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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DAL 1° al 7 MAGGIO 2008        #TOP


IN EVIDENZA

L’onda della crisi investe Fannie Mae di Rodolfo Parietti  (Il Giornale 8-5-2008)

 

Da Milano
La crisi Usa è davvero dietro le spalle? A giudicare dalla disastrosa trimestrale presentata da Fannie Mae, proprio non si direbbe. E neppure dal raddoppiar di perdite di Wachovia, una delle big del credito a stelle e strisce, nè dall’ondata di licenziamenti destinata a rovesciarsi su Morgan Stanley, Lehman Brothers e JP Morgan nei prossimi giorni.
Lo scenario sembra lo stesso, plumbeo e recessivo, degli ultimi mesi. Quello più volte evocato dall’ex leader della Fed, Alan Greenspan, quello che i ripetuti tagli dei tassi decisi dal suo successore, Ben Bernanke, e gli interventi di sostegno federali non sono ancora riusciti a cambiare. I conti di Fannie Mae rimandano al virus subprime: 2,2 miliardi di dollari di perdite subite soprattutto sul versante dei derivati, dividendo sforbiciato, urgenza di reperire 6 miliardi di mezzi freschi. Ma anche se Moody’s ha confermato la tripla A, consentendo al titolo un formidabile recupero a Wall Street (da meno 7% a più 5%), quei numeri rappresentano una spia rossa accesa sulla console di comando dell’amministrazione Bush. Assieme a Freddie Mac, la cui relazione trimestrale sarà presentata la prossima settimana, Fannie Mae è considerata uno dei pilastri del mercato immobiliare. Acquista mutui, e poi li converte in titoli. È un classico processo di cartolarizzazione, sfuggito però di mano. Le due agenzie semigovernative, già in rosso nel 2007 per nove miliardi, sono infatti sedute sopra una bomba a orologeria: a fronte di un capitale complessivo di appena 83 miliardi, sono appesantite da 5mila miliardi di debiti e altri impegni finanziari. Se Fannie e Freddie saltano, salta il sistema immobiliare. Con ricadute incalcolabili sull’intera economia Usa.
La questione non è puramente accademica. Il New York Times ha dedicato ieri al caso la prima pagina, riferendo dei timori via via crescenti della Casa Bianca e del Congresso, che «si stanno nervosamente chiedendo se queste due compagnie, considerate le salvatrici del mercato immobiliare, non abbiano alla fine bisogno di essere salvate», soprattutto se il calo dei prezzi delle case dovesse perdurare. Bernanke ha chieso ieri misure contro i pignoramenti, oltre al rafforzamento dei poteri della Federal Housing Administration e di Fannie Mae e Freddie Mac. Ma è proprio sull’attribuzione di maggiore capacità di intervento delle due agenzie che alcuni osservatori non sono d’accordo. Il mese scorso, il Congresso ha alzato il tetto massimo dei mutui che le compagnie possono accollarsi da 417mila a 730mila dollari, un atto - sostengono i critici - che potrebbe minacciare il sistema finanziario globale. Inoltre, allo scopo di finanziare nuovi mutui e aiutare i proprietari di case nei guai, è stato ridotto di un terzo il livello della riserva obbligatoria. Insomma, minori coperture richieste quando invece la situazione suggerirebbe regole più stringenti.

Mentre Wachovia rettifica i conti, raddoppiando il rosso dei primi tre mesi a 708 milioni, il governo sta peraltro aumentando le pressioni sulle banche affinchè accettino la riforma che consentirà di accelerare la rinegoziazione dei mutui, in modo da venire incontro alle famiglie in difficoltà. Le famiglie in crisi, tra l’altro, rischiano di aumentare. Secondo Cnbc, Morgan Stanley annuncerà una riduzione degli organici di 1.500 unità, mentre la prossima settimana sarà Lehman Brothers a dichiarare nuovi licenziamenti dopo i 4.900 già decisi; tagli in vista anche per JP Morgan, che potrebbe dimezzare il numero dei dipendenti di Bear Sterns. E in Europa, la scure è pronta a calare su 2.600 addetti di Ubs. Entro il 2009, la banca svizzera si sarà alleggerita complessivamente di 5.500 dipendenti. Non meglio se la passa Wachovia.

 



Report "Mercato immobiliare"

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Mercato immobiliare (17)


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Sezione principale: Mercato immobiliare

Calano i prezzi delle case inglesi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: allarmanti Calano i prezzi delle case inglesi Nicol Degli Innocenti LONDRA La festa è decisamente finita: dopo anni di boom, accelera il declino del mercato immobiliare britannico. I prezzi delle case sono ora più bassi che nel 2007, registrando il primo calo annuo da oltre dodici anni, mentre tra rallentamento economico e credit crunch gli esperti prevedono un crollo tra il 20 e il 30%

Vitamine e pomodori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il lungo e pericoloso boom immobiliare ha invertito la marcia negli Stati Uniti e si appresta a farlo in Europa. Normale che gli acquirenti di case stiano alla finestra. Perché le banche non si sono comportate secondo teorema? Primo,perché una parte dell'attività di prestito ha rallentato, come detto, autonomamente, a partire dalla domanda.

Madrid in panne cerca il rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: origine della crisi della Spagna è direttamente legata allo scoppio della bolla immobiliare. Una crisi che si sentiva arrivare da tempo e che viene da lontano. Una crisi a cui gli spagnoli non hanno voluto credere, perché il settore contribuisce alla formazione del 9% del Pil e occupa oltre il 10% della manodopera del Paese.

Singoli in movimento oltre la favola del mondo piatto ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La crisi della net-economy, le guerre in Afghanistan e in Iraq, l'esplosione della bolla immobiliare, l'impennata dei prezzi delle materie prima e dei generi alimentati testimoniano di una crisi che sta cambiando la geografia e i rapporti gerarchici della stessa globalizzazione.

MUTUI: GB;PREZZI CASE APRILE -0,9% SU 2007,PRIMO CALO DA '96 ( da "Wall Street Italia" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 2 MAG - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono diminuiti ad aprile dello 0,9% rispetto ad aprile 2007. Si tratta del primo calo su base annua registrato dal febbraio del 1996. Rispetto a marzo, ha reso noto il Regulatory News Service, i prezzi sono diminuiti dell'1,3% (a marzo la flessione era stata del 2,5%,

Frenano i prezzi delle case ( da "Miaeconomia" del 02-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.

Festa con la Corna ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 03-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la calamità della quasi recessione statunitense, lo scoppio della bolla immobiliare che non è un'esclusiva 'made in Usa': sono questi gli argomenti di preoccupazione, e anche di confronto, che stanno animando la presenza di tantissimi operatori italiani del settore ceramico presenti, ad Orlando, alla XIX edizione del Coverings,

La bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid ( da "Velino.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ECO - La bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid Roma, 5 mag (Velino) - Germania ok, Spagna ko, Francia e Italia in posizione intermedia. E' il quadro previsto da Ref sugli effetti dello sgonfiamento della bolla immobiliare che è giunto negli scorsi giorni sulle scrivanie di top manager e istituzioni.

Basta con l'oligopolio ( da "Alto Adige" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: prezzi di case e alimentari BOLZANO. Sulla ricetta della giunta contro il caro-vita interviene il centrodestra. "Non basta ridurre i ticket ospedalieri o prevedere sconti per i bus o il bollo auto - afferma il presidente provinciale di An Alessandro Urzì - ma bisogna intervenire con una politica di mediazione sulla politica dei prezzi degli alimentari e dei beni di consumo con un

Tre bolle e un solo rimedio: il dollaro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Ancora non si è sgonfiata completamente la bolla immobiliare che ne è già partita una nuova (la terza in meno di dieci anni) quella attuale, detta anche "Food and energy", dai due settori che ne sono protagonisti. Anche in questo caso, all'origine dell'aumento dei prezzi stanno fattori fondamentali veri, cioè collegati a una domanda finale che è effettivamente in aumento.

Crolla il mattone, prezzi delle case in ribasso ( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: INCHIESTA Anche la Brianza risente della crisi immobiliare CROLLA IL MATTONE, PREZZI DELLE CASE IN RIBASSO Giorgio Rughetto, storico immobiliarista meratese e attuale presidente della Confesercenti di Lecco, ha analizzato il calo del prezzo delle case Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso.

Rughetto: <Calo delle compravendite del 5%, le istituzioni devono fare la loro parte> ( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il mercato immobiliare anche in alcune aree del Meratese è in fase di arresto RUGHETTO: 'CALO DELLE COMPRAVENDITE DEL 5%, LE ISTITUZIONI DEVONO FARE LA LORO PARTE' richiedi la foto Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso. L'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, fino a pochi mesi fa in perenne ascesa,

In calo i prezzi delle case ( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Agenzia Pirelli re Franchising IN CALO I PREZZI DELLE CASE Merate - "Soltanto nelle ultime due settimane le compravendite delle abitazioni sembrano in lenta ripresa, dopo mesi di fermo completo": questa la constatazione dell'agenzia immobiliare Pirelli Re Franchising di Merate. Questo blocco quasi totale delle domanda ha comportato un notevole calo nel prezzo degli immobili,

E al gala triste dei businessmen l'appello anti crisi di bernanke - mario calabresi ( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la prima causa non è la disoccupazione bensì lo scoppio della bolla immobiliare. E questo ha messo in ginocchio tutti quelli che scommettevano su ulteriori rivalutazioni per ottenere nuovi prestiti. Ora, evitare nuovi fallimenti significherebbe non solo non deprimere ulteriormente il mercato immobiliare, ma anche evitare spese legali inutili e costose.

Migliorare la qualità edilizia nella città, perfezionare il dialogo tra l'amministraz ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il presidente Girolimetti ha espresso inoltre preoccupazione per la crisi che colpisce il settore delle costruzioni a livello regionale e nazionale e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. L'esplosione della bolla immobiliare sarebbe una sciagura per Pescara.

Intervista parla il premio nobel per l'economia joseph stiglitz ( da "Riformista, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: l'economista della Columbia spiega perché la crisi dei mutui subprime lo ha riconfermato nel ruolo di Cassandra. Cioè perché lo tsunami finanziario scatenato dallo scoppiare della bolla immobiliare americana è soltanto l'ennesima conferma della sua antica convinzione che la "mano invisibile" "non si vede, semplicemente,

<La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno" L'allarme del sindacato Uilta Uil: prezzi alti, mercato quasi fermo Quest'anno la situazione del mercato immobiliare dovrebbe peggiorare. Una ricerca del sindacato dell'edilizia Feneal Uil porta a queste conclusioni: a settembre è atteso un tonfo del residenziale a causa dei prezzi gonfiati di case e terreni;


Articoli

Calano i prezzi delle case inglesi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 3 autore: In aprile prima flessione annua (-1%) dal 1996 - Scenari immobiliari allarmanti Calano i prezzi delle case inglesi Nicol Degli Innocenti LONDRA La festa è decisamente finita: dopo anni di boom, accelera il declino del mercato immobiliare britannico. I prezzi delle case sono ora più bassi che nel 2007, registrando il primo calo annuo da oltre dodici anni, mentre tra rallentamento economico e credit crunch gli esperti prevedono un crollo tra il 20 e il 30% nei prossimi due anni. Secondo i dati resi noti ieri da Nationwide, società specializzata in mutui, i prezzi delle case in aprile sono scesi dell'1,1%, il doppio del previsto e il sesto mese consecutivo di flessione, portando il calo annuo all'1%, il primo dal marzo 1996. "Con la fiducia dei consumatori in crisi, l'economia in fase di rallentamento e nessuna indicazione che la contrazione della disponibilità di credito stia per finire, è difficile immaginare cosa possa impedire ai prezzi delle case di scendere ulteriormente" ha commentato ieri Ed Stansfield, economista di Capital Economics. "è possibile che un calo dei prezzi delle case superiore al 20% possa verificarsi nei prossimi due anni" ha confermato Howard Archer, economista di Global Insight. Ancora più pessimista David Blanchflower, membro del Monetary Policy Committee della Banca d'Inghilterra, secondo il quale senza radicali tagli dei tassi c'è il rischio concreto che l'economia britannica vada in recessione e che una delle conseguenze sia un crollo del mercato immobiliare di oltre il 30 per cento. Il Governatore Mervyn King però ha sottolineato che intende agire con cautela per tenere a freno l'inflazione in una fase di aumento dei prezzi, dai generi alimentari al petrolio. I dati sul mercato immobiliare sono l'ennesima brutta notizia per il Governo di Gordon Brown, già in drastico calo di popolarità, che oggi deve affrontare il verdetto delle elezioni amministrative. Un sondaggio ha dimostrato ieri che la fiducia dei consumatori è ai livelli più bassi dal 1992, anno di crisi economica durante il quale la sterlina fu espulsa dal Sistema monetario europeo. L'indice della società di ricerca Gfk/Nop è sceso in aprile a -24 dal -19 registrato in marzo, segnale che gli inglesi sono più pessimisti sull'andamento dell'economia e delle proprie finanze dopo mesi di crisi finanziaria e aumenti dei prezzi. L'andamento del mercato immobiliare è un fattore cruciale per gli inglesi, due terzi dei quali sono proprietari della casa nella quale vivono. Già il credit crunch ha drasticamente ridotto la disponibilità di credito: le banche hanno ridotto la gamma di mutui e chiedono depositi più elevati e maggiori garanzie ai richiedenti. Questo ha portato a un calo dei nuovi mutui immobiliari. Secondo dati della Banca d'Inghilterra, i mutui approvati in marzo sono stati 64mila, il numero più basso dai primi anni Novanta. Nicoldynes@aol.com SOLO L'INIZIO Secondo gli esperti possibile una diminuzione dei listini del mattone di oltre il 20 per cento nei prossimi due anni.

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Vitamine e pomodori (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 3 autore: DALLA PRIMA Vitamine e pomodori In America e in Europa i prestiti alle imprese aumentano a tassi a due cifre, compensando il minore accesso a fonti di credito alternative, e sono solo i prestiti alle famiglie che rallentano; ma quest'ultima è una questione di domanda e non di offerta. Il lungo e pericoloso boom immobiliare ha invertito la marcia negli Stati Uniti e si appresta a farlo in Europa. Normale che gli acquirenti di case stiano alla finestra. Perché le banche non si sono comportate secondo teorema? Primo,perché una parte dell'attività di prestito ha rallentato, come detto, autonomamente, a partire dalla domanda. Secondo, perché hanno potuto in mol-ti casi ricapitalizzarsi, grazie alla liquidità che scroscia nei mercati mondiali. Terzo, perché non devono più prestare soldi per la panna montata della finanza fine a se stessa e possono quindi tenere viva la fiamma dei prestiti che contano per il sistema produttivo. Se a questo si aggiunge il fatto che sono entrate nel tunnel della crisi con i profitti più alti nella storia bancaria, si comprende come questa famosa "crisi dei mutui" abbia finora agitato la spuma della sovrastruttura finanziaria e decimato (non abbastanza) le alte dirigenze bancarie, ma non abbia fatto veri danni all'economia reale. Il che non vuol dire che l'economia reale non soffra. Ma se soffre è per colpa delle due altre crisi: l'aggiustamento americano e l'impennata delle materie prime. Per il primo la variabile cruciale è quella dei prezzi delle case: se continuano a scendere la Fed dovrà abbassare ancora i tassi per alleviare la pena del servizio del debito. Ma per ora la Fed si può permettere di aspettare. Nell'economia americana sono state iniettate potenti vitamine monetarie e fiscali ed è possibile che l'aggiustamento, peraltro inevitabile, sia graduale ed eviti la recessione. Più preoccupante è l'impatto della crisi delle materie prime, dati i tempi lunghi di risposta dell'offerta all'aumentata domanda. Ma nell'attesa dell'aumento dell'offerta - un aumento che verrà, dato che le leggi dell'economia non sono state abrogate - bisogna almeno evitare i contagi speculativi. Le commodities non sono più nei sacchi o nelle balle o nelle stive; sono nella carta e nelle memorie elettroniche, dematerializzate e nozionali, soggette ai venti autoregressivi della speculazione. E l'euforia dei prezzi si trasmette anche in mercati contigui. Ci sono ragioni per l'aumento dell'oro giallo e dell'oro nero; ma perché mai i pomodori - l'oro rosso - dovrebbero aumentare all'ingrosso del 60% come si è registrato in Italia? I produttori sono pronti a sciorinare risposte, ma sorge il sospetto che si stia formando una bolla dei prezzi alimentari. Due anni dopo il passaggio dalla lira all'euro il Dpef del 2004 lamentava come vi fosse stato un aumento "talvolta incontrollato dei prezzi". Al che Giacomo Vaciago si chiese giustamente "incontrollato da chi?" (vedi il Sole- 24 Ore del 5 ottobre 2004). Al nuovo Governo il compito di assicurare che le fiammate inflazionistiche rimangano confinate nell'inevitabile e che la "tassa delle materie prime", nei prossimi mesi, non venga gonfiata oltre il dovuto. Fabrizio Galimberti.

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Madrid in panne cerca il rilancio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-05-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-05-01 - pag: 7 autore: Madrid in panne cerca il rilancio La bolla immobiliare esplode e la crescita attesa del Pil cala dal 3,1% al 2,3% Michele Calcaterra MADRID. Dal nostro corrispondente "Antipatriottici e demagogici ". Così Josè Luis Zapatero liquida tutti coloro, in particolare gli avversari del Partito popolare, che definiscono grave la crisi economica della Spagna. Il premier preferisce parlare, infatti, di rallentamento, anche se il Governo ha appena ridotto le stime di crescita di quest'anno del Pil dal 3,1 al 2,3% e anche se la disoccupazione nel primo trimestre è aumentata al 9,6% (il peggior dato degli ultimi 15 anni), rispetto all'8,6% degli ultimi tre mesi dello 2007. La Spagna mantiene un tasso di crescita superiore a quello degli altri principali Paesi della Ue ma questo non basta ad allontanare i dubbi e, soprattutto, a sconfiggere il pessimismo che da sei mesi a questa parte si è diffuso tra gli spagnoli. Che rispetto al "talante" (consenso, ottimismo) zapateriano di quattro anni fa sono diventati preoccupati. A ragione, se si considera che operai, impiegati, ma anche medio- borghesi, fanno fatica ad arrivare a fine mese. Strangolati dal rincaro dei mutui e da un indebitamento che si è fatto insostenibile. Il forte aumento dell'inflazione (4,2%), ha scompigliato le carte in tavola. Tutto è diventato più caro: dal latte al pane, dalla benzina ai beni di largo consumo, mentre il potere d'acquisto dei salari è rimasto sostanzialmente invariato. Quanto basta perché i consumi siano crollati, come dimostra il fatto che nel primo trimestre 2008 i crediti al consumo sono caduti del 30% rispetto a un anno prima. La gente non spende più e rimanda gli acquisti, specie quelli superflui, a tempi migliori. Il mercato automobilistico, quello dell'elettronica e degli elettrodomestici sono sostanzialmente fermi. Zapatero, tecnicamente, ha ragione a non voler parlare di crisi perché l'economia continua a crescere a ritmo superiore al 2% (anche se la Ue e l'Fmi ne dubitano). Ma la realtà di tutti i giorni è ben diversa. Basta andare nei supermercati e nei negozi di abbigliamento per rendersi conto, nei fatti, che sono vuoti, la gente compera di meno. Così come saltano agli occhi, nelle città, ma anche nei luoghi di vacanza, le migliaia di variopinti cartelli con scritto " vendesi" o "affittasi". Già,perché l'origine della crisi della Spagna è direttamente legata allo scoppio della bolla immobiliare. Una crisi che si sentiva arrivare da tempo e che viene da lontano. Una crisi a cui gli spagnoli non hanno voluto credere, perché il settore contribuisce alla formazione del 9% del Pil e occupa oltre il 10% della manodopera del Paese. E, invece, eccola qui con tutta la sua virulenza: un milione di disoccupati nel giro di un paio di anni, una riduzione del numero delle case costruite dalle 700mila di un anno fa a 400mila, un crollo delle compravendite nei primi mesi che sfiora il 30%, un ribasso dei prezzi che in alcuni casi può arrivare al 40%, un indebitamento (300 miliardi di euro) e una morosità del settore raddoppiata. Se non è crisi questa, spieghi Zapatero di che cosa si tratta, perché rallentamento del settore immobiliare significa una Spagna priva di un motore di spinta fondamentale e ripercussioni negative oltre che nel mercato del lavoro, anche sul sistema finanziario. E meno male che le banche spagnole hanno, in generale, le spalle larghe (salvo alcune piccole casse di risparmio locali che sono in affanno), sono sane e riescono così agevolmente a tamponare la falla, allungando le scadenze e agevolando i termini dei crediti. Altrimenti la situazione sarebbe davvero molto complicata. E meno male, anche, che la Spagna, negli scorsi anni quando cresceva a un ritmo medio superiore al 3%, ha messo del "fieno in cascina": oltre 20 miliardi di euro (corrispondenti all'avanzo del 2,13% registrato nel 2007), che verranno impiegati per rilanciare il Paese. Il ministro dell'Economia ha infatti varato un piano di misure per complessivi 18 miliardi in due anni che a grandi linee prevede interventi a favore dei contribuenti (con il rimborso di 400 euro per i contribuenti Irpef), delle imprese (anticipazione del rimborso dell'Iva), delle famiglie (la possibilità di rinegoziare le condizioni dei mutui a costo zero) e del settore immobiliare. Oltre all'accelerazione del piano quinquennale di opere pubbliche del valore di 250 miliardi di euro. Interventi che vengono giudicati di carattere congiunturale, per limitare i danni, ma non di lungo periodo. Nei primi mesi dell'anno il surplus della Spagna è crollato del 50% e la copertura finanziaria del budget 2008 inizia ad avere problemi. Pedro Solbes è convinto che, nonostante la politica espansionista, il bilancio chiuderà quest'anno in equilibrio (rispetto al surplus dell' 1,15% previsto in precedenza), ma è chiaro che la situazione è più "tirata" che non in precedenza. I prossimi mesi saranno perciò decisivi per capire se la Spagna ha la forza per invertire la tendenza negativa in tempi brevi, o meno. Da parte sua Zapatero continua ad ostentare fiducia e si prepara, prima dell'estate, a un delicato vertice con imprenditori e sindacati, in modo da affrontare la riforma del mercato del lavoro. Una tappa decisiva per la modernizzazione e la competitività della Spagna. michele.calcaterra@ilsole24ore.com RISCHIO CONTAGIO Il settore della casa genera il 9% del Prodotto e il 10% della manodopera e sta trascinando nella caduta il resto dell'economia.

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Singoli in movimento oltre la favola del mondo piatto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

BenOld La proposta avanzata da Alain Touraine in questo due libri costuisce una sfida. Sui limiti delle risposte date dallo studioso francese, il rinvio è alla presentazione del saggio fatta in questa pagina. Per quanto riguarda il pensiero critico, la lettura lì data delle società capitalistiche si apre a un altro ordine del discorso. In primo luogo, va elencato quella scomposizione delle classi sociali che la globalizzazione ha ereditato dai conflitti operai e sociali dei decenni precedenti. Conflitti incarnati su figure sociali ben precise e che rivendicavano l'esercizio di quella "libertà creativa" che da lì a pochi anni il capitalismo neoliberista avrebbe cambiato di segno. La centralità e l'unicità del singolo, refrattario a ogni ricomposizione coatta della propria condizione e della propria soggettività, non è certo patrimonio del pensiero neoliberista. Semmai i neoliberisti, una volta giunti al potere, hanno pensato di usare lo stato per plasmare un altra figura, quella dell'individualismo proprietario. La posta in gioco per il pensiero radicale è la costruzione di un'azione politica collettiva dove l'unicità del singolo non solo venga garantita, ma diventi la linfa vitale per innovare le forme organizzative che parteciapano a quella azione politica. È certo condivisibile il fatto che Alain Touraine veda nel "soggetto personale" la chiave di accesso per comprendere la radicalità dei movimenti sociali. Peccato che subito dopo rinchiuda l'eccedenza dei "singoli in movimento" nell'afasia dei "diritti culturali", quasi che l'unicità e le differenze debbano avere una cornice normativa che li fissi una volta per tutte. Il pensiero radicale deve inoltre evitare però un'altara trappola, questa volta non tesa da Touraine. Il "mondo piatto" osannato dai fan del neoliberismo tutto si è rivelato fuorché piatto. La crisi della net-economy, le guerre in Afghanistan e in Iraq, l'esplosione della bolla immobiliare, l'impennata dei prezzi delle materie prima e dei generi alimentati testimoniano di una crisi che sta cambiando la geografia e i rapporti gerarchici della stessa globalizzazione. Un mondo caotico e conflittuale che costringe a ripensare anche le priorità di quel "soggetto personale", che certo non vuol rinunciare alla sua "libertà creativa" per restare ancora prigioniero in un mortifero regno della necessità.

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MUTUI: GB;PREZZI CASE APRILE -0,9% SU 2007,PRIMO CALO DA '96 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 02-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 2 MAG - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono diminuiti ad aprile dello 0,9% rispetto ad aprile 2007. Si tratta del primo calo su base annua registrato dal febbraio del 1996. Rispetto a marzo, ha reso noto il Regulatory News Service, i prezzi sono diminuiti dell'1,3% (a marzo la flessione era stata del 2,5%, la più significativa in 16 anni). La frenata del mercato immobiliare britannico, riporta Bloomberg, è dovuta agli standard sempre più severi imposti dalle banche per l'erogazione di mutui ipotecari. Secondo le rilevazioni della Banca d'Inghilterra, a marzo il numero di richieste di prestito immobiliare accettate dagli istituti di credito è sceso ai minimi da nove anni. A questo si aggiunge l'inflazione galoppante che ha ridotto il potere d'acquisto dei consumatori. (ANSA).

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Frenano i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Miaeconomia" del 02-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

CASA " Casa news Frenano i prezzi delle case (23/04/2008) Nel primo semestre del 2008 si arresterà la corsa dei prezzi delle case. Parola dell'Agenzia del Territorio che, nell'Osservatorio 2007, registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Mentre sui prezzi si evidenzia che le quotazioni sono salite solo del 2,6% nel secondo semestre del 2007 (in frenata rispetto al +3,7% del secondo semestre 2006) e su base tendenziale annua del 5,5% (mentre nel secondo semestre del 2006 la crescita era stata del +8,8%). La fotografia scattata dall'Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento. Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano "fattori strutturali legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui, passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto dal prezzo degli immobili". Su quest'ultimo punto dall'Agenzia sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. In particolare, i cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al -13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). Per quanto riguarda i prezzi, secondo l'Agenzia del Territorio il prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente. "Se il mercato immobiliare seguirà il classico andamento ciclico il tasso di crescita delle quotazioni medie si attesterà sui livelli del tasso d'inflazione". Lo sostiene il direttore dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio, Gianni Guerrieri, precisando che non si tratta di una "previsione", ma di una "deduzione" ottenuta dall'osservazione del mercato. "Negli ultimi tre semestri - spiega Guerrieri - abbiamo registrato un calo nelle compravendite e prezzi ancora in salita. Nel prossimo semestre ci aspettiamo che le quotazioni non crescano in termini reali". Quanto alla diminuzione delle transazioni relative agli immobili residenziali registrata nell'ultimo anno e mezzo, proseguirà anche nei primi sei mesi del 2008, portando il volume totale delle compravendite a 700.000 circa. 65 voti - " Vota questa notizia ".

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Festa con la Corna (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 03-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ECONOMIA ZONA CERAMICHE pag. 19 Festa con la Corna LA SHOWGIRL PRESENTA 'SERATA ITALIANA' ? ORLANDO (Florida) ? RIVALUTAZIONE del cambio, i maggiori tassi nominali interbancari, il continuo flagello dei rincari di petrolio, la calamità della quasi recessione statunitense, lo scoppio della bolla immobiliare che non è un'esclusiva 'made in Usa': sono questi gli argomenti di preoccupazione, e anche di confronto, che stanno animando la presenza di tantissimi operatori italiani del settore ceramico presenti, ad Orlando, alla XIX edizione del Coverings, sicuramente la fiera delle piastrelle più importante negli Stati Uniti. Approvando il bilancio 2007, da parte di Giuliano Mussini, riconfermato presidente della Panaria Group di Finale, si è rilevato come "l'incidenza del mercato statunitense sul fatturato complessivo del Gruppo è pari a circa il 23%. Nel quarto trimestre 2007 si è ulteriormente accentuata la crisi strutturale del settore immobiliare statunitense: secondo i dati forniti da U.S. Census Bureau, le vendite di nuove abitazioni relative al comparto residenziale hanno subito una contrazione superiore al 20%. In tale situazione, si legge nella relazione di bilancio, le società europee del Gruppo hanno registrato un lieve incremento del fatturato in dollari (circa 3%) mentre la società americana Florida Tile, ha avuto un decremento di fatturato rispetto allo scorso anno del 16%". "Il mercato immobiliare nordamericano ? dice Fabio Ferrari, Amministratore Delegato di Rondine Group di Rubiera ? sta risentendo notevolmente dell'andamento negativo degli investimenti in costruzioni degli Stati Uniti con la conseguente flessione nel consumo di piastrelle. La sfida è quella di riuscire a mantenere stabile la nostra presenza su tale mercato, rafforzando il proprio brand e offrendo prodotti che si distinguano per innovazioni tecniche e risultati estetici. Al Coverings abbiamo presentato alcune serie assolutamente innovative, frutto di un'accurata ricerca sia sui materiali sia sui colori e sulla struttura, in grado di incontrare le esigenze dei principali buyer nordamericani". ANCHE per Mario Roncaglia, Vice Presidente della Novabel di Roteglia, quello attuale "è un periodo difficile, per il mercato americano, ma non solo. Qui, in particolare, dopo anni di continua crescita, siamo costretti a giocare in difesa, a mantenere le posizioni, nell'attesa che il mercato riprenda, probabilmente nel 2009. In momenti del genere occorre fornire prova ai clienti che ci siamo, che manteniamo la posizione, che per noi il mercato americano rappresenta sempre un punto di riferimento". Tommaso Pozzi, Direttore Commerciale del Gruppo Ceramiche Gambarelli di Solignano, spiega come "per la prima volta, dopo tanti anni, abbiamo scelto di non presentarci con un nostro stand in fiera. E' stata una decisione sofferta, ma purtroppo oggi, per noi, che abbiamo la fortuna di poterci concentrare su altri mercati, quello statunitense è secondario. Siamo costretti a vendere ad un prezzo medio che, con un cambio euro/dollaro ai massimi storici, addirittura ci fa rimettere. In più c'è da aggiungere che i distributori sono molto sensibili ai momenti difficili". Secondo Graziano Verdi, Presidente e Amministratore Delegato di GranitiFiandre di Castellano, "essere presenti negli Stati Uniti, oggi, è la testimonianza di un investimento lungimirante, fatto anni fa, e che ora fornisce i suoi frutti. In un momento in cui il mercato è nell'attesa, con un brusco ridimensionamento delle importazioni di piastrelle, la nostra controllata Stone Peak tiene la posizione e ci da soddisfazioni". A conclusione, Graziano Tonelli, Amministratore Delegato di Gamma Due di Sassuolo, ribadisce come "è inutile nascondersi: il momento che sta attraversando il mercato americano è il più difficile da anni a questa parte. Sono convinto che si riprenderà, Per questo ritengo sia indispensabile puntare su un prodotto qualitativamente ed esteticamente superiore, capace di pretendere un prezzo superiore alla media". Luigi Giuliani Image: 20080503/foto/5186.jpg.

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La bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - La bolla immobiliare peserà soprattutto per Madrid Roma, 5 mag (Velino) - Germania ok, Spagna ko, Francia e Italia in posizione intermedia. E' il quadro previsto da Ref sugli effetti dello sgonfiamento della bolla immobiliare che è giunto negli scorsi giorni sulle scrivanie di top manager e istituzioni. Il centro studi milanese presieduto da Carlo Dell'Aringa ha delineato il panorama a livello europeo che si produrrà con i primi segni della fine del boom dei prezzi del mercato delle case: "Un secondo canale attraverso cui le diverse economie subiscono gli effetti della crisi internazionale è quello della crisi immobiliare", scrivono gli economisti del Ref. "Su questo punto le divergenze fra i diversi Paesi sono molto marcate. A un estremo troviamo il caso della Germania, che non ha sperimentato negli anni scorsi un ciclo dell'edilizia residenziale, avendo appena smaltito gli effetti della bolla immobiliare degli anni novanta". (segue) (lrd) 5 mag 2008 11:32.

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Basta con l'oligopolio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Alto Adige" del 06-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

La Lega: finalmente l'Svp cambia rotta, l'unica soluzione è il federalismo "Basta con l'oligopolio" La ricetta del centrodestra: mercato più aperto Biancofiore Maggiore concorrenza, caleranno i prezzi di case e alimentari BOLZANO. Sulla ricetta della giunta contro il caro-vita interviene il centrodestra. "Non basta ridurre i ticket ospedalieri o prevedere sconti per i bus o il bollo auto - afferma il presidente provinciale di An Alessandro Urzì - ma bisogna intervenire con una politica di mediazione sulla politica dei prezzi degli alimentari e dei beni di consumo con un confronto aperto con l'oligopolio della grande distribuzione, svincolare con rapidità più aree edificabili per ridurre il costo degli affitti e della casa, intervenire sull'emergenza mutui con misure di sostegno economico alle famiglie indebitate, abolire del tutto i ticket ospedalieri, intervenire sull'addizionale Irpef e calmierare a livello provinciale gli aumenti delle tariffe dei servizi. Serve dunque un pacchetto complessivo di misure sociali che non si limitino ad interventi di mera immagine pre-elettorale come può essere la riduzione del bollo auto o la politica del prezzo degli abbonamenti per i trasporti pubblici". Secondo Michaela Biancofiore, deputata del Popolo della Libertà, "il pacchetto contro il carovita proposto da Durnwalder è configurabile come un "aiuto di Stato" e dunque è suscettibile di messa in mora da parte dell'Ue". Invece di aiuti assistenziali, Biancofiore propone "una progressiva trasformazione dell'economia altoatesina in economia di mercato con il ritiro della mano pubblica provinciale dal settore privato. Nella prossima legislatura la giunta provinciale dovrà favorire la più legittima concorrenza per abbassare i costi e consentire la normalizzazione del mercato immobiliare, commerciale e alimentare". Per la Lega Nord si fa sentire il segretario provinciale Kurt Pancheri: "Il cambio di rotta della Svp sul carovita, anche se tardivo, significa che finalmente è stata compresa la grave situazione economica che attanaglia non solo l'Alto Adige, ma l'intera nazione. Il problema si può risolvere soltanto attuando il federalismo!".

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Tre bolle e un solo rimedio: il dollaro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-05-04 - pag: 1 autore: BORSE, CASE E CIBO Tre bolle e un solo rimedio: il dollaro di Giacomo Vaciago D al 1637, quando scoppiò la famosa bolla dei "bulbi dei tulipani" abbiamo imparato tante cose sulle bolle speculative: non siamo stupiti se ogni tanto se ne forma una, e sappiamo anche che non durano a lungo: di solito nel giro di qualche anno ogni bolla cessa di crescere e poi rapidamente si sgonfia. Il fatto che negli ultimi dieci anni ve ne siano state addirittura tre - contando anche quella attualmente in corso - merita però una riflessione più generale: come mai si sta passando da una bolla all'altra, quasi senza soluzione di continuità? Dieci anni fa, eravamo in pieno boom della " new economy", con l'indice Nasdaq dei titoli tecnologici che cresceva senza sosta. Avendola definita "esuberanza irrazionale", la Federal Reserve di Alan Greenspan non aveva ritenuto di fare alcunché per fermare quel sogno di arricchimento di tanti. Fu anzi spiegato in lavori scientifici dall'attuale presidente della Fed (allora solo noto accademico), Benjamin Bernanke, che le Banche centrali non dovrebbero occuparsi dei prezzi delle attività patrimoniali, ma solo dei prezzi dei beni di consumo: è questa l'inflazione che conta e che si vuole resti modesta. Una volta sgonfiata la bolla della new economy, poco dopo è partita una nuova bolla che riguarda invece l'economia più "old" possibile: l'edilizia residenziale. è la volta del boom del credito, concesso anche a chi normalmente non potrebbe comprarsi casa se ciò non fosse sostenuto dal continuo aumento del valore dell'immobile. Come la prima anche la seconda bolla (detta del credito "subprime") ha il suo centro negli Stati Uniti, ma si diffonde un po' in tutto il mondo attraverso la finanza che è ormai davvero globale. Ancora non si è sgonfiata completamente la bolla immobiliare che ne è già partita una nuova (la terza in meno di dieci anni) quella attuale, detta anche "Food and energy", dai due settori che ne sono protagonisti. Anche in questo caso, all'origine dell'aumento dei prezzi stanno fattori fondamentali veri, cioè collegati a una domanda finale che è effettivamente in aumento. Lo era anche la tecnologia informatica dieci anni fa; e lo era la domanda di case cinque anni dopo. Continua u pagina 7 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Crolla il mattone, prezzi delle case in ribasso (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

INCHIESTA Anche la Brianza risente della crisi immobiliare CROLLA IL MATTONE, PREZZI DELLE CASE IN RIBASSO Giorgio Rughetto, storico immobiliarista meratese e attuale presidente della Confesercenti di Lecco, ha analizzato il calo del prezzo delle case Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso. L'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, fino a pochi mesi fa in perenne ascesa, sta preoccupando, e non poco, tutti gli addetti ai lavori. Anche gli immobiliaristi meratesi, e persino un veterano come Giorgio Rughetto, capostipite dell'omonima società immobiliare meratese nonchè attuale presidente della Confesercenti di Lecco. "Per tutto il 2007 il mercato immobiliare ha registrato una tenuta di prezzi, ma le compravendite e le intenzioni di acquisto sono ai minimi storici - è il suo chiaro allarme - Nel 2007 il calo delle compravendite, in particolare nelle aree urbane di Merate e dintorni, è stato del 5%, un trend al ribasso confermato anche nei primi mesi del 2008". Nella lista dei Comuni più "gettonati", come prevedibile, c'è Merate. Ma anche Montevecchia e Cernusco Lombardone. In questi paesi, fra l'altro, secondo Rughetto non si è costruito abbastanza. "La prova è che tanti vengono da noi cercando una casa a Merate e di case qui ormai non ce n'è più: in quei tre Comuni forse si è costruito male, ma non tanto - ci ha garantito - Invece in paesi come Calco si è costruito davvero troppo ultimamente, col risultato che la domanda è minore dell'offerta e molti appartamenti e condomìni sono ancora vuoti e sfitti dopo anni". Articolo pubblicato il 06/05/08.

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Rughetto: <Calo delle compravendite del 5%, le istituzioni devono fare la loro parte> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

MERATE Dopo il boom del mattone, il mercato immobiliare anche in alcune aree del Meratese è in fase di arresto RUGHETTO: 'CALO DELLE COMPRAVENDITE DEL 5%, LE ISTITUZIONI DEVONO FARE LA LORO PARTE' richiedi la foto Merate - Crolla il mattone: prezzi delle case in ribasso. L'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, fino a pochi mesi fa in perenne ascesa, sta preoccupando, e non poco, tutti gli addetti ai lavori. Anche gli immobiliaristi meratesi, e persino un veterano come Giorgio Rughetto, capostipite dell'omonima società immobiliare meratese nonchè attuale presidente della Confesercenti di Lecco. "Per tutto il 2007 il mercato immobiliare ha registrato una tenuta di prezzi, ma le compravendite e le intenzioni di acquisto sono ai minimi storici - è il suo chiaro allarme - Nel 2007 il calo delle compravendite, in particolare nelle aree urbane di Merate e dintorni, è stato del 5%, un trend al ribasso confermato anche nei primi mesi del 2008". "Quest'anno si sta assistendo infatti a un fermo delle compravendite, anche se i prezzi rimangono nella media - ha continuato Rughetto - Per quanto riguarda il segmento non residenziale, i prezzi sono saliti del 3% per gli uffici, del 6% per i negozi e del 2% per i capannoni industriali". Le difficoltà attraversate in questo frangente dall'economia e dalla crisi del settore immobiliare si fanno sentire anche a Merate quindi, con una riduzione della liquidità. "Il rovescio della medaglia è che chi invece dispone di liquidità ha l'occasione di fare operazioni immobiliari importanti - ha rimarcato - È previsto comunque un imminente e forte aumento dell'offerta, con conseguente calo dei prezzi delle case al metro quadro, nei paesi intorno a Merate: quindi a Calco, Olgiate Molgora, Verderio Superiore, Imbersago e Brivio. Mentre Merate, Cernusco Lombardone e Montevecchia hanno il valore più basso di costruzioni da circa 20 anni". A Merate, Montevecchia e Cernusco, secondo Rughetto non c'è stato assolutamente un eccesso di emissione di immobili residenziali sul mercato: anzi l'offerta non avrebbe tenuto il passo con l'aumento della popolazione. "Soprattutto nella città di Merate la richiesta è alta sia nel residenziale di alta qualità, sia di abitazioni per coppie giovani e per anziani, quindi di piccola metratura. La richiesta di affitto di piccole e media abitazioni è lo stesso molto forte, però di buona qualità e a canoni calmierati". Infine Rughetto lancia un appello: "In questa crisi le istituzioni devono fare la loro parte, organizzando commissioni di esperti a contatto con i cittadini". Articolo pubblicato il 06/05/08 Giulia Mazza.

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In calo i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Agenzia Pirelli re Franchising IN CALO I PREZZI DELLE CASE Merate - "Soltanto nelle ultime due settimane le compravendite delle abitazioni sembrano in lenta ripresa, dopo mesi di fermo completo": questa la constatazione dell'agenzia immobiliare Pirelli Re Franchising di Merate. Questo blocco quasi totale delle domanda ha comportato un notevole calo nel prezzo degli immobili, addirittura di circa il 20%. Le case più care si confermano essere quelle di Merate, al costo di circa 3mila euro al metro quadro, mentre nei paesi limitrofi si scende al di sotto dei 2.500 euro al metro quadro. Merate e limitrofi sono anche le aree maggiormente richieste dagli acquirenti che si concentrano soprattutto su trilocali. Secondo l'esperienza dell'agenza Pirelli Re Franchising, dunque, sarebbero gli appartamenti di medie dimensioni ad essere i più abbordabili da parte della clientela. Inoltre il calo, anzi l'arresto quasi completo, degli acquisti e delle richieste ha comportato la disponibilità di molte abitazioni e immobili che restano vuoti e in attesa di essere venduti. Naturalmente, questo meccanismo ha determinato anche una sensibile diminuzione nei prezzi di vendita, soprattutto nei piccoli paesi periferici rispetto alla centrale Merate. Articolo pubblicato il 06/05/08.

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E al gala triste dei businessmen l'appello anti crisi di bernanke - mario calabresi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Economia Il presidente Fed alla cena della Columbia School: salviamo le famiglie Usa dal fallimento E al gala triste dei businessmen l'appello anti crisi di Bernanke Nella platea del Waldorf i migliori nomi di Wall Street rigorosamente in smoking Ma regna il timore di una nuova ondata di tagli MARIO CALABRESI dal nostro corrispondente New York - La recessione è anche silenzio. Da ieri nella lobby del Waldorf Astoria, la "vecchia signora" degli alberghi newyorkesi, non suona più il pianoforte. Quando il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, è arrivato all'ora di cena, sulle scale con i tappeti verdi si sentiva solo il rumore del traffico. La crisi economica è ovunque e ha convinto la proprietà a licenziare Daryl Sherman, la pianista che da 14 anni suonava arie jazz su un meraviglioso piano Steinway che era appartenuto a Cole Porter. Una tradizione, che non si era interrotta un solo pomeriggio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, è stata affondata dalla crisi dei mutui. Da lì, dalla crisi delle famiglie americane che non sono più in grado di pagare le rate per la casa e se la vedono pignorata, nasce tutto e Bernanke ha scelto una platea di finanzieri per sottolinearlo. "Prevenire fallimenti e pignoramenti non è solo nell'interesse di chi ha prestato i soldi e di chi rischia di perdere la casa, ma è nell'interesse di tutti - ha sottolineato il capo della Fed - perché l'alto numero di insolventi ha contraccolpi non solo sul mercato immobiliare, ma anche sui mercati finanziari e su tutta l'economia". Parlando alla cena annuale della Columbia Business School, Bernanke ha tenuto una lezione con l'intenzione di riportare tutta la crisi alla sua origine e di sollecitare pubblico e privato ad intervenire con più forza per prevenire e frenare l'ondata di pignoramenti che sta colpendo l'America, con una progressione che nel primo trimestre è stata del 112 per cento superiore allo scorso anno. Più di 156mila famiglie hanno perso la casa da gennaio a marzo e quest'anno un milione e 800mila "adjustable rate mortgages" passeranno ad un tasso superiore. L'ultima volta che il presidente della Federal Reserve aveva parlato agli ex alunni di una delle scuole di business più prestigiose d'America, era stato durante un altro periodo di crisi: era il 1991 e quella volta fu Alan Greenspan a prendere la parola. Bernanke era l'unico dei presenti alla serata di gala a non avere lo smoking, con la sua scelta sobria e il tono dimesso ma puntuale sembrava voler sottolineare che non è un momento per festeggiare. Anche i mille in platea, tra cui i migliori nomi di Wall Street, non nascondevano la difficoltà della fase: c'era chi annunciava una nuova imminente ondata di tagli di posti di lavoro nelle banche d'affari, chi sottolineava con ironia che nonostante le difficoltà Citigroup aveva preso due tavoli, chi notava che invece il gruppo farmaceutico Pfizer aveva preferito tagliare la sua presenza per risparmiare. E poi c'erano le apprensioni dei professori, coscienti che per i ragazzi che avranno la graduation la prossima settimana saranno tempi difficili. E' nota la storia di un gruppo di giovani che era stato opzionato già lo scorso anno dalla banca d'investimenti Bear Sterns, prima del suo collasso, e che oggi si trova a piedi. Nonostante questo il preside della scuola, Glenn Hubbard, è riuscito nel miracolo di raccogliere in una sera la cifra record di oltre tre milioni di dollari, che serviranno in parte per finanziare il nuovo campus di Columbia di Harlem disegnato da Renzo Piano, dove la Business School si trasferirà tra il 2012 e il 2015. A questa platea, e a quella parte d'America che pensa che non ci possa essere intervento di aiuto pubblico verso chi ha fatto il passo più lungo della gamba sottoscrivendo mutui che poi non è stato in grado di onorare, Bernanke ha voluto far capire che la crisi è una sola. Se è vero - ha sottolineato - che ci sono pignoramenti che potevano essere prevenuti, perché nascono da chi non può pagare le rate del mutuo perché ne ha sottoscritto una completamente fuori dalla sua portata, è anche vero che una percentuale consistente è evitabile. Si tratta di chi ha perso momentaneamente il lavoro ma soprattutto di chi ha visto "un crollo del valore del suo immobile che non ha precedenti". Per sostenere la sua tesi il capo della Fed ha proiettato una serie di cartine degli Stati Uniti con cui ha dimostrato che, soprattutto per le aree più colpite - California, Florida, Arizona, Nevada, Colorado e Michigan - la prima causa non è la disoccupazione bensì lo scoppio della bolla immobiliare. E questo ha messo in ginocchio tutti quelli che scommettevano su ulteriori rivalutazioni per ottenere nuovi prestiti. Ora, evitare nuovi fallimenti significherebbe non solo non deprimere ulteriormente il mercato immobiliare, ma anche evitare spese legali inutili e costose.

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Migliorare la qualità edilizia nella città, perfezionare il dialogo tra l'amministraz (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Ione comunale e la potente lobby del cemento. Prima di volare a Spalato per il festeggiamenti di San Doimo e per un nuovo incontro con il presidente croato Mesic, Luciano D'Alfonso è riuscito a incontrare i verticid ell'associazione costruttori della città. Il sindaco era accompagnato dal vicesindaco Camillo D'Angelo, dall'assessore Blasioli, dal presidente in pecrore del consiglio comunale Vincenzo Dogali, e dai consiglieri Marco Alessandrini e Moreno Di Pietrantonio. Il fronte dei costruttori era gudiato dal presidente dell'associazione giuseppe Girolimetti. Dopo la sottoscrizione di impegni bilaterali, si spera una tregua definitiva con una delle categorie più scontente, il sindaco ha illustrato i progetti studiati per riqualificare alcune zone strategiche, dallo scalo merci di Porta Nova all'ex Cofa. "L'obiettivo primario dell'Ance è contribuire a migliorare il settore delle costruzioni - sostiene il presidente Giuseppe Girolimetti -. Avvieremo, pertanto, un dialogo costruttivo con l'amministrazione comunale al fine di rendere la città vivibile, utilizzando, a tal proposito, strumenti e proposte interessanti per la crescita di Pescara". Il presidente Girolimetti ha espresso inoltre preoccupazione per la crisi che colpisce il settore delle costruzioni a livello regionale e nazionale e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. L'esplosione della bolla immobiliare sarebbe una sciagura per Pescara.

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Intervista parla il premio nobel per l'economia joseph stiglitz (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Intervista parla il premio nobel per l'economia joseph stiglitz "La mano invisibile non si vede perché non esiste" "Fermiamo i sussidi agricoli e diamo i soldi ai poveri" Si batte da sempre contro il dogma della "mano invisibile", contro il mito del mercato che si autogoverna e crea benessere. Soprattutto, contro la convinzione dei conservatori che in economia occorra separare l'efficienza dall'equità e che della prima si debbano occupare i mercati, della seconda la politica. Ma è iscritto erroneamente tra gli oppositori della globalizzazione: Joseph Stiglitz è invece convinto che la globalizzazione sia un processo positivo, ma che debba essere "guidato" da mercati sufficientemente regolamentati e da istituzioni internazionali abbastanza forti da imporsi sulle forze di mercato, sovrannazionali e dunque troppo potenti, troppo incontrollabili. In questa intervista al Riformista , l'economista della Columbia spiega perché la crisi dei mutui subprime lo ha riconfermato nel ruolo di Cassandra. Cioè perché lo tsunami finanziario scatenato dallo scoppiare della bolla immobiliare americana è soltanto l'ennesima conferma della sua antica convinzione che la "mano invisibile" "non si vede, semplicemente, perché non esiste". Ed è la dimostrazione che la sua teoria più famosa sullo screening, con cui vinse nel 2001 il premio Nobel per l'Economia, e che rappresenta un contributo decisivo alla tesi dell'asimmetria informativa dei mercati, è ancora inascoltata. E non dagli speculatori, o dagli hedge fund, ma dalle grandi banche, "cui abbiamo affidato una montagna di soldi e che hanno dimostrato di non saper gestire né i rischi, né le informazioni". Per l'autore di La globalizzazione e i suoi oppositori (Einaudi) sono le banche "ad aver fallito totalmente. Questo è molto deprimente e solleva inquietanti interrogativi su come funzionano i mercati". Soprattutto, l'economista non crede neanche che il mercato abbia "imparato la lezione": "a Wall Street c'è moltissima gente che ha guadagnato soldi a palate con la bolla immobiliare e la speculazione sugli strumenti finanziari legati ai "mutui spazzatura". Questa gente tornerà alla carica, ricomincerà a sostenere con vigore che il mercato deve essere libero, che funziona bene così, che troppa regolamentazione lo soffoca. È uno dei motivi per cui credo poco al potere di autoregolamentazione delle banche e alla possibilità che i mercati vengano riformati sul serio, nei prossimi mesi". E se non lo scandalizzano affatto, in linea di principio, le operazioni di salvataggio pubbliche di due giganti del credito come Bear Sterns e Northern Rock, che hanno fatto gridare invece i mercatisti allo scandalo e alla "fine del sogno del libero mercato", l'ex capo economista della Banca mondiale che fu cacciato da George W. Bush si chiede "perché le autorità monetarie e il governo non impegnino gli stessi soldi per salvare milioni di americani che rischiano di perdere la casa e di esaurire gli ultimi risparmi". Stiglitz è in Italia in questi giorni, ospite dell'Università di Siena, e terrà oggi una lezione magistrale nell'ambito del workshop "Benessere sociale e imprenditorialità" promosso dalla facoltà di Economia "Richard Goodwin" e dal Monte dei Paschi di Siena. Raggiunto telefonicamente, l'ex consulente economico dell'amministrazione Clinton descrive quello che sta succedendo oltreoceano: "quasi certamente gli Stati Uniti sono già in recessione. Il dato sull'occupazione nel settore privato è in calo da dicembre. E il dato generale è in discesa da gennaio: e anche la statistica sulle ore lavorate segna un crollo marcato, il mese scorso. Questo vuol dire che si lavora meno, che la settimana degli americani è più corta. La produzione dell'ultimo trimestre è aumentata ma c'è stata un'inattesa accumulazione delle scorte. Se si guarda alla domanda al netto delle scorte, è in calo anch'essa". E quanto durerà, la crisi economica? "Credo che ci troviamo dinanzi a un lungo e profondo ciclo negativo che durerà circa un anno e mezzo". Sull'Europa, spiega Stiglitz, la crisi economica americana avrà "inevitabilmente un effetto negativo". Si è discusso molto delle cause dello tsunami subprime, che secondo Stiglitz è ascrivibile sostanzialmente "all'eccesso di liquidità e alla mancanza di regolamentazione, spinti sino all'eccesso estremo". Ma anche se questa crisi sembra avere un nome e un cognome, "l'ex governatore della Fed, Alan Greenspan", ci sono anche altri aspetti, più politici, che "non vanno sottovalutati". Uno è la guerra in Iraq e la nuova instabilità creata da George W. Bush in Medio Oriente che ha ispirato l'ultimo libro di Stiglitz, The Three Trillion Dollar War . "Una parte del problema è l'elevato prezzo del petrolio che ha creato una tensione enorme sull'economia statunitense". Severissimo su Greenspan, Stiglitz lo è molto meno sul suo successore, Ben Bernanke, che ha drasticamente abbassato i tassi di quasi quattro punti da agosto ad oggi: "non credo che avesse molta scelta. Era già troppo tardi - gli errori erano già stati compiuti - e l'effetto non è stato veramente quello di scongiurare del tutto ma piuttosto di arginare il collasso dell'economia, come dimostra l'esempio del salvataggio di Bear Sterns". In sostanza, l'attuale governatore della Fed "ha tentato di impedire che le fiamme dell'incendio finanziario si propagassero. Sull'economia, i suoi poteri sono invece limitati, da solo non può fare molto". Lì può fare molto il governo e il Tesoro, ma per l'ex consigliere di Clinton il pacchetto di aiuti fiscali da 140 miliardi di euro approvato a gennaio dall'amministrazione Bush "è troppo debole" per una crisi che vale mille miliardi di dollari soltanto in termini di perdite subite dalle banche. Soprattutto, "arriva tardi", per Stiglitz, "ed è mal concepito". Insomma, è un pannicello caldo che "non aiuta minimamente a rafforzare il dollaro e a tenere a freno i consumi". Secondo l'economista il problema, in questi mesi, "non sono i consumi troppo deboli, ma il contrario", cioè il fatto che gli americani stiano dando fondo alle loro riserve, ai loro ultimi risparmi. Il pacchetto fiscale di Bush non fa dunque altro "che spostare il problema in avanti, addossarlo al prossimo presidente". Ad aggravare le tensioni sull'economia contribuisce anche la crisi dei prezzi delle materie prime e del petrolio che ha spinto l'inflazione ai massimi da oltre un decennio, ad esempio in Europa. Stiglitz ha dedicato alcuni passaggi molto critici, ad esempio in La globalizzazione che funziona (Einaudi) ai sussidi agricoli in Occidente, sui quali c'è attualmente molta polemica perché contribuirebbero a infiammare i prezzi. E c'è una frase famosa del libro che rende bene il dilemma, dove Stiglitz dice che è meglio nascere mucca in Europa che uomo in Africa: nel primo caso si campa con due dollari al giorno, nel secondo con molto meno. Il nesso tra l'inflazione alle stelle e la mucca europea è presto spiegato: "il problema è che questa crisi ha molto a che fare con i sussidi per i biocarburanti statunitensi o gli obiettivi vincolanti dell'Unione europea che puntano ad aumentare la produzione dei carburanti "verdi". Creano distorsione sul mercato dei beni alimentari e una pressione enorme sui prezzi. C'è sicuramente una componente di speculazione finanziaria sulle commodities, ma io proporrei in ogni caso di prendere i soldi che in Europa e negli Stati Uniti vengono letteralmente buttati per i sussidi agricoli per aiutare le persone che soffrono, che sono economicamente in affanno. E che in Occidente stanno aumentando in maniera preoccupante". 07/05/2008.

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<La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-05-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

"La bolla dell'edilizia scoppierà in autunno" L'allarme del sindacato Uilta Uil: prezzi alti, mercato quasi fermo Quest'anno la situazione del mercato immobiliare dovrebbe peggiorare. Una ricerca del sindacato dell'edilizia Feneal Uil porta a queste conclusioni: a settembre è atteso un tonfo del residenziale a causa dei prezzi gonfiati di case e terreni; il comparto è alle strette a causa dell'invenduto e ci sono gravi timori per l'occupazione.Il segretario della Feneal Celso Bortolotto parla di "offerta irrazionale, domanda penalizzata dal caro mutui". "Pesano le intermediazioni di agenzia e i cosiddetti "argomenti di vendita". Intanto aumentano fallimenti, cassa integrazionE e licenziamenti. Le vendite immobiliari sono in calo del 10 per cento".Al ritorno dalle prossime ferie estive apparirà in maniera evidente la vera crisi del settore immobiliare a Treviso. "Un impatto che avrà pesanti conseguenze sull'intero sistema delle imprese del settore, che colpirà con durezza soprattutto le realtà medio piccole e che avrà ripercussioni serie sull'occupazione". E' la conclusione a cui è arrivata la Feneal Uil provinciale.A innescare questa crisi, dopo il boom, sono, secondo l'analisi, alcuni fattori oramai consolidatisi: i prezzi delle case, gonfiati a livelli che, complice anche l'aumento dei tassi, diventano insostenibili ai più.C'è un calo del mercato e si osserva una certa discesa dei prezzi, "ma una discesa disomogenea", osservano alla Uil. Più che di una discesa dei prezzi di partenza, si può parlare di una propensione a praticare grossi sconti se ci si trova davanti all'interlocutore davvero disposto a concludere l'affare. Chi da un anno o due è in attesa di vendere, alla fine non regge e cede pur di firmare."Chi pensava che in provincia l'edilizia potesse essere un contenitore dove occupare manodopera riqualificata in uscita dal manifatturiero dovrà rifare velocemente i conti", è il commento del segretario della Feneal di Treviso.I prezzi degli immobili a destinazione residenziale, nella Marca, risultano tra il 10 e il 15 per cento più alti di quello che sarebbe il loro naturale prezzo di mercato confrontandosi con realtà analoghe. "Valore reale di mercato - assicura Bortolotto - che comunque garantirebbe equo guadagno sia ai costruttori che alle immobiliari". Le agenzie immobiliari, sempre secondo la Feneal trevigiana, portano rialzi rilevanti dei prezzi. "Abbiamo registrato casi in cui il differenziale del costo, tra quanto si potrebbe ottenere direttamente dal costruttore e quanto si paga acquistando tramite l'agenzia, raggiunge anche il 20 per cento. Un picco senza ragione, legato al fatto che negli ultimi anni i prezzi sono lievitati a causa dell'attrazione che il settore aveva rispetto ai capitali in uscita dalle borse e in cerca di investimento sicuro. Una grande disponibilità ha prodotto innalzamento dei prezzi e a pagare le conseguenze è stato il normale cittadino che voleva acquistarsi l'abitazione".A incidere sul costo delle case, sempre più di frequente, sono i cosiddetti "argomenti di vendita". "Non è solo la relativa vicinanza o lontananza dal capoluogo o dai grandi centri a determinare l'offerta - spiega Bortolotto - ma anche la cosiddetta prossimità ai servizi, come scuole, asili, persino i centri commerciali e fermate del servizio di trasporto pubblico. Sono variabili "immateriali" e non misurabili che però determinano un delta di prezzo molto grande. Come se la comodità, ad un certo punto, valesse tanto quanto la qualità dell'immobile come tale".

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