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T ARTICOLI DEL 14-16 gennaio 2009#TOP
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Articoli
Cina (36)
la partita adesso si sposta a linate ma la strada del
city-airport è in salita - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: E Brasile, Cina, Russia e Giappone, per dire, non hanno alcuna intenzione di aprire di più i loro cieli a Italia e Ue». Inefficace ? per lui ? è pure la norma che obbliga Enac a concedere autorizzazioni provvisorie per 18 mesi a chi chiederà di operare dallo scalo bustocco.
diario
di un uomo sopraffatto dal dolore - parigi
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract:
testimonianza
del viaggio in Cina del
chiara,
siria, gianluca tre ragazzi e una casa - antonio tricomi
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: il testo di un sms speditole dalla Cina). Ma sotto il seno sinistro, a scanso equivoci, c´è scritto "goddess", dea. Anna Chiara si descrive perennemente innamorata e quasi sempre single, seduttiva e logorroica, più a suo agio con le amicizie maschili che femminili. Si scatena in discoteca ma nasconde, lo dice lei stessa, un animo sensibile.
sequestrati
100 quintali di merce dalla forestale a chinatown - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: pesce essiccato e riso dalla Cina, muletti fermi, pianali di legno appoggiati a una parete. Tutto piuttosto ordinato. Il ragazzo cinese è allenato ai controlli e si vede. Fa strada verso le celle frigorifere, «per di qua»: dice che non si possono aprire i congelatori, sono già passati i Nas dei carabinieri a giugno e hanno messo i sigilli.
news,
satellite e quotidiani così pechino si rifà l'immagine - federico rampini
pechino ( da "Repubblica, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: culturale equivalente alla stazza economica della Cina. Quarantacinque miliardi di renminbi (5 miliardi di euro) sono messi a disposizione delle tre maggiori organizzazioni multimediali di Stato: la Central China Television (Cctv), l´agenzia stampa Xinhua (Nuova Cina), e il gruppo editoriale che pubblica il Quotidiano del Popolo.
Bicego
apre a Budapest e sogna Mosca ( da "Finanza e Mercati"
del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract:
Ad oggi il
brand è presente con 270 punti vendita in Italia,
Tutti
i politici di ferro Un secolo attraversato insieme
( da "Unita,
L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: In Cina resiste, o almeno così pare, il primo ministro Li Peng, passato alla storia per la tragica repressione di piazza Tienanmen. A riceverlo in Italia nel 1992, una visita contestata, fu Andreotti alla guida del suo settimo governo. La regina Elisabetta II e Margaret Thatcher sono le due donne più famose dell'epoca andreottiana,
Negli
Stati Uniti cala il deficit commerciale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Anche le importazioni dalla Cina hanno registrato un calo record, facendo scendere il deficit con Pechino a 23,1 miliardi di dollari. Il rallentamento dell'economia mondiale ha portato anche una contrazione dell'export, per il quarto mese consecutivo. La domanda di beni e servizi statunitensi è scesa del 5,8% a 142,8 miliardi di dollari,
La
recessione globale frena l'export cinese
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: la Cina ha comprato sui mercati meno materie prime; inoltre, per effetto della forte riduzione dei prezzi del petrolio, ha speso meno. D'altro canto, le aziende cinesi hanno continuato a ridurre le scorte in previsione di una contrazione dei mercati internazionali, come dimostra la flessione delle importazioni di semilavorati e beni strumentali.
Piano
anti-crisi per l'export ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Brasile e Cina. «è un piano anti crisi, rivisto alla luce della crisi internazionale», ha detto Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico, con responsabilità per il commercio estero. Ieri il consiglio di amministrazione dell'Ice ha approvato le linee guida dell'attività di quest'anno,insieme ad una riorganizzazione dell'
Con
i master sulle Pmi più stranieri al Politecnico
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: che provengono in particolare dagli Stati Uniti e dalla Cina- spiega Gianluca Spina, docente di management e rettore del Mip vogliono conoscere la realtà e il modello di lavoro delle piccole aziende italiane, dei distretti industriali e delle case di moda». Ma sono soprattutto i numeri a confermare la teoria: quest'anno, infatti, dei 75 iscritti al programma full-time dell'Mba (
La
cautela domina le vendite di lana
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: è la Cina al centro degli interrogativi sulla seconda parte dell'annata La cautela domina le vendite di lana Non è cambiato molto, lo scenario del mercato laniero australiano, dopo la lunga sosta natalizia. La conclusione della prima parte dell'annata 2008-09 era in graduale flessione e la tendenza è stata confermata ieri alla ripresa delle aste,
Senato.
Hillary dura con Hamas, "apre" all'Iran. Audizione davanti alla
Commissione Esteri ( da "AmericaOggi Online"
del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: terrorismo, effetto serra, non-proliferazione, rapporti con Cina e Russia e con l'Europa : Hillary è stata categorica su no al dialogo con Hamas fintanto che il gruppo radicale palestinese non rinuncia alla violenza e riconosce Israele. Più vaga invece, rispondendo alle domande dei senatori, sull'Iran.
anche
la piastrella sente la crisi ma il sistema non è al collasso - giorgio e romano
prodi ( da "Repubblica, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: infine la Cina. La crisi di oggi è forse la più grave da quando il distretto ceramico esiste. Tuttavia se ci voltiamo indietro a guardare il passato ci accorgiamo che le nostre imprese hanno sempre trovato la forza e le idee per reagire cambiando i prodotti, il modo di produrre e la struttura stessa delle imprese.
internet
tra sicurezza e normalizzazione - stefano rodotà
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: la Cina chiede che cada il velo dell´anonimato per rintracciare un giornalista che aveva mandato negli Stati Uniti una notizia "sgradita" al regime, Yahoo lo fa, il giornalista viene arrestato e condannato a dieci anni di carcere; Google gestisce i rapporti con Stati sovrani come la Turchia o la Tailandia,
Industria
a picco emergenza per l'auto ( da "Unita, L'"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Del resto persino la Cina, al pari degli Usa, di Francia e Germania, ha deciso di aiutare l'auto in crisi, con un iniziale stanziamento di eco-incentivi per un totale di 5 miliardi di yuan, l'equivalente di 732 milioni di dollari. LA.MA. MILANO lmatteucci@unita.it
La
Cina sorpassa la Germania e diventa la terza potenza economica
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: 01-15 - pag: 1 autore: La Cina sorpassa la Germania e diventa la terza potenza economica La Cina diventa la terza potenza economica mondiale scalzando la Germania, per effetto della revisione (+13% ) del Pil nel 2007 (nella foto,il premier Wen Jiabao all'ultimo vertice a Pechino con il cancelliere tedesco Angela Merkel).
Pil,
la Cina toglie a Berlino il 3Ú posto
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: MONDO data: 2009-01-15 - pag: 8 autore: La corsa di Pechino Pil, la Cina toglie a Berlino il 3Ú posto Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente L a Cina scavalca la Germania e diventa la terza potenza economica del mondo. Il sorpasso è avvenuto grazie a una revisione al rialzo dei dati macroeconomici del 2007.
De
Fonseca passa ad Avm Group ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: in Cina, in Italia opera solo nel commerciale con la vendita di circa 15 milioni di pantofole su un mercato di 30 milioni. Il venditore è assistito in qualità di advisor dell'operazione da Dvr Capital, la boutique fondata da Carlo Daveri. Mo.D. LO SCENARIO L'advisor sta organizzando il finanziamento con le banche perché l'operazione tra febbraio e marzo veda il closing finanziario
Più
retail per Inghirami Nel 2009 altri 30 negozi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina (è stato tra i primi ad aprire in Oriente una fabbrica di abiti, nel 1994), Ungheria, Bulgaria e Francia. Inghirami è uno dei pochi gruppi italiani che presidia ancora l'intera filiera del tessile-abbigliamento, con 2.700 dipendenti di cui un migliaio in Italia e un fatturato 2008 vicino ai 200 milioni.
Macef
2009,un "focus" per sostenere l'innovazione nel mondo della casa
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina, India, Francia Corea, Spagna e Polonia). Il settore-chiave di quest'anno è l'Argento e il claim del concorso è "Beyond silver". Le slide dei progetti selezionati - la giuria è composta da Irene Bulgari, Francesco Illy, Paolo Moroni, Aldo Cibic, Nello Martini e Luca Trazzi - sono esposte al padiglione 10,
il
"sacrificio" di bnp-paribas per conquistare il gruppo fortis
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Giampiero Martinotti [pechino corre ai ripari] La Cina vara una manovra di aiuti statali mirata a sostenere due settori in crisi, l´industria automobilistica e la siderurgia. Per le automobili il governo di Pechino ha deciso di ridurre al 5% l´Iva sulle vetture inferiori a 1.600 cc di cilindrata;
bossi:
"non c'è intesa sulla giustizia" e i sindaci leghisti attaccano roma
- gianluca luzi ( da "Repubblica, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: anche in Cina. E lui scherzando mi ha risposto che è perché sono alti così... « portando la mano all´altezza della vita. Quindi a partire dal 23 gennaio «nel giro di due-tre consigli dei ministri ritengo di poter presentare la riforma complessiva». Se il fronte della giustizia avrà modo di scaldarsi nelle prossime settimane,
Tragedie
dimenticate ( da "Famiglia Cristiana"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract:
ma hanno
difficoltà a rammentare il devastante terremoto in Cina dell?anno scorso e
l?uragano Katrina negli Usa, per non parlare del terremoto in Pakistan, che nel
La
crisi cinese ( da "Avvenire"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract:
hanno creato
la ricchezza della Cina contemporanea non devono nemmeno fiatare. Il tasso di
crescita resta alto rispetto all'Europa, ma si passerà dal 13% del
La
Chiesa assiste i poveri. Le autorità lasciano fare
( da "Avvenire"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: ma lo sviluppo economico selvaggio cui è stata sottoposta la Cina lascia esclusi troppi poveri e infligge troppe ferite di cui i governi non hanno tempo e forze per occuparsi. Allora chiudono volentieri un occhio perché altri risolvano problemi che altrimenti potrebbero degenerare. Un esempio ancora più vivo è quello del terremoto del Sichuan, il 12 maggio scorso,
Scoppia
il caso di <Carta 08>: cittadini per la democrazia E il regime ferma i
promotori ( da "Avvenire"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract:
anno
fortunato della Cina, segnato dalle Olimpiadi di Pechino. Invece, il massacro
dei tibetani, il terremoto del Sichuan e l'inizio della crisi hanno
trasformato, per alcuni aspetti, il
Aiuti
made in Portugal ( da "AprileOnline.info"
del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Afganistan, Algeria, Cina, Honduras e Iraq sono gli ultimi Stati che ha visitato come AMI. Con un'agenda piena di accordi, il leader della ONG passa poco tempo in Portogallo. Le decine di viaggi che fa ogni anno nelle diverse zone del mondo fanno di Fernando Nobre un nomade della medicina umanitaria.
I
numeri, la prudenza e le terapie ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: se gli Stati Uniti viaggiano tra il -2 e il -3%, se la Cina e l'India faticano a mantenere una crescita del 6 e del 5%, come sorprendersi se il modello della Banca centrale prevede un -2% per l'Italia? Più che una previsione è un calcolo. Tutti si augurano, con il mini-stro, che a fine anno quei numerisi rivelino errati o superati dagli eventi.
Green
Style: l'economia del vicino è sempre più verde
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Dalla California di Arnold Scharzenegger, all'Europa, alla Cina, un reportage sui protagonisti, le tendenze e gli scenari del Green Style. Qualcosa di più di una rivoluzione economica e sociale. Un nuovo stile di pensiero e comportamento individuale, estraneo tanto al pauperismo ambientale che all'apocalisse ecologica prossima ventura.
Il
valore della piastrella ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: La crescita di capacità produttiva da parte della Cina è nota da tempo. I veri problemi con la Cina, o con altre aree del mondo a basso costo della manodopera, sono quelli legati alla contraffazione di prodotti o lo sfruttamento illegale di un marchio e non la capacità produttiva. Molte aziende italiane vendono beni uguali a quelli prodotti in aree a basso costo della manodopera,
Cina,
sostegni agli automezzi più ecologici
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina, sostegni agli automezzi più ecologici Il Consiglio di Stato cinese ha adottato le prime misure di rilancio del settore auto che erano state preannunciate in dicembre. Il pacchetto, del valore di 15 miliardi di yuan (oltre due miliardi di dollari) prevede finanziamenti pari a 10 miliardi per le case automobilistiche che si impegnano a modernizzare le loro linee di produzione
Mitsubishi
Ufj svaluta per 3,2 miliardi$ ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: compreso uno swap agreement con la Fed e un ampliamento di schemi analoghi con Giappone e Cina – ma dimostrano in prima persona un nervosismo poco rassicurante. Ne pare una dimostrazione il recente arresto di un “blogger” con l'accusa di avere danneggiato l'economia del Paese diffondendo false informazioni.
Il
caso Jobs si abbatte sul consiglio della Disney
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: azienda di Burbank di dominare le incerte sorti della sua attività cine-televisiva, schiacciata dalla pirateria in rete e dalla copia selvaggia. Adesso, la musica cambia. L'uomo che Bob Iger sente tutte le settimane per studiare di comune intesa la strategia della Disney, non risponderà più al telefono per almeno sei mesi.
L'oro
tornerà sopra quota mille ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Quanto infine all'offerta,quella delle Banche centrali è calata, così come quella delle miniere sudafricane: nella graduatoria mondiale dei produttori, Pretoria ormai è scesa al terzo posto, sorpassata prima dalla Cina e ora anche dagli Stati Uniti.
Diritti
umani, Mauro delegato dell'Osce ( da "Avvenire"
del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Abstract: Sede e dieci volte Cina e Cuba. In seguito Mauro ha preso numerose iniziative, tra l'altro sulla condizione dei cristiani in Turchia, Iraq, Pakistan, Egitto. Ieri egli ha ricordato che l'Osce promuove «la presenza e l'effettivo contributo delle comunità religiose alla vita pubblica, garantendo la loro specifica identità e riconoscendo il loro fondamentale contributo per la società»
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 6 - Economia
Ridimensionamento in vista per il Forlanini stretto tra le promesse di Alitalia
su Malpensa e le mire di Lufthansa La partita adesso si sposta a Linate ma la
strada del city-airport è in salita Riggio (Enac): "L´unica soluzione è la
chiusura dello scalo, l´ho detto anche a Bossi" No bipartisan delle
amministrazioni locali al ridimen-sionamento dello scalo milanese ETTORE LIVINI
MILANO - Accantonato con una sonora sconfitta il caso Malpensa, il fronte del
Nord si prepara ad affrontare in ordine sparso il nuovo psicodramma dei cieli
padani: il futuro di Linate. Il ritorno dei voli intercontinentali Alitalia a
Milano ? ma anche la possibilità che il capoluogo lombardo diventi il quarto
hub di Lufthansa ? è legata a filo doppio a un drastico ridimensionamento del
Forlanini. Operazioni cui ostano due piccoli problemi: il "no" bipartisan
dei pezzi più pregiati della politica locale, Lega in testa, e la difficoltà
tecnica a restringere il perimetro del city-airport meneghino senza incorrere
negli strali Ue. «La soluzione è una sola ? taglia corto Vito Riggio,
presidente dell´Enac ?. Linate va chiuso. L´ho spiegato anche a Bossi. Due
scali così non possono coesistere. Malpensa è spennata dal suo gemello e da
Bergamo. Quando Monaco e Atene hanno costruito il nuovo aeroporto
intercontinentale, hanno chiuso senza rimpianti quello più vecchio. Anche se
era più comodo e più vicino al centro». Facile a dirsi. Difficile da spiegare ?
specie per un amministratore locale ? ai 9 milioni di persone transitate lo
scorso anno al Forlanini. Una decisione però ? dopo che Cai e i tedeschi hanno
messo le carte in tavole ? non è rinviabile. E le vie d´uscita sono
strettissime. Linate gestisce 290 voli al giorno di cui un terzo di Alitalia e
ospita la rotta più redditizia (almeno fino all´arrivo dell´alta velocità) dei
cieli europei ? quella per Fiumicino ? con 2,5 milioni di passeggeri l´anno.
Oggi su questa tratta operano solo Alitalia e (poco) Meridiana e la sua
liberalizzazione ? malgrado in lista d´attesa per servirla ci siano tra gli
altri Lufthansa, Easyjet, British Airways e Ryanair ? è lontanissima: Linate è un
aeroporto saturo, con tutti i diritti di decollo e atterraggio già assegnati. E
anche i 50 slot Fiumicino-Linate liberati da Cai sono stati riutilizzati dalla
stessa azienda su altre destinazioni. è possibile lasciare al Forlanini solo il
Milano-Roma? Molto difficile. Per due motivi. Il primo è che una soluzione di
questo genere ? a meno di aiuti pubblici o aumenti delle tariffe aeroportuali ?
non è redditizia per Sea, che anzi perderebbe diverse decine di milioni. Il
secondo sono gli ostacoli della Ue, che già una volta ha impugnato i decreti su
Linate, costringendo i governi italiani a rocamboleschi dietrofront. Per la
stessa ragione, anche un taglio meno selvaggio delle rotte è una strada in
salita. I concorrenti di Alitalia si rivolgerebbero a Bruxelles. Ed eventuali
atti di imperio governativi non farebbero altro che accelerare le procedure
comunitarie, con il rischio di ripristinare senza appello lo status quo dei
cieli lombardi. La cura Riggio ? per assurdo ? sarebbe l´unica in grado di far
quadrare il cerchio. La Sea ci guadagnerebbe e tanto Cai quanto Lufthansa
avrebbero a quel punto carta bianca per riportare i voli a lungo raggio a
Malpensa. La partita è insomma molto delicata. Anche perché la politica
lombarda, tanto per cambiare, sul tema è divisa. Il Carroccio assieme al
ministro Ignazio La Russa e al presidente della provincia Filippo Penati è
contrario a qualsiasi ridimensionamento di Linate. Letizia Moratti e Giuseppe
Bonomi, numero uno della Sea, sono pronti ? di fronte a piano di rilancio di
Malpensa ? a sedersi al tavolo mentre Roberto Formigoni sembra disposto in
extrema ratio a sposare la linea Riggio. A complicare le cose, aggiunge il
presidente dell´Enac, c´è il fatto che liberalizzare il traffico a Malpensa
(«lotteremo per conquistare il diritto a nuovi voli», ha lasciato intendere
Lufthansa) non sarà facile. Anche perché gli impegni solenni presi del governo
per placare le ire del Carroccio hanno più valore estetico che pratico. «Per
rinegoziare i bilaterali bisogna essere in due ? spiega Riggio ?. E Brasile, Cina, Russia e Giappone, per dire, non hanno alcuna
intenzione di aprire di più i loro cieli a Italia e Ue». Inefficace ? per lui ?
è pure la norma che obbliga Enac a concedere autorizzazioni provvisorie per 18
mesi a chi chiederà di operare dallo scalo bustocco. «Per me non c´è problema ?
conclude ?. Il fatto è che l´ok finale è della Iata che lo garantisce solo di 6
mesi in sei mesi». La nuova Alitalia è decollata. Far ripartire gli scali
milanesi, Linate o non Linate, sarà molto più difficile.
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 39 - Cultura
Diario di un uomo sopraffatto dal dolore Sta per uscire in Francia un lungo
testo inedito scritto dal semiologo dopo la morte della madre con cui viveva:
un evento che visse come la fine del mondo Giorno dopo giorno annotò in centinaia
di schede, pensieri, emozioni e ricordi Di fronte alla tragedia della morte è
travolto dalla "presenza dell´assenza" PARIGI Un lutto «immobile e
non spettacolare», che però risulta estremamente doloroso e straziante. Un
«lutto puro che non deve nulla al cambiamento di vita, alla solitudine»,
nascendo invece dalla «ferita aperta della relazione d´amore». Un lutto «senza
sostituti o simbolizzazioni» che dà luogo a una sorta di «siccità del cuore».
E´ in questi termini che, durante gli ultimi anni della sua vita, Roland
Barthes descriveva la propria condizione psicologica ed esistenziale, dopo la
scomparsa della madre, avvenuta il 25 ottobre 1977. L´autore di Frammenti di un
discorso amoroso era legatissimo a Henriette Binger, nata nel 1893 e rimasta vedova
a ventitré anni, quando il piccolo Roland aveva solo un anno. Il loro fu un
rapporto unico ed esclusivo, suggellato da un legame fortissimo che mai nulla
verrà a rimettere in discussione. Per il celebre critico e saggista, la figura
materna resterà fondamentale e insostituibile, tanto che la sua scomparsa sarà
vissuta come la fine di un mondo. Un trauma senza precedenti che però egli si
sforzò di descrivere, analizzare e comprendere, annotando giorno dopo giorno
pensieri e stati d´animo, emozioni e riflessioni, ricordi e piccoli fatti
quotidiani. E´ nato così Journal de deuil, un lungo testo inedito (lo
pubblicherà a febbraio l´editore Seuil) che fa luce sul dolore lancinante che
non ha mai lasciato Barthes durante l´ultimo periodo della sua vita, quello in
cui scrisse La camera chiara, e cercò inutilmente di concretizzare il progetto
romanzesco intitolato Vita Nova. Scritto tra il 26 ottobre del 1977 e il 15
settembre del 1979, perlopiù a Parigi, ma anche a Urt, nella casa dei Pirenei,
o durante i viaggi in Tunisia e in Marocco, Journal de deuil è composto da
trecentotrenta schede che, nonostante il carattere frammentario e non
strutturato, formano un insieme omogeneo e perfettamente identificabile
all´interno dell´enorme schedario - quasi tredicimila schede ? lasciato da
Barthes alla sua morte, avvenuta il 26 marzo 1980. Per tutta la vita,
l´intellettuale francese ha sempre lavorato in questo modo, annotando di tutto
su piccoli foglietti sparsi, a partire dai quali poi redigeva i suoi libri.
Nelle pagine di questo inedito diario si susseguono così annotazioni rapide e
concise, immagini fugaci e abbozzi di riflessioni, che a poco a poco, oltre a
ricostruire la relazione con la madre, scandagliano la geografia del dolore e
del lutto, la «regione atroce» della morte la cui percezione cambia via via che
l´evento traumatico si allontana: «C´è un tempo ? scrive l´autore del diario ?
in cui la morte è un avvenimento, un´avventura, che in quanto tale mobilita,
interessa, tende, attiva, paralizza. E poi un giorno, essa non è più un
avvenimento, è un´altra durata, compressa, insignificante, non narrata, tetra,
senza ricorso: vero lutto non suscettibile di alcuna dialettica narrativa». Di
fronte alla tragedia della morte, a Barthes non sembra possibile alcuna
evoluzione, alcuna dinamica, motivo per cui rifiuta il discorso consolatorio
degli amici e le convenzioni sociali del lutto. «No, il lutto (la depressione)
è altra cosa dalla malattia. Da cosa si vorrebbe che io guarissi? Per trovare
quale condizione, quale vita?», si domanda senza illusioni, dato che la
scomparsa della madre ha trasformato radicalmente la sua percezione
dell´esistenza: «I desideri che avevo prima della sua morte (durante la sua
malattia) ora non possono più realizzarsi, perché ciò significherebbe che
proprio la sua morte consente di realizzarli, che la sua morte potrebbe essere
liberatrice rispetto ai miei desideri. Ma la morte mi ha cambiato, non desidero
più ciò che desideravo. Occorre aspettare ? ammesso che poi ciò si produca ?
che prenda forma un nuovo desiderio, un desiderio del dopo la sua morte.» Con
gli amici, l´autore del Grado zero della scrittura mostra un perfetto
autocontrollo, nasconde il dolore, si sforza di conversare e d´interessarsi
alla vita e al lavoro. Ma poi, nella solitudine del suo appartamento, dove
ormai non c´è più ad attenderlo la madre con cui ha sempre vissuto, si lascia
andare al pianto e alla disperazione, travolto dalla «presenza dell´assenza» e
dal carattere «discontinuo» e imprevedibile del lutto. Proprio l´alternanza
delle emozioni e degli stati d´animo, il bisogno di solitudine e l´incapacità
di aderire ai codici tradizionali del dolore connotano il suo stato d´animo. Il
suo è un lutto «caotico» ed «erratico» che «resiste all´idea corrente ? e
psicanalitica ? di un lutto sottomesso al tempo, che si dialettizza, si logora
e si accomoda». Per Barthes, il tempo non placa il dolore, «non fa passare
nulla, fa solo passare l´emotività del lutto». Per questo, alla parola «lutto»
sostituisce progressivamente termini come «dolore», «dispiacere» o
«sofferenza», che gli sembrano più concreti, anche se più «egoisti». Nel
Journal de deuil - che arriverà nelle librerie francesi insieme a un altro
inedito di Barthes: Carnets du voyage en Chine (Edizioni Christian Bourgois),
testimonianza del viaggio in Cina del
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina X - Napoli
Cinque milioni di spettatori in tv Tra i concorrenti una farmacista, una
mangiatrice di fuoco e un imprenditore Chiara, Siria, Gianluca tre ragazzi e
una Casa I concorrenti partenopei del reality di Canale 5 si fanno notare per
originalità Ieri pomeriggio in diretta l´outing della bruna: "Sono
bisex" E nella Casa entra anche un boa ANTONIO TRICOMI Tre ragazzi in una
Casa, per tacer del serpente. Parte la nona edizione del Grande Fratello:
cinque milioni di spettatori nella prima puntata di lunedì scorso su Canale 5,
ventisei per cento di share. E i concorrenti napoletani si fanno subito notare:
la mangiatrice di fuoco bisex Siria De Fazio con il suo boa, la farmacista Anna
Chiara Simonetti, l´imprenditore e seduttore Gianluca Zito. E si fanno notare
soprattutto per le dinamiche che, al momento stesso dell´ingresso nella Casa,
mettono in atto tra loro. Anna Chiara che fugge terrorizzata alla vista di
Valentina, il boa di Siria. Gianluca che, pur dichiarandosi infaticabile
tombeur de femmes, non punta su nessuna delle altre concorrenti (che sarebbero
prede più facili a causa della forzata convivenza) ma direttamente sulla
conduttrice Alessia Marcuzzi. Mentre Anna Chiara fissa immediatamente il suo
sguardo sul rom montenegrino Ferdi Berisa, il concorrente più trendy e
politically correct («stasera gli farò un massaggio»). Fra i tre, è proprio
Anna Chiara a non aver mai lasciato Napoli: a differenza di Siria, nata a
Pomigliano d´Arco e residente a Roma, e di Gianluca, nato a Napoli ma residente
a Los Angeles. Figlia di un noto parrucchiere che ovviamente si prende
personalmente cura del suo look, la Simonetti gestisce una farmacia proprio
accanto al salone paterno, nel quartiere Chiaia: «Ma non so se tra dieci anni
farò ancora la farmacista, sono pronta a cambiare tutto...». Fisicamente è quel
che si dice uno scricciolo, ma sul suo corpo minuto (
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina III - Firenze
L´operazione Tra questi anche 20 confezioni di biscotti in cui si sospetta la
presenza di melamina Sequestrati 100 quintali di merce dalla Forestale a
Chinatown Alghe ed erbe vietate o ammesse in Italia solo con speciali permessi
che non c´erano LAURA MONTANARI dal nostro inviato PRATO - Mezz´ora fuori dal
capannone prima di capire chi ha le chiavi, chi è il proprietario, chi deve
aprire. Prato, zona industriale spazzata da crisi recenti e non, edifici pieni
di rughe, una vecchia fornace in abbandono, la tessitura coi muri a pezzi e,
accanto, i magazzini affittati ai cinesi. Vicolo della Corte Vecchia è
Grignano. Mezz´ora in sosta fuori dal capannone e poi, quando gli investigatori
della Forestale entrano, lo trovano semivuoto: poche merci stoccate, vino italiano,
pesce essiccato e riso dalla Cina, muletti
fermi, pianali di legno appoggiati a una parete. Tutto piuttosto ordinato. Il
ragazzo cinese è allenato ai controlli e si vede. Fa strada verso le celle
frigorifere, «per di qua»: dice che non si possono aprire i congelatori, sono
già passati i Nas dei carabinieri a giugno e hanno messo i sigilli. Per
il resto, controllino pure. Il fotogramma è parte dell´operazione «Lanterne
rosse 3». Si replicano controlli già svolti in altre città, Roma e Napoli, in
altre Chinatown. Ieri il turno di Prato. Setacciando negozi e magazzini,
frugando sugli scaffali dei supermercati e dei depositi tra via Pistoiese e via
Filzi, i binari paralleli della città cinese, sono venuti fuori prodotti
scaduti, avariati, importati illegalmente. Alla fine il bilancio della «pesca»
lo tracciano i forestali che hanno coordinato le indagini a cui hanno
partecipato anche Asl, vigili urbani e i tecnici dell´Icq (Ispettorato centrale
per il controllo della qualità nei prodotti agroalimentari, una specie dei Nas
del ministero dell´Agricoltura): poco meno di cento quintali di merci
sequestrate, tra queste anche venti confezioni di biscotti sospetti, di marca e
tipo già bloccato altrove perché contenevano in dosi non consentite la melamina
(il composto chimico della frode sul latte in polvere cinese). Sui biscotti
sequestrati a Prato l´esito delle analisi si conoscerà però soltanto nei
prossimi giorni. Sospetto di melamina pure su piccoli quantitativi di caramelle
e succhiotti dolci. Bloccato uno stock di «medicinali» fatti con estratti di
corna di cervo himalayano, alghe, orchidee rarissime, felci e cavallucci marini
di specie vietate o comunque che possono approdare in Italia soltanto con
speciali permessi di cui non c´era traccia. In un capannone gli investigatori
del Corpo Forestale dello Stato hanno sequestrato due quintali di carne
(soprattutto zampe di gallina e di maiale) mal conservata, bloccati
complessivamente anche una tonnellata di pesce avariato e altrettanto di pasta,
riso e verdure sott´olio. Secondo il resoconto di chi indaga, cinque le celle
frigorifere sequestrate perché irregolari rispetto alle norme igienico
sanitarie in vigore in Italia. «Lanterne rosse» (il titolo è probabilmente
preso a prestito dal celebre film di Zhang Yimou) ha ispezionato diciassette
fra negozi e depositi e cinque erboristerie, la maggior parte concentrati nel
doppio binario di binario di Chinatown, tra via Filzi e via Pistoiese. «Ho
tutto qui» dice una ragazza cinese alla cassa di un supermercato quando vede arrivare
i controllori che si interessano subito a quelle «mattonelle» di tofu che
galleggiano sfuse in acqua dentro due bacinelle di plastica. «Quanta gente»
dice prima di accorgersi che stanno entrando telecamere, taccuini e fotografi
per seguire in diretta le fasi delle ispezioni. «Fuori dal mio negozio, non
voglio, non è giusto» protesta la giovane alla cassa. Le troupe si allontanano,
i forestali no. Sugli scaffali ispezionano spaghetti cinesi, riso cinese, birra
cinese, detersivi, biscotti e altre mercanzie importate dallo stesso posto.
Unica eccezione i dolci e le fette di torta margherita, prodotto fresco di
pasticceria sono invece cucinati e confezionati a Prato, ma da un connazionale,
Jin Lu.
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 34 - Esteri Contrastare
l´informazione internazionale Ecco il piano. Costerà 5 miliardi di euro News,
satellite e quotidiani così Pechino si rifà l´immagine "Per dare una nuova
impressione al mondo occorre impadronirsi dei più sofisticati metodi di
comunicazione" è la risposta del regime comunista dopo un anno segnato
dalla rivolta in Tibet, le proteste e lo scandalo del latte FEDERICO RAMPINI
PECHINO dal nostro corrispondente Addio alla vecchia propaganda di regime, la Cina investe nel "soft power" mediatico su scala
planetaria. Con 5 miliardi di euro di finanziamenti il governo di Pechino
lancia un´offensiva senza precedenti per conquistare l´informazione globale.
Una nuova rete di news 24 ore su
( da "Finanza e Mercati" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Bicego apre a
Budapest e sogna Mosca da Finanza&Mercati del 14-01-2009 «Il mercato
italiano della gioielleria non subirà una flessione delle vendite. Siamo però
preoccupati dal prevedibile calo che avremo negli Usa, il nostro mercato di
riferimento». Marco Bicego, patron del gruppo di gioielleria veneta che durante
VicenzaOro, la fiera dedicata alla gioielleria italiana (che terminerà domenica
prossima), dà un quadro sull'andamento della griffe vicentina. Nel 2008 il gruppo
ha registrato un fatturato di circa 35 milioni di euro e per quest'anno il
manager si attende, nonostante la flessione del mercato statunitense, vendite
praticamente in linea. «Stiamo fronteggiando la crisi- puntualizza Bicego -
entrando in mercati vergini e con poca concorrenza». Ne è un esempio
l'apertura, di qualche giorno fa, a Budapest di un monomarca. «Entrare in
questo mercato- spiega il manager- è una scommessa per noi. Stiamo lavorando su
altre aperture, come ad esempio a Mosca, e che potrebbero concretizzarsi entro
quest'anno». Una strategia che consentirà al gruppo quest'anno di compensare la
flessione degli Usa e chiudere con vendite in linea con lo scorso anno.
Prosegue dunque per il gruppo veneto l'espansione internazionale che
rappresenta il 75% del giro d'affari complessivo e dove i Paesi arabi contano
oltre il 5% dei ricavi. Ad oggi il brand è presente con 270
punti vendita in Italia,
( da "Unita, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Tutti i politici di
ferro Un secolo attraversato insieme I grandi vecchi della politica
internazionale che sono ancora sulla scena o l'hanno lasciata da poco. Un
elenco non breve, da Dom Mintoff alla regina Elisabetta, da Bush senior a
Helmut Kohl, il più «giovane», è del '30. Alcuni inossidabili protagonisti del
'900 potrebbero, se mai ne dovessero aver il desiderio, chiamare oggi al
telefono Giulio Andreotti, uno di loro, per fare al senatore a vita gli auguri
di buon compleanno, nel caso non gli avessero già mandato un biglietto o, i più
tecnologici, una mail. Uno sguardo a ritroso. E se molti non ci sono più, si ha
la sorpresa che non sono pochi i grandi vecchi, ma anche le gentili signore
"old style" che hanno incrociato i passi del Divo nello svolgimento
delle loro autorevoli carriere. Più lunghe, più brevi. Guadagnate a suon di
voti o per discendenza. Sempre tali da segnare la storia, non solo del loro
Paese. Negli anni attorno al 1919, nel '16, quindi più vecchio di tre anni del
senatore Andreotti nasceva Dom Mintoff, il premier maltese, soprannominato per
i suoi studi "l'architetto" che a fasi alterne restò sulla scena fino
al 1998. Il più giovane dei "colleghi" del decennio andreottiano è
Helmut Kohl, il gigantesco cancelliere tedesco, classe
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-01-14 - pag: 8 autore: EFFETTO PETROLIO Negli Stati
Uniti cala il deficit commerciale Il calo delle quotazioni del petrolio ha
aiutato gli Stati Uniti a recuperare terreno sul fronte del deficit commerciale
che è sceso a novembre a 40,4 miliardi di dollari, il livello più basso degli
ultimi cinque anni, cioè dal novembre 2003. La contrazione del 29%, la più
consistente da 12 anni a questa parte, è stata determinata dal crollo record
delle importazioni, dovuto alla discesa dei prezzi del greggio. Il dato,
diffuso dal dipartimento al Commercio, ha visto il deficit scendere dai 56,7
miliardi (dato rivisto) di ottobre. Gli Usa hanno acquistato il 12% in meno di
beni e servizi dall'estero, portando le importazioni a 183,2 miliardi di
dollari, il livello più basso da tre anni. Anche le
importazioni dalla Cina hanno registrato un calo record, facendo scendere il deficit con
Pechino a 23,1 miliardi di dollari. Il rallentamento dell'economia mondiale ha
portato anche una contrazione dell'export, per il quarto mese consecutivo. La
domanda di beni e servizi statunitensi è scesa del 5,8% a 142,8 miliardi di
dollari, mentre gli acquisti stranieri di automobili sono stati i più
bassi dall'ottobre 2006.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-01-14 - pag: 11 autore: Congiuntura. A dicembre calo
del 2,8% La recessione globale frena l'export cinese Luca Vinciguerra SHANGHAI.
Dal nostro corrispondente La crisi globale presenta il conto anche al made in
China. A dicembre, le esportazioni sono ammontate a 111 miliardi di dollari, in
calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si tratta
della peggiore performance degli ultimi dieci anni. Tuttavia, dopo l'improvvisa
inversione di tendenza di novembre (-2,2%), per dicembre gli osservatori
avevano messo in conto una contrazione maggiore (-5,3%). «Non è stato un mese
così disastroso come ci aspettavamo», ha commentato Qing Wang, di Morgan Stanley.
Il disastro, però, è arrivato sul fronte delle importazioni precipitate del
21,3% annuo, a 72 miliardi di dollari. L'idea che la domanda domestica cinese
potesse bilanciare il vuoto della domanda internazionale si è rivelata dunque
una chimera. Anche il calo dell'import è effetto della recessione globale.
Vedendosi costretta a ridurre la pressione sulla propria macchina
manifatturiera, la Cina ha comprato
sui mercati meno materie prime; inoltre, per effetto della forte riduzione dei
prezzi del petrolio, ha speso meno. D'altro canto, le aziende cinesi hanno
continuato a ridurre le scorte in previsione di una contrazione dei mercati
internazionali, come dimostra la flessione delle importazioni di semilavorati e
beni strumentali. A dicembre il surplus commerciale è rimasto in alta
quota: 39 miliardi di dollari, che per l'intero 2008 spingono l'avanzo al
record storico di 295 miliardi di dollari, 33 miliardi in più rispetto all'anno
precedente. I settori più colpiti dalla paralisi del commercio mondiale sono quelli
che hanno fatto la fortuna del made in China: la manifattura leggera, oltre ai
macchinari industriali e all'elettronica (che rappresenta un terzo delle
esportazioni). L'area più colpita è l'Asia. A dicembre i flussi commerciali con
gli altri paesi della regione sono diminuiti di più rispetto a quelli con le
altre aree del mondo. Il mese scorso, le importazioni dagli Stati Uniti sono
aumentate del 6,5% su base annua, mentre quelle dai Paesi asiatici sono scese
tra il 30 e il 40 per cento. In attesa che il piano di stimolo all'economia da
600 miliardi di dollari inizi a far sentire i suoi effetti, a Pechino non resta
che continuare a scommettere sulla politica monetaria. Negli ultimi tre mesi
del 2008, la People's Bank of China ha ridotto ben cinque volte i tassi
d'interesse. Ma non è finita: secondo alcuni osservatori, prima del Capodanno
Cinese, che inizierà alla fine della settimana prossima, la Banca centrale
potrebbe tagliare il costo del denaro di altri 54 punti base. ganawar@gmail.com
EFFETTO CRISI è la peggiore flessione in dieci anni e le difficoltà economiche
si traducono in una forte riduzione anche dell'import, sceso del 21,3%
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-01-14 - pag: 22 autore: Made
in Italy. L'Ice ha approvato le linee guida 2009 - Al via anche la
riorganizzazione dell'ente Piano anti-crisi per l'export In arrivo 185 milioni
per la promozione delle aziende all'estero Nicoletta Picchio ROMA Un piano di
promozione da 185 milioni di euro, tra soldi pubblici, cofinanziamento di
imprese su singoli progetti, piano per il made in Italy. Una somma superiore ai
179 del 2008. Iniziative concentrate su alcuni Paesi dove si avvertirà prima la
ripresa: Usa, Russia, ma anche India, Brasile e Cina. «è un piano anti crisi, rivisto alla luce della crisi
internazionale», ha detto Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico,
con responsabilità per il commercio estero. Ieri il consiglio di
amministrazione dell'Ice ha approvato le linee guida dell'attività di
quest'anno,insieme ad una riorganizzazione dell'Istituto, di cui è
presidente Umberto Vattani, che prevede la nascita di nuovi dipartimenti. Tra
reti dell'Ice,che ha 115 sedi all'estero, e le ambasciate, per il 2009 ci sono
1.589 iniziative proposte, in 111 settori, per un budget richiesto di 127,5
milioni di euro, in 96 Paesi. Se si guardano i settori, la maggior parte delle
azioni riguardano la meccanica (455 per 35 milioni di euro), la moda e tempo
libero ( 282 iniziative, 26,5 milioni di euro), seguiti da casa e ufficio (193
iniziative, 22,7 milioni di euro), agroalimentare (235 iniziative, 20,5 milioni
di euro), per concludere, tra gli altri, con la formazione manageriale, (28
iniziative, 1 milione di euro). E, novità annunciata da Urso, l'Ice aiuterà le
imprese a reagire alla crisi con sconti fino al 50% sui servizi personalizzati
a pagamento. Si punta a concentrare settori e mercati: tra i primi 10 mercati
di investimento una cresciuta consistente riguarda la Russia, che ha un budget
assegnato di 7 milioni di euro, superiore rispetto ai 4,7 del 2008. Al secondo
posto gli Stati Uniti: 4,9 milioni di euro, in flessione rispetto ai 5,6 del
2008, ma che salgono a 15 se si aggiungono i 10 milioni della campagna
straordinaria di promozione del made in Italy stanziati nell'anno scorso ma
operativi ora. è stato deciso un aumento dei soldi per la promozione in
Giappone, da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: JOB 24 data: 2009-01-14 - pag: 28 autore: Con i master sulle Pmi più
stranieri al Politecnico Se è vero che la diretta conseguenza del credit crunch
sui diplomati delle Business School del prossimo anno sarà una maggiore
diversificazione del settore professionale di scelta, in molti sono pronti a
scommettere che i settori tradizionalmente meno popolari tra gli Mba
diventeranno presto il nuovo terreno di conquista. Ed è forse questo il motivo
della crescita di appeal delle proposte formative del Mip, la Business School
del Politecnico di Milano, che da qualche anno a questa parte sta registrando
un numero sempre maggiore di studenti stranieri. Nato nel 1979 dallo sforzo
congiunto di Eni, Pirelli e Fiat e dell'Ateneo milanese (che ne detiene il
controllo con il 51% del capitale sociale, mentre il 49% è nelle mani di 17
società principalmente italiane o sussidiarie di multinazionali come Acer di
Taiwan e la britannica Accenture), il Mip ha infatti saputo costruirsi una nicchia
di specializzazione sul mondo, tutto italiano, della piccola e media impresa:
«Gli studenti esteri che provengono in particolare dagli
Stati Uniti e dalla Cina- spiega Gianluca Spina, docente di management e rettore del Mip
vogliono conoscere la realtà e il modello di lavoro delle piccole aziende
italiane, dei distretti industriali e delle case di moda». Ma sono soprattutto
i numeri a confermare la teoria: quest'anno, infatti, dei 75 iscritti al
programma full-time dell'Mba (della durata di due anni, costo 28mila
euro, mentre il totale delle iscrizioni ha superato le 600 unità), 50 sono
infatti stranieri, di cui una buona percentuale proviene dai cosiddetti Paesi
emergenti, interessati a conoscere "the italian way of business". M.
D. B.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2009-01-14 - pag: 42 autore: Fibre. è la Cina al centro degli interrogativi sulla seconda parte dell'annata La
cautela domina le vendite di lana Non è cambiato molto, lo scenario del mercato
laniero australiano, dopo la lunga sosta natalizia. La conclusione della prima
parte dell'annata 2008-09 era in graduale flessione e la tendenza è stata
confermata ieri alla ripresa delle aste, che hanno visto l'indice
eastern calare a 7,58 dollari australiani per kg clean. La pausa prolungata
delle vendite e gli altalenanti movimenti della valuta locale non hanno quindi
fornito un impulso alle quotazioni, pur confermando che a "tenere"
meglio sono le lane di qualità migliore, situazione che si verifica anche nei
settori a valle, quelli di filati e semilavorati. C'è però qualche motivata
previsione di prezzi più solidi per l'immediato futuro, secondol'agente laniero
biellese Stefano Rolando. Infatti lungo la filiera si tende a mantenere
piuttosto bassi i livelli di magazzino, mentre nei mercati all'origine si
profilano previsioni produttive che potrebbero indurre a maggiori acquisti
cautelativi. L'imminente stima sulla tosa australiana dell'annata in corso
rischia di non superare i 380 milioni di kg, un quantitativo che collocherebbe
la produzione 2008-09 ai minimi degli ultimi 80-85 anni. Gli interrogativi
principali però potrebbero essere altri e riguardare in particolare il volume
degli acquisti cinesi prima e dopo le feste per il nuovo Anno Lunare, che
tradizionalmente blocca molte attività commerciali per almeno una settimana.
L'anno del Bue inizierà il 26 gennaio e i fornitori di lana grezza e di filati
confidano che sia di buon auspicio per le loro vendite. La speranza riguarda
anche il rispetto dei contratti, che qualche cliente asiatico, nei momenti di
difficoltà dell'economia, come quelli attuali, tende a trascurare, lasciando la
merce nei porti senza pagarla e senza ritirarla. R. C.
( da "AmericaOggi Online" del 14-01-2009)
Argomenti: Cina
Senato. Hillary dura
con Hamas, "apre" all'Iran. Audizione davanti alla Commissione Esteri
di Alessandra Baldini 14-01-2009 WASHINGTON. Linea dura con Hamas finché non
riconosce Israele ma un nuovo approccio con Teheran per evitare lo spettro di
un Iran nucleare. L'America da sola non può risolvere i problemi del mondo ma
gli Stati Uniti di Barack Obama possono tornare ad essere leader globali
attraverso un mix di smart power', di diplomazia e di difesa: lo ha detto
Hillary Clinton che ieri ha mosso i primi passi in Senato verso la conferma a
segretario di Stato. "Smart Power, potenza intelligente, è l'intera gamma
degli strumenti a nostra disposizione. Con lo smart power la diplomazia sarà all'avanguardia
della politica estera", ha detto Hillary secondo cui la politica estera
deve essere basata "su un matrimonio di principi e pragmatismo, non su una
rigida ideologia". Citando il poeta latino Terenzio sulla "diplomazia
degli uomini saggi" che "si applica anche alle donne", l'ex
First Lady e senatrice di New York si era seduta al tavolo dei testimoni in un
aula gremita: alle sue spalle la figlia Chelsea, non il marito Bill, la cui
fondazione ha attirato gli strali dei repubblicani della Commissione. "E'
una complicazione che dovrà essere affrontata con massima trasparenza', ha
detto Richard Lugar, il più alto in rango tra i membri dell'opposizione
chiedendo una totale rinuncia da parte dell'ex presidente ad ogni contributo
proveniente dall'estero. Secondo John Kerry, il nuovo presidente della
Commissione Esteri ed ex candidato presidenziale nel 2004, la ratifica della
collega al timone della diplomazia Usa dovrebbe essere scontata. Il voto in
Commissione potrebbe arrivare già domani e, se positivo come è previsto,
Hillary potrebbe diventare la terza donna segretario di Stato (dopo Madeleine
Albright e Condoleezza Rice) in tempo per l'Inauguration il 20 gennaio.
Medioriente, Iran, Iraq, Corea del Nord, terrorismo,
effetto serra, non-proliferazione, rapporti con Cina e Russia e
con l'Europa : Hillary è stata categorica su no al dialogo con Hamas fintanto
che il gruppo radicale palestinese non rinuncia alla violenza e riconosce
Israele. Più vaga invece, rispondendo alle domande dei senatori, sull'Iran.
"Stiamo studiando una gamma di opzioni. Non vogliamo che niente di quello
che dico oggi colga i nostri amici e alleati di sorpresa", ha detto sulla
possibilità di un dialogo diretto e l'apertura di una sezione di interessi a
con Teheran. In nome della continuità con l'amministrazione Bush la senatrice
ha detto che "nessuna opzione verrà tolta dal tavolo" anche se dopo
il 20 gennaio si cercherà di tentare un approccio "nuovo e diverso"
per impedire che l'Iran diventi una potenza atomica. Quanto all'Iraq e al
ritiro delle forze Usa, arriverà entro il 2011 "nel contesto dell'accordo
di sicurezza" firmato recentemente dall'amministrazione Bush. Alcune delle
truppe saranno spostate in Afghanistan, una nazione che la Clinton ha definito
la maggiore priorita' del presidente eletto". Grande attenzione anche ai
rapporti con Cina e Russia sui temi del terrorismo,
della non-proliferazione (rinegoziare quanto prima con Mosca il trattato
Start-1 sulle armi strategiche che scade a fine anno) e della riforma dei
mercati. Quanto all'Europa, l'America di Hillary (e di Obama) "tenderà la
mano attraverso l'Atlantico ai leader di Francia, Germania e Gran Bretagna e ad
altri, comprese specialmente le nuove democrazie".
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 21 - Economia
Il caso della Iris non fa scuola: chi ha puntato sull´alta qualità uscirà più
forte dalla recessione Anche la piastrella sente la crisi ma il sistema non è
al collasso è necessario continuare a credere nelle piccole e medie imprese Il
distretto di Sassuolo regge proprio perché è stato capace di investire GIORGIO
E ROMANO PRODI Caro direttore,abbiamo letto con molto interesse l´articolo di
Edmondo Berselli sulla messa in liquidazione delle ceramiche Iris, una chiusura
di una impresa importante che viene letta come la crisi di un intero settore e
addirittura di un intero modello produttivo. Dato che complessivamente, abbiamo
studiato questo settore per quasi due generazioni, ci permettiamo di portare
avanti qualche osservazione. Il settore ceramico italiano ha affrontato in
passato altri pesanti momenti di crisi e si è trovato di fronte a sempre nuovi
concorrenti, prima la Spagna, poi la Turchia e il Brasile, infine
la Cina. La crisi di oggi è forse la più grave da quando il distretto
ceramico esiste. Tuttavia se ci voltiamo indietro a guardare il passato ci
accorgiamo che le nostre imprese hanno sempre trovato la forza e le idee per
reagire cambiando i prodotti, il modo di produrre e la struttura stessa delle
imprese. è sicuramente vero che il settore ceramico sta affrontando un
periodo particolarmente difficile anche perché esso si trova non solo ad
operare in una crisi di portata generale ma anche perché, essendo il settore
ceramico profondamente legato all´andamento dell´edilizia, si trova vicino al
punto di maggior sofferenza dell´intero sistema economico. Tuttavia, pur in
questo quadro a tinte fosche, la lettura dei dati più recenti indica che la
ceramica italiana, anche se con una produzione in forte calo, sta reggendo
meglio alla crisi dei suoi principali concorrenti mondiali, primi fra tutti gli
spagnoli. Il distretto di Sassuolo regge proprio perché negli anni passati è
stato capace di investire sia in tecnologie sia nel presidio dei mercati.
Sostanzialmente Italia e Spagna producono quantità comparabili di piastrelle.
L´Italia ne esporta quasi il 70%, mentre la Spagna solo 1/3. Ovviamente vendere
su mercati lontani è più difficile e costoso che vendere sul mercato domestico
ma i nostri produttori hanno affrontato da tempo questa sfida. Il distretto
ceramico italiano, inoltre, si è in questi anni silenziosamente
internazionalizzato, tanto che oggi circa il 20% della produzione delle imprese
italiane avviene in paesi stranieri come Francia, Portogallo, Russia, Stati
Uniti. In questi anni le imprese italiane hanno inoltre investito in nuove
tecnologie, spingendo l´automazione, presentando nuovi prodotti sempre diversi
per design, spessori, etc. Tutto questo fa si che oggi esse riescono a spuntare
sui mercati mondiali prezzi sensibilmente più alti rispetto ai concorrenti,
circa il 30% in più rispetto alla Spagna e il doppio rispetto a Messico e Cina. Pur in un momento difficilissimo, le vendite italiane
negli Stati Uniti sono calate sensibilmente di meno rispetto a quelle spagnole.
Infine, e questo è un aspetto di fondamentale importanza, il distretto di
Sassuolo non produce solo piastrelle ma è leader mondiale nelle tecnologie per
la produzione delle piastrelle. Certo si può dire che così Sassuolo ha creato
concorrenza a se stessa ma, se non lo avessero fatto le nostre imprese, altri
avrebbero sviluppato queste tecnologie e oggi saremmo in una posizione molto
più debole. Fatte queste osservazioni sul passato e sul presente, pensiamo al
futuro. Le nostre riflessioni ci spingono a pensare che sia assai probabile che,
da questa crisi, esca un settore con livelli produttivi un poco più bassi di
quelli attuali, con un numero inferiore d´imprese ma probabilmente con una
qualità del prodotto ancora più elevata. Ci potranno essere altri fallimenti
specialmente di imprese che meno hanno investito in questi anni ma, ad oggi,
non ci sono segnali di un collasso del distretto. Anzi, è bene sottolineare che
nel prodotto di alta qualità potremo e dovremo uscire relativamente più forti
da questa crisi. Per raggiungere questi obbiettivi non basta l´agire delle
imprese: occorre un´azione forte e coordinata delle istituzioni pubbliche,
delle banche e delle forze sociali. è poi necessario che il sistema bancario
continui a credere in questo settore e nella manifattura in generale restituendo
almeno un po´ della fiducia che i governi hanno dato alle banche stesse in
questi momenti di difficoltà. è necessario in generale continuare a credere ed
investire in un modello di sviluppo che necessariamente parte da quello
esistente e quindi dalle Piccole e Medie Imprese e soprattutto dalle reti di
Pmi che devono essere messe sempre più in grado di integrarsi nella economia
globale. è necessario credere nella manifattura, soprattutto oggi che viene e
riscoperta anche dai paesi che, come gli Stati Uniti, l´avevano negli ultimi
anni abbandonata, abbagliati dai profitti finanziari. Nessuno può dire che cosa
potrebbe accadere se la crisi dovesse trasformarsi in una grande depressione,
ma questo vale per tutte le industrie, dall´automotive alle banche dalla
farmaceutica all´informatica e per tutti i paesi. Oggi vi è l´angoscia di chi
ha perso lavoro in modo inaspettato ma vi sono anche le condizioni perché
l´industria possa continuare a produrre ricchezza per il nostro paese.
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 27 - Commenti
INTERNET TRA SICUREZZA E NORMALIZZAZIONE STEFANO RODOTà Chi stabilisce le
regole della democrazia planetaria? Quali poteri si dividono il governo del
mondo? Queste domande possono sembrare eccessive. In realtà riflettono problemi
concreti e inquietudini sul futuro di cui si discute intensamente nelle più
diverse sedi internazionali, e sarebbe opportuno che qualche eco giungesse
anche nel povero cortile italiano. Stanno cambiando volto i diritti delle
persone e il rapporto tra tecnologia e democrazia, si fa più acuto il conflitto
tra eguaglianza e esclusione, libertà antiche e nuove sono sfidate da mille
prepotenze. Per la prima volta nell´Internet Governance Forum dell´Onu,
svoltosi nel dicembre scorso a Hyderabad, la maggioranza delle sessioni è stata
dedicata al tema dei diritti, monopolizzando quasi l´attenzione degli
intervenuti. è il segno d´una maturità raggiunta o d´una crescente
preoccupazione? Forse la vera ragione di questo mutato atteggiamento va cercata
nella consapevolezza ormai diffusa dell´insostenibilità di un "ordine
privato del mondo", affidato alla sola logica del mercato, accompagnato
dal rafforzarsi di un ordine "securitario" e da inquietanti presenze
della sovranità nazionale. Tutti fenomeni unificati da un dichiarato disprezzo
per ogni controllo, da una deliberata eclisse dei diritti. La forza delle cose,
con gli effetti devastanti della crisi economica e finanziaria, ha messo in
discussione una ideologia, ha posto fine ad un´epoca in cui l´unica parola
d´ordine era "deregolazione". E´ crollata un´intera architettura
planetaria, s´invocano regole dove prima si pretendeva che i privati avessero
le mani completamente libere. Stiamo così assistendo ad un singolare ritorno
del diritto, come spesso accade nei tempi di transizione. Era avvenuto
all´indomani della caduta del Muro di Berlino, quando si pensava appunto che un
condiviso sistema di regole dovesse prendere il posto dell´ "equilibrio
del terrore" (e si è detto, poi, che il disordine della Russia
post-sovietica, e il suo esito autoritario, sono derivati proprio dall´aver
affidato tutto alle pure dinamiche di mercato, senza preoccuparsi di una
adeguata costruzione istituzionale). Oggi la questione è di nuovo all´ordine
del giorno. Ma che cosa dev´essere regolato, e come? Se il mondo dell´economia
e della finanza è stato pervertito dal fatto che non si negoziava più
"all´ombra della legge", pesantissimo invece è stato l´intervento
degli Stati con norme repressive delle libertà individuali e collettive,
giustificate con l´argomento, o il pretesto, della lotta al terrorismo e alla
criminalità. Identico, però, il risultato. Sacrificio dei diritti, poteri fuori
controllo, uso spregiudicato della dimensione globale. Se le operazioni
speculative percorrevano il mondo e si delocalizzavano selvaggiamente le
imprese, la stessa tecnica è stata utilizzata per il ricorso alla tortura, con
la "delocalizzazione" delle persone da Stati che si proclamavano
esportatori di democrazia a Stati che accettavano il ruolo di torturatori, i
veri "Stati canaglia" del nostro tempo. Se l´ordine interno e internazionale
dev´essere riportato alla regola della democrazia, del rispetto dei diritti e
del controllo d´ogni forma di potere, questo deve avvenire in ogni caso. I
diritti non sono divisibili, non possiamo vivere in un mondo in cui si
ripristina un po´ di legalità nell´ordine economico e si continua ad accettare
la compressione delle libertà civili, anche perché vi sono intrecci che non
possono essere sciolti se non si agisce su tutti e due i versanti. Leggiamo le
conclusioni di un recentissimo rapporto commissionato dal Consiglio d´Europa.
Dopo aver sottolineato che spesso il riferimento al terrorismo è solo una
"giaculatoria" di comodo, si rileva che "in troppi casi le leggi
e le azioni politiche adottate sono sproporzionate e sono state usate in
maniera abusiva, non per tutelare la sicurezza pubblica, ma piuttosto gli
interessi politici dei governi. Gli organismi internazionali hanno messo a
punto strumenti non equilibrati e che non garantiscono adeguatamente i diritti
fondamentali. E ciò è dovuto, almeno in parte, al fatto che i peggiori governi
sono stati i più convinti sostenitori di una espansione di questi strumenti
internazionali per giustificare i loro abusi interni". Il rapporto è in
buona parte dedicato alle limitazioni della libertà di espressione, e consente
di cogliere bene gli intrecci tra compressione di diritti fondamentali e
interessi di mercato. Il caso più clamoroso è quello delle grandi società di
Internet - Google, Microsoft, Yahoo - che accettano richieste censorie da parte
di Stati autoritari giustificandosi con il fatto che, altrimenti, si vedrebbero
precluso l´accesso a mercati che, come quello cinese soprattutto, sono
economicamente importantissimi. Nasce così una censura di mercato, il governo
del mondo digitale viene assoggettato ad una inquietante mezzadria che ha come
protagonisti grandi imprese e Stati autoritari, in un perverso intreccio tra
globale e locale. Così, la Cina chiede che
cada il velo dell´anonimato per rintracciare un giornalista che aveva mandato
negli Stati Uniti una notizia "sgradita" al regime, Yahoo lo fa, il
giornalista viene arrestato e condannato a dieci anni di carcere; Google
gestisce i rapporti con Stati sovrani come la Turchia o la Tailandia,
che chiedono la rimozione da YouTube di video "sgraditi". Al di là
dei singoli episodi, si coglie così, con nettezza, il modo in cui si sta
strutturando la vera "catena di comando" del sistema planetario della
comunicazione, che ha uno dei suoi più importanti terminali a Mountain View, in
California, nella sede di Google, dove si decidono le sorti della libertà
d´espressione, stabilendo anche regole più restrittive per
"pubblicare" alcune categorie di video su YouTube. Sono temi di
questi giorni, con le polemiche sull´uso di YouTube da parte dei fans dei
mafiosi e del personale di un ospedale di Torino. "Google è un
giudice?", si è chiesto il New York Times, e questa domanda è rimbalzata a
Parigi nella conferenza internazionale sulla libertà d´espressione promossa dal
Governo francese e dall´Agenzia europea per i diritti fondamentali. La risposta
è nelle cose. Google si presenta come il "decisore globale finale" in
materie che riguardano libertà e diritti, esercita un potere non soggetto a
alcun controllo, che suscita serie inquietudini, tanto che un gruppo di
parlamentari democratici e repubblicani ha presentato al Congresso americano
una proposta, il Global Online Freedom Act, per obbligare tutte le società
operanti su Internet a comunicare ad un nuovo ufficio del Dipartimento di Stato
tutti i casi in cui hanno "filtrato" materiali su richiesta di Stati
esteri. Si cerca così di creare almeno una situazione di trasparenza, di
bilanciare con una regola istituzionale un potere altrimenti incontrollabile,
di cominciare a spostare qualche parte del governo del mondo in sedi
democraticamente responsabili. E´ significativo che queste vicende si
intreccino con le celebrazioni di YouTube come strumento chiave della nuova
democrazia, come un mezzo che ha contribuito in modo significativo alla
vittoria di Obama, creando una nuova sfera pubblica, più aperta e libera dai
condizionamenti ai quali sono soggetti i media tradizionali. Qui si coglie una
contraddizione, che apre un problema ineludibile: si possono affidare i luoghi
e i mezzi di una democrazia in trasformazione soltanto alle logiche
imprenditoriali e alle volontà di governi non democratici? E´ vero che i grandi
attori di Internet, Google in primo luogo, si mostrano consapevoli di questa
realtà e propongono codici di autoregolamentazione per fornire qualche
garanzia. Ma si sta pure avverando una facile previsione. Sotto la pressione di
richieste di sicurezza e di interessi economici, Internet perde
progressivamente la sua natura di spazio libero, il maggiore che l´umanità
abbia conosciuto, e si avvia ad essere uno spazio "normalizzato", dove
sia ridotto al minimo il rischio di imbattersi in opinioni dissenzienti,
sgradite ai diversi poteri o ritenute dannose da chi è preoccupato soprattutto
del fatturato pubblicitario e dell´incentivo ai consumi. E´ una partita ancora
aperta. Anche qui è tempo di regole, e il vecchio slogan "giù le mani da
Internet", in cui si manifestava la fiducia in una irriducibile natura
libertaria della rete, oggi deve fare i conti con la realtà di un mondo globale
di cui Internet è la grande metafora e dove è in atto un visibilissimo scontro
di poteri. Servono regole "costituzionali", dunque di garanzia della
libertà, secondo lo schema di un Internet Bill of Rights, nato da una
intuizione italiana che si è poi diffusa, ha avviato un processo al quale
partecipano diversi soggetti, si svolge a diversi livelli, e può così
valorizzare esperienze diverse, dalle "coalizioni" di cittadini alle
iniziative del Parlamento europeo e del Congresso americano, fino ad una
attenzione dell´Onu che si spera sempre più intensa. Le prove di un governo
democratico del mondo passano anche attraverso l´attenzione per questi problemi
e queste esperienze, tutt´altro che settoriali. E´ prematuro parlare di
modelli, e soprattutto serve il radicarsi di una adeguata cultura politica. E,
allora, una domanda finale. Sarebbe possibile, nell´Italia mitridatizzata, una
reazione dell´opinione pubblica simile a quella che, in Francia, ha obbligato
Sarkozy a rinunciare ad un progetto di schedatura di tutti coloro che hanno un
ruolo in campo politico, sindacale, economico, religioso?
( da "Unita, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Industria a picco emergenza
per l'auto Il via libera arriva anche dall'Ocse: la Bce può tagliare i tassi.
Perché il peggio della crisi «deve ancora arrivare». Soprattutto per l'Italia,
alle prese con una recessione «grave», certificata anche dal crollo
dell'industria. Rispetto a un anno fa, rstano a galla solo tessile e
abbigliamento. Per il resto, è ancora una volta la cronaca di un disastro
annunciato, quella di cui parlano i dati Istat sulla produzione industriale di
novembre: -12,3% su novembre 2007, il dato peggiore dal 1991, -2,3% rispetto ad
un ottobre già recessivo. E il centro studi di Confindustria prevede per
dicembre un'ulteriore frenata, nell'ordine del 10%, con contraccolpi immediati
sul pil. Dati previsti, dati assestati. Del resto, sono ormai oltre 1.200 le aziende
in cassa integrazione straordinaria, circa 10mila quelle in ordinaria (con la
cigo aumentata del 525% nel mese di dicembre), e questi sono solo i dati
ufficiali. Che si intrecciano con quelli, anch'essi affatto confortanti,
forniti dall'Ocse, l'organizzazione parigina che si occupa dei paesi
industrializzati: il peggio deve ancora venire, avverte Parigi. Inutile farsi
illusioni sulla gravità della crisi, «la peggiore dalla Grande Depressione», e
tantomeno sui tempi di recupero, perchè «per tornare alla crescita a pieno
regime bisognerà attendere almeno la fine del 2010». Un 2009 appena iniziato e
che già si annuncia da dimenticare, insomma. Sperando nell'anno che verrà;
sempre che vengano varati immediatamente i piani di rilancio necessari che, se
si aspetterà troppo, risulteranno inutili e anzi dannosi ai conti pubblici. Tra
questi anche i sostegni all'auto, il settore più disastrato, che a livello
europeo verranno valutati già domani e, più approfonditamente, settimana
prossima. In parallelo e, visto il netto ridimensionamento dell'inflazione in
tutta la zona euro, l'Ocse si attende che già oggi la Bce tagli di nuovo i
tassi sul costo del denaro. Una misura ritenuta necessaria ma, ovviamente, non
sufficiente. La Bce taglia i tassi Oggi si riunisce il consiglio direttivo
della Bce, e i tassi sono previsti in flessione (per il quarto mese
consecutivo) di mezzo punto percentuale al 2%, il che significherebbe ai minimi
dal 2003. E siamo a soli 20 giorni dal prossimo consiglio Bce del 5 febbraio. I
tassi, in ogni caso, potrebbero scendere sotto l'1% in primavera, quando
l'inflazione dovrebbe fare un tuffo sotto zero per poi riemergere. Per l'Italia
l'allarme dell'Ocse vale doppio. L'organizzazione ci assegna (ex aequo con il
Portogallo) la maglia nera per la crescita economica tra i Paesi dell'Eurozona,
dato che nel periodo 2003-2007 la crescita media del pil italiano non ha
superato l'1%, contro il 2% della zona euro. I conti pubblici, inoltre,
risultano esposti al debito a breve. Nel frattempo, ci dice l'Istat, crollano
tutti i settori principali dell'industria, dai beni strumentali (-12,5%) a
quelli intermedi (-12%), persino l'energia (-10,2%) e i beni di consumo
(-4,2%). Rispetto a un anno fa, flessioni a due cifre per i mezzi di trasporto
(-22,3%), la lavorazione dei minerali (-13,9%), la gomma e le materie plastiche
(-13,8%) e l'estrazione dei minerali (-13,4%). L'unica variazione positiva (o
meglio, piatta) rispetto al novembre 2007 si segnala per il tessile e
abbigliamento (+0,5%). Sostegni europei A picco soprattutto la produzione degli
autoveicoli. Il dato grezzo di novembre segna un calo tendenziale del 46,4%,
ridotto al 42,8% considerando gli effetti del calendario. Di un eventuale
sostegno al settore si discuterà domani nella riunione dei ministri dell'industria
europei. Poi, la prossima settimana, un incontro tra Italia, Francia e Germania
entrerà nel dettaglio. Perchè anche il governo italiano se n'è accorto: se gli
Stati Uniti dovessero varare provvedimenti molto vantaggiosi per il settore,
l'Unione europea non potrà restare a guardare, sostiene il ministro Claudio
Scajola (Sviluppo), trincerandosi dietro all'Europa. Del
resto persino la Cina, al pari degli Usa, di Francia e Germania, ha deciso di aiutare
l'auto in crisi, con un iniziale stanziamento di eco-incentivi per un totale di
5 miliardi di yuan, l'equivalente di 732 milioni di dollari. LA.MA. MILANO
lmatteucci@unita.it
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2009-01-15 - pag: 1 autore: La Cina sorpassa la Germania e diventa la terza potenza economica La Cina diventa la terza potenza economica mondiale scalzando la
Germania, per effetto della revisione (+13% ) del Pil nel 2007 (nella foto,il
premier Wen Jiabao all'ultimo vertice a Pechino con il cancelliere tedesco
Angela Merkel). Vinciguerra u pagina 8 REUTERS l'articolo prosegue in
altra pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-01-15 - pag: 8 autore: La corsa
di Pechino Pil, la Cina toglie a Berlino il 3Ú posto Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal
nostro corrispondente L a Cina scavalca la Germania e diventa
la terza potenza economica del mondo. Il sorpasso è avvenuto grazie a una
revisione al rialzo dei dati macroeconomici del 2007. Secondo quanto
annunciato ieri dall'ufficio statistico di Pechino, il Pil 2007 è stato pari a
3.380 miliardi di dollari, contro 3.320 miliardi (utilizzando un cambio medio)
realizzato dalla Germania. Dopo il sorpasso dell'Italia e dell'Inghilterra,
quello di Bonn era nell'aria,e la correzione della performance economica cinese
nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2009-01-15 - pag: 41 autore: Calzature. Efibanca socio
di minoranza De Fonseca passa ad Avm Group MILANO Avm Group si aggiudica la
quota di maggioranza di De Fonseca, società di Torino nel portafoglio del fondo
di Efibanca Palladio Finanziaria dal 2004. Le parti avrebbero già trovato la
quadratura del cerchio e a breve dovrebbero firmare l'accordo, subordinato al
finanziamento dell'operazione a cui sta lavorando Eidos Partners, società di
advisory pura particolarmente attiva nel settore della consulenza per il
mercato del debito, con un mandato congiunto delle parti. Il mandato congiunto
è giustificato dal fatto che Efibanca non uscirà completamente
dall'azionariato, ma resterà con una quota di minoranza qualificata perché crede
ci siano ancora margini di sviluppo per l'azienda, secondo quanto riferiscono
fonti vicine all'operazione. L'accordo di principio tra i fondi è stato
trovato. La leva finanziaria della transazione non sarà certo quella dei deal
del 2007, ma comunque l'acquisizione avverrà a debito tra i 40 e i 60 milioni.
Ora l'advisor sta contattando alcune banche italiane per organizzare il
finanziamento. Fra le interpellate dovrebbero esserci Unicredit, Bnl e Efibanca
stessa, già finanziatrici dell'acquisto del 2004, oltre a Intesa Sanpaolo, che
è la banca vicina a De Fonseca e che quindi potrebbe essere interessata a
seguire anche il financing dell'operazione. Tra febbraio e marzo è atteso il
closing finanziario. Attualmente l'azionariato vede il fondo di Efibanca Palladio
Finanziaria con una quota dell'82%, Efibanca con una partecipazione del 15% e
il management al 3% circa. De Fonseca, che opera nel settore delle calzature e
della pantofoleria, ha chiuso il 2008 con un fatturato di circa 60 milioni e un
margine operativo lordo di 13 milioni. Il gruppo, la cui produzione è di fatto
realizzata interamente in Cina, in Italia
opera solo nel commerciale con la vendita di circa 15 milioni di pantofole su
un mercato di 30 milioni. Il venditore è assistito in qualità di advisor
dell'operazione da Dvr Capital, la boutique fondata da Carlo Daveri. Mo.D. LO
SCENARIO L'advisor sta organizzando il finanziamento con le banche perché
l'operazione tra febbraio e marzo veda il closing finanziario
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: STILI E TENDENZE data: 2009-01-15 - pag: 24 autore: GRUPPI STORICI Più
retail per Inghirami Nel 2009 altri 30 negozi A d andare controcorrente ci è
abituato. «Prevedo un 2009 molto buono», annuncia sorridendo Giovanni
Inghirami, presidente del gruppo Inghirami, sede a Sansepolcro (Arezzo) e
stabilimenti sparsi in Italia, Cina (è stato tra i primi ad aprire in Oriente una fabbrica di abiti,
nel 1994), Ungheria, Bulgaria e Francia. Inghirami è uno dei pochi gruppi
italiani che presidia ancora l'intera filiera del tessile-abbigliamento, con
2.700 dipendenti di cui un migliaio in Italia e un fatturato 2008 vicino ai 200
milioni. Negli ultimi anni ha ristrutturato la divisione tessile (che
conta aziende storiche come Duca Visconti di Modrone) e ampliato i marchi di
abbigliamento (Ingram, SanRemo, Reporter, Fabio Inghirami e, da poche settimane,
la licenza di produzione e distribuzione con opzione sull'acquisto delle
camicie Robert Friedman). E ora punta a innalzare il target di prodotto e
ampliare la rete italiana di punti vendita a marchio Ingram, Fabio Inghirami e
Reporter. I monomarca del gruppo Inghirami, oggi 40 di cui 30 diretti,
saliranno a 70 già quest'anno (sono in programma aperture a Viareggio, Ravenna,
Lecco, Senigallia) e a 130-140 entro il 2010, con l'obiettivo di toccare quota
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM ( MACEF ) data: 2009-01-15 - pag: 30 autore: INFORMAZIONE
PUBBLICITARIA In fieramilano, dal 16 al 19 gennaio, la 86esima edizione con
oltre 2.100 aziende, di cui il 24% estere e soprattutto europee, con forte
presenza di Spagna, Francia e Germania. Ma non mancano neppure gli espositori
extra-europei, in particolare quelli asiatici Macef 2009,un "focus"
per sostenere l'innovazione nel mondo della casa I l focus di una mostra b2b
dedicata al mondo della casa, come Macef, è sull'innovazione. Perché è proprio
l'innovazione - di prodotto, di processo, di materiali - la strada obbligata
che le aziende hanno a disposizione per conservare e conquistare i mercati. E
questo anche e soprattutto nella delicata fase attraversata oggi dai consumi
finali, che soffrono di certo del ridotto potere d'acquisto delle famiglie, ma
anche di un'evidente "mancanza di stimoli", comprensibile in società
mature e ricche come sono quelle occidentali del terzo millennio. Macef, che è
sempre stata mostra d'affari, cioè un palcoscenico per incontri di business, ha
oggi l'ulteriore compito di diventare attore principale della filiera.
Incentivando questo aspetto e costruendo percorsi attraverso i quali le aziende
siano incoraggiate a produrre e proporre il nuovo, nonché il mondo della
distribuzione trovi nuove ragioni di interesse e di stimolo. Bene, Macef
declina questa "mission" attraverso numerose iniziative, cinque delle
quali ben riassumono il senso di questa strategia. Si parte da Macef Lab, un
evento che non è ospitato in un luogo fisico, ma è parte integrante del
percorso espositivo di Macef. Le aziende presenti in questo percorso (sono 57,
selezionate dalla società specializzata knownet e disposte nei padiglioni 1/3,
5/7 e 12) sono evidenziate da un totem segnaletico ideato e realizzato dallo
studio dell'architetto Massimo Malacrida, promosse tramite una brochure
distribuita ai visitatori in tutte le reception. Tutte queste aziende
"hanno qualche cosa da dire" al visitatore d'affari e quindi al mondo
della distribuzione in quanto a processi di lavorazione, materiali usati, anche
applicazioni nuove e originali di prodotti tradizionali. Nella stessa direzione
viaggia l'area-evento Creazioni, organizzata al padiglione 1 con la
collaborazione del Consorzio Artex, Centro per l'Artigianato Artistico e
Tradizionale della Toscana. è stata pensata per dare spazio a quelle non poche
aziende della tradizione artigianale capaci di piccole serie di oggetti
caratterizzati da un elevato grado di creatività e di maestria. Questo scenario
è tipico della realtà produttiva italiana, composta da un grandissimo numero di
aziende piccole, quando non piccolissime, che talvolta non hanno molte
possibilità di sviluppare politiche commerciali a vasto raggio. Ma che tuttavia
sono portatrici di una "qualità" che il mondo riconosce e invidia al
modo di produrre italiano, innestato proprio su antiche tradizioni vecchie di
secoli. Ancora nel padiglione 1 si trova l'evento Percorsi di innovazione,
mostra dei prodotti realizzati attraverso il progetto, con lo stesso nome, in
funzione presso il buyer's Club di Macef da due edizioni. Consiste in incontri
riservati fra aziende (in genere piccole e medie) e buyer internazionali, cui
le prime presentano i loro prototipi, allo scopo di ottenerne una sorta di
validazione commerciale attraverso considerazioni, suggerimenti e stimoli per
rendere il prodotto finito più "vendibile". Nel padiglione 6 è
collocato poi l'evento "Keramos", organizzato da Artex in
collaborazione con AICC, Associazione Italiana Città della Ceramica,
finalizzato alla promozione di una delle risorse produttive più brillanti
dell'Italia industriale. Pure questa è un'attività a cavallo fra artigianato e
industria, legata a un tradizionale punto di forza di Macef. Il Macef Design
Award Massimo Martini completa la carrellata delle iniziative che hanno per
tema l'innovazione. Il concorso online è organizzato con il supporto del sito
specializzato www.designboom.com e riservato ai giovani progettisti di tutto il
mondo. Sono ben 3.566 i progetti iscritti da 89 Paesi (dopo l'Italia, con 348
progetti, le adesioni provengono da Usa, Cina, India,
Francia Corea, Spagna e Polonia). Il settore-chiave di quest'anno è l'Argento e
il claim del concorso è "Beyond silver". Le slide dei progetti
selezionati - la giuria è composta da Irene Bulgari, Francesco Illy, Paolo
Moroni, Aldo Cibic, Nello Martini e Luca Trazzi - sono esposte al padiglione
10, nella Casa dell'Argento, nell'ambito del Salone Mondiale degli
Argenti. Macef Primavera 2009, Salone Internazionale della Casa, si svolgerà
dal 16 al 19 gennaio in fieramilano. è l'86° di una serie iniziata nel 1964
(quando la mostra milanese aveva cadenza annuale), in concomitanza e in
sinergia con Festivity, Salone degli addobbi natalizi, delle decorazioni per le
feste, del gioco, del giocattolo e del Carnevale (che però apre i battenti un
giorno prima, il 15 gennaio). Un giorno di preapertura anche in Macef: giovedì
15 per il solo settore del Regalo (padiglioni 14-18) i cui espositori hanno
richiesto, per il rilevante volume di affari e di contatti, la possibilità di
poter operare su cinque giorni. In tutto le aziende presenti in fiera dal 16 al
19 gennaio sono oltre 2.100, su una superficie di 125mila metri quadrati netti.
Importante e significativa, come al solito, la presenza di espositori esteri,
valutabile intorno al 24% del totale. Prevalgono le provenienze europee, in
particolare Spagna, Francia e Germania, ma non mancano espositori
extra-europei, soprattutto asiatici.
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 23 - Economia
Global market Il "sacrificio" di Bnp-Paribas per conquistare il
gruppo Fortis Bnp-Paribas è pronta a rivedere le proprie ambizioni e ad
abbandonare le attività assicurative di Fortis pur di superare l´opposizione
dei piccoli azionisti olandesi e belgi all´operazione varata mesi fa. Secondo
il quotidiano La Tribune, i francesi devono trovare una soluzione rapidamente,
non più tardi delle assemblee degli azionisti, in programma l´11 e il 13
febbraio. In sostanza, Bnp Paribas farà tutto il possibile per condurre in
porto l´integrazione delle attività bancarie di Fortis, magari sacrificando le
sue ambizioni nel comparto assicurativo. Beaudoin Prot starebbe studiando due
diverse ipotesi. La prima sarebbe quella di lasciare le attività assicurative
in Fortis Holding, soddisfacendo così i piccoli azionisti (che hanno sempre
ritenuto troppo basso il prezzo pagato per questo ramo). In cambio, però, i
francesi chiederebbero un accordo industriale che garantisca a Fortis Banque la
distribuzione dei prodotti assicurativi. La seconda ipotesi, preferita da Prot,
sarebbe la seguente: Bnp Paribas rileverebbe solo il 51% di Fortis Holding,
lasciando il resto agli azionisti belgi e olandesi. In questo caso, i francesi
risparmierebbero anche una parte della cifra in contanti (5,7 miliardi) messa
sul tavolo per comprare Fortis. Giampiero Martinotti
[pechino corre ai ripari] La Cina vara una manovra di aiuti
statali mirata a sostenere due settori in crisi, l´industria automobilistica e
la siderurgia. Per le automobili il governo di Pechino ha deciso di ridurre al
5% l´Iva sulle vetture inferiori a 1.600 cc di cilindrata; uno stimolo
aggiuntivo viene offerto agli abitanti delle regioni rurali con 5 miliardi di
yuan (650 milioni di euro) di incentivi offerti a chi acquisterà vetture di
piccola cilindrata. Altri 10 miliardi di yuan vengono messi a disposizione
delle case automobilistiche nazionali per finanziare l´innovazione tecnologica
e lo sviluppo di motori ibridi o che utilizzino biocarburanti. Per far fronte
alla caduta della domanda di acciaio il governo cinese ha vietato ogni aumento
di capacità produttiva nell´industria siderurgica; inoltre saranno offerti
sgravi fiscali all´export con l´obiettivo di «mantenere le quote di mercato
mondiali» dei gruppi siderurgici cinesi. Da quando ha risentito i primi contraccolpi
della recessione americana ed europea la Repubblica Popolare ha deciso una
manovra complessiva pari a 584 miliardi di dollari per sostenere la crescita.
Gli aiuti all´auto e alla siderurgia figurano tra i primi tasselli di quella
manovra ad entrare in vigore. Tra i colossi siderurgici cinesi il gruppo
Baosgan Iron & Steel Co. potrebbe annunciare a marzo la prima perdita
trimestrale della sua storia. Federico Rampini
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Pagina 6 - Interni
Bossi: "Non c´è intesa sulla giustizia" e i sindaci leghisti attaccano
Roma Berlusconi prova a ricucire con Fini: "è tutto a posto" GIANLUCA
LUZI ROMA - «Non c´è nessuna fibrillazione nella maggioranza e nel governo, su
nessun argomento. E non è vero che è stato un voto sofferto: non c´è mai stato
uno scarto così alto». Incassata la fiducia della Camera sul decreto anticrisi
con 327 sì, 252 contrari e due astenuti, il presidente del Consiglio si ferma
nel Transatlantico di Montecitorio per assicurare che il centrodestra scoppia
di salute: nessun dissapore con Fini che il giorno prima aveva strapazzato il
ministro Vito per la motivazione con cui aveva chiesto la fiducia. Nessun
disaccordo con Bossi sulla giustizia, né tantomeno con An sul congresso del
Pdl. Insomma «abbiamo riso e scherzato su tutto: c´è un clima positivo e
d´altronde vedendo l´opposizione nelle condizioni in cui si trova, perché non
dovremmo essere allegri?». Con il suo ottimismo sparso a piene mani, Berlusconi
copre una tensione palpabile nel centrodestra, non solo fra le due componenti
che danno vita al Pdl, ma anche fra Lega e An. Sullo sfondo c´è lo scontro che
contrappone il Nord in prevalenza leghista al resto del centrodestra che guarda
a Roma e al Sud. Da qui la protesta dei sindaci del Nord contro il «privilegio»
concesso a Roma di derogare dal patto di stabilità. «E´ una evidente
autorizzazione morale a tenere lo stesso comportamento - annunciano per
protesta i sindaci nordisti della Lega - per tutti i sindaci che hanno ben
gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini».
Ma i sudisti rispondo con 72 firme in calce a una lettera in cui lamentano che
«tutto è stato dimenticato» nella politica economica del nordista Tremonti e
che il governo deve avere «una politica più forte verso il Sud». Preso in
mezzo, Berlusconi cerca di mediare. Ma è sulla giustizia che le scintille
possono trasformarsi in un incendio. Poche frasi, ma indicative. Dice Bossi:
«La riforma? Bisogna chiedere a Berlusconi perché per adesso non abbiamo fatto
nessun accordo». Peccato che poco dopo il premier abbia dato una versione
diversa: non solo «mi risulta che ci siano larghe condivisioni da parte
dell´opposizione per la nostra riforma», ma con la Lega «non mi risulta che ci
siano punti in discussione». Anzi, uno ce n´è: sui graffitari. «C´è un articolo
del codice che condanna alla galera fino a un anno chi imbratta i muri, ma lui,
Bossi, dice che i muri sono i libri del popolo». E qui il Cavaliere piazza una
delle sue solite battute politicamente scorrette: «Io gli ho detto che in tutto
il mondo i muri sono puliti, anche in Cina. E lui scherzando mi ha risposto che è perché sono alti così...
« portando la mano all´altezza della vita. Quindi a partire dal 23 gennaio «nel
giro di due-tre consigli dei ministri ritengo di poter presentare la riforma
complessiva». Se il fronte della giustizia avrà modo di scaldarsi nelle
prossime settimane, quello dei rapporti fra An e Lega sono già roventi.
«Fini ha difficoltà di giovinezza» ironizza Bossi che incalza: «Il problema non
sono i vertici, perché i partiti funzionano. Basta solo che i dirigenti vadano
a cena insieme» come quasi ogni lunedì ad Arcore. «Il problema - insiste il
capo leghista - è la base, perché in An c´è gente che ha lavorato una vita e
l´ha sacrificata a un partito ed è difficile andare d´accordo». Parole che
vanno di traverso al ministro La Russa, reggente di An: «Chiedo un po´ di
decenza, dico a Bossi di non esagerare nella competizione per catturare le
basi. Noi non lo facciamo con la Lega». Il clima è questo, e Berlusconi per
spegnere ogni polemica ricopre di elogi Fini, con cui però da tempo non parla a
quattr´occhi e non sente dagli auguri telefonici di Natale. «Fini ha un ruolo
istituzionale e lo interpreta come un ruolo non partigiano. Quindi ha ritenuto
che fosse suo dovere difendere alcune prerogative del Parlamento. Chapeau,
punto e basta. Chapeau, veramente», elogia Berlusconi. Il congresso del Pdl in
programma a Roma si avvicina fra dichiarazioni polemiche. «Si terrà il 27
marzo», assicura perentorio Berlusconi. Ma La Russa, che ha riferito a Fini
dopo il suo incontro alla Camera con il premier, non è così sicuro: «La data
non è ancora definita, vuoi per motivi logistici, vuoi soprattutto perché,
quando sarà decisa, ci sarà l´indizione ufficiale del Congresso che ancora non
c´è stata».
( da "Famiglia Cristiana" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
a cura di Alberto
Bobbio foto AP SPECIALE TRAGEDIE DIMENTICATE TRA VIOLENZA, MISERIA E CALAMITÀ
"Nell?occhio del ciclone!: il III Rapporto Caritas/Famiglia Cristiana/Il
Regno. In molte, troppe parti del mondo, ma soprattutto nel Sud del Pianeta, si
combatte e si muore per le guerre, alcune delle quali in corso da parecchi
decenni, si soffrono le conseguenze di terribili calamità naturali, si
patiscono sistematiche violazioni dei diritti umani, si subisce l?arroganza di
dittature odiose o gli attentati delle bande della criminalità organizzata. E
davanti a tutto questo noi occidentali, in particolare noi italiani, come
reagiamo? Cosa ne sappiamo? Poco o niente, dice il III Rapporto sui conflitti
dimenticati, promosso dalla Caritas Italiana in collaborazione con Famiglia
Cristiana e il mensile delle Edizioni Dehoniane Il Regno, pubblicato dal Mulino.
Quest?anno la ricerca si intitola Nell?occhio del ciclone e indaga sui legami
tra conflitti, povertà, degrado ambientale e calamità naturali. Un libro
importante, che aiuta a conoscere fatti che i mass media italiani e
internazionali troppo spesso ignorano. Si intitola Nell?occhio del ciclone il
III Rapporto sui conflitti dimenticati, promosso dalla Caritas Italiana in
collaborazione con Famiglia Cristiana e il mensile delle Edizioni Dehoniane Il
Regno. Pubblicato dal Mulino e in libreria in questi giorni, in 300 pagine
delinea come si intrecciano sempre di più disastri naturali, violenza e guerra,
e come i media tendono a dimenticare non solo i conflitti che scoppiano nelle
aree più povere, ma l?attenzione ai disastri. Frutto di una ricerca alla quale hanno
collaborato studiosi di diverse università italiane e straniere, il Rapporto
prende in considerazione gli anni dal 2004 al 2007 e un groviglio di miseria
che mette insieme conflitti, violazioni di diritti umani, fame, malattie,
genocidi e catastrofi, che definisce "emergenze umanitarie
complesse". È il professor Gianni Rufini, dell?Università di York in
Irlanda, che nel primo capitolo delinea la questione e spiega la difficoltà
della "responsabilità di proteggere"; concetto evocato anche da
Benedetto XVI nel suo discorso all?Onu l?anno scorso, da parte delle grandi Ong
e degli Stati. Un soldato americano sulle montagne dell?Afghanistan. Siamo di
fronte a irresponsabilità che aumentano il degrado ambientale, e i cambiamenti
climatici non gestiti possono influire sull?insorgere di nuovi conflitti armati
o sulla continuazione di quelli esistenti. Solo in due casi i disastri
ambientali e la loro cura hanno favorito la soluzione di conflitti cronici
preesistenti: il terremoto del 1999 nella regione turca di Marmara, che
mobilitò gli aiuti della Grecia, segnando una collaborazione tra Atene e Ankara
fino ad allora inedita, e lo tsunami nella regione indonesiana di Aceh, che ha
favorito l?accordo di pace tra i ribelli e il Governo di Giakarta. La nebbia
dell?informazione All?opposto va collocata la situazione dello Sri Lanka, dove
l?onda dello tsunami, nonostante la gran massa di aiuti arrivata nell?isola, ha
aggravato la guerra tra i ribelli tamil e il Governo di Colombo. Così è
diventato sempre più difficile distinguere tra rifugiati e sfollati ambientali,
e rifugiati e sfollati a causa della guerra. Dalla ricerca risulta che i
conflitti sono diminuiti, ma sono aumentate le emergenze per le catastrofi
naturali. Eppure, sia sui conflitti sia sui disastri, è calata la nebbia
dell?informazione e la dimenticanza dell?opinione pubblica. Il sondaggio dell
Swg contenuto nella ricerca, già anticipato a luglio da Famiglia Cristiana,
dice che il 20 per cento degli italiani non è in grado di indicare nemmeno un
conflitto nei tre anni presi in considerazione. Hanno rimosso addirittura le
guerre in Irak, in Medio Oriente e in Afghanistan. Mentre tra i disastri
ricordano lo tsunami, ma hanno difficoltà a rammentare il devastante terremoto
in Cina dell?anno scorso e l?uragano Katrina negli
Usa, per non parlare del terremoto in Pakistan, che nel
( da "Avvenire" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
POLITICA 15-01-2009
ECONOMIA E POLITICA il fatto Molti lavoratori dell'industria lasciano le città
in cui si fa sentire il calo degli ordinativi esteri e la flessione del
comparto edilizio per rientrare nelle regioni rurali. Dove le condizioni sono
ancora difficili, aggravate adesso da inquinamento e penuria di terreni fertili
La crisi cinese Aziende chiuse e disoccupazione Cresce la protesta. Allarme
sociale DI BERNARDO CERVELLERA Q uest'anno le vacanze per il Capodanno cinese
sono cominciate molto prima del consueto. A pochi mesi dalle Olimpiadi, pensate
come celebrazione della superba grandezza della nazione, le stazioni
ferroviarie e i terminal degli autobus si sono riempiti di contadini che a milioni
lasciano le città, dove erano giunti anni fa in cerca di lavoro, per passare le
feste con i familiari. Ma questa volta non torneranno indietro, perché sono
stati licenziati e addirittura lasciati per mesi senza salario. Il miracolo
economico che ha impressionato il mondo intero almeno per loro si è trasformato
in un grande fallimento. Per la prima volta dagli anni '90, la locomotiva
cinese perde colpi. Dopo decenni di crescita economica al 10% (il
( da "Avvenire" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
POLITICA 15-01-
( da "Avvenire" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
POLITICA 15-01-2009
IL DISSENSO Scoppia il caso di «Carta 08»: cittadini per la democrazia E il
regime ferma i promotori I l 2008 doveva essere l'anno
fortunato della Cina, segnato dalle Olimpiadi di Pechino. Invece, il massacro dei
tibetani, il terremoto del Sichuan e l'inizio della crisi hanno trasformato,
per alcuni aspetti, il
( da "AprileOnline.info" del 15-01-2009)
Argomenti: Cina
Aiuti made in
Portugal S.S., 15 gennaio 2009, 13:46 Il piccolo Paese che si affaccia
sull'Atlantico vanta una notevole tradizione di aiuti umanitari attraverso le
sue ong impegnate soprattutto in campo medico, come la AMI che rappresenta un
caso unico nel panorama europeo Fondata il 5/12/1984 l'Assistencia Medica
Internacional (AMI) é una organizzazione senza precedenti nella storia della
medicina umanitaria portoghese. Le missioni condotte in piÚ di cinquanta Stati
- con il contributo di oltre cinquencento volontari inviati in quelle zone in
cui le popolazioni non hanno accesso ai piÚ elementari misure sanitarie - fanno
della AMI un caso unico. Il fondatore dell'organizzazione, il dottor Fernando
Nobre, nasce in Angola nel 1951 e a quindici anni si trasferisce in Belgio per
continuare gli studi. A Bruxelles si laurea in medicina, specializzandosi in
Chirurgia Generale. Nel 1977 entra nel movimento Medici Senza Frontiere, passo
che si rivelÓ decisivo per la creazione dell'AMI. Infatti la partecipazione a
missioni umanitarie di assistenza a popolazioni abbandonate ad un triste
destino fatto di fame e conflitti armati, non lascia Fernando Nobre
indifferente. Sette anni piÚ tardi fonda l'AMI, la prima organizzazione di
questo genere in Portogallo. I Medici del Mondo sezione del Portogallo
(MdMPortugal) sono una organizzazione non governativa (ong) di aiuto umanitario
e cooperazione allo sviluppo che esiste dal 1999. "Lottiamo contro tutte
le malattie, ed anche contro le ingiustizie..." mi dice uno di loro, che
vuole rimanere anonimo, ricordadomi che questo é il loro motto. In Portogallo
possono contare ora su oltre duecento volontari. Presenti in varie zone del
mondo, hanno missioni in Africa (Mozambico, SÃo Tome e PrÍncipe e Guinea Bissau),
nell'area della prevenzione e cura delle persone infettate dall'AIDS. A Timor
Est si occupano di promozione e assistenza sanitaria materna e infantile. L'AMI
e il MdMPortugal sono solo due esempi di volontariato organizzato con
l'obiettivo di dotare i piÚ poveri di assistenza medica e di infrastrutture.
Albert Schweitzer, il grande premio Nobel per la medicina del 1952, è stato ed
é ancora oggi il piÚ grande ispiratore di Fernando Nobre, che attribuisce a
questo grande medico tedesco il merito di essere stato il precursore della
medicina umanitaria nel mondo con le prime missioni sanitarie sviluppate a
Lambarené in Gabon. Le ONG internazionali di aiuti umanitari sono presenti
nelle zone piÚ povere del mondo, laddove i governi non arrivano o non vogliono
arrivare, e nelle cui zone rurali non ci sono ospedali, medici e medicine. La
corruzione che alberga in queste societÁ impedisce che l'aiuto economico, fatto
dai cittadini del "mondo ricco" arrivi a sua destinazione. Molto di
questo aiuto, infatti, vine deviato da reti organizzate e finirÁ per rimanere
altrove, dove sarà convertito in preziosa mercanzia, il cui destino sarÁ la
vendita nel mercato nero. Molti suggeriscono che l'industria farmaceutica, una
delle piÚ potenti del mondo,possa abdicare ad una parte dei suoi lucri e
fornire medicine a queste popolazioni. Da oltre trent'anni Fernando Nobre
viaggia senza sosta nei paesi in via di sviluppo. Afganistan,
Algeria, Cina, Honduras e Iraq sono gli ultimi Stati che ha visitato come AMI.
Con un'agenda piena di accordi, il leader della ONG passa poco tempo in
Portogallo. Le decine di viaggi che fa ogni anno nelle diverse zone del mondo
fanno di Fernando Nobre un nomade della medicina umanitaria. Al di lÁ
dello sforzo fÍsico, per lui aiutare é un piacere tanto grande come ritornare
in Africa, in special modo in Angola.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2009-01-16 - pag: 1 autore: I numeri, la prudenza e le
terapie di Orazio Carabini I l meno 2% previsto dalla Banca d'Italia per il Pil
2009 può colpire ma non è sorprendente. Anche gli altri centri di ricerca,
ufficiali e privati, nelle prossime settimane presenteranno all'opinione
pubblica risultati simili. Lo stesso JeanClaude Trichet, spiegando i motivi del
ribasso dei tassi d'interesse al minimo storico per l'Eurozona, ha annunciato
che le previsioni di marzo saranno «significativamente peggiori » delle
precedenti. Il ministro Giulio Tremonti ha ragione a sostenere che «siamo in
terra incognita». L'incertezza, come ripete spesso la Banca d'Italia nel suo
Bollettino, è forte e il quadro potrebbe cambiare in peggio ma anche in meglio
se, per esempio, il pacchetto di Barack Obama fosse in grado di rovesciare
magicamente le aspettative. Le simulazioni econometriche però non sono esercizi
di astrologia. Nè, purtroppo, semplici congetture. Se la produzione industriale
precipita, se la Germania ragiona su una diminuzione del Pil 2009 che tende al
3%, se gli Stati Uniti viaggiano tra il -2 e il -3%, se la Cina e l'India faticano a mantenere una crescita del 6 e del 5%, come
sorprendersi se il modello della Banca centrale prevede un -2% per l'Italia?
Più che una previsione è un calcolo. Tutti si augurano, con il mini-stro, che a
fine anno quei numerisi rivelino errati o superati dagli eventi. Ma per
ora è questo lo scenario più verosimile che fa tornare alla mente la recessione
del 1975 quando il Pil diminuì del 2,1 per cento. Il problema vero è che cosa
può fare la politica economica per frenare l'avvitamento e innescare la
ripresa. La Bce, con la sua decisione di ieri, ha fatto quello che era giusto
fare. Trichet ha anche lasciato intendere che in marzo il tasso di riferimento
potrebbe scendere ancora. Peccato che Francoforte abbia perso qualche mese
inseguendo i fantasmi dell'inflazione, ma adesso la politica monetaria ha la
giusta intonazione. Continua u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2009-01-16 - pag: 1 autore: ... «IL» OGGI IN EDICOLA ...
Green Style: l'economia del vicino è sempre più verde di Walter Mariotti S e l'uomo
è una possibilità della natura allora anche gli atti che può compiere per
metterla in pericolo o per distruggerla fanno parte del progetto della natura.
O no? Riflettendo sul pensiero di Murray Bookchin, l'anarchico russoamericano
che negli anni 60 provocò l'estremismo ecologista con una originalissima
rilettura dell'economia e dei consumi, il quinto numero di IL, il magazine del
Sole 24 Ore in edicola oggi con il quotidiano, s'interroga sul futuro dell'uomo
e del suo pianeta, Gaia. Dalla California di Arnold
Scharzenegger, all'Europa, alla Cina, un reportage
sui protagonisti, le tendenze e gli scenari del Green Style. Qualcosa di più di
una rivoluzione economica e sociale. Un nuovo stile di pensiero e comportamento
individuale, estraneo tanto al pauperismo ambientale che all'apocalisse
ecologica prossima ventura. Servizio u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-16 - pag: 14 autore: Il valore
della piastrella Mi riferisco agli articoli apparsi sul caso Iris di Sassuolo.
L'imprenditore imputa la chiusura a una serie di cause esterne e in particolare
alla concorrenza cinese. Questo atteggiamento è sbagliato e miope. La crescita di capacità produttiva da parte della Cina è nota da tempo. I veri problemi con la Cina, o con altre aree del mondo a basso costo della manodopera, sono
quelli legati alla contraffazione di prodotti o lo sfruttamento illegale di un
marchio e non la capacità produttiva. Molte aziende italiane vendono beni
uguali a quelli prodotti in aree a basso costo della manodopera, o
magari proprio quelli, facendoli pagare molto più cari solo e unicamente perché
con un marchio italiano. Questo è il metodo più semplice per avviare un'azienda
verso il declino e, purtroppo e ancor più grave, svilire l'immagine del made in
Italy, che deve essere considerato come il marchio che attesta che un bene è
stato prodotto in Italia e quindi ha un contenuto di know-how non riscontrabile
in altre parti del mondo. Le problematiche del distretto della ceramica sono
comuni a quelle di altri settori, che hanno saputo reagire in tempo aggiungendo
know- how ai prodotti e ai processi per alzare il livello di servizio al
mercato, perseguendo la strada dell'eccellenza del prodotto e del marchio.
Lorenzo Viglione Palazzo Canavese (TO) S ul Sole 24 Ore, Paolo Bricco ci ha
raccontato domenica scorsa che il distretto della piastrella si dà tutt'altro
che per vinto.E ieri,su Repubblica, tornando a un tema che gli è caro, Romano
Prodi, assieme a Giorgio Prodi,ha sostenuto la stessa tesi.La piastrella
italiana assume così il valore di simbolo della posta in gioco nella
globalizzazione, soprattutto in tempi di crisi: battere la concorrenza al
ribasso dei prezzi col rialzo costante della qualità e dell'innovazione. Come
dimostra l'andamento dell'export, le imprese italiane si misurano ormai da
anni, con risultati ammirevoli, su questa sfida. Non è facile, però, spiegarla
a chi già la sta pagando con la perdita del posto di lavoro. Perciò occorre che
lo Stato faccia bene il suo mestiere, mettendo le imprese nelle condizioni per
competere sempre meglio; e predisponendo reti sempre più
efficientieflessibilidiwelfare. • In metrò a Milano Tutti i giorni utilizzo la
Metropolitana Milanese per recarmi al lavoro. In questi ultimi anni ho
registrato un notevole peggioramento delle condizioni di viaggio. Stazioni
trascuratee sporche. Carrozze obsoletee maleodoranti. Inoltre, durante gli
orari di punta, la frequenza delle corse è insufficiente rispetto al
fabbisogno, costringendoi passeggeri a viaggiare inscatolati come sardine. In
questo modo crescono gli episodi di maleducazione e insofferenza tra gli
utenti. Cito, infine, i continui guasti tecnici e i problemi di sicurezza che
riguardano anchei mezzi di superficie (scontri tra automezzi, deragliamenti,
eccetera). Conclusione: alcuni dirigenti, dopo aver male operato in ambito del
trasporto nazionale, continuano, coerentemente coni propri limiti, a male
operare in ambito del trasporto locale. Vito Romaniello e-mail Il caso Villari
Tutti contro Riccardo Villari. Maggioranza e opposizione "invitano"
il presidente di Vigilanza Rai a dimettersi, ma lui non molla. E poi perché
dovrebbe farlo, e per giunta senza avere nulla in cambio? Del resto lì ce lo
hanno messo loro in attesa di tempi migliori. Che pasticcio! In questo Paese i
burocrati di Stato saltano da una poltrona all'altra indipendentemente dalle
loro capacità professionali ma solo grazie alla loro amicizie politiche, e per
di più con liquidazioni principesche: perché Villari dovrebbe fare un'eccezione
alla "regola"? Non lamentiamoci però se poi lo Stato fa acqua da
tutte le parti! La politica ha toppato ancora una volta e non ha neanche il
buon gusto di ammetterlo. Lettera firmata
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-16 - pag: 19 autore: MERCATO IN
AFFANNO Cina, sostegni agli automezzi più ecologici Il Consiglio di Stato cinese
ha adottato le prime misure di rilancio del settore auto che erano state
preannunciate in dicembre. Il pacchetto, del valore di 15 miliardi di yuan
(oltre due miliardi di dollari) prevede finanziamenti pari a 10 miliardi per le
case automobilistiche che si impegnano a modernizzare le loro linee di
produzione e a produrre e sviluppare veicoli alimentati con energie
alternative. Inoltre, da marzo, partirà un premio rottamazione, limitato alle
aree rurali, per gli agricoltori che decideranno di sostituire i loro mezzi più
obsoleti. è stata anche confermata la riduzione dal 10 al 5% della tassa di
circolazione per le vetture di cilindrata uguale o inferiore ai 1.600 cc. Nei
prossimi giorni sono previsti altri annunci di provvedimenti a favore dei
settori petrolchimico, tessile e navale.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-01-16 - pag: 34 autore: Moody's pronta a
rivedere al ribasso il rating di alcuni fra i principali istituti sudcoreani
Mitsubishi Ufj svaluta per 3,2 miliardi$ Stefano Carrer TOKYO. Dal nostro
inviato Anche le banche asiatiche continuano a dare dispiaceri agli
investitori, risentendo in modo sempre più ampio della crisi generalizzata
dell'economia e dei mercati: il principale istituto di credito giapponese ha
annunciato nuove pesanti contabilizzazioni in perdita, mentre Moody's ha
minacciato ieri di abbassare il rating a una decina delle principali banche
sudcoreane. Mitsubishi Ufj Financial group ha reso noto che metterà a bilancio
una svalutazione di almeno 3,2 miliardi di dollari relativa al portafoglio
titoli delle due principali controllate bancarie, il cui valore si è contratto
negli ultimi mesi principalmente a causa del crollo della Borsa di Tokyo.
Alcuni analisti temono che il conto non sia quello finale, visto che altre
entità del conglomerato detengono partecipazioni in un mercato azionario che
negli ultimi tre mesi dell'anno scorso ha perso circa il 21 per cento e che
questa settimana è arretrato tornando ai livelli di metà dicembre. Mitsubishi
Ufj, che ha pagato 9 miliardi di dollari per una quota del 21% in Morgan
Stanley, ha già dovuto procedere sia a una revisione al ribasso delle stime
sugli utili sia a un aumento di capitale per un importo quasi simile in quanto
si è trovata poi in difficoltà a mantenere adeguati parametri di capitale. Un
trend comune a vari istituti di credito nipponici che, se pure esposti in modo
relativamente limitato verso titoli esteri complessi, pagano per una
esposizione verso i mercati azionari che non ha paragoni altrove, dato che
detengono ampie partecipazioni finanziarie in aziende con cui in genere hanno
rapporti di affari. Intanto Moody's Investors Service ha dato uno schiaffo ad
alcune delle principali banche sudcoreane – tra cui Kookmin, Shihan, Woori e
Hana bank – rendendo noto che potrebbe rivedere al ribasso il loro rating: la
motivazione è che esse dipendono in modo eccessivo dalle mosse del governo per
assicurarsi la valuta estera di cui hanno bisogno per rifinanziarsi. Le
autorità di Seul hanno intrapreso varie iniziative per allentare la carenza di
liquidità estera – compreso uno swap agreement con la Fed e un ampliamento di
schemi analoghi con Giappone e Cina – ma dimostrano in
prima persona un nervosismo poco rassicurante. Ne pare una dimostrazione il
recente arresto di un “blogger” con l'accusa di avere danneggiato l'economia
del Paese diffondendo false informazioni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2009-01-16 - pag: 35 autore: Hi-tech. Il Ceo Apple è il
primo socio di Topolino: ora è a rischio la presenza nel cda Il caso Jobs si
abbatte sul consiglio della Disney La Borsa teme che si incrini l'asse che lega
le due aziende Antonio Dini Il "problema Steve Jobs" contagia anche
Disney. Il co-fondatore e amministratore delegato di Apple, che in 11 anni ha
trasformato un'azienda sull'orlo del collasso in uno dei campioni di Wall
Street e del mondo hi-tech, ha annunciato mercoledì scorso di aver preso 6 mesi
di congedo per motivi medici dalla casa di Mac, iPod e iPhone. Ma i suoi legami
con il colosso dell'intrattenimento Walt Disney stanno cominciando a creare
problemi anche a quest'ultima. Steve Jobs è dal 2006 il più grande, singolo
azionista della Disney. Merito della vendita a Disney di Pixar, la società che
ha prodotto una dozzina di blockbuster del cinema, come «Toy Story», «Alla
ricerca di Nemo» e «Wall-E». A partire dal 1995 la società non quotata e a
maggioranza di Jobsha aiutato Disney a risollevare le sorti di una delle sue
divisioni in maggior crisi, vale a dire quella dei lungometraggi animati. Ma
sulla storia gravava il difficile rapporto tra Jobs e l'allora amministratore
delegato, altrettanto caparbio e carismatico: Michael Eisner. Osteggiato anche
dall'ultimo erede di Walt Disney, il nipote Roy, il litigioso Eisner non è mai
riuscito ad adattarsi alla scomoda presenza di Jobs, che voleva far partire una
strategia aggressiva per portare la Disney nel mondo della distribuzione in
formato digitale dei suoi film, cartoni animati e telefilm. Lo scontro di
personalità ha portato alla fine del 2005 all'uscita di scena di Eisner e alla
promozione a Ceo del presidente Bob Iger. Classe 1951, undici anni più giovane
di Eisner, Iger è stato pronto ad accettare la "proposta indecente"
di Jobs, comprando la Pixar per 8,06 miliardi di dollari, 2,81 dei quali sono
finiti sotto forma di azioni nelle tasche di Jobs, pari al 7,46% delle azioni
di Disney. Membro del consiglio d'ammi-nistrazione, Jobs è stato fin dal
principio un director molto particolare per l'azienda, spingendola, grazie alla
sua fitta rete di rapporti personali sia nel mondo della tecnologia che di
Hollywoode della musica, a cambiare radicalmente strategia. Disney è stata la
prima a sposare la filosofia del negozio di musica e film in formato digitale
iTunes store (sempre di Apple). La mossa, che le altre major hollywoodiane
hanno seguito solo successivamente, ha aperto la via al più corposo tentativo
dell'azienda di Burbank di dominare le incerte sorti della
sua attività cine-televisiva, schiacciata dalla pirateria in rete e dalla copia
selvaggia. Adesso, la musica cambia. L'uomo che Bob Iger sente tutte le
settimane per studiare di comune intesa la strategia della Disney, non
risponderà più al telefono per almeno sei mesi. Jobs, dopo aver
annunciato che non avrebbe presenziato l'annuale fiera del Macworld lo scorso 6
gennaio per via di una disfunzione ormonale, mercoledì ha scritto a dipendenti
e giornalisti per annunciare «sei mesi di congedo per motivi medici», legato
allo stato di salute peggiore del previsto. Subito, sono partite di nuovo le
voci di una recidiva del tumore al pancreas di cui si era operato nel 2004 e
che pareva definitivamente curato. Oppure, di una grave disfunzione ormonale
indotta dal tumore e dall'asportazione di parte o tutto il pancreas. Apple, che
non ha mai pubblicamente voluto rispondere alle domande sulla salute di Jobs,
adesso si trova costretta a fornire generiche rassicurazioni che hanno
penalizzato il titolo sia nell'after market di mercoledì (l'annuncio è stato
fatto a mercati chiusi) che le quotazioni di ieri. Il titolo ha segnato fino a
-5%. Ma anche Disney è coinvolta, tanto da perdere fino al 4% nella stessa
sessione. Burbank si trincera dietro a un «no comment» per chi chiede quali
ripercussioni possa avere il momentaneo o permanente allontanamento del suo
consigliere di amministrazione più importante sia per peso azionario che per
capacità strategiche. Forse ne parlerà Iger il 3 febbraio, al momento della
presentazione dei risultati finanziari. Per adesso, tutto è ancora sospeso. Nel
momento in cui Disney si trova a scommettere sul mondo digitale online insieme
al Dvd Blu-ray della concorrente Sony, i giochi non sono ancora fatti. Steve
Jobs avrebbe potuto guidare anche questo tratto della trasformazione,
individuandone le opportunità. Senza di lui, non è chiaro se Bob Iger da solo
sarà in grado di fare altrettanto. I dubbi sull'alleanza strategica con la
partecipata Walt Disney. Il fondatore di Apple Steve Jobs con il Ceo di Disney
Robert Iger BLOOMBERG
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2009-01-16 - pag: 38 autore: Preziosi. Il Gold
Survey del Gfms prevede un record storico per quest'anno «L'oro tornerà sopra
quota mille» Ieri il rafforzamento del dollaro ha fatto arretrare le quotazioni
dell'oro al fixing di Londra fino al minimo mensile di 810 $/zo, ma le
prospettive per l'anno appena iniziato sembrano ben più rosee. Lo sostiene
l'istituto di consulenza Gfms nell'aggiornamento del suo Gold Survey 2008:entro
fine giugno l'orotornerà sopra i mille dollari. Philip Klapwijk, direttore di
Gfms, presentando il rapporto, si spinge a ritenere che sarà toccata una punta
di 1.080 $, superiore al record storico di 1.030,80 $ registrato nel marzo
scorso. L'attesa rialzista si basa su una convinzione, quella che il panorama
economico vedrà presto un ribaltamento di alcuni dei suoi indicatori chiave:
secondo il Survey, gli stimoli fiscali di Washington indeboliranno il biglietto
verde ( che in questo scorcio di 2009 ha invece recuperato terreno) e porranno
le basi per una rincorsa dell'inflazione (che per il momento è frenata dal
basso livello del petrolio e dal rallentamento dei consumi). Nell'ultima parte
del 2008 la crisi finanziaria ha penalizzato le vendite di gioielli, mentre
contemporaneamente molti investitori hanno dovuto procedere a liquidazioni per
tamponare altre perdite. Questi realizzi potranno anche proseguire, dice il
rapporto, ma saranno più che compensati dal fattore dollaro e dal ritorno degli
acquisti di oro come bene rifugio. La fase di incertezza economica e i bassi
tassi d'interesse scoraggiano infatti altri tipi di investimento. è un fenomeno
già avvertibile al dettaglio, dove le più importanti monete auree a corso
legale stanno vantando un premio crescente rispetto al prezzo spot dell'oro
contenuto. La gioielleria invece rischia di continuare a soffrire: schiacciata
dai prezzi alti e dalla recessione, la domanda nel 2008 è scesa del 10,9%,
secondo Gfms, a 2.139 tonnellate complessive, minimo degli ultimi 19 anni. A
prosperare sono gli Etf, con il più noto, l'Spdr Gold Trust, che ha accantonato
quasi 791 tonnellate e si è consolidato al settimo posto tra i detentori di
riserve auree, davanti alla Banca del Giappone. Quanto
infine all'offerta,quella delle Banche centrali è calata, così come quella
delle miniere sudafricane: nella graduatoria mondiale dei produttori, Pretoria
ormai è scesa al terzo posto, sorpassata prima dalla Cina e ora anche
dagli Stati Uniti.
( da "Avvenire" del 16-01-2009)
Argomenti: Cina
MONDO 16-01-2009
Diritti umani, Mauro delegato dell'Osce STRASBURGO. Il vicepresidente del Parlamento
europea, Mario Mauro, è da oggi anche rappresentante personale della presidenza
dell'Osce per la lotta al razzismo, alla xenofobia e alla discriminazione, con
particolare riferimento alla discriminazione dei cristiani. La nomina,
annunciata ieri dalla presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (56 Stati membri), affida a Mauro un settore chiave dei
diritti umani, in un terzetto in cui il rabbino capo degli Stati Uniti Andrew
Backer e il diplomatico kazako Vyaceslav Gizzatov sono rappresentanti dell'Osce
rispettivamente per l'antisemitismo e l'islamofobia. «La nomina è motivo di
viva soddisfazione per l'Italia», ha commentato il ministro degli Esteri Franco
Frattini. La scelta è caduta su Mario Mauro si osserva in ambienti Ue per avere
nel terzetto un uomo politico e soprattutto per la sua attività in difesa della
libertà religiosa in un'istituzione europea di prestigio. Fin dall'arrivo a
Strasburgo nel 1999 Mauro è stato in prima fila nel sollevare questioni di quest'ordine,
calcolando tra l'altro che sui diritti umani nella seconda metà degli anni '