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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

 

 

 

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Report "Mercato immobiliare"  6-12 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

i prezzi non calano più ( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Per il presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, si sta verificando «un ritorno all'investimento immobiliare», «che nei periodi di crisi non ha mai tradito». Si è così frenato il calo dei prezzi delle abitazioni, che Confedilizia nella prima parte del 2008 ha stimato intorno al 2%.

prime inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009 ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Pagina 5 - Sardegna Prime inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009 IMMOBILIARE Dossier Confedilizia esteso alla Sardegna CAGLIARI. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite d'immobili e i prezzi delle case vanno consolidandosi su scala nazionale.

commento Pesa la mancanza di piccoli appartamenti ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: acquisto di case stava arrivando al cento per cento e addirittura al 110 per cento dell'intero costo, spese comprese, mi venne da esclamare a microfono aperto che erano diventati matti. Anche noi la nostra bolla immobiliare l'abbiamo avuta con una distorsione del mercato che fortunatamente non ha toccato, nella quantità,

La "Obamanomics" sotto la lente, negli Usa è polemica ( da "Velino.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: come immobiliare ed assicurazioni, dovranno tornare al mondo reale prima di poter recuperare. Il che potrebbe voler dire più perdite. Infine, nessuno dei maghi della finanza che oggi accusano Obama di portare l'America nell'abisso ha proposto un piano alternativo per tirarci fuori dal caos in cui molti di essi ci hanno felicemente portato"

e il prezzo delle case cala del 5,5 % ma il mercato resta paralizzato - cecilia gentile ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: assessore regionale alla Casa, ha ribadito le tre linee di intervento della Regione: il sostegno all´edilizia agevolata, le cartolarizzazioni degli immobili degli enti previdenziali e il sostegno a chi non riesce a far fronte ai mutui stipulati. Il consigliere regionale Giovanni Carapella, presidente della commissione Casa, dice okey al tavolo di confronto,

Solo T-Bond, Vendete Wall Street ( da "Borsa e Finanza" del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: cominciarono gli interventi della Fed. Da allora la Borsa è andata giù a dente di sega. E che cosa ci autorizza a pensare che abbiamo finalmente toccato il fondo? Sono altrettanto pessimista sulle prospettive del settore immobiliare. I prezzi del mattone scenderanno ancora di un buon 20% prima di trovare il loro equilibrio.

Prezzi delle case Una brusca frenata ( da "Nazione, La (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 21 Prezzi delle case Una brusca frenata Molte abitazioni restano invendute ORVIETO LA BOLLA è scoppiata. Dopo un quindicennio di cavalcata inarrestabile anche il mercato immobiliare orvietano ha tirato il freno a mano e la frenata lascia segni ben visibili soprattutto in periferia.

In calo i prezzi delle case ( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stampa Mercato ImmobiliareUno studio della Gabetti evidenzia una flessione di oltre il 6% Centro storico, Pettino e Coppito le zone più richieste In calo i prezzi delle case I costi medi vanno da 2.400 a 4.500 euro al metro quadro Momento decisamente negativo anche per il mercato immobiliare.

Settore immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno ( da "Finanza.com" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Settore immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno (9 Marzo 2009 - 13:39) MILANO (Finanza.com) - La tempesta impazza in Borsa e gli italiani riscopriranno la vecchia passione per il mattone? Nel corso della seconda parte del 2008 la discesa dei prezzi delle casa è continuata, ma secondo le previsioni degli esperti di Tecnocasa ci sarà una ripresa quest'

IMMOBILIARE: PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA ( da "Wall Street Italia" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: IMMOBILIARE: PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA di WSI Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008, ma nel 2009 si prevede un rimbalzo delle richieste. Al Sud la maggiore contrazione dei prezzi. -->Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008,

Vendite in calo del 20%, la crisi rilancia gli affitti ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Come se non bastasse, una recente indagine dell'associazione costruttori ammonisce che - rispetto a solo un anno fa - si è quasi dimezzata la platea di famiglie intenzionate a comprare casa nelle zone di Milano, Lodi e Monza. LA RIVOLUZIONE. «Il mercato immobiliare è sano», assicura Mecca.

Case, calo record a Palermo I prezzi scendono del 4,9% ( da "MF Sicilia" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: A Palermo la bolla immobiliare ha iniziato a sgonfiarsi già all'inizio del 2008: il calo dei prezzi era stato in media del 2,2%, con punte del 4,6% nelle zone più in della città. Perché proprio tra via Libertà e corso Vittorio Emanuele si era innescato un meccanismo al rialzo che portavano i proprietari richiedere anche più di 3.

Gran Bretagna: a febbraio ai minimi dal 1978 indice prezzi case ( da "Finanza.com" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Le vendite di case britanniche sono scese al livello più basso dal 1978 complice la recessione che ha spinto al ribasso i prezzi. Lo ha comunicato questa mattina il Royal Institution of Chartered Surveyors. L'indice che misura i prezzi delle case è sceso lo scorso mese a meno 78,3 da meno 76,6 dello scorso gennaio. (Riproduzione riservata)

IL REAL ESTATE EUROPEO RISENTE DELLA TEMPESTA MONDIALE ( da "Trend-online" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: che non hanno mai sperimentato un grande boom relativamente ai prezzi delle case, non sono state risparmiate dalla stretta del mercato immobiliare. In Germania e in Austria la carenza del credito ha colpito la domanda e ulteriori, ma moderati, crolli dei prezzi e delle attività del mercato immobiliare sono previsti per il 2009.

si apre la prossima settimana a roma il festival della matematica - princeton (new jersey) ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la più globale delle crisi». Non crede che basti solo lo scoppio della bolla immobiliare americana a spiegare una recessione mondiale e rifiuta di dare la colpa alla cosa che ama di più: «Non sono i modelli creati dai matematici per costruire strumenti finanziari sempre più complessi ad aver trascinato il mondo nel baratro,

Vendite degli immobili in caduta a Shanghai ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: investitori stranieri che avevano scommesso sul boom immobiliare e sulla rivalutazione dello yuan. I prezzi folli del supercondominio sono lo specchio di un mercato drogato dalla speculazione. A tutti i livelli. Ancora oggi, sebbene la bolla immobiliare sia già scoppiata, a Shanghai il prezzo medio al metro quadro delle abitazioni è pari a quattro volte il salario medio della gente.

Le case popolari sul mercato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: interrotta quando un secondo periodo di euforia irrazionale ha generato la cosiddetta bolla immobiliare. La crisi dei subprime in realtà si è generata quando, con il rialzo dell'inflazione trainata dai prezzi delle materie prime, e con il conseguente rialzo dei tassi d'interesse variabili nominali, molti sottoscrittori dei mutui non sono stati più in grado di far fronte ai pagamenti.

Crisi: quanto ha inciso la bolla immobiliare ( da "Velino.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Contano molto le ramificazioni al resto dell?economia che derivano innanzitutto dal ruolo svolto dall?immobiliare nei meccanismi di espansione del credito, anche perché i prezzi delle case determinano il valore dei collaterali sottostanti una parte degli attivi bancari. La ricchezza immobiliare interviene inoltre fra le determinanti dei livelli di consumo,

Gli alloggi in maggiore discesa sono quelli usati, il nuovo conviene in periferia ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nei tipi di alloggio il calo più accentuato delle quotazioni è sull'usato, rispetto a quelle ristrutturate o nuove. Per gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata che negli altri casi. Si sono registrati ribassi soprattutto dove l'offerta è stata più consistente.

il mattone vacilla prezzi immobiliari giù del 3,2% l'arcella è la più conveniente ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Tutti gli indicatori sono impietosi ed evidenziano lo scoppio della bolla immobiliare, anche se rispetto ad altre province del Veneto come Vicenza (-16,6%) e Verona (-3,6%), la città del Santo tiene un pò meglio gli effetti della crisi mondiale per quanto riguarda le variazioni dei prezzi degli immobili.

FIAIP: NEL 2008 NONOSTANTE I SEGNALI DI CRISI IL MERCATO IMMOBILIARE DI PADOVA E PROVINCIA REGGE. PREZZI SOSTANZIALMENTE STABILI, MA FLESSIONE DELLE COMPRAVENDITE. TIENE L'ACQUISTO ( da "marketpress.info" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: di immobili in vendita a Padova città, nella cintura urbana o nei Comuni della Provincia. Per quanto riguarda le ?case nuove? la diminuzione dei prezzi è irrilevante (-0,7%) per il Comune capoluogo o addirittura in controtendenza per gli immobili top (+4%), mentre si attesta ad un -2,1% negli altri Comuni della Provincia.

L'escalation dei titoli tossici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: o scoppio di bolle immobiliari: credito al consumo, mutui ipotecari, prestito alle imprese piccole, medie, grandi. Quel che sta avvenendo in Europa, tra le pieghe dei salvataggi e dei sostegni pubblici più o meno trasparenti a favore delle banche, è una vera e propria escalation del "materiale" tossico oggetto delle operazioni di pulizia tramite spv,

Il risveglio del mercato immobiliare ( da "Sicilia, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il risveglio del mercato immobiliare Fra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 si sono consolidati il numero delle compravendite e i prezzi delle case ROMA. La crisi stabilizza il mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite e i prezzi delle case si sono consolidati.

Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione ( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nel Comasco in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di prezzo delle case, bolle speculative. I prezzi sul nuovo tengono. Compra chi ha bisogno». Anche dall'Ance, così come da altre categorie imprenditoriali, arriva invece un allarme sul credit crunch, la stretta creditizia che rischia di asfissiare le aziende.

Gb, il mattone accusa la crisi: prezzi delle case vanno a picco ( da "Velino.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Lo studio della Numis Securities sostiene che questa paurosa svalutazione degli immobili colpirà soprattutto le case dei centri delle città e quelle costruite nello scorso decennio. Dal rapporto emerge infatti che il prezzo delle case in questione è sovrastimato tra il 17 e il 39 per cento del valore reale.


Articoli

i prezzi non calano più (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Centro, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 4 - Attualità I prezzi non calano più Valori in aumento a Roma e Milano ROMA. La crisi stabilizza il mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite e i prezzi delle case si sono consolidati. Ma a Roma e Milano il valore delle abitazioni addirittura aumenta. In crescita anche il numero di contratti d'affitto. E' quanto emerge dai dati e dalle previsioni del Bollettino immobiliare di Confedilizia elaborato sui valori di compravendita nel 2008. Per il presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, si sta verificando «un ritorno all'investimento immobiliare», «che nei periodi di crisi non ha mai tradito». Si è così frenato il calo dei prezzi delle abitazioni, che Confedilizia nella prima parte del 2008 ha stimato intorno al 2%. Tuttavia in alcune grandi città comprare una casa è sempre più costoso. Secondo Confedilizia, sui valori di compravendita di alloggi nuovi o ristrutturati in 104 Province nel 2008, Roma ha registrato un aumento dei prezzi di circa il 3%: nel centro per un'abitazione di 100 metri quadrati si paga in media 580 mila euro. A Milano il valore delle case ha toccato un rincaro dell'8% nelle zone tra centro e periferia, così che per acquistare un alloggio di 100 metri quadrati occorre sborsare 575 mila euro. Tuttavia il primato della città con le abitazioni più care di tutt'Italia va a Venezia, che conferma la sua leadership: al centro si pagano 625 mila euro per 100 mq. La novità più importante per il 2009, secondo le previsioni dell'associazione, è l'aumento di famiglie che scelgono di vivere in affitto. A fine marzo verrà lanciata la campagna «Affitto mon amour» per mettere in luce il divario tra la crescita del numero di famiglie che ricorrono alla locazione e la scarsità di immobili disponibili e di incentivi per i proprietari. «I canoni sono alti, - ha precisato Sforza Fogliani - ma non ugualmente remunerativi per i locatori». Inoltre, secondo il presidente di Confedilizia, ci sono sul mercato circa 40 mila abitazioni invendute che potrebbero essere messe a disposizione di chi soffre maggiormente l'emergenza abitativa.

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prime inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 5 - Sardegna Prime inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009 IMMOBILIARE Dossier Confedilizia esteso alla Sardegna CAGLIARI. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite d'immobili e i prezzi delle case vanno consolidandosi su scala nazionale. è quanto emerge a sorpresa dalle previsioni del Bollettino Confedilizia presentato ieri mattina a Roma. I valori medi dei prezzi al metro quadro (all'incirca duemila euro, come in tante aree della Sicilia e di altre regini del Sud) fanno sì che l'isola sia inserita a metà classifica. «I disinvestimenti nelle attività finanziarie dovuti alla difficoltà del settore, hanno determinato il ritorno dell'investimento immobiliare, che nei periodi di crisi non ha mai tradito», ha detto il presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, spiegando così l'assestamento del mercato. Tuttavia in alcune grandi città comprare una casa è sempre più costoso. Sempre secondo i dati elaborati da Confedilizia sui valori di compravendita delle case in 104 Province nel 2008, la capitale ha registrato un aumento dei prezzi circa il 3%, nel centro per un alloggio di 100 metri quadrati si arriva a pagare 580.000 euro. Mentre a Milano, complice l'avvicinarsi dell'Expo, l'innalzamento del valore delle case ha toccato un rincaro dell'8% nelle zone tra centro e periferia. Tuttavia la città con le case più care di tutt'Italia rimane Venezia, dove al centro si pagano 625.000 euro per 100 metri quadrati. Nel bollettino sono comprese 47 città del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud. La quarta edizione della pubblicazione riporta i dati che emergono dalla media della rilevazione dei due semestri 2008. I valori minimi sono riferiti ad immobili da ristrutturare completamente. I valori massimi a nuovi o ristrutturati. Con riferimento alle aree geografiche, i massimi si registrano al Nord (3.261 euro al metro quadro); seguono il Centro (3.120 euro mq) e il Sud con le isole (2.184 euro mq). Per i valori minimi è il Centro a registrare il prezzo medio più alto (961 euro mq), seguito dal Nord (868 euro mq) e dal Sud e isole (651 euro mq). Con riferimento alle locazioni, per il 2009 il Borsino immobiliare Confedilizia prevede un consolidamento del ritorno di interesse per l'affitto, soprattutto a causa delle perduranti difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie.

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commento Pesa la mancanza di piccoli appartamenti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO pag. 2 commento Pesa la mancanza di piccoli appartamenti QUANDO alcuni anni fa in un convegno nazionale di agenti immobiliari a Villa Marigola, del quale ero stato chiamato a fare il moderatore, fu rilevato che la concessione di mutui per l'acquisto di case stava arrivando al cento per cento e addirittura al 110 per cento dell'intero costo, spese comprese, mi venne da esclamare a microfono aperto che erano diventati matti. Anche noi la nostra bolla immobiliare l'abbiamo avuta con una distorsione del mercato che fortunatamente non ha toccato, nella quantità, l'assurdo. Oggi sono in molti a salutare il rientro in canoni quantomeno ragionevoli, adeguati al risparmio e al mercato. E' però disagevole rilevare che proprio nel momento più propizio (prezzi più reali e interessi dei mutui al minimo storico) per acquistare la casa, le difficoltà economiche raffreddino prudentemente le aspirazioni (psicologiche e concrete) di chi la casa non ce l'ha. Nella nostra città e nella nostra provincia non c'è peraltro neppure la possibilità di un primo passo modesto soprattutto per le giovani coppie. Mi riferisco alla carenza cronica di bilocali e di trilocali per i quali si potrebbe pensare di pagare piuttosto rate di mutuo abbordabili piuttosto di canoni di locazione dello stesso livello. E' un mai ascoltato intervento di edilizia abitativa che si potrebbe realizzare magari facilitando la ristrutturazione di appartamenti sfitti che qualche problema potrebbe risolvere. E. M.

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La "Obamanomics" sotto la lente, negli Usa è polemica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - La "Obamanomics" sotto la lente, negli Usa è polemica Roma, 6 mar (Velino) - Le politiche del nuovo presidente Barack Obama hanno un ruolo nei crolli delle Borse di questi giorni, o è da imputare al prolungarsi della recessione? Negli Stati Uniti il dibattito è aperto. "Almeno per quanto riguarda Wall Street, la luna di miele con il nuovo presidente è finita", scrive su BusinessWeek Ben Steverman, che tenta di stabilire una correlazione tra le mosse di Obama e l'andamento dei titoli. Per gli investitori la nuova amministrazione è almeno in parte responsabile dei nuovi crolli. Dal giorno delle elezioni, il 4 novembre 2008, l'indice Standard & Poor's 500 ha perso il 25 per cento e dall'insediamento il 15 per cento. L'indice si è ripreso subito dopo la nomina di Timothy Geithner al Tesoro e l'insediamento di Obama alla Casa Bianca. Il 10 febbraio, giorno della presentazione del piano di aiuti al settore finanziario, "ampiamente criticato", i titoli hanno perso il 5 per cento. "La mancanza dei dettagli ha disturbato i mercati, che hanno bisogno di certezza" scrive Steverman. La crisi del credito non è l'unico motivo di "lamentela" tra gli investitori. In queste settimane Obama ha spiegato che intende mantenere le promesse fatte in campagna elettorale sulla riforma sanitaria, l'ambiente, e gli aumenti fiscali per gli americani che guadagnano più di 250 mila dollari l'anno. "è facile vedere l'impatto delle proposte di Obama su particolari segmenti dei mercati azionari", osserva il giornalista. Dopo il discorso al Congresso del 24 febbraio, quando Obama ha promesso un "sostanzioso anticipo" per la riforma sanitaria, "l'indice dei fornitori di servizi sanitari, fino a quel momento un'oasi felice, è sceso del 16 per cento". I mercati sono concentrati più sui problemi di breve scadenza - come la recessione e la crisi del credito - che sulle implicazioni di lungo termine delle politiche di Obama. Purtroppo da parte di Obama e della Federal Reserve le soluzioni tardano ad arrivare. Obama e Geithner "hanno mancato l'occasione per sorprendere i mercati e restaurare anzitempo la fiducia". Il 3 marzo Obama ha provato a suggerire agli investitori di essere "lungimiranti". Ma il problema è che "le prospettive di lungo termine non sono mai state così fosche. Con l'economia che peggiora, la crisi del credito che permane, e l'amministrazone che deve ancora elaborare una risposta, in pochi hanno sufficiente fiducia nel futuro da comprare azione. Potrebbe passare molto tempo prima che gli investitori vedano un cambiamento in cui credere", conclude Steverman. "Il radicalismo di Obama sta uccidendo il Dow Jones", denuncia sul Wall Street Journal Michael J. Boskin, professore di economia a Stanford e studioso della Hoover Institution, secondo cui ad allarmare i mercati non sono solo il pacchetto di stimolo da 787 miliardi di dollari e il vago piano per aiutare le banche, ma anche l'enorme espansione della spesa federale e dell'intervento dello stato nell'economia previsti nella legge di bilancio: "è difficile non vedere le continue perdite a Wall Street e il crescente allarme nell'economia reale come un effetto, almento in parte, della presa d'atto che le politiche del nuovo presidente sono progettate per ristrutturare radicalmente l'economia di mercato americana, e non solo per affrontare la recessione e la crisi finanziaria". "L'illusione che Obama avrebbe governato l'economia dal centro - prosegue Boskin - si è dissolta rapidamente. Invece di combinare le migliori politiche dei precedenti presidenti democratici - John Kennedy sulle tasse, Bill Clinton sul welfare e il bilancio, per esempio - Obama sta tornando agli aumenti fiscali di Carter e ai draconiani tagli alla difesa di Clinton". La spesa di 3.600 miliardi di dollari, "per stessa ammissione di Obama, ridefinisce il ruolo del governo nella nostra economia e nella nostra società". La legge di bilancio "raddoppia il debito pubblico, aggiungendo più debito di qualsiasi altro presidente e portando la spesa pubblica (tranne che per la difesa) rispetto al Pil ai livelli più alti della storia americana". Le illusorie previsioni sulla ripresa implicano un ammontare di spese e aumenti fiscali "molto al di sopra dei livelli già record di oggi". Per esempio, la copertura sanitaria universale richiederà una quantità di risorse addizionali "ancora da determinare". Con l'aumento dell'aliquota massima sui redditi al 39,6 per cento e sui dividendi al 20 "i nostri cittadini più produttivi e le nostre piccole aziende saranno meno incentivati a lavorare, risparmiare e investire". Rispetto agli effetti sulla crescita economica di un'ampia espansione del governo, "il welfare state dei paesi europei rappresenta una finestra sul nostro possibile futuro: standard di vita inferiori ai nostri del 30 per cento". "Porre fine agli aspetti più 'spigolosi' del nostro sistema economico - conclude Boskin - può andare bene, ma non un ulteriore passo, forse irreversibile, verso un welfare state di tipo europeo, con la sua stagnazione economica di lungo termine". "Ieri il Dow Jones ha perso 281 punti, il 4 per cento, mentre il presidente Obama avviava la sua spinta politica per nazionalizzare il sistema sanitario. Le recessioni non durano per sempre, ma cattive politiche possono prolungarle", avverte un editoriale del Wall Street Journal. Da uno studio dell'economista John Cogan, della Hoover Institution, spiega il quotidiano, emerge che la recessione attuale, iniziata ufficialmente nel dicembre 2007, non è peggiore della media delle recessioni dal 1970. Anche nelle peggiori recessioni recenti, dopo 15 mesi si cominciava a intravedere la fine del tunnel. Il punto, osserva il Wsj, è che le recessioni non durano per sempre senza una ragione politica ben precisa. "Ciò che preoccupa del crollo delle azioni dal 2 gennaio, e soprattutto dalla scorsa settimana, quando Obama ha presentato la sua radicale legge di bilancio, è che si è verificato proprio mentre veniva svelata l'agenda del nuovo presidente. I prezzi dei titoli hanno reagito a quelle proposte segnalando che si aspettano una recessione più profonda e più lunga". Il "messaggio ottimistico" dell'analisi comparativa di Cogan è che le recessioni finiscono. "Quanto durano, e quanto sono profonde, dipende in parte dalle scelte che fanno i leader politici. Le scelte che Obama e il Congresso stanno compiendo non stanno contribuendo alla fiducia, molto meno alla ripresa", conclude il Wsj. Di parere diverso il premio Nobel Paul Krugman, secondo cui il problema è "il crescente senso di frustrazione, persino panico, per l'incapacità di Obama di passare dalle parole ai fatti. La realtà è che quando ha a che fare con le banche, l'amministrazione Obama è titubante". Il meccanismo è il seguente: viene evocato un piano di salvataggio delle banche per testare le reazioni. I commentatori lo bocciano e poche settimane dopo filtra una nuova versione poco diversa dalla precedente. Perché l'amministrazione continua a proporre piani che nessuno trova credibili?. In qualche modo - spiega Krugman - l'amministrazione e la Federal Reserve si sono convinte che gli "asset tossici" valgano davvero di più di quanto oggi chiunque sia disposto a pagarli, e che se fossero correttamente prezzati, si risolverebbero tutti i problemi delle nostre principali istituzioni finanziarie. La verità è che il piano Bernanke-Geithner - che aleggia in diverse versioni - non spiccherà il volo". Ma Krugman è convinto che comunque non servirebbe: usando i soldi dei contribuenti per sostenere il prezzo degli "asset tossici", l'amministrazione avvantaggerebbe tutti quelli che hanno commesso l'errore di comprarli. Alcuni andranno laddove ce n'è bisogno, ma la maggior parte a chi non ha bisogno e non merita di essere salvato. Realisticamente, non accadrà". Ma questa "idea zombie" continua ad aleggiare, secondo Krugman, "perché non si vuole guardare in faccia la realtà", perché "è davvero difficile salvare una banca essenzialmente insolvente senza, almeno temporaneamente, rilevarla. E la nazionalizzazione temporanea è ancora considerata una soluzione inconcepibile. Ma questo rifiuto di guardare ai fatti significa, in pratica, assenza di azione". Incolpare Obama della crisi di Wall Street? è un "argomento assurdo", frutto della "furia populista" dei repubblicani e dei media di destra, ribatte Robert Reich, su Salon.com, prendendosela con gli editoriali del Wall Street Journal e i commentatori di Fox e Cnbc. "Primo, tutte le principali scelte politiche che hanno portato a questo collasso si sono verificate sotto Bush. Le bolle immobiliare e finanziaria si sono gonfiate sotto Bush e sono esplose sotto Bush. Il mercato azionario ha iniziato a collassare sotto Bush. Secondo, è inevitabile che le azioni perdano il poco di aria loro rimasta nel momento in cui la nuova amministrazione inizia lo 'stress testing' delle grandi banche, molte delle quali sono tecnicamente insolventi. Dopo tutto, i prezzi delle loro azioni sono fondati su sogni e bugie. Altri settori, i cui valori erano distorti da anni di illusioni finanziarie e negligenza regolatoria, come immobiliare ed assicurazioni, dovranno tornare al mondo reale prima di poter recuperare. Il che potrebbe voler dire più perdite. Infine, nessuno dei maghi della finanza che oggi accusano Obama di portare l'America nell'abisso ha proposto un piano alternativo per tirarci fuori dal caos in cui molti di essi ci hanno felicemente portato". (Federico Punzi) 6 mar 2009 16:15

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e il prezzo delle case cala del 5,5 % ma il mercato resta paralizzato - cecilia gentile (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina V - Roma E il prezzo delle case cala del 5,5 % ma il mercato resta paralizzato CECILIA GENTILE Nel 2008, a Roma, il costo delle case è calato del 5,5% rispetto al 2007. Ma non serve a niente, perché, per le famiglie e le giovani coppie che nella capitale hanno fame di un´abitazione, i prezzi rimangono comunque inaccessibili. E´ questa la grande contraddizione evidenziata dalla ricerca del Cresme effettuata per conto di Confcooperative-Federabitazione Lazio: aumenta la domanda di alloggi ad un costo sostenibile, ma nello stesso tempo crolla la capacità di acquisto. «Segno che la crisi economica è solo un aspetto del problema, sul quale pesa ormai in maniera insostenibile l´inadeguatezza delle politiche abitative, incapaci di rispondere a tipologie di consumatori profondamente mutate», sostiene Luigi Di Fazio, presidente di Federabitazione Lazio. «Nella nostra regione per 47mila famiglie la casa è diventata un bene inaccessibile - fa sapere Carlo Mitra, presidente di Confcooperative Lazio - Più del 30% sono giovani coppie. Il disagio che ne deriva supera l´aspetto economico e si ripercuote sulla coesione sociale». Il sindaco Gianni Alemanno, intervenuto alla presentazione della ricerca, chiede alla Regione un tavolo di confronto. «Bisogna individuare aree extrastandard pubbliche o private - dice - Aree non edificate con attorno altri palazzi e infrastrutture che permettano di edificare subito, senza dover espandere la città o ricorrere ad aree di riserva». Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa, ha ribadito le tre linee di intervento della Regione: il sostegno all´edilizia agevolata, le cartolarizzazioni degli immobili degli enti previdenziali e il sostegno a chi non riesce a far fronte ai mutui stipulati. Il consigliere regionale Giovanni Carapella, presidente della commissione Casa, dice okey al tavolo di confronto, ma chiede ad Alemanno di seguire l´esempio della Regione, che per l´emergenza abitativa ha stanziato 550 milioni di euro».

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Solo T-Bond, Vendete Wall Street (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 07-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ANALISI TECNICA Solo T-Bond, Vendete Wall Street Il crollo di S&P500 non è finito, scenderà fino a 600 punti. E anche il mattone soffrirà ancora. Tra le commodity solo l'oil è vicino ai minimi. Puntate ai trentennali Usa (5% di yield reale) perché il dollaro è un «porto sicuro». E non fidatevi del rally del Dragone di Redazione - 07-03-2009 All'inizio del 2008 ho suggerito 13 temi di investimento per l'anno a seguire, basati sulla mia convinzione che fossimo sulla soglia di una recessione profonda e pericolosa, innescata da una bolla immobiliare di cui avevo previsto da tempo la gravità e l'effetto contagio sull'economia americana e su quella globale. Mi auguro che abbiate seguito i miei consigli, perché si sono rivelati tutti veri. Alcune di queste strategie sono ormai esaurite. Altre possono rivelarsi ancora efficaci se, come credo, la peggior recessione dagli anni Trenta si protrarrà per tutto il 2009. Per questo ho deciso di riproporre dieci di quelle idee e di aggiungerne un paio di nuove. In sintesi: comprate dollari e, con gradualità, bond a tripla A. Se avete intenzione di vendere casa, sia la prima che la seconda, fatelo subito. Lo stesso vale per le azioni immobiliari, compreso il real estate commerciale. Vendete le azioni in generale, in particolare quelle legate al settore casa, beni di consumo o legati al credito. Siate venditori, infine, di commodity e di investimenti legati agli emergenti, sia azionari che obbligazionari. Un anno fa, così come oggi, la chiave di volta della mia strategia era la fiducia nel Treasury bond a 30 anni. Non è una novità, visto che la mia «passione» risale al 1981, quanto il T-30 rese il 14,7%. Allora scrissi che «stiamo per entrare in un bond rally secolare». Nel 2008 il rendimento dei Treasury a 30 anni ha raggiunto, comprese le cedole, il 42%, mentre il loro dividend yield scendeva dal 4,2 al 2,6 per cento. Le mie convinzioni non sono cambiate: sono ottimista sulle sorti del dollaro, che ritengo ancora il porto più sicuro in un mare in tempesta. E non esco dal T-bond a 30 anni, anche se il rendimento è ormai sceso al di sotto del mio target, cioè il 3%. Ma con un tasso di deflazione che viaggia sul 2%, uno yield del 3% dà già un rendimento reale pari a un attraente 5%. Perciò tenetevi stretti i T-bond, magari integrandoli con qualche corporate bond a tripla A (o di muni-bond) dal rendimento migliore: ma non sorprendetevi nel caso di un calo del rating. Al contrario, continuo a essere tutt'altro che ottimista sull'azionario. È ancora presto per rientrare sul listino americano. I profitti dell'S&P500 scenderanno fino ad una media di 40 dollari il che, a voler applicare un multiplo di 15 volte, assai generoso per un mercato Orso, dà per risultato il listino a quota 600, quasi un 20% meno dei livelli attuali, dopo un bimestre in forte discesa. Non mi convincono per niente le tesi di chi sostiene che «a questi prezzi, è arrivato il momento di comprare». O che, dopo tutto quel che è successo, ormai la pulizia del listino è finita o quasi. È una convinzione che si poteva nutrire già due anni fa, alla fine di febbraio del 2007, quando Hsbc cancellò dal suo bilancio 1,8 miliardi di dollari di prestiti subprime. O nel giugno di quell'anno, quando andarono in default due fondi di Bear Stearns. Anche allora era tutto chiaro, tutto finito. Ad agosto, poi, cominciarono gli interventi della Fed. Da allora la Borsa è andata giù a dente di sega. E che cosa ci autorizza a pensare che abbiamo finalmente toccato il fondo? Sono altrettanto pessimista sulle prospettive del settore immobiliare. I prezzi del mattone scenderanno ancora di un buon 20% prima di trovare il loro equilibrio. E il real estate commerciale ha appena iniziato la sua discesa. Per questo vi consiglio di stare alla larga dai Reit e dai fondi immobiliari in genere: nel 2009 il settore soffrirà un pesante cash crunch. E soffriranno ancora anche le azioni dei beni voluttuari. Così come la stessa cautela deve valere per i mercati emergenti, sia che si tratti di azioni o bond. Mi raccomando di fare attenzion soprattutto al mercato cinese, nonostante il rally in corso. Il risanamento fiscale cinese nasconde una montagna di insidie e di misteri. Inoltre sta salendo la protesta sociale in ogni angolo del Paese: stiamo per assistere agli ultimi giorni della dinastia fondata da Mao. Continuo poi a essere pessimista sulle materie prime. Forse, i prezzi del petrolio sono vicini al minimo. Ma il rame è ancora maturo per una brusca caduta, in occasione di un nuovo rallentamento dell'economia mondiale.

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Prezzi delle case Una brusca frenata (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 08-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ORVIETO / CONCA TERNANA pag. 21 Prezzi delle case Una brusca frenata Molte abitazioni restano invendute ORVIETO LA BOLLA è scoppiata. Dopo un quindicennio di cavalcata inarrestabile anche il mercato immobiliare orvietano ha tirato il freno a mano e la frenata lascia segni ben visibili soprattutto in periferia. Nel corso degli ultimi sei mesi, il prezzo degli appartamenti nuovi ha subìto una riduzione media abbastanza generalizzata che oscilla tra 200 e 300 euro al metro quadrato per le nuove costruzioni. Il sovrapporsi della crisi economica con l'esaurimento di una domanda locale che sta perdendo ormai quasi tutta la propria forza propulsiva ha come effetto il primo vero abbassamento dei prezzi che il mercato immobiliare orvietano registra dagli anni novanta quando cioè si pose fine all'immobilismo edilizio del decennio precedente con i primi interventi di espansione a Ciconia, inaugurati con la zona de La Svolta. Quella fase che, dal punto di vista politico segnò il passaggio del testimone e di politica urbanistica dal sindaco Franco Raimondo Barbabella al compianto Adriano Casasole, sembra adesso entrata in crisi. «Il centro storico resiste perchè continua ad esserci una forte domanda da parte degli stranieri spiega un imprenditore edile e, non a caso, le abitazioni del centro continuano ad essere quotate al pari delle zone residenziali di maggior pregio di Perugia, ad esempio, ma la periferia vive un andamento completamente differente». Le imprese cominciano ad avere difficoltà a vendere e ci sarebbero diverse nuove lottizzazioni che accusano segnali di rallentamento. Anche le ultime previsioni urbanistiche, circa 250 nuove unità abitative, ipotizzate dalla variante al piano regolatore, rischiano di rimanere solo sulle carte dei progettisti. Per il momento il prezzo del nuovo in periferia viaggia ancora sui 2000 euro al metro, ma le difficoltà del mercato hanno già innestato la tendenza al ribasso, almeno per alcune realtà. Tra gli operatori del settore, c'è anche chi si chiede se le nuove importanti lottizzazioni come quella prevista sotto l'ospedale (la cosidetta Ciconia due) potrà davvero partire e, casomai, quando e con quali ridimensionamenti rispetto alle previsioni iniziali e alle possibilità concesse dal piano regolatore. Mentre la domanda del centro storico continua ad essere alimentata soprattutto dagli stranieri, quella della periferia ha vissuto una pluriennale fiammata, drogata però dal fatto di essere costituita in larghissima misura da orvietani che vendevano casa altrove e che adesso hanno finito i soldi e hanno un mutuo da pagare». C. L.

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In calo i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

stampa Mercato ImmobiliareUno studio della Gabetti evidenzia una flessione di oltre il 6% Centro storico, Pettino e Coppito le zone più richieste In calo i prezzi delle case I costi medi vanno da 2.400 a 4.500 euro al metro quadro Momento decisamente negativo anche per il mercato immobiliare. Netta la contrazione (-6.1% nel secondo semestre del 2008) delle quotazioni a L'Aquila, sulla base delle ricerche condotte dalla Gabetti. Dopo alcuni anni di innalzamento dei valori il mercato immobiliare aquilano ha rallentato decisamente il passo. Si sta vivendo un eccesso di offerta per il forte incremento di nuove costruzioni che si è verificato nelle zone periferiche. «Il mercato è saturo e i tempi medi di vendita raggiungono i 9 mesi. Le trattative si concludono spesso - spiega Guido Botta titolare dell'Agenzia Gabetti di Via Carabba - con uno sconto sul prezzo inizialmente richiesto del 15%». Flessione anche per gli affitti. Le maggiori richieste, anche a scopo di investimento, rimangono quelle del centro storico, del polo universitario e dell'ospedale regionale. Nel Centro Storico si possono arrivare a spendere 4.500 euro al mq in palazzi d'epoca; in media le quotazioni di un appartamento ristrutturato in centro sono di 3.300 euro. La zona della Villa Comunale e viale Francesco Crispi è abbastanza richiesta, con i prezzi che vanno dai 2400 ai 2800 euro. Richiesta da giovani coppie la zona di Pettino, con costruzioni nuove a 2.500 euro al mq. Stessi prezzi a Coppito attorno al nuovo ospedale. Costruzioni di inizio 900 nei quartieri di S.Barbara, S.Sisto e S.Giuliano: qui i prezzi vanno dai 2000 ai 2700 euro al mq. A tenere alta la richiesta immobiliare degli affitti sono gli studenti universitari. Le nuove facoltà raccolgono migliaia di fuori sede. La zona più richiesta è il centro storico, dove per un posto letto si spendono 200 euro al mese in camera singola, mentre in camera doppia 170 euro, escluse le spese. Se invece si vuole affittare un appartamento i prezzi sono 350 euro per un monolocale arredato, 400 per un bilocale e 500-550 euro per tre locali. «Fra i progetti da seguire per il futuro - ha concluso Botta - la riqualificazione dell'area di piazza d'Armi e il potenziamento delle infrastrutture a servizio dei quartieri limitrofi e dell'accesso alla città». F.Cap.

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Settore immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 09-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Settore immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno (9 Marzo 2009 - 13:39) MILANO (Finanza.com) - La tempesta impazza in Borsa e gli italiani riscopriranno la vecchia passione per il mattone? Nel corso della seconda parte del 2008 la discesa dei prezzi delle casa è continuata, ma secondo le previsioni degli esperti di Tecnocasa ci sarà una ripresa quest'anno. Il mercato del mattone nell'ultima parte dello scorso anno è stato caratterizzato da una maggiore offerta di case a fronte di una richiesta più prudente, aspetti che hanno portato a un ribasso del valore. A risentire di più sono state città come Palermo (-4,9%), Bologna (-4,6%) e Napoli (-4,4%), ma anche Roma (3,6%) e Milano (2,4%). (Riproduzione riservata)

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IMMOBILIARE: PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 09-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

IMMOBILIARE: PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA di WSI Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008, ma nel 2009 si prevede un rimbalzo delle richieste. Al Sud la maggiore contrazione dei prezzi. -->Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008, ma nel 2009 si prevede una ripresa della domanda. Secondo la rete Tecnocasa, nell'ultima parte del 2008 c'e' stata una maggiore offerta di case. A risentire di piu' il raffreddamento del mercato sono state Palermo (-4,9%) e Napoli (-4,4%); cali anche a Roma (3,6%) e Milano (2,4%). La contrazione dei prezzi e' stata maggiore nel Sud (-4%), cali leggermente piu' lievi a Nord (-3,9%) e al Centro (-3,7%). Il rapporto di Tecnocasa precisa come il ribasso e' stato piu' forte per gli alloggi popolari e molto meno significativo per quelli signorili. Tuttavia l'andamento negativo dei mercati finanziari dopo l'estate ha determinato una ripresa della domanda per investimento, stimolata anche dalla diminuzione dei prezzi delle abitazioni. In questa fase gli investitori hanno dirottato il loro capitale sui piccoli tagli. A gennaio la tipologia piu' richiesta e' stata quella del trilocale (35,7%).

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Vendite in calo del 20%, la crisi rilancia gli affitti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO pag. 2 Vendite in calo del 20%, la crisi rilancia gli affitti Il leader degli agenti immobiliari: «Cessioni a prezzi scontati del 5% ma ormai le banche danno i mutui con più difficoltà» LODI L'IRRESISTIBILE boom del mattone registrato fra il Duemila e il 2007 resterà un sogno per ancora molti, molti anni. L'indice che misura «l'intensità» del mercato immobiliare (in gergo, Imi), per il Lodigiano, è passato dal 2,84% (già nel Duemila, primo in Lombardia) al fantastico 3,76% di sei anni più tardi. Ma la bolla è scoppiata. In modo fragoroso, perché i cartelli con su scritto «vendesi» o «affittasi» affollano i cancelli di tanti condomini del capoluogo. E cominciano a comparire anche fuori da villette appena costruite nei paesi. Eppure, nessuno svende. Segno che in pochi hanno fretta. «La situazione è di crisi, però il mercato si sta stabilizzando. Con prezzi a un livello più basso e un numero di transazioni minori», spiega Davide Mecca, presidente della sezione lodigiana della Fiaip, la Federazione agenti immobiliari. «Dall'ultimo report dell'Agenzia del territorio, il numero di transazioni nel Lodigiano sono calate del 20% - aggiunge - ma i prezzi degli immobili sono tutto sommato diminuiti di un 5%, non in misura particolarmente consistente». Nessun crollo, sottolinea Mecca. «È aumentata più che altro la propensione alla trattativa: il compratore riesce a spuntare uno sconto del 5/6% sul prezzo di cartello». E aggiunge: «Ma la gente comincia ad accorgersi che un vero e proprio crollo dei prezzi non c'è stato nella nostra provincia». Secondo il leader degli agenti, il classico «mattone» continua ad essere forse il miglior affare in questo momento, e offre discrete occasioni. «Certo - precisa Mecca - questo non vuol dire che il numero di transazioni comincerà a salire nei prossimi mesi. Ma che il business nel Lodigiano non è crollato: ora in Borsa ci sono azioni che valgono un decimo di quel che valevano un anno fa. Nulla di tutto questo è successo nel nostro settore». IL FENOMENO. Calano le vendite e i prezzi, sale il numero di locazioni e resiste alla crisi il costo degli affitti. «Quel che si è perso nelle compravendite, si è riversato negli affitti da gennaio di quest'anno», assicura Mecca. Anche perché al momento - secondo la sua stima - l'immobile dà una resa del 5% annuo al proprietario, oltre alla probabile rivalutazione futura, dato che al momento il mercato è tutt'altro che brillante. Più che altro - dice - «c'è crisi del credito: le banche tendono a negare il mutuo, così tante persone, pur avendo abbastanza fondi, vanno a vivere in affitto». La stretta nella concessione dei finanziamenti si sente, e come. Lo sostiene anche l'ultima analisi del centro studi «Nomisma», che rileva una contrazione sia delle somme erogate (dal 2007 al 2008 gli importi medi dei mutui concessi sono scesi da 128 a 123mila euro), sia del totale delle erogazioni. Lo confermano, sul campo, le lamentale degli intermediari. Per loro, il vero incubo si chiama «non deliberato». Come se non bastasse, una recente indagine dell'associazione costruttori ammonisce che - rispetto a solo un anno fa - si è quasi dimezzata la platea di famiglie intenzionate a comprare casa nelle zone di Milano, Lodi e Monza. LA RIVOLUZIONE. «Il mercato immobiliare è sano», assicura Mecca. «Anche se più ristretto e difficile: bisogna scendere a qualche compromesso». Ma in vista c'è una rivoluzione che potrebbe scuotere più di uno dei padroni del business. Salvo proroghe dell'ultimo minuto, a luglio 2009 entreranno in vigore le nuove regole che fissano "paletti" stringenti su vecchie e nuove costruzioni. «Il parametro del metro quadrato avrà poco valore. Conteranno sostenibilità della casa, pannelli termici e fotovoltaici, sprechi e consumo energetico», annuncia. Ma se il valore - nel caso di perfetto rispetto delle norme - dovrebbe portare a un aumento del valore del 30%, difficilmente poi i prezzi delle case in regola saliranno così tanto. «Sempre per il difficile momento del mercato», prevede l'agente. LE DIFFICOLTÀ. Resta l'invenduto, che pare aggirarsi sugli 800 alloggi solo nel capoluogo di provincia. E si ingrossa il numero di ditte edili ferme. Khalid Bouzyan, segretario per il Sud Milano della Fillea-Cgil, spiega: «La situazione peggiora a vista d'occhio. Da gennaio 2009 non c'è giorno che non mandiamo in cassa qualche lavoratore. Una delle più grandi aziende ha 400 alloggi invenduti solo nel circondario di Lodi». E sul tavolo del tribunale amministrativo lombardo si accumulano i ricorsi e gli appelli sulle gare d'appalto. Ogni boccone è buono, in tempi di crisi. Restano centinaia le famiglie che annaspano. Basti pensare che - secondo le statistiche messe nero su bianco nella relazione di fine anno del tribunale di Lodi - «le esecuzioni immobiliari (pignoramento dei beni di proprietà del debitore) si sono gonfiate del 40%, i procedimenti per rilascio di immobili (a fronte del mancato pagamento del canone di locazione o di scadenza del contratto) del 12,3% e gli sfratti sono saliti del 15,8%». Fabrizio Lucidi

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Case, calo record a Palermo I prezzi scendono del 4,9% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "MF Sicilia" del 10-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MF Sicilia sezione: Sicilia Territorio & Imprese data: 10/03/2009 - pag: 3 autore: Emanuela Rotondo Case, calo record a Palermo I prezzi scendono del 4,9% Il mattone non corre più. Dopo anni di rialzi, il mercato immobiliare ha iniziato la sua discesa anche in Sicilia dove fino al 2007 si era assistito a un incremento record dei prezzi fino al +16%. Adesso, l'inversione di tendenza: nel secondo semestre 2008 a Palermo le quotazioni delle case sono scese del 4,9%, contro una media nazionale che nelle grandi città si è attestata intorno al -3,6%. Un vero e proprio sboom che posiziona il capoluogo siciliano in vetta alla classifica nazionale dei ribassi, seguita da Bologna (-4,6%) e Napoli (-4,4%). «Questo trend è iniziato già nel semestre precedente, caratterizzato da una maggiore offerta di immobili sul mercato, una domanda più prudente e riflessiva e il conseguente aumento delle tempistiche di vendita», dicono dall'ufficio studi di Tecnocasa che ieri ha diffuso i dati sull'andamento del mercato immobiliare nel secondo semestre 2008. A Palermo la bolla immobiliare ha iniziato a sgonfiarsi già all'inizio del 2008: il calo dei prezzi era stato in media del 2,2%, con punte del 4,6% nelle zone più in della città. Perché proprio tra via Libertà e corso Vittorio Emanuele si era innescato un meccanismo al rialzo che portavano i proprietari richiedere anche più di 3.500 euro a metro quadro. La crisi, però, ha fatto stringere la cinghia con il risultato che di fronte a un prezzo così alto gli immobili rimanevano invenduti. «Le richieste», osservano da Tecnocasa, «erano troppo alte e i proprietari sono stati costretti a rivedere la quotazione verso il basso». A ogni modo, per comprare casa nell'asse di via Libertà ancora oggi bisogna essere disposti a pagare 3.000-3.500 euro a mq per un appartamento «signorile». In questa zona, le soluzioni più economiche vanno 900 a 2.000 euro a mq. Nel centro storico la forbice è tra 750 (economico usato) a tremila euro (signorile nuovo). Quotazioni alte (nonostante i ribassi) anche nei pressi del Parco della Favorita e a Mondello, la zona balneare a 10 minuti dalla città. Qui si spende da un massimo di 3.500 euro a un minimo di 1.100 euro. Il quartiere Noce, Bonagia e le aree limitrofe alla stazione si confermano le più economiche (si parte da 900 euro a mq). E per il futuro? «Dai primi mesi dell'anno», rispondono da Tecnocasa, «la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto». «Anche perché», ipotizzano gli analisti, «vista la fuga dei risparmiatori dai mercati finanziari, la casa tornerà a essere l'investimento sicuro degli italiani».

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Gran Bretagna: a febbraio ai minimi dal 1978 indice prezzi case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 10-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gran Bretagna: a febbraio ai minimi dal 1978 indice prezzi case (10 Marzo 2009 - 08:38) MILANO (Finanza.com) - Sulle sponde del Tamigi è sempre più nera la crisi del mercato immobiliare. Le vendite di case britanniche sono scese al livello più basso dal 1978 complice la recessione che ha spinto al ribasso i prezzi. Lo ha comunicato questa mattina il Royal Institution of Chartered Surveyors. L'indice che misura i prezzi delle case è sceso lo scorso mese a meno 78,3 da meno 76,6 dello scorso gennaio. (Riproduzione riservata)

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IL REAL ESTATE EUROPEO RISENTE DELLA TEMPESTA MONDIALE (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 10-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

IL REAL ESTATE EUROPEO RISENTE DELLA TEMPESTA MONDIALE IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 10.03.2009 15:00 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! RICS (Royal Institution of Charteres Surveyors) ha pubblicato i risultati dell?indagine sul mercato immobiliare residenziale europeo dalla quale emerge che con i prezzi delle case in discesa su tutti i mercati europei durante il 2008 e le prospettive ancora più negative per il 2009, la rivitalizzazione del mercato residenziale europeo conta ora sulla capacità dei governi di reagire alla carenza di credito e alla recessione economica. La significativa riduzione delle concessioni di mutui dovuta al credit crunch, e la flessione economica internazionale hanno contribuito al crollo della domanda di immobili residenziali in tutta Europa. Lo scorso anno i prezzi sono diminuiti in tutti i mercati europei senza eccezioni. I paesi baltici hanno subito i peggiori ribassi, con l?Estonia che ha registrato un -23%, seguiti dalla Gran Bretagna con -16%, Irlanda con -9% e paesi scandinavi, dove la Norvegia ha registrato un calo del 8%. Anche queste economie, che non hanno mai sperimentato un grande boom relativamente ai prezzi delle case, non sono state risparmiate dalla stretta del mercato immobiliare. In Germania e in Austria la carenza del credito ha colpito la domanda e ulteriori, ma moderati, crolli dei prezzi e delle attività del mercato immobiliare sono previsti per il 2009. In Italia le vendite sono diminuite e nel 2008, per la prima volta in più di 10 anni, il numero di erogazioni di mutui si è ridotto. In Spagna, nonostante gli indici ufficiali abbiamo sorprendentemente registrato solo una moderata diminuzione dei prezzi durante l?anno, i drammatici effetti del credit crunch sulla disponibilità di mutui e la fine del boom dei consumi potrebbero portare a un aggiustamento più concreto dei prezzi durante il 2009. Inoltre, il peggioramento del clima economico porterà a un ulteriore deterioramento del settore delle seconde segue pagina >>

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si apre la prossima settimana a roma il festival della matematica - princeton (new jersey) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 38 - Cultura SI APRE LA PROSSIMA SETTIMANA A ROMA IL FESTIVAL DELLA MATEMATICA otto nobel discutono su come la scienza può salvare il mondo Intervista / Lo studioso che ha ispirato "A beautiful mind" spiega il rapporto tra la sua disciplina e l´economia "La colpa è di chi ha usato quei modelli in modo avido e irrazionale" "Non sono i modelli aritmetici ad aver trascinato il mondo sull´orlo del baratro" PRINCETON (NEW JERSEY) Il computer di John Nash è aperto sulle quotazioni dell´oro, nelle altre finestre con cui è collegato su internet ci sono l´argento, il platino e gli indici di Wall Street. L´ottantenne matematico, famoso per aver vinto il premio Nobel per l´economia, per essere sprofondato per un quarto di secolo nella malattia mentale e per essere stato impersonato da Russell Crowe nel film premio Oscar A Beautiful Mind, scruta il video ogni giorno alla ricerca di una motivazione che spieghi «la più globale delle crisi». Non crede che basti solo lo scoppio della bolla immobiliare americana a spiegare una recessione mondiale e rifiuta di dare la colpa alla cosa che ama di più: «Non sono i modelli creati dai matematici per costruire strumenti finanziari sempre più complessi ad aver trascinato il mondo nel baratro, la responsabilità è di chi li ha usati in modo avido e irrazionale». "Il fantasma di Fine Hall", come gli studenti di Princeton chiamavano quel genio che si era perso nei suoi calcoli e nelle manie di persecuzione, è un uomo gentile e riflessivo che parla a voce bassa. La malattia gli ha tolto l´arroganza e l´onnipotenza che erano il suo biglietto da visita giovanile, gli ha lasciato rimpianti ma anche la convinzione che nella vita ci sia sempre la possibilità di riprendersi, una convinzione che ora applica anche all´economia mondiale: «Si troverà un nuovo equilibrio, ma non più ai livelli di prima: bisogna essere capaci di vivere ad un livello più basso». Lei è un professore di matematica appassionato di economia, quanto segue l´attuale crisi? «Guardo ogni giorno in rete i prezzi delle materie prime, adesso ora l´oro e sceso e il platino sta salendo, e seguo gli indici dei mercati americani. Poi leggo il New York Times e seguo il sito web della Bbc, il mio preferito, perché mi dà una visione internazionale e non americana delle cose». Qual è la sua opinione su questa recessione? «Alla fine dell´estate quando è cominciato il crollo, un amico del dipartimento di economia mi ha regalato un vecchio libro sulla storia delle crisi finanziarie che mi ha fatto riflettere su quante ce ne siano state, di locali e di globali, ma questo è un uragano diverso, è una crisi più globale delle altre». Quali sono le cause? «Sono molte, tutto può essere cominciato con i mutui subprime ed essersi diffuso grazie agli strumenti finanziari in cui questi mutui erano stati impacchettati e venduti in tutto il mondo. Ma ora siamo in una spirale in cui ogni cosa trascina le altre. Penso anche che i ceti più ricchi e potenti dell´economia mondiale non siano molto entusiasti dell´elezione di Obama e delle sue ricette». Lei cosa pensa del piano di stimolo dell´economia del presidente americano? «C´è bisogno di rilanciare i consumi per cui ha usato due cose corrette dal punto di vista teorico: i sussidi di disoccupazione, anche se sarebbe meglio che questi strumenti funzionassero bene prima dell´inizio di una recessione, e i lavori pubblici. Questa non è certo un´idea nuova, probabilmente nasce con i Cesari, ma funziona. Si deve investire in educazione e sanità e poi i singoli Stati così sono incoraggiati a rifare le infrastrutture». Il suo contributo alla "Teoria dei giochi", il famoso "Equilibrio di Nash", immagina situazioni di equilibrio quando tutti gli attori restano convinti della bontà della loro scelta anche se vengono a conoscenza delle mosse degli altri. In questo modo si può immaginare che si sia evitato il peggio e ci sia una sorta di armonia. Oggi invece viviamo il caos globale. «Io ho immaginato che tutti possono guadagnare, ma tutti possono anche perdere se il gioco è meno favorevole e questo mi sembra il caso attuale. Oggi, come dice un vecchio detto inglese, "C´è un vento strano che non porta niente di buono", ma un nuovo equilibrio si troverà solo quando le cose si calmeranno e smetteranno di esserci cambiamenti così rapidi, ma aspettiamoci che sia un equilibrio ad un livello basso». Lei a New York e a Roma parteciperà al Festival della Matematica, come se ne è innamorato? «Mi sono innamorato prima di tutto dell´aritmetica. Ricordo che a scuola mi piaceva lavorare con numeri più grandi rispetto agli altri scolari e volevo provare a fare sempre di più. Mio padre era un ingegnere e questo ha avuto certamente un impatto su di me». Cosa pensa della matematica? «Be´ qui siamo nel palazzo della matematica. E stando qui, non vedi le cose nello stesso modo di chi sta fuori: guardare la terra dallo spazio è molto diverso che guardarla dalla finestra. Noi abbiamo un punto di vista particolare. La cosa che mi stupisce è che la matematica sembra essere tornata di moda: poco tempo fa ho visto una classifica delle cento professioni preferite dagli americani e il matematico era il più desiderabile. All´ultimo posto c´era il taglialegna». A un certo punto si credeva che la matematica potesse creare strumenti finanziari talmente avanzati, futures e derivati, che eliminavano il fattore rischio, ma questa crisi finanziaria sembra essere cominciata proprio da lì. «Si possono fare pacchetti di migliaia di mutui e si può fare un calcolo un po´ naif che certi mutui valgono più di altri, illudendosi di minimizzare i rischi, ma poi il trend si inverte e il mercato diventa negativo per tutti. Ci sono formule di riduzione del rischio, la più famosa è la teoria "Black-Scholes" messa a punto al Mit di Boston, che sono considerate così buone da aver vinto un Nobel, ma gli investitori le hanno usate in modi non previsti, forzando tutti i limiti. E se penso che due dei vincitori del Nobel, Robert Merton e Myron Scholes, crearono un fondo speculativo che ebbe risultati disastrosi e dovette essere salvato da un consorzio di banche, mi è chiaro che tra le teorie matematiche e la loro applicazione all´economia c´è ancora molto da fare». Quest´anno lei compie 81 anni, dopo il Nobel è tornato ad insegnare e ha avuto quei riconoscimenti che non si aspettava più di ricevere, ma ha dei rimpianti? «Ho raggiunto un età in cui il tempo è tutto alle spalle e certo avrei potuto avere fortuna migliore, aver fatto cose più grandi e sprecato meno tempo, ma non sono cose attraenti a cui pensare. La settimana scorsa ho incontrato George Soros e mi sono reso conto che abbiamo pressapoco la stessa età ma lui ha guadagnato molti più soldi di me ed è milionario». John Nash apre le braccia, si guarda in giro nella stanza piena di cataste di posta mai aperta e di libri, poi mi mostra una foto del figlio: «Anche lui è schizofrenico, speriamo che guarisca, ma ha già cinquant´anni. Io ce l´ho fatta ad uscirne e la mia ultima speranza oggi è che anche lui trovi una strada».

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Vendite degli immobili in caduta a Shanghai (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-03-11 - pag: 10 autore: Le quotazioni degli appartamenti continueranno a scendere Vendite degli immobili in caduta a Shanghai Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente Dove una volta c'erano le risaie, oggi c'è una città nella città. Una grande città, ordinata e efficiente, pianificata a tavolino e costruita secondo canoni architettonici d'avanguardia. Con la sua skyline dominata da grattacieli sempre più imponenti che ormai fanno ombra a quello che una volta era l'edificio più alto della Cina (la Pearl Tower), Pudong rappresenta il simbolo di Shanghai nel mondo. Sulle rive del fiume Huangpu, qualche anno fa una società immobiliare taiwanese quotata alla Borsa di Hong Kong, Tomson Group, decise di realizzare il condominio più lussuoso di tutta la Cina: il Tomson Riviera. Quattro torri da una trentina di piani. Taglio minimo degli appartamenti 350 metri quadrati. Il prezzo: tra 15mila e 16.500 dollari al metro quadrato. Ma siccome, contrariamente a ciò che molti continuano a pensare, ai magnati cinesi non piace gettare i soldi dalla finestra giusto per fare un po' di show off, il Tomson Riviera è rimasto una gabbia dorata senza uccellini dentro. Il primo compratore, un tycoon indonesiano che si dice abbia sborsato quasi 18 milioni di dollari per acquistare un superattico da sogno, si presentò all'ufficio cassa della società immobiliare ben 250 giorni dopo l'apertura della campagna vendite iniziata nell'autunno 2005. Da allora, nonostante la febbre speculativa da mattone che ha colpito in questi ultimi anni Shanghai, il Tomson Riviera ha venduto solo altri tre appartamenti. Insomma, un fallimento clamoroso. Che, però, non ha colto di sorpresa il gruppo taiwanese. «Non si può guardare al Tomson Riviera come a un comune sviluppo immobiliare. Le nostre sono case particolari, roba esclusiva per facoltosi multi-miliardari. Comprare un nostro appartamento significa comprare un pezzo unico al mondo,come un'opera d'arte o un oggetto d'alto antiquariato », spiegava il management fino a qualche tempo fa. Ma ora, di fronte alla crisi finanziaria che ha messo alle corde il mercato immobiliare cinese, i lungimiranti investitori taiwanesi hanno deciso di cambiare strategia. Qualche settimana fa, infatti, Tomson Riviera è riuscita finalmente a vendere il suo quinto appartamento. Ma ad un prezzo assai più moderato: circa 9.500 dollari, vale a dire il 40% in meno rispetto alle richieste di partenza. La resa del gruppo Tomson, cosa impensabile fino a qualche tempo fa, dimostra quanto sia profonda la crisi del mattone in Cina. E in particolare a Shanghai, la città del Paese negli ultimi cinque anni più gettonata dagli investitori stranieri che avevano scommesso sul boom immobiliare e sulla rivalutazione dello yuan. I prezzi folli del supercondominio sono lo specchio di un mercato drogato dalla speculazione. A tutti i livelli. Ancora oggi, sebbene la bolla immobiliare sia già scoppiata, a Shanghai il prezzo medio al metro quadro delle abitazioni è pari a quattro volte il salario medio della gente. Lo scollamento totale tra domanda e offerta, dapprima mascherato dall'euforia ma poi reso evidente dalla crisi finanziaria che ha strangolato i palazzinari cinesi, ha portato negli ultimi mesi a un drastico ridimensionamento dei prezzi. «La discesa delle quotazioni è sempre più evidente ed è destinata a protrarsi anche nei prossimi mesi - osserva Hingyin Lin di Colliers International - D'altronde con tutta l'offerta che c'è in giro, e con tutti gli appartamenti invenduti, non potrebbe essere diversamente». Con questi presupposti, molti osservatori sostengono che, quando la grande correzione sarà finita, il mercato immobiliare di Shanghai avrà perso il 50% rispetto ai suoi massimi storici del 2007. Per comprare, quindi, c'è ancora tempo:con un po'di pazienza, anche il super-esclusivo Tomson Riviera potrebbe diventare presto un sogno alla portata di un qualsiasi milionario. ganawar@gmail.com PREVISIONI Le difficoltà investono anche le case di lusso e gli esperti del settore prevedono svalutazioni del 50% rispetto al 2007

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Le case popolari sul mercato (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-11 - pag: 15 autore: Le case popolari sul mercato Effetti positivi dalla vendita, anche con mutuo, agli inquilini degli alloggi ex Iacp di Renato Brunetta * F orse è il momento di fermarsi a riflettere su quella che sta diventando quasi una regolarità statistica nel corso della crisi finanziaria ed economica che il mondo sta attraversando. Il giorno in cui la Bce decide di ridurre i tassi di interesse portandoli a un minimo storico,(l'1,5%in termini nomina-li, tasso zero in termini reali), le borse crollano. Quando, circa un mese fa, il segretario al Tesoro americano Geithner annunciò la disponibilità a spendere fino a 2,5 trilioni di dollari per i salvataggi, in varia forma, del sistema bancario americano, le Borse hanno reagito negativamente. Se si ripercorre la storia negli ultimi mesi degli interventi, o degli annunci d'interventi, da parte dei vari Governi per megastimoli fiscali o megastanziamenti per salvataggi o nazionalizzazioni di banche o imprese, la reazione degli investitori, risparmiatori, consumatori e produttori è stata sempre negativa, e l'economia mondiale si è avviata al collasso. Le spiegazioni specifiche avanzate in ciascun caso sono ovviamente varie e legate ai diversi contesti. Ma vi è un legame comune tra questa correlazione negativa tra crescente disponibilità all'intervento pubblico e reazione delle Borse e dell'economia reale: gli interventi sono stati sempre percepiti come segnali del crollo di un mondo,dell'aggravarsi della recessione, e non come garanzia di mantenimento della stabilità e di soluzione dei problemi. Hanno per molti versi ragione Alberto Alesina e Ignazio Angeloni quando («Il Sole 24 Ore» del 3 marzo) rilevano che una campagna martellante sul fallimento dei mercati, della globalizzazione, delle liberalizzazioni, della finanza,a cui dovrebbe por rimedio l'intervento sempre più esteso dello Stato nell'economia,non possa non avere come effetto immediato nella psicologia di massa quello di una perdita di fiducia nei mercati. E in primo luogo perdita di fiducia nella capacità dei mercati di determinare i prezzi, a cominciare da quelli delle attività. La conseguenza non banale è che il crollo della fiducia investe la possibilità stessa di valutare l'incertezza e il rischio,e quindi i valori,caratteristiche essenziali dell'attività finanziaria ed economica. Non è affatto vero che la globalizzazionee l'economia di mercato abbiano fallito, dal momento che hanno assicurato oltre due decadi di crescita quasi ininterrotta e un aumento del benessere in tutto il mondo. Per andare all'origine della crisi finanziaria, scoppiata negli Stati Uniti, libero mercato, finanza e politica monetaria hanno assicurato un periodo di crescita stabile di quel Paese senza quasi precedenti. Nelle ultime due decadi, l'economia americana è stata trascinata nella crescita da quelle che poi sono state de-finite, per gran parte impropriamente, bolle speculative. La prima è stata quella legata alla internet economy che una volta sgonfiatasi( alla fine del secolo scorso) è stata compensata negli Usa da una politica monetaria espansiva che ha assicurato, con i bassi tassi d'interesse, la perdita di ricchezza finanziaria delle famiglie con un aumento dei valori immobiliari. Ciò ha consentito di non far crollare i consumi e di assicurare quasi un altro decennio di crescita. Ma la corsa si è interrotta quando un secondo periodo di euforia irrazionale ha generato la cosiddetta bolla immobiliare. La crisi dei subprime in realtà si è generata quando, con il rialzo dell'inflazione trainata dai prezzi delle materie prime, e con il conseguente rialzo dei tassi d'interesse variabili nominali, molti sottoscrittori dei mutui non sono stati più in grado di far fronte ai pagamenti. A ciò si deve aggiungere che l'acquisto di case totalmente a debito era dettata dalla convinzione di una continua e inarrestabile corsa dei prezzi delle case. La crisi scoppia quando questa corsa al rialzo dei prezzi si arresta. L'errore sta nel fatto di non aver governato il passaggio da una crescita sostenuta a una più moderata, favorendo una stabilizzazione non traumatica dei valori immobiliari. Molti sono convinti che l'errore sia stato quello di non intervenire subito a sostegno delle famiglie in difficoltà per bloccare l'effetto domino delle insolvenze. Ed è questa convinzione che ha portato l'amministrazione del nuovo Presidente americano ad annunciare nella scorsa settimana un grande piano di sostegno alle famiglie debitrici in difficoltà con i mutui e alle banche prestatrici, con l'obiettivo di bloccare l'ondata di pignoramenti delle case. La strategia è quella di stabilizzare in primo luogo i prezzi delle case, premessa per riavviare il mercato immobiliaree con esso il grado di fiducia dei cittadini. In condizioni molto diverse, anche in Italia è dal mercato immobiliare che si può partire per riavviare un ciclo positivo basato sulla spinta a investire da parte dei cittadini. E paradossalmente questo può avvenire, in un momento in cui si parla solo di nazionalizzazioni, con un piano di privatizzazioni che può contribuire a invertire il segno delle aspettative sulla capacità di crescita delle economie di mercato. Si tratta di attuare rapidamente il piano di dismissione del patrimonio abitativo degli ex Istituti autonomi per le case popolari, già previsto dalla Finanziaria 2006, e di parte del patrimonio demaniale, per attuare il quale esistono già le norme. In particolare si tratta di cedere le abitazioni di proprietà degli ex Iacp agli attuali inquilini, trasformando gli affitti in mutui. Ciò significa attribuire un prezzo a queste abitazioni in base a quello che è il valore attuale netto del loro rendimento attuale effettivo per gli Istituti proprietari e far diventare proprietari oltre un milione di affittuari attuali. Con diverse conseguenze fondamentali. La prima è che, con la proprietà, aumenta la ricchezza delle famiglie. Un capitale immobiliare attualmente inattivo (l'economista peruviano Hernando de Soto lo chiamerebbe "capitale morto"), perché al valore d'uso non si unisce un valore di scambio che è legato a un titolo di proprietà liberamente disponibile, diviene capitale effettivo (de Soto lo chiamerebbe "capitale vivo") che rafforza il grado di solvibilità delle famiglie e la propensione alla spesa e all'investimento. La seconda è che i nuovi proprietari avrebbero a disposizione un patrimonio che è destinato ad aumentare di valore rispetto al prezzo d'acquisto per il solo fatto di essere stato privatizzato, invertendo quindi la fase di aspettative negative sui valori patrimoniali, e li spingerebbe a investire in manutenzione e valorizzazione del patrimonio stesso, avviando un ciclo positivo con effetti moltiplicativi sull'economia. Soprattutto se al piano di dismissioni si aggiungono gli incentivi alla ristrutturazione e alla riconversione ecosostenibile degli edifici. L'impatto positivo di domanda si avrebbe non solo sul settore edile, ma anche sui settori dei servizi innovativi legati alla manutenzione con contenuti di tecnologia innovativa. Dall'attuazione del piano di dismissioni, che comporta anche un risparmio notevole di gestione del patrimonio da parte degli ex Iacp, possono venire inoltre parte delle risorse necessarie a finanziare un intervento straordinario di sostegno per mutui agevolati, manutenzione straordinaria e nuove costruzioni destinate all'emergenza abitativa. L'effetto principale di una rapida attuazione di questo programma risiede, tuttavia, nel dare un segnale di fiducia alle famiglie incentivando l'accumulazione di nuova ricchezza come volano della ripresa economica. Da parte sua l'amministrazione pubblica si potrà affiancare all'iniziativa privata con un parallelo piano di ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici anche finalizzati al risparmio energetico. * Ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione LE CONSEGUENZE La cessione aumenterebbe il capitale delle famiglie: i beni diverrebbero strumento di scambio e sarebbero destinati a crescere di valore L'IMPATTO SECONDARIO A beneficiarne sarebbero anche le ristrutturazioni e i comparti dei servizi innovativi. Risparmi possibili per lo Stato nella gestione del patrimonio

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Crisi: quanto ha inciso la bolla immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Crisi: quanto ha inciso la bolla immobiliare Roma, 11 mar (Velino) - La crisi dell?economia mondiale ha assunto connotazioni di particolare gravità sia per l?intensità della contrazione dell?attività economica, che per l?estensione temporale della fase recessiva. Fra i diversi fattori alla radice della crisi, un ruolo importante è stato senz?altro giocato dalla “bolla immobiliare”. Il ciclo immobiliare naturalmente conta nel determinare l?andamento dell?economia nel complesso, anche in considerazione del peso elevato dell?edilizia e del suo indotto sul Pil; a ciò si collega anche il fatto che il ciclo delle costruzioni genera effetti importanti sull?andamento dell?occupazione. Ma nella fase attuale il ruolo dell?immobiliare all?interno del ciclo non si arresta alle dinamiche proprie del settore delle costruzioni. Contano molto le ramificazioni al resto dell?economia che derivano innanzitutto dal ruolo svolto dall?immobiliare nei meccanismi di espansione del credito, anche perché i prezzi delle case determinano il valore dei collaterali sottostanti una parte degli attivi bancari. La ricchezza immobiliare interviene inoltre fra le determinanti dei livelli di consumo, anche per il ruolo che essa esercita nelle decisioni di indebitamento. L?inversione del ciclo immobiliare costituisce certamente uno dei fattori che acuiscono la gravità della crisi in corso. Il posizionamento dei diversi paesi nel ciclo immobiliare è però diverso: negli Stati Uniti il massimo è stato raggiunto a fine 2006 e la caduta dei livelli di attività è in una fase avanzata; è probabile difatti che il settore abbia oramai approssimato il punto di minimo. In Europa l?inversione è avvenuta più tardi, e con riscontri diversi a seconda dei paesi: Spagna e Irlanda stanno facendo le spese dello sgonfiamento di una bolla di dimensioni importanti. L'Italia è pronta a reagire con il suo piano edilizio che economisti ed esperti del settore stimano possa mobilitare ben 60 miliardi di euro. (Ernesto Ianni) 11 mar 2009 14:57

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Gli alloggi in maggiore discesa sono quelli usati, il nuovo conviene in periferia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gli alloggi in maggiore discesa sono quelli usati, il nuovo conviene in periferia [FIRMA]GIORGIO LEVI VERCELLI Tornano a scendere i prezzi delle case. Secondo i dati diffusi dal Centro Studi Tecnocasa nel secondo semestre del 2008 il costo delle abitazioni del 2,7 per cento a Vercelli. E' la sesta provincia del Piemonte per calo di costi immobiliari. La posizione migliore è quella di Novara(-6,6 per cento). Scorrendo le cifre si nota che oggi una casa nel centro storico di Vercelli (appartamento nuovo) costa intorno ai 2.200 euro al metro quadro se signorile, ma può scendere a 1.400 euro per una casa economica nuova. Nei quartieri più periferici( Isola, Belvedere, canadà, Porta Torino e Rione Cervetto) il costo di un alloggio economico e nuovo va dai 1.100 a 1.300 euro. In provincia Gattinara si evidenzia per i prezzi più alti, anche se in calo come in tutto il settore. Il costo al metro quadro (nuovo) per un appartamento di lusso è di circa 1.800 euro. Lo stesso tipo di alloggio si può acquistare con 1.300 euro a Trino, che con Fontanetto Po e Palazzolo è il comune con i minori costi. Scendono anche i prezzi dell'usato. I costi più bassi a Vercelli si trovano all'Isola dove per una casa si possono spendere anche meno di 900 euro al metro quadro. E anche nell'usato Trino si distingue per i minori prezzi, circa 300 euro. Tra gli altri Gattinara si conferma città dall'alto valore immobiliare, con 1.100 euro per l'economico usato. Per gli esperti a Vercelli, come in buona parte d'Italia, la frenata dei prezzi è dovuta ad una maggiore offerta di immobili sul mercato, ad una domanda più riflessiva e il conseguente aumento delle tempistiche di vendita. Da qui il calo generale. Così il mercato immobiliare si muove con più lentezza, perché i potenziali acquirenti hanno allungato i loro tempi decisionali. E ciò è dovuto naturalmente alla situazione della nostra economia e ad una maggiore incertezza sulla propria disponibilità di spesa. Nei tipi di alloggio il calo più accentuato delle quotazioni è sull'usato, rispetto a quelle ristrutturate o nuove. Per gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata che negli altri casi. Si sono registrati ribassi soprattutto dove l'offerta è stata più consistente.

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il mattone vacilla prezzi immobiliari giù del 3,2% l'arcella è la più conveniente (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

di Massimo Nardin IL MATTONE VACILLA Prezzi immobiliari giù del 3,2% L'Arcella è la più conveniente Troppe le case vuote A Padova il quartiere al top è Santa Croce In provincia è Piove di Sacco la più costosa PADOVA. Per chi ha ancora risorse, la crisi economica è paradossalmente una tentazione all'acquisto di un immobile. Soprattutto a Padova, crocevia commerciale, universitario e professionale del Nordest. Ma per chi deve vendere, il mercato impone due strade: o si svende o si attende la fine della crisi. Il sistema immobiliare padovano sta scoppiando, con i prezzi delle case diminuiti del 3,2% nel secondo semestre del 2008 e, soprattutto, il calo delle compravendite attorno al 20% su base annua. RECESSIONE. Sia in città che nei principali comuni della provincia recessione e stretta creditizia frenano dunque la corsa del mattone. Eppure in questa giungla di prezzi folli al metro quadrato, ci sono ancora quartieri urbani più convenienti. A San Carlo-Arcella, ad esempio, chi ha 110 mila euro da investire, si porta a casa un appartamento ?economico usato? da 100 metri quadri. Lo stesso vale per la Santissima Trinità (1.180 euro al metro quadro). E in provincia, dove si risparmia puntando sul mattone? A Montagnana, dove un appartamento economico usato da 100 metri quadri costa ?solo? 60.000 euro, mentre a Baone la stessa metratura ma di qualità leggermente superiore come finiture si porta a casa con 70.000 euro. Lo certifica l'analisi dell'Ufficio Studi Tecnocasa che ha terminato in questi giorni la raccolta e l'analisi dei dati sul mercato immobiliare provenienti dalle agenzie della provincia di Padova e relativi al secondo semestre 2008. Tutti gli indicatori sono impietosi ed evidenziano lo scoppio della bolla immobiliare, anche se rispetto ad altre province del Veneto come Vicenza (-16,6%) e Verona (-3,6%), la città del Santo tiene un pò meglio gli effetti della crisi mondiale per quanto riguarda le variazioni dei prezzi degli immobili. Meglio vanno invece altri capoluoghi del Veneto, come Rovigo (-2,2%), Treviso (0%) e Venezia (-3%). Rispetto ai marcati picchi del 2005, quando le quotazioni degli immobili facevano segnare aumenti dell'8%, nella seconda metà del 2008 la diminuzione dei prezzi degli immobili è stata del 3,2%%. LE TRANSAZIONI LENTE. Continua anche nel secondo semestre del 2008 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni in città. Iniziata nel 2007, la flessione porta inoltre come conseguenza a una maggiore offerta di immobili sul mercato, una domanda più prudente e riflessiva e il conseguente aumento delle tempistiche di vendita. Il mercato immobiliare, infatti, si muove con più lentezza perché i potenziali acquirenti hanno allungato i loro tempi decisionali, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in generale la nostra economia e da una maggiore incertezza sulla propria disponibilità di spesa. BANCHE PRUDENTI. Ad aver contribuito in maniera determinante a definire l'attuale andamento di mercato, è stata la situazione che si è venuta a creare sul mercato creditizio: l'atteggiamento prudenziale e selettivo messo in atto dagli istituti di credito nella concessione dei mutui, ha creato difficoltà per quella fascia di clientela che, non avendo un capitale iniziale a disposizione, deve ricorrere ad un finanziamento importante. Non basta: la mancanza di liquidità e le previsioni per l'economia del Paese inducono le banche ad essere più attente rispetto alla capacità di indebitamento delle persone e rispetto al valore finanziabile dell'immobile. Questo ha determinato una minore disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti, alimentando serrate trattative sui prezzi richiesti dai venditori e la conclusione della compravendita a prezzi più bassi rispetto al semestre precedente. A trovarsi in maggiore difficoltà sono stati soprattutto i giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito e i lavoratori con contratto a tempo determinato. PREZZI AL RIBASSO. Trattare, trattare, trattare. La crisi porta anche belle notizie: chi vuole vendere senza aspettare troppi mesi (meno di 9 è pressoché impossibile oggi), deve calare drasticamente il prezzo. Ed ecco che per l'acquirente l'espressione ?gioco al ribasso? diventa un must. C'è infatti una maggiore propensione da parte dei venditori a rivedere le richieste iniziali, soprattutto per chi si è trovato nella necessità di vendere l'immobile e di dover rientrare del capitale e per chi ha effettuato un contestuale acquisto. Il prezzo è stata la variabile chiave per la realizzazione della compravendita e ormai la quasi totalità dei potenziali acquirenti è sempre più attenta al rapporto prezzo-qualità ed esprime la volontà di voler acquistare a prezzi congrui rispetto alla qualità dell'immobile. UN'ANALISI DI SPESA. Per quanto riguarda l'analisi della disponibilità di spesa a Padova, la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro (24%), poi viene la fascia compresa tra 250 e 349 mila euro (21,6%). Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila euro si cercano soprattutto trilocali e, a seguire, bilocali. LE PREVISIONI. Nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità d'acquisto.

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FIAIP: NEL 2008 NONOSTANTE I SEGNALI DI CRISI IL MERCATO IMMOBILIARE DI PADOVA E PROVINCIA REGGE. PREZZI SOSTANZIALMENTE STABILI, MA FLESSIONE DELLE COMPRAVENDITE. TIENE L'ACQUISTO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "marketpress.info" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Giovedì 12 Marzo 2009 FIAIP: NEL 2008 NONOSTANTE I SEGNALI DI CRISI IL MERCATO IMMOBILIARE DI PADOVA E PROVINCIA REGGE. PREZZI SOSTANZIALMENTE STABILI, MA FLESSIONE DELLE COMPRAVENDITE. TIENE L?ACQUISTO DI CASE NUOVE. Padova, 12 marzo 2009 - Il mercato immobiliare di Padova e provincia nel 2008, nonostante i segnali negativi, dimostra ancora una volta la sua solidità nel reggere una congiuntura economica così negativa. L´osservatorio Immobiliare Fiaip ? Collegio di Padova - conferma in pieno le previsioni e gli scenari anticipati nel 2007: i prezzi delle case reggono anche se diminuisce il volume delle compravendite e si allungano i tempi di contrattazione. Viene confermata, inoltre, la tendenza a premiare la qualità e il grado di innovazione delle soluzioni abitative. Il 2008 segna la prima battuta d´arresto nel comparto dal 1998: si registra un lieve calo sull´andamento dei prezzi pari al -2,1% rispetto al 2007. La diminuzione è più contenuta per i Comuni della Provincia (-1,2%) e leggermente superiore per il capoluogo ed i Comuni della fascia urbana (- 3%). Dal punto di vista dei volumi delle transazioni si registra, invece, un -20% che si traduce in un aumento del 10% nell´offerta di immobili residenziali a cui non fa seguito un corrispettivo aumento della domanda. Tutto ciò comporta un relativo allungarsi dei tempi di collocazione che passano dai 6/7 mesi ai 7/9 mesi. La previsioni degli agenti Immobiliari Fiaip per il 2009 indicano ancora un calo sia nei valori che nei volumi che colpirà soprattutto la fascia bassa del mercato in particolare per quanto riguarda stranieri e giovani coppie. Il futuro, tuttavia, è legato al riassetto del settore finanziario e del mercato dei mutui L?osservatorio Immobiliare Fiaip, giunto alla 5° edizione, non rappresenta solo uno strumento chiaro e trasparente di lettura dell?andamento medio dei prezzi e della situazione delle compravendite immobiliari ma conferma il suo ruolo di anticipatore di trend e scenari, un ruolo decisivo in questo periodo di grande incertezza. ?L´osservatorio Immobiliare ? afferma Massimo Selmin Presidente Fiaip Collegio Provinciale Padova ? si carica quest´anno di ulteriori importanti significati. I prezzi ?fantasiosi? al ribasso con cui molto spesso gli immobili vengono immessi sul mercato non sono supportati da dati o corrette valutazioni che solo operatori qualificati e analisi attente basate sull´oggettiva conoscenza del mercato possono assicurare. L´osservatorio rappresenta uno strumento fondamentale a disposizione dei soci Fiaip per queste valutazioni e analisi?. ?L?osservatorio ? afferma il Presidente Fiaip Regione Veneto Gianni Bacco ? si conferma un importante contributo tecnico alla collettività e uno strumento fondamentale di cultura, chiarezza e buona informazione, soprattutto in un periodo in cui dati imprecisi o infondati rischiano di aggiungere nervosismo ed emotività a confusione ed incertezza. Si conferma il punto di osservazione privilegiato degli Agenti Immobiliari Fiaip, che ancora una volta si dimostrano professionisti in grado di prevedere e anticipare trend e scenari futuri ?. Comparto residenziale ? compravendita case - Il 2008 segna la prima battuta d´arresto nel comparto dal decennio. I prezzi del comparto residenziale scontano un lieve calo che si diversifica sia in base alla collocazione nel territorio sia in base allo stato di conservazione ed alla vetustà dell´immobile stesso. Per la prima volta, a livello provinciale si registra un lieve calo sull´andamento dei prezzi, pari al -2,1% rispetto al 2007. La diminuzione è più contenuta per i Comuni della Provincia (-1,2%) e leggermente superiore per il capoluogo ed i Comuni della fascia urbana (- 3%). Sul fronte dei volumi di transazione, sulle compravendite residenziali di tutta la Provincia il 2008 chiude con un forte segno negativo, pari al -20,5% rispetto al 2007 e con un aumento degli immobili offerti in vendita pari al 10%. Le percentuali si differenziano, però, in relazione allo stato di conservazione degli immobili. In particolare si evidenzia un decremento maggiore (-3,5%) negli ?immobili da ristrutturare? e nelle unità abitative catalogate in ?buono stato? tra i 10 e i 30 anni (-2,2%), mentre la diminuzione più contenuta si ha nelle ?case nuove? con un -1,4%. La situazione è ancora più variegata se si confrontano tali dati con lo ?stock? di immobili in vendita a Padova città, nella cintura urbana o nei Comuni della Provincia. Per quanto riguarda le ?case nuove? la diminuzione dei prezzi è irrilevante (-0,7%) per il Comune capoluogo o addirittura in controtendenza per gli immobili top (+4%), mentre si attesta ad un -2,1% negli altri Comuni della Provincia. Per quanto riguarda gli immobili ?in buono stato? la situazione è ancora diversa con un -3,2% a Padova città ed un -1,1% nel resto dei Comuni della Provincia. Marcato il calo dei prezzi per gli ?immobili da ristrutturare? con un -5% nel capoluogo ed un -2% nel resto dei Comuni. Si conferma così la tendenza già emersa nell´Osservatorio Immobiliare 2007: il mercato predilige immobili residenziali recenti o nuovi e premia la qualità e l?innovazione tecnologica, intesa come risparmio energetico, sostenibilità, sicurezza, fonti d´energia alternative, ma anche armonia dell´immobile con il tessuto urbano circostante. Comparto residenziale ? locazione case - Il mercato delle locazioni nel comparto residenziale è in controtendenza rispetto agli altri reparti. È aumentato il numero di immobili in locazione (8%) a cui corrisponde, però, un incremento delle locazioni pari al 5%. L´andamento dei prezzi rimane pressoché stabile. I dati sulla locazione indicano un ulteriore fattore di tenuta del mercato immobiliare: le famiglie tornano all´acquisto di immobili da mettere a reddito. La tenuta dei prezzi e l´incremento della conclusione di contratti di locazione confermano una crescente propensione all´investimento immobiliare con una redditività apprezzabile che va oltre la natura di ?bene rifugio?. - Comparto Commerciale - Negozi Il numero di transazioni di immobili commerciali cala del 6% mentre i prezzi di compravendita subiscono una riduzione pari all´1,9% su basa annua. Anche il mercato delle locazioni per quanto riguarda questo reparto registra una contrazione del 2% con i canoni di locazione diminuiti del 3%. Comparto Direzionale ? Uffici - Per gli immobili direzionali il mercato indica una diminuzione media delle compravendite del 6,7% mentre i prezzi registrano una lieve diminuzione dell´1,3%. Anche il numero delle locazioni e dei canoni di locazione diminuiscono del 3%. La contrazione dei volumi di transazioni del comparto direzionale-uffici e del commerciale-negozi conferma una tendenza in atto già dal 2006. . <<BACK

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L'escalation dei titoli tossici (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-12 - pag: 5 autore: Dai subprime ai derivati. La dinamica del contagio ha reso difficile fissare i confini L'escalation dei titoli «tossici» Isabella Bufacchi ROMA "Tossico" è un'etichetta estremamente elastica da quando viene applicata agli strumenti finanziari in circolazione e alle perdite (reali o potenziali) nel bilancio delle banche. Il concetto di "tossicità" è talmente plasmabile da adattarsi oramai a qualsiasi forma di minaccia alla stabilità, alla solidità o alla capacità stessa di erogare credito delle istituzioni bancarie. Tossico è ora sinonimo di "titolo illiquido", di "investimento erroneamente valutato" ma anche di "attività rischiosa" o ancor più genericamente di "qualcosa di cattivo": in lingua inglese toxic sta per legacy, distressed, troubled, risky, bad. Si spazia dal subprime alle cartolarizzazioni, dai Cdo ai derivati per finire alle sofferenze bancarie più tradizionali generate da recessione e/o scoppio di bolle immobiliari: credito al consumo, mutui ipotecari, prestito alle imprese piccole, medie, grandi. Quel che sta avvenendo in Europa, tra le pieghe dei salvataggi e dei sostegni pubblici più o meno trasparenti a favore delle banche, è una vera e propria escalation del "materiale" tossico oggetto delle operazioni di pulizia tramite spv, bad bank, fondi specializzati, pseudo-nazionalizzazioni ed estensioni della garanzia pubblica: i casi Fortis, Ubs prima e in questi giorni Rbs e Lloyds sono tra i più eclatanti. Agli albori della crisi, gli istituti intossicati avevano in pancia le cartolarizzazioni dei mutui ad alto rischio americani subprime, per un controvalore stimato a fine 2007 attorno agli 800 miliardi di dollari. Il contagio si è poi rapidamente esteso ad alcune categorie di cartolarizzazioni con rating "AAA" (declassate pesantemente perchè sottovalutate in termini di rischio di liquidità e di credito) e in seguito a qualsiasi prodotto della finanza strutturata. Tossici tutti i titoli illiquidi e con strutture troppo complesse (MBS, RMBS e CMBS, ABS e ABCP su carte di credito, prestiti al consumo e leasing, CDO, CLO, CBO), un mercato stimato in Europa e Usa attorno ai 9.600 miliardi di euro (valore nominale, non di mercato). Il veicolo speciale spv per Fortis contiene 11,4 miliardi di euro di prodotti di structured finance. La prima tranche di asset Ubs acquistati dalla Banca centrale svizzera si è limitata a titoli "illiquidi", «non tossici». Ma successivamente, anche a causa del collegamento diretto tra alcune cartolarizzazioni e i credit default swap (derivati sul credito), nel calderone del tossico sono finiti anche gli strumenti derivati. Nel documento diramato dal ministero dell'Economia in occasione della giornata su "Imprese, lavoro e banche", i derivati sono stati collocati alla radice della crisi di liquidità e di fiducia. Il valore nozionale (equivalente all'importo dell'attività sottostante) dei prodotti derivati «è stimabile 12,5 volte il PIL mondiale» (547 miliardi di euro contro 45), con un valore "ufficiale" «ignoto» se non negoziati su mercati regolamentati e non standardizzati. Il Mef ha rilanciato l'allarme derivato-tossico: «non si sa dove sono finiti questi derivati». In realtà, i derivati più rischiosi (dunque tossici) sono i Credit default swap trattati overthe- counter, che hanno un controvalore nozionale stimato dallaBanca dei regolamenti internazionali attorno ai 45 miliardi. I derivati negoziati in Borsa (futures e options) sono meno rischiosi perchè il rischio controparte è coperto dalla clearing house (controparte di tutti gli scambi): hanno un valore di mercato trasparente, con prezzi quotati su listini ufficiali. I derivati over-thecounter come swap e forward che prendono posizione (speculativa o di copertura) sull'andamento dei tassi d'interesse e di cambio (oltre 400 miliardi di euro) non sono tossici nel senso stretto della parola, non sono illiquidi nè difficilmente valutabili. Sotto il profilo contabile rappresentano tuttavia una zona grigia per il bilancio delle banche (in alcuni casi sono contabilizzati al valore lordo in altri con netting delle posizioni). L'ultima estensione del concetto di "toxic asset", tuttavia, ha rotto definitivamente qualsiasi argine. Come dimostrano i bail out di Rbs e Lloyds, gli asset "cattivi" sui quali è stata concessa la garanzia pubblica sono in minima parte cartolarizzazioni e Cds e in larga misura voci in bilancio a rischio di perdita in un contesto di galoppante recessione e scoppio di bolla immobiliare: credito al consumo, mutui ipotecari, prestiti alle Pmi e ai grandi corporate. La garanzia statale a favore di Lloyds su 260 miliardi di sterline di asset cattivi è così ripartita: 74 mutui residenziali, 18 crediti al consumo, 17 subprime, 151 prestiti a imprese e mutui commerciali. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com AIUTI PUBBLICI A PIOGGIA Gli interventi degli Stati a sostegno degli istituti più fragili allungano la lista delle attività rischiose oggetto di garanzie, bad bank e veicoli

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Il risveglio del mercato immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sicilia, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il risveglio del mercato immobiliare Fra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 si sono consolidati il numero delle compravendite e i prezzi delle case ROMA. La crisi stabilizza il mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite e i prezzi delle case si sono consolidati. Ma a Roma e Milano il valore delle abitazioni, addirittura, aumenta. In crescita anche il numero di contratti d'affitto. È quanto emerge dai dati e dalle previsioni del Bollettino immobiliare di Confedilizia, elaborato sui valori di compravendita delle case nel 2008. Per il presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, si sta verificando «un ritorno all'investimento immobiliare», «che nei periodi di crisi non ha mai tradito». Si è così frenato il calo dei prezzi delle abitazioni, che Confedilizia, nella prima parte del 2008, ha stimato intorno al 2%. Tuttavia, in alcune grandi città comprare una casa è sempre più costoso. Sempre secondo i dati diffusi da Confedilizia sui valori di compravendita di alloggi nuovi o ristrutturati in 104 Province, nel 2008, la Capitale ha registrato un aumento dei prezzi di circa il 3%: nel centro, per un'abitazione di 100 metri quadrati si paga in media 580 mila euro. Mentre a Milano, complice anche l'avvicinarsi dell'Expo, il valore delle case ha toccato un rincaro dell'8% nelle zone tra centro e periferia, così che per acquistare un alloggio di 100 metri quadrati occorre sborsare 575 mila euro. Tuttavia, il primato della città con le abitazioni più care di tutt'Italia va a Venezia, che conferma la sua leadership: al centro si pagano 625 mila euro per 100 metri quadrati. Seguono sul podio la Capitale e Milano. Mentre le abitazioni più economiche si trovano a Gorizia (150 per 100 metri quadrati), Brindisi (135 mila euro per 100 metri quadrati) e Trapani (100 mila per 100 metri quadrati). La novità più importante per il 2009, secondo le previsioni dell'associazione, è l'aumento di famiglie che scelgono di vivere in affitto. A fine marzo verrà lanciata la campagna «Affitto mon amour» per mettere in luce il divario tra la crescita del numero di famiglie che ricorrono alla locazione e la scarsità di immobili disponibili e di incentivi per i proprietari. «I canoni sono alti - ha precisato Sforza Fogliani - ma non ugualmente remunerativi per i locatori», «la tassazione erariale e locale incide per il 50-60% sulla redditività». Inoltre, secondo il presidente di Confedilizia, ci sono sul mercato circa 40 mila abitazioni invendute, che potrebbero essere messe a disposizione di chi soffre maggiormente l'emergenza abitativa. È di questi giorni la notizia che a Milano sono triplicate rispetto al 2000 le domande per ottenere sostegno all'affitto. Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Mario Mantovani, ha detto di essere «convinto che gli Enti per l'edilizia residenziale popolare possano acquistare gli alloggi bloccati», quelli che non incontrano più la domanda dei privati.

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Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione Presentata la Meci Il mercato immobiliare risente ovviamente della crisi anche in virtù del fatto che meno famiglie possono accendere un mutuo Imprenditori favorevoli alla proposta del governo sull'aumento delle volumetrie residenziali Brusca frenata dell'edilizia comasca: se nell'ultimo trimestre del 2008 le ore lavorate erano diminuite del 5%, per il 2009 si prevede addirittura un calo del 10%. A rivelarlo è l'Associazione Nazionale Costruttori Edili lariana (Ance). Ieri, alla presentazione della Meci - la fiera sull'edilizia civile e industriale - è stata scattata anche una fotografia del settore edile comasco. Le previsioni, come detto, sono abbastanza preoccupanti. «Questi dati - precisa Giuseppe Rigamonti, vicepresidente del comitato promotore della Meci e consigliere dell'Ance di Como - arrivano dopo dodici anni di crescita costante e continua. Non dobbiamo comunque sottovalutarli: anzi, adesso dobbiamo cogliere un'opportunità di cambiamento». Vale a dire' «Il calo della quantità deve corrispondere a un aumento della qualità del nostro lavoro, sotto i profili tecnologico e organizzativo». Ci sono posti di lavoro a rischio' «Solo per le figure non qualificate - risponde Rigamonti - mentre vi sarà grande spazio per i giovani specializzati e laureati nelle discipline tecniche: ingegneria ambientale, civile e gestionale». La frenata dell'edilizia, secondo Rigamonti, porterà nel settore una naturale «selezione delle aziende, utile pure alla garanzia di qualità per il consumatore finale». Il mercato immobiliare risente ovviamente della crisi, anche in virtù del fatto che molte meno famiglie in questo momento vogliono (e possono) accendere un mutuo. È questo, forse, il momento di comprare' «Nel Comasco in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di prezzo delle case, bolle speculative. I prezzi sul nuovo tengono. Compra chi ha bisogno». Anche dall'Ance, così come da altre categorie imprenditoriali, arriva invece un allarme sul credit crunch, la stretta creditizia che rischia di asfissiare le aziende. «Alle banche - continua Rigamonti - chiediamo di favorire le imprese che producono, a differenza degli immobiliaristi che si occupano della sola commercializzazione». Su scala nazionale sta facendo discutere un provvedimento di legge, al vaglio del governo, che introdurrebbe una forte deregulation nel settore edile: dichiarazione di un tecnico privato invece della concessione edilizia dei Comuni, possibilità di aumentare il volume di un edificio del 20% (residenziale) o 30% (commerciale). Gli edifici sorti entro il 1989 e non vincolati potrebbero essere demoliti e ricostruiti con un 30% in più dei volumi: questo premio volumetrico sarebbe però vincolato al raggiungimento di alcuni standard energetici e qualitativi. «Oggi servono mediamente tre anni per una pratica urbanistica in Comune, e un anno e mezzo per una pratica edilizia. Questo significa che a volte il progetto da cui si parte diventa obsoleto all'atto della costruzione - risponde Rigamonti - perciò, siamo favorevoli alla deregolamentazione di un settore che è fin troppo burocratizzato. Non conosciamo ancora i dettagli precisi della proposta del governo, ma se le direttive consistono nel premiare i costruttori che mirano all'efficienza energetica e alla qualità, siamo d'accordo. Un eccesso di volume su un progetto scarso è dannoso; se, invece, il progetto è di qualità, diventa sostenibile». Dello stesso parere è Valter Ferrario, direttore dell'Ance di Como. «Ogni snellimento di procedure e burocrazie è benaccetto, anche se in Lombardia disponiamo già della Dichiarazione d'Inizio Attività (Dia) che permette un iter più veloce. Siamo inoltre d'accordo nel concedere un "premio volumetrico": se legato all'efficienza energetica, questo diventa un incentivo per i privati. Avremmo qualche perplessità, invece, se la possibilità di aumentare i volumi fosse fine a se stessa». Andrea Bambace Nella foto: Ieri è stata presentata la nuova edizione della Meci, la fiera dell'edilizia civile e industriale in programma a Lariofiere dal 20 marzo Home Assalti in villa di sei anni fa Condannato Le imprese in fiera a Erba saranno 140 Pirateria informatica, 400 denunce all'anno Sperimentato a Como un software innovativo Spari nella notte in via Milano Guardia giurata mette in fuga i ladri Spacciavano droga fuori dal Gallio Il giudice ratifica i patteggiamenti Lo Stato non paga: arriva lo "sciopero delle intercettazioni" Accoltella una prostituta Marocchino in manette

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Gb, il mattone accusa la crisi: prezzi delle case vanno a picco (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Gb, il mattone accusa la crisi: prezzi delle case vanno a picco Roma, 12 mar (Velino) - Il prezzo delle case nel Regno Unito potrebbe crollare, a causa della crisi economica, anche del 55 per cento. Questa la previsione pessimistica della società di analisi finanziaria Numis Securities che ha stimato, inoltre, una profonda recessione per il prossimo anno, con la probabilità che il Regno Unito finisca in bancarotta. Se le previsioni si avverassero, i contribuenti anglosassoni si troverebbero a pagare mutui per abitazioni che varrebbero la metà. Alistair Darling, cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, ha dichiarato sulle pagine del quotidiano inglese Daily Mail che “non esiste un rimedio istantaneo per la crisi economica, ed è importante ricordare che abbiamo a che fare con un problema in continua evoluzione, che sta rendendo la vita più difficile in ogni paese”. Lo studio della Numis Securities sostiene che questa paurosa svalutazione degli immobili colpirà soprattutto le case dei centri delle città e quelle costruite nello scorso decennio. Dal rapporto emerge infatti che il prezzo delle case in questione è sovrastimato tra il 17 e il 39 per cento del valore reale. Per esempio, una casa valutata in media 160 mila sterline, non ne varrebbe oggi, secondo Numis, più di 96 mila. Il portavoce dei Tories Grant Shapps ha affermato, sempre secondo quanto riporta il Daily Mail, di “augurarsi che quanto predetto dalla Numis non si avveri perché, se così non fosse, si tratterebbe di una tragedia indicibile per tutti quei cittadini britannici che hanno investito nel mattone”. Quello che è certo, è che le previsioni si stanno tramutando in realtà, e se ne trova conferma analizzando la situazione immobiliare di alcune aree del Regno Unito. A Hertford, per esempio, la ricca cittadina dell?Hertfordshire, i prezzi sono scesi di circa il 26 per cento, passando da una media per immobile di 295,830 sterline a 217,498 secondo i dati di Globrix, uno dei più importanti siti inglesi di compravendita di case. Stessa musica per Kendal, il pittoresco paese del distretto dei laghi, che ha visto i prezzi delle abitazioni crollare del 20 per cento; o per la celebri cittadine di Windsor e Kilmarnock, che hanno subito un calo dei prezzi rispettivamente del 21,1 e del 26,5 per cento. “Non esiste un motivo per cui i prezzi vadano così giù in alcune aree piuttosto che in altre” – ha dichiarato Peter Bolton King, direttore esecutivo dell? Associazione nazionale agenti immobiliari . Alcune aree del paese sono più colpite di altre - aggiunge – ed è possibile che questa svolta negativa stia per infiammare anche quelle zone che sono più densamente popolate”. (ful) 12 mar 2009 18:40

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