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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CLASS ACTION” |
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quel
parere dell'avvocatura che seppellisce il protocollo - (segue dalla prima
pagina) nicola colaianni ( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Il nodo
gordiano che si è venuto a creare può essere sciolto in tempi relativamente
rapidi (la class action è di lunga durata) solo con l´esproprio. Se una
insensibile maggioranza parlamentare non vuole provvedere con legge, lo faccia
in via amministrativa il Comune. Un bell´impegno per il sindaco che uscirà
dalle elezioni.
Sfida
ai sindacati su salari e azioni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
DALLA PRIMA
Sfida ai sindacati su salari e azioni Nemmeno Walter Reuther, il fondatore
della United Automobile Workers, colui che aveva imposto la contrattazione
collettiva nelle grandi fabbriche automobilistiche, avrebbe mai immaginato di
vedere il sindacato nella posizione di principale azionista di una delle «Big
Three» di Detroit.
Microsoft
e Verizon progettano il rivale dell'iPhone
( da "Stampa,
La" del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
intrapresa negli Usa contro Google per «Book Search», il servizio di
digitalizzazione di opere (oltre 7 milioni di volumi) realizzato dal motore di
ricerca in collaborazione con le biblioteche. www.lastampa.it/masera Per fare
concorrenza al popolare iPhone della Apple, secondo indiscrezioni online
Verizon Wireless e Microsoft lavorano a un nuovo cellulare touch screen
X-Men
Origins Wolverine The Videogame Re
( da "superEva
notizie" del 04-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sono riusciti
a creare un eccellente action che andiamo subito a scoprire più da vicino nel
corso dei prossimi paragrafi. PUBBLICITà PUBBLICITà Seguendo in parte la
narrazione cinematografica ma proponendo anche elementi inediti, in X-Men Le
Origini: Wolverine i giocatori faranno propri tutti quelli che sono gli
elementi chiave dell'amatissimo personaggio dell'
Class
action sotto pressione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
emendamento
del Governo che riscrive il testo dell'azione collettiva. L'approvazione, che
arriverà probabilmente nel corso della settimana, appare scontata. Meno
scontate sono invece le tappe successive: il passaggio alla Camera non si
preannuncia indolore. Alla commissione Giustizia di Montecitorio, infatti,
monta lo scontento.
class
action, retroattività a rischio - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è chi vuole
cancellarla Class action, retroattività a rischio Il Pd attacca: "Per
molte norme non c´è una copertura finanziaria sufficiente" LUCA IEZZI ROMA
- Il Ddl sviluppo potrebbe dare un altro colpo ai diritti dei consumatori. Il
disegno di legge, sempre più omnibus, ha cominciato ieri il suo iter nell´aula
del Senato dopo oltre due mesi passati in nelle commissioni.
Sindacato
Usa, da azienda interinale a capitalista
( da "Manifesto,
Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettiva,
se da un lato si è collocherebbe nella tradizione culturale americana,
dall'altro aprirebbe per sé un nuovo capitolo. Non più qualche dipendente
azionista dell'azienda ma tutti i dipendenti, in forma collettiva. Impossibile
comunque stare in un consiglio di amministrazione, anche se in modo subalterno
senza affrontare i temi della gestione della trasformazione della Chrysler.
Il
postino rivoluzionario:
Argomenti: Class Action
Abstract:
Condivide
questo tipo di azioni? «Non vedo sabotaggi. I dirigenti trattenuti dai
dipendenti licenziati, i tagli della luce, le proteste di massa sono atti
collettivi di resistenza sociale. Molte imprese licenziano anche quando fanno
profitti o delocalizzano dopo aver ricevuto aiuti statali.
Ruspe
in azione, rischio demolizione per alcune villette
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Prov Gallura
Pagina 8031 isola rossa Occupano l'area demaniale Ruspe in azione, rischio
demolizione per alcune villette Isola rossa. Occupano l'area demaniale -->
Gli operai sono entrati in azione sabato mattina. La demolizione è iniziata con
un intervento nel cortile di una villetta che guarda proprio alla piazzetta
Belvedere dell'Isola Rossa.
Emendamento
del Pdl: i danneggiati dei casi Cirio e Parmalat non potrebbero più agire
insieme ( da "Corriere.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Brutte
notizie per i truffati Parmalat e Cirio Class action: verso l'abolizione della
retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata
introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA -
Ulteriori brutte notizie per i truffati Parmalat, Cirio e bond argentini.
Class
action, un emendamento ne cancella la retroattività
( da "Repubblica.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
retroattività
scomparirà dalla normativa sulla class action. Ad annunciarlo è stato Antonio
Paravia, relatore del disegno di legge sullo sviluppo all'esame del Senato in
cui sono contenute le misure sull'azione risarcitoria collettiva. La
retroattività sarà cancellata con "un emendamento a firma Alberto
Balboni", ha spiegato, "contenuto in un nuovo fascicolo che arriverà
in giornata"
Class
action: verso stop totale alla retroattivita'
( da "Trend-online"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action:
verso stop totale alla retroattivita'
Colpo
di spugna sulla class action ( da "Trentino"
del 07-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action
Abstract:
Colpo di
spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti
collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO
ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali
finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura
di Alitalia.
La
nuova class action salva anche Alitalia
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
RISPARMIO
TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA
L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi
Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del
provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo
Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'
"Legge-pasticcio
No allo strapotere dei Consumatori"
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
esperto dei
governi MARCO SODANO TORINO Questa non è neppure una class action vera e
propria. E non è soltanto questione di retroattività, è il meccanismo che non
funziona». Gustavo Visentini, docente di diritto privato comparato
all'Università di Roma Luiss Guido Carli, va dritto al sodo. Professore,
l'ultima versione della legge sulla class-action preclude la retroattività.
Lannutti
Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i
truffatori ( da "Stampa, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class
action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori
e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di
legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica
comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e
Parmalat.
Class
action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento
( da "Corriere.it"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Protesta di
pd e idv Class action: verso l'abolizione della retroattività con un
emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla
Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La class action (la
possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere
finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo.
Linea
dura sulle collette moleste ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
i giovani in
azione sul Corso. Le sanzioni in base all'ordinanza 2001. De Checchi: «Puniremo
gli atti di petulanza» Linea dura sulle collette moleste Raccolgono offerte per
la Onlus tra i passanti: 300 € di multa Onlus, comunità di recupero,
sovvenzioni ad associazioni del genere più vario in cambio di cartoline,
Class
action
Argomenti: Class Action
Abstract:
Restano fuori
gli obbligazionisti Alitalia Class action «spuntata» Niente retroattività per
l'azione collettiva dei risparmiatori Niente retroattività per la class action.
L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende arriverà
sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo
l'approvazione del collegato Sviluppo,
class
action, via la retroattività - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Economia
Class action, via la retroattività Gas, stop al tetto antitrust. Faro del
Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA - Liberalizzazioni martoriate dagli
emendamenti della maggioranza presentati al ddl Sviluppo. La class action, la
possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le società
in caso di truffa,
Class
action Il governo salva i truffatori
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
Il governo salva i truffatori Un emendamento del Pdl esclude la retroattività.
Ricorsi possibili solo in 11 tribunali in Italia ALLA P
Un
governo che non combatte la criminalità, quella vera
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
I colletti
bianchi, i politici, l'alta finanza... «È una caratteristica costante della
legislazione penale degli ultimi anni. Da tempo si è scelto di improntare le
politiche di sicurezza all'inasprimento delle pene o dei meccanismi processuali
verso quegli episodi che possiamo definire di devianza marginale che però
creano allarme sociale.
Class
action non retroattiva Il governo salva i truffatori
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
non retroattiva Il governo salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti»
sono tutti salvi. I patron di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato
prodotti ad alto rischio alle famiglie, e anche l'azionista Tesoro della
vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di
Stato con pochi spiccioli in tasca (
colpo
di spugna sulla class action - carlo rosso
( da "Tirreno,
Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Attualità Colpo
di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti
collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO
ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali
finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura
di Alitalia.
Fiat,
Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ECONOMIA
Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino Niente Class action Colpo ai
creditori di Cirio e Parmalat Alviani, Paolucci e Semprini Giovannini e Sodano
Nuovo
colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
anche la
class action, cioè la possibilità, per le persone che hanno subito uno stesso
danno, di portare avanti un'azione legale collettiva. Il testo iniziale, uscito
dalla commissione Industria, prevedeva la class action per le frodi commesse
dopo il 30 giugno 2008, ma il senatore del Pdl Alberto Balboni ha presentato un
emendamento che cancella questa già limitata retroattività.
Class
action senza effetti retroattivi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
operatività
dell'azione collettiva. La modifica è stata accolta dalla polemiche sia delle
associazioni dei consumatori (per Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore
Idv, «ogni rinvio significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri
e truffatori») sia delle opposizioni (per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd,
Class
action solo per il futuro ( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
era insensata
Class action solo per il futuro Il Pdl: no ai risarcimenti retroattivi. Il Pd:
penalizzate le vittime degli scandali finanziari ROMA Si riaccendono in
Parlamento i contrasti sulla class action, l'azione collettiva di risarcimento
dei danni introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi e poi prorogata
per due volte,
L'Antitrust
indaga su Biblioteca Google ( da "superEva notizie"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
lanciata contro il colosso web per il servizio Ricerca libri. La corte federale
di New York ha deciso che entro il 4 settembre gli editori e gli autori, anche
italiani, dovranno decidere se entrare a far parte o meno dell'intesa legata
alla attività di digitalizzazione di opere letterarie realizzata da Google in
collaborazione con una serie di biblioteche americane.
Le
azioni dell'azienda ai lavoratori
( da "Corriere
delle Alpi" del 08-05-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Class Action
Abstract:
Stiamo
contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che
consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e
l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma
individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi
invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo.
IN
CITTA' Akhenaton - Carlo Zauli PAL. BRICHERASIO, V. LAGRANGE 20, MAR-DOM
9,30-19,30, GIO E ... ( da "Stampa, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ZA SOLFERINO
2, OR: MAR-SAB 10-13/16-19,30 Collettiva. Fino al 31. Piemonte-Egitto GALLERIA
EUROPA, VIA BENE V
Class
action "spuntata" ( da "Tempo, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Emendamento
in Senato Class action "spuntata" Niente retroattività per la class
action. L'azione collettiva dei cittadini contro i torti subìti dalle aziende
arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo
l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del Senato e che comunque
vedrà un altro passaggio alla Camera.
le
azioni dell'azienda ai lavoratori - giulio garau
( da "Tirreno,
Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Stiamo
contattando i parlamentari italiani per dare vita a un disegno di legge che
consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e favorire il controllo e
l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono acquistare azioni, ma
individualmente e non possono entrare negli asset di potere. Associandosi
invece possono intervenire ed entrare negli organi di controllo.
Il
risparmio, i consumatori e il far west della retroattività
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
della
retroattività MILANO Tutti contro tutti sulla mancata 'retroattività' della
legge che dovrebbe introdurre in Italia la class action, l'azione risarcitoria
collettiva di stampo anglosassone. Tengono alta la tensione i parlamentari
dell'opposizione, volano parole grosse tra il segretario generale della
Funzione Pubblica della Cgil, Carlo Podda, e il ministro Renato Brunetta.
Riforma
anti-fannulloni al via, no Cisl ( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
articolo 31
sulla class action che, nel testo presentato, dà diritto a «ogni interessato»
di «agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari
di servizi pubblici» in caso di «violazione di standard qualitativi ed
economici». Anche se lo stesso articolo precisa che «l'azione non è diretta ad
ottenere il risarcimento del danno»
Approvato
decreto Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati
( da "Corriere.it"
del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
dirigenza,
class action - ha detto Brunetta - sembrano cose lunari; invece sono legge
dello Stato». Per Brunetta, il decreto significa «trasparenza, valutazione,
merito, nuovo tipo di contrattazione, azione collettiva nelle mani dei
cittadini per controllare l'operato della pubblica amministrazione».
Primo
sì al decreto sui super-premi per (pochi) statali
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
utenti la
possibilità di azione collettiva in caso di inefficienze degli uffici o dei
concessionari di pubblici servizi. «è una rivoluzione copernicana che potrebbe
essere operativa già da giugno » ha osservato il ministro Renato Brunetta. Il
testo ora dovrà affrontare l'esame della Conferenza unificata, il parere del
Cnel e delle commissioni parlamentari competenti.
Brunetta
spiega il decreto legislativo antifannulloni
( da "Tempo,
Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: class
action» di controllo. «Sì,
è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle
pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di
tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class action va nella direzione
di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella
gestione della cosa pubblica»
segue
dalla prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle
quali l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono
legge dello Stato ( da "Tempo, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: class
action» di controllo. «Sì,
è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle
pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità, di economicità, di
tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class action va nella
direzione di fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza
nella gestione della cosa pubblica»
i
meriti di michela Per quali meriti la signora Brambilla diventa ministro? A
spese nostre per tu... ( da "Unita, L'"
del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract: Nicola
(scario) class action? Messaggio
per Gloria: class action come? Deve essere incisiva! Siamo governati da gente
ridicola, senza vergogna e senza motivazioni per il popolo. Simona Contro il
governo Sono d'accordo con Gloria per una Class Action contro il governo.
Class
action: consumatori, Senato cambi testo o e' bluff
( da "Trend-online"
del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Le
associazioni di consumatori lanciano 5 proposte per riformulare il testo del
provvedimento sulla class action. Alla vigilia della ripresa della discussione
al Senato. La class action non puo' tradursi in una 'paralisi di tribunali',
'un bluff per i consumatori' e 'un business per gli studi legali', ha spiegato
Paolo Landi, segretario generale dell'Adiconsum.
CLASS
ACTION: CONSUMATORI PRONTI A RIVOLGERSI A CONSULTA SE TESTO RESTA COSI'
( da "Soldionline"
del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva non solo ad 1 milione di risparmiatori truffati, ai quali le banche
hanno appioppato bond Cirio, Parmalat, titoli argentini ed affini per un
controvalore di 50 miliardi di euro, ma anche la sacrosanta rivalsa agli
obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un
rimborso parziale e soprattutto i titoli Lehamn Brothers,
Le
opere di Lentini in onore di Pavese
( da "Corriere
delle Alpi" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Insieme a
Lentini parteciperanno alla collettiva di arte contemporanea "Lune e falò,
sei artisti per Cesare Pavese" Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese,
Emanuela Mezzadri e Franco Zingaretti, che hanno analizzato la tematica
attraverso diverse ricerche espressive. Tutte le opere sono però unite da un
collante speciale, la verbovisualità,
Com'è
strabica questa Italia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Per ciò che
oltrepassa la nostra sfera d'azione diretta, ci dobbiamo affidare alle
rappresentazioni, a un immaginario collettivo, alle informazioni che riusciamo
a raccogliere e selezionare. In questo processo di mediazione, è la rappresentazione
dell'Italia nel suo complesso a venire meno.
I
consumatori : class action per gli interessi omogenei
( da "Sole
24 Ore, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva approvata nella Finanziaria 2008. Si tratterebbe, sottolineano i
rappresentanti dei consumatori, di una misura che caratterizzerebbe in senso
europeo l'azione collettiva italiana,quando invece il modello americano, che
ora sembra preferito dal legislatore, scommette più sul singolo in grado di
aggregare gli interessi della classe o sull'
Class
action: testo di legge inefficace?
( da "superEva
notizie" del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action:
testo di legge inefficace? Siamo ancora qui a parlare di Class action perché
sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in discussione
al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente[...] Siamo
ancora qui a parlare di Class action perché sembra proprio che secondo quanto
previsto dal disegno di legge in discussione al Senato,
( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina IV - Bari In
una parentesi i legali dello Stato spiegano che quell´accordo non vale più Quel
parere dell´Avvocatura che seppellisce il protocollo (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-01 - pag: 21 autore: DALLA PRIMA Sfida ai sindacati su salari e azioni Nemmeno Walter
Reuther, il fondatore della United Automobile Workers, colui che aveva imposto
la contrattazione collettiva nelle grandi fabbriche automobilistiche, avrebbe mai immaginato
di vedere il sindacato nella posizione di principale azionista di una delle
«Big Three» di Detroit. Con lo scambio con cui accetta una decurtazione
dei salari e una riduzione netta delle coperture pensionistiche e assicurative
per una quota maggioritaria delle azioni della nuova Chrysler, il sindacato
sigla di fatto la conclusione della storia di settant'anni. La Uawè stata a
lungo la più forte organizzazione dei lavoratori industriali dell'Occidente.
Cresciuta sull'onda della politica sociale del New Deal, attraverso conflitti
di eccezionale asprezza, dalla General Motors alla Ford, essa si era affermata
definitivamente nello scenario successivo alla seconda guerra mondiale,
conquistando livelli salariali e un sistema di garanzie che ne faceva un attore
centrale dell'universo di Detroit. è stato grazie all'azione collettiva
promossa dalla Uaw che i lavoratori dell'automobile hanno strappato quello
status di ceto medio divenuto sinonimo di stabilità e di benessere, in una
parola di cittadinanza sociale. Ora quel sindacato industriale, che si era
immedesimato con l'organizzazione del fordismo, si trova nella necessità di
ripensare da capo a fondo il proprio ruolo per non scomparire dall'orizzonte
della vita economica. La sua esperienza rischiava di giungere al punto
terminale, al pari delle imprese su cui la Uaw aveva sempre calibrato la sua
azione, i giganti americani dell'automobile. Quando essi hanno rischiato di
franare definitivamente, il sindacato ha compiuto l'unica scelta realistica che
gli consentisse di non vedersi cancellato. Ha rinunciato alle garanzie del
pericolante sistema di Detroit per avvicinarsi al regime di salario e normativo
in vigore in quelle parti degli Stati Uniti dove le regole non le fa la
contrattazione collettiva, ma i produttori stranieri,
giapponesi in testa. Vedremo nei prossimi anni se questa mossa consentirà al
sindacato di vivere, rigenerandosi. Certo è che l'esempio americano suggerirà
non pochi interrogativi anche ai partecipanti nostri cortei del Primo Maggio,
anche al movimento sindacale italiano. Quale sarà il futuro delle componenti
industriali del sindacato? Quelle che non possono vivere delle politiche e dei
riti confederali, che non hanno i vantaggi e le sicurezze del pubblico impiego,
che sono incalzate dalla crisi a ripensare alle loro modalità di presenza e di
azione. Il sindacato italiano possiede una radice industriale senza di cui non
disporrebbe né dell'immagine né del credito che ha capitalizzato nel tempo. Ma
si tratta di una radice che va restringendosi e che le divisioni tra le
confederazioni minacciano di consumare ancor più. Forse è il momento per il
sindacato italiano di scommettere sul suo futuro e sul futuro della nostra
industria più risolutamente di quanto abbia fatto finora. Tentando a sua volta
la via dell'innovazione, pur senza replicare esempi e formule che sono
intraducibili nel nostro contesto. Ma se l'esperienza sindacale ha bisogno del
contatto vivificante con la sfera della produzione, forse vale la pena di
chiedersi se non sia possibile rafforzare la matrice e i caratteri industriali
dell'organizzazione dei lavoratori. Magari ipotizzando un sindacato capace di
abbracciare tutte le categorie dell'industria, per divenire forza di coesione
del nostro tessuto produttivo. Giuseppe Berta
( da "Stampa, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Class Action
COPYRIGHT ECONOMIA
HI-TECH Oggi su www.lastampa.it L'INDISCREZIONE NEL CANALE «TECNOLOGIA» Google
Book Search, slitta l'accordo con autori ed editori Sun, crollo dei risultati
mentre si attende l'acquirente Oracle Microsoft e Verizon progettano il rivale
dell'iPhone Non è più il 5 maggio, ma è posticipato al 4 settembre il termine
entro il quale editori e autori anche italiani potranno scegliere di aderire
alla class="hilite">class="term">class class="term">action
intrapresa negli Usa contro Google per «Book Search», il servizio di
digitalizzazione di opere (oltre 7 milioni di volumi) realizzato dal motore di
ricerca in collaborazione con le biblioteche. www.lastampa.it/masera Per fare
concorrenza al popolare iPhone della Apple, secondo indiscrezioni online
Verizon Wireless e Microsoft lavorano a un nuovo cellulare touch screen con
Windows Mobile, il sistema operativo per dispositivi mobili la cui posizione di
mercato è messa a dura prova dagli smart-phone come iPhone e Blackberry, che
utilizzano altri sistemi. A una settimana dall'annuncio di Oracle della sua
intenzione di acquisire Sun Microsystems per 7,4 miliardi di dollari, ieri Sun
ha pubblicato in sordina i risultati del suo terzo trimestre 2009 comunicando
un calo del 20% dei ricavi: 2,61 miliardi di dollari, il peggior fatturato dal
( da "superEva notizie"
del 04-05-2009)
Argomenti: Class Action
X-Men Origins
Wolverine The Videogame Recensione In perfetta sincronia con l'arrivo del film
nelle sale, arriva su PC e Console il videogame di X-Men Origins Wolverine. Gli
appassionati videogiocatori nei confronti di questo genere di[...] In perfetta
sincronia con l'arrivo del film nelle sale, arriva su PC e Console il videogame
di X-Men Origins Wolverine. Gli appassionati videogiocatori nei confronti di
questo genere di trasposizioni, a ragione visti i tanti precedenti piuttosto
"infelici", hanno più di una diffidenza ma, anticipando le
conclusioni, gli esperti programmatori di Raven (Quake 4, Marvel Ultimate
Alliance e più indietro nel tempo Hexen ed Heretic tanto per citare alcune
delle loro produzioni) class="hilite">sono
riusciti a creare un eccellente class="term">action
che andiamo subito a scoprire più da vicino nel corso dei prossimi paragrafi.
PUBBLICITà PUBBLICITà Seguendo in parte la narrazione cinematografica ma
proponendo anche elementi inediti, in X-Men Le Origini: Wolverine i giocatori
faranno propri tutti quelli che sono gli elementi chiave dell'amatissimo
personaggio dell'universo Marvel: la sua forza bruta, le abilità mutanti
rigenerative e gli indistruttibili artigli in adamantio in grado di provocare
danni devastanti spesso mortali e di rigenerarsi in tempo reale rivelando i
misteri e il complesso passato del mutante tra cui la verità a proposito dei
legami tra Wolverine, il Colonello Stryker e Sabretooth. Il gioco non fa nulla
per nascondere la forte ispirazione tratta da God of War: ci troviamo infatti
di fronte ad un tipico class="term">action
"smash button" dove la forza e la violenza di Wolverine si tramutano
in carneficine di nemici anche ben più grandi del caro Logan. Violenza quasi
estrema senza dubbio, difficilmente rintracciabile in altri titoli simili che
ben si sposa comunque con il protagonista! Wolverine comunque non può
considerarsi un clone di Kratos perchè ha molte variazioni sul tema, che però
ugualmente possono essere ricondotte ad altre influenze a cominciare da Tomb
Raider in fatto di enigmi e situazioni platform da affrontare. Non è di certo
quindi l'originalità la forza della produzione di Activision, ma nell'insieme
ci troviamo di fronte ad un eccellente class="term">action
a cui non ci si riesce a staccare anche dopo lunghe sessioni e che ha pure una
crescita del personaggio in stile RPG molto gradevole anche perchè ci
consentirà di avere a disposizione nuove abilità e nuove possibilità di
attacco. Pollice in alto anche per la realizzazione tecnica: vero che di tanto
in tanto fa capolino qualche rallentamento (mai comunque così forte da casuare
problemi al gameplay), vero che c'è qualche ambientazione non proprio al top,
ma i Raven, con il supporto dell'Unreal Engine 3, creano un universo
immaginifico molto ampio con location variegate ed anche con boss di fine
livello di dimensioni veramente monumentali. Un plauso va anche alla
realizzazione del nostro alter ego Wolverine arricchito da un set di animazioni
stratosferico ed anche da alcuni tocchi di classe come
la rigenerazione in tempo reale delle ferite. La colonna sonora fa solo da
"sfondo" senza mai toccare particolari apici qualitativi mentre la
localizzazione in italiano è sufficiente se pur per un gioco così
cinematografico si poteva e si doveva fare qualcosa di più secondo la nostra opinione.
Lodi infine anche per la longevità: ci vogliono come minimo 15 ore per
concludere il titolo e 15 ore di gameplay "vero" nel senso che a
livello normal si riesce a proseguire senza troppe difficoltà nel corso dei
livelli e quindi le situazioni reiterate saranno poco frequenti. Se poi
l'avventura principale non vi bastasse, c'è un buon numero di extra da
sbloccare tramite varie sfide che avremo modo di affrontare dopo averle trovate
nello story mode. IN CONCLUSIONE Forse al Videogame di X-Men Origins Wolverine
mancherà un pò di originalità (le influenze di God of War in primis ma anche di
Tomb Raider si percepiscono facilmente) ma gli esperti programmatori di Raven
realizzano senza ombra di dubbio uno dei migliori "tie-in" della
storia e probabilmente la migliore trasposizione videoludica di un supereroe.
Un class="term">action spettacolarissimo
(alcune sequenze in computer grafica sono sublimi!) con qualche variazione sul
tema, longevo ben al di sopra la media, tecnicamente valido e con tutto il
fascino di Wolverine. Con quel quid in più sarebbe diventato un capolavoro, ma
anche così siamo di fronte ad un titolo da consigliare senza esitazione agli
amanti di questo genere di interazione videoludiche. GLAMOUR 9.3 TECNICA 8.5
GAMEPLAY 8.9 LONGEVITA 8.9 TOTALE 8.9 Invia tramite EMAIL | Versione per la
STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato
ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 4
maggio 2009 in: Recensioni PC Recensioni XBOX 360 Recensioni PS3 Playstation 3
Xbox 360 PC Games » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le
vostre opinioni
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-05 - pag: 38 autore: Diritto
dell'economia. Oggi al Senato inizia l'esame del Ddl collegato con il nuovo
testo Class action sotto pressione Ma alla Camera si affaccia l'ipotesi di uno
slittamento Giovanni Negri MILANO Potrebbe complicarsi il cammino della class
action. Sino a rendere possibile, se non probabile, un nuovo slittamento
dell'entrata in vigore. Oggi il Senato inizia l'esame del disegno di legge
collegato alla Finanziaria nel quale è stato inserito l'emendamento
del Governo che riscrive il testo dell'azione collettiva.
L'approvazione, che arriverà probabilmente nel corso della settimana, appare
scontata. Meno scontate sono invece le tappe successive: il passaggio alla
Camera non si preannuncia indolore. Alla commissione Giustizia di Montecitorio,
infatti, monta lo scontento. Da tempo i deputati stavano esaminando un
"pacchetto" di proposte di legge sulla class action che coincidono
solo in parte con le indicazioni dell'Esecutivo, con l'obiettivo di arrivare
alla redazione di un testo unificato da portare in Aula. La mossa del Governo,
che ha presentato l'emendamento al Senato, ma soprattutto la sua approvazione
in commissione la scorsa settimana, ha fatto precipitare le cose: il relatore
sui provvedimenti, il deputato Antonino Lo Presti, si è dimesso dall'incarico,
e il presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, non ha potuto
che prenderne atto. Come pure non ha potuto che prendere atto del prossimo
arrivo a Montecitorio del disegno di legge con la nuova versione dell'azione collettiva. Conseguente la decisone di sospendere l'esame
degli altri disegni di legge in attesa del collegato. Una volta approdato alla
Camera, però, Bongiorno non lo nasconde, la commissione Giustizia potrà
chiedere all'Assemblea lo stralcio di tutta la parte sulla class action, in maniera
da poter ritornare così "padrona" della materia e abbinare la
proposta del Governo alle altre in discussione. Una mossa che farebbe leva
anche sull'eterogeneità della class action rispetto alla materia oggetto del
collegato, ma che avrebbe come sicuro effetto un'ulteriore dilatazione dei
tempi. E che di sicuro renderebbe necessario uno slittamento dell'entrata in
vigore dell'azione collettiva. A oggi, la data del
debutto è stata fissata per il 1Ú luglio, ma già c'è incertezza anche
sull'approvazione definitiva del collegato in tempo utile: se lo stralcio
venisse deciso, l'allungamento dei tempi renderebbe teoricamente possibile
l'entrata in vigore della versione dell'azione collettiva
approvata nel corso della passata legislatura. Una versione particolarmente
sgradita alle imprese perchè molto squilibrata e imprecisa sulle materie
oggetto di tutela oltre che di difficile applicazione. Insomma un bel
pasticcio, in cui, oltre alle inquietudini del Parlamento, vanno considerate le
perplessità delle associazioni dei consumatori, già pronte a fare la guerra a
disposizioni che da una parte ne ridimensionano il ruolo come proponenti
dell'azione, mentre dall'altra alimentano forti dubbi sul fatto che l'azione
possa essere utilizzata anche per chiedere risarcimenti in materia di
risparmio. Se a tutto questo si aggiunge l'irretroattività che taglia fuori
tutti i più recenti scandali finanziari, è evidente come lo strumento non
raccolga ampi consensi. La proposta da oggi in discussione nell'Aula del
Senato, inoltre, fa un timido tentativo di introduzione di un giudice
specializzato nella materia economica, tanto più necessario per uno strumento
del tutto inedito,concentrando però di fatto le competenze in capo a pochi
tribunali del Paese. © RIPRODUZIONE RISERVATA RISCHIO STALLO A Montecitorio
prende corpo l'ipotesi di uno stralcio che renderebbe impossibile assicurare il
debutto già a partire del 1Úluglio
( da "Repubblica, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 26 - Economia
Il ddl sviluppo la fissa a luglio 2008, ma nella maggioranza c´class="hilite">è chi vuole cancellarla Class class="term">action, retroattività a rischio Il
Pd attacca: "Per molte norme non c´è una copertura finanziaria
sufficiente" LUCA IEZZI ROMA - Il Ddl sviluppo potrebbe dare un altro
colpo ai diritti dei consumatori. Il disegno di legge, sempre più omnibus, ha
cominciato ieri il suo iter nell´aula del Senato dopo oltre due mesi passati in
nelle commissioni. Nonostante questo ci sono ancora 610 emendamenti (di cui 150
della maggioranza e tre del governo) da discutere e tra questi, secondo fonti
parlamentari di maggioranza, vi sarebbe un ulteriore depotenziamento della class="term">class class="term">action. La proposta è di eliminare
del tutto la retroattività della norma: non si potrebbero più portare in
tribunale le aziende per truffe e danni subiti dai clienti prima
dell´approvazione della legge, cioè nella seconda metà del 2009. E dire che già
la formulazione attuale ha suscitato diverse polemiche perché esclude gli
illeciti commessi prima del luglio 2008, scadenza che esclude i grandi scandali
finanziari come le obbligazioni Cirio e Parmalat vendute ai risparmiatori. In
generale il provvedimento che ha visto crescere le norme e i settori
interessati dalla sue misure non avrà vita facile: aggiungendo disposizioni su
disposizioni, dal mercato energetico al ritorno al nucleare,
dall´internazionalizzazione delle imprese ai i fondi per il mezzogiorno o l´editoria,
molti commi non avrebbero più la necessaria copertura finanziaria. «Se ci sono
delle parti che hanno problemi di copertura verranno stralciate» ha detto il
presidente della Commissione Bilancio del Senato Antonio Azzollini. La sua
commissione si riunirà in mattinata per sottoporre una soluzione al presidente
del Renato Schifani. Si tratterebbe, secondo il senatore Enrico Morando, «di un
elenco di una trentina di norme individuate dal ministero dell´Economia». Il
ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che punta all´approvazione
entro la settimana prossima, ha avuto in serata un riunione con alcun senatori
di Pdl e Lega per tentare di ridurre il numero di emendamenti.
( da "Manifesto, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
FIAT-CHRYSLER La
globalizzazione del Lingotto mette alla prova la Cgil Sindacato Usa, da azienda
interinale a capitalista Claudio Mezzanzanica NEW YORK NEW YORK L'accordo Fiat
Chrysler è una grande operazione politica. Usando l'argomento dei sei milioni
di veicoli come massa critica necessaria per la sopravvivenza, Marchionne è
sbarcato in quello che continua a essere il cuore del mercato capitalistico e
intende completare l'operazione abbattendo il muro di Berlino. Se l'operazione
riescirà, l'ombrello protettivo per la Fiat si estenderà come mai è avvenuto
nella sua storia. Le vicende di questi mesi ci hanno insegnato come gli stati
non siano intenzionati a chiudere i loro colossi industriali e finanziari, se
non a scopo educativo. Soprattutto quando entrano in gioco grossi numeri
occupazionali preferiscono mettere mano alla borsa piuttosto che veder chiudere
le aziende. La mossa di Marchionne fa diventare la Fiat un gruppo «socialmente»
rilevante a livello mondiale. Questa nuova fisionomia potrebbe avere riflessi
positivi per l'occupazione nel lungo periodo. In uno scacchiere mondiale,
ovviamente, perché da oggi Fiat non è piu il «gruppo di Torino». La novità è
grande e bisogna saper cogliere tutte le implicazioni, sfuggendo a visioni di
corto periodo. Ci sono molte altre considerazioni, a partire da che cosa è
Italia. Non sarà un paese con una grande ricerca scientifica ma resta una
cultura tecnica media di grande spessore, un dato da valorizzare per discutere
di come uscire dalla crisi. Se affianchiamo alla vicenda Fiat quella
dell'Agusta e della maxi commessa ricevuta in passato per la costruzione
dell'elicottero presidenziale Usa - sta per essere rinnovata anche se in forma
ridotta rispetto ai programmi iniziali, scopriamo che il tessuto produttivo
italiano ha ancora un livello tecnico di eccellenza. Negli anni in cui i soldi
si facevano con le attivita finanziarie, questo tessuto è stato oscurato perché
si tratta di attività meno redditizie dei fondi di Maddox, meno accattivanti ma
oggi, si scopre, sono la base da cui ripartire. Questo è il punto. Perché al
termine della crisi i comparti industriali di ciascun paese saranno profondamente
modificati, come del resto anche i prodotti. Lo saranno le auto e le
abitazioni, i due pilastri dei consumi familiari. Oggi stanno già cambiando i
criteri con cui conduciamo gli acquisti. Se cosi non fosse, non si capirebbe la
scommessa industriale della Fiat di vendere auto piu piccole con minori consumi
sul mercato nordamericano. Insomma, l'accordo Fiat Chrysler sta dentro un
processo di mutamenti più grande di quanto ci ostiniamo a vedere. Anche per il
sindacato americano la svolta è epocale. Le Unions non sono la Cgil. Da
cinquant'anni sono la piu gigantesca agenzia interinale al mondo. Prestano la
manodopera alle aziende prelevando il 40% del salario lordo. Con quei soldi
gestiscono il fondo pensione degli iscritti, garantiscono l'assistenza
sanitaria, pagano le ferie. Coi fondi statali fanno i corsi di formazione
professionale. Sono una piccola potenza finanziaria, non immune da poco
edificanti lotte intestine per assicurarsi fette di mercato del lavoro e da
sgradevoli episodi di malversazione. Due anni fa prestarono alla GM due
miliardi con un tasso d'interesse ben superiore a quello di mercato. Si era
allora nella prima fase della crisi dell'auto. Il loro ingresso
nell'azionariato Fiat Chrysler non è privo di significato e aspettative. Tecnicamente,
con il 55% sarebbero i padroni del gruppo. Praticamente mettono a disposizione
la liquidità e i sacrifici degli occupati perché ci sia un riapprezzamento del
valore azionario dell'azienda. In questo siamo ancora in pieni anni Novanta,
con l'aspettativa di diventare tutti azionisti e vivere di rendita finanziaria.
Un copione sempre verde negli Usa che questa volta non passa per i giochini di
Wall Street ma per il rilancio industriale dell'azienda e il suo ritorno alla
redditivita. Da qui la forte convergenza con gli interessi del gruppo Fiat. Se
il rilancio riescisse la Fiat diventerebbe la prima azionista del gruppo
Chrysler e farebbe utili. Il sindacato vedrebbe salire il valore delle azioni
rafforzando la sua liquidità. Avrebbe un ruolo subalterno rispetto al gruppo
dirigente Fiat, ma con questa sua partecipazione alla proprietà in forma collettiva, se da un lato si è collocherebbe nella tradizione culturale
americana, dall'altro aprirebbe per sé un nuovo capitolo. Non più qualche
dipendente azionista dell'azienda ma tutti i dipendenti, in forma collettiva. Impossibile comunque stare in un consiglio di amministrazione,
anche se in modo subalterno senza affrontare i temi della gestione della
trasformazione della Chrysler. Problemi ben diversi dal maneggiare i
soldi per fondi pensione o per le convenzioni con le cliniche per assicurare le
prestazioni sanitarie ai lavoratori. Anche per il sindacato americano, quindi,
si apre una stagione di cambiamenti.Ma anche per quello italiano. Perché il
gruppo Fiat-Chrysler aprirà un confronto tra sindacati italiani e Unions. Una
pagina tutta da scrivere, interessante da vedere. Foto: LA CATENA DI MONTAGGIO
IN UNA FABBRICA OPEL IN POLONIA /FOTO
( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Esteri data: 06/05/2009 - pag:
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
Prov Gallura Pagina
8031 isola rossa Occupano l'area demaniale Ruspe in azione, rischio demolizione
per alcune villette Isola rossa. Occupano l'area demaniale --> Gli operai
sono entrati in azione sabato mattina. La demolizione è iniziata con un
intervento nel cortile di una villetta che guarda proprio alla piazzetta
Belvedere dell'Isola Rossa. Qualche decina di minuti e un muro di cinta è
venuto giù. Il tempo necessario perché i proprietari dell'edificio venissero avvertiti
della presenza degli operai incaricati dal Comune. All'Isola Rossa sono
arrivati subito i carabinieri di Trinità che hanno invitato il personale
impegnato nella demolizione ad interrompere il lavoro. Il primo atto della
contesa che vede contrapposti, almeno per ora, la famiglia Carta, proprietaria
dell'edificio, e l'amministrazione di Trinità. Secondo il Comune, per
completare un intervento di riqualificazione e risistemazione dell'area è
necessario anche procedere alla demolizione e all'acquisizione di una striscia
di terreno che si trova a ridosso della spiaggia. Area demaniale, secondo il
Comune, da sgomberare e da mettere a disposizione della collettività. I
proprietari hanno tutt'altra idea e ritengono invece di aver sempre utilizzato
in un ambito di legalità gli spazi. Soprattutto hanno preso malissimo l'avvio
delle operazioni di demolizione nel fine settimana, dicono loro, senza
un'adeguata preventiva comunicazione da parte dell'amministrazione. Ma non è
finita qui. Perché il caso della piazza che guarda al mare dell'Isola Rossa
potrebbe riguardare altri privati. Il consiglio comunale ha infatti adottato
una delibera che crea tutte le condizioni per un intervento più ampio. Insomma
il Comune intende riqualificare completamente questo tratto di spiaggia, anche
recuperando aree che attualmente sono occupate da edifici privati. Per chi ha
sempre usato le villette il problema non si pone. Si tratta infatti di immobili
costruiti tanti anni fa e probabilmente sottoposti ad interventi di modifica e
in qualche caso ampliamento, in periodi molto lontani. Adesso si è arrivati
allo scontro tra proprietari e Comune perché la giunta Muretti ha a
disposizione un finanziamento destinato al recupero e riqualificazione del
sito. Un tratto immediatamente a ridosso della spiaggia dell'Isola Rossa, tra i
più frequentati nel periodo estivo, per il quale è stato da tempo predisposto
un progetto di sistemazione a tutto favore di turisti e bagnanti. ANDREA BUSIA
( da "Corriere.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Brutte
notizie per i truffati Parmalat e Cirio Class class="term">action:
verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il
Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata
in vigore ROMA - Ulteriori brutte notizie per i truffati Parmalat, Cirio e bond
argentini. La class="term">class class="term">action
(la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere
introdotta senza però valore retroattivo. «C'è un emendamento in questo senso
del Pdl», lo riferisce al Senato il relatore al disegno di legge sviluppo,
Antonio Paravia (Pdl). Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione
Industria, sono possibili azioni di classe contro
frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della
maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. L'emendamento
sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo
Madama. Il provvedimento già riconosceva il diritto al risarcimento solo ai
singoli cittadini che avevano denunciato l'illecito e non a tutti coloro che
avevano subito il danno. RINVII - La class="term">class class="term">action
era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente
osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno
dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno
slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto
normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT
-Proprio grazie a una class="term">class class="term">action,
negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di maggio
( da "Repubblica.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
ROMA - La class="hilite">retroattività scomparirà dalla
normativa sulla class="term">class class="term">action.
Ad annunciarlo è stato Antonio Paravia, relatore del disegno di legge sullo
sviluppo all'esame del Senato in cui sono contenute le misure sull'azione
risarcitoria collettiva. La retroattività sarà
cancellata con "un emendamento a firma Alberto Balboni", ha spiegato,
"contenuto in un nuovo fascicolo che arriverà in giornata". La norma
inserita nel testo del Ddl in commissione Industria stabiliva la retroattività
per gli illeciti commessi a partire dal primo luglio 2008. Con l'emendamento
della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. Critici
molti esponenti dell'opposizione: "E' estremamente grave che la
maggioranza di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i
cittadini che sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli
ultimi anni degli strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato
in molte parti del mondo, l'azione collettiva di
risarcimento", ha dichiarato il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi
Zanda. "Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla
crisi italiana, il centrodestra - ha concluso Zanda - vuol far calare
definitivamente il sipario". (6 maggio 2009
( da "Trend-online"
del 06-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Class class="term">action: verso stop totale alla
retroattivita'
( da "Trentino" del
07-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere
delle Alpi)
Argomenti: Class Action
Colpo
di spugna sulla class action Il Pdl cancella la retroattività dei risarcimenti
collettivi La norma metterebbe Alitalia al riparo da azioni legali CARLO ROSSO
ROMA. La maggioranza si prepara a calare il sipario sui principali scandali
finanziari degli ultimi anni con una norma che riguarderebbe anche la chiusura
di Alitalia. Il
colpo di spugna è contenuto in un emendamento presentato dal Pdl al disegno di legge
sullo sviluppo, all'interno del quale si trovano anche le norme relative alla
class action. Nella versione approvata dalla commissione industria, il testo
prevedeva che azioni legali collettive fossero possibili solo contro frodi
messe in atto a partire dal giugno del
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">RISPARMIO
TRADITO La nuova class="term">class class="term">action
salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un
testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per
i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO
GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento
per sei mesi dell'entrata in vigore della «class="term">class class="term">action»,
la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e
risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di
legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica
comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e
Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva
da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi
prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato,
infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi
dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che
comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri
mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a
firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta
dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a
votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa
proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la
retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio
Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da
accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare
però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack
che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare
le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato
dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività
ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv
Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che,
già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di
far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa.
Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni
altro rinvio della class="term">class class="term">action
significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È
una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro.
Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni
hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare
definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta:
«non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro
modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per
la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo
Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno
delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma
anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di
certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl
da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust
sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che
ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di
liberalizzazione di Bersani.
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Intervista Gustavo
Visentini "Legge-pasticcio No allo strapotere dei Consumatori" L'class="hilite">esperto dei governi MARCO SODANO
TORINO Questa non è neppure una class="term">class class="term">action
vera e propria. E non è soltanto questione di retroattività, è il meccanismo
che non funziona». Gustavo Visentini, docente di diritto privato comparato
all'Università di Roma Luiss Guido Carli, va dritto al sodo. Professore,
l'ultima versione della legge sulla class-class="term">action preclude la retroattività.
Non si potrà usare per i crac già consumati. Sta qui il difetto? «Questa è solo
l'ultima conseguenza di un difetto iniziale: identificare le associazioni di
consumatori come soggetto terzo che ha la possibilità di proporre una causa di
sua iniziativa. Ho criticato duramente questa impostazione quando mi è stato
chiesto un parere sul provvedimento». In fondo però i consumatori, raccogliendo
le proteste dei risparmiatori hanno una visione d'insieme del problema. «Quelle
associazioni non hanno subito il danno in prima persona: che diritto hanno di
rivalersi su chi l'ha causato? Questa legge introduce un soggetto nuovo nel
processo, un sostituto del danneggiato. è proprio per questo motivo che la
regola non può essere retroattiva». Cosa bisognava fare? «Per esempio si poteva
copiare semplicemente la norma americana. Lasciando a chi vuole intentare una
causa i vantaggi della class="term">class class="term">action:
primo la riduzione delle spese, con un solo gruppo di avvocati che segue il
procedimento per tutti. Secondo, un impatto diverso in aula: non è più la causa
di tizio, con una quota irrisoria del capitale, ma la causa di centinaia - se
non migliaia - di persone. Garantendo un maggiore equilibrio tra le parti.
Avessimo adottato quello schema allora sì che la legge avrebbe potuto essere
retroattiva». A questo punto cosa succederà? «Succederà che le associazioni
ammesse a condurre le cause collettive in nome altrui avranno un potere
ricattatorio enorme: prima annunceranno la causa, poi gestiranno la conciliazione...
sia come sia non avranno nella causa lo stesso interesse di chi ha perso del
denaro in prima persona. Insomma: non è difficile immaginare il caos che ne
verrà fuori». Potrebbero diventare i professionisti della class="term">class class="term">action,
usare il potere che ne consegue. «Questa legge pasticciata conferma una volta
di più che siamo un paese di lobbisti».
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Lannutti Il senatore
dipietrista capo dei consumatori: «Così andiamo a braccetto con i truffatori»
Zanda L'esponente Pd: «Il governo vuol fare calare il sipario su vicende che
hanno contribuito alla crisi» Obbligazionisti Chi ha acquistato i bond dell'ex
compagnia di bandiera avrà solo un rimborso del 30% [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI
ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi
dell'entrata in vigore della «class="hilite">class="term">class class="term">action», la norma che consente
azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un
emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe
regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non
solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma
addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva
da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi
prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato,
infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi
dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che
comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri
mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a
firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta
dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a
votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa
proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la
retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio
Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare».
Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra
le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno
investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie
più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla
Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività
ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv
Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che,
già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di
far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa.
Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni
altro rinvio della class="term">class class="term">action
significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È
una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro.
Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni
hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare
definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta:
«non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro
modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per
la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo
Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle
imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche
per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di
certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl
da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust
sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che
ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di
liberalizzazione di Bersani.
( da "Corriere.it"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Protesta di
pd e idv Class class="term">action: verso
l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl.
L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in
vigore ROMA - La class="term">class class="term">action
(la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere
finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo. «C'è
un emendamento in questo senso del Pdl», lo riferisce al Senato il relatore al
disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl). Secondo il testo del ddl
uscito dalla commissione Industria, sono possibili azioni di classe
contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della
maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. L'emendamento
sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo
Madama. Il provvedimento già riconosceva il diritto al risarcimento solo ai
singoli cittadini che avevano denunciato l'illecito e non a tutti coloro che
avevano subito il danno. RINVII - La class="term">class class="term">action
era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente
osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno
dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno
slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto
normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT
-Proprio grazie a una class="term">class class="term">action,
negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di maggio
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Blitz dei vigili, i
giovani in azione sul Corso. Le sanzioni in base all'ordinanza 2001. De
Checchi: «Puniremo gli atti di petulanza» Linea dura sulle collette moleste
Raccolgono offerte per la Onlus tra i passanti: 300 € di multa Onlus, comunità
di recupero, sovvenzioni ad associazioni del genere più vario in cambio di
cartoline, fotografie, penne o spillette. A chi non è capitato di essere
fermato da uno dei volontari della colletta di strada? Organizzati a gruppi di
due o più battono a tappeto soprattutto Corso del Popolo, ma ogni tanto non
disdegnano qualche puntata in Piazza. Fermano tutti, dai giovani agli anziani.
E a quanto pare non sono molto graditi. A Ca'Sugana, varata l'ordinanza
anti-accattoni, si è deciso di allargare il tiro. L'assessore alla sicurezza
Andrea De Checchi ha chiesto agli uomini del corpo di tenere la guardia alta
contro i «petulanti». E ieri è scattato il blitz. Doppia multa da 150 euro ai
volontari della «Frates Onlus». Cinque secondi e la stangata era servita. Tempo
di fermare i due ragazzi in Corso del Popolo, controllare i documenti e il
materiale che portavano al seguito e staccate la multa. Motivo? Violazione
dell'ordinanza 29760/2001. Nulla a che vedere quindi con il nuovo regolamento
anti-accattonaggio varato dalla giunta. Tutta un'altra storia, simile se si
vuole, ma ben più datata. I volontari della colletta di strada sono stati
sanzionati per la bellezza di 150 euro cadauno per «comportamento che arreca
disturbo alla quiete pubblica» e nello specifico, come recita l'ordinanza del
2001, per raccolta fondi o collette operate con insistenza. Raccoglievano soldi
per la Frates Onlus, associazione senza scopo di lucro che ha sede a Milano ma
luogo natio a Bratislava. Il metodo, sempre lo stesso: «Buongiorno (o ciao,
dipende dall'età, ndr), raccogliamo fondi per la realizzazione di una struttura
idonea a ospitare minori o...». Così persona dopo persona. In cambio
dell'offerta (solo se generosa), una spilletta. Ma qualcuno alla fine non li ha
digeriti più e ha chiamato il comando dei vigili. «Non ho dato ordini precisi
in merito - spiega De Checchi - ma ho chiesto intervenire contro comportamenti
petulanti». E visto che il regolamento già c'è, non è stato difficile
applicarlo. Incassata la multa, i due ragazzi hanno preso la via della stazione
dei treni no senza malumore: «Non facevamo nulla di male - hanno replicato - la
legge permette quest'attività». Contro Ca'Sugana si annunciano ricorsi.
(Federico de Wolanski)
( da "Tempo, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
stampa Emendamento
in Senato al ddl sviluppo. class="hilite">Restano
fuori gli obbligazionisti Alitalia Class class="term">action
«spuntata» Niente retroattività per l'azione collettiva
dei risparmiatori Niente retroattività per la class="term">class class="term">action.
L'azione collettiva dei cittadini contro i torti
subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che
verranno commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del
Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori
così la possibilità di una azione collettiva da parte
degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo
un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della
maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo
che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle
imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok dell'Aula di
Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri ma
sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte
della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta
fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori
in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di
«correttezza» giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di
migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese
negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti.
Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria
del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio
2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno
fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con
un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in
modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Primo tra tutti Elio Lannutti
che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad
andare a braccetto con bancarottieri e truffatori».
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 27 - class="hilite">Economia Class class="term">action, via la retroattività Gas,
stop al tetto antitrust. Faro del Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA -
Liberalizzazioni martoriate dagli emendamenti della maggioranza presentati al
ddl Sviluppo. La class="term">class class="term">action,
la possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le
società in caso di truffa, perde la retroattività, peraltro già limitata finora
al 30 giugno 2008 (escludendo a priori i grandi scandali finanziari Cirio e
Parmalat). Il relatore del provvedimento, il senatore Antonio Paravia, ha
ribadito la volontà delle maggioranza di proteggere solo da illeciti che si
verificheranno dopo l´entrata in vigore della legge. «Non vogliono che i
risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano
rivendicare i loro diritti» commenta il senatore dell´Idv e presidente
dell´Adusbef, Elio Lannutti. Non solo, il Popolo delle libertà, propone di
eliminare il divieto di monomandato per gli agenti assicurativi che ora devono
vendere prodotti di compagnie differenti. Modifica già definita
anticoncorrenziale dall´Antitrust. Confermato l´emendamento per sopprimere la
proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas che
limitano il dominio dell´Eni nel settore. «In materia di liberalizzazioni se
non si va avanti è perché si vuole andare indietro» ha commentato l´ex ministro
Pierluigi Bersani portando ad esempio un altro cambiamento presente nel ddl
sviluppo: nel trasporto ferroviario si torna all´affidamento diretto per le
tratte anziché definire e mettere in gara i servizi. D´altronde in questi
stessi giorni alla Camera è stato bloccato il tentativo di far valere riportare
il numero di notai a 6152 come prevede la legge contro i 4723 attuali. Sempre
in tema di concorrenza, l´Antitrust ha aperto tre distinte istruttorie contro
alcuni distributori di gas ed elettricità (Italgas, Acea, A2a) per verificare
se hanno impedito ai nuovi entranti di guadagnare clienti. L´indagine,
riferisce il garante, è stata avviata alla luce di una serie di segnalazioni
inviate dalla società Sorgenia in base alle quali i tre gruppi, attraverso le
loro società di distribuzione, avrebbero rallentato e bloccato in numerose
città le procedure necessarie per consentire il passaggio dei clienti come
previsto dalla legge e dall´Autorità per l´Energia.
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Class class="term">action Il governo salva i
truffatori Un emendamento del Pdl esclude la retroattività. Ricorsi possibili
solo in 11 tribunali in Italia ALLA P
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
«Un governo che non
combatte la criminalità, quella vera» Intercettazioni e sicurezza, due linee
opposte. Il segretario Anm: nel primo caso ci lasciano senza strumenti per
lavorare, nell'altro si lasciano persone in balia della sorte MASSIMO SOLANI
Paragoniamo il danno che può causare lo scippo della pensione nei confronti di
una anziana davanti alle poste e quello invece derivato dall'azione di un
banchiere che ruba tutti i risparmi a decine di migliaia di vecchiette».
Ricorre ad un paragone Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm, per segnalare la
diversità di trattamento che la maggioranza ha deciso di adottare forzando la
mano sulle norme repressive del decreto sicurezza e rendendo al contempo
praticamente impossibile l'uso delle intercettazioni telefoniche. «Tornando al
nostro esempio - prosegue - la seconda condotta oggi in Italia gode in pratica
della certezza di impunità grazie ad un sistema che dimostra intollerabile
indulgenza. Nel frattempo per le forme di criminalità di carattere predatorio
lo stato sfoggia tutta la sua forza repressiva fino ad arrivare al più dannoso
parossismo». Cascini, col voto di fiducia si può dire addio ad ogni speranza di
modificare due leggi che voi avete duramente criticato. «Nelle audizioni in
commissione giustizia avevamo segnalato le insufficienze e le incoerenze delle
due riforme. In particolare per le intercettazioni telefoniche avevamo spiegato
che questa riforma rappresenta un grave colpo al contrasto di tutte le forme di
criminalità, da quelle più aggressive come gli omicidi e gli stupri a quelle
più legate al potere: i crimini economici, la corruzione e i reati contro la
pubblica amministrazione. Avevamo registrato attenzione alle nostre obiezioni,
anche in ampi settori della maggioranza, ma il voto di fiducia chiude ogni
discussione». Crede sia la conseguenza dei veti incrociati che rischiavano di
far saltare l'equilibrio della maggioranza? «Non mi occupo di dinamiche
politiche. Di certo assommare errore ad errore non migliora le cose. Se ci sono
due cose sbagliate e ci si accorda per farle passare entrambe il risultato è
doppiamente negativo per il paese». Anche sul ddl sicurezza avete spesso messo
in guardia dalle conseguenze pericolose per il sistema giustizia. «In quel
testo ci sono una serie di norme manifesto del tutto inutili dal punto di vista
del contrasto del crimine che però causeranno un ulteriore ingolfamento dei
tribunali e comprimeranno in maniera assurda alcuni diritti fondamentali degli
immigrati senza apportare alcun vantaggio alla collettività. Così facendo si
obbligano alla clandestinità migliaia di cittadini stranieri, con tutti i rischi
collegati anche sul piano della salute. Pensiamo ad esempio ad una famiglia
immigrata che non potrà più registrare un figlio all'anagrafe». Non trova che
così il governo mostri a pieno la sua doppia morale? Da una parte si eccede con
la repressione verso la fascia più debole della popolazione, dall'altra si
svuotano gli strumenti di contrasto verso i crimini delle classi
"forti". I colletti bianchi, i politici, l'alta
finanza... «È una caratteristica costante della legislazione penale degli
ultimi anni. Da tempo si è scelto di improntare le politiche di sicurezza
all'inasprimento delle pene o dei meccanismi processuali verso quegli episodi
che possiamo definire di devianza marginale che però creano allarme sociale.
Nel frattempo, paradossalmente, si abbandona la prospettiva di un serio ed
efficace apparato sanzionatorio nei confronti di quei crimini che sono più
dannosi per la collettività, anche se meno direttamente avvertiti come tali».
Intervista a Giuseppe Cascini
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Class class="term">action non retroattiva Il governo
salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti» sono tutti salvi. I patron
di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato prodotti ad alto rischio alle
famiglie, e anche l'azionista Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato
gli obbligazionisti della compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (solo
il 33% del valore). È stato depositato ieri in Senato l'emendamento che
cancella la retroattività alla class="term">class class="term">action,
l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere
in gruppo contro grandi società. La firma in calce alla proposta è del Senatore
Pdl (ex An) Alberto Balboni: ma il mandante è chiaramente il governo, visto che
da quando è entrato in carica ha demolito pezzo per pezzo la norma varata
nell'ultima Finanziaria Prodi. Nel novembre 2007 Confindustria la accolse come
«un atto ostile». Ieri nessun commento: arriverà forse al momento del voto
finale, la prossima settimana. levata di scudi Dall'opposizione si è levata una
salve di proteste. «la scelta della maggioranza è molto grave - ha attaccato
Anna Finocchiaro (Pd) - Oggi il centrodestra sancisce l'impossibilità per le
vittime degli scandali finanziari di vedere tutelati i propri diritti. per noi
è inaccettabile». «È un vero colpo di mano - ha aggiunto Luigi Zanda (pd) - che
fa calare il sipario sugli scandali degli ultimi anni». «Non vogliono che i
risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano
rivendicare i loro diritti», va all'attacco Elio Lannutti, senatore Idv e
presidente Adusbef. Anche l'udc si compatta con il centrosinistra. « Un regalo
per i furbetti di ieri, da parte di un governo nemico dei consumatori»,
commenta il senatore Gianpiero D'Alia. Quello della retroattività è l'ultimo
atto di una lunga opera di «sminamento» avviata dal governo Berlusconi quater.
Per la verità, anche il primo varo con il centrosinistra fu burrascoso: ci
volle un'intera giornata di voto in Senato e tutto passò sul filo di lana. Il
testo originario prevedeva un filtro giurisdizionale che «selezionava» le cause
presentate delle associazioni dei consumatori più rappresentative. Un
accorgimento volto a evitare azioni temerarie. La norma doveva entrare in
vigore 6 mesi dopo l'approvazione (giugno 2008). La retroattività era quella
stabilita nella prescrizione del codice civile. Con la nuova maggioranza cambia
tutto. Sono solo
( da "Tirreno, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 5 - Attualità Colpo di spugna sulla class action Il Pdl cancella la
retroattività dei risarcimenti collettivi La norma metterebbe Alitalia al
riparo da azioni legali CARLO ROSSO ROMA. La maggioranza si prepara a calare il
sipario sui principali scandali finanziari degli ultimi anni con una norma che
riguarderebbe anche la chiusura di Alitalia. Il colpo di spugna è
contenuto in un emendamento presentato dal Pdl al disegno di legge sullo
sviluppo, all'interno del quale si trovano anche le norme relative alla class
action. Nella versione approvata dalla commissione industria, il testo
prevedeva che azioni legali collettive fossero possibili solo contro frodi
messe in atto a partire dal giugno del
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">ECONOMIA
Fiat, Marchionne guiderà Chrysler Saab nel mirino Niente Class class="term">action Colpo ai creditori di Cirio
e Parmalat Alviani, Paolucci e Semprini Giovannini e Sodano
( da "Manifesto, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
TUTELA CONSUMATORI
Un emendamento del Pdl annulla la già limitata retroattività e salva dalle
cause pure banche e compagnie telefoniche Nuovo colpo alla class="term">class class="term">action:
restano fuori anche i creditori di Alitalia Giulia Torbidoni C'è mancato poco
che si potesse fare un po' di giustizia su importanti scandali finanziari di
questo paese. Ieri, in Senato, si è discusso il disegno di legge di sviluppo
che introduce class="hilite">anche la class="term">class class="term">action, cioè la possibilità, per
le persone che hanno subito uno stesso danno, di portare avanti un'azione
legale collettiva. Il testo iniziale, uscito dalla
commissione Industria, prevedeva la class="term">class class="term">action
per le frodi commesse dopo il 30 giugno 2008, ma il senatore del Pdl Alberto
Balboni ha presentato un emendamento che cancella questa già limitata
retroattività. La nuova data stabilita sarà il giorno di approvazione del ddl
sviluppo. Il testo prevede il risarcimento solo ai cittadini che hanno
denunciato un illecito (e non a tutti coloro che ne sono stati colpiti) e non
considera i danni prodotti dagli illeciti extracontrattuali, cioè quelli che
non sono prevedibili quando si stipula un contratto. Il limite del 30 giugno
2008 teneva già fuori i grandi scandali di Parmalat, Cirio e dei bond
argentini, ma lasciava aperta la partita almeno sui casi dell'Alitalia, della
Telecom o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole di
prodotti finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va incontro ai poteri
forti e che esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia che, truffati dal
Tesoro che li rimborserà solo parzialmente, potevano mettersi insieme e
rivendicare i propri diritti», afferma Elio Lannutti dell'Italia dei valori.
«La scelta compiuta dalla maggioranza di cancellare la retroattività
dell'azione collettiva di risarcimento è molto grave e
per noi è inaccettabile», sottolinea dal canto suo Anna Finocchiaro, capogruppo
del Pd al Senato. «Il governo così volta le spalle a tanti cittadini truffati»,
sostiene Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori dell'Udc. Critiche arrivano
anche dal Movimento di difesa del cittadino (Mdc) e dalla Federconsumatori, che
nota come «a questo governo la class="term">class class="term">action
non piace minimamente e non si capisce il perché dal momento che si definisce
governo liberale». Negli Usa la musica è diversa e la class="term">class class="term">action
funziona davvero. Colossi come le multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds,
o produttori di pneumatici come Ford e Firestone hanno risarcito i cittadini
che avevano leso fino all'ultimo centesimo. Un consumatore da solo non potrebbe
pagare un'accusa tanto potente da contrastare la difesa di grandi aziende. Ma
più cittadini insieme sì. Inoltre la legge americana prevede che agli avvocati
della parte lesa vada come compenso una parte del risarcimento che riescono a
strappare per i loro clienti. In questo modo anche gli studi legali più
prestigiosi appoggiano class="term">class class="term">action
di cittadini comuni. Balboni, intanto, difende il suo emendamento perché
«chiunque oggi può far valere i propri diritti se si sente leso e può
intraprendere una serie di azioni davanti a un tribunale». La legge, secondo il
Pdl, è già «uguale» per tutti.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI ENTI LOCALI data: 2009-05-07 - pag: 39 autore: Ddl
sviluppo. L'inizio della votazione degli emendamenti da parte dell'Aula è stato
ritardato dalla discussione sulla copertura economica Class action senza
effetti retroattivi Azioni dall'entrata in vigore della legge - Restano i dubbi
sull'applicabilità al settore finanziario Valentina Maglione Giovanni Negri
ROMA Class action senza retroattività. Neppure quella limitatissima, un anno,
inizialmente voluta dal Governo. è questo lo scenario che si profila dopo la
presentazione di un emendamento di maggioranza al collegato sviluppo in
discussione al Senato che sposta al momento di entrata in vigore del disegno
legge l'operatività dell'azione collettiva. La
modifica è stata accolta dalla polemiche sia delle associazioni dei consumatori
(per Elio Lannutti, presidente Adusbef e senatore Idv, «ogni rinvio significa
continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori») sia delle
opposizioni (per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd, è una «scelta
inaccettabile»). Già il Governo, a dire la verità, nell'emendamento presentato
a Natale e votato solo la scorsa settimana, aveva stabilito che l'azione collettiva poteva essere applicata solo agli illeciti
successivi al 30 giugno 2008, ma ora anche questa finestra viene chiusa.
Perché? I più maliziosi sostengono che così si tiene fuori qualsiasi ipotesi di
class action degli obbligazionisti Alitalia oppure da parte di chi è rimasto
coinvolto nel fallimento di Lehman Brothers. Replica Antonio Paravia (Pdl),
relatore al provvedimento: «La retroattività di una norma è sempre molto
difficile da accettare. Ci sembra una soluzione equa». Di fatto, però, da
valutare con attenzione c'è l'applicabilità dell'azione collettiva
all'intera materia finanziaria perché la norma, che verrà collocata nel Codice
del consumo, dispone sempre di consumatori e utenti e mai di risparmiatori o
investitori, e, inoltre, nel Tuf sono individuabili regole alternative di
tutela. Il quadro si chiarirà comunque nei prossimi giorni. L'esame degli
emendamenti al Ddl (iniziato solo ieri pomeriggio, dopo la discussione sui
problemi di copertura di alcune norme, sollevati dalla commissione Bilancio)
proseguirà stamattina e riprenderà la prossima settimana.«L'obiettivo – ha
detto il relatore –è chiudere entro giovedì prossimo». E le prime correzioni in
Aula sono state decise proprio accogliendo le osservazioni della commissione
Bilancio. Così, il testo ha perso due articoli e otto commi, dichiarati
inammissibili dalla presidente di turno Emma Bonino. Tra l'altro, è stata
cancellata la possibilità, per le imprese che non adottano i principi contabili
internazionali, di rivalutare volontariamente i titoli destinati al trading
senza il riferimento alla relazione sulla gestione. E sono state sfilate alcune
tra le disposizioni che rendono più stringenti i controlli sulle coop a
mutualità prevalente. Il Ddl vincola infatti la qualifica di coop a mutualità
prevalente all'iscrizione nell'Albo delle coop: che avverrà in modo automatico
per le nuove coop. Ma è stato dichiarato inammissibile l'obbligo per le società
già iscritte nel Registro imprese di chiedere l'inserimento nell'Albo delle
coop entro il prossimo 30 giugno. Ieri l'Assemblea ha esaminato il testo fino
all'articolo 8,ma sono stati accantonati gli articoli 1 (reti di imprese), 2
(reindustrializzazione) e 6 (incentivi all'internazionalizzazione delle
imprese). Palazzo Madama ha così dato il via libera alle norme taglia-oneri
amministrativi e sulle coop. Accantonate, invece, le disposizioni a tutela
della proprietà industriale e che, tra l'altro, fanno salire le sanzioni per
chi contraffà o altera marchi o segni distintivi: «le correzioni proposte – ha
spiegato il relatore –, su cui si cerca la convergenza di maggioranza e opposizione,
saranno esaminate martedì prossimo». © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 27 La legge Balboni, autore
dell'emendamento: la norma precedente andava indietro solo di qualche mese, class="hilite">era insensata Class class="term">action solo per il futuro Il Pdl:
no ai risarcimenti retroattivi. Il Pd: penalizzate le vittime degli scandali
finanziari ROMA Si riaccendono in Parlamento i contrasti sulla class="term">class class="term">action, l'azione collettiva di risarcimento dei danni introdotta con l'ultima
Finanziaria del governo Prodi e poi prorogata per due volte, prima nel giugno
2008 e poi a gennaio scorso dal governo Berlusconi con l'obiettivo anche di
perfezionarne la struttura. In questi giorni il Senato è impegnato nel terzo tentativo,
forse definitivo, di rendere operativa la nuova forma di difesa giudiziaria dei
consumatori di matrice anglosassone. E ciò tramite l'inserimento della norma
nel mega provvedimento sullo Sviluppo che comprende essenzialmente norme su
gas, elettricità e nucleare. Ma a far discutere, ancora una volta, è la
retroattività della class="term">class class="term">action,
chiesta a gran voce dai consumatori, dall'Italia dei Valori, dall'Udc e dal Pd
ed invece negata dalla maggioranza. Che ha dalla sua i desiderata del mondo
confindustriale, che chiede cautela nell'introduzione del nuovo meccanismo.
Anche per evitare la babele di cause su cinque o dieci anni (tanto è il termine
della prescrizione) di storia, e di scandali, italiani. In ballo infatti non
c'è, ovviamente, la retroattività della class="term">class class="term">action
che potrà essere utilizzata solo dopo l'entrata in vigore, ma quella dei danni
da risarcire. Escludere la retroattività vuol dire, insomma, togliere la
possibilità di promuovere azioni collettive di risarcimento per i crac Cirio e
Parmalat. In un primo testo, in commissione, il Senato aveva previsto di
limitare la retroattività al 30 giugno 2008, ma ieri il senatore del Pdl,
Alberto Balboni ha presentato un emendamento per eliminare tout court tale
eventualità. «Per una questione di coerenza legislativa. Che senso ha prevedere
una retroattività di qualche mese o di un anno? O c'è o non c'è, è più
semplice», spiega Balboni che di professione fa l'avvocato. E che comunque è
convinto che un nuovo meccanismo di procedimento giudiziario, tutto da rodare,
debba partire su questioni nuove. «Si tratta di buon senso», afferma. Ma
nell'opposizione esplode la protesta: anche perché la modifica, spiega Maura
Leddi del Pd alla quale fa eco Elio Lannutti dell'Italia dei Valori,
«sterilizza » le possibilità di risarcimento degli obbligazionisti e dei
piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia, colti di sorpresa dalla cancellazione
del titolo in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. Attualmente per
il loro indennizzo, dal decreto incentivi, è stato previsto un tetto massimo
complessivo di 100 milioni di euro, una somma che non accontenta per nulla gli
interessati. Balboni che nega di aver preso di mira proprio questo caso,
accenna ad una difesa: «La mia proposta non toglie i diritti che possono essere
comunque fatti valere in altro modo, secondo le norme vigenti» spiega. Luigi
Zanda (Pd) però non la pensa come lui. «È estremamente grave che la maggioranza
di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che
sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli
strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del
mondo, l'azione collettiva di risarcimento» dice. E
poi insiste: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla
crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario ».
Per un altro senatore del Pd, Enrico Morando il problema è anche un altro: «Con
i suoi emendamenti la maggioranza non fa altro che ritardare la messa a punto e
l'approvazione della class="term">class class="term">action.
È una sorta di boicottaggio». «La retroattività delle norme giuridiche incalza
il relatore Antonio Paravia del Pdl - è sempre molto difficile da accettare».
Ma l'opposizione è compatta. Anche l'Udc con il presidente dei senatori
Giuseppe D'Alia prende posizione e accusa il governo e la maggioranza di «voler
voltare le spalle a tanti cittadini truffati» mentre Anna Finocchiaro,
presidente del gruppo dei senatori del Pd, definisce l'iniziativa del Pdl «una
scelta grave». Stefania Tamburello
( da "superEva notizie"
del 07-05-2009)
Argomenti: Class Action
L'Antitrust indaga
su Biblioteca Google La giustizia americana ha prorogato i termini dell'accordo
di transizione stipulato da Google con i principali editori dopo la class="hilite">class="term">class class="term">action
lanciata contro il colosso web per il servizio Ricerca libri. La corte federale
di New York ha deciso che entro il 4 settembre gli editori e gli autori, anche
italiani, dovranno decidere se entrare a far parte o meno dell'intesa legata
alla attività di digitalizzazione di opere letterarie realizzata da Google in
collaborazione con una serie di biblioteche americane. Avevamo già parlato
dell'enorme successo di Book Research/Ricerca Libri, vediamo ora gli
aggiornamenti sulle vertenze legali che coinvolgono Google, editori e autori.
Su tutta questa vicenda indaga però l'Antitrust americano: i dubbi delle
autorità riguardano le possibili violazioni delle norme antitrust legate
proprio all'accordo siglato da Google e dagli editori. In particolare, si ha paura
che l'accordo possa concedere una licenza esclusiva al motore di ricerca su
moltissimi libri di cui gli autori sono sconosciuti o di cui sono sconosciuti i
detentori dei diritti. L'intesa, siglata a conclusione della vertenza
giudiziaria nata nel 2004 dopo le accuse lanciate a Google per la violazione
del copyright delle opere, è stata presentata alla Corte del Distretto di New
York e consente la digitalizzazione delle opere e il loro utilizzo per
determinati servizi sviluppati da Google. L'accordo lascia comunque la libertà
ad autori ed editori di aderire o meno: online è possibile rivendicare libri e
inserti, per ricevere i pagamenti relativi, oppure si può rinunciare alla
transazione, conservando il diritto di intentare una causa legale contro Google.
PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le
vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di
ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 7 maggio 2009 in:
Biblioteche Virtuali » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le
vostre opinioni
( da "Corriere delle Alpi"
del 08-05-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna
di Treviso, La) (Trentino)
Argomenti: Class Action
«Le azioni
dell'azienda ai lavoratori» Raffaele Bonanni indica l'esempio della Chrysler
americana GIULIO GARAU TRIESTE. I lavoratori della Fiat italiani come quelli
americani della Chrysler «dentro la compagine azionaria e pronti a intervenire
nelle decisioni e nelle strategie di crescita del grande gruppo automobilistico
che si creerà tra Europa e Usa». Su questo il segretario nazionale della Cisl,
Raffaele Bonanni, non ha dubbi. Lavoratori italiani azionisti come negli Usa
dunque? «Bisogna sposare il modello Usa, è sorto proprio nel paese del
liberismo e democratizza il capitalismo. Questo per fugare ogni rischio di
perdita di posti di lavoro, e questo anche per uscire prima dalla crisi e
attuare una vera riforma del lavoro». Come intendete muovervi? «Stiamo contattando i parlamentari italiani per dare vita a un
disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei lavoratori e
favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori possono
acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset di
potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di
controllo. Come è accaduto negli Usa dove i lavoratori sono entrati nei
fondi sanitari». Come sarà il panorama che si troverà di fronte la Fiat con
questa maxi operazione? «Lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne
troverà tre differenti realtà. A Detroit lavoratori che contano
nell'azionariato, alla Opel una tradizione di 50 anni di governo a democrazia
economica e solo in Italia l'assenza di questa democrazia economica perchè non
esiste. L'azionariato collettivo non è previsto dalla legge e per questo
abbiamo contattato i parlamentari». La ricetta dunque è la partecipazione dei
lavoratori? «Serve una logica di partecipazione al capitale di rischio, bisogna
legare il destino del lavoratore alla società dove lavora e al suo sviluppo.
Così facendo si riducono i conflitti e si attua una vera riforma contrattuale
dove i salari sono legati alla produttività e alla partecipazione degli utili».
Se l'italia si fosse mossa come negli Usa la crisi sarebbe stata diversa? «La
crisi a casa nostra è legata anche alla gestione familiare dei capitali
controllati da pochi o da gruppi e banche. C'è stata una mancata
democratizzazione del capitale e abbiamo pagato tutti».
( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Class Action
IN CITTA' Akhenaton
- Carlo Zauli PAL. BRICHERASIO, V. LAGRANGE 20, MAR-DOM 9,30-19,30, GIO E SAB
FINO ALLE 22,30. INGR: INT 7,50 , RID 5,50 "Akhenaton. Faraone
del Sole". Fino al 14 giugno. Sabato 9 alle 15,30 "Arte Bimbo", pren.
011/5711820-822.. Giovedì 14, dalle 18,30 alle 21, inaugurazione a inviti,
"Carlo Zauli, scultore". Mao MAO, PALAZZO MAZZONIS, VIA S.DOMENICO
9/11, MAR-DOM 10-18, ING: 7,50, RID 6 , INFO 011/4436927 Il
Museo d'Arte Orientale
è ospitato a Palazzo Mazzonis. Abdessemed - Nucleo FOND. SANDRETTO, V. MODANE
16; MAR-DOM 12-20, GIO 12-23, INGR: 5 , GRUPPI 4, RID. 3, GRATIS GIO 20-23
"Le Ali di Dio", fino al 18 maggio. Nll'ambito della rassegna
LocalDesignShop, Nucleo presenta Primitive la nuova collezione di pezzi unici.
Cronostasi GAM, VIA MAGENTA 31, OR: MAR-DOM 10-18, INGR: 7,50 ,
RID. 6 Tempo filmico e sul tempo fotografico (seconda parte). Sino al 17
maggio compreso (giornata internazionale dei musei promossa dall'Icom). Gemine Muse Feste Barocche PALAZZO
MADAMA, P.ZA CASTELLO, OR: MUSEO CIVICO DI ARTE ANTICA: MAR-SAB 10-18, DOM
10-20; SCALONE E CORTE MEDIEVALE: MAR-SAB 9-19, DOM 9-20, INGR: 7,50 ,
RID. 6 Alessandro Gioello, Fausto Sanmartino e Silvia Ruata. Fino al 30/6. Fino al 5/7 anche "Feste
Barocche", cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia. Wolfgang Laib
FOND. MERZ, VIA LIMONE 24, OR: MAR-DOM 11-19, INGR. 5 ,
RID. 3,50 Personale. Fino al 7 giugno. Greenhouse (Winter) PAV, VIA G. BRUNO
31, OR: MER-VEN 15-18,
SAB-DOM 10-13/15-18 Giuliana Cunéaz, Filippo Leonardi e Dario Neira. Fino al
( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Class Action
stampa L'class="hilite">Emendamento in Senato Class class="term">action "spuntata" Niente
retroattività per la class="term">class class="term">action.
L'azione collettiva dei cittadini contro i torti
subìti dalle aziende arriverà sì in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno
commessi dopo l'approvazione del collegato Sviluppo, ora all'esame del Senato e
che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori così la
possibilità di una azione collettiva da parte degli
obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un
rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della
maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo
che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle
imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok dell'Aula di
Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri ma
sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte
della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta
fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori
in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di
«correttezza» giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di
migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese
negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti.
Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria
del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio
2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno
fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con
un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in
modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Primo tra tutti Elio Lannutti
che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class="term">class class="term">action significa continuare ad
andare a braccetto con bancarottieri e truffatori».
( da "Tirreno, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Pagina 9 - Attualità
«Le azioni dell'azienda ai lavoratori» Raffaele Bonanni indica l'esempio della
Chrysler americana GIULIO GARAU TRIESTE. I lavoratori della Fiat italiani come
quelli americani della Chrysler «dentro la compagine azionaria e pronti a
intervenire nelle decisioni e nelle strategie di crescita del grande gruppo
automobilistico che si creerà tra Europa e Usa». Su questo il segretario
nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, non ha dubbi. Lavoratori italiani
azionisti come negli Usa dunque? «Bisogna sposare il modello Usa, è sorto
proprio nel paese del liberismo e democratizza il capitalismo. Questo per
fugare ogni rischio di perdita di posti di lavoro, e questo anche per uscire
prima dalla crisi e attuare una vera riforma del lavoro». Come intendete
muovervi? «Stiamo contattando i parlamentari italiani per
dare vita a un disegno di legge che consenta l'azionariato collettivo dei
lavoratori e favorire il controllo e l'indirizzo nelle aziende. Oggi i lavoratori
possono acquistare azioni, ma individualmente e non possono entrare negli asset
di potere. Associandosi invece possono intervenire ed entrare negli organi di
controllo. Come è accaduto negli Usa dove i lavoratori sono entrati nei
fondi sanitari». Come sarà il panorama che si troverà di fronte la Fiat con
questa maxi operazione? «Lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne
troverà tre differenti realtà. A Detroit lavoratori che contano
nell'azionariato, alla Opel una tradizione di 50 anni di governo a democrazia
economica e solo in Italia l'assenza di questa democrazia economica perchè non
esiste. L'azionariato collettivo non è previsto dalla legge e per questo
abbiamo contattato i parlamentari». La ricetta dunque è la partecipazione dei
lavoratori? «Serve una logica di partecipazione al capitale di rischio, bisogna
legare il destino del lavoratore alla società dove lavora e al suo sviluppo.
Così facendo si riducono i conflitti e si attua una vera riforma contrattuale
dove i salari sono legati alla produttività e alla partecipazione degli utili».
Se l'italia si fosse mossa come negli Usa la crisi sarebbe stata diversa? «La
crisi a casa nostra è legata anche alla gestione familiare dei capitali
controllati da pochi o da gruppi e banche. C'è stata una mancata
democratizzazione del capitale e abbiamo pagato tutti».
( da "Corriere della Sera"
del 08-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 08/05/2009 - pag: 30 Tutele Il risparmio, i consumatori
e il far west class="hilite">della
retroattività MILANO Tutti contro tutti sulla mancata 'retroattività' della
legge che dovrebbe introdurre in Italia la class="term">class class="term">action,
l'azione risarcitoria collettiva di stampo anglosassone. Tengono alta la
tensione i parlamentari dell'opposizione, volano parole grosse tra il
segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil, Carlo Podda, e il
ministro Renato Brunetta. «Il ministro si impegni», chiede il primo. «Già
fatto, povero Podda, è in stato di confusionale» replica il secondo. Dalla
rissa si chiama fuori Giulio Tremonti, il ministro che un tempo teneva sulla
sua scrivania un barattolo vuoto di pelati Cirio a ricordare l'impegno contro i
furbetti. «Class Action? Non conosco l'inglese» schiva il ministro
dell'Economia. Stanno a guardare i cittadini e le vittime dei grandi crac, che
nel polverone han perso la bussola. Gran parte delle polemiche di questi giorni
sono giocate sull'equivoco: la retroattività della riforma processuale non
esiste. Nuove regole, nuovi processi. In ballo c'è la possibilità di far valere
diritti non prescritti, ma anche il rischio di creare un precedente. È doveroso
e prioritario alzare il muro contro la criminalità finanziaria. Ma senza aprire
poi la porta al Far West del diritto, cambiando le regole in corsa. E per dirla
con Enrico Altieri, magistrato di Cassazione, «più che altro c'è bisogno di
giustizia». Paola Pica
( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Politica data: 09/05/2009 - pag: 12 Pubblica amministrazione Il
Consiglio dei ministri vara il decreto in 83 articoli. Il premier: ecco la
meritocrazia Riforma anti-fannulloni al via, no Cisl Tremonti e Carfagna
impongono correzioni al testo. Contro anche Cgil e Ugl ROMA Scontro sulla
riforma del pubblico impiego. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato lo
schema di decreto (83 articoli) che attua la legge delega del 4 marzo, la
cosiddetta riforma «antifannulloni» messa a punto dal ministro della Pubblica
amministrazione, Renato Brunetta. Una riforma, ha sottolineato in conferenza
stampa il presidente del Consiglio, «per introdurre la meritocrazia ». Ma
subito dopo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha sparato a zero, chiamando
in causa lo stesso premier: «O Berlusconi torna indietro o noi protesteremo
fortemente contro questa iniziativa arbitraria ». Quindi, sul pubblico impiego,
rischia di consumarsi una rottura tra il governo e la Cisl, che finora è stato
il sindacato più dialogante. Ma protestano anche le altre sigle (le
Rappresentanze di base parlano di sciopero generale), fondamentalmente perché
il nuovo sistema per la retribuzione accessoria, fa fuori il potere di
contrattazione dei sindacati e affida i premi a giudizi di merito, «pagelle»
per ciascun dipendente stilate da specifici organismi di valutazione. Il
segretario dell'Ugl, Renata Polverini, parla di «fuga in avanti» e chiede al
governo di aprire un tavolo. La Cgil è infuriata perché l'articolo 74 del decreto,
«per consentire l'adeguamento dei meccanismi di rilevazione della
rappresentatività sindacale», proroga per tre anni le attuali Rsu elette dai
lavoratori, facendo così saltare il rinnovo previsto quest'anno nella scuola e
al 2010 nel resto del pubblico impiego. Prima delle proteste del sindacato,
Brunetta aveva dovuto affrontare i rilievi sollevati da alcuni colleghi in
Consiglio dei ministri. In particolare, il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, ha preso di mira l'class="hilite">articolo
31 sulla class="term">class
class="term">action che, nel testo
presentato, dà diritto a «ogni interessato» di «agire in giudizio nei confronti
delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici» in caso di
«violazione di standard qualitativi ed economici». Anche se lo stesso articolo
precisa che «l'azione non è diretta ad ottenere il risarcimento del danno», è
stato osservato che si sarebbe comunque aperta la porta a un pericoloso
contenzioso, col rischio di indurre migliaia di dirigenti, esposti al giudizio
disciplinare e della Corte dei Conti, alla paralisi, mettendo così a
repentaglio il funzionamento degli uffici. L'articolo sarà quindi corretto.
Così come ci saranno modifiche per risolvere una questione sollevata dal
ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Che ha osservato come il
sistema di aumenti legati al merito proposto da Brunetta avrebbe finito per
penalizzare le donne madri e ha chiesto che per queste, nelle pagelle, si tenga
conto, attraverso un «congruo punteggio », del numero di figli minori, e che
l'assenza per maternità non pesi ai fini della valutazione e del trattamento
accessorio. Ma vediamo come dovrebbe funzionare il nuovo sistema meritocratico,
definito una «rivoluzione copernicana » da Brunetta. Ai fini del salario
accessorio (premi di produttività e altro), che nel caso dei dirigenti sarà
pari ad almeno il 30% della retribuzione complessiva, ci saranno tre fasce
(articolo 19). Nella prima, dove potranno finire (in base alle pagelle
individuali) al massimo il 25% dei dipendenti, si avrà diritto al massimo del
bonus previsto dal contratto, nella seconda, che avrà spazio fino al 50% del
personale, il premio sarà dimezzato, mentre nell'ultima fascia, riservata al
25% dei dipendenti, non verrà pagato alcun premio. In altre parole, un
lavoratore pubblico su quattro non riceverà alcun incentivo. Una vera novità
rispetto ai premi a pioggia ai quali sono abituati tutti gli statali. A
decidere chi premiare e chi no saranno gli «organismi indipendenti per la
valutazione » coordinati da una Authority nazionale per la valutazione e la
trasparenza. Enrico Marro Ministri Il ministro della Pubblica amministrazione
Renato Brunetta con il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna. Il
decreto «antifannulloni» recepirà le modifiche richieste dal ministro Carfagna
per non discriminare le madri (Ansa/Ferrari)
( da "Corriere.it"
del 09-05-2009)
Argomenti: Class Action
cgil e cisl
furibonde con l'esecutivo: non c'è stata nessuna trattativa Approvato decreto
Brunetta sulla Pa: è scontro tra governo e sindacati Varato il provvedimento in
materia di efficienza e di ottimizzazione della produttività del lavoro
pubblico ROMA - Il Consiglio dei ministri approva il cosiddetto «decreto
Brunetta» sulla pubblica amministrazione ed è subito polemica tra governo e
sindacati. Lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega
contenuta nella legge n.15 del
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-09 - pag: 5 autore: Primo sì al decreto
sui super-premi per (pochi) statali Davide Colombo ROMA La riforma
«anti-fannulloni » fa un altro passo avanti. Ieri il Consiglio dei ministri ha
approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della legge
delega (n. 15/'09) che rinnova la disciplina del lavoro nel settore pubblico,
completa la riforma della dirigenza, introduce maggiore trasparenza e riconosce
ai cittadini-utenti la possibilità di azione collettiva in caso di inefficienze degli uffici o dei concessionari di
pubblici servizi. «è una rivoluzione copernicana che potrebbe essere operativa
già da giugno » ha osservato il ministro Renato Brunetta. Il testo ora dovrà
affrontare l'esame della Conferenza unificata, il parere del Cnel e delle
commissioni parlamentari competenti. Passaggi ulteriori di confronto,
dunque, che tuttavia non bastano come garanzia ai sindacati. Alla notizia del
varo del decreto Cgil, Cisl e Ugl hanno reagito con durezza: tutto è avvenuto
«in assenza di confronto con le organizzazioni sindacali »,ha denunciato il
responsabiledel Dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile,
mentre il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto al governo di
tornare sui suoi passi o «protesteremo fortemente contro un' iniziativa
arbitraria ». Dichiarazioni cui il ministero ha risposto in serata con una nota
per assicurare che il Consiglio dei ministri che provvederà all'esame
definitivo terrà conto di tutti i pareri «con la valutazione finale di tutti
gli interessi rappresentati nel corso della procedura, ivi compresi quelli
delle parti sociali». Poche le novità rispetto alla bozza circolata fino alla
vigilia e sulla quale il ministro ha sollecitato una pubblica consultazione sul
sito web del Dipartimento ( è durata tre settimane e hannopartecipato oltre 500
tra dirigenti pubblici ed esperti sugli oltre 2.200 cui è stato proposto un
questionario di valutazione). Una di queste riguarda l'accesso alla qualifica
di dirigente di prima fascia: oltre alla conferma dei criteri di nomina e
dell'accesso per concorso pubblico (per il 50% dei posti) viene introdotta la
possibilità di copertura del 25% dei posti con incarichi temporanei tramite
contratto di diritto privato. Una finestra da utilizzare per incarichi per i
quali è richiesta «specifica esperienza e peculiare professionalità » come si
legge al comma 2 dell'articolo
( da "Tempo, Il" del
10-05-2009)
Argomenti: Class Action
stampa Brunetta
spiega il decreto legislativo antifannulloni segue dalla prima (...) l'operato
della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali l'Italia non sarebbe
mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge dello Stato». Il
ministro Renato Brunetta è chiaramente soddisfatto. Da un anno è a capo del
dicastero della pubblica amministrazione e il suo impegno nel tentare per
ammodernare la macchina statale, lo sta premiando. I sondaggi infatti lo
incoronano come uno dei più brillanti ministri del governo Berlusconi. Ministro
Brunetta ha tempo per parlare? «Non si preoccupi. Un paio di minuti li trovo.
Deve sapere che oltre agli impegni istituzionali in questo periodo sono
impegnato anche nella campagna elettorale» Allora saltiamo i convenevoli e
arriviamo subito al punto: il decreto legislativo sulla pubblica
amministrazione è stato approvato dal Cdm... «La blocco subito. Le faccio io
una domanda. Lei ha studiato bene il testo del decreto? Non vorrei doverla
bocciare come ho fatto con Daria Bignardi quando mi ha intervistato per all'Era
glaciale» L'ho letto ministro «Bene allora iniziamo» Tra le tante novità
contenute nel "decreto Brunetta" quale ritiene essere la più
innovativa? «La più innovativa comprende tutte le altre ed è una cosa alla
quale nessuno aveva mai pensato prima: capire che la pubblica amministrazione ha
come primo compito fondamentale quello di dare soddisfazione ai cittadini. Io
mi pongo questo come obiettivo e tutte le proposte che ho inserito nel decreto
vanno in quella direzione». Ma se dovesse sceglierne una? «Non ce n'é una sola,
tutte sono fondamentali per il rilancio della pubblica amministrazione. Mi dia
dimostrazione di conoscere il testo: me le chieda e io gliele descrivo».
Iniziamo con la valutazione e conseguente assegnazione dei premi di merito?
«Queste sono l'asse della riforma. È ora che vengano premiati i capaci e i
meritevoli attribuendo solo a loro gli incentivi economici e di carriera
rompendo così quel malcostume della distribuzione a pioggia dei benefici a
tutti i dipendenti. Il decreto poi fissa una serie di principi nuovi e non
derogabili dai contratti collettivi per la ripartizione degli incentivi: solo
un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare di premi
pari al 100% del trattamento accessorio, non più della metà potrà goderne al
50%, mentre, ai lavoratori meno meritevoli, non sarà corrisposto alcun
incentivo. E chi sarà a stabilire se un dipendente è meritevole di un premio?
«Concorreranno più aspetti. Ma i dirigenti avranno un ruolo determinante in
questo dato che ad essi compete la valutazione della performance individuale di
ciascun dipendente, secondo criteri certificati dal sistema di valutazione.
Siamo riusciti cosi a valorizzare la sua figura: avrà a disposizione strumenti
per operare e sarà sanzionato qualora non svolga efficacemente il proprio
lavoro. E data questa responsabilità si prevede che l'accesso alla qualifica di
dirigente avverrà per concorso pubblico e che i vincitori del concorso saranno
tenuti a compiere un periodo di formazione di almeno sei mesi presso uffici
amministrativi di uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario o
internazionale». Quindi un decreto che guarda all'Europa? «Certamente. I
pubblici funzionari devono conoscere l'Unione europea e quante più lingue
possibile. Poi pensi che il decreto legislativo è stato scritto guardando ad
alcuni modelli europei e internazionali. Spagnolo ad esempio è l'organismo di
accompagnamento, dal Portogallo abbiamo preso le performance integrate mentre
il delivery unit e il customer satisfclass="term">action
arrivano dalla Gran Bretagna» Nel decreto poi si parla anche di una «class="hilite">class="term">class class="term">action»
di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul
rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità,
di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class="term">class class="term">action va nella direzione di
fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione
della cosa pubblica». Trasparenza che potrebbe portare a sanzioni e a
commissariamenti di amministrazioni pubbliche poco virtuose? «Per quanto
riguarda le sanzioni abbiamo ripreso le misure introdotte recentemente dal
decreto legge 112/08 sul controllo delle assenze. Per i casi di false
attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono state introdotte
sanzioni molto incisive, anche di carattere penale, non soltanto nei confronti
del dipendente, ma altresì del medico eventualmente corresponsabile. E per
regolamentare anche le sanzioni abbiamo composto un catalogo di infrazioni
particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato,
ma non diminuito dalla contrattazione collettiva». E per quanto riguarda i
commisariamenti? «Le amministrazioni che saranno ripetutamente inadempienti si
troveranno un giudice che nominerà un commissario e i soggetti che avevano
concorso all'inefficienza subiranno decurtazioni stipendiali» Un provvedimento
contenuto anche nel testo del Federalismo fiscale. «Quella legge è l'altra
faccia della medaglia del decreto legislativo votato ieri dal Cdm» A proposito
di consiglio del ministri, è vero che ci sono state delle critiche da parte dei
suoi colleghi ministri, soprattutto da Tremonti e dalla Carfagna? «Con Giulio
non è successo nulla. Lui stava attaccando un provvedimento che riguardava la class="term">class class="term">action ma non quella contenuta nel
testo che ho proposto io. Si trattava di un'altra in discussione alla Camera.
Per quanto riguarda Mara la sua richiesta di correggere la norma che per come
era congegnata penalizzava le donne dirigenti pubbliche al momento della
valutazione della performance individuale. Aveva ragione e di fatto nel testo è
stata apposta una correzione. Ma i dissapori sono emersi anche dal fronte
sindacale. Accusano, cito testualmente, «l'approvazione dello schema di decreto
delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Cdm è avvenuta in
assenza di qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali». È vero? «I
sindacati non sono i proprietari della pubblica amministrazione e al tempo
stesso dico loro che mi impegno a ricercare quel dialogo che metta in relazione
le mie idee e le loro opinioni. C'è tutto il tempo per farlo: il decreto
legislativo infatti passerà ora al vaglio della conferenza Stato Regioni, del Cnel,
nel quale sono rappresentate tutte le parti sociali, e degli altri enti che
devono pronunciarsi. Se tutte queste istituzioni saranno d'accordo poi
diventerà legge della Repubblica. E speriamo che ciò avvenga gia entro la fine
del mese di giugno. Ora però la devo lasciare. La campagna elettorale non
aspetta». Alessandro Bertasi
( da "Tempo, Il" del
10-05-2009)
Argomenti: Class Action
stampa segue dalla
prima (...) l'operato della pubblica amministrazione sembravano cose alle quali
l'Italia non sarebbe mai arrivata e invece da ieri (venerdì, ndr) sono legge
dello Stato». Il ministro Renato Brunetta è chiaramente soddisfatto. Da un anno
è a capo del dicastero della pubblica amministrazione e il suo impegno nel
tentare per ammodernare la macchina statale, lo sta premiando. I sondaggi
infatti lo incoronano come uno dei più brillanti ministri del governo
Berlusconi. Ministro Brunetta ha tempo per parlare? «Non si preoccupi. Un paio
di minuti li trovo. Deve sapere che oltre agli impegni istituzionali in questo
periodo sono impegnato anche nella campagna elettorale» Allora saltiamo i
convenevoli e arriviamo subito al punto: il decreto legislativo sulla pubblica
amministrazione è stato approvato dal Cdm... «La blocco subito. Le faccio io
una domanda. Lei ha studiato bene il testo del decreto? Non vorrei doverla
bocciare come ho fatto con Daria Bignardi quando mi ha intervistato per all'Era
glaciale» L'ho letto ministro «Bene allora iniziamo» Tra le tante novità
contenute nel "decreto Brunetta" quale ritiene essere la più
innovativa? «La più innovativa comprende tutte le altre ed è una cosa alla
quale nessuno aveva mai pensato prima: capire che la pubblica amministrazione
ha come primo compito fondamentale quello di dare soddisfazione ai cittadini.
Io mi pongo questo come obiettivo e tutte le proposte che ho inserito nel
decreto vanno in quella direzione». Ma se dovesse sceglierne una? «Non ce n'é una
sola, tutte sono fondamentali per il rilancio della pubblica amministrazione.
Mi dia dimostrazione di conoscere il testo: me le chieda e io gliele descrivo».
Iniziamo con la valutazione e conseguente assegnazione dei premi di merito?
«Queste sono l'asse della riforma. È ora che vengano premiati i capaci e i
meritevoli attribuendo solo a loro gli incentivi economici e di carriera
rompendo così quel malcostume della distribuzione a pioggia dei benefici a
tutti i dipendenti. Il decreto poi fissa una serie di principi nuovi e non
derogabili dai contratti collettivi per la ripartizione degli incentivi: solo
un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare di premi
pari al 100% del trattamento accessorio, non più della metà potrà goderne al
50%, mentre, ai lavoratori meno meritevoli, non sarà corrisposto alcun
incentivo. E chi sarà a stabilire se un dipendente è meritevole di un premio?
«Concorreranno più aspetti. Ma i dirigenti avranno un ruolo determinante in
questo dato che ad essi compete la valutazione della performance individuale di
ciascun dipendente, secondo criteri certificati dal sistema di valutazione.
Siamo riusciti cosi a valorizzare la sua figura: avrà a disposizione strumenti
per operare e sarà sanzionato qualora non svolga efficacemente il proprio
lavoro. E data questa responsabilità si prevede che l'accesso alla qualifica di
dirigente avverrà per concorso pubblico e che i vincitori del concorso saranno
tenuti a compiere un periodo di formazione di almeno sei mesi presso uffici
amministrativi di uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario o
internazionale». Quindi un decreto che guarda all'Europa? «Certamente. I
pubblici funzionari devono conoscere l'Unione europea e quante più lingue
possibile. Poi pensi che il decreto legislativo è stato scritto guardando ad
alcuni modelli europei e internazionali. Spagnolo ad esempio è l'organismo di
accompagnamento, dal Portogallo abbiamo preso le performance integrate mentre
il delivery unit e il customer satisfclass="term">action
arrivano dalla Gran Bretagna» Nel decreto poi si parla anche di una «class="hilite">class="term">class class="term">action»
di controllo. «Sì, è un nuovo controllo esterno di tipo giudiziale sul
rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard di qualità,
di economicità, di tempestività che sono stati imposti loro. Anche la class="term">class class="term">action va nella direzione di
fornire alla collettività uno strumento di tutela e trasparenza nella gestione
della cosa pubblica». Trasparenza che potrebbe portare a sanzioni e a
commissariamenti di amministrazioni pubbliche poco virtuose? «Per quanto
riguarda le sanzioni abbiamo ripreso le misure introdotte recentemente dal
decreto legge 112/08 sul controllo delle assenze. Per i casi di false
attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono state introdotte
sanzioni molto incisive, anche di carattere penale, non soltanto nei confronti
del dipendente, ma altresì del medico eventualmente corresponsabile. E per
regolamentare anche le sanzioni abbiamo composto un catalogo di infrazioni
particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato,
ma non diminuito dalla contrattazione collettiva». E per quanto riguarda i
commisariamenti? «Le amministrazioni che saranno ripetutamente inadempienti si
troveranno un giudice che nominerà un commissario e i soggetti che avevano
concorso all'inefficienza subiranno decurtazioni stipendiali» Un provvedimento
contenuto anche nel testo del Federalismo fiscale. «Quella legge è l'altra
faccia della medaglia del decreto legislativo votato ieri dal Cdm» A proposito
di consiglio del ministri, è vero che ci sono state delle critiche da parte dei
suoi colleghi ministri, soprattutto da Tremonti e dalla Carfagna? «Con Giulio
non è successo nulla. Lui stava attaccando un provvedimento che riguardava la class="term">class class="term">action ma non quella contenuta nel
testo che ho proposto io. Si trattava di un'altra in discussione alla Camera.
Per quanto riguarda Mara la sua richiesta di correggere la norma che per come
era congegnata penalizzava le donne dirigenti pubbliche al momento della
valutazione della performance individuale. Aveva ragione e di fatto nel testo è
stata apposta una correzione. Ma i dissapori sono emersi anche dal fronte
sindacale. Accusano, cito testualmente, «l'approvazione dello schema di decreto
delegato di attuazione della legge Brunetta da parte del Cdm è avvenuta in
assenza di qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali». È vero? «I
sindacati non sono i proprietari della pubblica amministrazione e al tempo
stesso dico loro che mi impegno a ricercare quel dialogo che metta in relazione
le mie idee e le loro opinioni. C'è tutto il tempo per farlo: il decreto
legislativo infatti passerà ora al vaglio della conferenza Stato Regioni, del
Cnel, nel quale sono rappresentate tutte le parti sociali, e degli altri enti
che devono pronunciarsi. Se tutte queste istituzioni saranno d'accordo poi
diventerà legge della Repubblica. E speriamo che ciò avvenga gia entro la fine
del mese di giugno. Ora però la devo lasciare. La campagna elettorale non
aspetta». Alessandro Bertasi
( da "Unita, L'" del
10-05-2009)
Argomenti: Class Action
i meriti di michela
Per quali meriti la signora Brambilla diventa ministro? A spese nostre per
tutta la vita... Alba le battute di salvini Ma che mattacchioni quelli del Pdl
e Lega! Conoscevamo la passione del cavaliere per le battute, ora ci rallegra
anche Salvini. Speriamo che una risata non ci seppellisca davvero! M. Olga
(roma) migranti Guardare quegli occhi e sentirsi morire dentro. A cosa andranno
incontro ora quei poveri migranti? M.O. cani e stranieri Posti riservati nella
metropolitana perché non proibito l'ingresso a cani e stranieri? Vergogna!
Vergogna! G.Paola (bologna) parliamo di lavoro Corna, divorzi, veline
candidate. basta! Torniamo a parlare di lavoro, crisi. povertà, Abruzzo
ecc...Siamo seri! v.f. i neuroni Il piccolo Cesare ci sta ammazzando a livello
neuronale, Giulio Cesare almeno, li finiva con la spada. class="hilite">Nicola
(scario) class="term">class
class="term">action? Messaggio per
Gloria: class="term">class
class="term">action come? Deve essere
incisiva! Siamo governati da gente ridicola, senza vergogna e senza motivazioni
per il popolo. Simona Contro il governo Sono d'accordo con Gloria per una Class
Action contro il governo. Vorrei sapere qualcosa di più di una denuncia alla
Corte di Giustizia contro il premier per condotta lesiva della dignità delle
donne. Dana quel venticinque Gradimento del premier al 75% orgoglioso di far
parte, insieme a voi, del restante 25%. Massimo (An) un commento Potete, per
cortesia, chiedere a Maroni un commento alle 5 risposte della Cordopatri, da voi
pubblicate ieri? Grazie. Flavio dovreste provarle Migranti: le battute del
Bossi dovreste provarle sulla vostra pelle, signori governanti. D.M
( da "Trend-online"
del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action
Class class="term">action: consumatori, Senato cambi
testo o e' bluff
( da "Soldionline"
del 11-05-2009)
Argomenti: Class Action
CLASS ACTION:
CONSUMATORI PRONTI A RIVOLGERSI A CONSULTA SE TESTO RESTA COSI' Roma, 11 mag. -
(Adnkronos) - Se la class action venisse approvata nella versione attuale,
Adusbef e Federconsumatori sono pronti a rivolgersi alla Consulta perche' si
esprima sulla costituzionalita' di una legge che "limita i diritti
processuali". La norma sulla class action all'esame del Senato in prima
lettura, spiegano i due esponenti delle organizzazione Elio Lannutti e Rosario
trefiletti, "limita infatti l'azione collettiva non solo ad 1 milione di risparmiatori truffati, ai quali le
banche hanno appioppato bond Cirio, Parmalat, titoli argentini ed affini per un
controvalore di 50 miliardi di euro, ma anche la sacrosanta rivalsa agli
obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un
rimborso parziale e soprattutto i titoli Lehamn Brothers, sponsorizzati
dall'Abi sul sito Patti Chiari con il massimo dell'affidabilita'".
( da "Corriere delle Alpi"
del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Sei artisti in
mostra a Verbania Le opere di Lentini in onore di Pavese Lune e falò, ansie e
passioni, impegno civile e nostalgie, amori e solitudini, la natura e le
colline delle Langhe. Forme, colori e suoni del mondo poetico di Cesare Pavese
prendono vita nelle opere di sei artisti che da venerdì, e fino al 30 giugno,
esporranno i loro lavori nella filiale di Verbania Intra della Banca Popolare
di Novara, in corso Cobianchi 2. Tra loro c'è anche il bellunese Alfonso
Lentini, insegnante all'Itis Segato e uno degli organizzatori dei numerosi
eventi artistici che l'istituto promuove. Insieme a Lentini
parteciperanno alla collettiva di arte contemporanea "Lune e falò, sei artisti per Cesare
Pavese" Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese, Emanuela Mezzadri e Franco
Zingaretti, che hanno analizzato la tematica attraverso diverse ricerche
espressive. Tutte le opere sono però unite da un collante speciale, la
verbovisualità, un'idea dell'arte dove visualità e scrittura si fanno
interfaccia di un unico gesto. I sei disparati percorsi si incrociano e si
riverberano nelle parole del poeta di "Verrà la morte e avrà i tuoi
occhi": frasi dette e "non dette", ma di sicuro fra le più
indelebili del Novecento, che attraversano le composizioni come elemento di
raccordo e caricano le azioni di ogni artista di una sotterranea energia. Per
questo le opere di Chiara Buccio, Chen Li, Marisa Cortese, Alfonso Lentini,
Emanuela Mezzadri e Franco Zingaretti non vanno lette come un semplice omaggio
alla grandezza di Pavese, ma come un insieme complesso di operazioni
concettuali, un dialogo emozionale che si dirama in mille fili. La vernice
della mostra, curata da Marisa Cortese e patrocinata dal comune di Verbania, è
fissata per venerdì alle 17. La collettiva rimarrà
aperta fino al 30 giugno dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 15.30. Per
informazioni Marisa Cortese (simposiocortese@hotmail.com), telefono 333 4474331
- 0323 512721. (a.f.)
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-12 - pag: 15 autore: Com'è strabica
questa Italia Se nel territorio la qualità della vita sale, nel paese avanza il
pessimismo di Daniele Marini C' è una dimensione non economica che influenza fortemente
il sistema produttivo,l'economia di un paese, oggi dell'intero mondo. è un
elemento difficilmente catturabile, tanto impalpabile, quanto determinante nei
confronti delle scelte e dei comportamenti di tutti: la fiducia. In questo
senso è corretta l'affermazione provocatoria secondo cui «il declino non si
misura: si sente, si avvisa». è la percezione della fiducia a guidare i
comportamenti degli operatori economici e dei consumatori. E, in questi periodi
di crisi globale, ben si sperimenta che cosa tutto ciò significhi. Le scelte
dei consumatori vengono rinviate, in attesa di comprendere che cosa succederà
nel prossimo futuro. Altrettanto avviene fra le imprese e fra gli istituti di
credito. In questo comportamento vizioso, il motore dell'economia è imballato.
In attesa che qualcosa (la fiducia nel futuro) riprenda ad alimentare
comportamenti virtuosi. Tuttavia, la fiducia non è facile da alimentare, va
costruita sapientemente, tenendo conto che essa cresce mediante le percezioni e
in esse trova alimento, più che con i fatti. Anzi, è più facile che la
percezione degli eventi generi la realtà, piuttosto che il contrario. Detto
altrimenti, non sono sufficienti i riscontri oggettivi a determinare un
cambiamento nei comportamenti della popolazione. Per guardare al futuro del
nostro paese, dunque, è importante provare a "misurare" la percezione
di come e se sia cambiata, in peggio o in meglio, la qualità della vita della
popolazione, di come sia avvertita la situazione economica e la condizione sociale
attuale, quali siano le caratteristiche che ci contraddistinguono rispetto ad
altre popolazioni a noi vicine. A tal fine un recente sondaggio realizzato su
un campione di soggetti residenti in Italia ( si veda la nota metodologica in
questa pagina) offre spunti di riflessione utili. Il filo rosso che lega i
risultati emersi dalla ricerca nazionale sulla percezione della qualità della
vita consegna un'Italia affetta da una sindrome di dissonanza cognitiva e dallo
strabismo. è il Belpaese dei paradossi, come del resto riportano spesso le
cronache. è il territorio che si rappresenta in modo diverso a seconda che si
guardi dal punto di vista delle comunità locali oppure attraverso il livello
nazionale, nel suo insieme. Localmente distinti dal resto, quasi distanti. Il particolare
è sempre meglio del generale. Le aree locali, le piccole comunità se la passano
decisamente meglio rispetto all'intero paese. Un interpellato su tre (34,0%)
ritiene che la qualità della vita nel comune in cui vive sia migliorata
rispetto a cinque anni fa, mentre analogamente per l'Italia lo pensa solo il
16,6 per cento. Come se vivessero in una sorta di splendido isolamento,
ciascuno per conto proprio. La parte è un pezzo che determina poco dell'intero.
è un'Italia senza una cornice che la faccia riconoscere e ricomprendere. La
qualità della vita è in linea generale peggiorata rispetto a pochi anni fa:
considerando anche l'attuale fase storica è un risultato che si poteva
facilmente attendere. Pur tuttavia, se gli italiani devono fare un bilancio complessivo,
risultano in maggioranza tutto sommato contenti dell'ambito in cui vivono. Ben
diverso è quando si spostano su valutazioni che contemplano la sfera nazionale.
In tutti questi casi, il giudizio diviene più largamente negativo, talvolta
anche drastico. Per un verso, ciò risulta comprensibile. Riusciamo a conoscere
e dominare i fenomeni che quotidianamente sperimentiamo. In base a ciò
formuliamo un nostro giudizio. Per ciò che oltrepassa la
nostra sfera d'azione diretta, ci dobbiamo affidare alle rappresentazioni, a un
immaginario collettivo, alle informazioni che riusciamo a raccogliere e
selezionare. In questo processo di mediazione, è la rappresentazione
dell'Italia nel suo complesso a venire meno. Di più, non di rado questa
raffigurazione viene consegnata in senso negativo. Non a caso, quando agli
italiani viene chiesto su cosa si dovrebbe puntare maggiormente per migliorare
la qualità della vita, la prima opzione scelta non appartiene alla dimensione
delle infrastrutture materiali, piuttosto che migliorare il traffico o i
servizi sociali: è la fiducia fra le persone, è la dimensione della coesione
sociale a essere sottolineata come quella più manchevole. Questo aspetto viene
sottolineato dal 43,8% degli interpellati per il proprio comune, ma sale al
59,1% quando ci si riferisce all'intero paese. Ed è qui che emerge una sorta di
dissonanza cognitiva e di strabismo: fra ciò che siamoe come ci comportiamo, e
ciò che vorremmo fosse o dovrebbe essere. Gli italiani si autorappresentano
abili nell'arrangiarsi (59,0%), nel cavarsela nelle difficoltà: in grado di
tirare fuori le migliori risorse quando è strettamente necessario. Tuttavia,
ciò avviene in larga misura a dispetto delle regole, attraverso i rivoli dei
favoritismi e delle raccomandazioni (60,1%), eludendo le norme se possibile
(51,0%). Mentre rimane decisamente sullo sfondo il rispetto delle leggi
(27,7%), la fiducia nello Stato (21,9%), l'adesione ai valori democratici
(18,7%). Come se tale azione avvenisse in una sorta di terra di nessuno. O, in
alcuni ambiti, proprio perché le norme sono eccessive e pervasive si cerca di
aggirarle come possibile, districandosi in una vera e propria giungla.
Eppure,guardando aldilàdell'Italia, volgendo lo sguardo nel prato dei vicini,
si ritiene che altrove si viva meglio. Soprattutto in quei paesi dove gli
stereotipi attribuiscono ad altri popoli un maggiore senso civico, un ordine e
una razionalità, come la Svizzera e la Germania. Vorremmo maggiore coesione
sociale, la possibilità di disporre di più della risorsa scarsa della fiducia e
della reciprocità, soprattutto per quello che riguarda l'intero paese.Ma
dipingiamo il nostro agire collettivo in modo opposto a questa aspirazione. C'è
poi uno strabismo che riguarda il territorio italiano, con un divario fra Nord
e Sud che si rispecchia non solo negli indicatori economici, ma anche nelle
valutazioni della popolazione interpellata, dove i residenti al Nord
manifestano opinioni più positive rispetto ai conterranei del Sud. Ma anche
quelli del Centro Italia per taluni aspetti evidenziano situazioni di
peggioramento della propria qualità della vita. Sotto questo profilo,
l'intuizione dei presidenti della Repubblica Ciampi prima e Napolitano oggi,
con i loro viaggi sui territori, colgono un problema di fondo. Il peregrinare
attraverso il Paese non costituisce solo la valorizzazione delle risorse
invisibili dei territori.Ma rappresenta il tentativo di tessere un'idea e una
narrazione dell'Italia del futuro, nuova e diversa da quella del Belpaese che
la storia del Dopoguerra ha lasciato. La situazione di profonda trasformazione
economica e sociale che stiamo attraversando è il momento opportuno per
prefigurarne i lineamenti. daniele.marini@unipd.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
DISEGNO DI DOMENICO ROSA
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-12 - pag: 37 autore: Diritto
dell'economia. Le proposte delle associazioni I consumatori : class action per
gli «interessi omogenei» Giovanni Negri MILANO Associazioni dei consumatori
all'offensiva sulla class action. Questa mattina riprende nell'aula del Senato
l'esame del disegno di legge collegato alla Finanziaria nel quale è collocata
anche l'ultima versione dell'azione collettiva. Ieri,
dopo che Adusbef e Federconsumatori avevano prefigurato un possibile ricorso
alla Corte costituzionale, Adiconsum, Cittadinanzattiva e Unione consumatori
hanno presentato un pacchetto di modifiche al testo. Abbandonata la questione
della retroattività (al momento del tutto esclusa), le associazioni hanno
individuato 5 punti che andrebbero migliorati. Il primo dei quali è costituito
dall'estensione della legittimazione ad agire alle associazioni dei consumatori
riconosciute, come era ammesso dalla versione originaria dell'azione collettiva approvata nella Finanziaria 2008. Si tratterebbe, sottolineano i
rappresentanti dei consumatori, di una misura che caratterizzerebbe in senso
europeo l'azione collettiva italiana,quando invece il modello americano, che ora sembra
preferito dal legislatore, scommette più sul singolo in grado di aggregare gli
interessi della classe o sull'eventuale mandato che può attribuire a
organizzazioni ( associazioni e comitati cui partecipa). La seconda richiesta è
particolarmente cruciale perché interessa un aspetto chiave come quello della
natura degli interessi che possono essere fatti valere dalla class action.
Tocca infatti al tribunale un controllo rigoroso sulla corrispondenza tra
interessi e strumento utilizzato per agire in giudizio, pena l'inammissibilità
dell'azione, ed è facilmente prevedibile che sarà questo uno dei fronti
principali di scontro davanti ai magistrati. Dalle associazioni arriva così la
sollecitazione al Parlamento per la sostituzione dell'attuale previsione di un
interesse «identico» di classe con uno solo «omogeneo». Una distinzione non
solo nominalistica perchè l'identità degli interessi non appare elemento
facilissimo da provare. Altre indicazioni sono indirizzate al versante delle
procedure per chiedere una semplificazione dell'adesione dei consumatori che
eviterebbe anche la paralisi dei tribunali: la norma nella formulazione attuale
infatti prevede che ogni consumatore interessato depositi la documentazione in
cancelleria. Un deposito che moltiplicato per magari migliaia di posizioni avrebbe
l'effetto di bloccare l'operatività di molti uffici giudiziari, anche per
effetto dell'accorpamento deciso sulle competenze dei tribunali. Come pure sul
piano processuale va collocata la richiesta di eliminazione dell'obbligo di
pubblicità dell'azione collettiva, che le associazioni
giudicano difficilmente praticabile da parte dei consumatori. Meglio sarebbe
introdurre un vincolo di informazione, rafforzando la fase di conciliazione
preliminare. Infine, andrebbe cancellata la possibile applicazione da parte
dell'autorità giudiziaria che ha deciso per l'inammissibilità della domanda di
sanzionare in maniera severa i promotori della class action. Una maniera per
scoraggiare le azioni pretestuose, per il Governo che ha proposto l'emendamento
votato per ora solo in commissione; una soluzione che, sottolineano le
associazioni va a colpire soprattutto i soggetti più deboli e cioè tutti i
consumatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'ESTENSIONE Per le organizzazioni degli
utenti l'attuale versione dell'azione rischia di essere del tutto impraticabile
( da "superEva notizie"
del 12-05-2009)
Argomenti: Class Action
class="hilite">Class
class="term">action: testo di legge
inefficace? Siamo
ancora qui a parlare di Class class="term">action
perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in
discussione al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente[...]
Siamo ancora qui a parlare di Class class="term">action
perché sembra proprio che secondo quanto previsto dal disegno di legge in
discussione al Senato, l'iniziativa non potrà essere attivata autonomamente
dalle associazioni dei consumatori. Di questo e altro si parla nel sito
Reuters.com. Di seguito la parte introduttiva: "ROMA (Reuters) - Alla
vigilia della discussione in Senato sulla class="term">class class="term">action,
prevista per domani all'interno del disegno di legge sullo Sviluppo, le
associazioni dei consumatori propongono 5 modifiche per riformulare il testo di
legge, che a loro dire rischia di restare lettera morta. Il nodo non riguarda
tanto l'emendamento che elimina la retroattività della class="term">class class="term">action
a partire da luglio 2008, ma la concreta applicabilità di un'azione che non può
essere attivata autonomamente dalle associazioni ma solo da singoli esponendoli
al rischio di rimborso spese. "La versione precedente della norma non era
proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente
è un passo indietro, visto che per le Associazioni dei consumatori non è
previsto proprio alcun ruolo nell'avvio della Class class="term">action",
spiega