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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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Report "Mercato immobiliare"

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Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (3)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Ci sarà la crisi ma il mattone non si sgretola ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i componenti della Commissione prezzi hanno riscontrato nel secondo semestre 2007 una certa tenuta del mercato immobiliare, con lievi riduzioni dei valori in alcune zone". Ma se si ascolta il parere dei costruttori, vien fuori che se i prezzi delle case sono fermi o in calo, i costi di produzione sono invece in netto aumento.

Il prezzo delle case scende solo nei quartieri popolari ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Così come i prezzi delle case, sempre sui massimi, sono aumentati anche a Sampierdarena, passati da 2700 a 2900 euro a metro quadrato, e a Sestri Ponente, da 2800 a 3000 euro a metro quadrato. Il trend dell'andamento dei prezzi per il 2008 rimane stabile a Albaro, Carignano, Castelletto, in centro città, alla Foce,

Finanza in tempi di crisi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: assurda convinzione che i prezzi delle case potessero solo salire, la scommessa di Paulson conteneva il rischio che la bolla potesse gonfiarsi ulteriormente e resistere per parecchio tempo. Il "gioco da ragazzi" ha prodotto guadagni che, per la precisione, sono stati del 591,33% per il fondo denominato Credit opportunities.


Articoli

Ci sarà la crisi ma il mattone non si sgretola (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

MERCATO & CASE. Dalla Borsa immobiliare di Vicenza emerge che i prezzi al metro quadrato non si muovono Ci sarà la crisi ma il mattone non si sgretola LUCA MAGGIOLO Marino Smiderle VICENZA Ci sarà pure crisi, ma se vuoi comprare un appartamento come dio comanda ad Asiago devi rassegnarti a tirar fuori fino a 4.800 euro al metro quadrato. Se invece ti "accontenti" di rimanere in centro a Vicenza o a Bassano, al massimo ti può capitare di sborsare 4.500 euro. Qualora l'obiettivo sia quello di risparmiare, non resta che optare per Recoaro, Orgiano o Poiana Maggiore, dove non si spende più di 1.300-1.400 euro. È la radiografia del mercato immobiliare della provincia di Vicenza, eseguita dalla Borsa Immobiliare, il barometro utilizzato dalla Camera di commercio per misurare la temperatura dei prezzi del mattone. Ed è proprio la commissione prezzi, organismo interno composta da rappresentanti del settore dei mediatori immobiliari, dei costruttori edili e del Collegio dei geometri, che ha il compito di stilare una rilevazione dei valori degli immobili negoziati nella provincia di Vicenza, sulla base di un proprio regolamento. "Dall'attenta analisi dei prezzi di compravendita degli immobili effettivamente riscontrati dalle agenzie rilevatrici a Vicenza ed in vari comuni della provincia - spiegano in Camera di commercio - i componenti della Commissione prezzi hanno riscontrato nel secondo semestre 2007 una certa tenuta del mercato immobiliare, con lievi riduzioni dei valori in alcune zone". Ma se si ascolta il parere dei costruttori, vien fuori che se i prezzi delle case sono fermi o in calo, i costi di produzione sono invece in netto aumento. "L'adozione nei nuovi edifici degli adempimenti in materia antisismica, di contenimento dei consumi energetici, di fonoassorbimento dei rumori, nonché la maggior sensibilizzazione degli acquirenti verso la cosiddetta "edilizia sostenibile" in grado di permettere un risparmio energetico limitando la produzione e l'emissione di inquinanti nell'atmosfera - spiegano - hanno sostanzialmente modificato il modo di costruire, con una notevole incidenza dei costi. Tale tipologia di costi, pur gravando notevolmente sul valore finale dell'immobile, non costituisce una pregiudiziale negativa per l'acquirente in quanto la maggior spesa iniziale comporta una maggior qualificazione dell'edificio e un futuro risparmio energetico. Altri costi, invece, nell'attuale situazione di stabilità del mercato si riflettono direttamente sulle imprese di costruzione". I costi a cui fa riferimento la Camera di commercio riguardano, in particolare, l'imposta di registro, l'obbligo di rilascio di polizze fideiussorie a tutela dei compratori di immobili da costruire e soprattutto il considerevole aumento dei prezzi delle aree edificabili, che gravano sul prezzo finale in misura superiore al 30 per cento. "È doveroso fare una distinzione del mercato immobiliare tra l'usato ed il nuovo - precisa Luca Maggiolo, presidente della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) di Vicenza -. Il primo sicuramente in questi primi mesi dell'anno ha accusato una diminuzione del numero di potenziali acquirenti per gli immobili usati causato da vari motivi per citarne alcuni, indubbiamente l'aumento del costo della vita assieme con quello dei tassi d'interesse, e questo ha comportato un assestamento dei valori ed in alcuni casi la diminuzione del prezzo di vendita. Per le nuove costruzioni la situazione è molto diversa il prezzo di vendita è stato influenzato in modo determinante dal peso delle nuove normative". E le prospettive future? "Sicuramente si allargherà la forbice dei prezzi tra il nuovo e l'usato - risponde Maggiolo - ma non parlerei di "bolla " speculativa. È certo invece che nei prossimi anni assisteremo ad un importante cambiamento della qualità costruttiva volta al risparmio energetico e alla qualità dell'abitare".

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Il prezzo delle case scende solo nei quartieri popolari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

N. 110 del 2008-05-09 pagina 5 Il prezzo delle case scende solo nei quartieri popolari di Fabrizio Graffione (...) Ci sono tuttavia alcune eccezioni. Nella relazione si legge che nel 2007 il prezzo massimo nel centro storico, nel triangolo Prè, Molo, Maddalena, è aumentato pure qui in maniera considerevole passando da 4000 a 4500 euro a metro quadrato. Così come i prezzi delle case, sempre sui massimi, sono aumentati anche a Sampierdarena, passati da 2700 a 2900 euro a metro quadrato, e a Sestri Ponente, da 2800 a 3000 euro a metro quadrato. Il trend dell'andamento dei prezzi per il 2008 rimane stabile a Albaro, Carignano, Castelletto, in centro città, alla Foce, San fruttuoso, San Martino, Struppa, Molassana, Pegli, Prà. Dovrebbe aumentare a Quarto, Sturla, Quinto, Nervi, S. Ilario. Dovrebbe diminuire a Bolzaneto, Cornigliano, Marassi, Oregina, Pontedecimo, Prè, Molo, Maddalena, Rivarolo, sampierdarena, San teodoro, Sestri PonenteStaglieno, Valle Sturla, Voltri. In sostanza, per il 2008 nei quartieri popolari si dovrebbero registrare diminuzioni dei prezzi perché il mercato è già salito abbastanza. Mentre per gli immobili in zone di pregio i prezzi dovrebbero rimanere uguali o leggermente aumentare. Dovrebbero invece rimanere stabili e aumentare, con nessuna diminuzione, i prezzi degli immobili che si trovano nella riviera di levante, da Bogliasco a Zoagli con le solite punte di Portofino dove gli alloggi sulla celebre piazzetta vengono pagati oltre quindicimila euro a metro quadrato. A Savona il trend rimane stabile, soprattutto per i valori a metro quadrato delle abitazioni di medie dimensioni, mentre si registra un incremento dei valori delle piccole abitazioni. Secondo Assimil sia a Genova sia nel ponente ligure, è prevedibile quindi una diminuzione degli attuali livelli di prezzo con un riallineamento dell'offerta alla domanda. "Nonostante la frenata registrata dal mercato immobiliare genovese - spiega il presidente di Assimil Lorenzo La Terra - il mattone non ha mai tradito nessuno. I dati seguono l'andamento nazionale e internazionale e rispondono alle specifiche cause che vanno affrontate con strumenti adeguati. Inoltre va sottolineato che, a livello generale, negli ultimi dieci anni il comparto ha segnato un incremento medio annuo del cinque per cento". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Finanza in tempi di crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-09 - pag: 7 autore: Finanza in tempi di crisi. La storia di Paulson & Co, l'hedge fund che ha visto in anticipo lo scoppio della bolla immobiliare "Con i subprime ho guadagnato il 600%" Walter Riolfi C ome è possibile che un fondo sia riuscito a guadagnare il 600% lo scorso anno con la crisi del credito che ha falcidiato tutti i titoli legati alle cartolarizzazioni e con le Borse in picchiata? è possibile, visto che c'è riuscito Paulson & Co, l'hedge fund newyorkese fondato e presieduto da John Paulson. Ma per riuscirci bisognava capire che quella carta legata ai mutui subprime era straccia e che non solo andava gettata via, ma venduta allo scoperto. E bisognava capirlo con un certo anticipo. Paulson ei suoi collaboratori, tra cui il managing director Paolo Pellegrini, si convinsero fin dall'estate 2005 che negli Stati Uniti si stava creando una bolla immobiliare e una bolla sul credito legata ai mutui casa. Nel 2006 avevano già aperto posizioni al ribasso ( vendite allo scoperto) per qualche miliardo di dollari. Il meccanismo era stato descritto per la prima volta proprio da questo giornale (si veda Il Sole- 24 Ore del 19/8/2006): si comperano un bel po' di mutui spazzatura e li si riconfeziona per bene in modo da meritarsi la doppia o la tripla A dalle società di rating. La parte migliore viene venduta a istituzioni desiderose di titoli di "qualità"; sulla peggiore si costruiscono derivati (cdo) sui quali il fondo si mette decisamente al ribasso. Un gioco da ragazzi, si direbbe dopo aver visto il valore di quella carta (Abs) a tripla B crollare da 100 fino a un minimo di 10. In realtà occorreva tanta razionalità e molto coraggio, perché in un mercato drogato dalla facile liquidità e pervaso dall'assurda convinzione che i prezzi delle case potessero solo salire, la scommessa di Paulson conteneva il rischio che la bolla potesse gonfiarsi ulteriormente e resistere per parecchio tempo. Il "gioco da ragazzi" ha prodotto guadagni che, per la precisione, sono stati del 591,33% per il fondo denominato Credit opportunities. Altri fondi del gruppo si sono accontentati del 353%, un altro del 164% e altri ancora di poco più del 100 per cento. Si stima che lo scorso anno il patrimonio gestito da Paulson & Co (attualmente di 33 miliardi di dollari) sia aumentato di 16-17 miliardi. E che il premio incassato dal numero due del gruppo, Paolo Pellegrini, sia stato di circa 1,7 miliardi. L'abbiamo incontrato ieri al convegno organizzato a Milano da Belgrave Capital Management (Banca del Ceresio), fresco del viaggio da Londra. Con un jet privato? Tutt'altro:con una compagnia low cost, confida un banchiere col tono di chi vuol sottolineare l'estrema semplicità che caratterizza alcuni tra i più noti gestori di hedge fund tra Londra e New York. A chi vorrebbe sentirsi dire che la bufera del credito è quasi passata, Pellegrini frena il facile ottimismo. "La crisi è solo conge-lata, grazie alla liquidità immessa dalle banche centrali", spiega. E illustra la sua strategia: evitare il debito e restare il più possibile liquidi; minimizzare l'esposizione sulle Borse; mantenere un atteggiamento ribassista sul credito e prepararsi a sfruttare tutte le opportunità che si creeranno dalle ulteriori cadute dei mercati. Come a dire che il peggio deve ancora arrivare. Alla Paulson & Co sono ancora convinti sulla bontà della vecchia tesi, sebbene non è detto che la stiano davvero perseguendocon una aggressiva strategia ribassista. "Stimiamo –prosegue Pellegrini – che le perdite potenziali in questa crisi del credito ammontino a circa 1.300 miliardi di dollari (350 più delle previsioni dell'Fmi).Finora si sono viste svalutazioni per appena 312 miliardi. Tragga lei le conseguenze". walter.riolfi@ilsole24ore.com "UN GIOCO DA RAGAZZI" Nel 2006 aveva aperto posizioni al ribasso per qualche miliardo, scommettendo sul crollo dei titoli spazzatura "La bufera non è finita". John Paulson, dell'omonimo hedge REUTERS.

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