HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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T ARTICOLI DEL 1-19 ottobre 2008 #TOP
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Articoli
Class action (76)
Partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi
bancari. (Deliberazione n. 276) ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie
Generale)" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di garanzia collettiva dei fidi", e in particolare i commi 29, 30 e 31, concernenti le banche costituite in forma di societa' cooperativa a responsabilita' limitata che, in base al proprio statuto, esercitano prevalentemente l'attivita' di garanzia collettiva dei fidi a favore dei soci ("banche di garanzia collettiva dei fidi");
La
class action finisce nel congelatore
( da "Milano
Finanza (MF)" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: inserire il rinvio della normativa nel decreto di fine anno Le associazioni dei consumatori dovranno riporre nel cassetto le azioni collettive che volevano lanciare dal 1 gennaio 2009 La maggioranza non ha ancora sciolto i nodi della riforma La class action può attendere. Chi vuole avviare un'azione collettiva contro qualche società o ente, deve rassegnarsi ad aspettare un bel po'.
CITTADINANZATTIVA
SU FIRMA PROTOCOLLO DI CONCILIAZIONE NEL TRASPORTO FERROVIARIO: CONQUISTA ATTESA
10 ANNI, MA ANCORA NON TUTELATI I DIRITTI DEI PENDOLARI
( da "marketpress.info"
del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Mancando ancora la class action, tale procedura potrebbe applicarsi con decisione alla gestione dei reclami collettivi, come peraltro già sperimentato occasionalmente da Trenitalia". Nelle parole di Giustino Trincia, Responsabile per le politiche dei consumatori, la posizione di Cittadinanzattiva in occasione della odierna sottoscrizione a Roma della "
Crac
parmalat, il pm all'attacco "risparmiatori fregati dalle banche"
( da "Repubblica,
La" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Le incognite su questo fronte, tra l'altro, sembrano ormai ridotte al lumicino: il processo Usa contro Citigroup dovrebbe chiudersi in tempi brevi (mentre deve ancora partire quello a Bofa) mentre Collecchio è uscita del tutto dalla class action Usa. (e.l.).
Parmalat,
pm: in cinque anni nulla è cambiato nei controlli
( da "Reuters
Italia" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: In Italia la class action si è ridotta a un centinaio di richieste davanti a un giudice. Ci attendiamo molto da questa sentenza". La requisitoria di Fusco segue quella di oltre sette ore fatta ieri dal suo collega Carlo Nocerino, che oggi ha ribadito che "non è credibile che si sia andati avanti per 15 anni senza connivenze politiche e istituzionali"
Vicenza,
il consiglio di Stato boccia il referendum sulla base Usa
( da "Repubblica.it"
del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura". Il testo del quesito. L'Amministrazione Comunale propone di avviare un procedimento per acquisire dal Demanio l'area del Dal Molin e destinarla ad usi collettivi. Chi vota SI è favorevole alla proposta dell'Amministrazione.
Riconoscimento,
compatti si vince ( da "Italia Oggi"
del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: come primo atto unitario abbiamo provveduto a sottoscrivere per adesione il contratto collettivo per gli studi professionali, in modo da garantire un'equità di trattamento economico e normativo con tutti gli altri lavoratori del settore. Il riconoscimento arriverà! Una situazione ibrida come quella attuale non potrà durare in eterno.
Tante
ragioni di opposizione per la sinistra
( da "Manifesto,
Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: la contrattazione collettiva; valorizzare il lavoro in tutte le sue forme, contro precariato e lavoro nero; respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'università, alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale; difendere le istituzioni del welfare, alla base dei diritti di cittadinanza;
Microsoft Announces Continued
Investment in European Research and Development ( da "ITnews.it"
Argomenti: Class Action
Abstract: whether in an action of contract, negligence or other action arising out of or in connection with the use or performance of the material. Nothing herein should be construed as constituting any kind of warranty. Web site: http://www.microsoft.com Microsoft EMEA Response Centre, emearesponse@waggeneredstrom.
Una
class action per non svalutare gli immobili
( da "Stampa,
La" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Una class action per non svalutare gli immobili" La class action è bloccata fino a fine anno, ma la Lega Nord di Savona e il suo vicesegretario Giancarlo Bertolazzi, hanno avviato, con il Codacons della Val d'Aosta, una petizione preventiva per una class action aperta ai proprietari e inquilini dell'area di Vado contro la realizzazione della piattaforma multipurpose.
Volontariato,
associazioni in rivolta ( da "Gazzetta di Reggio"
del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ma sono anche pronti a far valere i propri diritti con un'azione collettiva in tribunale. Che sarebbe diretta a ottenere il pagamento dei contributi all'Agenzia delle entrate, responsabile degli errori. Il coordinamento reggiano delle associazioni "Dar Voce" è pronto a sostenere i ricorsi delle organizzazioni.
Tutti
dal giudice contro abbanoa - gianfranco nurra
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Vista l'impossibilità di portare avanti una azione collettiva, la cui proposizione è stata congelata dal governo almeno fino alla fine dell'anno, i cittadini hanno comunque deciso la via di una unica azione legale. "La tipologia delle situazioni che vengono contestate è unica - ha spiegato Trullu -.
Liberalizzazioni
made in italy e la politica del doppio binario
( da "Repubblica,
La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: E così, se da un lato la class action finisce di nuovo nel congelatore, dall'altro sembrerebbe scongiurato l'azzeramento dell'Authority dell'Energia: dunque, una notizia cattiva e una buona per chi, nel nostro Paese, ha a cuore l'apertura dei mercati e lo sviluppo della concorrenza.
L'ex
terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo
( da "Corriere
della Sera" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Action Directe: "Non si è pentito" L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo Rouillan vorrebbe aderire alla formazione di Besancenot Disorientati i militanti Il socialista Hollande mette in guardia il possibile alleato: "Adesione ingombrante" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - Dalla galleria degli anni di piombo sono usciti ritratti di terroristi irriducibili,
Più
trasparenza nel mercato ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: adeguata azione a livello globale) e rigorosi le sue proposte e, nell'ambito delle stesse, anche la previsione di un'unica Authority in Europa sui mercati importante in sè e come contributo e stimolo per la necessaria governance globale in materia. Problema indubbiamente di grande complessità, ma che deve essere affrontato.
Lehman
brothers, confconsumatori promuove le prime cause contro il crac
( da "Repubblica,
La" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action. Ora possiamo rivalerci su banche italiane che hanno girato ai risparmiatori titoli di carta straccia, da istituti europei più grandi direttamente relazionati con Lehman. Dal 2007 si sapeva che la situazione era a rischio". Nonostante si conoscessero i pericoli, infatti, banche e agenzie di rating continuavano a dire che Lehman Brothers fosse uno dei migliori titoli.
I
tormenti del giovane Pd ( da "Unita, L'"
del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: comprensione delle priorità politiche di una comunità e nella capacità di farne azione collettiva; dev'essere nei metodi e persino nei modi, nei costumi, nella civiltà dell'agire politico. Altrimenti, si rischia di confondere il rinnovamento con il mero ringiovanimento. Ma, allo stesso tempo, occorre smetterla di considerarsi giovani e immaturi per la complessità delle sfide della politica.
Lehman
Brothers, uscita ardua per gli obbligazionisti italiani
( da "Sole
24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva degli Usa in Italia ancora non esiste Si spacca il fronte delle associazioni è tutta in salita la strada dei bondholders di Lehman Brothers. I possessori delle obbligazioni della banca Usa – che dal 15 settembre ha fatto ricorso al Capitolo 11 (amministrazione controllata) della legge fallimentare statunitense &
Ci
vogliono circa due anni ma non si anticipano spese
( da "Sole
24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: C hi ha comprato azioni Lehman Brothers può sperare nella giustizia statunitense, aderendo alla class action che si sta strutturando in queste settimane. "La possibilità di aderire a questa causa collettiva - spiega Pietro Adami, avvocato specializzato in questo tipo di cause - è consentita a chi ha acquistato titoli tra il 13 settembre 2006 e il 6 giugno scorso"
Mobilitazione
studentesca contro la politica del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: tuona il Collettivo studentesco Zenit -. La politica della Gelmini? La reintroduzione del voto in condotta, che potrà scendere a 5, oltre a fare media potrà causare anche la bocciatura. La norma, giustificata da fenomeni come quello del bullismo, serve solo a controllarci e a limitare la nostra libertà d'azione e autodeterminazione all'
SKY
TV NON PUò IMPORRE AI SUOI ABBONATI L'UTILIZZO DI UN PROPRIO DECODER. SULLA
BASE DI QU ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: È per questo che tutti auspichiamo che il nuovo governo acceleri i tempi per l'emanazione di una legge sulla "class-action", nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un giudice di pace e chiedere giustizia".
Il
crac mutui si fa sentire anche qui Colombo: <Molti vengono da noi>
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 05-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Le class action sono azioni collettive risarcitorie a tutela dei consumatori. Si tratta di uno strumento giuridico molto utilizzato nel mondo anglosassone, che negli Stati Uniti ha portato ad esempio alcune multinazionali del tabacco a risarcimenti record.
Class
action? Non sempre l'unione fa la forza
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 05-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione giudiziaria collettiva, la cui entrata in vigore è prevista per i primi mesi del prossimo anno. E' una procedura importata dagli Stati Uniti che consentirà alle vittime di una truffa (o di qualche crack finanziario come quello della Lehman Brothers) di unire le forze in tribunale, facendosi difendere da un unico rappresentante legale La class action,
Bollette
Abbanoa, in 150 firmano esposto alla Procura
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: dopo la raccolta di deleghe per quella che sarebbe potuta essere una "class action" se la legge riconoscesse le azioni legali di massa, oltre 150 famiglie hanno conferito mandato a un avvocato di Carbonia (Gianfranco Trullu) affinché inoltri un esposto in Procura per fare chiarezza sui sistemi di fatturazione adottati da Abbanoa.
Riscatto
Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 39 Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva ?S.CROCE SULL'ARNO? VITTORIA netta e mai in discussione per una Codyeco Lupi a tratti perfetta nell'applicazione dei fondamentali e continua per intensità agonistica e spirito di gruppo. Per la Nef Castelfidardo tanta generosità ? e qualche miglioramento nella disposizione tattica nel secondo e nel terzo set ?
Profondo
rosso Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai
mutui subpr... ( da "AprileOnline.info"
del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più.
Profondo
rosso ( da "AprileOnline.info"
del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più.
RISPARMIO.
Landi: "Le banche si facciano carico di eventuali danni ai risparmiatori"
( da "HelpConsumatori"
del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Azione collettiva per una migliore tutela dei consumatori e quale deterrente contro le pratiche commerciali scorrette.Sequestro ai manager responsabili di questo dissesto dei rilevanti benefits acquisiti in questi ultimi anni (stock options) e interdizione dagli incarichi nel settore finanziario.
Gonars,
non ci fu abuso d'ufficio archiviata la causa contro il sindaco
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: operato della Giustizia che ha riconosciuto la correttezza dell'azione dell'amministrazione comunale. Il decreto di archiviazione spiega chiaramente come la condotta del sottoscritto fosse finalizzata alla realizzazione in tempi utili di opere e interventi in favore della collettività e che le azioni e i controlli disposti rientravano nei compiti di un sindaco.
Tre
comitati paritetici per monitorare il fenomeno mobbing all'interno dell'Azienda
sanitaria ( da "Adige, L'"
del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La costituzione di questi gruppi è prevista dal contratto collettivo provinciale di lavoro recentemente approvati per l'area della dirigenza medica e veterinaria, per l'area non dirigenziale e per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. Tra gli obiettivi del comitato c'è la raccolta di dati sul fenomeno e anche sulla gravità;
Polo
scientifico di Sesto Torna l'<okkupazione>
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: è partita dal Collettivo di Scienze. "Vista la grave situazione dell'Università, abbiamo optato per un'azione forte", dice Catia del Collettivo. "Il Polo di Sesto diventerà punto di riferimento di tutto l'ateneo ? promette la studentessa -. Abbiamo creato tre gruppi di lavoro, per sensibilizzare gli studenti e la società".
Si
muovono gli studenti occupato il polo di sesto
( da "Repubblica,
La" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: in un'assemblea straordinaria indetta dai collettivi, hanno deciso di occupare le aule in appoggio alla protesta dei ricercatori. L'obiettivo è quello di elaborare iniziative congiunte di studenti, ricercatori e docenti per promuovere un dibattito nella società civile mirato all'abolizione della legge.
Enti
pubblici, lavoratori in piazza ( da "Denaro, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: risorse sufficienti a rinnovare i Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e, non ultima, la stipula di un accordo sul nuovo modello contrattuale che riconfermi l'unicità del modello per il lavoro privato e pubblico". Il responsabile della segreteria della Cgil Fp Bruno Ronca, poi, aggiunge: "Noi riteniamo che questi interventi legislativi siano mirati solo a risparmi economici,
Usi
civici, vademecum per 16 Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: per una corretta gestione delle terre di collettivo godimento. È l'obbiettivo del progetto sperimentale, denominato "Le terre civiche: opportunità di crescita e di sviluppo dell'Ogliastra" che vede i sedici comuni i cui cittadini sono titolari di uso civico, uniti sotto la regia provinciale per uno studio pilota che punta a superare le problematiche esistenti e a valorizzare quell'
IL
CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando l&#
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
08-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ciò che bisogna evitare è ora la balcanizzazione del settore bancario europeo, con ciascun governo che fa da pompiere a casa propria. Forza e credibilità dell'Unione Europea si giocano in queste settimane sulla tempestività ed efficacia di un'azione collettiva tra i 27 paesi dell'Unione per varare misure di armonizzazione a protezione dei risparmi dei cittadini europei.
Gli
studenti occupano il Rettorato <E ora il blocco della didattica>
( da "Corriere
della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: molte lezioni trasformate in momenti di dibattito, cortei comunicativi e azioni in tutte le facoltà". Condanne all'iniziativa dell'occupazione, benché simbolica, sono arrivate da molti responsabili rappresentanti dei movimenti studenteschi legati al centrodestra: "è cominciato il solito spettacolo dei collettivi pro baroni e pro se stessi".
Riconosce
il ladro della sua azienda e lo fa bloccare
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: alleggerisce il portamonete di Giuseppe Della Colletta, uno titolari dell'azienda.Dal portafogli il giovane ruba ottanta euro. Il ladro, però, non aveva fatto i conti con il figlio di Giuseppe, un bambino di soli sei anni ma sveglissimo che, notato il malvivente in azione, appena il giovane se ne va racconta l'accaduto ai genitori.
SUL
MAGAZine in edicola: FERROVIE D'ITALIA Treni. Doppio binario velocità &
ritardi Dal 13 dicembre ... ( da "Corriere.it"
del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: sognando la class action, alcuni gruppi pensano a cause per danno biologico, altri auspicano quello che i dirigenti Fs temono: l'arrivo, salvifico, dei tedeschi o dei francesi (ricorda qualcosa?). Ci sono comitati più istituzionali, come la battagliera associazione dei pendolari di Piacenza, che non disdegna consigli pratici (come,
"se
siamo depressi la catastrofe arriva"
( da "Repubblica,
La" del 09-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Serve una class action più forte ma positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere dal pessimismo La psicologa non ha dubbi: "Ricordatevi della profezia che si autoalimenta; se siamo depressi e catastrofici, la catastrofe arriverà". Dunque, Alessandra Lancellotti, psicologa, psicoterapeuta e pubblicista che sta scrivendo un libro proprio sul cambiar vita,
Vista:
pc nemico, disturbi trascurati per 90% 'colletti bianchi'
( da "Adnkronos"
del 09-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: colletti bianchi' della Penisola. A lanciare l'allarme è la Commissione difesa vista (Cdv), in occasione della Giornata mondiale dedicata al benessere degli occhi, che si celebra oggi. "La legge 626, con i suoi successivi aggiornamenti, regola a livello europeo e italiano le problematiche per i lavoratori che fanno uso di terminali dalle tre alle 8 ore al giorno"
Questa
evoluzione è ben riconoscibile anche nell'abbondante
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: contribuiscono a spiegare perché interventi collettivi come il Salone della sedia vengano considerati - appunto - sempre meno collettivi.In questa cornice l'azione pubblica deve scegliere se privilegiare azioni di sistema o traiettorie individuali. E nel primo caso, se il sistema da considerare sia quello legato alla sedia o vada inteso in modo più ampio e articolato.
SESSIONE
CNCU-REGIONI. Landi: "Il consumerismo sul terrotorio è l'obiettivo del futuro"
( da "HelpConsumatori"
del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva, che rappresentava l'avvio di un'importante misura è stata congelata presso la Presidenza del Consiglio e rischia di essere cancellato. Vogliamo che quella normativa, almeno così com'è, dal 1° gennaio 2009 entri in vigore". "Un terzo ragionamento riguarda le risorse: in questi anni abbiamo fatto passi da gigante,
TAM Begins Flights to Orlando
in November ( da "ITnews.it" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: s three pillars of action, along with technical/operational and management excellence. The fare for the launch of the new route begins at US$929 for economy class and US$4,583 for executive class, round trip, not including taxes and fees. For more information, reservations and to purchase tickets, clients may contact the TAM Service Center,
Caso
rifiuti: la minaccia del commissariamento
( da "Stampa,
La" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: attività della discarica di Collette Ozzotto per sospetto di illeciti. Con l'ampliamento concesso per la discarica di Ponticelli, per un ammontare di 180 mila metri cubi, la Giunta ha deciso di concedere 90 giorni di tempo al termine dei quali è indispensabile che la Provincia di Imperia predisponga una gara europea per la realizzazione degli impianti di smaltimento"
Ma
guai a stravolgere i principi del capitalismo
( da "Milano
Finanza" del 11-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: responsabilità per le conseguenze delle proprie azioni, nei confronti sia degli azionisti sia della collettività. Un intervento che si limitasse al "salvataggio", distribuendo ricchezza dai contribuenti alle imprese bancarie in difficoltà, non solo sarebbe difficilmente accettabile dalla collettività, ma costituirebbe la prima pietra di un sistema destinato a perpetuare gli stessi errori.
Cave,
comitati ancora sul piede di guerra
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Per l'ex sindaco Giorgio Della Colletta, anche lui sul fronte del no, "evitato il pericolo di vedere devastato il territorio, ora resta la parte più importante nella Vallata: costruire uno sviluppo che valorizzi le grandi potenzialità del nostro territorio". (f.d.m.).
Titoli
tossici ? Ecco cosa farne ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: E' probabile che parta prima la class action in Usa e allora occorrerà verificare in che modo potranno associarsi a questa iniziativa legale i risparmiatori italiani, per rientrare in tutto o in parte dell'investimento effettuato, solo se l'azione collettiva avrà davvero esito positivo". (Franco Allegranzi).
"primi
colpiti contratti a termine e atipici, poi verranno i garantiti"
( da "Repubblica,
La" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: "No, l'azione collettiva è più che mai importante, d'altra parte se guardiamo alle crisi di Buitoni, Electrolux, Mabro, nuova Delphi, Kartogroup vediamo come una prospettiva che sembrava definitiva si sia trasformata in un nuovo inizio, per la prima volta dopo tanto tempo si riparla di investimenti.
CLASS
ACTION ( da "Corriere della Sera"
del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 33 categoria: BREVI CLASS ACTION Il provvedimento Uno dei primi provvedimenti che il governo Berlusconi adottò immediatamente dopo il suo insediamento è stata la sospensione della class action, decisione motivata dalla volontà di dare maggior tutela ai cittadini, di riformulare in senso migliorativo la legge che la istituiva.
Caccia
chiusa, esplode la protesta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: opportunità di promuovere una class action, un'azione legale collettiva", fanno sapere il consigliere regionale Mariano Contu e il deputato Salvatore Cicu, schierati al fianco delle 48mila doppiette isolane fermate dall'assessore all'Ambiente Cicito Morittu. Venerdì, ha imposto lo stop alla caccia per le due specie di selvaggina stanziale,
L'azione
anti-razzista ( da "Manifesto, Il"
del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Oggi partiranno invece le attività del Collettivo "Asì es mi Futbol" di Lucca che per una settimana organizzerà una grande festa multiculturale con dibattiti, videoproiezioni e un torneo a squadre miste. Dal 16 ottobre alla partita si uniranno Roma, Palermo, Treviso, Rieti, Fasano, Frattamaggiore e Crespellano.
Benzina,
il Codacons: <Pronti alla class action>
( da "Cittadino,
Il" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: che potranno essere utilizzati nell'azione collettiva alla studio dell'associazione. Il Codacons sta inoltre valutando azioni legali anche nei confronti dello Stato e dei ministeri dello Sviluppo e dell'Economia, in relazione all'immobilismo delle istituzioni sul fronte benzina che, tra l'altro, si arricchiscono dai mancati decrementi dei listini".
Bagarre
sullo sciopero Apertura di Bonanni
( da "Trentino"
del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: obiettivo di far partire una azione collettiva contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133, come ieri a Salerno, mentre il ministro Brunetta ha dato i numeri dei precari in regola con la stabilizzazione: poco meno di 2.
Bonanni
apre: Niente sciopero se convocati
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il Codacons
ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della
Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione
collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono
agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli
della legge
SCUOLA.
Scontro sulla manifestazione del 17
( da "Arena.it,
L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il Codacons
ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della
Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione
collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono
agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli
della legge
Ma
i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas
( da "Arena.it,
L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il Codacons
ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della
Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione
collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono
agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli
della legge
La
rivincita realistica ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva – Angela Merkel aveva valutato solo dieci giorni fa che il 25% dei costi europei dei salvataggi bancari avrebbero fatto capo ai contribuenti tedeschi –avviene solo quando si è sull'orlo del burrone. L'iniziativa dell'Eurogruppo dimostra inoltre che esiste una relazione tra impegno politico e capacità d'
"Provincia
faccia gara per un nuovo servizio di trasporto pubblico"
( da "Stampa,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: situazione del trasporto pubblico locale e decidere quale linea d'azione adottare per risolvere i problemi nell'interesse degli utenti. "La situazione del trasporto pubblico locale - dice il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Cortesi - è degenerata. Benchè da venerdì il trasporto pubblico abbia una parvenza di normalità, i disagi per gli utenti sono gravissimi.
ALIMENTARE:
ADICONSUM, PRONTI A COSTITUIRCI PARTE CIVILE CONTRO GALBANI
( da "Asca"
del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: La Magistratura inoltre deve fare piena luce individuando tutte le responsabilita' che hanno permesso di mettere in commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura non destinati all'alimentazione. Adiconsum a sostegno della Magistratura valutera' la costituzione di parte civile e la possibilita' di una class action ai fini di un risarcimento''. res-dnp/mcc/bra.
GALBANI,
LA COOP RITIRA I PRODOTTI DAI NEGOZI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Adiconsum annuncia una "class action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".
ALIMENTARE:
ADICONSUM CISL UMBRIA VALUTERA' SE COSTITUIRSI PARTE CIVILE
( da "Asca"
del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di una class action ai fini di un risultato''. Nella vicenda Galbani a richiamare l'attenzione sul Codice etico dei lavoratori, sottoscritto al Congresso Fai di Parma nel 2001, e' stato anche il segretario generale regionale Fai Cisl Angelo Manzotti: ''Troppo spesso il settore alimentare e' interessato da frodi e scandali,
L'accusa:
Google lucra sul typosquatting ( da "Punto Informatico"
del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Edelman avrebbe raccolto una schiera di avvocati e di rappresentanti di domini violati per preparare una class action tesa a dimostrare che Adsense for Domains di Google permette di perpetrare tali frodi, ottenendo anche un'udienza da parte di un giudice federale dell'Illinois in cui verrà chiesta l'autorizzazione per poter procedere legalmente nei confronti di BigG.
DANIELA
LIMONCELLI SCADENZE CONTRAFFATTE SUI FORMAGGI GALBANI? I NOSTRI PRODOTTI SONO
ASSOL ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Adiconsum annuncia una "class action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".
Si
discute di class action ( da "Corriere Adriatico"
del 16-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: pratico sul funzionamento dell'azione collettiva risarcitoria, nota al pubblico con il termine anglosassone di "class action". L'obbiettivo condiviso tra i due Enti è tentare di superare i molti punti oscuri circa l'effettivo funzionamento di tale azione sia nell'ambito oggettivo che soggettivo, fornendo agli operatori del diritto,
Oggi
due cortei e lo sciopero dei cobas scuola
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni dimostrative - annunciano i collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A complicare la geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle 7 degli attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da mesi, della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti,
La
terra non è piatta, l'economia che conta è quella reale e Napoli è sempre più
nei guai ( da "Riformista, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: senza badare ad alcun equilibrio politico, ma prendendo esclusivamente a cuore l'interesse collettivo. In questo si traduce la vera sfida dell'attuale classe di amministratori pubblici se vuole poi realmente provarci, altrimenti è meglio per tutti che passi la mano. Nicola Campoli Napoli 17/10/2008.
PREZZI:
CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION CONTRO 8.000 SINDACI COMUNI
( da "Adnkronos"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
LEGAMBIENTE
DI NAPOLI PROMUOVE, PER LA PRIMA VOLTA IN'ITALIA, UN'AZIONE COLLETTIVA CIVILE
( da "Mattino,
Il (Circondario Nord)" del
17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva civile e penale contro i trafficanti di rifiuti che hanno avvelenato larghe zone della Campania con gli sversamenti illegali di scorie e fanchi di ogni tipo. L'iniziativa, che arriva all'indomani delle confessioni di numerosi pentiti, sarà presenta oggi nella sede dell'associazione in via Miroballo al Pendino.
CAMPANIA:
AL VIA CAMPAGNA LEGAMBIENTE CONTRO ECOMAFIE
( da "Asca"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: come una sorta di ''class action'', l'associazione ambientalista mettera' a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorita' giudiziaria.
Campania/
Legambiente: Campagna 'Pagateci i danni' contro
( da "Virgilio
Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: come una sorta di 'class action', Legambiente annuncia che "metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria.
Prezzi:
il Codacons annuncia mega class action contro 8.000 sindaci dei comuni di tutta
Italia ( da "Sestopotere.com"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: una diffida e una successiva class action contro i Sindaci, e saranno raccolte le firme dei cittadini proprio nei mercati, per avviare il primo gennaio una mega class action contro i sindaci degli 8.000 comuni d'Italia i quali, non aprendo nel giorno di riposo domenicale i mercati rionali, hanno impedito la vendita diretta da parte dei produttori agricoli dei generi ortofrutticoli,
Parte
la campagna di Legambiente per un'azione legale collettiva contro l'ecomafia in
Campania ( da "Sestopotere.com"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action”, Legambiente metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria.
Reggio
a confronto sulla sussidiarietà ( da "Emilianet"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: mettere al centro della propria azione il rispetto della dignità della persona, favorendo l'assunzione di responsabilità di chi desidera spendersi per il bene comune." "Ecco perché conclude Staccia - parlare di sussidiarietà significa anche parlare di libertà: libertà di organizzarsi per creare opere ed iniziative capaci di costruire risposte più adeguate ai reali bisogni di tutti.
UNIVERSITA':
MILANO, COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE
( da "Agi"
del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE (AGI) - Milano, 17 ott. - I collettivi degli studenti universitari milanesi hanno deciso una mobilitazione permanente con l'obiettivo di far "ritirare" il decreto Gelmini. Alla facolta' di Scienze politiche della Statale di Milano si e' da poco conclusa l'assemblea dei collettivi studenteschi delle universita'
La
pagella dei treni in fvg: sporchi e lenti e i pendolari fanno causa alle
ferrovie ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azioni legali collettive per la richiesta di risarcimento danni, la conosciuta "class action". Lo fa sapere il presidente regionale del Codacons Vitto Claut che sottolinea "la scontentezza generale" tra i pendolari, che vedono il costo dei biglietti lievitare ma come controparte non trovano servizi adeguati.
ENRICA
PROCACCINI TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA, PARTE L'AZIONE COLLETTIVA
DI RISARCI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: parte l'azione collettiva di risarcimento danni in sede civile e penale promossa da Legambiente. Ieri mattina, il primo step dell'iniziativa legale. L'avvocato Francesco Dodaro ha depositato presso la Procura della Repubblica di Napoli la cosiddetta "istanza di conoscenza di fase e stato del procedimento".
( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del
01-10-2008)
Argomenti: Class Action
DELIBERAZIONE
29 luglio 2008 Partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi
bancari. (Deliberazione n. 276). Pag. 41 IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL CREDITO
ED IL RISPARMIO Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni, recante Testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia (TUB), e in particolare: l'art. 1, comma 2, lett. h-quater, che
definisce le partecipazioni come le azioni, le quote e gli altri strumenti
finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o comunque i diritti
previsti dall'art. 2351, ultimo comma, del codice civile; l'art. 53, comma 1,
lettera a), b), c), d) e d-bis), che attribuisce alla Banca d'Italia il compito
di emanare, in conformita' delle deliberazioni del CICR, disposizioni di
carattere generale aventi a oggetto l'adeguatezza patrimoniale, il contenimento
del rischio nelle sue diverse configurazioni, le partecipazioni detenibili,
l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni, nonche'
l'informativa da rendere al pubblico sulle predette materie; l'art. 53, comma
( da "Milano Finanza (MF)" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
MF Numero 195
pag. 6 del 1/10/2008 | Indietro La class action finisce
nel congelatore Denaro & Politica Di Mauro Romano Il governo pronto a inserire il rinvio della normativa nel decreto di fine anno Le
associazioni dei consumatori dovranno riporre nel cassetto le azioni collettive
che volevano lanciare dal 1 gennaio 2009 La maggioranza non ha ancora sciolto i
nodi della riforma La class action può attendere. Chi vuole avviare un'azione collettiva contro qualche società o
ente, deve rassegnarsi ad aspettare un bel po'. Il governo ha deciso di
rinviare ancora l'avvio delle nuove norme giuridiche, già spostate al 1 gennaio
2009. E pensare che le associazioni dei consumatori avevano già cominciato
all'inizio dell'anno a raccogliere adesioni per le class action future contro
Trenitalia, gli editori scolastici, Telecom e via elencando. Nonostante l'avvio
della nuova normativa per le cause di gruppo fosse stata fissata con l'ultima
finanziaria del governo Prodi al 1 luglio, molte associazioni avevano deciso,
infatti, di portarsi avanti con il lavoro. Poi il governo Berlusconi, a poche
settimane dalla data di entrata in vigore delle nuove norme decise di rinviarla
per decreto al nuovo anno, ma ora è sicuro che l'appuntamento sarà ulteriormente
posticipato. Il Pdl avrebbe voluto inserire alcune modifiche dei meccanismi
approvati dal precedente parlamento in due emendamenti al disegno di legge
sullo sviluppo economico in discussione alla Camera, ma sui contenuti non c'era
unanimità nella maggioranza e dopo aver fiutato l'aria che circolava negli
uffici tecnici di Montecitorio, sia i relatori di maggioranza che Palazzo
Chigi, hanno deciso di lasciar cadere l'iniziativa. Gli emendamenti, infatti,
avrebbero anche rischiato di essere bollati come inammissibili perché
l'argomento sarebbe risultato troppo distante dal tema del provvedimento. A
questo punto il governo ha deciso il rinvio, individuando anche il veicolo
giusto per sancire lo slittamento. Ed è forse il provvedimento più scontato per
un atto del genere, ossia il cosiddetto decreto milleproroghe che
tradizionalmente si approva a fine anno per far slittare tutte le scadenze
incombenti per le quali però non si è fatto in tempo a completare gli
adempimenti richiesti. E proprio un ritardo tecnico amministrativo sarà la
giustificazione che il governo intende utilizzare per motivare il rinvio.
Difficilmente, infatti, il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola
dirà apertamente che in un momento di così accentuata fibrillazione dei mercati
nessuno vuole aggravare le tensioni con l'avvio di norme inedite ma
potenzialmente dirompenti, sulle quali, peraltro, banche, assicurazioni e
imprese hanno chiesto correzioni importanti. Sulla riscrittura del testo, del
resto non sono stati sciolti tutti i nodi. Sulla non retroattività dei ricorsi
sembra esserci un'ampia condivisione, i problemi, però, si complicano con
l'estensione delle cause collettive alla pubblica amministrazione, richiesta da
Renato Brunetta, che aprirebbe la strada a cause pesanti contro chi gestisce i
servizi pubblici, a cominciare dalle amministrazioni locali. A questo punto il
rinvio è la strada più semplice. (riproduzione riservata) .
( da "marketpress.info" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Roma, 1 ottobre 2008
- "La firma del protocollo di conciliazione tra Trenitalia e le
Associazioni dei Consumatori rappresenta una conquista attesa almeno 10 anni. class="hilite">Mancando ancora la class="term">class class="term">action, tale procedura potrebbe
applicarsi con decisione alla gestione dei reclami collettivi, come peraltro
già sperimentato occasionalmente da Trenitalia". Nelle parole di Giustino
Trincia, Responsabile per le politiche dei consumatori, la posizione di
Cittadinanzattiva in occasione della odierna sottoscrizione a Roma della
"procedura di conciliazione paritetica a carattere sperimentale".
"Da oggi si arricchisce il paniere degli strumenti di tutela per gli
utenti del trasporto ferroviario, anche se in modo limitato. Infatti",
continua Trincia "ci pare molto grave l'assenza in sede di sperimentazione
dei treni regionali e quindi delle problematiche legate ai pendolari di tratte
locali. Inoltre, continua a mancare una vera soluzione per quei disagi causati
da carenza o inadeguatezza dei servizi igienici a bordo dei treni".
Cittadinanzattiva non approva le modalità con le quali si è giunti alla firma:
"Siamo perplessi per le modalità con le quali si è giunti a questo
traguardo. L'esperienza maturata da anni in altri settori è stata
caratterizzata da una intensa fase di confronto tra associazioni e aziende
all'interno del quale è maturata una seria negoziazione per la implementazione
di innovative procedure di conciliazione. Con Trenitalia tale confronto è
mancato ed i margini di effettivo intervento da parte delle Associazioni sono
stati davvero esigui. Ciò detto", ha concluso Trincia "partecipiamo
con spirito costruttivo a questa prima sperimentazione, al termine della quale
valuteremo i risultati avanzando fin da ora la proposta di estensione dei contenuti
del protocollo conciliativo ad altre tratte e ad altre tipologie di treni e di
disservizi, con particolare attenzione alle questioni segnalate da oramai
troppo tempo dai cittadini pendolari". A tal proposito, Cittadinanzattiva
invita i cittadini ad aderire a "Torniamo in treni", campagna
nazionale per denunciare disservizi ferroviari. Segnalando con foto, video e
testimonianze cosa succede in treno, i cittadini diventano
"narratori" di testimonianze e "investigatori" di immagini
da inviare via mms al 3460660285, via mail a torniamointreno@cittadinanzattiva.
It o all'apposito form su www. Cittadinanzattiva. It, dove è possibile
consultare la relativa photo gallery. . <<BACK.
( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
Economia Al processo
per il fallimento della società di Collecchio colorita requisitoria di Carlo
Nocerino Crac Parmalat, il pm all'attacco "Risparmiatori fregati dalle
banche" "Il perno di tutto è stato Calisto Tanzi, ma revisori e
sindaci sono stati complici" Secondo l'accusa le istituzioni finanziarie
sono state "parte attiva della frode" MILANO - Calisto Tanzi è il
primo colpevole del crac Parmalat, nel suo ruolo "di perno che copriva
tutto e tutti in uno scandalo che è costato 10 miliardi di danni ai piccoli
risparmiatori". Ma non è l'unico. Al suo fianco si sono mossi "in un
abbraccio mortale" anche revisori e sindaci "la cui negligenza e
lassismo erano in realtà complicità", banche d'affari che
"programmavano e progettavano emissioni per fregare gli investitori",
presentate tra l'altro con comunicati stampa "deliranti". Il pm Carlo
Nocerino ha aperto ieri con una requisitoria di sette ore l'ultimo atto del
processo Parmalat di Milano, quello che vede imputati l'ex patron di
Collecchio, accusato di aggiotaggio e ostacolo all'autorità di vigilanza,
assieme ad altri otto imputati (ex funzionari di Bank of America ed ex manager
della società) di Collecchio, che devono rispondere per gli stessi reati e per
falso dei revisori. A quasi cinque anni dal fallimento e a tre dall'inizio del
processo, la Procura milanese è la prima a tracciare, dopo un lungo
dibattimento, un quadro articolato del crac. "Parmalat ? secondo al
ricostruzione di Nocerino ? era un gigante con i piedi d'argilla che per 15
anni ha drogato il mercato costruendo mattone su mattone un buco da 14
miliardi". A gonfiare il buco ? secondo la tesi dei magistrati ? sarebbero
state le collusioni "tra gli uomini di Collecchio e le banche, parte
attive della frode e delle false comunicazioni alla Borsa". Senza che
Banca d'Italia ? ha fatto notare il pm ? "intervenisse mai per
sanzionarle". Un copione di stretta attualità, simile in tanti aspetti ai
crac di questi giorni nel sistema finanziario "figli di una finanza
creativa, drogata e corrotta che non ha più agganci con l'economia reale",
ha concluso Nocerino. Il testimone della requisitoria sarà raccolto tra oggi e il
6 ottobre dagli altri due pm che hanno condotto l'inchiesta, Eugenio Fusco e
Francesco Greco con le richieste di condanna. Poi, dopo l'intervento delle
parti civili e le arringhe dei difensori, arriveranno le prime vere sentenze
per il più grande scandalo finanziario d'Europa in attesa dell'avvio effettivo
del dibattimento per il troncone principale del crac al tribunale di Parma. La
nuova Parmalat, invece, quella rimessa in piedi da Enrico Bondi, continua a
rimanere al centro di speculazioni di Borsa (senza alcuna conferma) sul
possibile arrivo di nuovi soci, con il titolo che anche ieri ha messo assieme
un rialzo del 4,6%. L'azienda in effetti è contendibile, non ha azionisti di
controllo (ieri è spuntata tra i soci con il 2,3% la società di gestione del
risparmio MacKenzie Cundill) e da tempo si parla di rastrellamenti a Piazza
Affari da parte di cordate pronte a costruire una posizione poco sotto al 30%
per poi prendere il timone del gruppo e mettere le mani sul tesoretto (1,3
miliardi) di liquidità raccolto con le azioni legali contro banche e revisori. class="hilite">Le incognite su questo fronte,
tra l'altro, sembrano ormai ridotte al lumicino: il processo Usa contro
Citigroup dovrebbe chiudersi in tempi brevi (mentre deve ancora partire quello
a Bofa) mentre Collecchio è uscita del tutto dalla class="term">class class="term">action
Usa. (e.l.).
( da "Reuters Italia" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
MILANO (Reuters) -
Il pm Eugenio Fusco, impegnato oggi nella requisitoria del processo Parmalat a
Milano contro l'ex-patron Calisto Tanzi e altri, ha sostenuto oggi in aula che negli
ultimi cinque anni, nonostante il crack di diverse grosse aziende, nulla è
cambiato nei controlli al sistema finanziario sia in Italia che all'estero.
"Non è cambiato nulla dal 2002-03", ha detto il magistrato nella sua
requisitoria stamani. "Negli Usa tutti giudicano la crisi finanziaria in
corso come una delle più gravi di tutti i tempi, eppure nel 2003 ci furono i
crack di Parmalat, Enron e Cirio", ha ricordato. "Si diceva allora e
si dice anche oggi sono saltati tutti i sistemi di controlli. Mi domando: cosa
è successo da allora a oggi in Italia? Negli Stati Uniti sono state inflitte
pene gravissime ed esemplari eppure ci ritroviamo con i subprime e i fallimenti
delle banche d'affari americane", ha continuato il pm, facendo riferimento
alla crisi finanziaria che ha colpito negli ultimi mesi l'economia Usa. "class="hilite">In Italia la class="term">class class="term">action
si è ridotta a un centinaio di richieste davanti a un giudice. Ci attendiamo
molto da questa sentenza". La requisitoria di Fusco segue quella di oltre
sette ore fatta ieri dal suo collega Carlo Nocerino, che oggi ha ribadito che
"non è credibile che si sia andati avanti per 15 anni senza connivenze
politiche e istituzionali". Per lunedì 6 ottobre è attesa la requisitoria
del terzo pm, Francesco Greco, che dovrebbe concludere con le richieste di pena
per i vari imputati.
( da "Repubblica.it" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action
VICENZA - Il
consiglio di Stato ha bocciato il referendum consultivo sull'allargamento della
base Usa previsto per domenica, che fu deliberato dal consiglio comunale di
Vicenza. Ferrero, segretario Prc, parla di "pagina nera" per la
democrazia. Reazioni negative dai verdi e dal comitato "No Dal
Molin". Esulta invece il governatore della Regione, Galan. ''Il Veneto del
No e' un Veneto minoritario, perdente e sfortunato. A questo Veneto piccolo
piccolo appartiene la debolissima Giunta del sindaco Variati, che oggi si e'
beccato un bel rifiuto da parte del Consiglio di Stato''. Scrive il Consiglio.
"Si tratta di una delibera illegittima nella misura in cui ha per oggetto
un auspicio irrealizzabile - quale quello dell'acquisizione della zona
areoportuale - sul quale si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità
competenti". "La sdemanializzazione dell'area non è possibile. La
consultazione stessa appare comunque inutile laddove si volesse darle una connotazione
di tipo patrimoniale. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che
i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui
vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro
patrimonio personale". Il 7 settembre il premier Berlusconi aveva scritto
al sindaco (che è del Pd), definendo "inopportuno" il referendum.
"Il sito sul quale la base Usa si estenderà è demaniale e non è in
vendita. L'area è stata consegnata agli Usa. La
consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le
valutazioni della magistratura". Il testo del quesito. L'Amministrazione
Comunale propone di avviare un procedimento per acquisire dal Demanio l'area
del Dal Molin e destinarla ad usi collettivi. Chi vota SI è favorevole alla
proposta dell'Amministrazione. Chi vota NO è contrario È lei favorevole
alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di
organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del
procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione,
dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione
di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo
salvaguardando l'integrità ambientale del sito? (1 ottobre 2008.
( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Tributaristi - Ancit Numero 234, pag. 48 del
2/10/2008 Autore: di Luigi Pessina presidente nazionale Ancit Visualizza la
pagina in PDF L'Ancit punta sulla federazione dei
tributaristi. Se ne parlerà oggi a Roma al XVII congresso nazionale
Riconoscimento, compatti si vince Azione comune per
far sentire di più la voce delle associazioni Si fa un gran parlare in questo
periodo di forza, coesione, compattezza, unitarietà e via di seguito in
riferimento alle varie associazioni di professionisti del settore contabile. Ai
meno attenti sembrerebbe un chiaro controsenso il tendere a un organismo unico
proprio da parte di chi ha sempre dichiarato di voler tendere a un mercato in
regime di concorrenza. Cerchiamo di fare luce allora su quanto le organizzazioni
più rappresentative a livello nazionale stanno cercando di portare avanti. Le
notizie, o per meglio dire la mancanza di notizie in merito alle istanze
avanzate dalla categoria, ha provocato nelle varie associazioni un momento di
riflessione profonda per cercare di trovare strade alternative o azioni più
incisive. Questa riflessione è sfociata poi in una proposta sulla quale tutti
si sono trovati d'accordo. Dare vita a un organismo di rappresentanza delle
legittime aspirazioni dei colleghi professionisti, che racchiuda al suo interno
tutte le associazioni dell'area contabile, che condividano alcuni principi
fondamentali imprescindibili. Le risposte che i colleghi attendono sono davvero
molte. Ne cito alcune solo come esempio, ben sapendo di tralasciarne altre
altrettanto importanti: - la previdenza; - il riconoscimento; - il contratto di
lavoro; - i rapporti con l'Agenzia delle entrate. Soffocare di fatto una parte
del mercato sotto il peso di aliquote fiscali ma soprattutto contributive della
portata di quelle attuali è un'operazione di eutanasia mascherata da necessità
di equiparazione con le altre categorie professionali. Nulla di più falso. Le
altre categorie professionali dotate di cassa autonoma non raggiungono nemmeno
il 50% del carico contributivo sopportato dai consulenti tributari. Un bel
passo in avanti, anche se non la soluzione ideale, sarebbe rappresentato dalla
separazione in ruoli diversi all'interno della gestione separata Inps di chi
svolge attività professionale da chi invece ha contratti di collaborazione
coordinata o a progetto. Ripristinare un piano di equità è opera necessaria e
impellente. I nostri studi producono ricchezza per il paese contando diversi
punti di pil e danno lavoro a decine di migliaia di persone, che inevitabilmente
risentono di questa situazione. Proprio per il fatto che i nostri dipendenti
rappresentano per noi un valore aggiunto e una risorsa imprescindibile, come primo atto unitario abbiamo provveduto a sottoscrivere per
adesione il contratto collettivo per gli studi professionali, in modo da
garantire un'equità di trattamento economico e normativo con tutti gli altri
lavoratori del settore. Il riconoscimento arriverà! Una situazione ibrida come
quella attuale non potrà durare in eterno. Nelle priorità dell'attuale
governo non si trova traccia della riforma delle professioni e tantomeno quindi
del riconoscimento delle associazioni, ma con un'azione comune di tutti gli
interessati sono certo lo potrebbe diventare. L'azione comune deve prescindere
dalle inevitabili differenze che ci contraddistinguono e, anzi, proprio queste
differenze devono diventare un nostro punto di forza. Ridare vita a un'unica
grande associazione non credo sia azione attualmente percorribile sia perché
per fare un matrimonio bisogna prima conoscersi bene e accettare
incondizionatamente i pregi e difetti dell'altro sia perché un mercato con
un'unica rappresentanza è contro i principi ispiratori dell'Ancit (... libero
mercato con associazioni in concorrenza tra loro...). La soluzione migliore,
quindi, è rappresentata da una Federazione di associazioni, che, mantenendo la
propria individuale specificità, lavorino verso obiettivi comuni e facciano
sentire una sola voce. In questa direzione stiamo lavorando e la volontà
dimostrata dalle nostre associazioni cugine sono certo darà i frutti che tutti
attendiamo. Di questo è di altre cose interessantissime sul futuro del nostro
lavoro si parlerà a Roma nel pomeriggio di oggi 2 ottobre all'interno dei
lavori del XVII congresso nazionale. Essere attori del presente e contribuire a
costruire il nostro futuro è stimolante e appagante e fa sentire parte attiva
di una grande famiglia. Mancare l'appuntamento significa delegare ad altri la
responsabilità e subire inevitabilmente le decisioni che altri hanno preso per
noi.
( da "Manifesto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
A.Picciolini -
M.Torelli* A.Picciolini - M.Torelli* Sabato 11 ottobre a Roma una
manifestazione segnerà l'avvio di una nuova stagione politica. Scendiamo in
piazza perché l'opposizione è nelle nostre mani, e dipende da noi costruire, a
partire dai bisogni e dai desideri, un'altra politica, contro il governo di
centrodestra, sostenuto in primo luogo da Confindustria, che sta costruendo un
paese dove le leve del potere politico, economico e dell'informazione sono
nelle mani di pochi, e ai molti si propone di scegliere fra il consenso e
l'emarginazione. Di fronte alla crisi del processo di globalizzazione e delle
teorie liberiste che l'hanno sostenuto, le destre, rafforzate in Europa dalle
ultime elezioni, rispondono facendo dei poveri, dei marginali e dei differenti
i capri espiatori su cui scaricare paura e insicurezza. La nostra società è
sempre più classista, sessista e razzista (da Milano a Castelvolturno a Parma).
Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società, in difesa della
democrazia e delle condizioni di vita delle persone. A Firenze, per battere la
frammentazione, abbiamo lavorato per costruire un'opposizione su obiettivi
condivisi, assieme ad altre associazioni e movimenti, con una risposta positiva
dei partiti della sinistra, attualmente extraparlamentare, in tutte le loro componenti,
e delle migliaia di persone che hanno firmato l'appello
(www.11ottobreinpiazza.org). La manifestazione è un punto di partenza. Insieme
vogliamo riprendere un'azione per la pace e il disarmo, ridare prospettiva al
protagonismo dell'Europa contro l'unilateralismo degli Usa e la sindrome da
grande potenza della Russia; dire basta all'occupazione dell'Iraq e alla nostra
presenza militare in Afghanistan; difendere le retribuzioni e le pensioni
falcidiate dal caro vita, la sicurezza sul lavoro, la
contrattazione collettiva;
valorizzare il lavoro in tutte le sue forme, contro precariato e lavoro nero;
respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'università, alla ricerca e alla
cultura, al servizio sanitario nazionale; difendere le istituzioni del welfare,
alla base dei diritti di cittadinanza; contrastare la violenza degli
uomini contro le donne e le forme di dominio patriarcale, per
l'autodeterminazione e la libertà femminile nello spazio pubblico e nelle
scelte personali; sostenere il valore della laicità dello stato e le richieste
dei movimenti gay lesbici trans queer per la pari dignità e l'uguaglianza dei
diritti; far crescere vertenze territoriali su temi cruciali per le comunità,
imponendo decisioni collettive su ambiente, salute, beni comuni; sostenere la
ripresa del movimento antinucleare e respingere le politiche del governo in
campo energetico; contrastare scelte del governo che negano o limitano
fondamentali libertà democratiche e civili, come sui temi della giustizia e
dell'informazione; combattere tutte le forme di razzismo. Per queste ragioni,
con questi obiettivi, manifesteremo in piazza a Roma il prossimo 11 ottobre per
costruire un'opposizione politica e sociale, per contrastare in modo efficace
le politiche di questo governo (che manda i tornado in Afghanistan e blocca il
referendum a Vicenza) e con l'ambizione di sconfiggerlo. *Ass. per sx unita e
plurale - Firenze.
( da "ITnews.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
PARIS, October 2
/PRNewswire/ -- - European Search Technology Centre will be focused on
developing a world-class search offering. Microsoft
Corp CEO Steve Ballmer continued his five-city European trip today with
additional announcements of plans to step up investment and recruitment in the
region. Following an earlier announcement in Norway, creating jobs focused on
innovation in enterprise search, Microsoft today announced further details on
the plan to open a new European Search Technology Centre (STC). (Logo:
http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20000822/MSFTLOGO ) The centre will have
three centres of excellence, Paris, London and Munich, and be a key asset to
the other company research and development related facilities already operating
in Europe. The aim is to tap into local expertise and fuel local innovation
with job opportunities that will help reinvent the European consumer online and
search experience. By increasing its existing investments and tapping into the
best and brightest engineers in Europe, Microsoft expects to foster growth and
innovation for both the partner community and the European knowledge economy.
The Search Technology Centre announced today will join the line-up of more than
40 research and development and Microsoft Innovation Centres, including
Microsoft's international research lab in Cambridge, UK; the development
centres in Dublin, Ireland; Copenhagen, Denmark; and Oslo, Norway; and the
company's 2,000 researchers and engineers already in Europe. The Search
Technology Centre will be led by Jordi Ribas, who joins today as general
manager, from the Microsoft Connected TV business group where he was general
manager. Today's announcement follows other recent regional search investments
including the purchases of UK-based local search and mapping specialist
Multimap, German-based price comparison site Ciao and Norwegian enterprise
search technology company FAST. Microsoft's online services in Europe will be
further supported by the completion of the US$500 million European Data Centre
in Dublin. Speaking at an event in Paris, Ballmer said, "To compete in a
global, innovation-driven economy, we need to draw on the world's smartest,
most creative minds. Increasingly, we are finding the talent we need here in
Europe. To tap into that talent, we've invested in research and development
across the region and today, Europe is second only to the United States in the
number of engineers and researchers we have working on creating innovative
products and services. "The Search Technology Centre is an important step
forward in our long-term strategy to invest in local development of search
technology in Europe. We believe search is still in its infancy. Developers at
the Search Technology Centre will play a key role in helping us redefine search
as they create new search products and services for consumers and advertisers
here in Europe and around the world." "Microsoft's decision to create
an important R&D centre dedicated to search in Europe, with a strong
presence in France, is a first which we salute," said Christine Lagarde,
Minister of Finance, France. "This is good news for the European Union,
which decided long ago, with the Lisbon strategy, to go down the road of the
knowledge-based economy." The opening of the European Search Technology
Centre is complemented by other investments Microsoft is making in Europe
across research and development, online services and in the advertising business.
Every year, Microsoft invests more than $600 million (US) in research and
development in Europe, and this investment is growing. "The public sector
can make a real contribution, but only in partnership with the private sector.
That's why I am delighted to welcome Microsoft's decision to open new R&D
facilities in three member states," said Jose Manuel Barroso, president of
the European Commission. "For such a key global player as Microsoft to
increase its R&D investments so substantially is a real vote of confidence
in Europe and in European research excellence." Microsoft's Live Search
currently serves approximately 2 billion worldwide queries per month.
Commenting on the announcement, John Mangelaars, vice president of Consumer and
Online at Microsoft Europe, Middle East and Africa said, "We've just
scratched the surface in terms of what can be done in search. Our aim is to
provide people with a richer, more personal search experience that helps people
complete their search tasks faster, across PC and mobile, using more
interactive tools such as images, video and location-based services, and by
doing so create a more effective platform for our advertisers and
partners." Those who want to be updated about the growth and latest
development of STC Europe should send their contact information to
stce@microsoft.com. More information about Steve Ballmer's recent European trip
and Microsoft's current R&D investments in Europe is available at
http://www.microsoft.com/emea/presscentre/WEVPRMicrosoft/default.mspx. About
Microsoft Founded in 1975, Microsoft (Nasdaq: MSFT) is the worldwide leader in
software, services and solutions that help people and businesses realise their
full potential. About Microsoft EMEA (Europe, Middle East and Africa) Microsoft
has operated in EMEA since
( da "Stampa, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action
Vado Ligure "class="hilite">Una class="term">class class="term">action
per non svalutare gli immobili" La class="term">class class="term">action
è bloccata fino a fine anno, ma la Lega Nord di Savona e il suo vicesegretario
Giancarlo Bertolazzi, hanno avviato, con il Codacons della Val d'Aosta, una
petizione preventiva per una class="term">class class="term">action
aperta ai proprietari e inquilini dell'area di Vado contro la realizzazione
della piattaforma multipurpose. Ieri mattina Bertolazzi, ancora in piazza
Cavour, sabato prossimo, mercoledì e sabato 11 ottobre, ha raccolto 50 firme:
"La petizione è sul temuto danno ambientale e il deprezzamento del valore
stimato, circa il 30 - 40% degli immobili della zona costiera tra
Bergeggi,Porto Vado, Zinola, Valleggia e Quiliano". \.
( da "Gazzetta di Reggio" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Il consorzio
"Dar Voce" contro l'esclusione dal "5 per mille" Le
associazioni di volontariato a Reggio sono sul piede di guerra per l'esclusione
a causa di errori formali dagli elenchi dei beneficiari del 5 per mille.
"Per il solo 2006 - si legge in una nota del coordinamento del
volontariato "Dar Voce" - l'unico anno per cui si hanno dati certi,
sono ben 5.609 le organizzazioni cancellate dagli elenchi, cioè il 20% circa di
tutti gli iscritti reggiani a onlus, volontariato, associazioni e fondazioni.
L'esclusione vanifica inoltre la preferenza di oltre 644 mila contribuenti
espressa al momento della dichiarazione dei redditi". I volontari hanno
deciso di scrivere alle istituzioni competenti (ministeri del Lavoro, Economia,
Politiche sociali e Agenzia dell'entrate) per sollecitare la riammissione negli
elenchi delle onlus escluse, ma sono anche pronti a far
valere i propri diritti con un'azione collettiva in tribunale. Che sarebbe diretta a ottenere il pagamento dei
contributi all'Agenzia delle entrate, responsabile degli errori. Il
coordinamento reggiano delle associazioni "Dar Voce" è pronto a
sostenere i ricorsi delle organizzazioni. "Si tratta di una
situazione grave che riguarda sia le organizzazioni sociali sia i cittadini che
hanno dato loro fiducia scegliendole come destinatarie del contributo"
dicono i volontari. Infatti "il 5 per mille è frutto di una erogazione
decisa dal contribuente per il quale lo Stato svolge solo un ruolo di
intermediario" aggiungono. A conferma della determinazione delle
associazioni si apprende infine che "in alcuni casi - dice sempre la nota
- sarebbe già in corso la raccolta di dati e di ricostruzione dei fatti per
avviare l'azione legale".
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Cagliari Tutti dal giudice
contro Abbanoa Raccolta di deleghe tra i cittadini per un'unica azione legale
contro le bollette emesse dall'ente GIANFRANCO NURRA CARBONIA. Sarà il
magistrato a dire se nelle bollette di Abbanoa siano ravvisabili elementi di
reato. Se non altro perchè la dichiarazione che le letture sono state
effettuate tutte in un unico giorno appare incredibile e perchè dalla
inesattezza di quella dichiarazione dovrebbe derivare una conseguenza per i
cittadini, che hanno pagato l'acqua quasi due euro a metro cubo invece di poche
decine di centesimi. Ieri la guerra dichiarata dai cittadini di Carbonia per
avere giustizia, e per rivendicare pagamenti giusti per i consumi ha preso
l'avvio ufficialmente. Alcune centinaia di utenti hanno delegato l'avvocato
Gianfranco Trullu a chiamare in causa nelle aule del tribunale Abbanoa. E la
protesta per le "bollette pazze" prende ufficialmente la via
giudiziaria. Vista l'impossibilità di portare avanti una
azione collettiva, la cui
proposizione è stata congelata dal governo almeno fino alla fine dell'anno, i
cittadini hanno comunque deciso la via di una unica azione legale. "La
tipologia delle situazioni che vengono contestate è unica - ha spiegato Trullu
-. Di fatto, le tariffe per i consumi sono progressive e legate alla
quantità di acqua misurata dal contatore nel corso di unanno, o se si vuole di
365 giorni. Allo scadere di queso periodo si riparte da zero, con addebiti che
devono essere rapportati alla tariffa più bassa, relativa al primo scaglione di
consumi. Ogni ritardo nella lettura, si trasforma in un danno per gli utenti, e
in un indebito guadagno per Abbanoa, visto che l'acqua consumata viene
fatturata sulla fascia più alta di consumi del periodo dell'anno precedente. E'
un comportamento ovviamente contestabile, che viola il contratto con l'utenza e
comporta danni economici anche di notevole entità, che variano ovviamente a
seconda del ritardo con il quale è stata effettuata la lettura finale, e che è
stata comunque indicata come relativa, per tutte le utenze cittadine, alla data
del 31 dicembre". A farsi promotori dell'azione legale sono stati due
consiglieri comunali, Mario Porcu e Sandro Masciarelli. "Ci siamo resi
conto della gravità della situazione - hanno spiegato - e della assoluta
impotenza dei cittadini davanti a richieste di pagamento che appaiono anche ad
un esame non approfondito assurde. Così, evitando iniziative magari di maggiore
visibilità, ma che alla fine non portano a risultati, abiamo deciso di mettere
a disposizione gratuita dei cittadini un legale per una azione concreta di
tutela. La risposta è stata quasi plebiscitaria. Sono centinaia i cittadini che
chiedono giustizia alla magistratura. E al di là della azione specifica, siamo
certi del raggiungimento di un secondo risultato: Abbanoa sarà costretta, per
il futuro, ad un comportamento corretto nei confronti degli utenti, operando in
maniera tale da chiedere solo il dovuto ed evitando comportamenti che, sia pure
favorevoli per il suo bilancio, non possono che apparire una sorta di
vessazione nei confronti dei cittadini".
( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Economia Global
market Liberalizzazioni made in Italy e la politica del doppio binario L'Italia
ha gli strumenti per uscire meglio degli altri paesi da questo momento
difficile per il mercato dell'auto. Fiat conferma i suoi obiettivi sfidanti per
il 2008 Continua la politica del doppio binario per le liberalizzazioni
italiane. class="hilite">E così, se da un
lato la class="term">class
class="term">action finisce di nuovo nel
congelatore, dall'altro sembrerebbe scongiurato l'azzeramento dell'Authority
dell'Energia: dunque, una notizia cattiva e una buona per chi, nel nostro
Paese, ha a cuore l'apertura dei mercati e lo sviluppo della concorrenza. Nel
caso delle azioni collettive, il governo ha deciso di spostare ulteriormente in
avanti il varo delle norme che dovranno renderle operative, già rinviato in
precedenza dall'esecutivo. L'appuntamento non è più per gennaio 2009, ma per
non meglio identificati mesi successivi; niente emendamento, quindi, al disegno
di legge sullo sviluppo economico in discussione alla Camera: tutto viene
trasferito nel tradizionale decreto "milleproroghe". Chi vivrà vedrà,
con buona pace dei consumatori e dei risparmiatori. Salta anche un altro
emendamento al ddl sviluppo, in questo caso però scongiurando un duro colpo
all'autonomia dell'Authority per l'energia e il gas: il governo ha rinunciato,
per ora, alla riforma che oltre ad azzerare gli attuali vertici avrebbe
introdotto procedure di nomina completamente nella disponibilità di palazzo
Chigi, senza contrappesi parlamentari. Marco Patucchi [in lite per Hypo]
Rischia di aggravarsi in modo serio e imprevisto il pesante effetto della crisi
finanziaria e dei mercati internazionale sulla Germania. Il piano di
salvataggio in extremis della banca Hypo Real Estate infatti rischia di
fallire: le banche private litigano tra di loro, con la Bundesbank, con la
Banca centrale europea e col governo federale sulla parte di spesa che
dovrebbero accollarsi (e non vogliono sottoscrivere appieno) per evitare la
bancarotta di Hypo. Il piano di salvataggio, concordato nella notte tra
domenica e lunedì, prevedeva come è noto oltre a un'iniezione immediata di
liquidità di 35 miliardi di euro da parte della Bce, aiuti per 8,5 miliardi di
euro da parte delle banche tedesche e uno stanziamento di garanzia di 26,5 miliardi
di euro circa da parte del governo federale. Tutto rischia di saltare: riunite
ieri alla sede della Bundesbank, le parti in causa non hanno trovato un
accordo. In particolare le Sparkassen, cioè la casse di risparmio, e le
Landesbanken, cioè gli istituti in sostanza pubblica dei Bundeslaender (i 16
Stati della Repubblica federale) nicchiano. Al massimo sarebbe quindi a
disposizione da parte loro un aiuto per circa 3 miliardi di euro, e non è
chiaro da dove debbano venire i 5,5 mancanti rispetto al piano di salvataggio.
Se stamane non si troverà un compromesso in extremis, secondo fonti finanziarie
citate da Welt online Hypo Real estate rischia la condanna definitiva al
fallimento. Andrea Tarquini.
( da "Corriere della Sera" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-10-03 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Francia Sospesa la semilibertà per il dirigente di class="hilite">Action Directe: "Non si è
pentito" L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo
Rouillan vorrebbe aderire alla formazione di Besancenot Disorientati i
militanti Il socialista Hollande mette in guardia il possibile alleato:
"Adesione ingombrante" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - Dalla
galleria degli anni di piombo sono usciti ritratti di terroristi irriducibili,
pentiti, fuggiaschi, passati a nuova vita o protetti da intellettuali e persino
da esponenti della sinistra storica, come nel caso di Cesare Battisti. Da ieri,
c'è un nuovo modello di ex terrorista: il militante che torna a fare politica
attiva, senza pentimenti e senza rinnegare la lotta armata. è la storia di
Jean-Marc Rouillan, uno dei capi di Action Directe (semplificando, le brigate
rosse francesi), condannato all' ergastolo per l'omicidio del dirigente della
Renault Georges Besse (1986) e da qualche tempo (fino a ieri) in regime di
semilibertà: lavorava in una casa editrice a Marsiglia e la sera tornava nel
penitenziario di Baumettes. L'ex terrorista ha aderito al Nuovo partito
anticapitalista, formazione creata da Olivier Besancenot, il trentenne postino
con il sorriso da bravo ragazzo che sogna di federare la galassia marxista,
comunista, trozkista e ultrambientalista di Francia. In tempi di catastrofi
finanziarie, licenziamenti e impoverimento delle classi
popolari (oltre che di crisi dei tradizionali partiti della gauche), Besancenot
è in crescita nei sondaggi. Il suo messaggio (Che Guevara, no alle
privatizzazioni, lotta per il potere d'acquisto) ha facile presa, soprattutto
sui giovani. Il postino, telegenico e brillante oratore, risulta simpatico
persino a Sarkozy, ma con l'"iscrizione " dell'ex capo di Action
direct rischia di dilapidare il capitale di consenso ed esporre il movimento a
opzioni inquietanti. Rouillan, in un'intervista a L'Express, pur concedendo che
la lotta armata degli anni Settanta sarebbe oggi improponibile, continua a
essere convinto che sia un momento "necessario" nel processo
rivoluzionario. "Se ci si rifà al Che", questa posizione è logica,
aggiunge. Ma al di là delle opinioni, Rouillan mantiene un margine di ambiguità
rispetto alle sue responsabilità penali. "Fra le condizioni della
semilibertà c'è l'obbligo di non parlare dei fatti giudiziari - spiega l'ex
terrorista, precisando -: il fatto che non mi esprima è già una risposta, ma se
avessi voluto sputare sul passato avrei potuto farlo!". Il postino
rivoluzionario ha sempre dichiarato la propria solidarietà con gli ex
terroristi estradati dalla Francia e giustifica la decisione con "il
diritto di ogni cittadino che abbia saldato i conti con la giustizia di
impegnarsi in politica". "Il passato è passato, Rouillan ha pagato il
suo debito, anche troppo!". è una posizione che suscita polemiche e
disorientamento fra i militanti e che viene definita "ignobile" dalla
vedova del dirigente Renault assassinato. Il portavoce della Lega comunista
rivoluzionaria (nocciolo duro del nuovo partito) dichiara: "Ogni volta che
abbiamo il vento in poppa ci si vuole criminalizzare. La questione è semplice:
se Rouillan entra nel partito, significa che ha abbandonato ogni idea di
ricorso alla violenza ". Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario
socialista, FranÇois Hollande, il quale ha invitato Besancenot a sbarazzarsi di
questa "adesione ingombrante ". Hollande non l'ha detto, ma si
capisce che una deriva del genere manderebbe in fumo qualsiasi ipotesi di
cartello elettorale della gauche in futuro. L'unico convinto che l'ex
terrorista abbia cambiato strada è stato il giudice del tribunale che ha
concesso la semilibertà, confermando "i seri sforzi di reinserimento sociale"
e il fatto che "la lotta armata non è più prevista nelle sue
rivendicazioni politiche ". Tuttavia, ieri, proprio in seguito alle
dichiarazioni rilasciate a L'Express, un altro tribunale di Parigi, su
richiesta della procura, ha deciso di sospendere il regime di semilibertà in
attesa di una decisione definitiva, il 16 ottobre. In semilibertà resta invece
la moglie di Rouillan, Nathalie Menigon. I due si possono incontrare soltanto
su autorizzazione del giudice. "Abbiamo deciso di divorziare, non abbiamo
mai potuto vivere insieme. In carcere ci hanno trattato come cani". Ora la
semilibertà potrebbe essere revocata. "Lo so che comunque non sarò mai più
un uomo libero", dice Rouillan. Massimo Nava.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
03-10-2008)
Argomenti: Class Action
L'Europa e la crisi
Più trasparenza nel mercato "Ricostruiamo insieme un capitalismo
regolato, dove pezzi interi dell'attività finanziaria non siano abbandonati
alla sola valutazione degli operatori del mercato, dove le banche facciano il
loro mestiere, che è quello di finanziare lo sviluppo piuttosto che la
speculazione". È una delle affermazioni fatte dal Presidente francese
Sarkozy, Presidente di turno all'Ue, davanti all'assemblea dell'Onu, dove ha
illustrato anche alcune indicazioni circa le vie attraverso cui perseguire
questi obiettivi: un'adeguata riforma delle istituzioni internazionali,
l'allargamento del G8 alle grandi realtà emergenti e uno speciale incontro,
entro fine anno, dei capi di Stato e di governo "per riflettere e tirare
le lezioni" della più grave crisi finanziaria da quella degli Anni Trenta.
Una crisi che determina perdite immense, non ancora quantificabili, perché
effetti perversi continuano a verificarsi a scoppio ritardato. In questa
occasione l'Europa ha fatto sentire forse la sua voce e ha espresso
l'importanza di dare risposta alla crisi con vigilanza e regole opportune in
termini rigorosamente multilaterali. In questi giorni il Parlamento europeo ha
approvato a larghissima maggioranza due rapporti il cui obiettivo è la
regolamentazione dell'intero settore. Ha sollecitato perciò la Commissione Ue a
presentare proposte normative con regole opportune per tutti gli operatori
finanziari ai fini della solidità, della stabilità, dei limiti
all'indebitamento, del superamento dei conflitti di interesse, tra l'altro
nella agenzie di rating, del contenimento delle remunerazioni dei manager. È
augurabile che la Commissione presenti in tempi celeri (particolarmente in
attesa di un'adeguata azione a livello globale) e rigorosi
le sue proposte e, nell'ambito delle stesse, anche la previsione di un'unica
Authority in Europa sui mercati importante in sè e come contributo e stimolo
per la necessaria governance globale in materia. Problema indubbiamente di
grande complessità, ma che deve essere affrontato. Crisi con caratteri
globali devono trovare risposte, azione di prevenzione attraverso istituzioni e
regole allo stesso livello, in una logica multilaterale. Lo stesso Bush nel suo
ultimo discorso a Palazzo di Vetro, oltre ad aver riscoperto che l'Onu è
"più necessaria che mai", ha usato l'aggettivo
"multilaterale" una decina di volte. È necessario però che le affermazioni
di Sarkozy e delle risoluzioni del Parlamento europeo trovino seguito operativo
e unitario da parte dei governi europei. I fatti confermano la necessità di
procedere nell'integrazione. I governi poi - certo non solo quelli europei -
devono aver chiaro che il rapporto pubblico-privato in relazione al mercato può
essere gestito secondo due linee profondamente diverse tra loro. C'è
l'intervento pubblico a rimorchio di fatti gravi determinati da comportamenti
spregiudicati di un numero ristretto di soggetti, comportamenti ed effetti resi
possibili da deficit di regole e di vigilanza, defici a sua volta collegato
alle posizioni di pubblici poteri. Con tale intervento a posteriori, per
evitare fallimenti anche con effetto contagio, si hanno esborsi pubblici e lo
scaricare i relativi oneri - non solo di carattere finanziario - sui cittadini.
C'è invece un'azione pubblica a carattere preventivo diretta non a soffocare il
libero mercato, ma anzi a dargli trasparenza attraverso adeguate regole e
vigilanza, tendenti ad evitare che comportamenti spericolati di pochi
determinino dissesti le cui conseguenze vadano a ricadere sulla collettività.
In questa fase sembra avere notevole spazio il primo tipo di intervento
pubblico, quello a posteriori, con l'effetto di "socializzare le
perdite", stravolgendo così anche un importante principio: gli investitori
che assumono dei rischi per guadagnare profitti devono anche sostenere le
perdite. Per ragioni etiche (evitare che ai cittadini vengano addossati oneri
ingiusti) ma anche per un'economia efficiente e produttiva è importante che il
pubblico - ai necessari livelli - operi una svolta per una decisa azione a
carattere preventivo. .
( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina XI - Bologna
Il risparmio Lehman Brothers, Confconsumatori promuove le prime cause contro il
crac Farsi risarcire dai crac finanziari d'oltreoceano si può: le prime tre
cause legali in tutta Italia contro chi ha rifilato titoli Lehman Brothers sono
partite tre giorni fa a Parma, grazie a Confconsumatori. Che con i suoi
avvocati spiega quali sono i presupposti per un ricorso contro il contagio
della crisi subprime. "A Parma stiamo avendo centinaia di segnalazioni -
racconta Secondo Malaguti, presidente Confconsumatori Bologna e Emilia Romagna
-e andremo fino in fondo. Anche da Bologna ci stanno chiamando: la gente vuole
sapere che fine faranno i loro risparmi". Le cause riguardano per ora
Unicredit, Cassa di Risparmio Parma e Piacenza e Banca di Roma, e rivendicano
ciascuna circa 100 mila euro. Le telefonate di questi giorni, però, raccolgono
le testimonianze più svariate: dal pensionato al padre di famiglia, dai 5 mila
ai 250 mila euro. "Almeno fino a gennaio 2009 - dice Giovanni Franchi,
avvocato di Federconsumatori - non potremo costituirci in class="hilite">class="term">class class="term">action. Ora possiamo rivalerci su
banche italiane che hanno girato ai risparmiatori titoli di carta straccia, da
istituti europei più grandi direttamente relazionati con Lehman. Dal 2007 si
sapeva che la situazione era a rischio". Nonostante si conoscessero i
pericoli, infatti, banche e agenzie di rating continuavano a dire che Lehman
Brothers fosse uno dei migliori titoli. "Il disastro è rilevantissimo -
conclude Franchi - e quello che ora ci preoccupa di più sono le polizze
assicurative". (s.sc).
( da "Unita, L'" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action
Giuseppe Provenzano
N on fate fare a un ragazzo il lavoro di un uomo, dicevano i conservatori
inglesi per combattere l'ascesa del giovane Tony Blair. Non fate come i
"vecchi" il vostro lavoro, Giovani democratici. Poteva senz'altro
nascere diversamente un'organizzazione giovanile. Cominciando col capire se
fossero proprio necessarie le "primarie" per scegliere persone e
organismi, senza la possibilità e il tempo di un vero confronto sulle cose da
fare, da dire. Anche in questo caso, si è ceduto ad un imperativo discutibile,
frutto di un grosso equivoco che ha caratterizzato i primi mesi della
costruzione del Pd: la convinzione assai insidiosa che l'esercizio della
democrazia si esaurisca nel voto. E allora al voto! Primarie e primariette,
liste e candidati, per tutti gli organi e tutti gli organismi. Mentre il
momento della "pubblica argomentazione razionale" è rimandato sempre
a dopo: come se non fosse anche questo, la democrazia. Attenzione, le primarie
sono uno strumento cruciale, e perciò da usare con cura, senza mai abusarne. Il
timore più grande è che l'abbaglio di una competizione elettorale, speriamo più
ampia possibile, abbia distratto dal tema vero che andava affrontato con
l'occasione: il posto delle giovani generazioni nella vita pubblica italiana, e
nella politica. I giovani dovrebbero stare nei luoghi del conflitto, della crisi,
dove covano gli esiti della società di domani, quella che sono chiamati a
costruire. E di luoghi del conflitto sociale, nell'Italia del 2008, di certo
non ne mancano. Ad esempio, i giovani democratici (Gd) avrebbero dovuto
riversarsi nelle strade di Castel Volturno, stringersi ai loro coetanei
ghanesi, nigeriani, senegalesi, prima della rivolta, dare voce al loro dolore,
che è il dolore di ognuno di noi per una strage di innocenti. Avrebbero dovuto
affiancare il loro coetaneo, Roberto Saviano, e tirarlo fuori dalla solitudine
pericolosa della denuncia quotidiana disperante e della sovraesposizione
mediatica. In quegli stessi giorni, quaranta Gd si sprecavano nelle stanze di
un Tavolo promotore nazionale a dividere l'Italia in circoscrizioni elettorali:
non passano da lì le emergenze democratiche del nostro paese sbilenco e
imbarbarito. Certo, la rappresentazione giornalistica della vicenda, quasi
sempre paga del chiacchiericcio da salotto o corridoio romano, non ha dato
conto dei tanti ragazzi che si impegnano con generosità nelle varie realtà
d'Italia: loro dovevano essere i veri protagonisti di questa sfida e non hanno
avuto voce. Non sono molti e non sono neanche pochi, in ogni caso sono
preziosi. Il problema è che nella nascita dei Giovani democratici troppe
questioni sono rimaste inevase. Anzitutto quella della propria ragione
d'essere: il perché sia necessaria un'organizzazione giovanile e quale rapporto
essa deve costruire con il Partito. Hanno fatto bene i candidati a rivendicare
l'autonomia. Ma il rischio di chiudersi (o di essere relegati) nella riserva
indiana del giovanilismo, di giocare a fare i dirigenti senza la possibilità di
esercitare una reale funzione politica, è sempre dietro l'angolo. Ed è questo
che favorisce l'ingerenza degli "adulti". Sarebbe stato opportuno
chiarire pochi grandi temi sui quali chiedere l'adesione e favorire la
partecipazione dei giovani italiani, e organizzare una grande battaglia
politica e culturale. Sono i temi delle cronache di ogni giorno: la scuola che
invece di essere una priorità è il bersaglio di un ridimensionamento della sua
funzione sociale; la convivenza impossibile tra le etnie e tra la povera gente;
la "mala" occupazione e le difese corporative, le voci che dal nord
sviluppato invocano il separatismo e la deriva di un sud che sprofonda nel
silenzio del sommerso. È l'Italia del degrado dello spazio pubblico, che
oscilla tra la tolleranza di un'illegalità diffusa e l'emersione di fenomeni di
autoritarismo brutale. È la stessa Italia di un vicesindaco della Lega Nord e
Senatrice della Repubblica che, a Lampedusa, al fianco di un bel monumento di
Mimmo Paladino (sapientemente ignorato dall'amministrazione) dedicato alla
strage di migranti sul Canale di Sicilia e figurante la Porta di un'Europa
d'accoglienza, ha posto un'inquietante finestra d'alluminio per riprodurre in
rebus funereo il popolare adagio secondo cui chi entra dalla porta va buttato
fuori dalla finestra. È l'Italia del malanimo, dell'eterno fascismo che sempre
ritorna e si attrezza con simboli nuovi e miserabili, e con la violenza di
parole che invece non sono cambiate: sono quelle di ottanta anni fa. A questa
Italia i Giovani democratici devono ancora far sentire la propria voce. Ahinoi,
non sono pochi gli anni che ci vedranno all'opposizione, e occorre darsi un
respiro lungo. È sovrastante la portata dei problemi con cui dovranno misurarsi
le giovani generazioni di democratici che aspirano a guidare le trasformazioni
della società italiana. Ma non c'è molto tempo da perdere; ci vorrà coraggio, e
non è detto che basti. É un lavoro di prospettiva, e si intreccia con
l'esigenza del ricambio della classe dirigente. Perché rischia di essere
fuorviante, come spesso accade, porre la questione del ricambio, senza prima
affrontare quella dei luoghi e delle esperienze in cui si forma il nuovo
personale politico. La Scuola di Cortona è stata sicuramente una di queste
esperienze, da ripetere e diffondere nelle realtà più periferiche. E fa fede
l'entusiasmo condiviso da centinaia di ragazzi: merce rara nell'Italia di oggi.
Il rinnovamento deve avvenire nella comprensione delle
priorità politiche di una comunità e nella capacità di farne azione collettiva; dev'essere nei metodi e
persino nei modi, nei costumi, nella civiltà dell'agire politico. Altrimenti,
si rischia di confondere il rinnovamento con il mero ringiovanimento. Ma, allo
stesso tempo, occorre smetterla di considerarsi giovani e immaturi per la
complessità delle sfide della politica. Bisogna combattere la sindrome
di Peter Pan, specialmente se precoce. O almeno provarci. In un momento in cui
il Pd, al di là della manifestazione del 25, non è in grado nei territori di
mettere in campo grandi iniziative politiche, e i quarantenni si considerano
risorse di domani, un giovane sui venticinque anni (o ventotto, trenta...)
potrebbe anche assumersi una responsabilità maggiore, riversare direttamente
nel partito le proprie energie e convinzioni, la propria capacità di tessere un
dialogo con la società e di costruire un rapporto di fiducia coi cittadini.
Alcuni lo hanno fatto: i giovani amministratori, assessori, consiglieri
provinciali, comunali, di circoscrizione. Non sono molti, ma sono preziosi; e
troppo spesso lasciati in balia di se stessi e delle difficili realtà in cui si
trovano ad esercitare la loro funzione pubblica. Nei luoghi dove il Pd ha perso
un legame profondo con la società, e dove "l'urgenza delle cose"
richiede un impegno immediato, un'organizzazione giovanile non è la sola via. O
ragazzi dalle guance di pesca, qualche volta a vent'anni si può dire "siam
pronti".
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
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ATTUALITA data: 2008-10-04 - pag: 8 autore: Tutele legali. La scelta difficile
tra Tribunali e conciliazione Lehman Brothers, uscita ardua per gli
obbligazionisti italiani L'azione collettiva degli Usa in Italia ancora non esiste Si spacca il fronte delle
associazioni è tutta in salita la strada dei bondholders di Lehman Brothers. I
possessori delle obbligazioni della banca Usa – che dal 15 settembre ha fatto
ricorso al Capitolo 11 (amministrazione controllata) della legge fallimentare
statunitense – secondo alcune fonti sono 40mila e si
aggiungono agli altri italiani colpiti dai crack Argentina, Cirio, Parmalat.
Ecco le loro opzioni. Conciliazione collettiva
L'Adiconsum chiede alle banche e alle assicurazioni di farsi carico delle
perdite. Qualche operatore si è già detto disponibile ( Bcc Vita, Unipol) a
rimborsi sulle polizze. Ma per i bond nessuno però per ora può affermare che
esista l'eventualità che qualche banca accetti di aprire una procedura di
conciliazione collettiva come quelle realizzate per
Cirio e Parmalat. Class action statunitensi Negli Usa ai risparmiatori è
possibile realizzare cause collettive per il risarcimento dei danni. Il 24
settembre lo studio legale Gainey & McKenna ne ha avviata una per conto di
tutti i proprietari delle azioni privilegiate serie J di Lehman Brothers
Holdings, sostenendo che il prospetto non conteneva informazioni rilevanti
sull'esposizione della banca ai toxic assets. Niente del genere è possibile in
Italia. Le associazioni dei risparmiatori si sono spaccate: Adusbef, Assorisp
Protection, Codacons e Federconsumatori si dicono pronte ad avviare cause
collettive, Aduc le critica ricordando che parlare di class action quando
ancora la procedura non esiste può solo generare forti attese dei risparmiatori
che rischiano di andare deluse. Cause individuali in Italia Se esistono le
condizioni di legge, è possibile intentare un'azione di nullità (nei casi in
cui manchi della documentazione di legge) o di risoluzione del contratto di
acquisto per grave inadempimento della banca (in caso di vittoria si ha la
restituzione dei titoli alla banca a fronte della restituzione da parte della
banca del capitale investito al netto delle cedole percepite oltre interessi
legali) o l'azione di responsabilità contrattuale (art. 1218 codice civile) per
il risarcimento del danno. Il termine di prescrizione di queste azioni è
decennale e inizia a decorrere dal giorno dell'investimento. C'è poi il comma 8
dell'articolo 3 del Dlgs 303/2006 (si vedano "Plus24" del 20
settembre e "Il Sole-24 Ore" del 27 settembre), ma pare poco
applicabile. Il conciliatore bancario In alternativa ai tribunali e solo per
valori inferiori ai 100mila euro i risparmiatori coinvolti nel crack Lehman
Brothers che ritengono di poter provare di essere stati danneggiati dalla
propria banca possono adire la risoluzione alternativa delle dispute prevista
dal nuovo Conciliatore bancario (si veda "Plus24" del 13 settembre).
La relativa delibera istitutiva del Comitato interministeriale credito e risparmio
è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Perché il nuovo conciliatore
divenga operativo servono ora le delibere organizzative della Banca d'Italia.
Nicola Borzi
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
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ATTUALITA data: 2008-10-04 - pag: 8 autore: INTERVISTA Pietro Adami Studio
legale Adami "Ci vogliono circa due anni ma non si anticipano spese" C hi ha comprato azioni Lehman Brothers può sperare nella
giustizia statunitense, aderendo alla class action che si sta strutturando in
queste settimane. "La possibilità di aderire a questa causa collettiva - spiega Pietro Adami,
avvocato specializzato in questo tipo di cause - è consentita a chi ha
acquistato titoli tra il 13 settembre 2006 e il 6 giugno scorso".
L'azione è aperta anche ai possessori di bond Lehman? Stiamo cercando di
espandere questa class action anche agli obbligazionisti ma se nessun
bondholder si fa avanti gli obbligazionisti rischiano di non essere tutelati
per mancanza di rappresentanti. Il principio che regola questa azione prevede
che ogni singola classe o sottoclasse di titoli o, all'interno della stessa
tipologia di titoli, ogni singola emissione debba avere almeno un
rappresentante che si costituisce in giudizio. Ma c'è qualcuno che vi ha
contattato? Perché non si presentano? Ci stiamo lavorando ma il problema è che
molti non sanno che possono avvalersi dello strumento della class action negli
Usa. Avete delle stime su gli istituti che hanno collocato maggiormente questi
titoli? In fase di causa questi dati emergeranno, ma oggi è troppo presto per
poter dare indicazioni. Che costi deve affrontare chi vuole aderire alla class
action? Nessun costo, perché tutte le spese verranno anticipate dallo studio
legale statunitense che gestisce il caso. Per il crack Lehman sono coinvolti
tre grandi studi che lavorano in collaborazione. All'eventuale esito positivo
della causa, però, gli avvocati chiederanno al tribunale di pagarli con una
percentuale dal 5 al 20/25% del valore recuperato. Conviene muoversi con una
class action o attraverso la propria banca? Se si riesce a ottenere, la conciliazione
con la propria banca è certamente più semplice ed è una strada da privilegiare.
Chi sceglie la strada della class action dev'essere consapevole che deve
portarla avanti fino alla fine. In termini di tempo ciò significa dai due ai
tre anni. Il coinvolgimento dovrà infatti tenere conto dell'interesse
dell'intera categoria rappresentata, non solo di quello del singolo individuo.
Cosa può fare chi ha comprato titoli fuori della finestra indicata? Questi
soggetti devono monitorare la procedura di liquidazione (il cosiddetto Capitolo
11), contattare il curatore, verificare i tempi delle emissioni e presentare le
domande di ammissione al passivo. Per la class action c'è una concreta
possibilità che la domanda di ammissione al passivo la faccia direttamente il
curatore dello causa, come è avvenuto in altri casi, ad esempio per il
fallimento di Worldcom. Lucilla Incorvati Chi ha un titolo in default può
aderire alla class action americana Pietro Adami, avvocato veronese
specializzato in class action negli Usa.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-10-2008)
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Senigallia ha
aderito e ieri sono stati affissi in città striscioni di disappunto verso la
riforma scolastica. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un tracollo
progressivo del mondo dell'istruzione, iniziato con la Moratti e le sue
stangate alla scuola pubblica in favore di quella privata e proseguito con
Fioroni e la reintroduzione del "rimando", che ha reso la scuola un
luogo sempre più elitario - tuona il Collettivo studentesco
Zenit -. La politica della Gelmini? La reintroduzione del voto in condotta, che
potrà scendere a 5, oltre a fare media potrà causare anche la bocciatura. La
norma, giustificata da fenomeni come quello del bullismo, serve solo a
controllarci e a limitare la nostra libertà d'azione e autodeterminazione all'interno
delle nostre scuole. E tante altre decisioni che non condividiamo. Il vero
obiettivo è ridurre drasticamente le spese per l'istruzione".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-10-2008)
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Sky Tv non può
imporre ai suoi abbonati l'utilizzo di un proprio decoder. Sulla base di questo
principio il giudice di pace di Napoli ha condannato l'azienda di Rupert
Murdoch per "inadempimento contrattuale e danni contrattuali e
personali" nei confronti di un cliente, il signor V.D.P., difeso dal
presidente dell'associazione Noiconsumatori, l'avvocato Angelo Pisani.
"Dal 2005 - ricorda Pisani - Sky Italia modifica il proprio accesso
condizionato, fornendo agli utenti un proprio decoder adatto per la ricezione
del nuovo segnale altrimenti irricevibile da tutti gli altri tipi di decoder.
Questo decoder Sky, di fatto, non è in grado di ricevere tutti i programmi
diffusi da altre emittenti in chiaro e ha, inoltre, ridotte capacità di
memorizzazione". Da qui la protesta del cliente, il quale, come sostiene
Pisani in una nota, "è in possesso di un ricevitore migliore che ha più canali
e ha maggiori funzioni". Inoltre il cliente di Pisani, secondo il legale,
"è convinto che l'azione di Sky ponga non solo un problema di
inadempimento contrattuale, ma anche un problema di concorrenza, poichè con
questa mossa Sky detiene in pratica il monopolio dei decoder". Il giudice
di pace ha condannato quindi Sky all'osservanza della normativa vigente e alla
normale fornitura del segnale per il telespettatore, più un risarcimento danni
quantificato in cinquecento euro. Nel corso dell'udienza l'avvocato Pisani ha
sottolineato che già nel
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 05-10-2008)
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LECCO: PRIMO PIANO
pag. 3 Il crac mutui si fa sentire anche qui Colombo: "Molti vengono da
noi" ? LECCO ? LA CRISI economica che sta imperversando in questi giorni negli
Stati Uniti purtroppo sta avendo riflessi negativi anche sul Lecchese. A
denunciarlo sono Adiconsum e Federconsumatori. "Stanno arrivando tante
persone al nostro sportello per chiedere informazioni a riguardo - spiega Marco
Colombo dell'Adiconsum Lecco -. Stiamo aspettando direttive a livello nazionale
per capire come muoverci con gli utenti. Vogliamo garantire un supporto
preparato e professionale". Per la maggioranza di coloro che si sono
rivolti ad Adiconsum c'è solo una generica preoccupazione motivata da quanto si
legge e sente. "Sono arrivate anche tre o quattro persone - aggiunge
Colombo - che sono rimaste coinvolte direttamente in investimenti su fondi
esteri". Cosa fare in questi casi? "IL NOSTRO CONSIGLIO è quello di
rivolgersi prima di tutto alla propria banca per capire in cosa si è investito.
Poi noi cercheremo di dare il massimo supporto". Con il passare dei giorni
l'ansia di perdere i propri risparmi si è fatta contegiosa e sempre più i
cittadini che chiedono sostegno. "Abbiamo già raccolto una decina di casi
coinvolti in investimenti critici - commenta Sergio Fenaroli della
Federconsumatori di Lecco -. Abbiamo diramato un comunicato per avvisare tutti
i cittadini e per metterli in guardia. Siamo preparati per offrire un appoggio
e stiamo inviando lettere di messa in mora a banche e assicurazioni che hanno
promesso questi investimenti". L'AZIONE per tentare di difendere
l'interesse di tutti quei risparmiatori "traditi" è del tutto simili
a quanto avvenuto in precedenza con i casi dei bond Argentina, di Parmalat e
Cirio. "Ci affianchiamo ai risparmiatori traditi perché questo è un
fenomeno più grande di quello che in realtà si crede - racconta ancora Fenaroli
- Ogni risparmiatore deve verificare se i propri investimenti sono in qualche
modo riconducibili al crac americano. Possono comunque rivolgersi a noi per
qualsiasi aiuto. Valuteremo anche se ci sono dei comportamenti illegali da
parte delle banche ed eventualmente faremo intervenire la magistratura".
Nel frattempo c'è anche chi guarda con amarezza alle class action, uno
strumento giuridicio che in Italia non è ancora stato introdotto. Le class action sono azioni collettive risarcitorie a tutela dei
consumatori. Si tratta di uno strumento giuridico molto utilizzato nel mondo
anglosassone, che negli Stati Uniti ha portato ad esempio alcune multinazionali
del tabacco a risarcimenti record.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)
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Pagina pag. 25 Class
action? Non sempre l'unione fa la forza ARRIVERA' IN ITALIA NEL 2009. DUBBI
SULL'OPPORTUNITA' LE ASSOCIAZIONI dei consumatori si preparano per
l'appuntamento del 2009. Da qualche settimana, diverse sigle che difendono i
diritti dei risparmiatori truffati stanno raccogliendo le adesioni alla class
asction, l'azione giudiziaria collettiva, la cui entrata in vigore è prevista per i primi mesi del
prossimo anno. E' una procedura importata dagli Stati Uniti che consentirà alle
vittime di una truffa (o di qualche crack finanziario come quello della Lehman
Brothers) di unire le forze in tribunale, facendosi difendere da un unico
rappresentante legale La class action, almeno secondo chi l'ha proposta,
dovrebbe dare maggiore forza ai risparmiatori truffati e snellire le procedure
giudiziarie che, fino a oggi, per gli scandali finanziari del passato, sono
finite sui banchi di diversi tribunali in tutta Italia. Ma qualcuno non
nasconde il proprio scetticismo. E' il caso di Wolfango Ruosi, titolare dello
studio legale Wmr e avvocato di Assorisp, una delle sigle che difendono le
vittime dei crack finanziari. Secondo Ruosi, il governo Berlusconi potrebbe
mettere il bastone tra le ruote a questa nuova procedura giudiziaria, che in
passato è stata criticata da più parti (Confindustria in prima fila). SECONDO
L'AVVOCATO di Assorisp, inoltre, per il crack di Lehman Bros l'azione
giudiziaria collettiva rischia di impedire ai
tribunali una valutazione approfondita, caso per caso, della situazione di ogni
risparmiatore: "I bond e le polizze index linked ? dice il legale ? sono
prodotti finanziari abbastanza complessi e non è facile ricostruire il modo in
cui sono stati venduti". Solo esaminando ogni denuncia, dunque, i
tribunali potranno accertare in maniera compiuta l'eventuale malafede di chi ha
persuaso all'acquisto risparmiatori che magari precedentemente avevano
investito solo in titoli sicuri. QUALUNQUE SIA la strategia giudiziaria, una
cosa è certa: per ottenere una sentenza favorevole e riavere indietro i soldi
versati, i risparmiatori vittime del crack dovranno attendere almeno due o tre
anni, come è avvenuto per gli scandali finanziari del passato. E' possibile
però che alcune banche scelgano la via della conciliazione extragiudiziale con
i propri clienti e propongano un risarcimento, almeno parziale, del capitale
investito. In tal caso, l'attesa potrebbe ridursi a 12-24 mesi. Andrea Telara.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-10-2008)
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Prov Sulcis Pagina
2043 Carbonia Per l'avvio di un'inchiesta Bollette Abbanoa, in 150 firmano
esposto alla Procura Carbonia. Per l'avvio di un'inchiesta --> La guerra
contro Abbanoa per le bollette pazze approda alla Procura della Repubblica.
Sarà la magistratura a stabilire se nella fatturazione dei consumi dell'acqua
del 2005 e del 2006 siano stati commessi dei reati. L'azione legale è
formalmente scattata giovedì scorso: class="hilite">dopo
la raccolta di deleghe per quella che sarebbe potuta essere una "class="term">class class="term">action" se la legge riconoscesse
le azioni legali di massa, oltre 150 famiglie hanno conferito mandato a un
avvocato di Carbonia (Gianfranco Trullu) affinché inoltri un esposto in Procura
per fare chiarezza sui sistemi di fatturazione adottati da Abbanoa. Tutto è
nato quando, nei mesi scorsi, centinaia di utenti hanno ricevuto bollette da
capogiro, con importi ritenuti irreali rispetto ai consumi abituali. Dopo le
proteste, la nascita di comitati spontanei e la presa di posizione del
Consiglio comunale, le famiglie hanno affermato la volontà di far chiarezza
anche attraverso le vie legali. A farsi promotori di questa "class="term">class class="term">action" ante litteram sono
stati i consiglieri di Progetto per Carbonia e Forza Italia Mario Porcu e
Sandro Masciarelli. Cosa, in sostanza, non quadra? Due questioni. Prima, il
fatto che Abbanoa indichi come lettura finale dei contattori la data del 31
dicembre dell'anno di riferimento. "È irreale ed offensivo
dell'intelligenza degli utenti, a parte rarissimi casi di letture centralizzate
- precisa Sandro Masciarelli - francamente nessuno ha mai visto un letturista
Abbanoa rilevare i consumi la notte di Capodanno". Ogni ritardo nella
lettura effettiva si trasforma, quindi, in un salasso per gli utenti perché
scattano le tariffe degli scaglioni di pagamento più elevati: si arriva sino a
due euro a metro cubo. L'acqua pagata come champagne. Seconda questione: perché
applicare "retroattivamente al 2006 e al
( da "Nazione, La (Pisa)" del 06-10-2008)
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SPORT PROVINCIA PISA
pag. 39 Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva ?S.CROCE SULL'ARNO? VITTORIA
netta e mai in discussione per una Codyeco Lupi a tratti perfetta
nell'applicazione dei fondamentali e continua per intensità agonistica e
spirito di gruppo. Per la Nef Castelfidardo tanta generosità ? e qualche
miglioramento nella disposizione tattica nel secondo e nel terzo set ?
ma ancora molti problemi di qualità e di esperienza ad alti livelli. Cronaca.
Dopo un inizio equilibrato, il primo allungo dei santacrocesi lo provoca
Mattioli con due ace consecutivi che danno ai locali il 5-3; Falaschi ? il
migliore dei biancorossi, "morbido" e fantasioso come sempre ? lo
chiama sovente in causa dalla "4", con percentuali straordinarie, e
quando si tratta di murare sugli attacchi (troppo prevedibili) dell'ex D'Angelo
e di Moretti, ci vanno sempre in due o anche in tre, guidati da Subiela, come
nel caso del 7-4 e dell'8-4. Anche Mattioli mura da par suo (si vedano le
azioni del 13 e 14-6), mentre dei punti arrivano anche dalla cattiva ricezione
dei marchigiani (molto in difficoltà il libero Romini), fra i quali
l'evanescente Komel è a tratti sostituito da Belcecchi. Un errore in battuta di
Formantini dà alla Codyeco il 25-
( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)
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Profondo rosso
Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui
subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli
interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco
tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Difficile non
intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto,
ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo Tremonti
ha detto che la finanza globale è la peste del XXI secolo e in effetti quanto
sta accadendo in questi giorni conferma che la speranza che la crisi
finanziaria iniziata con i subprime (ma in realtà iniziata prima, almeno con le
truffe come Enron, Bond Argentini, Parmalat, ecc.) potesse risolversi
rapidamente si sta rivelando fallace e infatti continuano gli sconquassi finanziari,
i clamorosi fallimenti delle banche d'affari, cresce la preoccupazione dei
risparmiatori. Le iniziative per cercare di tamponarne gli effetti sono sempre
più costose. L'iniziativa del Governo USA è lievitata ormai a 850 miliardi di
dollari - se basteranno - e ora la Germania prepara una rete di protezione di
500 miliardi di euro che, tenuto conto del cambio, è paragonabile
all'intervento americano. Facendo un primo conto approssimativo la crisi
finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di
dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le
conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il
doppio del PIL dell'Italia. Senza contare le flessioni delle borse nel mondo,
migliaia di miliardi di dollari bruciati. Oggi (ma solo oggi) pochi negano che
la crisi sia stata causata dalla dimensione smisurata della finanziarizzazione
dell'economia che per almeno il 90% nulla ha a che fare con un qualunque
processo reale nella produzione, nei servizi, nell'uso dell'intelligenza, ecc.
Va aggiunto che alla constatazione del disastro non si accompagna un'analoga
autocritica. Tanto è vero che l'intervento pubblico per fermare la crisi
finanziaria ed economica è visto, in America come in Italia, come temporaneo
per poi riconsegnare tutto al cosiddetto mercato. In altre parole per alcuni,
l'intervento pubblico va bene per affrontare la crisi, ed è ovviamente a carico
della collettività, appena però la malattia sarà passata tutto tornerà al
privato. Le dichiarazioni dei guru americani e della Marcegaglia sono pressoché
identiche. Le resistenze al mega soccorso proposto da Bush si spiegano anche
con questi atteggiamenti: quando le cose vanno male il problema è di tutti,
quando vanno bene i profitti sono rigorosamente privati. Da anni le analisi di
Marx non erano così attuali. Difficile non intervenire per tentare di limitare
i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere
all'intervento pubblico di sparire subito dopo. Il punto che si pone oggi è un
nuovo rapporto tra intervento pubblico e mercato, perché la crisi dimostra che
il laissez faire è semplicemente incapace di garantire la collettività. Dopo
decenni di liberismo dominante, oggi questa dottrina e questa pratica sono in
crisi e si delinea un nuovo tipo di capitalismo di stato. Del resto cosa sono i
Fondi Sovrani, oggi così importanti, se non fondi di proprietà di uno Stato ?
Dopo la crisi del 1929 furono adottati provvedimenti che non si limitavano a
tamponare le falle prodotte dai comportamenti improvvidi che avevano portato a
quella drammatica crisi prima finanziaria e poi economica, ma intervenivano
anche sul funzionamento del sistema che li consentiva e per alleggerire la
pressione della crisi sulle classi subalterne. Ad esempio, il sistema bancario
dopo il 1929 era stato ridisegnato in modo da evitare almeno il ripetersi delle
modalità che avevano favorito quella crisi finanziaria, prima negli USA e poi
nel mondo, Italia compresa, affrontando anzitutto la commistione tra imprese e
banche. Infatti prima non c'era una netta distinzione di compiti e di
responsabilità. Di nuovo in tempi più recenti si è riproposto il problema. Dopo
le crisi dei bond argentini, della Cirio, della Parmalat la commissione di
indagine parlamentare italiana aveva indicato l'esigenza di adottare radicali
misure di netta separazione tra banca e impresa, per distinguere nettamente tra
prodotti finanziari e loro distribuzione ai clienti, ai privati. C'erano tesi
diverse, tra chi proponeva misure più radicali come la netta distinzione
societaria tra produttore e distributore di prodotti finanziari e chi riteneva
sufficiente una separazione organizzativa nella struttura bancaria o
finanziaria (le cosiddette muraglie cinesi) ma in ogni caso la tendenza era
verso la creazione di un tendenziale conflitto di interessi in modo da
proteggere meglio i risparmiatori. Non a caso nella crisi Parmalat gli Istituti
di credito hanno dovuto pagare indennizzi pesanti per avere rifilato prodotti
finanziari già considerati invendibili agli ignari risparmiatori. Ora invece il
CICR (comitato presieduto da Tremonti e presente il Governatore della Banca
d'Italia) ha deciso di consentire alle banche di acquistare una quota più
rilevante delle imprese partecipate, misurando la partecipazione al proprio
patrimonio e non più a quello dell'impresa. Questo significa che le banche
possono essere coinvolte nei destini delle aziende in termini molto maggiori di
quanto fino ad ora previsto. A questo va aggiunto che è in fase di avanzata
approvazione, con l'appoggio della Banca d'Italia, anche una maggiore presenza
delle imprese nel capitale delle banche. In sostanza le
imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche
con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di
finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza
è presente oggi negli statuti ma poco di più. Come disse un autorevole
imprenditore: compro azioni per fare un investimento ma mi impegno a non pesare
nella vita della banca, ma tutto era affidato al suo buon cuore. In piena crisi
finanziaria in Italia continua ad essere depenalizzato il falso in bilancio e
sta entrando in vigore una legislazione benevola verso chi fallisce. Insomma si
ricreano gli antichi pericoli che contribuirono alla crisi del 1929, e non solo
a quella. Purtroppo anche dal versante europeo vengono segnali contraddittori.
Da un lato con Basilea 2 vengono precisati i criteri della capitalizzazione,
vista come la garanzia che non vi siano sorprese negative. Dall'altro con le
normative che ridisegnano il rapporto tra banca e impresa vengono allentati
vincoli e garanzie che contraddicono la precedente indicazione. Va ricordato
poi che dal 1992 è stata superata la distinzione tra le attività bancarie e
quelle di investimento consentendo il ritorno alla banca generale che può fare
tutto. La crisi finanziaria in corso impone di rivedere questi ed altri
processi. Purtroppo mentre le parole di Tremonti sembrano andare verso maggiori
controlli sul mercato finanziario, in pratica il Governo si muove nella
direzione opposta, contraddicendo le affermazioni fin qui fatte. Anche Banca
d'Italia parla da poco di maggiori controlli mentre per troppo tempo ha
affermato che anziché regole più severe era preferibile avere un controllo
dell'opinione pubblica sui comportamenti. Dopo la crisi del 1929 e la seconda
guerra mondiale si arrivò a delineare nel mondo un sistema di relazioni
finanziarie ed economiche che ha retto per alcuni decenni ma che è poi stato abbandonato
e oggi è diventato manifestamente inadeguato dopo la massiccia iniezione di
liberalizzazioni. La prima rottura avvenne quando gli USA, che erano stati
protagonisti del nuovo ordine mondiale, decisero di abbandonare la
convertibilità del dollaro che era la moneta fondamentale, affossando di fatto
il sistema senza delinearne un altro altrettanto solido. Il serpente monetario
prima e l'Euro dopo sono stati una parziale risposta dell'Europa al caotico
mercato finanziario dopo la fine degli accordi di Bretton Wood. Per il resto si
è andati avanti per spinte contraddittorie. Anche il G8 sui movimenti
finanziari è stata di fatto una sede del tutto inutile, nella quale sono stati
fatti al massimo appelli a comportarsi bene. Ora si pone il problema di non
insistere, o almeno non solo, con l'immissione di capitali a buon mercato e a
spese dei cittadini per sostenere il mercato finanziario così com'è. Né basterà
mettere a carico della finanza pubblica i costi dei guasti creati dalla finanza
privatissima. Certo di fronte ad una crisi occorre intervenire ma i soldi
dovrebbero essere impiegati per garantire la collettività non per sovvenzionare
gli speculatori. Le immissioni di liquidità fini a sé stesse sono solo un modo
per trasferire i costi della crisi sulle spalle della collettività e non
impediscono il ricrearsi della stessa situazione in futuro. Occorre ricostruire
un rapporto credibile tra l'attività finanziaria e le attività produttive, dei
servizi, del lavoro intellettuale, interrompendo la deriva della creazione di
ricchezza fittizia attraverso movimenti finanziari destituiti di ogni
fondamento reale. Ci sono prodotti finanziari che semplicemente vanno vietati o
almeno fortemente limitati. Non si possono consentire derivati come i futures
che ormai fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime, del
petrolio perchè di fatto inducono un'aspettativa di prezzo del tutto
speculativa che finisce con il determinarne il prezzo reale. Questi ed altri
prodotti finanziari, come i fondi spazzatura, non hanno alcuna ragione di
esistere. Quindi ci sono prodotti finanziari che vanno semplicemente esclusi.
E' la conferma che occorrono nuove regole sui mercati finanziari in Europa e
nel mondo. Chi può fare questo? Fino ad oggi ha prevalso la tesi che non
possiamo adottare provvedimenti finchè non li adottano anche altri. A parte il
fatto che oggi chi potesse dare garanzie di trasparenza potrebbe lucrare su un
delta positivo perché è del tutto chiaro che la fiducia è crollata e chi per
primo dimostrerà di essere affidabile potrà attirare investitori dal resto del
mondo. Si pone il problema di una sede mondiale credibile, c'è chi ha parlato
di ONU dell'economia. E' vero che l'azione per sminuire il ruolo dell'ONU non
aiuta certo oggi ad avanzare ipotesi di questo tipo, eppure non ci sono
alternative: o il caos provocato da crisi ricorrenti, puntualmente messe a
carico dei cittadini del mondo, oppure un nuovo quadro di regole e di strumenti
comprendente la riforma di quelli esistenti in un quadro coerente. Anche
l'Europa deve cambiare in profondità. Emergono tutti insieme problemi come lo
squilibrio tra sede politica di governo dell'economia europea (assente) e BCE,
ruolo monetarista e conservatore della BCE, regole di Maastricht ormai fuori
dal tempo. L'Europa porrebbe svolgere un ruolo positivo per sé e per il mondo
nell'individuare sedi e modalità di funzionamento dei mercati finanziari a
condizione di individuare una sede di politica economica e di abbandonare il
talmud monetarista che fino ad oggi l'ha guidata. La cosa che lascia interdetti
è che la sinistra non ha una reazione all'altezza della sfida. Eppure molte
cose le danno ragione, ma sembra quasi che questa conferma sia arrivata troppo
tardi. Chi ricorda oggi che la Tobin tax aveva l'obiettivo di controllare i
processi finanziari speculativi? Sarebbe veramente curioso che chi ha provocato
o permesso la crisi finanziaria, mettendo a rischio i soldi di tutti, oggi
fosse anche il protagonista delle soluzioni. Forse sarebbe il caso di
svegliarsi.
( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)
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Alfiero Grandi, 06
ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata
almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare
di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse
dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Difficile non intervenire per tentare
di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere
all'intervento pubblico di sparire subito dopo Tremonti ha detto che la finanza
globale è la peste del XXI secolo e in effetti quanto sta accadendo in questi
giorni conferma che la speranza che la crisi finanziaria iniziata con i
subprime (ma in realtà iniziata prima, almeno con le truffe come Enron, Bond
Argentini, Parmalat, ecc.) potesse risolversi rapidamente si sta rivelando
fallace e infatti continuano gli sconquassi finanziari, i clamorosi fallimenti
delle banche d'affari, cresce la preoccupazione dei risparmiatori. Le
iniziative per cercare di tamponarne gli effetti sono sempre più costose.
L'iniziativa del Governo USA è lievitata ormai a 850 miliardi di dollari - se
basteranno - e ora la Germania prepara una rete di protezione di 500 miliardi
di euro che, tenuto conto del cambio, è paragonabile all'intervento americano.
Facendo un primo conto approssimativo la crisi finanziaria innescata dai mutui
subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli
interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco
tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Senza contare
le flessioni delle borse nel mondo, migliaia di miliardi di dollari bruciati.
Oggi (ma solo oggi) pochi negano che la crisi sia stata causata dalla
dimensione smisurata della finanziarizzazione dell'economia che per almeno il
90% nulla ha a che fare con un qualunque processo reale nella produzione, nei
servizi, nell'uso dell'intelligenza, ecc. Va aggiunto che alla constatazione
del disastro non si accompagna un'analoga autocritica. Tanto è vero che
l'intervento pubblico per fermare la crisi finanziaria ed economica è visto, in
America come in Italia, come temporaneo per poi riconsegnare tutto al
cosiddetto mercato. In altre parole per alcuni, l'intervento pubblico va bene
per affrontare la crisi, ed è ovviamente a carico della collettività, appena
però la malattia sarà passata tutto tornerà al privato. Le dichiarazioni dei
guru americani e della Marcegaglia sono pressoché identiche. Le resistenze al
mega soccorso proposto da Bush si spiegano anche con questi atteggiamenti:
quando le cose vanno male il problema è di tutti, quando vanno bene i profitti
sono rigorosamente privati. Da anni le analisi di Marx non erano così attuali.
Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami
finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire
subito dopo. Il punto che si pone oggi è un nuovo rapporto tra intervento
pubblico e mercato, perché la crisi dimostra che il laissez faire è
semplicemente incapace di garantire la collettività. Dopo decenni di liberismo
dominante, oggi questa dottrina e questa pratica sono in crisi e si delinea un
nuovo tipo di capitalismo di stato. Del resto cosa sono i Fondi Sovrani, oggi
così importanti, se non fondi di proprietà di uno Stato ? Dopo la crisi del
1929 furono adottati provvedimenti che non si limitavano a tamponare le falle
prodotte dai comportamenti improvvidi che avevano portato a quella drammatica
crisi prima finanziaria e poi economica, ma intervenivano anche sul
funzionamento del sistema che li consentiva e per alleggerire la pressione
della crisi sulle classi subalterne. Ad esempio, il sistema bancario dopo il
1929 era stato ridisegnato in modo da evitare almeno il ripetersi delle
modalità che avevano favorito quella crisi finanziaria, prima negli USA e poi
nel mondo, Italia compresa, affrontando anzitutto la commistione tra imprese e
banche. Infatti prima non c'era una netta distinzione di compiti e di
responsabilità. Di nuovo in tempi più recenti si è riproposto il problema. Dopo
le crisi dei bond argentini, della Cirio, della Parmalat la commissione di
indagine parlamentare italiana aveva indicato l'esigenza di adottare radicali
misure di netta separazione tra banca e impresa, per distinguere nettamente tra
prodotti finanziari e loro distribuzione ai clienti, ai privati. C'erano tesi
diverse, tra chi proponeva misure più radicali come la netta distinzione
societaria tra produttore e distributore di prodotti finanziari e chi riteneva
sufficiente una separazione organizzativa nella struttura bancaria o
finanziaria (le cosiddette muraglie cinesi) ma in ogni caso la tendenza era
verso la creazione di un tendenziale conflitto di interessi in modo da
proteggere meglio i risparmiatori. Non a caso nella crisi Parmalat gli Istituti
di credito hanno dovuto pagare indennizzi pesanti per avere rifilato prodotti
finanziari già considerati invendibili agli ignari risparmiatori. Ora invece il
CICR (comitato presieduto da Tremonti e presente il Governatore della Banca
d'Italia) ha deciso di consentire alle banche di acquistare una quota più
rilevante delle imprese partecipate, misurando la partecipazione al proprio
patrimonio e non più a quello dell'impresa. Questo significa che le banche
possono essere coinvolte nei destini delle aziende in termini molto maggiori di
quanto fino ad ora previsto. A questo va aggiunto che è in fase di avanzata
approvazione, con l'appoggio della Banca d'Italia, anche una maggiore presenza
delle imprese nel capitale delle banche. In sostanza le
imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche
con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di
finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza
è presente oggi negli statuti ma poco di più. Come disse un autorevole
imprenditore: compro azioni per fare un investimento ma mi impegno a non pesare
nella vita della banca, ma tutto era affidato al suo buon cuore. In piena crisi
finanziaria in Italia continua ad essere depenalizzato il falso in bilancio e
sta entrando in vigore una legislazione benevola verso chi fallisce. Insomma si
ricreano gli antichi pericoli che contribuirono alla crisi del 1929, e non solo
a quella. Purtroppo anche dal versante europeo vengono segnali contraddittori.
Da un lato con Basilea 2 vengono precisati i criteri della capitalizzazione,
vista come la garanzia che non vi siano sorprese negative. Dall'altro con le
normative che ridisegnano il rapporto tra banca e impresa vengono allentati
vincoli e garanzie che contraddicono la precedente indicazione. Va ricordato
poi che dal 1992 è stata superata la distinzione tra le attività bancarie e
quelle di investimento consentendo il ritorno alla banca generale che può fare
tutto. La crisi finanziaria in corso impone di rivedere questi ed altri
processi. Purtroppo mentre le parole di Tremonti sembrano andare verso maggiori
controlli sul mercato finanziario, in pratica il Governo si muove nella
direzione opposta, contraddicendo le affermazioni fin qui fatte. Anche Banca
d'Italia parla da poco di maggiori controlli mentre per troppo tempo ha
affermato che anziché regole più severe era preferibile avere un controllo
dell'opinione pubblica sui comportamenti. Dopo la crisi del 1929 e la seconda
guerra mondiale si arrivò a delineare nel mondo un sistema di relazioni
finanziarie ed economiche che ha retto per alcuni decenni ma che è poi stato
abbandonato e oggi è diventato manifestamente inadeguato dopo la massiccia
iniezione di liberalizzazioni. La prima rottura avvenne quando gli USA, che
erano stati protagonisti del nuovo ordine mondiale, decisero di abbandonare la
convertibilità del dollaro che era la moneta fondamentale, affossando di fatto
il sistema senza delinearne un altro altrettanto solido. Il serpente monetario
prima e l'Euro dopo sono stati una parziale risposta dell'Europa al caotico
mercato finanziario dopo la fine degli accordi di Bretton Wood. Per il resto si
è andati avanti per spinte contraddittorie. Anche il G8 sui movimenti
finanziari è stata di fatto una sede del tutto inutile, nella quale sono stati
fatti al massimo appelli a comportarsi bene. Ora si pone il problema di non
insistere, o almeno non solo, con l'immissione di capitali a buon mercato e a
spese dei cittadini per sostenere il mercato finanziario così com'è. Né basterà
mettere a carico della finanza pubblica i costi dei guasti creati dalla finanza
privatissima. Certo di fronte ad una crisi occorre intervenire ma i soldi
dovrebbero essere impiegati per garantire la collettività non per sovvenzionare
gli speculatori. Le immissioni di liquidità fini a sé stesse sono solo un modo
per trasferire i costi della crisi sulle spalle della collettività e non
impediscono il ricrearsi della stessa situazione in futuro. Occorre ricostruire
un rapporto credibile tra l'attività finanziaria e le attività produttive, dei
servizi, del lavoro intellettuale, interrompendo la deriva della creazione di
ricchezza fittizia attraverso movimenti finanziari destituiti di ogni
fondamento reale. Ci sono prodotti finanziari che semplicemente vanno vietati o
almeno fortemente limitati. Non si possono consentire derivati come i futures
che ormai fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime, del
petrolio perchè di fatto inducono un'aspettativa di prezzo del tutto
speculativa che finisce con il determinarne il prezzo reale. Questi ed altri
prodotti finanziari, come i fondi spazzatura, non hanno alcuna ragione di
esistere. Quindi ci sono prodotti finanziari che vanno semplicemente esclusi.
E' la conferma che occorrono nuove regole sui mercati finanziari in Europa e
nel mondo. Chi può fare questo? Fino ad oggi ha prevalso la tesi che non possiamo
adottare provvedimenti finchè non li adottano anche altri. A parte il fatto che
oggi chi potesse dare garanzie di trasparenza potrebbe lucrare su un delta
positivo perché è del tutto chiaro che la fiducia è crollata e chi per primo
dimostrerà di essere affidabile potrà attirare investitori dal resto del mondo.
Si pone il problema di una sede mondiale credibile, c'è chi ha parlato di ONU
dell'economia. E' vero che l'azione per sminuire il ruolo dell'ONU non aiuta
certo oggi ad avanzare ipotesi di questo tipo, eppure non ci sono alternative:
o il caos provocato da crisi ricorrenti, puntualmente messe a carico dei
cittadini del mondo, oppure un nuovo quadro di regole e di strumenti
comprendente la riforma di quelli esistenti in un quadro coerente. Anche l'Europa
deve cambiare in profondità. Emergono tutti insieme problemi come lo squilibrio
tra sede politica di governo dell'economia europea (assente) e BCE, ruolo
monetarista e conservatore della BCE, regole di Maastricht ormai fuori dal
tempo. L'Europa porrebbe svolgere un ruolo positivo per sé e per il mondo
nell'individuare sedi e modalità di funzionamento dei mercati finanziari a
condizione di individuare una sede di politica economica e di abbandonare il
talmud monetarista che fino ad oggi l'ha guidata. La cosa che lascia interdetti
è che la sinistra non ha una reazione all'altezza della sfida. Eppure molte
cose le danno ragione, ma sembra quasi che questa conferma sia arrivata troppo
tardi. Chi ricorda oggi che la Tobin tax aveva l'obiettivo di controllare i
processi finanziari speculativi? Sarebbe veramente curioso che chi ha provocato
o permesso la crisi finanziaria, mettendo a rischio i soldi di tutti, oggi
fosse anche il protagonista delle soluzioni. Forse sarebbe il caso di
svegliarsi.
( da "HelpConsumatori" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action
News RISPARMIO.
Landi: "Le banche si facciano carico di eventuali danni ai
risparmiatori" 06/10/2008 - 17:36 "I fondi di garanzia possono
tamponare l'effetto domino, ma per uscire dalla crisi ed evitare che si ripeta
occorrono regole nuove affinché la finanza ritorni ad essere funzionale allo
sviluppo". Lo ha dichiarato il Presidente di Adiconsum
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Udine Gonars, non ci
fu abuso d'ufficio archiviata la causa contro il sindaco GONARS. E' stato
archiviato il procedimento legale che vedeva coinvolto il sindaco di Gonars,
Ivan Cignola. Il tutto era iniziato nel febbraio dello scorso anno quando il
sindaco, nell'ambito della vicenda che doveva portare alla realizzazione di un
parcheggio a Ontagnano, aveva disposto dei controlli ed effettuato sopralluoghi
in un'autofficina che si trovava sull'area. I gestori dell'attività avevano
ritenuto che il sindaco fosse andato al di là dei propri compiti istituzionali
e avevano pertanto presentato querela per reati che andavano dall'abuso di
ufficio alla minaccia. Riferisce il sindaco Cignola che il 12 giugno 2008 il Pm
ha proposto l'istanza di archiviazione, contro la quale i gestori dell'officina
hanno presentato ricorso che è stato quindi preso in esame dal Giudice per le
indagini preliminari. Il 23 settembre è stato emesso il decreto di archiviazione
a firma del giudice Paolo Alessio Vernì. "Sono soddisfatto - commenta il
primo cittadino - per l'operato della Giustizia che ha
riconosciuto la correttezza dell'azione dell'amministrazione comunale. Il
decreto di archiviazione spiega chiaramente come la condotta del sottoscritto
fosse finalizzata alla realizzazione in tempi utili di opere e interventi in
favore della collettività e che le azioni e i controlli disposti rientravano
nei compiti di un sindaco. Personalmente, sto valutando con i legali
eventuali azioni di rivalsa. Prendo inoltre atto che questa vicenda è stata
sfruttata politicamente da parte dei gruppi di opposizione che mai hanno
manifestato solidarietà al sindaco e all'amministrazione". Le opere del
parcheggio, secondo quanto riferito da Cignola, sono in avanzato stato di
attuazione e saranno presto consegnate alla comunità.(m.d.m.).
( da "Adige, L'" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Tre comitati
paritetici per monitorare il fenomeno mobbing all'interno dell'Azienda
sanitaria. La costituzione di questi gruppi è prevista dal contratto
collettivo provinciale di lavoro recentemente approvati per l'area della
dirigenza medica e veterinaria, per l'area non dirigenziale e per la dirigenza
sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. Tra gli obiettivi del
comitato c'è la raccolta di dati sul fenomeno e anche sulla gravità;
l'individuazione delle possibile cause del fenomeno; la formulazione di
proposte di azione positive per prevenire e reprimere situazioni di criticità e
infine formulare proposte concrete per la definizione del codice di condotta.
Quest'ultimo è stato approvato in molte Aziende sanitarie italiane ed è il
frutto di un allargamento del concetto di salute, definito come uno stato di
benessere psico-fisico. Da ciò consegue l'attenzione sempre maggiore alla qualità
della vita negli ambienti di lavoro, che consenta ad ogni persona una
sufficiente realizzazione delle proprie potenzialità e aspirazioni. Del
comitato fanno parte un componente designato da ciascuna delle organizzazioni
sindacali firmatarie del contratto collettivo provinciale stesso e da un pari
numero di rappresentanti dell'Azienda oltre a un rappresentante del comitato
per le pari opportunità. Per questo i gruppi sono numerosi. Ecco di seguito i
componenti effettivi. Area della dirigenza medica e veterinaria: Mauro
Camerani, Sandro Guella, Claudio Paternoster, Silvano Piccone. (designazioni
organizzazioni sindacali), Fabio Cembrani, Fernando Ianeselli, Antonio
Cristofolini (designazioni aziendali), Paola Maccani (pari opportunità). Area
personale non dirigenziale: Gianna Colle, Giuseppina Spagolla, Maurizio
Vellucci, Paolo Panebianco, Luca Chini (designazioni organizzazioni sindacali),
Paola Zambiasi, Cristiano Aloisi, Sara Turato, Valeria Leone (designazioni
aziendali), Paola Maccani (pari opportunità). Area della dirigenza sanitaria,
professionale, tecnica e amministrativa : Michele Caliari, Luciano Bocchi,
Lucia Gatti, Franco Moltrer, Cristina Pellegrini, Maria Vittoria Danovaro,
Fiorenza Svaizer, Armando Toniolatti, Rosa Magnoni, Ernesto Rosati, Vanda Bombardelli,
Riccardo Roni e Iole Caola. 07/10/2008.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
CRONACHE pag. 20
Polo scientifico di Sesto Torna l'"okkupazione" Sette giorni di
protesta di studenti e ricercatori ? FIRENZE ? SI FA SEMPRE più rovente la
protesta universitaria. Da ieri, via alla prima occupazione. Per una settimana,
il Polo scientifico di Sesto Fiorentino sarà "autogestito" notte e
giorno. La decisione ? scattata al termine di un'assemblea studentesca durante
la quale sono intervenuti anche professori e ricercatori - è
partita dal Collettivo di Scienze. "Vista la grave situazione
dell'Università, abbiamo optato per un'azione forte", dice Catia del
Collettivo. "Il Polo di Sesto diventerà punto di riferimento di tutto
l'ateneo ? promette la studentessa -. Abbiamo creato tre gruppi di lavoro, per
sensibilizzare gli studenti e la società". Si annunciano
"iniziative all'aperto, per far capire a tutti che è in ballo il futuro
dell'Università pubblica". Da ieri sono sospese le lezioni a
Biotecnologie, Chimica e Fisica. Ma la 'didattica alternativa' procede in tutta
la facoltà di Scienze, oltre che ad Architettura e Farmacia. Proprio in
quest'ultima facoltà ieri è stato distribuito agli studenti un documento in cui
si mettono a fuoco i motivi della protesta, tra tagli e blocco del turnover. SI
MOLTIPLICANO le assemblee. Ieri ne è stata organizzata una dagli studenti al
dipartimento di Matematica, mentre oggi si terrà una riunione indetta dai
ricercatori di Farmacia. Ma non basta. Stamattina ad Agraria andrà in scena
l'assemblea generale d'ateneo organizzata dagli Studenti di Sinistra. "Decideremo
le forme di mobilitazione che coinvolgeranno anche la città", preannuncia
Francesco Epifani, che invoca "una presa di posizione da parte del
rettore". E venerdì, primo corteo studentesco a firma degli Studenti di
Sinistra e degli Studenti medi. "Una mobilitazione in vista delle
manifestazioni regionali e nazionali", nota Epifani, che "per il
prossimo anno" prevede "un 'buco' di 53 milioni di euro nelle casse
del nostro ateneo". Stamani si mobilita anche il mondo della scuola. Dalle
12.30 alle 14.30, davanti alla Prefettura sit-in unitario contro la scelta del
governo di mettere la fiducia sulla conversione in legge del decreto Gelmini.
Polemica l'opposizione. "Non paghiamo le tasse per assistere a comizi
elettorali", tuona Forza Italia Giovani. Mentre il consigliere Giovanni
Donzelli (An-Pdl) parla di "proteste preventive per tutelare la casta. Se
la scuola stava rischiando di trasformarsi in un ammortizzatore sociale,
l'Università rappresenta da tempo la palude della meritocrazia", accusa
Donzelli. Elettra Gullè.
( da "Repubblica, La" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina V - Firenze
Contro i tagli, a sostegno dei ricercatori Si muovono gli studenti occupato il
Polo di Sesto Prosegue nelle facoltà la mobilitazione contro la legge 133 e i
tagli a università e ricerca. A scendere in campo sono stati ieri gli studenti
del Polo scientifico di Sesto che, in un'assemblea
straordinaria indetta dai collettivi, hanno deciso di occupare le aule in
appoggio alla protesta dei ricercatori. L'obiettivo è quello di elaborare
iniziative congiunte di studenti, ricercatori e docenti per promuovere un
dibattito nella società civile mirato all'abolizione della legge. Sul
piede di guerra anche Lettere a Pisa, che si aggiunge ad altre quattro facoltà
nel dichiarare lo stato di agitazione in vista dell'assemblea di ateneo
prevista domani alle 15 al Polo Carmignani. Una posizione contestata da An, con
il presidente di Azione universitaria Giovanni
Donzelli che dichiara: "Il ministro Gelmini che ha portato una ventata di
efficienza e trasparenza nella scuola, terrorizza la casta accademica".
Quanto a Siena, i deputati del Pd Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni hanno
presentato un'interrogazione per accertare cifre e responsabilità della crisi
finanziaria dell'ateneo, alle prese con un buco da 100 milioni di euro,
"al riparo però da strumentalizzazioni e tentazioni malcelate di commissariamento
politico", rispondendo così a un'altra interrogazione, quella dei deputati
della Lega Paolo Grimoldi, Paola Gosis e Giovanni Fava. Mentre sulla situazione
dell'ateneo fiorentino esprimono preoccupazione i sindacati autonomi della Confsal.
(g. r.).
( da "Denaro, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Caserta occupazione Enti
pubblici, lavoratori in piazza I sindacati chiedono al Governo risorse
sufficienti per i contratti Assemblea del pubblico impiego, davanti alla sede
provinciale del ministero del Lavoro di Caserta, per protestare contro gli
interventi legislativi e finanziari avviati dal governo Berlusconi.
All'iniziativa, messa in campo nell'area ex Saint Gobain da Cgil Fp, Cisl Fps e
Uil Pa, hanno partecipato oltre seicento impiegati degli enti non economici
(Inps, Inpdap, Inail e Aci). Maria Beatrice Crisci Quella di oggi è una delle
tante iniziative promosse dai sindacati per sostenere i lavoratori degli enti
pubblici e sollecitare la risoluzione della vertenza". A parlare è il
segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica di Caserta Umberto Pugliese
a margine dell'assemblea generale tenutasi nel capoluogo di Terra di Lavoro.
"Dopo l'assemblea del 22 settembre scorso che ha interessato il comparto
Stato e le Agenzie Fiscali - prosegue il sindacalista - il mese della
mobilitazione continua con altri appuntamenti". "Tra le richieste che
vogliamo rivolgere ai ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta - afferma
Pugliese - c'è la restituzione alla contrattazione della cifra sottratta ai
fondi di ente e amministrazione che è pari a 1,7 (mld di euro), lo stanziamento
nella Legge Finanziaria di risorse sufficienti a rinnovare
i Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e, non ultima, la stipula di un
accordo sul nuovo modello contrattuale che riconfermi l'unicità del modello per
il lavoro privato e pubblico". Il responsabile della segreteria della Cgil
Fp Bruno Ronca, poi, aggiunge: "Noi riteniamo che questi interventi
legislativi siano mirati solo a risparmi economici, soprattutto, sulla
pelle dei cittadini. Quando si taglia la possibilità di garantire una maggiore
apertura degli sportelli dell'Inps o di altro ente, quando si tagliano le
risorse per fare la lotta all'evasione contributiva, quando si interviene con
meccanismi che sono semplicemente di taglio alle risorse si sta facendo un
lavoro di smantellamento dei servizi pubblici". "Così incalza il
sindacalista non si rende efficiente la pubblica amministrazione. I lavoratori
che manifestano stamattina ormai da anni operano con un sistema di obiettivi e
di verifica dei risultati senza i quali non godrebbero del salario accessorio".
Ronca, quindi, stigmatizza: "La campagna demagogica del ministro Brunetta
è fondata su un dato non vero - afferma - queste persone lavorano per
raggiungere obiettivi e risultati. In sostanza , prendono soldi in più solo se
raggiungono certi traguardi. Tra questi c'è sicuramente un migliore servizio
alla collettività". "Quello che si sta facendo prosegue Ronca- è
invece un'opera di smantellamento sistematico dei servizi pubblici e dello
stato sociale che sta toccando inevitabilmente tutti i settori". "La
mobilitazione di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Pa ricorda Pugliese - continuerà il 10
ottobre a Roma dove è in programma l'assemblea generale di tutti i lavoratori
degli enti pubblici, dei ministeri e delle agenzie fiscali, presso le rispettive
sedi centrali, con richiesta di incontro al responsabile delle singole
amministrazioni per sollecitare la soluzione della vertenza e la convocazione a
Palazzo Chigi". "Ancora, il 15 ottobre con un'assemblea generale di
tutti i lavoratori della Sanità, presso le Presidenze delle Regioni. Nel nostro
caso a Napoli - annuncia Pugliese - dove sarà messa in atto una catena umana
che da Piazza Plebiscito arriverà fino a Santa Lucia per chiedere un incontro
con il presidente Bassolino, allo scopo di risolvere la vertenza e sollecitare
l'incontro con il Governo e la Conferenza delle Regioni. Infine il 17 ottobre è
in programma l'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl e
Uil della Funzione Pubblica per decidere ulteriori azioni di lotta". del
07-10-2008 num.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-10-2008)
Argomenti: Class Action
Prov Ogliastra
Pagina 6027 Provincia. Basta con la monocultura del pascolo, si cercano altre
vie di sviluppo Usi civici, vademecum per 16 Comuni Provincia.. Basta con la
monocultura del pascolo, si cercano altre vie di sviluppo Varato un piano per
l'utilizzo diverso delle terre pubbliche --> Varato un piano per l'utilizzo
diverso delle terre pubbliche È assoggettato a uso civico il 60 per cento del
territorio di 16 comuni ogliastrini. Patrimonio da valorizzare sconfiggendo
l'illegalità. Usi civici, vademecum per una corretta
gestione delle terre di collettivo godimento. È l'obbiettivo del progetto
sperimentale, denominato "Le terre civiche: opportunità di crescita e di
sviluppo dell'Ogliastra" che vede i sedici comuni i cui cittadini sono
titolari di uso civico, uniti sotto la regia provinciale per uno studio pilota
che punta a superare le problematiche esistenti e a valorizzare quell'immenso
patrimonio rappresentato dalle terre civiche. Il progetto, finanziato dalla
Regione, nasce in seno alla progettazione integrata e parte dalla necessità di
affrontare in maniera compiuta una problematica che se non affrontata nel modo
corretto può, come è già successo, ingenerare conflitti LA MAPPA I dati parlano
chiaro: in Ogliastra il 60 per cento dell'intero territorio è assoggettato a
questo particolare regime giuridico (anche se in molti comuni l'uso civico è
ancora in via di accertamento) e più che in altre zone dell'Isola ci si trova
da affrontare una serie di situazioni al limite dell'illegalità. Ci sono centri
come Baunei e Villagrande in cui i terreni ad uso civico superano di gran lunga
i quindicimila ettari. Altri come Urzulei, Seui e Ulassai hanno un patrimonio
collettivo tra i quindicimila e i diecimila, gli altri ne hanno, invece meno di
diecimila. TRA SVILUPPO E ILLEGALITÀ Un po' ovunque si registrano situazioni di
illegalità e conflittualità diffusa che scaturiscono non solo da una normativa
complessa e per certi versi contraddittoria, ma anche dalla mancanza di
programmazione E se questo dato numerico sulla grande estensione di terre ad
uso civico da un lato potrebbe essere letto come un retaggio medievale,
dall'altro, inquadrato nella giusta maniera, potrebbe invece rappresentare un
punto di forza per l'intero territorio. POOL DI ESPERTI Ne sono convinti i
partner del progetto (oltre la Provincia e le sedici amministrazioni comunali
hanno aderito al tavolo anche il Laore e il Consorzio di polizia municipale
ogliastrino) che proprio in questi giorni sta facendo un passo in avanti con le
selezioni degli esperti che contribuiranno ad avviare il percorso. L'obbiettivo
è anche quello di pianificare un modello di sviluppo alternativo che, superando
gli utilizzi tradizionali della silvicoltura e del pascolo, possa inaugurare
prospettive di più ampio respiro. IN QUATTRO MOSSE Per raggiungere questi
obiettivi il progetto prevede quattro azioni. La prima riguarda l'attivazione
di un Forum sulle terre pubbliche che veda impegnati gli amministratori locali
e gli altri attori, la seconda prevede l'attivazione di un gruppo tecnico a
sostegno delle amministrazioni locali. Si finisce con l'attivazione di banca
dati e di un sistema informativo territoriale e con la redazione di un piano di
comunicazione, formazione ed informazione. GIUSY FERRELI.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-10-2008)
Argomenti: Class Action
PRIMO PIANO pag. 5
IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando
l&#... IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale.
Quando l'edificio della fiducia crolla, della finanza non restano che macerie.
I piani di salvataggio e le garanzie dei governi assomigliano molte alle tende
erette dopo un terremoto. Gli uni e le altre appaiono oggi tanto provvisori e
precari da non rassicurare i mercati. Anche se le convulsioni del capitalismo
non hanno risparmiato l'Asia, lo scenario post shock è diverso a est e a ovest.
Seppur non più equipaggiata con un motore turbo, la macchina dell'economia
continua a correre in Cina e India. La crescita è a est. E con essa resta viva
la speranza. Ovest vuol dire, invece, stagnazione, recessione, penuria di
liquidità e debito. E aumenta la paura. Il paradosso è che a fronte
dell'estrema illiquidità a Ovest, c'è un eccesso di risparmio in Asia e nei
paesi del petrolio, a cominciare da quelli della regione del Golfo Persico. In
Europa, dobbiamo affrontare la crisi poggiando l'economia su un debole e
instabile piedistallo di capitale bancario. Le banche europee sono
sottocapitalizzate: per ogni euro investito è pari a 50 la loro dipendenza
finanziaria. Sbalorditive sono poi la mancanza di trasparenza delle operazioni
eseguite col capitale preso a prestito, la pratica di non svelare il livello di
rischio e perfino di non comprenderne la portata. Ci vorranno tre o quattro
anni prima che si rientri nella normalità. Intanto le nostre economie andranno
incontro a prestazioni deludenti non potendo disporre del credito necessario.
Né in Usa il piano di salvataggio del segretario al Tesoro, né in Europa le
misure di salvaguardia sin qui adottate hanno mirato al bersaglio principale:
la ricapitalizzazione del settore bancario. Unicredit con una ricapitalizzazione
da da 6,6 miliardi di euro ha avviato un processo che dovrà essere seguito da
altri istituti. Azionisti e creditori sono chiamati a fare la loro parte.
Iniezioni di capitali dei governi nel tessuto bancario non potranno che essere
accompagnate da severe misure a protezione degli interessi dei contribuenti. Ciò che bisogna evitare è ora la balcanizzazione del settore
bancario europeo, con ciascun governo che fa da pompiere a casa propria. Forza
e credibilità dell'Unione Europea si giocano in queste settimane sulla
tempestività ed efficacia di un'azione collettiva tra i 27 paesi dell'Unione per varare misure di armonizzazione a
protezione dei risparmi dei cittadini europei.
( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-08 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE La Sapienza Incontro con il rettore uscente Guarini: assemblea il
16 ottobre Gli studenti occupano il Rettorato "E ora il blocco della
didattica" Prima l'assemblea, nella facoltà di Fisica. Poi l'occupazione
del rettorato. Simbolica, ma pur sempre occupazione, con tanto di proclamazione
dello "stato di agitazione permanente ". Così circa trecento fra
studenti (soprattutto dei collettivi), dottorandi e ricercatori dell'università
"La Sapienza" hanno voluto manifestare ieri la loro contrarietà alla
riforma del sistema universitario messa in atto dal governo in carica con la
Finanziaria e altri strumenti legislativi. "Protestiamo - hanno spiegato
gli animatori dell'iniziativa - contro i tagli al fondo di finanziamento ordinario
dell'università, contro il turnover bloccato al dieci per cento e la possibile
trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato. Annunciate anche
iniziative di protesta per una settimana che cade a inizio anno accademico e
che si preannuncia piuttosto "calda". Dopo l'occupazione del
rettorato dell'ateneo i manifestanti hanno ottenuto un incontro con il rettore
in carica e uscente (Renato Guarini; Luigi Frati, neoeletto, diventerà
ufficialmente "magnifico" a inizio novembre), al quale hanno chiesto
il blocco dell'anno accademico, iniziativa già prima dell'estate più volte
ventilata in molti atenei italiani (collettivi a parte, esiste una vasta fascia
di opposizione alle decisioni del governo in materia universitaria). "Da
questa mobilitazione - hanno annunciato gli studenti - abbiamo ottenuto la
convocazione di un'assemblea d'ateneo, aperta a tutte le componenti, per
giovedì 16 ottobre. L'assemblea si svolgerà nell'Aula Magna del rettorato"
(un'altra assemblea studentesca si terrà domani alle 11 nella facoltà di
Lettere). "Contro la distruzione del sistema d'istruzione e di ricerca
pubblico", i manifestanti hanno anche annunciato, già a partire da oggi,
"molte lezioni trasformate in momenti di dibattito,
cortei comunicativi e azioni in tutte le facoltà". Condanne all'iniziativa
dell'occupazione, benché simbolica, sono arrivate da molti responsabili
rappresentanti dei movimenti studenteschi legati al centrodestra: "è
cominciato il solito spettacolo dei collettivi pro baroni e pro se
stessi". E. Sa.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-10-2008)
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REFRONTOLO Singolare
storia per i titolari dell'impresa Col Vendrà. L'episodio del furto era
successo domenica 28 settembre, ma qualche giorno dopo l'uomo è stato visto
Riconosce il ladro della sua azienda e lo fa bloccare RefrontoloVede il ladro
che pochi giorni prima aveva rubato nella sua azienda agricola e lo fa bloccare
dai carabinieri. E' successo nei giorni scorsi in Crevada, protagonisti della
vicenda i titolari dell'azienda Col Vendrà, sede in via Liberazione a
Refrontolo. Domenica 28 settembre un giovane. M.C., 26 anni, residente a Col
San Martino, si presenta in via Liberazione e con il pretesto di chiedere
lavoro, alleggerisce il portamonete di Giuseppe Della
Colletta, uno titolari dell'azienda.Dal portafogli il giovane ruba ottanta
euro. Il ladro, però, non aveva fatto i conti con il figlio di Giuseppe, un
bambino di soli sei anni ma sveglissimo che, notato il malvivente in azione,
appena il giovane se ne va racconta l'accaduto ai genitori. A quel punto
Giuseppe Della Colletta va alla ricerca del ladro che però ormai era riuscito a
dileguarsi in sella ad un motorino.Passano tre giorni e, mercoledì scorso, il
fratello di Giuseppe, mentre transita in Crevada s'imbatte nell'autore del
furto, che lui stesso aveva visto in faccia quand'era andato a chiedere lavoro.
Riconosciutolo, chiama i carabinieri: per M.C. scatta la denuncia a piede
libero per furto.Una storia davvero singolare e particolare quella accaduta a
Refrontolo. Alla fine la Giustizia è riuscita a fare il suo corso, ma grazie
all'intervento di quel bambino che è riuscito "a mettere in moto" la
macchina dell'indagine.Per il ladro, dunque, non c'è stato nulla da fare. Ora
si troverà in un'aula di tribunale a dover giustificare quanto accaduto e con
il rischio di beccarsi anche una condanna.el.ga.
( da "Corriere.it" del 08-10-2008)
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SUL MAGAZine in edicola:
FERROVIE D'ITALIA Treni. Doppio binario velocità & ritardi Dal 13 dicembre
si potrà andare da Milano a Roma in 3 ore e 40 minuti. Siamo saliti in carrozza
oggi, per capire che cosa cambierà tra due mesi. Anche per i 2 milioni di
pendolari che, nell'attesa, sopportano sporcizia, ressa e lentezze da lumaca
Nel grande salone della Stazione Centrale di Milano non funziona neanche un
orologio. Parte degli ambienti è imballata da tendoni e transenne. Su tutto
spicca un gigantesco cartellone di pubblicità del film La mummia. I lavori sono
in corso dal 2005 (costo previsto 120 milioni di euro). Gruppi di viaggiatori,
molti gli stranieri, si aggirano cercando l'uscita giusta per la metropolitana,
i taxi, il pullman per Malpensa. Ai binari è in corso la solita caccia al
tesoro per trovare una macchinetta obliteratrice che funzioni. Non è il massimo
come accoglienza nella futura città dell'Expo. Ma prestissimo, assicurano le
Ferrovie dello Stato e Grandistazioni, Milano centrale diventerà la porta
d'accesso alla "nuova frontiera del viaggiare". Dal 13 dicembre, tra
66 giorni, come le Fs annunciano da mesi con i due totem del conto alla
rovescia a Milano e a Bologna (e persino con email ai possessori di
Cartaviaggio), per percorrere i
( da "Repubblica, La" del 09-10-2008)
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Pagina IV - Genova
La psicologa e psicoterapeuta Alessandra Lancellotti "Se siamo depressi la
catastrofe arriva" class="hilite">Serve
una class="term">class
class="term">action più forte ma
positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere dal pessimismo La
psicologa non ha dubbi: "Ricordatevi della profezia che si autoalimenta;
se siamo depressi e catastrofici, la catastrofe arriverà". Dunque,
Alessandra Lancellotti, psicologa, psicoterapeuta e pubblicista che sta
scrivendo un libro proprio sul cambiar vita, ha una ricetta antipanico.
Piuttosto provocatoria. Davanti alla crisi dei mercati finanziari, dice: saremo
più poveri, ma vediamola con ottimismo perché c'è chi sta peggio. Dunque, la
sua ricetta antipanico? "Comincerei da una serie di dati: quanto viene
pagato un operaio vietnamita? 25 centesimi l'ora. In Ucraina un pensionato
prende 20 euro al mese. Nella Malesia del Nord, invece, un operaio guadagna
circa dieci euro all'ora. Questi squilibri globali hanno creato delle povertà
locali e sono destinati ad equipararsi per il futuro. Forse alzando la testa il
vietnamita, il venezuelano, chi vive in Sudan, provocano questi squilibri. Se
vogliamo bene a questa gente sfruttata noi dovremo accontentarci di essere un
po' più poveri". Vuol dire che dovremo imparare ad accontentarci di quello
che viene? "La prima cosa è proprio accontentarsi; dobbiamo anche
accontentarci e guardarci intorno perché c'è chi sta peggio di noi. Ci siamo
guadagnati la casa, l'auto, gli elettrodomestici. Non bisogna essere depressi
perché la depressione abbassa le difese immunitarie e fa ammalare l'individuo.
Qui bisogna fare in modo che il sistema economico reale resista all'economia
globale". Come, scusi? "Bisogna creare una class="term">class class="term">action
più forte ma positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere da questo
pessimismo. Per sostenere le difese immunitarie di questo nostro mondo finanziario
bisogna che chi ha messo proprie risorse riesca a resistere". Insomma: non
andare a prelevare i soldi investiti ma lasciare tutto come è? "Occorre
una class="term">class
class="term">action degli azionisti per
bene, ma l'importante è resistere sennò si fa il gioco degli edge founders che
scommettono sulla povertà di tutti senza metterci un quattrino; bisogna che la
gente sappia che in agguato ci sono questi vampiri la cui speculazione virtuale
manda a monte l'economia reale. In sostanza, dico: prepariamoci ad un periodo
di povertà ma pensiamo ai vietnamiti e agli ucraini che stanno peggio".
(a. zun.).
( da "Adnkronos" del 09-10-2008)
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commenta 0 vota 0 tutte le notizie di SALUTE Milano, 9 ott. (Adnkronos Salute)
- Dalla fabbrichetta di famiglia al colosso multinazionale, non c'è azienda che
possa ormai farne a meno. Il computer è il re degli uffici, presenza
inevitabile su ogni scrivania, compagno di lavoro e spesso anche di vita già
dall'infanzia. Con diverse insidie per la salute: dal dilagare della
sedentarietà, quindi del sovrappeso, all'adozione di posture dannose, fino ai
disturbi della vista. Parola di esperti, questi ultimi sono i più diffusi.
Secondo un'indagine del Vision Council of America, il 90% dei
'videoterminalisti' sviluppa infatti problemi oculari il più delle volte
trascurati. E il dato si può estendere anche ai 'colletti
bianchi' della Penisola. A lanciare l'allarme è la Commissione difesa vista
(Cdv), in occasione della Giornata mondiale dedicata al benessere degli occhi,
che si celebra oggi. "La legge 626, con i suoi successivi aggiornamenti,
regola a livello europeo e italiano le problematiche per i lavoratori che fanno
uso di terminali dalle tre alle 8 ore al giorno", ricorda in una
nota Francesco Loperfido, responsabile del Servizio di Oftalmologia generale
dell'Irccs San Raffaele di Milano e consulente Cdv. La normativa "impone
una visita oculistica il cui referto viene valutato dal medico competente,
ovvero il medico del lavoro, che darà l'idoneità in base anche ad altre
valutazioni eseguite". L'obiettivo di questi screening non è solo
stabilire se il lavoratore soffre di un difetto visivo, ma anche capire se
l'eventuale problema è stato gestito nel modo più opportuno. Un'azione
correttiva 'doc' non si limita infatti all'utilizzo di lenti specifiche, ma
coinvolge tutto l'ambiente dell'ufficio: il monitor del computer, la scrivania,
la sedia e le fonti di luce della stanza. Qualche esempio. Una persona miope
che non impiega le correzioni adeguate, evidenzia Loperfido, "modifica la
sua postura in avanti sovraccaricando il collo. E il tutto causa maggiori
bruciori agli occhi per la vicinanza allo schermo, e fastidi causati dalla
contemporanea necessità di scrivere sulla tastiera e guardare il monitor".
L'ipermetrope, invece, "ha il problema opposto: dopo un po' i caratteri si
sdoppiano" e il lavoratore "tende ad allontanarsi dallo schermo,
problema che si accentua con la presbiopia". Gli astigmatici, infine,
"tendono ad avere posture lateralizzate per compensare difetti
elevati". Tutte "queste 'accomodazioni' possono provocare una serie di
disturbi che prendono il nome di astenopia accomodativa": una vera e
propria sindrome clinica che si manifesta con "fotofobia, riduzione
dell'acuità visiva, visione sfuocata o doppia, lacrimazione, prurito,
irritazione, cefalea, nausea, vertigine e tensione generale", sottolinea
lo specialista. Se poi si indossano gli occhiali da vista, gli schermi
producono riflessi sulle superfici esterna e interna degli occhiali stessi.
Riflessi che si sovrappongono sulla retina alle immagini visive, creando aloni
che stancano l'occhio. Per questo "è buona norma utilizzare lenti trattate
con filtri antiriflesso", consiglia il medico. Per chi ha invece più di un
difetto visivo, fra cui la presbiopia, "la soluzione è quella delle lenti
progressive" che "consentono una visione nitida a tutte le distanze.
Anche alcune lenti colorate possono essere utili a ridurre la luce dello sfondo
e migliorare il contrasto". Attenzione poi con le lenti a contatto,
ammonisce Loperfido, perché "davanti allo schermo del computer diminuisce
la frequenza degli ammiccamenti oculari, si riduce il film lacrimale e l'occhio
è visibilmente più asciutto" e più vulnerabile. Per proteggere gli occhi
dei 'forzati del pc' è inoltre fondamentale la scelta del monitor. I più sicuri
sono quelli "piatti di ultima generazione", dice l'oculista:
ottimizzano contrasto e risoluzione, riducono i campi elettrostatici (tra le
cause dell'occhio asciutto) e "favoriscono una maggiore distanza tra
occhio e video. Soprattutto in quelle postazioni di lavoro (tipo le reception)
dove spazi esigui facilitano posture sbagliate incrementando l'astenopia".
E le fonti di luce? Secondo gli esperti, è necessario evitare riflessi sullo
schermo; la luce deve essere presente, ma contenuta, e il contrasto tra schermo
e ambiente appropriato. E' infine fondamentale che le fonti luminose siano
perpendicolari allo schermo (né di fronte né alle spalle dell'operatore), e la
postazione pc deve essere distante almeno un metro dalle finestre (schermate
con tende regolabili). E ancora. La sedia 'sana' deve essere ben bilanciata,
deve muoversi su rotelle autofrenanti, deve avere un sedile regolabile in
altezza e uno schienale posizionato in modo da sostenere la zona lombare. La
scrivania, invece, deve avere una superficie opaca, preferibilmente di colori
tenui o neutri. Le dimensioni devono permettere una certa libertà nel
posizionare gli elementi sulla scrivania, e la distanza tra bordo e tastiera
deve essere di almeno di
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-10-2008)
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Questa evoluzione è
ben riconoscibile anche nell'abbondante letteratura sui distretti. In passato
il distretto veniva considerato sufficientemente omogeneo e compatto da
configurare una singola unità di analisi. Oggi l'attenzione si è spostata sulle
imprese distrettuali, la cui individualità difficilmente può essere confusa con
quella del sistema territoriale. E i cui destini non sono più indissolubilmente
legati ad esso. Del resto, quando l'energia idrica non genera più un vantaggio
localizzativo, o quando la seggiola in legno può essere (ri)prodotta altrove a
costi minori, è del tutto auspicabile che le traiettorie di sviluppo delle
imprese trovino spazi nuovi, non necessariamente legati al distretto
tradizionale.Proprio l'attuale eterogenea popolazione del distretto, insieme
alla varietà di segmenti ed abbinamenti di arredo entro cui il prodotto sedia
si inserisce, contribuiscono a spiegare perché interventi
collettivi come il Salone della sedia vengano considerati - appunto - sempre
meno collettivi.In questa cornice l'azione pubblica deve scegliere se
privilegiare azioni di sistema o traiettorie individuali. E nel primo caso, se
il sistema da considerare sia quello legato alla sedia o vada inteso in modo
più ampio e articolato. L'intervento pubblico non potrà comunque
prescindere da un ulteriore criterio: quello di non contrastare i processi
selettivi in corso. L'ecologia delle organizzazioni risponde a leggi spietate
che possono venire rallentate, ma non fermate. E' opportuno allora individuare
e favorire le traiettorie più promettenti, cercando di limitare l'impatto
sociale del cambiamento.Guido Nassimbeni.
( da "HelpConsumatori" del 10-10-2008)
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News SESSIONE
CNCU-REGIONI. Landi: "Il consumerismo sul terrotorio è l'obiettivo del
futuro" 10/10/2008 - 16:58 "La rappresentatività è il sale della
democrazia ed è il fondamento su cui si può costruire un progetto ed è ciò che
dà autorevolezza". E' questo il tema della seconda parte della giornata
della Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei consumatori e degli
utenti. Ad introdurre il tema è stato Eugenio Baronti, Assessore alla ricerca,
all'università, alla casa, alle politiche per la tutela dei consumatori della
Regione Toscana, che ha sottolineato come non sia "facile una discussione
sulla rappresentanza delle Associazioni dei consumatori, visto che il mondo del
consumerismo è estremamente variegato. Credo, però - ha aggiunto Baronti - che
si stia entrando in una fase nuova del mercato quindi anche il movimento
consumerista si sta sviluppando in modo diverso. Negli anni '
( da "ITnews.it" del 10-10-2008)
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SAO PAULO, Brazil,
October 10 /PRNewswire/ -- - The new daily flight will depart from Guarulhos
Airport in Sao Paulo TAM (Bovespa: TAMM4 and NYSE: TAM) will begin operating
its new daily flight to Orlando, Florida, on November 21. This will be the
company's 18th international destination, which also has flights to the U.S.
cities of New York and Miami. (Logo:
http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20080221/SPTH002LOGO ) The modern Airbus
A330 aircraft, with a total capacity of 213 passengers, will fly the new route.
The configuration will offer 42 executive class and
171 economy class seats. The flights will depart daily
from Guarulhos International Airport in Sao Paulo at 11:30 am (local time) and
arrive in Orlando at 5:00 pm (local time). The return flight will depart from
Orlando at 6:50 pm (local time) and arrive in Sao Paulo at 6:35 am (local
time). TAM currently operates 18 weekly flights between Brazil and New York
City, as well as 28 flights to and from Miami. All flights receive and offer
connections. The new route is part of the company's strategy for selective
growth in the international market. "Orlando is one of the destinations
most sought after by Brazilians, both for holidays and for business
trips," said Paulo Castello Branco, Vice President of Commerce and
Planning. The availability of new destinations is part of a focus on service
excellence, one of TAM'class="hilite">s
three pillars of class="term">action,
along with technical/operational and management excellence. The fare for the
launch of the new route begins at US$929 for economy class
and US$4,583 for executive class, round trip, not
including taxes and fees. For more information, reservations and to purchase
tickets, clients may contact the TAM Service Center, using the phone numbers
+55-11-4002-5700 (for capital cities) and +55-11-0800-570-5700 (other
locations) or through the website www.tam.com.br. Web site:
http://www.tam.com.br Libano Miranda Barroso, TAM Investor Relations,
+55-11-5582-9715, fax, +55-11-5582-8149, invest@tam.com.br ; Photo: NewsCom:
http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20080221/SPTH002LOGO , AP Archive:
http://photoarchive.ap.org , PRN Photo Desk, photodesk@prnewswire.com.
( da "Stampa, La" del 10-10-2008)
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IMPERIA BURLANDO E
L'ASSESSORE REGIONALE ZUNINO LANCIANO L'" ULTIMATUM" Caso rifiuti: la
minaccia del commissariamento "Tre mesi di tempo". Replica del presidente
Giuliano [FIRMA]GIULIO GELUARDI IMPERIA La "minaccia" è concreta,
anche se improbabilmente avrà modo di essere attuata. E' quella che ieri
mattina ha lanciato l'assessore regionale all'Ambiente Franco Zunino: la
Regione potrebbe commissariare la Provincia di Imperia per la gestione del
ciclo dei rifiuti, se entro tre mesi non sarà eseguita una gara europea per
realizzare un impianto finale di smaltimento ed evitare così il rischio di
un'emergenza tipo Napoli. All'assessore ha dato manforte il presidente della
Regione, Claudio Burlando che ha aggiunto di "capire i riflessi
istituzionali e politici". "Purtroppo, però - ha detto - constatiamo
che la Provincia di Imperia, unica in Liguria, non ha una sua politica di
smaltimento dei rifiuti". Insieme con l'assessore Franco Zunino, Burlando
ha detto che l'emergenza scatterebbe nel 2011 "perchè il piano previsto
non è stato attuato". "Le azioni per portare parte dei rifiuti in
Francia non hanno ottenuto risultati - ha aggiunto l'assessore - e solo una discarica
privata delle due esistenti (quella di Ponticelli, ndr) ha ottenuto dalla
nostra Giunta il via per un provvisorio ampliamento". Il progetto
definitivo prevede un impianto nel Comune di Taggia: "Ma il terreno - ha
specificato Zunino - non è stato ancora acquisito e la gara non può perciò
partire". "Nel gennaio 2008 - ha aggiunto l'assessore - c'è stata
l'approvazione dell'adeguamento del Piano provinciale dei rifiuti, accettando
il regime transitorio fino al 2008. Poi la Procura ha sospeso anche l'attività della discarica di Collette Ozzotto per sospetto di
illeciti. Con l'ampliamento concesso per la discarica di Ponticelli, per un
ammontare di 180 mila metri cubi, la Giunta ha deciso di concedere 90 giorni di
tempo al termine dei quali è indispensabile che la Provincia di Imperia
predisponga una gara europea per la realizzazione degli impianti di
smaltimento". Per nulla preoccupato, replica il presidente della
Provincia, avvocato Gianni Giuliano: "La delibera della giunta regionale
approva in via definitiva l'ampliamento della discarica di Ponticelli. E,
inoltre, quantifica in tre mesi il tempo entro il quale la Provincia dovrà
bandire la gara d'appalto europea per la costruzione di un separatore
secco-umido in località Colli nel territorio del Comune di Taggia.
Commissariamento? I tempi che noi prevediamo sono inferiori a tre mesi.
Pertanto, il ventilato rischio non appare per nulla realistico". Quella
dei rifiuti è una vicenda che per la Provincia ha rappresentato a lungo una
spina nel fianco anche se, ad onor del vero, la Giunta Giuliano è sempre
riuscita a far fronte all'emergenza. Nel giro di alcuni anni, l'ipotesi del Cdr
(Combustibile da rifiuti) destinata a un termovalorizzatore comunque fuori
provincia o addirittura all'estero, è tramontata tra mille polemiche e scambio
di feroci accuse tra minoranza e maggioranza sia nella scorsa che in questa
legislatura. Anche la gara d'appalto internazionale che avrebbe dovuto essere
bandita in tempi stretti era saltata e oggi si riaffaccia anche se in versione
diversa.
( da "Milano Finanza" del 11-10-2008)
Argomenti: Class Action
Milano Finanza
Numero 203 pag. 14 del 11/10/2008 | Indietro Ma guai a
stravolgere i principi del capitalismo Di Enrico Salza* Gli eventi che hanno
colpito i mercati e il mondo della finanza in questi ultimi tempi ci fanno
ancor di più capire, se mai ce ne fosse stato bisogno, la grande responsabilità
che le banche hanno nei confronti della società. In tal senso, è auspicabile
che anche i provvedimenti straordinari approvati dal Congresso Americano, e la
necessaria riforma del sistema di Vigilanza vigente negli Stati Uniti, possano
limitare efficacemente i comportamenti di azzardo morale che hanno improntato
le scelte strategiche e operative di molte istituzioni finanziarie negli ultimi
anni. Pur considerando la gravità e diffusione della crisi e la necessità di
interventi tempestivi, è opportuno non derogare mai ai principi fondamentali
del capitalismo, tra cui il rispetto dell'equità e la responsabilità
per le conseguenze delle proprie azioni, nei confronti sia degli azionisti sia
della collettività. Un intervento che si limitasse al "salvataggio",
distribuendo ricchezza dai contribuenti alle imprese bancarie in difficoltà,
non solo sarebbe difficilmente accettabile dalla collettività, ma costituirebbe
la prima pietra di un sistema destinato a perpetuare gli stessi errori.
In un editoriale del 20 settembre dedicato alla crisi finanziaria americana, il
Financial Times ammoniva: "Un grande piano di salvataggio, per quanto
possibile, poco costoso e efficace, non è tutto. Esso deve anche chiarire che
il finanziamento pagato dal contribuente ha un prezzo per il settore
finanziario: la vita non sarà più la stessa". L'agenda che è davanti a noi
è assolutamente impressionante. La drammatica lista delle sfide globali è resa
ancor più gigantesca dalla contemporaneità e dalla interdipendenza dei problemi.
E tutto questo avviene nello stesso tempo in cui l'equilibrio geo-politico del
mondo sta rapidamente cambiando. La vigorosa crescita delle economie emergenti
in Asia, in America Latina, in Africa si accompagna al ridimensionamento del
potere politico, economico e anche morale di un'Europa ancora troppo divisa e
degli Stati Uniti. "La vita non sarà più la stessa", come dice il
Financial Times. Forse, l'unica grande speranza è che la storia ha più fantasia
degli uomini e, pertanto, le uniche previsioni sicure sono quelle che
riguardano il passato. * Presidente del consiglio di gestione di Intesa
Sanpaolo Stralcio di un intervento svolto presso la Italian Chamber of Commerce
and Industry for the UK sul tema della Corporate social responsibility .
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)
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REVINE Cave,
comitati ancora sul piede di guerra REVINE. Ancora sul piede di guerra i
Comitati contro le cave, nonostante il no della Regione. "Si è evitato un
disastro ma la partita contro le cave non è ancora chiusa", affermano,
dopo essersi riuniti l'altra sera. La certezza che in vallata non si sentirà
più parlare di cave si avrà solo con l'approvazione del Piano d'Area delle
Prealpi Vittoriesi che ancora giace in attesa di approvazione da parte del
Consiglio Regionale. Per i Comitati "è urgente pertanto che la Regione, in
coerenza con la presa di posizione assunta per le cave Lastè, vada
all'approvazione del Piano d'Area in tempi rapidi e prima che passi il Piano
Regionale Attività di Cave, la cui approvazione sappiamo imminente". Anche
per Diego Bottacin, consigliere regionale del Pd, lo stop della giunta regionale
"premia la lunga battaglia delle comunità locali della Vallata e rende
ancor più urgente l'approvazione del Piano d'Area delle Prealpi Vittoriesi.
Alla vittoria del no ad un'azione che avrebbe compromesso gli equilibri della
Vallata, deve ora seguire una seria azione di valorizzazione delle risorse
ambientali e storiche del territorio. Il Piano è proprio lo strumento per il
raggiungimento e il mantenimento di questo obiettivo. Ho sollecitato il
Presidente della Seconda Commissione consiliare affinché il Piano venga quanto
prima esaminato". Per l'ex sindaco Giorgio Della
Colletta, anche lui sul fronte del no, "evitato il pericolo di vedere
devastato il territorio, ora resta la parte più importante nella Vallata:
costruire uno sviluppo che valorizzi le grandi potenzialità del nostro
territorio". (f.d.m.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)
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ASSOCIAZIONI
CONSUMATORI Titoli "tossici"? Ecco cosa farne "Gli istituti di
credito devono garantire le obbligazioni" Che si può fare se si scopre di
avere in portafoglio i titoli "tossici" Lehman B., come appurato
dall'investitrice trevigiana? Non resta che affidarsi ad un'associazione dei
consumatori. "Se i titoli in questione sono delle obbligazioni, cioè dei
bond, che fanno parte di un fondo di investimento, cioè di un prodotto
complesso venduto da una banca - spiega Epifanio Cultrera, responsabile provinciale
dell'Adoc - la strada da percorrere è contattare un'associazione dei
consumatori, come la nostra, che provvederà a inviare una raccomandata alla
banca. In questa lettera chiediamo che l'istituto di credito garantisca in
proprio i fondi Lehman, cioè le obbligazioni vendute ai clienti. Finora abbiamo
avuto tutte risposte positive, ho avuto precise rassicurazioni anche dalla
direzione dell'Abi. Mi sto già occupando di 6-7 pratiche di questo tipo nella
Marca, alcune lettere sono già partite e hanno avuto risposta, altre lettere
per gli istituti di credito partiranno nei prossimi giorni. Si tratta di
investimenti da alcune decine di migliaia di euro". Questo se si tratta di
bond, cioè di obbligazioni, che sono quasi sempre garantite. Se invece si tratta
di azioni, il discorso è diverso, perché non c'è garanzia. "Le azioni
Lehman in questo momento hanno valore pari a zero in tutto il mondo e non
esiste, al momento, la possibilità di invocare la responsabilità delle banche -
aggiunge Roberto De Marco, responsabile provinciale della Federconsumatori di
Treviso - le azioni comportano sempre un rischio di investimento. Se si
possiedono azioni, bisogna attendere l'avvio di una class action. Va detto che
in Italia non è ancora regolamentata. E' probabile che
parta prima la class action in Usa e allora occorrerà verificare in che modo
potranno associarsi a questa iniziativa legale i risparmiatori italiani, per
rientrare in tutto o in parte dell'investimento effettuato, solo se l'azione collettiva avrà davvero esito positivo".
(Franco Allegranzi).
( da "Repubblica, La" del 12-10-2008)
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Pagina III - Firenze
Il passato Alessio Gramolati, segretario regionale della Cgil "Primi
colpiti contratti a termine e atipici, poi verranno i garantiti" E' una
spirale perversa cogliamo questa occasione per correggere le storture del
passato Gramolati, cosa si devono aspettare i lavoratori toscani? "Molti
dei problemi sono precedenti al crac finanziario e dobbiamo fare molta
attenzione perché siamo agli inizi di una fase che sarà caratterizzata dal
trasferimento della crisi all'economia reale". Che strumenti servono per
fronteggiare le difficoltà? "Purtroppo non sarà possibile trovare rifugio
nella diversificazione perché la crisi sarà trasversale ai settori e ai
territori, anche se con livelli diversi di intensità. E a risentirne saranno le
piccole e medie imprese che già devono fare i conti con un credito poco
propenso a condividere il rischio e le aziende più esposte con le banche perché
hanno investito in tecnologia e sviluppo". Come si ripercuote sui
lavoratori uno scenario così cupo? "Si sta già ripercuotendo sulla fascia
meno protetta, quella dei cosiddetti contratti a termine e atipici. Non
possiamo certo disinteressarci di loro. Poi la cassa integrazione riguarderà
sempre di più i lavoratori "garantiti", con conseguente riduzione di
redditi e consumi. Questa spirale perversa la vediamo chiara davanti a noi e
quindi è importante cogliere questa occasione per correggere le storture del
passato. Si è dato troppo valore alla rendita e poco al lavoro, alla creatività
e al coraggio di chi faceva impresa non speculando ma rischiando". Di
fronte a questa situazione il sindacato si sente impotente? "No, l'azione collettiva è più che mai importante, d'altra parte se guardiamo alle crisi
di Buitoni, Electrolux, Mabro, nuova Delphi, Kartogroup vediamo come una
prospettiva che sembrava definitiva si sia trasformata in un nuovo inizio, per
la prima volta dopo tanto tempo si riparla di investimenti. Quando le
comunità hanno il coraggio di pensare in grande diventano decisive. E si è
capito ormai che il sindacato non è contro lo sviluppo ma, al contrario, ne è
uno dei soggetti promotori". Alla vigilia delle primarie del Pd e con una
campagna elettorale da affrontare non si dovrebbe parlare di più della crisi
economica? "Intanto direi che ci vuole grande senso di responsabilità e si
deve condividere il fatto che c'è bisogno di tutti. Diffido di chi intende
escludere una componente della società o farne a meno. Lo dico perché sento
ancora in parte del patronato e nel governo una voglia disputa ideologica.
Questo sarebbe un errore per il paese e un dramma in Toscana. Questo è il
momento di mettere al primo posto dell'agenda politica e sociale il tema di
come affrontare questa situazione, perché dietro alla crisi c'è una grande
opportunità, quella di mettere davvero in primo piano il fare e il saper fare.
E sarebbe tempo che il dibattito decollasse anche su questo. Penso che l'unico
modo per non dare un messaggio di allarmismo sia la capacità di indicare una
strada diversa. I primi a spargere il panico sono quelli che di fronte alle
difficoltà chiudono le porte e si barricano dentro". (s.p.).
( da "Corriere della Sera" del 12-10-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-10-12 num: - pag: class="hilite">33 categoria: BREVI CLASS ACTION
Il provvedimento Uno dei primi provvedimenti che il governo Berlusconi adottò
immediatamente dopo il suo insediamento è stata la sospensione della class="term">class class="term">action, decisione motivata dalla
volontà di dare maggior tutela ai cittadini, di riformulare in senso
migliorativo la legge che la istituiva. Cosa cambieranno nessuno lo ha ancora detto.
Quando scatterà il semaforo verde gli italiani si scateneranno in tantissime
cause collettive contro i management di tutte quelle società che hanno
annullato i risparmi di milioni di famiglie, contribuendo in tal caso ad
aggravare ancora più l'attuale situazione finanziaria del settore bancario, che
tra tutti è pensabile che sarà quello che verrà colpito più duramente. Temo che
a questo punto la versione modificata della legge sulle class="term">class class="term">action
conterrà molti paletti per proteggere e tutelare ancora più questo settore.
Candido Munopano munopano@hotmail.com.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-10-2008)
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Cronaca Regionale
Pagina 106 Dopo il decreto della Regione che da oggi vieta le battute alla
lepre e alla pernice: "Abbiamo pagato una tassa, chiederemo il
risarcimento" Caccia chiusa, esplode la protesta Dopo il decreto della
Regione che da oggi vieta le battute alla lepre e alla pernice: "Abbiamo
pagato una tassa, chiederemo il risarcimento" --> La Regione rischia un
maxi-ricorso. Nella prima domenica da bollino rosso, col divieto di sparare a
pernici e lepri, l'aria che tira è da guerra a colpi di carte bollate.
"Stiamo verificando l'class="hilite">opportunità
di promuovere una class="term">class class="term">action,
un'azione legale collettiva", fanno sapere il
consigliere regionale Mariano Contu e il deputato Salvatore Cicu, schierati al
fianco delle 48mila doppiette isolane fermate dall'assessore all'Ambiente
Cicito Morittu. Venerdì, ha imposto lo stop alla caccia per le due specie di
selvaggina stanziale, con due giornate di anticipo sul calendario venatorio
sardo (a tutte le altre si può sparare solo fino alle 14). Ma contro il blitz
dell'assessore continua la raffica di accuse di Sardacaccia e Federcaccia.
"Il decreto di Morittu è un atto d'impero che mal si concilia col dovere
di una pubblica amministrazione di informare i cittadini". IL DIVIETO
Niente caccia a lepri e pernici, e questa è la prima domenica col divieto per
le 48mila doppiette isolane che non potranno sparare le due specie nemmeno il
19 ottobre. In ogni caso, per tutte le altre specie oggi e domenica prossima la
caccia si ferma alle 14 (da giovedì 23 si riprende regolarmente sulla base del
calendario venatorio approvato a fine giugno). Due giorni fa, Morittu ha
motivato la sospensione della caccia a pernice e lepri con la siccità e alcune
segnalazioni che gli sarebbero arrivate da esponenti del mondo venatorio (si
tratterebbe di soci in alcune riserve autogestite del Nuorese e del Logudoro).
SARDACACCIA Tira aria di rivolta tra le doppiette. A Morittu replica a stretto
giro di posta, Alessandro Lisini, presidente di Sardacaccia. "Intanto non
è esatto dire, come sostiene la Regione, che il provvedimento è stato votato
dal Comitato faunistico (ne fanno parte anche le associazioni venatorie).
Morittu ha semplicemente sentito il parere dei componenti, ma ha deciso in
totale autonomia". Lisini non contesta giuridicamente la procedura
("i decreti assessoriali di modifica al calendario venatorio sono previsti
l'articolo 51 della legge sulla caccia"), ma si sofferma
"sull'inopportunità del divieto, non supportato da alcuna verifica
tecnica, si è trattato piuttosto di una scelta politica". Nel mirino
finisce pure "il rischio disinformazione, vista l'immediata esecutività
del provvedimento". Il decreto, peraltro, non è stato nemmeno pubblicato
sul Buras (Bollettino ufficiale della Sardegna), ma "in base alla legge
sulla trasparenza degli atti amministrativi - spiegano dall'ufficio stampa
dell'assessore - un decreto è comunque valido quando si dà ampio risalto sui
mezzi di informazione. E la Regione ha acquistato spazi pubblicitari sulla
stampa locale". POSSIBILI RICORSI Adesso i divieti alle doppiette sarde
potrebbero finire nelle aule dei tribunali. Gli azzurri Contu e Cicu stanno
studiando l'opzione del ricorso collettivo attraverso la class="term">class class="term">action.
"I cacciatori sardi hanno pagato una tassa di concessione governativa per
cinque giornate di caccia stanziale. Non è possibile che dopo tre, l'assessore
la chiuda. E' chiara l'azione politica di soddisfare le associazioni ambientaliste.
Non ci venga a raccontare che prima non c'erano problemi di siccità". Per
i due esponente di Forza Italia, il blitz di Morittu "prova che in
Sardegna, con questa Giunta, non vi è certezza di diritto". Pronto alla
guerra a colpi di carte bollate anche il consigliere regionale di An, Ignazio
Artizzu che annuncia "la possibilità di chiedere all'assessore il
risarcimento economico relativo alle due giornate di caccia aperte e poi
scippate". Per l'esponente di An, presidente sardo di Federcaccia, "è
giusta l'indignazione del mondo venatorio isolano nei confronti di Morittu.
Peraltro - conclude - "non si capiscono le ragioni che hanno determinato i
divieti: in modo generico e poco credibile si parla di siccità".
ALESSANDRA CARTA.
( da "Manifesto, Il" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
TIFOSI L'azione
anti-razzista Comincia giovedì prossimo la nona Settimana d'azione contro il razzismo
organizzata dalla rete Fare (Football against racism in Europe): organizzazioni
sportive, gruppi ultras, associazioni e comunità di migranti in campo contro la
discriminazione in 40 paesi europei. In Italia Uisp e Progetto Ultrà hanno
anticipato i giochi: la settimana scorsa con un torneo di calcio in due centri
di accoglienza per rifugiati politici a Varese; ieri con la seconda edizione
del torneo multietnico "Rude Boys 1987", intitolato "Ama la
Sampdoria, odia il razzismo", organizzato dai tifosi blucerchiati. In
campo ragazzi ecuadoregni e marocchini di Genova, ultras italiani, francesi e
tedeschi. In serata tutti al centro sociale Zapata con lo ska delle Tremende e
il punk rock della sud targato Samp City rockers. Oggi
partiranno invece le attività del Collettivo "Asì es mi Futbol" di
Lucca che per una settimana organizzerà una grande festa multiculturale con
dibattiti, videoproiezioni e un torneo a squadre miste. Dal 16 ottobre alla
partita si uniranno Roma, Palermo, Treviso, Rieti, Fasano, Frattamaggiore e
Crespellano.
( da "Cittadino, Il" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Benzina, il
Codacons: "Pronti alla class action" Roma "Le riduzioni dei
prezzi dei carburanti registrate in questi giorni in Italia sono del tutto
insufficienti, se raffrontate al forte deprezzamento delle quotazioni del
petrolio, sceso a 78 euro al barile. Ancora una volta gli automobilisti pagano
il prezzo del mancato adeguamento dei listini dei carburanti, che alla pompa
dovrebbero costare oggi almeno 8 centesimi di euro al litro in meno": ad
affermarlo in una nota è il presidente del Codacons
( da "Trentino" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Il segretario Cisl
vuole la convocazione ma la Cgil conferma la giornata di lotta ROMA. Non si placano
le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati nuovi tagli agli
istituti con un numero di alunni non adeguato. Sul campo anche il tema dello
sciopero generale. Raffaele Bonanni ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare
volentieri allo sciopero sulla scuola "alla condizione che il governo
convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la
scuola". Pronta la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo
sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche alla luce dei tagli che
comporterà la chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo,
segretario della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma della
protesta: "Se il governo - ha detto il segretario Francesco Scrima - è
disponibile a un confronto e a modificare gli interventi sulla scuola ciascun
sindacalista è disposto a sedersi attorno ad un tavolo. Ma la premessa è che
noi contestiamo l'obiettivo del governo, perché chiedere 8 miliardi vuol dire
mettere in ginocchio la scuola, destrutturare la scuola pubblica". La
polemica sul "dimensionamento della rete scolastica" è stata ribadita
dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani: "Intervenendo
con una disposizione ad hoc sul decreto legge 154, il governo compie una scelta
grave e inaccettabile. Grave nel metodo, perché di questo non si è in nessun
modo discusso. Nel merito, perché in questo modo burocratico e impositivo si dà
un colpo ulteriore alla scuola, all' accessibilità per tutti".
"Giovedì - ha aggiunto - la conferenza dei presidenti delle Regioni
affronterà la questione e prenderemo le decisioni necessarie. Resta il fatto
che tali iniziative, discutibili anche dal punto di vista della legittimità,
sono veri e propri macigni sul percorso del federalismo". Critiche ai
tagli "decisi dai ministri Tremonti e Gelmini" anche dal
vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, secondo il quale costituiscono
"una vera e propria macelleria sociale, un attacco alle fasce più
deboli". Intanto, oggi, davanti al Senato, si svolgerà il sit-in promosso,
tra gli altri, dai Cobas, prima delle iniziative che in tutta Italia
culmineranno nello sciopero generale a Roma del 17 ottobre: "Ai senatori -
spiega Piero Bernocchi, portavoce Cobas - mostreremo la totale opposizione del
popolo della scuola pubblica ai tremendi tagli di posti di lavoro (200 mila),
di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario di lezione; il
rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del
ripristino della scuola libro Cuore, con grembiulini e bocciature per la condotta;
nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da
Consigli di amministrazione aziendale". Infine il Codacons ha dato vita al
comitato "insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi
in tutta Italia, e con l'obiettivo di far partire una
azione collettiva contro la
riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori
continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133, come ieri
a Salerno, mentre il ministro Brunetta ha dato i numeri dei precari in regola
con la stabilizzazione: poco meno di 2.000 contro le stime finora fatte,
che arrivavano anche a quota 50.000.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
SCUOLA. Scontro
sulla manifestazione del 17 Bonanni apre: "Niente sciopero se
convocati" ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare
sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si
preparano ad una settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al
Senato e finiranno con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele
Bonanni, ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo
sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi
noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta
la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e
anzi si rafforzano anche alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha
detto Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola
arriva la conferma della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo,
perchè chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola".
"Ai senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi,
"mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai
tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500
alunni), di orario; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca
maestra unica e del ripristino della scuola "libro Cuore", con
grembiulini e bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle
scuole in Fondazioni private dirette da cda aziendali". La Conferenza delle
Regioni si riunirà giovedì suil tema. Il Codacons ha dato
vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con
100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma.
Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a
protestare negli atenei contro i tagli della legge
( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
Bonanni apre:
"Niente sciopero se convocati" Ma i sindacati confermano la protesta.
Oggi sit-in Cobas ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare
sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si
preparano ad una settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al
Senato e finiranno con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele
Bonanni, ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo
sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi
noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta
la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e
anzi si rafforzano anche alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha
detto Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola
arriva la conferma della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo,
perchè chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola".
"Ai senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi,
"mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai
tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni),
di orario; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica
e del ripristino della scuola "libro Cuore", con grembiulini e
bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in
Fondazioni private dirette da cda aziendali". La Conferenza delle Regioni
si riunirà giovedì suil tema. Il Codacons ha dato vita al
comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi
e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque
sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli
della legge
( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action
SCUOLA. Scontro
sulla manifestazione del 17 Bonanni apre: "Niente sciopero se
convocati" Ma i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas
ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati
nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si preparano ad una
settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al Senato e finiranno
con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele Bonanni, ha detto che
la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla
scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per
discutere come si riorganizza la scuola". Pronta la risposta della Cgil:
"Le motivazioni per lo sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche
alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo,
segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma
della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo, perchè chiedere 8
miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola". "Ai
senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi, "mostreremo la
totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tagli di posti di lavoro
(200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario; il
rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del
ripristino della scuola "libro Cuore", con grembiulini e bocciature
per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private
dirette da cda aziendali". La Conferenza delle Regioni si riunirà giovedì
suil tema. Il Codacons ha dato vita al comitato
"Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con
l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque
sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli
della legge
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-14 - pag: 5 autore: DALLA PRIMA La rivincita
realistica L'eccesso di debiti indotto da denaro a basso costo, il trend
insostenibile del mercato immobiliare, la rischiosità strutturale del sistema
finanziario, gli effetti perversi delle assicurazioni sui default. Gli
interventi che agiscono solo sui sintomi sono controproducenti: salvare solo
alcune banche ha distrutto la fiducia e il piano Paulson ha provocato i
collassi delle Borse rendendo reali le perdite teoriche. Perché allora la
politica si è occupata dei sintomi e non delle cause della crisi? In parte per
un'oggettiva difficoltà a rinnegare i benefici passati del mercato così come lo
conoscevamo, in parte perché una cultura di governo subalterna ai poteri
finanziari tende a tutelare quei poteri. Non è un caso che l'intervento pubblico
nel capitale delle banche sia partito dall'Europa e non da Washington dove
prevalevano i conflitti di interesse tra Amministrazione e Wall Street. Ma
perché tanto ritardo? Come avrebbe detto von Mises, non esiste un'alternativa
al mercato come meccanismo sociale che aggrega le informazioni sull'agire
economico e le rivela pubblicamente sotto forma di prezzi. Così gran parte
delle autorità pubbliche sono rimaste prive di informazioni affidabili fino a
che lo stesso mercato non le ha rivelate nella forma di una crisi già
conclamata. Il mercato infatti svolge la funzione di evidenziare anche i propri
errori (paradossalmente soprattutto con gli strumenti derivati) cosicché,
quando crescerà la pressione per regolarlo, ci si dovrà preoccupare di non
legargli troppo le mani, ma piuttosto di disperderne alcune oscurità
finanziarie e dipanarne i molti conflitti di interesse, per rendere trasparente
la sua funzione informativa. Le autorità potranno reagire ai segnali di crisi
più rapidamente, avendo imparato che più tardi lo faranno, più alti sarannoi
costi per la collettività. L'altra ragione per cui si è agito in ritardo è che
di fronte a mercati finanziari globali la risposta nazionale è inservibile.
Bisogna come minimo coordinare le risposte e agire congiuntamente, ma in
assenza di istituzioni già pronte, la difficile ripartizione dei costi
implicita nell'azione collettiva – Angela Merkel aveva valutato solo dieci giorni fa che il 25%
dei costi europei dei salvataggi bancari avrebbero fatto capo ai contribuenti
tedeschi –avviene solo quando si è sull'orlo del burrone. L'iniziativa
dell'Eurogruppo dimostra inoltre che esiste una relazione tra impegno politico
e capacità d'azione. Difficilmente sarebbe stato possibile reagire a
livello di Unione a 27, con priorità troppo divergenti. Forse sarebbe stato
impossibile anche senza la preliminare consultazione franco- tedesca. In ogni
caso gli Stati hanno riscoperto la loro forza nei confronti dei mercati proprio
quando ognuno di essi ha riconosciuto la propria solitaria debolezza. La
lezione della crisi è dunque che i poteri pubblici sono in grado di governare i
fenomeni globali, ma solo trasformando se stessi: creando ambiti di decisione
sovranazionale, e sfruttando il funzionamento ordinato dei mercati con un
comportamento trasparente di fronte ai cittadini. Non si tratta di lezioni
teoriche. Comunque vadano i mercati, nelle prossime settimane avremo a che fare
con le conseguenze recessive della crisi. Anche se contabilmente gli interventi
sul capitale delle banche non modificano l'indebitamento degli Stati, i margini
finanziari dei Governi si ridurranno in una fase di calo dell'economia in cui
non sarà facile, dopo anni di "razionalizzazioni", spiegare ai nuovi
disoccupati che la responsabilità della crisi è di anni di "follie"
finanziarie. Nonostante i vincoli imposti dai Governi nei salvataggi, le banche
ridurranno il credito all'economia per evitare nuove perdite e una maggior
necessità di capitali o un ritardo nel recupero degli azionisti privati. Molti
Paesi, tra cui quelli anglosassoni, rischiano una severa recessione e tutto il
mondo ne risentirà. Le ragioni per iniziative coordinate non sono affatto
finite ieri. Al contrario quelle ragioni si sono rafforzate e l'Europa è nella
condizione di farle valere. Carlo Bastasin carlo.bastasin@ilsole24ore.com.
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
TORTONA. APPELLO DEL
COMUNE "Provincia faccia gara per un nuovo servizio di trasporto
pubblico" L'amministrazione comunale ha chiesto alla Provincia di
convocare un vertice con gli altri Comuni serviti dall'Arfea per fare il punto
sulla situazione del trasporto pubblico locale e decidere
quale linea d'azione adottare per risolvere i problemi nell'interesse degli
utenti. "La situazione del trasporto pubblico locale - dice il vice
sindaco e assessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Cortesi - è degenerata. Benchè
da venerdì il trasporto pubblico abbia una parvenza di normalità, i disagi per
gli utenti sono gravissimi. Il disservizio provocato dall'Arfea ha
ricadute soprattutto sulle fasce meno protette della popolazione". Cortesi
sottolinea, inoltre, come il trasporto pubblico locale abbia elevati costi per
la collettività. "Occorre assumere decisioni e provvedimenti - dice - per
assicurare il regolare svolgimento del servizio. La Provincia deve avviare al
più presto la gara per il nuovo servizio di trasporto pubblico locale.
Chiediamo che convochi le amministrazioni comunali interessate per esaminare la
situazione e concertare la linea d'azione da adottare per risolvere le
problematiche del trasporto pubblico nell'interesse degli utenti". Per
cercare di migliorare la mobilità degli utenti in ambito urbano e frazionale,
il Comune di Tortona, in collaborazione con l'Arfea, ha attivato da aprile
quattro nuove linee urbane, ma il servizio spesso non funziona a dovere
specialmente alla frazione Vho dove, dal 17 settembre, è ripartito il servizio
privato di minibus con la ditta Fossati di Tortona finanziato dalla Soms
Vhoese. "Secondo la convenzione - spiega Cortesi - tutto ciò che è
trasporto pubblico deve passare attraverso l'Arfea finché la Provincia non darà
il via alla gara per il nuovo servizio". \.
( da "Asca" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action
(ASCA) - Roma, 14
ott - ''La denuncia nei confronti della Galbani e' gravissima. Un primario
marchio dell'industria alimentare italiana ha violato in modo continuativo
norme di sicurezza alimentare. La prima decisione che deve essere assunta e'
ritirare i prodotti dagli scaffali''. E' quanto afferma in una nota
l'Adiconsum. ''class="hilite">La
Magistratura inoltre deve fare piena luce individuando tutte le responsabilita'
che hanno permesso di mettere in commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura
non destinati all'alimentazione. Adiconsum a sostegno della Magistratura
valutera' la costituzione di parte civile e la possibilita' di una class="term">class class="term">action ai fini di un
risarcimento''. res-dnp/mcc/bra.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Galbani, la Coop
ritira i prodotti dai negozi DANIELA LIMONCELLI Scadenze contraffatte sui
formaggi Galbani? "I nostri prodotti sono assolutamente sicuri, faremo
emergere la realtà dei fatti contro notizie non verificate" tuona
l'azienda alimentare. E, subito, diffonde una "comunicazione per i consumatori"
- che lampeggia anche sul suo sito - in cui ribadisce che la qualità dei
prodotti - "confermata da oltre un milione e 400mila controlli annui"
- e la salute dei clienti sono suoi "obiettivi primari". Ma questo
certo non basta a frenare il ciclone. Via, subito, dai banconi di tutti i punti
vendita della Coop centro Italia i mitici Galbanino, Bel Paese o Certosa. Corre
a mille l'ansia dei consumatori. La miccia contro l'azienda alimentare è ormai
esplosa, è stata accesa da una denuncia pubblicata sul quotidiano Repubblica:
un gruppo di venditori e addetti allo stoccaggio del deposito di Perugia, si
sostiene, hanno presentato un esposto contro la Galbani denunciando di essere
"stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la
data di scadenza contraffatta". Crolla un mito. Tutti quei formaggi, tutti
quei salumi che hanno cresciuto intere generazioni - e che ogni mamma fa fatica
a credere non possano voler più dire "fiducia" - sono ritirati in un
battibaleno dalla Coop in ogni parte d'Italia "in attessa dei risultati
delle verifiche e a tutela dei consumatori". E via, subito, anche alle
ispezioni di carabinieri dei Nas e Asl disposte dal ministero della Salute.
"L'attività dei Nas è tempestiva" sottolinea il ministro Maurizio
Sacconi. E il ministero specifica poi, che i Nas erano "già impegnati in
ulteriori accertamenti sulle aziende che hanno intrattenuto rapporti
commerciali con le ditte coinvolte nell'indagine sulla truffa dei formaggi
disposta dalla procura di Cremona" e dall'inizio dell'anno i Nas hanno
effettuato ben 1.223 ispezioni e chiuso 39 strutture nel settore
lattiero-caseario "per motivi di salute pubblica". Cifre non
confortanti. Dice il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: "È
intollerabile che si perpetuino truffe che minano le certezze costruite con
anni di lavoro e l'immagine del Paese". E il ministro delle Politiche
agricole, Luca Zaia: "Chi commette questi reati va punito fino in
fondo". Il ritiro della merce dagli scaffali? "Gli interventi
prudenziali sono un bene, perché si fanno nel rispetto di azienda e salute dei
cittadini". Il ciclone non si arresta di fronte al fatto che, per ora, non
risulterebbe nessun fascicolo aperto alla procura di Perugia né tantomeno ci
sarebbe traccia di un esposto dei dipendenti della sede perugina negli uffici
giudiziari. Non sarebbero, poi, state riscontrate irregolarità dai Nas, ieri,
nella gestione del magazzino della Galbani a ponte San Giovanni a Perugia. Nel
frattempo, la Galbani corre ai ripari avviando "opportuni provvedimenti
disciplinari" e intensificando i controlli di qualità sui prodotti".
Quelli con le scadenze contraffatte? "Si riferiscono - fa sapere l'azienda
- ad un episodio accaduto nel 2005, circoscritto alla condotta di un dipendente
del deposito di Perugia, prontamente affrontato e risolto non appena
emerso". E non sarebbero quindi partiti proprio da quel sito fin dal
Duemila tonnellate di formaggi e salumi diretti in negozi di ogni parte del
Paese con "etichette dal lifting rifatto", come avrebbero invece
raccontato in un dossier i dipendenti. Ma i sindacati chiedono alla Galbani
subito un incontro "per capire cosa stia succedendo, visto che da mesi -
dice Ivan Comotti, Flai-Cgil - l'azienda è di continuo chiamata in causa in
inchieste giornalistiche su prodotti scaduti". class="hilite">Adiconsum
annuncia una "class="term">class class="term">action
ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di
difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati -
afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la
salute di tutti noi".
( da "Asca" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
(ASCA) - Perugia, 15
ott - ''Ritirare i prodotti dagli scaffali e fare piena luce accertando tutte
le responsabilita'''; sono queste le richieste contenute in una dichiarazione
del segretario generale regionale Adiconsum Cisl Umbria, Rodolfo La Sala
riguardo alla vicenda Galbani. ''La denuncia nei confronti della Galbani e'
gravissima. Un primario marchio dell'industria alimentare italiana - ha
proseguito La Sala - ha violato in modo continuativo norme di sicurezza
alimentare. La prima decisione che deve essere assunta e' quella di ritirare i
prodotti dagli scaffali. La magistratura inoltre deve fare piena luce
individuando tutte le responsabilita' che hanno permesso di mettere in
commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura non destinati
all'alimentazione. Adiconsum, a sostegno della magistratura valutera' la
costituzione di parte civile e la possibilita' class="hilite">di
una class="term">class
class="term">action ai fini di un risultato''.
Nella vicenda Galbani a richiamare l'attenzione sul Codice etico dei
lavoratori, sottoscritto al Congresso Fai di Parma nel 2001, e' stato anche il
segretario generale regionale Fai Cisl Angelo Manzotti: ''Troppo spesso il
settore alimentare e' interessato da frodi e scandali, dove la vicenda Galbani
ne e' un esempio. Questo e' dovuto dal fatto che la filiera agroalimentare e'
debole: la Fai Cisl da sempre punta a mantenere alto il valore del made in
Italy, che rappresenta per il nostro territorio sia regionale che nazionale un
eccellente biglietto da visita, nonche' un settore strategico per lo sviluppo
economico''. Il codice etico, ha spiegato Manzotti in una nota, ''richiama un
impegno diretto delle parti sociali in particolare degli occupati nella filiera
produttiva e ambientale. Trovandosi al centro di queste tematiche la Fai Cisl
ha investito sia in termini strategici che di responsabilita' sia con i propri
associati che nella collettivita' piu' in generale. I punti salienti di questo
documento sono: la responsabilita' verso l'associazione sindacale, se' stessi,
i colleghi di lavoro, l'azienda, la societa', l'ambiente e i consumatori''.
Gia' ieri sera la Galbani aveva respinto gli addebiti, facendo riferimento ad
un caso di un dipendente nel 2005, nel deposito perugino, ed aveva diffuso nel
suo sito Internet (stamane anche sul quotidiano nazionale che aveva scritto
della presunta truffa dei formaggi scaduti) un avviso a pagamento, in cui la
Societa', ribadisce la qualita' dei suoi prodotti, ''dall'approvvigionamento
delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto finito al
consumatore''. red/map/bra (Asca).
( da "Punto Informatico" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
Roma - "Google
guadagna quattrini grazie ai typosquatter": a dirlo è Ben Edelman,
professore di Harvard in un dossier pubblicato sul McAfee Security Journal.
Secondo il docente della prestigiosa università statunitense sarebbero milioni
i siti fasulli riempiti dai link di Google AdSense. Non solo: gli spot
pubblicati sui siti il cui indirizzo assomiglia soltanto a quello di siti
celebri condurrebbero molto spesso proprio agli spazi web all'ombra dei quali
sono cresciute queste pagine web fasulle. A guadagnarci, naturalmente, non è
solo Google ma anche chi detiene il sito il cui dominio è quasi identico a
quello originale: per ogni click effettuato su una pubblicità marchiata Google,
un tot di denaro va a chi detiene il dominio e un tot va a BigG. A pagare però
si ritrova l'inserzionista che, appunto, coincide spesso con chi detiene il
dominio originale, poiché non è raro trovare tra gli indirizzi consigliati dal
colosso di Mountain View proprio il sito originale. Oltre al danno, cioè, la
beffa. I dati di diffusione di tali siti sono a dir poco impressionanti:
secondo Edelman, solo negli USA si contano circa 80mila siti i cui indirizzi
sono copiati da 2mila siti originali che generano un traffico notevole, come ad
esempio i colossi del social networking MySpace e FaceBook. "Di sicuro
sono moltissimi questi siti, sono milioni, e la stragrande maggioranza pubblica
annunci Google" dichiara Edelman. Il meccanismo è molto semplice: quando
un sito-clone decide di mettere su degli annunci pubblicitari, si affida ad
agenzie che vendono i suoi spazi selezionando vari acquirenti, generalmente
utilizzando Google e il suo AdSense for Domains, il più importante spazio per
link pubblicitari. Una volta fatto ciò, tentano in tutti i modi di far sì che
tra gli annunci compaia il link del sito originale in modo da spingere i
visitatori a cliccare e a far fruttare denaro. Tutto ciò però secondo Edelman
comporta una violazione del diritto d'autore a danno del sito originale,
violazione effettuata con il tacito consenso di Google: stando a quanto
riportato da Wired, class="hilite">Edelman
avrebbe raccolto una schiera di avvocati e di rappresentanti di domini violati
per preparare una class="term">class class="term">action
tesa a dimostrare che Adsense for Domains di Google permette di perpetrare tali
frodi, ottenendo anche un'udienza da parte di un giudice federale dell'Illinois
in cui verrà chiesta l'autorizzazione per poter procedere legalmente nei confronti
di BigG. Al momento nessun commento ufficiale sulla vicenda è giunto dai
vertici di Mountain View, ma in una dichiarazione Maria Moran, uno degli
avvocati di Google, definisce come erronee le deduzioni di Edelman. Google,
sostiene il legale, non effettua alcuna azione illecita poiché si limita
semplicemente a distribuire annunci pubblicitari di terze parti né avrebbe modo
di sapere se e quando un determinato dominio infranga il copyright, né chi lo
abbia registrato o se il titolare detenga o meno le licenze d'uso fornite dal
titolare dei diritti. "Nonostante Google non abbia responsabilità" -
continua Moran - "sta comunque provvedendo a rafforzare le politiche di
protezione per tutelare chi detiene i diritti, eliminando prontamente ogni
dominio truffaldino dal programma di AdSense appena ne giunga la richiesta dal
legittimo proprietario". Vincenzo Gentile fonte immagine.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action
DANIELA LIMONCELLI
Scadenze contraffatte sui formaggi Galbani? "I nostri prodotti sono assolutamente
sicuri, faremo emergere la realtà dei fatti contro notizie non verificate"
tuona l'azienda alimentare. E, subito, diffonde una "comunicazione per i
consumatori" - che lampeggia anche sul suo sito - in cui ribadisce che la
qualità dei prodotti - "confermata da oltre un milione e 400mila controlli
annui" - e la salute dei clienti sono suoi "obiettivi primari".
Ma questo certo non basta a frenare il ciclone. Via, subito, dai banconi di
tutti i punti vendita della Coop centro Italia i mitici Galbanino, Bel Paese o
Certosa. Corre a mille l'ansia dei consumatori. La miccia contro l'azienda
alimentare è ormai esplosa, è stata accesa da una denuncia pubblicata sul
quotidiano Repubblica: un gruppo di venditori e addetti allo stoccaggio del
deposito di Perugia, si sostiene, hanno presentato un esposto contro la Galbani
denunciando di essere "stati obbligati, per anni, dai capi del personale,
a vendere merce con la data di scadenza contraffatta". Crolla un mito.
Tutti quei formaggi, tutti quei salumi che hanno cresciuto intere generazioni -
e che ogni mamma fa fatica a credere non possano voler più dire
"fiducia" - sono ritirati in un battibaleno dalla Coop in ogni parte
d'Italia "in attessa dei risultati delle verifiche e a tutela dei consumatori".
E via, subito, anche alle ispezioni di carabinieri dei Nas e Asl disposte dal
ministero della Salute. "L'attività dei Nas è tempestiva" sottolinea
il ministro Maurizio Sacconi. E il ministero specifica poi, che i Nas erano
"già impegnati in ulteriori accertamenti sulle aziende che hanno
intrattenuto rapporti commerciali con le ditte coinvolte nell'indagine sulla
truffa dei formaggi disposta dalla procura di Cremona" e dall'inizio
dell'anno i Nas hanno effettuato ben 1.223 ispezioni e chiuso 39 strutture nel
settore lattiero-caseario "per motivi di salute pubblica". Cifre non
confortanti. Dice il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: "È
intollerabile che si perpetuino truffe che minano le certezze costruite con
anni di lavoro e l'immagine del Paese". E il ministro delle Politiche
agricole, Luca Zaia: "Chi commette questi reati va punito fino in
fondo". Il ritiro della merce dagli scaffali? "Gli interventi
prudenziali sono un bene, perché si fanno nel rispetto di azienda e salute dei
cittadini". Il ciclone non si arresta di fronte al fatto che, per ora, non
risulterebbe nessun fascicolo aperto alla procura di Perugia né tantomeno ci
sarebbe traccia di un esposto dei dipendenti della sede perugina negli uffici
giudiziari. Non sarebbero, poi, state riscontrate irregolarità dai Nas, ieri,
nella gestione del magazzino della Galbani a ponte San Giovanni a Perugia. Nel
frattempo, la Galbani corre ai ripari avviando "opportuni provvedimenti
disciplinari" e intensificando i controlli di qualità sui prodotti".
Quelli con le scadenze contraffatte? "Si riferiscono - fa sapere l'azienda
- ad un episodio accaduto nel 2005, circoscritto alla condotta di un dipendente
del deposito di Perugia, prontamente affrontato e risolto non appena
emerso". E non sarebbero quindi partiti proprio da quel sito fin dal
Duemila tonnellate di formaggi e salumi diretti in negozi di ogni parte del
Paese con "etichette dal lifting rifatto", come avrebbero invece
raccontato in un dossier i dipendenti. Ma i sindacati chiedono alla Galbani
subito un incontro "per capire cosa stia succedendo, visto che da mesi -
dice Ivan Comotti, Flai-Cgil - l'azienda è di continuo chiamata in causa in
inchieste giornalistiche su prodotti scaduti". class="hilite">Adiconsum
annuncia una "class="term">class class="term">action
ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di
difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati -
afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la
salute di tutti noi".
( da "Corriere Adriatico" del 16-10-2008)
Argomenti: Class Action
Auditorium Si discute
di class action MACERATA - La Camera di commercio, in collaborazione con
l'Università di Macerata, organizza una giornata di studio teorico-pratico sul funzionamento dell'azione collettiva risarcitoria, nota al pubblico con il termine anglosassone di
"class action". L'obbiettivo condiviso tra i due Enti è tentare di
superare i molti punti oscuri circa l'effettivo funzionamento di tale azione
sia nell'ambito oggettivo che soggettivo, fornendo agli operatori del diritto,
siano essi avvocati o magistrati, alle imprese, ai consulenti ed ai
consumatori, un corretto inquadramento giuridico dell'istituto, nonché di
rappresentare i punti di forza e di debolezza, le opportunità ed i vincoli
della normativa in esame. L'incontro è previsto per venerdì 24 ottobre 2008
presso l'auditorium di San Paolo, Università di Macerata , alle ore 10.
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina V - Milano La
mobilitazione Il "No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei
cobas scuola Il corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli
all'istruzione si è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti.
Il montare della protesta nelle scuole e nelle università ha moltiplicato i
punti di concentramento e diviso la manifestazione in vari spezzoni. La
questura ha autorizzato tre cortei: quello degli studenti medi che si muoverà
alle 9.30 da Largo Cairoli e arriverà al provveditorato in via Ripamonti.
Quello delle maestre e dei genitori di Retescuole, sempre con arrivo in via
Ripamonti ma con partenza da piazza Missori alle 10, e quello dei sindacati di
base che si ritrovano in Cairoli alle 10 per sciogliersi in piazza Duomo dopo
un comizio. Non sono autorizzati invece i cortei dei collettivi universitari,
che partiranno di prima mattina dai vari atenei per poi convergere in piazza
Cordusio e da lì unirsi agli studenti medi in Cairoli. I collettivi della
Bicocca e della Statale si sono dati appuntamento alle 8 per un picchetto
davanti all'ingresso di via Festa del Perdono, dove ci saranno anche i
lavoratori dell'università. Sempre alle 8 si formerà lo spezzone che partirà da
via Conservatorio, sede di Scienze politiche. Altri ritrovi sono in piazza
Montanelli a Sesto San Giovanni, che ospita il corso in Mediazione culturale, e
in via Brera, di fronte all'Accademia delle belle arti. Poi si annunciano
"picchetti volanti, azioni dimostrative - annunciano i
collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A complicare la
geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle 7 degli
attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da mesi,
della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti, dove
da anni è attivo l'Ambulatorio medico popolare. (l. b.).
( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Economia reale Caro
direttore, dato l'alto indebitamento delle imprese è inevitabile che ad una
fase di stagnazione, in atto o prevista dagli operatori, corrisponda una
riduzione dei valori della borsa più che proporzionale rispetto alla riduzione
nella economia reale. Ciò è dovuto alla leva finanziaria (leverage) che produce
utili per gli azionisti e valori delle azioni più che proporzionali rispetto ai
miglioramenti dell'economia reale, ma è anche un'arma a doppio taglio che nei
periodi di difficoltà e a causa del pesante indebitamento riduce di molto i
risultati per gli azionisti e quindi il valore delle azioni. In un periodo di
stagnazione della economia reale occorrerebbe individuare quale sia la
riduzione dei valori di borsa coerente con la leva finanziaria, non illudendosi
di poter recuperare il precedente livello borsistico prima che riparta
l'economia reale ma neanche temendo crolli borsistici oltre misura che possono
essere alimentati da tali timori. Saluti. Ascanio De Sanctis Roma Principi
etici Caro direttore, due parole sole sul Papa che ha il coraggio di dirci che
"la scienza non è in grado di elaborare principi etici". Ma se non
era per gli scienziati stavamo ancora qui a morire di peste consolati
dall'elaborato principio etico del castigo di dio. Oltretutto con la liceità
del ricorso ai periodi infecondi dell'"Humanae Vitae" il magistero
della Chiesa basa il suo principio etico dell'amore coniugale e della paternità
responsabile (della maternità non si parla) su un "metodo
scientifico". Ora il metodo Ogino-Knaus è del '28, la "Humanae
Vitae" del '68. Benché io preferisca altri metodi più scientificamente
sicuri, qui siamo di fronte a un evidente caso nel quale è la Chiesa a non
essere in grado di elaborare principi etici e come al solito ha dovuto
accoglierli e riconoscerli come necessari. Come quell'altro fatterello di non
poco conto della terra piatta. Roberto Martina Napoli Caro Direttore, non
immagina quanto sia deprimente ascoltare in più occasioni in giro per Napoli,
ad esempio, seduti nei mezzi pubblici, nelle sale di attesa di studi medici,
mentre si prende un caffè al bar oppure si è in fila in un ufficio postale o
alle casse in un supermercato, un continuo malcontento sullo stato di salute
della città. Basta un nulla per innescare la miccia e aprire colorati confronti
che poi non portano a nulla, se non ad ingigantire le deludenti considerazioni,
che ognuno di noi ha già riguardo le precarie condizioni sulla vivibilità
cittadina. Ormai tutto ciò fa parte del nostro quotidiano e siamo in parecchi
spesso a incuriosirci a questi capanneli, tentando a volte anche di dire la
nostra. Ho notato, però, che con il passare del tempo e con l'accentuarsi degli
aspetti negativi, questi momenti diventano sempre più esasperati. La gente è
ormai stanca di convivere in un contesto in cui sembra che tutto vada a rotoli
e che non ci sia nessuno che sappia prendere il bandolo della matassa. Si
assiste ad un continuo rimbalzo di responsabilità, mancano punti di riferimento
stabile laddove poi se ne materializza qualcuno durano il tempo di un giorno.
Certo non siamo in una città da incubo, ma non ci siamo molto lontani. In molti
prevale il pessimismo e la sfiducia nel domani. Insomma a tanti manca un
progetto comune, cui credere per un futuro diverso e ricco di emozioni. Ritengo
che in questo poi si traduca la vera sconfitta della nostra attuale
amministrazione cittadina. In effetti, non è riuscita forse neanche per colpe
tutte ad essa imputabili, a rendere esecutivi progetti di medio e lungo
periodo, quelli intorno ai quali suscitare curiosità ed emozioni tra la gente
comune. Andando in giro si respira inquietudini e diffidenza. Si continua a
perseverare negli errori più elementari, come quelli di creare aspettative
intorno a momenti a carattere solo mediatico come, ad esempio, l'ultima
supergiunta che non ha ancora portato a nulla di percepibile all'occhio del
cittadino. Questo è invece il solco da tracciare e lungo il quale provare a
conquistare la fiducia dell'opinione pubblica. Occorrono certezze nelle
risposte da dare al territorio, senza badare ad alcun
equilibrio politico, ma prendendo esclusivamente a cuore l'interesse
collettivo. In questo si traduce la vera sfida dell'attuale classe di
amministratori pubblici se vuole poi realmente provarci, altrimenti è meglio
per tutti che passi la mano. Nicola Campoli Napoli 17/10/2008.
( da "Adnkronos" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
NON HANNO ADOTTATO
MISURE CONCRETE CONTRO IL CAROVITA ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte
le notizie di ECONOMIA Roma, 17 ott. - (Adnkronos) - Una nuova iniziativa
legale sul fronte dei prezzi viene annunciata oggi dal Presidente Codacons,
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Legambiente di
Napoli promuove, per la prima volta in'Italia, un'azione collettiva civile e penale contro i
trafficanti di rifiuti che hanno avvelenato larghe zone della Campania con gli
sversamenti illegali di scorie e fanchi di ogni tipo. L'iniziativa, che arriva
all'indomani delle confessioni di numerosi pentiti, sarà presenta oggi nella
sede dell'associazione in via Miroballo al Pendino.
( da "Asca" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
(ASCA) - Roma, 17
ott - Circa 65mila tir carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia per
sversare ben un milione e 300mila tonnellate di rifiuti nella sola discarica
Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le province di
Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi da Gaetano
Vassallo, oggi collaboratore di giustizia. Un fotogramma questo per inquadrare
14 anni di mattanza in Campania dove si e' realizzato uno tra i piu' gravi
disastri ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto.
Con ''Pagateci il danno'', Legambiente si schiera in prima linea con tutti
coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti
delle ecomafie, soprattutto nel settore dei rifiuti, nonostante molte delle
operazioni illegali fossero note alle istituzioni e precisamente denunciate nei
dossier sull'ecomafia realizzati da Legambiente sin dal 1994. Legambiente si
costituira', appena sara' possibile, nel procedimento penale scaturito dalla
dichiarazioni di Gaetano Vassallo e lo fara' coinvolgendo un ampio fronte di
soggetti interessati dal fenomeno criminale, dai Comuni interessati dai siti
abusivi di smaltimento ai referenti del settore agricolo e turistico, a tutti i
cittadini che in tanti modi hanno pagato sulla propria pelle ''la colpa'' di
vivere in queste zone. Per rendere concreta l'operazione, class="hilite">come
una sorta di ''class="term">class class="term">action'',
l'associazione ambientalista mettera' a disposizione avvocati e volontari che
raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini,
amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati
da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorita' giudiziaria. res-map/sam/rob
(Asca).
( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Ecomafie Parte
civile in processo nato da dichiarazioni pentito Vassallo postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 ott. (Apcom) - Chiederanno un 'risarcimento
danni' sia in sede penale che civile gli avvocati e i volontari di Legambiente,
che annuncia "una grande azione legale, corale e organizzata, per dare
voce a tutte le persone che hanno subito danni morali, biologici ed economici a
causa dei traffici illeciti dei rifiuti che hanno avvelenato i terreni, le
acque, l'aria, gli animali e i cittadini della Campania". L'associazione
ambientalista infatti si "costituirà, appena sarà possibile, nel
procedimento penale scaturito dalla dichiarazioni di Gaetano Vassallo, che
hanno riavviato le inchieste sul disastro ambientale "ripartendo da ciò
che Legambiente aveva denunciato 14 anni fa, e cioè che la Campania era
diventata la grande pattumiera d'Italia, che c'era in atto un patto scellerato
tra politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per
gestire la torta dei rifiuti urbani e industriali". Per rendere concreta
l'operazione, class="hilite">come una
sorta di 'class="term">class
class="term">action', Legambiente
annuncia che "metterà a disposizione avvocati e volontari che
raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini,
amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici
raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria. Circa
65mila Tir carichi di veleni - ricorda l'associazione - hanno attraversato
mezza Italia per sversare circa 1 milione e 300mila tonnellate di rifiuti solo
nella discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le
province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi
da Gaetano Vassallo". Con 'Pagateci il danno', "campagna nazionale
contro l'ecomafia e chi ha avvelenato la Campania con i traffici e gli
smaltimenti illegali di rifiuti", Legambiente lancia quindi "una
grande mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale; un
invito alla società civile affinché contribuisca con la propria adesione alla
riuscita della prima vera azione collettiva contro chi
ha deliberatamente devastato un territorio e danneggiato, in alcuni casi irrimediabilmente,
l'ambiente e l'economia ma soprattutto la salute dei cittadini abitanti delle
aree inquinate".
( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
(17/10/2008 15:16) |
(Sesto Potere) - Roma - 17 ottobre 2008 - Una nuova iniziativa legale sul
fronte dei prezzi viene annunciata oggi dal Presidente Codacons, Carlo Rienzi,
presente al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione,
organizzato come di consueto a Cernobbio dalla Coldiretti. Tra i responsabili
del carovita si sono sempre citati i commercianti, le lobby, lo Stato, le compagnie
petrolifere, le assicurazioni le banche, la grande distribuzione, ecc., ma non
si è mai parlato delle responsabilità in capo si sindaci dei vari comuni
d'Italia. Costoro, infatti, pur potendo intervenire per sostenere i bilanci
delle famiglie, ridurre i prezzi o incentivare i consumi, attraverso delibere
comunali ad hoc e grazie all'autonomia che il nostro ordinamento gli consente,
poco e niente hanno fatto nel corso degli anni, concorrendo al depauperamento
del potere d'acquisto dei cittadini da loro governati. Basti pensare che l'art.
54 del DPR 24 luglio 1977 n. 616, stabilisce che: Sono attribuite ai comuni le
funzioni amministrative relative: a) alla vigilanza sulla applicazione dei
provvedimenti in materia di regolamentazione dei prezzi al consumo; b) alla
istituzione e regolamentazione dei mercati per il commercio al minuto; c)
all'impianto ed alla gestione dei mercati all'ingrosso dei prodotti
ortoflorofrutticoli, del bestiame,delle carni e dei prodotti ittici, ad
eccezione dei mercati alla produzione; In particolare da parte dei sindaci una
misura, davvero importante sul fronte del carovita e di semplice realizzazione
pratica, è mancata in tutti questi anni: la vendita diretta
produttore-consumatore nel settore dell'ortofrutta. "Il Sindaco di un
comune - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - è responsabile
dell'organizzazione e della realizzazione dei mercati comunali. Questa sua
funzione gli consente il potere di aprire anche solo la domenica, come
richiesto più volte dal Codacons e da tutte le associazioni degli agricoltori,
i mercati rionali per la vendita diretta di frutta e verdura dal produttore al
consumatore. Un provvedimento che, tranne rarissimi comuni, è sempre mancato,
ed ha impedito un risparmio medio pari a circa 200 euro annui a famiglia e
soprattutto ha impedito di innescare la virtuosa concorrenza '. Proprio in
relazione a questo mancato risparmio in favore delle famiglie, l'ufficio legale
del Codacons sta preparando class="hilite">una
diffida e una successiva class="term">class class="term">action
contro i Sindaci, e saranno raccolte le firme dei cittadini proprio nei
mercati, per avviare il primo gennaio una mega class="term">class class="term">action
contro i sindaci degli 8.000 comuni d'Italia i quali, non aprendo nel giorno di
riposo domenicale i mercati rionali, hanno impedito la vendita diretta da parte
dei produttori agricoli dei generi ortofrutticoli, contribuendo così al rialzo
dei prezzi, al prosperare della speculazione della filiera dei distributori e
grossisti, con la conseguenza dell'impoverimento dei consumatori e della crisi
dei consumi. Intanto domani il Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, e le
associazioni dei consumatori, accogliendo la proposta lanciata già anni fa dal
Codacons, presenteranno i "mercati diretti' con prezzi inferiori del 30%
rispetto la media nazionale. Si tratta di una convenzione stipulata tra
agricoltori e consumatori, spiega il Codacons, grazie alla quale i cittadini
potranno acquistare direttamente dai produttori generi ortofrutticoli a prezzi
inferiori del 30% rispetto alla media nazionale risultante dalle rilevazioni
del servizio "Sms consumatori'.
( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
(17/10/2008 16:06) |
(Sesto Potere) - Roma - 17 ottobre 2008 - Circa 65mila tir carichi di rifiuti
hanno attraversato mezza Italia per sversare ben un milione e 300mila
tonnellate di rifiuti nella sola discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto
discariche, poste tra le province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome
e per conto dei Casalesi da Gaetano Vassallo, oggi collaboratore di giustizia.
Un fotogramma questo per inquadrare 14 anni di mattanza in Campania dove si è
realizzato uno tra i più gravi disastri ambientali, economici e sociali che il
nostro Paese abbia mai visto. Con “Pagateci il danno”, Legambiente si schiera
in prima linea con tutti coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti
dei traffici illeciti delle ecomafie, soprattutto nel settore dei rifiuti,
nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e
precisamente denunciate nei dossier sull'ecomafia realizzati da Legambiente sin
dal 1994. Una grande azione legale, corale e organizzata, per dare voce a tutte
le persone che hanno subito danni morali, biologici ed economici a causa dei
traffici illeciti dei rifiuti che hanno avvelenato i terreni, le acque, l'aria,
gli animali e i cittadini della Campania. Una grande mobilitazione civile
contro ogni forma di criminalità ambientale; un invito alla società civile
affinché contribuisca con la propria adesione alla riuscita della prima vera
azione collettiva contro chi ha deliberatamente
devastato un territorio e danneggiato, in alcuni casi irrimediabilmente,
l'ambiente e l'economia ma soprattutto la salute dei cittadini abitanti delle
aree inquinate. Le recenti dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, hanno
ora riavviato le inchieste sul disastro ambientale ripartendo da ciò che
Legambiente aveva denunciato 14 anni fa, e cioè che la Campania era diventata
la grande pattumiera d'Italia, che c'era in atto un patto scellerato tra
politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per
gestire la torta dei rifiuti urbani e industriali. Cave, terreni agricoli, fiumi,
torrenti si stavano velocemente riempiendo di veleni d'ogni tipo, sotto gli
occhi di tutti. E le denunce di Legambiente delineavano già allora con
precisione gli scenari presenti e futuri, svelavano intrecci, connivenze,
facevano nomi e cognomi dei responsabili di uno tra i più gravi disastri
ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto.
Legambiente quindi si costituirà, appena sarà possibile, nel procedimento
penale scaturito dalla dichiarazioni di Gaetano Vassallo e lo farà coinvolgendo
un ampio fronte di soggetti interessati dal fenomeno criminale, dai Comuni
interessati dai siti abusivi di smaltimento ai referenti del settore agricolo e
turistico, a tutti i cittadini che in tanti modi hanno pagato sulla propria
pelle “la colpa” di vivere in queste zone. Per rendere concreta l'operazione,
come una sorta di “class="hilite">class="term">class class="term">action”, Legambiente metterà a
disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le
segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i
Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati
dall'autorità giudiziaria. Per ogni adesione saranno verificate le effettive
condizioni che consentono, in base al codice di procedura penale, di essere
riconosciuti nel ruolo di parte civile e/o di avviare una causa di risarcimento
danni in sede civile. Si tratta, insomma, di un'iniziativa pubblica di
interesse nazionale che costituirà la base di partenza per una mobilitazione civile
contro ogni forma di criminalità ambientale. “Occorre riprendersi la dignità
violata da tanti, troppi, anni di inerzia, opportunismi e collusioni d'ogni
risma consumati sulla pelle dei cittadini e dell'ambiente – ha dichiarato
Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità dell'associazione
- . Proviamo a cominciare da qui, da un moto popolare di rivendicazione di
diritti fondamentali che si spera trovino giustizia, oggi, almeno nelle aule
dei tribunali”. E non è un caso che questa grande campagna nazionale contro
l'ecomafia, parta dalla Campania, la regione che per il 14° anno consecutivo si
conferma leader a livello nazionale per il numero di reati ambientali: nel 2007
sono stati bene 4.695 gli illeciti accertati (+56% rispetto al 2006), in media
tredici reati al giorno, uno ogni due ore. 3289 sono le persone denunciate o
arrestate (+16% rispetto al 2006) e ben 1.463 sequestri effettuati. O' sistema
illegale è gestito da ben 75 clan, che hanno il monopolio sul ciclo del
cemento, rifiuti e racket degli animali. E in testa alla classifica
nel ciclo dei rifiuti non poteva che esserci sempre la Campania, con un
“sistema” perverso di gestione illegale di rifiuti urbani e speciali che ha
impressionato il mondo intero per le sue conseguenze disastrose. Solo nel 2007
sono state individuate ben 222 discariche abusive, accertate 613 infrazioni
(+36% rispetto al 2006), 575 le persone denunciate e arrestate e 296 sequestri
effettuati. Grazie all'introduzione del delitto ambientale di organizzazione di
traffico illecito di rifiuti (ex art 53bis decreto Ronchi oggi art260 del
codice dell'ambiente) dal 2002 ad oggi in Campania sono stati arrestati ben 189
trafficanti, 346 le persone denunciate e oltre 92 le aziende implicate con il
coinvolgimento di sette procure a livello regionale. Per non parlare della
“catena montuosa” dei rifiuti scomparsi: in Italia, in nove anni risultano
scomparsi nel nulla 143milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Montagne di
rifiuti certamente prodotti ma di cui non si ha notizia né per le attività di
recupero, né di corretto smaltimento. “E chissà se una buona parte di questi
rifiuti, inghiottiti dal nulla, non siano stati smaltiti nella nostra regione e
trasformati in oro dalla Rifiuti S.p.a - ha commentato Michele Buonomo, presidente
di Legambiente Campania - Nelle terre dell'ecomafia è avvenuto un vero e
proprio ecocidio premeditato, ma ora dobbiamo dire basta e impegnarci affinché
il danno sia ripagato. “Pagateci il danno” è quindi una battaglia di legalità
per e con i cittadini, mentre alla politica - ha concluso Buonomo – chiediamo
di non perdere altro tempo e di approvare in tempi brevi l'introduzione del
delitto ambientale nel codice penale.” Il primo atto di questa iniziativa
legale è rappresentato dalla cosiddetta istanza di conoscenza di fase e stato
del procedimento che Legambiente ha già depositato presso la Procura della
Repubblica di Napoli, anticipando la sua intenzione di costituirsi parte civile
nel procedimento penale scaturito dalle dichiarazioni rese da Gaetano Vassallo.
La seconda azione sarà la richiesta nel giudizio penale del risarcimento del
danno derivante dal reato (art. 74 cpp) attraverso la costituzione di parte
civile. Legambiente ha quindi avviato la verifica relativa alla possibilità di
agire anche in sede civile, al fine di ottenere un più congruo risarcimento dei
danni e in base alle conseguenti considerazioni l'associazione promuoverà
l'azione di risarcimento danni in sede civile una volta che saranno noti i
reati specifici contestati agli indagati e, quindi, i relativi tempi di
prescrizione. Per aderire, segnalare, contribuire all'iniziativa,
l'Osservatorio nazionale ambiente e legalità e Legambiente Campania hanno messo
a disposizione due numeri di telefono (0686268372 e 081261890), attivi dalle
10,30 alle 18,00, dal lunedì al venerdì, ed è stato attivato un gruppo di
avvocati e di volontari che cureranno la raccolta delle adesioni e l'avvio
delle procedure previste per la costituzione in giudizio, come parte civile.
Legambiente, anche sulla base delle informazioni che saranno acquisite dagli
uffici giudiziari, individuerà i territori interessati dai fenomeni di
smaltimento abusivo oggetto delle indagini e, quindi, le aree in cui vivono le
parti offese (persone, imprese, associazioni, comuni etc.). Questo lavoro
consentirà di individuare tutti i soggetti a cui offrire la possibilità di
costituirsi avvalendosi dell'assistenza legale in tutte le fasi del giudizio.
Legambiente rivolge quindi un appello a tutti gli avvocati, gli ingegneri
ambientali e ai tecnici della Campania e non, che intendono impegnarsi in
questa azione collettiva di risarcimento danni.
Sarebbe un modo concreto per dimostrare il proprio impegno contro fenomeni
criminali che rappresentano una vera e propria minaccia alla convivenza civile.
( da "Emilianet" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
Coop&mondo Reggio
a confronto sulla sussidiarietà E' uno strumento di crescita civile e politica
per la collettività. Convegno ad ampio raggio con Antonella Spaggiari e Ivan
Soncini REGGIO EMILIA, 17 OTT. 2008 - Sarà Antonella Spaggiari, presidente
della Fondazione Pietro Manodori, ad aprire il convegno su "Sussidiarietà,
un altro nome della libertà", in programma sabato 18 ottobre nell'Aula
Magna "Pietro Manodori" dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
L'iniziativa, promossa da Compagnia delle Opere, Confcooperative, Legacoop,
Cooperativa sociale "Madre Teresa", Boorea, Consorzio Oscar Romero,
Istituto paritario "Vladimiro Spallanzani" e Fondazione per la
sussidiarietà, si avvale del patrocinio della Camera di Commercio di Reggio
Emilia, ed è finalizzata ad approfondire un tema sottolinea Giancarlo Staccia
di Compagnia delle Opere "al quale si lega profondamente qualsiasi
possibilità di crescita culturale, civile e politica della città, con riflessi
che si estendono in modo diretto anche ad un più esteso incremento della
qualità del tessuto sociale". "Proprio nella sussidiarietà sottolinea
Staccia troviamo l'espressione di persone e formazioni sociali che sanno
mobilitarsi per rispondere ai bisogni tanto dei singoli che della collettività.
E' un principio fondante per ogni società che voglia mettere
al centro della propria azione il rispetto della dignità della persona,
favorendo l'assunzione di responsabilità di chi desidera spendersi per il bene
comune." "Ecco perché conclude Staccia - parlare di sussidiarietà
significa anche parlare di libertà: libertà di organizzarsi per creare opere ed
iniziative capaci di costruire risposte più adeguate ai reali bisogni di tutti."
Il tema della sussidiarietà (cosa è e quali implicazioni comporta) sarà
affrontato da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la
Sussidiarietà (e tra l'altro autore di un saggio uscito nella collana
"Punto di fuga" di Guerini e Associati), al cui intervento si
affiancheranno alcune testimonianze sul valore della sussidiarietà come
strumento praticato e praticabile. Tra queste esperienze, quella di Maria Iotti
(presidente della Cooperativa sociale "Madre Teresa", impegnata a
fianco delle donne sole con minori in difficoltà), Ivan Soncini (presidente di
Boorea), Mauro Ponzi (presidente del Consorzio "Oscar Romero") e
Giuliano Romoli (preside dell'Istituto paritario "Vladimiro
Spallanzani"). I lavori sono in programma sabato 18 ottobre nell'Aula
Magna dell'Università (Viale Allegri, 9) con inizio alle 10,30.
( da "Agi" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action
R&S UNIVERSITA':
MILANO, COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE (AGI) -
Milano, 17 ott. - I collettivi degli studenti universitari milanesi hanno
deciso una mobilitazione permanente con l'obiettivo di far "ritirare"
il decreto Gelmini. Alla facolta' di Scienze politiche della Statale di Milano
si e' da poco conclusa l'assemblea dei collettivi studenteschi delle
universita' milanesi che hanno aderito al "No Gelmini Day" di
questa mattina. Assemblea a microfono aperto per gli studenti del collettivi di
Scienze Politiche, Mediazione culturale, Accedemia di Brera, ma anche
Politecnico, Biccocca e Festa del Perdono che, una volta arrivati sotto la sede
del provveditorato in via Ripamonti, dopo aver sfilato per le vie della citta'
insieme a studenti di scuole superiori, insegnanti e genitori di primarie e
medie inferiori, hanno fatto rientro alla Facolta' di Scienze Politiche per
decidere le prossime tappe della mobilitazione. Gli studenti sono entrati nel
cortile della facolta' con un camioncino, sopra lo striscione simbolo del
corteo di stamattina: "Gelmini e Tremonti e' solo l'inizio". All'ingresso:
"Scienze Politiche: contro la Gelmini si inizia qui". "Siamo in
stato di agitazione permanente - spiega Leon, uno degli animatori della
protesta, del collettivo Scienze Politiche - non ci fermeremo finche' non
ritireranno la legge. A Parigi lo hanno fatto e sono partiti quando la legge
era gia' passata". Niente strategie di occupazione ma una
"mobilitazione che verra'' decisa di giorno in giorno - spiegano - faremo
assemblee, lezioni nei parchi, azioni di disturbo delle lezioni, occuperemo le
aule...". Gia' lunedi' 20, sono previste iniziative all'accademia di Brera
e martedi' 21, contro i tagli inseriti nella legge 133 del 2008, gli Stati
generali d'Ateneo all'universita' statale a partire dalle 9.30 nell'aula magna
di via Festa del Perdono. (AGI).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action
Ecco i risultati del
questionario sull'efficienza del servizio. Annunciata in gennaio la "class
action" dei viaggiatori per il risarcimento danni Il presidente Claut:
"C'è molta insoddisfazione tra gli utenti anche per i costi dei biglietti"
La pagella dei treni in Fvg: sporchi e lenti E i pendolari fanno causa alle
Ferrovie di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Treni sporchi e in ritardo. Pendolari
costretti a viaggiare in piedi, vagoni poco sicuri soprattutto di notte,
biglietti che costano troppo. Continuano i soliti disagi subiti da chi viaggia
ogni giorno in treno per motivi di lavoro o di studio. Lo mette in evidenza il
risultato di un questionario distribuito dal Codacons del Friuli Venezia Giulia
tra i pendolari che quotidianamente transitano sulla Udine-Pordenone. Gli
intervistati sono critici, basta analizzare le risposte date alla prima
domanda. Il giudizio sulla puntualità di Trenitalia viene definito
"pessimo" o "insufficiente" da quasi la metà degli
intervistati, è solo sufficiente invece per oltre 400 persone. I cronici
ritardi dei treni vengono confermati da chi ogni giorno frequenta le stazioni
ferroviarie. E proprio per i disagi che vengono subiti dai viaggiatori il
Codacons si sta organizzando per avviare, da gennaio, azioni
legali collettive per la richiesta di risarcimento danni, la conosciuta
"class action". Lo fa sapere il presidente regionale del Codacons
Vitto Claut che sottolinea "la scontentezza generale" tra i
pendolari, che vedono il costo dei biglietti lievitare ma come controparte non
trovano servizi adeguati. "Stiamo pensando ad azioni collettive per
tutelare i viaggiatori", conferma l'avvocato del Codacons. L'associazione
che tutela i consumatori mette in evidenza alcune delle risposte date dai
viaggiatori e punta il dito anche sui costi dei biglietti. Se da Pordenone si
vuole andare a Trieste è bene sapere che è meglio fare due ticket, uno da
Pordenone a Udine (costo 3,65 euro), l'altro per la tratta Udine-Trieste
(6,70): due biglietti costano meno di uno complessivo, cioè 10,35 euro anziché 10,55.
Gli esempi incredibili continuano. Costa meno andare da Udine a Conegliano -
4,25 euro - piuttosto che da Udine a Sacile - 5,20 euro -, che notoriamente è
piú vicino. Insomma, chi da Udine va a Sacile risparmia un euro se fa il
biglietto per Conegliano. Tra i pendolari c'è poi chi ha qualcosa da dire sui
posti a sedere, quasi appiccicati, "non c'è spazio per le gambe",
dicono. Secondo il Codacons, Trenitalia potrebbe prendere spunto
dall'iniziativa dell'associazione per organizzarne un'altra insieme e fare
un'indagine per confrontare e approfondire ancora quali sono i disagi piú
frequenti per i pendolari. Un mese fa il Codacons ha distribuito 1.500
questionari tra i pendolari della Udine-Pordenone e le risposte sono state
1.175. Secondo i risultati, i ritardi nella media di un mese sono almeno tre
per 265 viaggiatori, ma per la maggioranza, cioè 335 persone, sono addirittura
10 ogni mese, e per 210 viaggiatori sono ancora di piú. È invece appena
sufficiente il giudizio dato per quanto riguarda i posti a sedere. In centinaia
hanno risposto che in un mese molte volte non hanno trovato un posto libero.
C'è poi la nota diolente dell'igiene delle carrozze. Il giudizio sulla pulizia
dei treni è pessimo per 380 viaggiatori, insufficiente per 365, sufficiente per
280, dicreto per 95 e buono per 60 persone. E c'è chi ritiene di aver trovato
il treno sporco piú di dieci volte al mese, insomma quasi a giorni alterni. Ci
sono poi anche gli appunti lasciati dai viaggiatori che sottolineano la
sporcizia in particolare nei bagni, i bagagli lasciati in mezzo ai corridoi
senza alcun intervento dei controllori per fare spostare le valigie che
intralciano, l'assenza di sorveglianza.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action
ENRICA PROCACCINI
Traffico illecito dei rifiuti in Campania, parte l'azione collettiva di risarcimento danni in sede
civile e penale promossa da Legambiente. Ieri mattina, il primo step
dell'iniziativa legale. L'avvocato Francesco Dodaro ha depositato presso la
Procura della Repubblica di Napoli la cosiddetta "istanza di conoscenza di
fase e stato del procedimento". Secondo passo: Legambiente si
costituirà parte civile nel procedimento penale scaturito dalle dichiarazioni
di Gaetano Vassallo, il collaboratore di giustizia che per anni ha gestito per
conto del clan dei Casalesi i traffici illegali di rifiuti tra Napoli e
Caserta. "Con la campagna "Pagateci il danno" - spiega Michele
Buonuomo, presidente di Legambiente Campania - ci schieriamo con tutti coloro
che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie,
nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e
denunciate dai nostri dossier". Mano tesa ai Comuni, sede dei siti abusivi
di smaltimento, alle imprese, in particolare dei settori più colpiti, agricolo
e turistico, e ai cittadini. "Abbiamo costituito un pool di avvocati e
volontari - aggiunge Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e
Legalità dell'associazione - che raccoglieranno le adesioni. Per ciascuna
richiesta, saranno verificate le condizioni che consentono di essere
riconosciuti nel ruolo di parte civile e di avviare una causa di risarcimento
danni". Legambiente assicura assistenza legale, gratuita, in tutte le fasi
del giudizio. E da ieri sono attive le due linee telefoniche (0686268372 e
081261890) dedicate alla nuova campagna. Ma anche a nuove segnalazioni.
"Oggi non ci sono più i grandi camion che vengono a scaricare rifiuti
tossici - dice Raffaele Del Giudice, direttore di Legambiente Campania, noto
per la sua partecipazione al documentario di denuncia Biùtiful cautri -: ci
pensano i furgoncini che conoscono meglio il territorio". Tra le nuove
aree prese di mira dagli ecomafiosi, l'agro noverino-sarnese, l'alta piana del
Sele e la provincia di Salerno.