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IN EVIDENZA
Centomila alloggi da 50 mq
da dare in affitto a 300 euro di LUISA GRION (La Repubblica 7-7-2008
Costruirli costerà oltre cinque miliardi di euro.
Coinvolti fondi pubblici e privati
Lo Stato venderà le abitazioni ex Iacp. Una "legge obiettivo" in
deroga ai piani regolatori
ROMA - Case popolari, da costruire, vendere o affittare a prezzi bassi a
chi - oggi - non può permettersi un tetto sopra alla testa: giovani coppie e
anziani a basso reddito, studenti fuori sede e famiglie mono-entrata. A
sessant'anni esatti dal famoso "piano Fanfani" che spianò la strada
allo sviluppo edile del dopoguerra, il governo Berlusconi lancia un nuovo
progetto abitativo a livello nazionale. Il premier dice di voler fare in
fretta: il decreto legge che fissa i capisaldi dell'operazione c'è già, i
dettagli, assicura, sono "quasi pronti".
Queste le dimensioni dell'operazione: entro l'estate, secondo quanto già
anticipato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Ugo Martinat, il governo
darà il via ad un piano per la costruzione e riqualificazione di 100 mila
alloggi dai 40 ai
Il costo dell'operazione è valutato fra i 5 e gli 7 miliardi (circa 1200 euro
al metro quadro per la costruzione), in parte coperti dai partner privati
chiamati a partecipare all'impresa (in cambio di agevolazioni e con l'impegno
di destinare almeno il 60% dei nuovi alloggi a edilizia popolare), in parte
attingendo ai ricavi delle vendita degli ex Iacp. Sarà assegnato a canone
agevolato non meno del 60 per cento delle abitazioni costruite.
Entro i prossimi cinque anni infatti il governo intende cedere agli occupanti
(se legittimati in tal senso) buona parte del suo patrimonio abitativo di
edilizia popolare. Si tratta di circa un milione di alloggi che, in base ai
soli valori catastali, garantirebbero un patrimonio di circa 23 miliardi di
euro. Parte di queste entrate finanzieranno appunto la realizzazione dei nuovi
appartamenti.
Il decreto che fissa le linee principali dell'operazione è stato varato alla
fine di giugno e - nei punti che fanno riferimento alla parte riguardante il
dicastero di Renato Brunetta, Funzione Pubblica - prevede la costituzione di
fondi immobiliari "innovativi", legati un sistema integrato fra pubblico
e privato; agevolazioni (anche amministrative) in favore di cooperative
edilizie ad hoc; associazioni di comuni, regioni e province allo scopo di
migliorare la realizzazione dei progetti. Gli enti locali, tra l'altro, saranno
chiamati a firmare convenzioni per cedere gratuitamente aree di loro proprietà
o concedere cubature sulle aree demaniali da destinare alle costruzioni.
Ora, cruciale, diventa la questione dei tempi: obiettivo del governo è far
partire i cantieri al più presto, entro sei mesi dalla definitiva approvazione
del piano. Dunque, secondo le intenzioni, entro il prossimo inverno. Ma i tempi
della burocrazia non vanno così in fretta per cui, spiega Martinat, sempre
entro l'estate sarà varata una sorta di "Legge obiettivo per l'edilizia popolare"
che consenta di ridurre i tempi di cambio di destinazione d'area dei piani
regolatori dagli attuali due anni ai sei mesi, appunto.
La Legge obiettivo è uno strumento "ampio", ideale per restringere i
tempi. Potrebbe però contenere un rischio, legato alle sue "larghe
maglie": se non saranno prese le dovute precauzioni assieme al cambio di
destinazione d'uso potrebbero incautamente passare operazioni meno nobili come,
ad esempio, sanatorie o nuovi abusivismi.
(7 luglio
2008)