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T ARTICOLI DEL 11-12 novembre 2008 #TOP
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Articoli
Cina (37)
il made in italy va nello spazio quei satelliti nati sulla
tiburtina - alessandra paolini ( da "Repubblica, La"
del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: qui è la Cina dopo il terremoto. Le autorità del Paese ci avevano chiesto di capire se questa diga aveva retto al sisma e se quindi si potevano mandare i soccorsi», spiega l´ingegner Fagioli, responsabile del progetto, mentre mostra un´immagine che ritrae in bianco e nero una piccolissima porzione del globo visto dall´alto.
film d'autore e diritti umani - antonio tricomi (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: in collaborazione con il Festival de cine de derechos humanos di Buenos Aires e con le associazioni dei quartieri napoletani interessati. Si comincia oggi nella scuola media Russo II, comprensorio di Pianura e Soccavo, con il tema "Le nuove intolleranze". Alle 9.30 proiezioni e incontri con Prospero Bentivenga e Adelaide Di Nunzio, rispettivamente autori di "
Politiche fiscali coordinate (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Brown ha peraltro elogiato il pacchetto di stimolo da 600 miliardi varato dalla Cina, ha plaudito all'allentamento temporaneo delle regole del patto di stabilità della Ue, ha sottolineato l'importanza del pacchetto fiscale varato in Germania e ha detto che «lo stesso presidente americano eletto, Barak Obama, ha già manifestato l'intenzione di muoversi nella stessa direzione».
Il New Deal di Pechino (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: «Se cede anche la Cina, è la fine», è il refrain che circola da settimane nel mondo degli affari a New York, a Bruxelles, a Roma a Tokyo. Con questo maxi-piano, varato non casualmente proprio alla vigilia della riunione del G-20, la leadership cinese ha rassicurato anche gli scettici.
I provvedimenti cinesi danno ossigeno al petrolio (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: oltre che dalla Cina, anche dalle Borse azionarie e dai Paesi dell'Opec. Il punto più basso dei prezzi rappresenta anche il minimo da oltre un anno e mezzo, un campanello d'allarme scosso violentemente sia dalla caduta dei titoli General Motors, sia dal poco rassicurante bilancio trimestrale di Fannie Mae, sia infine dalla robusta iniezione di liquidità necessaria per Aig.
Trichet: in vista altri tagli dei tassi (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina. Dalla riunione deibanchieri centrali è emerso il consenso che l'azione di stimolo debba essere perseguita da tutti i Paesi che abbiano spazio di manovra nei loro conti pubblici. «Questo può aumentare la crescita e ridurre i rischi globali», ha detto Trichet, il quale ha ammonito però che un'azione di espansione fiscale da parte di quei Paesi che non hanno i conti in ordine
Wall Street, il piano-Aig non basta (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: iniezione di fiducia da 586 miliardi di dollari targata Cina ha permesso alle Borse asiatiche e a quelle europee di rialzare temporaneamente la testa e ai tassi interbancari di scendere ancora di un gradino. La maxi operazione, però,non è riuscita ad arginare la discesa di Wall Street che dopo essere partita in guadagno ha chiuso la seduta con il Nasdaq in calo dell'1,
Senza Titolo 2 (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Gli emendamenti varati a ottobrespiega ancora in una videointervista sul sito del Financial Times- servono ad allinearci agli Usa in una fase in cui non era possibile il contrario. Ma gli Ias/Ifrs sono e saranno sempre più i principi adottati non solo in Europa bensì, entro il 2011, anche da tutta l'Asia,India, Cina, Australia e Canada». BLOOMBERG
Ammortizzatori sociali per le Murge (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Italia è stata superata dalla Cina e ora rischia di esserlo anche dalla Polonia, come confermano i dati del 2007, che vedono il primato cinese con quasi il 29% del mercato, al secondo posto l'Italia con quasi il 16% e a seguire la Polonia con il 13 per cento. I dati della crisi si riflettono soprattutto sullo storico distretto del mobile imbottito dell'
Troppe regole tra Italia e Cina (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Troppe regole tra Italia e Cina» Cresce l'interscambio commerciale - Le imprese: un'economia in cui investire Rita Fatiguso MILANO «La Cina fa il suo mestiere, noi dobbiamo fare il nostro. Il problema non è la Cina, ma le troppe regole del nostro mercato europeo». Premesse tranchant, quelle del ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle prese con «
L'intervento. (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: habitué delle riunioni della Fondazione Italia-Cina, in prima fila anche in occasione della cerimonia di presentazione del nuovo ambasciatore cinese Sun Yuxi, poche settimane fa, tira il fiato e passa all'affondo. «Signor ministro, i mercati hanno bisogno di un segnale. A partire dai banchieri, responsabili del dissesto finanziario.
Sul cotone il gelo della crisi (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Australia e Cina. La reazione dei listini al Chicago Board of Trade sono state limitate: i prezzi del frumento hanno perso lo 0,2%, chiudendo a 520 cents per bushel. Non sembra fermarsi invece la riduzione dei consumi di cotone. Il comparto tessile, colpito duramente dalla crisi economica in atto, assorbirà infatti 119,
Subito il Cipe sugli investimenti (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina. Assicura che tutti i Governi europei hanno aspettato a muoversi per avere a disposizione i dati certi e condivisi forniti dall'Eurogruppo che fotografano una grave situazione di crisi economica per fine anno e per il 2009. Il Governo italiano si muoverà in Europa forte anche della «messa in sicurezza della Finanziaria già a luglio»
Il Pil in frenata non soffoca le ambizioni di leadership (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: assimilazione agli altri principali Paesi emergenti, come India e Cina, nel gruppo dei cosiddetti Bric e la capacità di Lula di proporsi come un interlocutore dei leader dei "grandi" sono tutti elementi del nuovo protagonismo brasiliano. Che nei prossimi mesi dovrà dimostrare di saper sopravvivere a una crisi che non è solo un affare nordamericano.
Scambi, alla ricerca della fiducia perduta (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: uomo della strada americano che imputa alla Cina o all'India la perdita di posti di lavoro. Ma anche di quanti nel mondo globalizzato - dalla Colombia alla Corea del Sud (vedi pag.31), dal Giappone al Brasile- temono le tentazioni protezionistiche del nuovo inquilino della Casa Bianca, il democratico Barak Obama, che deve la sua vittoria anche ai sindacati Usa.
La guerra giusta secondo Pechino (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: secondo Pechino I nuovi principi politici nella Cina di oggi sono la pace ( heping), lo sviluppo ( fazhan) e la cooperazione ( hezuo). Il nuovo ruolo che i cinesi si assegnano è di creare una società in armonia ( hexie shehui) in un mondo in armonia ( hexie shijie). Ma la sua crescita economica,tecnologica e militare viene percepita anche come un rischio da molti Paesi,
tremonti: "aiuti all'economia entro natale"
tesoretto solo virtuale per i redditi bassi - roberto petrini (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina. Per Tremonti deve ripartire la domanda pubblica «europea e nazionale» e la strada da praticare potrebbe essere l´emissione di titoli della Bei volta a reperire risorse a favore dello sviluppo dei paesi dell´Unione. Ma il ministro dell´Economia ha rivolto anche lo sguardo al nostro paese spiegando che in Italia la «
il mondo dei poveri può fare notizia - paolo rumiz (
da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: come la Cina e l´India, stanno rialzando la testa. Coerentemente, editore e autore hanno deciso di dare in beneficenza i proventi dell´opera, all´associazione italiana «Water for life», fondata dall´italiano Elio Sommavilla, che da un quarto di secolo si batte contro la guerra e la miseria in Somalia, uno dei luoghi più disgraziati della Terra.
Ai cristiani perseguitati: che cosa sarebbe il
cristianesimo senza croce? ( da "Avvenire"
del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: delle Filippine, dell'Indonesia e della Cina, dell'Egitto e del Libano, alle comunità d'Israele e della diaspora palestinese; e anche a te, Romero, mio fratello, a te, don Santoro, a te, don Puglisi, a te, sorella Annalena, a voi, monaci di Tibhirine, un saluto di pace e di fortezza nel Signore Gesù.
Lula all'Italia: allargare subito il vertice dei Grandi ai
Paesi emergenti ( da "Unita, L'"
del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: il tema della maggiore partecipazione del G5 (Brasile, India, Cina, Messico e Sudafrica, ndr.) al vertice G8 della Maddalena. perchè «non ha più senso che temi che riguardano tutta l'umanità continuino a essere discussi solo dai Paesi ricchi». In attesa della risposta del Cavaliere, Lula incassa il sì convinto di Giorgio Napolitano.
La Finanziaria non cambia (
da "Unita, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: ieri, intervenendo a un dibattito dell'associazione Italia-Cina ha continuato a puntare il dito contro una globalizzazione troppo frettolosa. Ma stavolta non se l'è presa tanto con i cinesi, quanto con gli europei ancora lontani da una politica comune. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it
la vita spericolata del pittore-soldato - tano gullo (
da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cin cin alla poesia e all´arte. Poi il tempo lo ghermisce.
Finisce sulla strada a chiedere l´elemosina in preda ai fantasmi della follia.
Allucinazioni, senza la consolazione di poterle trasferirle sulla tela. «Alla
sua morte, avvenuta il 9 febbraio del
appare a mezzanotte il cavaliere della morte - tiziana
cozzi ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Lo scorso anno, alla messa in vendita di una nuova fase del gioco (chiamata "sviluppo") sono state vendute tre milioni e mezzo di autorizzazioni nelle prime 24 ore. Tradotto in otto lingue, l´universo di Warcraft accoglie adepti in Russia, Cina, Corea, Australia e Nuova Zelanda.
crisi salotto, natuzzi rilancia "un nuovo tavolo
tecnico" - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Paesi emergenti come la Cina hanno approfittato delle difficoltà cui le nostre imprese andavano incontro, visto che i processi innovativi avviati non erano stati completati, ora è la stessa Cina a trovarsi in forti difficoltà. I controlli dei distributori europei sulla qualità dei prodotti si sono fatti più serrati nei loro confronti e vengono richieste maggiori garanzie"
Locomotiva cinese già in frenata (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: totale delle merci importate dalla Cina, infatti, vengono trasformate per poi essere riesportate sui mercati esteri (il settore dell'elettronica funziona in gran parte così). La brusca frenata del ritmo di crescita dell'import suona dunque come un campanello d'allarme: le aziende esportatici stanno già avvertendo gli effetti della crisi finanziaria internazionale e di conseguenza,
Monete,l'oradel cane di Keynes (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: fino alla situazione attuale che vede la Cina come principale creditore. Il valore del dollaro, non più convertibile in oro, è sostenuto dalla convenienza di molti Paesi creditori a non rivalutare le proprie monete e degli Usa a riaffermare la stabilità del dollar standard. Gli aggiustamenti del cambio si sono scaricati sull'euro, nonostante sia la moneta dell'
La Bretton Woods-2 passa da un Fmi forte (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: 7 assocerebbe quelli come Cina, India e altri che hanno peso crescente nell'economia mondiale. Tale orientamento prosegue la tendenza, ormai consolidata, di mantenere la guida del processo in un ambito ristretto di Paesi e al di fuori dell'Fmi,che pure è l'organo multilaterale preposto a sorvegliare sulla salute dell'economia globale.
Brasile frontiera del made in Italy (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: contro il 37% della Cina. Anche Lula ha parlato di grandi opere: saranno costruite 5 nuove raffinerie, 29 nuove fabbriche di cemento, poli petrolchimici. Comprensibile, quindi, che nelle prime file dell'auditorium di Confindustria fossero seduti l'ad di Finmeccanica,Pierfrancesco Guarguaglini, quello delle Ferrovie, Mauro Moretti,
Marzotto (Pitti): Il tessile si affida ai nuovi Paesi (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: India e Cina) e quelli del Golfo continuano a crescere: è lì
che le aziende italiane dovranno concentrare le loro energie perché in Europa e
negli Stati Uniti fino al 2010 sarà molto difficile vedere una ripresa dei
consumi. Noi di Pitti Immagine, con le fiere che organizzeremo nel
Accordo per Same in Argentina (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Accordo per Same in Argentina BOLOGNA Un nuovo impianto produttivo in Cina, una partnership in Argentina e brevetti nei bio carburanti, con il primo trattore agricolo al mondo a doppia alimentazione, gasolio e olio di colza puro. Sono queste alcune delle carte che il gruppo Same Deutz-Fahr, controllato dalla famiglia Carozza, e titolare anche del marchio Lamborghini trattori,
Meccanica agricola a pieni giri (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Eima Meccanica agricola a pieni giri Bene gli ordini in Brasile, India e Cina: +24% le vendite a fine anno Massimo Agostini BOLOGNA Mercato interno in crescita, nonostante i venti di crisi. Comunque, in controtendenza rispetto ad altri settori manifatturieri. E soprattutto export con incrementi a due cifre, in particolare nei Paesi emergenti.
La burocrazia rincara le tasse (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Cina, Brasile e India). I Paesi più «ospitali» Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti fiscali sono Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e Romania hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito, Canada, Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda.
Vodafone, via al piano Colao (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Medio Oriente e AsiaPacifico con enfasi su Cina, India ed Egitto, mentre la Turchia prenderà più tempo.Ma l'espansione avverrà «solo in alcuni grandi mercati interessanti». In Europa, dove i mercati sono maturi, ma Italia e Germania continuano a fare bene mentre Spagna e Gran Bretagna perdono colpi, ci saranno maggiori recuperi d'efficienza.
In discesa oro, non ferrosi, cotone e soia (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Tra i coloniali, da evidenziare l'ennesima flessione del cotone, oramai in caduta libera sulla scia del crollo della domanda da parte della Cina. In leggero guadagno il cacao, negativo invece lo zucchero. Sul fronte dei cereali, al Cbot da segnalare la flessione del mais (-2,4%) e della soia (-3,4%).
Timori di crisi Wti sotto i 60$ (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: euforia per i 580 miliardi di dollari stanziati dalla Cina per stimolare l'economia.Ieri hanno ripreso il sopravvento le pessimistiche considerazioni che vedono alle porte la recessione e il conseguente indebolimento della domanda. Al Nymex il future per consegna in dicembre è atterrato a 59,33 dollari al barile, il minimo dal 20 marzo del 2007, dopo aver toccato anche punte di 58,
théãtre evasion del burkina faso stasera in scena "la
tigre" di fo ( da "Repubblica, La"
del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Siamo in una Cina immaginaria, lontana e fiabesca, afflitta da una guerra terribile. Un luogo che potrebbe essere mille altri dove si massacrano innocenti e donne e bambini diventano obiettivi militari. Fo ci fa guardare a tutto questo attraverso gli occhi di un soldato ferito.
Criminalità: un giro d'affari da 130 miliardi all'anno (
da "Avvenire" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Georgia, Moldavia, India e Cina, tutti paesi con blandi parametri di sicurezza e organi di controllo facilmente corruttibili che si prestano a frodi e traffici spietati. In vigorosa ripresa anche un crimine d'altri tempi, l'abigeato, ovvero il furto di bestiame. Il mercato ittico nel mirino del crimine.
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina XIV
- Roma Il made in Italy va nello spazio quei satelliti nati sulla Tiburtina
Produzioni hi-tech nell´avveniristica fabbrica dell´Alenia Una joint-venture
con la francese Thales ha dato vita a ?Cosmo Sky Med´ lanciato in ottobre Le
tecniche più sofisticate di monitoraggio per fotografare ogni dettaglio
terrestre ALESSANDRA PAOLINI Dicono che quando uno di quei satelliti va su nel
cielo gli ingegneri quasi piangono. «E´ come un figlio che va via da casa, solo
che il figlio lo vedi ogni tanto. Lui no». E´ strana l´atmosfera che si respira
varcando i cancelli della Thales Alenia Space, una joint-venture italo francese
tra Thales e Finmeccanica: sembra di entrare dritti dritti nel set di un film
di fantascienza alla George Lucas. Ecco, togliete il "fanta" perché
in questo grande complesso sulla Tiburtina accanto a capannoni industriali,
sprazzi di campagna e le indicazioni stradali per le acque Albule di Tivoli,
pezzo per pezzo, si costruiscono realissime "Ferrari dello spazio".
Così, l´ingegner Sandro Fagioli ama definire le sue creature, eccellenze a
livello mondiale dell´industria aerospaziale. L´ultima, in ordine di
costruzione, si chiama "Cosmo Sky Med 3", ed è il terzo satellite del
programma spaziale italiano che dal 24 ottobre ruota intorno alla Terra. E´
stato lanciato dalla base americana di Vandenberg, in California e insieme agli
altri due "fratelli" in orbita dallo scorso anno, osserva e fotografa
il pianeta. «Vede, qui è la Cina dopo il
terremoto. Le autorità del Paese ci avevano chiesto di capire se questa diga
aveva retto al sisma e se quindi si potevano mandare i soccorsi», spiega
l´ingegner Fagioli, responsabile del progetto, mentre mostra un´immagine che
ritrae in bianco e nero una piccolissima porzione del globo visto dall´alto.
Poi di fotografia ne indica un´altra: «Questo è il delta del Po - Ecco, in
questo punto esatto le acque dolci si toccano con quelle salate. E se si fa
attenzione, si scorgono pure gli allevamenti di cozze». "Cosmo Sky
med" serve a questo: a monitorare la terra per preservarla. E´ un sistema
di osservazione per scopi civili e militari con l´obiettivo di prevenire
catastrofi, aiutare le autorità a intervenire in situazioni di emergenze
ambientali, capire cosa sta accadendo sulla terra ogni tot di ore. E´ costato
mille milioni di euro il programma, nato da un accordo tra l´Agenzia Spaziale
italiana e il ministero della Difesa. Quando nel 2010 il quarto, e ultimo
satellite, sarà lanciato, sulla base terrena arriveranno fino a 1.800 foto al
giorno. Di notte, di mattina e qualunque sia la situazione atmosferica al
momento degli scatti. «Questa è la vera novità», spiega con orgoglio
l´ingegnere Mauro Petruccioli. «Gli americani hanno anche loro un sistema del
genere, ma le foto non possono farle sempre. Solo di giorno perché i loro
satelliti si basano su un sistema ottico». Le scene del sistema made in Italy,
invece, si sono fatte via via che i Cosmo sky med sono stati lanciati sempre
più accurate. «Possiamo discriminare un oggetto fino a un metro - racconta
Fagioli - ancora più attente e particolareggiate le riprese dei siti militari.
Ma non posso dire di più... scatta il top secret». E´ serrato il controllo per
chi entra negli stabilimenti. Del resto è qui che pezzo per pezzo vengono
costruiti i satelliti. Ed è sempre qui che si simula ciò che poi accade tra le
stelle. Per accedere alla "Clean room", ovvero la camera pulita -
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
XII - Napoli Film d´autore e diritti umani La rassegna Le libertà calpestate in
Argentina e Cile negli anni ?70 rappresentate dal regista Fernando Solanas e
dagli Inti Illimani ANTONIO TRICOMI La periferia è anche uno stato d´animo. E
il cinema può raccontarlo, così come racconta la lotta dell´uomo per la sua
dignità. Il primo Festival del cinema dei diritti umani parte da Pianura e
Soccavo e tocca Scampia, Ponticelli ed Ercolano per concludersi alla Sanità.
Periferia dunque non solo in senso geografico (Ercolano è comune a sé e la
Sanità è nel cuore di Napoli) ma anche simbolico. Ospiti d´onore il regista
argentino Fernando Solanas e gli Inti Illimani, due simboli della resistenza ai
regimi militari di ispirazione fascista che hanno dominato rispettivamente
l´Argentina e il Cile negli anni Settanta del secolo scorso. Solanas presenterà
in anteprima giovedì sera al Pierrot di Ponticelli il suo nuovo film "La
proxima estacion", gli Inti Illimani si esibiranno sabato sera nella
chiesa sconsacrata di piazzetta San Vincenzo alla Sanità. La manifestazione è
promossa dall´associazione culturale "Cinema e diritti" in collaborazione con il Festival de cine de derechos humanos di
Buenos Aires e con le associazioni dei quartieri napoletani interessati. Si comincia
oggi nella scuola media Russo II, comprensorio di Pianura e Soccavo, con il
tema "Le nuove intolleranze". Alle 9.30 proiezioni e incontri con
Prospero Bentivenga e Adelaide Di Nunzio, rispettivamente autori di "World
Napoli" e di "Napoli villaggio globale". Dalle 17,
nell´auditorium della scuola media Italo Svevo, cortometraggi di videomaker
locali sulle nuove intolleranze. Alle 19 tavola rotonda con le associazioni
operanti sul territorio, segue degustazione di cucina somala. Alle 20.30 proiezione
di corti argentini e alle 22 concerto dei Maikad e di gruppi locali. Il tema
affrontato domani a Scampia è "Le carceri". Proiezione di documentari
italiani alle 9 nell´auditorium dell´Istituto professionale di Miano, alle 17
tavola rotonda nella sede del centro Alberto Hurtado con documentari in tema,
alle 21 proiezione del documentario di Lara Rastelli "Nisida - Crescere in
prigione". L´appuntamento serale con Solanas giovedì a Ponticelli
concluderà una giornata di proiezioni e di incontri sul tema "Paesaggi e
passaggi". Venerdì la manifestazione si sposta a Ercolano per affrontare
il tema "Diritti e rovesci" e si conclude alle 21 al Museo
archeologico virtuale con la proiezione del film argentino "La dignità
degli ultimi". Sabato gran finale alla Sanità, il tema è "Spazi
pubblici". Tutto a ingresso libero. Servizio navetta con partenza da
piazza Municipio, sosta a piazza Garibaldi e ritorno. «Il festival - afferma
Isadora D´Aimmo, assessore provinciale alla Pace e all´Immigrazione - si avvale
di una salda collaborazione tra le forze politiche e culturali che, attraverso
uno strumento popolare e incisivo come il cinema, puntano l´attenzione su quei
cittadini che vivono ai margini della società».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Gordon Brown:
i Governi devono concertare le decisioni «Politiche fiscali coordinate» Marco
Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente Gli incontri del G-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Il New
Deal di Pechino I mercati asiatici festeggiano il maxipiano a sostegno
dell'economia Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente Il piano di
stimolo all'economia varato domenica dal Governo cinese mette benzina nei
motori delle Borse mondiali. I 580 miliardi di dollari stanziati da Pechino per
sostenere la congiuntura domestica sono stati un potente tonico per i listini
asiatici, che ieri hanno archiviato la seduta con robusti rialzi. Reazione
comprensibile: con la fame di liquidità che c'èin tutto il pianeta, i 4mila
miliardi di yuan gettati sul piatto del rilancio economico sono una buona
notizia per tutti. «Se cede anche la Cina, è la fine», è il refrain che circola da settimane nel mondo
degli affari a New York, a Bruxelles, a Roma a Tokyo. Con questo maxi-piano,
varato non casualmente proprio alla vigilia della riunione del G-20, la
leadership cinese ha rassicurato anche gli scettici. Per evitare che
l'economia, dopo il calo di giri registrato nel terzo trimestre (il Pil è
cresciuto del 9%, contro il 10,4% del trimestre precedente), vada incontro a un
"atterraggio duro", Pechino ha messo generosamente mano al ricco
portafoglio di un Paese che ha in cassa quasi 2mila miliardi di dollari di
riserve valutarie, e vanta un debito pubblico così basso da far invidia a
qualsiasi altra superpotenza. Grazie a questa massiccia iniezione di denaro
pubblico, il rischio di un hard landing dovrebbe essere scongiurato.
«Attualmente la domanda domestica rappresenta il 5,5-6,5 per cento della
crescita del Pil cinese. Dunque, se i progetti annunciati domenica dal Governo
saranno attuati, nel 2009 e nel 2010 dovrebbe essere facile mantenere
l'espansione dell'economia aldi sopra dell'8%», spiega Xingdong Chen,
economista di Bnp Paribas.E con una crescita superiore all' 8%, Pechino può
dormire sonni tranquilli. La manovra di politica fiscale senza precedenti
approvata dal Consiglio di Stato convoglierà risorse pubbliche a pioggia in
tutti i settori dell'economia. I nuovi investimenti messi in cantiere per il
biennio 2009- 2010 saranno destinati allo sviluppo dell'edilizia popolare;alla
realizzazione di infrastrutture rurali; al potenziamento dei trasportie della
rete energetica; alla ricostruzione delle aree colpite da calamità naturali;
alla sanità, all'educazione e all'ambiente. Il piano di stimolo all'economia,
inoltre, prevede la concessione di incentivi fiscali per l'attività di ricerca
e sviluppo e per l'ammodernamento degli impianti dell'industria manifatturiera;
18 miliardi di dollari di tagli fiscali sugli investimenti in conto capitale;
l'aumento dei sussidi agricoli, dei salari minimi e delle
pensioni;l'abolizionedelle quote sul credito per le banche e l'aumento dei
finanziamenti alle piccole e medie imprese. Come spesso accade quando il
Governo cinese prende grandi decisioni in materia giuridicoeconomico finanziaria,
sono evidenti le finalità generali del provvedimento, ma mancano i dettagli. Il
documento emesso domenica sera da Pechino è avaro di cifre e lascia alcuni
punti oscuri. Per esempio, non è chiaro se e in che misura il maxi-piano
incorporerà gli altri investimenti pubblici annunciati di recente per sostenere
l'economia (tra cui 280 miliardi di dollari stanziati a ottobre per potenziare
la rete ferroviaria). Così come non è chiaro quale sia l'ammontare delle
risorse pubbliche fresche contenute nel piano di stimolo, cioè quelle che non
eranogià state contabilizzate a budget per il biennio 2009-2010. La cosa certa
è che circa 18 miliardi di dollari (il 3% del totale) sono un pacchetto di
pronto impiego che potrà essere utilizzato da qui alla fine dell'anno. La
manovra fiscale straordinaria ha degli obiettivi precisi. Servirà a puntellare
quella vasta fetta dell'industria manifatturiera nazionale orientata
all'export, messa nelle ultime settimane alle corde dalla paralisi della
domanda mondiale. A sostenere il mercato immobiliare in crisi post-bolla e
sempre più stagnante. A mantenere in quota i consumi interni che, dopo i
brillanti incrementi degli ultimi mesi, ora potrebbero risentire del
peggioramento del clima generale. E a stimolare gli investimenti del settore
privato, fortemente penalizzati dalla crisi di liquidità che, nelle ultime
settimane, ha colpito anche il mercato interbancario cinese. Sotto quest'ultimo
aspetto, spiegano gli analisti, il piano di stimolo all'economia contiene due
misure che potrebbero avere importanti ricadute già a breve: la deducibilità
dell'Iva sugli investimenti in conto capitale, e l'abolizione del massimale
bancario alla concessione di crediti alle imprese, un limite introdotto un anno
fa, quando Pechino aveva ancora l'obiettivo opposto, cioè raffreddare la
congiuntura e combattere l'inflazione. Al resto penserà l'altro grande regista
della politica economica, la People's Bank of China. Dopo aver tagliato i tassi
d'interesse ben tre volte nel giro di due mesi, secondo gli osservatori, la
banca centrale potrebbe decidere di impugnare nuovamente la scure prima della
fine dell'anno. lucavin@attglobal.net Apagina24 Il convegno Italia-Cina LE MISURE Sgravi tributari per 18 miliardi sugli
investimenti in conto capitale e incentivi per l'attività di ricerca e sviluppo
l'articolo prosegue in altra pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: I
provvedimenti cinesi danno ossigeno al petrolio Roberto Capezzuoli La mossa con
cui Pechino ha stanziato poco meno di 600 miliardi di dollari per stimolare
l'economia ha dato ai mercati petroliferi quel segnale forte che gli operatori
aspettavano per ridare vigore agli acquisti. Ma a dominare la sessione, ieri, è
stata ancora una volta la volatilità. A New York infatti le quotazioni del Wti,
il greggio di riferimento per il Nordamerica, hanno visto oscillazioni tra
59,10 e 65,56 dollari al barile, movimenti dettati dagli alterni indizi
provenienti, oltre che dalla Cina, anche dalle
Borse azionarie e dai Paesi dell'Opec. Il punto più basso dei prezzi
rappresenta anche il minimo da oltre un anno e mezzo, un campanello d'allarme
scosso violentemente sia dalla caduta dei titoli General Motors, sia dal poco
rassicurante bilancio trimestrale di Fannie Mae, sia infine dalla robusta
iniezione di liquidità necessaria per Aig. Sul fronte opposto ci sono il
sostegno cinese all'economia e l'annuncio con cui Riad ha confermato la propria
adesione ai tagli produttivi decisi dal Cartello degli esportatori il 24
ottobre: le forniture saudite ai clienti asiatici saranno ridotte del 5%, una
misura che sottrae di fatto al mercato circa 175mila barili al giorno. Si
tratta di un provvedimento atteso, ma è stato rafforzato anche dalle ripetute
dichiarazioni di altri Paesi Opec, come Iran, Ecuadore Venezuela, secondo cui a
questi prezzi non si deve escludere l'ipotesi di un nuovo meeting, anche prima
di quello già indetto per il 17 dicembre a Orano, in Algeria. Alla fine, il Wti
ha chiuso la sessione a 62,41 dollari, in aumento del 2,2% rispetto a venerdì
sera, mentre il Brent all'Ice di Londra ha visto la prima posizione
contrattuale a 59,08 dollari, il 3% in più rispetto alla seduta precedente. In
entrambi i casi ha giocato un ruolo positivo (per i prezzi) la crescente
richiesta stagionale di gasolio da riscaldamento. Però la tendenza al ribasso
non si può considerare scomparsa. Anche i tagli dell'Opec, in una situazione
economica e finanziaria così difficile, non sono in grado di esercitare un
sostegno duraturo, perché la speculazione è consapevole del fatto che, almeno
per ora, la capacità produttiva è in grado di soddisfare anche un'improvvisa
impennata della domanda. Euforia in Borsa. Traders soddisfatti a Hong Kong,
dove il listino è salito del 3,5% dopo l'annuncio del piano cinese GETTY IMAGES
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Per il presidente
Bce non ci saranno nuove azioni congiunte delle Banche centrali Trichet: in
vista altri tagli dei tassi Alessandro Merli SAN PAOLO. Dal nostro inviato
Nessuna manovra coordinata di riduzione dei tassi d'interesse da parte delle
banche centrali, ma porta aperta a nuovi tagli in quei Paesi, soprattutto le
grandi economie industriali, dove le pressioni inflazionistiche si sono
attenuate e le aspettative d'inflazione sono tornate sotto controllo. Dopo il
taglio combinato da parte della Federal Reserve e della Banca centrale europea
l'8 ottobre scorso e il nuovo ribasso dei tassi ufficiali decretato in rapida
successione dalle principali banche centrali all'inizio di questo mese, il
presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha cercato ieri di ridimensionare le
attese di una nuova mossa coordinata delle banche, dopo le sollecitazioni del
Fondo monetario e del G-20, che ha riunito in questi giorni a San Paolo i
maggiori Paesi industriali e le principali economie emergenti e i cui capi di
Stato e di Governo si incontreranno il prossimo fine settimana a Washington.
«Ognuno di noi ha detto Trichet dopo l'incontro bimestrale dei governatori
della Banca dei regolamenti internazionali, che per l'occasione ha traslocato
da Basilea al Brasile - è di fronte a una situazione diversa di allentamento o
meno della pressione dell'inflazione e deve quindi trarne le appropriate
conseguenze». Già nell'annunciare l'ultima riduzione dei tassi la settimana
scorsa, il presidente della Bce aveva dichiarato che un ulteriore ribasso era
possibile, presumibilmente fin dalla riunione di consiglio di dicembre. Ieri,
ha mantenuto aperta questa possibilità, mentre è sembrato scartare l'ipotesi
che un taglio possa essere decretato prima di allora. «Ci sono date appropriate
per prendere le decisioni», ha osservato. La maggior parte dei Paesi
industriali, a partire da Stati Uniti e Gran Bretagna, oltre all'area euro,
appare tuttavia in linea con le condizioni indicate da Trichet per nuovi tagli
dei tassi. Dalla riunione dei governatoriè emerso però anche che molti Paesi
emergenti, compreso il padrone di casa, il Brasile, dove le pressioni al rialzo
sull'inflazione per il momento restano forti, difficilmente seguiranno
l'esempio delle banche centrali dei Paesi avanzati. Il presidente dell'istituto
di Francoforte considera invece molto piccola la possibilità che si entri in
una situazione di deflazione, cioè di prezzi calanti, come paventato
recentemente da diversi commentatori. Le massicce iniezioni di liquidità da
parte delle banche centrali non hanno finora favorito una normalizzazione del
mercato monetario né incentivato l'attività di prestito delle banche, che
spesso finiscono per ridepositare la liquidità overnight presso le stesse
banche centrali. «Ci siamo confrontati - ha sostenuto Trichet - su questo
punto: è importante capire perché il mercato monetario non abbia ripreso a
funzionare normalmente nonostante le decisioni importanti in termini di
fornitura di liquidità e di ricapitalizzazione delle banche da parte dei
Governi. Forse le banche e gli altri partecipanti al mercato stanno ancora
assimilando queste decisioni da parte delle autorità, piuttosto recenti, e
richiederanno un po' di tempo per tenerne conto». Gli sforzi di espansione
della politica di bilancio sollecitati anche dal G-20 sono stati all'esame dei
governatori, che hanno discusso e commentato favorevolmente il pacchetto di
stimolo della domanda interna presentato dalla Cina. Dalla
riunione deibanchieri centrali è emerso il consenso che l'azione di stimolo
debba essere perseguita da tutti i Paesi che abbiano spazio di manovra nei loro
conti pubblici. «Questo può aumentare la crescita e ridurre i rischi globali»,
ha detto Trichet, il quale ha ammonito però che un'azione di espansione fiscale
da parte di quei Paesi che non hanno i conti in ordine rischia di creare
ulteriore sfiducia. Intanto, il G-
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 5 autore: Wall Street,
il piano-Aig non basta Gli aiuti del Tesoro Usa non fermano le vendite sui
finanziari: crolla anche Goldman Laura Galvagni NEW YORK. Dal nostro inviato
Un'iniezione di fiducia da 586 miliardi di dollari targata Cina ha permesso alle Borse asiatiche e a quelle europee di rialzare
temporaneamente la testa e ai tassi interbancari di scendere ancora di un
gradino. La maxi operazione, però,non è riuscita ad arginare la discesa di Wall
Street che dopo essere partita in guadagno ha chiuso la seduta con il Nasdaq in
calo dell'1,86% e l'S&P500 dell'1,27 per cento. Gli altri listini,
invece, stimolati anche dalle attese di un nuovo taglio dei tassi, sono stati
spinti dall'inattesa quanto straordinaria decisione del governo di Pechino che
nel passato week-end ha messo sul piatto una valanga di liquidità nella
speranza di scongiurare un inasprimento della crisi. Il primo risultato
evidente, per ora, è stata la reazione, anche se estemporanea, dei mercati con
il balzo dei listini asiatici (Shanghai è salita del 7,27%, la piazza
giapponese del 5,81% e Hong Kong del 3,5%)e l'andamento positivo dei mercati
europei ( il Dax ha guadagnato l'1,76%, il Cac40 l'1,06%,il Ftse100 lo 0,89%e
il Mibtel + 0,76%). A ciò vanno aggiunte le performance dell'Euribor e del
Libor, rinfrancati anche dall'unità di intenti che il G20 ha mostrato nella
riunione di Sao Paulo, in attesa di quella di Washington del 15 novembre.
L'Euribor a tre mesi è sceso al 4,406% dal 4,474% di venerdì scorso mentre i
Libor a tre mesiè passato dal 2,29% al 2,235%. Quanto alla Borse americane,
queste ultime se da un lato hanno beneficiato dell'effetto Aig (+8,06%)
dall'altro hanno pagato i timori per General Motors che ieri è crollata di un
altro 23%, per Goldman Sachs(-8,45%), che secondo Barclays dovrebbe chiudere in
rosso il quarto trimestre e per Google (-3,73%), il cui futuro appare a tinte
fosche.è servita solo a metà, dunque, la decisione della Fed di mettere a
disposizione di Aig altri 40 miliardi di dollari per acquistare azioni
privilegiate. La Fed ha anche riscritto il piano di salvataggio, che ora vale
complessivamente 150 miliardi di dollari,allungando da due a cinque anni la
durata delle linee di credito fornite, abbassando il tasso di interesse ora
pari al Libor più il 3% (contro il precedente +8,5%) e modificando la struttura
del debito: il prestito originario è stato ridotto da 85 e 60 miliardi di
dollari ma la Federal Reserve si è impegnata, attraverso un veicolo, ad
acquistare 52,5 miliardi in cdo Aig. Un piano, per il Ceo Edward Liddy, che mette
il gruppo in una posizione«certamente migliore », dopo la perdita per 24,47
miliardi di dollari del terzo trimestre annunciata ieri. Una posizione in parte
anche scontata dal crollo dei credit default swap della compagnia: quelli a
cinque anni sono migliorati dal 49% di venerdì al 19% di ieri. Liddy, tra
l'altro, ha anche fatto sapere di voler completare la prevista cessione di
asset per il quarto trimestre. Rassicurazioni in parte doverose dopo il
fallimento, nel passato week-end, di altre due banche americane,Franklin Bank e
Security Pacific Bank, che hanno portato a 19 il bilancio complessivo degli
istituti abbattuti dalla crisi. Peraltro,tutto ciò è apparso doveroso anche a
fronte dei risultati registrati da Fannie Mae (-4%) nel trimestre che ha segnato
un rosso record per 29 miliardi di dollari. Sulla scia anche di questi segnali
il comparto bancario del Vecchio Continente ha tirato il freno con l'indice di
settore che ha chiuso in negativo dell'1,49%. Va detto che sul credito ha
pesato il crollo del Santander che ha perso il 5%dopo l'annuncio di un prossimo
aumento di capitale da 7,2 miliardi, il calo di Commerzbank (-3,6%) e quello
Rbos (-6,4%). A Francoforte, invece, Deutsche Post è balzata del 6,89% spinta
dal piano di ristrutturazione. In generale, hanno registrato una performance
positiva gli energetici, trascinati dall'aumento del greggio, gli industriali e
i minerari con Thyssenkrupp (+5,7%), Bmw (+4,5%) e Arcelor Mittal (5,6%). In
Italia, invece, sul fronte del credito ha tenuto banco Intesa Sanpaolo e la
querelle sulle voci di uscita del direttore generale vicario, Pietro Modiano (
vedi articolo a pagina 41), il titolo ha chiuso in guadagno dello 0,10% dopo
essere scivolato in rosso.Bene,invece, Eni (+2,44%), Fiat (+2%) e Fonsai
(+6,5%) mentre Telecom si è portata a ridosso di 1 euro salendo dello 0,39% a
0,99 euro. CRITICITà L'S&P ha perso l'1,27%, il Nasdaq quasi il 2% Chiuse
due banche regionali: salgono a 19 i fallimenti dall'inizio della turbolenza
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 5 autore: ALLARME
DELLO IASB: LE REGOLE NON VANNO MODIFICATE L'allentamento delle regole
sull'utilizzo del fair value nelle scritture rende meno trasparenti le pratiche
contabili delle banche europee. Perchè aumenta i margini di discrezionalità,
non allo scopo di rappresentare la realtà finanziaria per come è, ma per come
si vorrebbe che fosse. Il presidente dello Iasb ( l'International accounting
standard board) di Londra, sir David Tweedie ( nella foto), difende
l'impostazione dei principi contabili Ias/Ifrs contro il pressing alle
modifiche imposto dalla Ue per tutelare i conti di banche e grandi gruppi
quotati. «Gli emendamenti varati a ottobrespiega ancora in
una videointervista sul sito del Financial Times- servono ad allinearci agli
Usa in una fase in cui non era possibile il contrario. Ma gli Ias/Ifrs sono e
saranno sempre più i principi adottati non solo in Europa bensì, entro il 2011,
anche da tutta l'Asia,India, Cina, Australia e Canada». BLOOMBERG
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 23 autore: I
sindacati: per salvare il distretto del salotto occorre agire anche sugli
incentivi Ammortizzatori sociali per le Murge Giulia Crivelli MILANO Nel 1998
il salotto nel mondo parlava italiano, oggi parla cinese. Il sorpasso in realtà
risale al 2006: dalla posizione dominante che aveva dieci anni fa, con la
copertura del 33,7% dell'intero mercato mondiale, da due anni l'Italia è stata superata dalla Cina e ora rischia
di esserlo anche dalla Polonia, come confermano i dati del 2007, che vedono il
primato cinese con quasi il 29% del mercato, al secondo posto l'Italia con
quasi il 16% e a seguire la Polonia con il 13 per cento. I dati della crisi si
riflettono soprattutto sullo storico distretto del mobile imbottito dell'area
murgiana, tra Bari e Matera , e verranno presentati oggi in occasione di una
tavola rotonda che si svolgerà a Santeramo del Colle (Bari), organizzata dalla
Fillea Cgil e alla quale parteciperanno anche il presidente della Regione
Puglia Vito De Filippo e molti imprenditori del distretto, a partire da
Pasquale Natuzzi. Il dato sul valore della produzione sottolinea la gravità
della situazione: da 3.458 milioni di euro del 2000 si è passati a 2.854 del
2007, con un calo nell'ultimo anno del 2,4%, e il valore dell'export è sceso da
2.341 milioni del
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24
Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 24 autore: Mercati
globali. Per Tremonti lo squilibrio tra i produttori dei due Paesi è dovuto
all'eccedenza di norme europee «Troppe regole tra Italia e Cina» Cresce l'interscambio commerciale - Le imprese: un'economia in
cui investire Rita Fatiguso MILANO «La Cina fa il suo
mestiere, noi dobbiamo fare il nostro. Il problema non è la Cina, ma le troppe regole del nostro mercato europeo». Premesse
tranchant, quelle del ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle prese con «Europa
e Cina: il vecchio Continente in un nuovo secolo »,
tema dell'incontro organizzato dalla Fondazione Italia-Cina
con le massime autorità cinesi, tra cui l'ambasciatore Sun Yuxi, e un nutrito campione
di imprenditori, politici, esponenti della finanza italiana. C'è molto da fare,
sul versante Cina. I dati sui rapporti commerciali tra
i due Paesi (contenuti nel rapporto Ice della seconda metà del 2007) dimostrano
una continua crescita, nel periodo gennaiogiugno 2007 dell'interscambio Italia-Cina che ha toccato quota 14.920 milioni di dollari, +27,7%
sul 2006). Il saldo commerciale pende ancora in favore della Cina,
e quanto a investimenti diretti esteri (74,80 miliardi di dollari, 63 nel
2006)l'Italia è aldiciottesimo posto mentre nel 2007 abbiamo investito in Cina "appena" 0,35 miliardi di dollari. Gli
imprenditori presenti – da John Elkann a Gabriele Galateri di Genola a Marco
Tronchetti Provera e Diana Bracco, al sottosegretario al Turismo Michela
Brambilla a Roberto Formigoni, a Massimo Capuano ad di Borsa italiana – hanno
ribadito l'importanza delle relazioni economiche con la Cina.
«Non ci sono margini di dubbio sulla rilevanza assunta dalla Cina
ma, soprattutto, sull'importanza che la Cina riveste
per le nostre imprese», ha sottolineato il presidente Cesare Romiti, ricordando
che la Fondazione ha voluto dare una testimonianza di questa affermazione
aprendo una sede a Pechino. «La Cina è una grande
realtà di cui non si può non tener conto », è stato il commento di John Elkann,
presidente di Ifi. «Un Paese su cui è importante investire per le aziende
italiane » ha sostenuto Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli. «La Cina – ha aggiunto Tronchetti Provera – da un lato è un
grande mercato, dall'altro un Paese che sta producendo nuove tecnologie con
grandi risorse finanziarie, è un mercato importante». Stessa posizione per
Diana Bracco presidente di Assolombarda che, riferendosi all'allarme
recessione, ha apprezzato le dichiarazioni di Tremonti sulla necessità di uno
«stimolo della domanda interna con provvedimenti ad hoc». «La globalizzazione,
negli ultimi dieci anni, è andata a passo troppo spedito – ha replicato il
ministro Tremonti –. Adesso si va verso nuovi equilibri, verso una nuova Bretton
Woods per evitare il caos, che dovrà includere anche commercio e lavoro». E ha
aggiunto: «Avere delle regole per il commercio non significa essere
protezionisti, noi vogliamo un mercato equilibrato». Ma della Cina non si può fare a meno. «Se le Borse rispondono bene
alla notizia di un nuovo piano di rilancio cinese – ha commentato Romiti –ciò
denota quanto ormai la rapida crescita di questo Paese sia cruciale per
l'economia mondiale». rita.fatiguso@ilsole24ore.com LE PROSPETTIVE Cesare
Romiti: «Non ci sono margini di dubbio sulla rilevanza di Pechino per il futuro
della nostre aziende»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 24 autore:
L'intervento. L'imprenditrice Cristina Nonino: con la crisi le banche hanno
mandato in fumo la ricchezza di chi produce «Ministro, la finanza paghi i
propri errori» L ast but not least, è la volta di Cristina Nonino, giovane
rampolla della storica famiglia friulana di produttori di grappa. Rivolge la
sua domanda al ministro Giulio Tremonti, un intervento puntuto, che lascia il
segno nella platea, coglie forse gli umori di parte delle piccole e medie
realtà italiane. «Signor ministro – esordisce con malcelato orgoglio Cristina,
con Elisabetta e Antonella una delle tre figlie di Gianola e Benito – la mia
azienda, la Nonino distillatori spa, produce grappa, qualcosa che più made in
Italy di così, forse, non si può». «Ebbene, noi siamo tra le quelle aziende che
realmente hanno prodotto e continuano a produrre ricchezza – aggiunge – la
stessa ricchezza che le banche, gli operatori del mondo del-la finanza, in
queste ultime settimane hanno mandato in fumo ». Breve pausa. Cristina, habitué delle riunioni della Fondazione Italia-Cina, in prima fila anche in occasione della cerimonia di
presentazione del nuovo ambasciatore cinese Sun Yuxi, poche settimane fa, tira il
fiato e passa all'affondo. «Signor ministro, i mercati hanno bisogno di un
segnale. A partire dai banchieri, responsabili del dissesto finanziario.
C'è bisogno di un segnale. Se i responsabili non vengono sollevati, se non si
lancia un segnale di questo tipo, non vedo proprio come si possa tornare ad
avere quella fiducia di cui tutti parlano e di cui abbiamo parlato anche oggi.
Anche i mercati hanno bisogno di fiducia». Dichiarazioni impegnative, se si
considera che Cristina Nonino siede allo stesso tavolo di Giuseppe Guzzetti,
presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri, Massimo Capuano, numero uno di
di Borsa Italiana, Marco Tronchetti Provera nuovo vicepresidente di Mediobanca,
Sergio Balbinot delle Generali, per fare solo qualche nome. Un intervento, il
suo, che lascia sul palato un retrogusto amaro. «Il veleno è nella coda »,
commenta sottovoce, un po' divertito, il presidente della Fondazione Italia-Cina, Cesare Romiti, facendo intuire che un intervento così,
tutto sommato, ci stava pure. Giulio Tremonti, cui non fa difetto l'ironia, la
prende un po' alla larga. «Certo – attacca nella risposta – ci sono situazioni
di crisi in cui, in effetti, è fatale che emerga a protezione dei più deboli la
figura storica ricorrente del "giudice vindice". Succede, a
volte,quando l'autorità monetaria perde il controllo». Ma, quasi a scacciare i
fantasmi del giacobinismo, chiude con una battuta finale, smorza la polemica
proponendo addirittura a Cristina Nonino una nuova denominazione per i suoi
distillati. «Che ne pensa – le chiede – di una grappa Pil-Nonino?». R.Fa.
Imprenditrice. Cristina Nonino IMAGOECONOMICA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-11 - pag: 48 autore: Usda.
Raccolto record di grano grazie a Europa e Russia Sul cotone il gelo della
crisi Luca Davi Si profila un raccolto record per il frumento nel 2008-09.
Secondo le stime del Dipartimento americano per l'agricoltura (Usda) l'output
mondiale del cereale si attesterà a 682,4 milioni di tonnellate, in rialzo di
2,2 milioni rispetto ai 680,2 milioni stimati in ottobre. Un balzo da
ricondurre agli abbondanti raccolti in Europa e Russia, che compenseranno le
frenate in Argentina, Australia e Cina. La reazione
dei listini al Chicago Board of Trade sono state limitate: i prezzi del
frumento hanno perso lo 0,2%, chiudendo a 520 cents per bushel. Non sembra
fermarsi invece la riduzione dei consumi di cotone. Il comparto tessile,
colpito duramente dalla crisi economica in atto, assorbirà infatti 119,3
milioni di balle, il 2,4% in meno rispetto alla previsioni del mese scorso. Il
calo della domanda da parte della Cina, il più grande
produttore e importatore mondiale di cotone, spiega oltre la metà del taglio.
La produzione mondiale sarà in flessione dell'1% rispetto alla stima dello
scorso mese (112,9 milioni di balle) visto che gli Stati Uniti, il Brasile e
l'Africa hanno ridotto la crescita. Gli Stati Uniti produrranno 13,5 mln di
balle, l'1,3% in meno rispetto alle stime dello scorso mese. Dati già scontati
dal mercato, visto che le quotazioni della fibra sono cadute venerdì scorso ai
minimi da 6 anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 8 autore: Tremonti:
entro Natale il piano-aiuti «Subito il Cipe sugli investimenti» MILANO Il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti traccia la tempistica: entro Natale il
piano di sostegno all'economia per com-battere la crisi finanziaria, mentre
un'ulteriore arma a disposizione del Governo sarà lo sblocco dei fondi Cipe per
far ripartire la domanda pubblica. Tremonti parla davanti alla platea di
industriali, finanzieri, rappresentanti di grandi aziende riunite dalla
Fondazione Italia-Cina. Assicura che tutti i Governi europei hanno aspettato a muoversi
per avere a disposizione i dati certi e condivisi forniti dall'Eurogruppo che
fotografano una grave situazione di crisi economica per fine anno e per il
2009. Il Governo italiano si muoverà in Europa forte anche della «messa in
sicurezza della Finanziaria già a luglio». Per arginare la recessione
occorre quindi far ripartire la domanda pubblica a livello «europeo e
nazionale». Europa nella quale, sottolinea il ministro, si fa strada l'idea di
dar vita a progetti comuni, magari attraverso la Bei. «Due più due fa cinque –
ha detto Tremonti – e sarebbe anche un simbolo politico poter emettere titoli
europei per finanziare infrastrutture europee». In Italia poi «la domanda
pubblica è fondamentale», occorre «sbloccare con una riunione straordinaria del
Cipe gli investimenti pubblici», aggiungendo che su altri interventi sarà lo
stesso premier Berlusconi a pronunciarsi. Il riferimento di Tremonti è ai 16
miliardi del Fondo aree sottoutilizzate (Fas) che saranno distribuiti dal Cipe
entro novembre. Accanto a queste misure, tuttavia, bisogna più in generale
ridefinire gli accordi internazionali e torna a insistere sulla scrittura di
una nuova Bretton Woods. Un nuovo sistema internazionale che tenga conto delle
nuove realtà economiche mondiali quali appunto la Cina.
Ma che ridiscuta cambi, commercio, regole e aspetti sociali e ambientali. R.
Fa. Domanda pubblica da rilanciare. Giulio Tremonti IMAGOECONOMICA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 29 autore: Pregi e
difetti del gigante sudamericano ora al tavolo coi Grandi Il Pil in frenata non
soffoca le ambizioni di leadership Alessandro Merli SAN PAOLO. Dal nostro
inviato è stato quando sono usciti i dati del crollo delle vendite di auto di
ottobre che anche il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, da ex operaio metalmeccanico,
più propenso a leggere le tendenze dell'industria che le oscillazioni dei
mercati finanziari, ha dovuto accettare che la crisi globale era finalmente
arrivata in Brasile. «Crisi? Quale crisi? Chiedete a Bush», aveva detto un mese
fa. Una battuta che oggi suona male. L'economia brasiliana è in rapida
decelerazione. Dal 5,4%dell'anno scorso, al 5 o qualcosa di meno di quest'anno
e, secondo la maggior parte dei centri di previsione indipendenti, poco più
della metà nel 2009. Anche se il ministro delle Finanze, Guido Mantega,ha
insistito anche in questi giorni in cui faceva da padrone di casa ai suoi
colleghi del G 20, che il 4% è raggiungibile. La conseguenza più grave del
rifiuto di accettare uno scenario decisamente peggiore di quello previsto è, secondo
diversi osservatori brasiliani, il ritardo con il quale verranno poi intraprese
misure per contrastarlo. «Il Brasile non può essere immune – ha detto Jorg
Decressin, del Fondo monetario –alla caduta dei prezzi delle materie prime, al
calo della domanda internazionale, alla distruzione di ricchezza dovuto al
crollo delle Borse ». L'indice Bovespa della Borsa di San Paolo si è quasi
dimezzato dall'inizio dell'anno. Ma quel che più preoccupa è che lo scenario
esterno, negli ultimi anni straordinariamente favorevole, si è ora capovolto:
oltre al mutamento sul fronte del commercio, c'è la restrizionedelle condizioni
finanziarie. Il Paese ha ridotto nettamente la sua dipendenza dai capitali
esterni e il disavanzo delle partite correnti sarà ancora relativamente
modesto, all'1,4% del Pil, secondo il Banco Bradesco, ma dovrà essere
finanziato a prezzi più cari. Il cambio, che si è nettamente deprezzato sul
dollaro, esercita una pressione al rialzo sull'inflazione che si avvicina al
tetto della fascia obiettivo della Banca centrale, il 6,5%. Ciononostante la
Banca lascerà fermi i tassi d'interesse, che aveva alzato progressivamente,
almeno per i prossimi due trimestri, secondo l'ufficio di San Paolo di Barclays
Capital, proprio per il peggioramento dell'economia reale, e poi forse li
abbasserà a partire dal secondo semestre del 2009. Il sondaggio mensile della
Fondazione Getulio Vargas mostra i primi segni di rallentamento della domanda
interna e nei giorni scorsi si sono moltiplicati gli annunci di riduzione di investimenti
e produzione da parte di diversi gruppi industriali. Secondo un'inchiesta del
quotidiano economico Valor, sono i settori che hanno tirato di più la crescita
in questi anni, come appunto l'auto e le costruzioni, quelli che hanno già
accusato la frenata più brusca. Il Governo ha annunciato misure di appoggio
all'economia, che sono state tuttavia giudicate insufficienti dal settore
privato. Grandi margini nel bilancio pubblico per un'azione di espansione
fiscale non ce ne sono. Brasilia ha però confermato i programmi di investimento
in infrastrutture del cosiddetto Piano Pac. L'impatto della crisi può aver
incrinato la baldanza dei mesi scorsi, ma non ha frenato le ambizioni del
Brasile di affermarsi sulla scena globale. La presidenza di turno del G-20, il
ruolo di primo piano, anche se non sempre positivo, giocato nel negoziato
commerciale del Wto, l'assimilazione agli altri principali
Paesi emergenti, come India e Cina, nel gruppo dei cosiddetti Bric
e la capacità di Lula di proporsi come un interlocutore dei leader dei
"grandi" sono tutti elementi del nuovo protagonismo brasiliano. Che
nei prossimi mesi dovrà dimostrare di saper sopravvivere a una crisi che non è
solo un affare nordamericano. alessandro.merli@ilsole24ore.com Ministro.
Guido Mantega AP
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24
Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 29 autore: M&M Scambi,
alla ricerca della fiducia perduta di Sara Cristaldi S arà dura, in tempi di
disoccupazione crescente da Wall Street alle fabbriche dell'Ohio o del
Missouri. Ma una delle sfide più importanti per il nuovo presidente degli Stati
Uniti sarà riconquistare la fiducia nel libero scambio. E non solo quella dell'uomo della strada americano che imputa alla Cina o all'India la perdita di posti di lavoro. Ma anche di quanti
nel mondo globalizzato - dalla Colombia alla Corea del Sud (vedi pag.31), dal
Giappone al Brasile- temono le tentazioni protezionistiche del nuovo inquilino
della Casa Bianca, il democratico Barak Obama, che deve la sua vittoria anche
ai sindacati Usa. Un ritorno al protezionismo che tuttavia è visto come
fumo negli occhi anche dalla business community americana. La posta in gioco è
alta: l'attuale crisi economica potrebbe causare una contrazione del commercio
internazionale per la prima volta in 27 anni, vanificando gli effetti benefici
che dal libero scambio sono venuti in termini di sviluppo. Non era accaduto
nemmeno all'acme dell'incertezza mondiale, dopo l'attacco terroristico alle
torri gemelle del World Trade Center, svettante simbolo del potere statunitense
in quel di New York. Anzi all'indomani dell'11 settembre 2001 proprio nel
libero scambio George W. Bush aveva visto una delle armi per combattere la
guerra al terrorismo, in un'accezione multilaterale come bilaterale, per
accordi utili a trovare e fidelizzare alleati specie in quei Paesi poveri e in
via di sviluppo da cui era arrivata la sfida più terribile alla superpotenza
americana. Nel bel mezzo di un'altra crisi epocale, alla vigilia della sua
partenza per l'Italia (vedi articoli qui a lato) e in vista del G-20 di sabato
prossimo a Washington, non a caso il presidente brasiliano Lula da Silva ha
solle-citato tutti i Paesi, industrializati, emersi ed emergenti, a «evitare la
tentazione di utilizzare il protezionismo come artificio per superare la
crisi»: dovrebbe essere bastata la lezione degli anni 30 quando misure di
chiusura degli scambi ebbero come conseguenza solo quella di prolungare la
depressione. Di qui la richiesta di uno sblocco entro l'anno dei negoziati
multilaterali del Doha Round. Ma nulla, a detta degli osservatori e delle
Cancellerie più impegnate, potrà accadere nel giro almeno dei prossimi sei
mesi. Fintanto che la nuova amministrazione Usa non avrà scaldato i motori
della sua azione, a partire da gennaio. Ed è in questo periodo che il presidente
Obama, lungi dall'abbracciare il credo protezionista, dovrebbe lavorare per
restaurare la fiducia nel libero scambio e nella globalizzazione. E ciò
attraverso il "protezionismo del Terzo millennio": un maggior accesso
all'assistenza sanitaria e ai crediti d'imposta per le imprese che investono
nel settore manifatturiero Usa e compensazioni (compresa la formazione
continua) per i lavoratori che perdono il posto a causa delle importazioni. Sul
fronte estero invece dovrebbe fare pressioni sui maggiori partner commerciali
per un aggiustamento delle loro valute, la protezione dei diritti dei
lavoratori e la lotta alla contraffazione. Una ricetta che vale per l'America,
oggi epicentro della crisi. Ma anche per l'Europa. E soprattutto per l'Italia.
In tempi di riscrittura delle regole globali, è una strada che si può
percorrere. Forse obbligata. sara.cristaldi@ilsole24ore.com
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 32 autore: La
«guerra giusta» secondo Pechino I nuovi principi politici
nella Cina di oggi sono la pace ( heping), lo sviluppo ( fazhan) e la
cooperazione ( hezuo). Il nuovo ruolo che i cinesi si assegnano è di creare una
società in armonia ( hexie shehui) in un mondo in armonia ( hexie shijie). Ma
la sua crescita economica,tecnologica e militare viene percepita anche come un
rischio da molti Paesi, tra cui gli Usa. Soprattutto, domina l'idea di
una ambiguità di fondo nelle intenzioni e nei valori politici cinesi. La Cina rispetta e si integra di più con la comunità
internazionale. Ma in presenza di conflitti interni e internazionali, quando Pechino
può arrivare a considerare "giusta" l'opzione della guerra? The
Chinese meaning of Just war and its Impact on the foreign policy of the
People's Republic of China Nadine Godehardt Giga Working Papers
ssrn.com/abstract=1287161 Per scaricare il paper
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
23 - Economia Tremonti: "Aiuti all´economia entro Natale" Tesoretto
solo virtuale per i redditi bassi Finanziaria, niente fiducia. Vegas: deficit
verso il 3%. Più soldi alla Cig, e fondi alle opere ROBERTO PETRINI ROMA -
Tremonti stringe i tempi sul piano anti-crisi. «Vedrete che entro Natale tutti
i paesi europei faranno piani di intervento a sostegno dell´economia», ha
osservato il ministro dell´Economia ieri ospite della Fondazione Italia-Cina. Per Tremonti deve ripartire la domanda pubblica «europea e nazionale»
e la strada da praticare potrebbe essere l´emissione di titoli della Bei volta
a reperire risorse a favore dello sviluppo dei paesi dell´Unione. Ma il
ministro dell´Economia ha rivolto anche lo sguardo al nostro paese spiegando
che in Italia la «domanda pubblica è fondamentale» e ha annunciato che
presto ci sarà una riunione straordinaria del Cipe per sbloccare gli
investimenti pubblici. Al piano non crede tuttavia l´opposizione che con Tonini
(Pd) ha parlato di «promesse da albero di Natale» e con il ministro «ombra»
Matteo Colaninno ha accusato l´esecutivo di «lasciare sole famiglie e imprese».
Contemporaneamente la Finanziaria ha ripreso il cammino con passo veloce (ieri
è stata esaminata la legge di Bilancio) ed è arrivato in aula il pacchetto di
modifiche della maggioranza. Il relatore Giudice (Pdl) ha presentato un
emendamento che fa tornare in auge il fantasma del «tesoretto» prodiano: si
dispone che l´eventuale extragettito fiscale del 2009 sarà indirizzato al
taglio delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati. L´emendamento è
stato presentato dalla maggioranza accogliendo di fatto suggerimenti
dell´opposizione ma il sottosegretario all´Economia Vegas ha prontamente
gettato acqua sul fuoco: «E´ una "clausola di stile" che c´è in tutte
le Finanziarie ma siamo consapevoli che non esiste un nuovo tesoretto» e ha
invitato a tenere «salda la rotta dei conti pubblici» perché il 3 per cento di
deficit-Pil è «pericolosamente vicino». La riunione di Tremonti, Gianni Letta e
i capigruppo della maggioranza ha comunque concordato una linea morbida: niente
fiducia (come voleva Fini) ma solo poche integrazioni urgenti. Tra queste i
nuovi fondi per la cassa integrazione di 170 milioni, portando il totale delle
risorse a 620 milioni (di questi 20 milioni andranno a finanziarie
ammortizzatori sociali per gli indotti aeroportuali, soprattutto quello di
Malpensa). Arrivano anche fondi per la sicurezza: novanta milioni per il
triennio 2009-
( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
46 - Cultura "Mai una carezza", raccolte in volume le inchieste di
Giampaolo Visetti Il mondo dei poveri può fare notizia L´incontro con la reporter
russa Anna Politkovskaja, uccisa perché scomoda, sull´aereo diretto verso il
luogo della carneficina nella scuola di Beslan PAOLO RUMIZ yzsard Kapuscinski
raccontò un giorno di essere stato invitato a cena dal re di Svezia, che voleva
sentire dei suoi viaggi nel Terzo Mondo. Quando arrivò a corte s´accorse che a
tavola c´erano dieci tra gli uomini più potenti della Terra. Petrolieri,
padroni dell´industria farmaceutica e alimentare, fondatori di imperi
elettronici, banchieri e titolari di miniere di diamanti. Una bella fetta del
prodotto lordo planetario s´era raccolta attorno a lui lì a Stoccolma. Quando
il polacco cominciò a raccontare la miseria degli Ultimi, con i quali aveva
condiviso trent´anni di vita da reporter tra Africa, America Latina e Russia
sovietica, s´accorse subito che i padroni del Pianeta non avevano la minima
idea dei disastri su cui si fondava la loro ricchezza. Tutti lo guardavano
attoniti; tutti, alla fine, gli strinsero commossi la mano, e tutti staccarono
davanti al re assegni miliardari per questa o quella associazione benefica,
come vergogandosi di ciò che avevano saputo di se stessi. «La macchina
dell´informazione ? mi spiegò il viaggiatore più inquieto del ventesimo secolo
? è costruita apposta per non farci sapere la gravità del disastro mondiale.
Dio non voglia che la verità non inceppi la macchina del consumo? Così si tace:
e il silenzio è così perfetto che persino i potenti ignorano la verità». Certo,
disse, siamo prontamente informati delle guerre. Ma il disastro non sta negli
eventi; sta in ciò che si ripete ogni giorno, e, ripetendosi, non fa più
notizia. Il dramma è la «normalità della miseria e della fame». Per capire la
macchina infernale devi uscire dai circuiti, diventare viaggiatore leggero,
battere strade fuori mano. Ed ecco che Giampaolo Visetti, inviato di
Repubblica, proiettato anni dopo negli stessi mondi di Kapuscinski, va a
sporcarsi le scarpe nella polvere dell´Asia Centrale, nel gelo acquoso della
Siberia e nel fango dell´Africa equatoriale. Viaggia dalla Groenlandia al
Sudafrica. Va, torna, scrive, e arriva alle stesse conclusioni. La storia la
scrivono i vincitori, ma appartiene ai vinti. E soprattutto, il mondo vero è
proprio quello che «non fa notizia». Dopo cinque anni di viaggi, Visetti s´è
accorto di aver fatto in verità un viaggio solo: quello alla ricerca degli
sconfitti, dei miserabili, dei periferici e dei dimenticati. Così gli è stato
facile radunare i suoi scritti e farne un libro - Mai una carezza / storie di
un mondo che dobbiamo cambiare, Baldini & Castoldi Dalai, pagg. 284, , euro
17 ? dedicato a coloro che in vita non hanno mai conosciuto un gesto di
tenerezza e sono scomparsi senza lasciar traccia. Ai miserabili ? gli stessi
che approdano in Italia con i barchini della disperazione - è dedicato questo
volume, perché «solo essi possono avvicinarsi alla verità». Camminare con loro,
scrive l´autore, è «necessario per capire il mondo». Ed è tanto più necessario
oggi, con il collasso della Terra saccheggiata e le ultime tempeste finanziarie
globali che non risparmiano nessuno. Anche noi possiamo diventare un Terzo
Mondo, mentre i poveri di ieri, come la Cina e l´India, stanno rialzando la testa. Coerentemente, editore e
autore hanno deciso di dare in beneficenza i proventi dell´opera, all´associazione
italiana «Water for life», fondata dall´italiano Elio Sommavilla, che da un
quarto di secolo si batte contro la guerra e la miseria in Somalia, uno dei
luoghi più disgraziati della Terra. Un invito, rivolto a chi legge, a
sostenere anche in futuro quest´attività benefica con donazioni personali
(Acqua per la Vita, Cassa Rurale di Trento, IT9400830401801000000015606, sede
via Belenzani 6, Trento). E´ una raccolta di articoli, ma in essi tutto si
collega. Auschwitz, rappresentazione dell´indicibile, «confine da cui non si
rientra», e le donne stuprate del Darfur costrette a mendicare a quattro zampe
dai padroni che hanno spezzato loro i garretti. I ragazzini russi che imparano
a uccidere a quindici anni per entrare nell´esercito di Putin, e le fosse comuni
di Srebrenica, dove sta sepolto l´onore dell´Occidente che ha tradito il popolo
bosniaco. L´Occidente che esporta in Africa carne immangiabile e il silenzio
del turco sulla strage degli armeni. Pugni nello stomaco che lasciano
intontiti. Vorkuta, il gulag di Stalin oscenamente adattato ad avamposto
minerario e poi a hotel a cinque stelle mentre le ossa dei reclusi ancora
affiorano dalla terra. La melma di Mogadiscio, la sua aria «spessa, bollente e
polverosa» che stende su tutto una nebbia affumicata. Il ponte di Kosovska
Mitrovica, ultimo muro d´Europa, tra serbi e albanesi nel cuore dei Balcani.
Gli eschimesi della Groenlandia che si lasciano morire tra i ghiacci. Le
studentesse d´Ossezia, stuprate, segregate e uccise tra i loro escrementi. La
terra ucraina sterminata, fertile e governata dalla mafia, da cui milioni di
donne fuggono per vendersi come badanti in Occidente. Miseria, oceani di
miseria. Mai un respiro, un po´ di speranza. Una delle svolte è l´incontro con
Anna Politkovskaja, la giornalista che ha messo il Cremlino sotto accusa ed è
stata uccisa nel giorno del compleanno di Putin. La reporter viaggia in aereo
col nostro corrispondente verso il luogo della carneficina nella scuola di
Beslan, gli confida di voler incontrare il capo della guerriglia cecena per
convincerlo a liberare gli ostaggi e viene avvelenata da un thè consumato a
bordo. «Ania», che avrebbe potuto lavorare all´estero ed essere ricca e invece
è morta tra i perseguitati «con le borse della spesa in mano». L´epicentro del
saccheggio è il Congo, con la desertificazione della foresta primaria più
grande del Pianeta dopo quella amazzonica. Il Paese più ricco del mondo, carico
anche di petrolio e minerali rarissimi, con la popolazione che resta la più
disperatamente povera. E i cinesi, organizzatissimi, che nello sfruttamento
pianificato hanno sostituito belgi e francesi. La senti, nel racconto, la
nausea per questa oscena corsa all´accaparramento delle ultime risorse, con
l´orrore che tocca il fondo, tribù che si scannano, elefanti impazziti senza
nutrimento, gorilla seviziati e crocefissi vivi nella foresta. Solo la Russia
concede ogni tanto squarci di luce. C´è la piaga dei bambini orfani già
alcolizzati che la notte vanno a dormire nei treni, ma c´è anche l´affresco di
un popolo grande, autenticamente cristiano, capace di slanci che l´Occidente ha
dimenticato. C´è il bambino buttato nelle immondizie e salvato da una cagna che
lo nutre e lo alleva, il selvaggio piccolo Vanja che cresce abbaiando nel
branco, ma c´è anche un angelo di nome Tatjana che lo strappa all´abominio, lo
cresce e lo fa diventare cadetto della marina. Lui, almeno, una carezza l´ha
avuta.
( da "Avvenire" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
POLITICA
11-11-2008 LA LETTERA Ai cristiani perseguitati: che cosa sarebbe il
cristianesimo senza croce? Pubblichiamo una delle lettere del Concerto
spirituale, dedicata ai cristiani perseguitati. Il testo è di Ermes Ronchi l o,
Paolo, in catene per Cristo, ai santi che sono a Mossul, in Mesopotamia, e al
vescovo Rahho, alle comunità dell'Orissa, a quelle dell'Armenia, delle Filippine, dell'Indonesia e della Cina, dell'Egitto
e del Libano, alle comunità d'Israele e della diaspora palestinese; e anche a
te, Romero, mio fratello, a te, don Santoro, a te, don Puglisi, a te, sorella
Annalena, a voi, monaci di Tibhirine, un saluto di pace e di fortezza nel
Signore Gesù. Ho sentito i vostri racconti di vita e di morte, e vi
scrivo per portare con voi il peso del dolore e della paura, per ringraziarvi
della vostra bella testimonianza che rafforza la mia fede. Voi date compimento
a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella vostra carne per la salvezza
del mondo. Cristo è ancora crocifisso in voi, Cristo è ancora appeso con voi
ogni giorno alle infinite croci del mondo. Nessuno di noi vive per se stesso e
nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se
noi moriamo, moriamo per il Signore. Abbiamo tanto pregato per la pace e non è
venuta. Ma che cosa sarebbe il cristianesimo senza la croce? Sarebbe ancora la
strada di coloro che vogliono conformarsi a Cristo? Portare la parola di Dio in
questo mondo che non è amichevole, che non pensa secondo Dio, è una passione,
una fatica stupenda ma grandissima, l'ha mostrato Gesù con la sua vita, perché
il mondo non è ben disposto, non accoglie. Lo sapete, per questa passione ho
rasentato spesso la morte. Cinque volte dai giudei ho ricevuto i quaranta colpi
meno uno; tre volte passato alle verghe, una volta lapidato, tre volte
naufragato, ho trascorso un giorno e una notte sull'abisso, aggrappato a una
tavola di legno... e oltre a tutto questo il mio peso quotidiano: l'ansia per
tutte le chiese. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori. La parola
di Dio non è incatenata, è sempre una parola crocifissa, ma vincente.
Crocifissa, e per questo vincente. Per questa parola, siamo ritenuti impostori
eppure siamo veritieri, sconosciuti eppure ben conosciuti, moribondi ed eccoci
viventi, puniti ma non messi a morte, tormentati ma sempre lieti, poveri ma
arricchenti molti, non avendo nulla ma possedendo ogni cosa. E quando giungerà
il tempo di sciogliere le vele, quando si smonterà la tenda di questa
abitazione terrena, riceveremo un'abitazione eterna nei cieli, perché nulla
mai, né angeli né demoni, né morte né vita, né altezze né abissi, né spada né
persecuzioni, nulla mai potrà separarci dall'amore di Dio. E quando giungerà
l'ultimo giorno, anche al fratello che verrà con la spada, all'amico
dell'ultimo minuto, daremo l'abbraccio di perdono e l'arrivederci nello stesso
paradiso. Vi saluto con l'ultimo bacio io, Paolo, che sto per essere versato in
libagione.
( da "Unita, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
Lula
all'Italia: allargare subito il vertice dei Grandi ai Paesi emergenti Una nuova
«governance» mondiale che superi il G8. È la sfida che il presidente brasiliano
Lula lancia dall'Italia. In piena sintonia con il «compañero presidente»,
Giorgio Napolitano. Oggi l'incontro con Berlusconi. «Il presidente operaio»
sfida il «premier miliardario»: allargare il G8 della Maddalena ai Paesi
emergenti. Inizia al Quirinale la visita ufficiale in Italia del presidente
brasiliano Luiz Ignacio Lula da Silva. «L'attuale crisi finanziaria è una
straordinaria opportunità per fare una riflessione su quello che abbiamo
sbagliato e per creare un nuovo ordine mondiale in cui l'essere umano, il
lavoratore, lo sviluppo sociale e la produzione culturale, scientifica e
tecnologica siano il motivo vero dell'economia e non la speculazione
finanziaria». Il presidente del Brasile fa queste considerazioni al termine
dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano. Terminata la dichiarazione ufficiale, Lula si è rivolto al Capo
dello Stato con un: «caro compañero Giorgio Napolitano credo che tutti i
governanti debbano capire che in questo momento bisogna ascoltare meno gli
analisti di mercato e più gli analisti delle questioni sociali, dello sviluppo
e quelli che conoscono gli esseri umani». L'attuale crisi finanziaria può
infatti rappresentare «una straordinaria opportunità » per aprire a livello
globale «una riflessione su quello che abbiamo sbagliato»: l'aver dimenticato
la centralità dello sviluppo umano a favore di una sterile e cieca speculazione
economica. La prima occasione utile per farlo sarà la riunione del G20 - di cui
il Brasile quest'anno detiene la presidenza - in programma sabato a Washington.
L'Italia, afferma a sua vola Napolitano, «guarda con forte interesse a un più
stretto e sistematico raccordo tra il gruppo dei Paesi più industrializzati e
le economie emergenti nel farsi carico dei temi più rilevanti dell'agenda
globale». L'assonanza tra il «presidente operaio» e il «compañero Giorgio» è
totale. «In vista del vertice G20 di Washington - rimarca il capo dello Stato
italiano - abbiamo concordato sulla necessità di dare al problema della
stabilità dei mercati una soluzione condivisa. Sono certo che paesi emergenti
come il Brasile possano dare un contributo significativo all'elaborazione di
politiche concertate e incisive sul piano internazionale». In vista del
prossimo G8 che nel 2009 sarà presieduto proprio dall'Italia, Lula afronterà
oggi con Berlusconi, il tema della maggiore partecipazione
del G5 (Brasile, India, Cina, Messico e Sudafrica, ndr.) al vertice G8 della Maddalena.
perchè «non ha più senso che temi che riguardano tutta l'umanità continuino a
essere discussi solo dai Paesi ricchi». In attesa della risposta del Cavaliere,
Lula incassa il sì convinto di Giorgio Napolitano. L'Italia - sottolinea
il capo dello Stato- si impegna a fare svolgere il G8, che si riunirà nel 2009
alla Maddalena, realizzando «un più stretto e sistematico raccordo tra il
gruppo dei Paesi più industrializzati e le economie emergenti» per affrontare
comunemente «i temi più rilevanti dell'agenda globale». UMBERTO DE
GIOVANNANGELI ROMA udegiovannangeli@unita.it
( da "Unita, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina
«La
Finanziaria non cambia» Il ministro ottiene un percorso condiviso, con
modifiche minime. Ok a due proposte del Pd. Brunetta dovrà sentire i sindacati
prima di varare aumenti unilaterali. L'extragettito dell'anno prossimo ai
dipendenti. Finanziaria senza fiducia, ma comunque già chiusa. Il voto blindato
non ci sarà, come aveva chiesto Gianfranco Fini, ma il governo è intenzionato a
concedere solo pochissime correzioni, concordate già ieri dal comitato dei 9,
tra cui anche due proposte del Pd. La soluzione è arrivata dopo un incontro tra
il ministro e i capigruppo di maggioranza. Oggi si passa al voto in Aula: si
capirà subito se le intese annunciate reggeranno. Gli emendamenti sono ridotti
al minimo: solo il centinaio proposto dalle opposizioni. La maggioranza li ha
ritirati tutti. Insomma, Giulio Tremonti sembra vicino al suo traguardo:
incassare una Finanziaria senza intrusioni parlamentari. Se Fini, con la sua
uscita della settimana scorsa, puntava ad una apertura dei cordoni della borsa,
oggi deve dichiararsi sconfitto. Esulta invece la Lega, da sempre «fedelissima»
del titolare dell'Economia. «Abbiamo trovato un percorso condiviso - ha
dichiarato dopo l'incontro il capogruppo del Carroccio Roberto Cota - Finiti i
tempi delle finanziarie dove si contrattava come al mercato infischiandosene
del debito pubblico». Ovvero: nessun margine per nuove spese. Il presidente
della Camera salva però la faccia: non ci sarà la fiducia. E per le famiglie
ancora nulla. Il ministro ha chiarito che agirà con provvedimenti ad hoc
insieme al resto d'Europa. La preoccupazione per gli effetti sul debito è
troppo alta per agire da soli. Prima di Natale Tremonti presenterà le misure
per imprese e famiglie, e sbloccherà i fondi Cipe per far ripartire la domanda
pubblica. Un ruolo fondamentale sarà affidato alla Cassa depositi e prestiti.
Intanto oggi si attende il decreto salva-banche, con l'ingresso soft dello
Stato negli istituti. Quanto alle proposte concordate per la Finanziaria, si
conferma l'aumento del fondo per le casse integrazioni fino a 600 milioni
(erano 450) di cui 20 per il personale aeroportuale, si alleggerisce il patto
di stabilità interno con meno vincoli per gli investimenti dei Comuni, si
specifica che l'85% dei fondi aree sottosviluppate vada al Sud e che 500mila
euro siano destinati allo Svimez. Ok anche a due proposte del Pd. La prima, a
firma Damiano, prevede che l'anticipo degli emolumenti per gli Statali sia
possibile solo dopo aver sentito i sindacati. L'altra prevede che l' extragettito
del 2009 si destini a detrazioni per i dipendenti. Il centrosinistra incassa
così due aperture che hanno più un peso politico che economico. Ma sul resto:
la scuola, le famiglie, i pensionati, la scure di Tremonti resta intatta. Tanto
che i commenti dalle file del Pd restano durissimi. «Si è fatta la finanziaria
sbagliata, perchè presupponeva che ci fosse il sole mentre pioveva già -
dichiara Pier Luigi Bersani - Adesso comincia a grandinare e si continua a dire
che non si tocca niente». «Le imprese e le famiglie sono state lasciate sole»,
aggiunge Matteo Colaninno. Tremonti tira dritto per la sua strada. ieri, intervenendo a un dibattito dell'associazione Italia-Cina ha continuato a puntare il dito contro una globalizzazione
troppo frettolosa. Ma stavolta non se l'è presa tanto con i cinesi, quanto con
gli europei ancora lontani da una politica comune. BIANCA DI GIOVANNI ROMA
bdigiovanni@unita.it
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
XVI - Palermo LA VITA SPERICOLATA DEL PITTORE-SOLDATO Un convegno celebra
l´artista di Leonforte, un bohèmien che partecipò alle battaglie garibaldine e
che morì a Parigi Imparò il mestiere nel capoluogo poi andò a Napoli e a
Firenze Nel 1862 fu ad Aspromonte in camicia rossa TANO GULLO (segue dalla
prima di cronaca) empre sull´onda alta. A inseguire sogni e movimenti
artistici. Quando fiuta sentore di "nuovo" Filippo Liardo (morto ad
Asnières, Parigi, nel 1917) parte a razzo. Con il suo armamentario d´artista
sempre appresso. è in prima linea in tutti i movimenti d´avanguardia europei
degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, contribuendo a traghettare la
pittura dal romanticismo all´impressionismo. E ogni volta che Giuseppe
Garibaldi squilla le trombe della riscossa mette pennelli e colori nello zaino
e impugna lo schioppo per dare un senso ai suoi ideali di patriota
risorgimentale. Poi, tra una battaglia e l´altra tira fuori gli attrezzi e
dipinge quel che accade intorno. è stato un grande illustratore dell´epopea
garibaldina, dalla Sicilia, a Volturno, a Trieste. Due sue tele - "La
sepoltura garibaldina" e "Ritratto del padre" - sono esposte
alla Galleria d´arte moderna di Palermo. Il tempo non gli ha reso giustizia,
facendo scivolare sulle sue opere, molte disperse, e sulle sue azioni il colore
grigio della dimenticanza. Ora, a 91 anni dalla morte, il suo paese natale,
Leonforte, domani gli dedica un convegno ("Tra gloria e oblio") al
cine-teatro Evolution, e una serie di iniziative, curate da Gaetano Algozino,
che daranno corpo a un progetto triennale per valorizzare la figura
dell´artista e per realizzare un museo a lui dedicato. Il romanzo della sua
esistenza allegra e tribolata va raccontato fin dall´inizio, da quel primo
maggio quando apre gli occhi nella misera casa di papà Salvatore e di mamma
Rosalia, originaria di Catania, a quando li chiude, sempre da povero, il 19
febbraio del
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina X
- Napoli Appare a mezzanotte il Cavaliere della morte Feltrinelli TIZIANA COZZI
Una delle passioni degli "avatar" che abitano il "World of
Warcraft", il gioco di ruolo più popolato del web, è cimentarsi in lotte
di conquista. Stanchi di restare costretti ciascuno nei tre continenti virtuali
con relative isole, questi omini in cappa e spada coltivano l´ansia di
espansione: quasi quanto i gemelli umani che guidano le loro mosse, inchiodati
agli schermi dei computer del mondo reale nel quale restano miracolosamente
invisibili. Uscirà allo scoperto stanotte, a partire dalle 23, il popolo senza
volto degli strateghi del web. Per loro si annuncia la lunga attesa del
"Cavaliere della morte", figura chiave della nuova espansione del
gioco, messa in vendita a partire dalla mezzanotte alla Feltrinelli di piazza
dei Martiri. A chi lascerà le praterie e i boschi di Northern e le grandi
metropoli di Azeroth verrà regalata una nottata di animazioni e giochi a base
di elfi, druidi e goblin e soprattutto la possibilità di essere tra i primi
possessori di un nuovo capitolo della saga real-fantasy più indagata del web.
Perché l´universo fantastico di "World of Warcraft" (abbreviato in
"WoW") non è noto soltanto ai player più accaniti ma anima anche le
giornate dei funzionari dell´Intelligence americana. Di recente, infatti, uno
dei dirigenti del "Center for Terrorism and Intelligence Studies",
specializzato in servizi di sicurezza, ha dichiarato che il gioco della
Blizzard è per loro utile a capire le mosse delle cellule terroristiche. Si
studiano attacchi, modalità di azione e di conquista di territori virtuali e si
traggono formule matematiche e strategie di aggressione che poi vengono
applicate nella lotta ai gruppi di Al Qaeda. Tattiche giudicate credibili
perché molteplici: il gioco è infatti aperto a milioni di giocatori che
interagiscono contemporaneamente via web. Si gioca soltanto su Internet (viene
acquistata la concessione e le successive espansioni dietro pagamento di un
canone), i giocatori agiscono da luoghi diversi e ciascuno può scegliere le
modalità di azione, rispettando però sempre le regole. Undici milioni di
sottoscrizioni attive al momento, una previsione di vendita di cinque milioni
di scatole della nuova espansione "Wrath of the Lich King", il gioco
ha conquistato diversi premi sin dalla creazione, nel novembre del
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
VII - Bari Il leader del settore chiede di riaprire la trattativa con gli enti
territoriali. Ma la Cgil avverte Crisi salotto, Natuzzi rilancia "Un nuovo
tavolo tecnico" ILARIA FICARELLA Un nuovo tavolo tecnico fra le aziende e
la Regione Puglia per affrontare la crisi del salotto come è già stato fatto
per il comparto della chimica a Brindisi e del calzaturiero a Casarano. E´
quanto Pasquale Natuzzi, presidente del gruppo di Santeramo leader mondiale
nella produzione di divani e complementi d´arredo, ha proposto nel corso del
convegno organizzato dalla Fillea Cgil a Santeramo. Il primo tavolo tecnico
regionale, aperto nel 2006, per affrontare la crisi, non ha mai prodotto
risultati, diversamente da quanto accaduto per gli altri comparti produttivi
dove la Regione è intervenuta. "E non ha prodotto risultati ? ha spiegato
Valerio Elia, componente della task force occupazionale della Regione Puglia ?
perché sono mancati allora gli interlocutori". Ma secondo Pasquale
Natuzzi, i tempi sono ormai maturi per aprire nuovamente questa discussione.
"Anche perché ? ha ribadito il presidente del gruppo industriale ? mentre
nel recente passato, Paesi emergenti come la Cina hanno approfittato delle difficoltà cui le nostre imprese
andavano incontro, visto che i processi innovativi avviati non erano stati
completati, ora è la stessa Cina a trovarsi in forti difficoltà.
I controlli dei distributori europei sulla qualità dei prodotti si sono fatti
più serrati nei loro confronti e vengono richieste maggiori garanzie".
Per questo, Pasquale Natuzzi è sicuro che intervenendo ora, "la Puglia
sarà sicuramente capace di riconquistarsi le sue fette di mercato". E alla
proposta di Pasquale Natuzzi di aprire un tavolo tecnico regionale sulla crisi
del distretto, replica Susanna Camuso, segretaria nazionale Cgil. "Siamo
disponibili a sederci al tavolo tecnico proposto ? spiega la sindacalista ? ma
per parlare di cose concrete. Noi abbiamo la nostra idea di distretto, che fra
l´altro prevede che tutti i lavoratori di quella area godano degli stessi
diritti. Anche degli ammortizzatori sociali". Intanto è fissato per
martedì prossimo l´incontro a Roma fra Regione Puglia, Regione Basilicata,
imprese e tecnici del Ministero per le Attività produttive, per rivedere
l´attuazione del cosiddetto Protocollo Scajola. "Non è vero che la Regione
non ha finora avuto interlocutori nella vicenda del salotto ? spiega Antonietta
Majellaro, presidente della sezione legno-arredo di Confindustria Bari e
presidente del Distretto pugliese del Legnoarredo ? I nostri obiettivi sono
contenuti proprio in quel protocollo Scajola, che in buona parte è recuperabile
oggi per affrontare la crisi in corso". Nuovo interlocutore diretto di
tutte le nuove strategie che si metteranno in campo per rilanciare il comparto
sarà proprio il Distretto del Legnoarredo. Ma per ora l´incontro di martedì
avrà con tutta probabilità natura interlocutoria: i nuovi dirigenti del
Ministero vorranno insomma valutare nuovamente la situazione e registrare le
posizioni delle parti in causa.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-11-12 - pag: 11 autore: Pechino. Il forte
rallentamento di import e inflazione segnala che l'economia avverte l'impatto
della crisi globale Locomotiva cinese già in frenata La minor domanda estera
costringe le imprese a tagliare gli acquisti Luca Vinciguerra PECHINO. Dal
nostro corrispondente Il mondo intero trema di fronte allo spettro della grande
depressione, ma intanto il surplus commerciale cinese continua a lievitare. A
ottobre, il saldo import-export di Pechino ha stabilito un altro record,
raggiungendo quota 35,2 miliardi di dollari. Questa volta però il maxiavanzo
non è un indice di buona salute dell'economia. Al contrario, è un segnale
inequivocabile del suo progressivo deterioramento. A spingere in alta quota il
surplus commerciale di ottobre, infatti, è stata la brusca contrazione del
tasso di crescita delle importazioni (+15,6% rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente), che ha toccato il livello minimo dal giugno 2007.
Frattanto, anche le esportazioni hanno frenato la corsa, mettendo a segno un
incremento del 19,2% (il più basso degli ultimi quattro mesi), contro il +21,5%
registrato a settembre. Un fattore stagionale compendia efficacemente la
portata del rallentamento. «Storicamente, a ottobre il trade surplus cinese è
sempre cresciuto del 40% rispetto a settembre per effetto delle commesse
natalizie. Ma quest'anno l'incremento è stato solo del 20 per cento. Ecco
perché, nonostante il dato record, in realtà il trade surplus di ottobre è da
considerarsi sorprendentemente basso», spiega Ben Simpfendorfer, economista di
Royal Bank of Scotland. La frenata dell'import si spiega soprattutto con la
diminuzione degli ordinativi esteri dell'industria manifatturiera cinese. Circa
la metà del totale delle merci importate dalla Cina, infatti, vengono trasformate per poi essere riesportate sui
mercati esteri (il settore dell'elettronica funziona in gran parte così). La
brusca frenata del ritmo di crescita dell'import suona dunque come un
campanello d'allarme: le aziende esportatici stanno già avvertendo gli effetti
della crisi finanziaria internazionale e di conseguenza, hanno iniziato
a tagliare gli acquisti dall'estero. La seconda è legata al prezzo del petrolio
e delle materie prime. Il calo dei corsi delle commodities registrato negli
ultimi mesi ha ridotto sensibilmente il costo della bolletta energetica cinese,
perché il valore in dollari delle importazioni di greggio e materie prime è
sceso. Tuttavia, sottolineano gli analisti, i volumi degli acquisti mensili di
commodities da parte della Cina resta ancora robusto.
Ma la gelata è in arrivo. Lo dimostra la contrazione registrata a ottobre dalla
generazione dei volumi di energia e dagli introiti fiscali. Ma lo dimostra,
soprattutto, la discesa verticale del tasso d'inflazione, che a ottobre si è
attestato al 4%, il livello più basso degli ultimi 17 mesi. La repentina
discesa messa a segno dall'indice dei prezzi al consumo negli ultimi tempi (la
scorsa primavera l'inflazione viaggiava sui massimi del decennio) indica
chiaramente che le caldaie della congiuntura cinese stanno perdendo pressione.
«La domanda interna - avverte Tao Wang, economista di Ubs - sta rallentando
molto più rapidamente delle esportazioni. Gli investimenti domestici,
soprattutto quelli nel settore edilizio, sono la causa principale del
rallentamento dell'economia. In realtà l'export shock, di cui si parla molto in
questo periodo, non ha ancora colpito veramente la Cina».
Per evitare che nel 2009 la crescita del prodotto interno lordo scenda sotto
l'8% (in questo caso l'economia cinese "entrerebbe in crisi"),
domenica scorsa il Governo ha varato un piano di stimolo da 4mila miliardi di
yuan (580 miliardi di dollari). La manovra fiscale straordinaria è articolata
in quattro macroaree: l'innalzamento dei livelli di reddito delle fasce di
popolazione meno abbienti; la realizzazione di nuove infrastrutture di
trasporto e comunicazione; la tutela ambientale; la ricostruzione delle aree
colpite da calamità naturali, come terremoti e alluvioni. I massicci
investimenti a pioggia stanziati da Pechino hanno l'obiettivo di stimolare i
consumi e, soprattutto, gli investimenti domestici. «Se il piano sarà attuato
completamente, nel 2009 le nuove risorse liberate dal Governo dovrebbero
spingere il Pil dell'1,8%, attutendo così il rallentamento della congiuntura e
assorbendo parte della sovracapacità accumulata in alcuni settori industriali»,
sostiene Jiming Ha, economista di China International Capital Corporation. lucavin@attglobal.net
I NUMERI Nuovo record del surplus commerciale grazie alla relativa tenuta
dell'export L'aumento dei prezzi (4%) è il più basso da 17 mesi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-12 - pag: 16 autore:
Monete,l'oradel cane di Keynes di Pietro Alessandrini e Michele Fratianni I n periodi
di grave crisi finanziarie, come quella che stiamo vivendo, si torna alla
storia per fare confronti e trarre insegnamenti. I due eventi più gettonati del
secolo scorso sono la grande crisi degli anni 30 e l'accordo monetario di
Bretton Woods del
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-12 - pag: 16 autore: La
Bretton Woods-2 passa da un Fmi forte di Biagio Bossone * L a crisi in atto
preme sui leader mondiali perché adottino un sistema adeguato di governo della
finanza globale. Si parla di una Bretton Woods-2. Sebbene pochi abbiano ancora
idee chiare al riguardo, un orientamento che pare emergere porrebbe alla guida
del processo di cooperazione finanziaria internazionale un gruppo di Paesi che
ai G-7 assocerebbe quelli come Cina, India e
altri che hanno peso crescente nell'economia mondiale. Tale orientamento
prosegue la tendenza, ormai consolidata, di mantenere la guida del processo in
un ambito ristretto di Paesi e al di fuori dell'Fmi,che pure è l'organo
multilaterale preposto a sorvegliare sulla salute dell'economia globale.
Questa tendenza trova appiglio nei ripetuti fallimenti dell'Fmi di prevenire le
crisi finanziarie e nell'esser visto come istituzione inefficace, opaca e non
accountable. In realtà, i Governi fanno finta d'ignorare - e le opinioni
pubbliche ignorano - che l'Fmi è tanto efficace quanto i Governi (specie i più
grandi) vogliono che sia. La sua capacità di prevenire le crisi dipende dalla
volontà dei Governi di sostenerne l'azione di sorveglianza. Inoltre, l'Fmi è
assai più legittimo, trasparente e accountable di qualsivoglia Gruppo dei
grandi (G-7, G-10, G-20 ecc.) e i suoi meccanismi di rappresentanza, sebbene
perfettibili, danno ai Paesi quella voce che nessun Paese può avere se non
siede al tavolo dei Grandi. Recentemente, l'ex premier Giuliano Amato (si veda
Il Sole 24 Ore del 19 ottobre) ha richiamato l'esigenza di restituire efficacia
all'Fmi. Se i leader volessero davvero rafforzare il governo della finanza
globale, comincerebbero dal riformare l'unica istituzione finanziaria
multilaterale a partecipazione universale oggi esistente, rendendola meno
dipendente dai Gruppi dei grandi e più rispondente alla comunità
internazionale. Una riforma forte dovrebbe mirare ad almeno tre obiettivi.
Primo, porre l'International monetary and financial committee (Imfc) - il
comitato ministeriale dell'Fmi- al centro della politica finanziaria globale.
Irrigidito da un modus operandi largamente inadatto e offuscato dai Gruppi dei
grandi, l'Imfc raramente è fonte d'impulsi efficaci alla cooperazione
internazionale; più spesso si limita a recepire indirizzi decisi altrove dai
Paesi leader e a tradurli in mandati dell'Fmi. Tuttavia, l'Imfc ha il vantaggio
di essere l'unico organo finanziario ministeriale arappresentanza universale a
dimensione gestibile. Riunendo i responsabili delle finanze nazionali, l'Imfc
diventerebbe il luogo dove i Governi discutono l'agenda finanziaria
internazionale, concordano azioni collettive, verificano l'andamento delle
economie a rilevanza sistemica ed esercitano pressioni reciproche. All'Imfc
spetterebbe di stabilire le priorità strategiche dell'Fmi e di chiamare
l'executive board a render conto dell'operato dell'istituto. All'Imfc farebbero
riferimento le agenzie internazionali impegnate a vario titolo nella politica
finanziaria internazionale. Secondo, rafforzare l'executive board dell'Fmi. Con
poche eccezioni, i direttori esecutivi operano come rappresentanti dei Paesi
che li nominano. Il board è pertanto in larga misura eterodiretto da ufficiali
di Governo di un numero ristretto di Paesi, motivati da interessi nazionali o
da ciò che essi reputano essere l'interesse della comunità internazionale. E le
loro interazioni sono inadeguate per consentire al board d'incidere sulla
qualità dell'azione dell'Fmi. Superare i limiti richiede prassi di lavoro
sinergiche, il che presuppone indipendenza dei direttori esecutivi da singoli
Paesi e un loro operare collegiale. Quali amministratori, essi dovrebbero poter
esercitare autonoma capacità di giudizio, fungendo da diaframma fra volontà di
singoli Paesi, principi statutari dell'istituto e interessi collettivi. Ne
andrebbero pertanto modificati gli incentivi professionali, sancendone per
statuto l'autonomia, prevedendone la selezione fra professionisti di alta
reputazione, estendendone e rendendone irrevocabile il mandato e riconoscendo
loro garanzie di adeguato rientro. Infine, occorre rendere il management
accountable. Il board dovrebbe vigilare sul management per assicurare massima
qualità all'azione dell'Fmi, ma molti direttori esecutivi sono riluttanti ad
affrontare un management che è scelto sopra le loro teste, li sovrasta per
status e ha accesso diretto alle alte autorità nazionali. Inoltre, al managing
director e ai suoi vice spetta di presiedere il board e di guidare
l'amministrazione: perché mai dovrebbero volere che il board che essi
presiedono vigili con scrupolo sull'amministrazione che essi stessi guidano?
Separare i due ruoli, con un presidente del board scelto dai Governi e un
amministratore delegato scelto dal board, stabilirebbe un corretto rapporto di
poteri. Questi interventi rappresenterebbero un ritorno verso il
multilateralismo che fu la grande scelta di Bretton Woods e lo
accompagnerebbero con quel principio di bilanciamento dei poteri senza cui
qualunque sistema di Governo risulta illegittimo e, alla lunga, inefficace. *
Già membro del board di Banca Mondiale e Fmi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 23 autore:
Competitività. A Roma vertice tra gli imprenditori dei due Paesi - Nel 2008 le
esportazioni sono aumentate del 40% Brasile frontiera del made in Italy Lula:
«Il lavoro motore dell'economia» - Marcegaglia: «Dobbiamo fare di più»
Nicoletta Picchio ROMA Lo dice in conclusione: è il lavoro che deve essere il
vero motore dell'economia, non la speculazione finanziaria. Luiz Ignacio Lula
da Silva si prende l'applauso degli 800 imprenditori in sala, italiani e
brasiliani, mentre sollecita un maggiore scambio tra i due Paesi. Magari «una
settimana italiana in Brasile e una settimana brasiliana in Italia», come
tassello di un interscambio che è arrivato a 10 miliardi di dollari ma che per
il presidente del Brasile è ancora troppo basso. Rilancia la presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, dopo aver ascoltato i programmi imponenti in
infrastrutture annunciati dai ministri brasiliani: strade, ferrovie, porti,
impianti petrolchimici. «Dobbiamo fare ancora di più per rafforzare le
relazioni economiche», ha detto la presidente degli industriali.L'Italia,
secondo le cifre della Marcegaglia, negli ultimi anni ha avuto una performance
unica: nei primi sette mesi del 2008 le esportazioni italiane sono aumentate
del 40%, contro il 23% della media Ue; l'import dal Brasile è cresciuto del 10%
arrivando a 3,7 miliardi. «Siamo diventati il secondo fornitore europeo del
Brasile, dopo la Germania», ha insistito la Marcegaglia. Che però ha esortato
il Brasile a «non far prevalere logiche protezionistiche», riferendosi in
particolare alle «troppe barriere tariffarie» che ancora ostacolano
l'interscambio. La Marcegaglia ha auspicato politiche di apertura del mercato e
ha sollecitato un'intesa tra Ue e Mercosur per dare vita ad un'area di libero
scambio, pur privilegiando sempre la strada degli accordi multilateriali. Il
Forum economico ItaliaBrasile, che si è tenuto ieri in Con-findustria, è stata
una delle tappe della visita di Lula. Sul palco, Abi, Ice, Governo, nel solco
delle missioni di sistema, e protagonisti brasiliani, come Dilma Vana Roussef,
capo dello staff di Lula, Miguel Jorge, ministro dello Sviluppo, industria e
commercio, Paulo Skaf, numero uno della Confindustria brasiliana, Andrè
Puccinelli, Governatore del Mato Grosso del Sud. Per Confindustria, oltre alla
Marcegaglia, erano presenti il vice presidente per l'internazionalizzazione,
Paolo Zegna, quello per le infrastrutture, Cesare Trevisani, il vice presidente
dell'Ance, Giandomenico Ghella. Gli interventi dei brasiliani hanno
approfondito i programmi di investimento in infrastrutture e la Pac, il Piano
di accelerazione della crescita. Verranno costruiti, ha detto la Roussef, oltre
54mila chilometri di strade, una dorsale ferroviaria, 21 nuovi aeroporti,
porti. Per un primo lotto di queste infrastrutture le gare ci saranno in
primavera. è vero che la crisi frenerà la crescita del Pil, ma si sta
registrando un allargamento della classe media che è oggi il 51,6& della
popolazione. La Roussef ha ammesso che l'economia brasiliana deve aprirsi
all'estero: oggi questa fascia di Pil è il 13% contro il
37% della Cina. Anche Lula ha parlato di grandi opere: saranno costruite 5
nuove raffinerie, 29 nuove fabbriche di cemento, poli petrolchimici.
Comprensibile, quindi, che nelle prime file dell'auditorium di Confindustria
fossero seduti l'ad di Finmeccanica,Pierfrancesco Guarguaglini, quello delle
Ferrovie, Mauro Moretti, l'ad di Terna, Flavio Cattaneo, Gaetano
Maccaferri, gruppo impiantntistico di Bologna che lavora in Brasile già da
decenni, Corrado Antonini, presidente di Fincantieri, ( interessato, con
Finmeccanica, al potenziamento della can-tieristica: 122 navi a supporto
dell'industria petrolifera e per la Marina militare), Fabrizio Di Amato, numero
uno della Maire Tecnimont. «La crisi deve essere uno stimolo a crescere, non
bisogna farsi prendere dal panico», ha detto Lula, bocciando l'azione del Fmi e
sollecitando nuove regole, da definire anche con i Paesi emergenti. Il Brasile,
ha detto, è molto cambiato: per vent'anni siamo stati debitori, oggi siamo
creditori, con un debito pubblico rispetto al Pil di solo il 37% e una
dotazione di 207 miliardi di dollari di riserva disponibile. L'importanza dei
rapporti Italia- Brasile è stata sottolineata anche dal sottosegretario allo
Sviluppo, Adolfo Urso: l'Italia, ha detto, cresce soprattutto nei confronti
delle nuove economie, come Russia, India e Brasile, che è un'opportunità non
solo per le materie prime ma anche per il processo di industrializzazione che
ha avviato. Il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha confermato l'impegno
delle banche e un plafond per il Brasile di oltre 2 miliardi, utilizzato per il
64 per cento. Nel vertice a Villa Madama con il Governo, in matinata, erano
stati siglati un protocollo di intesa Italia-Brasile per le piccole imprese,
una lettera di intenti tra le Agenzia aeropsaziali italiana e brasiliana. LE
OPPORTUNITÁ Nel Paese sudamericano verranno costruite oltre 54mila chilometri
di strade, 21 aeroporti, porti e una dorsale ferroviaria
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 23 autore:
Moda. In calo le vendite in Usa e Europa Marzotto (Pitti): «Il tessile si
affida ai nuovi Paesi» Giulia Crivelli MILANO «Come imprenditori cerchiamo di
vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma la realtà è che in questo momento i
bicchieri sembrano vuoti. Qualche segnale positivo però c'è:nei primi sei mesi
dell'anno le esportazioni di tessile-abbigliamento hanno tenuto e i Paesi del
Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e quelli del
Golfo continuano a crescere: è lì che le aziende italiane dovranno concentrare
le loro energie perché in Europa e negli Stati Uniti fino al 2010 sarà molto
difficile vedere una ripresa dei consumi. Noi di Pitti Immagine, con le fiere
che organizzeremo nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 25 autore: Partnership
commerciale con la Vassalli Fabirl (mietitrebbie) Accordo
per Same in Argentina BOLOGNA Un nuovo impianto produttivo in Cina, una partnership in Argentina e brevetti nei bio carburanti, con
il primo trattore agricolo al mondo a doppia alimentazione, gasolio e olio di
colza puro. Sono queste alcune delle carte che il gruppo Same Deutz-Fahr,
controllato dalla famiglia Carozza, e titolare anche del marchio Lamborghini
trattori, intende giocare per continuare a crescere nel settore delle
macchine agricole. Nel 2009, tuttavia, il mercato sarà «più prudente» perchè
«anche in agricoltura decisivaè la disponibilità di credito, mentre stiamo
notando tra i nostri clienti un rallentamento nell'accesso a finanziamenti da
parte delle banche», spiega Andrea Bedosti, direttore vendite della società che
con il 45,1% controlla la Deutz Ag, leader nel settore dei motori diesel
industriali. Alle spalle uno sviluppo continuo negli ultimi anni, con un giro
di affari passato dai 936 milioni del 2005 ai 1.100 del 2007. «Molto positivo»
il 2008, con una previsione di crescita superiore al 10%, oltre quota 1.200
milioni. «Forte» l'espansione sul mercato russo dove dal prossimo gennaio sarà
«pienamente operativo» il nuovo Centro ricambi. Sarà pronto, invece, nella
prossima primavera l'impianto di assemblaggio in Cina
con previsione di uscita dei primi trattori, di potenza 80/100 Cv, alla fine
del 2009. Attivo da diversi anni lo stabilimento in India che produrrà nel 2008
circa 4mila trattori, di cui il 60% «reimportato in Europa ». A partire dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 25 autore:
Industria. Nel 2008 la produzione prevista in crescita del 10% - Alla fiera di
Bologna apre l'Eima Meccanica agricola a pieni giri Bene
gli ordini in Brasile, India e Cina: +24% le vendite a fine anno
Massimo Agostini BOLOGNA Mercato interno in crescita, nonostante i venti di
crisi. Comunque, in controtendenza rispetto ad altri settori manifatturieri. E
soprattutto export con incrementi a due cifre, in particolare nei Paesi
emergenti. I dati sull'andamento della meccanica agricola, presentati
ieri alla vigilia dell'Eima (l'esposizione internazionale organizzata da
Bologna Fiere e Unacoma Service, aperta fino al 16 novembre) per il momento
parlano chiaro. Tra gennaio e ottobre, in Italia, sono stati immatricolati
23.571 trattori, con un aumento dell'1,5% rispetto allo stesso periodo 2007.
Mentre le mietitrebbiatrici, nei primi dieci mesi, hanno fatto segnare un balzo
del 23,7%, recuperando ampiamente terreno dopo due anni consecutivi in
flessione. Per l'Unione nazionale dei costruttori il 2008 dovrebbe chiudersi
con una crescita della produzione di macchine agricole del 9,7%, raggiungendo
un valore di 8,3 miliardi. Per il 2009, invece, le previsioni per l'industria
dei trattori indicano una lieve flessione (1,4%). D'altra parte, l'Italia
continua a scontare il peso di costi di fattori produttivi e del lavoro più
elevati, oltre a limiti strutturali, come una superficie media delle aziende
agricole di appena
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-11-12 - pag: 35 autore:
Competitività. In Italia per PricewaterhouseCoopers la complessità del sistema
aggrava l'alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi
di 181 Paesi ribadisce l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia
terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La fotografia, non
certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della Penisola di attrarre
investimenti dall'estero, è stata scattata nell'indagine «Paying Taxes 2009»
realizzata da PricewaterhouseCoopers, Banca mondiale e Ifc, sulla base del
report «Doing Business 2009» che ha analizzato le caratteristiche dei sistemi
tributari di 181 Paesi. La performance italiana Non solo il total tax rates,
ovvero l'incidenza del carico fiscale e previdenziale sui profitti, colloca
l'Italia all'ultimo posto nella graduatoria della Ue e al 166esimo nel mondo,
con una pressione complessiva tra tasse sul reddito societario, imposte sul
lavoro e altre forme di prelievo che erode il 73% degli utili. Ma la
complessità del sistema tributario nazionale impone alle aziende altri costi
impliciti, se possibile ancora più salati in termini di competitività: l'Italia
infatti è 128esima nella speciale classifica della «semplicità degli
adempimenti fiscali e contributivi» e 133esima in quella del «tempo necessario
a gestirli». La ricerca ha individuato in Italia 15 distinti adempimenti per
soddisfare i quali sono mediamente impiegate 334 ore all'anno. Dal focus
emerge, in ogni caso, come il livello delle imposte italiane sul reddito
prodotto dalle società sia sostanzialmente in linea con quello dei principali
Paesi europei. E altrettanto può dirsi rispetto al numero di versamenti
effettuati nel corso dell'anno. Quello che fa peggiorare il modello fiscale
tricolore è l'Irap che rappresenta un'imposta anomala a livello internazionale
e pesa sul total tax rate italiano fino all'8 per cento. «Per l'Irap – spiega
Fabrizio Acerbis partner di PricewaterhouseCoopers –l'effetto della (quasi)
totale indeducibilità del costo del lavoro evidenzia come uno dei punti critici
del sistema fiscale italiano sia rappresentato dal rapporto datore- dipendente.
Occorre osservare poi come gli interventi legislativi volti alla riduzione del
cuneo fiscale sono stati solo parzialmente recepiti per l'anno oggetto di
analisi e che l'incidenza di tale imposta sul totale dovrebbe ridursi in
futuro». A far precipitare il ranking dell'Italia, nonostante gli sforzi
d'innovazione compiuti negli ultimi anni, sono le peculiarità del carico
fiscale relativo ai rapporti di lavoro dipendente e agli adempimenti chiesti ai
datori. Così, se è vero che l'aliquota nominale delle imposte sui redditi
societari (Ires e Irap) è inferiore al 40%, a causa dell'indeducibilità del
costo del lavoro e di oneri di altra natura come gli interessi passivi,
l'aliquota effettiva oltrepassa il 50%, superando quelle applicate nei Paesi
del G8 e nelle economie emergenti (Cina, Brasile e India). I Paesi più
«ospitali» Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti
fiscali sono Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e
Romania hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito,
Canada, Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda. Gli Stati con il
total tax rates più basso sono: Vanuatu (8,4%), Maldive (9%), Qatar (11,3%),
Kuwait (14,4%),Emirati arabi (14,4%),Arabia Saudita ( 14,5%), Bahrain (15%),
Zambia (16,1%), Botswana (17,1%) e Lesotho (18%). Il numero medio delle imposte
dovute da una società-tipo invece varia da un'area geografi-ca all'altra: si va
da una media di poco più di 8 nel Sud-est asiatico fino a 12 nei Paesi in più
forte crescita (Brasile, Russia, Indiae Cina). Anche
nelle singole aree si rilevano forti differenze: per esempio, nella Ue il
numero delle imposte varia dalle 5 della Svezia alle 16 dell'Austria. I
cambiamenti in atto Il report sottolinea, inoltre, alcuni tratti comuni
dell'evoluzione in atto nei sistemi fiscali dei Paesi più sviluppati (Italia
compresa). In primo luogo, il fatto che in diversi Paesi la strada della
semplificazione sia stata percorsa attraverso la telematizzazione dei pagamenti
e degli adempimenti in genere e la convergenza delle scadenze. In secondo
luogo, la diffusa tendenza alla riduzione delle aliquote. Anche in questo
senso, la riduzione dell'Ires al 27,5% e dell'Irap al
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-12 - pag: 44 autore: Tlc e
media. Il colosso inglese della telefonia mobile chiude il semestre con ricavi
e margini in aumento Vodafone, via al piano Colao Taglio dei costi, crescita
nei Paesi emergenti: il titolo sale del 6% Marco Niada LONDRA. Dal nostro
corrispondente Dopo l'espansione è giunto il tempo del consolidamento, con
maggiore controllo sui costi e recuperi di efficenza. Per rimodellare una
società che sarà soprattutto «più agile e più veloce ».Alla Vodafone,dopo
l'eradi Arun Sarin, è iniziata a pieno ritmo quella del nuovo Ceo, Vittorio
Colao, che ha dettato ieri, in occasione dei risultati semestrali, la propria
ricetta strategica. Gli ingredienti sono una crescita organica, con maggiore
penetrazione nei mercati emergenti, in Africa, Medio
Oriente e AsiaPacifico con enfasi su Cina, India ed
Egitto, mentre la Turchia prenderà più tempo.Ma l'espansione avverrà «solo in
alcuni grandi mercati interessanti». In Europa, dove i mercati sono maturi, ma
Italia e Germania continuano a fare bene mentre Spagna e Gran Bretagna perdono
colpi, ci saranno maggiori recuperi d'efficienza. Anche se nei mercati
emergenti la crescita dei costi sarà a propria volta tenuta sotto maggiore
controllo. In generale l'obiettivo della società è di ridurre i costi di un
miliardo di sterline da qui al 2011. Una notizia assai ben accolta ieri dal
mercato, al punto che il titolo del gruppo è schizzato quasi del 10% alla Borsa
di Londra, per poi chiudere in rialzo del 6,2% a 115 pence per azione. Colao
non ha scartato la possibilità di compiere acquisizioni, ma neppure cessioni,
da cui vengono però esclusi i 4 mercati europei principali dove, in particolare
«l'Italia va benissimo come sta andando ». Quanto a Verizon, la partecipata
negli Usa, Colao ha detto di volere legami operativi più stretti, anche se ha
messo in chiaro di «mantenere un atteggiamento aperto, dato che non ne
controlliamo la gestione». Sul fronte delle strategie operative ci saranno
sempre più sinergie tra le piattaforme tecnologiche, mentre la cura del cliente
avverrà a livello di ogni singolo mercato. Quanto ai prodotti, la massima
attenzione verrà posta alla trasmissione dati, alla banda larga e al settore
business. «La nostra strategia – ha detto Colao – è il riflesso delle mutate
condizioni economiche e di mercato e spingerà l'esecuzione con una continua
attenzione sul cash-flow». Colao non ha voluto criticare il predecessore,
limitandosi a rilevare che le condizioni sono cambiate e ci vogliono nuove
risposte. Nella prima metà dell'esercizio concluso a settembre, il colosso
mondiale delle telefonia mobile ha beneficiato della forte caduta della
sterlina, mettendo a segno un balzo del 17% dei ricavi a 19,9 miliardi di sterline
e del 10,5% dell'ebitda a 7,2 miliardi. Al netto delle variazioni valutarie, i
ricavi sono però saliti solo dello 0,9%,mentre l'ebitda ha ceduto il 2,2%. In
Europa i dati sono stati rispettivamente -1,1% e -2%, confermando la debolezza
del mercato del Vecchio continente, mentre nei Paesi emergenti i ricavi sono
balzati del 25,7% a 5,4 miliardi. Il dividendo è stato aumentato, ma in modo
cauto: + 3,2% a 2,57 pence per azione. Per l'intero esercizio la società ha
rivisto i ricavi in calo da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il
Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-12 - pag: 48 autore:
COMMODITIES In discesa oro, non ferrosi, cotone e soia I l rimbalzo di inizio
settimana aveva fatto ben sperare. Invece ieri è arrivata subito la doccia
fredda con ribassi generalizzati sulla quasi totalità delle borse commodities.
L'oro, ad esempio, al 2Ú fixing di Londra, ha praticamente annullato il
guadagno di lunedì, perdendo il 2,5%. In retromarcia anche argento (-3,5%),
platino (-6,7%) e palladio (-2,6%). Freddo anche il mercato dei non ferrosi,
che al London Metal hanno registrato cali generalizzati. Al settlement il rame
è tornato sotto quota 4mila, lo stagno sotto 15mila, il piombo ha perso l'8,9%.
Male anche zinco e nickel. Tra i coloniali, da evidenziare
l'ennesima flessione del cotone, oramai in caduta libera sulla scia del crollo
della domanda da parte della Cina. In leggero guadagno il cacao,
negativo invece lo zucchero. Sul fronte dei cereali, al Cbot da segnalare la
flessione del mais (-2,4%) e della soia (-3,4%).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24
Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-12 - pag: 48 autore: Petrolio. Prezzi
ai minimi da 19 mesi Timori di crisi Wti sotto i 60$ Roberto Capezzuoli Sui
mercati petroliferi è durata poco l'euforia per i 580
miliardi di dollari stanziati dalla Cina per stimolare
l'economia.Ieri hanno ripreso il sopravvento le pessimistiche considerazioni
che vedono alle porte la recessione e il conseguente indebolimento della
domanda. Al Nymex il future per consegna in dicembre è atterrato a 59,33
dollari al barile, il minimo dal 20 marzo del 2007, dopo aver toccato anche
punte di 58,32 $. All'Ice di Londra il contratto sul Brent si è spinto
persino sotto i 55 dollari, prima di chiudere a 55,71 $/bbl. Lo spunto che ha
dato il via alle vendite è venuto da alcuni analisti che in passato erano nello
staff dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'Energia, ente che rappresenta gli
interessi di 28 Paesi dell'Ocse. L'Aie oggi presenterà il suo Outlook annuale,
di cui sono già filtrate ampie anticipazioni, mentre domani pubblicherà il
rapporto mensile, che ha orizzonti temporali più ristretti. In questo
documento, dicono gli analisti, vedremo quasi certamente la terza riduzione
consecutiva (l'ottava quest'anno)delle stime sulla domanda mondiale di greggio
nel 2009. Il consumo medio l'anno prossimo rischia di assestarsi a 86,5 mbg
(milioni di barili al giorno), livello molto simile a quello stimato per l'anno
in corso. D'altra parte,dopo il timore espresso la scorsa settimana dal Fondo
Monetario Internazionale, secondo cui c'è il rischio di una recessione
simultanea in Giappone, Usa ed Europa, «ogni variazione della domanda di
petrolio con il segno più è da considerare una previsione ottimistica», per
Lawrence Eagles, traslocato in settembre dall'Aie alla Jp Morgan Chase.C'è ancora
chi pronostica qualche incremento dei consumi nel 2009, ma per Eagles
assisteremo a una flessione di 320mila barili/ giorno, la prima dall'83. E per
Ian Taylor, ceo del grande gruppo commerciale Vitol, il calo potrebbe essere
addirittura di un mbg. Difficile perciò che si ripresenti a breve una
situazione di scarsa capacità produttiva di riserva, anche se ai prezzi attuali
i nuovi progetti per sfruttare le sabbie bituminose canadesi perdono tutto il
loro appeal. DOMANI IL RAPPORTO AIE Gli analisti prevedono l'ennesima
correzione verso il basso delle stime sulla domanda mondiale nel prossimo anno
( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
XVIII - Bologna ThéÃtre Evasion del Burkina Faso stasera in scena "La
tigre" di Fo Il tema è serio ma il modo di affrontarlo meno. Si parla di
guerra, di spari e di morte ma se a farlo è Dario Fo tutto si trasforma in
parodia sottile ed esilarante. Questa sera alle 21 al Teatro Tivoli (via
Massarenti 418, 051.342934) va in scena «Le tigre» che ThéÃtre Evasion del
Burkina Faso ha tratto da «La storia della tigre» scritto dal nostro «buffone»
da nobel, per la regia di Luca Fusi e di Ildevert Meda. Siamo
in una Cina immaginaria, lontana e fiabesca, afflitta da una guerra
terribile. Un luogo che potrebbe essere mille altri dove si massacrano
innocenti e donne e bambini diventano obiettivi militari. Fo ci fa guardare a
tutto questo attraverso gli occhi di un soldato ferito. Lasciato
indietro dai suoi commilitoni è costretto a rifugiarsi in una grotta dove vive
una tigre con i suoi cuccioli, vittima pure lei della guerra e della pioggia
battente, che diventa solidale compagna di sventura. (c. pil.)
( da "Avvenire" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina
CRONACA 12-11-2008
RAPPORTO CONFESERCENTI Una foto inquietante emerge dall'analisi di Sos Impresa:
180mila negozianti vittime dell'usura In Campania il record di importi
protestati: 736 milioni di euro Criminalità: un giro d'affari da 130 miliardi
all'anno Ogni giorno una massa di denaro passa dalle tasche di commercianti e
imprenditori a quelle dei mafiosi attraverso i prestiti a strozzo e il racket
DA ROMA LUCA LIVERANI È la capofila delle aziende italiane, un gruppo
imprenditoriale capace di un fatturato annuo di 130 miliardi di euro con un
utile netto vicino ai 70 miliardi al netto degli investimenti, capillarmente
diffusa nel Mezzogiorno d'Italia e con presenze importanti nel Centro-Nord. Ma
non è il vanto del Made in Italy. È il braccio economico delle mafie italiane,
diversificato e potente, vero cappio al collo dell'economia legale, handicap
invalidante per lo sviluppo di grandi aree del Paese. Solo il ramo commerciale
del crimine organizzato supera i 92 miliardi, una cifra che equivale al 6% del
prodotto interno lordo. Qualcosa come dieci finanziarie. È una fotografia
inquietante quella che emerge dal rapporto Sos Impresa della Confesercenti,
presentato ieri a Roma. Un usuraio su dieci è mafioso. «Ogni giorno si legge
nel dossier una massa enorme di denaro passa dalle tasche dei commercianti e
degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi, qualcosa come 250 milioni di
euro al giorno, 10 milioni l'ora, 160 mila euro al minuto». Come? Innanzitutto
attraverso i prestiti ' a strozzo': i commercianti sotto usura sono circa 180
mila, in aumento rispetto all'anno passato. Non solo: dato che gli
indebitamenti avvengono spesso «con più strozzini, le posizioni debitorie
possono essere ragionevolmente stimate in oltre 500.000». Il giro d'affari dei
'cravattari' è stimabile in circa 15 miliardi di euro. Ed Il dato più grave è
che almeno 50.000 di queste sono con associazioni per delinquere di tipo
mafioso finalizzate all'usura. Gli interessi sono, ormai stabilizzati oltre il
10% mensile, ma cresce il capitale richiesto e gli interessi restituiti.
Campania, Lazio e Sicilia da sole raccolgono un terzo dei commercianti
coinvolti. Negozi nelle mani dei clan grazie al racket. Poi c'è il racket delle
estorsioni, che vede «sostanzialmente invariato il numero dei commercianti taglieggiati
». Il rapporto segnala nel settore «una lieve contrazione » che però non è
affatto una buona notizia, perché è «dovuta al calo degli esercizi commerciali
e all'aumento di quelli di proprietà mafiosa». In Campania si registra poi il
record degli importi protestati (736.085.901 euro), seguono Lombardia e Lazio.
E sempre il Lazio (5,34%), la Campania (4,46%) e la Calabria (3,53%) sono le
regioni con il più alto numero di protesti in rapporto alla popolazione
residente. Napoli è poi la città che lo scorso anno ha fatto registrare più
fallimenti (7,2%), il 15% del totale nazionale. In calo invece il contrabbando,
a favore di altre attività illecite come il gioco clandestino, le scommesse e
l'abusivismo che movimenta 10 miliardi l'anno. E la contraffazione alimentare.
Contraffazioni alimentari in crescita. Un settore in rapida crescita, quello
delle truffe alimentari: falsificazione di date di scadenza sulle etichette di
prodotti, macellazione clandestina, riconfezionamento abusivo di alimenti
andati a male. Tutte minacce alla salute dei consumatori che portano a casa
prodotti la cui provenienza e il cui percorso rimangono un'incognita
impossibile da svelare con la semplice lettura di etichette o certificati
alimentari. Nel 2008 infatti sono stati il 93% in più i sequestri effettuati
dai carabinieri dei Nas relativi ai generi alimentari. Il valore dei sequestri
tra il 2005-2007 è stato di 7,8 milioni di euro, mentre nei soli primi otto
mesi del 2008 si è raggiunta la cifra di 15,1 milioni di euro. La minaccia
alimentare alla salute oggi viene con sempre maggior intensità dall'estero.
Russia, Ucraina, Georgia, Moldavia, India e Cina, tutti paesi con blandi parametri di sicurezza e organi di
controllo facilmente corruttibili che si prestano a frodi e traffici spietati.
In vigorosa ripresa anche un crimine d'altri tempi, l'abigeato, ovvero il furto
di bestiame. Il mercato ittico nel mirino del crimine. A proposito di
settore alimentare: il fatturato del mercato ittico sta attirando l'interesse
del crimine, sempre alla ricerca di introiti redditizzi: senza calcolare la
pesca di frodo, il settore, forte di 8.500 negozi al dettaglio, garantisce alle
mafie un introito di 2 miliardi l'anno. La Fao poi segnala che il 75% del pesce
sul mercato mondiale è pescato illegalmente. Dalle mafie nazionali, ma anche
russa, cinese e giapponese. Le truffe delle ricariche telefoniche. Le mafie
comunque sanno aggiornarsi. E sono in grado di lucrare anche nel settore delle
ricariche telefoniche: la scoperta di una truffa da 50 milioni ai danni della
Tim ha rivelato una vasta organizzazione che coinvolge bande pakistane,
camorristi e imprese che gestiscono servizi telefonici a pagamento, come gli
899.