzione può essere esercitata esclusivamente dalle società personali, dalle cooperative e dalle srl, che devono possedere i requisiti sostanziali, di cui al citato art. 2, dlgs 99/2004, fin dall'inizio del periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto di attuazione (2007) o che si adeguano ai requisiti formali indicati entro la fine del primo periodo d'imposta per il quale è esercitata l'opzione. Da ciò emerge che il possesso dei requisiti sostanziali esclude la possibilità di sanare quella riferita alla veste giuridica, ma soprattutto che in relazione al fatto che la tassazione catastale non costituisce una valida ragione economica che giustifica la trasformazione regressiva, atteso che il legislatore fiscale ha, seppure implicitamente, escluso dalla disciplina le società per azioni dovendosi confermare, pertanto, il divieto assoluto di accesso al regime per detti soggetti. L'interpretazione suscita numerose perplessità anche nel ragionamento, creando un'ulteriore incognita quando la trasformazione regressiva si rende necessaria in seguito alla riduzione del capitale sociale per perdite e conseguente trasformazione: operazione obbligatoria e senza dubbio non elusiva.

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Parmalat, accordo vale oltre 24 mln (sezione: Class action)

( da "KataWeb News" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Alle 02:25 - Fonte: ansa.it - 0 commenti Gruppo Collecchio: class="term">class class="term">action toglie incertezza a valore titolo.

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Parmalat chiude class action in Usa L'accordo costerà al gruppo di Collecchio 24 milioni di euro (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Stai consultando l'edizione del Parmalat chiude class="term">class class="term">action in Usa L'accordo costerà al gruppo di Collecchio 24 milioni di euro Parmalat ha chiuso il lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obbligazioni, che avevano promosso una class="term">class class="term">action a seguito del crac del gruppo di Collecchio del dicembre 2003. La Borsa ha apprezzato. Il titolo ha guadagnato a fine giornata l'1,77% a 2,23 euro, raggiungendo, nel corso della seduta, un massimo di 2,29 euro. L'operazione, annunciata nella mattinata di ieri, consente a Enrico Bondi di chiudere la vicenda con un esborso di 10,5 milioni di azioni, pari a circa 23,415 milioni di euro, a cui si aggiunge un importo fino ad 1 milione per le spese di notifica. Il tutto a fronte di una causa posta davanti al giudice Lewis A. Kaplan della corte di Manhattan la scorsa primavera dallo studio Grant & Eisenhofer che, in rappresentanza dei creditori, aveva avanzato una richiesta iniziale di risarcimento pari a circa 8 miliardi di dollari. Una richiesta riferita alla passata gestione fallimentare dell'epoca di Calisto Tanzi, che però ha coinvolto anche la nuova Parmalat di Enrico Bondi, con il benestare del tribunale Usa. Secondo il giudice, infatti, poichè Collecchio ha incassato i risarcimenti ancora legati ai fatti antecedenti la fine del 2003, il gruppo deve anche versare i relativi rimborsi alle parti lese. Inoltre, avendo la società trasformato i vecchi debiti in azioni, ha, secondo il giudice, contestualmente consentito ad assumerne tutte le relative responsabilità. Una class="term">class class="term">action che ha interessato però soltanto gli investitori americani, dato che nel luglio del 2007 il giudice Kaplan aveva escluso i soggetti stranieri che avevano sottoscritto titoli Parmalat fuori dal territorio americano. I creditori americani di Parmalat avrebbero perso fino a 8 miliardi di dollari nel crac del gruppo di Collecchio, soprattutto a causa del mancato rimborso delle obbligazioni a seguito di una bancarotta del dicembre 2003, che nel complesso è stata valutata attorno ai 14 miliardi di euro, conquistandosi il primato del crac più pesante della storia europea. Sotto la guida di Bondi, però, Parmalat è riuscita a risolvere la questione con una cifra ben inferiore a quanto richiesto dai creditori, chiudendo definitivamente il capitolo con un esborso che poteva essere maggiore di almeno 4 volte. Secondo il gruppo la vicenda è stata chiusa "nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perchè elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo".

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Parmalat chiude class action in Usa (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Pagina 216 Parmalat chiude class="term">class class="term">action in Usa --> Parmalat chiude un lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obbligazioni, che avevano promosso una class="term">class class="term">action a seguito del crac del gruppo di Collecchio del dicembre 2003, e la Borsa premia il titolo. Il gruppo di Collecchio guadagna l'1,77% a 2,23 euro, raggiungendo, nel corso della seduta, un massimo di 2,29 euro. L'operazione in Usa consente di chiudere la vicenda con un esborso di soli 10,5 milioni di azioni, pari a circa 23,4 milioni di euro alla chiusura di ieri, a cui si aggiunge un milione di euro per le spese di notifica.

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Parmalat a New York chiude una class action con 10,5 milioni di titoli (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-05-03 - pag: 1 autore: Dopo la transazione l'azione sale (+1,8%) Parmalat a New York chiude una class action con 10,5 milioni di titoli Parmalat disinnesca la mina della class action. Il gruppo nato dalle ceneri del crack del 2003 ha infatti raggiunto un accordo di transazione con i promotori della causa collettiva Usa: trasferirà 10,5 milioni di sue azioni alla "classe", cioè a tutti gli ex azionisti ed ex obbligazionisti. L'accordo, che fa uscire Parmalat dalla class action, ha fatto salire il titolo dell'1,77%. Longo e Olivieri u pagina 35 Commento u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Appuntamento con la class action (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-03 - pag: 14 autore: ... CASO PARMALAT E NORME ITALIANE Appuntamento con la class action G li azionisti della Parmalat, rimasti delusi per l'accordo di patteggiamento ottenuto con la class action americana negli Usa, forse sperano di rifarsi con la nuova legge sull'azione collettiva risarcitoria che entrerà in vigore in Italia il prossimo 29 giugno. Ma la class action all'italiana,entrata di forza nell'ultima Finanziaria del Governo Prodi con un blitz di due senatori (ora non più in Parlamento), rischia di distribuire più danni che risarcimenti: potrebbe deludere le alte aspettative di piccoli azionisti, consumatori, utenti e avvocati, intasare i tribunali e danneggiare le imprese con alti costi legali e reputazionali a prescindere dall'accertamento della colpa.Il testo di legge,varato in gran fretta a chiusura d'anno nonostante la sua portata storica, presenta tali e tante lacune e ambiguità da essere stato giudicato perfettibile e migliorabile persino dall'Esecutivo uscente. Così il Governo Berlusconi, appena insediato, dovrà decidere subito sul dafarsi: modificare la class action prima della sua entrata in vigore oppure dopo prorogandone l'entrata in vigore?.

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Parmalat chiude la class action (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 35 autore: Vertenze. La società raggiunge un accordo da 24 milioni di euro con i promotori della causa di gruppo americana Parmalat chiude la class action Bondi offrirà 10,5 milioni di titoli agli ex azionisti e agli ex obbligazionisti Morya Longo La mina della class action è stata disinnescata. Parmalat, la società attualmente quotata in Borsa nata dalle ceneri del crack del 2003, ha infatti raggiunto un accordo di transazione con i promotori della causa collettiva americana: il gruppo di Collecchio trasferirà 10,5 milioni di sue azioni alla cosiddetta "classe", cioè a tutti gli ex azionisti ed ex obbligazionisti dell'era Tanzi. Ai prezzi di ieri, 10,5 milioni di azioni valgono circa 23,5 milioni di euro: cifra che è sembrata esigua a Piazza Affari, rispetto all'ammontare miliardario della class action. Per questo il titolo Parmalat ha subito reagito con un balzo verso l'alto, chiudendo in rialzo dell'1,77% a 2,23 euro: l'amministratore delegato Enrico Bondi ha infatti disinnescato una mina che preoccupava non poco gli investitori, senza particolari danni per la Parmalat. La class action, cioè l'azione legale collettiva, era stata avviata negli Stati Uniti dagli studi legali Grant & Eisenhofer e Cohen Milstein per cercare di risarcire centinaia di migliaia di investitori in tutto il mondo che avevano dato fiducia al gruppo allora guidato da Calisto Tanzi. La class action, a prescindere da chi la promuova, si propone infatti di offrire un risarcimento a tutti coloro che hanno acquistato azioni oppure obbligazioni della vecchia Parmalat, in un giorno qualsiasi compreso tra il 5 gennaio 1999 e il 18 dicembre 2003 e in qualsiasi Paese del mondo. Tutti questi individui (che sono appunto ricompresi nella "classe") in caso di successo avranno diritto alla loro porzione di risarcimento. La maxi-causa americana è stata innanzitutto avviata contro le principali banche, i revisori e le persone fisiche ritenute dai promotori responsabili del crack. Successivamente la richiesta di risarcimento danni è stata estesa anche alla nuova Parmalat, quella attualmente esistente: secondo l'interpretazione americana, infatti, la nuova società guidata oggi da Enrico Bondi non ha fatto altro che subentrare alla vecchia Parmalat di Tanzi, ereditando anche gli obblighi risarcitori. Ma ieri Bondi si è tolto dall'impiccio. Con l'accordo di transazione, raggiunto proprio con gli studi legali promotori, ha chiuso la vertenza. Come detto, infatti, Parmalat si è impegnata a trasferire alla "classe" 10,5 milioni di azioni "in omnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa ". Questi titoli, che saranno "ripescati" all'interno del cuscinetto che era stato creato per i creditori tardivi, andranno a diluire il capitale della Parmalat di appena lo 0,4%. La transazione deve essere ancora approvata dal giudice di New York Lewis Kaplan, ma ormai la strada è in discesa. Quando arriverà l'ok, la notizia verrà divulgata in tutto il mondo. Le spese di questa comunicazione planetaria – prevede lo stesso accordo transattivo – saranno sostenute dalla Parmalat fino a un milione di euro. A quel punto verrà stabilito il cosiddetto piano di riparto: a quanti titoli avranno diritto gli ex azionisti e a quanti gli ex obbligazionisti. Così potrà iniziare la prima distribuzione di risarcimenti di questa class action: le 10,5 milioni di azioni Parmalat più i 50 milioni di dollari incassati dalle precedenti transazioni già chiuse (e approvate) con il Credit Suisse e Bnl. Titoli e soldi che andranno a tutti: anche ai risparmiatori italiani che rientrano nelle caratteristiche della "classe". Certo, considerato il numero di persone che potenzialmente potrebbe usufruire di questo risarcimento, si tratta di briciole. Ma è un primo passo di una class action che resta ancora pendente nei confronti di colossi del calibro di Bank of America, Citigroup, Deloitte e Grant Thornton. Altra cosa sono invece le azioni di risarcimento danni avviate dalla Parmalat nei confronti delle banche. In questo caso è il gruppo di Collecchio il promotore delle azioni legali e il beneficiario: fino ad oggi ha già chiuso 17 transazioni incassando quasi 1,2 miliardi di euro. Restano anche in questo caso molte altre cause in corso: revocatorie per un totale (richiesto) di 6 miliardi e azioni risarcitorie nei confronti di nove istituzioni (in prevalenza banche). La speranza degli investitori, sia nella class action sia nelle azioni avviate da Parmalat, è che la montagna alla fine non partorisca il proverbiale topolino. www.parmalatsettlement.com Tutti i dettagli della class action I TERMINI L'intesa riguarda tutti coloro che hanno investito nell'azienda da qualsiasi Paese del mondo tra il 1999 e il 2003.

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In Italia un cammino accidentato (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 35 autore: Azioni collettive. La gestazione della nuova legge In Italia un cammino accidentato Isabella Bufacchi ROMA I colpi di scena che hanno segnato finora il cammino accidentato della legge sull'azione collettiva risarcitoria potrebbero non essere finiti. Dopo essere stata scritta originariamente da un'associazione dei consumatori ( Adusbef), imposta da due senatori del centrosinistra "ribelli" mettendo con le spalle al muro il Governo Prodi, inserita impropriamente tra i provvedimenti della legge di Bilancio, la Finanziaria 2007, approvata per colpa di un tasto pigiato erroneamente da un senatore di centrodestra, la class action all'italiana resta ancora una volta appesa a un filo. La norma è operativa dal 29 giugno ma il nuovo Governo Berlusconi in questo periodo di limbo ha più di un'opzione aperta: può decidere di perfezionare il testo e modificarlo dopo la sua entrata in vigore, come aveva promesso di fare l'allora ministro dello Sviluppo economico Luigi Bersani; può varare un provvedimento d'urgenza per sospenderlo, prorogarlo di altri 180 giorni, o più, per ripromettersi di limarlo con calma. Per scoprire come sarà scritto questo nuovo capitolo della saga sulla class action bisogna attendere non solo la formazione del Governo ma anche la nomina dei presidenti delle commissioni parlamentari interessate alla class action, come quella Finanze. I banchi a Montecitorio e a Palazzo Madama della larga maggioranza del Governo Berlusconi sono popolati da deputati e senatori che hanno criticato la legge voluta da Bersani. Ma nelle fila del centrosinistra mancano all'appello i due senatori dell'Unione democratica autori del blitz in Finanziaria: Roberto Manzione e Willer Bordon. è ora senatore con l'Italia dei Valori Elio Lannutti, il presidente di Adusbef dietro la class action Manzione-Bordon. Proprio perché l'azione collettiva risarcitoria è giudicata di portata storica per il sistema giudiziario italiano, come strumento inedito per la tutela dei consumatoriutenti e fors'anche investitoriazionisti, tutti gli attori coinvolti si augurano che funzioni al meglio. Tant'è che a chiederne ritocchi urgenti nei mesi passati sono state molte associazioni dei consumatori, le associazioni degli imprenditori e delle banche, per non parlare degli avvocati. La lista dei chiarimenti sollecitati a gran voce è lunga. Eccone alcuni: gli azionisti e i danni ecologici sono dentro o fuori? la norma è applicabile ai fatti dannosi avvenuti prima della sua entrata in vigore? come funziona il sistema dell'opt-in che consente ai consumatori di saltare sul carro in corsa dalla partenza fino al traguardo? a quali appelli possono ricorrere le parti chiamate in giudizio? come si procede senza risarcimenti stabiliti con sentenza esecutiva? Saranno i giudici a interpretare la legge, a trovare le risposte agli interrogativi di una norma ora lacunosa ora ambigua. Ma proprio perché tutto è possibile, e l'incertezza regna sovrana, le associazioni dei consumatori più bellicose hanno già preparato numerose class action da presentare in diversi tribunali. Il rischio di intasare il sistema c'è: ma anche questo è un dubbio che sarà chiarito solo dopo le prime verifiche sul campo. A conferma dell'aria di sbandamento che si respira in questi 180 giorni di incubazione della class action, uno dei primi passi mossi in Parlamento in questi giorni va proprio nella direzione di riscrivere la norma. L'iniziativa è a firma della senatrice Donatella Poretti del Partito Democratico (ex radicale),molto critica dell'attuale legge contenente principi addirittura "anticostituzionali". Il testo, scritto in collaborazione questa volta con l'Aduc, estende tra le altre cose la legittimità ad agire a tutti i cittadini, oltre alle associazioni di categoria e introduce i danni punitivi, come negli Usa: perché a volte risarcire un danno di pochi centesimi di euro a una pluralità di utenti non è un deterrente efficace per far rispettare i diritti dei consumatori. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com LA SITUAZIONE La norma è operativa da giugno, ma il nuovo Governo ha varie opzioni: modificarla, sospenderla con urgenza, prorogarla per 180 giorni.

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Per i vecchi soci di Collecchio una festa a metà (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 35 autore: ANALISI Per i vecchi soci di Collecchio una festa a metà di Antonella Olivieri L a Parmalat di Enrico Bondi si è tolta il pensiero della class action americana, probabilmente il maggior rischio ancora pendente per il gruppo risorto dalle ceneri del crack dei Tanzi, con un sacrificio tutto sommato limitato. Parmalat infatti metterà a disposizione della "classe" 10,5 milioni di azioni prese dalla "scorta" di 250 milioni di titoli messi da parte per i creditori tardivi, con un effetto diluitivo modesto rispetto al totale di 1,66 miliardi di azioni in circolazione. A festeggiare sono stati gli attuali azionisti che, sulla notizia, hanno visto il titolo in Borsa salire dell'1,77% a 2,237 euro. Ma nell'immediato era sorto il dubbio se potessero fare altrettanto i vecchi azionisti, quelli che hanno perso tutto nel dissesto del gruppo di Collecchio, e non hanno potuto, per le norme vigenti in Italia, ottenere nuove azioni in cambio di quelle diventate carta straccia. Il dubbio è sorto su una sentenza del giudice di New York, Lewis Kaplan (presso cui è pendente la procedura) che nell'estate scorsa aveva escluso dal perimetro della class action i soggetti stranieri danneggiati che avessero sottoscritto titoli Parmalat, azioni o obbligazioni, fuori dal territorio degli Stati Uniti. Il quesito sollevato era relativo a chi fosse legittimatoad avviare l'azione legale collettiva contro Bank of America e Citigroup ed era stato risolto stabilendo che l'"extraterritorialità" delle regole Usa si applica solo agli investitori stranieri che abbiano acquistato titoli negli Stati Uniti oppure a investitori americani che abbiano acquistato titoli all'estero. Da una parte però, ai tempi di questa decisione, Parmalat non rientrava ancora ufficialmente tra i convenuti, cioè tra i soggetti chiamati in causa per la class action. Dall'altra l'accordo annunciato ieri è di natura extragiudiziale e le parti hanno concordato che a poterne beneficiare siano tutti i soggetti danneggiati, analogamente all'intesa raggiunta con Credit Suisse e Bnl che hanno transato per 50 milioni di dollari. Tutti significa soggetti danneggiati di qualsiasi nazionalità, indipendentemente da dove abbiano sottoscritto i titoli Parmalat, sia azioni sia bond, e anche nel caso di ex-obbligazionisti che aderendo al concordato in Italia abbiano già avuto un "rimborso" in azioni della nuova Parmalat. Per i bond-holder rimasti impigliati nel crack si tratta di una seconda chance, per i vecchi azionisti dell'unica opportunità emersa finora di avere un riconoscimento almeno parziale del danno subito. Probabilmente ne terrà conto il piano di ripartizione che sarà preparato dagli studi legali americani che hanno promosso la class action – Grant Eisenhofer e Cohen Milstein. Toccherà poi al giudice Kaplan approvare la transazione. Ma chi fosse insoddisfatto non avrebbe altra possibilità che quella di rifiutare in toto l'accordo e procedere a sue spese a una nuova iniziativa legale. TRATTAMENTO IMPARI Chi ha perso tutto nel crack dovrà spartire il ricavato anche coi bondholder ammessi al concordato.

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Parmalat chiude la class action usa - ettore livini (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Economia Risanatore Parmalat chiude la class="term">class class="term">action Usa Collecchio versa azioni per 24 milioni, il titolo sale in Borsa Lunedì inizia il processo statunitense contro Citigroup ETTORE LIVINI MILANO - Parmalat chiude con una transazione la class="term">class class="term">action Usa che la vedeva sul banco degli imputati. La società di Enrico Bondi (accusata in quanto "erede" unica del gruppo di Calisto Tanzi) ha archiviato la causa al tribunale di New York accettando di versare alla "classe" 10,5 milioni di azioni proprie, pari a un controvalore di circa 24 milioni di euro. L'accordo ? che deve essere approvato dai giudici Usa ? fa calare il sipario sul contenzioso americano tra Collecchio e i suoi creditori, azionisti compresi e consente ?spiega una nota della società ? "di eliminare il drenaggio di risorse e spese di difesa e di togliere un'incertezza al valore del titolo". Molti investitori istituzionali, in particolare quelli statunitensi, temevano che Parmalat fosse costretta a pagare un pedaggio ben più salato per questa causa. E non a caso ieri le azioni del gruppo hanno messo a segno un rialzo dell'1,8%. La class="term">class class="term">action americana, in cui Bnl e Credit Suisse hanno già versato altri 50 milioni, è ad oggi l'unica strada attraverso cui gli ex azionisti dell'azienda possono sperare di rivedere almeno un pezzettino del loro capitale perso nel crac da 14 miliardi. L'intesa a stelle e strisce inaugura un'altra settimana di fuoco per il gruppo emiliano. Lunedì nel New Jersey inizierà il processo per la richiesta di danni avanzata da Bondi contro Citigroup. Il numero uno di Collecchio ha fatto appello nei giorni scorsi contro la decisione del giudice di ridurre drasticamente i reati di cui la banca americana è stata chiamata a rispondere. Alcuni osservatori ritenevano possibile una transazione prima del processo, ma salvo sorprese dell'ultimissima ora, l'istituto statunitense ? che ha appena transato per 1,66 miliardi su Enron ? sembra pronto ad andare sino in fondo con la causa in tribunale. Martedì invece la carovana legal-giudiziaria che da anni ruota attorno a Parmalat si trasferirà armi e bagagli proprio nel capoluogo emiliano. Il tribunale infatti dovrà decidere se riunificare in un unico troncone (come chiede la difesa di Calisto Tanzi) tutti i vari filoni del processo per il più grande crac finanziario d'Europa. Un'ipotesi cui si è invece opposto la procura locale secondo cui l'accorpamento allungherebbe di molto l'iter giudiziario di alcuni capitoli (come Eurolat e Ciappazzi) per cui basterebbero in realtà pochissime udienze per arrivare a una prima sentenza. Bondi intanto, forte della conferma al timone del gruppo grazie al sostegno dei fondi, ha aperti sul suo tavolo due dossier operativi. Il primo è quello delle acquisizioni, per cui potrebbe presto sbloccare nuove iniziative. Il secondo è l'assemblea straordinaria delle prossime settimane in cui ? su richiesta dei grandi investitori istituzionali ? verrà cancellata la norma di statuto che fissa al 50% l'utile distribuibile come cedola ai soci. Operazione che potrebbe alzare in futuro i dividendi della Parmalat grazie alle ultime transazioni.

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<Class action> Parmalat in Usa Bondi fa pace con 23 milioni (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-03 num: - pag: 30 categoria: class="hilite">REDAZIONALE Risarcimenti Transazione con i creditori di obbligazioni "Class class="term">action" Parmalat in Usa Bondi fa pace con 23 milioni MILANO - Dopo aver incassato transazioni extragiudiziali dalle banche per oltre 1,2 miliardi è la prima volta che l'amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi, si trova dall'altra parte. Ieri a transare per buttarsi alle spalle la class="term">class class="term">action Usa è stato lui. Il gruppo ha offerto dieci milioni e mezzo di azioni Parmalat per chiudere "qualsiasi pretesa fatta valere contro l'azienda e in qualunque parte del mondo" dagli ex grandi creditori d'Oltreoceano guidati dal fondo inglese Hermes di fronte al Tribunale federale di New York. Oltre a questo la società di Collecchio ha messo sul piatto un contributo massimo di un milione di euro per coprire le spese di notifica alla vasta popolazione che aveva partecipato alla class="term">class class="term">action, tra cui anche alcuni risparmiatori italiani e la Cattolica Assicurazioni. In realtà il mercato ieri ha premiato il titolo Parmalat dopo un periodo di ribassi da capogiro che, complici lo stacco della cedola e la sforbiciata alle pretese giudiziali del gruppo nei confronti della banca Usa Citi, avevano portato le quotazioni vicino alla soglia dei due euro. A Piazza Affari l'azione ha guadagnato l'1,8%, chiudendo a 2,23 euro. Due le motivazioni dietro gli acquisti. Primo, Bondi per chiudere la partita non ha pagato cash ma ha attinto a una vasta riserva di azioni "dormienti " per un totale di 250 milioni di pezzi (circa il 5% del capitale), da usare in parte per i warrant (95 milioni) e in parte per creditori che non si sono ancora manifestati e che dunque sono in pratica risorse in carta disponibili per spese "extra". Secondo, le richieste della class="term">class class="term">action, in attesa di certificazione da parte del giudice di New York Lewis Kaplan, erano pari a otto miliardi di dollari. Una cifra mastodontica che pesava come una spada di Damocle sul collo della società. Per questo motivo la Parmalat ieri, tra le motivazioni della transazioni, ha sottolineato che "questa risoluzione della disputa, soggetta all'approvazione del Tribunale, sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo". Unica controindicazione nell'uso del capitale "permeabile", come lo definisce lo stesso Bondi, è la diluizione delle quote sul mercato: le azioni, sommandosi al capitale sociale, riducono infatti il peso percentuale dei pacchetti. L'effetto diluitivo dei 10,5 milioni di pezzi usati per la transazione con la class="term">class class="term">action è pari allo 0,4% sull'intero capitale. In attesa di conoscere il giudizio del tribunale sull'offerta, lunedì si aprirà nel New Jersey il processo contro Citi. Per il giudice Jonathan Harris della Superior court del New Jersey solo una delle 12 richieste fatte da Bondi sono però ammissibili. Una decisione contro la quale il manager si è appellato. Massimo Sideri msideri@corriere.it Il presidente della Parmalat, Enrico Bondi.

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I Cobas: <La posta va al macero> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Corrispondenza inevasa: presentato un esposto-denuncia alle Procure di tutte le città lombarde I Cobas: "La posta va al macero" L'azienda: solo giornali e riviste quando non si rintracciano i destinatari MILANO - è dallo scorso anno che i Cobas delle Poste e AceA (Associazione per i consumi etici e alternativi) sono scesi sul piede di guerra contro Poste Italiane e la sua grande riorganizzazione industriale. Secondo i due organismi, l'ottimizzazione dei costi e la ridistribuzione del personale (sarebbero 13.500 i portalettere in meno in tutta Italia: 5.000 in esubero, 5.000 integrati negli uffici, 3.500 destinati al controllo) hanno portato benefici economici all'azienda, ma a prezzo di gravi disservizi per i cittadini soprattutto di provincia, costretti in molti casi, se assenti al momento della consegna della posta, a lunghi spostamenti verso i grandi uffici di recapito dei centri più grandi. Ma Cobas e AceA aprono ora un nuovo fronte: hanno infatti presentato alle procure della Repubblica di tutte le città lombarde una denuncia con la quale, di fatto, accusano Poste Italiane di risolvere il problema della giacenza in eccesso della corrispondenza con metodi poco ortodossi. Il campanello d'allarme, sostengono, era suonato quando alla fine di novembre (dopo una breve indagine), un caposquadra delle Poste di Monza era stato colto in flagrante dalla polizia mentre gettava in una discarica 300 chili di posta inevasa. Il 4 dicembre un comunicato sindacale di Cisl, Uil, Sailp, Cisal e Ugl della Lombardia che annunciava uno sciopero, aveva segnalato che camion delle Poste stavano "svuotando gli uffici dalle enormi giacenze di corrispondenza, e lettere e stampe non si sa dove vanno, dove andranno e se mai verranno recapitate ". Infine a febbraio "Striscia la Notizia" aveva documentato un traffico di Tir carichi di sacchi postali dal deposito delle Poste di Milano-Roserio a un'azienda specializzata nel macero della carta. Per Cobas e AceA, questi sarebbero indizi sufficienti del fatto che Poste Italiane avrebbe "normalizzato" la crisi che a fine anno aveva bloccato molti depositi lombardi delle Poste facendo sparire il corpo del reato, con relativa violazione del contratto con aziende e privati cittadini. Utilizzando per di più le nuove prassi (peraltro definite tra Governo e Poste Italiane) inadatte alla tutela dei dati sensibili dei cittadini (un ricorso è già stato inviato dalle due organizzazioni al Garante per la protezione dei dati personali). Poste Italiane sostiene invece che al macero, in accordo col mittente, vada, al massimo, quella corrispondenza (per lo più giornali e stampe) i cui destinatari non è stato possibile rintracciare. Secondo Cobas e AceA, nonostante Poste Italiane abbia adottato "carte di controllo" per monitorare l'attività dei vari uffici e fare emergere in breve ogni situazione di criticità, gli episodi citati farebbero pensare a una sorta di anomalo filo diretto tra i vertici dell'azienda e i capisquadra che scavalcherebbe direttori e responsabili della qualità col fine di alterare i dati delle carte di controllo. class="hilite">Una situazione "insostenibile " per i cittadini che sta spingendo AceA alla presentazione di un'azione collettiva di risarcimento (class="term">class class="term">action) contro Poste Italiane entro l'estate. Marcello Parilli Disservizi Dopo il caso delle Poste più lente del mondo, si apre quello della corrispondenza mandata al macero.

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MILANO - Parmalat chiude un lungo contenzioso con i creditori Usa, in larga parte titolari di obblig (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Azioni, class="hilite">che avevano promosso una class="term">class class="term">action a seguito del crack del gruppo di Collecchio del dicembre 2003, e la Borsa premia il titolo. Il gruppo di Collecchio infatti ha guadagnato a fine giornata l'1,77% a 2,23 euro. L'operazione annunciata ieri consente a Enrico Bondi di chiudere la vicenda con un esborso di soli 10,5 milioni di azioni, pari a circa 23,415 milioni di euro a cui si aggiunge un importo fino ad 1 milione di euro per le spese di notifica. Il tutto a fronte di una causa posta davanti al giudice Lewis A. Kaplan della corte di Manhattan la scorsa primavera dallo studio Grant & Eisenhofer che, in rappresentanza dei creditori, aveva avanzato una richiesta iniziale di risarcimento pari a circa 8 miliardi di dollari. Una richiesta riferita alla passata gestione fallimentare dell'epoca di Tanzi, che però ha coinvolto anche la nuova Parmalat di Bondi, con il benestare del tribunale Usa. Secondo il giudice, infatti, poichè Collecchio ha incassato i risarcimenti ancora legati ai fatti antecedenti la fine del 2003, il gruppo doveva anche versare i relativi rimborsi alle parti lese. Una class="term">class class="term">action che ha interessato però soltanto gli investitori americani, dato che nel luglio del 2007 il giudice Kaplan aveva escluso i soggetti stranieri che avevano sottoscritto titoli Parmalat fuori dal territorio americano. I creditori americani di Parmalat avrebbero perso fino a 8 miliardi di dollari nel crack del gruppo di Collecchio, soprattutto a causa del mancato rimborso delle obbligazioni. Sotto la guida di Bondi, però, Parmalat è riuscita ancora una volta a risolvere la questione con una cifra ben inferiore a quanto richiesto dai creditori.

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Parmalat blocca la class action Usa (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

PIAZZA AFFARI FESTEGGIA IL TITOLO, CHE ARRIVA A GUADAGNARE PIÙ DEL 3% Parmalat blocca la class="term">class class="term">action Usa [FIRMA]LUCA FORNOVO TORINO Il rischio era quello di dover pagare 8 miliardi di dollari, invece Parmalat se la caverà sborsando poco più di 24 milioni di euro tra cessione di azioni (10,5 milioni di titoli per un valore di 23,4 milioni) e spese legali (1 milione) . class="hilite">Alla fine la transazione con gli investitori americani che avevano promosso una class="term">class class="term">action (classe collettiva) negli Usa - a seguito del crac Parmalat del dicembre 2003 - si è rivelata un affare per il gruppo alimentare di Collecchio. Un affare d'oro alla luce delle lievissime proporzioni della perdita subita rispetto a quella inizialmente prospettata. Tant'è che ieri il titolo è arrivato a guadagnare a Piazza Affari fino a un massimo del 3,28% sfiorando i 2,3 euro. Ieri finalmente la società, guidata da Enrico Bondi, ha chiuso l'annoso contenzioso raggiungendo un accordo di transazione con la class="term">class class="term">action pendente presso il tribunale federale di New York. In base a questa intesa, la società di Collecchio si è impegnata a trasferire alla classe di investitori americani (azionisti e obbligazionisti) 10,5 milioni di azioni Parmalat, in possesso del gruppo, come soddisfazione onnicomprensiva per qualsiasi pretesa fatta valere in ogni parte del mondo. Insomma, un'inezia rispetto alle richieste iniziali della class="term">class class="term">action, autorizzata dal giudice Kaplan, che esigeva, secondo quanto predisposto dallo studio Grant & Eisenhofer, un risarcimento di circa 8 miliardi di dollari. Il trasferimento di 10,5 milioni di titoli, considerato che il capitale circolante di Parmalat è di circa 1,6 miliardi di azioni, produrrà un effetto diluitivo intorno allo 0,4%. In una nota diffusa ieri la società, che si è impegnata di contribuire fino a 1 milione di euro per spese di notifica agli investitori Usa, ha fatto sapere di ritenere che "questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché essa elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa, e toglie un'incertezza al valore del titolo". In effetti in Borsa le reazioni non sono mancate: sull'S&P/Mib Parmalat ha terminato la seduta con un balzo dell'1,77% con oltre 17 milioni di titoli scambiati, pari all'1% del capitale. Sulla transazione con la class="term">class class="term">action americana è intervenuta anche l'Aduc. "Si tratta di un piccolo risultato - ha commentato il responsabile dell'associazione dei consumatori, Alessandro Pedone - ma anche della sola speranza che avevano gli azionisti della vecchia Parmalat". Pedone ha, poi, aggiunto che "non si conoscono ancora i dettagli ma la transazione comunicata dovrà ancora essere approvata dal tribunale e quindi i tempi per gli effettivi risarcimenti sono ancora molto lunghi; ma non appena saranno disponibili i moduli per partecipare alla richiesta di risarcimento, assisteremo tutti i risparmiatori coinvolti". Chiuso il contenzioso americano, ora il fronte giudiziario dovrebbe regalare a Parmalat solo buone notizie. Il 5 maggio si terrà in New Jersey il processo contro Citigroup: Bondi ha avanzato un risarcimento di 6 miliardi di dollari, ma non è escluso che l'ad di Parmalat riesca ad alzare ulteriormente la posta. Il 28 maggio ancora contro Citi, ma a Parma si terrà un'importante udienza del processo penale, in cui Marco De Luca, l'avvocato del commissario Bondi, chiederà che siano individuati i responsabili civili di quattro società della banca Usa, a cui verrà richiesto il pagamento di 14 miliardi, l'intero ammontare del crac Parmalat. In questo scenario sempre più tinteggiato di rosa appare sempre probabile che nell'assemblea straordinaria del 4 giugno, venga accolta la richiesta di alcuni fondi, azionisti di Parmalat, di alzare la quota degli utili da distribuire sopra il tetto del 50%, previsto attualmente.

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PARMALAT, ACCORDO IN USA CON LA CLASS ACTION (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

Il caso "La nuova Parmalat fa sapere di aver raggiunto un accordo di transazione con la class action americana che pende nel Tribunale Federale di New York. Parmalat si è impegnata a fare trasferire ai risparmiatori coinvolti 10,5 milioni di sue azioni in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla "classe", in qualunque parte del mondo. Dieci milioni e mezzo di azioni sono 25 milioni di euro (al valore di oggi) che andranno agli investitori truffati. Si tratta di un piccolo risultato, ma anche della sola speranza che avevano gli azionisti della vecchia Parmalat". È quanto afferma in un comunicato Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio. "Questo risultato - spiega Pedone - si somma alla transazione di 50 milioni di dollari (di Bnl e Credit Swiss) approvato dal tribunale di New York il 17 luglio 2007. Non si conoscono i dettagli ma la transazione dovrà ancora essere approvata dal tribunale. I tempi per gli effettivi risarcimenti sono ancora molto lunghi. Non appena saranno disponibili i moduli per partecipare alla richiesta di risarcimento, l'Aduc assisterà tutti i risparmiatori coinvolti per espletare tutte le formalità necessarie. "Ricordiamo che l'Aduc - spiega Pedone - è stata la prima associazione di consumatori a proporre la strada della class action americana come unica soluzione per alcuni risparmiatori truffati(gli azionisti, infatti, diversamente dagli obbligazionisti, hanno solo la class action). In Parlamento abbiamo proposto un modello di azione collettiva che mette a frutto l'esperienza americana eliminando gli aspetti negativi e fornendo tutti gli strumenti per integrare quell'esperienza nel modello giuridico italiano. Nella precedente legislatura, purtroppo - conclude Pedone - ha prevalso il modello di class action all'amatriciana. La senatrice Donatella Poretti ha presentato un nuovo disegno di legge che mira a riformare radicalmente questo obbrobrio giuridico". La sede Parmalat più volte presa d'assalto dalle proteste dei risparmiatori.

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Parmalat versa oltre 24 milioni di euro per chiudere una causa collettiva negli Stati Uniti (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

IL CASO Parmalat versa oltre 24 milioni di euro per chiudere una causa collettiva negli Stati Uniti Parmalat ha raggiunto un accordo di transazione con la class action americana e si è impegnata a far trasferire al gruppo che si è costituito in giudizio 10,5 milioni di sue azioni "in omnicomprensiva soddisfazione - si legge in una nota - di qualsiasi pretesa". La transazione con la class action Usa ha per Parmalat un valore stimato di 23,41 milioni di euro calcolato sull'andamento di ieri del titolo in Borsa. A questi si debbono aggiungere fino a 1 milione di euro per spese di notifica.Secondo la società guidata da Enrico Bondi la soluzione concordata "elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo", che in Piazza Affari guadagna il 2,28\% a 2,23 euro, con oltre 17 milioni di titoli passati di mano, pari all'1\% del capitale, la metà della media giornaliera.Sono circa 180 i risparmiatori residenti in Veneto che hanno deciso finora di costituirsi come parte nei processi Cirio e Parmalat tramite il Codacons. "I titolari di azioni e obbligazioni Cirio hanno tempo fino al 12 maggio per costituirsi parte civile nel procedimento penale dinanzi al Tribunale di Roma".

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Parmalat, accordo con class action Usa (sezione: Class action)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Class Action

class="hilite">In Borsa il titolo recupera Parmalat, accordo con class="term">class class="term">action Usa Gli aventi diritto avranno 10,5 milioni di azioni con un controvalore di 23,8 milioni di euro La Parmalat ha raggiunto un importante accordo di transazione con i cittadini e le società che hanno dato vita alla "class="term">class class="term">action" che pende al tribunale federale di New York. Grazie a questo accordo la società italiana si impegna a far trasferire agli aventi diritto 10,5 milioni di sue azioni (ai prezzi attuali sulla Borsa italiana il loro controvalore è di circa 23,8 milioni di euro) "in onnicomprensiva soddisfazione di qualsiasi pretesa fatta valere contro di essa dalla classe in qualunque parte del mondo". Inoltre Parmalat si impegna a contribuire fino a un milione di euro per spese di notifica ai membri della "classe". "Parmalat - si legge nella nota redatta dalla società- ritiene che questa risoluzione della disputa sia nel miglior interesse degli azionisti, anche e specialmente perché elimina il drenaggio di risorse e spese di difesa e toglie un'incertezza al valore del titolo". La transazione andrà in porto a seguito dell approvazione del tribunale. La notizia dell accordo ha dato fiato al titolo Parmalat che ha fatto segnare un +3,28% al prezzo di 2,27 euro con scambi elevati. Il titolo dell azienda di Collecchio ha chiuso a 2,2375 euro con un guadagno dell 1,80%. In Borsa Parmalat dai 2,55 euro del 9 aprile ha perso più del 10% mentre da inizio anno la flessione è stata del 14,5%. Il titolo però ha recuperato terreno a partire da martedì quando ha guadagnato il 18%. E doveroso altresì rilevare che negli ultimi tempi il titolo Parmalat è stato piuttosto volatile anche perché soggetto a manovre di investitori istituzionali che sono saliti e scesi nel capitale della società. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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