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TARTICOLI DAL 1° al 7 MAGGIO 2008
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IN EVIDENZA
Da Milano
La crisi Usa è davvero dietro le spalle? A giudicare dalla disastrosa
trimestrale presentata da Fannie Mae, proprio non si direbbe. E neppure dal
raddoppiar di perdite di Wachovia, una delle big del credito a stelle e
strisce, nè dall’ondata di licenziamenti destinata a rovesciarsi su Morgan
Stanley, Lehman Brothers e JP Morgan nei prossimi giorni.
Lo scenario sembra lo stesso, plumbeo e recessivo, degli ultimi mesi. Quello
più volte evocato dall’ex leader della Fed, Alan Greenspan, quello che i
ripetuti tagli dei tassi decisi dal suo successore, Ben Bernanke, e gli
interventi di sostegno federali non sono ancora riusciti a cambiare. I conti di
Fannie Mae rimandano al virus subprime: 2,2 miliardi di dollari di perdite
subite soprattutto sul versante dei derivati, dividendo sforbiciato, urgenza di
reperire 6 miliardi di mezzi freschi. Ma anche se Moody’s ha confermato la
tripla A, consentendo al titolo un formidabile recupero a Wall Street (da meno
7% a più 5%), quei numeri rappresentano una spia rossa accesa sulla console di
comando dell’amministrazione Bush. Assieme a Freddie Mac, la cui relazione
trimestrale sarà presentata la prossima settimana, Fannie Mae è considerata uno
dei pilastri del mercato immobiliare. Acquista mutui, e poi li converte in
titoli. È un classico processo di cartolarizzazione, sfuggito però di mano. Le
due agenzie semigovernative, già in rosso nel 2007 per nove miliardi, sono
infatti sedute sopra una bomba a orologeria: a fronte di un capitale
complessivo di appena 83 miliardi, sono appesantite da 5mila miliardi di debiti
e altri impegni finanziari. Se Fannie e Freddie saltano, salta il sistema
immobiliare. Con ricadute incalcolabili sull’intera economia Usa.
La questione non è puramente accademica. Il New York Times ha dedicato ieri al
caso la prima pagina, riferendo dei timori via via crescenti della Casa Bianca
e del Congresso, che «si stanno nervosamente chiedendo se queste due compagnie,
considerate le salvatrici del mercato immobiliare, non abbiano alla fine
bisogno di essere salvate», soprattutto se il calo dei prezzi delle case
dovesse perdurare. Bernanke ha chieso ieri misure contro i pignoramenti, oltre
al rafforzamento dei poteri della Federal Housing Administration e di Fannie
Mae e Freddie Mac. Ma è proprio sull’attribuzione di maggiore capacità di
intervento delle due agenzie che alcuni osservatori non sono d’accordo. Il mese
scorso, il Congresso ha alzato il tetto massimo dei mutui che le compagnie
possono accollarsi da 417mila a 730mila dollari, un atto - sostengono i critici
- che potrebbe minacciare il sistema finanziario globale. Inoltre, allo scopo
di finanziare nuovi mutui e aiutare i proprietari di case nei guai, è stato
ridotto di un terzo il livello della riserva obbligatoria. Insomma, minori
coperture richieste quando invece la situazione suggerirebbe regole più
stringenti.
Mentre Wachovia rettifica i conti, raddoppiando il
rosso dei primi tre mesi a 708 milioni, il governo sta peraltro aumentando le
pressioni sulle banche affinchè accettino la riforma che consentirà di
accelerare la rinegoziazione dei mutui, in modo da venire incontro alle
famiglie in difficoltà. Le famiglie in crisi, tra l’altro, rischiano di
aumentare. Secondo Cnbc, Morgan Stanley annuncerà una riduzione degli organici
di 1.500 unità, mentre la prossima settimana sarà Lehman Brothers a dichiarare
nuovi licenziamenti dopo i 4.900 già decisi; tagli in vista anche per JP
Morgan, che potrebbe dimezzare il numero dei dipendenti di Bear Sterns. E in
Europa, la scure è pronta a calare su 2.600 addetti di Ubs. Entro il 2009, la
banca svizzera si sarà alleggerita complessivamente di 5.500 dipendenti. Non
meglio se la passa Wachovia.
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Articoli
Mercato immobiliare (17)
Calano i prezzi delle case inglesi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: allarmanti Calano i prezzi delle case inglesi Nicol Degli Innocenti LONDRA La festa è decisamente finita: dopo anni di boom, accelera il declino del mercato immobiliare britannico. I prezzi delle case sono ora più bassi che nel 2007, registrando il primo calo annuo da oltre dodici anni, mentre tra rallentamento economico e credit crunch gli esperti prevedono un crollo tra il 20 e il 30%
Vitamine
e pomodori ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Il lungo e pericoloso boom immobiliare ha invertito la marcia negli Stati Uniti e si appresta a farlo in Europa. Normale che gli acquirenti di case stiano alla finestra. Perché le banche non si sono comportate secondo teorema? Primo,perché una parte dell'attività di prestito ha rallentato, come detto, autonomamente, a partire dalla domanda.
Madrid
in panne cerca il rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: origine della crisi della Spagna è direttamente legata allo scoppio della bolla immobiliare. Una crisi che si sentiva arrivare da tempo e che viene da lontano. Una crisi a cui gli spagnoli non hanno voluto credere, perché il settore contribuisce alla formazione del 9% del Pil e occupa oltre il 10% della manodopera del Paese.
Singoli
in movimento oltre la favola del mondo piatto
( da "Manifesto,
Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La crisi della net-economy, le guerre in Afghanistan e in Iraq, l'esplosione della bolla immobiliare, l'impennata dei prezzi delle materie prima e dei generi alimentati testimoniano di una crisi che sta cambiando la geografia e i rapporti gerarchici della stessa globalizzazione.
MUTUI:
GB;PREZZI CASE APRILE -0,9% SU 2007,PRIMO CALO DA '96
( da "Wall
Street Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 2 MAG - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono diminuiti ad aprile dello 0,9% rispetto ad aprile 2007. Si tratta del primo calo su base annua registrato dal febbraio del 1996. Rispetto a marzo, ha reso noto il Regulatory News Service, i prezzi sono diminuiti dell'1,3% (a marzo la flessione era stata del 2,5%,
Frenano
i prezzi delle case ( da "Miaeconomia"
del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Festa
con la Corna ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la calamità della quasi recessione statunitense, lo scoppio della bolla immobiliare che non è un'esclusiva 'made in Usa': sono questi gli argomenti di preoccupazione, e anche di confronto, che stanno animando la presenza di tantissimi operatori italiani del settore ceramico presenti, ad Orlando, alla XIX edizione del Coverings,
La
bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid
( da "Velino.it,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: ECO - La bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid Roma, 5 mag (Velino) - Germania ok, Spagna ko, Francia e Italia in posizione intermedia. E' il quadro previsto da Ref sugli effetti dello sgonfiamento della bolla immobiliare che è giunto negli scorsi giorni sulle scrivanie di top manager e istituzioni.
Basta
con l'oligopolio ( da "Alto Adige"
del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: prezzi di case e alimentari BOLZANO. Sulla ricetta della giunta contro il caro-vita interviene il centrodestra. "Non basta ridurre i ticket ospedalieri o prevedere sconti per i bus o il bollo auto - afferma il presidente provinciale di An Alessandro Urzì - ma bisogna intervenire con una politica di mediazione sulla politica dei prezzi degli alimentari e dei beni di consumo con un
Tre
bolle e un solo rimedio: il dollaro
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Ancora non si è sgonfiata completamente la bolla immobiliare che ne è già partita una nuova (la terza in meno di dieci anni) quella attuale, detta anche "Food and energy", dai due settori che ne sono protagonisti. Anche in questo caso, all'origine dell'aumento dei prezzi stanno fattori fondamentali veri, cioè collegati a una domanda finale che è effettivamente in aumento.
Crolla
il mattone, prezzi delle case in ribasso
( da "Giornale
di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: INCHIESTA Anche la Brianza risente della crisi immobiliare CROLLA IL MATTONE, PREZZI DELLE CASE IN RIBASSO Giorgio Rughetto, storico immobiliarista meratese e attuale presidente della Confesercenti di Lecco, ha analizzato il calo del prezzo delle case Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso.
Rughetto:
<Calo delle compravendite del 5%, le istituzioni devono fare la loro
parte> ( da "Giornale di Merate"
del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: il mercato immobiliare anche in alcune aree del Meratese è in fase di arresto RUGHETTO: 'CALO DELLE COMPRAVENDITE DEL 5%, LE ISTITUZIONI DEVONO FARE LA LORO PARTE' richiedi la foto Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso. L'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, fino a pochi mesi fa in perenne ascesa,
In
calo i prezzi delle case ( da "Giornale di Merate"
del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Agenzia Pirelli re Franchising IN CALO I PREZZI DELLE CASE Merate - "Soltanto nelle ultime due settimane le compravendite delle abitazioni sembrano in lenta ripresa, dopo mesi di fermo completo": questa la constatazione dell'agenzia immobiliare Pirelli Re Franchising di Merate. Questo blocco quasi totale delle domanda ha comportato un notevole calo nel prezzo degli immobili,
E
al gala triste dei businessmen l'appello anti crisi di bernanke - mario
calabresi ( da "Repubblica, La"
del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la prima causa non è la disoccupazione bensì lo scoppio della bolla immobiliare. E questo ha messo in ginocchio tutti quelli che scommettevano su ulteriori rivalutazioni per ottenere nuovi prestiti. Ora, evitare nuovi fallimenti significherebbe non solo non deprimere ulteriormente il mercato immobiliare, ma anche evitare spese legali inutili e costose.
Migliorare
la qualità edilizia nella città, perfezionare il dialogo tra l'amministraz
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Il presidente Girolimetti ha espresso inoltre preoccupazione per la crisi che colpisce il settore delle costruzioni a livello regionale e nazionale e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. L'esplosione della bolla immobiliare sarebbe una sciagura per Pescara.
Intervista
parla il premio nobel per l'economia joseph stiglitz
( da "Riformista,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: l'economista della Columbia spiega perché la crisi dei mutui subprime lo ha riconfermato nel ruolo di Cassandra. Cioè perché lo tsunami finanziario scatenato dallo scoppiare della bolla immobiliare americana è soltanto l'ennesima conferma della sua antica convinzione che la "mano invisibile" "non si vede, semplicemente,
<La
bolla dell'edilizia scoppierà in autunno>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno" L'allarme del sindacato Uilta Uil: prezzi alti, mercato quasi fermo Quest'anno la situazione del mercato immobiliare dovrebbe peggiorare. Una ricerca del sindacato dell'edilizia Feneal Uil porta a queste conclusioni: a settembre è atteso un tonfo del residenziale a causa dei prezzi gonfiati di case e terreni;
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 3 autore: In aprile prima flessione
annua (-1%) dal 1996 - Scenari immobiliari allarmanti
Calano i prezzi delle
case inglesi Nicol Degli Innocenti LONDRA La festa
è decisamente finita: dopo anni di boom, accelera il declino del mercato immobiliare britannico. I prezzi delle case sono ora più bassi
che nel 2007, registrando il primo calo annuo da oltre dodici anni, mentre tra
rallentamento economico e credit crunch gli esperti prevedono un crollo tra il
20 e il 30% nei prossimi due anni. Secondo i dati resi noti ieri da
Nationwide, società specializzata in mutui, i prezzi delle
case in aprile sono scesi dell'1,1%, il doppio del previsto e il sesto
mese consecutivo di flessione, portando il calo annuo all'1%, il primo dal
marzo 1996. "Con la fiducia dei consumatori in crisi, l'economia in fase
di rallentamento e nessuna indicazione che la contrazione della disponibilità
di credito stia per finire, è difficile immaginare cosa possa impedire ai prezzi delle case di scendere ulteriormente" ha
commentato ieri Ed Stansfield, economista di Capital Economics. "è
possibile che un calo dei prezzi delle case superiore
al 20% possa verificarsi nei prossimi due anni" ha confermato Howard
Archer, economista di Global Insight. Ancora più pessimista David Blanchflower,
membro del Monetary Policy Committee della Banca d'Inghilterra, secondo il
quale senza radicali tagli dei tassi c'è il rischio concreto che l'economia
britannica vada in recessione e che una delle conseguenze sia un crollo del
mercato immobiliare di oltre il 30 per cento. Il
Governatore Mervyn King però ha sottolineato che intende agire con cautela per
tenere a freno l'inflazione in una fase di aumento dei prezzi,
dai generi alimentari al petrolio. I dati sul mercato immobiliare
sono l'ennesima brutta notizia per il Governo di Gordon Brown, già in drastico
calo di popolarità, che oggi deve affrontare il verdetto delle elezioni
amministrative. Un sondaggio ha dimostrato ieri che la fiducia dei consumatori
è ai livelli più bassi dal 1992, anno di crisi economica durante il quale la
sterlina fu espulsa dal Sistema monetario europeo. L'indice della società di
ricerca Gfk/Nop è sceso in aprile a -24 dal -19 registrato in marzo, segnale
che gli inglesi sono più pessimisti sull'andamento dell'economia e delle
proprie finanze dopo mesi di crisi finanziaria e aumenti dei prezzi.
L'andamento del mercato immobiliare è un fattore
cruciale per gli inglesi, due terzi dei quali sono proprietari della casa nella
quale vivono. Già il credit crunch ha drasticamente ridotto la disponibilità di
credito: le banche hanno ridotto la gamma di mutui e chiedono depositi più
elevati e maggiori garanzie ai richiedenti. Questo ha portato a un calo dei
nuovi mutui immobiliari. Secondo dati della Banca d'Inghilterra, i mutui
approvati in marzo sono stati 64mila, il numero più basso dai primi anni
Novanta. Nicoldynes@aol.com SOLO L'INIZIO Secondo gli esperti possibile una
diminuzione dei listini del mattone di oltre il 20 per cento nei prossimi due
anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 3 autore: DALLA PRIMA Vitamine
e pomodori In America e in Europa i prestiti alle imprese aumentano a tassi a due
cifre, compensando il minore accesso a fonti di credito alternative, e sono
solo i prestiti alle famiglie che rallentano; ma quest'ultima è una questione
di domanda e non di offerta. Il lungo e pericoloso boom immobiliare ha invertito la marcia negli Stati Uniti e si appresta a farlo
in Europa. Normale che gli acquirenti di case stiano alla
finestra. Perché le banche non si sono comportate secondo teorema? Primo,perché
una parte dell'attività di prestito ha rallentato, come detto, autonomamente, a
partire dalla domanda. Secondo, perché hanno potuto in mol-ti casi
ricapitalizzarsi, grazie alla liquidità che scroscia nei mercati mondiali.
Terzo, perché non devono più prestare soldi per la panna montata della finanza
fine a se stessa e possono quindi tenere viva la fiamma dei prestiti che
contano per il sistema produttivo. Se a questo si aggiunge il fatto che sono
entrate nel tunnel della crisi con i profitti più alti nella storia bancaria,
si comprende come questa famosa "crisi dei mutui" abbia finora agitato
la spuma della sovrastruttura finanziaria e decimato (non abbastanza) le alte
dirigenze bancarie, ma non abbia fatto veri danni all'economia reale. Il che
non vuol dire che l'economia reale non soffra. Ma se soffre è per colpa delle
due altre crisi: l'aggiustamento americano e l'impennata delle materie prime.
Per il primo la variabile cruciale è quella dei prezzi delle
case: se continuano a scendere la Fed dovrà abbassare ancora i tassi per
alleviare la pena del servizio del debito. Ma per ora la Fed si può permettere
di aspettare. Nell'economia americana sono state iniettate potenti vitamine
monetarie e fiscali ed è possibile che l'aggiustamento, peraltro inevitabile,
sia graduale ed eviti la recessione. Più preoccupante è l'impatto della crisi
delle materie prime, dati i tempi lunghi di risposta dell'offerta all'aumentata
domanda. Ma nell'attesa dell'aumento dell'offerta - un aumento che verrà, dato
che le leggi dell'economia non sono state abrogate - bisogna almeno evitare i
contagi speculativi. Le commodities non sono più nei sacchi o nelle balle o
nelle stive; sono nella carta e nelle memorie elettroniche, dematerializzate e
nozionali, soggette ai venti autoregressivi della speculazione. E l'euforia dei
prezzi si trasmette anche in mercati contigui. Ci sono
ragioni per l'aumento dell'oro giallo e dell'oro nero; ma perché mai i pomodori
- l'oro rosso - dovrebbero aumentare all'ingrosso del 60% come si è registrato
in Italia? I produttori sono pronti a sciorinare risposte, ma sorge il sospetto
che si stia formando una bolla dei prezzi
alimentari. Due anni dopo il passaggio dalla lira all'euro il Dpef del 2004
lamentava come vi fosse stato un aumento "talvolta incontrollato dei prezzi". Al che Giacomo Vaciago si chiese giustamente
"incontrollato da chi?" (vedi il Sole- 24 Ore del 5 ottobre 2004). Al
nuovo Governo il compito di assicurare che le fiammate inflazionistiche
rimangano confinate nell'inevitabile e che la "tassa delle materie
prime", nei prossimi mesi, non venga gonfiata oltre il dovuto. Fabrizio Galimberti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-05-01 - pag: 7 autore: Madrid in panne cerca il
rilancio La bolla immobiliare esplode e la crescita
attesa del Pil cala dal 3,1% al 2,3% Michele Calcaterra MADRID. Dal nostro
corrispondente "Antipatriottici e demagogici ". Così Josè Luis
Zapatero liquida tutti coloro, in particolare gli avversari del Partito
popolare, che definiscono grave la crisi economica della Spagna. Il premier
preferisce parlare, infatti, di rallentamento, anche se il Governo ha appena
ridotto le stime di crescita di quest'anno del Pil dal 3,1 al 2,3% e anche se
la disoccupazione nel primo trimestre è aumentata al 9,6% (il peggior dato
degli ultimi 15 anni), rispetto all'8,6% degli ultimi tre mesi dello 2007. La
Spagna mantiene un tasso di crescita superiore a quello degli altri principali
Paesi della Ue ma questo non basta ad allontanare i dubbi e, soprattutto, a
sconfiggere il pessimismo che da sei mesi a questa parte si è diffuso tra gli
spagnoli. Che rispetto al "talante" (consenso, ottimismo) zapateriano
di quattro anni fa sono diventati preoccupati. A ragione, se si considera che
operai, impiegati, ma anche medio- borghesi, fanno fatica ad arrivare a fine
mese. Strangolati dal rincaro dei mutui e da un indebitamento che si è fatto
insostenibile. Il forte aumento dell'inflazione (4,2%), ha scompigliato le
carte in tavola. Tutto è diventato più caro: dal latte al pane, dalla benzina
ai beni di largo consumo, mentre il potere d'acquisto dei salari è rimasto
sostanzialmente invariato. Quanto basta perché i consumi siano crollati, come
dimostra il fatto che nel primo trimestre 2008 i crediti al consumo sono caduti
del 30% rispetto a un anno prima. La gente non spende più e rimanda gli
acquisti, specie quelli superflui, a tempi migliori. Il mercato
automobilistico, quello dell'elettronica e degli elettrodomestici sono
sostanzialmente fermi. Zapatero, tecnicamente, ha ragione a non voler parlare
di crisi perché l'economia continua a crescere a ritmo superiore al 2% (anche
se la Ue e l'Fmi ne dubitano). Ma la realtà di tutti i giorni è ben diversa.
Basta andare nei supermercati e nei negozi di abbigliamento per rendersi conto,
nei fatti, che sono vuoti, la gente compera di meno. Così come saltano agli
occhi, nelle città, ma anche nei luoghi di vacanza, le migliaia di variopinti
cartelli con scritto " vendesi" o "affittasi". Già,perché
l'origine della crisi della Spagna è direttamente legata
allo scoppio della bolla
immobiliare. Una crisi che si sentiva
arrivare da tempo e che viene da lontano. Una crisi a cui gli spagnoli non
hanno voluto credere, perché il settore contribuisce alla formazione del 9% del
Pil e occupa oltre il 10% della manodopera del Paese. E, invece, eccola
qui con tutta la sua virulenza: un milione di disoccupati nel giro di un paio
di anni, una riduzione del numero delle case costruite
dalle 700mila di un anno fa a 400mila, un crollo delle compravendite nei primi
mesi che sfiora il 30%, un ribasso dei prezzi che in
alcuni casi può arrivare al 40%, un indebitamento (300 miliardi di euro) e una
morosità del settore raddoppiata. Se non è crisi questa, spieghi Zapatero di
che cosa si tratta, perché rallentamento del settore immobiliare
significa una Spagna priva di un motore di spinta fondamentale e ripercussioni
negative oltre che nel mercato del lavoro, anche sul sistema finanziario. E
meno male che le banche spagnole hanno, in generale, le spalle larghe (salvo
alcune piccole casse di risparmio locali che sono in affanno), sono sane e
riescono così agevolmente a tamponare la falla, allungando le scadenze e
agevolando i termini dei crediti. Altrimenti la situazione sarebbe davvero
molto complicata. E meno male, anche, che la Spagna, negli scorsi anni quando
cresceva a un ritmo medio superiore al 3%, ha messo del "fieno in
cascina": oltre 20 miliardi di euro (corrispondenti all'avanzo del 2,13%
registrato nel 2007), che verranno impiegati per rilanciare il Paese. Il
ministro dell'Economia ha infatti varato un piano di misure per complessivi 18
miliardi in due anni che a grandi linee prevede interventi a favore dei
contribuenti (con il rimborso di 400 euro per i contribuenti Irpef), delle
imprese (anticipazione del rimborso dell'Iva), delle famiglie (la possibilità
di rinegoziare le condizioni dei mutui a costo zero) e del settore immobiliare. Oltre all'accelerazione del piano quinquennale
di opere pubbliche del valore di 250 miliardi di euro. Interventi che vengono
giudicati di carattere congiunturale, per limitare i danni, ma non di lungo
periodo. Nei primi mesi dell'anno il surplus della Spagna è crollato del 50% e
la copertura finanziaria del budget 2008 inizia ad avere problemi. Pedro Solbes
è convinto che, nonostante la politica espansionista, il bilancio chiuderà
quest'anno in equilibrio (rispetto al surplus dell' 1,15% previsto in
precedenza), ma è chiaro che la situazione è più "tirata" che non in
precedenza. I prossimi mesi saranno perciò decisivi per capire se la Spagna ha
la forza per invertire la tendenza negativa in tempi brevi, o meno. Da parte
sua Zapatero continua ad ostentare fiducia e si prepara, prima dell'estate, a
un delicato vertice con imprenditori e sindacati, in modo da affrontare la
riforma del mercato del lavoro. Una tappa decisiva per la modernizzazione e la
competitività della Spagna. michele.calcaterra@ilsole24ore.com RISCHIO CONTAGIO
Il settore della casa genera il 9% del Prodotto e il 10% della manodopera e sta
trascinando nella caduta il resto dell'economia.
( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
BenOld La proposta
avanzata da Alain Touraine in questo due libri costuisce una sfida. Sui limiti
delle risposte date dallo studioso francese, il rinvio è alla presentazione del
saggio fatta in questa pagina. Per quanto riguarda il pensiero critico, la
lettura lì data delle società capitalistiche si apre a un altro ordine del
discorso. In primo luogo, va elencato quella scomposizione delle classi sociali
che la globalizzazione ha ereditato dai conflitti operai e sociali dei decenni
precedenti. Conflitti incarnati su figure sociali ben precise e che
rivendicavano l'esercizio di quella "libertà creativa" che da lì a
pochi anni il capitalismo neoliberista avrebbe cambiato di segno. La centralità
e l'unicità del singolo, refrattario a ogni ricomposizione coatta della propria
condizione e della propria soggettività, non è certo patrimonio del pensiero
neoliberista. Semmai i neoliberisti, una volta giunti al potere, hanno pensato
di usare lo stato per plasmare un altra figura, quella dell'individualismo
proprietario. La posta in gioco per il pensiero radicale è la costruzione di
un'azione politica collettiva dove l'unicità del singolo non solo venga
garantita, ma diventi la linfa vitale per innovare le forme organizzative che
parteciapano a quella azione politica. È certo condivisibile il fatto che Alain
Touraine veda nel "soggetto personale" la chiave di accesso per comprendere
la radicalità dei movimenti sociali. Peccato che subito dopo rinchiuda
l'eccedenza dei "singoli in movimento" nell'afasia dei "diritti
culturali", quasi che l'unicità e le differenze debbano avere una cornice
normativa che li fissi una volta per tutte. Il pensiero radicale deve inoltre
evitare però un'altara trappola, questa volta non tesa da Touraine. Il
"mondo piatto" osannato dai fan del neoliberismo tutto si è rivelato
fuorché piatto. La crisi della net-economy, le guerre in
Afghanistan e in Iraq, l'esplosione della bolla immobiliare,
l'impennata dei prezzi delle materie prima e dei generi alimentati testimoniano di una
crisi che sta cambiando la geografia e i rapporti gerarchici della stessa
globalizzazione. Un mondo caotico e conflittuale che costringe a
ripensare anche le priorità di quel "soggetto personale", che certo
non vuol rinunciare alla sua "libertà creativa" per restare ancora
prigioniero in un mortifero regno della necessità.
( da "Wall Street Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 2 MAG - I prezzi delle case
in Gran Bretagna sono diminuiti ad aprile dello 0,9% rispetto ad aprile 2007.
Si tratta del primo calo su base annua registrato dal febbraio del 1996.
Rispetto a marzo, ha reso noto il Regulatory News Service, i prezzi sono diminuiti dell'1,3% (a marzo la flessione era stata del
2,5%, la più significativa in 16 anni). La frenata del mercato immobiliare britannico, riporta Bloomberg, è dovuta agli
standard sempre più severi imposti dalle banche per l'erogazione di mutui
ipotecari. Secondo le rilevazioni della Banca d'Inghilterra, a marzo il numero
di richieste di prestito immobiliare accettate dagli
istituti di credito è sceso ai minimi da nove anni. A questo si aggiunge
l'inflazione galoppante che ha ridotto il potere d'acquisto dei consumatori.
(ANSA).
( da "Miaeconomia" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
CASA " Casa
news Frenano i prezzi delle case (23/04/2008) Nel
primo semestre del 2008 si arresterà la corsa dei prezzi
delle case. Parola dell'Agenzia del Territorio che, nell'Osservatorio
2007, registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006
e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Mentre sui prezzi
si evidenzia che le quotazioni sono salite solo del 2,6% nel secondo semestre
del 2007 (in frenata rispetto al +3,7% del secondo semestre 2006) e su base
tendenziale annua del 5,5% (mentre nel secondo semestre del 2006 la crescita
era stata del +8,8%). La fotografia scattata dall'Agenzia
del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il
caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case
sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura
prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio
della bolla
immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano "fattori strutturali
legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente
arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui,
passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto
dal prezzo degli immobili". Su quest'ultimo punto dall'Agenzia sottolineano
che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi
Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. In particolare, i cali più
consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%),
Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al
-13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). Per quanto riguarda i prezzi, secondo l'Agenzia del Territorio il prezzo medio al
mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base
annua), con una crescita però dei prezzi rallentata
rispetto a quella registrata nel semestre precedente. "Se il mercato immobiliare seguirà il classico andamento ciclico il tasso
di crescita delle quotazioni medie si attesterà sui livelli del tasso
d'inflazione". Lo sostiene il direttore dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio, Gianni Guerrieri,
precisando che non si tratta di una "previsione", ma di una
"deduzione" ottenuta dall'osservazione del mercato. "Negli
ultimi tre semestri - spiega Guerrieri - abbiamo registrato un calo nelle
compravendite e prezzi ancora in salita. Nel prossimo
semestre ci aspettiamo che le quotazioni non crescano in termini reali".
Quanto alla diminuzione delle transazioni relative agli immobili residenziali
registrata nell'ultimo anno e mezzo, proseguirà anche nei primi sei mesi del
2008, portando il volume totale delle compravendite a 700.000 circa. 65 voti -
" Vota questa notizia ".
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
03-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ECONOMIA ZONA
CERAMICHE pag. 19 Festa con la Corna LA SHOWGIRL PRESENTA 'SERATA ITALIANA' ?
ORLANDO (Florida) ? RIVALUTAZIONE del cambio, i maggiori tassi nominali
interbancari, il continuo flagello dei rincari di petrolio, la calamità della quasi recessione statunitense, lo scoppio della
bolla immobiliare che non è un'esclusiva 'made in Usa': sono questi gli argomenti
di preoccupazione, e anche di confronto, che stanno animando la presenza di
tantissimi operatori italiani del settore ceramico presenti, ad Orlando, alla
XIX edizione del Coverings, sicuramente la fiera delle piastrelle più
importante negli Stati Uniti. Approvando il bilancio 2007, da parte di Giuliano
Mussini, riconfermato presidente della Panaria Group di Finale, si è rilevato
come "l'incidenza del mercato statunitense sul fatturato complessivo del
Gruppo è pari a circa il 23%. Nel quarto trimestre 2007 si è ulteriormente
accentuata la crisi strutturale del settore immobiliare
statunitense: secondo i dati forniti da U.S. Census Bureau, le vendite di nuove
abitazioni relative al comparto residenziale hanno subito una contrazione
superiore al 20%. In tale situazione, si legge nella relazione di bilancio, le
società europee del Gruppo hanno registrato un lieve incremento del fatturato
in dollari (circa 3%) mentre la società americana Florida Tile, ha avuto un
decremento di fatturato rispetto allo scorso anno del 16%". "Il
mercato immobiliare nordamericano ? dice Fabio
Ferrari, Amministratore Delegato di Rondine Group di Rubiera ? sta risentendo
notevolmente dell'andamento negativo degli investimenti in costruzioni degli
Stati Uniti con la conseguente flessione nel consumo di piastrelle. La sfida è
quella di riuscire a mantenere stabile la nostra presenza su tale mercato,
rafforzando il proprio brand e offrendo prodotti che si distinguano per
innovazioni tecniche e risultati estetici. Al Coverings abbiamo presentato
alcune serie assolutamente innovative, frutto di un'accurata ricerca sia sui
materiali sia sui colori e sulla struttura, in grado di incontrare le esigenze
dei principali buyer nordamericani". ANCHE per Mario Roncaglia, Vice Presidente
della Novabel di Roteglia, quello attuale "è un periodo difficile, per il
mercato americano, ma non solo. Qui, in particolare, dopo anni di continua
crescita, siamo costretti a giocare in difesa, a mantenere le posizioni,
nell'attesa che il mercato riprenda, probabilmente nel
( da "Velino.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - La bolla
immobiliare peserà soprattutto per Madrid
Roma, 5 mag (Velino) - Germania ok, Spagna ko, Francia e Italia in posizione
intermedia. E' il quadro previsto da Ref sugli effetti dello sgonfiamento della
bolla immobiliare che è giunto negli scorsi giorni sulle scrivanie di top manager
e istituzioni. Il centro studi milanese presieduto da Carlo Dell'Aringa
ha delineato il panorama a livello europeo che si produrrà con i primi segni
della fine del boom dei prezzi del mercato delle case: "Un secondo canale attraverso cui le diverse
economie subiscono gli effetti della crisi internazionale è quello della crisi immobiliare", scrivono gli economisti del Ref. "Su
questo punto le divergenze fra i diversi Paesi sono molto marcate. A un estremo
troviamo il caso della Germania, che non ha sperimentato negli anni scorsi un
ciclo dell'edilizia residenziale, avendo appena smaltito gli effetti della bolla immobiliare degli anni novanta". (segue) (lrd) 5
mag 2008 11:32.
( da "Alto Adige" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
La Lega: finalmente
l'Svp cambia rotta, l'unica soluzione è il federalismo "Basta con
l'oligopolio" La ricetta del centrodestra: mercato più aperto Biancofiore
Maggiore concorrenza, caleranno i prezzi di case e alimentari
BOLZANO. Sulla ricetta della giunta contro il caro-vita interviene il
centrodestra. "Non basta ridurre i ticket ospedalieri o prevedere sconti
per i bus o il bollo auto - afferma il presidente provinciale di An Alessandro
Urzì - ma bisogna intervenire con una politica di mediazione sulla politica dei
prezzi degli alimentari e dei beni di consumo con un confronto
aperto con l'oligopolio della grande distribuzione, svincolare con rapidità più
aree edificabili per ridurre il costo degli affitti e della casa, intervenire
sull'emergenza mutui con misure di sostegno economico alle famiglie indebitate,
abolire del tutto i ticket ospedalieri, intervenire sull'addizionale Irpef e
calmierare a livello provinciale gli aumenti delle tariffe dei servizi. Serve
dunque un pacchetto complessivo di misure sociali che non si limitino ad
interventi di mera immagine pre-elettorale come può essere la riduzione del
bollo auto o la politica del prezzo degli abbonamenti per i trasporti
pubblici". Secondo Michaela Biancofiore, deputata del Popolo della
Libertà, "il pacchetto contro il carovita proposto da Durnwalder è
configurabile come un "aiuto di Stato" e dunque è suscettibile di
messa in mora da parte dell'Ue". Invece di aiuti assistenziali,
Biancofiore propone "una progressiva trasformazione dell'economia
altoatesina in economia di mercato con il ritiro della mano pubblica
provinciale dal settore privato. Nella prossima legislatura la giunta
provinciale dovrà favorire la più legittima concorrenza per abbassare i costi e
consentire la normalizzazione del mercato immobiliare,
commerciale e alimentare". Per la Lega Nord si fa sentire il segretario
provinciale Kurt Pancheri: "Il cambio di rotta della Svp sul carovita,
anche se tardivo, significa che finalmente è stata compresa la grave situazione
economica che attanaglia non solo l'Alto Adige, ma l'intera nazione. Il
problema si può risolvere soltanto attuando il federalismo!".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-05-04 - pag: 1 autore: BORSE, CASE E CIBO Tre bolle e
un solo rimedio: il dollaro di Giacomo Vaciago D al 1637, quando scoppiò la
famosa bolla dei "bulbi dei tulipani"
abbiamo imparato tante cose sulle bolle speculative: non siamo stupiti se ogni
tanto se ne forma una, e sappiamo anche che non durano a lungo: di solito nel
giro di qualche anno ogni bolla cessa di crescere e
poi rapidamente si sgonfia. Il fatto che negli ultimi dieci anni ve ne siano
state addirittura tre - contando anche quella attualmente in corso - merita
però una riflessione più generale: come mai si sta passando da una bolla all'altra, quasi senza soluzione di continuità? Dieci
anni fa, eravamo in pieno boom della " new economy", con l'indice
Nasdaq dei titoli tecnologici che cresceva senza sosta. Avendola definita
"esuberanza irrazionale", la Federal Reserve di Alan Greenspan non
aveva ritenuto di fare alcunché per fermare quel sogno di arricchimento di
tanti. Fu anzi spiegato in lavori scientifici dall'attuale presidente della Fed
(allora solo noto accademico), Benjamin Bernanke, che le Banche centrali non
dovrebbero occuparsi dei prezzi delle attività
patrimoniali, ma solo dei prezzi dei beni di consumo:
è questa l'inflazione che conta e che si vuole resti modesta. Una volta
sgonfiata la bolla della new economy, poco dopo è
partita una nuova bolla che riguarda invece l'economia
più "old" possibile: l'edilizia residenziale. è la volta del boom del
credito, concesso anche a chi normalmente non potrebbe comprarsi casa se ciò
non fosse sostenuto dal continuo aumento del valore dell'immobile. Come la
prima anche la seconda bolla (detta del credito
"subprime") ha il suo centro negli Stati Uniti, ma si diffonde un po'
in tutto il mondo attraverso la finanza che è ormai davvero globale. Ancora non si è sgonfiata completamente la bolla immobiliare che ne è già partita una nuova (la terza in meno di dieci anni)
quella attuale, detta anche "Food and energy", dai due settori che ne
sono protagonisti. Anche in questo caso, all'origine dell'aumento dei prezzi stanno fattori fondamentali veri, cioè collegati a una domanda
finale che è effettivamente in aumento. Lo era anche la tecnologia
informatica dieci anni fa; e lo era la domanda di case
cinque anni dopo. Continua u pagina
( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
INCHIESTA
Anche la Brianza risente della crisi immobiliare CROLLA IL
MATTONE, PREZZI DELLE CASE IN RIBASSO Giorgio Rughetto, storico immobiliarista
meratese e attuale presidente della Confesercenti di Lecco, ha analizzato il
calo del prezzo delle case Merate -
Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso. L'inversione di tendenza nel
mercato immobiliare, fino a pochi mesi fa in perenne
ascesa, sta preoccupando, e non poco, tutti gli addetti ai lavori. Anche gli
immobiliaristi meratesi, e persino un veterano come Giorgio Rughetto,
capostipite dell'omonima società immobiliare meratese
nonchè attuale presidente della Confesercenti di Lecco. "Per tutto il 2007
il mercato immobiliare ha registrato una tenuta di prezzi, ma le compravendite e le intenzioni di acquisto sono
ai minimi storici - è il suo chiaro allarme - Nel 2007 il calo delle
compravendite, in particolare nelle aree urbane di Merate e dintorni, è stato
del 5%, un trend al ribasso confermato anche nei primi mesi del 2008".
Nella lista dei Comuni più "gettonati", come prevedibile, c'è Merate.
Ma anche Montevecchia e Cernusco Lombardone. In questi paesi, fra l'altro,
secondo Rughetto non si è costruito abbastanza. "La prova è che tanti
vengono da noi cercando una casa a Merate e di case
qui ormai non ce n'è più: in quei tre Comuni forse si è costruito male, ma non
tanto - ci ha garantito - Invece in paesi come Calco si è costruito davvero
troppo ultimamente, col risultato che la domanda è minore dell'offerta e molti
appartamenti e condomìni sono ancora vuoti e sfitti dopo anni". Articolo
pubblicato il 06/05/08.
( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MERATE Dopo il boom
del mattone, il mercato immobiliare anche
in alcune aree del Meratese è in fase di arresto RUGHETTO: 'CALO DELLE
COMPRAVENDITE DEL 5%, LE ISTITUZIONI DEVONO FARE LA LORO PARTE' richiedi la
foto Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case
in ribasso. L'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, fino
a pochi mesi fa in perenne ascesa, sta preoccupando, e non poco, tutti
gli addetti ai lavori. Anche gli immobiliaristi meratesi, e persino un veterano
come Giorgio Rughetto, capostipite dell'omonima società immobiliare
meratese nonchè attuale presidente della Confesercenti di Lecco. "Per
tutto il 2007 il mercato immobiliare ha registrato una
tenuta di prezzi, ma le compravendite e le intenzioni
di acquisto sono ai minimi storici - è il suo chiaro allarme - Nel 2007 il calo
delle compravendite, in particolare nelle aree urbane di Merate e dintorni, è
stato del 5%, un trend al ribasso confermato anche nei primi mesi del
2008". "Quest'anno si sta assistendo infatti a un fermo delle
compravendite, anche se i prezzi rimangono nella media
- ha continuato Rughetto - Per quanto riguarda il segmento non residenziale, i prezzi sono saliti del 3% per gli uffici, del 6% per i
negozi e del 2% per i capannoni industriali". Le difficoltà attraversate
in questo frangente dall'economia e dalla crisi del settore immobiliare
si fanno sentire anche a Merate quindi, con una riduzione della liquidità.
"Il rovescio della medaglia è che chi invece dispone di liquidità ha
l'occasione di fare operazioni immobiliari importanti - ha rimarcato - È
previsto comunque un imminente e forte aumento dell'offerta, con conseguente
calo dei prezzi delle case al metro quadro, nei paesi
intorno a Merate: quindi a Calco, Olgiate Molgora, Verderio Superiore, Imbersago
e Brivio. Mentre Merate, Cernusco Lombardone e Montevecchia hanno il valore più
basso di costruzioni da circa 20 anni". A Merate, Montevecchia e Cernusco,
secondo Rughetto non c'è stato assolutamente un eccesso di emissione di
immobili residenziali sul mercato: anzi l'offerta non avrebbe tenuto il passo
con l'aumento della popolazione. "Soprattutto nella città di Merate la
richiesta è alta sia nel residenziale di alta qualità, sia di abitazioni per
coppie giovani e per anziani, quindi di piccola metratura. La richiesta di
affitto di piccole e media abitazioni è lo stesso molto forte, però di buona
qualità e a canoni calmierati". Infine Rughetto lancia un appello:
"In questa crisi le istituzioni devono fare la loro parte, organizzando commissioni
di esperti a contatto con i cittadini". Articolo pubblicato il 06/05/08
Giulia Mazza.
( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Agenzia
Pirelli re Franchising IN CALO I PREZZI DELLE CASE Merate - "Soltanto
nelle ultime due settimane le compravendite delle abitazioni sembrano in lenta
ripresa, dopo mesi di fermo completo": questa la constatazione dell'agenzia
immobiliare Pirelli Re Franchising di Merate.
Questo blocco quasi totale delle domanda ha comportato un notevole calo nel
prezzo degli immobili, addirittura di circa il 20%. Le case più
care si confermano essere quelle di Merate, al costo di circa 3mila euro al
metro quadro, mentre nei paesi limitrofi si scende al di sotto dei 2.500 euro
al metro quadro. Merate e limitrofi sono anche le aree maggiormente richieste
dagli acquirenti che si concentrano soprattutto su trilocali. Secondo
l'esperienza dell'agenza Pirelli Re Franchising, dunque, sarebbero gli
appartamenti di medie dimensioni ad essere i più abbordabili da parte della
clientela. Inoltre il calo, anzi l'arresto quasi completo, degli acquisti e
delle richieste ha comportato la disponibilità di molte abitazioni e immobili
che restano vuoti e in attesa di essere venduti. Naturalmente, questo
meccanismo ha determinato anche una sensibile diminuzione nei prezzi di vendita, soprattutto nei piccoli paesi periferici
rispetto alla centrale Merate. Articolo pubblicato il 06/05/08.
( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia Il
presidente Fed alla cena della Columbia School: salviamo le famiglie Usa dal
fallimento E al gala triste dei businessmen l'appello anti crisi di Bernanke
Nella platea del Waldorf i migliori nomi di Wall Street rigorosamente in
smoking Ma regna il timore di una nuova ondata di tagli MARIO CALABRESI dal
nostro corrispondente New York - La recessione è anche silenzio. Da ieri nella
lobby del Waldorf Astoria, la "vecchia signora" degli alberghi
newyorkesi, non suona più il pianoforte. Quando il presidente della Federal
Reserve, Ben Bernanke, è arrivato all'ora di cena, sulle scale con i tappeti
verdi si sentiva solo il rumore del traffico. La crisi economica è ovunque e ha
convinto la proprietà a licenziare Daryl Sherman, la pianista che da 14 anni
suonava arie jazz su un meraviglioso piano Steinway che era appartenuto a Cole
Porter. Una tradizione, che non si era interrotta un solo pomeriggio dalla fine
della Seconda Guerra Mondiale, è stata affondata dalla crisi dei mutui. Da lì,
dalla crisi delle famiglie americane che non sono più in grado di pagare le
rate per la casa e se la vedono pignorata, nasce tutto e Bernanke ha scelto una
platea di finanzieri per sottolinearlo. "Prevenire fallimenti e
pignoramenti non è solo nell'interesse di chi ha prestato i soldi e di chi
rischia di perdere la casa, ma è nell'interesse di tutti - ha sottolineato il
capo della Fed - perché l'alto numero di insolventi ha contraccolpi non solo
sul mercato immobiliare, ma anche sui mercati finanziari
e su tutta l'economia". Parlando alla cena annuale della Columbia Business
School, Bernanke ha tenuto una lezione con l'intenzione di riportare tutta la
crisi alla sua origine e di sollecitare pubblico e privato ad intervenire con
più forza per prevenire e frenare l'ondata di pignoramenti che sta colpendo
l'America, con una progressione che nel primo trimestre è stata del 112 per
cento superiore allo scorso anno. Più di 156mila famiglie hanno perso la casa
da gennaio a marzo e quest'anno un milione e 800mila "adjustable rate
mortgages" passeranno ad un tasso superiore. L'ultima volta che il
presidente della Federal Reserve aveva parlato agli ex alunni di una delle
scuole di business più prestigiose d'America, era stato durante un altro periodo
di crisi: era il 1991 e quella volta fu Alan Greenspan a prendere la parola.
Bernanke era l'unico dei presenti alla serata di gala a non avere lo smoking,
con la sua scelta sobria e il tono dimesso ma puntuale sembrava voler
sottolineare che non è un momento per festeggiare. Anche i mille in platea, tra
cui i migliori nomi di Wall Street, non nascondevano la difficoltà della fase:
c'era chi annunciava una nuova imminente ondata di tagli di posti di lavoro
nelle banche d'affari, chi sottolineava con ironia che nonostante le difficoltà
Citigroup aveva preso due tavoli, chi notava che invece il gruppo farmaceutico
Pfizer aveva preferito tagliare la sua presenza per risparmiare. E poi c'erano
le apprensioni dei professori, coscienti che per i ragazzi che avranno la graduation
la prossima settimana saranno tempi difficili. E' nota la storia di un gruppo
di giovani che era stato opzionato già lo scorso anno dalla banca
d'investimenti Bear Sterns, prima del suo collasso, e che oggi si trova a
piedi. Nonostante questo il preside della scuola, Glenn Hubbard, è riuscito nel
miracolo di raccogliere in una sera la cifra record di oltre tre milioni di
dollari, che serviranno in parte per finanziare il nuovo campus di Columbia di
Harlem disegnato da Renzo Piano, dove la Business School si trasferirà tra il
2012 e il
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Ione comunale e la
potente lobby del cemento. Prima di volare a Spalato per il festeggiamenti di
San Doimo e per un nuovo incontro con il presidente croato Mesic, Luciano
D'Alfonso è riuscito a incontrare i verticid ell'associazione costruttori della
città. Il sindaco era accompagnato dal vicesindaco Camillo D'Angelo,
dall'assessore Blasioli, dal presidente in pecrore del consiglio comunale
Vincenzo Dogali, e dai consiglieri Marco Alessandrini e Moreno Di Pietrantonio.
Il fronte dei costruttori era gudiato dal presidente dell'associazione giuseppe
Girolimetti. Dopo la sottoscrizione di impegni bilaterali, si spera una tregua
definitiva con una delle categorie più scontente, il sindaco ha illustrato i
progetti studiati per riqualificare alcune zone strategiche, dallo scalo merci
di Porta Nova all'ex Cofa. "L'obiettivo primario dell'Ance è contribuire a
migliorare il settore delle costruzioni - sostiene il presidente Giuseppe
Girolimetti -. Avvieremo, pertanto, un dialogo costruttivo con
l'amministrazione comunale al fine di rendere la città vivibile, utilizzando, a
tal proposito, strumenti e proposte interessanti per la crescita di
Pescara". Il presidente Girolimetti ha espresso
inoltre preoccupazione per la crisi che colpisce il settore delle costruzioni a
livello regionale e nazionale e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi.
L'esplosione della bolla
immobiliare sarebbe una sciagura per Pescara.
( da "Riformista, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Intervista parla il
premio nobel per l'economia joseph stiglitz "La mano invisibile non si
vede perché non esiste" "Fermiamo i sussidi agricoli e diamo i soldi
ai poveri" Si batte da sempre contro il dogma della "mano
invisibile", contro il mito del mercato che si autogoverna e crea benessere.
Soprattutto, contro la convinzione dei conservatori che in economia occorra
separare l'efficienza dall'equità e che della prima si debbano occupare i
mercati, della seconda la politica. Ma è iscritto erroneamente tra gli
oppositori della globalizzazione: Joseph Stiglitz è invece convinto che la
globalizzazione sia un processo positivo, ma che debba essere
"guidato" da mercati sufficientemente regolamentati e da istituzioni
internazionali abbastanza forti da imporsi sulle forze di mercato,
sovrannazionali e dunque troppo potenti, troppo incontrollabili. In questa
intervista al Riformista , l'economista della Columbia
spiega perché la crisi dei mutui subprime lo ha riconfermato nel ruolo di
Cassandra. Cioè perché lo tsunami finanziario scatenato dallo scoppiare della bolla immobiliare americana è soltanto l'ennesima conferma della sua antica
convinzione che la "mano invisibile" "non si vede,
semplicemente, perché non esiste". Ed è la dimostrazione che la sua
teoria più famosa sullo screening, con cui vinse nel 2001 il premio Nobel per
l'Economia, e che rappresenta un contributo decisivo alla tesi dell'asimmetria
informativa dei mercati, è ancora inascoltata. E non dagli speculatori, o dagli
hedge fund, ma dalle grandi banche, "cui abbiamo affidato una montagna di
soldi e che hanno dimostrato di non saper gestire né i rischi, né le
informazioni". Per l'autore di La globalizzazione e i suoi oppositori
(Einaudi) sono le banche "ad aver fallito totalmente. Questo è molto
deprimente e solleva inquietanti interrogativi su come funzionano i mercati".
Soprattutto, l'economista non crede neanche che il mercato abbia "imparato
la lezione": "a Wall Street c'è moltissima gente che ha guadagnato
soldi a palate con la bolla immobiliare e la
speculazione sugli strumenti finanziari legati ai "mutui spazzatura".
Questa gente tornerà alla carica, ricomincerà a sostenere con vigore che il
mercato deve essere libero, che funziona bene così, che troppa regolamentazione
lo soffoca. È uno dei motivi per cui credo poco al potere di
autoregolamentazione delle banche e alla possibilità che i mercati vengano
riformati sul serio, nei prossimi mesi". E se non lo scandalizzano
affatto, in linea di principio, le operazioni di salvataggio pubbliche di due
giganti del credito come Bear Sterns e Northern Rock, che hanno fatto gridare
invece i mercatisti allo scandalo e alla "fine del sogno del libero
mercato", l'ex capo economista della Banca mondiale che fu cacciato da
George W. Bush si chiede "perché le autorità monetarie e il governo non
impegnino gli stessi soldi per salvare milioni di americani che rischiano di
perdere la casa e di esaurire gli ultimi risparmi". Stiglitz è in Italia
in questi giorni, ospite dell'Università di Siena, e terrà oggi una lezione
magistrale nell'ambito del workshop "Benessere sociale e imprenditorialità"
promosso dalla facoltà di Economia "Richard Goodwin" e dal Monte dei
Paschi di Siena. Raggiunto telefonicamente, l'ex consulente economico
dell'amministrazione Clinton descrive quello che sta succedendo oltreoceano:
"quasi certamente gli Stati Uniti sono già in recessione. Il dato
sull'occupazione nel settore privato è in calo da dicembre. E il dato generale
è in discesa da gennaio: e anche la statistica sulle ore lavorate segna un
crollo marcato, il mese scorso. Questo vuol dire che si lavora meno, che la
settimana degli americani è più corta. La produzione dell'ultimo trimestre è
aumentata ma c'è stata un'inattesa accumulazione delle scorte. Se si guarda
alla domanda al netto delle scorte, è in calo anch'essa". E quanto durerà,
la crisi economica? "Credo che ci troviamo dinanzi a un lungo e profondo
ciclo negativo che durerà circa un anno e mezzo". Sull'Europa, spiega
Stiglitz, la crisi economica americana avrà "inevitabilmente un effetto
negativo". Si è discusso molto delle cause dello tsunami subprime, che
secondo Stiglitz è ascrivibile sostanzialmente "all'eccesso di liquidità e
alla mancanza di regolamentazione, spinti sino all'eccesso estremo". Ma
anche se questa crisi sembra avere un nome e un cognome, "l'ex governatore
della Fed, Alan Greenspan", ci sono anche altri aspetti, più politici, che
"non vanno sottovalutati". Uno è la guerra in Iraq e la nuova
instabilità creata da George W. Bush in Medio Oriente che ha ispirato l'ultimo
libro di Stiglitz, The Three Trillion Dollar War . "Una parte del problema
è l'elevato prezzo del petrolio che ha creato una tensione enorme sull'economia
statunitense". Severissimo su Greenspan, Stiglitz lo è molto meno sul suo
successore, Ben Bernanke, che ha drasticamente abbassato i tassi di quasi quattro
punti da agosto ad oggi: "non credo che avesse molta scelta. Era già
troppo tardi - gli errori erano già stati compiuti - e l'effetto non è stato
veramente quello di scongiurare del tutto ma piuttosto di arginare il collasso
dell'economia, come dimostra l'esempio del salvataggio di Bear Sterns". In
sostanza, l'attuale governatore della Fed "ha tentato di impedire che le
fiamme dell'incendio finanziario si propagassero. Sull'economia, i suoi poteri
sono invece limitati, da solo non può fare molto". Lì può fare molto il
governo e il Tesoro, ma per l'ex consigliere di Clinton il pacchetto di aiuti
fiscali da 140 miliardi di euro approvato a gennaio dall'amministrazione Bush
"è troppo debole" per una crisi che vale mille miliardi di dollari
soltanto in termini di perdite subite dalle banche. Soprattutto, "arriva
tardi", per Stiglitz, "ed è mal concepito". Insomma, è un
pannicello caldo che "non aiuta minimamente a rafforzare il dollaro e a
tenere a freno i consumi". Secondo l'economista il problema, in questi
mesi, "non sono i consumi troppo deboli, ma il contrario", cioè il
fatto che gli americani stiano dando fondo alle loro riserve, ai loro ultimi
risparmi. Il pacchetto fiscale di Bush non fa dunque altro "che spostare
il problema in avanti, addossarlo al prossimo presidente". Ad aggravare le
tensioni sull'economia contribuisce anche la crisi dei prezzi
delle materie prime e del petrolio che ha spinto l'inflazione ai massimi da
oltre un decennio, ad esempio in Europa. Stiglitz ha dedicato alcuni passaggi
molto critici, ad esempio in La globalizzazione che funziona (Einaudi) ai
sussidi agricoli in Occidente, sui quali c'è attualmente molta polemica perché
contribuirebbero a infiammare i prezzi. E c'è una
frase famosa del libro che rende bene il dilemma, dove Stiglitz dice che è
meglio nascere mucca in Europa che uomo in Africa: nel primo caso si campa con
due dollari al giorno, nel secondo con molto meno. Il nesso tra l'inflazione
alle stelle e la mucca europea è presto spiegato: "il problema è che
questa crisi ha molto a che fare con i sussidi per i biocarburanti statunitensi
o gli obiettivi vincolanti dell'Unione europea che puntano ad aumentare la
produzione dei carburanti "verdi". Creano distorsione sul mercato dei
beni alimentari e una pressione enorme sui prezzi. C'è
sicuramente una componente di speculazione finanziaria sulle commodities, ma io
proporrei in ogni caso di prendere i soldi che in Europa e negli Stati Uniti
vengono letteralmente buttati per i sussidi agricoli per aiutare le persone che
soffrono, che sono economicamente in affanno. E che in Occidente stanno
aumentando in maniera preoccupante". 07/05/2008.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno" L'allarme del sindacato
Uilta Uil: prezzi alti, mercato quasi fermo Quest'anno la situazione del mercato immobiliare dovrebbe peggiorare. Una ricerca del sindacato dell'edilizia
Feneal Uil porta a queste conclusioni: a settembre è atteso un tonfo del
residenziale a causa dei prezzi gonfiati di case e terreni; il comparto è
alle strette a causa dell'invenduto e ci sono gravi timori per l'occupazione.Il
segretario della Feneal Celso Bortolotto parla di "offerta irrazionale,
domanda penalizzata dal caro mutui". "Pesano le intermediazioni di
agenzia e i cosiddetti "argomenti di vendita". Intanto aumentano
fallimenti, cassa integrazionE e licenziamenti. Le vendite immobiliari sono in
calo del 10 per cento".Al ritorno dalle prossime ferie estive apparirà in
maniera evidente la vera crisi del settore immobiliare
a Treviso. "Un impatto che avrà pesanti conseguenze sull'intero sistema
delle imprese del settore, che colpirà con durezza soprattutto le realtà medio
piccole e che avrà ripercussioni serie sull'occupazione". E' la
conclusione a cui è arrivata la Feneal Uil provinciale.A innescare questa
crisi, dopo il boom, sono, secondo l'analisi, alcuni fattori oramai
consolidatisi: i prezzi delle case, gonfiati a livelli
che, complice anche l'aumento dei tassi, diventano insostenibili ai più.C'è un
calo del mercato e si osserva una certa discesa dei prezzi,
"ma una discesa disomogenea", osservano alla Uil. Più che di una
discesa dei prezzi di partenza, si può parlare di una
propensione a praticare grossi sconti se ci si trova davanti all'interlocutore
davvero disposto a concludere l'affare. Chi da un anno o due è in attesa di
vendere, alla fine non regge e cede pur di firmare."Chi pensava che in
provincia l'edilizia potesse essere un contenitore dove occupare manodopera
riqualificata in uscita dal manifatturiero dovrà rifare velocemente i
conti", è il commento del segretario della Feneal di Treviso.I prezzi degli immobili a destinazione residenziale, nella
Marca, risultano tra il 10 e il 15 per cento più alti di quello che sarebbe il
loro naturale prezzo di mercato confrontandosi con realtà analoghe.
"Valore reale di mercato - assicura Bortolotto - che comunque garantirebbe
equo guadagno sia ai costruttori che alle immobiliari". Le agenzie
immobiliari, sempre secondo la Feneal trevigiana, portano rialzi rilevanti dei prezzi. "Abbiamo registrato casi in cui il
differenziale del costo, tra quanto si potrebbe ottenere direttamente dal
costruttore e quanto si paga acquistando tramite l'agenzia, raggiunge anche il
20 per cento. Un picco senza ragione, legato al fatto che negli ultimi anni i prezzi sono lievitati a causa dell'attrazione che il settore
aveva rispetto ai capitali in uscita dalle borse e in cerca di investimento
sicuro. Una grande disponibilità ha prodotto innalzamento dei prezzi e a pagare le conseguenze è stato il normale
cittadino che voleva acquistarsi l'abitazione".A incidere sul costo delle case, sempre più di frequente, sono i cosiddetti
"argomenti di vendita". "Non è solo la relativa vicinanza o
lontananza dal capoluogo o dai grandi centri a determinare l'offerta - spiega
Bortolotto - ma anche la cosiddetta prossimità ai servizi, come scuole, asili,
persino i centri commerciali e fermate del servizio di trasporto pubblico. Sono
variabili "immateriali" e non misurabili che però determinano un
delta di prezzo molto grande. Come se la comodità, ad un certo punto, valesse
tanto quanto la qualità dell'immobile come tale".