HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “CLASS ACTION”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 

Report "Class action"  1-12 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

quel parere dell'avvocatura che seppellisce il protocollo - (segue dalla prima pagina) nicola colaianni ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Il nodo gordiano che si è venuto a creare può essere sciolto in tempi relativamente rapidi (la class action è di lunga durata) solo con l´esproprio. Se una insensibile maggioranza parlamentare non vuole provvedere con legge, lo faccia in via amministrativa il Comune. Un bell´impegno per il sindaco che uscirà dalle elezioni.

Sfida ai sindacati su salari e azioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: DALLA PRIMA Sfida ai sindacati su salari e azioni Nemmeno Walter Reuther, il fondatore della United Automobile Workers, colui che aveva imposto la contrattazione collettiva nelle grandi fabbriche automobilistiche, avrebbe mai immaginato di vedere il sindacato nella posizione di principale azionista di una delle «Big Three» di Detroit.

Microsoft e Verizon progettano il rivale dell'iPhone ( da "Stampa, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action intrapresa negli Usa contro Google per «Book Search», il servizio di digitalizzazione di opere (oltre 7 milioni di volumi) realizzato dal motore di ricerca in collaborazione con le biblioteche. www.lastampa.it/masera Per fare concorrenza al popolare iPhone della Apple, secondo indiscrezioni online Verizon Wireless e Microsoft lavorano a un nuovo cellulare touch screen

X-Men Origins Wolverine The Videogame Re ( da "superEva notizie" del 04-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono riusciti a creare un eccellente action che andiamo subito a scoprire più da vicino nel corso dei prossimi paragrafi. PUBBLICITà PUBBLICITà Seguendo in parte la narrazione cinematografica ma proponendo anche elementi inediti, in X-Men Le Origini: Wolverine i giocatori faranno propri tutti quelli che sono gli elementi chiave dell'amatissimo personaggio dell'

Class action sotto pressione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: emendamento del Governo che riscrive il testo dell'azione collettiva. L'approvazione, che arriverà probabilmente nel corso della settimana, appare scontata. Meno scontate sono invece le tappe successive: il passaggio alla Camera non si preannuncia indolore. Alla commissione Giustizia di Montecitorio, infatti, monta lo scontento.

class action, retroattività a rischio - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è chi vuole cancellarla Class action, retroattività a rischio Il Pd attacca: "Per molte norme non c´è una copertura finanziaria sufficiente" LUCA IEZZI ROMA - Il Ddl sviluppo potrebbe dare un altro colpo ai diritti dei consumatori. Il disegno di legge, sempre più omnibus, ha cominciato ieri il suo iter nell´aula del Senato dopo oltre due mesi passati in nelle commissioni.

Sindacato Usa, da azienda interinale a capitalista ( da "Manifesto, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettiva, se da un lato si è collocherebbe nella tradizione culturale americana, dall'altro aprirebbe per sé un nuovo capitolo. Non più qualche dipendente azionista dell'azienda ma tutti i dipendenti, in forma collettiva. Impossibile comunque stare in un consiglio di amministrazione, anche se in modo subalterno senza affrontare i temi della gestione della trasformazione della Chrysler.

Il postino rivoluzionario: ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Condivide questo tipo di azioni? «Non vedo sabotaggi. I dirigenti trattenuti dai dipendenti licenziati, i tagli della luce, le proteste di massa sono atti collettivi di resistenza sociale. Molte imprese licenziano anche quando fanno profitti o delocalizzano dopo aver ricevuto aiuti statali.

Ruspe in azione, rischio demolizione per alcune villette ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Prov Gallura Pagina 8031 isola rossa Occupano l'area demaniale Ruspe in azione, rischio demolizione per alcune villette Isola rossa. Occupano l'area demaniale --> Gli operai sono entrati in azione sabato mattina. La demolizione è iniziata con un intervento nel cortile di una villetta che guarda proprio alla piazzetta Belvedere dell'Isola Rossa.

Emendamento del Pdl: i danneggiati dei casi Cirio e Parmalat non potrebbero più agire insieme ( da "Corriere.it" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Brutte notizie per i truffati Parmalat e Cirio Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - Ulteriori brutte notizie per i truffati Parmalat, Cirio e bond argentini.

Class action, un emendamento ne cancella la retroattività ( da "Repubblica.it" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: retroattività scomparirà dalla normativa sulla class action. Ad annunciarlo è stato Antonio Paravia, relatore del disegno di legge sullo sviluppo all'esame del Senato in cui sono contenute le misure sull'azione risarcitoria collettiva. La retroattività sarà cancellata con "un emendamento a firma Alberto Balboni", ha spiegato, "contenuto in un nuovo fascicolo che arriverà in giornata"

Class action: verso stop totale alla retroattivita' ( da "Trend-online" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action: verso stop totale alla retroattivita' ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 06.05.2009 18:19 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 6 MAG -La Class action potrebbe introdotta senza pero' 'valore retroattivo': c'e' un emendamento in questo senso del senatore Alberto Balboni del Pdl.

Colpo di spugna sulla class action ( da "Trentino" del 07-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action

Abstract: Colpo di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura di Alitalia.

La nuova class action salva anche Alitalia ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: RISPARMIO TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'

"Legge-pasticcio No allo strapotere dei Consumatori" ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: esperto dei governi MARCO SODANO TORINO Questa non è neppure una class action vera e propria. E non è soltanto questione di retroattività, è il meccanismo che non funziona». Gustavo Visentini, docente di diritto privato comparato all'Università di Roma Luiss Guido Carli, va dritto al sodo. Professore, l'ultima versione della legge sulla class-action preclude la retroattività.

Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i truffatori ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat.

Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento ( da "Corriere.it" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Protesta di pd e idv Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La class action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo.

Linea dura sulle collette moleste ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: i giovani in azione sul Corso. Le sanzioni in base all'ordinanza 2001. De Checchi: «Puniremo gli atti di petulanza» Linea dura sulle collette moleste Raccolgono offerte per la Onlus tra i passanti: 300 € di multa Onlus, comunità di recupero, sovvenzioni ad associazioni del genere più vario in cambio di cartoline,

Class action ( da "Tempo, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Restano fuori gli obbligazionisti Alitalia Class action «spuntata» Niente retroattività per l'azione collettiva dei risparmiatori Niente retroattività per la class action. L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo,

class action, via la retroattività - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Economia Class action, via la retroattività Gas, stop al tetto antitrust. Faro del Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA - Liberalizzazioni martoriate dagli emendamenti della maggioranza presentati al ddl Sviluppo. La class action, la possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le società in caso di truffa,

Class action Il governo salva i truffatori ( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action Il governo salva i truffatori Un emendamento del Pdl esclude la retroattività. Ricorsi possibili solo in 11 tribunali in Italia ALLA PAGINA 31

Un governo che non combatte la criminalità, quella vera ( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: I colletti bianchi, i politici, l'alta finanza... «È una caratteristica costante della legislazione penale degli ultimi anni. Da tempo si è scelto di improntare le politiche di sicurezza all'inasprimento delle pene o dei meccanismi processuali verso quegli episodi che possiamo definire di devianza marginale che però creano allarme sociale.

Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori ( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti» sono tutti salvi. I patron di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato prodotti ad alto rischio alle famiglie, e anche l'azionista Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (

colpo di spugna sulla class action - carlo rosso ( da "Tirreno, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Attualità Colpo di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura di Alitalia.

Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ECONOMIA Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino Niente Class action Colpo ai creditori di Cirio e Parmalat Alviani, Paolucci e Semprini Giovannini e Sodano

Nuovo colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: anche la class action, cioè la possibilità, per le persone che hanno subito uno stesso danno, di portare avanti un'azione legale collettiva. Il testo iniziale, uscito dalla commissione Industria, prevedeva la class action per le frodi commesse dopo il 30 giugno 2008, ma il senatore del Pdl Alberto Balboni ha presentato un emendamento che cancella questa già limitata retroattività.

Class action senza effetti retroattivi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: operatività dell'azione collettiva. La modifica è stata accolta dalla polemiche sia delle associazioni dei consumatori (per Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore Idv, «ogni rinvio significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori») sia delle opposizioni (per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd,

Class action solo per il futuro ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: era insensata Class action solo per il futuro Il Pdl: no ai risarcimenti retroattivi. Il Pd: penalizzate le vittime degli scandali finanziari ROMA Si riaccendono in Parlamento i contrasti sulla class action, l'azione collettiva di risarcimento dei danni introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi e poi prorogata per due volte,

L'Antitrust indaga su Biblioteca Google ( da "superEva notizie" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action lanciata contro il colosso web per il servizio Ricerca libri. La corte federale di New York ha deciso che entro il 4 settembre gli editori e gli autori, anche italiani, dovranno decidere se entrare a far parte o meno dell'intesa legata alla attività di digitalizzazione di opere letterarie realizzata da Google in collaborazione con una serie di biblioteche americane.

Le azioni dell'azienda ai lavoratori ( da "Corriere delle Alpi" del 08-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Class Action

Abstract: Stiamo contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo.

IN CITTA' Akhenaton - Carlo Zauli PAL. BRICHERASIO, V. LAGRANGE 20, MAR-DOM 9,30-19,30, GIO E ... ( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ZA SOLFERINO 2, OR: MAR-SAB 10-13/16-19,30 Collettiva. Fino al 31. Piemonte-Egitto GALLERIA EUROPA, VIA BENE VAGIENNA 10/D Sabato 9 alle 17,30 inaugurazione della collettiva. Fino al 26. Collettiva ARTE FIANO 14, VIA FIANO 14, OR: MAR-SAB 15,30-19 In mostra opere di Barbera, Dova, Morlotti ed altri.

Class action "spuntata" ( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Emendamento in Senato Class action "spuntata" Niente retroattività per la class action. L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera.

le azioni dell'azienda ai lavoratori - giulio garau ( da "Tirreno, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Stiamo contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo.

Il risparmio, i consumatori e il far west della retroattività ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: della retroattività MILANO Tutti contro tutti sulla mancata 'retroattività' della legge che dovrebbe introdurre in Italia la class action, l'azione risarcitoria collettiva di stampo anglosassone. Tengono alta la tensione i parlamentari dell'opposizione, volano parole grosse tra il segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil, Carlo Podda, e il ministro Renato Brunetta.

Riforma anti-fannulloni al via, no Cisl ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: articolo 31 sulla class action che, nel testo presentato, dà diritto a «ogni interessato» di «agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici» in caso di «violazione di standard qualitativi ed economici». Anche se lo stesso articolo precisa che «l'azione non è diretta ad ottenere il risarcimento del danno»

Approvato decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati ( da "Corriere.it" del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: dirigenza, class action - ha detto Brunetta - sembrano cose lunari; invece sono legge dello Stato». Per Brunetta, il decreto significa «trasparenza, valutazione, merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione».

Primo sì al decreto sui super-premi per (pochi) statali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: utenti la possibilità di azione collettiva in caso di inefficienze degli uffici o dei concessionari di pubblici servizi. «è una rivoluzione copernicana che potrebbe essere operativa già da giugno » ha osservato il ministro Renato Brunetta. Il testo ora dovrà affrontare l'esame della Conferenza unificata, il parere del Cnel e delle commissioni parlamentari competenti.

Brunetta spiega il decreto legislativo antifannulloni ( da "Tempo, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action» di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class action va nella direzione di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione della cosa pubblica»

segue dalla prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge dello Stato ( da "Tempo, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action» di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class action va nella direzione di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione della cosa pubblica»

i meriti di michela Per quali meriti la signora Brambilla diventa ministro? A spese nostre per tu... ( da "Unita, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Nicola (scario) class action? Messaggio per Gloria: class action come? Deve essere incisiva! Siamo governati da gente ridicola, senza vergogna e senza motivazioni per il popolo. Simona Contro il governo Sono d'accordo con Gloria per una Class Action contro il governo.

Class action: consumatori, Senato cambi testo o e' bluff ( da "Trend-online" del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le associazioni di consumatori lanciano 5 proposte per riformulare il testo del provvedimento sulla class action. Alla vigilia della ripresa della discussione al Senato. La class action non puo' tradursi in una 'paralisi di tribunali', 'un bluff per i consumatori' e 'un business per gli studi legali', ha spiegato Paolo Landi, segretario generale dell'Adiconsum.

CLASS ACTION: CONSUMATORI PRONTI A RIVOLGERSI A CONSULTA SE TESTO RESTA COSI' ( da "Soldionline" del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva non solo ad 1 milione di risparmiatori truffati, ai quali le banche hanno appioppato bond Cirio, Parmalat, titoli argentini ed affini per un controvalore di 50 miliardi di euro, ma anche la sacrosanta rivalsa agli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale e soprattutto i titoli Lehamn Brothers,

Le opere di Lentini in onore di Pavese ( da "Corriere delle Alpi" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Insieme a Lentini parteciperanno alla collettiva di arte contemporanea "Lune e falò, sei artisti per Cesare Pavese" Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese, Emanuela Mezzadri e Franco Zingaretti, che hanno analizzato la tematica attraverso diverse ricerche espressive. Tutte le opere sono però unite da un collante speciale, la verbovisualità,

Com'è strabica questa Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Per ciò che oltrepassa la nostra sfera d'azione diretta, ci dobbiamo affidare alle rappresentazioni, a un immaginario collettivo, alle informazioni che riusciamo a raccogliere e selezionare. In questo processo di mediazione, è la rappresentazione dell'Italia nel suo complesso a venire meno.

I consumatori : class action per gli interessi omogenei ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva approvata nella Finanziaria 2008. Si tratterebbe, sottolineano i rappresentanti dei consumatori, di una misura che caratterizzerebbe in senso europeo l'azione collettiva italiana,quando invece il modello americano, che ora sembra preferito dal legislatore, scommette più sul singolo in grado di aggregare gli interessi della classe o sull'

Class action: testo di legge inefficace? ( da "superEva notizie" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action: testo di legge inefficace? Siamo ancora qui a parlare di Class action perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in discussione al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente[...] Siamo ancora qui a parlare di Class action perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in discussione al Senato,


Articoli

quel parere dell'avvocatura che seppellisce il protocollo - (segue dalla prima pagina) nicola colaianni (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina IV - Bari In una parentesi i legali dello Stato spiegano che quell´accordo non vale più Quel parere dell´Avvocatura che seppellisce il protocollo (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) NICOLA COLAIANNI (segue dalla prima di cronaca) Vale a dire: in seguito all´esproprio a favore del Comune. Illegittima per ragioni formali, quella norma ha comunque innovato la situazione. Tant´è che da essa, e non dal protocollo, è venuta ad esistenza la Fondazione che ha fatto i lavori. E che, dopo la sentenza della Corte costituzionale, s´è comportata come se fosse ancora proprietaria del bene. Ha continuato perciò a spendere soldi pubblici per un bene ridiventato privato. Con lieta incoscienza ma indisturbata dal proprietario parvenu. Il quale s´è limitato ad una generica letterina di diffida. Ma s´è guardato bene dal rivendicare il bene. Gli conveniva lasciar fare. Ma se faccio gestire i miei affari ad altri, al possessore del bene, la legge stabilisce che lo indennizzi delle spese sostenute, se non del maggior valore eventualmente acquisito dal bene. Nel caso, poi, le spese sono state sostenute con danaro pubblico. E perciò non si possono semplicemente abbonare. In mancanza di contropartite giustificative si tratterebbe di elargizioni senza causa a privati cittadini. Infatti, nonostante la sua funzione pubblica, il teatro è in mani private. Certo, quello dell´Avvocatura è un parere tecnico. La volontà politica può fare miracoli. Ma l´esperienza insegna che quando si tratta di responsabilità contabile gli amministratori non sono molto disinvolti. La Corte dei conti è in agguato. Tanto più in una vicenda come questa che per il Comune ha del kafkiano. Doveva tornare pieno proprietario a seguito dell´incendio e della mancata ricostruzione. Così stabiliva il contratto di concessione del 1896. E così, nonostante il contenzioso aperto dagli eredi, il Comune aveva deciso di fare nel 1996. La procedura era già pronta: suggerita dal prof. Barile, chiamato – ebbene, sì - dal sindaco Di Cagno Abbrescia. Con il protocollo del 2002 si ritrova, invece, ad essere un semplice affittuario, dopo aver pagato – insieme a Stato, Provincia e Regione – le ingenti spese della ricostruzione. All´inizio del secolo scorso aveva concesso il suolo perché privati allestissero spettacoli teatrali. All´inizio di questo secolo sono gli eredi di quei privati ad affittargli il teatro perché allestisca lui gli spettacoli. Solo il teatro, beninteso, perché altro è poi il business dell´affitto delle pertinenze: bar, circoli ricreativi e quant´altro. I conti, chiaramente, non tornano. Da tutti condiviso il desiderio di riaprire quanto prima il teatro. Ma non è conveniente che la Fondazione continui a reclamarne l´affidamento non si sa più – dopo il parere dell´Avvocatura – a quale titolo. La realtà è che, dopo la sentenza della Corte costituzionale, è venuto meno il fine per cui era stata creata: l´uso esclusivo del teatro. Se l´è visto sfilare di mano. class="hilite">Il nodo gordiano che si è venuto a creare può essere sciolto in tempi relativamente rapidi (la class="term">class class="term">action è di lunga durata) solo con l´esproprio. Se una insensibile maggioranza parlamentare non vuole provvedere con legge, lo faccia in via amministrativa il Comune. Un bell´impegno per il sindaco che uscirà dalle elezioni.

Torna all'inizio


Sfida ai sindacati su salari e azioni (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-01 - pag: 21 autore: DALLA PRIMA Sfida ai sindacati su salari e azioni Nemmeno Walter Reuther, il fondatore della United Automobile Workers, colui che aveva imposto la contrattazione collettiva nelle grandi fabbriche automobilistiche, avrebbe mai immaginato di vedere il sindacato nella posizione di principale azionista di una delle «Big Three» di Detroit. Con lo scambio con cui accetta una decurtazione dei salari e una riduzione netta delle coperture pensionistiche e assicurative per una quota maggioritaria delle azioni della nuova Chrysler, il sindacato sigla di fatto la conclusione della storia di settant'anni. La Uawè stata a lungo la più forte organizzazione dei lavoratori industriali dell'Occidente. Cresciuta sull'onda della politica sociale del New Deal, attraverso conflitti di eccezionale asprezza, dalla General Motors alla Ford, essa si era affermata definitivamente nello scenario successivo alla seconda guerra mondiale, conquistando livelli salariali e un sistema di garanzie che ne faceva un attore centrale dell'universo di Detroit. è stato grazie all'azione collettiva promossa dalla Uaw che i lavoratori dell'automobile hanno strappato quello status di ceto medio divenuto sinonimo di stabilità e di benessere, in una parola di cittadinanza sociale. Ora quel sindacato industriale, che si era immedesimato con l'organizzazione del fordismo, si trova nella necessità di ripensare da capo a fondo il proprio ruolo per non scomparire dall'orizzonte della vita economica. La sua esperienza rischiava di giungere al punto terminale, al pari delle imprese su cui la Uaw aveva sempre calibrato la sua azione, i giganti americani dell'automobile. Quando essi hanno rischiato di franare definitivamente, il sindacato ha compiuto l'unica scelta realistica che gli consentisse di non vedersi cancellato. Ha rinunciato alle garanzie del pericolante sistema di Detroit per avvicinarsi al regime di salario e normativo in vigore in quelle parti degli Stati Uniti dove le regole non le fa la contrattazione collettiva, ma i produttori stranieri, giapponesi in testa. Vedremo nei prossimi anni se questa mossa consentirà al sindacato di vivere, rigenerandosi. Certo è che l'esempio americano suggerirà non pochi interrogativi anche ai partecipanti nostri cortei del Primo Maggio, anche al movimento sindacale italiano. Quale sarà il futuro delle componenti industriali del sindacato? Quelle che non possono vivere delle politiche e dei riti confederali, che non hanno i vantaggi e le sicurezze del pubblico impiego, che sono incalzate dalla crisi a ripensare alle loro modalità di presenza e di azione. Il sindacato italiano possiede una radice industriale senza di cui non disporrebbe né dell'immagine né del credito che ha capitalizzato nel tempo. Ma si tratta di una radice che va restringendosi e che le divisioni tra le confederazioni minacciano di consumare ancor più. Forse è il momento per il sindacato italiano di scommettere sul suo futuro e sul futuro della nostra industria più risolutamente di quanto abbia fatto finora. Tentando a sua volta la via dell'innovazione, pur senza replicare esempi e formule che sono intraducibili nel nostro contesto. Ma se l'esperienza sindacale ha bisogno del contatto vivificante con la sfera della produzione, forse vale la pena di chiedersi se non sia possibile rafforzare la matrice e i caratteri industriali dell'organizzazione dei lavoratori. Magari ipotizzando un sindacato capace di abbracciare tutte le categorie dell'industria, per divenire forza di coesione del nostro tessuto produttivo. Giuseppe Berta

Torna all'inizio


Microsoft e Verizon progettano il rivale dell'iPhone (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Class Action

COPYRIGHT ECONOMIA HI-TECH Oggi su www.lastampa.it L'INDISCREZIONE NEL CANALE «TECNOLOGIA» Google Book Search, slitta l'accordo con autori ed editori Sun, crollo dei risultati mentre si attende l'acquirente Oracle Microsoft e Verizon progettano il rivale dell'iPhone Non è più il 5 maggio, ma è posticipato al 4 settembre il termine entro il quale editori e autori anche italiani potranno scegliere di aderire alla class="hilite">class="term">class class="term">action intrapresa negli Usa contro Google per «Book Search», il servizio di digitalizzazione di opere (oltre 7 milioni di volumi) realizzato dal motore di ricerca in collaborazione con le biblioteche. www.lastampa.it/masera Per fare concorrenza al popolare iPhone della Apple, secondo indiscrezioni online Verizon Wireless e Microsoft lavorano a un nuovo cellulare touch screen con Windows Mobile, il sistema operativo per dispositivi mobili la cui posizione di mercato è messa a dura prova dagli smart-phone come iPhone e Blackberry, che utilizzano altri sistemi. A una settimana dall'annuncio di Oracle della sua intenzione di acquisire Sun Microsystems per 7,4 miliardi di dollari, ieri Sun ha pubblicato in sordina i risultati del suo terzo trimestre 2009 comunicando un calo del 20% dei ricavi: 2,61 miliardi di dollari, il peggior fatturato dal 2002. L'analisi del futuro dei due giganti informatici nel blog «Desktop» di Valerio Mariani. a cura di Anna Masera

Torna all'inizio


X-Men Origins Wolverine The Videogame Re (sezione: Class action)

( da "superEva notizie" del 04-05-2009)

Argomenti: Class Action

X-Men Origins Wolverine The Videogame Recensione In perfetta sincronia con l'arrivo del film nelle sale, arriva su PC e Console il videogame di X-Men Origins Wolverine. Gli appassionati videogiocatori nei confronti di questo genere di[...] In perfetta sincronia con l'arrivo del film nelle sale, arriva su PC e Console il videogame di X-Men Origins Wolverine. Gli appassionati videogiocatori nei confronti di questo genere di trasposizioni, a ragione visti i tanti precedenti piuttosto "infelici", hanno più di una diffidenza ma, anticipando le conclusioni, gli esperti programmatori di Raven (Quake 4, Marvel Ultimate Alliance e più indietro nel tempo Hexen ed Heretic tanto per citare alcune delle loro produzioni) class="hilite">sono riusciti a creare un eccellente class="term">action che andiamo subito a scoprire più da vicino nel corso dei prossimi paragrafi. PUBBLICITà PUBBLICITà Seguendo in parte la narrazione cinematografica ma proponendo anche elementi inediti, in X-Men Le Origini: Wolverine i giocatori faranno propri tutti quelli che sono gli elementi chiave dell'amatissimo personaggio dell'universo Marvel: la sua forza bruta, le abilità mutanti rigenerative e gli indistruttibili artigli in adamantio in grado di provocare danni devastanti spesso mortali e di rigenerarsi in tempo reale rivelando i misteri e il complesso passato del mutante tra cui la verità a proposito dei legami tra Wolverine, il Colonello Stryker e Sabretooth. Il gioco non fa nulla per nascondere la forte ispirazione tratta da God of War: ci troviamo infatti di fronte ad un tipico class="term">action "smash button" dove la forza e la violenza di Wolverine si tramutano in carneficine di nemici anche ben più grandi del caro Logan. Violenza quasi estrema senza dubbio, difficilmente rintracciabile in altri titoli simili che ben si sposa comunque con il protagonista! Wolverine comunque non può considerarsi un clone di Kratos perchè ha molte variazioni sul tema, che però ugualmente possono essere ricondotte ad altre influenze a cominciare da Tomb Raider in fatto di enigmi e situazioni platform da affrontare. Non è di certo quindi l'originalità la forza della produzione di Activision, ma nell'insieme ci troviamo di fronte ad un eccellente class="term">action a cui non ci si riesce a staccare anche dopo lunghe sessioni e che ha pure una crescita del personaggio in stile RPG molto gradevole anche perchè ci consentirà di avere a disposizione nuove abilità e nuove possibilità di attacco. Pollice in alto anche per la realizzazione tecnica: vero che di tanto in tanto fa capolino qualche rallentamento (mai comunque così forte da casuare problemi al gameplay), vero che c'è qualche ambientazione non proprio al top, ma i Raven, con il supporto dell'Unreal Engine 3, creano un universo immaginifico molto ampio con location variegate ed anche con boss di fine livello di dimensioni veramente monumentali. Un plauso va anche alla realizzazione del nostro alter ego Wolverine arricchito da un set di animazioni stratosferico ed anche da alcuni tocchi di classe come la rigenerazione in tempo reale delle ferite. La colonna sonora fa solo da "sfondo" senza mai toccare particolari apici qualitativi mentre la localizzazione in italiano è sufficiente se pur per un gioco così cinematografico si poteva e si doveva fare qualcosa di più secondo la nostra opinione. Lodi infine anche per la longevità: ci vogliono come minimo 15 ore per concludere il titolo e 15 ore di gameplay "vero" nel senso che a livello normal si riesce a proseguire senza troppe difficoltà nel corso dei livelli e quindi le situazioni reiterate saranno poco frequenti. Se poi l'avventura principale non vi bastasse, c'è un buon numero di extra da sbloccare tramite varie sfide che avremo modo di affrontare dopo averle trovate nello story mode. IN CONCLUSIONE Forse al Videogame di X-Men Origins Wolverine mancherà un pò di originalità (le influenze di God of War in primis ma anche di Tomb Raider si percepiscono facilmente) ma gli esperti programmatori di Raven realizzano senza ombra di dubbio uno dei migliori "tie-in" della storia e probabilmente la migliore trasposizione videoludica di un supereroe. Un class="term">action spettacolarissimo (alcune sequenze in computer grafica sono sublimi!) con qualche variazione sul tema, longevo ben al di sopra la media, tecnicamente valido e con tutto il fascino di Wolverine. Con quel quid in più sarebbe diventato un capolavoro, ma anche così siamo di fronte ad un titolo da consigliare senza esitazione agli amanti di questo genere di interazione videoludiche. GLAMOUR 9.3 TECNICA 8.5 GAMEPLAY 8.9 LONGEVITA 8.9 TOTALE 8.9 Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 4 maggio 2009 in: Recensioni PC Recensioni XBOX 360 Recensioni PS3 Playstation 3 Xbox 360 PC Games » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


Class action sotto pressione (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-05 - pag: 38 autore: Diritto dell'economia. Oggi al Senato inizia l'esame del Ddl collegato con il nuovo testo Class action sotto pressione Ma alla Camera si affaccia l'ipotesi di uno slittamento Giovanni Negri MILANO Potrebbe complicarsi il cammino della class action. Sino a rendere possibile, se non probabile, un nuovo slittamento dell'entrata in vigore. Oggi il Senato inizia l'esame del disegno di legge collegato alla Finanziaria nel quale è stato inserito l'emendamento del Governo che riscrive il testo dell'azione collettiva. L'approvazione, che arriverà probabilmente nel corso della settimana, appare scontata. Meno scontate sono invece le tappe successive: il passaggio alla Camera non si preannuncia indolore. Alla commissione Giustizia di Montecitorio, infatti, monta lo scontento. Da tempo i deputati stavano esaminando un "pacchetto" di proposte di legge sulla class action che coincidono solo in parte con le indicazioni dell'Esecutivo, con l'obiettivo di arrivare alla redazione di un testo unificato da portare in Aula. La mossa del Governo, che ha presentato l'emendamento al Senato, ma soprattutto la sua approvazione in commissione la scorsa settimana, ha fatto precipitare le cose: il relatore sui provvedimenti, il deputato Antonino Lo Presti, si è dimesso dall'incarico, e il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, non ha potuto che prenderne atto. Come pure non ha potuto che prendere atto del prossimo arrivo a Montecitorio del disegno di legge con la nuova versione dell'azione collettiva. Conseguente la decisone di sospendere l'esame degli altri disegni di legge in attesa del collegato. Una volta approdato alla Camera, però, Bongiorno non lo nasconde, la commissione Giustizia potrà chiedere all'Assemblea lo stralcio di tutta la parte sulla class action, in maniera da poter ritornare così "padrona" della materia e abbinare la proposta del Governo alle altre in discussione. Una mossa che farebbe leva anche sull'eterogeneità della class action rispetto alla materia oggetto del collegato, ma che avrebbe come sicuro effetto un'ulteriore dilatazione dei tempi. E che di sicuro renderebbe necessario uno slittamento dell'entrata in vigore dell'azione collettiva. A oggi, la data del debutto è stata fissata per il 1Ú luglio, ma già c'è incertezza anche sull'approvazione definitiva del collegato in tempo utile: se lo stralcio venisse deciso, l'allungamento dei tempi renderebbe teoricamente possibile l'entrata in vigore della versione dell'azione collettiva approvata nel corso della passata legislatura. Una versione particolarmente sgradita alle imprese perchè molto squilibrata e imprecisa sulle materie oggetto di tutela oltre che di difficile applicazione. Insomma un bel pasticcio, in cui, oltre alle inquietudini del Parlamento, vanno considerate le perplessità delle associazioni dei consumatori, già pronte a fare la guerra a disposizioni che da una parte ne ridimensionano il ruolo come proponenti dell'azione, mentre dall'altra alimentano forti dubbi sul fatto che l'azione possa essere utilizzata anche per chiedere risarcimenti in materia di risparmio. Se a tutto questo si aggiunge l'irretroattività che taglia fuori tutti i più recenti scandali finanziari, è evidente come lo strumento non raccolga ampi consensi. La proposta da oggi in discussione nell'Aula del Senato, inoltre, fa un timido tentativo di introduzione di un giudice specializzato nella materia economica, tanto più necessario per uno strumento del tutto inedito,concentrando però di fatto le competenze in capo a pochi tribunali del Paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA RISCHIO STALLO A Montecitorio prende corpo l'ipotesi di uno stralcio che renderebbe impossibile assicurare il debutto già a partire del 1Úluglio

Torna all'inizio


class action, retroattività a rischio - luca iezzi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 26 - Economia Il ddl sviluppo la fissa a luglio 2008, ma nella maggioranza c´class="hilite">è chi vuole cancellarla Class class="term">action, retroattività a rischio Il Pd attacca: "Per molte norme non c´è una copertura finanziaria sufficiente" LUCA IEZZI ROMA - Il Ddl sviluppo potrebbe dare un altro colpo ai diritti dei consumatori. Il disegno di legge, sempre più omnibus, ha cominciato ieri il suo iter nell´aula del Senato dopo oltre due mesi passati in nelle commissioni. Nonostante questo ci sono ancora 610 emendamenti (di cui 150 della maggioranza e tre del governo) da discutere e tra questi, secondo fonti parlamentari di maggioranza, vi sarebbe un ulteriore depotenziamento della class="term">class class="term">action. La proposta è di eliminare del tutto la retroattività della norma: non si potrebbero più portare in tribunale le aziende per truffe e danni subiti dai clienti prima dell´approvazione della legge, cioè nella seconda metà del 2009. E dire che già la formulazione attuale ha suscitato diverse polemiche perché esclude gli illeciti commessi prima del luglio 2008, scadenza che esclude i grandi scandali finanziari come le obbligazioni Cirio e Parmalat vendute ai risparmiatori. In generale il provvedimento che ha visto crescere le norme e i settori interessati dalla sue misure non avrà vita facile: aggiungendo disposizioni su disposizioni, dal mercato energetico al ritorno al nucleare, dall´internazionalizzazione delle imprese ai i fondi per il mezzogiorno o l´editoria, molti commi non avrebbero più la necessaria copertura finanziaria. «Se ci sono delle parti che hanno problemi di copertura verranno stralciate» ha detto il presidente della Commissione Bilancio del Senato Antonio Azzollini. La sua commissione si riunirà in mattinata per sottoporre una soluzione al presidente del Renato Schifani. Si tratterebbe, secondo il senatore Enrico Morando, «di un elenco di una trentina di norme individuate dal ministero dell´Economia». Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che punta all´approvazione entro la settimana prossima, ha avuto in serata un riunione con alcun senatori di Pdl e Lega per tentare di ridurre il numero di emendamenti.

Torna all'inizio


Sindacato Usa, da azienda interinale a capitalista (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

FIAT-CHRYSLER La globalizzazione del Lingotto mette alla prova la Cgil Sindacato Usa, da azienda interinale a capitalista Claudio Mezzanzanica NEW YORK NEW YORK L'accordo Fiat Chrysler è una grande operazione politica. Usando l'argomento dei sei milioni di veicoli come massa critica necessaria per la sopravvivenza, Marchionne è sbarcato in quello che continua a essere il cuore del mercato capitalistico e intende completare l'operazione abbattendo il muro di Berlino. Se l'operazione riescirà, l'ombrello protettivo per la Fiat si estenderà come mai è avvenuto nella sua storia. Le vicende di questi mesi ci hanno insegnato come gli stati non siano intenzionati a chiudere i loro colossi industriali e finanziari, se non a scopo educativo. Soprattutto quando entrano in gioco grossi numeri occupazionali preferiscono mettere mano alla borsa piuttosto che veder chiudere le aziende. La mossa di Marchionne fa diventare la Fiat un gruppo «socialmente» rilevante a livello mondiale. Questa nuova fisionomia potrebbe avere riflessi positivi per l'occupazione nel lungo periodo. In uno scacchiere mondiale, ovviamente, perché da oggi Fiat non è piu il «gruppo di Torino». La novità è grande e bisogna saper cogliere tutte le implicazioni, sfuggendo a visioni di corto periodo. Ci sono molte altre considerazioni, a partire da che cosa è Italia. Non sarà un paese con una grande ricerca scientifica ma resta una cultura tecnica media di grande spessore, un dato da valorizzare per discutere di come uscire dalla crisi. Se affianchiamo alla vicenda Fiat quella dell'Agusta e della maxi commessa ricevuta in passato per la costruzione dell'elicottero presidenziale Usa - sta per essere rinnovata anche se in forma ridotta rispetto ai programmi iniziali, scopriamo che il tessuto produttivo italiano ha ancora un livello tecnico di eccellenza. Negli anni in cui i soldi si facevano con le attivita finanziarie, questo tessuto è stato oscurato perché si tratta di attività meno redditizie dei fondi di Maddox, meno accattivanti ma oggi, si scopre, sono la base da cui ripartire. Questo è il punto. Perché al termine della crisi i comparti industriali di ciascun paese saranno profondamente modificati, come del resto anche i prodotti. Lo saranno le auto e le abitazioni, i due pilastri dei consumi familiari. Oggi stanno già cambiando i criteri con cui conduciamo gli acquisti. Se cosi non fosse, non si capirebbe la scommessa industriale della Fiat di vendere auto piu piccole con minori consumi sul mercato nordamericano. Insomma, l'accordo Fiat Chrysler sta dentro un processo di mutamenti più grande di quanto ci ostiniamo a vedere. Anche per il sindacato americano la svolta è epocale. Le Unions non sono la Cgil. Da cinquant'anni sono la piu gigantesca agenzia interinale al mondo. Prestano la manodopera alle aziende prelevando il 40% del salario lordo. Con quei soldi gestiscono il fondo pensione degli iscritti, garantiscono l'assistenza sanitaria, pagano le ferie. Coi fondi statali fanno i corsi di formazione professionale. Sono una piccola potenza finanziaria, non immune da poco edificanti lotte intestine per assicurarsi fette di mercato del lavoro e da sgradevoli episodi di malversazione. Due anni fa prestarono alla GM due miliardi con un tasso d'interesse ben superiore a quello di mercato. Si era allora nella prima fase della crisi dell'auto. Il loro ingresso nell'azionariato Fiat Chrysler non è privo di significato e aspettative. Tecnicamente, con il 55% sarebbero i padroni del gruppo. Praticamente mettono a disposizione la liquidità e i sacrifici degli occupati perché ci sia un riapprezzamento del valore azionario dell'azienda. In questo siamo ancora in pieni anni Novanta, con l'aspettativa di diventare tutti azionisti e vivere di rendita finanziaria. Un copione sempre verde negli Usa che questa volta non passa per i giochini di Wall Street ma per il rilancio industriale dell'azienda e il suo ritorno alla redditivita. Da qui la forte convergenza con gli interessi del gruppo Fiat. Se il rilancio riescisse la Fiat diventerebbe la prima azionista del gruppo Chrysler e farebbe utili. Il sindacato vedrebbe salire il valore delle azioni rafforzando la sua liquidità. Avrebbe un ruolo subalterno rispetto al gruppo dirigente Fiat, ma con questa sua partecipazione alla proprietà in forma collettiva, se da un lato si è collocherebbe nella tradizione culturale americana, dall'altro aprirebbe per sé un nuovo capitolo. Non più qualche dipendente azionista dell'azienda ma tutti i dipendenti, in forma collettiva. Impossibile comunque stare in un consiglio di amministrazione, anche se in modo subalterno senza affrontare i temi della gestione della trasformazione della Chrysler. Problemi ben diversi dal maneggiare i soldi per fondi pensione o per le convenzioni con le cliniche per assicurare le prestazioni sanitarie ai lavoratori. Anche per il sindacato americano, quindi, si apre una stagione di cambiamenti.Ma anche per quello italiano. Perché il gruppo Fiat-Chrysler aprirà un confronto tra sindacati italiani e Unions. Una pagina tutta da scrivere, interessante da vedere. Foto: LA CATENA DI MONTAGGIO IN UNA FABBRICA OPEL IN POLONIA /FOTO REUTERS

Torna all'inizio


Il postino rivoluzionario: (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Esteri data: 06/05/2009 - pag: 15 L'intervista L'anticapitalista Besancenot Il postino rivoluzionario: «Legittime le azioni dure» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI Dicono i sondaggi che sia l'unica personalità in grado di turbare i sonni di Sarkozy. La crisi economica moltiplica proteste e resistenze alle riforme del presidente e sul fuoco delle agitazioni getta olio bollente Olivier Besancenot, 34 anni, il postino alla testa del Nuovo partito anticapitalista, diecimila iscritti e un serbatoio potenziale di voti molto più importante, stimato fra il 5 e il 12 per cento. I sindacati temono di essere scavalcati e, in vista delle elezioni europee, comincia a temerlo anche il partito socialista. E' stato il più giovane candidato alle presidenziali del 2002 e ha raccolto un milione e mezzo di voti alle presidenziali del 2007. Besancenot scommette su disagio sociale, impoverimento dei ceti popolari, rabbia degli studenti, frustrazione di categorie protette come insegnanti e impiegati, radicato attaccamento della cultura francese al mito della rivoluzione, soprattutto quando si tratta di conservare diritti. Dice: «Il clima sociale è estremamente teso perché le classi dirigenti vogliono fare pagare la crisi del sistema capitalistico ai lavoratori. Si chiudono fabbriche e si licenziano gli operai, mentre si scopre che miliardi di euro finiscono nelle tasche dei dirigenti ». La crisi economica stravolge le relazioni sociali. Sequestri di dirigenti, blocchi di autostrade e ferrovie, tagli di elettricità e gas, sabotaggi. Condivide questo tipo di azioni? «Non vedo sabotaggi. I dirigenti trattenuti dai dipendenti licenziati, i tagli della luce, le proteste di massa sono atti collettivi di resistenza sociale. Molte imprese licenziano anche quando fanno profitti o delocalizzano dopo aver ricevuto aiuti statali. Come nel settore automobilistico. Il tutto mentre aumentano i dividendi e i dirigenti si concedono aumenti. La crisi è stata provocata dai banchieri. Perché i lavoratori dovrebbero restare calmi? C'è molta rabbia per le ingiustizie sociali e bisogna far sentire la propria voce, con azioni forti. Ne hanno diritto ». Lei correrà per conto suo alle europee. Ma il suo successo potrebbe dividere e indebolire la sinistra. «La sinistra che non fa resistenza a Sarkozy e al Medef (Confindustria francese, ndr) si indebolisce da sola perché i lavoratori sanno che quella sinistra non può difenderli dalle politiche liberali. La sinistra ha sempre avuto varie correnti. Noi costruiamo una sinistra per la resistenza sociale e la trasformazione rivoluzionaria della società». Anche Sarkozy ha denunciato le responsabilità di banchieri e manager. «Il presidente si contraddice. Lo slogan 'Lavorare di più per guadagnare di più' si è rivelato un imbroglio. Non è riuscito dare una risposta alle attese sociali della popolazione. Nelle sue critiche ai dirigenti non c'è nessuna volontà di cambiare la situazione. E' tutta la sua politica che provoca la rivolta sociale». Leader Olivier Besancenot, 34 anni, il postino alla testa del Nuovo partito anticapitalista. È stato il più giovane candidato alle presidenziali del 2002 e ha raccolto un milione e mezzo di voti alle presidenziali del 2007 M. Na.

Torna all'inizio


Ruspe in azione, rischio demolizione per alcune villette (sezione: Class action)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

Prov Gallura Pagina 8031 isola rossa Occupano l'area demaniale Ruspe in azione, rischio demolizione per alcune villette Isola rossa. Occupano l'area demaniale --> Gli operai sono entrati in azione sabato mattina. La demolizione è iniziata con un intervento nel cortile di una villetta che guarda proprio alla piazzetta Belvedere dell'Isola Rossa. Qualche decina di minuti e un muro di cinta è venuto giù. Il tempo necessario perché i proprietari dell'edificio venissero avvertiti della presenza degli operai incaricati dal Comune. All'Isola Rossa sono arrivati subito i carabinieri di Trinità che hanno invitato il personale impegnato nella demolizione ad interrompere il lavoro. Il primo atto della contesa che vede contrapposti, almeno per ora, la famiglia Carta, proprietaria dell'edificio, e l'amministrazione di Trinità. Secondo il Comune, per completare un intervento di riqualificazione e risistemazione dell'area è necessario anche procedere alla demolizione e all'acquisizione di una striscia di terreno che si trova a ridosso della spiaggia. Area demaniale, secondo il Comune, da sgomberare e da mettere a disposizione della collettività. I proprietari hanno tutt'altra idea e ritengono invece di aver sempre utilizzato in un ambito di legalità gli spazi. Soprattutto hanno preso malissimo l'avvio delle operazioni di demolizione nel fine settimana, dicono loro, senza un'adeguata preventiva comunicazione da parte dell'amministrazione. Ma non è finita qui. Perché il caso della piazza che guarda al mare dell'Isola Rossa potrebbe riguardare altri privati. Il consiglio comunale ha infatti adottato una delibera che crea tutte le condizioni per un intervento più ampio. Insomma il Comune intende riqualificare completamente questo tratto di spiaggia, anche recuperando aree che attualmente sono occupate da edifici privati. Per chi ha sempre usato le villette il problema non si pone. Si tratta infatti di immobili costruiti tanti anni fa e probabilmente sottoposti ad interventi di modifica e in qualche caso ampliamento, in periodi molto lontani. Adesso si è arrivati allo scontro tra proprietari e Comune perché la giunta Muretti ha a disposizione un finanziamento destinato al recupero e riqualificazione del sito. Un tratto immediatamente a ridosso della spiaggia dell'Isola Rossa, tra i più frequentati nel periodo estivo, per il quale è stato da tempo predisposto un progetto di sistemazione a tutto favore di turisti e bagnanti. ANDREA BUSIA

Torna all'inizio


Emendamento del Pdl: i danneggiati dei casi Cirio e Parmalat non potrebbero più agire insieme (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Brutte notizie per i truffati Parmalat e Cirio Class class="term">action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - Ulteriori brutte notizie per i truffati Parmalat, Cirio e bond argentini. La class="term">class class="term">action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere introdotta senza però valore retroattivo. «C'è un emendamento in questo senso del Pdl», lo riferisce al Senato il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl). Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione Industria, sono possibili azioni di classe contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. L'emendamento sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo Madama. Il provvedimento già riconosceva il diritto al risarcimento solo ai singoli cittadini che avevano denunciato l'illecito e non a tutti coloro che avevano subito il danno. RINVII - La class="term">class class="term">action era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT -Proprio grazie a una class="term">class class="term">action, negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di maggio 2008 ha dovuto versare agli aventi diritto 10,5 milioni di azioni della compagnia italiana per un valore all'epoca di 23,8 milioni di euro. PROTESTE - «Ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino, cioè con tutti quelli che si disinteressano delle regole del mercato», ha affermato il capogruppo dell'Idv in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. «Già nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più di un milione di risparmiatori». Secondo il capogruppo del Pd alla commissione Industria, Filippo Bubbico, «la riformulazione sulla class="term">class class="term">action è vergognosa». stampa |

Torna all'inizio


Class action, un emendamento ne cancella la retroattività (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA - La class="hilite">retroattività scomparirà dalla normativa sulla class="term">class class="term">action. Ad annunciarlo è stato Antonio Paravia, relatore del disegno di legge sullo sviluppo all'esame del Senato in cui sono contenute le misure sull'azione risarcitoria collettiva. La retroattività sarà cancellata con "un emendamento a firma Alberto Balboni", ha spiegato, "contenuto in un nuovo fascicolo che arriverà in giornata". La norma inserita nel testo del Ddl in commissione Industria stabiliva la retroattività per gli illeciti commessi a partire dal primo luglio 2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. Critici molti esponenti dell'opposizione: "E' estremamente grave che la maggioranza di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del mondo, l'azione collettiva di risarcimento", ha dichiarato il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda. "Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra - ha concluso Zanda - vuol far calare definitivamente il sipario". (6 maggio 2009

Torna all'inizio


Class action: verso stop totale alla retroattivita' (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 06-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Class class="term">action: verso stop totale alla retroattivita' ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 06.05.2009 18:19 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 6 MAG -La Class class="term">action potrebbe introdotta senza pero' 'valore retroattivo': c'e' un emendamento in questo senso del senatore Alberto Balboni del Pdl. Lo riferisce il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl) a margine dei lavori in Senato. Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione industria sono possibili azioni di classi contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattivita'. L'emendamento sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo Madama. L'emendamento presentato da Balboni del Pdl al disegno di legge Sviluppo prevede testualmente che l'applicazione delle norme sulla class="term">class class="term">action si applicano ''agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge'' e non piu', come era invece previsto dal testo uscito dalla Commissione Industria di Palazzo Madama, ''anche retroattivamente agli illeciti compiuti successivamente al 30 giungo 2008''. Il capogruppo dell'IdV in Commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti, riferendosi all'andamento della discussione in aula del ddl sviluppo, osserva che ''ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino, cioe' con tutti quelli che si disinteressano delle regole del mercato''. (ANSA).

Torna all'inizio


Colpo di spugna sulla class action (sezione: Class action)

( da "Trentino" del 07-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Class Action

Colpo di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura di Alitalia. Il colpo di spugna è contenuto in un emendamento presentato dal Pdl al disegno di legge sullo sviluppo, all'interno del quale si trovano anche le norme relative alla class action. Nella versione approvata dalla commissione industria, il testo prevedeva che azioni legali collettive fossero possibili solo contro frodi messe in atto a partire dal giugno del 2008. L'emendamento presentato ieri dal senatore Pdl Alberto Balboni cancella invece totalmente il valore di retroattività della legge, rendendo così applicabile la legge solo «agli illeciti compiuti all'entrata in vigore della presente legge». Una norma che, secondo il senatore dell'Italia dei valori Elio Lannutti, metterebbe al riparo il governo dalle possibili azioni legali legate alla vicenda della compagnia aerea di bandiera. «In questo modo il governo, che non riuscirebbe mai a risarcire tutti gli obbligazionisti e azionisti Alitalia, evita di dover far fonte a un'azione legale da parte di loro, cosa che invece sarebbe stata possibile se la legge fosse passata così come era uscita dalla commissione». Ieri il Senato è passato alla votazione degli emendamenti al disegno di legge sullo sviluppo ed entro la prossima settimana si dovrebbe arrivare all'approvazione del testo. Un iter parlamentare finora particolarmente lungo, al punto che proprio ieri mattina lo stesso Lannutti era tornato a sollecitare l'approvazione del testo e il conseguente via libera anche alla class action. «Ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino cioè con tutti quelli che si disinteressano alle regole del mercato», aveva spiegato il senatore. L'opposizione aveva già criticato il testo come uscito dalla commissione Industria, ritenendolo insufficiente a garantire il risarcimento a quanti, egli anni passati, sono stati danneggiati dal fallimento di grandi imprese. Tra i punti del provvedimento finiti nel mirino c'è il riconoscimento del diritto al risarcimento solo per i singoli cittadini che abbiano denunciato l'illecito e non tutti coloro che hanno subito il danno. Esclusi anche i cosiddetti illeciti extracontrattuali, vale a dire i danni non prevedibili al momento dell'obbligazione. A questo ieri si è aggiunta la cancellazione di ogni possibile retroattività della legge, compresa quella parziale fissata - fino alla presentazione dell'emendamento, al mese di giugno del 2008. «Un'assurdità - spiega sempre Lannutti - viste le lungaggini del dibattito parlamentare e considerato che già nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più di un milione di risparmiatori». Critiche all'azzeramento della retroattività anche dalla capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, che ha definito la decisione presa dalla maggioranza «una scelta molto grave».

Torna all'inizio


La nuova class action salva anche Alitalia (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">RISPARMIO TRADITO La nuova class="term">class class="term">action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «class="term">class class="term">action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.

Torna all'inizio


"Legge-pasticcio No allo strapotere dei Consumatori" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Intervista Gustavo Visentini "Legge-pasticcio No allo strapotere dei Consumatori" L'class="hilite">esperto dei governi MARCO SODANO TORINO Questa non è neppure una class="term">class class="term">action vera e propria. E non è soltanto questione di retroattività, è il meccanismo che non funziona». Gustavo Visentini, docente di diritto privato comparato all'Università di Roma Luiss Guido Carli, va dritto al sodo. Professore, l'ultima versione della legge sulla class-class="term">action preclude la retroattività. Non si potrà usare per i crac già consumati. Sta qui il difetto? «Questa è solo l'ultima conseguenza di un difetto iniziale: identificare le associazioni di consumatori come soggetto terzo che ha la possibilità di proporre una causa di sua iniziativa. Ho criticato duramente questa impostazione quando mi è stato chiesto un parere sul provvedimento». In fondo però i consumatori, raccogliendo le proteste dei risparmiatori hanno una visione d'insieme del problema. «Quelle associazioni non hanno subito il danno in prima persona: che diritto hanno di rivalersi su chi l'ha causato? Questa legge introduce un soggetto nuovo nel processo, un sostituto del danneggiato. è proprio per questo motivo che la regola non può essere retroattiva». Cosa bisognava fare? «Per esempio si poteva copiare semplicemente la norma americana. Lasciando a chi vuole intentare una causa i vantaggi della class="term">class class="term">action: primo la riduzione delle spese, con un solo gruppo di avvocati che segue il procedimento per tutti. Secondo, un impatto diverso in aula: non è più la causa di tizio, con una quota irrisoria del capitale, ma la causa di centinaia - se non migliaia - di persone. Garantendo un maggiore equilibrio tra le parti. Avessimo adottato quello schema allora sì che la legge avrebbe potuto essere retroattiva». A questo punto cosa succederà? «Succederà che le associazioni ammesse a condurre le cause collettive in nome altrui avranno un potere ricattatorio enorme: prima annunceranno la causa, poi gestiranno la conciliazione... sia come sia non avranno nella causa lo stesso interesse di chi ha perso del denaro in prima persona. Insomma: non è difficile immaginare il caos che ne verrà fuori». Potrebbero diventare i professionisti della class="term">class class="term">action, usare il potere che ne consegue. «Questa legge pasticciata conferma una volta di più che siamo un paese di lobbisti».

Torna all'inizio


Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i truffatori (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: «Così andiamo a braccetto con i truffatori» Zanda L'esponente Pd: «Il governo vuol fare calare il sipario su vicende che hanno contribuito alla crisi» Obbligazionisti Chi ha acquistato i bond dell'ex compagnia di bandiera avrà solo un rimborso del 30% [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «class="hilite">class="term">class class="term">action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.

Torna all'inizio


Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Protesta di pd e idv Class class="term">action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La class="term">class class="term">action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo. «C'è un emendamento in questo senso del Pdl», lo riferisce al Senato il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl). Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione Industria, sono possibili azioni di classe contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. L'emendamento sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo Madama. Il provvedimento già riconosceva il diritto al risarcimento solo ai singoli cittadini che avevano denunciato l'illecito e non a tutti coloro che avevano subito il danno. RINVII - La class="term">class class="term">action era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT -Proprio grazie a una class="term">class class="term">action, negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di maggio 2008 ha dovuto versare agli aventi diritto 10,5 milioni di azioni della compagnia italiana per un valore all'epoca di 23,8 milioni di euro. PROTESTE - «Ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino, cioè con tutti quelli che si disinteressano delle regole del mercato», ha affermato il capogruppo dell'Idv in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. «Già nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più di un milione di risparmiatori». Secondo il capogruppo del Pd alla commissione Industria, Filippo Bubbico, «la riformulazione sulla class="term">class class="term">action è vergognosa». stampa |

Torna all'inizio


Linea dura sulle collette moleste (sezione: Class action)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Blitz dei vigili, i giovani in azione sul Corso. Le sanzioni in base all'ordinanza 2001. De Checchi: «Puniremo gli atti di petulanza» Linea dura sulle collette moleste Raccolgono offerte per la Onlus tra i passanti: 300 € di multa Onlus, comunità di recupero, sovvenzioni ad associazioni del genere più vario in cambio di cartoline, fotografie, penne o spillette. A chi non è capitato di essere fermato da uno dei volontari della colletta di strada? Organizzati a gruppi di due o più battono a tappeto soprattutto Corso del Popolo, ma ogni tanto non disdegnano qualche puntata in Piazza. Fermano tutti, dai giovani agli anziani. E a quanto pare non sono molto graditi. A Ca'Sugana, varata l'ordinanza anti-accattoni, si è deciso di allargare il tiro. L'assessore alla sicurezza Andrea De Checchi ha chiesto agli uomini del corpo di tenere la guardia alta contro i «petulanti». E ieri è scattato il blitz. Doppia multa da 150 euro ai volontari della «Frates Onlus». Cinque secondi e la stangata era servita. Tempo di fermare i due ragazzi in Corso del Popolo, controllare i documenti e il materiale che portavano al seguito e staccate la multa. Motivo? Violazione dell'ordinanza 29760/2001. Nulla a che vedere quindi con il nuovo regolamento anti-accattonaggio varato dalla giunta. Tutta un'altra storia, simile se si vuole, ma ben più datata. I volontari della colletta di strada sono stati sanzionati per la bellezza di 150 euro cadauno per «comportamento che arreca disturbo alla quiete pubblica» e nello specifico, come recita l'ordinanza del 2001, per raccolta fondi o collette operate con insistenza. Raccoglievano soldi per la Frates Onlus, associazione senza scopo di lucro che ha sede a Milano ma luogo natio a Bratislava. Il metodo, sempre lo stesso: «Buongiorno (o ciao, dipende dall'età, ndr), raccogliamo fondi per la realizzazione di una struttura idonea a ospitare minori o...». Così persona dopo persona. In cambio dell'offerta (solo se generosa), una spilletta. Ma qualcuno alla fine non li ha digeriti più e ha chiamato il comando dei vigili. «Non ho dato ordini precisi in merito - spiega De Checchi - ma ho chiesto intervenire contro comportamenti petulanti». E visto che il regolamento già c'è, non è stato difficile applicarlo. Incassata la multa, i due ragazzi hanno preso la via della stazione dei treni no senza malumore: «Non facevamo nulla di male - hanno replicato - la legge permette quest'attività». Contro Ca'Sugana si annunciano ricorsi. (Federico de Wolanski)

Torna all'inizio


Class action (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

stampa Emendamento in Senato al ddl sviluppo. class="hilite">Restano fuori gli obbligazionisti Alitalia Class class="term">action «spuntata» Niente retroattività per l'azione collettiva dei risparmiatori Niente retroattività per la class="term">class class="term">action. L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori così la possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di «correttezza» giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Primo tra tutti Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori».

Torna all'inizio


class action, via la retroattività - luca iezzi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 27 - class="hilite">Economia Class class="term">action, via la retroattività Gas, stop al tetto antitrust. Faro del Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA - Liberalizzazioni martoriate dagli emendamenti della maggioranza presentati al ddl Sviluppo. La class="term">class class="term">action, la possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le società in caso di truffa, perde la retroattività, peraltro già limitata finora al 30 giugno 2008 (escludendo a priori i grandi scandali finanziari Cirio e Parmalat). Il relatore del provvedimento, il senatore Antonio Paravia, ha ribadito la volontà delle maggioranza di proteggere solo da illeciti che si verificheranno dopo l´entrata in vigore della legge. «Non vogliono che i risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti» commenta il senatore dell´Idv e presidente dell´Adusbef, Elio Lannutti. Non solo, il Popolo delle libertà, propone di eliminare il divieto di monomandato per gli agenti assicurativi che ora devono vendere prodotti di compagnie differenti. Modifica già definita anticoncorrenziale dall´Antitrust. Confermato l´emendamento per sopprimere la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas che limitano il dominio dell´Eni nel settore. «In materia di liberalizzazioni se non si va avanti è perché si vuole andare indietro» ha commentato l´ex ministro Pierluigi Bersani portando ad esempio un altro cambiamento presente nel ddl sviluppo: nel trasporto ferroviario si torna all´affidamento diretto per le tratte anziché definire e mettere in gara i servizi. D´altronde in questi stessi giorni alla Camera è stato bloccato il tentativo di far valere riportare il numero di notai a 6152 come prevede la legge contro i 4723 attuali. Sempre in tema di concorrenza, l´Antitrust ha aperto tre distinte istruttorie contro alcuni distributori di gas ed elettricità (Italgas, Acea, A2a) per verificare se hanno impedito ai nuovi entranti di guadagnare clienti. L´indagine, riferisce il garante, è stata avviata alla luce di una serie di segnalazioni inviate dalla società Sorgenia in base alle quali i tre gruppi, attraverso le loro società di distribuzione, avrebbero rallentato e bloccato in numerose città le procedure necessarie per consentire il passaggio dei clienti come previsto dalla legge e dall´Autorità per l´Energia.

Torna all'inizio


Class action Il governo salva i truffatori (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Class class="term">action Il governo salva i truffatori Un emendamento del Pdl esclude la retroattività. Ricorsi possibili solo in 11 tribunali in Italia ALLA PAGINA 31

Torna all'inizio


Un governo che non combatte la criminalità, quella vera (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

«Un governo che non combatte la criminalità, quella vera» Intercettazioni e sicurezza, due linee opposte. Il segretario Anm: nel primo caso ci lasciano senza strumenti per lavorare, nell'altro si lasciano persone in balia della sorte MASSIMO SOLANI Paragoniamo il danno che può causare lo scippo della pensione nei confronti di una anziana davanti alle poste e quello invece derivato dall'azione di un banchiere che ruba tutti i risparmi a decine di migliaia di vecchiette». Ricorre ad un paragone Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm, per segnalare la diversità di trattamento che la maggioranza ha deciso di adottare forzando la mano sulle norme repressive del decreto sicurezza e rendendo al contempo praticamente impossibile l'uso delle intercettazioni telefoniche. «Tornando al nostro esempio - prosegue - la seconda condotta oggi in Italia gode in pratica della certezza di impunità grazie ad un sistema che dimostra intollerabile indulgenza. Nel frattempo per le forme di criminalità di carattere predatorio lo stato sfoggia tutta la sua forza repressiva fino ad arrivare al più dannoso parossismo». Cascini, col voto di fiducia si può dire addio ad ogni speranza di modificare due leggi che voi avete duramente criticato. «Nelle audizioni in commissione giustizia avevamo segnalato le insufficienze e le incoerenze delle due riforme. In particolare per le intercettazioni telefoniche avevamo spiegato che questa riforma rappresenta un grave colpo al contrasto di tutte le forme di criminalità, da quelle più aggressive come gli omicidi e gli stupri a quelle più legate al potere: i crimini economici, la corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione. Avevamo registrato attenzione alle nostre obiezioni, anche in ampi settori della maggioranza, ma il voto di fiducia chiude ogni discussione». Crede sia la conseguenza dei veti incrociati che rischiavano di far saltare l'equilibrio della maggioranza? «Non mi occupo di dinamiche politiche. Di certo assommare errore ad errore non migliora le cose. Se ci sono due cose sbagliate e ci si accorda per farle passare entrambe il risultato è doppiamente negativo per il paese». Anche sul ddl sicurezza avete spesso messo in guardia dalle conseguenze pericolose per il sistema giustizia. «In quel testo ci sono una serie di norme manifesto del tutto inutili dal punto di vista del contrasto del crimine che però causeranno un ulteriore ingolfamento dei tribunali e comprimeranno in maniera assurda alcuni diritti fondamentali degli immigrati senza apportare alcun vantaggio alla collettività. Così facendo si obbligano alla clandestinità migliaia di cittadini stranieri, con tutti i rischi collegati anche sul piano della salute. Pensiamo ad esempio ad una famiglia immigrata che non potrà più registrare un figlio all'anagrafe». Non trova che così il governo mostri a pieno la sua doppia morale? Da una parte si eccede con la repressione verso la fascia più debole della popolazione, dall'altra si svuotano gli strumenti di contrasto verso i crimini delle classi "forti". I colletti bianchi, i politici, l'alta finanza... «È una caratteristica costante della legislazione penale degli ultimi anni. Da tempo si è scelto di improntare le politiche di sicurezza all'inasprimento delle pene o dei meccanismi processuali verso quegli episodi che possiamo definire di devianza marginale che però creano allarme sociale. Nel frattempo, paradossalmente, si abbandona la prospettiva di un serio ed efficace apparato sanzionatorio nei confronti di quei crimini che sono più dannosi per la collettività, anche se meno direttamente avvertiti come tali». Intervista a Giuseppe Cascini

Torna all'inizio


Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Class class="term">action non retroattiva Il governo salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti» sono tutti salvi. I patron di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato prodotti ad alto rischio alle famiglie, e anche l'azionista Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (solo il 33% del valore). È stato depositato ieri in Senato l'emendamento che cancella la retroattività alla class="term">class class="term">action, l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere in gruppo contro grandi società. La firma in calce alla proposta è del Senatore Pdl (ex An) Alberto Balboni: ma il mandante è chiaramente il governo, visto che da quando è entrato in carica ha demolito pezzo per pezzo la norma varata nell'ultima Finanziaria Prodi. Nel novembre 2007 Confindustria la accolse come «un atto ostile». Ieri nessun commento: arriverà forse al momento del voto finale, la prossima settimana. levata di scudi Dall'opposizione si è levata una salve di proteste. «la scelta della maggioranza è molto grave - ha attaccato Anna Finocchiaro (Pd) - Oggi il centrodestra sancisce l'impossibilità per le vittime degli scandali finanziari di vedere tutelati i propri diritti. per noi è inaccettabile». «È un vero colpo di mano - ha aggiunto Luigi Zanda (pd) - che fa calare il sipario sugli scandali degli ultimi anni». «Non vogliono che i risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti», va all'attacco Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef. Anche l'udc si compatta con il centrosinistra. « Un regalo per i furbetti di ieri, da parte di un governo nemico dei consumatori», commenta il senatore Gianpiero D'Alia. Quello della retroattività è l'ultimo atto di una lunga opera di «sminamento» avviata dal governo Berlusconi quater. Per la verità, anche il primo varo con il centrosinistra fu burrascoso: ci volle un'intera giornata di voto in Senato e tutto passò sul filo di lana. Il testo originario prevedeva un filtro giurisdizionale che «selezionava» le cause presentate delle associazioni dei consumatori più rappresentative. Un accorgimento volto a evitare azioni temerarie. La norma doveva entrare in vigore 6 mesi dopo l'approvazione (giugno 2008). La retroattività era quella stabilita nella prescrizione del codice civile. Con la nuova maggioranza cambia tutto. Sono solo 11 in Italia i tribunali che possono giudicare, che corrispondono ai capoluoghi con alcune macroaree. Già nella «geografia» della giustizia per i consumatori si profilano intasamenti: a Roma si giudicano i casi di Lazio, marche, umbria, Abruzzo e Molise. A Torino anche quelli della Val d'Aosta, a venezia quelli del Veneto, del Trentino e del Friuli. Napoli copre anche Calabria e Basilicata. Altro che filtro: è un vero tappo. Poi, l'azzeramento della retroattività proposto ieri, dopo che era già stata ridotta a un anno salvando Cirio e Parmalat. Evidentemente mancava Alitalia. E magari tanti altri. «Basta andare a vedere tutte le multe comminate dall'Antitrust a Telecom e ad altre imprese», insiste Lannutti. Come - azzardano altri - le assicurazioni o le banche, pressate dalle liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani, e oggi «salvate» da Claudio Scajola. la difesa della destra Balboni, che ieri ha difeso la sua proposta definendola «di buon senso visto che si tratta di una nuova norma» (che aspettiamo da due anni, verrebbe da dire), nega che ci sia un danno per gli obbligazionisti Alitalia. «Già esistono strumenti nel nostro ordinamento per chiedere risarcimenti». Obiezione bizzarra: se fosse così semplice, non servirebbe a nulla la class="term">class class="term">action. Ma a Balboni va in aiuto il collega Antonio Paravia, il quale ritiene che «la retroattività delle norme giuridiche è sempre difficile da accettare». L'emendamento del Pdl esclude la retroattività, che era già stata ridotta a un anno. «Così si salva anche il tesoro con Alitalia» attacca Lannutti (Idv). La destra lede i diritti dei consumatori, accusa Finocchiaro.

Torna all'inizio


colpo di spugna sulla class action - carlo rosso (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 5 - Attualità Colpo di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura di Alitalia. Il colpo di spugna è contenuto in un emendamento presentato dal Pdl al disegno di legge sullo sviluppo, all'interno del quale si trovano anche le norme relative alla class action. Nella versione approvata dalla commissione industria, il testo prevedeva che azioni legali collettive fossero possibili solo contro frodi messe in atto a partire dal giugno del 2008. L'emendamento presentato ieri dal senatore Pdl Alberto Balboni cancella invece totalmente il valore di retroattività della legge, rendendo così applicabile la legge solo «agli illeciti compiuti all'entrata in vigore della presente legge». Una norma che, secondo il senatore dell'Italia dei valori Elio Lannutti, metterebbe al riparo il governo dalle possibili azioni legali legate alla vicenda della compagnia aerea di bandiera. «In questo modo il governo, che non riuscirebbe mai a risarcire tutti gli obbligazionisti e azionisti Alitalia, evita di dover far fonte a un'azione legale da parte di loro, cosa che invece sarebbe stata possibile se la legge fosse passata così come era uscita dalla commissione». Ieri il Senato è passato alla votazione degli emendamenti al disegno di legge sullo sviluppo ed entro la prossima settimana si dovrebbe arrivare all'approvazione del testo. Un iter parlamentare finora particolarmente lungo, al punto che proprio ieri mattina lo stesso Lannutti era tornato a sollecitare l'approvazione del testo e il conseguente via libera anche alla class action. «Ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino cioè con tutti quelli che si disinteressano alle regole del mercato», aveva spiegato il senatore. L'opposizione aveva già criticato il testo come uscito dalla commissione Industria, ritenendolo insufficiente a garantire il risarcimento a quanti, egli anni passati, sono stati danneggiati dal fallimento di grandi imprese. Tra i punti del provvedimento finiti nel mirino c'è il riconoscimento del diritto al risarcimento solo per i singoli cittadini che abbiano denunciato l'illecito e non tutti coloro che hanno subito il danno. Esclusi anche i cosiddetti illeciti extracontrattuali, vale a dire i danni non prevedibili al momento dell'obbligazione. A questo ieri si è aggiunta la cancellazione di ogni possibile retroattività della legge, compresa quella parziale fissata - fino alla presentazione dell'emendamento, al mese di giugno del 2008. «Un'assurdità - spiega sempre Lannutti - viste le lungaggini del dibattito parlamentare e considerato che già nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più di un milione di risparmiatori». Critiche all'azzeramento della retroattività anche dalla capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, che ha definito la decisione presa dalla maggioranza «una scelta molto grave».

Torna all'inizio


Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">ECONOMIA Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino Niente Class class="term">action Colpo ai creditori di Cirio e Parmalat Alviani, Paolucci e Semprini Giovannini e Sodano

Torna all'inizio


Nuovo colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

TUTELA CONSUMATORI Un emendamento del Pdl annulla la già limitata retroattività e salva dalle cause pure banche e compagnie telefoniche Nuovo colpo alla class="term">class class="term">action: restano fuori anche i creditori di Alitalia Giulia Torbidoni C'è mancato poco che si potesse fare un po' di giustizia su importanti scandali finanziari di questo paese. Ieri, in Senato, si è discusso il disegno di legge di sviluppo che introduce class="hilite">anche la class="term">class class="term">action, cioè la possibilità, per le persone che hanno subito uno stesso danno, di portare avanti un'azione legale collettiva. Il testo iniziale, uscito dalla commissione Industria, prevedeva la class="term">class class="term">action per le frodi commesse dopo il 30 giugno 2008, ma il senatore del Pdl Alberto Balboni ha presentato un emendamento che cancella questa già limitata retroattività. La nuova data stabilita sarà il giorno di approvazione del ddl sviluppo. Il testo prevede il risarcimento solo ai cittadini che hanno denunciato un illecito (e non a tutti coloro che ne sono stati colpiti) e non considera i danni prodotti dagli illeciti extracontrattuali, cioè quelli che non sono prevedibili quando si stipula un contratto. Il limite del 30 giugno 2008 teneva già fuori i grandi scandali di Parmalat, Cirio e dei bond argentini, ma lasciava aperta la partita almeno sui casi dell'Alitalia, della Telecom o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole di prodotti finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va incontro ai poteri forti e che esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia che, truffati dal Tesoro che li rimborserà solo parzialmente, potevano mettersi insieme e rivendicare i propri diritti», afferma Elio Lannutti dell'Italia dei valori. «La scelta compiuta dalla maggioranza di cancellare la retroattività dell'azione collettiva di risarcimento è molto grave e per noi è inaccettabile», sottolinea dal canto suo Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. «Il governo così volta le spalle a tanti cittadini truffati», sostiene Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori dell'Udc. Critiche arrivano anche dal Movimento di difesa del cittadino (Mdc) e dalla Federconsumatori, che nota come «a questo governo la class="term">class class="term">action non piace minimamente e non si capisce il perché dal momento che si definisce governo liberale». Negli Usa la musica è diversa e la class="term">class class="term">action funziona davvero. Colossi come le multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds, o produttori di pneumatici come Ford e Firestone hanno risarcito i cittadini che avevano leso fino all'ultimo centesimo. Un consumatore da solo non potrebbe pagare un'accusa tanto potente da contrastare la difesa di grandi aziende. Ma più cittadini insieme sì. Inoltre la legge americana prevede che agli avvocati della parte lesa vada come compenso una parte del risarcimento che riescono a strappare per i loro clienti. In questo modo anche gli studi legali più prestigiosi appoggiano class="term">class class="term">action di cittadini comuni. Balboni, intanto, difende il suo emendamento perché «chiunque oggi può far valere i propri diritti se si sente leso e può intraprendere una serie di azioni davanti a un tribunale». La legge, secondo il Pdl, è già «uguale» per tutti.

Torna all'inizio


Class action senza effetti retroattivi (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI ENTI LOCALI data: 2009-05-07 - pag: 39 autore: Ddl sviluppo. L'inizio della votazione degli emendamenti da parte dell'Aula è stato ritardato dalla discussione sulla copertura economica Class action senza effetti retroattivi Azioni dall'entrata in vigore della legge - Restano i dubbi sull'applicabilità al settore finanziario Valentina Maglione Giovanni Negri ROMA Class action senza retroattività. Neppure quella limitatissima, un anno, inizialmente voluta dal Governo. è questo lo scenario che si profila dopo la presentazione di un emendamento di maggioranza al collegato sviluppo in discussione al Senato che sposta al momento di entrata in vigore del disegno legge l'operatività dell'azione collettiva. La modifica è stata accolta dalla polemiche sia delle associazioni dei consumatori (per Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore Idv, «ogni rinvio significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori») sia delle opposizioni (per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd, è una «scelta inaccettabile»). Già il Governo, a dire la verità, nell'emendamento presentato a Natale e votato solo la scorsa settimana, aveva stabilito che l'azione collettiva poteva essere applicata solo agli illeciti successivi al 30 giugno 2008, ma ora anche questa finestra viene chiusa. Perché? I più maliziosi sostengono che così si tiene fuori qualsiasi ipotesi di class action degli obbligazionisti Alitalia oppure da parte di chi è rimasto coinvolto nel fallimento di Lehman Brothers. Replica Antonio Paravia (Pdl), relatore al provvedimento: «La retroattività di una norma è sempre molto difficile da accettare. Ci sembra una soluzione equa». Di fatto, però, da valutare con attenzione c'è l'applicabilità dell'azione collettiva all'intera materia finanziaria perché la norma, che verrà collocata nel Codice del consumo, dispone sempre di consumatori e utenti e mai di risparmiatori o investitori, e, inoltre, nel Tuf sono individuabili regole alternative di tutela. Il quadro si chiarirà comunque nei prossimi giorni. L'esame degli emendamenti al Ddl (iniziato solo ieri pomeriggio, dopo la discussione sui problemi di copertura di alcune norme, sollevati dalla commissione Bilancio) proseguirà stamattina e riprenderà la prossima settimana.«L'obiettivo – ha detto il relatore –è chiudere entro giovedì prossimo». E le prime correzioni in Aula sono state decise proprio accogliendo le osservazioni della commissione Bilancio. Così, il testo ha perso due articoli e otto commi, dichiarati inammissibili dalla presidente di turno Emma Bonino. Tra l'altro, è stata cancellata la possibilità, per le imprese che non adottano i principi contabili internazionali, di rivalutare volontariamente i titoli destinati al trading senza il riferimento alla relazione sulla gestione. E sono state sfilate alcune tra le disposizioni che rendono più stringenti i controlli sulle coop a mutualità prevalente. Il Ddl vincola infatti la qualifica di coop a mutualità prevalente all'iscrizione nell'Albo delle coop: che avverrà in modo automatico per le nuove coop. Ma è stato dichiarato inammissibile l'obbligo per le società già iscritte nel Registro imprese di chiedere l'inserimento nell'Albo delle coop entro il prossimo 30 giugno. Ieri l'Assemblea ha esaminato il testo fino all'articolo 8,ma sono stati accantonati gli articoli 1 (reti di imprese), 2 (reindustrializzazione) e 6 (incentivi all'internazionalizzazione delle imprese). Palazzo Madama ha così dato il via libera alle norme taglia-oneri amministrativi e sulle coop. Accantonate, invece, le disposizioni a tutela della proprietà industriale e che, tra l'altro, fanno salire le sanzioni per chi contraffà o altera marchi o segni distintivi: «le correzioni proposte – ha spiegato il relatore –, su cui si cerca la convergenza di maggioranza e opposizione, saranno esaminate martedì prossimo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Class action solo per il futuro (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 27 La legge Balboni, autore dell'emendamento: la norma precedente andava indietro solo di qualche mese, class="hilite">era insensata Class class="term">action solo per il futuro Il Pdl: no ai risarcimenti retroattivi. Il Pd: penalizzate le vittime degli scandali finanziari ROMA Si riaccendono in Parlamento i contrasti sulla class="term">class class="term">action, l'azione collettiva di risarcimento dei danni introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi e poi prorogata per due volte, prima nel giugno 2008 e poi a gennaio scorso dal governo Berlusconi con l'obiettivo anche di perfezionarne la struttura. In questi giorni il Senato è impegnato nel terzo tentativo, forse definitivo, di rendere operativa la nuova forma di difesa giudiziaria dei consumatori di matrice anglosassone. E ciò tramite l'inserimento della norma nel mega provvedimento sullo Sviluppo che comprende essenzialmente norme su gas, elettricità e nucleare. Ma a far discutere, ancora una volta, è la retroattività della class="term">class class="term">action, chiesta a gran voce dai consumatori, dall'Italia dei Valori, dall'Udc e dal Pd ed invece negata dalla maggioranza. Che ha dalla sua i desiderata del mondo confindustriale, che chiede cautela nell'introduzione del nuovo meccanismo. Anche per evitare la babele di cause su cinque o dieci anni (tanto è il termine della prescrizione) di storia, e di scandali, italiani. In ballo infatti non c'è, ovviamente, la retroattività della class="term">class class="term">action che potrà essere utilizzata solo dopo l'entrata in vigore, ma quella dei danni da risarcire. Escludere la retroattività vuol dire, insomma, togliere la possibilità di promuovere azioni collettive di risarcimento per i crac Cirio e Parmalat. In un primo testo, in commissione, il Senato aveva previsto di limitare la retroattività al 30 giugno 2008, ma ieri il senatore del Pdl, Alberto Balboni ha presentato un emendamento per eliminare tout court tale eventualità. «Per una questione di coerenza legislativa. Che senso ha prevedere una retroattività di qualche mese o di un anno? O c'è o non c'è, è più semplice», spiega Balboni che di professione fa l'avvocato. E che comunque è convinto che un nuovo meccanismo di procedimento giudiziario, tutto da rodare, debba partire su questioni nuove. «Si tratta di buon senso», afferma. Ma nell'opposizione esplode la protesta: anche perché la modifica, spiega Maura Leddi del Pd alla quale fa eco Elio Lannutti dell'Italia dei Valori, «sterilizza » le possibilità di risarcimento degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia, colti di sorpresa dalla cancellazione del titolo in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. Attualmente per il loro indennizzo, dal decreto incentivi, è stato previsto un tetto massimo complessivo di 100 milioni di euro, una somma che non accontenta per nulla gli interessati. Balboni che nega di aver preso di mira proprio questo caso, accenna ad una difesa: «La mia proposta non toglie i diritti che possono essere comunque fatti valere in altro modo, secondo le norme vigenti» spiega. Luigi Zanda (Pd) però non la pensa come lui. «È estremamente grave che la maggioranza di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del mondo, l'azione collettiva di risarcimento» dice. E poi insiste: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario ». Per un altro senatore del Pd, Enrico Morando il problema è anche un altro: «Con i suoi emendamenti la maggioranza non fa altro che ritardare la messa a punto e l'approvazione della class="term">class class="term">action. È una sorta di boicottaggio». «La retroattività delle norme giuridiche incalza il relatore Antonio Paravia del Pdl - è sempre molto difficile da accettare». Ma l'opposizione è compatta. Anche l'Udc con il presidente dei senatori Giuseppe D'Alia prende posizione e accusa il governo e la maggioranza di «voler voltare le spalle a tanti cittadini truffati» mentre Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dei senatori del Pd, definisce l'iniziativa del Pdl «una scelta grave». Stefania Tamburello

Torna all'inizio


L'Antitrust indaga su Biblioteca Google (sezione: Class action)

( da "superEva notizie" del 07-05-2009)

Argomenti: Class Action

L'Antitrust indaga su Biblioteca Google La giustizia americana ha prorogato i termini dell'accordo di transizione stipulato da Google con i principali editori dopo la class="hilite">class="term">class class="term">action lanciata contro il colosso web per il servizio Ricerca libri. La corte federale di New York ha deciso che entro il 4 settembre gli editori e gli autori, anche italiani, dovranno decidere se entrare a far parte o meno dell'intesa legata alla attività di digitalizzazione di opere letterarie realizzata da Google in collaborazione con una serie di biblioteche americane. Avevamo già parlato dell'enorme successo di Book Research/Ricerca Libri, vediamo ora gli aggiornamenti sulle vertenze legali che coinvolgono Google, editori e autori. Su tutta questa vicenda indaga però l'Antitrust americano: i dubbi delle autorità riguardano le possibili violazioni delle norme antitrust legate proprio all'accordo siglato da Google e dagli editori. In particolare, si ha paura che l'accordo possa concedere una licenza esclusiva al motore di ricerca su moltissimi libri di cui gli autori sono sconosciuti o di cui sono sconosciuti i detentori dei diritti. L'intesa, siglata a conclusione della vertenza giudiziaria nata nel 2004 dopo le accuse lanciate a Google per la violazione del copyright delle opere, è stata presentata alla Corte del Distretto di New York e consente la digitalizzazione delle opere e il loro utilizzo per determinati servizi sviluppati da Google. L'accordo lascia comunque la libertà ad autori ed editori di aderire o meno: online è possibile rivendicare libri e inserti, per ricevere i pagamenti relativi, oppure si può rinunciare alla transazione, conservando il diritto di intentare una causa legale contro Google. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 7 maggio 2009 in: Biblioteche Virtuali » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio


Le azioni dell'azienda ai lavoratori (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-05-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna di Treviso, La) (Trentino)

Argomenti: Class Action

«Le azioni dell'azienda ai lavoratori» Raffaele Bonanni indica l'esempio della Chrysler americana GIULIO GARAU TRIESTE. I lavoratori della Fiat italiani come quelli americani della Chrysler «dentro la compagine azionaria e pronti a intervenire nelle decisioni e nelle strategie di crescita del grande gruppo automobilistico che si creerà tra Europa e Usa». Su questo il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, non ha dubbi. Lavoratori italiani azionisti come negli Usa dunque? «Bisogna sposare il modello Usa, è sorto proprio nel paese del liberismo e democratizza il capitalismo. Questo per fugare ogni rischio di perdita di posti di lavoro, e questo anche per uscire prima dalla crisi e attuare una vera riforma del lavoro». Come intendete muovervi? «Stiamo contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo. Come è accaduto negli Usa dove i lavoratori sono entrati nei fondi sanitari». Come sarà il panorama che si troverà di fronte la Fiat con questa maxi operazione? «Lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne troverà tre differenti realtà. A Detroit lavoratori che contano nell'azionariato, alla Opel una tradizione di 50 anni di governo a democrazia economica e solo in Italia l'assenza di questa democrazia economica perchè non esiste. L'azionariato collettivo non è previsto dalla legge e per questo abbiamo contattato i parlamentari». La ricetta dunque è la partecipazione dei lavoratori? «Serve una logica di partecipazione al capitale di rischio, bisogna legare il destino del lavoratore alla società dove lavora e al suo sviluppo. Così facendo si riducono i conflitti e si attua una vera riforma contrattuale dove i salari sono legati alla produttività e alla partecipazione degli utili». Se l'italia si fosse mossa come negli Usa la crisi sarebbe stata diversa? «La crisi a casa nostra è legata anche alla gestione familiare dei capitali controllati da pochi o da gruppi e banche. C'è stata una mancata democratizzazione del capitale e abbiamo pagato tutti».

Torna all'inizio


IN CITTA' Akhenaton - Carlo Zauli PAL. BRICHERASIO, V. LAGRANGE 20, MAR-DOM 9,30-19,30, GIO E ... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Class Action

IN CITTA' Akhenaton - Carlo Zauli PAL. BRICHERASIO, V. LAGRANGE 20, MAR-DOM 9,30-19,30, GIO E SAB FINO ALLE 22,30. INGR: INT 7,50 €, RID 5,50 "Akhenaton. Faraone del Sole". Fino al 14 giugno. Sabato 9 alle 15,30 "Arte Bimbo", pren. 011/5711820-822.. Giovedì 14, dalle 18,30 alle 21, inaugurazione a inviti, "Carlo Zauli, scultore". Mao MAO, PALAZZO MAZZONIS, VIA S.DOMENICO 9/11, MAR-DOM 10-18, ING: 7,50, RID 6 €, INFO 011/4436927 Il Museo d'Arte Orientale è ospitato a Palazzo Mazzonis. Abdessemed - Nucleo FOND. SANDRETTO, V. MODANE 16; MAR-DOM 12-20, GIO 12-23, INGR: 5 , GRUPPI 4, RID. 3, GRATIS GIO 20-23 "Le Ali di Dio", fino al 18 maggio. Nll'ambito della rassegna LocalDesignShop, Nucleo presenta Primitive la nuova collezione di pezzi unici. Cronostasi GAM, VIA MAGENTA 31, OR: MAR-DOM 10-18, INGR: 7,50 €, RID. 6 € Tempo filmico e sul tempo fotografico (seconda parte). Sino al 17 maggio compreso (giornata internazionale dei musei promossa dall'Icom). Gemine Muse Feste Barocche PALAZZO MADAMA, P.ZA CASTELLO, OR: MUSEO CIVICO DI ARTE ANTICA: MAR-SAB 10-18, DOM 10-20; SCALONE E CORTE MEDIEVALE: MAR-SAB 9-19, DOM 9-20, INGR: 7,50 €, RID. 6 € Alessandro Gioello, Fausto Sanmartino e Silvia Ruata. Fino al 30/6. Fino al 5/7 anche "Feste Barocche", cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia. Wolfgang Laib FOND. MERZ, VIA LIMONE 24, OR: MAR-DOM 11-19, INGR. 5 €, RID. 3,50 Personale. Fino al 7 giugno. Greenhouse (Winter) PAV, VIA G. BRUNO 31, OR: MER-VEN 15-18, SAB-DOM 10-13/15-18 Giuliana Cunéaz, Filippo Leonardi e Dario Neira. Fino al 31. In Sede DIVISIONE SERVIZI CULTURALI, VIA SAN FRANCESCO DA PAOLA 3, OR: MAR-GIO 11-17 Fino al 2/10, 5ª edizione di In Sede, dal titolo "Viva il disegno". Camilla e Valerio Adami PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI, VIALE CRIVELLI 11, OR: FER 10,30-12,30/16-19,30, FES 10,30-12,30, LUN CHIUSO Giovedì 14 alle 18 vernissage della duplice retrospettiva. Fino al 30 giugno. Impasto di Culture ACCADEMIA DI BELLE ARTI, VIA ACCADEMIA ALBERTINA 6 Lunedì 11 alle 17 inaugurazione della collettiva. The Art Box CORTILE DEL MAGLIO, VIA VITTORIO ANDREIS 18, INTERNO CORTILE Venerdì 8 maggio dalle 10 alle 23 vernissage della manifestazione che coinvolge tre sedi espositive. Oltre al Cortile del Maglio, lo Spazio Steiner (Lungo Dora Agrigento 20/a, or: fer 9-13) ospiterà la mostra di Libri d'Artista, mentre la biblioteca Italo Calvino (Lungo Dora Agrigento 94, or: lun 15-19,30, mar-mer 14-19,30, gio-sab 8,15-14) quella dedicata alla MailArt. Fino al 29 maggio. Alexander Calder SALAMON, V. T. TASSO 11, MAR, MER, VEN 15-19, GIO, SAB 10,30-13/15-19 Litografie, fino al 30. Marisa Mori NARCISO, PIAZZA CARLO FELICE 18, OR: MAR-SAB 10-12,30/15,30-19,30 In occasione del centenario del Futurismo "Marisa Mori (1900-1985) - Dalla misura casoratiana al dinamismo futurista". Fino al 23. Informali in Europa MAZZOLENI, P.ZA SOLFERINO 2, OR: MAR-SAB 10-13/16-19,30 Collettiva. Fino al 31. Piemonte-Egitto GALLERIA EUROPA, VIA BENE VAGIENNA 10/D Sabato 9 alle 17,30 inaugurazione della collettiva. Fino al 26. Collettiva ARTE FIANO 14, VIA FIANO 14, OR: MAR-SAB 15,30-19 In mostra opere di Barbera, Dova, Morlotti ed altri. Fino al 14. Mauro Biffaro PAOLO TONIN, VIA SAN TOMMASO 6, OR: LUN-VEN 10,30-12,30/15,30-19,30 "Il baro". Fino al 31. Fabiano Parisi LA CONTEMPORANEA STUDIO ART GALLERY, VIA DELLA ROCCA 36 La personale "Capitolo Due" è visitabile fino al 14 giugno. Ali Hassoun EVENTINOVE , VIA DELLA ROCCA 29/A, OR: MAR-VEN 13-19,30 Mostra "Senza T(r)itolo" dell'artista italo-libanese; sino al 130/6.. Leonardo Caboni DAVICO, GALL. SUBALPINA 30, OR: MAR-SAB 10-12,30/16-19,30 La personale dell'artista romano è visitabile fino al 30. Donald Baechler GALLERIA IN ARCO, PIAZZA VITTORIO VENETO 3, TEL. 011/8122927 "I wonder if I can write a poem tonight". Fino al 23 maggio. Per l'occasione è stato pubblicato un libro di poesie di Aldo Nove e Vincent Katz.. Carlo Galfione DIEFFE, VIA PORTA PALATINA 9, MAR-SAB 15,30-19,30 Fino al 15. Luca Luciano ARTINTOWN, VIA BERTHOLLET 25 Sabato 8 sonorizzazione dell'opera "I live in Mexico". Eklettika MARENA ROOMS GALLERY, VIA DEI MILLE 40/A, OR: MAR-VEN 15,30-19,30, SAB 10-13/14,30-19,30 "Torino-Sedona (Arizona, Usa). Andata e ritorno". I designer torinesi Umberto Rondolino e Simone Mussa, interpretano e mixano le tendenze del design americano con le suggestioni e le idee che nascono sotto la Mole. Fino al 9. Luisa Porporato FOGOLA , PIAZZA CARLO FELICE 15, OR: LUN 15,30-19,30, MAR-SAB 10,30-19,30, DOM 15,30-19,30 La mostra "Poesia del frammento" di Luisa Porporato è visitabile sino a fine mese. Giacomo Soffiantino BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA, PIAZZA CARLO ALBERTO 3, OR: LUN, MER, VEN, SAB 10-13, MAR E GIO 10-13, 15-19 "Antologia visiva". Fino al 30 maggio. Adriana Giorda CIRCOLO DEGLI ARTISTI, VIA BOGINO 9, OR: LUN-VEN 16-19,30, SAB 10-12,30/16-19,30, DOM 10-13 Personale. Fino al 19. Sergio Perosino PIEMONTE ARTISTICO E CULTURALE, PIAZZA SOLFERINO 7, OR: LUN-SAB 15,40-19,30 La mostra "Dipinti & Sculture" è visitabile fino al 6 giugno. Scatole di latta BIBLIOTECA REGIONE, VIA CONFIENZA 14, OR: LUN-VEN 9-13/14-16 "Immagini di Torino e del Piemonte attraverso le scatole di latta". Fino al 29. Teresio Zucca FOGLIATO, VIA MAZZINI 9, : 10-12,30 /16-19,30, CHIUSO LUN MATT E FES Sabato 9 alle 17 inaugurazione della personale. Fino al 30. Carlo Bernardini VELAN, V. MODENA 52, MAR-VEN 16-19 "Codice spaziale". Fino al 12. La Donna PALBERT, C. V. EMANUELE II 28, OR: 9-12/14,30-19 Nobiltà, bellezza, amore nella pittura dell'Ottocento. Fino al 30. Germana Eucalipto SPAZIO EVENTA, VIA DEI MILLE 42, OR: MAR-VEN 15-19, SAB 9 MAGGIO 15-19 INFO: 011/8138159 Sculture. Fino al 16. Silvio Vigliaturo GALLERIA MICRO', PIAZZA VITTORIO VENETO 10, OR: MAR-VEN 16-19,30, SAB 10,30-12,30/16-19,30 Opere dell'artista calabrese. Bruno Casetta Santo Tomaino IKEBO', PIAZZA CAVOUR 2, OR: LUN-SAB 10-19 "Percorsi nel colore" e "Chiamatemi Ismaele". Fino al 31. Nicaragua URP, VIA ARSENALE 14/G, OR: LUN-VEN 9-13/14-16 Pittura naif "Immagini e candore della natura"; sino al 9. Lodola vs Cutrone MAR & PARTNERS, VIA PARMA 64, OR: MAR-SAB 15,30-19,30 "Lodola vs Cutrone. Sovraesposizione". Fino al 30. Radici della democrazia PALAZZO LASCARIS, VIA ALFIERI 15, OR: LUN-VEN 10-18, SAB 10-12,30 Mostra sulla Resistenza e la Deportazione, con opere di Aimone, Bolla, Casorati, Chessa, Soffiantino e altri. Fino al 23. Marco Ramasso Dario Lanzardo MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, OR: TUTTI I GIORNI 10-19, CHIUSO IL MARTEDI' La mostre "Poetiche della natura" di Marco Ramasso (pittura) e "Cosa sono le nuvole?" di Dario Lanzardo (fotografia) sono visitabili fino al 31. Cultura a 5 stelle VILLA GUALINO, VIALE SETTIMIO SEVERO 63, OR. TUTTI I GIORNI 10-19 Collettiva "L'Umbria incontra il Piemonte - Artisti a confronto" e personale di Giuseppe Sinesi "Seguenze astratte" ; sino al 26. Jessie Boswell SALA BOLAFFI, VIA CAVOUR 17, OR: MAR-DOM 10-19 Personale. Fino al 10. Venerdì 8 alle 13,15 visita guidata su prenotazione (011/547471) con la curatrice Ivana Mulatero. Gabriele Turola BIASUTTI & BIASUTTI, VIA BONAFOUS 7/L, OR: MAR-SAB 10-12,30/15,30-19,30 "Filastrocche, storie, racconti". Fino al 9. Collettiva ROCCATRE, VIA DELLA ROCCA 3 Opere di Paulucci, Dova, Gastini, Rambaudi, Gallizio, Graziani e altri. Anna Madia GALLERIA 44, VIA DELLA ROCCA 4/I, OR: MAR-SAB 10,30-12,30/16-19,30 "In the maybe world". Fino al 16. Arturo Herrera FRANCO NOERO, VIA GIULIA DI BAROLO 16/D, PROJECT SPACE, PIAZZA SANTA GIULIA 0/F, OR: GIO-SAB 15-19, SOLO SU PRENOTAZ. ALLO 011/882208 Personale. Fino al 16. Nel Site Specific di P.za S. Giulia 5 "Untitled No. 22" di Mike Nelson, fino al 31 luglio (solo quand'è buio). Olivier Kosta-Thefaine CRIPTA 747, GALLERIA UMBERTO I, INT. 29 (DOPO LE 20 INGR. DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA 4) Sabato 9 alle 18 vernissage dell'artista francesce. Fino al 12 giugno. LGBT AV GALLERIE, VIA SANTA GIULIA 14/C E VIA MAZZINI 50; CINEMA AMBROSIO, C.SO VITTORIO EMANUELE II 52 Internazionale d'Arte. Fino al 10. Treno della Memoria TERRA DEL FUOCO, VIA LAGRANGE ANGOLO VIA MARIA VITTORIA, "... dal treno, da Auschwitz, da Birkenau, dalla Polonia, da Cracovia. Dal Treno". Immagini di Paolo Saglia. Fino al 31. William Mafezzoni ANNA VIRANDO, CORSO LANZA 105, OR: LUN-SAB 16,30-20 O SU APP. 011/6601574 "Figure in viaggio". Fino al 23. Il Mondo dell'Alfabeto ARCHIVIO DI STATO, VIA PIAVE 21, OR: LUN-VEN 9,30/18, SAB 9,30-13 Quinta Mostra Calligrafica Internazionale:. Fino al 18. Città d'acqua PIRRA, C.SO VITTORIO EMANUELE II 82, OR: LUN-SAB 9,30-12,30/15,30-19,30, DOM 9,30-12,30 Mostra dedicata a Venezia e San Pietroburgo. Fino ai primi di maggio. Constellation ERMANNO TEDESCHI GALLERY, V. C. I. GIULIO 6, OR: MAR-SAB 11-13/16-20 O SU APPUNTAMENTO Martedì 12, alle 18,30, s'inaugura "Constellation - Israeli Contemporary Art" con opere di Appelfeld, Azi, Azoulay betzer, Frisch, Frydlender, Geva, Kadishman, Kahana, Karabelnikov, Kremer, Pazner, Pesso, Sahar, Shamir, Shirman, Weinstein, Wolberg. Sino al 25 luglio. Write ARTEREGINA, CORSO REGINA MARGHERITA 191, OR: MAR-VEN 15-19, SAB 9,30-12,30/15-19 Collettiva con opere di Agosti, Aimone, Carena, Casorati, Rambaudi e altri. Fino all'11 luglio. Ottocento Italiano BERMAN, VIA ARCIVESCOVADO 9/18, OR: MAR-SAB 10,30-12,30/16-19 Collettiva. Fino al 10 giugno. Paolo Minioni Natale Zoppis FUSION ART GALLERY, PIAZZA PEYRON 9/G, OR: MAR, GIO, VEN 16,30-19,30 O SU APP. 335/6398351 Doppia personale. Fino al 9 giugno. Qui è dove vivo INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B Venerdì 8 alle 10,30 inaugurazione della collettiva del laboratorio di pittura Zampanò. Fino al 20. Uno sguardo sull'Europa BELLARTE, VIA BELLARDI 116 Venerdì 8 alle 19 inaugurazione della collettiva. Fino al 13. Next Stop? MACHE', VIA DELLA CONSOLATA 9/G, OR: 19-1, GALLERIA PORTA PALATINA, VIA PORTA PALATINO 13, OR: 10-19, KONSEQUENZ GRAFFITI SHOP, VIA SANTA CHIARA 36/F, OR: 10-19 Lavori di Reser, Spider e Massimo Polello. Fino al 9. Music for a long time BLANK, VIA REGGIO 27, OR: GIO-SAB 16,30-19,30 Collettiva. Fino al 4 luglio. Emilio Calliero GALLERIA CALANDRA, VIA F.LLI CALANDRA 8, OR: VEN 16-19,30, SAB 10,30-12,30/16-19,30 Venerdì 8 alle 18 vernissage della personale "Silenzi". Fino al 19. Artisti torinesi ARTEINCORNICE, VIA VANCHIGLIA 11/C, OR: 9-13/15-19, CHIUSO FESTIVI E LUN MATTINA Mostra di Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Enrico Paulucci e Piero Ruggeri. Fino al 30. Francesco Casorati CARLINA, PIAZZA CARLO EMANUELE 17/A, OR: MAR-SAB 10-12,30/15,30-19,30 "Quadri nei quadri". Fino al 23. Skin Life GAGLIARDI ART SYSTEM, C.SO VITTORIO EMANUELE II 90, OR: MAR-SAB 15-20 In mostra i progetti d'artista di Fabio Viale, Davide Coltro, Daniel Glaser e Magdalena Kunz. Fino al 9. Martin Kersels GUIDO COSTA PROJECTS, VIA MAZZINI 24, OR: LUN-SAB 15-19 "Fat Iggy". Fino al 15 luglio. Collettiva permanente dinamica MICROMACRO ART ZONE, VIA PRINCIPI D'ACAJA 14, OR: MAR-VEN 16,30-19, SAB 10,30-13 Opere di Carena, Nespolo, Rotella, Paolucci e altri. L'incontro SALOTTO DELL'ARTE, VIA ARGONNE 1/C, OR: MAR-SAB 16,30-19 La collettiva è visitabile fino al 12. Giovedì 14 alle 18,30 apre la personale "Arte e libri". Fino al 28. Valentina Carrera ARIELE, VIA LAURO ROSSI 9/C, OR: LUN-SAB 16-19,30 Sabato 9 alle 18 inaugura la mostra "Bereshit". Fino al 22. Donne di quadri ACI GALLERY, C.SO NOVARA 20/F, OR: LUN-SAB 16-19 Sabato 9 alle 18 inaugurazione della collettiva. Fino al 29. Passeggiando tra i colori EX SCUDERIE LA TESORIERA, C.SO FRANCIA 192, OR: 16-19 L'8 alle 18 inaugura la mostra dei soci Parvadomus. Fino al 17. Mauro Fissore CORTILE DEL MAGLIO, OR: 8-18 Domenica 10 una nuova serie di sculture e di "ventanas", le finestre realizzate a quattro mani con l'uruguaiano Coco Cano. Rive Gauche LUNGO DORA NAPOLI, DAL PONTE CARPANINI AL PONTE DUCA DEGLI ABRUZZI, OR. DOM 9-18 Domenica 10 terzo appuntamento con "Lungo Dora Napoli Rive Gauche - Pittori a Torino". Distanze GALLERIA DEL PONTE, C.SO MONCALIERI 3, OR: MAR-SAB 10-12,30/16-19,30 Venerdì 8 alle 18 inaugurazione della mostra di P.L. Montalcini, N. Marchesini, L. Nazzaro e C. Rama. Fino al 6 giugno. Michele Mingoia LA CONCHIGLIA, VIA ZUMAGLIA 13 BIS Venerdì 8 alle 17 inaugura la personale. Fino al 22. Vittorio Marchis COOPERATIVA BORGO PO E DECORATORI, VIA LANFRANCHI 28, OR: 11-12,30/15-19,30, MER CHIUSO Giovedì 14 alle 17 inaugurazione della personale. Fino al 16 giugno. Fiorenzo Guglielminotti CAFFE' BASAGLIA, VIA MANTOVA 34, OR: MAR-DOM DOPO LE 19 Mondo senza pace-Appunti dipinti del partigiano Sten, sino al 9. Skatheroisme SPAZIO AZIMUT, PIAZZA PALAZZO DI CITTA' 8, OR: LUN-SAB 11,30-15, O SU APPUNTAMENTO ALLO 011/5692009 La mostra presenta 20 immagini fotografiche di Raoul Gilioli e una videoinstallazione di Alberto Chimenti. Fino al 17 maggio. IoEspongo XII PASTIS, P.ZA EMANUELE FILIBERTO 9/B Fino al 12 in mostra le opere degli artisti partecipanti alla quattordicesima serata. Shinya Sakurai RISTORANTE LA SMARRITA, VIA CESARE BATTISTI 14/A, INFO: 011/836628 "Shower of Love". Fino al 31. Antonello Milia CENTRO VISITE, STAZIONE SUPERGA DELLA TRANVIA SASSI-SUPERGA "Elaborazioni dalla Materia al Concetto". Fino al 24. Corpi in transito? VILLA CAPRIGLIO, STRADA AL TRAFORO DEL PINO 67 Venerdì 8 alle 18 inaugurazione della mostra di Antonella Aprile e Cristian Castelnuovo. Laura Castagno BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, OR: LUN 15-19,55, MAR-VEN 8,15-19,55, SAB 10,30-18 "Carte e/o libranti". Fino al 16. Movin'Up 2009 CONCORSO PER GIOVANI ARTISTI C'è tempo fino al 22 maggio per presentare le domande di partecipazione al concorso rivolto ai giovani creativi (18-35 anni). Informazioni e bando su: www.giovaniartisti.it Patrick D'Alessandro RISTORANTE TERRAZZE BORGO DORA, C.SO MONCALIERI 18, OR: 9-23 Personale. Fino al 31. L'Ariengena RISTORANTE MONFERRATO, VIA MONFERRATO 6, INFO: 011/8190661 "Le tazze, un nuovo modo di esprimere il mondo". Sino a fine mese. Pippo Ciarlo PASTICCERIA DEZZUTO, VIA DUCHESSA JOLANDA 23 BIS, OR: 8-20 Sabato 9 inaugurazione della mostra "Pippo Ciarlo e allievi". Sandrine Ravanel ART & COFFEE, VIA SALUZZO 49/A Fotografie, disegni cartapesta. Fino al 30. Gian Mario Regge OTTICA TATONI, CORSO TORTONA 6 "Occhio, c'è Van Gogh", riproduzioni. Fino al 30. Luisa Jacobacci BANCA MEDIOLANUM, CORSO GALILEO FERRARIS 50, OR: SAB 15,30-19,30, DOM 10,30-14,30 Sabato 9 e domenica 10, acrilici, tele e smalti in esposizione tra computer, librerie e scrivanie. Europe UNICREDIT BANCA, C. G. CESARE 109 In mostra lavori di Greta Fornari, Rita Novarini, Alessandro Regge, Andrea Spano e Gabriella Zuccolin. Fino al 30 giugno. Bonfiglio-Cecchin-Madia UNICREDIT BANCA, VIA NIZZA 148 Collettiva, fino al 26. Anniversario TORO ASSICURAZIONI, VIA MAZZINI 53, OR: LUN-GIO 10-12/15-16,30 "La Toro Assicurazioni e i suoi anniversari". Fino al 30. Raf Ianzano Sabina Fara TELEGATE, LINGOTTO, VIA NIZZA 262/58, 2° PIANO, OR: LUN-VEN 15-18 "Analogie figurative" e Sguardi di metamorfosi". Fino al 29. IN PROVINCIA Thomas Ruff CASTELLO DI RIVOLI, P.ZA MAFALDA DI SAVOIA, RIVOLI, OR: MAR-GIO 10-17, VEN-DOM 10-21, INGR: 6,5 €, INFO: 011/9565213 Personale, fino al 21 giugno. Venerdì 8, sabato 9 (ore 17-20) e domenica 10 (ore 10-14 e 17-21) performance di Massimo Grimaldi. Giuliana Fresco PALAZZO PIOZZO, VIA FIORITO 6, RIVOLI, OR: GIO-VEN 15-19, SAB-DOM 10-13/15-19, INGR. 3 €, RID. 2 € (CON LO STESSO BIGLIETTO E' POSSIBILE ACCEDERE ANCHE ALLA MOSTRA "RIVOLI D'ACQUE" ALLA CASA DEL CONTE VERDE) "Dipingere lo spazio". Fino al 31. Rivoli d'Acque CASA DEL CONTE VERDE, VIA PIOL 8, RIVOLI, MAR-VEN 15-19, SAB-DOM 10-13/15-19, INGR. 3 €, RID. 2 € (CON LO STESSO BIGLIETTO E' POSSIBILE ACCEDERE ANCHE ALLA MOSTRA DI GIULIANA FRESCO A PALAZZO PIOZZO) Mostra sulla Bealera di Rivoli. Fino al 28 giugno. Domenica 10 maggio alle 16 visita guidata con partenza dal Punto Info di Piazza Martiri. Prenotazioni allo 011/9561043. Mauri TORRE DELLA FILANDA, VIA AL CASTELLO 8, RIVOLI, OR: MER-SAB 10-12,30/15,30-19,30, DOM 15,30-19,30 "To live and re-live". Fino al 14. Maria Clara Gorresio CENTRO ESPOSITIVO DEL COMUNE, PIAZZA MATTEOTTI 50, GRUGLIASCO, OR: LUN-VEN 9-17, SAB 9-12 "Percorso di colori"; sino al 15. Docmio Carlotta Castelletti MAISON MUSIQUE, VIA ROSTA 23, RIVOLI Mostra del collettivo Docmio; fino al 26. Nel cocktail bar, fino al 10, "Non solo il mattino ha l'oro in bocca", di Carlotta Castelletti. Costellazioni d'artista INFOPOINT, PI.ZA CEPPI, CERCENASCO Insallazioni permanenti di "Chiusini d'artista (Breig, Bozzetto, Garbolino Rù, Grassino, Garis, Ward. Tesori sommersi CITRONIERA E SCUDERIA GRANDE, REGGIA DI VENARIA, P.ZA DELLA REPUBBLICA, VENARIA REALE, OR: MAR-VEN 9-18,30, SAB 9-23, DOM 9-20, INGR. 10 €, RID. 7 €, SCUOLE 4 € Reperti egizi. Fino al 31 maggio. Arte Naïve MANDRIA DI CHIVASSO 17ª Rassegna Internazionale Naïve - Premio "Lorenzo Prato. In esposizione sino al 31. Egitto nascosto CASTELLO DI MIRADOLO, VIA CARDONATA 1, SAN SECONDO DI PINEROLO, OR: MAR-DOM 9,30-19, GIO E SAB FINO ALLE 22 Rreperti provenienti da 15 musei del Piemonte. Sino al 5 luglio. Ciro Cirri TEATRO SOCIALE, P. V. VENETO 4, PINEROLO, OR: GIO-VEN 17-20 Fino al 24. La poetica del colore PALAZZO MISTROT, VIA ALLA FONTE 8, VILLARBASSE, OR: 10-12/15-19 Venerdì 8 alle 18 inaugura la collettiva di pittura.; sino al 10. Radici ATELIER DEL CASTELLO, VIA ALLENDE 1, RIVALTA, OR: MAR-SAB 16-19,30 Luciana Quaranta, Vito e Angela Mastrodonato. Sino al 16 maggio. Ciam - Mondino CASTELLO DI RIVARA, P.ZA SILANO 2, RIVARA, INFO: 0124/31122 "Stratificazioni" e "Cappadocia". Sino al 10 maggio. Cliché Verre DANTE SELVA, PIAZZA CONTE ROSSO 1, AVIGLIANA Venerdì 8 alle 18 vernissage della collettiva, incisioni e foto. E20 di cambiamento VILLA REMMERT, VIA ROSMINI 1, CIRIE', OR: VEN-DOM 15-19 Giovanni Carlo Rocca, Paolo Siccardi, Tania Re.; sino al 31. Brasile SALA COMUNALE VECCHIO FORNO, VIA UMBERTO 142, PECETTO, OR: 9-12,30 "Sotto il cielo del Brasile", fino al 13. Lia Cucconi CENTRO LE ALI, VIA FRANCESCO 2, CAMBIANO Giovedì 14 alle 21 apre la mostra di disegni e poesie sul tango. Giovanni Prato TRA ME, VIA PELLICO 34/C, CARIGNANO L'8 alle 18 apre "Le maschere della Terra"; sino al 24. Enrico Colombotto Rosso RICETTO E TORRE DI SAN MAURO, VICOLO SAN MAURO, ALMESE, OR: SAB-DOM 15-19 Personale di dipinti e grafiche. Le opere rimarranno in esposizione sino al 10. Ritratt-azione TORRE MEDIOEVALE, PIAZZA VITTORIO VENETO, SETTIMO TORINESE, OR: SAB 10-12,30/16-19,30, DOM 10-12,30 Mostra dedicata al ritratto. Iin esposizione sino al 10 maggio. Pino Mantovani PALAZZO COMUNALE, PIAZZA DELLA LIBERTA', SETTIMO TORINESE, OR: LUN-VEN 9-12, LUN E GIO ANCHE 16-18 "Arte a Palazzo". Le opere rimarranno in esposizione sino al 28. Maria Clara Gorresio CENTRO ESPOSITIVO DEL COMUNE, PIAZZA MATTEOTTI 50, GRUGLIASCO, OR: LUN-VEN 9-17, SAB 9-12 "Percorso di colori". In mostra sino al 15 maggio. Passaggio in India SERRA BIANCA E SERRA VERDE, CASTELLO DI AGLIE', OR: MAR-DOM 8-30-19,30, INFO: 0124/330102 Immagini di Maria Luisa Gaetani d'Aragona e mostra sulla storia del castello ducale. Fino all'11/10. Sergio Saccomandi VILLA VALLERO, CORSO INDIPENDENZA 68, RIVAROLO CANAVESE, OR: SAB-DOM 15-19 "Capriccio Veneziano". Fino al 24. Francesco Paula Palumbo SALE ESPOSITIVE, P.ZA LITTISETTO, OR: SAB-DOM 11-13/15-19 Sabato 9 alle 16 inaugurazione della personale. Fino al 24. Artiglierie CASTELLO DI MALGRA', RIVAROLO CANAVESE, OR: DOM 15-19 "Secoli d'artiglieria: dall'alabarda alla mitragliatrice". Fino al 19 luglio. Antonio Saliola GALLERIA DATRINO, VIA BALBO 34, TORRE CANAVESE, OR: SAB, DOM, PREFESTIVI E FESTIVI 10,30-12,30/14,30-18,30 "Nei paraggi del Paradiso". Fino al 24 maggio. Collettiva TORRE COMUNALE, PIAZZA SAN GIOVANNI, SANT'AMBROGIO, OR: FER 15-18, FES 10-12/15-18 La mostra "Ricordando Silvia", in onore di Silvia Gregorini, è visitabile fino al 10 maggio. Roberto Casiraghi PALAZZO OPESSO, VIA SAN GIORGIO 3, CHIERI, OR: FER 16-19, SAB E FES 10,30-12,30/16-19 Personale. Fino al 10 maggio. Sandro Bracchitta IL QUADRATO, VIA DELLA PACE 8, OR: MAR-SAB 16,30-19 Sabato 9 alle 18 inaugurazione della mostra di incisoni. Fino al 9 giugno. Coco Cano SALETTA D'ARTE CELEGHINI, VIA VALOBRA 141, CARMAGNOLA, OR: MAR-DOM 9-12,30/16-19,30 Sabato 9 alle 18 inaugurazione della personale "Identidades". Fino al 23. Beatrice Botto DON DONADIO, PIAZZA MARCONI 1, VINOVO, OR: 15-18,30, INFO 011/9931006 Personale. Fino al 10. Sandra Baruzzi PALAZZO BOTTON, CASTELLAMONTE, OR: GIO-VEN 16-18,30, SAB-DOM 10-12/16-18,30 "Vuoto a perdere". Fino al 10. Falsi d'autore SALA ALLANDA, VIALE REGINA MARGHERITA 1, ORBASSANO, OR: 15,30-19 Collettiva. Le opere rimarranno in esposizione sino all'8 maggio. Maurizio Oddenino CIOCCOLATERIA MAMI, VIA CAVOUR 30, SANTENA, INFO 011/9454542 "Un minuto contenuto". Sino a fine maggio. L'Arte Diversa MUSEO DELLA CITTA', PIAZZA CAVALIERI DELLA SS ANNUNZIATA 7, COLLEGNO, OR: MER-GIO 15-19, VEN-DOM 10-12/15-19 Esposizione dei manufatti della collezione Art Brut del Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino. Le opere rimarranno in esposizione sino al 21 giugno. Mellà VILLA GRAZIA, SALA GHIVARELLO, VIA SAN FELICE 2, PINO TORINESE, OR.: LUN-SAB 16-19, DOM 10,30-12,30-16-19. Domenica 10 alle ore 17 inaugura la mostra di pittura della pittrice Mellà (Giusi Giunta). Sino al 18 maggio. Mario Faraoni GALLERIA LOSANO, VIA SAVOIA 33, PINEROLO, OR: FER 16-19, SAB E FES 10-12/16-19, LUN CHIUSO Sabato 9 alle 17 inaugurazione della mostra in occasione del ventennale della scomparsa del pittore. Le opere rimarranno in esposizione sino al 31 maggio. Marocco - Sahara CENTRO STUDI E MUSEO D'ARTE PREISTORICA, VIALE GIOLITTI 1, PINEROLO, OR: SAB 15-18, DOM 10,30-12,30/15-18 "Dai dinosauri alle kasbah". Le opere rimarranno in esposizione sino al 28 giugno.

Torna all'inizio


Class action "spuntata" (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)

Argomenti: Class Action

stampa L'class="hilite">Emendamento in Senato Class class="term">action "spuntata" Niente retroattività per la class="term">class class="term">action. L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori così la possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di «correttezza» giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Primo tra tutti Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori».

Torna all'inizio


le azioni dell'azienda ai lavoratori - giulio garau (sezione: Class action)

( da "Tirreno, Il" del 08-05-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 9 - Attualità «Le azioni dell'azienda ai lavoratori» Raffaele Bonanni indica l'esempio della Chrysler americana GIULIO GARAU TRIESTE. I lavoratori della Fiat italiani come quelli americani della Chrysler «dentro la compagine azionaria e pronti a intervenire nelle decisioni e nelle strategie di crescita del grande gruppo automobilistico che si creerà tra Europa e Usa». Su questo il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, non ha dubbi. Lavoratori italiani azionisti come negli Usa dunque? «Bisogna sposare il modello Usa, è sorto proprio nel paese del liberismo e democratizza il capitalismo. Questo per fugare ogni rischio di perdita di posti di lavoro, e questo anche per uscire prima dalla crisi e attuare una vera riforma del lavoro». Come intendete muovervi? «Stiamo contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo. Come è accaduto negli Usa dove i lavoratori sono entrati nei fondi sanitari». Come sarà il panorama che si troverà di fronte la Fiat con questa maxi operazione? «Lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne troverà tre differenti realtà. A Detroit lavoratori che contano nell'azionariato, alla Opel una tradizione di 50 anni di governo a democrazia economica e solo in Italia l'assenza di questa democrazia economica perchè non esiste. L'azionariato collettivo non è previsto dalla legge e per questo abbiamo contattato i parlamentari». La ricetta dunque è la partecipazione dei lavoratori? «Serve una logica di partecipazione al capitale di rischio, bisogna legare il destino del lavoratore alla società dove lavora e al suo sviluppo. Così facendo si riducono i conflitti e si attua una vera riforma contrattuale dove i salari sono legati alla produttività e alla partecipazione degli utili». Se l'italia si fosse mossa come negli Usa la crisi sarebbe stata diversa? «La crisi a casa nostra è legata anche alla gestione familiare dei capitali controllati da pochi o da gruppi e banche. C'è stata una mancata democratizzazione del capitale e abbiamo pagato tutti».

Torna all'inizio


Il risparmio, i consumatori e il far west della retroattività (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Economia data: 08/05/2009 - pag: 30 Tutele Il risparmio, i consumatori e il far west class="hilite">della retroattività MILANO Tutti contro tutti sulla mancata 'retroattività' della legge che dovrebbe introdurre in Italia la class="term">class class="term">action, l'azione risarcitoria collettiva di stampo anglosassone. Tengono alta la tensione i parlamentari dell'opposizione, volano parole grosse tra il segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil, Carlo Podda, e il ministro Renato Brunetta. «Il ministro si impegni», chiede il primo. «Già fatto, povero Podda, è in stato di confusionale» replica il secondo. Dalla rissa si chiama fuori Giulio Tremonti, il ministro che un tempo teneva sulla sua scrivania un barattolo vuoto di pelati Cirio a ricordare l'impegno contro i furbetti. «Class Action? Non conosco l'inglese» schiva il ministro dell'Economia. Stanno a guardare i cittadini e le vittime dei grandi crac, che nel polverone han perso la bussola. Gran parte delle polemiche di questi giorni sono giocate sull'equivoco: la retroattività della riforma processuale non esiste. Nuove regole, nuovi processi. In ballo c'è la possibilità di far valere diritti non prescritti, ma anche il rischio di creare un precedente. È doveroso e prioritario alzare il muro contro la criminalità finanziaria. Ma senza aprire poi la porta al Far West del diritto, cambiando le regole in corsa. E per dirla con Enrico Altieri, magistrato di Cassazione, «più che altro c'è bisogno di giustizia». Paola Pica

Torna all'inizio


Riforma anti-fannulloni al via, no Cisl (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Politica data: 09/05/2009 - pag: 12 Pubblica amministrazione Il Consiglio dei ministri vara il decreto in 83 articoli. Il premier: ecco la meritocrazia Riforma anti-fannulloni al via, no Cisl Tremonti e Carfagna impongono correzioni al testo. Contro anche Cgil e Ugl ROMA Scontro sulla riforma del pubblico impiego. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto (83 articoli) che attua la legge delega del 4 marzo, la cosiddetta riforma «antifannulloni» messa a punto dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Una riforma, ha sottolineato in conferenza stampa il presidente del Consiglio, «per introdurre la meritocrazia ». Ma subito dopo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha sparato a zero, chiamando in causa lo stesso premier: «O Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria ». Quindi, sul pubblico impiego, rischia di consumarsi una rottura tra il governo e la Cisl, che finora è stato il sindacato più dialogante. Ma protestano anche le altre sigle (le Rappresentanze di base parlano di sciopero generale), fondamentalmente perché il nuovo sistema per la retribuzione accessoria, fa fuori il potere di contrattazione dei sindacati e affida i premi a giudizi di merito, «pagelle» per ciascun dipendente stilate da specifici organismi di valutazione. Il segretario dell'Ugl, Renata Polverini, parla di «fuga in avanti» e chiede al governo di aprire un tavolo. La Cgil è infuriata perché l'articolo 74 del decreto, «per consentire l'adeguamento dei meccanismi di rilevazione della rappresentatività sindacale», proroga per tre anni le attuali Rsu elette dai lavoratori, facendo così saltare il rinnovo previsto quest'anno nella scuola e al 2010 nel resto del pubblico impiego. Prima delle proteste del sindacato, Brunetta aveva dovuto affrontare i rilievi sollevati da alcuni colleghi in Consiglio dei ministri. In particolare, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha preso di mira l'class="hilite">articolo 31 sulla class="term">class class="term">action che, nel testo presentato, dà diritto a «ogni interessato» di «agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici» in caso di «violazione di standard qualitativi ed economici». Anche se lo stesso articolo precisa che «l'azione non è diretta ad ottenere il risarcimento del danno», è stato osservato che si sarebbe comunque aperta la porta a un pericoloso contenzioso, col rischio di indurre migliaia di dirigenti, esposti al giudizio disciplinare e della Corte dei Conti, alla paralisi, mettendo così a repentaglio il funzionamento degli uffici. L'articolo sarà quindi corretto. Così come ci saranno modifiche per risolvere una questione sollevata dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Che ha osservato come il sistema di aumenti legati al merito proposto da Brunetta avrebbe finito per penalizzare le donne madri e ha chiesto che per queste, nelle pagelle, si tenga conto, attraverso un «congruo punteggio », del numero di figli minori, e che l'assenza per maternità non pesi ai fini della valutazione e del trattamento accessorio. Ma vediamo come dovrebbe funzionare il nuovo sistema meritocratico, definito una «rivoluzione copernicana » da Brunetta. Ai fini del salario accessorio (premi di produttività e altro), che nel caso dei dirigenti sarà pari ad almeno il 30% della retribuzione complessiva, ci saranno tre fasce (articolo 19). Nella prima, dove potranno finire (in base alle pagelle individuali) al massimo il 25% dei dipendenti, si avrà diritto al massimo del bonus previsto dal contratto, nella seconda, che avrà spazio fino al 50% del personale, il premio sarà dimezzato, mentre nell'ultima fascia, riservata al 25% dei dipendenti, non verrà pagato alcun premio. In altre parole, un lavoratore pubblico su quattro non riceverà alcun incentivo. Una vera novità rispetto ai premi a pioggia ai quali sono abituati tutti gli statali. A decidere chi premiare e chi no saranno gli «organismi indipendenti per la valutazione » coordinati da una Authority nazionale per la valutazione e la trasparenza. Enrico Marro Ministri Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta con il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna. Il decreto «antifannulloni» recepirà le modifiche richieste dal ministro Carfagna per non discriminare le madri (Ansa/Ferrari)

Torna all'inizio


Approvato decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 09-05-2009)

Argomenti: Class Action

cgil e cisl furibonde con l'esecutivo: non c'è stata nessuna trattativa Approvato decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati Varato il provvedimento in materia di efficienza e di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico ROMA - Il Consiglio dei ministri approva il cosiddetto «decreto Brunetta» sulla pubblica amministrazione ed è subito polemica tra governo e sindacati. Lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge n.15 del 2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni dovrà passare ora al vaglio delle parti sociali, attraverso il Cnel, della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari per il parere previsto, ma le organizzazioni sindacali già lo bocciano. LA RABBIA DEL SINDACATO - «L'approvazione dello schema di decreto delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Consiglio dei Ministri è avvenuta in assenza di qualsiasi confronto con le Organizzazioni Sindacali» denuncia il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, che chiede «un confronto necessario per un provvedimento che è destinato a stravolgere il sistema di relazioni sindacali e contrattuali, con effetti sulla efficacia delle Pubbliche Amministrazioni tutti da verificare». «Chissà - aggiunge - se tutti i ministri interessati dal provvedimento ne hanno preso conoscenza o se, invece, siamo alla ripetizione del famoso consiglio dei ministri dei 9 minuti e mezzo dello scorso anno e che poi portò ad un provvedimento nefasto ed emanato molto tempo dopo». Anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni invita il governo a «tornare indietro» sullo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri. «Le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato - ha detto Bonanni ai giornalisti a margine di un convegno a Napoli - o Berlusconi torna indietro o noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria». «Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica, che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona» ha aggiunto il segretario della Cisl. «Se il governo ha interesse a modificare l'andamento del pubblico impiego deve avviare una discussione trasparente, e non procedere con proclami e decreti». PREOCCUPATE LE SIGLE DELLE FORZE DELL'ORDINE - Proteste anche da parte delle sigle sindacali che rappresentano le forze di polizia. «No al tentativo del ministro della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, di limitare il nostro ruolo». Lo affermano i sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl ps, Consap, Coisp e Uilps. «Dopo aver dichiarato guerra ai sindacati, alla libertà dei lavoratori e alla democrazia delle rappresentanze - denunciano i sindacati - Brunetta intende passare ai fatti: con la proposta di modifica dell'impianto della 195/95, che contiene le norme base per l'esercizio dell'azione sindacale, il ministro propone la durata di tre anni sia per il rinnovo della parte economica che per quella normativa, e, soprattutto, l'anticipo del 90% di quello che il Governo ritiene debba essere l'aumento retributivo in caso di vacanza contrattuale superiore a 60 giorni. Questo - sottolineano - vuol dire che, passati i 60 giorni dalla scadenza del contratto che regola gli stipendi degli operatori di polizia, il Governo decide da solo quale debba essere l'aumento, e di questo aumento "concede" il 90% all'operatore di polizia. Lasciando che il sindacato lotti con ogni mezzo nella speranza di strappare una "mancetta" superiore al restante 10%». BRUNETTA - Per il ministro Brunetta l'approvazione del decreto è invece «una rivoluzione copernicana al servizio del cittadino, che potrebbe essere operativa già da giugno. Valutazione, contrattazione, class="hilite">dirigenza, class="term">class class="term">action - ha detto Brunetta - sembrano cose lunari; invece sono legge dello Stato». Per Brunetta, il decreto significa «trasparenza, valutazione, merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione». «Lo abbiamo approvato oggi - ha aggiunto Brunetta -, ora inizia l'iter parlamentare con i pareri della conferenza Stato-Regioni, Cnel, parti sociali, poi tornerà per la valutazione definitiva in consiglio dei ministri e conto che entro giugno sia operativo così da partire». stampa |

Torna all'inizio


Primo sì al decreto sui super-premi per (pochi) statali (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-09 - pag: 5 autore: Primo sì al decreto sui super-premi per (pochi) statali Davide Colombo ROMA La riforma «anti-fannulloni » fa un altro passo avanti. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della legge delega (n. 15/'09) che rinnova la disciplina del lavoro nel settore pubblico, completa la riforma della dirigenza, introduce maggiore trasparenza e riconosce ai cittadini-utenti la possibilità di azione collettiva in caso di inefficienze degli uffici o dei concessionari di pubblici servizi. «è una rivoluzione copernicana che potrebbe essere operativa già da giugno » ha osservato il ministro Renato Brunetta. Il testo ora dovrà affrontare l'esame della Conferenza unificata, il parere del Cnel e delle commissioni parlamentari competenti. Passaggi ulteriori di confronto, dunque, che tuttavia non bastano come garanzia ai sindacati. Alla notizia del varo del decreto Cgil, Cisl e Ugl hanno reagito con durezza: tutto è avvenuto «in assenza di confronto con le organizzazioni sindacali »,ha denunciato il responsabiledel Dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, mentre il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto al governo di tornare sui suoi passi o «protesteremo fortemente contro un' iniziativa arbitraria ». Dichiarazioni cui il ministero ha risposto in serata con una nota per assicurare che il Consiglio dei ministri che provvederà all'esame definitivo terrà conto di tutti i pareri «con la valutazione finale di tutti gli interessi rappresentati nel corso della procedura, ivi compresi quelli delle parti sociali». Poche le novità rispetto alla bozza circolata fino alla vigilia e sulla quale il ministro ha sollecitato una pubblica consultazione sul sito web del Dipartimento ( è durata tre settimane e hannopartecipato oltre 500 tra dirigenti pubblici ed esperti sugli oltre 2.200 cui è stato proposto un questionario di valutazione). Una di queste riguarda l'accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia: oltre alla conferma dei criteri di nomina e dell'accesso per concorso pubblico (per il 50% dei posti) viene introdotta la possibilità di copertura del 25% dei posti con incarichi temporanei tramite contratto di diritto privato. Una finestra da utilizzare per incarichi per i quali è richiesta «specifica esperienza e peculiare professionalità » come si legge al comma 2 dell'articolo 52. L'altra novità riguarda il personale della Presidenza del Consiglio, della scuola e delle accademie: per questi due settori della Pa l'attuazione delle nuove norme avverrà con l'adozione di specifici decreti. Per tutti gli altri la riforma entra in vigore con un decreto legislativo unico (sei titoli e 83 articoli). Asse centrale, come si legge nella relazione illustrativa, è l'accentuazione della selettività dei premi di produttività e di carriera: non più di un quarto dei dipendenti (900mila circa) potrà beneficiare del premio di risultato «nella misura massima prevista dal contratto», mentre non più della metà (1,8 milioni) potrà godere di un integrativo ridotto della metà. A stabilire il merito saranno i nuovi organismi indipendenti attivati nelle singole amministrazioni al posto dei Secin (i servizi di controllo interno), sui quali ci sarà la supervisione di una nuova Authority per la valutazione e la trasparenza. Un altro capitolo cruciale del testo riguarda la contrattazione collettiva di primo e secondo livello, razionalizzata su due soli comparti e da cui sono rigorosamente escluse materie come l'organizzazione degli uffici. è netta la convergenza sui nuovi assetti regolativi del lavoro privato. I dirigenti diventano rappresentanti del «datore di lavoro pubblico » con poteri e responsabilità rafforzate da un nuovo pacchetto di sanzioni disciplinari. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA NOVITà Una quota del 25% dei dirigenti riservata ai contratti a termine esterni all'amministrazione, durata massima tre anni

Torna all'inizio


Brunetta spiega il decreto legislativo antifannulloni (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 10-05-2009)

Argomenti: Class Action

stampa Brunetta spiega il decreto legislativo antifannulloni segue dalla prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge dello Stato». Il ministro Renato Brunetta è chiaramente soddisfatto. Da un anno è a capo del dicastero della pubblica amministrazione e il suo impegno nel tentare per ammodernare la macchina statale, lo sta premiando. I sondaggi infatti lo incoronano come uno dei più brillanti ministri del governo Berlusconi. Ministro Brunetta ha tempo per parlare? «Non si preoccupi. Un paio di minuti li trovo. Deve sapere che oltre agli impegni istituzionali in questo periodo sono impegnato anche nella campagna elettorale» Allora saltiamo i convenevoli e arriviamo subito al punto: il decreto legislativo sulla pubblica amministrazione è stato approvato dal Cdm... «La blocco subito. Le faccio io una domanda. Lei ha studiato bene il testo del decreto? Non vorrei doverla bocciare come ho fatto con Daria Bignardi quando mi ha intervistato per all'Era glaciale» L'ho letto ministro «Bene allora iniziamo» Tra le tante novità contenute nel "decreto Brunetta" quale ritiene essere la più innovativa? «La più innovativa comprende tutte le altre ed è una cosa alla quale nessuno aveva mai pensato prima: capire che la pubblica amministrazione ha come primo compito fondamentale quello di dare soddisfazione ai cittadini. Io mi pongo questo come obiettivo e tutte le proposte che ho inserito nel decreto vanno in quella direzione». Ma se dovesse sceglierne una? «Non ce n'é una sola, tutte sono fondamentali per il rilancio della pubblica amministrazione. Mi dia dimostrazione di conoscere il testo: me le chieda e io gliele descrivo». Iniziamo con la valutazione e conseguente assegnazione dei premi di merito? «Queste sono l'asse della riforma. È ora che vengano premiati i capaci e i meritevoli attribuendo solo a loro gli incentivi economici e di carriera rompendo così quel malcostume della distribuzione a pioggia dei benefici a tutti i dipendenti. Il decreto poi fissa una serie di principi nuovi e non derogabili dai contratti collettivi per la ripartizione degli incentivi: solo un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare di premi pari al 100% del trattamento accessorio, non più della metà potrà goderne al 50%, mentre, ai lavoratori meno meritevoli, non sarà corrisposto alcun incentivo. E chi sarà a stabilire se un dipendente è meritevole di un premio? «Concorreranno più aspetti. Ma i dirigenti avranno un ruolo determinante in questo dato che ad essi compete la valutazione della performance individuale di ciascun dipendente, secondo criteri certificati dal sistema di valutazione. Siamo riusciti cosi a valorizzare la sua figura: avrà a disposizione strumenti per operare e sarà sanzionato qualora non svolga efficacemente il proprio lavoro. E data questa responsabilità si prevede che l'accesso alla qualifica di dirigente avverrà per concorso pubblico e che i vincitori del concorso saranno tenuti a compiere un periodo di formazione di almeno sei mesi presso uffici amministrativi di uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario o internazionale». Quindi un decreto che guarda all'Europa? «Certamente. I pubblici funzionari devono conoscere l'Unione europea e quante più lingue possibile. Poi pensi che il decreto legislativo è stato scritto guardando ad alcuni modelli europei e internazionali. Spagnolo ad esempio è l'organismo di accompagnamento, dal Portogallo abbiamo preso le performance integrate mentre il delivery unit e il customer satisfclass="term">action arrivano dalla Gran Bretagna» Nel decreto poi si parla anche di una «class="hilite">class="term">class class="term">action» di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class="term">class class="term">action va nella direzione di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione della cosa pubblica». Trasparenza che potrebbe portare a sanzioni e a commissariamenti di amministrazioni pubbliche poco virtuose? «Per quanto riguarda le sanzioni abbiamo ripreso le misure introdotte recentemente dal decreto legge 112/08 sul controllo delle assenze. Per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono state introdotte sanzioni molto incisive, anche di carattere penale, non soltanto nei confronti del dipendente, ma altresì del medico eventualmente corresponsabile. E per regolamentare anche le sanzioni abbiamo composto un catalogo di infrazioni particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato, ma non diminuito dalla contrattazione collettiva». E per quanto riguarda i commisariamenti? «Le amministrazioni che saranno ripetutamente inadempienti si troveranno un giudice che nominerà un commissario e i soggetti che avevano concorso all'inefficienza subiranno decurtazioni stipendiali» Un provvedimento contenuto anche nel testo del Federalismo fiscale. «Quella legge è l'altra faccia della medaglia del decreto legislativo votato ieri dal Cdm» A proposito di consiglio del ministri, è vero che ci sono state delle critiche da parte dei suoi colleghi ministri, soprattutto da Tremonti e dalla Carfagna? «Con Giulio non è successo nulla. Lui stava attaccando un provvedimento che riguardava la class="term">class class="term">action ma non quella contenuta nel testo che ho proposto io. Si trattava di un'altra in discussione alla Camera. Per quanto riguarda Mara la sua richiesta di correggere la norma che per come era congegnata penalizzava le donne dirigenti pubbliche al momento della valutazione della performance individuale. Aveva ragione e di fatto nel testo è stata apposta una correzione. Ma i dissapori sono emersi anche dal fronte sindacale. Accusano, cito testualmente, «l'approvazione dello schema di decreto delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Cdm è avvenuta in assenza di qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali». È vero? «I sindacati non sono i proprietari della pubblica amministrazione e al tempo stesso dico loro che mi impegno a ricercare quel dialogo che metta in relazione le mie idee e le loro opinioni. C'è tutto il tempo per farlo: il decreto legislativo infatti passerà ora al vaglio della conferenza Stato Regioni, del Cnel, nel quale sono rappresentate tutte le parti sociali, e degli altri enti che devono pronunciarsi. Se tutte queste istituzioni saranno d'accordo poi diventerà legge della Repubblica. E speriamo che ciò avvenga gia entro la fine del mese di giugno. Ora però la devo lasciare. La campagna elettorale non aspetta». Alessandro Bertasi

Torna all'inizio


segue dalla prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge dello Stato (sezione: Class action)

( da "Tempo, Il" del 10-05-2009)

Argomenti: Class Action

stampa segue dalla prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge dello Stato». Il ministro Renato Brunetta è chiaramente soddisfatto. Da un anno è a capo del dicastero della pubblica amministrazione e il suo impegno nel tentare per ammodernare la macchina statale, lo sta premiando. I sondaggi infatti lo incoronano come uno dei più brillanti ministri del governo Berlusconi. Ministro Brunetta ha tempo per parlare? «Non si preoccupi. Un paio di minuti li trovo. Deve sapere che oltre agli impegni istituzionali in questo periodo sono impegnato anche nella campagna elettorale» Allora saltiamo i convenevoli e arriviamo subito al punto: il decreto legislativo sulla pubblica amministrazione è stato approvato dal Cdm... «La blocco subito. Le faccio io una domanda. Lei ha studiato bene il testo del decreto? Non vorrei doverla bocciare come ho fatto con Daria Bignardi quando mi ha intervistato per all'Era glaciale» L'ho letto ministro «Bene allora iniziamo» Tra le tante novità contenute nel "decreto Brunetta" quale ritiene essere la più innovativa? «La più innovativa comprende tutte le altre ed è una cosa alla quale nessuno aveva mai pensato prima: capire che la pubblica amministrazione ha come primo compito fondamentale quello di dare soddisfazione ai cittadini. Io mi pongo questo come obiettivo e tutte le proposte che ho inserito nel decreto vanno in quella direzione». Ma se dovesse sceglierne una? «Non ce n'é una sola, tutte sono fondamentali per il rilancio della pubblica amministrazione. Mi dia dimostrazione di conoscere il testo: me le chieda e io gliele descrivo». Iniziamo con la valutazione e conseguente assegnazione dei premi di merito? «Queste sono l'asse della riforma. È ora che vengano premiati i capaci e i meritevoli attribuendo solo a loro gli incentivi economici e di carriera rompendo così quel malcostume della distribuzione a pioggia dei benefici a tutti i dipendenti. Il decreto poi fissa una serie di principi nuovi e non derogabili dai contratti collettivi per la ripartizione degli incentivi: solo un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare di premi pari al 100% del trattamento accessorio, non più della metà potrà goderne al 50%, mentre, ai lavoratori meno meritevoli, non sarà corrisposto alcun incentivo. E chi sarà a stabilire se un dipendente è meritevole di un premio? «Concorreranno più aspetti. Ma i dirigenti avranno un ruolo determinante in questo dato che ad essi compete la valutazione della performance individuale di ciascun dipendente, secondo criteri certificati dal sistema di valutazione. Siamo riusciti cosi a valorizzare la sua figura: avrà a disposizione strumenti per operare e sarà sanzionato qualora non svolga efficacemente il proprio lavoro. E data questa responsabilità si prevede che l'accesso alla qualifica di dirigente avverrà per concorso pubblico e che i vincitori del concorso saranno tenuti a compiere un periodo di formazione di almeno sei mesi presso uffici amministrativi di uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario o internazionale». Quindi un decreto che guarda all'Europa? «Certamente. I pubblici funzionari devono conoscere l'Unione europea e quante più lingue possibile. Poi pensi che il decreto legislativo è stato scritto guardando ad alcuni modelli europei e internazionali. Spagnolo ad esempio è l'organismo di accompagnamento, dal Portogallo abbiamo preso le performance integrate mentre il delivery unit e il customer satisfclass="term">action arrivano dalla Gran Bretagna» Nel decreto poi si parla anche di una «class="hilite">class="term">class class="term">action» di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class="term">class class="term">action va nella direzione di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione della cosa pubblica». Trasparenza che potrebbe portare a sanzioni e a commissariamenti di amministrazioni pubbliche poco virtuose? «Per quanto riguarda le sanzioni abbiamo ripreso le misure introdotte recentemente dal decreto legge 112/08 sul controllo delle assenze. Per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono state introdotte sanzioni molto incisive, anche di carattere penale, non soltanto nei confronti del dipendente, ma altresì del medico eventualmente corresponsabile. E per regolamentare anche le sanzioni abbiamo composto un catalogo di infrazioni particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato, ma non diminuito dalla contrattazione collettiva». E per quanto riguarda i commisariamenti? «Le amministrazioni che saranno ripetutamente inadempienti si troveranno un giudice che nominerà un commissario e i soggetti che avevano concorso all'inefficienza subiranno decurtazioni stipendiali» Un provvedimento contenuto anche nel testo del Federalismo fiscale. «Quella legge è l'altra faccia della medaglia del decreto legislativo votato ieri dal Cdm» A proposito di consiglio del ministri, è vero che ci sono state delle critiche da parte dei suoi colleghi ministri, soprattutto da Tremonti e dalla Carfagna? «Con Giulio non è successo nulla. Lui stava attaccando un provvedimento che riguardava la class="term">class class="term">action ma non quella contenuta nel testo che ho proposto io. Si trattava di un'altra in discussione alla Camera. Per quanto riguarda Mara la sua richiesta di correggere la norma che per come era congegnata penalizzava le donne dirigenti pubbliche al momento della valutazione della performance individuale. Aveva ragione e di fatto nel testo è stata apposta una correzione. Ma i dissapori sono emersi anche dal fronte sindacale. Accusano, cito testualmente, «l'approvazione dello schema di decreto delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Cdm è avvenuta in assenza di qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali». È vero? «I sindacati non sono i proprietari della pubblica amministrazione e al tempo stesso dico loro che mi impegno a ricercare quel dialogo che metta in relazione le mie idee e le loro opinioni. C'è tutto il tempo per farlo: il decreto legislativo infatti passerà ora al vaglio della conferenza Stato Regioni, del Cnel, nel quale sono rappresentate tutte le parti sociali, e degli altri enti che devono pronunciarsi. Se tutte queste istituzioni saranno d'accordo poi diventerà legge della Repubblica. E speriamo che ciò avvenga gia entro la fine del mese di giugno. Ora però la devo lasciare. La campagna elettorale non aspetta». Alessandro Bertasi

Torna all'inizio


i meriti di michela Per quali meriti la signora Brambilla diventa ministro? A spese nostre per tu... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 10-05-2009)

Argomenti: Class Action

i meriti di michela Per quali meriti la signora Brambilla diventa ministro? A spese nostre per tutta la vita... Alba le battute di salvini Ma che mattacchioni quelli del Pdl e Lega! Conoscevamo la passione del cavaliere per le battute, ora ci rallegra anche Salvini. Speriamo che una risata non ci seppellisca davvero! M. Olga (roma) migranti Guardare quegli occhi e sentirsi morire dentro. A cosa andranno incontro ora quei poveri migranti? M.O. cani e stranieri Posti riservati nella metropolitana perché non proibito l'ingresso a cani e stranieri? Vergogna! Vergogna! G.Paola (bologna) parliamo di lavoro Corna, divorzi, veline candidate. basta! Torniamo a parlare di lavoro, crisi. povertà, Abruzzo ecc...Siamo seri! v.f. i neuroni Il piccolo Cesare ci sta ammazzando a livello neuronale, Giulio Cesare almeno, li finiva con la spada. class="hilite">Nicola (scario) class="term">class class="term">action? Messaggio per Gloria: class="term">class class="term">action come? Deve essere incisiva! Siamo governati da gente ridicola, senza vergogna e senza motivazioni per il popolo. Simona Contro il governo Sono d'accordo con Gloria per una Class Action contro il governo. Vorrei sapere qualcosa di più di una denuncia alla Corte di Giustizia contro il premier per condotta lesiva della dignità delle donne. Dana quel venticinque Gradimento del premier al 75% orgoglioso di far parte, insieme a voi, del restante 25%. Massimo (An) un commento Potete, per cortesia, chiedere a Maroni un commento alle 5 risposte della Cordopatri, da voi pubblicate ieri? Grazie. Flavio dovreste provarle Migranti: le battute del Bossi dovreste provarle sulla vostra pelle, signori governanti. D.M

Torna all'inizio


Class action: consumatori, Senato cambi testo o e' bluff (sezione: Class action)

( da "Trend-online" del 11-05-2009)

Argomenti: Class Action

Class class="term">action: consumatori, Senato cambi testo o e' bluff ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 11.05.2009 13:59 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA)- ROMA, 11 MAG - class="hilite">Le associazioni di consumatori lanciano 5 proposte per riformulare il testo del provvedimento sulla class="term">class class="term">action. Alla vigilia della ripresa della discussione al Senato. La class="term">class class="term">action non puo' tradursi in una 'paralisi di tribunali', 'un bluff per i consumatori' e 'un business per gli studi legali', ha spiegato Paolo Landi, segretario generale dell'Adiconsum. poiche' altrimenti si andrebbe 'alla morte dell'azione collettiva in Italia'.

Torna all'inizio


CLASS ACTION: CONSUMATORI PRONTI A RIVOLGERSI A CONSULTA SE TESTO RESTA COSI' (sezione: Class action)

( da "Soldionline" del 11-05-2009)

Argomenti: Class Action

CLASS ACTION: CONSUMATORI PRONTI A RIVOLGERSI A CONSULTA SE TESTO RESTA COSI' Roma, 11 mag. - (Adnkronos) - Se la class action venisse approvata nella versione attuale, Adusbef e Federconsumatori sono pronti a rivolgersi alla Consulta perche' si esprima sulla costituzionalita' di una legge che "limita i diritti processuali". La norma sulla class action all'esame del Senato in prima lettura, spiegano i due esponenti delle organizzazione Elio Lannutti e Rosario trefiletti, "limita infatti l'azione collettiva non solo ad 1 milione di risparmiatori truffati, ai quali le banche hanno appioppato bond Cirio, Parmalat, titoli argentini ed affini per un controvalore di 50 miliardi di euro, ma anche la sacrosanta rivalsa agli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale e soprattutto i titoli Lehamn Brothers, sponsorizzati dall'Abi sul sito Patti Chiari con il massimo dell'affidabilita'".

Torna all'inizio


Le opere di Lentini in onore di Pavese (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-05-2009)

Argomenti: Class Action

Sei artisti in mostra a Verbania Le opere di Lentini in onore di Pavese Lune e falò, ansie e passioni, impegno civile e nostalgie, amori e solitudini, la natura e le colline delle Langhe. Forme, colori e suoni del mondo poetico di Cesare Pavese prendono vita nelle opere di sei artisti che da venerdì, e fino al 30 giugno, esporranno i loro lavori nella filiale di Verbania Intra della Banca Popolare di Novara, in corso Cobianchi 2. Tra loro c'è anche il bellunese Alfonso Lentini, insegnante all'Itis Segato e uno degli organizzatori dei numerosi eventi artistici che l'istituto promuove. Insieme a Lentini parteciperanno alla collettiva di arte contemporanea "Lune e falò, sei artisti per Cesare Pavese" Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese, Emanuela Mezzadri e Franco Zingaretti, che hanno analizzato la tematica attraverso diverse ricerche espressive. Tutte le opere sono però unite da un collante speciale, la verbovisualità, un'idea dell'arte dove visualità e scrittura si fanno interfaccia di un unico gesto. I sei disparati percorsi si incrociano e si riverberano nelle parole del poeta di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi": frasi dette e "non dette", ma di sicuro fra le più indelebili del Novecento, che attraversano le composizioni come elemento di raccordo e caricano le azioni di ogni artista di una sotterranea energia. Per questo le opere di Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese, Alfonso Lentini, Emanuela Mezzadri e Franco Zingaretti non vanno lette come un semplice omaggio alla grandezza di Pavese, ma come un insieme complesso di operazioni concettuali, un dialogo emozionale che si dirama in mille fili. La vernice della mostra, curata da Marisa Cortese e patrocinata dal comune di Verbania, è fissata per venerdì alle 17. La collettiva rimarrà aperta fino al 30 giugno dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 15.30. Per informazioni Marisa Cortese (simposiocortese@hotmail.com), telefono 333 4474331 - 0323 512721. (a.f.)

Torna all'inizio


Com'è strabica questa Italia (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-12 - pag: 15 autore: Com'è strabica questa Italia Se nel territorio la qualità della vita sale, nel paese avanza il pessimismo di Daniele Marini C' è una dimensione non economica che influenza fortemente il sistema produttivo,l'economia di un paese, oggi dell'intero mondo. è un elemento difficilmente catturabile, tanto impalpabile, quanto determinante nei confronti delle scelte e dei comportamenti di tutti: la fiducia. In questo senso è corretta l'affermazione provocatoria secondo cui «il declino non si misura: si sente, si avvisa». è la percezione della fiducia a guidare i comportamenti degli operatori economici e dei consumatori. E, in questi periodi di crisi globale, ben si sperimenta che cosa tutto ciò significhi. Le scelte dei consumatori vengono rinviate, in attesa di comprendere che cosa succederà nel prossimo futuro. Altrettanto avviene fra le imprese e fra gli istituti di credito. In questo comportamento vizioso, il motore dell'economia è imballato. In attesa che qualcosa (la fiducia nel futuro) riprenda ad alimentare comportamenti virtuosi. Tuttavia, la fiducia non è facile da alimentare, va costruita sapientemente, tenendo conto che essa cresce mediante le percezioni e in esse trova alimento, più che con i fatti. Anzi, è più facile che la percezione degli eventi generi la realtà, piuttosto che il contrario. Detto altrimenti, non sono sufficienti i riscontri oggettivi a determinare un cambiamento nei comportamenti della popolazione. Per guardare al futuro del nostro paese, dunque, è importante provare a "misurare" la percezione di come e se sia cambiata, in peggio o in meglio, la qualità della vita della popolazione, di come sia avvertita la situazione economica e la condizione sociale attuale, quali siano le caratteristiche che ci contraddistinguono rispetto ad altre popolazioni a noi vicine. A tal fine un recente sondaggio realizzato su un campione di soggetti residenti in Italia ( si veda la nota metodologica in questa pagina) offre spunti di riflessione utili. Il filo rosso che lega i risultati emersi dalla ricerca nazionale sulla percezione della qualità della vita consegna un'Italia affetta da una sindrome di dissonanza cognitiva e dallo strabismo. è il Belpaese dei paradossi, come del resto riportano spesso le cronache. è il territorio che si rappresenta in modo diverso a seconda che si guardi dal punto di vista delle comunità locali oppure attraverso il livello nazionale, nel suo insieme. Localmente distinti dal resto, quasi distanti. Il particolare è sempre meglio del generale. Le aree locali, le piccole comunità se la passano decisamente meglio rispetto all'intero paese. Un interpellato su tre (34,0%) ritiene che la qualità della vita nel comune in cui vive sia migliorata rispetto a cinque anni fa, mentre analogamente per l'Italia lo pensa solo il 16,6 per cento. Come se vivessero in una sorta di splendido isolamento, ciascuno per conto proprio. La parte è un pezzo che determina poco dell'intero. è un'Italia senza una cornice che la faccia riconoscere e ricomprendere. La qualità della vita è in linea generale peggiorata rispetto a pochi anni fa: considerando anche l'attuale fase storica è un risultato che si poteva facilmente attendere. Pur tuttavia, se gli italiani devono fare un bilancio complessivo, risultano in maggioranza tutto sommato contenti dell'ambito in cui vivono. Ben diverso è quando si spostano su valutazioni che contemplano la sfera nazionale. In tutti questi casi, il giudizio diviene più largamente negativo, talvolta anche drastico. Per un verso, ciò risulta comprensibile. Riusciamo a conoscere e dominare i fenomeni che quotidianamente sperimentiamo. In base a ciò formuliamo un nostro giudizio. Per ciò che oltrepassa la nostra sfera d'azione diretta, ci dobbiamo affidare alle rappresentazioni, a un immaginario collettivo, alle informazioni che riusciamo a raccogliere e selezionare. In questo processo di mediazione, è la rappresentazione dell'Italia nel suo complesso a venire meno. Di più, non di rado questa raffigurazione viene consegnata in senso negativo. Non a caso, quando agli italiani viene chiesto su cosa si dovrebbe puntare maggiormente per migliorare la qualità della vita, la prima opzione scelta non appartiene alla dimensione delle infrastrutture materiali, piuttosto che migliorare il traffico o i servizi sociali: è la fiducia fra le persone, è la dimensione della coesione sociale a essere sottolineata come quella più manchevole. Questo aspetto viene sottolineato dal 43,8% degli interpellati per il proprio comune, ma sale al 59,1% quando ci si riferisce all'intero paese. Ed è qui che emerge una sorta di dissonanza cognitiva e di strabismo: fra ciò che siamoe come ci comportiamo, e ciò che vorremmo fosse o dovrebbe essere. Gli italiani si autorappresentano abili nell'arrangiarsi (59,0%), nel cavarsela nelle difficoltà: in grado di tirare fuori le migliori risorse quando è strettamente necessario. Tuttavia, ciò avviene in larga misura a dispetto delle regole, attraverso i rivoli dei favoritismi e delle raccomandazioni (60,1%), eludendo le norme se possibile (51,0%). Mentre rimane decisamente sullo sfondo il rispetto delle leggi (27,7%), la fiducia nello Stato (21,9%), l'adesione ai valori democratici (18,7%). Come se tale azione avvenisse in una sorta di terra di nessuno. O, in alcuni ambiti, proprio perché le norme sono eccessive e pervasive si cerca di aggirarle come possibile, districandosi in una vera e propria giungla. Eppure,guardando aldilàdell'Italia, volgendo lo sguardo nel prato dei vicini, si ritiene che altrove si viva meglio. Soprattutto in quei paesi dove gli stereotipi attribuiscono ad altri popoli un maggiore senso civico, un ordine e una razionalità, come la Svizzera e la Germania. Vorremmo maggiore coesione sociale, la possibilità di disporre di più della risorsa scarsa della fiducia e della reciprocità, soprattutto per quello che riguarda l'intero paese.Ma dipingiamo il nostro agire collettivo in modo opposto a questa aspirazione. C'è poi uno strabismo che riguarda il territorio italiano, con un divario fra Nord e Sud che si rispecchia non solo negli indicatori economici, ma anche nelle valutazioni della popolazione interpellata, dove i residenti al Nord manifestano opinioni più positive rispetto ai conterranei del Sud. Ma anche quelli del Centro Italia per taluni aspetti evidenziano situazioni di peggioramento della propria qualità della vita. Sotto questo profilo, l'intuizione dei presidenti della Repubblica Ciampi prima e Napolitano oggi, con i loro viaggi sui territori, colgono un problema di fondo. Il peregrinare attraverso il Paese non costituisce solo la valorizzazione delle risorse invisibili dei territori.Ma rappresenta il tentativo di tessere un'idea e una narrazione dell'Italia del futuro, nuova e diversa da quella del Belpaese che la storia del Dopoguerra ha lasciato. La situazione di profonda trasformazione economica e sociale che stiamo attraversando è il momento opportuno per prefigurarne i lineamenti. daniele.marini@unipd.it © RIPRODUZIONE RISERVATA DISEGNO DI DOMENICO ROSA

Torna all'inizio


I consumatori : class action per gli interessi omogenei (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-12 - pag: 37 autore: Diritto dell'economia. Le proposte delle associazioni I consumatori : class action per gli «interessi omogenei» Giovanni Negri MILANO Associazioni dei consumatori all'offensiva sulla class action. Questa mattina riprende nell'aula del Senato l'esame del disegno di legge collegato alla Finanziaria nel quale è collocata anche l'ultima versione dell'azione collettiva. Ieri, dopo che Adusbef e Federconsumatori avevano prefigurato un possibile ricorso alla Corte costituzionale, Adiconsum, Cittadinanzattiva e Unione consumatori hanno presentato un pacchetto di modifiche al testo. Abbandonata la questione della retroattività (al momento del tutto esclusa), le associazioni hanno individuato 5 punti che andrebbero migliorati. Il primo dei quali è costituito dall'estensione della legittimazione ad agire alle associazioni dei consumatori riconosciute, come era ammesso dalla versione originaria dell'azione collettiva approvata nella Finanziaria 2008. Si tratterebbe, sottolineano i rappresentanti dei consumatori, di una misura che caratterizzerebbe in senso europeo l'azione collettiva italiana,quando invece il modello americano, che ora sembra preferito dal legislatore, scommette più sul singolo in grado di aggregare gli interessi della classe o sull'eventuale mandato che può attribuire a organizzazioni ( associazioni e comitati cui partecipa). La seconda richiesta è particolarmente cruciale perché interessa un aspetto chiave come quello della natura degli interessi che possono essere fatti valere dalla class action. Tocca infatti al tribunale un controllo rigoroso sulla corrispondenza tra interessi e strumento utilizzato per agire in giudizio, pena l'inammissibilità dell'azione, ed è facilmente prevedibile che sarà questo uno dei fronti principali di scontro davanti ai magistrati. Dalle associazioni arriva così la sollecitazione al Parlamento per la sostituzione dell'attuale previsione di un interesse «identico» di classe con uno solo «omogeneo». Una distinzione non solo nominalistica perchè l'identità degli interessi non appare elemento facilissimo da provare. Altre indicazioni sono indirizzate al versante delle procedure per chiedere una semplificazione dell'adesione dei consumatori che eviterebbe anche la paralisi dei tribunali: la norma nella formulazione attuale infatti prevede che ogni consumatore interessato depositi la documentazione in cancelleria. Un deposito che moltiplicato per magari migliaia di posizioni avrebbe l'effetto di bloccare l'operatività di molti uffici giudiziari, anche per effetto dell'accorpamento deciso sulle competenze dei tribunali. Come pure sul piano processuale va collocata la richiesta di eliminazione dell'obbligo di pubblicità dell'azione collettiva, che le associazioni giudicano difficilmente praticabile da parte dei consumatori. Meglio sarebbe introdurre un vincolo di informazione, rafforzando la fase di conciliazione preliminare. Infine, andrebbe cancellata la possibile applicazione da parte dell'autorità giudiziaria che ha deciso per l'inammissibilità della domanda di sanzionare in maniera severa i promotori della class action. Una maniera per scoraggiare le azioni pretestuose, per il Governo che ha proposto l'emendamento votato per ora solo in commissione; una soluzione che, sottolineano le associazioni va a colpire soprattutto i soggetti più deboli e cioè tutti i consumatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'ESTENSIONE Per le organizzazioni degli utenti l'attuale versione dell'azione rischia di essere del tutto impraticabile

Torna all'inizio


Class action: testo di legge inefficace? (sezione: Class action)

( da "superEva notizie" del 12-05-2009)

Argomenti: Class Action

class="hilite">Class class="term">action: testo di legge inefficace? Siamo ancora qui a parlare di Class class="term">action perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in discussione al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente[...] Siamo ancora qui a parlare di Class class="term">action perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in discussione al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente dalle associazioni dei consumatori. Di questo e altro si parla nel sito Reuters.com. Di seguito la parte introduttiva: "ROMA (Reuters) - Alla vigilia della discussione in Senato sulla class="term">class class="term">action, prevista per domani all'interno del disegno di legge sullo Sviluppo, le associazioni dei consumatori propongono 5 modifiche per riformulare il testo di legge, che a loro dire rischia di restare lettera morta. Il nodo non riguarda tanto l'emendamento che elimina la retroattività della class="term">class class="term">action a partire da luglio 2008, ma la concreta applicabilità di un'azione che non può essere attivata autonomamente dalle associazioni ma solo da singoli esponendoli al rischio di rimborso spese. "La versione precedente della norma non era proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente è un passo indietro, visto che per le Associazioni dei consumatori non è previsto proprio alcun ruolo nell'avvio della Class class="term">action", spiega Carlo Pileri, presidente di Adoc." Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 12 maggio 2009 in: Consumatori » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

Torna all'inizio