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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CLASS ACTION” |
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La
politica è in crisi E cresce l'Italia dei think tank che ci faccio qui?
( da "Riformista,
Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di aggregare
e rappresentare gli interessi collettivi, si è ormai frammentata e
personalizzata in modo parossistico. Sono scomparsi i canali di formazione
politica e di produzione culturale un tempo attivi. Ognuno, oggi, corre per sé,
senza peraltro avere idee chiare su dove andare. E tutti, sciolti dalle antiche
reti di appartenenza, privati del sostegno delle vecchie ideologie,
Ddl
Sviluppo approvato dalla Camera, torna al Senato
( da "Reuters
Italia" del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per
finanziaria i fondi per l'editoria. Il ministro Claudio Scajola, in una nota,
definisce il provvedimento “storico, che contiene riforme fondamentali per la
modernizzazione del Paese e del sistema produttivo ed è un contributo
importante al superamento della crisi e al riavvio della crescita"
Per
l'ennesima volta l'entrata in vigore delle class action ovvero delle azioni
civili col... ( da "Gazzettino, Il"
del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
entrata in
vigore delle class action ovvero delle azioni civili collettive a tutela dei
consumatori è stata rinviata, al momento, di sei mesi. Si sa che il nuovo
strumento giudiziario non è ben visto dagli industriali e dalle organizzazioni
specializzate nella distribuzione. Il motivo è intuitivo: si teme che l'azione
possa rivelarsi di micidiale efficacia nei loro confronti,
Ddl
Sviluppo, sì alla Camera Ora la parola passa al Senato
( da "Tempo,
Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
È stata poi
modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la
possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei
crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se
in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con
l'ultimo decreto "anti-crisi",
Sviluppo,
primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari
( da "Secolo
XIX, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action.
È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo
quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini
coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action,
anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio,
L'Italia
torna a giocare con le centrali nucleari
( da "Manifesto,
Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
pacchetto
«anti-crisi» esclude la possibilità di fare class action collettive contro i
crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al nucleare. Ora manca
un'ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi tutte gli articoli,
per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani energetici dell'italietta
atomica.
Robin
tax innalzata al 6,5% e class action non retroattiva
( da "Sole
24 Ore, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
esclusa la
possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei
crac finanziari del passato. L'entrata in vigore delle azioni collettive di
risarcimento è stata posticipata, con la manovra d'estate (Dl 78/09,annunciato
ieri in Gazzetta Ufficiale ma non ancora materialmente visibile fino alla tarda
serata di ieri), al primo gennaio 2010.
Più
rimborsi, raddoppia il deficit ( da "Corriere della Sera"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nucleare e
class action, sì della Camera ROMA Nel primo semestre dell'anno il fabbisogno
del settore statale raddoppia portandosi a circa 49,5 miliardi di euro contro i
23,9 dello stesso periodo dell'anno scorso. Parte della responsabilità è dovuta
allo slittamento al 6 luglio, dal 16 giugno, del versamento delle imposte da
parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore.
Per
gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi
( da "Corriere
della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettive
con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di
legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario,
calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni
nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono
relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione,
Nucleare
sempre più vicino E lo chiamano sviluppo
( da "Unita,
L'" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il ritorno
dell'Italia al nucleare, oltre a contenere norme che riguardano class action,
assicurazioni, contributi all'editoria e vecchi frigoriferi. Un decreto
omnibus, insomma, che il Pd ha già bocciato visto che azzera quel poco di
liberalizzazioni promosse in passato, torna ora al Senato per la quarta
(ultima?) lettura.
Nucleare,
assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo
( da "Messaggero,
Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Giovedì 02
Luglio 2009 Chiudi Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo Ora
dovrà tornare al Senato per l'approvazione definitiva prevista verso metà
luglio. Class action: rinvio al 2010
ROMA
Si avvicina il ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di legge sullo
sviluppo e l'int... ( da "Messaggero, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il
provvedimento riguarda molti temi: dalla class action rinviata al 2010 e non
più retroattiva alle modifiche in materia di assicurazioni, ai tetti antitrust
sul gas che non saranno prorogati. Sono stati superati alla Camera, con qualche
modifica, i rilievi avanzati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Dalla
Camera arriva il sì al nucleare e alla class action
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
CLASS ACTION
È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo
quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini
coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class
action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio,
Alitalia
bond, arrivano 26,3 centesimi ( da "Corriere.it"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettive
con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di
legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario,
calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni
nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono
relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione,
GIUSTIZIA,
Class action, UNC: ripensare norma
( da "HelpConsumatori"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
risarcitoria collettiva. Ieri, invece, la Camera dei Deputati ha votato il ddl
sviluppo che contiene la norma che introduce la class action nel nostro
ordinamento. La parola ora al Senato per la quarta lettura. "Non tutti i
mali vengono per nuocere", ha commentato Massimiliano Dona, Segretario
generale dell'Unione Nazionale Consumatori.
class
action contro il comunale - brunella torresin
( da "Repubblica,
La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
nella
stagione appena conclusa Class action contro il Comunale BRUNELLA TORRESIN Una
class action contro la Fondazione Teatro Comunale: la incoraggia il sindacato
Fials offrendo la tutela legale agli abbonati alla stagione lirica 2008-2009,
appena conclusa. Tutto ha inizio con la decisione della direzione del teatro di
non rimborsare la quota d´abbonamento relativa ai due titoli d´
class
action contro il comunale ( da "Repubblica, La"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Bologna CLASS
ACTION CONTRO IL COMUNALE (segue dalla prima di cronaca) è stato Lo stesso
Teatro a informare gli abbonati che in luogo del rimborso avrebbero potuto
usufruire di un «bonus» per l´acquisto di biglietti relativi ad altri
spettacoli. «In caso di cancellazione dello spettacolo è previsto il rimborso
dell´intero importo del biglietto,
sporcizia,
ritardi e stress "e ora risarcite i pendolari" - michele smargiassi
( da "Repubblica,
La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Se il
Parlamento approverà la class action, per Trenitalia l´orizzonte giudiziario si
fa grigio, «ci sono centinaia di cause già pronte a partire». A Cernobbio, lo
scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto
scusa ai pendolari per «il servizio non adeguato».
usa,
class action contro la bofa e l'italia è al palo
( da "Repubblica,
La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Pagina 37 -
Economia Usa, class action contro la BofA e l´Italia è al palo roma - Il
ministro dello Sviluppo, Scajola, ha detto ieri che l´Italia ha bisogno di
«riforme vere» e «non di lenzuolate», assestando così l´ultima picconata al
piano di liberalizzazioni del suo predecessore, Bersani.
Il
consiglio perde un pezzo di minoranza
( da "Corriere
delle Alpi" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione che
non ha precedenti e che ora pone un problema serio di governo e gestione del
consiglio comunale. «La volontà collettiva del comune di Arsiè ha scelto la
Lega Nord», afferma l'ex sindaco. «Se ci fosse stato un rapporto ragionevole di
voti, voleva dire che una consistente parte della popolazione non era d'accordo
su tale mandato e quindi l'
Sporcizia,
ritardi e stress "E ora risarcite i pendolari"
( da "Repubblica.it"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Se il
Parlamento approverà la class action, per Trenitalia l'orizzonte giudiziario si
fa grigio, "ci sono centinaia di cause già pronte a partire". A
Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo
Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per "il servizio non
adeguato".
I
Comuni virtuosi non fanno notizia
( da "Denaro,
Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
costruito un
percorso importante per la formazione individuale e collettiva e, soprattutto,
di avere piantato le radici della cultura della legalità, della inclusione
sociale, del superamento di ogni odiosa barriera etnica o religiosa, della
legittima aspirazione alla sicurezza, personale e sul territorio, nel tessuto
vivo di un corpo sociale che costituirà il collettivo dirigente,
Nuovo
film Harry Potter in sala 15/7. Atteso boom al botteghino
( da "Reuters
Italia" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di Mike
Collett-White LONDRA (Reuters) - Il maghetto Harry Potter sarà di nuovo nei
cinema a metà luglio con il sesto episodio della saga, e un altro grande
successo ai botteghini è previsto per la Warner Bros. "Harry Potter e il
principe mezzosangue" sarà nelle sale il 15 luglio, con promesse di grande
azione,
RISPARMIO.
Confconsumatori contro Standard & Poor's, al via nuova causa collettiva
( da "HelpConsumatori"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
al via nuova
causa collettiva 03/07/2009 - 13:12 Arriva la prima causa collettiva per il
risarcimento dei consumatori della Regione Emilia Romagna. A proporla è
Confconsumatori che oggi l'ha presentata in conferenza stampa presso la sua
sede a Bologna. La causa collettiva proposta è nei confronti della Standard
& Poor's,
Giovani
e politici negoziano il futuro Progetto che finisce diritto nella Rete
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sono bastati
per far sì le azioni siano già concretamente realizzate, ma si sono poste le
basi perché nuovi soggetti collettivi (i gruppi di giovani) e un soggetto
collettivo con nuova consapevolezza (la Commissione consigliare politiche
giovanili) continuino le azioni intraprese e ne sviluppino altre con modalità
sempre più democratiche e volte allo sviluppo della cittadinanza.
Terza
serata domani della rassegna teatrale di Arquà Polesine. A salire sul palco
alle 21.15, s... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ultimo Maggio
Arquatese e che il Collettivo Teatrale di Arquà ha voluto proporre attraverso
tre spettacoli ed una mostra - afferma il regista del gruppo teatrale
arquatese, Giorgio Libanore -. In quello che è stato un viaggio ideale che ha
seguito il viaggio dei migranti veneti verso le americhe (il recital «L'anima
sui cop» di Luciano Caniato),
Lehman
Brothers, a Bologna Confconsumatori presenta causa collettiva contro Standard
& Poor's ( da "Sestopotere.com"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
per il lavoro
ottenuto dalle sedi locali in Regione, ossia consentire ai consumatori in
attesa di una Class Action, di catalizzare in una sola azione giudiziaria
numerosi risparmiatori, consentendo di dare voce alle proprie sofferenze”. Le
sedi locali della Confconsumatori restano a disposizione per fornire
l?assistenza a chi ne avesse bisogno.
Codurelli/PD:
DDL Energia, ora torna al Senato ( da "Merateonline.it"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azzeramento
della class action, poliennalità delle polizze assicurative ed esproprio del
ruolo degli enti locali Il disegno di legge su Sviluppo ed Energia, approvato
in terza lettura alla Camera, ora approdato Senato, contiene numerose
negatività oltre a quanto già denunciato dalla sottoscritta sull?
L'Italia
vista dai think tank: da Crusoe a Tocqueville
( da "Riformista,
Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
o almeno di
cultura - bocconiana: nell'editoriale collettivo che celebra il settimo
compleanno del sito, si ringrazia il ministro Tremonti «di tante solerti
attenzioni. Vuol dire che ha paura del nostro giudizio. Non glielo faremo certo
mancare. Neanche per un giorno. Neanche per un'ora. Anche perché non siamo
certo noi i catastrofisti.
Argomenti: Class Action
Abstract:
normativa
sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di
Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa,
piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo
anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica
dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose»
ANCORA
non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
04-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
normativa
sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di
Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa,
piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo
anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica
dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose»
Da
piattaforma a partito "frame", ecco il congresso junior del Pd
( da "Foglio,
Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
idea di
costruire in questo paese dei partiti, dei collettivi politici cioè delle
classi dirigenti. Lioni: “Collettivi politici” è quasi peggio di “piattaforma
programmatica”… Comunque, il tutti dentro il Pd è una suggestione bella, come
orizzonte per il futuro.
Diavolo
DI UN VESCOVO ( da "Manifesto, Il"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nogaro si
dissocia dalla retorica collettiva e avverte: «Bisogna fare attenzione a non
esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria, strumentalizzando la
morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste». E stavolta è
il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu - ma Cossiga non gli fa mancare il suo
sostegno - a chiedere la cacciata del vescovo.
Café
Müller, l'abbraccio per un commiato che non si replicherà
( da "Manifesto,
Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Esili gag
capaci di dare il via a trascinanti azioni collettive. Ma questo dopo, superata
appunto la soglia dell'emozione. O di quello stadio pre-linguistico
dell'emozione che immediatamente ci tocca davanti al gesto del performer.
Perché c'è forse, nell'emozione che viene dalla scena, l'intuizione di qualcosa
che solo dopo potremo rielaborare razionalmente.
Festa
di Sant'Amanzio, bilancio positivo
( da "Tempo,
Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Collettivo
che nel tempo è andato aumentando in quantità e qualità, coinvolgendo chiunque
avesse a cuore le finalità dell'Associazione e volesse contribuire attivamente
alla realizzazione di un determinato progetto. E così, intorno a quello che è
sempre stato il nucleo delle festività, la Festa vera e propria,
ROMA
- Quel quarterback del videogame gli somiglia troppo. Stesso numero di maglia
(il 9), i... ( da "Messaggero, Il"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ma una class
action. Una prospettiva che potrebbe realizzarsi, se si pensa che altri due ex
atleti NCAA hanno avviato analoga causa presso la Corte statale del New Jersey.
Si tratta di Ryan Hart, ex quarterback di Rutgers, e di Troy Taylor, ex quarterback
professionista negli anni Novanta coi New York Jets.
Il
turismo spagnolo fa quadrato per la riduzione dell'Iva
( da "TTG
Italia Online" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Iva Parte la
class action del turismo spagnolo. Fronte distributivo, tour operator e
associazioni spagnole unite per la riduzione dell'Iva dal 16 al 7%. Quattordici
grandi agenzie e t.o. e otto associazioni di categoria hanno avviato
un'informativa assegnata alla consulente Deloitte, che verrà presentata al
Sottosegretariato per le imposte al consumo,
Caritas,
500mila per l'Abruzzo ( da "Giornale di Brescia"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
che ricorda
di aver aderito alla «colletta nazionale promossa il 19 aprile 2009 dalla Cei
in tutte le chiese italiane, come segno di solidarietà e di partecipazione di
tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese. Attraverso la
colletta nazionale e i contributi raccolti sin dal giorno successivo al sisma e
fino al 30 giugno,
Argomenti: Class Action
Abstract:
Studenti
dell'Onda ma anche di Collettivi antagonisti cittadini hanno occupato il
rettorato a Bologna. Occupato anche il rettorato a Pisa. Mobilitazione anche al
Federico II di Napoli. Oltre un centinaio di studenti ha occupato il Rettorato
per protestare.
torino-milano,
viaggi dell'inferno un treno con 100 minuti di ritardo - pietro bellantoni
( da "Repubblica,
La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Peccato che
non ci sia la class action ? dice Maddalena, un´altra pendolare - Potremmo
addebitare tutti questi ritardi a Trenitalia». Oltre ai problemi legati ai
ritardi, c´è quello della sicurezza, ancora più evidente dopo la tragedia di
Viareggio. Ieri a Rosta, su un merci della linea Torino-Modane, è scoppiato un
incendio a causa del surriscaldamento dei freni di un carro.
il
festival del teatro e la potenza del gesto - maurizio zanardi
( da "Repubblica,
La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
che
costituiscono una vera e propria mente collettiva che dà continuità, spinta e
risonanza alla ricerca teatrale. Il festival deve essere all´altezza di questa
diffusa intelligenza e sensibilità. Si tratta di prendere atto che il teatro a
Napoli non è solo, con la musica, tra le esperienze artistiche più
coinvolgenti, ma anche quella che, più di ogni altra,
Generali
nel mercato dei fondi pensione con il 30% di Guotai
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettiva,
di costituire schemi pensionistici volontari il cui patrimonio può essere
gestito solo da alcuni intermediari. Tra questi c'è, appunto, Guotai. «Finora-
fa presente l'amministratore delegato delle Generali Sergio Balbinot, lo
sviluppo del secondo pilastro previdenziale è stato modesto, frenato
dall'assenza di incentivi fiscali ma è ragionevole ritenere che il futuro
questo
"Ma
tutti erano d'accordo a sfondare la Zona Rossa"
( da "Stampa,
La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La decisione
è stata presa collettivamente, ma non praticata collettivamente. Solo una parte
del corteo si è preso carico dell'azione». «Arresti ad orologeria», li ha
definiti Lele Rizzo, leader del network antagonista torinese: «Potevano fare
tutto dieci giorni fa, o una settimana dopo il G8.
Attivi
politicamente da anni, tutti con precedenti penali
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è invece il
portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta,
anche in questo caso non sempre con azioni legali, soprattutto per il diritto
allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di
Urbino. Risulta invece una delle nuove leve dei disobbedienti Filippo Caporale
di 23 anni,
Casarini
senza freni: Metodi fascisti I responsabili la pagheranno cara
( da "Gazzettino,
Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
degli
studenti del Collettivo di Scienze politiche e degli universitari dell'Onda,
arriva alle 12.30 quando davanti a palazzo del Bo, la sede dell'ateneo
patavino, si materializza Luca Casarini. Che tornato in fretta da L'Aquila dove
si trovava in vista del G8 commenta: «Sta succedendo qualcosa di inaudito.
Max
il leader, l'emergente, l'Iraniano e l'attivista del Rivolta
( da "Gazzettino,
Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è invece il
portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta,
anche in questo caso non sempre con azioni legali, per il diritto allo studio.
Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Ha
partecipato agli scontri del G8 di Genova ed era tra gli organizzatori del
treno di manifestanti contro l'
Centro
di accoglienza: presentato un progetto dal Comune
( da "Quotidiano.it,
Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
a carattere
collettivo, volti alla tutela della popolazione residente, con azioni che
contribuiscano ad assicurare la cittadinanza sulla effettiva presenza del
Comune sul territorio, intervenendo in caso di situazione di "disturbo
sociale", in maniera professionale e con il giusto livello di civiltà.
G8,
cresce la tensione per il summit Scontri e arresti nelle strade di Roma
( da "Stampaweb,
La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Mi hanno
sorpreso alcuni documenti dei collettivi che parlano di azioni intimidatorie: o
questi studenti sono piuttosto ignoranti sul ruolo delle istituzioni, cosa
possibile, oppure c?è un pò di malizia». E poi assicura che il Viminale «farà
di tutto per impedire e prevenire incidenti e violenze».
l'arcivescovo
e l'imam pregano "un dio unico"
( da "Repubblica,
La" del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
coi i nostri
stili di vita personali e collettivi. E´ da tempo venuto il momento che il
nostro territorio, la nostra Terra, con il contributo e la responsabilità di
tutti nessuno escluso, diventi come Dio l´ha voluta, "madre sicura",
"terra sicura", proprio convertendo gli stili di vita personali e
collettivi».
YouTube,
il conto è meno salato ( da "Punto Informatico"
del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La causa era
stata intentata nel 2007 da una class action guidata da Football Association
Premier League a cui si sono accodati altri soggetti come la National Music
Publisher Association (NMPA) e Bob Tur, regista noto per i suoi filmati sugli
scontri di Los Angeles e sulla cattura di O.
Abi:
Draghi striglia le banche ma gli appelli non bastano!
( da "Sestopotere.com"
del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ossia una
vera class action con danno punitivo. Solo l'introduzione del danno punitivo e
di sanzioni commisurate al fatturato, potranno scoraggiare comportamenti
generalizzati fatti a danno della clientela. Il Codacons denuncia poi
l'ennesimo abuso delle banche nell'applicazione delle commissioni di massimo
scoperto,
ROMA
- Rush finale per il Ddl sullo Sviluppo e internazionalizzazione delle
imprese... ( da "Messaggero, Il"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
esordio
dell'ordinamento giuridico dell'azione legale collettiva (class action) per gli
illeciti che verranno commessi successivamente all'approvazione. Per le
assicurazioni arrivano le polizze poliennali. Ma arriva la stretta anche sulla
contraffazione di marchi e brevetti: le sanzioni arrivano fino a 6 anni di
carcere.
Il
campionato si smarca dal caldo: primi turni alle 20.45
( da "Corriere
della Sera" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Mentre in
Lega Pro è a forte rischio la situazione di Venezia, Treviso, Avellino, Pisa e
Sambenedettese. Roberto Stracca Verso i diritti collettivi Pronti i bandi per
la vendita collettiva dal 2010/11: più pacchetti per il digitale terrestre
Nucleare,
Senato approva ddl sviluppo, diventa legge
( da "Reuters
Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ROMA
(Reuters) - - Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge
Sviluppo. Il provvedimento contiene varie norme come quelle sul riavvio del
nucleare, la nuova definizione della class action e l'incremento di un punto
dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanzire i fondi per
l'editoria.
Ok
del Senato, il ddl sviluppo è legge
( da "Stampaweb,
La" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
Introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell?entrata in
vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti
nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all?azione risarcitoria
collettiva, poichè è stata esclusa la retroattività.
Ddl
sviluppo, sì al rilancio del nucleare
( da "RomagnaOggi.it"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
arrivo della
class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del
gennaio 2010), il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni
che vengono coperti con un aumento della Robin tax) e norme a difesa del made
in Italy, per il mercato del gas, liberalizzazioni delle ferrovie e novità in
tema di assicurazioni.
Nucleare:
Senato approva ddl Sviluppo, diventa legge
( da "Reuters
Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Sui tempi di
costruzione dei nuovi impianti Scajola si è limitato a dire che l'obiettivo è
"posare la prima pietra della prima centrale entro fine legislatura".
LA CLASS ACTION ALL'ITALIANA Il ddl riscrive la disciplina della Class action
all'italiana introdotta in Finanziaria 2008 dal governo Prodi, mai entrata in
vigore perché sospesa per ben tre volte. Continua...
Approvato
il Ddl "Sviluppo". Scajola, legge storica per la modernizzazione del
Paese ( da "Sestopotere.com"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
I punti
salienti del ddl sono il ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class
Action, la liberalizzazione delle Ferrovie. "E' una legge storica, una
serie di norme strategiche - ha affermato il Ministro Claudio Scajola - un
provvedimento "di legislatura" che orienterà l'attività del Ministero
dello Sviluppo economico per i prossimi anni.
SOCIETA'.
Legge sviluppo, i commenti sulla class action
( da "HelpConsumatori"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
risarcitoria collettiva, benché il nostro coinvolgimento sarebbe stato una
garanzia per il buon esito dell'azione. I continui rinvii, inoltre, stanno
trasformando la class action in un gioco pericoloso per i consumatori che
vengono, ancora una volta, defraudati di un prezioso e fondamentale strumento
di tutela giuridica a difesa dei loro diritti.
Adiconsum,
la class action delude le attese dei consumatori
( da "KataWebFinanza"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
cos drastico
dovuto al fatto che la possibilit di attivare la procedura dell'azione
collettiva riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori
riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi. Inoltre la possibilit
di ricorso limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi
eccezionali, poich nella realt non esistono interessi identici, ma omogenei.
Sviluppo,
ddl: Adoc, nuovo rinvio class action danneggia i consumatori
( da "Sestopotere.com"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
nuovo rinvio
class action danneggia i consumatori (9/7/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma -
9 luglio 2009 - Con l'approvazione definitiva del ddl Sviluppo viene sancito un
nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class action, che partirà il prossimo
1° gennaio 2010 e l'eliminazione della retroattività.
Ddl
Sviluppo, da misure emergenza a misure strutturali
( da "Trend-online"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action'
e delle misure a tutela dei consumatori. E sul ritorno del nucleare in Italia,
sancito dal ddl, il ministro rende noto che gia' diversi Enti locali hanno
dichiarato la loro disponibilita' ad accogliere le centrali e che saranno
individuati i ''siti per sicurezza e collocazione ideale e su questa mappatura
sara'
Via
libera al ddl sviluppo: sì al rilancio del nucleare
( da "Corriere.it"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
CLASS ACTION
- In arrivo la class action, che però non sarà retroattiva: si potrà ricorrere
solo per gli illeciti compiuti dopo l'entrata in vigore di questa legge.
Inoltre la disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. L'istituto
giuridico della class action era stato introdotto con la Finanziaria 2008 dal
governo Prodi e sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno del
Studenti
arrestati per il G8: la protesta di Aca Toro
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Se queste
sono le circostanze, noi studenti dei collettivi mantovani ci assumiamo la
piena responsabilità delle mobilitazioni dello scorso autunno e di qualsiasi
azione di protesta messa in atto. Se il dissenso è reato, siamo colpevoli e
perfino disposti all'autodenuncia». Vincenzo Corrado
Class
action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac
del recente passato ( da "Stampa, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
SVILUPPO
Class action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i
grandi crac del recente passato LE NUOVE MISURE
Il
governo: I siti scelti saranno sicuri Decideremo insieme agli enti locali
( da "Stampa,
La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action.
«L'azione di classe» viene così introdotta nell'ordinamento italiano e
permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i
settori dell'energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica
industriale, viene introdotto il «contratto di rete d'impresa» che supera il
concetto fisico di distretto e consentirà alle aziende di minori dimensioni
nucleare,
si parte da sicilia e veneto ( da "Repubblica, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nel
provvedimento anche la class action ma dal 2010 Nucleare, si parte da Sicilia e
Veneto ROMA - è legge il ritorno dell´Italia al nucleare. Ieri il Senato ha
approvato in via definitiva il ddl sullo sviluppo. Ora il governo ha sei mesi
di tempo per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle
centrali.
il
ritorno al nucleare in italia è legge - giovanni parente
( da "Repubblica,
La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Varata anche
la class action "spuntata" Approvato definitivamente il ddl Sviluppo
La Borsa del gas al Gme Pd in trincea contro la "svolta" sull´energia
Azione collettiva, Antitrust delusa GIOVANNI PARENTE ROMA - Il ritorno
dell´Italia al nucleare è legge. La gestazione è durata circa dieci mesi ma
ieri il Senato ha approvato in quarta lettura il ddl Sviluppo.
Scajola:
Argomenti: Class Action
Via
libera alle centrali nucleari ( da "Secolo XIX, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action,
polemiche Roma. Nove mesi di gestazione, di rimpalli tra Camera e Senato.
Sessanta sedute nelle commissioni, altrettante in Aula. E il testo
"snello" del governo diventava, strada facendo, sempre
più"pesante": alla fine gli articoli sono saliti da 33 a 64.
la
polizia ferma tre imbrattatori ( da "Repubblica, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ma due
giovani del Collettivo Autonomo Universitario sono finiti nei guai la notte
scorsa per un´azione con la bomboletta spray sui muri di via Berti: poco prima
delle due la polizia ha notato i due studenti mentre tracciavano sui muri le
scritte «Corteo contro la rep», «Ernesto, Ale, Mato, Zua liberi subito - corteo
10 luglio piazza Verdi ore 19»
Cartelle
pazze Equitalia, azione legale collettiva
( da "Nuova
Ferrara, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione legale
collettiva Cartelle pazze miliardarie, continuano le segnalazioni. Dopo la
recente denuncia del Codacons, che ha portato alla luce il caso di un 54enne di
Jolanda di Savoia svenuto e finito in ospedale dopo aver ricevuto una cartella
esattoriale da 800 milioni di euro, l'associazione ha reso noto di aver
ricevuto «
Ritorna
il nucleare Class action da gennaio
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione di
responsabilità collettiva, ndr) che però esclude la possibilità di avviare
cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del
passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo
provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo
decreto «anti-crisi»
E
intanto il Codacons pensa a un'azione risarcitoria collettiva
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
risarcitoria collettiva CARTELLE PAZZE DOPO LA RECENTE denuncia del Codacons,
che ha portato alla luce il caso di un cittadino di Ferrara svenuto e finito in
ospedale dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 800 milioni di euro
(cui ne è seguito un secondo, un parrucchiere), l'associazione per la tutela
dei consumatori ha reso noto di aver ricevuto «
L'azione
legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti c...
( da "Unita,
L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'azione
legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti compiuti
dalla data di approvazione della legge. Ma il decreto legge anticrisi ha
portato ancora in avanti le lancette dell'entrata in vigore al primo gennaio
2010.
Il
ritorno al nucleare è legge Entro il 2013 la prima pietra
( da "Unita,
L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il governo ha
riscritto le disposizioni vigenti sull'«azione collettiva risarcitoria» (class
action), introdotta dal governo Prodi, restringendone fortemente il campo di
applicazione, con successive proroghe di entrata in vigore, tali da escludere
le oltre 800mila vittime delle frodi Cirio e Parmalat e le migliaia delle frodi
dei bond argentini.
Class
action concentrata ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva. Pubblicità anche via internet. Per ogni presunto illecito, una sola
azione. La class action debutta nel nostro ordinamento, ma per l'entrata in
vigore bisognerà attendereil1 Úgennaio2010. èquesta la conseguenza immediata
della catena di rinvii che ha caratterizzato la nuova disciplina di protezione
dei consumatori e che rende di fatto inapplicabile &
Il
Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action (
da "Giornale
di Brescia" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nuovi decreti
Il Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action L'azione collettiva per i
risparmiatori defraudati potrà essere intentata solo dall'1 gennaio 2010 Il
ministro dello Sviluppo Economico, Scajola ROMAIl ritorno del nucleare in
Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie: sono
questi i punti qualificanti del disegno di legge sullo sviluppo,
Consumatori
arrabbiati per l'impossibilità di agire sui grandi crac
( da "Giornale
di Brescia" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva sui grandi crac Paese come Cirio e Parmalat, ma anche la possibilità
per azionisti ed obbligazionisti di Alitalia di promuovere giudizi congiunti.
Ora possono agire in giudizio, oltre alle associazioni e ai comitati più o meno
spontanei, anche i singoli consumatori in grado di aggregare gli interessi di
una classe omogenea.
Approvata
la legge, l'Italia torna nel nucleare
( da "Messaggero,
Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Venerdì 10
Luglio 2009 Chiudi Via libera definitivo al provvedimento che introduce anche
la class action dal 1° gennaio 2010, incentivi per le industrie e per le
rinnovabili Approvata la legge, l'Italia torna nel nucleare Scajola: «Fatto
storico, aiuterà il Paese a uscire dalla crisi». Ma molte Regioni dicono già
«no»
ROMA
Ieri mattina, ore 10,46. Con 154 voti a favore, un solo contrario e un
astenuto, il Se... ( da "Messaggero, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
modifica la
class action in chiave più soft e la fa entrare in vigore dal 1° gennaio 2010,
aumenta la Robin Tax per i petrolieri e ripristina i fondi all'editoria,
prevede novità per la comunicazione dei prezzi dei carburanti, avvia la Borsa
del gas affidandone la gestione al Gestore del mercato elettrico e prefigura un
nuovo potenziale ruolo per l'
Sì
alla legge, l'Italia torna al nucleare
( da "Messaggero,
Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Venerdì 10
Luglio 2009 Chiudi Scajola: fatto storico. Ma le Regioni frenano. Via libera
alla class action Sì alla legge, l'Italia torna al nucleare
l'enel
stacca ancora la corrente e il sindaco chiude il municipio
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Adesso la
giunta vuole promuovere un'azione legale collettiva (class action) insieme ai
cittadini e all'Unione consumatori, per chiedere i danni. «L'azione collettiva
- dice il sindaco Delussu - è il modo migliore con cui possiamo essere tutelati
e risarciti dallo strapotere delle aziende e delle multinazionali.
L'Italia
tornerà all'energia nucleare ( da "Corriere della Sera"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Nella legge
anche class action e fondi per l'editoria ROMA L'Italia si riaccende di energia
nucleare. Torneranno le centrali, questo prevede il ddl sviluppo che ieri il
Senato ha convertito in legge con 154 voti a favore, uno contrario e un
astenuto. L'opposizione è uscita dall'Aula.
Incentivi
e bollette chiare: ecco la legge
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action.
Sparisce la retroattività ma il decreto anticrisi del 26 giugno ne ha prorogato
l'applicazione al primo gennaio 2010. Possono agire non più solo le
associazioni consumeristiche ma anche i singoli consumatori in grado di
aggregare interessi di una classe omogenea.
Il
ritorno al nucleare è legge ( da "Stampaweb, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Altra novità
di rilievo è rappresentata dalla class action. «L?azione di classe» viene così
introdotta nell?ordinamento italiano e permetterà una maggiore tutela dei
consumatori, specie per quanto riguarda i settori dell?energia e delle
telecomunicazioni. In tema di politica industriale, viene introdotto il
«contratto di rete d?
Dal
Senato l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class action.
I consumatori: una truffa ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Dal Senato
l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class action. I
consumatori: una truffa
G8,
l'"arrivederci'' di Obama: ''vertice altamente produttivo''
( da "RomagnaOggi.it"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
AZIONE
COLLETTIVA - Infine una riflessione sulla formula del G8, "un'istituzione
che ha 30 anni e va sicuramente riformata". Tuttavia "ci sarà bisogno
di un periodo di transizione per riuscire a trovare il formato giusto. Per
Obama "è necessario rivedere le istituzioni internazionali per far fronte
ai grandi cambiamenti che ci sono stati in questi anni"
GIUSTIZIA.
Class action, Altroconsumo: "Scordiamoci il passato"
( da "HelpConsumatori"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Ora la legge
prevede addirittura il danno punitivo al contrario: se l'azione collettiva
viene dichiarata non ammissibile, è chi la ha proposta a dover pagare le spese
di pubblicazione di questa notizia. Il piccolo Davide prima di attaccare Golia
dovrà pensarci due volte. 2009 - redattore: GA
Il
Papa gli regala l'eciclica. E Obama:
Argomenti: Class Action
Abstract:
AZIONE
COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del
mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su
tutto - ammette -, ma abbiamo dimostrato che è possibile lavorare e fare grandi
progressi insieme».
Regione,
proficui i lavori della quarta Commissione
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione di
tutela del patrimonio naturalistico di alto pregio prevedendo un piano
regionale di coordinamento tra le cinque province e dettando le linee generali
per la costituzione delle Consulte tecniche provinciali a cui affidare
specifici compiti amministrativi.
Obama
dal Papa:
Argomenti: Class Action
Abstract:
AZIONE
COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del
mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su
tutto - ammette l'inquilino della Casa Bianca -, ma abbiamo dimostrato che è
possibile lavorare e fare grandi progressi insieme».
Cabina
di regia per i salumi ( da "Italia Oggi"
del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
un punto di
riferimento per le azioni coordinate e collettive dei consorzi di tutela dei
salumi a denominazione d'origine controllata a esso associati. E, di pari
passo, allargare ulteriormente la base sociale, oggi costituita da 15 consorzi
(per 18 delle 31 Dop e Igp del comparto delle carni trasformate), ai quali è
riconducibile oltre il 52% dei volumi.
Quattrocento
medici in tribunale ( da "Provincia Pavese, La"
del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Si tratta di
cause pilota - ha spiegato l'avvocato Maria Pia Taraso che patrocina l'azione
collettiva con l'appoggio di Federspecializzandi -. In queste settimane altri
specializzandi e specialisti di tutta Italia stanno depositando le loro istanze
ma se il giudice pavese riterrà di intervenire, Pavia sarà la prima città in
Italia a farlo».
ganazzoli
l'idealista intruso dell'antimafia - amelia crisantino
( da "Repubblica,
La" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
attacco
frontale" diretto ai colletti bianchi collusi con la malavita AMELIA
CRISANTINO S ono passati dieci anni dalla scomparsa di Angelo Ganazzoli:
socialista fuori dagli schemi, anomalo, solitario. Nato a Sestri Levante nel
1930 da famiglia antifascista costretta a varie peregrinazioni, arriva
nell´isola bambino di sei anni.
I
tre giorni che salvarono il Cav. Ora non resta che il lodo Alfano
( da "Riformista,
Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
istituzione
della class action, l'azione legale collettiva a tutela dei consumatori. La
scelta di tuffarsi senza distrazioni sui dossier è stata accompagnata da una
presenza scenica inedita per il Cavaliere. Mai si era visto Berlusconi stare
tre giorni sotto l'occhio delle telecamere di tutto il mondo e rinunciare al
suo istrionismo: stavolta,
Nucleare
e concorrenza binomio che costa troppo
( da "Riformista,
Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
esempio la
norma che attua nel nostro Paese la class action - prevede all'articolo 25 la
«delega al Governo in materia nucleare». In pratica, con questa nuovo
articolato, l'esecutivo è stato chiamato ad adottare, entro sei mesi, uno o più
decreti legislativi recanti la disciplina della localizzazione nel territorio
nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare,
Quando
i risparmi finiscono in terra ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
l'acquisto
collettivo della carne di mucca a garanzia della genuinità, sono soltanto
alcune delle idee originali premiate dall'Oscar green,premio per l'innovazione
in agricoltura promosso dai giovani della Coldiretti. Arriva invece dai cugini
francesi il " risparmio solidale cittadino per l'agricoltura bio".
Caso
Murdoch, le star spiate pronte a fare causa
( da "Corriere
della Sera" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il rischio di
un'azione collettiva che potrebbe costare cara Caso Murdoch, le star spiate
pronte a fare causa DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA L'indignazione degli
intercettati potrebbe trasformarsi in rivolta. Il gruppo editoriale controllato
da Rupert Murdoch rischia di trovarsi inguaiato in un contenzioso legale
pesante,
Cancelli
delle spiagge chiusi di sera gestori multati dalla Finanza a Porto
( da "Stampa,
La" del 12-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Intanto ha
deciso di intraprendere una class action, ovvero un'iniziativa collettiva per
cui verrà presentato ricorso. Dice: «La legge a cui hanno fatto riferimento
quelli della Finanza era stata adottata per garantire l'accesso libero alle
spiagge nelle ore diurne, cioè è interpretabile solo ai fini della balneazione.
Tiboni:
Argomenti: Class Action
Abstract:
mettendo in
atto quelle azioni che competono ad un'opposizione, sempre nell'interesse e a
favore della collettività, perché non si sprechino i soldi dei contribuenti e
ogni azione sia fatta nell'ottica del benessere sociale e ambientale». Il
consigliere ha, comunque, augurato «buon lavoro alla maggioranza» e offerto la
propria disponibilità al dialogo,
La
class action cerca stabilità ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva: l'articolo 49,secondo comma del Ddl Sviluppo, infatti, apre agli
«illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della
presente legge». Una formulazione, questa, che lascia pochi margini di dubbio
sul momento di inizio della azionabilità dei diritti, e che entra però in
conflitto con la proroga processuale (
Azione
individuale ad ampia adesione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Che
differenza esiste tra azione collettiva e azione di classe? Nel testo
definitivamente approvato l'azione non è esperita da un soggetto esponenziale
di interessi collettivi, ma si tratta di un'azione individuale cui aderiscono
altri soggetti lesi dal medesimo illecito contrattuale o extracontrattuale e
che abbiano subito un identico pregiudizio.
La
class action smarrita ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva di risarcimento dovrebbeentrare nelle aule di tribunale il 1Úgennaio
prossimo. Il problema però è che il Ddl Sviluppo, approvato definitivamente dal
Senato giovedì scorso, nello svelare il nuovo testo finale ha inaspettatamente
annunciato che la nuova class action si applica «agli illeciti compiuti
successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge»
Le
quattro
Argomenti: Class Action
Abstract:
07/2009 -
pag: 7 Il nodo retroattività Le quattro «class action» ROMA ( s. ta.) Era stata
approvata, con la finanziaria 2008, ottenendo il via libera per un solo voto.
La class action, l'azione collettiva a difesa dei consumatori, però è ancora
sulla carta. Dopo tre false partenze è ancora ferma, per un ennesimo rinvio.
Recordati:
accordo con Amdipharm ( da "Trend-online"
del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
per la
commercializzazione in Italia e Portogallo di TransAct LAT® (local action
transcutaneous) un sistema transdermico contenente 40mg di flurbiprofene
indicato per il trattamento sintomatico locale degli stati dolorosi a carico
dell'apparato muscolo-scheletrico. Il prodotto è già sul mercato in Italia e in
Portogallo con un fatturato complessivo annuale di ca.
Ok
al ddl sviluppo, torna il nucleare
( da "Tempo,
Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action.
È stata modificata la normativa sulla class action che però esclude la
possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei
crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se
in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata,
ambulanti,
scatta il blitz dei vigili il comune convoca i commercianti - antonio di
costanzo ( da "Repubblica, La"
del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
avvieranno
una class action contro il Comune: «La quarta strada per commercio in Europa
non può continuare essere un suk, un bazar dell´illegalità», tuonano. A farsi
portavoce della protesta Giuseppe Giancristoforo, presidente dell´associazione
Centro Toledo, che ha stilato un personalissimo piano di battaglia: «Avvieremo
un´azione legale per chiedere il risarcimento danni al Comune.
MiFID,
Markets in Financial Instruments Directive, è la direttiva 2004/39/CE del Parlamento...
( da "Messaggero,
Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quote di
organismi di investimento collettivo, derivati, opzioni, indici, valute,
future, swap, contratti finanziari con trasferimento di rischio di credito,
contratti finanziari differenziali, contratti su variazioni climatiche e molti
altri. La direttiva abolisce l'obbligo di concentrazione nei mercati
regolamentati, ed introduce nuove forme di scambio,
Ricorso
collettivo contro le multe per i cancelli chiusi nelle spiagge
( da "Stampa,
La" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
DOPO LE
SANZIONI DELLA FINANZA Ricorso collettivo contro le multe per i cancelli chiusi
nelle spiagge SANREMO «Faremo ricorso alle multe». Domenico Mazzitelli,
presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneari, si attiverà per fare
in modo che i colleghi multati dalla Guardia di finanza per aver chiuso i
cancelli degli stabilimenti possano inoltrare un ricorso collettivo.
NUOVE
VITTORIE per il Consorzio di Burana in Commissione Regionale: anche le ulti...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ha solo
istigato i contribuenti ad azioni contro la bonifica senza alcun fondamento
giuridico e, ciò dal nostro punto di vista è ancora più grave, dimostrando una
totale ignoranza delle importanti attività svolte dalla bonifica. Speriamo che
ora smetta con le sue azioni millantatorie che vanno in un'unica direzione: la
lesione degli interessi della collettività.
S.
Genesio, Pdl e Lega ai ferri corti
( da "Provincia
Pavese, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Dal Carroccio
azioni clientelari», la giunta rigetta tutte le accuse SAN GENESIO. Nessuna
difesa ambientale del territorio, nessuna tutela degli interessi generali del paese,
ma politiche mirate a beneficiare pochi cittadini. Sono queste le accuse che in
modo deciso e puntuale il coordinamento del Pdl di San Genesio rivolge agli
amministratori leghisti.
INFLAZIONE
IN CRESCITA IN ITALIA ( da "Trend-online"
del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
00 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009
l?indice nazionale dei prezzi al consumo per l?intera collettività comprensivo
dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per
cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento
rispetto allo stesso mese dell?
INFLAZIONE
IN ITALIA CRESCE. MA REGISTRA UNA FRENATA
( da "Trend-online"
del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
00 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009
l?indice nazionale dei prezzi al consumo per l?intera collettività comprensivo
dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per
cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento
rispetto allo stesso mese dell?
TUTELA
CONSUMATORI. Milano, a convegno le nuove regole contro le pratiche commerciali
sleali ( da "HelpConsumatori"
del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
fondamentale
lo strumento rappresentato dai tavoli di confronto tra le parti: Inoltre, il
ruolo delle associazioni dei consumatori sarà ancora più attivo con
l'introduzione della class action, poiché l'ennesima stesura della legge
prevede che l'azione collettiva possa essere esercitata in caso di pratiche
sleali nei confronti del consumatore". di Flora Cappelluti 2009 -
redattore: GA
expo,
gli stati generali fuori tempo massimo - jacopo gardella
( da "Repubblica,
La" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
quando era
opportuno iniziare una grande azione collettiva. Oggi non più. Troppo tardi si
fa appello al contributo di idee dei cittadini. A soli cinque anni
dall´inaugurazione si riuscirà a imbastire un ameno spettacolo internazionale
di stand-vetrine; non certo a realizzare un serio programma di operazioni
urbanistiche, sociali, economiche,
Il
Csm: testo Alfano incostituzionale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
individualmente
e collettivamente, opinioni o posizioni in merito a condotte di pubblico
interesse, ancorché estranee alle questioni dedotte in giudizio». è una norma
che pone «un serio limite alla manifestazione del pensiero del giudice. Insorge
la maggioranza secondo cui il Csm continua a muoversi come «una terza Camera»,
Presente
ASSOLUTO ( da "Manifesto, Il"
del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione Andata
in frantumi l'immensa «opera di razionalizzazione della vita privata e
collettiva su cui si è fondata la civiltà occidentale», le generazioni del
secondo dopoguerra non hanno ereditato alcuna concezione del mondo «basata
sull'importanza decisiva dell'azione individuale e collettiva e sul carattere
razionale e progressivo della storia»
Polizze
vita CNP Unicredit, Adiconsum avvia l'azione inibitoria al tribunale di Milano
( da "Sestopotere.com"
del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
inibitoria al tribunale di Milano (16/7/2009 11:22) | (Sesto Potere) - Milano -
16 luglio 2009 - Adiconsum informa tutti i consumatori di essersi costituita in
giudizio, presso il tribunale di Milano, formalizzando la propria azione
inibitoria nei confronti di CNP Vita Unicredit, al fine di tutelare la
collettività dei consumatori interessati all?
Custodia
protettiva danneggia Kindle: utente fa causa ad Amazon
( da "Reuters
Italia" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
-- afferma che la custodia protettiva progettata e venduta da Amazon causi
spesso il danneggiamento del display di Kindle esercitando troppa pressione. Un
portavoce di Amazon ha detto che la compagnia non ha alcun commento sulle
questioni legali in essere, ma -- ha aggiunto -- incoraggia "chiunque
abbia un problema con il meccanismo della custodia protettiva a riconsegnare
Sono
maturi i tempi per un dibattito sugli anni '70 sambenedettesi
( da "Quotidiano.it,
Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
avvio degli
"anni dell'azione collettiva" della nostra città. Le mobilitazioni e
le lotte sociali che si sono sviluppate in quel decennio, non devono essere
"revisionisticamente" inglobate con gli episodi narrati nel
drammatico documentario di Perotti. In quel "decennio" si organizzano
gli studenti, i lavoratori, le donne.
Classificazione
dei Bisogni ( da "superEva notizie"
del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettivi,
indotti e comuni. Oltre alla distinzione tra bisogni primari e bisogni
secondari, i bisogni dell'uomo possono essere anche classificati in altri modi.
In particolare, ci possono essere: a) BISOGNI INDIVIDUALI, cioè quei bisogni
che ogni uomo avverte, indipendentemente dal contesto sociale,
Lehman
Brothers, qualcosa si muove! ( da "Soldionline"
del 17-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva potrebbero rientrare anche gli illeciti commessi tra la data di entrata
in vigore della legge sviluppo (probabilmente ad agosto) e il 31 dicembre 2009.
Tuttavia, la causa formale potrà essere proponibile solo dopo il 1° gennaio
2010.
( da "Riformista, Il"
del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
La politica è in
crisi E cresce l'Italia dei think tank che ci faccio qui? Mentre la politica
italiana va toccando il suo grado più basso di credibilità e di efficienza, si
nota un fervore civico-culturale che per la nostra tradizione sembrerebbe
insieme inedito e sospetto e che però va spiegato e, soprattutto, compreso nel
suo giusto significato. Mi riferisco a questo continuo fiorire, a destra e a
sinistra, nei più diversi settori della società, di scuole di politica,
fondazioni, centri studi, osservatori e pensatoi, che dura in effetti da
qualche anno e che non accenna a fermarsi. Proprio oggi verrà ufficialmente
presentato, in versione on line, il laboratorio di idee ispirato da Luca
Cordero di Montezemolo e Corrado Passera: "Italia futura". Una
nascita avvenuta, rispetto agli annunci iniziali, in una forma volutamente
dimessa, in considerazione del clima sospettoso vigente nel Palazzo, che spinge
ormai a leggere ogni iniziativa alla stregua di una manovra diversiva
finalizzata a chissà quale oscuro disegno politico. Domani farà invece il suo
esordio, alla presenza del capo dello Stato Napolitano e del presidente della
Camera Fini, l'associazione "Italia decide", presieduta da Carlo
Azeglio Ciampi, promossa e coordinata da Luciano Violante e sostenuta, tra gli
altri, da Giuliano Amato, Gianni Letta e Giulio Tremonti: quanto basta perché,
per il clima di cui s'è detto, se ne parlasse a vanvera, ancora prima che
venisse alla luce, come dell'anticamera di un possibile "governo dei
migliori". Ed è sempre di questi giorni l'annuncio che anche Confindustria
si è mossa, con il progetto di imminente realizzazione di una Scuola politica
di sistema che dovrebbe accrescere negli imprenditori - meglio tardi che mai! -
la coscienza di essere non solo produttori di ricchezza, peraltro sempre pronti
a chiedere l'intervento dello Stato nei momenti di crisi, ma anche un pezzo
significativo della classe dirigente italiana, sul quale incombono
responsabilità politiche generali. Bene, cosa si nasconde dietro tanto
attivismo, come si deve interpretare un simile accavallarsi di iniziative pre-
o meta-politiche, tutte rivolte - almeno sulla carta - alla produzione di ricerche
e piani di riforma, alla formazione di una nuova etica pubblica e alla
costruzione di un'Italia più decente e meglio funzionante dell'attuale? A
pensare male, lo si potrebbe considerare un espediente fumoso e tattico: come
la copertura nobile ed edificante, scelta da singoli politici o da singoli
protagonisti della scena economica, per compensare il vuoto etico e progettuale
nel quale siamo sprofondati da qualche anno e che ha toccato in particolare
proprio i nostri gruppi dirigenti. Insomma, non avendo questi ultimi più nulla
di sostanziale da dire, non avendo più valori nei quali credere o passioni per
le quali combattere, si accontenterebbero di mettersi una medaglietta sul
bavero per farsi belli in pubblico. La cultura, nella società dell'immagine, è
pur sempre un discreto investimento, soprattutto poi per chi abbia in testa
altri e più prosaici obiettivi da perseguire. La verità, si sostiene, è che la
lotta per il potere, un tempo mediata dai partiti di massa e da organizzazioni
e strutture il cui compito primario era quello di aggregare
e rappresentare gli interessi collettivi, si è ormai frammentata e
personalizzata in modo parossistico. Sono scomparsi i canali di formazione
politica e di produzione culturale un tempo attivi. Ognuno, oggi, corre per sé,
senza peraltro avere idee chiare su dove andare. E tutti, sciolti dalle antiche
reti di appartenenza, privati del sostegno delle vecchie ideologie,
hanno bisogno di rendersi personalmente visibili sulla scena pubblica, nonché
minimamente credibili. E dunque quale strumento migliore di una fondazione o di
un centro studi, di una pattuglia di intellettuali e studiosi assoldata con il
compito primario, e nemmeno tanto difficile da assolvere, di dare una minima
plausibilità teorica alle ambizioni di carriera di questo o di quello? Ma forse
c'è un modo diverso, più ottimistico o meno cinico, di interpretare questo
fenomeno. Ci si è resi conto, strada facendo, che una politica vuota di idee e
priva di basi ideali, senza un'immagine condivisa del futuro, tutta chiusa
entro un orizzonte pragmatico e fattuale, incapace di elaborare programmi e
visioni progettuali, è destinata inevitabilmente all'impotenza. Così come è
condannato all'immobilità un Paese le cui élite si limitano a gestire
l'ordinaria amministrazione, a farsi guerra nel nome dei rispettivi interessi e
a pensare alla propria sopravvivenza. Ecco, laboratori e scuole, centri di
formazione e associazioni, e tutte le altre realtà similari nate come funghi in
questi anni, sono probabilmente il frutto di una nuova e diffusa
consapevolezza. Si è compreso da un lato che occorre restituire alla politica,
dopo il degrado che l'ha colpita, la sua capacità di indirizzo e di governo
della collettività; e dall'altro che le classi dirigenti italiane, pur restando
fisiologicamente divise sul piano degli orientamenti, debbono tornare ad
assumersi le proprie responsabilità e funzioni, avendo come bussola l'interesse
generale e il bene comune. L'Italia odierna, sempre più lacerata e sfiduciata,
ha un disperato bisogno di punti di riferimento, ideali e istituzionali. Ma
soprattutto ha bisogno di ragioni e motivi per continuare ad esistere, di
traguardi e progetti da conseguire collettivamente in
vista di un futuro migliore, di forme di discussione pubblica più rigorose e
serie, di un vasto e fattibile programma di riforme, di una rinnovata capacità
decisionale, di adeguati strumenti di conoscenza della realtà. E proprio a
questo dovrebbero servire fondazioni e think tank: a innervare l'azione
politica, a creare un nuovo clima civile e un differente spirito pubblico, a
costruire su basi razionali l'Italia del futuro. Diversamente, rischiano di
restare giocattoli inutili e dispendiosi. di Alessandro Campi 01/07/2009
( da "Reuters Italia"
del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA (Reuters) -
Come atteso, la Camera ha approvato il ddl Sviluppo che ora deve tornare al
Senato. Il provvedimento, oggetto nelle scorse settimane dello scontro tra il
ministero dello Sviluppo economico e quello dell'Economia sulle coperture,
contiene varie norme come quelle sul riavvio del nucleare, la nuova definizione
della class="term">class
class="term">action e l'incremento di un
punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanziaria i fondi
per l'editoria. Il ministro Claudio Scajola, in una nota, definisce il
provvedimento “storico, che contiene riforme fondamentali per la
modernizzazione del Paese e del sistema produttivo ed è un contributo
importante al superamento della crisi e al riavvio della crescita" e si
augura che la quarta lettura del Senato "sia molto celere, in modo da
avere lapprovazione definitiva nel mese di luglio”. Scajola, che
presentò il provvedimento lo scorso anno, ha considerato sempre questo ddl come
programmatico per le sue linee di politica industriale. Il percorso parlamentare è però finora
stato accidentato e c'è chi ipotizza uno slittamento a dopo l'estate del suo
esame da parte di palazzo Madama.
( da "Gazzettino, Il"
del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action
Mercoledì 1 Luglio
2009, Per l'ennesima volta l'entrata in vigore delle class
action ovvero delle azioni civili collettive a tutela dei consumatori è stata
rinviata, al momento, di sei mesi. Si sa che il nuovo strumento giudiziario non
è ben visto dagli industriali e dalle organizzazioni specializzate nella
distribuzione. Il motivo è intuitivo: si teme che l'azione possa rivelarsi di
micidiale efficacia nei loro confronti, inducendo il giudice a condanne
multimilionarie di difficile esecuzione. Identico il timore delle pubbliche
amministrazioni che, se ricomprese nel novero dei potenziali convenuti,
rischierebbero grosso, vista la loro cronica incapacità di soddisfare le
esigenze del mercato. Insomma, le class action fanno paura ai potenti che,
tuttavia, non lo sono abbastanza da imporre un dietro front radicale con
cancellazione della proposta iniziale che tanto interesse (e speranze) aveva
destato nel mondo dei piccoli utenti e consumatori, per la prima volta messi
nella possibilità di intravedere un futuro non fatto solo di delusioni e di
mortificazioni. Da qui la tecnica messa in atto, lucidamente o meno, di procedere
con continui rinvii e modificazioni del testo, in modo da rendere il più
possibile inoffensivo lo strumento giudiziario, all'insegna della direttiva
espressamente non enunciata e tanto meno dichiarata: il più tardi possibile e
il meno possibile. Eppure le class action di stile nordamericano, ben più
aggressive di quelle allo studio da noi, non hanno distrutto il mercato e,
complessivamente valutate, hanno reso un prezioso servizio allo stesso mondo
dell'industria e del commercio. La sola astratta possibilità del loro utilizzo
ha infatti costretto le industrie a perfezionare i loro prodotti, fino a
renderli appetibili, non pericolosi e di prezzo equilibrato e concorrenziale.
In definitiva, come dicono gli osservatori americani, le class action hanno fatto
bene non solo al consumatore (e ciò è intuitivo) ma anche, e forse perfino di
più, alle stesse industrie. C'è un altro aspetto da considerare, e che in
genere sfugge all'attenzione dei più. La possibilità di rivolgersi al giudice
civile con concrete probabilità di ottenere un adeguato risarcimento riduce
notevolmente il ricorso alla giustizia penale. Il consumatore o utente,in
definitiva, aspira ad essere risarcito, e se la class action si rivela più
favorevole della denuncia penale, come spesso accade, è certo che l'interessato
sceglierà questa strada , certamente meno difficile e impervia dell'altra.
L'importante è strutturare la strumento giudiziario in modo da renderlo
efficace e adeguato alle esigenze, senza che diventi eccessivamente
penalizzante per il produttore o per il distributore. Il resto dovrà farlo il
giudice , ma qui si può tranquillamente confidare nell'equilibrio e
nell'indipendenza della nostra magistratura. Del resto la nostra class action,
quale disciplinata dalla legge che daveva entrare in vigore in luglio, era
tutt'altro che micidiale o aggressiva, ed anzi molti osservatori la giudicavano
addirittura eccessivamente moderata e troppo attenta agli interessi di
industriali e distributori. Non è bastato evidentemente. Il nuovo disegno di legge
rivoluziona tutto, avremo una class action del tutto diversa, se possibile,
ancora più difensiva e moderata. La riprova ci viene dalla decisione ormai
adottata a grande maggioranza secondo cui l'azione sarà possibile solo per gli
atti illeciti successivi alla sua entrata in vigore. È certamente un
orientamento gravemente lesivo degli interessi dell'utente e del consumatore,
come l'altro che esclude l'amministrazione pubblica (ma non chi esercita un
servizio pubblico) dal novero dei possibili responsabili. E tuttavia, al punto
in cui siamo, occorre ormai battersi per avere comunque le class action,
ancorché deprivate delle loro più evidenti ed efficaci potenzialità. Meglio
infatti una class action indebolita, che nessuna class action; ci sarà poi
tempo e modo per le innovazioni indispensabili. Oggi come oggi, l'essenziale è
ottenere la riaffermazione del principio che il singolo consumatore danneggiato
è legittimato ad unire i propri sforzi e le proprie risorse a quelle degli
altri per ottenere il risarcimento a cui ha diritto. L'Italia è uno degli
ultimi paesi moderni e civili a dotarsi di uno strumento di tutela veramente
efficace. Poteva essere certamente molto migliore, ma se il consumatore lo
vorrà, alla fine riuscirà ad avere ciò a cui ha diritto. Nell'interesse di
tutti, e degli stessi operatori che oggi l'osteggiano più o meno apertamente.
( da "Tempo, Il" del
02-07-2009)
Argomenti: Class Action
stampa Ddl Sviluppo,
sì alla Camera Ora la parola passa al Senato Il ritorno del nucleare in Italia,
ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il
mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge
sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina finalmente ad
incassare il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205
no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato
per un esame che si preannuncia blindato. Tra le misure, quella sul nucleare.
Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà
definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare
le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove
strutture. class="hilite">È stata poi
modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action
che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da
parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in
vigore della class="term">class class="term">action,
anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata
posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio
2010. Ripristinati anche i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e
viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires
sulle grandi aziende petrolifere.
( da "Secolo XIX, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Sviluppo, primo sì
al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari la camera approva
il ddl «Class class="term">action dal
2010 e Robin Tax per l'editoria» tra i provvedimenti annunciati. Per le Fs
concorrenza solo italiana 02/07/2009 ROMA. Il ritorno del nucleare in Italia,
ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il
mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge
sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina a incassare il
via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione
dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che
si preannuncia blindato. Ecco le misure principali. Nucleare. Il governo potrà
pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per
localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio
dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le
popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione
di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene
poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. class="hilite">Class
class="term">action. È stata modificata
la normativa sulla class="term">class class="term">action
che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da
parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in
vigore della class="term">class class="term">action,
anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata
posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio
2010. Robin Tax finanzia editoria. Ripristinati i fondi per il periodo
2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax:
sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Niente proroga
tetto a gas. Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la
distribuzione del Gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore
distributori di gas in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il
2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno
la normativa sui tetti distributivi del gas. Ferrovie private sì, ma italiane.
Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di
passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede
legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede
all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il
rilascio dell'autorizzazione». Rivalutazione contabile. Le società che non
adottano ancora i principi contabili internazionali (IAS) potranno rivalutare
alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza
dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto
dai criteri fissati dalla Consob. Sconti benzina a regioni petrolifere. In
arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione
di Gas e Petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che
servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello
Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza.
Aeroporti e liberalizzazioni. Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra
degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale da parte del ministro
delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento.
Assicurazioni poliennali. Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un
qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere
assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Contraffazione. Inasprite multe
e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le
contraffazioni di tipo «sistematico». Reti d'impresa e burocrazia imprese. È
stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già
previste per i distretti industriali. Risparmi energetici. Accolti due
emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli
elettrodomestici inferiore alla classe A e le
lampadine ad incandescenza. 02/07/2009
( da "Manifesto, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
CRISI La Camera
approva il ddl «Sviluppo», via libera all'energia atomica L'Italia torna a
giocare con le centrali nucleari Giorgio Salvetti Siete spaventati dai treni
che portano gas, scoppiano e distruggono interi quartieri? Tra qualche anno, se
tutto va male, l'Italia sarà attraversata da carichi di scorie nucleari. Ieri
la Camera ha approvato il ddl «Sviluppo» (235 sì, 205 no e 25 astenuti). Il
mega-class="hilite">pacchetto
«anti-crisi» esclude la possibilità di fare class="term">class class="term">action
collettive contro i crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al
nucleare. Ora manca un'ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi
tutte gli articoli, per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani energetici
dell'italietta atomica. Il decreto stabilisce che dopo la sua approvazione il
governo avrà sei mesi per predisporre la normativa necessaria, per localizzare
i siti su cui sorgeranno le centrali, decidere i sistemi di stoccaggio e di
deposito dei rifiuti radioattivi. In un paese dove non si sa che farsene dei
rifiuti normali se non lucrarci sopra, non c'è da stare tranquilli. I siti
saranno dichiarati di «interesse strategico nazionale» e quindi sottoposti a
segreto di stato e controllati dai militari. La tipologia degli impianti sarà
decisa dal Cipe. Per costruirli e farli funzionare basterà un'unica
autorizzazione che verrà rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico,
d'accordo con i colleghi all'Ambiente e alle Infrastrutture. Saranno necessarie
la valutazione di impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica.
Viene istituita una Agenzia per la sicurezza nucleare, composta da un
presidente e quattro membri nominati dal presidente della Repubblica su
proposta del presidente del consiglio. In pratica il governo si è fatto
approvare un mandato in carta bianca che gli dà il potere di ribaltare il
referendum con cui gli italiani hanno chiaramente espresso la loro contrarietà
all'energia nucleare. L'esecutivo potrà fare come meglio crede, senza bisogno
di consultare il parlamento, né tanto meno gli enti locali, alla faccia del
federalismo. Esulta il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Un
provvedimento storico - dice - che pone rimedio agli storici squilibri ed ai
ritardi del nostro paese: dagli interventi di semplificazione delle procedure e
di potenziamento delle infrastrutture energetiche, allo sviluppo delle reti
rinnovabili e dell'efficienza energetica, fino al rilancio del nucleare».
L'opposizione ha votato contro, tranne l'Udc che si è astenuta, ma sul nucleare
non si fanno barricate: il Pd vota no solo per motivi di ordine economico e
formale, non per convinzione anti-nuclearista. Più critica l'area Radicale del
Pd: «Il provvedimento - dichiara Elisabetta Zamparutti, membro della
commissione ambiente - impone un nucleare di terza generazione che il confronto
laico dei costi e dei benefici dimostra essere antieconomico». Le centrali
dovrebbero essere cinque, per un investimento iniziale di almeno 20 miliardi di
euro, destinati a lievitare. Infatti non saranno in funzione prima di un paio
di decenni, un fatto che rende la politica nuclearista del governo ancora più
imprevedibile e propagandistica. La costruzione potrebbe essere affidata ad
un'alleanza tra Enel e la francese Edf, secondo un accordo già stipulato a
febbraio tra Berlusconi e Sarkozy. I siti per ora sono segreti, ma in Italia
sono poche le località adatte ad ospitare una centrale nucleare che richiede
grandi quantità d'acqua (altro bene pubblico destinato a scarseggiare) e che
deve essere lontana da territori pericolosi o sismici. Di fatto possono essere
costruite solo in Puglia, tra Lombardia e Piemonte, in Sardegna o nell'alto
Lazio. Dopo l'approvazione al Senato, le Regioni si erano ribellate. Nichi
Vendola, presidente della Puglia, aveva detto «dovranno imporcele con i
carroarmati». No secco anche dalla governatrice piemontese Mercedes Bresso, dal
presidente del Lazio Claudio Martini e dalla Toscana, impegnata a produrre il
20% del proprio fabisogno con energie alternative entro il 2020. Dopo il
referendum dell'87, non siamo ancora riusciti a liberarci delle vecchie scorie
stoccate in luoghi non adatti come a Saluggia o sono rimaste nelle vecchie
centrale. A Caorso (Pc), per esempio, sono state trasferite in speciali piscine
e vengono spedite via treno in siti di stoccaggio in Francia perchè in Italia
non si sa dove metterle. In tutto il mondo si scommette sulle energie
alternative, i Verdi vincono le elezioni in tutta Europa e Obama investe sulla
green economy per uscire dalla crisi, da noi si gioca ancora con l'atomo.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-02 - pag: 27 autore: Ddl sviluppo. Via
libera della Camera in terza lettura Robin tax innalzata al 6,5% e class action
non retroattiva ROMA La Camera ha approvato il disegno di legge su sviluppo,
internazionalizzazione delle imprese ed energia. Il provvedimento, già
approvato in prima lettura a Montecitorio e successivamente modificato dal
Senato, torna nuovamente a Palazzo Madama per un esame che si annuncia blindato
in vista del via libera definitivo. Il Ddl definisce innanzitutto il ritorno
dell'Italia all'energia nucleare, ma anche l'introduzione della class action,
oggetto di accese polemiche per la mancata previsione della retroattività. La
Camera ieri ha approvato il testo del Ddl sviluppo con 254 sì, 205 no e
l'astensione dei 25 deputati dell'Udc. Poche le modifiche introdotte in terza
lettura. Sono stati accolti due emendamenti del Pd che puntano al risparmio
energetico: gradualmente saranno esclusi dal mercato sia gli elettrodomestici
inferiori alla classe A sia le lampadine a incandescenza. Via libera a un
emendamento della commissione Attività produttive che introduce nuove
informazioni minime obbligatorie per garantire la qualità dei prodotti della
pesca. Per il resto,l'impianto del testo resta sostanzialmente quello uscito
dal Senato. In materia energetica, c'è l'ampia delega al governo per stabilire
tipologia e criteri di allocazione delle nuove centrali nucleari con la
possibilità di dichiarare i siti zone da proteggere anche con l'impiego dei
militari;l'istituzione di un'agenzia per la sicurezza nucleare (e non
un'Authority) controllata dal governo; il commissariamento dell'Enea con una
nuova missione. Salta la proroga al 2015 del tetto antitrust per la
distribuzione del gas, con un impatto soprattutto per l'Eni, che è il maggiore
distributore in Italia. Resta l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Via
libera alla class action in forma più leggera: esclusa la
possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac
finanziari del passato. L'entrata in vigore delle azioni collettive di
risarcimento è stata posticipata, con la manovra d'estate (Dl 78/09,annunciato
ieri in Gazzetta Ufficiale ma non ancora materialmente visibile fino alla tarda
serata di ieri), al primo gennaio 2010. Ripristinati i fondi per
l'editoria per il periodo 2009-2010: 140 milioni. Misura coperta con un aumento
della Robin tax: sale dal 5,5% al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.
Proprio questo era stato il principale motivo di attrito tra il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti e il ministro dello Sviluppo economico Claudio
Scajola. Ma alla fine la norma invisa al Tesoro è rimasta invariata. Novità,
non senza polemiche, anche sulle assicurazioni. Arrivano le polizze poliennali:
garantiranno risparmi agli automobilisti ma vincolandoli per cinque anni con la
stessa compagnia. Inasprite multe e pene per la contraffazione. Le reti di
impresa sono equiparate ai distretti. «Con la disciplina sulle reti di impresa
– dice Scajola – si punta a contrastare l'eccessiva frammentazione del tessuto
imprenditoriale: dopo dieci anni di discussione, finalmente il contratto di
rete diventa legge». Nel Ddl spazio anche alla riforma degli organismi che si
occupano di internazionalizzazione. Per l'opposizione, il depotenziamento della
class action è un tradimento delle liberalizzazioni. Scajola parla invece di
«riforme fondamentali per la modernizzazione del paese. Un contributo
importante al superamento della crisi». R.R. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Corriere della Sera"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 33 Conti pubblici L'impatto del
rinvio degli studi di settore, a giugno avanzo di 6,6 miliardi Più rimborsi,
raddoppia il deficit Fabbisogno a 49 miliardi. class="hilite">Nucleare
e class="term">class
class="term">action, sì della Camera ROMA
Nel primo semestre dell'anno il fabbisogno del settore statale raddoppia
portandosi a circa 49,5 miliardi di euro contro i 23,9 dello stesso periodo
dell'anno scorso. Parte della responsabilità è dovuta allo slittamento al 6
luglio, dal 16 giugno, del versamento delle imposte da parte dei contribuenti
soggetti agli studi di settore. Infatti nel mese di giugno l'avanzo si è
fermato a quota 6,6 miliardi di euro rispetto ai 15,3 del giugno 2008. «Dal
lato dei pagamenti si legge nel comunicato del Tesoro il saldo di giugno sconta
maggiori rimborsi fiscali da parte dei concessionari della riscossione,
maggiori prelievi dalle amministrazioni locali e maggior oneri per interessi
sul debito ». Mentre il governo sta pensando a un emendamento al decreto
anti-crisi per adeguare l'età pensionabile delle donne in virtù della procedura
di infrazione aperta da Bruxelles, ieri la Camera ha approvato il disegno di
legge sviluppo con 254 voti a favore, 205 contrari e 25 astenuti (tra cui
l'Udc). Ora il ddl torna al Senato per il via libera definitivo. Tra le novità
introdotte ricordiamo il ritorno al nucleare: il governo avrà la delega per
decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per l'individuazione dei siti e
le compensazioni alle popolazioni che accetteranno sul loro territorio le
future centrali. Cancellata la retroattività per la class="term">class class="term">action
che comunque slitta all'anno prossimo e in arrivo le polizze poliennali per
l'Rc auto: in cambio di uno sconto l'assicurato potrà rimanere fedele alla
compagnia per 5 anni o pagherà una penalità. Aumenta di un punto (dal 5,5 al
6,5%) l'addizionale Ires per le compagnie petrolifere e il ricavato andrà a
finanziare il fondo per l'editoria con 140 milioni di euro nel biennio fino al 2010.
L'Istat ieri ha reso noto in forma quasi definitiva il conto economico per le
amministrazioni pubbliche del 2008 mostrando un peggioramento
dell'indebitamento netto sul Pil salito al 2,7% rispetto all'1,5% del 2007 con
una media dello 0,8% superiore al resto d'Europa. In merito all'Istat, il
ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola ha affermato che «sarebbe
meglio che le statistiche venissero date tutte insieme ogni tre mesi per
evitare lo spezzatino e un continuo bollettino di allarme». Il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, alla presentazione del sito www.crusoe.it
(creato da Mauro Marè) si è trovato d'accordo con Giuliano Amato nel non
cambiare le regole del Patto di stabilità di Maastricht anche in questo momento
di crisi. «Cambierei tante altre cose ha detto Tremonti ma non quella regola, è
una guida che ti dice dove sei e dove devi andare, funziona e deve funzionare».
Sulla crisi e i provvedimenti presi dal governo è nuovamente intervenuta la
Confindustria. Per Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, «l'autunno
sarà certamente difficile ma una delle forze dell'area milanese è un rapporto
molto solido con i sindacati». Se viale Astronomia ha commentato positivamente
i provvedimenti contenuti nel decreto anticrisi varato venerdì da Palazzo
Chigi, dall'associazione nazionale delle imprese di Information Technology
(aderente a Confindustria) è arrivata la richiesta di usufruire degli
incentivi. «La scelta del governo di escludere dalla detassazione degli utili
reinvestiti ha affermato il presidente di Assinform Ennio Lucarelli quelli
destinati in tecnologie digitali è una occasione mancata per rilanciare la
competitività del Paese». Roberto Bagnoli Giulio Tremonti 6,5% l'aliquota
dell'addizionale Ires per le compagnie petrolifere, salita di un punto rispetto
al precedente livello del 5,5% 50 mila euro, la multa massima (più una pena
fino a 6 mesi di carcere) per chi trae profitto dalla violazione delle norme
sul diritto d'autore
( da "Corriere della Sera"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 33 Vademecum Che cosa cambia per i
risparmiatori - 6 Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi La richiesta va
presentata entro il 31 agosto MILANO Hanno tempo fino al 31 agosto, gli
azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di
rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo. La
proposta è indirizzata agli obbligazionisti del prestito «Alitalia 7,5%
2002-2010 convertibile » e agli azionisti di Alitalia-Linee aeree italiane ora
in amministrazione controllata. Nel testo del decreto al momento disponibile si
parla di un rimborso di 0,262589 euro per ogni obbligazione (il 70,97% del
valore nominale) e di 0,2722 euro per azione. Ma non sarà denaro contante ad
arrivare nelle mani dei risparmiatori, che si ritroveranno invece in
portafoglio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31
dicembre 2012 e taglio minimo unitario di 1.000 euro. Ci saranno inoltre dei
tetti: le assegnazioni di titoli pubblici non potranno superare i 100 mila euro
per ogni obbligazionista e i 50 mila euro per azionista. Che cosa succederà per
i bond-holder che hanno già accettato la precedente offerta del governo, che
prevedeva un rimborso limitato al 32% circa del valore nominale? Secondo il
Ministero dell'Economia la nuova proposta sarà estesa anche a loro, «per
assicurare la parità di trattamento tra gli obbligazionisti». Ma ci sono anche
altri tetti: i rimborsi ai bond-holder non potranno complessivamente superare
nel 2009 un limite di spesa, probabilmente 100 milioni, per le casse dello
Stato; gli esborsi in eccesso, compreso quelli a favore degli azionisti,
saranno portati a termine nel 2010. I risparmiatori che sceglieranno il
rimborso dovranno poi rinunciare a qualsiasi altra azione o pretesa legata alla
proprietà dei titoli. Inoltre sembra abrogata, anche se le interpretazioni sono
discordi, la possibilità per gli investitori di accedere in alternativa ai
conti dormienti. Ma come funziona la procedura per chi accetta la proposta del
governo che scade il 31 agosto? La richiesta va presentata al ministero
dell'Economia, tramite gli intermediari finanziari (per esempio le banche) ai
quali è stato affidato il deposito dei titoli della compagnia. Nella domanda si
deve dichiarare l'impegno irrevocabile a trasferire al Tesoro la totalità dei
titoli detenuti, e a rinunciare ad altre azioni o pretese. Entro il 30
settembre gli intermediari finanziari dovranno trasmettere le domande al
Tesoro, con un'attestazione dell'effettiva giacenza nei propri conti dei titoli
dichiarati. Successivamente, su richiesta del Ministero dell'Economia, gli
intermediari trasferiranno i titoli sul conto di Bankitalia intestato al
Tesoro. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2010, e comunque non
prima di 30 giorni dall'arrivo al ministero della comunicazione di Bankitalia
che attesta il trasferimento dei titoli. Entro queste scadenze il ministero
dell'Economia girerà i titoli di Stato sui conti dei risparmiatori che hanno
aderito all'offerta. E il cerchio si chiuderà. La nuova proposta, secondo il
Tesoro, vuole assicurare una maggior tutela ai piccoli risparmiatori rispetto
alla legge oggi in vigore. Ma non mancano le voci critiche. Come quella di
Domenico Bacci, segretario nazionale del Siti, il Sindacato italiano per la
tutela dell'investimento e del risparmio. Con i tetti ai rimborsi, spiega
Bacci, «a perderci dovrebbero essere soprattutto le gestioni collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe
«più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del
rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato)
delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i
critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di
quotazione, ma decisamente lontani dai valori di chi aveva comprato, in
un'ottica probabilmente più industriale, qualche anno prima. Dall'altra parte
c'è però chi ricorda che il rischio fa parte dell partita giocata dagli
azionisti. E chiama in causa i vincoli del bilancio pubblico, con la necessità
di limitare i costi per i contribuenti. Secondo le stime del governo, l'offerta
dovrebbe costare allo Stato 200 milioni di euro sul versante obbligazionario e
130 milioni su quello azionario. Giovanni Stringa
( da "Unita, L'" del
02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Nucleare sempre più
vicino E lo chiamano «sviluppo» LAURA MATTEUCCI Approvato alla Camera il ddl
Sviluppo, che sancisce e «regola» class="hilite">il
ritorno dell'Italia al nucleare, oltre a contenere norme che riguardano class="term">class class="term">action, assicurazioni, contributi
all'editoria e vecchi frigoriferi. Un decreto omnibus, insomma, che il Pd ha
già bocciato visto che azzera quel poco di liberalizzazioni promosse in
passato, torna ora al Senato per la quarta (ultima?) lettura. NUCLEARE: il governo
avrà la delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per
l'individuazione dei siti delle centrali e le compensazioni alle popolazioni
che ospiteranno sul loro territorio gli impianti. Sarà costituita l'Agenzia per
la sicurezza nucleare per dettare le regole tecniche, controllare e autorizzare
tutto il ciclo, compreso lo smaltimento delle scorie. «Molto grave - dice
Ludovico Vico, deputato Pd in commissione Attività produttive - la delega del
governo esclude dalle scelte Regioni, enti locali e cittadini». GAS: eliminata
la proroga dei tetti antitrust alla vendita di gas dal 2010 al 2015. Resta il
tetto del 61% fino a tutto il prossimo anno. PETROLIO: aumentate le royalty dal
7% al 10%, a partire dal primo gennaio 2009, sull'estrazione di idrocarburi in
Italia. I maggiori introiti saranno finalizzati alla riduzione del prezzo dei
carburanti nelle regioni interessate. Previste anche norme autorizzative più
snelle per i giacimenti italiani, compresa l'area dell'Alto Adriatico.
Confermato l'obbligo per i gestori delle stazioni di servizio che riforniscono
gli autotrasportatori di comunicare i prezzi dei carburanti al Mse. EDITORIA E
ROBIN TAX: l'addizionale Ires sulle compagnie petrolifere aumenta dal 5,5% al
6,5%. Le risorse saranno destinate a coprire il ripristino del fondo per
l'editoria con 140 milioni divisi nel biennio 2009-2010. CLASS ACTION:
introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell'entrata in
vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti
nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all'azione risarcitoria
collettiva, poiché è stata esclusa la retroattività. L'entrata in vigore della
prima normativa in materia, targata governo Prodi, è stata fatta slittare
continuamente in attesa del via libera definitivo del ddl sviluppo. Il decreto
legge varato la settimana scorsa ne sposta ulteriormente l'applicazione al
primo gennaio 2010. CONTRAFFAZIONE: sarà sanzionato (sia con una multa massima
di 50mila euro sia col carcere fino a 6 mesi) chi trae profitto dalla
violazione delle norme sul diritto d'autore. POLIZZE POLIENNALI per l'Rc auto:
in cambio di uno sconto, l'assicurato dovrà restare fedele alla compagnia per 5
anni o pagherà una penalità. Con buona pace per le liberalizzazioni. FERROVIE
PRIVATE: Le licenze per il servizio ferroviario passeggeri saranno rilasciate
solo a imprese italiane o con sede in un Paese legato da vincolo di
reciprocità. RETI D'IMPRESA: Le imprese che si metteranno in rete potranno
godere delle stesse agevolazioni dei distretti industriali. FRIGO e LAMPADINE:
grazie a due emendamenti del Pd, spariranno progressivamente dal mercato le
lampadine a incandescenza e i frigoriferi di classe
inferiore alla A. Intanto si impenna il fabbisogno. Il rosso di cassa del
settore statale sale nel primo semestre a 49,5 miliardi, 25,5 miliardi più di
quello registrato nel 2008. 254 i voti a favore, 205 i contrari, 25 gli
astenuti (l'Udc). «Provvedimento storico, con riforme fondamentali per la
modernizzazione del Paese», dice il ministro Scajola. Come il ritorno al
nucleare. Il Pd: «Vergognoso».
( da "Messaggero, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Giovedì 02
Luglio 2009 Chiudi Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo Ora
dovrà tornare al Senato per l'approvazione definitiva prevista verso metà
luglio. Class class="term">action: rinvio
al 2010
( da "Messaggero, Il"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Giovedì 02 Luglio
2009 Chiudi ROMA Si avvicina il ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di
legge sullo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, dopo una lunga e
complessa discussione in parlamento, si prepara ad incassae il via libera definitivo:
dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati
dell'Udc, il testo tornerà in quarta lettura al Senato per l'approvazione
definitiva prevista verso metà luglio. class="hilite">Il
provvedimento riguarda molti temi: dalla class="term">class class="term">action
rinviata al 2010 e non più retroattiva alle modifiche in materia di
assicurazioni, ai tetti antitrust sul gas che non saranno prorogati. Sono stati
superati alla Camera, con qualche modifica, i rilievi avanzati dal ministro
dell'Economia Giulio Tremonti. Soddisfatto il ministro dello sviluppo Scajola
per «un provvedimento storico, che contiene riforme fondamentali per la
modernizzazione del Paese e del sistema produttivo». Nucleare. L'Italia torna
al nucleare per la produzione di energia elettrica. Il governo avrà sei mesi di
tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo
stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative
per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la
costruzione di centrali, ci vorranno diversi anni ma l'iter autorizzativo sarà
accelerato. Nasce l'agenzia per la sicurezza del nucleare dallo smembramento di
Enea e Ispra. Class class="term">action.
La norma sull'azione collettiva è stata modificata. E' saltata la retrottività
e quindi l'applicabilità delle nuove norme ai grandi crack come quello di Cirio
e Parmalat. Slitta anche l'entrata in vigore: prevista per il primo luglio, è
stata posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo gennaio 2010.
Editoria e Robin tax. Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Si tratta
di un potenziale di 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin
tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Gas, via il
"tetto". Non ci sarà la proroga al 2015 dell'attuale
"tetto" sulla vendita e distribuzione del gas in Italia a carico
dell'Eni. L'attuale limite al 61% rimane fino a tutto il 2010 poi il mercato
sarà giudicato maturo e in grado di competere. Il provvedimento, comunque,
delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti
distributivi del gas. Sconti benzina. In arrivo sconti sulla benzina per le
regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi
l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di
comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo. Assicurazioni poliennali.
Garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma li vincoleranno con un
contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. «Così si
creano forti danni alla libera scelta dei consumatori e si limita la già scarsa
concorrenza nel settore», protestano Adusbef e Federconsumatori.
Contraffazione. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di
carcere e 50.000 euro .
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
Cronaca Italiana
Pagina 108 Manca solo l'ok del Senato Dalla Camera arriva il sì al nucleare e
alla class="term">class
class="term">action Manca solo l'ok del
Senato --> ROMA Il ritorno del nucleare in Italia, ma anche l'arrivo senza
retroattività della Class Action, passando per il mercato del gas e per la
liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge sullo Sviluppo, uno dei
collegati alla finanziaria, si avvicina finalmente ad incassare il via libera
definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25
deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che si
preannuncia blindato. Ecco le misure principali. NUCLEARE Il governo potrà
pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare
i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti
radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che
saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è
noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una
agenzia per la sicurezza del nucleare. class="hilite">CLASS
ACTION È stata modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action
che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da
parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in
vigore della class="term">class class="term">action,
anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata
posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo gennaio 2010. ROBIN TAX
FINANZIA EDITORIA Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140
milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5%
l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. TETTO A GAS Salta il tetto che
prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del Gas, con un
impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore distributori di gas in Italia.
Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento delega il
governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas.
FERROVIE PRIVATE SÌ, MA ITALIANE Il rilascio della licenza per il servizio
ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei
confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate,
da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di
reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». RIVALUTAZIONE
CONTABILE Le società che non adottano ancora i principi contabili
internazionali (IAS) potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni -
detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al
collegio sindacale, come previsto dai criteri fissati dalla Consob. SCONTI
BENZINA A REGIONI PETROLIFERE In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che
ospitano impianti di estrazione di Gas e Petrolio. Arriva poi l'obbligo, per
gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i
prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e
favorire la concorrenza. ASSICURAZIONI POLIENNALI Garantiranno sconti agli
automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5
anni con la stessa compagnia.
( da "Corriere.it"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
LE MISURE DEL
DECRETO ANTi-CRISI Alitalia bond, arrivano 26,3 centesimi La richiesta va
presentata entro il 31 agosto MILANO - Hanno tempo fino al 31 agosto, gli
azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di
rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo. La
proposta è indirizzata agli obbligazionisti del prestito «Alitalia 7,5%
2002-2010 convertibile» e agli azionisti di Alitalia-Linee aeree italiane ora
in amministrazione controllata. Nel testo del decreto al momento disponibile si
parla di un rimborso di 0,262589 euro per ogni obbligazione (il 70,97% del
valore nominale) e di 0,2722 euro per azione. Ma non sarà denaro contante ad
arrivare nelle mani dei risparmiatori, che si ritroveranno invece in
portafoglio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31
dicembre 2012 e taglio minimo unitario di 1.000 euro. Ci saranno inoltre dei
tetti: le assegnazioni di titoli pubblici non potranno superare i 100 mila euro
per ogni obbligazionista e i 50 mila euro per azionista. Che cosa succederà per
i bond-holder che hanno già accettato la precedente offerta del governo, che
prevedeva un rimborso limitato al 32% circa del valore nominale? Secondo il
Ministero dell'Economia la nuova proposta sarà estesa anche a loro, «per
assicurare la parità di trattamento tra gli obbligazionisti». Ma ci sono anche
altri tetti: i rimborsi ai bond-holder non potranno complessivamente superare
nel 2009 un limite di spesa, probabilmente 100 milioni, per le casse dello
Stato; gli esborsi in eccesso, compreso quelli a favore degli azionisti,
saranno portati a termine nel 2010. I risparmiatori che sceglieranno il
rimborso dovranno poi rinunciare a qualsiasi altra azione o pretesa legata alla
proprietà dei titoli. Inoltre sembra abrogata, anche se le interpretazioni sono
discordi, la possibilità per gli investitori di accedere in alternativa ai
conti dormienti. Ma come funziona la procedura per chi accetta la proposta del
governo che scade il 31 agosto? La richiesta va presentata al ministero
dell'Economia, tramite gli intermediari finanziari (per esempio le banche) ai
quali è stato affidato il deposito dei titoli della compagnia. Nella domanda si
deve dichiarare l'impegno irrevocabile a trasferire al Tesoro la totalità dei
titoli detenuti, e a rinunciare ad altre azioni o pretese. Entro il 30
settembre gli intermediari finanziari dovranno trasmettere le domande al
Tesoro, con un'attestazione dell'effettiva giacenza nei propri conti dei titoli
dichiarati. Successivamente, su richiesta del Ministero dell'Economia, gli intermediari
trasferiranno i titoli sul conto di Bankitalia intestato al Tesoro. Il tutto
dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2010, e comunque non prima di 30
giorni dall'arrivo al ministero della comunicazione di Bankitalia che attesta
il trasferimento dei titoli. Entro queste scadenze il ministero dell'Economia
girerà i titoli di Stato sui conti dei risparmiatori che hanno aderito
all'offerta. E il cerchio si chiuderà. La nuova proposta, secondo il Tesoro,
vuole assicurare una maggior tutela ai piccoli risparmiatori rispetto alla
legge oggi in vigore. Ma non mancano le voci critiche. Come quella di Domenico
Bacci, segretario nazionale del Siti, il Sindacato italiano per la tutela
dell'investimento e del risparmio. Con i tetti ai rimborsi, spiega Bacci, «a
perderci dovrebbero essere soprattutto le gestioni collettive
con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di
legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario,
calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni
nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono
relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione,
ma decisamente lontani dai valori di chi aveva comprato, in un'ottica probabilmente
più industriale, qualche anno prima. Dall'altra parte c'è però chi ricorda che
il rischio fa parte dell partita giocata dagli azionisti. E chiama in causa i
vincoli del bilancio pubblico, con la necessità di limitare i costi per i
contribuenti. Secondo le stime del governo, l'offerta dovrebbe costare allo
Stato 200 milioni di euro sul versante obbligazionario e 130 milioni su quello
azionario. Giovanni Stringa stampa |
( da "HelpConsumatori"
del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action
News GIUSTIZIA,
Class action, UNC: ripensare norma 02/07/2009 - 11:55 L'entrata in vigore della
class action è slittata al 1° gennaio 2010. Dona. "Positiva la proroga se
servirà a migliorare il testo e a dare ai consumatori un vero strumento di
difesa" /Trefiletti: "Rinvio è gravissimo". Il Consiglio dei
Ministri di venerdì scorso approvando il dl anticrisi ha dato il via libera al
rinvio al 1 gennaio 2010 dell'azione risarcitoria collettiva. Ieri, invece, la Camera dei
Deputati ha votato il ddl sviluppo che contiene la norma che introduce la class
action nel nostro ordinamento. La parola ora al Senato per la quarta lettura.
"Non tutti i mali vengono per nuocere", ha commentato Massimiliano
Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori. Il rinvio
al 2010 permette "di ripensare meglio questa norma se vogliamo evitare che
alla lunga attesa segua una beffa peggiore, cioè quella di ritrovarsi tra le
mani uno strumento inutile per difendere i diritti collettivi dei
consumatori", spiega Dona. "Non ci stanchiamo di sostenere - aggiunge
il Segretario generale - che garantire ai cittadini una possibilità di reazione
rispetto agli abusi del mercato è l'unica strada per realizzare un più leale
rapporto tra imprese e consumatori. Come dimostra, infatti, l'incessante
susseguirsi dei provvedimenti di condanna inflitti dall'Autorità Antitrust in
materia di pratiche commerciali scorrette il mercato italiano è afflitto da una
fisiologica scorrettezza in danno della generalità degli utenti. Purtroppo il
serrato impegno della lobby confindustriale ha condotto ad un ultimo testo
insoddisfacente perché riscrive i fondamenti della class-action italiana
spogliando le Associazioni dei consumatori del potere di agire in via
risarcitoria in caso di danni seriali". Secondo la versione recentemente
approvata, infatti, le rappresentanze dei consumatori, non potranno attivarsi
in nome proprio, ma dovranno sperare che qualche singolo consumatore
danneggiato prenda l'iniziativa di caricare sulle sue spalle la tutela di
interi gruppi di interessati e ciò è impensabile nella pratica". "Il
nuovo rinvio -conclude Dona- lascia lo spazio per tentare d'invertire
nuovamente la rotta, per convincere la parte sana della politica e del mercato
che la class-action è un'esigenza della cittadinanza che può premiare le
imprese virtuose, contribuendo a emarginare quelle scorrette". 2009 -
redattore: VC
( da "Repubblica, La"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina I - Bologna
Il caso Iniziativa del sindacato Fials in seguito al cambiamento di due titoli
d´opera class="hilite">nella stagione
appena conclusa Class class="term">action
contro il Comunale BRUNELLA TORRESIN Una class="term">class class="term">action
contro la Fondazione Teatro Comunale: la incoraggia il sindacato Fials offrendo
la tutela legale agli abbonati alla stagione lirica 2008-2009, appena conclusa.
Tutto ha inizio con la decisione della direzione del teatro di non rimborsare
la quota d´abbonamento relativa ai due titoli d´opera annullati per contenere
il disavanzo, «A Midsummer Night´ s Dream» di Britten e «Le nozze di Figaro» di
Mozart sostituiti a fine novembre 2008, e cioè a cartellone già inaugurato, con
«Don Pasquale» di Donizetti e «La Rondine» di Puccini. SEGUE A PAGINA VII
( da "Repubblica, La"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina VII - class="hilite">Bologna CLASS ACTION CONTRO IL
COMUNALE (segue dalla prima di cronaca) è stato Lo stesso Teatro a informare
gli abbonati che in luogo del rimborso avrebbero potuto usufruire di un «bonus»
per l´acquisto di biglietti relativi ad altri spettacoli. «In caso di
cancellazione dello spettacolo è previsto il rimborso dell´intero importo del
biglietto, l´eventuale rinuncia all´abbonamento nel corso della stagione non
comporta alcuna restituzione, anche parziale, di denaro», si legge anche on
line. Vi sono abbonati che hanno manifestato il loro dissenso con lettere al
teatro e ai giornali. La Fials, il sindacato autonomo che rappresenta la quasi
unanimità dell´orchestra, ha deciso di farsene portavoce. Come? «Mettiamo a
disposizione degli abbonati la tutela legale gratuita del nostro avvocato,
Marica Morara - risponde Enrico Baldotto, già musicista dell´orchestra,
segretario provinciale Fials -. Saremo noi a farci carico della parcella. Chi
intende aderire può rivolgersi al numero di telefono 3921820707 e lasciare i
propri dati». L´annuncio è dato proprio nel giorno in cui Marco Tutino,
sovrintendente del Teatro e direttore artistico ha incontrato tutte le sigle
sindacali per discutere dei dati di bilancio 2008 e del piano industriale di
ripiano finanziario. Non solo la Fials ha giudicato «irricevibile» il risultato
di bilancio («il disavanzo di 4,7 milioni è ingiustificato»), ma ha inoltre
deciso di incoraggiare la class="term">class class="term">action.
Marica Morara è (assieme all´avvocato Renzo Cristiani in rappresentanza della
Cisl) il legale che ha ottenuto la condanna della Fondazione per comportamento
antisindacale (il ricorso verrà discusso il 27 novembre).
( da "Repubblica, La"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 11 - Cronaca
Sporcizia, ritardi e stress "E ora risarcite i pendolari" I giudici:
danno esistenziale. Pronte centinaia di cause Le ferrovie "Viareggio è
fuori dell´ordinario, mentre nessuno si scandalizza del disastro quotidiano dei
treni, uno stillicidio" MICHELE SMARGIASSI DAL NOSTRO INVIATO PIACENZA -
Se i pendolari un giorno si ribelleranno al loro tiranno, succederà subito dopo
queste parole: «Trenitalia si scusa per il disagio». Al binario tre della
stazione di Piacenza saltano i nervi: occhi al cielo, mano al cellulare,
«Arrivo tardi», «Possiamo rinviare l´incontro?». L´Intercity 752 per Milano è
annunciato con venti minuti di ritardo. Si rivelano poi 25, e anche questo fa
imbestialire, pure i cinque minuti ti nascondono, in questa vita già stretta. I
giornali, con i titoli agghiaccianti su Viareggio. «è orribile, ma è fuori
dall´ordinario», dice Cinzia, infermiera, «mentre nessuno si scandalizza del
disastro quotidiano dei treni, uno stillicidio che ti logora la vita». Un tale
con bici rossa cerca il regionale delle 9.43 per Milano, sul pannello c´è
scritto binario 3, ma al 3 c´è l´Intercity in ritardo, stessa destinazione,
binario, orario ma treno sbagliato, se sali è multa. «è al cinque!» grida una
donna che ha captato un annuncio. Corsa al sottopassaggio, fiatone, volti
grondanti. Tanto sul treno l´aria condizionata sarà rotta. «Trenitalia si scusa
per il disagio»: affermazione che suona falsa come la voce che la pronuncia.
Trenitalia non spreca fiato per scuse che non risarciscono nulla: le affida a
un lettore automatico. Obama c´invidia l´alta velocità, ma il resto, quasi il
90 per cento dei treni quotidiani, è un calvario di lentezza, sporcizia, afa.
Piacenza è il perno della Milano-Bologna, linea che doveva essere miracolata:
col tracciato ultraveloce, il vecchio doveva liberarsi per più treni locali più
puntuali. Falso. I treni sono quelli di prima, e viaggiano più lenti: dal 13
dicembre l´orario («irricevibile» per l´assessore regionale Peri) ha
istituzionalizzato i vecchi ritardi aggiungendo da due fino a sei-otto minuti.
Ma i treni sforano lo stesso: dopo iniziali miglioramenti, in maggio (per il
sito FerroviaER della Regione) il treni puntuali su questa tratta sono scesi
sotto il livello pre-Tav (87% contro l´88 di gennaio 2008). Le rilevazioni
autogestite del comitato "Fuori servizio" di Reggio Emilia danno
cifre più allarmate: un treno su due in ritardo, il 16,5% oltre i 15 minuti. Le
cifre ufficiali di Trenitalia invece sono ottimiste: ritardi in calo dal 2006,
91 treni puntuali su cento. Ma è una battaglia platonica: i viaggiatori locali
e gli abbonati non hanno mai diritto a rimborsi. Del resto, ai benviaggianti
dell´alta velocità non va meglio: per Altroconsumo il 16% degli Eurostar arriva
con più di un quarto d´ora di ritardo. Alla stazione di Modena non c´è più lo
sportello reclami. L´avevano ribattezzato Customer Care, poi l´hanno chiuso,
coerenti, perché alle Fs di questi customer squattrinati non gliene può care di
meno. Non sono clienti paganti, sono passeggeri della mutua, spesati dalle
regioni con milioni di euro in "contratti di servizio" per servizi
scadenti. Per Trenitalia però non pagano abbastanza: un mese fa minacciò il
governatore ligure Burlando di tagliargli 8 treni al giorno se non avesse
aumentato di 2,3 milioni di euro il finanziamento. Intanto i
"Frecciarossa" dell´efficiente ad Moretti vincono la corsa con gli
aerei, ma le sue lumache grigie le prendono da uno scooter: la velocità media
dei convogli sub-metropolitani è di 37,2 km orari (in Germania 48). E che treni,
ragazzi. La manutenzione spesso sono solo i cartellini gialli "porta non
utilizzabile". La rivista Soldi&Diritti ha constatato che da Roma
Termini 6 treni su 8 partono con almeno una porta rotta. Che comporta
affollamento e ritardi: è un circolo vizioso, il degrado delle ferrovie.
Contagia anche gli sforzi migliori. Eccoci sul regionale 2124 Bologna-Piacenza,
carrozze nuovissime, in tre l´aria condizionata non va, due bagni su cinque
fuori uso (per seicento posti), eppure è un Vivalto a due piani, un moderno
«treno ad alta capacità» (come la vescica di chi ci sale). Quanto alla pulizia,
dopo la crisi delle zecche del 2005, che costò a Fs 630 milioni in
disinfestazione, non si registrano altre invasioni di insetti, ma non c´è da
giurarci sui microbi. La Federconsumatori di Bergamo ha convinto gli ispettori
dell´Igiene a salire sui treni, referto: «Situazione critica per sedili, vetri,
pavimenti, bagni, microclima». Secondo un´indagine 2008 di Codacons, il 38%
degli Intercity viaggia con sedili sporchi e il 18% con bagni impraticabili. Ma
qui, per una volta, Trenitalia non ha colpe: da un anno cerca di liberarsi di
una ventina di appaltatori inefficienti in sette regioni, ma quelli hanno fatto
resistenza a suon di ricorsi al Tar. Così la settimana scorsa il sindaco di
Seriate (Bergamo), Silvana Santisi, ha scritto «indignata» che «da una verifica
personale le carrozze presentano sangue, siringhe, finestrini rattoppati con
nastro adesivo: uno non ha retto a tanta riparazione ed è caduto sulla testa di
un passeggero». Sotto il parallelo di Roma, dove le regioni pagano poco,
finiscono le carrozze scarto, che Altroconsumo chiama «treni ad alta vetustà».
In Sicilia ci mettono fino a 15 ore per 400 chilometri. A Bologna vedo arrivare
l´Ic Lecce-Bolzano con 105 minuti di ritardo, «un guasto a San Severo»; dietro
i finestrini facce stanche e accaldate. Nel 97 il presidente Fs
Giancarlo Cimoli, che poi lasciò con una buonuscita di 6,7 milioni di euro,
promise «aria condizionata su tutte le carrozze». Qui l´aria c´è, ma a condizione che l´impianto
funzioni, e non funziona; però i finestrini sono blindati perché «questa
carrozza è climatizzata». Così qualcuno ha spaccato le serrature, mica si può
asfissiare come hanno rischiato i passeggeri del Lamezia-Roma il 14 giugno scorso,
due ore a cuocere sotto il sole. «Salga», m´invita un ragazzo affacciato,
«tanto con questi ritardi il controllore non passa mai: o si vergogna o ha
paura». Comprensibile: la pentola bolle. La settimana scorsa l´Associazione
funzionari di Polizia ha paventato possibili «problemi di ordine pubblico per
il degrado del trasporto ferroviario nel Lazio». A Genova Brignole i pendolari
sono scesi sui binari coi fumogeni gialli contro i ritardi di «Frenitalia». Qua
e là balenano timidi tentativi di sciopero del biglietto. Ma c´è anche la via
legalitaria, e forse riserverà sorprese. I giudici di pace cominciano a
riconoscere ai pendolari tartassati il "danno esistenziale": il primo
caso a Genova nel febbraio 2008, per un´ora e mezzo di ritardo. Pochi mesi
dopo, a Milano, per la prima volta un giudice ha considerato il biglietto del
treno per quel che è, un regolare contratto di viaggio soggetto al diritto
commerciale, disapplicando le «clausole vessatorie» dell´unilaterale
regolamento Fs. Dall´inizio dell´anno, solo in Lombardia, una trentina di
persone hanno imboccato la strada del tribunale. A Bergamo, annuncia Dante
Goffetti del comitato "Ultimotreno", è in arrivo la causa civile
collettiva di venti pendolari con anni di disagi documentati. class="hilite">Se il Parlamento approverà la class="term">class class="term">action, per Trenitalia l´orizzonte
giudiziario si fa grigio, «ci sono centinaia di cause già pronte a partire». A
Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo
Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per «il servizio non adeguato». Chissà
se aveva lo stesso tono gelido del messaggio che echeggia in tutte le stazioni.
( da "Repubblica, La"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Pagina 37 -
Economia Usa, class="term">class class="term">action
contro la BofA e l´Italia è al palo roma - Il ministro dello Sviluppo, Scajola,
ha detto ieri che l´Italia ha bisogno di «riforme vere» e «non di lenzuolate»,
assestando così l´ultima picconata al piano di liberalizzazioni del suo
predecessore, Bersani. E´ curioso che Scajola nell´attaccare quelle riforme usi
le medesime ragioni dell´ex ministro del Pd, prefigurando cioè interventi
«concreti nell´interesse dei consumatori». Sta di fatto, però, che al momento
le uniche misure varate dalla maggioranza di centrodestra hanno disarticolato
più che implementato le normative pro-concorrenza. Dalle polizze alle farmacie.
Così, succede che nello stesso giorno delle parole di Scajola, dagli Usa arrivi
la notizia del decollo della class="term">class class="term">action
contro la fusione BofA-Merrill Lynch: un qualcosa di chimerico per i
risparmiatori italiani dopo l´ennesimo freno deciso in Parlamento all´azione
collettiva made in Italy. Marco Patucchi [LA SFORTUNA DEI "NEET"]
LONDRA Si chiamano "Neet", acronimo di "Not in Education, Employment or
Training", e sono i giovani britannici frai 16 e i 24 anni che si trovano
nella poco piacevole condizione di non essere a scuola, non avere un lavoro e
non stare nemmeno facendo una qualche forma di apprendistato. Questa sfortunata
gioventù è cresciuta durante la recessione a un livello allarmante: i
"neets" sono diventati un milione di persone, il numero più alto da
quando nel 2005 la Local Government Association (Lga, l´associazione dei poteri
locali britannici) ha cominciato a contarli. All´inizio del 2009 erano 935
mila, un notevole incremento rispetto agli 810 mila del gennaio 2008, e la
previsione è che entro la fine dell´estate saranno appunto all´incirca 1
milione. L´associazione dà la colpa, oltre che alla recessione, ad agenzie
governative inefficienti e al cattivo coordinamento. Enrico Franceschini
( da "Corriere delle Alpi"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Arsiè. Il capogruppo
Dario Dall'Agnol e la collega De Rocco lasciano gli scranni: «Non
rappresentiamo la popolazione» Il consiglio perde un pezzo di minoranza Alla
base della scelta c'è la batosta elettorale, Ivano Faoro interesserà la
Prefettura ARSIE'. «Il messaggio è stato esplicito: devo starmene a casa».
Queste le parole con cui Dario Dall'Agnol si è dimesso ieri dalla carica di
capogruppo dell'opposizione. Con lui anche la collega Paola De Rocco, che non
sarà sostituita. Un'azione che non ha precedenti e che ora
pone un problema serio di governo e gestione del consiglio comunale. «La
volontà collettiva del
comune di Arsiè ha scelto la Lega Nord», afferma l'ex sindaco. «Se ci fosse
stato un rapporto ragionevole di voti, voleva dire che una consistente parte
della popolazione non era d'accordo su tale mandato e quindi l'azione di
opposizione sarebbe stata doverosa. Ma poiché il rapporto è eccessivamente
sproporzionato», prosegue Dall'Agnol, «il significato è che secondo la
collettività di Arsiè l'opposizione non deve neppure essere fatta, perchè se
sono troppo pochi a chiederla, invece che azione di opposizione si connota in
realtà come azione di disturbo che è negativa per la collettività intera».
Dall'Agnol poi ricorda di aver ricevuto a titolo personale il 35 per cento di
voti in meno rispetto alle scorse amministrative: «Nonostante ritenga di aver
fatto del mio meglio, il messaggio è che devo starmene a casa». Il dimissionato
abbandonerà anche la Pro Loco e il gruppo alpini di Fastro «sia pure con grande
rammarico». Ora si pone anche un problema pratico per la regolarità del
funzionamento dell'assemblea arsedese: in consiglio siederanno due consiglieri
in meno per i quali non sono previste surroghe. Un problema che con ogni
probabilità arriverà sul tavolo della Prefettura.
( da "Repubblica.it"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
PIACENZA - Se i
pendolari un giorno si ribelleranno al loro tiranno, succederà subito dopo
queste parole: "Trenitalia si scusa per il disagio". Al binario tre
della stazione di Piacenza saltano i nervi: occhi al cielo, mano al cellulare,
"Arrivo tardi", "Possiamo rinviare l'incontro?".
L'Intercity 752 per Milano è annunciato con venti minuti di ritardo. Si
rivelano poi 25, e anche questo fa imbestialire, pure i cinque minuti ti
nascondono, in questa vita già stretta. I giornali, con i titoli agghiaccianti
su Viareggio. "È orribile, ma è fuori dall'ordinario", dice Cinzia,
infermiera, "mentre nessuno si scandalizza del disastro quotidiano dei
treni, uno stillicidio che ti logora la vita". Un tale con bici rossa
cerca il regionale delle 9.43 per Milano, sul pannello c'è scritto binario 3,
ma al 3 c'è l'Intercity in ritardo, stessa destinazione, binario, orario ma
treno sbagliato, se sali è multa. "È al cinque!" grida una donna che
ha captato un annuncio. Corsa al sottopassaggio, fiatone, volti grondanti.
Tanto sul treno l'aria condizionata sarà rotta. "Trenitalia si scusa per
il disagio": affermazione che suona falsa come la voce che la pronuncia.
Trenitalia non spreca fiato per scuse che non risarciscono nulla: le affida a
un lettore automatico. Obama c'invidia l'alta velocità, ma il resto, quasi il
90 per cento dei treni quotidiani, è un calvario di lentezza, sporcizia, afa.
Piacenza è il perno della Milano-Bologna, linea che doveva essere miracolata:
col tracciato ultraveloce, il vecchio doveva liberarsi per più treni locali più
puntuali. Falso. I treni sono quelli di prima, e viaggiano più lenti: dal 13
dicembre l'orario ("irricevibile" per l'assessore regionale Peri) ha
istituzionalizzato i vecchi ritardi aggiungendo da due fino a sei-otto minuti.
Ma i treni sforano lo stesso: dopo iniziali miglioramenti, in maggio (per il
sito FerroviaER della Regione) il treni puntuali su questa tratta sono scesi
sotto il livello pre-Tav (87% contro l'88 di gennaio 2008). Le rilevazioni
autogestite del comitato "Fuori servizio" di Reggio Emilia danno
cifre più allarmate: un treno su due in ritardo, il 16,5% oltre i 15 minuti. Le
cifre ufficiali di Trenitalia invece sono ottimiste: ritardi in calo dal 2006,
91 treni puntuali su cento. Ma è una battaglia platonica: i viaggiatori locali
e gli abbonati non hanno mai diritto a rimborsi. Del resto, ai benviaggianti
dell'alta velocità non va meglio: per Altroconsumo il 16% degli Eurostar arriva
con più di un quarto d'ora di ritardo. OAS_RICH('Middle'); Alla stazione di Modena
non c'è più lo sportello reclami. L'avevano ribattezzato Customer Care, poi
l'hanno chiuso, coerenti, perché alle Fs di questi customer squattrinati non
gliene può care di meno. Non sono clienti paganti, sono passeggeri della mutua,
spesati dalle regioni con milioni di euro in "contratti di servizio"
per servizi scadenti. Per Trenitalia però non pagano abbastanza: un mese fa
minacciò il governatore ligure Burlando di tagliargli 8 treni al giorno se non
avesse aumentato di 2,3 milioni di euro il finanziamento. Intanto i
"Frecciarossa" dell'efficiente ad Moretti vincono la corsa con gli
aerei, ma le sue lumache grigie le prendono da uno scooter: la velocità media
dei convogli sub-metropolitani è di 37,2 km orari (in Germania 48). E che treni,
ragazzi. La manutenzione spesso sono solo i cartellini gialli "porta non
utilizzabile". La rivista Soldi&Diritti ha constatato che da Roma
Termini 6 treni su 8 partono con almeno una porta rotta. Che comporta
affollamento e ritardi: è un circolo vizioso, il degrado delle ferrovie.
Contagia anche gli sforzi migliori. Eccoci sul regionale 2124 Bologna-Piacenza,
carrozze nuovissime, in tre l'aria condizionata non va, due bagni su cinque
fuori uso (per seicento posti), eppure è un Vivalto a due piani, un moderno
"treno ad alta capacità" (come la vescica di chi ci sale). Quanto
alla pulizia, dopo la crisi delle zecche del 2005, che costò a Fs 630 milioni
in disinfestazione, non si registrano altre invasioni di insetti, ma non c'è da
giurarci sui microbi. La Federconsumatori di Bergamo ha convinto gli ispettori
dell'Igiene a salire sui treni, referto: "Situazione critica per sedili,
vetri, pavimenti, bagni, microclima". Secondo un'indagine 2008 di
Codacons, il 38% degli Intercity viaggia con sedili sporchi e il 18% con bagni
impraticabili. Ma qui, per una volta, Trenitalia non ha colpe: da un anno cerca
di liberarsi di una ventina di appaltatori inefficienti in sette regioni, ma
quelli hanno fatto resistenza a suon di ricorsi al Tar. Così la settimana
scorsa il sindaco di Seriate (Bergamo), Silvana Santisi, ha scritto
"indignata" che "da una verifica personale le carrozze
presentano sangue, siringhe, finestrini rattoppati con nastro adesivo: uno non
ha retto a tanta riparazione ed è caduto sulla testa di un passeggero".
Sotto il parallelo di Roma, dove le regioni pagano poco, finiscono le carrozze
scarto, che Altroconsumo chiama "treni ad alta vetustà". In Sicilia
ci mettono fino a 15 ore per 400 chilometri. A Bologna vedo arrivare l'Ic
Lecce-Bolzano con 105 minuti di ritardo, "un guasto a San Severo";
dietro i finestrini facce stanche e accaldate. Nel '97 il presidente Fs
Giancarlo Cimoli, che poi lasciò con una buonuscita di 6,7 milioni di euro,
promise "aria condizionata su tutte le carrozze". Qui l'aria c'è, ma
a condizione che l'impianto funzioni, e non funziona; però i finestrini sono
blindati perché "questa carrozza è climatizzata". Così qualcuno ha
spaccato le serrature, mica si può asfissiare come hanno rischiato i passeggeri
del Lamezia-Roma il 14 giugno scorso, due ore a cuocere sotto il sole.
"Salga", m'invita un ragazzo affacciato, "tanto con questi
ritardi il controllore non passa mai: o si vergogna o ha paura".
Comprensibile: la pentola bolle. La settimana scorsa l'Associazione funzionari
di Polizia ha paventato possibili "problemi di ordine pubblico per il
degrado del trasporto ferroviario nel Lazio". A Genova Brignole i
pendolari sono scesi sui binari coi fumogeni gialli contro i ritardi di
"Frenitalia". Qua e là balenano timidi tentativi di sciopero del
biglietto. Ma c'è anche la via legalitaria, e forse riserverà sorprese. I
giudici di pace cominciano a riconoscere ai pendolari tartassati il "danno
esistenziale": il primo caso a Genova nel febbraio 2008, per un'ora e
mezzo di ritardo. Pochi mesi dopo, a Milano, per la prima volta un giudice ha
considerato il biglietto del treno per quel che è, un regolare contratto di
viaggio soggetto al diritto commerciale, disapplicando le "clausole
vessatorie" dell'unilaterale regolamento Fs. Dall'inizio dell'anno, solo
in Lombardia, una trentina di persone hanno imboccato la strada del tribunale.
A Bergamo, annuncia Dante Goffetti del comitato "Ultimotreno", è in
arrivo la causa civile collettiva di venti pendolari con anni di disagi
documentati. class="hilite">Se il
Parlamento approverà la class="term">class class="term">action,
per Trenitalia l'orizzonte giudiziario si fa grigio, "ci sono centinaia di
cause già pronte a partire". A Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il
presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari
per "il servizio non adeguato". Chissà se aveva lo stesso tono gelido
del messaggio che echeggia in tutte le stazioni. (3 luglio 2009
( da "Denaro, Il" del
03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Enti Locali &
Cittadini Le autonomie I Comuni virtuosi non fanno notizia A Castel San Giorgio
i risultati positivi di un progetto sulla legalità Nando Morra Farebbe cosa opportuna
e positiva il Presidente del Consiglio, se si dedicasse anche ad informarsi e
parlare delle "buone pratiche" che i tanti Comuni italiani realizzano
nel silenzio mediatico. Un "sistema" sempre pronto a denunciare vere
o presunte responsabilità di Sindaci e Amministratori, ma sordo e muto nel dare
conto del positivo che pure c'è e della qualità del rapporto tra Sindaci e
cittadini, tra standard dei servizi e investimenti. Un tema sul quale è giusto
assegnare la ribalta ed un pieno, meritato riconoscimento, al Comune di Castel
San Giorgio, al Sindaco Andrea Donato ed alla Amministrazione Civica. Nei
giorni scorsi, nella splendida Aula Consiliare, è stata celebrata con un
convegno, la conclusione del progetto "Nel Castello della Sicurezza e
della Legalità". Un progetto articolato e qualificato che nasce dalla
Legge Regionale n. 12/2005 per la realizzazione di progetti sicurezza urbana
integrata. Una strategia che ha nell'Assessore alle Politiche Sociali,
Alfonsina De Felice, un crogiuolo strategico propositivo ed una locomotiva
poderosa. E' stato un evento straordinario. Centinaia di ragazze e giovani
delle scuole locali, con familiari e tanti docenti, associazioni culturali,
sociali e volontariato, sono stati protagonisti primari di una esperienza interessante
ed originale. Un livello di partecipazione, di entusiasmo, di consapevolezza di
avere costruito un percorso importante per la formazione
individuale e collettiva e,
soprattutto, di avere piantato le radici della cultura della legalità, della
inclusione sociale, del superamento di ogni odiosa barriera etnica o religiosa,
della legittima aspirazione alla sicurezza, personale e sul territorio, nel
tessuto vivo di un corpo sociale che costituirà il collettivo dirigente,
sociale, politico, professionale, della Comunità locale nel prossimo futuro. Il
progetto, finanziato dalla Regione Campania e dalla Amministrazione di Castel
San Giorgio, ha avuto un ulteriore significativo pregio. E' stato
"costruito" e reso operativo dalle stesse strutture dirigenziali ed
operative del Comune, con alla testa il Vice Sindaco, Ubaldo Rescigno,
autentico regista che ha elaborato schemi progettuali ed operativi con il
contributo rilevante del Comandante della Polizia Municipale, Capitano Vincenzo
Santaniello. Mente e cuore della iniziativa, il Sindaco, Andrea Donato, un
amministratore intelligente e vulcanico, capace di coinvolgere la comunità
locale e la comunità scolastica, che ha chiaro nella testa che l'investimento
in termini di cultura democratica, costituzionale, sulle risorse umane, specie
se trattasi di giovani, è il terreno proprio e più autorevole e qualificato per
l'azione di governo, sostenuta al tempo stesso, da iniziative concrete,
particolarmente sui problemi della sicurezza, della inclusione sociale e della
legalità. Il progetto è stato articolato in tre ambiti di interessamento ed in
quindici azioni operative, in questionari specifici sulla percezione di
"sicurezza" dei cittadini, suddivisi per fasce sociali, sulla
identificazione dei potenziali di rischio per la comunità. In parallelo, una
azione di ampio respiro "Vivi la Legalità" che ha coinvolto più di
duecento ragazzi delle scuole elementari e medie incentrati in seminari
educativi (civica, ambientale, stradale) e gruppi di lavoro sui comportamenti
che danneggiano il principio di legalità e di sicurezza, un CD divulgativo.
Interessante anche l'impatto delle azioni del progetto. E' emersa una notevole
conoscenza della esistenza di sistemi di videosorveglianza; le sensazioni di
sicurezza che ne derivano; la maggiore sensibilità delle fasce giovanili. Forte
anche l'impatto positivo per la realizzazione della Sala Operativa integrata
per la videosorveglianza del territorio. La legalità e le politiche di
inclusione sociale rappresentano il punto forte e avanzato della politica del
governo locale. Definire il proprio Comune Città di tutti, determinare la
integrazione dei minori stranieri nel tessuto scolastico e formativo locale, definire
gli ambiti in rapporto al miglioramento della sicurezza degli spazi pubblici e
delle condizioni di vita nelle città; alla prevenzione della insicurezza; al
ruolo specifico ed all'interscambio tra Polizia Locale, nazione, servizi
sociali e volontariato. Sulla relazione puntuale del dott. Rocco Cataldo,
dirigente del Comune, si sono sviluppati contributi significativi, da Antonio
Donato, responsabile dipartimento sicurezza di Legautonomie, al Comandante
della Polizia Locale, al Vice Sindaco, agli operatori scolastici. Ma i più
significativi sono stati i contributi di due ragazze, una originaria del
Marocco, l'altra tunisina che hanno testimoniato tra gli applausi, come la
politica della inclusione e di integrazione può diventare realtà positiva e concreta.
Non è casuale, ha detto il Sindaco Andrea Donato, concludendo la
manifestazione, che i cittadini identificano negli spacciatori, nel bullismo e
nella criminalità organizzata i nodi critici della "questione
sicurezza" liquidando pregiudizi e paure nei confronti di extracomunitari
e rom. del 03-07-2009 num.
( da "Reuters Italia"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
di
Mike Collett-White LONDRA (Reuters) - Il maghetto Harry Potter sarà di nuovo
nei cinema a metà luglio con il sesto episodio della saga, e un altro grande
successo ai botteghini è previsto per la Warner Bros. "Harry Potter e il principe
mezzosangue" sarà nelle sale il 15 luglio, con promesse di grande azione, battaglie pericolose contro le
forze del male, un amore nascente nella scuola di Hogwarts e la prevista morte
di un personaggio importante. L'attesa è stata lunga per i fan di Harry Potter,
che hanno seguito le avventure del mago e dei suoi amici attraverso i sette
best-seller dell'autrice J.K. Rowling. La Warner Bros ha fatto passare ben due
anni tra il quinto film "Harry Potter e l'ordine della fenice" e
l'ultimo dei sette romanzi "Harry Potter e i doni della morte".
L'uscita dei nuovi capitoli della saga di Harry Potter, sia in versione
cinematografica che cartacea, rappresenta sempre un evento importante per
l'industria dell'intrattenimento, sia per la passione che i fan dimostrano di
avere per il maghetto inglese, chiamata dai media "Pottermania", sia
per i consistenti incassi che i film della saga garantiscono. I sette libri di
Harry Potter, con il primo uscito nel 1997, hanno venduto più di 400 milioni di
copie in tutto il mondo e hanno trasformato la scrittrice Rowling in una
multimilionaria dell'editoria. I cinque film già usciti hanno registrato
incassi ai botteghini pari a 4,5 miliardi di dollari, e gli esperti del box
office ritengono che il sesto capitolo dovrebbe incassare tra gli 800 milioni e
il miliardo di dollari, una cifra enorme per un singolo film. "E' una
serie di grande successo che ha sistematicamente stabilito numeri da record ai
botteghini. Non c'è ragione di pensare che questa volta vada diversamente",
ha detto Brandon Gray, presidente del Box Office Mojo, azienda che si occupa
proprio degli incassi fatti registrare dai film.
( da "HelpConsumatori"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
News RISPARMIO.
Confconsumatori contro Standard & Poor's, al via nuova
causa collettiva 03/07/2009
- 13:12 Arriva la prima causa collettiva per il risarcimento dei consumatori della Regione Emilia
Romagna. A proporla è Confconsumatori che oggi l'ha presentata in conferenza
stampa presso la sua sede a Bologna. La causa collettiva proposta è nei confronti della Standard & Poor's, a
seguito del crack della Lehman Brothers, Già nel dicembre scorso,
Confconsumatori aveva presentato atto di citazione nei confronti dell'Agenzia
di rating Standard & Poor's, chiedendo di esser risarciti del capitale
investito in titoli Lehman Brothers, a nome di una trentina di associati. Dopo
7 mesi da quell'evento, è iniziata la prima causa collettiva
organizzata nella Regione Emilia-Romagna e presentata al Tribunale di Milano
dall'Associazione, a nome di altri 61 risparmiatori provenienti da tutta la
regione come Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini ecc. Questi chiedono il
risarcimento dei danni per erronee informazioni ricevute, in merito ai propri
titoli Lehman. "Questa azione - hanno precisato gli avvocati Giovanni
Franchi, Stefano di Brindisi e Manes Bernardini, che stanno seguendo la causa
per Confconsumatori - non limita la possibilità di adire l'autorità giudiziaria
contemporaneamente nei confronti anche delle banche che hanno venduto i titoli
ai propri risparmiatori. Infatti il danno creato dal default della Lehman
Brother's ha determinato gravi disagi per molti risparmiatori di tutte le
età". "L'associazione è soddisfatta - conclude Secondo Malaguti
responsabile Confconsumatori Emilia Romagna e membro del Consiglio Direttivo
Nazionale dell'Associazione - per il lavoro ottenuto dalle sedi locali in
Regione, ossia consentire ai consumatori in attesa di una Class Action, di
catalizzare in una sola azione giudiziaria numerosi risparmiatori, consentendo
di dare voce alle proprie sofferenze". 2009 - redattore: GA
( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Giovani e politici
negoziano il futuro Progetto che finisce diritto nella Rete Venerdì 3 Luglio
2009, Montebelluna (L.Bon) E ora i giovani finiscono on line. E' infatti stato
inserito nella rete il sito web del progetto "Giovani e Politici negoziano
il Futuro - Giovani cittadini e decision makers per politiche giovanili
partecipate". Il nuovo indirizzo www.montebellunagiovani.net è frutto di
tutto il lavoro svolto in questi mesi che si è concluso venerdì 26 giugno
scorso con il Convegno Nazionale che si è tenuto a Villa Correr Pisani, durante
il quale alcune decine di giovani si sono confrontati tra loro su alcune
problematiche sentite a livello della comunità locale e hanno colto
l'opportunità di raffrontarsi e negoziare con dei politici locali. Il Progetto
ha permesso ai giovani di avvicinarsi alla politica attraverso una relazione
con politici, che a loro volta hanno riflettuto sulla valenza del loro ruolo e
di come questo possa essere usato nei confronti di soggetti, gruppi e della
comunità. Il processo è ancor più significativo perché tale confronto (tra
soggetti, tra gruppi, tra gruppi e istituzioni) ha fatto nascere delle
decisioni comuni che sono in fase di realizzazione grazie alla connessione tra
(giovani) cittadini e soggetti istituzionali (consiglieri comunali), in
un'ottica di amministrazione della città condivisa. I nove mesi non sono bastati per far sì le azioni siano già concretamente
realizzate, ma si sono poste le basi perché nuovi soggetti collettivi (i gruppi
di giovani) e un soggetto collettivo con nuova consapevolezza (la Commissione
consigliare politiche giovanili) continuino le azioni intraprese e ne
sviluppino altre con modalità sempre più democratiche e volte allo sviluppo
della cittadinanza.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Venerdì 3 Luglio
2009, Terza serata domani della rassegna teatrale di Arquà Polesine. A salire
sul palco alle 21.15, sarà la compagnia TrentAmiciDellArte di Saonara, diretti
da Gianni Rosso, che presenterà lo spettacolo "La zia di Carlo"
(nella foto un momento dello spettacolo), vivacissima commedia brillante in tre
atti di Brandon Thomas. La commedia è ambientata a Oxford, in un college,
intorno al 1850. Le circostanze costringono un giovane studente, Lord Frederic
Babberly, ad indossare i panni della benestante zia di un amico, donna Lucia De
Alvadorez, di cui si attende l'arrivo dal Brasile. Tutta la storia è giocata su
questo scambio di identità ed è articolata su un dialogo vivacissimo con una
serie di trovate che sono entrate nel patrimonio del repertorio farsesco. La
vitalità di questa commedia è dovuta anzitutto al fresco buonumore di cui è
pervasa oltre che all'incalzante azione scenica impressa dal regista e alle
innumerevoli occasioni che offre alle risorse e alla vis comica degli attori.
La compagnia teatrale TrentAmicidellArte è stata fondata nel 1981, su
iniziativa di Gianni Rossi. Il gruppo iniziale composto da 16 amici, è
diventato ben presto di trenta, dando così il nome all'attuale sodalizio. Come
di consueto entrata a 5 euro (bambini gratuito) ed è assicurato un ricco buffet
omaggio. Sabato scorso, nonostante la giornata ancora in parte piovosa, si è
comunque riusciti ad allestire lo spettacolo di Gualtiero Bertelli e della
Compagnia delle Acque: "Odissee". Questa volta si è utilizzato il
portico della barchessa che ha accolto un pubblico sempre numeroso.
L'allestimento pur adattato allo spazio inconsueto forse ne ha tratto
giovamento sia dal dal punto di vista acustico che scenografico. «Con Odissee
un pò si è concluso un percorso iniziato durante l'ultimo
Maggio Arquatese e che il Collettivo Teatrale di Arquà ha voluto proporre
attraverso tre spettacoli ed una mostra - afferma il regista del gruppo
teatrale arquatese, Giorgio Libanore -. In quello che è stato un viaggio ideale
che ha seguito il viaggio dei migranti veneti verso le americhe (il recital
«L'anima sui cop» di Luciano Caniato), con una forte memoria delle
proprie radici (lo spettacolo di Gianni Sparapan «Zente del Po»), per arrivare
ad una specie di universalizzazione ed attualizzazione dell'essere migrante
(«Odissee» di Gualtiero Bertelli). Questo itinerario ha avuto occasione e
genesi dalla presenza ad Arquà di un gruppo di ragazzi pronipoti degli emigrati
veneti in Brasile del 1800 e contemporaneamente dall'allestimento di una mostra
sull'emigrazione veneta». Marco Scarazzatti
( da "Sestopotere.com"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Lehman Brothers, a
Bologna Confconsumatori presenta causa collettiva
contro Standard & Poors (3/7/2009 15:22) | (Sesto Potere) -
Bologna - 3 luglio 2009 -Si è svolta oggi a Bologna, presso la sede
Confconsumatori, la conferenza stampa per presentare la nuova causa collettiva
proposta nei confronti della Standard & Poors, a seguito del
crack della Lehman
Brothers, e le nuove iniziative dellassociazione che
verranno proposte a tutela del risparmio. Già nel dicembre scorso,
Confconsumatori aveva presentato atto di citazione nei confronti
dellAgenzia di rating Standard & Poors, chiedendo di esser risarciti del capitale
investito in titoli Lehman Brothers, a nome di una trentina di associati. Oggi,
a sette mesi da quellevento, è iniziata la prima causa collettiva
organizzata nella Regione Emilia-Romagna e presentata al Tribunale di Milano
dallAssociazione, a nome di altri 61 risparmiatori provenienti da
tutta la regione come Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini ecc. Sono
intervenuti alla conferenza Secondo Malaguti, responsabile Confconsumatori
Emilia Romagna e membro del Consiglio Direttivo Nazionale dellAssociazione, e i tre
legali Confconsumatori che stanno seguendo la causa, gli avv.ti Giovanni
Franchi, Stefano di Brindisi e Manes Bernardini. Con questa iniziativa i 61
risparmiatori chiedono il risarcimento dei danni per erronee informazioni ricevute, in merito ai
propri titoli Lehman. “Questa azione - hanno precisato gli avv.ti Franchi, di
Brindisi e Bernardini - non limita la possibilità di adire lautorità
giudiziaria contemporaneamente nei confronti anche delle banche che hanno venduto i titoli ai propri
risparmiatori. Infatti il danno creato dal default della Lehman Brothers
ha determinato gravi disagi per molti risparmiatori di tutte le età”.
“Lassociazione è soddisfatta - conclude Malaguti - per il lavoro ottenuto
dalle sedi locali in
Regione, ossia consentire ai consumatori in attesa di una Class Action, di
catalizzare in una sola azione giudiziaria numerosi risparmiatori, consentendo
di dare voce alle proprie sofferenze”. Le sedi locali della Confconsumatori
restano a disposizione per fornire lassistenza a chi ne
avesse bisogno.
( da "Merateonline.it"
del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action
Voce_ai_partiti
>> Partito Democratico 3 / 7 / 2009 Codurelli/PD: DDL Energia, ora torna
al Senato Fra le negatività: ritorno al nucleare, azzeramento della class="term">class class="term">action, poliennalità delle polizze
assicurative ed esproprio del ruolo degli enti locali Il disegno di legge su
Sviluppo ed Energia, approvato in terza lettura alla Camera, ora approdato
Senato, contiene numerose negatività oltre a quanto già denunciato dalla
sottoscritta sullarticolo 27 che riguarda la questione po valley ma anche il nucleare e le
energie rinnovabili. Il PD ha votato contro perché preoccupato in particolare
dallimpostazione rigidamente centralista che ne caratterizza
limpianto, in materie molto delicate. Si stabilisce infatti il ritorno al
nucleare e la
costruzione di centrali di terza generazione, insicure, per le quali rimane
irrisolto il problema delle scorie, e come dimostrato da un recente report del
2009 del Mit di Boston, straordinariamente costose e non convenienti sotto il
profilo economico. In base a questo provvedimento il governo potrà scegliere i
siti, tanto per la produzione, quanto per lo smaltimento delle scorie, e
prevedere persino la possibilita di nominare commissari ad acta in
caso di mancato accordo con Regioni ed enti locali. Stessa metodologia sarà
utilizzata per le attività di perforazione del sottosuolo. Il Governo si è
arrogato il diritto di stabilire intese con le grandi compagnie,
indipendentemente dal parere di Regioni e Comuni”. Si profila nei confronti dei
territori, un esproprio della facolta di decidere come
utilizzare le proprie risorse, e dunque del diritto di programmare il proprio
futuro. “Questo ddl approvato dalla maggioranza è un provvedimento omnibus,
pieno di contraddizioni a causa delle divisioni interne al governo tra i ministri Scajola e
Tremonti. Lo dimostra il fatto che durante la discussione in Parlamento la
maggioranza ha aggiunto 47 articoli al testo originario. Il Pd ha votato contro
per l`inefficacia della riforma degli incentivi, attesi da imprese e distretti
industriali e senza copertura finanziaria. E vergognoso che la
maggioranza utilizzi un provvedimento che dovrebbe favorire lo sviluppo
economico per colpire quel poco di liberalizzazione che c`era, azzerando la class="term">class class="term">action
e introducendo la poliennalietà per le polizze assicurative. Queste sono le
scelte che il governo fa in barba al liberalismo e al diritto dei cittadini ad
avere servizi migliori e a basso costo. Si tratta di una legge confusa, ma
soprattutto dannosa per la salute dei cittadini e per la tutela dellambiente”.
On. Lucia Condurelli Partito Democratico Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 3/7/2009 alle 17.48
( da "Riformista, Il"
del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action
Idee. L'Italia vista
dai think tank: da Crusoe a Tocqueville Policy. Il nostro Paese ha scoperto i
pensatoi che vogliono ispirare (o criticare) la politica. E spiegare la
recessione. di Stefano Feltri Il terreno su cui si consuma gran parte dello
scontro intellettuale tra i think tank italiani è quello della crisi. Le
origini, l'analisi, le tempistiche, le previsioni e, soprattutto, le risposte
politiche per uscirne. Soltanto nell'ultima settimana, oltre alle tante già
attive, sono nate altre due istituzioni ibride, un po' culturali e molto
politiche: la fondazione Italia Futura ispirata da Luca Cordero di Montezemolo,
e Robinson Crusoe, rivista di dibattito sul web voluta da Giulio Tremonti e
Giuliano Amato e coordinata dall'economista Mauro Marè. La prima ha scelto un
approccio pragmatico, partendo dalle micropolitiche e non dall'analisi delle
grandi questioni di scenario, finanzierà con 30 mila euro il progetto più
innovativo tra quelli che partecipano a un concorso. Un'iniziativa lascia
intendere un messaggio di politica economica: dalla crisi si esce grazie alle
idee dei singoli, meglio agire da stimolo nella società imprenditoriale che
denunciarne le rigidità. Crusoe parte invece con un manifesto programmatico, in
inglese, per spiegare le dieci debolezze dell'Italia, dal debito alla spesa
pubblica, chiudendo con un invito a essere ottimisti (come sollecita il governo
e Silvio Berlusconi da mesi). Sia Tremonti che Amato sono, rispettivamente,
presidente ed ex presidente anche dell'Aspen Institute, che di crisi discute da
due anni nei seminari a porte chiuse e pubblicamente sulla rivista Aspenia
diretta da Marta Dassù: l'ultimo numero si chiama "Krìsis". Tremonti
spiega nel saggio introduttivo che questo è soprattutto un momento di
cambiamento, l'occasione per accettare finalmente un'Unione europea
intergovernativa, che possa emettere titoli di debito. La vera novità culturale
del saggio di Tremonti è che il ministro, da critico di una globalizzazione
costruita sul debito privato, suggerisce di riconsiderare in prospettiva
storica l'importanza del debito pubblico come propellente della crescita: a
supporto cita le performance dell'Italia degli anni Ottanta. L'azione politica
di Tremonti è stata però, finora, rigorista: poca spesa per avere saldi di
bilancio sostenibili. Una linea che viene contestata, in forme diverse, da
tutti i siti di dibattito a sinistra. Non si tratta di veri e propri think tank
(non sono strutture permanenti ma piazze virtuali dove si incontrano persone
con idee simili), però hanno la stessa funzione dei pensatoi strutturati: dare
idee alla politica e monitorare le politiche della maggioranza. Il sito più a
sinistra è Economia e politica, che fa capo all'economista Riccardo Realfonzo,
oggi assessore al bilancio a Napoli. Realfonzo promuove da tempo la tesi che il
debito pubblico non va ridotto ma stabilizzato, rifinanziandolo senza chiedere
sacrifici all'economia reale nel nome del rigore di bilancio. Uno degli
articoli pubblicati più di recente, a firma dello storico del pensiero economico
Guglielmo Forges Davanzati, è dedicato a «Il governo, la crisi e i costi
sociali del rigore finanziario». Più complesso individuare una linea editoriale
precisa nella voce.info, il sito di riferimento per gli economisti di
appartenenza - o almeno di cultura - bocconiana:
nell'editoriale collettivo che celebra il settimo compleanno del sito, si
ringrazia il ministro Tremonti «di tante solerti attenzioni. Vuol dire che ha
paura del nostro giudizio. Non glielo faremo certo mancare. Neanche per un
giorno. Neanche per un'ora. Anche perché non siamo certo noi i catastrofisti.
Ricordiamoci di chi in questi anni ha più volte evocato l'apocalisse». Non
prevale una visione netta della crisi, se non che può rivelarsi il momento per
le riforme, soprattutto nel mercato del lavoro e nella razionalizzazione della
spesa pubblica. Sul piano macro alcuni collaboratori, come Francesco Daveri,
continuano a segnalare i pericoli della deflazione (per ora solo teorici) e
dell'eccesso di regolazione di emergenza. Ancora più difficile individuare i
tratti comuni degli interventi nel blog collettivo noisefromamerika, meno
accademico e più informale della voce.info, dove si sfogano economisti italiani
che lavorano negli Stati Uniti. Anche in quel caso la critica a Tremonti sembra
essere uno dei pochi punti fermi. A destra le posizioni sono più marcate, c'è
anche una divisione di compiti. La fondazione Farefuturo, presieduta da
Gianfranco Fini e diretta a Adolfo Urso, ha appena pubblicato un rapporto di
cinquecento pagine che invece di analizzare l'origine della crisi analizza il
contesto in cui l'Italia dovrà competere. Individua una soluzione che, in
sintesi, è la difesa del Made in Italy: lotta alla contraffazione, incentivi
alle piccole imprese a crescere di dimensione, attirare investimenti esteri per
proiettarsi poi nel mondo con basi più solide, un po' sul modello della Fiat di
Sergio Marchionne. Il centro Tocqueville-Acton si concentra sul vuoto di valori
che la crisi ha evidenziato. Con un piede nel mondo vaticano, il pensatoio animato
da economisti come Flavio Felice (Università Lateranense) e Stefano Zamagni
(consultore del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace) parlano di un «mercato
da civilizzare». La sponda politica è quella dell'Udc di Pierferdinando Casini,
il punto di riferimento la dottrina sociale della chiesa, l'obiettivo
un'economia ricca di valori anche quando si parla di nuove tecnologie e si
usano formule matematiche. Michael Novak, in uno degli articoli più recenti
pubblicati sul sito, ha denunciato le «eresie economiche degli statalisti», ma
ha ammonito anche i liberisti: «I processi di mercato funzionano bene solo se
sottoposti a un sistema di regole, e solo sulla base di regole del gioco certe.
Un mercato senza regole è una finzione dell'immaginazione». E i liberisti che
più hanno difeso la deregulation in Italia sono quelli dell'Istituto Bruno
Leoni. Il think tank diretto da Alberto Mingardi continua a preoccuparsi degli
eccessi della regolazione (cui la politica può ricorrere approffittando della
crisi) e delle tentazioni keynesiane cui è soggetta la nostra cultura. Ma ha un
approccio più prudente nel valutare la situazione italiana. «Al governo si
chiede autorevolezza in una fase cruciale. Ma anche dalla società civile
dovrebbe venire qualcosa d'un po' meglio», ha scritto Mingardi, che - da
liberista - auspica che «ciascuno aiuti se stesso, sperando nella complicità
delle stelle». Il ministro Tremonti, nella formula d'azione «economia sociale e
di mercato» ha trovato la sintesi per combinare le istanze caratteristiche dei
tre pensatoi di destra. A destra c'è una divisione dei compiti: valori,
economia reale, mercato. Tremonti ne è la sintesi, ma è anche il principale
bersaglio culturale e politico delle istituzioni di sinistra 04/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action
BOLOGNA ECONOMIA
pag. 8 «Contro Lehman e il suo controllore» CONSUMATORI ALL'ATTACCO ANCORA non
è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata la prima causa collettiva'. Proposta nei confronti di Standard &
Poor's, la società di certificazione, è stata presentata al Tribunale di Milano
dalla Confconsumatori regionale, a nome di 61 risparmiatori provenienti da
tutto il territorio che va da Rimini a Piacenza. Il motivo? Certificazioni
della Lehman Brothers (la banca d'affari che lo scorso 15 settembre ha
dichiarato il fallimento) che, secondo la Confconsumatori, non avrebbero reso
consapevoli gli investitori dell'imminente tracollo. «Pur in assenza della normativa sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo
Malaguti, responsabile di Confconsumatori Emilia Romagna e membro della
direzione nazionale qualcosa, piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel
settore finanziario. Questo anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi
dalla gestione politica dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo
delle cose». A presentare la causa gli avvocati della Confconsumatori
Giovanni Franchi, Stefano Di Brindisi e Manes Bernardini. «Tramite un'azione
catalizzante da parte della Confconsumatori spiegano gli avvocati 61 cittadini
rivoltisi alle varie sedi dell'associazione hanno deciso di ricorrere al
Tribunale di Milano contro Standard & Poor's, perché venga accertato il
comportamento negligente e omissivo, il quale ha concorso in maniera
determinante alla realizzazione dell'evento dannoso per cui è stata instaurata
la causa. Evento principale: quello di aver ingenerato nei consumatori continuano
gli avvocati - l'affidamento e la convinzione che i prodotti finanziari Lehman
fossero titoli sicuri e affidabili, in quanto assistiti da un rating molto
positivo e accreditato da una delle più importanti agenzie mondiali operanti
nel mondo della finanza».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action
BOLOGNA ECONOMIA
pag. 9 ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata
avviata... ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata
avviata la prima causa collettiva'. Proposta nei
confronti di Standard & Poor's, la società di certificazione, è stata
presentata al Tribunale di Milano dalla Confconsumatori regionale, a nome di 61
risparmiatori provenienti da tutto il territorio che va da Rimini a Piacenza.
Il motivo? Certificazioni della Lehman Brothers (la banca d'affari che lo
scorso 15 settembre ha dichiarato il fallimento) che, secondo la
Confconsumatori, non avrebbero reso consapevoli gli investitori dell'imminente
tracollo. «Pur in assenza della normativa sulle azioni
collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di
Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa,
piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo
anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica
dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose». A
presentare la causa gli avvocati della Confconsumatori Giovanni Franchi,
Stefano Di Brindisi e Manes Bernardini. «Tramite un'azione catalizzante da
parte della Confconsumatori spiegano gli avvocati 61 cittadini rivoltisi alle
varie sedi dell'associazione hanno deciso di ricorrere al Tribunale di Milano
contro Standard & Poor's, perché venga accertato il comportamento
negligente e omissivo, il quale ha concorso in maniera determinante alla
realizzazione dell'evento dannoso per cui è stata instaurata la causa. Evento
principale: quello di aver ingenerato nei consumatori continuano gli avvocati -
l'affidamento e la convinzione che i prodotti finanziari Lehman fossero titoli
sicuri e affidabili, in quanto assistiti da un rating molto positivo e
accreditato da una delle più importanti agenzie mondiali operanti nel mondo
della finanza».
( da "Foglio, Il" del
04-07-2009)
Argomenti: Class Action
4 luglio 2009 Da
piattaforma a partito "frame", ecco il congresso junior del Pd Chi
lancia Marino, chi difende Debora, chi scherza su Obama consigliere regionale.
Cinque smaliziati giovani democratici Negli ultimi tempi il Foglio ha ospitato
diversi interventi per ragionare sul futuro del Partito democratico, ha
pubblicato il manifesto con cui Ignazio Marino presenterà (con ogni
probabilità) la sua prossima candidatura, ha raccontato il pensiero politico di
Francesco Rutelli, ha proposto di creare un grande partito in grado di
contenere tutte le anime del centrosinistra e ha cercato di approfondire i temi
legati a tutto ciò che nel bene e nel male significa nuovismo. Per provare a
parlare in maniera più approfondita di questi argomenti abbiamo organizzato un
forum, in cui cinque esponenti del Pd hanno risposto alle domande del Foglio.
Il forum è stato curato da Claudio Cerasa, Marianna Rizzini e Marco Valerio Lo
Prete. Foglio: Presentetavi. Sono Giuseppe Civati, faccio il consigliere
regionale del Partito democratico, finché esiste il Partito Democratico. Sono
Francesco Boccia, deputato, pugliese, esperto diciamo di primarie: sul campo.
Sono Paola Concia, deputata del Pd, pugliese dadozione, esperta
di Partito democratico. Sono Fausto Raciti, siciliano, di Acireale, segretario
nazionale dei Giovani Democratici. Sono Gianluca Lioni, sono sardo della
Maddalena, sono responsabile associazionismo e terzo settore del Partito democratico,
ho 28 anni e li porto molto male Foglio: Prima domanda: per chi voterete al
prossimo congresso del Pd? Civati: Per il terzo uomo! Foglio: E chi è? Civati:
Non si può dire… Foglio: Noi lo sappiamo: è un tale che si occupa di medicina.
Mai sentito parlare di Ignazio Marino? Civati: Può essere, fuocherello… Concia:
Fuochino! Foglio: Spiegate: un terzo uomo a che serve? Civati: Un terzo uomo è
fondamentale perché noi crediamo che esista molto più Pd di quanto i due
candidati abbiano rappresentato sinora. Cè bisogno di una terza
forza per rendere un po più costruttivo questo dibattito che mi sembra
sia iniziato nel modo più cattivo e stupido possibile. Almeno prima dellintervento
di Bersani, che ha posto dei temi sul tavolo. Fino ad allora erano volate sassate da tutte le
parti. Noi crediamo di poter svolgere un ruolo molto costruttivo sostenendo una
terza figura libera, come il vento, e capace forse di portare un po
di vento in poppa al Pd. Foglio: E perché allora si sono presentati Bersani e Franceschini?
Civati: Si sono presentati perché fortunatamente, nonostante lo statuto
incredibile, ci si può ancora presentare. Mancava solo la norma che dicesse “è
vietato presentarsi come segretari nazionali”. Concia: Io voterò per il terzo
uomo. Foglio: E chi sarà? Concia: E una sorpresa. Si saprà
presto, anche per ragioni oggettive. Foglio: Se si candidasse Ignazio Marino
sarebbe il terzo uomo? Concia: Oggettivamente sì. Cè bisogno di uno
spazio per andare oltre la guerra tra bande, per andare oltre il dover rispondere soltanto alla
domanda “con chi stai?”, ma piuttosto “che Paese vuoi e che partito vuoi?”.
Purtroppo la tradizione dei partiti di provenienza e la primissima tradizione
del Pd oggi non consente a chi si candida di andare fino in fondo a queste
domande. E questa terza figura vuole essere una figura di libertà. Foglio: Per
quali motivi non andrebbe votato Bersani e per quali motivi non andrebbe votato
Franceschini? Concia: Perché secondo me la logica con la quale si sono strutturati
questi schieramenti – ovvero come guerra tra bande – non è condivisibile. A mio
parere non riusciranno, con questa logica, ad andare oltre quella
strutturazione e a costruire unidea di paese e poi di partito.
Boccia: Io ieri ho trovato Bersani molto convincente. Ha risposto ad alcuni quesiti che gli
avevamo posto. Avevamo incontrato Bersani più volte nelle settimane scorse,
come del resto Franceschini. Noi gli avevamo posto alcuni quesiti molto netti,
oggetto anche di un documento – “Indietro non si torna” – firmato da molti
democratici. Cinque punti che con altre persone, compresa Paola, Pippo ed
altri, avevamo condiviso, e per me quelli sono cinque punti irrinunciabili. Che
hanno un comune denominatore di fondo: la centralità della persona che non può
non essere il pilastro cardine su cui è stato costruito lUlivo
e quindi il Pd. Bersani mi garantisce un partito solido, perché per costruire
politiche fiscali, di welfare, sulla giustizia, sulla sanità,
sullistruzione significa non fare accordi di facciata con pezzi interi di
gruppi organizzati, corporazioni, associazioni di interessi legittime ma che
inevitabilmente hanno sfiancato questo paese negli ultimi venti anni, anche con
la colpevole collusione del centro sinistra. Colpevole, colpevolissima. Le
forme di controllo nel nostro partito di appartenenza sono mancate perché in
realtà noi abbiamo avuto partiti ricchissimi al centro – lo dico anche con una
fortissima critica al mio partito di provenienza, la Margherita, che pure io ho
sempre definito “uno spazio politico” più che un partito. Ds e Margherita erano
due partiti molto ricchi ma poveri di coraggio. Povertà di coraggio che noi
abbiamo pagato, inutile nasconderlo, nel 1996 quando Rutelli da un lato e
Fassino dallaltro non fanno laccordo con Prodi sulle liste unitarie in tutta Italia.
Quello è il momento nel quale noi abbiamo minato il progetto vero del Partito
Democratico e dellUlivo. Perché da quel momento in poi è
iniziata la parabola discendente che ha messo il centro-sinistra nelle condizioni di pareggiare le elezioni
– che pure abbiamo detto di aver vinto, mentre aveva ragione Berlusconi, le
avevo pareggiate – abbiamo fatto lultimo governo- armata
Brancaleone e da quel momento in poi sono venute fuori tutte le contraddizioni.
La soluzione è stata
il “partito liquido”, leggero, con alcune suggestioni rispetto alle quali io ho
avuto più di un confronto – leale e costruttivo – con Walter Veltroni. Non mi
ha convinto la proposta. Cerano suggestioni ideali, vanificate dal
“ma anche”, quindi da
decisioni parziali, assolutamente sotterrate dal partito liquido. Comunque
Veltroni, da quando si è dimesso, credo vada difeso come tutti i grandi leader
del partito, anche perché ha dato un contributo importantissimo a questo
partito. Detto questo, perché Bersani? Perché mi garantisce un partito solido,
popolare, in parte dei circoli. Si è impegnato ieri a che il 90 per cento del
finanziamento pubblico vada ai circoli. Io non voglio più vedere un partito che
metta i cartelloni 6x3 a Orsara di Puglia. Bersani garantisce un partito che
riparte dalla centralità della persona e che parte dalla centralità dei
territori e dei circoli. E io penso si debba ripartire da qui. Penso che la
distinzione tra Franceschini e Bersani non sia il tasso di sinistra di uno
rispetto allaltro, o il tasso di garanzie del credo religioso di uno
rispetto allaltro. Io penso che questo congresso sia il primo vero
congresso del partito, con una contaminazione reale. Davvero mi auguro, per il
partito, che ci sia un terzo o quarto candidato. Molti voteranno Franceschini non certo perché
garantisce i principi cattolici, altrimenti sarebbe un errore per tutti.
Raciti: Fausto Raciti è stato convinto dal discorso di ieri di Bersani, è stato
convinto dallidea di provare a costruire un partito competitivo, con laspirazione
di vincere le elezioni e andare al governo, individuando un sistema di
alleanze, provando a tornare al senso del progetto dellUlivo. E
stato convinto da unidea precisa di profilo del Pd quale partito della
sinistra riformista e
liberale, attento a scorporativizzare la società italiana. E nonostante questo,
non si stente parte di una guerra tra bande. Non crede che ci sia qualcuno che
faccia parte del Pd e che interpreta il Pd e qualcuno che non lo fa. Penso ci
siano interpretazioni diverse del Pd e che si debba permettere un elemento di
verità su questo punto. Anche perché fino a oggi ogni dirigente che ha parlato
di Pd ha parlato di una cosa diversa. E oggi paghiamo lo scotto di questo. Non
voto Franceschini perché non sono stato convinto da alcuni passaggi della
gestione degli ultimi mesi, primo quello del referendum. Ho avuto limpressione,
per quello che ho potuto sentire nel suo intervento video, che lidea
della funzione del Pd non sia definita sufficientemente. Non può bastare il tema del
rinnovamento generazionale per giustificare una ricandidatura di un segretario.
Lioni. Io voterò Dario Franceschini perché è stato chiamato in una fase
emergenziale e la mission affidatagli non era quella di vincere lo scudetto ma
di salvare la squadra dalla retrocessione, e penso che ci sia riuscito. E
un merito importante, visto che la situazione era davvero drammatica, anche dal
punto di vista psicologico. Cera una fase di grande smarrimento
collettivo nel nostro popolo. Poi ho sentito Bersani e la sua posizione sul partito che propone merita
rispetto, è dignitosissima e per alcuni aspetti ha anche unaura
di nobiltà. Io vengo da un percorso “poco fashion” di fare politica nelle
sezioni. Anche a livello quasi proustiano, per me lodore della politica è lodore
della colla che si usa per attaccare i manifesti quando si esce la notte con
gli altri iscritti. Quindi ho grandissimo rispetto per quel tipo di “cursus
lavorum”. Ma quello è un modello che batte la fiacca, che non è in grado di intercettare nuove
domande che la società presenta, e non solo per un capriccio di Veltroni, ma
perché oggettivamente mi pare rispecchi quel modello che io – a 28 anni – ho
conosciuto nei grandi film in bianco e nero di Peppne e Don Camillo, di quelle
narrazioni di passione civile, impegno, grandi ideali, in cui i luoghi di
aggregazione e di maturazione dellidentità erano gli
oratori, le sezioni, le case del popolo. Questo è un mondo che merita grande
rispetto, che non bisogna rinnegare perché si deve sempre essere orgogliosi delle nostre radici,
ma che chiaramente è un modello distante dai fermenti della nuova società.
Concia: Io non credo si debbano rinnegare sezioni, circoli. La vita di un
partito è anche quello, soprattutto quello. Il problema è come declinarla nella
modernità. Come far vivere un circolo nel territorio. Perché oggi tra laltro
dobbiamo anche ringraziare molto quei quattro gatti che oggi fanno vivere quei circoli nel territorio.
Il problema è che non bastano quelle persone, ci vogliono energie nuove, e
necessariamente unaltra modalità di rapporto tra le sezioni e
il territorio. Boccia: Io volevo recuperare un tema, quello del progetto di
società che noi stiamo proponendo. Io non mi appassiono allanalisi di
quale partito costruirebbero
gli avversari del mio segretario ideale. Intanto perché se restano candidati
soltanto Franceschini e Bersani, il modello di Franceschini lo conosco già, è
il partito attuale. Io per Dario ho molta stima personale, però Dario è stato
vice di Veltroni per 18 mesi. E stato segretario in un momento
difficilissimo, ma quando io ho creduto nellUlivo non credevo di
retrocedere. Noi con lUlivo avremmo dovuto cambiare la società italiana.
Avremmo dovuto definire un progetto di società che avevamo in mente, perché la differenza tra noi e il
centro-destra è che noi ripartiamo dalla centralità dellindividuo,
e le politiche diventano strumenti con i quali noi interveniamo sui mercati per
far star meglio la gente. Questa è la differenza tra centrodestra e centrosinistra. Ma questi temi a un
certo punto non sono stati più centrali nella nostra agenda, perché nel grande
Truman show che abbiamo messo in piedi, le cose che abbiamo detto alla società
italiana non sono state realizzate perché non abbiamo avuto il coraggio di
rendere il partito autonomo. Non solo autonomo dai sindacati – questione che io
pure pongo allinterno della mozione Bersani che sto
contribuendo a scrivere – ma autonomo ma da tutti, anche dagli editori. Io la
soffro la cappa… Concia: E Nerozzi è daccordo su questo? Boccia: Io penso che
linnovazione la pratichino i ventenni, non i quarantenni, i cinquantenni.
Se non altro perché linnovazione, secondo me, è il coraggio di cambiare
costumi, abitudini, che sì incidono sulla società. E un uomo o una donna di quarantanni
hanno già una certa strutturazione. Questo nuovismo però… Lo dice anche uno che
fino a quattro anni fa non ha fatto vita di sezione, ha fatto liscritto a
un partito, il sostenitore di una certa idea della politica, ma passando dodici ore al giorno a fare quello che
fanno tutti gli italiani. Da quando sono dentro, mi rendo conto che ci sono
alcuni meccanismi che sono da addetti ai lavori, che vengono utilizzati come
clava da parte degli uni contro gli altri. Questo è un errore che non voglio
sia fatto in questo congresso. Io voglio giudicare il progetto politico che
mette sul tavolo Dario Franceschini, quello che mette sul tavolo Pierluigi
Bersani e quello che metteranno in campo il terzo e il quarto candidato.
Concia: Ma così si rischia di restare agli slogan… Parliamo di valorizzazione
dei talenti dagli anni Novanta… Boccia: Io lho detto e lho
scritto come fare. Io ho 41 anni e vado in pensione a 60 anni, i ragazzi di
oggi non sanno che dovranno andare in pensione a 70 anni e nessuno ha il coraggio di dirglielo. Chi
non ha questo coraggio è gente che andrà in pensione a 58 e ci andrà sulle
spalle loro. Un partito riformista vero come il nostro propone la riforma
previdenziale in questo paese, chiede a un pezzo di società che ha un tetto
sulla propria testa di fare sacrifici per i ventenni e dà tutti i risparmi del
welfare ai giovani. Se però hai un grande sindacato, o il partito degli
editori, che dicono di no perché non è conveniente e tu non lo fai… Foglio:
Gran bel programma, ma perché non ti candidi tu al congresso? Boccia: Perché
penso che ogni cosa vada fatta nel momento giusto. Molti di noi – penso a
Civati, Paola Concia e a molti altri che non sono qui - sono in grado di
rappresentare il Partito Democratico quanto i candidati attuali, però penso che
per guidare un grande partito di massa che deve intercettare più di 13-14
milioni di voti, è giusto farlo attraverso esperienze consolidate. Concia:
Obama ci ha messo quattro anni. Era un semplice deputato come noi e ha lanciato
un percorso… Civati: Era un consigliere regionale Obama praticamente! E ogni
riferimento è puramente casuale. Boccia: Io penso che uscirà un Obama, o una
Obama, tra 4-5 anni, perché sarà anche il tempo giusto. Foglio: Boccia, lei
dice che cè un tempo per ogni cosa. Il Corriere ha detto, riprendendo unidea
di Velardi, che gli Italiani vorrebbero un pazzo che scendesse in campo.
Nessuno di voi si sente pazzo? Boccia: Ma tu lo hai letto lo statuto? Se non
hai il 15 per cento di iscritti, non arrivi a fare la gara finale. Foglio: Non credete sia
assurdo che persone che vogliano rinnovare il partito puntino su gente, come
dire, un po vecchia? Civati: Noi non stiamo puntando su nessuno! Abbiamo
tanti altri difetti ma non questo. In noi cè un tratto di lucida follia, come si dice. Bisogna avere
però molta responsabilità. Io sono curioso delle altre candidature in campo e
non le ritengo rivali, anzi ieri Debora Serracchiani ha innescato un meccanismo
dal quale ci dobbiamo sottrarre tutti. Poi altri hanno fatto peggio di lei… A
noi interessa rappresentare una posizione politica che abbiamo raccolto
attraversando i circoli. Per cui anche questa stronzata per cui noi saremmo sul
web dalla mattina alla sera, francamente…magara! Abbiamo raccolto tanti
entusiasmi e tante delusioni, abbiamo voluto provare a riscoprire uno spirito
che se non era quello del Lingotto in termini di proposta precisa – su questo
si può discutere, ma io ritenevo il discorso di Veltroni un clamoroso passo
avanti; altri so, da ieri, non la pensano così, però a questo punto credo si
debba rilanciare questo messaggio e lo si possa fare finalmente con un
congresso nel quale si cercano finalmente anche delle soluzioni. Se poi
Franceschini ne ha due, Bersani tre e il terzo uomo cinque – come penso io – vincerà
il terzo uomo. Ma le soluzioni di ciascuno devono poi essere messe a
disposizione di tutti. Penso ad esempio ad alcuni temi che mi ossessionano:
sulla sicurezza e lintegrazione – che vengono insieme – io
vorrei che questo partito trovasse una posizione comune per un anno e vedere leffetto
che fa, anche per precisare alcune questioni che qui al nord sono al centro del
dibattito di tutti. Perché chi ha fatto banchetti elettorali, sa che ormai la
sinistra si vota nonostante la sicurezza. Il tema è scappato di mano. Vorrei anche che si
trovasse una qualche soluzione su cui si possa convergere per quel che riguarda
il mercato del lavoro, sulla riforma del welfare. Il giovanilismo in sé non mi
interessa, ma se il giovanilismo serve per porre una questione nei confronti di
una generazione senza diritti, allora mi inizia a essere simpatico. Noi abbiamo
poi fatto poi lo sforzo di coniugare linnovazione in termini
comunicativi, con la necessità di recuperare lantica tradizione di
militanza che è parte considerevole del nostro elettorato e del nostro partito. Vorrei quindi che
superassimo, almeno noi, queste dicotomie da giornali, perché io sono un po
dalemiano nella polemica con i giornali. Tipo Debora contro i vecchi o i vecchi
contro Debora, sembra un film degli anni Settanta, un po porno tra
laltro. Concia: Sullo scontro tra vecchio e nuovo, sappiamo benissimo che
la mia interpretazione, come quella di Pippo, non è assolutamente questa. Un
conto intercettare il rinnovamento, un conto è essere innovamento. Per questo io dico a Francesco: è
vero che innovatori sono i giovani, ma allora anche Obama – che ha letà
mia – non potrebbe essere innovatore? Innovatore non è solo il giovane ma chi
riesce a fare propria linnovazioni e farsi contaminare da essa. Altrimenti non sei classe dirigente…
Lioni: Penso che nessuno ne faccia una questione anagrafica. Tu hai utilizzato
un termine impegnativo, come “classe dirigente”. Tutte le realtà che sono nate
intercettando grande attenzione su questo profilo generazionale, non è che
siano fatte di passanti. Voi siete già classe dirigente. Insomma, anche tra i
firmatari del documento dei quarantenni, ci sono ex-ministri ombra, cè
un segretario organizzativo del partito come Andrea Orlando… Questi fermenti
sono comunque segni di
vitalità, ma confermo come sia un po stucchevole e manichea
la dicotomia tra buoni e cattivi, nuovi e vecchi. Detto questo, senza fare
lavvocato difensore di Debora Serracchiani, ma lei magari sarà stata un po
ruvida, però a me non è sembrata né futile né superficiale. Oltre alla battuta della simpatia,
poneva anche dei problemi, parlando anche di welfare, di laicità, indicava dei
temi, tra i quali anche quello del ricambio generazionale. Boccia: Chiediamo a
Maltese di fare rewind e fare unaltra intervista, quella è venuta male.
Concia: Lei ha intercettato il grande desiderio di rinnovamento, ma cè
una differenza tra intercettarlo ed esserlo. Boccia: Siccome conosco centinaia
e centinaia di giovani del Pd – come Civati che ha una vagonata di preferenze per essere eletto –…Sai quanti
Civati non serracchianizzati ci sono? E intendo cioè passati attraverso il
meccanismo “critico il vertice – finisco sotto i riflettori – parlo al paese”.
Tu dai a Civati e altri centinaia di ragazzi il potere, verrebbe fuori un altro
Pd. Il problema è che, quando anche venisse fuori, che tipo di società proponi?
Io laltra volta ho fatto le primarie con Letta, candidando in
assemblea nazionale soltanto ragazzi. Quando mi sento dire che con Bersani ci
sono solo la nomenclatura
e i vecchi, io mi incazzo. Raciti: Noi sfuggiamo a un dettaglio. Ovvero noi
parliamo di innovazione come un tema che sia capace di mobilitare chissà quali
consensi. Però lItalia è un paese profondamente
conservatore, profondamente legato ad alcuni assetti sociali e ad alcune
incrostazioni, un paese in cui linnovazione non trascina
automaticamente dietro di sé il consenso. Concia: Stai dicendo una cosa
pericolosissima… Raciti: Oltre a ragionare di innovazione in relazione
alletà delle nostre classi dirigenti, una classe dirigente nuova che si pone il problema
di cambiare il paese, deve avere capacità, idee chiare, struttura, spalle,
forza che non possono essere affidati alla leadership di cui parlavamo prima.
Un partito a cosa serve? Serve perché se devo sfidare le incrostazioni
consociative di questo paese, i blocchi che impediscono alla mia generazione di
immaginare non dico un progetto di vita ma il modo per sbarcare il lunario,
devo sfidare tante di quelle forze che non basta trovare la leadership solitaria
che prende voti alle primarie. Serve una classe dirigente a partire dal
territorio. Questa classe dirigente in grossa parte cè
già, ma non è mobilitata, è vittima di una discussione in cui i giovani non
sono protagonisti del dibattito ma solo strumenti. Concia: Attento Fausto a dire che linnovazione
non incontra immediatamente il consenso, perché io ho unambizione più
alta… Raciti: Le elezioni in Italia le vince Berlusconi… Concia: Allora
dobbiamo fare come Berlusconi? Allora fa bene il Pd a scimmiottare Berlusconi! Ma allora cosa
lo facciamo a fare questo congresso? Se per te linnovazione passa
soltanto attraverso la ricerca del consenso, allora hai già perso. Perché il
popolo italiano è un popolo di egoisti, con caratteristiche che ci impediscono di essere un popolo innovatore,
ed è una delle ragioni per cui siamo indietro rispetto ad altri paesi. Lambizione
di un partito che vuole essere di governo, deve essere quella di essere
riformisti, e il riformismo è anche molto radicale. Le riforme immediatamente non danno il consenso,
ma creano cambiamento. Ha detto bene Francesco: se dai opportunità a tanti
Serracchiani di salire sulla scena, poi dopo che ci fai? Io faccio da tempo una
battaglia contro la cooptazione. Io sono stata cooptata, tutti siamo stati
cooptati in Parlamento perché ci si andava solo così. Dopodiché se vuoi
innovare e cambiare la cultura politica del partito, devi fare questo, aprire
uno spazio in questo senso. Io credo ci voglia un circolo virtuoso: no al nuovo
pilotato, sì al vecchio generoso. Se il nuovo è pilotato, non cambia nulla.
Civati: A me viene in mente il credo Niceo-costantiniano, ovvero “Generato non
creato, della stessa sostanza del padre”… Ho limpressione che
molti innovatori siano innovatori di corrente. In passato ho visto anche innovatori
transcorrentizi, con persone che sono riuscite a cambiare quattro mozioni. Cè
una dinamica che è anche quella di avere un po di coraggio. Tra
laltro il libro della Serracchiani si intitola “Il coraggio che manca”.
Per cui ci vuole la
capacità, pur da giovani, di formarsi un profilo, che poi può essere utile o
meno, ma comunque cercare di mettere un po da parentesi le
provenienze. Io ho visto i capi storici di questa tradizione di centro-sinistra
essere molto in difficoltà. A partire da Prodi e Veltroni che litigano, ovvero il ticket di dieci
anni fa che si è rovesciato. E questo mi dispiace, crea confusione in una
consistente parte degli elettori. Mi sembra che lo stesso DAlema
abbia avuto delle uscite infelici, che hanno considerato lavvio della campagna di
Bersani. Lo dico serenamente, quando uno dice “a questo punto Pierluigi ha
vinto”, non gli fa un piacere. In crisi i nostri “padri”, forse è il caso che
ciascuno di noi consideri questo congresso non come una occasione di narcisismo ma come unoccasione
per valutare quello che sa fare e metterlo a disposizione. Foglio: Domanda
semplice. Perché non ammettete che lunico futuro possibile per il Partito
democratico è quello di creare un grande contenitore, un gigantesco partito in stile americano, in grado di
mettere insieme tutte le forze e tutte le anime del centrosinistra? Boccia: E
una provocazione. E inutile nascondere che gli assetti istituzionali non
sono indifferenti. Non possiamo pensare di andare verso il bipartitismo a livello nazionale e poi sul
territorio avere un paese che va sempre più verso una maggiore autonomia
locale, come succede da almeno 15 anni. Se il modello di raccolta delle istanze
su scala territoriale è un modello tradizionale, poi non puoi pensare che a
livello nazionale si usi un metodo di raccolta delle istanze di tipo diverso.
Questa schizofrenia è il regalo che ci fa la Seconda Repubblica. Bisogna essere
seri: abbiamo regioni sempre più simili a piccoli stati, ma che hanno bisogno
di uno stato snello ma forte…. Se vivessi negli Stati Uniti, sì, sarebbe
possibile. Ma tu lo vedi un grande partito americano che sintetizza tutte le
istanze da Reggio Calabria a Milano? O noi mettiamo sul tavolo, a congresso, un
certo modello di autonomia territoriale, con segretari regionali che non
prendono ordini da Roma…allora a quel punto sì. Oggi è unutopia.
Fai il Pd federale, con autonomia reale dei territori, e poi forse puoi
costruire anche un grande partito di massa partendo dal basso. Ma solo in quel
caso, secondo me.
Concia: Io non sono contraria a questo modello di partito, del tutti dentro. Ma
cè un particolare non irrilevante, ovvero che noi abbiamo una
sinistra – fuori dal Pd – che ha uno spasmodico bisogno identitario. La
frammentazione della sinistra è un cancro per la stessa. Non solo il Pd si deve ripensare, ma
anche la sinistra cosiddetta radicale. Io non la considero radicale, ma anche
loro si devono ripensare. Se oggi dicessero a Obama “sei di sinistra”, lui non
si offenderebbe. Franceschini non lo so… Lioni. Secondo me invece Franceschini
non si offende e Obama sì, visto che in America cè
unallergia verso tutto ciò che evoca il maccartismo. Quando andai a fare
un po di volontariato per la sua campagna, lui in quei giorni usò
lespressione “ridistribuzione
della ricchezza” e secondo quei parametri era al limite del bolscevismo, però
poi ha vinto. Ma non sono daccordo con Paola sulla sua
riflessione sullItalia. Temo che con la tua impostazione, secondo cui il
paese sarebbe conservatore e incivile. Io ho una buona idea dellItalia,
credo sia migliore di come spesso viene rappresentata. Penso anzi che il Pd
debba assomigliare un po più allItalia, perché cè
unItalia di coesione sociale, di valori… Non vorrei che dietro quella
lettura del paese ci
fosse invece un meccanismo dannosissimo per la sinistra, ovvero un
atteggiamento snobistico, uno storico complesso di superiorità della sinistra
italiana. Concia: No, io non sono dalemiana da questo punto di vista. Io ho
grande rispetto per quelli che votano a destra. Lioni. Io lo dico come
riflessione generale. Io mi occupo di terzo settore, sto spesso con giovani
meravigliosi – che fanno scout, volontariato, lavorano per Ong – ma ciò non
vuol dire che dobbiamo rinunciare a interloquire con chi magari guarda i
programmi di Maria De Filippi. Concia: Però il fatto che siamo un paese che si
sta richiudendo su se stesso, che il livello di civiltà sia più basso di quanto
avviene in Europa, non parlo di quelli che votano Berlusconi per i quali ho un
grande rispetto. Parlo di tutti noi, compresa me stessa. Foglio: Sono i giovani
politici italiani che non riescono a ottenere risultati, perché sono molto
scarsi, oppure la difficoltà di rinnovare questo partito, non so, è frutto di
un complotto? Civati: Ho una storia politica un po
eretica, ho sempre lottato per fare cose diverse, nuove, un po come
Bersani che dove arriva, innova, e anche io ho cercato di fare un po
questa cosa. Da qualche mese non mi sarei aspettato tanta attenzione. Insieme
con Paola e tanti amici,
abbiamo fatto delle cose perché ci credevamo. Ma quando inizi a frequentare una
scena politica più ampia di quella cui sei abituato, ti muovi anche con grande
serenità, perché sai di essere modesto – non perché lo sei. E
vero che il posto bisogna andarselo a prendere, ma anche la nascita di Obama – che tanti di noi
citano un po a macchinetta – non è la nascita di uno che si è fatto da solo.
Ha fatto una carriera abbastanza ruvida nel suo Stato, si è fatto largo,
lha spuntata anche per gli scandali che hanno coinvolto i suoi sfidanti, e ci mette comunque
quattro anni, scrive due libri e viene – qui è il punto – sostenuto da tutti
quelli che non stanno con i Clinton, dalla periferia dellimpero.
E stato un processo di costruzione molto lento e le domande non sono mancate. Durante la
campagna ci si chiedeva: where is the beef? Anche lui era considerato un
giovinastro, per di più afro-americano. Lì si dimostra come linnovatore,
anche simbolico, possa avere una presa superiore – pur scontando
allinizio un
certo handicap. Anche nel nostro paese sarebbe impensabile che un gay, o una
persona di colore…siamo molto più indietro. Lioni: Ma dicevano così anche in
Puglia, a volte la società è sottovalutata. Quando Nichi vinse le primarie
contro Francesco, DAlema disse: “Ha vinto le primarie ma non vincerà mai le
regionali”. Spesso gli italiani sono più avanti, se noi questo rinnovamento
glielo proponiamo… Foglio: Io voglio chiedere a Fausto una cosa: nelle vecchie
tradizioni, i giovani comunisti ad esempio, per creare un ricambio di classe
dirigente i giovani non vanno ad aggregarsi per sponsorizzare i vecchi capi
della politica, creano soluzioni alternative. Allora tu Fauso, perché appoggi
direttamente un vecchio dirigente del PD e non ti aggreghi con persone come
Pippo che propongono un ricambio? Raciti: Io, da persona umile, sapendo di
avere 25 anni, non mi sento allaltezza di poter pensare di fare
segretario del Pd. E non penso che le soluzioni si trovino a prescindere. Cioè
il tema di cui devo discutere non è quello delletà o il cursus honorum
di Bersani o di Franceschini. Io ho ascoltato cosa hanno avuto da dire e fino
ad ora sono gli unici scesi in campo, e dico che cè una idea che mi
convince di più. Concia: E se ci fosse un terzo candidato? Foglio: Giuseppe, sai che se ti candidi Raciti
ti vota? Civati: Se fosse vero mi candiderei volentieri… Raciti: Io dico
un'altra cosa, che il tratto che fa la differenza tra innovatori e conservatori
non è quello di carattere anagrafico o legato alla carriera. Non mi chiudo
rispetto a un ipotetico terzo. Civati: A proposito di questidea
io la penso così. Cè un 40 per cento dellelettorato che anche nei
momenti peggiori vota centro-sinistra. Io credo che ci dobbiamo rivolgere a
questo 40 per cento nel suo complesso. Lidea di avere un partitino gestibile, una
cosa a tre, non mi interessa per niente. Se posso lanciare un appello che a
Ferrara potrebbe piacere molto: non parliamo più di “vocazione maggioritaria”,
che a me pare una cosa tra il curiale e non so cosa. Chiamiamola “una sfida del
centrosinistra”, che è quello che è. Noi dobbiamo innovare per conto della
sinistra radicale, per conto dei verdi e di un certo dipietrismo di protesta
che non serve, e anche del sindacato. Il riformismo si deve fare carico anche di
questo. Raciti: Piuttosto che la domanda “tutti dentro o no?”, io mi chiederei
“tutti dentro per cosa?”. Per governare questo paese o per dichiararci
minoranza culturale come abbiamo fatto alle ultime elezioni politiche
alleandoci con Tonino Di Pietro? Questo è il problema. Se noi vogliamo cambiare
i tratti morali della società italiana, ci avevano già provato gli azionisti
nel dopoguerra e presero il 2,6 per cento. Diciamocela tutta: in Italia ci sono
alcune tradizioni culturali storiche e il percorso della Seconda repubblica ha
consegnato questo paese a Berlusconi, che è un modo preciso di intendere la
politica. Per me governare questo paese, significa fare lopposto
di quello che ha proposto il Foglio: Significa abbandonare lidea per cui
bastano un leader e il
popolo, ma ritornare allidea di costruire in questo paese dei
partiti, dei collettivi politici cioè delle classi dirigenti. Lioni:
“Collettivi politici” è quasi peggio di “piattaforma programmatica”… Comunque,
il tutti dentro il Pd è una suggestione bella, come orizzonte per il futuro. Avviene così per i
Laburisti inglesi che vanno dai trotzkisti ai liberal. Quello è un partito
frame dove convivono diverse anime che trovano una sintesi. Penso che come
orizzonte futuribile e da seguire possa essere anche una suggestione bella, ma
per la generazione mia e quella di Fausto. Ma pensare ora di riaprire un
cantiere, si rischia di trasformare tutto in una transizione infinita. Io ho 28
anni e ho fatto in tempo a essere nei Giovani popolari che poi si sono sciolti,
poi nella Margherita, poi questa si è unita con lAsinello, poi si
è sciolta ed è confluita nel Pd. Aprire un nuovo cantiere mi mette ansia. Va
bene il senso di precarietà e di inquietudine che caratterizza la nostra
generazione, però vorrei che il Pd iniziasse intanto a consolidarsi. Foglio: Civati quale parola
vorrebbe eliminare dal vocabolario del Pd? Civati: Se mi dai unintera
pagina di giornale… Qualche tempo fa, con un amico mio, ci inventammo “i
luogocomunismi”, ovvero linsieme di espressioni da non utilizzare e sicuramente
una parola che ieri ho visto rettificare in corsa da Bersani è “piattaforma”.
Quella battuta di Debora Serracchiani lavevo già fatta.
Conoscendo un certo ambientalismo di Bersani, pensavo si riferisse alla
piattaforma petrolifera.
La piattaforma è una parola che dà lidea di una staticità
che tra laltro Bersani ripropone quando parla di “identità”.
Lidentità – dice un grande filosofo – va sempre presa sotto lidea
di cancellarla immediatamente. Lidentità va affermata attraverso le cose che si dicono,
non in base a quello che si è da sempre. Questo è un tema che Veltroni ha
provato a portare avanti, poi magari non sempre ci è riuscito. Io penso al
Bersani della mia età che non aveva il telefonino, non aveva internet, non
aveva gli immigrati, non aveva lambientalismo come lo concepiamo
adesso, non aveva i precari. Viveva in un mondo diverso. E anche io ho visto
cambiare nella mia attività politica lagenda in modo vertiginoso. E
purtroppo, troppo spesso, non labbiamo cambiata noi quellagenda. Dobbiamo capire
la direzione da prendere, costruire la nostra identità se vogliamo chiamarla
così. Io su questo sono molto netto, un Obama dieci anni fa non esisteva e non
poteva esistere. E Obama non ha una identità forse? Quindi la sintesi è O-Bauman. Ora vi
saluterei perché ho cinque miliardi di cosette da fare qui in regione, che è la
mia vita vera. Raciti: Io se dovessi scegliere una frase che va cancellata
direi “instradare il rinnovamento”, dietro la quale si nasconde una sottile
ipocrisia. Se cè qualcuno in grado di farlo il
rinnovamento, guardate che lo farà. Non appena ci sarà una generazione pronta a
farsi largo, questa lo farà. Fino a quel momento, tutto il dibattito prodotto
dai media – da questo quotidiano che tende a diventare il succedaneo rosso di Repubblica (dice
indicando lUnità, ndr) – è costruito sul nulla. Stiamo iniziando solo ora a
parlare dellidentità e di cosa deve fare il Pd. Attenzione al dibattito sullidentità,
perché tutto quello che diceva Paola sui limiti del Pd, derivano da una incapacità di capirsi su
cosa il Pd. Concia: Io vorrei cancellare la frase “promuovere i talenti”,
perché nessuno di quelli che la usa ha mai letto “Lascesa
della classe creativa” di Richard Florida. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
( da "Manifesto, Il"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
altra italia Oggi è
l'ultimo giorno di lavoro del vescovo di Caserta. Quando arrivò, fu apostrofato
dalla Dc come un «diavolo amico dei marxisti». La guerra alla malapolitica e
alla camorra, gli scontri con Ruini, le campagne contro la Bossi-Fini al fianco
degli immigrati Diavolo DI UN VESCOVO DALLA PARTE DEL TORTO IN PENSIONE MONS.
NOGARO Luca Kocci Quel vescovo «è un diavolo, è amico dei marxisti, se fossi
san Pietro lo manderei all'inferno». Così nel 1992 Giuseppe Santonastaso -
all'epoca ras demitiano della Dc casertana, più volte sottosegretario ai
Trasporti dei governi Craxi e Andreotti negli anni di tangentopoli, poi
condannato sette anni e mezzo di carcere per concussione - parlava di Raffaele
Nogaro, vescovo di Caserta, che da quando era arrivato in città denunciava la
corruzione e le infiltrazioni della camorra nella politica e aveva spezzato il
collateralismo Chiesa-Democrazia Cristiana. Oggi, compiuti 75 anni e quindi
obbligato alle dimissioni secondo la norma canonica, Nogaro va in pensione (al
suo posto arriva il responsabile dell'otto per mille, mons. Pietro Farina, che
inizia il mandato con una messa solenne e decisamente poco sobria alle ore 19
nel piazzale delle bandiere della Reggia, nell'area dell'Aeronautica militare)
e, come venti anni fa, i politici di palazzo, contraddicendo l'abituale
ossequio nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, salutano con sollievo la
partenza di un vescovo sempre scomodo e mai disponibile a compromessi. La
«cittadinanza emerita» gliel'hanno però conferita dal basso i cittadini,
credenti e non credenti, militanti dei gruppi cattolici e del centro sociale Ex
Canapificio, in una affollata manifestazione lo scorso 30 giugno,
all'università: alcuni abitanti dei nove Comuni della diocesi di Caserta
insieme al senegalese Mamadou Sy in rappresentanza del movimento dei migranti e
dei rifugiati hanno consegnato il riconoscimento dei «cittadini sovrani» al
vescovo che - si legge nella loro lettera aperta - ha messo gli ultimi e gli
esclusi «al primo posto» di un episcopato «tutto teso alla difesa della vita,
della salute, del territorio e delle sue risorse locali e della dignità di
tutti gli esseri umani residenti nella diocesi». Quando giunge a Caserta alla
fine del 1990 - dopo otto anni a Sessa Aurunca, dove era stato mandato a fare
il vescovo direttamente da casa sua, il Friuli - appare subito chiaro da che
parte sta: chiede che la Giunta comunale a maggioranza democristiana - che ha
appena respinto la richiesta della Caritas diocesana di uno stanziamento di 50
milioni di lire per un centro di accoglienza per immigrati - non spenda una
lira per festeggiarlo, ma che ci sia una cerimonia solo religiosa. La richiesta
però non viene esaudita e l'amministrazione, forse con la speranza arruolarlo
fra i suoi, investe 30 milioni per salutare l'ingresso in diocesi di Nogaro,
regalandogli fra l'altro una chiave della città del valore di 4 milioni. La
lettera aperta ai cristiani Negli anni successivi non mancheranno le frizioni
fra la Dc e il vescovo che critica il collateralismo della Chiesa e il dogma
dell'unità dei cattolici sotto lo scudocrociato sostenuto dal cardinale Camillo
Ruini, neo presidente della Conferenza episcopale italiana, e si attira
attacchi e minacce di querele da parte dei notabili democristiani che vedono scalfito
il loro blocco di potere e le loro clientele. In questo periodo Nogaro sostiene
una coraggiosa «lettera aperta ai cristiani di Caserta» di 11 associazioni
cattoliche (fra cui Azione Cattolica, Acli e Agesci)
che denuncia l'uso strumentale della religione e la corruzione all'interno
della Dc casertana. Dalla lettera scaturirà poi "Alleanza per Caserta
nuova", lista elettorale formata dai cattolici di base e dai partiti della
sinistra che nel 1993 vince le elezioni comunali, interrompendo mezzo secolo di
egemonia democristiana. Saldamente ancorato al Vangelo, il ministero episcopale
di Nogaro non è spiritualistico e disincarnato ma centrato sui problemi e sui
bisogni concreti delle donne e degli uomini: denuncia la malasanità,
l'illegalità e la corruzione, mette sotto accusa l'abusivismo e la speculazione
edilizia, è in prima linea nella difesa dell'ambiente, contro le cave e le
discariche che assediano Caserta e minano la salute delle persone. E anche
contro la camorra, che nel 1994 uccide don Giuseppe Diana, il prete che
contrastava i boss di Casal di Principe: «Nella tua testimonianza - dirà il
vescovo dopo l'omicidio di don Diana - avevo visto una Chiesa nuova, una Chiesa
non più compromessa con il potere». Il 1994 è anche l'anno della prima vittoria
elettorale di Silvio Berlusconi, e Nogaro non manca di far sentire la propria
voce per mettere in guardia la Chiesa dal rischio di un nuovo abbraccio mortale
con Forza Italia al posto della Dc e per contrastare gli attacchi contro gli
immigrati della destra di governo, neo-fascista e leghista. Ma sarà altrettanto
duro e intransigente nei confronti dei governi di centro-sinistra e della legge
Turco-Napolitano che introduce i Centri di permanenza temporanea, moderni lager
per gli immigrati clandestini. Negli ultimi anni, poi, denuncia la «nuova
apartheid» della Bossi-Fini, proclama la «disobbedienza civile» e, appena due
settimane fa, scende in piazza contro il «pacchetto sicurezza» e distribuisce,
insieme ai comboniani e ai centri sociali, i «permessi di soggiorno di nome di
Dio». Pacifismo e antimilitarismo La pace e l'antimilitarismo sono gli altri
punti forti dell'episcopato di Nogaro. Durante le guerre dei Balcani va in
Kosovo, con il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi e i pacifisti, per portare
sostegno alle popolazioni martoriate dal conflitto. Insieme a Pax Christi - di
cui, per i veti del cardinale Ruini, non sarà mai presidente - chiede la
smilitarizzazione dei cappellani militari. E dopo l'attentato alle Torri
gemelle dell'11 settembre 2001, con l'inizio della "guerra infinita"
di Bush a cui si associa subito l'Italia di nuovo berlusconiana, critica i
parlamentari cattolici che hanno approvato l'intervento militare in
Afghanistan, scatenando le ire dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga
che lo accusa di «presunzione dottrinale» e «arroganza autoritaria» e ne chiede
la rimozione dall'incarico. Due anni dopo c'è la strage dei militari italiani a
Nassiriya, in Iraq, Nogaro si dissocia dalla retorica collettiva e avverte: «Bisogna fare
attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria,
strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre
ingiuste». E stavolta è il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu - ma Cossiga
non gli fa mancare il suo sostegno - a chiedere la cacciata del vescovo.
Negli ultimi anni, a Caserta, ancora l'impegno per la città: si schiera, anche
occupandola, contro l'apertura di una nuova discarica a Lo Uttaro, un sito già
inquinato da rifiuti tossici e collocato in una zona densamente popolata della
città, attirandosi il pubblico rimprovero del commissario all'emergenza rifiuti
Guido Bertolaso e dell'allora segretario della Cei monsignor Giuseppe Betori;
dà il via e appoggia la battaglia, tutt'ora in corso, per il Macrico, una ex
area militare di 33 ettari di proprietà dell'Istituto per il sostentamento del
clero, a due passi dalla Reggia, che i cittadini vorrebbero trasformata in
un'area verde pubblica e non data in pasto ai palazzinari. Lontani dal potere
Se ne va oggi il vescovo Nogaro, ma ribadisce la sua visione, ancora
irrealizzata, di una Chiesa lontana dal potere e vicina agli ultimi. «Il
Vangelo non è più la trasparenza della Chiesa, viene compromesso da tutte le
vicende politiche della Chiesa stessa» che «sembra voler essere l'autovelox
della morale: sta nascosta dietro l'angolo e quando la cultura sfreccia e
magari sembra violare, per eccesso di velocità, soprattutto i temi della morale
- l'aborto, l'eutanasia, la fecondazione artificiale, la famiglie, le coppie di
fatto, i divorziati, gli omosessuali - eleva sanzioni». È spesso una «Chiesa
autoreferenziale», che «confonde facilmente i suoi fini con i suoi interessi».
Vorrei invece, prosegue, «una Chiesa di frontiera, e la frontiera è fuori dal
tempio, è un luogo esposto, è il luogo degli arrivi e delle partenze,
dell'imprevisto e dell'inedito». Una Chiesa capace di «difendere l'uomo dal
dominio incontrollato delle istituzioni e delle corporazioni, che rischiano di
renderlo puro strumento della loro volontà di potenza; di allargare gli
ordinamenti democratici, che esprimono la sovranità popolare, per rendere
attiva sempre la libertà personale; di difendere l'uguaglianza tra gli uomini,
impedire lo sfruttamento di una classe sull'altra, di un popolo su un altro e
combattere apertamente l'onnipotenza del capitale e del profitto, della mafia e
della camorra». E a proposito di camorra, con l'esperienza di chi la conosce da
vicino, dice ancora: «Le gerarchie ecclesiastiche sono molto preoccupate di
difendersi dai nemici ideologici, comunisti, laicisti di ogni genere, e
sottovalutano l'inquinamento morale e civile causato dai poteri illegali. I
camorristi, che pure sradicano il Vangelo dal cuore della nostra gente, negando
ogni forma di amore del prossimo, diventano facilmente promotori delle
iniziative della ritualità religiosa e della collettività. Proteggono un certo
ordine stabilito, e quindi vengono corteggiati dalle istituzioni. E, per un
falso amore di pace, la Chiesa tace». Foto: VILLA LITERNO /FOTO GUIDO FUÀ SOTTO
MONS. NOGARO MENTRE CELEBRA UNA MESSA
( da "Manifesto, Il"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
RICORDI Café Müller,
l'abbraccio per un commiato che non si replicherà Gianni Manzella Lo spettacolo
si chiamava Café Müller. Anno 1980, forse prima. Sulla scena racchiusa da alte
pareti grigie, invasa da un mare di sedie che qualcuno si affannava a tirar via
per consentire i passi degli interpreti, un piccolo gruppo di danzatori
inseguiva la musica di Henry Purcell. D'un tratto una coppia si correva
incontro, si stringeva in un abbraccio, ma le braccia dell'uomo subito cedevano
e la ragazza gli scivolava via; invano un altro, sorta di maestro di cerimonia,
cercava reiteratamente di ricomporre quel gesto di intimità. Quell'abbraccio
non era più possibile replicarlo, restava solo la struggente memoria del suo
gesto. Così, nel segno dell'emozione, è avvenuto per molti il primo incontro
con Pina Bausch. Con questa dolorosa elegia, poi rivista più e più volte, che
danzava il distacco nella morte da una persona amata. Siglata non per caso
dalla presenza sulla scena della stessa artefice, come poi sarebbe stato, ma
solo per un breve momento, in quell'altro bellissimo commiato (e forse anche lo
spettacolo più ascetico e zen della coreografa) che fu Danzon. Il distacco ora
di chi si mette in viaggio, o di chi sa che è impossibile fermarsi, comunque
bisogna andare. Un guardare indietro senza rabbia, anzi con una sorta di
serenità che poteva sconcertare chi era stato preso dall'espressività
figurativa forte di altri suoi lavori. Danzava Pina Bausch con il corpo e le
braccia, ma i piedi fermi a terra, come nuotando nell'acqua dell'acquario
tropicale che sullo schermo alle sue spalle si animava di pesci mostruosamente
ingranditi. E a un tratto il braccio si tendeva verso l'alto, in un misterioso
gesto di saluto. L'emozione, ecco. Associo quasi inevitabilmente il nome della maestra
di Solingen a questa parola. Come dimenticare del resto l'uscita dal teatro con
lo sgomento lasciato dalla favola crudele di Blaubart o di Auf dem Gebirge. Con
il dolore accumulato nel tempo ristretto di Café Müller. Con la lezione
sentimentale appresa fra le pareti di Kontakthof. Con l'eccitazione febbrile di
1980. Quella disegnata da Pina Bausch è dall'inizio una geografia sentimentale,
o meglio ancora una geografia dei sentimenti. Una mappa implacabile del sentire
umano, col suo inestricabile groviglio di violenza e tenerezza, di solitudine e
ricerca di incontri, col suo inesausto bisogno di seduzione e di fuga. Più di
altri, Pina Bausch è stata capace di gridarcelo gioiosamente, con la leggerezza
dei suoi attori. Vestiti leggeri e tacchi alti. Assoli struggenti costruiti
movendo quasi solo le braccia, in un muto linguaggio gestuale. Esili gag capaci di dare il via a trascinanti azioni collettive.
Ma questo dopo, superata appunto la soglia dell'emozione. O di quello stadio
pre-linguistico dell'emozione che immediatamente ci tocca davanti al gesto del
performer. Perché c'è forse, nell'emozione che viene dalla scena, l'intuizione
di qualcosa che solo dopo potremo rielaborare razionalmente. In realtà
il gesto del performer ci sorprende. E ci confonde. Non non è chiarificatrice,
l'emozione, non è affatto rassicurante. Non serve a mettere ordine nel caos
interiore ma al contrario intorbida le acque, aggiunge disordine. Se pensiamo
alla coscienza individuale come una massa fluida, dove di continuo lentamente
qualcosa risale in superficie e qualcos'altro precipita verso il fondo,
l'emozione provocata dal fatto artistico ci appare come un atto di sommovimento
delle quiete acque interiori, capace di portare verso la superficie ciò che è
sedimentato nella coscienza. E non è forse superfluo notare quanto di politico
ci sia in un gesto capace di sovvertire troppo facili certezze.
( da "Tempo, Il" del
06-07-2009)
Argomenti: Class Action
stampa
JelsiL'associazione culturale soddisfatta per le tante iniziative intraprese
Festa di Sant'Amanzio, bilancio positivo Nell'ottava edizione spazio a progetti
dedicati alla salvaguardia delle tradizioni JELSI Concluso il periodo delle
festività, è tempo di redigere un bilancio delle attività per l'Associazione
culturale «San Amanzio»: archiviata con successo l'ottava edizione della Festa,
il 2009 si è rivelato un anno importante per i suoi organizzatori. Sembra sia
passato molto tempo da quando, nel «lontano» 2002, la voglia di ripristinare
una festività in onore del Santo martire e, nello stesso tempo, costituire un
gruppo di ricerca e tutela delle tradizioni locali coinvolse un gruppo ben affiatato
di amici e volenterosi. Collettivo che nel tempo è andato
aumentando in quantità e qualità, coinvolgendo chiunque avesse a cuore le
finalità dell'Associazione e volesse contribuire attivamente alla realizzazione
di un determinato progetto. E così, intorno a quello che è sempre stato il
nucleo delle festività, la Festa vera e propria, nel tempo sono stati
ideati e realizzati numerosi progetti che hanno dimostrato la validità e la
fattibilità di un certo modo di intendere la Tradizione e la Cultura. Può
sembrare noioso menzionare le varie attività promosse, ma farlo è fondamentale
per mettere al centro del discorso un concetto preciso: scopo dell'Associazione
non è solo organizzare l'evento festivo di fine giugno ma anche portare avanti
diversi progetti, che nel tempo hanno dato i propri risultati e testimoniano la
bontà di queste azioni. Come primo punto può essere sicuramente riportato la
pubblicazione della rivista «Jelsi - Voci e immagini della tua terra», progetto
unico nel suo genere nel contesto paesano, giunta nella sua ultima
pubblicazione al dodicesimo numero: raccolta di articoli eterogenei sia nel
contenuto che negli autori, tale rivista si propone di offrire uno spaccato
della realtà di Jelsi, divisa tra il ricordo del passato e la descrizione del
presente, evitando di presentarsi come una semplice raccolta di scritti «per
riempire alcune pagine.». Altro progetto fondamentale è la Borsa di studio
«Giuseppe Santella», quest'anno alla sua quinta edizione ed avente come titolo
il tema «Pietanze e sapori del passato»: tale attività risulta particolarmente
importante, dato che ha come finalità la tutela del patrimonio culturale
locale, abbinandola poi a quella che è la specificità del sistema scolastico,
cioè quell'impostazione metodologica e scientifica base di ogni tipologia di
ricerca. In pratica, essa è la perfetta sintesi di un connubio tra passato,
presente e futuro. Last but not least, è sicuramente da ricordare un'attività
che, anche nel suo piccolo e nei suoi numeri ridotti, è in linea con lo spirito
dell'Associazione: stiamo parlando del progetto «Recupero fauna selvatica»,
tramite il quale si tenta il recupero e il reinserimento di esemplari animali
feriti, collaborando con le strutture sanitarie dell'Oasi Lipu di Casacalenda.
MCM
( da "Messaggero, Il"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
Lunedì 06 Luglio
2009 Chiudi di PIPPO RUSSO ROMA - Quel quarterback del videogame gli somiglia
troppo. Stesso numero di maglia (il 9), identici dati su peso e altezza, stile
di gioco uguale, coincidenti persino gli elementi fisionomici: tonalità della
pelle, colore e taglio dei capelli. Anche la squadra è la stessa: il team di
Arizona State partecipante all'edizione 2005 del campionato universitario NCAA
(National Collegiate Athletic Association). Soltanto il nome del giocatore
virtuale non coincide, ma questa è consuetudine dei videogames di oggetto
sportivo: storpiare tutto lo storpiabile mantenendo però riconoscibile
l'identità fra atleta dello schermo e atleta reale. In un primo tempo il 25enne
Sam Keller, che in quel 2005 era il "vero" quarterback di Arizona
State, se n'è sentito orgoglioso. A quanti capita il privilegio d'entrare
dentro un videogame della EA, e diventare un pezzo del gigantesco puzzle che
compone la cultura popolare globale? Poche migliaia di persone al mondo. Tanto
più che questa notorietà è giunta inattesa per Keller, che dopo i promettenti
inizi nei campionati universitari non ha avuto fortuna fra i professionisti e
da un anno si trova nella scomoda posizione di "free agent"; un modo
elegante per non dire disoccupato dello sport. Ma quasi subito dopo aver dato
spazio all'autocompiacimento, Keller ha preso a guardare alla questione in modo
opposto. E ha deciso di chiedere i danni per sfruttamento abusivo dell'immagine
personale. La causa è stata intentata lo scorso 9 giugno presso la Corte
Federale di Oakland, California. Keller ha avanzato una richiesta di
risarcimento contro la EA e le due organizzazioni dello sport universitario
coinvolte nella vicenda: la NCAA e il suo braccio commerciale "Collegiate
Licensing Co.". Il principio sul quale si fonda la citazione di Keller è
semplice e inattaccabile al tempo stesso. Ai tempi in cui giocava per il team
di Arizona State egli, da atleta universitario, aveva uno status
dilettantistico; tra i cui obblighi c'è il divieto di ricavare vantaggi commerciali
dalle proprie prestazioni sportive. È tenendo conto di ciò che Keller chiede al
tribunale se sia lecito consentire a altri ciò che non era permesso a lui, o se
piuttosto non si sia al cospetto d'un caso di sfruttamento. Questo è l'oggetto
del contendere illustrato nell'atto di citazione, nel quale il trio
EA-NCAA-Collegiate Licensing Co. viene accusato di "uso non autorizzato
della somiglianza". I tre attori citati rischiano di pagare un
risarcimento pesante. Dal loro accordo si è sviluppata una linea di videogiochi
i cui tre prodotti (NCAA Football, NCAA Basketball e NCAA March Madness) hanno
avuto un grande successo di vendite. Fra l'altro, Keller ha tenuto a precisare
che la sua citazione non vuol essere un atto individuale, class="hilite">ma
una class="term">class
class="term">action. Una prospettiva che
potrebbe realizzarsi, se si pensa che altri due ex atleti NCAA hanno avviato
analoga causa presso la Corte statale del New Jersey. Si tratta di Ryan Hart,
ex quarterback di Rutgers, e di Troy Taylor, ex quarterback professionista
negli anni Novanta coi New York Jets.
( da "TTG Italia Online"
del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action
06/07/2009 11.15 Il
turismo spagnolo fa quadrato per la riduzione dell'class="hilite">Iva
Parte la class="term">class
class="term">action del turismo spagnolo.
Fronte distributivo, tour operator e associazioni spagnole unite per la
riduzione dell'Iva dal 16 al 7%. Quattordici grandi agenzie e t.o. e otto
associazioni di categoria hanno avviato un'informativa assegnata alla
consulente Deloitte, che verrà presentata al Sottosegretariato per le imposte
al consumo, al Ministero dell'Industria, Turismo e Commercio e presso l'Ufficio
economico del Governo spagnolo. Alla base di questa operazione, la
rivendicazione del settore per ridurre l'imposta, equiparandola a quella
applicata ad altri comparti, come quello alberghiero, ristorativo e dei
trasporti. Partecipano a questa iniziativa le adv Carlson Wagonlit, American
Express Barcelò Viajes, Erosi e Viajes Barcelò, le adv e i t.o. del Gruppo
Globalia, Orizionia, Marsans e Tui Spagna. A queste si aggiungono il t.o. del
Gruppo Piñero e Jumbotours.
( da "Giornale di Brescia"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Edizione: 07/07/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Caritas, 500mila per l'Abruzzo
Questa la somma raccolta dalla struttura diocesana di Brescia dopo il terremoto
L'opera dei volontari tra le popolazioni colpite. Il gemellaggio con Paganica-Olona
La chiesa di Paganica danneggiata dal sisma Cinquecentomila euro. Oltre
all'opera e alla vicinanza umana di molti volontari. Questo il contributo -
concreto e sostanzioso - che la Caritas Diocesana di Brescia ha portato alle
popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto di aprile. A darne notizia è la
stessa Caritas Diocesana di casa nostra, che ricorda di
aver aderito alla «colletta nazionale promossa il 19 aprile 2009 dalla Cei in
tutte le chiese italiane, come segno di solidarietà e di partecipazione di
tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese. Attraverso la
colletta nazionale e i contributi raccolti sin dal giorno successivo al sisma e
fino al 30 giugno, gli aiuti finanziari della Diocesi di Brescia inviati
alla Caritas italiana ammontano a circa 500mila euro». A questo primo impegno
si è aggiunta la «partecipazione in seno alla delegazione della Caritas della
Lombardia al gemellaggio con la comunità di Paganica-Olona. La delegazione ha
fatto visita alle popolazioni colpite con l'obiettivo di discernere i modi con
cui esprimere prossimità e garantire la disponibilità ad adattare la presenza
con il mutare dei bisogni del contesto sociale. Tra i rappresentanti bresciani
della delegazione don Fabio Corazzina». Non meno importante la «presenza
costante a fianco delle comunità locali mediante l'invio di operatori e
volontari. Molti sono i volontari che hanno accolto questo appello, mettendosi
a disposizione per i mesi di luglio e agosto. Privilegiando un'azione a lungo
termine, il gemellaggio con la comunità di Paganica-Olona continuerà almeno per
un paio d'anni: diversi possono essere i momenti durante l'anno in cui
scegliere di stare con la gente dell'Abruzzo. Per coordinare le disponibilità
dei volontari è stato attivato un servizio di selezione e accompagnamento». La
Caritas Diocesana bresciana mette a disposizione anche alcuni recapiti dove
chiunque fosse interessato può reperire informazioni sulle attività in Abruzzo.
Anzitutto le linee telefoniche della sede di piazza Martiri di Belfiore (tel.
030-3757746 e fax 030-3752039). E poi il sito internet www.brescia.caritas.it o
la mail caritas.bresciacaritas.it
( da "Tempo, Il" del
07-07-2009)
Argomenti: Class Action
stampa Pericolo
Fermati i responsabili degli incidenti al vertice sull'Università «Rischio
scontri»: arrestati in ventuno TORINO C'era il rischio di «reiterazione dei
reati in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8». Per questo motivo,
la Procura di Torino ha disposto 21 misure di custodia cautelare - 16 in
carcere, 5 ai domiciliari - per gli scontri del G8 delle Università. Black
block, no global, noti esponenti di spicco del mondo antagonista e dei centri
sociali accusati di avere messo a ferro e fuoco il capoluogo piemontese, lo
scorso 19 maggio, in occasione del summit dei rettori. In carcere, tra gli
altri, Massimiliano Gallob, detto Max, uno degli esponenti più in vista dei
disobbendenti veneti e autentica anima del centro sociale «Pedro», ed Egidio
Giordano, uno degli esponenti dell'«Insurgencia» napoletana, che aveva già
raggiunto L'Aquila. Il suo arresto è scattato questa mattina, a 48 ore
dall'inizio del summit internazionale. Scene da guerriglia urbana, quelle di
Torino, immortalate in una marea di foto e filmati. Ben 60 gigabyte di
materiale, in cui i 21 «facinorosi» vengono ripresi mentre, armati di «spranghe
e bastoni», si scagliano contro le forze dell'ordine schierate a protezione del
Castello del Valentino, sede dell'incontro conclusivo tra i rettori delle
università dei Paesi del G8. Intanto la notizia degli arresti, ieri, ha
riscatenato l'Onda a Bologna e poi anche Roma, Napoli, Cagliari, Palermo. Da
Torino si punta il dito contro il ministro Maroni ritenuto «il mandante di
questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione
preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila». A Venezia una quarantina di
aderenti al movimento si sono recati stamani in rettorato a Cà Foscari, hanno
appeso uno striscione e avuto un incontro con il rettore Pier Francesco Ghetti
al quale hanno espresso la loro contrarietà per un provvedimento ritenuto
eccessivo. Contestazioni anche a Milano dove la Statale è stata occupata da
alcune decine di studenti. A Genova irruzione alla conferenza strategica sul
futuro della città. Studenti dell'Onda ma anche di
Collettivi antagonisti cittadini hanno occupato il rettorato a Bologna.
Occupato anche il rettorato a Pisa. Mobilitazione anche al Federico II di
Napoli. Oltre un centinaio di studenti ha occupato il Rettorato per protestare.
( da "Repubblica, La"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IX - Torino
Ancora gravi disagi per i pendolari. E su un merci a Rosta scoppia un principio
d´incendio Torino-Milano, viaggi dell´inferno Un treno con 100 minuti di
ritardo Il procuratore Guariniello forse apre un fascicolo sull´incidente in
Val Susa PIETRO BELLANTONI I pendolari non ce la fanno più. Un altro
maxiritardo sulla Torino-Milano conferma che viaggiare su questa tratta è
diventata un´agonia cui migliaia di passeggeri sono obbligati ogni giorno per
andare all´università o al lavoro. Ma, oltre alle loro proteste, nuove grane
potrebbero abbattersi su Trenitalia, a causa di un principio di incendio
scoppiato su un carro merci a Rosta, in Val di Susa. La giornata nera delle
Ferrovie è iniziata ieri mattina, quando il regionale 2013 delle 9.15, in
partenza da Milano Centrale, è arrivato alla stazione di Porta Nuova alle
12.40, con un´ora e 40 minuti di ritardo. Quasi il doppio rispetto al tempo di
percorrenza previsto. Trenitalia addebita la circostanza a non meglio precisati
«problemi tecnici». Probabilmente a determinare il ritardo è stato un guasto
alla locomotiva, piantatasi di colpo nei pressi di Vittuone, nel Milanese, per
poi procedere a singhiozzi per tutto il percorso. A bordo, centinaia di
pendolari inferociti per l´ultimo di una serie di problemi che nelle ultime
settimane hanno causato gravi disagi. Ritardi, treni soppressi e tanta rabbia.
Il 21 giugno i treni cancellati sulla direttrice per Milano sono stati 22, a
causa di un problema agli apparati di circolazione nel quadrivio Zappata che ha
prodotto un effetto a catena su quasi tutte le linee. Ed è sempre un guasto a
una motrice ad aver costretto i viaggiatori di un "Minuetto" a
trasbordare su altri convogli il 27 giugno. Anche domenica, a Settimo Torinese,
per via di un blocco del sistema che regola gli scambi, 15 treni sono stati
annullati e una ventina ha fatto registrare ritardi tra i 20 e i 70 minuti.
Senza contare quelli ormai cronici su questa linea. Cesare Carbonari, portavoce
del comitato pendolari della Torino-Milano, attacca: «Quotidianamente su questi
treni viaggiano circa 15.000 pendolari, ma il 95% degli investimenti è
destinato alla Tav, usata da 1.000 persone». «Peccato che non ci sia la class="term">class class="term">action
dice Maddalena, un´altra pendolare - Potremmo addebitare tutti questi ritardi a Trenitalia». Oltre ai
problemi legati ai ritardi, c´è quello della sicurezza, ancora più evidente
dopo la tragedia di Viareggio. Ieri a Rosta, su un merci della linea
Torino-Modane, è scoppiato un incendio a causa del surriscaldamento dei freni
di un carro. L´intervento dei Vigili del Fuoco ha messo in sicurezza il
convoglio, che è ripartito poco dopo. Il procuratore Raffaele Guariniello sta
valutando l´ipotesi di aprire un fascicolo. «Anche i treni passeggeri sono a rischio
- commenta Carbonari - Su queste tratte ci sono convogli vecchi di 30, 40 anni».
( da "Repubblica, La"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina X - Napoli IL
FESTIVAL DEL TEATRO E LA POTENZA DEL GESTO MAURIZIO ZANARDI V ari luoghi,
finanche gli oscuri sotterranei cittadini, ne sono stati investiti. Napoli ha
accolto il festival del teatro, ma da questo incontro la potenza teatrale della
città è apparsa, in generale, più potente degli spettacoli che ha ospitato. Per
"potenza teatrale" intendo innanzitutto quella teatralità
dell´architettura napoletana di cui, in pagine fin troppo note, Walter Benjamin
scrisse nel 1924: «Costruzione e azione si compenetrano in cortili, arcate e
scale. Ovunque viene mantenuto dello spazio idoneo a diventare teatro di nuove
impreviste circostanze. Si evita ciò che è definitivo, formato. Nessuna
situazione appare come essa è, pensata per sempre, nessuna forma dichiara il
suo "così e non diversamente". Queste vite, mai completamente messe a
nudo, ma ancor meno chiuse all´interno dell´oscuro casermone nordico, si
precipitano fuori dalle case a pezzi, compiono una svolta ad angolo e
scompaiono, per poi prorompere nuovamente». Se il teatro è lo spazio
dell´apparizione dell´imprevisto, la potenza teatrale di Napoli per Benjamin fa
tutt´uno con la sua architettura, che lascia spazio alla "passione
dell´improvvisazione". La presunta teatralità dei napoletani non sembra
essere, dal punto di vista del filosofo, un dato naturale ma l´effetto della
conformazione dello spazio urbano - mai definitivamente costruito, mai perfetto
- che provoca la messa in scena di straordinarie apparizioni e scomparse. Si
pensi, solo per fare un esempio, alla sfida, ai limiti del possibile, che
rappresenta allestire uno spettacolo in quella combinazione, già massimamente
teatrale, di "costruzione" e "rovina" che è l´Albergo dei
poveri. Ma "potenza teatrale" è anche l´insieme delle attività
teatrali che sono avvenute e non smettono di avvenire in città: la
collaborazione di teatri, autori, registi, attori, musicisti, scenografi,
laboratori, saperi e capacità organizzative, che
costituiscono una vera e propria mente collettiva che dà continuità, spinta e risonanza alla ricerca teatrale. Il
festival deve essere all´altezza di questa diffusa intelligenza e sensibilità.
Si tratta di prendere atto che il teatro a Napoli non è solo, con la musica,
tra le esperienze artistiche più coinvolgenti, ma anche quella che, più di ogni
altra, si presenta come l´effetto di una creazione collettiva,
capace di provocare e diffondere "affetti" non conformistici. Ciò non
significa che anche a Napoli non esista un teatro conformista, narcisista e
"sentimentale", che ora si avviluppa e soffoca nei virtuosismi
d´attore, ora si specchia e si bea nella rappresentazione "ben fatta"
e inoffensiva, ora inneggia alla "spontanea" teatralità dei
napoletani, favorendo dilettantismi di ogni genere. In un caso e nell´altro, il
conformismo non è che il bisogno di una divinità che consoli e protegga: il
talento dell´attore, lo stile di regia, la fedeltà a un testo classico o alla
natura del popolo. Ma a Napoli continua ad esserci la presenza tenace, spesso
sotterranea e schiva, poco "istituzionale", di un teatro che non
cerca consolazione e protezione, e che proprio per questo è stato in grado non
solo di mettersi in relazione con le crude trasformazioni psico-politiche della
città, ma anche di farne l´occasione per l´invenzione di lingue e l´irruzione
di nuove forze sulla scena. Un teatro senza nostalgia e rimpianti, che è andato
con coraggio all´incontro con quanto di inesorabile e brutale c´è
nell´esistenza, ossia il "reale" della vita. Inventare teatro a
partire dall´incontro con il "reale" della vita non significa però
fare del teatro una forma di testimonianza del proprio tempo, fare, come si
dice, del "teatro civile". Portare in scena i problemi o i dolori del
tempo, evita solo apparentemente quel girare a vuoto della scena che si è visto
in molti spettacoli del festival da poco concluso. Il teatro civile o della
testimonianza, che è in fondo un teatro "morale", non è l´antidoto a
un tale girare a vuoto. Il teatro è costretto - è il destino dell´arte -
all´originalità o al sogno, per dirla con Artaud. L´invenzione di un mondo, non
la rappresentazione di ciò che esiste, è la sua etica. Ma l´invenzione, ben
diversamente dalla ricerca dello scandalo, è cosa rara, che richiede una lunga
preparazione, un implacabile esercizio. Come ogni arte, il teatro è pensiero,
pensiero all´opera. E, forse, più di ogni altra pratica artistica il teatro è
capace di rivelare il segreto dell´arte: il gesto che forza schemi e confini
del mondo sensibile. Il teatro sembra rivelare che l´arte comincia e continua
grazie a gesti di forza imprevedibili. Nel gesto sta la forza, l´atto della
creazione: l´opera "compiuta" è solo un passaggio in cui si prepara
il rilancio del gesto. Il teatro, infatti, non mira alla permanenza dell´opera:
la messa in scena è destinata a dileguare; il gesto a tornare. C´è arte, finché
c´è gesto che, forzando le frontiere del visibile e dell´udibile, mette al
mondo una serie di opere inaspettate. In quanto esercizio di forza, l´arte non
è gentile, benevola o tollerante. è grazie alla sua forza, alla sua violenza,
che i nostri sensi sono scossi al punto tale da ricominciare a
"sentire". Chi va a teatro sa che l´essenziale non è "ciò"
che viene messo in scena, ma il "come" della messa in scena. Ciò che
è decisivo accade sulla scena. è nella messa in scena che il teatro pensa, come
hanno mostrato gli spettacoli più belli, a mio parere, del festival:
"Waiting for Orestes: Electra" per la regia di Suzuki e
"Riesenbutzbach" di Marthaler. Le idee a teatro coincidono con la
"combinazione" di oggetti, suoni, timbri e toni di voci, silenzi,
passi, andature, danze, stoffe, parole e rumori, immagini, macchine, polveri,
ma anche umori ed emanazioni, di sera in sera mutevoli, degli spettatori. In un
tempo che inibisce l´azione e conduce i corpi allo specchio perché valutino
incessantemente la conformità della propria figura alla forma ideale, il teatro
può ricordare, a suo modo, nei modi della messa in scena, l´azzardo liberatorio
dell´azione e la gioia del gesto come "partenza", vento e peripezia
del corpo.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-07 - pag: 5 autore: Generali nel mercato dei
fondi pensione con il 30% di Guotai Riccardo Sabbatini Generali entra nel
mercato dell'asset management e dei fondi pensione in Cina. Il gruppo triestino
ha siglato un accordo per acquisire il 30% di Guotai, società cui fanno capo
patrimoni in gestione per circa 5 miliardi di euro. L'intesa, firmata ieri a
Roma nel corso della visita in Italia del presidente cinese Hu Jintao, ha un
valore di circa 100 milioni di euro. Guotai è tra le poche società di gestione
del risparmio cinesi abilitata ad operare in tutte le classi di attivi e
detiene la licenza per le Enterprise Annuities, il nuovo settore della
previdenza complementare. è un mercato potenzialmente assai vasto – si rivolge
ad una platea di 220 milioni di lavoratori cinesi - nato con una legge del 2008
che consente a lavoratori ed aziende, su base collettiva, di costituire schemi pensionistici volontari il cui patrimonio
può essere gestito solo da alcuni intermediari. Tra questi c'è, appunto,
Guotai. «Finora- fa presente l'amministratore delegato delle Generali Sergio
Balbinot, lo sviluppo del secondo pilastro previdenziale è stato modesto,
frenato dall'assenza di incentivi fiscali ma è ragionevole ritenere che il
futuro questo limite verrà risolto. Fino ad oggi la licenza assicurativa
ci ha permesso di focalizzarci su polizze di rendita immediata rivolte alla
popolazione in quiescienza». Ora, grazie all'accordo con Guotai, il gruppo
italiano «potrà estendere il suo raggio d'azione anche al segmento dei piani di
previdenza integrativi aziendali ». Oltre a questo c'è naturalmente
l'opportunità dello sviluppo dell'industria dell'asset management che in Cina
sta compiendo i primi passi. «Le attività in gestione raggiungono appena il 7%
del prodotto lordo - fa presenta ancora l'amministratore delegato del Leone -
in rapporto, ad esempio, al 30% di Taiwan. Le potenzialità sono enormi».
L'avventura cinese delle Generali, è iniziata nel 2002, quando fu sottoscritta
la prima joint venture con la China National Petroleum ( l'ente petrolifero
locale). Oggi la compagnia triestina detiene 7 licenze per il settore vita in
altrettante province cinesi (tra cui Pechino e Shanghai) e 2 nel settore danni.
Nel primo trimestre del 2009 Generali è divenuto il primo assicuratore
straniero del paese asiatico e, in questo aggregato, ha una quota di mercato
del 46% nel settore della previdenza collettiva. «Ne
abbiamo fatta di strada in pochi anni - commenta Balbinot - ed i risultati
ottenuti sono una conferma della scelta strategica di spostare progressivamente
il baricentro del business della compagnia nelle aree di maggiore sviluppo
mondiale. Ritengo che la Cina sarà il primo paese ad uscire dalla crisi dei
mercati finanziari ». Le valutazioni dell'amministratore triestino trovano una
conferma in una ricerca di "Sigma" (Swiss Re) sull'andamento a due
velocità dell'industria assicurativa mondiale (si veda a pag. 38). Tra
relazioni italo-cinesi nel settore finanziario va infine segnalato, sempre
ieri, la sigla di un memorandum di intesa tra Mediobanca e la China Develpment
Bank per rafforzare i rapporti bilaterali al sostegno di investimenti
industriali cross border di imprese dei due paesi. AGF Ad. Sergio Balbinot
( da "Stampa, La" del
07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Gli studenti
dell'Onda "Ma tutti erano d'accordo a sfondare la Zona Rossa"
[FIRMA]MONICA PEROSINO Mentre i rettorati venivano occupati uno dietro l'altro,
ieri mattina nell'atrio di Palazzo Nuovo gli studenti dell'Onda torinese hanno
risposto agli arresti per gli scontri del G8 dell'Università con una certezza:
«Non riusciranno a fermare la mobilitazione. Questi provvedimenti sono il
sintomo della debolezza di un Governo che risponde alla crisi con la
repressione spettacolarizzata». I portavoce dell'Onda hanno dichiarato che,
nelle assemblee che hanno preceduto il corteo del 19 maggio, la decisione di
sfondare i cordoni di polizia venne condivisa da tutti, sebbene ad agire
materialmente siano poi stati i manifestanti in testa al corteo: «L'Onda era
d'accordo nello sfondare la Zona Rossa. La decisione è
stata presa collettivamente,
ma non praticata collettivamente.
Solo una parte del corteo si è preso carico dell'azione». «Arresti ad
orologeria», li ha definiti Lele Rizzo, leader del network antagonista torinese:
«Potevano fare tutto dieci giorni fa, o una settimana dopo il G8. Ci
sembra che la procura di Torino voglia fare un favore al Governo, con un'azione
preventiva in vista delle prossime manifestazioni contro il G8». «Tutto troppo
scontato», dunque, secondo i rappresentanti del movimento studentesco: «La
magistratura soggiace alle direttive ministeriali, dicono puntando il dito
contro il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. È lui, «il mandante di questa
operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in
vista dell'imminente G8 dell'Aquila». E l'ipotesi di una tecnica paramilitare
nella gestione del corteo e degli scontri suscita scrollate di spalle: «Al
corteo di paramilitare c'era ben poco...». La decisione di arrestare gli studenti,
molti dei quali sarebbero al primo o al secondo anno, è, secondo i portavoce
dell'Onda, «un chiaro e esplicito tentativo di indebolire la lotta». Intanto i
legali che assistono molti degli arrestati torinesi, Roberto La Macchia e
Gianluca Vitale, in attesa di studiare tutti gli atti, si dichiarano «stupiti
che la Procura di Torino abbia deciso di assumere misure così drastiche nei
confronti di persone incensurate».
( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Attivi politicamente
da anni, tutti con precedenti penali Martedì 7 Luglio 2009, L'incarcerato e il
latitante. Massimiliano Gallob, detto "Max", friulano di 36 anni e da
ieri mattina al Due Palazzi, è il portavoce del centro sociale occupato Pedro
di via Ticino. In sostanza il leader dei disobbedienti padovani e il braccio
destro di Luca Casarini, portavoce dei no global del Nordest. Vanta diversi
precedenti penali, è stato arrestato nel dicembre del 2002 in Danimarca e nel
2003 ha scontato alcuni mesi di arresti domiciliari. Negli anni si è messo in
luce per avere combattuto, anche se spesso con metodi non legali, per il
diritto alla casa, per una libera istruzione (tanto infatti da avere
partecipato agli scontri di Torino), contro il razzismo e in difesa dei senza
tetto. In questi giorni si stava preparando per sostenere l'ultimo esame alla
facoltà di Scienze Politiche. Omid Tabar Firouzi, l'iraniano di 29 anni ora
latitante a Teheran, è invece il portavoce del Collettivo
di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non
sempre con azioni legali, soprattutto per il diritto allo studio. Laureato in
Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Risulta invece
una delle nuove leve dei disobbedienti Filippo Caporale di 23 anni,
attivista del Cso Pedro e anche lui come Firouzi latitante. La Digos spera di
catturarlo nelle prossime ore.
( da "Gazzettino, Il"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Casarini senza
freni: «Metodi fascisti I responsabili la pagheranno cara» Martedì 7 Luglio
2009, L'Onda è tornata a farsi sentire, risvegliata dagli arresti di alcuni
studenti per gli scontri del G8 dell'Università lo scorso maggio a Torino. A
Padova la risposta dei militanti del Centro sociale Pedro, degli
studenti del Collettivo di Scienze politiche e degli universitari dell'Onda,
arriva alle 12.30 quando davanti a palazzo del Bo, la sede dell'ateneo
patavino, si materializza Luca Casarini. Che tornato in fretta da L'Aquila dove
si trovava in vista del G8 commenta: «Sta succedendo qualcosa di inaudito.
Ma chi ha ordinato questa operazione pagherà molto caro quello che i nostri
compagni arrestati stanno subendo in queste ore». Ma chi ci sarebbe dietro?
Sono «arresti preventivi di stampo fascista. È un'operazione politica fatta
prima del G8 e dopo il vertice si smonterà. Dietro quanto accaduto «c'è la mano
dei servizi segreti italiani» Quindi parlando di Max Gallob, il leader del
Centro Pedro trasferito all'alba nel carcere Due Palazzi, Casarini ruggisce:
«Max in questa città è sempre stato una spina nel fianco dei potenti. Ecco, è
questa la colpa che sta pagando. Però noi non accettiamo un regime fascista di
questo genere. È ora che la gente si ribelli. Il sequestro di Max e degli altri
deve finire subito». Perché assieme a quello di Gallob è stato spiccato un
mandato d'arresto anche per Omid Firouzi, il portavoce del Collettivo di
Scienze politiche che però in questi giorni si trova in Iran, paese dove è
nato. La sua voce arriva via telefono, quasi al termine dell'incontro con la
stampa improvvisato davanti al Bo. «Il G8 universitario - dice ai compagni del
Collettivo - è stata una protesta legittima. E come sempre avviene per tutte le
proteste anti-governative la risposta che arriva è la repressione e l'attacco
ai militanti. In questo modo criminalizzano le proteste politiche», quindi
rivolto ai suoi amici conclude: «Vi abbraccio forte tutti». Ma la giornata di
protesta è poi continuata nel pomeriggio con un corteo partito dalla Prefettura
poco dopo le 17.30. Slogan anti-Digos e di solidarietà agli arrestati hanno
caratterizzato il serpentone di oltre duecento persone che ha mandato in tilt
il traffico cittadino. "Liberi Tutti. Subito". È lo striscione che ha
aperto la manifestazione che aveva avuto un prologo all'interno dell'università
quando alcuni esponenti dell'Onda e altri del Pedro e del Collettivo di Scienze
politiche hanno chiesto un confronto con il neo rettore Giuseppe Zaccaria. Che
però non si trovava nel suo ufficio. E così l'appuntamento per il faccia a
faccia tra il rettore e i manifestanti è rinviato a questa mattina alle 11. La
protesta è scattata anche nelle università veneziane. E l'Onda studentesca ha
trovato una sponda negli stessi rettori dello Iuav, Carlo Magnani e di Ca'
Foscari, Pierfrancesco Ghetti che hanno accettato di far inviare dalla posta
elettronica dei due atenei un comunicato che stigmatizza le ordinanze di
custodia cautelare. Tanto che Magnani, ricevendo una delegazione dell'Onda, ha
parlato senza mezzi termini di «misure spropositate che colpiscono una fase di
riflessione non certamente eversiva» e di «metodo intimidatorio in giornate che
dovrebbero far pensare ad altro» con un chiaro riferimento alla coincidenza,
sottolineata dagli studenti, tra gli arresti e la vigilia del G8 all'Aquila. Il
comunicato, che chiede la liberazione degli studenti arrestati, è stato
recapitato ieri mattina ai due docenti da una delegazione di una ventina di
studenti, guidati dal portavoce dell'Onda veneziana Marco Baravalle, che ha
occupato pacificamente prima il rettorato di Ca' Foscari e poi quello dello
Iuav. A Torino gli studenti puntano il dito contro il ministro Maroni ritenuto
«il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie
una azione preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila». Contestazioni
anche a Milano dove la Statale è stata occupata da alcune decine di studenti.
Striscioni sono stati esposti alle finestre. I ragazzi hanno interrotto la
protesta soltanto dopo aver parlato, al termine di un improvvisato corteo lungo
i corridoi dell'ateneo, con il preside della facoltà di Lettere. (ha
collaborato Matteo Bernardini)
( da "Gazzettino, Il"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Max il leader,
l'emergente, l'Iraniano e l'attivista del Rivolta Ecco chi sono i quattro
padovani coinvolti nelle indagini: due sono di origine straniera Martedì 7
Luglio 2009, Sono quattro i padovani raggiunti dall'ordinanza di custodia
cautelare, due di loro sono latitanti. Massimiliano Gallob, detto
"Max", friulano di 36 anni e da ieri mattina nel carcere Due Palazzi
di Padova, è il portavoce del centro sociale occupato Pedro di via Ticino nella
città del Santo. In sostanza il leader dei disobbedienti padovani e il braccio
destro di Luca Casarini, portavoce dei no global del Nordest. Vanta diversi
precedenti penali, infatti è già stato arrestato nel 2002 in Danimarca e nel
2003 ha scontato un paio di mesi ai domiciliari. Proprio in quella casa
dell'Erp (edilizia pubblica residenziale) di proprietà dell'Ater (azienda
territoriale edilizia residenziale) di via delle Melette, che gli è stata
regolarmente assegnata nonostante abbia più di cento denunce. Negli anni si è
messo in luce per avere combattuto, anche se spesso con metodi non legali, per
il diritto alla casa (organizzatore di molte occupazioni), per una libera
istruzione (tanto infatti da avere partecipato agli scontri di Torino), contro
il razzismo e in difesa dei senza tetto (tra i promotori dell'operazione
"Siberia"). In questi giorni si stava preparando per l'ultimo esame a
Scienze Politiche. Omid Tabar Firouzi, l'iraniano di 29 anni ora latitante a
Teheran, è invece il portavoce del Collettivo di Scienze
Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non sempre con
azioni legali, per il diritto allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora
ricercatore all'Università di Urbino. Ha partecipato agli scontri del G8 di
Genova ed era tra gli organizzatori del treno di manifestanti contro l'alta
velocità in val di Susa, compresa l'aggressione del leghista Mario Borghezio.
Risulta invece una delle nuove leve dei disobbedienti patavini Filippo Caporale
di 23 anni, attivista del Cso Pedro e anche lui come Firouzi latitante. La
Digos spera di catturarlo nelle prossime ore. Infine il romeno Pauel Benjamin
Bandean, anche lui in cella al Due Palazzi, è considerato uno degli attivisti
di prima linea del centro Rivolta di Mestre. Domiciliato a Padova a suo carico
ci sarebbero diverse denunce, per avere partecipato a manifestazioni sfociate
nella violenza. È il caso della protesta dello scorso 16 marzo davanti al
municipio di Mestre in occasione della seduta del Consiglio comunale che doveva
valutare l'ammissibilità o meno del referendum organizzato dall'opposizione
sulla realizzazione del villaggio sinti in via Vallenari. Da una parte i
"rivoltosi" guidati da Luca Casarini dall'altra gli esponenti delle
formazioni di centrodestra che hanno sostenuto la raccolta della firme per la
consultazione popolare su una delle questioni più dibattute in città. E i
momenti di tensione non sono mancati con lanci di uova e qualche lite verbale,
fino all'incontro ravvicinato fra Renato Boraso, presidente del consiglio
comunale, e lo stesso Casarini, sfociato poi in una denuncia con il primo che
accusa il secondo di averlo aggredito schiaffeggiandolo.
( da "Quotidiano.it, Il"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
Centro di
accoglienza: presentato un progetto dal Comune Porto San Giorgio | I servizi
sociali comunali hanno elaborato un progetto insieme al Cosif per la
realizzazione di un centro di prima accoglienza a Porto San Giorgio per
contrastare fenomeni di violenza e degrado urbano. Presentato alla Prefettura
di Ascoli Piceno, per l'invio al Ministero per l'interno, un progetto ideato
dal Servizio sociale del Comune, in collaborazione con il Cosif di Fermo,
finalizzato all'attivazione di un centro di prima accoglienza per senza tetto e
soggetti trovati sul territorio comunale privi di alloggio; il progetto è stato
approvato dalla Giunta la scorsa settimana. L'opportunità di avviare questo
servizio è data dalla legge 133/2008 e dal successivo decreto ministeriale
concernente le misure adottate dal Governo per il potenziamento della sicurezza
urbana e la tutela dell'ordine pubblico, con cui si sono dettate misure idonee
a contrastare i gravi fenomeni di violenza e di degrado urbano accaduti sul
territorio nazionale. Il progetto prevede l'avvio, sperimentale, presso locali
di proprietà comunale, per un periodo di circa sei mesi, di un centro in cui
ospitare, nell'immediato, un numero massimo di quattro persone, trovati a stazionare
stabilmente sul territorio e privi di alloggio; ad essi sarà assicurato un
intervento immediato, consistente in un tetto e dei pasti perché, nell'arco di
un paio di settimane degli esperti, quali uno psicologo ed un assistente
sociale ed un operatore domiciliare, individuino un percorso di recupero
attraverso il contatto con la famiglia di origine, qualora esista, oppure
attraverso l'invio ai servizi socio-sanitari per un'eventuale azione di
recupero e di riabilitazione sociale e sanitaria. L'idea che sta alla base
della progettualità, condivisa con lo staff che il Cosif fermano ha messo in
piedi per coadiuvare gli enti, pubblici e privati, nel potenziamento delle loro
attività, è quella di contribuire a migliorare la qualità di vita, con particolare
riferimento all'assistenza alle categorie di persone svantaggiate. "Il
progetto dell'avvio del centro di prima accoglienza, se finanziato - nota il
sindaco Andrea Agostini - rappresenterà l'inizio di nuove esperienze e di
probabili nuovi servizi, a carattere collettivo, volti alla
tutela della popolazione residente, con azioni che contribuiscano ad assicurare
la cittadinanza sulla effettiva presenza del Comune sul territorio,
intervenendo in caso di situazione di "disturbo sociale", in maniera
professionale e con il giusto livello di civiltà. Sappiamo bene che è
facile intervenire con azioni di allontanamento a carattere impositivo; più
difficile è intervenire rispettando la persona e prendendola a carico, senza
dimenticare, nel corso dell'agire, che le persone che dormono o stazionano
stabilmente nei posti più impensati, dentro le stazioni, accanto ai cassonetti
dell'immondizia, sotto i ponti o in ripari di fortuna sono sempre soggetti
fragili ai quali occorre dare aiuto, evitando di girare lo sguardo dall'altra
parte e lasciando che l'indifferenza li condanni ad una esistenza priva di
dignità". 07/07/2009
( da "Stampaweb, La"
del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action
L'AQUILA Il G8 delle
violenze è iniziato: non a LAquila, bensì a Roma. Gruppi di
manifestanti no global si sono scontrati oggi con le forze dellordine per
le strade della Capitale, dove sono tornati in azione i black block. Scene di
guerriglia che hanno portato
a 10 arresti e 26 fermi di polizia, come bilancio provvisorio. Si tratta di
persone vicine alla "Rete NoG8". Gli scontri si sono concentrati
soprattutto in zona San Paolo, a seguito di un corteo non autorizzato partito
da San Giovanni. Incendiati alcuni copertoni di auto in via Cilicia e
sequestrate dalla Digos mazze, bastoni, fumoni e carrelli della spesa con
pietre. Nove gli stranieri coinvolti negli scontri nella zona di Testaccio. La
procura di Roma ha aperto uninchiesta. Protestano gli studenti di Roma Tre che denunciano di
essere stati caricati dalla Gdf. Un corteo di circa 300 persone ha sfilato nei
pressi della Sapienza per poi rientrare in sede. Un finto accampamento
organizzato da una cinquantina di no global ha bloccato stamani il traffico
nello svincolo della tangenziale est verso la A24 Roma-LAquila
nei pressi del cimitero del Verano. Una blindatissima piazza Barberini ha
accolto nel pomeriggio alcune migliaia di persone della Rete No-G8, che hanno
protestato contro il G8. Nella via Veneto sono state montate delle alte griglie di metallo, che
coprono in larghezza lintero manto stradale, a difesa
dellambasciata Usa. Il ministro dellInterno, Roberto Maroni,
rimanda al mittente le
accuse di azioni intimidatorie dopo gli arresti per il G8 delluniversità.
«Ho letto che la Procura di Torino avrebbe emanato gli arresti su ordine del
ministero - ha spiegato -: ovviamente è stata una decisione autonoma della
Magistratura. Mi hanno sorpreso alcuni documenti dei collettivi che parlano di
azioni intimidatorie:
o questi studenti sono piuttosto ignoranti sul ruolo delle istituzioni, cosa
possibile, oppure cè un pò di malizia». E poi assicura che il
Viminale «farà di tutto per impedire e prevenire incidenti e violenze».
«Garantiremo la libertà di manifestare - ha detto Maroni - ma in modo non violento: chi pensa di
andare a un corteo con uno zaino pieno di biglie di ferro, con un estintore o
con bastoni di legno sappia che noi faremo di tutto per mpedirglielo». Tutta lautostrada
è sorvegliata dalle forze
dellordine in attesa dellarrivo delle prime delegazioni dei
Paesi partecipanti al G8 previsto per stasera. Decine le auto di polizia e
carabinieri lungo lautostrada che collega Roma allAquila. Tutti i
ponti e i cavalcavia di statali e provinciali sono presidiati da carabinieri, polizia, guardia di
finanza, esercito. Numerose le pattuglie in transito sulla A24 pronte a
intervenire in caso di necessità. La zona rossa dellAquila
è presidiata e uomini in divisa controllano anche le campagne: gli uomini delle forze dellordine
schierati per la sicurezza sono 15mila, 2.500 i militari. I servizi di
controllo del territorio si svolgono a tappeto e proprio in uno di questi sono
incappati cinque cittadini francesi che viaggiavano a bordo di un furgone Renault dove i carabinieri hanno trovato
cinque mazze di ferro, una mazza da baseball, due aste di metallo ed altri
oggetti «atti ad offendere». I carabinieri del Reparto operativo dellAquila,
comandati dal tenente colonnello Giovanni Di Niso, li hanno fermati nei pressi della Coop di Pettino.
Il sospetto è che stessero preparando una qualche azione contro il vertice, ma
in mancanza di altri elementi, sono stati solo denunciati a piede libero ed
invitati a lasciare il territorio dellAquila. Secondo il
prefetto dellAquila,
Franco Gabrielli, è il «segno che il dispositivo di sicurezza funziona. Al
momento non cè nulla che faccia presagire a una organizzazione più vasta
delle proteste. Per ora registriamo che manca una regia complessiva, ma non è
escluso che altre
persone, isolatamente, vogliano raggiungere la città per manifestare». Il G8
dellAquila «non sarà unaltra Genova» e se proteste ci saranno
«riteniamo che saranno veramente poca cosa». FOCUS G8 a L'Aquila + A L'Aquila
Berlusconi cerca il riscatto: "Non ho nulla da temere" UGO MAGRI
( da "Repubblica, La"
del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Firenze
La messa L´arcivescovo e l´imam pregano "un Dio unico" DAI NOSTRI
INVIATI VIAREGGIO - L´arcivescovo e l´imam sullo stesso palco. Il dolore spiana
tutto anche le differenze religiose. Cattolici e musulmani dentro lo stadio dei
Pini pregano insieme un «Dio unico». I bagliori del fuoco di lunedì notte a
Viareggio sono sembrati «il visibile di un non-senso, di un negativo assoluto
che tutto fagocita e tutto distrugge, alimentato certamente non solo dal caso e
dalla fatalità
». La gente applaude durante più di un passaggio
dell´omelia dell´arcivescovo di Lucca Italo Castellani. Applaude e piange.
Nelle parole del sacerdote non c´è solo il tentativo di dare un senso religioso
a una tragedia così grande ma anche un invito a cercare spiegazioni terrene.
«Chissà per quanto tempo "la tragedia di Viareggio" segnerà il
ricordo di un dolore grande, di tanta sofferenza del corpo e dell´anima, di uno
smarrimento e di una angosciosa ricerca di tanti "perché?"».
L´arcivescovo fa sue le parole del Papa durante l´Angelus di domenica scorsa:
«Auspico che simili incidenti non abbiano a ripetersi e sia garantita a tutti
la sicurezza sul lavoro e nello svolgimento della vita quotidiana». E ancora,
prima che canti Andrea Bocelli e dopo la straziante lettura sulle beatitudini,
in uno stadio pieno di ministri e di gente qualunque, di volontari, vigili del
fuoco, scout, maestre, ragazzi: «C´è da interrogarsi - sottolinea l´arcivescovo
- sul "modo di vivere", per certi aspetti violenti o ad ogni modo che
mettono a rischio la vita stessa, a cui concorriamo tutti, coi
i nostri stili di vita personali e collettivi. E´ da tempo venuto il momento
che il nostro territorio, la nostra Terra, con il contributo e la
responsabilità di tutti nessuno escluso, diventi come Dio l´ha voluta,
"madre sicura", "terra sicura", proprio convertendo gli
stili di vita personali e collettivi». «Viareggio risorgi più bella»,
chiude monsignor Castellani nell´omelia, pronunciata con la voce rotta dalla
commozione e ricordando anche il dramma de L´Aquila cui ora Viareggio è più
«intimamente» unita, e salutando la comunità magrebina, alla quale
appartenevano sette vittime, una comunità che «si sente a pieno titolo parte
viva della città». Dopo l´arcivescovo doveva intervenire Wahid el Fihri, della comunità
islamica romana che prima della funzione religiosa aveva anche distribuito un
foglio con sopra la sua preghiera. Invece, a sorpresa, si è presentato al
microfono Nour Dachan, esponente dell´Ucoii che ha portato un «abbraccio di
solidarietà e fratellanza»: «Avevamo cominciato con l´Aquila, ma due ferite
come queste sono troppe». Finita la cerimonia, sfilate via le bare, in un
comunicato scritto, la polemica all´interno della comunità islamica viareggina:
«Dachan non ci rappresenta. Si è appropriato con un´azione di forza del
microfono parlando al posto di el Fihri - continua la nota di Marocco Insieme -
e compiendo un atto di prepotenza ai danni della comunità marocchina». (mi.bo.
e l.m.)
( da "Punto Informatico"
del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Roma - La guerra del
copyright contro YouTube è ancora aperta su più di un fronte, ma il noto
portale di videosharing ha appena vinto una piccola battaglia. A decidere il
successo è stato il giudice federale Louis Stanton che, dal Distretto Sud dello
Stato di New York, ha dato ragione agli avvocati di Google, facendo cadere
diversi capi d'accusa portati avanti da un gruppo di detentori di diritti.
"Il Copyright Act - ha scritto il giudice - non prevede danni stabiliti
per legge relativamente ad opere straniere". class="hilite">La
causa era stata intentata nel 2007 da una class="term">class class="term">action
guidata da Football Association Premier League a cui si sono accodati altri
soggetti come la National Music Publisher Association (NMPA) e Bob Tur, regista
noto per i suoi filmati sugli scontri di Los Angeles e sulla cattura di O.J.
Simpson negli anni '90. L'accusa collettiva era volta, come si legge sul sito
ufficiale dell'iniziativa, a "fermare l'utilizzo non autorizzato da parte
del sito YouTube.com delle loro opere e di tutte quelle create da altri
detentori dei diritti". Il dibattimento, due anni dopo, resta in piedi, ma
gli accusati Google e YouTube hanno assaporato la dolce mano del giudice
federale. Stanton ha, infatti, respinto le richieste di risarcimento degli
avvocati di Proskauer Rose LLP che rappresenta la class="term">class class="term">action.
I video caricati sul portale di San Bruno riguardano, come nel caso della
Premier League britannica, opere straniere non coperte dalla legge sul
copyright statunitense. Uno spiraglio, tuttavia, è rimasto aperto per l'accusa:
potrà richiedere a YouTube i danni legati a eventi dal vivo che costituiscono
un'eccezione nella legge. Google, nel frattempo, si gode questa piccola
vittoria che ha risollevato animi da anni scoraggiati da iniziative legali da
ogni fronte. Il giudice di New York è, infatti, lo stesso che aveva preso in
esame la denuncia da parte di Viacom con tanto di richiesta di risarcimento
pari ad un miliardo di dollari. Sono stati 500, invece, i milioni (di euro)
invocati da Mediaset dopo aver contato almeno 4.643 filmati su YouTube. Per
Google, questa volta, il conto sembra decisamente più abbordabile. M.V.
( da "Sestopotere.com"
del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action
Abi: Draghi striglia
le banche ma gli appelli non bastano! (8/7/2009 17:09) | (Sesto Potere) - Roma
- 8 luglio 2009 - Oggi il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel
corso dell'assemblea dell'Abi, ha evidenziato il persistere di commissioni
complesse e opache da parte del sistema bancario. Per il Codacons si tratta di
una giusta considerazione, alla quale però devono seguire conseguenti
provvedimenti. Lo stesso Governatore, infatti, ha dovuto ammettere che la
ripetuta azione di moral suasion da lui esercitata ha sortito effetti scarsi e
che spesso è dovuto intervenire d'imperio il legislatore. Per il Codacons,
però, anche le norme legislative introdotte, peraltro insufficienti, vengono
sistematicamente raggirate e la trasparenza bancaria resta un miraggio. Per
questo non basta introdurre nuove regole, ma vanno stabilite anche precise
sanzioni per le banche ed i manager che non le applicano. La svolta vera, poi,
ci sarà solo a condizione di introdurre la tutela diretta da parte dei clienti
delle banche, class="hilite">ossia una
vera class="term">class
class="term">action con danno punitivo.
Solo l'introduzione del danno punitivo e di sanzioni commisurate al fatturato,
potranno scoraggiare comportamenti generalizzati fatti a danno della clientela.
Il Codacons denuncia poi l'ennesimo abuso delle banche nell'applicazione delle
commissioni di massimo scoperto, applicate in modo indiscriminato in elusione
della legge. Malgrado il recente intervento legislativo, infatti, le banche
continuano a far lievitare i costi dei conti correnti applicando sempre nuove
voci di spesa, mentre il Governo resta a guardare ed anche l'ultimo decreto
(Tremonti ter) rischia di essere la toppa peggio del buco perchè fissa un
limite per tali commissioni dello 0,5%, superiore a quello già applicato da
molte banche. Inoltre, la fissazione di un prezzo massimo per i servizi è stato
sempre aspramente criticato dall'Antitrust in quanto ciò potrebbe autorizzare
le banche ad attestarsi sulla soglia massima consentita e quindi comportare un
cartello sui prezzi bancari.
( da "Messaggero, Il"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Giovedì 09 Luglio
2009 Chiudi ROMA - Rush finale per il Ddl sullo «Sviluppo e
internazionalizzazione delle imprese». Insomma, dopo vent'anni dal referendum è
arrivato all'ultimo atto il rientro dell'Italia nell'energia nucleare. Il
documento, che rappresenta uno dei collegati alla Finanziaria, è arrivato ieri
in quarta lettura al Senato dopo un iter piuttosto tormentato. Un iter
culminato in serata con l'atteso voto definitivo dei senatori, che ha finito
per slittare a stamattina. Con il provvedimento, che contiene anche molte altre
novità in materia di carburanti, made in Italy e tutela dei consumatori, il
governo ottiene la delega per stabilire alcuni punti fermi: in sintesi, entro
sei mesi dall'approvazione definitiva del ddl saranno individuati i criteri per
la localizzazione dei siti delle centrali (un primo pacchetto di quattro le
costituirà l'Enel con la francese Edf). Nello stesso tempo andranno definite le
modalità di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, le norme per garantire la
sicurezza e le misure compensative per le popolazioni che saranno più vicine
alle strutture e che quindi subiranno una limitazione d'uso del loro
territorio. Toccherà alla nuova Autorità sulla sicurezza il controllo su tutta
la filiera dell'atomo e la responsabilità sulla sicurezza. Nuova stretta anche
sui tempi autorizzativi per le infrastrutture e gli impianti energetici. Per
questo e per molti altri motivi il ddl "Sviluppo" ha «una rilevanza
strategica» per il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Un
provvedimento che «contiene riforme vere», ha sottolineato il ministro. Sul
nucleare, «il ritorno dell'Italia non è costoso, nè pericoloso o sbagliato», ha
assicurato Scajola. Anzi garantirà «una riduzione strutturale dei prezzi
dell'elettricità, senza costi aggiuntivi a carico dei contribuenti». Fra gli
altri provvedimenti merita una segnalazione l'aumento di un punto percentuale
della "Robin Tax" (che colpisce petrolieri e produttori d'energia)
per finanziare aiuti all'editoria. Ma anche l'class="hilite">esordio
dell'ordinamento giuridico dell'azione legale collettiva (class="term">class class="term">action)
per gli illeciti che verranno commessi successivamente all'approvazione. Per le
assicurazioni arrivano le polizze poliennali. Ma arriva la stretta anche sulla
contraffazione di marchi e brevetti: le sanzioni arrivano fino a 6 anni di
carcere.
( da "Corriere della Sera"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Sport data: 09/07/2009 - pag: 49 La novità Possibile «notturna» anche
per le ultime due giornate. E dal 2010/11 una gara alle 12.30 Il campionato si
smarca dal caldo: primi turni alle 20.45 MILANO Niente partite sotto il
solleone e tifosi per qualche ora in più al mare: la serie A partirà, infatti,
in «notturna». Manca l'ultimo passo per l'ufficialità (via libera della Rai),
ma domenica 23 agosto il fischio d'inizio della 1ª del campionato 2009/10
avverrà alle 20.45 (addio 20.30, ci si uniforma alla Champions League).
Previsti i due canonici anticipi del sabato (18 e 20.45) e uno alla domenica
(18). Si replicherà il 29 e 30 agosto. E, se il 6 gennaio 2010 (ripresa dopo la
sosta natalizia che scatterà il 20 dicembre) si scenderà in campo alle 15,
anche gli ultimi due turni (9 e 16 maggio 2010) potrebbero essere disputati
alle 20.45. La notturna nei giorni caldi diventerà prassi nella stagione di 65
e 35. Ma, ieri, in Lega si è parlato anche d'altro. Per la prossima stagione è
stata approvata la mutualità per la serie B: 65-70 milioni (dipende dalla
vendita dei diritti tv in chiaro). Si continua a lavorare per la separazione
«consensuale» tra A e B operativa dal 1Ú luglio 2010. Fino a tarda sera (mentre
erano già in azione gli addetti alle pulizie) Beretta (presidente della A),
unitamente a Cobolli Gigli, Lotito e Lo Monaco (incaricati dagli altri club di
A), hanno incontrato i rappresentanti della B (Andreoletti, Fantinel e Bedin). I
«cadetti», dopo mesi di malumori, sono usciti soddisfatti dalla riunione e
fiduciosi sul futuro. Il commissario straordinario, Giancarlo Abete, ha
proseguito nel lavoro di mediazione sull'adozione della «tessera del tifoso »,
voluta dal ministro dell'Interno, Maroni. I club hanno ribadito un principio:
deve avere funzione di fidelizzazione e non di schedatura dei sostenitori. Ieri
intanto, a Roma, si è riunita la Covisoc, l'organismo di controllo della
Federcalcio. Nessun problema in serie A e B. Mentre in Lega
Pro è a forte rischio la situazione di Venezia, Treviso, Avellino, Pisa e
Sambenedettese. Roberto Stracca Verso i diritti collettivi Pronti i bandi per
la vendita collettiva dal
2010/11: più pacchetti per il digitale terrestre
( da "Reuters Italia"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">ROMA
(Reuters) - - Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge
Sviluppo. Il provvedimento contiene varie norme come quelle sul riavvio del
nucleare, la nuova definizione della class="term">class class="term">action
e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per
finanzire i fondi per l'editoria.
( da "Stampaweb, La"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA Via libera dellAula
del Senato al ddl sviluppo che segna il ritorno dellItalia al nucleare.
Il provvedimento, in quarta lettura, è stato approvato in via definitiva e
quindi diventa legge. I voti a favore sono stati 154, i contrari 1, e gli
astenuti 1. Lopposizione
non ha partecipato al voto. Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato
dallesecutivo, durante i diversi passaggi parlamentari è quasi
raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli, e giunge in dirittura darrivo
a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi.
Queste le misure contenute nel provvedimento: Nucleare Il governo avrà la
delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per lindividuazione
dei siti delle future centrali e le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno sul loro
territorio gli impianti. Agenzia per la sicurezza nucleare Sarà costituita lAgenzia
per la sicurezza nucleare. Dovrà dettare le regole tecniche, controllare e
autorizzare tutto il ciclo, compreso lo smaltimento delle scorie. Gas Eliminata la proroga dei
tetti antitrust alla vendita di gas dal 2010 al 2015. Resta il tetto del 61
0.000000ino a tutto il prossimo anno. Petrolio Aumentate le royalties dal 7al
10, a partire dal primo gennaio 2009, sullestrazione di idrocarburi in Italia. I
maggiori introiti saranno finalizzati alla riduzione del prezzo dei carburanti
nelle regioni interessate. Previste anche norme autorizzative più snelle per i
giacimenti italiani, compresa larea dellAlto Adriatico. Confermato lobbligo
per i gestori delle stazioni di servizio che riforniscono gli autotrasportatori
di comunicare i prezzi dei carburanti al Mse. Editoria e Robin tax
Laddizionale Ires sulle compagnie petrolifere aumenta dal 5,5al 6,5
1e-4934 risorse saranno
destinate per coprire il ripristino del fondo per leditoria
con 140 milioni divisi nel biennio 2009-2010. Class class="term">action
Introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dellentrata
in vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti nei
crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere allazione
risarcitoria collettiva, poichè è stata esclusa la retroattività.
Lentrata in vigore della prima normativa in materia, targata governo
Prodi, è stata fatta slittare continuamente in attesa del via libera definitivo del ddl sviluppo.
Il decreto legge varato dallesecutivo la settimana scorsa ne
sposta ulteriormente lapplicazione al primo gennaio 2010. Contraffazione
Sarà sanzionato (sia pecuniariamente con una multa massima di 50mila euro e una pena
fino a 6 mesi di carcere)chi trae profitto dalla violazione delle norme sul
diritto dautore. Assicurazioni poliennali Sono in arrivo polizze
poliennali per lRca auto. In cambio di uno sconto, lassicurato
dovrà restare fedele
alla compagnia per 5 anni o pagherà una penalità. Ferrovie private Le licenze
per il servizio ferroviario passeggeri saranno rilasciate solo a imprese
italiane o con sede in un Paese legato da vincolo di reciprocità. Reti
d'impresa Le imprese che si metteranno in rete potranno godere delle stesse
agevolazioni dei distretti industriali. In pensione lampadine a incandescenza e
vecchi frigoriferi Grazie a due emendamenti del Pd, spariranno progressivamente
dal mercato le lampadine a incandescenza e i frigoriferi di classe
inferiore alla A.
( da "RomagnaOggi.it"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
9 luglio 2009 -
11.39 (Ultima Modifica: 09 luglio 2009) ROMA - Via libera definitivo del Senato
al disegno di legge sullo sviluppo, che prevede tra l'altro il rilancio del
nucleare civile in Italia. Il provvedimento ha ottenuto 154 voti favorevoli e
un contrario. Un senatore si è astenuto. A favore il voto del Pdl, Lega Nord ed
Udc. Contro Pd ed Idv che non hanno votato nel tentativo di far mancare il
numero legale. Il ddl sviluppo dopo quattro letture in Parlamento diventa legge
con il sì definitivo del Senato. Tra le principali misure ci sono il ritorno
dell'Italia al nucleare, l'class="hilite">arrivo
della class="term">class
class="term">action (anche se non sarà
retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010), il ripristino dei
fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un
aumento della Robin tax) e norme a difesa del made in Italy, per il mercato del
gas, liberalizzazioni delle ferrovie e novità in tema di assicurazioni. IL
TESTO
( da "Reuters Italia"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA (Reuters) -
Dopo un percorso parlamentare accidentato durato quasi un anno, il Senato ha
approvato in quarta lettura il disegno di legge sullo Sviluppo, rendendolo
legge. Il provvedimento, sul quale il ministro Claudio Scajola ha basato le sue
linee di politica industriale, pone le basi per il rilancio del nucleare in Italia,
contiene la nuova definizione della Class class="term">action
e l'incremento di un punto percentuale dell'addizionale Ires sulle imprese
energetiche -- la cosiddetta Robin Tax -- per finanziare i fondi per
l'editoria. "Passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi
alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire
dalle difficoltà", ha detto Scajola in una conferenza stampa appositamente
convocata per illustrare i contenuti del ddl. IL RILANCIO DEL NUCLEARE Il
governo dovrà definire entro sei mesi i criteri per localizzare i siti degli
impianti, individuando anche le compensazioni per le popolazioni che
ospiteranno i siti. Prevista anche la costituzione dell'Agenzia per la
sicurezza del nucleare. In autunno sarà definito il Piano strategico nazionale
per l'energia, che dovrà porre le basi per diversificare le fonti di
approviggionamento energetico. A regime il governo vuole ottenere dal nucleare
il 25% del suo fabbisogno . class="hilite">Sui
tempi di costruzione dei nuovi impianti Scajola si è limitato a dire che
l'obiettivo è "posare la prima pietra della prima centrale entro fine
legislatura". LA CLASS ACTION ALL'ITALIANA Il ddl riscrive la disciplina
della Class class="term">action
all'italiana introdotta in Finanziaria 2008 dal governo Prodi, mai entrata in
vigore perché sospesa per ben tre volte. Continua...
( da "Sestopotere.com"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Approvato il Ddl Sviluppo.
Scajola, legge storica per la modernizzazione del Paese (9/7/2009 15:50) |
(Sesto Potere) - Roma - 9 luglio 2009 - E stato approvato questa mattina al Senato il
Disegno di Legge Sviluppo con 154 voti favorevoli, 1 voto contrario ed un
astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no
e hanno abbandonato l'aula al momento del voto. class="hilite">I
punti salienti del ddl sono il ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della
Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie. "E' una legge storica,
una serie di norme strategiche - ha affermato il Ministro Claudio Scajola - un
provvedimento "di legislatura" che orienterà l'attività del Ministero
dello Sviluppo economico per i prossimi anni. Si può affermare che con questo
provvedimento passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle
riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire
dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed
efficienza che configureranno l'Italia del futuro".
( da "HelpConsumatori"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
News SOCIETA'. Legge
sviluppo, i commenti sulla class action 09/07/2009 - 15:30 Dure le reazioni dal
fronte ambientalista e consumerista, alla notizia dell'approvazione da parte
del Senato del ddl sviluppo che, da poche ore, è diventato legge.
Federconsumatori aveva già ritenuto estremamente grave l'ulteriore rinvio della
Class Action. "Se non ci fosse stata questa decisione da parte del Governo,
infatti - scrive l'Associazione dei consumatori in una nota - sarebbe entrato
nel nostro ordinamento giuridico il testo originale, che abbiamo sempre
giudicato del tutto accettabile e non quello modificato con un emendamento
allucinante da una maggioranza in Senato totalmente acquiescente ai poteri
forti del Paese". "Ora, tale grave modificazione in peggio viene
confermata nel ddl sviluppo, affossando così definitivamente spirito e
contenuti della norma precedente. Il nostro giudizio è netto - conclude la nota
- il rinvio e la nuova stesura rimane una manovra contro chi viene truffato ed
un aiuto a chi ha volutamente e pervicacemente truffato". Il Codacons
invita il Parlamento a non introdurla nel nostro ordinamento perché i
consumatori preferiscono rinunciare ad una class action così. "E' evidente
come i nostri politici e i nostri governanti abbiano ceduto alle pressioni di
Confindustria, che ne ha influenzato fortemente le scelte - prosegue Rienzi -
Semmai si volesse proseguire nello sciagurato proposito di introdurre questa
class action difettata e da terzo mondo, consigliamo di introdurne la
decorrenza solo a partire dall'anno 2043, così da non creare fino a tale data
problemi alle imprese"."Dal canto nostro - conclude il Presidente
Codacons - proseguiremo a intentare migliaia di cause individuali contro le
imprese, e tanto peggio per loro che saranno costrette a sostenere costi ben
più elevati rispetto alle cause collettive". Secondo Adiconsum questa
class action non è di alcuna utilità nell'accrescere la tutela dei consumatori
contro le furbizie, i raggiri e le truffe. Questo giudizio così drastico è
dovuto al fatto che:la possibilità di attivare la procedura dell'azione collettiva è riservata ai consumatori e non alle
associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri
Paesi;la possibilità di ricorso è limitata ad interessi identici,
restringendolo quindi a casi eccezionali, poiché nella realtà non esistono
interessi identici, ma omogenei;chi attiva la procedura corre il rischio di risarcire
l'impresa nel caso in cui l'azione collettiva non sia
ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo);i consumatori devono farsi carico
di tutte le spese di pubblicità (e non di informazioni) stabilite dal
giudice;una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali, poiché
ogni consumatore coinvolto dovrà depositare lì la propria documentazione
probatoria;infine, se il risarcimento verrà ammesso dal giudice questo sarà
correlato a quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo
risarcimenti simbolici. Adiconsum conferma quindi l'esigenza di apportare
modifiche a questo testo se effettivamente si vuole dare uno strumento per
risarcire le migliaia di consumatori vittime di frodi e di raggiri. Prezzo
carburanti: il click per conoscere il prezzo dei carburanti è un provvedimento
utile, ma del tutto marginale. Ciò che abbiamo chiesto al ministro è che
fossero stabiliti i criteri di adeguamento del prezzo alla pompa rispetto al
prezzo del greggio. Prezzi trasparenti energia, telecomunicazioni, trasporti
marittimi Il prezzo effettivo è un passo avanti, ma non permette ai consumatori
di confrontare i prezzi e quindi scegliere quello più conveniente. Polizze
pluriennali: la soluzione indicata è positiva, perché vincola il contratto
pluriennale a condizioni più vantaggiose per il consumatore. Contraffazione:
giuste la norma, ma rischia di restare disattesa se non seguono i controlli.
Legge annuale per il mercato e la concorrenza: positiva perché potrà consentire
di affrontare i problemi emersi nel settore del consumo e dei servizi e di
indicare adeguate soluzioni. Per Adoc sta diventando un gioco che va a
danneggiare i consumatori e a premiare le imprese scorrette. "Il vero
problema della norma sulla class action è la sua applicabilità - dichiara Carlo
Pileri, Presidente dell'Adoc - la versione precedente non era proprio quello
che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente un passo
indietro, per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun ruolo
nell'avvio dell'azione risarcitoria collettiva, benché il nostro
coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell'azione. I
continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class action in un gioco
pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta, defraudati di un
prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa dei loro
diritti. A tutto vantaggio delle imprese che operano in modo scorretto
sul mercato e a danno anche delle imprese oneste e virtuose. Ora confidiamo nel
Ministro Brunetta, che più volte ha manifestato la volontà di estendere la
class action anche alla Pubblica Amministrazione". Sulll'introduzione
della polizza pluriennale a fronte di una riduzione del premio per
l'automobilista Pileri dichiara: "Va bene ampliare l'offerta al
consumatore, ma perché i costi di una polizza base non calano ? Negli ultimi
anni si è ridotto di circa il 20% il tasso d'incidentalità sulla rete
autostradale e del 68% il tasso di mortalità, grazie agli sforzi di Autostrade
per l'Italia e delle Associazioni dei consumatori, che hanno premuto per
l'installazione, su oltre 1500 km di rete, del sistema Tutor. La riduzione
dell'incidentalità avrebbe dovuto favorire un ribasso del costo delle polizze,
intorno al 25%, ma non è avvenuto. Al contrario, negli ultimi quattro anni, a
parità di polizza, c'è stato un aumento dei costi tra il 15 e il 18%. In una
giungla di offerte è difficile per il consumatore capire quale sia la più
conveniente, ed è costretto a fidarsi di agenti che non sempre propongono la
migliore soluzione. E' in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze
online, più convenienti di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano
un grande ostacolo per i clienti ultracinquantenni, che soffrono l'assenza di
un riscontro umano. Rimane critico anche il diverso trattamento delle
categorie. Abbiamo riscontrato che alcune compagnie, per precisi profili
tariffari, come i neopatentati e gli under 26, presentano in modo uniforme e su
tutto il territorio nazionale premi superiori a 3000 euro, portandoli a
spendere per un'utilitaria, in media, il 22,5% in più degli over 60." 2009
- redattore: GA
( da "KataWebFinanza"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Adiconsum, la class
action delude le attese dei consumatori (Teleborsa) - Roma, 9 lug - Il
provvedimento pi atteso quello sulla class action, che lo stesso ministro
Scajola ha definito "storico" e che si era impegnato a migliorare
rispetto al testo del Governo Prodi, non sar di alcuna utilit nell'accrescere
la tutela dei consumatori contro le furbizie, i raggiri e le truffe. A
sostenerlo l'Adiconsum. Questo giudizio cos drastico dovuto
al fatto che la possibilit di attivare la procedura dell'azione collettiva riservata ai consumatori e
non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli
altri Paesi. Inoltre la possibilit di ricorso limitata ad interessi identici,
restringendolo quindi a casi eccezionali, poich nella realt non esistono
interessi identici, ma omogenei. Chi attiva la procedura corre il
rischio di risarcire l'impresa nel caso in cui l'azione collettiva
non sia ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo); i consumatori devono
farsi carico di tutte le spese di pubblicit (e non di informazioni) stabilite
dal giudice. Una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali,
poich ogni consumatore coinvolto dovr depositare l la propria documentazione probatoria;
infine, se il risarcimento verr ammesso dal giudice questo sar correlato a
quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo risarcimenti
simbolici. Adiconsum conferma quindi l'esigenza di apportare modifiche a questo
testo se effettivamente si vuole dare uno strumento per risarcire le migliaia
di consumatori vittime di frodi e di raggiri. Il click per conoscere il prezzo
dei carburanti un provvedimento utile, ma del tutto marginale. Ci che abbiamo
chiesto al ministro, precisa Adiconsum, che fossero stabiliti i criteri di
adeguamento del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del greggio. Pe rquel che
riguarda la trasparenza dei prezzi dell'energia, telecomunicazioni e trasporti
marittimi, il prezzo effettivo un passo avanti, ma non permette ai consumatori
di confrontare i prezzi e quindi scegliere quello pi conveniente. Sul fronte
delle polizze pluriennali, la soluzione indicata positiva, perch vincola il
contratto pluriennale a condizioni pi vantaggiose per il consumatore. Giuste le
norme contro la contraffazione, ma rischia di restare disattesa se non seguono
i controlli. Positiva la legge annuale per il mercato e la concorrenza, perch
potr consentire di affrontare i problemi emersi nel settore del consumo e dei
servizi e di indicare adeguate soluzioni. 09/07/2009 - 19:21
( da "Sestopotere.com"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Sviluppo, ddl: Adoc,
class="hilite">nuovo rinvio class="term">class class="term">action danneggia i consumatori
(9/7/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma - 9 luglio 2009 - Con l'approvazione
definitiva del ddl Sviluppo viene sancito un nuovo rinvio dell'entrata in
vigore della class="term">class class="term">action,
che partirà il prossimo 1° gennaio 2010 e l'eliminazione della retroattività.
Per Adoc sta diventando un gioco che va a danneggiare i consumatori e a
premiare le imprese scorrette. "Il vero problema della norma sulla class="term">class class="term">action è la sua applicabilità -
dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la versione precedente non era
proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente
un passo indietro, per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun
ruolo nell'avvio dell'azione risarcitoria collettiva, benché il nostro
coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell'azione. I
continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class="term">class class="term">action
in un gioco pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta,
defraudati di un prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa
dei loro diritti. A tutto vantaggio delle imprese che operano in modo scorretto
sul mercato e a danno anche delle imprese oneste e virtuose. Ora confidiamo nel
Ministro Brunetta, che più volte ha manifestato la volontà di estendere la class="term">class class="term">action anche alla Pubblica
Amministrazione". Nel ddl Sviluppo prevista anche l'introduzione della
polizza pluriennale a fronte di una riduzione del premio per l'automobilista.
"Va bene ampliare l'offerta al consumatore, ma perché i costi di una
polizza base non calano ? - continua Pileri - negli ultimi anni si è ridotto di
circa il 20% il tasso d'incidentalità sulla rete autostradale e del 68% il
tasso di mortalità, grazie agli sforzi di Autostrade per l'Italia e delle
Associazioni dei consumatori, che hanno premuto per l'installazione, su oltre
1500 km di rete, del sistema Tutor. La riduzione dell'incidentalità avrebbe
dovuto favorire un ribasso del costo delle polizze, intorno al 25%, ma non è
avvenuto. Al contrario, negli ultimi quattro anni, a parità di polizza, c'è
stato un aumento dei costi tra il 15 e il 18%. In una giungla di offerte è
difficile per il consumatore capire quale sia la più conveniente, ed è
costretto a fidarsi di agenti che non sempre propongono la migliore soluzione.
E' in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze online, più convenienti
di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano un grande ostacolo per
i clienti ultracinquantenni, che soffrono l'assenza di un riscontro umano.
Rimane critico anche il diverso trattamento delle categorie. Abbiamo riscontrato
che alcune compagnie, per precisi profili tariffari, come i neopatentati e gli
under 26, presentano in modo uniforme e su tutto il territorio nazionale premi
superiori a 3000 euro, portandoli a spendere per un'utilitaria, in media, il
22,5% in più degli over 60."
( da "Trend-online"
del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action
Ddl Sviluppo, da
misure emergenza a misure strutturali ANSA NEWS, clicca qui per leggere la
rassegna di Ansa , 09.07.2009 19:13 Scopri le migliori azioni per fare trading
questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 9 LUG - La Legge Sviluppo che entra in vigore
dopo il si' del Senato contiene una ''serie di norme strategiche''.Cosi' il
ministro Scajola. ''Dalle misure di emergenza, per contrastare la crisi, si
passa alle riforme strutturali'', ha detto il ministro dello Sviluppo
economico. Viene introdotto il 'contratto di rete d'impresa che consentira'
alle aziende nuove forme di aggregazione e verra' riorganizzato l'intero
assetto degli incentivi. Scajola ha poi sottolineato l'importanza
dell'introduzione della 'class="hilite">class="term">class class="term">action' e delle misure a tutela
dei consumatori. E sul ritorno del nucleare in Italia, sancito dal ddl, il
ministro rende noto che gia' diversi Enti locali hanno dichiarato la loro
disponibilita' ad accogliere le centrali e che saranno individuati i ''siti per
sicurezza e collocazione ideale e su questa mappatura sara' il mercato a
decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi''. Con il ddl
Sviluppo nasce anche la borsa del gas. Entro sei mesi dall'entrata in vigore
del provvedimento prendera' vita una vera e propria piazza dove ogni giorno
domanda ed offerta si incontreranno per dar vita al prezzo del gas. Le offerte
di acquisto e di vendita saranno gestite dal Gme (Gestore del mercato
elettrico).(ANSA).
( da "Corriere.it"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Tra le misure: la class="term">class class="term">action e il ripristino dei fondi
per l'editoria Via libera al ddl sviluppo: sì al rilancio del nucleare Il
provvedimento è stato approvato in Senato. L'opposizione non ha partecipato al
voto ROMA - Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sullo
sviluppo, che prevede tra l'altro il rilancio del nucleare civile in Italia.
L'opposizione, pur avendo annunciato il voto contrario, non ha partecipato al
voto nel tentativo di far mancare il numero legale. Il provvedimento ha
ottenuto 154 voti favorevoli e un contrario. Un senatore si è astenuto. LE
MISURE - Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato dall'esecutivo, durante i
diversi passaggi parlamentari è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64
articoli, e giunge in dirittura d'arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio
dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Tra le principali
misure ci sono: il ritorno dell'Italia al nucleare, l'arrivo della class="term">class class="term">action (anche se non sarà
retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino
dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un
aumento della Robin tax). - Ecco, nel dettaglio, i principali provvedimenti nel
testo (qui il ddl completo in pdf): NUCLEARE - In sei mesi dall'entrata in
vigore della legge il governo predisporrà la normativa per tornare al nucleare
e per la localizzazione degli impianti oltre che dei sistemi di stoccaggio e
deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli
impianti. I siti potranno essere dichiarati «di interesse strategico nazionale»
e quindi soggetti anche a controllo militare. Prevista un'autorizzazione unica
per la costruzione e l'esercizio degli impianti che verrà rilasciata dal
ministro dello Sviluppo economico, di concerto con l'Ambiente e le
Infrastrutture «previa intesa con la Conferenza unificata». L'autorizzazione
non sostituisce però la Via (valutazione di impatto ambientale) e la Vas
(valutazione ambientale strategica). AGENZIA PER LA SICUREZZA NUCLEARE - Sarà
l'autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e
l'autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli
impieghi dell'energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti
radioattivi, la protezione dalle radiazioni, nonché la vigilanza sugli
impianti. È saltata in quest'ultimo passaggio alla Camera la parte in cui si
leggeva che l'Agenzia «opera con indipendenza di giudizio e di valutazione e in
piena autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi di personale
qualificato e altamente specializzato». COMMISSARIAMENTO SOGIN - Il ministro
dello Sviluppo economico e quello dell'Economia avranno il compito di
ridefinirne i compiti e le funzioni. Un decreto della presidenza del consiglio
dei ministri nominerà un commissario e due vicecommissari per la società Sogin.
Mentre il cda decade con l'entrata in vigore della legge. RISPARMIO ENERGETICO
- Il ministro dello Sviluppo economico predispone entro il 31 dicembre 2009 un
piano straordinario per l'efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere
alla Commissione europea, preparato con l'apporto dell'Agenzia nazionale per
l'efficienza energetica. class="hilite">CLASS
ACTION - In arrivo la class="term">class class="term">action,
che però non sarà retroattiva: si potrà ricorrere solo per gli illeciti
compiuti dopo l'entrata in vigore di questa legge. Inoltre la disciplina
entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. L'istituto giuridico della class="term">class class="term">action era stato introdotto con la
Finanziaria 2008 dal governo Prodi e sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno
del 2008, ma il governo Berlusconi decise di rimettere mano alla normativa e
stabilì una prima proroga al dicembre 2008, un successivo slittamento al 30
giugno 2009 e con il dl manovra varato la scorsa settimana ha sancito che non
partirà prima del gennaio 2010. EDITORIA - Ripristinati 70 milioni di euro per
il fondo per l'editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni
di euro in due anni che vengono coperti con l'aumento della Robin tax. SALE
ROBIN TAX - Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione dell'aliquota ordinaria Ires
a carico delle aziende petrolifere e dell'energia elettrica. Le risorse sono destinate
al ripristino del fondo dell'editoria. ASSICURAZIONI - In arrivo il contratto
di durata poliennale. Lo potrà proporre l'assicuratore al posto di una
copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno
però delle penalità nel caso di recesso. PREZZO BENZINA - Giù il prezzo della
benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione. Aumenta infatti dal
7% al 10% l'aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di
coltivazione è tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il
fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni
interessate dall'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. BOLLO GRATIS PER
GPL - Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa automobilistica per
5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano al Gpl o al metano. FERROVIE
PRIVATE - Le ferrovie private che vogliono operare in Italia dovranno essere
«in possesso di un'apposita licenza», che però potrà essere data solo a chi ha
sede legale nel nostro Paese o se nel Paese di appartenenza vige il principio
di reciprocità. Quanto al servizio universale, il ministero delle
Infrastrutture individuerà le tratte e le tipologie di servizi a più alta
redditività. NORME ANTICONTRAFFAZIONE - Multe più severe e carcere fino a 6
anni per chi pratica la contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali
o esteri. RETI D'IMPRESA - Vengono estese alle reti di imprese le agevolazioni
già previste per i distretti industriali. PUBBLICITÀ INGANNEVOLE - Anche per le
compagnie marittime arriva l'obbligo di reclamizzare il prezzo dei biglietti
comprensivo di tutti gli altri oneri, come le tasse portuali. stampa |
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 10-07-2009)
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Il collettivo occupa
simbolicamente il provveditorato Studenti arrestati per il G8: la protesta di
Aca Toro Un'occupazione simbolica di circa un'ora. Il messaggio era chiaro:
esprimere solidarietà ai 21 studenti arrestati nei giorni scorsi nell'ambito
dell'operazione Rewind, condatta dalle forze dell'ordine in tutta Italia a
pochi giorni dal G8. I ragazzi del collettivo studentesco 'Aca toro' hanno
protestato ieri davanti al Provveditorato agli studi di via Cocastelli. Lo
slogan della giornata è stato 'Liberi tutti'. Il perchè lo spiega uno degli
attivisti, Paolo Cenzato: «Quasi tutti i fermati erano studenti incensurati.
Gli arresti sono avvenuti con blitz violenti sia nelle abitazioni che nei
centri sociali. L'unico obiettivo delle forze dell'ordine era quello di
reprimere il dissenso». Un'operazione preventiva insommma che avrebbe colpito
nel mucchio, con il solo intento di scoraggiare le proteste degli studenti nei
giorni del vertice mondiale a l'Aquila. Le città coinvolte nell'operazione sono
state Roma, Torino, Bologna e Padova. L'occupazione è servita anche per
mettersi in contatto con le istituzioni locali: una volta occupato l'edificio,
i ragazzi hanno inviato via fax il volantino della manifestazione a Comune e
Provincia. L'intento era quello di sensibilizzare i vertici politici cittadini.
Ecco un estratto del documento: «Nell'ultimo anno l'Onda studentesca è stata
l'esempio più eloquente del conflitto sociale in questo paese. A Mantova come
nel resto d'Italia i collettivi studenteschi hanno cercato in ogni modo di
estendere il motto 'Noi la crisi non la paghiamo!' a tutte le altre realtà
sociali colpite dalla crisi economica. Colpire gli studenti dell'Onda e
manipolare l'opinione pubblica vuol dire attaccare chi vuole reagire a questa
crisi e ai suoi colpevoli». Nella seconda parte del documento gli studenti
lanciano una provocazione. «Perfino negli Usa un banchiere responsabile del
disastro finanziario paga col carcere. Nella democratica Italia a finire in
galera (o peggio, espulso) sono le vittime e non i carnefici: studenti, precari
e migranti. Se queste sono le circostanze, noi studenti dei
collettivi mantovani ci assumiamo la piena responsabilità delle mobilitazioni
dello scorso autunno e di qualsiasi azione di protesta messa in atto. Se il
dissenso è reato, siamo colpevoli e perfino disposti all'autodenuncia».
Vincenzo Corrado
( da "Stampa, La" del
10-07-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">SVILUPPO
Class class="term">action Parte la causa
collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac del recente passato
LE NUOVE MISURE
( da "Stampa, La" del
10-07-2009)
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Il governo: «I siti
scelti saranno sicuri Decideremo insieme agli enti locali» [FIRMA]ROSARIA
TALARICO ROMA La concomitanza con il G8 rischiava forse di far passare sotto
silenzio l'approvazione in Senato del disegno di legge sullo sviluppo (ora
diventato legge) che ha un sottotitolo programmatico: «le grandi riforme per
rilanciare l'economia del Paese». Dopo un iter laborioso durato quasi dieci
mesi vengono dunque introdotte nuove norme in materia di energia, di rilancio
del sistema imprenditoriale e di tutela del consumatore. «E' una legge storica,
una serie di norme strategiche - così la descrive il ministro Claudio Scajola -
con cui passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle
riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire
dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed
efficienza che configureranno l'Italia del futuro». La principale novità del
pacchetto è la reintroduzione in Italia del nucleare. Secondo il ministro la
sensibilità del Paese verso questo argomento è cambiata e «abbiamo avuto
disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari.
C'è una maturazione rispetto a posizioni precedenti». Scajola ha aggiunto che
saranno individuati «i siti ideali per sicurezza e collocazione e su questa
mappatura sarà il mercato a decidere con il consenso dei territori, che avranno
dei vantaggi. Sarà un affare per l'Italia e uno ancora più grosso per i
territori». Occorreranno infatti sei mesi per disciplinare le modalità di
localizzazione e le tipologie di impianti, di stoccaggio dei rifiuti e delle
scorie, oltre alle «misure compensative» da riconoscere alle popolazioni interessate.
Anche i vertici di Enel ed Edison parlano di «giornata storica», mentre
Federutility assicura che anche le ex municipalizzate saranno della partita.
Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia quello del nucleare è
«un'opzione importante». Critici invece Pd e Italia dei Valori, ambientalisti e
consumatori. E soprattutto le più importanti regioni guidate dal
centrosinistra: Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Per il governo,
invece, questa nuova strategia in ambito energetico eviterà una dipendenza
dell'Italia dall'estero (pari all'85% dei nostri consumi) e un costo superiore
del 30% rispetto agli altri Paesi europei pagato per l'approvvigionamento
energetico. Segnali positivi arrivano anche dalle aziende di servizi pubblici
locali. Sempre nel settore energetico, nascerà la Borsa del gas: entro sei mesi
dall'entrata in vigore della legge, le offerte di acquisto e di vendita del gas
naturale saranno gestite dal gestore del mercato elettrico. Tutto ciò dovrebbe
tradursi per il cittadino in una bolletta meno cara. Altra novità di rilievo è
rappresentata dalla class="hilite">class="term">class class="term">action. «L'azione di classe» viene così introdotta nell'ordinamento italiano e
permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i
settori dell'energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica
industriale, viene introdotto il «contratto di rete d'impresa» che supera il
concetto fisico di distretto e consentirà alle aziende di minori dimensioni di
aggregarsi in forme nuove senza perdere la propria identità, grazie ad
agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative. Sempre in ambito
imprenditoriale, la legge Sviluppo introduce una riforma del sistema degli
incentivi alle imprese, che vedranno uno snellimento delle procedure e una
riduzione dei tempi per ottenerli. Verranno riformate anche le Camere di
commercio e gli enti di internazionalizzazione con l'ottica di rendere sempre
più efficiente la rete di supporto alle imprese.
( da "Repubblica, La"
del 10-07-2009)
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Pagina 1 - Prima
Pagina Passa la legge che fa tornare le centrali atomiche. class="hilite">Nel
provvedimento anche la class="term">class class="term">action
ma dal 2010 Nucleare, si parte da Sicilia e Veneto ROMA - è legge il ritorno
dell´Italia al nucleare. Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il ddl
sullo sviluppo. Ora il governo ha sei mesi di tempo per definire i criteri per
la localizzazione e le tipologie delle centrali. Dove verranno realizzate? I
primi segnali di apertura arrivano da Sicilia e Veneto. Invece la Basilicata,
indicata da alcuni come disponibile, si è tirata fuori. PARENTE A PAGINA 32
( da "Repubblica, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 32 - Economia
Il ritorno al nucleare in Italia è legge Veneto e Sicilia pronti alle centrali.
class="hilite">Varata anche la class="term">class class="term">action "spuntata"
Approvato definitivamente il ddl Sviluppo La Borsa del gas al Gme Pd in trincea
contro la "svolta" sull´energia Azione collettiva,
Antitrust delusa GIOVANNI PARENTE ROMA - Il ritorno dell´Italia al nucleare è
legge. La gestazione è durata circa dieci mesi ma ieri il Senato ha approvato
in quarta lettura il ddl Sviluppo. Ora la partita si sposta su un altro campo.
Entro sei mesi dall´entrata in vigore del provvedimento, il governo dovrà
definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali, lo
stoccaggio dei rifiuti, il deposito delle scorie e le compensazioni alle
popolazioni interessate. Il vero nodo da sciogliere è, quindi, proprio quello
di dove saranno realizzati gli impianti. «Abbiamo avuto disponibilità a livello
locale da vari enti ad accogliere centrali nucleari - ha affermato il ministro
dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - C´è una maturazione rispetto a
posizioni precedenti». In realtà, ad aprire spiragli sono stati Sicilia e
Veneto. Nel primo caso, però, non si tratta di una cambiale in bianco perché
nel momento in cui si prospettasse la possibilità verrebbe sottoposta a
referendum. «Non chiudiamo le porte ma non c´è un sì incondizionato», fanno
sapere dalla Regione. Mentre alla disponibilità del Veneto dovrà comunque
corrispondere la verifica delle condizioni tecniche per la realizzazione sui
propri territori. Il coro dei no da parte di altri governatori e assessori è
stato nutrito. Tra questi anche il presidente lucano Vito De Filippo (Pd).
Anche se, ancora ieri, alcune fonti accreditavano la Basilicata come una delle
potenziali sedi. Ma la sua regione «non sarà mai disponibile - ha puntualizzato
De Filippo - a farsi includere nella nuova geografia nucleare del Paese». Da Pd
e Italia dei valori non sono mancate critiche alla svolta sull´atomo. Il
democratico Della Seta ha parlato di «salto all´indietro di 20 anni». Per il
candidato alla segreteria, Ignazio Marino, è una «legge inopportuna». Antonio
Di Pietro (Idv) la definisce una «bomba ad orologeria». Di diverso avviso l´ad
di Enel, Fulvio Conti, che la ritiene una «scelta storica» e «un´opportunità
strategica». Da Umberto Quadrino, ad di Edison, la convinzione che «si apre un
nuovo capitolo nella storia energetica del nostro Paese». Lo stesso Scajola ha ricordato
che «diventa operativo il percorso per un mix elettrico con il 50% di fonti
fossili contro l´attuale 83%, il 25% di rinnovabili dall´attuale 18%, il 25% di
nucleare». Entro sei mesi partirà poi anche la borsa del gas: le offerte di
acquisto e di vendita saranno gestite dal Gme (Gestore del mercato elettrico).
Tra i 64 articoli del provvedimento approvato ieri non ci sono solo misure
energetiche. Spicca, tra le altre, la class="term">class class="term">action:
non sarà retroattiva e quindi si applicherà solo agli illeciti commessi dopo
l´entrata in vigore della legge. Protestano le associazioni dei consumatori.
«Il governo ha messo una pietra tombale - rileva Elio Lannutti (Adusbef) -
sugli scandali finanziari, da Cirio a Parmalat ai Tango bond». E, per il
presidente dell´Antitrust Antonio Catricalà, se è «una scelta politica» la
decisione sulla non retroattività, va osservato anche che «in linea di massima
sarebbe opportuno che i principi fossero quelli del codice civile, cioè che i
diritti non prescritti siano azionabili».
(
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)>"
del 10-07-2009)
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(
da "Secolo XIX, Il"
del 10-07-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 10-07-2009)
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(
da "Nuova Ferrara, La"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 10-07-2009)
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(
da "Resto del Carlino,
Il (Ferrara)" del 10-07-2009)
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(
da "Unita, L'"
del 10-07-2009)
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(
da "Unita, L'"
del 10-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-07-2009)
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(
da "Giornale di Brescia"
del 10-07-2009)
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(
da "Giornale di Brescia"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Messaggero, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Messaggero, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Messaggero, Il"
del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 10-07-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 10-07-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 10-07-2009)
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(
da "Stampaweb, La"
del 10-07-2009)
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(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 10-07-2009)
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(
da "RomagnaOggi.it"
del 10-07-2009)
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(
da "HelpConsumatori"
del 10-07-2009)
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(
da "Corriere.it"
del 10-07-2009)
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(
da "Giornale di
Calabria, Il" del 10-07-2009)
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(
da "Corriere.it"
del 11-07-2009)
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(
da "Italia Oggi"
del 11-07-2009)
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(
da "Provincia Pavese,
La" del 11-07-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 11-07-2009)
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(
da "Riformista, Il"
del 11-07-2009)
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(
da "Riformista, Il"
del 11-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-07-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 11-07-2009)
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(
da "Stampa, La"
del 12-07-2009)
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(
da "Resto del Carlino,
Il (Pesaro)" del 12-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-07-2009)
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(
da "Corriere della Sera"
del 13-07-2009)
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(
da "Trend-online"
del 13-07-2009)
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(
da "Tempo, Il"
del 14-07-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 14-07-2009)
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(
da "Messaggero, Il"
del 14-07-2009)
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(
da "Stampa, La"
del 15-07-2009)
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(
da "Resto del Carlino,
Il (Ferrara)" del 15-07-2009)
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(
da "Provincia Pavese,
La" del 15-07-2009)
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(
da "Trend-online"
del 15-07-2009)
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(
da "Trend-online"
del 15-07-2009)
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(
da "HelpConsumatori"
del 15-07-2009)
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(
da "Repubblica, La"
del 16-07-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-07-2009)
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(
da "Manifesto, Il"
del 16-07-2009)
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(
da "Sestopotere.com"
del 16-07-2009)
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(
da "Reuters Italia"
del 16-07-2009)
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(
da "Quotidiano.it, Il"
del 16-07-2009)
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(
da "superEva notizie"
del 16-07-2009)
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(
da "Soldionline"
del 17-07-2009)
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