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T ARTICOLI DEL 17-22 dicembre 2008#TOP
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Articoli
Cina (75)
L'inutile ortodossia della Bce
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Per il momento la Cina ha parlato di una manovra di 600 miliardi di dollari di cui in verità solo una parte aggiuntiva; la Gran Bretagna porterà il deficit di bilancio all'8% del Pil nel 2009; gli Stati Uniti si apprestano a varare una manovra espansiva (in disavanzo) di 600 miliardi (4% del Pil americano).
Mediterraneo
strategico per le energie rinnovabili
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: sulle emissioni ora aspettiamo Usa e Cina «Mediterraneo strategico per le energie rinnovabili» Attilio Geroni PARIGI. Dal nostro corrispondente Due eventi politici maggiori degli ultimi mesi ridefiniscono le possibilità di sviluppo delle energie rinnovabili: lo storico accordo europeo della settimana scorsa sul pacchetto clima- energia;
Un'Europa
a rischio isolamento ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina e India, solo un'Europa forte e coesa può risultare un interlocutore credibile.Altrimenti il rischio - di cui si parla apertamente nel documento della Farnesina, che riunisce per l'occasione i 138 capi missione italiani nel mondo-è di un'Europa debole,definita alla fine una " Grande Svizzera", che si possa vedere bypassata da rapporti transpacifici (
La
Cina perde appello contro Ue e Stati Uniti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: COMPONENTISTICA La Cina perde appello contro Ue e Stati Uniti La Cina ha perso il ricorso presso la commissione d'appello del Wto sui dazi applicati alle importazioni di ricambi auto, contestati da Ue, Usa e Canada. Lo riferisce una nota della Commissione europea, sottolineando che Pechino dovrà mettersi in regola con le indicazioni di Ginevra «
Servono
nuove misure ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: un riferimento sia ai padroni di casa della Cina, sia alla Germania, può agire in prima linea. Per chi ha finanze pubbliche o posizioni esterne nette meno solide, i margini d'azione sono più limitati. E dovrà allora introdurre politiche per aumentare la crescita e ridurre il debito: dalle riforme delle pensioni, alla profonda ristrutturazione del settore pubblico per migliorare l'
La
nuova sfida Molteni è la rete di negozi diretti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Quanto alla Cina, «nel 2009 apriremo un grande spazio a Pechino, e già ne abbiamo uno, non gestito direttamente, a Shanghai. Anche se i fatturati cominciano a essere interessanti, il design qui è ancora una realtà molto confusa. Per questo partecipiamo a un progetto con Domus Academy: sono convinto che occorra prima di tutto creare una cultura del design»
Conclusi
i Giochi, la Cina censura di nuovo i siti web
( da "Avvenire"
del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: la Cina censura di nuovo i siti web B loccati, sbloccati, poi di nuovo censurati. Una serie di siti web non graditi al governo cinese sono stati di nuovo censurati. Ieri, in una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli esteri Liu Jianchao ha evitato di rispondere ai giornalisti, limitandosi a dire che vengono oscurati solo i siti che '
A
Roma il festival degli itinerari dello Spirito
( da "Avvenire"
del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: sono progetti che coinvolgono paesi come Cina e Tibet e anche israeliani e palestinesi per offrire occasione di dialogo fra i popoli». Ideato e organizzato dall'Orp, il festival ha il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia, dell'Ente nazionale italiano per il turismo. Fabrizio Mastrofini La presentazione del Josp fest (Siciliani) Promossa dall'Opera romana pellegrinaggi,
Scajola
stacca a Finmeccanica un maxi assegno di 900 milioni
( da "Finanza
e Mercati" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina per 30 milioni di dollari, ha messo a segno un guadagno in Borsa dell'1,57% a 10 euro. Molto meglio la controllante Finmeccanica (+5,8% a 10,77 euro) in previsione della possibile monetizzazione della quota del 40% in Ansaldo Sts. Ieri il comitato interministeriale per lo sviluppo dell'industria aeronautica riunito da Scajola ha deciso di finanziare i programmi relativi agli
MANFREDI:
ECCO L'AUTORE ( da "Unita, L'"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract:
Etiopia della
prima infausta colonizzazione italiana alla Cina della Guerra dei Boxer). E da
ultimo è tornato al romanzo con lo straordinario Ho Freddo (pp. 552, euro 16
Gargoyle): apparentemente una vicenda di genere vampiresco ambientata nell'America
della fine del
Dopo
18 anni lascia la guida del museo di Rivoli Sull'arte contemporanea che Bondi
non capisce: Non si può stare sempre voltati indietro
( da "Unita,
L'" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: è straordinario come adotti tematiche della sua Cina usando un linguaggio comprensibile anche per l'occidente. Il Padiglione Italia della Biennale, che lei curò nel 2005, nel 2009 avrà come responsabili Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, critici d'arte esplicitamente di destra. La destra entra in un territorio dal quale si è tenuta alla larga o «di sinistra»?
Navi
anti-pirati anche dalla Cina ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: pirati anche dalla Cina Gianandrea Gaiani Nella lotta alla pirateria somala scendono in campo anche i cinesi, protagonisti ieri per la coraggiosa resistenza dei 30 marinai di un cargo assalito dai pirati e per la decisione di Pechino di inviare navi da guerra a rafforzare la flotta multinazionale che da due mesi cerca di proteggere il traffico mercantile lungo le coste somale.
Ansaldo
Sts cresce in Cina ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: contratti da 30 milioni di dollari Ansaldo Sts cresce in Cina GENOVA Ansaldo Sts accelera sul mercato cinese. La società di Finmeccanica, attiva nel segnalamento e nei sistemi di trasporto, si è aggiudicata due contratti, per un valore complessivo di 30 milioni di dollari, per la progettazione e la realizzazione dei sistemi di segnalazione Cbtc (Communications based train control)
Toyota
si assicura risorse di terre rare
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Toyota si inseriscono del contesto di una forte preoccupazione del sistema industriale giapponese, che finora ha importato dalla Cina circa il 90% delle terre rare. Pechino ha iniziato a introdurre restrizioni all'export nel momento in cui i prezzi internazionali di questi elementi sono balzati a causa della forte domanda, che in Giappone è stimata in crescita di almeno il 15% l'anno.
onu,
ora guerra totale ai pirati in somalia anche la marina cinese - vincenzo nigro
( da "Repubblica,
La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: poche ore il governo della Cina, quello della Turchia e anche il ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa hanno annunciato di essere pronti a inviare navi o comunque a fare di più contro i banditi somali. Il primo segnale forte è quello dell´Onu: la risoluzione 1851 voluta dagli Usa e votata all´unanimità dai 15 dei Consiglio di sicurezza permette alle Marine autorizzate dall´
c'è
la "sagra del cine" una maratona gratuita da king kong ad amélie -
caroli a pagina xix ( da "Repubblica, La"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Pagina III - Torino L´iniziativa C´è la "Sagra del Cine" una maratona gratuita da King Kong ad Amélie CAROLI A PAGINA XIX SEGUE A PAGINA XIX
una
maratona di film alla "sagra" del romano
( da "Repubblica,
La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: della Sagra del Cine, seconda festa cinefila in Galleria Subalpina. Una quindicina di film in omaggio, a ingresso gratuito, dal primo pomeriggio a notte. Si comincia alle 15.45 con King Kong del '33 e si finisce con un altro capolavoro di Hollywood, L´impareggiabile Godfrey (odissea di uno spiantato vittima della Depressione).
"qualità
e prezzi bassi così resiste lo schermo al tempo della crisi" - clara
caroli ( da "Repubblica, La"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Ma lei non si arrende e fa la "Sagra del cine". Perché? «Perché il cinema visto in sala ha le caratteristiche di un evento, di una festa. La sala è un punto di incontro, si raggiunge uscendo di casa e rompendo la monotonia dell´assalto televisivo. Vedere un film al cinema è un piacere fisico».
rio,
il cosmo e madagascar: ecco i cine-panettoni - franco montini
( da "Repubblica,
La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: il cosmo e Madagascar: ecco i cine-panettoni FRANCO MONTINI Sono in arrivo i cinepanettoni, ovvero gli appuntamenti natalizi più tradizionali: le commedie nazional/popolari e l´animazione hollywoodiana. La saga delle vacanze di Natale targate De Laurentiis quest´anno festeggia le nozze d´argento con il successo.
Sul
tema dei diritti umani l'Europa sfida la Cina
( da "Avvenire"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina T DA STRASBURGO FRANCO SERRA ra dibattiti e riconoscimenti le due assemblee europee nel capoluogo alsaziano hanno dedicato la giornata di ieri ai temi dei diritti umani. L'Europarlamento ha assegnato il premio Sakharov, suo massimo riconoscimento per la difesa dei diritti dell'uomo, a un dissidente cinese e ha poi visto una serie di interventi sule violazioni dei diritti fondamentali.
Cina,
condannati a morte due uighuri ( da "Avvenire"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: MONDO 18-12-2008 Cina, condannati a morte due uighuri PECHINO. La magistratura cinese ha condannato a morte due uighuri ritenuti responsabili di un attentato condotto pochi giorni prima dell'inizio delle Olimpiadi di Pechino nel quale sono stati uccisi 17 poliziotti.
A
Firenze Beato Angelico ritrovato ( da "Avvenire"
del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: sarà visitabile a partire da oggi prima di iniziare un lungo giro nei 115 Paesi della Wfs, fra cui Cina e Russia. La mostra, che ha le sue radici nel libro «Galilei divin uomo» di Antonino Zichichi, illustra il pensiero di Galileo Galilei, le sue fondamentali invenzioni e scoperte, la sua fede; è una testimonianza culturale del legame che esiste fra fede, ragione e scienza.
cina,
il sogno spezzato dell'energia solare - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina La storia Cina, il sogno spezzato dell´energia solare FEDERICO RAMPINI SEGUE A PAGINA 39
che
2009 sarà? risponde roubini guru della crisi
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Risponde Roubini guru della crisi Nessuna illusione, la recessione durerà fino al 2010. Dopo una lentissima ripresa La Cina non prenderà il posto dell´America anche il suo boom sta ormai finendo L´Italia non rischia la bancarotta ma vi serve più competitività
torino,
giovane in stato vegetativo si "risveglia" grazie a un intervento -
sara strippoli ( da "Repubblica, La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: blog voluto dal padre immaginando che la ragazza potesse un giorno leggerlo e continuarlo lei stessa, è disponibile al trapianto e già aveva pensato di andare in Cina per un viaggio della speranza che in molti le hanno sconsigliato. Spiega la mamma: «Per fortuna abbiamo saputo di questo studio. Nessuno più di noi capisce il dolore di Englaro. Ma ognuno decide per conto proprio».
cina,
il sogno spezzato dell'energia solare - federico rampini pechino
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Ora è al collasso Cina, il sogno spezzato dell´energia solare Per il fotovoltaico è il giorno del giudizio. Come accadde per la bolla di Internet Agli operai della Suntech è arrivato l´ordine di lavorare solo un giorno alla settimana FEDERICO RAMPINI PECHINO dal nostro corrispondente Era fiera della sua nuova fama mondiale,
"cara
greta, non ce la faccio più" i giorni bui e le speranze in un blog -
(segue dalla prima pagina) sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: i pensieri del viaggio della speranza in Cina per il trapianto di cellule staminali. «Certo che ci abbiamo pensato ad andare in Cina, eravamo quasi pronti, poi siamo entrati in contatto con la dottoressa Massa, e ci siamo fermati. Adesso siamo di nuovo disponibili al trapianto, ma si tratta di un trapianto da cellule prese da mia figlia, l´idea della Cina è tramontata»
Mister
Job ha un'occupazione per tutti ( da "Finanza e Mercati"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract:
Cina, Hong
Kong e Brasile. Ed è sbarcato da poco in India. Nato nel
cinà,
il medico boss risponde ai pm "facevo da paciere, come l'onu"
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Antonino Cinà, il medico di Riina e Provenzano, è uno degli imputati principali del processo in cui è sotto accusa anche l´ex deputato Giovanni Mercadante. Cinà è soprattutto mafioso autorevole, che avrebbe avuto un ruolo (non è ancora chiaro quale) nella trattativa di Riina con pezzi dello Stato, durante le stragi del 1992.
letizia,
un ritorno a mani vuote con la promessa di berlusconi - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: la Cina, che investirà qualcosa come 42 milioni di euro; lo stesso vale per San Pietroburgo, Francoforte e Buenos Aires: tutto lavoro fatto nei mesi in cui a Roma si discuteva». Poi: «Sui 2,3 miliardi ora serve una decisione politica». Sempre ieri, prima della riunione alla quale aveva spedito il suo fidatissimo assessore al Bilancio Romano Colozzi,
sequestrate
50 tonnellate di "botti"
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: prodotta in Cina, era arrivata in Europa dal porto di Rotterdam, in Olanda. I poliziotti hanno seguito i due mezzi dalla dogana di Verona sino a San Severo, da dove i giochi pirotecnici dovevano essere smistati nel resto del Mezzogiorno. è stata sgominata una presunta banda criminale, con a capo un imprenditore teramano,
un'onda
di suoni e di luci scuote il mondo dell'arte - barbara casavecchia
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: In mostra anche due video inediti girati in Cina nel 2006, durante una residenza che Alterazioni Video ha sfruttato per svolgere azioni di «sabotaggio» dei meccanismi di censura che impediscono la libera circolazione delle informazioni via Web. Fondato nel 2003, tra i partecipanti dell´esperienza dell´Isola Art Center ormai demolito dalle ruspe,
"così
la cherubini e paisiello hanno conquistato salisburgo" - fabrizio festa
( da "Repubblica,
La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: e penso a paesi come la Cina, di teatri se ne costruiscono di nuovi, qui da noi si non si sa cosa accadrà, se andremo avanti, o chiuderemo appunto. La questione irrisolta, ma non da oggi, da sempre, è che cosa vogliamo fare della cultura musicale, e della cultura in genere, avendo presente che i teatri sono tra i luoghi dove si dovrebbe fare cultura.
qualcuno
ipotizza un sovvertimento dei rapporti di forza globali, con la cina che prende
il posto degli usa... ( da "Repubblica, La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Economia Qualcuno ipotizza un sovvertimento dei rapporti di forza globali, con la Cina che prende il posto degli Usa... La Cina? Non credo che stia per rimpiazzare l´America, oppure come qualcuno con ancora maggior fantasia dice che un sistema collettivistico prenderà il posto di quello capitalistico, a parte che ormai in Cina il socialismo è un ricordo.
dieci
domande a nouriel roubini per capire il crac dell'economia. e scoprire come
affrontarlo nell'anno che verrà ( da "Repubblica, La"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: risponde alle domande dei lettori di Repubblica raccolte attraverso il sito del giornale. Dal futuro delle banche italiane, alla corsa della Cina, ai programmi di Obama: così si cura l´economia mondiale Dieci domande a Nouriel Roubini per capire il crac dell´economia. E scoprire come affrontarlo nell´anno che verrà
In
Cina la democrazia può attendere ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: pag: 11 autore: «In Cina la democrazia può attendere» Avanti con le riforme economiche, la democrazia può aspettare. Nel 30Úanniversariodell'iniziodelleriforme,ilpresidentecineseHu Jintao ( nella foto) ha indicato nella continuità-apertura in economia, monopolio del Partito sulla politica- la via sulla quale procedere.
L'arredamento
perde colpi ma il sistema è competitivo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: ci ha visti vincitori in maniera definitiva (la Cina è in una crisi paurosa) ». Ma se le opportunità per andare all'estero non mancano, è importante fare una programmazione e accompagnare le imprese: «Una piccola azienda non può andare da sola in cinque Paesi contemporaneamente » sottolinea Messina.
A
Bosch divisione del gruppo Freud ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Stati Uniti e Cina. Attività che nel 2007 hanno generato un fatturato vicino ai 100 milioni di euro, impiegando circa 580 collaboratori nel mondo. «Nel suo segmento di mercato - ha spiegato Uwe Raschke, presidente della divisione elettroutensili di Bosch e membro del Cda del gruppo - Freud riscuote successo a livello internazionale,
intrigo
a stoccolma sospetti sui giurati nobel sotto inchiesta - elena dusi
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina offerto dal governo di Pechino. L´altra per il legame di due nostri membri con la casa farmaceutica Astra-Zeneca», ammette al telefono da Stoccolma Gunnar Oquist, segretario permanente della Reale accademia delle scienze svedese, ritrovatosi coinvolto suo malgrado in una nuova versione di "Intrigo a Stoccolma" 45 anni dopo il film con Paul Newman che raccontava proprio di un
assunzioni,
enti inutili e sedi mai aperte gli sprechi del 2008 costano cento milioni -
antonio fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: operazione finanziarie di private equity) e Cine Sicilia. Ma cosa fanno queste società? Spesso poco o nulla, come la Risem che stando alle ultime comunicazioni fornite dalla Regione conta ben 11 consiglieri d´amministrazione ma non ha nemmeno una sede: l´assessore Ilarda ne ha annunciato la chiusura, ma ad oggi è ancora in vita.
mediterraneo
mare di convegni - agostino spataro
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: si apre dunque una prospettiva inedita rappresentata da nuovi imponenti flussi commerciali, turistici, finanziari provenienti dall´Oriente medio ed estremo: dai Paesi del Golfo, da Cina, India, Giappone, Oceania. La Sicilia è attrezzata per intercettare, accogliere parte di tali flussi? Parrebbe di no. Questo - a me pare - è il vero problema.
dal
vietnam la frode del pangasio ( da "Repubblica, La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Non manca la Cina: con i container, in pacchi congelati da un chilo, manda il novellame. Il bianchetto. I ristoranti lo inseriscono nelle frittelle di pesce. Come le carni, anche il pesce ha la sua tracciabilità. Una etichetta indica luogo di origine, orario della pesca, distingue il prodotto del vivaio da quello di mare.
rilancio
dopo il baratro il lampo di genio che salva una fabbrica
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: ora ha raddoppiato in Cina. «Lì stiamo già guadagnando», dice il titolare. Non è stata solo una bella favola: una trentina di operai a casa, alla fine, ci sono rimasti. «La ristrutturazione è stata dolorosa ma dovevamo farla. Alla fine, però, la maggior parte di loro ha trovato una nuova occupazione.
parcheggio
in sant'ambrogio, ruspe al lavoro
( da "Repubblica,
La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: architetto Cini Boeri. Da Gillo Dorfles a Inge Feltrinelli da Luigi Caccia Dominioni a Vittorio Gregotti, da Davide Rampello a Rosellina Archinto, Gae Aulenti, Marco Tronchetti Provera, Gerardo Colombo, Arnaldo Pomodoro, Carlo Puri, Jacopo Gardella e Guido Martinotti, in tanti hanno provato a chiedere al sindaco la «chiusura dello scavo»
fascino,
soldi e tante vittorie quel bel calcio che fa tendenza - enrico franceschini
londra ( da "Repubblica, La"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: con tifosi anche in Cina. Il Chelsea di «Paperone» Abramovich è la nuova oligarchia, il club del glamour londinese, quello con i Vip in tribuna e le limousine all´uscita dello stadio. Tre grandi squadre, tre diverse icone del football inglese, tutte e tre ora tormentate dallo stesso interrogativo: gli italiani gli cucineranno un piatto freddo chiamato vendetta?
L'alba
del neopatrimonialismo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: impossibilità della Cina e di altre aree emergenti di raccogliere la staffetta della crescita economica e di rappresentare un motore di sviluppo alternativo all'America. «In realtà - scrive Sapelli - la centralità degli Usa è ancora inscritta nella storia del mondo» non solo per il ruolo fondamentale del dollaro, ma per il peso che gli Usa hanno nel commercio mondiale.
Telespazio,
commessa in Turchia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina scossa dal terremoto hanno richiesto le immagini dai satelliti Cosmo-Skymed per stabilire il censimento dei danni. Il mercato dei servizi satellitari non si limita alle immagini spedite dallo spazio per osservare la terra. Con il lancio a gennaio del nuovo satellite Sicral 1B, Telespazio potrà offrire servizi di telecomunicazione ai Paesi della Nato e al mercato europeo della
Pechino
inizia comprando indio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: con la Cina saldamente in testa alla graduatoria dei grandi produttori mondiali. Gli acquisti da parte del Governo cinese potrebbero essere però solo all'inizio. Secondo gli analisti non è infatti da escludere che nelle prossime settimane l'Srb compri altro indio direttamente dai produttori o sul mercato spot.
America
Latina ( da "Avvenire"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: area vogliono è la Cina e più in generale l'Asia. Riguarda anche Manta. L'ambizione di Correa, in futuro, è trasformare la città costiera in uno dei due poli del corridoio Pacifico-Atlantico: Manta- Manaos (Brasile). Una gigantesca rete di trasporti stradali, aerei e fluviali collegherebbero la porta sudamericana all'Asia (Manta,
Aumentano
i <concorrenti> ( da "Avvenire"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Altri come Cina e Russia stanno colmando questi vuoti... L'America latina ha cercato di diversificare i fronti. La relazione con la Cina, la Russia e la Ue è molto più attiva. Il Cile è un caso emblematico: è il primo Stato sudamericano ad aver firmato un Trattato di libero commercio con la Cina.
Mediterraneo,
un mare di... convegni ( da "AprileOnline.info"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: una prospettiva inedita rappresentata da nuovi, imponenti flussi commerciali, turistici, finanziari provenienti dall'Oriente medio ed estremo: dai Paesi del Golfo alla Cina, dall'India al Giappone, all'Oceania, ecc. La Sicilia è attrezzata per intercettare, accogliere parte di tali flussi? Parrebbe di no. Questo- a me pare- il vero problema.
L'Italia
e il mondo visti da Arcore ( da "AprileOnline.info"
del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina, Egitto, Sudafrica, Brasile, Messico. "Abbiamo varato il fondo per l'Africa", ha poi assicurato il Cavaliere, "Nel G8 questo sarà uno degli argomenti prioritari" e aggiunge. "con l'amministrazione americana abbiamo dato vita a una comunità delle democrazie liberali che ha lo scopo di agire per far sì che i paesi possano uscire dalla crisi"
a
sfida di papà lu - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: interrogazioni a tutti i tribunali e gli uffici governativi della Cina. Il quarantasettenne Lu è uno degli ultimi irriducibili del terremoto nel Sichuan, una pattuglia sempre più sparuta di genitori delle vittime. A due ore di strada a nord del capoluogo Chengdu, ai piedi delle montagne che in questi giorni cominciano a coprirsi di neve, lì c´è Beichuan.
Tasso
zero , la ricetta anti-crisi che divide Europa e Stati Uniti
( da "Unita,
L'" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: La Cina è in pericolo: basterebbe leggere i numeri delle migrazioni al contrario, adesso dalle città alle campagne». Mario Deaglio, docente di economia internazionale all'Università di Torino, almeno a proposito di Bernanke la pensa in modo opposto: «Strategia sbagliata, come ha dimostrato l'esperienza del Giappone che ha "
due
secoli di carcere al clan lo piccolo per tre imprenditori arriva l'assoluzione
( da "Repubblica,
La" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cinà e Di Chiara. Pene ridotte per sedici dei trentanove imputati Due secoli di carcere al clan Lo Piccolo per tre imprenditori arriva l´assoluzione La sentenza all´alba dopo dodici ore di camera di consiglio Dodici ore di camera di consiglio e una sentenza emessa alle tre del mattino, per scongiurare il rischio di scarcerazioni per scadenza termini.
Crolla
il prezzo del petrolio? È ora di cominciare a sostituirlo
( da "Avvenire"
del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: proiezioni più prudenti tuttavia considerata la crescita impetuosa di giganti come Cina e India calcolano che ce ne vorrebbero almeno 100 milioni. E tutti concordano che è impossibile raggiungere quella quota. E certamente non con il petrolio a 33 dollari al barile, perché con margini di utile così risicati, se non nulli, nessuno investirà mai in nuove prospezioni o in estrazioni costose.
Adozioni,
dalla Cina i primi arrivi: sono diciannove e tutte femmine Requisiti
fondamentali per le coppie: benestanti, istruite e non obese
( da "Avvenire"
del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: CRONACA 21-12-2008 Adozioni, dalla Cina i primi arrivi: sono diciannove e tutte femmine Requisiti fondamentali per le coppie: benestanti, istruite e non obese DA ROMA S e non proprio ricchi, di certo benestanti (con reddito non inferiore ai 30mila dollari l'anno) e proprietari di casa;
improvvisazione
al potere ( da "Repubblica, La"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: scandalo Watergate decise nel 1972 di andare in Cina per spostare altrove l´attenzione generale. Non è esorcizzando i problemi e chiedendo ai giornali di parlare d´altro (magari dedicando intere paginate alla band del ministro dell´Interno) che si risolve la crisi. Per questo speriamo che nessuno voglia raccogliere l´invito di Berlusconi a non pubblicare previsioni a tinte fosche,
Omaggio
del Papa a Galileo: La scienza ci fa capire la natura
( da "Unita,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Galilei divin uomo» realizzata dalla World Federation of Scientists per l'Anno Mondiale dell'Astronomia. Vi resterà fino al 18 aprile prima di cominciare un lungo giro nei 115 Paesi della Wfs, fra cui Cina e Russia. La mostra illustra il pensiero di Galileo Galilei, «le sue fondamentali invenzioni e scoperte, la sua fede». Il caso
Iran,
sigilli alla sede di Ebadi La Nobel accusa: atto illegale
( da "Unita,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: In termini assoluti il primato spetta invece alla Cina. Tra i tanti mali denunciati da Shirin Ebadi un posto particolare occupa proprio il massiccio ricorso alla pena capitale da parte del regime degli ayatollah. Ebadi divenne internazionalmente famosa grazie al Nobel ricevuto nel 2003. Dopo la rivoluzione khomeinista del 1979 era stata costretta, perchè donna,
Berlusconi,
monologo-spot 22 domande, solo 3 risposte
( da "Unita,
L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: in Cina, Brasile, Messico»). Le nuove povertà e la massa di precari sono in aumento, fa notare il giornalista del Messaggero, cosa pensa di fare? «Abbiamo già...» e giù una lista di cose fatte di cui si stentano a vedere i risultati. Ci riprova il collega di Repubblica, citando i dati forniti da Confindustria sulle centinaia di migliaia di persone che perderanno il posto nel 2009:
A
Natale va di moda la minivacanza ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina e in particolare India (+15-20% nel 2009). Marzotto auspica dunque «un abbassamento dell'Iva, in linea con le aliquote dei concorrenti europei». Il presidente di Federterme-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, sollecita «un recupero di competitività con interventi concreti a basso impatto sulla finanza pubblica».
La
crisi paralizza l'industria tedesca
( da "Sole
24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Negli ultimi anni la Germania ha cavalcato con straordinario successo la modernizzazione dei Paesi emergenti, non solo Cina o India, ma anche Brasile, Russia e Sudafrica. Le imprese tedesche hanno venduto in tutto il mondo macchine utensili, veicoli industriali, progetti infrastrutturali. Tra il 2003 e il 2007, il settore meccanico ha aumentato la produzione del 36%.
Manager
creativi anti-crisi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: quest'anno si chiude con la sorpresa di «una Cina che non traina più come un tempo. La crisi è forte soprattutto sul mercato internazionale. Ma avendo l'innovazione nel Dna la supereremo investendo ancora di più che in passato in ricerca di prodotto e di processo per fare i nostri impianti per la movimentazione automatica ».
Gli
italiani? Religiosi, ma non bigotti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Lo è tuttora in Cina o in certe regioni dell'India dove i cristiani sono perseguitati. E forse ha qualche motivo di sentirsi tale anche in un paese libero e democratico, ma risolutamente laicista, come la Spagna di Zapatero. Qui da noi, ha ben poco di cui preoccuparsi.
Un'avventura
in Tibet ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: dall'Iran orientale all'Afghanistan al Tibet, dal Kashmir alla Cina – rappresentano, nei fatti e nell'immaginario degli antagonisti spesso diversamente manipolato, una delle zone più drammaticamente bellicose e contese del pianeta, teatro degli scontri violentissimi o subdoli ai quali da tempo assistiamo.
I
travagli di Goldman Sachs ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Australia alla Cina fino alla Banca mondiale. Ancora oggi il Tesoro di Washington è affollato dei suoi banchieri: Henry "Hank" Paulson, ex ammini-stratore delegato di Goldman, è il ministro e il 35enne Neel Kashkari, già vicedirettore della banca, è il suo braccio destro con in mano la gestione del Tarp, il fondo da 700 miliardi di dollari incaricato di salvare dall'
Padroni
della vita ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina e Corea del Sud per concordare una collaborazione su vasta scala. La crisi ha spinto i tre Paesi a mettere da parte le rivalitàe i punti di contrasto, stabilendo come prioritario l'obiettivo della crescita economica. è la prima volta che Giappone, Cina e Corea, divisi in passato da sanguinosi eventi storici,
Principe
del frumento ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: duplice obbiettivo di avvicinare Cina e Europa sottolineando la continuità culturale tra i due continenti,all'indomani della prima grande condanna dell'evangelizzazione praticata dai gesuiti nel Celeste Impero, con la «Ex illa die» (1716). Joachim Bouvet, famoso per la sua corrispondenza con Leibniz, lavorò sui miti contenuti nei grandi libri della tradizione cinese utilizzando l'
Giro
dell'Asia in ottanta scatti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: in prevalenza da Cina, Giappone e Corea, noti e meno noti quali Ai Weiwei, Nobuyoshi Araki, Cao Fei, Naoya Hatakeyama, Kimsooja, Daido Moriyama, Yasumasa Morimura, Hiroshi Sugimoto, Tabaimo, Rirkrit Tiravanija, Wong Hoy Cheong e Yang Fudong rappresentano, infatti, soltanto un primo nucleo di acquisizioni da parte della Fondazione.
Scene
dal Far East ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: come vengono chiamati in Cina) avevano una forza d'attrazione moltiplicata dalla scoperta di un universo fino a quel momento sconosciuto? L'ampia rassegna «Far East», alla sala Truffaut di Modena dal 6 gennaio al 13 marzo, dimostra una volta di più quanto ormai sia vasto l'interesse per quelle cinematografie.
E
a Parigi trionfa Yao Lu ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: esposto rare volte al di fuori della Cina fino a questo momento. è stato presentato dalla 798 Photo Gallery di Pechino. Nella capitale cinese insegna fotografia all'Accademia centrale delle Belle arti. «Non abbiamo avuto dubbi – sottolinea Marta Gili, direttrice del Jeu de Paume, museo parigino specializzato nella fotografia, che faceva parte della commissione del premio &
Quanto
vale il Timoniere ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: arte internazionali ad aver aperto in Cina, la ArtScene Warehouse. «Molti stranieri che acquistano questo tipo di arte lo fanno pensando che abbia un significato politico, ma si sbagliano. Quasi tutti quelli che operano in Cina, galleristi e artisti,sanno che è un'arte del tutto commerciale », dice, senza mezzi termini, specificando anche che molti artisti cinesi oggi sono «
A
Pechino scoppia la bolla ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: arte in Cina è sceso al punto che gallerie "trendy" e senza storia stanno per chiudere o riducono attività e investimenti». «Alla "798" corrono voci che alcune piccole gallerie stiano chiudendo, altre invece si stanno spostando in altri distretti dove l'affitto è meno caro, quelle più stabili rimangono » ci scrive dall'avamposto di Pechino,
Smarriti
in paradiso ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: emergere il senso di impotenza Smarriti in paradiso Uno sguardo sulla Cina N elle prime settimane di settembre hanno avuto luogo nel Sud-est asiatico ben undici manifestazioni internazionali di arte contemporanea, dalla Korea (Gwangju e Busan) al Giappone (Yokohama) a Hong Kong, alla Cina (una fiera e due biennali a Shanghai), una Triennale a Guangdong, la Biennale di Singapore,
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-12-17 - pag: 15 autore: L'inutile
ortodossia della Bce L'eccezionalità della situazione rende necessari maggiori
interventi di Vincenzo Visco* V i è consenso unanime tra gli osservatori sul
fatto che la crisi finanziaria attuale è un evento estremamente drammatico:
«che si verifica una volta in una generazione», o «una volta ogni 100 anni».
Ciò ha giustificato interventi del tutto inusuali di salvataggio di banche da
parte di Governi, di assunzione di compiti impropri da parte delle Banche
centrali e d'interventi massicci di politica fiscale annunciati da parte di
alcuni Paesi. Per il momento la Cina ha parlato di
una manovra di 600 miliardi di dollari di cui in verità solo una parte
aggiuntiva; la Gran Bretagna porterà il deficit di bilancio all'8% del Pil nel
2009; gli Stati Uniti si apprestano a varare una manovra espansiva (in
disavanzo) di 600 miliardi (4% del Pil americano)... Questi interventi
sono pienamente giustificati dalla natura della crisi, che dai mercati
finanziari si è trasmessa - com'era da attendersi - all'economia reale con una
velocità e una forza che molti ancora non percepiscono. Al meccanismo di
deleveraging dell'industria finanziaria corrisponde infatti la vendita degli
asset posseduti, il crollo dei valori dei beni reali (azioni, fabbricati), la
restrizione del credito, la riduzione dei consumi, il calo della
produzione,l'aumento della disoccupazione, la riduzione delle prospettive di
crescita e il peggioramento delle aspettative, il calo degli investimenti,
eccetera. Tale spirale si autoalimenta secondo la logica analizzata da Keynes,
in occasione della Grande depressione. E le soluzioni possibili quindi non
possono che essere keynesiane: vale a dire un'espansione fiscale delle
dimensioni necessarie a compensare la caduta della domanda, da effettuare in disavanzo.
L'unica difesa aggiuntiva (ma molto importante) che oggi abbiamo rispetto al
'29-'33 è rappresentata dai livelli assoluti dei bilanci pubblici delle
principali economie del mondo che assicurano comunque un livello di spesa pari
al 30-40% del Pil di ogni Paese. è da escludere quindi che si possa oggi cadere
in una vera depressione con tassi di disoccupazione del 25-35%, ma senza
interventi tempestivi e adeguati il mondo può facilmente trovarsi a dover fare
i conti con una lunga stagdeflazione e con tassi di disoccupazione non lontani
dal 10 per cento. Stando così le cose, è abbastanza sorprendente lo stato del
dibattito, e delle decisioni, in Europa. Da noi infatti - come ai tempi di
Keynes e della recessione/depressione del '29 - l'ortodossia dei "Tesori"
e delle Banche centrali rischia di provocare guai molto seri, ma soprattutto
preoccupa perché di fronte a una situazione del tutto straordinaria per gravità
ed eccezionalità, i responsabili di tali autorevoli istituzioni continuano (in
maggioranza) a ragionare come se nulla fosse cambiato e come se non fosse
evidente che anche l'economia europea sta per essere travolta dallo tsunami
della crisi. Ciò che conta - si dice - sono i fondamentali di lungo periodo
delle economie, e che se si affronta la crisi con strumenti non ortodossi si
pongono solo le premesse per una crisi futura domani, eccetera. In sostanza
fare il meno possibile, salvo ovviamente salvare le banche. In questo contesto,
la Commissione europea si è mostrata più consapevole e attenta dei Governi in
quanto ha sollecitato un intervento fiscale netto pari a 1,5 punti di Pil,
accettando la possibilità di disavanzi complessivi medi in Europa superiori al
3 per cento. Tuttavia non è stato possibile coordinare una manovra espansiva
europea. Ciò rappresenta un'importante occasione perduta, e anche un'ipoteca
sul futuro dell'Europa. Ma soprattutto si tratta di un errore di valutazione
sulla situazione economica europea, che è destinata ad aggravarsi in modo
consistente nei prossimi mesi. Sorprende e preoccupa soprattutto
l'atteggiamento della Germania. La signora Merkel ha prima rifiutato la
proposta Sarkozy (fatta propria anche dal nostro Governo) d'intervenire
congiuntamente nei salvataggi delle banche, per il timore di dover usare denari
tedeschi a favore di partner poco affidabili (come l'Italia), sottovalutando la
circostanza che le banche tedesche erano molto più coinvolte nella crisi di
quanto non fossero quelle italiane o spagnole. Successivamente ha fermato ogni
ipotesi di reflazione concordata, rendendo così molto difficile per i singoli
Paesi procedere autonomamente esponendosi singolarmente al giudizio dei
mercati. Ciò spiega in parte la prudenza italiana: è difficile per il Paese più
indebitato d'Europa andare controcorrente da solo. Ma nel nostro caso ha
giocato contro anche la decisione di non intervenire né sulle previsioni, né
sui saldi finanziari decisi tra luglio e settembre e ormai del tutto
inattendibili. Ne è venuta fuori una manovra di scarsa utilità e in alcuni casi
controproducente. Vedremo quello che accadrà nei prossimi mesi. è probabile
infatti che, di fronte all'incalzare della crisi, alla caduta del reddito e
all'aumento massiccio della disoccupazione nuovi interventi dovranno essere
decisi. Speriamo solo che non sia troppo tardi. In ogni caso, quello che
dovrebbe essere chiaro è che in situazioni eccezionali e straordinarie
l'ortodossia un po' scolastica della Bce e dei "Tesori" europei è del
tutto fuori luogo. * Ex viceministro dell'Economia del Governo Prodi LA
PRUDENZA NELLE DECISIONI I conti del nostro Paese non consentono iniziative
controcorrente e la manovra rischia effetti collaterali negativi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-12-17 - pag: 27 autore:
Clima. Gnudi: sulle emissioni ora aspettiamo Usa e Cina «Mediterraneo strategico per le energie rinnovabili» Attilio
Geroni PARIGI. Dal nostro corrispondente Due eventi politici maggiori degli
ultimi mesi ridefiniscono le possibilità di sviluppo delle energie rinnovabili:
lo storico accordo europeo della settimana scorsa sul pacchetto clima- energia;
la nascita in luglio dell'Unione per il Mediterraneo. Da un lato un quadro di
riferimento normativo e dall'altro un nuovo slancio per la cooperazione tra
Nord e Sud. In questo ambito, e a pochissimi giorni dall'intesa di Bruxelles,
si è svolta ieria Parigi la conferenza finale del «Piano d'azione per lo
sviluppo delle energie rinnovabili nei Paesi del Sud e dell'Est mediterraneo ».
Nell'auditorium di Gaz de France Suez si sono dati appuntamento esperti del
settore e top manager dei grandi gruppi europei energetici e ambientali con
l'obiettivo di definire il nuovo asse di cooperazione tra le due sponde del
Mediterraneo per lo sviluppo di centrali eoliche e solari. Per l'Italia ha
partecipato, tra gli altri, il presidente di Enel,Piero Gnudi,anche in veste di
presidente dell'Osservatorio Mediterraneo dell'Energia (Ome). Secondo Gnudi, le
prospettive di crescita nell'area sono più che buone per l'industria
energetica: «Nella sponda Sud del Mediterraneo si verificano tre condizioni
ideali per lo sviluppo delle rinnovabili: il sole, il vento e lo spazio,
elementi che da noi è sempre più difficile trovare combinati. Non si tratta
soltanto di creare delle interconnessioni, ma di costruire in loco impianti per
la produzione di energia rinnovabile». Ed è qui che scatta il legame con
l'accordo climatico europeo poiché si ampliano le possibilità sia di ottenere
CDM (Clean Development Mechanism) sia Certificati Verdi e partecipare così al
processo globale di riduzione delle emissioni di Co2.«Oggi –prosegue Gnudi - il
mercato dei diritti di emissione rappresenta già 80 miliardi di euro, ma il
giorno in cui anche Cina e Stati Uniti dovessero
entrare negli impegni del protocollo di Kyoto, si passerebbe a circa 2mila
miliardi». Enel, sostiene il suo presidente, intende giocare un ruolo da
protagonista nelle rinnovabili: all'inizio del mese è stata lanciata Enel Green
Power, già una delle società più grandi d'Europa nel settore, mentre gli
investimenti nel periodo 2008-2012 ammontano a 6,8 miliardi di euro. Gnudi
ritiene vitale, per le aziende del settore,mantenere un'adeguata capacità
d'investimento: «Questa crisi ha già fatto tanti danni e non vorrei che facesse
anche perdere il senso del futuro. Se smettiamo di investire e l'economia
riparte, allora anche i 150 dollari al barile del luglio scorso potranno
sembrarci pochi. La crisi è mondiale e dunque la ripresa sarà mondiale
anch'essa». Il presidente di Enel vede molte aziende, anche grandi, spaventate,
e sempre meno disposte a investire. E come molti altri manager del settore
ritiene che il fatidico picco dei 150 dollari sia stato il frutto di lunghi
anni in cui, col petrolio a prezzi relativamente bassi, gli investimenti erano
rimasti al palo. LA PRIORITà Per il presidente dell'Enel «questa crisi ha già
prodotto tanti danni, se smettiamo di investire il petrolio arriverà a 150 $»
IMAGOECONOMICA Enel. Pietro Gnudi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-12-17 - pag: 14 autore: Un'Europa a
rischio isolamento di Carlo Marroni S e è vero, come sostiene Zygmunt Bauman, che
la storia della modernità è un processo di liquefazione continua di tutti quei
corpi solidi che le società avevano precedentemente costruito, allora tutti i
vecchi punti di riferimento devono essere rivisti. E la politica estera, che
cerca di guardare il più lontano possibile, deve fare i conti con un mondo a
"gerarchie variabili". Alla Farnesina si sta lavorando agli
orientamenti fondamentali dell'azione diplomatica dei prossimi anni- a partire
dal 2009 quando toccherà all'Italia la presidenza del G- 8-che faranno da base
alle decisioni di Governo e Parlamento. E un elemento spicca sopra tutti gli
altri nel documento riservato che sta discretamente circolando nel palazzo
degli Esteri in vista della VI Conferenza degli Ambasciatori, che si terrà oggi
e domani alla Farnesina: che cosa cambierà con il nuovo presidente Usa, Barack
Obama. «è un pragmaticosi legge nel documento- rigetterà l'unilateralismo secco
ma ciò non significa che abbracci il multilateralismo istituzionalista che
molti europei vorrebbero. è assai probabile che Obama, in virtù del pragmatismo
e dell'urgenza dei problemi che si trova di fronte, cercherà nell'azione
collettiva e nei gruppi informali, anziché nel multilateralismo classico,
l'exit strategy dall'unilateralismo bushiano». Linguaggio da diplomatici, da
cui tuttavia emerge un allarme chiaro: l'Europa rischia di rimanere tagliata
fuori. Infatti di fronte ai "mega-poli" asiatici, Cina e India, solo
un'Europa forte e coesa può risultare un interlocutore credibile.Altrimenti il
rischio - di cui si parla apertamente nel documento della Farnesina, che
riunisce per l'occasione i 138 capi missione italiani nel mondo-è di un'Europa
debole,definita alla fine una " Grande Svizzera", che si possa vedere
bypassata da rapporti transpacifici ( per esempio Usa-Cina).
Insomma, l'attuale crisi economica potrebbe esaltare la "tentazione
pacifica" degli Usa di Obama. Di qui l'importanza che l'Italia si faccia
promotrice all'interno della Ue di un'azione mirata a sbloccare l'impasse del
Trattato di Lisbona e, comunque al di là dei fattori istituzionali, a dare
all'Europa un respiro complessivo, dalle politiche economiche a quelle per la
sicurezza. La Conferenza degli ambasciatori- che il ministro degli Esteri,
Franco Frattini, ha riconvocato dopo quattro anni - vedrà la presenza del
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. Nelle sessioni generali e in quelle tematiche
alcuni items saranno al centro delle discussioni, a partire dal tema della
sicurezza. Alla dimensione militare, che sempre più si identifica con le
missioni di pace all'estero, si aggiungono le dimensioni non convenzionali: dal
terrorismo alla criminalità organizzata, all'immigrazione illegale, incluse le
nuove sfide, tra cui la stabilità economico finanziaria, la sicurezza
ambientale ed energetica, i problemi dello sviluppo e la sicurezza alimentare.
L'altro concetto tematico della Conferenza è rivolto alla competitività,
soprattutto nella sua centrale dimensione economica, che il multipolarismo ha
accentuato. «La concorrenza delle economie emergenti non è più soltanto
sull'export di prodotti manifatturieri tradizionali, ma anche e sempre più
sull'alta tecnologia e sugli investimenti diretti. Non è più soltanto una
concorrenza "operaia" ma si è spostata sui mestieri qualificati e sui
saperi specializzati. L'asticella della concorrenza, per i Paesi
industrializzati dell'Occidente, si è quindi drasticamente alzata. L'attuale
crisi economica globale la alzerà ulteriormente, anche se non saranno soltanto
le economie dei Paesi Ocse a subirne le conseguenze negative, ma anche le
economie emergenti e in particolare quei Paesi dipendenti dall'export di
materie prime ed energia (Medio Oriente e Russia)». A sostegno della
competitività la Farnesina - che nel 2009 dovrà fare i conti con una
contrazione dei fondi a disposizione, che passeranno da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-12-17 - pag: 21 autore: COMPONENTISTICA La Cina perde appello
contro Ue e Stati Uniti La Cina ha perso il ricorso presso la
commissione d'appello del Wto sui dazi applicati alle importazioni di ricambi
auto, contestati da Ue, Usa e Canada. Lo riferisce una nota della Commissione
europea, sottolineando che Pechino dovrà mettersi in regola con le indicazioni
di Ginevra «entro un periodo di tempo ragionevole», da negoziare o
stabilire attraverso un arbitrato.Altrimenti l'Ue potrebbe reagire con sanzioni
commerciali contro la Cina.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-12-17 - pag: 6 autore: «Servono nuove misure» Draghi:
fase critica dove si rischia il circolo vizioso finanza-economia Alessandro
Merli Servono altre misure - monetarie, fiscali, di regolamentazione dei
mercati – per mitigare le recessione globale e spezzare il circolo vizioso fra
finanza ed economia. Altre misure oltre a quelle già adottate e che hanno
creato una base di stabilità ancora «fragile» per il sistema finanziario
mondiale. Gli stimoli fiscali devono essere coordinati e chi non può
permetterseli a causa dello stato delle finanze pubbliche, compensi con riforme
strutturali, come quelle delle pensioni e della spesa pubblica. Messaggio
esplicito dal governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability
Forum, Mario Draghi. «La crisi che affligge il sistema finanziario globale – ha
detto ieri Draghi in una lezione all'Autorità monetaria di Hong Kong – ha
raggiunto ora una fase critica». Il brusco rallentamento della crescita si
tradurrà inevitabilmente, secondo il banchiere centrale, in perdite sui crediti
che avranno un ulteriore impatto sul settore bancario. Necessaria quindi
un'altra tornata di risposte da parte delle autorità, ha sostenuto Draghi, in
sintonia con le affermazioni del giorno prima del direttore del Fondo
monetario, Dominique Strauss-Kahn, a Madrid. La sfida immediata, ha osservato
Draghi, è di «evitare una situazione in cui le forze della recessione si
approfondiscono e si associano alla paralisi dei mercati finanziari nel creare
una spirale viziosa. Negli ultimi mesi, lo scenario è passato rapidamente dal
rallentamento alla recessione, da uno shock di offerta a uno di domanda, dai
rischi di inflazione a quelli di deflazione». Dei tre tipi di risposte a
disposizione delle autorità, la politica monetaria ha già fatto molto, con
riduzioni successive dei tassi d'interesse, ma in qualche caso, come negli Usa
e in Giappone, questi si stanno avvicinando alla soglia minima dello zero.
Draghi ha ricordato che c'è un'ampia lista di altri strumenti, dall'espansione
della base mone-taria, all'acquisto di titoli di Stato per influenzare i tassi
a lunga, a quello di titoli privati, come fece proprio Hong Kong durante la
crisi asiatica. Ma sono tutte mi-sure di effetto incerto, soprattutto nello
stato in cui versano gli intermediari finanziari. Diventa allora ancor più
necessario lo stimolo fiscale. A tre condizioni, dice Draghi. La prima è che
venga coordinato a livello internazionale: come nel piano proposto dalla
Commissione europea, così si dovrebbe fare a livello globale. Il governatore
cita uno studio della Banca d'Italia secondo cui un'azione coordinata a livello
europeo ne accresce l'impatto del 30%, rispetto a misure che fossero intraprese
solo nel nostro Paese. La seconda condizione è che lo stimolo fiscale non
danneggi la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche. Il
coordinamento non significa che tutti debbano fare la stessa cosa, ma chi parte
da una posizione creditoria con l'estero e conti pubblici in ordine, in Asia
come in Europa, ha detto Draghi in quello che è suonato come un riferimento sia ai padroni di casa della Cina, sia alla Germania, può agire in prima linea. Per chi ha finanze
pubbliche o posizioni esterne nette meno solide, i margini d'azione sono più
limitati. E dovrà allora introdurre politiche per aumentare la crescita e
ridurre il debito: dalle riforme delle pensioni, alla profonda ristrutturazione
del settore pubblico per migliorare l'efficienza e la qualità della
spesa. «Se prese con determinazione – ha sostenuto il governatore, che qui è
sembrato riferirsi a casi come quello italiano – tali azioni possono creare
spazio di manovra in questi Paesi, in modo da alleviare gli effetti della crisi
e migliorare le prospettive di crescita ».Infine,lo stimolo dev'essere applicato
dove può avere un impatto più forte e più rapido. Nell'ex colonia britannica,
il governatore ha presieduto, prima di volare a Pechino per incontri con le
autorità cinesi, una riunione del Financial Stability Forum, per valutare
l'impatto della crisi sull'Asia, il continente che finora ha resistito meglio
ma che comincia a subirne a sua volta i contraccolpi sulla domanda per le sue
esportazioni e sulla disponibilità di capitali. Dagli incontri di Hong Kong e
Pechino, si sono cominciate anche a gettare le basi, come richiesto dal vertice
del G-20 del mese scorso a Washington, per l'allargamento del Financial
Stability Forum (creato dal G-7 e poi esteso ad alcune delle principali piazze
finanziarie) ai grandi Paesi emergenti, fra i quali spicca ovviamente la Cina, il cui ruolo nell'uscita dalla crisi può essere
decisivo. LE AZIONI I Paesi con i conti in disordine dovranno varare riforme
fondamentali, in particolare sulle pensioni e sulla struttura della spesa
pubblica Preoccupato. Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e
presidente del Financial Stability Forum, ha parlato ieri durante un incontro
con le autorità monetarie di Hong Kong EMBLEMA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: STILI E TENDENZE data: 2008-12-17 - pag: 28 autore: Arredamento La
nuova sfida Molteni è la rete di negozi diretti Aperture a Londra, New York e
Singapore Il 2008 chiuderà con ricavi in linea col 2007 di Cristina Jucker L a
settimana scorsa ha inaugurato il nuovo negozio di Londra, dalle parti di
Covent Garden. Sabato prossimo sarà a New York per aprirne un altro:
( da "Avvenire" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
POLITICA 17-12-2008
Conclusi i Giochi, la Cina censura di
nuovo i siti web B loccati, sbloccati, poi di nuovo censurati. Una serie di
siti web non graditi al governo cinese sono stati di nuovo censurati. Ieri, in
una conferenza stampa, il portavoce del ministero degli esteri Liu Jianchao ha
evitato di rispondere ai giornalisti, limitandosi a dire che vengono oscurati
solo i siti che 'violano la legge cinese'. La rete televisiva Bbc
attribuisce l'iniziativa censoria al difficile anno che la Cina
dovrà affrontare: il 2009 sarà infatti il 20esimo anniversario di piazza
Tiananmen, in cui centinaia di persone furono uccise quando l'esercito
intervenne per allontanare gli studenti che la occupavano reclamando
democrazia.
( da "Avvenire" del 17-12-2008)
Argomenti: Cina
CHIESA 17-12-
( da "Finanza e Mercati" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Scajola stacca a
Finmeccanica un maxi assegno di 900 milioni da Finanza&Mercati del
18-12-2008 Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, stacca un
assegno di quasi 900 milioni a Finmeccanica. Anche se al ministero si sono
affrettati a precisare che i finanziamenti non sono a fondo perduto, ma
concessi a fronte di programmi di sviluppo commerciale dei nuovi prodotti sui
quali le aziende riconosceranno una royalty allo Stato, si tratta comunque di
una boccata di ossigeno per tutte le aziende aeronautiche del gruppo
Finmeccanica. Una sorta di pacchetto anticrisi per l'industria aeronautica ben
più sostanzioso dei 180 milioni che andranno al settore auto con l'obiettivo di
superare l'attuale momento di crisi. Una situazione che comunque non preoccupa
il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco
Guarguaglini. «Contiamo di superare il 2009 senza grossi problemi, anche perché
abbiamo un ottimo portafogli di ordini e ottimi prodotti», ha detto il numero
uno di Finmeccanica a margine della presentazione del rapporto di sostenibilità
2007 aggiungendo subito dopo che se «la situazione peggiorerà non possiamo
sapere cosa succederà». Una cosa però è certa. Finmeccanica ha messo la parola
fine alla campagna acquisti dopo l'ultima operazione negli Stati Uniti per il
controllo di Drs e anche la vendita della quota del 40% detenuta in Ansaldo Sts
non rientra negli obiettivi del gruppo. Nei giorni scorsi sono tornati alla
ribalta rumor relativi alla trattativa di vendita con la francese Alstom. Ieri
il condirettore generale di Finmeccanica, Alessandro Pansa, ha definito le voci
«destituite di fondamento». Il mercato ha però continuato a credere in questa
possibilità e Ansaldo Sts, che peraltro si è aggiudicata due nuovi contratti in
Cina per 30 milioni di dollari, ha messo a segno un guadagno in Borsa
dell'1,57% a 10 euro. Molto meglio la controllante Finmeccanica (+5,8% a 10,77
euro) in previsione della possibile monetizzazione della quota del 40% in
Ansaldo Sts. Ieri il comitato interministeriale per lo sviluppo dell'industria
aeronautica riunito da Scajola ha deciso di finanziare i programmi relativi
agli addestratori ad ala fissa, dove a supporto dell'A346 sono presenti
numerosi programmi di nicchia tra cui i sistemi di controllo di volo a 4
canali. Sarà inoltre potenziata la ricerca per i biturboelica tattici della
famiglia C-27J e per i programmi dell'avionica e delle comunicazioni militari.
Su questo fronte Boeing ha annunciato ieri di essere vicina a siglare un
accordo con Finmeccanica per l'assemblaggio del C-27J. Lo ha detto Jim Albaugh,
amministratore della divisione di Boeing per i sistemi di difesa integrati.
Borsa Italiana, infine, ha reso noto che da settimana prossima il peso di
Finmeccanica sull'S&P/Mib passerà dall'1,7 al 2,15 per cento.
( da "Unita, L'" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
MANFREDI: ECCO
L'AUTORE Chi è l'autore? Chi crea un'opera letteraria, artistica, scientifica
(Zingarelli). Ma c'è un di più: la cifra, lo stile, la capacità di articolare
la propria opera. Ecco quello che fa l'autore. Gianfranco Manfredi (Senigallia
1948) possiede quel di più e ha dimostrato di farlo valere su più fronti. Ma,
come ha giustamente dichiarato in una recente intervista, non è un eclettico:
«Eclettici - dice - sono gli architetti o i medici che scrivono anche romanzi,
io faccio un unico lavoro usando semplicemente diverse forme di scrittura».
Manfredi ha scritto canzoni e negli anni
( da "Unita, L'" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Dopo 18 anni lascia
la guida del museo di Rivoli Sull'arte contemporanea che Bondi non capisce:
«Non si può stare sempre voltati indietro» Ha fama di odiare il gossip, di non
arretrare di fronte alle pressioni dietro le quinte quando crede in qualcosa.
Di carattere cortese, ma anche dura, diretta, capace di valutare le critiche
purché esplicite, appassionata di Arte Povera, genovese, Ida Gianelli ha
guidato per 18 anni il museo d'arte contemporanea del Castello di Rivoli presso
Torino. Il 31 dicembre brinderà a una nuova vita: il suo mandato finisce. A
sorpresa il sindaco di Roma Alemanno l'ha invitata a condurre due luoghi di
mostre come il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale. Lei ci
sta pensando su. E sull'argomento non risponde finché non avrà sciolto il nodo.
Il bilancio dell'esperienza a Rivoli? «È il primo museo d'arte contemporanea
nato in Italia, nel 1984. Ed è diventato quel che è grazie al lavoro di
squadra. E mi riferisco a chi ci lavora, a chi lo ha sostenuto, la città di
Torino, i collezionisti, gli amici, gli sponsor, un pubblico fedele. Ci pare un
buon risultato». Quanti visitatori avete? «Circa 120 mila all'anno». Cosa fa o
dovrebbe fare un museo d'arte contemporanea? «Museo non vuol dire organizzare
mostre ma avere una collezione, un servizio educativo per avvicinare la gente,
una biblioteca specializzata e la nostra è tra le migliori. La mostra è
un'ossessione perché dà più spazio sui giornali, però indebolisce le strutture.
Ma si tende a bruciare le cose in tempi brevi». Il ministro per i beni
culturali Bondi ha detto di non capire l'arte d'oggi. «Questo è il livello più
basso per discuterne. Un luogo come Rivoli deve organizzare visite guidate
gratuite e laboratori, dialogare con il pubblico, non lasciarlo isolato. Ma non
bisogna spiegare sempre tutto. Serve invece vedere l'arte sistematicamente, non
una tantum. Per l'arte antica vale lo stesso discorso: molti credono di capirla
però è un equivoco, non è così semplice come sembra». Bondi ha eliminato dal
ministero la direzione per l'arte contemporanea. «Non posso pensarne bene. Che
bisogno c'era di abolire qualcosa che rappresenta una realtà? Ci sono le
soprintendenze per l'arte antica: perché non avere una struttura per il contemporaneo?»
Perché averla? «Credo nella cultura contemporanea, perciò va sostenuta. Già è
difficile capire il proprio tempo, figuriamoci se si sta sempre voltati
indietro verso il passato». Qual è lo stato dell'arte? «Non è degli
occidentali, è del mondo, ha forme infinite e dobbiamo andar cauti con i
giudizi. Ora trovo interessanti artisti di altre culture che si integrano con
la nostra. Se devo fare un esempio cito un giovane, Yan Fudong: è straordinario come adotti tematiche della sua Cina usando un linguaggio comprensibile anche per l'occidente. Il
Padiglione Italia della Biennale, che lei curò nel 2005, nel 2009 avrà come
responsabili Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, critici d'arte esplicitamente
di destra. La destra entra in un territorio dal quale si è tenuta alla larga o
«di sinistra»? «L'arte non è di destra né di sinistra. Infatti non trovo
interessante un lavoro che tocchi direttamente l'aspetto politico perché
invecchia. L'arte fa politica in un altro modo, mentre sono i curatori, che non
sono creativi e alcuni fanno carriera con un partito, a prendere posizione. Gli
artisti sono e devono essere critici col potere, dirompenti, mettere in
discussione quanto succede. È sempre accaduto, basti pensare a Caravaggio».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-12-18 - pag: 11 autore: Golfo di Aden. Svolta di
Pechino Navi anti-pirati anche dalla Cina Gianandrea Gaiani Nella lotta alla pirateria somala scendono in
campo anche i cinesi, protagonisti ieri per la coraggiosa resistenza dei 30
marinai di un cargo assalito dai pirati e per la decisione di Pechino di
inviare navi da guerra a rafforzare la flotta multinazionale che da due mesi
cerca di proteggere il traffico mercantile lungo le coste somale. La
missione delle navi da guerra durerà almeno tre mesi ed è giustificata dal
fatto che una delle 19 navi ancora in mano ai pirati è cinese. Ieri
l'equipaggio del cargo Zhenhua 4, di proprietà della China Communications
Construction, si è barricato nelle cabine sfuggendo ai banditi che avevano
abbordato la nave fino all'arrivo degli elicotteri della flotta di Enduring
Freedom che aveva raccolto le richieste di aiuto. Nelle ore precedenti erano
state catturate dai pirati un rimorchiatore indonesiano, uno yacht privato e un
portacontainer turco, portando a 110 i mercantili assaliti da gennaio e a 42
quelli catturati. Una conferma che i pattugliamenti navali non sono sufficienti
ad arginare un fenomeno ormai dilagante, come ha riconosciuto la Risoluzione
1851- promossa dagli Stati Uniti ma approvata all'unanimità dal Consiglio di
Sicurezza dell'Onu martedì che autorizza le forze multinazionali a colpire i
pirati anche sul territorio e nello spazio aereo somalo. «è un segnale forte
contro il flagello dei pirati e sottolinea la necessità di mettere fine alla
loro impunità», ha commentato il segretario di Stato americano, Condoleezza
Rice, che auspica l'invio di una forza di Caschi blu per stabilizzare la
Somalia. Soddisfazione è stata espressa anche dal Governo di transizione di
Mogadiscio, che non è in grado di esercitare il controllodel territorio e da
tempo chiede un energico intervento della comunità internazionale. Difficile
dire quali forze affiancheranno gli americani nelle incursioni sulle coste
somale. Finora solo le forze speciali di Parigi hanno compiuto raid per
liberare cittadini francesi sequestrati e solo le navi britanniche e indiane
hanno aperto il fuoco contro le imbarcazioni dei pirati. Mentre anche la
Turchia ha annunciato l'invio di navi da guerra, il Governo italiano chiederà
al Parlamento il via libera alla partecipazione alla missione Ue, messa in
forse finora dalla penuria di fondi. Lo ha annunciato il ministro della Difesa,
Ignazio La Russa, plaudendo alla decisione del Consiglio di Sicurezza poiché
«il contrasto alla pirateria solo con il pattugliamento delle navi in un'area
così grande rischia di essere un quasi inutile dispiegamento di forze ». Al
momento è però improbabile che forze italiane possano partecipare a incursioni
sul territorio somalo. SFIDA A TUTTO CAMPO L'Onu ha autorizzato martedì
operazioni di terra sulle coste somale, ma gli Stati disposti ad affiancare gli
Usa non sembrano molti
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-12-18 - pag: 43 autore: Trasporti. Due
nuovi contratti da 30 milioni di dollari Ansaldo Sts cresce
in Cina GENOVA Ansaldo Sts accelera sul mercato cinese. La società di
Finmeccanica, attiva nel segnalamento e nei sistemi di trasporto, si è
aggiudicata due contratti, per un valore complessivo di 30 milioni di dollari,
per la progettazione e la realizzazione dei sistemi di segnalazione Cbtc
(Communications based train control) destinati alla linea 2 della
metropolitana di Shenyang e alla linea 1 della metropolitana di Chengdu; i due
contratti rappresentano un ampliamento complessivo di
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2008-12-18 - pag: 48 autore: Metalli strategici.
Per produrre i magneti dei motori di autovetture ibride Toyota si assicura
risorse di «terre rare» Stefano Carrer TOKYO. Dal nostro inviato Il gruppo
Toyota, impegnato a espandere la produzione di auto ibride nonostante il calo
complessivo dell'output, accelera la ricerca di fonti dirette di metalli ed
elementi rari. Toyota Tsusho, società di trading del gruppo (la sesta al
mondo), presto importerà direttamente elementi detti " terre rare", o
lantanidi, da India e Vietnam, per dare all'azienda automobilistica fonti
indipendenti di approvvigionamento. Si sta costituendo una joint venture con
l'agenzia mineraria statale vietnamita per sviluppare i depositi di Dong Pao, a
Nord Est di Hanoi, che dal 2011 dovrebbero produrre 5mila tonnellate di terre
rare. Inoltre Toyota Tsusho ha acquisito la società di trading Wako Bussan,
interessante perché possiede i diritti per l'acquisto di terre rare dalla
Indian Rare Earths Limited: l'import in Giappone, per circa 4mila tonn. annue,
dovrebbero iniziare nel
( da "Repubblica, La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 17 - Esteri
Onu, ora guerra totale ai pirati in Somalia anche la Marina cinese Navi, aerei
e raid a terra. La Russa: "Più impegno dell´Italia" Quattro natanti
attaccati in poche ore, uno liberato dall´assalto dei predoni VINCENZO NIGRO
Quattro navi assaltate in meno di 24 ore, un cargo cinese soccorso e liberato
dalla flotta multinazionale, dopo che i suoi 30 marinai si erano barricati a
bordo per ore. E tutto mentre l´Onu vota una risoluzione che per la prima volta
autorizza l´uso della forza contro i pirati non solo in mare, ma anche a terra
e nello spazio aereo della Somalia. La battaglia contro la pirateria in Somalia
sta diventando una questione di politica estera e di sicurezza di primissimo
livello. Un esempio: ieri in poche ore il governo della Cina, quello della Turchia e anche il ministro della Difesa italiano
Ignazio La Russa hanno annunciato di essere pronti a inviare navi o comunque a
fare di più contro i banditi somali. Il primo segnale forte è quello dell´Onu:
la risoluzione 1851 voluta dagli Usa e votata all´unanimità dai 15 dei
Consiglio di sicurezza permette alle Marine autorizzate dall´Onu e dal
governo di transizione somalo ad inseguire i pirati a terra, eventualmente
anche entrando con aerei ed elicotteri nello spazio aereo del paese. è
un´impresa complicata, non tanto militarmente, quanto per la difficoltà di
coalizzare nazioni che hanno interessi anche distanti o divergenti. Ma
soprattutto perché in Somalia anche quel simulacro di governo di transizione
federale è caduto: il presidente somalo Yusuf ha sfiduciato il primo ministro,
che però non si è dimesso, mentre è ripresa forte l´avanzata dei
fondamentalisti islamici in molte regioni del paese. La Somalia insomma è
sempre più allo sbando, e i pirati non sono che l´effetto di questa situazione.
Nel suo incontro di fine d´anno con i giornalisti e i capi di Stato maggiore
ieri il ministro La Russa ha anticipato che «il governo sicuramente chiederà al
Parlamento di intensificare il contributo alla lotta alla pirateria». Per il
momento, dice La Russa, «non ho ancora deciso nulla, la situazione è abbastanza
confusa, il quadro normativo deve essere chiarito». La Marina aveva
l´incrociatore "Durand de la Penne" nella flotta Nato che ha appena
passato il testimone a una flotta della Ue; adesso non c´è nessuna nave
italiana in zona. L´unica previsione realistica è che - superando il problema
dei fondi per finanziare la missione - il governo decida di rispedire indietro
l´incrociatore che è appena rientrato in Italia oppure scelga una nuova unità,
per inserirsi nella flotta Ue partita senza il contributo italiano. Tra l´altro
i mari intorno alla Somalia presto vedranno la presenza della marina militare
cinese, la prima volta in cui Pechino mostrerà la sua bandiera militare fuori
delle acque del Pacifico. Li Jie, un esperto di strategia militare, ha spiegato
al China Daily che il suo governo si prepara a mandare navi in Somalia «non
solo per combattere la pirateria che minaccia i nostri mercantili, ma anche per
mostrare la bandiera della marina cinese in quei mari». Una conferma che,
dietro la guerra alla pirateria, in Africa si combatte una nuova battaglia del
grande gioco geopolitico mondiale.
( da "Repubblica, La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
III - Torino L´iniziativa C´è la "Sagra del Cine" una maratona
gratuita da King Kong ad Amélie CAROLI A PAGINA XIX SEGUE A PAGINA XIX
( da "Repubblica, La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XXI - Torino
Una maratona di film alla "Sagra" del Romano Da King Kong a Roger
Rabbit, da Ceste a Woody Allen, da Buster Keaton ad Amélie: 15 titoli per una
passione è solo una festa di cinema e forse non ha senso parlare, anche qui, di
recessione. Eppure, nei giorni della crisi, dei tormentoni sul Natale di
austerity, con le fabbriche che chiudono e le tredicesime che si assottigliano,
non si può non provare un brivido nel veder riproposto, dentro l´omaggio al
documentarista Armando Ceste (vincitore sabato scorso del Premio Set di Film
Commission), uno dei tanti film dedicati al sogno della Torino
post-industriale. Fiatamlet, che con le voci dell´attore Beppe e Rosso e del
sociologo Marco Revelli attraversa i ruderi delle fabbriche in cerca del
fantasma della vecchia città industriale, impone proprio in queste giornate
pre-festive di scarsa frenesia e poca speranza, una riflessione sul fallimento
di quell´utopia economica e sociale. Il documentario passa stasera al Romano di
Lorenzo Ventavoli, all´interno dell´omaggio a Ceste (Movimento e Amoremorte gli
altri titoli), coté "serio" della Sagra del Cine, seconda festa cinefila
in Galleria Subalpina. Una quindicina di film in omaggio, a ingresso gratuito,
dal primo pomeriggio a notte. Si comincia alle 15.45 con King Kong del ´33 e si
finisce con un altro capolavoro di Hollywood, L´impareggiabile Godfrey (odissea
di uno spiantato vittima della Depressione). In mezzo, perle vecchie e nuove,
colte e leggere: Sherlock Jr. di Buster Keaton, L´ultimo spettacolo e
Texasville di Bogdanovich, il ritratto di Cesare Pavese di Andrea Icardi,
l´amarcord di Woody Allen Radio Days, il semi-cartoon di Zemeckis Chi ha
incastrato Roger Rabbit?, l´elegia post-femminista Vogliamo anche le rose di
Alina Marazzi, la fiaba parigina Il favoloso mondo di Amelie di Jeunet, in
versione originale. (c. car.)
( da "Repubblica, La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XXI - Torino
Intervista con Lorenzo Ventavoli, promotore dell´evento "Qualità e prezzi
bassi così resiste lo schermo al tempo della crisi" Il Tff? Amelio è colto
e cinefilo, vi porterà il suo prestigio personale è importante spezzare la
monotonia della tv Renda e io abbiamo creato un abbonamento a 14 sale (venti
euro per cinque proiezioni) e sconti agli over 65 CLARA CAROLI UN FESTA, ANZI
UNA "SAGRA", IN GIORNI IN CUI - per il cinema come per il resto del
mondo - c´è poco da festeggiare. Ma ancora ci crede, Lorenzo Ventavoli, padre
nobile degli schermi torinesi, che oggi rinnova l´appuntamento con i
"suoi" spettatori nel santuario cinefilo di Galleria Subalpina, nel
Romano che il 31 maggio scorso ha compiuto cinquant´anni. E la festa continua.
è di ritorno da Parigi, dove ha partecipato a un summit di gestori europei di
sale, gli stati generali dell´esercizio cinematografico su scala continentale,
per dibattere dei problemi di un settore che si confronta - per il momento
sconfitto - con i nuovi media di diffusione cinematografica: Internet e l´home
video. Ventavoli, che proporzioni ha la crisi? «C´è un calo complessivo del 4-5
per cento. La crisi c´è, inutile negarlo. Si tratta di dati preoccupanti,
soprattutto perché legati al pessimo andamento nel periodo che va dalla fine di
novembre ai primi dieci giorni di dicembre». Dati molto aggiornati, insomma. E
qual è la causa della flessione? «La qualità dei film, che per fortuna conta.
Ma si comincia anche a risentire della recessione generale. Perciò con altri
circuiti abbiamo scelto di adottare una politica molto spinta di prezzi bassi».
Quali altri circuiti? «Con Renda (Due Giardini, Fratelli Marx, ndr) abbiamo
creato un abbonamento, per quattordici sale, a 20 euro per cinque spettacoli».
Quattro euro ciascuno, più o meno. «Tre euro e 50 per gli over sessanta. I
prezzi popolari sono l´unico rimedio contro la caduta. Anche se la concorrenza
vera non si combatte sulle tariffe, si combatte contro Internet, contro la pay
tv». Una guerra persa in partenza. Ma lei non si arrende e
fa la "Sagra del cine". Perché? «Perché il cinema visto in sala ha le
caratteristiche di un evento, di una festa. La sala è un punto di incontro, si
raggiunge uscendo di casa e rompendo la monotonia dell´assalto televisivo.
Vedere un film al cinema è un piacere fisico». E che festa è quella di oggi?
«Ne carichiamo molto l´aspetto cinefilo, affiancando epoche, stili, temi e
registri. C´è un po´ di tutto, da Cesare Pavese a Woody Allen, da King Kong a
Buster Keaton. Dopotutto, se mi concede la parafrasi, tutti i film nascono
liberi e uguali». Come vede il futuro? «è da ricostruire. Ci vorrebbe un
Roosevelt. Ma oggi dove lo troviamo?» Quello del cinema? «Quello si costruisce,
oggi come in passato, con i buoni film d´autore, di idee, non tanto di impegno
politico quanto di umanità». Come presidente dell´associazione Cinema Giovani,
che cosa pensa dell´arrivo di Gianni Amelio al Tff al posto di Moretti? «Amelio
è un regista colto e cinefilo. Trova un festival con una storia, un pubblico,
una squadra. Saprà innestarvi il suo prestigio personale». Non pensa che il
festival negli ultimi anni abbia perso un po´ la sua identità? «Può darsi.
Credo che la sfida di Amelio sarà proprio quella di conciliare l´aspetto
radicale e quello popolare del Torino Film Festival». Lei l´ha domandato
pubblicamente, nella conferenza stampa di chiusura del Tff (che quest´anno ha
fatto segnare un notevole incremento di pubblico): ma dove vanno a finire, il
resto dell´anno, gli spettatori? «Il festival fa scattare meccanismi
particolari, come il senso di appartenenza a una comunità. C´è l´interesse per
i film inediti e per le retrospettive, ma anche la voglia di vivere al centro
di un evento. Per questo insisto nel cercare di creare "eventi" anche
durante la normale programmazione nelle mie sale, coinvolgendo quando è possibile
registi e attori». Un gruppo di esercenti ha intrapreso una battaglia contro il
Cineporto. Lei da che parte sta? «Sono state poste, in termini anche fortemente
polemici, molte considerazioni, critiche e domande, alcune su temi di vecchia
data ed altre nuove. In questa fase non esprimo giudizi sull´intervento di
colleghi che conosco e che stimo da anni. Dissento però dagli appunti mossi
all´operato del segretario dell´Agis Roberto Morano e considero inaccettabile e
fuori misura l´attacco a Steve Della Casa, un uomo che ha sempre lavorato con
estrema correttezza, competenza e passione per il cinema e per la nostra
città».
( da "Repubblica, La" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XXIII - Roma
La saga di Neri Parenti, Aldo, Giovanni e Giacomo e il sequel d´animazione. Ma
ci sono anche il delizioso "Baby Love" e "W" di Stone Rio, il cosmo e Madagascar: ecco i cine-panettoni FRANCO MONTINI Sono
in arrivo i cinepanettoni, ovvero gli appuntamenti natalizi più tradizionali:
le commedie nazional/popolari e l´animazione hollywoodiana. La saga delle
vacanze di Natale targate De Laurentiis quest´anno festeggia le nozze d´argento
con il successo. Con la regia di Neri Parenti, Natale a Rio è un film in
due episodi, protagonisti Fabio De Luigi e Michelle Hunzinker da una parte,
Christian De Sica e Massimo Ghini dall´altra. A episodi è anche Il cosmo sul
comò con Aldo, Giovanni e Giacomo, questa volta poco assistiti dal copione. Per
l´animazione si punta sul sicuro, cioè al sequel, con Madagascar 2. Ma il
Natale sotto lo schermo è anche altro: film romantici Come un uragano di George
C. Wolfe con Richard Gere e Diane Lane; fantasy Ember di Gil Kenan, dove
l´umanità si rifugia sotto terra; commedie d´autore il delizioso Baby love;
film drammatici che rivisitano il passato Il bambino con il pigiama a righe di
Mark Herman, storia di un´amicizia infantile sullo sfondo dei lager; film
politici W di Oliver Stone, velenosa biografia di Bush. Ritardano di qualche
giorno l´uscita, ma saranno comunque in sala per le feste, anche La duchessa,
ritratto di un´aristocratica inglese del `700 le cui vicende ricordano da
vicino lady Diana, e The Spirit, cinefumetto di Frank Miller con un ricco cast:
Samuel L. Jackson, Scarlett Johansson, Eva Mendes, Paz Vega, protagonista un
poliziotto ucciso che torna sulla terra per fare giustizia. Esempio di
inconsueto natale dark.
( da "Avvenire" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
MONDO 18-12-2008 Sul
tema dei diritti umani l'Europa sfida la Cina T DA
STRASBURGO FRANCO SERRA ra dibattiti e riconoscimenti le due assemblee europee
nel capoluogo alsaziano hanno dedicato la giornata di ieri ai temi dei diritti
umani. L'Europarlamento ha assegnato il premio Sakharov, suo massimo
riconoscimento per la difesa dei diritti dell'uomo, a un dissidente cinese e ha
poi visto una serie di interventi sule violazioni dei diritti fondamentali.
Nella sede del Consiglio d'Europa l'organizzazione paneuropea per i diritti
umani si svolgeva intanto una celebrazione, promossa dal Movimento per la Vita
e dal Forum europeo per i diritti dell'uomo e della famiglia, del sessantesimo
anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, con la
partecipazione del cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio
Consiglio per la famiglia. Il Premio Sakharov 2008 per la libertà di pensiero è
stato assegnato a Hu Jia ma «in absentia» dal momento che il dissidente cinese
è in carcere. Nell'aula della cerimonia in cui hanno pronunciato discorsi il
presidente dell'Europarlamento Hans- Gert Poettering e Ielena Bonner, vedova di
Andrej Sakharov c'era una sedia vuota su cui era stato posto un ritratto del
premiato. Gli europarlamentari hanno poi sviluppato una serie in interventi in
vista del voto in gennaio sulla relazione circa le violazioni dei diritti umani
nel mondo preparata da Giusto Catania, del gruppo Sinistra europea. Vi sono
stati alcuni riferimenti al progetto francese di mozione in sede Onu di
condanna delle discriminazioni contro gli omosessuali. In proposito vi sono
state recenti polemiche con l'iniziativa del gruppo liberaldemocratico di
presentare un'interrogazione critica sulle posizioni del Vaticano.
L'interrogazione non è poi apparsa all'ordine del giorno e il ministro francese
ai diritti umani, Rama Yade, per la presidenza dell'Ue, si è quindi limitata ad
annunciare che il suo progetto di mozione per la depenalizzazione
dell'omosessualità verrà presentato oggi al Palazzo di Vetro. «Ancora in 90
Paesi si punisce l'omosessualità e in sei è prevista la pena di morte» , ha
detto Rama Yade, auspicando che l'iniziativa francese, presentata a nome
dell'Ue, raccolga il consenso della maggioranza dell'assemblea dell'Onu.
Assegnato al dissidente Hu Jia il premio Sakharov. La Francia presenta oggi
all'Onu il documento anti-discriminazione dei gay Il cinese Hu Jia (Ap)
( da "Avvenire" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
MONDO
18-12-2008 Cina, condannati a morte due uighuri PECHINO.
La magistratura cinese ha condannato a morte due uighuri ritenuti responsabili
di un attentato condotto pochi giorni prima dell'inizio delle Olimpiadi di
Pechino nel quale sono stati uccisi 17 poliziotti. Molti i dubbi che persistono sulla
dinamica dei fatti. La polizia cinese afferma che la mattina del 4 agosto i due
condannati si sono scagliati con un camion contro un gruppo di giovani agenti
che stavano facendo jogging per le strade di Kashgar, una città di frontiera
con una forte presenza militare nella regione autonoma dello Xinjiang, nel
nordovest della Cina. I gruppi di esiliati uighuri
hanno bollato come non credibile questa ricostruzione dei fatti, affermando che
non è chiaro come due civili con armi rudimentali siano riusciti a sopraffare gli
agenti. I due condannati sono Abduraman Azat, di 33 anni e Kurbanjan Hemit di
28, riferisce l'agenzia " Nuova Cina": uno
era un taxista, l'altro un fruttivendolo. Un alto dirigente del Partito
comunista di Kashgar, Shi Dagang, aveva affermato subito dopo l'attentato che
si era trattato di un «attacco premeditato» . Shi aveva aggiunto che i due
terroristi avevano «confessato» di essere legati al Movimento islamico del
Turkestan Orientale. Nei mesi precedenti, i servizi di sicurezza dello Xinjiang
avevano avvertito che gruppi di nazionalisti uighuri stavano preparando
attentati «contro le Olimpiadi» . Nei giorni seguenti, altre 14 persone, tra
cui 9 terroristi, sono state uccise in altri attentati nella regione. Erano
accusati di aver ucciso 17 poliziotti nello Xinjiang alla vigilia delle
Olimpiadi Condannati a morte cinesi
( da "Avvenire" del 18-12-2008)
Argomenti: Cina
AGORÀ 18-12-
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
1 - Prima Pagina La storia Cina, il sogno
spezzato dell´energia solare FEDERICO RAMPINI SEGUE A PAGINA 39
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 1 - Prima
Pagina Che 2009 sarà? Risponde Roubini guru della crisi Nessuna
illusione, la recessione durerà fino al 2010. Dopo una lentissima ripresa La Cina non prenderà il posto dell´America anche il suo boom sta ormai
finendo L´Italia non rischia la bancarotta ma vi serve più competitività
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 14 - Cronaca
Coinvolta in un incidente, nel 2007 operata alle Molinette Torino, giovane in
stato vegetativo si "risveglia" grazie a un intervento Ha cominciato
a rispondere a segnali semplici come l´invito a muovere la mano SARA STRIPPOLI
TORINO - Dopo tre anni dall´incidente dal quale non si è più ripresa, Greta,
una ragazza che adesso ha ventun anni che abita con la famiglia in un piccolo
paese della cintura di Torino, ha cominciato lentamente a rispondere a segnali
semplici come l´invito a spostare una mano e ad alzarla, ad alimentarsi con più
facilità, a deglutire, piccoli segnali di risveglio dalla sua condizione di
stato vegetativo permanente. L´intervento cui è stata sottoposta, il primo al
mondo, è consistito nella stimolazione corticale extradurale bifocale, già
utilizzata per il Parkinson, l´ictus, il dolore e anche alcuni casi di
depressione grave. Fra la teca cranica e la meninge più esterna sono state
introdotte due piastrine collegate ad un pacemaker, che non sono in contatto
con il cervello ma che lo stimolano con campi elettromagnetici. L´équipe nasce
all´ospedale Molinette di Torino, guidata da due giovani neurochirurghi, Sergio
Canavero, 44 anni e Barbara Massa Micon, 38 anni. Mercoledì la notizia che il
Journal of Neurology, al quale avevano inviato lo studio, aveva accettato di
pubblicare il lavoro. L´intervento di stimolazione risale all´estate del
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 39 - Esteri
La recessione colpisce anche uno dei settori in maggiore espansione e le aziende
licenziano i dipendenti La città di Wuxi era diventata in pochi anni la
capitale mondiale delle fonti rinnovabili. Ora è al
collasso Cina, il sogno spezzato dell´energia solare Per il fotovoltaico è il
giorno del giudizio. Come accadde per la bolla di Internet Agli operai della
Suntech è arrivato l´ordine di lavorare solo un giorno alla settimana FEDERICO
RAMPINI PECHINO dal nostro corrispondente Era fiera della sua nuova fama
mondiale, la città di Wuxi. Grazie all´ascesa dell´azienda Suntech Power
questo borgo nella provincia costiera del Jiangsu, a due ore di auto da
Shanghai, era stato battezzato la capitale mondiale dell´energia solare. Nei
pannelli fotovoltaici la Repubblica Popolare si è imposta come il primo
esportatore mondiale, sorpassando sul fotofinish Germania e Giappone. E la
Suntech era leader globale nel suo settore. Ma ieri in uno dei 48 reparti di
produzione dell´azienda era visibile solo la guardia giurata. Ai tecnici e agli
operai è giunto l´ordine di presentarsi un giorno alla settimana. La metà degli
stabilimenti Suntech sono chiusi, duemila dipendenti licenziati. Tra i
banchieri di Shanghai circolano voci di una possibile bancarotta. Da qualche
settimana nelle oscillazioni frenetiche della Borsa cinese, che alterna ribassi
per l´allarme-deflazione e rialzi per le speranze sulla manovra statale
anti-crisi, l´unico settore che è andato sempre giù è il solare. Insieme alla
Suntech Power anche SunPower, JA Solar, Ldk Solar, Trina Solar (nomi inglesi
per facilitare l´export, ma proprietari cinesi) sono crollate inesorabilmente.
Il presidente di Solar Enertech, Leo Young, evoca un´analogia sinistra: «Per il
solare è giunto il giorno del giudizio come accadde per la bolla di Internet».
Stiamo già abbandonando l´energia solare? Questo è il verdetto che arriva dalla
Cina, il termometro più sensibile di quel che accade
qui da noi. Perché se la Germania ha il maggior numero di centrali solari al
mondo installate sul suo territorio, nella Repubblica Popolare invece la
produzione di pannelli fotovoltaici è per il 95% destinata all´export, verso
l´America e soprattutto l´Europa. Il crac del solare made in China è colpa
nostra. In pochi mesi Wuxi è stata disertata dalle delegazioni di businessmen
occidentali, hedge fund e banchieri d´affari, un tempo vogliosi di saltare sul
carro in corsa delle fonti alternative. Nel 2007 la Cina
era diventata l´epicentro di questa corsa all´"oro verde", l´energia
pulita e rinnovabile che non emette un solo grammo di Co2 nell´atmosfera.
L´anno scorso dalla Silicon Valley californiana e da Londra i fondi di venture
capital avevano investito 2,8 miliardi di dollari nel solare cinese. Alla fine
del 2007 per rispondere a questa irresistibile attrazione la Suntech aveva
aperto per la prima volta una filiale a San Francisco. La produzione di
pannelli fotovoltaici made in China era balzata fino a 1,088 gigawatt. Dei
sedici maggiori fabbricanti mondiali di pannelli fotovoltaici, sei sono basati
nella Repubblica Popolare e dietro questi grandi ci sono altri 400 piccoli
produttori locali. Il boom del solare faceva parte di un trend più generale: a
fine
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina III - Torino I
genitori della ragazza di Gassino hanno raccontato l´odissea su Internet
"Cara Greta, non ce la faccio più" I giorni bui e le speranze in un
blog "Penso che abbia ragione papà, non ha più senso continuare: non lo
leggerai mai" "è ora di decidere sull´intervento: una scelta che mai
avrei voluto affrontare" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) SARA STRIPPOLI (segue
dalla prima di cronaca) In questo messaggio scritto il 22 maggio dello scorso
anno c´è dentro tutto, l´angoscia, la disperazione, un senso profondo di impotenza
a pochi mesi dall´incidente. Quello che un anno prima era sta una scelta di
vita, quasi una sfida alla vita, la decisione di aprire un blog per mantenere
aperto il dialogo di Greta con il mondo, ha ormai lasciato il posto ad un
grande sconforto. Tre mesi dopo lo scenario è cambiato, c´è stato l´incontro
con la dottoressa Massa, l´informazione sugli effetti positivi che avrebbe
potuto avere la stimolazione, la rinascita della speranza. L´intervento è
datato infatti luglio 2007 e da allora anche il tono degli interventi è
cambiato. «Un mese dopo l´incidente di San Mauro - racconta adesso la mamma di
Greta - dove il bilancio si era chiuso con la morte di un amico e con il coma
di Greta (mentre il ragazzo che guidava l´auto che stava portando i tre ragazzi
all´inaugurazione di un locale era rimasto illeso), mio marito aveva preso
questa decisione, aprire un blog che avrebbe cominciato lui, una sorta di
epistolario con lei e con il resto del mondo ma che poi avrebbe proseguito mia
figlia, quando sarebbe tornata a stare bene». Un blog proseguito per mesi, con
stati d´animo che oscillano, dalla paura che nulla possa mai cambiare, alle
speranze. In quel blog c´è tutto, il viaggio con Greta a visitare i delfini, le
foto di quella giornata, i pensieri del viaggio della
speranza in Cina per il trapianto di cellule staminali. «Certo che ci abbiamo
pensato ad andare in Cina, eravamo quasi pronti, poi siamo entrati in contatto con la
dottoressa Massa, e ci siamo fermati. Adesso siamo di nuovo disponibili al
trapianto, ma si tratta di un trapianto da cellule prese da mia figlia, l´idea
della Cina è tramontata». Il cinque novembre dello scorso anno, è il
papà di Greta a consegnare i suoi pensieri al blog: «ricordo gli stessi sguardi
sfuggenti dei medici che non avevano da dirmi niente che volessi sentire, ma la
storia che racconta aleale (una ragazza che interviene sul blog n. d. r.) dà
speranza. Ci voglio credere anch´io, voglio smettere di guardare quella foto
fatta con te il 6 gennaio dove sembri grande, mentre adesso 22 mesi dopo hai un
viso da piccola». Un anno dopo i dubbi sul futuro, il dilemma se proseguire o
meno con il trapianto di cellule staminali: «è arrivato il momento di decidere
se far o no il trapianto. è una decisione che mai nella vita avrei voluto prendere.
Spero che un giorno potremo leggere queste frasi io e te insieme... ti voglio
bene». Non ci illudiamo, non vogliamo ancora e non intendo parlare del caso di
Eluana, dice ora la mamma di Greta: «ci sono stati dei miglioramenti, è
indubbio, e siamo disposti a tutto. Fa cose che prima non faceva, ma a volte sì
a volte no, non sé sempre così. Mangia, si alimenta meglio, le differenze si
notano. Non posso certo mettermi a commentare il caso di Eluana e le decisioni
prese dalla sua famiglia, ognuno in questi casi deve decidere per conto
proprio. Nessuno come me può però capire quanto dolore a angoscia abbiamo
vissuto». In tutto questo periodo il blog è servito a scambiare informazioni,
ad ascoltare altre storie, a tenersi aggiornati con il resto del mondo. A chiuderlo
non ci si pensa più. Un filo di speranza che prima non c´era: «non posso
immaginare quale sarebbe la mia gioia se un giorno Greta possa davvero leggerlo
e mandarlo avanti lei come aveva sperato mio marito quando aveva aperto questa
finestra sul mondo».
( da "Finanza e Mercati" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Mister Job ha
un'occupazione per tutti da Finanza&Mercati del 19-12-2008 NICOLA BRILLO Il
suo lavoro è trovare un lavoro agli altri. Ne ha procurati ben 132.000 nel
corso del 2007 e molti di più quest'anno. Non solo in Italia, ma anche in
Germania, Polonia, Francia, Cina, Hong Kong e Brasile. Ed è sbarcato da poco in India. Nato nel
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina IX - Palermo Rigettata
la richiesta di scarcerazione di Mercadante Cinà, il medico boss risponde ai pm
"Facevo da paciere, come l´Onu" Ammette di essere un pezzo del Codice
Provenzano, il numero 164. Ammette di avere incontrato il superlatitante
Salvatore Lo Piccolo e il figlio Sandro, per discutere del ritorno in Sicilia
degli Inzerillo, gli "scappati" della prima guerra di mafia. Ammette
di essere un uomo d´onore: «Come dice Andreotti, non sono stato mai punciuto».
Ammette, confessa in videconferenza, collegato dal carcere di Tolmezzo, dove si
trova al 41 bis. Ma non è un collaboratore di giustizia quello che risponde
alle domande del pubblico ministero Domenico Gozzo, nell´aula della seconda
sezione del Tribunale. Antonino Cinà, il medico di Riina e
Provenzano, è uno degli imputati principali del processo in cui è sotto accusa
anche l´ex deputato Giovanni Mercadante. Cinà è soprattutto mafioso autorevole,
che avrebbe avuto un ruolo (non è ancora chiaro quale) nella trattativa di
Riina con pezzi dello Stato, durante le stragi del 1992. Quest´uomo, che
ha il vezzo della citazioni colte, ha inaugurato ieri la difesa del mafioso
moderno. Che ammette quello che non si può ormai negare: perché le
intercettazioni sono chiarissime, però si possono sempre interpretare, per
provare a scardinarle. «La messa a posto? ? dice Cinà - Solo un invito a
mettere la testa a posto». Si può provare a reinterpretare anche i pizzini: «Mi
sentivo con Provenzano solo per i suoi problemi di salute». Cinà dice tutto
questo e va anche oltre, parlando di Cosa nostra come fosse un´associazione di
vecchi amici. «Io e Lo Piccolo ci conoscevamo da bambini ? ricorda ? io ero il
figlio di un imprenditore che vendeva vino, a Cardillo. Lui veniva a
raccogliere l´erba con suo padre. è pesante lavorare da bambini». Eppure,
ricorda il pm, le intercettazioni a casa di Nino Rotolo e i pizzini di
Provenzano dicono che nel 2005 Lo Piccolo non voleva incontrare Cinà. Perché
non gli riconosceva più il suo ruolo di padrino di San Lorenzo. Alla fine,
l´incontro ci fu. Racconta Cinà: «Sono cristiano, quando seppi dell´intenzione
dei Lo Piccolo di far rientrare in Sicilia la famiglia Inzerillo, mi preoccupai
delle conseguenze. Temevo una nuova guerra. Cercai di fare da paciere, come
l´Onu». Cinà è un fiume di parole. Si ferma solo quando il pm gli chiede
dell´omicidio di Giovanni Bonanno, di cui è imputato in un altro processo. Sul
progetto di omicidio di Lo Piccolo nega invece esplicitamente. L´esame di Cinà
proseguirà l´8 gennaio, con le domande del pm Gaetano Paci. Poi, toccherà al
difensore, Mimmo La Blasca. Intanto, Mercadante resta ai domiciliari: il
collegio presieduto da Bruno Fasciana ha rigettato la richiesta di revoca
dell´ordinanza. s.p.
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina V - Milano
Letizia, un ritorno a mani vuote con la promessa di Berlusconi Il premier ha
partecipato al tavolo per evitare un nuovo scontro fra Tremonti e i paladini
dell´evento 2015 I toni suoi e di Formigoni erano forti Concluso il comitato
fanno buon viso a cattivo gioco Dagli avvisi sul rischio flop al silenzio sui
fondi perduti RODOLFO SALA (segue dalla prima di Milano) E sul foglio di ieri
Letizia, interpellata sul destino dell´Expo, ha sfoderato il sarcasmo per
mettere di nuovo alla berlina i signori dell´esecutivo: «Ho appena firmato il
primo accordo di reciprocità con un Paese straniero, la Cina, che investirà qualcosa come 42 milioni di euro; lo stesso vale
per San Pietroburgo, Francoforte e Buenos Aires: tutto lavoro fatto nei mesi in
cui a Roma si discuteva». Poi: «Sui 2,3 miliardi ora serve una decisione
politica». Sempre ieri, prima della riunione alla quale aveva spedito il suo
fidatissimo assessore al Bilancio Romano Colozzi, Formigoni continuava a
tenere in testa l´elmetto con una presa di posizione perentoria: «Mi attendo
che il Cipe approvi integralmente le richieste di finanziamento della Regione e
del Comune». Così non è stato, quella di Letizia (e di Colozzi) si è rivelata
l´ennesima trasferta infruttuosa. Certo, il governo si è di nuovo impegnato a
reperire quei soldi che mancano. Ma alla fine della fiera, come si dice da
queste parti, uno straccio di lista con l´indicazione delle opere che possono
essere finanziate subito ancora non c´è. Però sindaco e governatore non
commentano. Di più: dai rispettivi entourage arrivano brandelli di notizie
contradditorie, come quella, filtrata da Palazzo Marino, secondo la quale da
una prima selezione degli interventi da inserire nella legge obiettivo
risulterebbe una disponibilità di 1,8 miliardi da spendere subito per l´Expo.
Notizia non confermata dal Pirellone. E che, in ogni caso, lascerebbe intendere
un «ammanco» di 500 milioni. La domanda è: ma non avevate detto che i 2,3
miliardi il governo doveva cacciarli subito, pena una falsissima partenza
dell´Expo? Si vede che le cose possono cambiare, che il bicchiere lo si può
vedere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda delle convenienze. A riempirlo,
ieri, è bastata la presenza di Berlusconi. Il premier, stufo di questa
telenovela Expo, e anche delle liti furibonde scoppiate tra Milano e Roma, con
la Moratti e Tremonti ai ferri cortissimi, ha trovato conveniente presiedere la
riunione del Cipe. Quella considerata decisiva. Lo ha fatto dopo aver disertato
(per cause di forza maggiore, non per scortesia istituzionale), l´incontro di
Giorgio Napolitano con il corpo diplomatico per il tradizionale scambio d´auguri
di fine anno. Silvio accusava un forte mal di schiena, dopo aver fatto un po´
di ginnastica a Palazzo Grazioli. Ma alle
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina III - Bari
San Severo Sequestrate 50 tonnellate di "botti" FOGGIA - San Severo
si riconferma "capitale dei botti". La polizia, infatti, ha
intercettato nella cittadina dell´alto Tavoliere due autoarticolati con a bordo
circa 50 tonnellate di materiale esplodente. La merce, prodotta
in Cina, era arrivata in Europa dal porto di Rotterdam, in Olanda. I
poliziotti hanno seguito i due mezzi dalla dogana di Verona sino a San Severo,
da dove i giochi pirotecnici dovevano essere smistati nel resto del Mezzogiorno.
è stata sgominata una presunta banda criminale, con a capo un imprenditore
teramano, Gaspare Travaglini, che nonostante fosse agli arresti
domiciliari continuava ad impartire ordini. Secondo gli investigatori, la merce
(che avrebbe fruttato 12 milioni di euro), non rispettava le norme di
sicurezza. In manette sono finiti due rumeni, dipendenti di Travaglini e
denunciate tre persone, tra cui il titolare del deposito ?Pirotecnica Padre
Pio´ di San Severo. (piero russo)
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XIX - Milano
In scena stasera la nuova performance del collettivo Alterazioni Video Un´onda
di suoni e di luci scuote il mondo dell´arte BARBARA CASAVECCHIA Pendolari tra
Milano e New York, i cinque componenti del gruppo Alterazioni Video (Paololuca
Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu, Giacomo
Porfiri) stasera si ripresentano in città con la performance Lightwaves (onde
luminose). Grazie a una consolle analogica, «suonano» la luce, traducendo
l´intensità di alcune fonti luminose (neon, pannelli solari, lampade, laser
etc., accesi e spenti ritmicamente) in onde sonore della stessa frequenza. Il
tutto dal vivo, scatenando un bombardamento sensoriale dagli esiti
psichedelici, che riecheggia le ricerche dell´arte cinetica e programmata anni
?60 ? ricerche che spesso e volentieri ebbero una matrice meneghina, da Bruno
Munari al Gruppo T. Il progetto di Alterazioni Video, già presentato al
Location One di New York e al Moma di Shangai, è frutto di una sperimentazione
iniziata nel 2005, con la complicità del fisico berlinese Markus Guehr. Va in
scena, a cura di Margherita Salmaso, dalle
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XXI - Bologna
A Ravenna il grande direttore e la sua orchestra giovanile ne "Il
Matrimonio Inaspettato" che ha trionfato al festival "Così la
Cherubini e Paisiello hanno conquistato Salisburgo" è la seconda tappa del
progetto che la città di Mozart ha dedicato alla Scuola Napoletana FABRIZIO
FESTA RAVENNA «Un trionfo della gioventù», così Riccardo Muti sintetizza il
risultato ottenuto con Il Matrimonio Inaspettato, il dramma giocoso di Giovanni
Paisiello, che questa sera (alle 20.30) va in scena all´Alighieri di Ravenna,
dopo il notevole successo ottenuto a Salisburgo. Lo spettacolo si avvale della
regia di Andrea De Rosa, le scene firmate da Sergio Tramonti, i costumi di
Alessandro Lai e le luci di Pasquale Mari. Il cast, lo stesso che ha cantano in
Austria, vede Alessia Nadin nei panni di Vestina, Marie-Claude Chappuis in
quelli della Contessa di Sarzana, mentre Mario Cassi e Nicola Alaimo daranno la
voce rispettivamente a Giorgino e Tulipano. Con loro in scena il Coro del
Teatro Municipale di Piacenza. Si tratta, come sottolinea lo stesso Muti «della
seconda tappa dell´itinerario quinquennale che lega il Festival di Pentecoste
di Salisburgo, il Ravenna Festival e l´Orchestra Cherubini, nell´ambito del
progetto dedicato al grande repertorio settecentesco partenopeo». Maestro, ci
parli dell´Orchestra, ormai entrata nel suo quarto anno di vita. «Questa
Cherubini è quasi completamente diversa da quella dello scorso anno. Si è
chiuso il primo triennio di attività, ed ora lavoro coi ragazzi del secondo
triennio. Sono brillanti, pieni di fervore. Hanno perfettamente compreso quel
tipo di fraseggio, quel suono, che rappresentano il mio credo espressivo e
tecnico. Quello che chiedo a qualsiasi orchestra nel mondo, e che cerco
d´insegnare anche a loro». I vantaggi del sodalizio con Salisburgo sono
evidenti per l´orchestra, che ne acquista in prestigio. E per il festival
invece? «Come già nel caso del Cimarosa messo in scena lo scorso anno, anche in
quest´opera di Paisiello, scritta nel 1779, ci sono evidenti elementi musicali
e drammaturgici, che avranno un´influenza determinante su Mozart. Ad esempio,
il personaggio di Giorgino anticipa chiaramente il Leporello mozartiano,
persino in certo frasario del libretto, che già evoca Da Ponte. Mozart,
insomma, sarebbe stato comunque il genio che conosciamo, ma senza la Scuola
Napoletana sarebbe stato un genio completamente diverso». Parliamo dei successi
della Cherubini nel mentre in Italia si discute della chiusura dei teatri
d´opera. «Quello dei teatri italiani è un problema complesso. Il punto di
partenza è chiaro: abbiamo centinaia di teatri sparsi per la penisola e siamo
il paese che ha dato i natali all´opera lirica. Mentre nel resto del mondo, e penso a paesi come la Cina, di teatri se
ne costruiscono di nuovi, qui da noi si non si sa cosa accadrà, se andremo
avanti, o chiuderemo appunto. La questione irrisolta, ma non da oggi, da
sempre, è che cosa vogliamo fare della cultura musicale, e della cultura in
genere, avendo presente che i teatri sono tra i luoghi dove si dovrebbe fare
cultura. La cultura, peraltro, non è mai stata fonte di guadagno. Le
scuole non sono fonte di profitto: sono i luoghi dove si istruiscono e si
formano i ragazzi, che saranno la società di domani. E a questo servono i
teatri, se non vogliamo lasciare alle generazioni future solo l´intrattenimento
della televisione». Si contestano ai teatri spese e costi eccessivi. «Ma va da
sé che chi lavora nei teatri va pagato. Il fatto che ci possano essere degli
sprechi è un discorso completamente diverso, che esula da questo, e che nulla
ha a che vedere con quella questione di fondo. Se, poi, i soldi dello Stato,
che deve prendersi carico della cultura, non bastano, si facciano quelle leggi
che consentano ai privati di operare utilmente anche a favore della cultura. I
teatri, in ogni caso, credo, vanno tenuti tutti aperti. E tutte le regioni
italiane hanno il diritto di avere, e lo Stato ha il dovere di fornire,
orchestre e teatri (non solo musicali), colmando quelle sperequazioni che
tuttora esistono».
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 37 - Economia Qualcuno ipotizza un sovvertimento dei rapporti di forza
globali, con la Cina che prende il posto degli Usa... La Cina? Non credo
che stia per rimpiazzare l´America, oppure come qualcuno con ancora maggior
fantasia dice che un sistema collettivistico prenderà il posto di quello
capitalistico, a parte che ormai in Cina il socialismo
è un ricordo. No, guardi: anche la Cina, come
altre economie in via di sviluppo tipo Russia o India, sta bruscamente
rallentando. La base di partenza era così bassa che una crescita del 7 anziché
del 9% equivale a una recessione in Occidente. E´ un fatto che la gelata è
arrivata anche lì. Questo spiega perché la Cina, per
esempio, stia oggi tentando di temperare l´apprezzamento della sua moneta, lo
yuan, verso l´euro, che è stato del 25% nei soli ultimi sei mesi, e stia anche
cercando un diverso equilibrio con il dollaro. Ma poi di fondo c´è il fatto che
la recessione globale, con le tensioni che comporta, riduce la disponibilità al
rischio da parte degli occidentali e quindi l´impatto su queste economie può
essere pesante. Non a caso, con uno sforzo di cooperazione mai visto prima, le
autorità di Cina, Giappone e Corea si sono incontrate
nei giorni scorsi per gettare le basi per una cooperazione inter-asiatica
economica e monetaria.
( da "Repubblica, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 35 - R2 Chi è
La crisi mondiale dell´economia, i dubbi dei risparmiatori e le ansie dei
lavoratori Il crac finanziario delle banche americane si è allargato e in pochi
mesi ha contagiato tutti, dalle imprese ai bilanci delle famiglie I governi
stanno intervenendo con piani miliardari di investimento e salvataggio per
istituti di credito e fabbriche, le banche centrali abbassano il costo del
denaro. Ma sono le misure giuste per affrontare la crisi? Basterà per uscire
dal tunnel? E che deve fare chi la crisi, invece, la vede nel proprio
portafogli? L´economista Nouriel Roubini, ex consulente di Clinton e il primo
un anno fa a predire il collasso dell´economia, risponde
alle domande dei lettori di Repubblica raccolte attraverso il sito del
giornale. Dal futuro delle banche italiane, alla corsa della Cina, ai programmi di Obama: così si cura l´economia mondiale Dieci
domande a Nouriel Roubini per capire il crac dell´economia. E scoprire come
affrontarlo nell´anno che verrà
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore sezione:
MONDO data: 2008-12-19 - pag: 11 autore: «In Cina la democrazia può attendere» Avanti con le riforme economiche,
la democrazia può aspettare. Nel
30Úanniversariodell'iniziodelleriforme,ilpresidentecineseHu Jintao ( nella
foto) ha indicato nella continuità-apertura in economia, monopolio del Partito
sulla politica- la via sulla quale procedere. «Solo il socialismo può
salvare la Cina» ha aggiunto. ANSA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-12-19 - pag: 23 autore: Messina
(Federlegno): pesa il calo dei consumi interni (-6%) L'arredamento perde colpi
ma il sistema è competitivo Cristina Jucker MILANO Fino a settembre viaggiava
ancora in positivo (+1,2%) poi la virata. Per il sistema legno- arredamento il
2008 dovrebbe chiudere con un fatturato alla produzione in calo del 4,5% (a 38
miliardi di euro), l'export sceso a 13,4 miliardi (-2%) e le importazioni
crollate del 7,8%. «Un andamento condizionato soprattutto dalla domanda
interna, visto che i consumi sono diminuiti del 6,3%» ha detto Rosario Messina,
presidente di Federlegno-arredo. Convinto che questo settore abbia tutte le
carte in regola per reagire e competere nel mondo. Anche se la crisi si farà
sentire pesantemente nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2008-12-19 - pag: 45 autore: Industria. Intesa con la
famiglia Pozzo A Bosch divisione del gruppo Freud Chiara Rancati MILANO. Il
gruppo Bosch mette a segno un'altra acquisizione strategica nel settore degli
elettroutensili. E' stato annunciato ieri l'acquisto della divisione accessori
del gruppo Freud dalla famiglia Pozzo, proprietaria anche dell'Udinese calcio.
L'affare comprende i quattro insediamenti produttivi di Freud nella provincia
di Udine, specializzati nella realizzazione di lame circolari, punte e frese
per la lavorazione professionale e industriale del legno, e le società
commerciali del gruppo in Italia, Regno Unito, Stati Uniti
e Cina. Attività che nel 2007 hanno generato un fatturato vicino ai 100
milioni di euro, impiegando circa 580 collaboratori nel mondo. «Nel suo
segmento di mercato - ha spiegato Uwe Raschke, presidente della divisione
elettroutensili di Bosch e membro del Cda del gruppo - Freud riscuote successo
a livello internazionale, specialmente in Nordamerica. Caratteristiche
che la rendono un completamento perfetto per le nostre attività, sia a livello
tecnologico che geografico». La gamma di elettroutensili proposta dall'azienda
friulana – precisa ancora Bosch – non presenta infatti alcuna sovrapposizione
con quella attuale del gruppo tedesco ma anzi la completa, in particolare per
quanto riguarda lame e punte ad alte prestazioni. Ciò significa anche che non
saranno necessari ridimensionamenti degli impianti Freud, trasferimenti o altri
impatti sul livello occupazionale, ma sarà sufficiente il loro adeguamento agli
standard internazionali del gruppo Bosch. Soddisfazione per l'accordo è stata
espressa anche da Gino Pozzo, amministratore delegato di Freud e figlio del
fondatore Giampaolo, secondo cui «Il nostro know how e la competenza in materia
di produzione rafforzeranno certamente l'attuale posizione di Bosch nel
segmento». Padre e figlio, ha precisato l'acquirente tedesco in un comunicato,
continueranno comunque a partecipare alle attività aziendali, fungendo da
consulenti per progettazione e sviluppo degli accessori a marchio Freud, e
saranno rappresentati in diversi organi di governance. La transazione attende
ora l'approvazione dell'Antitrust. Con l'ultima operazione annunciata ieri,
Bosch arriverebbe così a quota cinque acquisizioni in dodici mesi nel ramo
elettroutensili, uno dei più floridi del gruppo con oltre 1.600 dipendenti e un
fatturato per il 2007 che si è attestato a 3,1 miliardi di euro. Tra gennaio e
luglio sono infatti entrate a far parte della rete produttiva del gigante
tedesco, il cui giro d'affari stimato nel
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 16 - Esteri Intrigo
a Stoccolma sospetti sui giurati Nobel sotto inchiesta ELENA DUSI Gli
incorruttibili del Nobel sono finiti sotto inchiesta. «è vero, sono in corso
due indagini nei nostri confronti. Una per un viaggio in Cina offerto dal
governo di Pechino. L´altra per il legame di due nostri membri con la casa
farmaceutica Astra-Zeneca», ammette al telefono da Stoccolma Gunnar Oquist,
segretario permanente della Reale accademia delle scienze svedese, ritrovatosi
coinvolto suo malgrado in una nuova versione di "Intrigo a Stoccolma"
45 anni dopo il film con Paul Newman che raccontava proprio di un
complotto ai danni di uno scienziato. Due membri dell´Accademia che assegna il
premio per la Medicina, il farmacologo Bertil Fredholm e l´esperto di
metabolismo Bo Angelin, hanno lavorato per l´azienda inglese Astra-Zeneca
ricevendo un compenso. Poiché il Nobel di quest´anno è stato assegnato a Harald
zur Hausen per i suoi studi sul papilloma virus e l´Astra-Zeneca detiene il
brevetto di due componenti del vaccino contro questo microrganismo, la procura
svedese ha avviato un´indagine preliminare sospettando un caso di corruzione.
Dal mese scorso poi la casa farmaceutica inglese ha firmato un contratto di
sponsorizzazione triennale con due aziende "figlie" della Fondazione
Nobel: la Nobel Media e la Nobel Web. Nessuno a Stoccolma ha voluto rivelare
l´importo di questi contratti, che prevedono la realizzazione di documentari e
libri sugli scienziati vincitori del premio. Fredholm, che insegna al
Karolinska Institutet di Stoccolma, ha rifiutato di commentare la vicenda:
«Questa storia è già andata troppo lontano» si lamenta. In precedenza aveva
fatto sapere alla rivista Scientific American che la sua consulenza per
Astra-Zeneca risale al 2006 ed è stata pagata 1.400 dollari, di cui il 26% è
finito in tasse, il 36% è andato al Karolinska e il resto è stato usato per la
ricerca nel suo laboratorio. Angelin, altro professore del Karolinska, siede
nel board di direzione dell´Astra-Zeneca dal 2007. Anche lui ha rifiutato di
commentare le accuse. Mentre Fredholm è segretario del comitato di 5 persone
che fa la prima scrematura dei candidati al Nobel, Angelin siede fra i 50
esperti che a ottobre ogni anno votano il vincitore vero e proprio. L´indagine
sui viaggi in Cina riguarda invece due seminari svolti
nel 2006 e 2008 da 5 membri dell´Accademia delle scienze incaricati di
assegnare i premi per Chimica, Fisica ed Economia. Volo, alloggio e pasti
sarebbero stati pagati dal ministero dell´Istruzione di Pechino. In cambio i
giurati svedesi avrebbero tenuto dei seminari sui meccanismi di assegnazione di
un premio cui la Cina ambisce avidamente. «L´unico
scopo del viaggio era spiegare l´attività della Fondazione Nobel. La nostra
integrità è garantita al cento per cento e ogni domanda degli investigatori
sarà benvenuta» si difende Michael Sohlman, che della Fondazione è direttore.
Negli ultimi tre anni nessuno scienziato cinese ha vinto il premio di Stoccolma
e secondo Oquist le inchieste si chiuderanno con un nulla di fatto. «Siamo
scienziati e lavoriamo così. Viaggiamo all´estero, invitiamo i colleghi per dei
seminari e collaboriamo con le ditte farmaceutiche. Non c´è nulla di strano, è
questo il modo per seguire da vicino gli avanzamenti della scienza. State
sicuri: su di noi è impossibile fare pressioni».
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina III - Palermo
Assunzioni, enti inutili e sedi mai aperte gli sprechi del 2008 costano cento
milioni L´adeguamento del contratto alla Multiservizi pesa per 4 milioni sui
conti della sanità Per la stima degli immobili spesi 25 milioni, ma la vendita
è stata bloccata ANTONIO FRASCHILLA circa 100 milioni di euro andati in fumo
per scelte amministrative sbagliate, per malapolitica, per creare clientele.
Soldi sprecati che alla fine graveranno come sempre sul bilancio della Regione.
Anche il 2008 è stato un anno di spese folli, milioni di euro utilizzati per
pagare le assunzioni di parenti di politici negli uffici di gabinetto, per gli
stipendi dei dipendenti delle stazioni appaltanti giudicate inutili dalla Corte
dei conti, o ancora per aumentare sempre di più i gettoni ai consiglieri delle
società partecipate, che spesso non hanno nemmeno una sede, come la Risem. Per
non parlare dei 4 milioni di buco che si è trovata l´Assemblea regionale dopo
le dimissioni del governatore Salvatore Cuffaro per coprire la liquidazione ai
deputati non rieletti, o dell´ammanco da 1,4 milioni di euro nei conti della
Fondazione Federico II. L´ultimo spreco, in ordine di tempo, sta per arrivare
sul tavolo dell´assessore alla Sanità Massimo Russo e riguarda i contratti di
servizio tra le Ausl e la Multiservizi, la società regionale che si occupa di
pulizia e assistenza amministrativa. Grazie a una delle ultime delibere della
giunta Cuffaro, ai mille dipendenti della Multiservizi è stato applicato il contratto
dei regionali al posto di quello del terziario in vigore fino allo scorso anno.
Risultato? Nel 2008 il costo del personale, pagato con fondi regionali, salirà
di circa 5 milioni di euro. Un milione di euro dovrà pagarlo l´assessorato
all´Industria, il resto graverà sul fondo sanitario per i servizi erogati alle
Ausl, perché con il vecchio contratto i dipendenti venivano pagati per 40 ore
settimanali, adesso ricevono lo stesso stipendio per 36 ore, e le quattro ore
aggiuntive le coprono attraverso straordinari. Il tutto mentre l´assessore
Russo è alle prese con una drastica riduzione delle spese. Lo stesso assessore
il mese scorso ha reso pubblico lo spreco riguardante la spesa per i vaccini
contro il papilloma virus che nel 2008 «ha superato la media nazionale», perché
la Regione in passato avrebbe deciso di acquistare un farmaco più costoso,
pagando in più 2,5 milioni di euro. A inaugurare l´anno degli sprechi ci aveva
pensato l´ex governatore Cuffaro. A gennaio sono stati ultimati i lavori della
nuova sede di rappresentanza in via Magliocco. Un mega appartamento da
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XVII -
Palermo MEDITERRANEO MARE DI CONVEGNI AGOSTINO SPATARO gni tanto si torna a
parlare di Sicilia e Mediterraneo. Casualmente e senza concludere nulla.
Giacché il Mediterraneo più che come grande prospettiva a cui guardare viene
percepito nel migliore dei casi come oggetto di conversazione (come la donna
dai siciliani, secondo Brancati) e, nel peggiore, come fonte di lucro e
d´intrallazzi. Soprattutto in Sicilia, da quando si parla di partenariato
euro-mediterraneo e dei relativi programmi settoriali (Meda), sono nati, a una
velocità impressionante, improvvisate società e centri di consulenza
attaccatisi ai flussi finanziari dell´Unione europea. Per non dire della fine
davvero penosa che hanno fatto i tanti miliardi (di euro) dell´Obiettivo 1
assegnati all´Isola: in parte non spesi e in gran parte polverizzati in una
miriade di piccoli progetti clientelari che con lo sviluppo hanno poco o nulla
a che fare. In Spagna, Irlanda, Slovenia, Portogallo è successo esattamente il
contrario e i (buoni) risultati si vedono. L´Isola e gran parte del Mezzogiorno
sono fermi al palo perché dominati dal malaffare e da un ceto politico-affaristico
che riesce a tradurre in spreco tutto ciò che tocca. Ciò accade perché l´Italia
non ha una seria politica estera mediterranea e perché la Sicilia non esprime
idee e proposte degne di considerazione. Eppure i nostri governanti continuano
a parlarne, sovente a sproposito oppure per ribadire le stesse ipotesi già
prospettate agli inizi degli anni Ottanta dalla sinistra (di allora), purtroppo
abbandonate da quella attuale, smemorata e svogliata, all´uso demagogico del
centrodestra. Ma se da un lato può essere confortante sapere che, dopo tre
decenni, queste proposte resistono nell´agenda politica, dall´altro è deludente
constatare che la Sicilia non ha fatto seri passi avanti. La verità è che si
parla di partenariato, di zona di libero scambio euro-mediterranea (che sempre
più si allontana dalla scadenza del 2010) per legittimare gli enormi sprechi
dei fondi europei. Speriamo che non facciano la stessa fine i miliardi Ue
destinati a finanziare i programmi a copertura del periodo 2007-2013. Il ceto
politico e imprenditoriale siciliani non credono nella prospettiva mediterranea
così come si sta configurando perché non vogliono un futuro migliore per
l´Isola che di questo mare è baricentro. Questo è il punto vero su cui
confrontarsi. Altro che gli incontri occasionali a margine della riunione del
nostro "Olive Group", da non confondere con il più noto omonimo
"Olive Group" con sede a Washington, una tenebrosa società privata
che fornisce armi, intelligence e mercenari alle più danarose dittature del
Medio Oriente e dell´Africa. A Taormina il ministro ha promesso al governatore
l´allocazione nell´Isola di una delle due istituzioni nasciture (quando?
come?): la Banca per lo sviluppo mediterraneo o l´Agenzia per la piccola e
media impresa. Dal comunicato apprendiamo che Lombardo ha chiesto ben altro per
«attrezzare la Sicilia come piattaforma avanzata dell´Europa verso la frontiera
sud», indicando il solito ponte sullo Stretto, l´alta velocità ferroviaria
Palermo-Catania-Messina e, dulcis in fundo, l´istituzione del "Premio Al
Idriss", il geografo medievale, al servizio di Ruggero II, che «capovolse
la rappresentazione grafica delle due sponde». Ora, a parte che Idris non
capovolse un bel nulla, ma semplicemente applicò la visione che il potente e
vasto dominio arabo aveva del mondo, secondo la prospettiva sud-nord, non si
possono davvero riproporre simili cose in un Mediterraneo destinato a divenire
uno dei principali poli dello sviluppo mondiale. Si rischia ancora una volta
che alla Sicilia e alla sua classe dirigente sfugga l´essenziale, ossia gli
elementi portanti di un nuovo sistema di scambi e di produzioni: che,
soprattutto attraverso Suez, potrebbe materializzarsi in una vera rivoluzione
sul terreno dei rapporti economici, culturali e politici fra Europa, Asia e
Africa. Non è esagerato immaginare un ritorno al ruolo storicamente svolto da
questo mare fino al 1492. Per la Sicilia, per i tanti sudeuropei, si apre dunque una prospettiva inedita rappresentata da nuovi
imponenti flussi commerciali, turistici, finanziari provenienti dall´Oriente
medio ed estremo: dai Paesi del Golfo, da Cina, India,
Giappone, Oceania. La Sicilia è attrezzata per intercettare, accogliere parte
di tali flussi? Parrebbe di no. Questo - a me pare - è il vero problema.
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XI - Napoli
Un pesce di fiume venduto "sfilettato". Rischio azoto per le alici
dell´Adriatico Dal Vietnam la frode del Pangasio I pescatori campani hanno
insidie e concorrenti imprevisti. Le flottiglie si riducono. Il costo del
petrolio nei primi mesi del 2008 è aumentato di 35 punti in un anno, toccando
il valore 0,78 euro-litro. Procida ha subìto una riduzione di equipaggi, da
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina II - Milano
Così la Coronet di Corsico ha evitato la chiusura incombente Rilancio dopo il
baratro il lampo di genio che salva una fabbrica "La svolta: pelle sintetica
che fa passare il sudore ma non l´acqua è l´innovazione" Enrico De Marco è
uno dei pochi, di questi tempi, a non vedere l´ora che arrivi il 2009. L´anno
nuovo porterà - prevede - dieci milioni di euro di fatturato in più. E dire che
anche lui, fino a pochi mesi fa, guardava al calendario con terrore. Titolare
della Coronet, azienda che produce pelle sintetica per l´industria calzaturiera
e tessile, aveva già avviato la procedura di liquidazione. «Volevo chiudere.
Avevo 26 anni quando l´avevo fondata, nel 1967, e adesso stavo per mandare
tutti a casa». Per 140 dipendenti era arrivato il momento di cercare un nuovo
lavoro. Per loro - come tanti altri lavoratori in questi giorni - sarebbe stato
il peggior Natale degli ultimi anni. Tutti a casa, è stato bello. E invece:
colpo di scena. Si ricomincia. De Marco va «a prendere dalla cascina il fieno
immagazzinato in tutti questi anni», il denaro che aveva messo da parte. Non
bussa alle banche - «non ti aiutano, devi contare sulle tue forze» - ma cerca
un nuovo socio. Azzera i debiti con i fornitori, «al cento per cento»,
ricostituisce il capitale sociale e riparte con una nuova idea: produrre pelle
sintetica impermeabile all´acqua ma permeabile al sudore. Un´invenzione che
nella Milano piovosa degli ultimi giorni sarebbe servita molto. Mutuata dalla
Goretex, con la quale l´azienda ha avviato un rapporto di collaborazione.
Magari ci vorrà un po´ - non prima del 2010, calcola De Marco - per arrivare ai
fatturati pre-crisi, 80 milioni di euro all´anno. Ma i clienti - John Richmond,
Moncler, Max Mara, Alberta Ferretti, Versace e Hogan - non sono andati via e
qualcun altro, anzi, si è aggiunto o potrebbe aggiungersi (Prada, Dolce e
Gabbana). L´azienda, che ha la sede principale a Corsico e due stabilimenti a
Latina e a Velletri, ora ha raddoppiato in Cina. «Lì stiamo già guadagnando», dice il titolare. Non è stata solo
una bella favola: una trentina di operai a casa, alla fine, ci sono rimasti.
«La ristrutturazione è stata dolorosa ma dovevamo farla. Alla fine, però, la
maggior parte di loro ha trovato una nuova occupazione. Sarebbe stato
peggio che lo perdessero tutti, il lavoro. Non è bello chiudere la fabbrica che
hai visto nascere, erano tutte mie creature». Come i suoi due figli, 25 e 21
anni: «Il più giovane studia, mentre il secondo, dopo la laurea alla Bocconi,
ha imparato il cinese ed è già in Cina, in fabbrica,
che lavora». Il nuovo progetto che ha salvato l´azienda si chiama
"Innovaction". E "innovazione" è la ciambella di
salvataggio che De Marco consiglia a chi, di questi tempi, rischia di annegare
nel mare della crisi. «Puntate su idee nuove e cercatevi soci solidi. Solo così
se ne può uscire». (da. c.)
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina VII - Milano
Il caso Parcheggio in Sant´Ambrogio, ruspe al lavoro Le ruspe sono tornate a
Sant´Ambrogio. Dopo l´ultimo passaggio tecnico e il sì definitivo della
Sovrintendenza, il cantiere può partire. Anche se, per ora, gli operai sono
partiti con i lavori di preparazione dello scavo. In attesa di gennaio, quando
sarà presentato il progetto esecutivo. E soprattutto di aprile, quando si
inizierà a costruire il posteggio sotto la basilica, che sarà pronto alla fine
del
( da "Repubblica, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 57 - Sport
Manchester Chelsea Arsenal Liverpool Fascino, soldi e tante vittorie quel bel calcio
che fa tendenza Il potere Manchester, il glamour Chelsea, la freschezza Arsenal
ENRICO FRANCESCHINI LONDRA dal nostro corrispondente «I vecchi ragazzi del
Chelsea tornano a casa meditando vendetta». Il titolo dell´Evening Standard,
quotidiano della sera londinese, offre un primo assaggio dell´effetto che fa,
qui in Inghilterra, la sfida contro l´Italia dettata dalla sorte negli ottavi
di Champions League. Per gli inglesi, è il ritorno di due volti noti, gli
ultimi due allenatori del Chelsea prima dell´attuale: Mourinho e Ranieri. Il
tecnico della Juve torna nel «suo» stadio, per affrontare la sua ex-squadra, il
Chelsea; quello dell´Inter proverà a rifare dalla panchina dell´Inter quello
che faceva con gusto sadico su quella del Chelsea, provare a far saltare i
nervi a Sua Maestà Alex Ferguson, allora e oggi nume del Manchester United. Ma
anche quello della Roma può apparire da queste parti come un ritorno, avendo la
squadra di Spalletti incrociato più volte il Manchester nei duelli di
Champions, con un contorno di violenze sugli spalti e fuori dagli stadi che ha
lasciato il segno più del risultato: ora cambia l´avversario, tocca
all´Arsenal, ma la sostanza non cambia, anche perché i tifosi del club di
Wenger non sono meno agguerriti di quelli dei Red Devils. Dai primi commenti di
giornali e tivù inglesi al sorteggio, traspare la paura, magari più
scaramantica che tecnica ma pur sempre in grado di farsi sentire: non solo per
la potenziale voglia di «vendetta» di Mourinho e Ranieri, ma pure per quella più
in generale del calcio italiano, giudicato più volte da Londra, negli ultimi
mesi, come una sorta di specie inferiore rispetto a quello che si gioca in
Premier League. Un calcio, quello nostrano, che i giornali e gli allenatori
inglesi si divertono a stuzzicare, ma che poi temono quando se lo trovano di
fronte, perché sanno quanto possa essere tenace. Se ne rendono ancora meglio
conto da quando la loro nazionale ha cominciato a giocare un po´
«all´italiana», al ritmo della frusta di Fabio Capello. Le sfidanti di Inter,
Juve e Roma, per giunta, quest´anno non vanno a mille in campionato come gli
altri anni. In testa c´è la squadra che nelle ultime stagioni si accontentava
di correre per il quarto posto in Premier League (anche se poi finiva in finale
di Champions), il Liverpool. Le tre regine, invece, hanno avuto una partenza
zoppicante: soprattutto l´Arsenal, quella che a detta di tutti gioca il calcio
migliore ma che troppo spesso paga l´inesperienza dei suoi giovani (l´età media
degli undici titolari è spesso da Under 23), e che al momento, con somma
preoccupazione del suo più illustre fan, lo scrittore Nick Hornby, arranca in
classifica appena fuori dal poker di testa, quello che garantisce la
qualificazione alla prossima Champions League. Se l´Arsenal rappresenta il bel
gioco al di là del risultato, le altre due rispecchiano due volti opposti del
calcio inglese. Il Manchester United è la sua anima aristocratica, la squadra
più titolata degli ultimi decenni, il club più ricco e famoso del mondo, il
primo veramente globalizzato, con tifosi anche in Cina. Il Chelsea di «Paperone» Abramovich è la nuova oligarchia, il
club del glamour londinese, quello con i Vip in tribuna e le limousine
all´uscita dello stadio. Tre grandi squadre, tre diverse icone del football inglese,
tutte e tre ora tormentate dallo stesso interrogativo: gli italiani gli
cucineranno un piatto freddo chiamato vendetta?
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-12-20 - pag: 14 autore: Nuova finanza.
Il libro di Giulio Sapelli L'alba del neopatrimonialismo di Franco Locatelli S
arà forse perché tutti sapevano e avevano previsto quel che sarebbe successo ma
«tutti hanno fatto del loro peggio», come scrive Giacomo Vaciago in un bel
saggio che uscirà sul prossimo numero di «il Mulino», però è un fatto che la
crisi che stiamo vivendo rischia di essere una collezione di paradossi. Ce ne
sono tanti ma forse il più incredibile è il più scontato ed è quello che chiude
La crisi economica mondiale, l'agile e lucido pamphlet di Giulio Sapelli,
secondo cui toccherà soprattutto al Paese che ha generato la più spaventosa
crisi dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-12-20 - pag: 41 autore: Difesa. La
società di Finmeccanica e Thales si è aggiudicata la gara per il sistema di costellazioni
satellitari Telespazio, commessa in Turchia Il valore è di 250 milioni - Nel
2008 previsti 400 milioni di ricavi Mara Monti MILANO Sarà Telespazio (azienda
Finmeccanica/Thales) a realizzare il sistema satellitare turco Gokturk, dopo
essersi aggiudicata, in collaborazione con Thales Alenia Space, la gara indetta
dal ministero della Difesa di Ankara per un valore di oltre 250 milioni di
euro. Al gruppo italiano andrà anche la gestione del lancio e messa in orbita
dei satelliti e costituirà una joint venture locale per lo sviluppo e la
commercializzazione dei servizi applicativi. «è stata premiata la nostra
offerta completa sul fronte industriale e commerciale – ha commentato Giuseppe
Veredice, amministratore delegato di Telespazio –. Questa commessa ci proietta
verso i mercati internazionali ». Un settore quello dei servizi satellitari che
vale 14 miliardi di dollari, destinato a raddoppiare entro il 2017: dalle
comunicazioni alle immagini di osservazione della terra, al broadcasting
televisivo fino alle missioni scientifiche. Una domanda vivace alimentata sia
per scopi militari, ma soprattutto civili per studiare il territorio e
controllarne la sicurezza. A spingere l'acceleratore sulla crescita di questo
mercato è la commercializzazione delle immagini ambientali, ricavate dagli
aerei o dallo spazio, richieste dalla protezione civile, dai vigili del fuoco,
dalle università, ma soprattutto dalle società private come le compagnie aeree,
le società di trasposti interessate ad acquisire immagini per servizi che vanno
dal meteo, al traffico ma anche per il leasure. Come nel caso di Seat Pagine
Gialle che ha siglato un accordo con Telespazio per la messa in rete di mappe
grafiche tridimensionali ad alta risoluzione sul territorio italiano, aprendo
le porte al mercato consumer. Se ne sono accorti anche gli americani tanto che
contatti sarebbero in corso con Google, interessati ad acquisire le immagini
satellitari dal gruppo italiano. Un business innovativo quello del mapping
online su cui Telespazio ha stanziato 10 milioni di euro, potendo contare sulla
leadership mondiale delle immagini satellitari per l'osservazione della terra,
conquistata con il lancio del programma Cosmo Skymed ( ieri Boeing ha
annunciato il lancio del quarto satellite della costellazione) realizzato con
un investimento di 1,2 miliardi di euro da parte di Telespazio e di Asi,
l'agenzia spaziale italiana e dal Ministero della Difesa Italiano. «Quelle
ottenute dai radar sono la nuova frontiera, sempre più richieste e con
Cosmo-Skymed se ne raccolgono 1.800 al giorno», spiega Veredice che gestisce i
satelliti dalla stazione del Fucino. Per la commercializzazione dei dati, è
stata costituita la società E-geos che si prepara a firmare il prossimo gennaio
un accordo con l'Agenzia spaziale nipponica per il monitoraggio delle
catastrofi. La sua preziosità è emersa nei mesi scorsi quando, prima la
Birmania spazzata dal ciclone e poi la Cina scossa dal
terremoto hanno richiesto le immagini dai satelliti Cosmo-Skymed per stabilire
il censimento dei danni. Il mercato dei servizi satellitari non si limita alle
immagini spedite dallo spazio per osservare la terra. Con il lancio a gennaio
del nuovo satellite Sicral 1B, Telespazio potrà offrire servizi di
telecomunicazione ai Paesi della Nato e al mercato europeo della difesa.
Ci saranno nei prossimi anni i satelliti di Galileo, un sistema di navigazione
da applicare nel campo scientifico, dei trasporti, della sorveglianza, ma utile
anche per aziende nel settore bancario, energetico, assicurativo, delle telecomunicazioni.
è sempre Telespazio a vendere capacità satellitare e i servizi di up-link per
Sky Italia, Mediaset, Rai e Aljazeera. La società italiana, con 1700
dipendenti, prevede di chiudere il bilancio 2008 con ricavi in crescita,
toccando 400 milioni di euro (394 milioni nel 2007), con un reddito operativo
attorno a 40 milioni, puntando su mercati come Asia, destinato a crescere più
rapidamente nei prossimi anni, seguita dal Medio Oriente, Europa, Sud America e
Stati Uniti. LA STRATEGIA Il numero uno Veredice: «L'operazione ci proietta
verso i mercati esteri» Agli italiani anche la gestione del lancio
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2008-12-20 - pag: 44 autore: Scorte Pechino inizia
comprando indio Di fronte all'eccesso d'offerta sul mercato domestico, il
Governo cinese sceglie l'acquisto di larghe quantità di metalli per sostenere i
prezzi e aiutare le aziende del comparto. Lo State Reserve Bureau (Srb) ha
infatti comprato per la prima volta nella sua storia, da un imprecisato
produttore locale, 30 tonnellate di indio, un metallo ottenuto dallo zinco e
usato nella produzione di schermi a cristalli liquidi. Il valore dell'indio sul
mercato di Shanghai ammonta a circa 2mila yuan/kg (circa 210 euro). La partita,
che andrà ad arricchire gli stock interni, rappresenta circa il 6% delle 510
tonnellate prodotte globalmente, con la Cina saldamente in testa alla graduatoria dei grandi produttori
mondiali. Gli acquisti da parte del Governo cinese potrebbero essere però solo
all'inizio. Secondo gli analisti non è infatti da escludere che nelle prossime
settimane l'Srb compri altro indio direttamente dai produttori o sul mercato
spot. Nel mirino potrebbero entrare anche altri metalli, le cui
quotazioni negli ultimi mesi sono collassate, mettendo in difficoltà le imprese
del settore metallifero. A iniziare dal rame: stando alle indicazioni di alcuni
raffinatori di metallo rosso, la partita in discussione potrebbe toccare le
700mila tonnellate, 400mila delle quali potrebbero arrivare da Jiangxi Copper.
L. D.
( da "Avvenire" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
POLITICA 20-12-2008
il fatto Washington abbandona la base aerea di Manta in Ecuador, ultimo
avamposto militare nel continente. Un altro segnale di un'influenza in calo, mentre
altri protagonisti conquistano la scena. La nuova amministrazione Usa alla
prova America Latina Gli Stati Uniti in «ritirata» Nuovo corso con Obama? Da
Manta partivano le operazioni per monitorare un'area di
( da "Avvenire" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
POLITICA 20-12-
( da "AprileOnline.info" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
Mediterraneo, un
mare di... convegni Agostino Spataro , 20 dicembre 2008, 20:40 La riflessione
Ogni tanto, si torna a parlare di Sicilia e Mediterraneo. Casualmente e senza
concludere nulla. Giacché il Mediterraneo più che come grande prospettiva a cui
guardare viene percepito, nel migliore dei casi, come oggetto di conversazione.
Il risultato di tanto dispendio è una gran quantità di convegni, simposi,
tavole rotonde, riviste patinate, ecc. Una sorta di fiera delle vanità a carico
dei bilanci di enti pubblici e quindi dei contribuenti L'altro giorno, a
Taormina, a margine dell'ennesimo convegno informale del "Olive
Group" (dieci Paesi mediterranei dell'Ue), il ministro degli esteri,
Frattini, ha incontrato il governatore Lombardo per discutere di
"cooperazione rafforzata" fra Stato e Regione nell'area mediterranea.
Ogni tanto, si torna a parlare di Sicilia e Mediterraneo. Casualmente e senza
concludere nulla. Giacché il Mediterraneo più che come grande prospettiva a cui
guardare viene percepito, nel migliore dei casi, come oggetto di conversazione
(come la donna dai siciliani, secondo Brancati) e, nel peggiore, come fonte di
lucro e d'intrallazzi. Soprattutto in Sicilia, da quando si parla di
partenariato euro-mediterraneo e dei relativi programmi settoriali (Meda), sono
nate, ad una velocità impressionante, improvvisate società e centri di
consulenza e di formazione attaccatisi, come mosche, ai flussi finanziari dell'Unione
europea. Il risultato di tanto dispendio è una gran quantità di convegni,
simposi, tavole rotonde, riviste patinate, ecc. Una sorta di fiera delle vanità
a carico dei bilanci di enti pubblici e quindi dei contribuenti. Insomma, il
Mediterraneo che abbiamo immaginato come un mare di pace e di prosperità
condivisa fra tutti i popoli rivieraschi, di commerci leciti e di cooperazione
reciprocamente vantaggiosa, in Sicilia (e non solo) si è trasformato in un mare
di...convegni costosi quanto inutili. Per non dire della fine, davvero, penosa
che hanno fatto i tanti miliardi (di euro) dell'Obiettivo 1 assegnati
all'Isola: in parte non spesi e in gran parte polverizzati in una miriade di
piccoli progetti clientelari che con lo sviluppo hanno poco o nulla a che fare.
In Spagna, in Irlanda, in Slovenia, in Portogallo è successo esattamente il
contrario e i (buoni) risultati si vedono. L'Isola e gran parte del Mezzogiorno
sono fermi al palo perché dominati dal malaffare e da un ceto
politico-affaristico che, come un re Mida all'incontrario, riesce a trasformare
in spreco tutto ciò che tocca. Ciò accade anche perché l'Italia, da tempo, non
ha una seria politica estera mediterranea e perché la Sicilia non esprime idee
e proposte degne di considerazione. Eppure i nostri governanti continuano a
ribadire rivendicazioni un po' datate che, per altro, non sono farina del loro
sacco, ma ipotesi prospettate, agli inizi degli anni '80, dalla sinistra (di
allora), purtroppo abbandonate da quella attuale, smemorata e svogliata, all'uso
demagogico del centro-destra. Personalmente, per alcune (il Politecnico e la
Banca per lo sviluppo) potrei chiedere il copyright sulla base di una copiosa
documentazione, anche parlamentare. Ma non è questo il problema, giacché come
scrisse il saggio può perfino far piacere "vedere che qualcuno segue le
tue orme, anche se intenzionalmente le cancella". Ma se da un lato può
essere confortante sapere che, dopo tre decenni, queste proposte resistono
nell'agenda politica (se ne discusso l'altro giorno a Taormina) dall'altro lato
è deludente constatare che la Sicilia non ha fatto seri passi avanti. La verità
è che si parla di partenariato, di zona di libero scambio euro-mediterranea
(che sempre più si allontana dalla scadenza del 2010) per legittimare gli
enormi sprechi dei fondi europei. Speriamo che non facciano la stessa fine i
miliardi Ue destinati a finanziare i programmi a copertura del periodo
2007-2013. E' duro ammetterlo, ma comincia a farsi strada l'impressione che i
governanti, il ceto politico e imprenditoriale siciliani non credano nella
prospettiva mediterranea così come si sta configurando perché non vogliono un
futuro migliore per l'Isola che di questo mare è baricentro. Questo è il punto
vero su cui confrontarsi! Altro che gli incontri occasionali, a margine, della
riunione del cd "Olive Group", da non confondere- per carità- con
l'omonimo "Olive Group", con sede a Washington, una tenebrosa società
privata che fornisce armi, intelligence e mercenari alle più danarose dittature
del Medio Oriente e dell'Africa. A Taormina, il ministro ha promesso al
governatore una generica "cooperazione rafforzata" e l'allocazione
nell'Isola di una delle due istituzioni nasciture (quando? come?): la Banca per
lo sviluppo mediterraneo o l'Agenzia per la piccola e media impresa. Dal
comunicato apprendiamo che Lombardo ha chiesto ben altro per "attrezzare
la Sicilia come piattaforma avanzata dell'Europa verso la frontiera
sud..." indicando il solito ponte sullo Stretto, l'alta capacità
ferroviaria fra Palermo-Catania e Messina e, dulcis in fundo, l'istituzione del
"Premio Al Idriss", il geografo medievale al servizio di Ruggero II
che "capovolse la rappresentazione grafica delle due sponde". Ora, a
parte che Idris non capovolse un bel nulla, ma semplicemente applicò la visione
che il potente e vasto dominio arabo aveva del mondo, secondo la prospettiva
sud-nord, non si possono davvero riproporre simili cose in un Mediterraneo in
mutazione, avviato a divenire uno dei principali poli dello sviluppo mondiale.
Come il solito, alla Sicilia, alla sua classe dirigente rischia di sfuggire
l'essenziale, ossia gli elementi portanti di un nuovo sistema di scambi e di
produzioni che, soprattutto attraverso Suez, potrebbe dar vita ad una vera
rivoluzione sul terreno dei rapporti economici, culturali e politici fra
Europa, Asia e Africa. Una rivoluzione che potrebbe far tornare il Mediterraneo
al ruolo storicamente svolto fino al 1492. Per la Sicilia, per i tanti sud
europei, si apre, dunque, una prospettiva inedita
rappresentata da nuovi, imponenti flussi commerciali, turistici, finanziari
provenienti dall'Oriente medio ed estremo: dai Paesi del Golfo alla Cina, dall'India al Giappone, all'Oceania, ecc. La Sicilia è
attrezzata per intercettare, accogliere parte di tali flussi? Parrebbe di no.
Questo- a me pare- il vero problema.
( da "AprileOnline.info" del 20-12-2008)
Argomenti: Cina
L'Italia e il mondo visti
da Arcore Ida Rotano, 20 dicembre 2008, 22:48 L'appuntamento è quello
istituzionale della conferenza di fine anno. Berlusconi parla per due ore.
Quarantasei minuti di dichiarazione e un'ora e dieci di risposta alle 23
domande dei giornalisti. Così ci viene spiegato che l'Italia è l'ombelico del
mondo, che la crisi devono risolversela da soli i cittadini smettendola col
"cattivo umore" e il pessimismo e che il Cavaliere passerà, almeno
lui, un ottimo Natale e tornerà a gennaio con un paio di riforme già pronte,
calde calde. A partire dalla riforma della giustizia fino all'aupicato
presidenzialismo Quarantasei minuti per spiegare agli italiani "cosa ha
fatto questo governo finora". Settanta minuti per rispondere alle domande
dei giornalisti. Silvio Berlusconi apre la conferenza stampa di fine anno a
Villa Madama con un intervento-fiume, al termine del quale ammette col sorriso:
"Mi rendo conto di essere stato eccessivamente prolisso, ma sono sette
mesi che non vado in televisione...". L'incipit è dedicato ai giornalisti
"biricchini", per i quali prende l'impegno di "un tavolo a
gennaio" per il rinnovo dei contratti. Chiusura con gli "auguri di
cuore per un buon Natale". Nel mezzo, quarantasei minuti di dichiarazione
e un'ora e dieci di risposta alle 23 domande dei giornalisti. Così, per chi non
se ne fosse accorto, abbiamo scoperto che l'Italia è l'ombelico del mondo,
abbiamo imparato che la crisi devono risolversela da soli i cittadini
smettendola col "cattivo umore" e il pessimismo e che il Cavaliere
passerà, almeno lui, un ottimo Natale e tornerà a gennaio con un paio di
riforme già pronte, calde calde . Alla faccia dell'opposizione. Il tutto a
partire dalla riforma della giustizia e dal giro di vite sulle intercettazioni,
che saranno probabilmente vietate quando si tratta di reati contro la pubblica
amministrazione. Insomma, da "mani pulite" a "mani legate"
il passo sarà veloce. Per non parlare poi dei continui ultimatum sulla
giustizia. Il premier non nega di voler ridurre l'autonomia e l'indipendenza della
magistratura sottoponendo il pubblico ministero a controlli che non specifica e
quindi, dobbiamo pensare, al controllo del potere esecutivo. Ma andiamo con
ordine: Il lascito di Berlusconi: Un'Italia bipolare e bipartitica. "Mi
immagino - ha detto il premier - con dei successori che non abbiano più bisogno
di chi, con la mia scheda anagrafica, fa quello che fa con grande sacrificio.
Non mi diverto, se così si può dire. Il senso di responsabilità prevale e deve
prevalere. Lo dicono i sondaggi: sono indispensabile per dare vita a movimento
che riesca a mettere insieme laici e cattolici". Quanto a possibili eredi
il premier ha assicurato che il governo gode di "ministri molto
capaci" e di augurarsi che "il centrodestra possa trovare chi mi
sostituisca". Pensioni: Non c'è in programma revisione sistema "Non
abbiamo ancora in esame una revisione del sistema pensionistico". Per
quanto riguarda gli ammortizzatori sociali ha spiegato che "sono stai
raddoppiati i fondi alla cassa integrazione" ed è una agevolazione che il
governo ha intenzione di estendere "anche ai precari e a tutta quella
categoria non tutelata". Intercettazioni: Il Parlamento le restringa. Il
governo ha già previsto un disegno di legge che prevedeva intercettazioni solo
per reati più gravi. Ed è stata inserita anche la possibilità di farne per
reati contro la Pa. Ora credo - ha spiegato il presidente del Consiglio - che,
anche alla luce degli ultimi fatti, un disegno di legge così non cambierebbe la
situazione". "Il nostro - ha aggiunto il Cavaliere - è un Paese dove
i cittadini temono di essere intercettati e che non garantisce riservatezza e
privacy". "La mia proposta - ha spiegato - è che il Parlamento
restringa fortemente le intercettazione. Ora ci sono oltre 130mila target.
Milioni di italiani che vengono ascoltati". "Ho la certezza - ha
concluso - che nella maggioranza questo mio orientamento sia condiviso".
Giustizia. Tornando a parlare della riforma della giustizia, ha aggiunto:
"è nostro auspicio un tavolo per decidere una riforma della giustizia
condivisa. Ma sarebbe una farsa - ha subito messo le mani avanti - se io mi
sedessi al tavolo con chi mi chiama Hitler. Chi ha nelle mani la riforma può
sedersi al tavolo. Il Pd si tolga però il vestito dei partito
giustizialista". Su questo il Pd deve decidersi. Per Silvio Berlusconi
"occorre la separazione degli ordini. Bisogna distinguere - spiega il
premier nella conferenza stampa di fine anno - chi fa il giudice e chi fa
l'accusatore pubblico. I Pm devono diventare soltanto i sostenitori dell'accusa
nell'ambito dei processi". E ancora, Berlusconi torna ad attaccare i
magistrati che utilizzano le indagini "a scopi politici".
"Quando abbiamo deciso di inserire nelle nostre liste persone sulle quali
pesavano capi di accusa lo abbiamo fatto a ragion veduta e dopo averli
ascoltati, conoscendoli. A volte - ha aggiunto - sono strumenti di lotta
politica ed io ne sono l'esempio primo. Sono - ha concluso - 920 i magistrati
che si sono interessati alla mia persone ma attualmente godo il 72 per cento
dei consensi. Troppo spesso in Italia le indagini dei pubblici ministeri sono
usate come strumento di lotta politica". Rapporti con Santa Sede sono i
migliori da sempre. Quanto all'episodio che ha visto protagonista il presidente
della Camera Gianfranco Fini che si era espresso in merito alla posizione della
società italiana e della Chiesa Cattolica di fronte alle Leggi razziali, il
premier ha detto: "Per quanto riguarda l'episodio in particolare, sto con
la storia e sto con la verità". Questione morale e Pd: Mentre la sinistra
è sommersa da uno tsunami giudiziario, "io sono e resto un
garantista", ha premesso il presidente del Consiglio. "Per me un
cittadino - ha aggiunto - è innocente fino a quando non si sono conclusi i tre
gradi di giudizio. Vado oltre. Mi auguro che le accuse nei confronti di certi
amministratori della sinistra possano ridimensionarsi". Da opposizione
solo critiche. "Noi abbiamo dato credito alle parole di Veltroni sulla
loro volontà di dialogo ma nei fatti il dialogo è stato molto duro anche con
offese. Sono andati nella direzione del giustizialismo". "Speravamo
che dalla sinistra ci fosse un supporto ma non mi sembra che questo sia
avvenuto. Non si può dire che è tutto sbagliato se poi non si offre
un'alternativa. Sono stato accusato di non volere l'opposizione: un paese senza
opposizione cessa di essere una democrazia! Ci auguriamo dunque un'opposizione
diversa da questi ultimi sette mesi". L'affaire Napoli. "Sarebbe una
cosa naturale" che chi, a Napoli e in Campania, sia rimasto coinvolto nelle
vicende giudiziarie degli ultimi giorni si dimettesse per consentire di
arrivare presto a nuove elezioni. "Ritengo giusto che si decidesse di dare
le dimissioni per permettere nuove elezioni", ha detto il premier.
Berlusconi, tra l'altro, ha sottolineato che il governo non è intervenuto in
questa vicenda con dei commissariamenti perché "ci ha fermati il fatto che
si potesse vedere in questo un ritorno al clima di Tangentopoli". A
proposito dell'emergenza rifiuti nel capoluogo partenopeo Berlusconi ha detto:
"Abbiamo riportato Napoli e la Campania al rispetto della civiltà, in 58
giorni". "A questo proposito ricordo che il governo ha mantenuto
tutti gli impegni", anche nella lotta alla criminalità: "Non
permetteremo più - ha detto Berlusconi - che una città si ribelli allo Stato.
Noi riteniamo che l'occupazione di un aeroporto sia un atto di violenza contro
viaggiatori, cittadini e Stato. Quindi lo Stato deve continuare e tornare a
fare lo Stato anche nella lotta alla criminalità". Ruolo internazionale e
G8: Berlusconi assicura che "favorirà" il dialogo tra i paesi.
"La scena internazionale - ha aggiunto - è cambiata rispetto a quelle
precedenti. Nel G8 si respira un clima di collaborazione ed è un foro che può
arrivare a ottime decisioni. Nel G20, invece, le decisioni di fatto sono
assunte dagli sherpa, non c'è incontro". Inoltre "su nostra proposta
il G8 dei leader che si terrà alla Maddalena diventerà G14 nel secondo giorno
dei lavori", quando saranno chiamati a partecipare gli altri paesi
dell'economia "emersa" come India, Cina, Egitto,
Sudafrica, Brasile, Messico. "Abbiamo varato il fondo per l'Africa",
ha poi assicurato il Cavaliere, "Nel G8 questo sarà uno degli argomenti
prioritari" e aggiunge. "con l'amministrazione americana abbiamo dato
vita a una comunità delle democrazie liberali che ha lo scopo di agire per far
sì che i paesi possano uscire dalla crisi". E per il Premier
"solo la democrazia consente la libertà. Fra 20 anni - conclude - la
popolazione del mondo ammonterà a 2 miliardi di uomini quindi la situazione
deve necessariamente cambiare". Rapporti internazionali: "Non credo
ci saranno differenze nel nostro rapporto con la Casa Bianca", ha detto il
presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sui rapporti che l'Italia terrà
con Stati Uniti e Russia dopo l'elezione di Barack Obama. "Spero di avere
con Obama lo stesso rapporto fatto di lealtà e amicizia che avevo con
Bush". "Dai colloqui che ho avuto" con il neo presidente
"non penso ci saranno difficoltà". Inoltre, ha aggiunto il premier,
"ho rapporti cordiali dal 1994 con Hillary Clinton e anche con il leader
del Partito democratico Nancy Peloso" (e qui una bella gaffe visto che la
Signora si chiama Pelosi ed è portavoce democratica al Congresso e non leader
del partito). Crisi: la parola d'ordine è ottimismo. E ai precari, ai
disoccupati (attuali e futuri), ai poveri, il premier detta la sua ricetta
natalizia: una ricetta "di ottimismo", ha premesso il presidente del
Consiglio, che prevede "'il bonus straordinario fino a mille euro alle famiglie,
il tetto al 4 per cento per mutui a tasso prima casa, il varo della carta
acquisti per i redditi bassi, il blocco per legge delle tariffe di energia e
gas che dal 15 gennaio diminuiranno, la tutela dei risparmi, il fondo da 25
milioni di euro per i nuovi nati, il raddoppio delle indennità di vacanza
contrattuale per i dipendenti pubblici, e il blocco delle tariffe dei treni
regionali'. Il governo sta inoltre "esaminando la possibilità che
un'Authority possa presiedere alla concessione degli ammortizzatori
sociali". Una procedura per scongiurare l'uso scorretto e arbitrario degli
ammortizzatori da parte delle imprese. Rai: Anche per il Premier è grave che
Villari non si dimetta provocando così " uno stallo negativo e grave
perché non consente di dare un nuovo Cda alla Rai, cosa di cui ci lamentiamo
come governo, soprattutto per alcuni programmi della tv pubblica che diffondono
pessimismo". Infrastrutture: "Gli incidenti stradali sono una
conseguenza della carenza delle nostre infrastrutture", afferma il
premier, secondo il quale "occorre intervenire su tutto il sistema sia
sulle strade che sulle ferrovie. Nella nostra precedente legislatura avevamo in
programma 125 grandi opere che sono state bloccate dal governo Prodi. Adesso
abbiamo rimesso mano ai progetti e investito 16,6 miliardi. Tra pochi mesi ad
esempio sarà inaugurata la Milano -Roma e il passante di Mestre. I lavori del
Mose di Venezia, invece, si concluderanno nel 2013 fine lavori. Interverremo
quindi a vasto raggio per porre fine a questo deficit". Presidenzialismo.
Sì all'elezione diretta del Capo dello Stato, l'Italia è pronta, dice Silvio
Berlusconi, rispondendo ad una domanda alla fine della conferenza stampa. E
indica la necessità entro la legislatura di una riforma che garantisca più poteri
all'esecutivo. "Sono convinto - osserva Berlusconi - che il
presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare il migliore
risultato per il governo del Paese: sono assolutamente convinto che
l'architettura istituzionale attuale ci pone dietro gli altri Paesi perché non
conferisce i poteri necessari al premier per essere incisivo". Si tratta,
aggiunge, di una riforma "che io ritengo essenziale se vogliamo fare del
nostro Paese una democrazia moderna". Riforme. Tra le tante indicate,
anche un passaggio dedicato alle prossime elezioni europee. Il premier si è
infatti detto convinto che "ci sono ancora i tempi" per provvedere
alla riforma della legge elettorale. Ricordiamo che il Pdl chiede una soglia
del 5 percento e l'abolizione del voto di preferenza.
( da "Repubblica, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 37 - Spettacoli
a sfida di papà Lu Diritti umani la società Sua figlia è morta nel terremoto
del Sichuan. Pechino ha messo tutto a tacere "Piangevo e scavavo, piangevo
e scavavo, come gli altri padri attorno a me" FEDERICO RAMPINI CHENGDU
l´unico negozio che ha un apparecchio fax, nel villaggio di Beichuan, ha
ricevuto un ordine tassativo dalle autorità locali: è vietato l´ingresso a Lu
Shihua. Deve smetterla di trasmettere proteste, petizioni, interrogazioni
a tutti i tribunali e gli uffici governativi della Cina. Il
quarantasettenne Lu è uno degli ultimi irriducibili del terremoto nel Sichuan,
una pattuglia sempre più sparuta di genitori delle vittime. A due ore di strada
a nord del capoluogo Chengdu, ai piedi delle montagne che in questi giorni
cominciano a coprirsi di neve, lì c´è Beichuan. Il 12 maggio si trovava
nell´epicentro del sisma. Il terribile shock rase al suolo le case, aprì
crepacci nelle strade, incrinò dighe, fece straripare i fiumi. I morti
accertati furono ottantasettemila, dieci milioni i senzatetto. Ma il dramma più
crudele, quello che Lu non riesce a dimenticare, fu il massacro di bambini che
all´ora del sisma erano in classe. Migliaia di edifici scolastici crollarono di
schianto, accartocciati come sotto un bombardamento. Lu Fang, sua figlia, aveva
sedici anni. Si erano visti per l´ultima volta all´intervallo di pranzo proprio
quel giorno, il 12 maggio, un´ora prima del cataclisma. Dopo il terremoto
insieme a tanti altri genitori Lu era corso verso la scuola: cinque piani di
cemento crollati, scomparsi, un cumulo di macerie e pezzi di corpi sanguinanti.
Un inferno di lamenti sempre più flebili e voci soffocate dalle viscere della
terra. «Piangevo e scavavo, piangevo e scavavo, come tutti i padri e le madri
attorno a me». Dopo quattro giorni senza sonno e senza soste, frugando a mani
nude tra i detriti Lu ritrovò il cadavere sfigurato della figlia. Lo riconobbe
da una scarpa di tela, cucita a mano dalla nonna. Ma vicino alle rovine della
scuola, la sede della polizia aveva resistito all´urto: solo qualche crepa,
qualche muro pericolante. Dalle pareti del commissariato spuntavano tondini
d´acciaio, quelli che forse avrebbero salvato la scuola. Sotto i riflettori che
illuminavano il lavoro dei soccorsi era cominciata a montare la rabbia. «Tofu,
tofu!», gridava la gente. Il tofu è molle come il burro, come quel finto
cemento armato che era crollato uccidendo i loro figli. è cemento-tofu quello
che avevano usato i palazzinari, in combutta con la nomenclatura locale. Ne
erano certi gli abitanti di Beichuan, di Dujiangyan, di tutti i villaggi
decimati dalla strage dei bambini. La protesta dei genitori del Sichuan in quei
giorni sembrava irresistibile. La forza della disperazione aveva cancellato la
paura dell´autorità. Perfino la stampa di regime, le équipe televisive giunte
da Pechino, raccontavano la loro storia: l´orrore delle vittime che si potevano
salvare, lo scandalo delle regole antisismiche violate dai costruttori, i
sospetti di corruzione. Un gerarca di partito si era dovuto inginocchiare a un
funerale di bambini, per chiedere perdono in nome dello Stato, circondato da
mamme che imploravano giustizia. In quelle ore di lutto, nell´emozione
nazionale, in mezzo allo slancio di solidarietà, il potere aveva promesso:
verità e giustizia. Ci sarebbero state indagini vere, il governo centrale
avrebbe mandato ispettori imparziali, i colpevoli dovevano pagare. Poi la
tragedia del Sichuan ha imboccato un´altra strada. I sette mesi del dopo
terremoto raccontano una storia molto cinese. Una storia di efficienza. Alle
centinaia di migliaia di soldati mobilitati nella più grande operazione di
soccorso civile della storia, presto si sono sostituiti gli ingegneri, le
ruspe, i cantieri e le colate di cemento. Per la ricostruzione sono stati
stanziati 130 miliardi di euro, il cinquanta per cento in più di quanto
l´America ha speso per New Orleans e la Louisiana dopo l´uragano Katrina. Oggi
non soltanto Chengdu è tornata ad essere una delle metropoli più dinamiche
della Cina, ma anche i villaggi sui pendii delle
montagne sono irriconoscibili. Un viavai di camion, betoniere, eserciti di
muratori al lavoro. Il Sichuan rinasce in tempi record, è la sfida del regime.
A giudicare dal ritmo forsennato dei lavori, è una promessa che i leader cinesi
riusciranno a mantenere. In cambio la popolazione locale deve accettare il
patto del silenzio. Le indagini sui reati in violazione delle leggi
antisismiche sono già finite in farsa. Gli ispettori venuti da Pechino si sono
ritirati. Uno scarno comunicato governativo ha archiviato il caso, ammettendo
che la «qualità scadente di certi edifici ha potuto aggravare i danni del
terremoto». Non è stato aperto un solo processo. Nessun dirigente del governo
locale è stato rimosso, tantomeno condannato. Invece è scattata la manovra
d´intimidazione e di ricatto verso i gruppi di protesta organizzati. I genitori
delle vittime sono stati convocati individualmente, dalla polizia e dai
sindaci. Gli hanno offerto una compensazione immediata, di solito intorno a
settemila euro. A patto di firmare una rinuncia a ogni azione legale. Prendere
o lasciare. La miseria, lo scoramento, l´atavica paura del potere hanno avuto
la meglio. A poco a poco il fronte dei genitori si è sfaldato. Molti hanno
firmato. Le coppie più giovani hanno un incentivo in più: il governo ha
abrogato per loro la legge del figlio unico. Nel solo villaggio di Beichuan,
817 coppie hanno già fatto richiesta per poter approfittare di questa
esenzione. Molti padri, che dopo la nascita del primo figlio si erano
sottoposti alla vasectomia, ora sono in lista d´attesa all´ospedale maggiore di
Chengdu: vengono a spendere l´indennità governativa per tentare la
contro-operazione chirurgica, che annulli la sterilizzazione. L´improvvisa
libertà di mettere al mondo un altro figlio non cancella il dolore per il
bambino che non c´è più; ma è una speranza a cui si aggrappa questo popolo
contadino, è il bisogno atavico di una prole che si prenda cura dei genitori
nella vecchiaia. Lu Shihua non sa che farsene di questa magnanimità dei
potenti. Sua moglie morì con il parto, sedici anni fa. Per il papà vedovo
nessuno potrà sostituire quell´adolescente scomparsa nel botto orrendo della
sua scuola il 12 maggio. Quella ragazza era la sua vita. La polizia non lo
impaurisce, divieti minacce e blandizie non lo sfiorano. «Voglio sapere perché
il Liceo municipale Numero Uno di Beichuan si è disintegrato. Finché vivo
cercherò una risposta, perché quei ragazzi non siano morti invano». Finirà per
trovare qualcuno che gli lasci usare il fax.
( da "Unita, L'" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
«Tasso zero», la ricetta
anti-crisi che divide Europa e Stati Uniti Dopo la mossa della Fed che ha
ridotto a zero i tassi, in Italia i detentori di mutui sognano una replica su
scala nazionale. Ma sulla bontà della scelta gli economisti sono divisi, anche
perché sotto non si può più andare. Ben Shalom Bernanke, cinquantacinquenne
economista statunitense, Presidente della Federal Reserve, che ha
"ridotto" a zero i tassi praticati (tra lo zero e lo 0,25%), sta
scalando i gradini della celebrità mondiale e ha conquistato qualche
benemerenza anche presso il pubblico italiano, soprattutto il pubblico dei
detentori di mutui a tasso variabile, che sognano evidentemente la replica
nazionale: un orizzonte italiano a tasso zero. Un'illusione, una chimera: i
loro destini sono legati all'intransigenza di Jean-Claude Trichet, il francese
di Lione, da cinque anni a capo della Banca centrale europea, che ha una
passione smodata per le camicie bicolori (corpo bianco, colletto azzurro) e la
diminuzione dei tassi invece la centellina. Ben Bernanke s'è mosso come anni fa
la Banca del Giappone (Boj), che per combattere deflazione e crisi economica
portò, dal 2001, il costo del denaro nominalmente a quota zero, ma in realtà
allo 0,10-0,15 per cento, con risultati ben kpoco incoraggianti. Il piccolo
mondo degli economisti si divide: le difficoltà giapponesi sono un argomento
contro Bernanke. Ma il confronto, in Italia, si fa soprattutto con Trichet: chi
ha ragione? Anche il Sole24ore si è arreso: «Washington teme la recessione di
oggi e la deflazione di domani, Francoforte l'eccesso di liquidità che può
creare dopodomani, come ha creato ieri, nuove bolle e nuove crisi. Il difficile
è stabilire, nel mezzo di una tempesta economica, chi stia facendo la cosa
giusta». Giulio Sapelli, storico dell'economia all'Università Statale di
Milano, sta dalla parte americana: «Bernanke è l'unico con un po' di coraggio.
Ha capito che un po' di inflazione ci può salvare. Certo, parte da un
presupposto favorevole: il debito pubblico che lui non ha (e che noi invece abbiamo
e in dose massiccia). Ma lo stato dell'economia mondiale chiede prove di
coraggio». Sapelli, come ha scritto in un suo recente saggio (La crisi
economica mondiale. Bollati Boringhieri) è convinto che la centralità degli Usa
sia ancora inscritta nella storia del mondo e che il ruolo degli Stati Uniti
nella crescita mondiale (e nella crescita asiatica in particolare) sia
fondamentale. Sapelli aggiunge un pessimo giudizio a proposito di Trichet. Il
capo della Bce, mentre il mondo va a rotoli non saprebbe far altro che
custodire il suo presunto tesoro, «una massa enorme di liquidità che resta
inutilizzata». Il mondo va a rotoli: «Vedremo che cosa succederà nelle
economice più dinamiche, in Asia. L'India resiste, perchè si è scelta strade
più difficili ma anche di forte innovazione. La Cina è in pericolo: basterebbe leggere i numeri delle migrazioni al
contrario, adesso dalle città alle campagne». Mario Deaglio, docente di
economia internazionale all'Università di Torino, almeno a proposito di
Bernanke la pensa in modo opposto: «Strategia sbagliata, come ha dimostrato
l'esperienza del Giappone che ha "pagato" con dieci anni di
stagnazione». Perchè sbagliata? «Chi può avere in questi momenti l'idea di
prendere a prestito soldi e di investire? Per che cosa? Per mettere in piedi
un'azienda? Che cosa dovrebbe produrre per guadagnare spazio in un mercato
sempre più asfittico. E quali prospettive si garantisce Bernanke? Quali altre
strade si riserva di percorrere Bernanke?». Perchè, arrivato allo zero,
Bernanke non potrà scendere sottozero. Lavoce.info, il sito che raccoglie saggi
e opinioni di economisti in cattedra o di semplici "cultori della
materia", ha messo in onda le pagine dei commenti. «Fermatelo», un
imperativo che ha per oggetto Bernanke, è il titolo comune di alcune delle
opinioni pubblicate. «E se la Fed si priva anche dell'arma dei tassi a breve
che carta gli rimarrà da giocare in caso di nuovi scossoni?». «la politica
monetaria non è la soluzione». «Le risposte vanno cercate in nuove politiche
economiche e fiscali». «La Bce fa bene a essere cauta, ma il suo destino è
legato alla guerra in corso in America». «Dopo decenni di inflazione, la
deflazione è l'unico modo che ha l'Occidente per ritrovare, dopo qualche anno
di calo dei prezzi, competitività e crescita». Le risposte arriveranno e se ne
accorgeranno quanti vivono di lavoro, comsumano (meno), pagano tasse, affitti e
mutui. Per ora la sensazione è di sconcerto. Bernanke rischia molto, l'Europa
dorme, l'Italia fa il tira e molla senza decidere nulla. ORESTE PIVETTA MILANO
opivetta@unita.it
( da "Repubblica, La" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina VI - Palermo
Il processo Tornano a casa Balestrieri, Cinà e Di Chiara.
Pene ridotte per sedici dei trentanove imputati Due secoli di carcere al clan
Lo Piccolo per tre imprenditori arriva l´assoluzione La sentenza all´alba dopo
dodici ore di camera di consiglio Dodici ore di camera di consiglio e una
sentenza emessa alle tre del mattino, per scongiurare il rischio di
scarcerazioni per scadenza termini. La quarta sezione della corte
d´Appello ha definito il secondo grado del processo "San Lorenzo 5",
che si occupava di 39 imputati accusati di essere stati a vario titolo vicini
al boss Salvatore Lo Piccolo. I giudici hanno confermato l´impianto accusatorio
che già in primo grado aveva portato a due secoli di carcere, ma hanno assolto,
«perché il fatto non sussiste», tre imprenditori: sono Francesco Balestrieri
(avvocato Raffaele Bonsignore) e Filippo Cinà (avvocato Franco Inzerillo), che
in primo grado erano stati condannati a 5 anni per concorso esterno; Michele Di
Chiara (avvocato Fabio Calderone), che in primo grado aveva avuto 4 anni e 4
mesi. I giudici hanno disposto nei confronti dei tre assolti anche la
restituzione dei beni sequestrati. Il collegio presieduto da Rosario Luzio (a
latere Renato Grillo e Gabriella Di Marco) ha poi confermato l´assoluzione di
altri due imprenditori palermitani, Carlo D´Arpa (avvocati Giovanni Di
Benedetto e Daniela Monterosso) e Giuseppe Prati (avvocati Franco e Giuseppe
Inzerillo). Rispetto alla sentenza di primo grado, la corte d´Appello ha
ridotto alcune pene. Ma l´organigramma dei favoreggiatori dei Lo Piccolo, così
come delineato dal procuratore generale Carmelo Carrara, resta quello che aveva
portato al blitz del marzo 2005. L´indagine "San Lorenzo 5", condotta
dai pm Domenico Gozzo e Gaetano Paci, fu un momento di svolta per le indagini
sul sistema criminale Lo Piccolo. La corte d´Appello ha ridotto la pena ad
Antonino Lupo, capo di una banda i trafficanti: da 14 anni a 10. Riduzioni
anche per: Cosimo Vitrano (da 5 anni a 2), Davide Buttacavoli (da 7 anni a 4
anni e 4 mesi), Giovanni Ferrara (da 6 anni e 4 mesi a 4 anni), Antonio
Cusimano (da 6 anni a 3 anni e 6 mesi), Calogero Chianello (da 7 anni a 3 anni
e 2 mesi), Antonino Caminita (da 3 anni e 10 mesi a 2 anni), Fabio Daricca (da
3 anni a 2 anni e 4 mesi), Giuseppe Di Maria (da 4 anni a 2 anni e 4 mesi),
Ignazio Gallidoro (da 3 anni e 8 mesi a 2 anni e 8 mesi), Marcello La Barbera
(da 4 anni a 3 anni e 2 mesi), Federico Liga (da 5 anni e 4 mesi a un anno e
mezzo), Francesco Messineo (da 6 anni a 4 anni e mezzo), Carmelo Militano (da 8
anni e 8 mesi a 5 anni), Rosario Sgarlata (da 6 anni a 5), Pietro Lupo (da 7
anni a 5 anni e 4 mesi, ha ottenuto il condono ed è stato scarcerato). Gli
imputati dovranno risarcire le parti civili, Confcommercio e Sos Impresa, con
gli avvocati Fabio Lanfranca e Fausto Amato.
( da "Avvenire" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
POLITICA 21-12-2008
IL PARADOSSO DELLA CRISI E IL PICCO DI PRODUZIONE Crolla il prezzo del
petrolio? È ora di cominciare a sostituirlo GIORGIO FERRARI el giugno N scorso
il petrolio sfondava quota 150 dollari al barile. L'altro ieri, a chiusura dei
mercati, a New York il prezzo si fissava attorno ai 33 dollari, cinque volte
meno rispetto alla fiammata estiva e nonostante l'Opec avesse annunciato per
gennaio una riduzione di 2,2 milioni di barili al giorno. In apparenza, si
consuma di meno e, conseguentemente, si spende di meno. La bolletta energetica
italiana in effetti ne risentirà, se pure di poco: insieme al petrolio
scenderanno da gennaio anche le tariffe di luce e gas ( rispettivamente del
5,1% e dell' 1%), una specie di premio di consolazione che la recessione
mondiale ci concede, con un risparmio complessivo di 36 euro a famiglia su base
annua. In forte calo anche il Gpl, distribuito in rete: - 14,2%, con una minore
spesa di 115 euro su base annua. Ma aspettiamo a rallegrarcene. Perché, come
dice Ali al- Naimi, potente ministro saudita del Petrolio, «l'instabilità
dell'oro nero non giova a nessuno» . Così come sono parole del premier
britannico Gordon Brown «la crisi energetica è simile alla crisi finanziaria:
entrambe non possono essere risolte e superate unilateralmente» . In altri
termini, Paesi produttori e grandi consumatori concordano su un fatto: le
impennate dei mercati, la volatilità e le fluttuazioni selvagge che hanno
contrassegnato gli ultimi trimestri danneggiano gli uni e gli altri. Si configura
così una forbice entro la quale si racchiude il prezzo ideale del greggio: 60
dollari secondo l'Occidente assetato di petrolio, 75 dollari secondo l'Opec. Ed
è all'interno di questo delta che si potrebbe giocare in futuro la stabilità
del mercato petrolifero, a condizione però di allestire una governance davvero
condivisa. Eppure, proprio questa bassa marea del barile a 33 dollari dovrebbe
incoraggiare i Paesi industrializzati a un ripensamento radicale sulle fonti
energetiche. E non crediate che siano soltanto gli americani - impauriti dal
tracollo dei tre giganti automobilistici di Detroit che sopravvivono solo
grazie alle boccate d'ossigeno dei fondi federali - a pensarci. Gli indiani del
gruppo Tata, i sauditi stessi ( primo produttore mondiale di greggio) già
ragionano in termini di fonti rinnovabili, di auto elettriche, di un mix di
energie alternative. La sclerosi dei prezzi petroliferi è in realtà e se non lo
è lo sembra davvero la spia del famigerato oil peak , ovvero il tramonto di una
fonte energetica che ha raggiunto il suo apogeo negli ultimi due decenni del
Ventesimo secolo e che celebra il suo declino con una gigantesca fiammata
produttiva ( diremmo meglio: un immenso fiotto), per poi disseccarsi molto
rapidamente. Oggi occorrono 86 milioni di barili al giorno per soddisfare la
richiesta mondiale. Le proiezioni più prudenti tuttavia
considerata la crescita impetuosa di giganti come Cina e India
calcolano che ce ne vorrebbero almeno 100 milioni. E tutti concordano che è
impossibile raggiungere quella quota. E certamente non con il petrolio a 33
dollari al barile, perché con margini di utile così risicati, se non nulli,
nessuno investirà mai in nuove prospezioni o in estrazioni costose. Ecco
perché la svolta energetica ( e, di conseguenza, climatica e ambientale) è in
questo momento l'unico futuro ragionevolmente percorribile.
( da "Avvenire" del 21-12-2008)
Argomenti: Cina
CRONACA
21-12-2008 Adozioni, dalla Cina i primi
arrivi: sono diciannove e tutte femmine Requisiti fondamentali per le coppie:
benestanti, istruite e non obese DA ROMA S e non proprio ricchi, di certo
benestanti (con reddito non inferiore ai 30mila dollari l'anno) e proprietari
di casa; con
istruzione superiore, in buona salute e, soprattutto, non obesi: senza questi
requisiti non si può aspirare ad adottare un bambino in Cina.
Dopo tanta attesa, è giunta l'ora anche degli italiani: una ventina di bambini
cinesi - tutte femmine - sono già state abbinate ad altrettante coppie del
nostro Paese e presto, fra gennaio e febbraio 2009, arriveranno nel nostro Paese.
Si tratterà dei primi bambini cinesi adottati in Italia. Le bambine, prossime
cittadine italiane, sono piccole: hanno da pochi mesi a due anni; ora tutte
alloggiate negli istituti. Fra i requisiti richiesti ai potenziali genitori di
bambini cinesi c'è anche un tetto per l'età, 50 anni; possedere un patrimonio
di almeno 80 mila dollari, l'aver contratto matrimonio da almeno due anni.
L'attesa per abbracciare il proprio figlio non è inferiore ai due-tre anni. Per
ora, solo due enti italiani, Aibi e Ciai, sono stati riconosciuti da Pechino
per occuparsi di adozioni. Entrambi stanno completando l'iter per l'adozione
delle 19 bambine (dieci per il primo, nove per il secondo), nei prossimi giorni
invieranno i documenti alle autorità cinese deputata alle adozioni (Ccaa, China
Center for Adoption Affairs). Poi si attenderà l'"invito" - così è
chiamato - per partire e far incontrare genitori e figlie. Un appuntamento
tanto atteso che avverrà o prima del capodanno cinese che è alla fine di
gennaio o subito dopo, nel mese di febbraio. La permanenza nel Paese per le
coppie è stimata in 2-3 settimane. «Per noi spiega Irene Bertuzzi, responsabile
adozioni internazionale dell'Aibi è una sorta di prova. È la prima volta e non
conosciamo in concreto tutti i passaggi. Contiamo però di far partire le coppie
tutte insieme. Sappiamo che arriveranno nella capitale dove un funzionario del
posto le accompagnerà in un'altra città per incontrare, in un luogo neutro,
cioè non in istituto, le bambine ». Ciò che colpisce è che tutti i prossimi
adottati, sono femmine, come del resto appartiene a questo sesso la maggior
parte dei bambini abbandonati in Cina. «In questo
paese esiste ancora aggiunge Bertuzzi il retaggio culturale del figlio unico e
l'aspettativa dei genitori si concentra sul figlio maschio. La femmina,
soprattutto nelle zone rurali, è vissuta come ingombrante» e per questo è più
facilmente abbandonata dopo la nascita. Le autorità di Pechino chiedono inoltre
che i genitori non abbiano più di 50 anni
( da "Repubblica, La" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 24 - Commenti
IMPROVVISAZIONE AL POTERE (segue dalla prima pagina) I tecnici del ministero del
Welfare legittimavano pubblicamente questa scelta perché per "sostenere la
crescita e incrementare la produzione occorre lavorare di più". Sabato,
nella conferenza stampa di fine anno, il Presidente del Consiglio Berlusconi
ha, invece, proposto di ridurre l´orario di lavoro, portando la settimana
lavorativa a 4 giorni. E gli stessi tecnici che avevano fino a qualche
settimana fa elogiato la detassazione degli straordinari si sono affrettati a
rimarcare (sugli stessi giornali che avevano ospitato i loro interventi
precedenti) che queste misure serviranno per "fronteggiare l´emergenza
economica e salvaguardare i livelli occupazionali". Intuendo lo
smarrimento degli italiani, poniamoci la domanda che molti di loro si saranno
posti: aveva ragione il Governo (e i suoi tecnici) un mese fa a incoraggiare il
lavoro straordinario o ha ragione il Governo (e i suoi tecnici) a sostenere ora
esattamente il contrario, vale a dire, l´orario di lavoro ridotto? A giudicare
dalle esperienze internazionali, la risposta è nessuno dei due. La detassazione
degli straordinari era una misura del tutto anacronistica in una fase
recessiva, quando si tratta soprattutto di contenere la distruzione di posti di
lavoro. I texani amano parlare senza mezzi termini. Il più titolato studioso di
domanda di lavoro, Daniel Hamermesh, viene da lì e in un recente incontro
all´Isae ha definito la detassazione degli straordinari una misura
"demenziale" nell´attuale congiuntura. Il giudizio lapidario non
voleva, crediamo, incoraggiare a fare esattamente l´opposto anche perché non
sempre l´opposto di una cosa demenziale è una cosa giusta. Eppure il Senatore
Francesco Casoli, che sembra abbia ispirato le affermazioni di Berlusconi a
favore degli orari ridotti, ha riesumato lo slogan comunista degli anni 90:
"lavorare meno, lavorare tutti". Purtroppo, come mostrano le ripetute
fallimentari esperienze francesi, prima con le 39 ore di Mitterrand e poi con
le 35 ore della Aubry, ogni volta che lo stato riduce d´imperio l´orario di
lavoro finisce per distruggere posti di lavoro e scontentare tutti, a partire
dagli stessi lavoratori. Il fatto è che gli orari di lavoro non possono che
essere definiti e contrattati azienda per azienda, sulla base delle specifiche
esigenze dell´organizzazione del lavoro e del personale. E´ auspicabile che in
molte aziende, invece di licenziare dei lavoratori, si riesca a rimodulare gli
orari di lavoro, prevedendo orari di lavoro ridotti per molti, se non proprio
per tutti. Ma sono scelte e decisioni che vanno prese azienda per azienda e
nell´ambito di patti di solidarietà fra gli stessi lavoratori, che accettino in
questo caso riduzioni del proprio salario mensile, pur di salvaguardare il
posto di lavoro di altri lavoratori. Gli strumenti normativi per permettere
tutto ciò, dalla Cassa Integrazione Ordinaria ai contratti di solidarietà,
esistono già nel nostro paese. Quello che manca, semmai, è la contrattazione
decentrata, azienda per azienda. Ma questo è un altro discorso. Non riguarda il
Governo, ma le parti sociali. Berlusconi nel lanciare la sua proposta sugli
orari ridotti non ha citato il senatore Casoli, ma Angela Merkel. C´è una cosa
che accomuna il nostro governo e quello tedesco. Entrambi stanno facendo molto
poco per contrastare la recessione. Invece di stimolare la domanda, il Governo
tedesco ha introdotto un sistema di garanzie agli investimenti (soprattutto
delle piccole imprese e nell´industria dell´auto). Le garanzie, tuttavia,
funzionano solo in fasi espansive, quando c´è una forte domanda di
investimenti. Il nostro paese ha addirittura varato misure, almeno sulla carta,
di contrazione fiscale. Toglieranno risorse a famiglie e imprese, anziché
metterne di più in circolazione. Forse per questo sia in Germania che in Italia
chi è al governo preferisce parlare di materie che non sono di sua competenza,
come l´orario di lavoro. "La crisi è nelle mani dei consumatori" ha
detto nella stessa conferenza stampa, il nostro Presidente del Consiglio. In
verità la durata e l´intensità della crisi è innanzitutto nelle mani del governo.
Dovrebbe dare ai cittadini messaggi meno contraddittori se vuole che aumenti la
fiducia di famiglie e imprese. Dovrebbe parlare apertamente della crisi, invece
di cercare di inventarsi altri terreni di confronto, come Nixon che di fronte
all´esplosione dello scandalo Watergate decise nel 1972 di
andare in Cina per spostare altrove l´attenzione generale. Non è esorcizzando i
problemi e chiedendo ai giornali di parlare d´altro (magari dedicando intere
paginate alla band del ministro dell´Interno) che si risolve la crisi. Per
questo speriamo che nessuno voglia raccogliere l´invito di Berlusconi a non
pubblicare previsioni a tinte fosche, come quelle elaborate dal Centro
Studi Confindustria, perché "le profezie negative si autoavverano".
Al contrario, è proprio ridurre l´informazione e spargere finto ottimismo che
allunga la crisi. Quando l´informazione non è accurata, aumenta solo
l´incertezza, e l´incertezza è la peggiore nemica di quegli investimenti che ci
porteranno, prima o poi, fuori dalla recessione.
( da "Unita, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Omaggio del Papa a
Galileo: «La scienza ci fa capire la natura» BENEDETTO XVI ha ricordato ieri
che la piazza San Pietro del Bernini è una grande meridiana che, attraverso
l'ombra proiettata dall'obelisco, scandisce i tempi della giornata e della
preghiera. Benedetto XVI ha ricordato che il Natale è il solstizio d'inverno. E
ha salutato chi parteciperà all'anno mondiale dell'astronomia, nel quarto
centenario delle prime osservazioni al telescopio di Galileo Galilei». Alla
Basilica di santa Maria degli Angeli apre la mostra «Galilei
divin uomo» realizzata dalla World Federation of Scientists per l'Anno Mondiale
dell'Astronomia. Vi resterà fino al 18 aprile prima di cominciare un lungo giro
nei 115 Paesi della Wfs, fra cui Cina e Russia. La
mostra illustra il pensiero di Galileo Galilei, «le sue fondamentali invenzioni
e scoperte, la sua fede». Il caso
( da "Unita, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Iran, sigilli alla
sede di Ebadi La Nobel accusa: atto illegale La polizia irrompe negli uffici
della premio Nobel Shirin Ebadi. Chiuso il Circolo dei difensori dei diritti
umani. Secondo il potere «agiva come un partito illegale». Ebadi: «Continueremo
a fare il nostro dovere». Battersi per i diritti umani in Iran è un crimine. E
bisogna fare di tutto per impedire a chi lo fa di reiterare il reato. Ecco
spiegata la ragione dell'irruzione poliziesca ieri pomeriggio a Teheran negli
uffici di un'associazione fondata da Shirin Ebadi, 61 anni, avvocato e premio
Nobel per la pace. Ebadi è stata brevemente fermata, interrogata e rilasciata.
La sede del Circolo dei difensori dei diritti umani (e di un'altra ong che
assiste legalmente le vittime delle esplosioni di mine ed i loro familiari), è
stata chiusa a tempo indeterminato. Un'agenzia di stampa iraniana attribuisce
alla Procura di Teheran l'affermazione secondo cui il Circolo «agiva come un
partito senza avere l'autorizzazione, aveva contatti illegali con organizzazioni
locali e straniere, e aveva illegalmente promosso conferenze stampa e
seminari». Accuse del tutto pretestuose. L'associazione in realtà dà molto
fastidio al potere, soprattutto perché denuncia instancabilmente le illegalità,
gli abusi, le violenze commessi ai danni dei cittadini iraniani. Proprio ieri
sera era in programma una manifestazione in cui Shirin Ebadi avrebbe celebrato,
con dieci giorni di ritardo rispetto alla data del 10 dicembre, il sessantesimo
anniversario della Dichiarazione dei diritti umani. Sarebbe stata certamente
l'occasione per aggiornare le informazioni sullo stato dei diritti umani nel
Paese, così come lei stessa aveva fatto pochi giorni fa nella sede Onu di
Ginevra. In quella sede aveva anche attaccato le dittature che con il pretesto
che usano la religione come strumento per mantenersi in piedi. Recentemente
Ebadi aveva pubblicamente attaccato il nuovo codice penale iraniano,
sottolineandone il mantenimento delle discriminazioni ai danni delle donnne e
l'interpretazione «scorretta» dei principi della religione islamica. La prima a
dare notizia dell'intervento della polizia è stata una collaboratrice di Ebadi,
Narges Mohammadi, secondo cui all'operazione hanno preso parte agenti in divisa
ed in borghese, probabilmente appartenenti ai corpi speciali. «Hanno messo i
sigilli al nostro ufficio e ci hanno intimato di sgomberarlo senza opporre
resistenza -ha spiegato Narges-. Non abbiamo avuto altra scelta che andarcene».
Lo schieramento di forze è stato imponente. Decine di agenti dentro, decine
fuori, in strada a vigilare. Bloccato un intero quartiere nella parte
nordoccidentale della capitale iraniana. Al telefono da casa sua, in serata
Ebadi ha definito «un atto illegale» la chiusura della sede del circolo,
avvenuta «senza mandato giudiziario». «Noi protesteremo», ha aggiunto. «È
evidente che questo atto non è un messaggio positivo per gli attivisti dei
diritti umani, ma noi faremo il nostro dovere in qualsiasi circostanza», ha
concluso Ebadi. In mattinata si era appreso che altri cinque cittadini iraniani
sono saliti sul patibolo giovedì scorso. Due erano stati condannati per
traffico di droga, altri due per stupro, uno per diffusione di idee
superstiziose. La gamma di reati per cui è ammessa la sentenza capitale in Iran
è amplissima, e comprende l'omosessualità e l'apostasia. Dall'inizio dell'anno
le esecuzioni di cui si è avuto notizia sono già 234, non molto lontano dal
tristissimo record di 317 dell'anno scorso, che aveva messo la Repubblica
islamica al primo posto nella classifica dei Paesi con il maggior numero di
persone messe a morte in rapporto alle dimensioni della popolazione. In termini assoluti il primato spetta invece alla Cina. Tra i tanti mali denunciati da Shirin Ebadi un posto
particolare occupa proprio il massiccio ricorso alla pena capitale da parte del
regime degli ayatollah. Ebadi divenne internazionalmente famosa grazie al Nobel
ricevuto nel 2003. Dopo la rivoluzione khomeinista del 1979 era stata
costretta, perchè donna, ad abbandonare la magistratura. Solo dopo ampie
proteste le fu concesso di collaborare in tribunale con il ruolo di «esperta di
diritto». Nel 1992 ottenne l'autorizzazione a operare come avvocato e aprì uno
studio proprio. Il suo impegno a tutto campo nella tutela dei diritti umani ha
come data d'inizio il 1994 quando assieme ad altri fondò la «Società per la
protezione dei diritti dell'infanzia». Nel 1997 ebbe un ruolo di rilievo nella
campagna elettorale a sostegno del riformatore Mohammad Khatami. Khatami fu
eletto presidente. Come avvocato ha offerto spesso assistenza legale ai
dissidenti, ed è stata spesso parte civile in processi contro membri dei
servizi segreti iraniani. Shirin Ebadi insegna all'università di Teheran, dove
vive con il marito e due figlie. Usa il denaro ricevuto grazie al Nobel, per
finanziare le attività a sostegno delle vittime del regime. GABRIEL BERTINETTO
ROMA gbertinetto@unita.it
( da "Unita, L'" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Berlusconi,
monologo-spot 22 domande, solo 3 risposte Sciorinata di proclami, battute e
omissioni. Sabato il premier ha aggirato il confronto e le questioni scomode.
Senza troppa difficoltà. Alla fine ancora un copione recitato come per un
programma televisivo. Bravo bravissimo, piaccio tantissimo, è tutto bellissimo,
son contentissimo, bravo bravissimo, va tutto benissimo e alle domande non
risponderò. Eccolo il novello Figaro. Non è che si stia parlando di chissà che:
una conferenza stampa viene organizzata per dare la possibilità ai giornalisti
di porre domande e all'intervistato di rispondere. Con Berlusconi succede che
l'iniziativa non si svolge più in tarda mattinata come negli anni passati ma
verso l'ora di cena in diretta su RaiUno (tra l'altro con scarsi risultati
visto che lo share si è fermato al 16%); che prima di poter porre la prima
domanda i giornalisti si sorbiscono 47 minuti di monologo che inizia con un
«non posso permettermi di presentarmi come Babbo Natale» e tra uno spot a
Brunetta e una ricetta per combattere gli evasori fiscali («il federalismo
fiscale, perché le dichiarazioni dei redditi non andranno più a Roma, al
centro, ma nei Comuni, dove si conoscono bene i loro stili di vita»), tra un
saluto ad Angelino Alfano seduto in prima fila («rappresenta la nostra Nouvelle
vague») e il racconto di come ha contribuito a fermare i carri armati russi a
15 kilometri da Tbilisi, finisce con l'immancabile attacco al «sistema di
informazione, dannoso perché allontana i cittadini dalla politica» e con la
promessa: «Starò qui per rispondere a tutte le domande». Un'ora e dieci e 22
domande dopo i casi di a domanda precisa risposta precisa si limitano a tre. I
giornalisti, per di più di fronte ai vertici sindacali e istituzionali della
categoria, sono loro malgrado relegati al ruolo di spalla per consentire al
premier di lanciare una serie di spot all'insegna del rossiniano «ah, che bel
vivere, che bel piacere». Basta con «questa canzone della crisi, questa
negatività che si respira», ammonisce. Lui è «bravo bravissimo» e infatti
ripete per tre volte in orari diversi che gode della fiducia del 72% degli
italiani. E che lui è qui per questo: «Cercare di iniettare una quantità di
ottimismo e fiducia nel corpo dei cittadini consumatori». A prescindere dalle
domande. storie e verità I casi di a domanda rispondo sono tre. Il primo: il
giornalista del Tg4 chiede cosa farà sulle intercettazioni telefoniche;
Berlusconi risponde che la possibilità di farle sarà «fortemente ristretta»
anche perché è «inaccettabile» che si utilizzi questo strumento «per ricercare
notizie di reato». Le seconda domanda che ottiene una risposta è quella del
cronista del Giornale: come sono i rapporti tra governo e Santa sede? «I
migliori da sempre». E la vicenda Fini-Vaticano sulle leggi razziali? «Sto con
la storia e sto con la verità», risponde Berlusconi senza chiarire se la storia
e la verità a cui fa riferimento siano quelle difese da Fini o quelle
propugnate dal Vaticano. E poi c'è la terza domanda, della giornalista
dell'Apcom: i tempi sono maturi per una riforma presidenziale? «Devo dirle di
sì», risponde Berlusconi dando materiale per il titolo d'apertura della maggior
parte dei quotidiani di ieri. Per il resto, le domande di quei «birichini» di
giornalisti è quasi come se non le ascoltasse, nella migliore delle ipotesi.
Perché il caso della domanda posta dal giornalista di Radio Radicale è un caso
estremo. Sul caso Eluana il governo è intervenuto con Sacconi, chiede, come
motiva questa scelta? «Non so darle una risposta al riguardo, non sono stato
avvertito». Il problema sono tutte le altre domande, tutte quelle che
riguardano il futuro e ciò che intende fare il governo per far fronte alla
crisi economica, le risposte da dare alle famiglie, ai precari, alle aziende.
Quali soluzioni da presidente del G8, domanda il cronista del Giornale radio
Rai, metterà sul tavolo nel 2009? Berlusconi inanella una serie di io io io
senza illustrare una misura concreta (quella che più ci si avvicina è che ha
«messo in agenda una serie di viaggi in Cina, Brasile, Messico»). Le nuove povertà e la massa di precari sono
in aumento, fa notare il giornalista del Messaggero, cosa pensa di fare?
«Abbiamo già...» e giù una lista di cose fatte di cui si stentano a vedere i
risultati. Ci riprova il collega di Repubblica, citando i dati forniti da
Confindustria sulle centinaia di migliaia di persone che perderanno il posto
nel 2009: perché dovrebbero conservare il loro ottimismo e continuare a
spendere? «Ricordo il bonus straordinario...» e via di nuovo con la social card
e i mutui al 4% fino a chiudere con il «blocco delle tariffe dei treni
regionali». Caso a parte è la risposta data alla domanda dell'Unità: come pensa
di affrontare la questione morale, avendo un sottosegretario accusato da
quattro pentiti di essere il referente del clan dei mafiosi? «La sua domanda è
provocatoria». SIMONE COLLINI ROMA scollini@unita.it
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-12-21 - pag: 5 autore: Gli italiani tagliano
le spese ma crescono i volumi delle prenotazioni per fine anno A Natale va di
moda la minivacanza Laura Dominici MILANO Dalla minivacanza verso destinazioni
vicine, al viaggio di lusso. Il mercato delle ferie natalizie vede allargarsi
la forbice, ma regge nonostante i venti di crisi. Secondo Confesercenti saranno
15 milioni gli italiani in viaggio per le festività natalizie, due in più
rispetto al 2007 e spenderanno circa 9 miliardi di euro, in calo rispetto
all'anno scorso. «Si afferma un nuovo stile lowcost che spinge a ottimizzare il
tempo e il denaro nel segno della microvacanza, che trova i suoi punti di forza
nella sinergia tra enogastronomia, cultura e ambiente », sottolineano alla
Coldiretti. Fra Natale e l'Epifania, anche grazie alle favorevoli previsioni
meteo e ai prezzi molto bassi, il 7% degli italiani in vacanza soggiornerà
negli agriturismi, pari a oltre un milione di pernottamenti. A pieni giri le
vacanze dei single: SpeedVacanze.it, tour operator specializzato, ha registrato
a fine anno un netto aumento delle prenotazioni (+28%). L'associazione Adoc
conferma una crescita dell'interesse per il poli wellness con un aumento della
domanda del 10,2 per cento. Gli operatori dichiarano che, al tempo stesso,
resiste bene il segmento della vacanza di lusso, con una spesa indicativa di
almeno 3mila euro a settimana per viaggi in mete esotiche. Tra quelle più
gettonate per Natale e fine anno figurano i Caraibi, Malta, la Giordania, Dubai
e, novità più recente, la Libia. «Le prenotazioni per le festività risultano
leggermente in ritardo, eccetto che per il prodotto di alto livello», dice
Alessandro Biasi, direttore marketing di Hotelplan, che ha registrato il tutto
esaurito per il Capodanno alle Maldive e buoni risultati negli Stati Uniti. «La
capacità di spesa delle famiglie è diminuita – commenta Massimo Zanon,
direttore commerciale I Grandi Viaggi –ma gliitaliani non rinunciano alla
vacanza e il segmento di lusso vola». Per il direttore commerciale di
Settemari, Guido Ostana, «a reggere bene tra le famiglie ci sono anche le
destinazioni a medio raggio, in particolare Mar Rosso e Tunisia, spinte dai
prezzi competitivi». Assotravel rileva un calo del 4% per i pacchetti di
viaggio, ma per Capodanno è tutto sold out e va molto bene il mercato di chi è
disposto a spendere, per questa partenza speciale, anche il 20-30% in più della
media. Molto bene le crociere. La montagna non sembra risentire dell'allarme
valanghe. Matteo Marzotto, presidente Enit, rassicura: «Non parlerei di
declino, ci prepariamo a un 2009 difficile, ma l'inizio della stagione
invernale è incoraggiante. L'Italia resta una destinazione importante». Nel
2008 sono mancati gli americani (per il dollaro debole), ma segnali positivi
arrivano da Germania, Cina e in particolare India (+15-20% nel 2009). Marzotto auspica
dunque «un abbassamento dell'Iva, in linea con le aliquote dei concorrenti
europei». Il presidente di Federterme-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci,
sollecita «un recupero di competitività con interventi concreti a basso impatto
sulla finanza pubblica». Intanto enti locali e operatori del settore
mettono in campo le contromosse per rilanciare il business in ambito
territoriale. Venezia ha iniziato a promuovere via internet (www.veneziasi.it)
dei pacchetti comprensivi di hotel, transfer dall'aeroporto, visite a palazzi e
musei con possibilità di acquisto direttamente online. Il Comune di Roma
scommette sul nuovo sito online (www.turismoroma.it) per la città. La stampa
estera ha tra l'altro collocato Roma e il Lazio in cima alla classifica delle
destinazioni italiane a maggior connotazione low-cost. Resta il problema delle
risorse. Le amministrazioni di Roma, Venezia e Firenze stanno poi valutando la
possibilità di consentire una redistribuzione ai Comuni di parte dell'Iva
incassata dalla filiera turistica delle stesse città d'arte. «Dobbiamo restare
ottimisti – ha concluso Marzotto –. Puntiamo a far salire i visitatori
stranieri dagli attuali 42 milioni ad almeno 60 milioni, portando il doppio
delle presenze turistiche soprattutto a Sud di Roma». Allo studio c'è un patto
strategico con le Regioni per promuovere il turismo nazionale e dall'estero a
prezzi scontati. LE INIZIATIVE Marzotto (Enit): bene la stagione invernale
grazie alle promozioni anche se il 2009 resta in salita, ridurre l'Iva per
recuperare competitività
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-12-21 - pag: 8 autore: Germania. La frenata del
commercio internazionale penalizza un'economia sempre più dipendente dalle
esportazioni La crisi paralizza l'industria tedesca Linee ferme e vacanze
anticipate per gli operai di Volkswagen, Daimler e Opel Beda Romano
FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente Dalle sei di giovedì mattina il lavoro a
Wolfsburg è sospeso. Le catene di montaggio nella storica sede di Volkswagen,
43mila operai, sono ferme. La prima casa automobilistica europea ha imposto ai
suoi dipendenti un allungamento forzato delle vacanze natalizie. Lo stesso è stato
deciso, con modalità diverse, da Daimler, Opel, Porsche, Continental,
Rheinmetall, Schaeffler, e decine di altre imprese. C'era un tempo in cui i
prodotti tedeschi si vendevano come biscotti in tutto il mondo. Oggi la crisi
ha fermato le linee di produzione, saturato i magazzini, paralizzato
l'industria di questo Paese. Non passa giorno ormai senza che l'economia
tedesca sia oggetto di una previsione negativa. Le stime per il 2009 parlano di
una recessione drammatica, la peggiore da quando è nata la Repubblica federale
alla fine della Seconda guerra mondiale. Come l'Italia, anche la Germania è un
Paese con un forte tessuto manifatturiero: nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-12-21 - pag: 18 autore: Competitività.
Si è chiusa ieri a Bologna l'assemblea annuale di Federmanager: Giorgio
Ambrogioni eletto presidente Manager «creativi» anti-crisi Innovazione, ricorso
all'hi-tech e più attenzione ai costi per battere il calo degli ordini Cristina
Casadei BOLOGNA. Dal nostro inviato Nicola Tosto si è ritrovato a pianificare
la chiusura dei passaggi a livello con un budget del 10% in meno rispetto allo
scorso anno. Dato il clima, ha pensato anche di limare del 10% la spesa
corrente del suo staff. «Sono diminuiti i trasferimenti da parte del Governo»,
dice questo dirigente di lungo corso che è il responsabile della chiusura dei
passaggi a livello e del risanamento acustico di Rfi. Per Lorena Capoccia,
general manager della Salmoiraghi di Monza, invece, quest'anno
si chiude con la sorpresa di «una Cina che non
traina più come un tempo. La crisi è forte soprattutto sul mercato
internazionale. Ma avendo l'innovazione nel Dna la supereremo investendo ancora
di più che in passato in ricerca di prodotto e di processo per fare i nostri
impianti per la movimentazione automatica ». Angela Savino, che dalla Mg
industriale di Salerno si sta trasferendo alla Emiliana conserve di Busseto
(Parma), dove sarà il prossimo direttore finanza e controllo, nel 2009 se la
dovrà vedere «soprattutto con la riduzione dei costi. E in un'azienda
agroalimentare si riducono a tre: le materie prime, il lavoro e l'energia. Sui
primi due non si può fare quasi nulla, sul terzo ci sarà da lavorare,
sperimentando tutte le soluzioni per risparmiare. Per esempio la riduzione al
minimo dei fermi macchina». Manager preoccupati? Niente affatto. Questa crisi
sembrano viverla come una sfida che servirà per aumentare la produttività. Il
ridimensionamento dei budget sarà un terreno fertile per la fantasia e
l'ingegno. A trovare un'azienda il cui fatturato, nel 2008, sia aumentato
vertiginosamente non si riesce all'assemblea annuale di Federmanager. Ma
nemmeno a trovare un manager scoraggiato di fronte alla crisi. Quest'anno il
nuovo presidente, Giorgio Ambrogioni, ha riunito per due giorni a Villanova di
Castenaso, alle porte di Bologna, una platea di dirigenti che rappresentano
qualche centinaio di imprese italiane. La preoccupazione è palpabile, così come
la consapevolezza che «questa crisi richiederà ai manager maggiore
responsabilità e impegno. E sacrifici – dice Ambrogioni –. Se le aziende non
raggiungono i risultati programmati, è giusto che anche la loro busta paga ne
risenta. Federmanager vuole dare una valenza alla retribuzione variabile e
introdurre un modello retributivo più a rischio: le nuove generazioni chiedono
di essere valutate sulla base dei risultati». Per tutti il 2009 sarà l'anno dell'austerity
in cui ci si dovrà destreggiare con budget ridotti tra il 10 e il 20%. E poi un
controllo spasmodico delle scorte perché la parola d'ordine da gennaio sarà
destocking. Non basta. Sarà alta l'attenzione sui pagamenti delle commesse che
già cominciano a scontare i primi ritardi e sulla spesa circolante come per
esempio i viaggi, che saranno di meno e non più in business class. Almeno per
un anno, fino al 2010, la situazione è questa. Qualcuno dice anche che la fine
del tunnel sarà nel 2011. Maurizio Malatesta parla dall'osservatorio di Telecom
«che per via delle vicissitudini proprietarie oggi deve affrontare le
difficoltà di un debito molto elevato. è una fase in cui ci vuole molta
pazienza e in cui chiediamo agli azionisti di dare fiducia al management medio
ed elevato perché possa ricreare quelle condizioni che portino verso una
risalita del titolo». Meno soldi per i dipartimenti che guidano, per i manager
significherà cercare e sperimentare strade nuove. Gloria Galliena, product
manager di Leerdammer & Bel foodservice, spiega che «con fatturati più
bassi bisogna trovare alternative alle grandi campagne. Noi stiamo sfruttando
molto internet dove abbiamo creato un sito interattivo che permette ai
consumatori di comunicare con il brand e di entrare a fare parte della famiglia
con i buchi. è stato attraverso il sito che abbiamo capito che uno degli
elementi di maggiore attrattività per i consumatori sono le ricette. Adesso noi
siamo in grado di proporne circa 90». Per molti questa crisi sarà la rivincita
dell'industria sulla finanza, delle aziende molto strutturate su quelle che non
lo sono. «Bisognerà stringere i ranghi ma senza lasciarsi perdere d'animo –dice
Giorgio Oberrauch,managing director di Farmabios –. Nella selezione dei
collaboratori saranno privilegiati quelli in grado di affrontare meglio lo
stress perché le pressioni per raggiungere i risultati saranno forti. Nella
chimica farmaceutica a saltare potrebbero essere alcune società marginali, meno
strutturate, che al momento giusto noi saremo pronti ad acquisire». Il
countodown per il 2009, sta avvicinando i manager a un anno di cambiamento, in
cui «la concorrenza sarà agguerrita e questo deve rappresentare uno stimolo per
mettere in campo tutta l'intelligenza che si ha – prevede Capoccia –. Questo
potrebbe essere il momento per cercare nuove alleanze, per trovare una
partnership finanziaria e tecnologica ». La classe manageriale italiana sta
cambiando. «I manager vorrebbero essere percepiti come una risorsa in grado di
fare proposte a partire dalla politica industriale – osserva Ambrogioni –.
Vorremmo essere anche noi della partita su molti temi, dalle infrastrutture
all'energia ed essere partner degli imprenditori. Nelle aziende in cui si è
verificata una simbiosi tra ruolo manageriale e ruolo imprenditoriale la crisi
appare molto meno pesante». Nel valore dell'innovazione crede più di tutti
Cinzia Giachetti che è il direttore del Consorzio Pisa ricerche. «Negli ultimi
dieci anni abbiamo formato oltre 800 ricercatori che hanno trovato posizioni
importanti in grandi aziende a forte vocazione innnovativa – racconta
–.Purtroppo la ricerca, soprattutto per le piccole realtà è una delle prime
voci ad essere tagliate. Mi spaventano le banche, le linee di credito che
potrebbero venire meno per molte imprese». Nei prossimi mesi oltre ai costi a
richiedere maggiore attenzione sarà anche «il circolante e cioè lo stock e il
credito – spiega Romolo Raggio, revisore contabile della TenarisDalmine –.
Questo significa che ridurremo al minimo le scorte e vigileremo molto di più
che in passato sui pagamenti perché già ora alcuni clienti hanno iniziato a
ritardarli ». La previsione è però di una sofferenza inferiore alla media
perché gli investimenti nel settore sono di medio e lungo periodo. In ogni caso
da gennaio è prevista una riduzione dei turni che in molti stabilimenti
passeranno da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: VETRINA data: 2008-12-21 - pag: 33 autore: Contrappunto Gli italiani?
Religiosi, ma non bigotti H a ragione Pietro Citati a scrivere (sulla Repubblica
di lunedì scorso) che la Chiesa non è «una cittadella assediata». Almeno non in
Italia. Lo era, certamente, nella Russia Sovietica. Lo è
tuttora in Cina o in certe regioni dell'India dove i cristiani sono
perseguitati. E forse ha qualche motivo di sentirsi tale anche in un paese
libero e democratico, ma risolutamente laicista, come la Spagna di Zapatero.
Qui da noi, ha ben poco di cui preoccuparsi. Un'indagine della
Fondazione tedesca Bertelsmann Stiftung su 21mila cittadini europei colloca gli
italiani ai primi posti quanto a religiosità: l'85% degli intervistati dichiara
di credere in Dio, il 67% è convinto che ci sia una vita dopo la morte, il 55%
va a messa almeno una domenica al mese e il 47% prega una volta al giorno. Un
senso del sacro così diffuso e radicato si riscontra soltanto in Polonia,
Spagna e Stati Uniti. In Francia e Gran Bretagna, per esempio, le persone
religiose arrivano a stento al 60-70% del totale. Non saremo un popolo di
santi, insomma, ma nemmeno una terra di atei o di statolatri. Ladri di stato,
tutt'al più, assenteisti ed evasori fiscali: però timorati di Dio. Certo,
dall'indagine tedesca emerge con chiarezza che la via italiana alla fede non è
sempre in linea coi dettami del Papa: solo una minoranza (42%) pensa che l'essere
cattolico influisca sui comportamenti sessuali, e ancora meno (26%) sulle
scelte politiche. Si rassegnino bigotti e fondamentalisti, da queste parti
hanno poco seguito: appena il 29% dei credenti si sente impegnato a convertire
quanta più gente possibile, mentre la stragrande maggioranza (81%) ritiene
importante dialogare con le altre confessioni, che per molti contengono
anch'esse elementi di verità. Tra chi giudica inammissibile dirsi cristiano e
chi ce lo vorrebbe imporre per decreto, come una divisa identitaria o una
corazza ideologica in funzione di nuove crociate, si estende un vasto
territorio di libera spiritualità. La patria di tutti coloro che non hanno
difficoltà a dirsi cristiani (e anche cattolici) ma proprio per questo
rifiutano di farsi irreggimentare. http://riccardochiaberge.
blog.ilsole24ore.com di Riccardo Chiaberge
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: TEMPO LIBERATO data: 2008-12-21 - pag: 50 autore: Viaggi Un'avventura
in Tibet di Giuliano Boccali V erso la fine del 1800 la diplomazia dell'Europa
occidentale lo chiamava il «Grande gioco», quella russa «Torneo delle Ombre»: è
la sorda guerra di spie combattuta dagli agenti segreti dei due imperi «per il
controllo dell'Asia centrale e forse del Tibet ». Anche oggi, le immense aree
coinvolte nel conflitto – dall'Iran orientale
all'Afghanistan al Tibet, dal Kashmir alla Cina –
rappresentano, nei fatti e nell'immaginario degli antagonisti spesso
diversamente manipolato, una delle zone più drammaticamente bellicose e contese
del pianeta, teatro degli scontri violentissimi o subdoli ai quali da tempo
assistiamo. Ma rappresentano anche un patrimonio incalcolabile di
religioni, di lingue, di tradizioni artistiche e letterarie, straordinariamente
diversificato e stratificato da millenni. Uno degli elementi di unità in
quest'area affascinante e tormentata è la diffusione del buddhismo, felicemente
scelta da Mario Biondi come emblema del suo recentissimo Con il Buddha di
Alessandro Magno. Dall'ellenismo sull'Indo ai misteri del Tibet pubblicato da
Ponte alle Grazie. Viaggiatore intelligente, tanto in profondità preparato e
ricco di memorie quanto capace di abbandonarsi alle impressioni e agli umori
dell'istante, Biondi racconta e illustra nel suo libro l'itinerario compiuto:
l'inizio, come si è adombrato, avviene emblematicamente ai piedi della roccia
impervia di Bisotun, tra le attuali Kermanshahe Hamedan. Qui il sovrano
Achemenide Dario I il Grande (522 o 521-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI data: 2008-12-21 - pag: 11 autore: I travagli di Goldman
Sachs La crisi ha appannato la reputazione degli uomini d'oro di Wall Street di
Marco Valsania L' avevano battezzato il "Governo Goldman". Perché i
suoi executive, quelli di Goldman Sachs, hanno fatto carriera non solo a Wall
Street, nella più prestigiosa delle banche d'affari, ma anche nelle stanze dei
bottoni della politica. Un governo mondiale - scherzavano i rivali, a metà tra
critica e invidia – con poltrone negli Stati Uniti, dove ex Goldman hanno
brillato tanto in ambienti democratici che repubblicani, come sul palcoscenico
internazionale: dal Canada all'Europa,dall'Australia alla Cina fino alla Banca mondiale. Ancora oggi il Tesoro di Washington è
affollato dei suoi banchieri: Henry "Hank" Paulson, ex
ammini-stratore delegato di Goldman, è il ministro e il 35enne Neel Kashkari,
già vicedirettore della banca, è il suo braccio destro con in mano la gestione
del Tarp, il fondo da 700 miliardi di dollari incaricato di salvare dall'alta
finanza all'industria automobilistica. Non per molto, almeno negli Stati Uniti.
La crisi epocale che ha sconvolto Wall Street ha appannato, con i bilanci,
anche la reputazione degli uomini d'oro di Wall Street e di Goldman. In scene
che si sono ripetute in Congresso, audizione dopo audizione, Paulson e
Kashkari, i più in vista, sono stati sbeffeggiati: «Sei un "chump"?»,
un gonzo, ha chiesto a bruciapelo a Kashkari il vecchio deputato Elijah
Cummings, nel più memorabile degli scontri verbali, ironizzando sulla
generosità con cui erano distribuiti i soldi alle banche. E
nell'amministrazione entrante di Barack Obama, la squadra economicae
finanziaria è guidata piuttosto da accademici o leader di grandi istituzioni.
Al Tesoro siederà Tim Geithner, prelevato dalla Federal Reserve di New York.
Grande consigliere del presidente eletto sarà Lawrence Summers, già ministro di
Bill Clinton e che ha fatto carriera soprattutto in università. Il nuovo
chairman della Securities and Exchange Comission è Mary Schapiro, prelevata
dall'autorità di autoregolamentazione dei broker Finora per applicare, semmai,
redini più strette nell'alta finanza. La giostra delle nomine, così, sembra
aver segnato il tramonto della grande presenza di Wall Street al governo. Anche
per Goldman, che ha sempre celebrato la vocazione al servizio pubblico dei suoi
ex dirigenti. Un tramonto cominciato con il contrasto tra i bonus record
accumulati per anni dai banchieri e lo stato in cui le pratiche che li hanno
arricchiti hanno lasciato investitori, mercati e spesso le loro stesse società.
Grandi marchi come Bear Stearns e Lehman Brothers sono ormai sepolti. Merrill
Lynch è stata ceduta in fretta e furia per evitare un altro crack. E i restanti
due giganti di Wall Street, Morgan Stanley e Goldman, sfornano perdite:
Goldman, nell'ultimo trimestre, per la prima volta da quando è quotata è
scivolata in rosso di 2,1 miliardi di dollari. I suoi titoli hanno bruciato due
terzi del loro valore in Borsa dall'inizio dell'anno. All'improvvisa ricerca di
protezione, Goldman e Morgan si sono ormai trasformate in holding bancarie
tradizionali, in grado di ricevere aiuti federali e soggette a maggiori
controlli delle autorità. Il presidente e amministratore delegato di Goldman
che dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI data: 2008-12-21 - pag: 10 autore: Padroni della vita Quanti
padroni ha il corpo di Eluana Englaro? I credenti affermano che il padrone è Dio
e che spetta a lui decidere quando deve morire. Però non è stata lasciata a
Dio: per ben diciassette anni, qualche altro padrone umano, non divino, l'ha
tenuto in vita forzatamente. La decisione dei giudici di Milano, dopo tanto
tempo, sembrava aver posto termine alla indebita appropriazione, e ora ecco
saltar fuori un nuovo padrone: il ministro Sacconi. Ma la legittima
proprietaria non era Eluana? L'Eluana che pensava, parlava, cantava, rideva?
Lettera firmata N on c'è solo l'accanimento tera-peutico. C'è anche
l'accanimento dei garbugli causidici. Nella vicenda di questa giovane
sfortunata, alla pena si mescola l'indecenza. Una volta, quando ancora rideva e
scherzava, Eluana chiese a suo padre di non lasciarla vegetare, se mai le fosse
capitato di trovarsi in quella condizione. I medici dicono che della Eluana di
allora non è rimasto niente,salvo le fotografie che i giornali si ostinano a
pubblicare. E un ammasso di cellule che seguitano nella loro vita meccanica.
Lei non l'avrebbe voluta. Con pietoso rispetto: chesiafattalasuavolontà. • Le
incertezze del Pd Sul Sole 24 Ore del 18 dicembre sono state analizzate le
incertezze del Pd che non hanno portato a quel rinnovamento di uomini e idee da
tutti auspicato, ma da pochi effettivamente voluto. Sullo stesso numero, in un
altro articolo, viene descritto quel che accade in certi ambienti che sfiorano
certe frange della politica e che molto spesso finiscono per affossarla tutta.
Ieri Veltroni ha parlato di innovazioneo fallimento, ignorando che lo sforzo di
aggregare forze diverse intornoa un vero progetto di rinnovamentoè già fallito
perché non si è riuscitia dar voce a chi ha merito e talento ea smantellare il
circuito perverso degli interessi di bottega. Il problemaè che la politica è
fatta in massima parte da mediocri che mal sopportano coloro che si nutrono
della forza del sapere e del lavoro. Si sa che i mediocri scelgono i mediocri
ed è per questo che le energie migliori si disinteressano della politica e non
partecipano alle scelte importanti del Paese. Salvatore Vitucci e-mail Economia
globale Il 13 dicembre si è tenuto a Fukuoka, in Giappone, il primo summit fra
Giappone, Cina e Corea del Sud per concordare una collaborazione su vasta
scala. La crisi ha spinto i tre Paesi a mettere da parte le rivalitàe i punti
di contrasto, stabilendo come prioritario l'obiettivo della crescita economica.
è la prima volta che Giappone, Cina e Corea, divisi in passato da
sanguinosi eventi storici, ammettono la necessità di collaborare e
discutere un piano d'intervento per condividere lo sviluppo economico. Finora
ciascuno aveva pensato di poter fare meglio da solo. Evidentemente in Asia la
concezione di un'economia globale è penetrata più profondamente nel modo di
pensare.Invece in Italia c'è ancora chi ragiona in termini di localismi,
identità regionali e nazionalismi (Dio, patria e famiglia). Cristiano
Martorella Consumi autarchici I pressanti richiami a consumare prodotti
italiani riportano alla mente le sanzioni economichee
l'autarchia.Fortunatamente, però, ora le cause non sono belliche... Bruno
Mardegan Milano Auto o treno? Un biglietto Eurostar Venezia Roma per 4 persone,
in seconda classe, costa 236 euro: per compiere lo stesso percorso in
automobile si spende meno della metà, 60 euro per il carburante e 30 di pedaggio
autostradale. Credo che queste cifre parlino più di tanti discorsi sulla
necessità di abbandonare i mezzi privati per utilizzare i servizi pubblici di
trasporto. Lettera firmata
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: NATALE data: 2008-12-21 - pag: 30 autore: Visto dai cinesi Principe
del frumento di Michela Catto C ome conciliare il Dio della Bibbia, unico e
onnipotente, con le tante divinità della tradizione cinese? E la cronologia
biblica con quella ben più lunga degli antichi Annali cinesi? Il «Signore
dell'Alto» dei Classici cinesi era il residuo di una Rivelazione avvenuta
nell'alta antichità cinese di cui si era progressivamente perso o cancellato il
ricordo? La doppia natura di Cristo, la sua funzione di mediatore tra un eterno
trascendente e la vita terrena transitoria era veramente estranea alla cultura
cinese? Un gruppetto di gesuiti cercò di risolvere il problema in maniera
originale con il duplice obbiettivo di avvicinare Cina e Europa sottolineando la continuità culturale tra i due
continenti,all'indomani della prima grande condanna dell'evangelizzazione
praticata dai gesuiti nel Celeste Impero, con la «Ex illa die» (1716). Joachim
Bouvet, famoso per la sua corrispondenza con Leibniz, lavorò sui miti contenuti
nei grandi libri della tradizione cinese utilizzando l'esegesi
figurista, cercò nei segni cinesi i simboli delle profezie cristiane,
interpretando la storia millenaria della Cina come
storia del Cristianesimo. Nell'antica letteratura cinese, sosteneva Bouvet,
bisognava trovare accanto al senso letterale comune altri significati (mistico,
simbolico o geroglifico). Ecco allora che in questa prospettiva le figure
ricche di virtù degli eroi e dei re delle antiche cronache non possono che
rapportarsi al Re dei re e al Signore dei signori e dunque al Messia. Così
venne interpretata la storia di Hou Ji, il principe Mil-let, raccontata dai Shi
Jing. Funzionario imperiale, poi venerato come Dio della terra o dei cereali,
Hou Ji è Gesù Cristo. La sua nascita ha del miracoloso: immacolatamente
concepito dalla vergine Jiang Yuan, attraverso un sacrificio compiuto
nell'equinozio di primavera, il giorno dell'arrivo dell'uccello mistico, della
colomba e dunque dello Spirito Santo; nato come Gesù il giorno del solstizio
d'inverno. Durante la sua infanzia è sottoposto a dure prove, con il tentativo
ripetuto per ben tre volte dalla madre di abbandonarlo sul suolo, come il
grano, a cui segue sempre un salvataggio miracoloso. Nutrito dalle mucche e
dalle capre, come Gesù nella grotta di Betlemme, coperto e scaldato dalle ali
degli uccelli, che nell'interpretazione diventano gli angeli, cresce di giorno
in giorno in saggezza e virtù. Il ruolo agrario di Hou Ji, che nella tradizione
cinese è colui che insegnò le conoscenze agricole istruendo alla coltivazione
del grano, del miglio e del frumento, è interpretata come la predicazione
evangelica: la terra o i campi nei quali Hou Ji impegnò tutta la sua vita a
esercitare l'arte celeste di piantare e seminare non sono altro che i cuori
degli uomini. In onore di Hou Ji fu istituito il sacrificio: per i suoi meriti
Dio fece scendere sulla terra una speciale semente, il frumento degli eletti,
ma anche la manna e dunque l'eucaristia. Questi semi, base del pane ma anche
del vino cinese ottenuto dalla fermentazione dei cereali furono adoperati nel
primo sacrificio. Da pioniere dell'agricoltura, Hou Ji diventa il seminatore
del Vangelo, sempre sostenuto da Shang Di (lo Spirito Santo), e il fondatore
della dinastia Zhou occidentale ( fine XI sec.-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 39 autore: Giro dell'Asia in ottanta
scatti Foto, video e opere di animazione firmate da artisti giapponesi, cinesi
e coreani raccontano la realtà di un continente in trasformazione. Tra sogni e
delusioni di Anna Detheridge A Modena si è inaugurata sabato scorso una mostra
atipica. Intitolata ermeticamente e forse anche in maniera un po' riduttiva
«Asian Dub Photography» (dal genere musicale di origine giamaicana dub, di
mixage, vicino al reggae), l'esposizione allestita nellesale dell'ex Foro
Boario raccoglie il primo nucleo di un investimento in arte contemporanea che
porterà la Cassa di Risparmio di Modena a investire in un primo triennio circa
un milione e mezzo di euro. Le oltre ottanta immagini in mostra che comprendono
fotografie, video, filmati e opere d'animazione,tutte realizzate da artisti del
sud est asiatico, in prevalenza da Cina, Giappone e Corea, noti e meno noti quali Ai Weiwei, Nobuyoshi
Araki, Cao Fei, Naoya Hatakeyama, Kimsooja, Daido Moriyama, Yasumasa Morimura,
Hiroshi Sugimoto, Tabaimo, Rirkrit Tiravanija, Wong Hoy Cheong e Yang Fudong
rappresentano, infatti, soltanto un primo nucleo di acquisizioni da parte della
Fondazione. Nell'arco di un triennio il curatore Filippo Maggia – che
dal 1993 per diversi anni ha diretto il Festival Modena per la Fotografia –
conta di realizzare una collezione che spazi in tutto il mondo attivando una
campagna acquisti programmata con criteri geografici: il prossimo anno sarà
dedicato a opere provenienti dall'Europa dell'Est,Medio Oriente e Africa,
mentre il terzo anno chiuderà il ciclo con il giro dei due continenti americani
e l'Europa occidentale. I lavori in mostra non sono propriamente fotografici
nel senso stretto del termine, ma "utilizzano" la fotografia e il video
con i criteri e la disinvoltura dell'artista, e per alcuni artisti in mostra
quali il cinese Ai Weiwei oppure Rirkrit Tiravanija, l'immagine riprodotta non
rappresenta nemmeno il veicolo principale del proprio lavoro. Se da un lato
tale filosofia curatoriale permette di razziare liberamente tra gli artisti per
i quali è oggi consueto esprimersi attraverso strumenti e veicoli diversi
(Weiwei, per esempio, è sicuramente più noto per le sue installazioni e serie
scultoree) dall'altro potrebbe perdere di incisività e di significato
complessivo una collezione che fosse troppo orientata a raccogliere le opere
riproducibili minori di artisti che in realtà fanno altro. Sarebbe altrettanto
importante, viceversa, non trascurare il pensiero fotografico di quegli
artisti, (e sono molti), che provengono realmente dalla fotografia anche perché
la vocazione narrativa dell'immagine fotografica può raccontare tanto di Paesi
che è difficile conoscere per noi europei se non attraverso la veste turistica
e propagandistica difficile da sfuggire per il visitatore occasionale. Tra i
ventun artisti in mostra alcuni sono stranoti in Europa come il giapponese
Nobuyoshi Araki, conosciuto soprattutto per le sue immagini estreme di bondage,
presente in mostra con un ciclo di opere intitolato Flowers dedicato a dalie,
camelie e orchidee che costituiscono delle vere e proprie vanitas ancora più
inquietanti, in quanto summum squisito e precario, equilibrio tra bellezza,
eros e morte. Le immagini della serie My Future is Not a Dream del cinese Cao Fei
rappresentano tutt'altro approccio, e tracciano un ritratto della Cina contemporanea o meglio del suo backstage, realizzato
nello stabilimento della Osram China Lighting di Guangzhou dopo un lungo
soggiorno sul posto. Nelle fotografie delle persone c'è sempre qualcosa di
demenziale e di sovversivo, nonostante la forzata omologazione dei
comportamenti. La collezione comprende anche il lavoro fotografico di un
artista quale Daido Moriyama, nato e cresciuto nell'ambiente di fotografi
professionisti giapponesi come Eikoh Hosoe e Shomei Tomatsu, nel quale si
percepisce sia la contaminazione tra occidente e oriente, sia i primi scambi
espliciti tra il mondo fotografico e quello artistico nella citazione di opere
quali Accident e le bottiglie di Coca Cola di Andy Warhol, oltre a una diversa
modalità occidentale di riprendere un tema classico della cultura giapponese,
quali i fiori di ciliegio. Altro classico giapponese dalle opere ormai
introvabili è Hiroshi Sugimoto di cui viene presentata una serie poco nota, Dioramas
realizzata nei musei di scienze naturali, finzioni fatte di animali impagliati
e fondali dipinti, che per quanto false, in fotografia, appaiono vere,
realizzando una sorta di fantascienza sulle origini dell'uomo. Il film
d'animazione Dream Diary del giapponese Tabaimo, celebre per l'opera prima
Japanese Kitchen è un'installazione che piazzata in alto all'entrata della
mostra introduce a un susseguirsi di archetipi e stereotipi culturali,
frammenti di visioni che sotto la veste infantile della grafica d'animazione
rivela una crudezza e un'ironia sferzante. Principio guida nella ricerca delle
opere in mostra è stato un rigore particolare nell'acquisto diretto
dall'artista, dai suoi famigliari o dalla galleria "madre" che
sostiene il suo lavoro, una garanzia di autenticità che nell'area delle
immagini riproducibili ha un'importanza fondamentale. Il collezionismo nel
campo della fotografia e dei video, tutte forme d'arte facilmente
riproducibili, ha garanzie e valori che riposano sostanzialmente sulla fiducia
che in un mercato emergente e nella generale deregulation globale potrà porre
dei problemi a chi acquista ovunque e dovunque. Inoltre, la crescita
esponenziale di biennali e fiere potrà avere un effetto miracoloso di
moltiplicazione di pani e pesci, soprattutto per quanto riguarda artisti in
forte ascesa acquistati lontano da casa. L'ambizione di coprire la produzione
artistica del mondo intero nel campo delle immagini riproducibili è almeno per
questo Paese un'aspirazione inedita. Ma il collezionismo fotografico a Modena
non nasce oggi e la sensibilità coltivata diventa facilmente una tradizione.
Cominciata oltre trent'anni fa con alcune mostre storiche dedicate a Luigi
Ghirri, Franco Vimercati e Mario Cresci, il "vizio" del collezionismo
è continuato negli anni Ottanta con alcune significative acquisizioni quali la
immensa collezione fotografica di Giuseppe Panini conservata ed esposta nel
foto museo omonimo.L'appuntamento annuale di Modena con la fotografia ha
consolidato e promosso – presso un pubblico allargato ben oltre i confini della
città – la vocazione che oggi prosegue con una prospettiva globalizzata e che
si sostituisce a un collezionismo pubblico in Italia di questi tempi
penosamente assente. 1 «Asian Dub Photography», a cura di Filippo Maggia e
Francesca Lazzarini, Foro Boario, Modena fino all'1 marzo 2009, catalogo Skira.
I fiori di Nobuyoshi Araki, il futuro secondo Cao Fei, le origini dell'uomo
raccontate da Sugimoto, l'ironia di Tabaimo Disagio giovanile. Cao Fei, «My
Future is not a Dream», 2006
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 41 autore: Scene dal Far East di
Luigi Paini e "ombre elettriche", alla fine, ci hanno conquistati. Ma
quando è scattato il cambio di prospettiva? Quando ci siamo accorti che i film
in arrivo dall'Estremo Oriente ("ombre elettriche", appunto, come vengono chiamati in Cina) avevano una
forza d'attrazione moltiplicata dalla scoperta di un universo fino a quel
momento sconosciuto? L'ampia rassegna «Far East», alla sala Truffaut di Modena
dal 6 gennaio al 13 marzo, dimostra una volta di più quanto ormai sia vasto
l'interesse per quelle cinematografie. Certo, nei festival qualcosa si
era sempre visto. E Akira Kurosawa era più di un fenomeno d'élite: I sette
samurai, ma anche Trono di sangue e Rashomon erano già conosciuti dal grande
pubblico. Ma la conoscenza si arrestava al Giappone: grandi maestri (oltre a
Kurosawa, il sommo Kenji Mizoguchi), nuovi autori come Nagisha Oshima. Per le
masse c'erano le pellicole di kung fu di Hong Kong, utilizzate come ultima
spiaggia nelle sale di seconda e terza visione, oppure i "cartoni animati"
made in Japan. Era solo la schiuma di una grande onda. Proprio l'Italia, con il
«Far East Film Festival» di Udine, ospita da anni la più importante rassegna di
pellicole prodotte in quei Paesi. Mondi lontani, sempre più vicini. La rassegna
di Modena, curata da Alberto Morsiani, ripercorre da una parte strade già
frequentate, ma non manca d'inoltrarsi su sentieri sconosciuti. Due
"tronconi" della manifestazione vanno " sul sicuro": la
retrospettiva completa dei film di Zhang Yimou e il meglio dell'animazione
giapponese («Anime»). Di Zhang ricordiamo la folgorazione dei primi film: Sorgo
rosso, dell'87, con i suoi giochi cromatici esasperati, e Lanterne rosse, che
ne decretò il successo anche al botteghino. Quella Cina
del passato, così elegante e crudele, accese la nostra fantasia: merito anche
di un'interprete eccezionale, quella Gong Li destinata a una carriera di grande
star.Un'occasione per rivedere mega produzioni (come il recente La città
proibita) e opere più di sperimentazione, come il realistico e duro Qiu Ju.
«Anime» è invece il trionfo dei "cartoni" giapponesi: spesso ispirati
ad antichi miti e leggende, continuano a riscuotere un successo eccezionale in
patria, mentre a livello mondiale si sono creati una foltissima schiera di fan.
La rassegna propone alcuni dei migliori esempi del genere, a partire dalle
opere più celebrate del geniale Hayao Miyazaki: fra gli altri Lupin IIIIl
castello di Cagliostro (1979) e il più recente Princess Mononoke (2005).
Qualche sorpresa potrebbe venire da quell'universo cupo e sconosciuto che
risponde al nome di Corea del Nord. Il Paese dà di tanto in tanto qualche
segnale di vita (cinematografica) nei vari festival mondiali. è necessario
dunque dotarsi della curiosità dell'esploratore, e andare a spulciare tra i
titoli proposti. Come ad esempio A schoolgirl's day del 2006, selezionato al
festival di Cannes, e dedicato all'edificante storia di un studentessa che
decide di consacrare la sua vita alla ricerca... Infine, ritorno a Tokyo e
dintorni per «GialloGiappone», panoramica di racconti di mistero e crimine in
cui gli autori nipponici da sempre eccellono. Dieci i film, dagli anni 60 ai
nostri giorni: il primo regista omaggiato è Sijun Suzuki, di cui si (ri)vedrà
Vita di un tatuato, del 1965, sul mondo tenebroso della yakuza. In questo
ambito non possono naturalmente mancare Takeshi Kitano, il più conosciuto dal
pubblico occidentale (in programma Kids return, del '96),e il grande e
rimpianto Shohei Imamura, autore nel 1979 del formidabile La vendetta è mia.
Dal 6 gennaio al 15 marzo è in programma il festival cinematografico dedicato
alla recente produzione del continente asiatico Sulla slitta. Una scena di «La
storia di Qiu Ju» (1992) di Zhang Yimou, con Gong Li, Lei Lao Sheng e Liu Pei
Qi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 40 autore: Emergenti E a Parigi trionfa
Yao Lu di Leonardo Martinelli L a prima impressione è quella di un paesaggio
bucolico. Romantico, etereo. Con la bruma che avvolge i fianchi dei rilievi,
rimando ulteriore a una certa iconografia pittorica cinese. Ma aguzzando lo
sguardo emerge la squallida realtà: solo cumuli di detriti, provenienti
dall'ennesima distruzione, forse una collina rasa al suolo. O un villaggio
travolto dalle ruspe. No, non si tratta di un dipinto, ma di una foto di Yao
Lu, classe 1967, che a metà novembre ha vinto il premio Bmw 2008 per la
fotografia contemporanea alla rassegna Paris Photo, un riferimento mondiale nel
settore. Yao Lu, già conosciuto in patria, aveva però esposto
rare volte al di fuori della Cina fino a questo momento. è stato
presentato dalla 798 Photo Gallery di Pechino. Nella capitale cinese insegna
fotografia all'Accademia centrale delle Belle arti. «Non abbiamo avuto dubbi –
sottolinea Marta Gili, direttrice del Jeu de Paume, museo parigino
specializzato nella fotografia, che faceva parte della commissione del premio
–. Lo abbiamo assegnato all'unanimità. Ci è piaciuto il
ricorso a un'estetica tipica della pittura cinese del Settecento e Ottocento
per alludere a tematiche ecologiche globali». L'immagine, frutto di abili
manipolazioni digitali, fa parte di una serie di foto sullo stesso registro.
«La foschia, in realtà, è lo smog di Pechino, quello che non hanno visto atleti
e turisti al momento delle Olimpiadi, quando le industrie della città hanno
smesso di lavorare per rendere l'aria più pulita – sottolinea Guillaume Piens,
direttore artistico di Paris Photo –. Il verde dei rilievi montagnosi è quello
caratteristico delle reti che in Cina si utilizzano
per contenere mucchi di rifiuti. Eravamo abituati ai giochi di certi pittori
cinesi con l'estetica fotografica del socialismo reale, dalle venature
chiaramente pop: dipinti che sembravano istantanee. Qui il percorso è inverso».
In realtà è una strada già battuta e una tradizione consolidata nel Paese
asiatico. Si ispira al lavoro di Lang Jingshan, uno dei padri della fotografia
d'arte contemporanea " made in China", morto alla veneranda età di
103 anni nel 1995. «Cominciò fra gli anni Trenta e Quaranta a riprodurre le
pitture a inchiostro mediante foto in bianco e nero. Iniziò addirittura a
inserire nella sua opera brani calligrafici e sigilli, come facevano gli
artisti tradizionali. La sua opera è stata progressivamente riscoperta dopo la
rivoluzione culturale. E ancora di più nell'era del digitale, che permette
elaborazioni sull'immagine sempre più sofisticate », osserva Jean Loh,
direttore della galleria Beaugeste a Shanghai. Al pari di Yao Lu, esiste in Cina tutta una generazione di fotografi che si richiama a
Lang Jingshan. Hong Lei, ad esempio, che nelle sue opere si riferisce a
capolavori specifici della pittura del suo Paese. Oppure Yang Yongliang,
esperto di calligrafia, che ricostruisce falsi trompe-l'oeil mediante
istantanee ricomposte e utilizzando terreni industriali e gru all'azione,
ripetuti all'infinito. Altra star nascente di questo tipo di fotografia è il
giovane (nato nel 1972) Maleonn, di Shanghai, ex creativo di un'agenzia di
pubblicità, ma pure lui, come quasi tutti i suoi "colleghi", con
solidi studi di belle arti alle spalle. Maleonn ha un passato personale che si
ripercuote sulla sua opera: figlio del direttore dell'Opera di Shanghai e di
un'attrice cinematografica. La famiglia venne spedita nella provincia profonda
per essere rieducata ai tempi della rivoluzione culturale. Suggestioni teatrali
e cinematografiche sono una costante nelle immagini di Maleonn, come una più o
meno velata critica sociale e politica. E qui ritorniamo alla foto di Yao Lu,
che è un sostanziale attacco alle scarse sensibilità ambientali della Cina contemporanea. è un elemento che ha sorpreso non poco
la giuria di Paris Photo, vista la censura che si immagina da parte del regime
comunista. Jean Loh, comunque, mette in guardia contro vari artisti, meno seri
di Yao Lu e degli altri "nomi" famosi della novelle vague della
fotografia d'autore cinese. I quali sia su questi supposti messaggi impegnati
che sui rimandi alla tradizione pittorica del loro Paese un poco ci
"marciano". «Conoscono perfettamente il gusto dei collezionisti
occidentali – sottolinea il gallerista di Shanghai – e così si divertono a fare
della provocazione, vedi un paio di glutei umani che sembrano le montagne dei
paesaggi di alcuni dipinti classici cinesi. Oppure giocano sulla pseudo critica
sociale, rivolta soprattutto all'urbanizzazione eccessiva. Dico
"pseudo" perché, se si indaga un po', si scopre che sanno ben poco di
quello che succede in Cina. Non utilizzano foto
scattate davvero sul campo, ma riprese da Internet. E ritoccate con il
photoshop». Artisti dei "new media". E fotografi? Fino a un certo
punto. Nell'ambito di Paris Photo, il giovane ha vinto il premio Bmw per la
fotografia contemporanea, assegnatogli dalla giuria all'unanimità Premiato.
Un'opera del fotografo cinese Yao Lu
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 41 autore: Quanto vale il Timoniere
Le gallerie pullulano di ritratti di Mao e di parate delle Guardie Rosse, opere
che possono sembrare a prima vista di critica politica ma che hanno un valore
puramente commerciale. Pochi artisti cinesi esprimono un aperto dissenso nei
confronti del regime di Ilaria Maria Sala Film in rassegna L R itratti di Mao
in mille guise, Guardie Rosse ed echi di realismo socialista: a prima vista, si
direbbe che tanta della nuova arte cinese sia politica. Secondo tutti gli
addetti ai lavori, però, è solo un'impressione: «I ritratti di Mao non sono
dichiarazioni di irriverenza né verso di lui, né verso la politica », dice Sami
Wafa, direttore di una delle prime gallerie d'arte
internazionali ad aver aperto in Cina, la ArtScene
Warehouse. «Molti stranieri che acquistano questo tipo di arte lo fanno
pensando che abbia un significato politico, ma si sbagliano. Quasi tutti quelli
che operano in Cina, galleristi e artisti,sanno che è un'arte del tutto commerciale
», dice, senza mezzi termini, specificando anche che molti artisti cinesi oggi
sono «forse fra i più ricchi al mondo, e capitalisti all'estremo»,aggiungendo
che questo stato di cose non riguarda solo gli artisti, ma il Paese intero. La
bolla finanziaria e speculativa che ha investito ogni settore, dall'immobiliare
all'arte, sta forse scoppiando anche in Cina, ma nel
frattempo centinaia di milionidi persone vivono nell'ebbrezza economica
apportata dagli ultimi trent'anni di riforme. «Qui molti artisti – aggiunge
Sami Wafa con una battuta – sono più interessati all'immagine di Mao che si
trova sulle banconote cinesi che non al vero Mao!». Alexandra Seno, critica
d'arte e coordinatrice per la rivista culturale «Muse», di Hong Kong,
puntualizza: «Guardando alla produzione della generazione nata negli anni 60 e
70 si deve cercare di capire che significato hanno queste immagini politiche
all'interno della società in cui sono create: spesso, non significano
assolutamente nulla, ma piacciono agli stranieri, vendono molto bene nelle aste
internazionali, e sono prodotte in modo massiccio per i benefici economici e di
fama che apportano. Ma è una produzione quasi interamente venduta all'estero,
sconnessa in modo estremo e severo dalla tradizione da cui proviene. Un vero
problema per un mercato dell'arte emergente che cerca di stabilire un'identità
e dei valori». Non dimentichiamo che questa produzione artistica è stata
caratterizzata dal fatto che, per tutti gli 80 e i 90, gli spazi espositivi
erano pochi, e si concentravano nelle ambasciate straniere o a casa di alcuni
estimatori internazionali; diplomatici, in particolare, alla ricerca di
"talenti locali". La famosa mostra del 1989 «No U-Turn»,forse
l'ultima a sfondo Gli scrittori sono più attivi nella battaglia per i diritti
civili, come dimostra la «Carta 08», firmata da 303 intellettuali, tra cui il
saggista Liu Xiaobo davvero politico, venne chiusa il giorno
dell'inaugurazione, e l'arte contemporanea venne spazzata nei locali riservati
a stranieri dai carriarmati che sgomberarono Piazza Tiananmen. Da allora, per
artisti e musicisti la politica è evi-tata, e l'euforia del successo
commerciale è alla guida. Una guida ebbra, dunque. Secondo Seno, la produzione
«dei ragazzini» (quelli sotto ai trent'anni) invece mostra tendenze molto
diverse, a suo giudizio «emozionanti»: un ritorno alla tradizione cinese e
grande attenzione all'abilità manuale,tecnica,anche grazie alfatto
che«l'insegnamento nelle Accademie di belle arti cinesi è rigoroso, e chi esce
da lì ha capacità tecniche fra le migliori al mondo. Il loro lavoro, che si è
visto all'ultima edizione di "Chinese Art Prize"per artisti emergenti
( www.ChineseArtPrize.com) è parte della società contemporanea, e recupera
tecniche tradizionali reinventandole in chiave moderna. Lavori molto, molto
interessanti». Ma anche in questo caso, per quanto vi siano riferimenti
all'attualità cinese, con lavori che citano le Olimpiadi,l'avventura cinese
nello spazio,o tematiche più legate al sociale – spaziando dall'aborto al boom
del turismo –non si può certo parlare di un'arte politica. Anche perché,
secondo Sami Wafa, «le persone in Cina, in particolare
la classe media, sono piuttosto soddisfatte del governo: dopotutto, ha
consegnato loro trent'anni di crescita economica». Trattandosi però, non di
meno, di un governo autoritario e di un sistema a partito unico, intollerante
nei confronti del dissenso, e dove le libertà di espressione e di stampa sono
severamente limi-tate, la domanda è inevitabile: esiste un'arte dissidente in Cina, o tutti gli artisti sono stati cooptati dal benessere
materiale? La risposta, al momento, è... sì, con pochissime eccezioni: Ai Wei
Wei, uno dei nomi più significativi del momento, è fra i pochi artisti che
esprimono in modo diretto il loro disprezzo per molte politiche governative.
Huang Rui, fondatore del villaggio d'artisti 798, conta su una fama
sufficientemente solida da consentirgli maggior spazio di espressione. Gli
altri, nomi significativi come Gao Xinjiang ( premio Nobel dellaletteratura, ma
anche pittore di splendidi inchiostri) o Ma Dejian, per citarne solo due, sono
in esilio. La dissidenza è da cercarsi in luoghi meno accessibili agli investitori
esteri a caccia della nuova moda artistica cinese: fra gli scrittori. Come
dimo-strato per altro dalla recente Carta 08, ispirata alla Carta 77 compilata
da dissidenti cecoslovacchi nel 1977, e che offre un chiaro programma per la
democratizzazione del Paese e la protezione dei diritti umani. Firmata
inizialmente da 303 persone, di cui solo pochi artisti (spicca di nuovo Ai Wei
Wei), è stata promossa da scrittori e intellettuali. Fra questi, il saggista e
critico Liu Xiaobo, prelevatoda casa sua dalla polizia il giorno della
pubblicazione della Carta 08, e ancora detenuto. WEBPHOTO Sensualità. Il
fotografo giapponese Nobuyoshi Araki esplora i confini tra bellezza e
decadimento, vita e morte. Nella foto la serie «Flowers» Donne. Miwa Yanagi,
«Kagome Kagome» 1998, video. Figure femminili graziose e indistinguibili nelle
loro uniformi asettiche pongono in luce il problema dell'omologazione e della
relegazione delle donne in ruoli predefiniti Primordiale. Hiroshi Sugimoto,
«Gorilla» (1994), dalla serie «Dioramas», stampa alla gelatina d'argento
Illusione. «Untitled (under the flyover 1)» di Rirkrit Tiravanija. Artista di
origini thailandesi, riflette sul senso di alienazione che il progresso
tecnologico ha portato con sè, tradendo le promesse di una vita migliore
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 39 autore: Il mercato A Pechino
scoppia la bolla di Marilena Pirrelli «D opo la tulipomania dell'arte cinese,
come in Olanda nel XVII secolo, la crisi finanziaria si fa sentire anche qui» è
inclemente con la bolla del contemporaneo Davide Quadrio, direttore e fondatore
del centro d'arte non profit BizArt, e creatore di Arthub, operativo tra
Shanghai, Hong Kong e Bangkok. «Le superstar cinesi che hanno intascato e fatto
intascare milioni a gallerie cominciano a dubitare del futuro prossimo. In poco
più di tre mesi, il mercato dell'arte in Cina è sceso al punto che gallerie "trendy" e senza storia
stanno per chiudere o riducono attività e investimenti». «Alla "798"
corrono voci che alcune piccole gallerie stiano chiudendo, altre invece si stanno
spostando in altri distretti dove l'affitto è meno caro, quelle più stabili
rimangono » ci scrive dall'avamposto di Pechino, Federica Beltrame della
Galleria Continua di San Gimignano. «La corsa ai musei privati si è arrestata e
i risultati delle aste di Pechino e Hong Kong non sono per niente positivi».
Christie's e Sotheby's dagli oltre 120 milioni di dollari battuti nella
primavera 2007, ai 173 dell'autunno 2007 fino al picco dei 198 della primavera
di quest'anno, tra settembre e dicembre hanno registrato tassi d'invenduto dal
35% al 43%. L'effetto speculazione ha messo al palo molte stelle: Fanzhi Zeng
da 8,6 milioni di dollari nel 2007 questo novembre non ha trovato compratori
per il suo ««From the Masses, to the Masses» (1993); Zhang Xiaogang da oltre 6
milioni ad aprile è sceso a 3,4 a novembre, inanellando una serie d'invenduti o
aggiudicati intorno ai 500mila $. Negli ultimi anni in Cina
– balzata nel 2007 al terzo posto per volumi d'asta dopo Uk e Usa – sono
aumentati gli investitori e gli art dealers, ora la bolla è scoppiata: la
portata dei guadagni di ieri si traduce in altissimi rischi d'illiquidità.
«L'arte esoticamente cinese è diventata un prodotto di lusso: il mercato ha
fatto sì che le opere di artisti come Yue Minjun,Zhang Xiaogang,dall'estetica
semplice e in alcuni casi anche raffinatamente ruffiana in altri semplicemente
pacchiana e semplicistica, hanno cambiato stato da oggetti artistici a oggetti
alla moda» afferma Quadrio. «è proprio il "valore" del collezionare
che deve essere insegnato ai cinesi » rincara Guido Mologni, direttore di
Boulow Contemporary & Fine Art, servizio di art advisory appena nato a
Shanghai. «Molte spesso qui il valore economico prevale su tutto poiché le
persone non possiedono ancora capacità analitica e passione per apprezzare
un'opera d'arte. Dopo l'azzeramento in passato della cultura in Cina il gusto del collezionare è sparito, così oggi ci
troviamo spesso di fronte collezionisti neofiti che hanno difficoltà nel
comprendere movimenti come quello concettuale o minimalista e trovano maggior
facilità nell'arte figurativa e pop. Non mancano però persone lungimiranti come
la collezionista Jin Yu Xi, personalità del mondo della cosmetica, che offre
forte supporto all'arte contemporanea » racconta l'art advisor. Solo chi ha
fatto un lavoro serio e attentonegli anni sopravvive all'onda della crisi. «La
Galleria Continua continua a ricevere richieste dai collezionisti occidentali
delle opere di Chen Zhen, delle enormi installazioni di Gu Dexin e Huang
Yonpin, dei video di Kan Xuan, delle sculture e installazioni di Liu Jianhua,
dei dipinti di Zheng Guogu, delle fotografie di Zhuan Hui e delle sculture di
Ai Weiwei e per l'Indiac'è un fondato interesse per Anish Kapoor e Subodh Gupta
» conclude Beltrame. «Parlando con artisti middle-career quali Tang Maohong o
già affermati con Meng Huang – prosegue Quadrio –emerge oggi una situazione
che, sebbene non priva di qualche ansia, elimina tutta una serie di facili
speculatori e mezzi-artisti per lasciare agli artisti "seri" tempo e
spazio per crescere» conclude il curatore, tra i pochi a parlare schietto. E se
la bolla fosse colpa anche di una critica troppo compiacente, disabituata alle
scomode stroncature? Certo i veri collezionisti sanno dove trovare l'"oro
dell'arte", anticipando spesso i trend alla moda. A Pechino il quarantenne
cinese Guan Yi (in collezione Huang Yong Ping e Wang Guangyi), industriale
chimico e manufatturiero, è convinto che la globalizzazione e il boom economico
hanno creato 100-150 superstar, ma sa bene che i libri di storia dell'arte
scremeranno il numero. Se l'arte cinese soffre non è da meno l'arte
contemporanea indiana, altamente speculata anche dalla forza dei fondi
d'investimento in arte indiana come quelli lanciati dall'eclettico
collezionista Neville Tuli, proprietario della casa d'asta Osian Foundation e
dell'Osian's, Connoisseurs of Art Private Limited. Artisti come Subodh Gupta
nelle ultime aste di New York e Hong Kong hanno avuto difficoltà a trovare
offerte: l'ArtTactic Indian Art Market Indicator da maggio a ottobre ha perso
il 71%. Tuttavia i grandi collezionisti come Anupam Poddar (classe 1974,
industriale della carta e del turismo) che colleziona dal 2000 i suoi
contemporanei (Bharti Kher e Subodh Gupta e poi Mithu Sen, Anita Dube, Sudarshan
Shetty e A. Balasubramanium) non si è perso d'animo:nonostante la crisi ad
agosto ha inaugurato la Devi Art Foundation, spazio non profit nella periferia
sud di Dheli. Dal 12 dicembre fino al 3 maggio espone «Where in the world»,
seconda mostra che esamina l'impatto della globalizzazione e liberalizzazione
economica sull'arte contemporanea indiana. Se le quotazioni di artisti cinesi e
indiani calano, il sud est asiatico impazza, in maniera meno teatrale ma le
ultime aste hanno visto salire i prezzi progressivamente dell'arte vietnamita e
indonesiana. «Su un altro binario si muove il resto del collezionismo asiatico,
concentrato a Hong Kong, Taiwan, Singapore o Korea del Sud, con alle spalle una
maggiore tradizione e maggiore internazionalizzazione » conferma Mologni. «La
sensazione – conclude Quadrio –, parlando con galleristi, artisti e alcuni
collezionisti del sud est asiatico è che la recessione si fa sentire, ma in
ogni caso il Pil è sempre elevato rispetto all'Europa (5-8%)a seconda
deiPaesi.è la Thailandia il nuovo centro d'arte e i collezionisti seguiranno a
poco a poco». Ha invece avuto fiuto il collezionista 69enne indonesiano Oei
Hong Djien (industriale del tabacco), che a Magelang ha pianificato il suo
terzo museo per artisti del calibro di Affandi, Hendra Gunawan, Sudjojono,
Yunizar e Nyomen Masriadi. La crisi finanziaria morde anche in Cina, dopo la corsa sfrenata al contemporaneo, molte
gallerie chiudono. è la Thailandia il nuovo centro Ciliegi. Risaku Suzuki,
«Sakura», 2003
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-12-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ASIAN DUB data: 2008-12-21 - pag: 40 autore: Una nazione all'insegna
delle contraddizioni: le esposizioni d'arte si moltiplicano ma scarseggiano i
veri talenti. Tra questi Ali Weiwei (classe 1957), provocatore che distrugge
vasi neolitici e sbeffeggia il potere e Yang Fudong (1971), con opere che
rievocano il paesaggismo tradizionale facendo emergere il
senso di impotenza Smarriti in paradiso Uno sguardo sulla Cina N elle prime settimane di settembre hanno avuto luogo nel
Sud-est asiatico ben undici manifestazioni internazionali di arte
contemporanea, dalla Korea (Gwangju e Busan) al Giappone (Yokohama) a Hong
Kong, alla Cina (una fiera e due biennali a Shanghai), una Triennale a
Guangdong, la Biennale di Singapore, e di Taipei. Ognuna di queste
manifestazioni ha un suo carattere, vi sono poche sovrapposizioni, a conferma
della vivacità dell'arte in quest'area del mondo. Nelle parole di Okwui
Enwezor, critico e curatore di origine nigeriano, il mondo non è più
occidentalizzato, ma globalizzato, e questi primi anni del terzo millennio
sembrano voler celebrare l'alba di un nuovo secolo asiatico. Esiste, infatti,
un mercato dell'arte contemporanea sempre più importante che non passa
necessariamente dall'occidente. Gli acquirenti sono le nuove elites
internazionali che s'incontrano in varie parti del mondo, giocando un ruolo
sempre più determinante, dalla Russia, alla Cina, ad
Abu Dhabi. L'arte contemporanea è decentrata, appartiene a molti luoghi. In Cina, il Paese di maggior dinamismo al mondo, le vicende
degli artisti più affermati sono lo specchio di un macrocosmo dove tutto
avviene simultaneamente e dove ogni trasformazione ha delle ricadute
fortissime, ma misteriose per la vita degli individui. Nella rete di relazioni
che si stanno freneticamente realizzando nelle grandi capitali dell'Est, la
pressione per soddisfare i nuovi appetiti per gli status symbol del recente
successo è sempre più forte, e la realtà conseguente degli artisti è quella di
trovarsi dal