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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL 7-16 gennaio 2009       #TOP



Report "Mercato immobiliare"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (25)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Calano del 6% i prezzi delle case ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i prezzi delle case A Sestola si sgonfia il mercato, ribasso contenuto invece a Fanano SESTOLA. Calano del 3,4% in media i prezzi degli immobili nelle località turistiche dell'Emilia Romagna, secondo l'ufficio studi di Tecnocasa. A Sestola il calo è maggiore della media regionale, con una diminuzione delle quotazioni degli immobili che arriva a -

Fondi, una crisi da 140 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: una crisi da 140 miliardi Nuovo record storico negativo per un settore in attesa di riforme strutturali Isabella Della Valle MILANO Finalmente il 2008 è alle spalle. Un anno così nero se l'aspettavano in pochi. Bolla immobiliare, crisi del credito, Borse a picco, fallimento di blasonate istituzioni finanziarie, salvataggi in extremis di altre, mercato invaso da titoli tossici.

Gelata sulle case di montagna ( da "Miaeconomia" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: per la prima volta dal 2000, i prezzi medi hanno registrato una riduzione media dello 0,1% nei primi sei mesi del 2008, per poi registrare una lieve ripresa della domanda subito dopo il periodo estivo. A fornire i dati sul comparto immobiliare ad alta quota è l?ufficio studi di Tecnocasa, secondo cui gli acquirenti nell?

Contro la crisi occorre rivedere la Finanziaria ( da "Gazzetta di Reggio" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Questo ha portato a un'estrema facilitazione nella concessione di denaro a prestito e a una bolla speculativa basata sul mercato edilizio, nella convinzione che i prezzi delle case sarebbero sempre saliti. Per diversi anni c'è stata una crescita di valore degli immobili del 10% all'anno, ma ai primi segnali di contrazione è stato il panico».

Manhattan? è in saldo ( da "Milano Finanza" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: primo ha risentito dello scossone immobiliare e al momento rappresentano la meta più ambita per chi volesse sfruttare la crisi per mettere le mani su una casa a prezzi stracciati», spiega Ghisolfi. «A Miami, per esempio, l'eccesso di offerta ha determinato un crollo dei prezzi a ridosso del Business Centre di Downtown: lì le nuove abitazioni si possono comprare con uno sconto del 50,

Quel passo stanco di Spagna e Irlanda ( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Eccessivo, però, il peso assegnato al settore delle costruzioni. Questo comparto vale oggi il 17% dell'intera ricchezza nazionale, una percentuale figlia anche della bolla immobiliare che è andata gonfiandosi soprattutto nell'ultimo decennio prima di esplodere in seguito al virus dei mutui subprime.

Immobili, prezzi in caduta libera. Ma in periferia... ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 396 immobili in vendita in città. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la madonnina costava 3.604 euro/m2, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro/m2, con una differenza di 75 euro/m2. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi.

Lontani dai mercati per altri tre mesi: ecco perché pag.1 ( da "Trend-online" del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La creazione di ricchezza grazie alla bolla immobiliare. Oggi questi tre fattori giocano tutti CONTRO la tenuta e la ripresa degli indici!!! Mercato libero ritiene che un rapporto Prezzo Utili corretto davanti a questa crisi possa essere fra 12 e 14. Questo significherebbe un ulteriore crollo dei listini del 20% - 40% dai prezzi attuali.

In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. ... ( da "Leggo" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. E' quanto risulta da un'analisi condotta dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.

Crolla il prezzo delle case Resistono cinque quartieri ( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 396 immobili in vendita a Milano. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.604 euro al metro quadro, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro, con una differenza di 75 euro al metro.

Mercato immobiliare: in flessione i prezzi a Torino ( da "Trend-online" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: it) su un campione di 793 immobili presenti nel database del portale. Si tratta di una flessione nel complesso contenuta, che tuttavia conferma la tendenza a ribasso dei prezzi delle case in città, calati del 2,2% nel corso del 2008. Stando a queste cifre acquistare un appartamento di 68 m2 ?

Mattone "in saldo": per le case nel 2009 prezzi giù anche del 4% ( da "TgFin.it" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il prezzo, che è stato la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009". Inoltre, "il sentiment degli operatori è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare a un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile: il rapporto prezzo/qualità sarà quindi fondamentale per vendere l'immobile"

Da Almunia a Trichet tutti d'accordo: euro scudo contro crisi ( da "Velino.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I Paesi della zona euro attraversano una crisi senza precedenti. L'Italia e la Grecia hanno debiti pubblici giganteschi, la bolla immobiliare sta esplodendo in Irlanda e in Spagna, la sopravvalutazione dell'euro e' costata almeno l'1 per cento della crescita e milioni di posti di lavoro in Francia, Spagna e Italia”

Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6% ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: di Gabriele De Stefani «Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6%» L'analisi di Tecnocasa E Scenari immobiliari: troppe difficoltà per chi deve acquistare la prima casa Due analisi di mercato per un solo risultato: i prezzi delle case nel 2009 sono destinati a scendere ancora.

Case, a Verona prezzi in calo del 5% nel 2009 ( da "Arena, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: flessione di compravendite e prezzi. «Si è di fronte a una situazione contrassegnata da una maggiore offerta di immobili», sottolinea Tecnocasa in una nota, «da una domanda più selettiva e un allungamento dei tempi di vendita». Tra i cali maggiori dei prezzi delle case nelle grandi città spicca quello di Verona in cui dovrebbe registrarsi un ulteriore diminuzione compresa tra il 3%

Immobili, prezzi in discesa ( da "Italia Oggi" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nel capoluogo della Brianza, infatti, i prezzi delle case lo scorso anno sarebbero cresciuti del +7,1% raggiungendo la media di 2.733 euro al metro quadro. Tecnocasa avverte che i ribassi nel 2009 saranno più forti per gli immobili usati rispetto a quelli nuovi dove i costruttori sono restii a ritoccare i prezzi.

Immobili, prezziin calo nelle città ( da "Secolo XIX, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Le attese sono per un maggiore spazio alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentimento degli operatori - prosegue l'ufficio studi - è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile, quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile».

Tecnocasa, previsioni 2009 a Savona prezzi in calo del 3% ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: MERCATO IMMOBILIARE Tecnocasa, previsioni 2009 a Savona prezzi in calo del 3% Mercato immobiliare ancora in frenata nel 2009. A prevederlo è l'ufficio Studi di Tecnocasa che ha ipotizzato per Savona una riduzione dei prezzi delle case nell'ordine del 2-3%, in linea con le previsioni che gli esperti del gruppo in franchising formulano anche per il mercato nazionale.

Prezzi delle case giù del 3 - 4 % ( da "Metronews" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prezzi delle case giù del 3 - 4 % uscito su Metro il 14/01/2009 Lascia il tuo commento! Giù i prezzi delle case, così come le compravendite. Il mercato immobiliare italiano chiude l?anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite che ha interessato grandi metropoli, capoluoghi di provincia e comuni dell'hinterland.

Eccesso di offerta e la gente posticipa gli acquisti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: più deboli che hanno colto questa straordinaria opportunità per acquistare casa. Poi, come un terribile ciclone, l'effetto subprime scatenatosi in America ha spazzato via tutto: facendo crollare i prezzi delle case e il numero delle transazioni immobiliari. Nel comparto immobiliare si è assistito alla rottura del meccanismo basato su un rapporto equilibrato tra domanda e offerta,

<A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%> ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 5 «A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%» LE PREVISIONI DELL'OSSERVATORIO DI TECNOCASA SUL MERCATO IMMOBILIARE NEL 2009 CALANO i mutui e (per la gioia di molti riminesi) calano finalmente i prezzi delle case. Almeno è quanto prevede il gruppo di Tecnocasa, la più importante rete di agenzie immobiliari in Italia.

USA: perché dubitare del piano economico di Obama pag.1 ( da "Trend-online" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La bolla immobiliare si sta sgonfiando e ciò deprime nuove costruzioni. Connesso a questo fenomeno c?è quello delle famiglie che non riescono a pagare i mutui anche per difficoltà di ristrutturazione del debito. Con questo voglio dire che per far ripartire l?

Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere ( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: hanno ridotto drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il tutto è stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal 2002 a chiunque veniva concesso un mutuo, indipendentemente dalla sua capacità. Ciò vale in particolare per l?anello più debole dell?economia europea, ovvero l?

Fondi, i meno peggio ( da "Morningstar IT" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la crisi creditizia, il calo dei prezzi delle case e il rallentamento dell'economia globale. Né azioni né obbligazioni hanno retto alla tempesta, con la sola eccezione dei titoli di Stato. La delusione è stata tanta anche per i risparmiatori più prudenti e i pesanti riscatti dai fondi (-140 miliardi) lo dimostrano.

L'export veronese frena in Spagna ( da "Arena.it, L'" del 16-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Proprio nella bolla immobiliare. Perché buona parte del business veronese (quasi la metà dell'export) è data proprio dal metalmeccanico, con specifici riferimenti non solo ai macchinari, ma proprio ai sistemi di comfort abitativo. Ecco allora la risposta della Verona che produce: forte innovazione per mettersi in prima fila in un mercato che cala.


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Calano del 6% i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Calano del 6% i prezzi delle case A Sestola si sgonfia il mercato, ribasso contenuto invece a Fanano SESTOLA. Calano del 3,4% in media i prezzi degli immobili nelle località turistiche dell'Emilia Romagna, secondo l'ufficio studi di Tecnocasa. A Sestola il calo è maggiore della media regionale, con una diminuzione delle quotazioni degli immobili che arriva a -6,7% nella prima parte del 2008, in particolare nel centro storico dove avevano raggiunto livelli ormai troppo elevati. Si deve anche aggiungere che nelle zone periferiche, non lontane dal centro, sono disponibili soluzioni di recente costruzione, alcune delle quali in fase di realizzazione ed altre già pronte per la consegna e acquistabili a prezzi più contenuti. La conseguenza è stata che il mercato delle abitazioni usate del centro storico ha subìto una contrazione dei valori. A ridosso del cuore della città sono in corso interventi di riconversione di vecchi alberghi in strutture residenziali signorili, con più appartamenti ed operazioni di nuova costruzione (appartamenti in palazzine composte da poche unità abitative). La quotazione del nuovo è di 2200-2300 euro al metro quadrato. La tipologia più apprezzata è il trilocale di 60-70 metri quadrati, dotato di soggiorno con camino, inserito in piccoli contesti condominiali, soleggiati e con vista panoramica. Nel centro storico della città, sviluppato intorno alla Rocca, ci sono porzioni di case e fabbricati con poche unità abitative che, a ridosso del borgo antico, possono costare, ristrutturati, intorno a 3800 al metro quadro; il mercato immobiliare della seconda casa attira in queste zone gli interessi di acquirenti provenienti dalla Toscana, dalla bassa Lombardia, dall'Emilia (Modena e Bologna soprattutto) e in parte dalla Romagna (Ferrara e la riviera romagnola). In lieve ribasso le quotazioni delle abitazioni a Fanano (-1.6% nei primi sei mesi dell'anno) dal momento che, la maggiore offerta di diverse soluzioni abitative sul mercato, ha consentito agli acquirenti, in fase di trattativa, di spuntare prezzi leggermente più bassi. A circa un chilometro dal centro di Fanano sono in costruzione bilocali e trilocali a prezzi medi di 1900-2000 al metro quadro, mentre nel centro del paese le soluzioni ristrutturate di dimensioni più ampie costano 2000 euro al mq. Molto richiesta la frazione di Canevare perchè vicina agli impianti di risalita del comprensorio del Monte Cimone e pregevole dal punto di vista paesaggistico. Si registra un aumento delle richieste di immobili in affitto, in seguito all'ottima stagione invernale dello scorso anno. I prezzi sono sostanzialmente stabili.

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Fondi, una crisi da 140 miliardi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-01-09 - pag: 27 autore: Risparmio. Il 2008 si chiude in profondo rosso per l'industria dei prodotti di investimento: risparmiatori in fuga dal rischio Fondi, una crisi da 140 miliardi Nuovo record storico negativo per un settore in attesa di riforme strutturali Isabella Della Valle MILANO Finalmente il 2008 è alle spalle. Un anno così nero se l'aspettavano in pochi. Bolla immobiliare, crisi del credito, Borse a picco, fallimento di blasonate istituzioni finanziarie, salvataggi in extremis di altre, mercato invaso da titoli tossici. Insomma quanto basta per togliere il sonno a investitori grandi e piccoli che si sono trovati di fronte a una crisi epocale di cui non si vede ancora la fine. E per l'industria dei fondi il bilancio è pesante: 140 miliardi di euro sono stati ritirati dal sistema, un'emorragia record che richiede interventi legislativi immediati se si vuole evitare una crisi irreversibile. La situazione del risparmio gestito è al limite del collasso: i risparmiatori hanno modificato gli obiettivi di investimento ora l'importante è non perdere e non è un caso che sia partita la corsa ai depositi bancari, ai vecchi titoli di Stato e a tutti gli strumenti con un margine di rischio praticamente nullo. Esigenza intercettata in pieno dalle banche, che davanti alla crisi dell'interbancario hanno assecondato la prudenza dei risparmiatori. Il risultato è stato un anno da dimenticare per i gestori: il deficit di 8,9 miliardi segnato il mese scorso ha provocato il dato annuo di raccolta peggiore della storia (-140 miliardi). Certo, l'anno non era partito sotto i migliori auspici – con un deficit di 19 miliardi a gennaio 2008 –,ma c'era la speranza che il settore in qualche modo avrebbe risalito la china. E invece, mese dopo mese, ha continuato a perdere colpi, fino al picco di -22 miliardi registrato a ottobre, il dato peggiore di tutti i tempi. A far sprofondare la situazione sono stati soprattutto i prodotti obbligazionari in rosso per 65 miliardi, ma è stato un anno negativo anche per gli azionari che di miliardi ne hanno persi 29. Più contenuto il calo dei flessibili e dei monetari, in passivo rispettivamente per 16 e per 11 miliardi, mentre i bilanciati e gli hedge che hanno limitato i deflussi a 8 miliardi.«Nel 2008 –spiega Marcello Messori, presidente di Assogestioni – si sono sommati i problemi interni dell'industria alla crisi finanziaria mondiale, ma nonostante il momento difficile rimango dell'idea che il fondo resti un valido strumento per superare la crisi. Anche se per rilanciarlo bisognerà migliorare la qualità del servizio al sottoscrittore, contenendo i costi e innovando i prodotti ». La questione dei costi è un punto dolente, anche perché spesso non sono giustificati dalle performance. Fino a oggi a poco sono serviti gli appelli delle istituzioni, Banca d'Italia in primis, per dare una svolta al sistema. I problemi sul tavolo sono molti, dalla questione fiscale alla disomogeneità con altri prodotti di investimento o al legame a doppio filo delle Sgr con i grandi gruppi bancari che le controllano e il cui interesse per l'asset management non è certo prioritario. La soluzione, dunque, sembra ancora lontana.Se si guarda l'andamento dei gruppi nel corso di questo difficile 2008 il quadro è drammatico. Il leader del settore, Intesa Sanpaolo, nel giro di 12 mesi ha registrato una raccolta netta negativa per 33 miliardi, ma non è andata molto meglio neppure a Pioneer Investments (UniCredit) in rosso per 32,8. Molto negativi anche i numeri del Banco Popolare (-9,2 miliardi), di Credit Agricole A.M. (-8), di Arca (-5,8), di Mps (-5,5), di Ubi (-5,1). I segni positivi sono pochi: Mediolanum (891 milioni),Generali ( 242),State Street Global investors (280), Banca Finnat Euroamerica (273) e poi più distaccati Agora, Pfm e Rothschild. Il bilancio di dicembre Il colpo di grazia finale al settore è arrivato con il dato di dicembre, che non ha smentito la tendenza: la raccolta nell'ultimo mese dell'anno è stata negativa per 8,9 miliardi, trascinata dal dato degli obbligazionari, dei liquidità e degli hedge fund (a pagina 33 sono pubblicate tutte le tabelle relative all'andamento di dicembre). Inevitabile un ulteriore ridimensionamento delle masse gestite: il patrimonio netto degli oltre 3.600 fondi presenti sul mercato è infatti sceso a dicembre a quota 409 miliardi, con un calo del 2,8% sul mese precedente e del 24% sull'inizio dell'anno. «Per il 2009 sono preoccupato – conclude Messori – la situazione resterà critica finchè non si risolverà il problema della liquidità e la recessione sarà un ulteriore ostacolo. Mi auguro che la Consob arrivi a completare il percorso sui prodotti illiquidi e che il tavolo aperto da Bankitalia porti al più presto a risultati concreti ». Per ora sono auspici. Il mercato aspetta risposte. Apagg. 33-36 I dettagli sul risparmio gestito QUADRO DEVASTANTE Anche in dicembre il trend è stato pesante: -8,9 miliardi la raccolta. Nei 12 mesi le perdite più rilevanti sono state sugli obbligazionari

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Gelata sulle case di montagna (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Miaeconomia" del 09-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

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Contro la crisi occorre rivedere la Finanziaria (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Reggio" del 10-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

«Contro la crisi occorre rivedere la Finanziaria» Castelnovo: le ricette del senatore Enrico Morando per far ripartire il Paese e aiutare i ceti più poveri «Organismi globali per fronteggiare la difficile situazione» CASTELNOVO MONTI. «La crisi economica è un fenomeno di portata globale, ed è possibile affrontarla soltanto con nuovi organismi di governo economico globali». E' stato un intervento che ha spaziato soprattutto su temi di macroeconomia quello che ha visto protagonista ieri al teatro Bismantova di Castelnovo Monti il senatore del Partito democratico Enrico Morando, membro della Commissione Bilancio del Senato, coordinatore del governo ombra e da pochi giorni commissario del Pd napoletano (incarico sul quale ha ironizzato, sottolineando la delicatezza della situazione: «Un bel regalo della Befana»). L'incontro era stato organizzato dalla senatrice Leana Pignedoli insieme al Pd della zona montana e al circolo di Castelnovo. Erano presenti il coordinatore della zona montana Sandro Govi, il sindaco di Castelnovo Gianluca Marconi, numerosi amministratori e sindaci, imprenditori, rappresentanti sindacali e cittadini, per ascoltare le proposte del principale partito di opposizione sui temi economici. «E' una crisi - ha introdotto la Pignedoli - che non ha nulla di ciclico e ordinario. Pensiamo che le soluzioni possano derivare soltanto da un confronto tra maggioranza e opposizione, per questo abbiamo avanzato proposte che puntano a dare ai cittadini maggiore capacità di spesa». Dopo i saluti di Govi e Marconi, è stato Morando a fornire un quadro della situazione economica. «Le radici di questa crisi - ha detto - sono da ricercare in quelli che alcuni analisti hanno definito "deficit gemelli". Il primo è quello degli Stati Uniti, in cui manca una cultura del risparmio familiare e anzi, storicamente, si consuma a debito. Questo ha portato a un'estrema facilitazione nella concessione di denaro a prestito e a una bolla speculativa basata sul mercato edilizio, nella convinzione che i prezzi delle case sarebbero sempre saliti. Per diversi anni c'è stata una crescita di valore degli immobili del 10% all'anno, ma ai primi segnali di contrazione è stato il panico». Il secondo riguarda la Cina, ed è esattamente contrario a quello degli Usa: «La Cina - ha proseguito - ha un enorme risparmio pubblico, che spende all'estero, in quanto investe solo una percentuale minoritaria del proprio Pil per incrementare i consumi della popolazione. Forze economiche talmente potenti che sarebbero stati necessari organismi internazionali per riequilibrare la situazione, ma non ce n'è stata la capacità. E non si può dire che la crisi fosse imprevedibile: gli analisti l'avevano prevista». Secondo Morando, a questo punto è impossibile per un singolo Stato intervenire e sistemare le cose. Sul quadro italiano ha aggiunto: «Tutti i governi occidentali stanno rivedendo i loro bilanci per intervenire sulle conseguenze socio-economiche della crisi. L'unica nazione rimasta inamovibile sulla programmazione fatta lo scorso luglio è l'Italia, con un bilancio duramente restrittivo che si è voluto mantenere tale. Le nostre proposte sono sul tavolo: investire per garantire a tutti i dipendenti che perdono il lavoro gli ammortizzatori sociali, anche a quelli più deboli, i precari. Non è possibile che in Italia questi dipendenti, per lo più giovani, non abbiano poi nessun sostegno. Poi si dovrebbe intervenire per tagliare l'Irpef ai redditi più bassi per garantire una capacità di consumo a queste persone. E sulle infrastrutture, più che investire su grandi opere che necessitano anni di lavoro e hanno influenze di lungo periodo sull'economia, dare le facoltà economiche agli enti locali di partire con quei progetti di piccola e media entità che sarebbero già pronti e cantierabili». Morando ha poi partecipato a un secondo incontro a Carpineti, organizzato dall'Api di Reggio, in cui sono stati festeggiati i 50 anni della ditta Ceag di Villa Minozzo. (l.t.)

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Manhattan? è in saldo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 10-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza Numero 007  pag. 12 del 10/1/2009 | Indietro Manhattan? è in saldo COPERTINA Di Gabriele Frontoni mattone/2 Grazie al calo del mercato immobiliare, l'acquisto di una casa all'estero può rappresentare un'occasione d'oro. Soprattutto nei paesi dove la crisi è cominciata prima. Come Stati Uniti, Spagna e Inghilterra Il 2009 non sembra promettere niente di buono per il mattone italiano. Le previsioni parlano di prezzi in flessione un po' ovunque, dai grandi centri urbani fino alle città di provincia. Nei centri come nelle periferie. Ma non si tratta di una novità. D'altronde nessun grande paese industrializzato in giro per il mondo è riuscito a sottrarsi alla spirale negativa che ha messo in ginocchio il mercato immobiliare. Cambia solo la tempistica con cui la crisi si è manifestata e la sua intensità. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, per esempio, il mercato del mattone ha dovuto iniziare a fare i conti con il crollo dei prezzi già da un anno a questa parte. Stesso discorso per la Spagna, l'Irlanda o la Grecia, mentre in Russia e nei nuovi giganti asiatici il rallentamento delle compravendite e la flessione dei prezzi è notizia di questo primo scorcio di anno. Ma una cosa è certa: in un mondo martoriato da prezzi delle case in calo a volte anche del 50-70%, le occasioni sembrano davvero non mancare. Grazie anche alla forza dell'euro che, dopo essersi apprezzato di quasi il 50% sul dollaro, negli ultimi mesi ha preso di mira la sterlina portandosi a un passo dalla parità e rendendo appetibile un mercato, quello britannico, rimasto per lungo tempo dominio di pochi. Nonostante la forte attrattività di location a sconto in giro per il mondo, chi volesse approfittare delle grandi occasioni dovrà farlo, però, con estrema prudenza. Comprare adesso, avvertono gli esperti, rappresenta comunque un azzardo, vista l'incertezza che regna sull'economia globale. Perciò meglio concentrare l'attenzione sulle zone più ricercate delle grandi capitali e tralasciare le località meno battute dal turismo o dagli affari. «Negli ultimi mesi abbiamo assistito a ribassi degli immobili residenziali un po' ovunque», spiega Alessandro Ghisolfi, responsabile dell'Ufficio studi di Ubh. «Si va da veri e propri crolli dei prezzi a Miami o sulla Costa Brava spagnola, fino a limature più contenute a Parigi, Monaco e Vienna». Quali sono le località più adatte, allora, per sfruttare il momento propizio? Secondo Ghisolfi, una delle regole più importanti da tenere presente prima di mettersi a caccia di affari immobiliari è la verifica delle destinazioni che, prime di altre, hanno iniziato a soffrire della crisi e che potrebbero quindi essere vicine alla fine del tunnel. Tra queste, Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. «Gli Usa sono stati certamente il paese che per primo ha risentito dello scossone immobiliare e al momento rappresentano la meta più ambita per chi volesse sfruttare la crisi per mettere le mani su una casa a prezzi stracciati», spiega Ghisolfi. «A Miami, per esempio, l'eccesso di offerta ha determinato un crollo dei prezzi a ridosso del Business Centre di Downtown: lì le nuove abitazioni si possono comprare con uno sconto del 50, a volte 70% rispetto al prezzo originario». Più contenuto, invece, il calo dei prezzi nelle aree alla moda della città come South Beach o Miami Beach dove la scarsità di nuove realizzazioni ha contribuito a frenare la discesa dei prezzi. Nonostante questo, a Miami il costo delle case si mantiene su livelli molto bassi: il valore medio di un appartamento di 100 metri quadri si muove, infatti, tra i 200 mila e i 360 mila euro, un livello paragonabile a quello del centro di Istanbul o di Budapest. Ma non è solo la Florida a presentare grandi occasioni per chi volesse comprare una casa Oltreoceano. A New York, per esempio, negli ultimi mesi il mercato immobiliare di Manhattan ha cominciato a scricchiolare: secondo le rilevazioni dei broker Miller Samuel e Prudential Douglas Elliman Real Estate, le transazioni nel quarto trimestre dello scorso anno sono scese del 9,4% mentre i prezzi degli immobili di pregio hanno perso il 3,9%. «La fine del 2008 ha segnato l'inizio di una nuova fase per il mercato di Manhattan», dichiara Miller Samuel. «Lo scorso anno abbiamo registrato una forte flessione del numero delle transazioni. Ora iniziamo ad assistere anche a un calo dei prezzi». Situazione naturale se si considera che il numero degli appartamenti in vendita nella Grande Mela è aumentato del 40% negli ultimi mesi. «Ci attendiamo prezzi e vendite deboli nel primo trimestre del 2009», aggiunge Miller, il quale sottolinea che oggi per un monolocale a Manhattan sono sufficienti 310 mila euro (-8,5% rispetto a un anno fa), mentre per un bilocale servono in media 530 mila dollari, il 4,5% in meno se confrontato con l'inizio 2008. Ma non è necessario spingersi negli Stati Uniti per mettere a segno ottimi affari. Basti pensare al Regno Unito. Meta inaccessibile per molti fino a qualche mese fa, il mercato di Londra e dintorni è tornato alla portata di numerosi italiani interessati a speculare sulla possibile ripresa del mattone di Sua Maestà, portandosi a casa, nell'attesa, una rendita da locazione che si aggira attorno al 4,5-6,5%, due punti percentuali in più di quanto offerto dalle grandi città italiane. «Soltanto un anno fa il cambio euro-sterlina si attestava attorno a 0,75. Il 30 dicembre scorso siamo arrivati a un picco di 0,9773», spiega Ghisolfi. «Questo vuol dire che per un italiano comprare casa a Londra costa oggi il 20-25% in meno di un anno fa, soltanto per effetto del cambio». Bisogna poi aggiungere la svalutazione dei prezzi degli immobili, che a Londra sono arrivati a perdere il 17,8% nel 2008. Facendo due conti, comprare casa nella capitale inglese costa oggi il 40-45% in meno rispetto al gennaio dello scorso anno. Ma è già arrivato il momento di investire? Secondo Ubh, meglio aspettare circa sei mesi, quando il peggio sarà ormai alle spalle e i mercati ricominceranno a tirare. Stessa dinamica anche per il mercato spagnolo, alle prese con lo smaltimento di uno stock di 1 milione di nuove costruzioni rimaste invendute. «Nel solo 2008, i prezzi delle case a Madrid hanno registrato una contrazione del 14,5% arrestando la spettacolare corsa al rialzo che tra il 1996 e il 2007 aveva portato il valore degli immobili ad apprezzarsi del +178%», conclude Ghisolfi. (riproduzione riservata) Ghisolfi  Miami  Londra  Spagna  Manhattan  mercato   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  

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Quel passo stanco di Spagna e Irlanda (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 9 del 2009-01-10 pagina 22 Quel passo stanco di Spagna e Irlanda di Redazione C'era una volta il boom economico, ma nella favola di Spagna e Irlanda rischia davvero di non esserci il lieto fine. Il toro iberico e la celtic tiger stanno sentendo i morsi della crisi dopo decenni di sviluppo ininterrotto fondato soprattutto sul settore immobiliare e delle costruzioni, il più esposto ai rovesci della congiuntura internazionale. I dati diffusi negli ultimi due giorni sono stati una vera doccia fredda per Madrid e il governo Zapatero, il cui livello di consenso è precipitato negli ultimi sondaggi: il Pil è sceso nel terzo trimestre 2008 dello 0,2%, i disoccupati hanno superato quota tre milioni e la produzione industriale è crollata in novembre di oltre il 15%, il dato peggiore dal 1993. Allo stesso modo, Dublino ha dovuto incassare la decisione di Dell di trasferire la produzione in Polonia. La chiusura degli impianti nell'isola del colosso Usa, le cui attività contribuiscono per il 5% al Pil irlandese, significherà il licenziamento per 1.900 lavoratori aggravando un'emorragia occupazionale che ha portato il tasso di disoccupazione in dicembre all'8,3% e i senza lavoro a quota 293mila, il livello più alto degli ultimi 16 anni. Da qualche mese, tra la popolazione è riaffiorata l'antica paura di un'emigrazione di massa. Insomma, dopo lo storico sorpasso nella classifica del Pil pro capite effettuato a spese dell'Italia (nel 2007 quello spagnolo e l'anno prima quello irlandese) il meccanismo si è inceppato. E non è difficile individuarne, in particolare nel caso della Spagna, il motivo. Sfruttando i quasi 170 miliardi di euro ricevuti in circa 20 anni dall'Ue, Madrid ha costruito le basi per modernizzare il Paese e avviare un progresso che dal 1986 non aveva, fino ad ora, conosciuto intoppi. Eccessivo, però, il peso assegnato al settore delle costruzioni. Questo comparto vale oggi il 17% dell'intera ricchezza nazionale, una percentuale figlia anche della bolla immobiliare che è andata gonfiandosi soprattutto nell'ultimo decennio prima di esplodere in seguito al virus dei mutui subprime. Alla distruzione di posti di lavoro (oltre 300mila nel 2008) si è accompagnato il deprezzamento delle abitazioni, il cui valore è destinato a calare del 25% entro il 2011, e delle compravendite (il 70% in meno negli ultimi tre anni), mentre le stime per il 2009 indicano che saranno costruiti solo 150mila nuovi alloggi (760mila nel 2006, l'anno del boom). Visto il peso del comparto edile, è evidente che questa paralisi rischia di allargarsi all'intera economia. Le contromisure decise da Zapatero (dagli sgravi fiscali fino al programma di grandi opere pubbliche per 123 miliardi di euro) per tamponare la crisi non sembrano aver convinto gli spagnoli, che cominciano a interrogarsi se l'attuale premier non abbia fatto altro che raccogliere i frutti - finché è stato possibile - di quanto seminato dal suo predecessore, José Maria Aznar. Quanto all'Irlanda, è stato il primo Paese europeo a scivolare in recessione tecnica già alla fine del secondo trimestre 2008. L'isola verde non sembra più in grado di attrarre capitali stranieri nonostante la politica fiscale assai generosa nei confronti delle imprese. Altrove, come appunto in Polonia, il costo del lavoro è talmente basso da più che compensare l'eventuale regime fiscale meno favorevole di quello irlandese. Anche in questo caso, gli effetti della crisi immobiliare si stanno facendo sentire: le 50mila nuove case costruite l'anno scorso dovrebbero dimezzarsi nel 2009. Il sistema bancario appare inoltre vulnerabile, al punto da aver indotto il governo a varare un piano di salvataggio da 10 miliardi di euro. Per il toro e la tigre sarà un anno difficile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Immobili, prezzi in caduta libera. Ma in periferia... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MilanoItalia Milano/ Prezzi in caduta libera. Ma nell'hinterland il mercato tiene Lunedí 12.01.2009 14:52 In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno registrano un -2,1%. È quanto risulta da un'analisi dei prezzi condotta dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita in città. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la madonnina costava 3.604 euro/m2, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro/m2, con una differenza di 75 euro/m2. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi. Solo città studi-lambrate (3,6%; 3.368 euro/m2) ha fatto registrare un aumento delle quotazioni al di sopra del tasso d'inflazione annuo (3,3% secondo l'istat). Porta vittoria segna un incremento del 3,1% (4.087 euro/m2), greco-turro del 1,8% (3.059 euro/m2), chiesa-rossa-gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro/m2) e famagosta-barona dello 0,3% (3.228 euro/m2). Primi segnali di stanchezza per quartieri come Garibaldi-Porta Venezia (-0,2%; 4.697), Fiera-De Angeli (-1,7%; 4.534 euro/m2) e Navigli-Bocconi (-3,5%; 4.586 euro/m2), target di elezione della classe media. Soffrono alcune aree periferiche come Corvetto-Rogoredo (-8%) e Comasina-Bicocca (-7,4%), dove i prezzi sono crollati andando per la prima volta dall'inizio delle rilevazioni del portale al di sotto dei 3mila euro, rispettivamente a 2.925 e 2.847 euro/m2. Prezzi in picchiata anche in zona Certosa (-3,1%; 3.054 euro/m2), pressochè 'congelatì quelli dell'area Lorenteggio-Bande Nere (-0,2%; 3.404 euro/m2) fermi ai valori di un anno fa. Il centro storico, dove la scarsa offerta di case non rende al momento possibile un dato attendibile sul prezzo (comunque non si va mai al di sotto dei 6.000 euro/m2) resta la zona più cara della città. Ma la tendenza a ribasso dei prezzi ha registrato una frenata nell'ultimo trimestre dell'anno dopo 3 trimestri consecutivi in rosso. I valori degli immobili sono tornati a crescere (+1,1%) anche se al di sotto del 2,2% del tasso d'inflazione registrato a dicembre dall' Istat. In provincia balzo consistente per Monza (+7,1% su base annua), anche se i prezzi nel comune brianzolo sono scesi nell'ultimo trimestre (-2,9%; 2.733 euro/m2). Valori pressochè invariati rispetto a un anno fa a Sesto San Giovanni (+0,4%; 2.658 euro/m2), che nonostante un ribasso del 4,9% nell'ultimo trimestre, si conferma il secondo più caro dei 12 oggetto di questa indagine. Nel IV trimestre del 2008 le quotazioni hanno tenuto soltanto a Rozzano (+0,3%; 2.506 euro/m2) e Baranzate (+0,2; 2.154 euro/m2). Tendenza a ribasso per tutti gli altri comuni della provincia. I cali più vistosi su base trimestrale a Rho (-5,1%; 2.073 euro/m2), Cinisello Balsamo, (-3,5%; 2.307 euro/m2), Legnano (-3,3%; 1.872 euro/m2) e Pioltello (-3%; 1.956 euro/m2). Del 2,5% la flessione delle quotazioni di cologno monzese (2.315 euro/m2). Meno significativi i ribassi per Brugherio (-1%; 2.488 euro/m2) e Corsico (-0,2; 2.450 euro m2).

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Lontani dai mercati per altri tre mesi: ecco perché pag.1 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 12-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Lontani dai mercati per altri tre mesi: ecco perché BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Il punto-borsainvestimenti , 12.01.2009 13:59 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! sottoscrivano il debito americano in forte aumento in un momento in cui il PIL, ovvero il fatturato degli USA, è in diminuizione)??? I mercati azionari COLLASSEREBBERO!!! Non dimentichiamo che il rapporto prezzo utili dell'S&P americano per il 2009 è previsto intorno a 20. Lo stesso rapporto fu raggiunto durante la crisi de3l 2001-2002. Allore furono tre i fattori che aiutarono gli indici di borsa a non precipitare: 1) L'aumento sconsiderato del DEBITO (da parte del sistema, grazie al fatto che i tassi erano tenuti bassi) 2) L'effetto CINA che permetteva alla Corporate America grossi profitti in presenza di costi di manodopera interni in netto calo. 3) La creazione di ricchezza grazie alla bolla immobiliare. Oggi questi tre fattori giocano tutti CONTRO la tenuta e la ripresa degli indici!!! Mercato libero ritiene che un rapporto Prezzo Utili corretto davanti a questa crisi possa essere fra 12 e 14. Questo significherebbe un ulteriore crollo dei listini del 20% - 40% dai prezzi attuali. L'S&P500 nel corso dell'anno dovrebbe arrivare a 600 punti. L'indice tedesco a 3400 e l'indice italiano a 14.000. Il raggiungimento di tali livelli degli indici (e i tempi) dipenderanno dalle scelte di politica economica che verranno intraprese dai governi e dalle banche Centrali. E' ovvio che in una curva gaussiana di distribuzione delle probabilità esiste la possibilità che gli indici non scendano fino a quei livelli..ma anche che...nel peggiore dei casi..il crollo sia DI SISTEMA (crollo dell'economia USA, Euro che si spezza in due...economia asiatica che vede le Banche asiatiche saltare..dopo 10 anni di ininterrotto sviluppo ecc ecc). Un ulteriore osservazione sulla ripresa economica... Molti sostengono che l'aumento del risparmio avvenuto in questi mesi vedrà delle ricadute positive sui consumi nel corso del segue pagina >>

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In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Leggo" del 13-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. E' quanto risulta da un'analisi condotta dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.604 euro per metro quadrato, nello stesso mese del 2008 il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi. Solo Città Studi-Lambrate (3,6%; 3.368 euro/m2) ha fatto registrare un aumento delle quotazioni superiore al tasso d'inflazione. Porta Vittoria segna un incremento del 3,1% (4.087 euro/m2), greco-turro del 1,8% (3.059 euro/m2), Gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro/m2) e Famagosta-barona dello 0,3% (3.228 euro/m2). Primi segnali di stanchezza per Garibaldi-Porta Venezia, Fiera-De Angeli e Navigli-Bocconi. Soffrono Corvetto-Rogoredo (-8%) e Comasina-Bicocca (-7,4%), dove i prezzi sono crollati andando sotto i 3mila euro. Prezzi in picchiata anche a Certosa.

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Crolla il prezzo delle case Resistono cinque quartieri (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

24 ORE MILANO pag. 14 Crolla il prezzo delle case Resistono cinque quartieri ? MILANO ? IN CADUTA libera i prezzi della case in città, che nello scorso anno hanno registrato un -2,1%. È quanto risulta da un?analisi dei prezzi condotta dall?ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita a Milano. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.604 euro al metro quadro, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro, con una differenza di 75 euro al metro. CINQUE dei dodici quartieri monitorati nel corso del 2008 hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi. Solo Città studi-Lambrate (3,6%; 3.368 euro al metro quadro) ha fatto registrare un aumento delle quotazioni al di sopra del tasso d?inflazione annuo (3,3% secondo l?Istat). Porta Vittoria segna un incremento del 3,1% (4.087 euro), Greco-Turro del 1,8% (3.059 euro), Chiesa Rossa-Gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro) e Famagosta-Barona dello 0,3% (3.228 euro). Primi segnali di stanchezza per quartieri come Garibaldi-Porta Venezia (-0,2%; 4.697), Fiera-De Angeli (-1,7%; 4.534 euro/m2) e Navigli-Bocconi (-3,5%; 4.586 euro/m2), target di elezione della classe media. Soffrono alcune aree periferiche come Corvetto-Rogoredo (-8%) e Comasina-Bicocca (-7,4%), dove i prezzi sono crollati andando per la prima volta dall?inizio delle rilevazioni del portale al di sotto dei 3mila euro, rispettivamente a 2.925 e 2.847 euro al metro quadro. PREZZI in picchiata anche in zona Certosa (-3,1%; 3.054 euro), pressoché congelati quelli dell?area Lorenteggio-Bande Nere (-0,2%; 3.404) fermi ai valori di un anno fa. Il centro storico, dove la scarsa offerta di case non rende al momento possibile un dato attendibile sul prezzo (comunque non si va mai al di sotto dei 6.000 euro al metro) resta la zona più cara della città. Ma la tendenza al ribasso dei prezzi ha registrato una frenata nell?ultimo trimestre dell?anno dopo 3 trimestri consecutivi in rosso. I valori degli immobili sono tornati a crescere (+1,1%) anche se al di sotto del 2,2% del tasso d?inflazione registrato a dicembre dall? Istat. In provincia balzo consistente per Monza (+7,1% su base annua), anche se i prezzi nel comune brianzolo sono scesi nell?ultimo trimestre (-2,9%; 2.733 eur). Valori pressochè invariati rispetto a un anno fa a Sesto San Giovanni (+0,4%; 2.658 euro), che nonostante un ribasso del 4,9% nell?ultimo trimestre, si conferma il secondo più caro dei 12 oggetto di questa indagine. Nel IV trimestre del 2008 le quotazioni hanno tenuto soltanto a Rozzano (+0,3%; 2.506 euro) e Baranzate (+0,2; 2.154 euro). Tendenza a ribasso per tutti gli altri comuni della provincia.

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Mercato immobiliare: in flessione i prezzi a Torino (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 13-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercato immobiliare: in flessione i prezzi a Torino NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 13.01.2009 09:05 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Ancora un trimestre con il segno meno per Torino, dove il prezzo delle case registra una ulteriore flessione dello 0,6% rispetto a tre mesi fa. Ora acquistare casa sotto la mole costa 2.260 euro/m2 contro i 2.273 euro/m2 di ottobre. E' quanto emerge dal rapporto sui prezzi delle abitazioni di seconda mano nel capoluogo piemontese, realizzato dalla divisione studi di idealista.it (www.idealista.it) su un campione di 793 immobili presenti nel database del portale. Si tratta di una flessione nel complesso contenuta, che tuttavia conferma la tendenza a ribasso dei prezzi delle case in città, calati del 2,2% nel corso del 2008. Stando a queste cifre acquistare un appartamento di 68 m2 ? l?ampiezza media standard degli immobili presenti a torino secondo le rilevazioni di idealista.it -comporterebbe al momento una spesa media di circa 154mila euro, circa 3.500 euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. Entrando nel dettaglio dell?andamento dei prezzi cittadini si assiste alla tenuta delle aree centrali e semi-centrali ? valori che crescono, ma al di sotto del tasso d?inflazione istat (2,2% a dicembre) ? e al sostanziale calo delle quotazioni nelle aree periferiche della città. Torino centro (porta susa-crocetta-san salvario) è l?area dove si è registrato l?incremento maggiore da ottobre ad oggi (+1,5%). nella zona le quotazioni hanno superato i 3mila euro/m2 - circa 800 euro in più della media cittadina - staccando di gran lunga le altre aree prese in considerazione per questo rapporto. in leggero progresso (+1,3%) anche le quotazioni della zona san donato-san paolo (zona ovest della città), dove le quattro mura costano in media 2.346 euro/m2. Prezzi in discesa nelle altre zone cittadine, a santa rita-lingotto-mirafiori (-1,2%; 2.191 euro/m2) e soprattutto nei quartieri periferici de le vallette-borgo vittoria(-2,3%; segue pagina >>

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Mattone "in saldo": per le case nel 2009 prezzi giù anche del 4% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "TgFin.it" del 13-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

13/1/2009 Case: 2009, prezzi giù fino al 4% Riduzioni più marcate nelle metropoli Nel 2009 i prezzi delle case scenderanno anche del 4%. Lo assicura Tecnocasa: secondo il suo ufficio studi infatti il mercato immobiliarei di quest'anno dovrebbe vedere una riduzione dei prezzi a livello nazionale con flessioni che andranno dall'1 al 4%, e nelle metropoli con diminuzioni comprese tra il 2 e il 4%. D'altra parte, secondo i dati di Tecnocasa, anche il 2008 si è chiuso con una contrazione di prezzi e compravendite, fenomeno che ha riguardato soprattutto le grandi città, i capoluoghi di provincia e i Comuni dell'hinterland. Secondo l'operatore immobiliare la situazione del mercato vede infatti una maggiore offerta di immobili, una domanda più selettiva e prudente, e un allungamento dei tempi di vendita. "Il mercato immobiliare si sta muovendo con più lentezza perchè i potenziali acquirenti sono molto più riflessivi, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano, in generale, l'economia italiana, europea e mondiale", si legge nel rapporto firmato Tecnocasa, secondo cui "il prezzo, che è stato la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009". Inoltre, "il sentiment degli operatori è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare a un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile: il rapporto prezzo/qualità sarà quindi fondamentale per vendere l'immobile". GLI ALTRI ARTICOLI Case, a Milano spopolano i loft Casa: prezzi a -7% in un anno VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Alitalia-Air France, via al decollo Subito bloccati gli scali milanesi Mattone "in saldo": per le case nel 2009 prezzi giù anche del 4% Titoli di Stato? E' sempre più corsa al "made in Germany" Sconti da capogiro per i prodotti alimentari tipici del Natale Coldiretti: sconti fino al 50% per smaltire dolci e spumanti GRAFICHE

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Da Almunia a Trichet tutti d'accordo: euro scudo contro crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Da Almunia a Trichet tutti d'accordo: euro scudo contro crisi Roma, 13 gen (Velino) - Ancora una volta dall?Europa arrivano avvertimenti sulle difficoltà a cui va incontro l?economia quest?anno. Il numero uno di Francoforte Jean-Claude Trichet e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker mettono in guardia i paesi europei sulla congiuntura economica negativa che segnerà anche il 2009. Occasione è la celebrazione dei primi dieci anni della moneta unica a Strasburgo. Un anniversario che si colloca in piena crisi finanziaria ed economica ma che trova tutti d?accordo, Bce e Commissione europea: senza l?euro gli effetti della crisi sarebbero stati devastanti. "Non e' il momento di compiacersi" dice il presidente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet secondo il quale "la crisi ha rivelato debolezze fondamentali nel sistema finanziario globale. Stiamo giocando un ruolo attivo nello sforzo globale di far fronte a queste debolezze e di ridisegnare il sistema regolamentare ed istituzionale". Pessimista e poco incline ai festeggiamenti anche Juncker: "Il 2009 sara' un anno estremamente difficile per la zona euro e per i suoi cittadini”. Secondo il numero uno dell?Eurogruppo e' necessario un cambio di marcia nel governo dell'eurozona: "Nonostante progressi significativi la rappresentanza internazionale dell'euro e' spesso troppo frammentata e gli interessi nazionali hanno la precedenza sull'interesse comune". Nel momento in cui si fronteggia la crisi bisogna ricordare, insiste Juncker, come "l'euro sia un progetto essenzialmente politico per cui vanno rafforzate le istanze politiche sul piano interno e sul piano esterno". Senza la moneta unica oggi l'Europa sarebbe impotente di fronte alla crisi finanziaria ed economica, ha spiegato Trichet. “Negli ultimi mesi - ha detto Trichet - l'euro ha dimostrato tutta la sua validita' in tempi tempestosi. Ha dimostrato che e' meglio trovarsi su una nave solida e sicura piuttosto che su una barchetta. Se non avessimo avuto la moneta unica - ha quindi aggiunto il presidente della Bce - non avremmo potuto agire di fronte a questa crisi”. Trichet ha poi ricordato come l'euro “ha portato una stabilita' dei prezzi senza precedenti, che contribuisce al risparmio, ai finanziamenti, agli investimenti, alla crescita dell'occupazione”. Il patto di stabilità che regola le politiche di bilancio "va attuato in modo credibile", ribadisce poi Trichet. La crisi economica e finanziaria pesa come “un macigno”, ma l'Europa, grazie all'euro, ce la può fare: “sbagliano coloro che pensano che non siamo pronti”, ha detto il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. “Senza l'euro - ha affermato Almunia - subiremmo dalla crisi effetti molto peggiori, come una maggiore volatilita' dei tassi di cambio, attacchi speculativi alle monete nazionali, margini di manovra inferiori sul fronte dello stimolo fiscale necessario per combattere le conseguenze della crisi”. Almunia ha quindi ribadito la necessita' di continuare a lavorare per “rafforzare la governance interna e la proiezione esterna” dei Paesi dell'euro. L'ex presidente francese, Valery Giscard d'Estaing, uno dei padri dell'euro, ha invece lanciato un appello alla Bce perché mostri “coraggio” e dia un “impulso forte e decisionale” per contrastare la crisi e riformare a fondo il sistema finanziario. Giscard ha sottolineato come “la gestione sana dell'euro ne ha fatto uno scudo contro la crisi e uno strumento per garantire crescita senza inflazione. Senza l'euro - ha aggiunto associandosi a quanto detto da Trichet e Almunia - oggi l'Europa sarebbe scossa da un tornado”. A Strasburgo si sono fatti sentire anche gli euroscettici del gruppo Indipendenza e Democrazia che hanno distribuito monete da due euro di cioccolata con lo slogan : “Pericolo: mangiatelo prima che vi mangi”. “I Paesi della zona euro attraversano una crisi senza precedenti. L'Italia e la Grecia hanno debiti pubblici giganteschi, la bolla immobiliare sta esplodendo in Irlanda e in Spagna, la sopravvalutazione dell'euro e' costata almeno l'1 per cento della crescita e milioni di posti di lavoro in Francia, Spagna e Italia”, si legge nel piccolo depliant che accompagna la moneta di cioccolata. “Dieci anni dell'euro: che cosa c'e' da celebrare allora?”, si chiedono gli euroscettici. (Raffaella Malito) 13 gen 2009 14:22

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Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

di Gabriele De Stefani «Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6%» L'analisi di Tecnocasa E Scenari immobiliari: troppe difficoltà per chi deve acquistare la prima casa Due analisi di mercato per un solo risultato: i prezzi delle case nel 2009 sono destinati a scendere ancora. Nessun calo clamoroso, ma un ulteriore ribasso compreso tra l'1 e il 4% nelle città e nelle prime periferie. Lo dicono il Centro studi di Tecnocasa e Scenari immobiliari, istituto specializzato nel settore. La lettura del mercato italiano che arriva dai due studi è la stessa: il calo dei prezzi ci sarà, ma non sarà significativo e non basterà a sostenere il settore. Tecnocasa si esprime anche nello specifico della realtà mantovana: in città e nella prima periferia avremo una riduzione compresa tra il 3 e il 6%. In sostanza, prendendo un riferimento medio di 3.500 euro al metro quadrato per il centro storico, si potrebbe passare a circa 3.300. Il centro storico è destinato a soffrire meno il calo generalizzato dei prezzi. Due i motivi: si tratta perlopiù di immobili di pregio meno soggetti a svalutazione e la scarsità di edifici di questo tipo rende improbabile situazioni di eccesso di offerta. Così, soprattutto nelle città di provincia come Mantova, comprare casa in centro storico dovrebbe richiedere nel 2009 investimenti molto simili a quelli del 2008. Il risparmio atteso è più alto nella prima periferia dove si è costruito molto e la domanda fatica a soddisfare pienamente l'offerta. Anche se né Tecnocasa né Scenari immobiliari pensano che la riduzione dei prezzi sarà tale da spingere molte famiglie a comprare. Questo perché è proprio il segmento di mercato da cui ci si aspetterebbe l'acquisto della prima casa ad essere maggiormente prudente in questa fase. Il motivo è facilmente intuibile: scarsità di liquidità unita a difficili condizioni di accesso al credito o, in ogni caso, poca fiducia verso il quadro economico e dunque scarsa propensione all'indebitamento. Le stime sull'andamento dei prezzi nel 2009 vedono dunque Mantova indirizzata su binari non molto dissimili da quelli del mercato nazionale:il calo dei prezzi previsto è superiore alla media italiana di due punti percentuali (a Mantova tra il 3 e il 6% e in italia tra l'1 e il 4%). Passando dal versante prezzi a quello del fatturato, Scenari immobiliari stima una riduzione del volume d'affari di poco superiore al 3%, con un ritorno del mercato ai numeri di una decina d'anni fa. La previsione è negativa soprattutto per l'edilizia turistica (-8%). Inevitabile, vista la fase di recessione, anche la stima di un -4,3% degli investimenti in immobili ad uso industriale. Si prevede una sostanziale tenuta per l'edilizia destinata al terziario e al commercio.

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Case, a Verona prezzi in calo del 5% nel 2009 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercoledì 14 Gennaio 2009 ECONOMIA Pagina 35 IMMOBILI. Secondo Tecnocasa anche quest'anno il mercato rallenta: -4% a livello nazionale Case, a Verona prezzi in calo del 5% nel 2009 Nella città scaligera flessioni inferiori nell'hinterland:-2% Esperti: «Maggiore offerta e tempi di vendita più lunghi» Nel 2009 i prezzi delle case a Veronasegneranno un calo fino al 5%. Lo prevede Tecnocasa che, a livello nazionale invece, stima una svalutazione immobiliare fra l'1% e il 4%. Se a Milano il calo dovrebbe essere del 2-4%, a Roma si tocca il 3-4%. L'anno che si è appena aperto, quindi, proseguirà sulla stessa falsa riga di quello appena chiuso con una flessione di compravendite e prezzi. «Si è di fronte a una situazione contrassegnata da una maggiore offerta di immobili», sottolinea Tecnocasa in una nota, «da una domanda più selettiva e un allungamento dei tempi di vendita». Tra i cali maggiori dei prezzi delle case nelle grandi città spicca quello di Verona in cui dovrebbe registrarsi un ulteriore diminuzione compresa tra il 3% e il 5% in città, mentre nell'hinterland, in controtendenza rispetto alla media nazionale, il calo previsto è tra lo 0% e 2%. Altri cali consistenti si avvertiranno a Bologna (dal 2 al 5%) e Genova (dal 3 al 5%). In altre città del Veneto a segnare una frenata dei valori degli immobili sono Padova (da -4% a 0%) e Vicenza (da -4% a -2%). I valori scenderanno anche a Bari (dall'1 al 4%), Firenze (dal 2 al 4%), Napoli (dall'1 al 4%), Palermo (dal 2 al 4%). A reggere meglio, invece, sarà Torino dove si prevedono prezzi stabili, con flessioni al massimo del 3%. La situazione del mercato immobiliare italiano rimane quindi critica e prosegue la tendenza iniziata nel 2008. Le flessioni dei valori si estenderanno anche negli hinterland delle grandi metropoli con cali fino al 7% a Genova mentre reggeranno meglio Milano e Roma dove ci si attende una contrazione massima del 2-3%. I ribassi, secondo le stime di Tecnocasa, saranno più sensibili per gli immobili usati mentre per quel che riguarda quelli nuovi i costruttori sono ancora restii a ritoccare i prezzi verso il basso. Guardando alle zone, si attende una tenuta migliore per le aree centrali rispetto a quelle periferiche dove spesso si concentrano immobili di qualità più bassa e dove negli ultimi anni si è anche costruito in abbondanza. I quartieri che hanno subito interventi di riqualificazione potranno registrare una performance migliore rispetto al mercato, a condizione che le migliorie siano tangibili e fruibili così come le aree oggetto di futuri interventi di riqualificazione potranno manifestare una tenuta dei prezzi. «Il mercato immobiliare», sottolinea l'ufficio studi di Tecnocasa, «si muove con lentezza perché i potenziali acquirenti sono molto più reflessivi, spinti in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in generale l'economia». Alcuni segnali di ottimismo, però incominciano a vedersi. A partire dall'estate, infatti, «si è registrato un aumento della domanda di immobili ad uso investimento causato da una fuga dal mercato finanziario». Le difficoltà, invece, riguardano la prima casa a causa dell'atteggiamento selettivo delle banche nella concessione di mutui, e la domanda di sostituzione che è rallentata dall'allungamento dei tempi delle compravendite. Tecnocasa mette l'accento sul prezzo che è stata la chiave del mercato nel 2008 e continuerà ad esserlo anche per il 2009. Le attese sono per un maggiore spazio alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentiment degli operatori», prosegue l'ufficio studi, «è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile, quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile».  

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Immobili, prezzi in discesa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Italia Oggi" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ItaliaOggi Numero 011  pag. 15 del 14/1/2009 | Indietro Immobili, prezzi in discesa EDILIZIA E APPALTI Di Carlo Arcari Radiografia del mercato 2008 e previsioni per il 2009 di Tecnocasa Case in saldo e valori fino a -5% nelle città Mattone 2009: prezzi in calo e appartamenti in saldo. Alla crisi dei consumi da sempre i commercianti rispondono con i saldi. Anche gli immobili si allineano a questa politica e fino a fine febbraio almeno saranno molti i venditori di case ad esporre cartelli che annunciano sconti anche del 50% sui prezzi di mercato. L'iniziativa che è stata inaugurata l'anno scorso e ripetuta quest'anno dal network immobiliare Remax (300 immobili «saldati» tra Lombardia e Piemonte) è la prova evidente della tendenza al ribasso che caratterizza il mercato del mattone, un fenomeno visibile soprattutto nelle grandi città del Nord, ma che investe tutto il Paese con punte massime che nel 2009 toccheranno il -5% in grandi città quali Genova, Bologna e Verona. Secondo le previsioni dell'Ufficio studi di Tecnocasa il 2008 poteva anche chiudere peggio se non ci fosse stata la piccola corsa al mattone nella seconda parte del 2008, a ridosso dell'estate, quando la fuga dal mercato finanziario ha provocato un aumento della domanda di immobili per investimento. Tecnocasa prevede che a livello nazionale nel 2009 si imporrà una riduzione media dei prezzi che oscillerà da -4% a -1% con un calo nelle metropoli compreso tra -4% e -2%. La tendenza al ribasso è attesa nell'intera penisola: dal -3% di Torino al -4% di Roma e Palermo, con le eccezioni di Aosta, Alessandria, Vercelli, Como, Pescara, Taranto e Perugia dove non sono in vista variazioni di sorta A Milano e provincia l'anno scorso si è registrato un ribasso medio dei prezzi pari a -2,1%. E' quanto rileva l'analisi condotta dall'Ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione ridotto di 2.396 immobili in vendita. Se un anno fa comprare casa nella capitale lombarda costava in media 3.604 euro al metro quadro (in centro non si è mai scesi sotto quota 6mila), a dicembre 2008 il prezzo è sceso a 3.529 euro. A soffrire sono i quartieri periferici, come Corvetto-Rogoredo dove il taglio dei prezzi è stato del -8% e Comasina-Bicocca, (-7,4%). I quartieri dove invece i prezzi delle case si sono difesi meglio sono stati Città Studi (+3,6%) e Porta Vittoria (+3,1%). Calo generalizzato anche in provincia dove i tagli più vistosi su base trimestrale si sono osservati a Rho (-5,1%), Cinisello Balsamo, (-3,5%), Legnano (-3,3%) e Pioltello (-3%). In assoluta controtendenza, secondo questa indagine, Monza che si conferma il comune più caro del Nord Milano. Nel capoluogo della Brianza, infatti, i prezzi delle case lo scorso anno sarebbero cresciuti del +7,1% raggiungendo la media di 2.733 euro al metro quadro. Tecnocasa avverte che i ribassi nel 2009 saranno più forti per gli immobili usati rispetto a quelli nuovi dove i costruttori sono restii a ritoccare i prezzi. Soprattutto in periferia dove si concentrano gli immobili di minor pregio e dove si è costruito di più creando un surplus di offerta. Sono esclusi però i quartieri riqualificati di recente e quelli dove gli interventi sono in corso o sono previsti. Le difficoltà maggiori saranno più visibili nel segmento di mercato della prima casa deve il compratore quasi sempre deve ricorrere al mutuo. Anche per coloro che devono realizzare un acquisto di sostituzione non sarà semplice vendere il proprio immobile velocemente. Per il 2009 infatti si prevede che si manterrà un atteggiamento selettivo e prudenziale da parte delle banche nella concessione dei mutui e la media dei tassi italiani che nei primi 9 mesi del 2008 è stata superiore di oltre 1,2 punti percentuali rispetto a quella dell'area euro non scenderà. «Molti acquirenti non otterranno il mutuo oppure potranno contare su un finanziamento più ridotto», ha sottolineato l'Ufficio Studi di Tecnocasa, «questi fattori comporteranno trattative più serrate sui prezzi richiesti dai venditori i quali iniziano, però, a capire che il mercato immobiliare ha ormai imboccato una nuova direzione».

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Immobili, prezziin calo nelle città (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Immobili, prezziin calo nelle città le previsioni tecnocasa Flessioni medie del 3%. A Genova fenomeno più marcato: -7% milano. Prezzi in netta discesa, nel 2009, per il settore immobiliare. La previsione è di Tecnocasa, che stima nel 3-4% la flessione media in Italia, con una punta del 7% nel caso di Genova. L'anno che si è appena aperto, quindi, proseguirà sulla stessa falsa riga di quello appena chiuso con una diminuzione sia sul fronte delle compravendite sia su quello dei prezzi. «Si è di fronte a una situazione contrassegnata da una maggiore offerta di immobili - sottolinea Tecnocasa - da una domanda più selettiva e un allungamento dei tempi di vendita». Nelle grandi città, i cali maggiori dei prezzi delle case si avvertiranno a Bologna (dal 2 al 5%), Genova (dal 3 al 5%) e Verona (dal 3 al 5%). I valori scenderanno anche a Bari (dall'1 al 4%), Firenze (dal 2 al 4%), Napoli (dall'1 al 4%), Palermo (dal 2 al 4%). A Milano si stima un calo del 2-4%, a Roma del 3-4%. A reggere meglio, invece, sarà Torino dove si prevedono prezzi stabili, con flessioni al massimo del 3%. La situazione del mercato immobiliare italiano rimane quindi critica e prosegue la tendenza iniziata nel 2008. Le flessioni dei valori si estenderanno anche negli hinterland delle grandi metropoli con cali fino al 7% a Genova, mentre reggeranno meglio Milano e Roma dove ci si attende una contrazione massima del 2-3%. I ribassi saranno più sensibili per gli immobili usati, mentre per quel che riguarda quelli nuovi i costruttori sono ancora restii a ritoccare i prezzi verso il basso. Per quanto riguarda le zone, si attende una tenuta migliore per le aree centrali rispetto a quelle periferiche, dove spesso si concentrano immobili di qualità più bassa e dove negli ultimi anni si è anche costruito in abbondanza. I quartieri che hanno subito interventi di riqualificazione potranno registrare una performance migliore rispetto al mercato, a condizione che le migliorie siano tangibili e fruibili così come le aree oggetto di futuri interventi di riqualificazione potranno manifestare una tenuta dei prezzi. «Il mercato immobiliare - sottolinea l'ufficio studi di Tecnocasa - si muove con lentezza perché i potenziali acquirenti sono molto più reflessivi, spinti in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in generale l'economia». Alcuni segnali di ottimismo, però incominciano a vedersi. A partire dall'estate, infatti, «si è registrato un aumento della domanda di immobili ad uso investimento causato da una fuga dal mercato finanziario». Le difficoltà maggiori, invece, riguardano la prima casa a causa dell'atteggiamento selettivo delle banche nella concessione di mutui, e la domanda di sostituzione che è rallentata dall'allungamento dei tempi delle compravendite. Tecnocasa pone l'accento sul prezzo, che è stata la chiave del mercato nel 2008 e continuerà ad esserlo anche per il 2009. Le attese sono per un maggiore spazio alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentimento degli operatori - prosegue l'ufficio studi - è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile, quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile». Le difficoltà del settore immobiliare non sono certo un'esclusiva dell'Italia. Proprio ieri la Federazione nazionale degli agenti immobiliari francesi (Fnaim) ha diffuso il bilancio consuntivo del 2008, che ha fatto registrare una diminuzione media dei prezzi del 2,5%. Malissimo, in particolare, il quarto trimestre, con un crollo dei prezzi del 9,9% rispetto all'anno prima. Tra il 1998 e il 2008, infatti, i beni immobiliari si erano apprezzati del 125%, e del 140% per i soli appartamenti, secondo la Fnaim. francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 14/01/2009 GENOVA -7% 14/01/2009 MILANO -3% 14/01/2009 ROMA -3% 14/01/2009

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Tecnocasa, previsioni 2009 a Savona prezzi in calo del 3% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MERCATO IMMOBILIARE Tecnocasa, previsioni 2009 a Savona prezzi in calo del 3% Mercato immobiliare ancora in frenata nel 2009. A prevederlo è l'ufficio Studi di Tecnocasa che ha ipotizzato per Savona una riduzione dei prezzi delle case nell'ordine del 2-3%, in linea con le previsioni che gli esperti del gruppo in franchising formulano anche per il mercato nazionale. I ribassi dei prezzi - questa la previsione di Tecnocasa - saranno più sensibili per gli immobili "usati" rispetto a quelli nuovi e si attende una tenuta migliore per le zone centrali rispetto a quelle periferiche.

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Prezzi delle case giù del 3 - 4 % (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Metronews" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prezzi delle case giù del 3 - 4 % uscito su Metro il 14/01/2009 Lascia il tuo commento! Giù i prezzi delle case, così come le compravendite. Il mercato immobiliare italiano chiude l?anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite che ha interessato grandi metropoli, capoluoghi di provincia e comuni dell'hinterland. Il prezzo, che è stato la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009. Le previsioni del gruppo Tecnocasa a livello nazionale indicano una riduzione dei prezzi che oscilla da -4% a -1%. è quanto si legge nell?analisi “Previsioni immobiliari 2009” realizzata da Tecnocasa. Secondo la società immobiliare, a Roma nel 2009 è attesa una riduzione dei prezzi di acquisto degli immobili residenziali compresa fra il 3 e il 4%. Si attende una tenuta migliore per le zone centrali, dove la domanda è sempre sostenuta e l?offerta bassa, soprattutto per gli immobili di pregio.

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Eccesso di offerta e la gente posticipa gli acquisti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Eccesso di offerta e la gente posticipa gli acquisti C'era una volta l'età aurea del mercato immobiliare: eravamo alla fine degli anni '90 e il matrimonio fra mattone e credito aveva reso felici praticamente tutti, grazie ai mutui per l'acquisto di una casa concessi pressoché a chiunque e a buon mercato, con i prestiti che non solo coprivano l'intero valore dell'immobile da acquistare, ma andavano oltre, fino al 120% del prezzo d'acquisto. Per quasi dieci anni è stato boom immobiliare, fatto di una crescita inarrestabile dei prezzi accompagnata da un numero di transazioni in costante aumento. Indebitarsi sembrava allora la regola del mercato, un passaggio obbligato per chi voleva acquisire uno stile di vita improntato alla «moltiplicazione» dei propri investimenti, ma anche per le fasce sociali più deboli che hanno colto questa straordinaria opportunità per acquistare casa. Poi, come un terribile ciclone, l'effetto subprime scatenatosi in America ha spazzato via tutto: facendo crollare i prezzi delle case e il numero delle transazioni immobiliari. Nel comparto immobiliare si è assistito alla rottura del meccanismo basato su un rapporto equilibrato tra domanda e offerta, nel quale la prima modulava la seconda. La domanda era sostenuta in quanto stimolata sempre più verso nuovi acquisti, mossi da continui accresciuti bisogni, da una pubblicità di offerte adeguate ben supportate e rese appetibili da un credito così largamente favorevole. Questo meccanismo ora è saltato: oggi è rimasta solo una capacità costruttiva spropositata, particolarmente evidente a Bergamo nelle previsioni contenute nel Pgt, un piano in grado sì di stravolgere positivamente la città, ma che in questo momento mal si concilia con una domanda sempre più rarefatta. In presenza di un'offerta sempre più preponderante, la «colata» di circa due milioni di nuovi metri cubi ipotizzati nel Piano di governo del territorio nei prossimi anni risulta addirittura sconcertante visto che di giorno in giorno aumenta l'invenduto e ciò sta già favorendo l'inevitabile discesa dei prezzi, inevitabile perchè conseguenza di una sempre più accentuata contrazione del numero di compravendite. La preoccupazione è che la discesa generalizzata dei prezzi, non solo degli immobili, porti l'economia alla stagnazione, innescando il pericoloso fenomeno della deflazione. I consumatori posticipano così gli acquisti, confidando in ulteriori cali e innescando in tal modo quella che gli analisti definiscono la «sindrome di Tokyo», che da oltre dieci anni paralizza il Giappone, dove i consumi ristagnano nonostante i tassi d'interesse siano prossimi allo 0%. Come e quando si uscirà dalla crisi? Ragionevolmente nessuno può azzardare previsioni. Sicuramente si deve assumere un atteggiamento molto realistico nei confronti di quanto sta accadendo. I pressappochisti che minimizzano e falsano la realtà con facili ottimismi risultano essere dannosi per l'intera comunità immobiliare, e la loro visione limitata solo ai propri interessi di fatto fornisce letture distorte del mercato che non permettono ai cittadini di fare scelte oculate. La situazione si affronta innanzitutto offrendo e cercando trasparenza e facendo sistema, lavorando il più possibile a scrivanie unite. Ben venga quindi la «Casa delle professioni immobiliari» di cui proprio su queste colonne si è ampiamente trattato nell'edizione del 4 gennaio, iniziativa che rappresenta non solo una novità culturale ma anche uno strumento anticrisi. Una novità che, nelle intenzioni dei suoi promotori, non si riduce a un semplice convegno, ma che rappresenta un nuovo metodo di collaborazione fra i tanti protagonisti del mercato immobiliare (proprietari di immobili, agenti immobiliari, amministratori di condominio, intermediari finanziari, costruttori, progettisti e tecnici di varie discipline), chiamati a sedersi a un tavolo comune per analizzare l'esistente, prevedere il futuro, immaginando, nel segno dell'interdisciplinarità, servizi, progetti integrati e promuovendo temi all'attenzione delle amministrazioni locali e della cittadinanza. La «Casa delle professioni immobiliari» vuole essere tutto questo, cancellando la filosofia dei moduli preconfezionati e spalancando invece le porte all'interattività e al confronto con il cittadino-fruitore. Ben venga perciò anche l'Expo Re&T, il primo salone immobiliare bergamasco, che proporrà iniziative immobiliari su scala provinciale e regionale e che rappresenterà una vetrina delle località di maggior pregio turistico aperta sul mercato nazionale e internazionale. Ben venga un'unica, ampia e autorevole Commissione di rilevazione dei prezzi degli immobili, magari sotto l'egida di un ente pubblico come la Camera di Commercio. Oggi in provincia ci sono ben 5 listini dei prezzi degli immobili con 5 quotazioni diverse. Vista l'obiettiva situazione di caos, la pressante domanda di affidabilità e trasparenza, proveniente dal mercato e relativa agli elaborati di stima, non può che avere un'unica risposta, quella proposta da Appe-Confedilizia Bergamo, Ascom-Fimaa e Confesercenti-Anama che si sono già attivate per armonizzare quest'anno le valutazioni degli immobili che verranno stampati sulle rispettive pubblicazioni. Ben venga, infine, un'unica Banca dati degli immobili, che raccolga le proposte immobiliari provenienti sia dagli operatori sia dai privati. La «Casa delle professioni immobiliari» a breve darà corpo a un progetto che andrà proprio in questa direzione, venendo incontro alle esigenze sia degli operatori immobiliari sia dei proprietari d'immobili, in veste di acquirenti-venditori-locatori, oltre che dei conduttori, o aspiranti tali, di immobili residenziali e non. Queste sono risposte concrete ai sentimenti del privato e dell'operatore, i primi veri segnali di una sinergia volta a rasserenare e a rassicurare il mercato. Solo così si potrà scongiurare un 2009 nato sotto il segno di cattivi presagi, contenendo quantomeno l'aggravamento ulteriore della crisi che porterebbe, oltre alla già citata stagnazione economica, negative conseguenze sull'occupazione in un settore quale quello immobiliare che da sempre è un volano per la nostra economia. Gianfederico Belotti

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<A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

RIMINI CRONACA pag. 5 «A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%» LE PREVISIONI DELL'OSSERVATORIO DI TECNOCASA SUL MERCATO IMMOBILIARE NEL 2009 CALANO i mutui e (per la gioia di molti riminesi) calano finalmente i prezzi delle case. Almeno è quanto prevede il gruppo di Tecnocasa, la più importante rete di agenzie immobiliari in Italia. Secondo i dati forniti dall'osservatorio di Tecnocasa, quest'anno a Rimini i prezzi delle abitazioni diminuiranno sicuramente, e non di poco. La contrazione stimata per il 2009, secondo Tecnocasa, oscillerà tra il 3% e il 6%, a seconda naturalmente del tipo di immobili. I più toccati dal calo dei prezzi del mercato immobiliare saranno quasi sicuramente gli appartamenti usati, specie quelli non di particolare pregio, o che necessitano di interventi di ristrutturazione. RESISTERANNO invece le case di nuova costruzione, specialmente quelle realizzate più di recente, e seguendo i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico. Qui i ribassi saranno più contenuti, anche se è leciso aspettarsi un lieve calo. Lo stesso vale per gli immobili delle zone più centrali, mentre risentiranno di certo della flessione del mercato immobiliare le abitazioni in periferia. Nel complesso, a livello nazionale Tecnocasa ha stimato un calo tra il 4% e l'1%, con alcuni distinguo per le città più grandi e per l'hinterland. Tra le città di medie dimensioni incluse nell'indagine di Tecnocasa, Rimini è considerata una delle località che più accuserà la diminuzione dei prezzi, anche a causa del boom degli anni scorsi che ha sicuramente gonfiato' il mercato immobilare. Soltanto per Udine, Mantova e Siracusa si prevede una flessione altrettanto decisa, fino al 6%. Soffrono, tra le grandi città, Genova (previsto un calo fino al 7% nelle zone in periferia) e Palermo (-6%), mentre a Bologna i prezzi potrebbero calare quest'anno almeno del 5%, così come a Verona. Image: 20090114/foto/8307.jpg

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USA: perché dubitare del piano economico di Obama pag.1 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

USA: perché dubitare del piano economico di Obama PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di ilsussidiario.net , 14.01.2009 11:55 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! trattenute per coprire buchi irrisolti. La bolla immobiliare si sta sgonfiando e ciò deprime nuove costruzioni. Connesso a questo fenomeno c?è quello delle famiglie che non riescono a pagare i mutui anche per difficoltà di ristrutturazione del debito. Con questo voglio dire che per far ripartire l?America non serve ?tutto? il megastimolo, ma basta risolvere questi due problemi (strutturali). Se la politica stimolativa di Obama non li risolverà, altre misure serviranno a poco e il sistema stagnerà per due anni prima di aggiustarsi da solo dopo un periodo catastrofico. Se, invece, i due problemi saranno risolti, allora non sarà necessario tutto il megaprogramma oggi ventilato e il suo costo prospettico (pauroso) in termini di inflazione e indebolimento del dollaro. Il fatto curioso è che per il problema bancario la politica può fare poco. Per il problema del mercato immobiliare la politica potrebbe fare molto - nuova legge sulla rinegoziazione dei mutui, detassazione selettiva dei mutuatari, retrogaranzia per i rischi di insolvenza, programmi di edilizia popolare, ecc. - ma non sembra lo stia preparando nelle dosi che servirebbero. Tuttavia, la Riserva federale sta facendo moltissimo ed è questa linea di intervento non-politica, poco commentata, che in realtà determinerà i tempi della ripresa del credito e in generale. Probabilmente in 6 mesi ce la farà. Quindi Obama dovrebbe ?solo? aggiungere un centinaio di miliardi per aiutare il mercato immobiliare e altrettanti come detassazione. Il resto della stimolazione lo farà il basso costo del denaro. Con questo voglio dire che il fabbisogno di risorse d?emergenza, con il rischio di destabilizzazione futura che comportano, potrebbe rivelarsi minore del previsto. Ma se banche e immobiliare non si riprenderanno il sistema resterà in crisi per anni, anche buttandovi segue pagina >>

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Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere Roma, 14 gen (Velino) - “Dopo cinque anni di crescita superiore al 4 per cento, l?economia globale nel 2009 si avvia verso un pesante rallentamento, ma sarà ben lontana dalla crescita negativa, ovvero dalla recessione e ciò vorrà dire che la domanda di energia continuerà a salire, seppur a ritmi più lenti”. è quanto afferma Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un?intervista realizzata per l?ultimo numero della newsletter del Gestore del mercato elettrico (Gme). “Nell?industria energetica la costante espansione della domanda di petrolio degli Usa e della Cina – aggiunge Tabarelli - era squilibrato e infatti giustificava, seppur in parte, prezzi del petrolio in costante crescita oltre la fatidica soglia dei 100 dollari. Il rallentamento dell?economia è sotto questo profilo salutare, in quanto consentirà alla domanda di energia di aspettare che l?offerta cresca in maniera adeguata, sempre che i produttori di petrolio, gas e carbone, continuino nei loro programmi di investimento. L?aspetto più negativo della crisi globale, non è tanto nell?intensità della frenata, che per alcuni paesi potrebbe si essere molto intensa, ma per le condizioni del tutto nuove introdotte dall?instabilità successiva al periodo di forti oscillazioni. Di nuovo il caso dell?industria energetica è emblematico, con prezzi del petrolio che sono passati da 80 dollari per barile a fine 2007 a 147 nel luglio 2008, per poi crollare di nuovo sotto i 40 dopo poche settimane. Nel carbone le dinamiche dei prezzi sono state simili, con prezzi che hanno toccato in estate valori superiori a 200 dollari per tonnellata, per poi crollare a 80 dollari a fine anno”. “Una delle poche certezze dell?economia reale – osserva ancora Tabarelli - è che la domanda di energia continuerà a crescere nei prossimi anni e che per coprirla occorreranno ingenti investimenti che non possono essere decisi in condizioni di instabilità finanziaria simili a quelle conosciute nel 2008. Per altro vale sempre ricordare che l?energia, fattore produttivo essenziale di tutte le economie mondiali, per essere prodotta necessita di grandi impianti quasi sempre molto complessi e difficili da gestire che, proprio per questo, sono molto costosi, ad alta intensità di capitale, e hanno durata lunga, fino ad oltre 50 anni. Fare investimenti di questo tipo con oscillazioni dei prezzi dell?ordine del 100 per cento, è sostanzialmente impossibile ed è di questo aspetto che occorre più essere preoccupati per il 2009. Sempre nell?energia è interessante constatare che la crisi finanziaria causa crisi politiche mai verificatesi in passato” e cioè quella tutt?ora in corso tra Russia e Ucraina. “Il rallentamento dell?economia globale – sottolinea comunque Tabarelli - sarà tutto sommato contenuto e il Pil mondiale continuerà a salire a ritmi intorno al 2,5-3 per cento”. “Tuttavia, nell?ultima crisi vi sono degli elementi completamente nuovi che la rendono unica nella lunga storia dei crolli finanziari americani. Si tratta in particolare della difficoltà delle banche nel concedere credito, che, vale ricordare, è la loro attività tipica e che costituisce un motore essenziale dell?economia reale. In sostanza, non si fidano fra di loro nel scambiarsi credito, figuriamoci poi se si possono fidare nel concedere prestiti alle imprese o alle famiglie che, a loro volta, hanno ridotto drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il tutto è stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal 2002 a chiunque veniva concesso un mutuo, indipendentemente dalla sua capacità. Ciò vale in particolare per l?anello più debole dell?economia europea, ovvero l?Italia, che, grazie ad un sistema bancario che fino a qualche mese fa veniva definito arretrato, è rimasta un po? più al riparo dalla tempesta. Tuttavia, le note positive finiscono qui e si allontanano definitivamente le speranze di portare la crescita del nostro Pil verso quel 2 per cento che è condizione indispensabile per cercare di sanare i nostri problemi strutturali: l?enorme debito statale e il ritardo dell?economia meridionale”. (red/asp) 14 gen 2009 12:07

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Fondi, i meno peggio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Morningstar IT" del 14-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Clicca qui per leggere il report completo Un vecchio proverbio recita: "l'Epifania tutte le feste porta via". Quest'anno la vecchietta con la scopa si è portata via anche il rimbalzo delle Borse dell'inizio dell'anno. E sui mercati sono tornate le antiche paure di recessione, mentre si apre una stagione di trimestrali che si prospetta avara. Per gli investitori tutto ciò che di più brutto poteva succedere nel 2008 è accaduto: il fallimento di grandi banche d'affari, la crisi creditizia, il calo dei prezzi delle case e il rallentamento dell'economia globale. Né azioni né obbligazioni hanno retto alla tempesta, con la sola eccezione dei titoli di Stato. La delusione è stata tanta anche per i risparmiatori più prudenti e i pesanti riscatti dai fondi (-140 miliardi) lo dimostrano. Uno sguardo su quello che è successo l'anno scorso, però, aiuta a ripartire con la marcia giusta. Secondo il Rapporto annuale di Morningstar sulle performance dei fondi europei, il 2008 ha offerto pochi porti sicuri per gli investitori azionari. Tuttavia non tutti sono andati ugualmente male. I comparti con titoli più difensivi, come quelli farmaceutici, si sono comportati meglio di quelli esposti al ciclo economico. Analogamente, le società a larga capitalizzazione hanno perso meno di quelle a piccola e media, che sono meno liquide, in quanto hanno volumi di scambio più contenuti. Infine, le aziende growth, ossia quelle caratterizzate da alti tassi di crescita hanno sofferto più di quelle value (che quotano a sconto rispetto ai fondamentali di bilancio). A livello geografico, i rendimenti dei fondi azionari sono stati ovunque negativi, ma hanno sofferto di più le regioni che hanno economie fortemente dipendenti dall'energia e dalle risorse naturali, a causa del crollo dei prezzi del petrolio e dei metalli. La peggior categoria è stata quella degli Azionari Russia (-73,6%), sulla quale hanno pesato anche fattori politici. Non è andata meglio per i fondi specializzati nell'Europa orientale (esclusa la Russia), perché i listini hanno un'alta esposizione al settore dei servizi finanziari (in media il 42%), che è stato la principale vittima del terremoto bancario che ha scosso il globo. La Svizzera si è confermata un Paese-rifugio: i comparti che investono sulla Borsa di Zurigo hanno perso circa il 28% contro il 40% della media europea, grazie all'elevata presenza nell'indice di titoli farmaceutici e beni di consumo primari. Ha sorpreso, invece, la Spagna. Nonostante sia stata colpita più di altre nazioni del Vecchio continente dallo scoppio della bolla immobiliare, i fondi azionari specializzati sul mercato madrileno hanno lasciato sul terreno circa il 38%, meno di quelli italiani (-46%), grazie alla tenuta di telecomunicazioni e finanziari. Vincenti nel 2007, i comparti azionari che investono in Asia (escluso il Giappone) hanno seguito al ribasso le Borse mondiali (-49,5% in media). Il rallentamento delle esportazioni ha penalizzato la Cina, che però ha potuto trarre una boccata d'ossigeno dal pacchetto di stimoli governativi pari a 4 mila miliardi di renminbi, varato all'inizio di novembre. Per l'India, invece, è stato un anno da dimenticare, non solo per ragioni congiunturali, ma anche per l'aumento del rischio geopolitico dopo la strage di Mumbai. Secondo gli analisti di Morningstar, i titoli cinesi e indiani ora quotano a sconto rispetto alla media dell'area asiatica, ma gli investitori per il momento preferiscono starne alla larga. Sui mercati obbligazionari, il ritornello è stato lo stesso un po' ovunque, indipendentemente dalla valuta di emissione: fuggire dal rischio e cercare lidi sicuri. Per questa ragione, le categorie high yield (titoli più rischiosi) sono state le peggiori nelle rispettive divise locali, mentre i fondi specializzati in titoli di Stato hanno ottenuto performance positive (+7,9% in media per quelli in euro). Per un investitore europeo, il rapporto di cambio tra la divisa comunitaria e le principali valute mondiali ha avuto un ruolo importante. Ad esempio, gli azionari Usa hanno perso in media il 40% in dollari, ma grazie all'apprezzamento della divisa americana, la perdita in euro è stata intorno al 38%. Un discorso analogo vale per i comparti in yen, in particolare quelli obbligazionari, che sono stati tra i migliori per performance in euro (+28% in media). La divisa nipponica ha beneficiato dell'abbandono delle pratiche di carry trade (indebitarsi in Paesi a basso costo del denaro per investire in altri con tassi di interesse maggiori), diffuse negli anni scorsi. Utimi Articoli Buffett è manager dell'anno Cotechino e lenticchie per... Il colpo di Madoff Gestori pronti per un 2009 in recessione Le banche centrali indossano il... Articoli correlati Energetici peggio dei finanziari Link Correlati

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L'export veronese frena in Spagna (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena.it, L'" del 16-01-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

L'export veronese frena in Spagna MERCATI. La bolla immobiliare iberica pesa sul sistema scaligero nel settore metalmeccanico Tiene il commerciale, in flessione l'auto 16/01/2009 rss e-mail print L'export veronese frena in Spagna La Spagna è alle prese con una bolla immobiliare le cui conseguenze stanno arrivando a toccare anche le sponde dell'Adige, soprattutto per quanto riguarda i rapporti economici nel settore metalmeccanico. Che cosa succederà dei rapporti economico-commerciali, tra la Spagna e Verona. Perché si tratta di rapporti solidi. Basti pensare agli stabilimenti realizzati storicamente da industrie come la Mondadori, o quelle nella carta (Fedrigoni) o del settore del forni da pane, per arrivare a Burgos, con la presenza più che quarantennale della Ferroli. O quella più recente del Gruppo Manni con Isopan Espana. E poi le società commerciali nella commercializzazione dei prodotti agricoli o dei prodotti alimentari (come è il caso di Rana Espana). Senza dimenticare poi che a Verona c'è la sede italiana (gruppo Volkswagen) di Seat. E le difficoltà del mondo dell'auto si riscontrano subito con una perdita di oltre 30 milioni di import a Verona di auto nei primi nove mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel commerciale, tutto sommato, i rapporti tengono. Lo si vede dall'appeal che ha tuttora il sistema del prontomoda veronese 66,8 nel 2008 contro 64,7 milioni), mentre, però, ha perso il 40% il calzaturiero, sceso da 11,2 a 6,8 milioni. Ma lo si constata soprattutto nell'alimentare dove Rana è riuscito a conquistare la prima posizione, davanti a pur forti competitor nazionali e mondiali, nella pasta fresca con una squadra giovane, ben motivata, un'accorta campagna promozionale e l'indispensabile qualità del prodotto. Persino nei prodotti agricoli, pur con non grandi cifre (5,7 milioni di export contro i 2,6 dell'anno precedente) Verona si difende. Anche se sconta una modesta crescita dell'import di prodotti agricoli spagnoli: da 43,1 a 44,4 milioni. Come vanno bene le macchine elettriche ed elettroniche (26 milioni contro i precedenti 20,5). Dove stanno, allora, le preoccupazioni? Proprio nella bolla immobiliare. Perché buona parte del business veronese (quasi la metà dell'export) è data proprio dal metalmeccanico, con specifici riferimenti non solo ai macchinari, ma proprio ai sistemi di comfort abitativo. Ecco allora la risposta della Verona che produce: forte innovazione per mettersi in prima fila in un mercato che cala. Per tutti, l'esempio di Giulio Pedrollo, fresco presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Verona, con il lancia a Barcellona della turbina eolica, grande come una parabola, ideale per un paese ventoso come la Spagna. Le ragioni della crisi immobiliare spagnola sono quelle della situazione globale. Da una parte l'imponenza delle grandi opere, che resteranno nella storia del Paese, realizzate soprattutto in concomitanza con le Olimpiadi di Barcellona e poi a Valencia l'American's Cup, ma anche opere memorabili per la potenza del richiamo visivo-artistico. Basti guardare che cosa ha realizzato Valencia, la città del «sogno mediterraneo» nel percorso culturale-naturalistico tracciato lungo il corso secolare del suo fiume, deviato dopo una disastrosa alluvione. Eppure, proprio a fronte dell'incredibile palazzo della musica (capace di ospitare nelle sue sale oltre 5.000 spettatori), immerso nell'acqua, che è l'altro elemento chiave del «nuovo» insieme alla ceramica ed alle forme audaci, ci sono alcuni esempi clamorosi di quanto sta accadendo: la disperazione dei molti che avevano speculato sugli immobili e che ora non trovano acquirenti anche a prezzi stracciati. «Se vende» è leggibile dappertutto, in tutti i colori di forte richiamo. Già, «se vende», ma a chi, visto che a fine 2009 una famiglia su cinque avrà in casa un disoccupato, visto che, per dire, la vendita delle auto è crollata di oltre il 40%? Franco Ruffo Franco Ruffo

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