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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
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i
prezzi non calano più ( da "Centro, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Per il
presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, si sta
verificando «un ritorno all'investimento immobiliare», «che nei periodi di
crisi non ha mai tradito». Si è così frenato il calo dei prezzi delle
abitazioni, che Confedilizia nella prima parte del
prime
inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Pagina 5 -
Sardegna Prime inversioni del trend: prezzi più stabili nel 2009 IMMOBILIARE
Dossier Confedilizia esteso alla Sardegna CAGLIARI. Tra la fine del 2008 e
l'inizio del 2009, dopo un periodo di flessione, il numero delle compravendite
d'immobili e i prezzi delle case vanno consolidandosi su scala nazionale.
commento
Pesa la mancanza di piccoli appartamenti
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
acquisto di
case stava arrivando al cento per cento e addirittura al 110 per cento
dell'intero costo, spese comprese, mi venne da esclamare a microfono aperto che
erano diventati matti. Anche noi la nostra bolla immobiliare l'abbiamo avuta
con una distorsione del mercato che fortunatamente non ha toccato, nella
quantità,
La
"Obamanomics" sotto la lente, negli Usa è polemica
( da "Velino.it,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
come
immobiliare ed assicurazioni, dovranno tornare al mondo reale prima di poter
recuperare. Il che potrebbe voler dire più perdite. Infine, nessuno dei maghi
della finanza che oggi accusano Obama di portare l'America nell'abisso ha
proposto un piano alternativo per tirarci fuori dal caos in cui molti di essi
ci hanno felicemente portato"
e
il prezzo delle case cala del 5,5 % ma il mercato resta paralizzato - cecilia
gentile ( da "Repubblica, La"
del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
assessore
regionale alla Casa, ha ribadito le tre linee di intervento della Regione: il
sostegno all´edilizia agevolata, le cartolarizzazioni degli immobili degli enti
previdenziali e il sostegno a chi non riesce a far fronte ai mutui stipulati.
Il consigliere regionale Giovanni Carapella, presidente della commissione Casa,
dice okey al tavolo di confronto,
Solo
T-Bond, Vendete Wall Street ( da "Borsa e Finanza"
del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
cominciarono
gli interventi della Fed. Da allora la Borsa è andata giù a dente di sega. E
che cosa ci autorizza a pensare che abbiamo finalmente toccato il fondo? Sono
altrettanto pessimista sulle prospettive del settore immobiliare. I prezzi del
mattone scenderanno ancora di un buon 20% prima di trovare il loro equilibrio.
Prezzi
delle case Una brusca frenata ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
21 Prezzi
delle case Una brusca frenata Molte abitazioni restano invendute ORVIETO LA
BOLLA è scoppiata. Dopo un quindicennio di cavalcata inarrestabile anche il
mercato immobiliare orvietano ha tirato il freno a mano e la frenata lascia
segni ben visibili soprattutto in periferia.
In
calo i prezzi delle case ( da "Tempo, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stampa
Mercato ImmobiliareUno studio della Gabetti evidenzia una flessione di oltre il
6% Centro storico, Pettino e Coppito le zone più richieste In calo i prezzi
delle case I costi medi vanno da
Settore
immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno
( da "Finanza.com"
del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Settore
immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno (9 Marzo 2009 -
13:39) MILANO (Finanza.com) - La tempesta impazza in Borsa e gli italiani
riscopriranno la vecchia passione per il mattone? Nel corso della seconda parte
del 2008 la discesa dei prezzi delle casa è continuata, ma secondo le
previsioni degli esperti di Tecnocasa ci sarà una ripresa quest'
IMMOBILIARE:
PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA
( da "Wall
Street Italia" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
IMMOBILIARE:
PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA di WSI Il calo dei prezzi delle case
iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008, ma nel 2009 si
prevede un rimbalzo delle richieste. Al Sud la maggiore contrazione dei prezzi.
-->Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il
secondo semestre 2008,
Vendite
in calo del 20%, la crisi rilancia gli affitti
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Come se non
bastasse, una recente indagine dell'associazione costruttori ammonisce che -
rispetto a solo un anno fa - si è quasi dimezzata la platea di famiglie
intenzionate a comprare casa nelle zone di Milano, Lodi e Monza. LA
RIVOLUZIONE. «Il mercato immobiliare è sano», assicura Mecca.
Case,
calo record a Palermo I prezzi scendono del 4,9%
( da "MF
Sicilia" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
A Palermo la
bolla immobiliare ha iniziato a sgonfiarsi già all'inizio del 2008: il calo dei
prezzi era stato in media del 2,2%, con punte del 4,6% nelle zone più in della
città. Perché proprio tra via Libertà e corso Vittorio Emanuele si era
innescato un meccanismo al rialzo che portavano i proprietari richiedere anche
più di 3.
Gran
Bretagna: a febbraio ai minimi dal 1978 indice prezzi case
( da "Finanza.com"
del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Le vendite di
case britanniche sono scese al livello più basso dal 1978 complice la
recessione che ha spinto al ribasso i prezzi. Lo ha comunicato questa mattina
il Royal Institution of Chartered Surveyors. L'indice che misura i prezzi delle
case è sceso lo scorso mese a meno 78,3 da meno 76,6 dello scorso gennaio.
(Riproduzione riservata)
IL
REAL ESTATE EUROPEO RISENTE DELLA TEMPESTA MONDIALE
( da "Trend-online"
del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
che non hanno
mai sperimentato un grande boom relativamente ai prezzi delle case, non sono
state risparmiate dalla stretta del mercato immobiliare. In Germania e in
Austria la carenza del credito ha colpito la domanda e ulteriori, ma moderati,
crolli dei prezzi e delle attività del mercato immobiliare sono previsti per il
2009.
si
apre la prossima settimana a roma il festival della matematica - princeton (new
jersey) ( da "Repubblica, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la più
globale delle crisi». Non crede che basti solo lo scoppio della bolla
immobiliare americana a spiegare una recessione mondiale e rifiuta di dare la
colpa alla cosa che ama di più: «Non sono i modelli creati dai matematici per
costruire strumenti finanziari sempre più complessi ad aver trascinato il mondo
nel baratro,
Vendite
degli immobili in caduta a Shanghai
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
investitori
stranieri che avevano scommesso sul boom immobiliare e sulla rivalutazione
dello yuan. I prezzi folli del supercondominio sono lo specchio di un mercato
drogato dalla speculazione. A tutti i livelli. Ancora oggi, sebbene la bolla
immobiliare sia già scoppiata, a Shanghai il prezzo medio al metro quadro delle
abitazioni è pari a quattro volte il salario medio della gente.
Le
case popolari sul mercato ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
interrotta
quando un secondo periodo di euforia irrazionale ha generato la cosiddetta
bolla immobiliare. La crisi dei subprime in realtà si è generata quando, con il
rialzo dell'inflazione trainata dai prezzi delle materie prime, e con il
conseguente rialzo dei tassi d'interesse variabili nominali, molti
sottoscrittori dei mutui non sono stati più in grado di far fronte ai
pagamenti.
Crisi:
quanto ha inciso la bolla immobiliare
( da "Velino.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Contano molto
le ramificazioni al resto dell?economia che derivano innanzitutto dal ruolo
svolto dall?immobiliare nei meccanismi di espansione del credito, anche perché
i prezzi delle case determinano il valore dei collaterali sottostanti una parte
degli attivi bancari. La ricchezza immobiliare interviene inoltre fra le
determinanti dei livelli di consumo,
Gli
alloggi in maggiore discesa sono quelli usati, il nuovo conviene in periferia
( da "Stampa,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nei tipi di
alloggio il calo più accentuato delle quotazioni è sull'usato, rispetto a
quelle ristrutturate o nuove. Per gli immobili di nuova costruzione la
contrazione dei prezzi è stata meno accentuata che negli altri casi. Si sono
registrati ribassi soprattutto dove l'offerta è stata più consistente.
il
mattone vacilla prezzi immobiliari giù del 3,2% l'arcella è la più conveniente
( da "Mattino
di Padova, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Tutti gli
indicatori sono impietosi ed evidenziano lo scoppio della bolla immobiliare,
anche se rispetto ad altre province del Veneto come Vicenza (-16,6%) e Verona
(-3,6%), la città del Santo tiene un pò meglio gli effetti della crisi mondiale
per quanto riguarda le variazioni dei prezzi degli immobili.
FIAIP:
NEL 2008 NONOSTANTE I SEGNALI DI CRISI IL MERCATO IMMOBILIARE DI PADOVA E
PROVINCIA REGGE. PREZZI SOSTANZIALMENTE STABILI, MA FLESSIONE DELLE
COMPRAVENDITE. TIENE L'ACQUISTO ( da "marketpress.info"
del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
di immobili
in vendita a Padova città, nella cintura urbana o nei Comuni della Provincia.
Per quanto riguarda le ?case nuove? la diminuzione dei prezzi è irrilevante
(-0,7%) per il Comune capoluogo o addirittura in controtendenza per gli
immobili top (+4%), mentre si attesta ad un -2,1% negli altri Comuni della Provincia.
L'escalation
dei titoli tossici ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
o scoppio di
bolle immobiliari: credito al consumo, mutui ipotecari, prestito alle imprese
piccole, medie, grandi. Quel che sta avvenendo in Europa, tra le pieghe dei
salvataggi e dei sostegni pubblici più o meno trasparenti a favore delle
banche, è una vera e propria escalation del "materiale" tossico
oggetto delle operazioni di pulizia tramite spv,
Il
risveglio del mercato immobiliare
( da "Sicilia,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il risveglio
del mercato immobiliare Fra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 si sono
consolidati il numero delle compravendite e i prezzi delle case ROMA. La crisi
stabilizza il mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo un periodo di
flessione, il numero delle compravendite e i prezzi delle case si sono
consolidati.
Edilizia,
la recessione provoca un calo del 10% nella produzione
( da "Corriere
Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nel Comasco
in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di prezzo delle case, bolle
speculative. I prezzi sul nuovo tengono. Compra chi ha bisogno». Anche
dall'Ance, così come da altre categorie imprenditoriali, arriva invece un
allarme sul credit crunch, la stretta creditizia che rischia di asfissiare le
aziende.
Gb,
il mattone accusa la crisi: prezzi delle case vanno a picco
( da "Velino.it,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Lo studio
della Numis Securities sostiene che questa paurosa svalutazione degli immobili
colpirà soprattutto le case dei centri delle città e quelle costruite nello
scorso decennio. Dal rapporto emerge infatti che il prezzo delle case in
questione è sovrastimato tra il 17 e il 39 per cento del valore reale.
( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 4 - Attualità
I prezzi non calano più Valori in aumento a Roma e
Milano ROMA. La crisi stabilizza il mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo
un periodo di flessione, il numero delle compravendite e i prezzi
delle case si sono consolidati. Ma a Roma e Milano il valore delle
abitazioni addirittura aumenta. In crescita anche il numero di contratti
d'affitto. E' quanto emerge dai dati e dalle previsioni del Bollettino immobiliare di Confedilizia elaborato sui valori di
compravendita nel 2008. Per il presidente dell'associazione
dei proprietari, Corrado Sforza Fogliani, si sta verificando «un ritorno
all'investimento immobiliare», «che nei periodi di crisi non ha mai tradito». Si è così
frenato il calo dei prezzi delle abitazioni, che Confedilizia nella prima parte del
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina
5 - Sardegna Prime inversioni del trend: prezzi più stabili
nel 2009 IMMOBILIARE Dossier Confedilizia esteso alla Sardegna CAGLIARI. Tra la
fine del 2008 e l'inizio del 2009, dopo un periodo di flessione, il numero
delle compravendite d'immobili e i prezzi delle
case vanno consolidandosi su scala nazionale. è quanto emerge a sorpresa dalle
previsioni del Bollettino Confedilizia presentato ieri mattina a Roma. I valori
medi dei prezzi al metro quadro (all'incirca duemila
euro, come in tante aree della Sicilia e di altre regini del Sud) fanno sì che
l'isola sia inserita a metà classifica. «I disinvestimenti nelle attività
finanziarie dovuti alla difficoltà del settore, hanno determinato il ritorno
dell'investimento immobiliare, che nei periodi di
crisi non ha mai tradito», ha detto il presidente dell'associazione dei
proprietari, Corrado Sforza Fogliani, spiegando così l'assestamento del
mercato. Tuttavia in alcune grandi città comprare una casa è sempre più
costoso. Sempre secondo i dati elaborati da Confedilizia sui valori di
compravendita delle case in 104 Province nel 2008, la
capitale ha registrato un aumento dei prezzi circa il
3%, nel centro per un alloggio di
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
PRIMO PIANO pag. 2
commento Pesa la mancanza di piccoli appartamenti QUANDO alcuni anni fa in un
convegno nazionale di agenti immobiliari a Villa Marigola, del quale ero stato
chiamato a fare il moderatore, fu rilevato che la concessione di mutui per l'acquisto di case stava arrivando al cento per
cento e addirittura al 110 per cento dell'intero costo, spese comprese, mi
venne da esclamare a microfono aperto che erano diventati matti. Anche noi la
nostra bolla
immobiliare l'abbiamo avuta con una
distorsione del mercato che fortunatamente non ha toccato, nella quantità,
l'assurdo. Oggi sono in molti a salutare il rientro in canoni quantomeno
ragionevoli, adeguati al risparmio e al mercato. E' però disagevole rilevare
che proprio nel momento più propizio (prezzi più reali
e interessi dei mutui al minimo storico) per acquistare la casa, le difficoltà
economiche raffreddino prudentemente le aspirazioni (psicologiche e concrete)
di chi la casa non ce l'ha. Nella nostra città e nella nostra provincia non c'è
peraltro neppure la possibilità di un primo passo modesto soprattutto per le
giovani coppie. Mi riferisco alla carenza cronica di bilocali e di trilocali
per i quali si potrebbe pensare di pagare piuttosto rate di mutuo abbordabili
piuttosto di canoni di locazione dello stesso livello. E' un mai ascoltato
intervento di edilizia abitativa che si potrebbe realizzare magari facilitando
la ristrutturazione di appartamenti sfitti che qualche problema potrebbe
risolvere. E. M.
( da "Velino.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
La "Obamanomics" sotto la lente, negli Usa è polemica Roma, 6 mar
(Velino) - Le politiche del nuovo presidente Barack Obama hanno un ruolo nei
crolli delle Borse di questi giorni, o è da imputare al prolungarsi della
recessione? Negli Stati Uniti il dibattito è aperto. "Almeno per quanto
riguarda Wall Street, la luna di miele con il nuovo presidente è finita",
scrive su BusinessWeek Ben Steverman, che tenta di stabilire una correlazione
tra le mosse di Obama e l'andamento dei titoli. Per gli investitori la nuova
amministrazione è almeno in parte responsabile dei nuovi crolli. Dal giorno
delle elezioni, il 4 novembre
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina V - Roma E il
prezzo delle case cala del 5,5 % ma il mercato resta
paralizzato CECILIA GENTILE Nel
( da "Borsa e Finanza" del 07-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ANALISI TECNICA Solo
T-Bond, Vendete Wall Street Il crollo di S&P500 non è finito, scenderà fino
a 600 punti. E anche il mattone soffrirà ancora. Tra le commodity solo l'oil è
vicino ai minimi. Puntate ai trentennali Usa (5% di yield reale) perché il
dollaro è un «porto sicuro». E non fidatevi del rally del Dragone di Redazione
- 07-03-2009 All'inizio del 2008 ho suggerito 13 temi di investimento per l'anno
a seguire, basati sulla mia convinzione che fossimo sulla soglia di una
recessione profonda e pericolosa, innescata da una bolla
immobiliare di cui avevo previsto da tempo la gravità e l'effetto
contagio sull'economia americana e su quella globale. Mi auguro che abbiate
seguito i miei consigli, perché si sono rivelati tutti veri. Alcune di queste
strategie sono ormai esaurite. Altre possono rivelarsi ancora efficaci se, come
credo, la peggior recessione dagli anni Trenta si protrarrà per tutto il 2009.
Per questo ho deciso di riproporre dieci di quelle idee e di aggiungerne un
paio di nuove. In sintesi: comprate dollari e, con gradualità, bond a tripla A.
Se avete intenzione di vendere casa, sia la prima che la seconda, fatelo
subito. Lo stesso vale per le azioni immobiliari, compreso il real estate
commerciale. Vendete le azioni in generale, in particolare quelle legate al
settore casa, beni di consumo o legati al credito. Siate venditori, infine, di
commodity e di investimenti legati agli emergenti, sia azionari che
obbligazionari. Un anno fa, così come oggi, la chiave di volta della mia
strategia era la fiducia nel Treasury bond a 30 anni. Non è una novità, visto
che la mia «passione» risale al 1981, quanto il T-30 rese il 14,7%. Allora
scrissi che «stiamo per entrare in un bond rally secolare». Nel 2008 il
rendimento dei Treasury a 30 anni ha raggiunto, comprese le cedole, il 42%,
mentre il loro dividend yield scendeva dal 4,2 al 2,6 per cento. Le mie
convinzioni non sono cambiate: sono ottimista sulle sorti del dollaro, che
ritengo ancora il porto più sicuro in un mare in tempesta. E non esco dal
T-bond a 30 anni, anche se il rendimento è ormai sceso al di sotto del mio
target, cioè il 3%. Ma con un tasso di deflazione che viaggia sul 2%, uno yield
del 3% dà già un rendimento reale pari a un attraente 5%. Perciò tenetevi
stretti i T-bond, magari integrandoli con qualche corporate bond a tripla A (o
di muni-bond) dal rendimento migliore: ma non sorprendetevi nel caso di un calo
del rating. Al contrario, continuo a essere tutt'altro che ottimista
sull'azionario. È ancora presto per rientrare sul listino americano. I profitti
dell'S&P500 scenderanno fino ad una media di 40 dollari il che, a voler
applicare un multiplo di 15 volte, assai generoso per un mercato Orso, dà per
risultato il listino a quota 600, quasi un 20% meno dei livelli attuali, dopo
un bimestre in forte discesa. Non mi convincono per niente le tesi di chi
sostiene che «a questi prezzi, è arrivato il momento
di comprare». O che, dopo tutto quel che è successo, ormai la pulizia del
listino è finita o quasi. È una convinzione che si poteva nutrire già due anni
fa, alla fine di febbraio del 2007, quando Hsbc cancellò dal suo bilancio 1,8
miliardi di dollari di prestiti subprime. O nel giugno di quell'anno, quando
andarono in default due fondi di Bear Stearns. Anche allora era tutto chiaro,
tutto finito. Ad agosto, poi, cominciarono gli interventi
della Fed. Da allora la Borsa è andata giù a dente di sega. E che cosa ci
autorizza a pensare che abbiamo finalmente toccato il fondo? Sono altrettanto
pessimista sulle prospettive del settore immobiliare. I prezzi del mattone scenderanno ancora di un buon 20% prima di trovare
il loro equilibrio. E il real estate commerciale ha appena iniziato la
sua discesa. Per questo vi consiglio di stare alla larga dai Reit e dai fondi
immobiliari in genere: nel 2009 il settore soffrirà un pesante cash crunch. E
soffriranno ancora anche le azioni dei beni voluttuari. Così come la stessa
cautela deve valere per i mercati emergenti, sia che si tratti di azioni o
bond. Mi raccomando di fare attenzion soprattutto al mercato cinese, nonostante
il rally in corso. Il risanamento fiscale cinese nasconde una montagna di
insidie e di misteri. Inoltre sta salendo la protesta sociale in ogni angolo
del Paese: stiamo per assistere agli ultimi giorni della dinastia fondata da
Mao. Continuo poi a essere pessimista sulle materie prime. Forse, i prezzi del petrolio sono vicini al minimo. Ma il rame è
ancora maturo per una brusca caduta, in occasione di un nuovo rallentamento
dell'economia mondiale.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ORVIETO / CONCA
TERNANA pag. 21 Prezzi delle case Una brusca
frenata Molte abitazioni restano invendute ORVIETO LA BOLLA è scoppiata. Dopo
un quindicennio di cavalcata inarrestabile anche il mercato immobiliare orvietano ha tirato il freno a mano e la frenata lascia segni
ben visibili soprattutto in periferia. Nel corso degli ultimi sei mesi,
il prezzo degli appartamenti nuovi ha subìto una riduzione media abbastanza
generalizzata che oscilla tra 200 e 300 euro al metro quadrato per le nuove
costruzioni. Il sovrapporsi della crisi economica con l'esaurimento di una
domanda locale che sta perdendo ormai quasi tutta la propria forza propulsiva
ha come effetto il primo vero abbassamento dei prezzi
che il mercato immobiliare orvietano registra dagli
anni novanta quando cioè si pose fine all'immobilismo edilizio del decennio
precedente con i primi interventi di espansione a Ciconia, inaugurati con la
zona de La Svolta. Quella fase che, dal punto di vista politico segnò il
passaggio del testimone e di politica urbanistica dal sindaco Franco Raimondo
Barbabella al compianto Adriano Casasole, sembra adesso entrata in crisi. «Il
centro storico resiste perchè continua ad esserci una forte domanda da parte
degli stranieri spiega un imprenditore edile e, non a caso, le abitazioni del
centro continuano ad essere quotate al pari delle zone residenziali di maggior
pregio di Perugia, ad esempio, ma la periferia vive un andamento completamente
differente». Le imprese cominciano ad avere difficoltà a vendere e ci sarebbero
diverse nuove lottizzazioni che accusano segnali di rallentamento. Anche le
ultime previsioni urbanistiche, circa 250 nuove unità abitative, ipotizzate
dalla variante al piano regolatore, rischiano di rimanere solo sulle carte dei
progettisti. Per il momento il prezzo del nuovo in periferia viaggia ancora sui
2000 euro al metro, ma le difficoltà del mercato hanno già innestato la
tendenza al ribasso, almeno per alcune realtà. Tra gli operatori del settore,
c'è anche chi si chiede se le nuove importanti lottizzazioni come quella
prevista sotto l'ospedale (la cosidetta Ciconia due) potrà davvero partire e,
casomai, quando e con quali ridimensionamenti rispetto alle previsioni iniziali
e alle possibilità concesse dal piano regolatore. Mentre la domanda del centro
storico continua ad essere alimentata soprattutto dagli stranieri, quella della
periferia ha vissuto una pluriennale fiammata, drogata però dal fatto di essere
costituita in larghissima misura da orvietani che vendevano casa altrove e che
adesso hanno finito i soldi e hanno un mutuo da pagare». C. L.
( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
stampa
Mercato ImmobiliareUno studio della Gabetti evidenzia una flessione di oltre il
6% Centro storico, Pettino e Coppito le zone più richieste In calo i prezzi
delle case I costi medi vanno da
( da "Finanza.com" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Settore
immobiliare: Tecnocasa vede ripresa prezzi case quest'anno (9
Marzo 2009 - 13:39) MILANO (Finanza.com) - La tempesta impazza in Borsa e gli
italiani riscopriranno la vecchia passione per il mattone? Nel corso della
seconda parte del 2008 la discesa dei prezzi delle casa è
continuata, ma secondo le previsioni degli esperti di Tecnocasa ci sarà una
ripresa quest'anno.
Il mercato del mattone nell'ultima parte dello scorso anno è stato
caratterizzato da una maggiore offerta di case a
fronte di una richiesta più prudente, aspetti che hanno portato a un ribasso
del valore. A risentire di più sono state città come Palermo (-4,9%), Bologna
(-4,6%) e Napoli (-4,4%), ma anche Roma (3,6%) e Milano (2,4%). (Riproduzione
riservata)
( da "Wall Street Italia" del 09-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
IMMOBILIARE:
PREVISTA UNA RIPRESA DELLA DOMANDA di WSI Il calo dei prezzi
delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il secondo semestre 2008,
ma nel 2009 si prevede un rimbalzo delle richieste. Al Sud la maggiore
contrazione dei prezzi. -->Il calo dei prezzi delle case iniziato nel 2007 e' proseguito per il
secondo semestre 2008, ma nel 2009 si prevede una ripresa della domanda.
Secondo la rete Tecnocasa, nell'ultima parte del 2008 c'e' stata una maggiore
offerta di case. A risentire di piu' il raffreddamento
del mercato sono state Palermo (-4,9%) e Napoli (-4,4%); cali anche a Roma
(3,6%) e Milano (2,4%). La contrazione dei prezzi e'
stata maggiore nel Sud (-4%), cali leggermente piu' lievi a Nord (-3,9%) e al
Centro (-3,7%). Il rapporto di Tecnocasa precisa come il ribasso e' stato piu'
forte per gli alloggi popolari e molto meno significativo per quelli signorili.
Tuttavia l'andamento negativo dei mercati finanziari dopo l'estate ha
determinato una ripresa della domanda per investimento, stimolata anche dalla
diminuzione dei prezzi delle abitazioni. In questa
fase gli investitori hanno dirottato il loro capitale sui piccoli tagli. A
gennaio la tipologia piu' richiesta e' stata quella del trilocale (35,7%).
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
PRIMO PIANO pag. 2
Vendite in calo del 20%, la crisi rilancia gli affitti Il leader degli agenti
immobiliari: «Cessioni a prezzi scontati del 5% ma
ormai le banche danno i mutui con più difficoltà» LODI L'IRRESISTIBILE boom del
mattone registrato fra il Duemila e il 2007 resterà un sogno per ancora molti,
molti anni. L'indice che misura «l'intensità» del mercato immobiliare
(in gergo, Imi), per il Lodigiano, è passato dal 2,84% (già nel Duemila, primo
in Lombardia) al fantastico 3,76% di sei anni più tardi. Ma la bolla è scoppiata. In modo fragoroso, perché i cartelli con
su scritto «vendesi» o «affittasi» affollano i cancelli di tanti condomini del
capoluogo. E cominciano a comparire anche fuori da villette appena costruite
nei paesi. Eppure, nessuno svende. Segno che in pochi hanno fretta. «La
situazione è di crisi, però il mercato si sta stabilizzando. Con prezzi a un livello più basso e un numero di transazioni
minori», spiega Davide Mecca, presidente della sezione lodigiana della Fiaip,
la Federazione agenti immobiliari. «Dall'ultimo report dell'Agenzia del
territorio, il numero di transazioni nel Lodigiano sono calate del 20% -
aggiunge - ma i prezzi degli immobili sono tutto
sommato diminuiti di un 5%, non in misura particolarmente consistente». Nessun
crollo, sottolinea Mecca. «È aumentata più che altro la propensione alla
trattativa: il compratore riesce a spuntare uno sconto del 5/6% sul prezzo di
cartello». E aggiunge: «Ma la gente comincia ad accorgersi che un vero e
proprio crollo dei prezzi non c'è stato nella nostra
provincia». Secondo il leader degli agenti, il classico «mattone» continua ad
essere forse il miglior affare in questo momento, e offre discrete occasioni.
«Certo - precisa Mecca - questo non vuol dire che il numero di transazioni
comincerà a salire nei prossimi mesi. Ma che il business nel Lodigiano non è
crollato: ora in Borsa ci sono azioni che valgono un decimo di quel che
valevano un anno fa. Nulla di tutto questo è successo nel nostro settore». IL
FENOMENO. Calano le vendite e i prezzi, sale il numero
di locazioni e resiste alla crisi il costo degli affitti. «Quel che si è perso
nelle compravendite, si è riversato negli affitti da gennaio di quest'anno»,
assicura Mecca. Anche perché al momento - secondo la sua stima - l'immobile dà
una resa del 5% annuo al proprietario, oltre alla probabile rivalutazione
futura, dato che al momento il mercato è tutt'altro che brillante. Più che
altro - dice - «c'è crisi del credito: le banche tendono a negare il mutuo,
così tante persone, pur avendo abbastanza fondi, vanno a vivere in affitto». La
stretta nella concessione dei finanziamenti si sente, e come. Lo sostiene anche
l'ultima analisi del centro studi «Nomisma», che rileva una contrazione sia
delle somme erogate (dal 2007 al 2008 gli importi medi dei mutui concessi sono
scesi da
( da "MF Sicilia" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Sicilia sezione:
Sicilia Territorio & Imprese data: 10/03/2009 - pag: 3 autore: Emanuela
Rotondo Case, calo record a Palermo I prezzi scendono
del 4,9% Il mattone non corre più. Dopo anni di rialzi, il mercato immobiliare ha iniziato la sua discesa anche in Sicilia dove
fino al 2007 si era assistito a un incremento record dei prezzi
fino al +16%. Adesso, l'inversione di tendenza: nel secondo semestre
( da "Finanza.com" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gran Bretagna: a
febbraio ai minimi dal 1978 indice prezzi case (10 Marzo 2009 - 08:38) MILANO (Finanza.com) - Sulle
sponde del Tamigi è sempre più nera la crisi del mercato immobiliare.
Le vendite di case britanniche
sono scese al livello più basso dal 1978 complice la recessione che ha spinto
al ribasso i prezzi. Lo ha comunicato questa mattina il Royal Institution of
Chartered Surveyors. L'indice che misura i prezzi delle case
è sceso lo scorso mese a meno 78,3 da meno 76,6 dello scorso gennaio. (Riproduzione
riservata)
( da "Trend-online" del 10-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
IL REAL ESTATE
EUROPEO RISENTE DELLA TEMPESTA MONDIALE IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la
rassegna di Pierpaolo Molinengo , 10.03.2009 15:00 Scopri le migliori azioni
per fare trading questa settimana!! RICS (Royal Institution of Charteres
Surveyors) ha pubblicato i risultati dell?indagine sul mercato immobiliare residenziale europeo dalla quale emerge che con
i prezzi delle case in discesa su tutti i mercati
europei durante il 2008 e le prospettive ancora più negative per il 2009, la
rivitalizzazione del mercato residenziale europeo conta ora sulla capacità dei
governi di reagire alla carenza di credito e alla recessione economica. La
significativa riduzione delle concessioni di mutui dovuta al credit crunch, e
la flessione economica internazionale hanno contribuito al crollo della domanda
di immobili residenziali in tutta Europa. Lo scorso anno i prezzi
sono diminuiti in tutti i mercati europei senza eccezioni. I paesi baltici
hanno subito i peggiori ribassi, con l?Estonia che ha registrato un -23%, seguiti
dalla Gran Bretagna con -16%, Irlanda con -9% e paesi scandinavi, dove la
Norvegia ha registrato un calo del 8%. Anche queste economie, che non hanno mai sperimentato un grande boom relativamente ai prezzi delle case, non sono state risparmiate dalla stretta del mercato immobiliare. In Germania e in Austria la carenza del credito ha colpito la
domanda e ulteriori, ma moderati, crolli dei prezzi e delle
attività del mercato immobiliare sono previsti per il
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 38 - Cultura
SI APRE LA PROSSIMA SETTIMANA A ROMA IL FESTIVAL DELLA MATEMATICA otto nobel
discutono su come la scienza può salvare il mondo Intervista / Lo studioso che
ha ispirato "A beautiful mind" spiega il rapporto tra la sua
disciplina e l´economia "La colpa è di chi ha usato quei modelli in modo
avido e irrazionale" "Non sono i modelli aritmetici ad aver
trascinato il mondo sull´orlo del baratro" PRINCETON (NEW JERSEY) Il
computer di John Nash è aperto sulle quotazioni dell´oro, nelle altre finestre
con cui è collegato su internet ci sono l´argento, il platino e gli indici di
Wall Street. L´ottantenne matematico, famoso per aver vinto il premio Nobel per
l´economia, per essere sprofondato per un quarto di secolo nella malattia
mentale e per essere stato impersonato da Russell Crowe nel film premio Oscar A
Beautiful Mind, scruta il video ogni giorno alla ricerca di una motivazione che
spieghi «la più globale delle crisi». Non crede che basti
solo lo scoppio della bolla
immobiliare americana a spiegare una
recessione mondiale e rifiuta di dare la colpa alla cosa che ama di più: «Non
sono i modelli creati dai matematici per costruire strumenti finanziari sempre
più complessi ad aver trascinato il mondo nel baratro, la responsabilità
è di chi li ha usati in modo avido e irrazionale». "Il fantasma di Fine
Hall", come gli studenti di Princeton chiamavano quel genio che si era
perso nei suoi calcoli e nelle manie di persecuzione, è un uomo gentile e
riflessivo che parla a voce bassa. La malattia gli ha tolto l´arroganza e
l´onnipotenza che erano il suo biglietto da visita giovanile, gli ha lasciato
rimpianti ma anche la convinzione che nella vita ci sia sempre la possibilità
di riprendersi, una convinzione che ora applica anche all´economia mondiale:
«Si troverà un nuovo equilibrio, ma non più ai livelli di prima: bisogna essere
capaci di vivere ad un livello più basso». Lei è un professore di matematica
appassionato di economia, quanto segue l´attuale crisi? «Guardo ogni giorno in
rete i prezzi delle materie prime, adesso ora l´oro e
sceso e il platino sta salendo, e seguo gli indici dei mercati americani. Poi
leggo il New York Times e seguo il sito web della Bbc, il mio preferito, perché
mi dà una visione internazionale e non americana delle cose». Qual è la sua
opinione su questa recessione? «Alla fine dell´estate quando è cominciato il
crollo, un amico del dipartimento di economia mi ha regalato un vecchio libro
sulla storia delle crisi finanziarie che mi ha fatto riflettere su quante ce ne
siano state, di locali e di globali, ma questo è un uragano diverso, è una
crisi più globale delle altre». Quali sono le cause? «Sono molte, tutto può
essere cominciato con i mutui subprime ed essersi diffuso grazie agli strumenti
finanziari in cui questi mutui erano stati impacchettati e venduti in tutto il
mondo. Ma ora siamo in una spirale in cui ogni cosa trascina le altre. Penso
anche che i ceti più ricchi e potenti dell´economia mondiale non siano molto
entusiasti dell´elezione di Obama e delle sue ricette». Lei cosa pensa del
piano di stimolo dell´economia del presidente americano? «C´è bisogno di
rilanciare i consumi per cui ha usato due cose corrette dal punto di vista
teorico: i sussidi di disoccupazione, anche se sarebbe meglio che questi
strumenti funzionassero bene prima dell´inizio di una recessione, e i lavori
pubblici. Questa non è certo un´idea nuova, probabilmente nasce con i Cesari,
ma funziona. Si deve investire in educazione e sanità e poi i singoli Stati
così sono incoraggiati a rifare le infrastrutture». Il suo contributo alla
"Teoria dei giochi", il famoso "Equilibrio di Nash",
immagina situazioni di equilibrio quando tutti gli attori restano convinti
della bontà della loro scelta anche se vengono a conoscenza delle mosse degli
altri. In questo modo si può immaginare che si sia evitato il peggio e ci sia
una sorta di armonia. Oggi invece viviamo il caos globale. «Io ho immaginato
che tutti possono guadagnare, ma tutti possono anche perdere se il gioco è meno
favorevole e questo mi sembra il caso attuale. Oggi, come dice un vecchio detto
inglese, "C´è un vento strano che non porta niente di buono", ma un
nuovo equilibrio si troverà solo quando le cose si calmeranno e smetteranno di
esserci cambiamenti così rapidi, ma aspettiamoci che sia un equilibrio ad un
livello basso». Lei a New York e a Roma parteciperà al Festival della
Matematica, come se ne è innamorato? «Mi sono innamorato prima di tutto
dell´aritmetica. Ricordo che a scuola mi piaceva lavorare con numeri più grandi
rispetto agli altri scolari e volevo provare a fare sempre di più. Mio padre
era un ingegnere e questo ha avuto certamente un impatto su di me». Cosa pensa
della matematica? «Be´ qui siamo nel palazzo della matematica. E stando qui,
non vedi le cose nello stesso modo di chi sta fuori: guardare la terra dallo
spazio è molto diverso che guardarla dalla finestra. Noi abbiamo un punto di
vista particolare. La cosa che mi stupisce è che la matematica sembra essere
tornata di moda: poco tempo fa ho visto una classifica delle cento professioni
preferite dagli americani e il matematico era il più desiderabile. All´ultimo
posto c´era il taglialegna». A un certo punto si credeva che la matematica
potesse creare strumenti finanziari talmente avanzati, futures e derivati, che
eliminavano il fattore rischio, ma questa crisi finanziaria sembra essere
cominciata proprio da lì. «Si possono fare pacchetti di migliaia di mutui e si
può fare un calcolo un po´ naif che certi mutui valgono più di altri,
illudendosi di minimizzare i rischi, ma poi il trend si inverte e il mercato
diventa negativo per tutti. Ci sono formule di riduzione del rischio, la più
famosa è la teoria "Black-Scholes" messa a punto al Mit di Boston,
che sono considerate così buone da aver vinto un Nobel, ma gli investitori le
hanno usate in modi non previsti, forzando tutti i limiti. E se penso che due
dei vincitori del Nobel, Robert Merton e Myron Scholes, crearono un fondo
speculativo che ebbe risultati disastrosi e dovette essere salvato da un
consorzio di banche, mi è chiaro che tra le teorie matematiche e la loro
applicazione all´economia c´è ancora molto da fare». Quest´anno lei compie 81
anni, dopo il Nobel è tornato ad insegnare e ha avuto quei riconoscimenti che
non si aspettava più di ricevere, ma ha dei rimpianti? «Ho raggiunto un età in
cui il tempo è tutto alle spalle e certo avrei potuto avere fortuna migliore,
aver fatto cose più grandi e sprecato meno tempo, ma non sono cose attraenti a
cui pensare. La settimana scorsa ho incontrato George Soros e mi sono reso
conto che abbiamo pressapoco la stessa età ma lui ha guadagnato molti più soldi
di me ed è milionario». John Nash apre le braccia, si guarda in giro nella
stanza piena di cataste di posta mai aperta e di libri, poi mi mostra una foto
del figlio: «Anche lui è schizofrenico, speriamo che guarisca, ma ha già
cinquant´anni. Io ce l´ho fatta ad uscirne e la mia ultima speranza oggi è che
anche lui trovi una strada».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-03-11 - pag: 10 autore: Le quotazioni degli
appartamenti continueranno a scendere Vendite degli immobili in caduta a
Shanghai Luca Vinciguerra SHANGHAI. Dal nostro corrispondente Dove una volta
c'erano le risaie, oggi c'è una città nella città. Una grande città, ordinata e
efficiente, pianificata a tavolino e costruita secondo canoni architettonici
d'avanguardia. Con la sua skyline dominata da grattacieli sempre più imponenti
che ormai fanno ombra a quello che una volta era l'edificio più alto della Cina
(la Pearl Tower), Pudong rappresenta il simbolo di Shanghai nel mondo. Sulle
rive del fiume Huangpu, qualche anno fa una società immobiliare
taiwanese quotata alla Borsa di Hong Kong, Tomson Group, decise di realizzare
il condominio più lussuoso di tutta la Cina: il Tomson Riviera. Quattro torri
da una trentina di piani. Taglio minimo degli appartamenti
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-11 - pag: 15 autore: Le case popolari sul mercato Effetti positivi dalla vendita,
anche con mutuo, agli inquilini degli alloggi ex Iacp di Renato Brunetta * F
orse è il momento di fermarsi a riflettere su quella che sta diventando quasi
una regolarità statistica nel corso della crisi finanziaria ed economica che il
mondo sta attraversando. Il giorno in cui la Bce decide di ridurre i tassi di
interesse portandoli a un minimo storico,(l'1,5%in termini nomina-li, tasso
zero in termini reali), le borse crollano. Quando, circa un mese fa, il
segretario al Tesoro americano Geithner annunciò la disponibilità a spendere
fino a 2,5 trilioni di dollari per i salvataggi, in varia forma, del sistema
bancario americano, le Borse hanno reagito negativamente. Se si ripercorre la
storia negli ultimi mesi degli interventi, o degli annunci d'interventi, da
parte dei vari Governi per megastimoli fiscali o megastanziamenti per
salvataggi o nazionalizzazioni di banche o imprese, la reazione degli
investitori, risparmiatori, consumatori e produttori è stata sempre negativa, e
l'economia mondiale si è avviata al collasso. Le spiegazioni specifiche
avanzate in ciascun caso sono ovviamente varie e legate ai diversi contesti. Ma
vi è un legame comune tra questa correlazione negativa tra crescente
disponibilità all'intervento pubblico e reazione delle Borse e dell'economia
reale: gli interventi sono stati sempre percepiti come segnali del crollo di un
mondo,dell'aggravarsi della recessione, e non come garanzia di mantenimento
della stabilità e di soluzione dei problemi. Hanno per molti versi ragione
Alberto Alesina e Ignazio Angeloni quando («Il Sole 24 Ore» del 3 marzo)
rilevano che una campagna martellante sul fallimento dei mercati, della
globalizzazione, delle liberalizzazioni, della finanza,a cui dovrebbe por rimedio
l'intervento sempre più esteso dello Stato nell'economia,non possa non avere
come effetto immediato nella psicologia di massa quello di una perdita di
fiducia nei mercati. E in primo luogo perdita di fiducia nella capacità dei
mercati di determinare i prezzi, a cominciare da
quelli delle attività. La conseguenza non banale è che il crollo della fiducia
investe la possibilità stessa di valutare l'incertezza e il rischio,e quindi i
valori,caratteristiche essenziali dell'attività finanziaria ed economica. Non è
affatto vero che la globalizzazionee l'economia di mercato abbiano fallito, dal
momento che hanno assicurato oltre due decadi di crescita quasi ininterrotta e
un aumento del benessere in tutto il mondo. Per andare all'origine della crisi
finanziaria, scoppiata negli Stati Uniti, libero mercato, finanza e politica
monetaria hanno assicurato un periodo di crescita stabile di quel Paese senza
quasi precedenti. Nelle ultime due decadi, l'economia americana è stata
trascinata nella crescita da quelle che poi sono state de-finite, per gran
parte impropriamente, bolle speculative. La prima è stata quella legata alla
internet economy che una volta sgonfiatasi( alla fine del secolo scorso) è
stata compensata negli Usa da una politica monetaria espansiva che ha
assicurato, con i bassi tassi d'interesse, la perdita di ricchezza finanziaria
delle famiglie con un aumento dei valori immobiliari. Ciò ha consentito di non
far crollare i consumi e di assicurare quasi un altro decennio di crescita. Ma
la corsa si è interrotta quando un secondo periodo di
euforia irrazionale ha generato la cosiddetta bolla immobiliare.
La crisi dei subprime in realtà si è generata quando, con il rialzo
dell'inflazione trainata dai prezzi delle materie prime, e con il
conseguente rialzo dei tassi d'interesse variabili nominali, molti
sottoscrittori dei mutui non sono stati più in grado di far fronte ai
pagamenti. A ciò si deve aggiungere che l'acquisto di case
totalmente a debito era dettata dalla convinzione di una continua e
inarrestabile corsa dei prezzi delle case. La crisi
scoppia quando questa corsa al rialzo dei prezzi si
arresta. L'errore sta nel fatto di non aver governato il passaggio da una
crescita sostenuta a una più moderata, favorendo una stabilizzazione non
traumatica dei valori immobiliari. Molti sono convinti che l'errore sia stato
quello di non intervenire subito a sostegno delle famiglie in difficoltà per
bloccare l'effetto domino delle insolvenze. Ed è questa convinzione che ha
portato l'amministrazione del nuovo Presidente americano ad annunciare nella
scorsa settimana un grande piano di sostegno alle famiglie debitrici in
difficoltà con i mutui e alle banche prestatrici, con l'obiettivo di bloccare
l'ondata di pignoramenti delle case. La strategia è
quella di stabilizzare in primo luogo i prezzi delle case,
premessa per riavviare il mercato immobiliaree con
esso il grado di fiducia dei cittadini. In condizioni molto diverse, anche in
Italia è dal mercato immobiliare che si può partire
per riavviare un ciclo positivo basato sulla spinta a investire da parte dei
cittadini. E paradossalmente questo può avvenire, in un momento in cui si parla
solo di nazionalizzazioni, con un piano di privatizzazioni che può contribuire
a invertire il segno delle aspettative sulla capacità di crescita delle
economie di mercato. Si tratta di attuare rapidamente il piano di dismissione
del patrimonio abitativo degli ex Istituti autonomi per le case
popolari, già previsto dalla Finanziaria 2006, e di parte del patrimonio
demaniale, per attuare il quale esistono già le norme. In particolare si tratta
di cedere le abitazioni di proprietà degli ex Iacp agli attuali inquilini,
trasformando gli affitti in mutui. Ciò significa attribuire un prezzo a queste
abitazioni in base a quello che è il valore attuale netto del loro rendimento
attuale effettivo per gli Istituti proprietari e far diventare proprietari
oltre un milione di affittuari attuali. Con diverse conseguenze fondamentali.
La prima è che, con la proprietà, aumenta la ricchezza delle famiglie. Un
capitale immobiliare attualmente inattivo
(l'economista peruviano Hernando de Soto lo chiamerebbe "capitale
morto"), perché al valore d'uso non si unisce un valore di scambio che è
legato a un titolo di proprietà liberamente disponibile, diviene capitale
effettivo (de Soto lo chiamerebbe "capitale vivo") che rafforza il
grado di solvibilità delle famiglie e la propensione alla spesa e
all'investimento. La seconda è che i nuovi proprietari avrebbero a disposizione
un patrimonio che è destinato ad aumentare di valore rispetto al prezzo
d'acquisto per il solo fatto di essere stato privatizzato, invertendo quindi la
fase di aspettative negative sui valori patrimoniali, e li spingerebbe a
investire in manutenzione e valorizzazione del patrimonio stesso, avviando un
ciclo positivo con effetti moltiplicativi sull'economia. Soprattutto se al
piano di dismissioni si aggiungono gli incentivi alla ristrutturazione e alla
riconversione ecosostenibile degli edifici. L'impatto positivo di domanda si
avrebbe non solo sul settore edile, ma anche sui settori dei servizi innovativi
legati alla manutenzione con contenuti di tecnologia innovativa.
Dall'attuazione del piano di dismissioni, che comporta anche un risparmio
notevole di gestione del patrimonio da parte degli ex Iacp, possono venire
inoltre parte delle risorse necessarie a finanziare un intervento straordinario
di sostegno per mutui agevolati, manutenzione straordinaria e nuove costruzioni
destinate all'emergenza abitativa. L'effetto principale di una rapida attuazione
di questo programma risiede, tuttavia, nel dare un segnale di fiducia alle
famiglie incentivando l'accumulazione di nuova ricchezza come volano della
ripresa economica. Da parte sua l'amministrazione pubblica si potrà affiancare
all'iniziativa privata con un parallelo piano di ristrutturazione e
manutenzione degli edifici pubblici anche finalizzati al risparmio energetico.
* Ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione LE CONSEGUENZE La
cessione aumenterebbe il capitale delle famiglie: i beni diverrebbero strumento
di scambio e sarebbero destinati a crescere di valore L'IMPATTO SECONDARIO A
beneficiarne sarebbero anche le ristrutturazioni e i comparti dei servizi
innovativi. Risparmi possibili per lo Stato nella gestione del patrimonio
( da "Velino.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Crisi: quanto ha inciso la bolla immobiliare Roma, 11
mar (Velino) - La crisi dell?economia mondiale ha assunto connotazioni di
particolare gravità sia per l?intensità della contrazione dell?attività
economica, che per l?estensione temporale della fase recessiva. Fra i diversi
fattori alla radice della crisi, un ruolo importante è stato senz?altro giocato
dalla “bolla immobiliare”. Il ciclo immobiliare
naturalmente conta nel determinare l?andamento dell?economia nel complesso,
anche in considerazione del peso elevato dell?edilizia e del suo indotto sul
Pil; a ciò si collega anche il fatto che il ciclo delle costruzioni genera
effetti importanti sull?andamento dell?occupazione. Ma nella fase attuale il
ruolo dell?immobiliare all?interno del ciclo non si
arresta alle dinamiche proprie del settore delle costruzioni. Contano molto le
ramificazioni al resto dell?economia che derivano innanzitutto dal ruolo svolto
dall?immobiliare nei meccanismi di espansione del
credito, anche perché i prezzi delle case determinano
il valore dei collaterali sottostanti una parte degli attivi bancari. La
ricchezza immobiliare interviene inoltre fra le
determinanti dei livelli di consumo, anche per il ruolo che essa esercita nelle
decisioni di indebitamento. L?inversione del ciclo immobiliare
costituisce certamente uno dei fattori che acuiscono la gravità della crisi in
corso. Il posizionamento dei diversi paesi nel ciclo immobiliare
è però diverso: negli Stati Uniti il massimo è stato raggiunto a fine 2006 e la
caduta dei livelli di attività è in una fase avanzata; è probabile difatti che
il settore abbia oramai approssimato il punto di minimo. In Europa l?inversione
è avvenuta più tardi, e con riscontri diversi a seconda dei paesi: Spagna e
Irlanda stanno facendo le spese dello sgonfiamento di una bolla
di dimensioni importanti. L'Italia è pronta a reagire con il suo piano edilizio
che economisti ed esperti del settore stimano possa mobilitare ben 60 miliardi
di euro. (Ernesto Ianni) 11 mar 2009 14:57
( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gli alloggi in
maggiore discesa sono quelli usati, il nuovo conviene in periferia
[FIRMA]GIORGIO LEVI VERCELLI Tornano a scendere i prezzi
delle case. Secondo i dati diffusi dal Centro Studi Tecnocasa nel
secondo semestre del 2008 il costo delle abitazioni del 2,7 per cento a
Vercelli. E' la sesta provincia del Piemonte per calo di costi immobiliari. La
posizione migliore è quella di Novara(-6,6 per cento). Scorrendo le cifre si
nota che oggi una casa nel centro storico di Vercelli (appartamento nuovo)
costa intorno ai 2.200 euro al metro quadro se signorile, ma può scendere a
1.400 euro per una casa economica nuova. Nei quartieri più periferici( Isola,
Belvedere, canadà, Porta Torino e Rione Cervetto) il costo di un alloggio
economico e nuovo va dai
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
di Massimo Nardin IL
MATTONE VACILLA Prezzi immobiliari giù del 3,2% L'Arcella è la più conveniente
Troppe le case vuote A Padova il quartiere al top è
Santa Croce In provincia è Piove di Sacco la più costosa PADOVA. Per chi ha
ancora risorse, la crisi economica è paradossalmente una tentazione
all'acquisto di un immobile. Soprattutto a Padova, crocevia commerciale,
universitario e professionale del Nordest. Ma per chi deve vendere, il mercato
impone due strade: o si svende o si attende la fine della crisi. Il sistema immobiliare padovano sta scoppiando, con i prezzi delle case diminuiti del 3,2% nel secondo semestre
del 2008 e, soprattutto, il calo delle compravendite attorno al 20% su base
annua. RECESSIONE. Sia in città che nei principali comuni della provincia
recessione e stretta creditizia frenano dunque la corsa del mattone. Eppure in
questa giungla di prezzi folli al metro quadrato, ci
sono ancora quartieri urbani più convenienti. A San Carlo-Arcella, ad esempio,
chi ha 110 mila euro da investire, si porta a casa un appartamento ?economico
usato? da
( da "marketpress.info" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì 12 Marzo
2009 FIAIP: NEL 2008 NONOSTANTE I SEGNALI DI CRISI IL MERCATO IMMOBILIARE DI
PADOVA E PROVINCIA REGGE. PREZZI SOSTANZIALMENTE STABILI, MA FLESSIONE DELLE
COMPRAVENDITE. TIENE L?ACQUISTO DI CASE NUOVE. Padova, 12 marzo 2009 - Il
mercato immobiliare di Padova e provincia nel 2008,
nonostante i segnali negativi, dimostra ancora una volta la sua solidità nel
reggere una congiuntura economica così negativa. L´osservatorio Immobiliare
Fiaip ? Collegio di Padova - conferma in pieno le previsioni e gli scenari
anticipati nel 2007: i prezzi delle case reggono anche
se diminuisce il volume delle compravendite e si allungano i tempi di
contrattazione. Viene confermata, inoltre, la tendenza a premiare la qualità e
il grado di innovazione delle soluzioni abitative. Il 2008 segna la prima
battuta d´arresto nel comparto dal 1998: si registra un lieve calo
sull´andamento dei prezzi pari al -2,1% rispetto al
2007. La diminuzione è più contenuta per i Comuni della Provincia (-1,2%) e
leggermente superiore per il capoluogo ed i Comuni della fascia urbana (- 3%).
Dal punto di vista dei volumi delle transazioni si registra, invece, un -20%
che si traduce in un aumento del 10% nell´offerta di immobili residenziali a
cui non fa seguito un corrispettivo aumento della domanda. Tutto ciò comporta
un relativo allungarsi dei tempi di collocazione che passano dai 6/7 mesi ai
7/9 mesi. La previsioni degli agenti Immobiliari Fiaip per il 2009 indicano
ancora un calo sia nei valori che nei volumi che colpirà soprattutto la fascia
bassa del mercato in particolare per quanto riguarda stranieri e giovani
coppie. Il futuro, tuttavia, è legato al riassetto del settore finanziario e
del mercato dei mutui L?osservatorio Immobiliare Fiaip, giunto alla 5°
edizione, non rappresenta solo uno strumento chiaro e trasparente di lettura
dell?andamento medio dei prezzi e della situazione
delle compravendite immobiliari ma conferma il suo ruolo di anticipatore di
trend e scenari, un ruolo decisivo in questo periodo di grande incertezza.
?L´osservatorio Immobiliare ? afferma Massimo Selmin Presidente Fiaip Collegio
Provinciale Padova ? si carica quest´anno di ulteriori importanti significati.
I prezzi ?fantasiosi? al ribasso con cui molto spesso
gli immobili vengono immessi sul mercato non sono supportati da dati o corrette
valutazioni che solo operatori qualificati e analisi attente basate
sull´oggettiva conoscenza del mercato possono assicurare. L´osservatorio
rappresenta uno strumento fondamentale a disposizione dei soci Fiaip per queste
valutazioni e analisi?. ?L?osservatorio ? afferma il Presidente Fiaip Regione
Veneto Gianni Bacco ? si conferma un importante contributo tecnico alla
collettività e uno strumento fondamentale di cultura, chiarezza e buona
informazione, soprattutto in un periodo in cui dati imprecisi o infondati
rischiano di aggiungere nervosismo ed emotività a confusione ed incertezza. Si
conferma il punto di osservazione privilegiato degli Agenti Immobiliari Fiaip,
che ancora una volta si dimostrano professionisti in grado di prevedere e
anticipare trend e scenari futuri ?. Comparto residenziale ? compravendita case - Il 2008 segna la prima battuta d´arresto nel comparto
dal decennio. I prezzi del comparto residenziale scontano
un lieve calo che si diversifica sia in base alla collocazione nel territorio
sia in base allo stato di conservazione ed alla vetustà dell´immobile stesso.
Per la prima volta, a livello provinciale si registra un lieve calo
sull´andamento dei prezzi, pari al -2,1% rispetto al
2007. La diminuzione è più contenuta per i Comuni della Provincia (-1,2%) e
leggermente superiore per il capoluogo ed i Comuni della fascia urbana (- 3%).
Sul fronte dei volumi di transazione, sulle compravendite residenziali di tutta
la Provincia il 2008 chiude con un forte segno negativo, pari al -20,5%
rispetto al 2007 e con un aumento degli immobili offerti in vendita pari al
10%. Le percentuali si differenziano, però, in relazione allo stato di
conservazione degli immobili. In particolare si evidenzia un decremento
maggiore (-3,5%) negli ?immobili da ristrutturare? e nelle unità abitative
catalogate in ?buono stato? tra i 10 e i 30 anni (-2,2%), mentre la diminuzione
più contenuta si ha nelle ?case nuove? con un -1,4%.
La situazione è ancora più variegata se si confrontano tali dati con lo ?stock?
di immobili in vendita a Padova città, nella cintura urbana o nei Comuni della
Provincia. Per quanto riguarda le ?case nuove? la
diminuzione dei prezzi è irrilevante (-0,7%) per il
Comune capoluogo o addirittura in controtendenza per gli immobili top (+4%),
mentre si attesta ad un -2,1% negli altri Comuni della Provincia. Per quanto
riguarda gli immobili ?in buono stato? la situazione è ancora diversa con un
-3,2% a Padova città ed un -1,1% nel resto dei Comuni della Provincia. Marcato
il calo dei prezzi per gli ?immobili da ristrutturare?
con un -5% nel capoluogo ed un -2% nel resto dei Comuni. Si conferma così la
tendenza già emersa nell´Osservatorio Immobiliare 2007: il mercato predilige
immobili residenziali recenti o nuovi e premia la qualità e l?innovazione
tecnologica, intesa come risparmio energetico, sostenibilità, sicurezza, fonti
d´energia alternative, ma anche armonia dell´immobile con il tessuto urbano
circostante. Comparto residenziale ? locazione case -
Il mercato delle locazioni nel comparto residenziale è in controtendenza
rispetto agli altri reparti. È aumentato il numero di immobili in locazione
(8%) a cui corrisponde, però, un incremento delle locazioni pari al 5%. L´andamento
dei prezzi rimane pressoché stabile. I dati sulla
locazione indicano un ulteriore fattore di tenuta del mercato immobiliare: le famiglie tornano all´acquisto di immobili da
mettere a reddito. La tenuta dei prezzi e l´incremento
della conclusione di contratti di locazione confermano una crescente
propensione all´investimento immobiliare con una
redditività apprezzabile che va oltre la natura di ?bene rifugio?. - Comparto
Commerciale - Negozi Il numero di transazioni di immobili commerciali cala del
6% mentre i prezzi di compravendita subiscono una
riduzione pari all´1,9% su basa annua. Anche il mercato delle locazioni per
quanto riguarda questo reparto registra una contrazione del 2% con i canoni di
locazione diminuiti del 3%. Comparto Direzionale ? Uffici - Per gli immobili
direzionali il mercato indica una diminuzione media delle compravendite del
6,7% mentre i prezzi registrano una lieve diminuzione
dell´1,3%. Anche il numero delle locazioni e dei canoni di locazione
diminuiscono del 3%. La contrazione dei volumi di transazioni del comparto
direzionale-uffici e del commerciale-negozi conferma una tendenza in atto già
dal 2006. . <<BACK
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-12 - pag: 5 autore: Dai subprime ai
derivati. La dinamica del contagio ha reso difficile fissare i confini L'escalation
dei titoli «tossici» Isabella Bufacchi ROMA "Tossico" è un'etichetta
estremamente elastica da quando viene applicata agli strumenti finanziari in
circolazione e alle perdite (reali o potenziali) nel bilancio delle banche. Il
concetto di "tossicità" è talmente plasmabile da adattarsi oramai a
qualsiasi forma di minaccia alla stabilità, alla solidità o alla capacità
stessa di erogare credito delle istituzioni bancarie. Tossico è ora sinonimo di
"titolo illiquido", di "investimento erroneamente valutato"
ma anche di "attività rischiosa" o ancor più genericamente di
"qualcosa di cattivo": in lingua inglese toxic sta per legacy,
distressed, troubled, risky, bad. Si spazia dal subprime alle
cartolarizzazioni, dai Cdo ai derivati per finire alle sofferenze bancarie più
tradizionali generate da recessione e/o scoppio di bolle
immobiliari: credito al consumo, mutui ipotecari, prestito alle imprese
piccole, medie, grandi. Quel che sta avvenendo in Europa, tra le pieghe dei
salvataggi e dei sostegni pubblici più o meno trasparenti a favore delle
banche, è una vera e propria escalation del "materiale" tossico
oggetto delle operazioni di pulizia tramite spv, bad bank, fondi
specializzati, pseudo-nazionalizzazioni ed estensioni della garanzia pubblica:
i casi Fortis, Ubs prima e in questi giorni Rbs e Lloyds sono tra i più
eclatanti. Agli albori della crisi, gli istituti intossicati avevano in pancia
le cartolarizzazioni dei mutui ad alto rischio americani subprime, per un
controvalore stimato a fine 2007 attorno agli 800 miliardi di dollari. Il
contagio si è poi rapidamente esteso ad alcune categorie di cartolarizzazioni
con rating "AAA" (declassate pesantemente perchè sottovalutate in
termini di rischio di liquidità e di credito) e in seguito a qualsiasi prodotto
della finanza strutturata. Tossici tutti i titoli illiquidi e con strutture
troppo complesse (MBS, RMBS e CMBS, ABS e ABCP su carte di credito, prestiti al
consumo e leasing, CDO, CLO, CBO), un mercato stimato in Europa e Usa attorno
ai 9.600 miliardi di euro (valore nominale, non di mercato). Il veicolo
speciale spv per Fortis contiene 11,4 miliardi di euro di prodotti di
structured finance. La prima tranche di asset Ubs acquistati dalla Banca
centrale svizzera si è limitata a titoli "illiquidi", «non tossici».
Ma successivamente, anche a causa del collegamento diretto tra alcune
cartolarizzazioni e i credit default swap (derivati sul credito), nel calderone
del tossico sono finiti anche gli strumenti derivati. Nel documento diramato
dal ministero dell'Economia in occasione della giornata su "Imprese,
lavoro e banche", i derivati sono stati collocati alla radice della crisi
di liquidità e di fiducia. Il valore nozionale (equivalente all'importo
dell'attività sottostante) dei prodotti derivati «è stimabile 12,5 volte il PIL
mondiale» (547 miliardi di euro contro 45), con un valore "ufficiale"
«ignoto» se non negoziati su mercati regolamentati e non standardizzati. Il Mef
ha rilanciato l'allarme derivato-tossico: «non si sa dove sono finiti questi derivati».
In realtà, i derivati più rischiosi (dunque tossici) sono i Credit default swap
trattati overthe- counter, che hanno un controvalore nozionale stimato
dallaBanca dei regolamenti internazionali attorno ai 45 miliardi. I derivati
negoziati in Borsa (futures e options) sono meno rischiosi perchè il rischio
controparte è coperto dalla clearing house (controparte di tutti gli scambi):
hanno un valore di mercato trasparente, con prezzi
quotati su listini ufficiali. I derivati over-thecounter come swap e forward che
prendono posizione (speculativa o di copertura) sull'andamento dei tassi
d'interesse e di cambio (oltre 400 miliardi di euro) non sono tossici nel senso
stretto della parola, non sono illiquidi nè difficilmente valutabili. Sotto il
profilo contabile rappresentano tuttavia una zona grigia per il bilancio delle
banche (in alcuni casi sono contabilizzati al valore lordo in altri con netting
delle posizioni). L'ultima estensione del concetto di "toxic asset",
tuttavia, ha rotto definitivamente qualsiasi argine. Come dimostrano i bail out
di Rbs e Lloyds, gli asset "cattivi" sui quali è stata concessa la
garanzia pubblica sono in minima parte cartolarizzazioni e Cds e in larga
misura voci in bilancio a rischio di perdita in un contesto di galoppante
recessione e scoppio di bolla immobiliare: credito al
consumo, mutui ipotecari, prestiti alle Pmi e ai grandi corporate. La garanzia
statale a favore di Lloyds su 260 miliardi di sterline di asset cattivi è così
ripartita: 74 mutui residenziali, 18 crediti al consumo, 17 subprime, 151
prestiti a imprese e mutui commerciali. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com AIUTI
PUBBLICI A PIOGGIA Gli interventi degli Stati a sostegno degli istituti più
fragili allungano la lista delle attività rischiose oggetto di garanzie, bad bank
e veicoli
( da "Sicilia, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
risveglio del mercato immobiliare Fra la fine
del 2008 e l'inizio del 2009 si sono consolidati il numero delle compravendite
e i prezzi delle case ROMA. La crisi stabilizza il
mattone: tra fine 2008 e inizio 2009, dopo un periodo di flessione, il numero
delle compravendite e i prezzi delle case si sono
consolidati. Ma
a Roma e Milano il valore delle abitazioni, addirittura, aumenta. In crescita
anche il numero di contratti d'affitto. È quanto emerge dai dati e dalle
previsioni del Bollettino immobiliare di Confedilizia,
elaborato sui valori di compravendita delle case nel
2008. Per il presidente dell'associazione dei proprietari, Corrado Sforza
Fogliani, si sta verificando «un ritorno all'investimento immobiliare»,
«che nei periodi di crisi non ha mai tradito». Si è così frenato il calo dei prezzi delle abitazioni, che Confedilizia, nella prima parte
del
( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edilizia, la
recessione provoca un calo del 10% nella produzione Presentata la Meci Il
mercato immobiliare risente ovviamente della crisi
anche in virtù del fatto che meno famiglie possono accendere un mutuo
Imprenditori favorevoli alla proposta del governo sull'aumento delle volumetrie
residenziali Brusca frenata dell'edilizia comasca: se nell'ultimo trimestre del
2008 le ore lavorate erano diminuite del 5%, per il 2009 si prevede addirittura
un calo del 10%. A rivelarlo è l'Associazione Nazionale Costruttori Edili
lariana (Ance). Ieri, alla presentazione della Meci - la fiera sull'edilizia
civile e industriale - è stata scattata anche una fotografia del settore edile
comasco. Le previsioni, come detto, sono abbastanza preoccupanti. «Questi dati
- precisa Giuseppe Rigamonti, vicepresidente del comitato promotore della Meci
e consigliere dell'Ance di Como - arrivano dopo dodici anni di crescita
costante e continua. Non dobbiamo comunque sottovalutarli: anzi, adesso
dobbiamo cogliere un'opportunità di cambiamento». Vale a dire' «Il calo della
quantità deve corrispondere a un aumento della qualità del nostro lavoro, sotto
i profili tecnologico e organizzativo». Ci sono posti di lavoro a rischio'
«Solo per le figure non qualificate - risponde Rigamonti - mentre vi sarà
grande spazio per i giovani specializzati e laureati nelle discipline tecniche:
ingegneria ambientale, civile e gestionale». La frenata dell'edilizia, secondo
Rigamonti, porterà nel settore una naturale «selezione delle aziende, utile
pure alla garanzia di qualità per il consumatore finale». Il mercato immobiliare risente ovviamente della crisi, anche in virtù
del fatto che molte meno famiglie in questo momento vogliono (e possono)
accendere un mutuo. È questo, forse, il momento di comprare' «Nel Comasco in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di
prezzo delle case, bolle speculative. I prezzi sul nuovo
tengono. Compra chi ha bisogno». Anche dall'Ance, così come da altre categorie
imprenditoriali, arriva invece un allarme sul credit crunch, la stretta
creditizia che rischia di asfissiare le aziende. «Alle banche - continua
Rigamonti - chiediamo di favorire le imprese che producono, a differenza degli
immobiliaristi che si occupano della sola commercializzazione». Su scala
nazionale sta facendo discutere un provvedimento di legge, al vaglio del
governo, che introdurrebbe una forte deregulation nel settore edile:
dichiarazione di un tecnico privato invece della concessione edilizia dei
Comuni, possibilità di aumentare il volume di un edificio del 20%
(residenziale) o 30% (commerciale). Gli edifici sorti entro il 1989 e non
vincolati potrebbero essere demoliti e ricostruiti con un 30% in più dei
volumi: questo premio volumetrico sarebbe però vincolato al raggiungimento di
alcuni standard energetici e qualitativi. «Oggi servono mediamente tre anni per
una pratica urbanistica in Comune, e un anno e mezzo per una pratica edilizia.
Questo significa che a volte il progetto da cui si parte diventa obsoleto
all'atto della costruzione - risponde Rigamonti - perciò, siamo favorevoli alla
deregolamentazione di un settore che è fin troppo burocratizzato. Non conosciamo
ancora i dettagli precisi della proposta del governo, ma se le direttive
consistono nel premiare i costruttori che mirano all'efficienza energetica e
alla qualità, siamo d'accordo. Un eccesso di volume su un progetto scarso è
dannoso; se, invece, il progetto è di qualità, diventa sostenibile». Dello
stesso parere è Valter Ferrario, direttore dell'Ance di Como. «Ogni snellimento
di procedure e burocrazie è benaccetto, anche se in Lombardia disponiamo già
della Dichiarazione d'Inizio Attività (Dia) che permette un iter più veloce.
Siamo inoltre d'accordo nel concedere un "premio volumetrico": se
legato all'efficienza energetica, questo diventa un incentivo per i privati.
Avremmo qualche perplessità, invece, se la possibilità di aumentare i volumi
fosse fine a se stessa». Andrea Bambace Nella foto: Ieri è stata presentata la
nuova edizione della Meci, la fiera dell'edilizia civile e industriale in
programma a Lariofiere dal 20 marzo Home Assalti in villa di sei anni fa
Condannato Le imprese in fiera a Erba saranno 140 Pirateria informatica, 400
denunce all'anno Sperimentato a Como un software innovativo Spari nella notte
in via Milano Guardia giurata mette in fuga i ladri Spacciavano droga fuori dal
Gallio Il giudice ratifica i patteggiamenti Lo Stato non paga: arriva lo
"sciopero delle intercettazioni" Accoltella una prostituta Marocchino
in manette
( da "Velino.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Gb, il mattone accusa la crisi: prezzi delle case vanno
a picco Roma, 12 mar (Velino) - Il prezzo delle case
nel Regno Unito potrebbe crollare, a causa della crisi economica, anche del 55
per cento. Questa la previsione pessimistica della società di analisi
finanziaria Numis Securities che ha stimato, inoltre, una profonda recessione
per il prossimo anno, con la probabilità che il Regno Unito finisca in
bancarotta. Se le previsioni si avverassero, i contribuenti anglosassoni si
troverebbero a pagare mutui per abitazioni che varrebbero la metà. Alistair Darling,
cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, ha dichiarato sulle pagine del
quotidiano inglese Daily Mail che “non esiste un rimedio istantaneo per la
crisi economica, ed è importante ricordare che abbiamo a che fare con un
problema in continua evoluzione, che sta rendendo la vita più difficile in ogni
paese”. Lo studio della Numis Securities sostiene che
questa paurosa svalutazione degli immobili colpirà soprattutto le case dei centri delle città e quelle costruite nello scorso decennio.
Dal rapporto emerge infatti che il prezzo delle case in questione
è sovrastimato tra il 17 e il 39 per cento del valore reale. Per
esempio, una casa valutata in media 160 mila sterline, non ne varrebbe oggi,
secondo Numis, più di 96 mila. Il portavoce dei Tories Grant Shapps ha
affermato, sempre secondo quanto riporta il Daily Mail, di “augurarsi che
quanto predetto dalla Numis non si avveri perché, se così non fosse, si
tratterebbe di una tragedia indicibile per tutti quei cittadini britannici che
hanno investito nel mattone”. Quello che è certo, è che le previsioni si stanno
tramutando in realtà, e se ne trova conferma analizzando la situazione immobiliare di alcune aree del Regno Unito. A Hertford, per
esempio, la ricca cittadina dell?Hertfordshire, i prezzi
sono scesi di circa il 26 per cento, passando da una media per immobile di
295,830 sterline a 217,498 secondo i dati di Globrix, uno dei più importanti
siti inglesi di compravendita di case. Stessa musica
per Kendal, il pittoresco paese del distretto dei laghi, che ha visto i prezzi delle abitazioni crollare del 20 per cento; o per la
celebri cittadine di Windsor e Kilmarnock, che hanno subito un calo dei prezzi rispettivamente del 21,1 e del 26,5 per cento. “Non
esiste un motivo per cui i prezzi vadano così giù in
alcune aree piuttosto che in altre” – ha dichiarato Peter Bolton King,
direttore esecutivo dell? Associazione nazionale agenti immobiliari . Alcune
aree del paese sono più colpite di altre - aggiunge – ed è possibile che questa
svolta negativa stia per infiammare anche quelle zone che sono più densamente
popolate”. (ful) 12 mar 2009 18:40