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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “CINA”

 

 

 

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Report "Cina"  15-19 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Cina

La Fiat si lancia sulla Carrozzeria Bertone ( da "Finanza e Mercati" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: forte in Cina di accordi con Volkswagen e Toyota, ma che finora non produce né commercializza auto in Europa; infine quella di un non meglio precisato consorzio spagnolo. Una concorrenza numerosa ma, tutto sommato fragile per un impianto che, nonostante il lungo stop, vanta ancora impianti di verniciatura più moderni di quelli di Pininfarina e della stesso gruppo di Mirafiori.

Non c'è quiete ma è passata la tempesta finanziaria ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Le previsioni per la Cina evidenziano un'ottima tenuta. Anche in India la fiducia è in crescita. Ma queste notizie, per quanto liete, vanno contestualizzate. Il peggio della crisi sarà anche passato, ma il sistema finanziario rimane sottocapitalizzato e oberato da un fardello di asset di dubbio valore di dimensioni ancora ignote.

Pechino processa le sue società ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: la Cina è un po' come l'Italia: gli sviluppi delle grandi inchieste giudiziarie si apprendono a mezzo stampa. Ieri, alcuni quotidiani hanno rivelato che i giudici che stanno lavorando al caso Rio Tinto avrebbero allargato il perimetro delle indagini alle principali società siderurgiche nazionali, e anche alla Chinese Iron and Steel Association (

Il risveglio dell'Asia comincia da Singapore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Asia comincia da Singapore Domani il dato della Cina: attesa una crescita vicina all'8% Alessandro Merli Singapore ha lanciato ieri un segnale che potrebbe essere più eloquente di tutti i discorsi sui "germogli verdi", i green shoots, per la verità un po' ingialliti negli ultimi tempi, per individuare i tempi della ripresa mondiale.

Senza credito a rischio anche la marcia dei Bric ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina) si sono trasformati dalla sigla inventata da un economista in una forza che, se non proprio compatta, comunque fa sentire la propria voce nel confronto con le potenze tradizionali e nei negoziati commerciali. Nell'economia reale, secondo le ultime previsioni del Fondo monetario, la crescita di emergenti e paesi in via di sviluppo sarà quest'

Il silenzio assordante dell'islam ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina che non aveva la Danimarca? In Cina discriminano e uccidono i musulmani e in Danimarca un quotidiano pubblicò caricature offensive nei confronti del profeta Maometto. Lo stesso mondo islamico che nel 2005 reagì con indignazione e furia alla pubblicazione delle caricature diventa cieco, sordo e muto di fronte alla violenza e alla discriminazione subite dagli uiguri una minoranza

Quattromila esperti di Cina ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: il Forum Italia-Cina che si è tenuto la scorsa settimana a Roma, da trasformare in attività quotidiana. E soprattutto ci sono migliaia di aziende italiane piccole e medie che in Cina stanno trovando, o potrebbero trovare a breve, una nuova strada per crescere e lasciarsi alle spalle il dibattito domestico sulla crisi.

Sali di potassio a prezzi in calo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina e India sono i due maggiori importatori e la mossa di Silvinit, che copre quasi il 20% dell'import annuo dell'India, non poteva che divenire un benchmark cui adeguarsi. L'offerta ha sconfessato anche i contratti, con prezzi vicini a 700 dollari, come quelli siglati il mese scorso tra gli acquirenti giapponesi,

I tassi reali alti ostacolano la ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Moltiplicati tra paesi: la Cina ha fatto da apripista nel ritorno sul sentiero di espansione, l'India ne ha seguito le orme, il Giappone ha messo a segno recuperi corposi (+14% la produzione nei tre mesi tra marzo e maggio), gli Usa vedono stabilizzarsi il mercato delle case e le imprese sono in condizioni di buona salute finanziaria,

Fotografia da indossare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Francia, Tokyo e ora anche in Cina. Le collezioni vengono presentate a Parigi, nelle settimane delle sfilate. Perché Parigi? «Perché a Parigi c'è più gente che viene a cercare cose particolari. E poi ora che tutti hanno tagliato i costi, dovendo scegliere tra Milano e Parigi preferiscono quest'ultima ».

PV Rome Mediterranean 2009, arriva dal sole l'energia per la ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: uno dei Paesi che investe di più sul fotovoltaico è la Cina. La National Energy Administration cinese punta infatti a installare due GW entro il 2011, circa 15 volte in più rispetto alla capacità di 140 MW di fine 2008. Secondo il quotidiano China Daily, l'autorità nazionale cinese per l'energia intende sovvenzionare il piano con incentivi e sussidi.

De Castro: ( da "Avvenire" del 15-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: a maggior ragione dovrà valere per i pomodori importati dalla Cina. Il primo accordo a Strasburgo è stato raggiunto sulla creazione di una commissione temporanea anti-crisi. Non è un po' tardi? È vero, l'Europa è stata assente, soprattutto nelle iniziative di tutela dell'occupazione e per le piccole e medie imprese.>

Man acquista il 25% della Sinotruk ( da "Finanza e Mercati" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Dopo che di recente si era vista costretta a rivedere al ribasso le previsioni di utili per il primo semestre dell'esercizio in corso. Secondo i termini dell'accordo, Man fornirà i brevetti di motori, chassis, e assi a Sinotruk che li sfrutterà per nuovi veicoli prodotti in Cina.

Cina sotto osservazione per l'affaire Rio Tinto ( da "Finanza e Mercati" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina sotto osservazione per l'affaire Rio Tinto da Finanza&Mercati del 16-07-2009 «Governi e compagnie straniere terranno sotto controllo molto attentamente lo sviluppo del caso - ha dichiarato il premier australiano Kevin Rudd - e trarranno le loro conclusioni.

l'aborto di stato - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: in Cina o in Nord-Corea o in alcuni Stati latinoamericani soprattutto per effetto di una legislazione repressiva e spesso violenta, in India soprattutto per effetto di un costume, a sua volta spesso violento; e in tanti altri luoghi. La ribellione a questa violenza è la faccia ammirevole di una campagna contro l´aborto,

"torno e voto per ignazio se vince lui addio binetti" ( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: come Nixon che in forza del suo anticomunismo aprì il dialogo con Russia e Cina». Quante chance dà, come matematico, a Marino? «Una su tre, se ai candidati non si aggiungerà Grillo». Lo vorrebbe? «Parafrasando Brecht direi "sfortunati i tempi in cui la politica ha bisogno dei comici". Effettivamente Grillo non è credibile.

Luigi Iscrizioni bloccate in Calabria Sono un giovane calabrese, iscritto al Pd in un ... ( da "Unita, L'" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: India e la Cina. Saranno capaci di non farsela sotto e svendersi? Io già una idea ce l'avrei: intanto a Cina, India e Brasile lascerei la produzione industriale, noi dobbiamo ripuntare su piccole e medie imprese, turismo, arte e ingegneria, dove se siamo seri non ci batte nessuno, per la Russia è un discorso già iniziato con il pronismo,

Londra candida Blair alla Ue ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Oltre alla guida delle delegazioni con la Cina per Crescenzio Rivellini e con il Kazakhstan per Paolo Bartolozzi. Il Pd conquista una sola presidenza, quella della commissione agricoltura per Paolo de Castro e la guida della delegazione con il Maghreb per Antonio Panzeri. Luigi De Magistris (Idv) ha avuto la presidenza della potente commissione sul controllo del bilancio europeo.

Le riserve valutarie cinesi superano quota 2mila miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Dal nostro corrispondente La Cina continua ad attirare l'interesse dei capitali esteri. E così il tesoro valutario cinese frantuma un altro record. Al 30 giugno scorso, le riserve in moneta pesante del Dragone hanno raggiunto la cifra record di 2.130 miliardi di dollari, con un aumento del 9% rispetto allo stock di valuta estera detenuto da Pechino alla fine del primo trimestre.

A morte per corruzione l'ex presidente della Sinopec ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Ieri il primo ministro australiano Kevin Rudd ha avvertito la Cina che in ballo ci sono importanti interessi economici e tutto il mondo sta guardando a come Pechino gestisce la vicenda. IL CASO RIO TINTO Il premier australiano all'attacco sull'arresto dei quattro dirigenti avverte la Cina che «il mondo guarda a come gestisce la vicenda» Chen Tonghai ha 61 anni AFP

Per le acciaierie cinesi la resa è vicina ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina continua a comprare, ma le spedizioni via nave dall'Australia hanno accusato la scorsa settimana un brusco tracollo, mentre si registrano maggiori arrivi dal Brasile e dall'India, gli altri grandi fornitori delle acciaierie cinesi. Se la mossa nasce da Pechino, si può spiegare con l'inasprirsi della vertenza iniziata proprio la scorsa settimana con la detenzione di 4 funzionari

Listi Ue positivi, Google oltre le stime ( da "Finanza e Mercati" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: altrettanto positivi, provenienti dalla Cina, per molti economisti considerata come il vero motore della ripresa assieme all'India. I dati sul Pil del Dragone, diffusi nella notte tra mercoledì e giovedì, indicano una crescita del 7,1% per il secondo trimestre, a fronte del +6,1% dei primi tre mesi dell'anno.

Le armi spuntate del leader del palazzo di Vetro ( da "Unita, L'" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Iran Il regime reprime brutalmente le proteste contro i brogli elettorali. Ban chiede moderazione. Ma alle Nazioni Unite non si va oltre la «deplorazione». G8 Ban chiede più coraggio nell'affrontare il surriscaldamento. La Cina si oppone. L'esortazione del Segretario dell'Onu evapora... Le crisi

"quei box sono un regalo ai privati" - ilaria carra ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cini Boeri, dal consigliere del Pd Francesca Castelbarco («per mostrare la miseria di un progetto che non rispetta la sacralità dei luoghi») e da Francesca Caccia Dominioni. Dall´altro, Italia Nostra annuncia un´integrazione a un esposto penale già presentato alla Procura nel 2006 dal presidente nazionale Giovanni Losavio per presunte violazioni alle norme in tutela del patrimonio

"danzo nell'acqua ascoltando i pink floyd" storia di sara, che sogna poi di fare la scrittrice - federico petroni ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: è blindato: Russia, Spagna e Cina sono intoccabili». Cos´è per te il nuoto sincronizzato? «Un modo per esprimere la mia creatività. Non sono molti gli sport che lo permettono. In più mi dà il piacere del contatto con l´acqua. Ho cominciato a 6 anni, ero piccola e incosciente: sono rimasta incastrata».

la lunga corsa al vaccino che non c'è - elena dusi ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: India e Cina. Il tempo stringe però, e il virus ha ormai ammantato tutto l´emisfero australe dove ora è inverno. A maggio l´Organizzazione mondiale della sanità aveva annunciato che il vaccino sarebbe stato pronto ad agosto. Due giorni fa ha dovuto ricredersi, slittando le sue previsioni all´inizio di ottobre.

c'è troppa - (segue dalla copertina) elena dusi ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: I trucchi erano stati messi in commercio da una multinazionale americana con ingredienti provenienti dalla Cina. «Siamo partiti da un consumatore che ha segnalato problemi alla pelle e ci siamo ritrovati a lavorare su una trousse da 18 colori» spiega il ricercatore. «All´inizio non abbiamo mai idea di quale sostanza chimica possa essere colpevole.

Fondi europei in recupero a maggio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: in particolare i fondi specializzati sulla Cina e sull'India. «Il clima è migliorato, ma non si vede ancora la presenza di investitori retail, spiccano invece gli istituzionali e il private banking –commenta Mauro Ba-ratta, amministratore delegato di Lipper –. Bisogna attendere che i mercati finanziari si stabilizzino per tornare a vedere la clientela retail.

Una misura utile per la ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: dalla Cina alla revisione dell'aumento del Pil Usa da parte della Federal Reserve, ma la crisi ancora si fa sentire». L'incontro aveva per oggetto tre argomenti: innanzitutto, la moratoria dei debiti delle imprese, sospensione o allentamento delle regole di Basilea 2, la patrimonializzazione delle imprese.

Un mondo armato ( da "Avvenire" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: la Cina si staglia come avversaria temibile: eccelle nelle capacità di reingegnerizzazione e il suo bilancio per la difesa si arricchisce di oltre il 15% ogni anno. È prima fra gli importatori mondiali di armamenti, di poco seguita dall'India. Ma non si dimentichi che Usa, Russia e 'grandi' d'Europa rappresentano i tre quarti del mercato globale e sono sostanzialmente autarchici.

India e Cina, la sfida ora è sui mari ( da "Avvenire" del 17-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: 2009 India e Cina, la sfida ora è sui mari scenario Le due potenze asiatiche stanno investendo moltissimo per ingrandire e modernizzare le proprie flotte Che ormai incrociano in tutto il globo T itani dell'economia mondiale, Pechino e New Delhi stanno riscoprendo la talassocrazia di un tempo: la flotta militare cinese è terza al mondo per tonnellaggio,

Le rinnovabili crescono in sicurezza ( da "Finanza e Mercati" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: A breve aprirete un centro anche a Suzhou, in Cina, e nel 2010 arriverete in Germania e Giappone. Il mercato cinese si sta evolvendo più rapidamente di quello europeo? La Cina è sicuramente uno dei mercati maggiormente impegnati nella produzione dei sistemi fotovoltaici, di qui la necessità di aprire un laboratorio locale.

"la puglia cresce nonostante la crisi" - roberto zarriello ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: si considera la crisi internazionale che ha messo in ginocchio paesi come la Cina e l´America. La giunta guidata da Nichi Vendola - ha aggiunto il neoassessore regionale - ??ha operato bene, sicuramente meglio della precedente, di Raffaele Fitto´'. ??Le politiche regionali - ha infatti sottolineato Viesti - hanno influito su questo risultato in maniera significativa e importante,

"la mia vita da cane (fortunato) alla casa bianca" - angelo aquaro new york ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: ultima cino-grafia, "First Dog" appunto, testi di Lewis e Zappitello, illustrazioni del celebre Tim Bowers. Lo slogan pubblicitario? Può un cane trovare la casa perfetta? Yes, he can. Peccato che proprio il fatto di essere un cane di razza, e per di più protetta, abbia portato all´inzio più politica che simpatia alla Casa Bianca.

roma, che la festa cominci ma quanti big si tengono lontani - paolo rossi roma ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: A Roma c´è il Giappone, la Cina, il Canada. Stephanie Rice e gli australiani sono di stanza a Manchester, Michael Phelps, Aaron Peirsol e gli altri americani sono blindatissimi a Riccione, mentre i tedesci alloggiano a Ravenna. Bernard e compagni sono ancora in Francia mentre il brasiliano Cielo è in Portogallo.

primo tuffo, subito cina oro e argento da un metro - emanuela audisio roma ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Sport Qin Kai e Xhang Xinhua dominano dal trampolino Primo tuffo, subito Cina oro e argento da un metro Solo il povero Zhou resta la pecora nera Un grande talento psicologicamente debole. Ai Giochi fece fallire il grande piano All´australiano Mitcham non riesce il colpo di Pechino Fuori Marconi e Sacchin EMANUELA AUDISIO ROMA La solita Cina: d´oro.

risultati e programma ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: finale trampolino 1 metro uomini: 1) Qin Kai (Cin); 2) Xhang Xinhua (Cin); 3) Matthew Mitcham (Aus). Il programma di oggi. Tuffi: trampolino sincronizzato 3 metri uomini preliminari e finale (per l´Italia Nicola e Tommaso Marconi); piattaforma 10 metri donne semifinale e finale. Nuoto sincronizzato: programma tecnico a squadre preliminari (Italia).

quell'anno che chiuse il novecento - bernardo valli ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: fino nella Repubblica popolare di Cina fondata da Mao e avviata da Deng verso quell´ossimoro che è il comunismo di mercato. Questa familiarità, con il mondo che nell´89 subisce una metamorfosi o si sgretola, consente un racconto spigliato, in cui i particolari preziosi, le impressioni passionali espresse con stile incisivo, e i giudizi graffianti,

La Cina subito sul podio Oro e argento da 1 metro ( da "Unita, L'" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: La Cina subito sul podio Oro e argento da 1 metro Tuffi Doppietta cinese nel trampolino da 1 metro: Kai Qin si è aggiudicato il primo oro dei mondiali di Roma 2009 vincendo con il punteggio di 449 davanti al connazionale Xinhua Zhang, argento con 445.

Domani saranno passati diciassette anni dal giorno in cui giudice Paolo Borsellino e la sua scorta f... ( da "Unita, L'" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Antonino Cinà. Divenne, in sostanza, il garante di un patto col sistema politico. Il racconto di Giovanni Brusca è ambientato in luoghi e situazioni del tutto diverse dal salotto di don Vito e arriva dal cuore nero di Cosa nostra. «Riina mi disse chi era il terminale della trattativa», ha rivelato di recente.

Spie e miliardi le armi cinesi nella guerra del ferro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: di aver carpito segreti di stato, una dizione che in Cina è applicata anche alle strategie delle grandi aziende, salvo essere spesso anticipate da indiscrezioni che vengono pubblicate anche sui notiziari a controllo governativo. Rio Tinto è il secondo produttore di minerale di ferro dopo la brasiliana Vale.

A Pechino guerra di spie per la conquista del ferro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: La Cina invece ha insistito, e continua a farlo, per uno sconto non inferiore al 40 per cento. Il denaro coinvolto non è da poco. La differenza di costo tra le due ipotesi, se la si applica a tutte le importazioni di Pechino, è nell'ordine dei due-tre miliardi di dollari.

Accuse del tutto infondate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: affaire a cui ha dato il nome in Cina. Non una risposta ufficiale alle accuse che il quotidiano statale China Daily lasciava trapelare, citando anonime fonti "insider". Non una conferma alla notizia dell'ordine impartito ai propri dipendenti stranieri di lasciare la Cina, o di non farvi rientro se già all'estero, riportata dall'Australian Financial Review.

Ripresa in ordine sparso Tornano gli ordinativi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: dove oltreall'India e alla Cina anche il Giappone ha dimostrato un risveglio industriale importante. I progressi sono minori in Eurolandia e maggiori negli Stati Uniti.In Italia l'attività manifatturiera si è stabilizzata, ma i livelli sono ancora molto bassi. A giugno la produzione è cresciuta dello 0,6% rispetto a maggio.

Alierta assolto per prescrizione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: telecomunicazioni con una forte presenza in America latina e un crescente interesse in Cina. Il tutto, mentre siamo in attesa di conoscere quali sviluppi si avranno sul fronte dell'alleanza con Telecom Italia , probabilmente dopo l'estate. Ieri in Borsa, nel frattempo il gruppo che capitalizza circa 77, 5 miliardi di euro, ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,76% a quota 16,47 euro.

La Cina mitiga la scarsità di soia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: offerta di 500mila tonnellate provenienti dalla scorte strategiche La Cina mitiga la scarsità di soia Però la siccità ha decimato l'offerta di Argentina e Brasile Roberto Capezzuoli Gli utilizzatori di soia dovranno soffrire ancora almeno un paio di mesi. L'ultimo rapporto del Dipartimento statunitense dell'Agricoltura ha previsto che il 31 agosto, conclusione dell'annata 2008-09,

E parte la corsa per Shanghai 2010 ( da "Avvenire" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Dall'altro si risponde contemporaneamente all'interesse della stessa Cina, che guarda con grande attenzione al modello italiano dei distretti industriali». L'obiettivo prefissato dal governo è perciò quello di chiamare a raccolta soggetti di natura diversa per descrivere «l'Italia degli innovatori». In che modo?

Sequestrati cosmetici tossici: avevano nichel, piombo e arsenico ( da "Avvenire" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Si tratta di prodotti fabbricati in Cina dalla multinazionale americana Markwins; gli inquirenti si sono concentrati sulla sede tedesca dell'industria, a Wiesbaden. Gli accertamenti riguardano fard, ombretti, ciprie e rossetti destinati soprattutto alle bambine, prodotti che venivano venduti, a prezzi molto contenuti, in profumerie e supermercati di tutta Italia.

Le esplosioni ( da "Avvenire" del 18-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: MONDO 18-07-2009 Le esplosioni 7.45 locali (2.45 in Italia) Hotel Marriott Una prima esplosione colpisce un caffé al piano sotterraneo CINA 7.47 locali (2.47 in Italia) Hotel Ritz-Carlton Un secondo ordigno scoppia nel ristorante INDONESIA Giacarta ANSA-CENTIMETRI

influenza a, l'allarme di fazio "apertura delle scuole a rischio" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: in Cina più di cento studenti americani e britannici sono in quarantena. Anche nel Belpaese, tuttavia, si prevede un raddoppio dei casi ogni dieci giorni fino ad arrivare a quattro milioni di ammalati entro marzo. Perciò le autorità sanitarie stimano necessaria la distribuzione di otto milioni di dosi di vaccino.

e il turista si è scelto on line il film da vedere in spiaggia - serena papini ( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: o cine-borse che dir si voglia, sono andate a ruba, destinando l´incasso delle vendite (20 euro ciascuna) alla cooperativa sociale Ippogrifo, che si occupa di ippoterapia per disabili psichici. Servirà ad acquistare un bosco da percorrere a cavallo a San Martino Monte l´Abate, salvando fra l´altro quel terreno ambito da un´

marconi beffa nei tuffi, quarti per 9 centesimi - paolo rossi ( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: è chi ha fatto piangere la Cina. Non è più solo l´australiano Mitcham l´avversario tabù. Ad impedire l´ein plein cinese è stata Paola Espinosa, la messicana glamour, personaggio del suo paese e, da oggi, star perché prima tuffatrice d´oro. «Finalmente ce l´ho fatta a batterle, ho tenuto una concentrazione mentale d´acciaio» ha detto la nuova campionessa mondiale.

Andremo su Marte per salvare l'umanità La sfida è ripartita e la Nasa ha un programma per tornare sulla Luna nel 2020, prima tappa per vivere fuori dalla Terra ( da "Unita, L'" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina, India e Brasile. La Nasa non poteva rimanere immobile e ha lanciato la sfida di tornare sulla Luna entro il 2020. Il nuovo programma prevede di spendere circa 100 miliardi di dollari per riportare degli astronauti sulla luna. Con il programma Constellation, la Nasa vuole realizzare una nuova capsula capace di sostituire lo Shuttle per trasportare astronauti verso la Stazione

IL PRIMO FILM DI HAMAS È girata in gloria della guerra santa la prima opera cine... ( da "Unita, L'" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract:

Messico e nuvole nel cielo di Roma09 Paola Espinosa, dieci metri sopra l'oro ( da "Unita, L'" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: grande quanto tutto il Messico che ha sconfitto la Cina in questa lotta tra giganti della Terra. «Lo dedico al mio allenatore e spero che il mio papà abbia visto la gara in tv». Dall'altra parte del mondo, a La Paz, dove il Messico si fa stretto e lungo, ricco di sabbia, di mare e di iguane, babbo Marco Antonio e i suoi tre cani avranno tenuto il fiato fermo immobile prima dell'

I suoi ultimi giorni dicono che Borsellino aveva capito tutto L'interrogatorio del pentito Mutolo, gli incontri al Viminale, le confidenza allarmate ai familiari, l'ultimo saluto a ( da "Unita, L'" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: il medico Nino Cinà. E' in questa fase, secondo Massimo Ciancimino, suo padre riceve il famoso papello, cioè le richieste di Riina allo Stato per arrivare alla pax mafiosa. 25 giugno. Borsellino incontra Mori e de Donno. i due militari diranno che quell'incontro fu voluto dal giudice che chiese loro «di affiancarlo con grande riservatezza e direttamente alle sue dipendenze»

Pandemia. British Airways e Virgin Atlantic non imbarcano passeggeri con sintomi. Per Fazio: possibile rinvio inizio scuole ( da "AmericaOggi Online" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina le autorità hanno già installato degli scanner per il controllo della temperatura corporea per identificare i passeggeri che hanno la febbre. ROMA. Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, "assolutamente si", le scuole italiane "riapriranno normalmente" dopo la pausa estiva e non subiranno rinvii a causa della diffusione della nuova influenza.

Luna 1969. Quarant'anni dopo si pensa allo spazioporto ( da "AmericaOggi Online" del 19-07-2009)
Argomenti: Cina

Abstract: si comincia a ragionare sulla possibilità di ampliare il numero dei partner della Iss, comprendendo per esempio India e Cina. Si sta pensando anche ad una eventuale collaborazione nel settore del trasporto, in uno scenario nel quale lo shuttle si prepara ad andare in pensione nel 2010 e l'unico mezzo per portare uomini sulla stazione orbitale sarà la navetta russa Soyuz.


Articoli

La Fiat si lancia sulla Carrozzeria Bertone (sezione: Cina)

( da "Finanza e Mercati" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

La Fiat si lancia sulla Carrozzeria Bertone da Finanza&Mercati del 15-07-2009 L'offerta arriva sul filo di lana, due giorni prima della scadenza ultima, quasi ad anticipare lo sprint vincente. La Fiat ha presentato una manifestazione di interesse per la carrozzeria Bertone, da circa un anno in stato di insolvenza, che ancor oggi conta circa 1.140 dipendenti (contro i 1.450 di fine 2007), capace di produrre fino a 70.000 vetture. L'offerta, limitata all'impianto di verniciatura di Grugliasco (non al marchio della storica azienda del leggendario Nuccio) si affianca ad altre quattro: quella di Gianmario Rossignolo, ex Electrolux ed ex Telecom Italia, oltreché storico manager Fiat anni Settanta, che punta a un progetto per produrre auto sportive in alluminio; quella della Keplero di Domenico Reviglio, spalleggiata da Lilli, vedova del fondatore (ma osteggiata dalle figlie), intenzionato a produrre una serie di auto «verdi»; quella del costruttore cinese FAW Group, forte in Cina di accordi con Volkswagen e Toyota, ma che finora non produce né commercializza auto in Europa; infine quella di un non meglio precisato consorzio spagnolo. Una concorrenza numerosa ma, tutto sommato fragile per un impianto che, nonostante il lungo stop, vanta ancora impianti di verniciatura più moderni di quelli di Pininfarina e della stesso gruppo di Mirafiori. Una motivazione che, probabilmente, giustifica un'offerta più volte sollecitata, senza successo, dalla regione Piemonte. Non stupisce perciò che l'offerta Fiat sia già in pole position, tra benedizioni e scioperi. Le prime arrivano dal governo: «L'interesse di Fiat per Bertone - dice il ministro Claudio Scajola - sta a significare l'attenzione che l'azienda torinese ha per l'Italia». Gli scioperi riguardano, invece, Mirafiori. A motivare la fermata, oltre alle incognite sul futuro degli impianti a rischio (immediati i malumori a Temini Imerese), figura il nodo del premio di risultato per cui, accusa il sindacato, la Fiat «non sembra disposta a trattare». Inanto, ad una settimana dal cda(22 luglio) Fiat torna a superare quota 7 euro. Merito anche dell'ottimismo sul settore diffuso dalle anticipazioni di Ian Robertson, responsabile delle vendite Bmw, che ha annunciato durante un'intervista al Financial Times «un aumento della produzione nei prossimi sei mesi».

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Non c'è quiete ma è passata la tempesta finanziaria (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-15 - pag: 1 autore: IDEE Non c'è quiete ma è passata la tempesta finanziaria L' economia mondiale sta uscendo dalla crisi? Il mondo sta imparando le lezioni giuste? La risposta a entrambe le domande è: sì, ma fino a un certo punto. Abbiamo fatto alcune delle cose giuste da fare e imparato alcune delle lezioni. Ma non abbiamo fatto abbastanza e non abbiamo imparato abbastanza. La ripresa sarà lenta e faticosa, con un forte pericolo di ricadute. Ma cominciamo dalle buone notizie. La crisi finanziaria, in senso stretto, è finita: le Borse hanno recuperato, la liquidità sta tornando sui mercati, le banche riescono a raccogliere capitali e gli spread estremi di rischio dello scorso anno sui mercati finanziari sono scomparsi. Se affrontato con decisione, il panico cessa. In questo caso,l'impegno delle autorità a venire in soccorso di un sistema finanziario fallimentare ha rappresentato un intervento senza precedenti. Che ha prodotto i risultati sperati. Anche il momento peggiore della crisi economica sta passando. Come ha osservato l'Ocse nel suo ultimo Outlook, «per la prima volta da giugno 2007, le proiezioni sono state riviste al rialzo per l'area Ocse nel suo insieme rispetto alla precedente pubblicazione ». Anche il Fondo monetario internazionale nell'ultimo aggiornamento del suo Outlook afferma che «la crescita economica nel 2009-2010 ora si prevede che sarà di mezzo punto percentuale più alta della previsione Fmi di aprile, arrivando nel 2010 al 2,5%». Una svolta del genere nelle previsioni è l'indicatore di una ripresa imminente. Emerge chiaramente da tutte le proiezioni successive per il 2010. In queste stime si vedono miglioramenti per Stati Uniti, Giappone e Regno Unito, anche se, ed è preoccupante, non per l'Eurozona.Le previsioni per la Cina evidenziano un'ottima tenuta. Anche in India la fiducia è in crescita. Ma queste notizie, per quanto liete, vanno contestualizzate. Il peggio della crisi sarà anche passato, ma il sistema finanziario rimane sottocapitalizzato e oberato da un fardello di asset di dubbio valore di dimensioni ancora ignote. Continua u pagina 4 Lancette dell'economia u pagina 8 Martin Wolf l'articolo prosegue in altra pagina

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Pechino processa le sue società (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-15 - pag: 10 autore: Il caso Rio Tinto. Inchiesta sullo spionaggio estesa ai colossi siderurgici cinesi Pechino processa le sue società Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente L'affare Rio Tinto si colora sempre più digiallo.L'inchiesta della magistratura cinese, che la settimana scorsa ha condotto all'arresto di un alto dirigente del colosso minerario anglo-australiano e di suoi tre stretti collaboratori, si sta allargando. E in questa brutta vicenda di spionaggio e corruzione ora rischia di restare invischiato anche il Gotha della siderurgia cinese. Talvolta (ma solo quando lo decide il governo per ragioni strategiche),la Cina è un po' come l'Italia: gli sviluppi delle grandi inchieste giudiziarie si apprendono a mezzo stampa. Ieri, alcuni quotidiani hanno rivelato che i giudici che stanno lavorando al caso Rio Tinto avrebbero allargato il perimetro delle indagini alle principali società siderurgiche nazionali, e anche alla Chinese Iron and Steel Association (Cisa). I magistrati sospettano che alcuni manager di Baosteel e Angang abbiano fatto da sponda alle attività illecite condotte in Cina da Stern Hu, il capo della consociata cinese di Rio Tinto arrestato qualche giorno fa a Shanghai. Dietro pagamento di tangenti, alcuni dirigenti dei due colossi siderurgici potrebbero aver passato a Hu informazioni riservate sul mercato dell'acciaio cinese e sulle strategie studiate da Pechino per affrontare le trattative sul prezzo 2009 dei materiali ferrosi. In questa girandola di mazzette potrebbe essere coinvolto anche qualche alto funzionario dell'associazione di categoria, Cisa. Le rivelazioni della stampa cinese da un lato aumentano la suspense sull'inquietante vicenda, che nei giorni scorsi ha messo sotto tensione le relazioni diplomatiche tra Australia e Cina. Dall'altro, chiariscono il mistero sulla doppia pista accusatoria a carico di Hu: spionaggio, perché il manager di Rio Tinto avrebbe carpito segreti di stato sull'industria siderurgica cinese; corruzione, perché per entrare in possesso di questi dossier riservati avrebbe pagato tangenti. Alla luce di questi ultimi sviluppi, l'affare Rio Tinto, dopo aver avuto un forte impatto sul piano internazionale, ora potrebbe trasformarsi in un elemento di rottura all'interno dell'industria siderurgica cinese. La Cina è il principale consumatore di acciaio del mondo. Le trattative che si svolgono ogni anno per la determinazione del prezzo dei minerali ferrosi, quindi, per Pechino sono una questione di grande importanza strategica. L'ultimo round negoziale avrebbe dovuto concludersi il 30 giugno.Ma la Cisa (l'associazione di categoria rappresenta i produttori nazionali nella trattativa) non è riuscita a raggiungere un accordo con i produttori di minerali ferrosi, tra i quali figura appunto anche il gigante anglo-australiano Rio Tinto. Il che ha scatenato l'ira dei gruppi siderurgici cinesi, che hanno accusato la Cisa di aver tirato troppo la corda al tavolo del negoziato: l'associazione puntava infatti a spuntare uno sconto maggiore rispetto al taglio del 33% sul prezzo 2008 già ottenuto dai signori dell'acciaio coreani e giapponesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LE INDAGINI Il sospetto dei magistrati è che le compagnie di stato abbiano rivelato notizie riservate al gruppo australiano in cambio di tangenti

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Il risveglio dell'Asia comincia da Singapore (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-15 - pag: 10 autore: Le vie della ripresa. Balzo del Pil nel secondo trimestre (+20,4%) trainato dall'export Il risveglio dell'Asia comincia da Singapore Domani il dato della Cina: attesa una crescita vicina all'8% Alessandro Merli Singapore ha lanciato ieri un segnale che potrebbe essere più eloquente di tutti i discorsi sui "germogli verdi", i green shoots, per la verità un po' ingialliti negli ultimi tempi, per individuare i tempi della ripresa mondiale. Singapore non è un'economia qualsiasi. La sua dipendenza dall'export ne fa una sorta di cartina di tornasole delle tendenze del commercio internazionale. E, proprio perché molto dipendente dalle esportazioni, è stata una di quelle, insieme a Taiwan e altri "tigri" asiatiche, che hanno accusato più violentemente i colpi di una crisi che è passata anche da una caduta senza precedenti del commercio mondiale. Una ripresa di Singapore, osservavano ieri alcuni commentatori, può voler dire che segni di rinascita degli scambi commerciali sono imminenti. Nel secondo trimestre, il prodotto interno lordo della cittàStato asiatica è cresciuto su base annualizzata del 20,4 per cento. Il dato è non solo molto al di sopra delle aspettative, ma anche il primo trimestre di crescita positiva dopo quattro di contrazione. Per la verità, lo stesso governo di Singapore è molto cauto: ha rivisto le sue previsioni per l'intero anno da un calo del Pil del 6-9% a un calo del 4-6%. Tutt'altro che cifre che possano suscitare euforia. «Non ci sono prove - ha detto una nota del governo che accompagnava i dati sul Pil - di un miglioramento decisivo». I mercati finanziari in larga misura concordano, anche perché nel rimbalzo ha giocato un ruolo fondamentale la ricostituzione delle scorte. In realtà, dalla stessa Singapore, per decifrare gli sviluppi futuri, l'attenzione è concentrata soprattutto sulle grandi economie. Buone notizie potrebbero venire già domani dalla Cina dove, secondo un'indagine dell'agenzia Bloomberg fra economisti che seguono questo mercato, verrà annunciato che il Pil del secondo trimestre è cresciuto del 7,8 per cento. Il Fondo monetario, nell'aggiornamento delle sue previsioni economiche pubblicato la scorsa settimana, sosteneva che l'Asia emergente sarà la regione a più alta crescita nel mondo: del 5,5% quest'anno e del 7% l'anno prossimo. Più incerto il quadro negli Stati Uniti, nonostante le rassicurazioni del segretario al Tesoro, Tim Geithner, nel suo viaggio a Londra e in Medio oriente. Le vendite al dettaglio sono cresciute al di sotto delle attese se si escludono quelle delle stazioni di servizio (influenzate dall'aumento dei prezzi della benzina) e delle auto. Le scorte sono destinate a subire una contrazione record nel secondo trimestre, dopo il dato negativo di maggio. Tuttavia Dean Maki, di Barclays Capital, ha aggiustato al rialzo le sue previsioni di crescita per il periodo aprile-giugno (da -2% a -1,5%) basandosi sul contributo delle esportazioni. Secondo Maki, il commercio estero aggiungerà un 1% alla crescita Usa nel trimestre rispetto a quanto previsto in precedenza. Barclays Capital ritiene anche che l'economia americana possa tornare a crescere nel terzo trimestre, con un +2,5%. Un ritorno alla crescita a partire dal trimestre in corso è la previsione di molti istituti di ricerca, ma la ripresa vera e propria dovrebbe avvenire solo nel 2010. La congiuntura manda invece segnali di ritardo dall'Europa. «L'area euro - sostiene una nota per gli investitori diffusa ieri da Capital Economics - sarà l'ultima delle economie più importanti a emergere dalla recessione ». La società di ricerca economica londinese sostiene che la contrazione del Pil sarà del 5% quest'anno e che anche l'anno prossimo Eurolandia resterà in stagnazione, mentre nel 2011 la crescita, pari all'1,5%, sarà comunque meno vigorosa che negli Usa. Ieri, il dato della produzione industriale di maggio ha registrato un aumento mensile dello 0,5%, al di sotto delle aspettativa. è però il primo aumento dall'agosto 2008 e indica,secondo Juergen Michels di Citigroup, che gli aumenti precedenti anticipati dai sondaggi fra le imprese hanno cominciato a materializzarsi. Un messaggio contrastante è venuto invece dall'indicatore Zew sulle aspettative degli operatori economici in Germania, che ha registrato un calo nel mese di luglio, dopo una serie di rialzi dall'inizio dell'anno.Gli analistiinterpellati hanno espresso preoccupazione per gli effetti sull'attività economica della potenziale restrizione del credito bancario, preoccupazione largamente condivisa in molti paesi europei, Italia compresa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Senza credito a rischio anche la marcia dei Bric (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-15 - pag: 14 autore: MERCATI E MERCANTI ... Senza credito a rischio anche la marcia dei Bric I paesi emergenti sono di moda. Sul fronte della diplomazia economica, i Bric (Brasile, Russia, India, Cina) si sono trasformati dalla sigla inventata da un economista in una forza che, se non proprio compatta, comunque fa sentire la propria voce nel confronto con le potenze tradizionali e nei negoziati commerciali. Nell'economia reale, secondo le ultime previsioni del Fondo monetario, la crescita di emergenti e paesi in via di sviluppo sarà quest'anno dell'1,5% e il prossimo del 4,7, mentre i paesi avanzati accuseranno ancora nel 2009 una contrazione del 3,8% e una ripresa asfittica dello 0,6 nel 2010. Sui mercati finanziari, le loro Borse sono salite del 30-60% da fine febbraio, mentre gli spread, la misura del rischio-paese, si sono in media più che dimezzati dalla fase più acuta della crisi, nell'ottobre scorso. I mercati scontano proprio le aspettative di una ripresa che arriverà prima e sarà più vigorosa negli emergenti e hanno beneficiato del rimbalzo dei prezzi delle materie prime, di cui molti di questi paesi sono produttori, proprio in attesa di un ritorno della crescita economica. Si può dire allora che gli emergenti sono fuori dalla prima crisi finanziaria internazionale da decenni a questa parte di cui sono stati più vittime che compartecipi? Bisogna fare attenzione a un fattore di vulnerabilità importante, non a caso sottolineato sia dall'Fmi nel suo aggiornamento del Global Financial Stability Report, sia dalla Banca dei regolamenti internazionali nel suo rapporto annuale, entrambi appena pubblicati, oltre agli effetti dello stallo nelle economie avanzate. Ed è la brusca caduta dei prestiti bancari internazionali, un credit crunch molto più accentuato di quello, già pesante, avvenuto sui mercati interni. Nel secondo trimestre di quest'anno, i prestiti verso le economie emergenti sono stati ancora meno che nella fase di paralisi totale dei mercati, nell'autunno 2008,e sono andati per la quasi totalità verso l'Asia. Le emissioni di obbligazioni e azioni sono invece in forte ripresa, e meglio distribuite. Le case madri bancarie hanno inoltre in genere mantenuto i finanziamenti alle loro controllate che operano sui mercati emergenti. Il deflusso di capitali comunque è un elemento di rischio significativo. La marcia indietro della globalizzazione finanziaria degli ultimi dieci anni è in atto. Le previsioni delle istituzioni ufficiali e del settore privato concordano che questa tendenza è probabilmente destinata a continuare. Ma, come la ripresa, avverrà in modo disuguale. Chi ha più da rimetterci sono i paesi che si sono affidati per lo sviluppo degli ultimi anni ai capitali esteri. L'Fmi indica fra le aree più vulnerabili l'Europa emergente e i paesi dell'ex Unione Sovietica, anche se sono proprio quelle dove il Fondo stesso ha contribuito ai tentativi di stabilizzare la situazione. Certamente, a differenza di crisi passate, mercati e investitori sembrano aver imparato a discriminare fra chi ha tenuto la casa in ordine e chi no. www.ilsole24ore.com/economia Online «Mercati e mercanti» di Alessandro Merli di Alessandro Merli

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Il silenzio assordante dell'islam (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-15 - pag: 14 autore: Il silenzio assordante dell'islam di Moisés NaÍm D ove sono le fatwa? Dove sono le marce di protesta oceaniche nelle capitali d'Europa e dei paesi islamici? Dove sono le manifestazioni di fronte alle ambasciate?Che ne è stato dei discorsi carichi d'indignazione? Che cosa dice al Qaeda? In altre parole: che cos'ha la Cina che non aveva la Danimarca? In Cina discriminano e uccidono i musulmani e in Danimarca un quotidiano pubblicò caricature offensive nei confronti del profeta Maometto. Lo stesso mondo islamico che nel 2005 reagì con indignazione e furia alla pubblicazione delle caricature diventa cieco, sordo e muto di fronte alla violenza e alla discriminazione subite dagli uiguri una minoranza musulmana - per mano del governo cinese. La reazione alla pubblicazione della caricature fu istantanea. Undici ambasciatori di paesi musulmani presentarono una protesta formale a nome dei rispettivi governi di fronte al primo ministro danese. Questi spiegò loro che in Danimarca c'è libertà di stampa e che il governo non aveva avuto nulla a che fare con la decisione di pubblicare le caricature. Non servì a nulla. Qualche giorno dopo, il consolato di Danimarca a Beirut fu incendiato, e in Afghanistan, in Pakistan e in Somalia scoppiarono violente manifestazioni di protesta contro le vignette, lasciando un bilancio di numerose vittime. Anche quotidiani norvegesi e di altri paesi decisero di pubblicare le vignette come gesto di solidarietà e in difesa della libertà di espressione, aggravando ancora di più l'ondata di violenza. A Damasco, migliaia di manifestanti "spontanei" incendiarono le ambasciate di Danimarca e Norvegia. A Teheran, il fantasioso Mahmud Ahmadinejad decise, come rappresaglia contro la pubblicazione delle vignette, di organizzare una mostra di altre caricature. Il tema? L'irrisione dell'Olocausto.Inevitabilmente,i video ei siti internet di al Qaeda citarono le vignette pubblicate in Europa come un altro esempio della nuova crociata occidentale contro l'islam. Le fatwa che prescrivevano i castighi più severi per vignettisti e direttori di giornali non si fecero attendere. Nel frattempo... Dagli anni Novanta in poi il governo cinese ha messo in atto numerose politiche repressive ai danni degli uiguri. Nelle scuole è proibito l'insegnamento in lingua uigura e ai dipendenti pubblici è vietato portare la barba lunga, comune tra certi musulmani, ed è vietato anche pregare o digiunare durante l'orario di lavoro. Le donne che lavorano per lo stato non possono usare veli che coprono la testa. Gli uiguri sono discriminati anche nell'accesso alle cure sanitarie, all'istruzione, alla casa e al lavoro. I giovani uiguri spesso sono costretti ad andare a lavorare in province lontane, mentre milioni di persone del resto del paese sono incoraggiati dal governo di Pechino a trasferirsi nella provincia dello Xinjiang con promesse di lavoro e altri incentivi. Più di due milioni di cinesi hanno risposto a questi incentivi. Gli uiguri che si azzardano a protestare per le discriminazioni e i maltrattamenti vengono arrestati e le proteste brutalmente represse. A Yining, ad esempio, nel 1997 le forze governative reagirono violentemente ai disordini di piazza, provocando una gran quantità di morti. Dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001 la persecuzione del governo cinese contro gli uiguri si è intensificata. Alcuni dei leader sono stati accusati di avere legami con al Qaeda e sono stati messi in carcere. La repressione contro qualsiasi gruppo di uiguri sospettato di terrorismo, estremismo religioso o separatismo è implacabile, sistematica e permanente. I recenti scontri nelle strade di Urumqi, il capoluogo della provincia dello Xinjiang, hanno lasciato sul terreno 186 morti, mille feriti e più di 1.400 arrestati. Queste sono le cifre ufficiali: i numeri indicati dalle organizzazioni uigure sono molto più alti. Tutto ciò va avanti da decenni, eppure che cosa hanno detto i leader politici e religiosi del mondo islamico? Non molto. In vari paesi, religiosi musulmani trovano il tempo e l'energia per emettere fatwa per condannare, fra le altre cose, i cartoni animati giapponesi dei Pokemon, la nudità totale durante il coito o l'uso dei vaccini contro la poliomelite. E anche per condannare Salman Rushdie. Hanno preso posizione sulla situazione degli uiguri? No. E la Lega araba, i governi dei paesi musulmani, le organizzazioni islamiche europee o asiatiche? Nemmeno. Gli uiguri, che hanno profondi legami etnici con la Turchia e la cui lingua ha radici turche, non hanno potuto contare nemmeno sulla solidarietà che il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan aveva manifestato ai palestinesi durante la recente crisi di Gaza. Mentre da un lato chiedeva il riconoscimento internazionale di Hamas, Erdogan negava il visto a Rebiya Kadeer, la leader in esilio degli uiguri. Poco tempo fa il premier turco ha cambiato posizione e ha annunciato che il suo governo avrebbe autorizzato la visita della leader uigura. A livello internazionale la Turchia ha espresso la sua preoccupazione per la situazione nello Xinjiang con toni leggermente più forti di prima. Meglio che niente. Ecco la reazione di un quotidiano ufficiale cinese: «L'appoggio della Turchia ai separatisti e terroristi uiguri non può che provocare indignazione in Cina. Se la Turchia non vuole rovinare le relazioni tra i nostri due paesi deve cessare di appoggiare questi disordini separatisti. Deve smettere di essere un asse del male! ». In politica la cecità o il mutismo non sono il prodotto di infermità, ma di interessi. Nelle prossime settimane vedremo con quale efficacia la Cina riuscirà a far capire ai leader del mondo islamico quali sono i loro veri interessi. E il silenzio di fronte alla tragedia degli uiguri sarà molto eloquente. (Traduzione di Fabio Galimberti) © RIPRODUZIONE RISERVATA POSSIBILI SVILUPPI Non sono state emesse fatwa né organizzate proteste Nelle prossime settimane vedremo quali saranno le offerte di Pechino In esilio. Rebiya Kadeer, 61 anni, leader degli uiguri, vive negli Usa. Chiusa per sei anni nelle prigioni cinesi, è stata candidata tre volte al premio Nobel. AFP

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Quattromila esperti di Cina (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: JOB 24 data: 2009-07-15 - pag: 28 autore: Quattromila «esperti» di Cina Pronti i laureati in grado di gestire 38 intese commerciali per 2 miliardi di dollari Gianni Trovati MILANO. Ci sono 38 accordi commerciali per oltre 2 miliardi di dollari da far viaggiare. C'è l'«evento storico» (parola del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia) che li ha creati, il Forum Italia-Cina che si è tenuto la scorsa settimana a Roma, da trasformare in attività quotidiana. E soprattutto ci sono migliaia di aziende italiane piccole e medie che in Cina stanno trovando, o potrebbero trovare a breve, una nuova strada per crescere e lasciarsi alle spalle il dibattito domestico sulla crisi. A loro l'università italiana inizia a offrire una avanguardia di laureati con le competenze giuste per fare il salto a Est. AlmaLaurea, che raccoglie ormai più di 1,2 milioni di curricula dei laureati nelle 53 università del consorzio, custodisce le storie di 3.700 laureati italiani che conoscono a menadito gli ideogrammi, ma anche gli strumenti manageriali per entrare nel grande gioco del Pil in mandarino. Sono giovani come Sebastian Tommaso Magrin, 27 anni, laurea in agronomia a Padova e corso di cinese commerciale a Pechino, che da un anno e mezzo fa la spola fra Breganze (meno di 9mila anime in provincia di Vicenza) e la Cina, dove ha battezzato e sta sviluppando la rete commerciale Meccanica Breganzese, del gruppo Faresin. «Qui le prospettive restano ottime – spiega – e le aziende italiane hanno bisogno di competenze per sfruttarle meglio». I corsi di cinese, però, Magrin se li è pagati da solo, sia quelli iniziali in Italia sia quello specialistico a Pechino. Perché per l'università italiana questa è ancora una nuova frontiera, e i primi passi fuori dal recinto tradizionale della laurea in lingue orientali nascono più per iniziativa degli studenti che per progetti dell'accademia. O per un matrimonio fra questi due fattori, come mostra l'esperienza di Marco Pennacchietti, 27 anni e laurea in comunicazione d'impresa alla Sapienza, che ha "tradotto" in cinese l'opportunità resa disponibile dal progetto «Tesi all'estero» dell'ateneo romano. Pennacchietti è stato undici mesi a Pechino per studiare le strategie pubblicitarie con cui le aziende occidentali si fanno largo nel mercato cinese, ma già che c'era si è iscritto alla Beijing Foreign Studies University per imparare meglio la lingua. Lì ha incontrato colleghi spagnoli, tedeschi, francesi, «che in genere hanno competenze più integrate perché sono ingegneri o economisti che poi studiano il cinese. Gli italiani sono più spesso laureati in lingue orientali, che non hanno competenze specifiche per il business, e anche le borse di studio ministeriali assecondano questa tendenza. Io stesso non mi sono visto riconoscere alcuni esami di cinese». Qualcosa però si muove, come dimostrano i 1.300 ingegneri, economisti e giuristi con il curriculum rivolto verso Oriente. «Ma accanto alle università – sottolinea Andrea Cammelli, presidente di AlmaLaurea – si deve impegnare anche il governo con incentivi alle imprese che investono nel capitale umano, per non condannarle a una condizione di minorità quando si uscirà dalla crisi». Per chi guarda all'Oriente «le prospettive continuano a essere eccezionali – conferma Gianluca Accardo, 26 anni e laurea in disegno industriale a Genova –. Chi ha voglia di fare non ha problemi, tutte le porte sono aperte, e per gli occidentali che vengono qui gli stipendi sono piuttosto alti». Accardo segue dalla Cina la produzione e la vendita di attrezzature di protezione per i cavi delle pompe sotterranee nei pozzi di petrolio, e avverte che «la distanza di competenze fra noi e i cinesi si sta assottigliando rapidamente, ma l'aiuto occidentale resta imprescindibile». Un aiuto che si misura in termini di «fantasia e competenza »; a proporre il binomio è Isabella Vettolani (27 anni, laurea in ingegneria gestionale e Mba con seminari sul business in Asia, tutto all'Università di Bologna), che segue lo sviluppo cinese della Ima, azienda costruttrice di macchine automatiche per la produzione e il packaging di farmaci. «Vivo a Bologna, ma passo 4-5 mesi all'anno nello Shandong, a sud di Pechino, un'area interessata da uno sviluppo sfrenato». Certo, il "pendolarismo" con la Cina non è pratica semplicissima, «i rapporti personali e professionali sono complicati e non vedere il sole per mesi può non essere piacevole ». Ma «la corsa delle opportunità senza sosta» vale la candela, e non solo per tecnici o laureati in economia. Anna Zanoli è laureata in lingue e letterature straniere e lavora a Polonews (www.polonews.it), un sito che traduce i quotidiani cinesi e offre una visione di prima mano su che cosa succede nel paese. «I nostri utenti sono studenti, professori, giornalisti ma anche imprese, che hanno bisogno di una conoscenza non mediata per prendere le decisioni migliori». Simona Novaretti invece ha 40 anni, e dopo una laurea in lingue orientali a Venezia (nel 1994), svariate esperienze cinesi, e una in giurisprudenza a Torino (nel 2007) sta svolgendo un dottorato in diritto cinese e conta di aprire uno studio legale in loco per lavorare con i colleghi cinesi. «Le competenze linguistiche – conferma – sono importanti ma non bastano, e servirebbe una formazione più integrata. Se ci fosse stata non ci avrei messo così tanto a trovare la mia strada». gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA LA TENDENZA Con i corsi tradizionali aumentano i percorsi di specializzazione nati da iniziative degli studenti o in sinergia con le imprese GLI INTERVENTI Cammelli (Almalaurea): «Accanto alle università anche il Governo si deve impegnare con incentivi alle aziende che investono» Venezia. La Cà Foscari in testa per studenti CONTRASTO

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Sali di potassio a prezzi in calo (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2009-07-15 - pag: 44 autore: Fertilizzanti. Silvinit spiazza tutti offrendo merce ai clienti indiani a 460 dollari/tonnellata Sali di potassio a prezzi in calo I tagli produttivi non sono stati sufficienti a sostenere il settore Roberto Capezzuoli è un processo a catena, quello innescato dalla Silvinit poche ora prima dell'ultimofine settimana. Il grande produttore russo di sali di potassio, uno dei componenti chiave di tutti i fertilizzanti, ne ha offerte ai propri clienti indiani 850mila tonnellate a 460 dollari per tonnellata caf (cost and freight), un prezzo molto inferiore a quello del mercato spot, fermo fino ad allora a quota 700 dollari. La proposta è nettamente più bassa anche di quelle lanciate precedentemente dagli altri big, che speravano di firmare contratti per almeno 625 dollari. «Se il prezzo sia giusto o meno – affermano i vertici della Indian Farmers Fertiliser Cooperative – lo potrà dire soltanto l'andamento dei consumi». Per gli utilizzatori è comunque una buona notizia, anche perché i concorrenti di Silvinit, colti di sorpresa, negli ultimi due giorni hanno dovuto frettolosamente intavolare negoziati con gli acquirenti. La prima a reagire è stata la Bpc (Belarussian Potash Corp, che commercializza la produzione della bielorussa Belaruskali e della russa Uralkali), subito seguita da Israel Chemicals e da Arab Potash. I tagli produttivi decisi nei mesi scorsi dalle principali aziende del settore non sono quindi stati sufficienti a sostenere il mercato, dove la domanda è ancora in rallentamento a causa della recessione edella cautela mostrata dagli acquirenti cinesi. Cina e India sono i due maggiori importatori e la mossa di Silvinit, che copre quasi il 20% dell'import annuo dell'India, non poteva che divenire un benchmark cui adeguarsi. L'offerta ha sconfessato anche i contratti, con prezzi vicini a 700 dollari, come quelli siglati il mese scorso tra gli acquirenti giapponesi, coreani e taiwanesi e la Canpotex, che si occupa di distribuire ai produttori di fertilizzanti i sali di potassio prodotti dall'americana Mosaic e dalle canadesi Potash e Agrium. Questi tre gruppi, uniti ai russi Silvinit e Uralkali, alla bielorussa Belaruskali,all'israeliana Israel Chemicals e alla tedesca K+S (numero uno europeo) rappresentano l'85% dell'offerta mondiale di sali di potassio, un comparto che vale non meno di 28 miliardi di dollari. La cifra di 460 $ può di fatto causare una contrazione del valore complessivo, se si considera che nel 2008, muovendosi nella effervescente scia creata dal boom del petrolio e delle altre materie prime, la "potassa" ha toccato picchi superiori a mille dollari per tonnellata, quadruplicando in meno di due anni. Gli attuali sviluppi dimostrano che oggi sono i compratori ad avere il coltello dalla parte del manico. Una situazione che anche in Borsa ha provocato scossoni. A Tel Aviv la Israel Chemicals, secondo gruppo per capitalizzazione, domenica aveva lasciato sul terreno il 9%, recuperando ieri il 3% grazie al fatto che le sue estrazioni nel Mar Morto vantano costi decisamente bassi. La K+S, che in giugno aveva già ridotto i propri listini, ha registrato a Francoforte ribassi meno vistosi, ma ieri stazionava poco sopra 37 euro, meno della metà rispetto a dodici mesi prima. Quanto alla Potash, numero uno mondiale dei sali di potassio, in un mese esatto ha perso il 25%, atterrando ieri a Toronto intorno a 94 dollari canadesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA LE REAZIONI IN BORSA La canadese Potash a Toronto ha ceduto il 25% in un mese Più che dimezzata in un anno la tedesca K+S

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I tassi reali alti ostacolano la ripresa (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: LANCETTE DELLECONOMIA data: 2009-07-15 - pag: 8 autore: Credito difficile. Le Banche centrali hanno spinto (quasi) al massimo il calo del costo del denaro ma bassa inflazione e recessione riducono l'efficacia I tassi reali alti ostacolano la ripresa I segnali di recupero si sono consolidati nei paesi avanzati e soprattutto negli emergenti asiatici Fabrizio Galimberti e Luca Paolazzi Tassi d'interesse, valute, moneta La politica monetaria espansionistica mira in ultima analisi a rendere più facile e meno costoso l'accesso al credito di famiglie e imprese. Sulla base di questa semplice " cartina di tornasole", come giudicare la politica espansiva condotta finora dalle Banche centrali ? Guardando dapprima ai tassi nominali, questa politica è riuscita a schiacciare verso il basso i tassi a breve , se pure dopo un'epica battaglia per lubrificare un mercato interbancario anchilosato e paralizzato dalle diffidenze reciproche. Ma sui tassi a lunga la politica espansiva ha potuto poco: questi sono scesi molto meno di quanto si siano ridotti i tassi a breve. Favorendo, sia detto en passant, le banche: dato che queste vivono del margine di interesse fra raccolta a breve e impieghi a lunga, l'allargamento di questa forbice sta aiutando, e di molto, la bottom line dei bilanci. Un esito non incidenta-le: le Banche centrali sanno bene che schiacciare i tassi a breve aiuta le banche, e, nel loro "pronto soccorso" a favore del sistema finanziario, questo ossigeno era altrettanto importante, se non di più, di tutti gli interventi specifici per ricapitalizzare e/ o salvare le banche. Rafforzare il sistema finanziario era ed è la condizione sine qua non per uscire dalla crisi; la condizione, tuttavia, è necessaria ma non sufficiente. Bisogna anche che il credito affluisca a condizioni appetibili dalle banche ai prenditori di fondi. Sono appetibili queste condizioni? Per rispondere a questa domanda bisogna guardare ai tassi reali , che sono quelli che dominano le decisioni degli operatori. Ma i tassi reali sono un concetto più sfuggente dei tassi nominali: il deflatore appropriato è l' inflazione attesa , che viene di solito approssimata dall'inflazione presente. Ma quale inflazione? La domanda è appropriata, dato che gli alti e bassi dei prezzi sono stati dominati, negli ultimi due anni, dai saliscendi delle componenti più volatili dell'inflazione, i prezzi dei beni energetici e alimentari. In questo momento il tasso d'inflazione " tutto compreso " è dappertutto vicino allo zero, se non negativo, data la "marcia indietro" dei prodotti energetici rispetto a un anno fa. I tassi reali rischiano di apparire quindi insolitamente alti. è più equo allora usare l 'inflazione di base (core), che esclude quelle componenti volatili. Ma anche usando l'inflazione core (dei prezzi al consumo) i tassi per le imprese appaiono non essere significativamente cambiati rispetto ai livelli di prima della crisi, malgrado il passo dell'attività economica sia passato da positivo a pesantemente negativo. Un Pil che, dall'una e dall'altra parte dell'Atlantico, segna un "meno 3-4%" non è certo aiutato da tassi reali per le imprese che segnano un "più 3-4%" (vedi grafico). Insomma, il fatto che i tassi reali a breve (calcolati con lo stesso deflatore) siano in territorio negativo (ma non negativo quanto il Pil!) non consola molto: quel che conta sono i tassi che deve pagare l'economia reale. Per sfuggire da questa trappola della liquidità ci sono solo due politiche: una politica di bilancio che stimoli la voglia di spendere (e quindi la domanda di credito) e una via monetaria che, attraverso l 'espansione quantitativa , stimoli l'offerta di credito. La Fed si è incamminata per quest'ultima via, e la Bce la sta seguendo in tono minore. Ed è una via che deve essere perseguita senza rimpianti e senza scrupoli. Sul fronte valutario c'è da segnalare, da un mese a questa parte, il rafforzamentodello yen . I carry trade non sono più là a schiacciare la moneta giapponese. Gli esportatori non sono contenti nel paese del Sol Levante, ma tutto quello che serve a ridurre il surplus nipponico e a stimolare l'import del Giappone contribuisce ad allentare quegli squilibri delle bilance correnti che sono stati una delle ragioni di fondo della crisi. Indicatori reali What goes down must come up. Ciò che cade deve tornar su . Il modo di dire anglosassone si applica anche all'economia. Che però non è esattamente un Ercolino sempre-in-piedi che si riporta spontaneamente e in fretta nella posizione di partenza. Una recessione così profonda tende ad avere lunghe echi nel sistema economico. E quindi non solo pone la domanda su quando ci sarà il rimbalzo ma anche su quale forma prenderà. Sul quando le notizie congiunturali recenti sono state rassicuranti. I germogli di ripresa spuntati qua e là a cavallo tra inverno e primavera, in un paesaggio che ancora era di terra gelata dalla sfiducia e dalle reazioni di autoconservazione di impresee famiglie, si sono moltiplicati e consolidati.Moltiplicati tra paesi: la Cina ha fatto da apripista nel ritorno sul sentiero di espansione, l'India ne ha seguito le orme, il Giappone ha messo a segno recuperi corposi (+14% la produzione nei tre mesi tra marzo e maggio), gli Usa vedono stabilizzarsi il mercato delle case e le imprese sono in condizioni di buona salute finanziaria, nell'area euro la produzione ha battuto un colpo in maggio. E consolidati nella qualità degli indicatori. Se dapprima erano quasi solo i sentimenti degli attori economici a registrare progressi, ora anche i loro comportamenti di spesa cambiano e ciò viene registrato da indici di produzione, ordini, consumi (come le vendite di auto nell' area euro ). Nell'insieme si delinea una ripartenza dell'economia mondiale nella seconda metà dell'anno, in anticipo rispetto alle previsioni più diffuse. Non però corale quanto lo è stato il crollo della domanda e dell'attività. Questo recupero è un po' nella logica delle cose: un rimbalzo quasi naturale dopo cotanta discesa. E non significa affatto che domanda e offerta torneranno subito al posto dov'erano prima della crisi. All'opposto, in molte nazioni il rischio è che occorrerà molto tempo prima che si rivedano i livelli di consumi, investimenti ed esportazioni toccati all'apice della fase espansiva precedente. E ciò modificherà al ribasso le traiettorie di crescita delle economie che solo nuove politiche economiche, con riforme strutturali, potranno riportare all'insù. C'è infatti oggi nel mondo industrializzato un eccesso di capacità produttiva, soprattutto nei settori dei beni di investimento e dei consumi durevoli. Che non potrà essere riassorbito solo dal rialzo della domanda, che si profila troppo debole all'uopo, ma imporrà ristrutturazioni. Inflazione I prezzi delle materie prime si sono stabilizzati un po' sotto i massimi raggiunti a metà giugno. Che sono tuttavia dei minimi se confrontati con i livelli stratosferici toccati un anno fa; rispetto ad allora osserviamo: -53,9% il prezzo in dollari di un barile di petrolio e-39,4%quelli delle commodity industriali (indice Economist ). Questo ribasso dei costi degli input, rafforzato dalla domanda debole e dalla feroce competizione globale, si è tradotto rapidamente in ridotta inflazione anche nelle componenti core (che d'altronde includono e riflettono i costi dell'energia in quanto loro materia prima). Ciò si traduce in maggiore potere d'acquisto per le famiglie, come ha sottolineato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, anche per esorcizzare lo spettro della deflazione, dichiarando appunto che la bassa inflazione fa bene all'economia. D'altronde, sia al di qua sia al di là dell'Atlantico le retribuzioni continuano a salire e ciò erige una diga contro i rischi deflazionsitici econferma che i prezzi freddi rafforzano i bilanci familiari. fabrizio@bigpond.net.au l.paolazzi@confindustria.it PREZZI FERMI VANTAGGIOSI Il rapido raffreddamento dei listini al consumo rafforza il potere d'acquisto delle famiglie e darà un sostegno al rilancio dei consumi

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Fotografia da indossare (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: STILE E TENDENZE data: 2009-07-15 - pag: 25 autore: Marchi di nicchia Fotografia da indossare Colomba Leddi sperimenta nuove tecniche Gli abiti in seta con gli scatti di Melina Mulas Cristina Jucker A metà tra moda e arte, il lavoro di Colomba Leddi è soprattutto frutto di una grande passione per la ricerca di tecniche artigianali sperimentali da applicare alla moda. Ricami, tinture particolari, e da ultimo stampe fotografiche su tessuto. Un lavoro che ha attirato l'attenzione dei giapponesi di BankArt che hanno invitato la stilista milanese ( ma definirla così forse è improprio perché il suo stile creativo è molto lontano da quello degli stilisti di moda classici) a partecipare a una mostra in corso in questi giorni a Yokohama, nei pressi di Tokyo. Insieme a lei altre due artiste: la tedesca Christine Birkle e la giapponese (ma vive a Londra) Kyoko Wainai. Milanese, un nome «d'altri tempi» che le viene dalla bisnonna, una passione da sempre «per muovere le mani», Colomba Leddi cominciò studiando musica al Conservatorio. Poi capì che quella non era la sua strada, cambiò scuola, studiò taglio e cucito e diventò modellista: «Una specializzazione che mi consentì di trovare subito lavoro come libera professionista» racconta. Nel 1992 si unì al gruppo "Frammenti" che raccoglieva artigiani di diversi settori e rendeva possibile sperimentare e scambiare le competenze. Poi, dodici anni fa, decise di aprire il proprio atelier, nel cortile di un palazzo storico milanese, a pochi passi dalla Triennale. Un piccolo spazio pieno di stoffe, oggetti, fotografie. Ma soprattutto grandi tavoli su cui lavorare. «I vestiti sono tutti fatti a mano – spiega Colomba Leddi – e tutti a Milano (al massimo si arriva a Corsico) in piccoli laboratori familiari: un tempo se ne trovavano moltissimi, anche qui in centro, ora quelli rimasti fanno fatica a resistere». I tessuti invece sono stampati a Como. Ed è alla Seterie Argenti che si realizza l'ultima "storia" degli abiti di Colomba Leddi. Che così la racconta: «Tutto è nato quasi per scherzo, quando Melina Mulas, la figlia del grande fotografo Ugo Mulas, cominciò a fotografare, nel suo modo molto personale, le mie collezioni. E ne fece delle "cartoline". Dopo qualche anno abbiamo deciso di recuperare questo lavoro e farlo rivivere stampato sulla stoffa. Prima la seta, poi anche il cotone. Ora vorremmo provare con altri materiali. La qualità della stampa ink jet è altissima ed è una tecnica che ha grandi potenzialità: non è necessario stampare mille metri tutti uguali, e ogni metro può essere diverso dall'altro a seconda di come viene utilizzato nella confezione. Così ogni capo risulta unico. è una storiasempre nuova che conserva tutto il passato». Il particolare ingrandito di un abito, di un ricamo, una macchia di colore, la testa di una modella, un abito intero: tutto contribuisce a creare effetti sempre diversi e affascinanti, anche con un gusto un po' orientale. Colomba Leddi vende i suoi abiti, oltre che direttamente nel suo atelier, in molti negozi multimarca, in Italia come a New York (da Takashimaya, in Fifth Avenue) o in California, Francia, Tokyo e ora anche in Cina. Le collezioni vengono presentate a Parigi, nelle settimane delle sfilate. Perché Parigi? «Perché a Parigi c'è più gente che viene a cercare cose particolari. E poi ora che tutti hanno tagliato i costi, dovendo scegliere tra Milano e Parigi preferiscono quest'ultima ». Nel frattempo la voglia di sperimentare ha portato Colomba Leddi a una nuova sfida: quella del tessile per la casa. I primi prototipi sono pronti, ora, spiega, «sto cercando un'azienda industriale con cui lavorare, in cui portare tutto il mio bagaglio di storia. In Italia ci sono aziende tessili bellissime, quando vado in una fabbrica e vedo come tingono o come stampano mi commuovo». Un'altra testimonianza di quella realtà a metà strada tra industria e artigianato che ha permesso alla creatività italiana di diventare grande nel mondo e che ora rischia di soffocare sotto il peso della crisi. © RIPRODUZIONE RISERVATA La storia ritorna. Un cappotto in cotone della collezione 2009: sulla stoffa sono riprodotte le foto di Melina Mulas fatte alle collezioni precedenti. Questi tessuti e abiti sono oggi in mostra a Yokohama.

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PV Rome Mediterranean 2009, arriva dal sole l'energia per la ripresa (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM (ARTENERGY) data: 2009-07-15 - pag: 21 autore: INFORMAZIONE PUBBLICITARIA A cura de Il Sole 24 ORE System APPUNTAMENTI - LA MANIFESTAZIONE SI TERRà DAL 30 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE ALLA FIERA DI ROMA PV Rome Mediterranean 2009, arriva dal sole l'energia per la ripresa Il salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche si preannuncia un grande successo, in linea con la crescita del settore L' Italia ha superato il traguardo di 500 MW di potenza installata di impianti fotovoltaici e prosegue velocemente la sua corsa verso l'obiettivo di 1.000 MW. “A fine anno si prevede di avere in esercizio 900 MW, pari a circa 70.000 impianti - dichiara Gerardo Montanino , direttore operativo del GSE (Gestore Servizi Elettrici) - e l'anno prossimo, in considerazione anche del fatto che entreranno in funzione alcuni impianti di grande potenza, potrebbero raggiungere i 1.500 MW”. Ma è tutto il mondo a guardare con sempre maggiore interesse all'energia solare, uno dei pochi settori in grado di far affrontare la crisi con ottimismo. Anche per questo motivo l'edizione 2009 di PV Rome Mediterranean , il salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo, che si svolgerà dal 30 settembre al 2 ottobre alla Fiera di Roma, si preannuncia fin d'ora come un inevitabile successo. L'INDUSTRIA E LA RICERCA In Italia, la continua crescita del fotovoltaico ci avvicina sempre di più ai livelli di Paesi leader come la Germania. Questo grazie anche all'introduzione del nuovo conto energia, che ha creato le migliori premesse per lo sviluppo del settore. “Stiamo ripercorrendo la curva di crescita dei tedeschi, che hanno iniziato a investire nel fotovoltaico con qualche anno di anticipo rispetto a noi - dice ancora Montanino - . In Italia, inoltre, vi sono tariffe certamente vantaggiose, che rendono gli investimenti più remunerativi che in altri Paesi. In questo momento, peraltro, c'è attesa per il decreto del ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il ministro dell'Ambiente, che fisserà gli incentivi per gli impianti che entreranno in esercizio a partire dal 2011”. Per proseguire nella crescita sono però necessari investimenti importanti, come spiega Maurizio Acciarri , ricercatore del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell' Università Bicocca di Milano : “Nel settore fotovoltaico il nostro Paese è sempre più visto come un mercato interessante, ma è ancora carente di produttori italiani. è quindi necessario far crescere una ‘nostra' industria e puntare sulla ricerca tramite investimenti anche da parte del Governo, che deve favorire la nascita di una filiera italiana del fotovoltaico. In questo momento, ad esempio, bisognerebbe investire su nuove tecnologie come il film sottile, altrimenti si corre il rischio di non riuscire a salire su un treno che è peraltro già in corsa. Se si punterà con decisione in questa direzione, si favorirà lo sviluppo di un'industria specializzata, con conseguenti vantaggi anche per la ricerca”. Un interessante esempio di tecnologie su cui investire è il PED (Pulsed Electron Deposition) per la deposizione di film sottili policristallini per impiego energetico. “Abbiamo avviato il progetto PED4PV, che si propone di realizzare moduli fotovoltaici a film sottile di CuInGaSe2 (CIGS) applicabili dapprima sul vetro e, successivamente, su piastrelle e cementi”, dice Salvatore Iannotta , direttore di IMEM , l'Istituto dei Materiali per l'Elettronica e il Magnetismo del CNR di Parma. Il progetto PED4PV è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico nell'ambito del bando Industria 2015-Efficienza Energetica. “Il nostro obiettivo è arrivare in tre anni alla produzione sul vetro e a capire la successiva applicabilità anche su piastrelle e laterizi - continua Iannotta - . I vantaggi sarebbero molteplici: maggiore flessibilità del processo produttivo, costi ridotti, migliore compatibilità ambientale”. UN MONDO FOTOVOLTAICO L'energia solare si sviluppa in modo esponenziale un po' ovunque. Per monitorare la sua continua crescita l'EPIA, l'associazione dell'industria fotovoltaica europea, ha annunciato pochi giorni fa a Bruxelles la creazione dell'Osservatorio Fotovoltaico che raccoglierà i dati dei 27 Paesi dell'Unione Europea. Lo studio consentirà di proporre soluzioni a eventuali problematiche correlate con le diverse realtà nazionali: alcune indicazioni verranno messe a disposizione del grande pubblico, mentre altre saranno riservate ad amministrazioni, installatori, imprenditori. L'Osservatorio sarà operativo dal 2010 e pubblicherà, a cadenza regolare, una serie di rapporti relativi all'andamento del settore. Fuori Europa, uno dei Paesi che investe di più sul fotovoltaico è la Cina. La National Energy Administration cinese punta infatti a installare due GW entro il 2011, circa 15 volte in più rispetto alla capacità di 140 MW di fine 2008. Secondo il quotidiano China Daily, l'autorità nazionale cinese per l'energia intende sovvenzionare il piano con incentivi e sussidi. Entro il 2020 l'obiettivo del colosso cinese è arrivare a ben 20 GW di potenza installata di impianti fotovoltaici. Se la Cina investe sul fotovoltaico, gli Stati Uniti non stanno certo a guardare. Come è noto, dopo l'elezione di Barack Obama la superpotenza americana ha iniziato ad attuare una vera e propria “rivoluzione verde”. E anche gli Stati di diverso orientamento politico rispetto al presidente investono sempre di più sulle energie rinnovabili. In California, ad esempio, il governatore Schwarzenegger ha varato un programma che impone alle società elettriche, entro il 2010, di produrre il 20% di elettricità da fonti rinnovabili. Una percentuale che, nel 2020, dovrebbe salire fino al 33. Gli scenari di sviluppo del fotovoltaico saranno tra i temi trattati nell'ambito dell'intensa e qualificata attività congressuale della prossima edizione di PV Rome Mediterranean, che si rivelerà un'interessante opportunità di aggiornamento professionale per gli operatori del settore. PV Rome Mediterranean 2009 si terrà nell'ambito di ZeroEmission Rome , l'evento internazionale dedicato alle energie rinnovabili, alla sostenibilità ambientale, alla lotta ai cambiamenti climatici e all'emission trading.

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De Castro: (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 15-07-2009)

Argomenti: Cina

MONDO 15-07-2009 Asde De Castro: «Qui c'è un clima bipartisan Fra i Ventisette conta il sistema Paese» « S i respira un clima politico più bipartisan in Europa rispetto all'Italia ». Paolo De Castro, già ministro per le Politiche agricole nel governo Prodi e ora a Strasburgo per il Pd nell'Alleanza dei socialisti democratici europei (Asde), riconosce che, «se vogliamo contare davvero a questi livelli, dobbiamo muoverci come sistema Paese. Questo significa essere meno provinciali nelle battaglie sui contenuti e lavorare in una logica di alleanze, anche tra Paesi, per costruire soluzioni condivise. Perciò oggi abbiamo votato con soddisfazione a favore dell'elezione del polacco Jerzy Buzek alla presidenza del Parlamento europeo. È il garante di tutti. Lo stesso sarebbe successo se il candidato fosse stato Mario Mauro». A cosa può portare questa buona sintonia proprio all'inizio legislatura? Se penso alla riforma della politica agricola europea, che da sola impegna il 40% dell'intero budget dell'Ue, ciò significa difendere le risorse per i nostri prodotti e i nostri cibi. I finanziamenti non servono solo ai nostri agricoltori, ma anche ai consumatori che chiedono maggiori garanzie per la sicurezza alimentare e pratiche agricole ecosostenibili. Assisteremo a un nuovo protezionismo? No. Basta pensare a quel che succede negli Usa dove, a fronte di 2 milioni di agricoltori, sono previsti sussidi statali per 77 miliardi di dollari. In Europa, gli stanziamenti ammontano a poco più di 50 miliardi di euro per 10 milioni di addetti alle coltivazioni. Semmai la sfida è un'altra: mercati aperti e regole uguali per tutti. Vale per il made in Italy , a maggior ragione dovrà valere per i pomodori importati dalla Cina. Il primo accordo a Strasburgo è stato raggiunto sulla creazione di una commissione temporanea anti-crisi. Non è un po' tardi? È vero, l'Europa è stata assente, soprattutto nelle iniziative di tutela dell'occupazione e per le piccole e medie imprese.>Si è insistito sull'emergenza finanziaria, mentre è necessario trovare nuove risposte. Penso anche al nostro Mezzogiorno, che guarda più a Bruxelles che a Roma per il suo sviluppo. Resta la sensazione di un'Europa lontana dai cittadini. Qualcosa sta cambiando. Se non ci saranno sorprese, scatteranno nuovi meccanismi di co-decisione in settori come l'agricoltura e muterà radicalmente la geografia dei poteri a livello continentale. L'obiettivo è rimettere la persona al centro delle nostre decisioni. Diego Motta Paolo De Castro «L'Europa è stata assente nella tutela dell'occupazione, ma presto scatteranno nuovi meccanismi di codecisione e muterà la geografia dei poteri: l'obiettivo è di rimettere la persona al centro delle decisioni»

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Man acquista il 25% della Sinotruk (sezione: Cina)

( da "Finanza e Mercati" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Man acquista il 25% della Sinotruk da Finanza&Mercati del 16-07-2009 È piaciuta al mercato la campagna cinese di Man. Ieri infatti, il titolo del terzo produttore europeo di camion sfiorava un guadagno del 5% a Francoforte, dopo l'annuncio dell'acquisizione, da parte dei tedeschi, del 25% nel capitale di Sinotruk. Man pagherà 560 milioni di euro (garantendo un premio del 21% rispetto alla quotazioni medie di Sinotruk sul listino di Hong Kong negli ultimi 60 giorni) per la partecipazione nella rivale cinese, in una mossa che punta chiaramente a spingere sulla crescita di Pechino per tamponare il calo della domanda di mezzi pesanti in Occidente. Nei primi cinque mesi del 2009 la domanda di heavy-truck è crollata del 47% in Europa. «L'investimento in Sinotruk - ha sottolineato il chief executive di Man Hakan Samuelsson - getta le fondamenta per uno sviluppo congiunto di una nuova serie di mezzi pesanti fatti su misura dei mercati emergenti». La partnership, ovviamente, offrirà vantaggi a entrambe le aziende. Per Sinotruk sarà fondamentale la spinta tecnologica garantitale dai tedeschi, che le permetterà di recuperare competitività nel mercato asiatico. Dopo che di recente si era vista costretta a rivedere al ribasso le previsioni di utili per il primo semestre dell'esercizio in corso. Secondo i termini dell'accordo, Man fornirà i brevetti di motori, chassis, e assi a Sinotruk che li sfrutterà per nuovi veicoli prodotti in Cina.

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Cina sotto osservazione per l'affaire Rio Tinto (sezione: Cina)

( da "Finanza e Mercati" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Cina sotto osservazione per l'affaire Rio Tinto da Finanza&Mercati del 16-07-2009 «Governi e compagnie straniere terranno sotto controllo molto attentamente lo sviluppo del caso - ha dichiarato il premier australiano Kevin Rudd - e trarranno le loro conclusioni. È nell'interesse di tutti che la questione sia risolta». L'arresto dei quattro manager di Rio Tinto in Cina lo scorso 5 luglio sta diventando un caso internazionale. Che rischia di trasformarsi in un boomerang per Pechino. Secondo l'accusa gli uomini di Rio Tinto (tre cinesi e un australiano), avrebbero corrotto 16 tra le principali acciaierie di Pechino per ottenere informazioni industriali riservate. Per il ministero del Commercio cinese la questione, gestita rispettando le leggi del Paese, non uscirà dall'ambito legale e non influenzerà i rapporti con le entità straniere, pubbliche e private, nè i negoziati tra le associazioni di acciaio e iron ore. Sull'argomento ha detto la sua anche il segretario americano al Commercio Gary Locke (a Pechino insieme al segretario all'Energia Steven Chu). «Questa vicenda - ha dichiarato Locke in un'intervista alla Cnn - solleva grandi preoccupazioni per gli investitori Usa e le multinazionali di tutto il mondo che hanno progetti attivi in Cina».

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l'aborto di stato - (segue dalla prima pagina) (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 35 - Commenti l´abortO di stato (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell´aborto". Pd e Idv (con eccezioni singole e prevedibili di cosiddetti teodem) non l´hanno votata, ritenendo indispensabile che contenesse un richiamo alla necessità di promuovere la contraccezione. Vorrei spiegare perché dubito di questa astensione. Non occorre dire che non considero un pregio per sé l´eventualità che maggioranza e opposizione votino insieme. Lo è solo quando votino insieme una legge giusta. In questo caso, è un vero peccato (impiego questa parola, Buttiglione capirà) che i fautori della mozione non ammettano che donne e uomini di tutto il mondo debbano essere informati sui modi per rendere sempre più responsabile la maternità e la paternità. E´ un antico e irrimediato bigottismo protezionista e proibizionista. Ma anche con questa parzialità, l´auspicio della mozione non è forse condivisibile, e anzi urgente? Ci sono interi paesi-continenti in cui l´aborto serve da strumento di controllo demografico, cioè di riduzione della natalità, e di persecuzione della natalità femminile in Cina o in Nord-Corea o in alcuni Stati latinoamericani soprattutto per effetto di una legislazione repressiva e spesso violenta, in India soprattutto per effetto di un costume, a sua volta spesso violento; e in tanti altri luoghi. La ribellione a questa violenza è la faccia ammirevole di una campagna contro l´aborto, come quella che il Foglio portò nelle scorse elezioni politiche, confondendo però gravemente l´aborto forzato, dallo Stato o dalla comunità, in tanta parte del mondo, con la scelta di abortire, e dunque di non abortire, che si vuole garantire in altri paesi. E in Italia da leggi come la 194, il cui effetto appena confermato, con la provvisoria eccezione di donne povere straniere, è una forte diminuzione degli aborti. Perseguire penalmente l´aborto, condannarlo alla clandestinità e all´infamia, è un delitto contro la persona, e specialmente contro la donna. E´ un orribile delitto anche il controllo coercitivo della natalità, col quale lo Stato o la comunità tradizionale pretendono di espropriare e violentare, in nome del "corpo sociale", le famiglie e le persone, e soprattutto il corpo delle donne. Delitto aggravato dalla strumentalizzazione dell´allarme che suscita l´aumento della popolazione umana. Questo è vero sia quando si sopprima una vita già iniziata (come nell´aborto indiscriminato o nell´infanticidio delle figlie femmine) sia quando la tecnologia riproduttiva permetta di predeterminare il sesso del figlio voluto escludendo le femmine. (Paradosso impressionante, man mano che si avvicina un´autosufficienza delle donne nello stesso concepimento). La pretesa di accostare alla moratoria sulla pena di morte una "moratoria sull´aborto" non ha alcun senso dove alle donne sia riconosciuta una libertà di scelta. Ha un senso per l´aborto forzato o "comprato", dove siano in vigore politiche dispotiche e brutali di denatalità. La ribadita (perfino in Africa) condanna cattolica del preservativo è irresponsabile. Ma la risposta non si esaurisce certo nella promozione del preservativo. Troppo spesso le Nazioni Unite hanno ceduto a un feticismo del controllo delle nascite che le ha portate a promuovere o fiancheggiare campagne di sterilizzazione coatta o "compensata". Che le Nazioni Unite promuovano invece o appoggino campagne di informazione e di sostegno materiale nei confronti delle famiglie e delle donne, è un proposito necessario e urgente. La condanna delle demografie coatte di Stato è conseguente al riconoscimento dell´autodeterminazione delle singole donne, che è a sua volta l´essenza più preziosa delle democrazie. Al contrario, posizioni come quella di Buttiglione o di tanta gerarchia cattolica considerano complementari e detestano allo stesso modo la libertà di autodeterminazione delle donne e l´oppressione degli Stati sulle donne. Ma nella mozione votata ieri (salva una mia lettura incompleta) quest´assurdità non c´era. Essa è il sottinteso permanente di certe assolutezze "pro-life", e bisogna restarne in guardia. L´arrogante ripresa in commissione parlamentare della legge contro il testamento biologico che impone l´alimentazione forzata (a proposito di violenza carnale statale) sta lì a ricordarlo. Forse non è una ragione sufficiente per non far propria una campagna contro la violenza –autentica violenza carnale, sulla scala di miliardi di esseri umani – delle demografie di Stato e dei loro disastri, come l´abolizione per legge di fratelli e sorelle e un divario senza precedenti fra maschi e femmine nella storia del genere umano. Investire le Nazioni Unite di questi temi è giusto. Con un´ispirazione, credo, semplice e netta come quella riassunta in questi tre punti: "Nessuna donna può essere obbligata ad abortire; nessuna donna può essere punita perché rifiuta la maternità; tutte le donne devono essere libere di non abortire". La mozione di Buttiglione non comprende i tre punti, ma non li pregiudica. Il mondo laico credenti e non credenti – avrebbe ogni ragione per farsi protagonista di un impegno internazionale contro la demografia forzata davvero simile a quello contro la pena di morte. Meglio che chiosare parzialità e doppi sensi delle iniziative altrui, e astenersi.

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"torno e voto per ignazio se vince lui addio binetti" (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 16-07-2009)

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Pagina 12 - Interni Odifreddi riprende la tessera: il chirurgo è un credente, può farcela "Torno e voto per Ignazio se vince lui addio Binetti" Al centro del suo programma due temi cruciali: laicità e battaglia contro la nomenklatura ROMA - Piergiorgio Odifreddi rientra nel Pd per sostenere Ignazio Marino. Il matematico e filosofo era stato chiamato nella commissione sui valori del Pd. Ma non firmò il manifesto. «Non faccio la foglia di fico laica», disse. Lasciò il Pd prima ancora di iscriversi prevedendo che il pasticcio sui valori avrebbe prodotto risse a non finire. E adesso, professore, ci riprova con Marino. Perché? «Perché al centro del suo programma ci sono due questioni fondamentali. La laicità e la battaglia anti-nomenclatura, anti-burocrazia. Due cose che avrebbe dovuto fare Veltroni, sull´esempio di Zapatero. Purtroppo non le ha fatte». Perché Marino dovrebbe farcela? «Ha un vantaggio: è credente. Forse per questo può riuscire: come Nixon che in forza del suo anticomunismo aprì il dialogo con Russia e Cina». Quante chance dà, come matematico, a Marino? «Una su tre, se ai candidati non si aggiungerà Grillo». Lo vorrebbe? «Parafrasando Brecht direi "sfortunati i tempi in cui la politica ha bisogno dei comici". Effettivamente Grillo non è credibile. Ma Marino è una cosa diversa». Non considera il chirurgo un outsider? «Forse. Ma ha una serie di punti di forza. Franceschini e Bersani, per quanto relativamente nuovi, non sono trascina-popolo. Non hanno carisma. Marino inoltre ha una professione, è un fior di chirurgo, e anche nel Pd sta crescendo la schiera chi non sopporta più gli uomini di apparato». E se Marino perde, lei lascia di nuovo il Pd? «Dipende. C´è modo e modo di perdere. Se una posizione laica dovesse essere nettamente minoritaria... da non credente potrei sempre ricorre al divorzio. Ma può finire diversamente. Se vince Marino, ha detto Paola Binetti, me ne vado. Già questo mi basta». (l.n.)

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Luigi Iscrizioni bloccate in Calabria Sono un giovane calabrese, iscritto al Pd in un ... (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Luigi Iscrizioni bloccate in Calabria Sono un giovane calabrese, iscritto al Pd in un piccolo paese alle porte di Cosenza. Volevo richiamare all'attenzione un problema che affligge i circoli Pd di tutto il Cosentino, e la Federazione provinciale stessa, che non ha finora trovato risoluzione né riscontrato interesse in alcuno dei dirigenti Pd, evidentemente troppo occupati in questo periodo che precede il Congresso d'ottobre. Da circa 5 mesi, unico caso in Italia, il tesseramento è stato bloccato, e non c'è alcun segnale riguardo un suo ripristino. Il 21 luglio sarà l'ultima data utile per iscriversi e avere il diritto di votare alle primarie. Nelle altre regioni il tesseramento è durato circa un anno, qui due mesi: dall'apertura dei circoli a gennaio, fino a febbraio. Lo statuto prevede inoltre che gli introiti derivanti dal tesseramento vengano versati per il 30% alla Federazione provinciale e al Consiglio Regionale, e che il restante 70% ritorni al circolo di provenienza. I soldi sono partiti, ma mai tornati. Il nostro è un piccolo circolo, ma proprio a causa di queste mancate entrate, rischia di chiudere, dopo oltre 50 anni di militanza. Insieme alla vecchia «sezione» rischia di scomparire anche uno degli eventi che da sempre hanno accompagnato la sua storia: la festa de l'Unità. Nella nostra stessa condizione versano la maggior parte dei circoli calabresi, che si scontrano ogni giorno con l'indifferenza del partito. La presenza sul territorio, già di per sé deficitaria, rischia di annullarsi del tutto. Bonati Liviano Un partito laico Su l'Unità dell'11 luglio ho letto che l'on. Binetti avrebbe intenzione di candidarsi alla segreteria del Pd per conquistare la «leadership morale del partito», ossia «valorizzare quei valori cattolici di cui il Pd ha bisogno». Da quanto mi risulta il Pd è un partito "laico" di uno Stato "laico", e non un partito "etico", ossia un partito che si identifica con una sola morale. L'onorevole Binetti sarebbe più coerente se fondasse un partito "etico" a immagine e somiglianza dei suoi principi morali. Annalucia Carboni L'occhio del «padrone» Ho sofferto seguendo Linea Notte, nel vedere il premier che si giustificava per aver versato solo il 3% dei soldi promessi all'Africa prendendo come scusa la tragedia del terremoto, e ora soffro nel leggere che cerca casa all'Aquila «perché si sa che l'occhio del padrone funziona meglio». Insomma quest'uomo si sente proprio il padrone d'Italia e lo dimostra con disprezzo in tutte le sue manifestazioni: attacchi alla stampa, leggi ad personam, residenze pubbliche, voli di Stato, farsa dell'aggiornamento politico delle veline (confermato da Brunetta e Lucia Annunziata), bugie sugli inviti in Vaticano o da Obama e statistiche, tutte, a suo uso e consumo. Non ne posso più. Esiste un'altro «modo di vivere» e siamo in tanti che leggiamo l'Unità. Moreno Il BRIC e noi Vi leggo da sempre, anche da piccolo non sapendo cosa fosse l'Unità la leggevo, perché era sempre fra le mani di mio nonno e di mio padre. Oggi ho deciso di scrivervi perché mi ha incuriosito l'ultima parola che è nata al G8, "BRIC", di più mi incuriosisce come farà un governino e un branco di mangiapane a tradimento capaci solo di concludere affari tra ruffiani, cioè i nostri bankieri, come si comporteranno con il Brasile, la Russia, l'India e la Cina. Saranno capaci di non farsela sotto e svendersi? Io già una idea ce l'avrei: intanto a Cina, India e Brasile lascerei la produzione industriale, noi dobbiamo ripuntare su piccole e medie imprese, turismo, arte e ingegneria, dove se siamo seri non ci batte nessuno, per la Russia è un discorso già iniziato con il pronismo, quindi partiamo perdenti. Tommaso Marcantonio Vorrei capire Ho letto lunedì la risposta del Responsabile della Festa del Pd di Roma all'articolo di Furio Colombo. Mi dispiace dire che non ci ho capito nulla, Colombo lo comprendo invece. Andiamo avanti cosi a parlare del nulla ed a sentirci subito offesi per troppa autoreferenzialità.. Alegher, alegher....

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Londra candida Blair alla Ue (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-16 - pag: 10 autore: Strasburgo. Il governo inglese ufficializza il sostegno all'ex premier per la futura presidenza del consiglio Londra candida Blair alla Ue All'Italia cinque commissioni nell'Europarlamento appena eletto Adriana Cerretelli STRASBURGO Il suo nome circolava da tempo dietro le quinte. Anzi, c'era già chi dava per fatta la sua nomina a primo presidente stabile del Consiglio europeo con l'entrata in vigore, se tutto andrà bene, del Trattato di Lisbona. Nessuno però si aspettava che ieri, nel bel mezzo della sessione inaugurale della nuova euro-legislatura, dove la riconferma di José Barroso alla guida della Commissione si profila tutta in salita, il ministro inglese degli affari europei ufficializzasse per la prima volta la candidatura di Tony Blair. Nessuno se l'aspettava non fosse altro per una questione di opportunità e tempistica: il 2 ottobre gli irlandesi decideranno se ratificare o no il Trattato. Formalizzare una candidatura per una carica che esisterà solo se ci sarà il via libera di Dublino, oltre le tre firme che ancora mancano (polacca, tedesca e ceca), appare bizzarro da parte di un paese dalla diplomazia ipercollaudata come la Gran Bretagna. «Questa è la posizione del Governo », ha dichiarato ieri la baronessa Glenys Kinnock. «Sono sicura che non la prenderebbe senza aver prima chiesto il parere di Blair ». Poi il ministro ha sottolineato «la forza di carattere e la statura» dell'ex-premier inglese. «è conosciuto, nel nuovo ruolo avrebbe rispetto e un consenso generale ». Finora il Governo di Londra era stato molto cauto. A domanda replicava regolarmente che la risposta era «prematura». Perché la repentina svolta? Fonti britanniche bene informate parlano di "una voce dal sen fuggita" che non si vuole smentire per non amplificare l'incidente. C'è però anche chi ipotizza una mossa diabolica da parte del barcollante premier Gordon Brown che punterebbe così a polverizzare le chances europee del suo eterno rivale. Magari per farsi avanti a sua volta, quando uscirà da Downing Street. Se non fosse una gaffe ma una gioco calcolato, la discesa in campo di Blair porterebbe alla luce del sole la partita delle europoltrone, finora giocata dietro le quinte, per la spartizione delle presidenze di Commissione e Consiglio oltre alla nomina del "ministro degli Esteri" europeo. Si aprirebbe così il vaso di Pandora, complicando la riconferma di Barroso (Ppe) che, pur avendo il consenso unanime dei 27 governi Ue, è in difficoltà all'Europarlamento che, previo accordo tra popolari, liberali e socialisti, ne ha rimandato l'investitura a settembre. O più tardi. A meno che il laburista Blair non diventi l'arma di pressione sui socialisti per convincerli a rompere gli indugi su Barroso. Il tutto in un Europarlamento molto meno governabile che in passato. Nella nuova legislatura appena incominciata l'Italia, oltre ai due vice-presidenti dell'Assemblea (contro i tre della precedente), avrà cinque presidenze di commissioni (due nella precedente). Al Pdl andranno quella esteri per Gabriele Albertini e petizioni per Elisabetta Gardini. Affari costituzionali per Carlo Casini ( Udc). Oltre alla guida delle delegazioni con la Cina per Crescenzio Rivellini e con il Kazakhstan per Paolo Bartolozzi. Il Pd conquista una sola presidenza, quella della commissione agricoltura per Paolo de Castro e la guida della delegazione con il Maghreb per Antonio Panzeri. Luigi De Magistris (Idv) ha avuto la presidenza della potente commissione sul controllo del bilancio europeo. © RIPRODUZIONE RISERVATA UNA POLTRONA CHE NON C'è La figura è prevista dal trattato di Lisbona, che deve ancora essere approvato dall'Irlanda Nuove difficoltà per Barroso

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Le riserve valutarie cinesi superano quota 2mila miliardi (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-16 - pag: 11 autore: Pechino. Nuova impennata nel secondo trimestre dell'anno Le riserve valutarie cinesi superano quota 2mila miliardi Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente La Cina continua ad attirare l'interesse dei capitali esteri. E così il tesoro valutario cinese frantuma un altro record. Al 30 giugno scorso, le riserve in moneta pesante del Dragone hanno raggiunto la cifra record di 2.130 miliardi di dollari, con un aumento del 9% rispetto allo stock di valuta estera detenuto da Pechino alla fine del primo trimestre. è un primato che ne contiene un altro: i 176 miliardi di incremento trimestrale registrato dalle riserve valutarie cinesi, infatti, rappresentano il maggior balzo in avanti dal 1999, quando la People's Bank of China iniziò a registrare i flussi di moneta in entrata e in uscita dal paese secondo gli standard internazionali. La prodigiosa crescita registrata dalle riserve valutarie cinesi nel secondo trimestre 2009 è stata sostenuta soprattutto da due fattori. Il primo è la rivalutazione messa a segno dall'euro sul dollaro negli ultimi mesi. Sebbene la banca centrale cinese non abbia mai rivelato la composizione va-lutaria del suo immenso tesoro valutario, secondo le stime degli analisti, una porzione variabile tra il 20 e il 30% dovrebbe essere composta da asset in euro. Poiché il livello ufficiale delle riserve valutarie cinesi è espresso in dollari, il recente apprezzamento della moneta unica europea ha influito sul balzo in avanti. Il secondo fattore è rappresentato dai cospicui flussi di "denaro caldo" che si sono riversati negli ultimi mesi oltre la Grande Muraglia. Stephen Green, economista di Standard Chartered a Shanghai, ha calcolato che nel secondo trimestre 2009 in Cina sono arrivati circa 15 miliardi di dollari di capitali non tracciati dalle statistiche nazionali, altri analisti stimano una cifra ben superiore, fino a 70 miliardi di dollari. si tratta di valuta fresca arrivate per vie diverse dai canali classici tracciati dalla contabilità: il surplus commerciale, i rendimenti finanziari degli asset in valuta, e gli investimenti diretti esteri (questi ultimi in realtà stanno continuando a diminuire). Come in passato, prima della crisi finanziaria globale quando glispeculatori di mezzo mondo facevano a gara per scommettere sul miracolo economico cinese, questi hot money sono arrivati in Cina per posizionarsi sulle attività più rischiose ma anche potenzialmente più profittevoli, e cioè la Borsa di Shanghaie l'immobiliare. © RIPRODUZIONE RISERVATA «HOT MONEY» L'incremento si spiega in massima parte con l'ingresso di capitali finanziari in cerca di alti rendimenti

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A morte per corruzione l'ex presidente della Sinopec (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-07-16 - pag: 11 autore: La sentenza potrebbe però essere trasformata in ergastolo A morte per corruzione l'ex presidente della Sinopec Dario Aquaro Condanna a morte per corruzione, ma pena sospesa per due anni in attesa di un nuovo giudizio. Chen Tonghai, ex presidente della China Petroleum and Chemical Corporation (Sinopec), la seconda compagnia petrolifera cinese, è stato giudicato colpevole di aver accettato tangenti per 195,7 milioni di yuan, pari a 28,6 milioni di dollari. La cifra è la più alta mai intascata da un singolo dirigente corrotto in Cina: secondo le autorità giudiziarie, citate dall'agenzia Xinhua, Chen avrebbe ricevuto «mazzette per finanziare altra gente, inclusa la propria amante, avrebbe realizzato profitti illeciti e condotto in generale una "vita corrotta" » . Il tribunale del popolo di Pechino ha chiesto ieri la massima pena prevista, ma l'esecuzione della sentenza è stata sospesa per due anni, «considerato che Chen ha confessato e si è pentito, ha fornito informazioni su altri atti criminali e restituito l'intero ammontare delle tangenti incassate», come riferiscono i media cinesi. Le condanne a morte "sospese" vengono di solito commutate in ergastolo al termine dei due anni, quando la situazione è riesaminata dalla magistratura. In base a una regola introdotta nel 2007, tutte le pene capitali devono infatti essere confermate dalla Corte suprema: probabile quindi che anche per l'ex presidente della Sinopec arrivi il carcere a vita. Sessantun anni, ingegnere, nei primi anni 80 Chen aveva guidato una raffineria della Sinopec nell'est del paese, per poi diventare sindaco della città di Ningbo. Tornato alla fine degli anni 90 nelle alte gerachie della società petrolifera, ne divenne presidente nel 2006. Come massimo dirigente della Sinopec, Chen ha ricoperto nel paese un ruolo pari a quello di un ministro. Fino al 2007, quando fu rimosso dall'incarico, e il caso delle tangenti reso pubblico. La lotta cinese alla corruzione si aggiunge a quella combattuta in questi giorni contro il presunto caso di spionaggio della Rio Tinto, il colosso minerario anglo-australiano accusato di aver «rubato segreti di stato». Ieri il primo ministro australiano Kevin Rudd ha avvertito la Cina che in ballo ci sono importanti interessi economici e tutto il mondo sta guardando a come Pechino gestisce la vicenda. IL CASO RIO TINTO Il premier australiano all'attacco sull'arresto dei quattro dirigenti avverte la Cina che «il mondo guarda a come gestisce la vicenda» Chen Tonghai ha 61 anni AFP

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Per le acciaierie cinesi la resa è vicina (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2009-07-16 - pag: 44 autore: Minerale di ferro. Reuters sostiene che c'è accordo su un calo dei prezzi del 33% Per le acciaierie cinesi la resa è vicina è sempre più complicata l'analisi di quanto avviene sul mercato del minerale di ferro: la Cina continua a comprare, ma le spedizioni via nave dall'Australia hanno accusato la scorsa settimana un brusco tracollo, mentre si registrano maggiori arrivi dal Brasile e dall'India, gli altri grandi fornitori delle acciaierie cinesi. Se la mossa nasce da Pechino, si può spiegare con l'inasprirsi della vertenza iniziata proprio la scorsa settimana con la detenzione di 4 funzionari del gruppo minerario Rio Tinto, oppure può riflettere il tentativo di forzare i negoziati con cui definire il prezzo benchmark per le forniture del 2009-10. Steel Business Briefing, bollettino di Shanghai, scrive che sono stati i due grandi fornitori Rio e Bhp a sospendere le offerte spot. Tre differenti fonti ben informate hanno però riferito all'agenzia Reuters che le acciaierie cinesi avrebbero tacitamente accettato il prezzo già concordato oltre un mese fa dalle imprese siderurgiche giapponesi, coreane e taiwanesi, prezzo che prevede una riduzione del 33% rispetto al 2008-09 (mentre la Cina vorrebbe tagli più consistenti). Pechino e Canberra, numeri uno rispettivamente per l'acciaio e per il ferro, hanno bisogno l'una dell'altra,mettendo da parte vertenze o ritorsioni, ma gli sviluppi del mercato, tre mesi e mezzo dopo l'avvio della campagna commerciale 2009- 10, sono ancora pieni di interrogativi. Rio Tinto – la mineraria più coinvolta sia nelle trattative, sia nella vicenda degli arresti – ostenta ottimismo. «Con la Cina gli affari procedono come sempre», dicono i vertici del gruppo, che ha nel ferro il suo punto di forza. Proprio ieri Rio ha comunicato che nel secondo trimestre la sua produzione di iron ore ha toccato 45,16 milioni di tonnellate,l'8%in più dell'anno prima e il 43% in più del primo trimestre (quando la domanda era in forte calo e il clima non favoriva l'estrazione). Con le acciaierie cinesi, dice la società, manca ancora un accordo formale, ma si consegna la merce a prezzo spot (e quello che si segnala in India è sempre più alto, vicino a 90 dollari per tonnellata) o su basi provvisorie (da correggere quando sarà firmato un contratto di fornitura annuale o, forse, semestrale). Sempre che Pechino non alzi ulteriormente i toni, come teme qualche osservatore, dando corso alla minaccia di sospendere molte licenze di importazioni ora nelle mani delle società siderurgiche locali. R. C. © RIPRODUZIONE RISERVATA RIO TINTO IN CRESCITA Nel secondo trimestre il gruppo anglo-australiano ha prodotto l'8% in più rispetto a un anno prima e dimostra ottimismo

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Listi Ue positivi, Google oltre le stime (sezione: Cina)

( da "Finanza e Mercati" del 17-07-2009)

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Listi Ue positivi, Google oltre le stime di Camilla Gaiaschi del 17-07-2009 da Finanza&Mercati del 17-07-2009 [Nr. 139 pagina 3] Chiusure positive per i principali listini europei che, dopo una mattinata in rosso, nel pomeriggio hanno invertito la rotta grazie ai dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti, migliori delle attese. Tutto in sordina, perché gli attesi dati di Google sono arrivati a New York già chiusa: battute le stime degli analisti, con un eps trimestrale di 5,46 dollari contro i 5,08 attesi. Un risultato molto superiore anche ai 4,63 dello scorso anno. Le richieste settimanali di sussidi negli Usa sono scese di 43.000 unità a 522.000, rispetto a stime che indicavano un calo di «appena» 12.000 domande. Una buona notizia per l'intera economica mondiale, che rappresenta il segnale di una graduale fuoriuscita dalla crisi da parte degli Stati Uniti, dopo i dati, altrettanto positivi, provenienti dalla Cina, per molti economisti considerata come il vero motore della ripresa assieme all'India. I dati sul Pil del Dragone, diffusi nella notte tra mercoledì e giovedì, indicano una crescita del 7,1% per il secondo trimestre, a fronte del +6,1% dei primi tre mesi dell'anno. Il risultato è stato un rialzo, contenuto, dei principali listini del Vecchio e Nuovo continente. A pochi minuti dalla chiusura di Wall Street, il Dow Jones Industrial saliva dello 0,96%, trainato dal +3,6% di American Express e dal +2,5% di Ibm, mentre Nasdaq e S&P 500 segnavano un rialzo rispettivamente del 1,04% e del 0,76%. In Europa, a guidare i rialzi è stata Madrid (+0,93%), seguita da Parigi (+0,9%) e da Berlino (+0,58%). Da segnalare l'eccezione di Helsinki (-2,34%), su cui ha pesato l'andamento di Nokia (-14,68%), che ha rivisto al ribasso le stime per il 2009, a causa della forte concorrenza proveniente da I-Phone e dal BlackBerry. A livello di settore, il migliore è stato l'Health care (+1,49%), mentre l'automotive, ancora sulla scia del rialzo delle immatricolazioni europee di mercoledì, è salito dell'1,41 per cento. Da segnalare anche il rialzo del settore finanziario (+0,74%), che ha risentito positivamente dei risultati record di Jp Morgan per il secondo trimestre, che si è chiuso con utili in rialzo del 36% a 2,72 miliardi di euro. In Italia, oltre a Fiat (+4,09%), grazie ai giudizi positivi di Bofa che ha alzato il target price, il Ftse Mib ha visto forti rialzi su A2A (+2,8%), Prysmian (+2,6%) e Autogrill, in rialzo del 2,6% sul rinnovo dei contratti per la ristorazione in Nord Carolina (vedi pag. 4). Tra i finanziari, gli acquisti si sono concentrati su Ubi (+1,74%), ma si sono distinte anche Alleanza e Generali (rispettivamente +1,21% e +1,17%), nel giorno in cui l'assemblea della compagnia controllata da Trieste ha dato il via libera alla fusione tra le due società. Positive Telecom (+1,01%), sullo sblocco delle impasse in Brasile e Argentina, e Impregilo (+0,92), vincitrice di una maxi-commessa a Panama. In frenata il settore energia (Enel ha ceduto lo 0,87%, Snam lo 0,47% e Terna lo 0,42%). Penalizzato anche il comparto costruzioni (-2,04% Buzzi Unicem, -0,18% Italcementi).

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Le armi spuntate del leader del palazzo di Vetro (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 17-07-2009)

Argomenti: Cina

Le armi spuntate del leader del palazzo di Vetro Birmania Il segretario generale in visita a Rangoon chiede di poter incontrare la premio Nobel per la pace e leader dell'opposizione democratica, Aung San Suu Kyi. Riceve un secco rifiuto dalla giunta militare. Iran Il regime reprime brutalmente le proteste contro i brogli elettorali. Ban chiede moderazione. Ma alle Nazioni Unite non si va oltre la «deplorazione». G8 Ban chiede più coraggio nell'affrontare il surriscaldamento. La Cina si oppone. L'esortazione del Segretario dell'Onu evapora... Le crisi

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"quei box sono un regalo ai privati" - ilaria carra (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina IX - Milano "Quei box sono un regalo ai privati" Sant´Ambrogio, esposto alla corte dei Conti: "Danno per l´erario" Residenti e Italia Nostra ancora sul piede di guerra I costruttori: a ottobre via ai lavori ILARIA CARRA I sondaggi archeologici sono terminati, il progetto aggiornato, i tempi fissati, ma il fronte di residenti e associazioni contrari al parcheggio sotterraneo in progetto vicino alla basilica di Sant´Ambrogio non si è ancora dato per vinto, e adesso tenta la strada della denuncia. Sono due gli strumenti con cui gli oppositori provano a mettersi di traverso all´avvio dei lavori, slittati a ottobre. Da un lato ci sono i residenti del Comitato Sant´Ambrogio, che tornano alla carica contro i 520 box (300 privati e 220 pubblici a rotazione) con un ricorso alla corte dei Conti in cui denunciano irregolarità nella convenzione tra Comune e gestore, il Garage Velasca, che sarebbe economicamente avvantaggiato dalle concessioni (30 anni per la quota pubblica e 90 per i box), nonché da una clausola con cui il Comune si impegna "al ristoro dei maggiori oneri subiti qualora sorgano oneri imprevisti per ritrovamenti archeologici". La denuncia è firmata tra gli altri dall´architetto Cini Boeri, dal consigliere del Pd Francesca Castelbarco («per mostrare la miseria di un progetto che non rispetta la sacralità dei luoghi») e da Francesca Caccia Dominioni. Dall´altro, Italia Nostra annuncia un´integrazione a un esposto penale già presentato alla Procura nel 2006 dal presidente nazionale Giovanni Losavio per presunte violazioni alle norme in tutela del patrimonio artistico. Due mosse che, se accolte, avrebbero conseguenze diverse: «La corte dei Conti potrebbe aprire un procedimento nei confronti degli amministratori per danno erariale - chiarisce il legale dei residenti, Veronica Dini - l´esposto penale potrebbe portare a un sequestro dell´area». Ai progetti definitivo ed esecutivo, già vidimati dalle soprintendenze archeologica e monumentale, manca ancora il sì del Comune, che prima dell´inizio lavori (si partirà dai condotti fognari per due anni e mezzo di cantiere) dovrà approvare anche il piano finanziario. «Per gli scavi non ci sono costi aggiuntivi ai 3,5 milioni preventivati - fa presente il costruttore Claudio De Albertis - ma solo un aumento di 1,2 milioni per la modifica alla tipologia costruttiva, visto che non abbiamo avuto dai residenti l´autorizzazione per i tiranti. Recupereremo aumentando da 46mila a 48.125 mila euro il costo dei box, sempre che Palazzo Marino lo approvi». Comune che tiene a precisare che non sborserà un euro: «è un ricorso curioso perché gli anni di concessione non gravano su nessuno - afferma Bruno Simini, assessore ai Lavori Pubblici - a differenza dei continui ricorsi fatti senza assunzione di responsabilità che invece rischiano di far lievitare i costi e di screditare volontariamente l´amministrazione».

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"danzo nell'acqua ascoltando i pink floyd" storia di sara, che sogna poi di fare la scrittrice - federico petroni (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina X - Bologna L´evento "Danzo nell´acqua ascoltando i Pink Floyd" Storia di Sara, che sogna poi di fare la scrittrice "E´ uno sport pieno di sacrifici: nel 2005 facevo la pendolare fra allenamenti a Roma e maturità" FEDERICO PETRONI Quando è in acqua con le compagne di nazionale, Sara Sgarzi è come gli uccelli di Franco Battiato. Tra i flutti disegna "codici di geometrie esistenziali". Sara pratica infatti nuoto sincronizzato, e tuttavia la canzone più azzeccata, per la 23 enne bolognese del Circolo Nuoto UISP, è "Time" dei Pink Floyd. «Vero - afferma, illuminando di sé pure angoli fuori dall´acqua -, è il mio gruppo preferito. E soprattutto quella è una canzone speciale, che fa da colonna sonora alle mie esibizioni in singolo». A differenza di ciò che canta il gruppo di Roger Waters, per te non "c´è tempo di uccidere l´oggi". E´ vero che questo è uno sport monastico? «E´ la disciplina che richiede più allenamento di tutte. Otto ore al giorno, quando va bene, tra palestra, corsa, nuoto libero, danza, ginnastica artistica. Devo sacrificare amici, famiglia e amore. Addirittura nel 2005, l´anno dei mondiali di Montréal, avevo la maturità e facevo la spola con Roma, dov´ero in ritiro». A proposito di Roma: speranze per questi Mondiali? «Migliorare la posizione dell´Italia. Nel nuoto sincronizzato è molto difficile scalare la classifica, la valutazione dei giudici è oggettiva sino a un certo punto: per superare la nazionale che ti sta davanti, devi essere cento volte migliore. Una prova? Negli ultimi tre Mondiali, l´Italia è sempre arrivata settima. Il podio, poi, è blindato: Russia, Spagna e Cina sono intoccabili». Cos´è per te il nuoto sincronizzato? «Un modo per esprimere la mia creatività. Non sono molti gli sport che lo permettono. In più mi dà il piacere del contatto con l´acqua. Ho cominciato a 6 anni, ero piccola e incosciente: sono rimasta incastrata». Ci saran pure delle soddisfazioni... «Certo. L´esibizione ripaga di tutte le rinunce. E nel 2006, agli Europei di Budapest, arrivai pure terza. Tra il pubblico c´era una persona cui devo tutto: Giovanna Burlando, la miglior atleta italiana di sempre. Campionessa nazionale per 14 anni di fila, tre Olimpiadi alle spalle. Fate voi». Sogno nel cassetto? «Le Olimpiadi. Sembra una cospirazione, ma non riesco ad andarci. Sono entrata nel giro della nazionale nel 2005, l´anno dopo Atene. E a Pechino avevamo i numeri per qualificarci, ma all´ultimo momento cambiò il regolamento per ragioni politiche, per mandare ai Giochi almeno una squadra per continente, lasciando fuori nazionali più forti». Una bolognese ai Mondiali: che effetto fa? «Grande soddisfazione, per una città senza grande tradizione in piscina. E sei l´unica a rompere l´oligopolio di Roma, Milano e Savona... Sì, storicamente la nazionale è feudo di queste tre regioni. Questo m´inorgoglisce doppiamente, perché la mia è una partecipazione più che meritata». Che prospettive ha un´atleta come te? «Applico la politica dei piccoli passi, vediamo come vanno questi Mondiali e poi deciderò il mio futuro. Mi mancano sette esami per laurearmi in Lettere moderne. Poi, mi piacerebbe frequentare una scuola di scrittura creativa a Torino».

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la lunga corsa al vaccino che non c'è - elena dusi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina 10 - Cronaca Incalcolabile La lunga corsa al vaccino che non c´è Case farmaceutiche al lavoro giorno e notte. "In Italia prime dosi a settembre" Il dossier In palio c´è una torta che promette di raggiungere i 10miliardi di introiti L´Italia ha già acquisito il diritto di prelazione per alcuni milioni di dosi ELENA DUSI «Ferie cancellate, qui si lavora giorno e notte» taglia corto Giuseppe Del Giudice, direttore della ricerca per Novartis Vaccini, dal suo stabilimento di Siena. Le aziende farmaceutiche incaricate di immunizzarci dal virus della nuova influenza hanno i motori impegnati al massimo. In palio c´è una torta che promette di raggiungere i 10 miliardi di incasso, se sarà confermata la stima di 18 euro per ogni ciclo di vaccinazione. E che sarà suddivisa soprattutto fra 4 grandi giganti dell´industria farmaceutica: Novartis, GlaxoSmithKline, Sanofi e Baxter, oltre ad alcune piccole ditte che assicureranno la copertura a livello nazionale, specialmente in Australia, India e Cina. Il tempo stringe però, e il virus ha ormai ammantato tutto l´emisfero australe dove ora è inverno. A maggio l´Organizzazione mondiale della sanità aveva annunciato che il vaccino sarebbe stato pronto ad agosto. Due giorni fa ha dovuto ricredersi, slittando le sue previsioni all´inizio di ottobre. «Non sempre i tempi sono prevedibili. Una volta isolato, il ceppo del virus viene inviato dall´Oms alle ditte produttrici, che iniziano a far moltiplicare i microrganismi. Ma non sempre la crescita dei virus avviene alla velocità desiderata» spiega Pietro Crovari, professore di Igiene e medicina preventiva all´università di Genova, da sempre studioso di pandemie. «In Italia avremo le prime dosi a settembre. Ma saranno necessari dei test per garantire la sicurezza del vaccino. Presumibilmente, le somministrazioni partiranno da metà ottobre» fa il punto Antonio Cassone, direttore di ricerca dell´Istituto superiore di sanità e membro dell´unità di crisi sulla pandemia del Ministero della salute. «L´Italia ha già acquistato il diritto di prelazione per alcuni milioni di dosi di vaccino presso diverse aziende produttrici. Quando il prodotto sarà pronto, saremo sicuri di poterlo acquistare senza restare scoperti» dice Cassone. La spesa stimata per Spagna, Germania e Italia, che puntano a vaccinare il 40% circa della popolazione, si aggira intorno ai 370 milioni di euro, anche se le cifre esatte vengono mantenute riservate. In Europa, la Francia calcola di poter immunizzare la totalità dei suoi abitanti, spendendo un miliardo, e la Gran Bretagna (quarto paese più colpito al mondo, primo in Europa) si orienta su una quota del 70% della popolazione. Per questo avrebbe già fissato un budget di oltre 700mila euro. Nel caso del vaccino contro H1N1 (in particolare del ceppo californiano scelto come matrice per la produzione dell´antidoto), non tutto nei laboratori farmaceutici è andato alla velocità desiderata. Il virus della pandemia avrebbe un tasso di moltiplicazione di appena il 30-50% rispetto alla normale influenza stagionale. «Ma le prime dosi di vaccino sono già pronte, e all´inizio di agosto inizieremo i test sull´uomo per valutarne la sicurezza, stabilire il dosaggio e i tempi di somministrazione» conferma Del Giudice. Come se non bastasse H1N1, le ditte stanno lavorando da gennaio anche al vaccino per l´influenza stagionale, che resta consigliato. «La domanda è così alta che abbiamo smesso di prendere ordini» ha fatto sapere ieri il direttore della Baxter, Robert Parkinson jr. «Qualunque sia la quota produttiva che raggiungeremo, siamo sicuri di riuscire a vendere tutto, fino all´ultima dose».

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c'è troppa - (segue dalla copertina) elena dusi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 42 - Cronaca C´è troppa Quel cocktail che minaccia il corpo umano Dai detersivi ai vestiti che indossiamo sono almeno 100mila le sostanze artificiali che fanno parte del nostro mondo. E possono creare problemi all´uomo, anche senza dare sintomi evidenti. Un´abitudine malsana che nel tempo rischia di contaminare l´ambiente e quello che mangiamo. I controlli non mancano ma non sempre ci rassicurano Si trovano praticamente ovunque: nelle bottiglie di plastica, nei trucchi, in alcuni giocattoli, nel balsamo dei capelli e nei profumi. Perfino nell´acqua del rubinetto I metalli pesanti presenti nei cosmetici provenienti dall´oriente sono l´emergenza del momento (SEGUE DALLA COPERTINA) ELENA DUSI Lo rivelano i dati del 2007 delle Agenzie regionali per la protezione dell´ambiente. La mozzarella di bufala alla diossina e il pesce al mercurio sono solo la punta di un iceberg in cui i colpevoli sono piccoli come molecole, e per inseguirli gli Sherlock Holmes devono munirsi di lenti di ingrandimento sempre più potenti. «Gli avvelenamenti da microrganismi sono facili da notare. Chi mangia un cibo contaminato da salmonella finisce all´ospedale in poche ore. L´inquinamento chimico è più subdolo. Queste sostanze si accumulano nell´organismo giorno dopo giorno senza sintomi evidenti. Per valutare i danni occorrono studi sulle popolazioni esposte che durano anni» spiega Paolo Stacchini, direttore del reparto per la sicurezza chimica e nelle filiere alimentari all´Istituto superiore di sanità. Era il novembre 2006 quando la rivista medica The Lancet denunciò "la pandemia silenziosa" delle sostanze chimiche diffuse nell´ambiente, dannose soprattutto per bambini e donne in gravidanza e spesso ignorate dalle statistiche ufficiali sulla salute. Secondo lo studio, il 3% dei disturbi del comportamento nei bambini era imputabile a sostanze tossiche per il sistema nervoso. Una serie di test sul sangue su alcuni parlamentari, condotta nel 2005 dall´università di Siena e dal Wwf, ha contato nelle loro vene 65 sostanze chimiche tossiche, anche se in concentrazioni non allarmanti: dal piombo al cadmio, dai pesticidi agli ftalati. Perfino in farmacologia la nostra ambizione di assemblare nuove medicine con i mattoni della chimica si sta rivelando poco fruttuosa. Se all´inizio degli anni ´90 l´80% dei principi attivi veniva preso dalla natura (o copiando una molecola naturale), oggi è in laboratori e provette che si concentrano gli sforzi. Tra il 2001 e il 2008 la sperimentazione di nuovi farmaci di origine animale o vegetale è calata del 30%. Computer e provetta in mano, le grandi aziende che producono medicinali preferiscono analizzare una dopo l´altra molecole di sintesi che sono frutto di un´attività di "design" a tavolino. Non per questo però riescono a risollevare un settore come quello farmaceutico in crisi di creatività. Sembra definitivamente tramontata, spiegano Jesse Li e John Vederas dell´università dell´Alberta sulla rivista Science, l´era degli antibiotici ricavati dai microrganismi, o dei nuovi antimalarici o anticancro estratti dalle piante. Senza tener conto del mondo dei farmaci, si calcola che almeno 100mila sostanze chimiche artificiali facciano parte del nostro mondo, dai detersivi ai vestiti. La stima fu elaborata nel 2006, in coincidenza con l´adozione di un mastodontico piano europeo per la regolamentazione delle sostanze chimiche (Reach), che imponeva per il nostro continente regole uniformi e molto rigide, probabilmente le più severe del mondo. I controlli si concentravano su 30mila di queste sostanze, considerate nocive, prodotte direttamente in Europa o importate. Ma è molto facile che anche la stima di 100mila "mattoncini del Lego" artificiali sia approssimata per difetto. Come nella lotta al doping, infatti, la caccia alle sostanze che contaminano cibo e ambiente si limita alle molecole conosciute. Ai nemici ignoti - perché creati di recente o mai finiti sotto la lente di un laboratorio - nessuno ovviamente ha mai dato la caccia. «Se un prodotto contiene sostanze chimiche nocive - spiega Luigi Gagliardi, direttore del reparto per la sicurezza dei prodotti cosmetici dell´Istituto superiore di sanità - possiamo accorgercene solo quando i danni sono evidenti». Gagliardi e l´Istituto sono stati impegnati nei controlli che mercoledì scorso hanno portato al sequestro in tutta Italia di cosmetici per bambine contaminati in maniera massiccia da metalli pesanti. I trucchi erano stati messi in commercio da una multinazionale americana con ingredienti provenienti dalla Cina. «Siamo partiti da un consumatore che ha segnalato problemi alla pelle e ci siamo ritrovati a lavorare su una trousse da 18 colori» spiega il ricercatore. «All´inizio non abbiamo mai idea di quale sostanza chimica possa essere colpevole. Così per diversi mesi due miei collaboratori non hanno fatto altro che rivoltare da ogni lato la trousse venduta sulle bancarelle per pochi euro. Alla fine la sostanza colpevole è saltata fuori, e in dosi spaventose. Se il limite fissato dalla legge per il piombo è di 20 parti per milione, in quella trousse si arrivava a 15mila parti: 700 volte oltre il tetto consentito. I metalli pesanti nei cosmetici provenienti dall´oriente sono l´emergenza del momento». Mai il problema del piombo sarebbe emerso se non ci fosse stata la denuncia di un consumatore. La natura subdola dell´inquinamento da sostanze chimiche sta tutta qui: «Prevenire le contaminazioni non è nelle nostre possibilità. Dobbiamo limitarci e inseguire e giocare di rimessa» allarga le braccia Gagliardi. «Molti importatori, soprattutto dall´oriente, non denunciano la presenza di sostanze pericolose nei loro prodotti. E quando cibi o cosmetici finiscono sulle bancarelle, per noi rintracciarle diventa assai arduo». Ma c´è un esempio virtuoso che i cacciatori di particelle chimiche amano citare. «Anni fa il piombo era ovunque. Aveva contaminato un numero incalcolabile di filiere alimentari, non riuscivamo a difenderci. La principale sorgente di questo metallo pesante era la benzina, ed è bastato agire a monte, eliminandolo dai carburanti per risolvere il problema» racconta Stacchini. O almeno una buona parte di esso. Perché non possiamo illuderci. I controlli sono efficaci, le dosi cui siamo esposti rientrano praticamente sempre nei limiti di sicurezza. «Ma le sostanze chimiche dannose sono sempre in mezzo a noi» dice Stacchini. «è l´ambiente in cui viviamo a renderlo inevitabile».

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Fondi europei in recupero a maggio (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-07-17 - pag: 38 autore: Risparmio. La raccolta torna a 32 miliardi, gli stessi livelli di ottobre 2007 Fondi europei in recupero a maggio Mara Monti MILANO Torna ai livelli di ottobre 2007 la raccolta dei fondi europei che a maggio ha messo a segno un flusso in entrata per 32 miliardi di euro, annullando gli effetti della crisi scoppiata dopo il fallimento della Lehman Brothers nell'ottobre del 2008. Secondo gli ultimi dati di Lipper (Thomson Financial) che raccoglie i flussi delle società di gestione europee, dall'inizio dell'anno la raccolta netta ha raggiunto quota 58 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 25 miliardi dello stesso periodo del 2008. Positive tutte le asset class, in particolare i fondi azionari che guidano la classifica con 16 miliardi, toccando i massimi di tre anni fa. Gli Etf hanno giocato un ruolo marginale con 3 miliardi di euro mentre cresconoi fondi azionari del Far East, in particolare i fondi specializzati sulla Cina e sull'India. «Il clima è migliorato, ma non si vede ancora la presenza di investitori retail, spiccano invece gli istituzionali e il private banking –commenta Mauro Ba-ratta, amministratore delegato di Lipper –. Bisogna attendere che i mercati finanziari si stabilizzino per tornare a vedere la clientela retail. Tuttavia, se i tassi continuano a essere così bassi con i rendimenti netti dei BoT vicini allo zero, per i risparmiatori sarà necessario cercare altri strumenti finanziari più remunerativi dove allocare gli investimenti ». Secondo Baratta, proprio la presenza attiva di investitori istituzionali ha sostenuto la raccolta dei fondi obbligazionari in particolare quelli corporate, che hanno messo a segno una raccolta netta mensile di 9 miliardi di euro, i livelli del 2005, con riscatti marginali in Italia e in Spagna. Nell'analisi per settore, guidano la classifica i fondi obbligazionari corporate investment grade in euro per 5,3 miliardi raccolti, seguono i fondi equity emerging market con 2,5 miliardi, i fondi equity specializzati nella Borsa cinese con 1,8 miliardi ed equity globale con 1,7 miliardi. Al contrario, perdono posizioni i fondi di fondi hedge che hanno messo a segno riscatti per 2,3 miliardi, i bond in euro short term con 900 milioni in uscita e i fondi di fondi money market in rosso per 833 milioni. Beneficiano di questa fase anche i fondi cross border, meno quelli domestici, sempre secondo Lipper, una categoria che privilegiando il private banking, è stata in grado di raccogliere al netto dei riscatti 18,4 miliardi di euro. Tra i paesi a maggiore raccolta, l'Inghilterra continua a fare da apripista con 3,8 miliardi di euro, seguono Germania con 3 miliardi e Francia con 1,7 miliardi. «I dati dell'Italia che a maggio aveva riportato una raccolta netta positiva erano gonfiati dal lancio di nuovi fondi: infatti a giugno il dato è tornato negativo». © RIPRODUZIONE RISERVATA I DATI Positive tutte le asset class, in particolare gli azionari che guidano la classifica con 16 miliardi di raccolta Cresce il peso del Far East

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Una misura utile per la ripresa (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-17 - pag: 3 autore: Soddisfazione di Emma Marcegaglia «Una misura utile per la ripresa» ROMA «Chiedevamo da tempo uno strumento fiscale a favore delle imprese che aumentano il capitale, perchè in un momento come questo serve una maggiore patrimonializzazione per lavorare con le banche e affrontare la crisi». Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, è soddisfatta per la mossa del Governo di concedere sgravi fiscali alle aziende che aumentano il capitale sociale. Una decisione che è scaturita dall'incontro di ieri in Confindustria, con Abi, il ministro, commercianti e artigiani, dedicato al problema del credito alle imprese. «Sotto la nostra pressione, il ministro ha acconsentito. è esattamente quello che volevamo. Ed anche lo scudo fiscale lo vediamo positivamente, in una logica di aiutare le imprese che ricapitalizzano », ha detto la presidente nel pomeriggio, raccontando la novità all'assemblea degli industriali di Macerata. Tanto più che «l'emergenza non è finita. C'è qualche piccolo segnale positivo, dalla Cina alla revisione dell'aumento del Pil Usa da parte della Federal Reserve, ma la crisi ancora si fa sentire». L'incontro aveva per oggetto tre argomenti: innanzitutto, la moratoria dei debiti delle imprese, sospensione o allentamento delle regole di Basilea 2, la patrimonializzazione delle imprese. E il Governo si è mosso sull'argomento che gli competeva direttamente. Sugli altri due, bisognerà andare avanti: «Per Basilea 2, si tratta di una decisione che non può prendere il Governo italiano », ha spiegato la Marcegaglia. «Abbiamo insistito ha aggiunto - perchè il Governo ponga la questione in sede internazionale ». Il ministro, come ha detto ieri parlando con Confindustria e Abi, ne ha tutta l'intenzione, tanto più che, come ha ricordato, non aveva condiviso nemmeno in passato i vincoli di Basilea 2. Sulla moratoria dei debiti, ieri sono state tracciate le prime indicazioni. «Servono tempi stretti», ha detto la Marcegaglia, che punta ad un'intesa prima dell'estate. La stessa esigenza sottolineata ieri anche da Confcommercio, Confartigianato, Cna e Confesercenti, che ieri erano presenti al tavolo (la Confapi ha protestato per la mancata convocazione). Si parla di una moratoria di un anno che riguarderà la rata capitale e non gli interessi «che si continueranno a pagare normalmente ». Riguarderà i mutui e i leasing, ha detto la Marcegaglia, e si dovrà discutere se estendere la misura anche allo scoperto di conto corrente e allo smobilizzo fatture. Soprattutto, aspetto condiviso dall'Abi, non ci dovranno essere costi amministerativi. Ieri, a Macerata, la presidente di Confindustria ha rilanciato anche il tema delle riforme. Bene l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne e l'adeguamento per tutti, dal 2015, legato all'aumento del costo della vita. Bene anche il provvedimento avviato dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che taglia gli enti inutili. C'è ancora da lavorare, invece, sul problema dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. «Non è nemmeno accettabile ha aggiunto - che le grandi imprese strozzino le piccole». N. P. LA SODDISFAZIONE «Sotto la nostra pressione il ministro ha acconsentito. Siamo contenti e anche lo scudo fiscale lo vediamo positivamente» Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria CONTRASTO

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Un mondo armato (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 17-07-2009)

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POLITICA 17-07-2009 Un mondo armato Cresce ancora la spesa militare: si è ai livelli della Guerra fredda DI F RANCESCO P ALMAS N ell'ultimo decennio, la spesa militare mondiale è cresciuta talmente (45%) da essersi riavvicinata all'iperbole di fine Guerra fredda: 1.464 miliardi di dollari nel 2008. Parliamo all'incirca di un Pil italiano, buona parte del quale assorbito, oltre che dalle armi, dal personale, dai servizi dall'esercizio e dalla ricerca. L'incremento è stato trainato da focolai di tensione mai sopiti: dal Vicino Oriente all'Africa sub-sahariana, dal Caucaso all'Afghanistan. Basti solo pensare agli impegni oltremare dei militari italiani o alle guerre globali statunitensi. In sette anni di battaglie nel Mediterraneo allargato, i mezzi a stelle e strisce si sono usurati al punto da richiedere un investimento futuro di almeno 240 miliardi di dollari. Stati falliti, terrorismo, conflitti interetnici e sciovinistici sono fonti d'instabilità persistenti. Non solo alimentano un flusso illegale di tecnologie belliche, ma gestiscono filiere di proliferazione sempre meno dipendenti dalle tecnologie occidentali o ex-sovietiche. I trafficanti non discriminano, né hanno remore morali: vendono ai maoisti nepalesi come agli irredentisti indonesiani, agli integralisti del Corno d'Africa, della Penisola arabica o del Sahel e ai signori della guerra afghani e pachistani. Nel mercato legale, la potenza militare statunitense è ancora senza uguali: per capacità di spesa, Washington vale da sola quasi metà del totale mondiale. Sebbene New Delhi, Mosca e Pechino crescano, non ha rivali in fatto di tecnologie belliche ad altissimo valore aggiunto. Non per caso Londra, Tel Aviv e Tokyo, a lei legate d'alleanze strutturali, hanno scalato i vertici mondiali dell'hi-tech bellico. In un mercato sempre più competitivo, il successo dei prodotti dipenderà dalle capacità innovative: dell'enorme bilancio militare, gli Stati Uniti destinano alla ricerca e sviluppo il 12,4%, quasi il triplo della media europea. La Francia primeggiava un tempo nel nucleare, nei materiali e nella propulsione; oggi deve spartirne la leadership con gli americani. Ha perso posizioni anche rispetto alla Gran Bretagna e al Giappone, ma rimane un colosso nell'Europa della difesa. Eads e Thales sono sistemisti di primo rango, con interessi ovunque. Se stilassimo una classifica degli europei più attivi, la Gran Bretagna sarebbe al vertice. Le sue aziende hanno fatto breccia nella fortezza statunitense: molte hanno più investimenti e impiegati oltreatlantico che in patria. Seguirebbero Francia, Germania, Svezia, Italia, Olanda e Spagna, competenti nella più parte delle tecnologie di punta. Rispetto a questi 6, il divario prima che transatlantico è infraeuropeo. I 'piccoli' continentali dipendono soprattutto dall'import: la Grecia ne è l'epitome. Quinto acquirente mondiale di armi convenzionali, ha comprato nel quadriennio 2004-2008 sistemi tedeschi (31%), francesi e americani (24% a testa). Mancando un mercato europeo della difesa, gli industriali statunitensi continuano a godere di fortissimi vantaggi competitivi in tutte le filiere dell'armamento convenzionale: dalle armi terrestri, aeree e marittime, ai carri armati e ai fucili d'assalto. All'orizzonte, la Cina si staglia come avversaria temibile: eccelle nelle capacità di reingegnerizzazione e il suo bilancio per la difesa si arricchisce di oltre il 15% ogni anno. È prima fra gli importatori mondiali di armamenti, di poco seguita dall'India. Ma non si dimentichi che Usa, Russia e 'grandi' d'Europa rappresentano i tre quarti del mercato globale e sono sostanzialmente autarchici. Racconta la storia che l'anno record per la vendita di armi convenzionali fu il 1982. I maggiori produttori (Urss, Usa, Francia, Regno Unito e Italia) monopolizzavano all'epoca oltre l'80% dell'export, diretto soprattutto in Medio Oriente. La domanda principale origina oggi in Asia. Nell'ultimo decennio, Cina e India hanno assorbito il 19% dell'offerta, contro il 16,5 dei Paesi mediorientali. È mutata non solo la geografia dell'import, ma anche quella dell'export, con l'Italia soppiantata dalla Germania e la Russia che arretra nel tradizionale mercato indiano. Gran parte della cifra d'affari (40% circa) è generata dalle piattaforme aero-spaziali, elicotteristiche, navali e terrestri. Il resto dai sistemi elettronici integrati e dalle armi individuali, ad onta del basso livello tecnologico. A suscitare timori non è solo il valore assoluto dei bilanci militari, ma anche il progressivo deterioramento della rete internazionale di accordi sul disarmo. Se si escludono gli sforzi compiuti per bandire le armi biochimiche e le bombe a grappolo, nient'altro nel recente passato ha avuto respiro multilaterale. Il trattato sull'interdizione completa degli esperimenti nucleari giace nel limbo dell'incompiutezza: Nordcorea, India e Pakistan non l'hanno firmato; Cina, Egitto, Indonesia e Iran hanno dimenticato di ratificarlo, non diversamente da Israele e Stati Uniti, rei di aver boicottato anche l'accordo sulle cluster bomb. Il 2002 è stato un anno critico: Washington ha inferto un duro colpo all'Abm, trattato chiave che, proibendo lo schieramento di sistemi strategici antimissilistici, era la colonna portante dell'ordito di sicurezza generale. I nordcoreani si sono poi svincolati dal Trattato di non proliferazione ( Tnp), esercitando la clausola di recesso che affligge tutti gli accordi per il controllo degli armamenti. Neanche il Giappone è sfuggito al fascino del neomilitarismo: si sta dotando di uno strumento militare ipertecnologico, agile e capace di proiezioni oltremare. E fra il Pacifico e l'Oceano Indiano, si sta giocando una partita decisiva per il controllo delle rotte strategiche, che ricorda per tensione e rivalità la contesa nippo-americana d'inizio '900. Preoccupa non solo l'entità degli arsenali e delle truppe, ma anche il progressivo deterioramento della rete dei trattati per il disarmo globale

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India e Cina, la sfida ora è sui mari (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 17-07-2009)

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POLITICA 17-07-2009 India e Cina, la sfida ora è sui mari scenario Le due potenze asiatiche stanno investendo moltissimo per ingrandire e modernizzare le proprie flotte Che ormai incrociano in tutto il globo T itani dell'economia mondiale, Pechino e New Delhi stanno riscoprendo la talassocrazia di un tempo: la flotta militare cinese è terza al mondo per tonnellaggio, quella indiana quinta. Entrambe progrediscono in numero e qualità, grazie a un impeto finanziario senza precedenti. Nel quinquennio 2007-2012, l'India investirà 100 miliardi di dollari per gli acquisti di nuovi sistemi. A parte le russe e le statunitensi, molte società europee hanno fiutato l'affare. La portaerei Vikrant integrerà anche tecnologie italiane. Quando ultimata (2020), la flotta solcherà gli oceani con metà delle 140 navi. L'ambizione è proteggere ovunque gli interessi vitali della nazione, il cui commercio è marittimo per il 90%. Alcune unità incroceranno nell'arteria mercantile Golfo Persico- Malacca; altre risaliranno il Pacifico nord-orientale e altre ancora l'Atlantico, verso il Venezuela. Nel frattempo, è nato un comando marittimo per la regione insulare e petrolifera delle Andamane e di Nicobar, affiancato da una stazione d'intelligence in Madagascar: è la prima del Paese oltremare, voluta per monitorare le attività cinesi e della pirateria pan-somala. Ovunque, sventola la bandiera della potentissima rivale regionale: la Plan (People's Liberation Army-Navy) cinese, la cui flotta vanta sull'indiana un vantaggio decennale. Pechino coltiva alte ambizioni marittime e non cessa di ribadirle. Progetta una portaerei da 48mila tonnellate; rafforza la componente anfibia e anti-mine; ha una sessantina di nuovi sommergibili e unità di superficie per la difesa aerea. Disporrà nel 2020 dei maggiori cantieri navali al mondo e di 12 nuovi porti-container: gli scambi con l'estero son cresciuti del 2.000% nell'ultimo ventennio. Dipendono dalla libertà dei mari e dalla potenza che Pechino intende proiettarvi. La sua marina miliare naviga da tempo oltre le acque territoriali. Ha mostrato le fregate ai marinai russi, francesi, britannici e spagnoli. Si è data un continuum di basi, infrastrutture portuali e d'intelligence che dal Mar Cinese meridionale scende al Medioriente. Gwadar, in Pakistan, ha rango strategico. Permetterà ai cinesi di sorvegliare le manovre della V Flotta nel Golfo Persico. Francesco Palmas

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Le rinnovabili crescono in sicurezza (sezione: Cina)

( da "Finanza e Mercati" del 18-07-2009)

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Le rinnovabili crescono in sicurezza da Finanza&Mercati del 18-07-2009 Underwriters Laboratories (UL), leader mondiale nella certificazione di sicurezza di prodotto, lo scorso martedì ha completato a San Jose, in California, l'espansione del Photovoltaic technology center of excellencem, il laboratorio di certificazione per l'energia solare più grande e attrezzato del Nord America. Un passo importante per far fronte all'espansione della domanda: «L'UL si occupa di certificazione per l'industria del fotovoltaico dal 1980», spiega Marcello Manca, ad di UL Italia e presidente e general manager di UL Environment Inc., «ma negli ultimi anni, specie a seguito del consolidamento delle iniziative dei vari governi a sostegno delle energie rinnovabili, abbiamo assistito a un incremento molto rapido, soprattutto nel campo dell'energia solare. La domanda di servizi di test e certificazione per il fotovoltaico è addirittura duplicata e stimiamo che cresca di un 35-40% all'anno». Che tipo di aziende ricorrono ai vostri laboratori? In generale si rivolgono a noi, come organismo globale per la certificazione di prodotto, imprese di diversi settori, mentre nell'ambito delle energie rinnovabili, e in particolare in quello del fotovoltaico, lavoriamo con aziende che producono moduli e componenti associati, dalle piccole e medie dimensioni alle aziende leader, come ad esempio SunTech, SunPower, Sharp, Sanyo Energy o Kyocera. In un'economia globale come quella attuale, costruttori ed esportatori sono chiamati ad accedere a sempre nuovi mercati per mantenere alta la competitività e per ottenere questo risultato i prodotti devono soddisfare vari requisiti a livello nazionale, regionale e internazionale. L'UL certifica anche altre fonti di energia alternativa, come l'eolico. I produttori attivi nell'ambito delle energie rinnovabili stanno investendo in ricerca e sviluppo per garantire sempre migliori e più efficienti tecnologie, che si traducono in nuovo design di prodotto e quindi in una nuova domanda in termini di certificazione. Negli Stati Uniti in modo particolare, grazie anche all'impegno a lungo termine confermato dal governo Obama, stiamo assistendo a una crescente richiesta di certificazione su prodotti che riguardano l'eolico, batterie al litio e i veicoli elettrici. Di recente abbiamo annunciato la bozza di norma UL, la prima rivolta alla sicurezza elettrica e antincendio delle turbine eoliche, così come all'inizio dell'anno siamo entrati nella certificazione per l'efficienza energetica del Led. C'è poi l'impegno di UL in ambito ambientale, dove propone dei programmi per la certificazione della sostenibilità dei prodotti cosidetti green oltre ai programmi per la validazione delle dichiarazioni ambientali, l'Environmental claims validation (Ecv), per cui UL ha creato una divisione chiamata UL Environment. A breve aprirete un centro anche a Suzhou, in Cina, e nel 2010 arriverete in Germania e Giappone. Il mercato cinese si sta evolvendo più rapidamente di quello europeo? La Cina è sicuramente uno dei mercati maggiormente impegnati nella produzione dei sistemi fotovoltaici, di qui la necessità di aprire un laboratorio locale. Come osservatorio privilegiato stiamo assistendo però a una crescente domanda da parte dei produttori europei, non solo della Germania, ma anche dei Paesi del Nord, come la Norvegia. C'è poi la crescita dell'Italia, della Grecia e del Giappone, che è un mercato decisamente in ascesa per quanto riguarda la produzione di sistemi per il fotovoltaico. UL ha investito nel corso degli ultimi due anni oltre 20 milioni di dollari per rispondere alla domanda in questi paesi chiave, partendo dalla California, dove la capacità di testing è aumentata del 40%, solo a un anno di distanza dalla sua apertura. Stiamo poi formando con training specializzati i nostri ingegneri in India, Singapore, Korea e Taiwan. L'UL si sta impegnando per favorire l'armonizzazione dei requisiti tecnici di oltre 50 paesi su 5 continenti. Si arriverà mai ad avere una normativa valida a livello globale? UL lavora per favorire l'armonizzazione delle normative di UL e delle commissioni tecniche internazionali (Iec). Relativamente al fotovoltaico, per fare un esempio recente e concreto, UL e Iec annunceranno entro la fine dell'anno l'armonizzazione della norma UL/Iec 61730 che copre gli aspetti di Safety e Performance dei moduli fotovoltaici, includendo anche le deviazioni locali di ciascun paese coinvolto. Ma non è possibile avere un'unica norma a livello globale, perché ci saranno sempre tante norme quanti sono i prodotti e gli ambiti di applicazione. Ad oggi però sono state armonizzate già 75 norme, tra cui la norma UL/IEC 60950-1 per gli apparecchi hi-tech.

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"la puglia cresce nonostante la crisi" - roberto zarriello (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

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Pagina IX - Bari "La Puglia cresce nonostante la crisi" Viesti: negli ultimi tre anni meglio di tutte le altre regioni del Sud I dati del rapporto Svimez indicano tra il 2006 e il 2008 piccole ma importanti percentuali di incremento del Pil. Frenano i consumi ROBERTO ZARRIELLO L´economia pugliese gode di buona salute anche se le prospettive di crescita per i 2009 non sono incoraggianti. Gianfranco Viesti, neoassessore al Sud della Regione, rilegge e commenta il Rapporto Svimez pubblicato due giorni fa. La Puglia negli ultimi tre anni, dal 2006 al 2008, è la Regione in Italia che - dice il rapporto - è cresciuta più di tutte: con un Pil che nel 2006 è stato del 66,3, nel 2007 del 67,4 e nel 2008 del 68,3 (+0,2%). Frenano invece gli investimenti delle imprese mentre le famiglie - il reddito medio delle famiglie del Sud si conferma sui 1.500 euro mensili - non consumano in attesa di tempi migliori. Cresce l´occupazione (+ 2,2%) anche se alla Puglia spetta la maglia nera per quella femminile. Gianfranco Viesti sostiene che di questi dati devono essere ‘‘fieri lavoratori e gli imprenditori pugliesi´´. ‘‘La Puglia - dice - è la regione italiana che è andata meglio negli ultimi tre anni, meglio di tutte le altre. Ha recuperato uno scarto, rispetto alla media italiana nel reddito procapite di tre punti percentuali. è un dato da conoscere, del quale tutti i pugliesi devono essere fieri´´. Dati più che positivi soprattutto se si considera la crisi internazionale che ha messo in ginocchio paesi come la Cina e l´America. La giunta guidata da Nichi Vendola - ha aggiunto il neoassessore regionale - ‘‘ha operato bene, sicuramente meglio della precedente, di Raffaele Fitto´´. ‘‘Le politiche regionali - ha infatti sottolineato Viesti - hanno influito su questo risultato in maniera significativa e importante, attraverso ad esempio una accelerazione della spesa e una qualità migliore di spesa". Di diverso parere il capogruppo Fi-Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese. "ll rapporto Svimez prende in esame l´anno 2008 quindi, in primo luogo gli effetti devastanti sul Sud, delle politiche messe in campo nel 2007 dal governo Prodi e gli effetti di tre anni di governo Vendola".

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"la mia vita da cane (fortunato) alla casa bianca" - angelo aquaro new york (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

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Pagina 42 - Commenti Sul New York Times un curioso editoriale Scritto in prima persona dal cucciolo di casa Obama "La mia vita da cane (fortunato) alla Casa Bianca" Un gioco di scrittura dedicato all´animale di Masha e Malia ANGELO AQUARO NEW YORK dal nostro inviato "La stampa si diverte a mettere a confronto le mie caratteristiche con quelle degli altri cani presidenziali. Io trovo che sia prematuro e non aiuti. Gli altri presidenti arrivarono al potere in tempi diversi e soprattutto dovettero confrontarsi con sfide diverse". Cani presidenziali? Un cane che parla? Tranquilli, siamo solo all´inizio: "E poi, permettetemi di soffermarmi brevemente sul cane al quale vengo più spesso messo a confronto. Fala raggiunse Franklin Delano Roosevelt nel novembre del 1940, e subito catturò l´immaginazione nazionale...". Ok, basta così: non possiamo mica andare avanti con lo scherzo all´infinito. Sì, certo, l´autorevolissimo New York Times l´ha fatto, ieri, ma qui giocano in casa, riferimenti a fatti e persone esistenti sono puramente voluti, e soprattutto comprensibili. E allora, traduciamo: chi parla, con proprietà di linguaggio e argomentazione praticamente clonata dall´illustre padrone, è niente poco di meno che Bo, il cane d´acqua portoghese che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha regalato, come da promessa elettorale, alle due figliolette, Masha e Malia. Il quale parla, ovviamente, nella finzione di uno scrittore a cui il giornale di New York ha pensato bene di affidare la "traduzione" dei pensieri. Il titolo del pezzo comparso nella sezione Opinioni, quella che raccoglie editorialisti del calibro del Nobel Paul Krugman, era inequivocabile: "The Fist Hundred (Dog) Days", i primi cento giorni, come si usa con i presidenti. Da cane però. O da cani, a seconda dei punti di vista. L´autore, Ben Grenman, è un giovane scrittore, classe 1969, sodale di autori del calibro di Jonatha Lethem, già autore di interviste più o meno impossibili a dive come Paris Hilton e giganti indie rock tipo Sonic Youth. Ma lo scherzo del Nyt è la spia di quanto la Bo-mania stia rischiando di sfiorare i livelli della (ben più giustificata) Obama. mania. Il first dog - un cane d´acqua portoghese, specie praticamente protetta negli Usa, al punto che gli aspiranti proprietari devono superare un esame - campeggia nelle trasmissioni tv e nelle vignette satiriche. E nelle librerie va a ruba l´ultima cino-grafia, "First Dog" appunto, testi di Lewis e Zappitello, illustrazioni del celebre Tim Bowers. Lo slogan pubblicitario? Può un cane trovare la casa perfetta? Yes, he can. Peccato che proprio il fatto di essere un cane di razza, e per di più protetta, abbia portato all´inzio più politica che simpatia alla Casa Bianca. I militanti della Peta hanno perfino criticato il presidente per non aver dato il buon esempio adottando un bastardo (in campagna elettorale era stato lui stesso a scherzarci su: "Il cane che sceglierò? Un bastardo, come me"). Non aiuta neppure lo sfarzo di cui gli ospiti di Barack circondano il first dog: vedi, in tempi di crisi, la ciotola di Swaroski regalo di un leader di un paese dell´est. Dalla Casa Bianca, ieri, nessuna reazione all´editoriale-metafora. Ma Barack, si sa, a ben altro a cui pensare. Almeno Bo una risposta poteva darla.

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roma, che la festa cominci ma quanti big si tengono lontani - paolo rossi roma (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 56 - Sport Roma, che la festa cominci ma quanti big si tengono lontani Stasera inaugurazione con Napolitano. Phelps è a Riccione Rosolino alfiere La Pellegrini protagonista con la musica di Allevi e Baglioni PAOLO ROSSI ROMA All´insegna del Made in Italy. Roma mondiale si svela questa sera, e non poteva che scegliere l´italian way. Poteva esserci altra scelta in fondo, dopo l´iperbolica ed irripetibile cerimonia di Pechino 2008? «Ovvio che no, e poi le nostre non sono Olimpiadi. Noi puntiamo sull´atmosfera, sulle emozioni» ha sempre detto Giovanni Malagò, presidente del Comitato organizzatore. Per questo la parola d´ordine è stata «creatività» che, tradotto, vuol dire musica italiana, suoni e colori in grado di trasmettere sensazioni in simbiosi con lo scenario naturale dello stadio dei Marmi. Ieri le prove generali, stasera alle 21 lo show in mondovisione. I campionati cominciano davvero, anche se una parte dei campioni non è ancora qui. A Roma c´è il Giappone, la Cina, il Canada. Stephanie Rice e gli australiani sono di stanza a Manchester, Michael Phelps, Aaron Peirsol e gli altri americani sono blindatissimi a Riccione, mentre i tedesci alloggiano a Ravenna. Bernard e compagni sono ancora in Francia mentre il brasiliano Cielo è in Portogallo. Arriveranno, dopo la cerimonia che apre ufficialmente i Mondiali. L´eleganza degli azzurri sarà garantita da Giorgio Armani: il maestro milanese del fashion style ha disegnato per l´Italia un completo in jersey color blue navy con giacca due bottoni abbinata a pantaloni con coulisse e polo in piquet di cotone, sempre color blu navy. Abbigliamento da vera sfilata di moda insomma, ed il primo modello - quello che guiderà la delegazione come portabandiera - sarà quel Massimiliano Rosolino che una certa esperienza di passerelle può già vantare, nel corso della sua onorata carriera. A dare il via alla kermesse Claudio Baglioni con «Un solo mondo», inno dei Mondiali ed auspicio per una manifestazione che unisce 2556 atleti di 185 nazioni. Poi toccherà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (ingresso previsto alle 21,16), pronunciare le formali parole di apertura. Assente Silvio Berlusconi, a meno di sorprese dell´ultima ora. Sarà Federica Pellegrini a consegnare al picchetto d´onore la bandiera (e non al presidente, come annunciato dalla Federnuoto), poi partirà lo spettacolo incentrato ovviamente sull´acqua: oltre due ore (chiusura prevista alle 23,11) di emozioni, di danze, di musica. Quella di Giovanni Allevi, che suonerà due pezzi. Quattro parti di spettacolo con protagonisti i mari, le perle, i pescatori: poi si vedrà anche Alessia Marcuzzi nei panni di una sirenetta ed il gran finale con i fuochi d´artificio che esalteranno ancor più la bellezza dei marmi di Carrara dello stadio. A mezzanotte circa i fortunati vincitori dei duemila biglietti gratis applaudiranno, sazi dello spettacolo goduto, mentre i più fortunati cinquecento vip assaggeranno le pietanze gourmet preparate da due famosi chef. Ma questa è un´altra storia. Da oggi i giochi si fanno sul serio, e diventano proprietà degli atleti, quelli che ci mettono la faccia, quelli che sudano per realizzare un sogno.

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primo tuffo, subito cina oro e argento da un metro - emanuela audisio roma (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 56 - Sport Qin Kai e Xhang Xinhua dominano dal trampolino Primo tuffo, subito Cina oro e argento da un metro Solo il povero Zhou resta la pecora nera Un grande talento psicologicamente debole. Ai Giochi fece fallire il grande piano All´australiano Mitcham non riesce il colpo di Pechino Fuori Marconi e Sacchin EMANUELA AUDISIO ROMA La solita Cina: d´oro. Primo tuffo, prima medaglia. Il solito dominio: doppietta nel trampolino 1 metro maschile. Primo Qin Kai con 449 punti, che ha cosce da calciatore, secondo Xhang Xinhua. I soliti campioni cinesi, che con la faccia impaurita, alla domanda su come sia l´esperienza di Roma rispondono: «Il tempo è bello». Un anno dopo Pechino nulla cambia. La Cina non molla quella parte di cielo e di acqua. Ha vasto materiale umano, ha ragazzini sempre in concorrenza, ha allenamenti che sono selezioni durissime. Qin Kai, campione olimpico, è al suo terzo titolo mondiale. Non cambia nemmeno l´australiano Matthew Mitcham che prova fino all´ultimo a combattere contro i cinesi, a Pechino gli era riuscito, qui invece è terzo. Il trampolino da un metro ha bisogno di fisici corti e muscolosi, perché dice Klaus Dibiasi: «Più si sale in alto e più bisogna usare l´attrezzo, cioè il trampolino, ci vuole quasi un corpo da culturista. Infatti Mitcham è un longilineo». Niente da fare per gli azzurri, fuori dalla finale Nicola Marconi, 13esimo, e Christopher Sacchin, 16esimo, tormentato da una lesione di dodici centimetri alla coscia destra. Fuori nelle eliminatorie della piattaforma 10 metri pure le donne Brenda Spaziani e Noemi Batki. La Cina come dice la ct Zhou Jihong, con un sorriso artificiale, è qui per vincere tutto. Non è un paese che ama i perdenti. C´è solo un campione che non vince mai e si chiama Zhou Luxin. E´ la pecora nera. Tecnicamente forte, psicologicamente debole. E lui che ha fatto fallire il piano della Cina a Pechino: 8 ori su 8, ridotti a 7. E´ lui che ai Giochi nell´ultima serie di tuffi dalla piattaforma dei 10 metri si è fatto recuperare 34 punti da Mitcham davanti a 18 mila spettatori increduli. Zhou lo riconoscete perché è quello che sul podio chiude gli occhi e guarda in basso dalla vergogna. Un tuffo d´argento in casa significa inabissarsi nel disonore. Non solo, Zhou ha mandato all´aria anche l´en plein della Cina ai mondiali di Melbourne (9 su 10). «Avevo solo 18 anni, ero senza esperienza, mi hanno tradito i nervi». Lì perse dal russo Galperin. Luxin ha un problema con lo stress. Non regge la tensione. E´ bravo, ma proprio non gli riesce lottare, e liberarsi la mente. E´ proprio un anti-cinese. Viene dalla provincia di Anhui, accanto a Shanghai, e i suoi genitori lo hanno avviato allo sport perché era un ragazzino che non stava mai fermo. A 7 anni ha iniziato con la ginnastica, poi a 10 è finito a Pechino, con la sveglia alle sei di mattina. Ad allenare il suo talento all´inizio era sempre una donna, Yu Fen, ct di allora, scaricata dalla federazione, perché chiedeva più libertà per i suoi atleti. E soprattutto perché voleva costruire un´altra via cinese allo sport. Ora è allenatrice all´università di Tsinghua. E´ lei che nel ´92 a Barcellona portò al successo Fu Mingxia, la prima a vincere tre Olimpiadi consecutive. Fu Mingxia a 9 anni era arrivata a Pechino da Wuhan. Per correggere un difetto alle ginocchia era costretta a sedersi e a stendere le gambe su un´altra sedia, mentre un tecnico ci si sedeva sopra. Yu Fen non allena più la nazionale, perché non condivide più certe scelte, lei conosce il problema di Zhou Luxin: «Da quando non lavora più con me, non riesce ad avere una testa vincente. Non è mica un robot. Quello che ho detto ai nostri vertici è che non si può vivere solo di sport, io ho tre master, e sostengo che negli atleti va rafforzata la parte mentale. La disciplina va bene, ma non è tutto. Bisogna seguirli nelle trasformazioni, incoraggiarli a formarsi una personalità, non censurarli come bambini. Se sei consapevole, sei attrezzato. Per tuffarsi e vincere ci vuole fiducia estrema in se stessi, un corpo con muscoli reattivi, addominali strepitosi, e una frequentazione nella ginnastica. In più fare l´atleta in Cina non è facile, devi stare sempre in gruppo, non fare nulla per distinguerti, se non nella gara. Piangeva anche Fu Mingxia, che era come una figlia per me. Ma io davanti alle lacrime continuo a rispondere sempre nello stesso modo: vi sacrificate oggi, per avere successo domani. Magari ne vale la pena». Però quando vedrete Zhou Luxin sulla piattaforma cercate di fare un sorriso. Lui a Roma si tuffa in un futuro che non c´è più, se perde anche questi Mondiali rischia di uscire di squadra. La Cina non ammette che si scivoli giù, a 55 chilometri orari, pensando magari alla vita.

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risultati e programma (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 57 - Sport Risultati e programma Risultati: finale trampolino 1 metro uomini: 1) Qin Kai (Cin); 2) Xhang Xinhua (Cin); 3) Matthew Mitcham (Aus). Il programma di oggi. Tuffi: trampolino sincronizzato 3 metri uomini preliminari e finale (per l´Italia Nicola e Tommaso Marconi); piattaforma 10 metri donne semifinale e finale. Nuoto sincronizzato: programma tecnico a squadre preliminari (Italia). La televisione: ore 9.55 RaiTre ed Eurosport, ore 15,20 RaiTre e RaiSport Più, ore 17,15 Eurosport.

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quell'anno che chiuse il novecento - bernardo valli (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 48 - Cultura Quell´anno che chiuse il novecento Il libro di Bettiza è un affresco storico che rievoca i fatti che hanno portato alla caduta del Muro e alla fine del comunismo nell´Est Nel volume si torna indietro fino al 1961 quando il Muro fu costruito C´è la rivoluzione festosa a Berlino, di velluto a Praga, cruenta in Romania BERNARDO VALLI Il «1989» di Enzo Bettiza (Mondadori, 18 euro) ti prende come un romanzo. La storia reale dell´anno che ha cambiato il mondo è raccontata al ritmo di una fiction. Bettiza usa spesso la prima persona. Irrompe a tratti, puntuale, nel libro, come un conradiano Marlow, il narratore, la voce dell´autore, meglio come un onnipresente 007 politologo, intellettuale, reporter di un giornalismo narrativo, ricco di spunti letterari. Ha molti titoli per essere tutto questo. è nato romanziere ed è poi diventato giornalista. Ma non seguendo un itinerario inverso a quello più consueto. è infatti rimasto l´uno e l´altro. è stato inoltre un testimone assiduo, a volte diretto, di quei mesi, di quelle settimane, di quei giorni; ma è soprattutto un profondo conoscitore dell´Europa che va dai Balcani alla Russia. Conosce tante lingue che vi sono parlate. Un giorno, durante il tragico ‘68 praghese, disse: «Le ho succhiate col latte della balia». è nato in un antico porto dell´Est europeo, precisa lui stesso nella postfazione. E ha vissuto e viaggiato per decenni nei paesi in cui imperava il comunismo orientale. Prima un comunismo guerriero e vittorioso, poi schizofrenico e fallimentare. Infine agonizzante e tragico. A volte, come il comunismo prussiano, si dissolve, implode, in un clima festoso, tra suoni di trombe e violoncelli. è la sagra di novembre quando cade il Muro berlinese. Ed è la rivoluzione incruenta, di velluto, guidata da un commediografo, che spazza via l´esausta versione praghese del comunismo. Un comunismo antropofago che mangia se stesso: «Che muore di comunismo». In dicembre la sagra si tinge però di rosso. Ci sarà il sangue di Timisoara e la fucilazione della sinistra coppia Ceausescu in Romania. Il racconto nasce dai ricordi di quando Bettiza era impegnato nell´intenso servizio di «scrittore viaggiante», come Montale chiamava «l´inviato speciale», e dalle esperienze poi accumulate durante il prolungato impegno politico nella veste di eurodeputato incaricato di numerosi missioni fuori dall´Europa comunitaria, fino nella Repubblica popolare di Cina fondata da Mao e avviata da Deng verso quell´ossimoro che è il comunismo di mercato. Questa familiarità, con il mondo che nell´89 subisce una metamorfosi o si sgretola, consente un racconto spigliato, in cui i particolari preziosi, le impressioni passionali espresse con stile incisivo, e i giudizi graffianti, severi, si alternano a visioni politiche forti, anch´esse marcate dalla personalità dell´autore. Capita che il lettore barcolli sotto i colpi di quella personalità. Bettiza ha ricordato di avere in comune la patria dalmata con il tumultuoso, polemico Tommaseo. L´89, anno di tutti i pericoli e di tutte le speranze, conosce ore decisive quando il 9 novembre crolla il Muro di Berlino, e quindi il racconto comincia nel 1961 quando il Muro viene costruito. Bettiza descrive come esso sia stato concepito il 3 e il 4 giugno da Nikita Kruscev durante l´incontro viennese con John Fitzgerald Kennedy. Quel summit, che doveva essere storico, che sembrava destinato a creare compromessi planetari, capaci di dissipare le minacce della guerra fredda, in realtà fu un fallimento e fini col partorire la prima pietra del Muro. La cui costruzione cominciò infatti il 13 agosto di quello stesso anno. E fu come «una spada di cemento armato» conficcata nel cuore dell´Europa. Corrispondente a Vienna, Bettiza racconta come vide i due protagonisti del vertice del ‘61. Li descrive come esemplari antropolgici di due formazioni umane e di razze politiche agli antipodi. Kennedy è l´epigono snello, ambizioso, supponente, di una dinastia della East Coast, primo presidente americano costruito quasi artificialmente, come un divo hollywoodiano. A Kruscev manca soltanto il pomello di plastica scarlatta sul naso per apparire un clown da circo. Ha piccoli occhi porcini, maliziosi, un corpo adiposo, una giacca sformata e pantaloni larghissimi che sventolano come bandiere. Il sessantenne, rozzo leader sovietico esce comunque vincitore dal vertice, infligge un ko tecnico all´elegante e incerto quarantaquattrenne presidente americano. E quel summit è il preludio alla costruzione del Muro. Il quale, va aggiunto, non fu soltanto una spada di cemento armato ficcato nel cuore dell´Europa. Fu anche una porta che frenò la fuga dei tedeschi orientali dal comunismo. E di fatto, dopo quel vertice vittorioso, Kruscev gettò le fondamenta della tomba in cui sarebbe stato sepolto il comunismo. L´indeciso presidente «hollywoodiano», un anno dopo, nell´autunno del ‘62, durante la crisi dei missili sovietici a Cuba, infliggerà a Kruscev un´umiliazione tanto severa da fargli perdere il posto al Cremlino. Bettiza ha conosciuto, ha incontrato più volte i Ceausescu. Nella descrizione della coppia (spietata nella repressione e al tempo stesso audace nell´affermare l´indipendenza da Mosca) c´è la mano del romanziere, che continua a convivere con quella del giornalista e dello scrittore politico. Lui, Ceausescu, era vegetariano e astemio. Detestava il fumo. E quando parlava s´umettava la bocca molliccia con gocce di aranciata. Lei, Elena, era un ingegnere iperlaureato. Indossava un tailleur parigino che non cambiava la sua aria di maestrina di provincia. Il suo volto appariva marmoreo, inespressivo, («con un che di incompiuto e di fetale»). Ma si capiva che era lei a comandare. Andando verso il plotone d´esecuzione il marito chiese di essere fucilato insieme alla moglie. E fu accontentato. Le pagine di Bettiza si rivelano particolarmente intense quando raccontano i destini personali. Durante i viaggi in Cina (nell´86) e a Mosca (nell´89) tra i suoi compagni di viaggio c´è Gian Carlo Pajetta, che vive il crollo del comunismo come un infarto personale. In lui, dietro «il bolscevico scolpito nel granito», come gli era apparso nel 1948 a Milano, Bettiza vede «un´indole non tutta leninista, men che meno stalinista, di fondo piuttosto eterodosso e ribelle». A Mosca, come membro di una comitiva del Parlamento europeo, Pajetta rivolge un accorato atto di accusa a un gruppo di dirigenti sovietici ormai rassegnati al fallimento. Bettiza lo ricorda in quell´occasione come «un ragazzo rosso» che lancia l´ultimo urlo in terra sovietica. E poi sbatte la porta e se ne va. Pajetta morirà un anno dopo.

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La Cina subito sul podio Oro e argento da 1 metro (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

La Cina subito sul podio Oro e argento da 1 metro Tuffi Doppietta cinese nel trampolino da 1 metro: Kai Qin si è aggiudicato il primo oro dei mondiali di Roma 2009 vincendo con il punteggio di 449 davanti al connazionale Xinhua Zhang, argento con 445.90. Bronzo per l'australiano Matthew Mitcham con 440.20. È comincia male l'avventura dell'Italia dei tuffi, Christopher Sacchin e Nicola Marconi non ce l'hanno fatta a entrare nella finale. Marconi ha concluso la serie preliminare al 13° posto con 352,40 punti e per una posizione non è entrato in finale. Mentre Sacchin, bronzo ai precedenti Mondiali, non è andato oltre il 17° posto con 334 punti. La giornata no degli azzurri è proseguita nella piattaforma donne: eliminate Brenda Spaziani, (21ª al termine dei tuffi preliminari) e Noemi Batki (25ª). Oggi Nicola e Tommaso Marconi nel trampolino sincronizzato.

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Domani saranno passati diciassette anni dal giorno in cui giudice Paolo Borsellino e la sua scorta f... (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

NICOLA BIONDO Domani saranno passati diciassette anni dal giorno in cui giudice Paolo Borsellino e la sua scorta furono trucidati da un'autobomba. Diciassette anni senza verità. Troppe ombre, false testimonianze, reticenze, omertà. Ma forse tutto questo sta per finire. Le indagini delle Procure di Caltanissetta e Palermo - che mai si sono interrotte - negli ultimi mesi hanno individuato tre nuove testimonianze che potrebbero essere decisive. La prima è quella del mafioso Gaspare Spatuzza. Dopo 11 anni di carcere duro ha rivelato di essere stato lui a rubare la macchina che sarebbe poi stata imbottita di esplosivo. Un racconto che demolisce molte false verità, alcune delle quali consacrate da sentenze passate in giudicato, e apre la porta all'individuazione di nuovi e diversi responsabili dell'organizzazione della strage. Le altre due testimonianze sono quelle di Giovanni Brusca, il killer della strage di Capaci, e di Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, la mente dei rapporti tra il mondo politico e la mafia. Entrambi, da visuali diverse, dicono la stessa cosa. E cioè che, in quei 57 giorni che separano la morte dei giudici Falcone e Borsellino, lo Stato e Cosa nostra trattarono. Il figlio di don Vito racconta di aver incontrato in quella torrida estate del 1992 gli ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Giuseppe De Donno e alcuni agenti segreti. Chiesero a suo padre di fare da intermediario con i boss. E don Vito ubbidì. In quello stesso periodo, infatti, incontrò Bernardo Provenzano e un emissario di Riina, Antonino Cinà. Divenne, in sostanza, il garante di un patto col sistema politico. Il racconto di Giovanni Brusca è ambientato in luoghi e situazioni del tutto diverse dal salotto di don Vito e arriva dal cuore nero di Cosa nostra. «Riina mi disse chi era il terminale della trattativa», ha rivelato di recente. E ha aggiunto: «Per la strage del dottor Borsellino ci fu una straordinaria accelerazione». Determinata dal fatto che il giudice si era opposto alla trattativa «con tutte le sue forze». Il tema delle nuove indagini è nella domanda che scaturisce da questa informazione. Una domanda che ci si pose fin dal 1992 e che oggi torna a essere drammaticamente attuale: è stata una strage di mafia, solo della mafia? È questa la posta in gioco. Altissima. Perché la ricerca della verità porta ad arare campi lontani da quelli tradizionalmente coltivati dai boss di Corleone. Una fuga di notizie sulle indagini in corso ha riportato alla ribalta una vecchia storia che l'Unità ha già raccontato. È quella di Luigi Ilardo che, tra il 1994 e il 1996, si infiltrò nella mafia per conto del colonnello della DIA Michele Riccio e che poi, come tanti altri protagonisti di questa storia, fu assassinato. Ilardo è stato il primo a parlare di un patto tra politici della Seconda Repubblica e la mafia. Secondo il colonnello Riccio - che è diventato il principale accusatore del suo superiore - un giorno lo gridò al generale Mori: «Molte cose successe in Sicilia, questi attentati - gli disse - sono stati fatti dallo Stato e addossati alla mafia e voi lo sapete.». Una miniera di informazioni, Ilardo, e tutto date in tempi non sospetti. È stato anche il primo a parlare di «faccia da mostro». È questo personaggio, sul quale indagava la procura nazionale antimafia diretta da Pietro Grasso, l'oggetto della citata fuga di notizie). Si tratta di un agente dei Servizi contiguo ad ambienti mafiosi che, fin dagli anni '80, cominciò a comparire in luoghi dove venivano compiute delle stragi o degli omicidi. È stato sempre Ilardo a raccontare di incontri riservatissimi tra Riina ed esponenti dei Servizi, insomma qualcosa di molto simile a quello che in seguito sarebbe stato chiamato il «papello». «Molte ombre - disse ancora Ilardo qualche tempo pprima di essere ucciso - aleggiano intorno all'arresto di Totò Riina. All'interno di Cosa Nostra si faceva esplicito riferimento al ruolo avuto dai servizi segreti anche alla luce degli strani contatti che Riina aveva con persone sconosciute anche ai suoi più stretti collaboratori». Una testimone prezioso, capace di fornire anche una lettura di sintesi degli avvenimenti di quegli anni. Eccola: «Molti misteri siciliani, la maggior parte dei delitti politici in Sicilia, non sono stati a favore di Cosa Nostra. Cosa Nostra ha avuto solamente danni da questi omicidi, quelli che ne hanno tratto vantaggi sono solamente politici. Diciassette anni dopo quella lettura sembra potersi applicare anche alla strage di via D'Amelio. Perché, in effetti, Cosa Nostra ne ebbe solo danni. La reazione dello Stato fu la promulgazione della legge sul carcere duro e l'arresto di tutti i boss più rappresentativi, da Riina a Bagarella. Ma chi, allora, ebbe dei vantaggi da quella strage? Ancora una risposta postuma di Ilardo: «Ci sono state tante e tante altre cose in Sicilia, come ad esempio molti omicidi che, da quello che mi è stato raccontato da persone inserite in Cosa Nostra, sono stati commessi dai Servizi Segreti e poi addossati a Cosa Nostra». E adesso è chiaro perchè da qualche tempo negli uffici giudiziari siciliani si respira una tensione che sembrava dimenticata. Non solo perché, forse, si sta per venire a capo di una delle vicende più misteriose dell'ultimo ventennio. Ma, soprattutto, perchè si ha l'impressione di poter scoprire, attraverso di essa, le «regole generali» di un meccanismo che ha segnato tragicamente l'intera storia del nostro paese. L'inchiesta

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Spie e miliardi le armi cinesi nella guerra del ferro (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-18 - pag: 1 autore: STORIE Spie e miliardi le armi cinesi nella guerra del ferro L a pietra dello scandalo è grigia, con riflessi rossastri e talvolta con un luccichìo che ne denuncia la struttura microcristallina. è quel misto di ematite e magnetite che costituisce la gran parte del minerale di ferro estratto dai ricchissimi giacimenti di Pilbara, nell'Australia Occidentale, e destinato alle grandi acciaierie cinesi, giapponesi, coreane e di Taiwan. Il minerale di ferro è uno dei prodotti di base più scambiati al mondo, uno dei più importanti per le linee marittime e rappresenta, come è ovvio, una forte componente dei costi per le aziende siderurgiche. Un settore tanto sensibile da aver improvvisamente e inopinatamente spalancato le porte delle galere di Shanghai ai quattro componenti della squadra alla quale il gruppo minerario anglo-australiano Rio Tinto aveva affidato le trattative con la China Iron and Steel Association. Stern Hu, il capo del team, con passaporto australiano, pare sia stato accusato, insieme agli altri componenti dello staff, di aver carpito segreti di stato, una dizione che in Cina è applicata anche alle strategie delle grandi aziende, salvo essere spesso anticipate da indiscrezioni che vengono pubblicate anche sui notiziari a controllo governativo. Rio Tinto è il secondo produttore di minerale di ferro dopo la brasiliana Vale. I suoi contratti di fornitura sono vitali per garantire profitti al gruppo minerario, ma anche per assicurare il materiale con cui alimentare gli impianti siderurgici cinesi. Questi, nel primo semestre 2009, hanno toccato il record: il dato ufficiale reso noto ieri parla di 266,6 milioni di tonnellate di acciaio, un quantitativo che di questi tempi vale la metà dell'intera produzione mondiale. è però ancora in alto mare la definizione del prezzodiriferimentoperl'annofisca-le che è iniziato il 1Úaprile. Nelle sei annate precedenti la vistosa escalation dei consumi e della produzione cinese di acciaio aveva innescato rincari altrettanto vistosi. Ma la fase di recessione dava i presupposti per una consistente riduzione. Continua u pagina 2 Roberto Capezzuoli l'articolo prosegue in altra pagina

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A Pechino guerra di spie per la conquista del ferro (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-07-18 - pag: 2 autore: A Pechino guerra di spie per la conquista del ferro Colpi proibiti nella corsa al gigante anglo-australiano u Continua da pagina 1 Giapponesi e coreani, dopo lunghe trattative, a fine maggio hanno accettato le proposte di Rio, che prevedono un calo del 33% per il minerale di qualità standard. La Cina invece ha insistito, e continua a farlo, per uno sconto non inferiore al 40 per cento. Il denaro coinvolto non è da poco. La differenza di costo tra le due ipotesi, se la si applica a tutte le importazioni di Pechino, è nell'ordine dei due-tre miliardi di dollari. Sapere per quale cifra le società siderurgiche siano disposte a chiudere le trattative è evidentemente molto importante. Pagare per ottenere queste informazioni non è corretto, ma non si può affermare che sia inusuale. L'arresto del 5 luglio ha allargato i toni della vicenda: «Non è nell'interesse dell'Australia interferire», è stato il commento affidato al portavoce del ministero cinese degli Esteri. Conciliante, ma ancora non risolutivo, l'atteggiamento di Stephen Smith, il ministro australiano degli Esteri, che giovedì ha incontrato il suo omologo cinese a Sharm el-Sheikh, per una riunione dei paesi non allineati. Allarmato il commento del segretario statunitense al Commercio, Gary Locke, secondo cui «c'è apprensione per le società che operano in quei luoghi e che inviano lì i loro emissari». L'Opa Bhp su Rio Gli sviluppi sono avvolti nell'incertezza, ma per districarli è forse opportuno partire da molto più lontano. La vicenda riguarda la Cina, la Rio Tinto e, alla lunga, anche il ferro. Nei primi mesi del 2008 era in corso una grande contesa tra Bhp Billiton e Rio Tinto, due gruppi "cugini", entrambi anglo-australiani, entrambi con attività minerarie diversificate (dal ferro al rame, dall'alluminio ai diamanti, dal carbone allo zinco). Bhp, numero uno del settore per fatturato e capitalizzazione, aveva appena lanciato un'opa ostile su Rio Tinto, che nella graduatoria mondiale occupava la terza posizione. La fusione, tutta con scambio di azioni, nel momento di maggior fulgore della borsa valeva quasi 174 miliardi di dollari. A Tom Albanese, fresco amministratore delegato di Rio Tinto, l'offerta sembrava insoddisfacente e il ruolo di preda anche. Tanto che in vista dell'offensiva di Bhp si era affrettato nel 2007 a rilevare uno dei big dell'alluminio, la canadese Alcan, strappandola alle mire dell'americana Alcoa per una cifra spropositata, vicina a 44 miliardi di dollari. Anche ai cinesi, però, un colosso BhpRio non piaceva molto, perché avrebbe controllato più del 35% del mercato del minerale di ferro, sopravanzando l'altro gigante, la brasiliana Vale. Il primo aiuto cinese In soccorso di Rio Tinto, nel febbraio 2008, si lanciò la Chinalco, holding statale dell'alluminio. Questa, guidata da Xiao Yaqing, concordò con Albanese l'acquisto del 9% del gruppo per 14 miliardi di dollari (di cui una piccola parte fu conferita da Alcoa), un premio del 21% rispetto ai valori di mercato di quel momento. Si trattava della più importante acquisizione mai fatta all'estero da un gruppo cinese, tanto da attenuare i malumori che nel 2005 erano stati suscitati dallo sbarramento che Washington aveva messo in campo per evitare che passasse ai cinesi la società petrolifera Unocal. Il secondo aiuto La crisi dell'estate scorsa riportò i valori (e le ambizioni di tutti) a livelli molto più modesti. Soprattutto portò a Rio Tinto l'urgenza di un piano con cui far fronte a debiti per oltre 38 miliardi di dollari. Il contenimento dei costi e la cessione di asset (compresi alcuni di quelli rilevati con la Alcan) non potevano bastare. Chinalco si ripropose come cavaliere bianco: rilevò a caro prezzo la quota di Alcoa e poi, per 19,5 miliardi di dol-lari, si accordò per ottenere quote minoritarie nelle migliori miniere Rio e per salire al 18% nel gruppo anglo-australiano. L'operazione non convinceva Jim Leng, che avrebbe dovuto sostituire Paul Skinner alla presidenza di Rio Tinto e che decise di dimettersi. Nella stessa posizione venne nominato un nome noto, Jan du Plessis, che era ai vertici di British Tobacco e che a partire dal 20 aprile scorso si impegnò per cercare sostenitori all'ipotesi di accordo con Chinalco. Ma l'opposizione degli altri grandi azionisti, unita alle perplessità dell'intera Australia, ostacolarono il progetto. La ripresa dei mercati fece balenare migliori utili per le minerarie, oltre a facilitare il successo di un eventuale aumento di capitale. Successo che è giunto il mese scorso, dopo che Rio Tinto aveva sbattuto la porta in faccia al munifico "salvatore". Anche Chinalco ha sottoscritto la propria quota, rimanendo primo azionista con il 9%. La beffa finale Ma le delusioni non erano affatto finite per Xiong Weiping, che aveva ricevuto il testimone da Xiao Yaqing in tempi migliori, quando l'affare sembrava giàin porto.Rioe Bhp, gli acerrimi nemici dell'anno prima, concordarono una parziale fusione delle attività nel minerale di ferro. Un accordo che deve ancora passare al vaglio dell'antitrust, ma che per Chinalco e per le imprese siderurgiche cinesi ha il sapore della beffa. Era proprio ciò che da più di un anno avevano cercato di evitare, anche a colpi di miliardi di dollari. Uno sgarbo che non è stato cancellato finora nemmeno dal forbito mandarino parlato da Kevin Rudd, il biondo cinquantaduenne premier australiano, nato nel Queensland e laureato in lingua e letteratura cinese. Roberto Capezzuoli © RIPRODUZIONE RISERVATA MOSSE A SORPRESA Il colosso di Melbourne concorda una parziale fusione con Bhp Billiton, l'altro big del settore, proprio quello che la Cina voleva evitare Nella polvere dell'outback. Camion di Rio Tinto in una miniera di ferro nel nord-est australiano BLOOMBERG

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Accuse del tutto infondate (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-07-18 - pag: 2 autore: Prima risposta ai cinesi «Accuse del tutto infondate» Dario Aquaro La storia di spionaggio e corruzione è «totalmente priva di fondamento». Ancora due giorni fa Rio Tinto declinava ogni commento sull' affaire a cui ha dato il nome in Cina. Non una risposta ufficiale alle accuse che il quotidiano statale China Daily lasciava trapelare, citando anonime fonti "insider". Non una conferma alla notizia dell'ordine impartito ai propri dipendenti stranieri di lasciare la Cina, o di non farvi rientro se già all'estero, riportata dall'Australian Financial Review. Ieri,però, il gigante minerario s'è mosso. In un comunicato diffuso da Sam Walsh, direttore del settore minerale ferroso, Rio Tinto ha fatto sapere che «le accuse nelle recenti cronache dei media, secondo cui i nostri dipendenti sarebbero stati coinvolti nella corruzione di funzionari delle acciaierie cinesi, sono prive di ogni fondamento». Anzi. «Manteniamo pieno sostegno ai nostri impiegati detenuti - scrive Walsh - convinti che abbiano agito in ogni momento con integrità e in conformità con il nostro severo e dichiarato codice di comportamento etico». Come dire: finché le imputazioni al manager Stern Hu e ai suoi tre collaboratori non vengono formalizzate - ma solo pubblicizzate sui media governativi- mancano gli elementi per dubitare della loro condotta. Non ci sono solo le illazioni delle "gole profonde". Il presunto scandalo industriale ha una coda - e forse anche un'origine con forti implicazioni diplomatiche. E la Cina, per la quale il chiasso che si sta facendo in Australia costituisce «un'interferenza nell'indipendenza giudiziaria » del paese, resta pur sempre uno dei principali clienti del colosso anglo-australiano. Walsh esprime la preoccupazione per i funzionari in arresto, ma non manca di riconoscere che il governo di Canberra «ci tiene pienamente informati dei suoi sforzi per assisterli». Proprio il premier Kevin Rudd nei giorni scorsi aveva "avvertito" diplomaticamente Pechino che sono in ballo importanti interessi economici e che tutti i governi stranieri hanno gli occhi puntati sulla vicenda. In ogni caso, «Rio Tinto continua ad operare in Cina-continua Walsh –e mantiene alti livelli di forniture di minerale ferroso dall'Australia». Business is business. Nel secondo trimestre dell'anno la compagnia ha riportato un aumento dell'8%nella produzione di minerale ferroso e nel 2009 l'output punta a raggiungere il suo record. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ripresa in ordine sparso Tornano gli ordinativi (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-18 - pag: 17 autore: Congiuntura. I dati Istat di maggio confermano la forte caduta del fatturato Ripresa in ordine sparso Tornano gli ordinativi Analisi Csc: segnali robusti dall'Asia, ma cresce la Cig Paolo Bricco MILANO In ordine sparso. La ripresa dovrebbe assumere questo profilo, complesso e di non semplice interpretazione. Il Centro Studi Confindu-stria, ieri, ha reso noto la congiuntura flash di luglio. Una analisi di forte impronta internazionale. Lo scenario sui mercati globali è differenziato: i segnali di ripresa sono robusti in Asia, dove oltreall'India e alla Cina anche il Giappone ha dimostrato un risveglio industriale importante. I progressi sono minori in Eurolandia e maggiori negli Stati Uniti.In Italia l'attività manifatturiera si è stabilizzata, ma i livelli sono ancora molto bassi. A giugno la produzione è cresciuta dello 0,6% rispetto a maggio. Migliorano, invece, le condizioni per investire: secondo l'ultima indagine Banca d'Italia- Il Sole 24 Ore, a giugno il saldo delle risposte è salito a -12,8, dal-44 di marzo. Meno negativa anche la tendenza di ordini e domanda rilevata dall'Isae per i beni diinvestimento: a giugno, massimo da un anno, il saldo è salito a -2. Tuttavia, sul fronte interno, la situazione è tutt'altro che risolta. Dall'inizio della recessione in Italia sono comunque stati persi 200mila posti di lavoro. «In Italia nel primo trimestre del 2009 - scrive il CsC - è stato piccolo il calo degli occupati rispetto al trimestre precedente: -76mila posti (-0,3% contro il -2,6% del Pil). Dall'inizio della recessione sono 200mila i posti persi, un calo molto inferiore alle 500mila unità di lavoro a tempo pieno indicate dai dati di Contabilità Nazionale. La differenza riflette il ricorso a riduzioni di orario, anzitutto la Cig». Nel mese di giugno sono continuate ad aumentare le ore autorizzate di Cassa integrazione, con un incremento del 6,8% rispetto a maggio (dati destagionalizzati). «Se le richieste rimanessero al livello di giugno per il resto dell'anno - è scritto nella nota del CsC - il monte ore nel 2009 raggiungerebbe gli 839 milioni, superando il picco del 1984 (812 milioni)». E, che la situazione resti segnata da più di una criticità, è testimoniato anche dall'Istat, che ieri ha emesso alcune analisi congiunturali sull'andamento dell'industria. Il fatturato dell'industria italiana a maggio è diminuito del 25,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e dell'1,1% rispetto ad aprile 2009. Gli ordinativi registrano un calo annuo del 31% e un aumento mensile dello 0,4 per cento. Negativo anche il dato trimestrale ( marzo-maggio): le variazioni congiunturali sono state pari a -4,7% per il fatturato e a -7,4% per gli ordinativi. Passando ai raggruppamenti per industrie gli indici destagionalizzati hanno registrato una variazione congiunturale positiva dell' 1,5% per i beni intermedi e variazioni negative per l'energia (-4,5%),per i beni strumentali (-4,2%) e per i beni di consumo (-0,1%, con -2,0% per quelli durevoli e + 0,3% per quelli non durevoli). L'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in maggio è diminuito del 22,8%: il calo è del 39,1% per l'energia, del 29,2% per i beni intermedi, del 19,3% per i beni strumentali e del 9,4% per i beni di consumo (-17,1% per quelli durevoli e -7,5% per quelli non durevoli). Le variazioni negative più marcate dell'indice grezzo degli ordinativi hanno riguardato la fabbricazione di macchinari e attrezzature (- 40,6%), la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-39,4%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (- 36%). L'industria degli autoveicoli continua a registrare pesanti cali sia sul fronte del fatturato che degli ordinativi. A maggio il fatturato è calato del 29,5% (-18,7% le vendite nazionali e -41,5% le vendite estere). Molto brutto il dato riguardante gli ordinativi che scendono del 39,3% (-14,2% il dato nazionale e -65,4% il dato estero). © RIPRODUZIONE RISERVATA IL DIFFERENZIALE Dall'inizio della recessione persi 200mila posti di lavoro, molti di meno rispetto al conteggio della Contabilità nazionale

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Alierta assolto per prescrizione (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-07-18 - pag: 28 autore: Inchieste. Il presidente di Telefonica era accusato di insider trading per la vicenda Tabacalera Alierta assolto per prescrizione Michele Calcaterra MADRID. Dal nostro corrispondente Cesar Alierta, presidente di Telefonica , è stato assolto ieri dall'accusa di "insider trading" per una vicenda che risale alla fine degli Anni 90, quando era presidente del gruppo Tabacalera.In realtà,però, l'assoluzione si deve al fatto che la vicenda è stata prescritta, essendo passati più di cinque anni dall'epoca dei fatti. Tecnicamente, secondo quanto raccolto negli ambienti giudiziari spagnoli, c'è la possibilità ora di ricorrere la sentenza in Cassazione, anche se questa eventualità appare remota dopo che Alierta negli anni passati è stato più volte assolto dall'avere "usato informazioni privilegiate" per procurarsi un guadagno. Qualche dubbio, comunque, rimane. Il Tribunale, infatti, considera provato che tra Alierta e il nipote Luis Placer (colui che avrebbe comperato le azioni Tabacalera che avrebbero consentito di evidenziare una plusvalenza di 1,8 milioni di euro) "esisteva un concerto comune" che aveva come finalità quella di "ottenere un beneficio economico". Del resto le azioni Tabacalera vennero comperate da una società di investimento ricollegabile ad Alierta e al nipote, oltre che da membri della famiglia, subito prima che il gruppo annunciasse l'acquisizione della statunitense Havatampa (una informazione che poteva conoscere solo una ristrettissima cerchia di persone) e che il Governo spagnolo aumentasse il prezzo del tabacco. Semplici coincidenze? Non sta certo a noi giudicare, ma è sicuro che ieri Cesar Alierta e il nipote hanno tirato un lungo sospiro di sollievo e di liberazione: l'accusa chiedeva infatti una pena di 4 anni e mezzo di carcere per il primo e 4 anni per il secondo. Condanna che se confermata avrebbe fatto saltare immediatamente la poltrona del presidente di Telefonica. Invece, Cesar Alierta, che ha amici sia nelle destra (l'ex premier Aznar è tra i suoi principali "sponsor"), sia nella sinistra spagnola, esce da questa vicenda addirittura rafforzato e potrà continuare a dirigere il gruppo con il piglio e il successo di sempre. Del resto la migliore risposta che Alierta ha dato ai suoi detrattori, sono gli ottimi risultati del gruppo: sia in termini di utili, sia di espansione internazionale. Oggi Telefonica è tra i principali leader internazionali nel settore delle telecomunicazioni con una forte presenza in America latina e un crescente interesse in Cina. Il tutto, mentre siamo in attesa di conoscere quali sviluppi si avranno sul fronte dell'alleanza con Telecom Italia , probabilmente dopo l'estate. Ieri in Borsa, nel frattempo il gruppo che capitalizza circa 77, 5 miliardi di euro, ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,76% a quota 16,47 euro. Un segnale questo,che l'assoluzione di Cesar Alierta è stata apprezzata anche dal mercato azionario. © RIPRODUZIONE RISERVATA PENA EVITATA Trascorsi più di cinque anni dall'epoca dei fatti Il numero uno del gruppo spagnolo rischiava quatttro anni e mezzo di carcere Il presidente. Il numero uno di Telefonica, Cesar Alierta REUTERS

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La Cina mitiga la scarsità di soia (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2009-07-18 - pag: 34 autore: Semi oleosi. Con l'imminente offerta di 500mila tonnellate provenienti dalla scorte strategiche La Cina mitiga la scarsità di soia Però la siccità ha decimato l'offerta di Argentina e Brasile Roberto Capezzuoli Gli utilizzatori di soia dovranno soffrire ancora almeno un paio di mesi. L'ultimo rapporto del Dipartimento statunitense dell'Agricoltura ha previsto che il 31 agosto, conclusione dell'annata 2008-09, nei magazzini americani le scorte di soia saranno ai livelli più bassi degli ultimi 32 anni (si veda il Sole-24 Ore dell'11luglio). La situazione si dovrebbenormalizzare solo con l'immissione sul mercato del nuovo raccolto, che si profila abbondante. Nell'attesa, ogni significativo ribasso promette di scatenare forti acquisti, mentre ogni rincaro frena la domanda dall'estero e anche quella degli spremitori americani, che hanno in parte già rallentato l'attività per il periodo luglio-agosto, spinti sia dalla carenza di merce, sia dalla necessità di lavori di manutenzione stagionale. L'evoluzione delle quotazioni al Chicago Board of Trade, il punto di riferimento del mercato, è molto difficile da pronosticare. L'elemento ribassista più vistoso è quello reso noto giovedì da Pechino: la Cina ha intenzione di rilasciare parte dei suoi stock strategici, per 500mila tonnellate di semi di soia e 2 milioni di tonnellate di mais. Lo farà con due aste, indette per il 21 e il 23 luglio. I prezzi minimi, secondo l'Information Center cinese di cereali e semi, saranno di 3.750 yuan per tonnellata (549 dollari) nel caso della soia e di 1.550 yuan nel caso del mais. Proprio la domanda cinese rappresenta l'incognita maggiore: buona parte degli approvvigionamenti all'estero venivano effettuati da Pechino in Brasile e Argentina, al secondo e terzo posto tra gli esportatori, alle spalle degli Usa. Ma in Sudamerica la siccità ha pesantemente ridotto gli ultimi raccolti e con essi anche le possibilità di offerta. Un altro elemento che influenza i mercati è la meteorologia. Il clima nelle zone americane coltivate a soia è considerato ideale e l'attesa di futuri raccolti record attenua l'impatto rialzista della scarsità che invece domina i mercati statunitensi in questi giorni. Il periodo di saldatura tra le due produzioni promette quindi movimenti divergenti e rapidi mutamenti di fronte. Ieri la soia è tornata sopra i 10 dollari per bushel, dopo che giovedì aveva perso più del 4% ed era atterrata a 9,76 $. Cifre che restano comunque inferiori del 40% circa rispetto al record storico toccato all'inizio di luglio del 2008. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA CARENZA DURERà POCO Gli stock negli Stati Uniti sono ai minimi termini ma il clima ideale promette che il prossimo raccolto sarà molto soddisfacente

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E parte la corsa per Shanghai 2010 (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

CRONACA 18-07-2009 E parte la corsa per Shanghai 2010 L DI D IEGO M OTTA a strada per l'Expo 2015 di Milano passa anche da Shanghai. Nella metropoli cinese l'esposizione universale farà tappa l'anno prossimo e, se la manifestazione sarà certamente un test decisivo per capire perché la locomotiva cinese continua a correre nonostante la crisi internazionale, l'evento non va sottovalutato neppure in chiave italiana. Il nostro Paese si gioca infatti in queste settimane molte delle sue carte in vista di Shanghai 2010, come ha voluto mettere nero su bianco il governo attraverso un bando messo a punto dal ministero per la Pubblica amministrazione e l'innovazione guidato da Renato Brunetta e dal Commissario generale per l'Expo di Shanghai 2010, Beniamino Quintieri. L'obiettivo? Raccontare storie di innovazione made in Italy per sfondare a Oriente. C'è tempo infatti fino al prossimo 31 agosto per rispondere all'iniziativa sul sito www.innovazionepa.it/s hanghai2010. In questi mesi sono già pervenuti i progetti di piccole e medie imprese italiane, di centri di ricerca, di università e di realtà associative che vogliono investire su questa vetrina internazionale. «È una scelta logica e corretta commenta Giuliano Noci, ordinario di marketing al Politecnico di Milano, che sta seguendo da vicino l'organizzazione dell'evento perché da un lato si garantisce un palcoscenico mondiale alle nostre realtà produttive, che da sole non avrebbero la massa d'urto sufficiente per partecipare. Dall'altro si risponde contemporaneamente all'interesse della stessa Cina, che guarda con grande attenzione al modello italiano dei distretti industriali». L'obiettivo prefissato dal governo è perciò quello di chiamare a raccolta soggetti di natura diversa per descrivere «l'Italia degli innovatori». In che modo? Attraverso una mostra da realizzare per spiegare le nostre «eccellenze tecnologiche», senza trascurare l'organizzazione di seminari e convegni, di attività di comunicazione sul tema e la promozione di rapporti istituzionali con interlocutori cinesi e di altri Paesi. Lo slogan dell'Expo di Shanghai, « Better City, better life », sarà «la grande occasione spiegano Brunetta e Quintieri per esplorare il potenziale urbano nel ventunesimo secolo, un momento significativo per riflettere sul futuro delle città e sulla qualità della vita». Il giro d'affari solo per gli investimenti in infrastrutture sarà di 45 miliardi di dollari, una «torta» che fa gola a molti Paesi, Italia compresa. «Ecco perché questa è un'occasione da non perdere osserva Noci e, se il Comune di Milano farà scelte oculate, alla fine potrà essere anche un'opportunità in vista dell'Expo 2015». L'esposizione universale nella metropoli cinese sarà una vetrina anche per il «made in Italy» Un bando di concorso del governo apre la selezione ai progetti più innovativi Beniamino Quintieri

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Sequestrati cosmetici tossici: avevano nichel, piombo e arsenico (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 18-07-2009)

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CRONACA 18-07-2009 Sequestrati cosmetici tossici: avevano nichel, piombo e arsenico TORINO. Il ministero della Salute ha ordinato il ritiro dal commercio, su tutto il territorio nazionale, di una serie di prodotti cosmetici in cui sono stati trovate sostanze non consentite e, in certi casi, potenzialmente nocive come cromo, nichel, piombo e arsenico. Il provvedimento fa seguito ai risultati di un'inchiesta della procura di Torino e dei carabinieri del Nas. Si tratta di prodotti fabbricati in Cina dalla multinazionale americana Markwins; gli inquirenti si sono concentrati sulla sede tedesca dell'industria, a Wiesbaden. Gli accertamenti riguardano fard, ombretti, ciprie e rossetti destinati soprattutto alle bambine, prodotti che venivano venduti, a prezzi molto contenuti, in profumerie e supermercati di tutta Italia.

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Le esplosioni (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 18-07-2009)

Argomenti: Cina

MONDO 18-07-2009 Le esplosioni 7.45 locali (2.45 in Italia) Hotel Marriott Una prima esplosione colpisce un caffé al piano sotterraneo CINA 7.47 locali (2.47 in Italia) Hotel Ritz-Carlton Un secondo ordigno scoppia nel ristorante INDONESIA Giacarta ANSA-CENTIMETRI

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influenza a, l'allarme di fazio "apertura delle scuole a rischio" - luciano nigro (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 2 - Cronaca Influenza A, l´allarme di Fazio "Apertura delle scuole a rischio" Ma il ministero lo smentisce. Gelmini: no a allarmismi Il commissario Ue per la salute: dovremo vaccinare almeno 60 milioni di persone LUCIANO NIGRO ROMA - «Non è escluso un rinvio della riapertura delle scuole». Seminano il panico e provocano una scossa nel governo le nove parole che il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio pronuncia alle sette della sera parlando dei rischi dell´influenza A. Nove parole, sintomo di una crescita del livello d´allarme, che colpiscono e preoccupano milioni di famiglie italiane e creano scompiglio nel governo. Mariastella Gelmini, ministro dell´Istruzione, prova a correre ai ripari: «Non creiamo allarmi, al momento non c´è nessuna ipotesi di rinvio. Lo slittamento del calendario scolastico non è all´ordine del giorno». Ma intanto la grana è già esplosa. «Il governo è nel caos più totale», protesta il deputato del Pd Enrico Farinone. «La scuola e le famiglie sono una cosa seria: non meritano il pressappochismo e l´allarmismo del governo», rincara l´ex ministro Giuseppe Fioroni. Così lo stesso Fazio è costretto a correggersi e a precisare: «Nessuna misura come lo slittamento dell´apertura delle scuole è attualmente presa in considerazione dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali che lavora in stretta collaborazione con il ministero dell´Istruzione». Comunicazioni contraddittorie, da parte del governo per frenare i timori di uno slittamento del calendario scolastico che intanto si diffondono con la velocità dell´influenza che inquieta il mondo intero. Il commissario europeo per la salute Androulla Vassiliou annuncia che sono «almeno 60 milioni le persone più a rischio che in Europa dovranno essere vaccinate», mentre la nuova influenza ha colpito in Europa 15.700 persone. Ieri è salito a 70 il numero dei ragazzi di Parma in viaggio in Irlanda che hanno contratto il virus. Nove nuovi casi a Pistoia, ancora studenti di rientro dalla Gran Bretagna dove si concentrano 10.600 casi (due terzi degli ammalati in Europa) e l´epidemia si sta allargando. Per evitare il caos negli ospedali e negli ambulatori le autorità britanniche stanno attrezzando punti di raccolta e distribuzione del Tamiflu, il farmaco utilizzato nella terapia contro il virus Ah1n1. Proprio nel Regno Unito si sono ammalati i 50 studenti italiani colpiti dall´influenza che rientrano oggi in Italia perché le loro condizioni stanno migliorando. Relativamente pochi, per ora, i casi in Italia: 258 fino a ieri. Niente rispetto a quanto accade all´estero: in Cile, dove i casi sono undicimila, i morti provocati dall´epidemia sono 40; in Cina più di cento studenti americani e britannici sono in quarantena. Anche nel Belpaese, tuttavia, si prevede un raddoppio dei casi ogni dieci giorni fino ad arrivare a quattro milioni di ammalati entro marzo. Perciò le autorità sanitarie stimano necessaria la distribuzione di otto milioni di dosi di vaccino. Il momento critico sarà settembre, quello che coincide con il ritorno in classe di milioni di bambini e ragazzi. «E la riapertura delle scuole amplificherà l´epidemia», prevede Giovanni Rezza dell´istituto superiore di Sanità. In questo contesto di generale preoccupazione le parole del viceministro che hanno provocato lo choc. «Valuteremo anche in merito alla data di riapertura delle scuole, non c´è nulla di deciso, ma non possiamo escludere nessun intervento», ha detto Fazio. «Un´ipotesi che era stata fatta anche alcuni mesi fa, allo scoppio dell´epidemia - ricorda il ministro Gelmini - ma al momento stiamo parlando soltanto di scenari possibili. Nessuno può prevedere la portata dell´epidemia. E se le cose dovessero aggravarsi è bene essere pronti».

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e il turista si è scelto on line il film da vedere in spiaggia - serena papini (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)

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Pagina XV - Bologna E il turista si è scelto on line il film da vedere in spiaggia SERENA PAPINI RIMINI - C´erano quei giganteschi pannelli in pvc, spettacolari megaposter dei film gettati nei cassonetti, destinati alla discarica. Uno spreco di plastica e di bellezza, che ha fatto scattare l´idea: perché non trovare modo di riutilizzare quelle immagini cariche di suggestioni? E il modo è stato trovato: i poster sono diventati borse da mare. Tagliando e cucendo, ne sono state realizzate 250, metà da uomo e metà da donna. Una novità inventata per dare un tocco di originalità a «A´marena», il cinema gratuito in riva all´Adriatico, che inizia domani sera sulla spiaggia del GrandHotel con la proiezione de «La Notte» di Michelangelo Antonioni. Le movie-bag, o cine-borse che dir si voglia, sono andate a ruba, destinando l´incasso delle vendite (20 euro ciascuna) alla cooperativa sociale Ippogrifo, che si occupa di ippoterapia per disabili psichici. Servirà ad acquistare un bosco da percorrere a cavallo a San Martino Monte l´Abate, salvando fra l´altro quel terreno ambito da un´incipiente zona artigianale. Sulla spiaggia le borse in celluloide sono già un oggetto di culto neo-pop. Forse perché ormai neppure una costosissima griffe può certo garantire l´unicità dell´esemplare. E poi è un modo originale per sbandierare la propria passione per il cinema. Passione che ha guidato anche la scelta dei titoli in cartellone, con film decisi dal pubblico, attraverso una votazione on line. La rassegna ripropone pellicole recenti: ne è uscito un piccolo referendum sull´ultima stagione cinematografica, cui hanno partecipato oltre tremila cinofili che hanno eletto titoli come «Gran Torino», «Wall-E», «L´onda», «Il curioso caso di Benjiamin Button», «Yes Man», con l´unico film italiano «Si può fare» di Giulio Manfredonia. Dopo l´inaugurazione di domani con la rassegna «La dolce vita del cinema italiano» promossa con la Fondazione Fellini, le proiezioni di A´marena saranno effettuate da martedì a Torre Pedrera (spiaggia libera fra i bagni 71 e 72), San Giuliano Mare (zona Maestrale), Viserba (Marinagrande) e Miramare (Rimini Terme), dove l´8 e 9 agosto si svolgerà anche Amarcort, il festival dei cortometraggi.

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marconi beffa nei tuffi, quarti per 9 centesimi - paolo rossi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 19-07-2009)

Argomenti: Cina

Pagina 45 - Sport Marconi beffa nei tuffi, quarti per 9 centesimi mondiali di nuoto PAOLO ROSSI ROMA - Hanno cambiato il finale, a quel loro progetto di film. Sapete, i Marconi non sono solo tuffatori, sono atleti acculturati con tanti interessi e creatività. Ed in cantiere pensavano ad un podio mondiale, a Roma, ed un cortometraggio dei loro classici, disincantati e trasgressivi. Il piano sembrava realizzato: un ultimo tuffo, un sincrono perfetto, il terzo posto agguantato per la gioia del Foro Italico. Quasi: l´amico canadese Despatie, con il connazionale Ross, li hanno bruciati all´ultimo splash: 428,64 contro 428,55. Una differenza di nove centesimi di punto. Una beffa. «Sono incavolato nero» premette Nicola, il senior. «Quasi quasi smetto» prosegue Tommaso. Parole a caldo, con i pensieri che tornano indietro, al percorso fatto per arrivare a questo risultato: «Ci siamo tuffati su trampolini sgangherati, in mezzo a ragazzini e a chi gioca a pallanuoto. Se volevamo avere mezz´ora tutta per noi dovevamo alzarci alle cinque. Purtroppo noi siamo la serie B degli sport di serie B.....», racconta ancora Tommaso. Il riferimento è a Trieste, dove hanno dovuto allenarsi in questi ultimi tre anni: «Ci pesa stare lì, non ce la facciamo più. Mio fratello vorrebbe metter su famiglia. Ci promettono sempre che la piscina dell´Acquacetosa sarà pronta, ma è una canzone che abbiamo imparato a memoria». Il finale è del coach, Domenico Rinaldi: «I ragazzi chiedono solo di potersi allenare a certi livelli, perché continuare "tanto per" non è nel nostro Dna. Se non è così allora smetto anche io». Se l´Italia non ride, c´è chi ha fatto piangere la Cina. Non è più solo l´australiano Mitcham l´avversario tabù. Ad impedire l´ein plein cinese è stata Paola Espinosa, la messicana glamour, personaggio del suo paese e, da oggi, star perché prima tuffatrice d´oro. «Finalmente ce l´ho fatta a batterle, ho tenuto una concentrazione mentale d´acciaio» ha detto la nuova campionessa mondiale. La grande perdente della giornata è stata Ruolin Chen, oro un anno fa a Pechino. «Il presidente Calderon mi ha telefonato subito» ha gioito la Espinosa. «Ora voglio questa medaglia anche a Londra 2012». Il proclama è impegnativo, ma se non altro la messicana ha indicato la strada al resto del mondo.

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Andremo su Marte per salvare l'umanità La sfida è ripartita e la Nasa ha un programma per tornare sulla Luna nel 2020, prima tappa per vivere fuori dalla Terra (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 19-07-2009)

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Andremo su Marte per salvare l'umanità La sfida è ripartita e la Nasa ha un programma per tornare sulla Luna nel 2020, prima tappa per vivere fuori dalla Terra UMBERTO GUIDONI A 40 anni del primo sbarco sulla superficie lunare, è tutto un fiorire di iniziative per celebrare il programma Apollo, il progetto voluto dal presidente Kennedy per vincere una delle più importanti sfide politico-militari con l'avversario sovietico. Ma si parla di Luna anche perché sembra rinascere la sfida degli anni 60. Però il panorama mondiale è cambiato e la partita si gioca con più giocatori. Dopo Stati Uniti e Russia, negli ultimi decenni sono diventati protagonisti l'Europa ed il Giappone e, in questi ultimi anni, Cina, India e Brasile. La Nasa non poteva rimanere immobile e ha lanciato la sfida di tornare sulla Luna entro il 2020. Il nuovo programma prevede di spendere circa 100 miliardi di dollari per riportare degli astronauti sulla luna. Con il programma Constellation, la Nasa vuole realizzare una nuova capsula capace di sostituire lo Shuttle per trasportare astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale ma, soprattutto, un mezzo capace di agganciarsi in orbita con il nuovo veicolo destinato a raggiungere la luna. Il primo volo della capsula Orione avverrà non prima del 2014, per poi passare alla realizzazione delle altre parti del sistema di trasporto: il razzo cargo, il modulo di partenza dalla Terra e il veicolo per allunare. Questa volta, si tratta di un disegno incrementale, basato su una politica dei «piccoli passi» per costruire, nel tempo, nuove possibilità operative. Le future attività nello spazio ci insegneranno come sopravvivere, come accrescere la capacità di lavorare fuori del nostro pianeta. Questo comporta lo sviluppo di tecnologie per abitare altri mondi, per fare lavori utili, per estrarre materiali preziosi e produrre risorse energetiche primarie. Dopo la Luna, potremo spingerci fino agli asteroidi e poi, finalmente, verso Marte. Stabilire insediamenti permanenti oltre la Terra potrebbe diventare un modo per garantire la sopravvivenza dell'umanità. Se rimaniamo ancorati alla sola Terra, potremmo essere vulnerabili a un'eventuale catastrofe planetaria, sia naturale sia provocata dall'uomo stesso. Assicurare la sopravvivenza della nostra specie potrebbe giustificare l'enorme costo delle missioni spaziali. C'è insomma una grande differenza rispetto al programma Apollo, un progetto grandioso che non ha saputo mantenere le aspettative suscitate. Eppure ha avuto il grande merito di averci fatto vedere la Terra da una diversa prospettiva. Quando sono arrivato in orbita, il mio primo sguardo è andato al mondo azzurro lasciato alle spalle. Andare nello spazio è un viaggio da cui si torna cambiati e, credo, più attenti alle sorti di questa gigantesca scialuppa su cui l'umanità va incontro al proprio destino. Il futuro

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IL PRIMO FILM DI HAMAS È girata in gloria della guerra santa la prima opera cine... (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 19-07-2009)

Argomenti: Cina

IL PRIMO FILM DI HAMAS È girata in gloria della «guerra santa» la prima opera cinematografica targata Hamas, presentata a Gaza. È Emad Akel dal nome di uno dei fondatori del braccio armato di Hamas. Coprodotta dal «ministro dell'Interno» la pellicola è costata 200.000 dollari è il primo passo, dicono, verso «un cinema islamico di qualità artistica, che racconti della nostra resistenza e non abbia scene provocanti». FANTASY NEL MUSEO DI NAPOLI Il Museo archeologico di Napoli trasformato in set cinematografico come il Louvre per Il codice da Vinci o il museo di scienze naturali per Una notte al museo: è quanto immagina il produttore Fulvio Lucisano che con la sua Iif e partner americani sta preparando un fantasy archeologico da girare in 3d. SHERIDAN TRA ROMA E VENEZIA Brothers, il nuovo film di Jim Sheridan, il regista irlandese di Nel nome del padre e Il mio piede sinistro, sembrerebbe conteso tra il festival Roma e Venezia. Per questo l'altra sera è stata bloccata la proiezione nell'ambito dell'Ischia Global Fest. Brothers è il remake di Non desiderare la donna d'altri della regista danese Susanne Bier. Uscirà negli Usa in dicembre.

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Messico e nuvole nel cielo di Roma09 Paola Espinosa, dieci metri sopra l'oro (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 19-07-2009)

Argomenti: Cina

Messico e nuvole nel cielo di Roma09 Paola Espinosa, dieci metri sopra l'oro COSIMO CITO ¡Que viva Mexico! Que viva Paola Milagros Espinosa Sánchez, miracolo piccolo, dalla pelle creola, uno scricciolo di 1 metro e 55, una campionessa del mondo piccola piccola e grandissima. Una gara grandissima, e la prima, inimmaginabile, sconfitta cinese nei tuffi. Niente en-plein, e forse il merito alla fine sarà tutto, completamente, della piccola, magnifica Paola Espinosa. Piattaforma 10 metri: cioè, lanciarsi su un baratro di aria, vento, acqua. Tecnica, solo tecnica e tutta tecnica. Allenamento. Ore, settimane, anni. Paola Espinosa si presenta alla gara serena, lontana nel pronostico, con la testa al 10 metri syncro. SECONDO INFINITO Lei e Tatiana Ortiz sono il bronzo di Pechino nella specialità più complessa dei tuffi, dieci metri e il secondo lunghissimo, infinito tra lo stacco e l'acqua. Batterie: Paola Espinosa è diciottesima, ultima, a un nulla dall'eliminazione. Le italiane Batki e Spaziani sotto di lei, fuori. Le due cinesi, Chen Ruolin e Kang Li vanno come treni, seguite dalla cinese d'Australia Melissa Wu, e poi le canadesi, e poi, giù giù, la Espinosa. Nel pomeriggio però cambia tutto: in semifinale Paola è terza, si mette dietro anche la Chen. La gara è arte. Cinque tuffi: Kang in testa fino al terzo, imperscrutabile, scoraggiante. Paola cresce, in una climax che la trascina verso la perfezione, verso il massimo possibile. Un dieci al terzo, un incredibile ritornato raggruppato, l'acqua che si apre, nessuna goccia evade dal pozzo, dalla voragine che accoglie il corpo della Espinosa prima che affondi. Prende la testa al penultimo, l'ultimo è magnifico ed è già imprendibile, inarrivabile, matematicamente. 428,25, un punteggio che le cinesi sfiorano con i desideri. 11 punti sotto la Chen, solo 410,35 per la Kang, favoritissima. Paola Milagros. Scritto alla nascita, promessa di miracolo mantenuta. Il Messico festeggia per la prima volta un campione del mondo nei tuffi. Una ragazza di 23 anni, 47 chili che sembrano pochissimi, un visino normale, timidissima. A Pechino portò, e sembrò ancora più piccola e timida, la bandiera messicana durante la cerimonia di apertura, sull'anello del Bird's Nest. Gli occhi, verdi e belli, lucevano dei flash. Garcia Márquez avrà immaginato così Remedios la bella, in "Cent'anni di solitudine". Minuta, timida, bellissima, la pelle di luna. Insieme a Tatiana Ortiz proverà a doppiare il miracolo nel syncro. Il suo posto nella storia è già certo, c'è ancora spazio nella leggenda. Va guardata negli occhi, Paola, per indovinarle un po' di felicità in fondo all'anima. Fuori, è un incanto di compostezza. «Sì, sì, certo che sono felice - sussurra - e non me l'aspettavo, non me l'aspettavo affatto». Da diciottesima a prima il passo è lungo e grande quanto tutto il Messico che ha sconfitto la Cina in questa lotta tra giganti della Terra. «Lo dedico al mio allenatore e spero che il mio papà abbia visto la gara in tv». Dall'altra parte del mondo, a La Paz, dove il Messico si fa stretto e lungo, ricco di sabbia, di mare e di iguane, babbo Marco Antonio e i suoi tre cani avranno tenuto il fiato fermo immobile prima dell'ultimo, incredibile tuffo, prima di vedere la grafica, due cinesi sul podio, però sotto, sui gradini più scomodi e stretti a fare da ali alla nuovo campionessa del mondo che mette un tondino laccato d'oro al collo, scende dal podio, scompare con le lacrime tenute dentro, serrate. Alle seis de la tarde, l'ora delle corride, l'ultima ora del toro, l'ora della prima luna. Un'impresa da albo d'oro. Paola Espinosa, piccola grande messicana, a sorpresa batte le cinesi sulla piattaforma dei mondiali di nuoto. Una medaglia d'oro che ha il sapore della storia per il paese sudamericano.

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I suoi ultimi giorni dicono che Borsellino aveva capito tutto L'interrogatorio del pentito Mutolo, gli incontri al Viminale, le confidenza allarmate ai familiari, l'ultimo saluto a (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 19-07-2009)

Argomenti: Cina

I suoi ultimi giorni dicono che Borsellino aveva capito tutto L'interrogatorio del pentito Mutolo, gli incontri al Viminale, le confidenza allarmate ai familiari, l'ultimo saluto ai colleghi NICOLA BIONDO Il mistero della strage di via D'Amelio è condensato nei 57 giorni che separano l'eccidio di Capaci da quello del giudice Borsellino. Perché, si domandano gli inquirenti, Cosa Nostra colpì in così breve tempo i due magistrati simbolo dell'antimafia esponendosi a una durissima reazione dello Stato? Giovanni Brusca ha dato questa spiegazione: «Il dottore Borsellino era incorruttibile. e la decisione di ucciderlo subì una straordinaria accelerazione». Ecco gli ultimi giorni di Paolo Borsellino sono diventati un elemento fondamentale dell'inchiesta. 28 maggio 1992. Cinque giorni dopo la morte di Falcone, il ministro dell'Interno Scotti dichiara che Borsellino sarebbe il candidato ideale alla nascente Procura nazionale antimafia. Il giudice non gradisce. Confida agli amici che quell'uscita del ministro ha significato «mettere l'osso davanti ai cani». Lo ha sovraesposto. Ma non vengono prese adeguate misure a tutela della sua sicurezza. Rimane inascoltata la richiesta di sgomberare via D'Amelio dalle auto. Primi di giugno. Nel salotto romano dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, anello di collegamento tra la politica e Cosa Nostra, si incontra una variegata compagnia. Ci sono anche gli ufficiali del Ros Mario Mori e Giuseppe De Donno. A volte i colloqui (secondo quanto racconterà Massimo, il figlio di don Vito) virano sull'attualità. «Ma qui c'è un muro contro muro, non si può parlare con questa gente», dice Mori. La risposta di don Vito, sempre secondo il racconto del figlio, è interlocutoria: «Posso vedere». In quelle stesse settimane l'ex-sindaco di Palermo incontra Bernardo Provenzano e l'emissario di Riina, il medico Nino Cinà. E' in questa fase, secondo Massimo Ciancimino, suo padre riceve il famoso papello, cioè le richieste di Riina allo Stato per arrivare alla pax mafiosa. 25 giugno. Borsellino incontra Mori e de Donno. i due militari diranno che quell'incontro fu voluto dal giudice che chiese loro «di affiancarlo con grande riservatezza e direttamente alle sue dipendenze» in relazione alla vicenda mafia e appalti. Versione, secondo i magistrati inquirenti, poco credibile. Sarebbe stata una procedura illegale, e Borsellino mai l'avrebbe accettata. E poi: perché i due ufficiali hanno parlato di quell'incontro col giudice ucciso solo nel 1997? Di certo, quello stesso giorno, il 25 giugno del 1992, Borsellino, vincendo la sua ritrosia sul tema, per la prima volta dice di avere una sua ipotesi sulla morte di Falcone. e aggiunge: «Questi elementi che io porto dentro di me devo riferirli all'autorità giudiziaria.». È agitato, «faceva come un pazzo», diranno i familiari. Coi quali si sfoga pronunciando una frase che oggi suona spaventosa: «Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri». Primo luglio. Borsellino interroga il pentito Gaspare Mutolo che, nei mesi precedenti, aveva parlato a Falcone di «insospettabili» collusi con Cosa nostra. Il giudice vuole riprendere quel discorso. Ma l'interrogatorio si interrompe. Viene convocato al Viminale. Nella sua agenda scrive due nomi: Mancino, che ha appena sostituito Scotti al ministero dell'Interno, e Parisi, il capo della Polizia. L'interrogatorio riprende. Mutolo racconterà che Borsellino, che appariva sconvolto, gli disse di aver incontrato Bruno Contrada, l'alto esponente del Sisde del quale Mutolo gli aveva parlato poco prima. Primi giorni di luglio. Il piano operativo della strage è in moto. Una ditta affitta un appartamento al civico 19 di via D'Amelio. Chiede una linea telefonica. A fare l'intervento è la «Sielte», un'azienda che ha lavorato anche per il Sisde in una base coperta a pochi chilometri in linea d'aria da via D'Amelio. Alla «Sielte» lavora un operaio, Pietro Scotto. È lui, secondo l'inchiesta, a intervenire per intercettare il telefono della madre del giudice. Condannato in primo grado per concorso in strage, Scotto viene assolto in Appello. Ma è un fatto che i telefoni di via D'Amelio furono manomessi. 13 luglio. Borsellino dice ad uno dei suoi uomini più fidati, il maresciallo Canale: «Sono successi troppi fatti in questi mesi, anch'io ho le mie cose da scrivere». Da poche ore è stato informato dell'arrivo dell'esplosivo per lui. «Sto vedendo la mafia in diretta - dice alla moglie - devo lavorare tantissimo». Ma si sente isolato. Gli scontri con il suo capo, il procuratore Giammanco, sono costanti. Annota tutto nella sua agenda rossa. Chiude con gli interrogatori di Mutolo. Il pentito ha parlato chiaro su Contrada e il giudice Signorino: secondo lui sono in mano alla mafia. 17 luglio. Saluta in modo insolito alcuni suoi colleghi della Procura. Li abbraccia uno per uno. Sembra un presagio. Il dossier

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Pandemia. British Airways e Virgin Atlantic non imbarcano passeggeri con sintomi. Per Fazio: possibile rinvio inizio scuole (sezione: Cina)

( da "AmericaOggi Online" del 19-07-2009)

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Pandemia. British Airways e Virgin Atlantic non imbarcano passeggeri con sintomi. Per Fazio: possibile rinvio inizio scuole 19-07-2009 Gli addetti al check-in di British Airways e Virgin Atlantic possono da ora in poi rifiutarsi di far imbarcare i passeggeri che mostrano sintomi simili a quelli della nuova influenza. Le due aerolinee hanno confermato al Sunday Times di aver ordinato ai propri dipendenti di rivolgersi a un medico prima di ammettere a bordo passeggeri che potrebbero essere malati. "Il nostro personale è addestrato a riconoscere i sintomi della nuova influenza o di altre malattie contagiose. Il personale può rivolgersi ad un medico e a chi è affetto da nuova influenza non verrà concesso di viaggiare", ha detto un portavoce di British Airways al domenicale, sottolineando di aver già vietato l'imbarco ad alcune persone. Chi non viene bloccato in partenza, potrebbe comunque trovarsi in quarantene nel Paese di arrivo: in Tailandia e in Cina le autorità hanno già installato degli scanner per il controllo della temperatura corporea per identificare i passeggeri che hanno la febbre. ROMA. Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si dice convinto che, "assolutamente si", le scuole italiane "riapriranno normalmente" dopo la pausa estiva e non subiranno rinvii a causa della diffusione della nuova influenza. Parlando ai microfoni di Rtl, Brunetta ha invitato a "star traquilli" e ha ricordato come la diffusione dell'epidemia sia dovuta alla facilità dei trasporti, soprattutto aerei e al turismo. "Tranquilli tranquilli tranquilli - ha detto Brunetta - Queste attenzioni sono per mettere in moto un meccanismo di controlli, prevenzione, vaccini. Non c'é nessun pericolo se non quelli che ci sono ogni anno su l'influenza di un tipo piuttosto che di un altro. Che si viva tranquillo questo periodo, le vacanze, il periodo scolastico. Non c'é nulla per allarmarsi. le autorità sanitarie sono attrezzate per risponde a qualsiasi evenienza" Sul fatto che una vera e propria epidemia di nuova influenza arriverà anche in Italia sembrano ormai non esserci dubbi, e la riapertura delle scuole a settembre minaccia di avere un effetto "amplificatore" per la propagazione del virus A/H1N1. Tanto che il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, non esclude un possibile rinvio della riapertura degli istituti scolastici se l'andamento dell'epidemia lo rendesse necessario. Ma precisa che al momento tale misura "non è allo studio". E il ministro del'Istruzione Mariastella Gelmini ha tenuto a sottolineare che c'é la "massima attenzione sull'evolversi della situazione della nuova influenza e sta valutando con scrupolo tutti gli scenari", compreso "rinviare l'apertura delle scuole". Ormai, avverte Fazio, è solo questione di tempo: l'epidemia arriverà anche in Italia e, da quel momento, la propagazione del virus sarà "progressiva ma molto veloce". Intanto, si attende l'arrivo degli studenti italiani ancora in Gran Bretagna in viaggio studio: una cinquantina rientreranno domani, mentre tra i ragazzi già tornati in Italia dopo esperienze studio in Inghilterra si registrano nuovi casi di positività alla nuova influenza. E l'allarme mondiale cresce: dopo che l'Oms ha ieri annunciato la sospensione dei bilanci periodici sul numero dei casi umani di influenza A(H1N1) segnalati nel mondo poiché la pandemia si è diffusa ad una velocità "senza precedenti" ed il conteggio dei casi non è più considerato necessario, il commissario europeo per la salute Androulla Vassiliou ha affermato che sono almeno 60 milioni le persone più a rischio che in Europa dovranno essere vaccinate, in via prioritaria. Allarme anche negli Stati Uniti: a Washington una riunione è stata convocata il 29 luglio per mettere a punto un piano di vaccinazione per il prossimo autunno. In Italia, ma anche negli altri paesi europei, la preoccupazionme maggiore è però ora legata proprio alla riapertura delle scuole in settembre: le scuole potrebbero infatti rappresentare il 'volano' per una impennata ancora più veloce dell'epidemia ed in Gran Bretagna le autorità hanno già fatto sapere che la riapertura delle scuole è a rischio.

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Luna 1969. Quarant'anni dopo si pensa allo spazioporto (sezione: Cina)

( da "AmericaOggi Online" del 19-07-2009)

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Luna 1969. Quarant'anni dopo si pensa allo spazioporto 19-07-2009 ROMA. Uno spazioporto dal quale potrebbero partire le future missioni su Luna e Marte: la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) non è soltanto un gigantesco laboratorio orbitale, ma è candidata ad essere l'avamposto dell'esplorazione del Sistema Solare. A 40 anni dallo sbarco sulla Luna e a dieci anni dall'inizio della sua costruzione, la più grande opera di ingegneria costruita nell'orbita terrestre sta guadagnando un ruolo sempre più importante. Lo sanno bene Europa e Stati Uniti, così come gli altri partner del progetto: Russia, Canada e Giappone. Non per caso il nuovo amministratore capo della Nasa, Charles Frank Bolden, ha parlato della Iss nel suo primo discorso ufficiale, comprendendola nella lista delle scelte decisive che gli Stati Uniti dovranno affrontare se decideranno di mantenere la leadership spaziale conquistata con lo sbarco sulla Luna. "La Stazione spaziale diventa sempre più collegata all'esplorazione", osserva Simonetta Di Pippo, a capo del direttorato sul Volo umano dell'Agenzia Spaziale Europa (Esa). Si sta pensando, infatti, a tenerla in attività fino al 2025 perché, spiega l'esperta, "oltre ad essere una struttura unica per le sperimentazioni scientifiche in microgravità, potrebbe diventare uno spazioporto per l'assemblaggio dei sistemi spaziali per le missioni su Luna e Marte". Gli studi in questa direzione dovranno cominciare fin da ora, in vista della prossima riunione ministeriale dell'Esa nel 2011. Estendere l'attività operativa della Stazione Spaziale fino al 2025 sarà uno dei temi centrali dei più importanti incontri internazionali del settore spaziale in programma entro luglio e una prima posizione ufficiale è attesa in ottobre, nel corso del congresso internazionale di Astronautica in programma nella Corea del Sud. Nel frattempo si moltiplicano i progetti. Per esempio, si comincia a ragionare sulla possibilità di ampliare il numero dei partner della Iss, comprendendo per esempio India e Cina. Si sta pensando anche ad una eventuale collaborazione nel settore del trasporto, in uno scenario nel quale lo shuttle si prepara ad andare in pensione nel 2010 e l'unico mezzo per portare uomini sulla stazione orbitale sarà la navetta russa Soyuz. Un altro punto interrogativo riguarda come arrivare sulla Luna: l'Europa guarda al più grande dei suoi lanciatori, l'Ariane 5, ed eventualmente ad un veicolo in gradi posarsi sulla superficie lunare; gli Stati Uniti hanno il programma Constellation lanciato dall'ex presidente George Bush, che prevede lo sviluppo del razzo Ares V e sul quale dovrà pronunciarsi la nuova amministrazione di Barack Obama.

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