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DOSSIER “CINA”

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Report "Cina"

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Indice delle sezioni

Cina (9)


Indice degli articoli

Sezione principale: Cina

in dieci anni quadruplicata la popolazione di stranieri ( da "Repubblica, La" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: la Cina (2,6), la Moldova (2,4) e il Perù (2). Il maggior incremento di popolazione straniera tra il 2006 e il 2007 si è però registrato nella provincia di Asti (più 9,93 per cento).Quest´ultima è anche la provincia che è al primo posto per l´incidenza degli stranieri (circa il 7 per cento) sul totale della popolazione,

zhang, dalla cina con colore forme femminili condensate - miriam cristaldi ( da "Repubblica, La" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: dalla Cina con colore forme femminili condensate MIRIAM CRISTALDI Strisciate di luce, trasparenze emergenti, forme plastico-luminose in bilico, visioni mobili, flash improvvisi. Gli effetti del pittore cinese Zhang Haiying (galleria Ellequadro Documenti, Palazzo Ducale, fino al 30 novembre) attraverso l´uso sapiente e velocissimo del colore ad olio,

India, 12 attentati in un'ora ( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: che confina con Cina, Bhutan, Nepal, Bangladesh e Myanmar ed è abitata da oltre 200 tribù spesso culturalmente estranee al resto del Paese. Una parte della popolazione dell'Assam accusa da tempo New Delhi di limitarsi a sfruttare le risorse naturali della regione (gas, petrolio, tè, legname) senza fornire in cambio nulla se non un flusso incontrollato di immigrati,

Croce Rossa: nel Kiwu catastrofe umanitaria ( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: quale Kabila ha ceduto alla Cina diritti sulle risorse minerarie del Paese in cambio di nove miliardi di dollari in infrastrutture. E in agosto Nkunda ha rotto gli accordi di pace firmati a gennaio, rifiutando di disarmare i suoi bayamulenge di etnia tutsi raccolti nel Congresso nazionale per la difesa del popolo, in lotta anche contro le bande di etnia hutu che operano nella zona.

Profitti Volkswagen oltre le attese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: grazie alla crescita delle sue attività in Cina e in Russia. Nel contempo, tra luglio e settembre, il giro d'affari è salito dell'11% a 28,9 miliardi di euro. Il direttore finanziario della società ha spiegato che le condizioni di mercato nel 2009 saranno "molto difficili". Ciononostante, Volkswagen è relativamente ottimista: spera che il lancio di nuovi modelli,

A Terra madre vanno in scena le fibre naturali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: vanno in scena le fibre naturali Presenti alla manifestazione produttori di tutto il mondo, dalla Cina al Sud Africa fino alla Nuova Zelanda di Cristina Jucker è un uomo alto, la pelle scurita dal sole e gli zigomi forti, vestito con una lunga casacca di seta gialla, stretta in vita da un cinturone, da cui spuntano gli stivali con la punta ricurva, in testa un grande cappello nero.

Il Senato: basta furia anti-cristiana ( da "Avvenire" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: linea politica fin qui seguita dal nostro ministro degli Esteri Frattini Ï Maurizio Gasparri (primo firmatario, Pdl): «Siamo soddisfatti per l'impegno trasversale dell'aula di fronte a troppi silenzi sui massacri» Ï Albertina Soliani (Pd): «Paesi come l'India o la Cina devono sapere che saranno giudicati non solo per il Pil ma per il rispetto dei diritti umani» GRASSO A PAGINA 13

Flussi da record, triplicate le assunzioni ( da "Avvenire" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: dirette in particolare verso Cina e Filippine. Le seconde generazioni, indice di integrazione sono in netto aumento. Nel 2007 sono nati sul suolo italico 64.000 bambini con entrambi i genitori stranieri e, se si tiene anche conto dei minori chiamati per ricongiungimento, la popolazione minorile aumenta in Italia al ritmo di 100.

Cristiani nel mirino, si muove il Senato ( da "Avvenire" del 31-10-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: la Cina ed altri. Lo ha chiesto ieri il Senato della Repubblica che ha votato un ordine del giorno unitario, firmato da tutti i gruppi parlamentari (Pdl, Lega nord, Pd, Idv e Udcautonomie) e con il parere favorevole del governo. Soddisfazione al termine della votazione a nome della presidenza del Senato è stata espressa in aula dal vicepresidente Vannino Chiti,


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in dieci anni quadruplicata la popolazione di stranieri (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Pagina IX - Torino I dati dell´Osservatorio sulla provincia In dieci anni quadruplicata la popolazione di stranieri Sono rappresentati 140 Paesi Le comunità più numerose sono la romena, 53 per cento, e la marocchina In dieci anni la popolazione regolare straniera residente in Piemonte si è moltiplicata per quattro ed è passata dalle circa 61 mila unità del 1997 a 252.302 unità nel 2007. Nell´ultimo anno, in particolare, ha avuto una crescita di quasi il 9 per cento. Nella provincia di Torino, i residenti stranieri sono saliti dalle 32 mila persone del ´97 alle 129.533 dello scorso anno, con una variazione del 9,50 per cento. A Torino città infine gli stranieri residenti al primo gennaio di quest´anno erano 103.816. è quanto emerge dal rapporto 2007 dell´Osservatorio interistituzionale sugli stranieri in provincia di Torino realizzato dalla Prefettura e presentato ieri dal prefetto Paolo Padoin insieme agli assessori regionale Eleonora Artesio e Angela Migliasso e all´assessore provinciale Salvatore Rao. In provincia di Torino sono presenti cittadini stranieri di 140 diversi Paesi. Fra le prime dieci etnie, le più rappresentate sono la Romania con il 52,9 del totale, seguita dal Marocco con il 12,6. Più staccate l´Albania (7,4), la Cina (2,6), la Moldova (2,4) e il Perù (2). Il maggior incremento di popolazione straniera tra il 2006 e il 2007 si è però registrato nella provincia di Asti (più 9,93 per cento).Quest´ultima è anche la provincia che è al primo posto per l´incidenza degli stranieri (circa il 7 per cento) sul totale della popolazione, mentre a livello cittadino è Torino la realtà comunale con la maggior percentuale di stranieri (9,32 per cento del totale della popolazione), con una variazione rispetto al 2006 del 9 per cento in più.

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zhang, dalla cina con colore forme femminili condensate - miriam cristaldi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Pagina XVI - Genova L´arte Zhang, dalla Cina con colore forme femminili condensate MIRIAM CRISTALDI Strisciate di luce, trasparenze emergenti, forme plastico-luminose in bilico, visioni mobili, flash improvvisi. Gli effetti del pittore cinese Zhang Haiying (galleria Ellequadro Documenti, Palazzo Ducale, fino al 30 novembre) attraverso l´uso sapiente e velocissimo del colore ad olio, il bianco, tirato su fondo nero. Alla percezione visiva appaiono frammenti di forme femminili appena condensate, quasi sul punto di scomparire in sagome luminescenti, strutturate in spot di vita quotidiana attraverso pose improvvise e irrequiete, tanto da perdere i contorni e suggerire l´idea di spuma visiva. Una visione della donna in cui il modello femminile orientale - una certa serenità d´immagine e preziosità delle vesti - si fonde con quello dinamico occidentale connotato dalla frenesia di movimenti ansiogeni, tipici di una società fortemente complessa come la nostra.

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India, 12 attentati in un'ora (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-10-31 - pag: 19 autore: Terrorismo. Il quinto attacco coordinato in meno di sei mesi è il più grave degli ultimi due anni India, 12 attentati in un'ora Esplosioni simultanee in quattro città dell'Assam: 68 morti Marco Masciaga NEW DELHI Il terrorismo è tornato a colpire l'India ieri, quando lo Stato nordorientale dell'Assam è stato scosso da una serie di attentati che hanno fatto almeno 68 morti e 335 feriti. Le 12 esplosioni sono avvenute tutte nell'arco di un'ora, tra le 11 e le 12 del mattino, e in larga parte in luoghi affollati di Guwahati, il centro più popoloso della regione, e di altre tre città, per fare il maggior numero possibile di vittime. L'attacco coordinato di ieri, il quinto in meno di sei mesi dopo quelli di Jaipur, Bangalore, Ahmedabad e New Delhi, nonché il più grave da oltre due anni a questa parte, non è stato rivendicato, ma i sospetti puntano in due direzioni: i guerriglieri separatisti dell'United Liberation Front of Assam (Ulfa), una formazione messa fuori legge dal Governo indiano nel 1990 che si batte per l'indipendenza del piccolo Stato nordorientale; e i gruppi estremisti islamici della regione, su cui la polizia sta indagando per il quadruplo attentato che all'inizio di ottobre, sempre in Assam, ha fatto due morti e cento feriti. A fare propendere per la pista islamica, oltre alla presa di posizione della leadership dell'Ulfa che in un comunicato si è detta «completamente estranea» all'operazione, ci sono gli scontri interetnici che nelle scorse settimane sono costati la vita a 57 persone: i protagonisti sono stati da una parte i membri della tribù locale dei Bodo e dall'altra un gruppo di immigrati di fede musulmana provenienti dal vicino Bangladesh. «Gli elementi di cui disponiamo in questo momento, come la scelta dell'attacco coordinato, i bersagli civili e il potenziale degli ordigni, avvalorano la tesi dell'estremismo islamico», spiega Sreeradha Datta, una ricercatrice dell'Institute for Defence Studies and Analyses di New Delhi specializzata nell'India nordorientale. «Questo non significa scagionare l'Ulfa: è difficile immaginare un'operazione di questa portata senza un loro beneplacito, ma non credo che in questo momento sia nel loro interesse colpire in prima persona la popolazione civile. Per quanto riguarda i loro legami con l'estremismo fondamentalista di cui si parla in queste ore è un'ipotesi più che credibile: sia l'Ulfa che il braccio orientale di Harkat-ul-Jihad-al Islami hanno le proprie basi in Bangladesh e usano i medesimi canali sia per finanziarsi che per procurarsi le armi». L'Assam è uno degli Stati più instabili del Subcontinente e negli ultimi due decenni è stato lacerato da un'insurrezione costata la vita a circa 10mila persone. Geograficamente si trova al centro di una regione di frontiera, il cosiddetto Nord-Est, che confina con Cina, Bhutan, Nepal, Bangladesh e Myanmar ed è abitata da oltre 200 tribù spesso culturalmente estranee al resto del Paese. Una parte della popolazione dell'Assam accusa da tempo New Delhi di limitarsi a sfruttare le risorse naturali della regione (gas, petrolio, tè, legname) senza fornire in cambio nulla se non un flusso incontrollato di immigrati, sia dai Paesi confinanti che dagli Stati più poveri dell'Unione come il Bihar. masciaga@gmail.com DUPLICE PISTA I separatisti dell'Ulfa, primi sospettati, si sono detti estranei all'azione che potrebbe essere opera di fondamentalisti islamici Rivolta popolare. Un'auto incendiata a Guwahati, la capitale dell'Assam, dalla folla inferocità contro le autorità per la mancanza di sicurezza EPA

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Croce Rossa: nel Kiwu catastrofe umanitaria (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-10-31 - pag: 19 autore: Congo. Tiene la tregua tra esercito regolare e ribelli tutsi Croce Rossa: nel Kiwu catastrofe umanitaria Luca Veronese Le milizie ribelli del generale Laurent Nkunda sono ferme attorno a Goma, la capitale del Kiwu del Nord, dopo aver messo in fuga il grosso dell'esercito regolare del presidente congolese Joseph Kabila. «La situazione è stabile», dicono i responsabili dell'Onu, ma il contingente di 17mila Caschi blu è l'ultima difesa rimasta alla popolazione. La tregua, dichiarata dai ribelli, sembra tenere nella provincia orientale del Congo, ma la tragedia umanitaria diventa ogni giorno più grave: gli scontri a fuoco dell'ultima settimana hanno costretto a fuggire di casa più di 45mila persone, che si sono aggiunte ai 200mila profughi rimasti senza un tetto dall'inizio di agosto; e ai circa 2 milioni di congolesi che da dieci anni vivono in precari campi di raccolta. Mancano acqua e cibo, le condizioni sanitarie sono pessime: la Croce Rossa denuncia saccheggi di villaggi e ospedali in una «situazione catastrofica»; Amnesty International ritiene indispensabile il rafforzamento immediato dell'azione di peacekeeping dell'Onu. Anche nell'ultima guerra del Congo, la conquista delle ricchezze naturali- soprattutto diamanti, cobalto, rame e zinco - si intreccia con i conflitti etnici. Nkunda ha criticato l'accordo con il quale Kabila ha ceduto alla Cina diritti sulle risorse minerarie del Paese in cambio di nove miliardi di dollari in infrastrutture. E in agosto Nkunda ha rotto gli accordi di pace firmati a gennaio, rifiutando di disarmare i suoi bayamulenge di etnia tutsi raccolti nel Congresso nazionale per la difesa del popolo, in lotta anche contro le bande di etnia hutu che operano nella zona. La crisi non è solo interna al Paese: le autorità congolesi accusano il Ruanda di appoggiare i ribelli tutsi; il presidente ruandese Paul Kagame nega, i suoi ministri ribaltano le responsabilità degli scontri al confine su Kabila. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha condannato l'offensiva delle milizie dissidenti di Nkunda. Il Belgio, membro del Consiglio, ha chiesto la modifica del mandato per le truppe del Monuc, la missione delle Nazioni Unite in Congo. L'Unione europea riunirà oggi gli ambasciatori a Bruxelles per decidere se inviare una missione militare di 1.500 uomini ( intanto ha creato un fondo speciale di 16 milioni di euro): «Prenderemo in considerazione tutte le opzioni, tutte le possibilità di portare aiuto, sia politico che umanitario nel Kiwu», ha detto ieri l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, Javier Solana. «Credo ci sia la possibilità di un vertice tra Congo e Ruanda», ha aggiunto. Mentre Jendayi Frazer, segretario di Stato aggiunto per l'Africa dell'amministrazione Usa incontrerà Kabila, in queste ore nella capitale del Congo, e ha già avvisato i ribelli: «Non devono entrare a Goma». Nkunda ha fatto sapere che «la conquista del centro di Goma non è un obiettivo strategico » e ha annunciato «l'apertura di corridoi umanitari d'emergenza » per fare arrivare gli aiuti alla popolazione. luca.veronese@ilsole24ore.com MOBILITAZIONE MONDIALE Amnesty International chiede all'Onu di rafforzare il contingente di pace Solana: «La Ue analizzerà tutte le opzioni d'aiuto» Caschi blu. A Goma, assediata dai ribelli, le forze dell'Onu sono l'unica difesa per la popolazione AP/LAPRESSE

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Profitti Volkswagen oltre le attese (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-10-31 - pag: 45 autore: Auto. Sale del 27% il risultato netto dei tre mesi - Previsto «un 2009 molto difficile» Profitti Volkswagen oltre le attese Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente Volkswagen ha chiuso il terzo trimestre dell'anno meglio delle attese e soprattutto della concorrenza, grazie alla sua presenza sui mercati emergenti. La società di Wolfsburg ha confermato i suoi obiettivi per il 2008: aumento delle vendite, del fatturato e dei profitti operativi. Nel terzo trimestre dell'anno Volkswagen ha messo a segno un aumento degli utili netti del 27% a 1,21 miliardi di euro, grazie alla crescita delle sue attività in Cina e in Russia. Nel contempo, tra luglio e settembre, il giro d'affari è salito dell'11% a 28,9 miliardi di euro. Il direttore finanziario della società ha spiegato che le condizioni di mercato nel 2009 saranno "molto difficili". Ciononostante, Volkswagen è relativamente ottimista: spera che il lancio di nuovi modelli, la sua proiezione internazionale e la presenza nei Paesi emergenti possano permetterle di controbilanciare il rallentamento nei mercati maturi. «Volkswagen approfitta della sua presenza sui mercati emergenti. Nel contempo non è eccessivamente esposta in Nord America, in forte frenata – spiegava ieri sera Marc- René Tonn, analista finanziario di M.M. Warburg ad Amburgo –. Ma cosa succederà se il Sud America, la Cina, la Russia e l'Asia rallenteranno l'anno prossimo? Volkswagen allora sarebbe destinata a subirne le conseguenze». Nei primi nove mesi dell'anno, gli utili netti della casa automobilistica sono saliti del 28% a 3,78 miliardi di euro, mentre il fatturato è aumentato del 5,5% a 85,4 miliardi di euro. Questi risultati fanno impressione rispetto a quelli dei suoi concorrenti. Daimler, per esempio, ha già annunciato due profit warnings quest'anno e nel terzo trimestre ha registrato utili operativi per 648 milioni di euro, in calo del 66 per cento. Intanto, Volkswagen rimane al centro degli scambi alla Borsa di Francoforte. Ieri il titolo è calato (-3,29%) dopo il fortissimo aumento dei primi due giorni della settimana (+229%). Nell'annunciare domenica il controllo del 74,1% della società, Porsche ha scatenato una drammatica corsa agli acquisti di coloro che avevano venduto allo scoperto: complice un flottante di appena il 5,8% del capitale il titolo VW ha superato anche i mille euro. Da mercoledì l'autorità divigilanza sui mercati BaFin sta indagando su eventuali manipolazioni del mercato. Appare chiaro a molti analisti che Porsche abbia approfittato della situazione. Per aumentare il flottante e calmierare il mercato la società ha venduto mercoledì il 5% circa del capitale di VW tramite il regolamento di opzioni acquistate a un prezzo intorno ai 100 euro (quel giorno il titolo ha chiuso a 517 euro). Il caso è al centro dell'attenzione politica, anche per il danno d'immagine subita dal mercato azionario tedesco. Ormai si discute apertamente sulla possibilità di abolire le vendite allo scoperto o di rivedere drasticamente le leggi sull'Opa. Attualmente la Germania non obbliga coloro che acquistano opzioni azionarie regolate in contanti di rivelarsi pubblicamente. è così che all'improvviso il mercato ha scoperto che Porsche controlla ormai oltre due terzi di VW.

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A Terra madre vanno in scena le fibre naturali (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: STILI E TENDENZE data: 2008-10-31 - pag: 31 autore: Materie prime A Terra madre vanno in scena le fibre naturali Presenti alla manifestazione produttori di tutto il mondo, dalla Cina al Sud Africa fino alla Nuova Zelanda di Cristina Jucker è un uomo alto, la pelle scurita dal sole e gli zigomi forti, vestito con una lunga casacca di seta gialla, stretta in vita da un cinturone, da cui spuntano gli stivali con la punta ricurva, in testa un grande cappello nero. Osserva con attenzione un mucchietto di fibre bianche di cashmere, lo prende in mano e si commuove. è la prima volta che vede il pelo lavorato delle sue caprette, non ancora filato ma candido e morbidissimo. Arriva dalla Mongolia cinese, dove alleva le capre da cashmere e assieme ad altri produttori di fibre tessili naturali è stato invitato a partecipare all'ultima edizione, appena conclusa, di Terra madre, il progetto ideato dall'Associazione Slow food, fondata da Carlo Petrini nel 1986, che quest'anno ha aperto le porte anche ai produttori di fibre naturali. L'obiettivo è creare un "network del tessile" che rilanci non solo i consumi di fibre naturali ma anche la produzione, facendo in modo che gli allevatori possano scambiarsi competenze e risolvere problemi. Un'iniziativa che ha trovato tra i principali sponsor il gruppo Ermenegildo Zegna, tra i primi acquirenti nel mondo di lane pregiate. Ed è proprio a "Casa Zegna", accanto allo stabilimento di Trivero (in provincia di Biella) che alcuni di questi allevatori si sono ritrovati. Oltre che dalla Mongolia venivano da Cina, Perù, Bolivia, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda, Kenia e anche dall'Iran, secondo produttore mondiale, dopo la Mongolia cinese, di cashmere (di una tonalità particolare, marronebeige, usata soprattutto per i tessuti). L'idea era quella di far toccare con manoi risultati del loro lavoro, i tessuti pregiati creati nello stabilimento di Trivero con le lane provenienti dagli animali allevati da loro. Ma forse anche quella di infondere nuovo entusiasmo. Sì, perché la produzione di lana nel mondo si è dimezzata negli ultimi dieci anni: «Colpa sia della siccità che colpisce aree sempre più vaste e riduce i pascoli, sia dei prezzi di mercato che spesso non sono sufficientemente remunerativi» spiega Paolo Zegna, presidente del gruppo tessile omonimo. è anche per questo che i grandi consumatori di lane pregiate (le altre ormai fanno fatica a trovare acquirenti e la produzione va scomparendo, in Italia come altrove) moltiplicano le iniziative per incentivare i produttori. Sia premiando le migliori produzioni sia aiutando gli allevatori che vivono nelle condizioni più difficili. Zegna e Loro Piana insieme, attraverso il consorzio andino, sostenuto dal Governo peruviano che oggi è il proprietario degli animali, sono riusciti a convincere i campesinos a non uccidere la vicuÑa (che non può essere allevata ma vive solo allo stato brado, tra i 3.600 e i 5.300 metri d'altezza) per ricavarne il pelo e poi venderlo di contrabbando. Ora gli animali vengono raggruppati alla fine dell'inverno in fondo alle valli e "pettinati" sul petto e sul collo (non tosati) per ricavarne il vello, ogni due anni. Erano rimasti solo 5mila esemplari, ora sono già tornati a 120mila circa. E forniscono una fibra molto sottile e pregiatissima, che gli Inca chiamavano "la fibra degli dei" e utilizzavano solo per i mantelli dei sacerdoti. C'è poi la siccità che riduce i pascoli, e quindi la possibilità di mantenere o ampliare gli allevamenti: così il consorzio Zegna-Loro Piana ha messo in campo alcuni progetti (l'ultimo è stato appena definito) per creare un sistema di irrigazione sull'altipiano andino che interesserà 1.500 famiglie. In Mongolia, invece, Zegna ha avviato la trivellazione di diversi pozzi. I produttori di abbigliamento di fascia molto alta (sono soprattutto italiani), cercano dunque di sostenere gli allevatori delle lane più pregiate: oltre al cashmere e alla vicuÑa, ci sono anche le caprette mohair del Sud Africa (ma originarie dell'Anatolia), con un bellissimo pelo lungo e riccio, di solito usato con altre lane cui dà una particolare lucentezza; oppure le pecore merino australiane e neozelandesi, portate dall'Europa a fine Settecento e oggi in grado di produrre fibre extrafini, leggere e resistenti. Nel frattempo, però, sembra farsi lentamente strada l'idea di un ritorno alle fibre naturali: non solo lana (ormai scesa a meno del 2% dei consumi complessivi), ma anche cotone, lino, seta, canapa e così via. L'inizio di una svolta? è troppo presto per dirlo. Per ora l'utilizzo del cotone, la fibra naturale più importante, si è quasi dimezzato dal 1950 a oggi: dal 71% dei consumi totali è calato al 37%. A vantaggio soprattutto del poliestere, la fibra sintetica che oggi domina il mercato e la cui produzione è quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni (oltre 30 milioni di tonnellate). Certo, le fibre chimiche spesso sono più facili da gestire (ma le nuove tecnologie di tessitura e finissaggio hanno quasi annullato questo divario), quelle naturali sono più care, però – sostengono gli organizzatori di Terra madre – sono belle da vedere e da toccare, sono traspiranti, tengono caldo oppure fresco. E poi danno da vivere a milioni di persone nel mondo che non han-no molte alternative, come l'allevatore nomade della Mongolia, a cui la vista di un morbido ciuffo di lana candida strappa ancora una lacrima. cristina.jucker@ilsole24ore.com ANIMALI PREZIOSI Il giovane capretto d'Angora (in alto a sinistra), originario dell'Anatolia ma oggi allevato in Sud Africa, produce la miglior lana mohair al mondo. Questa è una delle più antiche fibre tessili usate dall'uomo, citata anche nella Bibbia. Sopra e a fianco, due immagini della capra degli altipiani della Mongolia interna. Da questo animale si ricava un cashmere finissimo: prima si tosano i lunghi peli esterni, poi con un pettine si raccoglie il morbido sottopelo, la vera fibra di cashmere.

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Il Senato: basta furia anti-cristiana (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

PRIMA 31-10-2008 Libertà religiosa. Un ordine del giorno bipartisan votato all'unanimità a Palazzo Madama «impegna» il governo Il Senato: basta furia anti-cristiana «Contrastiamo in sede internazionale le persecuzioni scatenate da estremisti in India, in Iraq e in altri Paesi» Ï Nel documento approvato, sintesi di quattro mozioni, si chiede all'esecutivo di considerare la questione «in modo prioritario» nei rapporti bilaterali Ï Il sottosegretario Eugenia Roccella: l'odg va in direzione della linea politica fin qui seguita dal nostro ministro degli Esteri Frattini Ï Maurizio Gasparri (primo firmatario, Pdl): «Siamo soddisfatti per l'impegno trasversale dell'aula di fronte a troppi silenzi sui massacri» Ï Albertina Soliani (Pd): «Paesi come l'India o la Cina devono sapere che saranno giudicati non solo per il Pil ma per il rispetto dei diritti umani» GRASSO A PAGINA 13

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Flussi da record, triplicate le assunzioni (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

CRONACA 31-10-2008 Flussi da record, triplicate le assunzioni DA MILANO PAOLO LAMBRUSCHI N ell'Italia fotografata dal tradizionale rapporto Caritas Migrantes l'integrazione è nei numeri e nei fatti. Non ci sono mai stati tanti stranieri e alla società italiana fanno paura, non riesce ad accettare compagni di strada che producono il 9,2% della ricchezza nazionale. Le presenze hanno superato la media Ue e i flussi annuali di ingresso sono maggiori di quelli tedeschi. Le seconde generazioni crescono di 100 mila unità annue, la presenza femminile ha raggiunto quella maschile. Un immigrato su dieci si indebita per acquistare la casa. Altra spia sono i matrimoni misti. Nel 2006, un'unione ogni 10 ha coinvolto un partner italiano e uno straniero, quota più che doppia rispetto alle nozze con entrambi i coniugi stranieri. Nel Nord un matrimonio su quattro è tra un italiano e uno straniero. Oltre 300 mila immigrati dal 1996 sono diventati italiani. E da qui al 2050, secondo l'Istat, arriveranno ad essere tra il 16 e il 18% della popolazione. Nella prima ipotesi sono 9 milioni, nel secondo 12,5. Oggi, per l'autorevole indagine, la presenza straniera è in media di uno ogni 15 residenti, uno ogni 15 studenti e quasi uno ogni 10 lavoratori occupati. La prima collettività, raddoppiata in due anni, è sempre quella romena (625.000 residenti e, secondo il dossier, quasi 1 milione di regolari), seguita da quella albanese (402.000) e marocchina (366.000). Attorno alle 150 mila unità cinesi e ucraini. Il rapporto è chiaro: non è «realistico » pensare al futuro dell'Italia senza lavoratori immigrati, sia per la loro giovinezza (otto su dieci hanno meno di 45 anni) che per il tasso di attività, mediamente del 73%, 12 punti in più rispetto al nostro. Difatti li assumiamo a ritmo continuo. Tra il 2005 e il 2007 sono state presentate circa 1 milione e mezzo di domande di assunzione di lavoratori stranieri da parte di aziende e famiglie con un crescendo impressionante. Dai 251.000 nel 2005 siamo passati ai 741.000 del 2007, quasi il triplo. Un lavoratore agricolo su dieci ad esempio non è italiano. I due terzi del totale si concentrano al Nord, dove prevalgono lavoro in azienda e autonomo. Nel Centro invece prevale, oltre alla partita Iva. il lavoro in famiglia e nel Sud quello delle badanti e lavoro agricolo. Il lavoro autonomo, soprattutto artigiano, coinvolge più di un decimo della popolazione. Sopra i livelli dei paesi industrializzati anche il «nero», che riguarda in aziende e famiglie almeno mezzo milione di stranieri già insediati in Italia e sprovvisti di permesso di soggiorno. Per il dossier è necessaria «una più efficace gestione del mercato occupazionale ». Il rapporto calcola che diano all'erario nazionale molto più di quanto ricevano. I comuni hanno speso 137 milioni di euro, il 2,4% della spesa sociale, pari a 54 euro a testa Per interventi diretti agli immigrati. Poiché sono anche beneficiari dei servizi rivolti alla generalità della popolazione, le somme utilizzate a loro beneficio arrivano al massimo a un miliardo di euro e sono abbondantemente coperte dalle entrate che garantiscono. Il gettito fiscale assicurato dagli immigrati nel 2007 è stato infatti di 3 miliardi e 749 milioni di euro, dei quali 3,1 per i soli versamenti Irpef, il resto per addizionale Irpef regionale, Ici, Imposte catastali e ipotecarie. Senza contare le rimesse ai paesi di origine, che nel 2007 hanno raggiunto i 6 miliardi di euro, un quinto in più rispetto al 2006, dirette in particolare verso Cina e Filippine. Le seconde generazioni, indice di integrazione sono in netto aumento. Nel 2007 sono nati sul suolo italico 64.000 bambini con entrambi i genitori stranieri e, se si tiene anche conto dei minori chiamati per ricongiungimento, la popolazione minorile aumenta in Italia al ritmo di 100.000 unità l'anno. I minori stranieri residenti sono circa 800 mila, dei quali ben 457.000 nati in Italia e quindi stranieri solo giuridicamente. Gli studenti figli di immigrati aumentano al ritmo di 70.000 unità l'anno e hanno sfiorato le 600.000 unità nel passato anno scolastico, con un'incidenza media del 6,4%, punte del 10% e più in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e una maggiore concentrazione nelle scuole elementari e medie. Secondo fonti ministeriali, il 42,5% degli alunni stranieri non è in regola con gli studi soprattutto nelle superiori. Infondato l'allarme sicurezza, che riguarda una minoranza. Le denunce presentate contro cittadini stranieri regolari e non sono aumentate del 45% a fronte, nello stesso periodo del raddoppio della presenza straniera. E riguardano soprattutto irregolari. Per il rapporto i numeri esigono un cambiamento di mentalità e l'adozione di politiche realistiche, a partire dal ritocco verso l'alto dei flussi d'ingresso. Secondo Caritas e Migrantes, l'Italia del ventunesimo secolo deve ora accettare i suoi diversi colori. Un milione e 500mila i lavoratori in regola, mezzo milione in nero Producono il 9% del Pil due terzi sono al Nord Oltre 100 mila all'anno i nuovi arrivi under 18

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Cristiani nel mirino, si muove il Senato (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 31-10-2008)

Argomenti: Cina

CRONACA 31-10-2008 L'IMPEGNO DEI POLITICI Approvato ieri un documento in cui si chiede all'esecutivo di considerare prioritaria la questione della libertà religiosa Consenso bipartisan da Palazzo Madama Cristiani nel mirino, si muove il Senato L'ordine del giorno, primo firmatario Gasparri, impegna il governo ad agire nelle sedi internazionali per fermare le persecuzioni non solo in India e Iraq DA ROMA GIOVANNI GRASSO I l governo italiano deve intervenire in tutte le sedi internazionali per far cessare lo scandalo dei massacri e della persecuzione dei cristiani in Paesi come l'India, l'Iraq, la Cina ed altri. Lo ha chiesto ieri il Senato della Repubblica che ha votato un ordine del giorno unitario, firmato da tutti i gruppi parlamentari (Pdl, Lega nord, Pd, Idv e Udcautonomie) e con il parere favorevole del governo. Soddisfazione al termine della votazione a nome della presidenza del Senato è stata espressa in aula dal vicepresidente Vannino Chiti, per il quale il voto unitario «ha un grande valore, non soltanto simbolico». L'odg, ha proseguito Chiti, «esprime la nostra condivisione su obiettivi fondamentali: la libertà religiosa, che è parte integrante della libertà che non ha aggettivi, il no ad ogni persecuzione, la condanna delle persecuzioni che stanno colpendo i cristiani in alcune aree del mondo, e la richiesta non soltanto di un impegno al nostro governo ma anche all'Unione europea per un ruolo incisivo». La recente presentazione del Rapporto da parte dell'associazione «Aiuto alla Chiesa che soffre» sulle violazioni della libertà religiosa nel mondo e le parole di Benedetto XVI in proposito citate, tra l'altro, nella premessa dell'odg ha dunque colto nel senso. E fortemente scosso dalla denuncia e dalle notizie che provenivano dall'Asia, il Senato ha ritenuto opportuno mandare un chiaro segnale al governo che, a sua volta, potrà farsi forte a livello bilaterale e multilaterale di un atto parlamentare e politico di così forte rilevanza. Un documento impegnativo, quello approvato ieri, dato che si chiede esplicitamente all'esecutivo di considerare prioritaria la questione del rispetto della libertà religiosa nei rapporti con gli altri Stati. Nel corso del dibattito , il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, primo firmatario del documento unitario, ha detto di considerare molto rilevante la convergenza parlamentare sul tema delle persecuzioni religiose anche di fronte «a un eccessivo silenzio sullo sterminio di cristiani nel mondo. Il gesto del Senato ha aggiunto rappresenta una reazione non solo delle istituzioni, ma di tutta la comunità nazionale per evidenziare che il mondo non può più accettare persecuzioni e, meno che mai, massacri condotti nel nome dell'intolleranza religiosa». Albertina Soliani, a nome del Pd, ha chiesto all'Europa di mettersi alla guida di un processo internazionale di promozione di libertà, diritti umani e pace, «perché è nell'Europa e con l'Europa ha spiegato che noi possiamo con più forza parlare al mondo e ai Paesi in cui dal fondamentalismo religioso può scaturire la violenza». Paesi emergenti come la Cina e l'India, ha aggiunto, devono sapere «che il loro posto nel mondo non sarà misurato solo sul Pil, ma sui diritti umani e sui valori democratici». Per il governo, il sottosegretario agli affari sociali Eugenia Roccella ha ricordato l'impegno del ministro degli Esteri Frattini nella vicenda delle persecuzioni dei cristiani in India e in Iraq, sottolineando che l'odg approvato «si inserisce nel solco di una politica già tracciata e di preoccupazione e sensibilità condivise».

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