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DOSSIER “CLASS ACTION”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  1-19 ottobre 2008      #TOP



Report "Class action"

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Indice delle sezioni

Class action (76)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari. (Deliberazione n. 276) ( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di garanzia collettiva dei fidi", e in particolare i commi 29, 30 e 31, concernenti le banche costituite in forma di societa' cooperativa a responsabilita' limitata che, in base al proprio statuto, esercitano prevalentemente l'attivita' di garanzia collettiva dei fidi a favore dei soci ("banche di garanzia collettiva dei fidi");

La class action finisce nel congelatore ( da "Milano Finanza (MF)" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: inserire il rinvio della normativa nel decreto di fine anno Le associazioni dei consumatori dovranno riporre nel cassetto le azioni collettive che volevano lanciare dal 1 gennaio 2009 La maggioranza non ha ancora sciolto i nodi della riforma La class action può attendere. Chi vuole avviare un'azione collettiva contro qualche società o ente, deve rassegnarsi ad aspettare un bel po'.

CITTADINANZATTIVA SU FIRMA PROTOCOLLO DI CONCILIAZIONE NEL TRASPORTO FERROVIARIO: CONQUISTA ATTESA 10 ANNI, MA ANCORA NON TUTELATI I DIRITTI DEI PENDOLARI ( da "marketpress.info" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Mancando ancora la class action, tale procedura potrebbe applicarsi con decisione alla gestione dei reclami collettivi, come peraltro già sperimentato occasionalmente da Trenitalia". Nelle parole di Giustino Trincia, Responsabile per le politiche dei consumatori, la posizione di Cittadinanzattiva in occasione della odierna sottoscrizione a Roma della "

Crac parmalat, il pm all'attacco "risparmiatori fregati dalle banche" ( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le incognite su questo fronte, tra l'altro, sembrano ormai ridotte al lumicino: il processo Usa contro Citigroup dovrebbe chiudersi in tempi brevi (mentre deve ancora partire quello a Bofa) mentre Collecchio è uscita del tutto dalla class action Usa. (e.l.).

Parmalat, pm: in cinque anni nulla è cambiato nei controlli ( da "Reuters Italia" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: In Italia la class action si è ridotta a un centinaio di richieste davanti a un giudice. Ci attendiamo molto da questa sentenza". La requisitoria di Fusco segue quella di oltre sette ore fatta ieri dal suo collega Carlo Nocerino, che oggi ha ribadito che "non è credibile che si sia andati avanti per 15 anni senza connivenze politiche e istituzionali"

Vicenza, il consiglio di Stato boccia il referendum sulla base Usa ( da "Repubblica.it" del 01-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura". Il testo del quesito. L'Amministrazione Comunale propone di avviare un procedimento per acquisire dal Demanio l'area del Dal Molin e destinarla ad usi collettivi. Chi vota SI è favorevole alla proposta dell'Amministrazione.

Riconoscimento, compatti si vince ( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: come primo atto unitario abbiamo provveduto a sottoscrivere per adesione il contratto collettivo per gli studi professionali, in modo da garantire un'equità di trattamento economico e normativo con tutti gli altri lavoratori del settore. Il riconoscimento arriverà! Una situazione ibrida come quella attuale non potrà durare in eterno.

Tante ragioni di opposizione per la sinistra ( da "Manifesto, Il" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: la contrattazione collettiva; valorizzare il lavoro in tutte le sue forme, contro precariato e lavoro nero; respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'università, alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale; difendere le istituzioni del welfare, alla base dei diritti di cittadinanza;

Microsoft Announces Continued Investment in European Research and Development ( da "ITnews.it" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: whether in an action of contract, negligence or other action arising out of or in connection with the use or performance of the material. Nothing herein should be construed as constituting any kind of warranty. Web site: http://www.microsoft.com Microsoft EMEA Response Centre, emearesponse@waggeneredstrom.

Una class action per non svalutare gli immobili ( da "Stampa, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Una class action per non svalutare gli immobili" La class action è bloccata fino a fine anno, ma la Lega Nord di Savona e il suo vicesegretario Giancarlo Bertolazzi, hanno avviato, con il Codacons della Val d'Aosta, una petizione preventiva per una class action aperta ai proprietari e inquilini dell'area di Vado contro la realizzazione della piattaforma multipurpose.

Volontariato, associazioni in rivolta ( da "Gazzetta di Reggio" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma sono anche pronti a far valere i propri diritti con un'azione collettiva in tribunale. Che sarebbe diretta a ottenere il pagamento dei contributi all'Agenzia delle entrate, responsabile degli errori. Il coordinamento reggiano delle associazioni "Dar Voce" è pronto a sostenere i ricorsi delle organizzazioni.

Tutti dal giudice contro abbanoa - gianfranco nurra ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Vista l'impossibilità di portare avanti una azione collettiva, la cui proposizione è stata congelata dal governo almeno fino alla fine dell'anno, i cittadini hanno comunque deciso la via di una unica azione legale. "La tipologia delle situazioni che vengono contestate è unica - ha spiegato Trullu -.

Liberalizzazioni made in italy e la politica del doppio binario ( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: E così, se da un lato la class action finisce di nuovo nel congelatore, dall'altro sembrerebbe scongiurato l'azzeramento dell'Authority dell'Energia: dunque, una notizia cattiva e una buona per chi, nel nostro Paese, ha a cuore l'apertura dei mercati e lo sviluppo della concorrenza.

L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo ( da "Corriere della Sera" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Action Directe: "Non si è pentito" L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo Rouillan vorrebbe aderire alla formazione di Besancenot Disorientati i militanti Il socialista Hollande mette in guardia il possibile alleato: "Adesione ingombrante" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - Dalla galleria degli anni di piombo sono usciti ritratti di terroristi irriducibili,

Più trasparenza nel mercato ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: adeguata azione a livello globale) e rigorosi le sue proposte e, nell'ambito delle stesse, anche la previsione di un'unica Authority in Europa sui mercati importante in sè e come contributo e stimolo per la necessaria governance globale in materia. Problema indubbiamente di grande complessità, ma che deve essere affrontato.

Lehman brothers, confconsumatori promuove le prime cause contro il crac ( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action. Ora possiamo rivalerci su banche italiane che hanno girato ai risparmiatori titoli di carta straccia, da istituti europei più grandi direttamente relazionati con Lehman. Dal 2007 si sapeva che la situazione era a rischio". Nonostante si conoscessero i pericoli, infatti, banche e agenzie di rating continuavano a dire che Lehman Brothers fosse uno dei migliori titoli.

I tormenti del giovane Pd ( da "Unita, L'" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: comprensione delle priorità politiche di una comunità e nella capacità di farne azione collettiva; dev'essere nei metodi e persino nei modi, nei costumi, nella civiltà dell'agire politico. Altrimenti, si rischia di confondere il rinnovamento con il mero ringiovanimento. Ma, allo stesso tempo, occorre smetterla di considerarsi giovani e immaturi per la complessità delle sfide della politica.

Lehman Brothers, uscita ardua per gli obbligazionisti italiani ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva degli Usa in Italia ancora non esiste Si spacca il fronte delle associazioni è tutta in salita la strada dei bondholders di Lehman Brothers. I possessori delle obbligazioni della banca Usa – che dal 15 settembre ha fatto ricorso al Capitolo 11 (amministrazione controllata) della legge fallimentare statunitense &

Ci vogliono circa due anni ma non si anticipano spese ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: C hi ha comprato azioni Lehman Brothers può sperare nella giustizia statunitense, aderendo alla class action che si sta strutturando in queste settimane. "La possibilità di aderire a questa causa collettiva - spiega Pietro Adami, avvocato specializzato in questo tipo di cause - è consentita a chi ha acquistato titoli tra il 13 settembre 2006 e il 6 giugno scorso"

Mobilitazione studentesca contro la politica del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: tuona il Collettivo studentesco Zenit -. La politica della Gelmini? La reintroduzione del voto in condotta, che potrà scendere a 5, oltre a fare media potrà causare anche la bocciatura. La norma, giustificata da fenomeni come quello del bullismo, serve solo a controllarci e a limitare la nostra libertà d'azione e autodeterminazione all'

SKY TV NON PUò IMPORRE AI SUOI ABBONATI L'UTILIZZO DI UN PROPRIO DECODER. SULLA BASE DI QU ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: È per questo che tutti auspichiamo che il nuovo governo acceleri i tempi per l'emanazione di una legge sulla "class-action", nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un giudice di pace e chiedere giustizia".

Il crac mutui si fa sentire anche qui Colombo: <Molti vengono da noi> ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 05-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le class action sono azioni collettive risarcitorie a tutela dei consumatori. Si tratta di uno strumento giuridico molto utilizzato nel mondo anglosassone, che negli Stati Uniti ha portato ad esempio alcune multinazionali del tabacco a risarcimenti record.

Class action? Non sempre l'unione fa la forza ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione giudiziaria collettiva, la cui entrata in vigore è prevista per i primi mesi del prossimo anno. E' una procedura importata dagli Stati Uniti che consentirà alle vittime di una truffa (o di qualche crack finanziario come quello della Lehman Brothers) di unire le forze in tribunale, facendosi difendere da un unico rappresentante legale La class action,

Bollette Abbanoa, in 150 firmano esposto alla Procura ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: dopo la raccolta di deleghe per quella che sarebbe potuta essere una "class action" se la legge riconoscesse le azioni legali di massa, oltre 150 famiglie hanno conferito mandato a un avvocato di Carbonia (Gianfranco Trullu) affinché inoltri un esposto in Procura per fare chiarezza sui sistemi di fatturazione adottati da Abbanoa.

Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva ( da "Nazione, La (Pisa)" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 39 Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva ?S.CROCE SULL'ARNO? VITTORIA netta e mai in discussione per una Codyeco Lupi a tratti perfetta nell'applicazione dei fondamentali e continua per intensità agonistica e spirito di gruppo. Per la Nef Castelfidardo tanta generosità ? e qualche miglioramento nella disposizione tattica nel secondo e nel terzo set ?

Profondo rosso Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui subpr... ( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più.

Profondo rosso ( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più.

RISPARMIO. Landi: "Le banche si facciano carico di eventuali danni ai risparmiatori" ( da "HelpConsumatori" del 06-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Azione collettiva per una migliore tutela dei consumatori e quale deterrente contro le pratiche commerciali scorrette.Sequestro ai manager responsabili di questo dissesto dei rilevanti benefits acquisiti in questi ultimi anni (stock options) e interdizione dagli incarichi nel settore finanziario.

Gonars, non ci fu abuso d'ufficio archiviata la causa contro il sindaco ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: operato della Giustizia che ha riconosciuto la correttezza dell'azione dell'amministrazione comunale. Il decreto di archiviazione spiega chiaramente come la condotta del sottoscritto fosse finalizzata alla realizzazione in tempi utili di opere e interventi in favore della collettività e che le azioni e i controlli disposti rientravano nei compiti di un sindaco.

Tre comitati paritetici per monitorare il fenomeno mobbing all'interno dell'Azienda sanitaria ( da "Adige, L'" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La costituzione di questi gruppi è prevista dal contratto collettivo provinciale di lavoro recentemente approvati per l'area della dirigenza medica e veterinaria, per l'area non dirigenziale e per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. Tra gli obiettivi del comitato c'è la raccolta di dati sul fenomeno e anche sulla gravità;

Polo scientifico di Sesto Torna l'<okkupazione> ( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: è partita dal Collettivo di Scienze. "Vista la grave situazione dell'Università, abbiamo optato per un'azione forte", dice Catia del Collettivo. "Il Polo di Sesto diventerà punto di riferimento di tutto l'ateneo ? promette la studentessa -. Abbiamo creato tre gruppi di lavoro, per sensibilizzare gli studenti e la società".

Si muovono gli studenti occupato il polo di sesto ( da "Repubblica, La" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: in un'assemblea straordinaria indetta dai collettivi, hanno deciso di occupare le aule in appoggio alla protesta dei ricercatori. L'obiettivo è quello di elaborare iniziative congiunte di studenti, ricercatori e docenti per promuovere un dibattito nella società civile mirato all'abolizione della legge.

Enti pubblici, lavoratori in piazza ( da "Denaro, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: risorse sufficienti a rinnovare i Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e, non ultima, la stipula di un accordo sul nuovo modello contrattuale che riconfermi l'unicità del modello per il lavoro privato e pubblico". Il responsabile della segreteria della Cgil Fp Bruno Ronca, poi, aggiunge: "Noi riteniamo che questi interventi legislativi siano mirati solo a risparmi economici,

Usi civici, vademecum per 16 Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: per una corretta gestione delle terre di collettivo godimento. È l'obbiettivo del progetto sperimentale, denominato "Le terre civiche: opportunità di crescita e di sviluppo dell'Ogliastra" che vede i sedici comuni i cui cittadini sono titolari di uso civico, uniti sotto la regia provinciale per uno studio pilota che punta a superare le problematiche esistenti e a valorizzare quell'

IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando l&# ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ciò che bisogna evitare è ora la balcanizzazione del settore bancario europeo, con ciascun governo che fa da pompiere a casa propria. Forza e credibilità dell'Unione Europea si giocano in queste settimane sulla tempestività ed efficacia di un'azione collettiva tra i 27 paesi dell'Unione per varare misure di armonizzazione a protezione dei risparmi dei cittadini europei.

Gli studenti occupano il Rettorato <E ora il blocco della didattica> ( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: molte lezioni trasformate in momenti di dibattito, cortei comunicativi e azioni in tutte le facoltà". Condanne all'iniziativa dell'occupazione, benché simbolica, sono arrivate da molti responsabili rappresentanti dei movimenti studenteschi legati al centrodestra: "è cominciato il solito spettacolo dei collettivi pro baroni e pro se stessi".

Riconosce il ladro della sua azienda e lo fa bloccare ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: alleggerisce il portamonete di Giuseppe Della Colletta, uno titolari dell'azienda.Dal portafogli il giovane ruba ottanta euro. Il ladro, però, non aveva fatto i conti con il figlio di Giuseppe, un bambino di soli sei anni ma sveglissimo che, notato il malvivente in azione, appena il giovane se ne va racconta l'accaduto ai genitori.

SUL MAGAZine in edicola: FERROVIE D'ITALIA Treni. Doppio binario velocità & ritardi Dal 13 dicembre ... ( da "Corriere.it" del 08-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: sognando la class action, alcuni gruppi pensano a cause per danno biologico, altri auspicano quello che i dirigenti Fs temono: l'arrivo, salvifico, dei tedeschi o dei francesi (ricorda qualcosa?). Ci sono comitati più istituzionali, come la battagliera associazione dei pendolari di Piacenza, che non disdegna consigli pratici (come,

"se siamo depressi la catastrofe arriva" ( da "Repubblica, La" del 09-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Serve una class action più forte ma positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere dal pessimismo La psicologa non ha dubbi: "Ricordatevi della profezia che si autoalimenta; se siamo depressi e catastrofici, la catastrofe arriverà". Dunque, Alessandra Lancellotti, psicologa, psicoterapeuta e pubblicista che sta scrivendo un libro proprio sul cambiar vita,

Vista: pc nemico, disturbi trascurati per 90% 'colletti bianchi' ( da "Adnkronos" del 09-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: colletti bianchi' della Penisola. A lanciare l'allarme è la Commissione difesa vista (Cdv), in occasione della Giornata mondiale dedicata al benessere degli occhi, che si celebra oggi. "La legge 626, con i suoi successivi aggiornamenti, regola a livello europeo e italiano le problematiche per i lavoratori che fanno uso di terminali dalle tre alle 8 ore al giorno"

Questa evoluzione è ben riconoscibile anche nell'abbondante ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: contribuiscono a spiegare perché interventi collettivi come il Salone della sedia vengano considerati - appunto - sempre meno collettivi.In questa cornice l'azione pubblica deve scegliere se privilegiare azioni di sistema o traiettorie individuali. E nel primo caso, se il sistema da considerare sia quello legato alla sedia o vada inteso in modo più ampio e articolato.

SESSIONE CNCU-REGIONI. Landi: "Il consumerismo sul terrotorio è l'obiettivo del futuro" ( da "HelpConsumatori" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva, che rappresentava l'avvio di un'importante misura è stata congelata presso la Presidenza del Consiglio e rischia di essere cancellato. Vogliamo che quella normativa, almeno così com'è, dal 1° gennaio 2009 entri in vigore". "Un terzo ragionamento riguarda le risorse: in questi anni abbiamo fatto passi da gigante,

TAM Begins Flights to Orlando in November ( da "ITnews.it" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: s three pillars of action, along with technical/operational and management excellence. The fare for the launch of the new route begins at US$929 for economy class and US$4,583 for executive class, round trip, not including taxes and fees. For more information, reservations and to purchase tickets, clients may contact the TAM Service Center,

Caso rifiuti: la minaccia del commissariamento ( da "Stampa, La" del 10-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: attività della discarica di Collette Ozzotto per sospetto di illeciti. Con l'ampliamento concesso per la discarica di Ponticelli, per un ammontare di 180 mila metri cubi, la Giunta ha deciso di concedere 90 giorni di tempo al termine dei quali è indispensabile che la Provincia di Imperia predisponga una gara europea per la realizzazione degli impianti di smaltimento"

Ma guai a stravolgere i principi del capitalismo ( da "Milano Finanza" del 11-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: responsabilità per le conseguenze delle proprie azioni, nei confronti sia degli azionisti sia della collettività. Un intervento che si limitasse al "salvataggio", distribuendo ricchezza dai contribuenti alle imprese bancarie in difficoltà, non solo sarebbe difficilmente accettabile dalla collettività, ma costituirebbe la prima pietra di un sistema destinato a perpetuare gli stessi errori.

Cave, comitati ancora sul piede di guerra ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per l'ex sindaco Giorgio Della Colletta, anche lui sul fronte del no, "evitato il pericolo di vedere devastato il territorio, ora resta la parte più importante nella Vallata: costruire uno sviluppo che valorizzi le grandi potenzialità del nostro territorio". (f.d.m.).

Titoli tossici ? Ecco cosa farne ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: E' probabile che parta prima la class action in Usa e allora occorrerà verificare in che modo potranno associarsi a questa iniziativa legale i risparmiatori italiani, per rientrare in tutto o in parte dell'investimento effettuato, solo se l'azione collettiva avrà davvero esito positivo". (Franco Allegranzi).

"primi colpiti contratti a termine e atipici, poi verranno i garantiti" ( da "Repubblica, La" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "No, l'azione collettiva è più che mai importante, d'altra parte se guardiamo alle crisi di Buitoni, Electrolux, Mabro, nuova Delphi, Kartogroup vediamo come una prospettiva che sembrava definitiva si sia trasformata in un nuovo inizio, per la prima volta dopo tanto tempo si riparla di investimenti.

CLASS ACTION ( da "Corriere della Sera" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 33 categoria: BREVI CLASS ACTION Il provvedimento Uno dei primi provvedimenti che il governo Berlusconi adottò immediatamente dopo il suo insediamento è stata la sospensione della class action, decisione motivata dalla volontà di dare maggior tutela ai cittadini, di riformulare in senso migliorativo la legge che la istituiva.

Caccia chiusa, esplode la protesta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: opportunità di promuovere una class action, un'azione legale collettiva", fanno sapere il consigliere regionale Mariano Contu e il deputato Salvatore Cicu, schierati al fianco delle 48mila doppiette isolane fermate dall'assessore all'Ambiente Cicito Morittu. Venerdì, ha imposto lo stop alla caccia per le due specie di selvaggina stanziale,

L'azione anti-razzista ( da "Manifesto, Il" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Oggi partiranno invece le attività del Collettivo "Asì es mi Futbol" di Lucca che per una settimana organizzerà una grande festa multiculturale con dibattiti, videoproiezioni e un torneo a squadre miste. Dal 16 ottobre alla partita si uniranno Roma, Palermo, Treviso, Rieti, Fasano, Frattamaggiore e Crespellano.

Benzina, il Codacons: <Pronti alla class action> ( da "Cittadino, Il" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che potranno essere utilizzati nell'azione collettiva alla studio dell'associazione. Il Codacons sta inoltre valutando azioni legali anche nei confronti dello Stato e dei ministeri dello Sviluppo e dell'Economia, in relazione all'immobilismo delle istituzioni sul fronte benzina che, tra l'altro, si arricchiscono dai mancati decrementi dei listini".

Bagarre sullo sciopero Apertura di Bonanni ( da "Trentino" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: obiettivo di far partire una azione collettiva contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133, come ieri a Salerno, mentre il ministro Brunetta ha dato i numeri dei precari in regola con la stabilizzazione: poco meno di 2.

Bonanni apre: Niente sciopero se convocati ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.

SCUOLA. Scontro sulla manifestazione del 17 ( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.  .

Ma i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas ( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.  .

La rivincita realistica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva – Angela Merkel aveva valutato solo dieci giorni fa che il 25% dei costi europei dei salvataggi bancari avrebbero fatto capo ai contribuenti tedeschi –avviene solo quando si è sull'orlo del burrone. L'iniziativa dell'Eurogruppo dimostra inoltre che esiste una relazione tra impegno politico e capacità d'

"Provincia faccia gara per un nuovo servizio di trasporto pubblico" ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: situazione del trasporto pubblico locale e decidere quale linea d'azione adottare per risolvere i problemi nell'interesse degli utenti. "La situazione del trasporto pubblico locale - dice il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Cortesi - è degenerata. Benchè da venerdì il trasporto pubblico abbia una parvenza di normalità, i disagi per gli utenti sono gravissimi.

ALIMENTARE: ADICONSUM, PRONTI A COSTITUIRCI PARTE CIVILE CONTRO GALBANI ( da "Asca" del 14-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: La Magistratura inoltre deve fare piena luce individuando tutte le responsabilita' che hanno permesso di mettere in commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura non destinati all'alimentazione. Adiconsum a sostegno della Magistratura valutera' la costituzione di parte civile e la possibilita' di una class action ai fini di un risarcimento''. res-dnp/mcc/bra.

GALBANI, LA COOP RITIRA I PRODOTTI DAI NEGOZI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Adiconsum annuncia una "class action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".

ALIMENTARE: ADICONSUM CISL UMBRIA VALUTERA' SE COSTITUIRSI PARTE CIVILE ( da "Asca" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di una class action ai fini di un risultato''. Nella vicenda Galbani a richiamare l'attenzione sul Codice etico dei lavoratori, sottoscritto al Congresso Fai di Parma nel 2001, e' stato anche il segretario generale regionale Fai Cisl Angelo Manzotti: ''Troppo spesso il settore alimentare e' interessato da frodi e scandali,

L'accusa: Google lucra sul typosquatting ( da "Punto Informatico" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Edelman avrebbe raccolto una schiera di avvocati e di rappresentanti di domini violati per preparare una class action tesa a dimostrare che Adsense for Domains di Google permette di perpetrare tali frodi, ottenendo anche un'udienza da parte di un giudice federale dell'Illinois in cui verrà chiesta l'autorizzazione per poter procedere legalmente nei confronti di BigG.

DANIELA LIMONCELLI SCADENZE CONTRAFFATTE SUI FORMAGGI GALBANI? I NOSTRI PRODOTTI SONO ASSOL ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Adiconsum annuncia una "class action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".

Si discute di class action ( da "Corriere Adriatico" del 16-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: pratico sul funzionamento dell'azione collettiva risarcitoria, nota al pubblico con il termine anglosassone di "class action". L'obbiettivo condiviso tra i due Enti è tentare di superare i molti punti oscuri circa l'effettivo funzionamento di tale azione sia nell'ambito oggettivo che soggettivo, fornendo agli operatori del diritto,

Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni dimostrative - annunciano i collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A complicare la geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle 7 degli attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da mesi, della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti,

La terra non è piatta, l'economia che conta è quella reale e Napoli è sempre più nei guai ( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: senza badare ad alcun equilibrio politico, ma prendendo esclusivamente a cuore l'interesse collettivo. In questo si traduce la vera sfida dell'attuale classe di amministratori pubblici se vuole poi realmente provarci, altrimenti è meglio per tutti che passi la mano. Nicola Campoli Napoli 17/10/2008.

PREZZI: CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION CONTRO 8.000 SINDACI COMUNI ( da "Adnkronos" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

LEGAMBIENTE DI NAPOLI PROMUOVE, PER LA PRIMA VOLTA IN'ITALIA, UN'AZIONE COLLETTIVA CIVILE ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva civile e penale contro i trafficanti di rifiuti che hanno avvelenato larghe zone della Campania con gli sversamenti illegali di scorie e fanchi di ogni tipo. L'iniziativa, che arriva all'indomani delle confessioni di numerosi pentiti, sarà presenta oggi nella sede dell'associazione in via Miroballo al Pendino.

CAMPANIA: AL VIA CAMPAGNA LEGAMBIENTE CONTRO ECOMAFIE ( da "Asca" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: come una sorta di ''class action'', l'associazione ambientalista mettera' a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorita' giudiziaria.

Campania/ Legambiente: Campagna 'Pagateci i danni' contro ( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: come una sorta di 'class action', Legambiente annuncia che "metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria.

Prezzi: il Codacons annuncia mega class action contro 8.000 sindaci dei comuni di tutta Italia ( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: una diffida e una successiva class action contro i Sindaci, e saranno raccolte le firme dei cittadini proprio nei mercati, per avviare il primo gennaio una mega class action contro i sindaci degli 8.000 comuni d'Italia i quali, non aprendo nel giorno di riposo domenicale i mercati rionali, hanno impedito la vendita diretta da parte dei produttori agricoli dei generi ortofrutticoli,

Parte la campagna di Legambiente per un'azione legale collettiva contro l'ecomafia in Campania ( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action”, Legambiente metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria.

Reggio a confronto sulla sussidiarietà ( da "Emilianet" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: mettere al centro della propria azione il rispetto della dignità della persona, favorendo l'assunzione di responsabilità di chi desidera spendersi per il bene comune." "Ecco perché conclude Staccia - parlare di sussidiarietà significa anche parlare di libertà: libertà di organizzarsi per creare opere ed iniziative capaci di costruire risposte più adeguate ai reali bisogni di tutti.

UNIVERSITA': MILANO, COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE ( da "Agi" del 17-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE (AGI) - Milano, 17 ott. - I collettivi degli studenti universitari milanesi hanno deciso una mobilitazione permanente con l'obiettivo di far "ritirare" il decreto Gelmini. Alla facolta' di Scienze politiche della Statale di Milano si e' da poco conclusa l'assemblea dei collettivi studenteschi delle universita'

La pagella dei treni in fvg: sporchi e lenti e i pendolari fanno causa alle ferrovie ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azioni legali collettive per la richiesta di risarcimento danni, la conosciuta "class action". Lo fa sapere il presidente regionale del Codacons Vitto Claut che sottolinea "la scontentezza generale" tra i pendolari, che vedono il costo dei biglietti lievitare ma come controparte non trovano servizi adeguati.

ENRICA PROCACCINI TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA, PARTE L'AZIONE COLLETTIVA DI RISARCI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: parte l'azione collettiva di risarcimento danni in sede civile e penale promossa da Legambiente. Ieri mattina, il primo step dell'iniziativa legale. L'avvocato Francesco Dodaro ha depositato presso la Procura della Repubblica di Napoli la cosiddetta "istanza di conoscenza di fase e stato del procedimento".


Articoli

Partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari. (Deliberazione n. 276) (sezione: Class action)

( da "Gazzetta Ufficiale.it(Serie Generale)" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

DELIBERAZIONE 29 luglio 2008 Partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari. (Deliberazione n. 276). Pag. 41 IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL CREDITO ED IL RISPARMIO Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, recante Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB), e in particolare: l'art. 1, comma 2, lett. h-quater, che definisce le partecipazioni come le azioni, le quote e gli altri strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o comunque i diritti previsti dall'art. 2351, ultimo comma, del codice civile; l'art. 53, comma 1, lettera a), b), c), d) e d-bis), che attribuisce alla Banca d'Italia il compito di emanare, in conformita' delle deliberazioni del CICR, disposizioni di carattere generale aventi a oggetto l'adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, le partecipazioni detenibili, l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni, nonche' l'informativa da rendere al pubblico sulle predette materie; l'art. 53, comma 2, in base al quale le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 del medesimo articolo possono prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d'Italia; l'art. 67, comma 1, lettera a), b), c), d) ed e), che, al fine di esercitare la vigilanza consolidata, attribuisce alla Banca d'Italia, in conformita' delle deliberazioni del CICR, la facolta' di impartire alla capogruppo, con provvedimenti di carattere generale o particolare, disposizioni concernenti il gruppo bancario complessivamente considerato o suoi componenti, aventi a oggetto l'adeguatezza patrimoniale, il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni, le partecipazioni detenibili, l'organizzazione amministrativa e contabile e i controlli interni, nonche' l'informativa da rendere al pubblico sulle predette materie; l'art. 67, comma 2, in base al quale le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 del medesimo articolo possono prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad autorizzazione della Banca d'Italia; Visto l'art. 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, recante la "Disciplina dell'attivita' di garanzia collettiva dei fidi", e in particolare i commi 29, 30 e 31, concernenti le banche costituite in forma di societa' cooperativa a responsabilita' limitata che, in base al proprio statuto, esercitano prevalentemente l'attivita' di garanzia collettiva dei fidi a favore dei soci ("banche di garanzia collettiva dei fidi"); Visto il decreto ministeriale 22 giugno 1993, n. 242632, assunto dal Ministro del tesoro - Presidente del CICR, in materia di partecipazioni detenibili dagli enti e gruppi creditizi; Vista la direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006, relativa all'accesso all'attivita' degli enti creditizi e al suo esercizio (rifusione), e, in particolare, il Titolo V, Capo 2, Sezione 1 (Fondi propri) e Sezione 6 (Partecipazioni qualificate al di fuori del campo finanziario); Vista la direttiva 2006/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi (rifusione); Considerato che l'esperienza maturata dalle banche e dai gruppi bancari nel comparto e lo sviluppo di strumenti e tecniche per la gestione dei rischi, nel quadro anche della nuova disciplina prudenziale di vigilanza, consentono una maggiore autonomia nell'assunzione di partecipazioni in imprese non finanziarie; Ritenuta la necessita' di modificare la disciplina delle partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari, al fine di semplificare il quadro normativo e di promuovere la competitivita' interna e internazionale del sistema bancario; Su proposta della Banca d'Italia; Delibera: Art. 1. Partecipazioni in soggetti aventi natura finanziaria e in imprese ausiliarie 1. Le banche e i gruppi bancari possono assumere partecipazioni in banche, in imprese dei settori finanziario e assicurativo e in imprese che esercitano attivita' ausiliaria a quella bancaria. 2. A fini di stabilita', la Banca d'Italia puo' prevedere che siano sottoposte ad autorizzazione le acquisizioni di partecipazioni in banche e in imprese dei settori finanziario e assicurativo, individuando soglie di autorizzazione delle partecipazioni rapportate al patrimonio di vigilanza a livello consolidato. 3. Al fine di evitare ostacoli all'esercizio della vigilanza su base consolidata, la Banca d'Italia puo' prevedere l'autorizzazione per acquisizioni comportanti il controllo ovvero l'influenza notevole sui soggetti di cui al comma 2 nonche' su imprese ausiliarie, se insediati in Paesi diversi da quelli appartenenti all'Unione europea. Le disposizioni della Banca d'Italia possono escludere l'autorizzazione per le acquisizioni in Paesi non appartenenti all'Unione europea, purche' dotati di ordinamenti e sistemi di vigilanza equivalenti e tenendo conto dei rapporti di reciprocita'. Art. 2. Partecipazioni in imprese non finanziarie 1. Le banche e i gruppi bancari possono detenere partecipazioni in imprese non finanziarie secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia nel rispetto della disciplina comunitaria. 2. A fini di contenimento dei rischi delle banche e dei gruppi bancari, la Banca d'Italia puo': dettare criteri, volti a prevenire i conflitti di interesse, concernenti la gestione delle partecipazioni, ivi compresi i casi in cui la medesima deve essere affidata a entita' dedicate; per l'acquisizione di partecipazioni in imprese in stato di difficolta', prevedere cautele procedurali, tra cui la sussistenza di un piano di riequilibrio economico e finanziario. Art. 3. Altre disposizioni 1. La Banca d'Italia inoltre puo': fissare un limite generale agli investimenti in partecipazioni e in immobili delle banche e dei gruppi bancari in rapporto al patrimonio di vigilanza, al fine di evitare un eccessivo immobilizzo dell'attivo; estendere la disciplina di cui alla presente delibera ad altri investimenti e apporti comportanti il coinvolgimento della banca e del gruppo bancario nel rischio d'impresa, ivi compresi gli strumenti finanziari che non attribuiscono diritti amministrativi e i contratti derivati su equity; dettare particolari disposizioni in ordine alle partecipazioni detenute da banche di credito cooperativo e da banche di garanzia collettiva dei fidi, in considerazione delle finalita' mutualistiche e delle specifiche caratteristiche operative di tali tipologie di banche; disciplinare l'applicazione della normativa di cui alla presente delibera nei confronti delle succursali in Italia di banche aventi sede legale in Paesi extracomunitari. Art. 4. Disposizione finale 1. Il decreto ministeriale 22 giugno 1993, n. 242632, di cui alle premesse, e' abrogato dal giorno in cui entrano in vigore le disposizioni della Banca d'Italia di attuazione della presente delibera. La presente delibera sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 29 luglio 2008 Il Presidente: Tremonti.

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La class action finisce nel congelatore (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza (MF)" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

MF Numero 195  pag. 6 del 1/10/2008 | Indietro La class action finisce nel congelatore Denaro & Politica Di Mauro Romano Il governo pronto a inserire il rinvio della normativa nel decreto di fine anno Le associazioni dei consumatori dovranno riporre nel cassetto le azioni collettive che volevano lanciare dal 1 gennaio 2009 La maggioranza non ha ancora sciolto i nodi della riforma La class action può attendere. Chi vuole avviare un'azione collettiva contro qualche società o ente, deve rassegnarsi ad aspettare un bel po'. Il governo ha deciso di rinviare ancora l'avvio delle nuove norme giuridiche, già spostate al 1 gennaio 2009. E pensare che le associazioni dei consumatori avevano già cominciato all'inizio dell'anno a raccogliere adesioni per le class action future contro Trenitalia, gli editori scolastici, Telecom e via elencando. Nonostante l'avvio della nuova normativa per le cause di gruppo fosse stata fissata con l'ultima finanziaria del governo Prodi al 1 luglio, molte associazioni avevano deciso, infatti, di portarsi avanti con il lavoro. Poi il governo Berlusconi, a poche settimane dalla data di entrata in vigore delle nuove norme decise di rinviarla per decreto al nuovo anno, ma ora è sicuro che l'appuntamento sarà ulteriormente posticipato. Il Pdl avrebbe voluto inserire alcune modifiche dei meccanismi approvati dal precedente parlamento in due emendamenti al disegno di legge sullo sviluppo economico in discussione alla Camera, ma sui contenuti non c'era unanimità nella maggioranza e dopo aver fiutato l'aria che circolava negli uffici tecnici di Montecitorio, sia i relatori di maggioranza che Palazzo Chigi, hanno deciso di lasciar cadere l'iniziativa. Gli emendamenti, infatti, avrebbero anche rischiato di essere bollati come inammissibili perché l'argomento sarebbe risultato troppo distante dal tema del provvedimento. A questo punto il governo ha deciso il rinvio, individuando anche il veicolo giusto per sancire lo slittamento. Ed è forse il provvedimento più scontato per un atto del genere, ossia il cosiddetto decreto milleproroghe che tradizionalmente si approva a fine anno per far slittare tutte le scadenze incombenti per le quali però non si è fatto in tempo a completare gli adempimenti richiesti. E proprio un ritardo tecnico amministrativo sarà la giustificazione che il governo intende utilizzare per motivare il rinvio. Difficilmente, infatti, il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola dirà apertamente che in un momento di così accentuata fibrillazione dei mercati nessuno vuole aggravare le tensioni con l'avvio di norme inedite ma potenzialmente dirompenti, sulle quali, peraltro, banche, assicurazioni e imprese hanno chiesto correzioni importanti. Sulla riscrittura del testo, del resto non sono stati sciolti tutti i nodi. Sulla non retroattività dei ricorsi sembra esserci un'ampia condivisione, i problemi, però, si complicano con l'estensione delle cause collettive alla pubblica amministrazione, richiesta da Renato Brunetta, che aprirebbe la strada a cause pesanti contro chi gestisce i servizi pubblici, a cominciare dalle amministrazioni locali. A questo punto il rinvio è la strada più semplice. (riproduzione riservata)  .

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CITTADINANZATTIVA SU FIRMA PROTOCOLLO DI CONCILIAZIONE NEL TRASPORTO FERROVIARIO: CONQUISTA ATTESA 10 ANNI, MA ANCORA NON TUTELATI I DIRITTI DEI PENDOLARI (sezione: Class action)

( da "marketpress.info" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

Roma, 1 ottobre 2008 - "La firma del protocollo di conciliazione tra Trenitalia e le Associazioni dei Consumatori rappresenta una conquista attesa almeno 10 anni. class="hilite">Mancando ancora la class="term">class class="term">action, tale procedura potrebbe applicarsi con decisione alla gestione dei reclami collettivi, come peraltro già sperimentato occasionalmente da Trenitalia". Nelle parole di Giustino Trincia, Responsabile per le politiche dei consumatori, la posizione di Cittadinanzattiva in occasione della odierna sottoscrizione a Roma della "procedura di conciliazione paritetica a carattere sperimentale". "Da oggi si arricchisce il paniere degli strumenti di tutela per gli utenti del trasporto ferroviario, anche se in modo limitato. Infatti", continua Trincia "ci pare molto grave l'assenza in sede di sperimentazione dei treni regionali e quindi delle problematiche legate ai pendolari di tratte locali. Inoltre, continua a mancare una vera soluzione per quei disagi causati da carenza o inadeguatezza dei servizi igienici a bordo dei treni". Cittadinanzattiva non approva le modalità con le quali si è giunti alla firma: "Siamo perplessi per le modalità con le quali si è giunti a questo traguardo. L'esperienza maturata da anni in altri settori è stata caratterizzata da una intensa fase di confronto tra associazioni e aziende all'interno del quale è maturata una seria negoziazione per la implementazione di innovative procedure di conciliazione. Con Trenitalia tale confronto è mancato ed i margini di effettivo intervento da parte delle Associazioni sono stati davvero esigui. Ciò detto", ha concluso Trincia "partecipiamo con spirito costruttivo a questa prima sperimentazione, al termine della quale valuteremo i risultati avanzando fin da ora la proposta di estensione dei contenuti del protocollo conciliativo ad altre tratte e ad altre tipologie di treni e di disservizi, con particolare attenzione alle questioni segnalate da oramai troppo tempo dai cittadini pendolari". A tal proposito, Cittadinanzattiva invita i cittadini ad aderire a "Torniamo in treni", campagna nazionale per denunciare disservizi ferroviari. Segnalando con foto, video e testimonianze cosa succede in treno, i cittadini diventano "narratori" di testimonianze e "investigatori" di immagini da inviare via mms al 3460660285, via mail a torniamointreno@cittadinanzattiva. It o all'apposito form su www. Cittadinanzattiva. It, dove è possibile consultare la relativa photo gallery. . <<BACK.

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Crac parmalat, il pm all'attacco "risparmiatori fregati dalle banche" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Al processo per il fallimento della società di Collecchio colorita requisitoria di Carlo Nocerino Crac Parmalat, il pm all'attacco "Risparmiatori fregati dalle banche" "Il perno di tutto è stato Calisto Tanzi, ma revisori e sindaci sono stati complici" Secondo l'accusa le istituzioni finanziarie sono state "parte attiva della frode" MILANO - Calisto Tanzi è il primo colpevole del crac Parmalat, nel suo ruolo "di perno che copriva tutto e tutti in uno scandalo che è costato 10 miliardi di danni ai piccoli risparmiatori". Ma non è l'unico. Al suo fianco si sono mossi "in un abbraccio mortale" anche revisori e sindaci "la cui negligenza e lassismo erano in realtà complicità", banche d'affari che "programmavano e progettavano emissioni per fregare gli investitori", presentate tra l'altro con comunicati stampa "deliranti". Il pm Carlo Nocerino ha aperto ieri con una requisitoria di sette ore l'ultimo atto del processo Parmalat di Milano, quello che vede imputati l'ex patron di Collecchio, accusato di aggiotaggio e ostacolo all'autorità di vigilanza, assieme ad altri otto imputati (ex funzionari di Bank of America ed ex manager della società) di Collecchio, che devono rispondere per gli stessi reati e per falso dei revisori. A quasi cinque anni dal fallimento e a tre dall'inizio del processo, la Procura milanese è la prima a tracciare, dopo un lungo dibattimento, un quadro articolato del crac. "Parmalat ? secondo al ricostruzione di Nocerino ? era un gigante con i piedi d'argilla che per 15 anni ha drogato il mercato costruendo mattone su mattone un buco da 14 miliardi". A gonfiare il buco ? secondo la tesi dei magistrati ? sarebbero state le collusioni "tra gli uomini di Collecchio e le banche, parte attive della frode e delle false comunicazioni alla Borsa". Senza che Banca d'Italia ? ha fatto notare il pm ? "intervenisse mai per sanzionarle". Un copione di stretta attualità, simile in tanti aspetti ai crac di questi giorni nel sistema finanziario "figli di una finanza creativa, drogata e corrotta che non ha più agganci con l'economia reale", ha concluso Nocerino. Il testimone della requisitoria sarà raccolto tra oggi e il 6 ottobre dagli altri due pm che hanno condotto l'inchiesta, Eugenio Fusco e Francesco Greco con le richieste di condanna. Poi, dopo l'intervento delle parti civili e le arringhe dei difensori, arriveranno le prime vere sentenze per il più grande scandalo finanziario d'Europa in attesa dell'avvio effettivo del dibattimento per il troncone principale del crac al tribunale di Parma. La nuova Parmalat, invece, quella rimessa in piedi da Enrico Bondi, continua a rimanere al centro di speculazioni di Borsa (senza alcuna conferma) sul possibile arrivo di nuovi soci, con il titolo che anche ieri ha messo assieme un rialzo del 4,6%. L'azienda in effetti è contendibile, non ha azionisti di controllo (ieri è spuntata tra i soci con il 2,3% la società di gestione del risparmio MacKenzie Cundill) e da tempo si parla di rastrellamenti a Piazza Affari da parte di cordate pronte a costruire una posizione poco sotto al 30% per poi prendere il timone del gruppo e mettere le mani sul tesoretto (1,3 miliardi) di liquidità raccolto con le azioni legali contro banche e revisori. class="hilite">Le incognite su questo fronte, tra l'altro, sembrano ormai ridotte al lumicino: il processo Usa contro Citigroup dovrebbe chiudersi in tempi brevi (mentre deve ancora partire quello a Bofa) mentre Collecchio è uscita del tutto dalla class="term">class class="term">action Usa. (e.l.).

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Parmalat, pm: in cinque anni nulla è cambiato nei controlli (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

MILANO (Reuters) - Il pm Eugenio Fusco, impegnato oggi nella requisitoria del processo Parmalat a Milano contro l'ex-patron Calisto Tanzi e altri, ha sostenuto oggi in aula che negli ultimi cinque anni, nonostante il crack di diverse grosse aziende, nulla è cambiato nei controlli al sistema finanziario sia in Italia che all'estero. "Non è cambiato nulla dal 2002-03", ha detto il magistrato nella sua requisitoria stamani. "Negli Usa tutti giudicano la crisi finanziaria in corso come una delle più gravi di tutti i tempi, eppure nel 2003 ci furono i crack di Parmalat, Enron e Cirio", ha ricordato. "Si diceva allora e si dice anche oggi sono saltati tutti i sistemi di controlli. Mi domando: cosa è successo da allora a oggi in Italia? Negli Stati Uniti sono state inflitte pene gravissime ed esemplari eppure ci ritroviamo con i subprime e i fallimenti delle banche d'affari americane", ha continuato il pm, facendo riferimento alla crisi finanziaria che ha colpito negli ultimi mesi l'economia Usa. "class="hilite">In Italia la class="term">class class="term">action si è ridotta a un centinaio di richieste davanti a un giudice. Ci attendiamo molto da questa sentenza". La requisitoria di Fusco segue quella di oltre sette ore fatta ieri dal suo collega Carlo Nocerino, che oggi ha ribadito che "non è credibile che si sia andati avanti per 15 anni senza connivenze politiche e istituzionali". Per lunedì 6 ottobre è attesa la requisitoria del terzo pm, Francesco Greco, che dovrebbe concludere con le richieste di pena per i vari imputati.

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Vicenza, il consiglio di Stato boccia il referendum sulla base Usa (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 01-10-2008)

Argomenti: Class Action

VICENZA - Il consiglio di Stato ha bocciato il referendum consultivo sull'allargamento della base Usa previsto per domenica, che fu deliberato dal consiglio comunale di Vicenza. Ferrero, segretario Prc, parla di "pagina nera" per la democrazia. Reazioni negative dai verdi e dal comitato "No Dal Molin". Esulta invece il governatore della Regione, Galan. ''Il Veneto del No e' un Veneto minoritario, perdente e sfortunato. A questo Veneto piccolo piccolo appartiene la debolissima Giunta del sindaco Variati, che oggi si e' beccato un bel rifiuto da parte del Consiglio di Stato''. Scrive il Consiglio. "Si tratta di una delibera illegittima nella misura in cui ha per oggetto un auspicio irrealizzabile - quale quello dell'acquisizione della zona areoportuale - sul quale si sono pronunciate sfavorevolmente le autorità competenti". "La sdemanializzazione dell'area non è possibile. La consultazione stessa appare comunque inutile laddove si volesse darle una connotazione di tipo patrimoniale. Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale". Il 7 settembre il premier Berlusconi aveva scritto al sindaco (che è del Pd), definendo "inopportuno" il referendum. "Il sito sul quale la base Usa si estenderà è demaniale e non è in vendita. L'area è stata consegnata agli Usa. La consultazione si porrebbe in netto contrasto con l'azione del governo e le valutazioni della magistratura". Il testo del quesito. L'Amministrazione Comunale propone di avviare un procedimento per acquisire dal Demanio l'area del Dal Molin e destinarla ad usi collettivi. Chi vota SI è favorevole alla proposta dell'Amministrazione. Chi vota NO è contrario È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito? (1 ottobre 2008.

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Riconoscimento, compatti si vince (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Tributaristi - Ancit Numero 234, pag. 48 del 2/10/2008 Autore: di Luigi Pessina presidente nazionale Ancit Visualizza la pagina in PDF       L'Ancit punta sulla federazione dei tributaristi. Se ne parlerà oggi a Roma al XVII congresso nazionale Riconoscimento, compatti si vince Azione comune per far sentire di più la voce delle associazioni Si fa un gran parlare in questo periodo di forza, coesione, compattezza, unitarietà e via di seguito in riferimento alle varie associazioni di professionisti del settore contabile. Ai meno attenti sembrerebbe un chiaro controsenso il tendere a un organismo unico proprio da parte di chi ha sempre dichiarato di voler tendere a un mercato in regime di concorrenza. Cerchiamo di fare luce allora su quanto le organizzazioni più rappresentative a livello nazionale stanno cercando di portare avanti. Le notizie, o per meglio dire la mancanza di notizie in merito alle istanze avanzate dalla categoria, ha provocato nelle varie associazioni un momento di riflessione profonda per cercare di trovare strade alternative o azioni più incisive. Questa riflessione è sfociata poi in una proposta sulla quale tutti si sono trovati d'accordo. Dare vita a un organismo di rappresentanza delle legittime aspirazioni dei colleghi professionisti, che racchiuda al suo interno tutte le associazioni dell'area contabile, che condividano alcuni principi fondamentali imprescindibili. Le risposte che i colleghi attendono sono davvero molte. Ne cito alcune solo come esempio, ben sapendo di tralasciarne altre altrettanto importanti: - la previdenza; - il riconoscimento; - il contratto di lavoro; - i rapporti con l'Agenzia delle entrate. Soffocare di fatto una parte del mercato sotto il peso di aliquote fiscali ma soprattutto contributive della portata di quelle attuali è un'operazione di eutanasia mascherata da necessità di equiparazione con le altre categorie professionali. Nulla di più falso. Le altre categorie professionali dotate di cassa autonoma non raggiungono nemmeno il 50% del carico contributivo sopportato dai consulenti tributari. Un bel passo in avanti, anche se non la soluzione ideale, sarebbe rappresentato dalla separazione in ruoli diversi all'interno della gestione separata Inps di chi svolge attività professionale da chi invece ha contratti di collaborazione coordinata o a progetto. Ripristinare un piano di equità è opera necessaria e impellente. I nostri studi producono ricchezza per il paese contando diversi punti di pil e danno lavoro a decine di migliaia di persone, che inevitabilmente risentono di questa situazione. Proprio per il fatto che i nostri dipendenti rappresentano per noi un valore aggiunto e una risorsa imprescindibile, come primo atto unitario abbiamo provveduto a sottoscrivere per adesione il contratto collettivo per gli studi professionali, in modo da garantire un'equità di trattamento economico e normativo con tutti gli altri lavoratori del settore. Il riconoscimento arriverà! Una situazione ibrida come quella attuale non potrà durare in eterno. Nelle priorità dell'attuale governo non si trova traccia della riforma delle professioni e tantomeno quindi del riconoscimento delle associazioni, ma con un'azione comune di tutti gli interessati sono certo lo potrebbe diventare. L'azione comune deve prescindere dalle inevitabili differenze che ci contraddistinguono e, anzi, proprio queste differenze devono diventare un nostro punto di forza. Ridare vita a un'unica grande associazione non credo sia azione attualmente percorribile sia perché per fare un matrimonio bisogna prima conoscersi bene e accettare incondizionatamente i pregi e difetti dell'altro sia perché un mercato con un'unica rappresentanza è contro i principi ispiratori dell'Ancit (... libero mercato con associazioni in concorrenza tra loro...). La soluzione migliore, quindi, è rappresentata da una Federazione di associazioni, che, mantenendo la propria individuale specificità, lavorino verso obiettivi comuni e facciano sentire una sola voce. In questa direzione stiamo lavorando e la volontà dimostrata dalle nostre associazioni cugine sono certo darà i frutti che tutti attendiamo. Di questo è di altre cose interessantissime sul futuro del nostro lavoro si parlerà a Roma nel pomeriggio di oggi 2 ottobre all'interno dei lavori del XVII congresso nazionale. Essere attori del presente e contribuire a costruire il nostro futuro è stimolante e appagante e fa sentire parte attiva di una grande famiglia. Mancare l'appuntamento significa delegare ad altri la responsabilità e subire inevitabilmente le decisioni che altri hanno preso per noi.

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Tante ragioni di opposizione per la sinistra (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 02-10-2008)

Argomenti: Class Action

A.Picciolini - M.Torelli* A.Picciolini - M.Torelli* Sabato 11 ottobre a Roma una manifestazione segnerà l'avvio di una nuova stagione politica. Scendiamo in piazza perché l'opposizione è nelle nostre mani, e dipende da noi costruire, a partire dai bisogni e dai desideri, un'altra politica, contro il governo di centrodestra, sostenuto in primo luogo da Confindustria, che sta costruendo un paese dove le leve del potere politico, economico e dell'informazione sono nelle mani di pochi, e ai molti si propone di scegliere fra il consenso e l'emarginazione. Di fronte alla crisi del processo di globalizzazione e delle teorie liberiste che l'hanno sostenuto, le destre, rafforzate in Europa dalle ultime elezioni, rispondono facendo dei poveri, dei marginali e dei differenti i capri espiatori su cui scaricare paura e insicurezza. La nostra società è sempre più classista, sessista e razzista (da Milano a Castelvolturno a Parma). Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea di società, in difesa della democrazia e delle condizioni di vita delle persone. A Firenze, per battere la frammentazione, abbiamo lavorato per costruire un'opposizione su obiettivi condivisi, assieme ad altre associazioni e movimenti, con una risposta positiva dei partiti della sinistra, attualmente extraparlamentare, in tutte le loro componenti, e delle migliaia di persone che hanno firmato l'appello (www.11ottobreinpiazza.org). La manifestazione è un punto di partenza. Insieme vogliamo riprendere un'azione per la pace e il disarmo, ridare prospettiva al protagonismo dell'Europa contro l'unilateralismo degli Usa e la sindrome da grande potenza della Russia; dire basta all'occupazione dell'Iraq e alla nostra presenza militare in Afghanistan; difendere le retribuzioni e le pensioni falcidiate dal caro vita, la sicurezza sul lavoro, la contrattazione collettiva; valorizzare il lavoro in tutte le sue forme, contro precariato e lavoro nero; respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'università, alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale; difendere le istituzioni del welfare, alla base dei diritti di cittadinanza; contrastare la violenza degli uomini contro le donne e le forme di dominio patriarcale, per l'autodeterminazione e la libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali; sostenere il valore della laicità dello stato e le richieste dei movimenti gay lesbici trans queer per la pari dignità e l'uguaglianza dei diritti; far crescere vertenze territoriali su temi cruciali per le comunità, imponendo decisioni collettive su ambiente, salute, beni comuni; sostenere la ripresa del movimento antinucleare e respingere le politiche del governo in campo energetico; contrastare scelte del governo che negano o limitano fondamentali libertà democratiche e civili, come sui temi della giustizia e dell'informazione; combattere tutte le forme di razzismo. Per queste ragioni, con questi obiettivi, manifesteremo in piazza a Roma il prossimo 11 ottobre per costruire un'opposizione politica e sociale, per contrastare in modo efficace le politiche di questo governo (che manda i tornado in Afghanistan e blocca il referendum a Vicenza) e con l'ambizione di sconfiggerlo. *Ass. per sx unita e plurale - Firenze.

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Microsoft Announces Continued Investment in European Research and Development (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 02-10-2008)

Argomenti: Class Action

PARIS, October 2 /PRNewswire/ -- - European Search Technology Centre will be focused on developing a world-class search offering. Microsoft Corp CEO Steve Ballmer continued his five-city European trip today with additional announcements of plans to step up investment and recruitment in the region. Following an earlier announcement in Norway, creating jobs focused on innovation in enterprise search, Microsoft today announced further details on the plan to open a new European Search Technology Centre (STC). (Logo: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20000822/MSFTLOGO ) The centre will have three centres of excellence, Paris, London and Munich, and be a key asset to the other company research and development related facilities already operating in Europe. The aim is to tap into local expertise and fuel local innovation with job opportunities that will help reinvent the European consumer online and search experience. By increasing its existing investments and tapping into the best and brightest engineers in Europe, Microsoft expects to foster growth and innovation for both the partner community and the European knowledge economy. The Search Technology Centre announced today will join the line-up of more than 40 research and development and Microsoft Innovation Centres, including Microsoft's international research lab in Cambridge, UK; the development centres in Dublin, Ireland; Copenhagen, Denmark; and Oslo, Norway; and the company's 2,000 researchers and engineers already in Europe. The Search Technology Centre will be led by Jordi Ribas, who joins today as general manager, from the Microsoft Connected TV business group where he was general manager. Today's announcement follows other recent regional search investments including the purchases of UK-based local search and mapping specialist Multimap, German-based price comparison site Ciao and Norwegian enterprise search technology company FAST. Microsoft's online services in Europe will be further supported by the completion of the US$500 million European Data Centre in Dublin. Speaking at an event in Paris, Ballmer said, "To compete in a global, innovation-driven economy, we need to draw on the world's smartest, most creative minds. Increasingly, we are finding the talent we need here in Europe. To tap into that talent, we've invested in research and development across the region and today, Europe is second only to the United States in the number of engineers and researchers we have working on creating innovative products and services. "The Search Technology Centre is an important step forward in our long-term strategy to invest in local development of search technology in Europe. We believe search is still in its infancy. Developers at the Search Technology Centre will play a key role in helping us redefine search as they create new search products and services for consumers and advertisers here in Europe and around the world." "Microsoft's decision to create an important R&D centre dedicated to search in Europe, with a strong presence in France, is a first which we salute," said Christine Lagarde, Minister of Finance, France. "This is good news for the European Union, which decided long ago, with the Lisbon strategy, to go down the road of the knowledge-based economy." The opening of the European Search Technology Centre is complemented by other investments Microsoft is making in Europe across research and development, online services and in the advertising business. Every year, Microsoft invests more than $600 million (US) in research and development in Europe, and this investment is growing. "The public sector can make a real contribution, but only in partnership with the private sector. That's why I am delighted to welcome Microsoft's decision to open new R&D facilities in three member states," said Jose Manuel Barroso, president of the European Commission. "For such a key global player as Microsoft to increase its R&D investments so substantially is a real vote of confidence in Europe and in European research excellence." Microsoft's Live Search currently serves approximately 2 billion worldwide queries per month. Commenting on the announcement, John Mangelaars, vice president of Consumer and Online at Microsoft Europe, Middle East and Africa said, "We've just scratched the surface in terms of what can be done in search. Our aim is to provide people with a richer, more personal search experience that helps people complete their search tasks faster, across PC and mobile, using more interactive tools such as images, video and location-based services, and by doing so create a more effective platform for our advertisers and partners." Those who want to be updated about the growth and latest development of STC Europe should send their contact information to stce@microsoft.com. More information about Steve Ballmer's recent European trip and Microsoft's current R&D investments in Europe is available at http://www.microsoft.com/emea/presscentre/WEVPRMicrosoft/default.mspx. About Microsoft Founded in 1975, Microsoft (Nasdaq: MSFT) is the worldwide leader in software, services and solutions that help people and businesses realise their full potential. About Microsoft EMEA (Europe, Middle East and Africa) Microsoft has operated in EMEA since 1982. In the region Microsoft employs more than 16,000 people in over 64 subsidiaries, delivering products and services in more than 139 countries and territories. This material is for informational purposes only. Microsoft Corp disclaims all warranties and conditions with regard to use of the material for other purposes. Microsoft Corp shall not, at any time, be liable for any special, direct, indirect or consequential damages, class="hilite">whether in an class="term">action of contract, negligence or other class="term">action arising out of or in connection with the use or performance of the material. Nothing herein should be construed as constituting any kind of warranty. Web site: http://www.microsoft.com Microsoft EMEA Response Centre, emearesponse@waggeneredstrom.com. NOTE TO EDITORS: If you are interested in viewing additional information on Microsoft in EMEA, please visit http://www.microsoft.com/emea or the EMEA Press Centre at http://www.microsoft.com/emea/presscentre. Web links, telephone numbers and titles were correct at the time of publication, but may since have changed. For additional assistance, journalists and analysts may contact the appropriate contacts listed at http://www.microsoft.com/emea/presscentre/contactus.mspx. If you are interested in viewing additional information on Microsoft Corp, please visit the Microsoft web page at http://www.microsoft.com/presspass on Microsoft's corporate information pages. Photo: NewsCom: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20000822/MSFTLOGO, AP Archive: http://photoarchive.ap.org, PRN Photo Desk, photodesk@prnewswire.com.

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Una class action per non svalutare gli immobili (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Class Action

Vado Ligure "class="hilite">Una class="term">class class="term">action per non svalutare gli immobili" La class="term">class class="term">action è bloccata fino a fine anno, ma la Lega Nord di Savona e il suo vicesegretario Giancarlo Bertolazzi, hanno avviato, con il Codacons della Val d'Aosta, una petizione preventiva per una class="term">class class="term">action aperta ai proprietari e inquilini dell'area di Vado contro la realizzazione della piattaforma multipurpose. Ieri mattina Bertolazzi, ancora in piazza Cavour, sabato prossimo, mercoledì e sabato 11 ottobre, ha raccolto 50 firme: "La petizione è sul temuto danno ambientale e il deprezzamento del valore stimato, circa il 30 - 40% degli immobili della zona costiera tra Bergeggi,Porto Vado, Zinola, Valleggia e Quiliano". \.

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Volontariato, associazioni in rivolta (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Reggio" del 03-10-2008)

Argomenti: Class Action

Il consorzio "Dar Voce" contro l'esclusione dal "5 per mille" Le associazioni di volontariato a Reggio sono sul piede di guerra per l'esclusione a causa di errori formali dagli elenchi dei beneficiari del 5 per mille. "Per il solo 2006 - si legge in una nota del coordinamento del volontariato "Dar Voce" - l'unico anno per cui si hanno dati certi, sono ben 5.609 le organizzazioni cancellate dagli elenchi, cioè il 20% circa di tutti gli iscritti reggiani a onlus, volontariato, associazioni e fondazioni. L'esclusione vanifica inoltre la preferenza di oltre 644 mila contribuenti espressa al momento della dichiarazione dei redditi". I volontari hanno deciso di scrivere alle istituzioni competenti (ministeri del Lavoro, Economia, Politiche sociali e Agenzia dell'entrate) per sollecitare la riammissione negli elenchi delle onlus escluse, ma sono anche pronti a far valere i propri diritti con un'azione collettiva in tribunale. Che sarebbe diretta a ottenere il pagamento dei contributi all'Agenzia delle entrate, responsabile degli errori. Il coordinamento reggiano delle associazioni "Dar Voce" è pronto a sostenere i ricorsi delle organizzazioni. "Si tratta di una situazione grave che riguarda sia le organizzazioni sociali sia i cittadini che hanno dato loro fiducia scegliendole come destinatarie del contributo" dicono i volontari. Infatti "il 5 per mille è frutto di una erogazione decisa dal contribuente per il quale lo Stato svolge solo un ruolo di intermediario" aggiungono. A conferma della determinazione delle associazioni si apprende infine che "in alcuni casi - dice sempre la nota - sarebbe già in corso la raccolta di dati e di ricostruzione dei fatti per avviare l'azione legale".

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Tutti dal giudice contro abbanoa - gianfranco nurra (sezione: Class action)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Class Action

Cagliari Tutti dal giudice contro Abbanoa Raccolta di deleghe tra i cittadini per un'unica azione legale contro le bollette emesse dall'ente GIANFRANCO NURRA CARBONIA. Sarà il magistrato a dire se nelle bollette di Abbanoa siano ravvisabili elementi di reato. Se non altro perchè la dichiarazione che le letture sono state effettuate tutte in un unico giorno appare incredibile e perchè dalla inesattezza di quella dichiarazione dovrebbe derivare una conseguenza per i cittadini, che hanno pagato l'acqua quasi due euro a metro cubo invece di poche decine di centesimi. Ieri la guerra dichiarata dai cittadini di Carbonia per avere giustizia, e per rivendicare pagamenti giusti per i consumi ha preso l'avvio ufficialmente. Alcune centinaia di utenti hanno delegato l'avvocato Gianfranco Trullu a chiamare in causa nelle aule del tribunale Abbanoa. E la protesta per le "bollette pazze" prende ufficialmente la via giudiziaria. Vista l'impossibilità di portare avanti una azione collettiva, la cui proposizione è stata congelata dal governo almeno fino alla fine dell'anno, i cittadini hanno comunque deciso la via di una unica azione legale. "La tipologia delle situazioni che vengono contestate è unica - ha spiegato Trullu -. Di fatto, le tariffe per i consumi sono progressive e legate alla quantità di acqua misurata dal contatore nel corso di unanno, o se si vuole di 365 giorni. Allo scadere di queso periodo si riparte da zero, con addebiti che devono essere rapportati alla tariffa più bassa, relativa al primo scaglione di consumi. Ogni ritardo nella lettura, si trasforma in un danno per gli utenti, e in un indebito guadagno per Abbanoa, visto che l'acqua consumata viene fatturata sulla fascia più alta di consumi del periodo dell'anno precedente. E' un comportamento ovviamente contestabile, che viola il contratto con l'utenza e comporta danni economici anche di notevole entità, che variano ovviamente a seconda del ritardo con il quale è stata effettuata la lettura finale, e che è stata comunque indicata come relativa, per tutte le utenze cittadine, alla data del 31 dicembre". A farsi promotori dell'azione legale sono stati due consiglieri comunali, Mario Porcu e Sandro Masciarelli. "Ci siamo resi conto della gravità della situazione - hanno spiegato - e della assoluta impotenza dei cittadini davanti a richieste di pagamento che appaiono anche ad un esame non approfondito assurde. Così, evitando iniziative magari di maggiore visibilità, ma che alla fine non portano a risultati, abiamo deciso di mettere a disposizione gratuita dei cittadini un legale per una azione concreta di tutela. La risposta è stata quasi plebiscitaria. Sono centinaia i cittadini che chiedono giustizia alla magistratura. E al di là della azione specifica, siamo certi del raggiungimento di un secondo risultato: Abbanoa sarà costretta, per il futuro, ad un comportamento corretto nei confronti degli utenti, operando in maniera tale da chiedere solo il dovuto ed evitando comportamenti che, sia pure favorevoli per il suo bilancio, non possono che apparire una sorta di vessazione nei confronti dei cittadini".

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Liberalizzazioni made in italy e la politica del doppio binario (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Global market Liberalizzazioni made in Italy e la politica del doppio binario L'Italia ha gli strumenti per uscire meglio degli altri paesi da questo momento difficile per il mercato dell'auto. Fiat conferma i suoi obiettivi sfidanti per il 2008 Continua la politica del doppio binario per le liberalizzazioni italiane. class="hilite">E così, se da un lato la class="term">class class="term">action finisce di nuovo nel congelatore, dall'altro sembrerebbe scongiurato l'azzeramento dell'Authority dell'Energia: dunque, una notizia cattiva e una buona per chi, nel nostro Paese, ha a cuore l'apertura dei mercati e lo sviluppo della concorrenza. Nel caso delle azioni collettive, il governo ha deciso di spostare ulteriormente in avanti il varo delle norme che dovranno renderle operative, già rinviato in precedenza dall'esecutivo. L'appuntamento non è più per gennaio 2009, ma per non meglio identificati mesi successivi; niente emendamento, quindi, al disegno di legge sullo sviluppo economico in discussione alla Camera: tutto viene trasferito nel tradizionale decreto "milleproroghe". Chi vivrà vedrà, con buona pace dei consumatori e dei risparmiatori. Salta anche un altro emendamento al ddl sviluppo, in questo caso però scongiurando un duro colpo all'autonomia dell'Authority per l'energia e il gas: il governo ha rinunciato, per ora, alla riforma che oltre ad azzerare gli attuali vertici avrebbe introdotto procedure di nomina completamente nella disponibilità di palazzo Chigi, senza contrappesi parlamentari. Marco Patucchi [in lite per Hypo] Rischia di aggravarsi in modo serio e imprevisto il pesante effetto della crisi finanziaria e dei mercati internazionale sulla Germania. Il piano di salvataggio in extremis della banca Hypo Real Estate infatti rischia di fallire: le banche private litigano tra di loro, con la Bundesbank, con la Banca centrale europea e col governo federale sulla parte di spesa che dovrebbero accollarsi (e non vogliono sottoscrivere appieno) per evitare la bancarotta di Hypo. Il piano di salvataggio, concordato nella notte tra domenica e lunedì, prevedeva come è noto oltre a un'iniezione immediata di liquidità di 35 miliardi di euro da parte della Bce, aiuti per 8,5 miliardi di euro da parte delle banche tedesche e uno stanziamento di garanzia di 26,5 miliardi di euro circa da parte del governo federale. Tutto rischia di saltare: riunite ieri alla sede della Bundesbank, le parti in causa non hanno trovato un accordo. In particolare le Sparkassen, cioè la casse di risparmio, e le Landesbanken, cioè gli istituti in sostanza pubblica dei Bundeslaender (i 16 Stati della Repubblica federale) nicchiano. Al massimo sarebbe quindi a disposizione da parte loro un aiuto per circa 3 miliardi di euro, e non è chiaro da dove debbano venire i 5,5 mancanti rispetto al piano di salvataggio. Se stamane non si troverà un compromesso in extremis, secondo fonti finanziarie citate da Welt online Hypo Real estate rischia la condanna definitiva al fallimento. Andrea Tarquini.

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L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 03-10-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-10-03 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Francia Sospesa la semilibertà per il dirigente di class="hilite">Action Directe: "Non si è pentito" L'ex terrorista torna in politica Estrema gauche in imbarazzo Rouillan vorrebbe aderire alla formazione di Besancenot Disorientati i militanti Il socialista Hollande mette in guardia il possibile alleato: "Adesione ingombrante" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI - Dalla galleria degli anni di piombo sono usciti ritratti di terroristi irriducibili, pentiti, fuggiaschi, passati a nuova vita o protetti da intellettuali e persino da esponenti della sinistra storica, come nel caso di Cesare Battisti. Da ieri, c'è un nuovo modello di ex terrorista: il militante che torna a fare politica attiva, senza pentimenti e senza rinnegare la lotta armata. è la storia di Jean-Marc Rouillan, uno dei capi di Action Directe (semplificando, le brigate rosse francesi), condannato all' ergastolo per l'omicidio del dirigente della Renault Georges Besse (1986) e da qualche tempo (fino a ieri) in regime di semilibertà: lavorava in una casa editrice a Marsiglia e la sera tornava nel penitenziario di Baumettes. L'ex terrorista ha aderito al Nuovo partito anticapitalista, formazione creata da Olivier Besancenot, il trentenne postino con il sorriso da bravo ragazzo che sogna di federare la galassia marxista, comunista, trozkista e ultrambientalista di Francia. In tempi di catastrofi finanziarie, licenziamenti e impoverimento delle classi popolari (oltre che di crisi dei tradizionali partiti della gauche), Besancenot è in crescita nei sondaggi. Il suo messaggio (Che Guevara, no alle privatizzazioni, lotta per il potere d'acquisto) ha facile presa, soprattutto sui giovani. Il postino, telegenico e brillante oratore, risulta simpatico persino a Sarkozy, ma con l'"iscrizione " dell'ex capo di Action direct rischia di dilapidare il capitale di consenso ed esporre il movimento a opzioni inquietanti. Rouillan, in un'intervista a L'Express, pur concedendo che la lotta armata degli anni Settanta sarebbe oggi improponibile, continua a essere convinto che sia un momento "necessario" nel processo rivoluzionario. "Se ci si rifà al Che", questa posizione è logica, aggiunge. Ma al di là delle opinioni, Rouillan mantiene un margine di ambiguità rispetto alle sue responsabilità penali. "Fra le condizioni della semilibertà c'è l'obbligo di non parlare dei fatti giudiziari - spiega l'ex terrorista, precisando -: il fatto che non mi esprima è già una risposta, ma se avessi voluto sputare sul passato avrei potuto farlo!". Il postino rivoluzionario ha sempre dichiarato la propria solidarietà con gli ex terroristi estradati dalla Francia e giustifica la decisione con "il diritto di ogni cittadino che abbia saldato i conti con la giustizia di impegnarsi in politica". "Il passato è passato, Rouillan ha pagato il suo debito, anche troppo!". è una posizione che suscita polemiche e disorientamento fra i militanti e che viene definita "ignobile" dalla vedova del dirigente Renault assassinato. Il portavoce della Lega comunista rivoluzionaria (nocciolo duro del nuovo partito) dichiara: "Ogni volta che abbiamo il vento in poppa ci si vuole criminalizzare. La questione è semplice: se Rouillan entra nel partito, significa che ha abbandonato ogni idea di ricorso alla violenza ". Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario socialista, FranÇois Hollande, il quale ha invitato Besancenot a sbarazzarsi di questa "adesione ingombrante ". Hollande non l'ha detto, ma si capisce che una deriva del genere manderebbe in fumo qualsiasi ipotesi di cartello elettorale della gauche in futuro. L'unico convinto che l'ex terrorista abbia cambiato strada è stato il giudice del tribunale che ha concesso la semilibertà, confermando "i seri sforzi di reinserimento sociale" e il fatto che "la lotta armata non è più prevista nelle sue rivendicazioni politiche ". Tuttavia, ieri, proprio in seguito alle dichiarazioni rilasciate a L'Express, un altro tribunale di Parigi, su richiesta della procura, ha deciso di sospendere il regime di semilibertà in attesa di una decisione definitiva, il 16 ottobre. In semilibertà resta invece la moglie di Rouillan, Nathalie Menigon. I due si possono incontrare soltanto su autorizzazione del giudice. "Abbiamo deciso di divorziare, non abbiamo mai potuto vivere insieme. In carcere ci hanno trattato come cani". Ora la semilibertà potrebbe essere revocata. "Lo so che comunque non sarò mai più un uomo libero", dice Rouillan. Massimo Nava.

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Più trasparenza nel mercato (sezione: Class action)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-10-2008)

Argomenti: Class Action

L'Europa e la crisi Più trasparenza nel mercato   "Ricostruiamo insieme un capitalismo regolato, dove pezzi interi dell'attività finanziaria non siano abbandonati alla sola valutazione degli operatori del mercato, dove le banche facciano il loro mestiere, che è quello di finanziare lo sviluppo piuttosto che la speculazione". È una delle affermazioni fatte dal Presidente francese Sarkozy, Presidente di turno all'Ue, davanti all'assemblea dell'Onu, dove ha illustrato anche alcune indicazioni circa le vie attraverso cui perseguire questi obiettivi: un'adeguata riforma delle istituzioni internazionali, l'allargamento del G8 alle grandi realtà emergenti e uno speciale incontro, entro fine anno, dei capi di Stato e di governo "per riflettere e tirare le lezioni" della più grave crisi finanziaria da quella degli Anni Trenta. Una crisi che determina perdite immense, non ancora quantificabili, perché effetti perversi continuano a verificarsi a scoppio ritardato. In questa occasione l'Europa ha fatto sentire forse la sua voce e ha espresso l'importanza di dare risposta alla crisi con vigilanza e regole opportune in termini rigorosamente multilaterali. In questi giorni il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza due rapporti il cui obiettivo è la regolamentazione dell'intero settore. Ha sollecitato perciò la Commissione Ue a presentare proposte normative con regole opportune per tutti gli operatori finanziari ai fini della solidità, della stabilità, dei limiti all'indebitamento, del superamento dei conflitti di interesse, tra l'altro nella agenzie di rating, del contenimento delle remunerazioni dei manager. È augurabile che la Commissione presenti in tempi celeri (particolarmente in attesa di un'adeguata azione a livello globale) e rigorosi le sue proposte e, nell'ambito delle stesse, anche la previsione di un'unica Authority in Europa sui mercati importante in sè e come contributo e stimolo per la necessaria governance globale in materia. Problema indubbiamente di grande complessità, ma che deve essere affrontato. Crisi con caratteri globali devono trovare risposte, azione di prevenzione attraverso istituzioni e regole allo stesso livello, in una logica multilaterale. Lo stesso Bush nel suo ultimo discorso a Palazzo di Vetro, oltre ad aver riscoperto che l'Onu è "più necessaria che mai", ha usato l'aggettivo "multilaterale" una decina di volte. È necessario però che le affermazioni di Sarkozy e delle risoluzioni del Parlamento europeo trovino seguito operativo e unitario da parte dei governi europei. I fatti confermano la necessità di procedere nell'integrazione. I governi poi - certo non solo quelli europei - devono aver chiaro che il rapporto pubblico-privato in relazione al mercato può essere gestito secondo due linee profondamente diverse tra loro. C'è l'intervento pubblico a rimorchio di fatti gravi determinati da comportamenti spregiudicati di un numero ristretto di soggetti, comportamenti ed effetti resi possibili da deficit di regole e di vigilanza, defici a sua volta collegato alle posizioni di pubblici poteri. Con tale intervento a posteriori, per evitare fallimenti anche con effetto contagio, si hanno esborsi pubblici e lo scaricare i relativi oneri - non solo di carattere finanziario - sui cittadini. C'è invece un'azione pubblica a carattere preventivo diretta non a soffocare il libero mercato, ma anzi a dargli trasparenza attraverso adeguate regole e vigilanza, tendenti ad evitare che comportamenti spericolati di pochi determinino dissesti le cui conseguenze vadano a ricadere sulla collettività. In questa fase sembra avere notevole spazio il primo tipo di intervento pubblico, quello a posteriori, con l'effetto di "socializzare le perdite", stravolgendo così anche un importante principio: gli investitori che assumono dei rischi per guadagnare profitti devono anche sostenere le perdite. Per ragioni etiche (evitare che ai cittadini vengano addossati oneri ingiusti) ma anche per un'economia efficiente e produttiva è importante che il pubblico - ai necessari livelli - operi una svolta per una decisa azione a carattere preventivo.  .

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Lehman brothers, confconsumatori promuove le prime cause contro il crac (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XI - Bologna Il risparmio Lehman Brothers, Confconsumatori promuove le prime cause contro il crac Farsi risarcire dai crac finanziari d'oltreoceano si può: le prime tre cause legali in tutta Italia contro chi ha rifilato titoli Lehman Brothers sono partite tre giorni fa a Parma, grazie a Confconsumatori. Che con i suoi avvocati spiega quali sono i presupposti per un ricorso contro il contagio della crisi subprime. "A Parma stiamo avendo centinaia di segnalazioni - racconta Secondo Malaguti, presidente Confconsumatori Bologna e Emilia Romagna -e andremo fino in fondo. Anche da Bologna ci stanno chiamando: la gente vuole sapere che fine faranno i loro risparmi". Le cause riguardano per ora Unicredit, Cassa di Risparmio Parma e Piacenza e Banca di Roma, e rivendicano ciascuna circa 100 mila euro. Le telefonate di questi giorni, però, raccolgono le testimonianze più svariate: dal pensionato al padre di famiglia, dai 5 mila ai 250 mila euro. "Almeno fino a gennaio 2009 - dice Giovanni Franchi, avvocato di Federconsumatori - non potremo costituirci in class="hilite">class="term">class class="term">action. Ora possiamo rivalerci su banche italiane che hanno girato ai risparmiatori titoli di carta straccia, da istituti europei più grandi direttamente relazionati con Lehman. Dal 2007 si sapeva che la situazione era a rischio". Nonostante si conoscessero i pericoli, infatti, banche e agenzie di rating continuavano a dire che Lehman Brothers fosse uno dei migliori titoli. "Il disastro è rilevantissimo - conclude Franchi - e quello che ora ci preoccupa di più sono le polizze assicurative". (s.sc).

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I tormenti del giovane Pd (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Giuseppe Provenzano N on fate fare a un ragazzo il lavoro di un uomo, dicevano i conservatori inglesi per combattere l'ascesa del giovane Tony Blair. Non fate come i "vecchi" il vostro lavoro, Giovani democratici. Poteva senz'altro nascere diversamente un'organizzazione giovanile. Cominciando col capire se fossero proprio necessarie le "primarie" per scegliere persone e organismi, senza la possibilità e il tempo di un vero confronto sulle cose da fare, da dire. Anche in questo caso, si è ceduto ad un imperativo discutibile, frutto di un grosso equivoco che ha caratterizzato i primi mesi della costruzione del Pd: la convinzione assai insidiosa che l'esercizio della democrazia si esaurisca nel voto. E allora al voto! Primarie e primariette, liste e candidati, per tutti gli organi e tutti gli organismi. Mentre il momento della "pubblica argomentazione razionale" è rimandato sempre a dopo: come se non fosse anche questo, la democrazia. Attenzione, le primarie sono uno strumento cruciale, e perciò da usare con cura, senza mai abusarne. Il timore più grande è che l'abbaglio di una competizione elettorale, speriamo più ampia possibile, abbia distratto dal tema vero che andava affrontato con l'occasione: il posto delle giovani generazioni nella vita pubblica italiana, e nella politica. I giovani dovrebbero stare nei luoghi del conflitto, della crisi, dove covano gli esiti della società di domani, quella che sono chiamati a costruire. E di luoghi del conflitto sociale, nell'Italia del 2008, di certo non ne mancano. Ad esempio, i giovani democratici (Gd) avrebbero dovuto riversarsi nelle strade di Castel Volturno, stringersi ai loro coetanei ghanesi, nigeriani, senegalesi, prima della rivolta, dare voce al loro dolore, che è il dolore di ognuno di noi per una strage di innocenti. Avrebbero dovuto affiancare il loro coetaneo, Roberto Saviano, e tirarlo fuori dalla solitudine pericolosa della denuncia quotidiana disperante e della sovraesposizione mediatica. In quegli stessi giorni, quaranta Gd si sprecavano nelle stanze di un Tavolo promotore nazionale a dividere l'Italia in circoscrizioni elettorali: non passano da lì le emergenze democratiche del nostro paese sbilenco e imbarbarito. Certo, la rappresentazione giornalistica della vicenda, quasi sempre paga del chiacchiericcio da salotto o corridoio romano, non ha dato conto dei tanti ragazzi che si impegnano con generosità nelle varie realtà d'Italia: loro dovevano essere i veri protagonisti di questa sfida e non hanno avuto voce. Non sono molti e non sono neanche pochi, in ogni caso sono preziosi. Il problema è che nella nascita dei Giovani democratici troppe questioni sono rimaste inevase. Anzitutto quella della propria ragione d'essere: il perché sia necessaria un'organizzazione giovanile e quale rapporto essa deve costruire con il Partito. Hanno fatto bene i candidati a rivendicare l'autonomia. Ma il rischio di chiudersi (o di essere relegati) nella riserva indiana del giovanilismo, di giocare a fare i dirigenti senza la possibilità di esercitare una reale funzione politica, è sempre dietro l'angolo. Ed è questo che favorisce l'ingerenza degli "adulti". Sarebbe stato opportuno chiarire pochi grandi temi sui quali chiedere l'adesione e favorire la partecipazione dei giovani italiani, e organizzare una grande battaglia politica e culturale. Sono i temi delle cronache di ogni giorno: la scuola che invece di essere una priorità è il bersaglio di un ridimensionamento della sua funzione sociale; la convivenza impossibile tra le etnie e tra la povera gente; la "mala" occupazione e le difese corporative, le voci che dal nord sviluppato invocano il separatismo e la deriva di un sud che sprofonda nel silenzio del sommerso. È l'Italia del degrado dello spazio pubblico, che oscilla tra la tolleranza di un'illegalità diffusa e l'emersione di fenomeni di autoritarismo brutale. È la stessa Italia di un vicesindaco della Lega Nord e Senatrice della Repubblica che, a Lampedusa, al fianco di un bel monumento di Mimmo Paladino (sapientemente ignorato dall'amministrazione) dedicato alla strage di migranti sul Canale di Sicilia e figurante la Porta di un'Europa d'accoglienza, ha posto un'inquietante finestra d'alluminio per riprodurre in rebus funereo il popolare adagio secondo cui chi entra dalla porta va buttato fuori dalla finestra. È l'Italia del malanimo, dell'eterno fascismo che sempre ritorna e si attrezza con simboli nuovi e miserabili, e con la violenza di parole che invece non sono cambiate: sono quelle di ottanta anni fa. A questa Italia i Giovani democratici devono ancora far sentire la propria voce. Ahinoi, non sono pochi gli anni che ci vedranno all'opposizione, e occorre darsi un respiro lungo. È sovrastante la portata dei problemi con cui dovranno misurarsi le giovani generazioni di democratici che aspirano a guidare le trasformazioni della società italiana. Ma non c'è molto tempo da perdere; ci vorrà coraggio, e non è detto che basti. É un lavoro di prospettiva, e si intreccia con l'esigenza del ricambio della classe dirigente. Perché rischia di essere fuorviante, come spesso accade, porre la questione del ricambio, senza prima affrontare quella dei luoghi e delle esperienze in cui si forma il nuovo personale politico. La Scuola di Cortona è stata sicuramente una di queste esperienze, da ripetere e diffondere nelle realtà più periferiche. E fa fede l'entusiasmo condiviso da centinaia di ragazzi: merce rara nell'Italia di oggi. Il rinnovamento deve avvenire nella comprensione delle priorità politiche di una comunità e nella capacità di farne azione collettiva; dev'essere nei metodi e persino nei modi, nei costumi, nella civiltà dell'agire politico. Altrimenti, si rischia di confondere il rinnovamento con il mero ringiovanimento. Ma, allo stesso tempo, occorre smetterla di considerarsi giovani e immaturi per la complessità delle sfide della politica. Bisogna combattere la sindrome di Peter Pan, specialmente se precoce. O almeno provarci. In un momento in cui il Pd, al di là della manifestazione del 25, non è in grado nei territori di mettere in campo grandi iniziative politiche, e i quarantenni si considerano risorse di domani, un giovane sui venticinque anni (o ventotto, trenta...) potrebbe anche assumersi una responsabilità maggiore, riversare direttamente nel partito le proprie energie e convinzioni, la propria capacità di tessere un dialogo con la società e di costruire un rapporto di fiducia coi cittadini. Alcuni lo hanno fatto: i giovani amministratori, assessori, consiglieri provinciali, comunali, di circoscrizione. Non sono molti, ma sono preziosi; e troppo spesso lasciati in balia di se stessi e delle difficili realtà in cui si trovano ad esercitare la loro funzione pubblica. Nei luoghi dove il Pd ha perso un legame profondo con la società, e dove "l'urgenza delle cose" richiede un impegno immediato, un'organizzazione giovanile non è la sola via. O ragazzi dalle guance di pesca, qualche volta a vent'anni si può dire "siam pronti".

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Lehman Brothers, uscita ardua per gli obbligazionisti italiani (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Plus sezione: ATTUALITA data: 2008-10-04 - pag: 8 autore: Tutele legali. La scelta difficile tra Tribunali e conciliazione Lehman Brothers, uscita ardua per gli obbligazionisti italiani L'azione collettiva degli Usa in Italia ancora non esiste Si spacca il fronte delle associazioni è tutta in salita la strada dei bondholders di Lehman Brothers. I possessori delle obbligazioni della banca Usa – che dal 15 settembre ha fatto ricorso al Capitolo 11 (amministrazione controllata) della legge fallimentare statunitense &ndash; secondo alcune fonti sono 40mila e si aggiungono agli altri italiani colpiti dai crack Argentina, Cirio, Parmalat. Ecco le loro opzioni. Conciliazione collettiva L'Adiconsum chiede alle banche e alle assicurazioni di farsi carico delle perdite. Qualche operatore si è già detto disponibile ( Bcc Vita, Unipol) a rimborsi sulle polizze. Ma per i bond nessuno però per ora può affermare che esista l'eventualità che qualche banca accetti di aprire una procedura di conciliazione collettiva come quelle realizzate per Cirio e Parmalat. Class action statunitensi Negli Usa ai risparmiatori è possibile realizzare cause collettive per il risarcimento dei danni. Il 24 settembre lo studio legale Gainey & McKenna ne ha avviata una per conto di tutti i proprietari delle azioni privilegiate serie J di Lehman Brothers Holdings, sostenendo che il prospetto non conteneva informazioni rilevanti sull'esposizione della banca ai toxic assets. Niente del genere è possibile in Italia. Le associazioni dei risparmiatori si sono spaccate: Adusbef, Assorisp Protection, Codacons e Federconsumatori si dicono pronte ad avviare cause collettive, Aduc le critica ricordando che parlare di class action quando ancora la procedura non esiste può solo generare forti attese dei risparmiatori che rischiano di andare deluse. Cause individuali in Italia Se esistono le condizioni di legge, è possibile intentare un'azione di nullità (nei casi in cui manchi della documentazione di legge) o di risoluzione del contratto di acquisto per grave inadempimento della banca (in caso di vittoria si ha la restituzione dei titoli alla banca a fronte della restituzione da parte della banca del capitale investito al netto delle cedole percepite oltre interessi legali) o l'azione di responsabilità contrattuale (art. 1218 codice civile) per il risarcimento del danno. Il termine di prescrizione di queste azioni è decennale e inizia a decorrere dal giorno dell'investimento. C'è poi il comma 8 dell'articolo 3 del Dlgs 303/2006 (si vedano "Plus24" del 20 settembre e "Il Sole-24 Ore" del 27 settembre), ma pare poco applicabile. Il conciliatore bancario In alternativa ai tribunali e solo per valori inferiori ai 100mila euro i risparmiatori coinvolti nel crack Lehman Brothers che ritengono di poter provare di essere stati danneggiati dalla propria banca possono adire la risoluzione alternativa delle dispute prevista dal nuovo Conciliatore bancario (si veda "Plus24" del 13 settembre). La relativa delibera istitutiva del Comitato interministeriale credito e risparmio è stata già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Perché il nuovo conciliatore divenga operativo servono ora le delibere organizzative della Banca d'Italia. Nicola Borzi nicola.borzi@ilsole24ore.com.

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Ci vogliono circa due anni ma non si anticipano spese (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Plus sezione: ATTUALITA data: 2008-10-04 - pag: 8 autore: INTERVISTA Pietro Adami Studio legale Adami "Ci vogliono circa due anni ma non si anticipano spese" C hi ha comprato azioni Lehman Brothers può sperare nella giustizia statunitense, aderendo alla class action che si sta strutturando in queste settimane. "La possibilità di aderire a questa causa collettiva - spiega Pietro Adami, avvocato specializzato in questo tipo di cause - è consentita a chi ha acquistato titoli tra il 13 settembre 2006 e il 6 giugno scorso". L'azione è aperta anche ai possessori di bond Lehman? Stiamo cercando di espandere questa class action anche agli obbligazionisti ma se nessun bondholder si fa avanti gli obbligazionisti rischiano di non essere tutelati per mancanza di rappresentanti. Il principio che regola questa azione prevede che ogni singola classe o sottoclasse di titoli o, all'interno della stessa tipologia di titoli, ogni singola emissione debba avere almeno un rappresentante che si costituisce in giudizio. Ma c'è qualcuno che vi ha contattato? Perché non si presentano? Ci stiamo lavorando ma il problema è che molti non sanno che possono avvalersi dello strumento della class action negli Usa. Avete delle stime su gli istituti che hanno collocato maggiormente questi titoli? In fase di causa questi dati emergeranno, ma oggi è troppo presto per poter dare indicazioni. Che costi deve affrontare chi vuole aderire alla class action? Nessun costo, perché tutte le spese verranno anticipate dallo studio legale statunitense che gestisce il caso. Per il crack Lehman sono coinvolti tre grandi studi che lavorano in collaborazione. All'eventuale esito positivo della causa, però, gli avvocati chiederanno al tribunale di pagarli con una percentuale dal 5 al 20/25% del valore recuperato. Conviene muoversi con una class action o attraverso la propria banca? Se si riesce a ottenere, la conciliazione con la propria banca è certamente più semplice ed è una strada da privilegiare. Chi sceglie la strada della class action dev'essere consapevole che deve portarla avanti fino alla fine. In termini di tempo ciò significa dai due ai tre anni. Il coinvolgimento dovrà infatti tenere conto dell'interesse dell'intera categoria rappresentata, non solo di quello del singolo individuo. Cosa può fare chi ha comprato titoli fuori della finestra indicata? Questi soggetti devono monitorare la procedura di liquidazione (il cosiddetto Capitolo 11), contattare il curatore, verificare i tempi delle emissioni e presentare le domande di ammissione al passivo. Per la class action c'è una concreta possibilità che la domanda di ammissione al passivo la faccia direttamente il curatore dello causa, come è avvenuto in altri casi, ad esempio per il fallimento di Worldcom. Lucilla Incorvati Chi ha un titolo in default può aderire alla class action americana Pietro Adami, avvocato veronese specializzato in class action negli Usa.

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Mobilitazione studentesca contro la politica del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Senigallia ha aderito e ieri sono stati affissi in città striscioni di disappunto verso la riforma scolastica. "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un tracollo progressivo del mondo dell'istruzione, iniziato con la Moratti e le sue stangate alla scuola pubblica in favore di quella privata e proseguito con Fioroni e la reintroduzione del "rimando", che ha reso la scuola un luogo sempre più elitario - tuona il Collettivo studentesco Zenit -. La politica della Gelmini? La reintroduzione del voto in condotta, che potrà scendere a 5, oltre a fare media potrà causare anche la bocciatura. La norma, giustificata da fenomeni come quello del bullismo, serve solo a controllarci e a limitare la nostra libertà d'azione e autodeterminazione all'interno delle nostre scuole. E tante altre decisioni che non condividiamo. Il vero obiettivo è ridurre drasticamente le spese per l'istruzione".

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SKY TV NON PUò IMPORRE AI SUOI ABBONATI L'UTILIZZO DI UN PROPRIO DECODER. SULLA BASE DI QU (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-10-2008)

Argomenti: Class Action

Sky Tv non può imporre ai suoi abbonati l'utilizzo di un proprio decoder. Sulla base di questo principio il giudice di pace di Napoli ha condannato l'azienda di Rupert Murdoch per "inadempimento contrattuale e danni contrattuali e personali" nei confronti di un cliente, il signor V.D.P., difeso dal presidente dell'associazione Noiconsumatori, l'avvocato Angelo Pisani. "Dal 2005 - ricorda Pisani - Sky Italia modifica il proprio accesso condizionato, fornendo agli utenti un proprio decoder adatto per la ricezione del nuovo segnale altrimenti irricevibile da tutti gli altri tipi di decoder. Questo decoder Sky, di fatto, non è in grado di ricevere tutti i programmi diffusi da altre emittenti in chiaro e ha, inoltre, ridotte capacità di memorizzazione". Da qui la protesta del cliente, il quale, come sostiene Pisani in una nota, "è in possesso di un ricevitore migliore che ha più canali e ha maggiori funzioni". Inoltre il cliente di Pisani, secondo il legale, "è convinto che l'azione di Sky ponga non solo un problema di inadempimento contrattuale, ma anche un problema di concorrenza, poichè con questa mossa Sky detiene in pratica il monopolio dei decoder". Il giudice di pace ha condannato quindi Sky all'osservanza della normativa vigente e alla normale fornitura del segnale per il telespettatore, più un risarcimento danni quantificato in cinquecento euro. Nel corso dell'udienza l'avvocato Pisani ha sottolineato che già nel 2000 l'Autorità garante per le comunicazioni aveva deliberato che "gli operatori di accesso condizionato (tra cui Sky, ndr) sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi televisivi in chiaro". "Questa sentenza - precisa Pisani - è valida solo per chi ha portato in giudizio Sky. class="hilite">È per questo che tutti auspichiamo che il nuovo governo acceleri i tempi per l'emanazione di una legge sulla "class-class="term">action", nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un giudice di pace e chiedere giustizia".

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Il crac mutui si fa sentire anche qui Colombo: <Molti vengono da noi> (sezione: Class action)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 05-10-2008)

Argomenti: Class Action

LECCO: PRIMO PIANO pag. 3 Il crac mutui si fa sentire anche qui Colombo: "Molti vengono da noi" ? LECCO ? LA CRISI economica che sta imperversando in questi giorni negli Stati Uniti purtroppo sta avendo riflessi negativi anche sul Lecchese. A denunciarlo sono Adiconsum e Federconsumatori. "Stanno arrivando tante persone al nostro sportello per chiedere informazioni a riguardo - spiega Marco Colombo dell'Adiconsum Lecco -. Stiamo aspettando direttive a livello nazionale per capire come muoverci con gli utenti. Vogliamo garantire un supporto preparato e professionale". Per la maggioranza di coloro che si sono rivolti ad Adiconsum c'è solo una generica preoccupazione motivata da quanto si legge e sente. "Sono arrivate anche tre o quattro persone - aggiunge Colombo - che sono rimaste coinvolte direttamente in investimenti su fondi esteri". Cosa fare in questi casi? "IL NOSTRO CONSIGLIO è quello di rivolgersi prima di tutto alla propria banca per capire in cosa si è investito. Poi noi cercheremo di dare il massimo supporto". Con il passare dei giorni l'ansia di perdere i propri risparmi si è fatta contegiosa e sempre più i cittadini che chiedono sostegno. "Abbiamo già raccolto una decina di casi coinvolti in investimenti critici - commenta Sergio Fenaroli della Federconsumatori di Lecco -. Abbiamo diramato un comunicato per avvisare tutti i cittadini e per metterli in guardia. Siamo preparati per offrire un appoggio e stiamo inviando lettere di messa in mora a banche e assicurazioni che hanno promesso questi investimenti". L'AZIONE per tentare di difendere l'interesse di tutti quei risparmiatori "traditi" è del tutto simili a quanto avvenuto in precedenza con i casi dei bond Argentina, di Parmalat e Cirio. "Ci affianchiamo ai risparmiatori traditi perché questo è un fenomeno più grande di quello che in realtà si crede - racconta ancora Fenaroli - Ogni risparmiatore deve verificare se i propri investimenti sono in qualche modo riconducibili al crac americano. Possono comunque rivolgersi a noi per qualsiasi aiuto. Valuteremo anche se ci sono dei comportamenti illegali da parte delle banche ed eventualmente faremo intervenire la magistratura". Nel frattempo c'è anche chi guarda con amarezza alle class action, uno strumento giuridicio che in Italia non è ancora stato introdotto. Le class action sono azioni collettive risarcitorie a tutela dei consumatori. Si tratta di uno strumento giuridico molto utilizzato nel mondo anglosassone, che negli Stati Uniti ha portato ad esempio alcune multinazionali del tabacco a risarcimenti record.

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Class action? Non sempre l'unione fa la forza (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina pag. 25 Class action? Non sempre l'unione fa la forza ARRIVERA' IN ITALIA NEL 2009. DUBBI SULL'OPPORTUNITA' LE ASSOCIAZIONI dei consumatori si preparano per l'appuntamento del 2009. Da qualche settimana, diverse sigle che difendono i diritti dei risparmiatori truffati stanno raccogliendo le adesioni alla class asction, l'azione giudiziaria collettiva, la cui entrata in vigore è prevista per i primi mesi del prossimo anno. E' una procedura importata dagli Stati Uniti che consentirà alle vittime di una truffa (o di qualche crack finanziario come quello della Lehman Brothers) di unire le forze in tribunale, facendosi difendere da un unico rappresentante legale La class action, almeno secondo chi l'ha proposta, dovrebbe dare maggiore forza ai risparmiatori truffati e snellire le procedure giudiziarie che, fino a oggi, per gli scandali finanziari del passato, sono finite sui banchi di diversi tribunali in tutta Italia. Ma qualcuno non nasconde il proprio scetticismo. E' il caso di Wolfango Ruosi, titolare dello studio legale Wmr e avvocato di Assorisp, una delle sigle che difendono le vittime dei crack finanziari. Secondo Ruosi, il governo Berlusconi potrebbe mettere il bastone tra le ruote a questa nuova procedura giudiziaria, che in passato è stata criticata da più parti (Confindustria in prima fila). SECONDO L'AVVOCATO di Assorisp, inoltre, per il crack di Lehman Bros l'azione giudiziaria collettiva rischia di impedire ai tribunali una valutazione approfondita, caso per caso, della situazione di ogni risparmiatore: "I bond e le polizze index linked ? dice il legale ? sono prodotti finanziari abbastanza complessi e non è facile ricostruire il modo in cui sono stati venduti". Solo esaminando ogni denuncia, dunque, i tribunali potranno accertare in maniera compiuta l'eventuale malafede di chi ha persuaso all'acquisto risparmiatori che magari precedentemente avevano investito solo in titoli sicuri. QUALUNQUE SIA la strategia giudiziaria, una cosa è certa: per ottenere una sentenza favorevole e riavere indietro i soldi versati, i risparmiatori vittime del crack dovranno attendere almeno due o tre anni, come è avvenuto per gli scandali finanziari del passato. E' possibile però che alcune banche scelgano la via della conciliazione extragiudiziale con i propri clienti e propongano un risarcimento, almeno parziale, del capitale investito. In tal caso, l'attesa potrebbe ridursi a 12-24 mesi. Andrea Telara.

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Bollette Abbanoa, in 150 firmano esposto alla Procura (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-10-2008)

Argomenti: Class Action

Prov Sulcis Pagina 2043 Carbonia Per l'avvio di un'inchiesta Bollette Abbanoa, in 150 firmano esposto alla Procura Carbonia. Per l'avvio di un'inchiesta --> La guerra contro Abbanoa per le bollette pazze approda alla Procura della Repubblica. Sarà la magistratura a stabilire se nella fatturazione dei consumi dell'acqua del 2005 e del 2006 siano stati commessi dei reati. L'azione legale è formalmente scattata giovedì scorso: class="hilite">dopo la raccolta di deleghe per quella che sarebbe potuta essere una "class="term">class class="term">action" se la legge riconoscesse le azioni legali di massa, oltre 150 famiglie hanno conferito mandato a un avvocato di Carbonia (Gianfranco Trullu) affinché inoltri un esposto in Procura per fare chiarezza sui sistemi di fatturazione adottati da Abbanoa. Tutto è nato quando, nei mesi scorsi, centinaia di utenti hanno ricevuto bollette da capogiro, con importi ritenuti irreali rispetto ai consumi abituali. Dopo le proteste, la nascita di comitati spontanei e la presa di posizione del Consiglio comunale, le famiglie hanno affermato la volontà di far chiarezza anche attraverso le vie legali. A farsi promotori di questa "class="term">class class="term">action" ante litteram sono stati i consiglieri di Progetto per Carbonia e Forza Italia Mario Porcu e Sandro Masciarelli. Cosa, in sostanza, non quadra? Due questioni. Prima, il fatto che Abbanoa indichi come lettura finale dei contattori la data del 31 dicembre dell'anno di riferimento. "È irreale ed offensivo dell'intelligenza degli utenti, a parte rarissimi casi di letture centralizzate - precisa Sandro Masciarelli - francamente nessuno ha mai visto un letturista Abbanoa rilevare i consumi la notte di Capodanno". Ogni ritardo nella lettura effettiva si trasforma, quindi, in un salasso per gli utenti perché scattano le tariffe degli scaglioni di pagamento più elevati: si arriva sino a due euro a metro cubo. L'acqua pagata come champagne. Seconda questione: perché applicare "retroattivamente al 2006 e al 2005 l'adeguamento tariffario deciso nel 2007?", come ha puntualizzato Mario Porcu. Se tutto ciò si dovesse configurare come un eventuale guadagno indebito da parte di Abbanoa lo stabilirà la Procura della Repubblica a cui oltre 150 utenti di Carbonia hanno deciso di rivolgersi con un esposto di gruppo "ipotizzando il reato di truffa", sottolinea Mario Porcu. L'azione legale sarà gratuita, le spese saranno sostenute dai gruppi consiliari che appoggiano l'iniziativa. ANDREA SCANO.

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Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 06-10-2008)

Argomenti: Class Action

SPORT PROVINCIA PISA pag. 39 Riscatto Zetagas con il Costone Bella prestazione collettiva ?S.CROCE SULL'ARNO? VITTORIA netta e mai in discussione per una Codyeco Lupi a tratti perfetta nell'applicazione dei fondamentali e continua per intensità agonistica e spirito di gruppo. Per la Nef Castelfidardo tanta generosità ? e qualche miglioramento nella disposizione tattica nel secondo e nel terzo set ? ma ancora molti problemi di qualità e di esperienza ad alti livelli. Cronaca. Dopo un inizio equilibrato, il primo allungo dei santacrocesi lo provoca Mattioli con due ace consecutivi che danno ai locali il 5-3; Falaschi ? il migliore dei biancorossi, "morbido" e fantasioso come sempre ? lo chiama sovente in causa dalla "4", con percentuali straordinarie, e quando si tratta di murare sugli attacchi (troppo prevedibili) dell'ex D'Angelo e di Moretti, ci vanno sempre in due o anche in tre, guidati da Subiela, come nel caso del 7-4 e dell'8-4. Anche Mattioli mura da par suo (si vedano le azioni del 13 e 14-6), mentre dei punti arrivano anche dalla cattiva ricezione dei marchigiani (molto in difficoltà il libero Romini), fra i quali l'evanescente Komel è a tratti sostituito da Belcecchi. Un errore in battuta di Formantini dà alla Codyeco il 25-14. L'inizio del secondo parziale è più equilibrato, anche perché la Codyeco forza molto (e dunque sbaglia anche molto) al servizio. Graziosi fa giocare la Nef più sui centrali, e qualche puntarello Pavan lo provoca, anche indirettamente. D'Angelo porta addirittura in vantaggio i suoi sull'8-9 e al ritorno dei Lupi a tentare di opporsi sono soprattutto lui e il grintosissimo Moretti, che si inventa delle giocate anche dalla seconda linea. Ma quando i toscani rialzano il ritmo, e comincia ad essere servito l'opposto De Paula ? a tratti devastante per fisicità e talento ? sulla "2", il margine si fa più ampio, e dopo un murone di Balaccini sul 19-16 trova qualche momento di gloria anche Suglia che fa tirare il fiato a Subiela. E' tuttavia nel finale che si materializza il distacco di 5 punti, siglato dal 25-20 di Lukianetz che schiaccia addosso a Romini. Anche l'inizio del terzo parziale è caratterizzato da continui break e contro break; Castelfidardo rimane in partita fin quasi alla fine, anche perché gli attacchi ospiti sono condotti con più varietà (si veda lo slice di D'Angelo nel punto del 16-14), De Paula ogni tanto sbaglia e due match ball vengono gettati per troppa sicurezza da Mattioli. Ma è lo stesso schiacciatore di Dalù che sigla, con merito, il punto del 25-22 definitivo. Andrea Pannocchia.

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Profondo rosso Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui subpr... (sezione: Class action)

( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)

Argomenti: Class Action

Profondo rosso Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo Tremonti ha detto che la finanza globale è la peste del XXI secolo e in effetti quanto sta accadendo in questi giorni conferma che la speranza che la crisi finanziaria iniziata con i subprime (ma in realtà iniziata prima, almeno con le truffe come Enron, Bond Argentini, Parmalat, ecc.) potesse risolversi rapidamente si sta rivelando fallace e infatti continuano gli sconquassi finanziari, i clamorosi fallimenti delle banche d'affari, cresce la preoccupazione dei risparmiatori. Le iniziative per cercare di tamponarne gli effetti sono sempre più costose. L'iniziativa del Governo USA è lievitata ormai a 850 miliardi di dollari - se basteranno - e ora la Germania prepara una rete di protezione di 500 miliardi di euro che, tenuto conto del cambio, è paragonabile all'intervento americano. Facendo un primo conto approssimativo la crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Senza contare le flessioni delle borse nel mondo, migliaia di miliardi di dollari bruciati. Oggi (ma solo oggi) pochi negano che la crisi sia stata causata dalla dimensione smisurata della finanziarizzazione dell'economia che per almeno il 90% nulla ha a che fare con un qualunque processo reale nella produzione, nei servizi, nell'uso dell'intelligenza, ecc. Va aggiunto che alla constatazione del disastro non si accompagna un'analoga autocritica. Tanto è vero che l'intervento pubblico per fermare la crisi finanziaria ed economica è visto, in America come in Italia, come temporaneo per poi riconsegnare tutto al cosiddetto mercato. In altre parole per alcuni, l'intervento pubblico va bene per affrontare la crisi, ed è ovviamente a carico della collettività, appena però la malattia sarà passata tutto tornerà al privato. Le dichiarazioni dei guru americani e della Marcegaglia sono pressoché identiche. Le resistenze al mega soccorso proposto da Bush si spiegano anche con questi atteggiamenti: quando le cose vanno male il problema è di tutti, quando vanno bene i profitti sono rigorosamente privati. Da anni le analisi di Marx non erano così attuali. Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo. Il punto che si pone oggi è un nuovo rapporto tra intervento pubblico e mercato, perché la crisi dimostra che il laissez faire è semplicemente incapace di garantire la collettività. Dopo decenni di liberismo dominante, oggi questa dottrina e questa pratica sono in crisi e si delinea un nuovo tipo di capitalismo di stato. Del resto cosa sono i Fondi Sovrani, oggi così importanti, se non fondi di proprietà di uno Stato ? Dopo la crisi del 1929 furono adottati provvedimenti che non si limitavano a tamponare le falle prodotte dai comportamenti improvvidi che avevano portato a quella drammatica crisi prima finanziaria e poi economica, ma intervenivano anche sul funzionamento del sistema che li consentiva e per alleggerire la pressione della crisi sulle classi subalterne. Ad esempio, il sistema bancario dopo il 1929 era stato ridisegnato in modo da evitare almeno il ripetersi delle modalità che avevano favorito quella crisi finanziaria, prima negli USA e poi nel mondo, Italia compresa, affrontando anzitutto la commistione tra imprese e banche. Infatti prima non c'era una netta distinzione di compiti e di responsabilità. Di nuovo in tempi più recenti si è riproposto il problema. Dopo le crisi dei bond argentini, della Cirio, della Parmalat la commissione di indagine parlamentare italiana aveva indicato l'esigenza di adottare radicali misure di netta separazione tra banca e impresa, per distinguere nettamente tra prodotti finanziari e loro distribuzione ai clienti, ai privati. C'erano tesi diverse, tra chi proponeva misure più radicali come la netta distinzione societaria tra produttore e distributore di prodotti finanziari e chi riteneva sufficiente una separazione organizzativa nella struttura bancaria o finanziaria (le cosiddette muraglie cinesi) ma in ogni caso la tendenza era verso la creazione di un tendenziale conflitto di interessi in modo da proteggere meglio i risparmiatori. Non a caso nella crisi Parmalat gli Istituti di credito hanno dovuto pagare indennizzi pesanti per avere rifilato prodotti finanziari già considerati invendibili agli ignari risparmiatori. Ora invece il CICR (comitato presieduto da Tremonti e presente il Governatore della Banca d'Italia) ha deciso di consentire alle banche di acquistare una quota più rilevante delle imprese partecipate, misurando la partecipazione al proprio patrimonio e non più a quello dell'impresa. Questo significa che le banche possono essere coinvolte nei destini delle aziende in termini molto maggiori di quanto fino ad ora previsto. A questo va aggiunto che è in fase di avanzata approvazione, con l'appoggio della Banca d'Italia, anche una maggiore presenza delle imprese nel capitale delle banche. In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più. Come disse un autorevole imprenditore: compro azioni per fare un investimento ma mi impegno a non pesare nella vita della banca, ma tutto era affidato al suo buon cuore. In piena crisi finanziaria in Italia continua ad essere depenalizzato il falso in bilancio e sta entrando in vigore una legislazione benevola verso chi fallisce. Insomma si ricreano gli antichi pericoli che contribuirono alla crisi del 1929, e non solo a quella. Purtroppo anche dal versante europeo vengono segnali contraddittori. Da un lato con Basilea 2 vengono precisati i criteri della capitalizzazione, vista come la garanzia che non vi siano sorprese negative. Dall'altro con le normative che ridisegnano il rapporto tra banca e impresa vengono allentati vincoli e garanzie che contraddicono la precedente indicazione. Va ricordato poi che dal 1992 è stata superata la distinzione tra le attività bancarie e quelle di investimento consentendo il ritorno alla banca generale che può fare tutto. La crisi finanziaria in corso impone di rivedere questi ed altri processi. Purtroppo mentre le parole di Tremonti sembrano andare verso maggiori controlli sul mercato finanziario, in pratica il Governo si muove nella direzione opposta, contraddicendo le affermazioni fin qui fatte. Anche Banca d'Italia parla da poco di maggiori controlli mentre per troppo tempo ha affermato che anziché regole più severe era preferibile avere un controllo dell'opinione pubblica sui comportamenti. Dopo la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale si arrivò a delineare nel mondo un sistema di relazioni finanziarie ed economiche che ha retto per alcuni decenni ma che è poi stato abbandonato e oggi è diventato manifestamente inadeguato dopo la massiccia iniezione di liberalizzazioni. La prima rottura avvenne quando gli USA, che erano stati protagonisti del nuovo ordine mondiale, decisero di abbandonare la convertibilità del dollaro che era la moneta fondamentale, affossando di fatto il sistema senza delinearne un altro altrettanto solido. Il serpente monetario prima e l'Euro dopo sono stati una parziale risposta dell'Europa al caotico mercato finanziario dopo la fine degli accordi di Bretton Wood. Per il resto si è andati avanti per spinte contraddittorie. Anche il G8 sui movimenti finanziari è stata di fatto una sede del tutto inutile, nella quale sono stati fatti al massimo appelli a comportarsi bene. Ora si pone il problema di non insistere, o almeno non solo, con l'immissione di capitali a buon mercato e a spese dei cittadini per sostenere il mercato finanziario così com'è. Né basterà mettere a carico della finanza pubblica i costi dei guasti creati dalla finanza privatissima. Certo di fronte ad una crisi occorre intervenire ma i soldi dovrebbero essere impiegati per garantire la collettività non per sovvenzionare gli speculatori. Le immissioni di liquidità fini a sé stesse sono solo un modo per trasferire i costi della crisi sulle spalle della collettività e non impediscono il ricrearsi della stessa situazione in futuro. Occorre ricostruire un rapporto credibile tra l'attività finanziaria e le attività produttive, dei servizi, del lavoro intellettuale, interrompendo la deriva della creazione di ricchezza fittizia attraverso movimenti finanziari destituiti di ogni fondamento reale. Ci sono prodotti finanziari che semplicemente vanno vietati o almeno fortemente limitati. Non si possono consentire derivati come i futures che ormai fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime, del petrolio perchè di fatto inducono un'aspettativa di prezzo del tutto speculativa che finisce con il determinarne il prezzo reale. Questi ed altri prodotti finanziari, come i fondi spazzatura, non hanno alcuna ragione di esistere. Quindi ci sono prodotti finanziari che vanno semplicemente esclusi. E' la conferma che occorrono nuove regole sui mercati finanziari in Europa e nel mondo. Chi può fare questo? Fino ad oggi ha prevalso la tesi che non possiamo adottare provvedimenti finchè non li adottano anche altri. A parte il fatto che oggi chi potesse dare garanzie di trasparenza potrebbe lucrare su un delta positivo perché è del tutto chiaro che la fiducia è crollata e chi per primo dimostrerà di essere affidabile potrà attirare investitori dal resto del mondo. Si pone il problema di una sede mondiale credibile, c'è chi ha parlato di ONU dell'economia. E' vero che l'azione per sminuire il ruolo dell'ONU non aiuta certo oggi ad avanzare ipotesi di questo tipo, eppure non ci sono alternative: o il caos provocato da crisi ricorrenti, puntualmente messe a carico dei cittadini del mondo, oppure un nuovo quadro di regole e di strumenti comprendente la riforma di quelli esistenti in un quadro coerente. Anche l'Europa deve cambiare in profondità. Emergono tutti insieme problemi come lo squilibrio tra sede politica di governo dell'economia europea (assente) e BCE, ruolo monetarista e conservatore della BCE, regole di Maastricht ormai fuori dal tempo. L'Europa porrebbe svolgere un ruolo positivo per sé e per il mondo nell'individuare sedi e modalità di funzionamento dei mercati finanziari a condizione di individuare una sede di politica economica e di abbandonare il talmud monetarista che fino ad oggi l'ha guidata. La cosa che lascia interdetti è che la sinistra non ha una reazione all'altezza della sfida. Eppure molte cose le danno ragione, ma sembra quasi che questa conferma sia arrivata troppo tardi. Chi ricorda oggi che la Tobin tax aveva l'obiettivo di controllare i processi finanziari speculativi? Sarebbe veramente curioso che chi ha provocato o permesso la crisi finanziaria, mettendo a rischio i soldi di tutti, oggi fosse anche il protagonista delle soluzioni. Forse sarebbe il caso di svegliarsi.

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Profondo rosso (sezione: Class action)

( da "AprileOnline.info" del 06-10-2008)

Argomenti: Class Action

Alfiero Grandi, 06 ottobre 2008, 16:43 La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo Tremonti ha detto che la finanza globale è la peste del XXI secolo e in effetti quanto sta accadendo in questi giorni conferma che la speranza che la crisi finanziaria iniziata con i subprime (ma in realtà iniziata prima, almeno con le truffe come Enron, Bond Argentini, Parmalat, ecc.) potesse risolversi rapidamente si sta rivelando fallace e infatti continuano gli sconquassi finanziari, i clamorosi fallimenti delle banche d'affari, cresce la preoccupazione dei risparmiatori. Le iniziative per cercare di tamponarne gli effetti sono sempre più costose. L'iniziativa del Governo USA è lievitata ormai a 850 miliardi di dollari - se basteranno - e ora la Germania prepara una rete di protezione di 500 miliardi di euro che, tenuto conto del cambio, è paragonabile all'intervento americano. Facendo un primo conto approssimativo la crisi finanziaria innescata dai mutui subprime è costata almeno 2300 miliardi di dollari a cui vanno aggiunti gli interventi per tentare di tamponarne le conseguenze. In altre parole, in poco tempo è come se si fosse dissolto il doppio del PIL dell'Italia. Senza contare le flessioni delle borse nel mondo, migliaia di miliardi di dollari bruciati. Oggi (ma solo oggi) pochi negano che la crisi sia stata causata dalla dimensione smisurata della finanziarizzazione dell'economia che per almeno il 90% nulla ha a che fare con un qualunque processo reale nella produzione, nei servizi, nell'uso dell'intelligenza, ecc. Va aggiunto che alla constatazione del disastro non si accompagna un'analoga autocritica. Tanto è vero che l'intervento pubblico per fermare la crisi finanziaria ed economica è visto, in America come in Italia, come temporaneo per poi riconsegnare tutto al cosiddetto mercato. In altre parole per alcuni, l'intervento pubblico va bene per affrontare la crisi, ed è ovviamente a carico della collettività, appena però la malattia sarà passata tutto tornerà al privato. Le dichiarazioni dei guru americani e della Marcegaglia sono pressoché identiche. Le resistenze al mega soccorso proposto da Bush si spiegano anche con questi atteggiamenti: quando le cose vanno male il problema è di tutti, quando vanno bene i profitti sono rigorosamente privati. Da anni le analisi di Marx non erano così attuali. Difficile non intervenire per tentare di limitare i danni dello tsunami finanziario in atto, ma non si può chiedere all'intervento pubblico di sparire subito dopo. Il punto che si pone oggi è un nuovo rapporto tra intervento pubblico e mercato, perché la crisi dimostra che il laissez faire è semplicemente incapace di garantire la collettività. Dopo decenni di liberismo dominante, oggi questa dottrina e questa pratica sono in crisi e si delinea un nuovo tipo di capitalismo di stato. Del resto cosa sono i Fondi Sovrani, oggi così importanti, se non fondi di proprietà di uno Stato ? Dopo la crisi del 1929 furono adottati provvedimenti che non si limitavano a tamponare le falle prodotte dai comportamenti improvvidi che avevano portato a quella drammatica crisi prima finanziaria e poi economica, ma intervenivano anche sul funzionamento del sistema che li consentiva e per alleggerire la pressione della crisi sulle classi subalterne. Ad esempio, il sistema bancario dopo il 1929 era stato ridisegnato in modo da evitare almeno il ripetersi delle modalità che avevano favorito quella crisi finanziaria, prima negli USA e poi nel mondo, Italia compresa, affrontando anzitutto la commistione tra imprese e banche. Infatti prima non c'era una netta distinzione di compiti e di responsabilità. Di nuovo in tempi più recenti si è riproposto il problema. Dopo le crisi dei bond argentini, della Cirio, della Parmalat la commissione di indagine parlamentare italiana aveva indicato l'esigenza di adottare radicali misure di netta separazione tra banca e impresa, per distinguere nettamente tra prodotti finanziari e loro distribuzione ai clienti, ai privati. C'erano tesi diverse, tra chi proponeva misure più radicali come la netta distinzione societaria tra produttore e distributore di prodotti finanziari e chi riteneva sufficiente una separazione organizzativa nella struttura bancaria o finanziaria (le cosiddette muraglie cinesi) ma in ogni caso la tendenza era verso la creazione di un tendenziale conflitto di interessi in modo da proteggere meglio i risparmiatori. Non a caso nella crisi Parmalat gli Istituti di credito hanno dovuto pagare indennizzi pesanti per avere rifilato prodotti finanziari già considerati invendibili agli ignari risparmiatori. Ora invece il CICR (comitato presieduto da Tremonti e presente il Governatore della Banca d'Italia) ha deciso di consentire alle banche di acquistare una quota più rilevante delle imprese partecipate, misurando la partecipazione al proprio patrimonio e non più a quello dell'impresa. Questo significa che le banche possono essere coinvolte nei destini delle aziende in termini molto maggiori di quanto fino ad ora previsto. A questo va aggiunto che è in fase di avanzata approvazione, con l'appoggio della Banca d'Italia, anche una maggiore presenza delle imprese nel capitale delle banche. In sostanza le imprese azioniste diventerebbero in futuro ancora più intrecciate con le banche con buone probabilità di godere di trattamenti di favore nella concessione di finanziamenti da parte delle loro partecipate. Qualche regola di buona creanza è presente oggi negli statuti ma poco di più. Come disse un autorevole imprenditore: compro azioni per fare un investimento ma mi impegno a non pesare nella vita della banca, ma tutto era affidato al suo buon cuore. In piena crisi finanziaria in Italia continua ad essere depenalizzato il falso in bilancio e sta entrando in vigore una legislazione benevola verso chi fallisce. Insomma si ricreano gli antichi pericoli che contribuirono alla crisi del 1929, e non solo a quella. Purtroppo anche dal versante europeo vengono segnali contraddittori. Da un lato con Basilea 2 vengono precisati i criteri della capitalizzazione, vista come la garanzia che non vi siano sorprese negative. Dall'altro con le normative che ridisegnano il rapporto tra banca e impresa vengono allentati vincoli e garanzie che contraddicono la precedente indicazione. Va ricordato poi che dal 1992 è stata superata la distinzione tra le attività bancarie e quelle di investimento consentendo il ritorno alla banca generale che può fare tutto. La crisi finanziaria in corso impone di rivedere questi ed altri processi. Purtroppo mentre le parole di Tremonti sembrano andare verso maggiori controlli sul mercato finanziario, in pratica il Governo si muove nella direzione opposta, contraddicendo le affermazioni fin qui fatte. Anche Banca d'Italia parla da poco di maggiori controlli mentre per troppo tempo ha affermato che anziché regole più severe era preferibile avere un controllo dell'opinione pubblica sui comportamenti. Dopo la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale si arrivò a delineare nel mondo un sistema di relazioni finanziarie ed economiche che ha retto per alcuni decenni ma che è poi stato abbandonato e oggi è diventato manifestamente inadeguato dopo la massiccia iniezione di liberalizzazioni. La prima rottura avvenne quando gli USA, che erano stati protagonisti del nuovo ordine mondiale, decisero di abbandonare la convertibilità del dollaro che era la moneta fondamentale, affossando di fatto il sistema senza delinearne un altro altrettanto solido. Il serpente monetario prima e l'Euro dopo sono stati una parziale risposta dell'Europa al caotico mercato finanziario dopo la fine degli accordi di Bretton Wood. Per il resto si è andati avanti per spinte contraddittorie. Anche il G8 sui movimenti finanziari è stata di fatto una sede del tutto inutile, nella quale sono stati fatti al massimo appelli a comportarsi bene. Ora si pone il problema di non insistere, o almeno non solo, con l'immissione di capitali a buon mercato e a spese dei cittadini per sostenere il mercato finanziario così com'è. Né basterà mettere a carico della finanza pubblica i costi dei guasti creati dalla finanza privatissima. Certo di fronte ad una crisi occorre intervenire ma i soldi dovrebbero essere impiegati per garantire la collettività non per sovvenzionare gli speculatori. Le immissioni di liquidità fini a sé stesse sono solo un modo per trasferire i costi della crisi sulle spalle della collettività e non impediscono il ricrearsi della stessa situazione in futuro. Occorre ricostruire un rapporto credibile tra l'attività finanziaria e le attività produttive, dei servizi, del lavoro intellettuale, interrompendo la deriva della creazione di ricchezza fittizia attraverso movimenti finanziari destituiti di ogni fondamento reale. Ci sono prodotti finanziari che semplicemente vanno vietati o almeno fortemente limitati. Non si possono consentire derivati come i futures che ormai fanno il bello e il cattivo tempo sui prezzi delle materie prime, del petrolio perchè di fatto inducono un'aspettativa di prezzo del tutto speculativa che finisce con il determinarne il prezzo reale. Questi ed altri prodotti finanziari, come i fondi spazzatura, non hanno alcuna ragione di esistere. Quindi ci sono prodotti finanziari che vanno semplicemente esclusi. E' la conferma che occorrono nuove regole sui mercati finanziari in Europa e nel mondo. Chi può fare questo? Fino ad oggi ha prevalso la tesi che non possiamo adottare provvedimenti finchè non li adottano anche altri. A parte il fatto che oggi chi potesse dare garanzie di trasparenza potrebbe lucrare su un delta positivo perché è del tutto chiaro che la fiducia è crollata e chi per primo dimostrerà di essere affidabile potrà attirare investitori dal resto del mondo. Si pone il problema di una sede mondiale credibile, c'è chi ha parlato di ONU dell'economia. E' vero che l'azione per sminuire il ruolo dell'ONU non aiuta certo oggi ad avanzare ipotesi di questo tipo, eppure non ci sono alternative: o il caos provocato da crisi ricorrenti, puntualmente messe a carico dei cittadini del mondo, oppure un nuovo quadro di regole e di strumenti comprendente la riforma di quelli esistenti in un quadro coerente. Anche l'Europa deve cambiare in profondità. Emergono tutti insieme problemi come lo squilibrio tra sede politica di governo dell'economia europea (assente) e BCE, ruolo monetarista e conservatore della BCE, regole di Maastricht ormai fuori dal tempo. L'Europa porrebbe svolgere un ruolo positivo per sé e per il mondo nell'individuare sedi e modalità di funzionamento dei mercati finanziari a condizione di individuare una sede di politica economica e di abbandonare il talmud monetarista che fino ad oggi l'ha guidata. La cosa che lascia interdetti è che la sinistra non ha una reazione all'altezza della sfida. Eppure molte cose le danno ragione, ma sembra quasi che questa conferma sia arrivata troppo tardi. Chi ricorda oggi che la Tobin tax aveva l'obiettivo di controllare i processi finanziari speculativi? Sarebbe veramente curioso che chi ha provocato o permesso la crisi finanziaria, mettendo a rischio i soldi di tutti, oggi fosse anche il protagonista delle soluzioni. Forse sarebbe il caso di svegliarsi.

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RISPARMIO. Landi: "Le banche si facciano carico di eventuali danni ai risparmiatori" (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 06-10-2008)

Argomenti: Class Action

News RISPARMIO. Landi: "Le banche si facciano carico di eventuali danni ai risparmiatori" 06/10/2008 - 17:36 "I fondi di garanzia possono tamponare l'effetto domino, ma per uscire dalla crisi ed evitare che si ripeta occorrono regole nuove affinché la finanza ritorni ad essere funzionale allo sviluppo". Lo ha dichiarato il Presidente di Adiconsum Paolo Landi, in merito ai recenti sviluppi della crisi finanziaria. "I banchieri si ostinano ad affermare che questa crisi non era prevedibile, ma questo non è altro che un alibi. Noi stessi, come Adiconsum - si legge in una nota dell'Associazione dei Consumatori - avevamo denunciato tale rischio in vari consessi economici". "Quando un sistema crea prodotti e strumenti funzionali alla speculazione e non allo sviluppo, veicolandoli con il sistema delle così dette catene di S. Antonio, avvalorati da società di rating, era evidente che prima o poi tutto ciò sarebbe arrivato al capolinea - continua il comunicato. "Non è casuale che le così dette vendite piramidali siano fuorilegge. Anche le banche centrali e gli organismi internazionali a loro volta non hanno contrastato queste speculazioni e non c'è dubbio che è alla mancata vigilanza delle banche centrali che va imputata questa grave crisi". Queste sono le regole su cui aprire un dibattito suggerite da Adiconsum: Liquidazione delle società di rating che hanno coperto e avallato questa montagna di prodotti spazzatura. Occorre ricondurre le società di rating sotto il diretto controllo delle banche centrali, evitando palesi conflitti di interesse.Rigide regole di contrasto alla finanza speculativa per evitare gli eccessi avvenuti in questi ultimi anni dalle Autorità monetarie (ad es. norme per contrastare gli acquisti allo scoperto, come deciso in questi giorni da alcuni Stati).Divieto alla creazione di prodotti sulla base del principio della catena di S. Antonio. Una direttiva europea già oggi le vieta. Inoltre istituire sanzioni anche a quegli operatori che non hanno rispettato le normative in materia.Azione collettiva per una migliore tutela dei consumatori e quale deterrente contro le pratiche commerciali scorrette.Sequestro ai manager responsabili di questo dissesto dei rilevanti benefits acquisiti in questi ultimi anni (stock options) e interdizione dagli incarichi nel settore finanziario. "Negli incontri che le Associazioni dei Consumatori hanno avuto con i presidenti dell'Ania e dell'Abi abbiamo chiesto che banche e compagnie di assicurazione si facciano carico di eventuali danni nei confronti dei risparmiatori. Ai risparmiatori che hanno investito i propri risparmi - conclude la nota di Adiconsum - consigliamo di recarsi presso la propria banca e di verificare direttamente le conseguenze che ha subito il proprio portafoglio, attraverso il controllo della nota informativa e degli eventuali acquisti a rischio non precedentemente concordati". 2008 - redattore: GA.

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Gonars, non ci fu abuso d'ufficio archiviata la causa contro il sindaco (sezione: Class action)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

Udine Gonars, non ci fu abuso d'ufficio archiviata la causa contro il sindaco GONARS. E' stato archiviato il procedimento legale che vedeva coinvolto il sindaco di Gonars, Ivan Cignola. Il tutto era iniziato nel febbraio dello scorso anno quando il sindaco, nell'ambito della vicenda che doveva portare alla realizzazione di un parcheggio a Ontagnano, aveva disposto dei controlli ed effettuato sopralluoghi in un'autofficina che si trovava sull'area. I gestori dell'attività avevano ritenuto che il sindaco fosse andato al di là dei propri compiti istituzionali e avevano pertanto presentato querela per reati che andavano dall'abuso di ufficio alla minaccia. Riferisce il sindaco Cignola che il 12 giugno 2008 il Pm ha proposto l'istanza di archiviazione, contro la quale i gestori dell'officina hanno presentato ricorso che è stato quindi preso in esame dal Giudice per le indagini preliminari. Il 23 settembre è stato emesso il decreto di archiviazione a firma del giudice Paolo Alessio Vernì. "Sono soddisfatto - commenta il primo cittadino - per l'operato della Giustizia che ha riconosciuto la correttezza dell'azione dell'amministrazione comunale. Il decreto di archiviazione spiega chiaramente come la condotta del sottoscritto fosse finalizzata alla realizzazione in tempi utili di opere e interventi in favore della collettività e che le azioni e i controlli disposti rientravano nei compiti di un sindaco. Personalmente, sto valutando con i legali eventuali azioni di rivalsa. Prendo inoltre atto che questa vicenda è stata sfruttata politicamente da parte dei gruppi di opposizione che mai hanno manifestato solidarietà al sindaco e all'amministrazione". Le opere del parcheggio, secondo quanto riferito da Cignola, sono in avanzato stato di attuazione e saranno presto consegnate alla comunità.(m.d.m.).

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Tre comitati paritetici per monitorare il fenomeno mobbing all'interno dell'Azienda sanitaria (sezione: Class action)

( da "Adige, L'" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

Tre comitati paritetici per monitorare il fenomeno mobbing all'interno dell'Azienda sanitaria. La costituzione di questi gruppi è prevista dal contratto collettivo provinciale di lavoro recentemente approvati per l'area della dirigenza medica e veterinaria, per l'area non dirigenziale e per la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa. Tra gli obiettivi del comitato c'è la raccolta di dati sul fenomeno e anche sulla gravità; l'individuazione delle possibile cause del fenomeno; la formulazione di proposte di azione positive per prevenire e reprimere situazioni di criticità e infine formulare proposte concrete per la definizione del codice di condotta. Quest'ultimo è stato approvato in molte Aziende sanitarie italiane ed è il frutto di un allargamento del concetto di salute, definito come uno stato di benessere psico-fisico. Da ciò consegue l'attenzione sempre maggiore alla qualità della vita negli ambienti di lavoro, che consenta ad ogni persona una sufficiente realizzazione delle proprie potenzialità e aspirazioni. Del comitato fanno parte un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo provinciale stesso e da un pari numero di rappresentanti dell'Azienda oltre a un rappresentante del comitato per le pari opportunità. Per questo i gruppi sono numerosi. Ecco di seguito i componenti effettivi. Area della dirigenza medica e veterinaria: Mauro Camerani, Sandro Guella, Claudio Paternoster, Silvano Piccone. (designazioni organizzazioni sindacali), Fabio Cembrani, Fernando Ianeselli, Antonio Cristofolini (designazioni aziendali), Paola Maccani (pari opportunità). Area personale non dirigenziale: Gianna Colle, Giuseppina Spagolla, Maurizio Vellucci, Paolo Panebianco, Luca Chini (designazioni organizzazioni sindacali), Paola Zambiasi, Cristiano Aloisi, Sara Turato, Valeria Leone (designazioni aziendali), Paola Maccani (pari opportunità). Area della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa : Michele Caliari, Luciano Bocchi, Lucia Gatti, Franco Moltrer, Cristina Pellegrini, Maria Vittoria Danovaro, Fiorenza Svaizer, Armando Toniolatti, Rosa Magnoni, Ernesto Rosati, Vanda Bombardelli, Riccardo Roni e Iole Caola. 07/10/2008.

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Polo scientifico di Sesto Torna l'<okkupazione> (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

CRONACHE pag. 20 Polo scientifico di Sesto Torna l'"okkupazione" Sette giorni di protesta di studenti e ricercatori ? FIRENZE ? SI FA SEMPRE più rovente la protesta universitaria. Da ieri, via alla prima occupazione. Per una settimana, il Polo scientifico di Sesto Fiorentino sarà "autogestito" notte e giorno. La decisione ? scattata al termine di un'assemblea studentesca durante la quale sono intervenuti anche professori e ricercatori - è partita dal Collettivo di Scienze. "Vista la grave situazione dell'Università, abbiamo optato per un'azione forte", dice Catia del Collettivo. "Il Polo di Sesto diventerà punto di riferimento di tutto l'ateneo ? promette la studentessa -. Abbiamo creato tre gruppi di lavoro, per sensibilizzare gli studenti e la società". Si annunciano "iniziative all'aperto, per far capire a tutti che è in ballo il futuro dell'Università pubblica". Da ieri sono sospese le lezioni a Biotecnologie, Chimica e Fisica. Ma la 'didattica alternativa' procede in tutta la facoltà di Scienze, oltre che ad Architettura e Farmacia. Proprio in quest'ultima facoltà ieri è stato distribuito agli studenti un documento in cui si mettono a fuoco i motivi della protesta, tra tagli e blocco del turnover. SI MOLTIPLICANO le assemblee. Ieri ne è stata organizzata una dagli studenti al dipartimento di Matematica, mentre oggi si terrà una riunione indetta dai ricercatori di Farmacia. Ma non basta. Stamattina ad Agraria andrà in scena l'assemblea generale d'ateneo organizzata dagli Studenti di Sinistra. "Decideremo le forme di mobilitazione che coinvolgeranno anche la città", preannuncia Francesco Epifani, che invoca "una presa di posizione da parte del rettore". E venerdì, primo corteo studentesco a firma degli Studenti di Sinistra e degli Studenti medi. "Una mobilitazione in vista delle manifestazioni regionali e nazionali", nota Epifani, che "per il prossimo anno" prevede "un 'buco' di 53 milioni di euro nelle casse del nostro ateneo". Stamani si mobilita anche il mondo della scuola. Dalle 12.30 alle 14.30, davanti alla Prefettura sit-in unitario contro la scelta del governo di mettere la fiducia sulla conversione in legge del decreto Gelmini. Polemica l'opposizione. "Non paghiamo le tasse per assistere a comizi elettorali", tuona Forza Italia Giovani. Mentre il consigliere Giovanni Donzelli (An-Pdl) parla di "proteste preventive per tutelare la casta. Se la scuola stava rischiando di trasformarsi in un ammortizzatore sociale, l'Università rappresenta da tempo la palude della meritocrazia", accusa Donzelli. Elettra Gullè.

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Si muovono gli studenti occupato il polo di sesto (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Firenze Contro i tagli, a sostegno dei ricercatori Si muovono gli studenti occupato il Polo di Sesto Prosegue nelle facoltà la mobilitazione contro la legge 133 e i tagli a università e ricerca. A scendere in campo sono stati ieri gli studenti del Polo scientifico di Sesto che, in un'assemblea straordinaria indetta dai collettivi, hanno deciso di occupare le aule in appoggio alla protesta dei ricercatori. L'obiettivo è quello di elaborare iniziative congiunte di studenti, ricercatori e docenti per promuovere un dibattito nella società civile mirato all'abolizione della legge. Sul piede di guerra anche Lettere a Pisa, che si aggiunge ad altre quattro facoltà nel dichiarare lo stato di agitazione in vista dell'assemblea di ateneo prevista domani alle 15 al Polo Carmignani. Una posizione contestata da An, con il presidente di Azione universitaria Giovanni Donzelli che dichiara: "Il ministro Gelmini che ha portato una ventata di efficienza e trasparenza nella scuola, terrorizza la casta accademica". Quanto a Siena, i deputati del Pd Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni hanno presentato un'interrogazione per accertare cifre e responsabilità della crisi finanziaria dell'ateneo, alle prese con un buco da 100 milioni di euro, "al riparo però da strumentalizzazioni e tentazioni malcelate di commissariamento politico", rispondendo così a un'altra interrogazione, quella dei deputati della Lega Paolo Grimoldi, Paola Gosis e Giovanni Fava. Mentre sulla situazione dell'ateneo fiorentino esprimono preoccupazione i sindacati autonomi della Confsal. (g. r.).

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Enti pubblici, lavoratori in piazza (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

Caserta occupazione Enti pubblici, lavoratori in piazza I sindacati chiedono al Governo risorse sufficienti per i contratti Assemblea del pubblico impiego, davanti alla sede provinciale del ministero del Lavoro di Caserta, per protestare contro gli interventi legislativi e finanziari avviati dal governo Berlusconi. All'iniziativa, messa in campo nell'area ex Saint Gobain da Cgil Fp, Cisl Fps e Uil Pa, hanno partecipato oltre seicento impiegati degli enti non economici (Inps, Inpdap, Inail e Aci). Maria Beatrice Crisci Quella di oggi è una delle tante iniziative promosse dai sindacati per sostenere i lavoratori degli enti pubblici e sollecitare la risoluzione della vertenza". A parlare è il segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica di Caserta Umberto Pugliese a margine dell'assemblea generale tenutasi nel capoluogo di Terra di Lavoro. "Dopo l'assemblea del 22 settembre scorso che ha interessato il comparto Stato e le Agenzie Fiscali - prosegue il sindacalista - il mese della mobilitazione continua con altri appuntamenti". "Tra le richieste che vogliamo rivolgere ai ministri Giulio Tremonti e Renato Brunetta - afferma Pugliese - c'è la restituzione alla contrattazione della cifra sottratta ai fondi di ente e amministrazione che è pari a 1,7 (mld di euro), lo stanziamento nella Legge Finanziaria di risorse sufficienti a rinnovare i Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e, non ultima, la stipula di un accordo sul nuovo modello contrattuale che riconfermi l'unicità del modello per il lavoro privato e pubblico". Il responsabile della segreteria della Cgil Fp Bruno Ronca, poi, aggiunge: "Noi riteniamo che questi interventi legislativi siano mirati solo a risparmi economici, soprattutto, sulla pelle dei cittadini. Quando si taglia la possibilità di garantire una maggiore apertura degli sportelli dell'Inps o di altro ente, quando si tagliano le risorse per fare la lotta all'evasione contributiva, quando si interviene con meccanismi che sono semplicemente di taglio alle risorse si sta facendo un lavoro di smantellamento dei servizi pubblici". "Così incalza il sindacalista non si rende efficiente la pubblica amministrazione. I lavoratori che manifestano stamattina ormai da anni operano con un sistema di obiettivi e di verifica dei risultati senza i quali non godrebbero del salario accessorio". Ronca, quindi, stigmatizza: "La campagna demagogica del ministro Brunetta è fondata su un dato non vero - afferma - queste persone lavorano per raggiungere obiettivi e risultati. In sostanza , prendono soldi in più solo se raggiungono certi traguardi. Tra questi c'è sicuramente un migliore servizio alla collettività". "Quello che si sta facendo prosegue Ronca- è invece un'opera di smantellamento sistematico dei servizi pubblici e dello stato sociale che sta toccando inevitabilmente tutti i settori". "La mobilitazione di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Pa ricorda Pugliese - continuerà il 10 ottobre a Roma dove è in programma l'assemblea generale di tutti i lavoratori degli enti pubblici, dei ministeri e delle agenzie fiscali, presso le rispettive sedi centrali, con richiesta di incontro al responsabile delle singole amministrazioni per sollecitare la soluzione della vertenza e la convocazione a Palazzo Chigi". "Ancora, il 15 ottobre con un'assemblea generale di tutti i lavoratori della Sanità, presso le Presidenze delle Regioni. Nel nostro caso a Napoli - annuncia Pugliese - dove sarà messa in atto una catena umana che da Piazza Plebiscito arriverà fino a Santa Lucia per chiedere un incontro con il presidente Bassolino, allo scopo di risolvere la vertenza e sollecitare l'incontro con il Governo e la Conferenza delle Regioni. Infine il 17 ottobre è in programma l'assemblea nazionale dei quadri e dei delegati di Cgil, Cisl e Uil della Funzione Pubblica per decidere ulteriori azioni di lotta". del 07-10-2008 num.

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Usi civici, vademecum per 16 Comuni (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-10-2008)

Argomenti: Class Action

Prov Ogliastra Pagina 6027 Provincia. Basta con la monocultura del pascolo, si cercano altre vie di sviluppo Usi civici, vademecum per 16 Comuni Provincia.. Basta con la monocultura del pascolo, si cercano altre vie di sviluppo Varato un piano per l'utilizzo diverso delle terre pubbliche --> Varato un piano per l'utilizzo diverso delle terre pubbliche È assoggettato a uso civico il 60 per cento del territorio di 16 comuni ogliastrini. Patrimonio da valorizzare sconfiggendo l'illegalità. Usi civici, vademecum per una corretta gestione delle terre di collettivo godimento. È l'obbiettivo del progetto sperimentale, denominato "Le terre civiche: opportunità di crescita e di sviluppo dell'Ogliastra" che vede i sedici comuni i cui cittadini sono titolari di uso civico, uniti sotto la regia provinciale per uno studio pilota che punta a superare le problematiche esistenti e a valorizzare quell'immenso patrimonio rappresentato dalle terre civiche. Il progetto, finanziato dalla Regione, nasce in seno alla progettazione integrata e parte dalla necessità di affrontare in maniera compiuta una problematica che se non affrontata nel modo corretto può, come è già successo, ingenerare conflitti LA MAPPA I dati parlano chiaro: in Ogliastra il 60 per cento dell'intero territorio è assoggettato a questo particolare regime giuridico (anche se in molti comuni l'uso civico è ancora in via di accertamento) e più che in altre zone dell'Isola ci si trova da affrontare una serie di situazioni al limite dell'illegalità. Ci sono centri come Baunei e Villagrande in cui i terreni ad uso civico superano di gran lunga i quindicimila ettari. Altri come Urzulei, Seui e Ulassai hanno un patrimonio collettivo tra i quindicimila e i diecimila, gli altri ne hanno, invece meno di diecimila. TRA SVILUPPO E ILLEGALITÀ Un po' ovunque si registrano situazioni di illegalità e conflittualità diffusa che scaturiscono non solo da una normativa complessa e per certi versi contraddittoria, ma anche dalla mancanza di programmazione E se questo dato numerico sulla grande estensione di terre ad uso civico da un lato potrebbe essere letto come un retaggio medievale, dall'altro, inquadrato nella giusta maniera, potrebbe invece rappresentare un punto di forza per l'intero territorio. POOL DI ESPERTI Ne sono convinti i partner del progetto (oltre la Provincia e le sedici amministrazioni comunali hanno aderito al tavolo anche il Laore e il Consorzio di polizia municipale ogliastrino) che proprio in questi giorni sta facendo un passo in avanti con le selezioni degli esperti che contribuiranno ad avviare il percorso. L'obbiettivo è anche quello di pianificare un modello di sviluppo alternativo che, superando gli utilizzi tradizionali della silvicoltura e del pascolo, possa inaugurare prospettive di più ampio respiro. IN QUATTRO MOSSE Per raggiungere questi obiettivi il progetto prevede quattro azioni. La prima riguarda l'attivazione di un Forum sulle terre pubbliche che veda impegnati gli amministratori locali e gli altri attori, la seconda prevede l'attivazione di un gruppo tecnico a sostegno delle amministrazioni locali. Si finisce con l'attivazione di banca dati e di un sistema informativo territoriale e con la redazione di un piano di comunicazione, formazione ed informazione. GIUSY FERRELI.

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IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando l&# (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-10-2008)

Argomenti: Class Action

PRIMO PIANO pag. 5 IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando l&#... IL CAPITALE finanziario non può vivere senza il capitale sociale. Quando l'edificio della fiducia crolla, della finanza non restano che macerie. I piani di salvataggio e le garanzie dei governi assomigliano molte alle tende erette dopo un terremoto. Gli uni e le altre appaiono oggi tanto provvisori e precari da non rassicurare i mercati. Anche se le convulsioni del capitalismo non hanno risparmiato l'Asia, lo scenario post shock è diverso a est e a ovest. Seppur non più equipaggiata con un motore turbo, la macchina dell'economia continua a correre in Cina e India. La crescita è a est. E con essa resta viva la speranza. Ovest vuol dire, invece, stagnazione, recessione, penuria di liquidità e debito. E aumenta la paura. Il paradosso è che a fronte dell'estrema illiquidità a Ovest, c'è un eccesso di risparmio in Asia e nei paesi del petrolio, a cominciare da quelli della regione del Golfo Persico. In Europa, dobbiamo affrontare la crisi poggiando l'economia su un debole e instabile piedistallo di capitale bancario. Le banche europee sono sottocapitalizzate: per ogni euro investito è pari a 50 la loro dipendenza finanziaria. Sbalorditive sono poi la mancanza di trasparenza delle operazioni eseguite col capitale preso a prestito, la pratica di non svelare il livello di rischio e perfino di non comprenderne la portata. Ci vorranno tre o quattro anni prima che si rientri nella normalità. Intanto le nostre economie andranno incontro a prestazioni deludenti non potendo disporre del credito necessario. Né in Usa il piano di salvataggio del segretario al Tesoro, né in Europa le misure di salvaguardia sin qui adottate hanno mirato al bersaglio principale: la ricapitalizzazione del settore bancario. Unicredit con una ricapitalizzazione da da 6,6 miliardi di euro ha avviato un processo che dovrà essere seguito da altri istituti. Azionisti e creditori sono chiamati a fare la loro parte. Iniezioni di capitali dei governi nel tessuto bancario non potranno che essere accompagnate da severe misure a protezione degli interessi dei contribuenti. Ciò che bisogna evitare è ora la balcanizzazione del settore bancario europeo, con ciascun governo che fa da pompiere a casa propria. Forza e credibilità dell'Unione Europea si giocano in queste settimane sulla tempestività ed efficacia di un'azione collettiva tra i 27 paesi dell'Unione per varare misure di armonizzazione a protezione dei risparmi dei cittadini europei.

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Gli studenti occupano il Rettorato <E ora il blocco della didattica> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La Sapienza Incontro con il rettore uscente Guarini: assemblea il 16 ottobre Gli studenti occupano il Rettorato "E ora il blocco della didattica" Prima l'assemblea, nella facoltà di Fisica. Poi l'occupazione del rettorato. Simbolica, ma pur sempre occupazione, con tanto di proclamazione dello "stato di agitazione permanente ". Così circa trecento fra studenti (soprattutto dei collettivi), dottorandi e ricercatori dell'università "La Sapienza" hanno voluto manifestare ieri la loro contrarietà alla riforma del sistema universitario messa in atto dal governo in carica con la Finanziaria e altri strumenti legislativi. "Protestiamo - hanno spiegato gli animatori dell'iniziativa - contro i tagli al fondo di finanziamento ordinario dell'università, contro il turnover bloccato al dieci per cento e la possibile trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato. Annunciate anche iniziative di protesta per una settimana che cade a inizio anno accademico e che si preannuncia piuttosto "calda". Dopo l'occupazione del rettorato dell'ateneo i manifestanti hanno ottenuto un incontro con il rettore in carica e uscente (Renato Guarini; Luigi Frati, neoeletto, diventerà ufficialmente "magnifico" a inizio novembre), al quale hanno chiesto il blocco dell'anno accademico, iniziativa già prima dell'estate più volte ventilata in molti atenei italiani (collettivi a parte, esiste una vasta fascia di opposizione alle decisioni del governo in materia universitaria). "Da questa mobilitazione - hanno annunciato gli studenti - abbiamo ottenuto la convocazione di un'assemblea d'ateneo, aperta a tutte le componenti, per giovedì 16 ottobre. L'assemblea si svolgerà nell'Aula Magna del rettorato" (un'altra assemblea studentesca si terrà domani alle 11 nella facoltà di Lettere). "Contro la distruzione del sistema d'istruzione e di ricerca pubblico", i manifestanti hanno anche annunciato, già a partire da oggi, "molte lezioni trasformate in momenti di dibattito, cortei comunicativi e azioni in tutte le facoltà". Condanne all'iniziativa dell'occupazione, benché simbolica, sono arrivate da molti responsabili rappresentanti dei movimenti studenteschi legati al centrodestra: "è cominciato il solito spettacolo dei collettivi pro baroni e pro se stessi". E. Sa.

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Riconosce il ladro della sua azienda e lo fa bloccare (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-10-2008)

Argomenti: Class Action

REFRONTOLO Singolare storia per i titolari dell'impresa Col Vendrà. L'episodio del furto era successo domenica 28 settembre, ma qualche giorno dopo l'uomo è stato visto Riconosce il ladro della sua azienda e lo fa bloccare RefrontoloVede il ladro che pochi giorni prima aveva rubato nella sua azienda agricola e lo fa bloccare dai carabinieri. E' successo nei giorni scorsi in Crevada, protagonisti della vicenda i titolari dell'azienda Col Vendrà, sede in via Liberazione a Refrontolo. Domenica 28 settembre un giovane. M.C., 26 anni, residente a Col San Martino, si presenta in via Liberazione e con il pretesto di chiedere lavoro, alleggerisce il portamonete di Giuseppe Della Colletta, uno titolari dell'azienda.Dal portafogli il giovane ruba ottanta euro. Il ladro, però, non aveva fatto i conti con il figlio di Giuseppe, un bambino di soli sei anni ma sveglissimo che, notato il malvivente in azione, appena il giovane se ne va racconta l'accaduto ai genitori. A quel punto Giuseppe Della Colletta va alla ricerca del ladro che però ormai era riuscito a dileguarsi in sella ad un motorino.Passano tre giorni e, mercoledì scorso, il fratello di Giuseppe, mentre transita in Crevada s'imbatte nell'autore del furto, che lui stesso aveva visto in faccia quand'era andato a chiedere lavoro. Riconosciutolo, chiama i carabinieri: per M.C. scatta la denuncia a piede libero per furto.Una storia davvero singolare e particolare quella accaduta a Refrontolo. Alla fine la Giustizia è riuscita a fare il suo corso, ma grazie all'intervento di quel bambino che è riuscito "a mettere in moto" la macchina dell'indagine.Per il ladro, dunque, non c'è stato nulla da fare. Ora si troverà in un'aula di tribunale a dover giustificare quanto accaduto e con il rischio di beccarsi anche una condanna.el.ga.

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SUL MAGAZine in edicola: FERROVIE D'ITALIA Treni. Doppio binario velocità & ritardi Dal 13 dicembre ... (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 08-10-2008)

Argomenti: Class Action

SUL MAGAZine in edicola: FERROVIE D'ITALIA Treni. Doppio binario velocità & ritardi Dal 13 dicembre si potrà andare da Milano a Roma in 3 ore e 40 minuti. Siamo saliti in carrozza oggi, per capire che cosa cambierà tra due mesi. Anche per i 2 milioni di pendolari che, nell'attesa, sopportano sporcizia, ressa e lentezze da lumaca Nel grande salone della Stazione Centrale di Milano non funziona neanche un orologio. Parte degli ambienti è imballata da tendoni e transenne. Su tutto spicca un gigantesco cartellone di pubblicità del film La mummia. I lavori sono in corso dal 2005 (costo previsto 120 milioni di euro). Gruppi di viaggiatori, molti gli stranieri, si aggirano cercando l'uscita giusta per la metropolitana, i taxi, il pullman per Malpensa. Ai binari è in corso la solita caccia al tesoro per trovare una macchinetta obliteratrice che funzioni. Non è il massimo come accoglienza nella futura città dell'Expo. Ma prestissimo, assicurano le Ferrovie dello Stato e Grandistazioni, Milano centrale diventerà la porta d'accesso alla "nuova frontiera del viaggiare". Dal 13 dicembre, tra 66 giorni, come le Fs annunciano da mesi con i due totem del conto alla rovescia a Milano e a Bologna (e persino con email ai possessori di Cartaviaggio), per percorrere i 182 chilometri che tagliano la pianura padana basterà un'ora. Per arrivare a Roma ne occorreranno 3 e 40 minuti (3 ore e mezza per il no-stop), che si ridurrano a 3 alla fine del 2009. Ci sono voluti oltre 30 anni (e 45 milioni di euro a km) per concludere una vicenda iniziata a metà anni Ottanta, sotto la gestione di Ludovico Ligato, quando si costituisce la Sistav-Italferr Spa per creare infrastrutture per l'alta velocità. Nel 1991 nasce la Tav Spa (società pubblica al 40% e privata al 60%), per costruire otto tratte di AV con un investimento di oltre 26 miliardi di lire. È una storia molto italiana, questa, ricostruita nel marzo scorso in un'audizione al Senato dal presidente e dall'ad delle Ferrovie dello Stato Spa, Innocenzo Cipoletta e Mauro Moretti, fatta di costi che lievitano all'infinito, grazie al sistema dei general contractors (ovvero un concessionario committente che può trarre vantaggio dal fatto che i lavori siano più lenti e costosi possibile), varianti, compensazioni alle amministrazione locali, milioni di euro che si trasformano in debito pubblico. "Credo che se nel 1991 ci avessero detto che l'alta velocità andava realizzata tutta con denaro pubblico, ci avremmo riflettuto bene", commentò un senatore. Ma tant'è. Tra un paio di mesi per i 16.335 chilometri delle ferrovie italiane (di cui 9.282 a binario unico) inizierà ufficialmente l'era della doppia velocità: quella alta, tra Milano e Napoli, tratta su cui attualmente si concentra il 45% dei passeggeri, e quella bassa, che riguarda principalmente i due milioni di pendolari. Realtà che corrono parallele su binari, è il caso di dirlo, che non si incrociano mai. Con la liberalizzazione ferroviaria in Europa del 2010 e l'imminente arrivo dei privati (vedi pag. 53) cambieranno le abitudini dei viaggiatori. È già successo nei paesi europei che hanno investito sul trasporto di uomini e merci su rotaia: secondo la Uic (Unione internazionale ferrovie, l'organismo internazionale che riunisce le aziende ferroviarie del mondo) in Francia dal 1995 al 2006 l'aumento dei passeggeri è stato del 42%, in Spagna del 32, in Germania del 23. I confronti tra noi e il resto del mondo sono impietosi. Berlino ha un servizio ferroviario suburbano dal 1930 con una rete per l'area metropolitana di 3000 km. A Francoforte è di 1500, a Parigi di 1400, contro i 188 di Roma dove da vent'anni si discute di anello ferroviario e i 180 di Milano dove il Passante, iniziato nel 1984, non è ancora finito. La Ue punta sulla rotaia. E alcuni paesi si attrezzano: il trasporto di merci su ferrovia in Germania tra il '95 e il 2006 è aumentato del 30%, da noi, dove si continuano a costruire autostrade come la Mantova-Cremona, è diminuito del 6%. Ma cosa deve aspettarsi il viaggiatore in Italia dal 13 dicembre, dopo il grande concerto rock previsto per l'inaugurazione della nuova Centrale di Milano? Le incognite sono ancora molte e fino al 30 ottobre, data della conferenza stampa annunciata da Trenitalia, resteranno tali. Innanzitutto i prezzi. I nostri, nonostante gli aumenti (un Eurostar Milano-Roma in II classe costa 59 euro, nel 2001 ne costava 46,48), le tariffe, soprattutto dei treni tradizionali, restano basse, frutto della logica: "paghi poco, pretendi meno". Moretti ha detto che aumenti ci saranno, a partire dalla tratta Milano- Bologna, "anche se non al livello di Francia e Germania", e che l'alta velocità "deve essere un servizio di massa", smentendo una previsione dell'Economist: "L'AV è il modo futuro di viaggiare dei ricchi europei, mentre i poveri useranno i voli low-cost con livelli di comfort molto inferiori ". Certo, si pagherà di più: se ne sono accorti gli abbonati della tratta AV Napoli-Roma, già attiva, che hanno iniziato a utilizzarla con l'abbonamento Intercity di 160 euro (in seconda) più coupon da 2 euro a viaggio, salvo scoprire dopo poco che era salito a 5. Il sistema sarà completato nel 2009 quando saranno terminate, secondo le previsioni, anche le firmatissime stazioni AV: Napoli Afragola (15 km dal centro della città) progettata da Zaha Hadid, Firenze Belfiore (Norman Foster e Ove Arup), Torino Porta Susa (Gruppo Arep), Roma Tiburtina (Paolo Desideri), Bologna (Arata Isozaki). A quel punto si capirà se le previsioni di Fs (incremento di passeggeri sulle tratte nobili, miglioramento del servizio per i pendolari grazie alla liberazione delle tratte) si avvereranno. I diretti interessati, i pendolari, ne dubitano. Uno dei rischi, segnalato dallo stesso Cipoletta al Senato, è che, liberate le tratte, manchino i treni. Come per la Milano-Lecco: binari finiti, dopo 30 anni di lavori, treni inesistenti. Mancano i soldi, paradosso per un'azienda che di denaro pubblico ne ha consumato a fiumi. Occorrono 6 miliardi e mezzo per l'acquisto degli attesi 1000 nuovi treni per i pendolari. E i nuovi Etr600 e 610 sono costosissimi. In compenso la Corte dei conti in maggio ha reso noto l'importo del trattamento di fine rapporto dell'ingenger Elio Catania: 8.535.089,69 euro, oltre due milioni in più rispetto alla liquidazione di 6 milioni e 7 che spettò a Giancarlo Cimoli quando lasciò Fs per Alitalia Così sulle tratte dei pendolari circolano treni vecchi, sporchi, affollati fino all'inverosimile. E incredibilmente lenti. In Lombardia, dove la Regione (con il decreto Bassanini le competenze relative al trasporto ferroviario locale sono state trasferite dallo Stato alle Regioni che stipulano contratti con i concessionari, in primo luogo Trenitalia) ha già annunciato aumenti intorno al 10% per il 2009, arriva in ritardo un treno su tre. La stessa percentuale indicata dal Censis: un terzo dei treni parte e arriva in ritardo, in media di 16 minuti per spostamento. Su alcune tratte l'effetto lumaca è assicurato: Roma-Viterbo, un'ora e 50 minuti per 80 km, Trento-Venezia, più di 3 ore per 148 km, Terontola- Perugia tre quarti d'ora per 39 km. Poi ci sono i treni-incubo come il Mantova-Milano delle 5.25 capace di arrivare dopo oltre 2 ore e mezza di viaggio. Per non parlare delle tratte a sud di Napoli. Da Palermo a Trapani, 107 km di distanza, occorrono, se va bene, 2 ore e 20 minuti, ma ci sono treni che ci mettono anche 3 ore e mezza. Al netto dei ritardi, s'intende. Insieme alla sporcizia, l'affollamento delle carrozze, i ritardi sono l'incubo dei pendolari. Un'indagine di Legambiente basata su dati Censis (Pendolaria 2008) li ha fotografati. Quelli del treno sono tanti (2 milioni, su 13 di italiani che si spostano quotidianamente), in continuo, sebbene lento, aumento, spendono una media di 50 euro al mese, la maggioranza percorre tratte intorno ai 25 km, solo un 4% va da una regione all'altra. Impiegano in media 45 minuti per ogni tragitto. Ultimamente si sono organizzati: class="hilite">sognando la class="term">class class="term">action, alcuni gruppi pensano a cause per danno biologico, altri auspicano quello che i dirigenti Fs temono: l'arrivo, salvifico, dei tedeschi o dei francesi (ricorda qualcosa?). Ci sono comitati più istituzionali, come la battagliera associazione dei pendolari di Piacenza, che non disdegna consigli pratici (come, per chi va a Milano, di fare l'abbonamento da Pontenure: è più lontano ma costa meno, misteri del federalismo ferroviario), i pendolari di Terni, quelli di Bergamo. Qui le speranze di cambiamento non arrivano: prevale un rassegnato pessimismo. Mortificati dalla rete ferroviaria, cercano il riscatto (caustico) in rete. I più attivi sono Frenitalia, La Repubblica dei pendolari, Fratelli di Tav, Binario Morto, Ritarditalia, sottotitolo: "Tutti i ritardi dei treni minuto per minuto, con la collaborazione involontaria ma indispensabile di Trenitalia", tenuto da un perito informatico, che ha aggiornato le leggi di Murphy ("Primo principio del pendolare: Se arrivi alla stazione in orario il treno è in ritardo. Se arrivi alla stazione in ritardo il treno è in orario"). A dispetto della volontà di ammodernamento le Fs restano, in effetti, una fonte di umorismo involontario: a volte memorabile, come lo spot che invitava a fare il biglietto per andare a trovare lo zio Pietro a Matera, città non raggiungibile in treno. O la vicenda surreale dei treni Vivalto in Liguria: acquistati per la linea tra Savona a Spezia, si fermano a Sestri Levante perché troppo alti per le gallerie. O quella dei cani con le pulci proporzionate al peso corporeo. I treni italiani sono roba da iniziati. Gente che non si stupisce se sulla stessa tratta si possono pagare decine di tariffe differenti grazie a una classificazione di treni e di piani tariffari da mal di testa. Gente che sa che i ritardi si registrano non al momento dell'arrivo del treno al binario, ma nel cosiddetto "segnale di porta", punto che segna l'ingresso nell'area stazione, a un chilometro e mezzo dal binario: così i 15 minuti dichiarati diventano 20. Ne servono 25 sull'Eurostar per ottenere non un rimborso, bensì un bonus del 50% del prezzo del biglietto; con Intercity ed Eurocity, servono 30 minuti per un bonus del 30%; con Espresso ed Intercity notte, per un ritardo di un'ora il bonus è del 30%. Vallo a spiegare a uno straniero: forse per questo il modulo per i rimborsi è solo in italiano, anzi in "trenitaliano", la lingua in cui il controllore si chiama personale viaggiante, i treni materiale rotabile e i passeggeri che salgono sul treno l'incarrozzamento. Non è stata un'estate facile per Trenitalia: due incidenti su Eurostar in una settimana a Milano, viaggiatori attaccati da zecche e pulci, la protesta dei passeggeri dell'Eurostar Lecce-Milano per 7 ore di ritardo. Ma l'autunno sembra promettere bene, complice anche la crisi Alitalia che ha provocato il travaso di passeggeri su Trenitalia. A Natale, con il nuovo orario, potrebbe fare il pieno. Peccato che chiamando il call center 892021 vi sentirete rispondere che ancora non si possono acquistare. "Riprovi più avanti, magari in novembre". Stefania Ulivi stampa |.

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"se siamo depressi la catastrofe arriva" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 09-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina IV - Genova La psicologa e psicoterapeuta Alessandra Lancellotti "Se siamo depressi la catastrofe arriva" class="hilite">Serve una class="term">class class="term">action più forte ma positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere dal pessimismo La psicologa non ha dubbi: "Ricordatevi della profezia che si autoalimenta; se siamo depressi e catastrofici, la catastrofe arriverà". Dunque, Alessandra Lancellotti, psicologa, psicoterapeuta e pubblicista che sta scrivendo un libro proprio sul cambiar vita, ha una ricetta antipanico. Piuttosto provocatoria. Davanti alla crisi dei mercati finanziari, dice: saremo più poveri, ma vediamola con ottimismo perché c'è chi sta peggio. Dunque, la sua ricetta antipanico? "Comincerei da una serie di dati: quanto viene pagato un operaio vietnamita? 25 centesimi l'ora. In Ucraina un pensionato prende 20 euro al mese. Nella Malesia del Nord, invece, un operaio guadagna circa dieci euro all'ora. Questi squilibri globali hanno creato delle povertà locali e sono destinati ad equipararsi per il futuro. Forse alzando la testa il vietnamita, il venezuelano, chi vive in Sudan, provocano questi squilibri. Se vogliamo bene a questa gente sfruttata noi dovremo accontentarci di essere un po' più poveri". Vuol dire che dovremo imparare ad accontentarci di quello che viene? "La prima cosa è proprio accontentarsi; dobbiamo anche accontentarci e guardarci intorno perché c'è chi sta peggio di noi. Ci siamo guadagnati la casa, l'auto, gli elettrodomestici. Non bisogna essere depressi perché la depressione abbassa le difese immunitarie e fa ammalare l'individuo. Qui bisogna fare in modo che il sistema economico reale resista all'economia globale". Come, scusi? "Bisogna creare una class="term">class class="term">action più forte ma positiva: vince chi lavora e non si lascia distruggere da questo pessimismo. Per sostenere le difese immunitarie di questo nostro mondo finanziario bisogna che chi ha messo proprie risorse riesca a resistere". Insomma: non andare a prelevare i soldi investiti ma lasciare tutto come è? "Occorre una class="term">class class="term">action degli azionisti per bene, ma l'importante è resistere sennò si fa il gioco degli edge founders che scommettono sulla povertà di tutti senza metterci un quattrino; bisogna che la gente sappia che in agguato ci sono questi vampiri la cui speculazione virtuale manda a monte l'economia reale. In sostanza, dico: prepariamoci ad un periodo di povertà ma pensiamo ai vietnamiti e agli ucraini che stanno peggio". (a. zun.).

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Vista: pc nemico, disturbi trascurati per 90% 'colletti bianchi' (sezione: Class action)

( da "Adnkronos" del 09-10-2008)

Argomenti: Class Action

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"La legge 626, con i suoi successivi aggiornamenti, regola a livello europeo e italiano le problematiche per i lavoratori che fanno uso di terminali dalle tre alle 8 ore al giorno", ricorda in una nota Francesco Loperfido, responsabile del Servizio di Oftalmologia generale dell'Irccs San Raffaele di Milano e consulente Cdv. La normativa "impone una visita oculistica il cui referto viene valutato dal medico competente, ovvero il medico del lavoro, che darà l'idoneità in base anche ad altre valutazioni eseguite". L'obiettivo di questi screening non è solo stabilire se il lavoratore soffre di un difetto visivo, ma anche capire se l'eventuale problema è stato gestito nel modo più opportuno. Un'azione correttiva 'doc' non si limita infatti all'utilizzo di lenti specifiche, ma coinvolge tutto l'ambiente dell'ufficio: il monitor del computer, la scrivania, la sedia e le fonti di luce della stanza. Qualche esempio. Una persona miope che non impiega le correzioni adeguate, evidenzia Loperfido, "modifica la sua postura in avanti sovraccaricando il collo. E il tutto causa maggiori bruciori agli occhi per la vicinanza allo schermo, e fastidi causati dalla contemporanea necessità di scrivere sulla tastiera e guardare il monitor". L'ipermetrope, invece, "ha il problema opposto: dopo un po' i caratteri si sdoppiano" e il lavoratore "tende ad allontanarsi dallo schermo, problema che si accentua con la presbiopia". Gli astigmatici, infine, "tendono ad avere posture lateralizzate per compensare difetti elevati". Tutte "queste 'accomodazioni' possono provocare una serie di disturbi che prendono il nome di astenopia accomodativa": una vera e propria sindrome clinica che si manifesta con "fotofobia, riduzione dell'acuità visiva, visione sfuocata o doppia, lacrimazione, prurito, irritazione, cefalea, nausea, vertigine e tensione generale", sottolinea lo specialista. Se poi si indossano gli occhiali da vista, gli schermi producono riflessi sulle superfici esterna e interna degli occhiali stessi. Riflessi che si sovrappongono sulla retina alle immagini visive, creando aloni che stancano l'occhio. Per questo "è buona norma utilizzare lenti trattate con filtri antiriflesso", consiglia il medico. Per chi ha invece più di un difetto visivo, fra cui la presbiopia, "la soluzione è quella delle lenti progressive" che "consentono una visione nitida a tutte le distanze. Anche alcune lenti colorate possono essere utili a ridurre la luce dello sfondo e migliorare il contrasto". Attenzione poi con le lenti a contatto, ammonisce Loperfido, perché "davanti allo schermo del computer diminuisce la frequenza degli ammiccamenti oculari, si riduce il film lacrimale e l'occhio è visibilmente più asciutto" e più vulnerabile. Per proteggere gli occhi dei 'forzati del pc' è inoltre fondamentale la scelta del monitor. I più sicuri sono quelli "piatti di ultima generazione", dice l'oculista: ottimizzano contrasto e risoluzione, riducono i campi elettrostatici (tra le cause dell'occhio asciutto) e "favoriscono una maggiore distanza tra occhio e video. Soprattutto in quelle postazioni di lavoro (tipo le reception) dove spazi esigui facilitano posture sbagliate incrementando l'astenopia". E le fonti di luce? Secondo gli esperti, è necessario evitare riflessi sullo schermo; la luce deve essere presente, ma contenuta, e il contrasto tra schermo e ambiente appropriato. E' infine fondamentale che le fonti luminose siano perpendicolari allo schermo (né di fronte né alle spalle dell'operatore), e la postazione pc deve essere distante almeno un metro dalle finestre (schermate con tende regolabili). E ancora. La sedia 'sana' deve essere ben bilanciata, deve muoversi su rotelle autofrenanti, deve avere un sedile regolabile in altezza e uno schienale posizionato in modo da sostenere la zona lombare. La scrivania, invece, deve avere una superficie opaca, preferibilmente di colori tenui o neutri. Le dimensioni devono permettere una certa libertà nel posizionare gli elementi sulla scrivania, e la distanza tra bordo e tastiera deve essere di almeno di 15 centimetri per poter appoggiare gli avambracci. Per finire le pause. Qualche datore di lavoro storcerà il naso, ma per salvaguardare la salute oculare è importante 'staccare la spina' per 15 minuti ogni due ore di lavoro. Le pause benefiche sono un diritto previsto dalle legge 626 e durante lo 'stop' è consigliabile sgranchirsi braccia e schiena, senza tuttavia impegnare gli occhi.

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Questa evoluzione è ben riconoscibile anche nell'abbondante (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-10-2008)

Argomenti: Class Action

Questa evoluzione è ben riconoscibile anche nell'abbondante letteratura sui distretti. In passato il distretto veniva considerato sufficientemente omogeneo e compatto da configurare una singola unità di analisi. Oggi l'attenzione si è spostata sulle imprese distrettuali, la cui individualità difficilmente può essere confusa con quella del sistema territoriale. E i cui destini non sono più indissolubilmente legati ad esso. Del resto, quando l'energia idrica non genera più un vantaggio localizzativo, o quando la seggiola in legno può essere (ri)prodotta altrove a costi minori, è del tutto auspicabile che le traiettorie di sviluppo delle imprese trovino spazi nuovi, non necessariamente legati al distretto tradizionale.Proprio l'attuale eterogenea popolazione del distretto, insieme alla varietà di segmenti ed abbinamenti di arredo entro cui il prodotto sedia si inserisce, contribuiscono a spiegare perché interventi collettivi come il Salone della sedia vengano considerati - appunto - sempre meno collettivi.In questa cornice l'azione pubblica deve scegliere se privilegiare azioni di sistema o traiettorie individuali. E nel primo caso, se il sistema da considerare sia quello legato alla sedia o vada inteso in modo più ampio e articolato. L'intervento pubblico non potrà comunque prescindere da un ulteriore criterio: quello di non contrastare i processi selettivi in corso. L'ecologia delle organizzazioni risponde a leggi spietate che possono venire rallentate, ma non fermate. E' opportuno allora individuare e favorire le traiettorie più promettenti, cercando di limitare l'impatto sociale del cambiamento.Guido Nassimbeni.

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SESSIONE CNCU-REGIONI. Landi: "Il consumerismo sul terrotorio è l'obiettivo del futuro" (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 10-10-2008)

Argomenti: Class Action

News SESSIONE CNCU-REGIONI. Landi: "Il consumerismo sul terrotorio è l'obiettivo del futuro" 10/10/2008 - 16:58 "La rappresentatività è il sale della democrazia ed è il fondamento su cui si può costruire un progetto ed è ciò che dà autorevolezza". E' questo il tema della seconda parte della giornata della Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei consumatori e degli utenti. Ad introdurre il tema è stato Eugenio Baronti, Assessore alla ricerca, all'università, alla casa, alle politiche per la tutela dei consumatori della Regione Toscana, che ha sottolineato come non sia "facile una discussione sulla rappresentanza delle Associazioni dei consumatori, visto che il mondo del consumerismo è estremamente variegato. Credo, però - ha aggiunto Baronti - che si stia entrando in una fase nuova del mercato quindi anche il movimento consumerista si sta sviluppando in modo diverso. Negli anni '60 a nessuno veniva in mente di fondare un movimento per i consumatori perché c'era molta fiducia nel mercato che ti portava il frigorifero in casa. Le prime associazioni sono nate negli anni '80, ma si è dovuto aspettare gli anni '90 per vedere una crescita più profonda. Oggi ci troviamo di fronte ad un mercato totalizzante che ci tiene continuamente sotto pressione". "Questa assemblea è un momento importante perché è un momento di riflessione tra le associazioni e le autorità e non va sprecato". Ha iniziato così il suo intervento Paolo Landi, Presidente di Adiconsum. "La prima considerazione che mi viene da fare è questa: oggi avremmo voluto la partecipazione di quelle regioni dove il confronto è assente, ma dobbiamo constatare che proprio questi soggetti non ci sono". Landi poi è passato a fare una valutazione degli ultimi 10 anni di lavoro. "In questo tempo penso che sia stato difficilissimo costruire un minimo di rappresentanza, nonostante i risultati ottenuti permangono dei grossi problemi e questo ci coinvolge tutti. Dobbiamo introdurre dei correttivi a livello regionale affinché la rappresentanza locale non rischi una polverizzazione". La seconda riflessione fatta dal Presidente di Adiconsum è la seguente: "Abbiamo sviluppato un quadro normativo rilevante, un esempio è il Codice del consumo. L'azione collettiva, che rappresentava l'avvio di un'importante misura è stata congelata presso la Presidenza del Consiglio e rischia di essere cancellato. Vogliamo che quella normativa, almeno così com'è, dal 1° gennaio 2009 entri in vigore". "Un terzo ragionamento riguarda le risorse: in questi anni abbiamo fatto passi da gigante, soprattutto con le risorse delle multe dell'Antitrust, anche se servono alcune modifiche. Abbiamo bisogno di una continuatività se no rischiamo che un anno si crea e l'altro di distrugge. Dobbiamo trovare meccanismi per evitare questo. Sula vicenda delle liberalizzazioni dico solo una cosa: è stata una stagione positiva ma c'è ancora molto da fare. Oggi tutte le associazioni hanno rapporti con le controparti, con le imprese eccetera e possono svolgere un ruolo importante in sede contrattuale". "Il grande obiettivo per il futuro è il consumerismo sul territorio; dietro questo slogan ci sono una serie di contenuti importanti per affrontare le conseguenze che avremo nel prossimo futuro, frutto della crisi. All'azione del Garante per la sorveglianza dei prezzi io credo che manchi un piccolo tassello e cioè un deterrente per scoraggiare i comportamenti speculativi; senza introdurre sanzioni dirette si potrebbe comunque introdurre una segnalazione all'Antitrust e l'avvio di un'indagine fiscale sugli operatori scorretti da parte della Guardia di Finanza. Sul territorio poi - ha concluso Landi - si giocano i servizi pubblici e non basta più la carta di servizio, ora vogliamo negoziare il contratto di servizio". "Se ci aggiungiamo il progetto del federalismo fiscale che sta diventando realtà dobbiamo stare attenti affinché in tutte le regioni si realizzino le stesse condizioni e ci si trovi di fronte agli stessi comportamenti. Tutti noi vogliamo essere nuovi soggetti sociali, ma dobbiamo farlo con estrema responsabilità per non perdere la credibilità che abbiamo conquistato in questi anni. Quindi cerchiamo anche noi di darci delle regole perché è importante per poter crescere". 2008 - redattore: GA.

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TAM Begins Flights to Orlando in November (sezione: Class action)

( da "ITnews.it" del 10-10-2008)

Argomenti: Class Action

SAO PAULO, Brazil, October 10 /PRNewswire/ -- - The new daily flight will depart from Guarulhos Airport in Sao Paulo TAM (Bovespa: TAMM4 and NYSE: TAM) will begin operating its new daily flight to Orlando, Florida, on November 21. This will be the company's 18th international destination, which also has flights to the U.S. cities of New York and Miami. (Logo: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20080221/SPTH002LOGO ) The modern Airbus A330 aircraft, with a total capacity of 213 passengers, will fly the new route. The configuration will offer 42 executive class and 171 economy class seats. The flights will depart daily from Guarulhos International Airport in Sao Paulo at 11:30 am (local time) and arrive in Orlando at 5:00 pm (local time). The return flight will depart from Orlando at 6:50 pm (local time) and arrive in Sao Paulo at 6:35 am (local time). TAM currently operates 18 weekly flights between Brazil and New York City, as well as 28 flights to and from Miami. All flights receive and offer connections. The new route is part of the company's strategy for selective growth in the international market. "Orlando is one of the destinations most sought after by Brazilians, both for holidays and for business trips," said Paulo Castello Branco, Vice President of Commerce and Planning. The availability of new destinations is part of a focus on service excellence, one of TAM'class="hilite">s three pillars of class="term">action, along with technical/operational and management excellence. The fare for the launch of the new route begins at US$929 for economy class and US$4,583 for executive class, round trip, not including taxes and fees. For more information, reservations and to purchase tickets, clients may contact the TAM Service Center, using the phone numbers +55-11-4002-5700 (for capital cities) and +55-11-0800-570-5700 (other locations) or through the website www.tam.com.br. Web site: http://www.tam.com.br Libano Miranda Barroso, TAM Investor Relations, +55-11-5582-9715, fax, +55-11-5582-8149, invest@tam.com.br ; Photo: NewsCom: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20080221/SPTH002LOGO , AP Archive: http://photoarchive.ap.org , PRN Photo Desk, photodesk@prnewswire.com.

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Caso rifiuti: la minaccia del commissariamento (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 10-10-2008)

Argomenti: Class Action

IMPERIA BURLANDO E L'ASSESSORE REGIONALE ZUNINO LANCIANO L'" ULTIMATUM" Caso rifiuti: la minaccia del commissariamento "Tre mesi di tempo". Replica del presidente Giuliano [FIRMA]GIULIO GELUARDI IMPERIA La "minaccia" è concreta, anche se improbabilmente avrà modo di essere attuata. E' quella che ieri mattina ha lanciato l'assessore regionale all'Ambiente Franco Zunino: la Regione potrebbe commissariare la Provincia di Imperia per la gestione del ciclo dei rifiuti, se entro tre mesi non sarà eseguita una gara europea per realizzare un impianto finale di smaltimento ed evitare così il rischio di un'emergenza tipo Napoli. All'assessore ha dato manforte il presidente della Regione, Claudio Burlando che ha aggiunto di "capire i riflessi istituzionali e politici". "Purtroppo, però - ha detto - constatiamo che la Provincia di Imperia, unica in Liguria, non ha una sua politica di smaltimento dei rifiuti". Insieme con l'assessore Franco Zunino, Burlando ha detto che l'emergenza scatterebbe nel 2011 "perchè il piano previsto non è stato attuato". "Le azioni per portare parte dei rifiuti in Francia non hanno ottenuto risultati - ha aggiunto l'assessore - e solo una discarica privata delle due esistenti (quella di Ponticelli, ndr) ha ottenuto dalla nostra Giunta il via per un provvisorio ampliamento". Il progetto definitivo prevede un impianto nel Comune di Taggia: "Ma il terreno - ha specificato Zunino - non è stato ancora acquisito e la gara non può perciò partire". "Nel gennaio 2008 - ha aggiunto l'assessore - c'è stata l'approvazione dell'adeguamento del Piano provinciale dei rifiuti, accettando il regime transitorio fino al 2008. Poi la Procura ha sospeso anche l'attività della discarica di Collette Ozzotto per sospetto di illeciti. Con l'ampliamento concesso per la discarica di Ponticelli, per un ammontare di 180 mila metri cubi, la Giunta ha deciso di concedere 90 giorni di tempo al termine dei quali è indispensabile che la Provincia di Imperia predisponga una gara europea per la realizzazione degli impianti di smaltimento". Per nulla preoccupato, replica il presidente della Provincia, avvocato Gianni Giuliano: "La delibera della giunta regionale approva in via definitiva l'ampliamento della discarica di Ponticelli. E, inoltre, quantifica in tre mesi il tempo entro il quale la Provincia dovrà bandire la gara d'appalto europea per la costruzione di un separatore secco-umido in località Colli nel territorio del Comune di Taggia. Commissariamento? I tempi che noi prevediamo sono inferiori a tre mesi. Pertanto, il ventilato rischio non appare per nulla realistico". Quella dei rifiuti è una vicenda che per la Provincia ha rappresentato a lungo una spina nel fianco anche se, ad onor del vero, la Giunta Giuliano è sempre riuscita a far fronte all'emergenza. Nel giro di alcuni anni, l'ipotesi del Cdr (Combustibile da rifiuti) destinata a un termovalorizzatore comunque fuori provincia o addirittura all'estero, è tramontata tra mille polemiche e scambio di feroci accuse tra minoranza e maggioranza sia nella scorsa che in questa legislatura. Anche la gara d'appalto internazionale che avrebbe dovuto essere bandita in tempi stretti era saltata e oggi si riaffaccia anche se in versione diversa.

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Ma guai a stravolgere i principi del capitalismo (sezione: Class action)

( da "Milano Finanza" del 11-10-2008)

Argomenti: Class Action

Milano Finanza Numero 203  pag. 14 del 11/10/2008 | Indietro Ma guai a stravolgere i principi del capitalismo Di Enrico Salza* Gli eventi che hanno colpito i mercati e il mondo della finanza in questi ultimi tempi ci fanno ancor di più capire, se mai ce ne fosse stato bisogno, la grande responsabilità che le banche hanno nei confronti della società. In tal senso, è auspicabile che anche i provvedimenti straordinari approvati dal Congresso Americano, e la necessaria riforma del sistema di Vigilanza vigente negli Stati Uniti, possano limitare efficacemente i comportamenti di azzardo morale che hanno improntato le scelte strategiche e operative di molte istituzioni finanziarie negli ultimi anni. Pur considerando la gravità e diffusione della crisi e la necessità di interventi tempestivi, è opportuno non derogare mai ai principi fondamentali del capitalismo, tra cui il rispetto dell'equità e la responsabilità per le conseguenze delle proprie azioni, nei confronti sia degli azionisti sia della collettività. Un intervento che si limitasse al "salvataggio", distribuendo ricchezza dai contribuenti alle imprese bancarie in difficoltà, non solo sarebbe difficilmente accettabile dalla collettività, ma costituirebbe la prima pietra di un sistema destinato a perpetuare gli stessi errori. In un editoriale del 20 settembre dedicato alla crisi finanziaria americana, il Financial Times ammoniva: "Un grande piano di salvataggio, per quanto possibile, poco costoso e efficace, non è tutto. Esso deve anche chiarire che il finanziamento pagato dal contribuente ha un prezzo per il settore finanziario: la vita non sarà più la stessa". L'agenda che è davanti a noi è assolutamente impressionante. La drammatica lista delle sfide globali è resa ancor più gigantesca dalla contemporaneità e dalla interdipendenza dei problemi. E tutto questo avviene nello stesso tempo in cui l'equilibrio geo-politico del mondo sta rapidamente cambiando. La vigorosa crescita delle economie emergenti in Asia, in America Latina, in Africa si accompagna al ridimensionamento del potere politico, economico e anche morale di un'Europa ancora troppo divisa e degli Stati Uniti. "La vita non sarà più la stessa", come dice il Financial Times. Forse, l'unica grande speranza è che la storia ha più fantasia degli uomini e, pertanto, le uniche previsioni sicure sono quelle che riguardano il passato. * Presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Stralcio di un intervento svolto presso la Italian Chamber of Commerce and Industry for the UK sul tema della Corporate social responsibility  .

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Cave, comitati ancora sul piede di guerra (sezione: Class action)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)

Argomenti: Class Action

REVINE Cave, comitati ancora sul piede di guerra REVINE. Ancora sul piede di guerra i Comitati contro le cave, nonostante il no della Regione. "Si è evitato un disastro ma la partita contro le cave non è ancora chiusa", affermano, dopo essersi riuniti l'altra sera. La certezza che in vallata non si sentirà più parlare di cave si avrà solo con l'approvazione del Piano d'Area delle Prealpi Vittoriesi che ancora giace in attesa di approvazione da parte del Consiglio Regionale. Per i Comitati "è urgente pertanto che la Regione, in coerenza con la presa di posizione assunta per le cave Lastè, vada all'approvazione del Piano d'Area in tempi rapidi e prima che passi il Piano Regionale Attività di Cave, la cui approvazione sappiamo imminente". Anche per Diego Bottacin, consigliere regionale del Pd, lo stop della giunta regionale "premia la lunga battaglia delle comunità locali della Vallata e rende ancor più urgente l'approvazione del Piano d'Area delle Prealpi Vittoriesi. Alla vittoria del no ad un'azione che avrebbe compromesso gli equilibri della Vallata, deve ora seguire una seria azione di valorizzazione delle risorse ambientali e storiche del territorio. Il Piano è proprio lo strumento per il raggiungimento e il mantenimento di questo obiettivo. Ho sollecitato il Presidente della Seconda Commissione consiliare affinché il Piano venga quanto prima esaminato". Per l'ex sindaco Giorgio Della Colletta, anche lui sul fronte del no, "evitato il pericolo di vedere devastato il territorio, ora resta la parte più importante nella Vallata: costruire uno sviluppo che valorizzi le grandi potenzialità del nostro territorio". (f.d.m.).

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Titoli tossici ? Ecco cosa farne (sezione: Class action)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-10-2008)

Argomenti: Class Action

ASSOCIAZIONI CONSUMATORI Titoli "tossici"? Ecco cosa farne "Gli istituti di credito devono garantire le obbligazioni" Che si può fare se si scopre di avere in portafoglio i titoli "tossici" Lehman B., come appurato dall'investitrice trevigiana? Non resta che affidarsi ad un'associazione dei consumatori. "Se i titoli in questione sono delle obbligazioni, cioè dei bond, che fanno parte di un fondo di investimento, cioè di un prodotto complesso venduto da una banca - spiega Epifanio Cultrera, responsabile provinciale dell'Adoc - la strada da percorrere è contattare un'associazione dei consumatori, come la nostra, che provvederà a inviare una raccomandata alla banca. In questa lettera chiediamo che l'istituto di credito garantisca in proprio i fondi Lehman, cioè le obbligazioni vendute ai clienti. Finora abbiamo avuto tutte risposte positive, ho avuto precise rassicurazioni anche dalla direzione dell'Abi. Mi sto già occupando di 6-7 pratiche di questo tipo nella Marca, alcune lettere sono già partite e hanno avuto risposta, altre lettere per gli istituti di credito partiranno nei prossimi giorni. Si tratta di investimenti da alcune decine di migliaia di euro". Questo se si tratta di bond, cioè di obbligazioni, che sono quasi sempre garantite. Se invece si tratta di azioni, il discorso è diverso, perché non c'è garanzia. "Le azioni Lehman in questo momento hanno valore pari a zero in tutto il mondo e non esiste, al momento, la possibilità di invocare la responsabilità delle banche - aggiunge Roberto De Marco, responsabile provinciale della Federconsumatori di Treviso - le azioni comportano sempre un rischio di investimento. Se si possiedono azioni, bisogna attendere l'avvio di una class action. Va detto che in Italia non è ancora regolamentata. E' probabile che parta prima la class action in Usa e allora occorrerà verificare in che modo potranno associarsi a questa iniziativa legale i risparmiatori italiani, per rientrare in tutto o in parte dell'investimento effettuato, solo se l'azione collettiva avrà davvero esito positivo". (Franco Allegranzi).

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"primi colpiti contratti a termine e atipici, poi verranno i garantiti" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 12-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Firenze Il passato Alessio Gramolati, segretario regionale della Cgil "Primi colpiti contratti a termine e atipici, poi verranno i garantiti" E' una spirale perversa cogliamo questa occasione per correggere le storture del passato Gramolati, cosa si devono aspettare i lavoratori toscani? "Molti dei problemi sono precedenti al crac finanziario e dobbiamo fare molta attenzione perché siamo agli inizi di una fase che sarà caratterizzata dal trasferimento della crisi all'economia reale". Che strumenti servono per fronteggiare le difficoltà? "Purtroppo non sarà possibile trovare rifugio nella diversificazione perché la crisi sarà trasversale ai settori e ai territori, anche se con livelli diversi di intensità. E a risentirne saranno le piccole e medie imprese che già devono fare i conti con un credito poco propenso a condividere il rischio e le aziende più esposte con le banche perché hanno investito in tecnologia e sviluppo". Come si ripercuote sui lavoratori uno scenario così cupo? "Si sta già ripercuotendo sulla fascia meno protetta, quella dei cosiddetti contratti a termine e atipici. Non possiamo certo disinteressarci di loro. Poi la cassa integrazione riguarderà sempre di più i lavoratori "garantiti", con conseguente riduzione di redditi e consumi. Questa spirale perversa la vediamo chiara davanti a noi e quindi è importante cogliere questa occasione per correggere le storture del passato. Si è dato troppo valore alla rendita e poco al lavoro, alla creatività e al coraggio di chi faceva impresa non speculando ma rischiando". Di fronte a questa situazione il sindacato si sente impotente? "No, l'azione collettiva è più che mai importante, d'altra parte se guardiamo alle crisi di Buitoni, Electrolux, Mabro, nuova Delphi, Kartogroup vediamo come una prospettiva che sembrava definitiva si sia trasformata in un nuovo inizio, per la prima volta dopo tanto tempo si riparla di investimenti. Quando le comunità hanno il coraggio di pensare in grande diventano decisive. E si è capito ormai che il sindacato non è contro lo sviluppo ma, al contrario, ne è uno dei soggetti promotori". Alla vigilia delle primarie del Pd e con una campagna elettorale da affrontare non si dovrebbe parlare di più della crisi economica? "Intanto direi che ci vuole grande senso di responsabilità e si deve condividere il fatto che c'è bisogno di tutti. Diffido di chi intende escludere una componente della società o farne a meno. Lo dico perché sento ancora in parte del patronato e nel governo una voglia disputa ideologica. Questo sarebbe un errore per il paese e un dramma in Toscana. Questo è il momento di mettere al primo posto dell'agenda politica e sociale il tema di come affrontare questa situazione, perché dietro alla crisi c'è una grande opportunità, quella di mettere davvero in primo piano il fare e il saper fare. E sarebbe tempo che il dibattito decollasse anche su questo. Penso che l'unico modo per non dare un messaggio di allarmismo sia la capacità di indicare una strada diversa. I primi a spargere il panico sono quelli che di fronte alle difficoltà chiudono le porte e si barricano dentro". (s.p.).

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CLASS ACTION (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 12-10-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-10-12 num: - pag: class="hilite">33 categoria: BREVI CLASS ACTION Il provvedimento Uno dei primi provvedimenti che il governo Berlusconi adottò immediatamente dopo il suo insediamento è stata la sospensione della class="term">class class="term">action, decisione motivata dalla volontà di dare maggior tutela ai cittadini, di riformulare in senso migliorativo la legge che la istituiva. Cosa cambieranno nessuno lo ha ancora detto. Quando scatterà il semaforo verde gli italiani si scateneranno in tantissime cause collettive contro i management di tutte quelle società che hanno annullato i risparmi di milioni di famiglie, contribuendo in tal caso ad aggravare ancora più l'attuale situazione finanziaria del settore bancario, che tra tutti è pensabile che sarà quello che verrà colpito più duramente. Temo che a questo punto la versione modificata della legge sulle class="term">class class="term">action conterrà molti paletti per proteggere e tutelare ancora più questo settore. Candido Munopano munopano@hotmail.com.

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Caccia chiusa, esplode la protesta (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-10-2008)

Argomenti: Class Action

Cronaca Regionale Pagina 106 Dopo il decreto della Regione che da oggi vieta le battute alla lepre e alla pernice: "Abbiamo pagato una tassa, chiederemo il risarcimento" Caccia chiusa, esplode la protesta Dopo il decreto della Regione che da oggi vieta le battute alla lepre e alla pernice: "Abbiamo pagato una tassa, chiederemo il risarcimento" --> La Regione rischia un maxi-ricorso. Nella prima domenica da bollino rosso, col divieto di sparare a pernici e lepri, l'aria che tira è da guerra a colpi di carte bollate. "Stiamo verificando l'class="hilite">opportunità di promuovere una class="term">class class="term">action, un'azione legale collettiva", fanno sapere il consigliere regionale Mariano Contu e il deputato Salvatore Cicu, schierati al fianco delle 48mila doppiette isolane fermate dall'assessore all'Ambiente Cicito Morittu. Venerdì, ha imposto lo stop alla caccia per le due specie di selvaggina stanziale, con due giornate di anticipo sul calendario venatorio sardo (a tutte le altre si può sparare solo fino alle 14). Ma contro il blitz dell'assessore continua la raffica di accuse di Sardacaccia e Federcaccia. "Il decreto di Morittu è un atto d'impero che mal si concilia col dovere di una pubblica amministrazione di informare i cittadini". IL DIVIETO Niente caccia a lepri e pernici, e questa è la prima domenica col divieto per le 48mila doppiette isolane che non potranno sparare le due specie nemmeno il 19 ottobre. In ogni caso, per tutte le altre specie oggi e domenica prossima la caccia si ferma alle 14 (da giovedì 23 si riprende regolarmente sulla base del calendario venatorio approvato a fine giugno). Due giorni fa, Morittu ha motivato la sospensione della caccia a pernice e lepri con la siccità e alcune segnalazioni che gli sarebbero arrivate da esponenti del mondo venatorio (si tratterebbe di soci in alcune riserve autogestite del Nuorese e del Logudoro). SARDACACCIA Tira aria di rivolta tra le doppiette. A Morittu replica a stretto giro di posta, Alessandro Lisini, presidente di Sardacaccia. "Intanto non è esatto dire, come sostiene la Regione, che il provvedimento è stato votato dal Comitato faunistico (ne fanno parte anche le associazioni venatorie). Morittu ha semplicemente sentito il parere dei componenti, ma ha deciso in totale autonomia". Lisini non contesta giuridicamente la procedura ("i decreti assessoriali di modifica al calendario venatorio sono previsti l'articolo 51 della legge sulla caccia"), ma si sofferma "sull'inopportunità del divieto, non supportato da alcuna verifica tecnica, si è trattato piuttosto di una scelta politica". Nel mirino finisce pure "il rischio disinformazione, vista l'immediata esecutività del provvedimento". Il decreto, peraltro, non è stato nemmeno pubblicato sul Buras (Bollettino ufficiale della Sardegna), ma "in base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi - spiegano dall'ufficio stampa dell'assessore - un decreto è comunque valido quando si dà ampio risalto sui mezzi di informazione. E la Regione ha acquistato spazi pubblicitari sulla stampa locale". POSSIBILI RICORSI Adesso i divieti alle doppiette sarde potrebbero finire nelle aule dei tribunali. Gli azzurri Contu e Cicu stanno studiando l'opzione del ricorso collettivo attraverso la class="term">class class="term">action. "I cacciatori sardi hanno pagato una tassa di concessione governativa per cinque giornate di caccia stanziale. Non è possibile che dopo tre, l'assessore la chiuda. E' chiara l'azione politica di soddisfare le associazioni ambientaliste. Non ci venga a raccontare che prima non c'erano problemi di siccità". Per i due esponente di Forza Italia, il blitz di Morittu "prova che in Sardegna, con questa Giunta, non vi è certezza di diritto". Pronto alla guerra a colpi di carte bollate anche il consigliere regionale di An, Ignazio Artizzu che annuncia "la possibilità di chiedere all'assessore il risarcimento economico relativo alle due giornate di caccia aperte e poi scippate". Per l'esponente di An, presidente sardo di Federcaccia, "è giusta l'indignazione del mondo venatorio isolano nei confronti di Morittu. Peraltro - conclude - "non si capiscono le ragioni che hanno determinato i divieti: in modo generico e poco credibile si parla di siccità". ALESSANDRA CARTA.

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L'azione anti-razzista (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

TIFOSI L'azione anti-razzista Comincia giovedì prossimo la nona Settimana d'azione contro il razzismo organizzata dalla rete Fare (Football against racism in Europe): organizzazioni sportive, gruppi ultras, associazioni e comunità di migranti in campo contro la discriminazione in 40 paesi europei. In Italia Uisp e Progetto Ultrà hanno anticipato i giochi: la settimana scorsa con un torneo di calcio in due centri di accoglienza per rifugiati politici a Varese; ieri con la seconda edizione del torneo multietnico "Rude Boys 1987", intitolato "Ama la Sampdoria, odia il razzismo", organizzato dai tifosi blucerchiati. In campo ragazzi ecuadoregni e marocchini di Genova, ultras italiani, francesi e tedeschi. In serata tutti al centro sociale Zapata con lo ska delle Tremende e il punk rock della sud targato Samp City rockers. Oggi partiranno invece le attività del Collettivo "Asì es mi Futbol" di Lucca che per una settimana organizzerà una grande festa multiculturale con dibattiti, videoproiezioni e un torneo a squadre miste. Dal 16 ottobre alla partita si uniranno Roma, Palermo, Treviso, Rieti, Fasano, Frattamaggiore e Crespellano.

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Benzina, il Codacons: <Pronti alla class action> (sezione: Class action)

( da "Cittadino, Il" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

Benzina, il Codacons: "Pronti alla class action" Roma "Le riduzioni dei prezzi dei carburanti registrate in questi giorni in Italia sono del tutto insufficienti, se raffrontate al forte deprezzamento delle quotazioni del petrolio, sceso a 78 euro al barile. Ancora una volta gli automobilisti pagano il prezzo del mancato adeguamento dei listini dei carburanti, che alla pompa dovrebbero costare oggi almeno 8 centesimi di euro al litro in meno": ad affermarlo in una nota è il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Ciò, sottolinea il responsabile dell'associazione dei consumatori, "si traduce in un maggior esborso pari a 4 euro a pieno e a 96 euro su base annua ad automobilista". Per tale motivo "l'associazione sta predisponendo una class action contro le compagnie petrolifere, che saranno chiamate a risarcire i cittadini del maggior costo di benzina e gasolio alla pompa e dei mancati ribassi che appaiono del tutto ingiustificati".Pertanto, aggiunge Rienzi, "invitiamo gli automobilisti a conservare scontrini e documenti vari in grado di dimostrare i rifornimenti effettuati nel corso del 2008, che potranno essere utilizzati nell'azione collettiva alla studio dell'associazione. Il Codacons sta inoltre valutando azioni legali anche nei confronti dello Stato e dei ministeri dello Sviluppo e dell'Economia, in relazione all'immobilismo delle istituzioni sul fronte benzina che, tra l'altro, si arricchiscono dai mancati decrementi dei listini".

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Bagarre sullo sciopero Apertura di Bonanni (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

Il segretario Cisl vuole la convocazione ma la Cgil conferma la giornata di lotta ROMA. Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti con un numero di alunni non adeguato. Sul campo anche il tema dello sciopero generale. Raffaele Bonanni ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare volentieri allo sciopero sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche alla luce dei tagli che comporterà la chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo, segretario della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma della protesta: "Se il governo - ha detto il segretario Francesco Scrima - è disponibile a un confronto e a modificare gli interventi sulla scuola ciascun sindacalista è disposto a sedersi attorno ad un tavolo. Ma la premessa è che noi contestiamo l'obiettivo del governo, perché chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola, destrutturare la scuola pubblica". La polemica sul "dimensionamento della rete scolastica" è stata ribadita dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani: "Intervenendo con una disposizione ad hoc sul decreto legge 154, il governo compie una scelta grave e inaccettabile. Grave nel metodo, perché di questo non si è in nessun modo discusso. Nel merito, perché in questo modo burocratico e impositivo si dà un colpo ulteriore alla scuola, all' accessibilità per tutti". "Giovedì - ha aggiunto - la conferenza dei presidenti delle Regioni affronterà la questione e prenderemo le decisioni necessarie. Resta il fatto che tali iniziative, discutibili anche dal punto di vista della legittimità, sono veri e propri macigni sul percorso del federalismo". Critiche ai tagli "decisi dai ministri Tremonti e Gelmini" anche dal vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, secondo il quale costituiscono "una vera e propria macelleria sociale, un attacco alle fasce più deboli". Intanto, oggi, davanti al Senato, si svolgerà il sit-in promosso, tra gli altri, dai Cobas, prima delle iniziative che in tutta Italia culmineranno nello sciopero generale a Roma del 17 ottobre: "Ai senatori - spiega Piero Bernocchi, portavoce Cobas - mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tremendi tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario di lezione; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del ripristino della scuola libro Cuore, con grembiulini e bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da Consigli di amministrazione aziendale". Infine il Codacons ha dato vita al comitato "insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi in tutta Italia, e con l'obiettivo di far partire una azione collettiva contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133, come ieri a Salerno, mentre il ministro Brunetta ha dato i numeri dei precari in regola con la stabilizzazione: poco meno di 2.000 contro le stime finora fatte, che arrivavano anche a quota 50.000.

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Bonanni apre: Niente sciopero se convocati (sezione: Class action)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

SCUOLA. Scontro sulla manifestazione del 17 Bonanni apre: "Niente sciopero se convocati" ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si preparano ad una settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al Senato e finiranno con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele Bonanni, ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo, perchè chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola". "Ai senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi, "mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del ripristino della scuola "libro Cuore", con grembiulini e bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da cda aziendali". La Conferenza delle Regioni si riunirà giovedì suil tema. Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.

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SCUOLA. Scontro sulla manifestazione del 17 (sezione: Class action)

( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

Bonanni apre: "Niente sciopero se convocati" Ma i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas   ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si preparano ad una settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al Senato e finiranno con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele Bonanni, ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo, perchè chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola". "Ai senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi, "mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del ripristino della scuola "libro Cuore", con grembiulini e bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da cda aziendali". La Conferenza delle Regioni si riunirà giovedì suil tema. Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.  .

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Ma i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas (sezione: Class action)

( da "Arena.it, L'" del 13-10-2008)

Argomenti: Class Action

SCUOLA. Scontro sulla manifestazione del 17 Bonanni apre: "Niente sciopero se convocati" Ma i sindacati confermano la protesta. Oggi sit-in Cobas   ROMA Non si placano le polemiche sulla scuola, in particolare sugli ipotizzati nuovi tagli agli istituti più piccoli. Mentre i Cobas si preparano ad una settimana di proteste che inizieranno oggi con un sit-in al Senato e finiranno con lo sciopero e il corteo di venerdì a Roma, Raffaele Bonanni, ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Pronta la risposta della Cgil: "Le motivazioni per lo sciopero si confermano e anzi si rafforzano anche alla luce della chiusura di 4.000 scuole", ha detto Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc. Ma anche dalla Cisl Scuola arriva la conferma della protesta: "Contestiamo l'obiettivo del governo, perchè chiedere 8 miliardi vuol dire mettere in ginocchio la scuola". "Ai senatori" spiega il portavoce Cobas Piero Bernocchi, "mostreremo la totale opposizione del popolo della scuola pubblica ai tagli di posti di lavoro (200 mila), di scuole (tutte quelle con meno di 500 alunni), di orario; il rifiuto netto della riesumazione della novecentesca maestra unica e del ripristino della scuola "libro Cuore", con grembiulini e bocciature per la condotta; nonché della trasformazione delle scuole in Fondazioni private dirette da cda aziendali". La Conferenza delle Regioni si riunirà giovedì suil tema. Il Codacons ha dato vita al comitato "Insegnanti e genitori vittime della Gelmini", con 100 sedi e con l'obiettivo di far partire una "azione collettiva" contro la riforma. Anche sul versante università le acque sono agitate. I ricercatori continuano a protestare negli atenei contro i tagli della legge 133 a fondi e precari.  .

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La rivincita realistica (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-10-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-14 - pag: 5 autore: DALLA PRIMA La rivincita realistica L'eccesso di debiti indotto da denaro a basso costo, il trend insostenibile del mercato immobiliare, la rischiosità strutturale del sistema finanziario, gli effetti perversi delle assicurazioni sui default. Gli interventi che agiscono solo sui sintomi sono controproducenti: salvare solo alcune banche ha distrutto la fiducia e il piano Paulson ha provocato i collassi delle Borse rendendo reali le perdite teoriche. Perché allora la politica si è occupata dei sintomi e non delle cause della crisi? In parte per un'oggettiva difficoltà a rinnegare i benefici passati del mercato così come lo conoscevamo, in parte perché una cultura di governo subalterna ai poteri finanziari tende a tutelare quei poteri. Non è un caso che l'intervento pubblico nel capitale delle banche sia partito dall'Europa e non da Washington dove prevalevano i conflitti di interesse tra Amministrazione e Wall Street. Ma perché tanto ritardo? Come avrebbe detto von Mises, non esiste un'alternativa al mercato come meccanismo sociale che aggrega le informazioni sull'agire economico e le rivela pubblicamente sotto forma di prezzi. Così gran parte delle autorità pubbliche sono rimaste prive di informazioni affidabili fino a che lo stesso mercato non le ha rivelate nella forma di una crisi già conclamata. Il mercato infatti svolge la funzione di evidenziare anche i propri errori (paradossalmente soprattutto con gli strumenti derivati) cosicché, quando crescerà la pressione per regolarlo, ci si dovrà preoccupare di non legargli troppo le mani, ma piuttosto di disperderne alcune oscurità finanziarie e dipanarne i molti conflitti di interesse, per rendere trasparente la sua funzione informativa. Le autorità potranno reagire ai segnali di crisi più rapidamente, avendo imparato che più tardi lo faranno, più alti sarannoi costi per la collettività. L'altra ragione per cui si è agito in ritardo è che di fronte a mercati finanziari globali la risposta nazionale è inservibile. Bisogna come minimo coordinare le risposte e agire congiuntamente, ma in assenza di istituzioni già pronte, la difficile ripartizione dei costi implicita nell'azione collettiva – Angela Merkel aveva valutato solo dieci giorni fa che il 25% dei costi europei dei salvataggi bancari avrebbero fatto capo ai contribuenti tedeschi –avviene solo quando si è sull'orlo del burrone. L'iniziativa dell'Eurogruppo dimostra inoltre che esiste una relazione tra impegno politico e capacità d'azione. Difficilmente sarebbe stato possibile reagire a livello di Unione a 27, con priorità troppo divergenti. Forse sarebbe stato impossibile anche senza la preliminare consultazione franco- tedesca. In ogni caso gli Stati hanno riscoperto la loro forza nei confronti dei mercati proprio quando ognuno di essi ha riconosciuto la propria solitaria debolezza. La lezione della crisi è dunque che i poteri pubblici sono in grado di governare i fenomeni globali, ma solo trasformando se stessi: creando ambiti di decisione sovranazionale, e sfruttando il funzionamento ordinato dei mercati con un comportamento trasparente di fronte ai cittadini. Non si tratta di lezioni teoriche. Comunque vadano i mercati, nelle prossime settimane avremo a che fare con le conseguenze recessive della crisi. Anche se contabilmente gli interventi sul capitale delle banche non modificano l'indebitamento degli Stati, i margini finanziari dei Governi si ridurranno in una fase di calo dell'economia in cui non sarà facile, dopo anni di "razionalizzazioni", spiegare ai nuovi disoccupati che la responsabilità della crisi è di anni di "follie" finanziarie. Nonostante i vincoli imposti dai Governi nei salvataggi, le banche ridurranno il credito all'economia per evitare nuove perdite e una maggior necessità di capitali o un ritardo nel recupero degli azionisti privati. Molti Paesi, tra cui quelli anglosassoni, rischiano una severa recessione e tutto il mondo ne risentirà. Le ragioni per iniziative coordinate non sono affatto finite ieri. Al contrario quelle ragioni si sono rafforzate e l'Europa è nella condizione di farle valere. Carlo Bastasin carlo.bastasin@ilsole24ore.com.

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"Provincia faccia gara per un nuovo servizio di trasporto pubblico" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Class Action

TORTONA. APPELLO DEL COMUNE "Provincia faccia gara per un nuovo servizio di trasporto pubblico" L'amministrazione comunale ha chiesto alla Provincia di convocare un vertice con gli altri Comuni serviti dall'Arfea per fare il punto sulla situazione del trasporto pubblico locale e decidere quale linea d'azione adottare per risolvere i problemi nell'interesse degli utenti. "La situazione del trasporto pubblico locale - dice il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Pierpaolo Cortesi - è degenerata. Benchè da venerdì il trasporto pubblico abbia una parvenza di normalità, i disagi per gli utenti sono gravissimi. Il disservizio provocato dall'Arfea ha ricadute soprattutto sulle fasce meno protette della popolazione". Cortesi sottolinea, inoltre, come il trasporto pubblico locale abbia elevati costi per la collettività. "Occorre assumere decisioni e provvedimenti - dice - per assicurare il regolare svolgimento del servizio. La Provincia deve avviare al più presto la gara per il nuovo servizio di trasporto pubblico locale. Chiediamo che convochi le amministrazioni comunali interessate per esaminare la situazione e concertare la linea d'azione da adottare per risolvere le problematiche del trasporto pubblico nell'interesse degli utenti". Per cercare di migliorare la mobilità degli utenti in ambito urbano e frazionale, il Comune di Tortona, in collaborazione con l'Arfea, ha attivato da aprile quattro nuove linee urbane, ma il servizio spesso non funziona a dovere specialmente alla frazione Vho dove, dal 17 settembre, è ripartito il servizio privato di minibus con la ditta Fossati di Tortona finanziato dalla Soms Vhoese. "Secondo la convenzione - spiega Cortesi - tutto ciò che è trasporto pubblico deve passare attraverso l'Arfea finché la Provincia non darà il via alla gara per il nuovo servizio". \.

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ALIMENTARE: ADICONSUM, PRONTI A COSTITUIRCI PARTE CIVILE CONTRO GALBANI (sezione: Class action)

( da "Asca" del 14-10-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 14 ott - ''La denuncia nei confronti della Galbani e' gravissima. Un primario marchio dell'industria alimentare italiana ha violato in modo continuativo norme di sicurezza alimentare. La prima decisione che deve essere assunta e' ritirare i prodotti dagli scaffali''. E' quanto afferma in una nota l'Adiconsum. ''class="hilite">La Magistratura inoltre deve fare piena luce individuando tutte le responsabilita' che hanno permesso di mettere in commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura non destinati all'alimentazione. Adiconsum a sostegno della Magistratura valutera' la costituzione di parte civile e la possibilita' di una class="term">class class="term">action ai fini di un risarcimento''. res-dnp/mcc/bra.

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GALBANI, LA COOP RITIRA I PRODOTTI DAI NEGOZI (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)

Argomenti: Class Action

Galbani, la Coop ritira i prodotti dai negozi DANIELA LIMONCELLI Scadenze contraffatte sui formaggi Galbani? "I nostri prodotti sono assolutamente sicuri, faremo emergere la realtà dei fatti contro notizie non verificate" tuona l'azienda alimentare. E, subito, diffonde una "comunicazione per i consumatori" - che lampeggia anche sul suo sito - in cui ribadisce che la qualità dei prodotti - "confermata da oltre un milione e 400mila controlli annui" - e la salute dei clienti sono suoi "obiettivi primari". Ma questo certo non basta a frenare il ciclone. Via, subito, dai banconi di tutti i punti vendita della Coop centro Italia i mitici Galbanino, Bel Paese o Certosa. Corre a mille l'ansia dei consumatori. La miccia contro l'azienda alimentare è ormai esplosa, è stata accesa da una denuncia pubblicata sul quotidiano Repubblica: un gruppo di venditori e addetti allo stoccaggio del deposito di Perugia, si sostiene, hanno presentato un esposto contro la Galbani denunciando di essere "stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta". Crolla un mito. Tutti quei formaggi, tutti quei salumi che hanno cresciuto intere generazioni - e che ogni mamma fa fatica a credere non possano voler più dire "fiducia" - sono ritirati in un battibaleno dalla Coop in ogni parte d'Italia "in attessa dei risultati delle verifiche e a tutela dei consumatori". E via, subito, anche alle ispezioni di carabinieri dei Nas e Asl disposte dal ministero della Salute. "L'attività dei Nas è tempestiva" sottolinea il ministro Maurizio Sacconi. E il ministero specifica poi, che i Nas erano "già impegnati in ulteriori accertamenti sulle aziende che hanno intrattenuto rapporti commerciali con le ditte coinvolte nell'indagine sulla truffa dei formaggi disposta dalla procura di Cremona" e dall'inizio dell'anno i Nas hanno effettuato ben 1.223 ispezioni e chiuso 39 strutture nel settore lattiero-caseario "per motivi di salute pubblica". Cifre non confortanti. Dice il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: "È intollerabile che si perpetuino truffe che minano le certezze costruite con anni di lavoro e l'immagine del Paese". E il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia: "Chi commette questi reati va punito fino in fondo". Il ritiro della merce dagli scaffali? "Gli interventi prudenziali sono un bene, perché si fanno nel rispetto di azienda e salute dei cittadini". Il ciclone non si arresta di fronte al fatto che, per ora, non risulterebbe nessun fascicolo aperto alla procura di Perugia né tantomeno ci sarebbe traccia di un esposto dei dipendenti della sede perugina negli uffici giudiziari. Non sarebbero, poi, state riscontrate irregolarità dai Nas, ieri, nella gestione del magazzino della Galbani a ponte San Giovanni a Perugia. Nel frattempo, la Galbani corre ai ripari avviando "opportuni provvedimenti disciplinari" e intensificando i controlli di qualità sui prodotti". Quelli con le scadenze contraffatte? "Si riferiscono - fa sapere l'azienda - ad un episodio accaduto nel 2005, circoscritto alla condotta di un dipendente del deposito di Perugia, prontamente affrontato e risolto non appena emerso". E non sarebbero quindi partiti proprio da quel sito fin dal Duemila tonnellate di formaggi e salumi diretti in negozi di ogni parte del Paese con "etichette dal lifting rifatto", come avrebbero invece raccontato in un dossier i dipendenti. Ma i sindacati chiedono alla Galbani subito un incontro "per capire cosa stia succedendo, visto che da mesi - dice Ivan Comotti, Flai-Cgil - l'azienda è di continuo chiamata in causa in inchieste giornalistiche su prodotti scaduti". class="hilite">Adiconsum annuncia una "class="term">class class="term">action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".

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ALIMENTARE: ADICONSUM CISL UMBRIA VALUTERA' SE COSTITUIRSI PARTE CIVILE (sezione: Class action)

( da "Asca" del 15-10-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Perugia, 15 ott - ''Ritirare i prodotti dagli scaffali e fare piena luce accertando tutte le responsabilita'''; sono queste le richieste contenute in una dichiarazione del segretario generale regionale Adiconsum Cisl Umbria, Rodolfo La Sala riguardo alla vicenda Galbani. ''La denuncia nei confronti della Galbani e' gravissima. Un primario marchio dell'industria alimentare italiana - ha proseguito La Sala - ha violato in modo continuativo norme di sicurezza alimentare. La prima decisione che deve essere assunta e' quella di ritirare i prodotti dagli scaffali. La magistratura inoltre deve fare piena luce individuando tutte le responsabilita' che hanno permesso di mettere in commercio prodotti non conformi al fresco o addirittura non destinati all'alimentazione. Adiconsum, a sostegno della magistratura valutera' la costituzione di parte civile e la possibilita' class="hilite">di una class="term">class class="term">action ai fini di un risultato''. Nella vicenda Galbani a richiamare l'attenzione sul Codice etico dei lavoratori, sottoscritto al Congresso Fai di Parma nel 2001, e' stato anche il segretario generale regionale Fai Cisl Angelo Manzotti: ''Troppo spesso il settore alimentare e' interessato da frodi e scandali, dove la vicenda Galbani ne e' un esempio. Questo e' dovuto dal fatto che la filiera agroalimentare e' debole: la Fai Cisl da sempre punta a mantenere alto il valore del made in Italy, che rappresenta per il nostro territorio sia regionale che nazionale un eccellente biglietto da visita, nonche' un settore strategico per lo sviluppo economico''. Il codice etico, ha spiegato Manzotti in una nota, ''richiama un impegno diretto delle parti sociali in particolare degli occupati nella filiera produttiva e ambientale. Trovandosi al centro di queste tematiche la Fai Cisl ha investito sia in termini strategici che di responsabilita' sia con i propri associati che nella collettivita' piu' in generale. I punti salienti di questo documento sono: la responsabilita' verso l'associazione sindacale, se' stessi, i colleghi di lavoro, l'azienda, la societa', l'ambiente e i consumatori''. Gia' ieri sera la Galbani aveva respinto gli addebiti, facendo riferimento ad un caso di un dipendente nel 2005, nel deposito perugino, ed aveva diffuso nel suo sito Internet (stamane anche sul quotidiano nazionale che aveva scritto della presunta truffa dei formaggi scaduti) un avviso a pagamento, in cui la Societa', ribadisce la qualita' dei suoi prodotti, ''dall'approvvigionamento delle materie prime fino alla distribuzione del prodotto finito al consumatore''. red/map/bra (Asca).

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L'accusa: Google lucra sul typosquatting (sezione: Class action)

( da "Punto Informatico" del 15-10-2008)

Argomenti: Class Action

Roma - "Google guadagna quattrini grazie ai typosquatter": a dirlo è Ben Edelman, professore di Harvard in un dossier pubblicato sul McAfee Security Journal. Secondo il docente della prestigiosa università statunitense sarebbero milioni i siti fasulli riempiti dai link di Google AdSense. Non solo: gli spot pubblicati sui siti il cui indirizzo assomiglia soltanto a quello di siti celebri condurrebbero molto spesso proprio agli spazi web all'ombra dei quali sono cresciute queste pagine web fasulle. A guadagnarci, naturalmente, non è solo Google ma anche chi detiene il sito il cui dominio è quasi identico a quello originale: per ogni click effettuato su una pubblicità marchiata Google, un tot di denaro va a chi detiene il dominio e un tot va a BigG. A pagare però si ritrova l'inserzionista che, appunto, coincide spesso con chi detiene il dominio originale, poiché non è raro trovare tra gli indirizzi consigliati dal colosso di Mountain View proprio il sito originale. Oltre al danno, cioè, la beffa. I dati di diffusione di tali siti sono a dir poco impressionanti: secondo Edelman, solo negli USA si contano circa 80mila siti i cui indirizzi sono copiati da 2mila siti originali che generano un traffico notevole, come ad esempio i colossi del social networking MySpace e FaceBook. "Di sicuro sono moltissimi questi siti, sono milioni, e la stragrande maggioranza pubblica annunci Google" dichiara Edelman. Il meccanismo è molto semplice: quando un sito-clone decide di mettere su degli annunci pubblicitari, si affida ad agenzie che vendono i suoi spazi selezionando vari acquirenti, generalmente utilizzando Google e il suo AdSense for Domains, il più importante spazio per link pubblicitari. Una volta fatto ciò, tentano in tutti i modi di far sì che tra gli annunci compaia il link del sito originale in modo da spingere i visitatori a cliccare e a far fruttare denaro. Tutto ciò però secondo Edelman comporta una violazione del diritto d'autore a danno del sito originale, violazione effettuata con il tacito consenso di Google: stando a quanto riportato da Wired, class="hilite">Edelman avrebbe raccolto una schiera di avvocati e di rappresentanti di domini violati per preparare una class="term">class class="term">action tesa a dimostrare che Adsense for Domains di Google permette di perpetrare tali frodi, ottenendo anche un'udienza da parte di un giudice federale dell'Illinois in cui verrà chiesta l'autorizzazione per poter procedere legalmente nei confronti di BigG. Al momento nessun commento ufficiale sulla vicenda è giunto dai vertici di Mountain View, ma in una dichiarazione Maria Moran, uno degli avvocati di Google, definisce come erronee le deduzioni di Edelman. Google, sostiene il legale, non effettua alcuna azione illecita poiché si limita semplicemente a distribuire annunci pubblicitari di terze parti né avrebbe modo di sapere se e quando un determinato dominio infranga il copyright, né chi lo abbia registrato o se il titolare detenga o meno le licenze d'uso fornite dal titolare dei diritti. "Nonostante Google non abbia responsabilità" - continua Moran - "sta comunque provvedendo a rafforzare le politiche di protezione per tutelare chi detiene i diritti, eliminando prontamente ogni dominio truffaldino dal programma di AdSense appena ne giunga la richiesta dal legittimo proprietario". Vincenzo Gentile fonte immagine.

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DANIELA LIMONCELLI SCADENZE CONTRAFFATTE SUI FORMAGGI GALBANI? I NOSTRI PRODOTTI SONO ASSOL (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-10-2008)

Argomenti: Class Action

DANIELA LIMONCELLI Scadenze contraffatte sui formaggi Galbani? "I nostri prodotti sono assolutamente sicuri, faremo emergere la realtà dei fatti contro notizie non verificate" tuona l'azienda alimentare. E, subito, diffonde una "comunicazione per i consumatori" - che lampeggia anche sul suo sito - in cui ribadisce che la qualità dei prodotti - "confermata da oltre un milione e 400mila controlli annui" - e la salute dei clienti sono suoi "obiettivi primari". Ma questo certo non basta a frenare il ciclone. Via, subito, dai banconi di tutti i punti vendita della Coop centro Italia i mitici Galbanino, Bel Paese o Certosa. Corre a mille l'ansia dei consumatori. La miccia contro l'azienda alimentare è ormai esplosa, è stata accesa da una denuncia pubblicata sul quotidiano Repubblica: un gruppo di venditori e addetti allo stoccaggio del deposito di Perugia, si sostiene, hanno presentato un esposto contro la Galbani denunciando di essere "stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta". Crolla un mito. Tutti quei formaggi, tutti quei salumi che hanno cresciuto intere generazioni - e che ogni mamma fa fatica a credere non possano voler più dire "fiducia" - sono ritirati in un battibaleno dalla Coop in ogni parte d'Italia "in attessa dei risultati delle verifiche e a tutela dei consumatori". E via, subito, anche alle ispezioni di carabinieri dei Nas e Asl disposte dal ministero della Salute. "L'attività dei Nas è tempestiva" sottolinea il ministro Maurizio Sacconi. E il ministero specifica poi, che i Nas erano "già impegnati in ulteriori accertamenti sulle aziende che hanno intrattenuto rapporti commerciali con le ditte coinvolte nell'indagine sulla truffa dei formaggi disposta dalla procura di Cremona" e dall'inizio dell'anno i Nas hanno effettuato ben 1.223 ispezioni e chiuso 39 strutture nel settore lattiero-caseario "per motivi di salute pubblica". Cifre non confortanti. Dice il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: "È intollerabile che si perpetuino truffe che minano le certezze costruite con anni di lavoro e l'immagine del Paese". E il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia: "Chi commette questi reati va punito fino in fondo". Il ritiro della merce dagli scaffali? "Gli interventi prudenziali sono un bene, perché si fanno nel rispetto di azienda e salute dei cittadini". Il ciclone non si arresta di fronte al fatto che, per ora, non risulterebbe nessun fascicolo aperto alla procura di Perugia né tantomeno ci sarebbe traccia di un esposto dei dipendenti della sede perugina negli uffici giudiziari. Non sarebbero, poi, state riscontrate irregolarità dai Nas, ieri, nella gestione del magazzino della Galbani a ponte San Giovanni a Perugia. Nel frattempo, la Galbani corre ai ripari avviando "opportuni provvedimenti disciplinari" e intensificando i controlli di qualità sui prodotti". Quelli con le scadenze contraffatte? "Si riferiscono - fa sapere l'azienda - ad un episodio accaduto nel 2005, circoscritto alla condotta di un dipendente del deposito di Perugia, prontamente affrontato e risolto non appena emerso". E non sarebbero quindi partiti proprio da quel sito fin dal Duemila tonnellate di formaggi e salumi diretti in negozi di ogni parte del Paese con "etichette dal lifting rifatto", come avrebbero invece raccontato in un dossier i dipendenti. Ma i sindacati chiedono alla Galbani subito un incontro "per capire cosa stia succedendo, visto che da mesi - dice Ivan Comotti, Flai-Cgil - l'azienda è di continuo chiamata in causa in inchieste giornalistiche su prodotti scaduti". class="hilite">Adiconsum annuncia una "class="term">class class="term">action ai fini di un risarcimento" e chiede più accertamenti il Movimento di difesa del cittadino, Mdc: "Immettere sul mercato prodotti avariati - afferma Silvia Biasotto del Mdc - è un reato gravissimo. Mette a rischio la salute di tutti noi".

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Si discute di class action (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 16-10-2008)

Argomenti: Class Action

Auditorium Si discute di class action MACERATA - La Camera di commercio, in collaborazione con l'Università di Macerata, organizza una giornata di studio teorico-pratico sul funzionamento dell'azione collettiva risarcitoria, nota al pubblico con il termine anglosassone di "class action". L'obbiettivo condiviso tra i due Enti è tentare di superare i molti punti oscuri circa l'effettivo funzionamento di tale azione sia nell'ambito oggettivo che soggettivo, fornendo agli operatori del diritto, siano essi avvocati o magistrati, alle imprese, ai consulenti ed ai consumatori, un corretto inquadramento giuridico dell'istituto, nonché di rappresentare i punti di forza e di debolezza, le opportunità ed i vincoli della normativa in esame. L'incontro è previsto per venerdì 24 ottobre 2008 presso l'auditorium di San Paolo, Università di Macerata , alle ore 10.

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Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina V - Milano La mobilitazione Il "No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola Il corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli all'istruzione si è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti. Il montare della protesta nelle scuole e nelle università ha moltiplicato i punti di concentramento e diviso la manifestazione in vari spezzoni. La questura ha autorizzato tre cortei: quello degli studenti medi che si muoverà alle 9.30 da Largo Cairoli e arriverà al provveditorato in via Ripamonti. Quello delle maestre e dei genitori di Retescuole, sempre con arrivo in via Ripamonti ma con partenza da piazza Missori alle 10, e quello dei sindacati di base che si ritrovano in Cairoli alle 10 per sciogliersi in piazza Duomo dopo un comizio. Non sono autorizzati invece i cortei dei collettivi universitari, che partiranno di prima mattina dai vari atenei per poi convergere in piazza Cordusio e da lì unirsi agli studenti medi in Cairoli. I collettivi della Bicocca e della Statale si sono dati appuntamento alle 8 per un picchetto davanti all'ingresso di via Festa del Perdono, dove ci saranno anche i lavoratori dell'università. Sempre alle 8 si formerà lo spezzone che partirà da via Conservatorio, sede di Scienze politiche. Altri ritrovi sono in piazza Montanelli a Sesto San Giovanni, che ospita il corso in Mediazione culturale, e in via Brera, di fronte all'Accademia delle belle arti. Poi si annunciano "picchetti volanti, azioni dimostrative - annunciano i collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A complicare la geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle 7 degli attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da mesi, della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti, dove da anni è attivo l'Ambulatorio medico popolare. (l. b.).

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La terra non è piatta, l'economia che conta è quella reale e Napoli è sempre più nei guai (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

Economia reale Caro direttore, dato l'alto indebitamento delle imprese è inevitabile che ad una fase di stagnazione, in atto o prevista dagli operatori, corrisponda una riduzione dei valori della borsa più che proporzionale rispetto alla riduzione nella economia reale. Ciò è dovuto alla leva finanziaria (leverage) che produce utili per gli azionisti e valori delle azioni più che proporzionali rispetto ai miglioramenti dell'economia reale, ma è anche un'arma a doppio taglio che nei periodi di difficoltà e a causa del pesante indebitamento riduce di molto i risultati per gli azionisti e quindi il valore delle azioni. In un periodo di stagnazione della economia reale occorrerebbe individuare quale sia la riduzione dei valori di borsa coerente con la leva finanziaria, non illudendosi di poter recuperare il precedente livello borsistico prima che riparta l'economia reale ma neanche temendo crolli borsistici oltre misura che possono essere alimentati da tali timori. Saluti. Ascanio De Sanctis Roma Principi etici Caro direttore, due parole sole sul Papa che ha il coraggio di dirci che "la scienza non è in grado di elaborare principi etici". Ma se non era per gli scienziati stavamo ancora qui a morire di peste consolati dall'elaborato principio etico del castigo di dio. Oltretutto con la liceità del ricorso ai periodi infecondi dell'"Humanae Vitae" il magistero della Chiesa basa il suo principio etico dell'amore coniugale e della paternità responsabile (della maternità non si parla) su un "metodo scientifico". Ora il metodo Ogino-Knaus è del '28, la "Humanae Vitae" del '68. Benché io preferisca altri metodi più scientificamente sicuri, qui siamo di fronte a un evidente caso nel quale è la Chiesa a non essere in grado di elaborare principi etici e come al solito ha dovuto accoglierli e riconoscerli come necessari. Come quell'altro fatterello di non poco conto della terra piatta. Roberto Martina Napoli Caro Direttore, non immagina quanto sia deprimente ascoltare in più occasioni in giro per Napoli, ad esempio, seduti nei mezzi pubblici, nelle sale di attesa di studi medici, mentre si prende un caffè al bar oppure si è in fila in un ufficio postale o alle casse in un supermercato, un continuo malcontento sullo stato di salute della città. Basta un nulla per innescare la miccia e aprire colorati confronti che poi non portano a nulla, se non ad ingigantire le deludenti considerazioni, che ognuno di noi ha già riguardo le precarie condizioni sulla vivibilità cittadina. Ormai tutto ciò fa parte del nostro quotidiano e siamo in parecchi spesso a incuriosirci a questi capanneli, tentando a volte anche di dire la nostra. Ho notato, però, che con il passare del tempo e con l'accentuarsi degli aspetti negativi, questi momenti diventano sempre più esasperati. La gente è ormai stanca di convivere in un contesto in cui sembra che tutto vada a rotoli e che non ci sia nessuno che sappia prendere il bandolo della matassa. Si assiste ad un continuo rimbalzo di responsabilità, mancano punti di riferimento stabile laddove poi se ne materializza qualcuno durano il tempo di un giorno. Certo non siamo in una città da incubo, ma non ci siamo molto lontani. In molti prevale il pessimismo e la sfiducia nel domani. Insomma a tanti manca un progetto comune, cui credere per un futuro diverso e ricco di emozioni. Ritengo che in questo poi si traduca la vera sconfitta della nostra attuale amministrazione cittadina. In effetti, non è riuscita forse neanche per colpe tutte ad essa imputabili, a rendere esecutivi progetti di medio e lungo periodo, quelli intorno ai quali suscitare curiosità ed emozioni tra la gente comune. Andando in giro si respira inquietudini e diffidenza. Si continua a perseverare negli errori più elementari, come quelli di creare aspettative intorno a momenti a carattere solo mediatico come, ad esempio, l'ultima supergiunta che non ha ancora portato a nulla di percepibile all'occhio del cittadino. Questo è invece il solco da tracciare e lungo il quale provare a conquistare la fiducia dell'opinione pubblica. Occorrono certezze nelle risposte da dare al territorio, senza badare ad alcun equilibrio politico, ma prendendo esclusivamente a cuore l'interesse collettivo. In questo si traduce la vera sfida dell'attuale classe di amministratori pubblici se vuole poi realmente provarci, altrimenti è meglio per tutti che passi la mano. Nicola Campoli Napoli 17/10/2008.

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PREZZI: CODACONS ANNUNCIA CLASS ACTION CONTRO 8.000 SINDACI COMUNI (sezione: Class action)

( da "Adnkronos" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

NON HANNO ADOTTATO MISURE CONCRETE CONTRO IL CAROVITA ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Roma, 17 ott. - (Adnkronos) - Una nuova iniziativa legale sul fronte dei prezzi viene annunciata oggi dal Presidente Codacons, Carlo Rienzi, presente al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato come di consueto a Cernobbio dalla Coldiretti.

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LEGAMBIENTE DI NAPOLI PROMUOVE, PER LA PRIMA VOLTA IN'ITALIA, UN'AZIONE COLLETTIVA CIVILE (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

Legambiente di Napoli promuove, per la prima volta in'Italia, un'azione collettiva civile e penale contro i trafficanti di rifiuti che hanno avvelenato larghe zone della Campania con gli sversamenti illegali di scorie e fanchi di ogni tipo. L'iniziativa, che arriva all'indomani delle confessioni di numerosi pentiti, sarà presenta oggi nella sede dell'associazione in via Miroballo al Pendino.

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CAMPANIA: AL VIA CAMPAGNA LEGAMBIENTE CONTRO ECOMAFIE (sezione: Class action)

( da "Asca" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

(ASCA) - Roma, 17 ott - Circa 65mila tir carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia per sversare ben un milione e 300mila tonnellate di rifiuti nella sola discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi da Gaetano Vassallo, oggi collaboratore di giustizia. Un fotogramma questo per inquadrare 14 anni di mattanza in Campania dove si e' realizzato uno tra i piu' gravi disastri ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto. Con ''Pagateci il danno'', Legambiente si schiera in prima linea con tutti coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie, soprattutto nel settore dei rifiuti, nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e precisamente denunciate nei dossier sull'ecomafia realizzati da Legambiente sin dal 1994. Legambiente si costituira', appena sara' possibile, nel procedimento penale scaturito dalla dichiarazioni di Gaetano Vassallo e lo fara' coinvolgendo un ampio fronte di soggetti interessati dal fenomeno criminale, dai Comuni interessati dai siti abusivi di smaltimento ai referenti del settore agricolo e turistico, a tutti i cittadini che in tanti modi hanno pagato sulla propria pelle ''la colpa'' di vivere in queste zone. Per rendere concreta l'operazione, class="hilite">come una sorta di ''class="term">class class="term">action'', l'associazione ambientalista mettera' a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorita' giudiziaria. res-map/sam/rob (Asca).

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Campania/ Legambiente: Campagna 'Pagateci i danni' contro (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

Ecomafie Parte civile in processo nato da dichiarazioni pentito Vassallo postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 ott. (Apcom) - Chiederanno un 'risarcimento danni' sia in sede penale che civile gli avvocati e i volontari di Legambiente, che annuncia "una grande azione legale, corale e organizzata, per dare voce a tutte le persone che hanno subito danni morali, biologici ed economici a causa dei traffici illeciti dei rifiuti che hanno avvelenato i terreni, le acque, l'aria, gli animali e i cittadini della Campania". L'associazione ambientalista infatti si "costituirà, appena sarà possibile, nel procedimento penale scaturito dalla dichiarazioni di Gaetano Vassallo, che hanno riavviato le inchieste sul disastro ambientale "ripartendo da ciò che Legambiente aveva denunciato 14 anni fa, e cioè che la Campania era diventata la grande pattumiera d'Italia, che c'era in atto un patto scellerato tra politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per gestire la torta dei rifiuti urbani e industriali". Per rendere concreta l'operazione, class="hilite">come una sorta di 'class="term">class class="term">action', Legambiente annuncia che "metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria. Circa 65mila Tir carichi di veleni - ricorda l'associazione - hanno attraversato mezza Italia per sversare circa 1 milione e 300mila tonnellate di rifiuti solo nella discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi da Gaetano Vassallo". Con 'Pagateci il danno', "campagna nazionale contro l'ecomafia e chi ha avvelenato la Campania con i traffici e gli smaltimenti illegali di rifiuti", Legambiente lancia quindi "una grande mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale; un invito alla società civile affinché contribuisca con la propria adesione alla riuscita della prima vera azione collettiva contro chi ha deliberatamente devastato un territorio e danneggiato, in alcuni casi irrimediabilmente, l'ambiente e l'economia ma soprattutto la salute dei cittadini abitanti delle aree inquinate".

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Prezzi: il Codacons annuncia mega class action contro 8.000 sindaci dei comuni di tutta Italia (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

(17/10/2008 15:16) | (Sesto Potere) - Roma - 17 ottobre 2008 - Una nuova iniziativa legale sul fronte dei prezzi viene annunciata oggi dal Presidente Codacons, Carlo Rienzi, presente al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato come di consueto a Cernobbio dalla Coldiretti. Tra i responsabili del carovita si sono sempre citati i commercianti, le lobby, lo Stato, le compagnie petrolifere, le assicurazioni le banche, la grande distribuzione, ecc., ma non si è mai parlato delle responsabilità in capo si sindaci dei vari comuni d'Italia. Costoro, infatti, pur potendo intervenire per sostenere i bilanci delle famiglie, ridurre i prezzi o incentivare i consumi, attraverso delibere comunali ad hoc e grazie all'autonomia che il nostro ordinamento gli consente, poco e niente hanno fatto nel corso degli anni, concorrendo al depauperamento del potere d'acquisto dei cittadini da loro governati. Basti pensare che l'art. 54 del DPR 24 luglio 1977 n. 616, stabilisce che: Sono attribuite ai comuni le funzioni amministrative relative: a) alla vigilanza sulla applicazione dei provvedimenti in materia di regolamentazione dei prezzi al consumo; b) alla istituzione e regolamentazione dei mercati per il commercio al minuto; c) all'impianto ed alla gestione dei mercati all'ingrosso dei prodotti ortoflorofrutticoli, del bestiame,delle carni e dei prodotti ittici, ad eccezione dei mercati alla produzione; In particolare da parte dei sindaci una misura, davvero importante sul fronte del carovita e di semplice realizzazione pratica, è mancata in tutti questi anni: la vendita diretta produttore-consumatore nel settore dell'ortofrutta. "Il Sindaco di un comune - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - è responsabile dell'organizzazione e della realizzazione dei mercati comunali. Questa sua funzione gli consente il potere di aprire anche solo la domenica, come richiesto più volte dal Codacons e da tutte le associazioni degli agricoltori, i mercati rionali per la vendita diretta di frutta e verdura dal produttore al consumatore. Un provvedimento che, tranne rarissimi comuni, è sempre mancato, ed ha impedito un risparmio medio pari a circa 200 euro annui a famiglia e soprattutto ha impedito di innescare la virtuosa concorrenza '. Proprio in relazione a questo mancato risparmio in favore delle famiglie, l'ufficio legale del Codacons sta preparando class="hilite">una diffida e una successiva class="term">class class="term">action contro i Sindaci, e saranno raccolte le firme dei cittadini proprio nei mercati, per avviare il primo gennaio una mega class="term">class class="term">action contro i sindaci degli 8.000 comuni d'Italia i quali, non aprendo nel giorno di riposo domenicale i mercati rionali, hanno impedito la vendita diretta da parte dei produttori agricoli dei generi ortofrutticoli, contribuendo così al rialzo dei prezzi, al prosperare della speculazione della filiera dei distributori e grossisti, con la conseguenza dell'impoverimento dei consumatori e della crisi dei consumi. Intanto domani il Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, e le associazioni dei consumatori, accogliendo la proposta lanciata già anni fa dal Codacons, presenteranno i "mercati diretti' con prezzi inferiori del 30% rispetto la media nazionale. Si tratta di una convenzione stipulata tra agricoltori e consumatori, spiega il Codacons, grazie alla quale i cittadini potranno acquistare direttamente dai produttori generi ortofrutticoli a prezzi inferiori del 30% rispetto alla media nazionale risultante dalle rilevazioni del servizio "Sms consumatori'.

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Parte la campagna di Legambiente per un'azione legale collettiva contro l'ecomafia in Campania (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

(17/10/2008 16:06) | (Sesto Potere) - Roma - 17 ottobre 2008 - Circa 65mila tir carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia per sversare ben un milione e 300mila tonnellate di rifiuti nella sola discarica Schiavi di Giugliano, una delle otto discariche, poste tra le province di Napoli e Caserta, per anni gestite in nome e per conto dei Casalesi da Gaetano Vassallo, oggi collaboratore di giustizia. Un fotogramma questo per inquadrare 14 anni di mattanza in Campania dove si è realizzato uno tra i più gravi disastri ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto. Con “Pagateci il danno”, Legambiente si schiera in prima linea con tutti coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie, soprattutto nel settore dei rifiuti, nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e precisamente denunciate nei dossier sull'ecomafia realizzati da Legambiente sin dal 1994. Una grande azione legale, corale e organizzata, per dare voce a tutte le persone che hanno subito danni morali, biologici ed economici a causa dei traffici illeciti dei rifiuti che hanno avvelenato i terreni, le acque, l'aria, gli animali e i cittadini della Campania. Una grande mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale; un invito alla società civile affinché contribuisca con la propria adesione alla riuscita della prima vera azione collettiva contro chi ha deliberatamente devastato un territorio e danneggiato, in alcuni casi irrimediabilmente, l'ambiente e l'economia ma soprattutto la salute dei cittadini abitanti delle aree inquinate. Le recenti dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo, hanno ora riavviato le inchieste sul disastro ambientale ripartendo da ciò che Legambiente aveva denunciato 14 anni fa, e cioè che la Campania era diventata la grande pattumiera d'Italia, che c'era in atto un patto scellerato tra politici, imprenditori, funzionari pubblici, faccendieri e camorristi, per gestire la torta dei rifiuti urbani e industriali. Cave, terreni agricoli, fiumi, torrenti si stavano velocemente riempiendo di veleni d'ogni tipo, sotto gli occhi di tutti. E le denunce di Legambiente delineavano già allora con precisione gli scenari presenti e futuri, svelavano intrecci, connivenze, facevano nomi e cognomi dei responsabili di uno tra i più gravi disastri ambientali, economici e sociali che il nostro Paese abbia mai visto. Legambiente quindi si costituirà, appena sarà possibile, nel procedimento penale scaturito dalla dichiarazioni di Gaetano Vassallo e lo farà coinvolgendo un ampio fronte di soggetti interessati dal fenomeno criminale, dai Comuni interessati dai siti abusivi di smaltimento ai referenti del settore agricolo e turistico, a tutti i cittadini che in tanti modi hanno pagato sulla propria pelle “la colpa” di vivere in queste zone. Per rendere concreta l'operazione, come una sorta di “class="hilite">class="term">class class="term">action”, Legambiente metterà a disposizione avvocati e volontari che raccoglieranno le adesioni e le segnalazioni da parte di cittadini, amministrazioni locali e imprese in tutti i Comuni interessati dai traffici raccontati da Gaetano Vassallo e riscontrati dall'autorità giudiziaria. Per ogni adesione saranno verificate le effettive condizioni che consentono, in base al codice di procedura penale, di essere riconosciuti nel ruolo di parte civile e/o di avviare una causa di risarcimento danni in sede civile. Si tratta, insomma, di un'iniziativa pubblica di interesse nazionale che costituirà la base di partenza per una mobilitazione civile contro ogni forma di criminalità ambientale. “Occorre riprendersi la dignità violata da tanti, troppi, anni di inerzia, opportunismi e collusioni d'ogni risma consumati sulla pelle dei cittadini e dell'ambiente – ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità dell'associazione - . Proviamo a cominciare da qui, da un moto popolare di rivendicazione di diritti fondamentali che si spera trovino giustizia, oggi, almeno nelle aule dei tribunali”. E non è un caso che questa grande campagna nazionale contro l'ecomafia, parta dalla Campania, la regione che per il 14° anno consecutivo si conferma leader a livello nazionale per il numero di reati ambientali: nel 2007 sono stati bene 4.695 gli illeciti accertati (+56% rispetto al 2006), in media tredici reati al giorno, uno ogni due ore. 3289 sono le persone denunciate o arrestate (+16% rispetto al 2006) e ben 1.463 sequestri effettuati. O' sistema illegale è gestito da ben 75 clan, che hanno il monopolio sul ciclo del cemento, rifiuti e racket degli animali. E in testa alla classifica nel ciclo dei rifiuti non poteva che esserci sempre la Campania, con un “sistema” perverso di gestione illegale di rifiuti urbani e speciali che ha impressionato il mondo intero per le sue conseguenze disastrose. Solo nel 2007 sono state individuate ben 222 discariche abusive, accertate 613 infrazioni (+36% rispetto al 2006), 575 le persone denunciate e arrestate e 296 sequestri effettuati. Grazie all'introduzione del delitto ambientale di organizzazione di traffico illecito di rifiuti (ex art 53bis decreto Ronchi oggi art260 del codice dell'ambiente) dal 2002 ad oggi in Campania sono stati arrestati ben 189 trafficanti, 346 le persone denunciate e oltre 92 le aziende implicate con il coinvolgimento di sette procure a livello regionale. Per non parlare della “catena montuosa” dei rifiuti scomparsi: in Italia, in nove anni risultano scomparsi nel nulla 143milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Montagne di rifiuti certamente prodotti ma di cui non si ha notizia né per le attività di recupero, né di corretto smaltimento. “E chissà se una buona parte di questi rifiuti, inghiottiti dal nulla, non siano stati smaltiti nella nostra regione e trasformati in oro dalla Rifiuti S.p.a - ha commentato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - Nelle terre dell'ecomafia è avvenuto un vero e proprio ecocidio premeditato, ma ora dobbiamo dire basta e impegnarci affinché il danno sia ripagato. “Pagateci il danno” è quindi una battaglia di legalità per e con i cittadini, mentre alla politica - ha concluso Buonomo – chiediamo di non perdere altro tempo e di approvare in tempi brevi l'introduzione del delitto ambientale nel codice penale.” Il primo atto di questa iniziativa legale è rappresentato dalla cosiddetta istanza di conoscenza di fase e stato del procedimento che Legambiente ha già depositato presso la Procura della Repubblica di Napoli, anticipando la sua intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale scaturito dalle dichiarazioni rese da Gaetano Vassallo. La seconda azione sarà la richiesta nel giudizio penale del risarcimento del danno derivante dal reato (art. 74 cpp) attraverso la costituzione di parte civile. Legambiente ha quindi avviato la verifica relativa alla possibilità di agire anche in sede civile, al fine di ottenere un più congruo risarcimento dei danni e in base alle conseguenti considerazioni l'associazione promuoverà l'azione di risarcimento danni in sede civile una volta che saranno noti i reati specifici contestati agli indagati e, quindi, i relativi tempi di prescrizione. Per aderire, segnalare, contribuire all'iniziativa, l'Osservatorio nazionale ambiente e legalità e Legambiente Campania hanno messo a disposizione due numeri di telefono (0686268372 e 081261890), attivi dalle 10,30 alle 18,00, dal lunedì al venerdì, ed è stato attivato un gruppo di avvocati e di volontari che cureranno la raccolta delle adesioni e l'avvio delle procedure previste per la costituzione in giudizio, come parte civile. Legambiente, anche sulla base delle informazioni che saranno acquisite dagli uffici giudiziari, individuerà i territori interessati dai fenomeni di smaltimento abusivo oggetto delle indagini e, quindi, le aree in cui vivono le parti offese (persone, imprese, associazioni, comuni etc.). Questo lavoro consentirà di individuare tutti i soggetti a cui offrire la possibilità di costituirsi avvalendosi dell'assistenza legale in tutte le fasi del giudizio. Legambiente rivolge quindi un appello a tutti gli avvocati, gli ingegneri ambientali e ai tecnici della Campania e non, che intendono impegnarsi in questa azione collettiva di risarcimento danni. Sarebbe un modo concreto per dimostrare il proprio impegno contro fenomeni criminali che rappresentano una vera e propria minaccia alla convivenza civile.

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Reggio a confronto sulla sussidiarietà (sezione: Class action)

( da "Emilianet" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

Coop&mondo Reggio a confronto sulla sussidiarietà E' uno strumento di crescita civile e politica per la collettività. Convegno ad ampio raggio con Antonella Spaggiari e Ivan Soncini REGGIO EMILIA, 17 OTT. 2008 - Sarà Antonella Spaggiari, presidente della Fondazione Pietro Manodori, ad aprire il convegno su "Sussidiarietà, un altro nome della libertà", in programma sabato 18 ottobre nell'Aula Magna "Pietro Manodori" dell'Università di Modena e Reggio Emilia. L'iniziativa, promossa da Compagnia delle Opere, Confcooperative, Legacoop, Cooperativa sociale "Madre Teresa", Boorea, Consorzio Oscar Romero, Istituto paritario "Vladimiro Spallanzani" e Fondazione per la sussidiarietà, si avvale del patrocinio della Camera di Commercio di Reggio Emilia, ed è finalizzata ad approfondire un tema sottolinea Giancarlo Staccia di Compagnia delle Opere "al quale si lega profondamente qualsiasi possibilità di crescita culturale, civile e politica della città, con riflessi che si estendono in modo diretto anche ad un più esteso incremento della qualità del tessuto sociale". "Proprio nella sussidiarietà sottolinea Staccia troviamo l'espressione di persone e formazioni sociali che sanno mobilitarsi per rispondere ai bisogni tanto dei singoli che della collettività. E' un principio fondante per ogni società che voglia mettere al centro della propria azione il rispetto della dignità della persona, favorendo l'assunzione di responsabilità di chi desidera spendersi per il bene comune." "Ecco perché conclude Staccia - parlare di sussidiarietà significa anche parlare di libertà: libertà di organizzarsi per creare opere ed iniziative capaci di costruire risposte più adeguate ai reali bisogni di tutti." Il tema della sussidiarietà (cosa è e quali implicazioni comporta) sarà affrontato da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà (e tra l'altro autore di un saggio uscito nella collana "Punto di fuga" di Guerini e Associati), al cui intervento si affiancheranno alcune testimonianze sul valore della sussidiarietà come strumento praticato e praticabile. Tra queste esperienze, quella di Maria Iotti (presidente della Cooperativa sociale "Madre Teresa", impegnata a fianco delle donne sole con minori in difficoltà), Ivan Soncini (presidente di Boorea), Mauro Ponzi (presidente del Consorzio "Oscar Romero") e Giuliano Romoli (preside dell'Istituto paritario "Vladimiro Spallanzani"). I lavori sono in programma sabato 18 ottobre nell'Aula Magna dell'Università (Viale Allegri, 9) con inizio alle 10,30.

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UNIVERSITA': MILANO, COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE (sezione: Class action)

( da "Agi" del 17-10-2008)

Argomenti: Class Action

R&S UNIVERSITA': MILANO, COLLETTIVI MOBILITATI FINO A RITIRO LEGGE (AGI) - Milano, 17 ott. - I collettivi degli studenti universitari milanesi hanno deciso una mobilitazione permanente con l'obiettivo di far "ritirare" il decreto Gelmini. Alla facolta' di Scienze politiche della Statale di Milano si e' da poco conclusa l'assemblea dei collettivi studenteschi delle universita' milanesi che hanno aderito al "No Gelmini Day" di questa mattina. Assemblea a microfono aperto per gli studenti del collettivi di Scienze Politiche, Mediazione culturale, Accedemia di Brera, ma anche Politecnico, Biccocca e Festa del Perdono che, una volta arrivati sotto la sede del provveditorato in via Ripamonti, dopo aver sfilato per le vie della citta' insieme a studenti di scuole superiori, insegnanti e genitori di primarie e medie inferiori, hanno fatto rientro alla Facolta' di Scienze Politiche per decidere le prossime tappe della mobilitazione. Gli studenti sono entrati nel cortile della facolta' con un camioncino, sopra lo striscione simbolo del corteo di stamattina: "Gelmini e Tremonti e' solo l'inizio". All'ingresso: "Scienze Politiche: contro la Gelmini si inizia qui". "Siamo in stato di agitazione permanente - spiega Leon, uno degli animatori della protesta, del collettivo Scienze Politiche - non ci fermeremo finche' non ritireranno la legge. A Parigi lo hanno fatto e sono partiti quando la legge era gia' passata". Niente strategie di occupazione ma una "mobilitazione che verra'' decisa di giorno in giorno - spiegano - faremo assemblee, lezioni nei parchi, azioni di disturbo delle lezioni, occuperemo le aule...". Gia' lunedi' 20, sono previste iniziative all'accademia di Brera e martedi' 21, contro i tagli inseriti nella legge 133 del 2008, gli Stati generali d'Ateneo all'universita' statale a partire dalle 9.30 nell'aula magna di via Festa del Perdono. (AGI).

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La pagella dei treni in fvg: sporchi e lenti e i pendolari fanno causa alle ferrovie (sezione: Class action)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Class Action

Ecco i risultati del questionario sull'efficienza del servizio. Annunciata in gennaio la "class action" dei viaggiatori per il risarcimento danni Il presidente Claut: "C'è molta insoddisfazione tra gli utenti anche per i costi dei biglietti" La pagella dei treni in Fvg: sporchi e lenti E i pendolari fanno causa alle Ferrovie di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Treni sporchi e in ritardo. Pendolari costretti a viaggiare in piedi, vagoni poco sicuri soprattutto di notte, biglietti che costano troppo. Continuano i soliti disagi subiti da chi viaggia ogni giorno in treno per motivi di lavoro o di studio. Lo mette in evidenza il risultato di un questionario distribuito dal Codacons del Friuli Venezia Giulia tra i pendolari che quotidianamente transitano sulla Udine-Pordenone. Gli intervistati sono critici, basta analizzare le risposte date alla prima domanda. Il giudizio sulla puntualità di Trenitalia viene definito "pessimo" o "insufficiente" da quasi la metà degli intervistati, è solo sufficiente invece per oltre 400 persone. I cronici ritardi dei treni vengono confermati da chi ogni giorno frequenta le stazioni ferroviarie. E proprio per i disagi che vengono subiti dai viaggiatori il Codacons si sta organizzando per avviare, da gennaio, azioni legali collettive per la richiesta di risarcimento danni, la conosciuta "class action". Lo fa sapere il presidente regionale del Codacons Vitto Claut che sottolinea "la scontentezza generale" tra i pendolari, che vedono il costo dei biglietti lievitare ma come controparte non trovano servizi adeguati. "Stiamo pensando ad azioni collettive per tutelare i viaggiatori", conferma l'avvocato del Codacons. L'associazione che tutela i consumatori mette in evidenza alcune delle risposte date dai viaggiatori e punta il dito anche sui costi dei biglietti. Se da Pordenone si vuole andare a Trieste è bene sapere che è meglio fare due ticket, uno da Pordenone a Udine (costo 3,65 euro), l'altro per la tratta Udine-Trieste (6,70): due biglietti costano meno di uno complessivo, cioè 10,35 euro anziché 10,55. Gli esempi incredibili continuano. Costa meno andare da Udine a Conegliano - 4,25 euro - piuttosto che da Udine a Sacile - 5,20 euro -, che notoriamente è piú vicino. Insomma, chi da Udine va a Sacile risparmia un euro se fa il biglietto per Conegliano. Tra i pendolari c'è poi chi ha qualcosa da dire sui posti a sedere, quasi appiccicati, "non c'è spazio per le gambe", dicono. Secondo il Codacons, Trenitalia potrebbe prendere spunto dall'iniziativa dell'associazione per organizzarne un'altra insieme e fare un'indagine per confrontare e approfondire ancora quali sono i disagi piú frequenti per i pendolari. Un mese fa il Codacons ha distribuito 1.500 questionari tra i pendolari della Udine-Pordenone e le risposte sono state 1.175. Secondo i risultati, i ritardi nella media di un mese sono almeno tre per 265 viaggiatori, ma per la maggioranza, cioè 335 persone, sono addirittura 10 ogni mese, e per 210 viaggiatori sono ancora di piú. È invece appena sufficiente il giudizio dato per quanto riguarda i posti a sedere. In centinaia hanno risposto che in un mese molte volte non hanno trovato un posto libero. C'è poi la nota diolente dell'igiene delle carrozze. Il giudizio sulla pulizia dei treni è pessimo per 380 viaggiatori, insufficiente per 365, sufficiente per 280, dicreto per 95 e buono per 60 persone. E c'è chi ritiene di aver trovato il treno sporco piú di dieci volte al mese, insomma quasi a giorni alterni. Ci sono poi anche gli appunti lasciati dai viaggiatori che sottolineano la sporcizia in particolare nei bagni, i bagagli lasciati in mezzo ai corridoi senza alcun intervento dei controllori per fare spostare le valigie che intralciano, l'assenza di sorveglianza.

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ENRICA PROCACCINI TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI IN CAMPANIA, PARTE L'AZIONE COLLETTIVA DI RISARCI (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-10-2008)

Argomenti: Class Action

ENRICA PROCACCINI Traffico illecito dei rifiuti in Campania, parte l'azione collettiva di risarcimento danni in sede civile e penale promossa da Legambiente. Ieri mattina, il primo step dell'iniziativa legale. L'avvocato Francesco Dodaro ha depositato presso la Procura della Repubblica di Napoli la cosiddetta "istanza di conoscenza di fase e stato del procedimento". Secondo passo: Legambiente si costituirà parte civile nel procedimento penale scaturito dalle dichiarazioni di Gaetano Vassallo, il collaboratore di giustizia che per anni ha gestito per conto del clan dei Casalesi i traffici illegali di rifiuti tra Napoli e Caserta. "Con la campagna "Pagateci il danno" - spiega Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania - ci schieriamo con tutti coloro che negli anni hanno dovuto subire gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie, nonostante molte delle operazioni illegali fossero note alle istituzioni e denunciate dai nostri dossier". Mano tesa ai Comuni, sede dei siti abusivi di smaltimento, alle imprese, in particolare dei settori più colpiti, agricolo e turistico, e ai cittadini. "Abbiamo costituito un pool di avvocati e volontari - aggiunge Enrico Fontana, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità dell'associazione - che raccoglieranno le adesioni. Per ciascuna richiesta, saranno verificate le condizioni che consentono di essere riconosciuti nel ruolo di parte civile e di avviare una causa di risarcimento danni". Legambiente assicura assistenza legale, gratuita, in tutte le fasi del giudizio. E da ieri sono attive le due linee telefoniche (0686268372 e 081261890) dedicate alla nuova campagna. Ma anche a nuove segnalazioni. "Oggi non ci sono più i grandi camion che vengono a scaricare rifiuti tossici - dice Raffaele Del Giudice, direttore di Legambiente Campania, noto per la sua partecipazione al documentario di denuncia Biùtiful cautri -: ci pensano i furgoncini che conoscono meglio il territorio". Tra le nuove aree prese di mira dagli ecomafiosi, l'agro noverino-sarnese, l'alta piana del Sele e la provincia di Salerno.

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