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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli

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DOSSIER “CLASS ACTION”

 

 

 

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Report "Class action"  1-17 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

La politica è in crisi E cresce l'Italia dei think tank che ci faccio qui? ( da "Riformista, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: di aggregare e rappresentare gli interessi collettivi, si è ormai frammentata e personalizzata in modo parossistico. Sono scomparsi i canali di formazione politica e di produzione culturale un tempo attivi. Ognuno, oggi, corre per sé, senza peraltro avere idee chiare su dove andare. E tutti, sciolti dalle antiche reti di appartenenza, privati del sostegno delle vecchie ideologie,

Ddl Sviluppo approvato dalla Camera, torna al Senato ( da "Reuters Italia" del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanziaria i fondi per l'editoria. Il ministro Claudio Scajola, in una nota, definisce il provvedimento “storico, che contiene riforme fondamentali per la modernizzazione del Paese e del sistema produttivo ed è un contributo importante al superamento della crisi e al riavvio della crescita"

Per l'ennesima volta l'entrata in vigore delle class action ovvero delle azioni civili col... ( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: entrata in vigore delle class action ovvero delle azioni civili collettive a tutela dei consumatori è stata rinviata, al momento, di sei mesi. Si sa che il nuovo strumento giudiziario non è ben visto dagli industriali e dalle organizzazioni specializzate nella distribuzione. Il motivo è intuitivo: si teme che l'azione possa rivelarsi di micidiale efficacia nei loro confronti,

Ddl Sviluppo, sì alla Camera Ora la parola passa al Senato ( da "Tempo, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: È stata poi modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi",

Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari ( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action. È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio,

L'Italia torna a giocare con le centrali nucleari ( da "Manifesto, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: pacchetto «anti-crisi» esclude la possibilità di fare class action collettive contro i crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al nucleare. Ora manca un'ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi tutte gli articoli, per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani energetici dell'italietta atomica.

Robin tax innalzata al 6,5% e class action non retroattiva ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: esclusa la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore delle azioni collettive di risarcimento è stata posticipata, con la manovra d'estate (Dl 78/09,annunciato ieri in Gazzetta Ufficiale ma non ancora materialmente visibile fino alla tarda serata di ieri), al primo gennaio 2010.

Più rimborsi, raddoppia il deficit ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nucleare e class action, sì della Camera ROMA Nel primo semestre dell'anno il fabbisogno del settore statale raddoppia portandosi a circa 49,5 miliardi di euro contro i 23,9 dello stesso periodo dell'anno scorso. Parte della responsabilità è dovuta allo slittamento al 6 luglio, dal 16 giugno, del versamento delle imposte da parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore.

Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione,

Nucleare sempre più vicino E lo chiamano sviluppo ( da "Unita, L'" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: il ritorno dell'Italia al nucleare, oltre a contenere norme che riguardano class action, assicurazioni, contributi all'editoria e vecchi frigoriferi. Un decreto omnibus, insomma, che il Pd ha già bocciato visto che azzera quel poco di liberalizzazioni promosse in passato, torna ora al Senato per la quarta (ultima?) lettura.

Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo ( da "Messaggero, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Giovedì 02 Luglio 2009 Chiudi Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo Ora dovrà tornare al Senato per l'approvazione definitiva prevista verso metà luglio. Class action: rinvio al 2010

ROMA Si avvicina il ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di legge sullo sviluppo e l'int... ( da "Messaggero, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il provvedimento riguarda molti temi: dalla class action rinviata al 2010 e non più retroattiva alle modifiche in materia di assicurazioni, ai tetti antitrust sul gas che non saranno prorogati. Sono stati superati alla Camera, con qualche modifica, i rilievi avanzati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Dalla Camera arriva il sì al nucleare e alla class action ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio,

Alitalia bond, arrivano 26,3 centesimi ( da "Corriere.it" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione,

GIUSTIZIA, Class action, UNC: ripensare norma ( da "HelpConsumatori" del 02-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione risarcitoria collettiva. Ieri, invece, la Camera dei Deputati ha votato il ddl sviluppo che contiene la norma che introduce la class action nel nostro ordinamento. La parola ora al Senato per la quarta lettura. "Non tutti i mali vengono per nuocere", ha commentato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori.

class action contro il comunale - brunella torresin ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: nella stagione appena conclusa Class action contro il Comunale BRUNELLA TORRESIN Una class action contro la Fondazione Teatro Comunale: la incoraggia il sindacato Fials offrendo la tutela legale agli abbonati alla stagione lirica 2008-2009, appena conclusa. Tutto ha inizio con la decisione della direzione del teatro di non rimborsare la quota d´abbonamento relativa ai due titoli d´

class action contro il comunale ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Bologna CLASS ACTION CONTRO IL COMUNALE (segue dalla prima di cronaca) è stato Lo stesso Teatro a informare gli abbonati che in luogo del rimborso avrebbero potuto usufruire di un «bonus» per l´acquisto di biglietti relativi ad altri spettacoli. «In caso di cancellazione dello spettacolo è previsto il rimborso dell´intero importo del biglietto,

sporcizia, ritardi e stress "e ora risarcite i pendolari" - michele smargiassi ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Se il Parlamento approverà la class action, per Trenitalia l´orizzonte giudiziario si fa grigio, «ci sono centinaia di cause già pronte a partire». A Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per «il servizio non adeguato».

usa, class action contro la bofa e l'italia è al palo ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Pagina 37 - Economia Usa, class action contro la BofA e l´Italia è al palo roma - Il ministro dello Sviluppo, Scajola, ha detto ieri che l´Italia ha bisogno di «riforme vere» e «non di lenzuolate», assestando così l´ultima picconata al piano di liberalizzazioni del suo predecessore, Bersani.

Il consiglio perde un pezzo di minoranza ( da "Corriere delle Alpi" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione che non ha precedenti e che ora pone un problema serio di governo e gestione del consiglio comunale. «La volontà collettiva del comune di Arsiè ha scelto la Lega Nord», afferma l'ex sindaco. «Se ci fosse stato un rapporto ragionevole di voti, voleva dire che una consistente parte della popolazione non era d'accordo su tale mandato e quindi l'

Sporcizia, ritardi e stress "E ora risarcite i pendolari" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Se il Parlamento approverà la class action, per Trenitalia l'orizzonte giudiziario si fa grigio, "ci sono centinaia di cause già pronte a partire". A Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per "il servizio non adeguato".

I Comuni virtuosi non fanno notizia ( da "Denaro, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: costruito un percorso importante per la formazione individuale e collettiva e, soprattutto, di avere piantato le radici della cultura della legalità, della inclusione sociale, del superamento di ogni odiosa barriera etnica o religiosa, della legittima aspirazione alla sicurezza, personale e sul territorio, nel tessuto vivo di un corpo sociale che costituirà il collettivo dirigente,

Nuovo film Harry Potter in sala 15/7. Atteso boom al botteghino ( da "Reuters Italia" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: di Mike Collett-White LONDRA (Reuters) - Il maghetto Harry Potter sarà di nuovo nei cinema a metà luglio con il sesto episodio della saga, e un altro grande successo ai botteghini è previsto per la Warner Bros. "Harry Potter e il principe mezzosangue" sarà nelle sale il 15 luglio, con promesse di grande azione,

RISPARMIO. Confconsumatori contro Standard & Poor's, al via nuova causa collettiva ( da "HelpConsumatori" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: al via nuova causa collettiva 03/07/2009 - 13:12 Arriva la prima causa collettiva per il risarcimento dei consumatori della Regione Emilia Romagna. A proporla è Confconsumatori che oggi l'ha presentata in conferenza stampa presso la sua sede a Bologna. La causa collettiva proposta è nei confronti della Standard & Poor's,

Giovani e politici negoziano il futuro Progetto che finisce diritto nella Rete ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono bastati per far sì le azioni siano già concretamente realizzate, ma si sono poste le basi perché nuovi soggetti collettivi (i gruppi di giovani) e un soggetto collettivo con nuova consapevolezza (la Commissione consigliare politiche giovanili) continuino le azioni intraprese e ne sviluppino altre con modalità sempre più democratiche e volte allo sviluppo della cittadinanza.

Terza serata domani della rassegna teatrale di Arquà Polesine. A salire sul palco alle 21.15, s... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ultimo Maggio Arquatese e che il Collettivo Teatrale di Arquà ha voluto proporre attraverso tre spettacoli ed una mostra - afferma il regista del gruppo teatrale arquatese, Giorgio Libanore -. In quello che è stato un viaggio ideale che ha seguito il viaggio dei migranti veneti verso le americhe (il recital «L'anima sui cop» di Luciano Caniato),

Lehman Brothers, a Bologna Confconsumatori presenta causa collettiva contro Standard & Poor's ( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: per il lavoro ottenuto dalle sedi locali in Regione, ossia consentire ai consumatori in attesa di una Class Action, di catalizzare in una sola azione giudiziaria numerosi risparmiatori, consentendo di dare voce alle proprie sofferenze”. Le sedi locali della Confconsumatori restano a disposizione per fornire l?assistenza a chi ne avesse bisogno.

Codurelli/PD: DDL Energia, ora torna al Senato ( da "Merateonline.it" del 03-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azzeramento della class action, poliennalità delle polizze assicurative ed esproprio del ruolo degli enti locali Il disegno di legge su Sviluppo ed Energia, approvato in terza lettura alla Camera, ora approdato Senato, contiene numerose negatività oltre a quanto già denunciato dalla sottoscritta sull?

L'Italia vista dai think tank: da Crusoe a Tocqueville ( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: o almeno di cultura - bocconiana: nell'editoriale collettivo che celebra il settimo compleanno del sito, si ringrazia il ministro Tremonti «di tante solerti attenzioni. Vuol dire che ha paura del nostro giudizio. Non glielo faremo certo mancare. Neanche per un giorno. Neanche per un'ora. Anche perché non siamo certo noi i catastrofisti.

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: normativa sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa, piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose»

ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: normativa sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa, piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose»

Da piattaforma a partito "frame", ecco il congresso junior del Pd ( da "Foglio, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: idea di costruire in questo paese dei partiti, dei collettivi politici cioè delle classi dirigenti. Lioni: “Collettivi politici” è quasi peggio di “piattaforma programmatica”… Comunque, il tutti dentro il Pd è una suggestione bella, come orizzonte per il futuro.

Diavolo DI UN VESCOVO ( da "Manifesto, Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nogaro si dissocia dalla retorica collettiva e avverte: «Bisogna fare attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria, strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste». E stavolta è il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu - ma Cossiga non gli fa mancare il suo sostegno - a chiedere la cacciata del vescovo.

Café Müller, l'abbraccio per un commiato che non si replicherà ( da "Manifesto, Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Esili gag capaci di dare il via a trascinanti azioni collettive. Ma questo dopo, superata appunto la soglia dell'emozione. O di quello stadio pre-linguistico dell'emozione che immediatamente ci tocca davanti al gesto del performer. Perché c'è forse, nell'emozione che viene dalla scena, l'intuizione di qualcosa che solo dopo potremo rielaborare razionalmente.

Festa di Sant'Amanzio, bilancio positivo ( da "Tempo, Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Collettivo che nel tempo è andato aumentando in quantità e qualità, coinvolgendo chiunque avesse a cuore le finalità dell'Associazione e volesse contribuire attivamente alla realizzazione di un determinato progetto. E così, intorno a quello che è sempre stato il nucleo delle festività, la Festa vera e propria,

ROMA - Quel quarterback del videogame gli somiglia troppo. Stesso numero di maglia (il 9), i... ( da "Messaggero, Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma una class action. Una prospettiva che potrebbe realizzarsi, se si pensa che altri due ex atleti NCAA hanno avviato analoga causa presso la Corte statale del New Jersey. Si tratta di Ryan Hart, ex quarterback di Rutgers, e di Troy Taylor, ex quarterback professionista negli anni Novanta coi New York Jets.

Il turismo spagnolo fa quadrato per la riduzione dell'Iva ( da "TTG Italia Online" del 06-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Iva Parte la class action del turismo spagnolo. Fronte distributivo, tour operator e associazioni spagnole unite per la riduzione dell'Iva dal 16 al 7%. Quattordici grandi agenzie e t.o. e otto associazioni di categoria hanno avviato un'informativa assegnata alla consulente Deloitte, che verrà presentata al Sottosegretariato per le imposte al consumo,

Caritas, 500mila per l'Abruzzo ( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: che ricorda di aver aderito alla «colletta nazionale promossa il 19 aprile 2009 dalla Cei in tutte le chiese italiane, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese. Attraverso la colletta nazionale e i contributi raccolti sin dal giorno successivo al sisma e fino al 30 giugno,

: arrestati in ventuno ( da "Tempo, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Studenti dell'Onda ma anche di Collettivi antagonisti cittadini hanno occupato il rettorato a Bologna. Occupato anche il rettorato a Pisa. Mobilitazione anche al Federico II di Napoli. Oltre un centinaio di studenti ha occupato il Rettorato per protestare.

torino-milano, viaggi dell'inferno un treno con 100 minuti di ritardo - pietro bellantoni ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Peccato che non ci sia la class action ? dice Maddalena, un´altra pendolare - Potremmo addebitare tutti questi ritardi a Trenitalia». Oltre ai problemi legati ai ritardi, c´è quello della sicurezza, ancora più evidente dopo la tragedia di Viareggio. Ieri a Rosta, su un merci della linea Torino-Modane, è scoppiato un incendio a causa del surriscaldamento dei freni di un carro.

il festival del teatro e la potenza del gesto - maurizio zanardi ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: che costituiscono una vera e propria mente collettiva che dà continuità, spinta e risonanza alla ricerca teatrale. Il festival deve essere all´altezza di questa diffusa intelligenza e sensibilità. Si tratta di prendere atto che il teatro a Napoli non è solo, con la musica, tra le esperienze artistiche più coinvolgenti, ma anche quella che, più di ogni altra,

Generali nel mercato dei fondi pensione con il 30% di Guotai ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettiva, di costituire schemi pensionistici volontari il cui patrimonio può essere gestito solo da alcuni intermediari. Tra questi c'è, appunto, Guotai. «Finora- fa presente l'amministratore delegato delle Generali Sergio Balbinot, lo sviluppo del secondo pilastro previdenziale è stato modesto, frenato dall'assenza di incentivi fiscali ma è ragionevole ritenere che il futuro questo

"Ma tutti erano d'accordo a sfondare la Zona Rossa" ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La decisione è stata presa collettivamente, ma non praticata collettivamente. Solo una parte del corteo si è preso carico dell'azione». «Arresti ad orologeria», li ha definiti Lele Rizzo, leader del network antagonista torinese: «Potevano fare tutto dieci giorni fa, o una settimana dopo il G8.

Attivi politicamente da anni, tutti con precedenti penali ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è invece il portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non sempre con azioni legali, soprattutto per il diritto allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Risulta invece una delle nuove leve dei disobbedienti Filippo Caporale di 23 anni,

Casarini senza freni: Metodi fascisti I responsabili la pagheranno cara ( da "Gazzettino, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: degli studenti del Collettivo di Scienze politiche e degli universitari dell'Onda, arriva alle 12.30 quando davanti a palazzo del Bo, la sede dell'ateneo patavino, si materializza Luca Casarini. Che tornato in fretta da L'Aquila dove si trovava in vista del G8 commenta: «Sta succedendo qualcosa di inaudito.

Max il leader, l'emergente, l'Iraniano e l'attivista del Rivolta ( da "Gazzettino, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è invece il portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non sempre con azioni legali, per il diritto allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Ha partecipato agli scontri del G8 di Genova ed era tra gli organizzatori del treno di manifestanti contro l'

Centro di accoglienza: presentato un progetto dal Comune ( da "Quotidiano.it, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: a carattere collettivo, volti alla tutela della popolazione residente, con azioni che contribuiscano ad assicurare la cittadinanza sulla effettiva presenza del Comune sul territorio, intervenendo in caso di situazione di "disturbo sociale", in maniera professionale e con il giusto livello di civiltà.

G8, cresce la tensione per il summit Scontri e arresti nelle strade di Roma ( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Mi hanno sorpreso alcuni documenti dei collettivi che parlano di azioni intimidatorie: o questi studenti sono piuttosto ignoranti sul ruolo delle istituzioni, cosa possibile, oppure c?è un pò di malizia». E poi assicura che il Viminale «farà di tutto per impedire e prevenire incidenti e violenze».

l'arcivescovo e l'imam pregano "un dio unico" ( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: coi i nostri stili di vita personali e collettivi. E´ da tempo venuto il momento che il nostro territorio, la nostra Terra, con il contributo e la responsabilità di tutti nessuno escluso, diventi come Dio l´ha voluta, "madre sicura", "terra sicura", proprio convertendo gli stili di vita personali e collettivi».

YouTube, il conto è meno salato ( da "Punto Informatico" del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La causa era stata intentata nel 2007 da una class action guidata da Football Association Premier League a cui si sono accodati altri soggetti come la National Music Publisher Association (NMPA) e Bob Tur, regista noto per i suoi filmati sugli scontri di Los Angeles e sulla cattura di O.

Abi: Draghi striglia le banche ma gli appelli non bastano! ( da "Sestopotere.com" del 08-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ossia una vera class action con danno punitivo. Solo l'introduzione del danno punitivo e di sanzioni commisurate al fatturato, potranno scoraggiare comportamenti generalizzati fatti a danno della clientela. Il Codacons denuncia poi l'ennesimo abuso delle banche nell'applicazione delle commissioni di massimo scoperto,

ROMA - Rush finale per il Ddl sullo Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese... ( da "Messaggero, Il" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: esordio dell'ordinamento giuridico dell'azione legale collettiva (class action) per gli illeciti che verranno commessi successivamente all'approvazione. Per le assicurazioni arrivano le polizze poliennali. Ma arriva la stretta anche sulla contraffazione di marchi e brevetti: le sanzioni arrivano fino a 6 anni di carcere.

Il campionato si smarca dal caldo: primi turni alle 20.45 ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Mentre in Lega Pro è a forte rischio la situazione di Venezia, Treviso, Avellino, Pisa e Sambenedettese. Roberto Stracca Verso i diritti collettivi Pronti i bandi per la vendita collettiva dal 2010/11: più pacchetti per il digitale terrestre

Nucleare, Senato approva ddl sviluppo, diventa legge ( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ROMA (Reuters) - - Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge Sviluppo. Il provvedimento contiene varie norme come quelle sul riavvio del nucleare, la nuova definizione della class action e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanzire i fondi per l'editoria.

Ok del Senato, il ddl sviluppo è legge ( da "Stampaweb, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action Introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell?entrata in vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all?azione risarcitoria collettiva, poichè è stata esclusa la retroattività.

Ddl sviluppo, sì al rilancio del nucleare ( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: arrivo della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010), il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax) e norme a difesa del made in Italy, per il mercato del gas, liberalizzazioni delle ferrovie e novità in tema di assicurazioni.

Nucleare: Senato approva ddl Sviluppo, diventa legge ( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Sui tempi di costruzione dei nuovi impianti Scajola si è limitato a dire che l'obiettivo è "posare la prima pietra della prima centrale entro fine legislatura". LA CLASS ACTION ALL'ITALIANA Il ddl riscrive la disciplina della Class action all'italiana introdotta in Finanziaria 2008 dal governo Prodi, mai entrata in vigore perché sospesa per ben tre volte. Continua...

Approvato il Ddl "Sviluppo". Scajola, legge storica per la modernizzazione del Paese ( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: I punti salienti del ddl sono il ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie. "E' una legge storica, una serie di norme strategiche - ha affermato il Ministro Claudio Scajola - un provvedimento "di legislatura" che orienterà l'attività del Ministero dello Sviluppo economico per i prossimi anni.

SOCIETA'. Legge sviluppo, i commenti sulla class action ( da "HelpConsumatori" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione risarcitoria collettiva, benché il nostro coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell'azione. I continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class action in un gioco pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta, defraudati di un prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa dei loro diritti.

Adiconsum, la class action delude le attese dei consumatori ( da "KataWebFinanza" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: cos drastico dovuto al fatto che la possibilit di attivare la procedura dell'azione collettiva riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi. Inoltre la possibilit di ricorso limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi eccezionali, poich nella realt non esistono interessi identici, ma omogenei.

Sviluppo, ddl: Adoc, nuovo rinvio class action danneggia i consumatori ( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: nuovo rinvio class action danneggia i consumatori (9/7/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma - 9 luglio 2009 - Con l'approvazione definitiva del ddl Sviluppo viene sancito un nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class action, che partirà il prossimo 1° gennaio 2010 e l'eliminazione della retroattività.

Ddl Sviluppo, da misure emergenza a misure strutturali ( da "Trend-online" del 09-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action' e delle misure a tutela dei consumatori. E sul ritorno del nucleare in Italia, sancito dal ddl, il ministro rende noto che gia' diversi Enti locali hanno dichiarato la loro disponibilita' ad accogliere le centrali e che saranno individuati i ''siti per sicurezza e collocazione ideale e su questa mappatura sara'

Via libera al ddl sviluppo: sì al rilancio del nucleare ( da "Corriere.it" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION - In arrivo la class action, che però non sarà retroattiva: si potrà ricorrere solo per gli illeciti compiuti dopo l'entrata in vigore di questa legge. Inoltre la disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. L'istituto giuridico della class action era stato introdotto con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi e sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno del

Studenti arrestati per il G8: la protesta di Aca Toro ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Se queste sono le circostanze, noi studenti dei collettivi mantovani ci assumiamo la piena responsabilità delle mobilitazioni dello scorso autunno e di qualsiasi azione di protesta messa in atto. Se il dissenso è reato, siamo colpevoli e perfino disposti all'autodenuncia». Vincenzo Corrado

Class action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac del recente passato ( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: SVILUPPO Class action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac del recente passato LE NUOVE MISURE

Il governo: I siti scelti saranno sicuri Decideremo insieme agli enti locali ( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action. «L'azione di classe» viene così introdotta nell'ordinamento italiano e permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i settori dell'energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica industriale, viene introdotto il «contratto di rete d'impresa» che supera il concetto fisico di distretto e consentirà alle aziende di minori dimensioni

nucleare, si parte da sicilia e veneto ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nel provvedimento anche la class action ma dal 2010 Nucleare, si parte da Sicilia e Veneto ROMA - è legge il ritorno dell´Italia al nucleare. Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sullo sviluppo. Ora il governo ha sei mesi di tempo per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali.

il ritorno al nucleare in italia è legge - giovanni parente ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Varata anche la class action "spuntata" Approvato definitivamente il ddl Sviluppo La Borsa del gas al Gme Pd in trincea contro la "svolta" sull´energia Azione collettiva, Antitrust delusa GIOVANNI PARENTE ROMA - Il ritorno dell´Italia al nucleare è legge. La gestazione è durata circa dieci mesi ma ieri il Senato ha approvato in quarta lettura il ddl Sviluppo.

Scajola: ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)>" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION Tra i provvedimenti inseriti nella Legge Sviluppo c'è anche la modifica della normativa sulla class action, che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato.

Via libera alle centrali nucleari ( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action, polemiche Roma. Nove mesi di gestazione, di rimpalli tra Camera e Senato. Sessanta sedute nelle commissioni, altrettante in Aula. E il testo "snello" del governo diventava, strada facendo, sempre più"pesante": alla fine gli articoli sono saliti da 33 a 64.

la polizia ferma tre imbrattatori ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma due giovani del Collettivo Autonomo Universitario sono finiti nei guai la notte scorsa per un´azione con la bomboletta spray sui muri di via Berti: poco prima delle due la polizia ha notato i due studenti mentre tracciavano sui muri le scritte «Corteo contro la rep», «Ernesto, Ale, Mato, Zua liberi subito - corteo 10 luglio piazza Verdi ore 19»

Cartelle pazze Equitalia, azione legale collettiva ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione legale collettiva Cartelle pazze miliardarie, continuano le segnalazioni. Dopo la recente denuncia del Codacons, che ha portato alla luce il caso di un 54enne di Jolanda di Savoia svenuto e finito in ospedale dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 800 milioni di euro, l'associazione ha reso noto di aver ricevuto «

Ritorna il nucleare Class action da gennaio ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione di responsabilità collettiva, ndr) che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto «anti-crisi»

E intanto il Codacons pensa a un'azione risarcitoria collettiva ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione risarcitoria collettiva CARTELLE PAZZE DOPO LA RECENTE denuncia del Codacons, che ha portato alla luce il caso di un cittadino di Ferrara svenuto e finito in ospedale dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 800 milioni di euro (cui ne è seguito un secondo, un parrucchiere), l'associazione per la tutela dei consumatori ha reso noto di aver ricevuto «

L'azione legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti c... ( da "Unita, L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: L'azione legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti compiuti dalla data di approvazione della legge. Ma il decreto legge anticrisi ha portato ancora in avanti le lancette dell'entrata in vigore al primo gennaio 2010.

Il ritorno al nucleare è legge Entro il 2013 la prima pietra ( da "Unita, L'" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: il governo ha riscritto le disposizioni vigenti sull'«azione collettiva risarcitoria» (class action), introdotta dal governo Prodi, restringendone fortemente il campo di applicazione, con successive proroghe di entrata in vigore, tali da escludere le oltre 800mila vittime delle frodi Cirio e Parmalat e le migliaia delle frodi dei bond argentini.

Class action concentrata ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva. Pubblicità anche via internet. Per ogni presunto illecito, una sola azione. La class action debutta nel nostro ordinamento, ma per l'entrata in vigore bisognerà attendereil1 Úgennaio2010. èquesta la conseguenza immediata della catena di rinvii che ha caratterizzato la nuova disciplina di protezione dei consumatori e che rende di fatto inapplicabile &

Il Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action ( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nuovi decreti Il Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action L'azione collettiva per i risparmiatori defraudati potrà essere intentata solo dall'1 gennaio 2010 Il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola ROMAIl ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie: sono questi i punti qualificanti del disegno di legge sullo sviluppo,

Consumatori arrabbiati per l'impossibilità di agire sui grandi crac ( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva sui grandi crac Paese come Cirio e Parmalat, ma anche la possibilità per azionisti ed obbligazionisti di Alitalia di promuovere giudizi congiunti. Ora possono agire in giudizio, oltre alle associazioni e ai comitati più o meno spontanei, anche i singoli consumatori in grado di aggregare gli interessi di una classe omogenea.

Approvata la legge, l'Italia torna nel nucleare ( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Venerdì 10 Luglio 2009 Chiudi Via libera definitivo al provvedimento che introduce anche la class action dal 1° gennaio 2010, incentivi per le industrie e per le rinnovabili Approvata la legge, l'Italia torna nel nucleare Scajola: «Fatto storico, aiuterà il Paese a uscire dalla crisi». Ma molte Regioni dicono già «no»

ROMA Ieri mattina, ore 10,46. Con 154 voti a favore, un solo contrario e un astenuto, il Se... ( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: modifica la class action in chiave più soft e la fa entrare in vigore dal 1° gennaio 2010, aumenta la Robin Tax per i petrolieri e ripristina i fondi all'editoria, prevede novità per la comunicazione dei prezzi dei carburanti, avvia la Borsa del gas affidandone la gestione al Gestore del mercato elettrico e prefigura un nuovo potenziale ruolo per l'

Sì alla legge, l'Italia torna al nucleare ( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Venerdì 10 Luglio 2009 Chiudi Scajola: fatto storico. Ma le Regioni frenano. Via libera alla class action Sì alla legge, l'Italia torna al nucleare

l'enel stacca ancora la corrente e il sindaco chiude il municipio ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Adesso la giunta vuole promuovere un'azione legale collettiva (class action) insieme ai cittadini e all'Unione consumatori, per chiedere i danni. «L'azione collettiva - dice il sindaco Delussu - è il modo migliore con cui possiamo essere tutelati e risarciti dallo strapotere delle aziende e delle multinazionali.

L'Italia tornerà all'energia nucleare ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nella legge anche class action e fondi per l'editoria ROMA L'Italia si riaccende di energia nucleare. Torneranno le centrali, questo prevede il ddl sviluppo che ieri il Senato ha convertito in legge con 154 voti a favore, uno contrario e un astenuto. L'opposizione è uscita dall'Aula.

Incentivi e bollette chiare: ecco la legge ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action. Sparisce la retroattività ma il decreto anticrisi del 26 giugno ne ha prorogato l'applicazione al primo gennaio 2010. Possono agire non più solo le associazioni consumeristiche ma anche i singoli consumatori in grado di aggregare interessi di una classe omogenea.

Il ritorno al nucleare è legge ( da "Stampaweb, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Altra novità di rilievo è rappresentata dalla class action. «L?azione di classe» viene così introdotta nell?ordinamento italiano e permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i settori dell?energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica industriale, viene introdotto il «contratto di rete d?

Dal Senato l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class action. I consumatori: una truffa ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dal Senato l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class action. I consumatori: una truffa

G8, l'"arrivederci'' di Obama: ''vertice altamente produttivo'' ( da "RomagnaOggi.it" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: AZIONE COLLETTIVA - Infine una riflessione sulla formula del G8, "un'istituzione che ha 30 anni e va sicuramente riformata". Tuttavia "ci sarà bisogno di un periodo di transizione per riuscire a trovare il formato giusto. Per Obama "è necessario rivedere le istituzioni internazionali per far fronte ai grandi cambiamenti che ci sono stati in questi anni"

GIUSTIZIA. Class action, Altroconsumo: "Scordiamoci il passato" ( da "HelpConsumatori" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ora la legge prevede addirittura il danno punitivo al contrario: se l'azione collettiva viene dichiarata non ammissibile, è chi la ha proposta a dover pagare le spese di pubblicazione di questa notizia. Il piccolo Davide prima di attaccare Golia dovrà pensarci due volte. 2009 - redattore: GA

Il Papa gli regala l'eciclica. E Obama: ( da "Corriere.it" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: AZIONE COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su tutto - ammette -, ma abbiamo dimostrato che è possibile lavorare e fare grandi progressi insieme».

Regione, proficui i lavori della quarta Commissione ( da "Giornale di Calabria, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione di tutela del patrimonio naturalistico di alto pregio prevedendo un piano regionale di coordinamento tra le cinque province e dettando le linee generali per la costituzione delle Consulte tecniche provinciali a cui affidare specifici compiti amministrativi.

Obama dal Papa: ( da "Corriere.it" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: AZIONE COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su tutto - ammette l'inquilino della Casa Bianca -, ma abbiamo dimostrato che è possibile lavorare e fare grandi progressi insieme».

Cabina di regia per i salumi ( da "Italia Oggi" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: un punto di riferimento per le azioni coordinate e collettive dei consorzi di tutela dei salumi a denominazione d'origine controllata a esso associati. E, di pari passo, allargare ulteriormente la base sociale, oggi costituita da 15 consorzi (per 18 delle 31 Dop e Igp del comparto delle carni trasformate), ai quali è riconducibile oltre il 52% dei volumi.

Quattrocento medici in tribunale ( da "Provincia Pavese, La" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Si tratta di cause pilota - ha spiegato l'avvocato Maria Pia Taraso che patrocina l'azione collettiva con l'appoggio di Federspecializzandi -. In queste settimane altri specializzandi e specialisti di tutta Italia stanno depositando le loro istanze ma se il giudice pavese riterrà di intervenire, Pavia sarà la prima città in Italia a farlo».

ganazzoli l'idealista intruso dell'antimafia - amelia crisantino ( da "Repubblica, La" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: attacco frontale" diretto ai colletti bianchi collusi con la malavita AMELIA CRISANTINO S ono passati dieci anni dalla scomparsa di Angelo Ganazzoli: socialista fuori dagli schemi, anomalo, solitario. Nato a Sestri Levante nel 1930 da famiglia antifascista costretta a varie peregrinazioni, arriva nell´isola bambino di sei anni.

I tre giorni che salvarono il Cav. Ora non resta che il lodo Alfano ( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: istituzione della class action, l'azione legale collettiva a tutela dei consumatori. La scelta di tuffarsi senza distrazioni sui dossier è stata accompagnata da una presenza scenica inedita per il Cavaliere. Mai si era visto Berlusconi stare tre giorni sotto l'occhio delle telecamere di tutto il mondo e rinunciare al suo istrionismo: stavolta,

Nucleare e concorrenza binomio che costa troppo ( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: esempio la norma che attua nel nostro Paese la class action - prevede all'articolo 25 la «delega al Governo in materia nucleare». In pratica, con questa nuovo articolato, l'esecutivo è stato chiamato ad adottare, entro sei mesi, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare,

Quando i risparmi finiscono in terra ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: l'acquisto collettivo della carne di mucca a garanzia della genuinità, sono soltanto alcune delle idee originali premiate dall'Oscar green,premio per l'innovazione in agricoltura promosso dai giovani della Coldiretti. Arriva invece dai cugini francesi il " risparmio solidale cittadino per l'agricoltura bio".

Caso Murdoch, le star spiate pronte a fare causa ( da "Corriere della Sera" del 11-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: il rischio di un'azione collettiva che potrebbe costare cara Caso Murdoch, le star spiate pronte a fare causa DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA L'indignazione degli intercettati potrebbe trasformarsi in rivolta. Il gruppo editoriale controllato da Rupert Murdoch rischia di trovarsi inguaiato in un contenzioso legale pesante,

Cancelli delle spiagge chiusi di sera gestori multati dalla Finanza a Porto ( da "Stampa, La" del 12-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Intanto ha deciso di intraprendere una class action, ovvero un'iniziativa collettiva per cui verrà presentato ricorso. Dice: «La legge a cui hanno fatto riferimento quelli della Finanza era stata adottata per garantire l'accesso libero alle spiagge nelle ore diurne, cioè è interpretabile solo ai fini della balneazione.

Tiboni: ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: mettendo in atto quelle azioni che competono ad un'opposizione, sempre nell'interesse e a favore della collettività, perché non si sprechino i soldi dei contribuenti e ogni azione sia fatta nell'ottica del benessere sociale e ambientale». Il consigliere ha, comunque, augurato «buon lavoro alla maggioranza» e offerto la propria disponibilità al dialogo,

La class action cerca stabilità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva: l'articolo 49,secondo comma del Ddl Sviluppo, infatti, apre agli «illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge». Una formulazione, questa, che lascia pochi margini di dubbio sul momento di inizio della azionabilità dei diritti, e che entra però in conflitto con la proroga processuale (

Azione individuale ad ampia adesione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Che differenza esiste tra azione collettiva e azione di classe? Nel testo definitivamente approvato l'azione non è esperita da un soggetto esponenziale di interessi collettivi, ma si tratta di un'azione individuale cui aderiscono altri soggetti lesi dal medesimo illecito contrattuale o extracontrattuale e che abbiano subito un identico pregiudizio.

La class action smarrita ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva di risarcimento dovrebbeentrare nelle aule di tribunale il 1Úgennaio prossimo. Il problema però è che il Ddl Sviluppo, approvato definitivamente dal Senato giovedì scorso, nello svelare il nuovo testo finale ha inaspettatamente annunciato che la nuova class action si applica «agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge»

Le quattro ( da "Corriere della Sera" del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 07/2009 - pag: 7 Il nodo retroattività Le quattro «class action» ROMA ( s. ta.) Era stata approvata, con la finanziaria 2008, ottenendo il via libera per un solo voto. La class action, l'azione collettiva a difesa dei consumatori, però è ancora sulla carta. Dopo tre false partenze è ancora ferma, per un ennesimo rinvio.

Recordati: accordo con Amdipharm ( da "Trend-online" del 13-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: per la commercializzazione in Italia e Portogallo di TransAct LAT® (local action transcutaneous) un sistema transdermico contenente 40mg di flurbiprofene indicato per il trattamento sintomatico locale degli stati dolorosi a carico dell'apparato muscolo-scheletrico. Il prodotto è già sul mercato in Italia e in Portogallo con un fatturato complessivo annuale di ca.

Ok al ddl sviluppo, torna il nucleare ( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action. È stata modificata la normativa sulla class action che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata,

ambulanti, scatta il blitz dei vigili il comune convoca i commercianti - antonio di costanzo ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvieranno una class action contro il Comune: «La quarta strada per commercio in Europa non può continuare essere un suk, un bazar dell´illegalità», tuonano. A farsi portavoce della protesta Giuseppe Giancristoforo, presidente dell´associazione Centro Toledo, che ha stilato un personalissimo piano di battaglia: «Avvieremo un´azione legale per chiedere il risarcimento danni al Comune.

MiFID, Markets in Financial Instruments Directive, è la direttiva 2004/39/CE del Parlamento... ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: quote di organismi di investimento collettivo, derivati, opzioni, indici, valute, future, swap, contratti finanziari con trasferimento di rischio di credito, contratti finanziari differenziali, contratti su variazioni climatiche e molti altri. La direttiva abolisce l'obbligo di concentrazione nei mercati regolamentati, ed introduce nuove forme di scambio,

Ricorso collettivo contro le multe per i cancelli chiusi nelle spiagge ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: DOPO LE SANZIONI DELLA FINANZA Ricorso collettivo contro le multe per i cancelli chiusi nelle spiagge SANREMO «Faremo ricorso alle multe». Domenico Mazzitelli, presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneari, si attiverà per fare in modo che i colleghi multati dalla Guardia di finanza per aver chiuso i cancelli degli stabilimenti possano inoltrare un ricorso collettivo.

NUOVE VITTORIE per il Consorzio di Burana in Commissione Regionale: anche le ulti... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ha solo istigato i contribuenti ad azioni contro la bonifica senza alcun fondamento giuridico e, ciò dal nostro punto di vista è ancora più grave, dimostrando una totale ignoranza delle importanti attività svolte dalla bonifica. Speriamo che ora smetta con le sue azioni millantatorie che vanno in un'unica direzione: la lesione degli interessi della collettività.

S. Genesio, Pdl e Lega ai ferri corti ( da "Provincia Pavese, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dal Carroccio azioni clientelari», la giunta rigetta tutte le accuse SAN GENESIO. Nessuna difesa ambientale del territorio, nessuna tutela degli interessi generali del paese, ma politiche mirate a beneficiare pochi cittadini. Sono queste le accuse che in modo deciso e puntuale il coordinamento del Pdl di San Genesio rivolge agli amministratori leghisti.

INFLAZIONE IN CRESCITA IN ITALIA ( da "Trend-online" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 00 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009 l?indice nazionale dei prezzi al consumo per l?intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento rispetto allo stesso mese dell?

INFLAZIONE IN ITALIA CRESCE. MA REGISTRA UNA FRENATA ( da "Trend-online" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 00 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009 l?indice nazionale dei prezzi al consumo per l?intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento rispetto allo stesso mese dell?

TUTELA CONSUMATORI. Milano, a convegno le nuove regole contro le pratiche commerciali sleali ( da "HelpConsumatori" del 15-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: fondamentale lo strumento rappresentato dai tavoli di confronto tra le parti: Inoltre, il ruolo delle associazioni dei consumatori sarà ancora più attivo con l'introduzione della class action, poiché l'ennesima stesura della legge prevede che l'azione collettiva possa essere esercitata in caso di pratiche sleali nei confronti del consumatore". di Flora Cappelluti 2009 - redattore: GA

expo, gli stati generali fuori tempo massimo - jacopo gardella ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: quando era opportuno iniziare una grande azione collettiva. Oggi non più. Troppo tardi si fa appello al contributo di idee dei cittadini. A soli cinque anni dall´inaugurazione si riuscirà a imbastire un ameno spettacolo internazionale di stand-vetrine; non certo a realizzare un serio programma di operazioni urbanistiche, sociali, economiche,

Il Csm: testo Alfano incostituzionale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: individualmente e collettivamente, opinioni o posizioni in merito a condotte di pubblico interesse, ancorché estranee alle questioni dedotte in giudizio». è una norma che pone «un serio limite alla manifestazione del pensiero del giudice. Insorge la maggioranza secondo cui il Csm continua a muoversi come «una terza Camera»,

Presente ASSOLUTO ( da "Manifesto, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione Andata in frantumi l'immensa «opera di razionalizzazione della vita privata e collettiva su cui si è fondata la civiltà occidentale», le generazioni del secondo dopoguerra non hanno ereditato alcuna concezione del mondo «basata sull'importanza decisiva dell'azione individuale e collettiva e sul carattere razionale e progressivo della storia»

Polizze vita CNP Unicredit, Adiconsum avvia l'azione inibitoria al tribunale di Milano ( da "Sestopotere.com" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione inibitoria al tribunale di Milano (16/7/2009 11:22) | (Sesto Potere) - Milano - 16 luglio 2009 - Adiconsum informa tutti i consumatori di essersi costituita in giudizio, presso il tribunale di Milano, formalizzando la propria azione inibitoria nei confronti di CNP Vita Unicredit, al fine di tutelare la collettività dei consumatori interessati all?

Custodia protettiva danneggia Kindle: utente fa causa ad Amazon ( da "Reuters Italia" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action -- afferma che la custodia protettiva progettata e venduta da Amazon causi spesso il danneggiamento del display di Kindle esercitando troppa pressione. Un portavoce di Amazon ha detto che la compagnia non ha alcun commento sulle questioni legali in essere, ma -- ha aggiunto -- incoraggia "chiunque abbia un problema con il meccanismo della custodia protettiva a riconsegnare

Sono maturi i tempi per un dibattito sugli anni '70 sambenedettesi ( da "Quotidiano.it, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: avvio degli "anni dell'azione collettiva" della nostra città. Le mobilitazioni e le lotte sociali che si sono sviluppate in quel decennio, non devono essere "revisionisticamente" inglobate con gli episodi narrati nel drammatico documentario di Perotti. In quel "decennio" si organizzano gli studenti, i lavoratori, le donne.

Classificazione dei Bisogni ( da "superEva notizie" del 16-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivi, indotti e comuni. Oltre alla distinzione tra bisogni primari e bisogni secondari, i bisogni dell'uomo possono essere anche classificati in altri modi. In particolare, ci possono essere: a) BISOGNI INDIVIDUALI, cioè quei bisogni che ogni uomo avverte, indipendentemente dal contesto sociale,

Lehman Brothers, qualcosa si muove! ( da "Soldionline" del 17-07-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva potrebbero rientrare anche gli illeciti commessi tra la data di entrata in vigore della legge sviluppo (probabilmente ad agosto) e il 31 dicembre 2009. Tuttavia, la causa formale potrà essere proponibile solo dopo il 1° gennaio 2010.


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La politica è in crisi E cresce l'Italia dei think tank che ci faccio qui? (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Class Action

La politica è in crisi E cresce l'Italia dei think tank che ci faccio qui? Mentre la politica italiana va toccando il suo grado più basso di credibilità e di efficienza, si nota un fervore civico-culturale che per la nostra tradizione sembrerebbe insieme inedito e sospetto e che però va spiegato e, soprattutto, compreso nel suo giusto significato. Mi riferisco a questo continuo fiorire, a destra e a sinistra, nei più diversi settori della società, di scuole di politica, fondazioni, centri studi, osservatori e pensatoi, che dura in effetti da qualche anno e che non accenna a fermarsi. Proprio oggi verrà ufficialmente presentato, in versione on line, il laboratorio di idee ispirato da Luca Cordero di Montezemolo e Corrado Passera: "Italia futura". Una nascita avvenuta, rispetto agli annunci iniziali, in una forma volutamente dimessa, in considerazione del clima sospettoso vigente nel Palazzo, che spinge ormai a leggere ogni iniziativa alla stregua di una manovra diversiva finalizzata a chissà quale oscuro disegno politico. Domani farà invece il suo esordio, alla presenza del capo dello Stato Napolitano e del presidente della Camera Fini, l'associazione "Italia decide", presieduta da Carlo Azeglio Ciampi, promossa e coordinata da Luciano Violante e sostenuta, tra gli altri, da Giuliano Amato, Gianni Letta e Giulio Tremonti: quanto basta perché, per il clima di cui s'è detto, se ne parlasse a vanvera, ancora prima che venisse alla luce, come dell'anticamera di un possibile "governo dei migliori". Ed è sempre di questi giorni l'annuncio che anche Confindustria si è mossa, con il progetto di imminente realizzazione di una Scuola politica di sistema che dovrebbe accrescere negli imprenditori - meglio tardi che mai! - la coscienza di essere non solo produttori di ricchezza, peraltro sempre pronti a chiedere l'intervento dello Stato nei momenti di crisi, ma anche un pezzo significativo della classe dirigente italiana, sul quale incombono responsabilità politiche generali. Bene, cosa si nasconde dietro tanto attivismo, come si deve interpretare un simile accavallarsi di iniziative pre- o meta-politiche, tutte rivolte - almeno sulla carta - alla produzione di ricerche e piani di riforma, alla formazione di una nuova etica pubblica e alla costruzione di un'Italia più decente e meglio funzionante dell'attuale? A pensare male, lo si potrebbe considerare un espediente fumoso e tattico: come la copertura nobile ed edificante, scelta da singoli politici o da singoli protagonisti della scena economica, per compensare il vuoto etico e progettuale nel quale siamo sprofondati da qualche anno e che ha toccato in particolare proprio i nostri gruppi dirigenti. Insomma, non avendo questi ultimi più nulla di sostanziale da dire, non avendo più valori nei quali credere o passioni per le quali combattere, si accontenterebbero di mettersi una medaglietta sul bavero per farsi belli in pubblico. La cultura, nella società dell'immagine, è pur sempre un discreto investimento, soprattutto poi per chi abbia in testa altri e più prosaici obiettivi da perseguire. La verità, si sostiene, è che la lotta per il potere, un tempo mediata dai partiti di massa e da organizzazioni e strutture il cui compito primario era quello di aggregare e rappresentare gli interessi collettivi, si è ormai frammentata e personalizzata in modo parossistico. Sono scomparsi i canali di formazione politica e di produzione culturale un tempo attivi. Ognuno, oggi, corre per sé, senza peraltro avere idee chiare su dove andare. E tutti, sciolti dalle antiche reti di appartenenza, privati del sostegno delle vecchie ideologie, hanno bisogno di rendersi personalmente visibili sulla scena pubblica, nonché minimamente credibili. E dunque quale strumento migliore di una fondazione o di un centro studi, di una pattuglia di intellettuali e studiosi assoldata con il compito primario, e nemmeno tanto difficile da assolvere, di dare una minima plausibilità teorica alle ambizioni di carriera di questo o di quello? Ma forse c'è un modo diverso, più ottimistico o meno cinico, di interpretare questo fenomeno. Ci si è resi conto, strada facendo, che una politica vuota di idee e priva di basi ideali, senza un'immagine condivisa del futuro, tutta chiusa entro un orizzonte pragmatico e fattuale, incapace di elaborare programmi e visioni progettuali, è destinata inevitabilmente all'impotenza. Così come è condannato all'immobilità un Paese le cui élite si limitano a gestire l'ordinaria amministrazione, a farsi guerra nel nome dei rispettivi interessi e a pensare alla propria sopravvivenza. Ecco, laboratori e scuole, centri di formazione e associazioni, e tutte le altre realtà similari nate come funghi in questi anni, sono probabilmente il frutto di una nuova e diffusa consapevolezza. Si è compreso da un lato che occorre restituire alla politica, dopo il degrado che l'ha colpita, la sua capacità di indirizzo e di governo della collettività; e dall'altro che le classi dirigenti italiane, pur restando fisiologicamente divise sul piano degli orientamenti, debbono tornare ad assumersi le proprie responsabilità e funzioni, avendo come bussola l'interesse generale e il bene comune. L'Italia odierna, sempre più lacerata e sfiduciata, ha un disperato bisogno di punti di riferimento, ideali e istituzionali. Ma soprattutto ha bisogno di ragioni e motivi per continuare ad esistere, di traguardi e progetti da conseguire collettivamente in vista di un futuro migliore, di forme di discussione pubblica più rigorose e serie, di un vasto e fattibile programma di riforme, di una rinnovata capacità decisionale, di adeguati strumenti di conoscenza della realtà. E proprio a questo dovrebbero servire fondazioni e think tank: a innervare l'azione politica, a creare un nuovo clima civile e un differente spirito pubblico, a costruire su basi razionali l'Italia del futuro. Diversamente, rischiano di restare giocattoli inutili e dispendiosi. di Alessandro Campi 01/07/2009

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Ddl Sviluppo approvato dalla Camera, torna al Senato (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 01-07-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Come atteso, la Camera ha approvato il ddl Sviluppo che ora deve tornare al Senato. Il provvedimento, oggetto nelle scorse settimane dello scontro tra il ministero dello Sviluppo economico e quello dell'Economia sulle coperture, contiene varie norme come quelle sul riavvio del nucleare, la nuova definizione della class="term">class class="term">action e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanziaria i fondi per l'editoria. Il ministro Claudio Scajola, in una nota, definisce il provvedimento “storico, che contiene riforme fondamentali per la modernizzazione del Paese e del sistema produttivo ed è un contributo importante al superamento della crisi e al riavvio della crescita" e si augura che la quarta lettura del Senato "sia molto celere, in modo da avere l’approvazione definitiva nel mese di luglio”. Scajola, che presentò il provvedimento lo scorso anno, ha considerato sempre questo ddl come programmatico per le sue linee di politica industriale. Il percorso parlamentare è però finora stato accidentato e c'è chi ipotizza uno slittamento a dopo l'estate del suo esame da parte di palazzo Madama.

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Per l'ennesima volta l'entrata in vigore delle class action ovvero delle azioni civili col... (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Class Action

Mercoledì 1 Luglio 2009, Per l'ennesima volta l'entrata in vigore delle class action ovvero delle azioni civili collettive a tutela dei consumatori è stata rinviata, al momento, di sei mesi. Si sa che il nuovo strumento giudiziario non è ben visto dagli industriali e dalle organizzazioni specializzate nella distribuzione. Il motivo è intuitivo: si teme che l'azione possa rivelarsi di micidiale efficacia nei loro confronti, inducendo il giudice a condanne multimilionarie di difficile esecuzione. Identico il timore delle pubbliche amministrazioni che, se ricomprese nel novero dei potenziali convenuti, rischierebbero grosso, vista la loro cronica incapacità di soddisfare le esigenze del mercato. Insomma, le class action fanno paura ai potenti che, tuttavia, non lo sono abbastanza da imporre un dietro front radicale con cancellazione della proposta iniziale che tanto interesse (e speranze) aveva destato nel mondo dei piccoli utenti e consumatori, per la prima volta messi nella possibilità di intravedere un futuro non fatto solo di delusioni e di mortificazioni. Da qui la tecnica messa in atto, lucidamente o meno, di procedere con continui rinvii e modificazioni del testo, in modo da rendere il più possibile inoffensivo lo strumento giudiziario, all'insegna della direttiva espressamente non enunciata e tanto meno dichiarata: il più tardi possibile e il meno possibile. Eppure le class action di stile nordamericano, ben più aggressive di quelle allo studio da noi, non hanno distrutto il mercato e, complessivamente valutate, hanno reso un prezioso servizio allo stesso mondo dell'industria e del commercio. La sola astratta possibilità del loro utilizzo ha infatti costretto le industrie a perfezionare i loro prodotti, fino a renderli appetibili, non pericolosi e di prezzo equilibrato e concorrenziale. In definitiva, come dicono gli osservatori americani, le class action hanno fatto bene non solo al consumatore (e ciò è intuitivo) ma anche, e forse perfino di più, alle stesse industrie. C'è un altro aspetto da considerare, e che in genere sfugge all'attenzione dei più. La possibilità di rivolgersi al giudice civile con concrete probabilità di ottenere un adeguato risarcimento riduce notevolmente il ricorso alla giustizia penale. Il consumatore o utente,in definitiva, aspira ad essere risarcito, e se la class action si rivela più favorevole della denuncia penale, come spesso accade, è certo che l'interessato sceglierà questa strada , certamente meno difficile e impervia dell'altra. L'importante è strutturare la strumento giudiziario in modo da renderlo efficace e adeguato alle esigenze, senza che diventi eccessivamente penalizzante per il produttore o per il distributore. Il resto dovrà farlo il giudice , ma qui si può tranquillamente confidare nell'equilibrio e nell'indipendenza della nostra magistratura. Del resto la nostra class action, quale disciplinata dalla legge che daveva entrare in vigore in luglio, era tutt'altro che micidiale o aggressiva, ed anzi molti osservatori la giudicavano addirittura eccessivamente moderata e troppo attenta agli interessi di industriali e distributori. Non è bastato evidentemente. Il nuovo disegno di legge rivoluziona tutto, avremo una class action del tutto diversa, se possibile, ancora più difensiva e moderata. La riprova ci viene dalla decisione ormai adottata a grande maggioranza secondo cui l'azione sarà possibile solo per gli atti illeciti successivi alla sua entrata in vigore. È certamente un orientamento gravemente lesivo degli interessi dell'utente e del consumatore, come l'altro che esclude l'amministrazione pubblica (ma non chi esercita un servizio pubblico) dal novero dei possibili responsabili. E tuttavia, al punto in cui siamo, occorre ormai battersi per avere comunque le class action, ancorché deprivate delle loro più evidenti ed efficaci potenzialità. Meglio infatti una class action indebolita, che nessuna class action; ci sarà poi tempo e modo per le innovazioni indispensabili. Oggi come oggi, l'essenziale è ottenere la riaffermazione del principio che il singolo consumatore danneggiato è legittimato ad unire i propri sforzi e le proprie risorse a quelle degli altri per ottenere il risarcimento a cui ha diritto. L'Italia è uno degli ultimi paesi moderni e civili a dotarsi di uno strumento di tutela veramente efficace. Poteva essere certamente molto migliore, ma se il consumatore lo vorrà, alla fine riuscirà ad avere ciò a cui ha diritto. Nell'interesse di tutti, e degli stessi operatori che oggi l'osteggiano più o meno apertamente.

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Ddl Sviluppo, sì alla Camera Ora la parola passa al Senato (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

stampa Ddl Sviluppo, sì alla Camera Ora la parola passa al Senato Il ritorno del nucleare in Italia, ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina finalmente ad incassare il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che si preannuncia blindato. Tra le misure, quella sul nucleare. Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. class="hilite">È stata poi modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio 2010. Ripristinati anche i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.

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Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari la camera approva il ddl «Class class="term">action dal 2010 e Robin Tax per l'editoria» tra i provvedimenti annunciati. Per le Fs concorrenza solo italiana 02/07/2009 ROMA. Il ritorno del nucleare in Italia, ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina a incassare il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che si preannuncia blindato. Ecco le misure principali. Nucleare. Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. class="hilite">Class class="term">action. È stata modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio 2010. Robin Tax finanzia editoria. Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Niente proroga tetto a gas. Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del Gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore distributori di gas in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas. Ferrovie private sì, ma italiane. Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». Rivalutazione contabile. Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (IAS) potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto dai criteri fissati dalla Consob. Sconti benzina a regioni petrolifere. In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di Gas e Petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. Aeroporti e liberalizzazioni. Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale da parte del ministro delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento. Assicurazioni poliennali. Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Contraffazione. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico». Reti d'impresa e burocrazia imprese. È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali. Risparmi energetici. Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza. 02/07/2009

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L'Italia torna a giocare con le centrali nucleari (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

CRISI La Camera approva il ddl «Sviluppo», via libera all'energia atomica L'Italia torna a giocare con le centrali nucleari Giorgio Salvetti Siete spaventati dai treni che portano gas, scoppiano e distruggono interi quartieri? Tra qualche anno, se tutto va male, l'Italia sarà attraversata da carichi di scorie nucleari. Ieri la Camera ha approvato il ddl «Sviluppo» (235 sì, 205 no e 25 astenuti). Il mega-class="hilite">pacchetto «anti-crisi» esclude la possibilità di fare class="term">class class="term">action collettive contro i crac finanziari, e soprattutto conferma il ritorno al nucleare. Ora manca un'ultima lettura al Senato che già aveva approvato quasi tutte gli articoli, per mettere la parola conclusiva sui nuovi piani energetici dell'italietta atomica. Il decreto stabilisce che dopo la sua approvazione il governo avrà sei mesi per predisporre la normativa necessaria, per localizzare i siti su cui sorgeranno le centrali, decidere i sistemi di stoccaggio e di deposito dei rifiuti radioattivi. In un paese dove non si sa che farsene dei rifiuti normali se non lucrarci sopra, non c'è da stare tranquilli. I siti saranno dichiarati di «interesse strategico nazionale» e quindi sottoposti a segreto di stato e controllati dai militari. La tipologia degli impianti sarà decisa dal Cipe. Per costruirli e farli funzionare basterà un'unica autorizzazione che verrà rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico, d'accordo con i colleghi all'Ambiente e alle Infrastrutture. Saranno necessarie la valutazione di impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica. Viene istituita una Agenzia per la sicurezza nucleare, composta da un presidente e quattro membri nominati dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del consiglio. In pratica il governo si è fatto approvare un mandato in carta bianca che gli dà il potere di ribaltare il referendum con cui gli italiani hanno chiaramente espresso la loro contrarietà all'energia nucleare. L'esecutivo potrà fare come meglio crede, senza bisogno di consultare il parlamento, né tanto meno gli enti locali, alla faccia del federalismo. Esulta il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola: «Un provvedimento storico - dice - che pone rimedio agli storici squilibri ed ai ritardi del nostro paese: dagli interventi di semplificazione delle procedure e di potenziamento delle infrastrutture energetiche, allo sviluppo delle reti rinnovabili e dell'efficienza energetica, fino al rilancio del nucleare». L'opposizione ha votato contro, tranne l'Udc che si è astenuta, ma sul nucleare non si fanno barricate: il Pd vota no solo per motivi di ordine economico e formale, non per convinzione anti-nuclearista. Più critica l'area Radicale del Pd: «Il provvedimento - dichiara Elisabetta Zamparutti, membro della commissione ambiente - impone un nucleare di terza generazione che il confronto laico dei costi e dei benefici dimostra essere antieconomico». Le centrali dovrebbero essere cinque, per un investimento iniziale di almeno 20 miliardi di euro, destinati a lievitare. Infatti non saranno in funzione prima di un paio di decenni, un fatto che rende la politica nuclearista del governo ancora più imprevedibile e propagandistica. La costruzione potrebbe essere affidata ad un'alleanza tra Enel e la francese Edf, secondo un accordo già stipulato a febbraio tra Berlusconi e Sarkozy. I siti per ora sono segreti, ma in Italia sono poche le località adatte ad ospitare una centrale nucleare che richiede grandi quantità d'acqua (altro bene pubblico destinato a scarseggiare) e che deve essere lontana da territori pericolosi o sismici. Di fatto possono essere costruite solo in Puglia, tra Lombardia e Piemonte, in Sardegna o nell'alto Lazio. Dopo l'approvazione al Senato, le Regioni si erano ribellate. Nichi Vendola, presidente della Puglia, aveva detto «dovranno imporcele con i carroarmati». No secco anche dalla governatrice piemontese Mercedes Bresso, dal presidente del Lazio Claudio Martini e dalla Toscana, impegnata a produrre il 20% del proprio fabisogno con energie alternative entro il 2020. Dopo il referendum dell'87, non siamo ancora riusciti a liberarci delle vecchie scorie stoccate in luoghi non adatti come a Saluggia o sono rimaste nelle vecchie centrale. A Caorso (Pc), per esempio, sono state trasferite in speciali piscine e vengono spedite via treno in siti di stoccaggio in Francia perchè in Italia non si sa dove metterle. In tutto il mondo si scommette sulle energie alternative, i Verdi vincono le elezioni in tutta Europa e Obama investe sulla green economy per uscire dalla crisi, da noi si gioca ancora con l'atomo.

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Robin tax innalzata al 6,5% e class action non retroattiva (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-02 - pag: 27 autore: Ddl sviluppo. Via libera della Camera in terza lettura Robin tax innalzata al 6,5% e class action non retroattiva ROMA La Camera ha approvato il disegno di legge su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia. Il provvedimento, già approvato in prima lettura a Montecitorio e successivamente modificato dal Senato, torna nuovamente a Palazzo Madama per un esame che si annuncia blindato in vista del via libera definitivo. Il Ddl definisce innanzitutto il ritorno dell'Italia all'energia nucleare, ma anche l'introduzione della class action, oggetto di accese polemiche per la mancata previsione della retroattività. La Camera ieri ha approvato il testo del Ddl sviluppo con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc. Poche le modifiche introdotte in terza lettura. Sono stati accolti due emendamenti del Pd che puntano al risparmio energetico: gradualmente saranno esclusi dal mercato sia gli elettrodomestici inferiori alla classe A sia le lampadine a incandescenza. Via libera a un emendamento della commissione Attività produttive che introduce nuove informazioni minime obbligatorie per garantire la qualità dei prodotti della pesca. Per il resto,l'impianto del testo resta sostanzialmente quello uscito dal Senato. In materia energetica, c'è l'ampia delega al governo per stabilire tipologia e criteri di allocazione delle nuove centrali nucleari con la possibilità di dichiarare i siti zone da proteggere anche con l'impiego dei militari;l'istituzione di un'agenzia per la sicurezza nucleare (e non un'Authority) controllata dal governo; il commissariamento dell'Enea con una nuova missione. Salta la proroga al 2015 del tetto antitrust per la distribuzione del gas, con un impatto soprattutto per l'Eni, che è il maggiore distributore in Italia. Resta l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Via libera alla class action in forma più leggera: esclusa la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore delle azioni collettive di risarcimento è stata posticipata, con la manovra d'estate (Dl 78/09,annunciato ieri in Gazzetta Ufficiale ma non ancora materialmente visibile fino alla tarda serata di ieri), al primo gennaio 2010. Ripristinati i fondi per l'editoria per il periodo 2009-2010: 140 milioni. Misura coperta con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5% al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Proprio questo era stato il principale motivo di attrito tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Ma alla fine la norma invisa al Tesoro è rimasta invariata. Novità, non senza polemiche, anche sulle assicurazioni. Arrivano le polizze poliennali: garantiranno risparmi agli automobilisti ma vincolandoli per cinque anni con la stessa compagnia. Inasprite multe e pene per la contraffazione. Le reti di impresa sono equiparate ai distretti. «Con la disciplina sulle reti di impresa – dice Scajola – si punta a contrastare l'eccessiva frammentazione del tessuto imprenditoriale: dopo dieci anni di discussione, finalmente il contratto di rete diventa legge». Nel Ddl spazio anche alla riforma degli organismi che si occupano di internazionalizzazione. Per l'opposizione, il depotenziamento della class action è un tradimento delle liberalizzazioni. Scajola parla invece di «riforme fondamentali per la modernizzazione del paese. Un contributo importante al superamento della crisi». R.R. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Più rimborsi, raddoppia il deficit (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 33 Conti pubblici L'impatto del rinvio degli studi di settore, a giugno avanzo di 6,6 miliardi Più rimborsi, raddoppia il deficit Fabbisogno a 49 miliardi. class="hilite">Nucleare e class="term">class class="term">action, sì della Camera ROMA Nel primo semestre dell'anno il fabbisogno del settore statale raddoppia portandosi a circa 49,5 miliardi di euro contro i 23,9 dello stesso periodo dell'anno scorso. Parte della responsabilità è dovuta allo slittamento al 6 luglio, dal 16 giugno, del versamento delle imposte da parte dei contribuenti soggetti agli studi di settore. Infatti nel mese di giugno l'avanzo si è fermato a quota 6,6 miliardi di euro rispetto ai 15,3 del giugno 2008. «Dal lato dei pagamenti si legge nel comunicato del Tesoro il saldo di giugno sconta maggiori rimborsi fiscali da parte dei concessionari della riscossione, maggiori prelievi dalle amministrazioni locali e maggior oneri per interessi sul debito ». Mentre il governo sta pensando a un emendamento al decreto anti-crisi per adeguare l'età pensionabile delle donne in virtù della procedura di infrazione aperta da Bruxelles, ieri la Camera ha approvato il disegno di legge sviluppo con 254 voti a favore, 205 contrari e 25 astenuti (tra cui l'Udc). Ora il ddl torna al Senato per il via libera definitivo. Tra le novità introdotte ricordiamo il ritorno al nucleare: il governo avrà la delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per l'individuazione dei siti e le compensazioni alle popolazioni che accetteranno sul loro territorio le future centrali. Cancellata la retroattività per la class="term">class class="term">action che comunque slitta all'anno prossimo e in arrivo le polizze poliennali per l'Rc auto: in cambio di uno sconto l'assicurato potrà rimanere fedele alla compagnia per 5 anni o pagherà una penalità. Aumenta di un punto (dal 5,5 al 6,5%) l'addizionale Ires per le compagnie petrolifere e il ricavato andrà a finanziare il fondo per l'editoria con 140 milioni di euro nel biennio fino al 2010. L'Istat ieri ha reso noto in forma quasi definitiva il conto economico per le amministrazioni pubbliche del 2008 mostrando un peggioramento dell'indebitamento netto sul Pil salito al 2,7% rispetto all'1,5% del 2007 con una media dello 0,8% superiore al resto d'Europa. In merito all'Istat, il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola ha affermato che «sarebbe meglio che le statistiche venissero date tutte insieme ogni tre mesi per evitare lo spezzatino e un continuo bollettino di allarme». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, alla presentazione del sito www.crusoe.it (creato da Mauro Marè) si è trovato d'accordo con Giuliano Amato nel non cambiare le regole del Patto di stabilità di Maastricht anche in questo momento di crisi. «Cambierei tante altre cose ha detto Tremonti ma non quella regola, è una guida che ti dice dove sei e dove devi andare, funziona e deve funzionare». Sulla crisi e i provvedimenti presi dal governo è nuovamente intervenuta la Confindustria. Per Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, «l'autunno sarà certamente difficile ma una delle forze dell'area milanese è un rapporto molto solido con i sindacati». Se viale Astronomia ha commentato positivamente i provvedimenti contenuti nel decreto anticrisi varato venerdì da Palazzo Chigi, dall'associazione nazionale delle imprese di Information Technology (aderente a Confindustria) è arrivata la richiesta di usufruire degli incentivi. «La scelta del governo di escludere dalla detassazione degli utili reinvestiti ha affermato il presidente di Assinform Ennio Lucarelli quelli destinati in tecnologie digitali è una occasione mancata per rilanciare la competitività del Paese». Roberto Bagnoli Giulio Tremonti 6,5% l'aliquota dell'addizionale Ires per le compagnie petrolifere, salita di un punto rispetto al precedente livello del 5,5% 50 mila euro, la multa massima (più una pena fino a 6 mesi di carcere) per chi trae profitto dalla violazione delle norme sul diritto d'autore

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Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Economia data: 02/07/2009 - pag: 33 Vademecum Che cosa cambia per i risparmiatori - 6 Per gli Alitalia bond arrivano 26,3 centesimi La richiesta va presentata entro il 31 agosto MILANO Hanno tempo fino al 31 agosto, gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo. La proposta è indirizzata agli obbligazionisti del prestito «Alitalia 7,5% 2002-2010 convertibile » e agli azionisti di Alitalia-Linee aeree italiane ora in amministrazione controllata. Nel testo del decreto al momento disponibile si parla di un rimborso di 0,262589 euro per ogni obbligazione (il 70,97% del valore nominale) e di 0,2722 euro per azione. Ma non sarà denaro contante ad arrivare nelle mani dei risparmiatori, che si ritroveranno invece in portafoglio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e taglio minimo unitario di 1.000 euro. Ci saranno inoltre dei tetti: le assegnazioni di titoli pubblici non potranno superare i 100 mila euro per ogni obbligazionista e i 50 mila euro per azionista. Che cosa succederà per i bond-holder che hanno già accettato la precedente offerta del governo, che prevedeva un rimborso limitato al 32% circa del valore nominale? Secondo il Ministero dell'Economia la nuova proposta sarà estesa anche a loro, «per assicurare la parità di trattamento tra gli obbligazionisti». Ma ci sono anche altri tetti: i rimborsi ai bond-holder non potranno complessivamente superare nel 2009 un limite di spesa, probabilmente 100 milioni, per le casse dello Stato; gli esborsi in eccesso, compreso quelli a favore degli azionisti, saranno portati a termine nel 2010. I risparmiatori che sceglieranno il rimborso dovranno poi rinunciare a qualsiasi altra azione o pretesa legata alla proprietà dei titoli. Inoltre sembra abrogata, anche se le interpretazioni sono discordi, la possibilità per gli investitori di accedere in alternativa ai conti dormienti. Ma come funziona la procedura per chi accetta la proposta del governo che scade il 31 agosto? La richiesta va presentata al ministero dell'Economia, tramite gli intermediari finanziari (per esempio le banche) ai quali è stato affidato il deposito dei titoli della compagnia. Nella domanda si deve dichiarare l'impegno irrevocabile a trasferire al Tesoro la totalità dei titoli detenuti, e a rinunciare ad altre azioni o pretese. Entro il 30 settembre gli intermediari finanziari dovranno trasmettere le domande al Tesoro, con un'attestazione dell'effettiva giacenza nei propri conti dei titoli dichiarati. Successivamente, su richiesta del Ministero dell'Economia, gli intermediari trasferiranno i titoli sul conto di Bankitalia intestato al Tesoro. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2010, e comunque non prima di 30 giorni dall'arrivo al ministero della comunicazione di Bankitalia che attesta il trasferimento dei titoli. Entro queste scadenze il ministero dell'Economia girerà i titoli di Stato sui conti dei risparmiatori che hanno aderito all'offerta. E il cerchio si chiuderà. La nuova proposta, secondo il Tesoro, vuole assicurare una maggior tutela ai piccoli risparmiatori rispetto alla legge oggi in vigore. Ma non mancano le voci critiche. Come quella di Domenico Bacci, segretario nazionale del Siti, il Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio. Con i tetti ai rimborsi, spiega Bacci, «a perderci dovrebbero essere soprattutto le gestioni collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione, ma decisamente lontani dai valori di chi aveva comprato, in un'ottica probabilmente più industriale, qualche anno prima. Dall'altra parte c'è però chi ricorda che il rischio fa parte dell partita giocata dagli azionisti. E chiama in causa i vincoli del bilancio pubblico, con la necessità di limitare i costi per i contribuenti. Secondo le stime del governo, l'offerta dovrebbe costare allo Stato 200 milioni di euro sul versante obbligazionario e 130 milioni su quello azionario. Giovanni Stringa

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Nucleare sempre più vicino E lo chiamano sviluppo (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Nucleare sempre più vicino E lo chiamano «sviluppo» LAURA MATTEUCCI Approvato alla Camera il ddl Sviluppo, che sancisce e «regola» class="hilite">il ritorno dell'Italia al nucleare, oltre a contenere norme che riguardano class="term">class class="term">action, assicurazioni, contributi all'editoria e vecchi frigoriferi. Un decreto omnibus, insomma, che il Pd ha già bocciato visto che azzera quel poco di liberalizzazioni promosse in passato, torna ora al Senato per la quarta (ultima?) lettura. NUCLEARE: il governo avrà la delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per l'individuazione dei siti delle centrali e le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno sul loro territorio gli impianti. Sarà costituita l'Agenzia per la sicurezza nucleare per dettare le regole tecniche, controllare e autorizzare tutto il ciclo, compreso lo smaltimento delle scorie. «Molto grave - dice Ludovico Vico, deputato Pd in commissione Attività produttive - la delega del governo esclude dalle scelte Regioni, enti locali e cittadini». GAS: eliminata la proroga dei tetti antitrust alla vendita di gas dal 2010 al 2015. Resta il tetto del 61% fino a tutto il prossimo anno. PETROLIO: aumentate le royalty dal 7% al 10%, a partire dal primo gennaio 2009, sull'estrazione di idrocarburi in Italia. I maggiori introiti saranno finalizzati alla riduzione del prezzo dei carburanti nelle regioni interessate. Previste anche norme autorizzative più snelle per i giacimenti italiani, compresa l'area dell'Alto Adriatico. Confermato l'obbligo per i gestori delle stazioni di servizio che riforniscono gli autotrasportatori di comunicare i prezzi dei carburanti al Mse. EDITORIA E ROBIN TAX: l'addizionale Ires sulle compagnie petrolifere aumenta dal 5,5% al 6,5%. Le risorse saranno destinate a coprire il ripristino del fondo per l'editoria con 140 milioni divisi nel biennio 2009-2010. CLASS ACTION: introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell'entrata in vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all'azione risarcitoria collettiva, poiché è stata esclusa la retroattività. L'entrata in vigore della prima normativa in materia, targata governo Prodi, è stata fatta slittare continuamente in attesa del via libera definitivo del ddl sviluppo. Il decreto legge varato la settimana scorsa ne sposta ulteriormente l'applicazione al primo gennaio 2010. CONTRAFFAZIONE: sarà sanzionato (sia con una multa massima di 50mila euro sia col carcere fino a 6 mesi) chi trae profitto dalla violazione delle norme sul diritto d'autore. POLIZZE POLIENNALI per l'Rc auto: in cambio di uno sconto, l'assicurato dovrà restare fedele alla compagnia per 5 anni o pagherà una penalità. Con buona pace per le liberalizzazioni. FERROVIE PRIVATE: Le licenze per il servizio ferroviario passeggeri saranno rilasciate solo a imprese italiane o con sede in un Paese legato da vincolo di reciprocità. RETI D'IMPRESA: Le imprese che si metteranno in rete potranno godere delle stesse agevolazioni dei distretti industriali. FRIGO e LAMPADINE: grazie a due emendamenti del Pd, spariranno progressivamente dal mercato le lampadine a incandescenza e i frigoriferi di classe inferiore alla A. Intanto si impenna il fabbisogno. Il rosso di cassa del settore statale sale nel primo semestre a 49,5 miliardi, 25,5 miliardi più di quello registrato nel 2008. 254 i voti a favore, 205 i contrari, 25 gli astenuti (l'Udc). «Provvedimento storico, con riforme fondamentali per la modernizzazione del Paese», dice il ministro Scajola. Come il ritorno al nucleare. Il Pd: «Vergognoso».

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Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Giovedì 02 Luglio 2009 Chiudi Nucleare, assicurazioni, imprese: sì al ddl sviluppo Ora dovrà tornare al Senato per l'approvazione definitiva prevista verso metà luglio. Class class="term">action: rinvio al 2010

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ROMA Si avvicina il ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di legge sullo sviluppo e l'int... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Giovedì 02 Luglio 2009 Chiudi ROMA Si avvicina il ritorno del nucleare in Italia. Il disegno di legge sullo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, dopo una lunga e complessa discussione in parlamento, si prepara ad incassae il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà in quarta lettura al Senato per l'approvazione definitiva prevista verso metà luglio. class="hilite">Il provvedimento riguarda molti temi: dalla class="term">class class="term">action rinviata al 2010 e non più retroattiva alle modifiche in materia di assicurazioni, ai tetti antitrust sul gas che non saranno prorogati. Sono stati superati alla Camera, con qualche modifica, i rilievi avanzati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Soddisfatto il ministro dello sviluppo Scajola per «un provvedimento storico, che contiene riforme fondamentali per la modernizzazione del Paese e del sistema produttivo». Nucleare. L'Italia torna al nucleare per la produzione di energia elettrica. Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, ci vorranno diversi anni ma l'iter autorizzativo sarà accelerato. Nasce l'agenzia per la sicurezza del nucleare dallo smembramento di Enea e Ispra. Class class="term">action. La norma sull'azione collettiva è stata modificata. E' saltata la retrottività e quindi l'applicabilità delle nuove norme ai grandi crack come quello di Cirio e Parmalat. Slitta anche l'entrata in vigore: prevista per il primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo gennaio 2010. Editoria e Robin tax. Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Si tratta di un potenziale di 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Gas, via il "tetto". Non ci sarà la proroga al 2015 dell'attuale "tetto" sulla vendita e distribuzione del gas in Italia a carico dell'Eni. L'attuale limite al 61% rimane fino a tutto il 2010 poi il mercato sarà giudicato maturo e in grado di competere. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas. Sconti benzina. In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo. Assicurazioni poliennali. Garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma li vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. «Così si creano forti danni alla libera scelta dei consumatori e si limita la già scarsa concorrenza nel settore», protestano Adusbef e Federconsumatori. Contraffazione. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro .

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Dalla Camera arriva il sì al nucleare e alla class action (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

Cronaca Italiana Pagina 108 Manca solo l'ok del Senato Dalla Camera arriva il sì al nucleare e alla class="term">class class="term">action Manca solo l'ok del Senato --> ROMA Il ritorno del nucleare in Italia, ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina finalmente ad incassare il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che si preannuncia blindato. Ecco le misure principali. NUCLEARE Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. class="hilite">CLASS ACTION È stata modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo gennaio 2010. ROBIN TAX FINANZIA EDITORIA Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. TETTO A GAS Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del Gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore distributori di gas in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas. FERROVIE PRIVATE SÌ, MA ITALIANE Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». RIVALUTAZIONE CONTABILE Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (IAS) potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, come previsto dai criteri fissati dalla Consob. SCONTI BENZINA A REGIONI PETROLIFERE In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di Gas e Petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. ASSICURAZIONI POLIENNALI Garantiranno sconti agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia.

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Alitalia bond, arrivano 26,3 centesimi (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

LE MISURE DEL DECRETO ANTi-CRISI Alitalia bond, arrivano 26,3 centesimi La richiesta va presentata entro il 31 agosto MILANO - Hanno tempo fino al 31 agosto, gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, per accettare la nuova offerta di rimborso parziale dei titoli lanciata dal decreto anticrisi del governo. La proposta è indirizzata agli obbligazionisti del prestito «Alitalia 7,5% 2002-2010 convertibile» e agli azionisti di Alitalia-Linee aeree italiane ora in amministrazione controllata. Nel testo del decreto al momento disponibile si parla di un rimborso di 0,262589 euro per ogni obbligazione (il 70,97% del valore nominale) e di 0,2722 euro per azione. Ma non sarà denaro contante ad arrivare nelle mani dei risparmiatori, che si ritroveranno invece in portafoglio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e taglio minimo unitario di 1.000 euro. Ci saranno inoltre dei tetti: le assegnazioni di titoli pubblici non potranno superare i 100 mila euro per ogni obbligazionista e i 50 mila euro per azionista. Che cosa succederà per i bond-holder che hanno già accettato la precedente offerta del governo, che prevedeva un rimborso limitato al 32% circa del valore nominale? Secondo il Ministero dell'Economia la nuova proposta sarà estesa anche a loro, «per assicurare la parità di trattamento tra gli obbligazionisti». Ma ci sono anche altri tetti: i rimborsi ai bond-holder non potranno complessivamente superare nel 2009 un limite di spesa, probabilmente 100 milioni, per le casse dello Stato; gli esborsi in eccesso, compreso quelli a favore degli azionisti, saranno portati a termine nel 2010. I risparmiatori che sceglieranno il rimborso dovranno poi rinunciare a qualsiasi altra azione o pretesa legata alla proprietà dei titoli. Inoltre sembra abrogata, anche se le interpretazioni sono discordi, la possibilità per gli investitori di accedere in alternativa ai conti dormienti. Ma come funziona la procedura per chi accetta la proposta del governo che scade il 31 agosto? La richiesta va presentata al ministero dell'Economia, tramite gli intermediari finanziari (per esempio le banche) ai quali è stato affidato il deposito dei titoli della compagnia. Nella domanda si deve dichiarare l'impegno irrevocabile a trasferire al Tesoro la totalità dei titoli detenuti, e a rinunciare ad altre azioni o pretese. Entro il 30 settembre gli intermediari finanziari dovranno trasmettere le domande al Tesoro, con un'attestazione dell'effettiva giacenza nei propri conti dei titoli dichiarati. Successivamente, su richiesta del Ministero dell'Economia, gli intermediari trasferiranno i titoli sul conto di Bankitalia intestato al Tesoro. Il tutto dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre 2010, e comunque non prima di 30 giorni dall'arrivo al ministero della comunicazione di Bankitalia che attesta il trasferimento dei titoli. Entro queste scadenze il ministero dell'Economia girerà i titoli di Stato sui conti dei risparmiatori che hanno aderito all'offerta. E il cerchio si chiuderà. La nuova proposta, secondo il Tesoro, vuole assicurare una maggior tutela ai piccoli risparmiatori rispetto alla legge oggi in vigore. Ma non mancano le voci critiche. Come quella di Domenico Bacci, segretario nazionale del Siti, il Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio. Con i tetti ai rimborsi, spiega Bacci, «a perderci dovrebbero essere soprattutto le gestioni collettive con grandi capitali investiti», e questo solleverebbe «più di un dubbio di legittimità». Una critica arriva anche sui numeri del rimborso azionario, calcolati sulla base del prezzo medio di Borsa (dimezzato) delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione: prezzi che, sostengono i critici, sono relativamente vicini alle speculazioni delle ultime settimane di quotazione, ma decisamente lontani dai valori di chi aveva comprato, in un'ottica probabilmente più industriale, qualche anno prima. Dall'altra parte c'è però chi ricorda che il rischio fa parte dell partita giocata dagli azionisti. E chiama in causa i vincoli del bilancio pubblico, con la necessità di limitare i costi per i contribuenti. Secondo le stime del governo, l'offerta dovrebbe costare allo Stato 200 milioni di euro sul versante obbligazionario e 130 milioni su quello azionario. Giovanni Stringa stampa |

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GIUSTIZIA, Class action, UNC: ripensare norma (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 02-07-2009)

Argomenti: Class Action

News GIUSTIZIA, Class action, UNC: ripensare norma 02/07/2009 - 11:55 L'entrata in vigore della class action è slittata al 1° gennaio 2010. Dona. "Positiva la proroga se servirà a migliorare il testo e a dare ai consumatori un vero strumento di difesa" /Trefiletti: "Rinvio è gravissimo". Il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso approvando il dl anticrisi ha dato il via libera al rinvio al 1 gennaio 2010 dell'azione risarcitoria collettiva. Ieri, invece, la Camera dei Deputati ha votato il ddl sviluppo che contiene la norma che introduce la class action nel nostro ordinamento. La parola ora al Senato per la quarta lettura. "Non tutti i mali vengono per nuocere", ha commentato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori. Il rinvio al 2010 permette "di ripensare meglio questa norma se vogliamo evitare che alla lunga attesa segua una beffa peggiore, cioè quella di ritrovarsi tra le mani uno strumento inutile per difendere i diritti collettivi dei consumatori", spiega Dona. "Non ci stanchiamo di sostenere - aggiunge il Segretario generale - che garantire ai cittadini una possibilità di reazione rispetto agli abusi del mercato è l'unica strada per realizzare un più leale rapporto tra imprese e consumatori. Come dimostra, infatti, l'incessante susseguirsi dei provvedimenti di condanna inflitti dall'Autorità Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette il mercato italiano è afflitto da una fisiologica scorrettezza in danno della generalità degli utenti. Purtroppo il serrato impegno della lobby confindustriale ha condotto ad un ultimo testo insoddisfacente perché riscrive i fondamenti della class-action italiana spogliando le Associazioni dei consumatori del potere di agire in via risarcitoria in caso di danni seriali". Secondo la versione recentemente approvata, infatti, le rappresentanze dei consumatori, non potranno attivarsi in nome proprio, ma dovranno sperare che qualche singolo consumatore danneggiato prenda l'iniziativa di caricare sulle sue spalle la tutela di interi gruppi di interessati e ciò è impensabile nella pratica". "Il nuovo rinvio -conclude Dona- lascia lo spazio per tentare d'invertire nuovamente la rotta, per convincere la parte sana della politica e del mercato che la class-action è un'esigenza della cittadinanza che può premiare le imprese virtuose, contribuendo a emarginare quelle scorrette". 2009 - redattore: VC

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class action contro il comunale - brunella torresin (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina I - Bologna Il caso Iniziativa del sindacato Fials in seguito al cambiamento di due titoli d´opera class="hilite">nella stagione appena conclusa Class class="term">action contro il Comunale BRUNELLA TORRESIN Una class="term">class class="term">action contro la Fondazione Teatro Comunale: la incoraggia il sindacato Fials offrendo la tutela legale agli abbonati alla stagione lirica 2008-2009, appena conclusa. Tutto ha inizio con la decisione della direzione del teatro di non rimborsare la quota d´abbonamento relativa ai due titoli d´opera annullati per contenere il disavanzo, «A Midsummer Night´ s Dream» di Britten e «Le nozze di Figaro» di Mozart sostituiti a fine novembre 2008, e cioè a cartellone già inaugurato, con «Don Pasquale» di Donizetti e «La Rondine» di Puccini. SEGUE A PAGINA VII

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class action contro il comunale (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - class="hilite">Bologna CLASS ACTION CONTRO IL COMUNALE (segue dalla prima di cronaca) è stato Lo stesso Teatro a informare gli abbonati che in luogo del rimborso avrebbero potuto usufruire di un «bonus» per l´acquisto di biglietti relativi ad altri spettacoli. «In caso di cancellazione dello spettacolo è previsto il rimborso dell´intero importo del biglietto, l´eventuale rinuncia all´abbonamento nel corso della stagione non comporta alcuna restituzione, anche parziale, di denaro», si legge anche on line. Vi sono abbonati che hanno manifestato il loro dissenso con lettere al teatro e ai giornali. La Fials, il sindacato autonomo che rappresenta la quasi unanimità dell´orchestra, ha deciso di farsene portavoce. Come? «Mettiamo a disposizione degli abbonati la tutela legale gratuita del nostro avvocato, Marica Morara - risponde Enrico Baldotto, già musicista dell´orchestra, segretario provinciale Fials -. Saremo noi a farci carico della parcella. Chi intende aderire può rivolgersi al numero di telefono 3921820707 e lasciare i propri dati». L´annuncio è dato proprio nel giorno in cui Marco Tutino, sovrintendente del Teatro e direttore artistico ha incontrato tutte le sigle sindacali per discutere dei dati di bilancio 2008 e del piano industriale di ripiano finanziario. Non solo la Fials ha giudicato «irricevibile» il risultato di bilancio («il disavanzo di 4,7 milioni è ingiustificato»), ma ha inoltre deciso di incoraggiare la class="term">class class="term">action. Marica Morara è (assieme all´avvocato Renzo Cristiani in rappresentanza della Cisl) il legale che ha ottenuto la condanna della Fondazione per comportamento antisindacale (il ricorso verrà discusso il 27 novembre).

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sporcizia, ritardi e stress "e ora risarcite i pendolari" - michele smargiassi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 11 - Cronaca Sporcizia, ritardi e stress "E ora risarcite i pendolari" I giudici: danno esistenziale. Pronte centinaia di cause Le ferrovie "Viareggio è fuori dell´ordinario, mentre nessuno si scandalizza del disastro quotidiano dei treni, uno stillicidio" MICHELE SMARGIASSI DAL NOSTRO INVIATO PIACENZA - Se i pendolari un giorno si ribelleranno al loro tiranno, succederà subito dopo queste parole: «Trenitalia si scusa per il disagio». Al binario tre della stazione di Piacenza saltano i nervi: occhi al cielo, mano al cellulare, «Arrivo tardi», «Possiamo rinviare l´incontro?». L´Intercity 752 per Milano è annunciato con venti minuti di ritardo. Si rivelano poi 25, e anche questo fa imbestialire, pure i cinque minuti ti nascondono, in questa vita già stretta. I giornali, con i titoli agghiaccianti su Viareggio. «è orribile, ma è fuori dall´ordinario», dice Cinzia, infermiera, «mentre nessuno si scandalizza del disastro quotidiano dei treni, uno stillicidio che ti logora la vita». Un tale con bici rossa cerca il regionale delle 9.43 per Milano, sul pannello c´è scritto binario 3, ma al 3 c´è l´Intercity in ritardo, stessa destinazione, binario, orario ma treno sbagliato, se sali è multa. «è al cinque!» grida una donna che ha captato un annuncio. Corsa al sottopassaggio, fiatone, volti grondanti. Tanto sul treno l´aria condizionata sarà rotta. «Trenitalia si scusa per il disagio»: affermazione che suona falsa come la voce che la pronuncia. Trenitalia non spreca fiato per scuse che non risarciscono nulla: le affida a un lettore automatico. Obama c´invidia l´alta velocità, ma il resto, quasi il 90 per cento dei treni quotidiani, è un calvario di lentezza, sporcizia, afa. Piacenza è il perno della Milano-Bologna, linea che doveva essere miracolata: col tracciato ultraveloce, il vecchio doveva liberarsi per più treni locali più puntuali. Falso. I treni sono quelli di prima, e viaggiano più lenti: dal 13 dicembre l´orario («irricevibile» per l´assessore regionale Peri) ha istituzionalizzato i vecchi ritardi aggiungendo da due fino a sei-otto minuti. Ma i treni sforano lo stesso: dopo iniziali miglioramenti, in maggio (per il sito FerroviaER della Regione) il treni puntuali su questa tratta sono scesi sotto il livello pre-Tav (87% contro l´88 di gennaio 2008). Le rilevazioni autogestite del comitato "Fuori servizio" di Reggio Emilia danno cifre più allarmate: un treno su due in ritardo, il 16,5% oltre i 15 minuti. Le cifre ufficiali di Trenitalia invece sono ottimiste: ritardi in calo dal 2006, 91 treni puntuali su cento. Ma è una battaglia platonica: i viaggiatori locali e gli abbonati non hanno mai diritto a rimborsi. Del resto, ai benviaggianti dell´alta velocità non va meglio: per Altroconsumo il 16% degli Eurostar arriva con più di un quarto d´ora di ritardo. Alla stazione di Modena non c´è più lo sportello reclami. L´avevano ribattezzato Customer Care, poi l´hanno chiuso, coerenti, perché alle Fs di questi customer squattrinati non gliene può care di meno. Non sono clienti paganti, sono passeggeri della mutua, spesati dalle regioni con milioni di euro in "contratti di servizio" per servizi scadenti. Per Trenitalia però non pagano abbastanza: un mese fa minacciò il governatore ligure Burlando di tagliargli 8 treni al giorno se non avesse aumentato di 2,3 milioni di euro il finanziamento. Intanto i "Frecciarossa" dell´efficiente ad Moretti vincono la corsa con gli aerei, ma le sue lumache grigie le prendono da uno scooter: la velocità media dei convogli sub-metropolitani è di 37,2 km orari (in Germania 48). E che treni, ragazzi. La manutenzione spesso sono solo i cartellini gialli "porta non utilizzabile". La rivista Soldi&Diritti ha constatato che da Roma Termini 6 treni su 8 partono con almeno una porta rotta. Che comporta affollamento e ritardi: è un circolo vizioso, il degrado delle ferrovie. Contagia anche gli sforzi migliori. Eccoci sul regionale 2124 Bologna-Piacenza, carrozze nuovissime, in tre l´aria condizionata non va, due bagni su cinque fuori uso (per seicento posti), eppure è un Vivalto a due piani, un moderno «treno ad alta capacità» (come la vescica di chi ci sale). Quanto alla pulizia, dopo la crisi delle zecche del 2005, che costò a Fs 630 milioni in disinfestazione, non si registrano altre invasioni di insetti, ma non c´è da giurarci sui microbi. La Federconsumatori di Bergamo ha convinto gli ispettori dell´Igiene a salire sui treni, referto: «Situazione critica per sedili, vetri, pavimenti, bagni, microclima». Secondo un´indagine 2008 di Codacons, il 38% degli Intercity viaggia con sedili sporchi e il 18% con bagni impraticabili. Ma qui, per una volta, Trenitalia non ha colpe: da un anno cerca di liberarsi di una ventina di appaltatori inefficienti in sette regioni, ma quelli hanno fatto resistenza a suon di ricorsi al Tar. Così la settimana scorsa il sindaco di Seriate (Bergamo), Silvana Santisi, ha scritto «indignata» che «da una verifica personale le carrozze presentano sangue, siringhe, finestrini rattoppati con nastro adesivo: uno non ha retto a tanta riparazione ed è caduto sulla testa di un passeggero». Sotto il parallelo di Roma, dove le regioni pagano poco, finiscono le carrozze scarto, che Altroconsumo chiama «treni ad alta vetustà». In Sicilia ci mettono fino a 15 ore per 400 chilometri. A Bologna vedo arrivare l´Ic Lecce-Bolzano con 105 minuti di ritardo, «un guasto a San Severo»; dietro i finestrini facce stanche e accaldate. Nel ‘97 il presidente Fs Giancarlo Cimoli, che poi lasciò con una buonuscita di 6,7 milioni di euro, promise «aria condizionata su tutte le carrozze». Qui l´aria c´è, ma a condizione che l´impianto funzioni, e non funziona; però i finestrini sono blindati perché «questa carrozza è climatizzata». Così qualcuno ha spaccato le serrature, mica si può asfissiare come hanno rischiato i passeggeri del Lamezia-Roma il 14 giugno scorso, due ore a cuocere sotto il sole. «Salga», m´invita un ragazzo affacciato, «tanto con questi ritardi il controllore non passa mai: o si vergogna o ha paura». Comprensibile: la pentola bolle. La settimana scorsa l´Associazione funzionari di Polizia ha paventato possibili «problemi di ordine pubblico per il degrado del trasporto ferroviario nel Lazio». A Genova Brignole i pendolari sono scesi sui binari coi fumogeni gialli contro i ritardi di «Frenitalia». Qua e là balenano timidi tentativi di sciopero del biglietto. Ma c´è anche la via legalitaria, e forse riserverà sorprese. I giudici di pace cominciano a riconoscere ai pendolari tartassati il "danno esistenziale": il primo caso a Genova nel febbraio 2008, per un´ora e mezzo di ritardo. Pochi mesi dopo, a Milano, per la prima volta un giudice ha considerato il biglietto del treno per quel che è, un regolare contratto di viaggio soggetto al diritto commerciale, disapplicando le «clausole vessatorie» dell´unilaterale regolamento Fs. Dall´inizio dell´anno, solo in Lombardia, una trentina di persone hanno imboccato la strada del tribunale. A Bergamo, annuncia Dante Goffetti del comitato "Ultimotreno", è in arrivo la causa civile collettiva di venti pendolari con anni di disagi documentati. class="hilite">Se il Parlamento approverà la class="term">class class="term">action, per Trenitalia l´orizzonte giudiziario si fa grigio, «ci sono centinaia di cause già pronte a partire». A Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per «il servizio non adeguato». Chissà se aveva lo stesso tono gelido del messaggio che echeggia in tutte le stazioni.

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usa, class action contro la bofa e l'italia è al palo (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Pagina 37 - Economia Usa, class="term">class class="term">action contro la BofA e l´Italia è al palo roma - Il ministro dello Sviluppo, Scajola, ha detto ieri che l´Italia ha bisogno di «riforme vere» e «non di lenzuolate», assestando così l´ultima picconata al piano di liberalizzazioni del suo predecessore, Bersani. E´ curioso che Scajola nell´attaccare quelle riforme usi le medesime ragioni dell´ex ministro del Pd, prefigurando cioè interventi «concreti nell´interesse dei consumatori». Sta di fatto, però, che al momento le uniche misure varate dalla maggioranza di centrodestra hanno disarticolato più che implementato le normative pro-concorrenza. Dalle polizze alle farmacie. Così, succede che nello stesso giorno delle parole di Scajola, dagli Usa arrivi la notizia del decollo della class="term">class class="term">action contro la fusione BofA-Merrill Lynch: un qualcosa di chimerico per i risparmiatori italiani dopo l´ennesimo freno deciso in Parlamento all´azione collettiva made in Italy. Marco Patucchi [LA SFORTUNA DEI "NEET"] LONDRA – Si chiamano "Neet", acronimo di "Not in Education, Employment or Training", e sono i giovani britannici frai 16 e i 24 anni che si trovano nella poco piacevole condizione di non essere a scuola, non avere un lavoro e non stare nemmeno facendo una qualche forma di apprendistato. Questa sfortunata gioventù è cresciuta durante la recessione a un livello allarmante: i "neets" sono diventati un milione di persone, il numero più alto da quando nel 2005 la Local Government Association (Lga, l´associazione dei poteri locali britannici) ha cominciato a contarli. All´inizio del 2009 erano 935 mila, un notevole incremento rispetto agli 810 mila del gennaio 2008, e la previsione è che entro la fine dell´estate saranno appunto all´incirca 1 milione. L´associazione dà la colpa, oltre che alla recessione, ad agenzie governative inefficienti e al cattivo coordinamento. Enrico Franceschini

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Il consiglio perde un pezzo di minoranza (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Arsiè. Il capogruppo Dario Dall'Agnol e la collega De Rocco lasciano gli scranni: «Non rappresentiamo la popolazione» Il consiglio perde un pezzo di minoranza Alla base della scelta c'è la batosta elettorale, Ivano Faoro interesserà la Prefettura ARSIE'. «Il messaggio è stato esplicito: devo starmene a casa». Queste le parole con cui Dario Dall'Agnol si è dimesso ieri dalla carica di capogruppo dell'opposizione. Con lui anche la collega Paola De Rocco, che non sarà sostituita. Un'azione che non ha precedenti e che ora pone un problema serio di governo e gestione del consiglio comunale. «La volontà collettiva del comune di Arsiè ha scelto la Lega Nord», afferma l'ex sindaco. «Se ci fosse stato un rapporto ragionevole di voti, voleva dire che una consistente parte della popolazione non era d'accordo su tale mandato e quindi l'azione di opposizione sarebbe stata doverosa. Ma poiché il rapporto è eccessivamente sproporzionato», prosegue Dall'Agnol, «il significato è che secondo la collettività di Arsiè l'opposizione non deve neppure essere fatta, perchè se sono troppo pochi a chiederla, invece che azione di opposizione si connota in realtà come azione di disturbo che è negativa per la collettività intera». Dall'Agnol poi ricorda di aver ricevuto a titolo personale il 35 per cento di voti in meno rispetto alle scorse amministrative: «Nonostante ritenga di aver fatto del mio meglio, il messaggio è che devo starmene a casa». Il dimissionato abbandonerà anche la Pro Loco e il gruppo alpini di Fastro «sia pure con grande rammarico». Ora si pone anche un problema pratico per la regolarità del funzionamento dell'assemblea arsedese: in consiglio siederanno due consiglieri in meno per i quali non sono previste surroghe. Un problema che con ogni probabilità arriverà sul tavolo della Prefettura.

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Sporcizia, ritardi e stress "E ora risarcite i pendolari" (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

PIACENZA - Se i pendolari un giorno si ribelleranno al loro tiranno, succederà subito dopo queste parole: "Trenitalia si scusa per il disagio". Al binario tre della stazione di Piacenza saltano i nervi: occhi al cielo, mano al cellulare, "Arrivo tardi", "Possiamo rinviare l'incontro?". L'Intercity 752 per Milano è annunciato con venti minuti di ritardo. Si rivelano poi 25, e anche questo fa imbestialire, pure i cinque minuti ti nascondono, in questa vita già stretta. I giornali, con i titoli agghiaccianti su Viareggio. "È orribile, ma è fuori dall'ordinario", dice Cinzia, infermiera, "mentre nessuno si scandalizza del disastro quotidiano dei treni, uno stillicidio che ti logora la vita". Un tale con bici rossa cerca il regionale delle 9.43 per Milano, sul pannello c'è scritto binario 3, ma al 3 c'è l'Intercity in ritardo, stessa destinazione, binario, orario ma treno sbagliato, se sali è multa. "È al cinque!" grida una donna che ha captato un annuncio. Corsa al sottopassaggio, fiatone, volti grondanti. Tanto sul treno l'aria condizionata sarà rotta. "Trenitalia si scusa per il disagio": affermazione che suona falsa come la voce che la pronuncia. Trenitalia non spreca fiato per scuse che non risarciscono nulla: le affida a un lettore automatico. Obama c'invidia l'alta velocità, ma il resto, quasi il 90 per cento dei treni quotidiani, è un calvario di lentezza, sporcizia, afa. Piacenza è il perno della Milano-Bologna, linea che doveva essere miracolata: col tracciato ultraveloce, il vecchio doveva liberarsi per più treni locali più puntuali. Falso. I treni sono quelli di prima, e viaggiano più lenti: dal 13 dicembre l'orario ("irricevibile" per l'assessore regionale Peri) ha istituzionalizzato i vecchi ritardi aggiungendo da due fino a sei-otto minuti. Ma i treni sforano lo stesso: dopo iniziali miglioramenti, in maggio (per il sito FerroviaER della Regione) il treni puntuali su questa tratta sono scesi sotto il livello pre-Tav (87% contro l'88 di gennaio 2008). Le rilevazioni autogestite del comitato "Fuori servizio" di Reggio Emilia danno cifre più allarmate: un treno su due in ritardo, il 16,5% oltre i 15 minuti. Le cifre ufficiali di Trenitalia invece sono ottimiste: ritardi in calo dal 2006, 91 treni puntuali su cento. Ma è una battaglia platonica: i viaggiatori locali e gli abbonati non hanno mai diritto a rimborsi. Del resto, ai benviaggianti dell'alta velocità non va meglio: per Altroconsumo il 16% degli Eurostar arriva con più di un quarto d'ora di ritardo. OAS_RICH('Middle'); Alla stazione di Modena non c'è più lo sportello reclami. L'avevano ribattezzato Customer Care, poi l'hanno chiuso, coerenti, perché alle Fs di questi customer squattrinati non gliene può care di meno. Non sono clienti paganti, sono passeggeri della mutua, spesati dalle regioni con milioni di euro in "contratti di servizio" per servizi scadenti. Per Trenitalia però non pagano abbastanza: un mese fa minacciò il governatore ligure Burlando di tagliargli 8 treni al giorno se non avesse aumentato di 2,3 milioni di euro il finanziamento. Intanto i "Frecciarossa" dell'efficiente ad Moretti vincono la corsa con gli aerei, ma le sue lumache grigie le prendono da uno scooter: la velocità media dei convogli sub-metropolitani è di 37,2 km orari (in Germania 48). E che treni, ragazzi. La manutenzione spesso sono solo i cartellini gialli "porta non utilizzabile". La rivista Soldi&Diritti ha constatato che da Roma Termini 6 treni su 8 partono con almeno una porta rotta. Che comporta affollamento e ritardi: è un circolo vizioso, il degrado delle ferrovie. Contagia anche gli sforzi migliori. Eccoci sul regionale 2124 Bologna-Piacenza, carrozze nuovissime, in tre l'aria condizionata non va, due bagni su cinque fuori uso (per seicento posti), eppure è un Vivalto a due piani, un moderno "treno ad alta capacità" (come la vescica di chi ci sale). Quanto alla pulizia, dopo la crisi delle zecche del 2005, che costò a Fs 630 milioni in disinfestazione, non si registrano altre invasioni di insetti, ma non c'è da giurarci sui microbi. La Federconsumatori di Bergamo ha convinto gli ispettori dell'Igiene a salire sui treni, referto: "Situazione critica per sedili, vetri, pavimenti, bagni, microclima". Secondo un'indagine 2008 di Codacons, il 38% degli Intercity viaggia con sedili sporchi e il 18% con bagni impraticabili. Ma qui, per una volta, Trenitalia non ha colpe: da un anno cerca di liberarsi di una ventina di appaltatori inefficienti in sette regioni, ma quelli hanno fatto resistenza a suon di ricorsi al Tar. Così la settimana scorsa il sindaco di Seriate (Bergamo), Silvana Santisi, ha scritto "indignata" che "da una verifica personale le carrozze presentano sangue, siringhe, finestrini rattoppati con nastro adesivo: uno non ha retto a tanta riparazione ed è caduto sulla testa di un passeggero". Sotto il parallelo di Roma, dove le regioni pagano poco, finiscono le carrozze scarto, che Altroconsumo chiama "treni ad alta vetustà". In Sicilia ci mettono fino a 15 ore per 400 chilometri. A Bologna vedo arrivare l'Ic Lecce-Bolzano con 105 minuti di ritardo, "un guasto a San Severo"; dietro i finestrini facce stanche e accaldate. Nel '97 il presidente Fs Giancarlo Cimoli, che poi lasciò con una buonuscita di 6,7 milioni di euro, promise "aria condizionata su tutte le carrozze". Qui l'aria c'è, ma a condizione che l'impianto funzioni, e non funziona; però i finestrini sono blindati perché "questa carrozza è climatizzata". Così qualcuno ha spaccato le serrature, mica si può asfissiare come hanno rischiato i passeggeri del Lamezia-Roma il 14 giugno scorso, due ore a cuocere sotto il sole. "Salga", m'invita un ragazzo affacciato, "tanto con questi ritardi il controllore non passa mai: o si vergogna o ha paura". Comprensibile: la pentola bolle. La settimana scorsa l'Associazione funzionari di Polizia ha paventato possibili "problemi di ordine pubblico per il degrado del trasporto ferroviario nel Lazio". A Genova Brignole i pendolari sono scesi sui binari coi fumogeni gialli contro i ritardi di "Frenitalia". Qua e là balenano timidi tentativi di sciopero del biglietto. Ma c'è anche la via legalitaria, e forse riserverà sorprese. I giudici di pace cominciano a riconoscere ai pendolari tartassati il "danno esistenziale": il primo caso a Genova nel febbraio 2008, per un'ora e mezzo di ritardo. Pochi mesi dopo, a Milano, per la prima volta un giudice ha considerato il biglietto del treno per quel che è, un regolare contratto di viaggio soggetto al diritto commerciale, disapplicando le "clausole vessatorie" dell'unilaterale regolamento Fs. Dall'inizio dell'anno, solo in Lombardia, una trentina di persone hanno imboccato la strada del tribunale. A Bergamo, annuncia Dante Goffetti del comitato "Ultimotreno", è in arrivo la causa civile collettiva di venti pendolari con anni di disagi documentati. class="hilite">Se il Parlamento approverà la class="term">class class="term">action, per Trenitalia l'orizzonte giudiziario si fa grigio, "ci sono centinaia di cause già pronte a partire". A Cernobbio, lo scorso 4 aprile, il presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta ha chiesto scusa ai pendolari per "il servizio non adeguato". Chissà se aveva lo stesso tono gelido del messaggio che echeggia in tutte le stazioni. (3 luglio 2009

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I Comuni virtuosi non fanno notizia (sezione: Class action)

( da "Denaro, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Enti Locali & Cittadini Le autonomie I Comuni virtuosi non fanno notizia A Castel San Giorgio i risultati positivi di un progetto sulla legalità Nando Morra Farebbe cosa opportuna e positiva il Presidente del Consiglio, se si dedicasse anche ad informarsi e parlare delle "buone pratiche" che i tanti Comuni italiani realizzano nel silenzio mediatico. Un "sistema" sempre pronto a denunciare vere o presunte responsabilità di Sindaci e Amministratori, ma sordo e muto nel dare conto del positivo che pure c'è e della qualità del rapporto tra Sindaci e cittadini, tra standard dei servizi e investimenti. Un tema sul quale è giusto assegnare la ribalta ed un pieno, meritato riconoscimento, al Comune di Castel San Giorgio, al Sindaco Andrea Donato ed alla Amministrazione Civica. Nei giorni scorsi, nella splendida Aula Consiliare, è stata celebrata con un convegno, la conclusione del progetto "Nel Castello della Sicurezza e della Legalità". Un progetto articolato e qualificato che nasce dalla Legge Regionale n. 12/2005 per la realizzazione di progetti sicurezza urbana integrata. Una strategia che ha nell'Assessore alle Politiche Sociali, Alfonsina De Felice, un crogiuolo strategico propositivo ed una locomotiva poderosa. E' stato un evento straordinario. Centinaia di ragazze e giovani delle scuole locali, con familiari e tanti docenti, associazioni culturali, sociali e volontariato, sono stati protagonisti primari di una esperienza interessante ed originale. Un livello di partecipazione, di entusiasmo, di consapevolezza di avere costruito un percorso importante per la formazione individuale e collettiva e, soprattutto, di avere piantato le radici della cultura della legalità, della inclusione sociale, del superamento di ogni odiosa barriera etnica o religiosa, della legittima aspirazione alla sicurezza, personale e sul territorio, nel tessuto vivo di un corpo sociale che costituirà il collettivo dirigente, sociale, politico, professionale, della Comunità locale nel prossimo futuro. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania e dalla Amministrazione di Castel San Giorgio, ha avuto un ulteriore significativo pregio. E' stato "costruito" e reso operativo dalle stesse strutture dirigenziali ed operative del Comune, con alla testa il Vice Sindaco, Ubaldo Rescigno, autentico regista che ha elaborato schemi progettuali ed operativi con il contributo rilevante del Comandante della Polizia Municipale, Capitano Vincenzo Santaniello. Mente e cuore della iniziativa, il Sindaco, Andrea Donato, un amministratore intelligente e vulcanico, capace di coinvolgere la comunità locale e la comunità scolastica, che ha chiaro nella testa che l'investimento in termini di cultura democratica, costituzionale, sulle risorse umane, specie se trattasi di giovani, è il terreno proprio e più autorevole e qualificato per l'azione di governo, sostenuta al tempo stesso, da iniziative concrete, particolarmente sui problemi della sicurezza, della inclusione sociale e della legalità. Il progetto è stato articolato in tre ambiti di interessamento ed in quindici azioni operative, in questionari specifici sulla percezione di "sicurezza" dei cittadini, suddivisi per fasce sociali, sulla identificazione dei potenziali di rischio per la comunità. In parallelo, una azione di ampio respiro "Vivi la Legalità" che ha coinvolto più di duecento ragazzi delle scuole elementari e medie incentrati in seminari educativi (civica, ambientale, stradale) e gruppi di lavoro sui comportamenti che danneggiano il principio di legalità e di sicurezza, un CD divulgativo. Interessante anche l'impatto delle azioni del progetto. E' emersa una notevole conoscenza della esistenza di sistemi di videosorveglianza; le sensazioni di sicurezza che ne derivano; la maggiore sensibilità delle fasce giovanili. Forte anche l'impatto positivo per la realizzazione della Sala Operativa integrata per la videosorveglianza del territorio. La legalità e le politiche di inclusione sociale rappresentano il punto forte e avanzato della politica del governo locale. Definire il proprio Comune Città di tutti, determinare la integrazione dei minori stranieri nel tessuto scolastico e formativo locale, definire gli ambiti in rapporto al miglioramento della sicurezza degli spazi pubblici e delle condizioni di vita nelle città; alla prevenzione della insicurezza; al ruolo specifico ed all'interscambio tra Polizia Locale, nazione, servizi sociali e volontariato. Sulla relazione puntuale del dott. Rocco Cataldo, dirigente del Comune, si sono sviluppati contributi significativi, da Antonio Donato, responsabile dipartimento sicurezza di Legautonomie, al Comandante della Polizia Locale, al Vice Sindaco, agli operatori scolastici. Ma i più significativi sono stati i contributi di due ragazze, una originaria del Marocco, l'altra tunisina che hanno testimoniato tra gli applausi, come la politica della inclusione e di integrazione può diventare realtà positiva e concreta. Non è casuale, ha detto il Sindaco Andrea Donato, concludendo la manifestazione, che i cittadini identificano negli spacciatori, nel bullismo e nella criminalità organizzata i nodi critici della "questione sicurezza" liquidando pregiudizi e paure nei confronti di extracomunitari e rom. del 03-07-2009 num.

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Nuovo film Harry Potter in sala 15/7. Atteso boom al botteghino (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

di Mike Collett-White LONDRA (Reuters) - Il maghetto Harry Potter sarà di nuovo nei cinema a metà luglio con il sesto episodio della saga, e un altro grande successo ai botteghini è previsto per la Warner Bros. "Harry Potter e il principe mezzosangue" sarà nelle sale il 15 luglio, con promesse di grande azione, battaglie pericolose contro le forze del male, un amore nascente nella scuola di Hogwarts e la prevista morte di un personaggio importante. L'attesa è stata lunga per i fan di Harry Potter, che hanno seguito le avventure del mago e dei suoi amici attraverso i sette best-seller dell'autrice J.K. Rowling. La Warner Bros ha fatto passare ben due anni tra il quinto film "Harry Potter e l'ordine della fenice" e l'ultimo dei sette romanzi "Harry Potter e i doni della morte". L'uscita dei nuovi capitoli della saga di Harry Potter, sia in versione cinematografica che cartacea, rappresenta sempre un evento importante per l'industria dell'intrattenimento, sia per la passione che i fan dimostrano di avere per il maghetto inglese, chiamata dai media "Pottermania", sia per i consistenti incassi che i film della saga garantiscono. I sette libri di Harry Potter, con il primo uscito nel 1997, hanno venduto più di 400 milioni di copie in tutto il mondo e hanno trasformato la scrittrice Rowling in una multimilionaria dell'editoria. I cinque film già usciti hanno registrato incassi ai botteghini pari a 4,5 miliardi di dollari, e gli esperti del box office ritengono che il sesto capitolo dovrebbe incassare tra gli 800 milioni e il miliardo di dollari, una cifra enorme per un singolo film. "E' una serie di grande successo che ha sistematicamente stabilito numeri da record ai botteghini. Non c'è ragione di pensare che questa volta vada diversamente", ha detto Brandon Gray, presidente del Box Office Mojo, azienda che si occupa proprio degli incassi fatti registrare dai film.

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RISPARMIO. Confconsumatori contro Standard & Poor's, al via nuova causa collettiva (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

News RISPARMIO. Confconsumatori contro Standard & Poor's, al via nuova causa collettiva 03/07/2009 - 13:12 Arriva la prima causa collettiva per il risarcimento dei consumatori della Regione Emilia Romagna. A proporla è Confconsumatori che oggi l'ha presentata in conferenza stampa presso la sua sede a Bologna. La causa collettiva proposta è nei confronti della Standard & Poor's, a seguito del crack della Lehman Brothers, Già nel dicembre scorso, Confconsumatori aveva presentato atto di citazione nei confronti dell'Agenzia di rating Standard & Poor's, chiedendo di esser risarciti del capitale investito in titoli Lehman Brothers, a nome di una trentina di associati. Dopo 7 mesi da quell'evento, è iniziata la prima causa collettiva organizzata nella Regione Emilia-Romagna e presentata al Tribunale di Milano dall'Associazione, a nome di altri 61 risparmiatori provenienti da tutta la regione come Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini ecc. Questi chiedono il risarcimento dei danni per erronee informazioni ricevute, in merito ai propri titoli Lehman. "Questa azione - hanno precisato gli avvocati Giovanni Franchi, Stefano di Brindisi e Manes Bernardini, che stanno seguendo la causa per Confconsumatori - non limita la possibilità di adire l'autorità giudiziaria contemporaneamente nei confronti anche delle banche che hanno venduto i titoli ai propri risparmiatori. Infatti il danno creato dal default della Lehman Brother's ha determinato gravi disagi per molti risparmiatori di tutte le età". "L'associazione è soddisfatta - conclude Secondo Malaguti responsabile Confconsumatori Emilia Romagna e membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell'Associazione - per il lavoro ottenuto dalle sedi locali in Regione, ossia consentire ai consumatori in attesa di una Class Action, di catalizzare in una sola azione giudiziaria numerosi risparmiatori, consentendo di dare voce alle proprie sofferenze". 2009 - redattore: GA

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Giovani e politici negoziano il futuro Progetto che finisce diritto nella Rete (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Giovani e politici negoziano il futuro Progetto che finisce diritto nella Rete Venerdì 3 Luglio 2009, Montebelluna (L.Bon) E ora i giovani finiscono on line. E' infatti stato inserito nella rete il sito web del progetto "Giovani e Politici negoziano il Futuro - Giovani cittadini e decision makers per politiche giovanili partecipate". Il nuovo indirizzo www.montebellunagiovani.net è frutto di tutto il lavoro svolto in questi mesi che si è concluso venerdì 26 giugno scorso con il Convegno Nazionale che si è tenuto a Villa Correr Pisani, durante il quale alcune decine di giovani si sono confrontati tra loro su alcune problematiche sentite a livello della comunità locale e hanno colto l'opportunità di raffrontarsi e negoziare con dei politici locali. Il Progetto ha permesso ai giovani di avvicinarsi alla politica attraverso una relazione con politici, che a loro volta hanno riflettuto sulla valenza del loro ruolo e di come questo possa essere usato nei confronti di soggetti, gruppi e della comunità. Il processo è ancor più significativo perché tale confronto (tra soggetti, tra gruppi, tra gruppi e istituzioni) ha fatto nascere delle decisioni comuni che sono in fase di realizzazione grazie alla connessione tra (giovani) cittadini e soggetti istituzionali (consiglieri comunali), in un'ottica di amministrazione della città condivisa. I nove mesi non sono bastati per far sì le azioni siano già concretamente realizzate, ma si sono poste le basi perché nuovi soggetti collettivi (i gruppi di giovani) e un soggetto collettivo con nuova consapevolezza (la Commissione consigliare politiche giovanili) continuino le azioni intraprese e ne sviluppino altre con modalità sempre più democratiche e volte allo sviluppo della cittadinanza.

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Terza serata domani della rassegna teatrale di Arquà Polesine. A salire sul palco alle 21.15, s... (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Venerdì 3 Luglio 2009, Terza serata domani della rassegna teatrale di Arquà Polesine. A salire sul palco alle 21.15, sarà la compagnia TrentAmiciDellArte di Saonara, diretti da Gianni Rosso, che presenterà lo spettacolo "La zia di Carlo" (nella foto un momento dello spettacolo), vivacissima commedia brillante in tre atti di Brandon Thomas. La commedia è ambientata a Oxford, in un college, intorno al 1850. Le circostanze costringono un giovane studente, Lord Frederic Babberly, ad indossare i panni della benestante zia di un amico, donna Lucia De Alvadorez, di cui si attende l'arrivo dal Brasile. Tutta la storia è giocata su questo scambio di identità ed è articolata su un dialogo vivacissimo con una serie di trovate che sono entrate nel patrimonio del repertorio farsesco. La vitalità di questa commedia è dovuta anzitutto al fresco buonumore di cui è pervasa oltre che all'incalzante azione scenica impressa dal regista e alle innumerevoli occasioni che offre alle risorse e alla vis comica degli attori. La compagnia teatrale TrentAmicidellArte è stata fondata nel 1981, su iniziativa di Gianni Rossi. Il gruppo iniziale composto da 16 amici, è diventato ben presto di trenta, dando così il nome all'attuale sodalizio. Come di consueto entrata a 5 euro (bambini gratuito) ed è assicurato un ricco buffet omaggio. Sabato scorso, nonostante la giornata ancora in parte piovosa, si è comunque riusciti ad allestire lo spettacolo di Gualtiero Bertelli e della Compagnia delle Acque: "Odissee". Questa volta si è utilizzato il portico della barchessa che ha accolto un pubblico sempre numeroso. L'allestimento pur adattato allo spazio inconsueto forse ne ha tratto giovamento sia dal dal punto di vista acustico che scenografico. «Con Odissee un pò si è concluso un percorso iniziato durante l'ultimo Maggio Arquatese e che il Collettivo Teatrale di Arquà ha voluto proporre attraverso tre spettacoli ed una mostra - afferma il regista del gruppo teatrale arquatese, Giorgio Libanore -. In quello che è stato un viaggio ideale che ha seguito il viaggio dei migranti veneti verso le americhe (il recital «L'anima sui cop» di Luciano Caniato), con una forte memoria delle proprie radici (lo spettacolo di Gianni Sparapan «Zente del Po»), per arrivare ad una specie di universalizzazione ed attualizzazione dell'essere migrante («Odissee» di Gualtiero Bertelli). Questo itinerario ha avuto occasione e genesi dalla presenza ad Arquà di un gruppo di ragazzi pronipoti degli emigrati veneti in Brasile del 1800 e contemporaneamente dall'allestimento di una mostra sull'emigrazione veneta». Marco Scarazzatti

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Lehman Brothers, a Bologna Confconsumatori presenta causa collettiva contro Standard & Poor's (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Lehman Brothers, a Bologna Confconsumatori presenta causa collettiva contro Standard & Poor’s (3/7/2009 15:22) | (Sesto Potere) - Bologna - 3 luglio 2009 -Si è svolta oggi a Bologna, presso la sede Confconsumatori, la conferenza stampa per presentare la nuova causa collettiva proposta nei confronti della Standard & Poor’s, a seguito del crack della Lehman Brothers, e le nuove iniziative dell’associazione che verranno proposte a tutela del risparmio. Già nel dicembre scorso, Confconsumatori aveva presentato atto di citazione nei confronti dell’Agenzia di rating Standard & Poor’s, chiedendo di esser risarciti del capitale investito in titoli Lehman Brothers, a nome di una trentina di associati. Oggi, a sette mesi da quell’evento, è iniziata la prima causa collettiva organizzata nella Regione Emilia-Romagna e presentata al Tribunale di Milano dall’Associazione, a nome di altri 61 risparmiatori provenienti da tutta la regione come Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini ecc. Sono intervenuti alla conferenza Secondo Malaguti, responsabile Confconsumatori Emilia Romagna e membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione, e i tre legali Confconsumatori che stanno seguendo la causa, gli avv.ti Giovanni Franchi, Stefano di Brindisi e Manes Bernardini. Con questa iniziativa i 61 risparmiatori chiedono il risarcimento dei danni per erronee informazioni ricevute, in merito ai propri titoli Lehman. “Questa azione - hanno precisato gli avv.ti Franchi, di Brindisi e Bernardini - non limita la possibilità di adire l’autorità giudiziaria contemporaneamente nei confronti anche delle banche che hanno venduto i titoli ai propri risparmiatori. Infatti il danno creato dal default della Lehman Brother’s ha determinato gravi disagi per molti risparmiatori di tutte le età”. “L’associazione è soddisfatta - conclude Malaguti - per il lavoro ottenuto dalle sedi locali in Regione, ossia consentire ai consumatori in attesa di una Class Action, di catalizzare in una sola azione giudiziaria numerosi risparmiatori, consentendo di dare voce alle proprie sofferenze”. Le sedi locali della Confconsumatori restano a disposizione per fornire l’assistenza a chi ne avesse bisogno.

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Codurelli/PD: DDL Energia, ora torna al Senato (sezione: Class action)

( da "Merateonline.it" del 03-07-2009)

Argomenti: Class Action

Voce_ai_partiti >> Partito Democratico 3 / 7 / 2009 Codurelli/PD: DDL Energia, ora torna al Senato Fra le negatività: ritorno al nucleare, azzeramento della class="term">class class="term">action, poliennalità delle polizze assicurative ed esproprio del ruolo degli enti locali Il disegno di legge su Sviluppo ed Energia, approvato in terza lettura alla Camera, ora approdato Senato, contiene numerose negatività oltre a quanto già denunciato dalla sottoscritta sull’articolo 27 che riguarda la questione po valley ma anche il nucleare e le energie rinnovabili. Il PD ha votato contro perché preoccupato in particolare dall’impostazione rigidamente centralista che ne caratterizza l’impianto, in materie molto delicate. Si stabilisce infatti il ritorno al nucleare e la costruzione di centrali di terza generazione, insicure, per le quali rimane irrisolto il problema delle scorie, e come dimostrato da un recente report del 2009 del Mit di Boston, straordinariamente costose e non convenienti sotto il profilo economico. In base a questo provvedimento il governo potrà scegliere i siti, tanto per la produzione, quanto per lo smaltimento delle scorie, e prevedere persino la possibilita’ di nominare commissari ad acta in caso di mancato accordo con Regioni ed enti locali. Stessa metodologia sarà utilizzata per le attività di perforazione del sottosuolo. Il Governo si è arrogato il diritto di stabilire intese con le grandi compagnie, indipendentemente dal parere di Regioni e Comuni”. Si profila nei confronti dei territori, un esproprio della facolta’ di decidere come utilizzare le proprie risorse, e dunque del diritto di programmare il proprio futuro. “Questo ddl approvato dalla maggioranza è un provvedimento omnibus, pieno di contraddizioni a causa delle divisioni interne al governo tra i ministri Scajola e Tremonti. Lo dimostra il fatto che durante la discussione in Parlamento la maggioranza ha aggiunto 47 articoli al testo originario. Il Pd ha votato contro per l`inefficacia della riforma degli incentivi, attesi da imprese e distretti industriali e senza copertura finanziaria. E’ vergognoso che la maggioranza utilizzi un provvedimento che dovrebbe favorire lo sviluppo economico per colpire quel poco di liberalizzazione che c`era, azzerando la class="term">class class="term">action e introducendo la poliennalietà per le polizze assicurative. Queste sono le scelte che il governo fa in barba al liberalismo e al diritto dei cittadini ad avere servizi migliori e a basso costo. Si tratta di una legge confusa, ma soprattutto dannosa per la salute dei cittadini e per la tutela dell’ambiente”. On. Lucia Condurelli Partito Democratico Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 3/7/2009 alle 17.48

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L'Italia vista dai think tank: da Crusoe a Tocqueville (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Class Action

Idee. L'Italia vista dai think tank: da Crusoe a Tocqueville Policy. Il nostro Paese ha scoperto i pensatoi che vogliono ispirare (o criticare) la politica. E spiegare la recessione. di Stefano Feltri Il terreno su cui si consuma gran parte dello scontro intellettuale tra i think tank italiani è quello della crisi. Le origini, l'analisi, le tempistiche, le previsioni e, soprattutto, le risposte politiche per uscirne. Soltanto nell'ultima settimana, oltre alle tante già attive, sono nate altre due istituzioni ibride, un po' culturali e molto politiche: la fondazione Italia Futura ispirata da Luca Cordero di Montezemolo, e Robinson Crusoe, rivista di dibattito sul web voluta da Giulio Tremonti e Giuliano Amato e coordinata dall'economista Mauro Marè. La prima ha scelto un approccio pragmatico, partendo dalle micropolitiche e non dall'analisi delle grandi questioni di scenario, finanzierà con 30 mila euro il progetto più innovativo tra quelli che partecipano a un concorso. Un'iniziativa lascia intendere un messaggio di politica economica: dalla crisi si esce grazie alle idee dei singoli, meglio agire da stimolo nella società imprenditoriale che denunciarne le rigidità. Crusoe parte invece con un manifesto programmatico, in inglese, per spiegare le dieci debolezze dell'Italia, dal debito alla spesa pubblica, chiudendo con un invito a essere ottimisti (come sollecita il governo e Silvio Berlusconi da mesi). Sia Tremonti che Amato sono, rispettivamente, presidente ed ex presidente anche dell'Aspen Institute, che di crisi discute da due anni nei seminari a porte chiuse e pubblicamente sulla rivista Aspenia diretta da Marta Dassù: l'ultimo numero si chiama "Krìsis". Tremonti spiega nel saggio introduttivo che questo è soprattutto un momento di cambiamento, l'occasione per accettare finalmente un'Unione europea intergovernativa, che possa emettere titoli di debito. La vera novità culturale del saggio di Tremonti è che il ministro, da critico di una globalizzazione costruita sul debito privato, suggerisce di riconsiderare in prospettiva storica l'importanza del debito pubblico come propellente della crescita: a supporto cita le performance dell'Italia degli anni Ottanta. L'azione politica di Tremonti è stata però, finora, rigorista: poca spesa per avere saldi di bilancio sostenibili. Una linea che viene contestata, in forme diverse, da tutti i siti di dibattito a sinistra. Non si tratta di veri e propri think tank (non sono strutture permanenti ma piazze virtuali dove si incontrano persone con idee simili), però hanno la stessa funzione dei pensatoi strutturati: dare idee alla politica e monitorare le politiche della maggioranza. Il sito più a sinistra è Economia e politica, che fa capo all'economista Riccardo Realfonzo, oggi assessore al bilancio a Napoli. Realfonzo promuove da tempo la tesi che il debito pubblico non va ridotto ma stabilizzato, rifinanziandolo senza chiedere sacrifici all'economia reale nel nome del rigore di bilancio. Uno degli articoli pubblicati più di recente, a firma dello storico del pensiero economico Guglielmo Forges Davanzati, è dedicato a «Il governo, la crisi e i costi sociali del rigore finanziario». Più complesso individuare una linea editoriale precisa nella voce.info, il sito di riferimento per gli economisti di appartenenza - o almeno di cultura - bocconiana: nell'editoriale collettivo che celebra il settimo compleanno del sito, si ringrazia il ministro Tremonti «di tante solerti attenzioni. Vuol dire che ha paura del nostro giudizio. Non glielo faremo certo mancare. Neanche per un giorno. Neanche per un'ora. Anche perché non siamo certo noi i catastrofisti. Ricordiamoci di chi in questi anni ha più volte evocato l'apocalisse». Non prevale una visione netta della crisi, se non che può rivelarsi il momento per le riforme, soprattutto nel mercato del lavoro e nella razionalizzazione della spesa pubblica. Sul piano macro alcuni collaboratori, come Francesco Daveri, continuano a segnalare i pericoli della deflazione (per ora solo teorici) e dell'eccesso di regolazione di emergenza. Ancora più difficile individuare i tratti comuni degli interventi nel blog collettivo noisefromamerika, meno accademico e più informale della voce.info, dove si sfogano economisti italiani che lavorano negli Stati Uniti. Anche in quel caso la critica a Tremonti sembra essere uno dei pochi punti fermi. A destra le posizioni sono più marcate, c'è anche una divisione di compiti. La fondazione Farefuturo, presieduta da Gianfranco Fini e diretta a Adolfo Urso, ha appena pubblicato un rapporto di cinquecento pagine che invece di analizzare l'origine della crisi analizza il contesto in cui l'Italia dovrà competere. Individua una soluzione che, in sintesi, è la difesa del Made in Italy: lotta alla contraffazione, incentivi alle piccole imprese a crescere di dimensione, attirare investimenti esteri per proiettarsi poi nel mondo con basi più solide, un po' sul modello della Fiat di Sergio Marchionne. Il centro Tocqueville-Acton si concentra sul vuoto di valori che la crisi ha evidenziato. Con un piede nel mondo vaticano, il pensatoio animato da economisti come Flavio Felice (Università Lateranense) e Stefano Zamagni (consultore del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace) parlano di un «mercato da civilizzare». La sponda politica è quella dell'Udc di Pierferdinando Casini, il punto di riferimento la dottrina sociale della chiesa, l'obiettivo un'economia ricca di valori anche quando si parla di nuove tecnologie e si usano formule matematiche. Michael Novak, in uno degli articoli più recenti pubblicati sul sito, ha denunciato le «eresie economiche degli statalisti», ma ha ammonito anche i liberisti: «I processi di mercato funzionano bene solo se sottoposti a un sistema di regole, e solo sulla base di regole del gioco certe. Un mercato senza regole è una finzione dell'immaginazione». E i liberisti che più hanno difeso la deregulation in Italia sono quelli dell'Istituto Bruno Leoni. Il think tank diretto da Alberto Mingardi continua a preoccuparsi degli eccessi della regolazione (cui la politica può ricorrere approffittando della crisi) e delle tentazioni keynesiane cui è soggetta la nostra cultura. Ma ha un approccio più prudente nel valutare la situazione italiana. «Al governo si chiede autorevolezza in una fase cruciale. Ma anche dalla società civile dovrebbe venire qualcosa d'un po' meglio», ha scritto Mingardi, che - da liberista - auspica che «ciascuno aiuti se stesso, sperando nella complicità delle stelle». Il ministro Tremonti, nella formula d'azione «economia sociale e di mercato» ha trovato la sintesi per combinare le istanze caratteristiche dei tre pensatoi di destra. A destra c'è una divisione dei compiti: valori, economia reale, mercato. Tremonti ne è la sintesi, ma è anche il principale bersaglio culturale e politico delle istituzioni di sinistra 04/07/2009

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(sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2009)

Argomenti: Class Action

BOLOGNA ECONOMIA pag. 8 «Contro Lehman e il suo controllore» CONSUMATORI ALL'ATTACCO ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata la prima causa collettiva'. Proposta nei confronti di Standard & Poor's, la società di certificazione, è stata presentata al Tribunale di Milano dalla Confconsumatori regionale, a nome di 61 risparmiatori provenienti da tutto il territorio che va da Rimini a Piacenza. Il motivo? Certificazioni della Lehman Brothers (la banca d'affari che lo scorso 15 settembre ha dichiarato il fallimento) che, secondo la Confconsumatori, non avrebbero reso consapevoli gli investitori dell'imminente tracollo. «Pur in assenza della normativa sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa, piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose». A presentare la causa gli avvocati della Confconsumatori Giovanni Franchi, Stefano Di Brindisi e Manes Bernardini. «Tramite un'azione catalizzante da parte della Confconsumatori spiegano gli avvocati 61 cittadini rivoltisi alle varie sedi dell'associazione hanno deciso di ricorrere al Tribunale di Milano contro Standard & Poor's, perché venga accertato il comportamento negligente e omissivo, il quale ha concorso in maniera determinante alla realizzazione dell'evento dannoso per cui è stata instaurata la causa. Evento principale: quello di aver ingenerato nei consumatori continuano gli avvocati - l'affidamento e la convinzione che i prodotti finanziari Lehman fossero titoli sicuri e affidabili, in quanto assistiti da un rating molto positivo e accreditato da una delle più importanti agenzie mondiali operanti nel mondo della finanza».

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ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata... (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2009)

Argomenti: Class Action

BOLOGNA ECONOMIA pag. 9 ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata... ANCORA non è prevista dalla legge. Ma in Emilia Romagna è stata avviata la prima causa collettiva'. Proposta nei confronti di Standard & Poor's, la società di certificazione, è stata presentata al Tribunale di Milano dalla Confconsumatori regionale, a nome di 61 risparmiatori provenienti da tutto il territorio che va da Rimini a Piacenza. Il motivo? Certificazioni della Lehman Brothers (la banca d'affari che lo scorso 15 settembre ha dichiarato il fallimento) che, secondo la Confconsumatori, non avrebbero reso consapevoli gli investitori dell'imminente tracollo. «Pur in assenza della normativa sulle azioni collettive risarcitorie spiega Secondo Malaguti, responsabile di Confconsumatori Emilia Romagna e membro della direzione nazionale qualcosa, piano piano, si sta muovendo, particolarmente nel settore finanziario. Questo anche perché la comunità ha temi e ritmi diversi dalla gestione politica dell'amministrazione della cosa pubblica e del governo delle cose». A presentare la causa gli avvocati della Confconsumatori Giovanni Franchi, Stefano Di Brindisi e Manes Bernardini. «Tramite un'azione catalizzante da parte della Confconsumatori spiegano gli avvocati 61 cittadini rivoltisi alle varie sedi dell'associazione hanno deciso di ricorrere al Tribunale di Milano contro Standard & Poor's, perché venga accertato il comportamento negligente e omissivo, il quale ha concorso in maniera determinante alla realizzazione dell'evento dannoso per cui è stata instaurata la causa. Evento principale: quello di aver ingenerato nei consumatori continuano gli avvocati - l'affidamento e la convinzione che i prodotti finanziari Lehman fossero titoli sicuri e affidabili, in quanto assistiti da un rating molto positivo e accreditato da una delle più importanti agenzie mondiali operanti nel mondo della finanza».

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Da piattaforma a partito "frame", ecco il congresso junior del Pd (sezione: Class action)

( da "Foglio, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Class Action

4 luglio 2009 Da piattaforma a partito "frame", ecco il congresso junior del Pd Chi lancia Marino, chi difende Debora, chi scherza su Obama consigliere regionale. Cinque smaliziati giovani democratici Negli ultimi tempi il Foglio ha ospitato diversi interventi per ragionare sul futuro del Partito democratico, ha pubblicato il manifesto con cui Ignazio Marino presenterà (con ogni probabilità) la sua prossima candidatura, ha raccontato il pensiero politico di Francesco Rutelli, ha proposto di creare un grande partito in grado di contenere tutte le anime del centrosinistra e ha cercato di approfondire i temi legati a tutto ciò che nel bene e nel male significa nuovismo. Per provare a parlare in maniera più approfondita di questi argomenti abbiamo organizzato un forum, in cui cinque esponenti del Pd hanno risposto alle domande del Foglio. Il forum è stato curato da Claudio Cerasa, Marianna Rizzini e Marco Valerio Lo Prete. Foglio: Presentetavi. Sono Giuseppe Civati, faccio il consigliere regionale del Partito democratico, finché esiste il Partito Democratico. Sono Francesco Boccia, deputato, pugliese, esperto diciamo di primarie: sul campo. Sono Paola Concia, deputata del Pd, pugliese d’adozione, esperta di Partito democratico. Sono Fausto Raciti, siciliano, di Acireale, segretario nazionale dei Giovani Democratici. Sono Gianluca Lioni, sono sardo della Maddalena, sono responsabile associazionismo e terzo settore del Partito democratico, ho 28 anni e li porto molto male Foglio: Prima domanda: per chi voterete al prossimo congresso del Pd? Civati: Per il terzo uomo! Foglio: E chi è? Civati: Non si può dire… Foglio: Noi lo sappiamo: è un tale che si occupa di medicina. Mai sentito parlare di Ignazio Marino? Civati: Può essere, fuocherello… Concia: Fuochino! Foglio: Spiegate: un terzo uomo a che serve? Civati: Un terzo uomo è fondamentale perché noi crediamo che esista molto più Pd di quanto i due candidati abbiano rappresentato sinora. C’è bisogno di una terza forza per rendere un po’ più costruttivo questo dibattito che mi sembra sia iniziato nel modo più cattivo e stupido possibile. Almeno prima dell’intervento di Bersani, che ha posto dei temi sul tavolo. Fino ad allora erano volate sassate da tutte le parti. Noi crediamo di poter svolgere un ruolo molto costruttivo sostenendo una terza figura libera, come il vento, e capace forse di portare un po’ di vento in poppa al Pd. Foglio: E perché allora si sono presentati Bersani e Franceschini? Civati: Si sono presentati perché fortunatamente, nonostante lo statuto incredibile, ci si può ancora presentare. Mancava solo la norma che dicesse “è vietato presentarsi come segretari nazionali”. Concia: Io voterò per il terzo uomo. Foglio: E chi sarà? Concia: E’ una sorpresa. Si saprà presto, anche per ragioni oggettive. Foglio: Se si candidasse Ignazio Marino sarebbe il terzo uomo? Concia: Oggettivamente sì. C’è bisogno di uno spazio per andare oltre la guerra tra bande, per andare oltre il dover rispondere soltanto alla domanda “con chi stai?”, ma piuttosto “che Paese vuoi e che partito vuoi?”. Purtroppo la tradizione dei partiti di provenienza e la primissima tradizione del Pd oggi non consente a chi si candida di andare fino in fondo a queste domande. E questa terza figura vuole essere una figura di libertà. Foglio: Per quali motivi non andrebbe votato Bersani e per quali motivi non andrebbe votato Franceschini? Concia: Perché secondo me la logica con la quale si sono strutturati questi schieramenti – ovvero come guerra tra bande – non è condivisibile. A mio parere non riusciranno, con questa logica, ad andare oltre quella strutturazione e a costruire un’idea di paese e poi di partito. Boccia: Io ieri ho trovato Bersani molto convincente. Ha risposto ad alcuni quesiti che gli avevamo posto. Avevamo incontrato Bersani più volte nelle settimane scorse, come del resto Franceschini. Noi gli avevamo posto alcuni quesiti molto netti, oggetto anche di un documento – “Indietro non si torna” – firmato da molti democratici. Cinque punti che con altre persone, compresa Paola, Pippo ed altri, avevamo condiviso, e per me quelli sono cinque punti irrinunciabili. Che hanno un comune denominatore di fondo: la centralità della persona che non può non essere il pilastro cardine su cui è stato costruito l’Ulivo e quindi il Pd. Bersani mi garantisce un partito solido, perché per costruire politiche fiscali, di welfare, sulla giustizia, sulla sanità, sull’istruzione significa non fare accordi di facciata con pezzi interi di gruppi organizzati, corporazioni, associazioni di interessi legittime ma che inevitabilmente hanno sfiancato questo paese negli ultimi venti anni, anche con la colpevole collusione del centro sinistra. Colpevole, colpevolissima. Le forme di controllo nel nostro partito di appartenenza sono mancate perché in realtà noi abbiamo avuto partiti ricchissimi al centro – lo dico anche con una fortissima critica al mio partito di provenienza, la Margherita, che pure io ho sempre definito “uno spazio politico” più che un partito. Ds e Margherita erano due partiti molto ricchi ma poveri di coraggio. Povertà di coraggio che noi abbiamo pagato, inutile nasconderlo, nel 1996 quando Rutelli da un lato e Fassino dall’altro non fanno l’accordo con Prodi sulle liste unitarie in tutta Italia. Quello è il momento nel quale noi abbiamo minato il progetto vero del Partito Democratico e dell’Ulivo. Perché da quel momento in poi è iniziata la parabola discendente che ha messo il centro-sinistra nelle condizioni di pareggiare le elezioni – che pure abbiamo detto di aver vinto, mentre aveva ragione Berlusconi, le avevo pareggiate – abbiamo fatto l’ultimo governo- armata Brancaleone e da quel momento in poi sono venute fuori tutte le contraddizioni. La soluzione è stata il “partito liquido”, leggero, con alcune suggestioni rispetto alle quali io ho avuto più di un confronto – leale e costruttivo – con Walter Veltroni. Non mi ha convinto la proposta. C’erano suggestioni ideali, vanificate dal “ma anche”, quindi da decisioni parziali, assolutamente sotterrate dal partito liquido. Comunque Veltroni, da quando si è dimesso, credo vada difeso come tutti i grandi leader del partito, anche perché ha dato un contributo importantissimo a questo partito. Detto questo, perché Bersani? Perché mi garantisce un partito solido, popolare, in parte dei circoli. Si è impegnato ieri a che il 90 per cento del finanziamento pubblico vada ai circoli. Io non voglio più vedere un partito che metta i cartelloni 6x3 a Orsara di Puglia. Bersani garantisce un partito che riparte dalla centralità della persona e che parte dalla centralità dei territori e dei circoli. E io penso si debba ripartire da qui. Penso che la distinzione tra Franceschini e Bersani non sia il tasso di sinistra di uno rispetto all’altro, o il tasso di garanzie del credo religioso di uno rispetto all’altro. Io penso che questo congresso sia il primo vero congresso del partito, con una contaminazione reale. Davvero mi auguro, per il partito, che ci sia un terzo o quarto candidato. Molti voteranno Franceschini non certo perché garantisce i principi cattolici, altrimenti sarebbe un errore per tutti. Raciti: Fausto Raciti è stato convinto dal discorso di ieri di Bersani, è stato convinto dall’idea di provare a costruire un partito competitivo, con l’aspirazione di vincere le elezioni e andare al governo, individuando un sistema di alleanze, provando a tornare al senso del progetto dell’Ulivo. E’ stato convinto da un’idea precisa di profilo del Pd quale partito della sinistra riformista e liberale, attento a scorporativizzare la società italiana. E nonostante questo, non si stente parte di una guerra tra bande. Non crede che ci sia qualcuno che faccia parte del Pd e che interpreta il Pd e qualcuno che non lo fa. Penso ci siano interpretazioni diverse del Pd e che si debba permettere un elemento di verità su questo punto. Anche perché fino a oggi ogni dirigente che ha parlato di Pd ha parlato di una cosa diversa. E oggi paghiamo lo scotto di questo. Non voto Franceschini perché non sono stato convinto da alcuni passaggi della gestione degli ultimi mesi, primo quello del referendum. Ho avuto l’impressione, per quello che ho potuto sentire nel suo intervento video, che l’idea della funzione del Pd non sia definita sufficientemente. Non può bastare il tema del rinnovamento generazionale per giustificare una ricandidatura di un segretario. Lioni. Io voterò Dario Franceschini perché è stato chiamato in una fase emergenziale e la mission affidatagli non era quella di vincere lo scudetto ma di salvare la squadra dalla retrocessione, e penso che ci sia riuscito. E’ un merito importante, visto che la situazione era davvero drammatica, anche dal punto di vista psicologico. C’era una fase di grande smarrimento collettivo nel nostro popolo. Poi ho sentito Bersani e la sua posizione sul partito che propone merita rispetto, è dignitosissima e per alcuni aspetti ha anche un’aura di nobiltà. Io vengo da un percorso “poco fashion” di fare politica nelle sezioni. Anche a livello quasi proustiano, per me l’odore della politica è l’odore della colla che si usa per attaccare i manifesti quando si esce la notte con gli altri iscritti. Quindi ho grandissimo rispetto per quel tipo di “cursus lavorum”. Ma quello è un modello che batte la fiacca, che non è in grado di intercettare nuove domande che la società presenta, e non solo per un capriccio di Veltroni, ma perché oggettivamente mi pare rispecchi quel modello che io – a 28 anni – ho conosciuto nei grandi film in bianco e nero di Peppne e Don Camillo, di quelle narrazioni di passione civile, impegno, grandi ideali, in cui i luoghi di aggregazione e di maturazione dell’identità erano gli oratori, le sezioni, le case del popolo. Questo è un mondo che merita grande rispetto, che non bisogna rinnegare perché si deve sempre essere orgogliosi delle nostre radici, ma che chiaramente è un modello distante dai fermenti della nuova società. Concia: Io non credo si debbano rinnegare sezioni, circoli. La vita di un partito è anche quello, soprattutto quello. Il problema è come declinarla nella modernità. Come far vivere un circolo nel territorio. Perché oggi tra l’altro dobbiamo anche ringraziare molto quei quattro gatti che oggi fanno vivere quei circoli nel territorio. Il problema è che non bastano quelle persone, ci vogliono energie nuove, e necessariamente un’altra modalità di rapporto tra le sezioni e il territorio. Boccia: Io volevo recuperare un tema, quello del progetto di società che noi stiamo proponendo. Io non mi appassiono all’analisi di quale partito costruirebbero gli avversari del mio segretario ideale. Intanto perché se restano candidati soltanto Franceschini e Bersani, il modello di Franceschini lo conosco già, è il partito attuale. Io per Dario ho molta stima personale, però Dario è stato vice di Veltroni per 18 mesi. E’ stato segretario in un momento difficilissimo, ma quando io ho creduto nell’Ulivo non credevo di retrocedere. Noi con l’Ulivo avremmo dovuto cambiare la società italiana. Avremmo dovuto definire un progetto di società che avevamo in mente, perché la differenza tra noi e il centro-destra è che noi ripartiamo dalla centralità dell’individuo, e le politiche diventano strumenti con i quali noi interveniamo sui mercati per far star meglio la gente. Questa è la differenza tra centrodestra e centrosinistra. Ma questi temi a un certo punto non sono stati più centrali nella nostra agenda, perché nel grande Truman show che abbiamo messo in piedi, le cose che abbiamo detto alla società italiana non sono state realizzate perché non abbiamo avuto il coraggio di rendere il partito autonomo. Non solo autonomo dai sindacati – questione che io pure pongo all’interno della mozione Bersani che sto contribuendo a scrivere – ma autonomo ma da tutti, anche dagli editori. Io la soffro la cappa… Concia: E Nerozzi è d’accordo su questo? Boccia: Io penso che l’innovazione la pratichino i ventenni, non i quarantenni, i cinquantenni. Se non altro perché l’innovazione, secondo me, è il coraggio di cambiare costumi, abitudini, che sì incidono sulla società. E un uomo o una donna di quarant’anni hanno già una certa strutturazione. Questo nuovismo però… Lo dice anche uno che fino a quattro anni fa non ha fatto vita di sezione, ha fatto l’iscritto a un partito, il sostenitore di una certa idea della politica, ma passando dodici ore al giorno a fare quello che fanno tutti gli italiani. Da quando sono dentro, mi rendo conto che ci sono alcuni meccanismi che sono da addetti ai lavori, che vengono utilizzati come clava da parte degli uni contro gli altri. Questo è un errore che non voglio sia fatto in questo congresso. Io voglio giudicare il progetto politico che mette sul tavolo Dario Franceschini, quello che mette sul tavolo Pierluigi Bersani e quello che metteranno in campo il terzo e il quarto candidato. Concia: Ma così si rischia di restare agli slogan… Parliamo di valorizzazione dei talenti dagli anni Novanta… Boccia: Io l’ho detto e l’ho scritto come fare. Io ho 41 anni e vado in pensione a 60 anni, i ragazzi di oggi non sanno che dovranno andare in pensione a 70 anni e nessuno ha il coraggio di dirglielo. Chi non ha questo coraggio è gente che andrà in pensione a 58 e ci andrà sulle spalle loro. Un partito riformista vero come il nostro propone la riforma previdenziale in questo paese, chiede a un pezzo di società che ha un tetto sulla propria testa di fare sacrifici per i ventenni e dà tutti i risparmi del welfare ai giovani. Se però hai un grande sindacato, o il partito degli editori, che dicono di no perché non è conveniente e tu non lo fai… Foglio: Gran bel programma, ma perché non ti candidi tu al congresso? Boccia: Perché penso che ogni cosa vada fatta nel momento giusto. Molti di noi – penso a Civati, Paola Concia e a molti altri che non sono qui - sono in grado di rappresentare il Partito Democratico quanto i candidati attuali, però penso che per guidare un grande partito di massa che deve intercettare più di 13-14 milioni di voti, è giusto farlo attraverso esperienze consolidate. Concia: Obama ci ha messo quattro anni. Era un semplice deputato come noi e ha lanciato un percorso… Civati: Era un consigliere regionale Obama praticamente! E ogni riferimento è puramente casuale. Boccia: Io penso che uscirà un Obama, o una Obama, tra 4-5 anni, perché sarà anche il tempo giusto. Foglio: Boccia, lei dice che c’è un tempo per ogni cosa. Il Corriere ha detto, riprendendo un’idea di Velardi, che gli Italiani vorrebbero un pazzo che scendesse in campo. Nessuno di voi si sente pazzo? Boccia: Ma tu lo hai letto lo statuto? Se non hai il 15 per cento di iscritti, non arrivi a fare la gara finale. Foglio: Non credete sia assurdo che persone che vogliano rinnovare il partito puntino su gente, come dire, un po’ vecchia? Civati: Noi non stiamo puntando su nessuno! Abbiamo tanti altri difetti ma non questo. In noi c’è un tratto di lucida follia, come si dice. Bisogna avere però molta responsabilità. Io sono curioso delle altre candidature in campo e non le ritengo rivali, anzi ieri Debora Serracchiani ha innescato un meccanismo dal quale ci dobbiamo sottrarre tutti. Poi altri hanno fatto peggio di lei… A noi interessa rappresentare una posizione politica che abbiamo raccolto attraversando i circoli. Per cui anche questa stronzata per cui noi saremmo sul web dalla mattina alla sera, francamente…magara! Abbiamo raccolto tanti entusiasmi e tante delusioni, abbiamo voluto provare a riscoprire uno spirito che se non era quello del Lingotto in termini di proposta precisa – su questo si può discutere, ma io ritenevo il discorso di Veltroni un clamoroso passo avanti; altri so, da ieri, non la pensano così, però a questo punto credo si debba rilanciare questo messaggio e lo si possa fare finalmente con un congresso nel quale si cercano finalmente anche delle soluzioni. Se poi Franceschini ne ha due, Bersani tre e il terzo uomo cinque – come penso io – vincerà il terzo uomo. Ma le soluzioni di ciascuno devono poi essere messe a disposizione di tutti. Penso ad esempio ad alcuni temi che mi ossessionano: sulla sicurezza e l’integrazione – che vengono insieme – io vorrei che questo partito trovasse una posizione comune per un anno e vedere l’effetto che fa, anche per precisare alcune questioni che qui al nord sono al centro del dibattito di tutti. Perché chi ha fatto banchetti elettorali, sa che ormai la sinistra si vota nonostante la sicurezza. Il tema è scappato di mano. Vorrei anche che si trovasse una qualche soluzione su cui si possa convergere per quel che riguarda il mercato del lavoro, sulla riforma del welfare. Il giovanilismo in sé non mi interessa, ma se il giovanilismo serve per porre una questione nei confronti di una generazione senza diritti, allora mi inizia a essere simpatico. Noi abbiamo poi fatto poi lo sforzo di coniugare l’innovazione in termini comunicativi, con la necessità di recuperare l’antica tradizione di militanza che è parte considerevole del nostro elettorato e del nostro partito. Vorrei quindi che superassimo, almeno noi, queste dicotomie da giornali, perché io sono un po’ dalemiano nella polemica con i giornali. Tipo Debora contro i vecchi o i vecchi contro Debora, sembra un film degli anni Settanta, un po’ porno tra l’altro. Concia: Sullo scontro tra vecchio e nuovo, sappiamo benissimo che la mia interpretazione, come quella di Pippo, non è assolutamente questa. Un conto intercettare il rinnovamento, un conto è essere innovamento. Per questo io dico a Francesco: è vero che innovatori sono i giovani, ma allora anche Obama – che ha l’età mia – non potrebbe essere innovatore? Innovatore non è solo il giovane ma chi riesce a fare propria l’innovazioni e farsi contaminare da essa. Altrimenti non sei classe dirigente… Lioni: Penso che nessuno ne faccia una questione anagrafica. Tu hai utilizzato un termine impegnativo, come “classe dirigente”. Tutte le realtà che sono nate intercettando grande attenzione su questo profilo generazionale, non è che siano fatte di passanti. Voi siete già classe dirigente. Insomma, anche tra i firmatari del documento dei quarantenni, ci sono ex-ministri ombra, c’è un segretario organizzativo del partito come Andrea Orlando… Questi fermenti sono comunque segni di vitalità, ma confermo come sia un po’ stucchevole e manichea la dicotomia tra buoni e cattivi, nuovi e vecchi. Detto questo, senza fare l’avvocato difensore di Debora Serracchiani, ma lei magari sarà stata un po’ ruvida, però a me non è sembrata né futile né superficiale. Oltre alla battuta della simpatia, poneva anche dei problemi, parlando anche di welfare, di laicità, indicava dei temi, tra i quali anche quello del ricambio generazionale. Boccia: Chiediamo a Maltese di fare rewind e fare un’altra intervista, quella è venuta male. Concia: Lei ha intercettato il grande desiderio di rinnovamento, ma c’è una differenza tra intercettarlo ed esserlo. Boccia: Siccome conosco centinaia e centinaia di giovani del Pd – come Civati che ha una vagonata di preferenze per essere eletto –…Sai quanti Civati non serracchianizzati ci sono? E intendo cioè passati attraverso il meccanismo “critico il vertice – finisco sotto i riflettori – parlo al paese”. Tu dai a Civati e altri centinaia di ragazzi il potere, verrebbe fuori un altro Pd. Il problema è che, quando anche venisse fuori, che tipo di società proponi? Io l’altra volta ho fatto le primarie con Letta, candidando in assemblea nazionale soltanto ragazzi. Quando mi sento dire che con Bersani ci sono solo la nomenclatura e i vecchi, io mi incazzo. Raciti: Noi sfuggiamo a un dettaglio. Ovvero noi parliamo di innovazione come un tema che sia capace di mobilitare chissà quali consensi. Però l’Italia è un paese profondamente conservatore, profondamente legato ad alcuni assetti sociali e ad alcune incrostazioni, un paese in cui l’innovazione non trascina automaticamente dietro di sé il consenso. Concia: Stai dicendo una cosa pericolosissima… Raciti: Oltre a ragionare di innovazione in relazione all’età delle nostre classi dirigenti, una classe dirigente nuova che si pone il problema di cambiare il paese, deve avere capacità, idee chiare, struttura, spalle, forza che non possono essere affidati alla leadership di cui parlavamo prima. Un partito a cosa serve? Serve perché se devo sfidare le incrostazioni consociative di questo paese, i blocchi che impediscono alla mia generazione di immaginare non dico un progetto di vita ma il modo per sbarcare il lunario, devo sfidare tante di quelle forze che non basta trovare la leadership solitaria che prende voti alle primarie. Serve una classe dirigente a partire dal territorio. Questa classe dirigente in grossa parte c’è già, ma non è mobilitata, è vittima di una discussione in cui i giovani non sono protagonisti del dibattito ma solo strumenti. Concia: Attento Fausto a dire che l’innovazione non incontra immediatamente il consenso, perché io ho un’ambizione più alta… Raciti: Le elezioni in Italia le vince Berlusconi… Concia: Allora dobbiamo fare come Berlusconi? Allora fa bene il Pd a scimmiottare Berlusconi! Ma allora cosa lo facciamo a fare questo congresso? Se per te l’innovazione passa soltanto attraverso la ricerca del consenso, allora hai già perso. Perché il popolo italiano è un popolo di egoisti, con caratteristiche che ci impediscono di essere un popolo innovatore, ed è una delle ragioni per cui siamo indietro rispetto ad altri paesi. L’ambizione di un partito che vuole essere di governo, deve essere quella di essere riformisti, e il riformismo è anche molto radicale. Le riforme immediatamente non danno il consenso, ma creano cambiamento. Ha detto bene Francesco: se dai opportunità a tanti Serracchiani di salire sulla scena, poi dopo che ci fai? Io faccio da tempo una battaglia contro la cooptazione. Io sono stata cooptata, tutti siamo stati cooptati in Parlamento perché ci si andava solo così. Dopodiché se vuoi innovare e cambiare la cultura politica del partito, devi fare questo, aprire uno spazio in questo senso. Io credo ci voglia un circolo virtuoso: no al nuovo pilotato, sì al vecchio generoso. Se il nuovo è pilotato, non cambia nulla. Civati: A me viene in mente il credo Niceo-costantiniano, ovvero “Generato non creato, della stessa sostanza del padre”… Ho l’impressione che molti innovatori siano innovatori di corrente. In passato ho visto anche innovatori transcorrentizi, con persone che sono riuscite a cambiare quattro mozioni. C’è una dinamica che è anche quella di avere un po’ di coraggio. Tra l’altro il libro della Serracchiani si intitola “Il coraggio che manca”. Per cui ci vuole la capacità, pur da giovani, di formarsi un profilo, che poi può essere utile o meno, ma comunque cercare di mettere un po’ da parentesi le provenienze. Io ho visto i capi storici di questa tradizione di centro-sinistra essere molto in difficoltà. A partire da Prodi e Veltroni che litigano, ovvero il ticket di dieci anni fa che si è rovesciato. E questo mi dispiace, crea confusione in una consistente parte degli elettori. Mi sembra che lo stesso D’Alema abbia avuto delle uscite infelici, che hanno considerato l’avvio della campagna di Bersani. Lo dico serenamente, quando uno dice “a questo punto Pierluigi ha vinto”, non gli fa un piacere. In crisi i nostri “padri”, forse è il caso che ciascuno di noi consideri questo congresso non come una occasione di narcisismo ma come un’occasione per valutare quello che sa fare e metterlo a disposizione. Foglio: Domanda semplice. Perché non ammettete che l’unico futuro possibile per il Partito democratico è quello di creare un grande contenitore, un gigantesco partito in stile americano, in grado di mettere insieme tutte le forze e tutte le anime del centrosinistra? Boccia: E’ una provocazione. E’ inutile nascondere che gli assetti istituzionali non sono indifferenti. Non possiamo pensare di andare verso il bipartitismo a livello nazionale e poi sul territorio avere un paese che va sempre più verso una maggiore autonomia locale, come succede da almeno 15 anni. Se il modello di raccolta delle istanze su scala territoriale è un modello tradizionale, poi non puoi pensare che a livello nazionale si usi un metodo di raccolta delle istanze di tipo diverso. Questa schizofrenia è il regalo che ci fa la Seconda Repubblica. Bisogna essere seri: abbiamo regioni sempre più simili a piccoli stati, ma che hanno bisogno di uno stato snello ma forte…. Se vivessi negli Stati Uniti, sì, sarebbe possibile. Ma tu lo vedi un grande partito americano che sintetizza tutte le istanze da Reggio Calabria a Milano? O noi mettiamo sul tavolo, a congresso, un certo modello di autonomia territoriale, con segretari regionali che non prendono ordini da Roma…allora a quel punto sì. Oggi è un’utopia. Fai il Pd federale, con autonomia reale dei territori, e poi forse puoi costruire anche un grande partito di massa partendo dal basso. Ma solo in quel caso, secondo me. Concia: Io non sono contraria a questo modello di partito, del tutti dentro. Ma c’è un particolare non irrilevante, ovvero che noi abbiamo una sinistra – fuori dal Pd – che ha uno spasmodico bisogno identitario. La frammentazione della sinistra è un cancro per la stessa. Non solo il Pd si deve ripensare, ma anche la sinistra cosiddetta radicale. Io non la considero radicale, ma anche loro si devono ripensare. Se oggi dicessero a Obama “sei di sinistra”, lui non si offenderebbe. Franceschini non lo so… Lioni. Secondo me invece Franceschini non si offende e Obama sì, visto che in America c’è un’allergia verso tutto ciò che evoca il maccartismo. Quando andai a fare un po’ di volontariato per la sua campagna, lui in quei giorni usò l’espressione “ridistribuzione della ricchezza” e secondo quei parametri era al limite del bolscevismo, però poi ha vinto. Ma non sono d’accordo con Paola sulla sua riflessione sull’Italia. Temo che con la tua impostazione, secondo cui il paese sarebbe conservatore e incivile. Io ho una buona idea dell’Italia, credo sia migliore di come spesso viene rappresentata. Penso anzi che il Pd debba assomigliare un po’ più all’Italia, perché c’è un’Italia di coesione sociale, di valori… Non vorrei che dietro quella lettura del paese ci fosse invece un meccanismo dannosissimo per la sinistra, ovvero un atteggiamento snobistico, uno storico complesso di superiorità della sinistra italiana. Concia: No, io non sono dalemiana da questo punto di vista. Io ho grande rispetto per quelli che votano a destra. Lioni. Io lo dico come riflessione generale. Io mi occupo di terzo settore, sto spesso con giovani meravigliosi – che fanno scout, volontariato, lavorano per Ong – ma ciò non vuol dire che dobbiamo rinunciare a interloquire con chi magari guarda i programmi di Maria De Filippi. Concia: Però il fatto che siamo un paese che si sta richiudendo su se stesso, che il livello di civiltà sia più basso di quanto avviene in Europa, non parlo di quelli che votano Berlusconi per i quali ho un grande rispetto. Parlo di tutti noi, compresa me stessa. Foglio: Sono i giovani politici italiani che non riescono a ottenere risultati, perché sono molto scarsi, oppure la difficoltà di rinnovare questo partito, non so, è frutto di un complotto? Civati: Ho una storia politica un po’ eretica, ho sempre lottato per fare cose diverse, nuove, un po’ come Bersani che dove arriva, innova, e anche io ho cercato di fare un po’ questa cosa. Da qualche mese non mi sarei aspettato tanta attenzione. Insieme con Paola e tanti amici, abbiamo fatto delle cose perché ci credevamo. Ma quando inizi a frequentare una scena politica più ampia di quella cui sei abituato, ti muovi anche con grande serenità, perché sai di essere modesto – non perché lo sei. E’ vero che il posto bisogna andarselo a prendere, ma anche la nascita di Obama – che tanti di noi citano un po’ a macchinetta – non è la nascita di uno che si è fatto da solo. Ha fatto una carriera abbastanza ruvida nel suo Stato, si è fatto largo, l’ha spuntata anche per gli scandali che hanno coinvolto i suoi sfidanti, e ci mette comunque quattro anni, scrive due libri e viene – qui è il punto – sostenuto da tutti quelli che non stanno con i Clinton, dalla periferia dell’impero. E’ stato un processo di costruzione molto lento e le domande non sono mancate. Durante la campagna ci si chiedeva: where is the beef? Anche lui era considerato un giovinastro, per di più afro-americano. Lì si dimostra come l’innovatore, anche simbolico, possa avere una presa superiore – pur scontando all’inizio un certo handicap. Anche nel nostro paese sarebbe impensabile che un gay, o una persona di colore…siamo molto più indietro. Lioni: Ma dicevano così anche in Puglia, a volte la società è sottovalutata. Quando Nichi vinse le primarie contro Francesco, D’Alema disse: “Ha vinto le primarie ma non vincerà mai le regionali”. Spesso gli italiani sono più avanti, se noi questo rinnovamento glielo proponiamo… Foglio: Io voglio chiedere a Fausto una cosa: nelle vecchie tradizioni, i giovani comunisti ad esempio, per creare un ricambio di classe dirigente i giovani non vanno ad aggregarsi per sponsorizzare i vecchi capi della politica, creano soluzioni alternative. Allora tu Fauso, perché appoggi direttamente un vecchio dirigente del PD e non ti aggreghi con persone come Pippo che propongono un ricambio? Raciti: Io, da persona umile, sapendo di avere 25 anni, non mi sento all’altezza di poter pensare di fare segretario del Pd. E non penso che le soluzioni si trovino a prescindere. Cioè il tema di cui devo discutere non è quello dell’età o il cursus honorum di Bersani o di Franceschini. Io ho ascoltato cosa hanno avuto da dire e fino ad ora sono gli unici scesi in campo, e dico che c’è una idea che mi convince di più. Concia: E se ci fosse un terzo candidato? Foglio: Giuseppe, sai che se ti candidi Raciti ti vota? Civati: Se fosse vero mi candiderei volentieri… Raciti: Io dico un'altra cosa, che il tratto che fa la differenza tra innovatori e conservatori non è quello di carattere anagrafico o legato alla carriera. Non mi chiudo rispetto a un ipotetico terzo. Civati: A proposito di quest’idea io la penso così. C’è un 40 per cento dell’elettorato che anche nei momenti peggiori vota centro-sinistra. Io credo che ci dobbiamo rivolgere a questo 40 per cento nel suo complesso. L’idea di avere un partitino gestibile, una cosa a tre, non mi interessa per niente. Se posso lanciare un appello che a Ferrara potrebbe piacere molto: non parliamo più di “vocazione maggioritaria”, che a me pare una cosa tra il curiale e non so cosa. Chiamiamola “una sfida del centrosinistra”, che è quello che è. Noi dobbiamo innovare per conto della sinistra radicale, per conto dei verdi e di un certo dipietrismo di protesta che non serve, e anche del sindacato. Il riformismo si deve fare carico anche di questo. Raciti: Piuttosto che la domanda “tutti dentro o no?”, io mi chiederei “tutti dentro per cosa?”. Per governare questo paese o per dichiararci minoranza culturale come abbiamo fatto alle ultime elezioni politiche alleandoci con Tonino Di Pietro? Questo è il problema. Se noi vogliamo cambiare i tratti morali della società italiana, ci avevano già provato gli azionisti nel dopoguerra e presero il 2,6 per cento. Diciamocela tutta: in Italia ci sono alcune tradizioni culturali storiche e il percorso della Seconda repubblica ha consegnato questo paese a Berlusconi, che è un modo preciso di intendere la politica. Per me governare questo paese, significa fare l’opposto di quello che ha proposto il Foglio: Significa abbandonare l’idea per cui bastano un leader e il popolo, ma ritornare all’idea di costruire in questo paese dei partiti, dei collettivi politici cioè delle classi dirigenti. Lioni: “Collettivi politici” è quasi peggio di “piattaforma programmatica”… Comunque, il tutti dentro il Pd è una suggestione bella, come orizzonte per il futuro. Avviene così per i Laburisti inglesi che vanno dai trotzkisti ai liberal. Quello è un partito frame dove convivono diverse anime che trovano una sintesi. Penso che come orizzonte futuribile e da seguire possa essere anche una suggestione bella, ma per la generazione mia e quella di Fausto. Ma pensare ora di riaprire un cantiere, si rischia di trasformare tutto in una transizione infinita. Io ho 28 anni e ho fatto in tempo a essere nei Giovani popolari che poi si sono sciolti, poi nella Margherita, poi questa si è unita con l’Asinello, poi si è sciolta ed è confluita nel Pd. Aprire un nuovo cantiere mi mette ansia. Va bene il senso di precarietà e di inquietudine che caratterizza la nostra generazione, però vorrei che il Pd iniziasse intanto a consolidarsi. Foglio: Civati quale parola vorrebbe eliminare dal vocabolario del Pd? Civati: Se mi dai un’intera pagina di giornale… Qualche tempo fa, con un amico mio, ci inventammo “i luogocomunismi”, ovvero l’insieme di espressioni da non utilizzare e sicuramente una parola che ieri ho visto rettificare in corsa da Bersani è “piattaforma”. Quella battuta di Debora Serracchiani l’avevo già fatta. Conoscendo un certo ambientalismo di Bersani, pensavo si riferisse alla piattaforma petrolifera. La piattaforma è una parola che dà l’idea di una staticità che tra l’altro Bersani ripropone quando parla di “identità”. L’identità – dice un grande filosofo – va sempre presa sotto l’idea di cancellarla immediatamente. L’identità va affermata attraverso le cose che si dicono, non in base a quello che si è da sempre. Questo è un tema che Veltroni ha provato a portare avanti, poi magari non sempre ci è riuscito. Io penso al Bersani della mia età che non aveva il telefonino, non aveva internet, non aveva gli immigrati, non aveva l’ambientalismo come lo concepiamo adesso, non aveva i precari. Viveva in un mondo diverso. E anche io ho visto cambiare nella mia attività politica l’agenda in modo vertiginoso. E purtroppo, troppo spesso, non l’abbiamo cambiata noi quell’agenda. Dobbiamo capire la direzione da prendere, costruire la nostra identità se vogliamo chiamarla così. Io su questo sono molto netto, un Obama dieci anni fa non esisteva e non poteva esistere. E Obama non ha una identità forse? Quindi la sintesi è O-Bauman. Ora vi saluterei perché ho cinque miliardi di cosette da fare qui in regione, che è la mia vita vera. Raciti: Io se dovessi scegliere una frase che va cancellata direi “instradare il rinnovamento”, dietro la quale si nasconde una sottile ipocrisia. Se c’è qualcuno in grado di farlo il rinnovamento, guardate che lo farà. Non appena ci sarà una generazione pronta a farsi largo, questa lo farà. Fino a quel momento, tutto il dibattito prodotto dai media – da questo quotidiano che tende a diventare il succedaneo rosso di Repubblica (dice indicando l’Unità, ndr) – è costruito sul nulla. Stiamo iniziando solo ora a parlare dell’identità e di cosa deve fare il Pd. Attenzione al dibattito sull’identità, perché tutto quello che diceva Paola sui limiti del Pd, derivano da una incapacità di capirsi su cosa il Pd. Concia: Io vorrei cancellare la frase “promuovere i talenti”, perché nessuno di quelli che la usa ha mai letto “L’ascesa della classe creativa” di Richard Florida. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Diavolo DI UN VESCOVO (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 06-07-2009)

Argomenti: Class Action

altra italia Oggi è l'ultimo giorno di lavoro del vescovo di Caserta. Quando arrivò, fu apostrofato dalla Dc come un «diavolo amico dei marxisti». La guerra alla malapolitica e alla camorra, gli scontri con Ruini, le campagne contro la Bossi-Fini al fianco degli immigrati Diavolo DI UN VESCOVO DALLA PARTE DEL TORTO IN PENSIONE MONS. NOGARO Luca Kocci Quel vescovo «è un diavolo, è amico dei marxisti, se fossi san Pietro lo manderei all'inferno». Così nel 1992 Giuseppe Santonastaso - all'epoca ras demitiano della Dc casertana, più volte sottosegretario ai Trasporti dei governi Craxi e Andreotti negli anni di tangentopoli, poi condannato sette anni e mezzo di carcere per concussione - parlava di Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, che da quando era arrivato in città denunciava la corruzione e le infiltrazioni della camorra nella politica e aveva spezzato il collateralismo Chiesa-Democrazia Cristiana. Oggi, compiuti 75 anni e quindi obbligato alle dimissioni secondo la norma canonica, Nogaro va in pensione (al suo posto arriva il responsabile dell'otto per mille, mons. Pietro Farina, che inizia il mandato con una messa solenne e decisamente poco sobria alle ore 19 nel piazzale delle bandiere della Reggia, nell'area dell'Aeronautica militare) e, come venti anni fa, i politici di palazzo, contraddicendo l'abituale ossequio nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, salutano con sollievo la partenza di un vescovo sempre scomodo e mai disponibile a compromessi. La «cittadinanza emerita» gliel'hanno però conferita dal basso i cittadini, credenti e non credenti, militanti dei gruppi cattolici e del centro sociale Ex Canapificio, in una affollata manifestazione lo scorso 30 giugno, all'università: alcuni abitanti dei nove Comuni della diocesi di Caserta insieme al senegalese Mamadou Sy in rappresentanza del movimento dei migranti e dei rifugiati hanno consegnato il riconoscimento dei «cittadini sovrani» al vescovo che - si legge nella loro lettera aperta - ha messo gli ultimi e gli esclusi «al primo posto» di un episcopato «tutto teso alla difesa della vita, della salute, del territorio e delle sue risorse locali e della dignità di tutti gli esseri umani residenti nella diocesi». Quando giunge a Caserta alla fine del 1990 - dopo otto anni a Sessa Aurunca, dove era stato mandato a fare il vescovo direttamente da casa sua, il Friuli - appare subito chiaro da che parte sta: chiede che la Giunta comunale a maggioranza democristiana - che ha appena respinto la richiesta della Caritas diocesana di uno stanziamento di 50 milioni di lire per un centro di accoglienza per immigrati - non spenda una lira per festeggiarlo, ma che ci sia una cerimonia solo religiosa. La richiesta però non viene esaudita e l'amministrazione, forse con la speranza arruolarlo fra i suoi, investe 30 milioni per salutare l'ingresso in diocesi di Nogaro, regalandogli fra l'altro una chiave della città del valore di 4 milioni. La lettera aperta ai cristiani Negli anni successivi non mancheranno le frizioni fra la Dc e il vescovo che critica il collateralismo della Chiesa e il dogma dell'unità dei cattolici sotto lo scudocrociato sostenuto dal cardinale Camillo Ruini, neo presidente della Conferenza episcopale italiana, e si attira attacchi e minacce di querele da parte dei notabili democristiani che vedono scalfito il loro blocco di potere e le loro clientele. In questo periodo Nogaro sostiene una coraggiosa «lettera aperta ai cristiani di Caserta» di 11 associazioni cattoliche (fra cui Azione Cattolica, Acli e Agesci) che denuncia l'uso strumentale della religione e la corruzione all'interno della Dc casertana. Dalla lettera scaturirà poi "Alleanza per Caserta nuova", lista elettorale formata dai cattolici di base e dai partiti della sinistra che nel 1993 vince le elezioni comunali, interrompendo mezzo secolo di egemonia democristiana. Saldamente ancorato al Vangelo, il ministero episcopale di Nogaro non è spiritualistico e disincarnato ma centrato sui problemi e sui bisogni concreti delle donne e degli uomini: denuncia la malasanità, l'illegalità e la corruzione, mette sotto accusa l'abusivismo e la speculazione edilizia, è in prima linea nella difesa dell'ambiente, contro le cave e le discariche che assediano Caserta e minano la salute delle persone. E anche contro la camorra, che nel 1994 uccide don Giuseppe Diana, il prete che contrastava i boss di Casal di Principe: «Nella tua testimonianza - dirà il vescovo dopo l'omicidio di don Diana - avevo visto una Chiesa nuova, una Chiesa non più compromessa con il potere». Il 1994 è anche l'anno della prima vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, e Nogaro non manca di far sentire la propria voce per mettere in guardia la Chiesa dal rischio di un nuovo abbraccio mortale con Forza Italia al posto della Dc e per contrastare gli attacchi contro gli immigrati della destra di governo, neo-fascista e leghista. Ma sarà altrettanto duro e intransigente nei confronti dei governi di centro-sinistra e della legge Turco-Napolitano che introduce i Centri di permanenza temporanea, moderni lager per gli immigrati clandestini. Negli ultimi anni, poi, denuncia la «nuova apartheid» della Bossi-Fini, proclama la «disobbedienza civile» e, appena due settimane fa, scende in piazza contro il «pacchetto sicurezza» e distribuisce, insieme ai comboniani e ai centri sociali, i «permessi di soggiorno di nome di Dio». Pacifismo e antimilitarismo La pace e l'antimilitarismo sono gli altri punti forti dell'episcopato di Nogaro. Durante le guerre dei Balcani va in Kosovo, con il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi e i pacifisti, per portare sostegno alle popolazioni martoriate dal conflitto. Insieme a Pax Christi - di cui, per i veti del cardinale Ruini, non sarà mai presidente - chiede la smilitarizzazione dei cappellani militari. E dopo l'attentato alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001, con l'inizio della "guerra infinita" di Bush a cui si associa subito l'Italia di nuovo berlusconiana, critica i parlamentari cattolici che hanno approvato l'intervento militare in Afghanistan, scatenando le ire dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga che lo accusa di «presunzione dottrinale» e «arroganza autoritaria» e ne chiede la rimozione dall'incarico. Due anni dopo c'è la strage dei militari italiani a Nassiriya, in Iraq, Nogaro si dissocia dalla retorica collettiva e avverte: «Bisogna fare attenzione a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria, strumentalizzando la morte di questi nostri giovani per legittimare guerre ingiuste». E stavolta è il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu - ma Cossiga non gli fa mancare il suo sostegno - a chiedere la cacciata del vescovo. Negli ultimi anni, a Caserta, ancora l'impegno per la città: si schiera, anche occupandola, contro l'apertura di una nuova discarica a Lo Uttaro, un sito già inquinato da rifiuti tossici e collocato in una zona densamente popolata della città, attirandosi il pubblico rimprovero del commissario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso e dell'allora segretario della Cei monsignor Giuseppe Betori; dà il via e appoggia la battaglia, tutt'ora in corso, per il Macrico, una ex area militare di 33 ettari di proprietà dell'Istituto per il sostentamento del clero, a due passi dalla Reggia, che i cittadini vorrebbero trasformata in un'area verde pubblica e non data in pasto ai palazzinari. Lontani dal potere Se ne va oggi il vescovo Nogaro, ma ribadisce la sua visione, ancora irrealizzata, di una Chiesa lontana dal potere e vicina agli ultimi. «Il Vangelo non è più la trasparenza della Chiesa, viene compromesso da tutte le vicende politiche della Chiesa stessa» che «sembra voler essere l'autovelox della morale: sta nascosta dietro l'angolo e quando la cultura sfreccia e magari sembra violare, per eccesso di velocità, soprattutto i temi della morale - l'aborto, l'eutanasia, la fecondazione artificiale, la famiglie, le coppie di fatto, i divorziati, gli omosessuali - eleva sanzioni». È spesso una «Chiesa autoreferenziale», che «confonde facilmente i suoi fini con i suoi interessi». Vorrei invece, prosegue, «una Chiesa di frontiera, e la frontiera è fuori dal tempio, è un luogo esposto, è il luogo degli arrivi e delle partenze, dell'imprevisto e dell'inedito». Una Chiesa capace di «difendere l'uomo dal dominio incontrollato delle istituzioni e delle corporazioni, che rischiano di renderlo puro strumento della loro volontà di potenza; di allargare gli ordinamenti democratici, che esprimono la sovranità popolare, per rendere attiva sempre la libertà personale; di difendere l'uguaglianza tra gli uomini, impedire lo sfruttamento di una classe sull'altra, di un popolo su un altro e combattere apertamente l'onnipotenza del capitale e del profitto, della mafia e della camorra». E a proposito di camorra, con l'esperienza di chi la conosce da vicino, dice ancora: «Le gerarchie ecclesiastiche sono molto preoccupate di difendersi dai nemici ideologici, comunisti, laicisti di ogni genere, e sottovalutano l'inquinamento morale e civile causato dai poteri illegali. I camorristi, che pure sradicano il Vangelo dal cuore della nostra gente, negando ogni forma di amore del prossimo, diventano facilmente promotori delle iniziative della ritualità religiosa e della collettività. Proteggono un certo ordine stabilito, e quindi vengono corteggiati dalle istituzioni. E, per un falso amore di pace, la Chiesa tace». Foto: VILLA LITERNO /FOTO GUIDO FUÀ SOTTO MONS. NOGARO MENTRE CELEBRA UNA MESSA

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Café Müller, l'abbraccio per un commiato che non si replicherà (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 06-07-2009)

Argomenti: Class Action

RICORDI Café Müller, l'abbraccio per un commiato che non si replicherà Gianni Manzella Lo spettacolo si chiamava Café Müller. Anno 1980, forse prima. Sulla scena racchiusa da alte pareti grigie, invasa da un mare di sedie che qualcuno si affannava a tirar via per consentire i passi degli interpreti, un piccolo gruppo di danzatori inseguiva la musica di Henry Purcell. D'un tratto una coppia si correva incontro, si stringeva in un abbraccio, ma le braccia dell'uomo subito cedevano e la ragazza gli scivolava via; invano un altro, sorta di maestro di cerimonia, cercava reiteratamente di ricomporre quel gesto di intimità. Quell'abbraccio non era più possibile replicarlo, restava solo la struggente memoria del suo gesto. Così, nel segno dell'emozione, è avvenuto per molti il primo incontro con Pina Bausch. Con questa dolorosa elegia, poi rivista più e più volte, che danzava il distacco nella morte da una persona amata. Siglata non per caso dalla presenza sulla scena della stessa artefice, come poi sarebbe stato, ma solo per un breve momento, in quell'altro bellissimo commiato (e forse anche lo spettacolo più ascetico e zen della coreografa) che fu Danzon. Il distacco ora di chi si mette in viaggio, o di chi sa che è impossibile fermarsi, comunque bisogna andare. Un guardare indietro senza rabbia, anzi con una sorta di serenità che poteva sconcertare chi era stato preso dall'espressività figurativa forte di altri suoi lavori. Danzava Pina Bausch con il corpo e le braccia, ma i piedi fermi a terra, come nuotando nell'acqua dell'acquario tropicale che sullo schermo alle sue spalle si animava di pesci mostruosamente ingranditi. E a un tratto il braccio si tendeva verso l'alto, in un misterioso gesto di saluto. L'emozione, ecco. Associo quasi inevitabilmente il nome della maestra di Solingen a questa parola. Come dimenticare del resto l'uscita dal teatro con lo sgomento lasciato dalla favola crudele di Blaubart o di Auf dem Gebirge. Con il dolore accumulato nel tempo ristretto di Café Müller. Con la lezione sentimentale appresa fra le pareti di Kontakthof. Con l'eccitazione febbrile di 1980. Quella disegnata da Pina Bausch è dall'inizio una geografia sentimentale, o meglio ancora una geografia dei sentimenti. Una mappa implacabile del sentire umano, col suo inestricabile groviglio di violenza e tenerezza, di solitudine e ricerca di incontri, col suo inesausto bisogno di seduzione e di fuga. Più di altri, Pina Bausch è stata capace di gridarcelo gioiosamente, con la leggerezza dei suoi attori. Vestiti leggeri e tacchi alti. Assoli struggenti costruiti movendo quasi solo le braccia, in un muto linguaggio gestuale. Esili gag capaci di dare il via a trascinanti azioni collettive. Ma questo dopo, superata appunto la soglia dell'emozione. O di quello stadio pre-linguistico dell'emozione che immediatamente ci tocca davanti al gesto del performer. Perché c'è forse, nell'emozione che viene dalla scena, l'intuizione di qualcosa che solo dopo potremo rielaborare razionalmente. In realtà il gesto del performer ci sorprende. E ci confonde. Non non è chiarificatrice, l'emozione, non è affatto rassicurante. Non serve a mettere ordine nel caos interiore ma al contrario intorbida le acque, aggiunge disordine. Se pensiamo alla coscienza individuale come una massa fluida, dove di continuo lentamente qualcosa risale in superficie e qualcos'altro precipita verso il fondo, l'emozione provocata dal fatto artistico ci appare come un atto di sommovimento delle quiete acque interiori, capace di portare verso la superficie ciò che è sedimentato nella coscienza. E non è forse superfluo notare quanto di politico ci sia in un gesto capace di sovvertire troppo facili certezze.

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Festa di Sant'Amanzio, bilancio positivo (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 06-07-2009)

Argomenti: Class Action

stampa JelsiL'associazione culturale soddisfatta per le tante iniziative intraprese Festa di Sant'Amanzio, bilancio positivo Nell'ottava edizione spazio a progetti dedicati alla salvaguardia delle tradizioni JELSI Concluso il periodo delle festività, è tempo di redigere un bilancio delle attività per l'Associazione culturale «San Amanzio»: archiviata con successo l'ottava edizione della Festa, il 2009 si è rivelato un anno importante per i suoi organizzatori. Sembra sia passato molto tempo da quando, nel «lontano» 2002, la voglia di ripristinare una festività in onore del Santo martire e, nello stesso tempo, costituire un gruppo di ricerca e tutela delle tradizioni locali coinvolse un gruppo ben affiatato di amici e volenterosi. Collettivo che nel tempo è andato aumentando in quantità e qualità, coinvolgendo chiunque avesse a cuore le finalità dell'Associazione e volesse contribuire attivamente alla realizzazione di un determinato progetto. E così, intorno a quello che è sempre stato il nucleo delle festività, la Festa vera e propria, nel tempo sono stati ideati e realizzati numerosi progetti che hanno dimostrato la validità e la fattibilità di un certo modo di intendere la Tradizione e la Cultura. Può sembrare noioso menzionare le varie attività promosse, ma farlo è fondamentale per mettere al centro del discorso un concetto preciso: scopo dell'Associazione non è solo organizzare l'evento festivo di fine giugno ma anche portare avanti diversi progetti, che nel tempo hanno dato i propri risultati e testimoniano la bontà di queste azioni. Come primo punto può essere sicuramente riportato la pubblicazione della rivista «Jelsi - Voci e immagini della tua terra», progetto unico nel suo genere nel contesto paesano, giunta nella sua ultima pubblicazione al dodicesimo numero: raccolta di articoli eterogenei sia nel contenuto che negli autori, tale rivista si propone di offrire uno spaccato della realtà di Jelsi, divisa tra il ricordo del passato e la descrizione del presente, evitando di presentarsi come una semplice raccolta di scritti «per riempire alcune pagine.». Altro progetto fondamentale è la Borsa di studio «Giuseppe Santella», quest'anno alla sua quinta edizione ed avente come titolo il tema «Pietanze e sapori del passato»: tale attività risulta particolarmente importante, dato che ha come finalità la tutela del patrimonio culturale locale, abbinandola poi a quella che è la specificità del sistema scolastico, cioè quell'impostazione metodologica e scientifica base di ogni tipologia di ricerca. In pratica, essa è la perfetta sintesi di un connubio tra passato, presente e futuro. Last but not least, è sicuramente da ricordare un'attività che, anche nel suo piccolo e nei suoi numeri ridotti, è in linea con lo spirito dell'Associazione: stiamo parlando del progetto «Recupero fauna selvatica», tramite il quale si tenta il recupero e il reinserimento di esemplari animali feriti, collaborando con le strutture sanitarie dell'Oasi Lipu di Casacalenda. MCM

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ROMA - Quel quarterback del videogame gli somiglia troppo. Stesso numero di maglia (il 9), i... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 06-07-2009)

Argomenti: Class Action

Lunedì 06 Luglio 2009 Chiudi di PIPPO RUSSO ROMA - Quel quarterback del videogame gli somiglia troppo. Stesso numero di maglia (il 9), identici dati su peso e altezza, stile di gioco uguale, coincidenti persino gli elementi fisionomici: tonalità della pelle, colore e taglio dei capelli. Anche la squadra è la stessa: il team di Arizona State partecipante all'edizione 2005 del campionato universitario NCAA (National Collegiate Athletic Association). Soltanto il nome del giocatore virtuale non coincide, ma questa è consuetudine dei videogames di oggetto sportivo: storpiare tutto lo storpiabile mantenendo però riconoscibile l'identità fra atleta dello schermo e atleta reale. In un primo tempo il 25enne Sam Keller, che in quel 2005 era il "vero" quarterback di Arizona State, se n'è sentito orgoglioso. A quanti capita il privilegio d'entrare dentro un videogame della EA, e diventare un pezzo del gigantesco puzzle che compone la cultura popolare globale? Poche migliaia di persone al mondo. Tanto più che questa notorietà è giunta inattesa per Keller, che dopo i promettenti inizi nei campionati universitari non ha avuto fortuna fra i professionisti e da un anno si trova nella scomoda posizione di "free agent"; un modo elegante per non dire disoccupato dello sport. Ma quasi subito dopo aver dato spazio all'autocompiacimento, Keller ha preso a guardare alla questione in modo opposto. E ha deciso di chiedere i danni per sfruttamento abusivo dell'immagine personale. La causa è stata intentata lo scorso 9 giugno presso la Corte Federale di Oakland, California. Keller ha avanzato una richiesta di risarcimento contro la EA e le due organizzazioni dello sport universitario coinvolte nella vicenda: la NCAA e il suo braccio commerciale "Collegiate Licensing Co.". Il principio sul quale si fonda la citazione di Keller è semplice e inattaccabile al tempo stesso. Ai tempi in cui giocava per il team di Arizona State egli, da atleta universitario, aveva uno status dilettantistico; tra i cui obblighi c'è il divieto di ricavare vantaggi commerciali dalle proprie prestazioni sportive. È tenendo conto di ciò che Keller chiede al tribunale se sia lecito consentire a altri ciò che non era permesso a lui, o se piuttosto non si sia al cospetto d'un caso di sfruttamento. Questo è l'oggetto del contendere illustrato nell'atto di citazione, nel quale il trio EA-NCAA-Collegiate Licensing Co. viene accusato di "uso non autorizzato della somiglianza". I tre attori citati rischiano di pagare un risarcimento pesante. Dal loro accordo si è sviluppata una linea di videogiochi i cui tre prodotti (NCAA Football, NCAA Basketball e NCAA March Madness) hanno avuto un grande successo di vendite. Fra l'altro, Keller ha tenuto a precisare che la sua citazione non vuol essere un atto individuale, class="hilite">ma una class="term">class class="term">action. Una prospettiva che potrebbe realizzarsi, se si pensa che altri due ex atleti NCAA hanno avviato analoga causa presso la Corte statale del New Jersey. Si tratta di Ryan Hart, ex quarterback di Rutgers, e di Troy Taylor, ex quarterback professionista negli anni Novanta coi New York Jets.

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Il turismo spagnolo fa quadrato per la riduzione dell'Iva (sezione: Class action)

( da "TTG Italia Online" del 06-07-2009)

Argomenti: Class Action

06/07/2009 11.15 Il turismo spagnolo fa quadrato per la riduzione dell'class="hilite">Iva Parte la class="term">class class="term">action del turismo spagnolo. Fronte distributivo, tour operator e associazioni spagnole unite per la riduzione dell'Iva dal 16 al 7%. Quattordici grandi agenzie e t.o. e otto associazioni di categoria hanno avviato un'informativa assegnata alla consulente Deloitte, che verrà presentata al Sottosegretariato per le imposte al consumo, al Ministero dell'Industria, Turismo e Commercio e presso l'Ufficio economico del Governo spagnolo. Alla base di questa operazione, la rivendicazione del settore per ridurre l'imposta, equiparandola a quella applicata ad altri comparti, come quello alberghiero, ristorativo e dei trasporti. Partecipano a questa iniziativa le adv Carlson Wagonlit, American Express Barcelò Viajes, Erosi e Viajes Barcelò, le adv e i t.o. del Gruppo Globalia, Orizionia, Marsans e Tui Spagna. A queste si aggiungono il t.o. del Gruppo Piñero e Jumbotours.

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Caritas, 500mila per l'Abruzzo (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Edizione: 07/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Caritas, 500mila per l'Abruzzo Questa la somma raccolta dalla struttura diocesana di Brescia dopo il terremoto L'opera dei volontari tra le popolazioni colpite. Il gemellaggio con Paganica-Olona La chiesa di Paganica danneggiata dal sisma Cinquecentomila euro. Oltre all'opera e alla vicinanza umana di molti volontari. Questo il contributo - concreto e sostanzioso - che la Caritas Diocesana di Brescia ha portato alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto di aprile. A darne notizia è la stessa Caritas Diocesana di casa nostra, che ricorda di aver aderito alla «colletta nazionale promossa il 19 aprile 2009 dalla Cei in tutte le chiese italiane, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese. Attraverso la colletta nazionale e i contributi raccolti sin dal giorno successivo al sisma e fino al 30 giugno, gli aiuti finanziari della Diocesi di Brescia inviati alla Caritas italiana ammontano a circa 500mila euro». A questo primo impegno si è aggiunta la «partecipazione in seno alla delegazione della Caritas della Lombardia al gemellaggio con la comunità di Paganica-Olona. La delegazione ha fatto visita alle popolazioni colpite con l'obiettivo di discernere i modi con cui esprimere prossimità e garantire la disponibilità ad adattare la presenza con il mutare dei bisogni del contesto sociale. Tra i rappresentanti bresciani della delegazione don Fabio Corazzina». Non meno importante la «presenza costante a fianco delle comunità locali mediante l'invio di operatori e volontari. Molti sono i volontari che hanno accolto questo appello, mettendosi a disposizione per i mesi di luglio e agosto. Privilegiando un'azione a lungo termine, il gemellaggio con la comunità di Paganica-Olona continuerà almeno per un paio d'anni: diversi possono essere i momenti durante l'anno in cui scegliere di stare con la gente dell'Abruzzo. Per coordinare le disponibilità dei volontari è stato attivato un servizio di selezione e accompagnamento». La Caritas Diocesana bresciana mette a disposizione anche alcuni recapiti dove chiunque fosse interessato può reperire informazioni sulle attività in Abruzzo. Anzitutto le linee telefoniche della sede di piazza Martiri di Belfiore (tel. 030-3757746 e fax 030-3752039). E poi il sito internet www.brescia.caritas.it o la mail caritas.bresciacaritas.it

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: arrestati in ventuno (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

stampa Pericolo Fermati i responsabili degli incidenti al vertice sull'Università «Rischio scontri»: arrestati in ventuno TORINO C'era il rischio di «reiterazione dei reati in vista dell'imminente apertura dei lavori del G8». Per questo motivo, la Procura di Torino ha disposto 21 misure di custodia cautelare - 16 in carcere, 5 ai domiciliari - per gli scontri del G8 delle Università. Black block, no global, noti esponenti di spicco del mondo antagonista e dei centri sociali accusati di avere messo a ferro e fuoco il capoluogo piemontese, lo scorso 19 maggio, in occasione del summit dei rettori. In carcere, tra gli altri, Massimiliano Gallob, detto Max, uno degli esponenti più in vista dei disobbendenti veneti e autentica anima del centro sociale «Pedro», ed Egidio Giordano, uno degli esponenti dell'«Insurgencia» napoletana, che aveva già raggiunto L'Aquila. Il suo arresto è scattato questa mattina, a 48 ore dall'inizio del summit internazionale. Scene da guerriglia urbana, quelle di Torino, immortalate in una marea di foto e filmati. Ben 60 gigabyte di materiale, in cui i 21 «facinorosi» vengono ripresi mentre, armati di «spranghe e bastoni», si scagliano contro le forze dell'ordine schierate a protezione del Castello del Valentino, sede dell'incontro conclusivo tra i rettori delle università dei Paesi del G8. Intanto la notizia degli arresti, ieri, ha riscatenato l'Onda a Bologna e poi anche Roma, Napoli, Cagliari, Palermo. Da Torino si punta il dito contro il ministro Maroni ritenuto «il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila». A Venezia una quarantina di aderenti al movimento si sono recati stamani in rettorato a Cà Foscari, hanno appeso uno striscione e avuto un incontro con il rettore Pier Francesco Ghetti al quale hanno espresso la loro contrarietà per un provvedimento ritenuto eccessivo. Contestazioni anche a Milano dove la Statale è stata occupata da alcune decine di studenti. A Genova irruzione alla conferenza strategica sul futuro della città. Studenti dell'Onda ma anche di Collettivi antagonisti cittadini hanno occupato il rettorato a Bologna. Occupato anche il rettorato a Pisa. Mobilitazione anche al Federico II di Napoli. Oltre un centinaio di studenti ha occupato il Rettorato per protestare.

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torino-milano, viaggi dell'inferno un treno con 100 minuti di ritardo - pietro bellantoni (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina IX - Torino Ancora gravi disagi per i pendolari. E su un merci a Rosta scoppia un principio d´incendio Torino-Milano, viaggi dell´inferno Un treno con 100 minuti di ritardo Il procuratore Guariniello forse apre un fascicolo sull´incidente in Val Susa PIETRO BELLANTONI I pendolari non ce la fanno più. Un altro maxiritardo sulla Torino-Milano conferma che viaggiare su questa tratta è diventata un´agonia cui migliaia di passeggeri sono obbligati ogni giorno per andare all´università o al lavoro. Ma, oltre alle loro proteste, nuove grane potrebbero abbattersi su Trenitalia, a causa di un principio di incendio scoppiato su un carro merci a Rosta, in Val di Susa. La giornata nera delle Ferrovie è iniziata ieri mattina, quando il regionale 2013 delle 9.15, in partenza da Milano Centrale, è arrivato alla stazione di Porta Nuova alle 12.40, con un´ora e 40 minuti di ritardo. Quasi il doppio rispetto al tempo di percorrenza previsto. Trenitalia addebita la circostanza a non meglio precisati «problemi tecnici». Probabilmente a determinare il ritardo è stato un guasto alla locomotiva, piantatasi di colpo nei pressi di Vittuone, nel Milanese, per poi procedere a singhiozzi per tutto il percorso. A bordo, centinaia di pendolari inferociti per l´ultimo di una serie di problemi che nelle ultime settimane hanno causato gravi disagi. Ritardi, treni soppressi e tanta rabbia. Il 21 giugno i treni cancellati sulla direttrice per Milano sono stati 22, a causa di un problema agli apparati di circolazione nel quadrivio Zappata che ha prodotto un effetto a catena su quasi tutte le linee. Ed è sempre un guasto a una motrice ad aver costretto i viaggiatori di un "Minuetto" a trasbordare su altri convogli il 27 giugno. Anche domenica, a Settimo Torinese, per via di un blocco del sistema che regola gli scambi, 15 treni sono stati annullati e una ventina ha fatto registrare ritardi tra i 20 e i 70 minuti. Senza contare quelli ormai cronici su questa linea. Cesare Carbonari, portavoce del comitato pendolari della Torino-Milano, attacca: «Quotidianamente su questi treni viaggiano circa 15.000 pendolari, ma il 95% degli investimenti è destinato alla Tav, usata da 1.000 persone». «Peccato che non ci sia la class="term">class class="term">action – dice Maddalena, un´altra pendolare - Potremmo addebitare tutti questi ritardi a Trenitalia». Oltre ai problemi legati ai ritardi, c´è quello della sicurezza, ancora più evidente dopo la tragedia di Viareggio. Ieri a Rosta, su un merci della linea Torino-Modane, è scoppiato un incendio a causa del surriscaldamento dei freni di un carro. L´intervento dei Vigili del Fuoco ha messo in sicurezza il convoglio, che è ripartito poco dopo. Il procuratore Raffaele Guariniello sta valutando l´ipotesi di aprire un fascicolo. «Anche i treni passeggeri sono a rischio - commenta Carbonari - Su queste tratte ci sono convogli vecchi di 30, 40 anni».

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il festival del teatro e la potenza del gesto - maurizio zanardi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina X - Napoli IL FESTIVAL DEL TEATRO E LA POTENZA DEL GESTO MAURIZIO ZANARDI V ari luoghi, finanche gli oscuri sotterranei cittadini, ne sono stati investiti. Napoli ha accolto il festival del teatro, ma da questo incontro la potenza teatrale della città è apparsa, in generale, più potente degli spettacoli che ha ospitato. Per "potenza teatrale" intendo innanzitutto quella teatralità dell´architettura napoletana di cui, in pagine fin troppo note, Walter Benjamin scrisse nel 1924: «Costruzione e azione si compenetrano in cortili, arcate e scale. Ovunque viene mantenuto dello spazio idoneo a diventare teatro di nuove impreviste circostanze. Si evita ciò che è definitivo, formato. Nessuna situazione appare come essa è, pensata per sempre, nessuna forma dichiara il suo "così e non diversamente". Queste vite, mai completamente messe a nudo, ma ancor meno chiuse all´interno dell´oscuro casermone nordico, si precipitano fuori dalle case a pezzi, compiono una svolta ad angolo e scompaiono, per poi prorompere nuovamente». Se il teatro è lo spazio dell´apparizione dell´imprevisto, la potenza teatrale di Napoli per Benjamin fa tutt´uno con la sua architettura, che lascia spazio alla "passione dell´improvvisazione". La presunta teatralità dei napoletani non sembra essere, dal punto di vista del filosofo, un dato naturale ma l´effetto della conformazione dello spazio urbano - mai definitivamente costruito, mai perfetto - che provoca la messa in scena di straordinarie apparizioni e scomparse. Si pensi, solo per fare un esempio, alla sfida, ai limiti del possibile, che rappresenta allestire uno spettacolo in quella combinazione, già massimamente teatrale, di "costruzione" e "rovina" che è l´Albergo dei poveri. Ma "potenza teatrale" è anche l´insieme delle attività teatrali che sono avvenute e non smettono di avvenire in città: la collaborazione di teatri, autori, registi, attori, musicisti, scenografi, laboratori, saperi e capacità organizzative, che costituiscono una vera e propria mente collettiva che dà continuità, spinta e risonanza alla ricerca teatrale. Il festival deve essere all´altezza di questa diffusa intelligenza e sensibilità. Si tratta di prendere atto che il teatro a Napoli non è solo, con la musica, tra le esperienze artistiche più coinvolgenti, ma anche quella che, più di ogni altra, si presenta come l´effetto di una creazione collettiva, capace di provocare e diffondere "affetti" non conformistici. Ciò non significa che anche a Napoli non esista un teatro conformista, narcisista e "sentimentale", che ora si avviluppa e soffoca nei virtuosismi d´attore, ora si specchia e si bea nella rappresentazione "ben fatta" e inoffensiva, ora inneggia alla "spontanea" teatralità dei napoletani, favorendo dilettantismi di ogni genere. In un caso e nell´altro, il conformismo non è che il bisogno di una divinità che consoli e protegga: il talento dell´attore, lo stile di regia, la fedeltà a un testo classico o alla natura del popolo. Ma a Napoli continua ad esserci la presenza tenace, spesso sotterranea e schiva, poco "istituzionale", di un teatro che non cerca consolazione e protezione, e che proprio per questo è stato in grado non solo di mettersi in relazione con le crude trasformazioni psico-politiche della città, ma anche di farne l´occasione per l´invenzione di lingue e l´irruzione di nuove forze sulla scena. Un teatro senza nostalgia e rimpianti, che è andato con coraggio all´incontro con quanto di inesorabile e brutale c´è nell´esistenza, ossia il "reale" della vita. Inventare teatro a partire dall´incontro con il "reale" della vita non significa però fare del teatro una forma di testimonianza del proprio tempo, fare, come si dice, del "teatro civile". Portare in scena i problemi o i dolori del tempo, evita solo apparentemente quel girare a vuoto della scena che si è visto in molti spettacoli del festival da poco concluso. Il teatro civile o della testimonianza, che è in fondo un teatro "morale", non è l´antidoto a un tale girare a vuoto. Il teatro è costretto - è il destino dell´arte - all´originalità o al sogno, per dirla con Artaud. L´invenzione di un mondo, non la rappresentazione di ciò che esiste, è la sua etica. Ma l´invenzione, ben diversamente dalla ricerca dello scandalo, è cosa rara, che richiede una lunga preparazione, un implacabile esercizio. Come ogni arte, il teatro è pensiero, pensiero all´opera. E, forse, più di ogni altra pratica artistica il teatro è capace di rivelare il segreto dell´arte: il gesto che forza schemi e confini del mondo sensibile. Il teatro sembra rivelare che l´arte comincia e continua grazie a gesti di forza imprevedibili. Nel gesto sta la forza, l´atto della creazione: l´opera "compiuta" è solo un passaggio in cui si prepara il rilancio del gesto. Il teatro, infatti, non mira alla permanenza dell´opera: la messa in scena è destinata a dileguare; il gesto a tornare. C´è arte, finché c´è gesto che, forzando le frontiere del visibile e dell´udibile, mette al mondo una serie di opere inaspettate. In quanto esercizio di forza, l´arte non è gentile, benevola o tollerante. è grazie alla sua forza, alla sua violenza, che i nostri sensi sono scossi al punto tale da ricominciare a "sentire". Chi va a teatro sa che l´essenziale non è "ciò" che viene messo in scena, ma il "come" della messa in scena. Ciò che è decisivo accade sulla scena. è nella messa in scena che il teatro pensa, come hanno mostrato gli spettacoli più belli, a mio parere, del festival: "Waiting for Orestes: Electra" per la regia di Suzuki e "Riesenbutzbach" di Marthaler. Le idee a teatro coincidono con la "combinazione" di oggetti, suoni, timbri e toni di voci, silenzi, passi, andature, danze, stoffe, parole e rumori, immagini, macchine, polveri, ma anche umori ed emanazioni, di sera in sera mutevoli, degli spettatori. In un tempo che inibisce l´azione e conduce i corpi allo specchio perché valutino incessantemente la conformità della propria figura alla forma ideale, il teatro può ricordare, a suo modo, nei modi della messa in scena, l´azzardo liberatorio dell´azione e la gioia del gesto come "partenza", vento e peripezia del corpo.

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Generali nel mercato dei fondi pensione con il 30% di Guotai (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-07 - pag: 5 autore: Generali nel mercato dei fondi pensione con il 30% di Guotai Riccardo Sabbatini Generali entra nel mercato dell'asset management e dei fondi pensione in Cina. Il gruppo triestino ha siglato un accordo per acquisire il 30% di Guotai, società cui fanno capo patrimoni in gestione per circa 5 miliardi di euro. L'intesa, firmata ieri a Roma nel corso della visita in Italia del presidente cinese Hu Jintao, ha un valore di circa 100 milioni di euro. Guotai è tra le poche società di gestione del risparmio cinesi abilitata ad operare in tutte le classi di attivi e detiene la licenza per le Enterprise Annuities, il nuovo settore della previdenza complementare. è un mercato potenzialmente assai vasto – si rivolge ad una platea di 220 milioni di lavoratori cinesi - nato con una legge del 2008 che consente a lavoratori ed aziende, su base collettiva, di costituire schemi pensionistici volontari il cui patrimonio può essere gestito solo da alcuni intermediari. Tra questi c'è, appunto, Guotai. «Finora- fa presente l'amministratore delegato delle Generali Sergio Balbinot, lo sviluppo del secondo pilastro previdenziale è stato modesto, frenato dall'assenza di incentivi fiscali ma è ragionevole ritenere che il futuro questo limite verrà risolto. Fino ad oggi la licenza assicurativa ci ha permesso di focalizzarci su polizze di rendita immediata rivolte alla popolazione in quiescienza». Ora, grazie all'accordo con Guotai, il gruppo italiano «potrà estendere il suo raggio d'azione anche al segmento dei piani di previdenza integrativi aziendali ». Oltre a questo c'è naturalmente l'opportunità dello sviluppo dell'industria dell'asset management che in Cina sta compiendo i primi passi. «Le attività in gestione raggiungono appena il 7% del prodotto lordo - fa presenta ancora l'amministratore delegato del Leone - in rapporto, ad esempio, al 30% di Taiwan. Le potenzialità sono enormi». L'avventura cinese delle Generali, è iniziata nel 2002, quando fu sottoscritta la prima joint venture con la China National Petroleum ( l'ente petrolifero locale). Oggi la compagnia triestina detiene 7 licenze per il settore vita in altrettante province cinesi (tra cui Pechino e Shanghai) e 2 nel settore danni. Nel primo trimestre del 2009 Generali è divenuto il primo assicuratore straniero del paese asiatico e, in questo aggregato, ha una quota di mercato del 46% nel settore della previdenza collettiva. «Ne abbiamo fatta di strada in pochi anni - commenta Balbinot - ed i risultati ottenuti sono una conferma della scelta strategica di spostare progressivamente il baricentro del business della compagnia nelle aree di maggiore sviluppo mondiale. Ritengo che la Cina sarà il primo paese ad uscire dalla crisi dei mercati finanziari ». Le valutazioni dell'amministratore triestino trovano una conferma in una ricerca di "Sigma" (Swiss Re) sull'andamento a due velocità dell'industria assicurativa mondiale (si veda a pag. 38). Tra relazioni italo-cinesi nel settore finanziario va infine segnalato, sempre ieri, la sigla di un memorandum di intesa tra Mediobanca e la China Develpment Bank per rafforzare i rapporti bilaterali al sostegno di investimenti industriali cross border di imprese dei due paesi. AGF Ad. Sergio Balbinot

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"Ma tutti erano d'accordo a sfondare la Zona Rossa" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Gli studenti dell'Onda "Ma tutti erano d'accordo a sfondare la Zona Rossa" [FIRMA]MONICA PEROSINO Mentre i rettorati venivano occupati uno dietro l'altro, ieri mattina nell'atrio di Palazzo Nuovo gli studenti dell'Onda torinese hanno risposto agli arresti per gli scontri del G8 dell'Università con una certezza: «Non riusciranno a fermare la mobilitazione. Questi provvedimenti sono il sintomo della debolezza di un Governo che risponde alla crisi con la repressione spettacolarizzata». I portavoce dell'Onda hanno dichiarato che, nelle assemblee che hanno preceduto il corteo del 19 maggio, la decisione di sfondare i cordoni di polizia venne condivisa da tutti, sebbene ad agire materialmente siano poi stati i manifestanti in testa al corteo: «L'Onda era d'accordo nello sfondare la Zona Rossa. La decisione è stata presa collettivamente, ma non praticata collettivamente. Solo una parte del corteo si è preso carico dell'azione». «Arresti ad orologeria», li ha definiti Lele Rizzo, leader del network antagonista torinese: «Potevano fare tutto dieci giorni fa, o una settimana dopo il G8. Ci sembra che la procura di Torino voglia fare un favore al Governo, con un'azione preventiva in vista delle prossime manifestazioni contro il G8». «Tutto troppo scontato», dunque, secondo i rappresentanti del movimento studentesco: «La magistratura soggiace alle direttive ministeriali, dicono puntando il dito contro il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. È lui, «il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila». E l'ipotesi di una tecnica paramilitare nella gestione del corteo e degli scontri suscita scrollate di spalle: «Al corteo di paramilitare c'era ben poco...». La decisione di arrestare gli studenti, molti dei quali sarebbero al primo o al secondo anno, è, secondo i portavoce dell'Onda, «un chiaro e esplicito tentativo di indebolire la lotta». Intanto i legali che assistono molti degli arrestati torinesi, Roberto La Macchia e Gianluca Vitale, in attesa di studiare tutti gli atti, si dichiarano «stupiti che la Procura di Torino abbia deciso di assumere misure così drastiche nei confronti di persone incensurate».

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Attivi politicamente da anni, tutti con precedenti penali (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Attivi politicamente da anni, tutti con precedenti penali Martedì 7 Luglio 2009, L'incarcerato e il latitante. Massimiliano Gallob, detto "Max", friulano di 36 anni e da ieri mattina al Due Palazzi, è il portavoce del centro sociale occupato Pedro di via Ticino. In sostanza il leader dei disobbedienti padovani e il braccio destro di Luca Casarini, portavoce dei no global del Nordest. Vanta diversi precedenti penali, è stato arrestato nel dicembre del 2002 in Danimarca e nel 2003 ha scontato alcuni mesi di arresti domiciliari. Negli anni si è messo in luce per avere combattuto, anche se spesso con metodi non legali, per il diritto alla casa, per una libera istruzione (tanto infatti da avere partecipato agli scontri di Torino), contro il razzismo e in difesa dei senza tetto. In questi giorni si stava preparando per sostenere l'ultimo esame alla facoltà di Scienze Politiche. Omid Tabar Firouzi, l'iraniano di 29 anni ora latitante a Teheran, è invece il portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non sempre con azioni legali, soprattutto per il diritto allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Risulta invece una delle nuove leve dei disobbedienti Filippo Caporale di 23 anni, attivista del Cso Pedro e anche lui come Firouzi latitante. La Digos spera di catturarlo nelle prossime ore.

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Casarini senza freni: Metodi fascisti I responsabili la pagheranno cara (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Casarini senza freni: «Metodi fascisti I responsabili la pagheranno cara» Martedì 7 Luglio 2009, L'Onda è tornata a farsi sentire, risvegliata dagli arresti di alcuni studenti per gli scontri del G8 dell'Università lo scorso maggio a Torino. A Padova la risposta dei militanti del Centro sociale Pedro, degli studenti del Collettivo di Scienze politiche e degli universitari dell'Onda, arriva alle 12.30 quando davanti a palazzo del Bo, la sede dell'ateneo patavino, si materializza Luca Casarini. Che tornato in fretta da L'Aquila dove si trovava in vista del G8 commenta: «Sta succedendo qualcosa di inaudito. Ma chi ha ordinato questa operazione pagherà molto caro quello che i nostri compagni arrestati stanno subendo in queste ore». Ma chi ci sarebbe dietro? Sono «arresti preventivi di stampo fascista. È un'operazione politica fatta prima del G8 e dopo il vertice si smonterà. Dietro quanto accaduto «c'è la mano dei servizi segreti italiani» Quindi parlando di Max Gallob, il leader del Centro Pedro trasferito all'alba nel carcere Due Palazzi, Casarini ruggisce: «Max in questa città è sempre stato una spina nel fianco dei potenti. Ecco, è questa la colpa che sta pagando. Però noi non accettiamo un regime fascista di questo genere. È ora che la gente si ribelli. Il sequestro di Max e degli altri deve finire subito». Perché assieme a quello di Gallob è stato spiccato un mandato d'arresto anche per Omid Firouzi, il portavoce del Collettivo di Scienze politiche che però in questi giorni si trova in Iran, paese dove è nato. La sua voce arriva via telefono, quasi al termine dell'incontro con la stampa improvvisato davanti al Bo. «Il G8 universitario - dice ai compagni del Collettivo - è stata una protesta legittima. E come sempre avviene per tutte le proteste anti-governative la risposta che arriva è la repressione e l'attacco ai militanti. In questo modo criminalizzano le proteste politiche», quindi rivolto ai suoi amici conclude: «Vi abbraccio forte tutti». Ma la giornata di protesta è poi continuata nel pomeriggio con un corteo partito dalla Prefettura poco dopo le 17.30. Slogan anti-Digos e di solidarietà agli arrestati hanno caratterizzato il serpentone di oltre duecento persone che ha mandato in tilt il traffico cittadino. "Liberi Tutti. Subito". È lo striscione che ha aperto la manifestazione che aveva avuto un prologo all'interno dell'università quando alcuni esponenti dell'Onda e altri del Pedro e del Collettivo di Scienze politiche hanno chiesto un confronto con il neo rettore Giuseppe Zaccaria. Che però non si trovava nel suo ufficio. E così l'appuntamento per il faccia a faccia tra il rettore e i manifestanti è rinviato a questa mattina alle 11. La protesta è scattata anche nelle università veneziane. E l'Onda studentesca ha trovato una sponda negli stessi rettori dello Iuav, Carlo Magnani e di Ca' Foscari, Pierfrancesco Ghetti che hanno accettato di far inviare dalla posta elettronica dei due atenei un comunicato che stigmatizza le ordinanze di custodia cautelare. Tanto che Magnani, ricevendo una delegazione dell'Onda, ha parlato senza mezzi termini di «misure spropositate che colpiscono una fase di riflessione non certamente eversiva» e di «metodo intimidatorio in giornate che dovrebbero far pensare ad altro» con un chiaro riferimento alla coincidenza, sottolineata dagli studenti, tra gli arresti e la vigilia del G8 all'Aquila. Il comunicato, che chiede la liberazione degli studenti arrestati, è stato recapitato ieri mattina ai due docenti da una delegazione di una ventina di studenti, guidati dal portavoce dell'Onda veneziana Marco Baravalle, che ha occupato pacificamente prima il rettorato di Ca' Foscari e poi quello dello Iuav. A Torino gli studenti puntano il dito contro il ministro Maroni ritenuto «il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista dell'imminente G8 dell'Aquila». Contestazioni anche a Milano dove la Statale è stata occupata da alcune decine di studenti. Striscioni sono stati esposti alle finestre. I ragazzi hanno interrotto la protesta soltanto dopo aver parlato, al termine di un improvvisato corteo lungo i corridoi dell'ateneo, con il preside della facoltà di Lettere. (ha collaborato Matteo Bernardini)

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Max il leader, l'emergente, l'Iraniano e l'attivista del Rivolta (sezione: Class action)

( da "Gazzettino, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Max il leader, l'emergente, l'Iraniano e l'attivista del Rivolta Ecco chi sono i quattro padovani coinvolti nelle indagini: due sono di origine straniera Martedì 7 Luglio 2009, Sono quattro i padovani raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare, due di loro sono latitanti. Massimiliano Gallob, detto "Max", friulano di 36 anni e da ieri mattina nel carcere Due Palazzi di Padova, è il portavoce del centro sociale occupato Pedro di via Ticino nella città del Santo. In sostanza il leader dei disobbedienti padovani e il braccio destro di Luca Casarini, portavoce dei no global del Nordest. Vanta diversi precedenti penali, infatti è già stato arrestato nel 2002 in Danimarca e nel 2003 ha scontato un paio di mesi ai domiciliari. Proprio in quella casa dell'Erp (edilizia pubblica residenziale) di proprietà dell'Ater (azienda territoriale edilizia residenziale) di via delle Melette, che gli è stata regolarmente assegnata nonostante abbia più di cento denunce. Negli anni si è messo in luce per avere combattuto, anche se spesso con metodi non legali, per il diritto alla casa (organizzatore di molte occupazioni), per una libera istruzione (tanto infatti da avere partecipato agli scontri di Torino), contro il razzismo e in difesa dei senza tetto (tra i promotori dell'operazione "Siberia"). In questi giorni si stava preparando per l'ultimo esame a Scienze Politiche. Omid Tabar Firouzi, l'iraniano di 29 anni ora latitante a Teheran, è invece il portavoce del Collettivo di Scienze Politiche. Un gruppo di studenti che lotta, anche in questo caso non sempre con azioni legali, per il diritto allo studio. Laureato in Scienze Politiche è ora ricercatore all'Università di Urbino. Ha partecipato agli scontri del G8 di Genova ed era tra gli organizzatori del treno di manifestanti contro l'alta velocità in val di Susa, compresa l'aggressione del leghista Mario Borghezio. Risulta invece una delle nuove leve dei disobbedienti patavini Filippo Caporale di 23 anni, attivista del Cso Pedro e anche lui come Firouzi latitante. La Digos spera di catturarlo nelle prossime ore. Infine il romeno Pauel Benjamin Bandean, anche lui in cella al Due Palazzi, è considerato uno degli attivisti di prima linea del centro Rivolta di Mestre. Domiciliato a Padova a suo carico ci sarebbero diverse denunce, per avere partecipato a manifestazioni sfociate nella violenza. È il caso della protesta dello scorso 16 marzo davanti al municipio di Mestre in occasione della seduta del Consiglio comunale che doveva valutare l'ammissibilità o meno del referendum organizzato dall'opposizione sulla realizzazione del villaggio sinti in via Vallenari. Da una parte i "rivoltosi" guidati da Luca Casarini dall'altra gli esponenti delle formazioni di centrodestra che hanno sostenuto la raccolta della firme per la consultazione popolare su una delle questioni più dibattute in città. E i momenti di tensione non sono mancati con lanci di uova e qualche lite verbale, fino all'incontro ravvicinato fra Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, e lo stesso Casarini, sfociato poi in una denuncia con il primo che accusa il secondo di averlo aggredito schiaffeggiandolo.

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Centro di accoglienza: presentato un progetto dal Comune (sezione: Class action)

( da "Quotidiano.it, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

Centro di accoglienza: presentato un progetto dal Comune Porto San Giorgio | I servizi sociali comunali hanno elaborato un progetto insieme al Cosif per la realizzazione di un centro di prima accoglienza a Porto San Giorgio per contrastare fenomeni di violenza e degrado urbano. Presentato alla Prefettura di Ascoli Piceno, per l'invio al Ministero per l'interno, un progetto ideato dal Servizio sociale del Comune, in collaborazione con il Cosif di Fermo, finalizzato all'attivazione di un centro di prima accoglienza per senza tetto e soggetti trovati sul territorio comunale privi di alloggio; il progetto è stato approvato dalla Giunta la scorsa settimana. L'opportunità di avviare questo servizio è data dalla legge 133/2008 e dal successivo decreto ministeriale concernente le misure adottate dal Governo per il potenziamento della sicurezza urbana e la tutela dell'ordine pubblico, con cui si sono dettate misure idonee a contrastare i gravi fenomeni di violenza e di degrado urbano accaduti sul territorio nazionale. Il progetto prevede l'avvio, sperimentale, presso locali di proprietà comunale, per un periodo di circa sei mesi, di un centro in cui ospitare, nell'immediato, un numero massimo di quattro persone, trovati a stazionare stabilmente sul territorio e privi di alloggio; ad essi sarà assicurato un intervento immediato, consistente in un tetto e dei pasti perché, nell'arco di un paio di settimane degli esperti, quali uno psicologo ed un assistente sociale ed un operatore domiciliare, individuino un percorso di recupero attraverso il contatto con la famiglia di origine, qualora esista, oppure attraverso l'invio ai servizi socio-sanitari per un'eventuale azione di recupero e di riabilitazione sociale e sanitaria. L'idea che sta alla base della progettualità, condivisa con lo staff che il Cosif fermano ha messo in piedi per coadiuvare gli enti, pubblici e privati, nel potenziamento delle loro attività, è quella di contribuire a migliorare la qualità di vita, con particolare riferimento all'assistenza alle categorie di persone svantaggiate. "Il progetto dell'avvio del centro di prima accoglienza, se finanziato - nota il sindaco Andrea Agostini - rappresenterà l'inizio di nuove esperienze e di probabili nuovi servizi, a carattere collettivo, volti alla tutela della popolazione residente, con azioni che contribuiscano ad assicurare la cittadinanza sulla effettiva presenza del Comune sul territorio, intervenendo in caso di situazione di "disturbo sociale", in maniera professionale e con il giusto livello di civiltà. Sappiamo bene che è facile intervenire con azioni di allontanamento a carattere impositivo; più difficile è intervenire rispettando la persona e prendendola a carico, senza dimenticare, nel corso dell'agire, che le persone che dormono o stazionano stabilmente nei posti più impensati, dentro le stazioni, accanto ai cassonetti dell'immondizia, sotto i ponti o in ripari di fortuna sono sempre soggetti fragili ai quali occorre dare aiuto, evitando di girare lo sguardo dall'altra parte e lasciando che l'indifferenza li condanni ad una esistenza priva di dignità". 07/07/2009

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G8, cresce la tensione per il summit Scontri e arresti nelle strade di Roma (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Class Action

L'AQUILA Il G8 delle violenze è iniziato: non a L’Aquila, bensì a Roma. Gruppi di manifestanti no global si sono scontrati oggi con le forze dell’ordine per le strade della Capitale, dove sono tornati in azione i black block. Scene di guerriglia che hanno portato a 10 arresti e 26 fermi di polizia, come bilancio provvisorio. Si tratta di persone vicine alla "Rete NoG8". Gli scontri si sono concentrati soprattutto in zona San Paolo, a seguito di un corteo non autorizzato partito da San Giovanni. Incendiati alcuni copertoni di auto in via Cilicia e sequestrate dalla Digos mazze, bastoni, fumoni e carrelli della spesa con pietre. Nove gli stranieri coinvolti negli scontri nella zona di Testaccio. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Protestano gli studenti di Roma Tre che denunciano di essere stati caricati dalla Gdf. Un corteo di circa 300 persone ha sfilato nei pressi della Sapienza per poi rientrare in sede. Un finto accampamento organizzato da una cinquantina di no global ha bloccato stamani il traffico nello svincolo della tangenziale est verso la A24 Roma-L’Aquila nei pressi del cimitero del Verano. Una blindatissima piazza Barberini ha accolto nel pomeriggio alcune migliaia di persone della Rete No-G8, che hanno protestato contro il G8. Nella via Veneto sono state montate delle alte griglie di metallo, che coprono in larghezza l’intero manto stradale, a difesa dell’ambasciata Usa. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rimanda al mittente le accuse di azioni intimidatorie dopo gli arresti per il G8 dell’università. «Ho letto che la Procura di Torino avrebbe emanato gli arresti su ordine del ministero - ha spiegato -: ovviamente è stata una decisione autonoma della Magistratura. Mi hanno sorpreso alcuni documenti dei collettivi che parlano di azioni intimidatorie: o questi studenti sono piuttosto ignoranti sul ruolo delle istituzioni, cosa possibile, oppure c’è un pò di malizia». E poi assicura che il Viminale «farà di tutto per impedire e prevenire incidenti e violenze». «Garantiremo la libertà di manifestare - ha detto Maroni - ma in modo non violento: chi pensa di andare a un corteo con uno zaino pieno di biglie di ferro, con un estintore o con bastoni di legno sappia che noi faremo di tutto per mpedirglielo». Tutta l’autostrada è sorvegliata dalle forze dell’ordine in attesa dell’arrivo delle prime delegazioni dei Paesi partecipanti al G8 previsto per stasera. Decine le auto di polizia e carabinieri lungo l’autostrada che collega Roma all’Aquila. Tutti i ponti e i cavalcavia di statali e provinciali sono presidiati da carabinieri, polizia, guardia di finanza, esercito. Numerose le pattuglie in transito sulla A24 pronte a intervenire in caso di necessità. La zona rossa dell’Aquila è presidiata e uomini in divisa controllano anche le campagne: gli uomini delle forze dell’ordine schierati per la sicurezza sono 15mila, 2.500 i militari. I servizi di controllo del territorio si svolgono a tappeto e proprio in uno di questi sono incappati cinque cittadini francesi che viaggiavano a bordo di un furgone Renault dove i carabinieri hanno trovato cinque mazze di ferro, una mazza da baseball, due aste di metallo ed altri oggetti «atti ad offendere». I carabinieri del Reparto operativo dell’Aquila, comandati dal tenente colonnello Giovanni Di Niso, li hanno fermati nei pressi della Coop di Pettino. Il sospetto è che stessero preparando una qualche azione contro il vertice, ma in mancanza di altri elementi, sono stati solo denunciati a piede libero ed invitati a lasciare il territorio dell’Aquila. Secondo il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, è il «segno che il dispositivo di sicurezza funziona. Al momento non c’è nulla che faccia presagire a una organizzazione più vasta delle proteste. Per ora registriamo che manca una regia complessiva, ma non è escluso che altre persone, isolatamente, vogliano raggiungere la città per manifestare». Il G8 dell’Aquila «non sarà un’altra Genova» e se proteste ci saranno «riteniamo che saranno veramente poca cosa». FOCUS G8 a L'Aquila + A L'Aquila Berlusconi cerca il riscatto: "Non ho nulla da temere" UGO MAGRI

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l'arcivescovo e l'imam pregano "un dio unico" (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Firenze La messa L´arcivescovo e l´imam pregano "un Dio unico" DAI NOSTRI INVIATI VIAREGGIO - L´arcivescovo e l´imam sullo stesso palco. Il dolore spiana tutto anche le differenze religiose. Cattolici e musulmani dentro lo stadio dei Pini pregano insieme un «Dio unico». I bagliori del fuoco di lunedì notte a Viareggio sono sembrati «il visibile di un non-senso, di un negativo assoluto che tutto fagocita e tutto distrugge, alimentato certamente non solo dal caso e dalla fatalità…». La gente applaude durante più di un passaggio dell´omelia dell´arcivescovo di Lucca Italo Castellani. Applaude e piange. Nelle parole del sacerdote non c´è solo il tentativo di dare un senso religioso a una tragedia così grande ma anche un invito a cercare spiegazioni terrene. «Chissà per quanto tempo "la tragedia di Viareggio" segnerà il ricordo di un dolore grande, di tanta sofferenza del corpo e dell´anima, di uno smarrimento e di una angosciosa ricerca di tanti "perché?"». L´arcivescovo fa sue le parole del Papa durante l´Angelus di domenica scorsa: «Auspico che simili incidenti non abbiano a ripetersi e sia garantita a tutti la sicurezza sul lavoro e nello svolgimento della vita quotidiana». E ancora, prima che canti Andrea Bocelli e dopo la straziante lettura sulle beatitudini, in uno stadio pieno di ministri e di gente qualunque, di volontari, vigili del fuoco, scout, maestre, ragazzi: «C´è da interrogarsi - sottolinea l´arcivescovo - sul "modo di vivere", per certi aspetti violenti o ad ogni modo che mettono a rischio la vita stessa, a cui concorriamo tutti, coi i nostri stili di vita personali e collettivi. E´ da tempo venuto il momento che il nostro territorio, la nostra Terra, con il contributo e la responsabilità di tutti nessuno escluso, diventi come Dio l´ha voluta, "madre sicura", "terra sicura", proprio convertendo gli stili di vita personali e collettivi». «Viareggio risorgi più bella», chiude monsignor Castellani nell´omelia, pronunciata con la voce rotta dalla commozione e ricordando anche il dramma de L´Aquila cui ora Viareggio è più «intimamente» unita, e salutando la comunità magrebina, alla quale appartenevano sette vittime, una comunità che «si sente a pieno titolo parte viva della città». Dopo l´arcivescovo doveva intervenire Wahid el Fihri, della comunità islamica romana che prima della funzione religiosa aveva anche distribuito un foglio con sopra la sua preghiera. Invece, a sorpresa, si è presentato al microfono Nour Dachan, esponente dell´Ucoii che ha portato un «abbraccio di solidarietà e fratellanza»: «Avevamo cominciato con l´Aquila, ma due ferite come queste sono troppe». Finita la cerimonia, sfilate via le bare, in un comunicato scritto, la polemica all´interno della comunità islamica viareggina: «Dachan non ci rappresenta. Si è appropriato con un´azione di forza del microfono parlando al posto di el Fihri - continua la nota di Marocco Insieme - e compiendo un atto di prepotenza ai danni della comunità marocchina». (mi.bo. e l.m.)

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YouTube, il conto è meno salato (sezione: Class action)

( da "Punto Informatico" del 08-07-2009)

Argomenti: Class Action

Roma - La guerra del copyright contro YouTube è ancora aperta su più di un fronte, ma il noto portale di videosharing ha appena vinto una piccola battaglia. A decidere il successo è stato il giudice federale Louis Stanton che, dal Distretto Sud dello Stato di New York, ha dato ragione agli avvocati di Google, facendo cadere diversi capi d'accusa portati avanti da un gruppo di detentori di diritti. "Il Copyright Act - ha scritto il giudice - non prevede danni stabiliti per legge relativamente ad opere straniere". class="hilite">La causa era stata intentata nel 2007 da una class="term">class class="term">action guidata da Football Association Premier League a cui si sono accodati altri soggetti come la National Music Publisher Association (NMPA) e Bob Tur, regista noto per i suoi filmati sugli scontri di Los Angeles e sulla cattura di O.J. Simpson negli anni '90. L'accusa collettiva era volta, come si legge sul sito ufficiale dell'iniziativa, a "fermare l'utilizzo non autorizzato da parte del sito YouTube.com delle loro opere e di tutte quelle create da altri detentori dei diritti". Il dibattimento, due anni dopo, resta in piedi, ma gli accusati Google e YouTube hanno assaporato la dolce mano del giudice federale. Stanton ha, infatti, respinto le richieste di risarcimento degli avvocati di Proskauer Rose LLP che rappresenta la class="term">class class="term">action. I video caricati sul portale di San Bruno riguardano, come nel caso della Premier League britannica, opere straniere non coperte dalla legge sul copyright statunitense. Uno spiraglio, tuttavia, è rimasto aperto per l'accusa: potrà richiedere a YouTube i danni legati a eventi dal vivo che costituiscono un'eccezione nella legge. Google, nel frattempo, si gode questa piccola vittoria che ha risollevato animi da anni scoraggiati da iniziative legali da ogni fronte. Il giudice di New York è, infatti, lo stesso che aveva preso in esame la denuncia da parte di Viacom con tanto di richiesta di risarcimento pari ad un miliardo di dollari. Sono stati 500, invece, i milioni (di euro) invocati da Mediaset dopo aver contato almeno 4.643 filmati su YouTube. Per Google, questa volta, il conto sembra decisamente più abbordabile. M.V.

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Abi: Draghi striglia le banche ma gli appelli non bastano! (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 08-07-2009)

Argomenti: Class Action

Abi: Draghi striglia le banche ma gli appelli non bastano! (8/7/2009 17:09) | (Sesto Potere) - Roma - 8 luglio 2009 - Oggi il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel corso dell'assemblea dell'Abi, ha evidenziato il persistere di commissioni complesse e opache da parte del sistema bancario. Per il Codacons si tratta di una giusta considerazione, alla quale però devono seguire conseguenti provvedimenti. Lo stesso Governatore, infatti, ha dovuto ammettere che la ripetuta azione di moral suasion da lui esercitata ha sortito effetti scarsi e che spesso è dovuto intervenire d'imperio il legislatore. Per il Codacons, però, anche le norme legislative introdotte, peraltro insufficienti, vengono sistematicamente raggirate e la trasparenza bancaria resta un miraggio. Per questo non basta introdurre nuove regole, ma vanno stabilite anche precise sanzioni per le banche ed i manager che non le applicano. La svolta vera, poi, ci sarà solo a condizione di introdurre la tutela diretta da parte dei clienti delle banche, class="hilite">ossia una vera class="term">class class="term">action con danno punitivo. Solo l'introduzione del danno punitivo e di sanzioni commisurate al fatturato, potranno scoraggiare comportamenti generalizzati fatti a danno della clientela. Il Codacons denuncia poi l'ennesimo abuso delle banche nell'applicazione delle commissioni di massimo scoperto, applicate in modo indiscriminato in elusione della legge. Malgrado il recente intervento legislativo, infatti, le banche continuano a far lievitare i costi dei conti correnti applicando sempre nuove voci di spesa, mentre il Governo resta a guardare ed anche l'ultimo decreto (Tremonti ter) rischia di essere la toppa peggio del buco perchè fissa un limite per tali commissioni dello 0,5%, superiore a quello già applicato da molte banche. Inoltre, la fissazione di un prezzo massimo per i servizi è stato sempre aspramente criticato dall'Antitrust in quanto ciò potrebbe autorizzare le banche ad attestarsi sulla soglia massima consentita e quindi comportare un cartello sui prezzi bancari.

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ROMA - Rush finale per il Ddl sullo Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Giovedì 09 Luglio 2009 Chiudi ROMA - Rush finale per il Ddl sullo «Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese». Insomma, dopo vent'anni dal referendum è arrivato all'ultimo atto il rientro dell'Italia nell'energia nucleare. Il documento, che rappresenta uno dei collegati alla Finanziaria, è arrivato ieri in quarta lettura al Senato dopo un iter piuttosto tormentato. Un iter culminato in serata con l'atteso voto definitivo dei senatori, che ha finito per slittare a stamattina. Con il provvedimento, che contiene anche molte altre novità in materia di carburanti, made in Italy e tutela dei consumatori, il governo ottiene la delega per stabilire alcuni punti fermi: in sintesi, entro sei mesi dall'approvazione definitiva del ddl saranno individuati i criteri per la localizzazione dei siti delle centrali (un primo pacchetto di quattro le costituirà l'Enel con la francese Edf). Nello stesso tempo andranno definite le modalità di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, le norme per garantire la sicurezza e le misure compensative per le popolazioni che saranno più vicine alle strutture e che quindi subiranno una limitazione d'uso del loro territorio. Toccherà alla nuova Autorità sulla sicurezza il controllo su tutta la filiera dell'atomo e la responsabilità sulla sicurezza. Nuova stretta anche sui tempi autorizzativi per le infrastrutture e gli impianti energetici. Per questo e per molti altri motivi il ddl "Sviluppo" ha «una rilevanza strategica» per il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Un provvedimento che «contiene riforme vere», ha sottolineato il ministro. Sul nucleare, «il ritorno dell'Italia non è costoso, nè pericoloso o sbagliato», ha assicurato Scajola. Anzi garantirà «una riduzione strutturale dei prezzi dell'elettricità, senza costi aggiuntivi a carico dei contribuenti». Fra gli altri provvedimenti merita una segnalazione l'aumento di un punto percentuale della "Robin Tax" (che colpisce petrolieri e produttori d'energia) per finanziare aiuti all'editoria. Ma anche l'class="hilite">esordio dell'ordinamento giuridico dell'azione legale collettiva (class="term">class class="term">action) per gli illeciti che verranno commessi successivamente all'approvazione. Per le assicurazioni arrivano le polizze poliennali. Ma arriva la stretta anche sulla contraffazione di marchi e brevetti: le sanzioni arrivano fino a 6 anni di carcere.

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Il campionato si smarca dal caldo: primi turni alle 20.45 (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Sport data: 09/07/2009 - pag: 49 La novità Possibile «notturna» anche per le ultime due giornate. E dal 2010/11 una gara alle 12.30 Il campionato si smarca dal caldo: primi turni alle 20.45 MILANO Niente partite sotto il solleone e tifosi per qualche ora in più al mare: la serie A partirà, infatti, in «notturna». Manca l'ultimo passo per l'ufficialità (via libera della Rai), ma domenica 23 agosto il fischio d'inizio della 1ª del campionato 2009/10 avverrà alle 20.45 (addio 20.30, ci si uniforma alla Champions League). Previsti i due canonici anticipi del sabato (18 e 20.45) e uno alla domenica (18). Si replicherà il 29 e 30 agosto. E, se il 6 gennaio 2010 (ripresa dopo la sosta natalizia che scatterà il 20 dicembre) si scenderà in campo alle 15, anche gli ultimi due turni (9 e 16 maggio 2010) potrebbero essere disputati alle 20.45. La notturna nei giorni caldi diventerà prassi nella stagione di 65 e 35. Ma, ieri, in Lega si è parlato anche d'altro. Per la prossima stagione è stata approvata la mutualità per la serie B: 65-70 milioni (dipende dalla vendita dei diritti tv in chiaro). Si continua a lavorare per la separazione «consensuale» tra A e B operativa dal 1Ú luglio 2010. Fino a tarda sera (mentre erano già in azione gli addetti alle pulizie) Beretta (presidente della A), unitamente a Cobolli Gigli, Lotito e Lo Monaco (incaricati dagli altri club di A), hanno incontrato i rappresentanti della B (Andreoletti, Fantinel e Bedin). I «cadetti», dopo mesi di malumori, sono usciti soddisfatti dalla riunione e fiduciosi sul futuro. Il commissario straordinario, Giancarlo Abete, ha proseguito nel lavoro di mediazione sull'adozione della «tessera del tifoso », voluta dal ministro dell'Interno, Maroni. I club hanno ribadito un principio: deve avere funzione di fidelizzazione e non di schedatura dei sostenitori. Ieri intanto, a Roma, si è riunita la Covisoc, l'organismo di controllo della Federcalcio. Nessun problema in serie A e B. Mentre in Lega Pro è a forte rischio la situazione di Venezia, Treviso, Avellino, Pisa e Sambenedettese. Roberto Stracca Verso i diritti collettivi Pronti i bandi per la vendita collettiva dal 2010/11: più pacchetti per il digitale terrestre

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Nucleare, Senato approva ddl sviluppo, diventa legge (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)

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class="hilite">ROMA (Reuters) - - Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge Sviluppo. Il provvedimento contiene varie norme come quelle sul riavvio del nucleare, la nuova definizione della class="term">class class="term">action e l'incremento di un punto dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche per finanzire i fondi per l'editoria.

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Ok del Senato, il ddl sviluppo è legge (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA Via libera dell’Aula del Senato al ddl sviluppo che segna il ritorno dell’Italia al nucleare. Il provvedimento, in quarta lettura, è stato approvato in via definitiva e quindi diventa legge. I voti a favore sono stati 154, i contrari 1, e gli astenuti 1. L’opposizione non ha partecipato al voto. Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato dall’esecutivo, durante i diversi passaggi parlamentari è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli, e giunge in dirittura d’arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Queste le misure contenute nel provvedimento: Nucleare Il governo avrà la delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per l’individuazione dei siti delle future centrali e le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno sul loro territorio gli impianti. Agenzia per la sicurezza nucleare Sarà costituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Dovrà dettare le regole tecniche, controllare e autorizzare tutto il ciclo, compreso lo smaltimento delle scorie. Gas Eliminata la proroga dei tetti antitrust alla vendita di gas dal 2010 al 2015. Resta il tetto del 61 0.000000ino a tutto il prossimo anno. Petrolio Aumentate le royalties dal 7al 10, a partire dal primo gennaio 2009, sull’estrazione di idrocarburi in Italia. I maggiori introiti saranno finalizzati alla riduzione del prezzo dei carburanti nelle regioni interessate. Previste anche norme autorizzative più snelle per i giacimenti italiani, compresa l’area dell’Alto Adriatico. Confermato l’obbligo per i gestori delle stazioni di servizio che riforniscono gli autotrasportatori di comunicare i prezzi dei carburanti al Mse. Editoria e Robin tax L’addizionale Ires sulle compagnie petrolifere aumenta dal 5,5al 6,5 1e-4934 risorse saranno destinate per coprire il ripristino del fondo per l’editoria con 140 milioni divisi nel biennio 2009-2010. Class class="term">action Introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell’entrata in vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all’azione risarcitoria collettiva, poichè è stata esclusa la retroattività. L’entrata in vigore della prima normativa in materia, targata governo Prodi, è stata fatta slittare continuamente in attesa del via libera definitivo del ddl sviluppo. Il decreto legge varato dall’esecutivo la settimana scorsa ne sposta ulteriormente l’applicazione al primo gennaio 2010. Contraffazione Sarà sanzionato (sia pecuniariamente con una multa massima di 50mila euro e una pena fino a 6 mesi di carcere)chi trae profitto dalla violazione delle norme sul diritto d’autore. Assicurazioni poliennali Sono in arrivo polizze poliennali per l’Rca auto. In cambio di uno sconto, l’assicurato dovrà restare fedele alla compagnia per 5 anni o pagherà una penalità. Ferrovie private Le licenze per il servizio ferroviario passeggeri saranno rilasciate solo a imprese italiane o con sede in un Paese legato da vincolo di reciprocità. Reti d'impresa Le imprese che si metteranno in rete potranno godere delle stesse agevolazioni dei distretti industriali. In pensione lampadine a incandescenza e vecchi frigoriferi Grazie a due emendamenti del Pd, spariranno progressivamente dal mercato le lampadine a incandescenza e i frigoriferi di classe inferiore alla A.

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Ddl sviluppo, sì al rilancio del nucleare (sezione: Class action)

( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

9 luglio 2009 - 11.39 (Ultima Modifica: 09 luglio 2009) ROMA - Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sullo sviluppo, che prevede tra l'altro il rilancio del nucleare civile in Italia. Il provvedimento ha ottenuto 154 voti favorevoli e un contrario. Un senatore si è astenuto. A favore il voto del Pdl, Lega Nord ed Udc. Contro Pd ed Idv che non hanno votato nel tentativo di far mancare il numero legale. Il ddl sviluppo dopo quattro letture in Parlamento diventa legge con il sì definitivo del Senato. Tra le principali misure ci sono il ritorno dell'Italia al nucleare, l'class="hilite">arrivo della class="term">class class="term">action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010), il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax) e norme a difesa del made in Italy, per il mercato del gas, liberalizzazioni delle ferrovie e novità in tema di assicurazioni. IL TESTO

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Nucleare: Senato approva ddl Sviluppo, diventa legge (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Dopo un percorso parlamentare accidentato durato quasi un anno, il Senato ha approvato in quarta lettura il disegno di legge sullo Sviluppo, rendendolo legge. Il provvedimento, sul quale il ministro Claudio Scajola ha basato le sue linee di politica industriale, pone le basi per il rilancio del nucleare in Italia, contiene la nuova definizione della Class class="term">action e l'incremento di un punto percentuale dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche -- la cosiddetta Robin Tax -- per finanziare i fondi per l'editoria. "Passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà", ha detto Scajola in una conferenza stampa appositamente convocata per illustrare i contenuti del ddl. IL RILANCIO DEL NUCLEARE Il governo dovrà definire entro sei mesi i criteri per localizzare i siti degli impianti, individuando anche le compensazioni per le popolazioni che ospiteranno i siti. Prevista anche la costituzione dell'Agenzia per la sicurezza del nucleare. In autunno sarà definito il Piano strategico nazionale per l'energia, che dovrà porre le basi per diversificare le fonti di approviggionamento energetico. A regime il governo vuole ottenere dal nucleare il 25% del suo fabbisogno . class="hilite">Sui tempi di costruzione dei nuovi impianti Scajola si è limitato a dire che l'obiettivo è "posare la prima pietra della prima centrale entro fine legislatura". LA CLASS ACTION ALL'ITALIANA Il ddl riscrive la disciplina della Class class="term">action all'italiana introdotta in Finanziaria 2008 dal governo Prodi, mai entrata in vigore perché sospesa per ben tre volte. Continua...

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Approvato il Ddl "Sviluppo". Scajola, legge storica per la modernizzazione del Paese (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Approvato il Ddl “Sviluppo”. Scajola, legge storica per la modernizzazione del Paese (9/7/2009 15:50) | (Sesto Potere) - Roma - 9 luglio 2009 - E’ stato approvato questa mattina al Senato il Disegno di Legge Sviluppo con 154 voti favorevoli, 1 voto contrario ed un astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no e hanno abbandonato l'aula al momento del voto. class="hilite">I punti salienti del ddl sono il ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie. "E' una legge storica, una serie di norme strategiche - ha affermato il Ministro Claudio Scajola - un provvedimento "di legislatura" che orienterà l'attività del Ministero dello Sviluppo economico per i prossimi anni. Si può affermare che con questo provvedimento passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l'Italia del futuro".

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SOCIETA'. Legge sviluppo, i commenti sulla class action (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

News SOCIETA'. Legge sviluppo, i commenti sulla class action 09/07/2009 - 15:30 Dure le reazioni dal fronte ambientalista e consumerista, alla notizia dell'approvazione da parte del Senato del ddl sviluppo che, da poche ore, è diventato legge. Federconsumatori aveva già ritenuto estremamente grave l'ulteriore rinvio della Class Action. "Se non ci fosse stata questa decisione da parte del Governo, infatti - scrive l'Associazione dei consumatori in una nota - sarebbe entrato nel nostro ordinamento giuridico il testo originale, che abbiamo sempre giudicato del tutto accettabile e non quello modificato con un emendamento allucinante da una maggioranza in Senato totalmente acquiescente ai poteri forti del Paese". "Ora, tale grave modificazione in peggio viene confermata nel ddl sviluppo, affossando così definitivamente spirito e contenuti della norma precedente. Il nostro giudizio è netto - conclude la nota - il rinvio e la nuova stesura rimane una manovra contro chi viene truffato ed un aiuto a chi ha volutamente e pervicacemente truffato". Il Codacons invita il Parlamento a non introdurla nel nostro ordinamento perché i consumatori preferiscono rinunciare ad una class action così. "E' evidente come i nostri politici e i nostri governanti abbiano ceduto alle pressioni di Confindustria, che ne ha influenzato fortemente le scelte - prosegue Rienzi - Semmai si volesse proseguire nello sciagurato proposito di introdurre questa class action difettata e da terzo mondo, consigliamo di introdurne la decorrenza solo a partire dall'anno 2043, così da non creare fino a tale data problemi alle imprese"."Dal canto nostro - conclude il Presidente Codacons - proseguiremo a intentare migliaia di cause individuali contro le imprese, e tanto peggio per loro che saranno costrette a sostenere costi ben più elevati rispetto alle cause collettive". Secondo Adiconsum questa class action non è di alcuna utilità nell'accrescere la tutela dei consumatori contro le furbizie, i raggiri e le truffe. Questo giudizio così drastico è dovuto al fatto che:la possibilità di attivare la procedura dell'azione collettiva è riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi;la possibilità di ricorso è limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi eccezionali, poiché nella realtà non esistono interessi identici, ma omogenei;chi attiva la procedura corre il rischio di risarcire l'impresa nel caso in cui l'azione collettiva non sia ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo);i consumatori devono farsi carico di tutte le spese di pubblicità (e non di informazioni) stabilite dal giudice;una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali, poiché ogni consumatore coinvolto dovrà depositare lì la propria documentazione probatoria;infine, se il risarcimento verrà ammesso dal giudice questo sarà correlato a quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo risarcimenti simbolici. Adiconsum conferma quindi l'esigenza di apportare modifiche a questo testo se effettivamente si vuole dare uno strumento per risarcire le migliaia di consumatori vittime di frodi e di raggiri. Prezzo carburanti: il click per conoscere il prezzo dei carburanti è un provvedimento utile, ma del tutto marginale. Ciò che abbiamo chiesto al ministro è che fossero stabiliti i criteri di adeguamento del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del greggio. Prezzi trasparenti energia, telecomunicazioni, trasporti marittimi Il prezzo effettivo è un passo avanti, ma non permette ai consumatori di confrontare i prezzi e quindi scegliere quello più conveniente. Polizze pluriennali: la soluzione indicata è positiva, perché vincola il contratto pluriennale a condizioni più vantaggiose per il consumatore. Contraffazione: giuste la norma, ma rischia di restare disattesa se non seguono i controlli. Legge annuale per il mercato e la concorrenza: positiva perché potrà consentire di affrontare i problemi emersi nel settore del consumo e dei servizi e di indicare adeguate soluzioni. Per Adoc sta diventando un gioco che va a danneggiare i consumatori e a premiare le imprese scorrette. "Il vero problema della norma sulla class action è la sua applicabilità - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la versione precedente non era proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente un passo indietro, per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun ruolo nell'avvio dell'azione risarcitoria collettiva, benché il nostro coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell'azione. I continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class action in un gioco pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta, defraudati di un prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa dei loro diritti. A tutto vantaggio delle imprese che operano in modo scorretto sul mercato e a danno anche delle imprese oneste e virtuose. Ora confidiamo nel Ministro Brunetta, che più volte ha manifestato la volontà di estendere la class action anche alla Pubblica Amministrazione". Sulll'introduzione della polizza pluriennale a fronte di una riduzione del premio per l'automobilista Pileri dichiara: "Va bene ampliare l'offerta al consumatore, ma perché i costi di una polizza base non calano ? Negli ultimi anni si è ridotto di circa il 20% il tasso d'incidentalità sulla rete autostradale e del 68% il tasso di mortalità, grazie agli sforzi di Autostrade per l'Italia e delle Associazioni dei consumatori, che hanno premuto per l'installazione, su oltre 1500 km di rete, del sistema Tutor. La riduzione dell'incidentalità avrebbe dovuto favorire un ribasso del costo delle polizze, intorno al 25%, ma non è avvenuto. Al contrario, negli ultimi quattro anni, a parità di polizza, c'è stato un aumento dei costi tra il 15 e il 18%. In una giungla di offerte è difficile per il consumatore capire quale sia la più conveniente, ed è costretto a fidarsi di agenti che non sempre propongono la migliore soluzione. E' in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze online, più convenienti di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano un grande ostacolo per i clienti ultracinquantenni, che soffrono l'assenza di un riscontro umano. Rimane critico anche il diverso trattamento delle categorie. Abbiamo riscontrato che alcune compagnie, per precisi profili tariffari, come i neopatentati e gli under 26, presentano in modo uniforme e su tutto il territorio nazionale premi superiori a 3000 euro, portandoli a spendere per un'utilitaria, in media, il 22,5% in più degli over 60." 2009 - redattore: GA

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Adiconsum, la class action delude le attese dei consumatori (sezione: Class action)

( da "KataWebFinanza" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Adiconsum, la class action delude le attese dei consumatori (Teleborsa) - Roma, 9 lug - Il provvedimento pi atteso quello sulla class action, che lo stesso ministro Scajola ha definito "storico" e che si era impegnato a migliorare rispetto al testo del Governo Prodi, non sar di alcuna utilit nell'accrescere la tutela dei consumatori contro le furbizie, i raggiri e le truffe. A sostenerlo l'Adiconsum. Questo giudizio cos drastico dovuto al fatto che la possibilit di attivare la procedura dell'azione collettiva riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi. Inoltre la possibilit di ricorso limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi eccezionali, poich nella realt non esistono interessi identici, ma omogenei. Chi attiva la procedura corre il rischio di risarcire l'impresa nel caso in cui l'azione collettiva non sia ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo); i consumatori devono farsi carico di tutte le spese di pubblicit (e non di informazioni) stabilite dal giudice. Una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali, poich ogni consumatore coinvolto dovr depositare l la propria documentazione probatoria; infine, se il risarcimento verr ammesso dal giudice questo sar correlato a quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo risarcimenti simbolici. Adiconsum conferma quindi l'esigenza di apportare modifiche a questo testo se effettivamente si vuole dare uno strumento per risarcire le migliaia di consumatori vittime di frodi e di raggiri. Il click per conoscere il prezzo dei carburanti un provvedimento utile, ma del tutto marginale. Ci che abbiamo chiesto al ministro, precisa Adiconsum, che fossero stabiliti i criteri di adeguamento del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del greggio. Pe rquel che riguarda la trasparenza dei prezzi dell'energia, telecomunicazioni e trasporti marittimi, il prezzo effettivo un passo avanti, ma non permette ai consumatori di confrontare i prezzi e quindi scegliere quello pi conveniente. Sul fronte delle polizze pluriennali, la soluzione indicata positiva, perch vincola il contratto pluriennale a condizioni pi vantaggiose per il consumatore. Giuste le norme contro la contraffazione, ma rischia di restare disattesa se non seguono i controlli. Positiva la legge annuale per il mercato e la concorrenza, perch potr consentire di affrontare i problemi emersi nel settore del consumo e dei servizi e di indicare adeguate soluzioni. 09/07/2009 - 19:21

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Sviluppo, ddl: Adoc, nuovo rinvio class action danneggia i consumatori (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Sviluppo, ddl: Adoc, class="hilite">nuovo rinvio class="term">class class="term">action danneggia i consumatori (9/7/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma - 9 luglio 2009 - Con l'approvazione definitiva del ddl Sviluppo viene sancito un nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, che partirà il prossimo 1° gennaio 2010 e l'eliminazione della retroattività. Per Adoc sta diventando un gioco che va a danneggiare i consumatori e a premiare le imprese scorrette. "Il vero problema della norma sulla class="term">class class="term">action è la sua applicabilità - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la versione precedente non era proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente un passo indietro, per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun ruolo nell'avvio dell'azione risarcitoria collettiva, benché il nostro coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell'azione. I continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class="term">class class="term">action in un gioco pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta, defraudati di un prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa dei loro diritti. A tutto vantaggio delle imprese che operano in modo scorretto sul mercato e a danno anche delle imprese oneste e virtuose. Ora confidiamo nel Ministro Brunetta, che più volte ha manifestato la volontà di estendere la class="term">class class="term">action anche alla Pubblica Amministrazione". Nel ddl Sviluppo prevista anche l'introduzione della polizza pluriennale a fronte di una riduzione del premio per l'automobilista. "Va bene ampliare l'offerta al consumatore, ma perché i costi di una polizza base non calano ? - continua Pileri - negli ultimi anni si è ridotto di circa il 20% il tasso d'incidentalità sulla rete autostradale e del 68% il tasso di mortalità, grazie agli sforzi di Autostrade per l'Italia e delle Associazioni dei consumatori, che hanno premuto per l'installazione, su oltre 1500 km di rete, del sistema Tutor. La riduzione dell'incidentalità avrebbe dovuto favorire un ribasso del costo delle polizze, intorno al 25%, ma non è avvenuto. Al contrario, negli ultimi quattro anni, a parità di polizza, c'è stato un aumento dei costi tra il 15 e il 18%. In una giungla di offerte è difficile per il consumatore capire quale sia la più conveniente, ed è costretto a fidarsi di agenti che non sempre propongono la migliore soluzione. E' in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze online, più convenienti di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano un grande ostacolo per i clienti ultracinquantenni, che soffrono l'assenza di un riscontro umano. Rimane critico anche il diverso trattamento delle categorie. Abbiamo riscontrato che alcune compagnie, per precisi profili tariffari, come i neopatentati e gli under 26, presentano in modo uniforme e su tutto il territorio nazionale premi superiori a 3000 euro, portandoli a spendere per un'utilitaria, in media, il 22,5% in più degli over 60."

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Ddl Sviluppo, da misure emergenza a misure strutturali (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 09-07-2009)

Argomenti: Class Action

Ddl Sviluppo, da misure emergenza a misure strutturali ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 09.07.2009 19:13 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 9 LUG - La Legge Sviluppo che entra in vigore dopo il si' del Senato contiene una ''serie di norme strategiche''.Cosi' il ministro Scajola. ''Dalle misure di emergenza, per contrastare la crisi, si passa alle riforme strutturali'', ha detto il ministro dello Sviluppo economico. Viene introdotto il 'contratto di rete d'impresa che consentira' alle aziende nuove forme di aggregazione e verra' riorganizzato l'intero assetto degli incentivi. Scajola ha poi sottolineato l'importanza dell'introduzione della 'class="hilite">class="term">class class="term">action' e delle misure a tutela dei consumatori. E sul ritorno del nucleare in Italia, sancito dal ddl, il ministro rende noto che gia' diversi Enti locali hanno dichiarato la loro disponibilita' ad accogliere le centrali e che saranno individuati i ''siti per sicurezza e collocazione ideale e su questa mappatura sara' il mercato a decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi''. Con il ddl Sviluppo nasce anche la borsa del gas. Entro sei mesi dall'entrata in vigore del provvedimento prendera' vita una vera e propria piazza dove ogni giorno domanda ed offerta si incontreranno per dar vita al prezzo del gas. Le offerte di acquisto e di vendita saranno gestite dal Gme (Gestore del mercato elettrico).(ANSA).

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Via libera al ddl sviluppo: sì al rilancio del nucleare (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Tra le misure: la class="term">class class="term">action e il ripristino dei fondi per l'editoria Via libera al ddl sviluppo: sì al rilancio del nucleare Il provvedimento è stato approvato in Senato. L'opposizione non ha partecipato al voto ROMA - Via libera definitivo del Senato al disegno di legge sullo sviluppo, che prevede tra l'altro il rilancio del nucleare civile in Italia. L'opposizione, pur avendo annunciato il voto contrario, non ha partecipato al voto nel tentativo di far mancare il numero legale. Il provvedimento ha ottenuto 154 voti favorevoli e un contrario. Un senatore si è astenuto. LE MISURE - Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato dall'esecutivo, durante i diversi passaggi parlamentari è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli, e giunge in dirittura d'arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Tra le principali misure ci sono: il ritorno dell'Italia al nucleare, l'arrivo della class="term">class class="term">action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax). - Ecco, nel dettaglio, i principali provvedimenti nel testo (qui il ddl completo in pdf): NUCLEARE - In sei mesi dall'entrata in vigore della legge il governo predisporrà la normativa per tornare al nucleare e per la localizzazione degli impianti oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati «di interesse strategico nazionale» e quindi soggetti anche a controllo militare. Prevista un'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti che verrà rilasciata dal ministro dello Sviluppo economico, di concerto con l'Ambiente e le Infrastrutture «previa intesa con la Conferenza unificata». L'autorizzazione non sostituisce però la Via (valutazione di impatto ambientale) e la Vas (valutazione ambientale strategica). AGENZIA PER LA SICUREZZA NUCLEARE - Sarà l'autorità nazionale per la regolamentazione tecnica, il controllo e l'autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività concernenti gli impieghi dell'energia nucleare, la gestione e la sistemazione dei rifiuti radioattivi, la protezione dalle radiazioni, nonché la vigilanza sugli impianti. È saltata in quest'ultimo passaggio alla Camera la parte in cui si leggeva che l'Agenzia «opera con indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, avvalendosi di personale qualificato e altamente specializzato». COMMISSARIAMENTO SOGIN - Il ministro dello Sviluppo economico e quello dell'Economia avranno il compito di ridefinirne i compiti e le funzioni. Un decreto della presidenza del consiglio dei ministri nominerà un commissario e due vicecommissari per la società Sogin. Mentre il cda decade con l'entrata in vigore della legge. RISPARMIO ENERGETICO - Il ministro dello Sviluppo economico predispone entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario per l'efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla Commissione europea, preparato con l'apporto dell'Agenzia nazionale per l'efficienza energetica. class="hilite">CLASS ACTION - In arrivo la class="term">class class="term">action, che però non sarà retroattiva: si potrà ricorrere solo per gli illeciti compiuti dopo l'entrata in vigore di questa legge. Inoltre la disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010. L'istituto giuridico della class="term">class class="term">action era stato introdotto con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi e sarebbe dovuto entrare in vigore a giugno del 2008, ma il governo Berlusconi decise di rimettere mano alla normativa e stabilì una prima proroga al dicembre 2008, un successivo slittamento al 30 giugno 2009 e con il dl manovra varato la scorsa settimana ha sancito che non partirà prima del gennaio 2010. EDITORIA - Ripristinati 70 milioni di euro per il fondo per l'editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni di euro in due anni che vengono coperti con l'aumento della Robin tax. SALE ROBIN TAX - Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione dell'aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell'energia elettrica. Le risorse sono destinate al ripristino del fondo dell'editoria. ASSICURAZIONI - In arrivo il contratto di durata poliennale. Lo potrà proporre l'assicuratore al posto di una copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però delle penalità nel caso di recesso. PREZZO BENZINA - Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l'aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dall'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. BOLLO GRATIS PER GPL - Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano al Gpl o al metano. FERROVIE PRIVATE - Le ferrovie private che vogliono operare in Italia dovranno essere «in possesso di un'apposita licenza», che però potrà essere data solo a chi ha sede legale nel nostro Paese o se nel Paese di appartenenza vige il principio di reciprocità. Quanto al servizio universale, il ministero delle Infrastrutture individuerà le tratte e le tipologie di servizi a più alta redditività. NORME ANTICONTRAFFAZIONE - Multe più severe e carcere fino a 6 anni per chi pratica la contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali o esteri. RETI D'IMPRESA - Vengono estese alle reti di imprese le agevolazioni già previste per i distretti industriali. PUBBLICITÀ INGANNEVOLE - Anche per le compagnie marittime arriva l'obbligo di reclamizzare il prezzo dei biglietti comprensivo di tutti gli altri oneri, come le tasse portuali. stampa |

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Studenti arrestati per il G8: la protesta di Aca Toro (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il collettivo occupa simbolicamente il provveditorato Studenti arrestati per il G8: la protesta di Aca Toro Un'occupazione simbolica di circa un'ora. Il messaggio era chiaro: esprimere solidarietà ai 21 studenti arrestati nei giorni scorsi nell'ambito dell'operazione Rewind, condatta dalle forze dell'ordine in tutta Italia a pochi giorni dal G8. I ragazzi del collettivo studentesco 'Aca toro' hanno protestato ieri davanti al Provveditorato agli studi di via Cocastelli. Lo slogan della giornata è stato 'Liberi tutti'. Il perchè lo spiega uno degli attivisti, Paolo Cenzato: «Quasi tutti i fermati erano studenti incensurati. Gli arresti sono avvenuti con blitz violenti sia nelle abitazioni che nei centri sociali. L'unico obiettivo delle forze dell'ordine era quello di reprimere il dissenso». Un'operazione preventiva insommma che avrebbe colpito nel mucchio, con il solo intento di scoraggiare le proteste degli studenti nei giorni del vertice mondiale a l'Aquila. Le città coinvolte nell'operazione sono state Roma, Torino, Bologna e Padova. L'occupazione è servita anche per mettersi in contatto con le istituzioni locali: una volta occupato l'edificio, i ragazzi hanno inviato via fax il volantino della manifestazione a Comune e Provincia. L'intento era quello di sensibilizzare i vertici politici cittadini. Ecco un estratto del documento: «Nell'ultimo anno l'Onda studentesca è stata l'esempio più eloquente del conflitto sociale in questo paese. A Mantova come nel resto d'Italia i collettivi studenteschi hanno cercato in ogni modo di estendere il motto 'Noi la crisi non la paghiamo!' a tutte le altre realtà sociali colpite dalla crisi economica. Colpire gli studenti dell'Onda e manipolare l'opinione pubblica vuol dire attaccare chi vuole reagire a questa crisi e ai suoi colpevoli». Nella seconda parte del documento gli studenti lanciano una provocazione. «Perfino negli Usa un banchiere responsabile del disastro finanziario paga col carcere. Nella democratica Italia a finire in galera (o peggio, espulso) sono le vittime e non i carnefici: studenti, precari e migranti. Se queste sono le circostanze, noi studenti dei collettivi mantovani ci assumiamo la piena responsabilità delle mobilitazioni dello scorso autunno e di qualsiasi azione di protesta messa in atto. Se il dissenso è reato, siamo colpevoli e perfino disposti all'autodenuncia». Vincenzo Corrado

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Class action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac del recente passato (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">SVILUPPO Class class="term">action Parte la causa collettiva ma non sarà possibile usarla per i grandi crac del recente passato LE NUOVE MISURE

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Il governo: I siti scelti saranno sicuri Decideremo insieme agli enti locali (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il governo: «I siti scelti saranno sicuri Decideremo insieme agli enti locali» [FIRMA]ROSARIA TALARICO ROMA La concomitanza con il G8 rischiava forse di far passare sotto silenzio l'approvazione in Senato del disegno di legge sullo sviluppo (ora diventato legge) che ha un sottotitolo programmatico: «le grandi riforme per rilanciare l'economia del Paese». Dopo un iter laborioso durato quasi dieci mesi vengono dunque introdotte nuove norme in materia di energia, di rilancio del sistema imprenditoriale e di tutela del consumatore. «E' una legge storica, una serie di norme strategiche - così la descrive il ministro Claudio Scajola - con cui passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l'Italia del futuro». La principale novità del pacchetto è la reintroduzione in Italia del nucleare. Secondo il ministro la sensibilità del Paese verso questo argomento è cambiata e «abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari. C'è una maturazione rispetto a posizioni precedenti». Scajola ha aggiunto che saranno individuati «i siti ideali per sicurezza e collocazione e su questa mappatura sarà il mercato a decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi. Sarà un affare per l'Italia e uno ancora più grosso per i territori». Occorreranno infatti sei mesi per disciplinare le modalità di localizzazione e le tipologie di impianti, di stoccaggio dei rifiuti e delle scorie, oltre alle «misure compensative» da riconoscere alle popolazioni interessate. Anche i vertici di Enel ed Edison parlano di «giornata storica», mentre Federutility assicura che anche le ex municipalizzate saranno della partita. Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia quello del nucleare è «un'opzione importante». Critici invece Pd e Italia dei Valori, ambientalisti e consumatori. E soprattutto le più importanti regioni guidate dal centrosinistra: Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Per il governo, invece, questa nuova strategia in ambito energetico eviterà una dipendenza dell'Italia dall'estero (pari all'85% dei nostri consumi) e un costo superiore del 30% rispetto agli altri Paesi europei pagato per l'approvvigionamento energetico. Segnali positivi arrivano anche dalle aziende di servizi pubblici locali. Sempre nel settore energetico, nascerà la Borsa del gas: entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, le offerte di acquisto e di vendita del gas naturale saranno gestite dal gestore del mercato elettrico. Tutto ciò dovrebbe tradursi per il cittadino in una bolletta meno cara. Altra novità di rilievo è rappresentata dalla class="hilite">class="term">class class="term">action. «L'azione di classe» viene così introdotta nell'ordinamento italiano e permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i settori dell'energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica industriale, viene introdotto il «contratto di rete d'impresa» che supera il concetto fisico di distretto e consentirà alle aziende di minori dimensioni di aggregarsi in forme nuove senza perdere la propria identità, grazie ad agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative. Sempre in ambito imprenditoriale, la legge Sviluppo introduce una riforma del sistema degli incentivi alle imprese, che vedranno uno snellimento delle procedure e una riduzione dei tempi per ottenerli. Verranno riformate anche le Camere di commercio e gli enti di internazionalizzazione con l'ottica di rendere sempre più efficiente la rete di supporto alle imprese.

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nucleare, si parte da sicilia e veneto (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 1 - Prima Pagina Passa la legge che fa tornare le centrali atomiche. class="hilite">Nel provvedimento anche la class="term">class class="term">action ma dal 2010 Nucleare, si parte da Sicilia e Veneto ROMA - è legge il ritorno dell´Italia al nucleare. Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sullo sviluppo. Ora il governo ha sei mesi di tempo per definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali. Dove verranno realizzate? I primi segnali di apertura arrivano da Sicilia e Veneto. Invece la Basilicata, indicata da alcuni come disponibile, si è tirata fuori. PARENTE A PAGINA 32

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il ritorno al nucleare in italia è legge - giovanni parente (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 32 - Economia Il ritorno al nucleare in Italia è legge Veneto e Sicilia pronti alle centrali. class="hilite">Varata anche la class="term">class class="term">action "spuntata" Approvato definitivamente il ddl Sviluppo La Borsa del gas al Gme Pd in trincea contro la "svolta" sull´energia Azione collettiva, Antitrust delusa GIOVANNI PARENTE ROMA - Il ritorno dell´Italia al nucleare è legge. La gestazione è durata circa dieci mesi ma ieri il Senato ha approvato in quarta lettura il ddl Sviluppo. Ora la partita si sposta su un altro campo. Entro sei mesi dall´entrata in vigore del provvedimento, il governo dovrà definire i criteri per la localizzazione e le tipologie delle centrali, lo stoccaggio dei rifiuti, il deposito delle scorie e le compensazioni alle popolazioni interessate. Il vero nodo da sciogliere è, quindi, proprio quello di dove saranno realizzati gli impianti. «Abbiamo avuto disponibilità a livello locale da vari enti ad accogliere centrali nucleari - ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - C´è una maturazione rispetto a posizioni precedenti». In realtà, ad aprire spiragli sono stati Sicilia e Veneto. Nel primo caso, però, non si tratta di una cambiale in bianco perché nel momento in cui si prospettasse la possibilità verrebbe sottoposta a referendum. «Non chiudiamo le porte ma non c´è un sì incondizionato», fanno sapere dalla Regione. Mentre alla disponibilità del Veneto dovrà comunque corrispondere la verifica delle condizioni tecniche per la realizzazione sui propri territori. Il coro dei no da parte di altri governatori e assessori è stato nutrito. Tra questi anche il presidente lucano Vito De Filippo (Pd). Anche se, ancora ieri, alcune fonti accreditavano la Basilicata come una delle potenziali sedi. Ma la sua regione «non sarà mai disponibile - ha puntualizzato De Filippo - a farsi includere nella nuova geografia nucleare del Paese». Da Pd e Italia dei valori non sono mancate critiche alla svolta sull´atomo. Il democratico Della Seta ha parlato di «salto all´indietro di 20 anni». Per il candidato alla segreteria, Ignazio Marino, è una «legge inopportuna». Antonio Di Pietro (Idv) la definisce una «bomba ad orologeria». Di diverso avviso l´ad di Enel, Fulvio Conti, che la ritiene una «scelta storica» e «un´opportunità strategica». Da Umberto Quadrino, ad di Edison, la convinzione che «si apre un nuovo capitolo nella storia energetica del nostro Paese». Lo stesso Scajola ha ricordato che «diventa operativo il percorso per un mix elettrico con il 50% di fonti fossili contro l´attuale 83%, il 25% di rinnovabili dall´attuale 18%, il 25% di nucleare». Entro sei mesi partirà poi anche la borsa del gas: le offerte di acquisto e di vendita saranno gestite dal Gme (Gestore del mercato elettrico). Tra i 64 articoli del provvedimento approvato ieri non ci sono solo misure energetiche. Spicca, tra le altre, la class="term">class class="term">action: non sarà retroattiva e quindi si applicherà solo agli illeciti commessi dopo l´entrata in vigore della legge. Protestano le associazioni dei consumatori. «Il governo ha messo una pietra tombale - rileva Elio Lannutti (Adusbef) - sugli scandali finanziari, da Cirio a Parmalat ai Tango bond». E, per il presidente dell´Antitrust Antonio Catricalà, se è «una scelta politica» la decisione sulla non retroattività, va osservato anche che «in linea di massima sarebbe opportuno che i principi fossero quelli del codice civile, cioè che i diritti non prescritti siano azionabili».

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Scajola: (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)>" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Cronaca Regionale Pagina 106 Il ministro Scajola: «Il nucleare affare per l'Italia» Il ministro --> L'Italia torna al nucleare. E «sarà un affare» per il Paese ma «ancora più grosso per i territori». Ne è convinto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che - illustrando la Legge Sviluppo approvata al Senato - l'ha definita «provvedimento di legislatura» con cui si passa da misure di emergenza anti-crisi, a riforme strutturali. Ai «signori del no» sarà impedito opporsi. Il nucleare «non deve essere visto in maniera ideologica o pregiudiziale - ha sottolineato Scajola - l'approccio deve essere di confronto e condivisione». LA MAPPA «Classificheremo i siti per le centrali come di interesse e sicurezza nazionale, come obiettivi sensibili per la sicurezza del nostro Paese» e, in caso di non condivisione, «scatta quanto previsto dalla Costituzione, cioè il potere sostitutivo del governo». La legge è stata definitivamente approvato dal Senato con 154 voti a favore, un solo voto contrario e un solo astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no, scegliendo però di abbandonare l'Aula al momento del voto nel tentativo di far mancare il numero legale viste le assenze nei banchi della maggioranza. Nel mondo ci sono 500 centrali, una trentina a 150 chilometri dai confini italiani - ha ricordato il ministro - l'energia prodotta in alcuni Paesi europei è in parte utilizzata in Italia. La Gran Bretagna è tornata al nucleare, la Finlandia sta costruendo una centrale, anche Obama ha fatto partire 4 centrali. «Non credo che il popolo italiano sia fatto di persone più fesse di altre nel mondo», ha detto Scajola. MIX ENERGETICO Con la nuova legge diventa così operativo il percorso per un mix elettrico con il 50% di fonti fossili (oggi 83%), il 25% di rinnovabili (oggi 18%), il 25% di nucleare. La Conferenza nazionale energetica partirà in autunno e avrà, secondo Scajola «un percorso lungo con la partecipazione anche di enti locali e società civile». Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. class="hilite">CLASS ACTION Tra i provvedimenti inseriti nella Legge Sviluppo c'è anche la modifica della normativa sulla class="term">class class="term">action, che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. 'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo gennaio 2010. ROBIN TAX E SCONTI BENZINA Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010 l'editoria. L'intervento vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. ASSICURAZIONI POLIENNALI E CONTRAFFAZIONI Arrivano le polizze poliennali: garantiranno sconto agli automobilisti, vincolati però con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico».

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Via libera alle centrali nucleari (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Via libera alle centrali nucleari approvato il ddl sviluppo Scajola: «Ok da molti enti locali». Il Pd: «Salto indietro di 20 anni». class="hilite">Class class="term">action, polemiche Roma. Nove mesi di gestazione, di rimpalli tra Camera e Senato. Sessanta sedute nelle commissioni, altrettante in Aula. E il testo "snello" del governo diventava, strada facendo, sempre più"pesante": alla fine gli articoli sono saliti da 33 a 64. Eccolo, finalmente, il disegno di legge sullo sviluppo, al quale il Senato ieri ha dato l'ok definitivo con 154 voti a favore (ci sono anche quelli dell'Udc), un solo voto contrario e una sola astensione. Pd e Idv, per una volta d'accordo, hanno annunciato il no, scegliendo però di abbandonare l'Aula al momento del voto nel tentativo, vano, di far mancare il numero legale viste le assenze nei banchi della maggioranza. «È una legge storica» sostiene il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. E, in effetti, almeno per quanto riguarda le misure sull'energia, c'è una scelta dirompente: il ritorno del nucleare in Italia. Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi e dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Poi si passerà alla costruzione delle centrali, con un iter velocizzato. Su tutto vigilerà l'Agenzia per la sicurezza del nucleare. Come reagirà il Paese? «Abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari. C'è una maturazione rispetto a posizioni precedenti» assicura il ministro. Emma Marcegaglia, leader degli industriali, parla di «opzione importante», anche in vista del «raggiungimento degli obiettivi di Kioto». Ma molte sono le voci di dissenso. «L'Italia festeggia il suo ritorno alla preistoria» attacca Legambiente. «Mentre il G8, malgrado le resistenze italiane, mette all'ordine del giorno l'innovazione energetica, la lotta ai cambiamenti climatici e la green economy, Berlusconi e Scajola fanno approvare dalla loro maggioranza un ddl sullo sviluppo e sull'energia che non solo non parla di energie rinnovabili e di efficienza energetica - è la critica di Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella commissione ambiente - ma come unica novità propone un salto all'indietro di 20 anni, con il ritorno al nucleare insicuro, antieconomico, inquinante che nessuno in Europa e negli Stati Uniti sceglie più». La polemica infuria anche su un'altra misura inserita nel ddl: l'arrivo della Class Action che non sarà però retroattiva (quindi esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato) ed entrerà in vigore non subito ma dal 1° gennaio 2010. «L'ennesimo rinvio della class="term">class class="term">action, rappresenta l'ennesimo scandalo di un governo che a parole afferma di tutelare i diritti delle famiglie e nei fatti asseconda gli esclusivi interessi di banche, Confindustria e cartelli vari», è l'accusa del senatore dell'Idv, Elio Lannutti. Giudizi negativi anche da Federconsumatori, secondo la quale, il rinvio e la nuova stesura della Class atcion «sono una manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha volutamente truffato». Polemiche alle quali il ministro Scajola non replica. Preferisce ragionare sui contenuti complessivi del ddl. Un provvedimento, afferma, con il quale «passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà, avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l'Italia del futuro». Il testo, configura, secondo il ministro, «un nuovo equilibrio tra Stato e mercato coerente con i principi dell'economia sociale di mercato che ispira l'azione del governo Berlusconi. Lo Stato rafforza il proprio ruolo di regolazione e sostegno delle fasce più deboli delle imprese e dei cittadini all'interno di un quadro di regole che tutelano e responsabilizzano il mercato e dei soggetti economici». Il ddl è stato approvato senza il ricorso alla fiducia. Di questi tempi non è poco. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 10/07/2009 [+] www.ilsecoloxix.it Tutto il decreto sviluppo in Pdf sul nostro sito 10/07/2009 ferrovie private sì, ma italiane 10/07/2009 assicurazioni auto sconti e vincoli 10/07/2009 Ripristinati i fondi pubblici per il periodo 2009-'10. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere, portando l'aliquota complessiva al 34%. Introdotta con voto quasi unanime, la misura è stata contestata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, perché eccessiva 10/07/2009 Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione» 10/07/2009 Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti e una tutela contro il rischio di aumenti del premio, ma lo vincoleranno con un contratto a essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Ovviamente le compagnie sono libere di continuare a proporre i tradizionali contratti annuali 10/07/2009

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la polizia ferma tre imbrattatori (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Bologna L´intervento La polizia ferma tre imbrattatori SARA´ che il tema dei graffiti è particolarmente "caldo" e così le forze dell´ordine hanno moltiplicato i controlli anti-writer, sarà che i ragazzi dell´Onda sono nel mirino per le manifestazioni di questi giorni in solidarietà ai "compagni arrestati", ma due giovani del Collettivo Autonomo Universitario sono finiti nei guai la notte scorsa per un´azione con la bomboletta spray sui muri di via Berti: poco prima delle due la polizia ha notato i due studenti mentre tracciavano sui muri le scritte «Corteo contro la rep», «Ernesto, Ale, Mato, Zua liberi subito - corteo 10 luglio piazza Verdi ore 19» (i soprannomi degli arrestati) e altri messaggi contro il procuratore Caselli di Torino, definito "Fascista e primo nemico". Inevitabili le denunce, per una ragazza di 23 anni di Modena e per un 21enne di Como, entrambi, secondo la Digos, del collettivo Cua: sono accusati di imbrattamento, danneggiamento e resistenza, per aver cercato di fuggire quando sono arrivate le "volanti". Non sono i soli. In via San Gervasio, lungo il lato del mercato del pesce, è stato pescato un ragazzo ecuadoriano di 28 anni che con un pennarello indelebile (ai ragazzi del Cua è stata sequestrata invece una bomboletta spray con vernice rossa) aveva scritto dei messaggi per una ragazza cubana. Per lui solo l´accusa di imbrattamento.

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Cartelle pazze Equitalia, azione legale collettiva (sezione: Class action)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Cartelle pazze Equitalia, azione legale collettiva Cartelle pazze miliardarie, continuano le segnalazioni. Dopo la recente denuncia del Codacons, che ha portato alla luce il caso di un 54enne di Jolanda di Savoia svenuto e finito in ospedale dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 800 milioni di euro, l'associazione ha reso noto di aver ricevuto «decine e decine di segnalazioni in Emilia Romagna». Si va dai 900 milioni alla cifra record di 1.239 miliardi e i contribuenti che si sono rivolti al Codacons vogliono a citare in giudizio Equitalia, chiedendo un risarcimento per i danni morali subiti. «Visto l'elevato numero di segnalazioni», Codacons sta studiando un'azione legale «per ottenere un giusto indennizzo per lo stress, la paura, ed eventuali malori».

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Ritorna il nucleare Class action da gennaio (sezione: Class action)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Ritorna il nucleare Class action da gennaio --> Senato, il ddl sviluppo diventa legge. Sì Udc, Pd e Idv fuori Scajola: farà bene al Paese. Marchi falsi, si rischia il carcere Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti e per individuare le misure compensative. Protestano gli ambientalisti Venerdì 10 Luglio 2009 GENERALI, pagina 6 e-mail print ROMAIl ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della class action, la liberalizzazione delle ferrovie: sono questi i punti qualificanti del disegno di legge sullo sviluppo, uno dei collegati alla Finanziaria, che è stato definitivamente approvato dal Senato con 154 voti a favore, un solo voto contrario e un solo astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no, scegliendo però di abbandonare l'Aula di Palazzo Madama al momento del voto nel tentativo di far mancare il numero legale viste le assenze nei banchi della maggioranza. «Sarà un affare per il Paese, ma ancora più grosso per i territori», ha commentato soddisfatto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola rispondendo alle proteste di opposizione e ambientalisti. Ecco le misure principali di un disegno di legge che ha avuto un iter tormentato: approvato dalla Camera il 4 novembre 2008, modificato dal Senato il 14 maggio, nuovamente modificato dalla Camera il primo luglio e ora approvato senza modifiche dal Senato. NUCLEARE - Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. CLASS ACTION - È stata modificata la normativa sulla class action (l'azione di responsabilità collettiva, ndr) che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto «anti-crisi», al primo gennaio 2010. ROBIN TAX FINANZIA EDITORIA - Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. NIENTE PROROGA TETTO A GAS - Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore tra i distributori in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas. FERROVIE PRIVATE SÌ, MA ITALIANE - Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». RIVALUTAZIONE CONTABILE - Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (Ias) potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto dai criteri fissati dalla Consob. SCONTI BENZINA A REGIONI PETROLIFERE - In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. AEROPORTI E LIBERALIZZAZIONI - Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale da parte del ministro delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento. ASSICURAZIONI POLIENNALI - Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per cinque anni con la stessa compagnia. CONTRAFFAZIONE - Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a sei anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico». RETI D'IMPRESA E BUROCRAZIA IMPRESE - È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali. RISPARMI ENERGETICI - Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza. 10/07/2009 nascosto-->

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E intanto il Codacons pensa a un'azione risarcitoria collettiva (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

FERRARA CRONACA pag. 7 E intanto il Codacons pensa a un'azione risarcitoria collettiva CARTELLE PAZZE DOPO LA RECENTE denuncia del Codacons, che ha portato alla luce il caso di un cittadino di Ferrara svenuto e finito in ospedale dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 800 milioni di euro (cui ne è seguito un secondo, un parrucchiere), l'associazione per la tutela dei consumatori ha reso noto di aver ricevuto «decine e decine di segnalazioni di contribuenti residenti in Emilia Romagna, vittime del fenomeno cartelle pazze'». «Costoro spiega il Codacons si sono visti recapitare in questi giorni da Equitalia Emilia Nord Spa cartelle esattoriali con importi spropositati, subendo uno stress non indifferente e in diversi casi veri e propri malori, non riuscendo a percepire immediatamente l'errore da parte dell'agente incaricato della riscossione tributi, visto che tutti gli altri dati personali erano esatti. In base alle segnalazioni ricevute, si va dai 900 milioni di euro alla cifra record di 1.239 miliardi di euro prosegue l'associazione e i contribuenti che si sono rivolti ai nostri uffici sono intenzionati a citare in giudizio Equitalia, chiedendo un risarcimento per i danni morali subiti». E qui spunta la novità: «Visto l'elevato numero di segnalazioni giunte», il Codacons sta studiando un'azione legale avviabile da tutti coloro che in Emilia-Romagna hanno ricevuto nei giorni scorsi una cartella pazza con importi stellari', «finalizzata a ottenere un giusto indennizzo per lo stress, la paura, ed eventuali malori fisici subiti». Image: 20090710/foto/3431.jpg

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L'azione legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti c... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

L'azione legale collettiva non sarà retroattiva, ma varrà solo per gli illeciti compiuti dalla data di approvazione della legge. Ma il decreto legge anticrisi ha portato ancora in avanti le lancette dell'entrata in vigore al primo gennaio 2010.

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Il ritorno al nucleare è legge Entro il 2013 la prima pietra (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il ritorno al nucleare è legge Entro il 2013 la prima pietra NEDO CANETTI Dopo 22 anni dal referendum che abolì l'atomo il ritorno del nucleare è legge. Con il «ddl sviluppo» approvato ieri dal Senato la storia del nucleare italiano viene riscritta con tempi contingentati: entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, il governo dovrà disciplinare le modalità di localizzazione e le tipologie degli impianti e i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e dovrà definire i requisiti per lo svolgimento delle attività di costruzione delle centrali. Allo stesso tempo toccherà all'esecutivo anche il compito di individuare misure compensative per ricompensare le regioni che ospiteranno i nuovi impianti. Le centrali dovranno essere costruite in zone geograficamente adatte, che rispondano a criteri di sicurezza in primo luogo antisismici. Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, entro il 2013 potrà essere posta la prima pietra della prima centrale e nel 2018 saranno prodotti i primi kilowattora da nucleare. Su tutto il settore vigilerà la nuova Agenzia per la sicurezza nucleare: l'organismo sarà dotato delle competenze professionali di Enea e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e delle risorse tecniche sufficienti a garantire il più rigoroso rispetto delle esigenze di sicurezza, tutela della salute dei cittadini e lavoratori, protezione dell'ambiente. Ogni anno riferirà in Parlamento. REazioni Molto contrastata dal Pd e dall'Idv (favorevole, invece, l'Udc) la decisione di un ritorno al nucleare. «In questo provvedimento, nato vecchio e ora addirittura decrepito - ha affermato Roberto Della Seta, Pd - c'è tutto il paradosso del governo della destra: mentre tutti i Paesi industrializzati vanno verso l'innovazione e le fonti rinnovabili (tutti gli emendamenti presentati dal Pd, in tal senso, sono stati respinti ndr), per Berlusconi e Scajola i problemi energetici dell'Italia si risolvono ricominciando a ridurre energia nucleare tra 20 anni». «Pura propaganda ideologica - ha aggiunto - aggravata dal fatto che i siti nucleari verranno scelti liberamente dalle imprese che li realizzeranno, localizzati anche contro la volontà delle regioni, alla faccia del federalismo: in conclusione, 4 centrali dal costo di 20-25 miliardi di euro, con un misero contributo ai consumi di energia di meno del 5%». Occasione perduta Oltre al ritorno al nucleare, il Senato ha anche approvato una serie corposa di norme (partito da 16 articoli, il provvedimento è giunto al traguardo con 33). Tra queste, con un emendamento, class="hilite">il governo ha riscritto le disposizioni vigenti sull'«azione collettiva risarcitoria» (class="term">class class="term">action), introdotta dal governo Prodi, restringendone fortemente il campo di applicazione, con successive proroghe di entrata in vigore, tali da escludere le oltre 800mila vittime delle frodi Cirio e Parmalat e le migliaia delle frodi dei bond argentini. «Oggi cala il sipario sugli scandali finanziari dell'Italia» - ha commentato il Pd, Filippo Bubbico. «Siamo davanti ad un'occasione perduta - ha sottolineato Giancarlo Sangalli, Pd - il governo in un momento di grave difficoltà economica, avrebbe dovuto investire in una politica industriale vera: invece, questo provvedimento non stanzia un euro per la competitività, non un euro per le reti d'impresa, non un euro per i distretti industriali». L'unica nota positiva è il ripristino per i fondi dell'editoria per il 2009-2010, a favore dei giorni di partito e delle cooperative, con uno stanziamento di 140 milioni nel biennio, ricavati dall'aumento della Robin-tax (tassa sui petrolieri). Il Senato ha approvato ieri il «ddl sviluppo». Il ritorno al nucleare è ormai legge. Da qui a sei mesi il governo dovrà individuare i siti per le centrali. Rimandata la norma sulla class="term">class class="term">action.

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Class action concentrata (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-07-10 - pag: 13 autore: Class action concentrata L'azione potrà essere proposta soltanto in alcuni tribunali Giovanni Negri MILANO Class action proposta anche dal singolo. Nessuna retroattività, neppure limitata. Concentrazione delle competenze in pochi tribunali. Incertezza sulla natura dei diritti che possono essere tutelati dall'azione collettiva. Pubblicità anche via internet. Per ogni presunto illecito, una sola azione. La class action debutta nel nostro ordinamento, ma per l'entrata in vigore bisognerà attendereil1 Úgennaio2010. èquesta la conseguenza immediata della catena di rinvii che ha caratterizzato la nuova disciplina di protezione dei consumatori e che rende di fatto inapplicabile – anche senza entrare nel merito dell'utilizzo della class action da parte dei risparmiatori – l'azione collettiva per i crack finanziari del recente passato, da Cirio e Parmalat. La proroga dell'entrata in vigore non soddisfa il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà, che definisce la non retroattività della class action «una scelta politica ». E aggiunge: «Sarebbe stato opportuno che i princìpi fossero quelli del Codice civile, cioè i diritti che non sono prescritti sono azionabili». Levata di scudi anche da parte delle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori «il rinvio e la nuova stesura della class action sono una manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha volutamente truffato». L'associazione aggiunge che, se non ci fosse stata la decisione del rinvio, «sarebbe entrato nel nostro ordinamento giuridico il testo originale» della class action, «che abbiamo sempre giudicato del tutto accettabile, e non quello modificato». A proporre l'azione collettiva potrà essere anche il singolo consumatore in grado di aggregare attorno alla sua proposta gli interessi della classe; in subordine, ma non più in via esclusiva come era stabilito dalla versione primitiva della norma, la class action potrà essere avviata da associazioni su mandato del singolo o da comitati di cui il cittadino fa parte. I diritti la cui lesione può dare origine alla richiesta di risarcimento da parte della classe sono innanzitutto quelli contrattuali di una pluralità di utenti o consumatori che si trovano nella stessa situazione nei confronti di una medesima impresa, come avviene nel caso degli accordi conclusi attraverso la compilazione di moduli o formulari ( caratteristici, ad esempio, dei rapporti di fornitura di pubblici servizi). L'azione collettiva potrà poi essere messa in campo dai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti dell'impresa, edè il caso del difetto di fabbricazione di un elettrodomestico in grado di danneggiare tutti gli acquirenti. Non serve, per questa tipologia di illecito, l'esistenza di un contratto. Infine, la class action potrà essere utilizzata per riparare al pregiudizio subìto dai consumatori per «pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali». è evidente il rischio di sovrapposizione a procedimenti avviati dalle Authority (come l'Antitrust) ma per fronteggiarlo è previsto che il tribunale possa sospendere il giudizio. La domanda è proposta al tribunale del capoluogo della Regione in cui ha sede l'impresa, ma sono previsti accorpamenti (la Val d'Aosta confluisce su Torino; Marche, Umbria, Abruzzo e Molise sono indirizzati su Roma; Basilicata e Calabria a Napoli; Trentino e Friuli a Venezia): un primo passo per la costituzione di un giudice specializzato in diritto dell'economia. Il tribunale, nella prima udienza, dovrà valutare l'ammissibilità della domanda. L'inammissibilità scatterà in caso di manifesta infondatezza, conflitto d'interessi, mancata omogeneità dei diritti e incapacità del proponente a curare gli interessi di classe. L'ordinanza di ammissibilità fissa anche i termini e le modalità della pubblicità senza la cui esecuzione la domanda sarà ritenuta non procedibile. Entro 120 giorni dalla scadenza del termine per effettuare la pubblicità dovranno essere completate le adesioni. L'ordinanza potrà essere pubblicata anche sul sito del ministero dell'Economia. L'adesione ha come conseguenza la rinuncia all'esercizio dell'azione individuale di risarcimento, mentre dopo il termine per fare arrivare gli assensi non potrà più essere presentata un'azione collettiva per gli stessi fatti contro la medesima impresa. La condanna (nessun tasso di interesse per chi paga entro 180 giorni) potrà alternativamente stabilire le somme dovute a ciascun aderente all'azione o i criteri in base ai quali dovrà essere effettuata la liquidazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA I DIRITTI Potranno essere fatti valere in giudizio i danni subìti per i difetti di un prodotto o derivanti da un contratto «seriale»

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Il Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Edizione: 10/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Politica Nuovi decreti Il Ddl sviluppo apre al nucleare e alla class action L'azione collettiva per i risparmiatori defraudati potrà essere intentata solo dall'1 gennaio 2010 Il ministro dello Sviluppo Economico, Scajola ROMAIl ritorno del nucleare in Italia, l'arrivo della Class Action, la liberalizzazione delle Ferrovie: sono questi i punti qualificanti del disegno di legge sullo sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, che è stato definitivamente approvato dal Senato con 154 voti a favore, un solo voto contrario e un solo astenuto. Ha votato a favore anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no, scegliendo però di abbandonare l'aula al momento del voto nel tentativo di far mancare il numero legale viste le assenze nei banchi della maggioranza. Ecco le misure principali di un ddl che ha avuto un iter tormentato: approvato dalla Camera il 4 novembre 2008, modificato dal Senato il 14 maggio, nuovamente modificato dalla Camera il primo luglio e ora approvato senza modifiche dal Senato. Sei mesi per localizzare i siti nucleari Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. È stata modificata la normativa sulla class action che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto «anti-crisi», al primo gennaio 2010. Ripristinati i fondi per l'editoria per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Ferrovie, privatizzazione soft Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». Fra le misure approvate nel ddl sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al Ministero dello sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. Novità importanti anche per le assicurazioni auto. Arrivano infatti le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Dura lotta poi alla contraffazione con l'inasprimento di multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico». Tra le altre novità introdotte per favorire lo sviluppo, anche l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali. Infine accolti due emendamenti di stampo ecologista presentati dal Partito Democratico che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.

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Consumatori arrabbiati per l'impossibilità di agire sui grandi crac (sezione: Class action)

( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Edizione: 10/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Consumatori arrabbiati per l'impossibilità di agire sui grandi crac ROMACambia volto la class action, ora senza effetti retroattivi: la norma scatterà solo il primo gennaio 2010. Ma cambiano anche le modalità per avviare «cause collettive» e le novità non piacciono alle associazioni dei consumatori che lamentano l'ulteriore stretta. Il Ddl sviluppo incide sulla fisionomia della Class Action così come era stata delineata dalla finanziaria di due anni fa: l'azione di classe varrà solo per gli illeciti commessi dopo l'approvazione del Collegato allo Sviluppo. Rimane così fuori non solo la possibilità di un'azione collettiva sui grandi crac Paese come Cirio e Parmalat, ma anche la possibilità per azionisti ed obbligazionisti di Alitalia di promuovere giudizi congiunti. Ora possono agire in giudizio, oltre alle associazioni e ai comitati più o meno spontanei, anche i singoli consumatori in grado di aggregare gli interessi di una classe omogenea. Inoltre l'azione potrà essere proposta una sola volta per ogni illecito. I consumatori hanno protestato vivamente: «Il rinvio e la nuova stesura della class action - dice Federconsumatori - sono una manovra contro chi è truffato e un aiuto a chi ha volutamente truffato». Per Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore Idv, «il Governo ha messo una pietra tombale sugli scandali finanziari, da Cirio a Parmalat ai Tango Bond, che hanno rovinato la vita a un milione di risparmiatori».

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Approvata la legge, l'Italia torna nel nucleare (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Venerdì 10 Luglio 2009 Chiudi Via libera definitivo al provvedimento che introduce anche la class="term">class class="term">action dal 1° gennaio 2010, incentivi per le industrie e per le rinnovabili Approvata la legge, l'Italia torna nel nucleare Scajola: «Fatto storico, aiuterà il Paese a uscire dalla crisi». Ma molte Regioni dicono già «no»

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ROMA Ieri mattina, ore 10,46. Con 154 voti a favore, un solo contrario e un astenuto, il Se... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Venerdì 10 Luglio 2009 Chiudi di BARBARA CORRAO ROMA Ieri mattina, ore 10,46. Con 154 voti a favore, un solo contrario e un astenuto, il Senato approva definitivamente il «Ddl Sviluppo». Ora è legge e l'Italia dopo 22 anni torna nel nucleare. E' sicuramente questa la novità più rilevante di un provvedimento che ha impiegato quasi dieci mesi per completare il suo percorso, ha passato quattro "letture" parlamentari, ha attraversato 60 sedute in commissione e altrettante in aula tra Camera e Senato, ha affrontato l'esame di oltre 2.800 emendamenti. E' il ministro dello Sviluppo Scajola che snocciola questi dati. Da soli bastano a capire quanto sia stato contrastato il percorso in Parlamento, nonostante l'abbondante maggioranza su cui può contare il governo. Nel provvedimento non c'è solo il nucleare: ridisegna gli incentivi alle imprese, class="hilite">modifica la class="term">class class="term">action in chiave più soft e la fa entrare in vigore dal 1° gennaio 2010, aumenta la Robin Tax per i petrolieri e ripristina i fondi all'editoria, prevede novità per la comunicazione dei prezzi dei carburanti, avvia la Borsa del gas affidandone la gestione al Gestore del mercato elettrico e prefigura un nuovo potenziale ruolo per l'Aquirente Unico in questo settore. Ma di tutte le novità la più importante e di maggiore impatto è sicuramente il ritorno all'atomo. Nucleare. L'obiettivo del governo, nonostante lo slittamento di circa 6 mesi nell'approvazione del testo, «è di arrivare alla posa della prima pietra della prima centrale entro la fine della legislatura», ha confermato Scajola. Per mantenere la promessa, si preparano sei mesi di fuoco. Il governo deve presentare nei prossimi sei mesi i decreti attuativi per la selezione dei siti su cui nasceranno le centrali e per gli stoccaggi dei rifiuti radioattivi. E' il primo e più importante banco di prova della nuova legge, una commissione di 10 esperti «sta già lavorando da otto mesi a fianco del ministero, i tempi sono stretti ma riusciremo a mantenerli», assicura il ministro. In questo stesso arco di tempo anche il Cipe dovrà pronunciarsi sulle tipologie di impianti e sui criteri per i consorzi a cui sarà affidata la costruzione e la gestione delle centrali. Nasce poi l'Agenzia per la sicurezza nucleare. Se l'obiettivo è la costruzione di 12.000 Megawatt atomici a regime, con investimenti stimabili in circa 35 miliardi, dall'intesa Italia-Francia di febbraio dovrebbero nascere 4 centrali Epr da 1.600 Megawatt l'una. Altri reattori potrebbero essere gli Ap 1000 di Westinghouse. L'orizzonte temporale per avere le prime centrali nucleari in rete è ipotizzabile intorno al 2020. Le reazioni. Scajola sottolinea che è «una legge storica, che affronta i nodi irrisolti i veti e le contraddizioni della gestione dell'energia nel nostro paese e che lo aiuterà ad uscire dalla crisi». Soddisfatti anche Matteoli e Zaia (per gli incentivi alle biomasse). Ma già rullano i tamburi di guerra dell'opposizione. Non dell'Udc, da sempre favorevole al nucleare e che ha votato a favore della legge «perché ci sono state date precise rassicurazioni su un'accelerazione del processo», ha spiegato il capogruppo Gianpiero D'Alia. Scajola sottolinea che è arrivata «disponibilità a livello locale da vari enti». Ma proprio su comuni e regioni sono puntati i riflettori. La Toscana con il governatore Martini, il Piemonte con la governatrice Bresso contestano «una scelta sbagliata». La Puglia con Nicky Vendola, la Sardegna con Ugo Cappellacci, la Basilicata con Vito De Filippo sono schierati per il «No» così come il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani che contesta «una strada sbagliata». Aperture erano arrivate a suo tempo dal Veneto e dalla Lombardia. Wwf e Legambiente protestano, Antonio di Pietro parla di «bomba ad orologeria». La Federutility, l'Enel con Fulvio Conti e l'Edison con Umberto Quadrino sottolineano invece in positivo il «capitolo nuovo» che si apre per l'Italia. Ed Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria, appoggia la scelta del governo pur sapendo che «non sarà una passeggiata». Il governo ha previsto una norma che classifica i siti come «siti di interesse nazionale», quindi sensibili per la sicurezza del paese e sui quali, come ultima ratio, esercitare il potere sostitutivo previsto dalla Costituzione «per impedire ai signori del "No" di bloccare lo sviluppo del Paese», ha concluso Scajola. Le altre misure. La class="term">class class="term">action consentirà anche a singoli cittadini di proporre azioni collettive ma non sarà retroattiva e quindi taglia fuori i casi Parmalat e Cirio. Resta inoltre da chiarire se sarà applicabile ai crack finanziari. Ripristinati i fondi per l'editoria: 140 milioni coperti con l'aumento dell'Ires sulle aziende petrolifere che passa dal 5,5 al 6,5%. Chi vende carburanti dovrà comunicare al ministero dello sviluppo i prezzi che saranno disponibili su Internet per i consumatori. Tornano i contratti poliennali per le assicurazioni purché prevedano uno sconto per il cliente. Infine sanzioni più dure contro la contraffazione.

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Sì alla legge, l'Italia torna al nucleare (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Venerdì 10 Luglio 2009 Chiudi Scajola: fatto storico. Ma le Regioni frenano. Via libera alla class="term">class class="term">action Sì alla legge, l'Italia torna al nucleare

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l'enel stacca ancora la corrente e il sindaco chiude il municipio (sezione: Class action)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Protesta per le continue interruzioni senza preavviso L'Enel stacca ancora la corrente e il sindaco chiude il municipio GONI. Da troppo tempo l'Enel stacca la corrente senza preavviso e quasi ogni giorno è il caos. L'ultima volta è accaduto ieri, altre sei ore abbandonanti di black out: dalle 9 alle 15.30. Alla fine esasperato, come i suoi compaesani, il sindaco Armando Delussu ha detto basta. Presa carata e penna - il computer era spento - con un'ordinanza, ha chiuso d'autorità (e per protesta) gli uffici comunali che senza corrente elettrica erano bloccati. Lo stesso ha fatto le Poste, questa volta per motivi di sicurezza. Era inevitabile che finisse così, con uno scontro frontale. L'ordinanza di chiusura degli uffici pubblici è stata inviata dal municipio per conoscenza al prefetto e alla procura della Repubblica: «Devono indagare - dice il sindaco indignato - sul perché l'Enel continui a comportarsi con tanta arroganza. Basta dire che non ha mai risposto alle nostre lettere di protesta. Per noi, questa è un'interruzione di pubblico servizio. è il momento della resa dei conti». L'ennesimo stacco di ieri ha danneggiato non solo i bar, gli esercizi commerciali, le aziende artigiane e gli uffici pubblici ma anche le famiglie che utilizzano frigoriferi e freezer: tutto è andato in malora. «Il culmine - sottolinea il sindaco - è stato raggiunto il 21 e 22 giugno, quando l'Enel ha annunciato l'interruzione in occasione dei referendum». Adesso la giunta vuole promuovere un'azione legale collettiva (class action) insieme ai cittadini e all'Unione consumatori, per chiedere i danni. «L'azione collettiva - dice il sindaco Delussu - è il modo migliore con cui possiamo essere tutelati e risarciti dallo strapotere delle aziende e delle multinazionali. L'eventuale sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che sono nella stessa nell'identica situazione. E qui da noi è tutto il paese ad avercela con l'Enel». Jacopo Bulla

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L'Italia tornerà all'energia nucleare (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 10/07/2009 - pag: 20 Il piano L'avvio dei lavori entro la fine della legislatura. Il centrosinistra: follia. Il governo: un affare per il Paese L'Italia tornerà all'energia nucleare Il voto al Senato. class="hilite">Nella legge anche class="term">class class="term">action e fondi per l'editoria ROMA L'Italia si riaccende di energia nucleare. Torneranno le centrali, questo prevede il ddl sviluppo che ieri il Senato ha convertito in legge con 154 voti a favore, uno contrario e un astenuto. L'opposizione è uscita dall'Aula. Il provvedimento, 64 articoli, inoltre introduce la class="term">class class="term">action, azione legale collettiva, che però non sarà reatroattiva e scatterà non prima di gennaio 2010. Poi ripristina i fondi per l'editoria: 140 milioni in 2 anni finanziati con un aumento della Robin tax, che colpisce la valorizzazione automatica delle scorte petrolifere. Il rilancio del nucleare, assicura il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola «sarà un affare per il Paese e uno ancora più grosso per i territori». L'opposizione lo accusa di «ritorno alla preistoria» (Legambiente) e di «follia ambientale ed economica » (Francescato, Sl), ma il rappresentante del governo tira dritto: «Non possiamo farci influenzare dalle paure. Finalmente passiamo da misure di emergenza anticrisi a riforme strutturali». Il piano è questo: «Classificheremo i siti per sicurezza e collocazione ideale. Poi su questa mappatura sarà il mercato a decidere, l'approccio sarà di confronto e condivisione ». I candidati, assicura, non mancheranno. «Abbiamo la disponibilità di enti locali ad accogliere le centrali ». Posa della prima pietra entro fine legislatura. «Nel mondo sono 500, una trentina a 150 km dai nostri confini, anche Obama ne ha avviate 4, non credo che il popolo italiano sia più fesso del resto del mondo». Il Paese approderà dunque a questo mix elettrico: 50% fonti fossili (oggi 83%), 25 rinnovabili (sono il 18), più un 25 di nucleare. «Finora abbiamo pagato l'energia elettrica il 30% in più degli altri europei», calcola Scajola. Contento l'ad dell'Enel, Fulvio Conti: «Scelta storica, è un'opportunità strategica, faremo la nostra parte». «È una legge di svolta, contro la politica dei no che ci ha reso dipendenti dalle importazioni di gas e petrolio», commenta Maurizio Gasparri. «Guardiamo al futuro», aggiunge Federico Bricolo, Lega Nord. «Facciamo un salto all'indietro di 20 anni con il nucleare insicuro, antieconomico e inquinante» ribatte Roberto della Seta del Pd. Negativo anche Antonio Di Pietro: «Questa è una bomba ad orologeria per la salute dei cittadini». Una «strada sbagliata» per Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni. «Scelta autoritaria, la Puglia resterà verde », promette il governatore Nichi Vendola. E c'è parecchia polemica anche sull'introduzione della class="term">class class="term">action ad effetti differiti. La proroga dell'azione collettiva non piace al presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà: «Sarebbe opportuno che i principi fossero quelli del codice civile per cui sono azionabili i diritti che non sono prescritti». La disciplina appena varata scontenta le associazioni dei consumatori. Perché di fatto cancella la possibilità di incidere sui grandi crac finanziari come Cirio e Parmalat. O quella degli azionisti e obbligazionisti Alitalia di promuovere giudizi congiunti. «Una manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha volontariamente frodato », accusa la Federconsumatori. Per Elio Lannutti, senatore Idv e presidente dell'Adusbef «il governo ha messo una pietra tombale sugli scandali finanziari che hanno rovinato la vita a milioni di risparmiatori». Il Codacons: «I politici hanno ceduto alle pressioni di Confindustria ». L'Adoc: «Danneggiano i consumatori e premiano imprese scorrette». Giovanna Cavalli La sicurezza I siti saranno classificati per sicurezza e collocazione. Scajola: poi sarà il mercato a decidere Nel mondo Il ministro: nel mondo le centrali sono 500, Obama ne ha avviate 4, non siamo più fessi degli altri

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Incentivi e bollette chiare: ecco la legge (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 10/07/2009 - pag: 20 Il dossier Dieci mesi per l'approvazione dei 64 articoli Incentivi e bollette chiare: ecco la legge «Sviluppo» Polizze pluriennali con sconto. Merci false, 6 anni di carcere ROMA Arriva in porto il disegno di legge «Sviluppo», 64 articoli, dopo oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Ecco alcune delle misure principali. Il nucleare. Il governo avrà sei mesi di tempo per emanare uno o più decreti che definiscano la localizzazione sul territorio delle centrali e degli impianti di stoccaggio dei rifiuti radioattivi ma anche i criteri di costruzione, le tecnologie da adottare, le misure compensative a favore delle comunità coinvolte. La costruzione delle centrali dovrebbe essere accelerata dalla previsione che tali siti vengano considerati «di preminente interesse statale», quindi sottoponibili a controllo militare e assoggettati al regime dell'«autorizzazione unica» rilasciata dal ministero dello Sviluppo di concerto con quello dell'Ambiente e delle infrastrutture, previa intesa con la Conferenza unificata. L'autorizzazione, che sostituisce tutti gli atti necessari, tranne la Via (valutazione d'impatto ambientale) e la Vas (valutazione ambientale strategica), sarà rilasciata a seguito di un procedimento che coinvolgerà le amministrazioni interessate ma con potere sostitutivo del governo, qualora l'intesa con i governi locali mancasse. Borsa del gas. Sarà affidata al gestore del mercato elettrico che dovrà disciplinare il settore secondo criteri di neutralità, trasparenza, obiettività e, soprattutto, concorrenza. Incentivi. Dopo 15 anni dalla fine dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno si rimette mano all'assetto degli incentivi alle imprese e agli investimenti produttivi con snellimenti di tempi e procedure. Fondi fino al limite annuale di 50 milioni di euro per lo sviluppo di aree e quartieri degradati nelle città del Sud, identificati quali «zone franche urbane ». Cooperative. Cambiano in senso restrittivo le norme del Codice Civile relative alle modalità attraverso cui le società devono dimostrare il requisito di mutualità prevalente. class="hilite">Class class="term">action. Sparisce la retroattività ma il decreto anticrisi del 26 giugno ne ha prorogato l'applicazione al primo gennaio 2010. Possono agire non più solo le associazioni consumeristiche ma anche i singoli consumatori in grado di aggregare interessi di una classe omogenea. Fondi editoria. Aumenta dal 5,5% al 6,5% l'addizionale Ires sulle aziende petrolifere, la «Robin Hood tax»: le risorse saranno utilizzate per l'editoria. Settore che vede anche ripristinati i fondi per i giornali di partito e delle cooperative per il 2009 e 2010. Social card. Una parte delle somme derivanti dalle multe dell'Antitrust andrà al fondo per la social card. Un incremento di 40 milioni è riservato all'emittenza locale (radio e tv). Assicurazioni. Tornano le polizze pluriennali in alternativa alle annuali, a fronte di una riduzione del premio. Se il contratto supera 5 anni, l'assicuratore può recedere, dopo il quinquennio, con preavviso di 60 giorni. Prezzi chiari. I gestori di energia, gas e telecomunicazioni dovranno sempre dare notizia in modo trasparente delle tariffe. I prezzi dei carburanti andranno comunicati al ministero dello Sviluppo economico. Il loro mancato rispetto produrrà sanzioni. Aumentano dal 7% al 10% le royalties pagate dalle società petrolifere sulle estrazioni in Italia che andranno a un fondo per la riduzione del prezzo alla pompa. Camere di commercio. Il governo riceve la delega a adottare entro 6 mesi un decreto di riforma. Ferrovie. Le ferrovie private potranno operare sul suolo nazionale previo rilascio di una licenza che richiede la sede legale della società in Italia o in Paesi che riconoscono la reciprocità. Possibili limiti ai servizi ferroviari passeggeri nazionali nei casi in cui il loro esercizio possa compromettere l'equilibrio economico di un contratto di servizio pubblico. Falsi. Diventano più severe le sanzioni contro chi fa circolare merce contraffatta: multe fino a 35 mila euro e reclusione fino a 6 anni. Pubblicità ingannevole. Sarà sanzionata la pubblicità che reclamizza il prezzo di un biglietto dovuto alla compagnia marittima separatamente dagli oneri accessori, dalle tasse portuali e da tutti gli oneri. Poteri d'indagine alla Guardia di Finanza per accertamenti su Iva e imposte dirette nelle attività avviate da Mr. Prezzi. Immobili dei militari e carceri. Concessa al ministero della Difesa la possibilità di affittare o utilizzare direttamente siti e beni del demanio militare per l'installazione di impianti energetici che producano risparmio. Antonella Baccaro

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Il ritorno al nucleare è legge (sezione: Class action)

( da "Stampaweb, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA La concomitanza con il G8 rischiava forse di far passare sotto silenzio l’approvazione in Senato del disegno di legge sullo sviluppo (ora diventato legge) che ha un sottotitolo programmatico: «le grandi riforme per rilanciare l’economia del Paese». Dopo un iter laborioso durato quasi dieci mesi vengono dunque introdotte nuove norme in materia di energia, di rilancio del sistema imprenditoriale e di tutela del consumatore. «E' una legge storica, una serie di norme strategiche - così la descrive il ministro Claudio Scajola - con cui passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l’Italia del futuro». La principale novità del pacchetto è la reintroduzione in Italia del nucleare. Secondo il ministro la sensibilità del Paese verso questo argomento è cambiata e «abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari. C'è una maturazione rispetto a posizioni precedenti». Scajola ha aggiunto che saranno individuati «i siti ideali per sicurezza e collocazione e su questa mappatura sarà il mercato a decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi. Sarà un affare per l’Italia e uno ancora più grosso per i territori». Occorreranno infatti sei mesi per disciplinare le modalità di localizzazione e le tipologie di impianti, di stoccaggio dei rifiuti e delle scorie, oltre alle «misure compensative» da riconoscere alle popolazioni interessate. Anche i vertici di Enel ed Edison parlano di «giornata storica», mentre Federutility assicura che anche le ex municipalizzate saranno della partita. Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia quello del nucleare è «un’opzione importante». Critici invece Pd e Italia dei Valori, ambientalisti e consumatori. E soprattutto le più importanti regioni guidate dal centrosinistra: Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Per il governo, invece, questa nuova strategia in ambito energetico eviterà una dipendenza dell’Italia dall’estero (pari all’85% dei nostri consumi) e un costo superiore del 30% rispetto agli altri Paesi europei pagato per l’approvvigionamento energetico. Segnali positivi arrivano anche dalle aziende di servizi pubblici locali. Sempre nel settore energetico, nascerà la Borsa del gas: entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le offerte di acquisto e di vendita del gas naturale saranno gestite dal gestore del mercato elettrico. Tutto ciò dovrebbe tradursi per il cittadino in una bolletta meno cara. Altra novità di rilievo è rappresentata dalla class="term">class class="term">action. «L’azione di classe» viene così introdotta nell’ordinamento italiano e permetterà una maggiore tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda i settori dell’energia e delle telecomunicazioni. In tema di politica industriale, viene introdotto il «contratto di rete d’impresa» che supera il concetto fisico di distretto e consentirà alle aziende di minori dimensioni di aggregarsi in forme nuove senza perdere la propria identità, grazie ad agevolazioni fiscali, finanziarie e amministrative. Sempre in ambito imprenditoriale, la legge Sviluppo introduce una riforma del sistema degli incentivi alle imprese, che vedranno uno snellimento delle procedure e una riduzione dei tempi per ottenerli. Verranno riformate anche le Camere di commercio e gli enti di internazionalizzazione con l’ottica di rendere sempre più efficiente la rete di supporto alle imprese.

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Dal Senato l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class action. I consumatori: una truffa (sezione: Class action)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Dal Senato l'ok definitivo. Via libera ai fondi per l'editoria e alla class="term">class class="term">action. I consumatori: una truffa

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G8, l'"arrivederci'' di Obama: ''vertice altamente produttivo'' (sezione: Class action)

( da "RomagnaOggi.it" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

10 luglio 2009 - 16.13 (Ultima Modifica: 10 luglio 2009) L'AQUILA - Per Barack Obama il summit del G8 a L'Aquila è stato "altamente produttivo". Il presidente degli Stati Uniti, nella conferenza stampa finale, è tornato a sottolineare la "straordinaria ospitalità" offerta dall'Italia e dal premier Silvio Berlusconi. L'inquilino della Casa Bianca, ha garantito la ricostruzione del capoluogo abruzzese, colpito dal terremoto del 6 aprile scorso, evidenziato come "la coraggiosa gente di questa città sarà sempre nel nostro cuore". CRISI ECONOMICA - Obama ha poi illustrato in sintesi i contenuti del vertice di Coppito, dalla crisi economica alla questione iraniana e nucleare, dal clima agli aiuti in via di sviluppo. Affrontando il tema della crisi finanziaria in atto, il presidente americano ha affermato che una piena ripresa dell'economia "è ancora lontana", sottolineando che "è ancora presto per iniziare ad allentare le misure di stimolo". "Se da una parte i nostri mercati stanno migliorando e se sembra che abbiamo evitato il collasso, sappiamo anche che molte persone stanno ancora nel pieno della crisi", ha aggiunto. IRAN - Sulla crisi iraniana, con le tensioni sociali post-elezioni presidenziali che non accennano a spegnersi, Obama ha detto che i leader del G8 sono "seriamente preoccupati", anche per i rischi legati al programma nucleare. I Grandi rivedranno la loro posizione verso Teheran al vertice del G20 a Pittsbourgh, in settembre. Il capo della Casa Bianca si è inoltre detto soddisfatto del testo della dichiarazione adottato mercoledì sera, che "deplora" l'atteggiamento iraniano, smentendo che qualcuno avesse voluto adottare delle sanzioni contro Teheran, sottolineando l'adesione della Russia al documento, "che non firma alla leggera testi di quel tipo". NUCLEARE - Il presidente degli Stati Uniti, inoltre, ha evidenziato come i Paesi del G8 "siamo profondamente turbati dai rischi di proliferazione che il programma nucleare iraniano pone al mondo". "Abbiamo offerto all'Iran una porta per prendere il posto che gli spetta nel mondo, ma con questo diritto vengono delle responsabilità", aggiunto. "L'Iran deve riunirsi alla comunità internazionale - ha continuato -. Se sceglierà di non varcare quella soglia, dovremo fare ulteriori passi". "Noi facciamo sì che quella porta ci sia», ma, ha precisato, "non aspetteremo all'infinito". AIUTI - Obama ha parlato degli aiuti ai Paesi poveri. E' un "obbligo morale, ma anche utili nell'interesse della sicurezza nazionale". Il capo della Casa Bianca ha evidenziato "che gli aiuti non devono arrivare a governi corrotti e ha proposto «un'assistenza trasparente costruita sulla legge e su riforme istituzionali che consentano miglioramenti a lungo termine". "Non c'è una ragione per cui l'Africa non possa essere indipendente dal punto di vista alimentare", ha aggiunto. AZIONE COLLETTIVA - Infine una riflessione sulla formula del G8, "un'istituzione che ha 30 anni e va sicuramente riformata". Tuttavia "ci sarà bisogno di un periodo di transizione per riuscire a trovare il formato giusto. Per Obama "è necessario rivedere le istituzioni internazionali per far fronte ai grandi cambiamenti che ci sono stati in questi anni", ricordando che Paesi come la Cina, India, Brasile "devono ora sicuramente essere inclusi nelle discussioni". Così come anche l'Africa e l'America Latina non possono essere più tirate fuori. I problemi del mondo non si risolvono senza "un'azione collettiva".

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GIUSTIZIA. Class action, Altroconsumo: "Scordiamoci il passato" (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

News GIUSTIZIA. Class action, Altroconsumo: "Scordiamoci il passato" 10/07/2009 - 16:00 "Niente da fare per le vittime dei crac Cirio e Parmalat". Lo ribadisce Altroconsumo commentando il via libera del Senato al disegno di legge sulla class action che è arrivato nonostante l'appello dell'Associazione dei consumatori, firmato da più di 10mila persone e inviato al presidente Schifani. "Rimangono tutti i limiti che avevamo più volte denunciato - si legge in una nota di Altroconsumo - dopo continui rinvii e soprattutto ridimensionamenti, che hanno peggiorato in modo sostanziale il modello già proposto nel 2007 e che ne hanno prorogato per decreto legge 1 luglio 2009 n.78 l'entrata in vigore al gennaio 2010". Altroconsumo precisa che la class action diventata legge "consente ai cittadini di promuovere cause collettive per ottenere il risarcimento di danni, ma soltanto dei danni futuri alla pubblicazione della legge: questo vuol dire che ne sono esclusi tutti i cittadini che hanno avuto bollette Telecom gonfiate, le vittime dei crac Cirio e Parmalat (oltre 4.000 quelli che si sono rivolti ad Altroconsumo), chi non ha potuto esercitare gratuitamente la surroga del mutuo... anche in presenza di condanne dell'Antitrust". "Per ben due volte - denuncia Altroconsumo - il disegno di legge è stato rinviato dal Governo Berlusconi, sino ad annacquarsi nella versione votata al Senato, che comunque ancora una volta rimanda tutto al 2010. Ora la legge prevede addirittura il danno punitivo al contrario: se l'azione collettiva viene dichiarata non ammissibile, è chi la ha proposta a dover pagare le spese di pubblicazione di questa notizia. Il piccolo Davide prima di attaccare Golia dovrà pensarci due volte. 2009 - redattore: GA

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Il Papa gli regala l'eciclica. E Obama: (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

«iran, la comunità internazionale non può aspettare all'infinito» Obama: «L'Aquila sempre nel cuore» E al Papa: «Tra noi relazioni forti» Sul G8: «Vertice molto produttivo, aiuti obbligo morale». Benedetto XVI gli dona l'enciclica: «La leggerò in aereo» CITTÀ DEL VATICANO - Dopo la conferenza stampa conclusiva del G8 a L'Aquila, Barack Obama è volato in Vaticano per incontrare il Papa insieme alla moglie Michelle (diretta). Il presidente è stato ricevuto per un breve incontro dal segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone, poi è iniziato il colloquio con papa Ratzinger. «È una grande onore per me - ha detto Obama stringendo calorosamente la mano al Pontefice -. Grazie molte». COLLOQUIO DI 40 MINUTI - Sorridenti, uno accanto all'altro sulla soglia della Biblioteca privata pontificia, Obama e il Papa si sono sottoposti al fuoco di fila di fotografi e cineoperatori. Sedendosi al tavolo, il presidente ha commentato con una battuta: «Sono sicuro che lei è abituato a farsi fotografare... Anche io lo sono». A Benedetto XVI che gli chiedeva notizie del G8 appena concluso, Obama ha risposto in inglese: «È stato molto produttivo. E abbiamo deciso aiuti per i Paesi Poveri». Alle 16.25 si sono chiuse le porte dello studio per il colloquio privato, durato 40 minuti. Poi è entrata Michelle. «Abbiamo l'aspettativa di relazioni molto forti» ha detto il presidente salutando il Papa. «Presidente, io prego per lei» ha replicato Benedetto XVI. La first lady, abito nero e capelli raccolti in un velo, era visibilmente emozionata. Anche le figlie Maila e Sasha e la madre di Michelle, Marian Robinson, sono state presentate al Papa, ma al riparo dalle telecamere che trasmettevano la diretta a circuito chiuso. IL LIBRO SULLA BIOETICA - È seguito lo scambio di doni: Benedetto XVI ha donato a Obama ha ringraziato la nuova enciclica «Caritas in veritate». La replica: «Grazie, avrò qualcosa da leggere nel mio viaggio in aereo». Ma, fuori programma, il presidente ha ricevuto anche un altro libro: una copia dell'istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede «Dignitas Personae» dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita in tutte le sue fasi. Il segretario di Benedetto XVI, don George, ha spiegato ai giornalisti che questo documento «potrebbe aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica». Obama ha commentato semplicemente: «Di questi temi abbiamo parlato», riferendosi alla bioetica, all'aborto e alla ricerca sulle staminali. La delegazione che accompagna il presidente, 15 persone in totale, è stata quindi ammessa nella biblioteca per i saluti di rito. Al termine dell'udienza, durata un'ora, Obama e consorte hanno lasciato il Vaticano a bordo della limousine. Il presidente americano è ora atteso nel Ghana in visita ufficiale. G8, CONFERENZA FINALE - Prima del colloquio con il Papa, Obama ha tenuto la conferenza conclusiva del G8 all'Aquila, toccando diversi temi: la crisi economica, il nucleare, la questione iraniana, gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Obama si è detto soddisfatto per un vertice «altamente produttivo» ed è tornato a ringraziare l'Italia e Berlusconi per la «straordinaria ospitalità». «L'Aquila sarà ricostruita - ha detto -. La coraggiosa gente di questa città sarà sempre nel nostro cuore». Parlando della situazione economica internazionale, Obama ha sottolineato che, nonostante il miglioramento visibile nei mercati, la piena ripresa è ancora lontana e sarebbe prematuro avviare strategie di uscita, cominciando a smontare i programmi di stimolo all'economia. NUCLEARE - Altro capitolo, il vertice sul nucleare, già annunciato da Berlusconi, che si terrà nella primavera del 2010 a Washington. «Ho invitato i leader del gruppo allargato a partecipare a un summit global nucleare» ha detto Obama. Stati Uniti, Russia e gli altri Paesi in possesso di armi nucleari - ha aggiunto - «siano di esempio» al resto della comunità internazionale. Ma la voce va allargata ad altri Paesi, per spiegare insieme i rischi della proliferazione e proporre il tema della rinuncia alla tecnologia nucleare bellica «come questione internazionale, non solo come tema imposto da Stati Uniti e Russia e dagli altri Paesi del club. Sudafrica, Brasile e Libia hanno rinunciato alla tecnologia nucleare bellica», ha ricordato Obama. «PREOCCUPATI PER IRAN» - Sulla crisi iraniana, con le tensioni sociali post-elezioni che non accennano a spegnersi, il presidente americano ha detto che i leader del G8 sono «seriamente preoccupati», anche per i rischi legati al programma nucleare. La comunità internazionale «non è disposta ad attendere all'infinito» che Teheran muti il suo atteggiamento e se entro i prossimi mesi non dovesse cambiare posizione «sarà necessario intraprendere ulteriori azioni» ha detto Obama, sottolineando comunque che «non era mai stato proposito di questo vertice» mettere in atto nuove sanzioni. AIUTI AI PAESI POVERI - In un altro passaggio della conferenza Obama ha parlato degli aiuti ai Paesi poveri, definendoli «un obbligo morale, ma anche utili nell'interesse della sicurezza nazionale» e presentando il piano da 20 miliardi di dollari in 3 anni per combattere la fame nel mondo. Per convincere i colleghi al varo del fondo Obama ha parlato di suo padre, nato in Kenya: «Il punto fondamentale è che quando mio padre venne negli Stati Uniti per studiare, il reddito pro capite del Kenya era superiore a quello della Corea del Sud». Il presidente sottolinea però che gli aiuti non devono arrivare a governi corrotti e ha proposto «un'assistenza trasparente costruita sulla legge e su riforme istituzionali che consentano miglioramenti a lungo termine. Non c'è una ragione per cui l'Africa non possa essere indipendente dal punto di vista alimentare - ha spiegato -. Ciò che manca non sono i semi o la terra», sottolinea apprezzando invece quei Paesi, come la Corea del Sud, che hanno dimostrato di avere «una democrazia seria». Parlando dell'Africa, Obama ha espresso la speranza di assistere a qualche partita del Mondiale di calcio del 2010. AZIONE COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su tutto - ammette -, ma abbiamo dimostrato che è possibile lavorare e fare grandi progressi insieme». Parlando dei summit internazionali ha detto che istituzioni come il G8 dovrebbero essere «rinnovate» con l'inclusione di Paesi quali Cina e India. Anche l'America Latina, ha aggiunto, non è adeguatamente rappresentata in questo tipo di riunioni. «Mi aspetto che nei prossimi anni vedremo un'evoluzione e vedremo di trovare una nuova combinazione. Uno dei punti che continuo a vedere è che tutti chiedono un gruppo il più ristretto possibile in cui vogliono essere inclusi». E sulle Nazioni Unite: «a volte si ha l'impressione che l'assemblea generale dell'Onu non lavori come ci si aspetti, è necessario rivitalizzare le Nazioni Unite: l'ho detto a questo meeting e ne ho già parlato col segretario generale». Per l'inquilino della Casa Bianca bisogna «aggiornare, rinnovare e rinfrescare organismi internazionali creati in epoche diverse perché queste istituzioni devono essere adeguate ai cambiamenti che avvengono in questi decenni». Non si può pensare di affrontare questioni globali senza Brasile, Cina e India, che «devono essere incluse in queste conversazioni». Obama ha detto comunque di essere favorevole a una diminuzione del numero dei vertici mondiali: «Sono presidente da sei mesi e ho già partecipato a un buon numero di vertici, credo che in futuro potrebbe essere una buona idea ridurre un po' la quantità di questi summit». IN CONTEMPORANEA - Le conferenze di Berlusconi e Obama hanno rischiato di accavallarsi: mentre il presidente del Consiglio stava ancora parlando, il presidente americano si è presentato ai giornalisti. Informato della coincidenza di appuntamenti, Obama ha fatto slittare il suo intervento. Tuttavia la conferenza di Berlusconi si è prolungata e Obama ha preso comunque la parola nella sala a fianco. In platea c'erano solo giornalisti americani (e corrispondenti), a causa delle restrizioni imposte da ragioni di sicurezza. stampa |

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Regione, proficui i lavori della quarta Commissione (sezione: Class action)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 10-07-2009)

Argomenti: Class Action

Primo piano Vai alle altre notizie di «Politica» Regione, proficui i lavori della quarta Commissione 10 luglio 2009 REGGIO CALABRIA. La quarta Commissione consiliare “Assetto ed Utilizzazione del Territorio - Protezione dell’Ambiente” presieduta da Antonio Acri, ha concluso i suoi lavori approvando all’unanimità il progetto di legge unificato “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria”, frutto del lavoro di sintesi di due proposte normative, a firma rispettivamente di Alessandro Nicolò (Fi) e Bruno Censore (Pd). Recepiti anche alcuni emendamenti a firma del consigliere Nicolò ed illustrati in Aula dal consigliere-questore, Giuseppe Guerriero. Il progetto di legge composto da 9 articoli punta alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico presente della nostra regione. Su questo versante, s’intende conseguire un impegno collegiale nelle politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio del territorio calabrese anche attraverso il decentramento delle funzioni. La Regione conferisce alle Province lazione di tutela del patrimonio naturalistico di alto pregio prevedendo un piano regionale di coordinamento tra le cinque province e dettando le linee generali per la costituzione delle Consulte tecniche provinciali a cui affidare specifici compiti amministrativi. Come ambiti decentrati, le Province opereranno su base autonoma di concerto con altri enti, centri di ricerca ed associazioni ambientaliste per meglio raggiungere gli obiettivi stabiliti. Nella stessa seduta, la Commissione ha dato parere favorevole alla Deliberazione n. 396 del 30.06.2009 della Giunta Regionale: “Approvazione criteri ed indirizzi per la gestione integrata dei rifiuti urbani ex art. 13, comma 1,lettera b) del Piano Regionale dei Rifiuti” (Relatore, il presidente Acri). In merito, il presidente della Commissione ha dichiarato: “La proposta su cui ci siamo espressi positivamente oggi rappresenta la naturale e necessaria prosecuzione della precedente deliberazione, sempre in materia di smaltimento dei rifiuti, la n. 152, del 31 marzo 2009 che questa Commissione ha esaminato nella scorsa seduta esprimendo parere favorevole. La deliberazione n. 152/2009 ha fornito indirizzi e linee guida alle ATO-R per l’organizzazione e la gestione integrata dei rifiuti urbani, appunto in attuazione del disposto della lettera a) del citato articolò 13, mentre con quella in discussione oggi, si prosegue definendo criteri ed indirizzi agli enti interessati al servizio per la ricognizione delle dotazioni strumentali e delle risorse umane, per la predisposizione del programma degli interventi e del relativo piano finanziario, nonché del connesso modello gestionale e organizzativo. La proposta si articola in quattro capitoli, ognuno dei quali dedicato ad indicare agli Enti coinvolti (Comuni e Province), alle procedure da utilizzare ed ai criteri da seguire per attuare le previsioni del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Si definisce così oggi la fase preparatoria - necessaria e di grande importanza per la pregnanza politica delle scelte adottate - all’attuazione del più generale Piano per la Gestione dei Rifiuti in Calabria”. A margine dei lavori della Commissione, il consigliere Bruno Censore, relatore del progetto di legge sulla tutela degli alberi monumentali, ha detto che “Con la proposta di legge approvata, la Regione si dota di uno strumento normativo fondamentale per la tutela e la valorizzazione della flora spontanea e degli alberi monumentali di pregio naturalistico e culturale presenti in Calabria. In questa direzione, la Regione richiama l’attenzione degli Enti e della collettività al rispetto dell’elemento naturalistico che deve essere accuratamente considerato, pur nel rispetto delle legittime trasformazioni del territorio. Oggi - ha aggiunto - è sempre più evidente e necessario un intervento di tipo culturale, indirizzato alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza della tutela dei lineamenti peculiari del nostro paesaggio in quanto rappresentazione e testimonianza di civiltà e di valori aggiunti di rilievo anche turistico. Attraverso la valorizzazione del patrimonio naturalistico di alto pregio si raggiungerebbe anche lo scopo della tutela paesaggistica e della valorizzazione del turismo e dell’agriturismo in una regione che non ha ancora messo a valore le sue enormi potenzialità ambientali. La proposta normativa punta al decentramento delle funzioni, consolidando un percorso virtuoso già avviato con la legge regionale n. 34/2002, e in virtù del quale alla Regione spetta il solo compito di programmare e di coordinare un piano. La fase attuativa è invece rimessa alle Province, - aggiunge - cui è demandato il ruolo di costituire le Consulte tecniche con il compito di individuare e catalogare le specie botaniche poste a tutela secondo i criteri dettati dalla Regione. Tutto questo in una dimensione collaborativa”. Per il consigliere Alessandro Nicolò (Fi) proponente della proposta di legge “con l’approvazione della legge sulla tutela degli alberi monumentali e della flora autoctona viene posto un importante tassello nella politica di tutela e valorizzazione del paesaggio e del mantenimento dell’equilibrio ambientale sempre più decisiva per lo sviluppo del territorio anche alla luce della trasversalità che l’ambiente riveste rispetto ai settori dell’agricoltura, del turismo e del territorio. L’articolato normativo, frutto del lavoro di sintesi fra una mia proposta normativa, depositata due anni fa, ed una più recente del collega Censore, punta ad un intervento culturale, innovativo e di ampio respiro, diretto alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza della tutela delle peculiarità del nostro paesaggio”.

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Obama dal Papa: (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

la visita in vaticano al termine del summit dei leader mondiali Obama dal Papa: «Divergenze sanabili Dal presidente impegno a ridurre aborti» Sul G8: «Vertice molto produttivo, L'Aquila nel cuore». Benedetto XVI gli dona il libro «Dignitas humanae» CITTÀ DEL VATICANO - Dopo la conferenza stampa conclusiva del G8 all'Aquila, Barack Obama è volato in Vaticano per incontrare il Papa insieme alla moglie Michelle. «È una grande onore per me» ha detto stringendo calorosamente la mano al Pontefice. Nel colloquio privato si è parlato di «difesa e promozione della vita e di diritto all'obiezione di coscienza». Temi che rappresentano per il Vaticano «una grande sfida per il futuro», ha spiegato il direttore della sala stampa, padre Federico Lombardi. Obama ha promesso personalmente di impegnarsi a ridurre il numero degli aborti negli Stai Uniti: al Congresso è già depositata una proposta democratica che suggerisce aiuti per le mamme che voglio tenere i loro bambini. «È stata una personale dimostrazione di impegno e di attenzione verso le posizioni della Chiesa - ha detto Lombardi -. Le posizioni del Papa e della Chiesa sulla difesa della vita hanno trovato un interlocutore attento, pronto ad ascoltare». «È stato un incontro cordiale, un evento molto importante - spiega la Santa Sede -. Benedetto XVI ha messo tutti i temi sul tappeto, ma sarebbe sbagliato pensare che volesse sottolineare le divergenze. Sulle divergenze che esistono si possono cercare cammini comuni». COLLOQUIO DI 40 MINUTI - Sorridenti, uno accanto all'altro sulla soglia della Biblioteca pontificia, Obama e il Papa si sono concessi a fotografi e cineoperatori. Il presidente ha commentato con una battuta: «Sono sicuro che lei è abituato a farsi fotografare... Anche io lo sono». A Benedetto XVI che gli chiedeva notizie del G8 appena concluso, Obama ha risposto in inglese: «È stato molto produttivo. E abbiamo deciso aiuti per i Paesi Poveri». Alle 16.25 si sono chiuse le porte dello studio per il colloquio privato, durato 40 minuti. Poi è entrata Michelle. «Abbiamo l'aspettativa di relazioni molto forti» ha detto il presidente congedandosi dal Papa. «Presidente prego per lei, per il suo lavoro» ha replicato Benedetto XVI. La first lady, abito nero e capelli raccolti in un velo, era visibilmente emozionata. Anche le figlie Maila e Sasha e la madre di Michelle, Marian Robinson, sono state presentate al Papa. IL LIBRO SULLA BIOETICA - È seguito lo scambio di doni: Benedetto XVI ha consegnato a Obama la nuova enciclica «Caritas in veritate» in un'edizione elegante in pelle bianca, con dedica personale. La replica: «Grazie, avrò qualcosa da leggere nel mio viaggio in aereo». Fuori programma, il presidente ha ricevuto anche un altro libro: l'istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede «Dignitas humanae», scritta a dicembre 2008 e dedicata ai temi della bioetica e alla difesa della vita. Il segretario di Benedetto XVI, padre George Gaenswein, ha spiegato ai giornalisti che questo documento «potrebbe aiutare il presidente a comprendere meglio la posizione della Chiesa cattolica». Obama ha commentato semplicemente: «Di questi temi abbiamo parlato», riferendosi alla bioetica, all'aborto e alla ricerca sulle staminali. Questioni su cui il Papa non voleva «puntare sulle divergenze con intenzione polemica», ma impostare il confronto con «chiarezza e obiettività», ha spiegato padre Lombardi. LETTERA DI KENNEDY - Il presidente americano, dal canto suo, ha esortato Benedetto XVI a continuare a richiamare «alle loro responsabilità» tutte le parti coinvolte nel processo di pace in Medio Oriente, non soltanto gli israeliani ma anche i Paesi arabi vicini. Un tema su cui la Santa Sede ha registrato «convergenze»: il riferimento è alla soluzione dei due Stati, israeliano e palestinese, caldeggiata sia da Obama che dal Papa. Gli altri temi del colloquio: immigrazione, dialogo tra culture e religioni, crisi economica, sicurezza alimentare, aiuti allo sviluppo, narcotraffico. Obama ha consegnato al Papa una lettera di Ted Kennedy, il vecchio leone democratico malato di cancro: il contenuto non è stato svelato, ma uno dei funzionari della Casa Bianca al seguito del presidente ha detto che il colloquio è terminato proprio parlando del senatore democratico, patriarca di una delle più leggendarie famiglie cattoliche americane. E appena terminato l'incontro in Vaticano, Obama ha telefonato a Kennedy. Poi il presidente è poi partito da Pratica di Mare alla volta del Ghana, dove è atteso in visita ufficiale. G8, CONFERENZA FINALE - Prima del colloquio con il Papa, Obama ha tenuto la conferenza conclusiva del G8 all'Aquila, toccando diversi temi: la crisi economica, il nucleare, la questione iraniana, gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. Obama si è detto soddisfatto per un vertice «altamente produttivo» ed è tornato a ringraziare l'Italia e Berlusconi per la «straordinaria ospitalità». «L'Aquila sarà ricostruita - ha detto -. La coraggiosa gente di questa città sarà sempre nel nostro cuore». Parlando della situazione economica internazionale, Obama ha sottolineato che, nonostante il miglioramento visibile nei mercati, la piena ripresa è ancora lontana e sarebbe prematuro avviare strategie di uscita, cominciando a smontare i programmi di stimolo all'economia. NUCLEARE - Altro capitolo, il vertice sul nucleare, già annunciato da Berlusconi, che si terrà nella primavera del 2010 a Washington. «Ho invitato i leader del gruppo allargato a partecipare a un summit global nucleare» ha detto Obama. Stati Uniti, Russia e gli altri Paesi in possesso di armi nucleari - ha aggiunto - «siano di esempio» al resto della comunità internazionale. Ma la voce va allargata ad altri Paesi, per spiegare insieme i rischi della proliferazione e proporre il tema della rinuncia alla tecnologia nucleare bellica «come questione internazionale, non solo come tema imposto da Stati Uniti e Russia e dagli altri Paesi del club. Sudafrica, Brasile e Libia hanno rinunciato alla tecnologia nucleare bellica», ha ricordato Obama. «PREOCCUPATI PER IRAN» - Sulla crisi iraniana, con le tensioni sociali post-elezioni che non accennano a spegnersi, il presidente americano ha detto che i leader del G8 sono «seriamente preoccupati», anche dei rischi legati al programma nucleare. La comunità internazionale «non è disposta ad attendere all'infinito» che Teheran muti il suo atteggiamento e se entro i prossimi mesi non dovesse cambiare posizione «sarà necessario intraprendere ulteriori azioni» ha detto, sottolineando comunque che «non era mai stato proposito di questo vertice» mettere in atto nuove sanzioni. AIUTI AI PAESI POVERI - In un altro passaggio della conferenza Obama ha parlato degli aiuti ai Paesi poveri, definendoli «un obbligo morale, ma anche utili nell'interesse della sicurezza nazionale» e presentando il piano da 20 miliardi di dollari in 3 anni per combattere la fame nel mondo. Per convincere i colleghi al varo del fondo Obama ha parlato di suo padre, nato in Kenya: «Il punto fondamentale è che quando mio padre venne negli Stati Uniti per studiare, il reddito pro capite del Kenya era superiore a quello della Corea del Sud». Il presidente sottolinea però che gli aiuti non devono arrivare a governi corrotti e ha proposto «un'assistenza trasparente costruita sulla legge e su riforme istituzionali che consentano miglioramenti a lungo termine. Non c'è una ragione per cui l'Africa non possa essere indipendente dal punto di vista alimentare - ha spiegato -. Ciò che manca non sono i semi o la terra», sottolinea apprezzando invece quei Paesi, come la Corea del Sud, che hanno dimostrato di avere «una democrazia seria». AZIONE COLLETTIVA - In conclusione il messaggio che esce dal G8 è che i problemi del mondo non si risolvono senza «un'azione collettiva». «Non abbiamo concordato su tutto - ammette l'inquilino della Casa Bianca -, ma abbiamo dimostrato che è possibile lavorare e fare grandi progressi insieme». Parlando dei summit internazionali ha detto che istituzioni come il G8 dovrebbero essere «rinnovate» con l'inclusione di Paesi quali Brasile, Cina e India. Anche l'America Latina, ha aggiunto, non è adeguatamente rappresentata in questo tipo di riunioni. «Mi aspetto che nei prossimi anni vedremo un'evoluzione e vedremo di trovare una nuova combinazione». E sulle Nazioni Unite: «A volte si ha l'impressione che l'assemblea generale dell'Onu non lavori come ci si aspetti, è necessario rivitalizzarla». Obama ha detto comunque di essere favorevole a una diminuzione del numero dei vertici mondiali: «Sono presidente da sei mesi e ho già partecipato a un buon numero di vertici, credo che in futuro potrebbe essere una buona idea ridurre un po' la quantità di questi summit». IN CONTEMPORANEA - Le conferenze di Berlusconi e Obama hanno rischiato di accavallarsi: mentre il presidente del Consiglio stava ancora parlando, il presidente americano si è presentato ai giornalisti. Informato della coincidenza di appuntamenti, Obama ha fatto slittare il suo intervento. Tuttavia la conferenza di Berlusconi si è prolungata e Obama ha preso comunque la parola nella sala a fianco. In platea c'erano solo giornalisti americani (e corrispondenti), a causa delle restrizioni imposte da ragioni di sicurezza. stampa |

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Cabina di regia per i salumi (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Agroindustria data: 11/07/2009 - pag: 22 autore: di Luisa Contri La strategia di Sandro Gozzi, confermato presidente dell'Istituto salumi tutelati Cabina di regia per i salumi Gozzi: policy di tutela unica e più consorzi dop-igp Fare in modo che l'Istituto salumi tutelati italiani (Isit) diventi una vera e propria cabina di regia, un punto di riferimento per le azioni coordinate e collettive dei consorzi di tutela dei salumi a denominazione d'origine controllata a esso associati. E, di pari passo, allargare ulteriormente la base sociale, oggi costituita da 15 consorzi (per 18 delle 31 Dop e Igp del comparto delle carni trasformate), ai quali è riconducibile oltre il 52% dei volumi. Sono le due priorità che Sandro Gozzi, recentemente confermato alla presidenza dell'Isit per il prossimo triennio, ha messo nella sua agenda. «Isit»», spiega a ItaliaOggi Gozzi, «opera nel pieno rispetto dell'indipendenza e dell'autonomia d'azione dei singoli consorzi di tutela e valorizzazione che vi aderiscono, portando avanti iniziative d'interesse comune a tutti i soci e con loro concordate in quei campi in cui un'azione coordinata e sinergica rappresenta un vantaggio in termini d'efficacia e d'efficienze ed economicità per i soci stessi». A fronte di una quota associativa di modesta entità (intorno al migliaio di euro) i singoli consorzi associati possono infatti usufruire di una serie di servizi organizzati da Isit a costi nettamente inferiori a quelli che ciascun socio sosterrebbe se dovesse organizzarli individualmente. E ciò per le sinergie derivanti dall'operare per conto di più soggetti in contemporanea. Sinergie evidenti nel momento in cui Isit s'incarica d'organizzare un ufficio stampa a disposizione di tutti, che diffonda informazioni sulle diverse Dop e Igp, o la partecipazione a eventi di promozione in Italia e all'estero com'è il caso del Salone del Gusto di Torino (da tre edizioni i soci Isit si presentano al pubblico uno a fianco dell'altro in un grande padiglione) di Salumiamo l'happy hour a base di salumi italiani che oltre a diverse città d'Italia si è già svolto a Bruxelles, Parigi, Londra, Berlino e s'appresta a toccare il Giappone. «Sempre più», evidenzia Gozzi, «stiamo diventando un punto di riferimento per le istituzioni e, in particolare, per i ministeri di competenza, le amministrazioni regionali e l'Ispettorato centrale per la qualità dei prodotti agroalimentari. Ma intendiamo farci parte attiva in modifiche di normative o delle prassi che regolano i rapporti con il mondo retail con l'obiettivo di valorizzare ulteriormente una produzione di cui c'è forte richiesta da parte del consumatore, come è emerso anche da un recentissimo studio presentato l'altro ieri ai soci Isit e realizzato dal Cermes-Bocconi. «È a dir poco contraddittorio con la valorizzazione delle Dop e Igp», osserva Gozzi, «la pratica del retail di utilizzarle come prodotti civetta in operazioni sottocosto. Anche quando poi la gdo propone salumi tutelati a marchio private label, sarebbe opportuno evidenziare che ne è il produttore». Quanto all'ampliamento della base sociale, potrebbe riguardare alcuni piccoli consorzi delle dop e igp calabresi. L'unico grande assente, dalla compagine dell'istituto, è infatti il consorzio del prosciutto di Parma, con cui comunque l'Isit sta già colloquiando.

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Quattrocento medici in tribunale (sezione: Class action)

( da "Provincia Pavese, La" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

Quattrocento medici in tribunale Causa collettiva per gli arretrati di quando erano specializzandi Ogni laureato dal 2000 a oggi chiede 40mila euro allo Stato e all'Università di Pavia PAVIA. Una carica di 400 medici specialisti e specializzandi pavesi ha depositato il proprio ricorso al tribunale di Pavia per vedere riconosciuto il proprio diritto a un' adeguata remunerazione mai concretizzata durante gli anni di specialità. Ogni medico che si è specializzato dal 2000 a oggi infatti potrebbe ottenere in media 10mila euro per ogni anno di specializzazione arretrato, ovvero circa 40mila euro a persona dallo stato, colpevole di essersi adeguato in ritardo e in maniera infedele alle indicazioni europee. Le prime udienze sono state fissate a novembre: «Si tratta di cause pilota - ha spiegato l'avvocato Maria Pia Taraso che patrocina l'azione collettiva con l'appoggio di Federspecializzandi -. In queste settimane altri specializzandi e specialisti di tutta Italia stanno depositando le loro istanze ma se il giudice pavese riterrà di intervenire, Pavia sarà la prima città in Italia a farlo». Il ricorso discende dal fatto che l'Italia si è adeguata molto in ritardo alla direttiva comunitaria che conteneva le disposizioni per uniformare la posizione giuridica del medico nell'Unione Europea. Inoltre, una volta che si è provveduto a sanare la situazione, i diritti sono stati garantiti solo ai nuovi specializzandi titolari delle nuove borse di studio da 1.700 euro per 36 ore la settimana (che di fatto sono poi molte di più), escludendo di fatto quelli degli anni anche immediatamente precedenti. Prima gli specializzandi erano inquadrati come studenti, ora hanno un contratto di lavoro vero e proprio stipulato tra la Federazione degli Specializzandi, l'Ordine dei Medici e il Ministero dell'Università e della Ricerca. L'azione legale dei 400 pavesi è diretta contro lo Stato, la presidenza del consiglio dei ministri, tre ministeri (economia e finanze, università e ricerca, lavoro, salute e politiche sociali), regione Lombardia e Università di Pavia. Chi dovrebbe pagare questa cifra enorme, 16 milioni di euro solo a Pavia? «Tutti i soggetti coinvolti, dallo Stato all'università - spiega Taraso - ed esiste la concreta possibilità di recuperare l'importo dovuto». Con quali fondi, non si sa. Come giustificare questo ottimismo? «Alla luce di una sentenza della Corte di giustizia europea che ha riconosciuto il diritto al risarcimento anche agli specialisti ante 1991 ma che, a causa della scadenza dei termini della prescrizione (i crediti di lavoro si prescrivono in 5 o 10 anni) non hanno potuto ricevere il risarcimento. Per gli specializzandi post 2000 invece i termini non sono ancora scaduti" conclude l'avvocato. Come aderire? Versando 110 euro per le spese e accettando di pagare il 3% del rimborso. Anna Ghezzi

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ganazzoli l'idealista intruso dell'antimafia - amelia crisantino (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 11-07-2009)

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Pagina XIX - Palermo Dieci anni fa la scomparsa del deputato regionale socialista GANAZZOLI L´IDEALISTA INTRUSO DELL´ANTIMAFIA Nel 1967 Peppino Impastato nella veste di cronista rileva il suo "attacco frontale" diretto ai colletti bianchi collusi con la malavita AMELIA CRISANTINO S ono passati dieci anni dalla scomparsa di Angelo Ganazzoli: socialista fuori dagli schemi, anomalo, solitario. Nato a Sestri Levante nel 1930 da famiglia antifascista costretta a varie peregrinazioni, arriva nell´isola bambino di sei anni. Diventerà siciliano per scelta. Studente lavoratore da sempre socialista, nel 1946 è già un militante. Sono anni difficili, i partiti di sinistra sono in condizioni di estrema debolezza e il referendum istituzionale del 2 giugno assegna alla monarchia ben oltre l´80 per cento dei voti. La disoccupazione è altissima, la Sicilia è scossa dalle convulsioni separatiste e teatro di oscuri episodi dove mafia, agrari, servizi segreti e apprendisti stregoni si esercitano in trame opache che mirano a controllare il voto popolare. Ganazzoli è coetaneo di altri ragazzi animati da grande senso di giustizia, che mettono in gioco se stessi: ci sono Pancrazio De Pasquale, Emanuele Conti, Napoleone Colajanni. Alla Federterra troviamo Francesco Renda, che di quegli anni ancora ricorda il grande entusiasmo e di Ganazzoli dice: «Non era un dirigente di primo piano, ma fra quei ragazzi che volevano cambiare il futuro era molto attivo». Nei primi anni Cinquanta troviamo Ganazzoli negli scioperi alla rovescia dei braccianti del corleonese, nel quadro della lotta per la riforma agraria è fra quanti organizzano l´occupazione dei feudi: per la prima volta tocca con mano il potere intimidatorio della mafia, quando nel feudo di Piano della Scala invece degli attesi tremila contadini se ne presentano la metà. Il campiere era Luciano Liggio. Nella Sicilia del dopoguerra è pericoloso essere dalla parte degli oppressi, mostrare la strada per diventare cittadini con diritti garantiti dalla legge. Ganazzoli è accanto a dirigenti contadini come Placido Rizzotto e Salvatore Carnevale, la lotta contro la mafia diventa la costante della sua attività politica. Da dirigente socialista ha incarichi istituzionali, cerca di aiutare quei processi di sviluppo in grado di diventare autonomi: è presidente dell´Esa - l´Ente di sviluppo agricolo - ma è anche a fianco di Danilo Dolci in tante iniziative di lotta. Dolci lo ricorda in un suo libro, "Chissà se i pesci piangono", scrive come Ganazzoli vada ripetutamente dichiarato che l´acqua dev´essere democraticamente gestita dai contadini. Si lotta per le dighe, Ganazzoli è al contempo uomo delle istituzioni e militante. Nel 1967, a consegnarci un´istantanea del lavoro di Ganazzoli è Peppino Impastato. Cronista per "L´idea socialista", foglio che circola ciclostilato, Impastato scrive di un incontro che domenica 5 marzo 1967 si tiene nel cinema di Partanna. Assieme a Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, Ganazzoli è fra quanti stanno preparando la marcia di protesta che comincerà l´indomani; di lui Peppino annota il «duro e frontale attacco alla mafia» e lo cita testualmente: «Non è arrestando Liggio e Panzeca che si combatte la mafia: bisogna colpire i colletti duri, cioè le persone che stanno dietro gli esecutori» dice Ganazzoli alla sua platea di intellettuali e contadini. Il lavoro di anni sta portando il socialista Ganazzoli a maturare un´intransigente visione della mai veramente affrontata questione morale, un lucido pessimismo che rifiuta ogni comoda pratica assolutoria celebrata dalla politica. Nel 1984, quando la serie dei delitti eclatanti crea un clima di emergenza che genera decisioni quasi obbligate, l´Assemblea regionale crea una Commissione antimafia e Ganazzoli è il suo presidente. è ormai un uomo maturo ma non ha perso il vizio di quand´era ragazzo: si prende sul serio. La commissione che ha l´incarico di «eventualmente indagare» sulla pubblica amministrazione è quasi un atto dovuto, i suoi tredici componenti rappresentano tutti i gruppi politici e fra loro ci sono individui dalla fama non proprio specchiata, dalle azioni non sempre limpide. Nel marzo dell´86 i giornali rilevano che l´Antimafia non si riunisce da quattro mesi per mancanza del numero legale, l´impegno di Ganazzoli non basta per dare serietà a una caricatura. Un mese dopo, consegnata il 29 aprile 1986, la relazione del presidente Ganazzoli non fa sconti. Punta l´attenzione sul sistema degli appalti, gli «intrecci esistenti tra settori della pubblica amministrazione e organizzazioni mafiose», i danni operati dall´imperante clientelismo, l´importanza di «predisporre una normativa di carattere generale che fissi criteri e modalità per l´accesso ai fondi regionali da parte dei centri culturali», la «contiguità tra settori della burocrazia e ambienti mafiosi», la «diffusa illegalità che talvolta pervade l´esercizio dei pubblici poteri» e la certezza del diritto come unica vera azione antimafia praticabile dalle istituzioni. Ma, col suo parlare di questione morale e di eticità nelle scelte politiche, Ganazzoli non raccoglie molte simpatie: alle successive regionali è candidato, ma non in posizione eleggibile. In fondo era un intruso. Uno che il 16 settembre 1988, convocato come testimone sugli intrecci mafia-politica denunciati da Leoluca Orlando, arrivò con una borsa piena di carte: tutti gli atti firmati da presidente della Commissione antimafia. E uscendo si lasciò andare a una riflessione, di quelle che non gli procuravano alcuna simpatia. Chissà se da privato cittadino o in ricordo del suo incarico istituzionale, quel giorno disse: «Non mi sembra che sul piano politico qualcuno voglia seriamente fare la lotta alla mafia».

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I tre giorni che salvarono il Cav. Ora non resta che il lodo Alfano (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

I tre giorni che salvarono il Cav. Ora non resta che il lodo Alfano La svolta abruzzese. Niente predellini e istrionismi, ritorno ai dossier, e la scommessa è vinta. Veline. Di loro al G8 velato non s´è detto nulla. Le domande di Repubblica, a forza di vederle ... segue dalla prima pagina C'è studio, ma anche una buona dose di coincidenze non prevedibili, dietro il risultato ottenuto da Berlusconi al G8. Senza dubbio ha pagato la scelta, inaugurata già con l'ultimo Consiglio dei ministri, di provare a sfuggire allo stillicidio quotidiano di voci, interviste e foto col ritorno a un'agenda di temi seri e riforme. Il G8 a presidenza italiana, con la sua ricca offerta di dossier sui massimi sistemi e di decisioni "storiche", sebbene la maggior parte più di facciata che di sostanza, ha aiutato a restituire l'immagine di un Berlusconi di nuovo avviato sulla «via del fare», la stessa che dopo settimane di immobilismo ha spinto il governo prima a varare il decretone estivo con la Tremonti-ter, il bonus occupazione e altre misure anti-crisi («la nostra finanziaria 2010», come l'ha definita il premier) e poi il Senato a convertire in legge il ddl sviluppo col ritorno al nucleare e l'class="hilite">istituzione della class="term">class class="term">action, l'azione legale collettiva a tutela dei consumatori. La scelta di tuffarsi senza distrazioni sui dossier è stata accompagnata da una presenza scenica inedita per il Cavaliere. Mai si era visto Berlusconi stare tre giorni sotto l'occhio delle telecamere di tutto il mondo e rinunciare al suo istrionismo: stavolta, invece, mai un gesto fuori posto, mai una gag o una battuta politicamente scorretta, men che meno una barzelletta. L'irriverenza delle corna e la diplomazia del cucù hanno lasciato il posto a una liturgia mandata a memoria ed eseguita con studiata disciplina. Quasi a marcare volontariamente il confronto col passato, l'unico aneddoto fuori programma raccontato da Berlusconi è la storia, che il premier ha ascoltato da Gordon Brown, del ragazzo africano di dodici anni che sognava di diventare un giocatore di calcio ed è morto tra le braccia della madre aspettando invano un aiuto delle Nazioni unite. Persino l'unico momento di tensione vera in conferenza stampa, il battibecco con l'inviato di Repubblica, è stato risolto con una battuta velenosa («Non avete raggiunto il risultato che volevate», ha detto il premier rivolto al giornalista). In altri momenti, sarebbe solo stato solo l'inizio di uno show ben più esuberante. Ma l'aiuto più grande è arrivato dall'Aquila. Berlusconi ha rivendicato la scelta della sede citando il solito Erasmo da Rotterdam («Lungimirante follia»), ma la soluzione è stata provvidenziale al di là delle intenzioni. Spostare il G8 in quel non luogo che è oggi il capoluogo abruzzese dopo la devastazione del terremoto ha creato una naturale zona franca, scoraggiando non solo le manifestazioni no global - a quello provvede già la debolezza dell'ex "movimento dei movimenti" - ma anche incursioni politiche e giornalistiche non strettamente legate ai temi in discussione. Dietro le macerie aquilane, Berlusconi ha trovato il primo vero riparo dopo settimane in cui è stato bersaglio scoperto. Da questo riparo esce più forte, perché le voci sul suo tramonto politico, e sulla minaccia incombente di un governo tecnico-istituzionale, erano legate soprattutto alla perdita di prestigio internazionale del paese causate dalle traversie del suo capo di governo. La gran quantità di photo opportunity e di pacche sulle spalle viste all'Aquila allontaneranno per un po' queste voci. Il che non significa che ora il futuro dell'esecutivo sia roseo e privo di incognite. Anche al netto di provvedimenti indirizzati al Cavaliere, l'inchiesta di Bari continuerà a essere una fucina di notizie imbarazzanti. Altre procure sono pronte a muoversi. E la pubblicazione di altre foto da villa Certosa è quasi scontata. Ma chi conosce bene i piani di Berlusconi assicura che è già concentrato a evitare la vera nuova scossa, anzi the big one: il pronunciamento della Corte costituzionale sul lodo Alfano, previsto in ottobre. Stefano Cappellini 11/07/2009

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Nucleare e concorrenza binomio che costa troppo (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

Nucleare e concorrenza binomio che costa troppo Energia alternativa. La nuova legge Sviluppo detta solo le regole per la logistica. Mancano, però, i regolatori e i soldi. Parla l'esperto Alberto Clò. di Gianmaria Pica Quante possibilità abbiamo di vedere nei prossimi anni un ritorno al nucleare in Italia? L'opinione pubblica è divisa sulla questione: c'è chi è convintissimo che il nucleare sia l'unica fonte energetica su cui investire, l'unica in grado di tagliare il cordone ombelicale energetico che fa dell'Italia un Paese dipendente dall'estero; e chi crede, invece, che il progetto del Governo per un ritorno al nucleare non sia fattibile e serva a poco. Giovedì scorso il Senato della Repubblica ha convertito in legge il ddl Sviluppo recante "disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia". La nuova legge - in cui ci sono anche una serie di provvedimenti a sostegno dei consumatori, per class="hilite">esempio la norma che attua nel nostro Paese la class="term">class class="term">action - prevede all'articolo 25 la «delega al Governo in materia nucleare». In pratica, con questa nuovo articolato, l'esecutivo è stato chiamato ad adottare, entro sei mesi, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi e per la definizione delle misure compensative in favore delle popolazioni interessate. Qualcuno, però, crede che sei mesi siano pochi per uno sviluppo del nucleare in Italia, anche alla luce del fallimento sulla costruzione del corridoio ferroviario V dell'alta velocità/alta capacità (progetto nato quasi trenta anni fa, ancora non terminato). Il professor Alberto Clò, uno dei massimi esperti di politiche energetiche in Italia, spiega che per affrontare seriamente in Italia la questione nucleare bisogna considerare molti aspetti: «Il 2008 - dice al Riformista - è stato il primo anno in cui la produzione nucleare ha segnato un brusco calo: la produzione della Gran Bretagna l'anno scorso si è dimezzata rispetto a dieci anni fa, stessa sorte per quella francese». A livello istituzionale, in tutto il mondo, il sistema su cui è fondato il modello nucleare è mutato drasticamente negli ultimi anni. Dice Clò: «Venti anni fa si investiva nel nucleare in un contesto diverso da quello attuale: un sistema monopolistico, dove chi investiva in questo settore non aveva alcun problema di concorrenza e le centrali nucleari venivano finanziate con i fondi pubblici». Secondo Clò, ci sono tre punti fondamentali da considerare. Il primo è quello del sistema monopolistico, condizione ormai superata; il secondo, invece, riguarda i finanziamenti per le imprese nucleari a carico dello Stato; infine, il terzo è sulle tariffe energetiche: fissate sulla base dei costi di costruzione e di mantenimento. «Proprio questi tre punti - spiega Clò - hanno permesso uno sviluppo nucleare massiccio dagli anni Sessanta agli Ottanta. Oggi un'impresa non può contare sui soldi pubblici: ecco perché non si costruiscono più nel mondo le centrali nucleari». Per qualcuno il nucleare è incompatibile con un contesto di mercato concorrenziale, in cui gli investitori privati possono contare sullo Stato solo per l'aspetto della sicurezza: lo Stato definisce le regole e istituisce gli enti di controllo. Queste strutture pubbliche, però, richiedono elevate professionalità: «Purtroppo nel nostro Paese scarseggiano - spiega Clò - l'Italia non si occupa più di nucleare da 17 anni». Bisogna considerare anche l'elevato costo per la costruzione, il mantenimento e la dismissione delle centrali. Per esempio, in Finlandia era prevista la costruzione nel 2010 di una nuova centrale per un costo di 3,3 miliardi di euro: fine dei lavori che è slittata al 2012 con costi lievitati tra i 4,5 e i 5 miliardi. C'è anche un altro aspetto da analizzare. I francesi hanno 58 centrali nucleari che coprono circa l'80 per cento del fabbisogno energetico nazionale. Nonostante questo, la Francia già dal prossimo anno sarà costretta a importare energia. In Italia si parla della costruzione di 10 centrali in grado di coprire solo il 15-20 per cento per cento del fabbisogno energetico italiano. 11/07/2009

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Quando i risparmi finiscono in terra (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2009-07-11 - pag: 47 autore: Le società che investono nell'agricoltura Quando i risparmi finiscono in terra Salame halal , che risponde ai gusti dei 1,4 milioni di musulmani arrivati in Italia o cow pooling, l'acquisto collettivo della carne di mucca a garanzia della genuinità, sono soltanto alcune delle idee originali premiate dall'Oscar green,premio per l'innovazione in agricoltura promosso dai giovani della Coldiretti. Arriva invece dai cugini francesi il " risparmio solidale cittadino per l'agricoltura bio". Terre de Liens, associazione nata nel 2003, si occupa di acquistare terreni rurali per conservarne la vocazione agricola. La terra viene offerta in locazione (a canoni stabiliti dalle prefetture) ai giovani agricoltori che vogliano installarsi in campagna. «è un aiuto che intende bypassare i prezzi spesso proibitivi dei terreni coltivabili», sostengono all'associazione. Il neofita - francese e non - beneficia inoltre di un accompagnamento per la realizzazione del progetto: «Purché l'impegno sia di produrre bio nel rispetto del medio ambiente e vi sia la garanzia di avvalersi di energie verdi». Per l'acquisto di terre è stata creata una società finanziaria che propone azioni fondiarie ai risparmiatori. «La cosa ha guadagnato terreno in poco tempo ». Il primo appello d'offerta, effettuato nel "fatidico" settembre 2008, ha raccolto un milione di euro. Nove mesi dopo, la raccolta supera 6,5 milioni di euro con 3.300 nuovi azionisti. Che, in questo caso, non ricevono dividendi ma possono contare su un puro investimento del risparmio in un bene sicuro e controllabile, avere deduzioni fiscali (per i residenti in Francia) e contribuire alla preservazione del territorio e alla creazione di lavoro. è tutta italiana, radicata in una delle aree più fertili della Pianura padana e "donna", l'idea che invece associa con originalità finanza e agricoltura. Creata dall'avvocato mantovano Rosanna Montecchi, la società Gat (Gruppo acquisti terreno) nasce da varie esigenze: «Salvaguardare il patrimonio agricolo e della terra, creare nuovi posti di lavoro e tutelare il valore del risparmio». Con queste premesse, Montecchi, nell'aprile 2009 ha proposto ai risparmiatori quote societarie della sua Srl per acquistare un terreno di 13 ettari con cascina, nella campagna mantovana, tra le più care per il prezzo della terra (circa 60mila euro/ ettaro). La raccolta prevista è di un milione di euro (comprendente il valore della terra, le spese di acquisizione e la start up) da suddividere tra 50/55 azionisti massimo per un esborso di circa 20mila euro (2% circa della società) a testa. Nel business plan il terreno sarà affidato a un contadino per coltivare prodotti biologici utilizzando energie alternative. I prodotti verranno distribuiti tra i soci o attraverso la rete Gas (gruppi d'acquisto solidale). La cascina potrà essere convertita in una fattoria didattica con orto, per avvicinare alla vita dei campi "agricoltori in erba". «La raccolta ha avuto successo - sostiene soddisfatta l'agguerrita Montecchi - . Siamo a quota 40 azionisti e chiuderemo presto questa operazione »,con l'idea,però di disseminare società Gat in tutto il territorio. La terra, secondo Coldiretti, come investimento sicuro è al terzo posto in Italia dopo mattone e bond. P. Gri. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.gruppoacquistoterreni.it COME FUNZIONA «Terre de Liens» acquista appezzamenti agricoli per darli in affitto, aiutando ad avviare iniziative «bio» Progetto simile nel Mantovano

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Caso Murdoch, le star spiate pronte a fare causa (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 11-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 11/07/2009 - pag: 27 Londra Dalla Paltrow al sindaco Johnson: il rischio di un'azione collettiva che potrebbe costare cara Caso Murdoch, le star spiate pronte a fare causa DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA L'indignazione degli intercettati potrebbe trasformarsi in rivolta. Il gruppo editoriale controllato da Rupert Murdoch rischia di trovarsi inguaiato in un contenzioso legale pesante, per le sue finanze e la sua credibilità. Le rivelazioni del Guardian, quotidiano di riferimento delle sinistra inglese, sulla rete messa in piedi dal domenicale News of the World per entrare nella vita privata di alcune centinaia, forse migliaia, di personaggi di politica, spettacolo e sport, hanno innescato il panico generale. Chi era nel mirino del tabloid? E quanti dossier sono stati costruiti carpendo le conversazioni telefoniche di chi pensava di essere al riparo da reporter spioni? Che si sia trattato di fame da scoop e censurabile bulimia da notizia scandalistica o di qualcosa di più grave, è ancora da vedere. Resta una certezza: un giornale, uno dei più venduti nel Regno Unito, si è affidato ad alcune agenzie investigative affinché i cellulari di ben conosciuti protagonisti della vita mondana e pubblica finissero sotto controllo in modo da avere indiscrezioni di prima mano sulla loro vita quotidiana. Dalla star del cinema Gwyneth Paltrow al cantante George Michael, vincitore di Grammy (l'oscar della musica) e 80 milioni di dischi venduti, dall'allenatore Sven Goran Eriksson, l'ex ct della nazionale inglese nonché protagonista della cronaca rosa londinese, all'ex giocatore di calcio Alan Shearer, dall'ex vice primo ministro John Prescott al sindaco di Londra Boris Johnson, la lista è piuttosto lunga e, tirando fuori poco alla volta i nomi delle «vittime», c'è il rischio che si vada avanti per parecchi mesi. Si parla infatti di almeno duemila «osservati speciali ». Alcuni, come Gordon Taylor, il numero uno del sindacato calciatori, avrebbero accomodato la faccenda con un risarcimento in denaro. Altri sono sul piede di guerra. Un avvocato, Mark Stephens, ha confessato di avere ricevuto il mandato di monitorare gli sviluppi e verificare se vi siano i presupposti di un'azione collettiva. «I vip stanno cercando di capire che cosa sta accadendo, la loro prima preoccupazione è accertare se siano stati vittime di un reato». Il gruppo Murdoch, cui appartengono tra gli altri anche il Sun e il Times, è avvertito; e ieri per la prima volta la News International che fa capo al magnate australiano ha replicato al Guardian, con una nota che respinge in toto le accuse: «non ci sono prove» che i suoi cronisti «abbiano avuto accesso a messaggi vocali di alcun individuo ». Il direttore di News of the World, all'epoca delle intercettazioni illegali, era Andy Coulson, che è poi diventato direttore della comunicazione per il leader conservatore David Cameron. Il Guardian accusa: non si è trattato di casi isolati ma di un vero e proprio «sistema» occulto di procacciamento delle notizie. La domanda è: a favore di chi? F. Cav. GwynethPaltrow SvenGoranEriksson AlanShearer BorisJohnson

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Cancelli delle spiagge chiusi di sera gestori multati dalla Finanza a Porto (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 12-07-2009)

Argomenti: Class Action

A BORGO MARINA LO SFOGO DEI TITOLARI DEGLI STABILIMENTI, RICORSO IN VISTA Cancelli delle spiagge chiusi di sera gestori multati dalla Finanza a Porto Richiamata una legge del 2006 che garantisce l'accesso al pubblico [FIRMA]MAURIZIO VEZZARO IMPERIA Titolari di stabilimenti balneari multati dalla Guardia di Finanza: tenevano i cancelli chiusi di sera. Una violazione della legge nazionale, poi ripresa da una norma regionale, che sancisce il diritto all'accesso sulle spiagge. Ma a Imperia l'iniziativa delle Fiamme Gialle ha suscitato la dura reazione dei proprietari dei bagni che hanno deciso, chi singolarmente, chi appoggiandosi al Consorzio degli stabilimenti della Marina guidati da Gianmarco Oneglio, di fare ricorso attraverso le strade legali. La Finanza di mare ha sanzionato i gestori di Porto Maurizio dopo un controllo anticontrabbando avvenuto in ore serali. Gli agenti che volevano verificare se all'interno dei bagni fossero nascoste merci con marchi contraffatti, chè molti vu cumprà approfittano delle cabine per nasconderci la roba prima di riprenderla la mattina dopo (in realtà la maggior parte degli stabilimenti può contare su un servizio di vigilanza notturna che impedisce il fenomeno). E si sono trovati i cancelli sbarrati. Il giorno dopo i titolari hanno ricevuto la visita di agenti che hanno consegnato il verbale: 1033 euro di multa per le contravvenzioni alla legge del 27 dicembre 2006, ribadita da una norma emanata dalla Regione. Ma la reazione dei multati non si è fatta attendere. A cominciare da Carla Midollini, dei Bagni Manè: «Se non ci fossero altri accessi pubblici potrei anche capire lo zelo dei finanzieri - dice la donna - Ma non è certo il caso della Marina. Cosa dovremmo fare? Lasciare tutto aperto, lo stabilimento alla mercè dei vandali o dei ladri?». Le fa eco il socio, Giampaolo Dulbecco: «Non ho parole per commentare la paradossalità della situazione. A questo punto, visto che ogni anno siamo sempre più tartassati, ci attendiamo l'arrivo dei parà con l'elicottero». Vanessa Crommar dirige la Spiaggia d'Oro e la succursale, ora Conca d'Oro. Mostra con l'aria di chi si trova totalmente spiazzata un'ordinanza del Comune che concede la facoltà, ai titolari di stabilimento, di mettere addirittura recinzioni a protezione delle spiagge. «Quelli di Comune e Guardia di Finanza sono punti di vista totalmente contrastanti. Teniamo chiuso di sera perchè intendiamo proteggere le attrezzature. Abbiamo un patrimonio da difendere». Tutte le lamentele o quasi sono confluite su Gianmarco Oneglio, che è presidente e portavoce del Consorzio degli stabilimenti, oltre che essere titolare col fratello dell'omonima spiaggia. class="hilite">Intanto ha deciso di intraprendere una class="term">class class="term">action, ovvero un'iniziativa collettiva per cui verrà presentato ricorso. Dice: «La legge a cui hanno fatto riferimento quelli della Finanza era stata adottata per garantire l'accesso libero alle spiagge nelle ore diurne, cioè è interpretabile solo ai fini della balneazione. Di notte a nostro avviso è tutta un'altra storia. A questo punto tutti gli stabilimenti liguri dovranno essere sanzionati: da Diano a Genova. In realtà riteniamo che il provvedimento punitivo sia non solo immotivato ma anche illegittimo. Lo dico pur con tutto il rispetto per il lavoro della Guardia di finanza a cui mi rivolgerò per chiarimenti. Non vorrei che avessero preso una cantonata».

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Tiboni: (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-07-2009)

Argomenti: Class Action

PESARO E PIAN DEL BRUSCOLO pag. 11 Tiboni: «Terremo gli occhi aperti anche sugli sprechi» SANT'ANGELO IN LIZZOLA IL CAPOGRUPPO dell'opposizione di Sant'Angelo in Lizzola, Enrico Tiboni, eletto per la lista «Insieme per rinnovare», si è impegnato nel primo consiglio comunale a «richiamare assessori e sindaco durante la legislatura sui punti elencati nel programma di maggioranza affinché vengano affrontati e risolti e non siano solo dei palliativi come si sono dimostrati essere i punti del programma della scorsa legislatura, se è vero, come è vero, che di tutti i punti elencati nello scorso programma solo pochi sono stati risolti e sono serviti per di più solo ad attirare voti». NELLA SEDUTA inaugurale, Tiboni ha anche promesso ai cittadini «di informarli su ciò che avverrà all'interno dell'istituzione, mettendo in atto quelle azioni che competono ad un'opposizione, sempre nell'interesse e a favore della collettività, perché non si sprechino i soldi dei contribuenti e ogni azione sia fatta nell'ottica del benessere sociale e ambientale». Il consigliere ha, comunque, augurato «buon lavoro alla maggioranza» e offerto la propria disponibilità al dialogo, «dove l'amministrazione lo permetterà». Senza dimenticare i ringraziamenti al proprio elettorato. «Noi della lista "Insieme per rinnovare" ha commentato abbiamo ottenuto un numero di voti che nell'insieme ci fa ben sperare per il futuro, perché dietro ai volti del candidato sindaco e degli altri candidati ci sono state persone che hanno sostenuto e incoraggiato e continueranno a farlo nei prossimi anni. Questi cittadini, di cui abbiamo conquistato la fiducia, avranno un peso politico importantissimo per la nostra azione politica. Per questo motivo ringraziamo tutti coloro che si sono recati al voto assolvendo il loro diritto-dovere, un saluto particolare a chi ha sostenuto e aiutato la lista "Insieme per rinnovare" e ha creduto in un nuovo progetto politico per il nostro paese, consapevole che un'alternanza politica valida esiste».

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La class action cerca stabilità (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-12 - pag: 18 autore: Diritto & consumi. L'approvazione della nuova disciplina va coordinata con la decorrenza dettata dal Dl 78/09 La class action cerca stabilità Contestazioni anche sugli illeciti del 2009 ma processi solo da gennaio Alessandro Galimberti MILANO La class action, nella versione rivista e corretta dal Ddl Sviluppo, debutterà di fatto tra pochi giorni, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo approvato definitivamente giovedì scorso al Senato. L'anticipo della operatività (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), a dispetto della nuova proroga prevista nel decreto legge 78, dipende dalla riscritturafinale delle regole sull'azione collettiva: l'articolo 49,secondo comma del Ddl Sviluppo, infatti, apre agli «illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge». Una formulazione, questa, che lascia pochi margini di dubbio sul momento di inizio della azionabilità dei diritti, e che entra però in conflitto con la proroga processuale (1Úgennaio 2010) stabilita dal Dl 78. Il mancato coordinamento tra i due testi di legge provoca una separazione sostanziale/ processuale della operatività della class action, e anche una finestra di retroattività "involontaria": i danni patiti tra il mese di agosto (data verosimile di pubblicazione del Ddl Sviluppo) e gennaio 2010 potranno essere fatti valere in giudizio, ma solo dall'inizio del prossimo anno. La tesi è confermata dal sottosegretario Stefano Saglia, che ha la delega del ministro Claudio Scajola per i temi relativi a consumatori ed energia. «Il dato testuale è quello, non vedo altre interpretazioni: gli illeciti che possono essere fatti valere sono quelli commessi dopo l'entrata in vigore del Ddl Svilippo , cioè tra pochi giorni. La data del 1Úgennaio ha effetti processuali ». Saglia però non esclude che il governo interverrà nelle prossime ore per riallineare i due termini, probabilmente con una norma ad hoc in un terzo provvedimento, la legge di conversione del decreto legge anti-crisi. Secondo il sottosegretario, anzi, la necessità di mettere mano nuovamente al tormentato iter dell'azione collettiva (che è in stand-by da un anno esatto) può essere l'occasione per un'altra proroga. «Io credo che nonostante alcuni miglioramenti – spiega Saglia –l'impianto della class action debba essere ancora perfezionato: così non può funzionare, mi sembra una versione all'amatriciana di quella statunitense ». Convinzione che l'onorevole del Pdl ha maturato «in un mese e mezzo di confronto con le associazioni dei consumatori e imprenditoriali ». «Eccessiva», secondo Saglia, la condanna del ricorrente alle spese e ad altre pene accessorie, nel caso il giudice dichiari inammissibile il ricorso: «La considero una misura esorbitante» dice il sottosegretario, secondo cui è necessario invece «che prima dell'entrata in vigore venga implementata la conciliazione tra imprese e associazioni di consumatori, un momento importantissimo di compensazione degli interessi contrapposti, che può essere altamente deflattivo per i ricorsi e che però non compare nel testo attuale». Ma a consigliare prudenza e tempi ulteriormente lunghi ci sarebbe anche l'orientamento del Commissario europeo per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, che intende cercare un possibile coordinamento tra le discipline nazionali in vigore, o in attesa di approvazione, in materia di class action. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Azione individuale ad ampia adesione (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-12 - pag: 18 autore: INTERVISTA Andrea Zoppini Esperto di cause collettive Azione individuale ad ampia adesione Giovanni Negri MILANO Andrea Zoppini, professoredi Analisi economica del diritto a Roma Tre, ha collaborato nella redazione della disciplina della class action e prova a sciogliere alcuni nodi della fase applicativa. Quali sono i problemi interpretativi legati alla scelta di escludere la retroattività? Ne vedo almeno due. Innanzi tutto, la nuova disciplina va coordinata con il rinvio dell'entrata in vigore approvato con il decreto legge anti- crisi, perché credo fondata la tesi interpretativa che ritiene che non solo gli atti di citazione potranno essere notificati solo dal 1Úgennaio 2010, mache essi potranno riguardare esclusivamente illeciti avvenuti solo dopo quella data. Un secondo problema riguarda l'identificazione degli illeciti che si sono verificati anteriormente, espressione che si deve intendere riferita sia all'evento che ha prodotto il danno, sia alle conseguenze dell'illecito. Che differenza esiste tra azione collettiva e azione di classe? Nel testo definitivamente approvato l'azione non è esperita da un soggetto esponenziale di interessi collettivi, ma si tratta di un'azione individuale cui aderiscono altri soggetti lesi dal medesimo illecito contrattuale o extracontrattuale e che abbiano subito un identico pregiudizio. Quali sono gli elementi più positivi del nuovo testo? Sicuramente il nuovo testo ha fatto tesoro delle molte obiezioni che erano state sollevate nei confronti della formulazione precedente: la dinamica processuale è più lineare e si è chiarito che per ciascun illecito può essere esercitata una sola azione collettiva risarcitoria. Infine, appare particolarmente opportuna la concentrazione della competenza in un numero ridotto di grandi tribunali, come è stato già fatto per le sezioni specializzate per la proprietà industriale, perché è indispensabile andare nella direzione di giudici civili specializzati nel risolvere controversie di rilevante importanza per le imprese. Dagli interessi suscettibili di tutela sono rimasti fuori gli illeciti finanziari... Sì gli illeciti finanziari e, in particolare, il pregiudizio agli azionisti e agli obbligazionisti sono rimasti fuori dalla portata applicativa dell'attuale formulazione così come lo erano dalla precedente versione dell'articolo 140-bis, visto che si tratta di una tutela che, allo stato, si indirizza esclusivamente nei confronti dei consumatori. Quali sono gli elementi negativi o suscettibili di revisione? Credo che sia opportuno prendere atto che le liti con parti complesse, come sono appunto le azioni collettive, necessitano di una specifica cultura processuale che si sviluppa con il tempo e con l'esperienza.è ragionevole attendersi, pertanto, che queste norme costituiscano una base sulla quale il legislatore potrà, nel futuro, apportare correttivi e miglioramenti. In particolare, nei settori regolamentati è evidente che l'azione di classe sarà subordinata alle condizioni previste dalla disciplina di settore, quale ad esempio il tentativo obbligatorio di conciliazione, e dovrà essere coordinata con il potere delle autorità di regolazione indipendenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA Poiché tutela solo i consumatori gli illeciti finanziari sono rimasti fuori

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La class action smarrita (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI data: 2009-07-12 - pag: 10 autore: ... REBUS SULL'ENTRATA IN VIGORE La class action smarrita D i proroga in proroga la class action ha perso la bussola. Trasportata nel diritto italiano dal governo Prodi, ma mai entrata in vigore sotto l'insegna del centro-sinistra, scivolata avanti per altre due volte e nel frattempo riscritta e ribaltatadall'attuale governo, l'azione collettiva di risarcimento dovrebbeentrare nelle aule di tribunale il 1Úgennaio prossimo. Il problema però è che il Ddl Sviluppo, approvato definitivamente dal Senato giovedì scorso, nello svelare il nuovo testo finale ha inaspettatamente annunciato che la nuova class action si applica «agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge»: cioè tra pochi giorni con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, e non invece tra sei mesi, come aveva stabilito, solo un paio di settimane prima, il decreto legge anticrisi. Così è stata anche aperta una finestra di retroattività, che pure la nuova versione dell'azione aveva cancellato radicalmente. Come se ne uscirà? Probabilmente con un altro emendamento alla legge di conversione del Dl 78. E forse con un'ulteriore maxi-proroga.

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Le quattro (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 13-07-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 13/class="hilite">07/2009 - pag: 7 Il nodo retroattività Le quattro «class="term">class class="term">action» ROMA ( s. ta.) Era stata approvata, con la finanziaria 2008, ottenendo il via libera per un solo voto. La class="term">class class="term">action, l'azione collettiva a difesa dei consumatori, però è ancora sulla carta. Dopo tre false partenze è ancora ferma, per un ennesimo rinvio. Il nuovo appuntamento con l'avvio della class="term">class class="term">action è il 1 gennaio 2010: due settimane fa, con l'approvazione del decreto anticrisi è arrivata la terza proroga appunto all'inizio del prossimo anno. Nel frattempo la normativa è stata anche rivista ed è diventata legge, giovedì scorso, con il ddl Sviluppo in cui era stata inserita. Il rinvio è arrivato prima delle stesse regole. Il problema, su cui si stanno interrogando gli esperti dell'ufficio legislativo del ministero guidato da Claudio Scajola, è però un altro. È che la class="term">class class="term">action, stando alle disposizioni potrà essere utilizzata a difesa degli illeciti compiuti dopo l'entrata in vigore della legge. Cioè con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», che avverrà nei prossimi giorni. L'incrocio tra i due provvedimenti ha prodotto dunque quella retroattività, seppure ridotta a qualche mese, sulla quale senatori e deputati si sono scontrati a lungo.

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Recordati: accordo con Amdipharm (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 13-07-2009)

Argomenti: Class Action

Recordati: accordo con Amdipharm NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 13.07.2009 10:16 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Recordati annuncia la firma di un accordo con Amdipharm, gruppo farmaceutico internazionale con sede nel Regno Unito, class="hilite">per la commercializzazione in Italia e Portogallo di TransAct LAT® (local class="term">action transcutaneous) un sistema transdermico contenente 40mg di flurbiprofene indicato per il trattamento sintomatico locale degli stati dolorosi a carico dell'apparato muscolo-scheletrico. Il prodotto è già sul mercato in Italia e in Portogallo con un fatturato complessivo annuale di ca. € 13 milioni. TransAct LAT® è un sistema originale per somministrare il flurbiprofene, un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS) ben noto ed ampiamente utilizzato, migliorandone la tollerabilità. Recordati ha già una presenza affermata nelle terapie del dolore e dell’infiammazione e questo prodotto rappresenta una valida ulteriore scelta per la classe medica.

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Ok al ddl sviluppo, torna il nucleare (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Class Action

stampa Norme Il provvedimento dà il definitivo via libera alla class="term">class class="term">action e alle polizze assicurative pluriennali Arrivano le licenze per aprire le ferrovie private. Multe più severe per i contraffattori di professione Ok al ddl sviluppo, torna il nucleare Sì definitivo al testo. Il governo ha sei mesi per individuare i siti delle centrali Il ritorno del nucleare in Italia è ormai certificato dalla legge. Ieri il Senato ha definitivamente approvato, con 154 sì e un astenuto e l'uscita dall'aula dei senatori di Pdl e Idv, il ddl sviluppo che contiene una serie di norme tra le quali l'arrivo della Class Action e la liberalizzazione delle Ferrovie. L'argomento più importante è senza dubbio il via libera definitivo al ritorno dell'atomo italiano. Sarà il governo a pilotare l'Italia nella generazione di energia attraverso i reattori. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. class="hilite">Class class="term">action. È stata modificata la normativa sulla class="term">class class="term">action che però esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class="term">class class="term">action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto «anti-crisi», al primo gennaio 2010. Robin tax per finanziare l'editoria Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax Niente proroga tetto a gas Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del gas, con un impatto soprattutto per l'Eni. Ferrovie private Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia» Assicurazioni poliennali Garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Contraffazione Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico». Risparmi energetici Esclusi dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.

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ambulanti, scatta il blitz dei vigili il comune convoca i commercianti - antonio di costanzo (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina II - Napoli Azione a sorpresa della polizia municipale. Tensione con gli abusivi tornati sui marciapiedi: un agente ferito Ambulanti, scatta il blitz dei vigili il Comune convoca i commercianti I negozianti minacciano di invadere con le auto l´area pedonale Merce contraffatta sequestrata L´assessore Raffa: tempi lunghi per il piano commercio ANTONIO DI COSTANZO Riesplode la tensione in via Toledo. è scattato ieri sera un blitz della polizia municipale per sgomberare la via dello struscio dagli ambulanti abusivi. L´operazione è stata studiata a tavolino tanto che gli agenti, molti dei quali in borghese, sono entrati in azione dai lati opposti dell´area pedonale, seguiti a distanza da un furgone di appoggio, per chiudere ogni via di fuga alle decine di venditori di borse contraffatte, cd e dvd e occhiali falsi. All´altezza della sede del Banco di Napoli anche due bambine, di non più di cinque anni, dietro un banchetto dove si poteva comprare "tutto ad un euro". Un immigrato africano ha tentato di aggredire un agente, che è rimasto lievemente ferito al braccio sinistro. Ma è stato l´unico momento di difficoltà: questa volta nessuno, tra i passanti, ha preso le difese degli ambulanti. L´operazione lampo, però, difficilmente servirà a placare la protesta dei commercianti che proprio ieri hanno annunciato che class="hilite">avvieranno una class="term">class class="term">action contro il Comune: «La quarta strada per commercio in Europa non può continuare essere un suk, un bazar dell´illegalità», tuonano. A farsi portavoce della protesta Giuseppe Giancristoforo, presidente dell´associazione Centro Toledo, che ha stilato un personalissimo piano di battaglia: «Avvieremo un´azione legale per chiedere il risarcimento danni al Comune. Questa iniziativa sarà preceduta da una manifestazione: sfileremo con le nostre auto occupando la zona pedonale». L´eco della protesta è arrivata anche a Palazzo San Giacomo, tanto che ieri sera l´assessore Mario Raffa ha deciso di convocare d´urgenza le associazione dei commercianti, un chiaro segnale che si vuole tentare di accelerare nell´avvio di un piano anti-abusivi. Ma mentre da un lato si pretendono interventi immediati, dall´altro il Comune chiede tempo e pazienza. «Serve un´azione concentrica - spiega Raffa - gli interventi mordi e fuggi sono inefficaci. Abbiamo studiato un piano che riguarda tutta la città, ma le zone della Ferrovia e di via Toledo rappresentano un bubbone che non si risolve dall´oggi al domani». Eppure Raffa è sicuro di poter vincere la sfida. «A Posillipo abbiamo impiegato sei mesi, ma alla fine i risultati conseguiti sono ottimi. Stesso discorso per il mercato di Canzanella a Furorigrotta, dove siamo addirittura riusciti ad attivare un sistema per la produzione di energia alternativa. In via Leopardi, ogni quattro mesi, interveniamo per contenere gli abusivi. In via Scarlatti, grazie a Finanza ed esercito, la presenza degli abusivi è calata del 30 per cento». Insomma, a detta dell´esponente della giunta Iervolino, non mancano esempi positivi a cui aggrapparsi, ma per via Toledo servirà ancora del tempo. «Purtroppo questo è il periodo peggiore per programmare interventi efficaci - aggiunge Luigi Scotti, assessore comunale alla Legalità - con i vigili in ferie, i cantieri aperti da controllare e la movida, non abbiamo molte forze da poter schiera in campo». Per Scotti il problema sarà risolto quando si potranno assegnare aree della città, dividendole per etnie. «Abbiamo ricevuto richieste da sedici comunità diverse - rivela - e chiaramente non potremo accontentare tutti». L´assessore lancia anche un altro allarme: «Molti alberghi della Ferrovia hanno annunciato che saranno costretti a chiudere se non ci saranno interventi». Tornando a via Toledo, c´è da segnalare che domenica scorsa solo l´intervento della polizia ha salvato uno scippatore dal linciaggio.

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MiFID, Markets in Financial Instruments Directive, è la direttiva 2004/39/CE del Parlamento... (sezione: Class action)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Class Action

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi MiFID, Markets in Financial Instruments Directive, è la direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004, che costituisce un passo importante verso la costruzione di un mercato finanziario integrato efficace e competitivo all'interno dell'Unione Europea (UE). La direttiva si inquadra nel più ampio Piano di Azione per i Servizi Finanziari (FSAP). La direttiva in questione è applicabile a tutte le imprese di investimento, compresi gli enti creditizi, ed ha come scopo principale quello di regolamentare l'esecuzione di alcuni servizi o attività di investimento, compresi tutti quelli inerenti agli strumenti finanziari. La Mifid introduce anche un più ricco elenco di strumenti finanziari, tra cui valori mobiliari, strumenti di mercato monetario, quote di organismi di investimento collettivo, derivati, opzioni, indici, valute, future, swap, contratti finanziari con trasferimento di rischio di credito, contratti finanziari differenziali, contratti su variazioni climatiche e molti altri. La direttiva abolisce l'obbligo di concentrazione nei mercati regolamentati, ed introduce nuove forme di scambio, quali i sistemi multilaterali di negoziazione (MTF) e gli internalizzatori sistematici.

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Ricorso collettivo contro le multe per i cancelli chiusi nelle spiagge (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

CONTROLLI IL SIB MOBILITATO DOPO LE SANZIONI DELLA FINANZA Ricorso collettivo contro le multe per i cancelli chiusi nelle spiagge SANREMO «Faremo ricorso alle multe». Domenico Mazzitelli, presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneari, si attiverà per fare in modo che i colleghi multati dalla Guardia di finanza per aver chiuso i cancelli degli stabilimenti possano inoltrare un ricorso collettivo. Afferma Mazzitelli: «Il Sindacato italiano balneari della provincia di Imperia già la scorsa settimana si è attivato inoltrando ai propri associati una circolare informativa e ha contattato gli enti competenti in modo da preparare gli scritti difensivi. Ribadiamo a chi ha ricevuto il verbale della Guardia di Finanza di inoltrarlo al più presto alla sede Confcommercio più vicina in modo da poter organizzare un'azione di difesa comune». Il sindacalista desidera fare chiarezza sull'aspetto normativo della vicenda: «Gli stabilimenti balneari dei Comuni dove sono stati adottati, con l'approvazione della Regione, piani di accesso alla battigia o piani di utilizzo del Demanio (all'interno dei quali viene normato in maniera specifica l'accesso alla spiaggia), devono attenersi a queste regole specifiche. Vi sono poi altre Amministrazioni che hanno normato l'accesso nell'ordinanza per la disciplina delle attività balneari. Solamente dove i Comuni (enti titolati alla gestione del demanio marittimo) non hanno adottato alcun provvedimento gli accessi alla battigia devono essere praticabili da ogni stabilimento». La Finanza ha riscontrato la violazione di una legge nazionale del 2006, ripresa poi da una norma regionale, che sancisce il diritto d'accesso agli arenili. Sia di giorno che di notte. Forse tutto è nato dalla ricerca di nascondigli per le false griffe nelle cabine incustodite. Ma dopo aver trovato i cancelli chiusi, gli uomini delle fiamme gialle hanno fatto fioccare le multe da 1033 euro. \

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NUOVE VITTORIE per il Consorzio di Burana in Commissione Regionale: anche le ulti... (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

FERRARA PRIMO PIANO pag. 4 NUOVE VITTORIE per il Consorzio di Burana in Commissione Regionale: anche le ulti... NUOVE VITTORIE per il Consorzio di Burana in Commissione Regionale: anche le ultime sentenze sanciscono l'obbligatorietà dei contributi di bonifica, anche per quanto riguarda Ferrara. La Commissione Tributaria Regionale di Bologna, con quattro nuove sentenze, conferma che le cartelle del Consorzio di Burana sono legittime e quindi da pagare. Sono saliti dunque a otto i contenziosi già esaminati nell'appello in Regione, tutti a favore della bonifica. Il risultato soddisfa quindi le attese del Consorzio di Burana, al contrario di quanto sostenuto da un comitato ad hoc: il contributo di bonifica è legittimo ed è un obbligo di legge e pertanto va pagato. Il presidente del Consorzio di Burana Fausto Balboni ha così commentato le sentenze della Commissione regionale favorevoli all'Ente: «Il comitato, fino ad oggi, ha solo istigato i contribuenti ad azioni contro la bonifica senza alcun fondamento giuridico e, ciò dal nostro punto di vista è ancora più grave, dimostrando una totale ignoranza delle importanti attività svolte dalla bonifica. Speriamo che ora smetta con le sue azioni millantatorie che vanno in un'unica direzione: la lesione degli interessi della collettività. Tanto più che stiamo lavorando alla nuova bonifica di Burana: un Ente che comprenderà anche parte della pianura bolognese, quella in sinistra Samoggia, raggiungendo oltre 240mila ettari di territorio da governare». Il Consorzio di Burana ha istituito un Numero Verde che aggiorna 24 ore su 24 i contribuenti sulla situazione delle sentenze Mab: 800-847616.

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S. Genesio, Pdl e Lega ai ferri corti (sezione: Class action)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

S. Genesio, Pdl e Lega ai ferri corti «Dal Carroccio azioni clientelari», la giunta rigetta tutte le accuse SAN GENESIO. Nessuna difesa ambientale del territorio, nessuna tutela degli interessi generali del paese, ma politiche mirate a beneficiare pochi cittadini. Sono queste le accuse che in modo deciso e puntuale il coordinamento del Pdl di San Genesio rivolge agli amministratori leghisti. Gli esponenti locali del Popolo delle Libertà non si risparmiano nulla. Ma la Lega respinge le accuse. Usciti ufficialmente dalla maggioranza che governa San Genesio si tolgono dalla scarpa tutti i sassolini che sembra abbiano accumulato negli ultimi tempi, quando erano alleati politici, e che pare siano parecchi. «Dopo che il Pdl non fa più parte della Giunta - sostiene il coordinamento locale - la Lega di San Genesio tira un sospiro di sollievo e va a briglia sciolta, realizzando e autorizzando opere che in passato la maggioranza aveva bocciato. Nessuno ostacola più il loro lavoro. I novelli Attila possono proseguire la svendita del territorio». Il gruppo del Pdl di San Genesio si riferisce ad una delle ultime decisioni della Giunta guidata dal sindaco Roberto Mura: la copertura del Cavo Vimanone, vicino al centro Polifunzionale: «In spregio alle leggi nazionali e regionali è stata autorizzata la copertura del Cavo Vimanone. Sono stati abbattuti alberi, è stata fatta occupazione di suolo pubblico, sono andate distrutte varie tane di conigli selvatici che popolano queste rive. Uno scempio che non sembra rispettare le dichiarazioni rilasciate dalla Lega, cioè quelle di porsi tra gli obiettivi fondamentali la salvaguardia del territorio di San Genesio». Gli esponenti del Pdl attaccano gli ex amici politici: «Queste sono azioni clientelari - sostengono - infatti la copertura del Cavo Vimanone non deve essere considerata un'opera a beneficio della collettività. I lavori servono esclusivamente per realizzare un passaggio carraio di un privato che aveva bisogno, per esigenze personali, di un ulteriore accesso alla sua proprietà. Rimane da chiedersi come potrà utilizzare questo passo carraio, visto che non esistono atti autorizzativi per l'accesso a via Fermi. Per un privato è legittimo chiedere, ma la pubblica amministrazione deve gestire ed essere vicina agli interessi della collettività». Al Pdl fa eco il gruppo d'opposizione Unione per San Genesio che sottolinea come l'attuale maggioranza si regga su un solo consigliere in più, che ha abbandonato le file della minoranza. «Rigetto queste accuse. Non vi è alcuna azione clientelare - replica il sindaco Roberto Mura -. La Giunta non ha mai deliberato nulla sulla tombinatura, piuttosto è un'operazione autorizzata dall'ufficio tecnico comunale. Se in un secondo tempo venisse realizzato il passo carraio, questo dipenderebbe dalla discrezionalità della politica». «Il decreto Bassanini - ricorda l'assessore ai lavori pubblici Angelo Ciocca - separa il potere politico da quello gestionale e la copertura del Cavo è di competenza tecnico-amministrativa». Stefania Prato

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INFLAZIONE IN CRESCITA IN ITALIA (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

INFLAZIONE IN CRESCITA IN ITALIA NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 15.07.2009 12:00 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 137,2, ha presentato nel mese di giugno 2009 una variazione congiunturale di più 0,1 e una variazione tendenziale di più 0,4 per cento. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di giugno è stato pari a 109,5 registrando una variazione di più 0,2 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 0,6 per cento in termini tendenziali. L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato. Tale indice, relativo al mese di giugno 2009, viene diffuso da Eurostat in data odierna, contestualmente a quelli degli altri paesi della Ue. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di giugno 2009 è stato pari a 136,5, con una variazione di più 0,1 per cento rispetto a maggio e una variazione di più 0,5 per cento rispetto a giugno 2008; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, di più 0,1 e di più 0,4 per cento, mentre il livello dell’indice è stato pari a 135,3. Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) Nel mese di giugno gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Trasporti (più 0,9 per cento) e Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,6 per cento); variazioni nulle si sono registrate segue pagina >>

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INFLAZIONE IN ITALIA CRESCE. MA REGISTRA UNA FRENATA (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

INFLAZIONE IN ITALIA CRESCE. MA REGISTRA UNA FRENATA NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 15.07.2009 12:00 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Nel mese di giugno 2009 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,8, registrando una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di maggio 2009 e una variazione di più 0,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 137,2, ha presentato nel mese di giugno 2009 una variazione congiunturale di più 0,1 e una variazione tendenziale di più 0,4 per cento. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di giugno è stato pari a 109,5 registrando una variazione di più 0,2 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 0,6 per cento in termini tendenziali. L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato. Tale indice, relativo al mese di giugno 2009, viene diffuso da Eurostat in data odierna, contestualmente a quelli degli altri paesi della Ue. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di giugno 2009 è stato pari a 136,5, con una variazione di più 0,1 per cento rispetto a maggio e una variazione di più 0,5 per cento rispetto a giugno 2008; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, di più 0,1 e di più 0,4 per cento, mentre il livello dell’indice è stato pari a 135,3. Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) Nel mese di giugno gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Trasporti (più 0,9 per cento) e Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,6 per cento); variazioni nulle si sono registrate segue pagina >>

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TUTELA CONSUMATORI. Milano, a convegno le nuove regole contro le pratiche commerciali sleali (sezione: Class action)

( da "HelpConsumatori" del 15-07-2009)

Argomenti: Class Action

News TUTELA CONSUMATORI. Milano, a convegno le nuove regole contro le pratiche commerciali sleali 15/07/2009 - 16:41 Come conseguenza della crisi economico-finanziaria che accentua la concorrenza tra le imprese, il consumatore è sempre più sollecitato da offerte commerciali che vogliono apparire eccezionalmente vantaggiose e non sempre lo sono. Ma come tutelare i consumatori da possibili pratiche commerciali scorrette? Per rispondere a questi interrogativi si è tenuto questa mattina il convegno "Pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette: quali garanzie per il consumatore dalle nuove regole?", organizzato da UnionCamere Lombardia e Isdaci, l'istituto per lo Studio e Diffusione del diritto commerciale Internazionale. Nonostante l'esistenza di una specifica normativa, questa appare complessa e di difficile interpretazione e applicazione operativa. Il 21 settembre 2007 sono entrati infatti in vigore i decreti legislativi n. 145/2007 e 146/2007 che hanno recepito la Direttiva comunitaria 2005/29/CE, introducendo una nuova disciplina della pubblicità ingannevole e comparativa e delle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, per imporre alle imprese comportamenti virtuosi, non solo in termini di comunicazione pubblicitaria ma anche per scongiurare ogni tipo di condizionamento della volontà del consumatore che potrebbero indurlo a stipulare un contratto non programmato o, comunque, a subire condizioni diverse da quelle che dovrebbero essere proprie di una libera negoziazione. L'attuazione della normativa, sia per gli aspetti di pubblicità ingannevole sia per la repressione delle pratiche commerciali scorrette, è stata affidata all'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha ora la possibilità di avviare i procedimenti non soltanto in seguito a segnalazioni ma anche d'ufficio. "Questo si presenta come un dato assolutamente importante dal punto di vista della tutela dei consumatori - ha dichiarato a Help Consumatori Renato Mattioni, Segretario generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza - considerato che il ricorso all'Antitrust possiede caratteristiche di competenza, velocità di procedura e immediatezza che rendono questo strumento competitivo rispetto alla nota lentezza del tradizionale apparato giudiziario". Ma il legislatore comunitario ha guardato con interesse anche ad un altro strumento in grado di svolgere fin da subito un'utile funzione per la tutela del consumatore e degli operatori corretti: si tratta dei Codici di buona condotta, elaborati dagli operatori economici tramite le relative associazioni di categoria per generare comportamenti corretti e prevenire attività sleali. "Nell'opera di redazione dei codici di autodisciplina possono ricoprire un ruolo fondamentale le Camere di Commercio, in quanto enti super partes nell'ambito della comunità economica - ha continuato Mattioni, indicando negli sportelli di conciliazione camerali e nelle associazioni attive difesa in Lombardia e nel Difensore civico, un ulteriore e fondamentale strumento per la difesa dei diritti dei consumatori. Un'indicazione con cui concorda Tommaso Di Buono, segretario generale di Adiconsum Milano. "Certo, la legge non è l'unico riferimento, è fondamentale lo strumento rappresentato dai tavoli di confronto tra le parti: Inoltre, il ruolo delle associazioni dei consumatori sarà ancora più attivo con l'introduzione della class action, poiché l'ennesima stesura della legge prevede che l'azione collettiva possa essere esercitata in caso di pratiche sleali nei confronti del consumatore". di Flora Cappelluti 2009 - redattore: GA

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expo, gli stati generali fuori tempo massimo - jacopo gardella (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Milano L´intervento Expo, gli Stati generali fuori tempo massimo JACOPO GARDELLA Servono a qualcosa gli Stati generali per l´Expo in scena oggi e domani al Dal Verme? Servirebbero se fossero stati avviati due anni fa, quando era opportuno iniziare una grande azione collettiva. Oggi non più. Troppo tardi si fa appello al contributo di idee dei cittadini. A soli cinque anni dall´inaugurazione si riuscirà a imbastire un ameno spettacolo internazionale di stand-vetrine; non certo a realizzare un serio programma di operazioni urbanistiche, sociali, economiche, di cui Milano ha grande bisogno. Per rendersene conto basta esaminare alcuni tra i principali temi dell´Expo. Acqua: costruire il canale tra Darsena e Fiera di Rho richiede finanziamenti e tempi non ipotizzabili nel mezzo di una crisi come l´attuale. SEGUE A PAGINA VI

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Il Csm: testo Alfano incostituzionale (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-16 - pag: 16 autore: Bocciato il nuovo processo penale Il Csm: testo Alfano incostituzionale ROMA Un provvedimento che viola ripetutamente la Costituzione. Lo dice la sesta commissione del Csm, nel parere approvato ieri sul Ddl del governo di riforma del processo penale, all'esame del Senato, che oggi approderà in via d'urgenza al plenum.L'organo di autogoverno della magistratura individua almeno quattro profili di incostituzionalità- dall'obbligatorietà dell'azione penale alla ragionevole durata del processo- destinati a produrre effetti «devastanti »sulle indagini e sull'indipendenza della magistratura. Plaude l'opposizione,la maggioranza insorge. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano invita a «non drammatizzare i pronunciamenti del Csm». «Non abbiamo vocazione al suicidio giuridico - ha detto - . Crediamo che la nostra proposta possa resistere al vaglio della Corte costituzionale, ma l'iter parlamentare è ancora lungo e ci sarà tempo per ogni riflessione». Il Csm rileva che il Ddl del governo, "sganciando" dal Pm la polizia giudiziaria, «rafforza la dipendenza di quest'ultima dal potere esecutivo»; il che, combinato all'estromissione del Pm dalle indagini», potrebbe consentire al governo di controllare o condizionare l'azione penale. La norma che ridisegna i rapporti tra Pm e Pg è quella su cui si appuntano le critiche più severe, con riferimento all'articolo 109 della Costituzione (l'autorità giudiziaria dispone direttamente della Pg) e al 112, sull'obbligatorietà dell'azione penale, e quindi, al ruolo assegnato al Pm, di «garante della legalità dell'azione penale e dei diritti dell'indagato e dell'imputato». Difatti, tra le conseguenze negative del Ddl, il Csm indica anche la «minor tutela degli interessi della difesa», oltre alla «dilatazione » dei tempi dei procedimenti. Per essere in linea con la Costituzione, il Pm deve poter agire anche di sua iniziativa, «altrimenti l'obbligatorietà risulta condizionata dalla preliminare attività della polizia giudiziaria, priva dei necessari requisiti di autonomia e indipendenza». Tra le norme "bocciate" anche quella che amplia i casi di astensione e ricusazione dei giudici, «limitando» la possibilità di «esprimere, individualmente e collettivamente, opinioni o posizioni in merito a condotte di pubblico interesse, ancorché estranee alle questioni dedotte in giudizio». è una norma che pone «un serio limite alla manifestazione del pensiero del giudice. Insorge la maggioranza secondo cui il Csm continua a muoversi come «una terza Camera», svolgendo «funzioni politiche» improprie (Italo Bocchino). Per Gaetano Quagliariello, il parere non doveva essere formulato con i rilievi di incostituzionalità perché già un anno fa - in occasione del Ddl sicurezza - il capo dello Stato «intervenne per impedire che si consumasse un vulnus istituzionale ». Sul fronte opposto, il centro-sinistra- forte della censura venuta proprio ieri dal capo dello Stato sul Ddl sicurezza - fa rimarcare che il parere conferma la «schizofrenia e l'incoerenza» dell'azione di governo in materia di giustizia penale: da un lato si approvano provvedimenti all'insegna della tolleranza zero, dall'altro, spiega Lanfranco Tenaglia (Pd), si «depotenziano le indagini ». E Antonio Di Pietro definisce il Ddl del governo non solo «incostituzionale », ma anche «immorale e criminale ». D. St. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL GUARDASIGILLI «Non abbiamo vocazione al suicidio giuridico, pensiamo che la nostra proposta possa resistere al vaglio della Consulta»

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Presente ASSOLUTO (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

UNA APATIA CONDIVISA SOCIALMENTE Presente ASSOLUTO Dal maggio '68 al crollo delle Torri gemelle ogni avvenimento è oramai vissuto senza possibilità di narrazioni coerenti. Comunicare significa produrre un persistente rumore di fondo. Mario Perniola affronta il tema nel suo ultimo libro, edito da Einaudi, «Miracoli e traumi della comunicazione» Marco Dotti «Una storia raccontata da un idiota, piena di furore e rumore, che non significa nulla». Queste le parole del Macbeth di Shakespeare, dopo avere appreso della morte della regina. Parole che sembrano una definizione precisa di «che cosa sia», del terreno scostante su cui si muove e al tempo stesso una calzante spiegazione di «come funzioni» il sistema della comunicazione. Prese in questo senso, debitamente forzate dunque e decontestualizzate (procedimento tipico, d'altronde, proprio dei processi di comunicazione), sorge però un dubbio: di quale storia o storiella stiamo parlando? A quale furore e a quale rumore di fondo facciamo riferimento? Ma, soprattutto, perché quella storia, ed evidentemente anche tutto quel rumore, non sono più in grado di significare «nulla»? Un diverso regime di storicità Per Macbeth, travolto dalle passioni e da un'ira infine più disgraziata che funesta, la vita stessa «non è che un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo» (nella variante del librettista di Verdi, Francesco Maria Piave, la vita «è il racconto d'un povero idiota /Vento e suono che nulla dinota!»). Su questa scena ogni cosa ne vale un'altra, ma soprattutto ogni cosa equivale al suo esatto contrario. Non si ammettono contraddizioni, né distinzioni forti tra il vero e il falso, semplicemente perché ogni cosa si rivela al tempo stesso quasi-falsa e quasi-vera, tutto appare falsificabile e verosimile, dando corpo a un regime «circolare» dei segni che, anziché annullarsi, si rincorrono e si compenetrano a vicenda. Il circolo paradossale e vizioso della comunicazione produce «incantamenti» e piccole estasi quotidiane, innamoramenti repentini e altrettanto repentini disincanti, ma né a quegli innamoramenti, né ai conseguenti disincanti corrispondono fratture tali da mettere in crisi il sistema. Sono miracoli e traumi che non lasciano cicatrici evidenti e si collocano in quello spazio intermedio tra il vero e il falso che è, appunto, l'oggetto e la ragione stessa di vita del comunicare. Nel suo ultimo libro, Miracoli e traumi della comunicazione (pp. 147, euro 10), Mario Perniola riprende il filo di un precedente e fortunato volume, Contro la comunicazione, uscito cinque anni fa sempre per i tipi della casa editrice torinese Einaudi. Come raccontare il periodo che va dalla fine degli anni Sessanta a oggi? Perniola individua quattro avvenimenti chiave, «eventi-matrice» capaci di unire un fatto attuale e la sua estensione potenzialmente infinita nell'immaginario futuro. Sono punti caldi a cui corrispondono altrettante fasi («Età della comunicazione», della «deregolamentazione», della «provocazione», della «valutazione») attraverso le quali il sistema si è riassestato, dandosi un diverso regime di storicità e accedendo a quel «presente assoluto» che oramai costituisce uno dei tratti distintivi del nostro modo di sentire e stare al mondo. Il Maggio francese, la Rivoluzione iraniana del 1979, il crollo del muro di Berlino nel 1989 e l'attacco alle Torri gemelle del 2001 sono momenti della storia comune dinanzi ai quali ognuno ha esclamato o avrebbe comunque potuto sorprendersi a esclamare: «Impossibile, eppure reale!». Ma che cosa si nasconde dietro questa affermazione solo apparentemente neutra? La fine dell'azione Andata in frantumi l'immensa «opera di razionalizzazione della vita privata e collettiva su cui si è fondata la civiltà occidentale», le generazioni del secondo dopoguerra non hanno ereditato alcuna concezione del mondo «basata sull'importanza decisiva dell'azione individuale e collettiva e sul carattere razionale e progressivo della storia». Esse sono state e sono testimoni di fatti del tutto imprevedibili, il cui significato rimane indecifrabile «fintanto che si ricorre ai concetti e alle nozioni che hanno dominato nell'Ottocento e nella prima metà del Novecento». Queste generazioni si trovano dunque nella condizione di «non aver ancora capito nulla degli eventi che hanno vissuto» e nei quali hanno persino creduto di giocare un ruolo da protagoniste. I media, osserva Perniola, producono e si nutrono di miracoli e di traumi, ossia di due modalità tipiche del sentire contemporaneo strutturato sull'apatia da un lato e sull'eccesso di empatia dall'altro. Il termine «miracolo», sulla scia di Georges Bataille, va qui inteso come un'aspettativa ebbra di ciò che non accadrà mai, aspettativa che si risolve in niente. Mentre la nozione di «trauma» rimanda a una ferita provocata dall'esterno, difficilmente interpretabile e fondata su un «innesto» psichico. Anche per questo gli «spettatori» sono sempre in attesa di un «evento traumatico» che formalmente non li riguarda. Non deve però trarre in inganno il fatto che, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando a poco a poco le nuove generazioni hanno cominciato a perdere cognizione e ragioni di quanto stava loro accadendo, «grandi traumi collettivi» si siano verificati solo in luoghi marginali rispetto al cosiddetto primo mondo. Il «traumatismo mediatico» va di pari passo con il «miracolismo» ma nasce da un sostanziale azzeramento della prospettiva storica e da una ridefinizione di quella spaziale. Nuove classi pericolose Con il Maggio parigino, osserva Perniola, si verifica la frattura radicale nei confronti delle rivolte precendenti e si consuma il passaggio dal regime, ancora moderno, dell'azione a quello ipermoderno della comunicazione. Il Sessantotto avrebbe dunque alterato profondamente l'orizzonte di attesa, sostituendo all'utopia un miracolismo comunicativo forte, segnato «dalla scomparsa dell'azione» intesa come «dimensione dell'esistenza profondamente radicata nella cultura occidentale». Dimensione, quest'ultima, capace di trasmettersi e di costituirsi come storia condivisa e memoria stabile per circa due millenni e mezzo, fino a quando iniziano a manifestarsi i segni che anticipano il sorgere di quella vera e propria età della comunicazione che, nello schema di Perniola, corrisponde al decennio '68-'78. Resta il problema di come uscire da una situazione di stallo che sembra avere azzerato ogni considerazione sulla possibilità stessa di ripensare il legame sociale in un orizzonte politico non compromesso o segnato da quelle tonalità emotive tossiche, paradossali e deliranti che già McLuhan aveva classificato col termine di numbing effect, specie di informale amputazione delle facoltà sensitive e affettive alla quale si accompagna l'estensione attraverso il medium, un mezzo esterno (tv, internet, persino quotidiani benché in forma fredda) che induce il sistema nervoso centrale «a un movimento autoprotettivo di ottundimento di aree estese» del cervello. Dopo il crollo delle Twin Towers, osserva Perniola, la comunicazione ha però cominciato a colonizzare anche ciò che le si opponeva (una temporalità declinata al futuro), estendendo il proprio campo persino al di fuori del presente. Il mondo della comunicazione è però diventato fragile, perché «dopo essere stato costretto a cambiare continuamente pretende ora di abolire il mutamento», travolto come Macbeth dal rumore idiota di una storia senza senso. Se nasceranno nuove «classi pericolose», sarà forse proprio nello spazio vuoto lasciato da un sistema insensato che cresce già «in se stesso qualcosa che gli si oppone». Senza contrapposizioni frontali o improbabili ritorni all'azione.

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Polizze vita CNP Unicredit, Adiconsum avvia l'azione inibitoria al tribunale di Milano (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

Polizze vita CNP Unicredit, Adiconsum avvia l'azione inibitoria al tribunale di Milano (16/7/2009 11:22) | (Sesto Potere) - Milano - 16 luglio 2009 - Adiconsum informa tutti i consumatori di essersi costituita in giudizio, presso il tribunale di Milano, formalizzando la propria azione inibitoria nei confronti di CNP Vita Unicredit, al fine di tutelare la collettività dei consumatori interessati all’integrale recupero delle somme a loro dovute alla scadenza naturale della polizza. L’azione inibitoria ha avuto ad oggetto le polizze C.D. Performance, ed e’ stato chiesto al tribunale di Milano di dichiarare l’illegittimità del comportamento della CNP Vita, di inibire la conversione delle polizze in base alle proposte cash e trasformazione, di far dichiarare il diritto dei consumatori sottoscrittori ad ottenere la restituzione integrale del premio versato. Adiconsum, confidando nella giustizia italiana, intende difendere tutti i consumatori interessati, che informerà dell’esito della controversia. Anche se già sono state molte le adesioni, Adiconsum invita ancora una volta tutti i sottoscrittori di polizze vita CNP Unicredit, ad aderire gratuitamente all’azione, compilando le griglie di tutela allegate.

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Custodia protettiva danneggia Kindle: utente fa causa ad Amazon (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

SAN FRANCISCO (Reuters) - Un utente del lettore di e-book Kindle ha fatto causa ad Amazon.com sostenendo che la custodia del dispositivo, venduta separatamente, possa danneggiarne lo schermo, rendendolo inutilizzabile. La denuncia -- presentata martedì alla corte Usa del distretto occidentale di Washington, dove ha sede Amazon, chiedendo lo status di class="hilite">class="term">class class="term">action -- afferma che la custodia protettiva progettata e venduta da Amazon causi spesso il danneggiamento del display di Kindle esercitando troppa pressione. Un portavoce di Amazon ha detto che la compagnia non ha alcun commento sulle questioni legali in essere, ma -- ha aggiunto -- incoraggia "chiunque abbia un problema con il meccanismo della custodia protettiva a riconsegnare il dispositivo e la cover per una sostituzione gratuita che ci consentirà di approfondire la questione". L'utente che ha avviato il procedimento, Matthew Geise, di Seattle, dichiara di rappresentare tutti i possessori di Kindle 2 o Kindle Dx dotati di cover protettiva progettata da Amazon. Kindle 2 è la seconda versione del lettore digitale uscito per la prima volta nel 2007, mentre il dx è la versione più grande, pensata per una più agevole lettura dei quotidiani. Il problema è stato riscontrato da numerosi altri utenti, che hanno segnalato su Internet il fatto che la pressione esercitata dalla cerniera della custodia rovina il display di Kindle.

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Sono maturi i tempi per un dibattito sugli anni '70 sambenedettesi (sezione: Class action)

( da "Quotidiano.it, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

Sono maturi i tempi per un dibattito sugli anni '70 sambenedettesi San Benedetto del Tronto | L'epilogo di quel decennio coincide sicuramente con i fatti narrati dal documentario "L'infame e suo fratello". Dovremmo discutere per il recupero di una memoria collettiva della nostra città che rischia l'oblio. di Livio Oddi* Patrizio Peci La premiazione del documentario "L'infame e suo fratello" al Festival Bizzarri è stato caratterizzato da due aspetti unici, per i documentari premiati al Festival fino a questa edizione. La grande partecipazione emotiva con cui una parte della città ha visto il documentario e, soprattutto, la forza simbolica, della presenza di Roberta Peci, sul palco, alla fine della proiezione. Questi due aspetti straordinari, dimostrano che sono maturi i tempi per poter aprire un dibattito collettivo sugli anni '70 sambenedettesi. L'epilogo di quel decennio coincide sicuramente con i fatti narrati dal documentario di Luigi Maria Perotti. Purtroppo in quelle settimane del sequestro di Roberto Peci, a San Benedetto fu ucciso un giovane ripano, Vincenzo Illuminati, che non si sarebbe fermato all'alt di agenti di polizia in borghesi. Questi drammatici fatti hanno di fatto impedito, una seria riflessione su un decennio che si era aperto con il naufragio del peschereccio "Rodi", avvenuto il 23 dicembre 1970 al largo del porto della città. La mancanza di immediati soccorsi provocò per giorni l'esplosione di un intenso scontro sociale, che vide l'intera città mobilitarsi fino al blocco della statale Adriatica e della ferrovia, paralizzando le comunicazioni nazionali Nord-Sud. Fu forse questo l'avvio degli "anni dell'azione collettiva" della nostra città. Le mobilitazioni e le lotte sociali che si sono sviluppate in quel decennio, non devono essere "revisionisticamente" inglobate con gli episodi narrati nel drammatico documentario di Perotti. In quel "decennio" si organizzano gli studenti, i lavoratori, le donne. Si acquisisce una nuova sensibilità per il territorio e contro la speculazione edilizia, ci sono mobilitazioni contro il "caro vita", per gli asili nido, per spazi sociali di aggregazioni pubblici. In città nascono numerose organizzazioni politiche parlamentari ed extraparlamentari. A livello nazionale quel "decennio" di lotte, senza realizzare quelle "riforme di struttura" che in molte avevano richiesto, vide affermarsi riforme parziali, ma innovative, come "Lo statuto dei lavoratori" 1970, la conferma della legge del divorzio con il referendum nel 1974, la "Riforma del Sistema Sanitario Nazionale" 1978, la "Legge 180" detta anche "legge Basaglia" 1978, la legge sull'aborto (194/1978, confermata da un referendum nel 1981) e altre ancora. San Benedetto riprende lotte che contemporaneamente stanno scuotendo le grandi città metropolitane, industriali e universitarie. Questa è la sua originalità. Di questo dovremmo discutere per il recupero di una memoria collettiva della nostra città che rischia l'oblio. Ognuno dal suo punto di vista, dalla sua cultura e dalla sua storia. Come proposi un decennio fa, all'anniversario della scomparsa dell'ex sindaco Primo Gregori, sarebbe il caso che chi conserva materiali di quel periodo (ex esponenti politici, giornalisti, fotografi), li depositasse in un fondo, magari nella nuova biblioteca, per permettere a chi fa ricerca storica, di potersi documentare, e proporre nuove ipotesi di "lettura" sull'"originalità" del decennio "di azione collettiva" sambenedettesi. "Il mestiere dello storico" è quello di comprendere lo sviluppo degli accadimenti senza ergersi a "giudici". Quello è un altro mestiere. Se a distanza di un oltre un trentennio, evitando "processi di piazza", facili banalizzazioni e semplificazioni, si provasse a storicizzare, credo che tutti possano partecipare a un dibattito su quel decennio, arricchendo la memoria storica della città e, di conseguenza, la sua cultura. *Studioso di storia contemporanea 16/07/2009

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Classificazione dei Bisogni (sezione: Class action)

( da "superEva notizie" del 16-07-2009)

Argomenti: Class Action

Classificazione dei Bisogni I Bisogni possono essere classificati in primari e secondari, individuali, collettivi, indotti e comuni. Oltre alla distinzione tra bisogni primari e bisogni secondari, i bisogni dell'uomo possono essere anche classificati in altri modi. In particolare, ci possono essere: a) BISOGNI INDIVIDUALI, cioè quei bisogni che ogni uomo avverte, indipendentemente dal contesto sociale, culturale, politico, religioso in cui è inserito. E' evidente che rientrano tra i bisogni individuali tutti i bisogni primari connessi alla sopravvivenza fisica. Il bisogno di mangiare, infatti, è avvertito da ogni uomo, di ogni razza, di ogni epoca, di ogni condizione personale e sociale, sia che viva da eremita sia che abiti in una grande metropoli. b) BISOGNI COLLETTIVI sono quei bisogni che un individuo avverte in quanto membro di una certa collettività. Questi bisogni si distinguono dai precedenti in quanto sorgono nell'uomo solo ed esclusivamente in relazione alla comunità in cui l'individuo vive ed opera. Nelle società e nelle comunità normalmente sorgono dei bisogni che l'individuo isolato non avverte. Un esempio tipico riguarda la necessità dell'ordine pubblico (o dell'amministrazione della giustizia). Se un individuo vivesse isolato, evidentemente, non avvertirebbe il bisogno di forze dell'ordine, di giudici, ecc. Molti bisogni pubblici vengono soddisfatti dallo Stato e, da alcuni autori, sono considerati sinonimo di "bisogni pubblici", proprio in quanto avvertiti dall'intera collettività in quanto tale. c) BISOGNI INDOTTI sono una categoria di bisogni che solo recentemente è diventata oggetto di particolari attenzioni. Si dicono indotti tutti quei desideri che non sono nati spontaneamente nell'individuo, ma sono fatti sorgere nella mente del soggetto dall'azione della pubblicità o da particolari pressioni derivanti dall'esterno. Un esempio tipico riguarda il desiderio, comune a molti giovani, di acquistare o desiderare prodotti visti ripetutamente in spot pubblicitari. A volte si aggiunge a questi una ulteriore categoria di bisogni, cosiddetti COMUNI, in quanto percepiti da TUTTI gli individui. Spesso questi bisogni sono considerati sostanzialmente un sinonimo di FISIOLOGICI, cioè quei bisogni strettamente collegati alle caratteristiche fisiche dell'uomo. In questo caso, tali bisogni si sovrapporrebbero parzialmente sia ai bisogni primari quanto a quelli individuali. Tutti i bisogni comuni, in altre parole, sono anche bisogni primari e, al tempo stesso, individuali. Tuttavia, ci possono essere dei bisogni primari che non sono necessariamente comuni. Ad esempio, il bisogno di insulina per un malato di diabete è assolutamente un bisogno primario (in quanto senza di essa morirebbe), ma non può essere certo definito un bisogno comune all'intera umanità. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 16 luglio 2009 in: Corso di istituzioni di economia » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Lehman Brothers, qualcosa si muove! (sezione: Class action)

( da "Soldionline" del 17-07-2009)

Argomenti: Class Action

Gentili lettori, per utilizzare in modo corretto questa rubrica è importante tenere presente che: - la rubrica ha lo scopo di monitorare per voi tutte le notizie importanti che vengono pubblicate settimanalmente sulle società italiane e i principali gruppi internazionali che hanno emesso Corporate Bond; non abbiamo incluso i gruppi più solidi, perché riteniamo del tutto improbabile un loro default; - la rubrica non intende fornire analisi e valutazioni sulle società emittenti, o notizie specifiche sulle loro emissioni obbligazionarie, ma semplicemente effettuare il monitoraggio della stampa per consentirvi di reperire notizie che magari vi erano sfuggite. Chiaramente spesso da quelle notizie si possono trarre informazioni utili per valutare lo stato di salute della società, e quindi anche eventuali problemi sul rimborso delle emissioni; - la rubrica è di fatto una rassegna stampa settimanale, quindi non contiene analisi e giudizi di chi la redige. In ogni caso, qualsiasi notizia o commento contenuto nella rubrica non può essere interpretato come sollecitazione a fare o non fare, acquistare o vendere. Qualsiasi decisione di investimento o disinvestimento sarà presa da voi in totale autonomia. Ecco le notizie pubblicate dalla stampa nella settimana in corso: Lehman Brothers Il Sole 24 Ore di martedì 14 luglio ha evidenziato che con l’iscrizione dei risparmiatori al passivo di Lehman Brothers si alzerà il velo sull’esposizione effettiva nei confronti dell’ex colosso bancario statunitense. Inoltre, sarà fatta chiarezza sul’ammontare complessivo delle obbligazioni emesse da Lehman Brothers sottoscritte dai risparmiatori italiani. Il quotidiano finanziario ha fornito tutte le tecnicalità per l’iscrizione al passivo dell’istituto statunitense. è molto probabile che le banche italiane procedano con un’unica iscrizione dei crediti propri e di quelli dei clienti. Il Sole 24 Ore e MF di giovedì 16 luglio hanno riportato la notizia che PWC, amministratore delle attività di Lehman Brothers per le attività inglesi, starebbe studiano un piano autonomo per restituire 12 miliardi di dollari ai clienti dell’ex colosso bancario statunitense. Queste attività, che erano state congelate al momento del default di Lehman Brothers, non rientrano nel passivo della banca, in quanto rappresentano attività come bond e titoli azionari detenuti a titolo fiduciario per conto di altri clienti. La proposta è stata presentata alla corte fallimentare britannica e sarà valutata il prossimo ottobre. Alitalia Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha ottenuto dal ministero dello sviluppo economico l’autorizzazione ad aprire delle trattative private per la cessione del 60% del capitale di Alitalia Maintenance Systems. La società punta a chiudere la procedura entro la fine del mese. Nei giorni scorsi Augusto Fantozzi aveva comunicato che non era pervenuta alcuna offerta irrevocabile con le caratteristiche richieste, precisando di aver ricevuto solo una manifestazione di interesse da SR Technis. Il Commissario Straordinario di Alitalia ha precisato di aver ricevuto la prima rata del pagamento per la cessione dei beni della nuova Alitalia, al momento gestita da CAI. Inoltre, il commissario ha ottenuto i dati relativi alla gestione intercorsa tra il 1° dicembre 2008 e il 12 gennaio del 2012. L’AEA, l’associazione delle compagnie aeree europee, ha comunicato che nel mese di maggio il tasso di riempimento dei vettori Alitalia è stato pari al 62,8%, mentre nei primi cinque mesi del 2009 si è attestato al 57,4%. L’associazione ha precisato che a maggio Alitalia ha imbarcato quasi 2 milioni di passeggeri. L’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, ha dichiarato che nel mese di giugno il tasso di riempimento degli aerei era cresciuto al 66%, per salire al 70% nella prima metà di luglio. Il manager prevede che nel periodo estivo i passeggeri trasportati saranno pari a 2 milioni ogni mese. Rocco Sabelli ha precisato che non è in corso alcun contenzioso con Augusto Eantozzi in merito alla prima rata del pagamento per la cessione dei beni della nuova Alitalia e ha detto di non essere informato di un’eventuale vendita della quota detenuta dalla famiglia Marcegaglia in CAI. Il numero uno di Alitalia, Roberto Colaninno, ha dichiarato che al momento è ancora troppo presto per parlare di una fusione tra la compagnia aerea e AirOne. Il Sole 24 Ore di mercoledì 15 luglio ha riportato la notizia che la nuova Alitalia è stata una delle peggiori compagnie nei primi tre mesi del 2009 in quanto a puntualità dei voli. Secondo i dati rilevati dall’AEA, nei viaggi a breve e a medio raggio la compagnia italiana è stata puntuale (ritardi inferiori ai 15 minuti) nel 73,8% dei voli. Su 27 compagnie esaminate, Alitalia ha fatto meglio solo di Turkish, Iberia e Cyprus. AdR (società controllata da Gemina) e Alitalia hanno firmato l’accordo che prevede una nuova configurazione dei terminal dell’Aeroporto di Roma Fiumicino e una serie di interventi strutturali tesi al miglioramento dell’operatività sullo scalo. Risparmio tradito MF di martedì 14 luglio ha riportato uno stralcio della relazione del presidente della Consob, Lamberto Cardia, il quale ha ricordato che su 147 sentenze riguardanti obbligazioni Cirio, Parmalat e Argentina in cui era coinvolta anche l’Authority, in 143 casi le richieste sono state respinte. Solo in 4 occasioni la Consob è stata condannata a risarcire i risparmiatori. Secondo quanto scritto sul Il Sole 24 Ore di sabato 11 luglio la class action in salsa italiana, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio del 2010 potrebbe incorporare una parziale retroattività. Il quotidiano ha scritto che nellazione collettiva potrebbero rientrare anche gli illeciti commessi tra la data di entrata in vigore della legge sviluppo (probabilmente ad agosto) e il 31 dicembre 2009. Tuttavia, la causa formale potrà essere proponibile solo dopo il 1° gennaio 2010. General Motors – Ford General Motors ha comunicato che il 60,8% del capitale della nuova società sarà controllato dal Tesoro degli Stati Uniti. In questo modo il colosso automobilistico esce ufficialmente dalla procedura del Chapter11. Solo il 10% del capitale resterà sotto il controllo della vecchia compagnia. Il colosso automobilistico continuerà a controllare 4 marchi: GMC, Chevrolet, Buick e Cadillac. I vertici di General Motors hanno precisato che la nuova società non sarà quotata in borsa, anche se l’obiettivo è quello riportarla sul mercato a breve. Il management di General Motors ha ribadito che proseguono le trattative con Magna per la cessione della controllata tedesca Opel. Tuttavia, dalle trattative non sono esclusi altri soggetti come la cinese Baic. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di domenica 12 luglio i vertici di General Motors sarebbero pronti a licenziare 300 dirigenti sui 1.300 manager complessivi dell’azienda e puntano a ridurre la forza lavoro da 91mila a 64mila unità. I vertici hanno confermato l’intenzione di quotare la nuova compagnia entro il 2010. Lo stesso quotidiano ha ipotizzato il rinvio dell’accordo tra General Motors e Magna per la cessione del controllo della tedesca Opel. Intanto, il gruppo belga RHJ International ha confermato di essere in trattativa con General Motors per l’acquisto di una quota di maggioranza di Opel, con una proposta alternativa a quella di Magna. RHJ International avrebbe offerto 300 milioni di euro per la quota di maggioranza di Opel. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore di venerdì 17 luglio RHJ International sarebbe intenzionata a investire 275 milioni di euro per rilevare il 50,1% di Opel, lasciando il 39% del capitale a General Motors. Il Sole 24 Ore di venerdì 17 luglio ha scritto che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è propensa per l’offerta di Magna su Opel. I vertici di General Motors hanno dichiarato l’intenzione di investire un miliardo di dollari in Brasile nei prossimi tre anni. Il colosso automobilistico statunitense vuole sviluppare una serie di autoveicoli che saranno destinati al mercato sudamericano. Il Sole 24 Ore e MF di giovedì 16 luglio hanno riportato la notizia del pensionamento di Rick Wagoner, ex amministratore delegato di General Motors. Sulla base degli accordi presi in precedenza, l’ex manager riceverà a titolo di “pensione” 8,5 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Tuttavia, da contratto Wagoner avrebbe dovuto ricevere complessivamente 22 milioni di dollari. Parmalat Secondo quanto scritto su MF di venerdì 17 luglio il direttore generale di Parmalat avrebbe dato incarico al consulente Bain di rivedere la strategia di crescita dell’azienda. Non è escluso il ritorno alla vendita nei piccoli esercizi e il lancio di prodotti ad alta marginalità. Wind Il Sole 24 Ore di venerdì 10 luglio ha scritto che Alessandro Benedetti e Naguib Sawiris sarebbero interessati a presentare appello contro la sentenza della corte di Londra, che aveva riconosciuto un indennizzo di 75 milioni di euro al finanziere italiano, nell’ambito delle trattative che avevano portato una quota di Wind da Enel a Weather Investments, la holding di Sawiris. Safilo Il Sole 24 Ore di martedì 14 luglio ha intervistato il miliardario Nicolas Berggruen, numero uno del fondo di private equity Berggruen Holding. Il finanziere ha ribadito la propria intenzione di presentare un progetto di integrazione tra la controllata Fgx International e Safilo, nonostante il parere negativo della famiglia Tabacchi. Secondo Nicolas Berggruen resta coerente il progetto di integrare un’azienda produttrice di occhiali per il mercato di massa come Fgx International con una focalizzata sul segmento di fascia alta (Safilo). Il quotidiano finanziario ha ricordato che Berggruen Holding deve fare i conti con altri fondi di private equity interessati a rilevare il controllo di Safilo. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore e MF di venerdì 17 luglio il fondo di private equity Pai si sarebbe ritirato dalle trattative per rilevare il controllo di Safilo. In gara, quindi, resta solo il fondo Bain Capital. It Holding Secondo quanto scritto su MF di martedì 14 luglio, i commissari straordinari di It Holding avrebbero tempo fino al 15 ottobre per presentare il piano sullo stato e sulle prospettive della società in amministrazione controllata. Il documento doveva essere presentato entro l’estate, ma il ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, ha concesso una proroga. Dopo la presentazione di questo documento potrà avere inizio la procedura di vendita delle società del gruppo. Barilla MF di venerdì 17 luglio ha riportato la notizia che Barilla potrebbe procedere con l’accorciamento della catena di controllo. I vertici di Barilla Iniziative, la holding che controlla le attività industriali del gruppo, hanno approvato il progetto di incorporazione di Relou, finanziaria olandese che aveva in portafoglio il 49,3% di Barilla G. e Barilla R. Fratelli.

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