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T ARTICOLI DEL 10 novembre 2008#TOP
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Articoli
Cina (15)
la cina in trincea con 600 miliardi - pechino
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina L´analisi La Cina in trincea con 600 miliardi PECHINO Contro la
recessione globale scende in campo la Cina, con una manovra di rilancio della
crescita che supera per le sue dimensioni quelle approvate dagli Stati Uniti e
diversi paesi europei. SEGUE A P
Congo,
l'Onu alza la bandiera bianca ( da "Unita, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: si sta giocando una partita decisiva non solo per le relazioni tra le grandi potenze (la Cina ha messo gli occhi sulle miniere e investe 9 miliardi di dollari nelle infrastrutture) ma per i destini dell'Onu. Lo spetto del Ruanda e della Somalia incombe sulle verdi pianure che circondano il nord-Kivu, un tempo curatissimo giardino dei colonialisti belgi.
G20:
agiremo contro la crisi Ma per ora nessuna proposta
( da "Unita,
L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: la Cina ha annunciato a sorpresa un piano per dare uno stimolo a quella che è la quarta economia del mondo. Questa crisi è il risultato di un'eccessiva esposizione al rischio e di politiche macroeconomiche «inconsistenti», hanno evidenziato i ministri del G20 nel comunicato finale, esprimendo preoccupazione per il diffondersi del "
l'incubo
recessione arriva a pechino via alla manovra shock da 600 miliardi - (segue
dalla prima pagina) dal nostro corrispondente
( da "Repubblica,
La" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Il ruolo della Cina è fondamentale per trovare una via d´uscita dalla recessione globale. L´anno scorso, secondo il Fondo monetario internazionale, la Repubblica Popolare ha contribuito per il 27% alla crescita dell´economia mondiale. E´ una locomotiva di cui l´Occidente non può fare a meno.
Per
Usa e Cina l'ora di nuove regole globali
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-09 - pag: 5 autore: INTERVENTO Per Usa e Cina l'ora di nuove regole globali di Lamberto Dini * G li Stati Uniti rispondono a una delle situazioni più difficili della loro storia chiamando alla guida del Paese una forte personalità dotata di grande spirito di innovazione e di formidabile leadership.
Un
modello al tramonto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: quali Cina e India: per i primi il calo è già in termini assoluti, per i secondi vi è un rallentamento della domanda. In secondo luogo differiscono profondamente le capitalizzazioni: Toyota ad esempio, nonostante il consistente calo di utili appena annunciato, continua a valere 90 miliardi di euro, contro i 2,
Da
Merrill Lynch al Governo kiwi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: si è consegnata alla storia economica per aver firmato il primo trattato di libero scambio di un Paese occidentale con la Cina. Negli ultimi tempi in difficoltà per via di una serie di scandali, che avevano costretto alle dimissioni due mini-stri, non è riuscita nella sua ultima battaglia. è quindi uscita di scena con dignità, lasciando un vuoto difficile da colmare.
La
luna calante di Wall Street ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: corre subito al rapporto Stati Uniti e Cina. Può darsi che nei prossimi anni la leadership mondiale possa passare di mano da una sponda all'altra del Pacifico. Intanto però colpisce subito una coincidenza. Plutone entra stabilmente in Capricorno il mese in cui viene eletto negli States il primo presidente afro-americano, Barack Obama: l'ultima volta era transitato in Capricorno nell'
Tecnologia
contro il caro-carburanti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Tra le aree dove si esporta di più, la Cina, l'Iran, la Polonia, il Pakistan. Quest'ultimo è passato in tre anni da 300mila veicoli a metano a un milione 600mila, grazie agli incentivi governativi. Un trend che sarà seguito anche da altri Paesi.
Il
clima da Crichton a Obama ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: milioni di dollari in aiuti tecnologici alla Cina e all'India sarebbero molto meglio spesi di qualche (pur sacrosanto)miliardo nell'energia solare o nei biocombustibili sul suolo americano. In un'era dominata dalla scienza –sostiene Muller –chi guida una nazione sviluppata non può fidarsi ciecamente degli esperti, e farebbe bene a prendere un po' di ripetizioni di fisica.
La
Collezione Bettagno ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Arte della Fondazione Cini. E da un suo progetto avevano visto la luce la Biblioteca e la Fototeca della Fondazione veneziana, così come una lunga sequenza di esposizioni. Più di 50, di cui cura i cataloghi, e alle quali infonde prevalente natura di ricerca, in particolare nel campo del disegno veneto antico e al suo collezionismo.
Meglio
un Fondo interventista ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: i candidati naturali a costituire la nuova coppia sono gli Stati Uniti, il più grande debitore del pianeta, e la Cina, il più grande risparmiatore. Se si parla di temi, la conferenza dovrebbe risolvere un nuovo tipo di problema: che cosa devono fare gli Stati per gestire i grandi flussi di capitale che negli ultimi quarant'anni sono stati mediati dal settore privato.
In
Oceania destini incrociati ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Rudd ha assunto il ruolo di paladino della lotta al riscaldamento globale e si è proposto come interlocutore tra Cina e Occidente. Key ha promesso di difendere le aziende contro i costi derivanti dal carbon trading e non sembra avere ambizioni di diventare un player nella politica internazionale.
Ilaria,
mente rivoluzionaria ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: Però l'Egitto può scegliere di dipendere dai vaccini cinesi. In Cina, hanno costruito nuovi impianti che ogni anno sfornano 19 miliardi di dosi». Solo che la reputazione del made in China non è brillante. Caccia ai virus. Ilaria Capua, 42 anni
Genesi
di una tragedia ( da "AprileOnline.info"
del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Abstract: ma ultimamente si è aggiunta anche la Cina) dura tuttora, caratterizzata da sempre più frequenti stragi di civili. In questo momento è in corso uno degli scontri più sanguinosi, con almeno un milione di sfollati in fuga dalle varie regioni e i due eserciti, quello "regolare" e quello ribelle (entrambi accomunati da una totale incontrollabilità dei rispettivi soldati,
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina
1 - Prima Pagina L´analisi La Cina in trincea con
600 miliardi PECHINO Contro la recessione globale scende in campo la Cina, con una
manovra di rilancio della crescita che supera per le sue dimensioni quelle
approvate dagli Stati Uniti e diversi paesi europei. SEGUE A P
( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Congo, l'Onu alza la
bandiera bianca Lo spettro della Somalia si affaccia in Congo. Un milione di
profughi fugge dalla guerra; Ban Ki Moon chiede altri 3000 soldati, ma nessuno
si fa avanti e i caschi blu assistono impotenti ai massacri. «Massacri nel
nord-Kivu sotto gli occhi dei caschi blu». Titolo azzeccato quello apparso su
Le Monde. In questo angolo di Africa, che nasconde tanto oro e tanti diamanti
quanti ne basterebbero per risollevare le sorti di Wall Street, si sta giocando una partita decisiva non solo per le relazioni
tra le grandi potenze (la Cina ha messo gli occhi sulle
miniere e investe 9 miliardi di dollari nelle infrastrutture) ma per i destini
dell'Onu. Lo spetto del Ruanda e della Somalia incombe sulle verdi pianure che
circondano il nord-Kivu, un tempo curatissimo giardino dei colonialisti belgi.
In questa parte dell'Africa è schierata quella che il sito ufficiale della
Monuc (missione dell'Onu nella repubblica democratica del Congo) definisce «la
più importante tra le 18 missioni di mantenimento delle pace avviate dalle
Nazioni Unite». La spedizione iniziò il 30 novembre del
( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
G20: agiremo contro la
crisi Ma per ora nessuna proposta In Brasile si è svolta la riunione
preparatoria all'atteso vertice anticrisi del G20 di sabato. Forte impegno per
fronteggiare l'emergenza mentre Pechino annuncia un maxi-piano da 586 miliardi
di dollari. Le parole sono sembrate quelle appropriate, per i fatti, però,
occorrerà attendere il prossimo fine settimana. I rappresentanti dei paesi del
G20 «prenderanno tutte le misure necessarie per ristabilire la fiducia dei
mercati e minimizzare il rischio di una nuova crisi». Si è chiusa con questo
impegno, tanto confortante quanto generico, la due giorni dei ministri delle
finanze e dei governatori delle banche centrali, appartenenti al gruppo dei
maggiori paesi industrializzati ed emergenti, che si è riunito a San Paolo con l'obiettivo
di preparare il terreno al vertice dei capi di stato e di governo che si terrà
il 15 novembre a Washington. E mentre in Brasile si cercava un consenso su come
fronteggiare la crisi finanziaria che dagli Usa ha contagiato tutto il globo, la Cina ha annunciato a sorpresa un piano per dare uno stimolo a quella
che è la quarta economia del mondo. Questa crisi è il risultato di un'eccessiva
esposizione al rischio e di politiche macroeconomiche «inconsistenti», hanno
evidenziato i ministri del G20 nel comunicato finale, esprimendo preoccupazione
per il diffondersi del "contagio" all'economia reale, che
metterà «duramente alla prova» la crescita a breve termine. Il G20 si è detto
quindi pronto ad agire «con urgenza» promettendo che prenderà «tutte le misure
necessarie per ridurre la volatilità ancora presente sui mercati in misura
considerevole». Misure che non dovranno essere finalizzate solo alla crescita e
alla stabilità finanziaria, ma anche a minimizzare l'impatto sociale negativo
in particolare nei paesi emergenti e in via di sviluppo. Al tavolo di San Paolo
si è anche discusso del ruolo del Fondo monetario internazionale, che si
vorrebbe trasformare nel responsabile della stabilità finanziaria mondiale:
«L'Fmi, la Banca mondiale e altri istituti finanziari internazionali hanno un
ruolo importante nell'aiutare a stabilizzare e rafforzare il sistema
finanziario internazionale», hanno concordato i ministri e i governatori del
G20, sottolineando anche la necessità che l'Fmi rafforzi le proprie capacità di
«allarme preventivo». Alle banche centrali, invece, il G20 ha chiesto di
«continuare a monitorare attentamente» la situazione per valutare la necessità
di eventuali azioni, con un chiaro riferimento ad ulteriori tagli dei tassi. Da
San Paolo è arrivato anche l'apprezzamento per le recenti misure per far fronte
alla crisi varate da diversi paesi. L'ultimo in ordine di tempo, come detto, è
stato proprio ieri la Cina. Pechino ha intatti
annunciato un piano da 586 miliardi di dollari in due anni per stimolare la
crescita della propria economia, dopo che il Pil ha rallentato improvvisamente
il passo nel terzo trimestre, toccando il livello più basso degli ultimi 5 anni
(+9%). Infine, ci sono da registrare le parole del direttore del Fondo
Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, il quale ritiene necessario
«che le economie mondiali proseguano i loro sforzi per coordinare uno sforzo
fiscale globale che stimoli l'economia». MARCO VENTIMIGLIA MILANO
mventimiglia@unita.it
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Pagina 4 - Economia
Il governo cinese mette in campo il 20% del Pil: in due anni tagli alle tasse e
più investimenti pubblici L´incubo recessione arriva a Pechino via alla manovra
shock da 600 miliardi La mossa punta a prevenire una esplosione della
conflittualità sociale è sfumata l´illusione che le potenze emergenti potessero
restare immuni dalla crisi (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-09 - pag: 5 autore:
INTERVENTO Per Usa e Cina l'ora di nuove regole globali di Lamberto Dini * G li Stati
Uniti rispondono a una delle situazioni più difficili della loro storia
chiamando alla guida del Paese una forte personalità dotata di grande spirito
di innovazione e di formidabile leadership. Ciò avviene al termine di
una splendida campagna elettorale, nella quale sono emerse anche le ottime
capacità dell'antagonista sconfitto ed entrambi i contendenti hanno mostrato di
condividere un forte orgoglio nazionale e una grande fiducia nella democrazia.
Per Barak Obama tener fede alle immense speranze generate ovunque nel mondo
dalla sua elezione non sarà certo facile. La politica, l'economia, la finanza
internazionale hanno bisogno di un nuovo equilibrio e di nuove regole. Le
responsabilità di chi guiderà il Paese che è al contempo la più grande
democrazia e la più grande economia del pianeta sono enormi. Sul fronte
economico, la crisi finanziaria esplosa nell'agosto dello scorso anno non è
affatto conclusa; incombe la prospettiva di una recessione globale. Alla nuova
Amministrazione Usa spetta anzitutto il compito di mettere ordine in casa
propria: la regolamentazione finanziaria interna si è rivelata inadeguata; le
stesse autorità hanno commesso errori gravi. Regole ed autorità dovranno essere
rinnovate. Ma non bisogna sottovalutare i problemi di macro-regolazione messi
in evidenza dalla crisi. La forte crescita globale delle economie degli ultimi
quattro lustri è stata resa possibile da un circuito alla lunga rivelatosi
perverso. Gli Stati Uniti si sono sistematicamente consentiti un livello di
consumi ( pubblici e privati) superiore alla loro capacità di produzione. Hanno
potuto farlo, al solito, perché emettono la principale moneta di riserva
internazionale. Ma, in condizioni normali, anche la disponibilità dei non-
americani a detenere dollari incontra un limite. In questa occasione il limite
è stato abbondantemente superato, perché negli stessi anni la Cina (insieme a un gruppo di altri paesi minori del Far
East) si rendeva disponibile a detenere i dollari in eccesso: evitava così la
rivalutazione della propria moneta, e poteva continuare a far crescere le
proprie esportazioni a ritmi inusitati. Per sostenere un livello dei consumi
tanto elevato, gli USA hanno fatto sistematico ricorso a politiche monetarie e
di bilancio fortemente espansive. Così inondando il mondo di liquidità. Tutto
ciò non si è tradotto in aumenti dei prezzi al consumo, perché le esportazioni
di manufatti prodotti nel Far East a costi bassi fungeva da calmiere. Ma
quell'inflazione da eccesso di liquidità che non si manifestava sui prezzi al
consumo si è manifestata sui beni ad offerta più rigida: materie prime,
immobili, prezzi di borsa. Da qui sono nate le "bolle", la cui
esplosione stiamo pagando tanto cara. Il problema nasce dunque dai
comportamenti dei grandi players internazionali. Grandi gli Stati Uniti per la
dimensione del loro prodotto e del loro mercato finanziario; grande la Cina per la velocità di crescita del proprio prodotto e per
il volume accumulato di attività finanziarie. I due Paesi si sono appropriati
degli speciali vantaggi loro assicurati dalla globalizzazione, ma non si sono
assunti le rispettive responsabilità globali. E qui si viene ai problemi della
macroregolazione. Non esiste oggi nessun soggetto, nessuna regola capace di
richiamare la Cina alla necessità di bilanciare il
vantaggio che le deriva dall'apertura dei mercati alle sue merci con il dovere
di non manovrare al di là del lecito e del ragionevole la propria moneta,
accumulando un volume di riserve di per sé stesso, alla lunga, fattore di
instabilità. Non esiste alcun soggetto, alcuna regola, capace di richiamare gli
Stati Uniti alla necessità di bilanciare il vantaggio che deriva loro
dall'essere gli emittenti della principale moneta internazionale di riserva con
la responsabilità di evitare che una produzione eccessiva di questa moneta
finisca per terremotate i mercati - finanziari e non solo - globali. Ora l'insostenibilità
di quel disequilibrio è venuta alla luce. E delle due l'una. O si dà -
finalmente - luogo a un sistema di regole in base al quale anche un paese
grande, grandissimo come gli USA si impegnano ad evitare un sistematico e
prolungato consumo interno superiore alle risorse prodotte; e in base al quale
un paese a forte crescita come la Cina si impegna a
riportare in equilibrio la propria bilancia dei pagamenti, e a smetterla di
accumulare - grazie all'apertura del commercio internazionale - riserve da
utilizzare come potenziale massa di manovra politica. Ovvero, data
l'insostenibilità del disequilibrio, si finirà per mettere in discussione la
stessa apertura dei commerci (e, prima o poi, la stessa libertà di movimento
dei capitali, e con essa la convertibilità delle valute), pregiudicando
gravemente il tasso di crescita futuro dell'economia globale. Di questi temi
dovrà farsi carico anzitutto la nuova Amministrazione americana. Di come
favorire la costruzione di un nuovo sistema di macro-regole che governino la
competizione economica e finanziaria globale. Se possibile, utilizzando il
Fondo Monetario Internazionale, istituzione che altrimenti ha probabilmente
esaurito ogni effettiva capacità di intervento. In questo percorso c'è
sicuramente un ruolo per l'Europa, capace di offrire al mondo l'esempio di un
sistema di regole che favorisce il superamento degli squilibri senza cadere
nella trappola dei protezionismi. Ma questo esempio tanto più saprà farsi
valere quanto più l'Europa sarà in grado di darsi una leadership adeguata.
Leadership che il Presidente Sarkozy è stato in grado di assicurare ad esempio
nella crisi Georgiana, ma che bisogna l'Europa si dimostri in grado di
garantire con maggiore continuità. E c'è un ruolo anche per l'Italia. La
coincidenza dell'avvio della presidenza Obama e del periodo italiano di
presidenza del G8 rappresenta per noi una grande occasione per far sentire la
nostra voce nella costruzione delle nuove macro-regole globali. * senatore Pdl,
presidente della commissione Esteri IL RUOLO DEL FONDO MONETARIO Gli americani
consumano in eccesso, i cinesi manovrano la moneta e accumulano riserve oltre
il lecito - All'Fmi una nuova missione come regolatore
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-09 - pag: 6 autore: *DALLA PRIMA Un
modello al tramonto Due giorni fa, a un secolo di distanza, Ford ha dovuto annunciare
di aver bruciato nell'ultimo trimestre 7,7 miliardi di dollari di cassa e di
averne persi quasi 3 nell'auto. Non va certo meglio General Motors, che aveva
sottratto all'inizio degli anni
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-11-09 - pag: 10 autore: Nuova Zelanda. Il voto premia
il Partito nazionale dell'ex finanziere Key, che ottiene il 45% dei consensi Da
Merrill Lynch al Governo kiwi I conservatori sconfiggono dopo nove anni i
laburisti della Clark Barbara Pezzotti WELLINGTON è la fine di un'era. Helen
Clark non ce l'ha fatta: i laburisti al potere da nove anni in Nuova Zelanda
hanno subito ieri una pesante sconfitta e il primo ministro kiwi ha annunciato,
scioccando il Paese, le sue dimissioni da leader del partito. I conservatori
del Partito nazionale, guidati da John Key, hanno ottenuto il 45% dei voti e si
avviano a governarea capo di una coalizione allargata di centrodestra. La
vittoria del Partito nazionale era annunciata: nonostante una rimonta avviata
dalla sinistra sull'onda delle preoccupazioni per la crisi economica internazionale,
il gap, negli ultimi sondaggi era rimasto ampio. Il responso delle urne ha
confermato l'aspirazione dei kiwi a un cambio di rotta. Il Partito nazionale si
è aggiudicato 59 seggi, contro i 43 dei laburisti. Il partito di destra Act,
tradizionale alleato dei nazionali, ha ottenuto5 seggi, mentre la compagine di
ispirazione cristiana United Future si è dovuta accontentare di uno. Numeri
sufficienti, comunque, per governare un Paese la cui Camera unica conta oggi
122 seggi. Ma Key ha voluto aprire anche al Partito maori, che in questa
tornata è arrivato a controllare 5 dei 7 seggi destinati ai discendenti
dell'etnia originaria neozelandese. Un'ampia coalizione è necessaria a Key, 47
anni, relativamente nuovo alla politica. Studi ad Harvard, già responsabile
globale del Foreign exchange di Merrill Lynch e membro del Foreign exchange
committee della Fed dal 1999 al 2001, sposato, due figli, Key, che ama
paragonarsi a Barak Obama per via delle umili origini, deve ora affrontare un
triennio difficile, a cominciare dalla crisi economica. Un ampio appoggio gli
servirà anche per crearsi una base di popolarità e oscurare l'ingombrante
fantasma della Clark, 58 anni: la lady di ferro dell'emisfero australe, attiva
in Parlamento per 27 anni. Leader del partito dal 1993, lo ha guidato per
cinque campagne elettorali. Ha governato per 9 anni, segnando il record
nazionale del primo ministro più a lungo al potere. Nel discorso di commiato,
la Clark ha orgogliosamente ricordato le battaglie vinte dal partito sotto la sua
leadership, ma si è anche assunta la responsabilità della sconfitta e ha
annunciato le sue dimissioni da leader del partito. Applausi scroscianti hanno
accompagnato il tributo offertole da Key durante il suo discorso di
investitura. Per amici e avversari è difficile pensare alla vita politica senza
una donna battagliera che, protestando contro la guerra in Vietnam e i test
atomici francesi nel Pacifico, ha risalito la piramide del partito laburista.
Sotto la sua guida appassionata, la Nuova Zelanda si è contraddistinta per una
politica internazionale indipendente dagli Stati Uniti e all'avanguardia nella
lotta al nucleare e al riscaldamento globale. Sul fronte interno, si è battuta
per il Welfare, ha rinazionalizzato le ferrovie e ha istituito kiwisaver, un
sistema pensionistico integrativo in una nazione fortemente indebitata. Infine,
si è consegnata alla storia economica per aver firmato il
primo trattato di libero scambio di un Paese occidentale con la Cina. Negli ultimi tempi in difficoltà per via di una serie di
scandali, che avevano costretto alle dimissioni due mini-stri, non è riuscita
nella sua ultima battaglia. è quindi uscita di scena con dignità, lasciando un
vuoto difficile da colmare. IL CONGEDO DI HELEN Il capo del Governo, tra
applausi bipartisan, ha annunciato le dimissioni da leader del partito dopo tre
mandati alla guida del Paese Addio commosso. Il premier Helen Clark, dopo aver
riconosciuto la sconfitta elettorale, abbraccia la madre AFP
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-09 - pag: 27 autore: Arti divinatorie.
Parla l'astrologa che aveva previsto la recessione La luna calante di Wall
Street di Andrea Gennai S e l'economia statunitense entra in recessione e la
ripresa scatta solo nella seconda metà del 2009 non resta che rassegnarsi: la
colpa è del nodo lunare sfavorevole. Gli scrutatori degli astri non sono
infatti stupiti dall'attuale fase di crisi e sorridono, con un senso di
rivincita, di fronte alla famosa battuta di John Kenneth Galbraith, secondo il
quale«l'unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile
l'astrologia ». Gli ultimi accadimenti hanno riportato prepotentemente alla
ribalta la teoria dell'influenza del nodo lunare sull'economia Usa (e quindi
sulle Borse) individuata nel lontano 1930 dalla studiosa americana, Louise
McWhirther. Il nodo lunare è l'intersezione tra l'orbita lunare a quella
terrestre. Nel corso di 18,6 anni, questa la durata del ciclo, il nodo transita
nei vari segni zodiacali in maniera retrograda (cioè al contrario). Ebbene
quando il nodo lunare passa in Acquario diventa portatore di sventure per
l'economia americana (e dal dicembre dello scorso anno, manco a dirlo, si è
verificata questa condizione che durerà fino al 21 agosto prossimo). Il picco
di euforia si ottiene quando il nodo transita in Leone. Non a caso l'ultima
volta che ciò è successo è stato tra l'ottobre 1998 e l'aprile 2000 (con un
precisione quasi millimetrica sul ciclo rialzista, visto che Wall Street ha
registrato il top esattamente un mese prima, il 10 marzo). In occasione di
transiti precedenti in Acquario (1969-1971 e 1989-1990) si sono avute puntuali
fasi recessive nell'economia statunitense con inevitabili ripercussioni
ricadute in Borsa. Curiosità nella curiosità, sia il presidente George Bush
padre, alla fine degli anni '80, che il figlio, in questi mesi, hanno dovuto
fare i conti con il nodo lunare sfavorevole. I transiti del nodo lunare in ogni
segno durano 18 mesi e nel caso odierno la permanenza in Acquario durerà fino
all'agosto 2009: poi dovrebbe partire un lento recupero. Il vero cambio di direzione,
in positivo, si dovrebbe registrare quando il nodo lunare si trova in Scorpione
(a partire dal settembre 2012), e proseguire lentamente verso i livelli massimi
di espansione nel Leone (il prossimo transito è tra circa 9 anni, cioè dal 10
maggio 2017). Anche sulla base di questa teoria, una delle massime esperte di
astrologia finanziaria, Grazia Mirti, alla fine del 1999 mandò in stampa un
libro (Investire con gli astri, edito dal Sole 24 Ore) dove annunciava di lì a
breve la fine del ciclo espansivo legato al nodo lunare in Leone e soprattutto
sottolineava una frase che letta nove anni dopo fa un po' impressione («il
punto di massima debolezza è segnalato tra il 2008 e il 2009»). Oggi Grazia
Mirti ricorda che la teoria del nodo lunare resta una delle più importanti per
il settore finanziario anche se non è la sola. «Grande attenzione –sottolinea –
va anche attribuita a mercurio retrogrado. Il movimento si è verificato tra il
24 settembre e il 15 ottobre scorso, con un effetto di debolezza sulle quotazioni
azionarie. Mercurio tornerà retrogrado dal prossimo 11 gennaio fino alla fine
dello stesso mese per cui penso che il primo mese dell'anno andrà considerato
con estrema cautela». L'orientamento di Grazia Mirti è generalmente improntato
alla massima prudenza per il futuro. L'attenzione è anche concentrata su un
grande evento che accadrà alla fine di novembre: ovvero l'ingresso stabile di
Plutone nel Capricorno. Un evento che non si verificava dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-09 - pag: 7 autore: Aziende che battono
la recessione/1. La Landi Renzo investe 12 milioni per un centro di ricerca
Tecnologia contro il caro-carburanti Nicoletta Picchio ROMA Un investimento
appena avviato da 12 milioni di euro per aprire un centro di ricerca entro il
2010. E per il prossimo anno un aumento del fatturato «in linea con gli anni
precedenti », e quindi a due cifre. Alla Landi Renzo di Reggio Emilia si
continua a crescere, grazie a quella nicchia di mercato, che ormai così nicchia
non è più, della trasformazione e fornitura a case automobilistiche di impianti
alternativi per motori a Gpl e metano. Un settore in cui l'azienda lavora da
cinquant'anni e che oggi la vede leader mondiale, con una quota di mercato del
30 per cento. Stefano Landi, figlio del fondatore Renzo ed oggi amministratore
delegato dell'azienda, riesce ad andare in contro tendenza rispetto alla
congiuntura grazie ad una felice intuizione del padre: già nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COPERTINA data: 2008-11-09 - pag: 31 autore: Contrappunto Il clima da
Crichton a Obama di Riccardo Chiaberge L' ironia delle Parche ha fatto
incrociare i loro destini in una giornata storica. Martedì 4 novembre 2008,
nelle stesse ore in cui il pianeta era abbagliato dalla supernova di Barack
Obama, ultima incarnazione del sogno americano, a Los Angeles si spegneva
un'altra stella,che dell'America aveva interpretato soprattutto gli incubi:
Michael Crichton, incontestato re del techno-thriller,l'autore miliardario di
Jurassic Park. Il cancro se l'è portato via a 66 anni, e neppure i suoi eroi in
camice bianco, i medici in prima linea di ER, hanno potuto strapparlo alle
fauci del mostro. Non ha fatto in tempo a vedere l'apoteosi del primo
presidente nero, il povero Michael, e forse non ne avrebbe nemmeno gioito. Da
tempo convertito alla dottrina neocon, si era inimicato il mondo ambientalista
con un romanzo, Stato di paura, che smontava il protocollo di Kyoto. Una banda
di ecoterroristi, manovrati da industriali e agitatori assatanati di potere,
tenta di provocare una catastrofe planetaria, per convincere l'umanità che il
riscaldamento globale è un processo già in atto. Se fosse vero questo scenario
fantapolitico, Obama dovrebbe stare trai cattivi, visto che prende la minaccia
climatica molto sul serio e promette di spendere cifre colossali per
scongiurarla. Ma più probabilmente, con la pietà che si deve ai defunti, è
semmai lo scrittore che dovrebbe andarea tener compagnia agli amati bestioni
del Giurassico, come un relitto dell'evoluzione,per avere sottovalutato il
pericolo. Prima ancora di conoscere il responso delle urne, un geniale fisico
di Berkeley, Richard Muller, ha dato alle stampe un libro di consigli non
richiesti al nuovo inquilino della Casa Bianca, Physics for Future Presidents.
Ci sono almento tre fronti, spiega Muller in un'intervista alla rivista
«Wired», in cui la scienza può venire in soccorso di Obama: la strategia
antiterrorismo, che invece delle fantomatiche «bombe sporche» o del Tnt
dovrebbe tenere d'occhio armi più convenzionali, ma più distruttive, come il
carburante degli aerei; le imprese spaziali, che è meno costoso affidare ai
robot. E la difesa dell'ambiente:se è vero che l'Asia corre più in fretta degli
Stati Uniti e dell'Europa,bisogna fare in modo che sporchi di meno
l'atmosfera.Cento milioni di dollari in aiuti tecnologici
alla Cina e all'India sarebbero molto meglio spesi di qualche (pur
sacrosanto)miliardo nell'energia solare o nei biocombustibili sul suolo
americano. In un'era dominata dalla scienza –sostiene Muller –chi guida una
nazione sviluppata non può fidarsi ciecamente degli esperti, e farebbe bene a
prendere un po' di ripetizioni di fisica. Provi a spiegarlo ai politici
italiani, che passano il loro tempo nei talk show. http://riccardochiaberge.
blog.ilsole24ore.com Re del techno-thriller. Michael Crichton è morto il 4
novembre
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: ARTE data: 2008-11-09 - pag: 48 autore: Milano La Collezione Bettagno
di Laura Torretta «L a vita di Antonio Canal non è ricca di avvenimenti biografici
ed è priva di episodi significativi; sembra essere stato un uomo dedito
unicamente al suo lavoro» : così scriveva Alessandro Bettagno, storico
dell'arte e massimo esperto italiano del grande vedutista. Era l'inizio del
saggio che sarebbe stato pubblicato nel catalogo della mostra «Canaletto. Il
trionfo della veduta» alla cui realizzazione si era dedicato con entusiastico
impegno. Inaugurata a Roma nel marzo 2005, nelle sale di Palazzo Giustiniani,
avrebbe attirato più di 60mila visitatori. Ma Bettagno non poté assaporare il
successo: si era spento alcuni mesi prima. Per lunghi anni era stato docente a
Cà Foscari e diret-tore dell'Istituto di Storia dell'Arte
della Fondazione Cini. E da un suo progetto avevano visto la luce la Biblioteca
e la Fototeca della Fondazione veneziana, così come una lunga sequenza di
esposizioni. Più di 50, di cui cura i cataloghi, e alle quali infonde
prevalente natura di ricerca, in particolare nel campo del disegno veneto
antico e al suo collezionismo. In Laguna ancora si ricorda la raffinata
rassegna predisposta nel 2001 per festeggiare il mezzo secolo della Fondazione
Cini. Un evento storico tanto per la meticolosa ricostruzione degli anni
giovanili di Canaletto, quanto per l'importanza dei "prestiti"ottenuti
da Bettagno grazie alla sua notorietà internazionale. «Il nemico dei
neghittosi» ha un'attività a dir poco frenetica:oltre a insegnare e a guidare
l'Istituto dell'Arte, dirige collane di volumi e due riviste. Nulla di ciò che
nella Serenissima avviene in campo culturale e artistico sfugge al suo
"controllo" e le Biennali costituiscono una fonte inesauribile di
conoscenze e di nuove amicizia con gli artisti. Primo tra tutti Guttuso, uno
dei fondatori, con Birolli, Santomaso, Melotti, Turcato e Vedova del «Fronte
nuovo delle arti». Se il suo cuore inevitabilmente "batte" per i
maestri antichi, un lato poco conosciuto della sua personalità di personaggio
pubblico è la sua privatissima passione per l'arte moderna.Una predilezione
documentata perché una parte della sua raccolta di disegni di au-tori italiani,
testimonianze preziose dell'ambiente artistico, letterario e poetico della
Venezia degli anni '50 e '60, il 20 novembre verrà proposta all'asta a Milano
(Via S.Maria Valle, 2) da Porro & C. è una singolare collezione di
"carte" caratterizzata da stime accessibili ( da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI data: 2008-11-09 - pag: 12 autore: Meglio un Fondo
interventista di Harold James PROFESSORE PRINCETON UNIVERSITY I l caos e i
costi della risposta internazionale al disordine finanziario che sta
affliggendo il pianeta hanno spinto il presidente francese Nicolas Sarkozy, il
primo ministro britannico Gordon Brown e il presidente tedesco Horst KÖhler, ex
direttore del Fondo monetario internazionale, a invocare una nuova Conferenza
di Bretton Woods per tracciare i contorni di un nuovo sistema finanziario
globale. Ma una richiesta simile presuppone avere ben chiaro in mente che cosa
potrebbe offrire un nuovo accordo. è comprensibile il desiderio di fare tabula
rasa dell'attuale architettura finanziaria globale, perché è evidente che ci
sono un mucchio di cose che non funzionano. Le istituzioni esistenti sono
sembrate sempre più irrilevanti in tempi normali e inefficaci in tempi di
crisi. Il Fmi ha fornito cifre tristemente accurate sui probabili costi del
disastro immobiliare americano, ma in pratica non ha giocato nessun ruolo nella
risposta alla crisi attuale. Questa è stata la prima crisi finanziaria
internazionale dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI data: 2008-11-09 - pag: 12 autore: ... CENTRO-DESTRA IN NUOVA
ZELANDA In Oceania destini incrociati è destino che l'Australia e la Nuova
Zelanda non si "incontrino" politicamente. A quasi un anno dalla
vittoria di Kevin Rudd, che ha riportato i laburisti al potere a Canberra,
Wellington, guidata per anni dalla sinistra, si ritrova ora un esecutivo di
Centro- destra, con il neo-eletto John Key. Un rovesciamento curioso, se si
osservano altre analogie. I due premier attuali, pur rappresentando partiti
avversari, condividono un passato di difficoltà superato con tenacia e
dedizione. Rudd, 51 anni, figlio di un farmer del Queensland, ha perso il padre
a 11 anni e la sua famiglia è stata costretta a vendere la fattoria di
proprietà, ma è riuscito a fare carriera in diplomazia. Key,anch'egli orfano,ha
vissuto in una casa statale e allevato dalla sola madre, un'immigrata
austriaca, si è costruito poi una carriera nella finanza, prima di entrare in
politica. Le analogie per ora finiscono qui. Rudd ha
assunto il ruolo di paladino della lotta al riscaldamento globale e si è
proposto come interlocutore tra Cina e Occidente.
Key ha promesso di difendere le aziende contro i costi derivanti dal carbon
trading e non sembra avere ambizioni di diventare un player nella politica
internazionale.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Il Sole-24 Ore
sezione: SCIENZE E FILOSOFIA data: 2008-11-09 - pag: 38 autore: Epidemiologia
Ilaria, mente rivoluzionaria di Sylvie Coyaud P er «Scientific American »,
Ilaria Capua era tra i 25 innovatori del 2007. Martedì prossimo per «Seed»,
un'influente rivista statunitense di scienza e società, sarà tra le cinque
"menti rivoluzionarie" del 2008. è un'habituée dei riconoscimenti. In
agosto il suo laboratorio all'Istituto zoologico sperimentale delle tre Venezie
è diventato il centro italiano di riferimento per i virus aviari. Lo era dal
2003 per la Fao e per l'Oie che si occupa di sanità animale, ora anche per
l'Organizzazione mondiale della sanità tout court (Oms). C'è voluta una
rivoluzione. Nel 2005, la Capua lanciava l'appello«Epidemiologi e virologi di
tutto il mondo unitevi!». Visto che il 70% delle malattie umane emerge dai
"serbatoi animali", vien da chiedersi come mai non ci fossero
arrivati da soli. I medici non volevano essere confusi con i veterinari? Fao,
Oie e Oms erano gelose delle rispettive competenze? Quest'anno,il trio ha
finalmente incaricato Ilaria Capua di riunire i migliori epidemiologi e
virologi dei 26 Paesi-chiave, una prima assoluta. Dal 7 al 9 ottobre, nel
palazzo Verità Poeta di Verona, hanno discusso delle procedure comuni per
migliorare il monitoraggio, la prevenzione e gli interventi d'emergenza. Ne è
uscito un elenco di carenze da colmare e un piano d'azione che la Fao ha messo
on-line; servirà da modello alle interfacce tra noi e ovini, bovini e suini. Un
altro progetto di Ilaria Capua si è realizzato, la bancadati pubblica Gisaid,
dove arrivano sequenze genetiche da Paesi del terzo mondo che prima si
rifiutavano di condividerle. Temevano che gli occidentali ne derivassero
brevetti su kit diagnostici, farmaci, vaccini dai quali non avrebbero avuto
alcun vantaggio, ma sono stati rassicurati dalle regole della Gisaid. Al
corrente di questo ri-sultato, i ministri dell'agricoltura hanno chiesto alla
Capua di intervenire al vertice di Sharmel- Sheik, due settimane fa, e lei ne
ha approfittato per criticare le loro priorità. Le sembrava il momento? «Certo.
In caso di pandemia, il primo mondo produrrà a malapena gli antivirali e i
vaccini sufficienti per sé stesso e i ministri lo sanno. Invece di rendersi
autonomi, chiedono altri aiuti internazionali per costruire laboratori di
massima sicurezza dove far ricerche proprie. Ho detto che era sbagliato». Il
ministro egiziano Amin Abaza l'ha invitata a una cena insieme al ministro
saudita, perché si spiegasse meglio. «Soldi in più, con la crisi finanziaria,
chissà quando ci saranno », riassume, assicurando di esser stata più
diplomatica di così. «Con quelli già stanziati, dovrebbero invece ammodernare i
propri impianti per produrre vaccini». Animali o umani? «C'è poca differenza.
Senza aspettare tecnologie ricombinanti che non sono in uso nemmeno da noi e
spendendo di più per formare epidemiologi e virologi». Come l'hanno presa?
«Bene, credo. Con il ministro Abaza resto in contatto perché gli serve una valutazione
precisa. Fino al
( da "AprileOnline.info" del 10-11-2008)
Argomenti: Cina
Genesi di una
tragedia Chiama l'Africa, 10 novembre 2008, 12:30 Storia d'Europa/il Congo In
questo momento è in corso uno degli scontri più sanguinosi, con almeno un
milione di sfollati in fuga dalle varie regioni e i due eserciti, quello
"regolare" e quello ribelle, che gareggiano in stupri e massacri
delle popolazioni Il Regno del Congo risale al XIV secolo, esattamente come i
grandi regni europei. A differenza di questi però finì presto sotto la
dominazione di paesi di altri continenti (soprattutto Portogallo e Olanda) e
non riuscì mai quindi ad avere un governo proprio e stabile, nè città moderne
nè scuole; venne usato soprattutto come fonte di schiavi per i grandi
proprietari arabi, europei e americani. Nel