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DOSSIER “CINA”

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T ARTICOLI DEL 11-12 novembre 2008 #TOP



Report "Cina"

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Indice delle sezioni

Cina (37)


Indice degli articoli

Sezione principale: Cina

il made in italy va nello spazio quei satelliti nati sulla tiburtina - alessandra paolini ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: qui è la Cina dopo il terremoto. Le autorità del Paese ci avevano chiesto di capire se questa diga aveva retto al sisma e se quindi si potevano mandare i soccorsi», spiega l´ingegner Fagioli, responsabile del progetto, mentre mostra un´immagine che ritrae in bianco e nero una piccolissima porzione del globo visto dall´alto.

film d'autore e diritti umani - antonio tricomi ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: in collaborazione con il Festival de cine de derechos humanos di Buenos Aires e con le associazioni dei quartieri napoletani interessati. Si comincia oggi nella scuola media Russo II, comprensorio di Pianura e Soccavo, con il tema "Le nuove intolleranze". Alle 9.30 proiezioni e incontri con Prospero Bentivenga e Adelaide Di Nunzio, rispettivamente autori di "

Politiche fiscali coordinate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Brown ha peraltro elogiato il pacchetto di stimolo da 600 miliardi varato dalla Cina, ha plaudito all'allentamento temporaneo delle regole del patto di stabilità della Ue, ha sottolineato l'importanza del pacchetto fiscale varato in Germania e ha detto che «lo stesso presidente americano eletto, Barak Obama, ha già manifestato l'intenzione di muoversi nella stessa direzione».

Il New Deal di Pechino ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: «Se cede anche la Cina, è la fine», è il refrain che circola da settimane nel mondo degli affari a New York, a Bruxelles, a Roma a Tokyo. Con questo maxi-piano, varato non casualmente proprio alla vigilia della riunione del G-20, la leadership cinese ha rassicurato anche gli scettici.

I provvedimenti cinesi danno ossigeno al petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: oltre che dalla Cina, anche dalle Borse azionarie e dai Paesi dell'Opec. Il punto più basso dei prezzi rappresenta anche il minimo da oltre un anno e mezzo, un campanello d'allarme scosso violentemente sia dalla caduta dei titoli General Motors, sia dal poco rassicurante bilancio trimestrale di Fannie Mae, sia infine dalla robusta iniezione di liquidità necessaria per Aig.

Trichet: in vista altri tagli dei tassi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina. Dalla riunione deibanchieri centrali è emerso il consenso che l'azione di stimolo debba essere perseguita da tutti i Paesi che abbiano spazio di manovra nei loro conti pubblici. «Questo può aumentare la crescita e ridurre i rischi globali», ha detto Trichet, il quale ha ammonito però che un'azione di espansione fiscale da parte di quei Paesi che non hanno i conti in ordine

Wall Street, il piano-Aig non basta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: iniezione di fiducia da 586 miliardi di dollari targata Cina ha permesso alle Borse asiatiche e a quelle europee di rialzare temporaneamente la testa e ai tassi interbancari di scendere ancora di un gradino. La maxi operazione, però,non è riuscita ad arginare la discesa di Wall Street che dopo essere partita in guadagno ha chiuso la seduta con il Nasdaq in calo dell'1,

Senza Titolo 2 ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Gli emendamenti varati a ottobrespiega ancora in una videointervista sul sito del Financial Times- servono ad allinearci agli Usa in una fase in cui non era possibile il contrario. Ma gli Ias/Ifrs sono e saranno sempre più i principi adottati non solo in Europa bensì, entro il 2011, anche da tutta l'Asia,India, Cina, Australia e Canada». BLOOMBERG

Ammortizzatori sociali per le Murge ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Italia è stata superata dalla Cina e ora rischia di esserlo anche dalla Polonia, come confermano i dati del 2007, che vedono il primato cinese con quasi il 29% del mercato, al secondo posto l'Italia con quasi il 16% e a seguire la Polonia con il 13 per cento. I dati della crisi si riflettono soprattutto sullo storico distretto del mobile imbottito dell'

Troppe regole tra Italia e Cina ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Troppe regole tra Italia e Cina» Cresce l'interscambio commerciale - Le imprese: un'economia in cui investire Rita Fatiguso MILANO «La Cina fa il suo mestiere, noi dobbiamo fare il nostro. Il problema non è la Cina, ma le troppe regole del nostro mercato europeo». Premesse tranchant, quelle del ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle prese con «

L'intervento. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: habitué delle riunioni della Fondazione Italia-Cina, in prima fila anche in occasione della cerimonia di presentazione del nuovo ambasciatore cinese Sun Yuxi, poche settimane fa, tira il fiato e passa all'affondo. «Signor ministro, i mercati hanno bisogno di un segnale. A partire dai banchieri, responsabili del dissesto finanziario.

Sul cotone il gelo della crisi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Australia e Cina. La reazione dei listini al Chicago Board of Trade sono state limitate: i prezzi del frumento hanno perso lo 0,2%, chiudendo a 520 cents per bushel. Non sembra fermarsi invece la riduzione dei consumi di cotone. Il comparto tessile, colpito duramente dalla crisi economica in atto, assorbirà infatti 119,

Subito il Cipe sugli investimenti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina. Assicura che tutti i Governi europei hanno aspettato a muoversi per avere a disposizione i dati certi e condivisi forniti dall'Eurogruppo che fotografano una grave situazione di crisi economica per fine anno e per il 2009. Il Governo italiano si muoverà in Europa forte anche della «messa in sicurezza della Finanziaria già a luglio»

Il Pil in frenata non soffoca le ambizioni di leadership ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: assimilazione agli altri principali Paesi emergenti, come India e Cina, nel gruppo dei cosiddetti Bric e la capacità di Lula di proporsi come un interlocutore dei leader dei "grandi" sono tutti elementi del nuovo protagonismo brasiliano. Che nei prossimi mesi dovrà dimostrare di saper sopravvivere a una crisi che non è solo un affare nordamericano.

Scambi, alla ricerca della fiducia perduta ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: uomo della strada americano che imputa alla Cina o all'India la perdita di posti di lavoro. Ma anche di quanti nel mondo globalizzato - dalla Colombia alla Corea del Sud (vedi pag.31), dal Giappone al Brasile- temono le tentazioni protezionistiche del nuovo inquilino della Casa Bianca, il democratico Barak Obama, che deve la sua vittoria anche ai sindacati Usa.

La guerra giusta secondo Pechino ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: secondo Pechino I nuovi principi politici nella Cina di oggi sono la pace ( heping), lo sviluppo ( fazhan) e la cooperazione ( hezuo). Il nuovo ruolo che i cinesi si assegnano è di creare una società in armonia ( hexie shehui) in un mondo in armonia ( hexie shijie). Ma la sua crescita economica,tecnologica e militare viene percepita anche come un rischio da molti Paesi,

tremonti: "aiuti all'economia entro natale" tesoretto solo virtuale per i redditi bassi - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina. Per Tremonti deve ripartire la domanda pubblica «europea e nazionale» e la strada da praticare potrebbe essere l´emissione di titoli della Bei volta a reperire risorse a favore dello sviluppo dei paesi dell´Unione. Ma il ministro dell´Economia ha rivolto anche lo sguardo al nostro paese spiegando che in Italia la «

il mondo dei poveri può fare notizia - paolo rumiz ( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: come la Cina e l´India, stanno rialzando la testa. Coerentemente, editore e autore hanno deciso di dare in beneficenza i proventi dell´opera, all´associazione italiana «Water for life», fondata dall´italiano Elio Sommavilla, che da un quarto di secolo si batte contro la guerra e la miseria in Somalia, uno dei luoghi più disgraziati della Terra.

Ai cristiani perseguitati: che cosa sarebbe il cristianesimo senza croce? ( da "Avvenire" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: delle Filippine, dell'Indonesia e della Cina, dell'Egitto e del Libano, alle comunità d'Israele e della diaspora palestinese; e anche a te, Romero, mio fratello, a te, don Santoro, a te, don Puglisi, a te, sorella Annalena, a voi, monaci di Tibhirine, un saluto di pace e di fortezza nel Signore Gesù.

Lula all'Italia: allargare subito il vertice dei Grandi ai Paesi emergenti ( da "Unita, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: il tema della maggiore partecipazione del G5 (Brasile, India, Cina, Messico e Sudafrica, ndr.) al vertice G8 della Maddalena. perchè «non ha più senso che temi che riguardano tutta l'umanità continuino a essere discussi solo dai Paesi ricchi». In attesa della risposta del Cavaliere, Lula incassa il sì convinto di Giorgio Napolitano.

La Finanziaria non cambia ( da "Unita, L'" del 11-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: ieri, intervenendo a un dibattito dell'associazione Italia-Cina ha continuato a puntare il dito contro una globalizzazione troppo frettolosa. Ma stavolta non se l'è presa tanto con i cinesi, quanto con gli europei ancora lontani da una politica comune. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

la vita spericolata del pittore-soldato - tano gullo ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Cin cin alla poesia e all´arte. Poi il tempo lo ghermisce. Finisce sulla strada a chiedere l´elemosina in preda ai fantasmi della follia. Allucinazioni, senza la consolazione di poterle trasferirle sulla tela. «Alla sua morte, avvenuta il 9 febbraio del 1917 a Parigi-Asnières - scrive Antonio Randisi nella sua biografia "

appare a mezzanotte il cavaliere della morte - tiziana cozzi ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Lo scorso anno, alla messa in vendita di una nuova fase del gioco (chiamata "sviluppo") sono state vendute tre milioni e mezzo di autorizzazioni nelle prime 24 ore. Tradotto in otto lingue, l´universo di Warcraft accoglie adepti in Russia, Cina, Corea, Australia e Nuova Zelanda.

crisi salotto, natuzzi rilancia "un nuovo tavolo tecnico" - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Paesi emergenti come la Cina hanno approfittato delle difficoltà cui le nostre imprese andavano incontro, visto che i processi innovativi avviati non erano stati completati, ora è la stessa Cina a trovarsi in forti difficoltà. I controlli dei distributori europei sulla qualità dei prodotti si sono fatti più serrati nei loro confronti e vengono richieste maggiori garanzie"

Locomotiva cinese già in frenata ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: totale delle merci importate dalla Cina, infatti, vengono trasformate per poi essere riesportate sui mercati esteri (il settore dell'elettronica funziona in gran parte così). La brusca frenata del ritmo di crescita dell'import suona dunque come un campanello d'allarme: le aziende esportatici stanno già avvertendo gli effetti della crisi finanziaria internazionale e di conseguenza,

Monete,l'oradel cane di Keynes ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: fino alla situazione attuale che vede la Cina come principale creditore. Il valore del dollaro, non più convertibile in oro, è sostenuto dalla convenienza di molti Paesi creditori a non rivalutare le proprie monete e degli Usa a riaffermare la stabilità del dollar standard. Gli aggiustamenti del cambio si sono scaricati sull'euro, nonostante sia la moneta dell'

La Bretton Woods-2 passa da un Fmi forte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: 7 assocerebbe quelli come Cina, India e altri che hanno peso crescente nell'economia mondiale. Tale orientamento prosegue la tendenza, ormai consolidata, di mantenere la guida del processo in un ambito ristretto di Paesi e al di fuori dell'Fmi,che pure è l'organo multilaterale preposto a sorvegliare sulla salute dell'economia globale.

Brasile frontiera del made in Italy ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: contro il 37% della Cina. Anche Lula ha parlato di grandi opere: saranno costruite 5 nuove raffinerie, 29 nuove fabbriche di cemento, poli petrolchimici. Comprensibile, quindi, che nelle prime file dell'auditorium di Confindustria fossero seduti l'ad di Finmeccanica,Pierfrancesco Guarguaglini, quello delle Ferrovie, Mauro Moretti,

Marzotto (Pitti): Il tessile si affida ai nuovi Paesi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: India e Cina) e quelli del Golfo continuano a crescere: è lì che le aziende italiane dovranno concentrare le loro energie perché in Europa e negli Stati Uniti fino al 2010 sarà molto difficile vedere una ripresa dei consumi. Noi di Pitti Immagine, con le fiere che organizzeremo nel 2009, a partire da Pitti Uomo,

Accordo per Same in Argentina ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Accordo per Same in Argentina BOLOGNA Un nuovo impianto produttivo in Cina, una partnership in Argentina e brevetti nei bio carburanti, con il primo trattore agricolo al mondo a doppia alimentazione, gasolio e olio di colza puro. Sono queste alcune delle carte che il gruppo Same Deutz-Fahr, controllato dalla famiglia Carozza, e titolare anche del marchio Lamborghini trattori,

Meccanica agricola a pieni giri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Eima Meccanica agricola a pieni giri Bene gli ordini in Brasile, India e Cina: +24% le vendite a fine anno Massimo Agostini BOLOGNA Mercato interno in crescita, nonostante i venti di crisi. Comunque, in controtendenza rispetto ad altri settori manifatturieri. E soprattutto export con incrementi a due cifre, in particolare nei Paesi emergenti.

La burocrazia rincara le tasse ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Cina, Brasile e India). I Paesi più «ospitali» Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti fiscali sono Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e Romania hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito, Canada, Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda.

Vodafone, via al piano Colao ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Medio Oriente e AsiaPacifico con enfasi su Cina, India ed Egitto, mentre la Turchia prenderà più tempo.Ma l'espansione avverrà «solo in alcuni grandi mercati interessanti». In Europa, dove i mercati sono maturi, ma Italia e Germania continuano a fare bene mentre Spagna e Gran Bretagna perdono colpi, ci saranno maggiori recuperi d'efficienza.

In discesa oro, non ferrosi, cotone e soia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Tra i coloniali, da evidenziare l'ennesima flessione del cotone, oramai in caduta libera sulla scia del crollo della domanda da parte della Cina. In leggero guadagno il cacao, negativo invece lo zucchero. Sul fronte dei cereali, al Cbot da segnalare la flessione del mais (-2,4%) e della soia (-3,4%).

Timori di crisi Wti sotto i 60$ ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: euforia per i 580 miliardi di dollari stanziati dalla Cina per stimolare l'economia.Ieri hanno ripreso il sopravvento le pessimistiche considerazioni che vedono alle porte la recessione e il conseguente indebolimento della domanda. Al Nymex il future per consegna in dicembre è atterrato a 59,33 dollari al barile, il minimo dal 20 marzo del 2007, dopo aver toccato anche punte di 58,

théãtre evasion del burkina faso stasera in scena "la tigre" di fo ( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Siamo in una Cina immaginaria, lontana e fiabesca, afflitta da una guerra terribile. Un luogo che potrebbe essere mille altri dove si massacrano innocenti e donne e bambini diventano obiettivi militari. Fo ci fa guardare a tutto questo attraverso gli occhi di un soldato ferito.

Criminalità: un giro d'affari da 130 miliardi all'anno ( da "Avvenire" del 12-11-2008)
Argomenti: Cina

Abstract: Georgia, Moldavia, India e Cina, tutti paesi con blandi parametri di sicurezza e organi di controllo facilmente corruttibili che si prestano a frodi e traffici spietati. In vigorosa ripresa anche un crimine d'altri tempi, l'abigeato, ovvero il furto di bestiame. Il mercato ittico nel mirino del crimine.


Articoli

il made in italy va nello spazio quei satelliti nati sulla tiburtina - alessandra paolini (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Pagina XIV - Roma Il made in Italy va nello spazio quei satelliti nati sulla Tiburtina Produzioni hi-tech nell´avveniristica fabbrica dell´Alenia Una joint-venture con la francese Thales ha dato vita a ?Cosmo Sky Med´ lanciato in ottobre Le tecniche più sofisticate di monitoraggio per fotografare ogni dettaglio terrestre ALESSANDRA PAOLINI Dicono che quando uno di quei satelliti va su nel cielo gli ingegneri quasi piangono. «E´ come un figlio che va via da casa, solo che il figlio lo vedi ogni tanto. Lui no». E´ strana l´atmosfera che si respira varcando i cancelli della Thales Alenia Space, una joint-venture italo francese tra Thales e Finmeccanica: sembra di entrare dritti dritti nel set di un film di fantascienza alla George Lucas. Ecco, togliete il "fanta" perché in questo grande complesso sulla Tiburtina accanto a capannoni industriali, sprazzi di campagna e le indicazioni stradali per le acque Albule di Tivoli, pezzo per pezzo, si costruiscono realissime "Ferrari dello spazio". Così, l´ingegner Sandro Fagioli ama definire le sue creature, eccellenze a livello mondiale dell´industria aerospaziale. L´ultima, in ordine di costruzione, si chiama "Cosmo Sky Med 3", ed è il terzo satellite del programma spaziale italiano che dal 24 ottobre ruota intorno alla Terra. E´ stato lanciato dalla base americana di Vandenberg, in California e insieme agli altri due "fratelli" in orbita dallo scorso anno, osserva e fotografa il pianeta. «Vede, qui è la Cina dopo il terremoto. Le autorità del Paese ci avevano chiesto di capire se questa diga aveva retto al sisma e se quindi si potevano mandare i soccorsi», spiega l´ingegner Fagioli, responsabile del progetto, mentre mostra un´immagine che ritrae in bianco e nero una piccolissima porzione del globo visto dall´alto. Poi di fotografia ne indica un´altra: «Questo è il delta del Po - Ecco, in questo punto esatto le acque dolci si toccano con quelle salate. E se si fa attenzione, si scorgono pure gli allevamenti di cozze». "Cosmo Sky med" serve a questo: a monitorare la terra per preservarla. E´ un sistema di osservazione per scopi civili e militari con l´obiettivo di prevenire catastrofi, aiutare le autorità a intervenire in situazioni di emergenze ambientali, capire cosa sta accadendo sulla terra ogni tot di ore. E´ costato mille milioni di euro il programma, nato da un accordo tra l´Agenzia Spaziale italiana e il ministero della Difesa. Quando nel 2010 il quarto, e ultimo satellite, sarà lanciato, sulla base terrena arriveranno fino a 1.800 foto al giorno. Di notte, di mattina e qualunque sia la situazione atmosferica al momento degli scatti. «Questa è la vera novità», spiega con orgoglio l´ingegnere Mauro Petruccioli. «Gli americani hanno anche loro un sistema del genere, ma le foto non possono farle sempre. Solo di giorno perché i loro satelliti si basano su un sistema ottico». Le scene del sistema made in Italy, invece, si sono fatte via via che i Cosmo sky med sono stati lanciati sempre più accurate. «Possiamo discriminare un oggetto fino a un metro - racconta Fagioli - ancora più attente e particolareggiate le riprese dei siti militari. Ma non posso dire di più... scatta il top secret». E´ serrato il controllo per chi entra negli stabilimenti. Del resto è qui che pezzo per pezzo vengono costruiti i satelliti. Ed è sempre qui che si simula ciò che poi accade tra le stelle. Per accedere alla "Clean room", ovvero la camera pulita - 3.500 metri quadrati dalle pareti grigie - bisogna vestirsi da chirurghi. Camice, cuffia, copriscarpe, braccialetti elettrostatici. Si fa così per non alterare l´aria dove c´è una sola particella di polvere ogni 100 mila di ossigeno. Un paradiso per chi soffre d´allergie. Curvi sui "tavoli operatori" ecco un centinaio di ingegneri, quasi tutti maschi. «Le donne sono in aumento e sono sempre le più brave», spiega Fagioli che si emoziona quando passa davanti a un pezzo di quello che diventerà il quarto "Cosmo Sky med". C´è gente all´opera anche nella camera a "Termovuoto". In questo stanzone si simulano le condizioni di lavoro del satellite: dallo stress che subisce nel momento più delicato, quello del lancio, all´escursione termica che lassù può passare da meno 250 gradi centigradi a più 300. Tutto dipende da dove sta il sole. Infine approdiamo nella sala "Anecoica", un open space imbottito di una sorta di materiale ovattato. Ricorda un po´ quelle sale d´incisione fatte in casa negli anni Settanta. E ´invece il luogo dove si provano le antenne, dove si testa l´attività supertecnologica dei satelliti. Alti poco più di tre metri e mezzo, sono sgraziati e asimmetrici: ma sono i grandi spioni dei tempi moderni, e operano a fin di bene.

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film d'autore e diritti umani - antonio tricomi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Pagina XII - Napoli Film d´autore e diritti umani La rassegna Le libertà calpestate in Argentina e Cile negli anni ?70 rappresentate dal regista Fernando Solanas e dagli Inti Illimani ANTONIO TRICOMI La periferia è anche uno stato d´animo. E il cinema può raccontarlo, così come racconta la lotta dell´uomo per la sua dignità. Il primo Festival del cinema dei diritti umani parte da Pianura e Soccavo e tocca Scampia, Ponticelli ed Ercolano per concludersi alla Sanità. Periferia dunque non solo in senso geografico (Ercolano è comune a sé e la Sanità è nel cuore di Napoli) ma anche simbolico. Ospiti d´onore il regista argentino Fernando Solanas e gli Inti Illimani, due simboli della resistenza ai regimi militari di ispirazione fascista che hanno dominato rispettivamente l´Argentina e il Cile negli anni Settanta del secolo scorso. Solanas presenterà in anteprima giovedì sera al Pierrot di Ponticelli il suo nuovo film "La proxima estacion", gli Inti Illimani si esibiranno sabato sera nella chiesa sconsacrata di piazzetta San Vincenzo alla Sanità. La manifestazione è promossa dall´associazione culturale "Cinema e diritti" in collaborazione con il Festival de cine de derechos humanos di Buenos Aires e con le associazioni dei quartieri napoletani interessati. Si comincia oggi nella scuola media Russo II, comprensorio di Pianura e Soccavo, con il tema "Le nuove intolleranze". Alle 9.30 proiezioni e incontri con Prospero Bentivenga e Adelaide Di Nunzio, rispettivamente autori di "World Napoli" e di "Napoli villaggio globale". Dalle 17, nell´auditorium della scuola media Italo Svevo, cortometraggi di videomaker locali sulle nuove intolleranze. Alle 19 tavola rotonda con le associazioni operanti sul territorio, segue degustazione di cucina somala. Alle 20.30 proiezione di corti argentini e alle 22 concerto dei Maikad e di gruppi locali. Il tema affrontato domani a Scampia è "Le carceri". Proiezione di documentari italiani alle 9 nell´auditorium dell´Istituto professionale di Miano, alle 17 tavola rotonda nella sede del centro Alberto Hurtado con documentari in tema, alle 21 proiezione del documentario di Lara Rastelli "Nisida - Crescere in prigione". L´appuntamento serale con Solanas giovedì a Ponticelli concluderà una giornata di proiezioni e di incontri sul tema "Paesaggi e passaggi". Venerdì la manifestazione si sposta a Ercolano per affrontare il tema "Diritti e rovesci" e si conclude alle 21 al Museo archeologico virtuale con la proiezione del film argentino "La dignità degli ultimi". Sabato gran finale alla Sanità, il tema è "Spazi pubblici". Tutto a ingresso libero. Servizio navetta con partenza da piazza Municipio, sosta a piazza Garibaldi e ritorno. «Il festival - afferma Isadora D´Aimmo, assessore provinciale alla Pace e all´Immigrazione - si avvale di una salda collaborazione tra le forze politiche e culturali che, attraverso uno strumento popolare e incisivo come il cinema, puntano l´attenzione su quei cittadini che vivono ai margini della società».

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Politiche fiscali coordinate (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Gordon Brown: i Governi devono concertare le decisioni «Politiche fiscali coordinate» Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente Gli incontri del G-20 a Washington nel prossimo week-end saranno cruciali. I grandi della Terra «saranno chiamati a creare un consenso e a costruire una nuova Bretton Woods con un Fondo monetario riformato e moderno che offra, tramite la supervisione di ogni economia, un sistema di allarme anticipato ("early warning") che porti a un meccanismo di prevenzione delle crisi su scala globale». La proposta è giunta da Gordon Brown durante il discorso annuale al banchetto della Mansion House (il "Comune" della City di Londra) in cui il premier britannico dà le linee generali di politica economica. Brown, che ha avuto un ruolo guida nella manovra di tamponamento della crisi finanziaria globale, ha peraltro posto l'enfasi sulla necessità di politiche fiscali coordinate a livello mondiale per uscire dalla recessione che attanaglia il pianeta. Il Primo ministro ha presentato un piano in cinque punti per uscire dalla crisi. In primo luogo, ha rilevato, deve proseguire la manovra di ricapitalizzazione delle banche perché tornino a prestare a famiglie e imprese. A cui va abbinato un piano d'azione immediato, per impedire che la crisi finanziaria investa Paesi con redditi medi. Dunque l'Fmi va dotato di nuove risorse. In terzo luogo ci vuole un accordo commerciale che eviti l'avvio di egoistiche politiche bilaterali che spuntano ogni volta che c'è una recessione. Quarto: la riforma del sistema finanziario in base ai principi di integrità, trasparenza, responsabilità, un sistema bancario sano e una governance globale con coordinamento su scala internazionale. Infine Brown ha posto l'enfasi sull'aspetto più importante: un maggiore coordinamento delle politiche fiscali e monetarie per stimolare l'economia mondiale. Quest'ultimo tasto è quello su cui recentemente Brown ha battuto di più in casa propria, chiedendo al contempo un consenso mondiale. Dopo la stabilizzazione coordinata del sistema finanziario, secondo Brown, «i benefici delle politiche fiscali adottate dai vari Paesi saranno tanto più importanti se queste verranno concertate e distribuite equamente per mantenere la domanda mondiale ». Secondo il premier «c'è ormai un crescente consenso internazionale sul fatto che Paesi come la Gran Bretagna, che hanno un basso debito, mantengano la spesa pubblica elevata ». Brown ha peraltro elogiato il pacchetto di stimolo da 600 miliardi varato dalla Cina, ha plaudito all'allentamento temporaneo delle regole del patto di stabilità della Ue, ha sottolineato l'importanza del pacchetto fiscale varato in Germania e ha detto che «lo stesso presidente americano eletto, Barak Obama, ha già manifestato l'intenzione di muoversi nella stessa direzione». Secondo gli economisti, Brown teme a ragione che il deterioramento dell'economia globale sia così marcato che la leva monetaria si riveli inefficace. A questo punto resta solo quella fiscale con un mix di tagli alle tasse e aumento delle spese. Con la speranza che un coordinamento planetario la renda più efficace. Marconiada@aol.com LA GOVERNANCE Il premier britannico è tornato sull'idea di un Fmi riformato che funzioni da ente di prevenzione e vigilanza Propositivo. Gordon Brown REUTERS

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Il New Deal di Pechino (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Il New Deal di Pechino I mercati asiatici festeggiano il maxipiano a sostegno dell'economia Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente Il piano di stimolo all'economia varato domenica dal Governo cinese mette benzina nei motori delle Borse mondiali. I 580 miliardi di dollari stanziati da Pechino per sostenere la congiuntura domestica sono stati un potente tonico per i listini asiatici, che ieri hanno archiviato la seduta con robusti rialzi. Reazione comprensibile: con la fame di liquidità che c'èin tutto il pianeta, i 4mila miliardi di yuan gettati sul piatto del rilancio economico sono una buona notizia per tutti. «Se cede anche la Cina, è la fine», è il refrain che circola da settimane nel mondo degli affari a New York, a Bruxelles, a Roma a Tokyo. Con questo maxi-piano, varato non casualmente proprio alla vigilia della riunione del G-20, la leadership cinese ha rassicurato anche gli scettici. Per evitare che l'economia, dopo il calo di giri registrato nel terzo trimestre (il Pil è cresciuto del 9%, contro il 10,4% del trimestre precedente), vada incontro a un "atterraggio duro", Pechino ha messo generosamente mano al ricco portafoglio di un Paese che ha in cassa quasi 2mila miliardi di dollari di riserve valutarie, e vanta un debito pubblico così basso da far invidia a qualsiasi altra superpotenza. Grazie a questa massiccia iniezione di denaro pubblico, il rischio di un hard landing dovrebbe essere scongiurato. «Attualmente la domanda domestica rappresenta il 5,5-6,5 per cento della crescita del Pil cinese. Dunque, se i progetti annunciati domenica dal Governo saranno attuati, nel 2009 e nel 2010 dovrebbe essere facile mantenere l'espansione dell'economia aldi sopra dell'8%», spiega Xingdong Chen, economista di Bnp Paribas.E con una crescita superiore all' 8%, Pechino può dormire sonni tranquilli. La manovra di politica fiscale senza precedenti approvata dal Consiglio di Stato convoglierà risorse pubbliche a pioggia in tutti i settori dell'economia. I nuovi investimenti messi in cantiere per il biennio 2009- 2010 saranno destinati allo sviluppo dell'edilizia popolare;alla realizzazione di infrastrutture rurali; al potenziamento dei trasportie della rete energetica; alla ricostruzione delle aree colpite da calamità naturali; alla sanità, all'educazione e all'ambiente. Il piano di stimolo all'economia, inoltre, prevede la concessione di incentivi fiscali per l'attività di ricerca e sviluppo e per l'ammodernamento degli impianti dell'industria manifatturiera; 18 miliardi di dollari di tagli fiscali sugli investimenti in conto capitale; l'aumento dei sussidi agricoli, dei salari minimi e delle pensioni;l'abolizionedelle quote sul credito per le banche e l'aumento dei finanziamenti alle piccole e medie imprese. Come spesso accade quando il Governo cinese prende grandi decisioni in materia giuridicoeconomico finanziaria, sono evidenti le finalità generali del provvedimento, ma mancano i dettagli. Il documento emesso domenica sera da Pechino è avaro di cifre e lascia alcuni punti oscuri. Per esempio, non è chiaro se e in che misura il maxi-piano incorporerà gli altri investimenti pubblici annunciati di recente per sostenere l'economia (tra cui 280 miliardi di dollari stanziati a ottobre per potenziare la rete ferroviaria). Così come non è chiaro quale sia l'ammontare delle risorse pubbliche fresche contenute nel piano di stimolo, cioè quelle che non eranogià state contabilizzate a budget per il biennio 2009-2010. La cosa certa è che circa 18 miliardi di dollari (il 3% del totale) sono un pacchetto di pronto impiego che potrà essere utilizzato da qui alla fine dell'anno. La manovra fiscale straordinaria ha degli obiettivi precisi. Servirà a puntellare quella vasta fetta dell'industria manifatturiera nazionale orientata all'export, messa nelle ultime settimane alle corde dalla paralisi della domanda mondiale. A sostenere il mercato immobiliare in crisi post-bolla e sempre più stagnante. A mantenere in quota i consumi interni che, dopo i brillanti incrementi degli ultimi mesi, ora potrebbero risentire del peggioramento del clima generale. E a stimolare gli investimenti del settore privato, fortemente penalizzati dalla crisi di liquidità che, nelle ultime settimane, ha colpito anche il mercato interbancario cinese. Sotto quest'ultimo aspetto, spiegano gli analisti, il piano di stimolo all'economia contiene due misure che potrebbero avere importanti ricadute già a breve: la deducibilità dell'Iva sugli investimenti in conto capitale, e l'abolizione del massimale bancario alla concessione di crediti alle imprese, un limite introdotto un anno fa, quando Pechino aveva ancora l'obiettivo opposto, cioè raffreddare la congiuntura e combattere l'inflazione. Al resto penserà l'altro grande regista della politica economica, la People's Bank of China. Dopo aver tagliato i tassi d'interesse ben tre volte nel giro di due mesi, secondo gli osservatori, la banca centrale potrebbe decidere di impugnare nuovamente la scure prima della fine dell'anno. lucavin@attglobal.net Apagina24 Il convegno Italia-Cina LE MISURE Sgravi tributari per 18 miliardi sugli investimenti in conto capitale e incentivi per l'attività di ricerca e sviluppo l'articolo prosegue in altra pagina

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I provvedimenti cinesi danno ossigeno al petrolio (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: I provvedimenti cinesi danno ossigeno al petrolio Roberto Capezzuoli La mossa con cui Pechino ha stanziato poco meno di 600 miliardi di dollari per stimolare l'economia ha dato ai mercati petroliferi quel segnale forte che gli operatori aspettavano per ridare vigore agli acquisti. Ma a dominare la sessione, ieri, è stata ancora una volta la volatilità. A New York infatti le quotazioni del Wti, il greggio di riferimento per il Nordamerica, hanno visto oscillazioni tra 59,10 e 65,56 dollari al barile, movimenti dettati dagli alterni indizi provenienti, oltre che dalla Cina, anche dalle Borse azionarie e dai Paesi dell'Opec. Il punto più basso dei prezzi rappresenta anche il minimo da oltre un anno e mezzo, un campanello d'allarme scosso violentemente sia dalla caduta dei titoli General Motors, sia dal poco rassicurante bilancio trimestrale di Fannie Mae, sia infine dalla robusta iniezione di liquidità necessaria per Aig. Sul fronte opposto ci sono il sostegno cinese all'economia e l'annuncio con cui Riad ha confermato la propria adesione ai tagli produttivi decisi dal Cartello degli esportatori il 24 ottobre: le forniture saudite ai clienti asiatici saranno ridotte del 5%, una misura che sottrae di fatto al mercato circa 175mila barili al giorno. Si tratta di un provvedimento atteso, ma è stato rafforzato anche dalle ripetute dichiarazioni di altri Paesi Opec, come Iran, Ecuadore Venezuela, secondo cui a questi prezzi non si deve escludere l'ipotesi di un nuovo meeting, anche prima di quello già indetto per il 17 dicembre a Orano, in Algeria. Alla fine, il Wti ha chiuso la sessione a 62,41 dollari, in aumento del 2,2% rispetto a venerdì sera, mentre il Brent all'Ice di Londra ha visto la prima posizione contrattuale a 59,08 dollari, il 3% in più rispetto alla seduta precedente. In entrambi i casi ha giocato un ruolo positivo (per i prezzi) la crescente richiesta stagionale di gasolio da riscaldamento. Però la tendenza al ribasso non si può considerare scomparsa. Anche i tagli dell'Opec, in una situazione economica e finanziaria così difficile, non sono in grado di esercitare un sostegno duraturo, perché la speculazione è consapevole del fatto che, almeno per ora, la capacità produttiva è in grado di soddisfare anche un'improvvisa impennata della domanda. Euforia in Borsa. Traders soddisfatti a Hong Kong, dove il listino è salito del 3,5% dopo l'annuncio del piano cinese GETTY IMAGES

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Trichet: in vista altri tagli dei tassi (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 4 autore: Per il presidente Bce non ci saranno nuove azioni congiunte delle Banche centrali Trichet: in vista altri tagli dei tassi Alessandro Merli SAN PAOLO. Dal nostro inviato Nessuna manovra coordinata di riduzione dei tassi d'interesse da parte delle banche centrali, ma porta aperta a nuovi tagli in quei Paesi, soprattutto le grandi economie industriali, dove le pressioni inflazionistiche si sono attenuate e le aspettative d'inflazione sono tornate sotto controllo. Dopo il taglio combinato da parte della Federal Reserve e della Banca centrale europea l'8 ottobre scorso e il nuovo ribasso dei tassi ufficiali decretato in rapida successione dalle principali banche centrali all'inizio di questo mese, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha cercato ieri di ridimensionare le attese di una nuova mossa coordinata delle banche, dopo le sollecitazioni del Fondo monetario e del G-20, che ha riunito in questi giorni a San Paolo i maggiori Paesi industriali e le principali economie emergenti e i cui capi di Stato e di Governo si incontreranno il prossimo fine settimana a Washington. «Ognuno di noi ha detto Trichet dopo l'incontro bimestrale dei governatori della Banca dei regolamenti internazionali, che per l'occasione ha traslocato da Basilea al Brasile - è di fronte a una situazione diversa di allentamento o meno della pressione dell'inflazione e deve quindi trarne le appropriate conseguenze». Già nell'annunciare l'ultima riduzione dei tassi la settimana scorsa, il presidente della Bce aveva dichiarato che un ulteriore ribasso era possibile, presumibilmente fin dalla riunione di consiglio di dicembre. Ieri, ha mantenuto aperta questa possibilità, mentre è sembrato scartare l'ipotesi che un taglio possa essere decretato prima di allora. «Ci sono date appropriate per prendere le decisioni», ha osservato. La maggior parte dei Paesi industriali, a partire da Stati Uniti e Gran Bretagna, oltre all'area euro, appare tuttavia in linea con le condizioni indicate da Trichet per nuovi tagli dei tassi. Dalla riunione dei governatoriè emerso però anche che molti Paesi emergenti, compreso il padrone di casa, il Brasile, dove le pressioni al rialzo sull'inflazione per il momento restano forti, difficilmente seguiranno l'esempio delle banche centrali dei Paesi avanzati. Il presidente dell'istituto di Francoforte considera invece molto piccola la possibilità che si entri in una situazione di deflazione, cioè di prezzi calanti, come paventato recentemente da diversi commentatori. Le massicce iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali non hanno finora favorito una normalizzazione del mercato monetario né incentivato l'attività di prestito delle banche, che spesso finiscono per ridepositare la liquidità overnight presso le stesse banche centrali. «Ci siamo confrontati - ha sostenuto Trichet - su questo punto: è importante capire perché il mercato monetario non abbia ripreso a funzionare normalmente nonostante le decisioni importanti in termini di fornitura di liquidità e di ricapitalizzazione delle banche da parte dei Governi. Forse le banche e gli altri partecipanti al mercato stanno ancora assimilando queste decisioni da parte delle autorità, piuttosto recenti, e richiederanno un po' di tempo per tenerne conto». Gli sforzi di espansione della politica di bilancio sollecitati anche dal G-20 sono stati all'esame dei governatori, che hanno discusso e commentato favorevolmente il pacchetto di stimolo della domanda interna presentato dalla Cina. Dalla riunione deibanchieri centrali è emerso il consenso che l'azione di stimolo debba essere perseguita da tutti i Paesi che abbiano spazio di manovra nei loro conti pubblici. «Questo può aumentare la crescita e ridurre i rischi globali», ha detto Trichet, il quale ha ammonito però che un'azione di espansione fiscale da parte di quei Paesi che non hanno i conti in ordine rischia di creare ulteriore sfiducia. Intanto, il G-20, in risposta alle sfide della crisi finanziaria, ha sollecitato l'allargamento del Financial Stability Forum, presieduto dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, per includere le principali economie emergenti. L'AVVERTIMENTO Il governatore boccia eventuali scelte di bilancio espansive nei Paesi ad alto debito: rischiano di creare ulteriore sfiducia

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Wall Street, il piano-Aig non basta (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 5 autore: Wall Street, il piano-Aig non basta Gli aiuti del Tesoro Usa non fermano le vendite sui finanziari: crolla anche Goldman Laura Galvagni NEW YORK. Dal nostro inviato Un'iniezione di fiducia da 586 miliardi di dollari targata Cina ha permesso alle Borse asiatiche e a quelle europee di rialzare temporaneamente la testa e ai tassi interbancari di scendere ancora di un gradino. La maxi operazione, però,non è riuscita ad arginare la discesa di Wall Street che dopo essere partita in guadagno ha chiuso la seduta con il Nasdaq in calo dell'1,86% e l'S&P500 dell'1,27 per cento. Gli altri listini, invece, stimolati anche dalle attese di un nuovo taglio dei tassi, sono stati spinti dall'inattesa quanto straordinaria decisione del governo di Pechino che nel passato week-end ha messo sul piatto una valanga di liquidità nella speranza di scongiurare un inasprimento della crisi. Il primo risultato evidente, per ora, è stata la reazione, anche se estemporanea, dei mercati con il balzo dei listini asiatici (Shanghai è salita del 7,27%, la piazza giapponese del 5,81% e Hong Kong del 3,5%)e l'andamento positivo dei mercati europei ( il Dax ha guadagnato l'1,76%, il Cac40 l'1,06%,il Ftse100 lo 0,89%e il Mibtel + 0,76%). A ciò vanno aggiunte le performance dell'Euribor e del Libor, rinfrancati anche dall'unità di intenti che il G20 ha mostrato nella riunione di Sao Paulo, in attesa di quella di Washington del 15 novembre. L'Euribor a tre mesi è sceso al 4,406% dal 4,474% di venerdì scorso mentre i Libor a tre mesiè passato dal 2,29% al 2,235%. Quanto alla Borse americane, queste ultime se da un lato hanno beneficiato dell'effetto Aig (+8,06%) dall'altro hanno pagato i timori per General Motors che ieri è crollata di un altro 23%, per Goldman Sachs(-8,45%), che secondo Barclays dovrebbe chiudere in rosso il quarto trimestre e per Google (-3,73%), il cui futuro appare a tinte fosche.è servita solo a metà, dunque, la decisione della Fed di mettere a disposizione di Aig altri 40 miliardi di dollari per acquistare azioni privilegiate. La Fed ha anche riscritto il piano di salvataggio, che ora vale complessivamente 150 miliardi di dollari,allungando da due a cinque anni la durata delle linee di credito fornite, abbassando il tasso di interesse ora pari al Libor più il 3% (contro il precedente +8,5%) e modificando la struttura del debito: il prestito originario è stato ridotto da 85 e 60 miliardi di dollari ma la Federal Reserve si è impegnata, attraverso un veicolo, ad acquistare 52,5 miliardi in cdo Aig. Un piano, per il Ceo Edward Liddy, che mette il gruppo in una posizione«certamente migliore », dopo la perdita per 24,47 miliardi di dollari del terzo trimestre annunciata ieri. Una posizione in parte anche scontata dal crollo dei credit default swap della compagnia: quelli a cinque anni sono migliorati dal 49% di venerdì al 19% di ieri. Liddy, tra l'altro, ha anche fatto sapere di voler completare la prevista cessione di asset per il quarto trimestre. Rassicurazioni in parte doverose dopo il fallimento, nel passato week-end, di altre due banche americane,Franklin Bank e Security Pacific Bank, che hanno portato a 19 il bilancio complessivo degli istituti abbattuti dalla crisi. Peraltro,tutto ciò è apparso doveroso anche a fronte dei risultati registrati da Fannie Mae (-4%) nel trimestre che ha segnato un rosso record per 29 miliardi di dollari. Sulla scia anche di questi segnali il comparto bancario del Vecchio Continente ha tirato il freno con l'indice di settore che ha chiuso in negativo dell'1,49%. Va detto che sul credito ha pesato il crollo del Santander che ha perso il 5%dopo l'annuncio di un prossimo aumento di capitale da 7,2 miliardi, il calo di Commerzbank (-3,6%) e quello Rbos (-6,4%). A Francoforte, invece, Deutsche Post è balzata del 6,89% spinta dal piano di ristrutturazione. In generale, hanno registrato una performance positiva gli energetici, trascinati dall'aumento del greggio, gli industriali e i minerari con Thyssenkrupp (+5,7%), Bmw (+4,5%) e Arcelor Mittal (5,6%). In Italia, invece, sul fronte del credito ha tenuto banco Intesa Sanpaolo e la querelle sulle voci di uscita del direttore generale vicario, Pietro Modiano ( vedi articolo a pagina 41), il titolo ha chiuso in guadagno dello 0,10% dopo essere scivolato in rosso.Bene,invece, Eni (+2,44%), Fiat (+2%) e Fonsai (+6,5%) mentre Telecom si è portata a ridosso di 1 euro salendo dello 0,39% a 0,99 euro. CRITICITà L'S&P ha perso l'1,27%, il Nasdaq quasi il 2% Chiuse due banche regionali: salgono a 19 i fallimenti dall'inizio della turbolenza

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Senza Titolo 2 (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 5 autore: ALLARME DELLO IASB: LE REGOLE NON VANNO MODIFICATE L'allentamento delle regole sull'utilizzo del fair value nelle scritture rende meno trasparenti le pratiche contabili delle banche europee. Perchè aumenta i margini di discrezionalità, non allo scopo di rappresentare la realtà finanziaria per come è, ma per come si vorrebbe che fosse. Il presidente dello Iasb ( l'International accounting standard board) di Londra, sir David Tweedie ( nella foto), difende l'impostazione dei principi contabili Ias/Ifrs contro il pressing alle modifiche imposto dalla Ue per tutelare i conti di banche e grandi gruppi quotati. «Gli emendamenti varati a ottobrespiega ancora in una videointervista sul sito del Financial Times- servono ad allinearci agli Usa in una fase in cui non era possibile il contrario. Ma gli Ias/Ifrs sono e saranno sempre più i principi adottati non solo in Europa bensì, entro il 2011, anche da tutta l'Asia,India, Cina, Australia e Canada». BLOOMBERG

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Ammortizzatori sociali per le Murge (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 23 autore: I sindacati: per salvare il distretto del salotto occorre agire anche sugli incentivi Ammortizzatori sociali per le Murge Giulia Crivelli MILANO Nel 1998 il salotto nel mondo parlava italiano, oggi parla cinese. Il sorpasso in realtà risale al 2006: dalla posizione dominante che aveva dieci anni fa, con la copertura del 33,7% dell'intero mercato mondiale, da due anni l'Italia è stata superata dalla Cina e ora rischia di esserlo anche dalla Polonia, come confermano i dati del 2007, che vedono il primato cinese con quasi il 29% del mercato, al secondo posto l'Italia con quasi il 16% e a seguire la Polonia con il 13 per cento. I dati della crisi si riflettono soprattutto sullo storico distretto del mobile imbottito dell'area murgiana, tra Bari e Matera , e verranno presentati oggi in occasione di una tavola rotonda che si svolgerà a Santeramo del Colle (Bari), organizzata dalla Fillea Cgil e alla quale parteciperanno anche il presidente della Regione Puglia Vito De Filippo e molti imprenditori del distretto, a partire da Pasquale Natuzzi. Il dato sul valore della produzione sottolinea la gravità della situazione: da 3.458 milioni di euro del 2000 si è passati a 2.854 del 2007, con un calo nell'ultimo anno del 2,4%, e il valore dell'export è sceso da 2.341 milioni del 2000 a 1.868 del 2007. «Quella del mobile imbottito è una crisi profonda – sottolinea Mauro Livi, segretario nazionale della Fillea Cgil – che si sta abbattendo con particolare violenza sul territorio murgiano, dove negli anni si è andato consolidando uno dei distretti più significativi del settore, con la presenza dell'azienda leader Natuzzi e di un tessuto produttivo dell'indotto di centinaia di piccole e medie imprese artigiane e industriali, molte delle quali hanno chiuso definitivamente negli ultimi anni». Nel periodo di massima espansione, all'inizio degli anni 2000, nel distretto le aziende erano più di 500 le aziende e davano lavoro a oltre 14mila persone. Oggi gli occupati sono 7-8mila le aziende si sono ridotte a 150. Ma è possibile arrestare la crisi? «Crediamo di sì, ma solo con l'aiuto del Governo – risponde Livi –. è necessario capire a che posto della sua lista di priorità l'esecutivo metta la crisi del distretto e il Sud in generale. Perdere il lavoro in questa regione non è come perderlo in Lombardia, Toscana o nel Veneto. E se già è difficile vivere con uno stipendio di circa mille euro, diventa quasi impossibile farlo con i 700 euro della cassa integrazione. è necessario rifinanziare gli ammortizzatori sociali, prima di tutto. Ma vogliano essere propositivi e per questo vorremmo che le aziende fossero nostre alleate, non antagoniste». Come chiarisce Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cigl nazionale: «La chiave della ripresa è la qualificazione delle imprese, perché senza imprese di qualità non esiste lavoro di qualità. Al Governo chiediamo quindi di rivedere le politiche industriali per garantire incentivi alle aziende che fanno innovazione. Vorremmo evitare di cadere nella trappola che troppo spesso si è presentata nei periodi di crisi: le imprese si irrigidiscono sulla contrattazione e così si rafforza un circolo vizioso. Vorremmo invece lavorare tutti per un unico obiettivo: dare un futuro al distretto del mobile murgiano». Apag. 46 L'intervista al direttore finanziario di Natuzzi, Mariano Domingo I NUMERI DEL DECLINO Nel 2002 tra Bari e Matera oltre 500 aziende occupavano 14mila persone Oggi le imprese sono 150 e i posti si sono dimezzati

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Troppe regole tra Italia e Cina (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 24 autore: Mercati globali. Per Tremonti lo squilibrio tra i produttori dei due Paesi è dovuto all'eccedenza di norme europee «Troppe regole tra Italia e Cina» Cresce l'interscambio commerciale - Le imprese: un'economia in cui investire Rita Fatiguso MILANO «La Cina fa il suo mestiere, noi dobbiamo fare il nostro. Il problema non è la Cina, ma le troppe regole del nostro mercato europeo». Premesse tranchant, quelle del ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle prese con «Europa e Cina: il vecchio Continente in un nuovo secolo », tema dell'incontro organizzato dalla Fondazione Italia-Cina con le massime autorità cinesi, tra cui l'ambasciatore Sun Yuxi, e un nutrito campione di imprenditori, politici, esponenti della finanza italiana. C'è molto da fare, sul versante Cina. I dati sui rapporti commerciali tra i due Paesi (contenuti nel rapporto Ice della seconda metà del 2007) dimostrano una continua crescita, nel periodo gennaiogiugno 2007 dell'interscambio Italia-Cina che ha toccato quota 14.920 milioni di dollari, +27,7% sul 2006). Il saldo commerciale pende ancora in favore della Cina, e quanto a investimenti diretti esteri (74,80 miliardi di dollari, 63 nel 2006)l'Italia è aldiciottesimo posto mentre nel 2007 abbiamo investito in Cina "appena" 0,35 miliardi di dollari. Gli imprenditori presenti – da John Elkann a Gabriele Galateri di Genola a Marco Tronchetti Provera e Diana Bracco, al sottosegretario al Turismo Michela Brambilla a Roberto Formigoni, a Massimo Capuano ad di Borsa italiana – hanno ribadito l'importanza delle relazioni economiche con la Cina. «Non ci sono margini di dubbio sulla rilevanza assunta dalla Cina ma, soprattutto, sull'importanza che la Cina riveste per le nostre imprese», ha sottolineato il presidente Cesare Romiti, ricordando che la Fondazione ha voluto dare una testimonianza di questa affermazione aprendo una sede a Pechino. «La Cina è una grande realtà di cui non si può non tener conto », è stato il commento di John Elkann, presidente di Ifi. «Un Paese su cui è importante investire per le aziende italiane » ha sostenuto Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli. «La Cina – ha aggiunto Tronchetti Provera – da un lato è un grande mercato, dall'altro un Paese che sta producendo nuove tecnologie con grandi risorse finanziarie, è un mercato importante». Stessa posizione per Diana Bracco presidente di Assolombarda che, riferendosi all'allarme recessione, ha apprezzato le dichiarazioni di Tremonti sulla necessità di uno «stimolo della domanda interna con provvedimenti ad hoc». «La globalizzazione, negli ultimi dieci anni, è andata a passo troppo spedito – ha replicato il ministro Tremonti –. Adesso si va verso nuovi equilibri, verso una nuova Bretton Woods per evitare il caos, che dovrà includere anche commercio e lavoro». E ha aggiunto: «Avere delle regole per il commercio non significa essere protezionisti, noi vogliamo un mercato equilibrato». Ma della Cina non si può fare a meno. «Se le Borse rispondono bene alla notizia di un nuovo piano di rilancio cinese – ha commentato Romiti –ciò denota quanto ormai la rapida crescita di questo Paese sia cruciale per l'economia mondiale». rita.fatiguso@ilsole24ore.com LE PROSPETTIVE Cesare Romiti: «Non ci sono margini di dubbio sulla rilevanza di Pechino per il futuro della nostre aziende»

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L'intervento. (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-11 - pag: 24 autore: L'intervento. L'imprenditrice Cristina Nonino: con la crisi le banche hanno mandato in fumo la ricchezza di chi produce «Ministro, la finanza paghi i propri errori» L ast but not least, è la volta di Cristina Nonino, giovane rampolla della storica famiglia friulana di produttori di grappa. Rivolge la sua domanda al ministro Giulio Tremonti, un intervento puntuto, che lascia il segno nella platea, coglie forse gli umori di parte delle piccole e medie realtà italiane. «Signor ministro – esordisce con malcelato orgoglio Cristina, con Elisabetta e Antonella una delle tre figlie di Gianola e Benito – la mia azienda, la Nonino distillatori spa, produce grappa, qualcosa che più made in Italy di così, forse, non si può». «Ebbene, noi siamo tra le quelle aziende che realmente hanno prodotto e continuano a produrre ricchezza – aggiunge – la stessa ricchezza che le banche, gli operatori del mondo del-la finanza, in queste ultime settimane hanno mandato in fumo ». Breve pausa. Cristina, habitué delle riunioni della Fondazione Italia-Cina, in prima fila anche in occasione della cerimonia di presentazione del nuovo ambasciatore cinese Sun Yuxi, poche settimane fa, tira il fiato e passa all'affondo. «Signor ministro, i mercati hanno bisogno di un segnale. A partire dai banchieri, responsabili del dissesto finanziario. C'è bisogno di un segnale. Se i responsabili non vengono sollevati, se non si lancia un segnale di questo tipo, non vedo proprio come si possa tornare ad avere quella fiducia di cui tutti parlano e di cui abbiamo parlato anche oggi. Anche i mercati hanno bisogno di fiducia». Dichiarazioni impegnative, se si considera che Cristina Nonino siede allo stesso tavolo di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri, Massimo Capuano, numero uno di di Borsa Italiana, Marco Tronchetti Provera nuovo vicepresidente di Mediobanca, Sergio Balbinot delle Generali, per fare solo qualche nome. Un intervento, il suo, che lascia sul palato un retrogusto amaro. «Il veleno è nella coda », commenta sottovoce, un po' divertito, il presidente della Fondazione Italia-Cina, Cesare Romiti, facendo intuire che un intervento così, tutto sommato, ci stava pure. Giulio Tremonti, cui non fa difetto l'ironia, la prende un po' alla larga. «Certo – attacca nella risposta – ci sono situazioni di crisi in cui, in effetti, è fatale che emerga a protezione dei più deboli la figura storica ricorrente del "giudice vindice". Succede, a volte,quando l'autorità monetaria perde il controllo». Ma, quasi a scacciare i fantasmi del giacobinismo, chiude con una battuta finale, smorza la polemica proponendo addirittura a Cristina Nonino una nuova denominazione per i suoi distillati. «Che ne pensa – le chiede – di una grappa Pil-Nonino?». R.Fa. Imprenditrice. Cristina Nonino IMAGOECONOMICA

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Sul cotone il gelo della crisi (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-11 - pag: 48 autore: Usda. Raccolto record di grano grazie a Europa e Russia Sul cotone il gelo della crisi Luca Davi Si profila un raccolto record per il frumento nel 2008-09. Secondo le stime del Dipartimento americano per l'agricoltura (Usda) l'output mondiale del cereale si attesterà a 682,4 milioni di tonnellate, in rialzo di 2,2 milioni rispetto ai 680,2 milioni stimati in ottobre. Un balzo da ricondurre agli abbondanti raccolti in Europa e Russia, che compenseranno le frenate in Argentina, Australia e Cina. La reazione dei listini al Chicago Board of Trade sono state limitate: i prezzi del frumento hanno perso lo 0,2%, chiudendo a 520 cents per bushel. Non sembra fermarsi invece la riduzione dei consumi di cotone. Il comparto tessile, colpito duramente dalla crisi economica in atto, assorbirà infatti 119,3 milioni di balle, il 2,4% in meno rispetto alla previsioni del mese scorso. Il calo della domanda da parte della Cina, il più grande produttore e importatore mondiale di cotone, spiega oltre la metà del taglio. La produzione mondiale sarà in flessione dell'1% rispetto alla stima dello scorso mese (112,9 milioni di balle) visto che gli Stati Uniti, il Brasile e l'Africa hanno ridotto la crescita. Gli Stati Uniti produrranno 13,5 mln di balle, l'1,3% in meno rispetto alle stime dello scorso mese. Dati già scontati dal mercato, visto che le quotazioni della fibra sono cadute venerdì scorso ai minimi da 6 anni.

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Subito il Cipe sugli investimenti (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 8 autore: Tremonti: entro Natale il piano-aiuti «Subito il Cipe sugli investimenti» MILANO Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti traccia la tempistica: entro Natale il piano di sostegno all'economia per com-battere la crisi finanziaria, mentre un'ulteriore arma a disposizione del Governo sarà lo sblocco dei fondi Cipe per far ripartire la domanda pubblica. Tremonti parla davanti alla platea di industriali, finanzieri, rappresentanti di grandi aziende riunite dalla Fondazione Italia-Cina. Assicura che tutti i Governi europei hanno aspettato a muoversi per avere a disposizione i dati certi e condivisi forniti dall'Eurogruppo che fotografano una grave situazione di crisi economica per fine anno e per il 2009. Il Governo italiano si muoverà in Europa forte anche della «messa in sicurezza della Finanziaria già a luglio». Per arginare la recessione occorre quindi far ripartire la domanda pubblica a livello «europeo e nazionale». Europa nella quale, sottolinea il ministro, si fa strada l'idea di dar vita a progetti comuni, magari attraverso la Bei. «Due più due fa cinque – ha detto Tremonti – e sarebbe anche un simbolo politico poter emettere titoli europei per finanziare infrastrutture europee». In Italia poi «la domanda pubblica è fondamentale», occorre «sbloccare con una riunione straordinaria del Cipe gli investimenti pubblici», aggiungendo che su altri interventi sarà lo stesso premier Berlusconi a pronunciarsi. Il riferimento di Tremonti è ai 16 miliardi del Fondo aree sottoutilizzate (Fas) che saranno distribuiti dal Cipe entro novembre. Accanto a queste misure, tuttavia, bisogna più in generale ridefinire gli accordi internazionali e torna a insistere sulla scrittura di una nuova Bretton Woods. Un nuovo sistema internazionale che tenga conto delle nuove realtà economiche mondiali quali appunto la Cina. Ma che ridiscuta cambi, commercio, regole e aspetti sociali e ambientali. R. Fa. Domanda pubblica da rilanciare. Giulio Tremonti IMAGOECONOMICA

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Il Pil in frenata non soffoca le ambizioni di leadership (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 29 autore: Pregi e difetti del gigante sudamericano ora al tavolo coi Grandi Il Pil in frenata non soffoca le ambizioni di leadership Alessandro Merli SAN PAOLO. Dal nostro inviato è stato quando sono usciti i dati del crollo delle vendite di auto di ottobre che anche il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, da ex operaio metalmeccanico, più propenso a leggere le tendenze dell'industria che le oscillazioni dei mercati finanziari, ha dovuto accettare che la crisi globale era finalmente arrivata in Brasile. «Crisi? Quale crisi? Chiedete a Bush», aveva detto un mese fa. Una battuta che oggi suona male. L'economia brasiliana è in rapida decelerazione. Dal 5,4%dell'anno scorso, al 5 o qualcosa di meno di quest'anno e, secondo la maggior parte dei centri di previsione indipendenti, poco più della metà nel 2009. Anche se il ministro delle Finanze, Guido Mantega,ha insistito anche in questi giorni in cui faceva da padrone di casa ai suoi colleghi del G 20, che il 4% è raggiungibile. La conseguenza più grave del rifiuto di accettare uno scenario decisamente peggiore di quello previsto è, secondo diversi osservatori brasiliani, il ritardo con il quale verranno poi intraprese misure per contrastarlo. «Il Brasile non può essere immune – ha detto Jorg Decressin, del Fondo monetario –alla caduta dei prezzi delle materie prime, al calo della domanda internazionale, alla distruzione di ricchezza dovuto al crollo delle Borse ». L'indice Bovespa della Borsa di San Paolo si è quasi dimezzato dall'inizio dell'anno. Ma quel che più preoccupa è che lo scenario esterno, negli ultimi anni straordinariamente favorevole, si è ora capovolto: oltre al mutamento sul fronte del commercio, c'è la restrizionedelle condizioni finanziarie. Il Paese ha ridotto nettamente la sua dipendenza dai capitali esterni e il disavanzo delle partite correnti sarà ancora relativamente modesto, all'1,4% del Pil, secondo il Banco Bradesco, ma dovrà essere finanziato a prezzi più cari. Il cambio, che si è nettamente deprezzato sul dollaro, esercita una pressione al rialzo sull'inflazione che si avvicina al tetto della fascia obiettivo della Banca centrale, il 6,5%. Ciononostante la Banca lascerà fermi i tassi d'interesse, che aveva alzato progressivamente, almeno per i prossimi due trimestri, secondo l'ufficio di San Paolo di Barclays Capital, proprio per il peggioramento dell'economia reale, e poi forse li abbasserà a partire dal secondo semestre del 2009. Il sondaggio mensile della Fondazione Getulio Vargas mostra i primi segni di rallentamento della domanda interna e nei giorni scorsi si sono moltiplicati gli annunci di riduzione di investimenti e produzione da parte di diversi gruppi industriali. Secondo un'inchiesta del quotidiano economico Valor, sono i settori che hanno tirato di più la crescita in questi anni, come appunto l'auto e le costruzioni, quelli che hanno già accusato la frenata più brusca. Il Governo ha annunciato misure di appoggio all'economia, che sono state tuttavia giudicate insufficienti dal settore privato. Grandi margini nel bilancio pubblico per un'azione di espansione fiscale non ce ne sono. Brasilia ha però confermato i programmi di investimento in infrastrutture del cosiddetto Piano Pac. L'impatto della crisi può aver incrinato la baldanza dei mesi scorsi, ma non ha frenato le ambizioni del Brasile di affermarsi sulla scena globale. La presidenza di turno del G-20, il ruolo di primo piano, anche se non sempre positivo, giocato nel negoziato commerciale del Wto, l'assimilazione agli altri principali Paesi emergenti, come India e Cina, nel gruppo dei cosiddetti Bric e la capacità di Lula di proporsi come un interlocutore dei leader dei "grandi" sono tutti elementi del nuovo protagonismo brasiliano. Che nei prossimi mesi dovrà dimostrare di saper sopravvivere a una crisi che non è solo un affare nordamericano. alessandro.merli@ilsole24ore.com Ministro. Guido Mantega AP

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Scambi, alla ricerca della fiducia perduta (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 29 autore: M&M Scambi, alla ricerca della fiducia perduta di Sara Cristaldi S arà dura, in tempi di disoccupazione crescente da Wall Street alle fabbriche dell'Ohio o del Missouri. Ma una delle sfide più importanti per il nuovo presidente degli Stati Uniti sarà riconquistare la fiducia nel libero scambio. E non solo quella dell'uomo della strada americano che imputa alla Cina o all'India la perdita di posti di lavoro. Ma anche di quanti nel mondo globalizzato - dalla Colombia alla Corea del Sud (vedi pag.31), dal Giappone al Brasile- temono le tentazioni protezionistiche del nuovo inquilino della Casa Bianca, il democratico Barak Obama, che deve la sua vittoria anche ai sindacati Usa. Un ritorno al protezionismo che tuttavia è visto come fumo negli occhi anche dalla business community americana. La posta in gioco è alta: l'attuale crisi economica potrebbe causare una contrazione del commercio internazionale per la prima volta in 27 anni, vanificando gli effetti benefici che dal libero scambio sono venuti in termini di sviluppo. Non era accaduto nemmeno all'acme dell'incertezza mondiale, dopo l'attacco terroristico alle torri gemelle del World Trade Center, svettante simbolo del potere statunitense in quel di New York. Anzi all'indomani dell'11 settembre 2001 proprio nel libero scambio George W. Bush aveva visto una delle armi per combattere la guerra al terrorismo, in un'accezione multilaterale come bilaterale, per accordi utili a trovare e fidelizzare alleati specie in quei Paesi poveri e in via di sviluppo da cui era arrivata la sfida più terribile alla superpotenza americana. Nel bel mezzo di un'altra crisi epocale, alla vigilia della sua partenza per l'Italia (vedi articoli qui a lato) e in vista del G-20 di sabato prossimo a Washington, non a caso il presidente brasiliano Lula da Silva ha solle-citato tutti i Paesi, industrializati, emersi ed emergenti, a «evitare la tentazione di utilizzare il protezionismo come artificio per superare la crisi»: dovrebbe essere bastata la lezione degli anni 30 quando misure di chiusura degli scambi ebbero come conseguenza solo quella di prolungare la depressione. Di qui la richiesta di uno sblocco entro l'anno dei negoziati multilaterali del Doha Round. Ma nulla, a detta degli osservatori e delle Cancellerie più impegnate, potrà accadere nel giro almeno dei prossimi sei mesi. Fintanto che la nuova amministrazione Usa non avrà scaldato i motori della sua azione, a partire da gennaio. Ed è in questo periodo che il presidente Obama, lungi dall'abbracciare il credo protezionista, dovrebbe lavorare per restaurare la fiducia nel libero scambio e nella globalizzazione. E ciò attraverso il "protezionismo del Terzo millennio": un maggior accesso all'assistenza sanitaria e ai crediti d'imposta per le imprese che investono nel settore manifatturiero Usa e compensazioni (compresa la formazione continua) per i lavoratori che perdono il posto a causa delle importazioni. Sul fronte estero invece dovrebbe fare pressioni sui maggiori partner commerciali per un aggiustamento delle loro valute, la protezione dei diritti dei lavoratori e la lotta alla contraffazione. Una ricetta che vale per l'America, oggi epicentro della crisi. Ma anche per l'Europa. E soprattutto per l'Italia. In tempi di riscrittura delle regole globali, è una strada che si può percorrere. Forse obbligata. sara.cristaldi@ilsole24ore.com

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La guerra giusta secondo Pechino (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-11-11 - pag: 32 autore: La «guerra giusta» secondo Pechino I nuovi principi politici nella Cina di oggi sono la pace ( heping), lo sviluppo ( fazhan) e la cooperazione ( hezuo). Il nuovo ruolo che i cinesi si assegnano è di creare una società in armonia ( hexie shehui) in un mondo in armonia ( hexie shijie). Ma la sua crescita economica,tecnologica e militare viene percepita anche come un rischio da molti Paesi, tra cui gli Usa. Soprattutto, domina l'idea di una ambiguità di fondo nelle intenzioni e nei valori politici cinesi. La Cina rispetta e si integra di più con la comunità internazionale. Ma in presenza di conflitti interni e internazionali, quando Pechino può arrivare a considerare "giusta" l'opzione della guerra? The Chinese meaning of Just war and its Impact on the foreign policy of the People's Republic of China Nadine Godehardt Giga Working Papers ssrn.com/abstract=1287161 Per scaricare il paper

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tremonti: "aiuti all'economia entro natale" tesoretto solo virtuale per i redditi bassi - roberto petrini (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Pagina 23 - Economia Tremonti: "Aiuti all´economia entro Natale" Tesoretto solo virtuale per i redditi bassi Finanziaria, niente fiducia. Vegas: deficit verso il 3%. Più soldi alla Cig, e fondi alle opere ROBERTO PETRINI ROMA - Tremonti stringe i tempi sul piano anti-crisi. «Vedrete che entro Natale tutti i paesi europei faranno piani di intervento a sostegno dell´economia», ha osservato il ministro dell´Economia ieri ospite della Fondazione Italia-Cina. Per Tremonti deve ripartire la domanda pubblica «europea e nazionale» e la strada da praticare potrebbe essere l´emissione di titoli della Bei volta a reperire risorse a favore dello sviluppo dei paesi dell´Unione. Ma il ministro dell´Economia ha rivolto anche lo sguardo al nostro paese spiegando che in Italia la «domanda pubblica è fondamentale» e ha annunciato che presto ci sarà una riunione straordinaria del Cipe per sbloccare gli investimenti pubblici. Al piano non crede tuttavia l´opposizione che con Tonini (Pd) ha parlato di «promesse da albero di Natale» e con il ministro «ombra» Matteo Colaninno ha accusato l´esecutivo di «lasciare sole famiglie e imprese». Contemporaneamente la Finanziaria ha ripreso il cammino con passo veloce (ieri è stata esaminata la legge di Bilancio) ed è arrivato in aula il pacchetto di modifiche della maggioranza. Il relatore Giudice (Pdl) ha presentato un emendamento che fa tornare in auge il fantasma del «tesoretto» prodiano: si dispone che l´eventuale extragettito fiscale del 2009 sarà indirizzato al taglio delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati. L´emendamento è stato presentato dalla maggioranza accogliendo di fatto suggerimenti dell´opposizione ma il sottosegretario all´Economia Vegas ha prontamente gettato acqua sul fuoco: «E´ una "clausola di stile" che c´è in tutte le Finanziarie ma siamo consapevoli che non esiste un nuovo tesoretto» e ha invitato a tenere «salda la rotta dei conti pubblici» perché il 3 per cento di deficit-Pil è «pericolosamente vicino». La riunione di Tremonti, Gianni Letta e i capigruppo della maggioranza ha comunque concordato una linea morbida: niente fiducia (come voleva Fini) ma solo poche integrazioni urgenti. Tra queste i nuovi fondi per la cassa integrazione di 170 milioni, portando il totale delle risorse a 620 milioni (di questi 20 milioni andranno a finanziarie ammortizzatori sociali per gli indotti aeroportuali, soprattutto quello di Malpensa). Arrivano anche fondi per la sicurezza: novanta milioni per il triennio 2009-2011 a favore del riconoscimento della specificità della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e 86 milioni per i servizi segreti. Novità anche per il patto di stabilità per gli enti locali: il parametro di riferimento torna ad essere annuale ma non si terrà conto dei cofinanziamenti Ue, inoltre è previsto un «premio-investimenti» per i comuni virtuosi che potranno attivare maggiori spese in conto capitale. Infine il Fondo per le aree svantaggiate (Fas) per l´85 per cento dovrà essere indirizzato alle regioni del Sud. Non ci sono invece le risorse per le scuole private più volte annunciate da Berlusconi. Quanto agli aumenti per gli statali si precisa che non potranno essere unilaterali ma concordati con i sindacati.

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il mondo dei poveri può fare notizia - paolo rumiz (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

Pagina 46 - Cultura "Mai una carezza", raccolte in volume le inchieste di Giampaolo Visetti Il mondo dei poveri può fare notizia L´incontro con la reporter russa Anna Politkovskaja, uccisa perché scomoda, sull´aereo diretto verso il luogo della carneficina nella scuola di Beslan PAOLO RUMIZ yzsard Kapuscinski raccontò un giorno di essere stato invitato a cena dal re di Svezia, che voleva sentire dei suoi viaggi nel Terzo Mondo. Quando arrivò a corte s´accorse che a tavola c´erano dieci tra gli uomini più potenti della Terra. Petrolieri, padroni dell´industria farmaceutica e alimentare, fondatori di imperi elettronici, banchieri e titolari di miniere di diamanti. Una bella fetta del prodotto lordo planetario s´era raccolta attorno a lui lì a Stoccolma. Quando il polacco cominciò a raccontare la miseria degli Ultimi, con i quali aveva condiviso trent´anni di vita da reporter tra Africa, America Latina e Russia sovietica, s´accorse subito che i padroni del Pianeta non avevano la minima idea dei disastri su cui si fondava la loro ricchezza. Tutti lo guardavano attoniti; tutti, alla fine, gli strinsero commossi la mano, e tutti staccarono davanti al re assegni miliardari per questa o quella associazione benefica, come vergogandosi di ciò che avevano saputo di se stessi. «La macchina dell´informazione ? mi spiegò il viaggiatore più inquieto del ventesimo secolo ? è costruita apposta per non farci sapere la gravità del disastro mondiale. Dio non voglia che la verità non inceppi la macchina del consumo? Così si tace: e il silenzio è così perfetto che persino i potenti ignorano la verità». Certo, disse, siamo prontamente informati delle guerre. Ma il disastro non sta negli eventi; sta in ciò che si ripete ogni giorno, e, ripetendosi, non fa più notizia. Il dramma è la «normalità della miseria e della fame». Per capire la macchina infernale devi uscire dai circuiti, diventare viaggiatore leggero, battere strade fuori mano. Ed ecco che Giampaolo Visetti, inviato di Repubblica, proiettato anni dopo negli stessi mondi di Kapuscinski, va a sporcarsi le scarpe nella polvere dell´Asia Centrale, nel gelo acquoso della Siberia e nel fango dell´Africa equatoriale. Viaggia dalla Groenlandia al Sudafrica. Va, torna, scrive, e arriva alle stesse conclusioni. La storia la scrivono i vincitori, ma appartiene ai vinti. E soprattutto, il mondo vero è proprio quello che «non fa notizia». Dopo cinque anni di viaggi, Visetti s´è accorto di aver fatto in verità un viaggio solo: quello alla ricerca degli sconfitti, dei miserabili, dei periferici e dei dimenticati. Così gli è stato facile radunare i suoi scritti e farne un libro - Mai una carezza / storie di un mondo che dobbiamo cambiare, Baldini & Castoldi Dalai, pagg. 284, , euro 17 ? dedicato a coloro che in vita non hanno mai conosciuto un gesto di tenerezza e sono scomparsi senza lasciar traccia. Ai miserabili ? gli stessi che approdano in Italia con i barchini della disperazione - è dedicato questo volume, perché «solo essi possono avvicinarsi alla verità». Camminare con loro, scrive l´autore, è «necessario per capire il mondo». Ed è tanto più necessario oggi, con il collasso della Terra saccheggiata e le ultime tempeste finanziarie globali che non risparmiano nessuno. Anche noi possiamo diventare un Terzo Mondo, mentre i poveri di ieri, come la Cina e l´India, stanno rialzando la testa. Coerentemente, editore e autore hanno deciso di dare in beneficenza i proventi dell´opera, all´associazione italiana «Water for life», fondata dall´italiano Elio Sommavilla, che da un quarto di secolo si batte contro la guerra e la miseria in Somalia, uno dei luoghi più disgraziati della Terra. Un invito, rivolto a chi legge, a sostenere anche in futuro quest´attività benefica con donazioni personali (Acqua per la Vita, Cassa Rurale di Trento, IT9400830401801000000015606, sede via Belenzani 6, Trento). E´ una raccolta di articoli, ma in essi tutto si collega. Auschwitz, rappresentazione dell´indicibile, «confine da cui non si rientra», e le donne stuprate del Darfur costrette a mendicare a quattro zampe dai padroni che hanno spezzato loro i garretti. I ragazzini russi che imparano a uccidere a quindici anni per entrare nell´esercito di Putin, e le fosse comuni di Srebrenica, dove sta sepolto l´onore dell´Occidente che ha tradito il popolo bosniaco. L´Occidente che esporta in Africa carne immangiabile e il silenzio del turco sulla strage degli armeni. Pugni nello stomaco che lasciano intontiti. Vorkuta, il gulag di Stalin oscenamente adattato ad avamposto minerario e poi a hotel a cinque stelle mentre le ossa dei reclusi ancora affiorano dalla terra. La melma di Mogadiscio, la sua aria «spessa, bollente e polverosa» che stende su tutto una nebbia affumicata. Il ponte di Kosovska Mitrovica, ultimo muro d´Europa, tra serbi e albanesi nel cuore dei Balcani. Gli eschimesi della Groenlandia che si lasciano morire tra i ghiacci. Le studentesse d´Ossezia, stuprate, segregate e uccise tra i loro escrementi. La terra ucraina sterminata, fertile e governata dalla mafia, da cui milioni di donne fuggono per vendersi come badanti in Occidente. Miseria, oceani di miseria. Mai un respiro, un po´ di speranza. Una delle svolte è l´incontro con Anna Politkovskaja, la giornalista che ha messo il Cremlino sotto accusa ed è stata uccisa nel giorno del compleanno di Putin. La reporter viaggia in aereo col nostro corrispondente verso il luogo della carneficina nella scuola di Beslan, gli confida di voler incontrare il capo della guerriglia cecena per convincerlo a liberare gli ostaggi e viene avvelenata da un thè consumato a bordo. «Ania», che avrebbe potuto lavorare all´estero ed essere ricca e invece è morta tra i perseguitati «con le borse della spesa in mano». L´epicentro del saccheggio è il Congo, con la desertificazione della foresta primaria più grande del Pianeta dopo quella amazzonica. Il Paese più ricco del mondo, carico anche di petrolio e minerali rarissimi, con la popolazione che resta la più disperatamente povera. E i cinesi, organizzatissimi, che nello sfruttamento pianificato hanno sostituito belgi e francesi. La senti, nel racconto, la nausea per questa oscena corsa all´accaparramento delle ultime risorse, con l´orrore che tocca il fondo, tribù che si scannano, elefanti impazziti senza nutrimento, gorilla seviziati e crocefissi vivi nella foresta. Solo la Russia concede ogni tanto squarci di luce. C´è la piaga dei bambini orfani già alcolizzati che la notte vanno a dormire nei treni, ma c´è anche l´affresco di un popolo grande, autenticamente cristiano, capace di slanci che l´Occidente ha dimenticato. C´è il bambino buttato nelle immondizie e salvato da una cagna che lo nutre e lo alleva, il selvaggio piccolo Vanja che cresce abbaiando nel branco, ma c´è anche un angelo di nome Tatjana che lo strappa all´abominio, lo cresce e lo fa diventare cadetto della marina. Lui, almeno, una carezza l´ha avuta.

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Ai cristiani perseguitati: che cosa sarebbe il cristianesimo senza croce? (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

POLITICA 11-11-2008 LA LETTERA Ai cristiani perseguitati: che cosa sarebbe il cristianesimo senza croce? Pubblichiamo una delle lettere del Concerto spirituale, dedicata ai cristiani perseguitati. Il testo è di Ermes Ronchi l o, Paolo, in catene per Cristo, ai santi che sono a Mossul, in Mesopotamia, e al vescovo Rahho, alle comunità dell'Orissa, a quelle dell'Armenia, delle Filippine, dell'Indonesia e della Cina, dell'Egitto e del Libano, alle comunità d'Israele e della diaspora palestinese; e anche a te, Romero, mio fratello, a te, don Santoro, a te, don Puglisi, a te, sorella Annalena, a voi, monaci di Tibhirine, un saluto di pace e di fortezza nel Signore Gesù. Ho sentito i vostri racconti di vita e di morte, e vi scrivo per portare con voi il peso del dolore e della paura, per ringraziarvi della vostra bella testimonianza che rafforza la mia fede. Voi date compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella vostra carne per la salvezza del mondo. Cristo è ancora crocifisso in voi, Cristo è ancora appeso con voi ogni giorno alle infinite croci del mondo. Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Abbiamo tanto pregato per la pace e non è venuta. Ma che cosa sarebbe il cristianesimo senza la croce? Sarebbe ancora la strada di coloro che vogliono conformarsi a Cristo? Portare la parola di Dio in questo mondo che non è amichevole, che non pensa secondo Dio, è una passione, una fatica stupenda ma grandissima, l'ha mostrato Gesù con la sua vita, perché il mondo non è ben disposto, non accoglie. Lo sapete, per questa passione ho rasentato spesso la morte. Cinque volte dai giudei ho ricevuto i quaranta colpi meno uno; tre volte passato alle verghe, una volta lapidato, tre volte naufragato, ho trascorso un giorno e una notte sull'abisso, aggrappato a una tavola di legno... e oltre a tutto questo il mio peso quotidiano: l'ansia per tutte le chiese. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori. La parola di Dio non è incatenata, è sempre una parola crocifissa, ma vincente. Crocifissa, e per questo vincente. Per questa parola, siamo ritenuti impostori eppure siamo veritieri, sconosciuti eppure ben conosciuti, moribondi ed eccoci viventi, puniti ma non messi a morte, tormentati ma sempre lieti, poveri ma arricchenti molti, non avendo nulla ma possedendo ogni cosa. E quando giungerà il tempo di sciogliere le vele, quando si smonterà la tenda di questa abitazione terrena, riceveremo un'abitazione eterna nei cieli, perché nulla mai, né angeli né demoni, né morte né vita, né altezze né abissi, né spada né persecuzioni, nulla mai potrà separarci dall'amore di Dio. E quando giungerà l'ultimo giorno, anche al fratello che verrà con la spada, all'amico dell'ultimo minuto, daremo l'abbraccio di perdono e l'arrivederci nello stesso paradiso. Vi saluto con l'ultimo bacio io, Paolo, che sto per essere versato in libagione.

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Lula all'Italia: allargare subito il vertice dei Grandi ai Paesi emergenti (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 11-11-2008)

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Lula all'Italia: allargare subito il vertice dei Grandi ai Paesi emergenti Una nuova «governance» mondiale che superi il G8. È la sfida che il presidente brasiliano Lula lancia dall'Italia. In piena sintonia con il «compañero presidente», Giorgio Napolitano. Oggi l'incontro con Berlusconi. «Il presidente operaio» sfida il «premier miliardario»: allargare il G8 della Maddalena ai Paesi emergenti. Inizia al Quirinale la visita ufficiale in Italia del presidente brasiliano Luiz Ignacio Lula da Silva. «L'attuale crisi finanziaria è una straordinaria opportunità per fare una riflessione su quello che abbiamo sbagliato e per creare un nuovo ordine mondiale in cui l'essere umano, il lavoratore, lo sviluppo sociale e la produzione culturale, scientifica e tecnologica siano il motivo vero dell'economia e non la speculazione finanziaria». Il presidente del Brasile fa queste considerazioni al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Terminata la dichiarazione ufficiale, Lula si è rivolto al Capo dello Stato con un: «caro compañero Giorgio Napolitano credo che tutti i governanti debbano capire che in questo momento bisogna ascoltare meno gli analisti di mercato e più gli analisti delle questioni sociali, dello sviluppo e quelli che conoscono gli esseri umani». L'attuale crisi finanziaria può infatti rappresentare «una straordinaria opportunità » per aprire a livello globale «una riflessione su quello che abbiamo sbagliato»: l'aver dimenticato la centralità dello sviluppo umano a favore di una sterile e cieca speculazione economica. La prima occasione utile per farlo sarà la riunione del G20 - di cui il Brasile quest'anno detiene la presidenza - in programma sabato a Washington. L'Italia, afferma a sua vola Napolitano, «guarda con forte interesse a un più stretto e sistematico raccordo tra il gruppo dei Paesi più industrializzati e le economie emergenti nel farsi carico dei temi più rilevanti dell'agenda globale». L'assonanza tra il «presidente operaio» e il «compañero Giorgio» è totale. «In vista del vertice G20 di Washington - rimarca il capo dello Stato italiano - abbiamo concordato sulla necessità di dare al problema della stabilità dei mercati una soluzione condivisa. Sono certo che paesi emergenti come il Brasile possano dare un contributo significativo all'elaborazione di politiche concertate e incisive sul piano internazionale». In vista del prossimo G8 che nel 2009 sarà presieduto proprio dall'Italia, Lula afronterà oggi con Berlusconi, il tema della maggiore partecipazione del G5 (Brasile, India, Cina, Messico e Sudafrica, ndr.) al vertice G8 della Maddalena. perchè «non ha più senso che temi che riguardano tutta l'umanità continuino a essere discussi solo dai Paesi ricchi». In attesa della risposta del Cavaliere, Lula incassa il sì convinto di Giorgio Napolitano. L'Italia - sottolinea il capo dello Stato- si impegna a fare svolgere il G8, che si riunirà nel 2009 alla Maddalena, realizzando «un più stretto e sistematico raccordo tra il gruppo dei Paesi più industrializzati e le economie emergenti» per affrontare comunemente «i temi più rilevanti dell'agenda globale». UMBERTO DE GIOVANNANGELI ROMA udegiovannangeli@unita.it

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La Finanziaria non cambia (sezione: Cina)

( da "Unita, L'" del 11-11-2008)

Argomenti: Cina

«La Finanziaria non cambia» Il ministro ottiene un percorso condiviso, con modifiche minime. Ok a due proposte del Pd. Brunetta dovrà sentire i sindacati prima di varare aumenti unilaterali. L'extragettito dell'anno prossimo ai dipendenti. Finanziaria senza fiducia, ma comunque già chiusa. Il voto blindato non ci sarà, come aveva chiesto Gianfranco Fini, ma il governo è intenzionato a concedere solo pochissime correzioni, concordate già ieri dal comitato dei 9, tra cui anche due proposte del Pd. La soluzione è arrivata dopo un incontro tra il ministro e i capigruppo di maggioranza. Oggi si passa al voto in Aula: si capirà subito se le intese annunciate reggeranno. Gli emendamenti sono ridotti al minimo: solo il centinaio proposto dalle opposizioni. La maggioranza li ha ritirati tutti. Insomma, Giulio Tremonti sembra vicino al suo traguardo: incassare una Finanziaria senza intrusioni parlamentari. Se Fini, con la sua uscita della settimana scorsa, puntava ad una apertura dei cordoni della borsa, oggi deve dichiararsi sconfitto. Esulta invece la Lega, da sempre «fedelissima» del titolare dell'Economia. «Abbiamo trovato un percorso condiviso - ha dichiarato dopo l'incontro il capogruppo del Carroccio Roberto Cota - Finiti i tempi delle finanziarie dove si contrattava come al mercato infischiandosene del debito pubblico». Ovvero: nessun margine per nuove spese. Il presidente della Camera salva però la faccia: non ci sarà la fiducia. E per le famiglie ancora nulla. Il ministro ha chiarito che agirà con provvedimenti ad hoc insieme al resto d'Europa. La preoccupazione per gli effetti sul debito è troppo alta per agire da soli. Prima di Natale Tremonti presenterà le misure per imprese e famiglie, e sbloccherà i fondi Cipe per far ripartire la domanda pubblica. Un ruolo fondamentale sarà affidato alla Cassa depositi e prestiti. Intanto oggi si attende il decreto salva-banche, con l'ingresso soft dello Stato negli istituti. Quanto alle proposte concordate per la Finanziaria, si conferma l'aumento del fondo per le casse integrazioni fino a 600 milioni (erano 450) di cui 20 per il personale aeroportuale, si alleggerisce il patto di stabilità interno con meno vincoli per gli investimenti dei Comuni, si specifica che l'85% dei fondi aree sottosviluppate vada al Sud e che 500mila euro siano destinati allo Svimez. Ok anche a due proposte del Pd. La prima, a firma Damiano, prevede che l'anticipo degli emolumenti per gli Statali sia possibile solo dopo aver sentito i sindacati. L'altra prevede che l' extragettito del 2009 si destini a detrazioni per i dipendenti. Il centrosinistra incassa così due aperture che hanno più un peso politico che economico. Ma sul resto: la scuola, le famiglie, i pensionati, la scure di Tremonti resta intatta. Tanto che i commenti dalle file del Pd restano durissimi. «Si è fatta la finanziaria sbagliata, perchè presupponeva che ci fosse il sole mentre pioveva già - dichiara Pier Luigi Bersani - Adesso comincia a grandinare e si continua a dire che non si tocca niente». «Le imprese e le famiglie sono state lasciate sole», aggiunge Matteo Colaninno. Tremonti tira dritto per la sua strada. ieri, intervenendo a un dibattito dell'associazione Italia-Cina ha continuato a puntare il dito contro una globalizzazione troppo frettolosa. Ma stavolta non se l'è presa tanto con i cinesi, quanto con gli europei ancora lontani da una politica comune. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

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la vita spericolata del pittore-soldato - tano gullo (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina XVI - Palermo LA VITA SPERICOLATA DEL PITTORE-SOLDATO Un convegno celebra l´artista di Leonforte, un bohèmien che partecipò alle battaglie garibaldine e che morì a Parigi Imparò il mestiere nel capoluogo poi andò a Napoli e a Firenze Nel 1862 fu ad Aspromonte in camicia rossa TANO GULLO (segue dalla prima di cronaca) empre sull´onda alta. A inseguire sogni e movimenti artistici. Quando fiuta sentore di "nuovo" Filippo Liardo (morto ad Asnières, Parigi, nel 1917) parte a razzo. Con il suo armamentario d´artista sempre appresso. è in prima linea in tutti i movimenti d´avanguardia europei degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, contribuendo a traghettare la pittura dal romanticismo all´impressionismo. E ogni volta che Giuseppe Garibaldi squilla le trombe della riscossa mette pennelli e colori nello zaino e impugna lo schioppo per dare un senso ai suoi ideali di patriota risorgimentale. Poi, tra una battaglia e l´altra tira fuori gli attrezzi e dipinge quel che accade intorno. è stato un grande illustratore dell´epopea garibaldina, dalla Sicilia, a Volturno, a Trieste. Due sue tele - "La sepoltura garibaldina" e "Ritratto del padre" - sono esposte alla Galleria d´arte moderna di Palermo. Il tempo non gli ha reso giustizia, facendo scivolare sulle sue opere, molte disperse, e sulle sue azioni il colore grigio della dimenticanza. Ora, a 91 anni dalla morte, il suo paese natale, Leonforte, domani gli dedica un convegno ("Tra gloria e oblio") al cine-teatro Evolution, e una serie di iniziative, curate da Gaetano Algozino, che daranno corpo a un progetto triennale per valorizzare la figura dell´artista e per realizzare un museo a lui dedicato. Il romanzo della sua esistenza allegra e tribolata va raccontato fin dall´inizio, da quel primo maggio quando apre gli occhi nella misera casa di papà Salvatore e di mamma Rosalia, originaria di Catania, a quando li chiude, sempre da povero, il 19 febbraio del 1917 a Parigi. La vita è dura a metà Ottocento a Leonforte, il ragazzino scorribanda per strade e campagne e mostra subito un istinto selvaggio per la pittura. Disegna le cose che vede e le sue fantasie. Ma è costretto a lavorare per guadagnarsi il pane che mangia. Poi la famiglia si trasferisce a Palermo, dove il ragazzo si arrangia facendo il venditore ambulante. Girando per le strade finisce nella bottega di Salvatore Lo Forte. Ci torna e ci ritorna e impara i rudimenti della pittura. Il maestro ne apprezza le doti di colorista e i voli di fantasia. Apprende voracemente, si addentra giorno dopo giorno nei misteri della luce e dei colori. Oltre al richiamo dell´arte sente anche quello della libertà. Partecipa alle riunioni segrete antiborboniche, quelle che spianeranno la strada ai Mille. Qualcuno un giorno gli parla della scuola napoletana e lui prende il piroscafo e va. è il 1857 e ha appena 23 anni. Nello studio di Domenico Morelli, il più celebrato dei pittori partenopei, completa il suo apprendistato e rinforza i suoi ideali libertari visto che il suo maestro è un eroe dei moti napoletani del 1848, convinto assertore dell´unità nazionale. è in questo clima di frenesie artistiche e slanci patriottici che arriva la notizia dello sbarco di Marsala. Liardo in fretta e furia si imbarca e si unisce ai volontari garibaldini al fianco dei quali combatte per le strade di Palermo. Racconta con i colori quelle esaltanti giornate, protagonista e cronista a un tempo. Sceso dalle barricate ritorna sotto il Vesuvio dove frequenta grandi artisti, Antonio Leto, Giuseppe De Nittis, Marco di Gregorio, Federico Rossano e altri. Pochi anni di tregua e nel 1862 rieccolo con la camicia rossa sull´Aspromonte. Combatte e disegna l´eroe dei due mondi ferito mente viene sorretto da due picciotti su una barca. Con Garibaldi ritornerà per la terza volta nel 1866 in Friuli e in Trentino per inseguire gli austriaci in ritirata. Numerosi i suoi schizzi su questa campagna. «Sono i disegni a penna - sostiene la critica Maria Accàscina - con macchie fluide ed espanse: a volte il segno è così lieve che la vicenda greve e bruciante della guerra si tuffa in un albore immacolato». Oggi sono documentazione doppiamente preziosa, per la storia e per l´arte. Facciamo un passo indietro, a quel 1864 quando l´artista sente il richiamo irresistibile dei macchiaioli. Lo incuriosisce la tecnica - pennellate a macchie - di Fattori, Lega, Boldini e compagni. Li stima e ne è stimato. Di lui Telemaco Signorini scrive: «Tipo originalissimo e di molto ingegno». E non è certo di bocca buona il principe dei macchiaioli. Dalla Toscana fa una sortita nel 1865 per partecipare, insieme al monrealese Antonio Leto, suo amico, all´Esposizione universale di Parigi con il quadro "Il bombardamento di Palermo". Ottiene un grande successo che gli schiude le pagine delle riviste che si contendono le sue illustrazioni. Fa spola con Roma, poi lo raggiunge la sirena di Parigi. è datato 1878 il suo viaggio senza ritorno, sulla scia di tanti artisti italiani, per quel Quartiere latino laboratorio multietnico di genialità. Aderisce con enfasi al movimento impressionista. Come preso da una febbre crea espone e incassa grandi consensi. Diventa un ladro di vite altrui: avidamente cattura figure, atmosfere, sguardi, posture e le trasferisce sulla tela. Al tempo Parigi è magica, cominciano gli anni della bohemienne che poi nel nuovo secolo darà vita a una esplosione di creatività. Si prepara quella place du thétre, naturale palcoscenico di arte, incastonata in una città dove la mala bestia della fame non impedirà agli artisti di alimentare il loro genio. In una città che come scrive Hemingway nel suo "Fiesta mobile" basta uno sprazzo di sole per sentirsi felici. Liardo scende ogni tanto in Sicilia, a Catania esplora luoghi e dipinge. Ma oramai la sua vita è oltralpe. Come tanti artisti di allora finisce in miseria. La sera senza un soldo in tasca si trascina al "Lapin agil", covo di artisti, e in altri locali del Quartiere latino, dove ha la ventura di conoscere gli immortali Ingres, Coubert e Manet. Brinda talora con Verlaine, Mallarmè, Zola e De Goncourt. Cin cin alla poesia e all´arte. Poi il tempo lo ghermisce. Finisce sulla strada a chiedere l´elemosina in preda ai fantasmi della follia. Allucinazioni, senza la consolazione di poterle trasferirle sulla tela. «Alla sua morte, avvenuta il 9 febbraio del 1917 a Parigi-Asnières - scrive Antonio Randisi nella sua biografia "Filippo Liardo pittore garibaldino. Dal romanticismo all´impressionismo", Papiro editrice, Enna - fu necessario che la colonia degli artisti italiani residenti nella capitale francese aprisse una pubblica sottoscrizione per potere dare all´artista onorata sepoltura». Era l´anno in cui le truppe italiane, sulla via di Trento e Trieste già segnata dal valore e dal sangue dei volontari garibaldini, si accingevano a compiere l´ultimo atto dell´epopea nazionale. Sempre di Randisi ci piace citare un´altra pagina che rende giustizia al pittore dimenticato: «Ricordare la figura di Filippo Liardo, il cui nome e le cui opere si iscrivono di diritto nella storia delle vicende patriottiche e artistiche del secondo Ottocento italiano, vuol dire saldare un debito di riconoscenza nei confronti di colui che di quelle vicende fu uno degli interpreti più genuini: garibaldino della prima ora, combattente generoso e purissimo nella guerra per l´Indipendenza e l´Unità d´Italia, fu egli, infatti, uno dei pochi pittori che misero la propria vita e la propria arte a servizio della Nazione in una delle più significative fasi del Risorgimento, eternando momenti ed ardimenti propri delle leggendarie imprese dell´eroe nizzardo».

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appare a mezzanotte il cavaliere della morte - tiziana cozzi (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina X - Napoli Appare a mezzanotte il Cavaliere della morte Feltrinelli TIZIANA COZZI Una delle passioni degli "avatar" che abitano il "World of Warcraft", il gioco di ruolo più popolato del web, è cimentarsi in lotte di conquista. Stanchi di restare costretti ciascuno nei tre continenti virtuali con relative isole, questi omini in cappa e spada coltivano l´ansia di espansione: quasi quanto i gemelli umani che guidano le loro mosse, inchiodati agli schermi dei computer del mondo reale nel quale restano miracolosamente invisibili. Uscirà allo scoperto stanotte, a partire dalle 23, il popolo senza volto degli strateghi del web. Per loro si annuncia la lunga attesa del "Cavaliere della morte", figura chiave della nuova espansione del gioco, messa in vendita a partire dalla mezzanotte alla Feltrinelli di piazza dei Martiri. A chi lascerà le praterie e i boschi di Northern e le grandi metropoli di Azeroth verrà regalata una nottata di animazioni e giochi a base di elfi, druidi e goblin e soprattutto la possibilità di essere tra i primi possessori di un nuovo capitolo della saga real-fantasy più indagata del web. Perché l´universo fantastico di "World of Warcraft" (abbreviato in "WoW") non è noto soltanto ai player più accaniti ma anima anche le giornate dei funzionari dell´Intelligence americana. Di recente, infatti, uno dei dirigenti del "Center for Terrorism and Intelligence Studies", specializzato in servizi di sicurezza, ha dichiarato che il gioco della Blizzard è per loro utile a capire le mosse delle cellule terroristiche. Si studiano attacchi, modalità di azione e di conquista di territori virtuali e si traggono formule matematiche e strategie di aggressione che poi vengono applicate nella lotta ai gruppi di Al Qaeda. Tattiche giudicate credibili perché molteplici: il gioco è infatti aperto a milioni di giocatori che interagiscono contemporaneamente via web. Si gioca soltanto su Internet (viene acquistata la concessione e le successive espansioni dietro pagamento di un canone), i giocatori agiscono da luoghi diversi e ciascuno può scegliere le modalità di azione, rispettando però sempre le regole. Undici milioni di sottoscrizioni attive al momento, una previsione di vendita di cinque milioni di scatole della nuova espansione "Wrath of the Lich King", il gioco ha conquistato diversi premi sin dalla creazione, nel novembre del 2004 in America. Lo scorso anno, alla messa in vendita di una nuova fase del gioco (chiamata "sviluppo") sono state vendute tre milioni e mezzo di autorizzazioni nelle prime 24 ore. Tradotto in otto lingue, l´universo di Warcraft accoglie adepti in Russia, Cina, Corea, Australia e Nuova Zelanda.

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crisi salotto, natuzzi rilancia "un nuovo tavolo tecnico" - ilaria ficarella (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina VII - Bari Il leader del settore chiede di riaprire la trattativa con gli enti territoriali. Ma la Cgil avverte Crisi salotto, Natuzzi rilancia "Un nuovo tavolo tecnico" ILARIA FICARELLA Un nuovo tavolo tecnico fra le aziende e la Regione Puglia per affrontare la crisi del salotto come è già stato fatto per il comparto della chimica a Brindisi e del calzaturiero a Casarano. E´ quanto Pasquale Natuzzi, presidente del gruppo di Santeramo leader mondiale nella produzione di divani e complementi d´arredo, ha proposto nel corso del convegno organizzato dalla Fillea Cgil a Santeramo. Il primo tavolo tecnico regionale, aperto nel 2006, per affrontare la crisi, non ha mai prodotto risultati, diversamente da quanto accaduto per gli altri comparti produttivi dove la Regione è intervenuta. "E non ha prodotto risultati ? ha spiegato Valerio Elia, componente della task force occupazionale della Regione Puglia ? perché sono mancati allora gli interlocutori". Ma secondo Pasquale Natuzzi, i tempi sono ormai maturi per aprire nuovamente questa discussione. "Anche perché ? ha ribadito il presidente del gruppo industriale ? mentre nel recente passato, Paesi emergenti come la Cina hanno approfittato delle difficoltà cui le nostre imprese andavano incontro, visto che i processi innovativi avviati non erano stati completati, ora è la stessa Cina a trovarsi in forti difficoltà. I controlli dei distributori europei sulla qualità dei prodotti si sono fatti più serrati nei loro confronti e vengono richieste maggiori garanzie". Per questo, Pasquale Natuzzi è sicuro che intervenendo ora, "la Puglia sarà sicuramente capace di riconquistarsi le sue fette di mercato". E alla proposta di Pasquale Natuzzi di aprire un tavolo tecnico regionale sulla crisi del distretto, replica Susanna Camuso, segretaria nazionale Cgil. "Siamo disponibili a sederci al tavolo tecnico proposto ? spiega la sindacalista ? ma per parlare di cose concrete. Noi abbiamo la nostra idea di distretto, che fra l´altro prevede che tutti i lavoratori di quella area godano degli stessi diritti. Anche degli ammortizzatori sociali". Intanto è fissato per martedì prossimo l´incontro a Roma fra Regione Puglia, Regione Basilicata, imprese e tecnici del Ministero per le Attività produttive, per rivedere l´attuazione del cosiddetto Protocollo Scajola. "Non è vero che la Regione non ha finora avuto interlocutori nella vicenda del salotto ? spiega Antonietta Majellaro, presidente della sezione legno-arredo di Confindustria Bari e presidente del Distretto pugliese del Legnoarredo ? I nostri obiettivi sono contenuti proprio in quel protocollo Scajola, che in buona parte è recuperabile oggi per affrontare la crisi in corso". Nuovo interlocutore diretto di tutte le nuove strategie che si metteranno in campo per rilanciare il comparto sarà proprio il Distretto del Legnoarredo. Ma per ora l´incontro di martedì avrà con tutta probabilità natura interlocutoria: i nuovi dirigenti del Ministero vorranno insomma valutare nuovamente la situazione e registrare le posizioni delle parti in causa.

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Locomotiva cinese già in frenata (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-11-12 - pag: 11 autore: Pechino. Il forte rallentamento di import e inflazione segnala che l'economia avverte l'impatto della crisi globale Locomotiva cinese già in frenata La minor domanda estera costringe le imprese a tagliare gli acquisti Luca Vinciguerra PECHINO. Dal nostro corrispondente Il mondo intero trema di fronte allo spettro della grande depressione, ma intanto il surplus commerciale cinese continua a lievitare. A ottobre, il saldo import-export di Pechino ha stabilito un altro record, raggiungendo quota 35,2 miliardi di dollari. Questa volta però il maxiavanzo non è un indice di buona salute dell'economia. Al contrario, è un segnale inequivocabile del suo progressivo deterioramento. A spingere in alta quota il surplus commerciale di ottobre, infatti, è stata la brusca contrazione del tasso di crescita delle importazioni (+15,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), che ha toccato il livello minimo dal giugno 2007. Frattanto, anche le esportazioni hanno frenato la corsa, mettendo a segno un incremento del 19,2% (il più basso degli ultimi quattro mesi), contro il +21,5% registrato a settembre. Un fattore stagionale compendia efficacemente la portata del rallentamento. «Storicamente, a ottobre il trade surplus cinese è sempre cresciuto del 40% rispetto a settembre per effetto delle commesse natalizie. Ma quest'anno l'incremento è stato solo del 20 per cento. Ecco perché, nonostante il dato record, in realtà il trade surplus di ottobre è da considerarsi sorprendentemente basso», spiega Ben Simpfendorfer, economista di Royal Bank of Scotland. La frenata dell'import si spiega soprattutto con la diminuzione degli ordinativi esteri dell'industria manifatturiera cinese. Circa la metà del totale delle merci importate dalla Cina, infatti, vengono trasformate per poi essere riesportate sui mercati esteri (il settore dell'elettronica funziona in gran parte così). La brusca frenata del ritmo di crescita dell'import suona dunque come un campanello d'allarme: le aziende esportatici stanno già avvertendo gli effetti della crisi finanziaria internazionale e di conseguenza, hanno iniziato a tagliare gli acquisti dall'estero. La seconda è legata al prezzo del petrolio e delle materie prime. Il calo dei corsi delle commodities registrato negli ultimi mesi ha ridotto sensibilmente il costo della bolletta energetica cinese, perché il valore in dollari delle importazioni di greggio e materie prime è sceso. Tuttavia, sottolineano gli analisti, i volumi degli acquisti mensili di commodities da parte della Cina resta ancora robusto. Ma la gelata è in arrivo. Lo dimostra la contrazione registrata a ottobre dalla generazione dei volumi di energia e dagli introiti fiscali. Ma lo dimostra, soprattutto, la discesa verticale del tasso d'inflazione, che a ottobre si è attestato al 4%, il livello più basso degli ultimi 17 mesi. La repentina discesa messa a segno dall'indice dei prezzi al consumo negli ultimi tempi (la scorsa primavera l'inflazione viaggiava sui massimi del decennio) indica chiaramente che le caldaie della congiuntura cinese stanno perdendo pressione. «La domanda interna - avverte Tao Wang, economista di Ubs - sta rallentando molto più rapidamente delle esportazioni. Gli investimenti domestici, soprattutto quelli nel settore edilizio, sono la causa principale del rallentamento dell'economia. In realtà l'export shock, di cui si parla molto in questo periodo, non ha ancora colpito veramente la Cina». Per evitare che nel 2009 la crescita del prodotto interno lordo scenda sotto l'8% (in questo caso l'economia cinese "entrerebbe in crisi"), domenica scorsa il Governo ha varato un piano di stimolo da 4mila miliardi di yuan (580 miliardi di dollari). La manovra fiscale straordinaria è articolata in quattro macroaree: l'innalzamento dei livelli di reddito delle fasce di popolazione meno abbienti; la realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto e comunicazione; la tutela ambientale; la ricostruzione delle aree colpite da calamità naturali, come terremoti e alluvioni. I massicci investimenti a pioggia stanziati da Pechino hanno l'obiettivo di stimolare i consumi e, soprattutto, gli investimenti domestici. «Se il piano sarà attuato completamente, nel 2009 le nuove risorse liberate dal Governo dovrebbero spingere il Pil dell'1,8%, attutendo così il rallentamento della congiuntura e assorbendo parte della sovracapacità accumulata in alcuni settori industriali», sostiene Jiming Ha, economista di China International Capital Corporation. lucavin@attglobal.net I NUMERI Nuovo record del surplus commerciale grazie alla relativa tenuta dell'export L'aumento dei prezzi (4%) è il più basso da 17 mesi

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Monete,l'oradel cane di Keynes (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-12 - pag: 16 autore: Monete,l'oradel cane di Keynes di Pietro Alessandrini e Michele Fratianni I n periodi di grave crisi finanziarie, come quella che stiamo vivendo, si torna alla storia per fare confronti e trarre insegnamenti. I due eventi più gettonati del secolo scorso sono la grande crisi degli anni 30 e l'accordo monetario di Bretton Woods del 1944. In entrambi i casi, si riscopre il pensiero di Keynes che, nel 1944 fu un perdente consenziente. Con pragmatismo propose alla Camera dei Lord l'approvazione dell'accordo, usando la metafora del «cane bastardo», meno bello, ma più robusto e servizievole di un «cane di razza». Il "cane bastardo" che nacque a Bretton Woods ratificava l'ascesa del dollaro e il declino della sterlina. Prevalse la moneta del Paese dominante che in cambio dei privilegi della sovranità monetaria,s'impegnava a fornire il " bene pubblico" di stabilizzare il valore del dollaro, rafforzato dalla convertibilità in oro. Nei successivi decenni è avvenuto il progressivo deterioramento di questi requisiti. Gli Usa sono diventati il maggior debitore del mondo. I Paesi creditori si sono alternati, fino alla situazione attuale che vede la Cina come principale creditore. Il valore del dollaro, non più convertibile in oro, è sostenuto dalla convenienza di molti Paesi creditori a non rivalutare le proprie monete e degli Usa a riaffermare la stabilità del dollar standard. Gli aggiustamenti del cambio si sono scaricati sull'euro, nonostante sia la moneta dell'area meno squilibrata negli scambi internazionali. Benché indebolito nei fondamentali, il dollaro appare ancora indispensabile. Un tracollo analogo a quello della sterlina del 1930 avrebbe gravi conseguenze: alti tassi d'interesse, recessione mondiale, tentazioni protezionistiche. Non esiste una moneta leader alternativa: non l'euro,né lo yen e, tanto meno,lo yuan. Il sistema monetario internazionale è in una situazione di stallo, nella quale non operano i correttivi di mercato, perché i necessari aggiustamenti dei tassi di cambio sarebbero insostenibili. Né operano in modo costruttivo le banche centrali. L'eccezionale gravità della crisi finanziaria in corso ha messo in evidenza la fragilità del sistema senza regole adeguate. Resta da chiarire perché lo tsunami finanziario non abbia travolto le monete. Questo alimenta l'ottimismo di chi ritiene che la crisi, per quanto grave, possa essere superata senza sostanziali cambiamenti nell'ordine monetario internazionale. A crisi già avviata, Bernanke ha riconfermato la piena fiducia nella leadership finanziaria degli Usa e ha ribadito la tesi dell'eccesso di risparmio cinese come principale causa dei deficit esterni americani. Il presidente della Fed ha così inteso responsabilizzare i Paesi creditori all'onere dell'aggiustamento: obiettivo che, va ricordato, era alla base del piano Keynes e che a Bretton Woods gli Usa a parti invertite, da Paese creditore, avevano respinto. Condividiamo il punto di vista di chi ritiene che il sistema monetario sia esposto a pericolose crisi di fiducia sui tassi di cambio. La difesa passiva dello statu quo può allontanare i problemi, ma non li risolve. La crisi attuale va interpretata come un forte campanello di allarme. Si aggiunge con gravità crescente ai ricorrenti segnali di fragilità avvicendatisi a partire dagli anni 60, quando il problema d'introdurre una moneta internazionale alternativa al dollaro era già sul tappeto. Le risposte che vennero date furono inefficaci, come i Diritti speciali di prelievo, o irrealizzabili, come il Substitution account. Prevalsero soluzioni tampone a sostegno del dollar standard. Riteniamo sia giunto il momento per riprendere in considerazione il " cane di razza" del piano Keynes, che a Bretton Woodsaveva anticipato i tempi rispetto ai rapporti di forza allora prevalenti. L'introduzione di una moneta sovranazionale, non sostitutiva ma complementare alle monete nazionali ( dollaro in primis), che garantisca il multilateralismo dei rapporti di credito-debito tra Paesi presso una stanza di compensazione internazionale, e la distribuzione simmetrica degli oneri di aggiustamento sono i principi-cardine del piano Keynes. Questi possono offrire un innovativo punto di riferimento per stabilizzare il sistema. L'iniziativa può nascere da un accordo tra Fed e Bce. Le due principali banche centrali cedono alla stanza di compensazione valori equivalenti di propri titoli di Stato a breve, in cambio di depositi in nuova moneta sovranazionale, che diventa moneta-paniere. Il rischio di cambio viene così ridotto dall'effetto compensativo degli attivi denominati in dollari ed euro acquisiti dalla stanza di compensazione. La nuova moneta sovranazionale offre uno strumento meno rischioso per le riserve delle banche centrali. In particolare, la Banca centrale cinese potrebbe usufruirne e, in prospettiva, potrebbe essere incentivata a entrare nel sistema compensativo multilaterale. La Cina, attualmente sottorappresentata negli organismi internazionali, potrebbe assumere un peso corrispondente al suo crescente potere economico. Questo sistema può essere istituito presso l'Fmi,che recupererebbe un ruolo attivo di sorveglianza multilaterale sulle posizioni di credito e debito dei Paesi aderenti. p.alessandrini@univpm.it m.fratianni@univpm.it

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La Bretton Woods-2 passa da un Fmi forte (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-12 - pag: 16 autore: La Bretton Woods-2 passa da un Fmi forte di Biagio Bossone * L a crisi in atto preme sui leader mondiali perché adottino un sistema adeguato di governo della finanza globale. Si parla di una Bretton Woods-2. Sebbene pochi abbiano ancora idee chiare al riguardo, un orientamento che pare emergere porrebbe alla guida del processo di cooperazione finanziaria internazionale un gruppo di Paesi che ai G-7 assocerebbe quelli come Cina, India e altri che hanno peso crescente nell'economia mondiale. Tale orientamento prosegue la tendenza, ormai consolidata, di mantenere la guida del processo in un ambito ristretto di Paesi e al di fuori dell'Fmi,che pure è l'organo multilaterale preposto a sorvegliare sulla salute dell'economia globale. Questa tendenza trova appiglio nei ripetuti fallimenti dell'Fmi di prevenire le crisi finanziarie e nell'esser visto come istituzione inefficace, opaca e non accountable. In realtà, i Governi fanno finta d'ignorare - e le opinioni pubbliche ignorano - che l'Fmi è tanto efficace quanto i Governi (specie i più grandi) vogliono che sia. La sua capacità di prevenire le crisi dipende dalla volontà dei Governi di sostenerne l'azione di sorveglianza. Inoltre, l'Fmi è assai più legittimo, trasparente e accountable di qualsivoglia Gruppo dei grandi (G-7, G-10, G-20 ecc.) e i suoi meccanismi di rappresentanza, sebbene perfettibili, danno ai Paesi quella voce che nessun Paese può avere se non siede al tavolo dei Grandi. Recentemente, l'ex premier Giuliano Amato (si veda Il Sole 24 Ore del 19 ottobre) ha richiamato l'esigenza di restituire efficacia all'Fmi. Se i leader volessero davvero rafforzare il governo della finanza globale, comincerebbero dal riformare l'unica istituzione finanziaria multilaterale a partecipazione universale oggi esistente, rendendola meno dipendente dai Gruppi dei grandi e più rispondente alla comunità internazionale. Una riforma forte dovrebbe mirare ad almeno tre obiettivi. Primo, porre l'International monetary and financial committee (Imfc) - il comitato ministeriale dell'Fmi- al centro della politica finanziaria globale. Irrigidito da un modus operandi largamente inadatto e offuscato dai Gruppi dei grandi, l'Imfc raramente è fonte d'impulsi efficaci alla cooperazione internazionale; più spesso si limita a recepire indirizzi decisi altrove dai Paesi leader e a tradurli in mandati dell'Fmi. Tuttavia, l'Imfc ha il vantaggio di essere l'unico organo finanziario ministeriale arappresentanza universale a dimensione gestibile. Riunendo i responsabili delle finanze nazionali, l'Imfc diventerebbe il luogo dove i Governi discutono l'agenda finanziaria internazionale, concordano azioni collettive, verificano l'andamento delle economie a rilevanza sistemica ed esercitano pressioni reciproche. All'Imfc spetterebbe di stabilire le priorità strategiche dell'Fmi e di chiamare l'executive board a render conto dell'operato dell'istituto. All'Imfc farebbero riferimento le agenzie internazionali impegnate a vario titolo nella politica finanziaria internazionale. Secondo, rafforzare l'executive board dell'Fmi. Con poche eccezioni, i direttori esecutivi operano come rappresentanti dei Paesi che li nominano. Il board è pertanto in larga misura eterodiretto da ufficiali di Governo di un numero ristretto di Paesi, motivati da interessi nazionali o da ciò che essi reputano essere l'interesse della comunità internazionale. E le loro interazioni sono inadeguate per consentire al board d'incidere sulla qualità dell'azione dell'Fmi. Superare i limiti richiede prassi di lavoro sinergiche, il che presuppone indipendenza dei direttori esecutivi da singoli Paesi e un loro operare collegiale. Quali amministratori, essi dovrebbero poter esercitare autonoma capacità di giudizio, fungendo da diaframma fra volontà di singoli Paesi, principi statutari dell'istituto e interessi collettivi. Ne andrebbero pertanto modificati gli incentivi professionali, sancendone per statuto l'autonomia, prevedendone la selezione fra professionisti di alta reputazione, estendendone e rendendone irrevocabile il mandato e riconoscendo loro garanzie di adeguato rientro. Infine, occorre rendere il management accountable. Il board dovrebbe vigilare sul management per assicurare massima qualità all'azione dell'Fmi, ma molti direttori esecutivi sono riluttanti ad affrontare un management che è scelto sopra le loro teste, li sovrasta per status e ha accesso diretto alle alte autorità nazionali. Inoltre, al managing director e ai suoi vice spetta di presiedere il board e di guidare l'amministrazione: perché mai dovrebbero volere che il board che essi presiedono vigili con scrupolo sull'amministrazione che essi stessi guidano? Separare i due ruoli, con un presidente del board scelto dai Governi e un amministratore delegato scelto dal board, stabilirebbe un corretto rapporto di poteri. Questi interventi rappresenterebbero un ritorno verso il multilateralismo che fu la grande scelta di Bretton Woods e lo accompagnerebbero con quel principio di bilanciamento dei poteri senza cui qualunque sistema di Governo risulta illegittimo e, alla lunga, inefficace. * Già membro del board di Banca Mondiale e Fmi

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Brasile frontiera del made in Italy (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 23 autore: Competitività. A Roma vertice tra gli imprenditori dei due Paesi - Nel 2008 le esportazioni sono aumentate del 40% Brasile frontiera del made in Italy Lula: «Il lavoro motore dell'economia» - Marcegaglia: «Dobbiamo fare di più» Nicoletta Picchio ROMA Lo dice in conclusione: è il lavoro che deve essere il vero motore dell'economia, non la speculazione finanziaria. Luiz Ignacio Lula da Silva si prende l'applauso degli 800 imprenditori in sala, italiani e brasiliani, mentre sollecita un maggiore scambio tra i due Paesi. Magari «una settimana italiana in Brasile e una settimana brasiliana in Italia», come tassello di un interscambio che è arrivato a 10 miliardi di dollari ma che per il presidente del Brasile è ancora troppo basso. Rilancia la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dopo aver ascoltato i programmi imponenti in infrastrutture annunciati dai ministri brasiliani: strade, ferrovie, porti, impianti petrolchimici. «Dobbiamo fare ancora di più per rafforzare le relazioni economiche», ha detto la presidente degli industriali.L'Italia, secondo le cifre della Marcegaglia, negli ultimi anni ha avuto una performance unica: nei primi sette mesi del 2008 le esportazioni italiane sono aumentate del 40%, contro il 23% della media Ue; l'import dal Brasile è cresciuto del 10% arrivando a 3,7 miliardi. «Siamo diventati il secondo fornitore europeo del Brasile, dopo la Germania», ha insistito la Marcegaglia. Che però ha esortato il Brasile a «non far prevalere logiche protezionistiche», riferendosi in particolare alle «troppe barriere tariffarie» che ancora ostacolano l'interscambio. La Marcegaglia ha auspicato politiche di apertura del mercato e ha sollecitato un'intesa tra Ue e Mercosur per dare vita ad un'area di libero scambio, pur privilegiando sempre la strada degli accordi multilateriali. Il Forum economico ItaliaBrasile, che si è tenuto ieri in Con-findustria, è stata una delle tappe della visita di Lula. Sul palco, Abi, Ice, Governo, nel solco delle missioni di sistema, e protagonisti brasiliani, come Dilma Vana Roussef, capo dello staff di Lula, Miguel Jorge, ministro dello Sviluppo, industria e commercio, Paulo Skaf, numero uno della Confindustria brasiliana, Andrè Puccinelli, Governatore del Mato Grosso del Sud. Per Confindustria, oltre alla Marcegaglia, erano presenti il vice presidente per l'internazionalizzazione, Paolo Zegna, quello per le infrastrutture, Cesare Trevisani, il vice presidente dell'Ance, Giandomenico Ghella. Gli interventi dei brasiliani hanno approfondito i programmi di investimento in infrastrutture e la Pac, il Piano di accelerazione della crescita. Verranno costruiti, ha detto la Roussef, oltre 54mila chilometri di strade, una dorsale ferroviaria, 21 nuovi aeroporti, porti. Per un primo lotto di queste infrastrutture le gare ci saranno in primavera. è vero che la crisi frenerà la crescita del Pil, ma si sta registrando un allargamento della classe media che è oggi il 51,6& della popolazione. La Roussef ha ammesso che l'economia brasiliana deve aprirsi all'estero: oggi questa fascia di Pil è il 13% contro il 37% della Cina. Anche Lula ha parlato di grandi opere: saranno costruite 5 nuove raffinerie, 29 nuove fabbriche di cemento, poli petrolchimici. Comprensibile, quindi, che nelle prime file dell'auditorium di Confindustria fossero seduti l'ad di Finmeccanica,Pierfrancesco Guarguaglini, quello delle Ferrovie, Mauro Moretti, l'ad di Terna, Flavio Cattaneo, Gaetano Maccaferri, gruppo impiantntistico di Bologna che lavora in Brasile già da decenni, Corrado Antonini, presidente di Fincantieri, ( interessato, con Finmeccanica, al potenziamento della can-tieristica: 122 navi a supporto dell'industria petrolifera e per la Marina militare), Fabrizio Di Amato, numero uno della Maire Tecnimont. «La crisi deve essere uno stimolo a crescere, non bisogna farsi prendere dal panico», ha detto Lula, bocciando l'azione del Fmi e sollecitando nuove regole, da definire anche con i Paesi emergenti. Il Brasile, ha detto, è molto cambiato: per vent'anni siamo stati debitori, oggi siamo creditori, con un debito pubblico rispetto al Pil di solo il 37% e una dotazione di 207 miliardi di dollari di riserva disponibile. L'importanza dei rapporti Italia- Brasile è stata sottolineata anche dal sottosegretario allo Sviluppo, Adolfo Urso: l'Italia, ha detto, cresce soprattutto nei confronti delle nuove economie, come Russia, India e Brasile, che è un'opportunità non solo per le materie prime ma anche per il processo di industrializzazione che ha avviato. Il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha confermato l'impegno delle banche e un plafond per il Brasile di oltre 2 miliardi, utilizzato per il 64 per cento. Nel vertice a Villa Madama con il Governo, in matinata, erano stati siglati un protocollo di intesa Italia-Brasile per le piccole imprese, una lettera di intenti tra le Agenzia aeropsaziali italiana e brasiliana. LE OPPORTUNITÁ Nel Paese sudamericano verranno costruite oltre 54mila chilometri di strade, 21 aeroporti, porti e una dorsale ferroviaria

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Marzotto (Pitti): Il tessile si affida ai nuovi Paesi (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 23 autore: Moda. In calo le vendite in Usa e Europa Marzotto (Pitti): «Il tessile si affida ai nuovi Paesi» Giulia Crivelli MILANO «Come imprenditori cerchiamo di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma la realtà è che in questo momento i bicchieri sembrano vuoti. Qualche segnale positivo però c'è:nei primi sei mesi dell'anno le esportazioni di tessile-abbigliamento hanno tenuto e i Paesi del Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e quelli del Golfo continuano a crescere: è lì che le aziende italiane dovranno concentrare le loro energie perché in Europa e negli Stati Uniti fino al 2010 sarà molto difficile vedere una ripresa dei consumi. Noi di Pitti Immagine, con le fiere che organizzeremo nel 2009, a partire da Pitti Uomo, che sarà inaugurato il 13 gennaio a Firenze, vogliamo aiutare le imprese a incontrare i buyer dei Paesi che amano il made in Italy e continuano ad avere una buona capacità di spesa. Ma anche i governi devono fare la loro parte, perché soprattutto in Italia serve una politica dei redditi che inneschi un circolo virtuoso di fiducia nell'economia». Sono queste le parole di cauto ottimismo con cui Gaetano Marzotto, presidente dei Pitti Immagine, ha presentato ieri a Milano le numerose iniziative dell'ente fieristico per il prossimo anno. Sottolineando con decisione che il momento congiunturale richiede anche segnali forti da parte delle istituzioni. «I redditi della maggior parte degli italiani negli ultimi anni sono rimasti fermi. La crisi finanziaria ci ha colpito meno di altri Paesi perché da noi non sono molte le persone che vivono di rendite finanziarie, il problema sono i redditi da lavoro. Tutti sappiamo quanta differenza ci sia tra le retribuzioni lorde, di cui le imprese si fanno carica, e quelle nette: servono misure per ridurre questo gap, nelle tasche degli italiani devono arrivare più soldi». La solidità del sistema moda è confermata dal dato sull'export: nel periodo gennaio- giugno è cresciuto dello 0,2% fino a toccare i 13,73 miliardi di euro. Anche per questo Pitti Immagine punta a diventare un appuntamento sempre più internazionale, come sottolineato dall'amministrato delegato Raffaello Napoleone. Nella prossima edizione della rassegna dedicata all'uomo (13-16 gennaio), ospiti speciali saranno Thom Browne, il più innovativo degli stilisti americani, che in Italia collabora con Moncler, e Giambattista Valli, il più internazionale dei giovani stilisti italiani (sfila a Parigi, dove ha sede la maison che prota il suo nome). «La rassegna dedicata alle collezioni donna, W-Woman, è arrivata alla sua terza edizione –ha spiegato Napoleone – e si già ritagliata un suo spazio nel pur affollato panorama fieristico globale, soprattutto grazie allo sforzo di ricerca che abbiamo fatto nella scelta dei marchi». www.pittimmagine.com Il programma completo degli eventi IL RUOLO DELLE FIERE La rassegna fiorentina dedicata all'uomo (13-19 gennaio) punta a mettere in contatto i buyer stranieri con il prodotto italiano

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Accordo per Same in Argentina (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 25 autore: Partnership commerciale con la Vassalli Fabirl (mietitrebbie) Accordo per Same in Argentina BOLOGNA Un nuovo impianto produttivo in Cina, una partnership in Argentina e brevetti nei bio carburanti, con il primo trattore agricolo al mondo a doppia alimentazione, gasolio e olio di colza puro. Sono queste alcune delle carte che il gruppo Same Deutz-Fahr, controllato dalla famiglia Carozza, e titolare anche del marchio Lamborghini trattori, intende giocare per continuare a crescere nel settore delle macchine agricole. Nel 2009, tuttavia, il mercato sarà «più prudente» perchè «anche in agricoltura decisivaè la disponibilità di credito, mentre stiamo notando tra i nostri clienti un rallentamento nell'accesso a finanziamenti da parte delle banche», spiega Andrea Bedosti, direttore vendite della società che con il 45,1% controlla la Deutz Ag, leader nel settore dei motori diesel industriali. Alle spalle uno sviluppo continuo negli ultimi anni, con un giro di affari passato dai 936 milioni del 2005 ai 1.100 del 2007. «Molto positivo» il 2008, con una previsione di crescita superiore al 10%, oltre quota 1.200 milioni. «Forte» l'espansione sul mercato russo dove dal prossimo gennaio sarà «pienamente operativo» il nuovo Centro ricambi. Sarà pronto, invece, nella prossima primavera l'impianto di assemblaggio in Cina con previsione di uscita dei primi trattori, di potenza 80/100 Cv, alla fine del 2009. Attivo da diversi anni lo stabilimento in India che produrrà nel 2008 circa 4mila trattori, di cui il 60% «reimportato in Europa ». A partire dal 2002 l'espansione all'estero è stata sostenuta da investimenti per 235 milioni. L'intesa in Argentina è stata siglata con la Vassalli Fabril, leader nella produzione di mietitrebbia in America Latina. Si tratta di un accordo tecnico e commerciale che consentirà dal 2009 di vendere macchine rotative Vassalli Fabril in Asia ed Europa con marchio DeutzFahr, per poi passare alla produzione diretta delle stesse nell'impianto che il gruppo Same possiede in Croazia. Continua è l'innovazione di prodotto, come dimostra la presentazione all'Eima del primo trattore al mondo con due serbatoi per funzionare, con uguale affidabilità, sia con gasolio che con olio di colza. «Crediamo molto nei bio carburanti – conclude Bedosti – e prevediamo che nei prossimi anni i motori con questa tecnologia rappresenteranno oltre il 5% delle vendite in mercati come Germania, Austria e Svizzera». E.B.

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Meccanica agricola a pieni giri (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-12 - pag: 25 autore: Industria. Nel 2008 la produzione prevista in crescita del 10% - Alla fiera di Bologna apre l'Eima Meccanica agricola a pieni giri Bene gli ordini in Brasile, India e Cina: +24% le vendite a fine anno Massimo Agostini BOLOGNA Mercato interno in crescita, nonostante i venti di crisi. Comunque, in controtendenza rispetto ad altri settori manifatturieri. E soprattutto export con incrementi a due cifre, in particolare nei Paesi emergenti. I dati sull'andamento della meccanica agricola, presentati ieri alla vigilia dell'Eima (l'esposizione internazionale organizzata da Bologna Fiere e Unacoma Service, aperta fino al 16 novembre) per il momento parlano chiaro. Tra gennaio e ottobre, in Italia, sono stati immatricolati 23.571 trattori, con un aumento dell'1,5% rispetto allo stesso periodo 2007. Mentre le mietitrebbiatrici, nei primi dieci mesi, hanno fatto segnare un balzo del 23,7%, recuperando ampiamente terreno dopo due anni consecutivi in flessione. Per l'Unione nazionale dei costruttori il 2008 dovrebbe chiudersi con una crescita della produzione di macchine agricole del 9,7%, raggiungendo un valore di 8,3 miliardi. Per il 2009, invece, le previsioni per l'industria dei trattori indicano una lieve flessione (1,4%). D'altra parte, l'Italia continua a scontare il peso di costi di fattori produttivi e del lavoro più elevati, oltre a limiti strutturali, come una superficie media delle aziende agricole di appena 7,5 ettari con la quale è difficile realizzare economie di scala. E a questi si aggiungono gli effetti di una politica agricola comune che ha ridotto gli investimenti per l'acquisto di mezzi meccanici. A tenere alto il livello nel medio periodo, in ogni caso, sarà ancora l'export. Che già per la fine dell'anno dovrebbe registrare un incremento a due cifre (24,1%) per i trattori, a quota 1,6 miliardi, e dell'8,7% per le mietitrebbie, a 2,5 miliardi. La crescita sui mercati esteri, ha spiegato il presidente di Una coma, Massimo Goldoni, «è da attribuire al buon andamento dell'annata agricola,caratterizzata da forti incrementi della produzione, soprattutto di cereali, e da un elevato livello dei prezzi delle principali derrate». Gli investimenti corrono un po' in tutti i Paesi con economie agricole avanzate: +12,5% le vendite in Germania, nei primi nove mesi 2008, +17,6% in Francia, +14,4% nel Regno Unito. Ma è soprattutto nelle grandi aree emergenti che la domanda di meccanizzazione galoppa. I dati sulle importazioni del Brasile, aggiornati al primo semestre 2008, segnano +80%, l'India +70%, la Cina + 58 per cento. E questo, sia per soddisfare i crescenti fabbisogni di materie prime agricole, quindi alimentari, sia per l'aumentato ricorso a commodity no food da destinare alla produzione di biocarburanti ed energie rinnovabili. «Per il nostro settore – ha aggiunto Goldoni – è una fase molto promettente, ma è necessario realizzare strategie di cooperazione industriale e commerciale, e costruire pacchetti specifici per le filiere produttive dei diversi Paesi che comprendano anche formazione e assistenza tecnica ». Una sfida impegnativa, visto che gli stessi Paesi emergenti vantano una loro tradizione nell'industria meccanica. E se per ora acquistano tecnologie avanzate dall'estero, nel breve e nel medio periodo e facile si proporranno come competitor su scala globale.

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La burocrazia rincara le tasse (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-11-12 - pag: 35 autore: Competitività. In Italia per PricewaterhouseCoopers la complessità del sistema aggrava l'alto prelievo La burocrazia rincara le tasse La ricerca sui sistemi di 181 Paesi ribadisce l'anomalia dell'Irap Marco Bellinazzo MILANO Italia terra di tasse, balzellie burocrazia nemica delle imprese. La fotografia, non certo a tinte rosee per quanto riguarda la capacità della Penisola di attrarre investimenti dall'estero, è stata scattata nell'indagine «Paying Taxes 2009» realizzata da PricewaterhouseCoopers, Banca mondiale e Ifc, sulla base del report «Doing Business 2009» che ha analizzato le caratteristiche dei sistemi tributari di 181 Paesi. La performance italiana Non solo il total tax rates, ovvero l'incidenza del carico fiscale e previdenziale sui profitti, colloca l'Italia all'ultimo posto nella graduatoria della Ue e al 166esimo nel mondo, con una pressione complessiva tra tasse sul reddito societario, imposte sul lavoro e altre forme di prelievo che erode il 73% degli utili. Ma la complessità del sistema tributario nazionale impone alle aziende altri costi impliciti, se possibile ancora più salati in termini di competitività: l'Italia infatti è 128esima nella speciale classifica della «semplicità degli adempimenti fiscali e contributivi» e 133esima in quella del «tempo necessario a gestirli». La ricerca ha individuato in Italia 15 distinti adempimenti per soddisfare i quali sono mediamente impiegate 334 ore all'anno. Dal focus emerge, in ogni caso, come il livello delle imposte italiane sul reddito prodotto dalle società sia sostanzialmente in linea con quello dei principali Paesi europei. E altrettanto può dirsi rispetto al numero di versamenti effettuati nel corso dell'anno. Quello che fa peggiorare il modello fiscale tricolore è l'Irap che rappresenta un'imposta anomala a livello internazionale e pesa sul total tax rate italiano fino all'8 per cento. «Per l'Irap – spiega Fabrizio Acerbis partner di PricewaterhouseCoopers –l'effetto della (quasi) totale indeducibilità del costo del lavoro evidenzia come uno dei punti critici del sistema fiscale italiano sia rappresentato dal rapporto datore- dipendente. Occorre osservare poi come gli interventi legislativi volti alla riduzione del cuneo fiscale sono stati solo parzialmente recepiti per l'anno oggetto di analisi e che l'incidenza di tale imposta sul totale dovrebbe ridursi in futuro». A far precipitare il ranking dell'Italia, nonostante gli sforzi d'innovazione compiuti negli ultimi anni, sono le peculiarità del carico fiscale relativo ai rapporti di lavoro dipendente e agli adempimenti chiesti ai datori. Così, se è vero che l'aliquota nominale delle imposte sui redditi societari (Ires e Irap) è inferiore al 40%, a causa dell'indeducibilità del costo del lavoro e di oneri di altra natura come gli interessi passivi, l'aliquota effettiva oltrepassa il 50%, superando quelle applicate nei Paesi del G8 e nelle economie emergenti (Cina, Brasile e India). I Paesi più «ospitali» Nell'Unione europea i leader per la semplicità dei versamenti fiscali sono Irlanda, Danimarca e Lussemburgo. A parte l'Italia, solo Polonia e Romania hanno sistemi più complessi. Tra i Paesi del G8, spiccano Regno Unito, Canada, Usa e Francia, con la Russia fanalino di coda. Gli Stati con il total tax rates più basso sono: Vanuatu (8,4%), Maldive (9%), Qatar (11,3%), Kuwait (14,4%),Emirati arabi (14,4%),Arabia Saudita ( 14,5%), Bahrain (15%), Zambia (16,1%), Botswana (17,1%) e Lesotho (18%). Il numero medio delle imposte dovute da una società-tipo invece varia da un'area geografi-ca all'altra: si va da una media di poco più di 8 nel Sud-est asiatico fino a 12 nei Paesi in più forte crescita (Brasile, Russia, Indiae Cina). Anche nelle singole aree si rilevano forti differenze: per esempio, nella Ue il numero delle imposte varia dalle 5 della Svezia alle 16 dell'Austria. I cambiamenti in atto Il report sottolinea, inoltre, alcuni tratti comuni dell'evoluzione in atto nei sistemi fiscali dei Paesi più sviluppati (Italia compresa). In primo luogo, il fatto che in diversi Paesi la strada della semplificazione sia stata percorsa attraverso la telematizzazione dei pagamenti e degli adempimenti in genere e la convergenza delle scadenze. In secondo luogo, la diffusa tendenza alla riduzione delle aliquote. Anche in questo senso, la riduzione dell'Ires al 27,5% e dell'Irap al 3,9 in Italia si dimostra in linea con quanto intrapreso da diversi altri Stati, «sebbene il contestuale allargamento della base imponibile potrebbe compensare in tutto o in parte tale riduzione». Anche l'Italia, infine, prevede disposizioni per favorire Pmi e investimenti in ricerca e sviluppo. «Tuttavia – avverte il rapporto – nella maggior parte dei casi tali agevolazioni si risolvono in semplificazioni minime o, come nel caso della ricerca e sviluppo, di agevolazioni di importo non significativo ». www.ilsole24ore.com Il report «Paying Taxes 2009» e le classifiche complete LE TENDENZE NEL MONDO Il rapporto sottolinea che la semplificazione passa per i pagamenti in via telematica e la riduzione delle aliquote

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Vodafone, via al piano Colao (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-12 - pag: 44 autore: Tlc e media. Il colosso inglese della telefonia mobile chiude il semestre con ricavi e margini in aumento Vodafone, via al piano Colao Taglio dei costi, crescita nei Paesi emergenti: il titolo sale del 6% Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente Dopo l'espansione è giunto il tempo del consolidamento, con maggiore controllo sui costi e recuperi di efficenza. Per rimodellare una società che sarà soprattutto «più agile e più veloce ».Alla Vodafone,dopo l'eradi Arun Sarin, è iniziata a pieno ritmo quella del nuovo Ceo, Vittorio Colao, che ha dettato ieri, in occasione dei risultati semestrali, la propria ricetta strategica. Gli ingredienti sono una crescita organica, con maggiore penetrazione nei mercati emergenti, in Africa, Medio Oriente e AsiaPacifico con enfasi su Cina, India ed Egitto, mentre la Turchia prenderà più tempo.Ma l'espansione avverrà «solo in alcuni grandi mercati interessanti». In Europa, dove i mercati sono maturi, ma Italia e Germania continuano a fare bene mentre Spagna e Gran Bretagna perdono colpi, ci saranno maggiori recuperi d'efficienza. Anche se nei mercati emergenti la crescita dei costi sarà a propria volta tenuta sotto maggiore controllo. In generale l'obiettivo della società è di ridurre i costi di un miliardo di sterline da qui al 2011. Una notizia assai ben accolta ieri dal mercato, al punto che il titolo del gruppo è schizzato quasi del 10% alla Borsa di Londra, per poi chiudere in rialzo del 6,2% a 115 pence per azione. Colao non ha scartato la possibilità di compiere acquisizioni, ma neppure cessioni, da cui vengono però esclusi i 4 mercati europei principali dove, in particolare «l'Italia va benissimo come sta andando ». Quanto a Verizon, la partecipata negli Usa, Colao ha detto di volere legami operativi più stretti, anche se ha messo in chiaro di «mantenere un atteggiamento aperto, dato che non ne controlliamo la gestione». Sul fronte delle strategie operative ci saranno sempre più sinergie tra le piattaforme tecnologiche, mentre la cura del cliente avverrà a livello di ogni singolo mercato. Quanto ai prodotti, la massima attenzione verrà posta alla trasmissione dati, alla banda larga e al settore business. «La nostra strategia – ha detto Colao – è il riflesso delle mutate condizioni economiche e di mercato e spingerà l'esecuzione con una continua attenzione sul cash-flow». Colao non ha voluto criticare il predecessore, limitandosi a rilevare che le condizioni sono cambiate e ci vogliono nuove risposte. Nella prima metà dell'esercizio concluso a settembre, il colosso mondiale delle telefonia mobile ha beneficiato della forte caduta della sterlina, mettendo a segno un balzo del 17% dei ricavi a 19,9 miliardi di sterline e del 10,5% dell'ebitda a 7,2 miliardi. Al netto delle variazioni valutarie, i ricavi sono però saliti solo dello 0,9%,mentre l'ebitda ha ceduto il 2,2%. In Europa i dati sono stati rispettivamente -1,1% e -2%, confermando la debolezza del mercato del Vecchio continente, mentre nei Paesi emergenti i ricavi sono balzati del 25,7% a 5,4 miliardi. Il dividendo è stato aumentato, ma in modo cauto: + 3,2% a 2,57 pence per azione. Per l'intero esercizio la società ha rivisto i ricavi in calo da 39,8 a 38,8-39,7 miliardi mentre l'ebitda è previsto invariato a 11-11,5 miliardi, ma ciò in gran parte grazie al calo della sterlina. SEI MESI DIFFICILI Profitti lordi scesi del 35% Ridotte le stime di fatturato per l'esercizio, ma riviste al rialzo le previsioni sul cash flow Parte il riassetto. Il logo del colosso della telefonia Vodafone. Il gruppo ha riportato nel semestre ricavi in crescita AFP

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In discesa oro, non ferrosi, cotone e soia (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-12 - pag: 48 autore: COMMODITIES In discesa oro, non ferrosi, cotone e soia I l rimbalzo di inizio settimana aveva fatto ben sperare. Invece ieri è arrivata subito la doccia fredda con ribassi generalizzati sulla quasi totalità delle borse commodities. L'oro, ad esempio, al 2Ú fixing di Londra, ha praticamente annullato il guadagno di lunedì, perdendo il 2,5%. In retromarcia anche argento (-3,5%), platino (-6,7%) e palladio (-2,6%). Freddo anche il mercato dei non ferrosi, che al London Metal hanno registrato cali generalizzati. Al settlement il rame è tornato sotto quota 4mila, lo stagno sotto 15mila, il piombo ha perso l'8,9%. Male anche zinco e nickel. Tra i coloniali, da evidenziare l'ennesima flessione del cotone, oramai in caduta libera sulla scia del crollo della domanda da parte della Cina. In leggero guadagno il cacao, negativo invece lo zucchero. Sul fronte dei cereali, al Cbot da segnalare la flessione del mais (-2,4%) e della soia (-3,4%).

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Timori di crisi Wti sotto i 60$ (sezione: Cina)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2008-11-12 - pag: 48 autore: Petrolio. Prezzi ai minimi da 19 mesi Timori di crisi Wti sotto i 60$ Roberto Capezzuoli Sui mercati petroliferi è durata poco l'euforia per i 580 miliardi di dollari stanziati dalla Cina per stimolare l'economia.Ieri hanno ripreso il sopravvento le pessimistiche considerazioni che vedono alle porte la recessione e il conseguente indebolimento della domanda. Al Nymex il future per consegna in dicembre è atterrato a 59,33 dollari al barile, il minimo dal 20 marzo del 2007, dopo aver toccato anche punte di 58,32 $. All'Ice di Londra il contratto sul Brent si è spinto persino sotto i 55 dollari, prima di chiudere a 55,71 $/bbl. Lo spunto che ha dato il via alle vendite è venuto da alcuni analisti che in passato erano nello staff dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'Energia, ente che rappresenta gli interessi di 28 Paesi dell'Ocse. L'Aie oggi presenterà il suo Outlook annuale, di cui sono già filtrate ampie anticipazioni, mentre domani pubblicherà il rapporto mensile, che ha orizzonti temporali più ristretti. In questo documento, dicono gli analisti, vedremo quasi certamente la terza riduzione consecutiva (l'ottava quest'anno)delle stime sulla domanda mondiale di greggio nel 2009. Il consumo medio l'anno prossimo rischia di assestarsi a 86,5 mbg (milioni di barili al giorno), livello molto simile a quello stimato per l'anno in corso. D'altra parte,dopo il timore espresso la scorsa settimana dal Fondo Monetario Internazionale, secondo cui c'è il rischio di una recessione simultanea in Giappone, Usa ed Europa, «ogni variazione della domanda di petrolio con il segno più è da considerare una previsione ottimistica», per Lawrence Eagles, traslocato in settembre dall'Aie alla Jp Morgan Chase.C'è ancora chi pronostica qualche incremento dei consumi nel 2009, ma per Eagles assisteremo a una flessione di 320mila barili/ giorno, la prima dall'83. E per Ian Taylor, ceo del grande gruppo commerciale Vitol, il calo potrebbe essere addirittura di un mbg. Difficile perciò che si ripresenti a breve una situazione di scarsa capacità produttiva di riserva, anche se ai prezzi attuali i nuovi progetti per sfruttare le sabbie bituminose canadesi perdono tutto il loro appeal. DOMANI IL RAPPORTO AIE Gli analisti prevedono l'ennesima correzione verso il basso delle stime sulla domanda mondiale nel prossimo anno

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théãtre evasion del burkina faso stasera in scena "la tigre" di fo (sezione: Cina)

( da "Repubblica, La" del 12-11-2008)

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Pagina XVIII - Bologna ThéÃtre Evasion del Burkina Faso stasera in scena "La tigre" di Fo Il tema è serio ma il modo di affrontarlo meno. Si parla di guerra, di spari e di morte ma se a farlo è Dario Fo tutto si trasforma in parodia sottile ed esilarante. Questa sera alle 21 al Teatro Tivoli (via Massarenti 418, 051.342934) va in scena «Le tigre» che ThéÃtre Evasion del Burkina Faso ha tratto da «La storia della tigre» scritto dal nostro «buffone» da nobel, per la regia di Luca Fusi e di Ildevert Meda. Siamo in una Cina immaginaria, lontana e fiabesca, afflitta da una guerra terribile. Un luogo che potrebbe essere mille altri dove si massacrano innocenti e donne e bambini diventano obiettivi militari. Fo ci fa guardare a tutto questo attraverso gli occhi di un soldato ferito. Lasciato indietro dai suoi commilitoni è costretto a rifugiarsi in una grotta dove vive una tigre con i suoi cuccioli, vittima pure lei della guerra e della pioggia battente, che diventa solidale compagna di sventura. (c. pil.)

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Criminalità: un giro d'affari da 130 miliardi all'anno (sezione: Cina)

( da "Avvenire" del 12-11-2008)

Argomenti: Cina

CRONACA 12-11-2008 RAPPORTO CONFESERCENTI Una foto inquietante emerge dall'analisi di Sos Impresa: 180mila negozianti vittime dell'usura In Campania il record di importi protestati: 736 milioni di euro Criminalità: un giro d'affari da 130 miliardi all'anno Ogni giorno una massa di denaro passa dalle tasche di commercianti e imprenditori a quelle dei mafiosi attraverso i prestiti a strozzo e il racket DA ROMA LUCA LIVERANI È la capofila delle aziende italiane, un gruppo imprenditoriale capace di un fatturato annuo di 130 miliardi di euro con un utile netto vicino ai 70 miliardi al netto degli investimenti, capillarmente diffusa nel Mezzogiorno d'Italia e con presenze importanti nel Centro-Nord. Ma non è il vanto del Made in Italy. È il braccio economico delle mafie italiane, diversificato e potente, vero cappio al collo dell'economia legale, handicap invalidante per lo sviluppo di grandi aree del Paese. Solo il ramo commerciale del crimine organizzato supera i 92 miliardi, una cifra che equivale al 6% del prodotto interno lordo. Qualcosa come dieci finanziarie. È una fotografia inquietante quella che emerge dal rapporto Sos Impresa della Confesercenti, presentato ieri a Roma. Un usuraio su dieci è mafioso. «Ogni giorno si legge nel dossier una massa enorme di denaro passa dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi, qualcosa come 250 milioni di euro al giorno, 10 milioni l'ora, 160 mila euro al minuto». Come? Innanzitutto attraverso i prestiti ' a strozzo': i commercianti sotto usura sono circa 180 mila, in aumento rispetto all'anno passato. Non solo: dato che gli indebitamenti avvengono spesso «con più strozzini, le posizioni debitorie possono essere ragionevolmente stimate in oltre 500.000». Il giro d'affari dei 'cravattari' è stimabile in circa 15 miliardi di euro. Ed Il dato più grave è che almeno 50.000 di queste sono con associazioni per delinquere di tipo mafioso finalizzate all'usura. Gli interessi sono, ormai stabilizzati oltre il 10% mensile, ma cresce il capitale richiesto e gli interessi restituiti. Campania, Lazio e Sicilia da sole raccolgono un terzo dei commercianti coinvolti. Negozi nelle mani dei clan grazie al racket. Poi c'è il racket delle estorsioni, che vede «sostanzialmente invariato il numero dei commercianti taglieggiati ». Il rapporto segnala nel settore «una lieve contrazione » che però non è affatto una buona notizia, perché è «dovuta al calo degli esercizi commerciali e all'aumento di quelli di proprietà mafiosa». In Campania si registra poi il record degli importi protestati (736.085.901 euro), seguono Lombardia e Lazio. E sempre il Lazio (5,34%), la Campania (4,46%) e la Calabria (3,53%) sono le regioni con il più alto numero di protesti in rapporto alla popolazione residente. Napoli è poi la città che lo scorso anno ha fatto registrare più fallimenti (7,2%), il 15% del totale nazionale. In calo invece il contrabbando, a favore di altre attività illecite come il gioco clandestino, le scommesse e l'abusivismo che movimenta 10 miliardi l'anno. E la contraffazione alimentare. Contraffazioni alimentari in crescita. Un settore in rapida crescita, quello delle truffe alimentari: falsificazione di date di scadenza sulle etichette di prodotti, macellazione clandestina, riconfezionamento abusivo di alimenti andati a male. Tutte minacce alla salute dei consumatori che portano a casa prodotti la cui provenienza e il cui percorso rimangono un'incognita impossibile da svelare con la semplice lettura di etichette o certificati alimentari. Nel 2008 infatti sono stati il 93% in più i sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas relativi ai generi alimentari. Il valore dei sequestri tra il 2005-2007 è stato di 7,8 milioni di euro, mentre nei soli primi otto mesi del 2008 si è raggiunta la cifra di 15,1 milioni di euro. La minaccia alimentare alla salute oggi viene con sempre maggior intensità dall'estero. Russia, Ucraina, Georgia, Moldavia, India e Cina, tutti paesi con blandi parametri di sicurezza e organi di controllo facilmente corruttibili che si prestano a frodi e traffici spietati. In vigorosa ripresa anche un crimine d'altri tempi, l'abigeato, ovvero il furto di bestiame. Il mercato ittico nel mirino del crimine. A proposito di settore alimentare: il fatturato del mercato ittico sta attirando l'interesse del crimine, sempre alla ricerca di introiti redditizzi: senza calcolare la pesca di frodo, il settore, forte di 8.500 negozi al dettaglio, garantisce alle mafie un introito di 2 miliardi l'anno. La Fao poi segnala che il 75% del pesce sul mercato mondiale è pescato illegalmente. Dalle mafie nazionali, ma anche russa, cinese e giapponese. Le truffe delle ricariche telefoniche. Le mafie comunque sanno aggiornarsi. E sono in grado di lucrare anche nel settore delle ricariche telefoniche: la scoperta di una truffa da 50 milioni ai danni della Tim ha rivelato una vasta organizzazione che coinvolge bande pakistane, camorristi e imprese che gestiscono servizi telefonici a pagamento, come gli 899.

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