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TARTICOLI DEL 7-16 gennaio 2009
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Articoli
Mercato immobiliare (25)
Calano del 6% i prezzi delle case
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: i prezzi delle case A Sestola si sgonfia il mercato, ribasso contenuto invece a Fanano SESTOLA. Calano del 3,4% in media i prezzi degli immobili nelle località turistiche dell'Emilia Romagna, secondo l'ufficio studi di Tecnocasa. A Sestola il calo è maggiore della media regionale, con una diminuzione delle quotazioni degli immobili che arriva a -
Fondi,
una crisi da 140 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: una crisi da 140 miliardi Nuovo record storico negativo per un settore in attesa di riforme strutturali Isabella Della Valle MILANO Finalmente il 2008 è alle spalle. Un anno così nero se l'aspettavano in pochi. Bolla immobiliare, crisi del credito, Borse a picco, fallimento di blasonate istituzioni finanziarie, salvataggi in extremis di altre, mercato invaso da titoli tossici.
Gelata
sulle case di montagna ( da "Miaeconomia"
del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: per la prima volta dal 2000, i prezzi medi hanno registrato una riduzione media dello 0,1% nei primi sei mesi del 2008, per poi registrare una lieve ripresa della domanda subito dopo il periodo estivo. A fornire i dati sul comparto immobiliare ad alta quota è l?ufficio studi di Tecnocasa, secondo cui gli acquirenti nell?
Contro
la crisi occorre rivedere la Finanziaria
( da "Gazzetta
di Reggio" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Questo ha portato a un'estrema facilitazione nella concessione di denaro a prestito e a una bolla speculativa basata sul mercato edilizio, nella convinzione che i prezzi delle case sarebbero sempre saliti. Per diversi anni c'è stata una crescita di valore degli immobili del 10% all'anno, ma ai primi segnali di contrazione è stato il panico».
Manhattan?
è in saldo ( da "Milano Finanza"
del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: primo ha risentito dello scossone immobiliare e al momento rappresentano la meta più ambita per chi volesse sfruttare la crisi per mettere le mani su una casa a prezzi stracciati», spiega Ghisolfi. «A Miami, per esempio, l'eccesso di offerta ha determinato un crollo dei prezzi a ridosso del Business Centre di Downtown: lì le nuove abitazioni si possono comprare con uno sconto del 50,
Quel
passo stanco di Spagna e Irlanda ( da "Giornale.it, Il"
del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Eccessivo, però, il peso assegnato al settore delle costruzioni. Questo comparto vale oggi il 17% dell'intera ricchezza nazionale, una percentuale figlia anche della bolla immobiliare che è andata gonfiandosi soprattutto nell'ultimo decennio prima di esplodere in seguito al virus dei mutui subprime.
Immobili,
prezzi in caduta libera. Ma in periferia...
( da "Affari
Italiani (Online)" del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 396 immobili in vendita in città. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la madonnina costava 3.604 euro/m2, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro/m2, con una differenza di 75 euro/m2. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi.
Lontani
dai mercati per altri tre mesi: ecco perché pag.1
( da "Trend-online"
del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La creazione di ricchezza grazie alla bolla immobiliare. Oggi questi tre fattori giocano tutti CONTRO la tenuta e la ripresa degli indici!!! Mercato libero ritiene che un rapporto Prezzo Utili corretto davanti a questa crisi possa essere fra 12 e 14. Questo significherebbe un ulteriore crollo dei listini del 20% - 40% dai prezzi attuali.
In
caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno
registrano un -2,1%. ... ( da "Leggo"
del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. E' quanto risulta da un'analisi condotta dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.
Crolla
il prezzo delle case Resistono cinque quartieri
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 396 immobili in vendita a Milano. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.604 euro al metro quadro, nello stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro, con una differenza di 75 euro al metro.
Mercato
immobiliare: in flessione i prezzi a Torino
( da "Trend-online"
del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
it) su un
campione di 793 immobili presenti nel database del portale. Si tratta di una
flessione nel complesso contenuta, che tuttavia conferma la tendenza a ribasso
dei prezzi delle case in città, calati del 2,2% nel corso del 2008. Stando a
queste cifre acquistare un appartamento di
Mattone
"in saldo": per le case nel 2009 prezzi giù anche del 4%
( da "TgFin.it"
del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: il prezzo, che è stato la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009". Inoltre, "il sentiment degli operatori è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare a un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile: il rapporto prezzo/qualità sarà quindi fondamentale per vendere l'immobile"
Da
Almunia a Trichet tutti d'accordo: euro scudo contro crisi
( da "Velino.it,
Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: I Paesi della zona euro attraversano una crisi senza precedenti. L'Italia e la Grecia hanno debiti pubblici giganteschi, la bolla immobiliare sta esplodendo in Irlanda e in Spagna, la sopravvalutazione dell'euro e' costata almeno l'1 per cento della crescita e milioni di posti di lavoro in Francia, Spagna e Italia”
Immobili,
quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6%
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: di Gabriele De Stefani «Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il 3 ed il 6%» L'analisi di Tecnocasa E Scenari immobiliari: troppe difficoltà per chi deve acquistare la prima casa Due analisi di mercato per un solo risultato: i prezzi delle case nel 2009 sono destinati a scendere ancora.
Case,
a Verona prezzi in calo del 5% nel 2009
( da "Arena,
L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: flessione di compravendite e prezzi. «Si è di fronte a una situazione contrassegnata da una maggiore offerta di immobili», sottolinea Tecnocasa in una nota, «da una domanda più selettiva e un allungamento dei tempi di vendita». Tra i cali maggiori dei prezzi delle case nelle grandi città spicca quello di Verona in cui dovrebbe registrarsi un ulteriore diminuzione compresa tra il 3%
Immobili,
prezzi in discesa ( da "Italia Oggi"
del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Nel capoluogo della Brianza, infatti, i prezzi delle case lo scorso anno sarebbero cresciuti del +7,1% raggiungendo la media di 2.733 euro al metro quadro. Tecnocasa avverte che i ribassi nel 2009 saranno più forti per gli immobili usati rispetto a quelli nuovi dove i costruttori sono restii a ritoccare i prezzi.
Immobili,
prezziin calo nelle città ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Le attese sono per un maggiore spazio alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentimento degli operatori - prosegue l'ufficio studi - è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile, quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile».
Tecnocasa,
previsioni 2009 a Savona prezzi in calo del 3%
( da "Stampa,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
MERCATO
IMMOBILIARE Tecnocasa, previsioni
Prezzi
delle case giù del 3 - 4 % ( da "Metronews"
del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Prezzi delle case giù del 3 - 4 % uscito su Metro il 14/01/2009 Lascia il tuo commento! Giù i prezzi delle case, così come le compravendite. Il mercato immobiliare italiano chiude l?anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite che ha interessato grandi metropoli, capoluoghi di provincia e comuni dell'hinterland.
Eccesso
di offerta e la gente posticipa gli acquisti
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: più deboli che hanno colto questa straordinaria opportunità per acquistare casa. Poi, come un terribile ciclone, l'effetto subprime scatenatosi in America ha spazzato via tutto: facendo crollare i prezzi delle case e il numero delle transazioni immobiliari. Nel comparto immobiliare si è assistito alla rottura del meccanismo basato su un rapporto equilibrato tra domanda e offerta,
<A
Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 5 «A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%» LE PREVISIONI DELL'OSSERVATORIO DI TECNOCASA SUL MERCATO IMMOBILIARE NEL 2009 CALANO i mutui e (per la gioia di molti riminesi) calano finalmente i prezzi delle case. Almeno è quanto prevede il gruppo di Tecnocasa, la più importante rete di agenzie immobiliari in Italia.
USA:
perché dubitare del piano economico di Obama pag.1
( da "Trend-online"
del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La bolla immobiliare si sta sgonfiando e ciò deprime nuove costruzioni. Connesso a questo fenomeno c?è quello delle famiglie che non riescono a pagare i mutui anche per difficoltà di ristrutturazione del debito. Con questo voglio dire che per far ripartire l?
Energia,
Tabarelli: La domanda continuerà a crescere
( da "Velino.it,
Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
hanno ridotto
drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il tutto è
stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal
Fondi,
i meno peggio ( da "Morningstar IT"
del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la crisi creditizia, il calo dei prezzi delle case e il rallentamento dell'economia globale. Né azioni né obbligazioni hanno retto alla tempesta, con la sola eccezione dei titoli di Stato. La delusione è stata tanta anche per i risparmiatori più prudenti e i pesanti riscatti dai fondi (-140 miliardi) lo dimostrano.
L'export
veronese frena in Spagna ( da "Arena.it, L'"
del 16-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Proprio nella bolla immobiliare. Perché buona parte del business veronese (quasi la metà dell'export) è data proprio dal metalmeccanico, con specifici riferimenti non solo ai macchinari, ma proprio ai sistemi di comfort abitativo. Ecco allora la risposta della Verona che produce: forte innovazione per mettersi in prima fila in un mercato che cala.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Calano del 6% i prezzi delle case A Sestola si sgonfia il mercato, ribasso contenuto invece a
Fanano SESTOLA. Calano del 3,4% in media i prezzi degli immobili nelle località turistiche dell'Emilia Romagna,
secondo l'ufficio studi di Tecnocasa. A Sestola il calo è maggiore della media
regionale, con una diminuzione delle quotazioni degli immobili che arriva a -6,7%
nella prima parte del
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-01-09 - pag: 27 autore: Risparmio. Il
2008 si chiude in profondo rosso per l'industria dei prodotti di investimento:
risparmiatori in fuga dal rischio Fondi, una crisi da 140 miliardi
Nuovo record storico negativo per un settore in attesa di riforme strutturali
Isabella Della Valle MILANO Finalmente il 2008 è alle spalle. Un anno così nero
se l'aspettavano in pochi. Bolla immobiliare, crisi del credito, Borse a picco, fallimento di blasonate
istituzioni finanziarie, salvataggi in extremis di altre, mercato invaso da
titoli tossici. Insomma quanto basta per togliere il sonno a investitori
grandi e piccoli che si sono trovati di fronte a una crisi epocale di cui non
si vede ancora la fine. E per l'industria dei fondi il bilancio è pesante: 140
miliardi di euro sono stati ritirati dal sistema, un'emorragia record che
richiede interventi legislativi immediati se si vuole evitare una crisi
irreversibile. La situazione del risparmio gestito è al limite del collasso: i
risparmiatori hanno modificato gli obiettivi di investimento ora l'importante è
non perdere e non è un caso che sia partita la corsa ai depositi bancari, ai
vecchi titoli di Stato e a tutti gli strumenti con un margine di rischio
praticamente nullo. Esigenza intercettata in pieno dalle banche, che davanti
alla crisi dell'interbancario hanno assecondato la prudenza dei risparmiatori.
Il risultato è stato un anno da dimenticare per i gestori: il deficit di 8,9
miliardi segnato il mese scorso ha provocato il dato annuo di raccolta peggiore
della storia (-140 miliardi). Certo, l'anno non era partito sotto i migliori
auspici – con un deficit di 19 miliardi a gennaio 2008 –,ma c'era la speranza
che il settore in qualche modo avrebbe risalito la china. E invece, mese dopo
mese, ha continuato a perdere colpi, fino al picco di -22 miliardi registrato a
ottobre, il dato peggiore di tutti i tempi. A far sprofondare la situazione
sono stati soprattutto i prodotti obbligazionari in rosso per 65 miliardi, ma è
stato un anno negativo anche per gli azionari che di miliardi ne hanno persi
29. Più contenuto il calo dei flessibili e dei monetari, in passivo
rispettivamente per 16 e per 11 miliardi, mentre i bilanciati e gli hedge che
hanno limitato i deflussi a 8 miliardi.«Nel 2008 –spiega Marcello Messori,
presidente di Assogestioni – si sono sommati i problemi interni dell'industria
alla crisi finanziaria mondiale, ma nonostante il momento difficile rimango
dell'idea che il fondo resti un valido strumento per superare la crisi. Anche
se per rilanciarlo bisognerà migliorare la qualità del servizio al
sottoscrittore, contenendo i costi e innovando i prodotti ». La questione dei
costi è un punto dolente, anche perché spesso non sono giustificati dalle
performance. Fino a oggi a poco sono serviti gli appelli delle istituzioni,
Banca d'Italia in primis, per dare una svolta al sistema. I problemi sul tavolo
sono molti, dalla questione fiscale alla disomogeneità con altri prodotti di
investimento o al legame a doppio filo delle Sgr con i grandi gruppi bancari
che le controllano e il cui interesse per l'asset management non è certo
prioritario. La soluzione, dunque, sembra ancora lontana.Se si guarda
l'andamento dei gruppi nel corso di questo difficile 2008 il quadro è
drammatico. Il leader del settore, Intesa Sanpaolo, nel giro di 12 mesi ha
registrato una raccolta netta negativa per 33 miliardi, ma non è andata molto
meglio neppure a Pioneer Investments (UniCredit) in rosso per 32,8. Molto
negativi anche i numeri del Banco Popolare (-9,2 miliardi), di Credit Agricole
A.M. (-8), di Arca (-5,8), di Mps (-5,5), di Ubi (-5,1). I segni positivi sono
pochi: Mediolanum (891 milioni),Generali ( 242),State Street Global investors
(280), Banca Finnat Euroamerica (273) e poi più distaccati Agora, Pfm e
Rothschild. Il bilancio di dicembre Il colpo di grazia finale al settore è
arrivato con il dato di dicembre, che non ha smentito la tendenza: la raccolta
nell'ultimo mese dell'anno è stata negativa per 8,9 miliardi, trascinata dal
dato degli obbligazionari, dei liquidità e degli hedge fund (a pagina 33 sono
pubblicate tutte le tabelle relative all'andamento di dicembre). Inevitabile un
ulteriore ridimensionamento delle masse gestite: il patrimonio netto degli
oltre 3.600 fondi presenti sul mercato è infatti sceso a dicembre a quota 409
miliardi, con un calo del 2,8% sul mese precedente e del 24% sull'inizio
dell'anno. «Per il 2009 sono preoccupato – conclude Messori – la situazione
resterà critica finchè non si risolverà il problema della liquidità e la
recessione sarà un ulteriore ostacolo. Mi auguro che la Consob arrivi a
completare il percorso sui prodotti illiquidi e che il tavolo aperto da
Bankitalia porti al più presto a risultati concreti ». Per ora sono auspici. Il
mercato aspetta risposte. Apagg. 33-36 I dettagli sul risparmio gestito QUADRO
DEVASTANTE Anche in dicembre il trend è stato pesante: -8,9 miliardi la
raccolta. Nei 12 mesi le perdite più rilevanti sono state sugli obbligazionari
( da "Miaeconomia" del 09-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
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consolidamento dell?ipotecaIl futuro dei tassi di interesseNuovo mutuo per casa
pignorataMutuo e separazione consensuale CASA » Casa news Gelata sulle case di montagna (09/01/2009) Dopo setti anni di crescita a
livelli record (+40%), arriva una gelata anche sulle quotazioni delle case in montagna. Così, per la prima volta dal 2000, i prezzi medi hanno registrato una riduzione media dello 0,1%
nei primi sei mesi del 2008, per poi registrare una lieve ripresa della domanda
subito dopo il periodo estivo. A fornire i dati sul comparto immobiliare
ad alta quota è l?ufficio studi di Tecnocasa, secondo cui gli acquirenti
nell?ultimo anno sono diventati sempre più riflessivi e attenti al prezzo
dell?immobile. Unica eccezione a questa tendenza in rosso è la Valle d?Aosta.
La Regione ha messo a segno un leggero aumento delle quotazioni (+1%), con
località ancora in crescita come Courmayeur (+4,2%), la Salle (+7,1%) e Morgex
(+7,7) con una richiesta indirizzata soprattutto verso le costruzioni nuove e
recenti. Prezzi stabili nelle località del Trentino Alto Adige. Solo al Sestriere
i valori medi sono scesi di quasi l?1% a causa della difficoltà di vendere
immobili di prezzo superiore ai 200mila euro. Il mercato di questa Regione è
comunque condizionato sia dalle restrizioni previste dai piani regolatori che
limitano le nuove edificazioni, sia da norme comunali (Madonna di Campiglio) o
provinciali (Alto Adige) che contingentano la vendita di seconde case. Anche se le località più costose si confermano Madonna
di Campiglio, con quotazioni che possono arrivare a 14 mila euro al mq, seguita
da Courmayeur con 11 mila euro al mq. Leggera contrazione, invece, per il
Piemonte (-0,4%). Per quanto riguarda la Lombardia, stabili in Valtellina i prezzi di Bormio e Livigno. Rallenta Ponte di Legno: sta
diminuendo la domanda di case nuove, sia perché i
tagli sono spesso troppo piccoli per le esigenze del target tipico di
acquirenti (coppie con figli alla ricerca di trilocali), sia per i prezzi i richiesti, che arrivano a 5.500 euro al metro. Dati
con segno meno registrati invece lungo gli Appennini. In diminuzione, quindi, i
prezzi delle località turistiche dell?Abruzzo (-1,6%)
e dell?Emilia Romagna (-3,4%). Nell?Appennino Emiliano (-7%) i prezzi vengono giudicati troppo alti, mentre al Terminillo
si registra una leggera discesa causata dal mancato adeguamento della rete
stradale e degli impianti sciistici. Ecco un identikit della casa più richiesta
in montagna. Si tratta di un bilocale o di un piccolo trilocale e tra gli
elementi che incidono sulla realizzazione della compravendita, ci sono la
presenza del box o del posto auto, la vicinanza al centro del paese,
l?esposizione, uno spazio esterno (balcone o giardino che sia), la presenza di
riscaldamento autonomo e del camino, le finiture in pietra e legno. Inoltre si
prediligono le soluzioni che non necessitano di lavori di ristrutturazione.
Altro elemento che agisce positivamente sul mercato immobiliare
di queste località è sicuramente anche l?esistenza di piste ed impianti moderni
di risalita ed innevamento. Tanto che le difficoltà di vendita maggiore si
registrano per le soluzioni situate in posizioni periferiche, lontane dalle
piste e dai centri abitati. 6 voti - » Vota questa notizia »
( da "Gazzetta di Reggio" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
«Contro la crisi
occorre rivedere la Finanziaria» Castelnovo: le ricette del senatore Enrico
Morando per far ripartire il Paese e aiutare i ceti più poveri «Organismi
globali per fronteggiare la difficile situazione» CASTELNOVO MONTI. «La crisi
economica è un fenomeno di portata globale, ed è possibile affrontarla soltanto
con nuovi organismi di governo economico globali». E' stato un intervento che
ha spaziato soprattutto su temi di macroeconomia quello che ha visto
protagonista ieri al teatro Bismantova di Castelnovo Monti il senatore del
Partito democratico Enrico Morando, membro della Commissione Bilancio del
Senato, coordinatore del governo ombra e da pochi giorni commissario del Pd
napoletano (incarico sul quale ha ironizzato, sottolineando la delicatezza
della situazione: «Un bel regalo della Befana»). L'incontro era stato
organizzato dalla senatrice Leana Pignedoli insieme al Pd della zona montana e
al circolo di Castelnovo. Erano presenti il coordinatore della zona montana
Sandro Govi, il sindaco di Castelnovo Gianluca Marconi, numerosi amministratori
e sindaci, imprenditori, rappresentanti sindacali e cittadini, per ascoltare le
proposte del principale partito di opposizione sui temi economici. «E' una
crisi - ha introdotto la Pignedoli - che non ha nulla di ciclico e ordinario.
Pensiamo che le soluzioni possano derivare soltanto da un confronto tra
maggioranza e opposizione, per questo abbiamo avanzato proposte che puntano a
dare ai cittadini maggiore capacità di spesa». Dopo i saluti di Govi e Marconi,
è stato Morando a fornire un quadro della situazione economica. «Le radici di
questa crisi - ha detto - sono da ricercare in quelli che alcuni analisti hanno
definito "deficit gemelli". Il primo è quello degli Stati Uniti, in
cui manca una cultura del risparmio familiare e anzi, storicamente, si consuma
a debito. Questo ha portato a un'estrema facilitazione
nella concessione di denaro a prestito e a una bolla speculativa basata sul mercato edilizio, nella convinzione che i
prezzi delle case sarebbero
sempre saliti. Per diversi anni c'è stata una crescita di valore degli immobili
del 10% all'anno, ma ai primi segnali di contrazione è stato il panico».
Il secondo riguarda la Cina, ed è esattamente contrario a quello degli Usa: «La
Cina - ha proseguito - ha un enorme risparmio pubblico, che spende all'estero,
in quanto investe solo una percentuale minoritaria del proprio Pil per incrementare
i consumi della popolazione. Forze economiche talmente potenti che sarebbero
stati necessari organismi internazionali per riequilibrare la situazione, ma
non ce n'è stata la capacità. E non si può dire che la crisi fosse
imprevedibile: gli analisti l'avevano prevista». Secondo Morando, a questo
punto è impossibile per un singolo Stato intervenire e sistemare le cose. Sul
quadro italiano ha aggiunto: «Tutti i governi occidentali stanno rivedendo i
loro bilanci per intervenire sulle conseguenze socio-economiche della crisi.
L'unica nazione rimasta inamovibile sulla programmazione fatta lo scorso luglio
è l'Italia, con un bilancio duramente restrittivo che si è voluto mantenere
tale. Le nostre proposte sono sul tavolo: investire per garantire a tutti i dipendenti
che perdono il lavoro gli ammortizzatori sociali, anche a quelli più deboli, i
precari. Non è possibile che in Italia questi dipendenti, per lo più giovani,
non abbiano poi nessun sostegno. Poi si dovrebbe intervenire per tagliare
l'Irpef ai redditi più bassi per garantire una capacità di consumo a queste
persone. E sulle infrastrutture, più che investire su grandi opere che
necessitano anni di lavoro e hanno influenze di lungo periodo sull'economia,
dare le facoltà economiche agli enti locali di partire con quei progetti di
piccola e media entità che sarebbero già pronti e cantierabili». Morando ha poi
partecipato a un secondo incontro a Carpineti, organizzato dall'Api di Reggio,
in cui sono stati festeggiati i 50 anni della ditta Ceag di Villa Minozzo.
(l.t.)
( da "Milano Finanza" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
Numero 007 pag. 12 del 10/1/2009 | Indietro Manhattan? è
in saldo COPERTINA Di Gabriele Frontoni mattone/2 Grazie al calo del mercato immobiliare, l'acquisto di una casa all'estero può
rappresentare un'occasione d'oro. Soprattutto nei paesi dove la crisi è
cominciata prima. Come Stati Uniti, Spagna e Inghilterra Il 2009 non sembra
promettere niente di buono per il mattone italiano. Le previsioni parlano di prezzi in flessione un po' ovunque, dai grandi centri urbani
fino alle città di provincia. Nei centri come nelle periferie. Ma non si tratta
di una novità. D'altronde nessun grande paese industrializzato in giro per il
mondo è riuscito a sottrarsi alla spirale negativa che ha messo in ginocchio il
mercato immobiliare. Cambia solo la tempistica con cui
la crisi si è manifestata e la sua intensità. Negli Stati Uniti e in Gran
Bretagna, per esempio, il mercato del mattone ha dovuto iniziare a fare i conti
con il crollo dei prezzi già da un anno a questa
parte. Stesso discorso per la Spagna, l'Irlanda o la Grecia, mentre in Russia e
nei nuovi giganti asiatici il rallentamento delle compravendite e la flessione
dei prezzi è notizia di questo primo scorcio di anno.
Ma una cosa è certa: in un mondo martoriato da prezzi delle
case in calo a volte anche del 50-70%, le occasioni sembrano davvero non
mancare. Grazie anche alla forza dell'euro che, dopo essersi apprezzato di
quasi il 50% sul dollaro, negli ultimi mesi ha preso di mira la sterlina
portandosi a un passo dalla parità e rendendo appetibile un mercato, quello
britannico, rimasto per lungo tempo dominio di pochi. Nonostante la forte
attrattività di location a sconto in giro per il mondo, chi volesse
approfittare delle grandi occasioni dovrà farlo, però, con estrema prudenza.
Comprare adesso, avvertono gli esperti, rappresenta comunque un azzardo, vista
l'incertezza che regna sull'economia globale. Perciò meglio concentrare
l'attenzione sulle zone più ricercate delle grandi capitali e tralasciare le
località meno battute dal turismo o dagli affari. «Negli ultimi mesi abbiamo
assistito a ribassi degli immobili residenziali un po' ovunque», spiega
Alessandro Ghisolfi, responsabile dell'Ufficio studi di Ubh. «Si va da veri e
propri crolli dei prezzi a Miami o sulla Costa Brava
spagnola, fino a limature più contenute a Parigi, Monaco e Vienna». Quali sono
le località più adatte, allora, per sfruttare il momento propizio? Secondo
Ghisolfi, una delle regole più importanti da tenere presente prima di mettersi
a caccia di affari immobiliari è la verifica delle destinazioni che, prime di
altre, hanno iniziato a soffrire della crisi e che potrebbero quindi essere
vicine alla fine del tunnel. Tra queste, Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna.
«Gli Usa sono stati certamente il paese che per primo ha
risentito dello scossone immobiliare e al momento rappresentano la meta più ambita per chi volesse
sfruttare la crisi per mettere le mani su una casa a prezzi stracciati», spiega Ghisolfi. «A Miami, per esempio, l'eccesso
di offerta ha determinato un crollo dei prezzi a ridosso del Business Centre di Downtown: lì le nuove
abitazioni si possono comprare con uno sconto del
( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 9 del 2009-01-10
pagina 22 Quel passo stanco di Spagna e Irlanda di Redazione C'era una volta il
boom economico, ma nella favola di Spagna e Irlanda rischia davvero di non
esserci il lieto fine. Il toro iberico e la celtic tiger stanno sentendo i
morsi della crisi dopo decenni di sviluppo ininterrotto fondato soprattutto sul
settore immobiliare e delle costruzioni, il più
esposto ai rovesci della congiuntura internazionale. I dati diffusi negli
ultimi due giorni sono stati una vera doccia fredda per Madrid e il governo
Zapatero, il cui livello di consenso è precipitato negli ultimi sondaggi: il
Pil è sceso nel terzo trimestre 2008 dello 0,2%, i disoccupati hanno superato
quota tre milioni e la produzione industriale è crollata in novembre di oltre
il 15%, il dato peggiore dal 1993. Allo stesso modo, Dublino ha dovuto
incassare la decisione di Dell di trasferire la produzione in Polonia. La
chiusura degli impianti nell'isola del colosso Usa, le cui attività
contribuiscono per il 5% al Pil irlandese, significherà il licenziamento per
1.900 lavoratori aggravando un'emorragia occupazionale che ha portato il tasso
di disoccupazione in dicembre all'8,3% e i senza lavoro a quota 293mila, il
livello più alto degli ultimi 16 anni. Da qualche mese, tra la popolazione è
riaffiorata l'antica paura di un'emigrazione di massa. Insomma, dopo lo storico
sorpasso nella classifica del Pil pro capite effettuato a spese dell'Italia
(nel 2007 quello spagnolo e l'anno prima quello irlandese) il meccanismo si è
inceppato. E non è difficile individuarne, in particolare nel caso della
Spagna, il motivo. Sfruttando i quasi 170 miliardi di euro ricevuti in circa 20
anni dall'Ue, Madrid ha costruito le basi per modernizzare il Paese e avviare
un progresso che dal 1986 non aveva, fino ad ora, conosciuto intoppi. Eccessivo, però, il peso assegnato al settore delle costruzioni.
Questo comparto vale oggi il 17% dell'intera ricchezza nazionale, una
percentuale figlia anche della bolla immobiliare che è andata gonfiandosi soprattutto nell'ultimo decennio prima
di esplodere in seguito al virus dei mutui subprime. Alla distruzione di
posti di lavoro (oltre 300mila nel 2008) si è accompagnato il deprezzamento
delle abitazioni, il cui valore è destinato a calare del 25% entro il 2011, e
delle compravendite (il 70% in meno negli ultimi tre anni), mentre le stime per
il 2009 indicano che saranno costruiti solo 150mila nuovi alloggi (760mila nel
( da "Affari Italiani (Online)" del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MilanoItalia Milano/
Prezzi in caduta libera. Ma nell'hinterland il mercato tiene Lunedí 12.01.2009
14:52 In caduta libera i prezzi della case a Milano, che nello scorso anno registrano un -2,1%. È
quanto risulta da un'analisi dei prezzi condotta
dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396 immobili in vendita in città. Se a dicembre del 2007 comprare
casa sotto la madonnina costava 3.604 euro/m2, nello stesso mese dello scorso
anno il prezzo medio del mattone si è attestato a 3.529 euro/m2, con una
differenza di 75 euro/m2. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso
dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi. Solo città studi-lambrate
(3,6%; 3.368 euro/m2) ha fatto registrare un aumento delle quotazioni al di
sopra del tasso d'inflazione annuo (3,3% secondo l'istat). Porta vittoria segna
un incremento del 3,1% (4.087 euro/m2), greco-turro del 1,8% (3.059 euro/m2),
chiesa-rossa-gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro/m2) e famagosta-barona dello
0,3% (3.228 euro/m2). Primi segnali di stanchezza per quartieri come
Garibaldi-Porta Venezia (-0,2%; 4.697), Fiera-De Angeli (-1,7%; 4.534 euro/m2)
e Navigli-Bocconi (-3,5%; 4.586 euro/m2), target di elezione della classe
media. Soffrono alcune aree periferiche come Corvetto-Rogoredo (-8%) e
Comasina-Bicocca (-7,4%), dove i prezzi sono crollati
andando per la prima volta dall'inizio delle rilevazioni del portale al di
sotto dei 3mila euro, rispettivamente a 2.925 e 2.847 euro/m2. Prezzi in
picchiata anche in zona Certosa (-3,1%; 3.054 euro/m2), pressochè 'congelatì
quelli dell'area Lorenteggio-Bande Nere (-0,2%; 3.404 euro/m2) fermi ai valori
di un anno fa. Il centro storico, dove la scarsa offerta di case
non rende al momento possibile un dato attendibile sul prezzo (comunque non si
va mai al di sotto dei 6.000 euro/m2) resta la zona più cara della città. Ma la
tendenza a ribasso dei prezzi ha registrato una frenata
nell'ultimo trimestre dell'anno dopo 3 trimestri consecutivi in rosso. I valori
degli immobili sono tornati a crescere (+1,1%) anche se al di sotto del 2,2%
del tasso d'inflazione registrato a dicembre dall' Istat. In provincia balzo
consistente per Monza (+7,1% su base annua), anche se i prezzi
nel comune brianzolo sono scesi nell'ultimo trimestre (-2,9%; 2.733 euro/m2).
Valori pressochè invariati rispetto a un anno fa a Sesto San Giovanni (+0,4%;
2.658 euro/m2), che nonostante un ribasso del 4,9% nell'ultimo trimestre, si
conferma il secondo più caro dei 12 oggetto di questa indagine. Nel IV
trimestre del 2008 le quotazioni hanno tenuto soltanto a Rozzano (+0,3%; 2.506
euro/m2) e Baranzate (+0,2; 2.154 euro/m2). Tendenza a ribasso per tutti gli altri
comuni della provincia. I cali più vistosi su base trimestrale a Rho (-5,1%;
2.073 euro/m2), Cinisello Balsamo, (-3,5%; 2.307 euro/m2), Legnano (-3,3%;
1.872 euro/m2) e Pioltello (-3%; 1.956 euro/m2). Del 2,5% la flessione delle
quotazioni di cologno monzese (2.315 euro/m2). Meno significativi i ribassi per
Brugherio (-1%; 2.488 euro/m2) e Corsico (-0,2; 2.450 euro m2).
( da "Trend-online" del 12-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Lontani dai mercati
per altri tre mesi: ecco perché BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Il
punto-borsainvestimenti , 12.01.2009 13:59 Scopri le migliori azioni per fare
trading questa settimana!! sottoscrivano il debito americano in forte aumento
in un momento in cui il PIL, ovvero il fatturato degli USA, è in
diminuizione)??? I mercati azionari COLLASSEREBBERO!!! Non dimentichiamo che il
rapporto prezzo utili dell'S&P americano per il 2009 è previsto intorno a
20. Lo stesso rapporto fu raggiunto durante la crisi de3l 2001-2002. Allore
furono tre i fattori che aiutarono gli indici di borsa a non precipitare: 1)
L'aumento sconsiderato del DEBITO (da parte del sistema, grazie al fatto che i
tassi erano tenuti bassi) 2) L'effetto CINA che permetteva alla Corporate
America grossi profitti in presenza di costi di manodopera interni in netto
calo. 3) La creazione di ricchezza grazie alla bolla immobiliare. Oggi questi tre
fattori giocano tutti CONTRO la tenuta e la ripresa degli indici!!! Mercato
libero ritiene che un rapporto Prezzo Utili corretto davanti a questa crisi
possa essere fra 12 e 14. Questo significherebbe un ulteriore crollo dei
listini del 20% - 40% dai prezzi attuali. L'S&P500 nel corso dell'anno dovrebbe
arrivare a 600 punti. L'indice tedesco a 3400 e l'indice italiano a 14.000. Il
raggiungimento di tali livelli degli indici (e i tempi) dipenderanno dalle
scelte di politica economica che verranno intraprese dai governi e dalle banche
Centrali. E' ovvio che in una curva gaussiana di distribuzione delle
probabilità esiste la possibilità che gli indici non scendano fino a quei
livelli..ma anche che...nel peggiore dei casi..il crollo sia DI SISTEMA (crollo
dell'economia USA, Euro che si spezza in due...economia asiatica che vede le
Banche asiatiche saltare..dopo 10 anni di ininterrotto sviluppo ecc ecc). Un
ulteriore osservazione sulla ripresa economica... Molti sostengono che
l'aumento del risparmio avvenuto in questi mesi vedrà delle ricadute positive
sui consumi nel corso del segue pagina >>
( da "Leggo" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
In
caduta libera i prezzi della case a Milano, che
nello scorso anno hanno registrano un -2,1%. E' quanto risulta da un'analisi condotta
dall'ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto da 2.396
immobili in vendita. Se a dicembre del 2007 comprare casa sotto la Madonnina
costava 3.604
euro per metro quadrato, nello stesso mese del 2008 il prezzo medio del mattone
si è attestato a 3.529 euro. Cinque dei dodici quartieri monitorati nel corso
dello scorso anno hanno resistito alla tendenza a ribasso dei prezzi. Solo Città Studi-Lambrate (3,6%; 3.368 euro/m2) ha
fatto registrare un aumento delle quotazioni superiore al tasso d'inflazione.
Porta Vittoria segna un incremento del 3,1% (4.087 euro/m2), greco-turro del
1,8% (3.059 euro/m2), Gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro/m2) e Famagosta-barona
dello 0,3% (3.228 euro/m2). Primi segnali di stanchezza per Garibaldi-Porta
Venezia, Fiera-De Angeli e Navigli-Bocconi. Soffrono Corvetto-Rogoredo (-8%) e
Comasina-Bicocca (-7,4%), dove i prezzi sono crollati
andando sotto i 3mila euro. Prezzi in picchiata anche a Certosa.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
24 ORE MILANO pag.
14 Crolla il prezzo delle case Resistono cinque
quartieri ? MILANO ? IN CADUTA libera i prezzi della case in città, che nello scorso anno hanno registrato un
-2,1%. È quanto risulta da un?analisi dei prezzi
condotta dall?ufficio studi di idealista.it sulla base di un campione composto
da 2.396 immobili in vendita a Milano. Se a dicembre del
2007 comprare casa sotto la Madonnina costava 3.604 euro al metro quadro, nello
stesso mese dello scorso anno il prezzo medio del mattone si è attestato a
3.529 euro, con una differenza di 75 euro al metro. CINQUE dei dodici
quartieri monitorati nel corso del 2008 hanno resistito alla tendenza a ribasso
dei prezzi. Solo Città studi-Lambrate (3,6%; 3.368
euro al metro quadro) ha fatto registrare un aumento delle quotazioni al di
sopra del tasso d?inflazione annuo (3,3% secondo l?Istat). Porta Vittoria segna
un incremento del 3,1% (4.087 euro), Greco-Turro del 1,8% (3.059 euro), Chiesa
Rossa-Gratosoglio dello 0,6% (3.045 euro) e Famagosta-Barona dello 0,3% (3.228
euro). Primi segnali di stanchezza per quartieri come Garibaldi-Porta Venezia
(-0,2%; 4.697), Fiera-De Angeli (-1,7%; 4.534 euro/m2) e Navigli-Bocconi
(-3,5%; 4.586 euro/m2), target di elezione della classe media. Soffrono alcune
aree periferiche come Corvetto-Rogoredo (-8%) e Comasina-Bicocca (-7,4%), dove
i prezzi sono crollati andando per la prima volta
dall?inizio delle rilevazioni del portale al di sotto dei 3mila euro,
rispettivamente a 2.925 e 2.847 euro al metro quadro. PREZZI in picchiata anche
in zona Certosa (-3,1%; 3.054 euro), pressoché congelati quelli dell?area Lorenteggio-Bande
Nere (-0,2%; 3.404) fermi ai valori di un anno fa. Il centro storico, dove la
scarsa offerta di case non rende al momento possibile
un dato attendibile sul prezzo (comunque non si va mai al di sotto dei 6.000
euro al metro) resta la zona più cara della città. Ma la tendenza al ribasso
dei prezzi ha registrato una frenata nell?ultimo
trimestre dell?anno dopo 3 trimestri consecutivi in rosso. I valori degli
immobili sono tornati a crescere (+1,1%) anche se al di sotto del 2,2% del
tasso d?inflazione registrato a dicembre dall? Istat. In provincia balzo
consistente per Monza (+7,1% su base annua), anche se i prezzi
nel comune brianzolo sono scesi nell?ultimo trimestre (-2,9%; 2.733 eur).
Valori pressochè invariati rispetto a un anno fa a Sesto San Giovanni (+0,4%;
2.658 euro), che nonostante un ribasso del 4,9% nell?ultimo trimestre, si
conferma il secondo più caro dei 12 oggetto di questa indagine. Nel IV
trimestre del 2008 le quotazioni hanno tenuto soltanto a Rozzano (+0,3%; 2.506
euro) e Baranzate (+0,2; 2.154 euro). Tendenza a ribasso per tutti gli altri
comuni della provincia.
( da "Trend-online" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercato immobiliare: in flessione i prezzi
a Torino NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo ,
13.01.2009 09:05 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
Ancora un trimestre con il segno meno per Torino, dove il prezzo delle case registra una ulteriore flessione dello 0,6% rispetto a
tre mesi fa. Ora acquistare casa sotto la mole costa 2.260 euro/m2 contro i
2.273 euro/m2 di ottobre. E' quanto emerge dal rapporto sui prezzi
delle abitazioni di seconda mano nel capoluogo piemontese, realizzato dalla
divisione studi di idealista.it (www.idealista.it) su un campione di 793
immobili presenti nel database del portale. Si tratta di una flessione nel
complesso contenuta, che tuttavia conferma la tendenza a ribasso dei prezzi delle case in città, calati del 2,2% nel corso del
2008. Stando a queste cifre acquistare un appartamento di
( da "TgFin.it" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
13/1/2009 Case:
2009, prezzi giù fino al 4% Riduzioni più marcate
nelle metropoli Nel 2009 i prezzi delle case
scenderanno anche del 4%. Lo assicura Tecnocasa: secondo il suo ufficio studi infatti
il mercato immobiliarei di quest'anno dovrebbe vedere
una riduzione dei prezzi a livello nazionale con
flessioni che andranno dall'1 al 4%, e nelle metropoli con diminuzioni comprese
tra il 2 e il 4%. D'altra parte, secondo i dati di Tecnocasa, anche il 2008 si
è chiuso con una contrazione di prezzi e
compravendite, fenomeno che ha riguardato soprattutto le grandi città, i
capoluoghi di provincia e i Comuni dell'hinterland. Secondo l'operatore immobiliare la situazione del mercato vede infatti una maggiore
offerta di immobili, una domanda più selettiva e prudente, e un allungamento
dei tempi di vendita. "Il mercato immobiliare si
sta muovendo con più lentezza perchè i potenziali acquirenti sono molto più
riflessivi, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano, in
generale, l'economia italiana, europea e mondiale", si legge nel rapporto
firmato Tecnocasa, secondo cui "il prezzo, che è stato
la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009". Inoltre, "il sentiment
degli operatori è che i potenziali acquirenti desiderino acquistare a un prezzo
congruo rispetto alla qualità dell'immobile: il rapporto prezzo/qualità sarà
quindi fondamentale per vendere l'immobile". GLI ALTRI ARTICOLI
Case, a Milano spopolano i loft Casa: prezzi a -7% in
un anno VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Alitalia-Air France, via al
decollo Subito bloccati gli scali milanesi Mattone "in saldo": per le
case nel 2009 prezzi giù
anche del 4% Titoli di Stato? E' sempre più corsa al "made in
Germany" Sconti da capogiro per i prodotti alimentari tipici del Natale
Coldiretti: sconti fino al 50% per smaltire dolci e spumanti GRAFICHE
( da "Velino.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Da
Almunia a Trichet tutti d'accordo: euro scudo contro crisi Roma, 13 gen
(Velino) - Ancora una volta dall?Europa arrivano avvertimenti sulle difficoltà
a cui va incontro l?economia quest?anno. Il numero uno di Francoforte
Jean-Claude Trichet e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker mettono
in guardia i paesi europei sulla congiuntura economica negativa che segnerà
anche il 2009. Occasione è la celebrazione dei primi dieci anni della moneta
unica a Strasburgo. Un anniversario che si colloca in piena crisi finanziaria
ed economica ma che trova tutti d?accordo, Bce e Commissione europea: senza
l?euro gli effetti della crisi sarebbero stati devastanti. "Non e' il
momento di compiacersi" dice il presidente della Banca Centrale Europea
Jean Claude Trichet secondo il quale "la crisi ha rivelato debolezze
fondamentali nel sistema finanziario globale. Stiamo giocando un ruolo attivo
nello sforzo globale di far fronte a queste debolezze e di ridisegnare il
sistema regolamentare ed istituzionale". Pessimista e poco incline ai
festeggiamenti anche Juncker: "Il 2009 sara' un anno estremamente
difficile per la zona euro e per i suoi cittadini”. Secondo il numero uno
dell?Eurogruppo e' necessario un cambio di marcia nel governo dell'eurozona:
"Nonostante progressi significativi la rappresentanza internazionale
dell'euro e' spesso troppo frammentata e gli interessi nazionali hanno la
precedenza sull'interesse comune". Nel momento in cui si fronteggia la
crisi bisogna ricordare, insiste Juncker, come "l'euro sia un progetto
essenzialmente politico per cui vanno rafforzate le istanze politiche sul piano
interno e sul piano esterno". Senza la moneta unica oggi l'Europa sarebbe
impotente di fronte alla crisi finanziaria ed economica, ha spiegato Trichet.
“Negli ultimi mesi - ha detto Trichet - l'euro ha dimostrato tutta la sua
validita' in tempi tempestosi. Ha dimostrato che e' meglio trovarsi su una nave
solida e sicura piuttosto che su una barchetta. Se non avessimo avuto la moneta
unica - ha quindi aggiunto il presidente della Bce - non avremmo potuto agire
di fronte a questa crisi”. Trichet ha poi ricordato come l'euro “ha portato una
stabilita' dei prezzi senza precedenti, che
contribuisce al risparmio, ai finanziamenti, agli investimenti, alla crescita
dell'occupazione”. Il patto di stabilità che regola le politiche di bilancio
"va attuato in modo credibile", ribadisce poi Trichet. La crisi
economica e finanziaria pesa come “un macigno”, ma l'Europa, grazie all'euro,
ce la può fare: “sbagliano coloro che pensano che non siamo pronti”, ha detto
il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. “Senza
l'euro - ha affermato Almunia - subiremmo dalla crisi effetti molto peggiori,
come una maggiore volatilita' dei tassi di cambio, attacchi speculativi alle
monete nazionali, margini di manovra inferiori sul fronte dello stimolo fiscale
necessario per combattere le conseguenze della crisi”. Almunia ha quindi
ribadito la necessita' di continuare a lavorare per “rafforzare la governance
interna e la proiezione esterna” dei Paesi dell'euro. L'ex presidente francese,
Valery Giscard d'Estaing, uno dei padri dell'euro, ha invece lanciato un
appello alla Bce perché mostri “coraggio” e dia un “impulso forte e
decisionale” per contrastare la crisi e riformare a fondo il sistema
finanziario. Giscard ha sottolineato come “la gestione sana dell'euro ne ha
fatto uno scudo contro la crisi e uno strumento per garantire crescita senza
inflazione. Senza l'euro - ha aggiunto associandosi a quanto detto da Trichet e
Almunia - oggi l'Europa sarebbe scossa da un tornado”. A Strasburgo si sono
fatti sentire anche gli euroscettici del gruppo Indipendenza e Democrazia che
hanno distribuito monete da due euro di cioccolata con lo slogan : “Pericolo:
mangiatelo prima che vi mangi”. “I Paesi della zona euro attraversano una crisi
senza precedenti. L'Italia e la Grecia hanno debiti pubblici giganteschi, la bolla immobiliare sta esplodendo in Irlanda e in Spagna, la
sopravvalutazione dell'euro e' costata almeno l'1 per cento della crescita e
milioni di posti di lavoro in Francia, Spagna e Italia”, si legge nel piccolo
depliant che accompagna la moneta di cioccolata. “Dieci anni dell'euro: che
cosa c'e' da celebrare allora?”, si chiedono gli euroscettici. (Raffaella
Malito) 13 gen 2009 14:22
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
di
Gabriele De Stefani «Immobili, quest'anno in città prezzi in calo tra il
3 ed il 6%» L'analisi di Tecnocasa E Scenari immobiliari: troppe difficoltà per
chi deve acquistare la prima casa Due analisi di mercato per un solo risultato:
i prezzi delle case nel 2009 sono destinati a scendere
ancora. Nessun
calo clamoroso, ma un ulteriore ribasso compreso tra l'1 e il 4% nelle città e
nelle prime periferie. Lo dicono il Centro studi di Tecnocasa e Scenari
immobiliari, istituto specializzato nel settore. La lettura del mercato
italiano che arriva dai due studi è la stessa: il calo dei prezzi
ci sarà, ma non sarà significativo e non basterà a sostenere il settore.
Tecnocasa si esprime anche nello specifico della realtà mantovana: in città e
nella prima periferia avremo una riduzione compresa tra il 3 e il 6%. In
sostanza, prendendo un riferimento medio di 3.500 euro al metro quadrato per il
centro storico, si potrebbe passare a circa 3.300. Il centro storico è
destinato a soffrire meno il calo generalizzato dei prezzi.
Due i motivi: si tratta perlopiù di immobili di pregio meno soggetti a
svalutazione e la scarsità di edifici di questo tipo rende improbabile
situazioni di eccesso di offerta. Così, soprattutto nelle città di provincia
come Mantova, comprare casa in centro storico dovrebbe richiedere nel 2009
investimenti molto simili a quelli del 2008. Il risparmio atteso è più alto
nella prima periferia dove si è costruito molto e la domanda fatica a
soddisfare pienamente l'offerta. Anche se né Tecnocasa né Scenari immobiliari
pensano che la riduzione dei prezzi sarà tale da
spingere molte famiglie a comprare. Questo perché è proprio il segmento di
mercato da cui ci si aspetterebbe l'acquisto della prima casa ad essere
maggiormente prudente in questa fase. Il motivo è facilmente intuibile:
scarsità di liquidità unita a difficili condizioni di accesso al credito o, in
ogni caso, poca fiducia verso il quadro economico e dunque scarsa propensione
all'indebitamento. Le stime sull'andamento dei prezzi
nel 2009 vedono dunque Mantova indirizzata su binari non molto dissimili da
quelli del mercato nazionale:il calo dei prezzi
previsto è superiore alla media italiana di due punti percentuali (a Mantova
tra il 3 e il 6% e in italia tra l'1 e il 4%). Passando dal versante prezzi a quello del fatturato, Scenari immobiliari stima una
riduzione del volume d'affari di poco superiore al 3%, con un ritorno del
mercato ai numeri di una decina d'anni fa. La previsione è negativa soprattutto
per l'edilizia turistica (-8%). Inevitabile, vista la fase di recessione, anche
la stima di un -4,3% degli investimenti in immobili ad uso industriale. Si
prevede una sostanziale tenuta per l'edilizia destinata al terziario e al
commercio.
( da "Arena, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercoledì 14 Gennaio
2009 ECONOMIA Pagina 35 IMMOBILI. Secondo Tecnocasa anche quest'anno il mercato
rallenta: -4% a livello nazionale Case, a Verona prezzi
in calo del 5% nel 2009 Nella città scaligera flessioni inferiori
nell'hinterland:-2% Esperti: «Maggiore offerta e tempi di vendita più lunghi»
Nel 2009 i prezzi delle case a Veronasegneranno un
calo fino al 5%. Lo prevede Tecnocasa che, a livello nazionale invece, stima
una svalutazione immobiliare fra l'1% e il 4%. Se a
Milano il calo dovrebbe essere del 2-4%, a Roma si tocca il 3-4%. L'anno che si
è appena aperto, quindi, proseguirà sulla stessa falsa riga di quello appena
chiuso con una flessione di compravendite e prezzi. «Si è di fronte a una situazione
contrassegnata da una maggiore offerta di immobili», sottolinea Tecnocasa in
una nota, «da una domanda più selettiva e un allungamento dei tempi di
vendita». Tra i cali maggiori dei prezzi delle case nelle grandi città spicca quello di Verona in cui dovrebbe
registrarsi un ulteriore diminuzione compresa tra il 3% e il 5% in
città, mentre nell'hinterland, in controtendenza rispetto alla media nazionale,
il calo previsto è tra lo 0% e 2%. Altri cali consistenti si avvertiranno a
Bologna (dal 2 al 5%) e Genova (dal 3 al 5%). In altre città del Veneto a
segnare una frenata dei valori degli immobili sono Padova (da -4% a 0%) e
Vicenza (da -4% a -2%). I valori scenderanno anche a Bari (dall'1 al 4%),
Firenze (dal 2 al 4%), Napoli (dall'1 al 4%), Palermo (dal 2 al 4%). A reggere
meglio, invece, sarà Torino dove si prevedono prezzi
stabili, con flessioni al massimo del 3%. La situazione del mercato immobiliare italiano rimane quindi critica e prosegue la
tendenza iniziata nel 2008. Le flessioni dei valori si estenderanno anche negli
hinterland delle grandi metropoli con cali fino al 7% a Genova mentre
reggeranno meglio Milano e Roma dove ci si attende una contrazione massima del
2-3%. I ribassi, secondo le stime di Tecnocasa, saranno più sensibili per gli
immobili usati mentre per quel che riguarda quelli nuovi i costruttori sono
ancora restii a ritoccare i prezzi verso il basso.
Guardando alle zone, si attende una tenuta migliore per le aree centrali
rispetto a quelle periferiche dove spesso si concentrano immobili di qualità
più bassa e dove negli ultimi anni si è anche costruito in abbondanza. I
quartieri che hanno subito interventi di riqualificazione potranno registrare
una performance migliore rispetto al mercato, a condizione che le migliorie
siano tangibili e fruibili così come le aree oggetto di futuri interventi di
riqualificazione potranno manifestare una tenuta dei prezzi.
«Il mercato immobiliare», sottolinea l'ufficio studi
di Tecnocasa, «si muove con lentezza perché i potenziali acquirenti sono molto
più reflessivi, spinti in questa direzione anche dalle notizie che riguardano
in generale l'economia». Alcuni segnali di ottimismo, però incominciano a vedersi.
A partire dall'estate, infatti, «si è registrato un aumento della domanda di
immobili ad uso investimento causato da una fuga dal mercato finanziario». Le
difficoltà, invece, riguardano la prima casa a causa dell'atteggiamento
selettivo delle banche nella concessione di mutui, e la domanda di sostituzione
che è rallentata dall'allungamento dei tempi delle compravendite. Tecnocasa
mette l'accento sul prezzo che è stata la chiave del mercato nel 2008 e
continuerà ad esserlo anche per il 2009. Le attese sono per un maggiore spazio
alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentiment
degli operatori», prosegue l'ufficio studi, «è che i potenziali acquirenti
desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile,
quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile».
( da "Italia Oggi" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ItaliaOggi Numero
011 pag. 15 del 14/1/2009 | Indietro Immobili, prezzi in discesa EDILIZIA E APPALTI Di Carlo Arcari
Radiografia del mercato 2008 e previsioni per il 2009 di Tecnocasa Case in
saldo e valori fino a -5% nelle città Mattone 2009: prezzi
in calo e appartamenti in saldo. Alla crisi dei consumi da sempre i
commercianti rispondono con i saldi. Anche gli immobili si allineano a questa
politica e fino a fine febbraio almeno saranno molti i venditori di case ad esporre cartelli che annunciano sconti anche del 50%
sui prezzi di mercato. L'iniziativa che è stata
inaugurata l'anno scorso e ripetuta quest'anno dal network immobiliare
Remax (300 immobili «saldati» tra Lombardia e Piemonte) è la prova evidente
della tendenza al ribasso che caratterizza il mercato del mattone, un fenomeno
visibile soprattutto nelle grandi città del Nord, ma che investe tutto il Paese
con punte massime che nel 2009 toccheranno il -5% in grandi città quali Genova,
Bologna e Verona. Secondo le previsioni dell'Ufficio studi di Tecnocasa il 2008
poteva anche chiudere peggio se non ci fosse stata la piccola corsa al mattone
nella seconda parte del
( da "Secolo XIX, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Immobili, prezziin calo nelle città le previsioni tecnocasa Flessioni
medie del 3%. A Genova fenomeno più marcato: -7% milano. Prezzi in netta
discesa, nel 2009, per il settore immobiliare. La previsione
è di Tecnocasa, che stima nel 3-4% la flessione media in Italia, con una punta
del 7% nel caso di Genova. L'anno che si è appena aperto, quindi, proseguirà
sulla stessa falsa riga di quello appena chiuso con una diminuzione sia sul
fronte delle compravendite sia su quello dei prezzi.
«Si è di fronte a una situazione contrassegnata da una maggiore offerta di
immobili - sottolinea Tecnocasa - da una domanda più selettiva e un
allungamento dei tempi di vendita». Nelle grandi città, i cali maggiori dei prezzi delle case si avvertiranno a Bologna (dal 2 al 5%),
Genova (dal 3 al 5%) e Verona (dal 3 al 5%). I valori scenderanno anche a Bari
(dall'1 al 4%), Firenze (dal 2 al 4%), Napoli (dall'1 al 4%), Palermo (dal 2 al
4%). A Milano si stima un calo del 2-4%, a Roma del 3-4%. A reggere meglio,
invece, sarà Torino dove si prevedono prezzi stabili,
con flessioni al massimo del 3%. La situazione del mercato immobiliare
italiano rimane quindi critica e prosegue la tendenza iniziata nel 2008. Le
flessioni dei valori si estenderanno anche negli hinterland delle grandi
metropoli con cali fino al 7% a Genova, mentre reggeranno meglio Milano e Roma
dove ci si attende una contrazione massima del 2-3%. I ribassi saranno più
sensibili per gli immobili usati, mentre per quel che riguarda quelli nuovi i
costruttori sono ancora restii a ritoccare i prezzi
verso il basso. Per quanto riguarda le zone, si attende una tenuta migliore per
le aree centrali rispetto a quelle periferiche, dove spesso si concentrano
immobili di qualità più bassa e dove negli ultimi anni si è anche costruito in
abbondanza. I quartieri che hanno subito interventi di riqualificazione
potranno registrare una performance migliore rispetto al mercato, a condizione
che le migliorie siano tangibili e fruibili così come le aree oggetto di futuri
interventi di riqualificazione potranno manifestare una tenuta dei prezzi. «Il mercato immobiliare -
sottolinea l'ufficio studi di Tecnocasa - si muove con lentezza perché i
potenziali acquirenti sono molto più reflessivi, spinti in questa direzione
anche dalle notizie che riguardano in generale l'economia». Alcuni segnali di
ottimismo, però incominciano a vedersi. A partire dall'estate, infatti, «si è
registrato un aumento della domanda di immobili ad uso investimento causato da
una fuga dal mercato finanziario». Le difficoltà maggiori, invece, riguardano
la prima casa a causa dell'atteggiamento selettivo delle banche nella
concessione di mutui, e la domanda di sostituzione che è rallentata
dall'allungamento dei tempi delle compravendite. Tecnocasa pone l'accento sul
prezzo, che è stata la chiave del mercato nel 2008 e continuerà ad esserlo
anche per il 2009. Le attese sono per un maggiore spazio
alla trattativa fra acquirente e venditore sul prezzo della casa. «Il sentimento
degli operatori - prosegue l'ufficio studi - è che i potenziali acquirenti
desiderino acquistare ad un prezzo congruo rispetto alla qualità dell'immobile,
quindi il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l'immobile».
Le difficoltà del settore immobiliare non sono certo
un'esclusiva dell'Italia. Proprio ieri la Federazione nazionale degli agenti
immobiliari francesi (Fnaim) ha diffuso il bilancio consuntivo del 2008, che ha
fatto registrare una diminuzione media dei prezzi del
2,5%. Malissimo, in particolare, il quarto trimestre, con un crollo dei prezzi del 9,9% rispetto all'anno prima. Tra il 1998 e il
2008, infatti, i beni immobiliari si erano apprezzati del 125%, e del 140% per
i soli appartamenti, secondo la Fnaim. francesco ferrari
francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 14/01/2009 GENOVA -7% 14/01/2009 MILANO -3%
14/01/2009 ROMA -3% 14/01/2009
( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MERCATO
IMMOBILIARE Tecnocasa, previsioni
( da "Metronews" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prezzi delle case giù del 3 - 4 % uscito su Metro il 14/01/2009 Lascia il
tuo commento! Giù i prezzi delle case, così come le
compravendite. Il mercato immobiliare italiano chiude
l?anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle
compravendite che ha interessato grandi metropoli, capoluoghi di provincia e
comuni dell'hinterland. Il prezzo, che è stato la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008, lo sarà ancora nel 2009. Le previsioni
del gruppo Tecnocasa a livello nazionale indicano una riduzione dei prezzi che oscilla da -4% a -1%. è quanto si legge
nell?analisi “Previsioni immobiliari
( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Eccesso di offerta e
la gente posticipa gli acquisti C'era una volta l'età aurea del mercato immobiliare: eravamo alla fine degli anni '90 e il
matrimonio fra mattone e credito aveva reso felici praticamente tutti, grazie
ai mutui per l'acquisto di una casa concessi pressoché a chiunque e a buon
mercato, con i prestiti che non solo coprivano l'intero valore dell'immobile da
acquistare, ma andavano oltre, fino al 120% del prezzo d'acquisto. Per quasi
dieci anni è stato boom immobiliare, fatto di una
crescita inarrestabile dei prezzi accompagnata da un
numero di transazioni in costante aumento. Indebitarsi sembrava allora la
regola del mercato, un passaggio obbligato per chi voleva acquisire uno stile
di vita improntato alla «moltiplicazione» dei propri investimenti, ma anche per
le fasce sociali più deboli che hanno colto questa
straordinaria opportunità per acquistare casa. Poi, come un terribile ciclone,
l'effetto subprime scatenatosi in America ha spazzato via tutto: facendo
crollare i prezzi delle case e il numero delle transazioni immobiliari. Nel comparto immobiliare si è assistito alla rottura
del meccanismo basato su un rapporto equilibrato tra domanda e offerta,
nel quale la prima modulava la seconda. La domanda era sostenuta in quanto
stimolata sempre più verso nuovi acquisti, mossi da continui accresciuti
bisogni, da una pubblicità di offerte adeguate ben supportate e rese appetibili
da un credito così largamente favorevole. Questo meccanismo ora è saltato: oggi
è rimasta solo una capacità costruttiva spropositata, particolarmente evidente
a Bergamo nelle previsioni contenute nel Pgt, un piano in grado sì di
stravolgere positivamente la città, ma che in questo momento mal si concilia
con una domanda sempre più rarefatta. In presenza di un'offerta sempre più
preponderante, la «colata» di circa due milioni di nuovi metri cubi ipotizzati
nel Piano di governo del territorio nei prossimi anni risulta addirittura
sconcertante visto che di giorno in giorno aumenta l'invenduto e ciò sta già favorendo
l'inevitabile discesa dei prezzi, inevitabile perchè
conseguenza di una sempre più accentuata contrazione del numero di
compravendite. La preoccupazione è che la discesa generalizzata dei prezzi, non solo degli immobili, porti l'economia alla stagnazione,
innescando il pericoloso fenomeno della deflazione. I consumatori posticipano
così gli acquisti, confidando in ulteriori cali e innescando in tal modo quella
che gli analisti definiscono la «sindrome di Tokyo», che da oltre dieci anni
paralizza il Giappone, dove i consumi ristagnano nonostante i tassi d'interesse
siano prossimi allo 0%. Come e quando si uscirà dalla crisi? Ragionevolmente
nessuno può azzardare previsioni. Sicuramente si deve assumere un atteggiamento
molto realistico nei confronti di quanto sta accadendo. I pressappochisti che
minimizzano e falsano la realtà con facili ottimismi risultano essere dannosi
per l'intera comunità immobiliare, e la loro visione
limitata solo ai propri interessi di fatto fornisce letture distorte del mercato
che non permettono ai cittadini di fare scelte oculate. La situazione si
affronta innanzitutto offrendo e cercando trasparenza e facendo sistema,
lavorando il più possibile a scrivanie unite. Ben venga quindi la «Casa delle
professioni immobiliari» di cui proprio su queste colonne si è ampiamente
trattato nell'edizione del 4 gennaio, iniziativa che rappresenta non solo una
novità culturale ma anche uno strumento anticrisi. Una novità che, nelle
intenzioni dei suoi promotori, non si riduce a un semplice convegno, ma che
rappresenta un nuovo metodo di collaborazione fra i tanti protagonisti del
mercato immobiliare (proprietari di immobili, agenti
immobiliari, amministratori di condominio, intermediari finanziari,
costruttori, progettisti e tecnici di varie discipline), chiamati a sedersi a
un tavolo comune per analizzare l'esistente, prevedere il futuro, immaginando,
nel segno dell'interdisciplinarità, servizi, progetti integrati e promuovendo
temi all'attenzione delle amministrazioni locali e della cittadinanza. La «Casa
delle professioni immobiliari» vuole essere tutto questo, cancellando la
filosofia dei moduli preconfezionati e spalancando invece le porte
all'interattività e al confronto con il cittadino-fruitore. Ben venga perciò
anche l'Expo Re&T, il primo salone immobiliare
bergamasco, che proporrà iniziative immobiliari su scala provinciale e
regionale e che rappresenterà una vetrina delle località di maggior pregio
turistico aperta sul mercato nazionale e internazionale. Ben venga un'unica,
ampia e autorevole Commissione di rilevazione dei prezzi
degli immobili, magari sotto l'egida di un ente pubblico come la Camera di
Commercio. Oggi in provincia ci sono ben 5 listini dei prezzi
degli immobili con 5 quotazioni diverse. Vista l'obiettiva situazione di caos,
la pressante domanda di affidabilità e trasparenza, proveniente dal mercato e
relativa agli elaborati di stima, non può che avere un'unica risposta, quella
proposta da Appe-Confedilizia Bergamo, Ascom-Fimaa e Confesercenti-Anama che si
sono già attivate per armonizzare quest'anno le valutazioni degli immobili che
verranno stampati sulle rispettive pubblicazioni. Ben venga, infine, un'unica
Banca dati degli immobili, che raccolga le proposte immobiliari provenienti sia
dagli operatori sia dai privati. La «Casa delle professioni immobiliari» a
breve darà corpo a un progetto che andrà proprio in questa direzione, venendo
incontro alle esigenze sia degli operatori immobiliari sia dei proprietari
d'immobili, in veste di acquirenti-venditori-locatori, oltre che dei
conduttori, o aspiranti tali, di immobili residenziali e non. Queste sono
risposte concrete ai sentimenti del privato e dell'operatore, i primi veri
segnali di una sinergia volta a rasserenare e a rassicurare il mercato. Solo
così si potrà scongiurare un 2009 nato sotto il segno di cattivi presagi,
contenendo quantomeno l'aggravamento ulteriore della crisi che porterebbe,
oltre alla già citata stagnazione economica, negative conseguenze
sull'occupazione in un settore quale quello immobiliare
che da sempre è un volano per la nostra economia. Gianfederico Belotti
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
RIMINI CRONACA pag. 5 «A Rimini i prezzi delle case caleranno del 6%» LE PREVISIONI DELL'OSSERVATORIO DI TECNOCASA
SUL MERCATO IMMOBILIARE NEL 2009 CALANO i mutui e (per la gioia di molti riminesi)
calano finalmente i prezzi delle case. Almeno è quanto prevede il gruppo di Tecnocasa, la più
importante rete di agenzie immobiliari in Italia. Secondo i dati forniti
dall'osservatorio di Tecnocasa, quest'anno a Rimini i prezzi
delle abitazioni diminuiranno sicuramente, e non di poco. La contrazione
stimata per il 2009, secondo Tecnocasa, oscillerà tra il 3% e il 6%, a seconda
naturalmente del tipo di immobili. I più toccati dal calo dei prezzi del mercato immobiliare
saranno quasi sicuramente gli appartamenti usati, specie quelli non di
particolare pregio, o che necessitano di interventi di ristrutturazione.
RESISTERANNO invece le case di nuova costruzione,
specialmente quelle realizzate più di recente, e seguendo i criteri della
bioedilizia e del risparmio energetico. Qui i ribassi saranno più contenuti,
anche se è leciso aspettarsi un lieve calo. Lo stesso vale per gli immobili
delle zone più centrali, mentre risentiranno di certo della flessione del
mercato immobiliare le abitazioni in periferia. Nel
complesso, a livello nazionale Tecnocasa ha stimato un calo tra il 4% e l'1%,
con alcuni distinguo per le città più grandi e per l'hinterland. Tra le città
di medie dimensioni incluse nell'indagine di Tecnocasa, Rimini è considerata
una delle località che più accuserà la diminuzione dei prezzi,
anche a causa del boom degli anni scorsi che ha sicuramente gonfiato' il
mercato immobilare. Soltanto per Udine, Mantova e Siracusa si prevede una
flessione altrettanto decisa, fino al 6%. Soffrono, tra le grandi città, Genova
(previsto un calo fino al 7% nelle zone in periferia) e Palermo (-6%), mentre a
Bologna i prezzi potrebbero calare quest'anno almeno
del 5%, così come a Verona. Image: 20090114/foto/8307.jpg
( da "Trend-online" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
USA: perché dubitare
del piano economico di Obama PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di
ilsussidiario.net , 14.01.2009 11:55 Scopri le migliori azioni per fare trading
questa settimana!! trattenute per coprire buchi irrisolti. La bolla immobiliare si sta sgonfiando e ciò deprime nuove
costruzioni. Connesso a questo fenomeno c?è quello delle famiglie che non
riescono a pagare i mutui anche per difficoltà di ristrutturazione del debito.
Con questo voglio dire che per far ripartire l?America non serve ?tutto? il megastimolo,
ma basta risolvere questi due problemi (strutturali). Se la politica
stimolativa di Obama non li risolverà, altre misure serviranno a poco e il
sistema stagnerà per due anni prima di aggiustarsi da solo dopo un periodo
catastrofico. Se, invece, i due problemi saranno risolti, allora non sarà
necessario tutto il megaprogramma oggi ventilato e il suo costo prospettico
(pauroso) in termini di inflazione e indebolimento del dollaro. Il fatto
curioso è che per il problema bancario la politica può fare poco. Per il
problema del mercato immobiliare la politica potrebbe
fare molto - nuova legge sulla rinegoziazione dei mutui, detassazione selettiva
dei mutuatari, retrogaranzia per i rischi di insolvenza, programmi di edilizia
popolare, ecc. - ma non sembra lo stia preparando nelle dosi che servirebbero.
Tuttavia, la Riserva federale sta facendo moltissimo ed è questa linea di
intervento non-politica, poco commentata, che in realtà determinerà i tempi
della ripresa del credito e in generale. Probabilmente in 6 mesi ce la farà.
Quindi Obama dovrebbe ?solo? aggiungere un centinaio di miliardi per aiutare il
mercato immobiliare e altrettanti come detassazione.
Il resto della stimolazione lo farà il basso costo del denaro. Con questo
voglio dire che il fabbisogno di risorse d?emergenza, con il rischio di
destabilizzazione futura che comportano, potrebbe rivelarsi minore del
previsto. Ma se banche e immobiliare non si
riprenderanno il sistema resterà in crisi per anni, anche buttandovi segue
pagina >>
( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB -
Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere Roma, 14 gen (Velino) -
“Dopo cinque anni di crescita superiore al 4 per cento, l?economia globale nel
2009 si avvia verso un pesante rallentamento, ma sarà ben lontana dalla
crescita negativa, ovvero dalla recessione e ciò vorrà dire che la domanda di
energia continuerà a salire, seppur a ritmi più lenti”. è quanto afferma Davide
Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un?intervista realizzata per l?ultimo
numero della newsletter del Gestore del mercato elettrico (Gme).
“Nell?industria energetica la costante espansione della domanda di petrolio
degli Usa e della Cina – aggiunge Tabarelli - era squilibrato e infatti
giustificava, seppur in parte, prezzi del petrolio in
costante crescita oltre la fatidica soglia dei 100 dollari. Il rallentamento
dell?economia è sotto questo profilo salutare, in quanto consentirà alla
domanda di energia di aspettare che l?offerta cresca in maniera adeguata,
sempre che i produttori di petrolio, gas e carbone, continuino nei loro
programmi di investimento. L?aspetto più negativo della crisi globale, non è
tanto nell?intensità della frenata, che per alcuni paesi potrebbe si essere
molto intensa, ma per le condizioni del tutto nuove introdotte dall?instabilità
successiva al periodo di forti oscillazioni. Di nuovo il caso dell?industria
energetica è emblematico, con prezzi del petrolio che
sono passati da 80 dollari per barile a fine
( da "Morningstar IT" del 14-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Clicca qui per
leggere il report completo Un vecchio proverbio recita: "l'Epifania tutte
le feste porta via". Quest'anno la vecchietta con la scopa si è portata
via anche il rimbalzo delle Borse dell'inizio dell'anno. E sui mercati sono
tornate le antiche paure di recessione, mentre si apre una stagione di
trimestrali che si prospetta avara. Per gli investitori tutto ciò che di più
brutto poteva succedere nel 2008 è accaduto: il fallimento di grandi banche
d'affari, la crisi creditizia, il calo dei prezzi delle case e il rallentamento
dell'economia globale. Né azioni né obbligazioni hanno retto alla tempesta, con
la sola eccezione dei titoli di Stato. La delusione è stata tanta anche per i
risparmiatori più prudenti e i pesanti riscatti dai fondi (-140 miliardi) lo
dimostrano. Uno sguardo su quello che è successo l'anno scorso, però,
aiuta a ripartire con la marcia giusta. Secondo il Rapporto annuale di
Morningstar sulle performance dei fondi europei, il
( da "Arena.it, L'" del 16-01-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'export veronese
frena in Spagna MERCATI. La bolla immobiliare iberica
pesa sul sistema scaligero nel settore metalmeccanico Tiene il commerciale, in
flessione l'auto 16/01/2009 rss e-mail print L'export veronese frena in Spagna
La Spagna è alle prese con una bolla immobiliare le
cui conseguenze stanno arrivando a toccare anche le sponde dell'Adige,
soprattutto per quanto riguarda i rapporti economici nel settore
metalmeccanico. Che cosa succederà dei rapporti economico-commerciali, tra la
Spagna e Verona. Perché si tratta di rapporti solidi. Basti pensare agli stabilimenti
realizzati storicamente da industrie come la Mondadori, o quelle nella carta
(Fedrigoni) o del settore del forni da pane, per arrivare a Burgos, con la
presenza più che quarantennale della Ferroli. O quella più recente del Gruppo
Manni con Isopan Espana. E poi le società commerciali nella commercializzazione
dei prodotti agricoli o dei prodotti alimentari (come è il caso di Rana
Espana). Senza dimenticare poi che a Verona c'è la sede italiana (gruppo
Volkswagen) di Seat. E le difficoltà del mondo dell'auto si riscontrano subito
con una perdita di oltre 30 milioni di import a Verona di auto nei primi nove
mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel
commerciale, tutto sommato, i rapporti tengono. Lo si vede dall'appeal che ha
tuttora il sistema del prontomoda veronese 66,8 nel 2008 contro 64,7 milioni),
mentre, però, ha perso il 40% il calzaturiero, sceso da